Presidenza del presidente Lo Porto
RAITI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Sull'ordine dei lavori
SCOMA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una
sospensione della seduta, al fine di consentire la conclusione di
una riunione del Gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.53)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
del 10 settembre 2002 delle Commissioni legislative permanenti.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 767 - Iniziative urgenti al fine di procedere al
commissariamento dell'I.P.A.B. Principe di Palagonia e Conte
Ventimiglia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 768 - Intervento urgente presso l'Amministrazione
comunale di Isnello (PA) allo scopo di garantire la
ricollocazione della targa commemorativa di Peppino
Impastato, vittima della mafia.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
Firmatari:
Forgione Francesco; Liotta Santo; Raiti Salvatore; Papania
Antonino; Ferro Giovanni; Barbagallo Giovanni; Orlando
Leoluca; Cracolici Antonino
N. 769 - Interventi di sostegno ai commercianti le cui
aziende insistono in aree chiuse al traffico per la
realizzazione di opere pubbliche.
- Assessore Cooperazione
Firmatario:
Fleres Salvatore
N. 770 - Nomina dei componenti delle Commissioni
provinciali per l'artigianato.
- Assessore Cooperazione
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 771 - Ripristino della viabilità sulla strada
provinciale 42 tra i comuni di Pedara e Tremestieri Etneo
(CT).
- Assessore Enti Locali
Firmatario:
Fleres Salvatore
N. 772 - Realizzazione di un presidio di Polizia
municipale a Librino, San Giorgio e Pigno, popolosi
quartieri di Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario:
Fleres Salvatore
N. 773 - Reintroduzione dell'insegnamento dello strumento
musicale nelle scuole superiori della provincia di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario:
Tumino Carmelo
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 57 - Provvedimenti riguardanti il recente terremoto che
ha interessato, in particolare, Palermo e la sua provincia.
- Presidente Regione
Firmatari:
Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Ferro Giovanni; Forgione
Francesco; Speziale Calogero
N. 58 - Richiesta di interventi di ammodernamento della
strada statale 120 che collega la zona ionica con quella
tirrenica.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario:
Tumino Carmelo.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Segreto ha chiesto congedo
per la corrente settimana.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Presidenza del presidente Lo Porto
SOLIDARIETA' AL POPOLO AMERICANO IN OCCASIONE
DELL' ANNIVERSARIO DELLE STRAGI TERRORISTICHE
DELL' 11 SETTEMBRE 2001
(Tutta l'Aula si alza in piedi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non si può tralasciare di
cogliere l'occasione di questa seduta per ricordare l'anniversario
dell' 11 settembre 2001 quando, come tutti sappiamo, un proditorio
attacco colpì duramente New York, l'America ed il mondo civile nella
sua interezza.
L'Assemblea regionale siciliana, mio tramite, credo vorrà
esprimere, insieme al ricordo di questo triste evento, l'intera
solidarietà della Sicilia al popolo americano così duramente
colpito.
Confidiamo che la ragionevolezza, il senso politico, i
sentimenti di umanità e di progresso civile ispirino le nazioni del
mondo a porre fine a questa autentica strategia di tensione
internazionale; che prevalga il buonsenso e si allontanino
concretamente i pericoli di guerra che, ancora oggi, a distanza di
un anno, lacerano la convivenza internazionale e minacciano la pace
dei popoli.
Un ricordo particolare va a coloro che, in qualità di Vigili
del fuoco, immolarono la propria esistenza, provenendo, per opera
dei padri e dei parenti, soprattutto dalla nostra Sicilia; un
ricordo, quindi, dei martiri, un ricordo della popolazione civile
americana colpita, un anelito verso un periodo di pace, di
superamento e di fratellanza fra i popoli.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, delle mozioni:
- n. 153 "Notizie circa la riorganizzazione della rete di
servizio postale siciliana", degli onorevoli Lo Curto Eleonora;
Paffumi Angelo; Antinoro Antonio; Cristaudo Giovanni; Rotella
Domenico; Garofalo Ottavio; Leanza Nicola; Ardizzone Giovanni;
Baldari Nicola Renato; Raiti Salvatore; Gurrieri Sebastiano;
Beninati Antonino; Villari Giovanni; Sanzeri Salvatore;
Barbagallo Giovanni; Panarello Filippo; Lo Monte Carmelo;
- n. 154 "Notizie sull'interruzione del servizio di assistenza
domiciliare integrato (Adi) dell'ASL di Agrigento", degli
onorevoli Lo Monte Carmelo; D'Antoni Sergio; Sanzeri Salvatore;
Amendolia Antonino;
- n. 155 "Interventi presso il Governo nazionale per scongiurare
la soppressione della sede del Tribunale di Belpasso", degli
onorevoli Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo;
- n. 156 "Interventi per assicurare la realizzazione del progetto
di area attrezzata nel Comune di Partinico, a sostegno degli
artigiani e dei piccoli imprenditori", degli onorevoli Ferro
Giovanni; Morinello Salvatore; Miccichè Calogero; Orlando
Leoluca; Raiti Salvatore;
- n. 157 "Iniziative per il ripristino dell'operazione 'Vespri
siciliani'", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Garofalo Ottavio; Catania Franco; Maurici Giuseppe;
- n. 158 "Iniziative per reprimere il fenomeno della pedofilia e
della pedopornografia in Sicilia", degli onorevoli Fleres
Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Garofalo
Ottavio; Catania Franco; Mercadante Giovanni;
- n. 159 "Interventi per il reintegro dei fondi per il credito
d'imposta", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Catania Franco; Garofalo Ottavio; Maurici Giuseppe;
- n. 160 "Revoca del decreto per il contenimento della spesa
sanitaria e interventi organici nel settore della sanità", degli
onorevoli Cracolici Antonino; Manzullo Giovanni; Morinello
Salvatore; Zangara Andrea; Speziale Calogero; Barbagallo
Giovanni; Ortisi Egidio; Ferro Giovanni; Forgione Francesco.
Ne dò lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
RILEVATO che:
- è stato impostato il piano di interventi estivi
(anno 2002) per la rete del servizio postale
regionale;
- l'organizzazione prevede per 17 comuni il cosiddetto
'Part-time', verticale con apertura di soli tre
giorni a settimana, nonchè la chiusura nel turno
pomeridiano per ben 34 comuni dell'Isola;
- una così incisiva interruzione della continuità di
un servizio già di per sè non ottimale sembra poco
praticabile e dunque degna dell'attenzione di tutti;
- in particolare, non si comprende come sia possibile
raggiungere nel periodo previsto, che va dal mese di
luglio a quello di settembre, un livello di tutela
sufficiente e funzionale all'interesse generale;
- l'intenzione di sostanziale frantumazione del
servizio, soprattutto nei piccoli comuni, è
negazione lampante del diritto di crescita e di
sviluppo, il quale è da riconoscere indistintamente
a tutte le amministrazione locali , non escluse
quelle di modesta espansione territoriale;
- il rischio di una siffatta manovra è anzitutto
quello dello spopolamento dei luoghi interessati,
con la riflessa costrizione dei giovani all'esodo
verso luoghi maggiormente 'custoditi', unica
occasione per potere scommettere sul proprio futuro;
- inoltre è quello dell'imposizione, in capo a quanti
non possano trasmigrare altrove, a rassegnarsi
all'insormontabile barriera dell'inefficienza
(pensiamo agli anziani per i quali ogni disservizio
è complicazione del quotidiano se non negazione di
linfa vitale);
- una soluzione offerta è quella di favorire la
mobilità di quei dipendenti (troppi ), il cui
esubero nelle grandi città è lamentato dalle stesse
Poste italiane;
EVIDENZIATO che:
- l'Azienda Poste è ormai protesa verso il cosiddetto
'servizio universale', e cioè all'incisiva, dinamica
e variegata presenza del suo personale dinanzi
all'utente privato;
- gli uffici postali dell'Italia di oggi sono punti di
riferimento protesi non più a garantire i
tradizionali ambiti operativi, ma anche
sperimentalmente congegnati a sanare la generale
carenza di informazione in materia di comunicazione
e nondimeno a corazzare i cittadini degli
ausìli-base in quei rami ulteriori, quali gli
assicurativi ed i finanziari, appunto oramai
inglobati nei settori d'intervento del moderno
servizio postale;
POSTO che la Regione siciliana si avvale di contributi
nazionali, erogati nell'ottica dell'efficienza del
servizio in questione, e pertanto la dimensione
territoriale non può essere fondato discrimine o
motivo di una strategia di marketing, in
contraddizione evidente rispetto allo scenario
nazionale;
NON INTUENDO il perchè di questa visione pigra e
anacronistica di servizio al cittadino,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad indagare sui motivi sottesi ad una scelta tanto
discutibile, e dunque a promuovere presso l'Azienda
Poste italiane il ripristino immediato dei servizi
soppressi i quali, piuttosto, andrebbero asserviti
ad una seria logica di rinforzata utilità." (153)
LO CURTO - PAFFUMI - ANTINORO
CRISTAUDO - ROTELLA - GAROFALO
LEANZA N. - ARDIZZONE - BALDARI
RAITI - GURRIERI - BENINATI
VILLARI - SANZERI - BARBAGALLO
PANARELLO - LO MONTE
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'ASL di Agrigento ha attivato, nel 1999, il
servizio di assistenza domiciliare integrato (Adi) a
favore di tutti i pazienti di età superiore a 75
anni, affetti da qualsiasi patologia acuta, in
alternativa al ricovero ospedaliero;
CONSIDERATO che dopo anni di intensa e preziosa attività al
servizio di centinaia di agrigentini, da notizie
apprese dai vertici dell'ASL l'assistenza è stata
interrotta per scadenza del progetto, per il cui
rinnovo mancano i fondi dell'Assessorato regionale
Sanità;
RICORDATO che:
- il finanziamento complessivo previsto per la
provincia di Agrigento era di circa due milioni di
euro, e che invece nelle casse dell'ASL ne sono
arrivati meno di cinquecentomila;
- il Piano sanitario regionale prevede, espressamente,
di privilegiare il più possibile i trattamenti
terapeutici e riabilitativi dei pazienti anziani al
proprio domicilio, quando le condizioni della
malattia lo permettano, evitando il ricovero
ospedaliero,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ed in particolare
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
a ripristinare con proprio decreto, nell'immediato,
le somme dovute all'ASL agrigentina per il
funzionamento dell'assistenza sanitaria domiciliare
integrata, e a garantire che nel futuro vengano
rispettate le previsioni del Piano sanitario
regionale riguardo al trasferimento di somme ai
servizi territoriali." (154)
LO MONTE - D'ANTONI - SANZERI -
AMENDOLIA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che a seguito dell'approvazione da parte del
Consiglio dei Ministri del disegno di legge avente
ad oggetto 'la Riforma dell'Ordinamento Giudiziario
e la revisione delle Circoscrizioni Giudiziarie',
avvenuta nella seduta del 14.3.2002, si prospetta la
'soppressione' della sede di Belpasso, quale Sezione
staccata del Tribunale di Catania;
CONSIDERATO che:
- analoga richiesta era stata formalizzata con la
soppressione e successivo accorpamento dell'ex
Pretura, e già in quella sede si era scelto il
mantenimento della sede di Belpasso a seguito delle
pressanti richieste dei cittadini, delle forze
politiche ed istituzionali, nonché dell'intera
classe forense;
- erano stati, infatti, i problemi che da tale scelta
sarebbero derivati alle popolazioni interessate
proprio per le problematiche inerenti alle altre
sedi, per gli enormi disagi che si sarebbero creati
agli operatori (avvocati, magistrati, personale di
cancelleria e cittadini interessati), costretti a
non agevoli spostamenti quotidiani per raggiungere
le nuove sedi a causa dell'assenza di collegamenti
pubblici, nonché per la radicata consapevolezza
che, sin dall'Unità d'Italia la Pretura di Belpasso
ha costituito un presidio di giustizia nel
territorio;
RITENUTO che appare contraddittorio, oltre che 'un esempio di
spreco di pubblico denaro', constatare, da una
parte, l'avvenuta realizzazione (mancando solo gli
arredi) di un edificio destinato a sede degli uffici
giudiziari, ove sono state spese somme
rilevantissime, e, dall'altra, la 'paventata' e
perciò incomprensibile soppressione della sede;
CONSIDERATO altresì che:
- il prospettato accorpamento alla sede di Paternò, i
cui procedimenti iscritti a ruolo negli ultimi due
anni sono sostanzialmente eguali a quelli di
Belpasso, comporterebbe 'la paralisi della giustizia
civile e penale in tutto il comprensorio';
- infatti, come a tutti noto, in quel Tribunale, da
circa un anno, l'Ufficio è retto, per l'assenza del
Giudice titolare, da tre giudici onorari
temporanei, con innegabili riflessi sullo stato dei
procedimenti penali, con conseguenti prescrizioni
del reato ed una serie di disagi per la rinnovazione
dei dibattimenti;
ATTESO che l'Amministrazione della giustizia nel
Territorio ha peculiarità proprie, che devono essere
considerate al di là dei dati statistici relativi ai
carichi pendenti di ciascun ufficio giudiziario;
CONSTATATO che l'Associazione forense di Belpasso, Nicolosi e
Camporotondo ha proclamato lo stato di agitazione in
ferma opposizione al progetto di revisione, già
approvato dal Consiglio del Ministri, che prospetta
l'accorpamento della sede del Tribunale di Belpasso
alla sede del Tribunale di Paternò,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale al fine
di scongiurare la prospettata soppressione della
sede del Tribunale di Belpasso, tenuto conto delle
innegabili ripercussioni negative che ne
deriverebbero per il corso della giustizia civile e
penale in tutto il comprensorio." (155)
BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
TUMINO
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Consorzio CO.SA.R. si è costituito nel 1992 a
Partinico, e raggruppa artigiani e piccoli imprenditori
della zona, con lo scopo di fornire servizi alle imprese
associate;
- la normativa regionale consente agli imprenditori
in forma associata di avere assegnate aree mediante
piani attuativi redatti dagli stessi operatori (art. 36
legge regionale n. 30 del 1997);
- il CO.SA.R. in virtù della predetta normativa
regionale, e in presenza del nuovo piano regolatore
generale, ha realizzato un progetto atto a creare una
zona attrezzata nel comune di Partinico;
- il consorzio si è fatto carico della progettazione
delle opere di urbanizzazione;
- il progetto è stato approvato dal Consiglio
comunale e interessa i due terzi dell'area D2 prevista
dal piano regolatore generale per complessivi 275 mila
metri quadrati;
- nello spazio previsto dal progetto è prevista la
realizzazione di uno spazio attrezzato ove verranno
impiantati 32 insediamenti produttivi, un centro servizi
che ospiterà una banca, un ufficio postale, un locale da
adibire a mensa e opere varie di urbanizzazione idonee a
prestare servizi sia agli imprenditori che impianteranno
la loro attività nella zona che a quelli del
circondario;
- il consorzio in oggetto ha chiesto al Comune
l'approvazione del progetto in virtù degli articoli 1 e
4 della legge regionale n. 35 del 1978;
- le opere di urbanizzazione primaria sono state
finanziate nel Patto territoriale del Golfo di
Castellammare, con delibera Cipe nel dicembre 2000.
CONSIDERATO che:
- nel paese di Partinico le imprese artigiane sono
circa 500 e operano tutte tra innumerevoli difficoltà ed
in assenza di spazi idonei a favorire lo sviluppo delle
imprese locali;
- la realizzazione del progetto creerà nuova
occupazione stimata per circa 500 unità, considerando un
investimento per circa 60 miliardi;
- il consiglio comunale di Partinico considerando gli
effetti positivi sull'economia cittadina e di tutto il
circondario ha approvato nel 1999 il piano attuativo per
la realizzazione dell'area artigianale e la bozza di
convenzione tra il Consorzio ed il Comune;
- la bozza di convenzione prevede che sarà lo stesso
Consorzio a provvedere alla realizzazione dell'opera;
PRESO ATTO che:
- a distanza di circa un anno e mezzo, a Patto
finanziato, il Comune di Partinico ha comunicato agli
artigiani del Consorzio l'attivazione della procedura di
revoca della delibera che prevedeva l'acquisizione
dell'area attraverso esproprio e pagamento di un
indennizzo legato al valore di mercato dei terreni;
- nonostante quanto dichiarato da tutte le forze
politiche ed in particolare da quelle di maggioranza che
hanno promosso l'attivazione della procedura di revoca,
ad oggi non è stata ancora firmata la convenzione tra il
comune di Partinico e il CO.SA.R.
