Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
MISSIONE
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole ZANGARA è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dall' 1 al 2 ottobre 2002.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che da parte dell'Assessore per gli enti
locali sono pervenute le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
N. 514 - Provvedimenti per assicurare l'espletamento di
attività obbligatorie conferite ai CO.RE.CO. al fine di
garantire il rispetto del principio di legalità.
---
Firmatari:Fleres Salvatore
---
----------------
N. 544 - Verifica delle condizioni per la ricandidatura
del Sindaco uscente del Comune di Palma di Montechiaro
(AG).
---
Firmatari:Capodicasa Angelo; Speziale Calogero; Cracolici
Antonino; Giannopolo Domenico
---
----------------
N. 554 - Recepimento della normativa nazionale e delega
della potestà concessiva in materia di trattamenti di
invalidità civile all'INPS.
---
Firmatari:Basile Giuseppe
---
----------------
N. 580 - Iniziative per garantire la regolarità delle
prossime elezioni amministrative a Brolo (ME).
---
Firmatari:Beninati Antonino
---
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Istituzione di aree contigue nei parchi regionali e norme
sull'esercizio dell'attività venatoria nelle stesse" (n. 488)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici in data 25 settembre 2002
- "Norme per l'estensione del divieto di pesca a strascico
lungo il litorale ionico compreso tra Capo Mulini, Riposto e
Fiumefreddo di Sicilia". (n. 489)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Amendolia, Sanzeri in data 26
settembre 2002
- "Disposizioni straordinaria in materia di sedi
farmaceutiche" (n. 490)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Infurna,
Tricoli, Virzì in data 26 settembre 2002
- "Norme per l'istituzione di una casa da gioco in Sicilia"
(n. 491)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Infurna,
Tricoli, Virzì in data 26 settembre 2002
- "Norme per alleviare l'emergenza sociale dei siciliani in
Argentina" (n. 492)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Tumino, Vitrano, Zangara in data 26 settembre 2002
- "Norme per l'istituzione dell'Ufficio regionale di
protezione e pubblica tutela dei minori e dell'Osservatorio
regionale per il disagio minorile e per i fenomeni connessi"
(n. 493)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Formica, Incardona, Infurna,
Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 27 settembre 2002
- "Norme per il trattamento economico degli esperti chiamati
a far parte delle sezioni specializzate agrarie costituite
presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede in
Sicilia" (n. 494)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Amendolia,
Basile, Sanzeri in data 27 settembre 2002.
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'articolo 69, comma 4, del
Regolamento interno, le assenze e le sostituzioni nelle riunioni
delle Commissioni parlamentari, per il periodo 24 - 26 settembre
2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 25.09.02: BARBAGALLO-ORTISI
Sostituzioni
Riunione del 25.09.02: CRISAFULLI sostituito CAPODICASA
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 24.09.02: DE BENEDICTIS-INFURNA-LO CURTO-MAURICI-
SPAMPINATO-VICARI
25.09.02: CONFALONE-DE BENEDICTIS- INFURNA-SPAMPINATO
VICARI
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 26.09.02: ZANGARA
Sostituzioni
Riunione del 25.09.02 (pom.): FORMICA sostituito da IOPPOLO
CRISTAUDO " " ANTINONORO
" " 26.09.02: BASILE sostituito da SANZERI
CRISTAUDO " " ANTINORO
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
Assenze
Riunione del 24.09.02: IOPPOLO-SPAMPINATO-AMENDOLIA-BURGARETTA APARO
CRISAFULLI-FRATELLO-INCARDONA-LEANZA-MANZULLO
MISURACA-PAFFUMI-TRICOLI
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere,
pervenute dal Governo, sono state assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo -
Designazione componente del consiglio di amministrazione" (n.
79)
- pervenuta in data 26 settembre 2002
- "CRIAS - Ricostituzione del collegio dei revisori" (n. 80)
- pervenuta in data 26 settembre 2002
- "IRCAC - Ricostituzione del collegio dei revisori" (n. 81)
- pervenuta in data 26 settembre 2002
TRASMESSE IN DATA 27 SETTEMBRE 2002
COMUNICAZIONE DI PARERE RESO
PRESIDENTE Comunico che la Commissione "Servizi sociali e
sanitari" (VI) ha reso il seguente parere:
- "Disposizioni per il contenimento della spesa sanitaria
nella Regione siciliana" (n. 76)
- reso in data 26 settembre 2002
- trasmesso in data 27 settembre 2002
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta scritta:
N. 809 - Interventi di manutenzione straordinaria per
tutta la rete ferroviaria siciliana.
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 810 - Interventi al fine di completare lo stadio di
atletica di Giarre (CT) .
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 811 - Interventi di manutenzione e recupero della VIlla
Bellini a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 61 - Iniziative per il rilancio dell'ospedale S. Cimino
di Termini Imerese (PA).
- Assessore Sanità
***
Manzullo Giovanni; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 166 - Iniziative per garantire le prerogative istituzionali
del CONI e l'autonomia dello sport italiano. Barbagallo Giovanni;
Genovese Francantonio; Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo;
Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
Presentata il 26/09/02
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e
153 del Regolamento interno, della mozione numero 165 "Iniziative
per il recepimento della sentenza del Consiglio di Stato n. 356 del
1997 che esclude l'obbligo del parere preventivo della
Soprintendenza per il rilascio della concessione edilizia in
sanatoria per gli abusi realizzati prima dell'imposizione del
vincolo paesaggistico", degli onorevoli Zangara, Barbagallo,
Genovese, Gurrieri, Tumino e Vitrano.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ACIERNO segretario f.f.:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Consiglio di Stato - in sede di appello - al
fine di chiarire la formulazione letterale dell'art.
