Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 86 di martedì 01 ottobre 2002
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


     ACIERNO   segretario  f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta   precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole  ZANGARA è in missione, per
  ragioni del suo ufficio, dall' 1 al 2 ottobre 2002.

              ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE  Comunico che da parte  dell'Assessore  per  gli  enti
  locali   sono   pervenute  le   risposte   scritte   alle   seguenti
  interrogazioni:

            N. 514 - Provvedimenti per  assicurare  l'espletamento  di
          attività obbligatorie conferite  ai  CO.RE.CO.  al  fine  di
          garantire il rispetto del principio di legalità.
            ---
          Firmatari:Fleres Salvatore
            ---
                                ----------------
            N. 544 - Verifica delle condizioni  per  la  ricandidatura
          del Sindaco uscente  del  Comune  di  Palma  di  Montechiaro
          (AG).
            ---
          Firmatari:Capodicasa Angelo;  Speziale  Calogero;  Cracolici
          Antonino; Giannopolo Domenico
            ---
                                ----------------
            N. 554 - Recepimento della normativa  nazionale  e  delega
          della  potestà  concessiva  in  materia  di  trattamenti  di
          invalidità civile all'INPS.
            ---
          Firmatari:Basile Giuseppe
            ---
                                ----------------
            N. 580 - Iniziative  per  garantire  la  regolarità  delle
          prossime elezioni amministrative a Brolo (ME).
            ---
          Firmatari:Beninati Antonino
            ---

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:
      -  "Istituzione di aree contigue nei parchi regionali e norme
      sull'esercizio dell'attività venatoria nelle stesse" (n. 488)
      - iniziativa parlamentare
      -   presentato  dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
      Maurici in data 25 settembre 2002

      - "Norme per  l'estensione  del  divieto di pesca a strascico
      lungo il litorale  ionico compreso tra Capo Mulini, Riposto e
      Fiumefreddo di Sicilia". (n. 489)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli  onorevoli  Amendolia,  Sanzeri in data 26
      settembre 2002

      -   "Disposizioni    straordinaria   in   materia   di   sedi
      farmaceutiche" (n. 490)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo,  Incardona, Infurna,
      Tricoli, Virzì in data 26 settembre 2002

      - "Norme per l'istituzione  di  una casa da gioco in Sicilia"
      (n. 491)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo,  Incardona, Infurna,
      Tricoli, Virzì in data 26 settembre 2002

      - "Norme per alleviare  l'emergenza  sociale dei siciliani in
      Argentina" (n. 492)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
      Tumino, Vitrano, Zangara in data 26 settembre 2002

      -  "Norme   per   l'istituzione   dell'Ufficio  regionale  di
      protezione e pubblica  tutela  dei minori e dell'Osservatorio
      regionale per il disagio  minorile e per i fenomeni connessi"
      (n. 493)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli  onorevoli  Formica,  Incardona, Infurna,
      Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 27 settembre 2002

      - "Norme per il  trattamento economico degli esperti chiamati
      a far parte  delle  sezioni  specializzate agrarie costituite
      presso  i tribunali e  le  corti  d'appello  aventi  sede  in
      Sicilia" (n. 494)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli  onorevoli  Lo Monte, D'Antoni, Amendolia,
      Basile, Sanzeri in data 27 settembre 2002.

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico, ai sensi  dell'articolo  69,  comma 4, del
  Regolamento interno, le assenze  e  le  sostituzioni  nelle riunioni
  delle  Commissioni  parlamentari,  per  il periodo 24 - 26 settembre
  2002:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 25.09.02: BARBAGALLO-ORTISI

   Sostituzioni
   Riunione del 25.09.02: CRISAFULLI sostituito CAPODICASA

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 24.09.02: DE BENEDICTIS-INFURNA-LO CURTO-MAURICI-
                          SPAMPINATO-VICARI
                25.09.02: CONFALONE-DE BENEDICTIS- INFURNA-SPAMPINATO
                          VICARI

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 26.09.02: ZANGARA

   Sostituzioni
   Riunione del 25.09.02 (pom.): FORMICA sostituito da IOPPOLO
                                 CRISTAUDO    "     "  ANTINONORO
      "      "  26.09.02: BASILE sostituito da SANZERI
                          CRISTAUDO   "     "  ANTINORO

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

   Assenze
   Riunione del 24.09.02: IOPPOLO-SPAMPINATO-AMENDOLIA-BURGARETTA APARO
                          CRISAFULLI-FRATELLO-INCARDONA-LEANZA-MANZULLO
                          MISURACA-PAFFUMI-TRICOLI

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE    Comunico  che  le  seguenti  richieste  di  parere,
  pervenute  dal  Governo,  sono   state   assegnate  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -  "Opera   Pia   Cardinale  Ernesto  Ruffini  di  Palermo  -
      Designazione componente del consiglio di amministrazione" (n.
      79)
      - pervenuta in data 26 settembre 2002

      - "CRIAS - Ricostituzione del collegio dei revisori" (n.  80)
      - pervenuta in data 26 settembre 2002

      - "IRCAC - Ricostituzione del collegio dei revisori" (n.  81)
      - pervenuta in data 26 settembre 2002

                   TRASMESSE IN DATA 27 SETTEMBRE 2002

                      COMUNICAZIONE DI PARERE RESO

     PRESIDENTE   Comunico  che  la  Commissione  "Servizi  sociali  e
  sanitari" (VI) ha reso il seguente parere:
      - "Disposizioni per il  contenimento  della  spesa  sanitaria
      nella Regione siciliana" (n. 76)
      - reso in data 26 settembre 2002
      - trasmesso in data 27 settembre 2002

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE    Comunico che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta scritta:

            N. 809 -  Interventi  di  manutenzione  straordinaria  per
          tutta la rete ferroviaria siciliana.
            - Assessore Turismo
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 810 - Interventi al fine di  completare  lo  stadio  di
          atletica di Giarre (CT) .
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 811 - Interventi di manutenzione e recupero della VIlla
          Bellini a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE    Comunico  che  è   stata   presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 61 - Iniziative per il rilancio dell'ospedale S. Cimino
          di Termini Imerese (PA).
            - Assessore Sanità
            ***
          Manzullo Giovanni; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea.

                            ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE    Comunico  che  è   stata   presentata  la  seguente
  mozione:

    N.  166  -  Iniziative  per garantire le prerogative istituzionali
    del CONI  e l'autonomia dello sport italiano. Barbagallo Giovanni;
    Genovese   Francantonio;   Gurrieri  Sebastiano;  Tumino  Carmelo;
    Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

    Presentata il 26/09/02

       Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e
  153  del  Regolamento  interno, della mozione numero 165 "Iniziative
  per il recepimento della sentenza del Consiglio di Stato n.  356 del
  1997   che   esclude   l'obbligo   del   parere   preventivo   della
  Soprintendenza  per   il  rilascio  della  concessione  edilizia  in
  sanatoria  per  gli  abusi  realizzati  prima  dell'imposizione  del
  vincolo   paesaggistico",   degli   onorevoli  Zangara,  Barbagallo,
  Genovese, Gurrieri, Tumino e Vitrano.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     ACIERNO  segretario f.f.:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il Consiglio   di  Stato  - in sede di appello  - al
              fine di chiarire la formulazione letterale dell'art.
              32, comma  1,  della legge n. 47 del 1985 (sanatoria
              delle   costruzioni  abusive)  ha  statuito  che  la
              concessione  in sanatoria non può essere subordinata
              al    parere    favorevole    della   Soprintendenza
              (Amministrazione  preposta  alla  tutela del vincolo
              paesaggistico),  se l'esecuzione  dell'opera  per la
              quale  è  richiesta  la concessione in sanatoria sia
              stata  eseguita  in  epoca anteriore all'apposizione
              del vincolo;

            - la decisione  del  Consiglio  di  Stato non trova in
              Sicilia   applicazione,  in  quanto  il  legislatore
              regionale  in  materia  di  tutela del territorio ha
              dato una interpretazione autentica diversa;

            - in particolare,  la  legge  regionale n. 3 del 1985,
              che in  materia di sanatoria edilizia ha recepito la
              legge  nazionale   n.  47  del  1985,  al  comma  10
              dell'art.  23  prevede  che: 'per le costruzioni che
              ricadono  in  zone  vincolate  da  leggi  statali  o
              regionali   per  la  tutela  di  interessi  storici,
              artistici, architettonici, archeologici, paesistici,
              ambientali,  ...  le  concessioni  in sanatoria sono
              subordinate  al  nulla-osta rilasciato dagli enti di
              tutela,    sempre     che    il    vincolo,    posto
              antecedentemente  all'esecuzione  delle  opere,  non
              comporti  inedificabilità   e   le  costruzioni  non
              costituiscano   grave   pregiudizio   per la  tutela
              medesima';

