Presidenza del presidente LO PORTO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che sono in corso
riunioni politiche per definire il disegno di legge sul buono
scuola, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.01, è ripresa alle ore 17.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, informo che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 8.8, all'articolo 8 del disegno di legge nn.
286-110/A "Norme per l'erogazione del buono scuola", che richiede,
comportando spesa, il parere della Commissione Bilancio.
Autorizzo pertanto la Commissione "Bilancio" a riunirsi per
esprimere il parere di competenza.
La seduta è, quindi, sospesa e riprenderà alle ore 18.20.
(La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 19.55)
La seduta è ripresa.
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta da parte dell'assessore per
la Sanità la risposta scritta alla seguente interrogazione:
- N. 264 "Provvedimenti in merito al concorso per due posti di
dirigente medico bandito dell'ASL n. 6 di Palermo il 12.10.2000"
---
Firmatari: Spampinato Giuseppe
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE
COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per il contenimento delle spese elettorali nella Regione
siciliana e per la trasparenza delle candidature" (n. 478)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per la designazione dei candidati mediante elezioni
primarie" (n. 479)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Norme in materia di imprese e professioni turistiche" (n. 481)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per la modifica della commissione assegnazione alloggi
popolari in Sicilia" (n. 482)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per l'assegnazione di un contributo alle famiglie
siciliane per la disinstallazione dei compressori dei
condizionatori dalle facciate dei palazzi" (n. 484)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per l'assegnazione di un contributo alle famiglie
siciliane per la installazione di impianti che producano energie
alternative" (n. 485)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Norme relative all'adozione della settimana corta nella scuola
siciliana" (n. 477)
- iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Disposizioni concernenti il ruolo degli organismi non lucrativi
di utilità sociale" (n. 483)
- iniziativa parlamentare
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE
DELLO STATUTO REGIONALE
- "Disposizioni sull'elezione diretta del Presidente della Regione
e norme comuni sull'elezione del Presidente e del Vice Presidente
della Regione, dei presidenti e dei vice presidenti delle province
regionali e dei sindaci e dei vice sindaci, nonchè sull'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana, dei consigli provinciali e dei
consigli comunali" (n. 480)
- iniziativa parlamentare
- PARERE I
INVIATI IN DATA 17 SETTEMBRE 2002
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere,
pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla competente commissione
legislativa:
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
- PIC 2000/2006 - Interreg. III C - zone sud - Adempimenti ex art.
16 l.r. n. 6/97" (n. 75)
- pervenuta in data 9 settembre 2002
- trasmessa in data 10 settembre 2002
COMUNICAZIONE DELLE ASSENZE E DELLE SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 69, comma 4, del
Regolamento interno, le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle commissioni legislative permanenti per il periodo 10 - 18
settembre 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 18.09.02 (ant.): LEANZA E.-CRISAFULLI-IOPPOLO
" " 18.09.02 (pom.): LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-LO MONTE-ORTISI-SCOMA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 17.09.02: CROCE-D'ANTONI-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA
SPEZIALE
" " 18.09.02: CROCE-FLERES-GENOVESE-LIOTTA-SPEZIALE
Sostituzioni
Riunione del 18.09.02: MANCUSO sostituito da FRANCHINA
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 17.09.02: VICARI
" " 18.09.02: DE BENEDICTIS-GURRIERI-INFURNA-MAURICI-VICARI
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 17.09.02: MORINELLO
Sostituzioni
Riunione del 10.09.02: BASILE sostituito da LO MONTE
" " 17.09.02: PISTORIO " " LEANZA Nicola
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 795 - Orientamenti del Governo sulla definizione degli
elementi costitutivi essenziali della retribuzione degli
L.S.U..
- Assessore Lavoro
Firmatario: Papania
N. 796 - Notizie sulle domande di agevolazioni presentate
ai sensi dell'art. 75 della legge regionale n. 32 del 2000.
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
- con richiesta di risposta scritta:
N. 794 - Intervento al fine di conoscere i criteri
adottati per la concessione dei contributi regionali agli
enti e alle organizzazioni operanti nel settore della
cultura, del teatro e della musica.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Forgione, Liotta.