32, comma 1, della legge n. 47 del 1985 (sanatoria
delle costruzioni abusive) ha statuito che la
concessione in sanatoria non può essere subordinata
al parere favorevole della Soprintendenza
(Amministrazione preposta alla tutela del vincolo
paesaggistico), se l'esecuzione dell'opera per la
quale è richiesta la concessione in sanatoria sia
stata eseguita in epoca anteriore all'apposizione
del vincolo;
- la decisione del Consiglio di Stato non trova in
Sicilia applicazione, in quanto il legislatore
regionale in materia di tutela del territorio ha
dato una interpretazione autentica diversa;
- in particolare, la legge regionale n. 3 del 1985,
che in materia di sanatoria edilizia ha recepito la
legge nazionale n. 47 del 1985, al comma 10
dell'art. 23 prevede che: 'per le costruzioni che
ricadono in zone vincolate da leggi statali o
regionali per la tutela di interessi storici,
artistici, architettonici, archeologici, paesistici,
ambientali, ... le concessioni in sanatoria sono
subordinate al nulla-osta rilasciato dagli enti di
tutela, sempre che il vincolo, posto
antecedentemente all'esecuzione delle opere, non
comporti inedificabilità e le costruzioni non
costituiscano grave pregiudizio per la tutela
medesima';
- la successiva legge regionale, attualmente in
vigore (la n. 17 del 1994) dà una interpretazione
più restrittiva di tale norma, poichè al comma 3
dell'articolo 5 così recita: 'il nulla osta
dell'autorità preposta alla gestione del vincolo è
richiesto, ai fini della concessione in sanatoria,
anche quanto il vincolo sia stato apposto
successivamente all'ultimazione dell'opera abusiva
... In ogni caso l'autorità competente, nel dare il
proprio nulla osta, può dettare prescrizioni che
comportino adeguamento del progetto alle esigenze di
tutela che hanno determinato l'apposizione del
vincolo';
- il 31 gennaio 1997, il Consiglio di Stato, chiamato
in sede giurisdizionale a pronunciarsi in appello
sul ricorso presentano dalla Finmedia srl nei
confronti del Ministero dei Beni Culturali, della
Soprintendenza archeologica di Roma e del Comune di
Roma, per l'annullamento della sentenza n. 1357 del
30 settembre 1989 emanata dal TAR Lazio (sez: II
bis), ha annullato la sentenza impugnata e ha dato
un'interpretazione autentica della norma relativa al
ricorso, stabilendo che per gli abusi edilizi
realizzati prima dell'imposizione del vincolo, il
rilascio della concessione edilizia in sanatoria non
può essere subordinato al preventivo parere della
Soprintendenza;
CONSIDERATO che:
- nella sostanza, stabilendo che il rilascio della
concessione in sanatoria per un abuso edilizio
realizzato e ultimato in epoca antecedente
all'imposizione del vincolo, non può essere
subordinato al preventivo parere
dell'amministrazione preposta alla tutela del
territorio vincolato, il Consiglio di Stato ha
dettato in questa materia percorsi certi e
incontrovertibili cui debbono fare riferimento i
soggetti interessati;
- ma tali percorsi paradossalmente sono a beneficio
soltanto dei cittadini che abitano nel resto del
territorio italiano, perchè per i siciliani la norma
di riferimento in materia rimane comunque l'articolo
5 della legge regionale n. 17, essendo la Sicilia
una Regione a Statuto speciale con potestà in
materia urbanistica;
- appare evidente la disparità di trattamento fra
cittadini che si trovano nelle medesime condizioni,
vigendo in Sicilia l'interpretazione autentica
contenuta nel comma 3 dell'articolo 5 della legge
regionale citata, che, come più volte specificato,
prevede che il nulla osta dell'autorità preposta
alla tutela del territorio vincolato, è necessario
anche quando l'opera da sanare sia stata ultimata in
epoca antecedente all'imposizione del vincolo;
RITENUTO che al cospetto di siffatta situazione sia urgente e
indifferibile, per una esigenza di giustizia
sociale, la rimozione dell'interpretazione autentica
regionale nonchè l'accoglimento da parte della
nostra Regione dello spirito della sentenza del
Consiglio di Stato,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad adottare le necessarie iniziative tendenti a
recepire in toto quanto statuito dal Consiglio di
Stato, con sentenza n. 356 del 1997, per porre fine
alle discriminazione provocata dalla duplice
normativa, nazionale e regionale, per cui chi ha
commesso un abuso edilizio prima dell'imposizione
del vincolo, in Sicilia sarà costretto a demolire
l'immobile: non subirà, invece, tale conseguenza chi
commette lo stesso abuso nel resto del territorio
nazionale;
- ad attivarsi per l'abrogazione del comma 3
dell'articolo 5 della legge regionale 31 maggio
1994, n. 17, interpretativo dell'articolo 23, comma
10, della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37,
eliminando in tal modo le disparità di trattamento
sociale sopra specificate;
- a rimuovere, infine, talune situazioni urbanistiche
legate al condono edilizio, che in alcuni centri
siciliani risultano essere bloccate e incancrenite
dalle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza per
rilasciare il nulla osta." (165)
ZANGARA - BARBAGALLO
GENOVESE - GURRIERI
TUMINO - VITRANO
PRESIDENTE Dispongo che la mozione testé letta venga demandata
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo per ricordare al
Governo, ma anche alla Presidenza dell'Assemblea, un impegno che nel
corso dei lavori, durante il dibattito sul disegno di legge relativo
al buono scuola, era stato assunto da parte del Governo. Si tratta
dell' impegno relativo alla possibilità che il Parlamento in tempi
rapidi affronti l'altro disegno di legge, quello che riguarda il
diritto allo studio universitario.
Questo testo, fra l'altro, ha già avuto copertura finanziaria
da parte della Commissione Bilancio, così come concordato nel corso
dei lavori sul disegno di legge sul buono scuola. Ad oggi non è
stata ancora convocata la quinta Commissione competente in materia
per la presa d'atto così da consentire che il disegno di legge possa
essere discusso in Aula rapidamente.
Sollecito, pertanto, il Governo, e anche la Presidenza
dell'Assemblea, affinché si consenta all'Aula di incardinare in
questa settimana l'esame del disegno di legge per proseguire poi il
dibattito col voto finale la prossima settimana oppure la settimana
ancora successiva, qualora vi siano impegni internazionali, come mi
è stato riferito. L'importante, comunque, è iniziare.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Onorevole Speziale, la ringrazio per aver
voluto sottolineare questa esigenza che, tra l'altro, va a chiudere
un percorso normativo coerente sul diritto allo studio attraverso
questo provvedimento. Domani, comunque, la V Commissione è già
convocata per un'audizione del personale precario delle scuole;
quindi, in quella occasione, potrà fare la presa d'atto della norma
finanziaria apprezzata dalla Commissione Bilancio ed esitare così
per la seduta d'Aula di domani pomeriggio il disegno di legge.
Dopodiché, se l'Aula riterrà di potere andare avanti,
registrandosi un clima sostanzialmente unitario attorno alla legge
sul diritto allo studio universitario - anche se comunque ha bisogno
di un dibattito, forse approfondito in alcuni passaggi - ipotizzerei
di chiudere entro giovedì. Altrimenti, anch'io chiederei alla
Presidenza dell'Assemblea la possibilità di incardinare il disegno
di legge per poi andare al voto finale dello stesso nella settimana
immediatamente successiva. Ciò in quanto la prossima settimana,
prima con l'inaugurazione della sede della Regione a Bruxelles e poi
con il Salone del libro di Francoforte, dove la Regione siciliana è
presente ufficialmente, personalmente sarò impossibilitato a
partecipare ai lavori d'Aula.
PRESIDENTE Nel prendere atto delle sollecitazioni
dell'onorevole Speziale e della risposta del Governo, ritengo
anch'io utile impiegare proficuamente i prossimi due giorni.
Se domani la V Commissione farà la presa d'atto, si potrebbe
incardinare il disegno di legge già domani pomeriggio e, nella
seduta di giovedì prossimo, concludere l'iter legislativo col voto
finale. Occorre, infatti, tenere presente che la prossima settimana
ci sarà l'inaugurazione della sede di rappresentanza della Regione a
Bruxelles, con una presenza in loco di una rappresentanza
dell'Assemblea regionale stessa; pertanto, se siete tutti
d'accordo, potremmo cominciare domani pomeriggio l'esame del disegno
di legge, a seguito della presa d'atto da parte della V Commissione
e proseguire giovedì pomeriggio per il voto finale, salvo che non ci
si arrivi e si concluda la settimana ancora successiva, dopo
l'inaugurazione a Bruxelles.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che il
percorso della legge sul diritto allo studio universitario non è che
dobbiamo farlo a tappe accelerate, senza dibattito, perché quella
legge ha il peso istituzionale, finanziario ed anche politico della
legge sul buono scuola - credo che su questo l'assessore Granata
possa essere d'accordo - quindi la fretta dell'onorevole Speziale,
oltre che non comprenderla politicamente, non la comprendo nemmeno
sui tempi.