- se entro il termine del 26 novembre 2002 non si
dovesse provvedere a completare l'iter amministrativo,
si perderebbero i finanziamenti previsti dalla delibera
del C.I.P.E, con una perdita secca di 17 miliardi delle
vecchie lire;
- innumerevoli sono stati gli atti intimidatori nei
confronti di politici, professionisti, cittadini e
sindacalisti, tutti impegnati nella realizzazione del
progetto dell'area attrezzata;
- agli interessi contrastanti degli artigiani con i
proprietari dei terreni, si sono aggiunti gli interessi
imprenditoriali di un'azienda di Milano (la Policentro)
che intende realizzare un centro commerciale nella
stessa area individuata per la costruzione della zona
attrezzata;
RITENUTO che:
- sicuramente l'iniziativa degli artigiani e dei
piccoli imprenditori di Partinico va incoraggiata e
sostenuta;
- è inaccettabile che si veda sfumare la
realizzazione di un progetto da 13 miliardi che creerà
nuova occupazione, per altro già interamente finanziato;
- in presenza di interessi imprenditoriali divergenti
va favorito e incoraggiato lo sviluppo endogeno
proveniente da forze economiche sane;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad accertare la sussistenza di comportamenti
contraddittori ed eventualmente omissivi da parte dei
funzionari della Regione presso l'Assessorato regionale
ambiente, in considerazione del fatto che, pur
ritrovandosi i comuni di Partinico e Raffadali in
analoga condizione, hanno ricevuto risposte diverse
(vedi la nota n. 43413 del 18 luglio 2002 indirizzata al
Comune di Partinico e la nota n. 39242 del 25 giugno
2002 indirizzata al Comune di Raffadali);
- ad intervenire presso il Comune di Partinico,
utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione,
affinchè si completi in tempo utile l'iter
amministrativo per la realizzazione del progetto di
realizzazione dell'area attrezzata;
- ad avviare un'ispezione presso lo stesso Comune per
verificare quali siano i motivi dell'ingiustificato
ritardo che rischia di compromettere lo sviluppo della
zona, e se lo stesso ritardo non sia dovuto a pressioni
indebite." (156)
FERRO - MORINELLO -
MICCICHE' - ORLANDO -
RAITI
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che dal 1992 sino al luglio 1998 è stata in vigore
l'operazione denominata 'Vespri siciliani',
consistente nell'impiego di personale militare
essenzialmente di leva a presidio di obiettivi
sensibili e nello svolgimento di attività di
controllo del territorio in Sicilia;
CONSIDERATO che l'operazione Vespri siciliani aveva riscosso
pieno successo sul piano dei risultati; aveva
consentito di ottimizzare l'impiego delle forze
dell'ordine nelle attività istituzionali ed in
quelle di polizia giudiziaria; aveva, infine,
riscosso la simpatia da parte della popolazione
dell'Isola;
RITENUTO che la cessazione dell'operazione Vespri siciliani
ha determinato un'indebolimento nell'attività di
controllo del territorio e nella visibilità della
presenza dello Stato nei centri e nei luoghi ove
maggiormente se ne avverte la necessità, in quanto
più esposti all'azione delle organizzazioni
criminali;
CONSIDERATO che il costo sostenuto dallo Stato per lo
svolgimento dell'operazione Vespri siciliani risulta
sicuramente inferiore a quello in termini di ore
lavorative delle forze dell'ordine e di sottrazione
di parte di esse dalle attività di istituto;
RAVVISATA l'esigenza del ripristino dell'operazione Vespri
siciliani, venendo incontro alle aspettative della
maggioranza dei siciliani ed intendendo non lasciare
inascoltati i continui appelli in tal senso
provenienti dalla magistratura più esposta e dalle
stesse forze dell'ordine,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad esprimere al Governo nazionale la volontà delle
Istituzioni regionali siciliane di ripristinare
l'operazione Vespri siciliani con decorrenza
immediata, per garantire la salvaguardia di
obiettivi sensibili da azioni della criminalità
organizzata e mafiosa e per rinforzare le attività
di controllo del territorio." (157)
FLERES - CATANIA G. -
GAROFALO - CATANIA F. -
MAURICI
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il fenomeno della pedofilia e della pedopornografia
continua a sconvolgere la nostra società;
- casi assai gravi si verificano quotidianamente e
coinvolgono migliaia di minori nella nostra regione,
nel paese e nel mondo;
- con altrettanta frequenza vengono individuati nuovi
siti internet pedopornografici, che presentano
immagini sempre più raccapriccianti, a conferma
della diffusione drammatica di questo ignobile
fenomeno;
- recentemente, Don Fortunato Di Noto, fondatore di
Telefono Arcobaleno e leader della lotta contro la
pedofilia e la pedopornografia, è stato
ulteriormente minacciato di morte, mentre altri
sacerdoti ed attivisti sono stati costretti a
sospendere la loro attività per mancanza di mezzi o
per la discontinua assistenza che ricevono da parte
delle autorità preposte;
- è necessario alzare la guardia ed elevare i livello
di contrasto contro tale infamante crimine, con
una maggiore presenta da parte delle Istituzioni,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire nei confronti del Governo nazionale
affinché venga garantita l'incolumità di Don
Fortunato Di Noto e di quanti, con o come lui, si
battono contro questo crimine e chi lo compie e
vengono minacciati di morte;
- ad appostare nel prossimo bilancio della Regione le
somme necessarie ad avviare e sostenere iniziative
contro la pedofilia e la pedopornografia ed a
chiedere al Governo nazionale altrettanto impegno,
così da contribuire ad accelerare un auspicabile
processo di definitiva sconfitta di un tale immorale
fenomeno, dei suoi autori e dei suoi difensori
palesi ed occulti." (158)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
GAROFALO - CATANIA F. -
MERCADANTE
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la disoccupazione rappresenta sicuramente una delle
grandi emergenze del sud Italia e della Sicilia in
particolare;
- la piena attuazione di misure fiscali che agevolino
l'assunzione di disoccupati da parte di aziende ed
imprese, rappresenta uno dei pochi strumenti utili
per arginare la suddetta emergenza;
- l'esaurimento dei fondi destinati al credito
d'imposta sta determinando il blocco delle
assunzioni di parecchi disoccupati,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e in particolare
L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE
a porre in essere tutti gli atti idonei affinché il
Ministero delle Finanze rimpingui i fondi destinati
al credito d'imposta." (159)
FLERES - CATANIA G.
CATANIA F. - GAROFALO
MAURICI
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Governo della Regione ha emanato, a firma
dell'Assessore per la sanità, Cittadini, un decreto
pubblicato il 16 agosto 2002, periodo nel quale
l'ARS era sospesa per la pausa estiva, concernente
disposizioni per il contenimento della spesa
sanitaria;
RITENUTO che le procedure seguite dal Governo abbiano violato
le disposizioni previste dall'art. 23 della legge
regionale n. 6 del 1997 che sottopone
obbligatoriamente al parere preventivo delle
Commissioni parlamentari, le disposizioni che
incidono sulla programmazione della spesa e che,
nella fattispecie, si stanno modificando attraverso
decreti, atti di programmazione sanitaria (piano
sanitario, rete ospedaliera, convenzione 118)
approvati con il parere della Commissione Sanità;
CONSIDERATO che a seguito delle proteste intervenute dopo la
pubblicazione del decreto, lo stesso Governo ha
annunciato il congelamento degli effetti delle
disposizioni emanate in attesa di pubblicare un
nuovo testo a modifica delle precedenti
disposizioni, senza però la formalizzazione di un
provvedimento di revoca;
VALUTATA con grande preoccupazione la politica sin qui
seguita dal Governo regionale, che negli atti
prodotti ha generato molto più che il semplice
sospetto di minare il sistema sanitario pubblico e
di colpire i principi universalistici che regolano
il diritto alla salute nella nostra Regione;
CONSIDERATO che, ad oggi, dopo l'introduzione dei tickets sul
pronto soccorso e sui farmaci, emessi per
giustificare la riduzione dei costi nella sanità,
sono stati varati provvedimenti che fanno
ulteriormente lievitare le spese, come:
l'adeguamento delle prestazioni in DRG che aumenta
mediamente di oltre il 20 per cento i costi, in
particolare per il finanziamento del sistema
privato; la estensione ulteriore attraverso il
preaccreditamento ai soggetti privati che operano in
Sicilia, trasformando di fatto la giungla
dell'assistenza indiretta, abolita dal D.lgs n.
229/99, in un ampliamento della platea che opera in
regime di assistenza diretta con ulteriore aggravio
dei bilanci delle aziende sanitarie;
VALUTATO inoltre che l'introduzione della norma che riduce i
posti letto per acuti a 4 per ogni mille abitanti,
rischia di compromettere la presenza di importanti
presìdi ospedalieri nelle aree più interne e
periferiche del territorio siciliano, senza
contemporaneamente estendere e diffondere la
presenza della medicina territoriale atta a
prevenire la ospedalizzazione del diritto alla
salute;
CONSIDERATO che:
- i messaggi sin qui dati rischiano di mettere in
contrapposizione l'esigenza di una sanità di
qualità, con la realizzazione di centri di
eccellenza, con la presenza di un sistema diffuso
nel territorio della Regione;
- i limiti fissati dal patto di stabilità impongono
interventi atti a ridurre i disavanzi strutturali,
agendo principalmente sugli sprechi e sulla
necessità di estendere e in alcuni casi realizzare
sistemi atti al controllo di gestione nelle aziende;
- non appare tra le priorità di questo Governo
incidere sulle vere ragioni che hanno fatto
sconsideratamente saltare ogni previsione di spesa,
ad esempio nel settore farmaceutico
RITENUTO non più rinviabile la necessità di un riordino del
sistema sanitario che migliori l'efficienza e
l'efficacia delle prestazioni sanitarie, al fine di
rispondere al bisogno di salute dei cittadini e agli
stessi indirizzi contenuti nel Piano sanitario
regionale 2000-2002 che, seppur ormai scaduto,
risulta in parte inattuato;
RILEVATO che in occasione delle nomine dei Direttori generali
delle Aziende sanitarie non sono stati definiti i
budgets e gli obiettivi di salute per verificare
l'efficacia del lavoro dei responsabili di ogni
singola azienda, e che soltanto dopo 8/12 di
gestione dei bilanci di competenza 2002 sono stati
varati provvedimenti di contenimento generalizzato
che non avranno alcun risultato di effettivo
risparmio;
RITENUTO che il Governo della Regione appare inadeguato
rispetto ad un settore che costituisce fondamento
essenziale per uno stato sociale in grado di
tutelare i bisogni e i diritti di tutti, a
prescindere dalle ricchezza posseduta;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a revocare il decreto del 16 agosto e a sottoporre
all'esame del Parlamento siciliano un disegno
organico di riforma, confrontato con le parti
sociali e le autonomie locali, che sappia coniugare
il diritto alla salute con una corretta
programmazione finanziaria". (160)
CRACOLICI - MANZULLO -
MORINELLO - ZANGARA -
SPEZIALE - BARBAGALLO -
ORTISI - FERRO - FORGIONE
Dispongo che le mozioni nn. 153, 154, 155, 156, 157, 158 e 159
vengano demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perchè se ne determini la data di discussione.
Per quanto riguarda la mozione n. 160, ricordo che la stessa
Conferenza dei capigruppo ne ha determinato per oggi la data di
discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DELLA MOZIONE NUMERO 160
PRESIDENTE. Si passa pertanto alla discussione della mozione n.
160, di cui ho appena dato lettura. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici, primo firmatario della mozione. Ricordo che
il Regolamento prescrive che la mozione possa essere illustrata da
uno dei presentatori per non più di dieci minuti. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, prima di illustrare la mozione,
vorrei porre una questione sia formale che sostanziale: la mozione
si rivolge al Governo nel suo insieme. Credo sia utile, oltre che
per un fatto di rilevanza politica del nostro dibattito, la presenza
del Presidente della Regione. Ritengo che la Presidenza debba
verificare se la mozione potrà essere discussa in presenza del
Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Questo credo di averlo già verificato, nel senso che
mi è stato assicurato che l'onorevole Cuffaro sarà presente.
Purtroppo non lo vedo materialmente, ma posso verificare le ragioni
del suo ritardo.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo una sospensione tecnica di
cinque minuti.
PRESIDENTE. No, la prego.
CRACOLICI. Scusi, c'è un problema.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è obbligatoria la presenza
del Presidente della Regione; sarebbe un atto di cortesia politica
alla quale però nessuno è tenuto. Posso, tuttavia, durante il suo
intervento, informarmi sull'arrivo del Presidente Cuffaro in Aula.
Non è necessario sospendere la seduta in attesa che arrivi il
Presidente perché c'è l'assessore per la sanità che rappresenta il
Governo nella sua collegialità.
CRACOLICI. Mi scusi Presidente, lei ha ricevuto alla ripresa dei
lavori del Parlamento, la settimana scorsa, i capigruppo della
minoranza che le hanno preannunziato formalmente la presentazione di
questa mozione e l'esigenza della presenza del Presidente della
Regione durante la discussione della stessa. Lei si è fatto
portavoce di tale esigenza con il Presidente della Regione, il quale
aveva assicurato la sua presenza. Dopo l'avvio della discussione
sul buono scuola, ieri pomeriggio si era concordato di discutere in
Aula questa mozione con il consenso del Presidente della Regione.
Ritengo pertanto che sia un atto dovuto per il Presidente della
Regione essere qui in Aula. Non significa girare attorno ad un
problema. Per primo lei conosce tutta la procedura che ha preceduto
questa discussione.
PRESIDENTE. Non la procedura, direi tutta l'intenzione, il
desiderio di avere qui il Presidente della Regione. Non c'è una
procedura che vincoli il Presidente ad essere presente, anche se,
ripeto, egli mi ha assicurato la sua presenza in giornata. Avrà
avuto, come è fatale che accada ad un Presidente, un impegno
imprevisto che lo fa ritardare. Delle due l'una: o cominciamo, o
sono costretto a sospendere i lavori per riprenderli nel pomeriggio
perché, non conoscendo i tempi del ritardo, non mi posso assumere
nessuna responsabilità.
CRACOLICI. Io non conosco i motivi del ritardo del Presidente
Cuffaro. Adesso non vorrei entrare nel merito della presenza dell'
assessore per la sanità rispetto a quella del Presidente della
Regione. Non mi faccia dare giudizi di questo tipo. Dico
formalmente che, così come si era concordato, se c'è una
indisponibilità momentanea, di pochi minuti - oltretutto sapevo che
il Presidente della Regione aveva annunciato stamattina che sarebbe
arrivato con dieci minuti di ritardo, cioè alle undici, undici ed un
quarto -,si sospende brevemente. Vorrei capire se c'è una
indisponibilità alla presenza o se si tratta di un fatto momentaneo;
è un problema che possiamo superare con una semplice verifica.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13,06, è ripresa alle ore 13,08)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione è
impedito per l'improvvisa scomparsa di un esponente del suo partito.
Ha assicurato la sua presenza per le ore 15,00-15,30. Pertanto la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30 di oggi.
(La seduta, sospesa alle ore 13,10, è ripresa alle ore 16,16)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo che la nostra insistenza a porre
il tema della sanità, argomento assai dibattuto in queste settimane
attraverso i media, al centro del dibattito dell'Aula costituisca, a
mio avviso - e spero che tale giudizio venga condiviso da tutti i
colleghi a prescindere dalla collocazione politica -, il modo
migliore per uscire da quella condizione nella quale rischia di
finire il rapporto tra Governo e Parlamento, la politica in Sicilia.
Questa vicenda è uno degli aspetti, non il solo per la verità,
di una questione più generale che pone seri problemi nel rapporto
politico-istituzionale, tra le funzioni del Governo e nel rapporto
tra il Governo stesso e il Parlamento della Regione.
Dai media abbiamo appreso di un provvedimento mentre eravamo in
vacanza; per la verità, non è il solo provvedimento emanato in un
momento della vita politica di bassa attività: il piano
socio-sanitario è stato predisposto da parte del Governo e inviato
alla Commissione Sanità il 13 agosto e, peraltro, senza che si siano
formalizzati tutti i provvedimenti necessari per convocare la
commissione, così come previsto dal Regolamento dell'Assemblea; ma
quest'ultima è un'altra questione su cui probabilmente ci sarà
un'apposita iniziativa.
Voglio rimanere all'interno della mozione che abbiamo
presentato con la quale chiediamo la revoca di quel decreto di cui
ho appena detto. E chiediamo la revoca non solo per le ragioni che
sono state oggetto delle proteste e che - l'ho letto - lo stesso
Governo della Regione ha fatto proprie in parte, annunciando una
modifica del testo ma mantenendo in vita il decreto che è stato
varato il 12 agosto da parte del Governo della Regione.
Da un lato chiediamo la revoca, ma chiediamo anche che il
Parlamento siciliano possa essere messo nelle condizioni di valutare
e discutere l'insieme della politica sanitaria in Sicilia, che è un
aspetto decisivo e rilevante sia per i diritti di tutti i cittadini
della nostra Regione, sia per gli aspetti che investono la tenuta
finanziaria della nostra istituzione, e cioè il bilancio di questa
Regione.
Signor Presidente, noi abbiamo assistito in queste settimane,
in questi mesi, ad una serie di iniziative che, se non vengono lette
nel loro insieme, rischiano di essere vissute come mera gestione
amministrativa di aspetti che poi hanno una rilevanza politica
determinante nella vita di questa Regione, e soprattutto in campo
sanitario.
Io voglio ricordare, uno per tutti, un tema che già ha visto
l'Aula confrontarsi. E' stato inserito nella nostra Regione, per la
prima volta, il ticket sul pronto soccorso. E tra le
giustificazioni e le motivazioni che accompagnavano quel
provvedimento, da parte del Governo e della maggioranza veniva posta
la necessità che quel ticket doveva servire a ridurre gli interventi
impropri da parte delle aree di emergenza degli ospedali siciliani.
Quindi, si faceva un provvedimento che in qualche modo tendeva a
ridare al territorio la centralità dell'assistenza piuttosto che la
centralità dell'emergenza; con questo decreto il Governo annuncia
un ripensamento, se non una riduzione nei fatti, delle guardie
mediche che, ad esempio, costituiscono uno degli avamposti
fondamentali per evitare l'ospedalizzazione della cura da parte dei
cittadini siciliani.
C'è una contraddizione apparente, ma c'è una coerenza in tutti
i provvedimenti che si sono fatti in questi mesi. La coerenza è in
quell'obiettivo che, pur non essendo un obiettivo dichiarato,
certamente è pervicacemente praticato, ed è quello di ridurre i
diritti dei cittadini attraverso il collasso finanziario provocato
da alcune vostre scelte.
Si tende a comprimere la sanità pubblica, a depotenziarne
l'efficacia a vantaggio di una sanità privata che in Sicilia cresce
quantitativamente. Credo di poter dire che la Regione siciliana è la
regione col più alto numero di soggetti convenzionati - oggi
accreditati o preaccreditati - onorevole Presidente, è così: col
preaccreditamento che avete fatto dell'indiretta vedrete che cosa
porterete anche in termini di costi
Nel vostro decreto avete formalmente, almeno nel titolo,
dichiarato di volere comprimere il costo della sanità, salvo poi
nello stesso decreto consentire il riconoscimento e l'ampliamento
delle prestazioni fuori budget, che costituiscono certamente uno
degli aspetti delicati e decisivi per il rapporto tra sistema
sanitario regionale e sanità privata.
Avete formalmente adeguato le tariffe dei D.R.G., adeguandole,
si dice, a quanto previsto dal decreto pubblicato nel 1997, salvo
poi verificare che questo aumento in realtà è finalizzato, in
termini concreti e definiti, soltanto ad una parte della sanità,
perché certamente l'aumento dei D.R.G. non è un aumento dei
trasferimenti dalla Regione al sistema sanitario pubblico, è invece
un aumento dei trasferimenti dalla Regione alla sanità privata.
Avete trasformato l'abolizione dell'assistenza indiretta in
Sicilia in una sorta di sanatoria generalizzata, che estende, senza
una effettiva valutazione sugli obiettivi di salute, la possibilità
di trasformare di fatto tutta l'assistenza indiretta nel sistema
sanitario regionale. Tutto questo avviene mentre continua ad esserci
in atto un permanere altissimo del rapporto tra cittadini che si
curano in Sicilia e cittadini che preferiscono recarsi fuori dal
territorio siciliano.
Nelle stesse ore in cui dovete razionalizzare la rete
ospedaliera e ridurre i posti-letto, vedremo come andrà a finire
quest'altra vicenda, avete accreditato, nelle stesse ore, altri
seicento posti-letto della sanità precedentemente operante con
l'assistenza indiretta.
E' il vostro impianto che porterà al disastro finanziario e
alla marginalità del sistema pubblico siciliano
Adesso annunciate modifiche ad un decreto fatto male,
volutamente improvvisato, che nasce dall'assenza di una volontà di
evitare la budgetizzazione che leghi obiettivi di salute e costi.
Non volete mettere le mani sui nodi strutturali, come ad
esempio la spesa farmaceutica. Voglio ricordare che, già in sede di
finanziaria, onorevole Presidente, onorevole Assessore, avevo
fornito alcuni dati, in possesso dell'assessorato regionale per la
sanità, dove non solo è dimostrato che la Sicilia ha il costo
pro-capite più alto tra tutte le regioni italiane della spesa
farmaceutica, ma all'interno della Sicilia vi sono territori,
province dove le differenze del costo pro-capite raggiunge cifre di
80, 90 mila lire delle vecchie lire, scusate il bisticcio di parole.