Presidenza del presidente LO PORTO
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e
153 del Regolamento interno delle mozioni:
N. 161: "Impegno del Governo della Regione a debellare le
patologie che affliggono il bestiame (brucellosi, blue tongue,
tubercolosi, leucomi, morbo della 'mucca pazza')", degli onorevoli
Lo Monte, D'Antoni, Amendolia, Basile e Sanzeri;
N. 162: "Interventi di pulizia e bonifica del fiume Torto", degli
onorevoli Catania Giuseppe, Fleres, Maurici e Garofalo;
N. 163: "Interventi per accelerare la piena utilizzazione delle
risorse di cui alla misura 2.03 del POR Sicilia 2000/2006,
riguardante l'utilizzo economico di beni aventi rilevanza
culturale", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Garofalo, Scoma, Catania Franco e Mercadante Giovanni.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- sino ad oggi sull'intero territorio regionale non
sono state messe in atto linee comuni di lotta per
l'eradicazione della brucellosi ovicaprina e della
brucellosi ovina, nonché del morbo della lingua
blu;
- la Regione siciliana deve procedere ad una seria
riorganizzazione delle attività connesse
all'allevamento del bestiame nel parco dei Nebrodi,
emanando norme univoche indirizzate alla tutela e
allo sviluppo degli impianti zootecnici siciliani;
- lo studio dei dati sulla situazione epidemiologica
regionale obbliga ad un rinnovato approccio di alta
valenza scientifica che consenta linee straordinarie
di intervento;
CONSIDERATO che:
- le attività di prevenzione sviluppate nel corso
degli anni restano incomplete, visto che si constata
il persistere di livelli di infezione umana ed
animale particolarmente elevati, a causa di
inadeguate e carenti disposizioni sanitarie europee,
nazionali e regionali, in materia di brucellosi e
blue tongue;
- il persistere di tali gravi problematiche connesse
al comparto zootecnico siciliano, è causa di un
lento ma inesorabile esodo giovanile dalle zone
rurali e del loro degrado;
- in molti Paesi europei è in vigore un programma di
vaccinazione per l'eradicazione della malattia della
'lingua blu' che si avvale del vaccino RB51, in
Italia non utilizzabile perché ancora non testato;
- nel resto d'Europa questa malattia è pressoché
debellata grazie proprio al vaccino RB51,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad individuare, con la massima urgenza, le linee
strategiche di un piano d'intervento;
- a fare da tramite con le Istituzioni nazionali per
la costituzione di un tavolo tecnico tra gli
operatori del settore, i delegati degli enti locali,
l'Assessore regionale per la sanità, l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, il Sottosegretario al
Ministero della salute ed i vertici del Dipartimento
alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria,
al fine di determinare linee comuni per
l'eradicazione della brucellosi bovina e ovicaprina
in Sicilia;
- a proporre una deroga al Governo nazionale che
consenta di vaccinare il bestiame con l'RB51;
- a sensibilizzare i vertici delle ASL competenti per
il territorio nebroideo, per individuare possibili
interventi sostitutivi;
- ad incrementare il numero di veterinari in servizio
per fare fronte alla notevole mole di lavoro, anche
con la creazione di subdistretti sanitari
veterinari. (161)
LO MONTE - D'ANTONI -
AMENDOLIA - BASILE - SANZERI
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il percorso del fiume Torto interessa i comuni di
Castronovo, Alia, Roccapalumba e Caccamo, in
provincia di Palermo;
- nessuno dei Comuni sopraindicati ha effettuato
interventi di bonifica del suo alveo e ciò ha
consentito il formarsi di una fitta vegetazione che
ostruisce il normale deflusso dell'acqua;
- il fiume attraversa un'ampia pianura in prossimità
dei comuni di Alia e Roccapalumba;
- tale situazione rischia di provocare, in occasione
di eventi piovosi, l'esondazione del fiume con i
conseguenti gravi pericoli per gli abitanti delle
case che si trovano sulle sponde,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad effettuare tutti gli interventi necessari
affinché si provveda alla pulizia del fiume Torto,
anche in considerazione dell'approssimarsi della
stagione invernale e dunque delle più frequenti
piogge. (162)
CATANIA G. - FLERES -
MAURICI - GAROFALO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la misura 2.03 del POR Sicilia 2000/2006 prevede
interventi per il recupero, ai fini di un loro
utilizzo economico, di beni aventi rilevanza
culturale;
- a seguito del relativo bando sono stati esaminati
106 progetti, per un ammontare complessivo di
contributi richiesti pari a 50 milioni di euro, a
fronte dei 60 disponibili;
- solo 37 progetti sono stati giudicati coerenti ed
ammessi alla fase successiva di valutazione, ed
altri, per un ammontare di 50 milioni di euro,
risultano inseriti nei PIT;
- di conseguenza, volendo avanzare una previsione
finale di massima, si può ritenere che le risorse
che verranno impegnate per il citato bando, relativo
alla misura 2.03, risulteranno pari a 15 milioni di
euro;
- sarebbe opportuno rimodulare in diminuzione gli
stanziamenti della misura 2.01 che riguarda una
generica azione di restauro che, in assenza di
un'opportuna politica di manutenzione ordinaria e di
vigilanza, risulterebbero sprecati, mentre le
risorse destinate alla misura 2.03 assicureranno il
pieno utilizzo del bene e la creazione di posti di
lavoro stabili (se ne prevedono oltre 1.000);
- la risposta degli imprenditori alla misura 2.03 è
stata massiccia e positiva, tanto da suggerire non
solo di non spostare in altra misura le somme
eventualmente non utilizzate nella 2.03, bensì
semmai l'incremento della sua dotazione, anche
attraverso la riapertura del bando, ai fini
dell'integrazione della documentazione mancante
nelle istanze giudicate coerenti, con particolare
riferimento alle certificazioni riguardanti il
cambio di destinazione d'uso ed il nulla osta della
Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali
competente per territorio;
- la riapertura dei termini del bando, anche per soli
15 giorni, ai fini dell'integrazione della
documentazione mancante o dell'avvio di procedure
più semplici, sbloccherebbe notevoli risorse
incrementando anche i livelli occupazionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI, AMBIENTALI E
LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- a non distogliere le risorse in atto appostate nella
misura 2.03 del POR 2000/2006;
- a verificare la possibilità di incrementarle;
- a riaprire, per un periodo limitato di tempo, i
termini del bando relativo alla misura in questione,
al fine di consentire l'integrazione della
documentazione eventualmente mancante o per
rinviare alla fase della ammissione formale del
progetto la loro materiale produzione, con
particolare riferimento al certificato di cambio di
destinazione d'uso ed al nulla osta della
Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali;
- a procedere all'intera manovra di revisione del
bando relativamente agli anni 2003 e seguenti,
prevedendo meccanismi più semplificati. (163)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI
GAROFALO - SCOMA - CATANIA F.
MERCADANTE
PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni testé lette siano
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
perché se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente LO PORTO
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME PER
L'EROGAZIONE DEL BUONO SCUOLA" (NN. 286-110/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge nn.
286-110/A "Norme per l'erogazione del buono scuola", posto al numero
1).
Invito i componenti la quinta Commissione, 'Cultura, formazione
e lavoro', a prendere posto nel relativo banco.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.13.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Governo ha presentato delle riscritture sotto forma di emendamenti
agli articoli.
