Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE
RIUNIONI DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative dell'1 ottobre 2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 01.10.02: LEANZA E.-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 01.10.02: SAVONA-PAPANIA-LEONTINI-GENOVESE-LEANZA V.-
LIOTTA-MANCUSO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 01.10.02: DE BENEDICTIS-MAURICI-VICARI
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 01.10.02: ZANGARA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 813 - Iniziative per una corretta pianificazione
urbanistica del territorio di Castellammare del Golfo (TP).
- Assessore Territorio
Firmatario:
Oddo Camillo
N. 821 - Ritiro del nulla osta rilasciato dall'Assessorato
territorio per la realizzazione di un edificio in zona di
interesse paesaggistico a Taormina.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario:
Speziale Calogero
- con richiesta di risposta scritta:
N. 814 - Interventi per scongiurare il pericolo di frane
in via della Fragola e in via del Nespolo a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario:
Fleres Salvatore
N. 815 - Misure per l'eliminazione della discarica abusiva
nella sciara di Lineri (Misterbianco), in prossimità del
Centro direzionale Anas.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Firmatari:
Fleres Salvatore; Garofalo Ottavio; Maurici Giuseppe;
Catania Giuseppe
N. 816 - Recupero e ripristino alla funzionalità del
campetto situato in via Ferro Fabiani nel quartiere di
Barriera Canalicchio a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe
N. 817 -Iniziative per eliminare il rischio amianto presso
la stazione di Riposto (CT).
- Assessore Sanità
- Assessore Territorio
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Garofalo Ottavio
N. 818 - Notizie sulla vendita di beni immobili ubicati
nel territorio della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 819 - Iniziative volte ad accertare la regolarità degli
atti inerenti all'adozione della variante al Piano
regolatore generale del Comune di Riposto (CT).
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Catania Franco; Garofalo Ottavio; Scoma Francesco
N. 820 - Notizie sugli 'Internazionali di tennis' di
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari:
Scoma Francesco; Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 167 - Interventi circa il paventato intervento militare
in Iraq.
Firmatari:
Miccichè Calogero; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Raiti Salvatore
Presentata il 1/10/02
N. 168 - Autorizzazione alle Aziende unità sanitarie
locali della Sicilia per attivare le procedure di factoring
pro-soluto finalizzate al reperimento di fondi necessari per
il pagamento della spesa per l'assistenza farmaceutica
convenzionata nella Regione siciliana.
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Scoma Francesco; Garofalo Ottavio; Catania Franco
Presentata il 1/10/02.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, della mozione numero 166: "Iniziative
per garantire le prerogative istituzionali del CONI e l'autonomia
dello sport italiano", degli onorevoli Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Vitrano e Zangara. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
N. 166 - Iniziative per garantire le prerogative
istituzionali del CONI e l'autonomia dello sport
italiano.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il CONI è stato totalmente svuotato dei suoi compiti
istituzionali attraverso la trasformazione in
società per azioni con compiti e funzioni contrari
alla Carta olimpica;
- per la prima volta nella storia dello sport
italiano, non solo si interviene con strumenti di
gestione impropri, ma, addirittura, si opera una
vera e propria lottizzazione politica nella
composizione del Consiglio di amministrazione della
neonata CONI servizi S.p.a.;
CONSIDERATO che ad una società nata per produrre migliori
investimenti per lo stesso CONI non può essere
affidata la politica sportiva, l'organizzazione di
manifestazioni sportive e la destinazione dei soldi
alle federazioni;
RITENUTO che, nonostante le promesse, non sono state
corrisposte le risorse finanziarie necessarie per il
pagamento degli stipendi ai dipendenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad assumere tutte le iniziative che riterrà più
opportune al fine di restituire al CONI il ruolo
istituzionale di sua pertinenza e di conservare allo
sport italiano l'autonomia di sempre.
(26 settembre 2002)
BARBAGALLO - GENOVESE -
GURRIERI - TUMINO -
VITRANO - ZANGARA
PRESIDENTE. Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISPOSIZIONI
URGENTI NEI SETTORI DELL'ARTIGIANATO, DEL COMMERCIO, DELLA
COOPERAZIONE E DELLA PESCA" (N. 298.3 - NORME STRALCIATE I/ A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge
numero 298.3 Norme stralciate I/A "Disposizioni urgenti nei settori
dell'artigianato, del commercio, della cooperazione e della pesca",
posto al numero 1).
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso
nella seduta numero 86 dell'1 ottobre 2002, in fase di votazione
dell'emendamento 5.1.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, mi rivolgo a lei, sempre con il
massimo rispetto che ho nei confronti della sua persona e del ruolo
che lei ricopre, insieme a questa Assemblea. Io, però,
personalmente, sono stanco di sentire convocare l'Aula ad orari che
non sono mai definiti.
So bene che ci sono delle ragioni che la portano a fare
iniziare con notevole ritardo rispetto all'orario la seduta di
questa Assemblea e conosco l'amore che sta dedicando, rispetto al
suo ruolo istituzionale, ai problemi della politica siciliana. So
anche che, spesso e volentieri, questo Governo viene in Aula, e lo
dice un sostenitore del Governo, come se la legge elettorale non
fosse cambiata, come se ancora ci fosse il rischio di entrare
Governo e di uscire non più.
Non è più così, signor Presidente Lo Porto. Noi parlamentari
abbiamo il diritto di essere rispettati, noi che non possiamo far
parte e non facciamo parte dell'Esecutivo, noi che siamo, però,
l'organo legislativo di questa Regione, chiediamo di essere
rispettati.
Pertanto, se l'Aula è convocata per le ore 17.00, io la
invito, sempre col massimo rispetto, ad aprire la seduta all'orario
previsto e a rinviarla, dando modo a noi legislatori di potere
determinare la nostra vita, rispetto all'impegno che mostriamo nei
confronti dell'Assemblea.
Così non è possibile andare avanti Lei mi perdonerà, perché sa
con quanto amore svolgo il mio lavoro di parlamentare, però oggi non
parteciperò, per protesta, ai lavori di questa Aula.
(Applausi dai banchi della Sinistra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto posso capire in
momenti così singolari, non so la sincerità di questo applauso o il
consenso su quello che l'onorevole Acierno ha sollevato.
Devo dire che ha sollevato una questione reale e me ne
dispiaccio perché essendo io il responsabile dei lavori d'Aula,
dovrei prendere lezione da questo invito alla puntualità che rivolge
l'onorevole Acierno ma, contemporaneamente, egli ha addotto ragioni
sempre presenti nei nostri quotidiani impegni di lavoro che
impediscono il principio fondamentale della puntualità.
Posso assicurarle, onorevole Acierno, che mi adopererò, come
sempre del resto cerco di fare, di raggiungere il massimo di
puntualità. Naturalmente, in compatibilità con quelle che sono le
esigenze d'Aula, perché sarebbe molto più difficile da gestire un
parlamento rigorosamente puntuale di quanto non lo sia un Parlamento
elastico, tenuto conto di uno scenario che è noto a tutti e che è
quello di un Governo il più delle volte costretto a tenere parecchio
conto dei condizionamenti, doverosi condizionamenti, dell'Aula. La
questione è chiusa.
Si passa all'emendamento 5.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti
accantonati nella seduta 86.
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, considerato che presso
la Commissione Bilancio abbiamo i collegati alla finanziaria e molti
di questa materia potrebbero essere anche ritrattati, il Governo
presenta un emendamento soppressivo dell'articolo 6.
CAPODICASA. Basta votare contro e l'articolo è soppresso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 6.2 viene trasferito all'articolo 9.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8
Interpretazione autentica del secondo comma dell'articolo
170 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32
1. Per misure di accompagnamento a carattere sociale
nel settore della pesca, previste dal comma 2 dell'articolo
170 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, devono
intendersi quelle indicate all'articolo 3 primo comma della
legge 21 maggio 1998, n. 164.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento
articolo aggiuntivo:
- dall'onorevole Tricoli: emendamento 8.1.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento che è
stato, diciamo così, concordato sostanzialmente anche per superare
alcune discrasie che si erano verificate nella interpretazione di
questa legge. Quindi, è un elemento che va a chiarificare la norma
dell'articolo 170 della legge numero 32 del 2000 per alcuni casi
umani che non si erano potuti risolvere a causa della scarsa
intelligibilità della norma.
Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Redazione programmi regionali per la pesca
1. L'assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, per la redazione dei
programmi di cui all'articolo 144, commi 1 e 3, della legge
regionale 23 dicembre 2002, n. 32 è autorizzato a stipulare
apposite convenzioni con l'Osservatorio regionale siciliano
per l'ambiente.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici: emendamento 9.1;
- dal Governo: emendamento 9.2, di contenuto identico
all'emendamento 6.2 della Commissione.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare sull'emendamento 9.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ci sono gli atti depositati in terza Commissione: si
tratta di un osservatorio costituito da alcuni assessorati della
Regione, Assessorato Territorio e qualche altro, Assessorato
Lavoro...
PRESIDENTE. Esiste l'organo 'Osservatorio regionale per
l'ambiente'? Altrimenti non avrebbe senso stipulare convenzioni con
un organo inesistente.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo essere
abbastanza coscienti e convinti di quello che facciamo. Io non ho
niente in contrario, come poco fa faceva anche intuire l'onorevole
Capodicasa, ad attenzionare l'articolo 9, per quanto concerne anche
questa ipotesi di convenzione, finora solo ipotesi, con
l'Osservatorio regionale per l'ambiente.
Vorremmo capire che cosa, però, di per sé, questo Osservatorio
è in grado di produrre oggi perché, obiettivamente, dobbiamo porci
il problema di che cosa questa convenzione potrà produrre in termini
concreti. Io, infatti, non ne ho mai sentito parlare, è un mio punto
debole quello di non avere cognizione di che cosa sia l'Osservatorio
regionale per l'ambiente, però, se l'onorevole Tricoli è in grado di
esplicitare meglio la funzione reale di questo Osservatorio e di
dare anche contezza all'Aula di come effettivamente, con una
specifica convenzione, si può dare concreta risposta alla materia
che è abbastanza delicata, credo che si possa, tutto sommato,
riflettere positivamente sull'argomento.
Altrimenti, è chiaro che mancherà il punto su cui ragionare e
su cui convincersi che stiamo effettivamente compiendo una scelta
giusta e opportuna. Io credo che, anche per rispetto complessivo
dell'Aula, sia un nostro dovere esplicitare bene questo argomento.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi sembra giusto dare una risposta. L'Osservatorio è
interassessoriale, gli atti sono depositati in Commissione, quindi,
assessorati che sono all'interno dell'Osservatorio insieme ad alcuni
ordini professionali.
Sul quesito "Che cosa è in grado di produrre?", questo lo
vedremo perché è chiaro che qua si parla di un'autorizzazione data
all'Assessore di valutare l'opportunità di convenzionarsi con
l'Osservatorio. Quindi, non c'è attualmente una risposta, questo lo
potremo vedere successivamente, cioè, si tratta di un organismo per
il quale andiamo ad autorizzare l'Assessore ad affidargli attività
come, per esempio, la valutazione che noi abbiamo fatto in
Commissione circa l'opportunità del consorzio per quanto riguarda i
golfi, cioè a dire la questione di cui si è discusso a lungo, se
effettivamente quella tutela ambientale che noi abbiamo costituito
all'interno del golfo era opportuna o meno.
Questo è il compito di tali organismi.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho una
esatta cognizione della natura giuridica dell'Osservatorio di cui
trattasi e che dovrebbe essere l'Organo a cui demandare una materia
abbastanza delicata perché l'articolo 144 della legge numero 32,
laddove si prevede l'adozione del programma regionale della pesca
che deve prevedere gli obiettivi di analisi del settore
dell'economia ittica e dello stato dell'ambiente, l'individuazione
degli obiettivi di sviluppo nell'ambito delle politiche di comunità
nazionale e dei relativi programmi di finanziamento, l'attività in
mare della pesca marittima e dello sviluppo dell'acquacoltura anche
nelle acque interne e della maricoltura, le strutture a terra
collegate all'esercizio della pesca marittima e misure promozionali
di incentivazione dei servizi della qualità dei prodotti ittici, la
ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima,
all'acquacoltura e alla maricoltura, l'elaborazione di programmi
d'uso delle aree marine".
Non so se è chiaro di cosa stiamo parlando. Dobbiamo essere
certi che l'elaborazione di una materia tanto vasta sia affidata ad
un organo che abbia le competenze adeguate. Ora, questo
Osservatorio cui facciamo riferimento non si è capito se è un organo
interassessoriale, quindi, un organo della Regione; in questo caso
non si spiegherebbe per quale ragione dovremmo stipulare una
convenzione con un organo che è della Regione.
Se è un organo esterno, bisogna capire la natura, la
composizione e la capacità di programmazione, perché qui si tratta
di fare analisi che hanno uno spettro ed una varietà di elementi
che, a mio giudizio, oggi, al di fuori di organi di carattere
scientifico presso le Università, presso il CNR od altro ancora, non
si possono trovare.
Dobbiamo capire da quale legge origina l'Osservatorio di cui
noi discutiamo, da quale legge è stato istituito. Qui non è scritto,
si dice "l'Osservatorio regionale per l'Ambiente"; si sarebbe potuto
aggiungere "di cui alla legge n. X comma X, dell'articolo 150. Non
c'è scritto, quindi non si è in grado di trovare la fonte giuridica
dell'organo e non ne conosciamo la competenza ne la composizione.
E' possibile avere maggiori delucidazioni? Perché qui
nell'articolo diciamo non che l'Assessorato "può affidare", ma che
l'Assessorato "affida", il che significa che se abbiamo sbagliato
l'organo a cui riferirci, si paralizza l'attività di programmazione
del settore. Se l'organo non è competente, a nulla vale riferirci ad
un organo il quale magari, non avendo in se le competenze, ricorre
ad altre competenze per redigere il programma.
Allora, tanto vale che l'Assessorato si diriga verso questi
interlocutori direttamente e non per il tramite dell'Osservatorio.
Vorremmo capire da quale legge origina l'Osservatorio; vorremmo
capire qual è la composizione, che competenze ha.
LO MONTE . E come si pone con l'ARPA.
CAPODICASA ... sì, e come si pone con l'ARPA che riguarda altra
materia, ma, comunque, connessa. Parliamo di atti di programmazione
in tema di maricultura, di acquacultura, di pesca in mare, di
ambiente marino, di monitoraggio dell'ambiente marino. Bisogna avere
gli strumenti per farlo, non è una cosa semplice che può fare
chiunque o qualunque organismo. Vorremmo capire esattamente di cosa
si tratta, dopodiché non avremmo alcun pregiudizio ad affidare a
questo organo, attraverso una norma di legge, la competenza in
materia; però, bisogna che l'Aula sia consapevole di ciò che sta
decidendo.
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
per quanto concerne l'articolo 9 voglio rassicurare i colleghi che
sono intervenuti: non si tratta di una nuova istituzione e non si
vuole sicuramente creare un organismo nuovo.
Di fatto, a seguito di alcuni incontri avuti presso la
III Commissione legislativa presieduta dall'onorevole Tricoli, si è
avuta la possibilità di appurare la collaborazione dell'Osservatorio
regionale per l'Ambiente, che è un istituto che collabora con alcuni
assessorati regionali.
Con l'articolo 9 vogliamo dare l'opportunità all'Assessore
regionale alla cooperazione di sottoscrivere possibili convenzioni,
ma queste potranno essere stipulate dall'Assessorato della
cooperazione dopo avere stabilito i criteri e dissipato le
perplessità poste dall'Aula. Quindi, non dobbiamo con la legge
trovare le percorribilità; sarà poi la Regione siciliana,
attraverso l'Assessorato regionale della cooperazione, ad
individuare quelle condizioni regolamentari che possono dare
l'opportunità all'Osservatorio regionale per l'ambiente, nel caso in
cui si sarà nella disponibilità, di sottoscrivere convenzioni
triennali per la pesca, senza volere con ciò determinare l'incarico
per il piano, ma volendo dare un'opportunità di sottoscrivere questo
tipo di accordi.
Questo è un modo per autorizzare la sottoscrizione di un
accordo che di fatto è ancora in itinere in quanto deve avere
successivamente anche la partecipazione della Commissione
legislativa.
