Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano di
età, assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
medesima.
Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta, già
comunicato, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della Regione
siciliana dal Presidente della Regione al domicilio dei deputati
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
30 del 22 giugno 2006:
I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
dell'Assemblea;
II - Prestazione del giuramento previsto dall'articolo
5 dello Statuto;
III - Costituzione dell'Ufficio definitivo di
Presidenza dell'Assemblea.
Costituzione dell'ufficio provvisorio di Presidenza
PRESIDENTE Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
«Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
dell'Assemblea».
Invito gli onorevoli Savarino Giuseppa e De Luca Cateno, quali
deputati più giovani fra i presenti, a prendere posto al banco
della Presidenza per esercitare le funzioni di deputato
segretario dell'Ufficio di Presidenza, ai sensi dell'articolo 2,
comma 2 del Regolamento interno.
(I deputati Savarino e De Luca assumono la loro funzione al
banco della Presidenza)
Dichiaro così costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.
Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia
Giuramento dei deputati
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Prestazione del giuramento previsto dall'articolo 5 dello
Statuto.
Do lettura della formula del giuramento, stabilita
dall'articolo 6 delle Norme per l'attuazione dello Statuto della
Regione siciliana :
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana .
(Il Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad
alta voce le parole: Lo giuro ; dopo di lui giurano i segretari,
onorevoli Savarino e De Luca; successivamente giurano, ciascuno
dal proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula):
Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone, Aulicino,
Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Incardona, Laccato, La Manna, Leanza Edoardo,
Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira,
Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Mercadante, Micciché, Misuraca,
Nicotra, Oddo, Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Parrinello, Piccione, Pistorio, Pogliese, Ragusa,
Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savona, Scoma,
Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Onorevoli colleghi, prima di procedere agli ulteriori
adempimenti di rito, desidero rivolgere un indirizzo di saluto al
Presidente della Regione invitandolo a prendere posto
nell'apposito banco.
(Il Presidente della Regione, levatosi in piedi, si avvia ai
banchi del Governo)
Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia
Saluto del Presidente provvisorio
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, desidero svolgere qualche
breve considerazione, prima di procedere ai punti successivi. Ho
il privilegio - e lo vivo con l'emozione di un novizio - di
aprire questa prima seduta della XIV Legislatura, segnata dal
rinnovo di quasi la metà della rappresentanza parlamentare
regionale.
Nel 1976, quando approdai per la prima volta a Sala d'Ercole,
sentivo la consapevolezza di dovermi impegnare, al massimo delle
mie possibilità, per rappresentare degnamente, non solo i miei
elettori, ma tutti i Siciliani.
A distanza di trent'anni da allora, credo che non vi sia altro
concetto in grado di rimarcare il rilievo della nostra presenza
tra i banchi di questa Assemblea, che è quello sintetizzato
nella formula statutaria di giuramento da tutti noi resa
quest'oggi: essere deputati degni di rappresentare il popolo
siciliano, moralmente. civilmente, democraticamente e
politicamente, compiendo il nostro mandato mirando
all'inseparabile bene della Nazione italiana e della Regione
siciliana.
Se riflettiamo sulle semplici, ma pregnanti, parole racchiuse
nella nostra formula di giuramento, non possiamo che acquisire
maggiore consapevolezza del ruolo da noi giocato per il benessere
e la giustizia sociale in seno alla comunità siciliana,
partecipando in tal modo al bene dell'Italia intera.
Occorre che tutti noi ci rendiamo conto che la Sicilia, ancora
una volta, guarda a noi, seppure tra il diffuso scetticismo e le
perplessità di molti, tra le tante disaffezioni e le molteplici
critiche nichiliste, ma anche attraverso la manifestazione più
autentica della sovranità popolare, che consiste nel voto
espresso dai Siciliani per il rinnovo della rappresentanza
politica delle Istituzioni democratiche della Regione.