Ritengo, infatti, che bisogna incardinare il disegno di legge
rispettando i tempi previsti per la presentazione degli emendamenti
che, immagino, non saranno brevissimi e rispettando, altresì, il
percorso regolamentare. Non penso che noi possiamo incardinare
domani il disegno di legge per concluderne l'esame giovedì perché -
ripeto - occorre rispettare i tempi regolamentari per gli
emendamenti, per la discussione generale e tutto il resto. Ma
immagino che questo fosse implicito nelle affermazioni della
Presidenza.
PRESIDENTE No, la mia affermazione partiva dalla notizia,
peraltro certa, che la V Commissione aveva deliberato unanimemente.
Mi informano, però, in questo momento che il suo Gruppo, onorevole
Forgione, non è rappresentato in quella Commissione. Perciò basta la
sua osservazione in Aula per far venire meno il requisito
dell'unanimità. Siccome è un argomento assai delicato, i Gruppi
hanno il pieno diritto di dissentire. Non colgo, però, nelle sue
osservazioni alcun ostacolo alla mia proposta per i lavori d'Aula.
FORGIONE. Se domani incardiniamo il disegno di legge, ci vorranno
le 48 ore per la presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE Prendo atto che non c'è unanimità; pertanto, domani
pomeriggio possiamo porre all'ordine del giorno dei lavori d'Aula
solo per incardinarlo il disegno di legge sul diritto allo studio.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISPOSI-
ZIONI URGENTI NEI SETTORI DELL'ARTIGIANATO, DEL COMMERCIO, DELLA
COOPERAZIONE E DELLA PESCA" (298.3-Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge: "Disposizioni
urgenti nei settori dell'artigianato, del commercio, della
cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme stralciate I/A).
Invito i componenti la III Commissione, 'Attività produttive',
a prendere posto nel relativo banco.
Si passa all'articolo 1, già accantonato nella seduta numero 81
del 12 settembre 2002. Ne do nuovamente lettura:
Art. 1.
Artigianato di servizi
1. L'articolo 49 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, e successive modifiche ed integrazioni, è
abrogato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati:
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici: emendamento
1.1.
- dal Governo: emendamento 1.2.
FLERES Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2 . Ne do lettura:
Art. 2.
Istanze pregresse imprese artigiane
1. La disposizione di cui al comma 3 dell'articolo 111
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, trova applicazione
anche per le istanze presentate nell'anno 2000. Il termine
previsto per la regolarizzazione delle pratiche viene
prorogato al 31 dicembre 2000.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati:
- dall'onorevole Papania: emendamento 2.1;
- dal Governo: emendamento 2.2;
- dall'onorevole Tricoli: emendamento 2.3.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 2.2 R, di riscrittura dell'articolo 2.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento 2.2 R, sostitutivo dell'emendamento presentato dal
Governo in precedenza, è volto a recuperare alcune pratiche bloccate
presso le Camere di commercio dell'Isola che, grazie a questo
emendamento, verrebbero riprese.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.2 R. Il parere
della Commissione?
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, c'è qualche piccola discrasia, nel
senso che l'emendamento del Governo parla di "sino al 31 dicembre
2001", mentre l'emendamento a mia firma reca le parole "sino al 31
dicembre 2002". Occorrerebbe, pertanto, un approfondimento.
PRESIDENTE Ma qui non c'è nulla da approfondire perché sono
chiari entrambi gli emendamenti. C'è solo da essere favorevoli o
contrari. Se invece il relatore ritiene che ci sia la possibilità di
un chiarimento e di una proposta unitaria, allora accantonarlo
avrebbe un senso.
TRICOLI presidente della commissione e relatore. Penso sia
opportuno l'accantonamento, signor Presidente, perché a seconda di
come l'emendamento è scritto si modificano leggi che già
modificavano precedenti termini. Quindi, non vorrei che con questa
riscrittura si determinassero effetti che, in questo momento, non
siamo in grado di prevedere.
PRESIDENTE L'articolo 2, con i relativi emendamenti, è
accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Disposizioni transitorie per i consorzi fidi
1. Il termine previsto dall'articolo 93, comma 4, della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è prorogato al 31
dicembre 2003.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati:
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: emendamento
3.1.
- dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamento 3.2.
Pongo in votazione L'emendamento 3.1. Il parere del Governo?
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.2.
Il parere del Governo?
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Deroga orari di vendita esercizi commerciali
1. All'articolo 14, comma 1, della legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, dopo le parole 'oggetti di
antiquariato' aggiungere le parole 'mobili d'arredamento'.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Modifiche all'articolo 44 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32
1. Il comma 1 dell'articolo 44 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:
'1. Allo scopo di favorire la partecipazione delle
piccole e medie imprese siciliane ad iniziative, mostre e
fiere librarie ed editoriali in Italia e all'estero, uno dei
settori merceologici in cui sono strutturati, a norma
dell'articolo 55 della legge regionale 9 dicembre 1980, n.
127 e successive modifiche ed integrazioni, i programmi di
attività promozionali in favore dei prodotti siciliani, è
specificamente destinato alla produzione libraria ed
editoriale'.
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti allegati: 5.1 e 5.2.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento 5.2 riguarda gli enti fieristici siciliani.
Considerato che la Giunta di Governo ha da poco approvato il disegno
di legge per la rimodulazione degli enti fieristici che sarà
esaminato dalla III Commissione legislativa, è indispensabile
mantenere i commissariamenti sino alla data di entrata in vigore
della nuova legge sulle strutture fieristiche. In caso contrario,
insediando i nuovi organi degli enti fieristici, andremmo incontro
ad una contraddizione in termini su un provvedimento che mira alla
privatizzazione di queste strutture con il partenariato; invece, le
strutture fieristiche hanno oggi dei consigli di amministrazione
molto vasti con una presenza di circa quaranta componenti.
In questa logica, sapendo che tra le priorità del Governo e
della stessa Commissione vi è la discussione del disegno di legge
che riprende sia la legislazione europea ma anche la legislazione
nazionale, noi riteniamo che dare l'opportunità di mantenere gli
attuali commissari straordinari alla scadenza della rimodulazione
delle attività degli enti fiera, può essere un momento importante
per rilanciare queste strutture.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, forse il relatore, dando parere
parere favorevole, non ha ben colto il senso del testo di questo
emendamento del Governo che, probabilmente, negli intenti può anche
essere apprezzabile, ma io credo che così come è formulato pone una
serie di problemi.
Intanto il Governo chiede a quest'Aula di votare poteri ai
commissari degli Enti fiera di Palermo e di Messina rispetto a norme
che ancora devono essere approvate; cioé noi diamo già poteri a un
singolo rispetto a delle norme che ancora non conosciamo. Questa già
mi pare una grave anomalia. Prima si fanno le norme e poi, in base
alle norme che abbiamo fatto, possiamo anche stabilire di dare
potere ai soggetti che devono attuare le norme votate. Dare
anticipatamente poteri rispetto a norme che non conosciamo mi pare
una prassi anomala. In più , assessore, e per questo la inviterei a
riflettere sull' emendamento, se così è allora i commissari possono
esaurire il loro attuale compito di commissariamento. Poi, ferme
restando le stesse persone - perché sicuramente hanno svolto
benissimo il loro lavoro -, nel momento in cui vengono applicate le
nuove norme possono essere rinominati commissari straordinari -
ripeto - sempre quelle stesse persone onde evitare che ci possa
essere il sospetto di interessi diversi, dando nuovi poteri appunto
in base alla nuova legislazione. Ma che oggi il Governo chieda di
attribuire nuovi poteri, in base a norme che nessuno conosce, a
soggetti che sono stati nominati in applicazione di altre norme, mi
pare molto atipico.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia opportuno
non solo richiamare la questione relativa al fatto che domattina la
III Commissione inizia a discutere il disegno di legge sugli Enti
fiera. Ma, onorevole Assessore, si tratta persino di affidare ai
commissari anche il processo di trasformazione di tali enti in
società per azioni. Non credo che questo sia opportuno nel momento
in cui parte la discussione su un disegno di legge. In questo caso
infatti sarebbero super commissari, cioè sarebbero commissari
straordinari, da un lato, e commissari che seguono tutto il processo
di trasformazione in società per azioni degli Enti fiera,
dall'altro.
