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Resoconto d'Aula della Seduta n. 87 di mercoledì 02 ottobre 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.

     COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE
     RIUNIONI DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le  assenze  e  sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative dell'1 ottobre 2002:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 01.10.02: LEANZA E.-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI

                             BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 01.10.02: SAVONA-PAPANIA-LEONTINI-GENOVESE-LEANZA V.-
                          LIOTTA-MANCUSO

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 01.10.02: DE BENEDICTIS-MAURICI-VICARI

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 01.10.02: ZANGARA

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

       - con richiesta di risposta orale:

            N.  813  -  Iniziative  per  una  corretta  pianificazione
          urbanistica del territorio di Castellammare del Golfo (TP).
            - Assessore Territorio
            Firmatario:
          Oddo Camillo

            N. 821 - Ritiro del nulla osta rilasciato dall'Assessorato
          territorio per la realizzazione di un edificio  in  zona  di
          interesse paesaggistico a Taormina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            Firmatario:
          Speziale Calogero

       - con richiesta di risposta scritta:

            N. 814 - Interventi per scongiurare il pericolo  di  frane
          in via della Fragola e in via del Nespolo a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            Firmatario:
          Fleres Salvatore

            N. 815 - Misure per l'eliminazione della discarica abusiva
          nella sciara di Lineri  (Misterbianco),  in  prossimità  del
          Centro direzionale Anas.
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
            Firmatari:
          Fleres    Salvatore;  Garofalo  Ottavio;  Maurici  Giuseppe;
          Catania Giuseppe

            N. 816 -  Recupero  e  ripristino  alla  funzionalità  del
          campetto situato in  via  Ferro  Fabiani  nel  quartiere  di
          Barriera Canalicchio a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe

            N. 817 -Iniziative per eliminare il rischio amianto presso
          la stazione di Riposto (CT).
            - Assessore Sanità
            - Assessore Territorio
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Garofalo Ottavio

            N. 818 - Notizie sulla vendita di  beni  immobili  ubicati
          nel territorio della Regione siciliana.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 819 - Iniziative volte ad accertare la regolarità degli
          atti      inerenti  all'adozione  della  variante  al  Piano
          regolatore generale del Comune di Riposto (CT).
            - Assessore Territorio
            - Assessore Enti Locali
            Firmatari:
          Fleres    Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Catania Franco; Garofalo Ottavio; Scoma Francesco

            N. 820 -  Notizie  sugli  'Internazionali  di  tennis'  di
          Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            Firmatari:
          Scoma Francesco; Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.

                           ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

            N. 167 - Interventi circa il paventato intervento militare
          in Iraq.
            Firmatari:
            Miccichè Calogero; Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Raiti Salvatore
          Presentata il  1/10/02

            N. 168  -  Autorizzazione  alle  Aziende  unità  sanitarie
          locali della Sicilia per attivare le procedure di  factoring
          pro-soluto finalizzate al reperimento di fondi necessari per
          il   pagamento  della  spesa  per  l'assistenza farmaceutica
          convenzionata nella Regione siciliana.
            Firmatari:
            Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Scoma Francesco; Garofalo Ottavio; Catania Franco
          Presentata il  1/10/02.

       Avverto che  le  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva   perchè   se  ne  determini  la  data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE. Si passa  al  secondo  punto  dell'ordine del giorno:
  Lettura  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153  del  Regolamento interno, della mozione numero 166: "Iniziative
  per  garantire  le  prerogative istituzionali del CONI e l'autonomia
  dello   sport   italiano",  degli  onorevoli  Barbagallo,  Genovese,
  Gurrieri, Tumino, Vitrano e Zangara. Invito il deputato segretario a
  darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

     N. 166 - Iniziative     per    garantire    le    prerogative
              istituzionali del  CONI  e  l'autonomia  dello sport
              italiano.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il CONI è stato totalmente svuotato dei suoi compiti
              istituzionali   attraverso   la   trasformazione  in
              società per azioni  con  compiti e funzioni contrari
              alla Carta olimpica;

            - per  la  prima   volta   nella  storia  dello  sport
              italiano, non solo  si  interviene  con strumenti di
              gestione impropri,  ma,  addirittura,  si  opera una
              vera  e   propria   lottizzazione   politica   nella
              composizione del  Consiglio di amministrazione della
              neonata CONI servizi S.p.a.;

     CONSIDERATO che ad  una  società  nata  per produrre migliori
              investimenti per  lo  stesso  CONI  non  può  essere
              affidata  la  politica sportiva, l'organizzazione di
              manifestazioni sportive  e la destinazione dei soldi
              alle federazioni;

     RITENUTO che,  nonostante   le   promesse,   non  sono  state
              corrisposte le risorse finanziarie necessarie per il
              pagamento degli stipendi ai dipendenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad assumere  tutte  le  iniziative  che  riterrà più
              opportune al fine  di  restituire  al  CONI il ruolo
              istituzionale di sua pertinenza e di conservare allo
              sport italiano l'autonomia di sempre.

            (26 settembre 2002)
                                        BARBAGALLO - GENOVESE -
                                        GURRIERI - TUMINO -
                                        VITRANO - ZANGARA

     PRESIDENTE. Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO  DELLA DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "DISPOSIZIONI
    URGENTI  NEI   SETTORI   DELL'ARTIGIANATO,  DEL  COMMERCIO,  DELLA
    COOPERAZIONE E DELLA PESCA" (N. 298.3 - NORME STRALCIATE I/ A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo  punto  all'ordine  del giorno:
  Discussione  di  disegni  di legge.
       Si  procede  con  il seguito dell'esame del  disegno  di  legge
  numero  298.3 Norme stralciate I/A "Disposizioni urgenti nei settori
  dell'artigianato,  del commercio, della cooperazione e della pesca",
  posto al numero 1).
       Ricordo  che  l'esame del disegno di legge  era  stato  sospeso
  nella seduta numero 86 dell'1 ottobre 2002,  in  fase  di  votazione
  dell'emendamento 5.1.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente, mi  rivolgo  a  lei,  sempre  con  il
  massimo rispetto che ho nei  confronti della sua persona e del ruolo
  che  lei  ricopre,   insieme   a   questa   Assemblea.   Io,   però,
  personalmente, sono stanco di  sentire convocare l'Aula ad orari che
  non sono mai definiti.
       So  bene che ci sono  delle  ragioni  che  la  portano  a  fare
  iniziare  con notevole  ritardo  rispetto  all'orario   la seduta di
  questa Assemblea e conosco  l'amore  che  sta dedicando, rispetto al
  suo ruolo istituzionale, ai problemi della  politica  siciliana.  So
  anche che, spesso e volentieri, questo Governo viene  in  Aula, e lo
  dice  un sostenitore del Governo, come se la  legge  elettorale  non
  fosse  cambiata,  come  se  ancora ci fosse il  rischio  di  entrare
  Governo e di uscire non più.
       Non è più così, signor Presidente Lo  Porto.  Noi  parlamentari
  abbiamo il diritto di essere rispettati, noi che  non  possiamo  far
  parte  e  non facciamo parte dell'Esecutivo, noi  che  siamo,  però,
  l'organo  legislativo  di  questa  Regione,   chiediamo   di  essere
  rispettati.
       Pertanto,   se  l'Aula è  convocata per le  ore  17.00,  io  la
  invito, sempre col massimo rispetto, ad aprire  la seduta all'orario
  previsto  e  a  rinviarla, dando modo a noi  legislatori  di  potere
  determinare la nostra vita, rispetto all'impegno  che  mostriamo nei
  confronti dell'Assemblea.
       Così non è possibile andare avanti  Lei mi perdonerà, perché sa
  con quanto amore svolgo il mio lavoro di parlamentare, però oggi non
  parteciperò, per protesta, ai lavori di questa Aula.

                  (Applausi dai banchi della Sinistra)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  per  quanto  posso  capire  in
  momenti così singolari, non so la sincerità di  questo applauso o il
  consenso su quello che l'onorevole Acierno ha sollevato.
       Devo  dire  che  ha  sollevato  una  questione reale  e  me  ne
  dispiaccio  perché  essendo io il responsabile  dei  lavori  d'Aula,
  dovrei prendere lezione da questo invito alla puntualità che rivolge
  l'onorevole Acierno ma, contemporaneamente, egli  ha addotto ragioni
  sempre  presenti  nei  nostri  quotidiani  impegni   di  lavoro  che
  impediscono il principio fondamentale della puntualità.
       Posso assicurarle, onorevole  Acierno,  che  mi adopererò, come
  sempre  del  resto  cerco  di  fare, di raggiungere  il  massimo  di
  puntualità. Naturalmente, in compatibilità con quelle  che  sono  le
  esigenze d'Aula, perché sarebbe molto più difficile  da  gestire  un
  parlamento rigorosamente puntuale di quanto non lo sia un Parlamento
  elastico, tenuto conto di uno scenario che è noto a  tutti  e  che è
  quello di un Governo il più delle volte costretto a tenere parecchio
  conto dei condizionamenti, doverosi  condizionamenti,  dell'Aula. La
  questione è chiusa.
       Si passa all'emendamento 5.1.  Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si riprende l'esame dell'articolo  6 e dei relativi emendamenti
  accantonati nella seduta 86.

     CIMINO,   assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     CIMINO,   assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, considerato che presso
  la Commissione Bilancio abbiamo i collegati alla finanziaria e molti
  di questa materia potrebbero  essere  anche  ritrattati,  il Governo
  presenta un emendamento soppressivo dell'articolo 6.

     CAPODICASA. Basta votare contro e l'articolo è soppresso.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione  l'articolo  6.  Chi  è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                (Non è approvato)

       L'emendamento 6.2 viene trasferito all'articolo 9.
       Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                   Art. 8
         Interpretazione autentica del secondo comma dell'articolo
             170 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32

             1.  Per  misure  di  accompagnamento a carattere sociale
        nel settore  della  pesca, previste dal comma 2 dell'articolo
        170 della  legge  regionale  23 dicembre 2000, n.  32, devono
        intendersi quelle  indicate  all'articolo 3 primo comma della
        legge 21 maggio 1998, n. 164.

       Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                  (E' approvato)

       Comunico   che  è  stato  presentato  il  seguente  emendamento
  articolo aggiuntivo:

    - dall'onorevole Tricoli:  emendamento 8.1.

     TRICOLI,  presidente della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,  presidente  della   Commissione   e   relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si  tratta  di  un emendamento che è
  stato, diciamo così,  concordato  sostanzialmente anche per superare
  alcune discrasie che si  erano  verificate  nella interpretazione di
  questa legge. Quindi, è un  elemento  che va a chiarificare la norma
  dell'articolo 170 della legge numero  32  del  2000  per alcuni casi
  umani  che  non si erano  potuti  risolvere  a  causa  della  scarsa
  intelligibilità della norma.

    Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                Art. 9.
               Redazione programmi regionali per la pesca

             1.   L'assessore   regionale  per  la  cooperazione,  il
        commercio, l'artigianato  e  la  pesca,  per la redazione dei
        programmi di  cui  all'articolo 144, commi 1 e 3, della legge
        regionale  23 dicembre 2002, n. 32  è autorizzato a stipulare
        apposite  convenzioni  con l'Osservatorio regionale siciliano
        per l'ambiente.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici:  emendamento 9.1;

    -   dal  Governo:   emendamento   9.2,   di   contenuto   identico
    all'emendamento 6.2 della Commissione.

    TRICOLI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare sull'emendamento 9.2.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,  presidente  della   Commissione   e   relatore.  Signor
  Presidente, ci sono gli  atti  depositati  in  terza Commissione: si
  tratta di un osservatorio  costituito  da  alcuni  assessorati della
  Regione,   Assessorato   Territorio e qualche   altro,   Assessorato
  Lavoro...

     PRESIDENTE.   Esiste   l'organo   'Osservatorio   regionale   per
  l'ambiente'? Altrimenti non  avrebbe senso stipulare convenzioni con
  un organo inesistente.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  dobbiamo essere
  abbastanza coscienti e convinti di  quello  che  facciamo. Io non ho
  niente in  contrario,  come poco fa faceva anche intuire l'onorevole
  Capodicasa, ad attenzionare l'articolo 9,  per quanto concerne anche
  questa  ipotesi   di   convenzione,   finora   solo   ipotesi,   con
  l'Osservatorio regionale per l'ambiente.
       Vorremmo capire  che cosa, però, di per sé, questo Osservatorio
  è in  grado  di produrre oggi perché, obiettivamente, dobbiamo porci
  il problema di che cosa questa convenzione potrà produrre in termini
  concreti. Io, infatti, non ne ho mai sentito parlare, è un mio punto
  debole quello di non avere cognizione di che cosa sia l'Osservatorio
  regionale per l'ambiente, però, se l'onorevole Tricoli è in grado di
  esplicitare meglio  la  funzione  reale  di questo Osservatorio e di
  dare  anche  contezza  all'Aula  di  come  effettivamente,  con  una
  specifica convenzione,  si  può  dare concreta risposta alla materia
  che è  abbastanza  delicata,  credo  che  si  possa,  tutto sommato,
  riflettere positivamente sull'argomento.
       Altrimenti, è chiaro  che  mancherà il punto su cui ragionare e
  su cui  convincersi  che  stiamo effettivamente compiendo una scelta
  giusta e  opportuna.  Io  credo  che, anche per rispetto complessivo
  dell'Aula, sia un nostro dovere esplicitare bene questo argomento.

     TRICOLI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, mi  sembra  giusto  dare una risposta.  L'Osservatorio è
  interassessoriale, gli  atti sono depositati in Commissione, quindi,
  assessorati che sono all'interno dell'Osservatorio insieme ad alcuni
  ordini professionali.
       Sul quesito "Che  cosa  è  in  grado  di  produrre?", questo lo
  vedremo perché è  chiaro  che qua si parla di un'autorizzazione data
  all'Assessore   di  valutare  l'opportunità  di  convenzionarsi  con
  l'Osservatorio.  Quindi, non c'è attualmente una risposta, questo lo
  potremo vedere  successivamente, cioè, si tratta di un organismo per
  il quale  andiamo  ad autorizzare l'Assessore ad affidargli attività
  come,  per   esempio,  la  valutazione  che  noi  abbiamo  fatto  in
  Commissione circa  l'opportunità del consorzio per quanto riguarda i
  golfi, cioè a dire  la  questione  di  cui si è discusso a lungo, se
  effettivamente quella  tutela  ambientale che noi abbiamo costituito
  all'interno del golfo era opportuna o meno.
       Questo è il compito di tali organismi.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho una
  esatta cognizione  della  natura  giuridica dell'Osservatorio di cui
  trattasi e che  dovrebbe essere l'Organo a cui demandare una materia
  abbastanza delicata  perché  l'articolo  144  della legge numero 32,
  laddove si  prevede  l'adozione  del programma regionale della pesca
  che  deve   prevedere   gli   obiettivi   di   analisi  del  settore
  dell'economia  ittica  e dello stato dell'ambiente, l'individuazione
  degli obiettivi  di sviluppo nell'ambito delle politiche di comunità
  nazionale e  dei  relativi programmi di finanziamento, l'attività in
  mare della  pesca marittima e dello sviluppo dell'acquacoltura anche
  nelle acque interne  e  della  maricoltura,  le  strutture  a  terra
  collegate all'esercizio  della pesca marittima e misure promozionali
  di incentivazione  dei servizi della qualità dei prodotti ittici, la
  ricerca scientifica  e  tecnologica  applicata alla pesca marittima,
  all'acquacoltura  e  alla  maricoltura,  l'elaborazione di programmi
  d'uso delle aree marine".
       Non so se  è  chiaro  di cosa stiamo parlando.  Dobbiamo essere
  certi che l'elaborazione  di una materia tanto vasta sia affidata ad
  un  organo   che   abbia   le   competenze   adeguate.  Ora,  questo
  Osservatorio cui facciamo riferimento non si è capito se è un organo
  interassessoriale, quindi,  un  organo della Regione; in questo caso
  non  si  spiegherebbe  per  quale  ragione  dovremmo  stipulare  una
  convenzione con un organo che è della Regione.
       Se  è  un  organo  esterno,  bisogna  capire   la   natura,  la
  composizione e la capacità di programmazione, perché  qui  si tratta
  di  fare analisi che hanno uno spettro ed una  varietà  di  elementi
  che,  a  mio  giudizio,  oggi, al di fuori di  organi  di  carattere
  scientifico presso le Università, presso il CNR od altro ancora, non
  si possono trovare.
       Dobbiamo capire  da  quale  legge origina l'Osservatorio di cui
  noi discutiamo, da quale legge è stato istituito. Qui non è scritto,
  si dice "l'Osservatorio regionale per l'Ambiente"; si sarebbe potuto
  aggiungere "di cui  alla  legge n. X comma X, dell'articolo 150. Non
  c'è scritto, quindi non  si è in grado di trovare la fonte giuridica
  dell'organo e non ne conosciamo la competenza ne la composizione.
       E'   possibile   avere   maggiori   delucidazioni?  Perché  qui
  nell'articolo diciamo  non  che l'Assessorato "può affidare", ma che
  l'Assessorato "affida", il che  significa  che  se abbiamo sbagliato
  l'organo a cui riferirci,  si paralizza l'attività di programmazione
  del settore. Se l'organo non è competente, a nulla vale riferirci ad
  un organo il quale magari,  non  avendo in se le competenze, ricorre
  ad altre competenze per redigere il programma.
       Allora, tanto  vale  che  l'Assessorato  si diriga verso questi
  interlocutori direttamente e non per il tramite dell'Osservatorio.
       Vorremmo capire da quale legge origina l'Osservatorio; vorremmo
  capire qual è la composizione, che competenze ha.

     LO MONTE . E come si pone con l'ARPA.

     CAPODICASA ...  sì, e  come si pone con l'ARPA che riguarda altra
  materia,  ma, comunque, connessa. Parliamo di atti di programmazione
  in  tema  di  maricultura,  di  acquacultura,  di  pesca in mare, di
  ambiente marino, di monitoraggio dell'ambiente marino. Bisogna avere
  gli strumenti  per  farlo,  non  è  una  cosa  semplice che può fare
  chiunque o qualunque organismo.  Vorremmo capire esattamente di cosa
  si  tratta,  dopodiché  non  avremmo alcun pregiudizio ad affidare a
  questo  organo,  attraverso  una  norma  di  legge, la competenza in
  materia;  però,  bisogna  che  l'Aula sia consapevole di ciò che sta
  decidendo.

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la  pesca.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,
  per quanto concerne l'articolo  9  voglio rassicurare i colleghi che
  sono intervenuti:  non si tratta  di  una nuova istituzione e non si
  vuole sicuramente creare un organismo nuovo.
       Di  fatto,  a  seguito  di  alcuni  incontri  avuti  presso  la
  III Commissione legislativa  presieduta dall'onorevole Tricoli, si è
  avuta la possibilità di appurare la collaborazione dell'Osservatorio
  regionale per l'Ambiente, che è un istituto che collabora con alcuni
  assessorati regionali.
       Con  l'articolo  9  vogliamo  dare  l'opportunità all'Assessore
  regionale alla cooperazione  di sottoscrivere possibili convenzioni,
  ma  queste  potranno   essere   stipulate   dall'Assessorato   della
  cooperazione  dopo  avere  stabilito   i   criteri  e  dissipato  le
  perplessità  poste dall'Aula. Quindi,  non  dobbiamo  con  la  legge
  trovare  le  percorribilità;   sarà   poi   la   Regione  siciliana,
  attraverso   l'Assessorato    regionale   della   cooperazione,   ad
  individuare  quelle  condizioni   regolamentari   che  possono  dare
  l'opportunità all'Osservatorio regionale per l'ambiente, nel caso in
  cui  si  sarà  nella  disponibilità,  di  sottoscrivere  convenzioni
  triennali per la pesca,  senza volere con ciò determinare l'incarico
  per il piano, ma volendo dare un'opportunità di sottoscrivere questo
  tipo di accordi.
       Questo  è un modo  per  autorizzare  la  sottoscrizione  di  un
  accordo che di fatto è  ancora  in  itinere  in  quanto  deve  avere
  successivamente   anche    la   partecipazione   della   Commissione
  legislativa.