Noi non siamo nati oggi. Questa Regione, la nostra Regione, ha
radici profonde. E non mi riferisco tanto al primato che
vantiamo, di possedere il più antico Parlamento del mondo. Mi
riferisco al valore imperituro della nostra storia autonomistica,
che ha saputo reggere alle tante prove che il destino le ha
riservato.
Anche nei momenti più bui della storia autonomistica, la
Regione c'era. Quando un Presidente della Regione, onesto e
lungimirante, di nome Piersanti Mattarella, cadeva sotto il
piombo mafioso, la Regione c'era.
(Applausi)
Quando, nei primi anni '90, sotto l'onda di Tangentopoli e
delle indagini su mafia e politica, gli ordini di custodia
cautelare ai danni di alti responsabili della politica siciliana
nazionale, si ripetevano con successione incalzante, la Regione
c'era. L istituzione, pur ferita, reggeva. E tutto questo perché?
Perché quell'autonomia, che ha appena superato i sessant'anni,
rappresenta una conquista storica in grado di resistere nel
tempo, al di là dei gravi fatti destabilizzanti che la possono
scuotere e mettere a dura prova.
L'Autonomia regionale, che i nostri Padri consultori seppero
disegnare con indubbia consapevolezza storica e ardente fiducia
nel futuro é oggi una realtà matura che forse è stata appannata
dai tanti stenti e dalle mille prove; che ha patito il danno di
immagine da parte di non pochi suoi servitori infedeli, che è
stata fortemente avversata dalle forze accentratrici presenti nel
variegato apparato dello Stato.
Ma l'autonomia siciliana è una conquista che è entrata nella
Storia il 15 maggio del 1946 e reggerà ancora bene nel tempo,
sorretta dallo spirito di coesione dei Siciliani e dalla
salvaguardia rappresentata dal rango di fonte costituzionale che
è riconosciuto al nostro Statuto.
Dunque, sta a noi interpretare il rilievo della funzione che
siamo chiamati a ricoprire, senza distinzione tra maggioranza ed
opposizione, senza alcun vincolo di mandato, come delegati di un
Popolo che merita di avere interamente contraccambiata la fiducia
che, ancora una volta, ci ha rinnovato lo scorso 28 maggio.
E per essere pienamente corrispondenti ai Siciliani, al loro
bisogno di pace, giustizia, prosperità, dobbiamo decidere entro
noi stessi come caratterizzare questo mandato parlamentare.
Se dobbiamo dare sfogo alla nostra capacità di alimentare
sterili polemiche, covare rancori personali, entrare a gamba
tesa sull'avversario (per usare una metafora di quello sport
nazionale che ho molto praticato da giovane), allora possiamo
pure accomodarci e abbandonarci a questo vero e proprio
malcostume ormai ampiamente diffuso nel Paese e che non approda a
nulla, forse solo ad un po' di notorietà contingente sulla carta
stampata o sul qualche televisione.
Questo malcostume della politica allo stato selvaggio, della
criminalizzazione dell'avversario politico, rischia però di farci
fuggire dal cuore delle questioni pratiche da affrontare e vede
allontanarsi, ogni giorno, importanti chances per la
modernizzazione dell'Italia e, in modo particolare, della nostra
Sicilia.
Credo che di ciò gli Italiani e i Siciliani abbiano
incominciato a rendersi conto.
Se, invece, riteniamo di dovere essere all'altezza di ciò che
merita la nostra vicenda autonomistica e i Siciliani, allora
dobbiamo riflettere su quello che ci deve vedere uniti, senza
alcuna distinzione per il Bene comune, per il bene delle future
generazioni.
Lasciatemi dire, in forza della mia non più tenera età, dei
lunghi anni passati in politica in ruoli di maggioranza e di
opposizione, nei banchi delle aule di Consigli comunali, di
questa Assemblea regionale, della Camera dei Deputati, con
incarichi di governo locale e regionale, che è più che mai
necessario fermare le lancette dell'orologio del ring
pugilistico in cui si sta riducendo la contesa politica in questo
Paese e in questa Regione.
