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Resoconto d'Aula della Seduta n. 96 di martedì 05 novembre 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BASILE,  segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  n.  94  e n.  95 del 30 ottobre 2002 che, non sorgendo osservazioni,
  si intendono approvati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                          SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel verbale della
  seduta n. 94, testè  approvato,  era  riportato l' intervento con il
  quale chiedevo che il  Presidente  della Regione venisse in Aula per
  rappresentarci la situazione  del Banco di Sicilia rispetto al nuovo
  piano industriale che ha presentato.
       In questi giorni sono successi dei fatti oltremodo gravi.
       Signor Presidente, inoltre  domenica  mattina  si  è svolta una
  riunione straordinaria  del Consiglio dei Ministri sull'onda emotiva
  di un lutto dolorosissimo  che ha colpito tutti gli italiani, perché
  la morte di 26  bambini  all'interno  di  un plesso scolastico non è
  solo  il lutto di  quelle  26  famiglie  ma  di  tutte  le  famiglie
  italiane.
       Secondo  me  quella  mattina a Palazzo Chigi  si  è  svolto  un
  Consiglio dei Ministri ancora una volta devastante  per  la Sicilia:
  avere  determinato  in  una cifra, 10 milioni di euro, un intervento
  straordinario  per  gli  eventi  che  stanno accadendo in Sicilia, è
  offensivo nei confronti di questa terra.

     PRESIDENTE. Onorevole Acierno, intervenga sull'ordine dei lavori

     ACIERNO. Sto  intervento  sull'ordine  dei  lavori.
       Allora, Signor Presidente, le chiedo di fare  venire in Aula il
  Presidente della Regione, perché io credo che  a Roma qualcuno abbia
  dimenticato che oltre ad un vulcano in eruzione che ha determinato e
  sta determinando ancora in queste ore la  chiusura  di  un aeroporto
  internazionale,  l'impossibilità  per  centinaia   di   migliaia  di
  cittadini di potere camminare per le strade,  un  terremoto  che  ha
  messo  in  mezzo  alla  strada  più di  mille  famiglia;  un  evento
  calamitoso  naturale che è la siccità, che da più  di  un  anno  sta
  gravando  sull'economia della Sicilia; la chiusura, oramai acclarata
  dal Ministro del Lavoro, dello stabilimento Fiat di Termini Imerese,
  con tremila famiglie che  tra  venti  giorni  perderanno il posto di
  lavoro;  se tutto questo  viene  contabilizzato  con  un obolo di 10
  milioni di Euro, io  credo  che  tutti  noi  dovremmo,  come  stanno
  facendo alcuni  sindaci, consegnare quella virtuale fascia tricolore
  che ognuno di noi  porta  nel  rappresentare  il popolo siciliano in
  questo Parlamento al  Presidente dell'Assemblea ed al Presidente del
  Governo regionale perché  è  inutile che noi continuiamo a lavorare,
  a  legiferare  per nome e  per  conto  di  un  popolo  che  è  stato
  dimenticato dagli uomini e da Dio.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  approfitto   della  presenza  del
  Governo perché è stata sollevata  giustamente dall'onorevole Acierno
  una questione che è abbastanza delicata: se in materia di protezione
  civile  e  in  materia  di interventi dovuti  ad  eventi  di  natura
  tellurica  la  competenza non sia esclusivamente  dello  Stato.
       C'è  una vecchia discussione che si è sviluppata nel Parlamento
  regionale e più di una volta si è sostenuta la tesi opportuna che se
  l'intervento  in  questa materia - essendo la Regione siciliana, fra
  l'altro  una  terra  che  è  sottoposta continuamente, purtroppo, ad
  eventi  sismici  -  dovesse  di volta in volta impegnare il bilancio
  della Regione, noi rischieremmo di impegnare l'intero bilancio della
  Regione,  perché  non sappiamo gli eventi sismici che tipo di natura
  hanno.
       Pertanto,  approfitto della presenza del  Governo.  Il  Governo
  regionale ha tenuto una riunione di Giunta recentemente sui problemi
  dell'eruzione  dell'Etna,  a Linguaglossa, ed ha deciso di stanziare
  50 milioni di euro.
       Siccome  la delibera non è ancora pronta,  vorremmo  sapere  da
  quale capitolo vengono presi questi soldi, se  c'è una disponibilità
  di  risorse  per  evitare  che  ci  possa  essere  un  atteggiamento
  ingannevole,  soprattutto  in questo momento,  nei  confronti  delle
  popolazioni: condividiamo pienamente che questi soldi, eventualmente
  impegnati  a   valere   sul   bilancio   della   Regione,   dobbiamo
  interpretarli come anticipazione di somme dovute dallo Stato.

     PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, siamo sull'ordine dei lavori. E'
  un argomento importantissimo per relegarlo nei limiti di un richiamo
  all'ordine dei lavori

     SPEZIALE.  Però,  signor  Presidente,  visto  che  c'è il Governo
  presente  e  visto  che  non  è stato possibile avere una conoscenza
  diretta   dell'atto  di  Giunta  perché  ancora  non  è  formalmente
  pervenuto  e  non  è  in  nostro possesso, voglio approfittare della
  presenza  del  Governo  perché  chiarisca  quali  sono i termini del
  provvedimento  che  è  stato  assunto  a Linguaglossa e lo chiarisca
  davanti al Parlamento.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore Granata.

     GRANATA, assessore per  i  beni  culturali ed ambientali e per la
  pubblica  istruzione.  Signor Presidente, rispondo in modo del tutto
  inusuale, come lei diceva, perché  l'argomento meriterebbe ben altro
  spazio  e  ben  altro  approfondimento;  io  adesso  non  ho  qui lo
  specchio  tecnico  della delibera di Giunta che abbiamo fatto in una
  seduta   pubblica   alla  quale  hanno  partecipato  i  Sindaci,  il
  Presidente  della  Provincia,  il Prefetto e le istituzioni.
       Abbiamo ritenuto doveroso, come Governo della Regione, andare a
  Linguaglossa, tenere una riunione di  Giunta pubblica in cui si sono
  assunti degli impegni rispetto  al  bilancio  della Regione, impegni
  concreti  che  abbiamo,   ogni  assessorato,  concretizzato  in  una
  individuazione di somme  da  utilizzare,  appunto,  per l'emergenza,
  alla luce di ciò che sta avvenendo.
       Devo dire,  in modo particolare, per quanto riguarda l'edilizia
  scolastica che, come  voi  ricorderete,  il  Governo era riuscito ad
  utilizzare 100 miliardi dei cosiddetti ex fondi Gescal relativamente
  ad  un  progetto di edilizia scolastica ed abbiamo deciso, in Giunta
  aperta,  ma  formalmente  con  un  atto  di  Governo e di Giunta, di
  utilizzare  almeno  il  30%  di  quei fondi per interventi immediati
  sull'edilizia scolastica dei  Comuni colpiti direttamente dal sisma;
  ed in questo, ritengo, che anche la  città  di Catania e la città di
  Palermo, per le questioni  che  anche  prima erano avvenute, debbano
  essere interessate a questo provvedimento.
       Ma  la  valutazione  va  oltre;  io posso rispondere per quanto
  riguarda, anche alla luce di  ciò  che  è  avvenuto in Molise, circa
  la notevolissima ed anche fondata  dinamica  di  allarme  che  si  è
  allargata  a macchia d'olio  in  tutte  le  famiglie,  che  riguarda
  l'allarme sulle scuole siciliane.
       L'onorevole  Cracolici, l'altro ieri, puntualmente come sempre,
  ha  detto una cosa che condivido in pieno: qui non si tratta di fare
  monitoraggi perché  i monitoraggi li  abbiamo  già. Qui si tratta di
  programmare,  in  modo  serio,   tutta   una   serie  di  interventi
  scalettando le priorità, cosa  che proprio oggi in Assessorato della
  Pubblica istruzione, alla  presenza  del  Dirigente  del  Ministero,
  dottor Di Stefano, del dottor Lo Franco, dell'ingegnere Nicosia, che
  si occupa di edilizia scolastica, abbiamo iniziato a fare per capire
  di  quali risorse possiamo  servirci  utilizzando  quegli  ex  fondi
  Gescal. E qui, devo dire,  qualche cosa di ulteriore: mi è pervenuta
  una  richiesta  da  parte  di  alcuni  gruppi  parlamentari  che  ho
  incontrato ufficialmente, parlo  del gruppo parlamentare di Alleanza
  nazionale,  del gruppo parlamentare  di  Nuova  Sicilia,  di  andare
  eventualmente a reperire su fondi, anche utilizzati in precedenza...

     PRESIDENTE. Onorevole  Granata,  mi  dispiace, ma  è  soltanto un
  richiamo  all'ordine dei  lavori,  non  si  può  fare  un  dibattito
  organico  su  questo  tema  perché  c'è  un  ordine  del  giorno  da
  rispettare. La ringrazio.

     GRANATA, assessore per i beni  culturali ed  ambientali  e per la
  pubblica  istruzione.  Devo dire che, comunque, c'è già una dinamica
  di individuazione di questo argomento.

     SPEZIALE.  C'è  un ordine del giorno su questo argomento, a firma
  del Gruppo DS, che darà l'occasione di approfondire.

     LO CURTO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Sullo stesso argomento?

     LO CURTO . Sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Se  il  suo intervento verte sullo stesso argomento,
  la  prego  di  considerarlo  chiuso perché  deve essere destinato ad
  un'occasione apposita.

     LO CURTO . Caso mai  questo  era  il  mio  suggerimento.

     PRESIDENTE.  E allora lo faccia  pure  ma  comprenda  che  io  ho
  bisogno  di  evitare  che   si  trascuri  l'ordine  del  giorno  per
  improvvisare dibattiti su altra materia.

     LO  CURTO . Signor  Presidente,  non  voglio  improvvisare  alcun
  dibattito: sono s'accordo con  lei sul fatto che su questo argomento
  è necessario che ci sia, innanzitutto, una Conferenza dei Presidenti
  dei gruppi parlamentari e  poi, anche, un dibattito d'Aula nel quale
  sia presente il Presidente  della  Regione  che ha presieduto quella
  Giunta.
       Signor Presidente, mi perdoni  se  prendo  la  parola  dal  mio
  banco.
       Anche  noi  siamo   intervenuti  intempestivamente  perché  lei
  avrebbe fatto osservato un minuto di silenzio e di raccoglimento...

     PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, non  mi  avete  ancora  dato  la
  possibilità,  con  questi   interventi  sull'ordine  di  lavori,  di
  compiere il mio dovere, cosa che intendo fare dopo le comunicazioni.
       Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.


