Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
n. 94 e n. 95 del 30 ottobre 2002 che, non sorgendo osservazioni,
si intendono approvati.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel verbale della
seduta n. 94, testè approvato, era riportato l' intervento con il
quale chiedevo che il Presidente della Regione venisse in Aula per
rappresentarci la situazione del Banco di Sicilia rispetto al nuovo
piano industriale che ha presentato.
In questi giorni sono successi dei fatti oltremodo gravi.
Signor Presidente, inoltre domenica mattina si è svolta una
riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri sull'onda emotiva
di un lutto dolorosissimo che ha colpito tutti gli italiani, perché
la morte di 26 bambini all'interno di un plesso scolastico non è
solo il lutto di quelle 26 famiglie ma di tutte le famiglie
italiane.
Secondo me quella mattina a Palazzo Chigi si è svolto un
Consiglio dei Ministri ancora una volta devastante per la Sicilia:
avere determinato in una cifra, 10 milioni di euro, un intervento
straordinario per gli eventi che stanno accadendo in Sicilia, è
offensivo nei confronti di questa terra.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, intervenga sull'ordine dei lavori
ACIERNO. Sto intervento sull'ordine dei lavori.
Allora, Signor Presidente, le chiedo di fare venire in Aula il
Presidente della Regione, perché io credo che a Roma qualcuno abbia
dimenticato che oltre ad un vulcano in eruzione che ha determinato e
sta determinando ancora in queste ore la chiusura di un aeroporto
internazionale, l'impossibilità per centinaia di migliaia di
cittadini di potere camminare per le strade, un terremoto che ha
messo in mezzo alla strada più di mille famiglia; un evento
calamitoso naturale che è la siccità, che da più di un anno sta
gravando sull'economia della Sicilia; la chiusura, oramai acclarata
dal Ministro del Lavoro, dello stabilimento Fiat di Termini Imerese,
con tremila famiglie che tra venti giorni perderanno il posto di
lavoro; se tutto questo viene contabilizzato con un obolo di 10
milioni di Euro, io credo che tutti noi dovremmo, come stanno
facendo alcuni sindaci, consegnare quella virtuale fascia tricolore
che ognuno di noi porta nel rappresentare il popolo siciliano in
questo Parlamento al Presidente dell'Assemblea ed al Presidente del
Governo regionale perché è inutile che noi continuiamo a lavorare,
a legiferare per nome e per conto di un popolo che è stato
dimenticato dagli uomini e da Dio.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, approfitto della presenza del
Governo perché è stata sollevata giustamente dall'onorevole Acierno
una questione che è abbastanza delicata: se in materia di protezione
civile e in materia di interventi dovuti ad eventi di natura
tellurica la competenza non sia esclusivamente dello Stato.
C'è una vecchia discussione che si è sviluppata nel Parlamento
regionale e più di una volta si è sostenuta la tesi opportuna che se
l'intervento in questa materia - essendo la Regione siciliana, fra
l'altro una terra che è sottoposta continuamente, purtroppo, ad
eventi sismici - dovesse di volta in volta impegnare il bilancio
della Regione, noi rischieremmo di impegnare l'intero bilancio della
Regione, perché non sappiamo gli eventi sismici che tipo di natura
hanno.
Pertanto, approfitto della presenza del Governo. Il Governo
regionale ha tenuto una riunione di Giunta recentemente sui problemi
dell'eruzione dell'Etna, a Linguaglossa, ed ha deciso di stanziare
50 milioni di euro.
Siccome la delibera non è ancora pronta, vorremmo sapere da
quale capitolo vengono presi questi soldi, se c'è una disponibilità
di risorse per evitare che ci possa essere un atteggiamento
ingannevole, soprattutto in questo momento, nei confronti delle
popolazioni: condividiamo pienamente che questi soldi, eventualmente
impegnati a valere sul bilancio della Regione, dobbiamo
interpretarli come anticipazione di somme dovute dallo Stato.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, siamo sull'ordine dei lavori. E'
un argomento importantissimo per relegarlo nei limiti di un richiamo
all'ordine dei lavori
SPEZIALE. Però, signor Presidente, visto che c'è il Governo
presente e visto che non è stato possibile avere una conoscenza
diretta dell'atto di Giunta perché ancora non è formalmente
pervenuto e non è in nostro possesso, voglio approfittare della
presenza del Governo perché chiarisca quali sono i termini del
provvedimento che è stato assunto a Linguaglossa e lo chiarisca
davanti al Parlamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Granata.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, rispondo in modo del tutto
inusuale, come lei diceva, perché l'argomento meriterebbe ben altro
spazio e ben altro approfondimento; io adesso non ho qui lo
specchio tecnico della delibera di Giunta che abbiamo fatto in una
seduta pubblica alla quale hanno partecipato i Sindaci, il
Presidente della Provincia, il Prefetto e le istituzioni.
Abbiamo ritenuto doveroso, come Governo della Regione, andare a
Linguaglossa, tenere una riunione di Giunta pubblica in cui si sono
assunti degli impegni rispetto al bilancio della Regione, impegni
concreti che abbiamo, ogni assessorato, concretizzato in una
individuazione di somme da utilizzare, appunto, per l'emergenza,
alla luce di ciò che sta avvenendo.
Devo dire, in modo particolare, per quanto riguarda l'edilizia
scolastica che, come voi ricorderete, il Governo era riuscito ad
utilizzare 100 miliardi dei cosiddetti ex fondi Gescal relativamente
ad un progetto di edilizia scolastica ed abbiamo deciso, in Giunta
aperta, ma formalmente con un atto di Governo e di Giunta, di
utilizzare almeno il 30% di quei fondi per interventi immediati
sull'edilizia scolastica dei Comuni colpiti direttamente dal sisma;
ed in questo, ritengo, che anche la città di Catania e la città di
Palermo, per le questioni che anche prima erano avvenute, debbano
essere interessate a questo provvedimento.
Ma la valutazione va oltre; io posso rispondere per quanto
riguarda, anche alla luce di ciò che è avvenuto in Molise, circa
la notevolissima ed anche fondata dinamica di allarme che si è
allargata a macchia d'olio in tutte le famiglie, che riguarda
l'allarme sulle scuole siciliane.
L'onorevole Cracolici, l'altro ieri, puntualmente come sempre,
ha detto una cosa che condivido in pieno: qui non si tratta di fare
monitoraggi perché i monitoraggi li abbiamo già. Qui si tratta di
programmare, in modo serio, tutta una serie di interventi
scalettando le priorità, cosa che proprio oggi in Assessorato della
Pubblica istruzione, alla presenza del Dirigente del Ministero,
dottor Di Stefano, del dottor Lo Franco, dell'ingegnere Nicosia, che
si occupa di edilizia scolastica, abbiamo iniziato a fare per capire
di quali risorse possiamo servirci utilizzando quegli ex fondi
Gescal. E qui, devo dire, qualche cosa di ulteriore: mi è pervenuta
una richiesta da parte di alcuni gruppi parlamentari che ho
incontrato ufficialmente, parlo del gruppo parlamentare di Alleanza
nazionale, del gruppo parlamentare di Nuova Sicilia, di andare
eventualmente a reperire su fondi, anche utilizzati in precedenza...
PRESIDENTE. Onorevole Granata, mi dispiace, ma è soltanto un
richiamo all'ordine dei lavori, non si può fare un dibattito
organico su questo tema perché c'è un ordine del giorno da
rispettare. La ringrazio.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Devo dire che, comunque, c'è già una dinamica
di individuazione di questo argomento.
SPEZIALE. C'è un ordine del giorno su questo argomento, a firma
del Gruppo DS, che darà l'occasione di approfondire.
LO CURTO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento?
LO CURTO . Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Se il suo intervento verte sullo stesso argomento,
la prego di considerarlo chiuso perché deve essere destinato ad
un'occasione apposita.
LO CURTO . Caso mai questo era il mio suggerimento.
PRESIDENTE. E allora lo faccia pure ma comprenda che io ho
bisogno di evitare che si trascuri l'ordine del giorno per
improvvisare dibattiti su altra materia.
LO CURTO . Signor Presidente, non voglio improvvisare alcun
dibattito: sono s'accordo con lei sul fatto che su questo argomento
è necessario che ci sia, innanzitutto, una Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari e poi, anche, un dibattito d'Aula nel quale
sia presente il Presidente della Regione che ha presieduto quella
Giunta.
Signor Presidente, mi perdoni se prendo la parola dal mio
banco.
Anche noi siamo intervenuti intempestivamente perché lei
avrebbe fatto osservato un minuto di silenzio e di raccoglimento...
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, non mi avete ancora dato la
possibilità, con questi interventi sull'ordine di lavori, di
compiere il mio dovere, cosa che intendo fare dopo le comunicazioni.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
Presidenza del presidente Lo Porto
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura:
N. 356 - Modifiche alla disciplina normativa del
caciocavallo e della provola ragusana.