Insomma, non c'è un costo omogeneo neanche all'interno del
territorio siciliano, nelle provincie siciliane c'è una gestione
assolutamente incontrollata e incontrollabile.
Non c'è la volontà vera di mettere mano a quello che è un
sistema normale in qualunque azienda. Abbiamo fatto le aziende ma
non esiste il controllo di gestione delle aziende stesse.
Per molto meno un Governo come il vostro nella passata prima
Repubblica sarebbe stato spazzato via.
Pertanto, signor Presidente, io che sono un fautore e un
convinto assertore dell'esigenza della stabilizzazione degli
Esecutivi, e quindi della necessità di rendere capace, efficace
l'azione di governo, a prescindere dalle volubilità del sistema
politico, mi vado convincendo che rischiamo di vivere un tempo in
cui, piuttosto che avere la stabilità in Sicilia, rischiamo di avere
una prigione.
Siamo prigionieri dei vostri errori Siamo cioè in una
condizione nella quale l'unica alternativa che hanno i cittadini è
al massimo quella di far sentire il loro dissenso; nulla più, tranne
avere una condizione che diventa ormai una pratica nella vita di
questo Governo: da un lato c'è l'azione dei singoli assessori, per
cui abbiamo Pagano "rigorista", Cittadini "lo sprecone" e poi
abbiamo Cuffaro "il mediatore".
Cuffaro "mediatore" non tra gli assessori, ma Cuffaro mediatore
esclusivo nel rapporto tra i bisogni della Sicilia e il Governo
della Regione, arrivando anche a condizioni un po' singolari che
determinano elementi di imbarazzo nelle dichiarazioni assunte dei
singoli assessori e nella coerenza delle dichiarazioni fatte
rispetto agli atti che poi si producono.
Vedo questo pericolo anche nella rimodulazione o
nell'annunciata revisione o modifica del decreto. Credo che le
questioni che attengono al merito del decreto sono a tutti note: ho
fatto l'esempio delle guardie mediche, posso fare l'esempio del
fatto che quando si annuncia il blocco delle assunzioni nella sanità
pubblica significa in qualche modo annunciare il processo di
marginalizzazione della sanità pubblica. Faccio l'esempio del fatto
che, ancora oggi, tantissimi ospedali siciliani, in tantissime
divisioni siciliane, in tantissime unità operative degli ospedali
siciliani non ci sono primari, non si fanno i concorsi, insomma non
si attiva la procedura perché l'ospedalità sia efficiente ed
efficace nel rapporto con i cittadini.
Tutto questo, onorevole Presidente, per dire cosa? Per dire che
abbiamo bisogno di sapere in che direzione volete andare; ha bisogno
di saperlo la Sicilia, hanno bisogno di saperlo gli operatori.
Ritengo che il dibattito sul futuro e sul destino della
sanità non possa essere affidato alla pura concezione
ragionieristica in nome della quale si giustificano, poi,
provvedimenti che sono tutto ed il contrario di tutto.
Abbiamo bisogno di rimettere in campo la politica partendo dai
cittadini e non dalle imprese perchè, Presidente, in Sicilia il
sistema sanitario, al posto di mettere al centro il malato, ogni
giorno che passa mette al centro l'impresa, mette al centro
l'interesse, il profitto piuttosto che il diritto di noi tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio con
una premessa per chiarire qual è la mia posizione politica in
merito. Io sostengo ardentemente questa maggioranza, ho votato per
il presidente Cuffaro, sostengo e stimo l'assessore Cittadini, tengo
a precisare ciò come premessa.
Mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione: se noi ci muoviamo
dando corpo ai numeri, se noi facciamo pesare la cruda realtà dei
numeri e, come militi ignoti, senza favorire il dibattito votiamo
una proposta, un proponimento, una legge veniamo criticati perchè
siamo asserviti computisticamente e non politicamente.
Se, invece, all'interno di una maggioranza si vuole discutere
per riuscire a capire qualcosa - questa è una cosa che non ci fa
onore e che personalmente non piace - ci si inserisce in questa
sorta di ipotetico crepaccio per cercare di capire ciò che sta
avvenendo. Non sta avvenendo nulla
Io avrei dovuto parlare sei mesi fa, circa, per esprimere
rimostranze sul metodo che portò alla nomina dei manager, dei
direttori generali. In quella circostanza si pensò a chissà quali
grandi cose, inventando interventi e dichiarazioni che, onorevole
Cuffaro glielo dico ufficialmente, non sono mai esistiti perchè lei
conosce il tipo di rapporto umano che ci lega, oltre che il rapporto
che ci unisce in quanto aderenti allo stesso partito.
PANARELLO. E la stampa?
LO GIUDICE . Spesso la stampa mette benzina sul fuoco invece che
acqua In questi giorni cosa è successo E' successo che è stato
pubblicato il decreto dell'assessore Cittadini che parte con idee
grandiose - non so se sia rigorista, se sia terzino, se sia
attaccante, per usare la metafora calcistica dell'onorevole
Cracolici - però certamente è mosso da ottime intenzioni.
Ho voluto 'attaccare' il decreto, se mi si consente, sotto due
profili: quello della forma e quello della sostanza. Per la forma,
signor Presidente dell'Assemblea, io sono ancora convinto che questo
decreto, visto che affronta programmazione di spesa, debba essere
valutato e vagliato dalla Commissione 'Sanità'; non essendo
avvenuto ciò si può parlare di carenza formale.
Se poi l'Assessore non è stato bene informato dai suoi
burocrati, probabilmente, di questo discorso fa ammenda; tant'è che
fa ammenda con un suo gesto - ed anche con gesto del Presidente
della Regione - di grande nobiltà e di grande valore etico che
consiste nel ritirare il decreto, nel congelarlo, nel modificarlo.
Signor Presidente dell'Assemblea, se facendomi visitare da un
neurologo dovessi risultare sereno penserei che in questo contesto
stiamo svolgendo un discorso folle, a meno che non sia io stesso
folle. Stiamo parlando di una cosa che non esiste più: il decreto è
stato ritirato.
SPEZIALE. Quando?
LO GIUDICE . Il decreto è stato congelato, mi si dice che è
stato ritirato. Hanno ragione entrambi perche, onorevoli colleghi,
non si possono 'fare le nozze d'oro con i fichi secchi'. C'è una
realtà drammatica oggi in Sicilia: voi sapete qual è la situazione
finanziaria, sapete come funziona la sanità in Sicilia, sapete che
deriva dal decreto 347, che noi spendiamo circa 12 mila miliardi
l'anno. Non si possono fare decreti che operano tagli a spese sic
et simpliciter senza vedere dove poter aggredire le cose da non fare
perchè la sanità non è un business, la sanità è la salute e non ha
prezzo. Però è giusto e opportuno che si affronti assieme alla
politica e non solo alla burocrazia ed alla computisteria; si
affronti assieme alla politica per vedere dove sono le sacche di
spesa inutile, le sacche di spesa sbagliate per fare in modo di
risparmiare, però salvaguardando la salute dei cittadini.
In questo senso io credo che sia l'Assessore, con molta
franchezza - voi sapete che non sono abituato ad atti di piaggeria,
anzi, sono considerato diversamente-, sia il Presidente della
Regione - ripeto - con grande atto di prontezza, di disponibilità,
hanno stabilito che il decreto va rivisto assieme alle forze sociali
e alle forze politiche, cosa che si sta facendo.
Il problema, oggi, è l'urgenza. Onorevole Presidente della
Regione, io sto aspettando con urgenza, e le prometto che la
Commissione farà notte, il decreto che voi avete modificato, perchè
possa essere rivisto dalla Commissione, che tra l'altro è come se
fosse l'Assemblea. A proposito di ciò, devo dirvi che con le
continue richieste di discutere di questo in Assemblea, onorevole
Cracolici e e onorevoli componenti della Commissione 'Sanità', se
andiamo avanti così noi rischiamo di 'chiudere' la Commissione,
perchè da un lato - mi si consenta la battuta - l'assessore
Cittadini emette un decreto senza il parere della Commissione,
dall'altro l'Assemblea vuole discutere argomenti di pertinenza della
Commissione. Noi siamo attaccati da destra e da sinistra, quindi
che senso ha tenere in vita questa Commissione?
Dunque, l'onorevole Presidente della Regione, per favore,
invii, per le vie canoniche, il decreto al Presidente dell'
Assemblea che a sua volta lo trasmetterà alla Commissione, la quale
in tempi brevissimi lo affronterà, accerterà le modifiche e farà le
proprie proposte. Questa è la politica con la "P" maiuscola
Vorrei aggiungere un'altra cosa, signor Presidente, una proroga
nella proroga.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, lei
concede troppo all'"opposizione"
LO GIUDICE . Io sono l'opposizione? A cosa mi è servito ciò che
le ho detto?
Signor Presidente, io ho ricevuto, quale presidente della
Commissione 'Sanità', una richiesta di parere sul piano
socio-sanitario che è di grande importanza. L'ho ricevuta, credo, il
14 o il 16 agosto. I tempi regolamentari perchè la Commissione
potesse esprimere il parere sono di venti giorni, quindi, facendo i
conti, dal 14 agosto arriviamo al 3 settembre. Se avessi tenuto
conto del fatto che momentaneamente i lavori parlamentari erano
sospesi, non avrei potuto convocare la Commissione e quindi non
sarei stato nelle condizioni di esprimere il parere. Allora, io ho
pensato, magari sbagliando, con atto di presunzione - non mi sono
consultato con lei, signor Presidente dell'Assemblea, e credo di
avere sbagliato, anche per il rapporto che ci contraddistingue - di
considerare insita nella richiesta di parere l'autorizzazione a
convocare la Commissione. L'ho convocata il giorno 27 agosto per
fare in modo che prima del 3 settembre, data di scadenza dei venti
giorni, la Commissione potesse fare le audizioni, affrontare il
piano socio-sanitario con la serietà che la contraddistingue grazie
ai suoi componenti.
Questo non è stato possibile perchè la riunione della
Commissione tenutasi il 27 agosto è stata dichiarata illegittima ed
autorizzata, invece, per il successivo giorno 30. Considerato che
la scadenza era il 3 settembre, chiesi, a termini di Regolamento, la
possibilità di una proroga oppure di notificare nuovamente la
richiesta di parere; notificare nuovamente significava notificarla
dopo il 3 settembre, quindi si sarebbe arrivati alla scadenza del 23
per consentire di fare le cose egregie che la Commissione ieri ha
fatto, in quanto ha svolto un'intera giornata di audizioni. Deve
procedere ancora ad altre audizioni perchè il piano socio-sanitario,
che è tanto atteso ed è un argomento molto importante, possa essere
fatto nel migliore dei modi.
I tempi non ci sono, quindi io chiedo due cose... Perché
sorride, onorevole Presidente della Regione? Forse perché sa quello
che le devo dire?
CUFFARO, presidente della Regione. Sorrido perché sono un
ottimista
LO GIUDICE . Io pure sono un ottimista; nonostante le cose non
vadano bene, sono ugualmente un ottimista
Dicevo, chiedo al Presidente della Regione, se possibile, il
ritiro del decreto anche in virtù delle audizioni svoltesi ieri che
propongono una serie di aggiustamenti, un immediato aggiustamento da
parte della Giunta di Governo e, quindi, la nuova notifica che ci
consente l'allungamento dei tempi.
Se ciò, per scelte del Governo, non fosse possibile, chiedo
alla Presidenza dell'Assemblea la possibilità, sempre a norma di
Regolamento, di un termine congruo di differimento. Però, non dev'
essere molto congruo perché intendo andare incontro anche alle
esigenze del Governo per dare con urgenza risposte ai comuni. Ma vi
dico, con molta umiltà e con molta deferenza, che la Commissione non
è certamente nelle condizioni di esprimere il parere nei tempi
pregressi regolamentari, cioè il giorno 13 settembre. Anche perché
vi sono state sedute d'Aula e diversi partiti hanno tenuto incontri,
compresi i colleghi di Forza Italia i quali mi hanno chiesto la
settimana scorsa un paio di giorni di differimento e, pertanto, non
siamo nelle condizioni di poter esprimere il parere entro il 13
settembre.
Quindi, al fine di evitare di considerare reso il parere oppure
di chiudere le carte e rimandarle al mittente così come le ho
ricevute, vi chiedo politicamente ma con molta fermezza un congruo
rinvio, sempre compatibilmente con le esigenze del Governo, di voler
notificare nuovamente attraverso la Presidenza dell'Assemblea la
richiesta di parere.
CAPODICASA. Una volta che avete già iniziato l'esame ...
PRESIDENTE. No, onorevole Capodicasa, c'è il Regolamento che
prevede esattamente i termini: al massimo possono essere concessi
dieci giorni di proroga e l'onorevole Lo Giudice ha dichiarato di
averli già ottenuti. Quindi, in teoria il termine scadrebbe il 13
settembre rispetto al 3 settembre. L'onorevole Lo Giudice propone
un'ulteriore proroga rispetto al 13 per le ragioni che molto
puntualmente ha spiegato.
La Presidenza può avvalersi del terzo comma dell'articolo 70
bis che concede un'ulteriore proroga, naturalmente su richiesta del
Governo. Se il Governo si associa a quest'esigenza espressa dal
presidente della Commissione Sanità, potrei contestualmente e
nell'ambito di questo inciso concedere immediatamente la proroga,
viceversa mi riservo di farlo quando avrò letto esattamente la
richiesta scritta. Su questo vorrei conoscere il parere del Governo.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il Governo
non ha nulla in contrario, dato che è iniziato il dibattito in
Commissione, a che la Commissione possa portare avanti i propri
lavori. Se il Presidente Lo Giudice poi aggiunge che sta facendo le
audizioni, comincio ad avere qualche problema perché questo
decreto, prima di essere emanato, è stato ampiamente concordato. Il
Governo, nelle sue diverse componenti, trattandosi di un decreto che
mette insieme competenze degli enti locali e della sanità, ha
ascoltato e riascoltato tutti.
Se il presidente Lo Giudice immagina che dovremmo riascoltare
tutti da capo e ha bisogno di un mese di tempo, noi non siamo
d'accordo. Se il dibattito in Commissione ha bisogno di essere
concluso e, quindi, occorre una settimana, dieci giorni di tempo, il
Governo non ha nulla in contrario, anzi, purché sia questo il tempo
assegnato alla Commissione in maniera tale che noi si possa
notificare il decreto non solo ai comuni. Ma è necessario partire
con il piano, perché, in qualche modo, abbiamo bisogno di farlo.
L'Assessore per gli enti locali e l'Assessore per la sanità che
hanno prima discusso con me, sono convinti come me che la
Commissione Sanità deve portare avanti il suo dibattito, ma in non
più di una settimana, dieci giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, poichè il Regolamento consente
al Presidente dell'Assemblea regionale di concedere un tempo più
ampio senza specificare il numero dei giorni, essendo già stati
previsti dieci giorni di proroga che scadranno fra due giorni, "più
ampio" non può rappresentare un termine maggiore dei giorni già
previsti per la prima proroga. Sicché accolgo la richiesta del
Governo di non arrivare oltre i dieci giorni. Ne concederei
soltanto una settimana per evitare che, magari, alla fine di questa
scadenza si ripeta il fenomeno dell'insufficiente preparazione del
testo. Potrei pure concedere i dieci giorni. E' la proposta del
resto che ha fatto lo stesso Presidente Cuffaro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zangara. Non essendo
presente in Aula, la sua iscrizione a parlare decade.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri. Ne ha facoltà.
GURRIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente sull'articolo 4 del vecchio decreto, ma leggendo alcune
riflessioni che sono state fatte anche da parte dell'Assessore, non
c'è un riferimento a modifiche dell'articolo 4 che riguarda il
rapporto con il 118 e cioè la soppressione dell'infermiere
nell'ambulanza.
Tutto questo rende particolarmente difficile comprendere
l'esigenza del risparmio su una materia così delicata. Ancora
ricordo quanto detto due mesi fa dall'assessore Cittadini quando
parlava di questo difficile rapporto, di questa precarietà che c'è
nel rapporto con il 118
Abbiamo ambulanze da terzo mondo, ambulanze che non sono
fornite di defibrillatori. Se togliamo anche l'infermiere
professionale significa che consideriamo i malati dei pacchi postali
per cui chiunque può caricare una persona su un mezzo e quindi
portarlo all'ospedale. A ciò si aggiunge anche il fatto che il
personale del 118 non viene pagato puntualmente, ci sono tempi che
vanno dai 4 ai 6 mesi; questo personale viene utilizzato dopo le
sette ore famose del servizio ospedaliero, quindi ci sono doppi
turni. Dunque, la qualità del servizio è scadente e l'assessore
Cittadini ne è a conoscenza.
Non chiedo, perché non ho il potere di farlo, la revoca della
delega all'Assessore, anche perché so che è una persona preparata,
una persona perbene, però chiedo all'Assessore di dedicare un po' di
tempo in più alla sua funzione in quanto è molto carente nel dare
riscontro anche alle collaborazioni che provengono dalle
opposizioni, se è vero, come è vero, che io due mesi fa ho
presentato una interrogazione riguardante il manager della provincia
di Ragusa che ha avuto una condanna di un anno e la sospensione dai
pubblici uffici. Vivaddio Questo manager ancora è lì che fa
conferenze stampa, che minaccia denunzie ai sindaci perché si
permettono di revocare atti illegittimi che compie,
indipendentemente dalla sua posizione di vero e proprio conflitto di
interesse, se è vero come è vero che è stato condannato per truffa
e, quindi, l'AUSL si è costituita parte civile e, dunque, lui è
controllore di se stesso. Alcuni sindaci si permettono di revocare
un suo provvedimento che introduce i ticket nelle aree adiacenti gli
ospedali, allora convoca i vertici amministrativi e sanitari,
convoca il legale dell'AUSL e dice candidamente "devo attenermi ai
suggerimenti del legale che mi consiglia di sporgere denuncia contro
i Sindaci di Comiso, di Vittoria e di Modica". Siamo al paradosso
Allora, concludendo, signor Presidente, il problema qual è? Il
problema è che noi dobbiamo rivedere il concetto, sul piano
politico, del rapporto con i ventisette manager. Questi ultimi non
devono essere collettori politici se vogliamo modificare la sanità
Noi possiamo anche individuare altri settori per fare clientelismo
Io ho definito il Governo una vera e propria 'sartoria' in cui
vi limitate a fare solamente vestiti su misura. Ma sulla sanità non
possiamo scherzare, dobbiamo prendere atto che abbiamo in Sicilia
una sanità da terzo mondo, indipendentemente dalle problematiche che
il mio capogruppo svilupperà in una maniera più organica.
Io ho voluto citare soltanto questa disattenzione che c'è
sull'articolo 4 del vecchio decreto e quindi chiedo all'Assessore,
al Presidente della Regione un pronunciamento su questo punto che è
importante. Ho avuto, ahimè, l'esperienza diretta di vedere morire
persone proprio per quel Servizio da terzo mondo che è il 118.
