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Resoconto d'Aula della Seduta n. 80 di mercoledì 11 settembre 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     RAITI,  segretario  f.f.,  dà  lettura del processo verbale della
  seduta   precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                          Sull'ordine dei lavori

     SCOMA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCOMA.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  chiedo  una
  sospensione della  seduta,  al  fine di consentire la conclusione di
  una riunione del Gruppo di Forza Italia.

     PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.53)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


        COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
                      DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le assenze e le sostituzioni alle riunioni
  del 10 settembre 2002 delle Commissioni legislative permanenti.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

            N. 767 -  Iniziative  urgenti  al  fine  di  procedere  al
          commissariamento dell'I.P.A.B. Principe di Palagonia e Conte
          Ventimiglia di Palermo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            Firmatari:
          Forgione Francesco; Liotta Santo

            N.  768  -  Intervento  urgente  presso  l'Amministrazione
          comunale   di  Isnello  (PA)  allo  scopo  di  garantire  la
          ricollocazione      della  targa  commemorativa  di  Peppino
          Impastato, vittima della mafia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            Firmatari:
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Raiti  Salvatore;  Papania
          Antonino;   Ferro  Giovanni;  Barbagallo  Giovanni;  Orlando
          Leoluca; Cracolici Antonino

            N. 769 - Interventi di sostegno  ai  commercianti  le  cui
          aziende   insistono  in  aree  chiuse  al  traffico  per  la
          realizzazione di opere pubbliche.
            - Assessore Cooperazione
            Firmatario:
          Fleres Salvatore

            N.     770  -  Nomina  dei  componenti  delle  Commissioni
          provinciali per l'artigianato.
            - Assessore Cooperazione
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N.     771  -  Ripristino  della  viabilità  sulla  strada
          provinciale 42 tra i comuni di Pedara  e  Tremestieri  Etneo
          (CT).
            - Assessore Enti Locali
            Firmatario:
          Fleres Salvatore

            N.    772  -  Realizzazione  di  un  presidio  di  Polizia
          municipale    a  Librino,  San  Giorgio  e  Pigno,  popolosi
          quartieri di Catania.
            - Assessore Enti Locali
            Firmatario:
          Fleres Salvatore

            N. 773 - Reintroduzione dell'insegnamento dello  strumento
          musicale nelle scuole superiori della provincia di Enna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            Firmatario:
          Tumino Carmelo

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

               Comunico  che   sono   state   presentate  le  seguenti
           interpellanze:

            N. 57 - Provvedimenti riguardanti il recente terremoto che
          ha interessato, in particolare, Palermo e la sua provincia.
            - Presidente Regione
            Firmatari:
          Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Ferro Giovanni; Forgione
          Francesco; Speziale Calogero

            N. 58 - Richiesta di interventi  di  ammodernamento  della
          strada statale 120 che collega la  zona  ionica  con  quella
          tirrenica.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            Firmatario:
          Tumino Carmelo.

                                 CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Segreto ha chiesto congedo
  per la corrente settimana.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.


   Presidenza del presidente Lo Porto


            SOLIDARIETA' AL POPOLO AMERICANO IN OCCASIONE
            DELL' ANNIVERSARIO DELLE STRAGI TERRORISTICHE
                      DELL' 11 SETTEMBRE 2001

                     (Tutta l'Aula si alza in piedi)

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  si  può tralasciare di
  cogliere  l'occasione  di questa seduta per ricordare l'anniversario
  dell'  11  settembre 2001 quando, come tutti sappiamo, un proditorio
  attacco colpì duramente New York, l'America ed il mondo civile nella
  sua interezza.
       L'Assemblea  regionale  siciliana,  mio  tramite,  credo  vorrà
  esprimere,  insieme  al  ricordo  di  questo triste evento, l'intera
  solidarietà   della  Sicilia  al  popolo  americano  così  duramente
  colpito.
       Confidiamo   che   la  ragionevolezza,  il  senso  politico,  i
  sentimenti  di umanità e di progresso civile ispirino le nazioni del
  mondo  a  porre  fine  a  questa  autentica  strategia  di  tensione
  internazionale;   che   prevalga   il  buonsenso  e  si  allontanino
  concretamente  i  pericoli di guerra che, ancora oggi, a distanza di
  un  anno, lacerano la convivenza internazionale e minacciano la pace
  dei popoli.
       Un  ricordo  particolare  va a coloro che, in qualità di Vigili
  del  fuoco,  immolarono  la propria esistenza, provenendo, per opera
  dei  padri  e  dei  parenti,  soprattutto  dalla  nostra Sicilia; un
  ricordo,  quindi,  dei  martiri, un ricordo della popolazione civile
  americana   colpita,  un  anelito  verso  un  periodo  di  pace,  di
  superamento e di fratellanza fra i popoli.


   Presidenza del presidente Lo Porto


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153 del Regolamento interno, delle mozioni:

    -  n.  153  "Notizie  circa  la  riorganizzazione  della  rete  di
    servizio  postale  siciliana",  degli onorevoli Lo Curto Eleonora;
    Paffumi  Angelo;  Antinoro  Antonio;  Cristaudo Giovanni;  Rotella
    Domenico;  Garofalo  Ottavio;  Leanza Nicola;  Ardizzone Giovanni;
    Baldari  Nicola  Renato;  Raiti  Salvatore;  Gurrieri  Sebastiano;
    Beninati    Antonino;   Villari   Giovanni;   Sanzeri   Salvatore;
    Barbagallo Giovanni;  Panarello Filippo; Lo Monte Carmelo;

    -  n.  154  "Notizie  sull'interruzione del servizio di assistenza
    domiciliare   integrato   (Adi)   dell'ASL  di  Agrigento",  degli
    onorevoli  Lo Monte Carmelo;  D'Antoni Sergio;  Sanzeri Salvatore;
    Amendolia Antonino;

    -  n.  155 "Interventi presso il Governo nazionale per scongiurare
    la  soppressione  della  sede  del  Tribunale  di Belpasso", degli
    onorevoli  Barbagallo  Giovanni;  Genovese Francantonio;  Gurrieri
    Sebastiano; Tumino Carmelo;

    - n.  156 "Interventi per assicurare la realizzazione del progetto
    di  area  attrezzata  nel  Comune  di  Partinico, a sostegno degli
    artigiani  e  dei  piccoli  imprenditori",  degli  onorevoli Ferro
    Giovanni;   Morinello   Salvatore;   Miccichè   Calogero;  Orlando
    Leoluca; Raiti Salvatore;

    -  n.  157  "Iniziative  per il ripristino dell'operazione 'Vespri
    siciliani'",  degli onorevoli Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;
    Garofalo Ottavio;  Catania Franco;  Maurici Giuseppe;

    - n.  158  "Iniziative per reprimere il fenomeno della pedofilia e
    della   pedopornografia   in   Sicilia",  degli  onorevoli  Fleres
    Salvatore;    Catania   Giuseppe;   Maurici   Giuseppe;   Garofalo
    Ottavio;  Catania Franco;  Mercadante Giovanni;

    - n.  159  "Interventi  per  il reintegro dei fondi per il credito
    d'imposta",  degli  onorevoli Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;
    Catania Franco;  Garofalo Ottavio;  Maurici Giuseppe;

    - n.  160  "Revoca  del  decreto  per  il contenimento della spesa
    sanitaria  e  interventi organici nel settore della sanità", degli
    onorevoli   Cracolici   Antonino;   Manzullo  Giovanni;  Morinello
    Salvatore;   Zangara   Andrea;   Speziale   Calogero;   Barbagallo
    Giovanni;  Ortisi Egidio;  Ferro Giovanni; Forgione Francesco.

       Ne dò lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     RILEVATO che:

            - è stato impostato  il  piano  di  interventi  estivi
              (anno  2002)  per   la  rete  del  servizio  postale
              regionale;

            - l'organizzazione prevede per 17 comuni il cosiddetto
              'Part-time', verticale  con  apertura  di  soli  tre
              giorni  a  settimana,  nonchè  la chiusura nel turno
              pomeridiano per ben 34 comuni dell'Isola;

            - una così  incisiva  interruzione della continuità di
              un servizio già di  per  sè non ottimale sembra poco
              praticabile e dunque degna dell'attenzione di tutti;

            - in  particolare, non si comprende come sia possibile
              raggiungere nel periodo previsto, che va dal mese di
              luglio  a  quello di settembre, un livello di tutela
              sufficiente e funzionale all'interesse generale;

            - l'intenzione   di   sostanziale   frantumazione  del
              servizio,  soprattutto   nei   piccoli   comuni,   è
              negazione lampante del  diritto  di  crescita  e  di
              sviluppo, il  quale è da riconoscere indistintamente
              a tutte  le  amministrazione  locali ,  non  escluse
              quelle di modesta espansione territoriale;

            - il  rischio  di  una  siffatta  manovra  è anzitutto
              quello  dello  spopolamento  dei luoghi interessati,
              con  la  riflessa  costrizione dei giovani all'esodo
              verso   luoghi   maggiormente   'custoditi',   unica
              occasione per potere scommettere sul proprio futuro;

            - inoltre è quello  dell'imposizione, in capo a quanti
              non  possano   trasmigrare  altrove,  a  rassegnarsi
              all'insormontabile     barriera    dell'inefficienza
              (pensiamo agli anziani  per i quali ogni disservizio
              è complicazione del  quotidiano  se non negazione di
              linfa vitale);

            - una  soluzione  offerta  è  quella  di  favorire  la
              mobilità  di   quei  dipendenti  (troppi ),  il  cui
              esubero nelle grandi  città è lamentato dalle stesse
              Poste italiane;

     EVIDENZIATO che:

            - l'Azienda Poste è  ormai protesa verso il cosiddetto
              'servizio universale', e cioè all'incisiva, dinamica
              e  variegata  presenza  del  suo  personale  dinanzi
              all'utente privato;

            - gli uffici postali dell'Italia di oggi sono punti di
              riferimento  protesi   non   più   a   garantire   i
              tradizionali     ambiti    operativi,    ma    anche
              sperimentalmente congegnati  a  sanare  la  generale
              carenza di  informazione in materia di comunicazione
              e  nondimeno   a   corazzare   i   cittadini   degli
              ausìli-base  in   quei   rami  ulteriori, quali  gli
              assicurativi  ed  i   finanziari,   appunto   oramai
              inglobati  nei   settori  d'intervento  del  moderno
              servizio postale;

     POSTO che la  Regione   siciliana  si  avvale  di  contributi
              nazionali,  erogati  nell'ottica dell'efficienza del
              servizio in  questione,  e  pertanto  la  dimensione
              territoriale non  può  essere  fondato  discrimine o
              motivo   di   una   strategia   di   marketing,   in
              contraddizione   evidente   rispetto  allo  scenario
              nazionale;

     NON INTUENDO   il  perchè   di   questa   visione   pigra   e
              anacronistica di servizio al cittadino,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad indagare sui motivi sottesi ad una  scelta  tanto
              discutibile, e dunque a promuovere presso  l'Azienda
              Poste italiane il ripristino immediato  dei  servizi
              soppressi i quali, piuttosto,  andrebbero  asserviti
              ad una seria logica di rinforzata utilità." (153)

                                       LO CURTO - PAFFUMI - ANTINORO
                                       CRISTAUDO - ROTELLA - GAROFALO
                                       LEANZA N. - ARDIZZONE - BALDARI
                                       RAITI - GURRIERI - BENINATI
                                       VILLARI - SANZERI - BARBAGALLO
                                       PANARELLO - LO MONTE

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che l'ASL di  Agrigento  ha  attivato,  nel 1999, il
              servizio di assistenza domiciliare integrato (Adi) a
              favore  di  tutti  i  pazienti di età superiore a 75
              anni,  affetti  da  qualsiasi  patologia  acuta,  in
              alternativa al ricovero ospedaliero;

     CONSIDERATO che dopo  anni  di intensa e preziosa attività al
              servizio di  centinaia  di  agrigentini,  da notizie
              apprese dai  vertici  dell'ASL  l'assistenza è stata
              interrotta per  scadenza  del  progetto,  per il cui
              rinnovo  mancano  i fondi dell'Assessorato regionale
              Sanità;

     RICORDATO che:

            - il   finanziamento   complessivo   previsto  per  la
              provincia di Agrigento  era  di circa due milioni di
              euro,  e  che  invece  nelle  casse dell'ASL ne sono
              arrivati meno di cinquecentomila;

            - il Piano sanitario regionale prevede, espressamente,
              di  privilegiare  il  più  possibile  i  trattamenti
              terapeutici e  riabilitativi dei pazienti anziani al
              proprio   domicilio,   quando  le  condizioni  della
              malattia   lo   permettano,   evitando  il  ricovero
              ospedaliero,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                ed in particolare
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              a ripristinare con proprio decreto,  nell'immediato,
              le  somme  dovute   all'ASL   agrigentina   per   il
              funzionamento dell'assistenza sanitaria  domiciliare
              integrata, e a  garantire  che  nel  futuro  vengano
              rispettate  le  previsioni   del   Piano   sanitario
              regionale riguardo  al  trasferimento  di  somme  ai
              servizi territoriali." (154)

                                  LO MONTE - D'ANTONI - SANZERI -
                                  AMENDOLIA

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che  a   seguito   dell'approvazione  da  parte  del
              Consiglio dei Ministri  del  disegno di legge avente
              ad oggetto  'la Riforma dell'Ordinamento Giudiziario
              e la  revisione  delle  Circoscrizioni Giudiziarie',
              avvenuta nella seduta del 14.3.2002, si prospetta la
              'soppressione' della sede di Belpasso, quale Sezione
              staccata del Tribunale di Catania;

     CONSIDERATO che:

            - analoga richiesta  era  stata  formalizzata  con  la
              soppressione  e  successivo  accorpamento    dell'ex
              Pretura, e già in  quella  sede  si  era  scelto  il
              mantenimento  della sede di Belpasso a seguito delle
              pressanti   richieste  dei  cittadini,  delle  forze
              politiche   ed   istituzionali,  nonché  dell'intera
              classe forense;

            - erano stati, infatti,  i problemi che da tale scelta
              sarebbero   derivati  alle  popolazioni  interessate
              proprio  per  le  problematiche  inerenti alle altre
              sedi,  per gli enormi disagi che si sarebbero creati
              agli  operatori  (avvocati, magistrati, personale di
              cancelleria  e  cittadini interessati),  costretti a
              non  agevoli  spostamenti quotidiani per raggiungere
              le  nuove  sedi a causa dell'assenza di collegamenti
              pubblici,  nonché  per  la  radicata  consapevolezza
              che,  sin dall'Unità d'Italia la Pretura di Belpasso
              ha   costituito   un   presidio   di  giustizia  nel
              territorio;

     RITENUTO che appare contraddittorio, oltre che 'un esempio di
              spreco  di  pubblico  denaro',  constatare,  da  una
              parte, l'avvenuta  realizzazione  (mancando solo gli
              arredi) di un edificio destinato a sede degli uffici
              giudiziari,    ove    sono    state    spese   somme
              rilevantissime,  e,  dall'altra,  la  'paventata'  e
              perciò incomprensibile soppressione della sede;

     CONSIDERATO altresì che:

            - il prospettato accorpamento  alla sede di Paternò, i
              cui procedimenti iscritti  a  ruolo negli ultimi due
              anni  sono   sostanzialmente   eguali  a  quelli  di
              Belpasso, comporterebbe 'la paralisi della giustizia
              civile e penale in tutto il comprensorio';

            - infatti, come a  tutti  noto,  in quel Tribunale, da
              circa un anno, l'Ufficio  è retto, per l'assenza del
              Giudice    titolare,    da   tre   giudici   onorari
              temporanei,  con innegabili riflessi sullo stato dei
              procedimenti  penali,  con  conseguenti prescrizioni
              del reato ed una serie di disagi per la rinnovazione
              dei dibattimenti;

         ATTESO  che   l'Amministrazione   della   giustizia   nel
              Territorio ha peculiarità proprie, che devono essere
              considerate al di là dei dati statistici relativi ai
              carichi pendenti di ciascun ufficio giudiziario;

     CONSTATATO che l'Associazione forense di Belpasso, Nicolosi e
              Camporotondo ha proclamato lo stato di agitazione in
              ferma  opposizione  al  progetto  di  revisione, già
              approvato  dal Consiglio del Ministri, che prospetta
              l'accorpamento  della sede del Tribunale di Belpasso
              alla sede del Tribunale di Paternò,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire presso  il  Governo nazionale al fine
              di scongiurare  la  prospettata  soppressione  della
              sede del Tribunale  di  Belpasso, tenuto conto delle
              innegabili    ripercussioni    negative    che    ne
              deriverebbero per il  corso della giustizia civile e
              penale in tutto il comprensorio." (155)

                              BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
                              TUMINO

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

  PREMESSO che:

             - il Consorzio CO.SA.R. si è costituito  nel  1992  a
          Partinico, e raggruppa artigiani e piccoli  imprenditori
          della zona, con lo scopo di fornire servizi alle imprese
          associate;

             - la normativa regionale consente  agli  imprenditori
          in forma associata  di  avere  assegnate  aree  mediante
          piani attuativi redatti dagli stessi operatori (art.  36
          legge regionale n. 30 del 1997);

             - il  CO.SA.R.  in  virtù  della  predetta  normativa
          regionale, e in  presenza  del  nuovo  piano  regolatore
          generale, ha realizzato un progetto atto  a  creare  una
          zona attrezzata nel comune di Partinico;

             - il consorzio si è fatto carico della  progettazione
          delle opere di urbanizzazione;

             -  il  progetto  è  stato  approvato  dal   Consiglio
          comunale e interessa i due terzi dell'area  D2  prevista
          dal piano regolatore generale per complessivi  275  mila
          metri quadrati;

             - nello spazio previsto dal progetto  è  prevista  la
          realizzazione di  uno  spazio  attrezzato  ove  verranno
          impiantati 32 insediamenti produttivi, un centro servizi
          che ospiterà una banca, un ufficio postale, un locale da
          adibire a mensa e opere varie di urbanizzazione idonee a
          prestare servizi sia agli imprenditori che impianteranno
          la  loro  attività  nella  zona   che   a   quelli   del
          circondario;

             - il  consorzio  in  oggetto  ha  chiesto  al  Comune
          l'approvazione del progetto in virtù degli articoli 1  e
          4 della legge regionale n. 35 del 1978;

             - le opere  di  urbanizzazione  primaria  sono  state
          finanziate  nel  Patto   territoriale   del   Golfo   di
          Castellammare, con delibera Cipe nel dicembre 2000.

  CONSIDERATO che:

             - nel paese di Partinico le  imprese  artigiane  sono
          circa 500 e operano tutte tra innumerevoli difficoltà ed
          in assenza di spazi idonei a favorire lo sviluppo  delle
          imprese locali;

             -  la  realizzazione  del   progetto   creerà   nuova
          occupazione stimata per circa 500 unità, considerando un
          investimento per circa 60 miliardi;

             - il consiglio comunale di Partinico considerando gli
          effetti positivi sull'economia cittadina e di  tutto  il
          circondario ha approvato nel 1999 il piano attuativo per
          la realizzazione dell'area artigianale  e  la  bozza  di
          convenzione tra il Consorzio ed il Comune;

             - la bozza di convenzione prevede che sarà lo  stesso
          Consorzio a provvedere alla realizzazione dell'opera;

  PRESO ATTO che:

             - a distanza di  circa  un  anno  e  mezzo,  a  Patto
          finanziato, il Comune di Partinico  ha  comunicato  agli
          artigiani del Consorzio l'attivazione della procedura di
          revoca  della  delibera  che  prevedeva   l'acquisizione
          dell'area  attraverso  esproprio  e  pagamento   di   un
          indennizzo legato al valore di mercato dei terreni;

           - nonostante  quanto  dichiarato  da  tutte  le   forze
          politiche ed in particolare da quelle di maggioranza che
          hanno promosso l'attivazione della procedura di  revoca,
          ad oggi non è stata ancora firmata la convenzione tra il
          comune di Partinico e il CO.SA.R.