Credo che questo dovremmo farlo invece attraverso una
discussione specifica attorno al disegno di legge per trovare, nel
più breve tempo possibile, la soluzione.
Io specificherei intanto la natura del commissariamento ed
eviterei che esso, in questo caso, avesse la funzione di seguire
processi di trasformazione in società per azioni che credo debbano
essere demandati ad altro apposito intervento legislativo. Quindi,
mi permetto di suggerire di andare o a rivedere appunto
l'emendamento oppure di fare in modo che vi sia una condizione che
specifichi qual è la natura di questo tipo di provvedimento.
Altrimenti è ovvio che non si può votare, anche se evidentemente lo
sforzo nostro nel votare o non votare è legato ad un dibattito
d'Aula perché in Commissione abbiamo "contrastato" con altre
proposte questo disegno di legge in quanto, sostanzialmente, non
riteniamo che intervenga nei settori produttivi per come noi
pensavamo.
Ma ci sarà tempo di discutere di questo.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, credo che l'emendamento presentato
dal Governo si presti a due osservazioni: una di sistematica
legislativa e una di merito.
Quella relativa alla sistematica: io credo che ad un articolo,
qual è l'articolo 44 della legge 32, che ha carattere
programmatorio, dove cioè si fissano le competenze dell'assessorato
in materia di attività promozionali per le imprese editoriali,
inserire a regime un articolo che invece ha carattere puramente
transitorio, a mio parere, è da un punto di vista della sistematica
qualcosa di obbrobrioso.
Per cui, sotto questo profilo, onorevole assessore, sarebbe più
utile che questo emendamento venisse presentato come articolo a se
stante piuttosto che come emendamento modificativo dell'articolo 44
della legge 32.
Il problema di merito l'ha già richiamato l'onorevole Oddo, per
quanto ci riguarda.
Onorevole assessore, varrebbe la pena, anche per dissipare
qualche perplessità che serpeggia nell'Aula, che l'emendamento fosse
riformulato, nel senso che fosse chiaro che non si tratta di
affidare a questi commissari competenze che esulano o esorbitano
rispetto alle competenze ordinarie che loro hanno. Perchè se si
dovesse intendere che la proroga equivale a gestione anche della
fase della trasformazione che è contenuta nel disegno di legge di
cui parlava l'assessore - è stato approvato in Giunta di Governo -
questo susciterebbe senz'altro perplessità e anche delle
contrarietà.
Ma se si intende solamente dilazionare i tempi previsti per
legge per quanto riguarda la loro scadenza, comprendo con un colpo
d'occhio che qui in Aula ci sono delle difficoltà, che il problema è
diverso; la formula - così come è stata presentata - non trova una
condivisione.
Quindi, se il Governo condivide questa preoccupazione
dell'Aula, basterebbe trovare una formulazione idonea che non dia
adito ad equivoci.
PRESIDENTE Considerato che l'articolo 44 della legge 23 dicembre
2000 riguarda altra materia, le attività editoriali, propongo
l'accantonamento dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Osservatorio della pesca, maricoltura e acquacoltura
1. Per le finalità di cui all'articolo 142, comma 1,
lettere b), l), t) e aa), della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, l'assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, istituisce
l'Osservatorio della pesca, maricoltura e acquacoltura.
2. L'assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca definisce con decreto gli
obiettivi, la struttura organizzativa e le procedure
operative di funzionamento dell'Osservatorio.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 6.1,
allegato. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
6.2 allegato.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, la problematica
concerne i consorzi di ripopolamento che devono andare ad elezione
perché non possono mantenere lo status di commissari. Un consorzio
di ripopolamento in Sicilia, quello di Castellammare, ha già
provveduto a queste elezioni. Quindi sarebbe un non senso fare
andare ad elezioni il consorzio di ripopolamento di Castellammare.
Con questo emendamento si vuol dare l'opportunità di indire elezioni
nei consorzi di ripopolamento siciliani, tranne il consorzio di
ripopolamento di Castellammare che provvederà alle elezioni alla
scadenza naturale del mandato.
Sarebbe un'illegittimità considerare il presidente del
consorzio di Castellammare alla stessa stregua dei commissari che
invece sono stati predisposti per gli altri consorzi di
ripopolamento.
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sostanzialmente abbiamo voluto salvaguardare con questa
norma quei consorzi che in realtà sono stati più efficienti degli
altri.
Se non approviamo questa norma di fatto non rendiamo giustizia
a quegli organismi che, come il consorzio di Castellammare, sono
stati efficienti provvedendo immediatamente a porre in essere gli
adempimenti di legge. Si tratta, sostanzialmente, di quanto
prospettato dal presidente che è stato audito in Commissione per non
vedersi penalizzato da una norma dell'Assemblea regionale siciliana
che, operando di fatto retroattivamente, avrebbe travolto gli
effetti di quella elezione.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in questi
anni tutti abbiamo attenzionato la questione relativa ai lunghi
periodi di commissariamento delle strutture similari e comunque
consortili, come quello di ripopolamento ittico di Castellammare del
Golfo.
Tutti siamo estremamente convinti e coscienti che i tempi, non
solo sono stati lunghi ma assolutamente spropositati, fuori da ogni
logica. Ognuno di noi ha chiesto e chiede al Governo di fare
attenzione, allargando anche il quadro, ma mantenendoci solo
all'emendamento in discussione, per fare in modo di evitare questi
lunghi commissariamenti. Perché sappiamo bene che l'elezione degli
organismi democratici delle strutture consortili è la cosa migliore
per garantire gli interessi complessivi e per garantire, anche e
soprattutto, le finalità che il consorzio stesso, la struttura
stessa deve raggiungere.
In questo caso credo che dovremmo attenzionare non solo la
questione relativa al Consorzio di Castellammare che può, di fatto,
uscire da un periodo lungo di commissariamento, ma dovremmo anche
fare attenzione a ciò che in questo momento si verifica in altre
strutture similari che fanno capo sempre all'Assessorato
cooperazione, commercio, artigianato e pesca, verificando cosa
realmente manca per potere andare all'elezione degli organi di
gestione di ogni Consorzio.
In questo caso credo che la norma possa permettere, tutto
sommato, di non perdere un giorno e di arrivare alla giusta elezione
dopo un lungo periodo, anche qui, di commissariamento; ma io non mi
fermerei qui.
Mi permetto di suggerire anche ai colleghi che hanno
possibilmente sostenuto e che hanno proposto questo emendamento di
andare oltre, assessore Cimino, e di verificare in ogni realtà quali
siano le condizioni dei commissari per quanto concerne i loro
adempimenti.
Non ho nulla contro i commissari però dobbiamo dirci, con la
massima franchezza, che c'è anche lì una dose, secondo me, eccessiva
di presenze che risponde non a criteri di efficienza o di
costruzione di una politica attenta e di sviluppo nell'ambito delle
competenze di ogni singolo consorzio.