Occorre, quindi, affrontare con pacatezza, ma con fermezza, i
nodi di fondo di qualsiasi iniziativa politica e di governo la
cui soluzione non può suscitare divisioni tra le parti politiche
che si contendono la gestione della cosa pubblica, ma semmai
passare attraverso la costituzione di un fronte comune per la
salvaguardia delle Istituzioni, da preservare ad ogni costo
dall'imbarbarimento del confronto politico e dall'intorbidimento
della limpidezza della loro immagine.
La questione fondamentale da affrontare, per restituire
legittimazione alle Istituzioni regionali e fiducia dei cittadini
nella politica, è oggi, come ieri, quella della discontinuità,
della cesura tra la Politica e l'affarismo, tra la Politica e la
criminalità, tra la Politica e la mafia.
(Applausi)
Dopo gli importantissimi successi di questi anni, che hanno
visto la decapitazione dei vertici di Cosa Nostra siciliana,
grazie alla risposta efficientissima degli apparati investigativi
e giudiziari dello Stato, si pone il problema della soluzione
finale al problema mafia.
Occorre cioè predisporre le condizioni per chiudere un ciclo
della storia della Sicilia e del Paese. E la Regione, come tutte
le Istituzioni di Governo, ha una grande responsabilità nel
dovere chiudere questo ciclo storico che ha avuto un inizio nelle
condizioni di sottosviluppo e nei rapporti di potere riguardanti
l'Isola all'indomani della unificazione nazionale, quasi un
secolo e mezzo fa, e deve avere una fine come tutte le vicende
umane , come diceva Falcone, sol che tutti noi ci rendiamo conto
della necessità di chiudere tale ciclo.
Il mondo imprenditoriale sano, sia siciliano che del resto
d'Italia e d'Europa, non ha mancato di trasmettere segnali di una
disponibilità ad investire sullo sviluppo della Sicilia.
Il sistema bancario e finanziario non ha difficoltà ad allocare
i suoi capitali per investimenti che possono cambiare il destino
dell'Isola.
Ma noi, come politici ed amministratori, abbiamo il dovere di
indicare gli obiettivi per assicurare uno sviluppo della Regione,
liberato dalla piaga della mafia e dai suoi costi visibili ed
occulti gravanti sui cittadini e sul sistema delle imprese, dal
suo avvilente parassitismo che strozza le risorse più sane
dell'innovazione ed inibisce il rischio di impresa.
Occorre anche, e soprattutto in questa direzione, che la
Politica abbia il coraggio di volare alto, di resistere alla
tentazione di mantenere condizioni di privilegio nei confronti
della macchina della giustizia.
Chi vi parla ha pagato un prezzo alto per fare politica in
Sicilia. Dunque, chi vi parla sa cosa significa essere
ingiustamente accusato di appartenenza alla mafia. Per un
politico impegnato e coerente, seppure mite, non proclive a
manifestazioni esteriori di denuncia di persecuzioni gratuite ai
suoi danni, essere accusato di contiguità o compiacenza con le
cosche, è un marchio di infamia difficilmente cancellabile.
Eppure, e lo dico per averlo vissuto, bisogna avere il coraggio
di compiere gesti che assumano significati coerenti con le idee
che si manifestano attraverso il proprio impegno politico,
sapendo compiere atti concretamente onorevoli , interpretabili
chiaramente come una presa di distanza dallo smodato attaccamento
a posizioni di potere.
Di fronte alle infiltrazioni, alle compiacenze, alle
collusioni, alle cointeressenze, ai manutengolismi e ad ogni
forma più o meno occulta di alleanza o favoritismo di poteri
criminali di ogni sorta, la Politica deve saper compiere atti
nobili e coerenti di fermo rifiuto e di condanna, non lasciando
alibi alcuno ad oppositori, critici e censori.