            - la   successiva   legge  regionale,  attualmente  in
              vigore (la n.  17  del  1994) dà una interpretazione
              più restrittiva di tale  norma,  poichè  al  comma 3
              dell'articolo  5  così   recita:   'il   nulla  osta
              dell'autorità preposta alla  gestione  del vincolo è
              richiesto, ai fini  della  concessione in sanatoria,
              anche   quanto  il   vincolo   sia   stato   apposto
              successivamente  all'ultimazione  dell'opera abusiva
              ... In ogni caso  l'autorità competente, nel dare il
              proprio nulla osta,  può  dettare  prescrizioni  che
              comportino adeguamento del progetto alle esigenze di
              tutela  che   hanno  determinato  l'apposizione  del
              vincolo';

            - il 31  gennaio 1997, il Consiglio di Stato, chiamato
              in  sede  giurisdizionale  a pronunciarsi in appello
              sul   ricorso  presentano  dalla  Finmedia  srl  nei
              confronti  del  Ministero  dei Beni Culturali, della
              Soprintendenza  archeologica di Roma e del Comune di
              Roma, per  l'annullamento della sentenza n. 1357 del
              30 settembre  1989  emanata  dal  TAR Lazio (sez: II
              bis), ha  annullato  la sentenza impugnata e ha dato
              un'interpretazione autentica della norma relativa al
              ricorso,   stabilendo  che  per  gli  abusi  edilizi
              realizzati  prima  dell'imposizione  del vincolo, il
              rilascio della concessione edilizia in sanatoria non
              può  essere  subordinato  al preventivo parere della
              Soprintendenza;

     CONSIDERATO che:

            - nella  sostanza,  stabilendo  che  il rilascio della
              concessione  in  sanatoria  per  un  abuso  edilizio
              realizzato   e   ultimato   in   epoca   antecedente
              all'imposizione  del   vincolo,   non   può   essere
              subordinato        al        preventivo       parere
              dell'amministrazione   preposta   alla   tutela  del
              territorio  vincolato,  il  Consiglio  di  Stato  ha
              dettato  in  questa   materia   percorsi   certi   e
              incontrovertibili cui  debbono  fare  riferimento  i
              soggetti interessati;

            - ma  tali  percorsi  paradossalmente sono a beneficio
              soltanto  dei  cittadini  che  abitano nel resto del
              territorio italiano, perchè per i siciliani la norma
              di riferimento in materia rimane comunque l'articolo
              5 della  legge  regionale  n. 17, essendo la Sicilia
              una  Regione  a  Statuto  speciale  con  potestà  in
              materia urbanistica;

            - appare  evidente  la  disparità  di  trattamento fra
              cittadini  che si trovano nelle medesime condizioni,
              vigendo   in   Sicilia  l'interpretazione  autentica
              contenuta  nel  comma  3 dell'articolo 5 della legge
              regionale  citata,  che, come più volte specificato,
              prevede  che  il  nulla  osta dell'autorità preposta
              alla  tutela  del territorio vincolato, è necessario
              anche quando l'opera da sanare sia stata ultimata in
              epoca antecedente all'imposizione del vincolo;

     RITENUTO che al cospetto di siffatta situazione sia urgente e
              indifferibile,   per   una   esigenza  di  giustizia
              sociale, la rimozione dell'interpretazione autentica
              regionale   nonchè  l'accoglimento  da  parte  della
              nostra  Regione  dello  spirito  della  sentenza del
              Consiglio di Stato,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad  adottare  le  necessarie  iniziative  tendenti a
              recepire  in  toto  quanto statuito dal Consiglio di
              Stato, con sentenza n. 356 del 1997, per porre  fine
              alle   discriminazione   provocata   dalla   duplice
              normativa,  nazionale  e  regionale,  per cui chi ha
              commesso  un  abuso  edilizio prima dell'imposizione
              del vincolo, in  Sicilia  sarà  costretto a demolire
              l'immobile: non subirà, invece, tale conseguenza chi
              commette lo stesso  abuso  nel  resto del territorio
              nazionale;

            - ad   attivarsi   per   l'abrogazione   del  comma  3
              dell'articolo  5  della  legge  regionale  31 maggio
              1994,  n. 17, interpretativo dell'articolo 23, comma
              10, della  legge  regionale  10  agosto 1985, n. 37,
              eliminando  in  tal modo le disparità di trattamento
              sociale sopra specificate;

            - a  rimuovere, infine, talune situazioni urbanistiche
              legate  al  condono  edilizio, che  in alcuni centri
              siciliani  risultano  essere bloccate e incancrenite
              dalle  prescrizioni dettate dalla Soprintendenza per
              rilasciare il nulla osta." (165)

                                          ZANGARA - BARBAGALLO
                                          GENOVESE - GURRIERI
                                          TUMINO - VITRANO

     PRESIDENTE   Dispongo  che la mozione testé letta venga demandata
  alla Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                          SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor   Presidente,   intervengo  per  ricordare  al
  Governo, ma anche alla Presidenza dell'Assemblea, un impegno che nel
  corso dei lavori, durante il dibattito sul disegno di legge relativo
  al buono scuola, era  stato  assunto da parte del Governo. Si tratta
  dell' impegno  relativo  alla possibilità che il Parlamento in tempi
  rapidi affronti l'altro  disegno  di  legge,  quello che riguarda il
  diritto allo studio universitario.
       Questo testo, fra  l'altro,  ha già avuto copertura finanziaria
  da parte della  Commissione Bilancio, così come concordato nel corso
  dei lavori sul disegno  di  legge  sul  buono  scuola. Ad oggi non è
  stata ancora convocata  la  quinta Commissione competente in materia
  per la presa d'atto così da consentire che il disegno di legge possa
  essere discusso in Aula rapidamente.
       Sollecito,  pertanto,   il   Governo,  e  anche  la  Presidenza
  dell'Assemblea, affinché  si  consenta  all'Aula  di  incardinare in
  questa settimana l'esame del  disegno di legge per proseguire poi il
  dibattito col voto  finale la prossima settimana oppure la settimana
  ancora successiva, qualora  vi siano impegni internazionali, come mi
  è stato riferito. L'importante, comunque, è iniziare.

     GRANATA  assessore per  i  beni  culturali ed ambientali e per la
  pubblica istruzione.  Onorevole  Speziale,  la  ringrazio  per  aver
  voluto sottolineare questa  esigenza che, tra l'altro, va a chiudere
  un percorso normativo  coerente  sul  diritto allo studio attraverso
  questo provvedimento.  Domani, comunque,  la  V  Commissione  è  già
  convocata per  un'audizione  del  personale  precario  delle scuole;
  quindi, in quella occasione,  potrà fare la presa d'atto della norma
  finanziaria apprezzata  dalla  Commissione  Bilancio ed esitare così
  per la seduta d'Aula di domani pomeriggio il disegno di legge.
       Dopodiché,  se   l'Aula   riterrà   di  potere  andare  avanti,
  registrandosi un  clima  sostanzialmente unitario attorno alla legge
  sul diritto allo studio universitario - anche se comunque ha bisogno
  di un dibattito, forse approfondito in alcuni passaggi - ipotizzerei
  di  chiudere  entro  giovedì.  Altrimenti,  anch'io  chiederei  alla
  Presidenza dell'Assemblea  la  possibilità di incardinare il disegno
  di legge per poi  andare al voto finale dello stesso nella settimana
  immediatamente successiva.  Ciò  in  quanto  la  prossima settimana,
  prima con l'inaugurazione della sede della Regione a Bruxelles e poi
  con il Salone del  libro di Francoforte, dove la Regione siciliana è
  presente   ufficialmente,   personalmente   sarò  impossibilitato  a
  partecipare ai lavori d'Aula.

     PRESIDENTE     Nel    prendere    atto    delle    sollecitazioni
  dell'onorevole  Speziale  e  della  risposta  del  Governo,  ritengo
  anch'io utile impiegare proficuamente i prossimi due giorni.
       Se domani la  V  Commissione  farà la presa d'atto, si potrebbe
  incardinare il disegno  di  legge  già  domani  pomeriggio  e, nella
  seduta di giovedì  prossimo,  concludere l'iter legislativo col voto
  finale. Occorre, infatti,  tenere presente che la prossima settimana
  ci sarà l'inaugurazione della sede di rappresentanza della Regione a
  Bruxelles,  con  una   presenza   in   loco  di  una  rappresentanza
  dell'Assemblea  regionale   stessa;   pertanto,   se   siete   tutti
  d'accordo, potremmo cominciare domani pomeriggio l'esame del disegno
  di legge, a seguito  della presa d'atto da parte della V Commissione
  e proseguire giovedì pomeriggio per il voto finale, salvo che non ci
  si  arrivi e  si  concluda  la  settimana  ancora  successiva,  dopo
  l'inaugurazione a Bruxelles.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che il
  percorso della legge sul diritto allo studio universitario non è che
  dobbiamo farlo a  tappe  accelerate,  senza dibattito, perché quella
  legge ha il  peso istituzionale, finanziario ed anche politico della
  legge sul buono  scuola  -  credo  che su questo l'assessore Granata
  possa essere d'accordo  -  quindi la fretta dell'onorevole Speziale,
  oltre che non  comprenderla  politicamente, non la comprendo nemmeno
  sui tempi.
       Ritengo, infatti, che  bisogna  incardinare il disegno di legge
  rispettando i tempi  previsti per la presentazione degli emendamenti
  che, immagino, non  saranno  brevissimi  e  rispettando, altresì, il
  percorso regolamentare.  Non  penso  che  noi  possiamo  incardinare
  domani il disegno  di legge per concluderne l'esame giovedì perché -
  ripeto  -  occorre   rispettare   i   tempi  regolamentari  per  gli
  emendamenti, per la  discussione  generale  e  tutto  il  resto.  Ma
  immagino  che   questo  fosse  implicito  nelle  affermazioni  della
  Presidenza.