Nella mia città tre mesi fa una persona è rimasta 45 minuti per
terra perché l'ambulanza era a Monterosso Alma, cioè a 20
chilometri, serviva in un altro paese. Quando è arrivata era priva
di defibrillatore e di medico a bordo, e quell'individuo è morto,
non ha avuto soccorso. Questa è medicina da terzo mondo Ho
denunciato ciò alla Procura della Repubblica, perché se non ci sono
risposte da parte delle istituzioni un deputato deve necessariamente
ricorrere ad altri organismi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
abbiamo scoperto durante l'estate che anziché creare nuove forme di
intervento con assessorati - mi pare si chiamassero junior, come
l'Assessorato alla Famiglia - abbiamo invece creato una nuova
istituzione, il tutor, perché ci siamo accorti che, appresso alla
estemporaneità, che è il tratto caratteristico dell'intervento di
questo Governo sul territorio, spunta subito colui il quale protegge
una parte che sembra non protetta fino a quando poi non si cambia
anche ruolo.
Abbiamo scoperto che l'onorevole Granata estemporaneamente
decreta e che l'onorevole Castiglione fa il tutor, ormai partecipa a
tutte le riunioni. Abbiamo scoperto che l'assessore Cittadini
decreta ma che l'indomani l'assessore Pagano funge da tutor e lo
corregge. Nel frattempo poi, per quello che succede all'interno del
Governo e della maggioranza, i ruoli si ribalteranno magari, perché
scopriremo un assessore Cittadini estremamente rigido ed un
assessore Pagano invece capace di dare risposte sul territorio.
Noi francamente siamo un po' perplessi, anche perché ciascuno
deve fare il proprio dovere. Che l'onorevole assessore Pagano
intervenga in ordine all'aspetto finanziario a noi va bene, ma che
egli poi, scavalcando l'assessore Cittadini, che è competente ed è
stato chiamato per questo a fare l'assessore, faccia riferimento
agli Argante, cioè ai malati immaginari, commette un grande errore
di valutazione, perché il malato immaginario - l'assessore
Cittadini mi darà ragione penso - oggi è malato, ed è il motivo per
il quale ci siamo opposti al ticket sul Pronto soccorso, perché il
ticket sul Pronto soccorso, che fra l'altro fa parte della
estemporaneità di questa metodologia sbagliata, mortifica la
percezione soggettiva. Per cui io, onorevole Ortisi, avendo paura
alle tre della notte di andare al Pronto Soccorso perché immagino
mi stia venendo un infarto, non tanto per pagare il ticket, perché
lì i medici rideranno, diranno "ma guarda questo imbecille", allora
io non ci andrò rischiando davvero delle conseguenze terribili.
Allora gli Argante oggi vanno curati e sarebbe opportuno che
l'assessore Cittadini si facesse valere perché è la sua materia.
Ma sono fatti estemporanei. Capisco che noi ci
controbilanciamo, ci contestiamo in ordine a filosofie di fondo
contrapposte, strutture private e strutture pubbliche, grandi
strutture e capillarità sul territorio, contabilità aziendale e
mappa dei bisogni, lo capisco. Sarei felice di partecipare ad un
dibattito su atteggiamenti, prospettive e progetti di fondo; siamo
costretti a confrontarci sulla quotidianità: un decreto viene
emanato, poi si scopre che non ha tenuto conto di varie realtà
esistenti sul territorio e viene ritirato.
Ma scusatemi, l'amministratore, cioè colui il quale pensa in
grande non dovrebbe prima fare l'indagine sul territorio, poi
emanare un provvedimento, oppure è stata fatta l'indagine, il
decreto era conseguenziale e le ragioni della cosiddetta politica
hanno costretto poi a ritirarlo? Sbrigatevi Sbrigatevi perché
abbiamo difficoltà non solo nel Governo e nel governare, ma abbiamo
difficoltà all'opposizione ad organizzare un dibattito su idee e su
progetti.
Ci mettete in difficoltà perché ci prepariamo un discorso di un
certo tipo e ci sentiamo scavalcati, se no ci prepariamo ad essere
neri, l'indomani troviamo un Governo più nero del nostro intervento
e allora non sappiamo con chi dialogare, con quale filosofia di
fondo, soprattutto, dialogare. E non basta la tecnica per la quale,
appena le cose ti vanno male, scarti l'argomento e rilanci su altro,
è ormai usurata.
E poi, colleghi che ci governate ricordatevi: il voto non è una
delega in bianco; il colloquio non solo con l'opposizione ma col
territorio è una parte non solo - non mi permetto di suggerirlo -
vincente sul piano elettorale ma vincente sul piano delle
gratificazioni perché vincente per tutti, compresi noi. Vi
preghiamo, quindi, di non essere estemporanei ma di lavorare su
progetti di fondo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevole colleghi, forse il fatto che
in Aula sono approdati pochi argomenti di sanità porta a fare di
questo argomento un momento ampio di confronto e di discussione per
cui l'occasione è ghiotta per andare a tema libero e parlare delle
disfunzioni, parlare del sistema sanità in senso ampio ed è questo
un rischio che ci porta un po' lontani dall'argomento attuale. Io
vorrei circoscriverlo all'argomento, il decreto che ha una finalità:
tenta di affrontare un momento forte della politica sanitaria.
E' un momento di risposta immediato, ma sicuramente un momento
non definitivo, un momento che non assorbe in sè le soluzioni più
ampie del sistema perchè la sanità è un sistema complesso, non è un
sistema semplice, è un sistema "in fieri" che necessita di
aggiustamenti, necessita di momenti forti di confronto che potranno,
in corso d'opera, portare ulteriori aggiustamenti, per cui io non mi
meraviglierei che, subito dopo, ci fosse un ulteriore decreto che
modifica questo ed altri ancora che possono modificare in divenire
tutto quello che c'è da modificare e da cambiare.
La salute - diceva un esperto di politica sanitaria - non ha
costo, ma la sanità ha sicuramente un prezzo, un prezzo che rischia
di mettere a nudo conti che non tornano più.
Allora lo sforzo del Governo è quello di far quadrare i conti e
tentare, con questo decreto, di rimettere in ordine i conti che
sforano, anche questo decreto, quello congelato, e quello nuovo che
non potrà prescindere sicuramente dalle premesse che, se letto,
penso abbiano in sè tutte le premesse dell'accordo sanitario firmato
e sottoscritto in ambito nazionale tra Stato e Regione, l'accordo di
stabilità. Sono tutti momenti forti che impongono a questo Governo
delle scelte concrete.
Le premesse sono queste e vanno portate avanti. Il sistema
sanitario è un sistema complesso, un sistema economico complesso che
nasce dalla domanda e dall' offerta di una gestione che collega
domanda e offerta, e su questo sistema complesso bisognerebbe,
sicuramente, agire strutturalmente sulla domanda; cosa che in
questo momento è quasi impossibile perché il medico, che poi è
l'ordinatore della spesa, rivendica coscienza e scienza della
propria prescrizione e delle proprie indicazioni all'utente.
Allora, bisogna sicuramente agire nel momento della gestione e
nel momento dell'offerta. L'offerta va guidata e governata, il
tentativo di dare dei budget alle strutture private è un momento
forte di razionalizzazione dell'offerta che non deve funzionare da
induzione della domanda perché poi, alla fine, molto spesso si è
assistito a questo: l'offerta, quindi le strutture presenti,
inducono il bisogno, inducono la domanda.
Ritengo, pertanto, che questo tentativo di razionalizzare
l'offerta, di razionalizzare e dare una organizzazione ad una realtà
che non esiste più come quella dell'indiretta è un tentativo
fondamentale, importante di cui l'assessorato si sta facendo carico.
L'indiretta non esiste più per legge. Cosa fare di questa domanda di
prestazione esistente nel territorio?
Bisogna organizzare e dare un tetto di spesa che sicuramente
contrappone corporazioni, interessi, ed è nella logica normale delle
cose. Il decreto mira anche a questo momento. Nell'ambito della
sanità pubblica tentare di dare una organizzazione gestionale
migliore tenuto conto, caro collega Cracolici, che i DRG non
funzionano solo per i privati ma anche per il pubblico. Ormai anche
il pubblico ha adottato una contabilità per centri di costo, una
contabilità analitica per cui la remunerazione che il pubblico ha,
il finanziamento che riceve lo riceve in forza dei DRG che riesce a
produrre (parliamo di aziende ospedaliere e di presìdi sanitari).
Il territorio va potenziato, ma ci sono dei momenti di spreco
anche lì, ci sono sovrapposizioni di strutture, ci sono guardie
mediche che possibilmente insistono in numero superiore a quella che
è la domanda in territori che non hanno bisogno di guardie mediche.
Ci sono esempi di comuni dove insistono i presìdi sanitari
ospedalieri e hanno guardie mediche possibilmente in numero
superiore. Dire che si possa accorpare in quella direzione non
credo sia un suggerimento errato, perché poi il decreto dice "ove è
necessario, compatibilmente con quella che è la domanda".
Ci sono dei tentativi fatti con questo decreto che sono
importanti, che vanno nella direzione del rigore ma non in quanto
rigore perché poi la sanità non va vissuta solo in termini di
calcoli ragionieristici, deve tener conto della domanda del
territorio e di quello sforzo di solidarietà che il Governo, per ciò
che rappresenta, vuole anche interpretare e, quindi, vuole tradurre
in azione concreta.
Io sono convinto che questo decreto ha sicuramente, come tutti
i decreti, dei limiti che vanno superati, che vanno confrontati, ma
non può essere solo un momento di contestazione; si diventa molto
spesso prigionieri del ruolo e delle parti per cui l'opposizione
deve fare l'opposizione e chi fa maggioranza deve difendersi.
Ci sono punti su cui ci si può confrontare senza appartenenze e
senza logiche di schieramento. E' quello che faremo sicuramente in
Commissione.
SANZERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANZERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
perché sono stato tra coloro i quali, pubblicamente, sono
intervenuti nel dibattito e hanno chiesto che il decreto venisse
ritirato. Lo è stato, ne prendo atto, o almeno credo che questa sia
l'intenzione che traspare dalle dichiarazione sulla stampa
dell'assessore Cittadini e del Governo. Per cui, però, volendo pure
incidere, non potendo io come semplice deputato - e mi pare anche
logico - essere consultato per dire quello che penso sulla materia
sanità, credo che qualcosa la debba dire nel senso che, se ci sarà
un nuovo decreto, se ci sarà una correzione nel merito del decreto
anch'io possa dire e qui fare sentire la mia voce.
E credo che questo decreto, pur obbedendo ad una logica
certamente meritevole, che è quella di portare il sistema sanitario
regionale dentro una logica di programmazione e dentro una logica
razionale del sistema sanitario nazionale, io credo che c'erano
delle cose importanti sulle quali si sbagliava e che dovevano essere
corrette.
Il problema delle guardie mediche era sicuramente un falso
problema dal punto di vista del ritorno economico e del risparmio,
perché verrebbe ad incidere pochissimo nella spesa e che, però,
metteva a disagio intere popolazioni, sindaci, medici che passano da
lì per la prima occupazione. Quindi, secondo me, questo è un aspetto
che assolutamente va corretto nella nuova stesura, così come il
blocco degli organici e quello delle assunzioni.
Né si può pensare che i PTE possano assolvere, come se fossero
la stessa cosa della guardia medica, alle funzioni delle guardie
mediche.
I PTE sono altra cosa, le guardie mediche obbediscono al
completamento di un'assistenza primaria che è data dal medico di
famiglia e, quindi, non è possibile alternare necessariamente i PTE
con le guardie mediche.
Credo che anche il problema del budget, pur cercando di
arrivare ad una razionalizzazione della spesa, così finisca per non
incidere granché. Già sappiamo nelle ASL le difficoltà che ci sono,
i contenziosi che esistono sul problema del budget; però, se il
budget è fatto per andare dietro ad un decreto anche di
pre-accreditamento emanato un po' di mesi fa, credo che questo non
vada a razionalizzare molto e, comunque, non va dietro al bisogno di
sanità che c'è nelle singole realtà.
C'è anche un problema di metodo, questi sono problemi di merito
ma c'è anche un problema di metodo: non è possibile che noi
parlamentari, che sosteniamo anche la maggioranza, saremo costretti,
quando si parlerà di chiusura di piccoli ospedali, quando si parlerà
di misure ancora più drastiche per il risparmio nella sanità,
soltanto a correre dietro, ad essere controparte di realtà sociali
perché noi non intendiamo assolvere a ruoli di questo tipo
Intendiamo parlarne prima, partecipare all'elaborazione delle
decisioni che devono essere sostenute e che devono essere le più
giuste e le più mirate rispetto ai bisogni ed anche alle risorse
finanziarie; però misure così importanti che interessano cinque
milioni di abitanti devono essere molto più pensate e partecipate
nell'elaborazione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
anche i rappresentanti della maggioranza si siano resi conto, in
questo primo scorcio di legislatura, che il Governo, sui vari
settori dell'amministrazione regionale, non ha un progetto organico;
quando noi parliamo di disegno politico e di individuazione delle
priorità non ci riferiamo a un Governo in permanente campagna
elettorale che mette in fila i propri disegni di legge e cerca di
farli approvare, ma ci riferiamo ad una logica di cultura di governo
istituzionale che è quella della presentazione di una proposta di
governo, che è cosa diversa dal programma elettorale, e ad un
confronto prima nelle sedi istituzionali e poi nella società.
Gli atti che hanno caratterizzato i vari assessori sono atti
che vengono o revocati o modificati o contestati dall'interno.
Vero è che la dialettica all'interno della maggioranza può
essere anche un fattore positivo di confronto nel merito e sui
contenuti ma è anche vero che alcune assenze, ad esempio in questo
dibattito, sono quanto meno singolari.
Io ho letto sulla stampa, ad esempio, che autorevoli
rappresentanti di Forza Italia come l'onorevole Catania e
l'onorevole Fleres, avevano infuocato questo dibattito. Non sono
iscritti a parlare, non sono presenti, probabilmente, alla fine, c'è
una logica che è quella dello schieramento attraverso il quale si
chiudono alcune divisioni che sono evidenti sul piano della cultura
politica, degli obiettivi e delle prospettive di questo Governo.
Non è un fatto di Pagano più "rigorista" o di Cittadini meno
"rigorista", ma noi assistiamo quotidianamente a posizioni politiche
diverse tra Granata e Pellegrino sulla questione dell'ambiente, tra
Castiglione e Granata sulla questione della scuola; qui non siamo in
presenza di un Governo, siamo in presenza di una serie di assessori
che vanno avanti con grande improvvisazione tecnica e in una
situazione di assoluta estemporaneità.
Il decreto: mai si è raggiunta l'unanimità di valutazioni
negative come si è raggiunta su questo decreto Cittadini.
A me dispiace, il professore Cittadini è certamente un grande
tecnico della sanità, però alcuni provvedimenti importanti per le
connessioni che ci sono con le politiche di bilancio ed anche per le
evidenti connessioni con i livelli minimi di assistenza vanno
concordati prima, si assume il metodo della maturazione collegiale
delle decisioni. Non è possibile che poi qualcuno si alzi per dire
che hanno sbagliato i burocrati o che l'Assessore forse ha commesso
qualche errore.
L'obiettivo dell'Assessore era sacrosanto, era la
razionalizzazione della spesa; se attorno a questo tema, che era un
obiettivo condiviso da tutti, poi si è fatta una serie di scelte
sbagliate che sono state criticate dagli operatori della sanità e
della maggioranza, c'è probabilmente una mancanza di confronto
all'interno della stessa maggioranza e, io direi, della stessa
Giunta.
Sul piano politico questo è gravissimo, ma noi non registriamo
solo questo; il problema della sanità non è presente solo da qualche
mese, il patto di stabilità Stato-Regione è stato fatto circa un
anno e mezzo fa, i ritardi del Governo Cuffaro sulla politica
sanitaria già li stanno pagando i cittadini.
Qualche mese fa la stessa maggioranza ha riconosciuto che il
deficit pregresso accumulato per gli anni 2000-2001 di 1.440
miliardi di vecchie lire era vero, ma non si è intervenuti sul
deficit della sanità nelle variazioni di bilancio del 2001; non si è
intervenuti sul deficit della sanità in sede di bilancio di
previsione; si è intervenuti per tentare di colmare il deficit della
sanità ad agosto del 2002, qualche mese fa, con la manovra che
abbiamo fatto di 400 miliardi, dimezzata rispetto ai mille miliardi
annunciati dal presidente Cuffaro.
I ritardi provocano poi anche disservizi, situazioni che non si
possono colmare, aziende che continuano a spendere come spendevano
l'anno precedente. Allora, anziché tagliare i servizi essenziali e
dire ad esempio sui giornali che si riducono i PTE - l'Assessore
sicuramente sa che in provincia di Catania, ad esempio, sette
ospedali già sono stati rifunzionalizzati e sono diventati PTE -
togliendo anche i PTE che presenza assicuriamo sul piano dei servizi
essenziali in aree molto ampie del territorio, penso ad esempio
all'ospedale di Ramacca o altri ospedali di città che sono stati
soppressi?
Riduciamo i PTE, riduciamo le guardie mediche, abbiamo problemi
con l'emergenza, col 118, blocchiamo una serie di cose che
riguardano la salute dei cittadini; allora, io mi rendo conto che
coniugare l'esigenza del risparmio e del riordino della spesa è
difficile rispetto ad una serie di aspettative che ci sono, ma sul
decreto, nel merito, l'istituto del congelamento non fa parte del
nostro Regolamento, il decreto non è congelato, il decreto nuovo non
c'è, la sanità in Sicilia è nel caos. Ci sono aziende sanitarie che
hanno di molto sforato i disavanzi, che hanno presentato il bilancio
con grande disavanzo e, addirittura, alcuni direttori generali sono
stati confermati, sia pure spostati in altre aziende, allora è lì
che si deve intervenire. I manager hanno degli obiettivi, devono
conseguire risultati, devono portare i risultati all'Assessorato,
non può l'Assessore non tenere conto che le aziende sanitarie,
soprattutto territoriali, sono in grande difficoltà.
Io ho presentato cinque o sei interrogazioni sulle quali non ho
avuto alcuna risposta, penso al fatto, ad esempio, che i farmacisti
non vengono pagati a Catania da gennaio, ma ci sono ASL territoriali
che non pagano i farmacisti da circa un anno.
Penso al fatto, ad esempio, che i medici convenzionati prendono
in genere gli emolumenti con due-tre mesi di ritardo; penso al
fatto che le cause nei confronti delle aziende sanitarie locali sono
state tutte vinte e quindi noi pagheremo anche gli interessi e la
rivalutazione.
C'è un problema di cassa. Ad esempio, ad agosto si è
intervenuti sul deficit dicendo che il recupero verrà 'spalmato' in
dieci anni. Questo non è un deficit di competenza ma di cassa,
quindi gli stiamo dicendo 'fate la cartolarizzazione' perché il
recupero e il ripianamento avverrà entro dieci anni.