Pertanto, pur comprendendo che bisogna passare da una fase
particolarmente complessa ad un'altra fase che speriamo sia più
produttiva, non mi fermerei solo e semplicemente al Consorzio di
Castellammare ma farei uno screening della situazione complessiva ed
andrei ad un intervento di carattere generale.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dover riprendere la parola per risollevare il problema che avevo
già posto sull'articolo 5.
Si evince dal disegno di legge e dall'emendamento 6.2,
onorevole Presidente della Commissione, nonché relatore, che in modo
improvvido, si stia utilizzando una massiccia modifica della legge
32 per introdurre articoli o emendamenti che non hanno, a volte,
nulla a che vedere con l'articolo di riferimento della legge 32.
Noi stiamo modificando la legge 32 che ha carattere di legge
programmatica, legge di principi, che a regime dovrebbe essere una
sorta di manifesto a cui "appendiamo", poi, le varie leggi per
modifiche, invece, di cortissimo respiro; cioè se dobbiamo mantenere
in vita il Consiglio di amministrazione del Consorzio ittico di
Castellammare del Golfo, modifichiamo la legge 32 che ha un
carattere di programmazione, dove si stabiliscono principi,
competenze degli organi; aspetti che non riguardano sicuramente una
legge di breve momento.
Allora, se dobbiamo mantenere in vita l'organo, modifichiamo la
legge 32; se dobbiamo introdurre, come nell'articolo 5, la norma che
consente la proroga ai commissari, modifichiamo la legge 32. Non ha
alcun senso da un punto di vista logico e della metodica
legislativa. Si possono fare articoli autonomi che dicono: "in
deroga alla legge 32 si fa così" e non mettere invece un nuovo comma
ad un articolo che ha ben altra finalità e ben altro spessore.
Credo che sia sbagliato procedere in questo modo, senza contare,
onorevole Assessore - nessuno me ne voglia - che mi pare si stia
procedendo in un stato di confusione.
Io non so se l'emendamento presentato dal Governo poc'anzi, che
abrogava gli articoli 147 e 148 della legge 32, sia stato pensato e
se corrisponda esattamente al sospetto che...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei ha perfettamente ragione,
questo è un articolo delicato, un emendamento importante che è stato
sottovalutato dall'Assemblea. Bisogna seguire con attenzione. Io mi
rendo conto della sua osservazione, la condivido pienamente, ma non
possiamo tornare indietro dopo che l'Assemblea si è pronunciata.
CAPODICASA Signor Presidente, innanzitutto si deve procedere in
altro modo, cioè con un lavoro d'Aula che sia più organizzato: non
si possono approvare le leggi in questo modo; c'è confusione: già
dei primi quattro articoli ne abbiamo accantonati tre; si capisce
che non c'è un lavoro d'istruzione del disegno di legge adeguato
alla materia che trattiamo.
Se abbiamo abrogato, stiamo verificando, il Consiglio regionale
della pesca con l'emendamento precedente, è una cosa di estrema
gravità di cui il Governo, che l'ha proposto, si assume in primo
luogo la responsabilità di non avere informato l'Aula del
provvedimento che stava per adottare.
Questo è il punto
Allora, se si vuole tornare sull'argomento il modo c'è:
trattandosi di un emendamento all'articolo 6, bocciamo questo
articolo in modo che decada l'emendamento approvato. Eventualmente,
ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento si può recuperare
qualcosa di rilevante già contenuta nell'articolo 6. Diversamente,
non possiamo fare finta di niente: si è abrogato un organo che ha
carattere scientifico, dove sono presenti le organizzazioni
ambientaliste, le organizzazioni professionali, l'Università, i
rappresentanti di tutti gli organi che hanno competenza in materia
di pesca.
Signor Presidente, noi proporremo all'Aula che si voti contro
l'articolo 6, per recuperare un errore che è stato commesso. Questo
ci serva da monito.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione
legislativa di cui faccio parte ha esaminato un testo originario
rispetto al quale abbiamo avanzato numerose riserve e rispetto al
quale abbiamo votato contro perché consideravamo il complesso delle
misure proposte, in qualche misura, disorganico, anche se
l'Assessore ci spiegò che tali misure rispondevano ad alcune
esigenze normative urgenti a tutela di interessi di categoria.
Ora, il modo in cui si sta procedendo conferma le riserve che
noi abbiamo già espresso in Commissione.
Onorevole Assessore, onorevole presidente della Commissione,
nel momento in cui si è parlato dell'istituzione dell'Osservatorio
della pesca, che dovrebbe avere caratteristiche analoghe dal punto
di vista della composizione, al Consiglio per la pesca che è stato
qui richiamato, noi avevamo immaginato che il decreto istitutivo
dell'Osservatorio della pesca venisse definito da parte
dell'Assessore, come dire, fatto salvo il passaggio nella
Commissione legislativa, e sostituisse a quel punto il Consiglio
regionale per la pesca.
Assessore Cimino, onorevole Tricoli, il Governo presenta in
Aula un emendamento soppressivo del Consiglio regionale della pesca
senza che si conosca il decreto che istituisce l'Osservatorio.
Ciò mi sembra fuori luogo In ragione di questo, ed anche per
il modo in cui si è sviluppata la discussione in Commissione e per
il testo esitato dalla Commissione, l'emendamento a firma del
Governo è del tutto incongruo.
Credo che, anche per il prestigio della Commissione, fermo
restando il voto contrario da me espresso, l'emendamento del Governo
debba essere riformulato e rimodulato perchè altrimenti l'assessore
Cimino ci presenterà il decreto istitutivo dell'Osservatorio della
pesca e noi ci troveremo ad approvare contemporaneamente il decreto
di istituzione dell'Osservatorio ed abrogare il Consiglio regionale
per la pesca.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, le ragioni del mio intervento sono
quelle di un deputato che non è a conoscenza di queste norme e che
non ha partecipato ai lavori della Commissione ma che in Aula
vorrebbe comprendere il contesto complessivo di questo lavoro;
quindi con fatica sto cercando di utilizzare i testi forniti.
Signor Presidente, in relazione a questo articolo, io faccio
fatica a capire di cosa stiamo parlando perchè l'articolo 6 della
legge è accompagnato nel testo dei riferimenti normativi soltanto
dalle note che si riferiscono all'articolo 142; ma quando noi
discutiamo dell'emendamento del Governo parliamo di abrogare gli
articoli 147 e 148 che io non conosco.
Chiedo, signor Presidente, che provvedimenti di questa
consistenza debbano essere accompagnati dal necessario supporto
documentale per consentire al deputato di svolgere il proprio
lavoro.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la mia proposta è la seguente:
l'emendamento, così disinvoltamente approvato - devo ammettere -
rimane un dato ufficiale e propongo al Governo, accantonato
l'articolo 6, di formulare una riscrittura in modo tale che
l'emendamento votato decada.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, l'artigianato e la pesca.
Signor Presidente, ritengo necessario chiarire ai colleghi
parlamentari, che hanno criticato l'idea della soppressione del
Comitato regionale della pesca, di essere disponibile ad una
riscrittura ma allo stesso tempo segnalare che di questo Comitato
regionale per la pesca fanno parte quaranta rappresentanti che
costano molto alla Regione in quanto percepiscono un gettone di
presenza di 250.000 lire ciascuno più le trasferte. Ripeto: hanno un
costo notevole per la Regione.