     CAPODICASA. Non si è capito niente, signor Presidente.

     PRESIDENTE.     Onorevoli    colleghi,    desidero    riepilogare
  sinteticamente la questione  posta  dall'onorevole  Capodicasa.
       Secondo me, non è necessario  che  una  convenzione  di un ente
  pubblico  sia contratta con  un  altro  ente  pubblico.
       L'onorevole  Capodicasa, da  parte  sua,  in  pieno,  legittimo
  diritto chiede di sapere se  si  tratta di un'ipotesi di convenzione
  fra  un  ente  pubblico,   qual   é   un  assessorato  regionale,  e
  l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente, la cui natura non
  si è ancora capita.
       Dall'intervento svolto dal  rappresentante del Governo non l'ho
  capito; non l'ho capito nemmeno - confesso di non averlo ascoltato -
  nel  momento  in  cui  l'onorevole  Tricoli  ne  ha  riferito  quale
  relatore.  Il problema posto dall'onorevole Capodicasa, che è giusto
  chiarire  a  tutta  l'Aula,   è  se  questo  Osservatorio  regionale
  siciliano è quello previsto  da  una  convenzione  privata;, se così
  fosse, bisognerebbe citarlo  come  contratto  stipulato  tra privati
  presso il notaio tal dei  tali,  registrato  in tale data, eccetera,
  eccetera ...

     TRICOLI, presidente della  Commissione e relatore. E' esattamente
  questo, signor Presidente.  La  convenzione  è  tra l'Osservatorio e
  tre assessorati regionali.

     PRESIDENTE.  E allora dobbiamo precisare che si tratta di questo.
  Siamo perfettamente d'accordo,  è  legittimo, ma bisogna precisarlo.
  Questo  è  ciò  che   ha   chiesto   l'onorevole  Capodicasa,  molto
  opportunamente.

     PANARELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, in rapporto a
  ciò  che  diceva   l'assessore   Cimino   circa   l'opportunità   di
  regolamentare una materia che  certamente  va  regolamentata  e,  se
  capisco  bene,  tale  regolamentazione  dovrebbe  interessare  anche
  l'Osservatorio  di  cui si  parla,  riterrei opportuno  rinviare  la
  possibilità  per  l'Assessorato   di   stipulare   convenzioni   con
  quell'organismo dopo che di sarà proceduto alla sua regolamentazione

     PRESIDENTE.   Io  ho visto  la  convenzione,  si  tratta  di  tre
  assessorati che contraggono un'intesa fra  di loro con la dignità di
  un atto privato notarile e registrato.

     CAPODICASA.   Prima  di   deliberare  l'Aula  deve  conoscere  la
  competenza professionale di quell'organismo

     PANARELLO. Signor Presidente, è  chiara  la  natura  giuridica di
  queste convenzioni; tuttavia, non  ci è dato conoscere la competenza
  professionale  di  quell'organismo   rispetto   alla   materia   che
  l'Assessorato vuole affidargli. Non è una questione di diffidenza, è
  una questione di conoscenza che vogliamo approfondire.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti.
       La seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.13)

       La seduta è ripresa.
       Comunico che è  stato  presentato  dalla Commissione l'allegato
  emendamento 9.3 aggiuntivo all'art.9.
       Si passa all'emendamento 9.1.

     FLERES.  Anche  a  nome   degli   altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 9.2.

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente sull'emendamento 9.2, un  emendamento sul quale ieri si è
  svolto un approfondito dibattito  e  che  riguarda  un  principio di
  democrazia.  Chiedo a quest'Aula fino a che punto esista il rispetto
  degli enti pubblici.  L'emendamento 9.2 ha la necessità di applicare
  una  nuova  disciplina,  ma   in   tempi   diversi,   ad   organismi
  commissariati e ad  organismi  democraticamente  eletti.  Credo  che
  questo sia sufficiente per capire che  sul 9.2 c'è il rispetto di un
  principio di democrazia.

     PRESIDENTE.   Pongo  in   votazione   l'emendamento   9.3   della
  Commissione. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento  9.2  del  Governo aggiuntivo
  all'articolo 9. Il parere della Commissione?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.

     FORGIONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    (Si  associano alla  richiesta  gli  onorevoli  Cracolici,  Raiti,
  Tumino, Papania, Oddo, Spampinato, Panarello e Giannopolo)


   Presidenza del presidente Lo Porto


             VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ARTICOLO 9

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata a
  termini di Regolamento dagli onorevoli  Cracolici, Oddo, Giannopolo,
  Tumino,  Capodicasa,  Panarello,  Papania e  Spampinato,  indico  la
  votazione per scrutinio segreto e ne proclamo l'esito:

               Presenti e votanti 49
               Maggioranza        25
               Favorevoli          9
               Contrari           39
               Astenuto            1

                        (Non è approvato)

       Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               'Art. 10.
                   Integrazione all'art. 2 della l.r. n. 37/94

              1.  All'articolo  75,  comma  3, della legge regionale 3
         maggio 2001, n. 6, è aggiunto il seguente periodo:

              'Dei  benefici  di  cui al presente comma usufruiscono i
         soci  garanti  delle  cooperative e loro consorzi che abbiano
         presentato  istanza  entro  i  termini  indicati  al  comma 4
         dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37,
         a  condizione  che  presentino  entro  novanta  giorni  dalla
         pubblicazione   della   presente   legge   la  documentazione
         richiesta dal decreto del Presidente della Regione 16 gennaio
         1997, n. 9.'.

       Comunico che all'articolo  10  sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:
       -  dagli  onorevoli   Oddo,   Lo   Curto,   Croce,  Capodicasa:
  emendamenti 10.1.  e 10.2.
       Si passa all'emendamento  10.1  degli  onorevoli Oddo ed altri,
  interamente sostitutivo dell'articolo 10. Il parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento  10.2,  degli onorevoli Oddo ed altri,
  aggiuntivo dopo l'articolo 10.  Il parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:

                               <Art. 11.
        Incentivi all'autoimpiego dei soggetti detenuti o ex detenuti

              1.  All'articolo 5 della legge regionale 19 agosto 1999,
         n. 16, il comma 2 è sostituito dai seguenti:

              '2.  L'assessore  regionale  per  la   cooperazione,  il
         commercio, l'artigianato e la pesca è  autorizzato a nominare
         una o più figure professionali, anche esterne, con compiti di
         tutoraggio,  al  fine di affiancare il detenuto nella fase di
         progettazione,  realizzazione degli investimenti e avviamento
         dell'attività.

              3. Per le finalità di cui al comma 2 è costituito l'albo
         dei  professionisti  di  fiducia  che verrà costituito presso
         l'assessorato  della  cooperazione. All'albo possono accedere
         tutti  i professionisti che dimostrino di avere già svolto le
         attività   di   tutoraggio  previste  dalle  leggi  nazionali
         sull'imprenditoria giovanile.

              4.  L'attività  di  tutoraggio  ha  durata  annuale ed è
         rendicontata all'Assessorato con cadenza mensile per il primo
         semestre e bimestrale per il secondo.

              5.  Le  spese  relative  all'attività di tutoraggio sono
         decurtate  dal  contributo concesso al detenuto e non possono
         superare  il  10  per  cento del contributo medesimo; vengono
         pagate   dietro   presentazione   di   idonea  documentazione
         contabile.

              6.   Nelle   more   della   costituzione  dell'albo  dei
         professionisti   di   fiducia   le   attività  di  tutoraggio
         continuano  ad  essere  svolte  direttamente dall'Assessorato
         della cooperazione.>

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    -  dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,  Catania  Franco,
    Maurici e Garofalo: emendamento 11.1;

    -   dal   Governo:  subemendamento  11.1.1  all'emendamento  11.1;
    emendamento 11.6;

    - dall'onorevole Papania:  emendamenti 11.3, 11.4, 11.5 e 11.2.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, solo per chiarire
  che  l'emendamento   a   mia  firma  è  da  considerarsi  aggiuntivo
  all'articolo che stiamo discutendo, perché non interviene nel testo,
  ma aggiunge un  concetto,  che è quello di consentire che i detenuti
  in espiazione di  pena  che godono delle agevolazioni previste dalla
  legge in  questione  possano farlo attraverso un tutore, soprattutto
  nel caso in cui siano interdetti dai pubblici uffici e possano farlo
  senza l'aggravio  dell'iscrizione  alla  Camera  di  commercio,  che
  determina  oneri  che  questo  tipo  di  soggetti  non  è  grado  di
  sopportare.

     PRESIDENTE. Poiché l'emendamento 11.1 porta la sostituzione della
  parola  'sostituito' con la  parola  'aggiuntivo',  naturalmente  si
  voteranno dopo l'11.6., l'11.3, eccetera.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento del  Governo  11.6.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 11.3, dell'onorevole Papania.

     PAPANIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
  dire che la norma  che  fa  affiancare  un  tutor  ai  detenuti o ex
  detenuti è quanto  mai  utile,  però  suggerirei al Governo di porre
  attenzione a questi emendamenti, perché  l'affiancamento anche degli
  uffici  è  possibile  con  la  norma  attuale  a  richiesta  di  chi
  usufruisce della borsa,  quindi  questo emendamento non fa altro che
  aggiungere al testo  che  aveva  scritto  il  Governo  le  parole 'a
  richiesta'  del   presentatore  della  domanda'.  Cioè  non  si  può
  affiancare o fare  assistere  da  un  tutor un richiedente senza che
  egli  stesso  abbia   posto  richiesta,  altrimenti  come  si  fa  a
  decurtargli la borsa  che  gli  viene concessa?
       In merito agli  emendamenti  successivi - già che ci sono parlo
  anche di quelli  - aggiungere la parola 'ex detenuto' è obbligatorio
  perché  questo lo prevedeva già la legge in vigore. Se si eliminasse
  la  costituzione  di  un  albo  e  si  demandasse  all'assessore  la
  possibilità di fare  un decreto che identifica le figure che possono
  fungere da tutor,  si accelererebbe di molto la procedura e la legge
  sarebbe più funzionale.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione   l'emendamento   11.3.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si   passa  all'emendamento  11.4  dell'onorevole  Papania.  Il
  parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione   l'emendamento   11.4.  Chi  è
  contrario  resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 11.5, dell'onorevole Papania.