CAPODICASA. Non si è capito niente, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero riepilogare
sinteticamente la questione posta dall'onorevole Capodicasa.
Secondo me, non è necessario che una convenzione di un ente
pubblico sia contratta con un altro ente pubblico.
L'onorevole Capodicasa, da parte sua, in pieno, legittimo
diritto chiede di sapere se si tratta di un'ipotesi di convenzione
fra un ente pubblico, qual é un assessorato regionale, e
l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente, la cui natura non
si è ancora capita.
Dall'intervento svolto dal rappresentante del Governo non l'ho
capito; non l'ho capito nemmeno - confesso di non averlo ascoltato -
nel momento in cui l'onorevole Tricoli ne ha riferito quale
relatore. Il problema posto dall'onorevole Capodicasa, che è giusto
chiarire a tutta l'Aula, è se questo Osservatorio regionale
siciliano è quello previsto da una convenzione privata;, se così
fosse, bisognerebbe citarlo come contratto stipulato tra privati
presso il notaio tal dei tali, registrato in tale data, eccetera,
eccetera ...
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. E' esattamente
questo, signor Presidente. La convenzione è tra l'Osservatorio e
tre assessorati regionali.
PRESIDENTE. E allora dobbiamo precisare che si tratta di questo.
Siamo perfettamente d'accordo, è legittimo, ma bisogna precisarlo.
Questo è ciò che ha chiesto l'onorevole Capodicasa, molto
opportunamente.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in rapporto a
ciò che diceva l'assessore Cimino circa l'opportunità di
regolamentare una materia che certamente va regolamentata e, se
capisco bene, tale regolamentazione dovrebbe interessare anche
l'Osservatorio di cui si parla, riterrei opportuno rinviare la
possibilità per l'Assessorato di stipulare convenzioni con
quell'organismo dopo che di sarà proceduto alla sua regolamentazione
PRESIDENTE. Io ho visto la convenzione, si tratta di tre
assessorati che contraggono un'intesa fra di loro con la dignità di
un atto privato notarile e registrato.
CAPODICASA. Prima di deliberare l'Aula deve conoscere la
competenza professionale di quell'organismo
PANARELLO. Signor Presidente, è chiara la natura giuridica di
queste convenzioni; tuttavia, non ci è dato conoscere la competenza
professionale di quell'organismo rispetto alla materia che
l'Assessorato vuole affidargli. Non è una questione di diffidenza, è
una questione di conoscenza che vogliamo approfondire.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.13)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'allegato
emendamento 9.3 aggiuntivo all'art.9.
Si passa all'emendamento 9.1.
FLERES. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.2.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente sull'emendamento 9.2, un emendamento sul quale ieri si è
svolto un approfondito dibattito e che riguarda un principio di
democrazia. Chiedo a quest'Aula fino a che punto esista il rispetto
degli enti pubblici. L'emendamento 9.2 ha la necessità di applicare
una nuova disciplina, ma in tempi diversi, ad organismi
commissariati e ad organismi democraticamente eletti. Credo che
questo sia sufficiente per capire che sul 9.2 c'è il rispetto di un
principio di democrazia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.3 della
Commissione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.2 del Governo aggiuntivo
all'articolo 9. Il parere della Commissione?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
FORGIONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Cracolici, Raiti,
Tumino, Papania, Oddo, Spampinato, Panarello e Giannopolo)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ARTICOLO 9
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata a
termini di Regolamento dagli onorevoli Cracolici, Oddo, Giannopolo,
Tumino, Capodicasa, Panarello, Papania e Spampinato, indico la
votazione per scrutinio segreto e ne proclamo l'esito:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 9
Contrari 39
Astenuto 1
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Presidenza del presidente Lo Porto
'Art. 10.
Integrazione all'art. 2 della l.r. n. 37/94
1. All'articolo 75, comma 3, della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, è aggiunto il seguente periodo:
'Dei benefici di cui al presente comma usufruiscono i
soci garanti delle cooperative e loro consorzi che abbiano
presentato istanza entro i termini indicati al comma 4
dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37,
a condizione che presentino entro novanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge la documentazione
richiesta dal decreto del Presidente della Regione 16 gennaio
1997, n. 9.'.
Comunico che all'articolo 10 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo, Lo Curto, Croce, Capodicasa:
emendamenti 10.1. e 10.2.
Si passa all'emendamento 10.1 degli onorevoli Oddo ed altri,
interamente sostitutivo dell'articolo 10. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.2, degli onorevoli Oddo ed altri,
aggiuntivo dopo l'articolo 10. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
<Art. 11.
Incentivi all'autoimpiego dei soggetti detenuti o ex detenuti
1. All'articolo 5 della legge regionale 19 agosto 1999,
n. 16, il comma 2 è sostituito dai seguenti:
'2. L'assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato a nominare
una o più figure professionali, anche esterne, con compiti di
tutoraggio, al fine di affiancare il detenuto nella fase di
progettazione, realizzazione degli investimenti e avviamento
dell'attività.
3. Per le finalità di cui al comma 2 è costituito l'albo
dei professionisti di fiducia che verrà costituito presso
l'assessorato della cooperazione. All'albo possono accedere
tutti i professionisti che dimostrino di avere già svolto le
attività di tutoraggio previste dalle leggi nazionali
sull'imprenditoria giovanile.
4. L'attività di tutoraggio ha durata annuale ed è
rendicontata all'Assessorato con cadenza mensile per il primo
semestre e bimestrale per il secondo.
5. Le spese relative all'attività di tutoraggio sono
decurtate dal contributo concesso al detenuto e non possono
superare il 10 per cento del contributo medesimo; vengono
pagate dietro presentazione di idonea documentazione
contabile.
6. Nelle more della costituzione dell'albo dei
professionisti di fiducia le attività di tutoraggio
continuano ad essere svolte direttamente dall'Assessorato
della cooperazione.>
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Catania Franco,
Maurici e Garofalo: emendamento 11.1;
- dal Governo: subemendamento 11.1.1 all'emendamento 11.1;
emendamento 11.6;
- dall'onorevole Papania: emendamenti 11.3, 11.4, 11.5 e 11.2.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per chiarire
che l'emendamento a mia firma è da considerarsi aggiuntivo
all'articolo che stiamo discutendo, perché non interviene nel testo,
ma aggiunge un concetto, che è quello di consentire che i detenuti
in espiazione di pena che godono delle agevolazioni previste dalla
legge in questione possano farlo attraverso un tutore, soprattutto
nel caso in cui siano interdetti dai pubblici uffici e possano farlo
senza l'aggravio dell'iscrizione alla Camera di commercio, che
determina oneri che questo tipo di soggetti non è grado di
sopportare.
PRESIDENTE. Poiché l'emendamento 11.1 porta la sostituzione della
parola 'sostituito' con la parola 'aggiuntivo', naturalmente si
voteranno dopo l'11.6., l'11.3, eccetera.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo 11.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.3, dell'onorevole Papania.
PAPANIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
dire che la norma che fa affiancare un tutor ai detenuti o ex
detenuti è quanto mai utile, però suggerirei al Governo di porre
attenzione a questi emendamenti, perché l'affiancamento anche degli
uffici è possibile con la norma attuale a richiesta di chi
usufruisce della borsa, quindi questo emendamento non fa altro che
aggiungere al testo che aveva scritto il Governo le parole 'a
richiesta' del presentatore della domanda'. Cioè non si può
affiancare o fare assistere da un tutor un richiedente senza che
egli stesso abbia posto richiesta, altrimenti come si fa a
decurtargli la borsa che gli viene concessa?
In merito agli emendamenti successivi - già che ci sono parlo
anche di quelli - aggiungere la parola 'ex detenuto' è obbligatorio
perché questo lo prevedeva già la legge in vigore. Se si eliminasse
la costituzione di un albo e si demandasse all'assessore la
possibilità di fare un decreto che identifica le figure che possono
fungere da tutor, si accelererebbe di molto la procedura e la legge
sarebbe più funzionale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.4 dell'onorevole Papania. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.4. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.5, dell'onorevole Papania.
PAPANIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.2, dell'onorevole Papania. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.2. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.1.1 del Governo. Il parere della
Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.1, degli onorevoli Fleres ed altri.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 2, questo
articolo prevede la nomina di una o più figure professionali anche
esterne con compiti di tutoraggio. Mi sembra che per fare questo
occorrano dei quattrini. C'è la copertura finanziaria ?