Il primo emendamento legato a questa riscrittura è l'1.13 in
cui l'articolo 1 è integralmente sostituito da questo emendamento
del Governo; quindi, si dovrebbe partire dall'1.13 per potere capire
qual è la base della discussione.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, pongo una questione di merito ed
una questione di metodo.
La questione di metodo consiste nel fatto che prima di passare
alla discussione e alla votazione dell'emendamento del Governo, si
sarebbe dovuta dare la possibilità a tutti di illustrare i propri
emendamenti all'articolo 1.
La questione di merito, invece, riguarda il fatto che
l'emendamento presentato dal Governo fa decadere tutti gli altri
emendamenti se non viene data possibilità di presentare i
subemendamenti all'emendamento del Governo, perché in caso
contrario non c'è discussione.
Chiedo, quindi, signor Presidente, di darci la possibilità di
subemendare, casomai, l'emendamento del Governo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, ritengo che abbiamo fatto un buon
lavoro, che ancora una volta tutto è andato secondo una conclusione
di rapporto assembleare che non è un "inciucio": Abbiamo tentato
insieme di migliorare questo disegno di legge.
Però, all'uscita dalla Commissione Bilancio, ci siamo detti di
votare il primo e il secondo articolo questa sera in Aula, rinviando
a martedì per gli altri articoli.
Voglio sollecitare, invitare i colleghi a mantenere questo filo
logico che ci consente di dire che siamo all'altezza degli impegni
che assumiamo per portarli avanti.
Altri momenti, più difficili, potranno venire in seguito. Se
cominciamo a ritornare anche dalle cose che abbiamo effettivamente
concordato e stabilito, allora, è tutto il lavoro fatto si perde e
non comprendiamo più che cosa significa avere tecnicamente,
volutamente, raggiunto un accordo con buona predisposizione di tutti
i parlamentari, non come sotterfugio, ma alla luce del sole. Per
cui vorrei rivolgere un invito al mantenimento, sereno e serio,
degli impegni assunti. C'è sempre la possibilità, dall'articolo 3
in poi, di potere anche tentare qualche ulteriore aggiustamento, che
è nelle cose e che resta stabilito per l'Aula.
Per cui inviterei a ritirare questo tipo di impostazione e ad
approvare il primo e il secondo articolo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, credo che la presentazione da
parte del Governo di un emendamento di riscrittura non muti la
procedura regolamentare. L'emendamento del Governo è un emendamento
come quello che hanno presentato i parlamentari o come quelli che
anche il Governo ha presentato - non so se ce ne sono - o avrebbe
potuto presentare.
Si procede, secondo il Regolamento, a partire dagli emendamenti
più lontani dal testo. Quindi, si comincia con l'emendamento
Forgione, che è soppressivo dell'articolo ed è, quindi, il più
lontano. Valutino gli uffici fin dove è più lontano l'emendamento
del Governo rispetto al testo. Quando arriverà il momento di
esaminare l'emendamento del Governo si approva; approvato quello,
decadono tutti gli altri.
Quindi, non è mutato nulla. E' una procedura ordinaria, perchè
non si tratta di un emendamento su cui il Governo chiede la fiducia,
è un emendamento normale. Quando arriverà il suo turno verrà
approvato.
FORGIONE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, intervengo per porre la questione
che ha or ora posto l'onorevole Capodicasa e per segnalare che le
intenzioni del Governo sono chiare. Io oggi non ho partecipato ad
alcuna delle riunioni e delle trattative nella quali si sono
cimentati esponenti della maggioranza ed anche dell'opposizione. Mi
sono sottratto perchè lei, signor Presidente dell'Assemblea e lei,
Presidente della Regione, sapete bene che la nostra posizione non è
'emendataria' di questo disegno di legge, pur avvertendo i diversi
gradi di rischio che il disegno di legge contiene. E, quindi, non
siamo 'per il tanto peggio tanto meglio'.
Ma l'emendamento del Governo punta a strozzare ogni dibattito
in Aula, perchè io trovo un emendamento del Governo che si
differenzia dall'articolato proposto nel disegno di legge solo
perchè al comma 1 non cita più l'articolo 34 della Costituzione e al
comma 3 non cita più l'articolo 8.39 della Carta europea che
riguarda i diritti del fanciullo. Cioè, c'è un atteggiamento del
Governo che propone lo stesso articolo, togliendo due numeri, solo
per strozzare il dibattito parlamentare.
Ritengo che questo sia un atteggiamento grave e sbagliato.
Allora, rivendico, come parlamentare, il diritto a discutere
dei miei emendamenti. Diceva l'onorevole Capodicasa che
l'emendamento di cui io sono il primo firmatario è il più lontano.
L'emendamento del Governo al testo, è un po' ridicolo, se non fosse
invece motivato da quell'altra ragione, cioè far decadere tutti gli
emendamenti e bloccare una discussione parlamentare.
Se tutto si riduce a togliere il riferimento all'art. 34 della
Costituzione, è fin troppo chiaro l'atteggiamento parlamentare del
Governo così come è trasparente il nostro atteggiamento
parlamentare. Quindi, rivendico il diritto a poter discutere di
tutti gli emendamenti così come stati proposti e come sono inseriti
nel blocco che ci viene consegnato dagli Uffici.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, non essendo nostro
questo "intendimento" di restringere il dibattito parlamentare -
l'emendamento ha soltanto lo scopo di introdurre un correttivo ad
alcuni richiami che erano oggettivamente superflui nel testo o
comunque malposti - noi ritiriamo l'emendamento 1.13 e diamo il via
libera al dibattito sull'articolo 1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa, pertanto, agli
emendamenti presentati all'articolo 1.
FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la filosofia dei
nostri emendamenti è molto chiara e trasparente, lo dicevo prima,
non si ispira ad una logica emendataria perché mette in discussione
la natura stessa di questo disegno di legge, del buono scuola, di
una legge che punta ad un processo di smantellamento della scuola
pubblica.