     PAPANIA. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende  atto.
       Si  passa  all'emendamento  11.2,  dell'onorevole  Papania.  Il
  parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  l'emendamento  11.2.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  11.1.1 del Governo.  Il parere della
  Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.1.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 11.1, degli onorevoli Fleres ed altri.
  Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 2, questo
  articolo prevede la  nomina  di una o più figure professionali anche
  esterne con compiti  di  tutoraggio.  Mi  sembra che per fare questo
  occorrano dei quattrini. C'è la copertura finanziaria ?

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.   Signor   Presidente,   abbiamo   abrogato  la  parola
  "tutoraggio" e,  in  effetti,  resta  sempre  "tutoraggio".  Forse è
  opportuno parlare di "assistenza" non di "tutoraggio". L'emendamento
  11.3 parla di "tutoraggio", è sottinteso che tutte le parole scritte
  "tutoraggio" ora vanno intese "assistenza".

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la  pesca. Signor Presidente, vi è l'emendamento che
  è stato già  approvato che sostituisce la parola "tutoraggio" con la
  parola  "assistenza",  quindi le perplessità dell'onorevole Beninati
  vengono  superate.  Mentre,  per  la  domanda  posta  dall'onorevole
  Tumino, voglio far  rilevare che il comma 5 risolve questo problema,
  perchè  la  copertura  finanziaria  viene  ritrovata  proprio  dalla
  disposizione legislativa  già  all'origine  del  fondo  per  gli  ex
  detenuti.

     PRESIDENTE.  Pongo   in   votazione   l'articolo   11  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne dò lettura.

                               <Art. 12.
                    Collegi revisori enti regionali

              1. La disposizione di cui all'ultimo comma dell'articolo
         5 della legge  regionale 20 giugno 1997, n. 19, si applica ai
         componenti degli  organi  di  cui all'articolo 15 della legge
         regionale 14 luglio 1979, n. 212.>

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, se non ho capito
  male, dallo studio che ho fatto sulle norme che noi adesso andremo a
  modificare con questo articolo, il Governo intenderebbe fare questo:
  negli organi dei  collegi  dei  revisori di alcuni istituti, tra cui
  l'IRCAC ed altri  istituti  regionali, è previsto adesso dalla legge
  che ciascun revisore  può  avere  solo  ed esclusivamente un mandato
  quadriennale.   Se   noi   approvassimo  l'articolo  12  così  com'è
  formulato, questo mandato quadriennale si potrebbe rinnovare per ben
  tre volte, cioè  i  componenti  del  collegio dei revisori di questi
  enti regionali (IRCAC  e  vari)  potrebbero svolgere il loro mandato
  per ben dodici anni consecutivi.
       Io ritengo che, se questa è l'intenzione del Governo - e vorrei
  essere  eventualmente smentito - questa norma non potrà avere il mio
  plauso,  il mio  voto  favorevole,  perchè  dare  la  possibilità  a
  soggetti che devono  compiere un compito così delicato, che è quello
  del controllo, della verifica e di quant'altro, di svolgerlo per ben
  dodici anni sarebbe,  oltre  ad una norma che lederebbe il consenso,
  anche una chiara  violazione  del principio del buon andamento della
  pubblica amministrazione,  perchè si creerebbero di fatto dei centri
  di potere che  non  andrebbero  a  garantire la terzietà dell'organo
  accertatore e l'imparzialità di questo organo di controllo.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare un
  punto, perchè  altrimenti  potremmo  creare  un  po'  di confusione.
  L'articolo 15 della legge numero 212 impone di fatto e prevede che i
  membri del  collegio  dei  revisori  non possono essere riconfermati
  dopo il quadriennio. Ma evidentemente ci riferiamo all'IRV, all'AST,
  all'IRCAC  ed   alla   CRIAS.   Cosa   vuole   fare   l'articolo  12
  sostanzialmente?   Vuole   estendere,   invece,  la  norma  relativa
  all'articolo 5, ultimo  comma,  della legge numero 19 anche a questi
  istituti (IRCAC, CRIAS  e  così via), cioè non limitare il mandato a
  quattro anni ma addirittura permettere tre mandati consecutivi.
       A me  sembra,  sinceramente,  eccessiva  la  permanenza  di tre
  mandati   consecutivi   all'interno   di   questi   istituti,   però
  discutiamone, vediamo chi  è  in grado, da questo punto di vista, di
  chiarire meglio qual  è  la  finalità  dell'articolo 12, perchè, per
  come lo leggo io, significa che, sostanzialmente, noi permettiamo ai
  componenti il  collegio dei revisori dei conti dell'AST, dell'IRCAC,
  della CRIAS e  dell'IRV di essere riconfermati per tre mandati, cioè
  12 anni.
       Dopo di chè, mi pare, effettivamente, una norma che, a parte le
  questioni  legate  al  fatto  se  è  possibile  o  non  è  possibile
  applicarla in tal  modo, dal punto di vista anche costituzionale, mi
  pare, sostanzialmente,  una norma che andrebbe spiegata meglio, cioè
  qual è, effettivamente,  l'idea  di chi sostiene, di chi ha proposto
  l'articolo 12.
       In   mancanza  di  ciò,  sinceramente,  non  mi  pare  che  sia
  convincente il modo come è stata formulata e l'intenzione per quanto
  concerne  la  permanenza  di  tre mandati consecutivi all'interno di
  istituti così importanti.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e  la  pesca.  Signor Presidente, l'articolo 12 voleva
  poter garantire  le  pari  opportunità. Considerato che i dipendenti
  pubblici possono avere l'opportunità di essere nominati revisori dei
  conti, anche  per  tre  mandati  consecutivi,  si riteneva possibile
  garantire questa  opportunità  anche  ai  magistrati della Corte dei
  Conti, che fanno  parte, come revisori dei conti, dell'IRCAC e della
  CRIAS ed anche  ad  altri revisori liberi professionisti. Questo era
  il punto: eliminare questa limitazione.
       Comunque,  se  l'Aula  ha  delle  perplessità  in questo senso,
  dichiaro di ritirare l'articolo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro.
       Comunico che  sono  stati  presentati  gli allegati emendamenti
  articoli aggiuntivi:

    - dal Governo: emendamenti 12.3 e 12.1.

       Pongo  in   votazione   l'emendamento  12.3.  Il  parere  della
  Commissione?

     CIMINO,   assessore   per    la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 12.1.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne dò lettura:

                               <Art. 13.
                    Guida ambientale escursionistica

              1.  E'  istituita  nella  Regione  siciliana  la  figura
         professionale   di   Guida  ambientale  escursionistica,  che
         svolge,  anche  in  modo  non  esclusivo  e non continuativo,
         attività di  accompagnamento  di  persone  lungo itinerari di
         interesse  ambientale, naturalistico ed etnografico.  Svolge,
         altresì, compiti di affiancamento dei docenti nell'ambito dei
         programmi scolastici di educazione ambientale.

              2.   L'esercizio   di   attività   di  Guida  ambientale
         escursionistica è subordinato all'iscrizione in apposito albo
         professionale istituito con le stesse modalità stabilite agli
         articoli 4 e seguenti della legge regionale 6 aprile 1996, n.
         28.

              3.  Dopo  l'articolo  11  della legge regionale 6 aprile
         1996, n. 28 è aggiunto il seguente articolo 11 bis:

              'E'  istituito  il  Collegio   regionale   delle   Guide
         ambientali escursionistiche quale  organo  di  autodisciplina
         della professione.

              I compiti, le funzioni, le modalità  di  funzionamento e
         di  elezione  dell'organo saranno  disciplinate  da  apposito
         decreto  che  verrà  emanato  dal  Presidente  della  Regione
         entro  novanta  giorni  dall'entrata in vigore della presente
         legge'.

              4.  Alla  figura  di Guida ambientale escursionistica si
         applicano  in  quanto compatibili le disposizioni della legge
         regionale 6  aprile  1996,  n.  28  e successive modifiche ed
         integrazioni.

              5.  Nelle more della costituzione del Collegio regionale
         delle Guide ambientali escursionistiche, la Regione siciliana
         si  avvale  dell'Associazione  italiana  Guide  ambientali ed
         escursionistiche (AIGAE) per i pareri di competenza in ordine
         agli   adempimenti   connessi   all'esercizio   dell'attività
         professionale.

              6.  In sede di prima applicazione delle disposizioni del
         presente   articolo,  sono  iscritti  di  diritto  a  domanda
         all'albo coloro che dimostrino di avere esercitato l'attività
         di  Guida  ambientale  escursionistica  anche  in  forma  non
         continuativa   per   un   periodo   di   almeno   due   anni,
         prescindendosi   dal   possesso  del  requisito  di  apposita
         abilitazione tecnica.>

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

           - dagli onorevoli Raiti  e Ferro: emendamenti 13.18, 13.19,
           13.21  e  13.20;  subemendamenti:  13.2.1;  13.3.1; 13.4.2;
           13.5.3; 13.5.4; 13.5.5 e 13.5.6.

           - dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,  Maurici  e
           Mercadante: emendamento 13.1;

           - dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,  Maurici  e
           Garofalo:    emendamento    13.2;   subemendamento   13.5.2
           all'emendamento 13.5;

           - dagli onorevoli Fleres, Catania Franco, Maurici e Catania
           Giuseppe: emendamento 13.3;

           - dagli  onorevoli  Fleres, Maurici e Garofalo: emendamento
           13.4;

           - dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Catania Franco,
           Maurici e Garofalo: emendamento 13.5;

           - dal Governo:  subemendamento 13.4.1 all'emendamento 13.4;
           subemendamento  13.5.1  all'emendamento  13.5; emendamenti:
           13.9.R; 13.12.R.3 e 13.15 G.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e  la  pesca.  Signor  Presidente, per quanto concerne
  l'articolo 13,  sul  tema  della  guida  ambientale escursionistica,
  direi  di   trattarlo  dopo  il  dibattito  approfondito  della  III
  Commissione e valutare gli emendamenti che sono stati presentati.