Questi sono errori di carattere grossolano sul piano della
cultura politica, quindi noi come opposizione siamo in difficoltà
perché non vorremmo dire queste cose, vogliamo un Governo che si
presenti con una sola voce, che abbia un progetto organico
complessivo, che si confronti con l'opposizione, che a quel punto
sia in grado di fornire il proprio contributo sul piano dei
contenuti programmatici e anche avanzare proposte alternative.
Ma con questa estemporaneità e con l'improvvisazione che ha
caratterizzato il Governo Cuffaro, anche noi siamo in difficoltà
perché probabilmente il governo Cuffaro ha capito i meccanismi del
bipolarismo maturo sul piano clientelare, ma non l'ha capito sul
piano della cultura di governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, mi permetto prima di farle
osservare che il Presidente della Regione continua ad avere un
atteggiamento di poco rispetto nei confronti del Parlamento: aveva
assicurato stamattina nel dibattito la presenza in Aula, adesso si
sta sviluppando il dibattito e il Presidente della Regione ha
'lasciato il cappello sulla sedia' e non ascolta il dibattito. Ciò
non mi pare rispettoso nei confronti dell'intero Parlamento, anche
dei colleghi della maggioranza.
Voglio fare alcune considerazioni di carattere generale per
entrare poi nel merito del provvedimento. La prima considerazione è
la seguente, e per una volta mi permetterà il collega Barbagallo di
non condividere la sua posizione: è casuale il fatto che
provvedimenti significativi, il piano socio-sanitario, il decreto
dell'assessore Cittadini, la legge sul buono scuola vengano tutti
portati nel mese di agosto, è frutto di una improvvisazione, di una
disorganicità o è, invece, frutto di una modifica sostanziale che
sta intervenendo nella qualità della democrazia del nostro
Parlamento e cioè che c'è un Governo che pensa di risolvere le
questioni al proprio interno, che tenta di esautorare la funzione
delle Commissioni, che tenta di svilire la funzione di controllo e
di indirizzo del Parlamento.
Quindi, non ci troviamo di fronte a un Governo che vuole
improvvisare. Al di là delle vicende in sé del decreto Cittadini e
del piano socio-sanitario, si pone un interrogativo più alto, e
questo è confermato da un altro elemento che voglio sottoporre alla
valutazione dei colleghi, circa il fatto che noi siamo stati
costretti a presentare la mozione di censura nei confronti
dell'assessore Pellegrino, dovuta al fatto che, da parte del
Presidente della Regione, c'è stato un diniego a favorire un
dibattito.
Io, pur condividendo le osservazioni fatte prima dal Presidente
della Commissione Sanità, debbo dire, comunque, che la materia
sanitaria va al di là dei confini della Commissione stessa; deve
investire per gli intrecci che esso ha, anche per le questioni di
bilancio, l'intero Parlamento regionale.
Questa estate, anche se la stampa non ne ha voluto dare alcuna
nota esterna, visto che essa viene occupata da continue
dichiarazioni rese soltanto dalla maggioranza e da interviste
rilasciate dagli assessori della maggioranza, io mi ero permesso di
dire che c'è un decreto, la cui portata va al di là dei confini
dell'iter formativo di un decreto: chiedo che il Presidente della
Regione venga in Aula all'apertura dei lavori. E mi sono permesso di
inviare una lettera al Presidente dell'Assemblea affinché venga a
riferire sul decreto.
Il Presidente della Regione, consultato dal Presidente
dell'Assemblea, ha opposto un diniego, dicendo " io non vengo perché
prima bisogna discutere le norme per l'erogazione del buono scuola e
non intendo assolutamente discutere prima della questione che
riguarda la sanità".
Dietro c'è un atteggiamento che tende a modificare i rapporti
tra l'Esecutivo e il Parlamento, c'è un atteggiamento che tende a
svilire la funzione del Parlamento; questa maggioranza, qualcuno
senza accorgersene - lo dico ai colleghi della maggioranza - di
fatto sta introducendo una modifica che tende a snaturare la
funzione di controllo e di indirizzo.
Se noi non avessimo presentato la mozione e ricorso
strumentalmente alla sfiducia nei confronti dell'assessore
Cittadini, non sarebbe stato possibile effettuare questo dibattito
ed ancora una volta il Parlamento sarebbe stato sottratto di una sua
funzione primaria che è quella di controllo degli atti di Governo.
In ciò consiste la questione gravissima posta alla nostra
attenzione.
Io penso, signor Presidente, che lei non debba essere estraneo
al circuito della formazione della decisione.
Lei riveste la carica di colui il quale deve tutelare le
prerogative del Parlamento e, per nessuna ragione - io non contesto
il modo in cui lei dirige i lavori dell'Assemblea - non può
permettere che ci sia un atteggiamento, di fatto, del Governo
tendente ad imbrigliare ed a svilire la funzione del Parlamento e
delle Commissioni.
Signor Presidente, occupando quel posto deve fare in modo di
garantire le prerogative dell'istituto parlamentare e la
presentazione del Piano socio-sanitario il 13 agosto scorso, la
presentazione del decreto Cittadini ad agosto, di fatto, tendono
furbescamente a sfuggire al controllo del Parlamento.
Evitare - a tutti i costi - la discussione in Aula è un modo
per sfuggire, e svilire allo stesso tempo, la funzione democratica
del Parlamento.
Queste rappresentano questioni gravi che si pongono alla nostra
attenzione e sulle quali, prima o poi, dobbiamo aprire un serio
dibattito all'interno del Parlamento che non ci porti a ripensare
alle modalità di elezione del Presidente della Regione ma che ci
porti a ripensare ai confini dei poteri, tra l'Esecutivo e il
legislativo - organismo di controllo - e quale sia la sede in cui è
possibile dare una valutazione su un provvedimento, al di là del
merito.
Cittadini emana il provvedimento ad agosto, il provvedimento
deve essere mandato in Commissione, esso, per la vastità degli
interessi che muove, è già pubblicato quindi produce effetti.
Qual è la fase in cui il Parlamento interviene?
Qual è il momento in cui è data la possibilità al Parlamento di
intervenire?
Non si convocano le Commissioni, perché in quella fase non è
possibile, anche se la Commissione viene convocata il provvedimento,
comunque, produce ancora effetti.
Il ripetersi continuo, in questo dibattito, che il
provvedimento sarebbe stato ritirato, mi sembra sia una sciocchezza.
L'Assessore ha fatto un provvedimento, tale provvedimento
ancora stasera produce i suoi effetti, in questo momento il
provvedimento produce effetti.
L'Assessore, dato che si è impegnato pubblicamente, sulla base
di una nostra richiesta, deve procedere alla revoca del decreto,
pubblicando sulla Gazzetta ufficiale dei prossimi giorni un atto con
il quale si dica che il provvedimento è revocato. Successivamente -
alla luce sia di questo dibattito sia del fatto che si stanno
avviando i rapporti con le parti sociali - faccia un nuovo decreto
che verrà pubblicato producendo i suoi legittimi effetti.
Mantenere in vita ancora quel decreto, mentre si dice che si
vuole modificare, non fa altro che confermare la natura e la
struttura di quel provvedimento.
Io per qualche istante avevo creduto che ci si volesse muovere
davvero, attraverso un confronto, per la modifica del provvedimento
ma l'intervento del collega Dina mi ha in qualche modo convinto che
c'è un atteggiamento che va al di là dell'Assessore Cittadini.
Preciso che non è in discussione l'Assessore Cittadini in quanto
tale ma sono in discussione le politiche del Governo.
Da questo momento, affermo che qualsiasi atto dell'Assessore,
per noi, ricade nella responsabilità del Presidente della Regione;
non ci può essere alcun atteggiamento giustificativo da parte del
Presidente della Regione.
L'onorevole Dina intervenendo ha dichiarato che quel decreto
per buona parte va bene. Non so se ha detto ciò a titolo personale,
smentisce però l'esigenza posta di tenere conto del dibattito, delle
parti sociali, dei settori che sono intervenuti per modificare il
decreto in alcune parti sostanziali.
Sono convinto che, al di là della facciata, ci sia all'interno
della maggioranza uno scontro aperto, non già tra i 'rigoristi' e i
'permissivi', tra quelli che si preoccupano per le politiche di
spesa e quelli che tendono a gravare il bilancio della Regione, c'è
sicuramente uno scontro interno tra Forza Italia e settori del
Centro che riguarda il dominio, il controllo politico del settore;
non c'è una preoccupazione che è mossa da ragionamenti nobili, il
controllo della spesa sanitaria, che ovviamente, per responsabilità
del Governo, è andata fuori controllo, non c'è una possibilità di
condono, diceva prima il collega Barbagallo, per questa parte
abbastanza chiara, nel senso che noi avevamo annunciato che era
stata sfiorata la spesa sanitaria in modo sconsiderato negli anni
2000-2001 e che i provvedimenti previsti dalla finanziaria
assolutamente non avrebbero permesso di rientrare e di riportare gli
equilibri o i conti della sanità. No, c'è un problema di controllo
politico, lo scontro è tutto lì e c'è uno scontro interno alla
maggioranza.
(Entra in Aula il Presidente della Regione)
Onorevole Presidente della Regione, sono contento del fatto che
lei sia stato avvertito, abbia sentito il richiamo e sia presente.
Spero che non esca più.
Quindi, in realtà si pone questa questione e si pone un
problema di controllo politico e noi dobbiamo dirlo chiaramente ai
settori e in forza di uno scontro interno legato al controllo
politico del settore sanità, che si stanno consumando gli sfaceli
del settore, che si stanno consumando i danni nel settore e che
denota il fatto che la maggioranza si tiene, ma si tiene sulla base
di logiche ricattatorie al loro interno perché non si comprende
altrimenti la benevola dichiarazione fatta dall'onorevole Miccichè
nei confronti del Presidente della Regione; se l'avessimo detto noi
che il Presidente della Regione esercita ogni giorno nell'azione
quotidiana di governo una politica clientelare si sarebbe gridato
allo scandalo, lo ha detto la più autorevole figura del Partito di
Forza Italia che sostiene il Governo, dando la patente di
'clientelare' al Presidente della Regione e anche lì non frutto di
una occasione estemporanea, ma frutto di uno scontro interno che è
legato al modo come bisogna procedere ai controlli della spesa.
Io preannuncio che noi chiederemo sul provvedimento, tranne che
non ci venga annunciato che viene fatto un decreto di revoca
immediata, manteniamo la prima parte della mozione in cui chiediamo
la revoca del provvedimento e, ripeto, lo dico al Presidente della
Regione e all'assessore Cittadini, l'unico modo perché
concretamente sia credibile un ripensamento del Governo sulle
politiche della sanità e sul decreto è quello che stasera viene
annunciato che verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di sabato
prossimo un provvedimento di revoca del provvedimento precedente.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questo dibattito su un decreto sul quale il Governo sta lavorando su
suggerimento delle associazioni di categoria, ma anche delle forze
politiche della stessa Commissione, che ha sentito il bisogno nel
mese di agosto di riaprire i battenti per dare un proprio contributo
attivo alla politica e al settore in questione, sia un dibattito che
forse è fuori tema ed è fuori luogo. Infatti, quel decreto è stato
annunziato dal Governo nella sua interezza, bisognevole di alcune
considerazioni e di alcuni aggiustamenti, e c'era da parte del
Governo la volontà di prospettazione di esigenze che si sono
rivelate nuove e proponibili per un miglioramento dell'assetto
stesso del decreto.
Mi sarei aspettato dall'opposizione, così come in Commissione
ha brillantemente esposto il Presidente della Commissione e poi
anche l'onorevole Dina, che le proposte fossero di miglioramento, di
supporto a che questo decreto, che per ora è ancora all'attenzione
ed è in una fase di modifica, avesse elementi forti che potessero
indurre il Governo ad avere una strada che teneva conto della
maggioranza, dell'opposizione, delle associazioni di categoria,
della salvaguardia di quello che è il tempio massimo della salute:
l'ospedale in Sicilia.
Mi sono accorto, invece, che abbiamo trasformato il problema e
lo abbiamo posto su un tema che diventa politico. E politicamente
stiamo parlando di una cosa che ancora è in fieri, che si sta
migliorando, e per la quale intendo dare al Governo nella sua
interezza e all'assessore Cittadini la piena e totale capacità di
esserci e di volere incidere per salvaguardare quel bilancio; per
salvaguardare tutto ciò che noi sappiamo essere pressante nel
settore del bilancio siciliano. E ciò in un raccordo forte con la
Commissione prima e quindi con l'Assemblea in continuità.
Mi sento fuori luogo e fuori posto nel momento in cui noi
abbandoniamo per un verso i regolamenti, per cui, per bontà
democratica del Presidente stesso dell'Assemblea, ieri sera abbiamo
avuto, non solo l'annuncio della mozione, ma anche quasi un
dibattito che sarebbe stato impossibile a norma di Regolamento.
Pur essendo presente l'assessore Cittadini, nel pieno esercizio
delle sue funzioni, è stato detto no Che senza Cuffaro non
parliamo. Come se il Regolamento stabilisse che senza il Presidente
della Regione non si poteva iniziare il dibattito; dibattito che
sarebbe stato completato, appunto, dal Presidente della Regione
quando ha detto che avrebbe senz'altro parlato della sanità, però
nel rispetto delle cose che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari aveva stabilito: e cioè il buono scuola prima.
Poi, quando è stato pressato sull'argomento, ha detto: si apra
pure la finestra. Invece, onorevole Speziale ed onorevole
Barbagallo, è come se avessimo imposto al Presidente della Regione
una soluzione: quella di parlare di sanità qua dentro e come se il
Presidente della Regione, forte del suo potere di governatore della
Sicilia avesse voluto disconoscere il compito, il ruolo della sua
presenza e del dibattito qua dentro.
Stiamo facendo quel dibattito, onorevoli colleghi, e lo stiamo
facendo con un'apertura di credito voluta dal Presidente della
Regione, dalla maggioranza, dall'intera Assemblea. Allora, perché
ci stiamo scontrando? Ho sentito il bellissimo intervento
dell'onorevole Barbagallo che ha detto che noi abbiamo voci
divaricate, che c'è una lotta tra Forza Italia e l'UDC. Non è vero:
c'è una completa visione reale di un'alleanza che è strategica e che
ha avuto dal popolo siciliano un consenso forte su un programma che
il centro-destra ha fatto.
Non ci date questi punti Non ci suggerite quello che dobbiamo
fare E' importante però che voi cominciate a proporre
all'Esecutivo e all'Assemblea il vostro progetto, che al momento è
inesistente. State inseguendo giorno per giorno l'errore. No, non
ci siamo; non state facendo un servizio alla Sicilia, ai siciliani,
assolutamente no
Stiamo contrapponendo un fatto politico di schieramento ad un
fatto reale e concreto: l'esigenza che hanno i siciliani di essere
governati bene da quella maggioranza alla quale hanno dato il
consenso e da un'opposizione che deve voler far meglio di come
facciamo noi per cercare di dare una risposta forte e positiva alla
gente. Non confondiamoli questi momenti, perché perdiamo il nostro
ruolo. Abbiamo iniziato male
Prima delle ferie avevamo recuperato nei confronti della gente
e dell'opinione pubblica il ruolo dell'Assemblea con alcune leggi
forti che abbiamo approvato con il consenso anche dell'opposizione.
Abbiamo lavorato alla legge sugli appalti apertamente, approvando
un'ottima legge con il vostro contributo.
Dobbiamo continuare su quella strada. Se non continueremo su
quella strada non ci saranno disegni di legge pronti per l'Aula.
L'apertura poteva essere anticipata almeno per le Commissioni, e ci
saremmo così ritrovati a non ribadire la proposta dilatoria delle
quarantotto ore che è regolamentare, che è giusto richiederla. Ma
non avremmo potuto farne a meno? Sì, perché cominciava il dibattito,
il dialogo, il miglioramento anche della legge sul buono scuola.
Onorevole Presidente della Regione, dobbiamo cominciare a
pensare che abbiamo il DPF, la finanziaria e il bilancio, il disegno
di legge sul riordino delle coste; abbiamo il dovere di fare tutto
ciò entro dicembre. Su queste cose ci dovrà essere l'incontro
reale, anche lo scontro: ma sulle cose da fare, non sulle parole da
dire.
Se continuiamo a parlarci addosso non ci capirà più nessuno.
Invece abbiamo dato prova che ad un richiamo di un semplice
presidente di Commissione dieci deputati su tredici hanno lasciato
il mare e sono venuti a fare il proprio dovere in Assemblea.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cintola ha già dato la pagella dei buoni e dei cattivi.
L'opposizione deve fare l'opposizione. Da parte mia per esempio non
mi sento assolutamente corresponsabile di una legge come quella
sugli appalti, perché la considero una pessima legge, non una buona
legge. Tanto per essere chiari.
Ho sentito l'onorevole Dina che contraddiceva quello che diceva
il Governo e contraddiceva quello che ha detto poco fà l'onorevole
Dina. Il decreto è stato fatto così, per errore forse, "un giorno
di agosto non c'era niente da fare, facciamo un decreto, poi si
vede". Non è così. Quel decreto non porta solo la firma
dell'Assessore Cittadini, ma investe la responsabilità di tutto il
Governo. Quindi la censura è un fatto tecnico. L'Assessore
Cittadini sotto il profilo personale penso sia da rispettare è un
insigne professionista della medicina. Ma politicamente non c'entra
assolutamente niente. Perché l'azione di Governo è un'azione
politica. E' un fatto politico perché dietro questo decreto si
cela evidentemente la privatizzazione della sanità. E' il primo
passo. A livello nazionale il Ministro Sirchia l'ha detto
chiaramente.
Il programma del Governo Berlusconi è quello della
privatizzazione della sanità. Allora è un primo passo, forse, a
livello nazionale si dice ai deputati regionali, "voi già siete da
un anno in carica, ma rispetto alle altre regioni siete indietro
comprese quelle che sono governate dal centro-sinistra. Vedo
l'Emilia Romagna e la Toscana sono costrette a fare dei
provvedimenti perché a livello nazionale ci sono tagli fortissimi
alle finanze regionali, al contributo che lo Stato dà alle Regioni
per quanto riguarda il problema sanitario. Noi che qui abbiamo
altri provvedimenti, diciamo di sostegno, però dobbiamo dare
l'esempio. Il Governo lo sta dando, questo decreto ne è l'esempio.
Dico all'onorevole Lo Giudice "il termine 'congelamento' significa
ibernazione, ma poi quando una cosa si scongela ritorna in vita".
Vorrei capire se questa "ibernazione" se questo "congelamento" vuol
dire che è morto. Per me congelamento significa metterlo nel
frigorifero e poi utilizzarlo, mangiarlo come fosse fresco. Anche
se poi magari è "mezzo morto" comunque l'importante è che non sia
andato in putrefazione.
Evidentemente, signor Presidente sono convinto che questo tema
della sanità è un tema scottante. Non ricordo chi diceva "una parte
della maggioranza, egemonizzata da Forza Italia, pressa su questo
argomento" il Presidente della Regione essendo un centrista essendo
uno che si dovrebbe collocare in una linea di mezzo all'interno
dello schieramento, siccome ha dato si dice fama di essere un
moderato all'interno dello schieramento deve mediare e quindi
qualcuno ha detto, "facciamo questa ipotesi del congelamento".