   Presidenza del presidente Lo Porto


              ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  pervenute  le  seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

       - da parte dell'Assessore per l'agricoltura:

            N.     356  -  Modifiche  alla  disciplina  normativa  del
          caciocavallo e della provola ragusana.
          Firmatario: Incardona Carmelo

       - da parte dell'Assessore per gli enti locali:

            N.     612  -  Notizie  circa  le  disposizioni  normative
          riguardanti i componenti  dei  consigli  di  amministrazione
          delle     aziende  speciali  e  delle  società  di  capitali
          partecipate dagli enti locali.
          Firmatari: Catania    Giuseppe;  Fleres  Salvatore;  Maurici
          Giuseppe; Baldari Nicola Renato

               Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
           resoconto stenografico della seduta odierna.

               ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

       -  "Norme   per   la  costituzione  delle  province  regionali.
  Modifica della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9" (n. 513)
       - iniziativa governativa
       - presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per  gli  enti locali (D'Aquino) in data 30
  ottobre 2002

       - "Interventi volti  a  migliorare  le  condizioni  di vita nei
  piccoli comuni montani e nelle isole minori. Disciplina del sostegno
  delle attività produttive  e  per la promozione e valorizzazione del
  patrimonio naturale e storico-culturale dei piccoli comuni montani e
  delle Isole minori" (n. 514)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
  Garofalo, Scoma, Mercadante, Catania Franco in data 30 ottobre 2002.

       - "Interventi per  favorire la permanenza del personale a tempo
  indeterminato nel settore della formazione professionale" (n. 515)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dall'onorevole Papania in data 30 ottobre 2002

       - "Norme per  la  costituzione  dei  consorzi  fra  le  aziende
  ospedaliere  e   le   aziende  sanitarie  locali  per  gli  acquisti
  centralizzati" (n. 516)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato  dagli  onorevoli  Zangara,  Barbagallo, Genovese,
  Gurrieri, Tumino, Vitrano, in data 31 ottobre 2002

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE  ALLE  COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che  i  seguenti disegni di legge sono stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -   "Norme   per   il   riconoscimento   di   rappresentatività
  dell'organizzazione sindacale U.G.L" (n. 500)
       - iniziativa parlamentare

       - "Modifiche alla  legge  regionale  1  settembre  1993,  n. 26
  concernente norme elettorali" (n. 501)
       - iniziativa parlamentare

       - "Norme  per  la concessione di un contributo all'Associazione
  nazionale combattenti e reduci" (n. 503)
       - iniziativa parlamentare

       -    "Norme    sul    riscontro    parlamentare   sull'attività
  dell'Amministrazione regionale e  degli enti e delle aziende da essa
  dipendenti  e/o  vigilati  e/o  controllati.  Modifiche  alla  legge
  regionale 15 maggio 2000, n. 10" (n. 507)
       - iniziativa parlamentare

       - "Disposizioni  in  materia  di  beni demaniali e patrimoniali
  della Regione siciliana.  Procedura agevolata per la riscossione dei
  crediti.  Unificazione  di  compiti di coordinamento ed indirizzo in
  un unica struttura" (n. 511)
       - iniziativa parlamentare - PARERE IV

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       - "Interventi per lo sviluppo di attività agricole" (n.
       505)
       - iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       -   "Disposizioni  riguardanti  l'autorizzazione  per  l'inizio
  lavori in zone sismiche.  Norme per l'accelerazione delle procedure"
  (n. 506)
       - iniziativa parlamentare

       - "Modifiche alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14 recante:
  'Modifiche ed integrazioni  alla  legge  regionale 6 maggio 1981, n.
  98: 'Norme per  l'istituzione  nella  Regione  di  parchi  e riserve
  naturali'. (n. 508)
       - iniziativa parlamentare

       - "Provvedimenti in  favore  del  comune di Niscemi colpito dal
  dissesto idrogeologico del 12 ottobre 1997" (n. 510)
       - iniziativa parlamentare

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       - "Modifiche  ed  integrazioni  alla  legge regionale 9 ottobre
  1998, n.  26 sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione
  siciliana" (n. 499)
       - iniziativa parlamentare

       - "Istituzione  del ruolo regionale speciale ad esaurimento del
  personale addetto  alle  attività  di  formazione professionale" (n.
  512)
       - iniziativa parlamentare

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       - "Norme per  il  sostegno economico alle famiglie con pazienti
  oncologici in trattamento con la multiterapia Di Bella" (n.  504)
       - iniziativa parlamentare

                       INVIATI IN DATA 29 OTTOBRE 2002.

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE. Comunico  che sono pervenute dal Governo ed assegnate
    alle Commissioni legislative le seguenti richieste di parere:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           - "Legge regionale  30  novembre  1993,  n.  30  - art. 55,
           comma 5 - Direttori generali Aziende Unità sanitarie locali
           e Aziende ospedaliere" (n. 85)
           - pervenuto in data 29 ottobre 2002
           - trasmesso in data 29 ottobre 2002

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           - "Piano propaganda turistica 2003" (n. 86)
           - pervenuto in data 30 ottobre 2002
           - trasmesso in data 31 ottobre 2002.

                       COMUNICAZIONE DI PARERE RESO

     PRESIDENTE.   Comunico   che   è  stato  reso  dalla  Commissione
  legislativa "Servizi sociali e sanitari" (VI) il seguente parere:

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

           - "Disposizioni  per  il contenimento della spesa sanitaria
           nella Regione siciliana - Modifica" (n. 82)
           - reso in data 29 ottobre 2002
           - trasmesso in data 31 ottobre 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI

     PRESIDENTE. Comunico  le  assenze  e  sostituzioni  alle riunioni
  delle Commissioni per il periodo 29 - 31 ottobre 2002.

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 29.10.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI-
                          SANZERI-SCOMA

   Riunione
   congiunta con Comm.Statuto del 31.10.02: LEANZA E.-IOPPOLO-SCOMA

                             BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 29.10.02: GENOVESE-LEANZA V.

   Sostituzioni
   Riunione del 29.10.02: LEONTINI sostituito da MAURICI
                          FLERES      "       "  CATANIA Giuseppe
                          MANCUSO     "       "  SAVARINO

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 29.10.02 (pom.): ZAGO-DE BENEDICTIS-GURRIERI-RAITI
                                 SPAMPINATO

   Sostituzioni
   Riunione del 29.10.02 (pom.): VICARI sostituito da GIAMBRONE

      "      "  30.10.02: SBONA-ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS-INFURNA
                          LO CURTO-MAURICI-RAITI-SPAMPINATO-VICARI

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione del 29.10.02: LEANZA N.-CATANIA F.-FERRO-GIANNOPOLO

                      SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 29.10.02: BASILE

      COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

   Riunione
   congiunta con I Commissione del 31.10.02: FLERES-FORGIONE-FORMICA
                                             ORLANDO-VIRZI'

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

       - con richiesta di risposta orale

            N. 876 - Notizie in merito al mancato avviamento di agenti
          socio-sanitari presso il Policlinico di Messina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            Firmatario:
          Panarello Filippo

       - con richiesta di risposta scritta

            N. 873 - Notizie in ordine alla richiesta di
          autorizzazione       per  l'esercizio  di  un  gabinetto  di
          plesioterapia a San Giovanni La Punta (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            Firmatario:
          Barbagallo Giovanni

            N. 874 - Notizie circa  i  ritardi  nell'erogazione  delle
          somme relative all'autonomia scolastica.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            Firmatari:
          Barbagallo Giovanni; Tumino Carmelo

            N. 875 - Opportune iniziative allo scopo di valorizzare le
          competenze acquisite dai lavoratori volontari del 118.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            - Assessore Lavoro
            Firmatari:
          Liotta Santo; Forgione Francesco

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

            N.     67  -  Notizie  circa  la  prevista  trasformazione
          dell'ospedale 'G. Giglio' di Cefalù in centro di  eccellenza
          ad indirizzo oncologico.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            Firmatario:
          Antinoro Antonio

            N. 68 - Notizie sull'efficacia di un parere del  1999  del
          Consiglio      di  giustizia  amministrativa  della  Regione
          siciliana relativo all'istituzione della  Riserva  di  Monte
          Pellegrino.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Enti Locali
            Firmatari:
           Virzi' Gioacchino; Ioppolo Giovanni

          COMUNICAZIONE DI INTERROGAZIONE DA INTENDERSI SUPERATA

     PRESIDENTE. Comunico, che con nota del 22 ottobre 2002, pervenuta
  alla Segreteria generale  il 3O ottobre successivo ed al Servizio di
  Segreteria il 4  novembre  2002,  l'Assessore per l'agricoltura e le
  foreste ha  precisato  che  l'interrogazione  a  risposta scritta n.
  400, "Iniziative  del Governo della Regione riguardanti i lavoratori
  precari forestali", a  firma  dell'onorevole Gurrieri ed altri, è da
  intendersi superata.

       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  CORDOGLIO PER LE VITTIME DEL RECENTE SISMA IN MOLISE ED INIZIATIVE
  PER LE POPOLAZIONI DANNEGGIATE DAI RECENTI EVENTI SISMICI E VULCA-
  NICI IN SICILIA

                      (Tutta l'Aula si alza in piedi)