Per questo troverete in tutto l'articolato un emendamento
soppressivo, perché noi non riconosciamo il valore di questa legge.
Ne mettiamo in discussione la filosofia e, anzi, se c'è una critica
che facciamo anche ai colleghi del centrosinistra, è di avere
spianato la strada, con la precedente legge di parificazione
scolastica tra pubblica e privata, a questo sfondamento che oggi la
destra ci propone.
L'errore è stato in quella legge nazionale, nel recepimento di
quei principi ispiratori nella legge di autonomia e, vorrei
ricordare, che qui fummo gli unici a votare contro i principi di
quella legge in questa Assemblea regionale nella passata
legislatura.
La ragione è chiara: noi difendiamo il carattere pubblico e
statale della scuola. Ne abbiamo parlato nell'ambito della
discussione generale.
Certo, ci sono emendamenti anche qui graduali, oltre a quelli
più radicali che noi proponiamo, rispetto alla soppressione
dell'intero articolato. Ma noi riteniamo che qui stiamo producendo
una pessima legge, che stiamo legittimando scuole che non
garantiscono né la qualità dei formatori, né la qualità formativa e,
quindi, di fatto, non garantiscono quel diritto all'istruzione, al
sapere, alla conoscenza, sancito dalla Costituzione.
Io lo so, onorevole Virzì, che per lei la Costituzione è un
impaccio e forse per questo stava esprimendo con qualche gesto
questo suo disappunto, ma quella Costituzione sancisce principi che
qui vengono offesi e calpestati con questa legge.
Per questo motivo, onorevole Presidente, noi presentiamo i
nostri emendamenti e vogliamo garantito il diritto a sostenerli e a
farli apprezzare da quest'Aula parlamentare. Anzi, diciamo di più.
E' una materia così delicata quella della pubblica istruzione per il
valore che ha rispetto al modello sociale che essa mette in luce e
noi dobbiamo pensare a questa regione, quando parliamo di riforme,
alla costruzione di un modello sociale che garantisca a tutti e a
tutte formazione, sapere, pari opportunità per guardare al proprio
futuro.
E' un problema che riguarda le giovani generazioni, ma riguarda
i livelli di civiltà di una regione e di un Paese, soprattutto in
un'area degradata socialmente come la nostra terra. E noi quando
parliamo di scuola pubblica - lo dicevo l'altro giorno - qui
parliamo anche di presidi sociali di legalità, di presidi di
civiltà; e quando parliamo delle scuole private - anche questo lo
dicevo l'altro giorno - non delle scuole alle quali hanno accesso le
grandi élite dirigenti, le aristocrazie, la borghesia di questa
regione, ma delle scuole private, quelle dequalificate e degradate,
parliamo di un pezzo del degrado della Sicilia. Voi fate una legge
che legittima queste forme di degrado della Sicilia. Il pubblico
non è sostituibile in una terra come questa e su un terreno che è
quello dell'istruzione e della formazione.
Per questo noi riteniamo che questo disegno di legge non sia
emendabile. Si può emendare anche qualche articolo, ma per quanto
ci riguarda è il principio, la filosofia che non è emendabile: la
grandezza della costruzione sociale del nostro modello sociale
italiano che lo ha reso quasi unico, una anomalia - un caso è stato
detto, nella civiltà europea - sta anche nella costruzione laica
dello stato e della scuola.
Qui ci avviamo ormai verso una scuola confessionale, verso una
scuola su basi etniche, verso una scuola - consentitemi il termine,
so che fa inorridire molti - verso una scuola di classe. Perché il
finanziamento alle scuole private vuol dire questo: legittimare le
scuole, quelle finanziate dalla Confindustria, quelle finanziate dal
sistema di imprese, alle quali verrà garantito l'accesso solo per
alcune fasce sociali che sono le stesse che avranno poi accesso alle
élite dirigenti di questo Paese e di questa regione. Voi volete
ritornare alla scuola di classe, noi vogliamo combattere la scuola
di classe e difendere la scuola di massa, ma quando parliamo di
scuola di massa parliamo di una scuola qualificata nei formatori,
qualificata nei programmi, qualificata nel rapporto con il mercato
del lavoro che non può essere neanche quello un rapporto tra una
scuola degradata e un mercato del lavoro di seconda categoria.
Voi invece fate una legge che fotografa l'esistente e lo
peggiora, che non punta alla qualificazione della scuola pubblica; e
invece c'è bisogno di una riqualificazione della scuola pubblica.
So che c'è un dibattito anche dentro il centrodestra: se
bisogna fermarsi al finanziamento alle scuole parificate o se
bisogna invece garantire anche i diplomifici, così qualcuno in
alcune aree, in alcune province può garantirsi anche un bacino
elettorale e clientelare, perché sappiamo poi l'uso che verrà fatto
di questi finanziamenti.
Noi con soldi pubblici garantiamo le scuole private e noi non
aiutiamo le famiglie e non aiutiamo gli studenti. Io spero, al di
là di quello che produrrà questa Assemblea regionale, questo
Parlamento, che alla fine siano i cittadini siciliani a potersi
pronunciare e spero da questo punto di vista, mi rivolgo al
Presidente dell'Assemblea regionale, che si acceleri l'iter di
alcuni disegni di legge, ce ne è uno di cui io sono il primo
firmatario, che riguardano l'istituzione del referendum regionale.
Sul buono scuola in diverse regioni d'Italia - penso all'Emilia, ma
penso anche al Veneto che voterà il 6 ottobre - i cittadini, gli
elettori vengono chiamati a pronunciarsi proprio perché riguarda
non una scelta concreta - certo anche la scelta concreta, la
gestione di fondi, di finanziamenti -, ma riguarda anche principi
sanciti dalla Costituzione: il Veneto voterà con un referendum
popolare sulla legge istitutiva del buono scuola.
