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Resoconto d'Aula della Seduta n. 83 di giovedì 19 settembre 2002
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   Presidenza del presidente LO PORTO


     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  considerato  che  sono  in corso
  riunioni  politiche per definire  il  disegno  di  legge  sul  buono
  scuola, sospendo la  seduta,  avvertendo  che  riprenderà  alle  ore
  16.30.

          (La seduta, sospesa alle ore 11.01, è ripresa alle ore 17.15)

    La seduta è ripresa.

       Onorevoli  colleghi, informo che è stato presentato dal Governo
  l'emendamento   8.8,   all'articolo  8  del  disegno  di  legge  nn.
  286-110/A  "Norme  per l'erogazione del buono scuola", che richiede,
  comportando spesa, il parere della Commissione Bilancio.
       Autorizzo  pertanto  la  Commissione  "Bilancio" a riunirsi per
  esprimere il parere di competenza.
       La seduta è, quindi, sospesa e riprenderà alle ore 18.20.

       (La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 19.55)

       La seduta è ripresa.

     PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.

              ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico  che è pervenuta da parte dell'assessore per
  la Sanità la risposta scritta alla seguente interrogazione:

    - N. 264  "Provvedimenti  in  merito  al concorso per due posti di
    dirigente medico bandito dell'ASL n.  6 di Palermo il 12.10.2000"
            ---
          Firmatari: Spampinato Giuseppe

              COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE
                    COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico  che  i seguenti disegni di legge sono stati
  inviati alle competenti commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Norme  per il contenimento delle spese elettorali nella Regione
    siciliana e per la trasparenza delle candidature" (n.  478)

    - iniziativa parlamentare

    - "Norme  per  la  designazione  dei  candidati  mediante elezioni
    primarie" (n. 479)

    - iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Norme in materia di imprese e professioni turistiche" (n.  481)

    - iniziativa parlamentare

    - "Norme  per  la  modifica della commissione assegnazione alloggi
    popolari in Sicilia" (n.  482)

    - iniziativa parlamentare

    -  "Norme  per  l'assegnazione  di  un  contributo  alle  famiglie
    siciliane    per   la   disinstallazione   dei   compressori   dei
    condizionatori dalle facciate dei palazzi" (n. 484)

    - iniziativa parlamentare

    -  "Norme  per  l'assegnazione  di  un  contributo  alle  famiglie
    siciliane per  la  installazione di impianti che producano energie
    alternative" (n. 485)

    - iniziativa parlamentare

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - "Norme  relative all'adozione della settimana corta nella scuola
    siciliana" (n. 477)

    - iniziativa parlamentare

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - "Disposizioni concernenti il ruolo degli organismi non lucrativi
    di utilità sociale" (n. 483)

    - iniziativa parlamentare

                    COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE
                           DELLO STATUTO REGIONALE

    - "Disposizioni sull'elezione diretta del Presidente della Regione
    e norme  comuni sull'elezione del Presidente e del Vice Presidente
    della Regione, dei presidenti e dei vice presidenti delle province
    regionali e  dei  sindaci e dei vice sindaci, nonchè sull'elezione
    dell'Assemblea regionale siciliana, dei consigli provinciali e dei
    consigli comunali" (n. 480)

    - iniziativa parlamentare

    - PARERE I

                      INVIATI IN DATA 17 SETTEMBRE 2002

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

     PRESIDENTE.   Comunico  che  la  seguente  richiesta  di  parere,
  pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla competente commissione
  legislativa:

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

    - PIC 2000/2006 - Interreg. III C - zone sud - Adempimenti ex art.
    16 l.r. n. 6/97" (n. 75)

    - pervenuta in data 9 settembre 2002

    - trasmessa in data 10 settembre 2002

      COMUNICAZIONE DELLE ASSENZE E DELLE SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
                 DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI

     PRESIDENTE.  Comunico, ai sensi  dell'articolo  69,  comma 4, del
  Regolamento interno, le assenze  e  le  sostituzioni  alle  riunioni
  delle commissioni legislative permanenti  per  il  periodo  10  - 18
  settembre 2002.

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 18.09.02 (ant.): LEANZA E.-CRISAFULLI-IOPPOLO
      "      "  18.09.02 (pom.): LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                                 CRISAFULLI-LO MONTE-ORTISI-SCOMA

                              BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 17.09.02: CROCE-D'ANTONI-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA
                          SPEZIALE
       "     "  18.09.02: CROCE-FLERES-GENOVESE-LIOTTA-SPEZIALE

   Sostituzioni
   Riunione del 18.09.02: MANCUSO sostituito da FRANCHINA

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 17.09.02: VICARI
      "      "  18.09.02: DE BENEDICTIS-GURRIERI-INFURNA-MAURICI-VICARI

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 17.09.02: MORINELLO

   Sostituzioni
   Riunione del 10.09.02: BASILE sostituito da LO MONTE
       "     "  17.09.02: PISTORIO     "    "  LEANZA Nicola

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

            N. 795 - Orientamenti del Governo sulla definizione  degli
          elementi costitutivi  essenziali  della  retribuzione  degli
          L.S.U..
          - Assessore Lavoro
          Firmatario: Papania

            N. 796 - Notizie sulle domande di agevolazioni  presentate
          ai sensi dell'art. 75 della legge regionale n. 32 del 2000.
          - Assessore Turismo
          Firmatari: Fleres, Catania Giuseppe, Maurici

    - con richiesta di risposta scritta:

            N. 794  -  Intervento  al  fine  di  conoscere  i  criteri
          adottati per la concessione dei  contributi  regionali  agli
          enti  e  alle  organizzazioni  operanti  nel  settore  della
          cultura, del teatro e della musica.
          - Presidente Regione
          - Assessore Beni Culturali
          Firmatari: Forgione, Liotta.


   Presidenza del presidente LO PORTO


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83, lettera d) e
  153   del   Regolamento    interno    delle    mozioni:

    N.   161:  "Impegno del  Governo  della  Regione  a  debellare  le
    patologie che affliggono  il  bestiame  (brucellosi,  blue tongue,
    tubercolosi, leucomi, morbo della 'mucca pazza')", degli onorevoli
    Lo Monte, D'Antoni, Amendolia, Basile e Sanzeri;

    N. 162: "Interventi di pulizia  e bonifica del fiume Torto", degli
    onorevoli Catania Giuseppe,  Fleres, Maurici e Garofalo;

    N. 163: "Interventi  per  accelerare  la piena utilizzazione delle
    risorse  di  cui alla  misura  2.03  del  POR  Sicilia  2000/2006,
    riguardante  l'utilizzo   economico   di   beni  aventi  rilevanza
    culturale", degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe, Maurici,
    Garofalo, Scoma, Catania  Franco e Mercadante Giovanni.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

       - sino ad  oggi  sull'intero  territorio regionale non
         sono state messe in  atto  linee comuni di lotta per
         l'eradicazione della  brucellosi  ovicaprina e della
         brucellosi ovina,  nonché  del  morbo  della  lingua
         blu;