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  sebbene  sia passata già qualche
  fase di tempo  abbastanza  lunga  rispetto alla circostanza luttuosa
  della morte di numerosi alunni nel paese di San Giuliano colpito dal
  terremoto,  avverto  anch'io,   come   del   resto  ho  colto  dalle
  sollecitazioni  dei colleghi e  di  quest'Aula,  il  bisogno  di  un
  ricordo  di  questo evento; il ricordo legato, come sempre accade in
  questi casi, alla pietà umana di fronte alla perdita di bambini che,
  in  fondo,  svolgevano in quel momento il compito di tutti i bambini
  del mondo:  andare a scuola per imparare e per giocare.
       Questa  tragedia  di per sé grave, perché un terremoto è sempre
  un  evento tragico per tutta l'umanità, si copre di maggiore gravità
  e   drammaticità   perché   colpisce  numerosi  bambini.  Di  questo
  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha piena coscienza e rivolge alle
  famiglie,  al  paese  di  San Giuliano e alla memoria dei piccoli il
  proprio più accorato pensiero.
       Se  a questo evento  così  tragico  si  aggiunge, purtroppo, la
  consuetudinaria sollevazione dei  problemi sulle responsabilità e se
  a questo argomento  si  aggiunge  l'apertura persino di un'inchiesta
  giudiziaria, l'amarezza e l'angoscia  si sommano in un sentimento di
  insofferenza che non può  non riguardare tutti voi, tutti noi, tutta
  l'Istituzione parlamentare intesa nel suo più largo complesso.
       E' veramente odioso  che  in  questo  Paese  debbano  scoppiare
  tragedie la cui storia  è  inutile  descrivervi, la conoscete tutti,
  dagli anni '60 in poi,  dal  Vajont   a  questa  parte, dal Belice a
  questa parte.
       Se  alla  storia di questi eventi tragici, legati alla fatalità
  di  un  territorio  sottoposto  a questo tipo di fenomeni, sempre si
  aggiunge,  tuttavia,  la  riserva  mentale  di  quanto poteva essere
  evitato  e di quanto non è stato evitato, la cosa diventa ancora più
  grave, diventa ancora meno comprensibile; diventa ancora più urgente
  per  noi  classe  politica operare affinché determinate cose che sul
  piano tecnico si possono evitare non abbiano mai più a verificarsi.
       Qualcuno,  nel  sia  pure  breve arco di tempo che ha preceduto
  queste  mie  parole,  ha accennato al problema. In questo momento la
  nostra Sicilia è colpita da un fenomeno sismico altrettanto grave se
  non  doloroso  come  il  precedente:  in determinate provincie, come
  Catania  e  Siracusa,  si assiste in questo momento alla assenza dei
  bambini  a  scuola  perché  le  famiglie, i genitori si rifiutano di
  mandarli in quanto alcuni complessi scolastici presentano carenze di
  struttura  che  allarmano giustamente al cospetto di quelle scene. A
  fronte  di  ciò,  sia  pure  nelle  strette  maglie  di  un bilancio
  asfittico  come  quello  regionale, tuttavia dobbiamo agire e far sì
  che  questo elemento conquisti il primo piano. Ed io mi associo alle
  richieste  di  quanti  hanno sollecitato il Governo in questo senso.
       Occorre  portare  in  primo piano l'emergenza scolastica perché
  finalmente  si  discuta  e  si  decida  che  quel  poco  di  finanze
  disponibili  vengano  destinate  a  questo  scopo,  cioè  rendere le
  famiglie  serene  e  le  scuole sicure.
       Ecco  il  modo  migliore  di  celebrare l'evento doloroso. E la
  nostra  rievocazione  ed  il  nostro  pensiero espresso nel modo più
  semplice,  ma nello stesso tempo più convinto, sono il modo migliore
  affinchè  il Governo della Regione siciliana si adoperi per superare
  immediatamente questa emergenza scolastica.
       Osserviamo  un  minuto di silenzio in raccoglimento, in memoria
  dei bambini defunti.

                  (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
  sia  formale l'adesione dei DS, del centrosinistra, credo di tutti i
  parlamentari  di  quest'Aula, alle  parole  che  ella ha espresso in
  memoria  e ricordo della tragedia del Molise.
       Credo  che  a  noi  tutti  spetti  il compito di dare parola ai
  sentimenti  che  abbiamo  provato  vedendo quelle immagini incollati
  ai televisori  in  attesa  spasmodica  della  possibilità  di vedere
  uscire da quelle macerie qualche bambino in vita.
       Però, c'è un tempo delle  parole,  ma  c'è  anche  un tempo del
  fare; io mi auguro,  signor  Presidente, che anche questo Parlamento
  rifletta  serenamente,  ma  rifletta  seriamente  sul  fatto  che  i
  terremoti in sé sono calamità  naturali  che  non producono morte in
  sé; ciò che produce morte,  molto spesso è ciò che costruisce l'uomo
  e soprattutto come costruisce l'uomo.
       Quindi, il  terremoto  diventa  una sorta di "tribunale divino"
  che giudica anche ciò che l'uomo realizza.
       Allora,  la  possibilità  che  ci  è  data  di  riflettere,  di
  ragionare serenamente, pacatamente, ma  seriamente  è anche data dal
  fatto che a noi Parlamento,  a  noi  Assemblea  regionale  tocca  il
  compito  anche di legiferare  per  garantire  sicurezza  nel  nostro
  territorio, in  modi  da  avere  la possibilità che i nostri bambini
  possano andare  in  scuole sicure, che i nostri malati possano stare
  ricoverati in  ospedali  sicuri, che, insomma, ciò che è la presenza
  dello Stato,  della  Regione,  cioè  la  presenza pubblica, abbia un
  supplemento di sicurezza e di garanzia per i cittadini.
       Io, a  questo  proposito  (l'Assessore Granata lo ricordava) ho
  voluto dire  all'Assessore  Granata, a proposito della psicosi che è
  scattata in questi giorni dopo i tragici fatti di San Giuliano anche
  nelle scuole  siciliane,  tra  le  famiglie  siciliane,  che noi non
  abbiamo bisogno di monitorare continuamente, di nominare commissioni
  che si occupino  di  studiare i problemi, noi per ultimo abbiamo, da
  parte del  C.N.R.,  un  monitoraggio  su  tutte  le scuole pubbliche
  siciliane che è stato fatto nell'anno 2000.
       Abbiamo i  dati,  conosciamo  tutto,  ades6o a noi si chiede di
  intervenire, di  spostare  risorse  per  mettere  in  sicurezza, per
  garantire quelle  condizioni  che  rimuovano  le  ragioni di psicosi
  collettiva, di  fobia  collettiva  nei  confronti  delle scuole o di
  tutte le strutture pubbliche.
       Ma un  altro  elemento  che,  io credo, questo Parlamento debba
  serenamente prendere  in  considerazione  e  su cui debba seriamente
  riflettere è certamente  questo: non è con la strada dei condoni che
  affrontiamo e  garantiamo  sicurezza in questo territorio; non è con
  la strada dei  condoni, che serve molto spesso a sanare dal punto di
  vista amministrativo  un  abuso,  ma  non  sana  il  problema  della
  sicurezza nel nostro territorio.
       Ecco perché  io credo che il Parlamento ha il dovere certamente
  di esprimere,  come lei ha fatto egregiamente, solidarietà, ricordo,
  memoria, ma ha  anche  il  dovere di essere coerente con il ricordo,
  con la memoria, con la solidarietà di fare ognuno la nostra parte. E
  noi possiamo  fare  la  nostra  parte,  perché  in questa Regione la
  sicurezza del territorio, la sicurezza delle costruzioni costituisca
  una priorità per  la  politica  e non un fatto residuale a cui diamo
  valore marginale  dando  ad  altre  priorità,  come  la  strada  dei
  condoni,  come   strada,  che  io  considero,  quella  sì,  la  vera
  autostrada che favorisce la possibilità di avere nuovi lutti e nuovi
  morti.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Vorrei   però   pregare   i  colleghi  di  svolgere
  interventi brevi,  perché  ancora  non  abbiamo  affrontato  i punti
  all'ordine del giorno.

     FORMICA. Rinuncio al mio intervento.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "INTERVENTI PER
    L'ATTUAZIONE  DEL  DIRITTO  ALLO  STUDIO UNIVERSITARIO IN SICILIA"
    (NN. 271-341/A).

     PRESIDENTE. Si passa  al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
  della discussione  del disegno di legge "Interventi per l'attuazione
  del diritto allo studio universitario in Sicilia" (nn. 271-341/A).
       A tale riguardo  voglio ricordare a tutta l'Assemblea che nella
  seduta precedente abbiamo  dibattuto  a lungo sulle tematiche legate
  ai processi di  invalidazione  di  una  votazione piuttosto che alla
  loro validazione.
       Abbiamo, quindi,  concluso con delle decisioni finali.  Una, da
  me  annunziata,   è  quella  di  procedere  verso  una  riforma  del
  Regolamento che  prescriva  in  astratto una maggiore possibilità di
  dirimere le  vicende  che  sono  state oggetto dell'articolo 2 e dei
  rispettivi emendamenti al comma 4.
       L'altra  attiene   ad   un   mio  rinvio  all'unico  punto  del
  Regolamento che  è l'articolo 117, qualora a fine discussione l'Aula
  ritenesse di  adempiere allo spirito del secondo comma dell'articolo
  117.
       Avendo così io  assicurato  la  volta precedente, ad inizio del
  dibattito sull'articolo  3,  desidero  precisare  che sarà mia cura,
  completato l'iter  di  tutto  il  disegno di legge sull diritto allo
  studio universitario,  esperire le procedure legate al secondo comma
  dell'articolo 117, così come stabilito nella volta precedente.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Comunico che è  stato presentato l'ordine del giorno numero 152
  "Interventi  per  il  ripristino  dell'applicazione dell'articolo 37
  dello Statuto  siciliano"  a  firma  degli onorevoli Cintola, Croce,
  Papania,   Tumino,  Liotta,  Speziale,  Formica,  Savarino,  Savona,
  Giuseppe Catania, Maurici, Baldari, Rotella.
       Ne do lettura.

   PREMESSO che:

        - l'articolo  37 dello Statuto della Regione siciliana, il cui
          dettato   prevede   che   "Per   le  imprese  industriali  e
          commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio
          della   regione,  ma  che  in  essa  hanno  stabilimenti  ed
          impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la
          quota   del  reddito  da  attribuire  agli  stabilimenti  ed
          impianti  medesimi  e  l'imposta,  relativa  a  detta quota,
          compete   alla   Regione  ed  è  riscossa  dagli  organi  di
          riscossione della medesima", è disatteso ormai dal 1975;

   CONSIDERATO CHE:

        - allo  stesso  art. 37 dello Statuto della Regione siciliana,
          era  stata  data  puntuale  esecuzione  fino  all'entrata in
          vigore  della riforma tributaria di cui alla legge delega n.
          825/1971  e  che  tale  riforma, pur comportando un profondo
          rinnovamento  dell'ordinamento tributario, non giustifica in
          alcun modo la disapplicazione del menzionato art. 37;

   TENUTO CONTO CHE:

        - alla  Camera  dei Deputati è stato presentato un progetto di
          legge  che crea di fatto i presupposti tecnico giuridici per
          ripristinare  gli  adempimenti  prescritti  dall'articolo 37
          dello  Statuto  della  Regione  siciliana  ed in particolare
          indica  che  "i  soggetti  passivi  dell'imposta sul reddito
          delle  persone  fisiche  e  dell'imposta  sul  reddito delle
          persone  giuridiche,  che  esercitano  imprese industriali e
          commerciali  con  sede  legale  fuori  dal  territorio della
          Regione  siciliana,  ma  che  in  essa hanno stabilimenti ed
          impianti,  provvedono,  in  adempimento  a quanto prescritto
          dall'articolo  37  dello  Statuto  della  Regione  siciliana
          all'assolvimento   della  relativa  obbligazione  tributaria
          ripartendo  l'ammontare  dei  versamenti  dovuti  secondo le
          risultanze   dell'applicazione  all'imponibile  esposto  del
          parametro  forfettizzato  individuato dall'articolo 4, comma
          2,  del  decreto  legislativo  15  dicembre  1997, n. 446, e
          successive modificazioni";

   ATTESO CHE:

        - l'applicazione  corretta  dell'articolo  37  dello Statuto -
          oltre   a   rientrare   a  pieno  titolo  nelle  prerogative
          autonomistiche,  base  fondamentale ed irrinunciabile per lo
          sviluppo e la convivenza sociale e democratica della Sicilia
          -  ripristinerebbe nei fatti un circolo virtuoso in grado di
          incidere positivamente sulla finanza regionale,

                IMPEGNA IL PRESIDENTE E IL GOVERNO DELLA REGIONE
               E LA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