La Politica deve darsi un codice etico che esalti il suo
valore di civile strumento di governo, secondo Legge, della
Comunità.
Il dibattito di questi giorni, apertosi sul tema di un
codice comune a tutti i partiti per la partecipazione alle
cariche pubbliche, rappresenta in tal senso un buon passo avanti,
anche perché legalità e giustizia non sono patrimonio di una
singola parte politica, né di uno schieramento, ma patrimonio
universale da coltivare e preservare tutti insieme.
Quale decano tra i parlamentari, mi permetto di suggerire
l'apertura di un tavolo di confronto tra le forze politiche
regionali, in modo da dare al più presto ai Siciliani certezze
sul comportamento degli uomini politici di fronte al delicato
tema della impermeabilità della Politica alla illegalità, alla
corruzione, alla mafia.
La soluzione della questione di fondo che mi sono permesso di
porre ci consentirà di tornare a fare politica a testa alta e con
le carte in regola , come amava dire Piersanti Mattarella.
Ma un altro tema che deve vedere ancora uniti tutti i
parlamentari, senza distinzione di schieramento, è quello delle
regole di fondo per l'organizzazione ed il funzionamento del
nostro modello di Regione, ossia il tema dello Statuto.
Va detto, per inciso, che l'esito del referendum costituzionale
dei giorni scorsi ha dimostrato inequivocabilmente che gli
Italiani, ed anche i Siciliani, sono sfavorevoli a modifiche che
non ottengano il consenso delle diverse parti politiche.
Le regole di sistema, dunque, non ammettono decisioni intestate
ad uno schieramento politico.
Per quanto riguarda le riforme costituzionali che interessano
la Sicilia, occorre riaffermare quanto di buono la scorsa
Legislatura ha prodotto in termini di proposta di ammodernamento
dello Statuto regionale, avviando con il Parlamento nazionale un
confronto che consenta di ricevere garanzie di certezza sulla
rapidità dell'iter di approvazione della nuova legge
costituzionale di adozione.
Sarei ben lieto che uno dei primi atti concreti di questa
Assemblea fosse la ricostituzione della Commissione per la
revisione dello Statuto, per un rapido riesame del testo
approvato nell'aprile dello scorso anno, al fine di consentire la
trasmissione al Parlamento nazionale del nuovo testo, entro la
fine del 2006. In tal modo, potremo sperare che la legge
costituzionale di revisione dello Statuto regionale possa entrare
in vigore anche l'anno prossimo.
Nell'avviarmi alla conclusione di questo mio breve e
benaugurale intervento, vorrei fare soltanto un ulteriore accenno
ad un altro tema istituzionale, rassegnando all'Assemblea una mia
proposta che attiene alla funzionalità delle Istituzioni
regionali e che non richiede il passaggio procedurale assai
complesso e problematico costituito dalla legge costituzionale.
Si tratta della legge regionale riguardante la forma di
governo, che è prevista dall'articolo 9 dello Statuto, come
modificato nel 2001, e che, a mio avviso, rappresenta uno
strumento assai importante per rafforzare il ruolo dell'Assemblea
e vivificare il rapporto del Parlamento con la Giunta, alla luce
dell'elezione diretta del Presidente della Regione.
Attraverso la legge sulla forma di governo, da approvare a
maggioranza assoluta e con l'eventuale ricorso ad un referendum,
ma pur sempre con legge della Regione, l'Assemblea potrà, da
subito, stabilire i diritti e gli obblighi dell'Esecutivo nei
confronti del Parlamento regionale.
Sarà possibile affrontare il serio tema dello Statuto
dell'opposizione , una serie di disposizioni di garanzia sulle
prerogative fornite alle minoranze per realizzare il loro compito
di controllo e di critica sulla maggioranza, sul Presidente e
sugli Assessori.
Sarà ancora regolamentata la conoscibilità di tutti i flussi
finanziari, compresi quelli cosiddetti extra-regionali, in modo
avere contezza dell'impiego della spesa pubblica da parte del
Governo regionale.