Firmatario: Incardona Carmelo
- da parte dell'Assessore per gli enti locali:
N. 612 - Notizie circa le disposizioni normative
riguardanti i componenti dei consigli di amministrazione
delle aziende speciali e delle società di capitali
partecipate dagli enti locali.
Firmatari: Catania Giuseppe; Fleres Salvatore; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Norme per la costituzione delle province regionali.
Modifica della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9" (n. 513)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per gli enti locali (D'Aquino) in data 30
ottobre 2002
- "Interventi volti a migliorare le condizioni di vita nei
piccoli comuni montani e nelle isole minori. Disciplina del sostegno
delle attività produttive e per la promozione e valorizzazione del
patrimonio naturale e storico-culturale dei piccoli comuni montani e
delle Isole minori" (n. 514)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Garofalo, Scoma, Mercadante, Catania Franco in data 30 ottobre 2002.
- "Interventi per favorire la permanenza del personale a tempo
indeterminato nel settore della formazione professionale" (n. 515)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Papania in data 30 ottobre 2002
- "Norme per la costituzione dei consorzi fra le aziende
ospedaliere e le aziende sanitarie locali per gli acquisti
centralizzati" (n. 516)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Zangara, Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Vitrano, in data 31 ottobre 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per il riconoscimento di rappresentatività
dell'organizzazione sindacale U.G.L" (n. 500)
- iniziativa parlamentare
- "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1993, n. 26
concernente norme elettorali" (n. 501)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per la concessione di un contributo all'Associazione
nazionale combattenti e reduci" (n. 503)
- iniziativa parlamentare
- "Norme sul riscontro parlamentare sull'attività
dell'Amministrazione regionale e degli enti e delle aziende da essa
dipendenti e/o vigilati e/o controllati. Modifiche alla legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10" (n. 507)
- iniziativa parlamentare
- "Disposizioni in materia di beni demaniali e patrimoniali
della Regione siciliana. Procedura agevolata per la riscossione dei
crediti. Unificazione di compiti di coordinamento ed indirizzo in
un unica struttura" (n. 511)
- iniziativa parlamentare - PARERE IV
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Interventi per lo sviluppo di attività agricole" (n.
505)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Disposizioni riguardanti l'autorizzazione per l'inizio
lavori in zone sismiche. Norme per l'accelerazione delle procedure"
(n. 506)
- iniziativa parlamentare
- "Modifiche alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14 recante:
'Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 maggio 1981, n.
98: 'Norme per l'istituzione nella Regione di parchi e riserve
naturali'. (n. 508)
- iniziativa parlamentare
- "Provvedimenti in favore del comune di Niscemi colpito dal
dissesto idrogeologico del 12 ottobre 1997" (n. 510)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre
1998, n. 26 sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione
siciliana" (n. 499)
- iniziativa parlamentare
- "Istituzione del ruolo regionale speciale ad esaurimento del
personale addetto alle attività di formazione professionale" (n.
512)
- iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per il sostegno economico alle famiglie con pazienti
oncologici in trattamento con la multiterapia Di Bella" (n. 504)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 29 OTTOBRE 2002.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed assegnate
alle Commissioni legislative le seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Legge regionale 30 novembre 1993, n. 30 - art. 55,
comma 5 - Direttori generali Aziende Unità sanitarie locali
e Aziende ospedaliere" (n. 85)
- pervenuto in data 29 ottobre 2002
- trasmesso in data 29 ottobre 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Piano propaganda turistica 2003" (n. 86)
- pervenuto in data 30 ottobre 2002
- trasmesso in data 31 ottobre 2002.
COMUNICAZIONE DI PARERE RESO
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso dalla Commissione
legislativa "Servizi sociali e sanitari" (VI) il seguente parere:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Disposizioni per il contenimento della spesa sanitaria
nella Regione siciliana - Modifica" (n. 82)
- reso in data 29 ottobre 2002
- trasmesso in data 31 ottobre 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni per il periodo 29 - 31 ottobre 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 29.10.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI-
SANZERI-SCOMA
Riunione
congiunta con Comm.Statuto del 31.10.02: LEANZA E.-IOPPOLO-SCOMA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 29.10.02: GENOVESE-LEANZA V.
Sostituzioni
Riunione del 29.10.02: LEONTINI sostituito da MAURICI
FLERES " " CATANIA Giuseppe
MANCUSO " " SAVARINO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 29.10.02 (pom.): ZAGO-DE BENEDICTIS-GURRIERI-RAITI
SPAMPINATO
Sostituzioni
Riunione del 29.10.02 (pom.): VICARI sostituito da GIAMBRONE
" " 30.10.02: SBONA-ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS-INFURNA
LO CURTO-MAURICI-RAITI-SPAMPINATO-VICARI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 29.10.02: LEANZA N.-CATANIA F.-FERRO-GIANNOPOLO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 29.10.02: BASILE
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
Riunione
congiunta con I Commissione del 31.10.02: FLERES-FORGIONE-FORMICA
ORLANDO-VIRZI'
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 876 - Notizie in merito al mancato avviamento di agenti
socio-sanitari presso il Policlinico di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario:
Panarello Filippo
- con richiesta di risposta scritta
N. 873 - Notizie in ordine alla richiesta di
autorizzazione per l'esercizio di un gabinetto di
plesioterapia a San Giovanni La Punta (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario:
Barbagallo Giovanni
N. 874 - Notizie circa i ritardi nell'erogazione delle
somme relative all'autonomia scolastica.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatari:
Barbagallo Giovanni; Tumino Carmelo
N. 875 - Opportune iniziative allo scopo di valorizzare le
competenze acquisite dai lavoratori volontari del 118.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Lavoro
Firmatari:
Liotta Santo; Forgione Francesco
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 67 - Notizie circa la prevista trasformazione
dell'ospedale 'G. Giglio' di Cefalù in centro di eccellenza
ad indirizzo oncologico.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario:
Antinoro Antonio
N. 68 - Notizie sull'efficacia di un parere del 1999 del
Consiglio di giustizia amministrativa della Regione
siciliana relativo all'istituzione della Riserva di Monte
Pellegrino.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Virzi' Gioacchino; Ioppolo Giovanni
COMUNICAZIONE DI INTERROGAZIONE DA INTENDERSI SUPERATA
PRESIDENTE. Comunico, che con nota del 22 ottobre 2002, pervenuta
alla Segreteria generale il 3O ottobre successivo ed al Servizio di
Segreteria il 4 novembre 2002, l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste ha precisato che l'interrogazione a risposta scritta n.
400, "Iniziative del Governo della Regione riguardanti i lavoratori
precari forestali", a firma dell'onorevole Gurrieri ed altri, è da
intendersi superata.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
CORDOGLIO PER LE VITTIME DEL RECENTE SISMA IN MOLISE ED INIZIATIVE
PER LE POPOLAZIONI DANNEGGIATE DAI RECENTI EVENTI SISMICI E VULCA-
NICI IN SICILIA
(Tutta l'Aula si alza in piedi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sebbene sia passata già qualche
fase di tempo abbastanza lunga rispetto alla circostanza luttuosa
della morte di numerosi alunni nel paese di San Giuliano colpito dal
terremoto, avverto anch'io, come del resto ho colto dalle
sollecitazioni dei colleghi e di quest'Aula, il bisogno di un
ricordo di questo evento; il ricordo legato, come sempre accade in
questi casi, alla pietà umana di fronte alla perdita di bambini che,
in fondo, svolgevano in quel momento il compito di tutti i bambini
del mondo: andare a scuola per imparare e per giocare.
Questa tragedia di per sé grave, perché un terremoto è sempre
un evento tragico per tutta l'umanità, si copre di maggiore gravità
e drammaticità perché colpisce numerosi bambini. Di questo
l'Assemblea regionale siciliana ha piena coscienza e rivolge alle
famiglie, al paese di San Giuliano e alla memoria dei piccoli il
proprio più accorato pensiero.
Se a questo evento così tragico si aggiunge, purtroppo, la
consuetudinaria sollevazione dei problemi sulle responsabilità e se
a questo argomento si aggiunge l'apertura persino di un'inchiesta
giudiziaria, l'amarezza e l'angoscia si sommano in un sentimento di
insofferenza che non può non riguardare tutti voi, tutti noi, tutta
l'Istituzione parlamentare intesa nel suo più largo complesso.
E' veramente odioso che in questo Paese debbano scoppiare
tragedie la cui storia è inutile descrivervi, la conoscete tutti,
dagli anni '60 in poi, dal Vajont a questa parte, dal Belice a
questa parte.
Se alla storia di questi eventi tragici, legati alla fatalità
di un territorio sottoposto a questo tipo di fenomeni, sempre si
aggiunge, tuttavia, la riserva mentale di quanto poteva essere
evitato e di quanto non è stato evitato, la cosa diventa ancora più
grave, diventa ancora meno comprensibile; diventa ancora più urgente
per noi classe politica operare affinché determinate cose che sul
piano tecnico si possono evitare non abbiano mai più a verificarsi.