     PRESIDENTE   No,  la  mia  affermazione  partiva  dalla  notizia,
  peraltro certa, che  la V Commissione aveva deliberato unanimemente.
  Mi informano, però,  in  questo momento che il suo Gruppo, onorevole
  Forgione, non è rappresentato in quella Commissione. Perciò basta la
  sua  osservazione   in   Aula  per  far  venire  meno  il  requisito
  dell'unanimità.  Siccome  è  un  argomento  assai delicato, i Gruppi
  hanno il  pieno  diritto  di  dissentire. Non colgo, però, nelle sue
  osservazioni alcun ostacolo alla mia proposta per i lavori d'Aula.

    FORGIONE.  Se domani incardiniamo il disegno di legge, ci vorranno
  le 48 ore per la presentazione degli emendamenti.

     PRESIDENTE   Prendo atto che non c'è unanimità;  pertanto, domani
  pomeriggio possiamo porre  all'ordine  del  giorno dei lavori d'Aula
  solo per incardinarlo il disegno di legge sul diritto allo studio.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO   DELLA   DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "DISPOSI-
    ZIONI URGENTI NEI SETTORI DELL'ARTIGIANATO, DEL COMMERCIO, DELLA
    COOPERAZIONE E DELLA PESCA" (298.3-Norme stralciate I/A)

     PRESIDENTE   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge:  "Disposizioni
  urgenti   nei   settori   dell'artigianato,   del  commercio,  della
  cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme stralciate I/A).
       Invito  i componenti la III Commissione, 'Attività produttive',
  a prendere posto nel relativo banco.
       Si passa all'articolo 1, già accantonato nella seduta numero 81
  del 12 settembre 2002. Ne do nuovamente lettura:

                                Art. 1.
                        Artigianato di servizi

              1.  L'articolo  49  della  legge  regionale  23 dicembre
         2000,  n.  32,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni, è
         abrogato.

       Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti
  allegati:

    - dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici:  emendamento
    1.1.

    -  dal  Governo:  emendamento  1.2.

     FLERES   Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.1.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 1.2, a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     TRICOLI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2 . Ne do lettura:

                                Art. 2.
                    Istanze pregresse imprese artigiane

              1.  La disposizione di cui al comma  3 dell'articolo 111
         della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, trova applicazione
         anche per le istanze presentate nell'anno  2000.  Il  termine
         previsto  per  la  regolarizzazione  delle   pratiche   viene
         prorogato al 31 dicembre 2000.

       Comunico che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati:

    - dall'onorevole Papania:  emendamento 2.1;

    - dal Governo: emendamento 2.2;

    - dall'onorevole Tricoli: emendamento 2.3.

       Comunico,  altresì,  che   è   stato   presentato  dal  Governo
  l'emendamento 2.2 R, di riscrittura dell'articolo 2.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la  pesca.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,
  l'emendamento 2.2  R,  sostitutivo  dell'emendamento  presentato dal
  Governo in precedenza, è volto a recuperare alcune pratiche bloccate
  presso le Camere  di  commercio  dell'Isola  che,  grazie  a  questo
  emendamento, verrebbero riprese.

     PRESIDENTE  Pongo in  votazione  l'emendamento  2.2  R. Il parere
  della Commissione?

     TRICOLI    presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, c'è qualche piccola discrasia, nel
  senso che l'emendamento del  Governo  parla  di "sino al 31 dicembre
  2001", mentre l'emendamento a mia  firma  reca le parole "sino al 31
  dicembre 2002". Occorrerebbe, pertanto, un approfondimento.

     PRESIDENTE  Ma qui non  c'è  nulla  da  approfondire  perché sono
  chiari entrambi gli emendamenti.  C'è  solo  da  essere favorevoli o
  contrari. Se invece il relatore ritiene che ci sia la possibilità di
  un chiarimento e  di  una  proposta  unitaria,  allora  accantonarlo
  avrebbe un senso.

     TRICOLI   presidente della  commissione  e  relatore.  Penso  sia
  opportuno l'accantonamento,  signor Presidente, perché  a seconda di
  come  l'emendamento  è   scritto   si   modificano   leggi  che  già
  modificavano precedenti termini.  Quindi,  non vorrei che con questa
  riscrittura si determinassero  effetti  che,  in questo momento, non
  siamo in grado di prevedere.

     PRESIDENTE   L'articolo  2,   con   i   relativi  emendamenti,  è
  accantonato.
       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
               Disposizioni transitorie per i consorzi fidi

              1. Il  termine previsto dall'articolo 93, comma 4, della
         legge regionale 23  dicembre  2000,  n. 32, è prorogato al 31
         dicembre 2003.

       Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti
  allegati:

    - dagli onorevoli  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici:  emendamento
    3.1.

    - dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamento 3.2.

       Pongo in votazione L'emendamento 3.1. Il parere del Governo?

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     TRICOLI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                              (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 3.2.
       Il parere del Governo?

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     TRICOLI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                 Art. 4.
                Deroga orari di vendita esercizi commerciali

              1. All'articolo  14,  comma  1, della legge regionale 22
         dicembre  1999,   n.   28,   dopo   le   parole  'oggetti  di
         antiquariato' aggiungere le parole 'mobili d'arredamento'.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.

           Modifiche  all'articolo  44  della  legge  regionale  23
                           dicembre 2000, n. 32

              1. Il comma 1 dell'articolo  44 della legge regionale 23
         dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:

              '1.  Allo  scopo  di  favorire  la  partecipazione delle
         piccole  e  medie  imprese  siciliane ad iniziative, mostre e
         fiere  librarie ed editoriali in Italia e all'estero, uno dei
         settori   merceologici  in  cui  sono  strutturati,  a  norma
         dell'articolo  55  della legge regionale 9 dicembre  1980, n.
         127  e  successive  modifiche ed integrazioni, i programmi di
         attività  promozionali  in  favore  dei prodotti siciliani, è
         specificamente   destinato   alla   produzione   libraria  ed
         editoriale'.