       - la Regione  siciliana  deve  procedere  ad una seria
         riorganizzazione     delle     attività     connesse
         all'allevamento del  bestiame nel parco dei Nebrodi,
         emanando norme  univoche  indirizzate  alla tutela e
         allo sviluppo degli impianti zootecnici siciliani;

       - lo studio  dei  dati sulla situazione epidemiologica
         regionale obbliga  ad un rinnovato approccio di alta
         valenza scientifica che consenta linee straordinarie
         di intervento;

     CONSIDERATO che:

       - le attività  di  prevenzione  sviluppate  nel  corso
          degli anni restano incomplete, visto che si constata
          il  persistere di  livelli  di  infezione  umana  ed
          animale  particolarmente   elevati,   a   causa   di
          inadeguate e carenti disposizioni sanitarie europee,
          nazionali e regionali, in  materia  di  brucellosi e
          blue tongue;

        - il persistere  di  tali gravi problematiche connesse
          al comparto zootecnico  siciliano,  è  causa  di  un
          lento ma  inesorabile  esodo  giovanile  dalle  zone
          rurali e del loro degrado;

        - in molti Paesi  europei  è in vigore un programma di
          vaccinazione per l'eradicazione della malattia della
          'lingua blu' che  si  avvale  del  vaccino  RB51, in
          Italia non utilizzabile perché ancora non testato;

        - nel  resto  d'Europa  questa  malattia  è  pressoché
          debellata grazie proprio al vaccino RB51,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - ad individuare,  con  la  massima  urgenza, le linee
          strategiche di un piano d'intervento;

        - a fare da  tramite  con le Istituzioni nazionali per
          la  costituzione   di  un  tavolo  tecnico  tra  gli
          operatori del settore, i delegati degli enti locali,
          l'Assessore regionale per la sanità, l'Assessore per
          l'agricoltura e  le  foreste,  il Sottosegretario al
          Ministero della salute ed i vertici del Dipartimento
          alimenti,  nutrizione e sanità pubblica veterinaria,
          al   fine    di   determinare   linee   comuni   per
          l'eradicazione  della brucellosi bovina e ovicaprina
          in Sicilia;

        - a proporre  una  deroga  al  Governo  nazionale  che
          consenta di vaccinare il bestiame con l'RB51;

        - a sensibilizzare  i vertici delle ASL competenti per
          il  territorio  nebroideo, per individuare possibili
          interventi sostitutivi;

        - ad incrementare  il numero di veterinari in servizio
          per fare fronte alla  notevole mole di lavoro, anche
          con   la    creazione   di   subdistretti   sanitari
          veterinari. (161)

                                  LO MONTE - D'ANTONI -
                                  AMENDOLIA - BASILE - SANZERI

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

        - il percorso del  fiume  Torto  interessa i comuni di
          Castronovo,  Alia,   Roccapalumba   e   Caccamo,  in
          provincia di Palermo;

        - nessuno  dei   Comuni  sopraindicati  ha  effettuato
          interventi  di  bonifica  del  suo  alveo  e  ciò ha
          consentito  il formarsi di una fitta vegetazione che
          ostruisce il normale deflusso dell'acqua;

        - il fiume  attraversa  un'ampia pianura in prossimità
          dei comuni di Alia e Roccapalumba;

        - tale situazione  rischia  di provocare, in occasione
          di eventi piovosi,  l'esondazione  del  fiume  con i
          conseguenti gravi  pericoli  per  gli abitanti delle
          case che si trovano sulle sponde,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          ad  effettuare   tutti   gli   interventi  necessari
          affinché si provveda  alla  pulizia del fiume Torto,
          anche  in  considerazione  dell'approssimarsi  della
          stagione invernale  e  dunque  delle  più  frequenti
          piogge. (162)

                                      CATANIA G. - FLERES -
                                      MAURICI - GAROFALO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

        - la  misura  2.03  del  POR Sicilia 2000/2006 prevede
          interventi per  il  recupero,  ai  fini  di  un loro
          utilizzo   economico,   di   beni  aventi  rilevanza
          culturale;

        - a  seguito  del  relativo bando sono stati esaminati
          106   progetti,  per  un  ammontare  complessivo  di
          contributi  richiesti  pari  a 50 milioni di euro, a
          fronte dei 60 disponibili;

        - solo  37  progetti sono stati giudicati coerenti  ed
          ammessi  alla  fase  successiva  di  valutazione, ed
          altri, per  un  ammontare  di  50  milioni  di euro,
          risultano inseriti nei PIT;

        - di   conseguenza,  volendo  avanzare  una previsione
          finale di  massima,  si  può ritenere che le risorse
          che verranno impegnate per il citato bando, relativo
          alla misura  2.03, risulteranno pari a 15 milioni di
          euro;

        - sarebbe  opportuno  rimodulare  in  diminuzione  gli
          stanziamenti  della  misura  2.01  che  riguarda una
          generica  azione  di  restauro  che,  in  assenza di
          un'opportuna politica di manutenzione ordinaria e di
          vigilanza,  risulterebbero   sprecati,   mentre   le
          risorse destinate alla  misura 2.03 assicureranno il
          pieno utilizzo del bene e la  creazione  di posti di
          lavoro stabili (se ne prevedono oltre 1.000);

        - la  risposta  degli  imprenditori alla misura 2.03 è
          stata  massiccia  e positiva, tanto da suggerire non
          solo di  non  spostare  in  altra  misura  le  somme
          eventualmente   non  utilizzate  nella  2.03,  bensì
          semmai  l'incremento  della   sua  dotazione,  anche
          attraverso  la  riapertura   del   bando,   ai  fini
          dell'integrazione   della   documentazione  mancante
          nelle istanze giudicate  coerenti,  con  particolare
          riferimento  alle   certificazioni   riguardanti  il
          cambio di destinazione d'uso ed  il nulla osta della
          Soprintendenza  ai  Beni   culturali  ed  ambientali
          competente per territorio;

        - la riapertura  dei termini del bando, anche per soli
          15   giorni,   ai   fini   dell'integrazione   della
          documentazione  mancante  o  dell'avvio di procedure
          più   semplici,   sbloccherebbe   notevoli   risorse
          incrementando anche i livelli occupazionali,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                               e per esso
              L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI, AMBIENTALI E
                       LA PUBBLICA ISTRUZIONE

        - a non distogliere le risorse in atto appostate nella
          misura 2.03 del POR 2000/2006;

        - a verificare la possibilità di incrementarle;

        - a riaprire,  per  un  periodo  limitato  di tempo, i
          termini del bando relativo alla misura in questione,
          al   fine   di   consentire   l'integrazione   della
          documentazione   eventualmente    mancante   o   per
          rinviare  alla  fase  della  ammissione  formale del
          progetto   la   loro   materiale   produzione,   con
          particolare  riferimento al certificato di cambio di
          destinazione   d'uso   ed   al   nulla   osta  della
          Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali;

        - a  procedere  all'intera  manovra  di  revisione del
          bando  relativamente  agli  anni  2003  e  seguenti,
          prevedendo meccanismi più semplificati. (163)

                              FLERES - CATANIA G. - MAURICI
                              GAROFALO - SCOMA - CATANIA F.
                              MERCADANTE

     PRESIDENTE.   Dispongo   che   le   mozioni  testé  lette   siano
  demandate  alla  Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari
  perché se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente LO PORTO


        SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME PER
        L'EROGAZIONE DEL BUONO SCUOLA" (NN. 286-110/A)

     PRESIDENTE.  Si passa al  terzo  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito dell'esame del disegno di legge nn.
  286-110/A "Norme per l'erogazione del buono scuola", posto al numero
  1).
       Invito i componenti la quinta Commissione, 'Cultura, formazione
  e lavoro', a prendere posto nel relativo banco.
       Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.13.