Auspico, in tale contesto, un rafforzamento dei compiti di
ausiliarietà nei confronti dell'Assemblea spettanti alla Sezione
di controllo della Corte dei Conti, nonché un dialogo costante
con il Commissariato dello Stato nella fase di studio e di
formulazione tecnica dei testi legislativi da parte
dell'Assemblea.
Sgombrato il campo dalle questioni di fondo, costituite dalla
rimozione di quel condizionamento ambientale rappresentato dalla
mafia e dal malaffare che hanno allignato in tutti gli
schieramenti politici - come le cronache di questi ultimi giorni
continuano purtroppo a ricordarci - ed una volta sciolti i nodi
delle regole di sistema contenute nel nuovo Statuto della Regione
e nella indispensabile legge sulla forma di governo che ho appena
indicato, potremo tornare sanamente a dividerci, secondo i nostri
ideali, le nostre prospettive e i nostri programmi e progetti,
talora distanti ed alternativi.
Se nei prossimi mesi riuscissimo ad agire insieme, costituendo
un fronte unitario di forte rilancio dell'iniziativa
autonomistica, nel segno della legalità democratica e del
rinnovato ruolo di rappresentanza parlamentare nei confronti dei
cittadini siciliani, credo che avremmo fornito un grande impulso
per il successo di questa quattordicesima legislatura, avviatasi
con l'odierno insediamento dell'Assemblea.
Mi rendo conto che le questioni poste sono serie e complesse,
ma confido nel forte entusiasmo dei colleghi, nell'impegno che il
Presidente dell'Assemblea - che presto andremo ad eleggere -
manifesterà a nome dell'intero Parlamento, e nella sensibilità
che il Presidente della Regione ed il Governo sapranno certamente
dimostrare, per nutrire la più viva speranza che nei prossimi
mesi sapremo dare le risposte che la Sicilia attende.
Buona quattordicesima legislatura a tutti
(Applausi)
Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia
Costituzione e convocazione della Commissione provvisoria per
la verifica dei poteri
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a norma dell'articolo 2 bis del
Regolamento interno, convoco la Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri al fine di procedere alla proclamazione dei
candidati che subentrino ai deputati optanti tra più collegi,
ovvero per il collegio regionale a norma dell'articolo 59 bis
della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche
ed integrazioni (legge elettorale siciliana) a seguito di
eventuale elezione anche nella lista regionale.
Comunico che la Commissione provvisoria di verifica è
costituita, ai sensi dell'articolo 2 ter del Regolamento interno,
dagli onorevoli Lo Porto, Antinoro, Dina, Misuraca, Nicotra,
Panarello e Tumino, membri della Commissione per la verifica dei
poteri della precedente legislatura, e dai seguenti altri
deputati: Leanza Edoardo e Ballistreri, sino a raggiungere il
numero di nove.
Sospendo, pertanto, la seduta invitando la Commissione a
riunirsi.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.37)
La seduta è ripresa.
Comunicazione della nota pervenuta da parte del Presidente della
Commissione provvisoria per la verifica dei poteri.
PRESIDENTE. Do lettura della seguente lettera pervenuta da
parte del Presidente della Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri, onorevole Lo Porto:
«Comunico che la Commissione provvisoria per la Verifica dei
Poteri, riunitasi ai sensi degli articoli 2 bis e 2 ter del
Regolamento interno, ha preso atto della seguente opzione, dopo
averne verificato la regolarità:
- dell'onorevole LO PORTO Guido Giacomo, eletto nel collegio
circoscrizionale di Palermo (per la lista n. 7, denominata
Alleanza Nazionale ) e nel collegio regionale (per la lista n.