       Comunico che sono  stati  presentati  dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti allegati:  5.1 e 5.2.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la  pesca.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,
  l'emendamento  5.2   riguarda   gli   enti   fieristici   siciliani.
  Considerato che la Giunta di Governo ha da poco approvato il disegno
  di  legge per  la  rimodulazione  degli  enti  fieristici  che  sarà
  esaminato  dalla   III  Commissione  legislativa,  è  indispensabile
  mantenere i commissariamenti  sino  alla  data  di entrata in vigore
  della nuova legge  sulle  strutture  fieristiche. In caso contrario,
  insediando i nuovi  organi  degli enti fieristici, andremmo incontro
  ad una contraddizione in  termini  su un provvedimento che mira alla
  privatizzazione di queste  strutture con il partenariato; invece, le
  strutture fieristiche  hanno  oggi  dei  consigli di amministrazione
  molto vasti con una presenza di circa quaranta componenti.
       In questa  logica, sapendo  che  tra  le priorità del Governo e
  della stessa  Commissione  vi  è la discussione del disegno di legge
  che riprende  sia  la  legislazione europea ma anche la legislazione
  nazionale,  noi  riteniamo  che  dare l'opportunità di mantenere gli
  attuali  commissari  straordinari  alla scadenza della rimodulazione
  delle attività  degli  enti  fiera, può essere un momento importante
  per rilanciare queste strutture.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor  Presidente,  forse  il  relatore,  dando  parere
  parere favorevole, non ha  ben  colto  il  senso del testo di questo
  emendamento del Governo  che, probabilmente, negli intenti può anche
  essere apprezzabile, ma io  credo che così come è formulato pone una
  serie di problemi.
       Intanto il Governo  chiede  a  quest'Aula  di  votare poteri ai
  commissari degli Enti fiera di Palermo e di Messina rispetto a norme
  che ancora devono essere  approvate; cioé  noi diamo già poteri a un
  singolo rispetto a delle norme che ancora non conosciamo. Questa già
  mi pare una grave anomalia.  Prima  si fanno le norme e poi, in base
  alle norme che  abbiamo  fatto,  possiamo  anche  stabilire  di dare
  potere  ai  soggetti  che  devono  attuare  le  norme  votate.  Dare
  anticipatamente poteri rispetto  a  norme che non conosciamo mi pare
  una prassi anomala.  In più , assessore, e per questo la inviterei a
  riflettere sull' emendamento,  se così è allora i commissari possono
  esaurire il loro  attuale  compito  di  commissariamento. Poi, ferme
  restando  le  stesse  persone  -  perché  sicuramente  hanno  svolto
  benissimo il loro lavoro  -, nel momento in cui vengono applicate le
  nuove norme  possono  essere  rinominati  commissari  straordinari -
  ripeto - sempre quelle  stesse  persone  onde  evitare  che ci possa
  essere il sospetto  di interessi diversi, dando nuovi poteri appunto
  in base alla nuova  legislazione.  Ma  che oggi il Governo chieda di
  attribuire nuovi poteri, in  base  a  norme  che  nessuno conosce, a
  soggetti che sono stati  nominati in applicazione di altre norme, mi
  pare molto atipico.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia opportuno
  non solo richiamare  la questione relativa al fatto che domattina la
  III Commissione inizia a  discutere  il  disegno di legge sugli Enti
  fiera.  Ma,  onorevole  Assessore,  si tratta persino di affidare ai
  commissari  anche  il  processo  di  trasformazione  di tali enti in
  società  per  azioni. Non credo che questo sia opportuno nel momento
  in  cui parte la discussione su un disegno di legge.  In questo caso
  infatti   sarebbero  super  commissari,  cioè  sarebbero  commissari
  straordinari, da un lato, e commissari che seguono tutto il processo
  di   trasformazione   in   società  per  azioni  degli  Enti  fiera,
  dall'altro.
       Credo  che   questo   dovremmo   farlo  invece  attraverso  una
  discussione specifica attorno  al  disegno di legge per trovare, nel
  più breve  tempo  possibile, la soluzione.
       Io specificherei  intanto  la  natura  del  commissariamento ed
  eviterei  che  esso,  in  questo caso, avesse la funzione di seguire
  processi  di  trasformazione in società per azioni che credo debbano
  essere  demandati  ad altro apposito intervento legislativo. Quindi,
  mi   permetto   di   suggerire   di  andare  o  a  rivedere  appunto
  l'emendamento  oppure  di fare in modo che vi sia una condizione che
  specifichi  qual  è  la  natura  di  questo  tipo  di provvedimento.
  Altrimenti  è ovvio che non si può votare, anche se evidentemente lo
  sforzo  nostro  nel  votare  o  non  votare è legato ad un dibattito
  d'Aula   perché  in  Commissione  abbiamo  "contrastato"  con  altre
  proposte  questo  disegno  di  legge in quanto, sostanzialmente, non
  riteniamo  che  intervenga  nei  settori  produttivi  per  come  noi
  pensavamo.
       Ma ci sarà tempo di discutere di questo.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, credo che l'emendamento presentato
  dal  Governo  si presti  a  due  osservazioni:  una  di  sistematica
  legislativa e una di merito.
       Quella relativa alla sistematica:  io credo che ad un articolo,
  qual   è   l'articolo   44   della   legge   32,  che  ha  carattere
  programmatorio,  dove cioè si fissano le competenze dell'assessorato
  in  materia  di  attività  promozionali  per  le imprese editoriali,
  inserire  a  regime  un  articolo  che invece ha carattere puramente
  transitorio,  a mio parere, è da un punto di vista della sistematica
  qualcosa di obbrobrioso.
       Per cui, sotto questo profilo, onorevole assessore, sarebbe più
  utile  che  questo emendamento venisse presentato come articolo a se
  stante  piuttosto che come emendamento modificativo dell'articolo 44
  della legge 32.
       Il problema di merito l'ha già richiamato l'onorevole Oddo, per
  quanto ci riguarda.
       Onorevole assessore, varrebbe  la  pena,  anche  per  dissipare
  qualche perplessità che serpeggia nell'Aula, che l'emendamento fosse
  riformulato,  nel senso che  fosse  chiaro  che  non  si  tratta  di
  affidare a questi  commissari  competenze  che  esulano o esorbitano
  rispetto  alle  competenze  ordinarie  che  loro hanno. Perchè se si
  dovesse  intendere  che  la  proroga equivale a gestione anche della
  fase  della  trasformazione  che è contenuta nel disegno di legge di
  cui  parlava  l'assessore - è stato approvato in Giunta di Governo -
  questo   susciterebbe   senz'altro   perplessità   e   anche   delle
  contrarietà.
       Ma  se  si  intende  solamente dilazionare i tempi previsti per
  legge  per  quanto riguarda la loro scadenza, comprendo con un colpo
  d'occhio che qui in Aula ci sono delle difficoltà, che il problema è
  diverso;  la  formula - così come è stata presentata - non trova una
  condivisione.
       Quindi,   se   il   Governo   condivide  questa  preoccupazione
  dell'Aula,  basterebbe  trovare  una formulazione idonea che non dia
  adito ad equivoci.

     PRESIDENTE  Considerato che l'articolo 44 della legge 23 dicembre
  2000  riguarda  altra  materia,  le  attività  editoriali,  propongo
  l'accantonamento dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                  Art. 6.
             Osservatorio della pesca, maricoltura e acquacoltura

              1.  Per  le  finalità  di cui all'articolo 142, comma 1,
         lettere  b),  l), t) e aa), della legge regionale 23 dicembre
         2000,  n.  32,  l'assessore regionale per la cooperazione, il
         commercio,    l'artigianato    e    la    pesca,   istituisce
         l'Osservatorio della pesca, maricoltura e acquacoltura.

              2.   L'assessore   regionale  per  la  cooperazione,  il
         commercio, l'artigianato e la pesca definisce con decreto gli
         obiettivi,   la   struttura   organizzativa  e  le  procedure
         operative di funzionamento dell'Osservatorio.

       Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento 6.1,
  allegato. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Comunico  che  è  stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  6.2 allegato.

     CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e   la  pesca.  Signor  Presidente,  la  problematica
  concerne  i  consorzi di ripopolamento che devono andare ad elezione
  perché  non  possono mantenere lo status di commissari. Un consorzio
  di  ripopolamento  in  Sicilia,  quello  di  Castellammare,  ha  già
  provveduto  a  queste  elezioni.  Quindi  sarebbe  un non senso fare
  andare  ad  elezioni il consorzio di ripopolamento di Castellammare.
  Con questo emendamento si vuol dare l'opportunità di indire elezioni
  nei  consorzi  di  ripopolamento  siciliani,  tranne il consorzio di
  ripopolamento  di  Castellammare  che  provvederà alle elezioni alla
  scadenza naturale del mandato.
       Sarebbe   un'illegittimità   considerare   il   presidente  del
  consorzio  di  Castellammare  alla stessa stregua dei commissari che
  invece   sono   stati   predisposti   per   gli  altri  consorzi  di
  ripopolamento.