Qualcuno, nel sia pure breve arco di tempo che ha preceduto
queste mie parole, ha accennato al problema. In questo momento la
nostra Sicilia è colpita da un fenomeno sismico altrettanto grave se
non doloroso come il precedente: in determinate provincie, come
Catania e Siracusa, si assiste in questo momento alla assenza dei
bambini a scuola perché le famiglie, i genitori si rifiutano di
mandarli in quanto alcuni complessi scolastici presentano carenze di
struttura che allarmano giustamente al cospetto di quelle scene. A
fronte di ciò, sia pure nelle strette maglie di un bilancio
asfittico come quello regionale, tuttavia dobbiamo agire e far sì
che questo elemento conquisti il primo piano. Ed io mi associo alle
richieste di quanti hanno sollecitato il Governo in questo senso.
Occorre portare in primo piano l'emergenza scolastica perché
finalmente si discuta e si decida che quel poco di finanze
disponibili vengano destinate a questo scopo, cioè rendere le
famiglie serene e le scuole sicure.
Ecco il modo migliore di celebrare l'evento doloroso. E la
nostra rievocazione ed il nostro pensiero espresso nel modo più
semplice, ma nello stesso tempo più convinto, sono il modo migliore
affinchè il Governo della Regione siciliana si adoperi per superare
immediatamente questa emergenza scolastica.
Osserviamo un minuto di silenzio in raccoglimento, in memoria
dei bambini defunti.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
sia formale l'adesione dei DS, del centrosinistra, credo di tutti i
parlamentari di quest'Aula, alle parole che ella ha espresso in
memoria e ricordo della tragedia del Molise.
Credo che a noi tutti spetti il compito di dare parola ai
sentimenti che abbiamo provato vedendo quelle immagini incollati
ai televisori in attesa spasmodica della possibilità di vedere
uscire da quelle macerie qualche bambino in vita.
Però, c'è un tempo delle parole, ma c'è anche un tempo del
fare; io mi auguro, signor Presidente, che anche questo Parlamento
rifletta serenamente, ma rifletta seriamente sul fatto che i
terremoti in sé sono calamità naturali che non producono morte in
sé; ciò che produce morte, molto spesso è ciò che costruisce l'uomo
e soprattutto come costruisce l'uomo.
Quindi, il terremoto diventa una sorta di "tribunale divino"
che giudica anche ciò che l'uomo realizza.
Allora, la possibilità che ci è data di riflettere, di
ragionare serenamente, pacatamente, ma seriamente è anche data dal
fatto che a noi Parlamento, a noi Assemblea regionale tocca il
compito anche di legiferare per garantire sicurezza nel nostro
territorio, in modi da avere la possibilità che i nostri bambini
possano andare in scuole sicure, che i nostri malati possano stare
ricoverati in ospedali sicuri, che, insomma, ciò che è la presenza
dello Stato, della Regione, cioè la presenza pubblica, abbia un
supplemento di sicurezza e di garanzia per i cittadini.
Io, a questo proposito (l'Assessore Granata lo ricordava) ho
voluto dire all'Assessore Granata, a proposito della psicosi che è
scattata in questi giorni dopo i tragici fatti di San Giuliano anche
nelle scuole siciliane, tra le famiglie siciliane, che noi non
abbiamo bisogno di monitorare continuamente, di nominare commissioni
che si occupino di studiare i problemi, noi per ultimo abbiamo, da
parte del C.N.R., un monitoraggio su tutte le scuole pubbliche
siciliane che è stato fatto nell'anno 2000.
Abbiamo i dati, conosciamo tutto, ades6o a noi si chiede di
intervenire, di spostare risorse per mettere in sicurezza, per
garantire quelle condizioni che rimuovano le ragioni di psicosi
collettiva, di fobia collettiva nei confronti delle scuole o di
tutte le strutture pubbliche.
Ma un altro elemento che, io credo, questo Parlamento debba
serenamente prendere in considerazione e su cui debba seriamente
riflettere è certamente questo: non è con la strada dei condoni che
affrontiamo e garantiamo sicurezza in questo territorio; non è con
la strada dei condoni, che serve molto spesso a sanare dal punto di
vista amministrativo un abuso, ma non sana il problema della
sicurezza nel nostro territorio.
Ecco perché io credo che il Parlamento ha il dovere certamente
di esprimere, come lei ha fatto egregiamente, solidarietà, ricordo,
memoria, ma ha anche il dovere di essere coerente con il ricordo,
con la memoria, con la solidarietà di fare ognuno la nostra parte. E
noi possiamo fare la nostra parte, perché in questa Regione la
sicurezza del territorio, la sicurezza delle costruzioni costituisca
una priorità per la politica e non un fatto residuale a cui diamo
valore marginale dando ad altre priorità, come la strada dei
condoni, come strada, che io considero, quella sì, la vera
autostrada che favorisce la possibilità di avere nuovi lutti e nuovi
morti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vorrei però pregare i colleghi di svolgere
interventi brevi, perché ancora non abbiamo affrontato i punti
all'ordine del giorno.
FORMICA. Rinuncio al mio intervento.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "INTERVENTI PER
L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO IN SICILIA"
(NN. 271-341/A).
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge "Interventi per l'attuazione
del diritto allo studio universitario in Sicilia" (nn. 271-341/A).
A tale riguardo voglio ricordare a tutta l'Assemblea che nella
seduta precedente abbiamo dibattuto a lungo sulle tematiche legate
ai processi di invalidazione di una votazione piuttosto che alla
loro validazione.
Abbiamo, quindi, concluso con delle decisioni finali. Una, da
me annunziata, è quella di procedere verso una riforma del
Regolamento che prescriva in astratto una maggiore possibilità di
dirimere le vicende che sono state oggetto dell'articolo 2 e dei
rispettivi emendamenti al comma 4.
L'altra attiene ad un mio rinvio all'unico punto del
Regolamento che è l'articolo 117, qualora a fine discussione l'Aula
ritenesse di adempiere allo spirito del secondo comma dell'articolo
117.
Avendo così io assicurato la volta precedente, ad inizio del
dibattito sull'articolo 3, desidero precisare che sarà mia cura,
completato l'iter di tutto il disegno di legge sull diritto allo
studio universitario, esperire le procedure legate al secondo comma
dell'articolo 117, così come stabilito nella volta precedente.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 152
"Interventi per il ripristino dell'applicazione dell'articolo 37
dello Statuto siciliano" a firma degli onorevoli Cintola, Croce,
Papania, Tumino, Liotta, Speziale, Formica, Savarino, Savona,
Giuseppe Catania, Maurici, Baldari, Rotella.
Ne do lettura.
PREMESSO che:
- l'articolo 37 dello Statuto della Regione siciliana, il cui
dettato prevede che "Per le imprese industriali e
commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio
della regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed
impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la
quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed
impianti medesimi e l'imposta, relativa a detta quota,
compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di
riscossione della medesima", è disatteso ormai dal 1975;
CONSIDERATO CHE:
- allo stesso art. 37 dello Statuto della Regione siciliana,
era stata data puntuale esecuzione fino all'entrata in
vigore della riforma tributaria di cui alla legge delega n.
825/1971 e che tale riforma, pur comportando un profondo
rinnovamento dell'ordinamento tributario, non giustifica in
alcun modo la disapplicazione del menzionato art. 37;
TENUTO CONTO CHE:
- alla Camera dei Deputati è stato presentato un progetto di
legge che crea di fatto i presupposti tecnico giuridici per
ripristinare gli adempimenti prescritti dall'articolo 37
dello Statuto della Regione siciliana ed in particolare
indica che "i soggetti passivi dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle
persone giuridiche, che esercitano imprese industriali e
commerciali con sede legale fuori dal territorio della
Regione siciliana, ma che in essa hanno stabilimenti ed
impianti, provvedono, in adempimento a quanto prescritto
dall'articolo 37 dello Statuto della Regione siciliana
all'assolvimento della relativa obbligazione tributaria
ripartendo l'ammontare dei versamenti dovuti secondo le
risultanze dell'applicazione all'imponibile esposto del
parametro forfettizzato individuato dall'articolo 4, comma
2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e
successive modificazioni";
ATTESO CHE:
- l'applicazione corretta dell'articolo 37 dello Statuto -
oltre a rientrare a pieno titolo nelle prerogative
autonomistiche, base fondamentale ed irrinunciabile per lo
sviluppo e la convivenza sociale e democratica della Sicilia
- ripristinerebbe nei fatti un circolo virtuoso in grado di
incidere positivamente sulla finanza regionale,
IMPEGNA IL PRESIDENTE E IL GOVERNO DELLA REGIONE
E LA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a sostenere politicamente tale iniziativa legislativa che ha
per obiettivo la piena applicazione del dettato dello
Statuto della Regione siciliana sul fondamentale tema della
fiscalità territoriale". (152)
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, quando è stato presentato l'ordine
del giorno lo spirito che ha mosso i parlamentari era quello di
procedere a possibilità di interventi normativi a livello nazionale
per incrementare le entrate della Regione.