     GRANATA, assessore  per  i  beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA, assessore  per  i  beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  Governo  ha  presentato delle riscritture sotto forma di emendamenti
  agli articoli.
       Il primo  emendamento  legato  a questa riscrittura è l'1.13 in
  cui  l'articolo  1  è integralmente sostituito da questo emendamento
  del Governo; quindi, si dovrebbe partire dall'1.13 per potere capire
  qual è la base della discussione.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, pongo una questione di merito ed
  una questione di metodo.
       La  questione di metodo consiste nel fatto che prima di passare
  alla  discussione  e alla votazione dell'emendamento del Governo, si
  sarebbe dovuta  dare  la  possibilità a tutti di illustrare i propri
  emendamenti all'articolo 1.
       La   questione   di  merito,  invece,  riguarda  il  fatto  che
  l'emendamento  presentato  dal  Governo  fa decadere tutti gli altri
  emendamenti   se   non   viene  data  possibilità  di  presentare  i
  subemendamenti   all'emendamento   del   Governo,   perché  in  caso
  contrario non c'è discussione.
       Chiedo,  quindi,  signor Presidente, di darci la possibilità di
  subemendare, casomai, l'emendamento del Governo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  ritengo  che abbiamo fatto un buon
  lavoro, che  ancora una volta tutto è andato secondo una conclusione
  di rapporto  assembleare  che  non  è un "inciucio": Abbiamo tentato
  insieme di migliorare questo disegno di legge.
       Però,  all'uscita dalla Commissione Bilancio, ci siamo detti di
  votare il primo e il secondo articolo questa sera in Aula, rinviando
  a martedì per gli altri articoli.
       Voglio sollecitare, invitare i colleghi a mantenere questo filo
  logico che  ci  consente di dire che siamo all'altezza degli impegni
  che assumiamo per portarli avanti.
       Altri  momenti,  più difficili, potranno venire in seguito.  Se
  cominciamo  a  ritornare anche dalle cose che abbiamo effettivamente
  concordato e  stabilito,  allora, è tutto il lavoro fatto si perde e
  non   comprendiamo   più  che  cosa  significa  avere  tecnicamente,
  volutamente, raggiunto un accordo con buona predisposizione di tutti
  i parlamentari,  non  come  sotterfugio, ma alla luce del sole.  Per
  cui vorrei  rivolgere  un  invito  al  mantenimento, sereno e serio,
  degli  impegni  assunti.  C'è sempre la possibilità, dall'articolo 3
  in poi, di potere anche tentare qualche ulteriore aggiustamento, che
  è nelle cose e che resta stabilito per l'Aula.
       Per cui  inviterei  a ritirare questo tipo di impostazione e ad
  approvare il primo e il secondo articolo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  credo  che  la presentazione da
  parte del  Governo  di  un  emendamento  di  riscrittura non muti la
  procedura regolamentare.  L'emendamento del Governo è un emendamento
  come quello  che  hanno  presentato i parlamentari o come quelli che
  anche il Governo  ha  presentato  - non so se ce ne sono - o avrebbe
  potuto presentare.
       Si procede, secondo il Regolamento, a partire dagli emendamenti
  più  lontani  dal  testo.  Quindi,  si  comincia  con  l'emendamento
  Forgione,  che  è  soppressivo  dell'articolo  ed  è, quindi, il più
  lontano.  Valutino  gli  uffici fin dove è più lontano l'emendamento
  del  Governo  rispetto  al  testo.  Quando  arriverà  il  momento di
  esaminare  l'emendamento  del  Governo si approva; approvato quello,
  decadono tutti gli altri.
       Quindi,  non è mutato nulla. E' una procedura ordinaria, perchè
  non si tratta di un emendamento su cui il Governo chiede la fiducia,
  è  un  emendamento  normale.  Quando  arriverà  il  suo  turno verrà
  approvato.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  intervengo per porre la questione
  che ha  or  ora  posto l'onorevole Capodicasa e per segnalare che le
  intenzioni del  Governo  sono  chiare. Io oggi non ho partecipato ad
  alcuna delle  riunioni  e  delle  trattative  nella  quali  si  sono
  cimentati esponenti della maggioranza ed anche dell'opposizione.  Mi
  sono  sottratto  perchè lei, signor Presidente dell'Assemblea e lei,
  Presidente della  Regione, sapete bene che la nostra posizione non è
  'emendataria' di  questo  disegno di legge, pur avvertendo i diversi
  gradi di  rischio  che  il disegno di legge contiene. E, quindi, non
  siamo 'per il tanto peggio tanto meglio'.
       Ma  l'emendamento  del Governo punta a strozzare ogni dibattito
  in  Aula,  perchè  io  trovo  un  emendamento  del  Governo  che  si
  differenzia  dall'articolato  proposto  nel  disegno  di  legge solo
  perchè al comma 1 non cita più l'articolo 34 della Costituzione e al
  comma  3  non  cita  più  l'articolo  8.39  della  Carta europea che
  riguarda  i  diritti  del fanciullo.  Cioè, c'è un atteggiamento del
  Governo  che  propone lo stesso articolo, togliendo due numeri, solo
  per strozzare il dibattito parlamentare.
       Ritengo che questo sia un atteggiamento grave e sbagliato.
       Allora,  rivendico,  come  parlamentare, il diritto a discutere
  dei    miei   emendamenti.   Diceva   l'onorevole   Capodicasa   che
  l'emendamento di  cui  io sono il primo firmatario è il più lontano.
  L'emendamento del  Governo al testo, è un po' ridicolo, se non fosse
  invece motivato  da quell'altra ragione, cioè far decadere tutti gli
  emendamenti e bloccare una discussione parlamentare.
       Se tutto si riduce a togliere  il riferimento all'art. 34 della
  Costituzione, è fin troppo  chiaro  l'atteggiamento parlamentare del
  Governo   così   come  è   trasparente   il   nostro   atteggiamento
  parlamentare.  Quindi,  rivendico  il  diritto  a poter discutere di
  tutti gli  emendamenti così come stati proposti e come sono inseriti
  nel blocco che ci viene consegnato dagli Uffici.