Onorevole Presidente questo può darla a bere alla stampa prezzolata,
ma al politico attento, al cittadino attento questo sicuramente non
l'ingoierà facilmente, perché evidentemente il discorso è diverso.
Concludo dicendo che, se si vuole risparmiare, se il problema è
di cassa, si mandi una circolare, Assessore Cittadini, a tutti i
dirigenti delle Aziende sanitarie, di risparmiare, cominciando a
tagliare gli incarichi, le supplenze, le consulenze miliardarie,
persone che probabilmente se ci sono o non ci sono è la stessa cosa,
a qualsiasi livello. Perché penso che la consulenza sia importante
ma non è fondamentale nel contesto in cui ci troviamo.
Io ho presentato questa mattina una interrogazione sulla
questione di Ribera, dove una partecipazione popolare e un
sentimento profondo ha fatto sì che quando si è sentito che forse
con questo decreto si doveva cominciare a tagliare o congelare
alcuni reparti per accorparli a quelli di Sciacca, c'è stata una
mezza sollevazione popolare. Quanto avvenuto in questi giorni a
Ribera è un primo segnale, quindi il governo rifletta, non congeli,
revochi immediatamente questo decreto perché è la vergogna della
nostra Sicilia.
CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho appreso alle 21.30 di ieri sera con una verità che non
trova riscontro a mia memoria in nessun altro evento che ha
attraversato questo Parlamento nell'ultimo anno, stamattina l'Aula
era convocata alle 11.00 per discutere la mozione sulla
programmazione della sanità. E ho saputo che questa decisione era
stata presa congiuntamente dai presidenti. Mi sono inchinato alla
loro volontà ma se avessi avuto più tempo probabilmente avrei potuto
fornirvi degli elementi maggiori e più chiari su alcuni aspetti che
non sono stati assolutamente interpretati, su altri che sono stati
disattesi e su tanti problemi che francamente travagliano
l'assessorato della Sanità e tutta la Regione di conseguenza.
Preliminarmente vorrei rispondere su tre punti del decreto, per
esempio, perché sono stati tirati in ballo nella mozione.
L'onorevole Cracolici, con grandissima moderazione ed eleganza dice
"se noi riuscissimo a moderare la spesa farmaceutica probabilmente
non avremmo bisogno di un decreto taglia-spese". Perché abbiamo
speso 2.600 miliardi nel 1992; le anticipo che la tendenza è in
aumento rispetto al 2001 ed è in aumento rispetto al 2002. Noi
dovremmo spendere, stando al famoso 13-14% circa 1.500 miliardi.
Cioè se noi risparmiassimo 1.100 miliardi lì, naturalmente non
avremmo bisogno di tantissimi altri tagli e potremmo riportare
risorse sul territorio, sulla prevenzione, e su tutto quello che fa
la medicina moderna. Però l'onorevole Cracolici è stato quello che
la sera del famoso 22 febbraio 2002 insorse contro i ticket
sanitari.
SPEZIALE. Ma con i ticket non s'è risparmiato niente
CITTADINI, assessore per la sanità. Questa è una sua opinione che
possiamo contraddire subito. Intanto vorrei ricordare che nella
proposizione del governo quella sera non era previsto alcun ticket
sul Pronto soccorso ma essendosi tirato fuori per coerenza il
decreto del 1997 del Governo Amato, che poi era stato abolito nel
2000 dal Governo Prodi, lì dentro vi era pure il ticket sul Pronto
soccorso. Che, peraltro, esiste in tutta Italia e non è stato mai
abolito neppure nei due anni di interruzione. Tanto è vero che il
Piemonte quando noi chiedemmo un fax-simile del loro decreto ci
rispose: 'Volete l'ottava o la nona elaborazione', intendendo con
questo che mai avevano interrotto il ticket sul Pronto soccorso.
Comunque abbiamo messo il ticket che, come è stato rilevato dalle
ultime note comparse sia sul Sole 24 Ore che su tutti i giornali che
si sono dedicati alla sanità, è il più basso in assoluto in Italia.
Per esempio, in Liguria hanno 3 euro sulla ricetta; comunque il
nostro è in assoluto il più basso.
All'onorevole Capodicasa vorrei dire che abbiamo soltanto i
dati relativi a luglio, perché le farmacie, lei saprà, presentano
il conto 10 giorni dopo la fine del mese precedente, dunque quelli
di agosto saranno stati presentati il 10 settembre e noi ancora non
ne siamo in possesso, oggi è l'11 settembre, e sul primo mese vi è
stato un risparmio del 9,7%.
E' importante perchè vuol dire che, se risparmieremo,
risparmieremo tanto su tutto l'anno e alla fine avremo risparmiato
260 miliardi; e già è un piccolo approccio...
CAPODICASA. Potremmo risparmiare di più facendo pagare tutti i
farmaci.
CITTADINI, assessore per la sanità. ...No. Ma io credo che
l'importanza del decreto non sia tanto il recupero del denaro, non
sia soltanto quello che si recupera dal ticket, quanto la deterrenza
che è dimostrata in maniera assoluta: è crollato il numero delle
ricette che l'anno scorso erano 44 milioni, e vedete che quest'anno
arriveremo a poco più della metà.
Di conseguenza, alla fine, probabilmente, il risparmio sarà
ancora superiore, Ma vorrei dirvi che non è stato l'unico decreto -
e mi rivolgo all'onorevole Cracolici - perché noi abbiamo limitato
i ricettari ai medici di famiglia ed ai pediatri di famiglia,
abbiamo introdotto la obbligatorietà dell'uso del farmaco generico
là dove esistente, abbiamo fatto un decreto che stabiliva che, a
parità di farmaco generico e di molecole, si doveva adottare il più
basso; anche se la farmacia non aveva la molecola del generico al
prezzo più basso, la differenza doveva essere pagata dal farmacista.
E tantissime altre cose.
L'acquisto, per esempio, di una serie sempre crescente di
farmaci a carico dell'azienda ospedaliera, la fluidità terapeutica,
non il ciclo terapeutico - sarebbe troppo complesso spiegare la
differenza tra ciclo e fluidità - la fluidità vuol dire soltanto che
il paziente dismesso non deve andare a cercare immediatamente il
medico e che dunque l'azienda ospedaliera deve fornire la terapia
per i primi cinque giorni, anche perché il medico generico tende a
cambiare totalmente la prescrizione fatta dall'azienda ospedaliera,
e questo avrebbe portato un danno ed un aumento dei costi.
Dunque sono state fatte tantissime cose; noi speriamo con
un'azione convinta. Vorrei dirle inoltre che abbiamo fatto anche di
più: abbiamo aderito ad un progetto per il monitoraggio continuo
della spesa farmaceutica, un provvedimento nazionale che è gestito
direttamente dalla direzione farmaco del Ministero della salute e
abbiamo anche prospettato la possibilità di istituire, noi stessi,
una direzione farmaco all'interno dell'assessorato affidata ai tre
grandi competenti, tutti e tre membri del CUN: prof. Filippo Drago
di Catania, prof. Achille Caputi di Messina e prof. Pagliaro o
D'Alessandro di Palermo.
Il secondo problema, che è stato citato, forse, in maniera
abbastanza approssimativa, era quello dei DRG. Qualcuno ha
ipotizzato che l'incremento dei DRG comportasse automaticamente una
spesa, cioè un'equazione che vuole sostenere: aumentate il ticket
del 23% mediamente, dunque aumentate la spesa del 23%.
Niente di più sbagliato, perché in pratica, finora, dal 1995 -
come l'onorevole Dina ha sottolineato - tutte le aziende ospedaliere
private o pubbliche sono pagate attraverso il sistema del DRG e
siccome, mediamente, ognuna stava almeno del 30 - 40% sotto come
guadagno di regime, rispetto al bilancio preventivo, il resto della
spesa era in parte coperta e vi erano i presupposti, dell'emergenza,
di chi aveva il Pronto soccorso, la rianimazione, il 118 e così via;
gli si dava sui fondi dell'assessorato una cifra di conguaglio e poi
rimaneva il deficit strutturale. Noi, adesso, elevando i DRG
andiamo a diminuire la compensazione e lo stesso ci sarà.
Il privato, peggio ancora Ancora più capestro per il privato,
perché il privato, quello che succederà che saturerà il budget
prima, ma quello che fa storia nel privato è il budget assegnato e
nessuna proposta sulle case di cura è andata ad aumentare il loro
budget , eventualmente. Ho solo contestato che l'abbattimento al di
là del 10% dell'extra budget sia del 10% del pagamento. Cioè prima
prendevano, non so, 5 milioni per una prestazione, ora prendono 500
mila lire; questa è stata l'unica contestazione con le case di cura.
Il terzo ed ultimo punto era il problema dell'accreditamento.
Abbiamo discusso con l'onorevole Lo Giudice, con il quale abbiamo
sempre sane, vigorose e sanguigne discussioni ma forse lui sa, anzi
sicuramente saprà, che la Corte dei Conti, intervistata a proposito,
se queste sull'accreditamento dovessero essere considerate oggetto
di programmazione o di ordinazione ma questo è un atto ordinatorio e
non programmatorio, non va sottoposto a nessun controllo.
Se per un caso fossero dovute andare a controllo dalla sesta
commissione dovevano passare necessariamente anche attraverso la
Corte dei Conti e attraverso il CGA.
Questa è esattamente la realtà.
Perchè le norme sull'accreditamento non creano squilibri e sono
poi i recepimenti locali.
Ma io vi ricordo che nell'articolo 28 della finanziaria è detto
"che poi sono i direttori generali delle aziende sanitarie locali a
negoziare preventivamente con le strutture pubbliche e private, ivi
comprese le aziende universitarie Policlinico, l'ammontare delle
prestazioni erogabili per conto del sistema sanitario regionale nei
limiti di budget stabilito dalla Regione".
Di conseguenza la Regione deve dare soltanto delle linee guida
e in queste vi è un grandissimo vantaggio perchè, per esempio,
l'immissione dell'indiretta, che non esiste più per legge, e che
tanto era stata criticata e che era stata fortemente voluta perchè
l'indiretta all'ottanta per cento era rappresentata da dialisi (che
è una tecnica salvavita e non una tecnica di riabilitazione) o da un
esame diagnostico, ecc., l'accreditamento di queste strutture ha
comportato una budgetizzazione.
Noi sappiamo di strutture che in indiretta fatturavano per
sessanta miliardi, a cui davamo dal trenta al cinquanta per cento,
che sono state budgettate ad una cifra inferiore al cinquanta per
cento. Dunque, a parte il fatto che la spesa dell'indiretta era già
nel conto delle aziende sanitarie anche prescindendo da questo
piccolo particolare, non tanto piccolo, col budget noi siamo sicuri
di risparmiare sempre che, naturalmente, i direttori generali
mantengano l'offerta nei limiti della domanda logica, cioè che
comprino dalle singole strutture le prestazioni di cui realmente
hanno bisogno, non perchè ci sono duemila convenzionati, cioè 450
più di quanti vi erano prima dell'indiretta che necessariamente da
tutti continuava a comprare lo stesso numero di prestazioni.
Lo stesso vale per le case di cura ex indiretta che sono
soltanto sette per un totale di 506 posti letto; anche per queste
devono essere le aziende a comprare le prestazioni cui realmente
hanno bisogno.
Questo è quello che vi è da dire.
Il decreto. Io mi rendo conto che si è generata la sensazione
che d'estate, per profittare dell'assenza della commissione
legislativa o non so di cos'altro, noi di colpo ci siamo svegliati e
il 9 agosto siamo venuti qui, abbiamo firmato questo decreto per
pubblicarlo.
Intanto, non vi è stata una sola mossa da parte
dell'assessorato: la Presidenza della Regione, dall'alto della sua
competenza, esperienza ed istituzionalità ci ha assolutamente
supportato momento per momento.
Io vorrei ricordare che nel patto di stabilità Stato-Regione,
che è fortemente vincolante, per anni ci siamo lamentati
dell'introduzione della moneta unica della Comunità europea e poi ci
siamo lamentati del patto di stabilità; adesso ci andiamo a
lamentare delle condizioni che vincolano nella Conferenza
Stato-Regione la sanità rispetto ad una spesa fissa.
Però è così. Quando io sento dire, per esempio, che non ha
senso ridurre in Sicilia i posti letto al 4 per mille perchè si
creano grandi discrepanze, io vi vorrei ricordare che c'è una
dimostrazione molto accurata e molto intensa che in tutta Italia, ma
in Sicilia particolarmente, il 42 per cento dei ricoveri è improprio
e il 61 per cento delle giornate di degenza è impropria. Bisognerà
anche ridurre del 10 per cento i posti letto: cioè nell'ospedale di
vattalapesca ci sono mille posti letto e portarli a 900, dove ce ne
sono 180 portarli a 162. Così facendo non si crea nessuno scompenso.
Il nostro obiettivo e il nostro impegno totale è stato quello
di non ridurre l'occupazione per i sanitari, i parasanitari e così
via.
Nel patto Stato-Regione si era detto: adottare misure di
anticipazione di verifica dell'andamento delle spese del 2001 ai
sensi dell'articolo 83 della legge 388 del 2000. Al 30 giugno la
Sicilia, assieme alla Basilicata, era l'unica regione che non aveva
presentato la riduzione della spesa.
E' stata portata alla Conferenza Stato-regioni intorno al 17
luglio , è tornata, l'abbiamo esamitata come era possibile con i
dati di cui disponevamo e abbiamo esitato questo decreto che poi è
stato firmato ad agosto, non per evadere qualche controllo anche se
probabilmente sarebbe stato preferibile la riapertura dei lavori
delle commissioni.
Vi vorrei ricordare che questo contenimento della spesa, in
definitiva, è stato affidato soltanto a un quadrimestre: intanto
l'articolo 1 che bloccava i contratti, i concorsi, le nuove unità
operative, tranne rianimazione e riabilitazione, lungodegenza, unità
spinale (che poi non esistono in Sicilia, per cui c'è stata soltanto
la prospettiva di bloccare unità che non esistono ancora oggi) era
limitato a quattro mesi.
Io mi chiedo se concorsi che erano stati bloccati per
quattordici anni, come quelli dei precari del Policlinico, non
potevano essere bloccati per quattordici anni e quattro mesi, e
quale danno avrebbero apportato.
Rispetto alle guardie mediche, che tanto scalpore hanno creato,
si era detto soltanto che le guardie mediche sarebbero state
ristrutturate in rapporto a due evenienze molto particolari: primo
il PTE, perché qua si è parlato soltanto di PTE però non si sa una
cosa: la legge nazionale dice che ci vuole un PTE ogni trecentomila
abitanti, dunque noi in Sicilia dovremmo avere tra sedici e
diciassette PTE. Messina soltanto ne ha quindici e lo stesso
direttore sanitario generale dell'U.S.L. 5 di Messina dice: "Noi non
possiamo reggere quindici PTE, non ci interessa".
Ma c'è di peggio: cosa aveva fatto l'allora direttore
amministrativo (di grosso rilievo per altri aspetti)? Aveva
trasformato una serie di guardie mediche in PTE ottenendo l'impegno
che le guardie mediche in quell'ambito, nei Nebrodi, nelle zone
disagiate, avrebbero anche assolto ai compiti delle guardie mediche.
Che poi in più c'è soltanto la prescrizione di farmaci. E poi, un
mese dopo che le guardie mediche sono passate sui PTE guadagnando un
milione al mese in più, che si traduce in miliardi e miliardi, hanno
detto di volere reintegrati i posti di guardia medica.
Certo, si può far tutto, però nessuno di noi ha soppresso
niente; noi non abbiamo soppresso una sola guardia medica.
I problemi delle guardie mediche sono due soltanto: 183 medici
di guardia medica, che sono in supplenza, chiedono di essere
stabilizzati, dicendo che non c'è nessun aumento di costo, perché
voi già ci pagate, invece noi supplenti andiamo verso la titolarità.
Secondo problema era, viceversa, che 113 medici lamentano la
mancata assunzione in zone dette carenti, e noi abbiamo detto ai
direttori generali: "Avete quattro mesi di tempo per vedere se
queste zone sono carenti o se si possono accorpare in comuni molto
vicini le guardie mediche e, se non sarà possibile, reintegreremo
anche i 113". Ma non abbiamo ridotto niente.
Infine, un ultimo flash sulla vicenda più dolorosa, come è
stato detto da parecchie persone: il problema del 118.
L'articolo che è stato scritto nella maniera più approssimativa
e incomprensibile è l'articolo 4.
Noi in Sicilia, attualmente, abbiamo 135 postazioni di 118 e 5
postazioni di elisoccorso; delle 135 postazioni di 118 noi abbiamo
12 ambulanze di rianimazione e 123 ambulanze da trasporto e basta,
che è veramente una vergogna. Voi sapete che nel marzo 2001 è stata
siglata la nuova convenzione con la Croce Rossa che si è impegnata a
fornire 123 ambulanze tutte medicalizzate e 24 ambulanze di
rianimazione a fronte delle 12 esistenti.
Man mano che arrivano queste ambulanze medicalizzate è prevista
obbligatoria la presenza del medico; ma un medico su un taxi, perché
è così che vengono chiamate le nostre ambulanze, dove non vi è né
l'elettrocardiografo, né il defibrillatore, magari manca la
cassetta di pronto soccorso e non vi è l'ossigeno, non serve
assolutamente a niente.
Da che cosa è nata questa attenzione: che nel bacino di Catania
che vuol dire Catania, Ragusa e Siracusa, e parzialmente anche nel
bacino di Messina, le aziende avevano ottenuto delle ambulanze
medicalizzate che erano quelle delle aziende (alcune donate, per
esempio - io so di una grande ambulanza, forse la più bella che c'è
in Sicilia, donata da Dolce & Gabbana, i famosi stilisti), e dove vi
erano ambulanze medicalizzate, le ASL di Catania, Ragusa, Messina
avevano messo i medici in base ad una sentenza del TAR secondo la
quale ci doveva essere il medico a bordo o l'infermiere competente,
speciale per le emergenze.
Successivamente, due decreti, uno di novembre ed uno di marzo,
entrambi dell'onorevole Provenzano, avevano ribadito che la
normativa nazionale dice che sulle ambulanze di tipo A, quelle
medicalizzate, ci va il medico e/o l'infermiere qualificato e sulle
ambulanze di trasporto ci vanno soltanto due autisti soccorritori e
sulle ambulanze di rianimazione ci vuole l'anestesista rianimatore.
Quando si dice che attualmente è così, si vuole dire solo che
attualmente è così. Però, dato che in mezzo a tante cattive notizie
su questa sanità così disastrata e così penosa ogni tanto si apre
qualche lampo di novità, vi devo dire che già sono arrivate le prime
dodici ambulanze medicalizzate a rinforzare di sei il parco di
Catania, di tre Palermo e di tre Caltanissetta e che la Consip ha
già in atto la gara, molto avanzata - la gara si chiude a fine
ottobre - per acquistare tutte le altre ambulanze di tipo A.