Questo è stato l'auspicio. Tuttavia, qualche giorno fa, in
risposta a delle sollecitazioni fatte dal dottor Ciancimino sulla
"Sicilia" che richiamava un emendamendo a firma dell'onorevole
Romano presentato al Parlamento che contemplava questo spirito, il
Presidente della Commissione paritetica Stato-Regione ha risposto
che gli emendamenti presentati in questa materia sono tutti
dichiarati inammissibili perchè la competenza è del Comitato
Stato-Regione e che, dopo aver definito quel percorso, è quello
l'organo che decide il rapporto e non c'è competenza legislativa.
Per cui, capisco lo spirito e sono perfettamente d'accordo.
Tuttavia, il percorso indicato della necessità di intervenire,
attraverso interventi legislativi del Governo nazionale, è
assolutamente erroneo. Per cui, penso sia magari il caso di trovare
in seguito con i colleghi che hanno firmato una soluzione che tenda
a modificare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, condivido la possibilità di un
tavolo di lavoro dove potere correggere questa presa di posizione
ufficiale. Quindi, onorevole Cintola, poichè lei è il primo
firmatario, la prego di dare una risposta.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, io lo ritengo sempre un fatto
politico forte ed eccezionale perchè dal 1975 ad oggi le commissioni
paritetiche hanno lavorato contro gli interessi della Sicilia.
Mi sembre positivo il fatto che noi oggi si voti questo ordine
del giorno affinchè il Governo nazionale ed il Parlamento nazionale
possano tenere conto di una esigenza costituzionale della Sicilia.
E ciò al di là del fatto dell'ammissibilità o meno degli emendamenti
in Aula o del disegno di legge che c'è, a firma dell'onorevole
Romano e di tutti i deputati che lo stanno sottoscrivendo ancora,
tutti i siciliani, maggioranza e non.
I6 ritengo che possa al momento attuale restare in vita intanto
l'ordine del giorno; se poi si dovrà procedere a fare delle aggiunte
o delle modifiche, le faremo pure. Quello che conta è la volontà
politica di questo Parlamento: dimostrare che non ci si ferma di
fronte al Presidente della Commissione paritetica il quale dichiara
inammissibile un emendamento quando dal 1975 ad oggi il Governo
nazionale compie una rapina nei confronti della Sicilia
Si tratta di una rapina di oltre 1.000 miliardi l'anno dal 1975
ad oggi. Per cui, riterrei più importante lasciare l'ordine del
giorno in vita e poi approfondirne alcune tematiche prima che venga
posto in votazione, in modo da soddisfare sia i problemi di ordine
tecnico che i problemi di ordine politico. In ogni caso, ritengo che
vada esaltata la volontà politica espressa dall'Assemblea regionale
siciliana.
PRESIDENTE. Devo dire che la richiesta dell'onorevole Speziale
non contrasta con la natura di questo ordine del giorno, anzi ne
apprezza il fine, solo che fa presente il rischio di dichiarazione
di inammissibilità dello stesso. Naturalmente a Roma non cambierà
niente rispetto all'impegno che si chiede al Governo della Regione e
alla presidenza. Vi ringrazio, onorevoli colleghi, ma si tratta di
un impegno legato solamente alle funzioni del Presidente della
Regione. Io sono grato di questo allargamento di competenze e di
responsabilità, perché anziché il sostegno all'iniziativa
legislativa in quanto tale, naturalmente si tradurrebbe in un
sostegno all'iniziativa da tradurre a livello di Conferenza
Stato-Regione. Quindi, qualora si potesse inserire questo piccolo
cambiamento, penso che l'onorevole Cintola, in qualità di primo
firmatario, sarebbe ben lieto di potere estendere la base di
consenso a questo documento.
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 3.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE, segretario f.f.:
Art. 3.
Principi generali e tipologia degli interventi
1. Le finalità di cui all'articolo 1 si realizzano
informando l'intervento regionale ai seguenti principi:
a) l'accesso ai servizi ed ai benefici economici è
garantito a tutti gli studenti iscritti nelle Università e
istituti di istruzione superiore di cui all'articolo 2,
osservando parità di trattamento, indipendentemente dalle
aree geografiche di provenienza;
b) l'accesso ai servizi è condizionato alla partecipazione
al costo dei servizi stessi. La gratuità dei servizi e degli
interventi indicati alle lettere a), b), c), d), ed e) del
comma 2 o particolari agevolazioni nella loro fruizione,
sono disposti esclusivamente a favore di studenti capaci e
meritevoli privi di mezzi;
c) l'accesso ai servizi ed ai benefici economici che non
siano fruibili dalla generalità degli studenti è regolato con
procedure selettive che tengano conto del rendimento
universitario e delle condizioni economiche degli studenti
stessi. Queste ultime vanno determinate sulla base della
natura e dell'ammontare del reddito imponibile e della
ampiezza del nucleo familiare. Al fine di garantire
uniformità di trattamento la Regione si richiama di norma ai
criteri stabiliti dalla normativa nazionale;
d) le borse di studio non possono essere cumulate con
altre borse di studio a qualsiasi titolo attribuite, salvo
che con quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere
volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di
formazione o di ricerca;
e) sono previste disposizioni particolari per l'accesso ai
benefici e ai servizi degli studenti disabili, nonchè la
possibilità di maggiorazione dei benefici in relazione a
condizioni di particolare disagio socio-economico o fisico.
2. La Regione realizza le finalità di cui al comma 1
mediante interventi concernenti:
a) borse di studio;
b) servizi abitativi;
c) servizi di ristorazione;
d) facilitazioni nell'utilizzazione di mezzi di trasporto;
e) prestiti d'onore;
f) sussidi straordinari;
g) servizi e sussidi per studenti disabili;
h) attività culturali e ricreative e servizi di promozione
sportiva e turistica;
i) servizi di informazione e di orientamento scolastico e
professionale;
l) ogni altra forma di intervento utile ad attuare il
diritto allo studio universitario;
m) attività di cooperazione con le associazioni
studentesche che abbiano le caratteristiche del volontariato
diretto a fini sociali.
n) il cofinanziamento della costruzione di alloggi e
residenze universitarie secondo quanto previsto dalla legge
14 novembre 2000, n. 338.
3. Gli interventi di cui al comma 2 si attuano secondo
quanto previsto dalla legge 2 dicembre 1991, n. 390.
4. Gli interventi devono essere funzionali alle esigenze
derivanti dallo svolgimento delle attività didattiche e
formative che restano autonomamente regolate dalle Università
ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione. In particolare
gli interventi di cui alle lettere h), i), l) ed m) del comma
2 vanno di norma attuati d'intesa con l'ateneo interessato".
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti allegati:
- dall'onorevole Spampinato: emendamenti 3.29 e 3.30;
- dagli onorevoli Giannopolo e Villari: emendamenti 3.22, 3.26;
3.23; 3.25; 3.20; 3.21 e 3.24;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti 3.1, 3.2, 3.3,
3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15,
3.16, 3.17, 3.18 e 3.19;
- dalla Commissione e dal Governo: emendamento 3.32;
- dagli onorevoli Tumino, Barbagallo e Vitrano: emendamento 3.28;
- dagli onorevoli Villari e Speziale: emendamento 3.27.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.29, dell'onorevole
Spampinato.
SPAMPINATO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.22, degli onorevoli Giannopolo e
Villari. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, degli onorevoli Forgione e
Liotta.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO. presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi,
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.30, dell'onorevole Spampinato.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, degli onorevoli Forgione e
Liotta.
LIOTTA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, l'emendamento 3.2 che ci apprestiamo
a votare, insieme a parecchi altri, che il mio Gruppo ha presentato
e che insistono sull'articolo 3, intendono entrare nel merito di
quelli che noi ritenevamo e abbiamo ritenuto in fase di discussione
generale - lo abbiamo anche evidenziato - i nodi centrali di questo
disegno di legge.
Abbiamo detto in fase di discussione generale che sull'articolo
3 si gioca l'intero disegno di legge. Si tratta di un disegno che
non entra nel merito di alcune questioni fondamentali.
L'emendamento 3.2 vuole sottolineare tre questioni: la
incidenza della condizione patrimoniale rispetto all'accesso ai
servizi; il rapporto che deve esistere fra la condizione di reddito
e la condizione di merito rispetto alla formazione delle
graduatorie; la valutazione della natura del reddito rispetto
all'ammontare complessivo del reddito stesso.