     TRICOLI  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TRICOLI   presidente   della   Commissione   e  relatore.  Signor
  Presidente, sostanzialmente  abbiamo voluto salvaguardare con questa
  norma quei consorzi che  in  realtà  sono stati più efficienti degli
  altri.
       Se non approviamo  questa norma di fatto non rendiamo giustizia
  a  quegli  organismi  che,  come il consorzio di Castellammare, sono
  stati  efficienti  provvedendo  immediatamente a porre in essere gli
  adempimenti   di   legge.  Si  tratta,  sostanzialmente,  di  quanto
  prospettato dal presidente che è stato audito in Commissione per non
  vedersi  penalizzato da una norma dell'Assemblea regionale siciliana
  che,  operando  di  fatto  retroattivamente,  avrebbe  travolto  gli
  effetti di quella elezione.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo che in questi
  anni tutti abbiamo  attenzionato  la  questione  relativa  ai lunghi
  periodi di  commissariamento  delle  strutture  similari  e comunque
  consortili, come quello di ripopolamento ittico di Castellammare del
  Golfo.
       Tutti siamo estremamente  convinti e coscienti che i tempi, non
  solo sono stati  lunghi ma assolutamente spropositati, fuori da ogni
  logica. Ognuno di  noi  ha  chiesto  e  chiede  al  Governo  di fare
  attenzione,  allargando   anche  il  quadro,  ma  mantenendoci  solo
  all'emendamento in discussione,  per  fare in modo di evitare questi
  lunghi commissariamenti.  Perché  sappiamo bene che l'elezione degli
  organismi democratici  delle strutture consortili è la cosa migliore
  per  garantire  gli  interessi  complessivi e per garantire, anche e
  soprattutto,  le  finalità  che  il  consorzio  stesso, la struttura
  stessa deve raggiungere.
       In questo caso  credo  che  dovremmo  attenzionare  non solo la
  questione relativa al  Consorzio di Castellammare che può, di fatto,
  uscire da un  periodo  lungo  di commissariamento, ma dovremmo anche
  fare attenzione a  ciò  che  in  questo momento si verifica in altre
  strutture   similari    che   fanno   capo   sempre  all'Assessorato
  cooperazione,  commercio,  artigianato  e  pesca,  verificando  cosa
  realmente manca  per  potere  andare  all'elezione  degli  organi di
  gestione di ogni Consorzio.
       In  questo  caso  credo  che  la  norma possa permettere, tutto
  sommato, di non perdere un giorno e di arrivare alla giusta elezione
  dopo  un lungo periodo, anche qui, di commissariamento; ma io non mi
  fermerei qui.
       Mi  permetto  di   suggerire   anche   ai  colleghi  che  hanno
  possibilmente sostenuto e  che  hanno proposto questo emendamento di
  andare oltre, assessore Cimino, e di verificare in ogni realtà quali
  siano le condizioni dei  commissari   per  quanto  concerne  i  loro
  adempimenti.
       Non ho nulla  contro  i  commissari però dobbiamo dirci, con la
  massima franchezza, che c'è anche lì una dose, secondo me, eccessiva
  di   presenze  che  risponde  non  a  criteri  di  efficienza  o  di
  costruzione  di una politica attenta e di sviluppo nell'ambito delle
  competenze di ogni singolo consorzio.
       Pertanto, pur  comprendendo  che  bisogna  passare  da una fase
  particolarmente complessa  ad  un'altra  fase  che  speriamo sia più
  produttiva, non mi  fermerei  solo  e  semplicemente al Consorzio di
  Castellammare ma farei uno screening della situazione complessiva ed
  andrei ad un intervento di carattere generale.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, mi dispiace
  dover riprendere la parola  per  risollevare  il  problema che avevo
  già posto sull'articolo 5.
       Si  evince   dal  disegno  di  legge  e  dall'emendamento  6.2,
  onorevole Presidente della Commissione, nonché relatore, che in modo
  improvvido, si  stia  utilizzando una massiccia modifica della legge
  32 per introdurre  articoli  o  emendamenti  che non hanno, a volte,
  nulla a che vedere con l'articolo di riferimento della legge 32.
       Noi stiamo modificando la legge 32 che   ha  carattere di legge
  programmatica, legge di principi,  che  a regime dovrebbe essere una
  sorta di manifesto  a  cui  "appendiamo",  poi,  le  varie leggi per
  modifiche, invece, di cortissimo respiro; cioè se dobbiamo mantenere
  in vita il  Consiglio  di  amministrazione  del  Consorzio ittico di
  Castellammare  del  Golfo,  modifichiamo  la  legge  32  che  ha  un
  carattere   di   programmazione,   dove  si  stabiliscono  principi,
  competenze  degli organi; aspetti che non riguardano sicuramente una
  legge di breve momento.
       Allora, se dobbiamo mantenere in vita l'organo, modifichiamo la
  legge 32; se dobbiamo introdurre, come nell'articolo 5, la norma che
  consente  la proroga ai commissari, modifichiamo la legge 32. Non ha
  alcun   senso   da  un  punto  di  vista  logico  e  della  metodica
  legislativa.  Si  possono  fare  articoli  autonomi  che dicono: "in
  deroga alla legge 32 si fa così" e non mettere invece un nuovo comma
  ad  un  articolo  che  ha  ben  altra finalità e ben altro spessore.
  Credo  che  sia  sbagliato  procedere in questo modo, senza contare,
  onorevole  Assessore  -  nessuno  me ne voglia - che mi pare si stia
  procedendo in un stato di confusione.
       Io non so se l'emendamento presentato dal Governo poc'anzi, che
  abrogava  gli articoli 147 e 148 della legge 32, sia stato pensato e
  se corrisponda esattamente al sospetto che...

     PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa,  lei  ha perfettamente ragione,
  questo è un articolo delicato, un emendamento importante che è stato
  sottovalutato dall'Assemblea. Bisogna seguire con attenzione.  Io mi
  rendo conto della  sua osservazione, la condivido pienamente, ma non
  possiamo tornare indietro dopo che l'Assemblea si è pronunciata.

     CAPODICASA  Signor Presidente,  innanzitutto si deve procedere in
  altro  modo,  cioè con un lavoro d'Aula che sia più organizzato: non
  si  possono  approvare  le leggi in questo modo; c'è confusione: già
  dei  primi  quattro  articoli ne abbiamo accantonati tre; si capisce
  che  non  c'è  un  lavoro d'istruzione del disegno di legge adeguato
  alla materia che trattiamo.
       Se abbiamo abrogato, stiamo verificando, il Consiglio regionale
  della pesca con  l'emendamento  precedente,  è  una  cosa di estrema
  gravità di cui  il  Governo, che  l'ha  proposto, si assume in primo
  luogo  la   responsabilità   di   non  avere  informato  l'Aula  del
  provvedimento che stava per adottare.
       Questo è il punto
       Allora,  se  si  vuole  tornare  sull'argomento  il  modo  c'è:
  trattandosi  di  un  emendamento  all'articolo  6,  bocciamo  questo
  articolo  in modo che decada l'emendamento approvato. Eventualmente,
  ai  sensi  dell'articolo  117  del  Regolamento  si  può  recuperare
  qualcosa  di  rilevante già contenuta nell'articolo 6. Diversamente,
  non  possiamo  fare  finta di niente: si è abrogato un organo che ha
  carattere   scientifico,   dove   sono  presenti  le  organizzazioni
  ambientaliste,  le  organizzazioni  professionali,  l'Università,  i
  rappresentanti  di  tutti gli organi che hanno competenza in materia
  di pesca.
       Signor  Presidente,  noi proporremo all'Aula che si voti contro
  l'articolo 6, per recuperare un errore che è stato commesso.  Questo
  ci serva da monito.

    PANARELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PANARELLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione
  legislativa di cui  faccio  parte  ha  esaminato un testo originario
  rispetto al quale  abbiamo  avanzato  numerose riserve e rispetto al
  quale abbiamo  votato contro perché consideravamo il complesso delle
  misure  proposte,   in   qualche   misura,   disorganico,  anche  se
  l'Assessore  ci  spiegò  che  tali  misure  rispondevano  ad  alcune
  esigenze normative urgenti a tutela di interessi di categoria.
       Ora, il modo in cui si  sta procedendo  conferma le riserve che
  noi  abbiamo  già  espresso   in   Commissione.
       Onorevole  Assessore,  onorevole  presidente della Commissione,
  nel momento  in  cui si è parlato dell'istituzione dell'Osservatorio
  della  pesca,  che dovrebbe avere caratteristiche analoghe dal punto
  di  vista  della composizione, al Consiglio per la pesca che è stato
  qui  richiamato,  noi  avevamo  immaginato che il decreto istitutivo
  dell'Osservatorio    della   pesca   venisse   definito   da   parte
  dell'Assessore,   come   dire,   fatto   salvo  il  passaggio  nella
  Commissione  legislativa,  e  sostituisse  a quel punto il Consiglio
  regionale per la pesca.
       Assessore Cimino, onorevole  Tricoli,  il  Governo  presenta in
  Aula un emendamento soppressivo  del Consiglio regionale della pesca
  senza che si conosca il decreto che istituisce l'Osservatorio.
       Ciò mi sembra fuori luogo   In  ragione di questo, ed anche per
  il modo in cui si è  sviluppata  la discussione in Commissione e per
  il  testo  esitato dalla  Commissione,  l'emendamento  a  firma  del
  Governo è del tutto incongruo.
       Credo  che, anche per  il  prestigio  della  Commissione, fermo
  restando il voto contrario da me espresso, l'emendamento del Governo
  debba essere  riformulato e rimodulato perchè altrimenti l'assessore
  Cimino ci  presenterà  il decreto istitutivo dell'Osservatorio della
  pesca e noi  ci troveremo ad approvare contemporaneamente il decreto
  di istituzione  dell'Osservatorio ed abrogare il Consiglio regionale
  per la pesca.

     PISTORIO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PISTORIO  Signor  Presidente,  le ragioni del mio intervento sono
  quelle di un deputato  che  non è a conoscenza di queste norme e che
  non ha partecipato  ai  lavori  della  Commissione  ma  che  in Aula
  vorrebbe comprendere  il  contesto  complessivo  di  questo  lavoro;
  quindi con fatica sto cercando di utilizzare i testi forniti.
       Signor Presidente, in relazione  a  questo  articolo, io faccio
  fatica a capire di cosa  stiamo  parlando  perchè l'articolo 6 della
  legge è accompagnato nel  testo  dei  riferimenti normativi soltanto
  dalle  note che si  riferiscono  all'articolo  142;  ma  quando  noi
  discutiamo dell'emendamento del  Governo  parliamo  di  abrogare gli
  articoli 147 e 148 che io non conosco.
       Chiedo,  signor  Presidente,   che   provvedimenti   di  questa
  consistenza  debbano  essere accompagnati  dal  necessario  supporto
  documentale  per  consentire  al deputato  di  svolgere  il  proprio
  lavoro.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la  mia  proposta  è la seguente:
  l'emendamento, così disinvoltamente  approvato  -  devo  ammettere -
  rimane  un  dato  ufficiale   e  propongo  al  Governo,  accantonato
  l'articolo  6,  di  formulare  una  riscrittura  in  modo  tale  che
  l'emendamento votato decada.