2, denominata Per la Sicilia Cuffaro Presidente ), la cui
elezione, in quest'ultimo collegio, è prevalsa a norma
dell'articolo 59 bis della legge regionale n. 29/51 e successive
modifiche ed integrazioni.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi del combinato
disposto dell'articolo 4, parte seconda, dello Statuto della
Regione e dell'articolo 60 della l.r. 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale
siciliana), ha proceduto agli accertamenti necessari per
assegnare il seggio resosi vacante, nel rispettivo collegio
provinciale, al primo dei non eletti nella rispettiva lista.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
del seggio in parola al candidato:
- FALZONE Dario che, nella lista avente la denominazione
Alleanza Nazionale del collegio circoscrizionale di Palermo,
lista nella quale è stato eletto l'onorevole Lo Porto, segue
immediatamente con voti 6.530 l'ultimo degli eletti, onorevole Lo
Porto.
Preciso, infine, che l'attribuzione del seggio al candidato
subentrante a seguito dell'opzione ex lege è subordinata, ai
sensi del comma 1 dell'articolo 2 bis del Regolamento interno,
alla convalida del deputato optante nel collegio (regionale) di
opzione.
Il Presidente LO PORTO»
Se non vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea prende
atto della comunicazione del Presidente della Commissione
provvisoria per la verifica dei poteri. E, dunque, ai sensi
dell'articolo 59 bis della legge regionale n. 29 del 1951 e
successive modifiche ed integrazioni, l'Assemblea prende atto
della prevalenza dell'elezione, nel collegio regionale:
del candidato Guido Giacomo Lo Porto della lista regionale n.
2, Per la Sicilia Cuffaro Presidente, il quale ha già prestato il
prescritto giuramento di rito.
Pertanto, vista la regolarità dell'opzione e subordinatamente
alla convalida del deputato optante nel collegio di opzione,
proclamo eletto deputato:
a) per il collegio di Palermo il candidato Dario Falzone della
lista circoscrizionale n. 7 denominata Alleanza nazionale'.
Avverto che da oggi decorrono i venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, terzo comma, della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29.
Giuramento di deputato
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole Falzone è
presente in Aula, lo invito a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'art. 6
delle Norme di attuazione dello Statuto della Regione
siciliana : Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed
al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della
Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio
ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della
Regione siciliana .
(L'onorevole Falzone pronuncia ad alta voce le parole Lo
giuro )
Onorevoli colleghi, dichiaro immesso nelle funzioni di deputato
all'Assemblea regionale siciliana l'onorevole Falzone.
(Applausi)
Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia
Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Costituzione dell'Ufficio definitivo di Presidenza
dell'Assemblea.
A norma dell'articolo 3 del Regolamento interno, costituito
l'Ufficio provvisorio di Presidenza ed espletati i prescritti
adempimenti, l'Assemblea procede, con votazione a scrutinio
segreto, all'elezione del Presidente.
È eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei due
terzi dei componenti dell'Assemblea. Qualora nessun deputato
ottenga tale maggioranza, si procede ad una seconda votazione
nella quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei
voti dei componenti dell'Assemblea.
Se nessun deputato abbia riportato tale maggioranza, si
procede, nel giorno successivo, a nuova votazione; risulterà
eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta
dei voti.
Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta
maggioranza, l'Assemblea procederà, nello stesso giorno, al
ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior
numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia
conseguito la maggioranza, anche relativa.
La votazione si effettuerà a norma dell'articolo 4 bis del
Regolamento interno, mediante segno preferenziale su schede
recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Prima votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, pertanto, la prima votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito il
deputato segretario a procedere all'appello.
(SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello)
Prendono parte alla votazione:
Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone, Aulicino,
Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza
Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Mercadante, Micciché,
Misuraca, Nicotra, Oddo, Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Parrinello, Piccione, Pistorio, Pogliese, Ragusa,
Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savona, Scoma,
Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
(Segue lo spoglio delle schede da parte dell'Ufficio provvisorio
di Presidenza)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Astenuto 1
Maggioranza richiesta 60
Hanno ottenuto voti i deputati:
Savarino 18
Miccichè 18
Leanza Nicola 10
Lo Porto 9
Mercadante 1
Schede bianche 33
Non avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3
del Regolamento interno, la maggioranza dei due terzi dei
componenti dell'Assemblea, l'elezione non ha avuto esito positivo
e, pertanto, si procederà ad una seconda votazione nella quale è
sufficiente, per l'elezione, la metà più uno dei voti dei
componenti dell'Assemblea.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per l'elezione
del Presidente dell'Assemblea.