Pertanto, spero che l'Assemblea, i suoi uffici, la Presidenza
dell'Assemblea, vogliano accelerare l'iter dei disegni di legge che
riguardano l'istituzione del referendum nella nostra Regione.
Ritengo che su una materia così delicata è bene che tutti i
cittadini siciliani si pronuncino. Questa è la filosofia che ispira
i nostri emendamenti.
GIANNOPOLO. Chiedo di parla per illustrare gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intervengo per illustrare
l'emendamento 1.11 e l'emendamento aggiuntivo all'articolo 1 che è
l'1.10.
Perché questi due emendamenti? Perché noi riteniamo che questa
legge debba conseguire l'obiettivo di garantire il diritto allo
studio e la qualità dell'offerta formativa nella nostra Regione in
linea con la previsione costituzionale e con il disposto
costituzionale previsto all'articolo 34 della stessa Costituzione
che io mi appresto, brevemente, a leggere se è per caso sfuggito a
qualche collega parlamentare il contenuto di questo articolo 34. Il
quale esattamente dice: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione
inferiore impartita per almeno 8 anni è obbligatoria e gratuita. I
capaci e meritevoli anche se privi di mezzi hanno diritto di
raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende
effettivo questo diritto con borse di studio, assegna alle famiglie
altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso".
Ora, sarà un lapsus, sarà un refuso tecnico, tuttavia,
nell'emendamento del Governo, che è stato adesso ritirato, è venuto
meno proprio il richiamo all'articolo 34 della Costituzione, laddove
questo articolo 34 tende a dare configurazione costituzionale al
principio, che ha quindi valore universale, del diritto allo studio,
che bisogna garantire a tutti i cittadini, a prescindere dal sesso,
dall'appartenenza etnica, religiosa, dal credo politico e a
prescindere, anche, dalla condizione socio-economica di partenza in
cui i cittadini si trovano.
Quindi, la legge che noi andiamo ad approvare, così come ci ha
propinato per diversi giorni e persino settimane l'Assessore
Granata, è una legge che deve essere inquadrata nell'ambito della
politica complessiva del diritto allo studio. Ma se il principio è
quello di garantire il diritto allo studio, allora noi questo
principio lo dobbiamo scrivere con tutta evidenza e chiarezza
all'interno dell'articolo 1, poiché questo principio che la legge
intende rispettare, rafforzare, nel contesto dell'articolo 1,
appunto, questo principio è scomparso. Invece noi riteniamo che
sia necessario rafforzarlo e richiamarlo.
Ed è coerente a questa logica, a questa finalità anche
l'articolo 1 bis, laddove noi individuiamo quali sono gli elementi
fondamentali per una politica per il diritto allo studio nella
nostra Regione, i contenuti, gli obiettivi, le modalità, gli
strumenti e le risorse finanziarie attraverso le quali bisogna
garantire che questo diritto allo studio sia, come dice la
Costituzione, reso effettivo. Da qui l'articolo 1 bis che noi subito
individuiamo accanto all'articolo 1. E cosa diciamo con l'articolo 1
bis? Diciamo che: i sussidi didattici, la fornitura gratuita o
semigratuita dei libri di testo, i servizi per i portatori di
handicap, le borse di studio, i servizi di mensa, i servizi di
trasporto e le facilitazioni di viaggio, i viaggi di istruzione, i
servizi residenziali, i progetti formativi sono elementi
fondamentali perché la politica del diritto allo studio abbia ad
essere effettivamente garantita nella nostra Regione.
Questo, ritengo che debba essere ribadito, poiché non è adesso
più pacifico che nel nostro sistema scolastico, pubblico o privato
che sia nella nostra Regione, questi elementi siano effettivi,
perché questi elementi che erano garantiti e sono garantiti in
grande parte attraverso gli interventi degli enti locali, questi
diritti non sono più effettivi. E intendo riferirmi in particolar
modo ai viaggi di istruzione, intendo riferirmi al trasporto
gratuito che la legge n. 1 del 1979 individuava appunto come
gratuito per tutti gli alunni che si avvalgono di trasporto
pubblico, sia quelli della scuola di base che quelli della scuola
secondaria. Intendo riferirmi al fatto che con la politica nefasta
e distruttiva della pubblica istruzione, del Ministro Moratti, sono
venuti meno tutti gli interventi che tendono a qualificare l'offerta
formativa.
Vorrei ricordare che, entro il 2003, 37 mila insegnanti saranno
fatti uscire dal sistema scolastico, con effetti negativi
sull'abolizione del tempo prolungato e del tempo pieno nelle nostre
scuole.
Evidentemente l'Assessore Granata e questo Governo non sono
interessati a sapere cosa succede nelle scuole dello ZEN o di
Brancaccio a Palermo, e di Librino o di San Gregorio a Catania. I
problemi che vive tutta quella popolazione scolastica non
interessano questo Governo. Cioè non interessa sapere che i
genitori, che le famiglie dell'Albergheria coprono i fenomeni di
pedofilia, non interessa sapere che nelle famiglie di questi
quartieri popolari si copre lo spaccio della droga da parte dei
bambini. Tutto questo scompare dalla politica del Governo tutta
finalizzata invece alla questione del buono scuola. Perché nel
frattempo non si è accorto che scomparendo il tempo prolungato,
scomparendo il tempo pieno abbiamo riportato questi quartieri e
queste scuole ad un rischio enorme.
Il Governo regionale, che dovrebbe rendersi conto che non siamo
in Lombardia dove questi problemi non ci sono e dovrebbe avere una
funzione di supplenza, fugge invece in direzione delle scuole
private, fugge in direzione dell'abbandono della scuola pubblica.