     GRANATA, assessore  per  i  beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA, assessore  per  i  beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica   istruzione.   Signor   Presidente,   non  essendo  nostro
  questo  "intendimento"  di  restringere  il dibattito parlamentare -
  l'emendamento ha  soltanto  lo  scopo di introdurre un correttivo ad
  alcuni  richiami  che  erano  oggettivamente  superflui  nel testo o
  comunque malposti  - noi ritiriamo l'emendamento 1.13 e diamo il via
  libera al dibattito sull'articolo 1.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa, pertanto, agli
  emendamenti presentati all'articolo 1.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per  illustrare  l'emendamento  a mia
  firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la filosofia dei
  nostri emendamenti è molto chiara e  trasparente,  lo  dicevo prima,
  non si ispira ad una logica  emendataria perché mette in discussione
  la natura stessa di questo disegno di  legge,  del  buono scuola, di
  una legge che punta ad un  processo  di  smantellamento della scuola
  pubblica.
       Per  questo  troverete  in  tutto  l'articolato  un emendamento
  soppressivo, perché  noi non riconosciamo il valore di questa legge.
  Ne mettiamo  in discussione la filosofia e, anzi, se c'è una critica
  che facciamo  anche  ai  colleghi  del  centrosinistra,  è  di avere
  spianato  la  strada,  con  la  precedente  legge  di  parificazione
  scolastica tra  pubblica e privata, a questo sfondamento che oggi la
  destra ci propone.
       L'errore è stato in quella legge  nazionale, nel recepimento di
  quei  principi  ispiratori  nella  legge   di  autonomia  e,  vorrei
  ricordare, che qui fummo gli unici a  votare  contro  i  principi di
  quella   legge  in  questa   Assemblea   regionale   nella   passata
  legislatura.
       La ragione è chiara: noi difendiamo  il  carattere  pubblico  e
  statale   della   scuola.   Ne  abbiamo  parlato  nell'ambito  della
  discussione generale.
       Certo, ci sono emendamenti anche qui  graduali,  oltre a quelli
  più  radicali  che  noi   proponiamo,   rispetto  alla  soppressione
  dell'intero  articolato.  Ma noi riteniamo che qui stiamo producendo
  una   pessima   legge,   che  stiamo  legittimando  scuole  che  non
  garantiscono né la qualità dei formatori, né la qualità formativa e,
  quindi,  di  fatto, non garantiscono quel diritto all'istruzione, al
  sapere, alla conoscenza, sancito dalla Costituzione.
       Io lo so, onorevole Virzì, che per  lei  la  Costituzione  è un
  impaccio  e  forse per questo stava  esprimendo  con  qualche  gesto
  questo  suo disappunto, ma quella Costituzione sancisce principi che
  qui vengono offesi e calpestati con questa legge.
       Per  questo motivo, onorevole  Presidente,  noi  presentiamo  i
  nostri emendamenti e vogliamo garantito il  diritto a sostenerli e a
  farli apprezzare da quest'Aula parlamentare.  Anzi,  diciamo di più.
  E' una materia così delicata quella della pubblica istruzione per il
  valore che ha rispetto  al  modello sociale che essa mette in luce e
  noi dobbiamo pensare  a  questa regione, quando parliamo di riforme,
  alla costruzione di un  modello  sociale  che garantisca a tutti e a
  tutte formazione, sapere,  pari  opportunità per guardare al proprio
  futuro.
       E' un problema che riguarda le giovani generazioni, ma riguarda
  i livelli di civiltà  di  una  regione e di un Paese, soprattutto in
  un'area degradata  socialmente  come  la  nostra terra. E noi quando
  parliamo di  scuola  pubblica  -  lo  dicevo  l'altro  giorno  - qui
  parliamo anche  di  presidi  sociali  di  legalità,  di  presidi  di
  civiltà;  e  quando  parliamo delle scuole private - anche questo lo
  dicevo l'altro giorno - non delle scuole alle quali hanno accesso le
  grandi  élite  dirigenti,  le  aristocrazie,  la borghesia di questa
  regione,  ma delle scuole private, quelle dequalificate e degradate,
  parliamo di  un pezzo del degrado della Sicilia.  Voi fate una legge
  che legittima  queste  forme  di degrado della Sicilia.  Il pubblico
  non è sostituibile  in  una  terra come questa e su un terreno che è
  quello dell'istruzione e della formazione.
       Per questo  noi  riteniamo  che questo disegno di legge non sia
  emendabile.  Si  può  emendare anche qualche articolo, ma per quanto
  ci riguarda  è  il  principio, la filosofia che non è emendabile: la
  grandezza  della  costruzione  sociale  del  nostro  modello sociale
  italiano che lo  ha reso quasi unico, una anomalia - un caso è stato
  detto, nella  civiltà  europea  -  sta anche nella costruzione laica
  dello stato e della scuola.
       Qui ci  avviamo ormai verso una scuola confessionale, verso una
  scuola su  basi etniche, verso una scuola - consentitemi il termine,
  so che fa  inorridire molti - verso una scuola di classe. Perché  il
  finanziamento  alle  scuole private vuol dire questo: legittimare le
  scuole, quelle finanziate dalla Confindustria, quelle finanziate dal
  sistema di  imprese,  alle  quali verrà garantito l'accesso solo per
  alcune fasce sociali che sono le stesse che avranno poi accesso alle
  élite dirigenti  di  questo  Paese  e di questa regione.  Voi volete
  ritornare alla  scuola  di classe, noi vogliamo combattere la scuola
  di classe  e  difendere  la  scuola  di massa, ma quando parliamo di
  scuola di  massa  parliamo  di una scuola qualificata nei formatori,
  qualificata  nei  programmi, qualificata nel rapporto con il mercato
  del lavoro  che  non  può  essere neanche quello un rapporto tra una
  scuola degradata e un mercato del lavoro di seconda categoria.
       Voi invece fate  una  legge  che  fotografa  l'esistente  e  lo
  peggiora, che non punta alla qualificazione della scuola pubblica; e
  invece c'è bisogno di una riqualificazione della scuola pubblica.
       So che  c'è  un  dibattito  anche  dentro  il  centrodestra: se
  bisogna  fermarsi  al  finanziamento  alle  scuole  parificate  o se
  bisogna  invece  garantire  anche  i  diplomifici,  così qualcuno in
  alcune aree,  in  alcune  province  può  garantirsi  anche un bacino
  elettorale e  clientelare, perché sappiamo poi l'uso che verrà fatto
  di  questi  finanziamenti.
       Noi con  soldi  pubblici garantiamo le scuole private e noi non
  aiutiamo le  famiglie  e non aiutiamo gli studenti.  Io spero, al di
  là  di  quello  che  produrrà  questa  Assemblea  regionale,  questo
  Parlamento, che  alla  fine  siano  i  cittadini siciliani a potersi
  pronunciare e  spero  da  questo  punto  di  vista,  mi  rivolgo  al
  Presidente  dell'Assemblea  regionale,  che  si  acceleri  l'iter di
  alcuni disegni di  legge,  ce  ne  è  uno  di  cui  io sono il primo
  firmatario,  che  riguardano l'istituzione del referendum regionale.
  Sul buono  scuola in diverse regioni d'Italia - penso all'Emilia, ma
  penso anche al  Veneto  che  voterà  il 6 ottobre - i cittadini, gli
  elettori  vengono  chiamati  a pronunciarsi proprio perché  riguarda
  non una  scelta  concreta  -  certo  anche  la  scelta  concreta, la
  gestione di  fondi,  di  finanziamenti -, ma riguarda anche principi
  sanciti  dalla  Costituzione:  il  Veneto  voterà  con un referendum
  popolare sulla legge istitutiva del buono scuola.
       Pertanto, spero che  l'Assemblea,  i suoi uffici, la Presidenza
  dell'Assemblea, vogliano accelerare  l'iter dei disegni di legge che
  riguardano  l'istituzione   del  referendum  nella  nostra  Regione.
  Ritengo  che su una  materia  così  delicata  è  bene  che  tutti  i
  cittadini siciliani si pronuncino.  Questa è la filosofia che ispira
  i nostri emendamenti.