        - a sostenere politicamente tale iniziativa legislativa che ha
          per  obiettivo  la  piena  applicazione  del  dettato  dello
          Statuto  della Regione siciliana sul fondamentale tema della
          fiscalità territoriale". (152)

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  quando  è stato presentato l'ordine
  del giorno lo spirito che  ha  mosso  i  parlamentari  era quello di
  procedere a possibilità di  interventi normativi a livello nazionale
  per incrementare le entrate della Regione.
       Questo è stato l'auspicio.  Tuttavia,  qualche  giorno  fa,  in
  risposta a delle sollecitazioni  fatte  dal  dottor Ciancimino sulla
  "Sicilia"  che  richiamava  un  emendamendo  a  firma dell'onorevole
  Romano presentato  al  Parlamento che contemplava questo spirito, il
  Presidente  della  Commissione  paritetica Stato-Regione ha risposto
  che  gli   emendamenti  presentati  in  questa  materia  sono  tutti
  dichiarati   inammissibili  perchè  la  competenza  è  del  Comitato
  Stato-Regione e  che,  dopo  aver  definito  quel percorso, è quello
  l'organo che  decide  il  rapporto e non c'è competenza legislativa.
  Per cui, capisco lo spirito e sono perfettamente d'accordo.
       Tuttavia,  il percorso indicato della necessità di intervenire,
  attraverso   interventi   legislativi   del   Governo  nazionale,  è
  assolutamente erroneo.  Per cui, penso sia magari il caso di trovare
  in seguito con  i colleghi che hanno firmato una soluzione che tenda
  a modificare l'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  condivido  la  possibilità di un
  tavolo di lavoro dove  potere  correggere  questa presa di posizione
  ufficiale.  Quindi,  onorevole   Cintola,  poichè  lei  è  il  primo
  firmatario, la prego di dare una risposta.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  io  lo  ritengo  sempre  un  fatto
  politico forte ed eccezionale perchè dal 1975 ad oggi le commissioni
  paritetiche hanno lavorato  contro  gli  interessi della Sicilia.
       Mi sembre positivo  il fatto che noi oggi si voti questo ordine
  del giorno  affinchè il Governo nazionale ed il Parlamento nazionale
  possano tenere  conto  di una esigenza costituzionale della Sicilia.
  E ciò al di là del fatto dell'ammissibilità o meno degli emendamenti
  in Aula o  del  disegno  di  legge  che  c'è, a firma dell'onorevole
  Romano e  di  tutti  i deputati che lo stanno sottoscrivendo ancora,
  tutti i  siciliani,  maggioranza  e  non.
       I6 ritengo che possa al momento attuale restare in vita intanto
  l'ordine del giorno; se poi si dovrà procedere a fare delle aggiunte
  o delle modifiche,  le  faremo  pure.  Quello che conta è la volontà
  politica di  questo  Parlamento:  dimostrare  che non ci si ferma di
  fronte al  Presidente della Commissione paritetica il quale dichiara
  inammissibile un  emendamento  quando  dal  1975  ad oggi il Governo
  nazionale compie una rapina nei confronti della Sicilia
       Si tratta di una rapina di oltre 1.000 miliardi l'anno dal 1975
  ad oggi.  Per  cui,  riterrei  più  importante lasciare l'ordine del
  giorno in  vita e poi approfondirne alcune tematiche prima che venga
  posto in votazione,  in  modo da soddisfare sia i problemi di ordine
  tecnico che i problemi di ordine politico. In ogni caso, ritengo che
  vada  esaltata la volontà politica espressa dall'Assemblea regionale
  siciliana.

     PRESIDENTE.  Devo  dire  che la richiesta dell'onorevole Speziale
  non contrasta con  la  natura  di  questo ordine del giorno, anzi ne
  apprezza il  fine,  solo che fa presente il rischio di dichiarazione
  di inammissibilità  dello  stesso.  Naturalmente a Roma non cambierà
  niente rispetto all'impegno che si chiede al Governo della Regione e
  alla presidenza.  Vi  ringrazio, onorevoli colleghi, ma si tratta di
  un impegno  legato  solamente  alle  funzioni  del  Presidente della
  Regione. Io  sono  grato  di  questo allargamento di competenze e di
  responsabilità,    perché   anziché   il   sostegno   all'iniziativa
  legislativa in  quanto  tale,  naturalmente  si  tradurrebbe  in  un
  sostegno   all'iniziativa   da  tradurre  a  livello  di  Conferenza
  Stato-Regione.  Quindi,  qualora  si potesse inserire questo piccolo
  cambiamento, penso  che  l'onorevole  Cintola,  in  qualità di primo
  firmatario, sarebbe  ben  lieto  di  potere  estendere  la  base  di
  consenso a questo documento.
       Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 3.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE, segretario f.f.:

                                  Art. 3.
               Principi generali e tipologia degli interventi

          1.  Le  finalità  di  cui  all'articolo  1  si  realizzano
       informando l'intervento regionale ai seguenti principi:

          a)  l'accesso  ai  servizi  ed  ai  benefici  economici  è
       garantito a tutti gli studenti iscritti  nelle  Università  e
       istituti  di  istruzione  superiore di  cui  all'articolo  2,
       osservando  parità di  trattamento,  indipendentemente  dalle
       aree geografiche di provenienza;

          b) l'accesso ai servizi è condizionato alla partecipazione
       al costo dei servizi stessi.  La gratuità dei servizi e degli
       interventi indicati alle  lettere  a),  b), c), d), ed e) del
       comma 2  o  particolari  agevolazioni  nella  loro fruizione,
       sono disposti esclusivamente a favore di  studenti  capaci  e
       meritevoli privi di mezzi;

          c) l'accesso ai servizi ed ai  benefici  economici che non
       siano fruibili dalla generalità degli studenti è regolato con
       procedure  selettive  che  tengano   conto   del   rendimento
       universitario e delle condizioni  economiche  degli  studenti
       stessi.   Queste ultime vanno determinate  sulla  base  della
       natura  e  dell'ammontare  del  reddito  imponibile  e  della
       ampiezza  del  nucleo  familiare.   Al   fine   di  garantire
       uniformità di trattamento la Regione si  richiama di norma ai
       criteri stabiliti dalla normativa nazionale;

          d) le borse  di  studio  non  possono  essere cumulate con
       altre borse  di  studio  a qualsiasi titolo attribuite, salvo
       che con  quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere
       volte ad  integrare,  con soggiorni all'estero, l'attività di
       formazione o di ricerca;

          e) sono previste disposizioni particolari per l'accesso ai
       benefici e  ai  servizi  degli  studenti  disabili, nonchè la
       possibilità di  maggiorazione  dei  benefici  in  relazione a
       condizioni di particolare disagio socio-economico o fisico.

          2.  La  Regione realizza le finalità di  cui  al  comma  1
       mediante interventi concernenti:

          a) borse di studio;

          b) servizi  abitativi;

          c) servizi di ristorazione;

          d) facilitazioni nell'utilizzazione di mezzi di trasporto;

          e) prestiti d'onore;

          f) sussidi  straordinari;

          g) servizi  e  sussidi  per  studenti disabili;

          h) attività culturali e ricreative e servizi di promozione
       sportiva e  turistica;

          i) servizi  di informazione e di orientamento scolastico e
       professionale;

          l)  ogni  altra forma di intervento utile  ad  attuare  il
       diritto allo studio universitario;

          m)   attività   di  cooperazione   con   le   associazioni
       studentesche che abbiano le  caratteristiche del volontariato
       diretto a fini sociali.

          n)  il  cofinanziamento  della  costruzione  di  alloggi e
       residenze  universitarie  secondo quanto previsto dalla legge
       14 novembre 2000, n. 338.

          3. Gli interventi di  cui  al  comma  2 si attuano secondo
       quanto previsto dalla legge 2 dicembre 1991, n. 390.

          4. Gli interventi devono essere  funzionali  alle esigenze
       derivanti  dallo  svolgimento  delle  attività  didattiche  e
       formative che restano autonomamente regolate dalle Università
       ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione.  In particolare
       gli interventi di cui alle lettere h), i), l) ed m) del comma
       2 vanno di norma attuati d'intesa con l'ateneo interessato".

     PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti allegati:

    - dall'onorevole Spampinato: emendamenti 3.29 e 3.30;

    - dagli  onorevoli  Giannopolo  e Villari: emendamenti 3.22, 3.26;
    3.23; 3.25; 3.20; 3.21 e 3.24;

    - dagli  onorevoli  Forgione  e Liotta: emendamenti 3.1, 3.2, 3.3,
    3.4, 3.5, 3.6,  3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15,
    3.16, 3.17, 3.18 e 3.19;

    - dalla Commissione e dal Governo: emendamento 3.32;

    - dagli onorevoli Tumino, Barbagallo e Vitrano: emendamento 3.28;

    - dagli onorevoli Villari e Speziale: emendamento 3.27.

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   3.29, dell'onorevole
  Spampinato.

     SPAMPINATO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  3.22,  degli onorevoli Giannopolo e
  Villari. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  3.1,  degli  onorevoli  Forgione  e
  Liotta.
       Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO. presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi,

                             (Non è approvato)

       Si   passa  all'emendamento  3.30,  dell'onorevole  Spampinato.
       Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi,

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  3.2,  degli  onorevoli  Forgione  e
  Liotta.