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, abbiamo abrogato la parola
"tutoraggio" e, in effetti, resta sempre "tutoraggio". Forse è
opportuno parlare di "assistenza" non di "tutoraggio". L'emendamento
11.3 parla di "tutoraggio", è sottinteso che tutte le parole scritte
"tutoraggio" ora vanno intese "assistenza".
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, vi è l'emendamento che
è stato già approvato che sostituisce la parola "tutoraggio" con la
parola "assistenza", quindi le perplessità dell'onorevole Beninati
vengono superate. Mentre, per la domanda posta dall'onorevole
Tumino, voglio far rilevare che il comma 5 risolve questo problema,
perchè la copertura finanziaria viene ritrovata proprio dalla
disposizione legislativa già all'origine del fondo per gli ex
detenuti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne dò lettura.
<Art. 12.
Collegi revisori enti regionali
1. La disposizione di cui all'ultimo comma dell'articolo
5 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, si applica ai
componenti degli organi di cui all'articolo 15 della legge
regionale 14 luglio 1979, n. 212.>
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non ho capito
male, dallo studio che ho fatto sulle norme che noi adesso andremo a
modificare con questo articolo, il Governo intenderebbe fare questo:
negli organi dei collegi dei revisori di alcuni istituti, tra cui
l'IRCAC ed altri istituti regionali, è previsto adesso dalla legge
che ciascun revisore può avere solo ed esclusivamente un mandato
quadriennale. Se noi approvassimo l'articolo 12 così com'è
formulato, questo mandato quadriennale si potrebbe rinnovare per ben
tre volte, cioè i componenti del collegio dei revisori di questi
enti regionali (IRCAC e vari) potrebbero svolgere il loro mandato
per ben dodici anni consecutivi.
Io ritengo che, se questa è l'intenzione del Governo - e vorrei
essere eventualmente smentito - questa norma non potrà avere il mio
plauso, il mio voto favorevole, perchè dare la possibilità a
soggetti che devono compiere un compito così delicato, che è quello
del controllo, della verifica e di quant'altro, di svolgerlo per ben
dodici anni sarebbe, oltre ad una norma che lederebbe il consenso,
anche una chiara violazione del principio del buon andamento della
pubblica amministrazione, perchè si creerebbero di fatto dei centri
di potere che non andrebbero a garantire la terzietà dell'organo
accertatore e l'imparzialità di questo organo di controllo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare un
punto, perchè altrimenti potremmo creare un po' di confusione.
L'articolo 15 della legge numero 212 impone di fatto e prevede che i
membri del collegio dei revisori non possono essere riconfermati
dopo il quadriennio. Ma evidentemente ci riferiamo all'IRV, all'AST,
all'IRCAC ed alla CRIAS. Cosa vuole fare l'articolo 12
sostanzialmente? Vuole estendere, invece, la norma relativa
all'articolo 5, ultimo comma, della legge numero 19 anche a questi
istituti (IRCAC, CRIAS e così via), cioè non limitare il mandato a
quattro anni ma addirittura permettere tre mandati consecutivi.
A me sembra, sinceramente, eccessiva la permanenza di tre
mandati consecutivi all'interno di questi istituti, però
discutiamone, vediamo chi è in grado, da questo punto di vista, di
chiarire meglio qual è la finalità dell'articolo 12, perchè, per
come lo leggo io, significa che, sostanzialmente, noi permettiamo ai
componenti il collegio dei revisori dei conti dell'AST, dell'IRCAC,
della CRIAS e dell'IRV di essere riconfermati per tre mandati, cioè
12 anni.
Dopo di chè, mi pare, effettivamente, una norma che, a parte le
questioni legate al fatto se è possibile o non è possibile
applicarla in tal modo, dal punto di vista anche costituzionale, mi
pare, sostanzialmente, una norma che andrebbe spiegata meglio, cioè
qual è, effettivamente, l'idea di chi sostiene, di chi ha proposto
l'articolo 12.
In mancanza di ciò, sinceramente, non mi pare che sia
convincente il modo come è stata formulata e l'intenzione per quanto
concerne la permanenza di tre mandati consecutivi all'interno di
istituti così importanti.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, l'articolo 12 voleva
poter garantire le pari opportunità. Considerato che i dipendenti
pubblici possono avere l'opportunità di essere nominati revisori dei
conti, anche per tre mandati consecutivi, si riteneva possibile
garantire questa opportunità anche ai magistrati della Corte dei
Conti, che fanno parte, come revisori dei conti, dell'IRCAC e della
CRIAS ed anche ad altri revisori liberi professionisti. Questo era
il punto: eliminare questa limitazione.
Comunque, se l'Aula ha delle perplessità in questo senso,
dichiaro di ritirare l'articolo.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti
articoli aggiuntivi:
- dal Governo: emendamenti 12.3 e 12.1.
Pongo in votazione l'emendamento 12.3. Il parere della
Commissione?
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.1.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne dò lettura:
<Art. 13.
Guida ambientale escursionistica
1. E' istituita nella Regione siciliana la figura
professionale di Guida ambientale escursionistica, che
svolge, anche in modo non esclusivo e non continuativo,
attività di accompagnamento di persone lungo itinerari di
interesse ambientale, naturalistico ed etnografico. Svolge,
altresì, compiti di affiancamento dei docenti nell'ambito dei
programmi scolastici di educazione ambientale.
2. L'esercizio di attività di Guida ambientale
escursionistica è subordinato all'iscrizione in apposito albo
professionale istituito con le stesse modalità stabilite agli
articoli 4 e seguenti della legge regionale 6 aprile 1996, n.
28.
3. Dopo l'articolo 11 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 28 è aggiunto il seguente articolo 11 bis:
'E' istituito il Collegio regionale delle Guide
ambientali escursionistiche quale organo di autodisciplina
della professione.
I compiti, le funzioni, le modalità di funzionamento e
di elezione dell'organo saranno disciplinate da apposito
decreto che verrà emanato dal Presidente della Regione
entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge'.
4. Alla figura di Guida ambientale escursionistica si
applicano in quanto compatibili le disposizioni della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni.
5. Nelle more della costituzione del Collegio regionale
delle Guide ambientali escursionistiche, la Regione siciliana
si avvale dell'Associazione italiana Guide ambientali ed
escursionistiche (AIGAE) per i pareri di competenza in ordine
agli adempimenti connessi all'esercizio dell'attività
professionale.
6. In sede di prima applicazione delle disposizioni del
presente articolo, sono iscritti di diritto a domanda
all'albo coloro che dimostrino di avere esercitato l'attività
di Guida ambientale escursionistica anche in forma non
continuativa per un periodo di almeno due anni,
prescindendosi dal possesso del requisito di apposita
abilitazione tecnica.>
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Raiti e Ferro: emendamenti 13.18, 13.19,
13.21 e 13.20; subemendamenti: 13.2.1; 13.3.1; 13.4.2;
13.5.3; 13.5.4; 13.5.5 e 13.5.6.
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e
Mercadante: emendamento 13.1;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e
Garofalo: emendamento 13.2; subemendamento 13.5.2
all'emendamento 13.5;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Franco, Maurici e Catania
Giuseppe: emendamento 13.3;
- dagli onorevoli Fleres, Maurici e Garofalo: emendamento
13.4;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Catania Franco,
Maurici e Garofalo: emendamento 13.5;
- dal Governo: subemendamento 13.4.1 all'emendamento 13.4;
subemendamento 13.5.1 all'emendamento 13.5; emendamenti:
13.9.R; 13.12.R.3 e 13.15 G.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, per quanto concerne
l'articolo 13, sul tema della guida ambientale escursionistica,
direi di trattarlo dopo il dibattito approfondito della III
Commissione e valutare gli emendamenti che sono stati presentati.
PRESIDENTE. L'onorevole Cimino chiede il rinvio in Commissione
con tutti gli emendamenti, naturalmente. Il relatore è d'accordo?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non ho capito, siamo all'articolo 13. Rinviamo tutta la
legge in Commissione?
CINTOLA. Facciamo uno stralcio in attesa che la Commissione
lavori.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Va bene.