     GIANNOPOLO.  Chiedo di parla per illustrare gli emendamenti a mia
  firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,   intervengo   per  illustrare
  l'emendamento 1.11 e  l'emendamento  aggiuntivo all'articolo 1 che è
  l'1.10.
       Perché  questi due emendamenti? Perché noi riteniamo che questa
  legge debba  conseguire  l'obiettivo  di  garantire  il diritto allo
  studio e  la  qualità dell'offerta formativa nella nostra Regione in
  linea  con   la   previsione   costituzionale   e  con  il  disposto
  costituzionale  previsto  all'articolo  34 della stessa Costituzione
  che io mi appresto,  brevemente,  a leggere se è per caso sfuggito a
  qualche collega  parlamentare il contenuto di questo articolo 34. Il
  quale esattamente  dice:  "La  scuola è aperta a tutti. L'istruzione
  inferiore impartita per  almeno  8 anni è obbligatoria e gratuita. I
  capaci e meritevoli  anche  se  privi  di  mezzi  hanno  diritto  di
  raggiungere i  gradi  più  alti  degli  studi.  La  Repubblica rende
  effettivo questo  diritto con borse di studio, assegna alle famiglie
  altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso".
       Ora,  sarà   un  lapsus,  sarà  un  refuso  tecnico,  tuttavia,
  nell'emendamento del  Governo, che è stato adesso ritirato, è venuto
  meno proprio il richiamo all'articolo 34 della Costituzione, laddove
  questo articolo  34  tende  a  dare configurazione costituzionale al
  principio, che ha quindi valore universale, del diritto allo studio,
  che bisogna  garantire a tutti i cittadini, a prescindere dal sesso,
  dall'appartenenza   etnica,   religiosa,  dal  credo  politico  e  a
  prescindere,  anche, dalla condizione socio-economica di partenza in
  cui i cittadini si trovano.
       Quindi, la legge che  noi andiamo ad approvare, così come ci ha
  propinato  per   diversi  giorni  e  persino  settimane  l'Assessore
  Granata, è una  legge  che  deve essere inquadrata nell'ambito della
  politica complessiva del  diritto  allo studio. Ma se il principio è
  quello di garantire  il  diritto  allo  studio,  allora  noi  questo
  principio  lo dobbiamo  scrivere  con  tutta  evidenza  e  chiarezza
  all'interno dell'articolo 1,  poiché  questo  principio che la legge
  intende   rispettare,  rafforzare,  nel  contesto  dell'articolo  1,
  appunto,  questo  principio  è  scomparso.  Invece noi riteniamo che
  sia necessario rafforzarlo e richiamarlo.
       Ed  è  coerente  a  questa  logica,  a  questa  finalità  anche
  l'articolo  1  bis, laddove noi individuiamo quali sono gli elementi
  fondamentali  per  una  politica  per  il  diritto allo studio nella
  nostra  Regione,  i  contenuti,  gli  obiettivi,  le  modalità,  gli
  strumenti e  le  risorse  finanziarie  attraverso  le  quali bisogna
  garantire  che   questo  diritto  allo  studio  sia,  come  dice  la
  Costituzione, reso effettivo. Da qui l'articolo 1 bis che noi subito
  individuiamo accanto all'articolo 1. E cosa diciamo con l'articolo 1
  bis?  Diciamo  che:  i  sussidi  didattici,  la fornitura gratuita o
  semigratuita dei  libri  di  testo,  i  servizi  per  i portatori di
  handicap, le  borse  di  studio,  i  servizi  di mensa, i servizi di
  trasporto e  le  facilitazioni di viaggio, i viaggi di istruzione, i
  servizi   residenziali,   i   progetti   formativi   sono   elementi
  fondamentali perché  la  politica  del  diritto allo studio abbia ad
  essere effettivamente garantita nella nostra Regione.
       Questo,  ritengo che debba essere ribadito, poiché non è adesso
  più  pacifico che nel nostro sistema scolastico, pubblico o privato
  che  sia  nella  nostra  Regione,  questi  elementi siano effettivi,
  perché  questi  elementi  che  erano  garantiti  e sono garantiti in
  grande  parte  attraverso  gli  interventi degli enti locali, questi
  diritti non  sono  più effettivi.  E intendo riferirmi in particolar
  modo  ai  viaggi  di  istruzione,  intendo  riferirmi  al  trasporto
  gratuito che  la  legge  n.  1  del  1979  individuava  appunto come
  gratuito  per  tutti  gli  alunni  che  si  avvalgono  di  trasporto
  pubblico, sia  quelli  della  scuola di base che quelli della scuola
  secondaria.  Intendo  riferirmi al fatto che con la politica nefasta
  e  distruttiva della pubblica istruzione, del Ministro Moratti, sono
  venuti meno tutti gli interventi che tendono a qualificare l'offerta
  formativa.
       Vorrei ricordare che, entro il 2003, 37 mila insegnanti saranno
  fatti  uscire   dal   sistema   scolastico,   con  effetti  negativi
  sull'abolizione del tempo  prolungato e del tempo pieno nelle nostre
  scuole.
       Evidentemente  l'Assessore  Granata  e  questo Governo non sono
  interessati a  sapere  cosa  succede  nelle  scuole  dello  ZEN o di
  Brancaccio a Palermo,  e  di Librino o di San Gregorio a Catania.  I
  problemi   che   vive   tutta   quella  popolazione  scolastica  non
  interessano   questo  Governo.  Cioè  non  interessa  sapere  che  i
  genitori,  che  le  famiglie  dell'Albergheria coprono i fenomeni di
  pedofilia,  non  interessa  sapere  che  nelle  famiglie  di  questi
  quartieri popolari  si  copre  lo  spaccio  della droga da parte dei
  bambini.  Tutto  questo  scompare  dalla  politica del Governo tutta
  finalizzata  invece  alla  questione  del  buono scuola.  Perché nel
  frattempo non  si  è  accorto  che  scomparendo il tempo prolungato,
  scomparendo  il  tempo  pieno  abbiamo  riportato questi quartieri e
  queste scuole ad un rischio enorme.
       Il Governo regionale, che dovrebbe rendersi conto che non siamo
  in Lombardia dove questi  problemi  non ci sono e dovrebbe avere una
  funzione  di supplenza,  fugge  invece  in  direzione  delle  scuole
  private, fugge  in  direzione  dell'abbandono della scuola pubblica.
  Questa è una cosa immorale che non posso accettare, che non possiamo
  accettare   Perché, mentre  si  dovrebbe  discutere di ben altro, di
  come qualificare l'offerta  formativa,  di come garantire il diritto
  allo studio, stiamo  parlando di come dare appannaggio alle famiglie
  benestanti per portare  i  propri figli nelle scuole private.  Tutto
  questo, ci si  consenta, ha  anche un rilievo di carattere etico che
  non possiamo sottacere  e  che diremo nelle piazze e che diremo alle
  famiglie, ai genitori e agli studenti siciliani.