     LIOTTA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Signor  Presidente, l'emendamento 3.2 che ci apprestiamo
  a votare, insieme  a parecchi altri, che il mio Gruppo ha presentato
  e che  insistono  sull'articolo  3,  intendono entrare nel merito di
  quelli che  noi ritenevamo e abbiamo ritenuto in fase di discussione
  generale - lo  abbiamo anche evidenziato - i nodi centrali di questo
  disegno di legge.
       Abbiamo detto in fase di discussione generale che sull'articolo
  3 si gioca  l'intero  disegno  di legge. Si tratta di un disegno che
  non entra nel merito di alcune questioni fondamentali.
       L'emendamento   3.2   vuole   sottolineare  tre  questioni:  la
  incidenza  della  condizione  patrimoniale  rispetto  all'accesso ai
  servizi; il  rapporto che deve esistere fra la condizione di reddito
  e  la   condizione   di   merito   rispetto  alla  formazione  delle
  graduatorie;  la  valutazione  della  natura  del  reddito  rispetto
  all'ammontare complessivo del reddito stesso.
       Rispetto a quest'ultima questione, signor Presidente, io faccio
  notare  che  lo  stesso  testo della Commissione, all'articolo 3, al
  punto  c),  precisa  che le procedure di selezione vanno determinate
  sulla base della natura e dell'ammontare del reddito imponibile.
       Quindi,  già  nel  testo  che esce dalla Commissione si ritiene
  necessario  distinguere la natura del reddito dal suo ammontare; ciò
  significa  che  redditi  pari per l'ammontare, ma diversi di natura,
  pesano   in  maniera  diversa  nel  calcolo  per  l'attribuzione dei
  punteggi e per la formulazione della graduatoria.
       Noi   insistiamo   su   questo   e   suggeriamo   all'Aula  con
  l'emendamento  3.2  una valutazione dei redditi da lavoro dipendente
  diversa rispetto agli altri redditi.
       Il  motivo  è  abbastanza  evidente: riteniamo che i lavoratori
  dipendenti   non   possano  in  alcun  modo  evadere  e  che  quindi
  l'ammontare  del  loro  reddito è necessariamente quello denunciato;
  ciò  non  vuol dire che le altre categorie naturalmente per forza di
  cosa  evadono,  ma  nei casi in cui ciò dovesse avvenire si aggiunge
  oltre   alla   evasione   un  beneficio  allo  studente,  al  figlio
  dell'evasore, cosa che è inammissibile.
       In  questo  senso  noi  proponiamo  con  l'emendamento  3.2  di
  valutare  diversamente  il  reddito da lavoro dipendente rispetto al
  reddito da lavoro autonomo.
       Un'altra   considerazione   riguarda  la  percentuale  di  peso
  specifico  che  il  reddito deve avere sul merito. Noi proponiamo un
  alto peso specifico del reddito perchè soltanto se vi è un alto peso
  specifico del reddito è poi possibile sulla  base  della modulazione
  sia delle tasse che dei contributi, solo in questo  modo è possibile
  ridistribuire in maniera solidaristica contributi e tasse rispetto a
  coloro che  sono  più  bisognosi.  Altrimenti il rischio è quello di
  intervenire soltanto ed esclusivamente sul merito.
       In ultimo,  la  condizione patrimoniale. Io immagino che coloro
  che in quest'Aula  conoscono  i metodi e i meccanismi di calcolo dei
  contributi  universitari,  quella  parte  che  si chiama contributi,
  sanno che il  patrimonio  incide  per  il  venti  per  cento del suo
  ammontare. E  cioè, fatto 100 il patrimonio  escluso il valore della
  prima casa,  ciò  che  rimane  viene  preso e trasferito al "reddito
  corretto",  che   poi   è   ciò  che  contribuisce  alla  formazione
  dell'indice della  condizione  economica, sulla  base  del  quale si
  formano le fasce  di  reddito  e  si  scaglionano i contributi che i
  singoli studenti devono dare.
       Noi  riteniamo  che  nei  casi  di  grandi  patrimoni  si debba
  cogliere la  contraddizione  che a volte è evidente, e rispetto alla
  quale con la  normativa attuale non si riesce ad incidere sui grandi
  patrimoni a fronte dei bassissimi redditi denunciati.
       In  questo  caso si può anche, con i metodi attuali del calcolo
  dell'indice  della  condizione economica, arrivare all'assurdo che i
  possessori  di  un  patrimonio  immenso  poi  godano di benefici del
  diritto allo studio.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     ANTINORO, presidente  della  Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     ANTINORO, presidente  della  Commissione  e   relatore.  Per  una
  questione di correttezza: sul principio  enunciato nell'emendamento,
  complessivamente,  c'è  una  valutazione  abbastanza   positiva.
       Il ragionamento  qual  è?  Siccome  si  tratta  di una serie di
  criteri che  dovrebbero  essere  poi sviluppati meglio dagli uffici,
  abbiamo  posto   il   problema  di  inserire  tutti  questi  criteri
  all'interno del  Regolamento  che, peraltro, arriverà poi col parere
  obbligatorio  e  vincolante della Commissione legislativa.
       Riteniamo che siano temi da Regolamento e non tanto da inserire
  all'interno di  una  legge,  considerato peraltro che possono essere
  temi che vanno a  variare  di  anno in anno e che quindi di volta in
  volta vengono modificati.
       Per questo motivo sul principio si potrebbe anche convenire, ma
  andare oggi  a  specificare significherebbe ingessare la legge e ciò
  probabilmente non è conveniente.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Liotta,  crede  di  poter  aderire  alla
  richiesta  della  Commissione  e trasformare l'emendamento in ordine
  del giorno?

    LIOTTA. Chiedo che venga votato l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 3.2.
       Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si  alzi;  chi  è  contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  3.26,  degli  onorevoli  Villari  e
  Giannopolo.

        VILLARI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa   all'emendamento   3.28,  degli  onorevoli  Tumino,
  Barbagallo e Vitrano.

    TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TUMINO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, questo emendamento
  vorrebbe integrare la legge  per  quanto  riguarda la possibilità di
  contribuire per  le  spese  di  trasporto  per  gli  alunni  che non
  risiedono nelle sedi dove vi è il corso di laurea.
       C'è l'impegno del Governo.  Io  vorrei  che questa sera venisse
  confermato di prevedere questo  tipo  di  attività,  questo  tipo di
  sovvenzione,  così  come  avviene  per  le  scuole  medie  superiori
  nell'ambito del Regolamento.
       Se il Governo non ha  niente in contrario, avrei il piacere che
  lo confermasse formalmente.

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica  istruzione.   Confermo   questa  volontà  del  Governo  di
  inserire nel Regolamento questi  principi,  così  come concordati in
  Commissione.

     TUMINO. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  3.3,  degli  onorevoli  Forgione  e
  Liotta.
       Lo pongo in votazione con il parere contrario della Commissione
  Bilancio  che  scrive nella motivazione:  "Poiché  determinano oneri
  aggiuntivi a  carico degli enti regionali per il diritto allo studio
  universitario  senza  che  venga  previsto  alcun  adeguamento nella
  dotazione finanziaria trasferita agli stessi".
       Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Mi  dolgo che la Commissione Bilancio, di cui fra l'altro
  faccio parte  -  comunque  non  ho  partecipato  alla  seduta che ha
  dichiarato  questo emendamento non apprezzabile perché comporterebbe
  spese -,  sia  incorsa  in  questo  grossolano errore. Non si tratta
  infatti in  questo  caso  di aggiungere oneri in quanto l'assistenza
  sanitaria   intrauniversitaria   verrebbe   espletata  dagli  stessi
  ambulatori universitari, dalle cliniche universitarie che potrebbero
  addirittura servirsi di questo meccanismo per realizzare, e in altre
  università e  in  altre  regioni  è  stato  fatto, anche nel lontano
  passato; non  è  una cosa nuova realizzare addirittura depistaggi su
  grandi problemi sanitari.
       Io credo che sia un errore della Commissione Bilancio: non vi è
  onere aggiuntivo e chiedo, pertanto, al Governo di confermare il suo
  parere favorevole  e  al  Parlamento di votare favorevolmente questo
  emendamento.

     GRANATA.  assessore  per  i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  assessore  per  i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica  istruzione.  Chiedo  che  venga accantonato per il momento
  perché l'onorevole Liotta ha colto nel segno nel senso che si tratta
  di   un   intervento   che  può  essere  tranquillamente  effettuato
  attraverso  i  meccanismi che lui ha voluto sottolineare, cioè dalle
  stesse facoltà  universitarie.  E quindi basta da parte del Governo,
  e lo  faccio  formalmente, specificare nel Regolamento che si tratta
  di una assistenza  che  avverrà con queste modalità, per cui non c'è
  alcun onere di  tipo  finanziario. Si tratta di una voce del comma 2
  che rappresenta i servizi.

     LIOTTA. Ma perché non lo approviamo, allora?

     GRANATA,  assessore  per  i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica   istruzione.   Visto   che   la  Commissione  Bilancio  ha
  interpretato l'emendamento nel senso che ha bisogno di una copertura
  finanziaria, posso riformularlo e presentarlo scritto in altro modo.

     LIOTTA.    Visto    che   il   Governo   condivide   lo   spirito
  dell'emendamento e  l'accantonamento  ha il senso che lo stesso tema
  viene riscritto  e  reinserito  dal Governo in un altro emendamento,
  per quanto mi riguarda mi ritengo soddisfatto.

     PRESIDENTE.    Non   sorgendo   osservazioni,   l'emendamento   è
  accantonato.
       Si  passa  all'emendamento  3.23,  degli onorevoli Giannopolo e
  Villari.  Anche  su  questo emendamento c'è un parere negativo della
  Commissione Bilancio.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Volevo  intervenire  piuttosto  sull'ordine  dei lavori
  solo per chiedere chiarezza alla Presidenza.
       Il   nostro   Regolamento   prevede  che  gli  emendamenti  che
  comportano spesa  e  che  non  hanno  avuto copertura in Commissione
  Bilancio  devono essere dichiariti inammissibili dall'Aula.  Allora,
  sarebbe opportuno  che  la  Presidenza  non  mettesse  in  votazione
  emendamenti  che  sono  dichiarati  inammissibili  dalla Commissione
  Bilancio
       Nella  fattispecie, l'emendamento  che abbiamo discusso poco fa
  sembrerebbe   che   non   comporti   maggiori   oneri   e,   quindi,
  probabilmente, il  parere  della  Commissione  Bilancio  è un parere
  errato.  E   fa   bene   il   Governo  a  chiedere  l'accantonamento
  dell'emendamento. Tuttavia, se ci dovessero essere altri emendamenti
  nel  prosieguo   dei  nostri  lavori  che  non  hanno  avuto  parere
  favorevole  dalla  Commissione  Bilancio,  invito  la  Presidenza  a
  dichiararli direttamente inammissibili.

     PRESIDENTE.  Poiché il Governo ha dato già una risposta anche per
  l'emendamento 3.23, lo si ritiene accantonato.
       Si  passa  all'emendamento  3.27,  degli  onorevoli  Villari  e
  Speziale. Allo  stesso  è  stato presentato il subemendamento 3.27.1
  dell'onorevole Speziale.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.  Signor  Presidente, intervengo solo per dire che questo
  subemendamento, in  realtà,  è  frutto di una intesa che rendeva più
  chiara la dizione  del testo dell'emendamento 3.27.