Rispetto a quest'ultima questione, signor Presidente, io faccio
notare che lo stesso testo della Commissione, all'articolo 3, al
punto c), precisa che le procedure di selezione vanno determinate
sulla base della natura e dell'ammontare del reddito imponibile.
Quindi, già nel testo che esce dalla Commissione si ritiene
necessario distinguere la natura del reddito dal suo ammontare; ciò
significa che redditi pari per l'ammontare, ma diversi di natura,
pesano in maniera diversa nel calcolo per l'attribuzione dei
punteggi e per la formulazione della graduatoria.
Noi insistiamo su questo e suggeriamo all'Aula con
l'emendamento 3.2 una valutazione dei redditi da lavoro dipendente
diversa rispetto agli altri redditi.
Il motivo è abbastanza evidente: riteniamo che i lavoratori
dipendenti non possano in alcun modo evadere e che quindi
l'ammontare del loro reddito è necessariamente quello denunciato;
ciò non vuol dire che le altre categorie naturalmente per forza di
cosa evadono, ma nei casi in cui ciò dovesse avvenire si aggiunge
oltre alla evasione un beneficio allo studente, al figlio
dell'evasore, cosa che è inammissibile.
In questo senso noi proponiamo con l'emendamento 3.2 di
valutare diversamente il reddito da lavoro dipendente rispetto al
reddito da lavoro autonomo.
Un'altra considerazione riguarda la percentuale di peso
specifico che il reddito deve avere sul merito. Noi proponiamo un
alto peso specifico del reddito perchè soltanto se vi è un alto peso
specifico del reddito è poi possibile sulla base della modulazione
sia delle tasse che dei contributi, solo in questo modo è possibile
ridistribuire in maniera solidaristica contributi e tasse rispetto a
coloro che sono più bisognosi. Altrimenti il rischio è quello di
intervenire soltanto ed esclusivamente sul merito.
In ultimo, la condizione patrimoniale. Io immagino che coloro
che in quest'Aula conoscono i metodi e i meccanismi di calcolo dei
contributi universitari, quella parte che si chiama contributi,
sanno che il patrimonio incide per il venti per cento del suo
ammontare. E cioè, fatto 100 il patrimonio escluso il valore della
prima casa, ciò che rimane viene preso e trasferito al "reddito
corretto", che poi è ciò che contribuisce alla formazione
dell'indice della condizione economica, sulla base del quale si
formano le fasce di reddito e si scaglionano i contributi che i
singoli studenti devono dare.
Noi riteniamo che nei casi di grandi patrimoni si debba
cogliere la contraddizione che a volte è evidente, e rispetto alla
quale con la normativa attuale non si riesce ad incidere sui grandi
patrimoni a fronte dei bassissimi redditi denunciati.
In questo caso si può anche, con i metodi attuali del calcolo
dell'indice della condizione economica, arrivare all'assurdo che i
possessori di un patrimonio immenso poi godano di benefici del
diritto allo studio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Per una
questione di correttezza: sul principio enunciato nell'emendamento,
complessivamente, c'è una valutazione abbastanza positiva.
Il ragionamento qual è? Siccome si tratta di una serie di
criteri che dovrebbero essere poi sviluppati meglio dagli uffici,
abbiamo posto il problema di inserire tutti questi criteri
all'interno del Regolamento che, peraltro, arriverà poi col parere
obbligatorio e vincolante della Commissione legislativa.
Riteniamo che siano temi da Regolamento e non tanto da inserire
all'interno di una legge, considerato peraltro che possono essere
temi che vanno a variare di anno in anno e che quindi di volta in
volta vengono modificati.
Per questo motivo sul principio si potrebbe anche convenire, ma
andare oggi a specificare significherebbe ingessare la legge e ciò
probabilmente non è conveniente.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, crede di poter aderire alla
richiesta della Commissione e trasformare l'emendamento in ordine
del giorno?
LIOTTA. Chiedo che venga votato l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.2.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.26, degli onorevoli Villari e
Giannopolo.
VILLARI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.28, degli onorevoli Tumino,
Barbagallo e Vitrano.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
vorrebbe integrare la legge per quanto riguarda la possibilità di
contribuire per le spese di trasporto per gli alunni che non
risiedono nelle sedi dove vi è il corso di laurea.
C'è l'impegno del Governo. Io vorrei che questa sera venisse
confermato di prevedere questo tipo di attività, questo tipo di
sovvenzione, così come avviene per le scuole medie superiori
nell'ambito del Regolamento.
Se il Governo non ha niente in contrario, avrei il piacere che
lo confermasse formalmente.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Confermo questa volontà del Governo di
inserire nel Regolamento questi principi, così come concordati in
Commissione.
TUMINO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.3, degli onorevoli Forgione e
Liotta.
Lo pongo in votazione con il parere contrario della Commissione
Bilancio che scrive nella motivazione: "Poiché determinano oneri
aggiuntivi a carico degli enti regionali per il diritto allo studio
universitario senza che venga previsto alcun adeguamento nella
dotazione finanziaria trasferita agli stessi".
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Mi dolgo che la Commissione Bilancio, di cui fra l'altro
faccio parte - comunque non ho partecipato alla seduta che ha
dichiarato questo emendamento non apprezzabile perché comporterebbe
spese -, sia incorsa in questo grossolano errore. Non si tratta
infatti in questo caso di aggiungere oneri in quanto l'assistenza
sanitaria intrauniversitaria verrebbe espletata dagli stessi
ambulatori universitari, dalle cliniche universitarie che potrebbero
addirittura servirsi di questo meccanismo per realizzare, e in altre
università e in altre regioni è stato fatto, anche nel lontano
passato; non è una cosa nuova realizzare addirittura depistaggi su
grandi problemi sanitari.
Io credo che sia un errore della Commissione Bilancio: non vi è
onere aggiuntivo e chiedo, pertanto, al Governo di confermare il suo
parere favorevole e al Parlamento di votare favorevolmente questo
emendamento.
GRANATA. assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo che venga accantonato per il momento
perché l'onorevole Liotta ha colto nel segno nel senso che si tratta
di un intervento che può essere tranquillamente effettuato
attraverso i meccanismi che lui ha voluto sottolineare, cioè dalle
stesse facoltà universitarie. E quindi basta da parte del Governo,
e lo faccio formalmente, specificare nel Regolamento che si tratta
di una assistenza che avverrà con queste modalità, per cui non c'è
alcun onere di tipo finanziario. Si tratta di una voce del comma 2
che rappresenta i servizi.
LIOTTA. Ma perché non lo approviamo, allora?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Visto che la Commissione Bilancio ha
interpretato l'emendamento nel senso che ha bisogno di una copertura
finanziaria, posso riformularlo e presentarlo scritto in altro modo.
LIOTTA. Visto che il Governo condivide lo spirito
dell'emendamento e l'accantonamento ha il senso che lo stesso tema
viene riscritto e reinserito dal Governo in un altro emendamento,
per quanto mi riguarda mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, l'emendamento è
accantonato.
Si passa all'emendamento 3.23, degli onorevoli Giannopolo e
Villari. Anche su questo emendamento c'è un parere negativo della
Commissione Bilancio.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Volevo intervenire piuttosto sull'ordine dei lavori
solo per chiedere chiarezza alla Presidenza.
Il nostro Regolamento prevede che gli emendamenti che
comportano spesa e che non hanno avuto copertura in Commissione
Bilancio devono essere dichiariti inammissibili dall'Aula. Allora,
sarebbe opportuno che la Presidenza non mettesse in votazione
emendamenti che sono dichiarati inammissibili dalla Commissione
Bilancio
Nella fattispecie, l'emendamento che abbiamo discusso poco fa
sembrerebbe che non comporti maggiori oneri e, quindi,
probabilmente, il parere della Commissione Bilancio è un parere
errato. E fa bene il Governo a chiedere l'accantonamento
dell'emendamento. Tuttavia, se ci dovessero essere altri emendamenti
nel prosieguo dei nostri lavori che non hanno avuto parere
favorevole dalla Commissione Bilancio, invito la Presidenza a
dichiararli direttamente inammissibili.
PRESIDENTE. Poiché il Governo ha dato già una risposta anche per
l'emendamento 3.23, lo si ritiene accantonato.
Si passa all'emendamento 3.27, degli onorevoli Villari e
Speziale. Allo stesso è stato presentato il subemendamento 3.27.1
dell'onorevole Speziale.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, intervengo solo per dire che questo
subemendamento, in realtà, è frutto di una intesa che rendeva più
chiara la dizione del testo dell'emendamento 3.27.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento 3.27.1?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.27, così come modificato.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dal Governo l'emendamento di
riscrittura 3.3R dell'emendamento 3.3. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.3 è, pertanto, superato.
Si riprende l'emendamento 3.23 in precedenza accantonato.