Questa è una cosa immorale che non posso accettare, che non possiamo
accettare Perché, mentre si dovrebbe discutere di ben altro, di
come qualificare l'offerta formativa, di come garantire il diritto
allo studio, stiamo parlando di come dare appannaggio alle famiglie
benestanti per portare i propri figli nelle scuole private. Tutto
questo, ci si consenta, ha anche un rilievo di carattere etico che
non possiamo sottacere e che diremo nelle piazze e che diremo alle
famiglie, ai genitori e agli studenti siciliani.
ORTISI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, fermo restando il giudizio negativo
che espliciteremo in sede di dichiarazione di voto, da deputati
pensiamo anche di collaborare in senso propositivo dal punto di
vista tecnico, perché questo penso sia anche un nostro dovere.
L'emendamento 1.8, primo firmatario l'onorevole Tumino, propone di
cassare al comma 3 gli articoli 8.28 e 8.39 riferiti alla Carta
Europea del Fanciullo.
Già intervenimmo sull'argomento, ci siamo accorti che
nell'emendamento 1.13, poi non passato al nostro esame, presentato
dal Governo, si accoglieva tale proposta e nel medesimo emendamento
del Governo si aggiungeva di cassare l'articolo 34 della
Costituzione. Se noi votassimo a favore dell'emendamento
dell'onorevole Tumino, tuttavia riusciremmo a coprire un
involontario lapsus dell'emendamento presentato dal Governo. Perché
l'evoluzione degli incontri ha portato ad un accordo in ordine
all'aspetto concorsuale della procedura dell'attribuzione sia del
buono scuola sia degli interventi sul diritto allo studio, in quanto
ci saranno delle graduatorie.
Allora questo permette di recuperare l'articolo 34 della
Costituzione perché la nostra osservazione per cassarlo si riferiva
al fatto che non si prevedeva una graduatoria e si contraddiceva la
parte finale del secondo capoverso dell'articolo 34 quando si
parlava di provvidenze che devono essere attribuite per concorso.
Allora, se approviamo l'emendamento del collega Tumino che propone
di cassare soltanto gli articoli 8.28 e 8.39 della Carta europea del
fanciullo, e quindi di salvaguardare l'articolo 34 della
Costituzione che è rimessa in gioco dalla Carta europea ma anche
dalla conclusione di quello che c'è stato, probabilmente eliminiamo
il motivo anche di discussione in ordine all'1.13 presentato dal
Governo. Per questo invito l'Assemblea a votare a favore.
VILLARI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
intanto porre un problema procedurale; credo sia opportuno farlo
anche per evitare che, come veniva detto nella scorsa seduta, si
reciti un copione tra di noi. Siccome sono estremamente leale, e
penso che dobbiamo esserlo tutti, pongo una questione procedurale di
questa natura: il Governo negli incontri informali che ci sono
stati tra la minoranza ed i rappresentanti del Governo e della
maggioranza, ha presentato tutta una serie di emendamenti
sostitutivi non solo dell'articolo 1, ma anche di altri articoli del
testo originario. Il mio emendamento 1.1, di fatto è, in qualche
modo, contenuto nella modifica del testo che il Governo ha
presentato con l'emendamento al nuovo articolo 5 che fa riferimento
al diritto allo studio seppur non siamo d'accordo nel merito
della scrittura di quell'articolo. Però, questo mi consta dire.
Con l'emendamento 1.2, proponevo al Governo e al Presidente
dell'Assemblea l'istituzione di una Commissione di studio, indagine
e azione, di attività, supportata dal sostegno di esperti di uffici
periferici del lavoro e dell'assessorato della pubblica istruzione o
del ministero della pubblica istruzione. Si tratterebbe di una
commissione di indagine e di studio sullo sfruttamento minorile, sul
lavoro nero, a difesa dei diritti del fanciullo e quant'altro.
Credo che, come ha dichiarato l'onorevole Granata, se il
Presidente della Regione e il Presidente dell'Assemblea ritengono di
dovere istituire una Commissione parlamentare di indagine sul lavoro
nero, sul lavoro minorile in Sicilia, penso che questo potrebbe
soddisfare il senso dell'emendamento che ho appena citato - cioè
l'1.2 - che di fatto è contenuto in un emendamento che fa parte
dell'articolo 7 (mi riferisco all'emendamento 7.19).
Ognuno mantenga le proprie posizioni, esprima la propria
contrarietà sul merito delle questioni, ma dobbiamo cercare di
capirci sul metodo di lavoro.
Prego, pertanto, il Governo di presentare, adesso, tutti gli
emendamenti modificativi dei vari articoli, così che sappiamo che
discutiamo di un testo che nei fatti è superato da una discussione
che è già andata avanti. La stessa opposizione ha riconosciuto che
qualcosa è stata modificata nel merito dei rapporti.
Ognuno, naturalmente, può rimanere nelle proprie posizioni, ma
in un clima in cui sappiamo quello di cui parliamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne ha
facoltà.
SPAMPINATO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in sede di
discussione generale dell'articolo 1 avevamo fatto presente come,
premesso che noi auspichiamo una piena attuazione dell'articolo 34
della Costituzione anche nella Regione siciliana con apposite norme
di legge, avevamo verificato che la legge posta all'attenzione
dell'Assemblea regionale non conteneva norme che ne dessero
attuazione.
Preciso che non ho partecipato alle trattative aventi ad
oggetto una rivisitazione del disegno di legge, ma la presentazione,
da parte del Governo, dell'emendamento, ora ritirato, di riscrittura
dell'articolo 1 e del comma 1, che cancella il riferimento
all'articolo 34, mi fa pensare che l'attuazione dell'articolo 34 non
sia stata oggetto di rivisitazione della legge.