       CIMINO   assessore  per  la   cooperazione,  il  commercio,
   l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO   assessore per la cooperazione, l'artigianato e la pesca.
  Signor   Presidente,   ritengo   necessario   chiarire  ai  colleghi
  parlamentari, che  hanno  criticato  l'idea  della  soppressione del
  Comitato  regionale  della  pesca,  di  essere  disponibile  ad  una
  riscrittura ma allo  stesso  tempo  segnalare che di questo Comitato
  regionale per  la  pesca  fanno  parte  quaranta  rappresentanti che
  costano molto alla  Regione  in  quanto  percepiscono  un gettone di
  presenza di 250.000 lire ciascuno più le trasferte. Ripeto: hanno un
  costo notevole per la Regione.

                       (brusio dai banchi della sinistra)

       Si  pensava, con  la  riscrittura  dell'Osservatorio  regionale
  della pesca, di creare un  organismo  molto  più  snello  che doveva
  avere il parere  favorevole della Commissione legislativa permanente
  e allo stesso tempo dare funzionalità  all'organo e così raggiungere
  un risultato.
       Infatti, molte  volte  organi  così  pletorici  non  riescono a
  raggiungere l'obiettivo  che è quello di consulenza dell'Assessorato
  ed  allo   stesso   tempo  raggiungere  degli  obiettivi  di  grande
  importanza  per  la  pesca  siciliana,  tenuto  conto  che anche una
  convocazione al mese non soltanto comporta delle spese ma non riesce
  poi  a  dare  un  segnale  concreto  all'ordine del giorno che ci si
  propone.
       Dato  che  diversi parlamentari del centro sinistra hanno posto
  all'attenzione  la rimodulazione, piena disponibilità;  però vi è la
  necessità  in  questa  logica  di  una  pubblica amministrazione più
  efficiente di  creare  anche degli organi che siano concretamente al
  passo con  i  tempi. Solamente un piccolo dato che può sembrare vada
  contro il Governo stesso:  l'Assessore ha la possibilità di nominare
  sette componenti  del  Comitato  Regionale della Pesca, più tutte le
  associazioni di categoria presenti.
       Ritengo  che,  oggi, questo  deve  essere  anche  un  passaggio
  possibile.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor Presidente, dato che lei ha opportunamente permesso
  questa discussione, vorrei sollevare una questione di merito.
       Abrogando  l'articolo  148  della  legge  regionale 32 del 2000
  l'Assessore  vuole,  con  l'Osservatorio,  ricomporre un organo che,
  tutto   sommato,  sopperisca  anche  alla  mancanza  del  Consiglio.
  Evidentemente,  facendo  ciò,  demandiamo all'Assessore il potere di
  andare a designare i componenti dell'Osservatorio (questo è il succo
  se non ho capito male), quindi trasferiamo nelle mani dell'Assessore
  la scelta politica di vedere come comporre l'Osservatorio stesso.
       Ricordo all'Aula e  all'Assessore  che  il  Consiglio Regionale
  della Pesca  era  rappresentato  da  tutto  ciò che in Sicilia ruota
  attorno   al   mondo  della  pesca:  i  rappresentanti  delle  varie
  associazioni, il rappresentante dei sindacati, il rappresentante del
  mondo degli armatori e così via.
       Pongo  una  questione  all'assessore  Cimino, che ho sentito in
  proposito  con  insistenza cercare di tranquillizzare i colleghi: la
  questione se  ci può essere o meno nella riscrittura dell'articolo 6
  un livello  di  sicurezza tale da fugare i dubbi per quanto concerne
  l'eccessiva  discrezionalità  data  al Governo circa la composizione
  dell'Osservatorio stesso.
       Questa   questione  concretamente  perché  penso  che  potremmo
  risolvere il problema con un livello accettabile per quanto concerne
  anche la rappresentatività dell'Osservatorio stesso.
       Poi,  ripeto,  l'opposizione  ha  assunto  la  sua posizione in
  Commissione,  l'assumerà  in  Aula  e discuteremo sulla proposta del
  Governo.

     FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei riprendere
  una  frase  che poc'anzi ha detto l'onorevole Capodicasa riferendosi
  ad un  altro  emendamento;  il  collega  Capodicasa  ha  detto:  "da
  un'occhiata in Aula suppongo che ci siano delle difficoltà".
       Bene, faccio  mia  questa  frase:  "da  un'occhiata che ho dato
  all'Aula probabilmente su questo testo ci sono delle difficoltà".
       Il problema, allora, va affrontato su due fronti: uno di merito
  e uno di metodo.
       Per  quanto  riguarda  il  merito,  ciascuna  parte  politica e
  ciascun deputato  si esprime secondo le proprie convinzioni: c'è chi
  è  per  la  soppressione  del  Consiglio  regionale  della  pesca  e
  l'istituzione  dell'Osservatorio;  c'è chi è per il mantenimento del
  Consiglio   regionale   della   pesca   e  non  per  la  istituzione
  dell'Osservatorio. Ma qui il problema è di metodo.
       Sono   convinto   che   il   percorso  indicato  dall'onorevole
  Capodicasa poc'anzi sia corretto dal punto di vista metodologico; se
  il Governo ritiene di dovere confermare l'ipotesi dello scioglimento
  del  Consiglio  regionale  della  pesca  e  quindi  dell'istituzione
  dell'Osservatorio, poiché l'Aula si è già pronunciata favorevolmente
  in questo  senso,  non  resta  che  respingere  l'articolo  6  e gli
  emendamenti relativi,  se  l'Aula  non  ritiene  di dovere votare il
  complesso  della  norma.  Diversamente  il  seguente  può  essere un
  percorso negoziato; si può individuare una riscrittura dell'articolo
  6,  può  essere  respinta  l'attuale  formulazione  dell'articolo 6,
  diventa un emendamento aggiuntivo alla legge, nel quale si individua
  anche  un  percorso  che  venga  incontro  alle esigenze manifestate
  dall'Assessore.
       Cosa   sostiene   l'Assessore?  Ci  troviamo  di  fronte  a  un
  organismo  pletorico  e  costoso  con competenze spesso interdittive
  rispetto all'azione dell'Amministrazione; si può creare un organismo
  meno pletorico, meno costoso e più dinamico, ma questo va scritto.
       Allora, poiché  va  scritto e poiché il percorso per arrivare a
  questa   soluzione   potrebbe   essere   quello   della   bocciatura
  dell'articolo  6  e  della presentazione negoziata di un emendamento
  aggiuntivo  alla  fine  che  riformuli complessivamente il contesto,
  credo che  questa  possa essere la soluzione che viene incontro alle
  osservazioni che sono state formulate.

     PISTORIO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Lei ha già parlato sull'argomento.

     PISTORIO  Ma non mi avete risposto. Io  non  ho  capito  di avere
  soppresso il Consiglio regionale della pesca

     PRESIDENTE   Ma  nell'emendamento  6.1 è scritto in modo talmente
  chiaro  ..  "sono abrogati gli articoli 147 e 148 della legge 32 del
  2000".

     PISTORIO   Signor  Presidente,  non voglio essere pedante, ma non
  risulta da nessuna parte, a meno che non si conoscano a memoria, che
  gli  articoli  147  e  148 della legge 32  riguardano  il  Consiglio
  regionale della pesca;  non è scritto nei  riferimenti normativi. Io
  ho bisogno di avere gli strumenti in Aula;  Presidente, la prego, io
  non ho compreso di avere abrogato quel  Consiglio,  quindi,  secondo
  me,  c'è  un  vizio  di  conoscenza.   Non  c'è  tra  i  riferimenti
  normativi  Nel testo che viene dato a supporto  non  figurano questi
  due articoli.

     PRESIDENTE  Questo lo deve fare nei  livelli separati rispetto al
  momento  della  votazione  della  legge:  "articolo  147 - Consiglio
  regionale  della  pesca", "articolo 148 - Competenze del Consiglio".
  Sono ben  indicati  e ben scritti nella Gazzetta Ufficiale ma poiché
  il  problema  è  politico, non possiamo risolvere il problema perché
  non  conosciamo  nel merito i due articoli che l'emendamento avrebbe
  abrogato.
       Siamo in  un  momento  politico in cui credo di potere dire che
  minoranza  e  maggioranza,  che minoranza e Governo hanno raggiunto,
  tutto   sommato,   un'opinione   comune:  quella  di  accantonare  o
  respingere -  questo  è  assolutamente  irrilevante - l'articolo 6 e
  procedere ad  una  riscrittura.
       Io   insisto   nella  mia  proposta  iniziale:  accantoniamo  e
  riscriviamolo.  Quando  procederemo alla votazione della riscrittura
  dell'articolo 6, il fatidico emendamento 6.1 sarà superato.

     FLERES   Signor  Presidente,  anche se accantonassimo l'articolo,
  resta il fatto che abbiamo già votato l'emendamento 6.1.

     PRESIDENTE  No, perché voteremo la riscrittura dell'articolo 6.

     FLERES  Secondo me va respinto.

     PRESIDENTE   No,  perché  con  la  riscrittura  dell'articolo  6,
  modificando l'emendamento, risolviamo la questione.

     FLERES  Signor Presidente, è meglio votarlo e respingerlo; c'è un
  accordo politico in tal senso.