Desidero precisare, su questa vicenda, essendo stato presente
alla riunione della Commissione Bilancio, allorquando si discussa la
questione, che non si determina un incremento di spesa, perchè
l'emendamento incide sul medesimo capitolo; tutt'al più si ampliano
i compiti che insistono sulla medesima somma.
Pertanto, non c'è un incremento di spesa, c'è, di fatto, un
incremento di competenze relativamente al medesimo capitolo. Quindi,
si tratta di dare una valutazione di natura politica, non di natura
finanziaria nel senso tecnico-procedurale del termine.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.25, degli onorevoli Villari e
Giannopolo.
Questo emendamento, secondo la Commissione Bilancio, non è
provvisto di copertura finanziaria. Tuttavia si tratta della stessa
fattispecie del caso precedente nel senso che c'è un ampliamento
delle competenze all'interno della stessa spesa. Comunico che è
stato presentato dagli onorevoli Spezile, Giannopolo e Villari il
subemendamento 3.25.1.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.25, come modificato. Il
parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 3.20.
GIANNOPOLO. Chiedo di parare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, ritiro l'emendamento perché ci è
stato spiegato in Commissione che la fattispecie che viene proposta
con l'emendamento è contenuta già nelle modalità di erogazione delle
borse di studio, che comprendono anche la monetizzazione qualora non
c'è la possibilità materiale dell'alloggio.
La questione riguarda soprattutto gli studenti che frequentano
le Università decentrate poiché allo stato attuale la costituzione
di alloggi residenziali o l'affitto di alloggi per gli studenti
universitari è stata una politica che si è fatta soprattutto nelle
sedi di Ateneo, potremmo dire. Poiché mi è stato spigato che
comunque la fattispecie viene inglobata ed è ricompresa nelle
modalità di erogazione delle borse di studio, si intende quindi
assorbito. Per questo motivo io lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
3.20.
L'emendamento 3.21 è assorbito.
Si passa all'emendamento 3.24.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, noi con questo emendamento
fissiamo il principio che per servizi, a questo punto, bisogna
intendere anche quelli ulteriori che noi abbiamo aggiunto (altri
quattro) con gli emendamenti approvati.
Quindi, bisognerebbe fare una riscrittura dello stesso
emendamento. Si riferisce alla circostanza che sono servizi che
vanno erogati solo in favore delle Università statali, in base al
principio secondo cui gli studenti delle Università private versano
anch'essi la tassa alla Regione per il diritto allo studio
universitario. Con questo emendamento si vuole stabilire il
principio che gli studenti delle Università private sono destinatari
dei servizi che discendono dal finanziamento coperto dai proventi
della tassa regionale. Invece, per quanto riguarda tutti gli altri
servizi, che sono sostanzialmente a carico del bilancio regionale,
di essi possono usufruire solo coloro i quali frequentano le
Università statali. Questo è il principio che si intende stabilire
con questo emendamento.
La questione delle modalità di accesso, anche a questi servizi,
è stata ed è già contenuta nell'articolo che stabilisce il tipo di
graduatoria che bisogna stilare.
Noi condividiamo l'emendamento dell'onorevole Liotta, che
stabiliva anche i criteri di attribuzione dei punteggi e comunque ci
batteremo affinché quei criteri, anche in sede di definizione
regolamentare, possano essere ricompresi.
LIOTTA. Con quali strumenti?
GIANNOPOLO. Lo capisco però, purtroppo, l'emendamento non è
stato approvato. Era giusto che fosse così. E' stabilito già quali
sono i criteri, il merito ed il reddito che devono informare la
formazione della graduatoria ai fini della determinazione dei
parametri per l'accesso ai servizi.
Con questo emendamento, noi riproponiamo una posizione
equilibrata, secondo la quale il bilancio della Regione, i soldi
pubblici devono servire sostanzialmente a finanziare i servizi
indirizzati agli studenti delle Università statali. I proventi della
tassa che gli studenti, sia delle Università statali che quelle
private, pagano sono solo quelli che possono allargare la platea
poiché a quei proventi concorrono anche gli studenti delle
Università private.
Noi riproponiamo la questione in termini di maggiore
equilibrio. Come si vede, non c'è una posizione ideologica, c'è
semmai una posizione di giustizia, di equità e di scelta di
politiche universitarie da parte della Regione tese a modernizzare,
ad investire nel sistema universitario statale che è quello che noi
dobbiamo curare nella nostra Regione e che ci deve indurre ad
accentuare investimenti, ad accentuare politiche tese ad allevare
l'offerta formativa di cui il nostro sistema universitario siciliano
ha di bisogno per potere competere con gli altri sistemi
universitari.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo, prima
di continuare la discussione sull'emendamento 3.24 ed eventualmente
procedere alla votazione, che bisogna dirimere il problema posto
rispetto alla votazione del comma 4 dell'articolo 2.
L'emendamento 3.24 è stato presentato nell'eventualità in cui
l'emendamento 2.4 non fosse stato approvato.
E' chiaro che questa è la volontà dei deputati presentatori, ma
se è valida l'interpretazione data, ma ancora non chiarita da alcuni
di noi durante la seduta scorsa per cui l'articolo 2 è stato
emendato con la soppressione del comma 4 e la successiva votazione
non è da considerare valida, anche l'emendamento 3.24 rientra in
questa fattispecie.
Quindi, non so come la Presidenza debba procedere, se
eventualmente debba mettere in votazione questo emendamento, perché
- ripeto - nell'eventualità in cui si considerasse valida
l'approvazione esclusivamente dell'emendamento soppressivo del comma
4, quest'emendamento non dovrebbe essere posto in votazione.
PRESIDENTE. Relativamente alla questione che lei solleva, la
Presidenza intende dirimere la questione con l'applicazione
dell'articolo 117 del Regolamento interno, interpretando il secondo
comma in maniera estensiva e cioè applicandolo alla fattispecie che
ben conosciamo.
Però, è una fase procedurale che avviene dopo, come lei sa,
cioè nel momento in cui viene approvata la legge prima del voto
finale; quindi, in questa fase io non posso proceduralmente darle
le garanzie che lei richiede.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
pienamente le osservazioni fatte prima dal collega Spampinato: c'è
un problema di coerenza interna alla norma. Lei sa che è sub judice
ancora la vicenda che riguarda l'articolo 2, il quarto comma
dell'articolo 2 sul quale c'è stato un ampio dibattito e rispetto al
quale poc'anzi il Presidente dell'Assembla ha rassicurato il
Parlamento che intende utilizzare il secondo comma dell'articolo
117. Lo intende utilizzare, per quello che ci è dato sapere, per
correggere una svista clamorosa che è successa in Aula qualche
giorno fa e quindi caducando in qualche modo la parte che ha
riguardato la vicenda relativa agli interventi a sostegno degli
studenti delle scuole private.
Per un problema di coerenza interna, quindi, io inviterei il
Governo ad accantonare il comma 3.24 e quindi accantonando questo
articolo e rinviando eventualmente, anche questo articolo, dopo la
fase di applicazione dell'articolo 117, secondo comma.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, onorevole Speziale, fermo
restando che l'accantonamento lo dispone la Presidenza, il problema
è un altro: noi possiamo considerare l'emendamento 3.24 un articolo
aggiuntivo, pertanto possiamo andare avanti con l'esame degli
emendamenti all'articolo 3, scorporando l'emendamento 3.24, nel
senso dell'accantonamento, ma anche considerandolo articolo
aggiuntivo che poi tratteremo in una fase successiva non appena
avremo sciolto il nodo dell'articolo 117 a cui facevo riferimento
prima.
Dunque, l'emendamento 3.24 è considerato articolo aggiuntivo ed
è accantonato.
Si passa all'emendamento 3.4.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 3.4 non aggiunge spesa, ma
amplia le competenze, quindi, determina lo stesso tipo di
problematica di cui abbiamo parlato. Il parere della Commissione
Bilancio rispetto a questo argomento è identico a quello già
espresso relativamente agli emendamenti precedenti riguardanti non
incremento di spesa ma incremento di competenze in capo alla
medesima voce di spesa.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, l'emendamento così com'è scritto
comporta spesa perché impegna la Regione a partecipare ad enti che
si costituiscono in consorzi, a parte un problema di ammissibilità
che formalmente le sottopongo, nel merito, vorrei sentire meglio il
Governo ma anche la Commissione, vorrei sollevare alcune obiezioni.
C'è la tendenza, anche utilizzando questo emendamento, a
costituire in Sicilia un numero considerevole di consorzi
universitari, oltre a quelli già esistenti, che non hanno una
capacità adeguata sul piano del processo formativo ed estendendo gli
incarichi. E' un meccanismo che per la verità io inviterei il
Governo a valutare con attenzione perché ritengo che i consorzi
universitari esistenti siano già abbastanza e che non abbiano
risposto alla esigenza primaria che oltre a quella di decentrare è
quella di qualificare l'università e la proposta formativa e sulla
quale mi permetterei di sollevare alcune obiezioni e inviterei lo
stesso proponente a riflettere.