PRESIDENTE. Naturalmente seguono le sorti dell'articolo.
Se sono emendamenti all'articolo 13 non possono essere
recuperati. O ne parliamo tutti insieme, in Commissione, o sospendo
la seduta per cinque minuti così cerchiamo di capire meglio.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi scusi, ci sono degli articoli collegati all'articolo
13. O si trattano tutti o si rinviano tutti in Commissione; non può
esserci una discrezionalità nella valutazione degli emendamenti,
perchè sono tutti emendamenti presentati all'articolo 13.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per fare presente al Governo ed alla Presidenza della
Commissione che è all'ordine del giorno della IV Commissione -
quella che ritengo competente per materia, in considerazione del
tema che tratta l'articolo 13 - un disegno di legge che tratta lo
stesso tema. Vorrei chiedere, eventualmente, che lo stesso articolo
venga trasmesso alla competente Commissione per materia, la IV
Commissione.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con il
Presidente della III Commissione, che ritiene di dovere far seguire
agli emendamenti al testo dell'articolo 13 la stessa sorte del
medesimo articolo 13 e cioè la decadenza. Quando la Commissione
riterrà di affrontare il tema delle guide ambientali lo farà in
altro momento, con successivo provvedimento. Resta in piedi il
problema degli articoli aggiuntivi, cioè gli articoli che non
riguardano la materia dell'articolo 13 ma altra materia e sono
assolutamente estranei al merito dello stesso articolo.
Pertanto, ritengo che quelli restino in vita e debbano essere
presi in considerazione, discussi e votati perchè non sono
assolutamente agganciati all'articolo 13 ma sono articoli aggiuntivi
alla legge, non all'articolo 13.
Quindi, la mia opinione è concorde con quella del Presidente
Tricoli, relativamente agli emendamenti che interagiscono con
l'articolo 13, mentre ritengo che debbano essere considerati in
vita, discussi e votati gli emendamenti aggiuntivi alla legge,
quelli che sono gli emendamenti aggiuntivi alla legge medesima che
affrontano materia completamente diversa a quella contenuta
nell'articolo 13.
PRESIDENTE. Mi sembra che questa interpretazione sia corretta.
Il Governo e la Commissione chiedono il rinvio in Commissione
solamente a stralcio dell'articolo 13. Va da sè che gli emendamenti
coerenti con la legge seguono la stessa sorte.
Ha obiettato puntualmente l'onorevole Fleres che altra sorte
devono avere gli emendamenti che hanno un carattere di emendamenti
aggiuntivi alla legge estranei al contenuto dell'articolo 13.
Condivido questa impostazione.
Vorrei, al riguardo, l'opinione del Governo e della
Commissione.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
ritengo indispensabile poter recuperare alcuni emendamenti collegati
all'articolo 13 e cioè il 13.4 a firma Fleres, Maurigi, Garofalo e
Beninati che riguarda l'articolo 5 della legge regionale 9 agosto
2002, il 13.7, il 13.22, il 13.15, il 13.11.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel momento in
cui si accede alla possibilità di mantenere in vita gli emendamenti
aggiuntivi all'articolo 13 estranei, comunque, al contenuto dello
stesso articolo 13, le avanzo la richiesta di sospendere, per breve
tempo, la seduta, per potere avere il tempo di apprezzare con più
serenità il contenuto di questi emendamenti, che vanno tenuti in
piedi.
Lo chiedo, quindi, anche al fine - come ha detto in una scorsa
seduta, l'onorevole Fleres - di potere esprimere una concertazione
d'Aula sul modo di procedere.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono favorevole
alla proposta di sospensione, con una precisazione: il Governo, con
l'emendamento 12.2, di fatto, ha assorbito gli emendamenti 13.3,
13.4, 13.5.2, 13.5 eccetera.
Se, per favorire l'andamento dei lavori, discutessimo,
piuttosto che gli emendamenti 13.3, 13.4, 13,5 eccetera,
l'emendamento complessivo riformulato dal Governo che porta il
numero 12.2, questo ci aiuterebbe. Fermo restando, che sono
d'accordo a fare una breve sospensione.
CIMINO, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, sono favorevole alla
sospensione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.30, é ripresa alle ore 20.38)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 13.4.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fleres. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questi emendamenti
sono tutti concatenati fra di loro. In particolare, l'emendamento
13.2 punta a correggere un errore che è stato compiuto nella legge
che abbiamo appena approvato lo scorso 9 agosto, perchè il Codice
della strada non prevede 16 posti per questo tipo di mezzi, ma ne
prevede nove. Allora, o noi affrontiamo complessivamente questa
materia, oppure affrontarla per stralci non ha senso, diventa una
cosa scoordinata che rischia di produrre più della legge fatta ad
agosto che già di danni ne ha prodotti abbastanza.
O facciamo un momento di verifica rispetto a questo tema,
oppure rischiamo di peggiorare quanto già di sbagliato abbiamo fatto
approvando la legge n. 13 del 9 agosto 2002.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei ha finito di parlare adesso, onorevole
Spampinato, non si può parlare due volte sullo stesso argomento.
SPAMPINATO. Onorevole Presidente, l'onorevole Fleres ha posto un
altro tema.
PRESIDENTE. Questa è una regola che ci salvaguarda dal perdere
tempo.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che in
qualche maniera si è deciso di affrontare gli emendamenti relativi
alla legge che abbiamo approvato lo scorso 9 agosto 2002, che
riguarda il servizio dei taxi o, comunque, dell'autonoleggio
privato, faccio rilevare all'onorevole Presidente ed al Governo che
io sono firmatario di diversi emendamenti che riguardano, appunto,
il perfezionamento o la correzione di alcune problematiche che sono
emerse dopo l'approvazione della legge in oggetto. E siccome quegli
emendamenti che io ho firmato, tra l'altro, scaturiscono da uno
studio che ho fatto, nonchè dalla partecipazione ad alcune assemblee
di categoria che hanno visto presente me ed il Governo, con i
delegati dell'Assessorato dei beni culturali o ai trasporti e che,
quindi, scaturiscono da precise richieste che, oggettivamente,
ritengo che debbano essere sostenute, a questo punto o si affronta
tutto l'argomento per intero in maniera tale che se dobbiamo, una
volta per tutte, fare le correzioni che riteniamo opportune per
garantire un quadro di riferimento chiaro e certo a coloro che
operano in questo settore o se no è impossibile che si affrontino
solo uno o due emendamenti e poi tutti gli altri rimangono nel
nulla.
O li facciamo tutti o chiedo che vengano tutti rinviati in
Commissione in maniera tale che si faccia un esame definitivo ed
organico sulla materia, perchè altrimenti non è il modo più
opportuno di legiferare.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, mi pare di avere capito che lei
aderisce alla proposta dell'onorevole Fleres?
RAITI. Se va in questa direzione, sì.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, se non ho interpretato male il suo
punto di vista, lei sostiene il concetto in base al quale,
concatenati come sono tutti i suoi emendamenti, o vengono rinviati
tutti in Commissione o non ne viene rinviato nessuno.
A questo punto, poichè l'intesa era quella di tre o quattro
emendamenti da espungere rispetto a tutti gli altri. A questo punto
vanno tutti in Commissione trasporti e gli altri si riducono a:
- Emendamento 13.7 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento n. 13.11 del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.15, degli onorevoli Tricoli e
Cimino, al quale è stato presentato il subemendamento 13.15.1,
degli onorevoli Oddo, Villari ed altri.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io non ho visto il subemendamento, ma lo conosco. Credo
che sarebbe opportuno, anche magari delegando gli uffici in sede di
coordinamento, fare due articoli separati, perchè mentre per un caso
si tratta sostanzialmente di enti sottoposti a vigilanza e
controllo, ma che hanno in linea di massima un bilancio con entrate
proprie, allargandolo nel modo in cui si vuole, si potrebbe anche
applicare questo contratto collettivo regionale a enti che sono
invece a totale finanza derivata e, quindi, porre problemi diversi
in un medesimo articolo.
Allora, ritengo che sarebbe opportuno approvare il
subemendamento, ma considerandolo articolo aggiuntivo e, quindi,
sostanzialmente, due articoli simili di questo tipo.
PRESIDENTE. Il presentatore è d'accordo?