     PRESIDENTE.  L'onorevole  Cimino  chiede il rinvio in Commissione
  con tutti gli emendamenti, naturalmente.  Il relatore è d'accordo?

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  non ho capito, siamo all'articolo 13. Rinviamo tutta la
  legge in Commissione?

     CINTOLA.  Facciamo  uno  stralcio  in  attesa  che la Commissione
  lavori.

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Va bene.

     PRESIDENTE. Naturalmente  seguono le sorti dell'articolo.
       Se  sono   emendamenti   all'articolo  13  non  possono  essere
  recuperati.  O ne parliamo tutti insieme, in Commissione, o sospendo
  la seduta per cinque minuti così cerchiamo di capire meglio.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  mi scusi, ci sono degli articoli collegati all'articolo
  13. O  si trattano tutti o si rinviano tutti in Commissione; non può
  esserci  una  discrezionalità  nella  valutazione degli emendamenti,
  perchè sono tutti emendamenti presentati all'articolo 13.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  solo   per  fare  presente  al  Governo  ed  alla  Presidenza  della
  Commissione  che  è  all'ordine  del  giorno  della IV Commissione -
  quella  che  ritengo  competente  per materia, in considerazione del
  tema che  tratta  l'articolo 13 -  un disegno di legge che tratta lo
  stesso tema.  Vorrei chiedere, eventualmente, che lo stesso articolo
  venga trasmesso  alla  competente  Commissione  per  materia,  la IV
  Commissione.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, concordo con il
  Presidente della III  Commissione, che ritiene di dovere far seguire
  agli emendamenti al  testo  dell'articolo  13  la  stessa  sorte del
  medesimo articolo 13  e  cioè  la  decadenza.  Quando la Commissione
  riterrà di affrontare  il  tema  delle  guide  ambientali lo farà in
  altro momento,  con  successivo  provvedimento.  Resta  in  piedi il
  problema degli  articoli  aggiuntivi,  cioè  gli  articoli  che  non
  riguardano la materia  dell'articolo  13  ma  altra  materia  e sono
  assolutamente estranei al merito dello stesso articolo.
       Pertanto,  ritengo  che quelli restino in vita e debbano essere
  presi   in   considerazione,  discussi  e  votati  perchè  non  sono
  assolutamente agganciati all'articolo 13 ma sono articoli aggiuntivi
  alla legge, non all'articolo 13.
       Quindi,  la  mia  opinione è concorde con quella del Presidente
  Tricoli,  relativamente   agli  emendamenti  che  interagiscono  con
  l'articolo  13,  mentre  ritengo  che  debbano essere considerati in
  vita,  discussi  e  votati  gli  emendamenti  aggiuntivi alla legge,
  quelli  che  sono gli emendamenti aggiuntivi alla legge medesima che
  affrontano   materia   completamente   diversa  a  quella  contenuta
  nell'articolo 13.

     PRESIDENTE.  Mi  sembra  che questa interpretazione sia corretta.
  Il  Governo  e  la  Commissione  chiedono  il  rinvio in Commissione
  solamente  a stralcio dell'articolo 13. Va da sè che gli emendamenti
  coerenti con la legge seguono la stessa sorte.
       Ha  obiettato  puntualmente  l'onorevole Fleres che altra sorte
  devono  avere  gli emendamenti che hanno un carattere di emendamenti
  aggiuntivi  alla  legge  estranei  al  contenuto  dell'articolo  13.
  Condivido questa impostazione.
       Vorrei,  al   riguardo,   l'opinione   del   Governo   e  della
  Commissione.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
  ritengo indispensabile poter recuperare alcuni emendamenti collegati
  all'articolo 13 e  cioè  il 13.4 a firma Fleres, Maurigi, Garofalo e
  Beninati che riguarda  l'articolo  5  della legge regionale 9 agosto
  2002, il 13.7, il 13.22, il 13.15, il 13.11.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel momento in
  cui si  accede alla possibilità di mantenere in vita gli emendamenti
  aggiuntivi  all'articolo  13  estranei, comunque, al contenuto dello
  stesso articolo 13,  le avanzo la richiesta di sospendere, per breve
  tempo, la seduta,  per  potere  avere il tempo di apprezzare con più
  serenità il contenuto  di  questi  emendamenti,  che vanno tenuti in
  piedi.
       Lo chiedo, quindi,  anche al fine - come ha detto in una scorsa
  seduta,  l'onorevole  Fleres - di potere esprimere una concertazione
  d'Aula sul modo di procedere.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, sono favorevole
  alla proposta  di sospensione, con una precisazione: il Governo, con
  l'emendamento  12.2,  di  fatto,  ha assorbito gli emendamenti 13.3,
  13.4, 13.5.2, 13.5 eccetera.
       Se,   per   favorire   l'andamento  dei  lavori,  discutessimo,
  piuttosto  che   gli   emendamenti   13.3,   13.4,   13,5  eccetera,
  l'emendamento complessivo  riformulato  dal  Governo  che  porta  il
  numero  12.2,   questo  ci  aiuterebbe.  Fermo  restando,  che  sono
  d'accordo a fare una breve sospensione.

     CIMINO,    assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e  la  pesca.  Signor Presidente, sono favorevole alla
  sospensione.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 20.30, é ripresa alle ore 20.38)

     PRESIDENTE.   La   seduta   è  ripresa.
       Si passa all'emendamento 13.4.
       Ha chiesto di parlare l'onorevole Fleres.  Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questi emendamenti
  sono tutti concatenati  fra  di  loro. In particolare, l'emendamento
  13.2 punta a correggere  un  errore che è stato compiuto nella legge
  che abbiamo appena approvato  lo  scorso  9 agosto, perchè il Codice
  della strada non prevede 16  posti  per  questo tipo di mezzi, ma ne
  prevede nove.  Allora,  o  noi  affrontiamo  complessivamente questa
  materia, oppure affrontarla  per  stralci  non ha senso, diventa una
  cosa scoordinata che rischia  di  produrre  più della legge fatta ad
  agosto che già di danni ne ha prodotti abbastanza.
       O facciamo un momento  di  verifica  rispetto  a  questo  tema,
  oppure rischiamo di peggiorare quanto già di sbagliato abbiamo fatto
  approvando la legge n. 13 del 9 agosto 2002.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Lei   ha   finito   di   parlare  adesso,  onorevole
  Spampinato, non si può parlare due volte sullo stesso argomento.

     SPAMPINATO. Onorevole  Presidente, l'onorevole Fleres ha posto un
  altro tema.

     PRESIDENTE. Questa è  una  regola  che ci salvaguarda dal perdere
  tempo.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  visto  che  in
  qualche maniera si è  deciso  di affrontare gli emendamenti relativi
  alla  legge che abbiamo approvato  lo  scorso  9  agosto  2002,  che
  riguarda  il  servizio   dei  taxi  o,  comunque,  dell'autonoleggio
  privato, faccio rilevare all'onorevole  Presidente ed al Governo che
  io sono firmatario di  diversi  emendamenti che riguardano, appunto,
  il perfezionamento o la  correzione di alcune problematiche che sono
  emerse dopo l'approvazione della  legge in oggetto. E siccome quegli
  emendamenti che io ho  firmato,  tra  l'altro,  scaturiscono  da uno
  studio che ho fatto, nonchè dalla partecipazione ad alcune assemblee
  di categoria che hanno visto  presente  me  ed  il  Governo,  con  i
  delegati dell'Assessorato dei beni  culturali  o ai trasporti e che,
  quindi,  scaturiscono  da  precise  richieste  che,  oggettivamente,
  ritengo che debbano essere sostenute,  a  questo punto o si affronta
  tutto l'argomento per intero in  maniera  tale  che se dobbiamo, una
  volta per tutte, fare  le  correzioni  che  riteniamo  opportune per
  garantire un quadro di riferimento  chiaro  e  certo  a  coloro  che
  operano in questo settore o  se  no  è impossibile che si affrontino
  solo uno o due emendamenti  e  poi  tutti  gli  altri  rimangono nel
  nulla.
       O li facciamo tutti o  chiedo  che  vengano  tutti  rinviati in
  Commissione in maniera tale che  si  faccia  un  esame definitivo ed
  organico  sulla  materia,  perchè  altrimenti  non  è  il  modo  più
  opportuno di legiferare.

     PRESIDENTE. Onorevole Raiti,  mi  pare  di  avere  capito che lei
  aderisce alla proposta dell'onorevole Fleres?

     RAITI. Se va in questa direzione, sì.

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres, se  non ho interpretato male il suo
  punto  di  vista,  lei  sostiene  il  concetto  in  base  al  quale,
  concatenati come sono tutti  i  suoi emendamenti, o vengono rinviati
  tutti in Commissione o non ne viene rinviato nessuno.
       A questo punto, poichè l'intesa  era  quella  di  tre o quattro
  emendamenti da espungere rispetto a  tutti gli altri. A questo punto
  vanno tutti in Commissione trasporti e gli altri si riducono a:

    - Emendamento 13.7 a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento n. 13.11 del Governo.
       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  13.15,  degli  onorevoli  Tricoli e
  Cimino,  al  quale  è  stato  presentato  il subemendamento 13.15.1,
  degli onorevoli Oddo, Villari ed altri.

     TRICOLI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  io non ho visto il subemendamento, ma lo conosco. Credo
  che  sarebbe opportuno, anche magari delegando gli uffici in sede di
  coordinamento, fare due articoli separati, perchè mentre per un caso
  si   tratta   sostanzialmente  di  enti  sottoposti  a  vigilanza  e
  controllo,  ma che hanno in linea di massima un bilancio con entrate
  proprie,  allargandolo  nel  modo in cui si vuole, si potrebbe anche
  applicare  questo  contratto  collettivo  regionale  a enti che sono
  invece  a  totale finanza derivata e, quindi, porre problemi diversi
  in un medesimo articolo.
       Allora,  ritengo    che    sarebbe   opportuno   approvare   il
  subemendamento, ma  considerandolo  articolo  aggiuntivo  e, quindi,
  sostanzialmente, due articoli simili di questo tipo.