LIOTTA. Ritiro l'emendamento 3.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
articoli aggiuntivi:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti 3.5, 3.6, 3.7,
3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15, 3.16, 3.17, 3.18 e
3.19.
Si passa all'emendamento 3.5.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, ancora una volta mi pare di cogliere
che la Commissione Bilancio sia intervenuta sollevando questioni di
copertura finanziaria rispetto a servizi che avrebbero dovuto essere
normati dalla legge.
Noi riteniamo che questa legge avrebbe dovuto entrare nel
merito delle questioni riguardanti l'erogazione dei servizi; tutti
gli emendamenti che dal 3.5 fino al 3.19 entrano nel merito dei
servizi abitativi, dei servizi di mensa, dei trasporti, dei prestiti
d'onore, delle borse di studio e quant'altro avevano lo scopo di
fare entrare questa Assemblea nel merito delle questioni che
riguardano le erogazioni dei servizi.
Altra è la scelta che è stata fatta in Commissione e che è
stata fatta dal Governo. Quel comma 5 dell'articolo 4 di fatto
fornisce ampia delega al Governo per regolamentare tutte queste
questioni in ambito regolamentare. Io comprendo che non può esserci
un confronto positivo perché il Governo già in Commissione si è
dichiarato negativamente rispetto a tutta questa serie di
emendamenti.
Per quanto mi riguarda, non volendo e non avendo presentato
questi emendamenti, e non volendo adesso assumere un atteggiamento
ostruzionistico, io non li ritiro, signor Presidente, ma rinuncio ad
illustrarli uno per uno. Mi interessa che l'Aula si esprima su
ciascuno di questi emendamenti. Mi sembrerebbe sbagliato che il
giudizio negativo dell'Aula fosse in qualche modo legato al parere
della Commissione Bilancio che in questo caso non mi sembra
fondante. Non è quello il motivo. Posso comprendere un no del
Governo, della Commissione o dell'Aula nel merito, non comprendo
ovviamente il parere negativo della Commissione Bilancio.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, convengo con il collega Liotta sul
fatto che non mi pare si ponga nel modo più assoluto una
incompatibilità di questi emendamenti relativamente al fatto che
manchino di copertura finanziaria perchè l'articolo 3 che prevede
servizi che devono essere erogati è già programmatorio e comunque
prevede esattamente una copertura finanziaria.
Quindi gli emendamenti presentati dal collega Liotta sono tutti
esplicativi dell'articolazione del secondo comma dell'articolo 3; mi
pare che tutti questi abbiano già copertura finanziaria.
Condivido, nel merito, gli emendamenti presentati, però
onorevole Liotta lei ha presentato una serie di emendamenti che
invece nel testo principale sono demandati al parere, una volta
esitato il Regolamento, della Commissione legislativa.
PRESIDENTE. Tra l'altro, onorevole Speziale, mi permetto
aggiungere alla sua osservazione molto corretta, che quest'Aula ha
votato circa due mesi fa una legge di delegificazione delle
procedure e pertanto sarebbe un passo indietro se noi tornassimo per
legge a disciplinare procedure.
SPEZIALE. Signor Presidente, al di là della legge precedente,
avendo stabilito, ove non fosse stato stabilito, lo stabiliamo
stasera, che il Regolamento deve avere il parere della Commissione
legislativa competente, io inviterei il collega Liotta a ritirare
gli emendamenti presentati e a demandare al Governo la presentazione
in tempi rapidi, così come previsto dalla legge in 90 giorni del
Regolamento, che deve essere sottoposto, votato e approvato dalla
competente Commissione.
Penso che sia questo un modo più spedito che ci permette di
accelerare l'approvazione del disegno di legge stasera ma anche di
snellire procedure che poi possono essere farraginose. Qualsiasi
modifica, deve intervenire attraverso un provvedimento legislativo,
noi rischiamo di anchilosare provvedimenti.
PRESIDENTE. C'è un palese invito al ritiro degli emendamenti,
onorevole Liotta.
LIOTTA. Non lo posso accogliere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.5. Il parere
della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.6. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.7.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.8. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 3.9 è improponibile.
Pongo in votazione l'emendamento 3.10. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.11. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.12. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.13. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.14. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 3.15 è improponibile.
Pongo in votazione l'emendamento 3.16. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA. assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.17. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.18. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 3.19 è improponibile.
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi risulta ancora non votato l'emendamento 3.32, a firma
del Governo e il 3.31 a firma dell'onorevole Acierno.
PRESIDENTE. Onorevole Antinoro gli emendamenti risultano
ritirati.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Io non ho ritirato il 3.32.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato dal proponente.
Il Governo può fare una riscrittura dell'emendamento.
Si passa all'articolo 4.
Ne do lettura:
Art. 4.
Attuazione degli interventi
1. Per il raggiungimento delle finalità della presente
legge la Regione, nel rispetto dei ruoli istituzionali di
ciascun ente, collabora con le Università, gli istituti di
istruzione superiore e gli enti locali nonchè con gli altri
enti e istituzioni, pubbliche e private, che hanno titolo o
interesse a cooperare nella materia del diritto allo studio
universitario.
2. L'indirizzo e la programmazione degli interventi per
l'attuazione del diritto allo studio universitario, nonchè
l'indirizzo, la vigilanza e il controllo sugli enti per il
diritto allo studio universitario competono all'Assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione.
3. Le funzioni di coordinamento, consulenza, indagine e
proposta nella materia del diritto allo studio universitario
sono svolte dalla Commissione regionale per il diritto allo
studio universitario, di cui all'articolo 5 della presente
legge.
4. Gli interventi in materia di diritto allo studio sono
attuati, in ottemperanza alle direttive regionali, da
appositi enti regionali istituiti ai sensi dell'articolo 7
della presente legge.
5. Le modalità ed i requisiti necessari per
l'utilizzazione degli interventi sono disciplinati da
apposito regolamento che deve essere emanato entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dalla Commissione: emendamento 4.20, 4.8.1 e 4.2;
- dagli onorevoli Villari e Giannopolo: emendamenti 4.8, 4.9,
4.10, 4.6, 4.12, 4.11 e 4.7;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 4.1;
- dagli onorevoli Barbagallo, Tumino e Vitrano: emendamenti
4.3, 4.16, 4.4, e 4.5;
- dagli onorevoli Moschetto, Leontini, Baldari, Mercadante,
Scoma e Giambrone: emendamenti 4.13, 4.14 e 4.15;
- dall'onorevole Spampinato: emendamenti 4.17, 4.18 e 4.19;
- dall'onorevole Acierno: emendamento 3.31.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente i lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 20.59, è ripresa alle ore 21.00)
La seduta è ripresa.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo l'accantonamento dell'emendamento 4.20.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Pongo in votazione il subemendamento 4.8.1 a firma della
Commissione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.8, degli onorevoli Villari e
Giannopolo, come modificato. Il parere della Commissione?
ANTINORO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.1 degli onorevoli Liotta e
Forgione.
LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, sarebbe stato meglio votare
l'emendamento 4.1 per parti separate; non so se tecnicamente sia
possibile farlo. I commi 2 e 5 insistono su tematiche affatto
diverse fra loro e, quindi, è un mio errore che ho presentato
l'emendamento. Ripeto, non so se tecnicamente sia possibile, ma
sarebbe meglio votarli separatamente, anche se non mi illudo che
abbiano sorte diversa se votati separatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, l'emendamento può essere posto in
votazione parti separate. Peraltro, lei con molta consapevolezza si
rende conto di ciò che accadrà.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1, relativamente al comma 2.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
Chi è contrario resti seduto; che è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.1 relativamente al comma 5.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.2, 4.9,
4.3, 4.13 e 4.17 di identico contenuto. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 4.16 degli onorevoli Tumino ed
altri. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.4, 4.14,
4.18 di identico contenuto. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 4.10.
VILLARI. Anche a nome dell'onorevole Giannopolo, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.31 dell'onorevole Acierno. Per
assenza dall'Aula dell'onorevole proponente, lo dichiaro decaduto.
Gli emendamenti 4.5 e 4.15 di identico contenuto si intendono
ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.19 dell'onorevole Spampinato.
SPAMPINATO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 4.6 degli onorevoli Giannopolo
e Villari. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.12 degli onorevoli Giannopolo e
Villari.
GIANNOPOLO. Anche a nome dell'onorevole Villari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.11 degli onorevoli Villari e
Giannopolo.
GIANNOPOLO. Anche a nome dell'onorevole Villari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.7 degli onorevoli
Giannopolo e Villari. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Counico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 4.20R. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
"Art. 5.
Commissione regionale per il diritto
allo studio universitario
1. E' istituita presso l'Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione la
Commissione regionale per il diritto allo studio
universitario.