Ecco perché inviterei il Governo o a inserire delle norme che
diano piena attuazione all'articolo 34 o, eventualmente, a
presentare in ogni caso un emendamento soppressivo del riferimento
allo stesso articolo 34 così come aveva fatto nella presentazione
dell'emendamento 1.13.
Presidente, mi consenta un brevissimo sfogo - che non riguarda
affatto alcun argomento dell'ordine del giorno - per rappresentare
il mio imbarazzo nella qualità di deputato regionale per
l'accoglienza riservata oggi alla più alta carica delle istituzioni
europee nel nostro Parlamento siciliano.
Mi riferisco alla visita dell'onorevole Romano Prodi presso
l'Assemblea regionale. Né Presidenza della Regione, né Presidenza
dell'Assemblea hanno ritenuto doveroso accogliere la più alta
istituzione europea, il Presidente Prodi, in maniera adeguata.
Questo ha creato particolare imbarazzo a me, così come a molti
colleghi nella loro qualità di deputati regionali.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, non posso accettare questa sua
osservazione dal momento che stamane, non appena rientrato da
Milano, mi sono preoccupato di venire a salutare l'onorevole Prodi
facendo un breve, ma sentito, discorso di augurio di buon lavoro e
di riconoscimento del ruolo dell'onorevole Prodi.
Tutto può dire tranne che io non abbia accolto il suo
Presidente.
SPAMPINATO. Il nostro Presidente.
PRESIDENTE. Si, il suo leader politico e il nostro Presidente.
SPAMPINATO. Non è il mio leader politico, è il "nostro"
Presidente dell'Unione europea.
PRESIDENTE. Il "nostro", come lei preferisce, ma non può
attribuirmi una cosa che è assolutamente non vera.
SPAMPINATO. Io avrei gradito che lei avesse delegato qualcuno
dell'Ufficio di Presidenza, così come abbiamo fatto informalmente,
ad accogliere adeguatamente il Presidente Prodi.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, secondo lei io stamattina cosa
ho fatto?
SPAMPINATO. Ha dato il saluto durante i lavori del convegno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5 a firma degli
onorevoli Forgione e Liotta.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Dichiaro di votare a favore dell'emendamento degli
onorevoli Forgione e Liotta per le ragioni esposte già dai
firmatari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5. Il parere
della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i Beni Culturali ed Ambientali. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6 degli onorevoli Forgione e Liotta.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i Beni Culturali ed Ambientali. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che dall'onorevole Acierno è stato
presentato il seguente emendamento 1.15:
- Al comma 1 sopprimere le parole 'e la responsabilità".
ACIERNO. Ma la legge come fa a garantire la responsabilità di un
genitore nell'educazione dei figli? La legge garantisce la
responsabilità dei genitori? Garantisce la libertà, non la
responsabilità
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i Beni Culturali ed Ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.15 dell'onorevole
Acierno. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo ai voti l'emendamento 1.1 dell'onorevole Villari. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2. dell'onorevole Villari. lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.8 dell'onorevole Tumino. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.3 dell'onorevole Villari. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11 dell'onorevole
Giannopolo. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LEANZA NICOLA , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Acierno
l'emendamento 1.14.
ACIERNO. Signor Presidente, se in sede di coordinamento formale
ci si impegna a togliere la parola "rispetto", lo ritiro.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito: in
sede di coordinamento aggiusteremo nel senso richiesto.
Si passa all'emendamento 1.9 dell'onorevole Tumino.
TUMINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.12 dell'onorevole Cracolici. Lo
stesso si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Villari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.10, dell'onorevole Giannopolo
che si intende spostato all'articolo 5.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Destinatari degli interventi
1. Gli interventi previsti dalla presente legge sono
destinati alle famiglie e agli altri soggetti comunque
esercenti i poteri connessi alla potestà parentale con figli
a carico e frequentanti, nel territorio della Regione, scuole
dell'infanzia, di base e secondarie.
2. Accedono agli interventi previsti dalla presente legge
anche i soggetti di nazionalità straniera, quelli ai quali
sia stata riconosciuta la condizione di apolide o di
rifugiato politico, secondo gli accordi internazionali e le
vigenti disposizioni statali e comunitarie.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 2.7;
- dagli onorevoli Morinello, Ferro e Micciché: emendamenti 2.3,
2.6, 2.5 e 2.4;
- dall'onorevole Cracolici: emendamenti 2.16, 2.15, 2.14, 2.13 e
2.12;
- dagli onorevoli Tumino, Barbagallo, Raiti e Vitrano:
emendamenti 2.9 e 2.8;
- dagli onorevoli Ferro e Morinello: emendamento 2.2;
- dall'onorevole Papania: emendamento 2.10;
- dagli onorevoli Giannopolo, Villari e Speziale: emendamento
2.11.
Comunico altresì che sono stati presentati dal Governo gli
allegati emendamenti 2.17 e subemendamento 2.17.1.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto
dall'emendamento 2.10 del collega Papania per fare osservare che
nella casistica prevista nell'articolo non si fa nessun riferimento
ai soggetti che possono autonomamente decidere. Pensate agli orfani
sui quali nessuno esercita patria potestà. Pensate agli handicappati
che vivono da soli.
Pertanto, se potessimo aggiustare il testo prendendo spunto
dall'approvazione dell'emendamento 2.10 e prevedere anche questi
casi, probabilmente non escluderemmo tipologie che la stesura
attuale dell'articolo esclude e che potrebbero, anche, non aiutare
persone verso le quali pensiamo tutti di intervenire in maniera
prioritaria, perchè persone meno abbienti o meno fortunate.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sullo stesso articolo e sullo stesso emendamento per evidenziare
come, in effetti, da una lettura più attenta di questo primo comma
sembrerebbe che i destinatari degli interventi possano essere
soltanto coloro i quali esercitano una potestà parentale con figli a
carico.