             - se entro il termine del 26  novembre  2002  non  si
          dovesse provvedere a completare  l'iter  amministrativo,
          si perderebbero i finanziamenti previsti dalla  delibera
          del C.I.P.E, con una perdita secca di 17 miliardi  delle
          vecchie lire;

             - innumerevoli sono stati gli atti  intimidatori  nei
          confronti  di  politici,  professionisti,  cittadini   e
          sindacalisti, tutti impegnati  nella  realizzazione  del
          progetto dell'area attrezzata;

             - agli interessi contrastanti degli artigiani  con  i
          proprietari dei terreni, si sono aggiunti gli  interessi
          imprenditoriali di un'azienda di Milano (la  Policentro)
          che  intende  realizzare  un  centro  commerciale  nella
          stessa area individuata per la  costruzione  della  zona
          attrezzata;

  RITENUTO che:

             - sicuramente  l'iniziativa  degli  artigiani  e  dei
          piccoli imprenditori  di  Partinico  va  incoraggiata  e
          sostenuta;

             -  è   inaccettabile   che   si   veda   sfumare   la
          realizzazione di un progetto da 13 miliardi  che  creerà
          nuova occupazione, per altro già interamente finanziato;

             - in presenza di interessi imprenditoriali divergenti
          va  favorito  e  incoraggiato   lo   sviluppo   endogeno
          proveniente da forze economiche sane;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             -  ad  accertare  la  sussistenza  di   comportamenti
          contraddittori ed eventualmente omissivi  da  parte  dei
          funzionari della Regione presso l'Assessorato  regionale
          ambiente,  in  considerazione   del   fatto   che,   pur
          ritrovandosi  i  comuni  di  Partinico  e  Raffadali  in
          analoga  condizione,  hanno  ricevuto  risposte  diverse
          (vedi la nota n. 43413 del 18 luglio 2002 indirizzata al
          Comune di Partinico e la nota n.  39242  del  25  giugno
          2002 indirizzata al Comune di Raffadali);

             - ad  intervenire  presso  il  Comune  di  Partinico,
          utilizzando tutti  gli  strumenti  a  sua  disposizione,
          affinchè   si   completi   in   tempo    utile    l'iter
          amministrativo per  la  realizzazione  del  progetto  di
          realizzazione dell'area attrezzata;

             - ad avviare un'ispezione presso lo stesso Comune per
          verificare  quali  siano  i  motivi  dell'ingiustificato
          ritardo che rischia di compromettere lo  sviluppo  della
          zona, e se lo stesso ritardo non sia dovuto a  pressioni
          indebite." (156)

                                        FERRO - MORINELLO -
                                        MICCICHE' - ORLANDO -
                                        RAITI

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che dal 1992 sino al  luglio  1998 è stata in vigore
              l'operazione    denominata    'Vespri    siciliani',
              consistente   nell'impiego   di  personale  militare
              essenzialmente  di  leva  a  presidio  di  obiettivi
              sensibili   e   nello  svolgimento  di  attività  di
              controllo del territorio in Sicilia;

     CONSIDERATO che l'operazione  Vespri siciliani aveva riscosso
              pieno  successo  sul   piano  dei  risultati;  aveva
              consentito  di  ottimizzare  l'impiego  delle  forze
              dell'ordine  nelle   attività  istituzionali  ed  in
              quelle   di   polizia  giudiziaria;  aveva,  infine,
              riscosso  la  simpatia  da  parte  della popolazione
              dell'Isola;

     RITENUTO che la  cessazione  dell'operazione Vespri siciliani
              ha  determinato  un'indebolimento  nell'attività  di
              controllo del territorio  e  nella  visibilità della
              presenza dello Stato nei  centri  e  nei  luoghi ove
              maggiormente  se  ne avverte la necessità, in quanto
              più    esposti   all'azione   delle   organizzazioni
              criminali;

     CONSIDERATO  che  il  costo  sostenuto  dallo  Stato  per  lo
              svolgimento dell'operazione Vespri siciliani risulta
              sicuramente inferiore a  quello  in  termini  di ore
              lavorative delle forze  dell'ordine e di sottrazione
              di parte di esse dalle attività di istituto;

     RAVVISATA l'esigenza  del  ripristino  dell'operazione Vespri
              siciliani, venendo  incontro  alle aspettative della
              maggioranza dei siciliani ed intendendo non lasciare
              inascoltati  i  continui   appelli   in   tal  senso
              provenienti dalla magistratura  più  esposta e dalle
              stesse forze dell'ordine,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  esprimere  al Governo nazionale la volontà delle
              Istituzioni   regionali  siciliane  di  ripristinare
              l'operazione   Vespri   siciliani   con   decorrenza
              immediata,   per   garantire   la   salvaguardia  di
              obiettivi  sensibili  da  azioni  della  criminalità
              organizzata e  mafiosa e per  rinforzare le attività
              di controllo del territorio." (157)

                                      FLERES - CATANIA  G. -
                                      GAROFALO - CATANIA F. -
                                      MAURICI

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il fenomeno  della pedofilia e della pedopornografia
              continua a sconvolgere la nostra società;

            - casi assai  gravi  si  verificano  quotidianamente e
              coinvolgono migliaia di minori nella nostra regione,
              nel paese e nel mondo;

            - con  altrettanta frequenza vengono individuati nuovi
              siti   internet   pedopornografici,  che  presentano
              immagini  sempre  più  raccapriccianti,  a  conferma
              della   diffusione  drammatica  di  questo  ignobile
              fenomeno;

            - recentemente, Don  Fortunato  Di  Noto, fondatore di
              Telefono Arcobaleno  e  leader della lotta contro la
              pedofilia    e    la    pedopornografia,   è   stato
              ulteriormente  minacciato  di  morte,  mentre  altri
              sacerdoti  ed   attivisti  sono  stati  costretti  a
              sospendere la  loro attività per mancanza di mezzi o
              per la  discontinua assistenza che ricevono da parte
              delle autorità preposte;

            - è necessario  alzare la guardia ed elevare i livello
              di contrasto  contro  tale  infamante  crimine,  con
              una maggiore presenta da parte delle Istituzioni,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad intervenire  nei  confronti del Governo nazionale
              affinché   venga   garantita   l'incolumità  di  Don
              Fortunato Di Noto  e  di  quanti, con o come lui, si
              battono contro  questo  crimine  e  chi  lo compie e
              vengono minacciati di morte;

            - ad appostare  nel prossimo bilancio della Regione le
              somme necessarie  ad  avviare e sostenere iniziative
              contro  la  pedofilia  e  la  pedopornografia  ed  a
              chiedere  al  Governo nazionale altrettanto impegno,
              così da  contribuire  ad  accelerare  un auspicabile
              processo di definitiva sconfitta di un tale immorale
              fenomeno, dei  suoi  autori  e  dei  suoi  difensori
              palesi ed occulti." (158)

                                      FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                      GAROFALO - CATANIA F. -
                                      MERCADANTE

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la  disoccupazione rappresenta sicuramente una delle
              grandi emergenze del  sud  Italia e della Sicilia in
              particolare;

            - la piena  attuazione di misure fiscali che agevolino
              l'assunzione di  disoccupati  da parte di aziende ed
              imprese, rappresenta  uno  dei pochi strumenti utili
              per arginare la suddetta emergenza;

            - l'esaurimento   dei   fondi   destinati  al  credito
              d'imposta   sta    determinando   il   blocco  delle
              assunzioni di parecchi disoccupati,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                e in particolare
                    L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE

              a porre in  essere tutti gli atti idonei affinché il
              Ministero delle  Finanze rimpingui i fondi destinati
              al credito d'imposta." (159)

                                            FLERES - CATANIA G.
                                            CATANIA F. - GAROFALO
                                            MAURICI

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che il Governo  della  Regione  ha  emanato, a firma
              dell'Assessore per  la sanità, Cittadini, un decreto
              pubblicato il  16  agosto  2002,  periodo  nel quale
              l'ARS era  sospesa  per la pausa estiva, concernente
              disposizioni   per   il   contenimento  della  spesa
              sanitaria;

     RITENUTO che le procedure seguite dal Governo abbiano violato
              le  disposizioni  previste  dall'art. 23 della legge
              regionale    n.    6    del   1997   che   sottopone
              obbligatoriamente   al   parere   preventivo   delle
              Commissioni   parlamentari,  le   disposizioni   che
              incidono  sulla  programmazione  della  spesa e che,
              nella  fattispecie, si stanno modificando attraverso
              decreti,  atti  di  programmazione  sanitaria (piano
              sanitario,   rete   ospedaliera,   convenzione  118)
              approvati con il parere della Commissione Sanità;

     CONSIDERATO  che a seguito delle proteste intervenute dopo la
              pubblicazione  del  decreto,  lo  stesso  Governo ha
              annunciato   il  congelamento  degli  effetti  delle
              disposizioni  emanate  in  attesa  di  pubblicare un
              nuovo    testo    a    modifica   delle   precedenti
              disposizioni,  senza  però  la formalizzazione di un
              provvedimento di revoca;

     VALUTATA con   grande  preoccupazione  la  politica  sin  qui
              seguita   dal  Governo  regionale,  che  negli  atti
              prodotti  ha  generato  molto  più  che  il semplice
              sospetto  di  minare il sistema sanitario pubblico e
              di  colpire  i principi universalistici che regolano
              il diritto alla salute nella nostra Regione;

     CONSIDERATO che, ad oggi, dopo l'introduzione dei tickets sul
              pronto  soccorso   e   sui   farmaci,   emessi   per
              giustificare la  riduzione  dei  costi nella sanità,
              sono    stati   varati   provvedimenti   che   fanno
              ulteriormente     lievitare    le    spese,    come:
              l'adeguamento delle  prestazioni  in DRG che aumenta
              mediamente di oltre  il  20  per  cento  i costi, in
              particolare   per   il   finanziamento  del  sistema
              privato;   la  estensione  ulteriore  attraverso  il
              preaccreditamento ai soggetti privati che operano in
              Sicilia,    trasformando   di   fatto   la   giungla
              dell'assistenza  indiretta,  abolita  dal  D.lgs  n.
              229/99, in un  ampliamento della platea che opera in
              regime di  assistenza diretta con ulteriore aggravio
              dei bilanci delle aziende sanitarie;

     VALUTATO inoltre  che l'introduzione della norma che riduce i
              posti letto  per  acuti a 4 per ogni mille abitanti,
              rischia  di  compromettere la presenza di importanti
              presìdi    ospedalieri  nelle  aree  più  interne  e
              periferiche    del   territorio   siciliano,   senza
              contemporaneamente   estendere   e   diffondere   la
              presenza   della   medicina   territoriale   atta  a
              prevenire   la  ospedalizzazione  del  diritto  alla
              salute;

     CONSIDERATO che:

            - i  messaggi  sin  qui  dati  rischiano di mettere in
              contrapposizione   l'esigenza   di   una  sanità  di
              qualità,   con   la   realizzazione   di  centri  di
              eccellenza,  con  la  presenza di un sistema diffuso
              nel territorio della Regione;

            - i limiti fissati  dal  patto  di stabilità impongono
              interventi atti  a  ridurre i disavanzi strutturali,
              agendo  principalmente   sugli   sprechi   e   sulla
              necessità di  estendere  e in alcuni casi realizzare
              sistemi atti al controllo di gestione nelle aziende;

            - non   appare  tra  le  priorità  di  questo  Governo
              incidere   sulle   vere   ragioni  che  hanno  fatto
              sconsideratamente  saltare ogni previsione di spesa,
              ad esempio nel settore farmaceutico

     RITENUTO non più rinviabile  la  necessità di un riordino del
              sistema   sanitario   che  migliori  l'efficienza  e
              l'efficacia  delle prestazioni sanitarie, al fine di
              rispondere al bisogno di salute dei cittadini e agli
              stessi   indirizzi  contenuti  nel  Piano  sanitario
              regionale   2000-2002  che,  seppur  ormai  scaduto,
              risulta in parte inattuato;

     RILEVATO che in occasione delle nomine dei Direttori generali
              delle Aziende sanitarie  non  sono  stati definiti i
              budgets e  gli  obiettivi  di  salute per verificare
              l'efficacia del  lavoro  dei  responsabili  di  ogni
              singola  azienda,   e  che  soltanto  dopo  8/12  di
              gestione dei  bilanci  di competenza 2002 sono stati
              varati  provvedimenti  di contenimento generalizzato
              che  non   avranno   alcun  risultato  di  effettivo
              risparmio;

     RITENUTO che  il  Governo  della  Regione  appare  inadeguato
              rispetto ad  un  settore  che costituisce fondamento
              essenziale  per  uno   stato  sociale  in  grado  di
              tutelare  i  bisogni   e   i   diritti  di  tutti, a
              prescindere dalle ricchezza posseduta;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a revocare il  decreto  del 16 agosto e a sottoporre
              all'esame   del   Parlamento  siciliano  un  disegno
              organico  di   riforma,  confrontato  con  le  parti
              sociali e  le autonomie locali, che sappia coniugare
              il   diritto    alla   salute   con   una   corretta
              programmazione finanziaria". (160)

                                    CRACOLICI - MANZULLO  -
                                    MORINELLO - ZANGARA -
                                    SPEZIALE - BARBAGALLO -
                                    ORTISI - FERRO - FORGIONE

       Dispongo che  le mozioni nn. 153, 154, 155, 156, 157, 158 e 159
  vengano   demandate   alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari perchè se ne determini la data di discussione.
       Per quanto  riguarda  la  mozione n. 160, ricordo che la stessa
  Conferenza dei  capigruppo  ne  ha  determinato  per oggi la data di
  discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   DISCUSSIONE DELLA MOZIONE NUMERO 160

     PRESIDENTE.  Si  passa pertanto alla discussione della mozione n.
  160,  di   cui  ho  appena  dato  lettura.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Cracolici,  primo firmatario della mozione. Ricordo che
  il  Regolamento  prescrive che la mozione possa essere illustrata da
  uno dei  presentatori  per  non  più  di dieci minuti. Ha facoltà di
  parlare l'onorevole Cracolici.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente,  prima  di illustrare la mozione,
  vorrei  porre  una questione sia formale che sostanziale: la mozione
  si rivolge  al  Governo  nel suo insieme. Credo sia utile, oltre che
  per un fatto di rilevanza politica del nostro dibattito, la presenza
  del  Presidente  della  Regione.  Ritengo  che  la  Presidenza debba
  verificare  se  la  mozione  potrà  essere  discussa in presenza del
  Presidente della Regione.

     PRESIDENTE.  Questo credo di averlo già verificato, nel senso che
  mi  è  stato  assicurato  che  l'onorevole  Cuffaro  sarà  presente.
  Purtroppo  non lo vedo materialmente, ma posso verificare le ragioni
  del suo ritardo.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente, chiedo una sospensione tecnica di
  cinque minuti.

     PRESIDENTE. No, la prego.

     CRACOLICI. Scusi, c'è un problema.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, non è obbligatoria la presenza
  del  Presidente  della Regione; sarebbe un atto di cortesia politica
  alla quale  però  nessuno è tenuto.  Posso, tuttavia, durante il suo
  intervento,  informarmi  sull'arrivo del Presidente Cuffaro in Aula.
  Non è  necessario  sospendere  la  seduta  in  attesa  che arrivi il
  Presidente  perché  c'è l'assessore per la sanità che rappresenta il
  Governo nella sua collegialità.

     CRACOLICI.  Mi scusi Presidente, lei ha ricevuto alla ripresa dei
  lavori  del  Parlamento,  la  settimana  scorsa,  i capigruppo della
  minoranza che le hanno preannunziato formalmente la presentazione di
  questa  mozione  e  l'esigenza  della  presenza del Presidente della
  Regione  durante  la  discussione  della  stessa.  Lei  si  è  fatto
  portavoce di tale esigenza con il Presidente della Regione, il quale
  aveva  assicurato  la  sua presenza.  Dopo l'avvio della discussione
  sul buono  scuola, ieri pomeriggio si era concordato di discutere in
  Aula  questa  mozione  con il consenso del Presidente della Regione.
  Ritengo pertanto  che  sia  un  atto  dovuto per il Presidente della
  Regione essere  qui  in  Aula.  Non  significa  girare attorno ad un
  problema.  Per primo lei conosce tutta la procedura che ha preceduto
  questa discussione.

     PRESIDENTE.  Non  la  procedura,  direi  tutta  l'intenzione,  il
  desiderio di  avere  qui  il  Presidente  della Regione. Non c'è una
  procedura  che  vincoli  il Presidente ad essere presente, anche se,
  ripeto, egli  mi  ha  assicurato  la  sua presenza in giornata. Avrà
  avuto, come  è  fatale  che  accada  ad  un  Presidente,  un impegno
  imprevisto che  lo  fa ritardare.  Delle due l'una:  o cominciamo, o
  sono  costretto a sospendere i lavori per riprenderli nel pomeriggio
  perché, non  conoscendo  i  tempi del ritardo, non mi posso assumere
  nessuna responsabilità.

     CRACOLICI.  Io  non  conosco  i motivi del ritardo del Presidente
  Cuffaro.  Adesso  non vorrei entrare nel merito della presenza dell'
  assessore  per  la  sanità  rispetto  a  quella del Presidente della
  Regione.   Non   mi   faccia  dare  giudizi  di  questo  tipo.  Dico
  formalmente   che,   così   come  si  era  concordato,  se  c'è  una
  indisponibilità  momentanea, di pochi minuti - oltretutto sapevo che
  il  Presidente della Regione aveva annunciato stamattina che sarebbe
  arrivato con dieci minuti di ritardo, cioè alle undici, undici ed un
  quarto   -,si   sospende   brevemente.  Vorrei  capire  se  c'è  una
  indisponibilità alla presenza o se si tratta di un fatto momentaneo;
  è un problema che possiamo superare con una semplice verifica.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 13,06, è ripresa alle ore 13,08)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Presidente della Regione è
  impedito per l'improvvisa scomparsa di un esponente del suo partito.
  Ha assicurato  la  sua presenza per le ore 15,00-15,30.  Pertanto la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30 di oggi.

    (La seduta, sospesa alle ore 13,10, è ripresa alle ore 16,16)

     PRESIDENTE.  La seduta è ripresa.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

     CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevole   Presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi, credo  che la nostra insistenza a porre
  il tema della sanità,  argomento assai dibattuto in queste settimane
  attraverso i media, al centro del dibattito dell'Aula costituisca, a
  mio avviso - e spero  che  tale  giudizio venga condiviso da tutti i
  colleghi  a prescindere  dalla  collocazione  politica  -,  il  modo
  migliore per uscire da  quella  condizione  nella  quale  rischia di
  finire il rapporto tra Governo e Parlamento, la politica in Sicilia.
       Questa vicenda è uno degli  aspetti, non il solo per la verità,
  di una questione più  generale  che  pone seri problemi nel rapporto
  politico-istituzionale, tra le  funzioni  del Governo e nel rapporto
  tra il Governo stesso e il Parlamento della Regione.
       Dai media abbiamo appreso di un provvedimento mentre eravamo in
  vacanza;  per la verità, non  è  il solo provvedimento emanato in un
  momento  della   vita   politica   di   bassa   attività:  il  piano
  socio-sanitario è  stato  predisposto da parte del Governo e inviato
  alla Commissione Sanità il 13 agosto e, peraltro, senza che si siano
  formalizzati  tutti  i  provvedimenti  necessari  per  convocare  la
  commissione,  così  come previsto dal Regolamento dell'Assemblea; ma
  quest'ultima è  un'altra  questione  su  cui  probabilmente  ci sarà
  un'apposita iniziativa.
       Voglio  rimanere   all'interno   della   mozione   che  abbiamo
  presentato con la quale chiediamo  la  revoca di quel decreto di cui
  ho appena detto. E chiediamo  la  revoca non solo per le ragioni che
  sono state oggetto delle proteste  e  che  -  l'ho letto - lo stesso
  Governo della Regione ha  fatto  proprie  in  parte, annunciando una
  modifica del testo ma mantenendo  in  vita  il  decreto  che è stato
  varato il 12 agosto da parte del Governo della Regione.
       Da un lato chiediamo  la  revoca,  ma  chiediamo  anche  che il
  Parlamento siciliano possa essere messo nelle condizioni di valutare
  e discutere l'insieme della  politica sanitaria in Sicilia, che è un
  aspetto decisivo e rilevante sia  per i diritti di tutti i cittadini
  della nostra Regione, sia  per  gli  aspetti che investono la tenuta
  finanziaria della nostra istituzione,  e  cioè il bilancio di questa
  Regione.
       Signor Presidente, noi  abbiamo  assistito in queste settimane,
  in questi mesi, ad una serie di iniziative che, se non vengono lette
  nel loro  insieme,  rischiano  di  essere vissute come mera gestione
  amministrativa di  aspetti  che  poi  hanno  una  rilevanza politica
  determinante nella  vita  di  questa Regione, e soprattutto in campo
  sanitario.
       Io voglio ricordare, uno per  tutti,  un  tema che già ha visto
  l'Aula confrontarsi. E' stato  inserito nella nostra Regione, per la
  prima   volta,  il  ticket   sul   pronto   soccorso.   E   tra   le
  giustificazioni   e   le   motivazioni   che   accompagnavano   quel
  provvedimento, da parte del Governo e della maggioranza veniva posta
  la necessità che quel ticket doveva servire a ridurre gli interventi
  impropri da parte delle  aree di emergenza degli ospedali siciliani.
  Quindi, si faceva un  provvedimento  che  in  qualche modo tendeva a
  ridare al territorio  la centralità dell'assistenza piuttosto che la
  centralità dell'emergenza;  con  questo  decreto il Governo annuncia
  un ripensamento,  se  non  una  riduzione  nei  fatti, delle guardie
  mediche   che,   ad   esempio,  costituiscono  uno  degli  avamposti
  fondamentali per  evitare l'ospedalizzazione della cura da parte dei
  cittadini siciliani.
       C'è una contraddizione apparente,  ma c'è una coerenza in tutti
  i provvedimenti che si sono  fatti  in questi mesi. La coerenza è in
  quell'obiettivo  che,  pur  non  essendo  un  obiettivo  dichiarato,
  certamente è pervicacemente praticato,  ed  è  quello  di  ridurre i
  diritti dei cittadini  attraverso  il collasso finanziario provocato
  da alcune vostre scelte.
       Si tende  a  comprimere  la  sanità  pubblica,  a depotenziarne
  l'efficacia a vantaggio  di una sanità privata che in Sicilia cresce
  quantitativamente. Credo di poter dire che la Regione siciliana è la
  regione col  più  alto  numero  di  soggetti  convenzionati  -  oggi
  accreditati  o  preaccreditati  -  onorevole Presidente, è così: col
  preaccreditamento  che  avete  fatto dell'indiretta vedrete che cosa
  porterete anche in termini di costi
       Nel  vostro  decreto  avete  formalmente,  almeno  nel  titolo,
  dichiarato di volere comprimere  il  costo  della  sanità, salvo poi
  nello stesso decreto  consentire  il  riconoscimento e l'ampliamento
  delle prestazioni fuori  budget,  che  costituiscono  certamente uno
  degli  aspetti delicati e  decisivi  per  il  rapporto  tra  sistema
  sanitario regionale e sanità privata.
       Avete formalmente adeguato  le tariffe dei D.R.G., adeguandole,
  si dice, a quanto  previsto  dal  decreto pubblicato nel 1997, salvo
  poi verificare  che  questo  aumento  in  realtà  è  finalizzato, in
  termini concreti  e  definiti,  soltanto  ad una parte della sanità,
  perché  certamente  l'aumento  dei  D.R.G.  non  è  un  aumento  dei
  trasferimenti  dalla Regione al sistema sanitario pubblico, è invece
  un aumento dei trasferimenti dalla Regione alla sanità privata.
       Avete trasformato  l'abolizione  dell'assistenza  indiretta  in
  Sicilia in una sorta  di sanatoria generalizzata, che estende, senza
  una  effettiva valutazione sugli obiettivi di salute, la possibilità
  di  trasformare  di  fatto  tutta l'assistenza indiretta nel sistema
  sanitario regionale. Tutto questo avviene mentre continua ad esserci
  in atto  un  permanere  altissimo  del rapporto tra cittadini che si
  curano in  Sicilia  e  cittadini  che preferiscono recarsi fuori dal
  territorio siciliano.
       Nelle  stesse  ore   in   cui  dovete  razionalizzare  la  rete
  ospedaliera e  ridurre  i  posti-letto,  vedremo come andrà a finire
  quest'altra  vicenda,  avete  accreditato,  nelle  stesse ore, altri
  seicento  posti-letto  della  sanità  precedentemente  operante  con
  l'assistenza indiretta.
       E' il vostro impianto  che  porterà  al  disastro finanziario e
  alla marginalità del  sistema  pubblico siciliano
       Adesso  annunciate  modifiche   ad   un   decreto  fatto  male,
  volutamente improvvisato, che  nasce  dall'assenza di una volontà di
  evitare la budgetizzazione che leghi obiettivi di salute e costi.
       Non volete  mettere  le  mani  sui  nodi  strutturali,  come ad
  esempio la spesa farmaceutica.  Voglio ricordare che, già in sede di
  finanziaria,   onorevole   Presidente,  onorevole  Assessore,  avevo
  fornito alcuni  dati,  in possesso dell'assessorato regionale per la
  sanità, dove non  solo  è  dimostrato  che  la  Sicilia  ha il costo
  pro-capite più  alto  tra  tutte  le  regioni  italiane  della spesa
  farmaceutica,  ma  all'interno  della  Sicilia  vi  sono  territori,
  province dove  le differenze del costo pro-capite raggiunge cifre di
  80, 90 mila lire delle vecchie lire, scusate il bisticcio di parole.
       Insomma, non  c'è  un  costo  omogeneo  neanche all'interno del
  territorio  siciliano,  nelle  provincie  siciliane c'è una gestione
  assolutamente incontrollata e incontrollabile.
       Non c'è la volontà vera  di  mettere  mano  a  quello  che è un
  sistema normale in qualunque  azienda.  Abbiamo  fatto le aziende ma
  non esiste il controllo di gestione delle aziende stesse.
       Per molto meno un  Governo  come  il vostro nella passata prima
  Repubblica sarebbe stato  spazzato  via.
       Pertanto, signor  Presidente,  io  che  sono  un  fautore  e un
  convinto   assertore   dell'esigenza   della  stabilizzazione  degli
  Esecutivi, e  quindi  della  necessità  di  rendere capace, efficace
  l'azione di  governo,  a  prescindere  dalle  volubilità del sistema
  politico, mi vado  convincendo  che  rischiamo di vivere un tempo in
  cui, piuttosto che avere la stabilità in Sicilia, rischiamo di avere
  una prigione.
       Siamo  prigionieri  dei   vostri  errori   Siamo  cioè  in  una
  condizione nella quale l'unica  alternativa  che hanno i cittadini è
  al massimo quella di far sentire il loro dissenso; nulla più, tranne
  avere una condizione che  diventa  ormai  una  pratica nella vita di
  questo Governo: da un  lato  c'è l'azione dei singoli assessori, per
  cui  abbiamo Pagano  "rigorista",  Cittadini  "lo  sprecone"  e  poi
  abbiamo Cuffaro "il mediatore".
       Cuffaro "mediatore" non tra gli assessori, ma Cuffaro mediatore
  esclusivo nel rapporto tra  i  bisogni  della  Sicilia  e il Governo
  della Regione, arrivando anche  a  condizioni  un  po' singolari che
  determinano elementi di  imbarazzo  nelle  dichiarazioni assunte dei
  singoli  assessori  e   nella  coerenza  delle  dichiarazioni  fatte
  rispetto agli atti che poi si producono.
       Vedo   questo    pericolo    anche    nella   rimodulazione   o
  nell'annunciata revisione o  modifica  del  decreto.  Credo  che  le
  questioni che attengono al merito  del decreto sono a tutti note: ho
  fatto l'esempio delle  guardie  mediche,  posso  fare  l'esempio del
  fatto che quando si annuncia il blocco delle assunzioni nella sanità
  pubblica  significa  in  qualche  modo  annunciare  il  processo  di
  marginalizzazione della sanità  pubblica. Faccio l'esempio del fatto
  che, ancora  oggi,  tantissimi  ospedali  siciliani,  in  tantissime
  divisioni siciliane, in  tantissime  unità  operative degli ospedali
  siciliani non ci sono primari,  non si fanno i concorsi, insomma non
  si  attiva  la  procedura  perché  l'ospedalità  sia  efficiente  ed
  efficace nel rapporto con i cittadini.
       Tutto questo, onorevole Presidente, per dire cosa? Per dire che
  abbiamo bisogno di sapere in che direzione volete andare; ha bisogno
  di saperlo la Sicilia,  hanno  bisogno  di  saperlo  gli  operatori.
  Ritengo  che  il  dibattito   sul   futuro   e   sul  destino  della
  sanità    non   possa   essere   affidato   alla   pura   concezione
  ragionieristica   in   nome   della   quale  si  giustificano,  poi,
  provvedimenti che sono tutto ed il contrario di tutto.
       Abbiamo  bisogno di rimettere in campo la politica partendo dai
  cittadini  e  non  dalle  imprese  perchè, Presidente, in Sicilia il
  sistema  sanitario,  al  posto  di mettere al centro il malato, ogni
  giorno  che  passa  mette  al  centro  l'impresa,  mette  al  centro
  l'interesse, il profitto piuttosto che il diritto di noi tutti.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
  facoltà.