(brusio dai banchi della sinistra)
Si pensava, con la riscrittura dell'Osservatorio regionale
della pesca, di creare un organismo molto più snello che doveva
avere il parere favorevole della Commissione legislativa permanente
e allo stesso tempo dare funzionalità all'organo e così raggiungere
un risultato.
Infatti, molte volte organi così pletorici non riescono a
raggiungere l'obiettivo che è quello di consulenza dell'Assessorato
ed allo stesso tempo raggiungere degli obiettivi di grande
importanza per la pesca siciliana, tenuto conto che anche una
convocazione al mese non soltanto comporta delle spese ma non riesce
poi a dare un segnale concreto all'ordine del giorno che ci si
propone.
Dato che diversi parlamentari del centro sinistra hanno posto
all'attenzione la rimodulazione, piena disponibilità; però vi è la
necessità in questa logica di una pubblica amministrazione più
efficiente di creare anche degli organi che siano concretamente al
passo con i tempi. Solamente un piccolo dato che può sembrare vada
contro il Governo stesso: l'Assessore ha la possibilità di nominare
sette componenti del Comitato Regionale della Pesca, più tutte le
associazioni di categoria presenti.
Ritengo che, oggi, questo deve essere anche un passaggio
possibile.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, dato che lei ha opportunamente permesso
questa discussione, vorrei sollevare una questione di merito.
Abrogando l'articolo 148 della legge regionale 32 del 2000
l'Assessore vuole, con l'Osservatorio, ricomporre un organo che,
tutto sommato, sopperisca anche alla mancanza del Consiglio.
Evidentemente, facendo ciò, demandiamo all'Assessore il potere di
andare a designare i componenti dell'Osservatorio (questo è il succo
se non ho capito male), quindi trasferiamo nelle mani dell'Assessore
la scelta politica di vedere come comporre l'Osservatorio stesso.
Ricordo all'Aula e all'Assessore che il Consiglio Regionale
della Pesca era rappresentato da tutto ciò che in Sicilia ruota
attorno al mondo della pesca: i rappresentanti delle varie
associazioni, il rappresentante dei sindacati, il rappresentante del
mondo degli armatori e così via.
Pongo una questione all'assessore Cimino, che ho sentito in
proposito con insistenza cercare di tranquillizzare i colleghi: la
questione se ci può essere o meno nella riscrittura dell'articolo 6
un livello di sicurezza tale da fugare i dubbi per quanto concerne
l'eccessiva discrezionalità data al Governo circa la composizione
dell'Osservatorio stesso.
Questa questione concretamente perché penso che potremmo
risolvere il problema con un livello accettabile per quanto concerne
anche la rappresentatività dell'Osservatorio stesso.
Poi, ripeto, l'opposizione ha assunto la sua posizione in
Commissione, l'assumerà in Aula e discuteremo sulla proposta del
Governo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei riprendere
una frase che poc'anzi ha detto l'onorevole Capodicasa riferendosi
ad un altro emendamento; il collega Capodicasa ha detto: "da
un'occhiata in Aula suppongo che ci siano delle difficoltà".
Bene, faccio mia questa frase: "da un'occhiata che ho dato
all'Aula probabilmente su questo testo ci sono delle difficoltà".
Il problema, allora, va affrontato su due fronti: uno di merito
e uno di metodo.
Per quanto riguarda il merito, ciascuna parte politica e
ciascun deputato si esprime secondo le proprie convinzioni: c'è chi
è per la soppressione del Consiglio regionale della pesca e
l'istituzione dell'Osservatorio; c'è chi è per il mantenimento del
Consiglio regionale della pesca e non per la istituzione
dell'Osservatorio. Ma qui il problema è di metodo.
Sono convinto che il percorso indicato dall'onorevole
Capodicasa poc'anzi sia corretto dal punto di vista metodologico; se
il Governo ritiene di dovere confermare l'ipotesi dello scioglimento
del Consiglio regionale della pesca e quindi dell'istituzione
dell'Osservatorio, poiché l'Aula si è già pronunciata favorevolmente
in questo senso, non resta che respingere l'articolo 6 e gli
emendamenti relativi, se l'Aula non ritiene di dovere votare il
complesso della norma. Diversamente il seguente può essere un
percorso negoziato; si può individuare una riscrittura dell'articolo
6, può essere respinta l'attuale formulazione dell'articolo 6,
diventa un emendamento aggiuntivo alla legge, nel quale si individua
anche un percorso che venga incontro alle esigenze manifestate
dall'Assessore.
Cosa sostiene l'Assessore? Ci troviamo di fronte a un
organismo pletorico e costoso con competenze spesso interdittive
rispetto all'azione dell'Amministrazione; si può creare un organismo
meno pletorico, meno costoso e più dinamico, ma questo va scritto.
Allora, poiché va scritto e poiché il percorso per arrivare a
questa soluzione potrebbe essere quello della bocciatura
dell'articolo 6 e della presentazione negoziata di un emendamento
aggiuntivo alla fine che riformuli complessivamente il contesto,
credo che questa possa essere la soluzione che viene incontro alle
osservazioni che sono state formulate.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Lei ha già parlato sull'argomento.
PISTORIO Ma non mi avete risposto. Io non ho capito di avere
soppresso il Consiglio regionale della pesca
PRESIDENTE Ma nell'emendamento 6.1 è scritto in modo talmente
chiaro .. "sono abrogati gli articoli 147 e 148 della legge 32 del
2000".
PISTORIO Signor Presidente, non voglio essere pedante, ma non
risulta da nessuna parte, a meno che non si conoscano a memoria, che
gli articoli 147 e 148 della legge 32 riguardano il Consiglio
regionale della pesca; non è scritto nei riferimenti normativi. Io
ho bisogno di avere gli strumenti in Aula; Presidente, la prego, io
non ho compreso di avere abrogato quel Consiglio, quindi, secondo
me, c'è un vizio di conoscenza. Non c'è tra i riferimenti
normativi Nel testo che viene dato a supporto non figurano questi
due articoli.
PRESIDENTE Questo lo deve fare nei livelli separati rispetto al
momento della votazione della legge: "articolo 147 - Consiglio
regionale della pesca", "articolo 148 - Competenze del Consiglio".
Sono ben indicati e ben scritti nella Gazzetta Ufficiale ma poiché
il problema è politico, non possiamo risolvere il problema perché
non conosciamo nel merito i due articoli che l'emendamento avrebbe
abrogato.
Siamo in un momento politico in cui credo di potere dire che
minoranza e maggioranza, che minoranza e Governo hanno raggiunto,
tutto sommato, un'opinione comune: quella di accantonare o
respingere - questo è assolutamente irrilevante - l'articolo 6 e
procedere ad una riscrittura.
Io insisto nella mia proposta iniziale: accantoniamo e
riscriviamolo. Quando procederemo alla votazione della riscrittura
dell'articolo 6, il fatidico emendamento 6.1 sarà superato.
FLERES Signor Presidente, anche se accantonassimo l'articolo,
resta il fatto che abbiamo già votato l'emendamento 6.1.
PRESIDENTE No, perché voteremo la riscrittura dell'articolo 6.
FLERES Secondo me va respinto.
PRESIDENTE No, perché con la riscrittura dell'articolo 6,
modificando l'emendamento, risolviamo la questione.
FLERES Signor Presidente, è meglio votarlo e respingerlo; c'è un
accordo politico in tal senso.