Dunque, noi alla fine dell'anno, fortunatamente (o purtroppo
sotto il profilo economico perché è uno squasso enorme in quanto
ogni ambulanza medicalizzata prevede quattro medici a bordo, il che
vorrà dire assumere cinquecento medici e/o infermieri col patentino
qualificato per le emergenze) e di conseguenza il problema non si
porrà più.
Infine, i P.T.E. sono stati tutti rideterminati e ne abbiamo
dati. Ad esempio Catania, che aveva 21 P.T.E. sulla carta ma
nessuno attivato, ha detto che ne vuole cinque; adesso ci dice sette
e sette gliene abbiamo dati; due a Ragusa; due a Siracusa; a Palermo
i tre sono stati portati a cinque, e Trapani zero. Tutte le province
sono state rinforzate o vi sono stati creati dei P.T.E.. Credo che
questa sia una buona programmazione.
L'ultimo punto era quello del convenzionamento di quella
medicina privata, purtroppo così è citata, e il concetto di privato
evoca il concetto speculativo, niente di più sbagliato, perché
obiettivamente devo dire che noi siamo per la medicina pubblica, noi
siamo qui per difendere la medicina pubblica, però esiste una
normativa nazionale che ha sancito il principio assoluto
dell'equivalenza dei diritti e doveri tra pubblico e privato.
Noi sappiamo con certezza che la medicina convenzionata ci fa
risparmiare un sacco di soldi, ma su questo non c'è dubbio.
Noi abbiamo attualmente 1.560 medici convenzionati che costano
con prestazioni numericamente enormi, ma ve li possiamo fornire in
qualunque momento; l'anno scorso sono costati 350 miliardi.
Se tu prendi 1.560 professionisti e li immetti negli ospedali
questi costeranno 2.000 miliardi e renderanno per 10 miliardi.
Questo è sicuro, perché il professionista che gestisce in proprio
la propria professione non ha limiti di tempo, di orario, ferie di
45 giorni se radiologo, e questo consente loro di erogare
prestazioni di ottimo livello con un costo basso. Perciò, se noi
dobbiamo mettere al bando la medicina privata perché questo,
ripeto, evoca il fantasma della speculazione, è un discorso; se noi
dobbiamo dire se ad un sistema sanitario conviene o meno avere
un'immissione di convenzionati esterni, ma non soltanto in una
Regione che è particolarmente sprovvista di strutture a livello di
ospedali - c'è un bellissimo articolo, il Veneto per esempio
paradigmaticamente ha detto: a me conviene lo specialista
convenzionato che costa di meno - allora, il discorso è
assolutamente diverso.
Noi stiamo rinforzando le attrezzature ospedaliere.
Recentemente all'ultimo convegno che c'è stato giorni fa di Forza
Italia qualcuno ha voluto muovere all'assessore il rimprovero che
noi non avremmo impegnato i fondi del P.O.R. dell'Agenda 2000 per la
sanità. La sanità non ha fondi sull'Agenda 2000, aveva soltanto un
piccolo fondo all'inizio che serviva per le alte energie e basta.
Abbiamo comprato tre Pet: la Sicilia ha tre Pet; da Roma in giù
ce ne è una soltanto. Noi abbiamo comprato tre Pet: una del
Cannizzaro sarà installata il 10 ottobre, una a Palermo a Villa
Sofia e una al Policlinico. Abbiamo comprato sette nuove TAC poco
diffuse sul territorio e tre nuove risonanze, insieme a tantissime
attrezzature.
Facciamo del nostro meglio, ma sappiamo esattamente che la Pet,
che al professionista privato è costata tanto e che a noi costa
almeno il doppio per le lunghezze e i mille lacci e laccioli della
burocrazia, complicazioni e così via, nel privato non solo costa un
terzo, ma rende il doppio sicuramente. Perché, se uno vuole
osservare il mansionario che ti dice che chi è addetto alle alte
energie deve osservare 45 giorni di ferie, che poi possono diventare
60 giorni (quindi bisogna avere 5 radiologi anziché 3) con un orario
di lavoro molto ridotto che non ha il professionista privato ...
Allora ritengo che bisogna essere sereni, seri e valutare tutti
i fenomeni, senza accuse sotterranee, senza queste continue voci di
voler favorire il privato. Noi non vogliamo favorire il privato.
Personalmente 45 anni fa ho fatto la mia scelta di lavorare nel
pubblico e ne sono orgoglioso. Grazie.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Grazie signor Presidente, il
dibattito che questo Parlamento in questa serata ha attivato credo
sia un dibattito importante e interessante e perché no utile al
Governo che è in fase di redigere, con le opportune modifiche che
abbiamo in qualche modo costruito insieme agli operatori della
sanità, il nuovo decreto e, quindi, credo di poter dare
assolutamente un mio parere positivo al dibattito che c'è stato
stasera.
E quando stamattina il Presidente dell'Assemblea mi ha chiesto,
ieri sera anche su richiesta dei capigruppo, di poter fare il
dibattito dato che c'era lo spazio per farlo, perché sapevamo che
il disegno di legge sul buono scuola sarebbe arrivato in Aula
soltanto domani, ho accettato ben volentieri proprio perché mi
rendo conto che qualsiasi dibattito, qualsiasi riflessione,
qualsiasi proposta propositiva si potesse aggiungere alle tante che
noi in questi giorni abbiamo, insieme agli operatori della sanità
siciliana, elaborato non potevano che essere positivi.
Credo che, certamente il Professore Cittadini sarà d'accordo,
anche da questa sera sono venuti fuori ulteriori riflessioni che non
possono che essere aggiunte come apporto al miglioramento del
decreto che stiamo finendo di ricostruire e che nei prossimi giorni
l'assessore Cittadini vorrà firmare.
Vorrei dire per informare il Parlamento che domani mattina
credo potrà aversi una nuova stesura che risottoporremo, avendo
attivato certamente un tavolo di concertazione con gli operatori
della sanità tutti, risottoporremo alla valutazione, dopo di ciò
porteremo venerdì mattina, se faremo in tempo, in Giunta, perché
anche la Giunta di governo possa, se ritiene fare delle riflessioni,
anche se non è necessario perché l'assessore può fare il decreto
autonomamente però credo che aver scelto questo percorso di
riflessione ulteriore e complessive non può che giovare al
miglioramento di questo decreto, chi vive nel territorio, chi è a
contatto con la gente, chi ha l'impatto oltre che contatto non può
che dare ulteriori supporti positivi.
Dopo di ciò abbiamo scelto onorevole Lo Giudice, non perché il
decreto debba andare in commissione lo torno a dire, perché su
questo illustri costituzionalisti come lei ha già avuto modo di
ascoltare, che le hanno dato ragione su una parte, ma torto
sull'altra, sa che non sarebbe necessario, però noi abbiamo scelto
un criterio che è quello di coinvolgere quanto più possibile tutti
quelli che potranno opportunamente aiutarci a migliorarlo.
Quindi il decreto dopo il passaggio lo trasmetteremo alla
Commissione perché anche la Commissione possa fare un'ulteriore
valutazione, in questo caso potrebbe essere anche superfluo dato che
c'è stato il dibattito in Aula però questa è una scelta che abbiamo
voluto fare così come l'abbiamo fatto per altro.
C'è da parte del Governo l'interesse e l'intenzione sulle
scelte importanti che ricadono, poi, strutturalmente sul territorio
e che comunque coinvolgono l'interesse dei siciliani, che possa
esserci il massimo della condivisione possibile.
E' chiaro quindi che bisogna fare delle scelte seguendo quelle
che sono state alcune scelte che questo Governo ha fatto, anzi, che
questo Governo ha fatto presentando agli elettori un proprio
programma.
Non mi scandalizza affatto, onorevole Cracolici, quando lei
sottolinea, in questo autorevole Parlamento, che questo Governo
guarda anche alla sanità privata.
Noi non ne facciamo mistero, questo rappresenta uno dei punti
del nostro programma presentato agli elettori, i quali avendolo
letto lo hanno valutato.
La sanità dei siciliani è fatta di una parte pubblica che noi
difendiamo, sosteniamo, vogliamo potenziare e da una parte di sanità
privata e dal connubio di questi due settori della sanità e dalla
capacità che avremo di mettere in concorrenza questi due settori
della sanità, sapendo che fino a questo momento si è attivata una
concorrenza sleale nel senso che si stanno fornendo molti più mezzi
alla sanità pubblica che a quella privata.
Questa concorrenza non può che essere virtuosa e positiva, che
fa crescere complessivamente la sanità ed il servizio che bisogna
erogare ai siciliani.
Questa, dunque, rappresenta una scelta che abbiamo fatto. Per
cui, quando ci si accusa di ciò non ci meravigliamo più di tanto ma
dobbiamo dire, lo affermo con grande forza, che in questo decreto
abbiamo ribadito che la sanità pubblica è un bene indispensabile per
tutti i cittadini che va salvaguardata, che va potenziata che non
esclude la sanità privata e fa sì che ad essa non si guardi come
demone, ma tutt'altro.
L'Assessore Cittadini ha spiegato perfettamente che la sanità
convenzionata o accreditata - soprattutto quella dei professionisti
- costa molto meno ed eroga un servizio, di gran lunga, più utile ai
cittadini. E' una scelta. Un Governo che ha fatto delle scelte ed ha
sempre difeso la scelta della sanità pubblica non può che portare
avanti questo indirizzo.
Noi in questo decreto abbiamo ribadito queste regole, le
abbiamo riscritte in ossequio a quelle che erano già state proposte
presentate agli elettori.
Questo decreto è stato, come sempre succede per ciò che
riguarda la sanità, enfatizzato su tutta una serie di tematiche dove
si è voluto leggere anche quello che non era scritto; però è
servito, io ormai guardo e tendo a prendere da qualsiasi cosa
succeda la parte migliore anche in questo nell'avere voluto far dire
a questo decreto che volevamo chiudere delle guardie mediche tendo a
prendere la parte che serve.
Abbiamo sollevato un problema e ci è stata data la possibilità
di dire che non si vuole chiudere nessuna guardia medica.
Il testo del decreto recitava testualmente che 'i direttori
generali - che di per sè hanno la facoltà di scegliere se chiudere o
meno i presidi di guardia medica - ove lo ritenessero opportuno
valutare la possibilità di accorpare alcuni presidi' ed è talmente
ovvio questo che non era necessario specificarlo ma lo abbiamo
voluto fare, sbagliando.
E' chiaro che quando avremmo messo sul territorio i PTE potrà
succedere che ci sia una guardia medica accanto al PTE è chiaro che
non servirebbe. Si voleva dire anche questo, si voleva specificare
che non serve una guardia medica accanto al Pronto soccorso ma se
tutto ciò è servito ad alimentare un dibattito - che reputo
assolutamente positivo sia per quello a cui abbiamo assistito
attraverso i mass media sia per quello che si è detto in questo Aula
- va anche bene.
La scelta di questo Governo, in questo momento, è di riproporre
il decreto che non è stato ritirato, abbiamo detto ai direttori
generali di tenerlo in qualche modo congelato, sospeso per qualche
giorno.
Anche questo ha il suo significato perchè non che avessimo il
timore di ritirare un decreto - perchè quando si costruisce per
migliorare una cosa, non ci può essere persona più forte di chi
ammette di avere commesso qualche errore che può essere
riconosciuto, non l'ho mai ritenuto questo un senso di debolezza,
tutt'altro, nessuno di noi è perfetto, si lavora per costruire un
progetto migliore, ma se ci sono dei contributi che ci aiutano a
costruirlo, ammettere di rivederlo, secondo me, è un segno di forza,
tutt'altro che un segno di debolezza, non lo abbiamo ritirato perchè
c'è un impegno con il Governo nazionale che ci aveva chiesto il
decreto sulla sanità per ossequiare al patto di stabilità e per
stare dentro ala possibilità che la Regione sia una delle regioni in
regola sotto questo punto di vista, e quindi non lo abbiamo
ritirato, abbiamo detto che è congelato per poterlo sostituire di
qui a qualche giorno con il nuovo decreto che, ripeto, ancora domani
risottoporremo all'attenzione prima degli operatori, poi della
Giunta e poi della Commissione perchè possa avere un ulteriore ...
SPEZIALE. Ma visto che è così ben fatto, in quale parte lo
modificherà, onorevole Cuffaro?
CUFFARO, Presidente della Regione. Abbiano avuto la possibilità
di scrivere meglio che guardie mediche non se ne chiudono, ma Le
assicuro - Lei potrà leggere il decreto - che non c'era scritto che
se ne chiudevano. Ci sono state delle valutazioni errate per quanto
riguarda per esempio, il personale.
L'idea di questo Governo era non di bloccare i concorsi, anche
perchè, onorevole Cracolici, mi consenta, bloccare i concorsi è
esattamente l'opposto di poter fare clientela. Lei non mi può
accusare di due cose contestualmente che sono all'opposto
CRACOLICI. Guardi che è stato l'onorevole Miccichè, non io
CUFFARO, Presidente della Regione. Le chiedo scusa, onorevole
Cracolici. Noi non abbiamo mai detto di bloccare i concorsi, noi
non pensiamo di bloccare i concorsi, lungi da noi l'idea di bloccare
i concorsi, abbiamo detto, c'è scritto nel decreto che venivano
bloccati fino al 31 dicembre del 2002 perchè le ASL, a bocce ferme
avessero la possibilità di capire qual è la loro pianta organica,
quanto era il personale che manca, è cosa diversa di bloccare i
concorsi, Le assicuro che i concorsi non li bloccheremo perchè dal
1 gennaio li torneremo a fare, abbiamo detto che anche a chiedere
di tenere le bocce ferme non era necessario farle per alcuni reparti
e per lacune strutture dove invece questo non è possibile perchè
altrimenti avrebbe creato discrepanze e sono scritte nel decreto, la
rianimazione ed altre cose. Quindi, non si preoccupi.
Però, questo c'è scritto nel decreto, onorevole Speziale, c'è
stato un errore di valutazione nel fermare anche i trasferimenti che
c'erano stati dalle ASL fuori Sicilia alle nostre perchè erano già
avvenuti e noi invece li bloccavamo e quindi abbiamo ammesso di
avere fatto un errore e questo lo abbiamo rivisto; avevamo bloccato
i trasferimenti inter Asl, tra di loro, che non modifica.. ci sono
stati degli errori che abbiamo commesso.
Abbiamo fatto un errore anche nella valutazione del rapporto
con i convenzionati esterni che giustamente, che è stato l'apice
della protesta, si era fatto un decreto dove nella scelta di
contenere le spese si era pensato di dare ai convenzionati esterni
il budget dell'anno precedente, nessuno di noi poteva sapere che in
alcune ASL il budget non lo facevano da tre anni per cui l'ultimo
budget era quello del 1997, che altre Asl non avevano mai fatto un
budget per cui noi ci siamo trovati in un decreto dicendo al
professionista "ti prendi l' ultimo budget" ma quello è venuto a
dirci "Ma io il budget non l'ho mai avuto ", ci sono stati degli
errori che stiamo correggendo.
Questo lo abbiamo rivisto, abbiamo serenamente aperto un tavolo
di trattativa, lo abbiamo discusso, abbiamo trovato un modo di
intenderci.
Ci sono state delle valutazioni diverse anche sull'indiretta,
sulla sanità indiretta il Parlamento siciliano credo che abbia
legiferato negli ultimi dieci anni, almeno da quando ci sono io, una
ventina di volte perchè tutti voi sapete che l'indiretta è un pezzo
di sanità che ci si trascina dietro in tutta Italia da parecchi
anni, che c'era la legge Bindi che aveva posto un fine al sistema
dell'indiretta e che poi fu prorogato dalle regioni perché non
riuscivano a mettersi in regola.
La Regione siciliana prorogò per sei mesi oltre a quello che
aveva già prorogato la legge Bindi con una legge che abbiamo fatto.
L'indiretta incide profondamente nella spesa sanitaria delle ASL,
diciamocelo, perché era diventato un sistema e tutti noi lo sappiamo
e perché soprattutto era un sistema difficilmente aggiustabile
perché l'80 per cento della spesa sanitaria dell'indiretta era una
spesa che era strettamente collegata alla patologia renale e quindi
alle dialisi. Tutti noi conosciamo questa anomalia che è un'anomalia
non soltanto siciliana perché è diffusa in molte regioni d'Italia.
Adesso con la nuova legge stiamo dando la possibilità a tutti quelli
che facevano indiretta, di trasformare il loro rapporto da indiretta
in accreditato. E tutta questa gente sa che mentre il sistema
indiretto costava x, passando al sistema dell'accreditamento, costa
x meno due, perché mentre lì non venivano applicati i prezzi dei
tariffari, qui invece vengono applicati. Però anche questo è un
passaggio importante ed è avvenuto con notevole prese di posizione
dei convenzionati esterni che avevano giustamente protestato su un
budget che non li appagava perché nel mentre il sistema sanitario
aveva accreditato oltre che le voci routinarie, nuove voci che ormai
fanno parte della diagnostica e che sono voci importanti: risonanza
magnetica, tomografia assiale computerizzata, ecografia. Tutto
questo nel vecchio decreto, dobbiamo dire, non era ben contemplato.
Anche questo abbiamo avuto possibilità e capacità di rivedere e di
fare.
Questo ed altre cose ci hanno fatto riflettere in questi
giorni, ulteriori riflessioni abbiamo voluto fare oggi in questo
Parlamento, e credo che dal dibattito di oggi, avremo appreso anche
qualche altra cosa che potrà diventare possibilità di migliorare
questo decreto.
E' chiaro che la scelta è comunque quella di contenere la
spesa. Sarebbe tutto molto più semplice e più facile allargare i
cordoni e dire andiamo avanti, ma questo non è possibile fare,
intanto perché c'è un impegno preso e perché poi riteniamo
opportuno, dopo provvedimenti difficili da presentare e che abbiamo
invece presentato e spiegato alla gente, quale quello dei tickets,
dire adesso che mentre, da una parte vogliamo stringere, dall'altra
parte non vogliamo controllare la spesa.
Il ticket sta cominciando a funzionare. L'assessore Cittadini
mi ha già detto che se può essere in qualche modo un dato e se
dovesse moltiplicarsi per gli altri mesi già questo ci farà
risparmiare almeno duecentosessanta, duecentosettanta miliardi. Mi
dispiace correggerla, onorevole Capodicasa.
Il risparmio non è dovuto al fatto che i cittadini pagano i
loro farmaci. Questo è un risparmio dovuto ad un effetto di
scoraggiamento nel senso che la gente non ha comprato nuovi farmaci.
Ma tutti noi sapevamo che c'era un eccesso di acquisto di farmaci,
che poi in gran parte, non venivamo consumati.
Vorrei ricordare a questo Parlamento, ma certamente se lo
ricorda che noi non abbiamo messo il ticket sui farmaci essenziali e
quelli salva-vita, ma il ticket viene messo sui farmaci di un'altra
fascia che non sono quelli salvavita, che sembrava chissà che cosa
l'istituzione del ticket sui farmaci e poi invece abbiamo scoperto
che tutte le regioni si sono adeguate ad una scelta che diventa
purtroppo inevitabile per contenere le spese e per stare dentro i
patti (?).