     LO  GIUDICE .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, inizio con
  una  premessa  per  chiarire  qual  è  la  mia posizione politica in
  merito.  Io  sostengo ardentemente questa maggioranza, ho votato per
  il presidente Cuffaro, sostengo e stimo l'assessore Cittadini, tengo
  a precisare ciò come premessa.
       Mi  rivolgo  ai  colleghi  dell'opposizione: se noi ci muoviamo
  dando  corpo  ai  numeri, se noi facciamo pesare la cruda realtà dei
  numeri  e,  come  militi ignoti, senza favorire il dibattito votiamo
  una  proposta,  un  proponimento, una legge veniamo criticati perchè
  siamo asserviti computisticamente e non politicamente.
       Se,  invece,  all'interno di una maggioranza si vuole discutere
  per riuscire  a  capire  qualcosa  - questa è una cosa che non ci fa
  onore  e  che  personalmente  non  piace - ci si inserisce in questa
  sorta  di  ipotetico  crepaccio  per  cercare  di capire ciò che sta
  avvenendo. Non sta avvenendo nulla
       Io  avrei  dovuto  parlare  sei  mesi  fa, circa, per esprimere
  rimostranze  sul  metodo  che  portò  alla  nomina  dei manager, dei
  direttori  generali.  In  quella circostanza si pensò a chissà quali
  grandi  cose,  inventando  interventi e dichiarazioni che, onorevole
  Cuffaro  glielo dico ufficialmente, non sono mai esistiti perchè lei
  conosce il tipo di rapporto umano che ci lega, oltre che il rapporto
  che ci unisce in quanto aderenti allo stesso partito.

     PANARELLO. E la stampa?

     LO  GIUDICE . Spesso la stampa mette benzina sul fuoco invece che
  acqua   In  questi  giorni cosa è successo   E' successo che è stato
  pubblicato  il  decreto  dell'assessore Cittadini che parte con idee
  grandiose  -  non  so  se  sia  rigorista,  se  sia  terzino, se sia
  attaccante,   per   usare   la  metafora  calcistica  dell'onorevole
  Cracolici - però certamente è mosso da ottime intenzioni.
       Ho  voluto 'attaccare' il decreto, se mi si consente, sotto due
  profili:  quello  della forma e quello della sostanza. Per la forma,
  signor Presidente dell'Assemblea, io sono ancora convinto che questo
  decreto,  visto  che  affronta programmazione di spesa, debba essere
  valutato   e   vagliato  dalla  Commissione  'Sanità';  non  essendo
  avvenuto ciò si può parlare di carenza formale.
       Se  poi  l'Assessore  non  è  stato  bene  informato  dai  suoi
  burocrati,  probabilmente, di questo discorso fa ammenda; tant'è che
  fa  ammenda  con  un  suo  gesto - ed anche con gesto del Presidente
  della  Regione  -  di  grande  nobiltà  e di grande valore etico che
  consiste nel ritirare il decreto, nel congelarlo, nel modificarlo.
       Signor  Presidente  dell'Assemblea, se facendomi visitare da un
  neurologo  dovessi  risultare sereno penserei che in questo contesto
  stiamo  svolgendo  un  discorso folle,  a meno che non sia io stesso
  folle.  Stiamo parlando di una cosa che non esiste più: il decreto è
  stato ritirato.

     SPEZIALE. Quando?

     LO  GIUDICE .  Il  decreto  è  stato  congelato, mi si dice che è
  stato  ritirato.  Hanno ragione entrambi perche, onorevoli colleghi,
  non  si  possono  'fare  le nozze d'oro con i fichi secchi'. C'è una
  realtà  drammatica  oggi in Sicilia: voi sapete qual è la situazione
  finanziaria,  sapete  come funziona la sanità in Sicilia, sapete che
  deriva  dal  decreto  347,  che noi spendiamo circa 12 mila miliardi
  l'anno.  Non  si  possono fare decreti che operano tagli a spese sic
  et simpliciter senza vedere dove poter aggredire le cose da non fare
  perchè  la  sanità non è un business, la sanità è la salute e non ha
  prezzo.  Però  è  giusto  e  opportuno  che si affronti assieme alla
  politica  e  non  solo  alla  burocrazia  ed  alla computisteria; si
  affronti  assieme  alla  politica  per vedere dove sono le sacche di
  spesa  inutile,  le  sacche  di  spesa sbagliate per fare in modo di
  risparmiare, però salvaguardando la salute dei cittadini.
       In  questo  senso io  credo  che  sia  l'Assessore,  con  molta
  franchezza  - voi sapete che non sono abituato ad atti di piaggeria,
  anzi,  sono  considerato  diversamente-,  sia  il  Presidente  della
  Regione  -  ripeto - con grande atto di prontezza, di disponibilità,
  hanno stabilito che il decreto va rivisto assieme alle forze sociali
  e alle forze politiche, cosa che si sta facendo.
       Il  problema,  oggi,  è  l'urgenza.  Onorevole Presidente della
  Regione,  io  sto  aspettando  con  urgenza,  e  le  prometto che la
  Commissione  farà notte, il decreto che voi avete modificato, perchè
  possa  essere  rivisto dalla  Commissione, che tra l'altro è come se
  fosse  l'Assemblea.  A  proposito  di  ciò,  devo  dirvi  che con le
  continue  richieste  di  discutere di questo in Assemblea, onorevole
  Cracolici  e  e  onorevoli componenti della Commissione 'Sanità', se
  andiamo  avanti  così  noi  rischiamo  di 'chiudere' la Commissione,
  perchè  da  un  lato  -  mi  si  consenta  la  battuta - l'assessore
  Cittadini  emette  un  decreto  senza  il  parere della Commissione,
  dall'altro l'Assemblea vuole discutere argomenti di pertinenza della
  Commissione.  Noi  siamo  attaccati  da destra e da sinistra, quindi
  che senso ha tenere in vita questa Commissione?
       Dunque,  l'onorevole  Presidente  della  Regione,  per  favore,
  invii,  per  le  vie  canoniche,  il  decreto  al  Presidente  dell'
  Assemblea  che a sua volta lo trasmetterà alla Commissione, la quale
  in  tempi brevissimi lo affronterà, accerterà le modifiche e farà le
  proprie proposte. Questa è la politica con la "P" maiuscola
       Vorrei aggiungere un'altra cosa, signor Presidente, una proroga
  nella proroga.

     CUFFARO,   presidente   della  Regione.  Signor  Presidente,  lei
  concede troppo all'"opposizione"

     LO  GIUDICE . Io sono l'opposizione?  A cosa mi è servito ciò che
  le ho detto?
       Signor  Presidente,  io  ho  ricevuto,  quale  presidente della
  Commissione   'Sanità',   una   richiesta   di   parere   sul  piano
  socio-sanitario che è di grande importanza. L'ho ricevuta, credo, il
  14  o  il  16  agosto.  I  tempi regolamentari perchè la Commissione
  potesse  esprimere il parere sono di venti giorni, quindi, facendo i
  conti,  dal  14  agosto  arriviamo al 3 settembre.  Se avessi tenuto
  conto  del  fatto  che  momentaneamente  i lavori parlamentari erano
  sospesi,  non  avrei  potuto  convocare  la Commissione e quindi non
  sarei  stato nelle condizioni di esprimere il parere.  Allora, io ho
  pensato,  magari  sbagliando,  con atto di presunzione - non mi sono
  consultato  con  lei,  signor  Presidente dell'Assemblea, e credo di
  avere  sbagliato, anche per il rapporto che ci contraddistingue - di
  considerare  insita  nella  richiesta  di  parere l'autorizzazione a
  convocare  la  Commissione.  L'ho  convocata il giorno 27 agosto per
  fare  in  modo che prima del 3 settembre, data di scadenza dei venti
  giorni,  la  Commissione  potesse  fare  le audizioni, affrontare il
  piano  socio-sanitario con la serietà che la contraddistingue grazie
  ai suoi componenti.
       Questo   non   è  stato  possibile  perchè  la  riunione  della
  Commissione  tenutasi il 27 agosto è stata dichiarata illegittima ed
  autorizzata,  invece,  per il successivo giorno 30.  Considerato che
  la scadenza era il 3 settembre, chiesi, a termini di Regolamento, la
  possibilità  di  una  proroga  oppure  di  notificare  nuovamente la
  richiesta  di  parere; notificare nuovamente significava notificarla
  dopo il 3 settembre, quindi si sarebbe arrivati alla scadenza del 23
  per  consentire  di  fare le cose egregie che la Commissione ieri ha
  fatto,  in  quanto  ha  svolto un'intera giornata di audizioni. Deve
  procedere ancora ad altre audizioni perchè il piano socio-sanitario,
  che  è tanto atteso ed è un argomento molto importante, possa essere
  fatto nel migliore dei modi.
       I  tempi  non  ci  sono,  quindi  io chiedo due cose...  Perché
  sorride, onorevole Presidente della Regione?  Forse perché sa quello
  che le devo dire?

     CUFFARO,   presidente  della  Regione.  Sorrido  perché  sono  un
  ottimista

     LO  GIUDICE .  Io  pure sono un ottimista; nonostante le cose non
  vadano bene, sono ugualmente un ottimista
       Dicevo,  chiedo  al  Presidente della Regione, se possibile, il
  ritiro  del decreto anche in virtù delle audizioni svoltesi ieri che
  propongono una serie di aggiustamenti, un immediato aggiustamento da
  parte  della  Giunta  di Governo e, quindi, la nuova notifica che ci
  consente l'allungamento dei tempi.
       Se  ciò,  per  scelte  del Governo, non fosse possibile, chiedo
  alla  Presidenza  dell'Assemblea  la  possibilità, sempre a norma di
  Regolamento,  di un termine congruo di differimento.  Però, non dev'
  essere  molto  congruo  perché  intendo  andare  incontro anche alle
  esigenze del Governo per dare con urgenza risposte ai comuni.  Ma vi
  dico, con molta umiltà e con molta deferenza, che la Commissione non
  è  certamente  nelle  condizioni  di  esprimere  il parere nei tempi
  pregressi  regolamentari, cioè il giorno 13 settembre.  Anche perché
  vi sono state sedute d'Aula e diversi partiti hanno tenuto incontri,
  compresi  i  colleghi  di  Forza  Italia i quali mi hanno chiesto la
  settimana  scorsa un paio di giorni di differimento e, pertanto, non
  siamo  nelle  condizioni  di  poter  esprimere il parere entro il 13
  settembre.
       Quindi, al fine di evitare di considerare reso il parere oppure
  di  chiudere  le  carte  e  rimandarle  al  mittente così come le ho
  ricevute,  vi  chiedo politicamente ma con molta fermezza un congruo
  rinvio, sempre compatibilmente con le esigenze del Governo, di voler
  notificare  nuovamente  attraverso  la  Presidenza dell'Assemblea la
  richiesta di parere.

     CAPODICASA. Una volta che avete già iniziato l'esame ...

     PRESIDENTE.  No,  onorevole  Capodicasa,  c'è  il Regolamento che
  prevede  esattamente  i  termini: al massimo possono essere concessi
  dieci  giorni  di  proroga e l'onorevole Lo Giudice ha dichiarato di
  averli  già  ottenuti.  Quindi, in teoria il termine scadrebbe il 13
  settembre  rispetto  al 3 settembre.  L'onorevole Lo Giudice propone
  un'ulteriore  proroga  rispetto  al  13  per  le  ragioni  che molto
  puntualmente ha spiegato.
       La  Presidenza  può  avvalersi del terzo comma dell'articolo 70
  bis  che concede un'ulteriore proroga, naturalmente su richiesta del
  Governo.  Se  il  Governo  si  associa a quest'esigenza espressa dal
  presidente   della  Commissione  Sanità,  potrei  contestualmente  e
  nell'ambito  di  questo  inciso concedere immediatamente la proroga,
  viceversa  mi  riservo  di  farlo  quando  avrò letto esattamente la
  richiesta scritta. Su questo vorrei conoscere il parere del Governo.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente della Regione.  Signor Presidente, il Governo
  non  ha  nulla  in  contrario,  dato  che è iniziato il dibattito in
  Commissione,  a  che  la  Commissione  possa portare avanti i propri
  lavori.  Se il Presidente Lo Giudice poi aggiunge che sta facendo le
  audizioni,   comincio   ad  avere  qualche  problema  perché  questo
  decreto, prima di essere emanato, è stato ampiamente concordato.  Il
  Governo, nelle sue diverse componenti, trattandosi di un decreto che
  mette  insieme  competenze  degli  enti  locali e della  sanità,  ha
  ascoltato e riascoltato tutti.
       Se  il  presidente Lo Giudice immagina che dovremmo riascoltare
  tutti da  capo  e  ha  bisogno  di  un  mese di tempo, noi non siamo
  d'accordo.  Se  il  dibattito  in  Commissione  ha bisogno di essere
  concluso e, quindi, occorre una settimana, dieci giorni di tempo, il
  Governo  non ha nulla in contrario, anzi, purché sia questo il tempo
  assegnato  alla  Commissione  in  maniera  tale  che  noi  si  possa
  notificare il decreto  non  solo  ai comuni. Ma è necessario partire
  con il piano, perché, in qualche modo, abbiamo bisogno di farlo.
       L'Assessore per gli enti locali e l'Assessore per la sanità che
  hanno   prima  discusso  con  me,  sono  convinti  come  me  che  la
  Commissione Sanità deve  portare  avanti il suo dibattito, ma in non
  più di una settimana, dieci giorni.

     PRESIDENTE. Onorevole  Lo Giudice, poichè il Regolamento consente
  al Presidente  dell'Assemblea  regionale  di  concedere un tempo più
  ampio senza specificare  il  numero  dei  giorni,  essendo già stati
  previsti dieci giorni  di proroga che scadranno fra due giorni, "più
  ampio" non può  rappresentare  un  termine  maggiore  dei giorni già
  previsti per la  prima  proroga.  Sicché  accolgo  la  richiesta del
  Governo  di  non  arrivare  oltre  i  dieci  giorni.  Ne  concederei
  soltanto una settimana  per evitare che, magari, alla fine di questa
  scadenza si  ripeta  il fenomeno dell'insufficiente preparazione del
  testo.  Potrei pure  concedere  i  dieci giorni.  E' la proposta del
  resto che ha fatto lo stesso Presidente Cuffaro.
       E'   iscritto   a  parlare  l'onorevole  Zangara.  Non  essendo
  presente in Aula, la sua iscrizione  a parlare decade.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri. Ne ha facoltà.

    GURRIERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente  sull'articolo  4 del vecchio decreto, ma leggendo alcune
  riflessioni  che sono state fatte anche da parte dell'Assessore, non
  c'è un riferimento  a  modifiche  dell'articolo  4  che  riguarda il
  rapporto  con  il   118   e  cioè  la  soppressione  dell'infermiere
  nell'ambulanza.
       Tutto   questo   rende  particolarmente  difficile  comprendere
  l'esigenza  del  risparmio  su  una  materia  così delicata.  Ancora
  ricordo quanto detto  due  mesi  fa  dall'assessore Cittadini quando
  parlava di questo  difficile  rapporto, di questa precarietà che c'è
  nel rapporto con il 118
       Abbiamo  ambulanze da  terzo  mondo,  ambulanze  che  non  sono
  fornite  di   defibrillatori.   Se   togliamo   anche   l'infermiere
  professionale significa che consideriamo i malati dei pacchi postali
  per cui chiunque può  caricare  una  persona  su  un  mezzo e quindi
  portarlo all'ospedale.  A ciò  si  aggiunge  anche  il  fatto che il
  personale del 118 non  viene  pagato puntualmente, ci sono tempi che
  vanno dai 4 ai  6  mesi;  questo  personale viene utilizzato dopo le
  sette ore famose  del  servizio  ospedaliero,  quindi  ci sono doppi
  turni.  Dunque, la  qualità  del  servizio  è scadente e l'assessore
  Cittadini ne è a conoscenza.
       Non chiedo, perché  non  ho il potere di farlo, la revoca della
  delega all'Assessore, anche  perché  so che è una persona preparata,
  una persona perbene, però chiedo all'Assessore di dedicare un po' di
  tempo in più alla sua  funzione  in  quanto è molto carente nel dare
  riscontro   anche   alle   collaborazioni   che   provengono   dalle
  opposizioni,  se  è vero, come  è  vero,  che  io  due  mesi  fa  ho
  presentato una interrogazione riguardante il manager della provincia
  di Ragusa che ha avuto  una condanna di un anno e la sospensione dai
  pubblici uffici.  Vivaddio   Questo  manager  ancora  è  lì  che  fa
  conferenze  stampa, che  minaccia  denunzie  ai  sindaci  perché  si
  permettono   di    revocare    atti    illegittimi    che    compie,
  indipendentemente dalla sua posizione di vero e proprio conflitto di
  interesse, se è vero come  è  vero che è stato condannato per truffa
  e, quindi, l'AUSL si  è  costituita  parte  civile  e, dunque, lui è
  controllore di se  stesso.  Alcuni sindaci si permettono di revocare
  un suo provvedimento che introduce i ticket nelle aree adiacenti gli
  ospedali,  allora  convoca  i  vertici  amministrativi  e  sanitari,
  convoca il legale  dell'AUSL  e dice candidamente "devo attenermi ai
  suggerimenti del legale che mi consiglia di sporgere denuncia contro
  i Sindaci di Comiso, di Vittoria e di Modica".  Siamo al paradosso
       Allora, concludendo, signor Presidente, il problema qual è?  Il
  problema  è  che  noi  dobbiamo  rivedere  il  concetto,  sul  piano
  politico, del rapporto  con  i ventisette manager. Questi ultimi non
  devono essere collettori  politici se vogliamo modificare la sanità
  Noi possiamo anche individuare altri settori per fare clientelismo
       Io  ho definito il Governo una vera e propria 'sartoria' in cui
  vi  limitate a fare solamente vestiti su misura. Ma sulla sanità non
  possiamo scherzare, dobbiamo  prendere  atto  che abbiamo in Sicilia
  una sanità da terzo mondo, indipendentemente dalle problematiche che
  il mio capogruppo svilupperà in una maniera più organica.
       Io  ho  voluto  citare  soltanto  questa  disattenzione che c'è
  sull'articolo 4 del  vecchio  decreto e quindi chiedo all'Assessore,
  al Presidente della Regione  un pronunciamento su questo punto che è
  importante.  Ho avuto,  ahimè, l'esperienza diretta di vedere morire
  persone proprio per quel  Servizio  da  terzo  mondo  che  è il 118.
  Nella mia città tre mesi  fa  una  persona  è  rimasta 45 minuti per
  terra  perché   l'ambulanza   era  a  Monterosso  Alma,  cioè  a  20
  chilometri, serviva in un  altro  paese. Quando è arrivata era priva
  di defibrillatore e di  medico  a  bordo, e quell'individuo è morto,
  non  ha  avuto soccorso.  Questa  è  medicina  da  terzo  mondo   Ho
  denunciato ciò alla Procura della Repubblica, perché  se non ci sono
  risposte da parte delle istituzioni un deputato deve necessariamente
  ricorrere ad altri organismi.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Ortisi. Ne ha
  facoltà.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente della Regione,
  abbiamo scoperto durante l'estate che anziché  creare nuove forme di
  intervento con assessorati  -  mi  pare  si chiamassero junior, come
  l'Assessorato  alla Famiglia  -  abbiamo  invece  creato  una  nuova
  istituzione, il tutor,  perché  ci  siamo accorti che, appresso alla
  estemporaneità, che  è  il  tratto caratteristico dell'intervento di
  questo Governo sul territorio, spunta subito colui il quale protegge
  una parte che sembra non  protetta  fino  a quando poi non si cambia
  anche ruolo.
       Abbiamo  scoperto  che  l'onorevole  Granata  estemporaneamente
  decreta e che l'onorevole Castiglione fa il tutor, ormai partecipa a
  tutte  le  riunioni.  Abbiamo  scoperto  che  l'assessore  Cittadini
  decreta  ma  che  l'indomani  l'assessore Pagano funge da tutor e lo
  corregge.  Nel frattempo poi, per quello che succede all'interno del
  Governo  e della maggioranza, i ruoli si ribalteranno magari, perché
  scopriremo   un   assessore  Cittadini  estremamente  rigido  ed  un
  assessore Pagano invece capace di dare risposte sul territorio.
       Noi  francamente siamo un po' perplessi, anche perché  ciascuno
  deve  fare  il  proprio  dovere.  Che  l'onorevole  assessore Pagano
  intervenga in ordine all'aspetto  finanziario  a noi va bene, ma che
  egli poi, scavalcando  l'assessore  Cittadini, che è competente ed è
  stato chiamato per  questo  a  fare  l'assessore, faccia riferimento
  agli Argante, cioè  ai  malati immaginari, commette un grande errore
  di  valutazione,   perché   il   malato  immaginario  -  l'assessore
  Cittadini mi darà ragione penso  - oggi è malato, ed è il motivo per
  il quale ci siamo  opposti  al ticket sul Pronto soccorso, perché il
  ticket  sul  Pronto   soccorso,  che  fra  l'altro  fa  parte  della
  estemporaneità  di   questa   metodologia  sbagliata,  mortifica  la
  percezione soggettiva.  Per  cui  io, onorevole Ortisi, avendo paura
  alle tre della notte  di  andare al Pronto Soccorso perché  immagino
  mi stia venendo un  infarto,  non tanto per pagare il ticket, perché
  lì i medici  rideranno, diranno "ma guarda questo imbecille", allora
  io non ci andrò rischiando davvero delle conseguenze terribili.
       Allora  gli  Argante  oggi vanno curati e sarebbe opportuno che
  l'assessore Cittadini si facesse valere perché  è la sua materia.
       Ma    sono    fatti    estemporanei.   Capisco   che   noi   ci
  controbilanciamo,  ci  contestiamo  in  ordine  a filosofie di fondo
  contrapposte,   strutture  private  e  strutture  pubbliche,  grandi
  strutture  e  capillarità  sul  territorio,  contabilità aziendale e
  mappa  dei  bisogni,  lo  capisco. Sarei felice di partecipare ad un
  dibattito su atteggiamenti,  prospettive e progetti di fondo;  siamo
  costretti  a  confrontarci  sulla  quotidianità:  un  decreto  viene
  emanato, poi  si  scopre  che  non  ha  tenuto conto di varie realtà
  esistenti sul territorio e viene ritirato.
       Ma scusatemi, l'amministratore,  cioè  colui  il quale pensa in
  grande  non dovrebbe  prima  fare  l'indagine  sul  territorio,  poi
  emanare  un provvedimento,  oppure  è  stata  fatta  l'indagine,  il
  decreto era conseguenziale  e  le  ragioni della cosiddetta politica
  hanno costretto  poi  a  ritirarlo?  Sbrigatevi   Sbrigatevi  perché
  abbiamo difficoltà non solo  nel Governo e nel governare, ma abbiamo
  difficoltà all'opposizione ad  organizzare un dibattito su idee e su
  progetti.
       Ci mettete in difficoltà perché ci prepariamo un discorso di un
  certo  tipo  e ci sentiamo scavalcati, se no ci prepariamo ad essere
  neri,  l'indomani troviamo un Governo più nero del nostro intervento
  e  allora  non  sappiamo  con  chi dialogare, con quale filosofia di
  fondo, soprattutto, dialogare. E  non basta la tecnica per la quale,
  appena le cose ti vanno male, scarti l'argomento e rilanci su altro,
  è ormai usurata.
       E poi, colleghi che ci governate ricordatevi: il voto non è una
  delega  in  bianco;  il  colloquio non solo con l'opposizione ma col
  territorio è una parte non  solo  -  non mi permetto di suggerirlo -
  vincente  sul  piano   elettorale   ma   vincente  sul  piano  delle
  gratificazioni  perché   vincente   per   tutti,  compresi  noi.  Vi
  preghiamo, quindi, di  non  essere  estemporanei  ma  di lavorare su
  progetti di fondo.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
       E' iscritto  a  parlare l'onorevole Dina.  Ne ha facoltà.

     DINA.  Signor  Presidente, onorevole colleghi, forse il fatto che
  in  Aula  sono  approdati  pochi argomenti di sanità porta a fare di
  questo  argomento un momento ampio di confronto e di discussione per
  cui l'occasione è ghiotta  per  andare a tema libero e parlare delle
  disfunzioni, parlare del sistema  sanità  in senso ampio ed è questo
  un rischio che ci  porta  un  po' lontani dall'argomento attuale. Io
  vorrei circoscriverlo all'argomento, il decreto che ha una finalità:
  tenta di affrontare un momento forte della politica sanitaria.
       E'  un momento di risposta immediato, ma sicuramente un momento
  non  definitivo,  un  momento che non assorbe in sè le soluzioni più
  ampie del sistema perchè la  sanità è un sistema complesso, non è un
  sistema  semplice,  è   un  sistema  "in  fieri"  che  necessita  di
  aggiustamenti, necessita di momenti forti di confronto che potranno,
  in corso d'opera, portare ulteriori aggiustamenti, per cui io non mi
  meraviglierei che, subito  dopo,  ci  fosse un ulteriore decreto che
  modifica questo ed  altri  ancora che possono modificare in divenire
  tutto quello che c'è da modificare e da cambiare.
       La  salute  -  diceva un esperto di politica sanitaria - non ha
  costo,  ma la sanità ha sicuramente un prezzo, un prezzo che rischia
  di mettere a nudo conti che non tornano più.
       Allora lo sforzo del Governo è quello di far quadrare i conti e
  tentare,  con  questo  decreto,  di  rimettere in ordine i conti che
  sforano, anche questo  decreto, quello congelato, e quello nuovo che
  non potrà prescindere  sicuramente   dalle  premesse  che, se letto,
  penso abbiano in sè tutte le premesse dell'accordo sanitario firmato
  e sottoscritto in ambito nazionale tra Stato e Regione, l'accordo di
  stabilità.  Sono tutti  momenti forti che impongono a questo Governo
  delle scelte concrete.
       Le premesse  sono  queste  e  vanno  portate avanti. Il sistema
  sanitario è un sistema complesso, un sistema economico complesso che
  nasce dalla domanda e  dall'  offerta  di  una  gestione che collega
  domanda e offerta,  e  su  questo  sistema  complesso  bisognerebbe,
  sicuramente,  agire  strutturalmente  sulla  domanda;  cosa  che  in
  questo momento è quasi  impossibile  perché  il  medico,  che  poi è
  l'ordinatore  della  spesa,  rivendica  coscienza  e  scienza  della
  propria prescrizione e delle proprie indicazioni all'utente.
       Allora, bisogna  sicuramente agire nel momento della gestione e
  nel momento  dell'offerta.  L'offerta  va  guidata  e  governata, il
  tentativo di dare  dei  budget  alle  strutture private è un momento
  forte di  razionalizzazione  dell'offerta che non deve funzionare da
  induzione della domanda  perché  poi,  alla  fine, molto spesso si è
  assistito   a  questo:  l'offerta,  quindi  le  strutture  presenti,
  inducono il bisogno, inducono la domanda.
       Ritengo,  pertanto,  che  questo  tentativo  di  razionalizzare
  l'offerta, di razionalizzare e dare una organizzazione ad una realtà
  che  non esiste  più  come  quella  dell'indiretta  è  un  tentativo
  fondamentale, importante di cui l'assessorato si sta facendo carico.
  L'indiretta non esiste più per legge. Cosa fare di questa domanda di
  prestazione esistente nel territorio?
       Bisogna organizzare  e  dare  un tetto di spesa che sicuramente
  contrappone corporazioni, interessi, ed è nella logica normale delle
  cose. Il decreto  mira  anche  a  questo  momento. Nell'ambito della
  sanità  pubblica  tentare  di  dare  una  organizzazione  gestionale
  migliore  tenuto conto,  caro  collega  Cracolici,  che  i  DRG  non
  funzionano solo per i  privati ma anche per il pubblico. Ormai anche
  il pubblico ha adottato  una  contabilità  per  centri di costo, una
  contabilità analitica per  cui  la remunerazione che il pubblico ha,
  il finanziamento che riceve lo  riceve in forza dei DRG che riesce a
  produrre (parliamo di aziende ospedaliere e di presìdi sanitari).
       Il territorio va  potenziato,  ma ci sono dei momenti di spreco
  anche lì, ci  sono  sovrapposizioni  di  strutture,  ci sono guardie
  mediche che possibilmente insistono in numero superiore a quella che
  è la domanda in territori che non hanno bisogno di guardie mediche.
       Ci sono  esempi  di  comuni  dove  insistono i presìdi sanitari
  ospedalieri  e   hanno   guardie  mediche  possibilmente  in  numero
  superiore.  Dire che  si  possa  accorpare  in  quella direzione non
  credo sia un suggerimento  errato, perché poi il decreto dice "ove è
  necessario, compatibilmente con quella che è la domanda".
       Ci sono  dei  tentativi  fatti  con  questo  decreto  che  sono
  importanti, che vanno nella  direzione  del  rigore ma non in quanto
  rigore perché poi la  sanità  non  va  vissuta  solo  in  termini di
  calcoli  ragionieristici,   deve   tener  conto  della  domanda  del
  territorio e di quello sforzo di solidarietà che il Governo, per ciò
  che rappresenta, vuole  anche interpretare e, quindi, vuole tradurre
  in azione concreta.
       Io sono  convinto che questo decreto ha sicuramente, come tutti
  i decreti, dei  limiti che vanno superati, che vanno confrontati, ma
  non può essere  solo  un momento di contestazione;  si diventa molto
  spesso prigionieri  del  ruolo  e  delle parti per cui l'opposizione
  deve fare l'opposizione e chi fa maggioranza deve difendersi.
       Ci sono punti su cui ci si può confrontare senza appartenenze e
  senza logiche  di schieramento.  E' quello che faremo sicuramente in
  Commissione.

     SANZERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SANZERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
  perché   sono   stato   tra  coloro  i  quali,  pubblicamente,  sono
  intervenuti nel  dibattito  e  hanno  chiesto che il decreto venisse
  ritirato. Lo è stato, ne  prendo atto, o almeno credo che questa sia
  l'intenzione  che   traspare   dalle   dichiarazione   sulla  stampa
  dell'assessore Cittadini e  del Governo. Per cui, però, volendo pure
  incidere, non potendo io  come  semplice  deputato - e mi pare anche
  logico - essere consultato  per  dire quello che penso sulla materia
  sanità, credo che qualcosa la  debba  dire nel senso che, se ci sarà
  un nuovo decreto, se  ci  sarà una correzione nel merito del decreto
  anch'io possa dire e qui fare sentire la mia voce.
       E credo  che  questo  decreto,  pur  obbedendo  ad  una  logica
  certamente meritevole,  che è quella di portare il sistema sanitario
  regionale dentro  una  logica  di programmazione e dentro una logica
  razionale del sistema  sanitario  nazionale,  io  credo  che c'erano
  delle cose importanti sulle quali si sbagliava e che dovevano essere
  corrette.
       Il problema delle  guardie  mediche  era  sicuramente  un falso
  problema dal punto di  vista  del ritorno economico e del risparmio,
  perché  verrebbe ad  incidere  pochissimo  nella  spesa e che, però,
  metteva a disagio intere popolazioni, sindaci, medici che passano da
  lì per la prima occupazione. Quindi, secondo me, questo è un aspetto
  che assolutamente va  corretto  nella  nuova  stesura,  così come il
  blocco degli organici e quello delle assunzioni.
       Né si può  pensare che i PTE possano assolvere, come se fossero
  la stessa  cosa  della  guardia  medica, alle funzioni delle guardie
  mediche.
       I PTE  sono  altra  cosa,  le  guardie  mediche  obbediscono al
  completamento di  un'assistenza  primaria  che  è data dal medico di
  famiglia e,  quindi, non è possibile alternare necessariamente i PTE
  con le guardie mediche.
       Credo  che anche  il  problema  del  budget,  pur  cercando  di
  arrivare ad una  razionalizzazione della spesa, così finisca per non
  incidere granché.  Già sappiamo nelle ASL le difficoltà che ci sono,
  i contenziosi che esistono  sul  problema  del  budget;  però, se il
  budget  è  fatto  per   andare   dietro   ad  un  decreto  anche  di
  pre-accreditamento emanato un po'  di  mesi fa, credo che questo non
  vada a razionalizzare molto e, comunque, non va dietro al bisogno di
  sanità che c'è nelle singole realtà.
       C'è anche un problema di metodo, questi sono problemi di merito
  ma c'è anche  un  problema  di  metodo:  non  è  possibile  che  noi
  parlamentari, che sosteniamo anche la maggioranza, saremo costretti,
  quando si parlerà di chiusura di piccoli ospedali, quando si parlerà
  di misure  ancora  più  drastiche  per  il  risparmio  nella sanità,
  soltanto a  correre  dietro, ad essere controparte di realtà sociali
  perché  noi non intendiamo assolvere a ruoli di questo tipo
       Intendiamo  parlarne  prima, partecipare all'elaborazione delle
  decisioni che devono  essere  sostenute  e  che devono essere le più
  giuste e le  più  mirate  rispetto  ai bisogni ed anche alle risorse
  finanziarie;  però  misure  così  importanti  che interessano cinque
  milioni di  abitanti  devono  essere molto più pensate e partecipate
  nell'elaborazione.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  anche i  rappresentanti  della  maggioranza  si siano resi conto, in
  questo primo  scorcio  di  legislatura,  che  il  Governo,  sui vari
  settori dell'amministrazione regionale, non ha un progetto organico;
  quando noi  parliamo  di  disegno politico e di individuazione delle
  priorità non  ci  riferiamo  a  un  Governo  in  permanente campagna
  elettorale che mette  in  fila  i propri disegni di legge e cerca di
  farli approvare, ma ci riferiamo ad una logica di cultura di governo
  istituzionale che  è  quella  della presentazione di una proposta di
  governo, che è  cosa  diversa  dal  programma  elettorale, e  ad  un
  confronto prima nelle sedi istituzionali e poi nella società.
       Gli atti  che  hanno  caratterizzato i vari assessori sono atti
  che vengono o revocati o modificati o contestati dall'interno.
       Vero è  che  la  dialettica  all'interno  della maggioranza può
  essere anche un  fattore  positivo  di  confronto  nel  merito e sui
  contenuti ma è  anche  vero che alcune assenze, ad esempio in questo
  dibattito, sono quanto meno singolari.
       Io  ho   letto   sulla   stampa,  ad  esempio,  che  autorevoli
  rappresentanti   di   Forza   Italia   come  l'onorevole  Catania  e
  l'onorevole  Fleres, avevano  infuocato  questo  dibattito. Non sono
  iscritti a parlare, non sono presenti, probabilmente, alla fine, c'è
  una logica che  è  quella  dello schieramento attraverso il quale si
  chiudono alcune  divisioni che sono evidenti sul piano della cultura
  politica, degli  obiettivi  e  delle  prospettive di questo Governo.
  Non è un  fatto  di  Pagano  più  "rigorista"  o  di  Cittadini meno
  "rigorista", ma noi assistiamo quotidianamente a posizioni politiche
  diverse tra  Granata e Pellegrino sulla questione dell'ambiente, tra
  Castiglione e Granata sulla questione della scuola; qui non siamo in
  presenza di un  Governo, siamo in presenza di una serie di assessori
  che vanno  avanti  con  grande  improvvisazione  tecnica  e  in  una
  situazione di assoluta estemporaneità.
       Il decreto:  mai  si  è  raggiunta  l'unanimità  di valutazioni
  negative come si è raggiunta su questo decreto Cittadini.
       A me  dispiace,  il professore Cittadini è certamente un grande
  tecnico della  sanità,  però  alcuni provvedimenti importanti per le
  connessioni che ci sono con le politiche di bilancio ed anche per le
  evidenti connessioni  con  i  livelli  minimi  di  assistenza  vanno
  concordati prima,  si  assume il metodo della maturazione collegiale
  delle decisioni. Non  è  possibile che poi qualcuno si alzi per dire
  che hanno sbagliato  i burocrati o che l'Assessore forse ha commesso
  qualche errore.
       L'obiettivo    dell'Assessore    era    sacrosanto,    era   la
  razionalizzazione della spesa;  se attorno a questo tema, che era un
  obiettivo condiviso da tutti,  poi  si  è  fatta una serie di scelte
  sbagliate che sono  state  criticate  dagli operatori della sanità e
  della maggioranza,  c'è  probabilmente  una  mancanza  di  confronto
  all'interno della stessa  maggioranza  e,  io  direi,  della  stessa
  Giunta.
       Sul piano  politico questo è gravissimo, ma noi non registriamo
  solo questo; il problema della sanità non è presente solo da qualche
  mese, il patto  di  stabilità  Stato-Regione  è stato fatto circa un
  anno e mezzo  fa,  i  ritardi  del  Governo  Cuffaro  sulla politica
  sanitaria già li stanno pagando i cittadini.
       Qualche mese  fa  la  stessa maggioranza ha riconosciuto che il
  deficit  pregresso  accumulato  per  gli  anni  2000-2001  di  1.440
  miliardi di vecchie  lire  era  vero,  ma  non  si è intervenuti sul
  deficit della sanità nelle variazioni di bilancio del 2001; non si è
  intervenuti  sul  deficit  della  sanità  in  sede  di  bilancio  di
  previsione; si è intervenuti per tentare di colmare il deficit della
  sanità ad agosto  del  2002,  qualche  mese  fa,  con la manovra che
  abbiamo fatto di  400 miliardi, dimezzata rispetto ai mille miliardi
  annunciati dal presidente Cuffaro.
       I ritardi provocano poi anche disservizi, situazioni che non si
  possono colmare,  aziende  che continuano a spendere come spendevano
  l'anno precedente.  Allora, anziché  tagliare i servizi essenziali e
  dire ad esempio sui  giornali  che  si  riducono i PTE - l'Assessore
  sicuramente sa che  in  provincia  di  Catania,  ad  esempio,  sette
  ospedali già sono  stati  rifunzionalizzati  e  sono diventati PTE -
  togliendo anche i PTE che presenza assicuriamo sul piano dei servizi
  essenziali in aree  molto  ampie  del  territorio,  penso ad esempio
  all'ospedale di Ramacca o  altri  ospedali  di  città che sono stati
  soppressi?
       Riduciamo i PTE, riduciamo le guardie mediche, abbiamo problemi
  con  l'emergenza,  col   118,  blocchiamo  una  serie  di  cose  che
  riguardano la salute dei  cittadini;  allora,  io mi rendo conto che
  coniugare l'esigenza del  risparmio  e  del  riordino  della spesa è
  difficile rispetto ad una  serie  di aspettative che ci sono, ma sul
  decreto, nel merito,  l'istituto  del  congelamento non fa parte del
  nostro Regolamento, il decreto non è congelato, il decreto nuovo non
  c'è, la sanità in Sicilia è nel caos.  Ci sono aziende sanitarie che
  hanno di molto sforato i disavanzi, che hanno presentato il bilancio
  con grande disavanzo  e, addirittura, alcuni direttori generali sono
  stati confermati, sia pure  spostati  in  altre aziende, allora è lì
  che si deve  intervenire.  I  manager  hanno degli obiettivi, devono
  conseguire risultati,  devono  portare  i risultati all'Assessorato,
  non può l'Assessore  non  tenere  conto  che  le  aziende sanitarie,
  soprattutto territoriali, sono in grande difficoltà.
       Io ho presentato cinque o sei interrogazioni sulle quali non ho
  avuto alcuna risposta,  penso al fatto, ad esempio, che i farmacisti
  non vengono pagati a Catania da gennaio, ma ci sono ASL territoriali
  che non pagano i farmacisti da circa un anno.
       Penso al fatto, ad esempio, che i medici convenzionati prendono
  in genere gli  emolumenti  con  due-tre  mesi  di ritardo;  penso al
  fatto che le cause nei confronti delle aziende sanitarie locali sono
  state tutte vinte  e  quindi  noi pagheremo anche gli interessi e la
  rivalutazione.
       C'è  un  problema   di  cassa.  Ad  esempio,  ad  agosto  si  è
  intervenuti sul deficit  dicendo che il recupero verrà 'spalmato' in
  dieci anni. Questo non  è  un  deficit  di  competenza  ma di cassa,
  quindi gli stiamo  dicendo  'fate  la  cartolarizzazione'  perché il
  recupero e il ripianamento avverrà entro dieci anni.
       Questi sono  errori  di  carattere  grossolano  sul piano della
  cultura politica,  quindi  noi  come opposizione siamo in difficoltà
  perché  non vorremmo  dire  queste  cose, vogliamo un Governo che si
  presenti  con   una  sola  voce,  che  abbia  un  progetto  organico
  complessivo, che  si  confronti  con l'opposizione, che a quel punto
  sia  in grado  di  fornire  il  proprio  contributo  sul  piano  dei
  contenuti programmatici e anche avanzare proposte alternative.
       Ma con  questa  estemporaneità  e  con l'improvvisazione che ha
  caratterizzato il  Governo  Cuffaro,  anche  noi siamo in difficoltà
  perché  probabilmente  il governo Cuffaro ha capito i meccanismi del
  bipolarismo maturo  sul  piano  clientelare,  ma non l'ha capito sul
  piano della cultura di governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   mi  permetto  prima  di  farle
  osservare che  il  Presidente  della  Regione  continua  ad avere un
  atteggiamento di  poco rispetto nei confronti del Parlamento:  aveva
  assicurato stamattina  nel  dibattito la presenza in Aula, adesso si
  sta sviluppando  il  dibattito  e  il  Presidente  della  Regione ha
  'lasciato il cappello  sulla sedia' e non ascolta il dibattito.  Ciò
  non mi  pare  rispettoso nei confronti dell'intero Parlamento, anche
  dei colleghi della maggioranza.
       Voglio  fare  alcune  considerazioni  di carattere generale per
  entrare poi  nel merito del provvedimento. La prima considerazione è
  la seguente, e  per una volta mi permetterà il collega Barbagallo di
  non  condividere   la   sua   posizione:  è  casuale  il  fatto  che
  provvedimenti  significativi,  il  piano socio-sanitario, il decreto
  dell'assessore Cittadini,  la  legge  sul buono scuola vengano tutti
  portati nel mese  di agosto, è frutto di una improvvisazione, di una
  disorganicità o  è,  invece,  frutto di una modifica sostanziale che
  sta   intervenendo   nella   qualità  della  democrazia  del  nostro
  Parlamento e cioè  che  c'è  un  Governo  che  pensa di risolvere le
  questioni al  proprio  interno,  che tenta di esautorare la funzione
  delle Commissioni, che  tenta  di svilire la funzione di controllo e
  di indirizzo del Parlamento.
       Quindi, non ci  troviamo  di  fronte  a  un  Governo  che vuole
  improvvisare. Al di  là  delle vicende in sé del decreto Cittadini e
  del piano socio-sanitario,  si  pone  un  interrogativo  più alto, e
  questo è confermato da  un altro elemento che voglio sottoporre alla
  valutazione  dei colleghi,  circa  il  fatto  che  noi  siamo  stati
  costretti  a  presentare   la   mozione  di  censura  nei  confronti
  dell'assessore  Pellegrino,  dovuta  al  fatto  che,  da  parte  del
  Presidente  della Regione,  c'è  stato  un  diniego  a  favorire  un
  dibattito.
       Io, pur condividendo le osservazioni fatte prima dal Presidente
  della Commissione  Sanità,  debbo  dire,  comunque,  che  la materia
  sanitaria va al  di  là  dei  confini della Commissione stessa; deve
  investire per gli  intrecci  che  esso ha, anche per le questioni di
  bilancio, l'intero Parlamento regionale.
       Questa estate, anche  se la stampa non ne ha voluto dare alcuna
  nota  esterna,   visto   che   essa   viene   occupata  da  continue
  dichiarazioni  rese  soltanto  dalla  maggioranza  e  da  interviste
  rilasciate dagli  assessori della maggioranza, io mi ero permesso di
  dire che c'è un  decreto,  la  cui  portata  va al di là dei confini
  dell'iter formativo  di  un  decreto: chiedo che il Presidente della
  Regione venga in Aula all'apertura dei lavori. E mi sono permesso di
  inviare una lettera  al  Presidente  dell'Assemblea affinché venga a
  riferire sul decreto.
       Il   Presidente   della   Regione,  consultato  dal  Presidente
  dell'Assemblea, ha opposto un diniego, dicendo " io non vengo perché
  prima bisogna discutere le norme per l'erogazione del buono scuola e
  non  intendo  assolutamente  discutere  prima  della  questione  che
  riguarda la sanità".
       Dietro c'è  un  atteggiamento che tende a modificare i rapporti
  tra l'Esecutivo e  il  Parlamento,  c'è un atteggiamento che tende a
  svilire  la  funzione  del Parlamento;  questa maggioranza, qualcuno
  senza accorgersene -  lo  dico  ai  colleghi  della maggioranza - di
  fatto sta  introducendo  una  modifica  che  tende  a  snaturare  la
  funzione di controllo e di indirizzo.
       Se  noi  non   avessimo   presentato   la   mozione  e  ricorso
  strumentalmente   alla   sfiducia   nei   confronti   dell'assessore
  Cittadini, non  sarebbe  stato possibile effettuare questo dibattito
  ed ancora una volta il Parlamento sarebbe stato sottratto di una sua
  funzione primaria che è quella di controllo degli atti di Governo.
       In ciò  consiste  la  questione  gravissima  posta  alla nostra
  attenzione.
       Io penso,  signor Presidente, che lei non debba essere estraneo
  al circuito della formazione della decisione.
       Lei riveste la  carica  di  colui  il  quale  deve  tutelare le
  prerogative del Parlamento  e, per nessuna ragione - io non contesto
  il modo in  cui  lei  dirige  i  lavori  dell'Assemblea  -  non  può
  permettere che  ci  sia  un  atteggiamento,  di  fatto,  del Governo
  tendente ad imbrigliare  ed  a  svilire la funzione del Parlamento e
  delle Commissioni.
       Signor Presidente,  occupando  quel  posto deve fare in modo di
  garantire   le   prerogative   dell'istituto   parlamentare   e   la
  presentazione del  Piano  socio-sanitario  il  13  agosto scorso, la
  presentazione del  decreto  Cittadini  ad  agosto, di fatto, tendono
  furbescamente a sfuggire al controllo del Parlamento.
       Evitare - a tutti  i  costi  - la discussione in Aula è un modo
  per sfuggire,  e  svilire allo stesso tempo, la funzione democratica
  del Parlamento.
       Queste rappresentano questioni gravi che si pongono alla nostra
  attenzione e sulle  quali,  prima  o  poi,  dobbiamo aprire un serio
  dibattito all'interno  del  Parlamento  che non ci porti a ripensare
  alle modalità di  elezione  del  Presidente  della Regione ma che ci
  porti a ripensare  ai  confini  dei  poteri,  tra  l'Esecutivo  e il
  legislativo - organismo di  controllo - e quale sia la sede in cui è
  possibile dare una  valutazione  su  un  provvedimento, al di là del
  merito.
       Cittadini  emana  il  provvedimento ad agosto, il provvedimento
  deve essere  mandato  in  Commissione,  esso,  per  la vastità degli
  interessi che muove, è già pubblicato quindi produce effetti.
       Qual è la fase in cui il Parlamento interviene?
       Qual è il momento in cui è data la possibilità al Parlamento di
  intervenire?
       Non si convocano  le  Commissioni,  perché in quella fase non è
  possibile, anche se la Commissione viene convocata il provvedimento,
  comunque, produce ancora effetti.
       Il   ripetersi   continuo,   in   questo   dibattito,   che  il
  provvedimento sarebbe stato ritirato, mi sembra sia una sciocchezza.
       L'Assessore  ha  fatto  un  provvedimento,  tale  provvedimento
  ancora  stasera  produce  i  suoi  effetti,  in  questo  momento  il
  provvedimento produce effetti.
       L'Assessore, dato  che si è impegnato pubblicamente, sulla base
  di una  nostra  richiesta,  deve  procedere alla revoca del decreto,
  pubblicando sulla Gazzetta ufficiale dei prossimi giorni un atto con
  il quale si dica che il provvedimento è revocato.  Successivamente -
  alla luce sia  di  questo  dibattito  sia  del  fatto  che si stanno
  avviando i rapporti  con  le parti sociali - faccia un nuovo decreto
  che verrà pubblicato producendo i suoi legittimi effetti.
       Mantenere in vita  ancora  quel  decreto, mentre si dice che si
  vuole modificare, non  fa  altro  che  confermare  la  natura  e  la
  struttura di quel provvedimento.
       Io per qualche  istante avevo creduto che ci si volesse muovere
  davvero, attraverso  un confronto, per la modifica del provvedimento
  ma l'intervento del  collega Dina mi ha in qualche modo convinto che
  c'è un  atteggiamento  che  va  al  di  là dell'Assessore Cittadini.
  Preciso che  non  è  in  discussione l'Assessore Cittadini in quanto
  tale ma sono in discussione le politiche del Governo.
       Da  questo  momento, affermo che qualsiasi atto dell'Assessore,
  per noi,  ricade  nella responsabilità del Presidente della Regione;
  non ci  può  essere  alcun atteggiamento giustificativo da parte del
  Presidente della Regione.
       L'onorevole  Dina  intervenendo  ha dichiarato che quel decreto
  per buona parte va  bene. Non so se ha detto ciò a titolo personale,
  smentisce però l'esigenza posta di tenere conto del dibattito, delle
  parti sociali,  dei  settori  che sono intervenuti per modificare il
  decreto in alcune parti sostanziali.
       Sono convinto che,  al di là della facciata, ci sia all'interno
  della maggioranza uno  scontro aperto, non già tra i 'rigoristi' e i
  'permissivi', tra  quelli  che  si  preoccupano  per le politiche di
  spesa e quelli  che tendono a gravare il bilancio della Regione, c'è
  sicuramente uno  scontro  interno  tra  Forza  Italia  e settori del
  Centro che  riguarda  il dominio, il controllo politico del settore;
  non c'è una  preoccupazione  che  è mossa da ragionamenti nobili, il
  controllo  della spesa sanitaria, che ovviamente, per responsabilità
  del Governo, è  andata  fuori  controllo, non c'è una possibilità di
  condono, diceva  prima  il  collega  Barbagallo,  per  questa  parte
  abbastanza chiara,  nel  senso  che  noi  avevamo annunciato che era
  stata sfiorata  la  spesa  sanitaria in modo sconsiderato negli anni
  2000-2001   e   che   i  provvedimenti  previsti  dalla  finanziaria
  assolutamente non avrebbero permesso di rientrare e di riportare gli
  equilibri o i  conti della sanità.  No, c'è un problema di controllo
  politico, lo scontro  è  tutto  lì  e  c'è  uno scontro interno alla
  maggioranza.

                (Entra in Aula il Presidente della Regione)

       Onorevole Presidente della Regione, sono contento del fatto che
  lei sia stato  avvertito,  abbia sentito il richiamo e sia presente.
  Spero che non esca più.
       Quindi, in realtà  si  pone  questa  questione  e  si  pone  un
  problema di  controllo  politico e noi dobbiamo dirlo chiaramente ai
  settori e in  forza  di  uno  scontro  interno  legato  al controllo
  politico del  settore  sanità,  che si stanno consumando gli sfaceli
  del settore, che  si  stanno  consumando  i  danni nel settore e che
  denota il fatto  che la maggioranza si tiene, ma si tiene sulla base
  di logiche  ricattatorie  al  loro  interno  perché non si comprende
  altrimenti  la  benevola dichiarazione fatta dall'onorevole Miccichè
  nei confronti del Presidente della Regione;  se l'avessimo detto noi
  che il  Presidente  della  Regione  esercita ogni giorno nell'azione
  quotidiana di  governo  una  politica clientelare si sarebbe gridato
  allo scandalo, lo  ha  detto la più autorevole figura del Partito di
  Forza  Italia   che   sostiene  il  Governo,  dando  la  patente  di
  'clientelare' al Presidente  della  Regione e anche lì non frutto di
  una occasione estemporanea,  ma  frutto di uno scontro interno che è
  legato al modo come bisogna procedere ai controlli della spesa.
       Io preannuncio che noi chiederemo sul provvedimento, tranne che
  non ci venga  annunciato  che  viene  fatto  un  decreto  di  revoca
  immediata, manteniamo  la prima parte della mozione in cui chiediamo
  la revoca del  provvedimento  e, ripeto, lo dico al Presidente della
  Regione    e    all'assessore   Cittadini,   l'unico   modo   perché
  concretamente  sia  credibile  un  ripensamento  del  Governo  sulle
  politiche della sanità  e  sul  decreto  è  quello che stasera viene
  annunciato che  verrà  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di sabato
  prossimo un provvedimento di revoca del provvedimento precedente.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  questo dibattito su un decreto sul quale il Governo sta lavorando su
  suggerimento delle  associazioni  di categoria, ma anche delle forze
  politiche della  stessa  Commissione,  che ha sentito il bisogno nel
  mese di agosto di riaprire i battenti per dare un proprio contributo
  attivo alla politica e al settore in questione, sia un dibattito che
  forse è fuori tema  ed  è fuori luogo. Infatti, quel decreto è stato
  annunziato dal  Governo  nella  sua interezza, bisognevole di alcune
  considerazioni e di  alcuni  aggiustamenti,  e  c'era  da  parte del
  Governo la volontà  di  prospettazione   di  esigenze  che  si  sono
  rivelate nuove  e  proponibili  per  un  miglioramento  dell'assetto
  stesso del decreto.
       Mi  sarei  aspettato dall'opposizione, così come in Commissione
  ha brillantemente  esposto  il  Presidente  della  Commissione e poi
  anche l'onorevole Dina, che le proposte fossero di miglioramento, di
  supporto a che  questo  decreto, che per ora è ancora all'attenzione
  ed è in una  fase  di  modifica, avesse elementi forti che potessero
  indurre il Governo  ad  avere  una  strada  che  teneva  conto della
  maggioranza,  dell'opposizione,  delle  associazioni  di  categoria,
  della salvaguardia di  quello  che è il tempio massimo della salute:
  l'ospedale in Sicilia.
       Mi sono  accorto, invece, che abbiamo trasformato il problema e
  lo abbiamo posto  su  un  tema che diventa politico. E politicamente
  stiamo parlando di una  cosa  che  ancora  è  in  fieri,  che si sta
  migliorando, e per  la  quale  intendo  dare  al  Governo  nella sua
  interezza e all'assessore  Cittadini  la  piena e totale capacità di
  esserci e di  volere  incidere  per salvaguardare quel bilancio; per
  salvaguardare tutto  ciò  che  noi  sappiamo  essere  pressante  nel
  settore del bilancio siciliano.  E  ciò  in un raccordo forte con la
  Commissione prima e  quindi con l'Assemblea in continuità.
       Mi sento fuori luogo  e  fuori  posto  nel  momento  in cui noi
  abbandoniamo  per  un  verso  i  regolamenti,  per  cui,  per  bontà
  democratica del  Presidente stesso dell'Assemblea, ieri sera abbiamo
  avuto,  non  solo  l'annuncio  della  mozione,  ma  anche  quasi  un
  dibattito che sarebbe stato impossibile a norma di Regolamento.
       Pur essendo presente l'assessore Cittadini, nel pieno esercizio
  delle  sue funzioni,  è  stato  detto  no   Che  senza  Cuffaro  non
  parliamo. Come se  il Regolamento stabilisse che senza il Presidente
  della Regione non  si  poteva  iniziare  il dibattito; dibattito che
  sarebbe stato  completato,  appunto,  dal  Presidente  della Regione
  quando ha detto  che  avrebbe  senz'altro parlato della sanità, però
  nel rispetto delle  cose che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari aveva stabilito: e cioè il buono scuola prima.
       Poi, quando è  stato pressato sull'argomento, ha detto: si apra
  pure  la   finestra.   Invece,   onorevole   Speziale  ed  onorevole
  Barbagallo, è come  se  avessimo imposto al Presidente della Regione
  una soluzione: quella di  parlare  di sanità qua dentro e come se il
  Presidente della Regione,  forte del suo potere di governatore della
  Sicilia avesse voluto  disconoscere  il  compito, il ruolo della sua
  presenza e del  dibattito qua dentro.
       Stiamo facendo quel dibattito, onorevoli colleghi,  e lo stiamo
  facendo con  un'apertura  di  credito  voluta  dal  Presidente della
  Regione,  dalla  maggioranza, dall'intera Assemblea.  Allora, perché
  ci  stiamo   scontrando?   Ho   sentito   il  bellissimo  intervento
  dell'onorevole  Barbagallo   che  ha  detto  che  noi  abbiamo  voci
  divaricate, che c'è una lotta tra Forza Italia e l'UDC.  Non è vero:
  c'è una completa visione reale di un'alleanza che è strategica e che
  ha avuto dal popolo  siciliano un consenso forte su un programma che
  il centro-destra ha fatto.
       Non ci date questi punti   Non ci suggerite quello che dobbiamo
  fare    E'   importante   però   che   voi   cominciate  a  proporre
  all'Esecutivo e all'Assemblea  il  vostro progetto, che al momento è
  inesistente.  State  inseguendo  giorno per giorno l'errore. No, non
  ci siamo;  non state facendo un servizio alla Sicilia, ai siciliani,
  assolutamente no
       Stiamo  contrapponendo  un fatto politico di schieramento ad un
  fatto  reale e concreto:  l'esigenza che hanno i siciliani di essere
  governati  bene  da  quella  maggioranza  alla  quale  hanno dato il
  consenso  e  da  un'opposizione  che  deve  voler far meglio di come
  facciamo  noi per cercare di dare una risposta forte e positiva alla
  gente.  Non  confondiamoli questi momenti, perché perdiamo il nostro
  ruolo. Abbiamo iniziato male
       Prima delle ferie  avevamo recuperato nei confronti della gente
  e  dell'opinione  pubblica  il ruolo dell'Assemblea con alcune leggi
  forti  che abbiamo approvato con il consenso anche dell'opposizione.
  Abbiamo  lavorato  alla  legge sugli appalti apertamente, approvando
  un'ottima legge con il vostro contributo.
       Dobbiamo  continuare  su  quella strada. Se non continueremo su
  quella strada non  ci  saranno  disegni  di legge pronti per l'Aula.
  L'apertura poteva essere  anticipata almeno per le Commissioni, e ci
  saremmo così ritrovati  a  non  ribadire la proposta dilatoria delle
  quarantotto ore che  è  regolamentare,  che è giusto richiederla. Ma
  non avremmo potuto farne a meno? Sì, perché cominciava il dibattito,
  il dialogo, il  miglioramento  anche  della  legge sul buono scuola.
       Onorevole  Presidente  della  Regione,  dobbiamo  cominciare  a
  pensare che abbiamo il DPF, la finanziaria e il bilancio, il disegno
  di legge sul riordino  delle  coste; abbiamo il dovere di fare tutto
  ciò entro dicembre.  Su  queste  cose   ci  dovrà  essere l'incontro
  reale, anche lo scontro: ma  sulle cose da fare, non sulle parole da
  dire.
       Se  continuiamo  a  parlarci addosso non ci capirà più nessuno.
  Invece  abbiamo  dato  prova  che  ad  un  richiamo  di  un semplice
  presidente  di  Commissione dieci deputati su tredici hanno lasciato
  il mare e sono venuti a fare il proprio dovere in Assemblea.