PRESIDENTE Nel momento in cui ci sarà la riscrittura,
respingeremo l'articolo 6.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'intervento chiarificatore del Governo nei confronti dei colleghi
che non conoscevano il contenuto degli articoli 147 e 148 della
legge 32 del 2000 sia stato estremamente puntuale.
Il fatto che abbiamo soppresso un organismo costituito da 40
persone (se non ricordo male credo che il numero sia stato qualche
anno addietro ulteriormente incrementato di altre sette unità), un
organismo che l'Assessore ha definito inutile e costoso, non ci dà
la possibilità di riproporlo con una nuova norma e con un soggetto
diverso.
Quindi accantonare e riscrivere non pregiudica assolutamente
nulla, fermo restando che una volontà politica l'abbiamo già
espressa. Questo organismo istituito con gli articoli nn. 147 e 148
della legge 32 del 2000 andava abolito. Adesso il Governo dovrà
riscrivere la norma.
PRESIDENTE Questo l'abbiamo già deciso.
ACIERNO Siccome ho sentito proporre di accantonarlo per poi
respingerlo; io dico: accantoniamo per riscriverlo.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'articolo 6 e dei
relativi emendamneti.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
"Art. 7.
Calamità naturali ed eventi eccezionali per le attività
di pesca
1. L'articolo 178, comma 1, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:
'Le disposizioni dell'articolo 1 della legge regionale 9
dicembre 1998, n. 33, come integrato dall'articolo 3, comma
3, della legge regionale 28 settembre 1999, n. 24, e
dall'articolo 6 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 29
e dall'articolo 46 della legge regionale n. 2 del 2002,
continuano ad applicarsi dall'1 gennaio 2000 al 31 dicembre
2006 con le seguenti modifiche:
a) al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 28
settembre 1999, n. 24, sono aggiunte le seguenti parole:
'nonché a seguito di eventi accidentali non dipendenti dalla
volontà del personale imbarcato o da sua imperizia';
b) all'articolo 6 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 29, dopo le parole 'debitamente documentate', sono
aggiunte le seguenti 'per il recupero del relitto e le
necessarie opere di ristrutturazione dello scafo e degli
apparati motore, ivi compresa la strumentazione tecnica e di
sicurezza di cui il natante era dotato prima del verificarsi
dell'evento'".
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 7.1
allegato.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il giudizio che
avevamo espresso in Commissione sull'insieme delle norme era un
giudizio negativo che scaturisce dalle modalità in cui si vuole
sviluppare un ragionamento da parte del Governo su leggi che hanno
riflessi sul mondo produttivo siciliano.
L'articolo 7 in discussione mette mano alle norme relative al
famoso riconoscimento di "calamità naturali" legate non alla
responsabilità degli equipaggi e, dunque, al contenuto degli
articoli 1 e 2 della legge n. 33, su cui tanto ha discusso
quest'Aula anche nella precedente legislatura soprattutto a
proposito della possibilità di erogare precisi interventi di ristoro
alla nostra marineria per le forme biologiche denominate
"mucillaggini" (al riguardo, credo, che dovrebbe essere accertata la
forma biologica di questi organismi) e per i danni provocati
all'attività di pesca dalle calamità naturali.
A proposito della modifica delle norme che riguardano gli
interventi con indennità di ristoro per la nostra marineria per
calamità naturali abbiamo un'esperienza assolutamente negativa.
Nella XII legislatura sono state apportate modifiche alla legge
regionale n. 33, alle altre leggi che intervengono in materia con
una certa semplicità; inoltre, la norma è stata gestita in maniera
assolutamente incomprensibile. Mi riferisco, ad esempio, alla famosa
possibilità di applicare gli articoli 1 e 2 della legge regionale n.
33 per quanto concerne le calamità naturali che si demandava al
Governo della Regione mediante apposito regolamento.
Avevamo, cioè, modificato una norma nel senso che se si provava
che si era subìto un danno per calamità naturali, la Regione sarebbe
intervenuta con l'indennità di ristoro. Questa era in sintesi la
questione.
Il Governo ha emanato un Regolamento che il CGA dopo due anni
ha respinto. Noi siamo stati per due anni bloccati senza aver dato
una lira alla nostra marineria per quanto concerne gli eventi
calamitosi.
La mucillagine non era un'invenzione, i danni c'erano, soltanto
che nessuno aveva detto ai nostri equipaggi (ecco, qui, anche
l'assenza di una politica di indirizzo, di una politica di
informazione) che quando si verificano casi del genere al rientro
bisogna informare le capitanerie, dando la possibilità a queste
ultime di informare gli organi competenti, in questo caso le
Prefetture, di cosa stesse accadendo nei nostri mari.
Questo non era stato fatto nel passato; si è cercato di
sopperire con quella modifica, però quella modifica non ha portato a
niente.
Ora stiamo rimettendo mano a quella norma, dopo due anni e dopo
ritardi enormi, cercando di fare in modo di specificare meglio e di
fare entrare nella logica contestuale della legge n. 32 la
possibilità di intervenire per quanto concerne le calamità naturali.
In proposito, desidero chiedere all'Assessore che specifichi
meglio qual è l'intenzione; la norma che si vuole modificare è
chiara, si comprende qual è la finalità che vuole raggiungere, ma,
vista l'esperienza, io gradirei sentire dall'Assessore in che modo
il Governo di questa Regione voglia mettere mano ad una modifica che
domani sia una norma attuabile. Di modifiche inattuabili ne abbiamo
fatte anche troppe e, a volte, di comune accordo, dunque, vorremmo
capire come si vuole operare e se questa modifica darà la
possibilità alla marineria siciliana di percepire quanto, secondo
me, le spetta. Infatti, i danni ci sono stati; bisogna semplicemente
fare in modo anche con provvedimenti amministrativi, che quei danni
possano essere chiaramente dimostrati, dopo di che ci vuole
l'intervento finanziario del Governo.
Veda, signor Presidente, io sono molto scettico in proposito;
gradirei sentire l'Assessore perché da tempo alcuni (in questo ci
distinguiamo) hanno promesso, e dico promesso, ai nostri marinai che
tutto era risolto e che intervenendo in merito al risarcimento di
questi danni avremmo risolto i problemi della nostra
marineria;problemi che sono, invece, molto più gravi e molto più
seri di quanto pensiamo e che, forse, proprio in occasione della
discussione di questo disegno di legge valeva la pena - come noi
abbiamo sollecitato in Commissione - discutere ed approfondire per
vedere come realmente dare risposte ad un settore importante della
nostra economia.
PRESIDENTE Dichiaro improponibile l'emendamento 7.1 per
mancanza di copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, mi permetto di sottoporre alla sua
attenzione, dato che è stato paventato il rischio di legiferare in
modo confuso (sta già avvenendo sin dalle prime battute) che adesso
tutto questo è aggravato dal fatto che il Governo sta facendo
pervenire decine di emendamenti che sono la riscrittura di un'altra
legge. In Aula arriva un testo, poi si utilizza il veicolo degli
emendamenti per scrivere un'altra legge, per ampliare.
All'articolo 13, ad esempio, sono stati presentati numerosi
emendamenti a firma del Governo. Io penso che il Governo o
predispone testi organici da portare all'esame delle Commissioni e
del Parlamento, in modo tale che ci sia la possibilità di
documentarsi sugli emendamenti o annuncia il ritiro di questi
emendamenti.