     PRESIDENTE   Nel  momento   in   cui   ci  sarà  la  riscrittura,
  respingeremo l'articolo 6.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io credo che
  l'intervento chiarificatore del  Governo  nei confronti dei colleghi
  che non conoscevano il  contenuto  degli  articoli  147  e 148 della
  legge 32 del 2000 sia stato estremamente puntuale.
       Il fatto che abbiamo  soppresso  un  organismo costituito da 40
  persone (se non ricordo male  credo  che il numero sia stato qualche
  anno addietro ulteriormente  incrementato  di altre sette unità), un
  organismo che l'Assessore ha  definito  inutile e costoso, non ci dà
  la possibilità di riproporlo con  una  nuova norma e con un soggetto
  diverso.
       Quindi   accantonare e riscrivere  non pregiudica assolutamente
  nulla,  fermo  restando  che  una  volontà  politica  l'abbiamo  già
  espressa.  Questo organismo istituito con gli articoli nn. 147 e 148
  della legge 32 del  2000  andava  abolito.  Adesso  il Governo dovrà
  riscrivere la norma.

     PRESIDENTE  Questo l'abbiamo già deciso.

     ACIERNO  Siccome ho  sentito  proporre  di  accantonarlo  per poi
  respingerlo; io dico:  accantoniamo per riscriverlo.

     PRESIDENTE    Dispongo  l'accantonamento dell'articolo  6  e  dei
  relativi emendamneti.
       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               "Art. 7.
          Calamità naturali ed eventi eccezionali per le attività
                                di pesca

              1. L'articolo  178,  comma  1,  della legge regionale 23
         dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:

              'Le disposizioni dell'articolo 1 della legge regionale 9
         dicembre 1998,  n.  33, come integrato dall'articolo 3, comma
         3,  della  legge  regionale  28  settembre  1999,  n.  24,  e
         dall'articolo 6 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 29
         e dall'articolo  46  della  legge  regionale  n.  2 del 2002,
         continuano ad  applicarsi  dall'1 gennaio 2000 al 31 dicembre
         2006 con le seguenti modifiche:

              a) al  comma  3 dell'articolo 3 della legge regionale 28
         settembre 1999,  n.  24,  sono  aggiunte  le seguenti parole:
         'nonché a  seguito di eventi accidentali non dipendenti dalla
         volontà del personale imbarcato o da sua imperizia';

              b)  all'articolo  6  della  legge  regionale 23 dicembre
         2000, n.  29,  dopo le parole 'debitamente documentate', sono
         aggiunte le  seguenti  'per  il  recupero  del  relitto  e le
         necessarie  opere  di  ristrutturazione  dello  scafo e degli
         apparati motore,  ivi compresa la strumentazione tecnica e di
         sicurezza di  cui il natante era dotato prima del verificarsi
         dell'evento'".

       Comunico che è stato presentato dal  Governo  l'emendamento 7.1
  allegato.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il giudizio che
  avevamo  espresso  in  Commissione  sull'insieme  delle norme era un
  giudizio negativo che scaturisce  dalle  modalità  in  cui  si vuole
  sviluppare un ragionamento da  parte  del Governo su leggi che hanno
  riflessi sul mondo produttivo siciliano.
       L'articolo 7 in discussione  mette  mano alle norme relative al
  famoso  riconoscimento  di   "calamità  naturali"  legate  non  alla
  responsabilità  degli  equipaggi   e,  dunque,  al  contenuto  degli
  articoli  1  e 2 della  legge  n.  33,  su  cui  tanto  ha  discusso
  quest'Aula  anche   nella   precedente   legislatura  soprattutto  a
  proposito della possibilità di erogare precisi interventi di ristoro
  alla  nostra  marineria   per   le   forme   biologiche   denominate
  "mucillaggini" (al riguardo, credo, che dovrebbe essere accertata la
  forma  biologica  di questi  organismi)  e  per  i  danni  provocati
  all'attività di pesca dalle calamità naturali.
       A proposito della  modifica  delle  norme  che  riguardano  gli
  interventi con indennità di  ristoro  per  la  nostra  marineria per
  calamità naturali abbiamo un'esperienza assolutamente negativa.
       Nella XII legislatura sono state apportate modifiche alla legge
  regionale  n.  33,  alle altre leggi che intervengono in materia con
  una  certa  semplicità; inoltre, la norma è stata gestita in maniera
  assolutamente incomprensibile. Mi riferisco, ad esempio, alla famosa
  possibilità di applicare gli articoli 1 e 2 della legge regionale n.
  33  per  quanto  concerne  le  calamità naturali che si demandava al
  Governo della Regione mediante apposito regolamento.
       Avevamo, cioè, modificato una norma nel senso che se si provava
  che si era subìto un danno per calamità naturali, la Regione sarebbe
  intervenuta  con  l'indennità  di  ristoro. Questa era in sintesi la
  questione.
       Il  Governo  ha emanato un Regolamento che il CGA dopo due anni
  ha  respinto.  Noi siamo stati per due anni bloccati senza aver dato
  una  lira  alla  nostra  marineria  per  quanto  concerne gli eventi
  calamitosi.
       La mucillagine non era un'invenzione, i danni c'erano, soltanto
  che  nessuno  aveva  detto  ai  nostri  equipaggi  (ecco, qui, anche
  l'assenza   di  una  politica  di  indirizzo,  di  una  politica  di
  informazione)  che  quando  si verificano casi del genere al rientro
  bisogna  informare  le  capitanerie,  dando  la possibilità a queste
  ultime  di  informare  gli  organi  competenti,  in  questo  caso le
  Prefetture, di cosa stesse accadendo nei nostri mari.
       Questo  non  era  stato  fatto  nel  passato;  si  è cercato di
  sopperire con quella modifica, però quella modifica non ha portato a
  niente.
       Ora stiamo rimettendo mano a quella norma, dopo due anni e dopo
  ritardi enormi,  cercando di fare in modo di specificare meglio e di
  fare  entrare  nella  logica  contestuale  della  legge  n.  32   la
  possibilità di intervenire per quanto concerne le calamità naturali.
       In  proposito,  desidero  chiedere all'Assessore che specifichi
  meglio qual  è  l'intenzione;  la  norma  che  si vuole modificare è
  chiara, si  comprende  qual è la finalità che vuole raggiungere, ma,
  vista  l'esperienza,  io gradirei sentire dall'Assessore in che modo
  il Governo di questa Regione voglia mettere mano ad una modifica che
  domani sia una norma attuabile.  Di modifiche inattuabili ne abbiamo
  fatte anche  troppe  e, a volte, di comune accordo, dunque, vorremmo
  capire  come   si  vuole  operare  e  se  questa  modifica  darà  la
  possibilità  alla  marineria  siciliana di percepire quanto, secondo
  me, le spetta. Infatti, i danni ci sono stati; bisogna semplicemente
  fare  in modo anche con provvedimenti amministrativi, che quei danni
  possano   essere  chiaramente  dimostrati,  dopo  di  che  ci  vuole
  l'intervento finanziario del Governo.
       Veda,  signor  Presidente, io sono molto scettico in proposito;
  gradirei  sentire  l'Assessore  perché da tempo alcuni (in questo ci
  distinguiamo) hanno promesso, e dico promesso, ai nostri marinai che
  tutto era  risolto  e  che intervenendo in merito al risarcimento di
  questi    danni    avremmo   risolto   i   problemi   della   nostra
  marineria;problemi  che  sono,  invece,  molto più gravi e molto più
  seri di  quanto  pensiamo  e  che, forse, proprio in occasione della
  discussione di  questo  disegno  di  legge valeva la pena - come noi
  abbiamo  sollecitato  in Commissione - discutere ed approfondire per
  vedere  come  realmente dare risposte ad un settore importante della
  nostra economia.

        PRESIDENTE    Dichiaro  improponibile l'emendamento  7.1  per
       mancanza di copertura finanziaria.
       Pongo in votazione l'articolo 7.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente, mi permetto di sottoporre alla sua
  attenzione, dato  che  è stato paventato il rischio di legiferare in
  modo confuso  (sta già avvenendo sin dalle prime battute) che adesso
  tutto questo  è  aggravato  dal  fatto  che  il  Governo sta facendo
  pervenire  decine di emendamenti che sono la riscrittura di un'altra
  legge. In  Aula  arriva  un  testo, poi si utilizza il veicolo degli
  emendamenti per scrivere un'altra legge, per ampliare.
       All'articolo  13,  ad  esempio,  sono stati presentati numerosi
  emendamenti  a  firma  del  Governo.  Io  penso  che  il  Governo  o
  predispone  testi  organici da portare all'esame delle Commissioni e
  del  Parlamento,   in  modo  tale  che  ci  sia  la  possibilità  di
  documentarsi  sugli  emendamenti  o  annuncia  il  ritiro  di questi
  emendamenti.
       Desidero  suggerire  alla  Presidenza di rinviare il disegno di
  legge al  nostro  esame  in  Commissione  in  modo  tale che la fase
  istruttoria  e  preparatoria  della  legge  possa  essere  adeguata;
  questi   emendamenti   non   sono   stati  neanche  esaminati  dalla
  Commissione    Pertanto,  signor  Presidente,  credo  che  si  debba
  invitare il  Governo  -  così  come  sto  facendo io formalmente - a
  ritirare   tutti   gli   emendamenti   aggiuntivi  all'articolo  13;
  diversamente, chiedo  che  il testo in discussione venga rinviato in
  Commissione per un approfondimento.