    MICCICHE'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Cintola  ha già   dato   la   pagella   dei  buoni  e  dei  cattivi.
  L'opposizione  deve fare l'opposizione. Da parte mia per esempio non
  mi  sento  assolutamente  corresponsabile  di  una legge come quella
  sugli  appalti, perché la considero una pessima legge, non una buona
  legge.  Tanto per essere chiari.
       Ho sentito l'onorevole Dina che contraddiceva quello che diceva
  il  Governo  e contraddiceva quello che ha detto poco fà l'onorevole
  Dina.  Il  decreto  è stato fatto così, per errore forse, "un giorno
  di  agosto  non  c'era  niente  da fare, facciamo un decreto, poi si
  vede".   Non   è   così.  Quel  decreto  non  porta  solo  la  firma
  dell'Assessore  Cittadini,  ma investe la responsabilità di tutto il
  Governo.   Quindi   la  censura  è  un  fatto  tecnico.  L'Assessore
  Cittadini  sotto  il  profilo personale penso sia da rispettare è un
  insigne professionista della medicina.  Ma politicamente non c'entra
  assolutamente   niente.  Perché  l'azione  di  Governo  è  un'azione
  politica.  E'  un  fatto  politico  perché  dietro questo decreto si
  cela  evidentemente  la  privatizzazione  della sanità.  E' il primo
  passo.   A   livello   nazionale  il  Ministro  Sirchia  l'ha  detto
  chiaramente.
       Il   programma   del   Governo   Berlusconi   è   quello  della
  privatizzazione  della  sanità.  Allora  è  un primo passo, forse, a
  livello  nazionale  si dice ai deputati regionali, "voi già siete da
  un  anno  in  carica,  ma rispetto alle altre regioni siete indietro
  comprese   quelle  che  sono  governate  dal  centro-sinistra.  Vedo
  l'Emilia   Romagna   e   la   Toscana  sono  costrette  a  fare  dei
  provvedimenti  perché  a  livello nazionale ci sono tagli fortissimi
  alle  finanze  regionali, al contributo che lo Stato dà alle Regioni
  per  quanto  riguarda  il  problema  sanitario.  Noi che qui abbiamo
  altri   provvedimenti,  diciamo  di  sostegno,  però  dobbiamo  dare
  l'esempio.  Il  Governo lo sta dando, questo decreto ne è l'esempio.
  Dico  all'onorevole  Lo Giudice "il termine 'congelamento' significa
  ibernazione,  ma  poi  quando una cosa si scongela ritorna in vita".
  Vorrei  capire se questa "ibernazione" se questo "congelamento" vuol
  dire  che  è  morto.  Per  me  congelamento  significa  metterlo nel
  frigorifero e poi utilizzarlo,  mangiarlo  come fosse fresco.  Anche
  se poi magari è "mezzo  morto"  comunque  l'importante è che non sia
  andato in putrefazione.
       Evidentemente,  signor Presidente sono convinto che questo tema
  della sanità è un tema scottante.  Non ricordo chi diceva "una parte
  della  maggioranza,  egemonizzata  da Forza Italia, pressa su questo
  argomento"  il Presidente della Regione essendo un centrista essendo
  uno  che  si  dovrebbe  collocare  in una linea di mezzo all'interno
  dello  schieramento,  siccome  ha  dato  si  dice  fama di essere un
  moderato  all'interno  dello  schieramento  deve  mediare  e  quindi
  qualcuno  ha  detto,  "facciamo  questa  ipotesi  del congelamento".
  Onorevole Presidente questo può darla a bere alla stampa prezzolata,
  ma  al politico attento, al cittadino attento questo sicuramente non
  l'ingoierà  facilmente, perché  evidentemente il discorso è diverso.
       Concludo dicendo che, se si vuole risparmiare, se il problema è
  di  cassa,  si  mandi  una circolare, Assessore Cittadini, a tutti i
  dirigenti delle Aziende  sanitarie,  di  risparmiare,  cominciando a
  tagliare gli incarichi,  le  supplenze,  le  consulenze miliardarie,
  persone che probabilmente se ci sono o non ci sono è la stessa cosa,
  a qualsiasi livello.  Perché  penso che la consulenza sia importante
  ma non è fondamentale nel contesto in cui ci troviamo.
       Io  ho  presentato  questa  mattina  una  interrogazione  sulla
  questione   di   Ribera,  dove  una  partecipazione  popolare  e  un
  sentimento  profondo  ha  fatto sì che quando si è sentito che forse
  con  questo  decreto  si  doveva  cominciare  a tagliare o congelare
  alcuni  reparti  per  accorparli  a quelli di Sciacca, c'è stata una
  mezza  sollevazione  popolare.  Quanto  avvenuto  in questi giorni a
  Ribera  è un primo segnale, quindi il governo rifletta, non congeli,
  revochi  immediatamente  questo  decreto perché  è la vergogna della
  nostra Sicilia.

     CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CITTADINI, assessore per la sanità.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, ho appreso alle 21.30  di ieri sera con una verità che non
  trova  riscontro  a mia  memoria  in  nessun  altro  evento  che  ha
  attraversato questo  Parlamento  nell'ultimo anno, stamattina l'Aula
  era  convocata  alle   11.00   per   discutere   la   mozione  sulla
  programmazione della sanità.  E  ho  saputo che questa decisione era
  stata presa congiuntamente  dai  presidenti.  Mi sono inchinato alla
  loro volontà ma se avessi avuto più tempo probabilmente avrei potuto
  fornirvi degli elementi maggiori  e più chiari su alcuni aspetti che
  non sono stati  assolutamente  interpretati, su altri che sono stati
  disattesi  e   su   tanti   problemi   che  francamente  travagliano
  l'assessorato della Sanità e tutta la Regione di conseguenza.
       Preliminarmente vorrei rispondere su tre punti del decreto, per
  esempio,  perché   sono   stati   tirati  in  ballo  nella  mozione.
  L'onorevole  Cracolici, con grandissima moderazione ed eleganza dice
  "se  noi  riuscissimo a moderare la spesa farmaceutica probabilmente
  non  avremmo  bisogno  di un decreto taglia-spese".  Perché  abbiamo
  speso  2.600  miliardi  nel  1992;  le anticipo che la tendenza è in
  aumento  rispetto  al  2001  ed  è  in aumento rispetto al 2002. Noi
  dovremmo  spendere,  stando  al  famoso 13-14% circa 1.500 miliardi.
  Cioè  se  noi  risparmiassimo  1.100  miliardi  lì, naturalmente non
  avremmo bisogno di  tantissimi  altri  tagli  e  potremmo  riportare
  risorse sul territorio, sulla  prevenzione, e su tutto quello che fa
  la medicina moderna.  Però  l'onorevole Cracolici è stato quello che
  la  sera  del famoso  22  febbraio  2002  insorse  contro  i  ticket
  sanitari.

     SPEZIALE. Ma con i ticket non s'è risparmiato niente

     CITTADINI, assessore per la sanità. Questa è una sua opinione che
  possiamo  contraddire  subito.  Intanto  vorrei  ricordare che nella
  proposizione  del  governo quella sera non era previsto alcun ticket
  sul  Pronto  soccorso  ma  essendosi  tirato  fuori  per coerenza il
  decreto  del  1997  del Governo Amato, che poi era stato abolito nel
  2000  dal  Governo Prodi, lì dentro vi era pure il ticket sul Pronto
  soccorso. Che,  peraltro, esiste  in  tutta Italia e non è stato mai
  abolito  neppure  nei  due anni di interruzione. Tanto è vero che il
  Piemonte  quando  noi  chiedemmo  un  fax-simile del loro decreto ci
  rispose:  'Volete  l'ottava  o la nona elaborazione', intendendo con
  questo  che  mai  avevano  interrotto il ticket sul Pronto soccorso.
  Comunque abbiamo messo il  ticket  che,  come è stato rilevato dalle
  ultime note comparse sia sul Sole 24 Ore che su tutti i giornali che
  si sono dedicati alla sanità,  è il più basso in assoluto in Italia.
  Per esempio, in Liguria  hanno  3  euro  sulla  ricetta; comunque il
  nostro è in  assoluto il più basso.

       All'onorevole Capodicasa  vorrei  dire  che  abbiamo soltanto i
  dati relativi a  luglio,  perché  le farmacie, lei saprà, presentano
  il conto 10 giorni  dopo  la fine del mese precedente, dunque quelli
  di agosto saranno stati  presentati il 10 settembre e noi ancora non
  ne siamo in possesso, oggi  è  l'11 settembre, e sul primo mese vi è
  stato un risparmio del 9,7%.
       E'  importante   perchè   vuol   dire  che,  se  risparmieremo,
  risparmieremo tanto su  tutto  l'anno e alla fine avremo risparmiato
  260 miliardi; e già è un piccolo approccio...

     CAPODICASA.  Potremmo  risparmiare  di più facendo pagare tutti i
  farmaci.

     CITTADINI, assessore per  la  sanità.  ...No.  Ma  io  credo  che
  l'importanza del decreto non  sia  tanto il recupero del denaro, non
  sia soltanto quello che si recupera dal ticket, quanto la deterrenza
  che è dimostrata in  maniera  assoluta:  è  crollato il numero delle
  ricette che l'anno scorso  erano 44 milioni, e vedete che quest'anno
  arriveremo a poco più della metà.
       Di  conseguenza,  alla  fine,  probabilmente, il risparmio sarà
  ancora  superiore, Ma vorrei dirvi che non è stato l'unico decreto -
  e mi rivolgo  all'onorevole Cracolici - perché  noi abbiamo limitato
  i ricettari ai medici  di  famiglia  ed  ai  pediatri  di  famiglia,
  abbiamo introdotto  la  obbligatorietà dell'uso del farmaco generico
  là dove esistente, abbiamo  fatto  un  decreto  che stabiliva che, a
  parità di farmaco generico  e di molecole, si doveva adottare il più
  basso; anche se la  farmacia  non  aveva la molecola del generico al
  prezzo più basso, la differenza doveva essere pagata dal farmacista.
  E tantissime altre cose.
       L'acquisto,  per  esempio,  di  una  serie  sempre crescente di
  farmaci  a carico dell'azienda ospedaliera, la fluidità terapeutica,
  non  il  ciclo  terapeutico  -  sarebbe troppo complesso spiegare la
  differenza tra ciclo e fluidità - la fluidità vuol dire soltanto che
  il  paziente  dismesso  non  deve andare a cercare immediatamente il
  medico  e  che  dunque l'azienda ospedaliera deve fornire la terapia
  per  i  primi cinque giorni, anche perché il medico generico tende a
  cambiare totalmente  la prescrizione fatta dall'azienda ospedaliera,
  e questo avrebbe portato un danno ed un aumento dei costi.
       Dunque  sono  state  fatte  tantissime  cose;  noi speriamo con
  un'azione convinta.  Vorrei dirle inoltre che abbiamo fatto anche di
  più:  abbiamo aderito  ad  un  progetto per il monitoraggio continuo
  della spesa farmaceutica,  un  provvedimento nazionale che è gestito
  direttamente dalla direzione  farmaco  del  Ministero della salute e
  abbiamo anche prospettato  la  possibilità di istituire, noi stessi,
  una direzione  farmaco  all'interno dell'assessorato affidata ai tre
  grandi competenti, tutti e  tre membri del CUN: prof.  Filippo Drago
  di Catania, prof. Achille  Caputi  di  Messina  e  prof.  Pagliaro o
  D'Alessandro di Palermo.
       Il  secondo  problema,  che  è  stato citato, forse, in maniera
  abbastanza   approssimativa,   era   quello  dei  DRG.  Qualcuno  ha
  ipotizzato  che l'incremento dei DRG comportasse automaticamente una
  spesa,  cioè  un'equazione  che vuole sostenere: aumentate il ticket
  del 23% mediamente, dunque aumentate la spesa del 23%.
       Niente di più sbagliato,  perché in pratica, finora, dal 1995 -
  come l'onorevole Dina ha sottolineato - tutte le aziende ospedaliere
  private o pubbliche sono  pagate  attraverso  il  sistema  del DRG e
  siccome, mediamente, ognuna stava  almeno  del  30  - 40% sotto come
  guadagno di regime,  rispetto al bilancio preventivo, il resto della
  spesa era in parte coperta e vi erano i presupposti, dell'emergenza,
  di chi aveva il Pronto soccorso, la rianimazione, il 118 e così via;
  gli si dava sui fondi dell'assessorato una cifra di conguaglio e poi
  rimaneva  il  deficit  strutturale.  Noi,  adesso,  elevando  i  DRG
  andiamo a diminuire la compensazione e lo stesso ci sarà.
       Il  privato, peggio ancora  Ancora più capestro per il privato,
  perché  il  privato,  quello  che  succederà  che saturerà il budget
  prima, ma  quello che fa storia nel privato  è il budget assegnato e
  nessuna proposta sulle case  di  cura  è andata ad aumentare il loro
  budget , eventualmente.  Ho solo contestato che l'abbattimento al di
  là del 10% dell'extra  budget  sia del 10% del pagamento. Cioè prima
  prendevano, non so, 5  milioni per una prestazione, ora prendono 500
  mila lire; questa è stata l'unica contestazione con le case di cura.
       Il  terzo  ed ultimo punto era il problema dell'accreditamento.
  Abbiamo  discusso  con  l'onorevole Lo Giudice, con il quale abbiamo
  sempre  sane, vigorose e sanguigne discussioni ma forse lui sa, anzi
  sicuramente saprà, che la Corte dei Conti, intervistata a proposito,
  se queste  sull'accreditamento  dovessero essere considerate oggetto
  di programmazione o di ordinazione ma questo è un atto ordinatorio e
  non programmatorio, non va sottoposto a nessun controllo.
       Se per un caso  fossero  dovute  andare a controllo dalla sesta
  commissione dovevano  passare  necessariamente  anche  attraverso la
  Corte dei Conti e attraverso il CGA.
       Questa è esattamente la realtà.
       Perchè le norme sull'accreditamento non creano squilibri e sono
  poi i recepimenti locali.
       Ma io vi ricordo che nell'articolo 28 della finanziaria è detto
  "che  poi sono i direttori generali delle aziende sanitarie locali a
  negoziare  preventivamente con le strutture pubbliche e private, ivi
  comprese  le  aziende  universitarie  Policlinico, l'ammontare delle
  prestazioni  erogabili per conto del sistema sanitario regionale nei
  limiti di budget stabilito dalla Regione".
       Di  conseguenza la Regione deve dare soltanto delle linee guida
  e in queste vi  è  un  grandissimo  vantaggio  perchè,  per esempio,
  l'immissione dell'indiretta, che  non  esiste  più  per legge, e che
  tanto era stata criticata  e  che era stata fortemente voluta perchè
  l'indiretta all'ottanta per  cento era rappresentata da dialisi (che
  è una tecnica salvavita e non una tecnica di riabilitazione) o da un
  esame diagnostico,  ecc.,  l'accreditamento  di  queste strutture ha
  comportato una budgetizzazione.
       Noi  sappiamo  di  strutture  che  in indiretta fatturavano per
  sessanta miliardi, a cui  davamo  dal trenta al cinquanta per cento,
  che sono state budgettate  ad  una  cifra inferiore al cinquanta per
  cento. Dunque, a parte  il fatto che la spesa dell'indiretta era già
  nel conto delle  aziende  sanitarie  anche  prescindendo  da  questo
  piccolo particolare, non  tanto piccolo, col budget noi siamo sicuri
  di  risparmiare  sempre  che,  naturalmente,  i  direttori  generali
  mantengano  l'offerta nei  limiti  della  domanda  logica, cioè  che
  comprino dalle singole  strutture  le  prestazioni  di cui realmente
  hanno bisogno, non  perchè  ci  sono duemila convenzionati, cioè 450
  più di quanti  vi  erano prima dell'indiretta che necessariamente da
  tutti continuava a comprare lo stesso numero di prestazioni.
       Lo  stesso  vale  per  le  case  di  cura ex indiretta che sono
  soltanto  sette  per  un totale di 506 posti letto; anche per queste
  devono  essere  le  aziende  a comprare le prestazioni cui realmente
  hanno bisogno.
       Questo è quello che vi è da dire.
       Il  decreto.  Io mi rendo conto che si è generata la sensazione
  che   d'estate,  per   profittare   dell'assenza  della  commissione
  legislativa o non so di cos'altro, noi di colpo ci siamo svegliati e
  il 9 agosto siamo  venuti  qui,  abbiamo  firmato questo decreto per
  pubblicarlo.
       Intanto,   non   vi   è   stata   una   sola   mossa  da  parte
  dell'assessorato:  la  Presidenza della Regione, dall'alto della sua
  competenza,  esperienza   ed  istituzionalità  ci  ha  assolutamente
  supportato momento per momento.
       Io vorrei ricordare  che  nel patto di stabilità Stato-Regione,
  che  è  fortemente   vincolante,   per   anni   ci  siamo  lamentati
  dell'introduzione della moneta unica della Comunità europea e poi ci
  siamo  lamentati  del  patto  di  stabilità;  adesso  ci  andiamo  a
  lamentare  delle   condizioni   che   vincolano   nella   Conferenza
  Stato-Regione la sanità rispetto ad una spesa fissa.
       Però  è  così.  Quando  io  sento dire, per esempio, che non ha
  senso ridurre  in  Sicilia  i  posti  letto al 4 per mille perchè si
  creano grandi discrepanze,  io  vi  vorrei  ricordare  che  c'è  una
  dimostrazione molto accurata e molto intensa che in tutta Italia, ma
  in Sicilia particolarmente, il 42 per cento dei ricoveri è improprio
  e il 61 per  cento  delle giornate di degenza è impropria. Bisognerà
  anche ridurre del 10  per cento i posti letto: cioè nell'ospedale di
  vattalapesca ci sono mille posti  letto e portarli a 900, dove ce ne
  sono 180 portarli a 162. Così facendo non si crea nessuno scompenso.
       Il  nostro  obiettivo e il nostro impegno totale è stato quello
  di  non  ridurre l'occupazione per i sanitari, i parasanitari e così
  via.
       Nel  patto  Stato-Regione  si  era  detto:  adottare  misure di
  anticipazione  di  verifica  dell'andamento  delle spese del 2001 ai
  sensi  dell'articolo  83  della  legge 388 del 2000. Al 30 giugno la
  Sicilia, assieme alla  Basilicata, era l'unica regione che non aveva
  presentato la riduzione della spesa.
       E'  stata  portata  alla Conferenza Stato-regioni intorno al 17
  luglio , è tornata,  l'abbiamo  esamitata  come  era possibile con i
  dati di cui disponevamo  e  abbiamo esitato questo decreto che poi è
  stato firmato ad agosto,  non per evadere qualche controllo anche se
  probabilmente sarebbe  stato  preferibile  la  riapertura dei lavori
  delle commissioni.
       Vi vorrei ricordare  che  questo  contenimento  della spesa, in
  definitiva, è stato  affidato  soltanto  a un quadrimestre:  intanto
  l'articolo 1 che bloccava  i  contratti,  i concorsi, le nuove unità
  operative, tranne rianimazione e riabilitazione, lungodegenza, unità
  spinale (che poi non esistono in Sicilia, per cui c'è stata soltanto
  la prospettiva di bloccare  unità  che non esistono ancora oggi) era
  limitato a quattro mesi.
       Io   mi  chiedo  se  concorsi  che  erano  stati  bloccati  per
  quattordici  anni,  come  quelli  dei  precari  del Policlinico, non
  potevano essere bloccati per  quattordici  anni  e  quattro  mesi, e
  quale danno avrebbero apportato.
       Rispetto alle guardie mediche, che tanto scalpore hanno creato,
  si  era  detto  soltanto  che  le  guardie  mediche  sarebbero state
  ristrutturate  in  rapporto a due evenienze molto particolari: primo
  il PTE,  perché  qua si è parlato soltanto di PTE però non si sa una
  cosa:  la legge nazionale dice che ci vuole un PTE ogni trecentomila
  abitanti,  dunque  noi  in  Sicilia  dovremmo  avere  tra  sedici  e
  diciassette  PTE.  Messina  soltanto  ne  ha  quindici  e  lo stesso
  direttore sanitario generale dell'U.S.L. 5 di Messina dice: "Noi non
  possiamo reggere quindici PTE, non ci interessa".
       Ma   c'è   di  peggio:  cosa  aveva  fatto  l'allora  direttore
  amministrativo  (di  grosso   rilievo   per  altri  aspetti)?  Aveva
  trasformato una serie di  guardie mediche in PTE ottenendo l'impegno
  che le guardie mediche  in  quell'ambito,  nei  Nebrodi,  nelle zone
  disagiate, avrebbero anche assolto ai compiti delle guardie mediche.
  Che poi in più c'è soltanto  la  prescrizione  di farmaci. E poi, un
  mese dopo che le guardie mediche sono passate sui PTE guadagnando un
  milione al mese in più, che si traduce in miliardi e miliardi, hanno
  detto di volere reintegrati i posti di guardia medica.
       Certo,  si  può  far  tutto,  però  nessuno di noi ha soppresso
  niente; noi non abbiamo soppresso una sola guardia medica.
       I problemi delle guardie  mediche sono due soltanto: 183 medici
  di  guardia  medica, che  sono  in  supplenza,  chiedono  di  essere
  stabilizzati, dicendo che non  c'è  nessun  aumento di costo, perché
  voi già ci pagate, invece noi supplenti andiamo verso la titolarità.
       Secondo  problema  era,  viceversa, che 113 medici lamentano la
  mancata assunzione in zone dette  carenti,  e  noi  abbiamo detto ai
  direttori generali:  "Avete quattro  mesi  di  tempo  per  vedere se
  queste zone sono carenti o se  si  possono accorpare in comuni molto
  vicini le guardie mediche  e,  se  non sarà possibile, reintegreremo
  anche i 113". Ma non abbiamo ridotto niente.
       Infine, un ultimo flash  sulla  vicenda  più  dolorosa,  come è
  stato detto da parecchie persone: il problema del 118.
       L'articolo che è stato scritto nella maniera più approssimativa
  e incomprensibile è l'articolo 4.
       Noi  in Sicilia, attualmente, abbiamo 135 postazioni di 118 e 5
  postazioni  di elisoccorso;  delle 135 postazioni di 118 noi abbiamo
  12 ambulanze di rianimazione e  123  ambulanze da trasporto e basta,
  che è veramente una vergogna.  Voi sapete che nel marzo 2001 è stata
  siglata la nuova convenzione con la Croce Rossa che si è impegnata a
  fornire  123  ambulanze  tutte   medicalizzate  e  24  ambulanze  di
  rianimazione a fronte delle 12 esistenti.
       Man mano che arrivano queste ambulanze medicalizzate è prevista
  obbligatoria la presenza del medico; ma un medico su un taxi, perché
  è così  che  vengono  chiamate le nostre ambulanze, dove non vi è né
  l'elettrocardiografo,   né   il   defibrillatore,  magari  manca  la
  cassetta  di  pronto  soccorso  e  non  vi  è  l'ossigeno, non serve
  assolutamente a niente.
       Da che cosa è nata questa attenzione: che nel bacino di Catania
  che vuol dire Catania, Ragusa  e  Siracusa, e parzialmente anche nel
  bacino  di Messina, le  aziende  avevano  ottenuto  delle  ambulanze
  medicalizzate che erano quelle  delle  aziende  (alcune  donate, per
  esempio - io so di una grande  ambulanza, forse la più bella che c'è
  in Sicilia, donata da Dolce & Gabbana, i famosi stilisti), e dove vi
  erano ambulanze medicalizzate, le  ASL  di  Catania, Ragusa, Messina
  avevano messo i medici in base  ad  una  sentenza del TAR secondo la
  quale ci doveva essere il  medico a bordo o l'infermiere competente,
  speciale per le emergenze.
       Successivamente, due decreti,  uno di novembre ed uno di marzo,
  entrambi  dell'onorevole  Provenzano,   avevano   ribadito   che  la
  normativa nazionale dice che  sulle  ambulanze  di  tipo  A,  quelle
  medicalizzate, ci va il  medico e/o l'infermiere qualificato e sulle
  ambulanze di trasporto ci  vanno soltanto due autisti soccorritori e
  sulle ambulanze di rianimazione ci vuole l'anestesista rianimatore.
       Quando si dice che  attualmente  è così, si vuole dire solo che
  attualmente è così. Però, dato  che in mezzo a tante cattive notizie
  su questa sanità così  disastrata  e  così penosa ogni tanto si apre
  qualche lampo di novità, vi devo dire che già sono arrivate le prime
  dodici ambulanze medicalizzate a  rinforzare  di  sei  il  parco  di
  Catania, di tre Palermo e di  tre  Caltanissetta  e che la Consip ha
  già in atto la gara, molto avanzata  -  la  gara  si  chiude  a fine
  ottobre - per acquistare tutte le altre ambulanze di tipo A.
       Dunque, noi alla  fine  dell'anno,  fortunatamente (o purtroppo
  sotto il profilo economico perché  è  uno  squasso  enorme in quanto
  ogni ambulanza medicalizzata prevede  quattro medici a bordo, il che
  vorrà dire assumere cinquecento  medici e/o infermieri col patentino
  qualificato per le emergenze) e  di  conseguenza  il problema non si
  porrà più.
       Infine, i P.T.E.  sono  stati  tutti rideterminati e ne abbiamo
  dati.  Ad  esempio Catania, che  aveva  21  P.T.E.  sulla  carta  ma
  nessuno attivato, ha detto che ne vuole cinque; adesso ci dice sette
  e sette gliene abbiamo dati; due a Ragusa; due a Siracusa; a Palermo
  i tre sono stati portati a cinque, e Trapani zero. Tutte le province
  sono state rinforzate o vi sono  stati  creati dei P.T.E.. Credo che
  questa sia una buona programmazione.
       L'ultimo  punto  era  quello  del  convenzionamento  di  quella
  medicina privata, purtroppo così  è citata, e il concetto di privato
  evoca il concetto  speculativo,  niente  di  più  sbagliato,  perché
  obiettivamente devo dire che noi siamo per la medicina pubblica, noi
  siamo qui per  difendere  la  medicina  pubblica,  però  esiste  una
  normativa  nazionale    che   ha   sancito   il  principio  assoluto
  dell'equivalenza dei diritti e doveri tra pubblico e privato.
       Noi sappiamo con  certezza  che la medicina convenzionata ci fa
  risparmiare un sacco di soldi, ma su questo non c'è dubbio.
       Noi abbiamo  attualmente 1.560 medici convenzionati che costano
  con prestazioni numericamente  enormi,  ma ve li possiamo fornire in
  qualunque momento; l'anno scorso sono costati 350 miliardi.
       Se tu prendi  1.560  professionisti e li immetti negli ospedali
  questi costeranno 2.000  miliardi  e  renderanno  per  10  miliardi.
  Questo è sicuro,  perché  il  professionista che gestisce in proprio
  la propria professione non  ha  limiti di tempo, di orario, ferie di
  45  giorni  se  radiologo,   e   questo  consente  loro  di  erogare
  prestazioni di ottimo livello con  un  costo  basso.  Perciò, se noi
  dobbiamo  mettere  al  bando  la  medicina  privata  perché  questo,
  ripeto, evoca il fantasma della speculazione, è un discorso;  se noi
  dobbiamo dire se ad un  sistema  sanitario  conviene  o  meno  avere
  un'immissione  di convenzionati esterni,  ma  non  soltanto  in  una
  Regione che è particolarmente  sprovvista  di strutture a livello di
  ospedali  -  c'è un  bellissimo  articolo,  il  Veneto  per  esempio
  paradigmaticamente  ha  detto:   a   me   conviene   lo  specialista
  convenzionato  che  costa  di   meno   -   allora,   il  discorso  è
  assolutamente diverso.
       Noi    stiamo    rinforzando   le   attrezzature   ospedaliere.
  Recentemente all'ultimo convegno  che  c'è  stato giorni fa di Forza
  Italia qualcuno ha  voluto  muovere  all'assessore il rimprovero che
  noi non avremmo impegnato i fondi del P.O.R. dell'Agenda 2000 per la
  sanità.  La sanità non  ha fondi sull'Agenda 2000, aveva soltanto un
  piccolo fondo all'inizio che serviva per le alte energie e basta.
       Abbiamo comprato tre Pet: la Sicilia ha tre Pet; da Roma in giù
  ce  ne è una  soltanto.  Noi  abbiamo  comprato  tre  Pet:  una  del
  Cannizzaro sarà installata il  10  ottobre,  una  a  Palermo a Villa
  Sofia e una al  Policlinico.  Abbiamo  comprato sette nuove TAC poco
  diffuse sul territorio  e  tre nuove risonanze, insieme a tantissime
  attrezzature.
       Facciamo del nostro meglio, ma sappiamo esattamente che la Pet,
  che al professionista privato  è  costata  tanto  e  che a noi costa
  almeno il doppio per  le  lunghezze e i mille lacci e laccioli della
  burocrazia, complicazioni e così  via, nel privato non solo costa un
  terzo,  ma  rende  il  doppio  sicuramente.  Perché,  se  uno  vuole
  osservare il mansionario che ti dice  che  chi  è  addetto alle alte
  energie deve osservare 45 giorni di ferie, che poi possono diventare
  60 giorni (quindi bisogna avere 5 radiologi anziché 3) con un orario
  di lavoro molto ridotto che non ha il professionista privato ...
       Allora ritengo che bisogna essere sereni, seri e valutare tutti
  i fenomeni, senza accuse  sotterranee, senza queste continue voci di
  voler favorire il privato. Noi non vogliamo favorire il privato.
       Personalmente 45 anni fa ho fatto la mia scelta di lavorare nel
  pubblico e ne sono orgoglioso. Grazie.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, Presidente  della  Regione. Grazie signor Presidente, il
  dibattito che questo  Parlamento  in questa serata ha attivato credo
  sia un dibattito importante  e  interessante  e  perché  no utile al
  Governo che è in  fase  di  redigere, con le opportune modifiche che
  abbiamo in qualche  modo  costruito  insieme  agli  operatori  della
  sanità,  il  nuovo   decreto   e,   quindi,   credo  di  poter  dare
  assolutamente un mio  parere  positivo  al  dibattito  che c'è stato
  stasera.
       E quando stamattina il Presidente dell'Assemblea mi ha chiesto,
  ieri sera anche su  richiesta  dei  capigruppo,  di  poter  fare  il
  dibattito dato che c'era  lo  spazio per farlo, perché  sapevamo che
  il disegno di legge  sul  buono  scuola  sarebbe  arrivato  in  Aula
  soltanto domani, ho  accettato  ben  volentieri  proprio  perché  mi
  rendo  conto   che   qualsiasi   dibattito,  qualsiasi  riflessione,
  qualsiasi proposta propositiva  si potesse aggiungere alle tante che
  noi in questi  giorni  abbiamo,  insieme agli operatori della sanità
  siciliana, elaborato non potevano che essere positivi.
       Credo che,  certamente  il Professore Cittadini sarà d'accordo,
  anche da questa sera sono venuti fuori ulteriori riflessioni che non
  possono  che essere  aggiunte  come  apporto  al  miglioramento  del
  decreto che stiamo finendo  di ricostruire e che nei prossimi giorni
  l'assessore Cittadini vorrà firmare.
       Vorrei dire per  informare  il  Parlamento  che  domani mattina
  credo potrà aversi  una  nuova  stesura  che  risottoporremo, avendo
  attivato certamente un  tavolo  di  concertazione  con gli operatori
  della sanità tutti,  risottoporremo  alla  valutazione,  dopo di ciò
  porteremo venerdì mattina,  se  faremo  in  tempo, in Giunta, perché
  anche la Giunta di governo possa, se ritiene fare delle riflessioni,
  anche se non è  necessario  perché  l'assessore  può fare il decreto
  autonomamente  però  credo   che  aver  scelto  questo  percorso  di
  riflessione  ulteriore  e   complessive   non  può  che  giovare  al
  miglioramento di questo decreto,  chi  vive  nel territorio, chi è a
  contatto con la gente,  chi  ha l'impatto oltre che contatto non può
  che dare ulteriori supporti positivi.
       Dopo di ciò abbiamo scelto onorevole Lo Giudice, non perché  il
  decreto debba andare in  commissione  lo  torno  a  dire, perché  su
  questo illustri costituzionalisti  come  lei  ha  già  avuto modo di
  ascoltare,  che  le hanno  dato  ragione  su  una  parte,  ma  torto
  sull'altra, sa che  non  sarebbe necessario, però noi abbiamo scelto
  un criterio che è  quello  di coinvolgere quanto più possibile tutti
  quelli che potranno opportunamente aiutarci a migliorarlo.
       Quindi il decreto  dopo  il  passaggio  lo  trasmetteremo  alla
  Commissione perché  anche  la  Commissione  possa  fare un'ulteriore
  valutazione, in questo caso potrebbe essere anche superfluo dato che
  c'è stato il dibattito in  Aula però questa è una scelta che abbiamo
  voluto fare così come l'abbiamo fatto per altro.
       C'è da parte  del  Governo  l'interesse  e  l'intenzione  sulle
  scelte importanti  che ricadono, poi, strutturalmente sul territorio
  e che comunque  coinvolgono  l'interesse  dei  siciliani,  che possa
  esserci il massimo della condivisione possibile.
       E' chiaro quindi  che bisogna fare delle scelte seguendo quelle
  che sono state alcune  scelte che questo Governo ha fatto, anzi, che
  questo  Governo  ha  fatto  presentando  agli  elettori  un  proprio
  programma.
       Non mi  scandalizza  affatto,  onorevole  Cracolici, quando lei
  sottolinea, in  questo  autorevole  Parlamento,  che  questo Governo
  guarda anche alla sanità privata.
       Noi non ne  facciamo  mistero, questo rappresenta uno dei punti
  del nostro programma  presentato  agli  elettori,  i  quali avendolo
  letto lo hanno valutato.
       La sanità dei siciliani  è  fatta di una parte pubblica che noi
  difendiamo, sosteniamo, vogliamo potenziare e da una parte di sanità
  privata e dal connubio  di  questi  due settori della sanità e dalla
  capacità che avremo  di  mettere  in  concorrenza questi due settori
  della sanità, sapendo che  fino  a  questo momento si è attivata una
  concorrenza sleale nel senso  che si stanno fornendo molti più mezzi
  alla sanità pubblica che a quella privata.
       Questa concorrenza non  può che essere virtuosa e positiva, che
  fa crescere complessivamente  la  sanità  ed il servizio che bisogna
  erogare ai siciliani.
       Questa, dunque, rappresenta  una scelta che abbiamo fatto.  Per
  cui, quando ci si accusa  di ciò non ci meravigliamo più di tanto ma
  dobbiamo dire, lo affermo  con  grande  forza, che in questo decreto
  abbiamo ribadito che la sanità pubblica è un bene indispensabile per
  tutti i cittadini che  va  salvaguardata,  che va potenziata che non
  esclude la sanità privata e  fa  sì  che  ad essa non si guardi come
  demone, ma tutt'altro.
       L'Assessore Cittadini  ha  spiegato perfettamente che la sanità
  convenzionata o  accreditata - soprattutto quella dei professionisti
  - costa molto meno ed eroga un servizio, di gran lunga, più utile ai
  cittadini. E' una scelta. Un Governo che ha fatto delle scelte ed ha
  sempre difeso la scelta  della  sanità  pubblica non può che portare
  avanti questo indirizzo.
       Noi  in questo  decreto  abbiamo  ribadito  queste  regole,  le
  abbiamo riscritte in ossequio  a quelle che erano già state proposte
  presentate agli elettori.
       Questo  decreto è  stato,  come  sempre  succede  per  ciò  che
  riguarda la sanità, enfatizzato su tutta una serie di tematiche dove
  si è voluto leggere  anche  quello  che  non  era  scritto;  però  è
  servito, io ormai guardo  e  tendo  a  prendere  da  qualsiasi  cosa
  succeda la parte migliore anche in questo nell'avere voluto far dire
  a questo decreto che volevamo chiudere delle guardie mediche tendo a
  prendere la parte che serve.
       Abbiamo sollevato un problema  e ci è stata data la possibilità
  di dire che non si vuole chiudere nessuna guardia medica.
       Il testo del  decreto  recitava  testualmente  che 'i direttori
  generali - che di per sè hanno la facoltà di scegliere se chiudere o
  meno i presidi di  guardia  medica  -  ove  lo ritenessero opportuno
  valutare la possibilità  di  accorpare alcuni presidi' ed è talmente
  ovvio questo che  non  era  necessario  specificarlo  ma  lo abbiamo
  voluto fare, sbagliando.
       E' chiaro che quando  avremmo  messo sul territorio i PTE potrà
  succedere che ci sia una  guardia medica accanto al PTE è chiaro che
  non servirebbe.  Si  voleva dire anche questo, si voleva specificare
  che non serve una  guardia  medica  accanto al Pronto soccorso ma se
  tutto  ciò  è servito  ad  alimentare  un  dibattito  -  che  reputo
  assolutamente  positivo sia  per  quello  a  cui  abbiamo  assistito
  attraverso i mass media sia per quello che si è detto in questo Aula
  - va anche bene.
       La scelta di questo Governo, in questo momento, è di riproporre
  il decreto che non  è  stato  ritirato,  abbiamo  detto ai direttori
  generali di tenerlo  in  qualche modo congelato, sospeso per qualche
  giorno.
       Anche questo ha il  suo  significato perchè non che avessimo il
  timore di ritirare un  decreto  -  perchè  quando  si costruisce per
  migliorare una cosa, non  ci  può  essere  persona  più forte di chi
  ammette  di  avere   commesso   qualche   errore   che   può  essere
  riconosciuto, non l'ho  mai  ritenuto  questo un senso di debolezza,
  tutt'altro, nessuno di noi  è  perfetto,  si lavora per costruire un
  progetto migliore, ma se  ci  sono  dei  contributi che ci aiutano a
  costruirlo, ammettere di rivederlo, secondo me, è un segno di forza,
  tutt'altro che un segno di debolezza, non lo abbiamo ritirato perchè
  c'è un impegno con  il  Governo  nazionale  che  ci aveva chiesto il
  decreto sulla sanità per  ossequiare  al  patto  di  stabilità e per
  stare dentro ala possibilità che la Regione sia una delle regioni in
  regola  sotto  questo punto  di  vista,  e  quindi  non  lo  abbiamo
  ritirato, abbiamo detto  che  è  congelato per poterlo sostituire di
  qui a qualche giorno con il nuovo decreto che, ripeto, ancora domani
  risottoporremo  all'attenzione  prima  degli  operatori,  poi  della
  Giunta e poi della Commissione perchè possa avere un ulteriore ...