     PRESIDENTE. Il presentatore è d'accordo?

     GIANNOPOLO. Sono d'accordo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento 13.15.1. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  l'emendamento  13.15,  come
  modificato.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)
       Sospendo la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 20.50, é ripresa alle ore 20.52)

     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  stati  presentati  dal Governo i
  seguenti emendamenti articoli  aggiuntivi: 13.13R1, 13.13 R e 13.22.
       Pongo in votazione l'emendamento 13.13 R1 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Pongo   in  votazione  l'emendamento  13.13  R.  Il  parere  della
  Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 13.22. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
  del giorno:

   N. 120 - Iniziative in favore di edicolanti.

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

        - il  rilascio  delle  autorizzazioni  amministrative  per  la
          vendita  di  giornali,  quotidiani  e periodici non è ancora
          stato normato, così come non è stato normato il passaggio di
          licenza agli  eredi, in caso di scomparsa del titolare della
          rivendita;

        - la  mancata  individuazione,  da parte di alcuni comuni, dei
          piani  di  localizzazione  dei  punti ottimali di vendita ha
          ulteriormente  aggravato  la  già  precaria  situazione  del
          settore;

        - al  quadro  sopra  descritto  occorre  aggiungere che con la
          legge  sulla sperimentazione, i giornali vengono venduti, in
          esercizi -  la  cui attività prevalente è mirata verso altri
          settori  merceologici  senza alcuna autorizzazione, di fatto
          penalizzando  i soggetti che svolgono soltanto l'attività di
          che trattasi.

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          e  per  esso  l'Assessore  regionale per la cooperazione, il
          commercio, l'artigianato e la pesca

        - a  porre   in  essere  tutte  le  iniziative  utili  per  la
          risoluzione del problema ed a predisporre apposita normativa
          regionale del settore.

                                  (Fleres - Catania G. - Maurici)

   n. 125 'Iniziative   finalizzate  al  rispetto  delle  disposizioni
           speciali sancite dall'art. 14 della l. r. 28/99'.

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

        - la  legge  regionale  22 dicembre 1999, n. 28, relativa alla
          riforma  del commercio, sancisce anche gli orari di apertura
          degli  esercizi  commerciali  compresi  quelli  del  settore
          alimentare;

        - in particolare, i commi 2 e 3 dell'art. 14 della l. r. 28/99
          stabiliscono  che  i  Sindaci,  sentite le organizzazioni di
          categoria,  per  gli  esercizi  in  parola  devono garantire
          l'apertura  al  pubblico  sia  nel  caso  di  due  festività
          consecutive sia nel caso della chiusura infrasettimanale;

        - secondo  i dati forniti dalle associazioni dei consumatori e
          delle numerose denunzie presentate dai cittadini risulta che
          solamente  un  numero  esiguo  di  Comuni  della  Sicilia ha
          definito  le  modalità  per adempiere agli obblighi previsti
          dai commi 2 e 3 dell'art. 14 della citata l. r. 28/99.

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - a  porre  in  essere  tutte  le  iniziative utili al fine di
          verificare se i Comuni hanno adempiuto a quanto disposto dai
          commi  2  e  3 dell'art. 14 della l. r. 28/99 e, qualora ciò
          non  fosse  avvenuto,  a  sanzionare  quelli che non si sono
          ancora attivati. (125)

             (Fleres - Catania G. - Maurici - Scoma)

   n. 129 'Interventi  per  il   reintegro   dei   fondi  sul  credito
           d'imposta'.

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

        - la disoccupazione  rappresenta  sicuramente una delle grandi
          emergenze del sud Italia e della Sicilia in particolare;

        - la  piena  attuazione   di   misure  fiscali  che  agevolino
          l'assunzione di disoccupati  da parte di aziende e dimprese,
          rappresenta uno dei  pochi  strumenti  utili per arginare la
          suddetta emergenza;

        - l'esaurimento dei fondi  destinati  al credito d'imposta sta
          determinando  il   blocco   delle   assunzioni  di  parecchi
          disoccupati;

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                     ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER IL BILANCIO
                     E LE FINANZE

        - a  porre  in essere  tutti  gli  atti  idonei,  affinché  il
          Ministero  delle Finanze  rimpingui  i  fondi  destinati  al
          credito d'imposta. (129)

                     (Fleres - Catania G. - Catania F. -
                     Garofalo - Maurici)

   n. 141 "Interventi di sostegno per l'artigianato di servizi"

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   CONSIDERATO che:

        - con l'approvazione  dell'articolo  1 del disegno di legge n.
          298.3 NORME STRALCIATE I/A si è attribuito solo all'articolo
          48 della  legge  regionale  n.  32/2000  la  possibilità  di
          sostegno con i fondi regionali dell'Artigianato di servizi;

   ATTESO che:

        - la  disponibilità finanziaria del bilancio regionale è stata
          indirizzata solo all'artigianato di produzione;

   RILEVATO altresì che:

        - il  complemento di programmazione alla misura 4.1.b. prevede
          benefici solo per l'artigianato di produzione,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - a rimodulare il complemento di programmazione prevedendo che
          i  prossimi  bandi  includano anche l'artigianato di servizi
          fra i beneficiari delle misure che riguardano l'artigianato.
                                                                (141)

                              GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO - SPEZIALE

   n. 142 "Interventi urgenti per le aree artigianali ex Sirap"

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

        - l'art.  2  della L.R. 46/97 ha sancito la possibilità previo
          collaudo   e   consegna  delle  opere  alle  amministrazioni
          comunali,  di pagare a valere sui finanziamenti originari, i
          lavori contabilizzati in tutti i cantieri ex Sirap;

   CONSIDERATO che:

        a) l'intervento  economico  ex Aree Sirap risulta cofinanziato
          dall'Unione Europea (PIM Sicilia).

   RITENUTO  che:

        - nell'area  artigianale  di  Sinagra  (ME) area ex Sirap si è
          adempiuto quanto previsto dalla l.r. n. 46/1997 e di contro,
          con  nota  prot.  1173  del  7  agosto  2002,  l'Assessorato
          regionale   alla  Cooperazione,  nella  persona  di  un  suo
          dirigente,  ha  comunicato  che  non essendoci più copertura
          economica,  in  quanto  la  Comunità  europea ha ritirato la
          quota  di finanziamento a proprio carico, l'impossibilità di
          accreditare i fondi per i lavori eseguiti.

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - ad intraprendere ogni azione necessaria ed opportuna al fine
          di  garantire l'erogazione delle somme per i lavori eseguiti
          e   preliminarmente   autorizzati  con  legge  dalla  stessa
          Regione.  (142)

                                 BENINATI - CROCE

    N. 143 - Interventi per scongiurare il rischio di disimpegno della
           FIAT circa lo stabilimento di Termini Imerese (PA).

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO CHE:

        - nel 1969 sono stati completati i lavori per la realizzazione
          dello  stabilimento  automobilistico  Sicil-Fiat  a  Termini
          Imerese, per un accordo  Fiat-Regione  al fine di rafforzare
          il processo di industrializzazione della Sicilia;

   CONSTATATO CHE:

        - lo  stabilimento  ha   prodotto   negli   anni   autovetture
          utilitarie con successo, diventando tra gli stabilimenti più
          produttivi e di migliore qualità;

        - l'occupazione data dalla  fabbrica,  nel frattempo diventata
          Fiat, è stata di 3.250 lavoratori più circa 1.000 lavoratori
          nell'indotto, tra produttori  di  componenti  e servizi, con
          una produzione di 800 vetture "Punto" al giorno;

   CONSIDERATO CHE:

        - nel 2001 la Fiat  non ha riconfermato 220 lavoratori assunti
          a tempo determinato, che avevano lavorato per circa 2 anni;

        - nel 2002 utilizzando il  sistema  degli incentivi sono stati
          licenziati 320 lavoratori che  sono  andati  nelle  liste di
          mobilità;

        - che  negli ultimi anni  sono  già  fuoriusciti  dal  sistema
          produttivo altri 700 lavoratori andati in pensione;

        - la produzione si è ridotta  a  500  vetture al giorno su una
          linea di produzione, mentre la seconda linea di produzione è
          stata fermata;

        - l'organico attuale, dopo  uno  spezzettamento aziendale in 9
          società diverse, è di 2100;

          PRESO ATTO CHE:

          -   alcune   parti   della   produzione   (di   specialità),
          precedentemente  assegnate  a  Termini  Imerese;  sono state
          spostate nello stabilimento di Mirafiori;

          - l'amministratore Fiat Auto, dichiarando un calo di mercato
          di circa 120 mila vetture, ha annunciato un esubero di altri
          4 mila lavoratori in tutto il gruppo, intendendo ridurre del
          20-30 per cento la capacità industriale dei siti produttivi;

   CONSIDERATO, ancora,

          - il rischio di  un  graduale  disimpegno dell'azienda sullo
          stabilimento di Termini Imerese; il prezzo già pagato con la
          perdita  di  1000  posti di  lavoro  e  il  rischio  che  lo
          stabilimento venga messo fuori  dal  mercato, viste la basse
          quote di produzione assegnare, che non risultano convenienti
          per i costi di gestione;

          - che i lavoratori negli  ultimi quattro mesi sono già stati
          costretti a sette settimane  di  cassa integrazione ed altre
          se ne prospettano entro l'anno;

          - il rischio concreto  esistente  per  circa  un migliaio di
          lavoratori  dell'indotto  presso   le  zone  industriali  di
          Termini e Carini,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - ad attivarsi con le  istituzioni preposte, ed in primo luogo
          il Ministero per l'industria,  affinché sia aperto un tavolo
          di trattativa con la direzione  generale della Fiat e con le
          organizzazioni sindacali  perché  sia  scongiurato l'attuale
          concreto  rischio   di   ulteriore   disimpegno   sull'unico
          stabilimento Fiat Auto esistente in Sicilia. (143)

                                       CRACOLICI-SPEZIALE-CAPODICASA
                                       CRISAFULLI-DE BENEDECTIS-GIAN-
                                       NOPOLO-ODDO-PANARELLO-VILLARI
                                       ZAGO

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  rispetto  alla
  vicenda ordini del giorno desidero dire due  cose.  La  prima:  sono
  stati trasferiti su questo disegno di legge  tutti  gli  ordini  del
  giorno  che  erano  stati presentati sul buono scuola e dunque vanno
  messi  in  votazione  senza  discussione.  Così  come vanno messi in
  votazione  tutti  gli ordini del giorno presentati su questo disegno
  di legge.  Poichè mi sembra che il clima si sia rasserenato rispetto
  a  poc'anzi  potremmo rapidamente leggere il dispositivo e procedere
  alla votazione direttamente con il consenso.