2. La Commissione è organo consultivo dell'Assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Per le finalità di cui all'articolo 1,
comma 2, lettera a), la Commissione opera d'intesa con
l'Osservatorio regionale del mercato del lavoro, istituito ai
sensi della legge regionale 21 settembre 1990, n. 36.
3. La Commissione è composta da:
a) l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione o suo delegato;
b) il dirigente generale del dipartimento pubblica
istruzione dell'Assessorato dei beni culturali ed ambientali
e della pubblica istruzione;
c) i rettori delle Università siciliane o loro delegati;
d) i presidenti di ciascuno degli enti regionali per il
diritto allo studio universitario o i loro delegati;
e) il direttore degli enti per il diritto allo studio
universitario più anziano in ruolo;
f) un rappresentante degli studenti per ognuno degli enti
per il diritto allo studio universitario, nominato, su
proposta del relativo Consiglio di Amministrazione, tra i
componenti di cui al successivo articolo 10, comma 1, lettera
e);
g) un rappresentante dei Consorzi universitari scelto su
una terna indicata dagli stessi Consorzi, e nominato
dall'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione;
h) il Presidente della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana o un suo delegato;
i) il dirigente responsabile della materia del diritto
allo studio in seno al dipartimento pubblica istruzione, con
funzioni di segretario.
4. La Commissione:
a) è nominata con decreto dell'Assessore regionale e resta
in carica un triennio. In caso di decadenza o cessazione
dall'incarico di un componente si procede alla sostituzione
con decreto assessoriale;
b) è presieduta dall'Assessore regionale o, in caso di
assenza o di impedimento, dal dirigente generale del
dipartimento pubblica istruzione, nella qualità di delegato
ai sensi del precedente comma 3), lettera a);
c) è convocata dal presidente almeno una volta ogni
semestre e comunque tutte le volte che lo stesso lo ritenga
necessario o gliene sia fatta richiesta da almeno un terzo
dei componenti;
d) opera validamente con la presenza del presidente e di
almeno un terzo dei componenti;
e) adotta le proprie deliberazioni a maggioranza; in caso
di parità prevale il voto del presidente. Può suddividersi
per l'esame di particolari problemi in sottocommissioni.
5. L'incarico di componente della Commissione è gratuito."
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dalla Commissione: emendamenti 5.1.1, 5.4.1, 5.9.1 e 5.7.1;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti 5.1, 5.2, 5.3,
5.4, 5.5, 5.6 e 5.7;
- dagli onorevoli Giannopolo e Villari: emendamento 5.8;
- dagli onorevoli Tumino, Barbagallo, Raiti e Vitrano:
emendamenti 5.9 e 5.10;
- dall'onorevole Acierno: emendamento 5.11.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
articolo c'è il tentativo di mediare tutto e tutti, arrivando a
momenti di sovrapposizione di competenze che possono determinare -
lo dico all'assessore che poi deve gestire la norma - uno stato
confusionale.
Nell'ambito dell'articolo si arriva al punto da sostenere che
il componente della Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
o un suo delegato, possono far parte di questa Commissione.
Il Presidente della Commissione sottopone all'attenzione
dell'Aula un provvedimento che per alcune parti è inammissibile,
perché contiene materia che non può essere sottoposta
all'approvazione dell'Aula.
Il lavoro in Commissione è un lavoro importante, il problema è
che l'articolo 5 giunge in Aula con questa formulazione. Ovviamente,
come dicevo prima, c'è un tentativo di sovrapposizione di
competenze, ma soprattutto uno stato confusionale.
Voglio ricordare che nessun presidente di Commissione
legislativa può far parte di Commissioni amministrative
amministrative e voglio ricordare a tutti i presidenti di
commissioni legislative che non hanno potere di delega.
ANTINORO. Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, fermo restando che l'articolo è già stato corretto e che
comunque mi trovo perfettamente d'accordo con l'onorevole Speziale,
voglio solo ricordare che quando abbiamo approvato l'articolo 5 così
come esitato dalla Commissione votato anch'esso, anche in questa
occasione, all'unanimità, probabilmente tutti insieme abbiamo
commesso un errore di valutazione che forse era il caso di non fare
e, comunque ,abbiamo già preannunciato la modifica dell'impianto
così come è arrivato.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 5 è
quello che evidenzia maggiormente l'impostazione di questa legge.
La Commissione regionale per il diritto allo studio poteva essere
l'occasione di individuare un luogo di coordinamento, di indirizzo e
di programmazione della erogazione dei servizi nei tre enti per il
diritto allo studio regionale.
Nell'impostazione del disegno di legge invece questa
commissione si trasforma in una commissione pletorica, elefantiaca,
senza alcuna funzione, che si riunisce di tanto in tanto soltanto
per esprimere pareri all'assessore; tutte le materie di indirizzo e
di programmazione vengono demandate all'assessore per i beni
culturali; di fatto questa commissione perde significato. Meglio
faremmo ad abrogarla, a non metterla nella legge, tanto che ci stia
nella legge questa commissione o che non ci stia non cambia
assolutamente nulla.
Ma poiché sono convinto che questa Assemblea si ostinerà ad
inserire un organo assolutamente inutile, o meglio, reso inutile
dalla protervia di questo Governo, io sono costretto ad entrare nel
merito: non solo si tratta di una commissione senza alcune funzione
di fatto, ma è una commissione formata in maniera cervellotica.
Pensate che di questa commissione alcuni componenti ne fanno parte
per tre anni, altri, quelli elettivi, ne fanno parte per due anni;
gli studenti (sì, è vero che c'è un mio emendamento, ed infatti sto
illustrando i miei emendamenti) fanno parte di questa commissione
solo per due anni. E' una cosa incomprensibile; in Commissione è
stata ritenuta incomprensibile ed io credo che in questa Aula
correggeremo questo errore.
E' vero che ciò comporta una cadenza diversa delle elezioni
universitarie, ma non vedo come altrimenti si possa aggiustare la
questione.
Per quanto riguarda la presenza dei direttori degli enti per il
diritto allo studio universitario, qui si vuole inserire il più
anziano in ruolo.
Io credo che se veramente non vogliamo cadere nel ridicolo di
istituire una commissione che non ha alcuna funzione, come minimo
dovremmo dare la presenza - tant'è che è già elefantiaca per cui un
elefante in più, un elefante in meno non cambia la sostanza di
questo articolo - di tutti e tre i direttori; non può essere quello
più anziano in ruolo, non può essere il direttore generale dell'ente
regionale per il diritto allo studio universitario di Catania o di
Messina a decidere, onorevole Formica, sulle questioni che
riguardano anche Messina o che riguardano anche Palermo.
Credo che sia giusto inserire tutte e tre i Direttori; su molti
di questi emendamenti, per esempio quello dell'estensione a
Conservatori musicali di Stato, il Governo, in Commissione, si è
dichiarato favorevole alla possibilità di una riscrittura di questi
emendamenti.
Per cui, se permane, come io penso, l'opinione favorevole del
Governo che si è impegnato in Commissione a procedere alla
riscrittura di questi emendamenti, ovviamente con una dichiarazione
del Governo in tal senso, i miei emendamenti verrebbero considerati
decaduti.
Sarebbe questa la sorte del 5.1, del 5.3, del 5.4 e del 5.7,
mentre per quanto riguarda il 5.2 e il 5.9 è sembrato, in
Commissione, che ci fosse il parere favorevole del Governo.
Signor Presidente, sono stato, forse, estremamente dettagliato
nella descrizione di questa materia ma l'ho fatto anche per evitare
che, in futuro, in quest'Aula, si potesse fare confusione fra
emendamenti e subemendamenti. D'ora in poi mi atterrò a questo
principio del massimo dettaglio possibile.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli allegati
subemendamenti all'emendamento 5.3:
- dalla Commissione: subemendamento 5.12;
- dagli onorevoli Speziale, Giannopolo e Villari: subemendamento
5.3.1.
Onorevole Liotta, mi pare di avere capito, dai dialoghi
informali che ho ascoltato, che su questo articolo c'è la
possibilità di un ripensamento più complessivo relativamente alla
composizione della Commissione. Pertanto, onorevoli colleghi, tenuto
anche conto che il Presidente della Commissione mi chiede una
sospensione dei lavori per potere ripensare complessivamente la
composizione di questa Commissione e semplificarla in maniera
significativa e poiché siamo già arrivati alle 21.15, se non sorgono
osservazioni, io sospenderei la seduta e l'aggiornerei a domani
mattina, alle ore 10.30, in modo tale da consentire alla Commissione
e al Governo di trovare una formulazione più adeguata dell'articolo
5 e dunque una composizione più semplificata della Commissione cui
l'articolo 5 fa riferimento.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 6
novembre 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Interventi per l'attuazione del diritto allo studio univer-
sitario in Sicilia" (nn. 271-341/A) (Seguito)
Relatore: On.le Antinoro
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE
DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 21.18.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30 di mercoledì
6 novembre 2002)