                  PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento 3.27.1?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 3.27, così come modificato.
       Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Comunico  che  è stato presentato, dal Governo l'emendamento di
  riscrittura 3.3R dell'emendamento 3.3. Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       L'emendamento 3.3 è, pertanto, superato.
       Si riprende l'emendamento 3.23 in precedenza accantonato.
       Desidero  precisare,  su questa vicenda, essendo stato presente
  alla riunione della Commissione Bilancio, allorquando si discussa la
  questione,  che  non  si  determina  un  incremento di spesa, perchè
  l'emendamento  incide sul medesimo capitolo; tutt'al più si ampliano
  i compiti  che insistono sulla medesima somma.
       Pertanto, non  c'è  un  incremento  di spesa, c'è, di fatto, un
  incremento di competenze relativamente al medesimo capitolo. Quindi,
  si tratta  di dare una valutazione di natura politica, non di natura
  finanziaria  nel  senso  tecnico-procedurale del termine.
       Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  3.25,  degli  onorevoli  Villari  e
  Giannopolo.
       Questo  emendamento,  secondo  la  Commissione  Bilancio, non è
  provvisto  di copertura finanziaria. Tuttavia si tratta della stessa
  fattispecie  del  caso  precedente  nel senso che c'è un ampliamento
  delle  competenze  all'interno  della  stessa spesa.  Comunico che è
  stato  presentato  dagli  onorevoli Spezile, Giannopolo e Villari il
  subemendamento 3.25.1.
       Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
   pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (E'approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.25,  come modificato. Il
  parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
   pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                          (E'approvato)

       Si passa all'emendamento 3.20.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, ritiro l'emendamento perché ci è
  stato  spiegato in Commissione che la fattispecie che viene proposta
  con l'emendamento è contenuta già nelle modalità di erogazione delle
  borse di studio, che comprendono anche la monetizzazione qualora non
  c'è  la  possibilità materiale dell'alloggio.
       La  questione riguarda soprattutto gli studenti che frequentano
  le  Università decentrate poiché  allo stato attuale la costituzione
  di  alloggi  residenziali  o  l'affitto  di alloggi per gli studenti
  universitari  è  stata una politica che si è fatta soprattutto nelle
  sedi  di  Ateneo,  potremmo  dire.  Poiché  mi  è  stato spigato che
  comunque  la  fattispecie  viene  inglobata  ed  è  ricompresa nelle
  modalità  di  erogazione  delle  borse  di studio, si intende quindi
  assorbito. Per questo motivo io lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro dell'emendamento
  3.20.
       L'emendamento 3.21 è assorbito.
       Si passa all'emendamento 3.24.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,  noi  con  questo  emendamento
  fissiamo  il  principio  che  per  servizi,  a questo punto, bisogna
  intendere  anche  quelli  ulteriori  che noi abbiamo aggiunto (altri
  quattro) con gli emendamenti approvati.
       Quindi,  bisognerebbe   fare   una   riscrittura  dello  stesso
  emendamento.  Si  riferisce  alla  circostanza  che sono servizi che
  vanno erogati  solo  in  favore delle Università statali, in base al
  principio  secondo cui gli studenti delle Università private versano
  anch'essi   la  tassa  alla  Regione  per  il  diritto  allo  studio
  universitario.   Con   questo  emendamento  si  vuole  stabilire  il
  principio che gli studenti delle Università private sono destinatari
  dei  servizi  che  discendono dal finanziamento coperto dai proventi
  della  tassa regionale.  Invece, per quanto riguarda tutti gli altri
  servizi,  che  sono sostanzialmente a carico del bilancio regionale,
  di  essi  possono  usufruire  solo  coloro  i  quali  frequentano le
  Università  statali.  Questo è il principio che si intende stabilire
  con questo emendamento.
       La questione delle modalità di accesso, anche a questi servizi,
  è stata ed  è  già contenuta nell'articolo che stabilisce il tipo di
  graduatoria  che  bisogna  stilare.
       Noi   condividiamo  l'emendamento  dell'onorevole  Liotta,  che
  stabiliva anche i criteri di attribuzione dei punteggi e comunque ci
  batteremo  affinché  quei  criteri,  anche  in  sede  di definizione
  regolamentare, possano essere ricompresi.

      LIOTTA. Con quali strumenti?

     GIANNOPOLO.  Lo  capisco  però,  purtroppo,  l'emendamento  non è
  stato approvato.  Era  giusto che fosse così. E' stabilito già quali
  sono i  criteri,  il  merito  ed  il reddito che devono informare la
  formazione  della  graduatoria  ai  fini  della  determinazione  dei
  parametri per l'accesso ai servizi.
       Con   questo   emendamento,   noi  riproponiamo  una  posizione
  equilibrata, secondo la  quale  il  bilancio  della Regione, i soldi
  pubblici devono  servire  sostanzialmente  a  finanziare  i  servizi
  indirizzati agli studenti delle Università statali. I proventi della
  tassa che gli  studenti, sia  delle  Università  statali  che quelle
  private,  pagano  sono  solo  quelli che possono allargare la platea
  poiché   a   quei  proventi  concorrono  anche  gli  studenti  delle
  Università private.
       Noi  riproponiamo   la   questione   in   termini  di  maggiore
  equilibrio. Come si  vede,  non  c'è  una  posizione ideologica, c'è
  semmai  una posizione  di  giustizia,  di  equità  e  di  scelta  di
  politiche universitarie  da parte della Regione tese a modernizzare,
  ad investire nel  sistema universitario statale che è quello che noi
  dobbiamo curare nella  nostra  Regione  e  che  ci  deve  indurre ad
  accentuare investimenti,  ad  accentuare  politiche tese ad allevare
  l'offerta formativa di cui il nostro sistema universitario siciliano
  ha  di  bisogno   per   potere   competere  con  gli  altri  sistemi
  universitari.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo, prima
  di continuare la discussione sull'emendamento 3.24  ed eventualmente
  procedere  alla  votazione,  che  bisogna dirimere il problema posto
  rispetto alla votazione del comma 4 dell'articolo 2.
       L'emendamento  3.24  è stato presentato nell'eventualità in cui
  l'emendamento 2.4 non fosse stato approvato.
       E' chiaro che questa è la volontà dei deputati presentatori, ma
  se è valida l'interpretazione data, ma ancora non chiarita da alcuni
  di noi durante la  seduta  scorsa  per  cui  l'articolo  2  è  stato
  emendato con  la  soppressione del comma 4 e la successiva votazione
  non  è  da  considerare  valida, anche l'emendamento 3.24 rientra in
  questa fattispecie.
       Quindi,  non  so   come   la  Presidenza  debba  procedere,  se
  eventualmente  debba mettere in votazione questo emendamento, perché
  -   ripeto   -   nell'eventualità  in  cui  si  considerasse  valida
  l'approvazione esclusivamente dell'emendamento soppressivo del comma
  4, quest'emendamento non dovrebbe essere posto in votazione.

     PRESIDENTE. Relativamente  alla  questione  che  lei  solleva, la
  Presidenza  intende   dirimere   la   questione  con  l'applicazione
  dell'articolo  117 del Regolamento interno, interpretando il secondo
  comma  in maniera estensiva e cioè applicandolo alla fattispecie che
  ben conosciamo.
       Però, è  una  fase  procedurale  che avviene dopo, come lei sa,
  cioè nel  momento  in  cui  viene  approvata la legge prima del voto
  finale;  quindi,  in  questa fase io non posso proceduralmente darle
  le garanzie che lei richiede.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido
  pienamente le osservazioni  fatte  prima dal collega Spampinato: c'è
  un problema di coerenza interna  alla norma. Lei sa che è sub judice
  ancora  la vicenda  che  riguarda  l'articolo  2,  il  quarto  comma
  dell'articolo 2 sul quale c'è stato un ampio dibattito e rispetto al
  quale   poc'anzi  il  Presidente  dell'Assembla  ha  rassicurato  il
  Parlamento  che  intende  utilizzare  il secondo comma dell'articolo
  117. Lo  intende  utilizzare,  per  quello che ci è dato sapere, per
  correggere  una  svista  clamorosa  che  è  successa in Aula qualche
  giorno fa  e  quindi  caducando  in  qualche  modo  la  parte che ha
  riguardato  la  vicenda  relativa  agli  interventi a sostegno degli
  studenti delle scuole private.
       Per un problema  di  coerenza  interna, quindi, io inviterei il
  Governo ad accantonare  il  comma  3.24 e quindi accantonando questo
  articolo e rinviando  eventualmente,  anche questo articolo, dopo la
  fase di applicazione dell'articolo 117, secondo comma.

     PRESIDENTE.   Onorevole   assessore,  onorevole  Speziale,  fermo
  restando che l'accantonamento  lo dispone la Presidenza, il problema
  è un altro:  noi possiamo considerare l'emendamento 3.24 un articolo
  aggiuntivo,  pertanto  possiamo  andare  avanti  con  l'esame  degli
  emendamenti all'articolo  3,  scorporando  l'emendamento  3.24,  nel
  senso   dell'accantonamento,   ma   anche   considerandolo  articolo
  aggiuntivo che poi  tratteremo  in  una  fase  successiva non appena
  avremo sciolto il  nodo  dell'articolo  117 a cui facevo riferimento
  prima.
       Dunque, l'emendamento 3.24 è considerato articolo aggiuntivo ed
  è accantonato.
       Si passa all'emendamento  3.4.
       Onorevoli colleghi, l'emendamento  3.4  non  aggiunge spesa, ma
  amplia   le   competenze,   quindi,  determina  lo  stesso  tipo  di
  problematica  di  cui  abbiamo parlato.  Il parere della Commissione
  Bilancio  rispetto  a  questo  argomento  è  identico  a  quello già
  espresso  relativamente  agli emendamenti precedenti riguardanti non
  incremento  di  spesa  ma  incremento  di  competenze  in  capo alla
  medesima voce di spesa.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  l'emendamento  così com'è scritto
  comporta  spesa  perché impegna la Regione a partecipare ad enti che
  si  costituiscono  in consorzi, a parte un problema di ammissibilità
  che  formalmente le sottopongo, nel merito, vorrei sentire meglio il
  Governo ma anche la Commissione, vorrei sollevare alcune obiezioni.
       C'è   la  tendenza, anche  utilizzando  questo  emendamento,  a
  costituire   in   Sicilia   un   numero  considerevole  di  consorzi
  universitari, oltre  a  quelli  già  esistenti,  che  non  hanno una
  capacità adeguata sul piano del processo formativo ed estendendo gli
  incarichi.  E'  un  meccanismo  che  per  la  verità io inviterei il
  Governo  a  valutare  con  attenzione  perché ritengo che i consorzi
  universitari  esistenti  siano  già  abbastanza  e  che  non abbiano
  risposto alla  esigenza  primaria che oltre a quella di decentrare è
  quella  di  qualificare l'università e la proposta formativa e sulla
  quale  mi  permetterei  di sollevare alcune obiezioni e inviterei lo
  stesso proponente a riflettere.

     LIOTTA. Ritiro l'emendamento 3.4.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in  votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Comunico  che sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  articoli aggiuntivi:

       - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti 3.5, 3.6, 3.7,
  3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12,  3.13,  3.14,  3.15,  3.16, 3.17, 3.18 e
  3.19.