     ORTISI.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare l'emendamento a mia
  firma.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  fermo restando il giudizio negativo
  che espliciteremo in  sede  di  dichiarazione  di  voto, da deputati
  pensiamo anche di  collaborare  in  senso  propositivo  dal punto di
  vista tecnico, perché  questo  penso  sia  anche  un  nostro dovere.
  L'emendamento 1.8,  primo  firmatario l'onorevole Tumino, propone di
  cassare al comma  3  gli  articoli  8.28  e 8.39 riferiti alla Carta
  Europea del Fanciullo.
       Già  intervenimmo   sull'argomento,   ci   siamo   accorti  che
  nell'emendamento 1.13,  poi  non passato al nostro esame, presentato
  dal Governo, si  accoglieva tale proposta e nel medesimo emendamento
  del  Governo   si   aggiungeva   di   cassare  l'articolo  34  della
  Costituzione.   Se   noi   votassimo   a   favore   dell'emendamento
  dell'onorevole   Tumino,   tuttavia   riusciremmo   a   coprire   un
  involontario  lapsus dell'emendamento presentato dal Governo. Perché
  l'evoluzione degli incontri  ha  portato  ad  un  accordo  in ordine
  all'aspetto  concorsuale  della  procedura dell'attribuzione sia del
  buono scuola sia degli interventi sul diritto allo studio, in quanto
  ci saranno delle graduatorie.
       Allora  questo  permette  di  recuperare  l'articolo  34  della
  Costituzione perché la  nostra osservazione per cassarlo si riferiva
  al fatto che  non si prevedeva una graduatoria e si contraddiceva la
  parte finale  del  secondo  capoverso  dell'articolo  34  quando  si
  parlava di  provvidenze  che  devono essere attribuite per concorso.
  Allora, se  approviamo  l'emendamento del collega Tumino che propone
  di cassare soltanto gli articoli 8.28 e 8.39 della Carta europea del
  fanciullo,  e   quindi   di   salvaguardare   l'articolo   34  della
  Costituzione che è  rimessa  in  gioco  dalla Carta europea ma anche
  dalla conclusione  di quello che c'è stato, probabilmente eliminiamo
  il motivo anche  di  discussione  in  ordine all'1.13 presentato dal
  Governo.  Per questo invito l'Assemblea a votare a favore.

     VILLARI.  Chiedo  di  parlare  per illustrare l'emendamento a mia
  firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  desideravo
  intanto porre un  problema  procedurale;  credo  sia opportuno farlo
  anche per evitare  che,  come  veniva  detto nella scorsa seduta, si
  reciti un copione  tra  di  noi.  Siccome sono estremamente leale, e
  penso che dobbiamo esserlo tutti, pongo una questione procedurale di
  questa natura:  il  Governo  negli  incontri  informali  che ci sono
  stati tra la  minoranza  ed  i  rappresentanti  del  Governo e della
  maggioranza,  ha   presentato   tutta   una   serie  di  emendamenti
  sostitutivi non solo dell'articolo 1, ma anche di altri articoli del
  testo originario.  Il  mio  emendamento  1.1, di fatto è, in qualche
  modo,  contenuto  nella   modifica  del  testo  che  il  Governo  ha
  presentato con l'emendamento  al nuovo articolo 5 che fa riferimento
  al  diritto allo  studio  seppur  non  siamo  d'accordo  nel  merito
  della scrittura  di  quell'articolo.  Però,  questo  mi consta dire.
       Con l'emendamento  1.2,  proponevo  al  Governo e al Presidente
  dell'Assemblea l'istituzione  di una Commissione di studio, indagine
  e azione, di  attività, supportata dal sostegno di esperti di uffici
  periferici del lavoro e dell'assessorato della pubblica istruzione o
  del ministero  della  pubblica  istruzione.  Si  tratterebbe  di una
  commissione di indagine e di studio sullo sfruttamento minorile, sul
  lavoro nero, a difesa dei diritti del fanciullo e quant'altro.
       Credo  che, come  ha  dichiarato  l'onorevole  Granata,  se  il
  Presidente della Regione e il Presidente dell'Assemblea ritengono di
  dovere istituire una Commissione parlamentare di indagine sul lavoro
  nero, sul lavoro  minorile  in  Sicilia,  penso  che questo potrebbe
  soddisfare il senso  dell'emendamento  che  ho  appena citato - cioè
  l'1.2 - che di  fatto  è  contenuto  in  un emendamento che fa parte
  dell'articolo 7 (mi riferisco all'emendamento 7.19).
       Ognuno  mantenga  le  proprie  posizioni,  esprima  la  propria
  contrarietà  sul  merito  delle  questioni,  ma  dobbiamo cercare di
  capirci sul metodo di lavoro.
       Prego,  pertanto,  il  Governo di presentare, adesso, tutti gli
  emendamenti modificativi  dei  vari  articoli, così che sappiamo che
  discutiamo di un  testo  che nei fatti è superato da una discussione
  che è già  andata  avanti. La stessa opposizione ha riconosciuto che
  qualcosa è stata modificata nel merito dei rapporti.
       Ognuno,  naturalmente, può rimanere nelle proprie posizioni, ma
  in un clima in cui sappiamo quello di cui parliamo.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Spampinato. Ne ha
  facoltà.

     SPAMPINATO. Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, in sede di
  discussione generale  dell'articolo  1  avevamo fatto presente come,
  premesso che  noi  auspichiamo una piena attuazione dell'articolo 34
  della Costituzione  anche nella Regione siciliana con apposite norme
  di legge,  avevamo  verificato  che  la  legge  posta all'attenzione
  dell'Assemblea  regionale   non   conteneva  norme  che  ne  dessero
  attuazione.
       Preciso  che  non  ho  partecipato  alle  trattative  aventi ad
  oggetto una rivisitazione del disegno di legge, ma la presentazione,
  da parte del Governo, dell'emendamento, ora ritirato, di riscrittura
  dell'articolo   1  e  del  comma  1,  che  cancella  il  riferimento
  all'articolo 34, mi fa pensare che l'attuazione dell'articolo 34 non
  sia stata oggetto di rivisitazione della legge.
       Ecco perché inviterei  il  Governo o a inserire delle norme che
  diano  piena   attuazione   all'articolo   34  o,  eventualmente,  a
  presentare in  ogni  caso un emendamento soppressivo del riferimento
  allo stesso  articolo  34  così come aveva fatto nella presentazione
  dell'emendamento 1.13.
       Presidente,  mi consenta un brevissimo sfogo - che non riguarda
  affatto  alcun  argomento dell'ordine del giorno - per rappresentare
  il   mio   imbarazzo   nella   qualità  di  deputato  regionale  per
  l'accoglienza  riservata oggi alla più alta carica delle istituzioni
  europee nel nostro Parlamento siciliano.
       Mi riferisco  alla  visita  dell'onorevole  Romano Prodi presso
  l'Assemblea regionale.  Né  Presidenza  della Regione, né Presidenza
  dell'Assemblea  hanno  ritenuto  doveroso  accogliere  la  più  alta
  istituzione europea,  il  Presidente  Prodi,  in  maniera  adeguata.
  Questo ha creato  particolare  imbarazzo  a  me,  così  come a molti
  colleghi nella loro  qualità di deputati regionali.