Quindi questo Governo ritiene di avere le carte in regola.
Riproporremo il decreto di qui a qualche giorno per farlo passare
per le vie istituzionali e quindi a questo punto, Presidente
dell'Assemblea, lo chiedo a lei, ma mi rivolgo soprattutto ai
presentatori della mozione che dare un voto ad una mozione potrebbe
non avere significato. Tra l'altro ho ascoltato gli interventi di
quasi tutti, tranne un paio di quelli che sono intervenuti e ritengo
che le perplessità che hanno manifestato sono già superate nel nuovo
decreto e quindi chiedo che questo Parlamento non voti una mozione
che si riferisce ad un decreto che abbiamo già detto dopodomani sarà
cambiato, e dove anzi le riflessioni propositive dei parlamentari
sono quasi tutte accolte, perché lo erano già per quello che avevano
fatto, e ulteriormente saranno accolte quelle che oggi abbiamo qui
avuto la possibilità di assistere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in teoria si dovrebbe seguire la
procedura prevista dal Regolamento. Se, però, da parte dei
presentatori ci sono delle prese di posizione diverse, vorrei
conoscere la loro opinione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha cinque minuti di
tempo a disposizione.
SPEZIALE. Molto meno, signor Presidente, perché il Presidente
della Regione non ci ha convinto. Non ci convince per il fatto che
ha già preannunciato dal 13 agosto in tutte le sedi possibili ed
immaginabili che sarebbe intervenuta la modifica del decreto. Non
ci convince l'iter col quale suggerisce, nel senso che noi abbiamo
detto che il decreto anche se formalmente, dice il Presidente della
Regione, non dovrebbe andare in Commissione, c'è una formazione
diciamo della decisione e dell'orientamento che riteniamo debba
passare dalla Commissione. Pertanto al di là della premessa
diciamo, chiediamo che il Governo intanto proceda alla revoca del
provvedimento precedente. Cosa che il Governo può fare da subito.
Cioè già nella gazzetta della prossima settimana, chiediamo che il
Governo dichiari espressamente che già sabato prossimo procede con
provvedimento proprio dell'Assessore alla revoca del provvedimento e
alla formazione del nuovo provvedimento. Non sta in piedi la logica
secondo cui nel mentre io tendo a modificare il provvedimento
precedente quello lo tengo in vita. Non sta in piedi. Sta in piedi
la logica che dice: "quel provvedimento lo faccio morire attraverso
la revoca e ne attuo un altro". Chiedo espressamente che il
Presidente della Regione dichiari che si procede alla revoca del
provvedimento cittadini e noi possiamo anche ritirare la mozione.
In caso contrario insistiamo per il voto sulla mozione.
PRESIDENTE. Credo che il Governo abbia già dato una risposta e
quella rimane.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe scontata
una mia dichiarazione di voto. Però ritengo che siamo in un momento
importante, ancora una volta. Il Governo ha accettato non solo il
dibattito ma ha fatto proprie le osservazioni che sono uscite sia da
maggioranza che da opposizione in quest'Aula. Il voler dare un
significato forte alla revoca del decreto e poi farne un altro,
quando il Presidente della Regione ha detto "noi facciamo una revoca
ed un nuovo decreto" non ha senso. Il senso è che c'è l'impegno del
Governo ad attuare le proposte che da questa Assemblea sono nate e
con l'aggiunta ha detto il Governo, le faccio sentendo domani altri
operatori, sentirò, ha detto, la Commissione ed anche l'Assemblea
prima di farlo. Allora su che cosa ci dividiamo oggi? Su che cosa
dovremmo votare oggi? Dando poca forza ancora una volta
all'Assemblea? Allora noi dovremmo sospendere questo nostro
dibattito, tenerne conto per quello che ha prodotto, attendere il
nuovo decreto e su quello ci pronunciamo tutti insieme. Oggi che
facciamo?
SPEZIALE. Quel decreto produce effetti nel frattempo.
CINTOLA. No. Ha detto il Presidente della Regione che ha già
congelato, ha chiesto il congelamento e tutto il resto. Se poi
volete arrivare per forza alla votazione, arriviamoci, ma ci
dividiamo su una cosa ...
SPEZIALE. I decreti non si congelano, si revocano.
CINTOLA. Sì, sì. Chissà cosa hanno prodotto fino ad oggi.
Ritengo che questo appello andava fatto. Dopo di che è chiaro.
Siccome non cincischiamo ancora, andiamo a votare e votiamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, su cosa?
CRACOLICI. Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Solo se è in dissenso con quella espressa dal suo
Capogruppo.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente tento di
cogliere il significato delle cose. E' chiaro che da qui ad un paio
di giorni, e cioè quando avremo il nuovo decreto, dovremo revocare
il precedente e sostituirlo con l'altro. Per cui, se il termine cui
si riferisce l'onorevole Speziale è tecnico, nel senso che dobbiamo
chiedere alla Gazzetta Ufficiale di revocare quello precedente ed
inserire l'altro, il discorso è di lana caprina; se invece
l'onorevole Speziale, come mi pare di capire, pone un problema
politico, nel senso che il Governo deve ritirare il decreto, allora
credo che su questo bisogna votare, in quanto noi, dal punto di
vista politico, non lo ritiriamo, mentre è chiaro che saremmo
disposti a farlo per cambiarlo tecnicamente. Questo per precisare.
Se l'onorevole Speziale intende un ritiro tecnico - perché è
chiaro l'assessore Cittadini dovrà richiamare quello precedente e
presentare un nuovo decreto - su questo non c'è dubbio che
concordiamo; ma se - lo ripeto - vuole essere una revoca politica,
non possiamo accettarla. L'operato dell'assessore Cittadini è
assolutamente in sintonia con quello della maggioranza; stiamo
cercando insieme di migliorare il decreto e quindi, posso accettare
la revoca dal punto di vista tecnico, ma non dal punto di vista
politico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici se ha qualche novità, ma se deve
ripetere...
CRACOLICI. Signor Presidente, lei ha fatto una richiesta ai
proponenti.
PRESIDENTE. No, io ho fatto una richiesta alla quale è stata data
risposta con dichiarazioni di voto dell'onorevole Speziale, se lei
deve esprimere un parere diverso, ha mille diritti di intervenire ma
se deve ripetere la stessa posizione è del tutto inutile.
Se interviene sulle comunicazioni del Presidente della Regione
ha facoltà di parlare.
CRACOLICI. Chiedo scusa al Presidente, ma sono abbastanza ligio
alle regole che ella impone a quest'Aula. Detto questo voglio
ribadire che qui non siamo in presenza di un dato tecnico formale;
il Presidente della Regione ha ribadito in quest'Aula che c'è stato
un procedimento politico-istituzionale che intende recuperare
rispetto ad un primo decreto che non ha avuto tutta una serie di
passaggi politico-istituzionali che adesso vuole invece stabilire
col Parlamento e con le sedi politico-sociali della concertazione.
Sul piano del merito il Presidente della Regione ha ribadito
che ci sono stati degli errori sostanziali e non formali, non è un
fatto di grammatica che ha generato i problemi di questo decreto,
non era la lingua italiana in discussione, ma fatti sostanziali che
impongono la modifica e quindi la pubblicazione di un nuovo decreto.
Di fronte a questo doppio ragionamento, la conseguenza del
Parlamento siciliano non può che essere quella di chiedere al
Presidente della Regione, e quindi chiederlo con un voto - perché
non capisco come ci possiamo pronunciare in questa Assemblea dopo un
dibattito - chiedere al Governo, al Presidente della Regione, di
ritirare il decreto, revocandolo, perché altrimenti mi viene un
sospetto che va detto: il Presidente della Regione ha in qualche
modo cercato di giustificare l'esistenza in vita di un decreto che
non produrrebbe effetti, cioè che questo decreto ad altro non serve
che a far sapere al Ministero della Sanità ed al Governo nazionale
che noi formalmente abbiamo fatto un contenimento dei costi, salvo
poi ad affermare nel Parlamento siciliano che quel decreto non
produce effetti.
Quindi una sorta di gioco delle tre carte. Spero che così non
sia. Allora credo che coerenza e conseguenza voglia che il Governo,
visto che ha fatto le dichiarazioni che ha fatto, assuma, prenda
atto dell'orientamento del Parlamento di richiedere semplicemente la
revoca del decreto e l'eventuale pubblicazione, qualora tutte quelle
procedure si attuino così come lo stesso Presidente ha proposto.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Tento di dare un ulteriore
chiarimento. Il decreto è composto da diverse parti, molte delle
quali vanno benissimo, alcune invece vanno corrette.
Noi correggeremo quel decreto, appena lo avremo pronto,
manderemo il nuovo decreto, ritireremo l'altro, correggeremo il
decreto.
Dal momento che alcune parti di questo decreto vanno benissimo
non si capisce perché dovremmo revocarlo. Se poi l'onorevole
Cracolici ritiene che ci sia bisogno di un voto parlamentare, il
Parlamento è libero di poterlo fare; ma io ho specificato quale
sarà l'iter.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho la
sensazione che il dibattito, in questa sua ultima parte, stia
diventando piuttosto sterile.
L'esigenza dell' opposizione rispetto al decreto di cui stiamo
discutendo è tutta politica, per altro abbondantemente superata;
probabilmente l'opposizione si aspettava una difesa ad oltranza da
parte del Governo della prima versione del decreto, il Governo, da
questo punto di vista, si è scavalcato, nel senso che ha preso atto,
per tempo, del fatto che alcune parti andavano modificate e ha reso
pubblica questa posizione. Tanto la resa pubblica che non si è
opposto alla discussione della mozione stessa. Come voi sapete,
infatti, ieri, durante la Conferenza dei Presidente dei gruppi
parlamentari, c'è stata la disponibilità del Presidente della
Regione ad affrontare il dibattito che si è appena sviluppato.
Ora, se qui si tratta di dover affermare il principio secondo
il quale, sulla base della mozione dell'opposizione, il Governo ha
revocato il decreto, credo che non ci siano le condizioni per fare
un'affermazione di questo genere; le condizioni sono altre: il
Governo ha preso atto di per sè, spontaneamente (anche per un
dibattito che si è sviluppato all'interno della maggioranza, anche
per le posizioni espresse in VI Commissione e tra i partiti che
sostengono il Governo) del fatto che quel decreto andava corretto.
E' ovvio che, dal punto di vista tecnico, questa correzione,
che è successiva al primo documento, andrà a modificare e a
sostituire il precedente, il resto, onorevoli colleghi, perdonatemi,
è assolutamente speculativo, non mi sembra che abbia valore di
azione politica.
Se dobbiamo, dunque, votare, il voto che andiamo ad esprimere
non è sulla mozione, a questo punto, perché la mozione stessa cessa
di avere effetto nel momento in cui il Governo ha dichiarato di
volere modificare l'atto che ha, in un primo momento, pubblicato;
allora il valore di questa mozione quale deve essere? Quello di
stabilire che la sinistra viene sconfitta in una votazione di questo
genere, ma non mi pare neanche che questo possa considerarsi una
vittoria per chi la determini ed una sconfitta per chi la subisce.
Io credo che questo Parlamento ha mostrato grande sensibilità
politica e il Governo ha mostrato altrettanta sensibilità politica
nel prendere atto che qualche cosa non funzionava, nel prendere atto
che le ipotesi modificative sono, in parte, anzi in gran parte,
condivise dal Parlamento come ha dimostrato il dibattito che abbiamo
sviluppato; se vogliamo forzare mi sembra esagerato, se dobbiamo
votare votiamo; è chiaro che, a quel punto, noi voteremo contro
quella mozione, ma mi sembra che le condizioni politiche per andare
ad un voto rispetto ad una posizione equilibrata che si è venuta a
determinare ed alla condivisione complessiva di molte delle
osservazioni provenienti anche dall' opposizione non meritino che
l'esito finale di questo confronto sia un voto e dunque una
divaricazione, quando la divaricazione, semmai, c'è stata nel metodo
ed è stata immediatamente sanata perché, per quanto riguarda appunto
il merito, c'è stata una forte condivisione delle posizioni che sono
state espresse.
Mi permetto, quindi, di invitare i firmatari della mozione a
non insistere sul voto; credo che il dibattito sia stato
abbondantemente risolutorio delle diverse posizioni, ci abbia
chiarito le idee sulle cose da fare e dunque, magari andiamo avanti
con gli altri argomenti che dobbiamo trattare questa sera.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la prego di non ripetere le cose
che già conosciamo; se, cioè a dire, ritira la mozione, va bene,
altrimenti votiamo. Ha facoltà di parlare.
SPEZIALE. Signor Presidente, dovendo prendere atto delle
dichiarazioni rese in quest'Aula dal Governo, in qualche modo
costretto - onorevole Fleres, perché ancora ieri la maggioranza si
opponeva alla possibilità che si sviluppasse un dibattito in Aula -
volevo esprimere la possibilità di trovare una soluzione, se si
trova un accordo: la presentazione di un un ordine del giorno
impegnativo per il Governo a pubblicare il decreto modificato entro
sabato.
Se il problema è il maggiore coinvolgimento delle parti e
mantenere l'attuale decreto in vita, allora noi manteniamo la
posizione originaria; non esiste l'istituto della sospensione del
decreto, esiste l'istituto della revoca del revoca.
Mi permetto dunque di formulare una proposta che è di questa
natura: un ordine del giorno impegnativo per il governo a emettere
il decreto modificato entro sabato.
Noi valuteremo il decreto; se questo non dovesse cogliere le
cose che dal dibattito d'Aula sono state evidenziate, noi,
eventualmente, riproporremo la discussione in Aula.
L'unica possibilità d'uscita è questa per valutare la bontà
delle cose dette dal Governo.
PRESIDENTE. l'unica possibilità di uscita è il voto.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Abbiamo già fatto troppe repliche e contro repliche,
il Governo ha già fatto le proprie dichiarazioni, l'onorevole
Speziale dichiara di non potere aderire alla richiesta, lei può
parlare in difformità.
CAPODICASA. Signor Presidente, credo che il nervosismo che
attraversa l'Aula sia motivato dall' importanza del passo che stiamo
compiendo.
Io non sono tanto d'accordo con la proposta dell'onorevole
Speziale, io la articolerei diversamente e direi che, forse, i
firmatari della mozione - io non sono firmatario - potrebbero
ritirarla non in cambio di parole, onorevole Lo Monte, perché di
parole in quest'Aula, autorevolmente dette in passato, ne abbiamo
avuto a iosa, regolarmente disattese, quindi noi abbiamo ragione.
Poi c'è la responsabilità di chi le deve portare avanti, se non
si portano avanti non possiamo puntare la pistola alla tempia.
Non è che si può chiedere a chi ha presentato la mozione di
ritirarla come se non fosse successo niente; si deve uscire con un
atto, per ciò si insiste sulla votazione.
L'onorevole Speziale sostiene che il nuovo decreto deve essere
pubblicato; io dico una cosa diversa: il Presidente ha fissato,
nella sua replica, una tempistica che prevede l'approvazione in
Giunta di Governo del nuovo testo, quindi si può prevedere un ordine
del giorno che impegna il Presidente della Regione, nella Giunta di
venerdì, a portare un testo che una volta esaminato in Giunta,
diventi di dominio pubblico.
Allora delle due l'una: o il Presidente ha detto il vero e non
dovreste avere difficoltà ad approvare questo ordine del giorno o
sono chiacchiere per dilazionare e per "menare il can per l'aia",
allora tanto vale, ha ragione l'onorevole Speziale, che si vada alla
votazione della mozione.
Non c'è, onorevole Fleres, nessuna suspense nel voto, non siamo
angosciati dall'esito, lo sappiamo già quale sarà l'esito; è un
voto di chiarezza, quindi non ci preoccupiamo di chi sarà sconfitto.
Lei pensa che 28 deputati, con questa maggioranza di 120
deputati, possa dare esito diverso?
Non si preoccupi che non siamo qui per cercare capovolgimenti
ma per approfondire un argomento e uscire con posizioni chiare.
Se ci sono le condizioni per le posizioni chiare va bene, se
non ci sono, è meglio chiarire attraverso il voto.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io non so se in questo Parlamento in passato si sono
dichiarate autorevoli posizioni poi non mantenute, non è mio
costume. Ho detto che domani il decreto sarà pronto e che venerdì lo
porterò all'attenzione della Giunta. Non mi serve un'ordine del
giorno di questo Parlamento che mi imponga di fare ciò, perché
questo me lo sono imposto da me e lo farò, se il Parlamento ritiene
di avere fiducia in questo Governo.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione 160: "Revoca del
decreto per il contenimento della spesa sanitaria. Interventi
organici nel settore della sanità".
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELLA MOZIONE N. 160: "REVOCA
DEL DECRETO PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA SANITARIA.
INTERVENTI ORGANICI NEL SETTORE DELLA SANITA'".
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Panarello,
Ferro, Capodicasa, De Benedictis, Barbagallo)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale della mozione
n. 160.
Dichiaro aperta la votazione.
invito il deputato segretario a procedere all'appello.
BASILE, segretario, procede al primo ed al secondo appello.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello
nominale:
Presenti e votanti..... 60
Maggioranza............ 31
Hanno risposto sì ..... 21
Hanno risposto no ..... 39
(L'Assemblea non approva)
RINVIO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298.3/A
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge che prevede al numero 1) l'esame
del disegno di legge n. 298.3/A "Disposizioni urgenti nei settori
dell'artigianato, del commercio, della cooperazione e della pesca".
Desidererei sapere dall'onorevole relatore se è pronta la
relazione e soprattutto se non ritiene, come io credo sia opportuno,
mandare in Commissione gli emendamenti pervenuti nei termini
regolamentari per un parere di merito, soprattutto per quelli
attinenti a provvedimenti di spesa.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sono assolutamente d'accordo a un' analisi informale in
Commissione degli emendamenti che sono pervenuti e naturalmente
ritengo che questo lavoro debba avere il sostegno degli uffici della
Presidenza nella misura in cui occorre anche stabilire quali sono
gli emendamenti ammissibili e quali, invece, quelli inammissibili.
Li possiamo esaminare domani mattina prima dell'inizio della
seduta o anche immediatamente, se i colleghi sono presenti, visto
che c'è anche l'Assessore, e stabilire, ripeto, con l'ausilio degli
uffici della Presidenza quali sono gli emendamenti ammissibili.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. La riunione della Commissione si può celebrare
quando il Presidente ritiene di farlo tra stasera e domani mattina,
decida lei, onorevole Tricoli.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ritengo che la Commissione si possa riunire alle 19.15
di stasera.
PRESIDENTE. La terza commissione, ne do' pubblico annuncio, è
riunita subito dopo la conclusione della presente seduta.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 12 settembre 2002, alle
ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Norme per l'erogazione del buono scuola" (N. 286-110/A)
Relatore: on. Nicola Leanza.
2) - "Disposizioni urgenti nei settori dell'artigianato, del
commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
stralciate/A) (Seguito)
Relatore: on. Marzio Tricoli.
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.00.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30)