       Si  passa  all'emendamento  3.5.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor  Presidente,  ancora una volta mi pare di cogliere
  che  la Commissione Bilancio sia intervenuta sollevando questioni di
  copertura finanziaria rispetto a servizi che avrebbero dovuto essere
  normati dalla legge.
       Noi  riteniamo  che  questa  legge  avrebbe  dovuto entrare nel
  merito  delle  questioni riguardanti l'erogazione dei servizi; tutti
  gli emendamenti  che  dal  3.5  fino  al 3.19 entrano nel merito dei
  servizi abitativi, dei servizi di mensa, dei trasporti, dei prestiti
  d'onore, delle  borse  di  studio  e quant'altro avevano lo scopo di
  fare  entrare  questa  Assemblea  nel  merito  delle  questioni  che
  riguardano le erogazioni dei servizi.
       Altra è la  scelta  che  è  stata  fatta in Commissione e che è
  stata  fatta  dal  Governo.  Quel  comma  5 dell'articolo 4 di fatto
  fornisce  ampia  delega  al  Governo  per regolamentare tutte queste
  questioni in ambito regolamentare.  Io comprendo che non può esserci
  un  confronto  positivo  perché  il  Governo già in Commissione si è
  dichiarato   negativamente   rispetto   a   tutta  questa  serie  di
  emendamenti.
       Per quanto  mi  riguarda,  non  volendo e non avendo presentato
  questi  emendamenti,  e non volendo adesso assumere un atteggiamento
  ostruzionistico, io non li ritiro, signor Presidente, ma rinuncio ad
  illustrarli  uno  per  uno.  Mi  interessa  che l'Aula si esprima su
  ciascuno  di  questi  emendamenti.  Mi  sembrerebbe sbagliato che il
  giudizio  negativo  dell'Aula fosse in qualche modo legato al parere
  della  Commissione   Bilancio   che  in  questo  caso  non mi sembra
  fondante.  Non  è  quello  il  motivo.  Posso  comprendere un no del
  Governo,  della  Commissione  o  dell'Aula nel merito, non comprendo
  ovviamente il parere negativo della Commissione Bilancio.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, convengo con il collega Liotta sul
  fatto   che  non  mi  pare  si  ponga  nel  modo  più  assoluto  una
  incompatibilità  di  questi  emendamenti  relativamente al fatto che
  manchino  di  copertura  finanziaria perchè l'articolo 3 che prevede
  servizi  che  devono  essere erogati è già programmatorio e comunque
  prevede esattamente una copertura finanziaria.
       Quindi gli emendamenti presentati dal collega Liotta sono tutti
  esplicativi dell'articolazione del secondo comma dell'articolo 3; mi
  pare che tutti questi abbiano già copertura finanziaria.
       Condivido,   nel   merito,  gli  emendamenti  presentati,  però
  onorevole  Liotta  lei  ha  presentato  una serie di emendamenti che
  invece  nel  testo  principale  sono  demandati al parere, una volta
  esitato il Regolamento, della Commissione legislativa.

     PRESIDENTE.   Tra  l'altro,   onorevole   Speziale,  mi  permetto
  aggiungere alla sua osservazione  molto  corretta, che quest'Aula ha
  votato  circa  due  mesi  fa  una  legge  di  delegificazione  delle
  procedure e pertanto sarebbe un passo indietro se noi tornassimo per
  legge a disciplinare procedure.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  al  di là della legge precedente,
  avendo  stabilito,  ove  non  fosse  stato  stabilito, lo stabiliamo
  stasera, che  il  Regolamento deve avere il parere della Commissione
  legislativa  competente,  io  inviterei il collega Liotta a ritirare
  gli emendamenti presentati e a demandare al Governo la presentazione
  in tempi  rapidi,  così  come  previsto dalla legge in 90 giorni del
  Regolamento,  che  deve  essere sottoposto, votato e approvato dalla
  competente Commissione.
       Penso che  sia  questo  un  modo più spedito che ci permette di
  accelerare  l'approvazione  del disegno di legge stasera ma anche di
  snellire  procedure  che  poi  possono essere farraginose. Qualsiasi
  modifica,  deve intervenire attraverso un provvedimento legislativo,
  noi rischiamo di anchilosare provvedimenti.

     PRESIDENTE. C'è un palese  invito  al  ritiro  degli emendamenti,
  onorevole Liotta.

     LIOTTA. Non lo posso accogliere.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.5.  Il parere
  della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.6.   Il   parere  della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.7.
       Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.8.   Il   parere  della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       L'emendamento 3.9 è improponibile.

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.10.  Il   parere  della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.11.   Il  parere  della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo   in   votazione   l'emendamento   3.12.   Il  parere  della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione   l'emendamento   3.13.   Il   parere   della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione   l'emendamento   3.14.   Il   parere   della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       L'emendamento 3.15 è improponibile.

    Pongo  in  votazione   l'emendamento   3.16.   Il   parere   della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA. assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione   l'emendamento   3.17.   Il   parere   della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione   l'emendamento   3.18.   Il   parere   della
  Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       L'emendamento 3.19 è improponibile.

     ANTINORO,  presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, mi risulta ancora non votato l'emendamento 3.32, a firma
  del Governo e il 3.31 a firma dell'onorevole Acierno.

     PRESIDENTE.  Onorevole   Antinoro   gli   emendamenti   risultano
  ritirati.

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  per la
  pubblica istruzione. Io non ho ritirato il 3.32.

     PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato dal proponente.
       Il Governo può  fare una riscrittura dell'emendamento.
       Si passa all'articolo 4.
       Ne do lettura:

                                  Art. 4.
                        Attuazione degli interventi

          1.  Per il raggiungimento delle  finalità  della  presente
       legge  la Regione, nel rispetto dei  ruoli  istituzionali  di
       ciascun ente, collabora con le Università,  gli  istituti  di
       istruzione superiore e gli enti locali nonchè  con  gli altri
       enti e istituzioni,  pubbliche  e private, che hanno titolo o
       interesse  a  cooperare nella materia del diritto allo studio
       universitario.

          2. L'indirizzo e la programmazione  degli  interventi  per
       l'attuazione del diritto  allo  studio  universitario, nonchè
       l'indirizzo, la vigilanza e il  controllo  sugli  enti per il
       diritto allo  studio  universitario  competono  all'Assessore
       regionale  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
       pubblica istruzione.

          3. Le funzioni di coordinamento,  consulenza,  indagine  e
       proposta nella materia del diritto  allo studio universitario
       sono svolte dalla Commissione regionale per  il  diritto allo
       studio universitario, di cui  all'articolo  5  della presente
       legge.

          4. Gli interventi in materia di diritto  allo  studio sono
       attuati,  in  ottemperanza  alle   direttive   regionali,  da
       appositi enti regionali istituiti  ai  sensi dell'articolo  7
       della presente legge.

          5.   Le    modalità   ed   i   requisiti   necessari   per
       l'utilizzazione   degli   interventi   sono  disciplinati  da
       apposito  regolamento  che  deve essere emanato entro novanta
       giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

       Comunico che all'articolo  4  sono  stati presentati i seguenti
  emendamenti:

       - dalla Commissione:  emendamento 4.20, 4.8.1 e 4.2;

       - dagli onorevoli  Villari e Giannopolo:  emendamenti 4.8, 4.9,
  4.10, 4.6, 4.12, 4.11 e 4.7;

       - dagli onorevoli Forgione e Liotta:  emendamento 4.1;

       - dagli onorevoli  Barbagallo,  Tumino  e  Vitrano: emendamenti
  4.3, 4.16, 4.4, e 4.5;

       - dagli  onorevoli  Moschetto,  Leontini,  Baldari, Mercadante,
  Scoma e Giambrone: emendamenti 4.13, 4.14 e 4.15;

       - dall'onorevole Spampinato: emendamenti 4.17, 4.18 e 4.19;

       - dall'onorevole Acierno: emendamento 3.31.

       Onorevoli colleghi, sospendo brevemente i lavori d'Aula.

      (La seduta, sospesa alle ore 20.59, è ripresa alle ore 21.00)

       La seduta è ripresa.

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo l'accantonamento dell'emendamento 4.20.

     PRESIDENTE.  Non   sorgendo   osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Pongo  in votazione  il  subemendamento  4.8.1  a  firma  della
  Commissione.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 4.8, degli onorevoli Villari e
  Giannopolo, come modificato. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Favorevole.

                             (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'emendamento 4.1 degli onorevoli Liotta e
  Forgione.

     LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.   Signor   Presidente,   sarebbe   stato   meglio  votare
  l'emendamento  4.1  per  parti  separate; non so se tecnicamente sia
  possibile  farlo.  I  commi  2  e  5  insistono su tematiche affatto
  diverse  fra  loro  e,  quindi,  è  un  mio errore che ho presentato
  l'emendamento.  Ripeto,  non  so  se  tecnicamente sia possibile, ma
  sarebbe  meglio  votarli  separatamente,  anche se non mi illudo che
  abbiano sorte diversa se votati separatamente.

     PRESIDENTE.  Onorevole Liotta,  l'emendamento può essere posto in
  votazione parti separate.  Peraltro, lei con molta consapevolezza si
  rende conto di ciò che accadrà.
       Pongo in votazione l'emendamento 4.1, relativamente al comma 2.
  Il parere della Commissione?

     ANTINORO, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     GRANATA, assessore per i beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Contrario.

       Chi è contrario resti seduto; che è favorevole si alzi.

                             (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 4.1 relativamente al comma 5.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                             (Non è approvato)

       Pongo  congiuntamente  in  votazione  gli emendamenti 4.2, 4.9,
  4.3, 4.13 e 4.17 di identico contenuto.  Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                         (Sono approvati)

       Pongo in votazione l'emendamento 4.16 degli onorevoli Tumino ed
  altri. Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    ANTINORO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  congiuntamente  in  votazione gli emendamenti 4.4, 4.14,
  4.18 di identico contenuto. Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ANTINORO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (Sono approvati)

       Si passa all'emendamento 4.10.

     VILLARI.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Giannopolo, dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  3.31  dell'onorevole  Acierno.  Per
  assenza dall'Aula dell'onorevole proponente, lo dichiaro decaduto.
       Gli  emendamenti  4.5 e 4.15 di identico contenuto si intendono
  ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 4.19 dell'onorevole Spampinato.

     SPAMPINATO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 4.6 degli onorevoli Giannopolo
  e Villari. Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    ANTINORO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  4.12  degli  onorevoli Giannopolo e
  Villari.

     GIANNOPOLO.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Villari, dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Si   passa  all'emendamento  4.11  degli  onorevoli  Villari  e
  Giannopolo.

     GIANNOPOLO.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Villari, dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 4.7 degli onorevoli
  Giannopolo e Villari. Il parere del Governo?

     GRANATA,    assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    ANTINORO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Counico   che   è   stato  presentato  dal  Governo  l'allegato
  emendamento 4.20R.  Il parere della Commissione?

    ANTINORO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                  "Art. 5.
                    Commissione regionale per il diritto
                         allo studio universitario

          1. E'  istituita  presso  l'Assessorato regionale dei beni
       culturali  ed  ambientali  e  della  pubblica  istruzione  la
       Commissione    regionale   per   il   diritto   allo   studio
       universitario.