Desidero suggerire alla Presidenza di rinviare il disegno di
legge al nostro esame in Commissione in modo tale che la fase
istruttoria e preparatoria della legge possa essere adeguata;
questi emendamenti non sono stati neanche esaminati dalla
Commissione Pertanto, signor Presidente, credo che si debba
invitare il Governo - così come sto facendo io formalmente - a
ritirare tutti gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 13;
diversamente, chiedo che il testo in discussione venga rinviato in
Commissione per un approfondimento.
PRESIDENTE Poiché siamo in una fase molto delicata della
discussione, vi prego di avere un poco di attenzione.
Il rilievo dell'onorevole Speziale, che arriva ultimo rispetto
ad una generale opinione circa il fatto che stiamo affrontando
l'esame di questo disegno di legge con una certa confusione, pone un
problema assai delicato che mi pone nelle condizioni di riflettere
seriamente su quanto sta accadendo. Io non posso, onorevole
rappresentante del Governo, valutare la proponibilità o meno di
oltre 10 emendamenti che pervengono alla Presidenza in questo
momento; credo che nemmeno la Commissione sia in grado di esprimere
un parere.
Abbiamo due modi di procedere: o rinviamo tutto in Commissione,
come propone l'onorevole Speziale (e credo che non sia il caso,
tranne che per il numero eccessivo di emendamenti presentati, perché
rallenteremmo i lavori anziché accelerarli), o sospendiamo per
mezz'ora la seduta affinché io possa valutarli e decidere circa la
loro ammissibilità.
La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 20,33.
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 2, con i relativi
emendamenti, precedentemente accantonati.
L'emendamento 2.1 decade per assenza dall'Aula del firmatario.
L'emendamento 2.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 2.3 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.2 R, interamente sostitutivo
dell'articolo 2.
Il parere della Commissione?
TRICOLI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CAPODICASA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, continuano ad essere distribuiti
emendamenti a firma del Governo, in particolare tre, uno dei quali
riguarda il direttore dell'IRCAC. Il Regolamento recita che si
possono presentare, per iniziativa del Governo e della Commissione,
emendamenti che riscrivono l'articolo, rielaborandolo.
Questi sono emendamenti che introducono nuova materia.
Signor Presidente, desidero sapere se la facoltà di introdurre
nuova materia, attraverso la presentazione di emendamenti, debba
essere riservata solamente al Governo e alla Commissione e non debba
essere estesa anche all'Aula.
Mi pare del tutto naturale che si venga a creare una
sproporzione che il Regolamento, invece, con voto dell'Aula aveva
voluto equiparare, riservando al Governo ed alla Commissione la
facoltà di rielaborare, attraverso la riscrittura, articoli per una
migliore comprensione ed, eventualmente, per introdurre qualche
fattispecie.
Ma introdurre articoli ex novo, senza che ci sia un minimo di
deliberazione, può comportare una svalorizzazione del lavoro stesso
della Commissione.
In Commissione non andranno più i parlamentari, in quanto alla
fine tutto si deciderà in Aula dove il Governo si può riservare la
facoltà di presentare un gran numero di emendamenti che noi deputati
non avremo possibilità di approfondire, di analizzarne il testo e
questo ci porterà a legiferare in modo alquanto confuso con i
risultati che abbiamo poc'anzi potuto verificare.
TRICOLI presidente della Commissione. Sono d'accordo se si
tratta di nuova materia.
PRESIDENTE I documenti, che circolano in questo momento, non
riguardano l'articolo 2 - già approvato - riguardano l'articolo 13.
Dovevamo attendere che il Governo ci spiegasse quello ciò che è
accaduto nel corso della sospensione, al fine di rendere più
razionale, più veloce, più logico il nostro iter.
Invito pertanto il Il Governo ad illustrare all'Aula la
soluzione che intende dare ai problemi che ci hanno costretto ad
accantonare i testi e il motivo di questi tre emendamenti aggiunti
che, che, credo, intendano semplificare il quadro della situazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. L'importanza di questa legge ha portato il
Governo a ritirare gran parte degli emendamenti già presentati in
precedenza, non sicuramente in questa seduta, in quanto sono stati
presentati dal Governo dieci giorni fa.
Dall'incontro che abbiamo avuto con gli uffici, abbiamo
ritenuto necessario sottoporre all'attenzione dell'Assemblea circa
sei emendamenti che non sono nuova problematica, che non riguardano
sicuramente atti predisposti quest'oggi, bensì circa quindici giorni
fa. Il sottoscritto li ha presentati presso gli uffici quindi
potevano essere letti dai colleghi parlamentari dell'Assemblea.
Comunque, ritengo che su questi emendamenti, che rappresentano
un momento importante per l'attività che si cerca di accelerare, è
bene discuterne perchè su quaranta ne sono rimasti soltanto sei e
non sono così problematici come poneva l'onorevole Capodicasa.
Ad uno ad uno saranno sviscerati e se c'è la disponibilità,
anche, di un ragionamento possono essere modificati. Penso che non
sia opportuno colpire nel mucchio, ma valutandoli singolarmente e
magari anche con la collaborazione dell'opposizione, si può
raggiungere un ottimo prodotto legislativo.
PANARELLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, concordo con le considerazioni che
faceva l'onorevole Capodicasa; vorrei replicare all'assessore Cimino
che ha usato espressioni assolutamente improprie, lo dico come
componente della Commissione.
Questo "sparare nel mucchio" che ha richiamato non esiste, nel
senso che l'onorevole Capodicasa, credo, è intervenuto anche a
tutela dei componenti della Commissione, che ha trattato la materia
con l'assessore senza quest'ultimo, in rappresentanza del Governo,
intervenisse per proporre tali emendamenti (e lo conferma anche
l'espressione che il presidente Tricoli ha usato).
Credo che sia un atteggiamento, mi si passi il termine,
offensivo per il lavoro approfondito, oltre che dialettico, che
abbiamo svolto in Commissione.
D'altro canto, mi consenta signor Presidente, mi permetto di
fare questa polemica con l'assessore Cimino perchè egli ha cercato
di giustificare la soppressione del Consiglio regionale della pesca
con argomenti che considero assolutamente demagogici, a proposito
della riduzione dei costi della Regione.
Vorrei ricordare al Parlamento e ai colleghi che l'assessore
Cimino fa parte di una giunta di Governo che ha ripristinato
numerose commissioni abrogate dai precedenti governi senza che ci
sia stato un dissenso da parte dello stesso assessore Cimino.
PRESIDENTE Onorevole Panarello, quando verrà il momento degli
emendamenti cui vi riferite, che riguardano gli articoli 12 e 13, ne
riparleremo. Si riprende l'esame dell'articolo 5, con i relativi
emendamenti, in precedenza accantonati.
L'emendamento 5.2 è ritirato dal Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo 5.1.
Presidenza del presidente Lo Porto
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
SPEZIALE Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Panarello, Giannopolo,
Gurrieri e Raiti)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
BASILE segretario. Procede al primo e al secondo appello.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 36
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 2
ottobre 2002, alle ore 17,00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 166 - Iniziative per garantire le prerogative
istituzionali del CONI e l'autonomia dello sport
italiano.
(26 settembre 2002)
BARBAGALLO - GENOVESE -
GURRIERI - TUMINO -
VITRANO - ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Disposizioni urgenti nei settori dell'artigianato, del
commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
stralciate I/A) (seguito)
Relatore: on. Marzio Tricoli.
2) "Interventi per l'attuazione del diritto allo studio
universitario in Sicilia" (nn. 271/341).
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 20.53.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.40)