GIANNOPOLO. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 13.15.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.15, come
modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.50, é ripresa alle ore 20.52)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dal Governo i
seguenti emendamenti articoli aggiuntivi: 13.13R1, 13.13 R e 13.22.
Pongo in votazione l'emendamento 13.13 R1 del Governo.
Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.13 R. Il parere della
Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.22. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
N. 120 - Iniziative in favore di edicolanti.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il rilascio delle autorizzazioni amministrative per la
vendita di giornali, quotidiani e periodici non è ancora
stato normato, così come non è stato normato il passaggio di
licenza agli eredi, in caso di scomparsa del titolare della
rivendita;
- la mancata individuazione, da parte di alcuni comuni, dei
piani di localizzazione dei punti ottimali di vendita ha
ulteriormente aggravato la già precaria situazione del
settore;
- al quadro sopra descritto occorre aggiungere che con la
legge sulla sperimentazione, i giornali vengono venduti, in
esercizi - la cui attività prevalente è mirata verso altri
settori merceologici senza alcuna autorizzazione, di fatto
penalizzando i soggetti che svolgono soltanto l'attività di
che trattasi.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso l'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca
- a porre in essere tutte le iniziative utili per la
risoluzione del problema ed a predisporre apposita normativa
regionale del settore.
(Fleres - Catania G. - Maurici)
n. 125 'Iniziative finalizzate al rispetto delle disposizioni
speciali sancite dall'art. 14 della l. r. 28/99'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, relativa alla
riforma del commercio, sancisce anche gli orari di apertura
degli esercizi commerciali compresi quelli del settore
alimentare;
- in particolare, i commi 2 e 3 dell'art. 14 della l. r. 28/99
stabiliscono che i Sindaci, sentite le organizzazioni di
categoria, per gli esercizi in parola devono garantire
l'apertura al pubblico sia nel caso di due festività
consecutive sia nel caso della chiusura infrasettimanale;
- secondo i dati forniti dalle associazioni dei consumatori e
delle numerose denunzie presentate dai cittadini risulta che
solamente un numero esiguo di Comuni della Sicilia ha
definito le modalità per adempiere agli obblighi previsti
dai commi 2 e 3 dell'art. 14 della citata l. r. 28/99.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative utili al fine di
verificare se i Comuni hanno adempiuto a quanto disposto dai
commi 2 e 3 dell'art. 14 della l. r. 28/99 e, qualora ciò
non fosse avvenuto, a sanzionare quelli che non si sono
ancora attivati. (125)
(Fleres - Catania G. - Maurici - Scoma)
n. 129 'Interventi per il reintegro dei fondi sul credito
d'imposta'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la disoccupazione rappresenta sicuramente una delle grandi
emergenze del sud Italia e della Sicilia in particolare;
- la piena attuazione di misure fiscali che agevolino
l'assunzione di disoccupati da parte di aziende e dimprese,
rappresenta uno dei pochi strumenti utili per arginare la
suddetta emergenza;
- l'esaurimento dei fondi destinati al credito d'imposta sta
determinando il blocco delle assunzioni di parecchi
disoccupati;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER IL BILANCIO
E LE FINANZE
- a porre in essere tutti gli atti idonei, affinché il
Ministero delle Finanze rimpingui i fondi destinati al
credito d'imposta. (129)
(Fleres - Catania G. - Catania F. -
Garofalo - Maurici)
n. 141 "Interventi di sostegno per l'artigianato di servizi"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- con l'approvazione dell'articolo 1 del disegno di legge n.
298.3 NORME STRALCIATE I/A si è attribuito solo all'articolo
48 della legge regionale n. 32/2000 la possibilità di
sostegno con i fondi regionali dell'Artigianato di servizi;
ATTESO che:
- la disponibilità finanziaria del bilancio regionale è stata
indirizzata solo all'artigianato di produzione;
RILEVATO altresì che:
- il complemento di programmazione alla misura 4.1.b. prevede
benefici solo per l'artigianato di produzione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a rimodulare il complemento di programmazione prevedendo che
i prossimi bandi includano anche l'artigianato di servizi
fra i beneficiari delle misure che riguardano l'artigianato.
(141)
GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO - SPEZIALE
n. 142 "Interventi urgenti per le aree artigianali ex Sirap"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'art. 2 della L.R. 46/97 ha sancito la possibilità previo
collaudo e consegna delle opere alle amministrazioni
comunali, di pagare a valere sui finanziamenti originari, i
lavori contabilizzati in tutti i cantieri ex Sirap;
CONSIDERATO che:
a) l'intervento economico ex Aree Sirap risulta cofinanziato
dall'Unione Europea (PIM Sicilia).
RITENUTO che:
- nell'area artigianale di Sinagra (ME) area ex Sirap si è
adempiuto quanto previsto dalla l.r. n. 46/1997 e di contro,
con nota prot. 1173 del 7 agosto 2002, l'Assessorato
regionale alla Cooperazione, nella persona di un suo
dirigente, ha comunicato che non essendoci più copertura
economica, in quanto la Comunità europea ha ritirato la
quota di finanziamento a proprio carico, l'impossibilità di
accreditare i fondi per i lavori eseguiti.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intraprendere ogni azione necessaria ed opportuna al fine
di garantire l'erogazione delle somme per i lavori eseguiti
e preliminarmente autorizzati con legge dalla stessa
Regione. (142)
BENINATI - CROCE
N. 143 - Interventi per scongiurare il rischio di disimpegno della
FIAT circa lo stabilimento di Termini Imerese (PA).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- nel 1969 sono stati completati i lavori per la realizzazione
dello stabilimento automobilistico Sicil-Fiat a Termini
Imerese, per un accordo Fiat-Regione al fine di rafforzare
il processo di industrializzazione della Sicilia;
CONSTATATO CHE:
- lo stabilimento ha prodotto negli anni autovetture
utilitarie con successo, diventando tra gli stabilimenti più
produttivi e di migliore qualità;
- l'occupazione data dalla fabbrica, nel frattempo diventata
Fiat, è stata di 3.250 lavoratori più circa 1.000 lavoratori
nell'indotto, tra produttori di componenti e servizi, con
una produzione di 800 vetture "Punto" al giorno;
CONSIDERATO CHE:
- nel 2001 la Fiat non ha riconfermato 220 lavoratori assunti
a tempo determinato, che avevano lavorato per circa 2 anni;
- nel 2002 utilizzando il sistema degli incentivi sono stati
licenziati 320 lavoratori che sono andati nelle liste di
mobilità;
- che negli ultimi anni sono già fuoriusciti dal sistema
produttivo altri 700 lavoratori andati in pensione;
- la produzione si è ridotta a 500 vetture al giorno su una
linea di produzione, mentre la seconda linea di produzione è
stata fermata;
- l'organico attuale, dopo uno spezzettamento aziendale in 9
società diverse, è di 2100;
PRESO ATTO CHE:
- alcune parti della produzione (di specialità),
precedentemente assegnate a Termini Imerese; sono state
spostate nello stabilimento di Mirafiori;
- l'amministratore Fiat Auto, dichiarando un calo di mercato
di circa 120 mila vetture, ha annunciato un esubero di altri
4 mila lavoratori in tutto il gruppo, intendendo ridurre del
20-30 per cento la capacità industriale dei siti produttivi;
CONSIDERATO, ancora,
- il rischio di un graduale disimpegno dell'azienda sullo
stabilimento di Termini Imerese; il prezzo già pagato con la
perdita di 1000 posti di lavoro e il rischio che lo
stabilimento venga messo fuori dal mercato, viste la basse
quote di produzione assegnare, che non risultano convenienti
per i costi di gestione;
- che i lavoratori negli ultimi quattro mesi sono già stati
costretti a sette settimane di cassa integrazione ed altre
se ne prospettano entro l'anno;
- il rischio concreto esistente per circa un migliaio di
lavoratori dell'indotto presso le zone industriali di
Termini e Carini,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi con le istituzioni preposte, ed in primo luogo
il Ministero per l'industria, affinché sia aperto un tavolo
di trattativa con la direzione generale della Fiat e con le
organizzazioni sindacali perché sia scongiurato l'attuale
concreto rischio di ulteriore disimpegno sull'unico
stabilimento Fiat Auto esistente in Sicilia. (143)
CRACOLICI-SPEZIALE-CAPODICASA
CRISAFULLI-DE BENEDECTIS-GIAN-
NOPOLO-ODDO-PANARELLO-VILLARI
ZAGO
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto alla
vicenda ordini del giorno desidero dire due cose. La prima: sono
stati trasferiti su questo disegno di legge tutti gli ordini del
giorno che erano stati presentati sul buono scuola e dunque vanno
messi in votazione senza discussione. Così come vanno messi in
votazione tutti gli ordini del giorno presentati su questo disegno
di legge. Poichè mi sembra che il clima si sia rasserenato rispetto
a poc'anzi potremmo rapidamente leggere il dispositivo e procedere
alla votazione direttamente con il consenso.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, l'onorevole Granata, se non ricordo
male ed è presente quindi abbiamo la fortuna di un'interpretazione
autentica, penso che abbia rinviato alla legge sul diritto allo
studio.