          2.  La  Commissione  è  organo  consultivo  dell'Assessore
       regionale per  i  beni  culturali  ed  ambientali  e  per  la
       pubblica istruzione.  Per  le finalità di cui all'articolo 1,
       comma  2, lettera  a),  la  Commissione  opera  d'intesa  con
       l'Osservatorio regionale del mercato del lavoro, istituito ai
       sensi della legge regionale 21 settembre 1990, n. 36.

          3. La Commissione è composta da:

          a)  l'Assessore   regionale   per   i  beni  culturali  ed
       ambientali e per la pubblica istruzione o suo delegato;

          b)   il   dirigente  generale  del  dipartimento  pubblica
       istruzione  dell'Assessorato dei beni culturali ed ambientali
       e della pubblica istruzione;

          c) i rettori delle Università siciliane o loro delegati;

          d) i presidenti  di  ciascuno  degli enti regionali per il
       diritto allo studio universitario o i loro delegati;

          e)  il  direttore  degli  enti  per il diritto allo studio
       universitario più anziano in ruolo;

          f) un rappresentante  degli studenti per ognuno degli enti
       per  il  diritto  allo  studio  universitario,  nominato,  su
       proposta del  relativo  Consiglio  di  Amministrazione, tra i
       componenti di cui al successivo articolo 10, comma 1, lettera
       e);

          g) un  rappresentante  dei Consorzi universitari scelto su
       una  terna   indicata   dagli  stessi  Consorzi,  e  nominato
       dall'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
       per la pubblica istruzione;

          h) il  Presidente della competente Commissione legislativa
       dell'Assemblea regionale siciliana o un suo delegato;

          i) il  dirigente  responsabile  della  materia del diritto
       allo studio in  seno al dipartimento pubblica istruzione, con
       funzioni di segretario.

          4. La Commissione:

          a) è nominata con decreto dell'Assessore regionale e resta
       in carica un  triennio.  In  caso  di  decadenza o cessazione
       dall'incarico di  un  componente si procede alla sostituzione
       con  decreto   assessoriale;

          b) è presieduta  dall'Assessore  regionale  o,  in caso di
       assenza   o   di  impedimento,  dal  dirigente  generale  del
       dipartimento  pubblica  istruzione, nella qualità di delegato
       ai sensi del precedente comma 3), lettera a);

          c)  è convocata  dal  presidente  almeno  una  volta  ogni
       semestre e comunque tutte  le  volte che lo stesso lo ritenga
       necessario o gliene  sia  fatta  richiesta da almeno un terzo
       dei componenti;

          d) opera  validamente  con la presenza del presidente e di
       almeno un terzo dei componenti;

          e) adotta le  proprie deliberazioni a maggioranza; in caso
       di parità prevale  il  voto del presidente.  Può suddividersi
       per l'esame di particolari problemi in sottocommissioni.

          5. L'incarico di componente della Commissione è gratuito."

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dalla Commissione:  emendamenti 5.1.1, 5.4.1, 5.9.1 e 5.7.1;

    -  dagli  onorevoli Forgione e Liotta:  emendamenti 5.1, 5.2, 5.3,
    5.4, 5.5, 5.6 e 5.7;

    - dagli onorevoli Giannopolo e Villari: emendamento 5.8;

    -   dagli   onorevoli   Tumino,   Barbagallo,   Raiti  e  Vitrano:
    emendamenti 5.9 e 5.10;

    - dall'onorevole Acierno: emendamento 5.11.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  questo
  articolo  c'è  il  tentativo  di  mediare tutto e tutti, arrivando a
  momenti  di  sovrapposizione di competenze che possono determinare -
  lo  dico  all'assessore  che  poi  deve gestire la norma - uno stato
  confusionale.
       Nell'ambito dell'articolo si  arriva  al punto da sostenere che
  il componente della Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
  o un suo delegato, possono far parte di questa Commissione.
       Il   Presidente   della  Commissione  sottopone  all'attenzione
  dell'Aula  un  provvedimento  che  per alcune parti è inammissibile,
  perché    contiene   materia   che   non   può   essere   sottoposta
  all'approvazione dell'Aula.
       Il  lavoro in Commissione è un lavoro importante, il problema è
  che l'articolo 5 giunge in Aula con questa formulazione. Ovviamente,
  come   dicevo   prima,   c'è  un  tentativo  di  sovrapposizione  di
  competenze, ma soprattutto uno stato confusionale.
       Voglio   ricordare   che   nessun   presidente  di  Commissione
  legislativa    può   far   parte   di   Commissioni   amministrative
  amministrative   e   voglio   ricordare  a  tutti  i  presidenti  di
  commissioni  legislative  che  non  hanno  potere  di delega.

     ANTINORO.  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ANTINORO.   Presidente   della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, fermo restando che l'articolo è già stato corretto e che
  comunque  mi trovo perfettamente d'accordo con l'onorevole Speziale,
  voglio solo ricordare che quando abbiamo approvato l'articolo 5 così
  come  esitato  dalla  Commissione  votato anch'esso, anche in questa
  occasione,  all'unanimità,   probabilmente   tutti  insieme  abbiamo
  commesso  un errore di valutazione che forse era il caso di non fare
  e,  comunque  ,abbiamo  già  preannunciato la modifica dell'impianto
  così come è arrivato.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, l'articolo 5 è
  quello  che  evidenzia  maggiormente l'impostazione di questa legge.
  La  Commissione  regionale  per il diritto allo studio poteva essere
  l'occasione di individuare un luogo di coordinamento, di indirizzo e
  di  programmazione  della erogazione dei servizi nei tre enti per il
  diritto  allo  studio  regionale.
       Nell'impostazione   del   disegno   di   legge   invece  questa
  commissione  si trasforma in una commissione pletorica, elefantiaca,
  senza alcuna  funzione,  che  si riunisce di tanto in tanto soltanto
  per  esprimere pareri all'assessore; tutte le materie di indirizzo e
  di   programmazione  vengono  demandate  all'assessore  per  i  beni
  culturali;  di  fatto  questa commissione perde significato.  Meglio
  faremmo ad  abrogarla, a non metterla nella legge, tanto che ci stia
  nella legge  questa  commissione  o  che  non  ci  stia  non  cambia
  assolutamente nulla.
       Ma  poiché  sono  convinto  che questa Assemblea si ostinerà ad
  inserire  un  organo  assolutamente  inutile, o meglio, reso inutile
  dalla  protervia di questo Governo, io sono costretto ad entrare nel
  merito:  non solo si tratta di una commissione senza alcune funzione
  di  fatto,  ma  è  una  commissione formata in maniera cervellotica.
  Pensate  che  di questa commissione alcuni componenti ne fanno parte
  per  tre  anni, altri, quelli elettivi, ne fanno parte per due anni;
  gli  studenti (sì, è vero che c'è un mio emendamento, ed infatti sto
  illustrando  i  miei  emendamenti) fanno parte di questa commissione
  solo  per  due  anni.  E' una cosa incomprensibile; in Commissione è
  stata  ritenuta  incomprensibile  ed  io  credo  che  in questa Aula
  correggeremo  questo  errore.
       E'  vero  che  ciò  comporta una cadenza diversa delle elezioni
  universitarie, ma  non  vedo  come altrimenti si possa aggiustare la
  questione.
       Per quanto riguarda la presenza dei direttori degli enti per il
  diritto  allo  studio  universitario,  qui  si vuole inserire il più
  anziano in ruolo.
       Io  credo  che se veramente non vogliamo cadere nel ridicolo di
  istituire  una  commissione  che non ha alcuna funzione, come minimo
  dovremmo  dare la presenza - tant'è che è già elefantiaca per cui un
  elefante  in  più,  un  elefante  in  meno non cambia la sostanza di
  questo  articolo - di tutti e tre i direttori; non può essere quello
  più anziano in ruolo, non può essere il direttore generale dell'ente
  regionale  per  il diritto allo studio universitario di Catania o di
  Messina   a   decidere,   onorevole  Formica,  sulle  questioni  che
  riguardano anche Messina  o che riguardano anche Palermo.
       Credo che sia giusto inserire tutte e tre i Direttori; su molti
  di   questi   emendamenti,  per  esempio  quello  dell'estensione  a
  Conservatori  musicali  di  Stato,  il Governo, in Commissione, si è
  dichiarato  favorevole alla possibilità di una riscrittura di questi
  emendamenti.
       Per  cui,  se permane, come io penso, l'opinione favorevole del
  Governo   che  si  è  impegnato  in  Commissione  a  procedere  alla
  riscrittura  di questi emendamenti, ovviamente con una dichiarazione
  del  Governo in tal senso, i miei emendamenti verrebbero considerati
  decaduti.
       Sarebbe  questa  la  sorte del 5.1, del 5.3, del 5.4 e del 5.7,
  mentre  per  quanto  riguarda  il  5.2  e  il  5.9  è  sembrato,  in
  Commissione, che ci fosse il parere favorevole del Governo.
       Signor  Presidente, sono stato, forse, estremamente dettagliato
  nella  descrizione di questa materia ma l'ho fatto anche per evitare
  che,  in  futuro,  in  quest'Aula,  si  potesse  fare confusione fra
  emendamenti  e  subemendamenti.  D'ora  in  poi  mi atterrò a questo
  principio del massimo dettaglio possibile.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  gli allegati
  subemendamenti all'emendamento 5.3:

    - dalla Commissione: subemendamento 5.12;

    -  dagli onorevoli Speziale, Giannopolo e Villari:  subemendamento
    5.3.1.

       Onorevole  Liotta,  mi  pare  di  avere  capito,  dai  dialoghi
  informali   che   ho  ascoltato,  che  su  questo  articolo  c'è  la
  possibilità  di  un  ripensamento più complessivo relativamente alla
  composizione della Commissione. Pertanto, onorevoli colleghi, tenuto
  anche  conto  che  il  Presidente  della  Commissione  mi chiede una
  sospensione  dei  lavori  per  potere  ripensare complessivamente la
  composizione  di  questa  Commissione  e  semplificarla  in  maniera
  significativa e poiché siamo già arrivati alle 21.15, se non sorgono
  osservazioni,  io  sospenderei  la  seduta  e l'aggiornerei a domani
  mattina, alle ore 10.30, in modo tale da consentire alla Commissione
  e  al Governo di trovare una formulazione più adeguata dell'articolo
  5  e  dunque una composizione più semplificata della Commissione cui
  l'articolo 5 fa riferimento.
       Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata a domani, mercoledì 6
  novembre 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI

      II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - "Interventi per l'attuazione  del diritto allo studio univer-
          sitario in Sicilia" (nn. 271-341/A) (Seguito)

          Relatore: On.le  Antinoro

     III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON  L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

      IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE,  PREVISTO  DALLA  LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

      V - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI  DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  REGIONALE  PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL  COMITATO PER LA GESTIONE
          DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
          LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI  DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

     XII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XVIII -  ELEZIONE  DI   UN   COMPONENTE  DEL  COMITATO  DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

      XIX -  ELEZIONE  DI   TRE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 21.18.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30 di mercoledì
       6 novembre 2002)