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres, l'onorevole Granata, se non ricordo
  male  ed  è presente quindi abbiamo la fortuna di un'interpretazione
  autentica,  penso  che  abbia  rinviato  alla legge sul diritto allo
  studio.

     FLERES.   Sul  diritto  allo  studio  universitario  perchè  sono
  inerenti per materie.

     FLERES.  Signor Presidente, siccome stiamo parlando di un disegno
  di legge che non era neanche iscritto all'ordine del giorno e ora lo
  è, mi auguro che non salti ancora una volta.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno 120?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato   e  la   pesca.   Il   Governo   lo   accoglie   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 125. Il
  parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 129. Il
  parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 141. Il
  parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 142. Il
  parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 143.

     CINTOLA. Chiedo di apporvi la mia firma.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere del Governo?

     CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati dall'onorevole
  Fleres i seguenti ordini del giorno:

      - N. 138  -  "Iniziative  volte  a  prevedere  nel  Trattato  Ce
          disposizioni   di   salvaguardia   per   le   zone   montane
          svantaggiate della Comunità"

                       L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

        1) Le  zone  montane europee configurano un insieme di piccole
          realtà  paesaggistiche  rurali  portatrici  di un importante
          retaggio   culturale  che  rappresenta  un  valore  unico  e
          indivisibile;

        2) Le  aree  montane  rappresentano  un terzo della superficie
          dell'UE;

        3) La  importanza delle zone di montagna, per l'Unione europea
          di oggi come per quella allargata, non va ravvisata soltanto
          nei problemi  tipici  di queste aree, ma anche nei pregi che
          le accomunano:  la  funzione di riserve d'acqua e di energia
          idrica,  le  loro caratteristiche in quanto ecosistemi, aree
          di   biodiversità,   caratterizzate   da   identità  proprie
          culturalmente diversificate;

        4) Le regioni montane, oltre al clima, alla varietà geografica
          e al  richiamo  come  luoghi  di cura, di riposo e di svago,
          presentano strutture socio-economiche simili tra loro;

        5) Il mantenimento  e  la  cura  di  queste  ZONE montane va a
          beneficio di  tutti  e  non soltanto di coloro che vivono in
          quelle   aree;   ed   infatti  la  tutela  delle  acque,  la
          salvaguardia di  spazi  per  il riposo e il tempo libero, la
          produzione di alimenti sani di elevato valore nutritivo e la
          difesa  dei  polmoni  verdi  va, in particolare, a vantaggio
          delle  zone  vicine  ad  alta concentrazione abitativa ed in
          generale dell'intero territorio;

        6) Esiste  un  rapporto  di  reciproca  necessità  tra le ZONE
          montane  e  i  centri  ad  alta concentrazione abitativa. Ed
          infatti  la montagna rappresenta una valida difesa contro le
          calamità naturali  per  le  aree  di  pianura e per i centri
          urbani, a condizione che sia salvaguardato il suo equilibrio
          e garantita la sussistenza delle comunità montane;

        7) Un  ulteriore  spopolamento  delle  aree  montane,  con  la
          conseguenza    di   una   crescente   concentrazione   della
          popolazione  nelle  aree  urbane,  deve essere assolutamente
          contrastato.

   CONSIDERATO che:

        a) Oltre  alle  sfide  che affrontano a livello locale, queste
          zone hanno  in  comune anche le prospettive di soluzione dei
          loro problemi;

        b) Va  dunque  sviluppata  una concezione globale, rispondente
          alle esigenze di sostenibilità e in grado di garantire posti
          di   lavoro:   solo   così   sarà   possibile  difendere  le
          caratteristiche  di  maggior  pregio  di  queste  zone,  per
          assicurare  i mezzi di sussistenza alla popolazione locale e
          garantire aree  di  sfogo,  di rigenerazione e di svago agli
          abitanti dei centri urbani;

        c) l'abbinamento   tra   agricoltura   ecologica   e   turismo
          rappresenta la chiave per uno sviluppo locale sostenibile;

        d) la  cooperazione  interregionale  delle  zone  di  montagna
          dovrebbe   essere   promossa   e   un'ampia   dimensione  di
          autogoverno    dovrebbe    trovare    riconoscimento   nelle
          istituzioni dell'UE;

        e) appare  necessario  creare, nell'ambito dell'UE, condizioni
          quadro per  riaffermare la reale importanza di tutte le zone
          montane;

        f) è  altresì  necessario  affiancare alle azioni direttamente
          spiegate dalla Comunità europea in favore di tali aree anche
          azioni  locali,  che possono essere delineate in una cornice
          di massima manovrabilità giuridica ed economica.

   Accertato che:

        - In  un  suo  documento  del 1999, intitolato "Prospettive di
          sviluppo  degli spazi europei" (European Spatial Development
          Perspective/ESDP),  l'UE  ha  stabilito che per uno sviluppo
          sostenibile l'Europa ha bisogno di una struttura economica e
          abitativa concepita in vista di un "uso equilibrato dei suoi
          spazi";

        - lo  stesso  Consiglio delle Comunità europee ha riconosciuto
          che tra le zone svantaggiate comunitarie devono essere fatte
          rientrare  le  zone di montagna (articolo 18 del Regolamento
          comunitario  n.  1257/1999 sul sostegno allo sviluppo rurale
          da parte  del  Fondo  europeo  agricolo di orientamento e di
          garanzia);

        - le  zone  di  montagna,  comprese  nella  nozione  di  "zone
          svantaggiate"  sono  quelle  "caratterizzate da una notevole
          limitazione delle possibilità di utilizzazione delle terre e
          da un notevole aumento del costo del lavoro dovuti:

        - all'esistenza  di  condizioni  climatiche  molto difficili a
          causa  dell'altitudine,  che  si  traducono  in  un  periodo
          vegetativo nettamente abbreviato,

        - in zone di altitudine inferiore, all'esistenza nella maggior
          parte del territorio di forti pendii che rendono impossibile
          la  meccanizzazione  o  richiedono  l'impiego  di  materiale
          speciale assai oneroso, ovvero

        - a  una  combinazione  dei  due fattori, quando lo svantaggio
          derivante  da ciascuno di questi fattori presi separatamente
          è  meno  accentuato,  ma  la  loro combinazione comporta uno
          svantaggio equivalente."

        - le misure direttamente poste in essere a livello comunitario
          non  sono  sufficienti a realizzare il superamento del "gap"
          infrastrutturale  esistente tra le zone montane svantaggiate
          e le altre aree;

        - è  necessario  che  oltre agli interventi diretti comunitari
          vengano sviluppate idonee politiche da parte del Governo;

        - tali politiche devono essere realizzate con idonei strumenti
          normativi;

        - a tal  proposito  appare congruo estendere anche a tali zone
          la  strumentazione  giuridica  che  i Trattati hanno messo a
          disposizione di altre aree svantaggiate;

   Atteso che:

        - l'articolo   299  del  Trattato  Ce  stabilisce  che  alcune
          tipologie   di   regioni   svantaggiate   ed   alle  regioni
          ultraperiferiche,    a    causa    della   loro   situazione
          socioeconomica strutturale, aggravata dalla grande distanza,
          dall'insularità,  dalla superficie ridotta, dalla topografia
          e  dal clima difficili, nonché dalla dipendenza economica da
          alcuni  prodotti, debbano essere applicate misure specifiche
          e politiche comuni;

        - lo  stesso  articolo  299 prevede che tali misure specifiche
          possano   consistere   in  particolari  politiche  doganali,
          commerciali e fiscali, nella costituzione di zone franche ed
          in  disposizioni  derogatorie  in  materia  di  agricoltura,
          pesca, forniture  di  materie  prime  e  di  aiuti di Stato,
          nonché in  condizioni  di accesso di maggior favore ai fondi
          strutturali e ai programmi orizzontali della Comunità;

        - le  zone  montane  versano  strutturalmente in condizioni di
          ritardo   di   sviluppo   a   causa  delle  loro  condizioni
          geografiche e socio-economiche;

        - la loro  condizione  è per molti aspetti simile a quella che
          contraddistingue   le  Regioni  che  beneficiano,  ai  sensi
          dell'articolo    299    del    Trattato   Ce,   di   deroghe
          nell'applicazione delle politiche comunitarie di concorrenza
          e di interventi specifici da parte della Comunità;

        - appare del  tutto  incongruo che il trattato Ce riconosca da
          un   lato   la   sussistenza  di  condizioni  di  svantaggio
          strutturale  a  talune  zone  e dimentichi di considerare la
          situazione  di difficoltà strutturale in cui versano le zone
          montane;

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - ad  intraprendere  ogni azione necessaria ed opportuna ed in
          tutte  le  sedi istituzionali, affinché il trattato Ce venga
          modificato  in  maniera  da estendere il regime privilegiato
          ivi previsto  per le regioni ultraperiferiche, in tutto o in
          parte, anche alle zone montane svantaggiate;

        - A  svolgere  un'adeguata  azione di sensibilizzazione sia in
          ambito nazionale che presso il Parlamento europeo."

                                 FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                 GAROFALO - CATANIA F.