     PRESIDENTE.  Onorevole Spampinato, non posso accettare questa sua
  osservazione  dal  momento  che  stamane,  non  appena  rientrato da
  Milano, mi sono  preoccupato  di venire a salutare l'onorevole Prodi
  facendo un breve,  ma  sentito, discorso di augurio di buon lavoro e
  di riconoscimento del ruolo dell'onorevole Prodi.
       Tutto  può  dire  tranne  che  io  non  abbia  accolto  il  suo
  Presidente.

     SPAMPINATO. Il nostro Presidente.

     PRESIDENTE. Si, il suo leader politico e il nostro Presidente.

     SPAMPINATO.   Non  è  il  mio  leader  politico,  è  il  "nostro"
  Presidente dell'Unione europea.

     PRESIDENTE.  Il  "nostro",  come   lei  preferisce,  ma  non  può
  attribuirmi una cosa che è assolutamente non vera.

     SPAMPINATO. Io  avrei  gradito  che  lei avesse delegato qualcuno
  dell'Ufficio  di  Presidenza, così come abbiamo fatto informalmente,
  ad accogliere adeguatamente il Presidente Prodi.

     PRESIDENTE. Onorevole  Spampinato, secondo lei io stamattina cosa
  ho fatto?

     SPAMPINATO. Ha dato il saluto durante i lavori del convegno.

        PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5 a firma degli
  onorevoli Forgione e Liotta.

     MICCICHE'.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Dichiaro  di  votare  a favore dell'emendamento degli
  onorevoli   Forgione  e  Liotta  per  le  ragioni  esposte  già  dai
  firmatari.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.5.  Il parere
  della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i Beni Culturali ed Ambientali. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 1.6 degli onorevoli Forgione e Liotta.
       Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i Beni Culturali ed Ambientali. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi  è  contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   Comunico   che   dall'onorevole   Acierno  è  stato
  presentato il seguente emendamento 1.15:

    -  Al  comma  1 sopprimere le parole 'e la responsabilità".

     ACIERNO. Ma la  legge come fa a garantire la responsabilità di un
  genitore  nell'educazione   dei   figli?   La  legge  garantisce  la
  responsabilità   dei   genitori?   Garantisce  la  libertà,  non  la
  responsabilità

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     GRANATA,  assessore   per   i   Beni   Culturali  ed  Ambientali.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.15 dell'onorevole
  Acierno.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo  ai  voti  l'emendamento  1.1  dell'onorevole Villari. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento 1.2. dell'onorevole Villari. lo pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo  in votazione l'emendamento 1.8 dell'onorevole Tumino. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 1.3 dell'onorevole Villari. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     LEANZA NICOLA , relatore.  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo    in   votazione   l'emendamento   1.11   dell'onorevole
  Giannopolo. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     LEANZA   NICOLA ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole  Acierno
  l'emendamento 1.14.

     ACIERNO.  Signor Presidente,  se in sede di coordinamento formale
  ci si impegna a togliere la parola "rispetto", lo ritiro.

     PRESIDENTE. Non  sorgendo  osservazioni, resta così stabilito: in
  sede  di   coordinamento   aggiusteremo nel senso richiesto.
       Si passa all'emendamento 1.9 dell'onorevole Tumino.

     TUMINO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'emendamento  1.12  dell'onorevole  Cracolici. Lo
  stesso si intende ritirato.
       L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Villari.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     GRANATA,  assessore  per  i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Si   passa   all'emendamento   1.10, dell'onorevole  Giannopolo
  che si intende  spostato  all'articolo  5.
       Non sorgendo osservazioni,  così  rimane stabilito.
       Pongo  in votazione  l'articolo  1  nel  testo  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                   Art. 2.
                        Destinatari degli interventi

          1.  Gli  interventi  previsti  dalla  presente  legge sono
       destinati  alle  famiglie  e  agli  altri  soggetti  comunque
       esercenti  i poteri connessi alla potestà parentale con figli
       a carico e frequentanti, nel territorio della Regione, scuole
       dell'infanzia, di base e secondarie.

          2. Accedono agli interventi  previsti dalla presente legge
       anche i soggetti di  nazionalità  straniera,  quelli ai quali
       sia  stata  riconosciuta  la   condizione  di  apolide  o  di
       rifugiato politico, secondo gli  accordi  internazionali e le
       vigenti disposizioni statali e comunitarie.

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dagli onorevoli Forgione e Liotta:  emendamento 2.7;

    -  dagli  onorevoli  Morinello, Ferro e Micciché: emendamenti 2.3,
    2.6, 2.5 e 2.4;

    -  dall'onorevole  Cracolici: emendamenti 2.16, 2.15, 2.14, 2.13 e
    2.12;

    -   dagli   onorevoli   Tumino,   Barbagallo,   Raiti  e  Vitrano:
    emendamenti 2.9 e 2.8;

    - dagli onorevoli Ferro e Morinello: emendamento 2.2;

    - dall'onorevole Papania:  emendamento 2.10;

    -  dagli  onorevoli  Giannopolo,  Villari e Speziale:  emendamento
    2.11.

       Comunico altresì  che  sono  stati  presentati  dal Governo gli
  allegati  emendamenti 2.17 e subemendamento 2.17.1.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto
  dall'emendamento  2.10  del  collega  Papania per fare osservare che
  nella  casistica prevista nell'articolo non si fa nessun riferimento
  ai soggetti  che possono autonomamente decidere. Pensate agli orfani
  sui quali nessuno esercita patria potestà. Pensate agli handicappati
  che vivono da soli.
       Pertanto, se  potessimo  aggiustare  il  testo prendendo spunto
  dall'approvazione dell'emendamento  2.10  e  prevedere  anche questi
  casi,  probabilmente  non  escluderemmo  tipologie  che  la  stesura
  attuale dell'articolo esclude  e  che potrebbero, anche, non aiutare
  persone verso le  quali  pensiamo  tutti  di  intervenire in maniera
  prioritaria, perchè persone meno abbienti o meno fortunate.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  sullo stesso articolo  e  sullo  stesso  emendamento per evidenziare
  come, in effetti, da  una  lettura più attenta di questo primo comma
  sembrerebbe  che  i  destinatari  degli  interventi  possano  essere
  soltanto coloro i quali esercitano una potestà parentale con figli a
  carico.
       Bisogna garantire la  possibilità  di  essere destinatari delle
  finalità anche, per esempio, ai tutori o ai curatori.

     CUFFARO, presidente della Regione. E' scritto.

     SPAMPINATO.  Non è  scritto,  Presidente.  Da una lettura attenta
  non si desume  questa  conseguenzialità.  Il  tutore  non ha figli a
  carico da dover garantire.

     CRACOLICI. Il tutore non è obbligato ad averli a carico.