     PRESIDENTE   Poiché  siamo  in  una  fase  molto  delicata  della
  discussione, vi prego  di  avere  un  poco di attenzione.
       Il  rilievo dell'onorevole Speziale, che arriva ultimo rispetto
  ad  una  generale  opinione  circa  il  fatto che stiamo affrontando
  l'esame di questo disegno di legge con una certa confusione, pone un
  problema  assai  delicato che mi pone nelle condizioni di riflettere
  seriamente   su  quanto  sta  accadendo.  Io  non  posso,  onorevole
  rappresentante  del  Governo,  valutare  la  proponibilità o meno di
  oltre  10  emendamenti  che  pervengono  alla  Presidenza  in questo
  momento; credo  che nemmeno la Commissione sia in grado di esprimere
  un parere.
       Abbiamo due modi di procedere: o rinviamo tutto in Commissione,
  come propone  l'onorevole  Speziale  (e  credo  che non sia il caso,
  tranne che per il numero eccessivo di emendamenti presentati, perché
  rallenteremmo  i  lavori  anziché  accelerarli),  o  sospendiamo per
  mezz'ora la  seduta affinché  io possa valutarli e decidere circa la
  loro ammissibilità.
       La seduta è sospesa.

    La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 20,33.

     PRESIDENTE   Si riprende  l'esame dell'articolo 2, con i relativi
  emendamenti, precedentemente accantonati.
       L'emendamento 2.1 decade per assenza dall'Aula del firmatario.
       L'emendamento 2.2 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       L'emendamento 2.3 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 2.2 R, interamente sostitutivo
  dell'articolo 2.
       Il parere della Commissione?

     TRICOLI  presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     CAPODICASA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente, continuano ad essere distribuiti
  emendamenti a firma del  Governo,  in particolare tre, uno dei quali
  riguarda il direttore  dell'IRCAC.  Il  Regolamento  recita  che  si
  possono presentare, per  iniziativa del Governo e della Commissione,
  emendamenti che riscrivono l'articolo, rielaborandolo.
       Questi sono  emendamenti che introducono nuova materia.
       Signor Presidente, desidero  sapere se la facoltà di introdurre
  nuova materia, attraverso  la  presentazione  di  emendamenti, debba
  essere riservata solamente al Governo e alla Commissione e non debba
  essere estesa anche all'Aula.
       Mi  pare  del   tutto  naturale  che  si  venga  a  creare  una
  sproporzione che  il  Regolamento, invece, con  voto dell'Aula aveva
  voluto equiparare, riservando al  Governo  ed  alla  Commissione  la
  facoltà di  rielaborare, attraverso la riscrittura, articoli per una
  migliore comprensione  ed,  eventualmente,  per  introdurre  qualche
  fattispecie.
       Ma introdurre articoli ex  novo,  senza che ci sia un minimo di
  deliberazione, può  comportare una svalorizzazione del lavoro stesso
  della Commissione.
       In Commissione non  andranno più i parlamentari, in quanto alla
  fine tutto si deciderà  in  Aula dove il Governo si può riservare la
  facoltà di presentare un gran numero di emendamenti che noi deputati
  non avremo possibilità  di  approfondire,  di analizzarne il testo e
  questo ci porterà a  legiferare  in  modo  alquanto  confuso  con  i
  risultati che abbiamo poc'anzi potuto verificare.

     TRICOLI   presidente  della  Commissione.  Sono  d'accordo  se si
  tratta di nuova materia.

     PRESIDENTE  I  documenti,  che  circolano  in questo momento, non
  riguardano l'articolo 2  - già approvato - riguardano l'articolo 13.
  Dovevamo attendere che il  Governo  ci  spiegasse  quello  ciò che è
  accaduto  nel  corso  della  sospensione, al  fine  di  rendere  più
  razionale, più veloce, più logico il nostro iter.
       Invito  pertanto  il  Il  Governo  ad  illustrare  all'Aula  la
  soluzione che intende dare  ai  problemi  che  ci hanno costretto ad
  accantonare i testi e  il  motivo di questi tre emendamenti aggiunti
  che, che, credo, intendano semplificare il quadro della situazione.

     CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. L'importanza di questa legge ha portato il
  Governo a ritirare  gran  parte  degli emendamenti già presentati in
  precedenza, non sicuramente  in  questa seduta, in quanto sono stati
  presentati dal Governo dieci giorni fa.
       Dall'incontro  che   abbiamo  avuto  con  gli  uffici,  abbiamo
  ritenuto  necessario  sottoporre all'attenzione dell'Assemblea circa
  sei emendamenti che  non sono nuova problematica, che non riguardano
  sicuramente atti predisposti quest'oggi, bensì circa quindici giorni
  fa.  Il sottoscritto  li  ha  presentati  presso  gli  uffici quindi
  potevano essere letti dai colleghi parlamentari dell'Assemblea.
       Comunque, ritengo  che su questi emendamenti, che rappresentano
  un momento importante per  l'attività  che si cerca di accelerare, è
  bene discuterne perchè su  quaranta  ne  sono rimasti soltanto sei e
  non sono così problematici come poneva l'onorevole Capodicasa.
       Ad uno ad uno  saranno  sviscerati  e  se c'è la disponibilità,
  anche, di un  ragionamento  possono essere modificati. Penso che non
  sia opportuno colpire  nel  mucchio,  ma valutandoli singolarmente e
  magari  anche   con   la  collaborazione  dell'opposizione,  si  può
  raggiungere un ottimo prodotto legislativo.

     PANARELLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PANARELLO  Signor  Presidente, concordo con le considerazioni che
  faceva l'onorevole Capodicasa; vorrei replicare all'assessore Cimino
  che ha usato  espressioni  assolutamente  improprie,  lo  dico  come
  componente della Commissione.
       Questo "sparare nel  mucchio" che ha richiamato non esiste, nel
  senso che l'onorevole  Capodicasa,  credo,  è  intervenuto  anche  a
  tutela dei componenti  della Commissione, che ha trattato la materia
  con l'assessore  senza  quest'ultimo, in rappresentanza del Governo,
  intervenisse per proporre  tali  emendamenti  (e  lo  conferma anche
  l'espressione che il presidente  Tricoli  ha usato).
       Credo  che sia  un  atteggiamento,  mi  si  passi  il  termine,
  offensivo  per il  lavoro  approfondito, oltre  che  dialettico, che
  abbiamo svolto in Commissione.
       D'altro canto, mi  consenta  signor  Presidente, mi permetto di
  fare questa polemica  con  l'assessore Cimino perchè egli ha cercato
  di giustificare la  soppressione del Consiglio regionale della pesca
  con argomenti  che  considero  assolutamente demagogici, a proposito
  della riduzione dei costi della Regione.
       Vorrei ricordare al  Parlamento  e  ai colleghi che l'assessore
  Cimino  fa parte di  una  giunta  di  Governo  che  ha  ripristinato
  numerose commissioni abrogate  dai  precedenti  governi senza che ci
  sia stato un dissenso da parte dello stesso assessore Cimino.

     PRESIDENTE  Onorevole Panarello, quando  verrà  il  momento degli
  emendamenti cui vi riferite, che riguardano gli articoli 12 e 13, ne
  riparleremo.  Si riprende l'esame dell'articolo  5,  con  i relativi
  emendamenti, in precedenza accantonati.
       L'emendamento 5.2 è ritirato dal Governo.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento del Governo 5.1.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     SPEZIALE  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta  si associano gli onorevoli Panarello, Giannopolo,
    Gurrieri e Raiti)

     PRESIDENTE   Essendo   la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

     BASILE  segretario. Procede al primo e al secondo appello.

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

                    Presenti    36

       L'Assemblea non è in numero legale.
       Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata a domani, mercoledì 2
  ottobre 2002, alle ore 17,00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA, AI SENSI E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

     N. 166 - Iniziative     per    garantire    le    prerogative
              istituzionali del  CONI  e  l'autonomia  dello sport
              italiano.

            (26 settembre 2002)
                                        BARBAGALLO - GENOVESE -
                                        GURRIERI - TUMINO -
                                        VITRANO - ZANGARA

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

          1) "Disposizioni  urgenti  nei settori dell'artigianato, del
          commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3-Norme
          stralciate I/A) (seguito)

            Relatore: on. Marzio Tricoli.

            2) "Interventi per  l'attuazione  del  diritto allo studio
            universitario in Sicilia" (nn. 271/341).

    IV - ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS  CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

      V - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     VI - ELEZIONE  DI   NOVE   COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI  DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 20.53.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.40)