FLERES. Sul diritto allo studio universitario perchè sono
inerenti per materie.
FLERES. Signor Presidente, siccome stiamo parlando di un disegno
di legge che non era neanche iscritto all'ordine del giorno e ora lo
è, mi auguro che non salti ancora una volta.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno 120?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 125. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 129. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 141. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 142. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 143.
CINTOLA. Chiedo di apporvi la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dall'onorevole
Fleres i seguenti ordini del giorno:
- N. 138 - "Iniziative volte a prevedere nel Trattato Ce
disposizioni di salvaguardia per le zone montane
svantaggiate della Comunità"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
1) Le zone montane europee configurano un insieme di piccole
realtà paesaggistiche rurali portatrici di un importante
retaggio culturale che rappresenta un valore unico e
indivisibile;
2) Le aree montane rappresentano un terzo della superficie
dell'UE;
3) La importanza delle zone di montagna, per l'Unione europea
di oggi come per quella allargata, non va ravvisata soltanto
nei problemi tipici di queste aree, ma anche nei pregi che
le accomunano: la funzione di riserve d'acqua e di energia
idrica, le loro caratteristiche in quanto ecosistemi, aree
di biodiversità, caratterizzate da identità proprie
culturalmente diversificate;
4) Le regioni montane, oltre al clima, alla varietà geografica
e al richiamo come luoghi di cura, di riposo e di svago,
presentano strutture socio-economiche simili tra loro;
5) Il mantenimento e la cura di queste ZONE montane va a
beneficio di tutti e non soltanto di coloro che vivono in
quelle aree; ed infatti la tutela delle acque, la
salvaguardia di spazi per il riposo e il tempo libero, la
produzione di alimenti sani di elevato valore nutritivo e la
difesa dei polmoni verdi va, in particolare, a vantaggio
delle zone vicine ad alta concentrazione abitativa ed in
generale dell'intero territorio;
6) Esiste un rapporto di reciproca necessità tra le ZONE
montane e i centri ad alta concentrazione abitativa. Ed
infatti la montagna rappresenta una valida difesa contro le
calamità naturali per le aree di pianura e per i centri
urbani, a condizione che sia salvaguardato il suo equilibrio
e garantita la sussistenza delle comunità montane;
7) Un ulteriore spopolamento delle aree montane, con la
conseguenza di una crescente concentrazione della
popolazione nelle aree urbane, deve essere assolutamente
contrastato.
CONSIDERATO che:
a) Oltre alle sfide che affrontano a livello locale, queste
zone hanno in comune anche le prospettive di soluzione dei
loro problemi;
b) Va dunque sviluppata una concezione globale, rispondente
alle esigenze di sostenibilità e in grado di garantire posti
di lavoro: solo così sarà possibile difendere le
caratteristiche di maggior pregio di queste zone, per
assicurare i mezzi di sussistenza alla popolazione locale e
garantire aree di sfogo, di rigenerazione e di svago agli
abitanti dei centri urbani;
c) l'abbinamento tra agricoltura ecologica e turismo
rappresenta la chiave per uno sviluppo locale sostenibile;
d) la cooperazione interregionale delle zone di montagna
dovrebbe essere promossa e un'ampia dimensione di
autogoverno dovrebbe trovare riconoscimento nelle
istituzioni dell'UE;
e) appare necessario creare, nell'ambito dell'UE, condizioni
quadro per riaffermare la reale importanza di tutte le zone
montane;
f) è altresì necessario affiancare alle azioni direttamente
spiegate dalla Comunità europea in favore di tali aree anche
azioni locali, che possono essere delineate in una cornice
di massima manovrabilità giuridica ed economica.
Accertato che:
- In un suo documento del 1999, intitolato "Prospettive di
sviluppo degli spazi europei" (European Spatial Development
Perspective/ESDP), l'UE ha stabilito che per uno sviluppo
sostenibile l'Europa ha bisogno di una struttura economica e
abitativa concepita in vista di un "uso equilibrato dei suoi
spazi";
- lo stesso Consiglio delle Comunità europee ha riconosciuto
che tra le zone svantaggiate comunitarie devono essere fatte
rientrare le zone di montagna (articolo 18 del Regolamento
comunitario n. 1257/1999 sul sostegno allo sviluppo rurale
da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di
garanzia);
- le zone di montagna, comprese nella nozione di "zone
svantaggiate" sono quelle "caratterizzate da una notevole
limitazione delle possibilità di utilizzazione delle terre e
da un notevole aumento del costo del lavoro dovuti:
- all'esistenza di condizioni climatiche molto difficili a
causa dell'altitudine, che si traducono in un periodo
vegetativo nettamente abbreviato,
- in zone di altitudine inferiore, all'esistenza nella maggior
parte del territorio di forti pendii che rendono impossibile
la meccanizzazione o richiedono l'impiego di materiale
speciale assai oneroso, ovvero
- a una combinazione dei due fattori, quando lo svantaggio
derivante da ciascuno di questi fattori presi separatamente
è meno accentuato, ma la loro combinazione comporta uno
svantaggio equivalente."
- le misure direttamente poste in essere a livello comunitario
non sono sufficienti a realizzare il superamento del "gap"
infrastrutturale esistente tra le zone montane svantaggiate
e le altre aree;
- è necessario che oltre agli interventi diretti comunitari
vengano sviluppate idonee politiche da parte del Governo;
- tali politiche devono essere realizzate con idonei strumenti
normativi;
- a tal proposito appare congruo estendere anche a tali zone
la strumentazione giuridica che i Trattati hanno messo a
disposizione di altre aree svantaggiate;
Atteso che:
- l'articolo 299 del Trattato Ce stabilisce che alcune
tipologie di regioni svantaggiate ed alle regioni
ultraperiferiche, a causa della loro situazione
socioeconomica strutturale, aggravata dalla grande distanza,
dall'insularità, dalla superficie ridotta, dalla topografia
e dal clima difficili, nonché dalla dipendenza economica da
alcuni prodotti, debbano essere applicate misure specifiche
e politiche comuni;
- lo stesso articolo 299 prevede che tali misure specifiche
possano consistere in particolari politiche doganali,
commerciali e fiscali, nella costituzione di zone franche ed
in disposizioni derogatorie in materia di agricoltura,
pesca, forniture di materie prime e di aiuti di Stato,
nonché in condizioni di accesso di maggior favore ai fondi
strutturali e ai programmi orizzontali della Comunità;
- le zone montane versano strutturalmente in condizioni di
ritardo di sviluppo a causa delle loro condizioni
geografiche e socio-economiche;
- la loro condizione è per molti aspetti simile a quella che
contraddistingue le Regioni che beneficiano, ai sensi
dell'articolo 299 del Trattato Ce, di deroghe
nell'applicazione delle politiche comunitarie di concorrenza
e di interventi specifici da parte della Comunità;
- appare del tutto incongruo che il trattato Ce riconosca da
un lato la sussistenza di condizioni di svantaggio
strutturale a talune zone e dimentichi di considerare la
situazione di difficoltà strutturale in cui versano le zone
montane;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intraprendere ogni azione necessaria ed opportuna ed in
tutte le sedi istituzionali, affinché il trattato Ce venga
modificato in maniera da estendere il regime privilegiato
ivi previsto per le regioni ultraperiferiche, in tutto o in
parte, anche alle zone montane svantaggiate;
- A svolgere un'adeguata azione di sensibilizzazione sia in
ambito nazionale che presso il Parlamento europeo."