     SPAMPINATO.  Anzi, al  contrario.  Quindi,  ritengo  che  vi  sia
  l'esigenza  complessiva di garantire questo caso. Assessore se lei è
  d'accordo.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore ai beni culturali e ambientali e alla pubblica
  istruzione. Favorevole.
       Voglio dire che sul 2.10, che è stato illustrato opportunamente
  dall'onorevole Ortisi e  poi  ripreso  dall'onorevole Spampinato, il
  Governo è favorevole, perchè  così  come  la  norma  è stata scritta
  escluderebbe    questi    soggetti.    Siamo   favorevoli,   quindi,
  all'accoglimento del 2.10 e alla trascrizione nel testo del Governo.
       Per  quanto  riguarda, invece,  il  2.17, poi  emendato  da  un
  subemendamento, si tratta di  inserire, vista  la  evoluzione che la
  legge ha avuto nel corso di  queste ore e di questi giorni, al comma
  1 dopo "alle famiglie" la  parola  "agli  studenti"; e il comma 3 va
  soppresso perchè era stato scritto  in  modo inesatto da un punto di
  vista dello stile legislativo.
       Si tratta dei due  emendamenti  2.17  e  2.17.1 che introducono
  dopo "alle famiglie"  "agli studenti, e agli altri soggetti comunque
  esercenti poteri connessi alla potestà.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.7.  Il parere del
  Governo?

     GRANATA, assessore per i beni  culturali  ed  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  si  alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

       Pongo ai voti il subemendamento del Governo n. 2.17.1: al comma
  1, dopo 'alle famiglie', aggiungere  'agli  studenti'.  Il comma 3 è
  soppresso.
       Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.17 del Governo così come
  modificato.
       Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.

     ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,   soltanto   per   segnalare   alla
  Presidenza che l'emendamento n.  2.17.1,  già  votato,  aggiunge  la
  parola 'agli studenti'. Di fatto, la legge così prevede che il buono
  scuola venga dato  'alle famiglie, agli studenti, ai soggetti tutori
  ...' Abbiamo inserito cioè un certo soggetto al quale diamo il buono
  scuola, votando ...

     GRANATA, assessore per i beni  culturali  ed  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Onorevole  Acierno, con gli interventi previsti
  dalla  normativa  approviamo  una legge che prevede sia l'erogazione
  del  buono  scuola,  sia  gli  interventi  di diritto allo studio e,
  quindi, gli interventi complessivamente, secondo le tipologie.

     ACIERNO. Onorevole  assessore,  vorrei  finire il mio intervento,
  poi, lei, come Governo, può replicare.
       Il  testo   modificato   dall'emendamento  approvato  dall'Aula
  diventa: 'Gli interventi previsti da questa legge sono riferiti alle
  famiglie, agli studenti e  ai soggetti esercenti la patria potestà'.
  Abbiamo, di fatto, non  identificando  in  quale  parte gli studenti
  intervengono, votato un emendamento  che  estende  anche ad un terzo
  soggetto i benefici di questa legge.

     PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  l'emendamento  del  Governo
  all'articolo 2.  Chi  è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Dichiaro  preclusi  gli  emendamenti 2.3, 2.8, 2.16, 2.9, 2.14,
  2.4, 2.13 e 2.2.
       Si passa all'emendamento 2.6. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni  culturali  ed  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     MORINELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO.  La   ratio  dell'emendamento,  signor  Presidente  ed
  onorevoli colleghi, è  la  seguente.
       Proprio perché  si  dice, nella  legge  che istituisce il buono
  scuola, che le  scuole  statali  e  quelle  paritarie e prima, nella
  prima stesura, non statali, erano considerate su un piano di parità,
  scusate la ripetizione,  succederà  - di fatto - se non interveniamo
  con precise correzioni,  con  paletti definiti, succederà quello che
  sta succedendo nelle  altre  regioni  che  hanno introdotto il buono
  scuola.
       In Lombardia, il  98,5  per  cento  delle  risorse destinate al
  buono scuola, in effetti, è appannaggio degli alunni che frequentano
  le scuole private. Pertanto, introdurre un termine, una percentuale,
  un  limite  che, di fatto, parifica - così come voi dite - la scuola
  pubblica  e la scuola paritaria, ritengo che sia opportuno. Questo è
  il senso dell'emendamento.
       Non  c'entra   nulla   con  il  diritto  allo  studio,  con  il
  finanziamento: è altro.  Il diritto allo studio, il buono scuola non
  rientrano tra i  provvedimenti  che  vanno  sotto il nome di diritto
  allo studio. E' altra cosa il diritto allo studio.
       Pertanto, ritengo, prendendo in parola i propositi e i principi
  enucleati nel disegno di  legge,  utile fissare il limite del 50 per
  cento per le  scuole  pubbliche  e  per  le  scuole  private.  Fermo
  restando la mia contrarietà di principio alla introduzione del buono
  scuola.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'emendamento 2.6. Il parere del
  Governo?

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  si  alzi,  chi  è  contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  2.5,  dell'onorevole  Morinello.  Il
  parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  si  alzi,  chi  è  contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Si  passa   all'emendamento   2.11   a   firma   dell'onorevole
  Giannopolo.  Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.    Pongo    in    votazione    l'emendamento    2.14,
  dell'onorevole Giannopolo. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
  resti seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento  2.12  che  si deve intendere spostato
  all'articolo  5.
       Si  passa  all'emendamento  2.15.  Lo  dichiaro  assorbito.
       Si  passa  all'emendamento  2.10,  dell'onorevole  Papania.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'articolo  2  nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Prima di procedere con l'esame dell'articolo 3 vorrei conoscere
  il parere del Governo sulla prosecuzione dei lavori.

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
  istruzione. Signor  Presidente, il Governo, avendo l'Aula intrapreso
  l'esame del disegno  di  legge  ed  avendo  approvato  i  primi  due
  articoli,  anche per consentire di approfondire le riflessioni della
  Commissione  "Cultura"  allargata  ai  Capigruppo, ritiene opportuno
  rinviare la seduta a martedì 24 settembre 2002.

     PRESIDENTE. Non  sorgendo osservazioni, resta stabilito nel senso
  richiesto dal Governo.
       La  seduta,  pertanto,  è  rinviata a martedì 24 settembre 2002
  alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente LO PORTO


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Norme per l'erogazione del buono scuola" (nn. 286-110/A)
             (Seguito)

            Relatore: on. Nicola Leanza.

       2) -  "Disposizioni  urgenti  nei settori dell'artigianato, del
          commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
          stralciate I/A) (seguito)

            Relatore: on. Marzio Tricoli.

    III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL  COMITATO  AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE  PER  IL  COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9  DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO  AMMINISTRATIVO  PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA  LEGGE  REGIONALE  6
          MAGGIO 1981, N. 96.

      V - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI  DELLA   CONSULTA   REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO  REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  REGIONALE  PER  I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO  E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,    FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE  DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL  COMITATO  REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA  REGIONALE  PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL  CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL  CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL  CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   TRE  COMPONENTI  DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    (La seduta è tolta alle ore 21,00).

    Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23,40.