     SPEZIALE.  Ma visto che  è  così  ben  fatto,  in  quale parte lo
  modificherà, onorevole Cuffaro?

     CUFFARO, Presidente  della Regione.  Abbiano avuto la possibilità
  di scrivere meglio che  guardie  mediche  non  se ne chiudono, ma Le
  assicuro - Lei potrà leggere  il decreto - che non c'era scritto che
  se ne chiudevano.  Ci sono state delle valutazioni errate per quanto
  riguarda per esempio, il personale.
       L'idea di questo Governo  era non di bloccare i concorsi, anche
  perchè, onorevole Cracolici,  mi  consenta,  bloccare  i  concorsi è
  esattamente l'opposto di  poter  fare  clientela.  Lei  non  mi  può
  accusare di due cose contestualmente che sono all'opposto

     CRACOLICI. Guardi che è stato l'onorevole Miccichè, non io

     CUFFARO, Presidente  della  Regione.  Le  chiedo scusa, onorevole
  Cracolici.  Noi non abbiamo  mai  detto  di bloccare i concorsi, noi
  non pensiamo di bloccare i concorsi, lungi da noi l'idea di bloccare
  i concorsi, abbiamo  detto,  c'è  scritto  nel  decreto che venivano
  bloccati fino al 31 dicembre  del  2002 perchè le ASL, a bocce ferme
  avessero la possibilità di  capire  qual  è la loro pianta organica,
  quanto era il personale  che  manca,  è  cosa  diversa di bloccare i
  concorsi, Le assicuro che  i  concorsi non li bloccheremo perchè dal
  1  gennaio li torneremo  a  fare, abbiamo detto che anche a chiedere
  di tenere le bocce ferme non era necessario farle per alcuni reparti
  e per lacune strutture  dove  invece  questo  non è possibile perchè
  altrimenti avrebbe creato discrepanze e sono scritte nel decreto, la
  rianimazione ed altre cose. Quindi, non si preoccupi.
       Però, questo c'è  scritto  nel decreto, onorevole Speziale, c'è
  stato un errore di valutazione nel fermare anche i trasferimenti che
  c'erano stati dalle ASL  fuori  Sicilia alle nostre perchè erano già
  avvenuti e noi invece  li  bloccavamo  e  quindi  abbiamo ammesso di
  avere fatto un errore e questo lo abbiamo rivisto;  avevamo bloccato
  i trasferimenti inter Asl,  tra di loro, che non modifica..  ci sono
  stati degli errori che abbiamo commesso.
       Abbiamo fatto un  errore  anche  nella valutazione del rapporto
  con i convenzionati  esterni  che  giustamente,  che è stato l'apice
  della  protesta, si era  fatto  un  decreto  dove  nella  scelta  di
  contenere le spese si  era  pensato di dare ai convenzionati esterni
  il budget dell'anno precedente,  nessuno di noi poteva sapere che in
  alcune ASL il budget non  lo  facevano  da tre anni per cui l'ultimo
  budget era quello del 1997,  che  altre Asl non avevano mai fatto un
  budget per cui noi  ci  siamo  trovati  in  un  decreto  dicendo  al
  professionista "ti prendi l'  ultimo  budget"  ma  quello è venuto a
  dirci "Ma io il budget  non  l'ho  mai  avuto ", ci sono stati degli
  errori che stiamo correggendo.
       Questo lo abbiamo rivisto, abbiamo serenamente aperto un tavolo
  di trattativa, lo  abbiamo  discusso,  abbiamo  trovato  un  modo di
  intenderci.
       Ci sono  state  delle valutazioni diverse anche sull'indiretta,
  sulla sanità indiretta  il  Parlamento  siciliano  credo  che  abbia
  legiferato negli ultimi dieci anni, almeno da quando ci sono io, una
  ventina di volte perchè  tutti voi sapete che l'indiretta è un pezzo
  di sanità che ci  si  trascina  dietro  in  tutta Italia da parecchi
  anni, che c'era la legge  Bindi  che  aveva posto un fine al sistema
  dell'indiretta e che  poi  fu  prorogato  dalle  regioni perché  non
  riuscivano a mettersi in regola.
       La Regione siciliana prorogò  per  sei  mesi oltre a quello che
  aveva già prorogato la  legge Bindi con una legge che abbiamo fatto.
  L'indiretta incide  profondamente  nella  spesa sanitaria delle ASL,
  diciamocelo, perché era diventato un sistema e tutti noi lo sappiamo
  e perché  soprattutto  era  un  sistema  difficilmente  aggiustabile
  perché  l'80 per  cento della spesa sanitaria dell'indiretta era una
  spesa che era  strettamente collegata alla patologia renale e quindi
  alle dialisi. Tutti noi conosciamo questa anomalia che è un'anomalia
  non soltanto siciliana  perché  è diffusa in molte regioni d'Italia.
  Adesso con la nuova legge stiamo dando la possibilità a tutti quelli
  che facevano indiretta, di trasformare il loro rapporto da indiretta
  in accreditato.  E tutta  questa  gente  sa  che  mentre  il sistema
  indiretto costava  x, passando al sistema dell'accreditamento, costa
  x meno due, perché  mentre  lì  non  venivano applicati i prezzi dei
  tariffari, qui invece  vengono  applicati.  Però  anche  questo è un
  passaggio importante ed  è  avvenuto con notevole prese di posizione
  dei convenzionati esterni  che  avevano giustamente protestato su un
  budget che non li  appagava  perché  nel mentre il sistema sanitario
  aveva accreditato oltre che le voci routinarie, nuove voci che ormai
  fanno parte della diagnostica e che sono voci importanti:  risonanza
  magnetica,   tomografia  assiale  computerizzata,  ecografia.  Tutto
  questo nel vecchio  decreto, dobbiamo dire, non era ben contemplato.
  Anche questo abbiamo avuto  possibilità  e capacità di rivedere e di
  fare.
       Questo ed altre  cose  ci  hanno  fatto  riflettere  in  questi
  giorni, ulteriori riflessioni  abbiamo  voluto  fare  oggi in questo
  Parlamento, e credo che  dal dibattito di oggi, avremo appreso anche
  qualche altra cosa  che  potrà  diventare  possibilità di migliorare
  questo decreto.
       E' chiaro che la  scelta  è  comunque  quella  di  contenere la
  spesa. Sarebbe tutto molto  più  semplice  e  più facile allargare i
  cordoni e dire andiamo  avanti,  ma  questo  non  è  possibile fare,
  intanto  perché   c'è  un  impegno  preso  e  perché  poi  riteniamo
  opportuno, dopo provvedimenti  difficili da presentare e che abbiamo
  invece presentato e  spiegato  alla gente, quale quello dei tickets,
  dire adesso che  mentre, da una parte vogliamo stringere, dall'altra
  parte non vogliamo controllare la spesa.
       Il ticket  sta cominciando a funzionare.  L'assessore Cittadini
  mi ha già detto che se  può  essere  in  qualche  modo  un dato e se
  dovesse  moltiplicarsi  per  gli  altri  mesi  già  questo  ci  farà
  risparmiare  almeno  duecentosessanta, duecentosettanta miliardi. Mi
  dispiace correggerla, onorevole Capodicasa.
       Il risparmio non è  dovuto  al  fatto  che i cittadini pagano i
  loro  farmaci.  Questo è  un  risparmio  dovuto  ad  un  effetto  di
  scoraggiamento nel senso che la gente non ha comprato nuovi farmaci.
  Ma tutti noi sapevamo  che  c'era un eccesso di acquisto di farmaci,
  che poi in gran parte, non venivamo consumati.
       Vorrei ricordare a  questo  Parlamento,  ma  certamente  se  lo
  ricorda che noi non abbiamo messo il ticket sui farmaci essenziali e
  quelli salva-vita, ma il  ticket viene messo sui farmaci di un'altra
  fascia che non sono  quelli  salvavita, che sembrava chissà che cosa
  l'istituzione del ticket  sui  farmaci e poi invece abbiamo scoperto
  che tutte le regioni  si  sono  adeguate  ad  una scelta che diventa
  purtroppo inevitabile per contenere  le  spese  e per stare dentro i
  patti (?).
       Quindi questo Governo  ritiene  di  avere  le  carte in regola.
  Riproporremo il decreto di  qui  a  qualche giorno per farlo passare
  per  le vie  istituzionali  e  quindi  a  questo  punto,  Presidente
  dell'Assemblea, lo chiedo  a  lei,  ma  mi  rivolgo  soprattutto  ai
  presentatori della mozione che  dare un voto ad una mozione potrebbe
  non avere significato.  Tra  l'altro  ho ascoltato gli interventi di
  quasi tutti, tranne un paio di quelli che sono intervenuti e ritengo
  che le perplessità che hanno manifestato sono già superate nel nuovo
  decreto e quindi chiedo  che  questo Parlamento non voti una mozione
  che si riferisce ad un decreto che abbiamo già detto dopodomani sarà
  cambiato, e dove  anzi  le  riflessioni propositive dei parlamentari
  sono quasi tutte accolte, perché lo erano già per quello che avevano
  fatto, e ulteriormente  saranno  accolte quelle che oggi abbiamo qui
  avuto la possibilità di assistere.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  in teoria si dovrebbe seguire la
  procedura  prevista  dal   Regolamento.   Se,  però,  da  parte  dei
  presentatori  ci sono  delle  prese  di  posizione  diverse,  vorrei
  conoscere la loro opinione.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.  Le  ricordo  che ha cinque minuti di
  tempo a disposizione.