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
GAROFALO - CATANIA F.
- N. 139 -"Autorizzazione alle aziende UU.SS.LL. della Sicilia ad
attivare procedure di factoring pro-soluto finalizzate al
reperimento dei fondi necessari per il pagamento della spesa per
l'assistenza farmaceutica convenzionata nella Regione siciliana"
PREMESSO che:
- le farmacie versano in una gravissima crisi economica a
causa dei cronici ritardi con cui vengono effettuati i
pagamenti delle forniture farmaceutiche da parte delle
aziende UU.SS.LL.;
- la forbice tra pagamento a norma di convenzione e reale
soddisfo dello stesso si è ampliata fino ad arrivare
nell'ultimo anno, per alcune province, a circa otto mesi.
- tale situazione è dovuta anche alla circostanza che le AUSL
ricevono la quota di F.S.N. con un ritardo da 20 a 30 giorni
mentre la quota delle F.S.R. con un ritardo di oltre 120
giorni, nonché è dovuta in parte ai notevoli crediti che le
AUSL vantano nei confronti della Regione e dello Stato, fino
alla data del 31/12/2001, per complessivi 2.307 miliardi
circa di vecchie lire;
- solo parte di tale credito sarà ripianato con la
cartolarizzazione in corso di perfezionamento;
- la Regione siciliana versa in atto in grave e cronica
liquidità di cassa.
CONSIDERATO che:
- con deliberazione n. 42 dell'11 febbraio 2002 della Giunta
regionale di Governo e con circolare n. 1062 del 12 febbraio
2002 dell'Assessorato regionale della Sanità è stata
individuata nella "Rinegoziazione delle scadenze con i
creditori nel limite massimo previsto per ogni singola
azienda sanitaria per l'attivazione delle anticipazioni
bancarie con il proprio tesoriere" la via preferenziale da
seguire per reperire liquidità di cassa;
- l'attivazione delle procedure di factoring pro-soluto oltre
a consentire alle AUSL di garantire la correntezza di
pagamento alle farmacie delle prestazioni farmaceutiche
porterebbe alle casse delle stesse aziende un sicuro
risparmio per i seguenti motivi:
a) eviterebbe il ricorso, da parte delle farmacie, alle azioni
esecutive che hanno comportato oneri aggiuntivi superiori a
quelli relativi al factoring stesso;
b) eliminerebbe il ricorso alle anticipazioni di segreteria,
strumento burocratico laborioso, di brevissimo termine e
quindi di effimera efficacia;
c) scongiurerebbe, in estrema analisi, da parte delle
farmacie, il possibile ricorso ad azioni sindacali
finalizzate alla interruzione della erogazione delle
prestazioni farmaceutiche.
Tutto ciò PREMESSO e CONSIDERATO:
- alla luce anche dei citati provvedimenti governativi dai
quali si evince la chiara volontà del Governo di perseguire
la via "dell'anticipazione di cassa" quale unico mezzo per
giungere al ripiano della situazione debitoria delle AUSL
della Sicilia;
- e in considerazione del parere favorevole espresso dai
Direttori Generali delle nove AUSL della Sicilia nella
Conferenza di Servizi del 2 agosto 2002 all'attivazione
della procedura medesima,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad emanare i necessari atti amministrativi idonei a
consentire, alle AUSL della Regione siciliana, l'attivazione
delle procedure di factoring pro-soluto, finalizzate al
ripiano della situazione debitoria relativa all'assistenza
farmaceutica in Sicilia."
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - SCOMA -
GAROFALO - CATANIA F.
N. 140 - Iniziative per la salvaguardia, la tutela e lo sviluppo
dei piccoli comuni siciliani.
CONSIDERATO:
- lo straordinario patrimonio di cultura e di sapere di cui
sono portatori i centri minori della nostra Isola;
- la fondamentale funzione di tutela e valorizzazione, oltre
che del patrimonio culturale e sociale, anche di quello
ambientale, garantita da un'armonica distribuzione della
popolazione sul territorio;
- la condizione di forte disagio vissuta dai centri di minori
dimensioni a causa della rarefazione dei servizi
territoriali, e comunque i generali problemi di isolamento
vissuti dai piccoli centri;
- il rischio di impoverimento del sistema di attività
economiche e produttive;
- il rischio idrogeologico conseguente, tra l'altro, allo
spopolamento delle zone montane, pedemontane, e comunque a
tradizionale vocazione agricola.
VISTE:
- la sollecitazione di intervento a tutela dei centri minori
avanzata da numerosi soggetti politici ed economici oltre
che dal mondo dei media;
- le numerose esperienze che nazioni europee hanno avviato in
tema di politiche locali di intervento;
- il progetto di legge nazionale in itinere volto all'adozione
di misure di sostegno ai comuni con popolazione inferiore a
5.000 abitanti.
RITENUTO CHE:
- la diffusione territoriale dei servizi che assicuri ad essi
maggiore competitività;
- la ricchezza insediativa rappresenti una peculiarità del
nostro sistema sociale, culturale ed economico;
- la distribuzione della popolazione sul territorio
costituisca, inoltre una garanzia di manutenzione del
territorio stesso;
- le forme associative rappresentino una via possibile per la
salvaguardia delle piccole realtà locali consentendo una
gestione sinergica dei servizi e facilitando la cofruizione
dei finanziamenti pubblici sia regionali che comunitari;
- l'obiettivo di lungo periodo, nell'ambito dello sviluppo
sostenibile, sia comunque quello di un richiamo, oltre che
di mantenimento della popolazione nei piccoli centri;
- per la salvaguardia e lo sviluppo dei piccoli centri siano
necessari:
a) l'implementazione delle reti di comunicazione;
b) il potenziamento dei sistemi di protezione civile;
c) la valorizzazione delle risorse umane anche attraverso lo
sviluppo dell'animazione sociale e in genere attraverso il
rafforzamento della "vivibilità" del territorio;
d) facilitazione d'accesso ai servizi essenziali innanzitutto
di assistenza sanitaria e farmaceutica;
e) mantenimento e sviluppo dei presidi produttivi e dei
relativi livelli occupazionali;
f) promozione di forme agevolate e il più possibile capillari
di diffusione dei servizi telefonici, telematici e di
accesso ad internet sul territorio;
g) garanzie di agevolazioni fiscali alle singole
amministrazioni, alle imprese ed ai singoli cittadini,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative in premessa indicate
intervenendo anche presso il Governo nazionale e la comunità
europea.
FLERES-CATANIA G.-MAURICI-
GAROFALO-SCOMA
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 138. Il parere del
Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio, la pesca e
l'artigianato. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 139. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio, la pesca e
l'artigianato. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 140.
Comunico che l'onorevole Formica ha chiesto di apporre la
propria firma a questo ordine del giorno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio, la pesca e
l'artigianato. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.
Art. 14.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
All'articolo 14 è stato presentato il seguente emendamento
modificativo 14.1: "Dopo le parole 'Regione siciliana', aggiungere
le seguenti: 'ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione'".
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
per gli onorevoli Misuraca, Vicari, Moschetto, Leontini, Leanza
Edoardo, Leanza Vincenzo, D'Aquino, Castiglione e Stancanelli.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge numero 298.3 - Norme
stralciate I/A. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Informo che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 15 ottobre
2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 167 - "Interventi circa il paventato intervento militare in
Iraq".
Miccichè; Ferro; Morinello; Raiti.
Presentata l'1/10/2002.
N. 168 - "Autorizzazione alle Aziende unità sanitarie locali
della Sicilia per attivare le procedure di factoring pro-so-
luto finalizzate al reperimento dei fondi necessari per il
pagamento della spesa per l'assistenza farmaceutica conven-
zionata nella regione siciliana".
Fleres; Catania G.; Maurici; Scoma; Garofalo; Catania F..
Presentata l'1/10/2002.
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Disposizioni urgenti nei settori dell'artigianato, del
commercio, della cooperazione e della pesca" (n.
298.3-Norme stralciate I/A).
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Interventi per l'attuazione del diritto allo studio
universitario in Sicilia" (nn. 271-341).
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 21.06.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.55)
99m ( CHAR ACCE FONT.QGPL)