Bisogna garantire la possibilità di essere destinatari delle
finalità anche, per esempio, ai tutori o ai curatori.
CUFFARO, presidente della Regione. E' scritto.
SPAMPINATO. Non è scritto, Presidente. Da una lettura attenta
non si desume questa conseguenzialità. Il tutore non ha figli a
carico da dover garantire.
CRACOLICI. Il tutore non è obbligato ad averli a carico.
SPAMPINATO. Anzi, al contrario. Quindi, ritengo che vi sia
l'esigenza complessiva di garantire questo caso. Assessore se lei è
d'accordo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore ai beni culturali e ambientali e alla pubblica
istruzione. Favorevole.
Voglio dire che sul 2.10, che è stato illustrato opportunamente
dall'onorevole Ortisi e poi ripreso dall'onorevole Spampinato, il
Governo è favorevole, perchè così come la norma è stata scritta
escluderebbe questi soggetti. Siamo favorevoli, quindi,
all'accoglimento del 2.10 e alla trascrizione nel testo del Governo.
Per quanto riguarda, invece, il 2.17, poi emendato da un
subemendamento, si tratta di inserire, vista la evoluzione che la
legge ha avuto nel corso di queste ore e di questi giorni, al comma
1 dopo "alle famiglie" la parola "agli studenti"; e il comma 3 va
soppresso perchè era stato scritto in modo inesatto da un punto di
vista dello stile legislativo.
Si tratta dei due emendamenti 2.17 e 2.17.1 che introducono
dopo "alle famiglie" "agli studenti, e agli altri soggetti comunque
esercenti poteri connessi alla potestà.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Il parere del
Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo ai voti il subemendamento del Governo n. 2.17.1: al comma
1, dopo 'alle famiglie', aggiungere 'agli studenti'. Il comma 3 è
soppresso.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.17 del Governo così come
modificato.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, soltanto per segnalare alla
Presidenza che l'emendamento n. 2.17.1, già votato, aggiunge la
parola 'agli studenti'. Di fatto, la legge così prevede che il buono
scuola venga dato 'alle famiglie, agli studenti, ai soggetti tutori
...' Abbiamo inserito cioè un certo soggetto al quale diamo il buono
scuola, votando ...
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Onorevole Acierno, con gli interventi previsti
dalla normativa approviamo una legge che prevede sia l'erogazione
del buono scuola, sia gli interventi di diritto allo studio e,
quindi, gli interventi complessivamente, secondo le tipologie.
ACIERNO. Onorevole assessore, vorrei finire il mio intervento,
poi, lei, come Governo, può replicare.
Il testo modificato dall'emendamento approvato dall'Aula
diventa: 'Gli interventi previsti da questa legge sono riferiti alle
famiglie, agli studenti e ai soggetti esercenti la patria potestà'.
Abbiamo, di fatto, non identificando in quale parte gli studenti
intervengono, votato un emendamento che estende anche ad un terzo
soggetto i benefici di questa legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento del Governo
all'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro preclusi gli emendamenti 2.3, 2.8, 2.16, 2.9, 2.14,
2.4, 2.13 e 2.2.
Si passa all'emendamento 2.6. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. La ratio dell'emendamento, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, è la seguente.
Proprio perché si dice, nella legge che istituisce il buono
scuola, che le scuole statali e quelle paritarie e prima, nella
prima stesura, non statali, erano considerate su un piano di parità,
scusate la ripetizione, succederà - di fatto - se non interveniamo
con precise correzioni, con paletti definiti, succederà quello che
sta succedendo nelle altre regioni che hanno introdotto il buono
scuola.
In Lombardia, il 98,5 per cento delle risorse destinate al
buono scuola, in effetti, è appannaggio degli alunni che frequentano
le scuole private. Pertanto, introdurre un termine, una percentuale,
un limite che, di fatto, parifica - così come voi dite - la scuola
pubblica e la scuola paritaria, ritengo che sia opportuno. Questo è
il senso dell'emendamento.
Non c'entra nulla con il diritto allo studio, con il
finanziamento: è altro. Il diritto allo studio, il buono scuola non
rientrano tra i provvedimenti che vanno sotto il nome di diritto
allo studio. E' altra cosa il diritto allo studio.
Pertanto, ritengo, prendendo in parola i propositi e i principi
enucleati nel disegno di legge, utile fissare il limite del 50 per
cento per le scuole pubbliche e per le scuole private. Fermo
restando la mia contrarietà di principio alla introduzione del buono
scuola.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.6. Il parere del
Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, dell'onorevole Morinello. Il
parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.11 a firma dell'onorevole
Giannopolo. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.14,
dell'onorevole Giannopolo. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.12 che si deve intendere spostato
all'articolo 5.
Si passa all'emendamento 2.15. Lo dichiaro assorbito.
Si passa all'emendamento 2.10, dell'onorevole Papania. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di procedere con l'esame dell'articolo 3 vorrei conoscere
il parere del Governo sulla prosecuzione dei lavori.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Signor Presidente, il Governo, avendo l'Aula intrapreso
l'esame del disegno di legge ed avendo approvato i primi due
articoli, anche per consentire di approfondire le riflessioni della
Commissione "Cultura" allargata ai Capigruppo, ritiene opportuno
rinviare la seduta a martedì 24 settembre 2002.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta stabilito nel senso
richiesto dal Governo.
La seduta, pertanto, è rinviata a martedì 24 settembre 2002
alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente LO PORTO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Norme per l'erogazione del buono scuola" (nn. 286-110/A)
(Seguito)
Relatore: on. Nicola Leanza.
2) - "Disposizioni urgenti nei settori dell'artigianato, del
commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
stralciate I/A) (seguito)
Relatore: on. Marzio Tricoli.
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
(La seduta è tolta alle ore 21,00).
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23,40.