     SPEZIALE.  Molto  meno,  signor  Presidente, perché il Presidente
  della Regione non ci ha  convinto.  Non ci convince per il fatto che
  ha già preannunciato dal  13  agosto  in  tutte le sedi possibili ed
  immaginabili che sarebbe  intervenuta  la modifica del decreto.  Non
  ci convince l'iter col  quale  suggerisce, nel senso che noi abbiamo
  detto che il decreto  anche se formalmente, dice il Presidente della
  Regione, non dovrebbe  andare  in  Commissione,  c'è  una formazione
  diciamo della  decisione  e  dell'orientamento  che  riteniamo debba
  passare  dalla  Commissione.   Pertanto  al  di  là  della  premessa
  diciamo, chiediamo che  il  Governo  intanto proceda alla revoca del
  provvedimento precedente. Cosa  che  il  Governo può fare da subito.
  Cioè già nella  gazzetta  della prossima settimana, chiediamo che il
  Governo dichiari espressamente  che  già sabato prossimo procede con
  provvedimento proprio dell'Assessore alla revoca del provvedimento e
  alla formazione del nuovo  provvedimento. Non sta in piedi la logica
  secondo cui nel  mentre  io  tendo  a  modificare  il  provvedimento
  precedente quello lo tengo in  vita.  Non sta in piedi. Sta in piedi
  la logica che  dice: "quel provvedimento lo faccio morire attraverso
  la  revoca  e ne  attuo  un  altro".  Chiedo  espressamente  che  il
  Presidente della Regione  dichiari  che  si  procede alla revoca del
  provvedimento cittadini e  noi  possiamo  anche ritirare la mozione.
  In caso contrario insistiamo per il voto sulla mozione.

     PRESIDENTE. Credo che il  Governo  abbia  già dato una risposta e
  quella rimane.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe scontata
  una mia dichiarazione di  voto. Però ritengo che siamo in un momento
  importante, ancora una volta.  Il  Governo  ha accettato non solo il
  dibattito ma ha fatto proprie le osservazioni che sono uscite sia da
  maggioranza che da  opposizione  in  quest'Aula.  Il  voler  dare un
  significato forte alla revoca  del  decreto  e  poi  farne un altro,
  quando il Presidente della Regione ha detto "noi facciamo una revoca
  ed un nuovo decreto" non  ha senso. Il senso è che c'è l'impegno del
  Governo ad attuare le  proposte  che da questa Assemblea sono nate e
  con l'aggiunta ha detto  il Governo, le faccio sentendo domani altri
  operatori, sentirò, ha  detto,  la  Commissione ed anche l'Assemblea
  prima di farlo. Allora su  che  cosa ci dividiamo oggi?  Su che cosa
  dovremmo  votare  oggi?   Dando   poca   forza   ancora   una  volta
  all'Assemblea?  Allora   noi   dovremmo   sospendere  questo  nostro
  dibattito, tenerne conto  per  quello  che ha prodotto, attendere il
  nuovo decreto e su  quello  ci  pronunciamo  tutti insieme. Oggi che
  facciamo?

     SPEZIALE. Quel decreto produce effetti nel frattempo.

     CINTOLA. No. Ha detto  il  Presidente  della  Regione  che ha già
  congelato, ha chiesto il  congelamento  e  tutto  il  resto.  Se poi
  volete  arrivare  per  forza  alla  votazione,  arriviamoci,  ma  ci
  dividiamo su una cosa ...

      SPEZIALE. I decreti non si congelano, si revocano.

     CINTOLA.  Sì, sì.  Chissà  cosa  hanno  prodotto  fino  ad  oggi.
  Ritengo che questo appello  andava  fatto.  Dopo  di  che  è chiaro.
  Siccome non cincischiamo ancora, andiamo a votare e votiamo.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, su cosa?

     CRACOLICI. Per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Solo se è  in  dissenso  con  quella espressa dal suo
  Capogruppo.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente tento di
  cogliere il significato delle cose.  E' chiaro che da qui ad un paio
  di giorni,  e  cioè quando avremo il nuovo decreto, dovremo revocare
  il precedente e sostituirlo con l'altro.  Per cui, se il termine cui
  si riferisce  l'onorevole Speziale è tecnico, nel senso che dobbiamo
  chiedere alla  Gazzetta  Ufficiale  di revocare quello precedente ed
  inserire  l'altro,   il  discorso  è  di  lana  caprina;  se  invece
  l'onorevole Speziale,  come  mi  pare  di  capire,  pone un problema
  politico, nel  senso che il Governo deve ritirare il decreto, allora
  credo che su  questo  bisogna  votare,  in  quanto noi, dal punto di
  vista politico,  non  lo  ritiriamo,  mentre  è  chiaro  che saremmo
  disposti a farlo per cambiarlo tecnicamente.  Questo per precisare.
       Se l'onorevole  Speziale  intende un ritiro tecnico - perché  è
  chiaro  l'assessore  Cittadini  dovrà richiamare quello precedente e
  presentare  un  nuovo  decreto  -  su  questo  non  c'è  dubbio  che
  concordiamo;  ma se  - lo ripeto - vuole essere una revoca politica,
  non   possiamo  accettarla.  L'operato  dell'assessore  Cittadini  è
  assolutamente  in  sintonia  con  quello  della maggioranza;  stiamo
  cercando insieme  di migliorare il decreto e quindi, posso accettare
  la revoca dal  punto  di  vista  tecnico,  ma non dal punto di vista
  politico.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cracolici se ha qualche novità, ma se deve
  ripetere...

     CRACOLICI. Signor  Presidente,  lei  ha  fatto  una  richiesta ai
  proponenti.

     PRESIDENTE. No, io ho fatto una richiesta alla quale è stata data
  risposta con  dichiarazioni  di voto dell'onorevole Speziale, se lei
  deve esprimere un parere diverso, ha mille diritti di intervenire ma
  se deve ripetere la stessa posizione è del tutto inutile.
       Se  interviene sulle comunicazioni del Presidente della Regione
  ha facoltà di parlare.

     CRACOLICI.  Chiedo  scusa al Presidente, ma sono abbastanza ligio
  alle regole  che  ella  impone  a  quest'Aula.  Detto  questo voglio
  ribadire che qui  non  siamo in presenza di un dato tecnico formale;
  il Presidente  della Regione ha ribadito in quest'Aula che c'è stato
  un   procedimento   politico-istituzionale  che  intende  recuperare
  rispetto ad un  primo  decreto  che  non ha avuto tutta una serie di
  passaggi  politico-istituzionali  che  adesso vuole invece stabilire
  col Parlamento e con le sedi politico-sociali della concertazione.
       Sul piano  del  merito  il Presidente della Regione ha ribadito
  che ci sono  stati  degli errori sostanziali e non formali, non è un
  fatto di  grammatica  che  ha generato i problemi di questo decreto,
  non era  la lingua italiana in discussione, ma fatti sostanziali che
  impongono la modifica e quindi la pubblicazione di un nuovo decreto.
       Di fronte  a  questo  doppio  ragionamento,  la conseguenza del
  Parlamento siciliano  non  può  che  essere  quella  di  chiedere al
  Presidente della  Regione,  e  quindi chiederlo con un voto - perché
  non capisco come ci possiamo pronunciare in questa Assemblea dopo un
  dibattito -  chiedere  al  Governo,  al Presidente della Regione, di
  ritirare il  decreto,  revocandolo,  perché  altrimenti  mi viene un
  sospetto che  va  detto:  il  Presidente della Regione ha in qualche
  modo cercato  di  giustificare l'esistenza in vita di un decreto che
  non produrrebbe  effetti, cioè che questo decreto ad altro non serve
  che a far  sapere  al Ministero della Sanità ed al Governo nazionale
  che noi  formalmente  abbiamo fatto un contenimento dei costi, salvo
  poi ad  affermare  nel  Parlamento  siciliano  che  quel decreto non
  produce effetti.
       Quindi una sorta  di gioco delle tre carte.  Spero che così non
  sia.  Allora credo che coerenza e conseguenza voglia che il Governo,
  visto che  ha  fatto  le  dichiarazioni che ha fatto, assuma, prenda
  atto dell'orientamento del Parlamento di richiedere semplicemente la
  revoca del decreto e l'eventuale pubblicazione, qualora tutte quelle
  procedure si attuino così come lo stesso Presidente ha proposto.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente  della  Regione.  Tento  di dare un ulteriore
  chiarimento. Il  decreto  è  composto  da diverse parti, molte delle
  quali vanno benissimo, alcune invece vanno corrette.
       Noi   correggeremo  quel  decreto,  appena  lo  avremo  pronto,
  manderemo  il  nuovo  decreto,  ritireremo  l'altro, correggeremo il
  decreto.
       Dal momento  che alcune parti di questo decreto vanno benissimo
  non  si  capisce  perché  dovremmo  revocarlo.  Se  poi  l'onorevole
  Cracolici ritiene  che  ci  sia  bisogno di un voto parlamentare, il
  Parlamento è  libero  di  poterlo  fare;  ma io ho specificato quale
  sarà l'iter.

     FLERES.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  ho  la
  sensazione che  il  dibattito,  in  questa  sua  ultima  parte, stia
  diventando piuttosto sterile.
       L'esigenza dell'  opposizione rispetto al decreto di cui stiamo
  discutendo  è  tutta  politica,  per altro abbondantemente superata;
  probabilmente l'opposizione  si  aspettava una difesa ad oltranza da
  parte del  Governo  della prima versione del decreto, il Governo, da
  questo punto di vista, si è scavalcato, nel senso che ha preso atto,
  per tempo, del  fatto che alcune parti andavano modificate e ha reso
  pubblica questa  posizione.  Tanto  la  resa  pubblica  che non si è
  opposto alla  discussione  della  mozione  stessa.  Come voi sapete,
  infatti, ieri,  durante  la  Conferenza  dei  Presidente  dei gruppi
  parlamentari,  c'è  stata  la  disponibilità  del  Presidente  della
  Regione ad affrontare il dibattito che si è appena sviluppato.
       Ora, se  qui  si tratta di dover affermare il principio secondo
  il quale,  sulla  base della mozione dell'opposizione, il Governo ha
  revocato il decreto,  credo  che non ci siano le condizioni per fare
  un'affermazione di  questo  genere;  le  condizioni  sono altre:  il
  Governo ha  preso  atto  di  per  sè,  spontaneamente  (anche per un
  dibattito che  si  è sviluppato all'interno della maggioranza, anche
  per le posizioni  espresse  in  VI  Commissione  e tra i partiti che
  sostengono il Governo) del fatto che quel decreto andava corretto.
       E' ovvio  che,  dal  punto di vista tecnico, questa correzione,
  che è  successiva  al  primo  documento,  andrà  a  modificare  e  a
  sostituire il precedente, il resto, onorevoli colleghi, perdonatemi,
  è assolutamente  speculativo,  non  mi  sembra  che  abbia valore di
  azione politica.
       Se dobbiamo,  dunque,  votare, il voto che andiamo ad esprimere
  non è sulla mozione, a questo punto, perché  la mozione stessa cessa
  di avere effetto  nel  momento  in  cui  il Governo ha dichiarato di
  volere modificare  l'atto  che  ha, in un primo momento, pubblicato;
  allora il  valore  di  questa  mozione quale deve essere?  Quello di
  stabilire che la sinistra viene sconfitta in una votazione di questo
  genere, ma  non  mi  pare  neanche che questo possa considerarsi una
  vittoria per chi la determini ed una sconfitta per chi la subisce.
       Io credo  che  questo Parlamento ha mostrato grande sensibilità
  politica e  il  Governo ha mostrato altrettanta sensibilità politica
  nel prendere atto che qualche cosa non funzionava, nel prendere atto
  che le  ipotesi  modificative  sono,  in  parte, anzi in gran parte,
  condivise dal Parlamento come ha dimostrato il dibattito che abbiamo
  sviluppato;  se  vogliamo  forzare  mi sembra esagerato, se dobbiamo
  votare votiamo;  è  chiaro  che,  a  quel punto, noi voteremo contro
  quella mozione,  ma mi sembra che le condizioni politiche per andare
  ad un voto  rispetto  ad una posizione equilibrata che si è venuta a
  determinare   ed   alla  condivisione  complessiva  di  molte  delle
  osservazioni  provenienti  anche  dall' opposizione non meritino che
  l'esito finale  di  questo  confronto  sia  un  voto  e  dunque  una
  divaricazione, quando la divaricazione, semmai, c'è stata nel metodo
  ed è stata immediatamente sanata perché, per quanto riguarda appunto
  il merito, c'è stata una forte condivisione delle posizioni che sono
  state espresse.
       Mi permetto,  quindi,  di  invitare i firmatari della mozione a
  non  insistere   sul   voto;   credo  che  il  dibattito  sia  stato
  abbondantemente   risolutorio  delle  diverse  posizioni,  ci  abbia
  chiarito le idee  sulle cose da fare e dunque, magari andiamo avanti
  con gli altri argomenti che dobbiamo trattare questa sera.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, la prego di non ripetere le cose
  che già conosciamo;  se,  cioè  a  dire, ritira la mozione, va bene,
  altrimenti votiamo. Ha facoltà di parlare.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   dovendo  prendere  atto  delle
  dichiarazioni rese  in  quest'Aula  dal  Governo,  in  qualche  modo
  costretto -  onorevole Fleres, perché  ancora ieri la maggioranza si
  opponeva alla  possibilità che si sviluppasse un dibattito in Aula -
  volevo esprimere  la  possibilità  di  trovare  una soluzione, se si
  trova un  accordo:  la  presentazione  di  un  un  ordine del giorno
  impegnativo per  il Governo a pubblicare il decreto modificato entro
  sabato.
       Se il  problema  è  il  maggiore  coinvolgimento  delle parti e
  mantenere l'attuale  decreto  in  vita,  allora  noi  manteniamo  la
  posizione  originaria;  non  esiste l'istituto della sospensione del
  decreto, esiste l'istituto della revoca del revoca.
       Mi permetto  dunque  di  formulare una proposta che è di questa
  natura: un  ordine  del giorno impegnativo per il governo a emettere
  il decreto modificato entro sabato.
       Noi valuteremo  il  decreto;  se questo non dovesse cogliere le
  cose  che   dal   dibattito  d'Aula  sono  state  evidenziate,  noi,
  eventualmente, riproporremo la discussione in Aula.
       L'unica possibilità  d'uscita  è  questa  per valutare la bontà
  delle cose dette dal Governo.

     PRESIDENTE. l'unica possibilità di uscita è il voto.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Abbiamo già fatto troppe repliche e contro repliche,
  il Governo  ha  già  fatto  le  proprie  dichiarazioni,  l'onorevole
  Speziale dichiara  di  non  potere  aderire  alla richiesta, lei può
  parlare in difformità.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  credo  che  il  nervosismo  che
  attraversa l'Aula sia motivato dall' importanza del passo che stiamo
  compiendo.
       Io non  sono  tanto  d'accordo  con  la proposta dell'onorevole
  Speziale, io  la  articolerei  diversamente  e  direi  che, forse, i
  firmatari della  mozione  -  io  non  sono  firmatario  - potrebbero
  ritirarla non  in  cambio  di  parole, onorevole Lo Monte, perché di
  parole in  quest'Aula,  autorevolmente  dette in passato, ne abbiamo
  avuto a iosa, regolarmente disattese, quindi noi abbiamo ragione.
       Poi c'è la responsabilità di chi le deve portare avanti, se non
  si portano avanti non possiamo puntare la pistola alla tempia.
       Non è che  si  può  chiedere  a chi ha presentato la mozione di
  ritirarla come se  non fosse successo niente;  si deve uscire con un
  atto, per ciò si insiste sulla votazione.
       L'onorevole Speziale  sostiene che il nuovo decreto deve essere
  pubblicato;  io  dico  una  cosa diversa:  il Presidente ha fissato,
  nella sua  replica,  una  tempistica  che  prevede l'approvazione in
  Giunta di Governo del nuovo testo, quindi si può prevedere un ordine
  del giorno  che impegna il Presidente della Regione, nella Giunta di
  venerdì, a  portare  un  testo  che  una  volta esaminato in Giunta,
  diventi di dominio pubblico.
       Allora delle due l'una:  o il Presidente ha detto il vero e non
  dovreste avere  difficoltà  ad  approvare questo ordine del giorno o
  sono chiacchiere  per  dilazionare  e per "menare il can per l'aia",
  allora tanto vale, ha ragione l'onorevole Speziale, che si vada alla
  votazione della mozione.
       Non c'è, onorevole Fleres, nessuna suspense nel voto, non siamo
  angosciati dall'esito,  lo  sappiamo  già  quale sarà l'esito;  è un
  voto di chiarezza, quindi non ci preoccupiamo di chi sarà sconfitto.
       Lei pensa  che  28  deputati,  con  questa  maggioranza  di 120
  deputati, possa dare esito diverso?
       Non si  preoccupi  che non siamo qui per cercare capovolgimenti
  ma per approfondire un argomento e uscire con posizioni chiare.
       Se ci  sono  le  condizioni per le posizioni chiare va bene, se
  non ci sono, è meglio chiarire attraverso il voto.

     CUFFARO,  presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, io non  so  se  in  questo  Parlamento  in passato si sono
  dichiarate  autorevoli  posizioni  poi  non  mantenute,  non  è  mio
  costume. Ho detto che domani il decreto sarà pronto e che venerdì lo
  porterò all'attenzione  della  Giunta.  Non  mi  serve un'ordine del
  giorno di  questo  Parlamento  che  mi  imponga  di fare ciò, perché
  questo me lo  sono imposto da me e lo farò, se il Parlamento ritiene
  di avere fiducia in questo Governo.

                   (Applausi dai banchi di destra)

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  la  mozione  160: "Revoca del
  decreto per il  contenimento  della  spesa  sanitaria. Interventi
  organici nel settore della sanità".

    VOTAZIONE PER APPELLO  NOMINALE  DELLA  MOZIONE N. 160: "REVOCA
    DEL  DECRETO  PER   IL   CONTENIMENTO  DELLA  SPESA  SANITARIA.
    INTERVENTI ORGANICI NEL SETTORE DELLA SANITA'".

     SPEZIALE.   Chiedo  che   la  votazione  avvenga  per  appello
  nominale.

    (Alla  richiesta  si associano gli onorevoli Cracolici, Panarello,
    Ferro, Capodicasa, De Benedictis, Barbagallo)

        PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a termini di
  Regolamento, indìco  la votazione per appello nominale della mozione
  n. 160.
       Dichiaro aperta la votazione.
       invito il deputato segretario a procedere all'appello.

     BASILE, segretario, procede al primo ed al secondo appello.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                         RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.   Proclamo   l'esito   della  votazione  per  appello
  nominale:

    Presenti e votanti.....    60

    Maggioranza............    31

    Hanno risposto sì .....    21

    Hanno risposto no .....    39

                    (L'Assemblea non approva)

            RINVIO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298.3/A

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei  disegni  di  legge che prevede al numero 1) l'esame
  del disegno  di  legge n.  298.3/A "Disposizioni urgenti nei settori
  dell'artigianato, del commercio, della cooperazione e della pesca".
       Desidererei  sapere  dall'onorevole  relatore  se  è  pronta la
  relazione e soprattutto se non ritiene, come io credo sia opportuno,
  mandare   in  Commissione  gli  emendamenti  pervenuti  nei  termini
  regolamentari per  un  parere  di  merito,  soprattutto  per  quelli
  attinenti a provvedimenti di spesa.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, sono  assolutamente d'accordo a un' analisi informale in
  Commissione  degli  emendamenti  che  sono  pervenuti e naturalmente
  ritengo che questo lavoro debba avere il sostegno degli uffici della
  Presidenza nella  misura  in  cui occorre anche stabilire quali sono
  gli emendamenti ammissibili e quali, invece, quelli inammissibili.
       Li  possiamo  esaminare  domani mattina prima dell'inizio della
  seduta o  anche  immediatamente,  se i colleghi sono presenti, visto
  che c'è  anche l'Assessore, e stabilire, ripeto, con l'ausilio degli
  uffici  della  Presidenza  quali  sono  gli emendamenti ammissibili.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per   la   cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  La  riunione  della  Commissione  si  può  celebrare
  quando il  Presidente ritiene di farlo tra stasera e domani mattina,
  decida lei, onorevole Tricoli.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, ritengo  che  la Commissione si possa riunire alle 19.15
  di stasera.

     PRESIDENTE.  La  terza  commissione,  ne do' pubblico annuncio, è
  riunita subito dopo la conclusione della presente seduta.
       La seduta  è rinviata a domani, giovedì 12 settembre 2002, alle
  ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Norme per l'erogazione del buono scuola" (N. 286-110/A)

            Relatore: on. Nicola Leanza.

       2) -  "Disposizioni  urgenti  nei settori dell'artigianato, del
          commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
          stralciate/A) (Seguito)

            Relatore: on. Marzio Tricoli.

    III - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO  PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     IV - ELEZIONE  DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER LE
          PICCOLE  E  MEDIE  IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

      V - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE  DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE  DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE  DI  CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

       La seduta è tolta alle ore 19.00.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30)