     - N. 139 -"Autorizzazione alle aziende UU.SS.LL. della Sicilia ad
     attivare   procedure   di  factoring  pro-soluto  finalizzate  al
     reperimento  dei fondi necessari per il pagamento della spesa per
     l'assistenza farmaceutica convenzionata nella Regione siciliana"

   PREMESSO che:

        - le farmacie versano  in  una  gravissima  crisi  economica a
          causa dei cronici  ritardi  con  cui  vengono  effettuati  i
          pagamenti  delle  forniture  farmaceutiche  da  parte  delle
          aziende UU.SS.LL.;

        - la forbice tra pagamento  a  norma  di  convenzione  e reale
          soddisfo  dello  stesso  si  è  ampliata  fino  ad  arrivare
          nell'ultimo anno, per alcune province, a circa otto mesi.

        - tale situazione è dovuta  anche alla circostanza che le AUSL
          ricevono la quota di F.S.N. con un ritardo da 20 a 30 giorni
          mentre la quota delle  F.S.R.  con  un  ritardo di oltre 120
          giorni, nonché è dovuta  in parte ai notevoli crediti che le
          AUSL vantano nei confronti della Regione e dello Stato, fino
          alla data del  31/12/2001,  per  complessivi  2.307 miliardi
          circa di vecchie lire;

        - solo  parte  di   tale   credito   sarà   ripianato  con  la
          cartolarizzazione in corso di perfezionamento;

        - la  Regione siciliana versa  in  atto  in  grave  e  cronica
          liquidità di cassa.

   CONSIDERATO che:

        - con deliberazione n.  42  dell'11 febbraio 2002 della Giunta
          regionale di Governo e con circolare n. 1062 del 12 febbraio
          2002  dell'Assessorato   regionale   della  Sanità  è  stata
          individuata  nella  "Rinegoziazione  delle  scadenze  con  i
          creditori  nel limite  massimo  previsto  per  ogni  singola
          azienda  sanitaria  per  l'attivazione  delle  anticipazioni
          bancarie con il  proprio  tesoriere" la via preferenziale da
          seguire per reperire liquidità di cassa;

        - l'attivazione delle  procedure di factoring pro-soluto oltre
          a  consentire alle  AUSL  di  garantire  la  correntezza  di
          pagamento  alle  farmacie  delle  prestazioni  farmaceutiche
          porterebbe  alle  casse   delle  stesse  aziende  un  sicuro
          risparmio per i seguenti motivi:

        a) eviterebbe il ricorso, da parte delle farmacie, alle azioni
          esecutive che hanno  comportato oneri aggiuntivi superiori a
          quelli relativi al factoring stesso;

        b) eliminerebbe il  ricorso  alle anticipazioni di segreteria,
          strumento burocratico  laborioso,  di  brevissimo  termine e
          quindi di effimera efficacia;

        c) scongiurerebbe,  in   estrema   analisi,   da  parte  delle
          farmacie,  il   possibile   ricorso   ad   azioni  sindacali
          finalizzate  alla   interruzione   della   erogazione  delle
          prestazioni farmaceutiche.

   Tutto ciò PREMESSO e CONSIDERATO:

        - alla luce anche  dei  citati  provvedimenti  governativi dai
          quali si evince la  chiara volontà del Governo di perseguire
          la via "dell'anticipazione  di  cassa" quale unico mezzo per
          giungere al ripiano  della  situazione  debitoria delle AUSL
          della Sicilia;

        - e  in considerazione  del  parere  favorevole  espresso  dai
          Direttori  Generali delle  nove  AUSL  della  Sicilia  nella
          Conferenza di Servizi  del  2  agosto  2002  all'attivazione
          della procedura medesima,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - ad  emanare  i   necessari   atti  amministrativi  idonei  a
          consentire, alle AUSL della Regione siciliana, l'attivazione
          delle procedure  di  factoring  pro-soluto,  finalizzate  al
          ripiano della  situazione  debitoria relativa all'assistenza
          farmaceutica in Sicilia."

                                 FLERES - CATANIA G. - MAURICI - SCOMA -
                                 GAROFALO - CATANIA F.

    N. 140 - Iniziative per  la  salvaguardia, la tutela e lo sviluppo
           dei piccoli comuni siciliani.

   CONSIDERATO:

        - lo straordinario patrimonio  di  cultura  e di sapere di cui
          sono portatori i centri minori della nostra Isola;

        - la fondamentale  funzione  di tutela e valorizzazione, oltre
          che del patrimonio  culturale  e  sociale,  anche  di quello
          ambientale,  garantita  da  un'armonica  distribuzione della
          popolazione sul territorio;

        - la condizione di  forte disagio vissuta dai centri di minori
          dimensioni   a   causa   della   rarefazione   dei   servizi
          territoriali, e  comunque  i generali problemi di isolamento
          vissuti dai piccoli centri;

        - il  rischio   di   impoverimento  del  sistema  di  attività
          economiche e produttive;

        - il rischio  idrogeologico  conseguente,  tra  l'altro,  allo
          spopolamento delle  zone  montane, pedemontane, e comunque a
          tradizionale vocazione agricola.

   VISTE:

        - la sollecitazione di  intervento  a tutela dei centri minori
          avanzata da  numerosi  soggetti  politici ed economici oltre
          che dal mondo dei media;

        - le numerose esperienze  che nazioni europee hanno avviato in
          tema di politiche locali di intervento;

        - il progetto di legge nazionale in itinere volto all'adozione
          di misure di  sostegno ai comuni con popolazione inferiore a
          5.000 abitanti.

   RITENUTO CHE:

        - la diffusione territoriale  dei servizi che assicuri ad essi
          maggiore competitività;

        - la  ricchezza  insediativa  rappresenti  una peculiarità del
          nostro sistema sociale, culturale ed economico;

        - la    distribuzione   della   popolazione   sul   territorio
          costituisca,  inoltre   una  garanzia  di  manutenzione  del
          territorio stesso;

        - le forme associative  rappresentino una via possibile per la
          salvaguardia delle  piccole  realtà  locali  consentendo una
          gestione sinergica  dei servizi e facilitando la cofruizione
          dei finanziamenti pubblici sia regionali che comunitari;

        - l'obiettivo di  lungo  periodo,  nell'ambito  dello sviluppo
          sostenibile, sia comunque  quello  di un richiamo, oltre che
          di mantenimento della popolazione nei piccoli centri;

        - per la salvaguardia  e  lo sviluppo dei piccoli centri siano
          necessari:

        a) l'implementazione delle reti di comunicazione;

        b) il potenziamento dei sistemi di protezione civile;

        c) la valorizzazione  delle  risorse umane anche attraverso lo
          sviluppo dell'animazione  sociale  e in genere attraverso il
          rafforzamento della "vivibilità" del territorio;

        d) facilitazione  d'accesso ai servizi essenziali innanzitutto
          di assistenza sanitaria e farmaceutica;

        e) mantenimento  e  sviluppo  dei  presidi  produttivi  e  dei
          relativi livelli occupazionali;

        f) promozione di forme  agevolate e il più possibile capillari
          di  diffusione  dei  servizi  telefonici,  telematici  e  di
          accesso ad internet sul territorio;

        g) garanzie    di    agevolazioni    fiscali    alle   singole
          amministrazioni, alle imprese ed ai singoli cittadini,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

        - a porre in  essere  tutte le iniziative in premessa indicate
          intervenendo anche presso il Governo nazionale e la comunità
          europea.

                                          FLERES-CATANIA G.-MAURICI-
                                          GAROFALO-SCOMA

       Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 138. Il parere del
  Governo?

     CIMINO, assessore  per  la cooperazione, il commercio, la pesca e
  l'artigianato. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno n. 139. Il parere del Governo?

     CIMINO, assessore  per  la cooperazione, il commercio, la pesca e
  l'artigianato. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno n. 140.
       Comunico  che  l'onorevole  Formica  ha  chiesto  di apporre la
  propria  firma  a  questo  ordine  del giorno.
       Lo  pongo  in  votazione. Il parere del Governo?

     CIMINO, assessore  per  la cooperazione, il commercio, la pesca e
  l'artigianato. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.

                                  Art. 14.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.

       All'articolo 14 è  stato  presentato  il  seguente  emendamento
  modificativo 14.1: "Dopo  le  parole 'Regione siciliana', aggiungere
  le  seguenti: 'ed entrerà in  vigore  il  giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione'".
       Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in  votazione  l'articolo  14 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario resti seduto.

                             (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                                  CONGEDI

        PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute richieste di congedo
  per  gli  onorevoli  Misuraca,  Vicari,  Moschetto, Leontini, Leanza
  Edoardo, Leanza Vincenzo, D'Aquino, Castiglione e Stancanelli.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
       Pongo  in  votazione   la   delega   alla   Presidenza  per  il
  coordinamento formale del disegno  di  legge  numero  298.3  - Norme
  stralciate I/A. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Informo che la votazione  finale  del  disegno di legge avverrà
  successivamente.
       Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinviata a martedì 15 ottobre
  2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA  AI SENSI E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 167  - "Interventi circa il paventato intervento militare in
          Iraq".

          Miccichè; Ferro; Morinello; Raiti.

          Presentata l'1/10/2002.

       N. 168  -  "Autorizzazione  alle Aziende unità sanitarie locali
          della Sicilia per attivare le procedure di factoring pro-so-
          luto  finalizzate  al reperimento dei fondi necessari per il
          pagamento  della spesa per l'assistenza farmaceutica conven-
          zionata nella regione siciliana".

          Fleres; Catania G.; Maurici; Scoma; Garofalo; Catania F..

          Presentata l'1/10/2002.

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          "Disposizioni  urgenti  nei  settori  dell'artigianato,  del
          commercio,   della   cooperazione   e   della   pesca"   (n.
          298.3-Norme stralciate I/A).

     IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          - "Interventi  per  l'attuazione  del  diritto  allo  studio
          universitario in Sicilia" (nn. 271-341).

      V - ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS  CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     VI - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

    VII - ELEZIONE  DI   NOVE   COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VIII - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     IX - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XII - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI  DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XIII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIV - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XIX - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XXI - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 21.06.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.55)

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