Essa si svolgerà con le stesse modalità della votazione
precedente.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
(SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello)
Prendono parte alla votazione:
Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Ardizzone, Aulicino,
Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo
Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Mercadante,
Micciché, Misuraca, Nicotra, Oddo, Ortisi, Pagano, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Parrinello, Piccione, Pistorio,
Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello,
Sanzarello, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine,
Terrana, Tumino, Turano, Villari, Vitrano, Zago, Zangara,
Zappulla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
(Segue lo spoglio delle schede da parte dell'Ufficio provvisorio
di Presidenza)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della seconda votazione a
scrutinio segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti 90
Astenuto 1
Maggioranza richiesta 46
Hanno ottenuto voti i deputati:
Miccichè 54
Misuraca 2
Cascio 1
Galletti 1
Leanza Edoardo 1
Lo Porto 1
Schede bianche 29
Avendo il deputato Miccichè Giovanni, detto Gianfranco,
riportato la maggioranza dei voti prescritta, lo proclamo eletto
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Insediamento e discorso di rito del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Invito, pertanto, l'onorevole Miccichè a prendere
il suo posto e ad assumere le relative funzioni.
(Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
provvisorio, si insedia).
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE Durante queste ore, tanti colleghi mi hanno
chiesto se ero emozionato ancora prima di essere eletto; bene,
dicevo già di essere emozionato, ma non vi riesco a dire quanto
sono emozionato adesso che sono stato eletto.
(Applausi)
Onorevoli colleghi e onorevoli colleghe, devo un sincero grazie
a tutti: sia ai colleghi della maggioranza che hanno ritenuto di
esprimersi per la mia elezione, sia ai colleghi dell'opposizione
che hanno legittimamente ritenuto di non farlo.
Ringraziamenti, credetemi, non di circostanza. Sono, infatti,
ancora certo che il primo valore di una democrazia compiuta sia
la coesistenza di un Governo, cui è affidato il compito di
governare a nome della maggioranza che lo sostiene, e di una
opposizione che abbia non solo il dovere di controllare ma anche
il diritto di volere sostituire chi governa, democraticamente e
pacificamente.
I risultati delle elezioni nazionali degli ultimi dieci anni
sono la prova che il meccanismo dell'alternanza funziona bene
anche attraverso il solo uso delle armi che la politica fornisce:
quelle, cioè, del confronto o dello scontro, anche aspro ma
civile, delle critiche, anche dure ma costruttive, e della
maggiore capacità di convincimento di uno o dell'altro
schieramento.
L'impegno che assumo oggi davanti a Voi, che rappresentate
l'Istituzione più alta della nostra Regione, è quello di fare
tutto ciò che sarà nelle mie capacità perché questo Parlamento
riesca a garantire alla maggioranza ed al Presidente della
Regione le migliori condizioni possibili per realizzare il
proprio programma, ma che garantisca contemporaneamente
all'opposizione il proprio compito di critica e contrasto a quel
programma.
Il mio compito sarà quello di regolare il confronto. Non è
facile, per chi è politicamente schierato essere super partes, ma
ciò non vuol dire che mi sottrarrò alla responsabilità, come
Presidente di tutta l'Assemblea, di garantire la massima
correttezza dei comportamenti e l'assoluta imparzialità.
Per svolgere il mio compito sarò scrupolosamente rispettoso
delle regole esistenti anticipando sin da adesso, però, che
considero mio preciso compito quello di individuare tutte le
modifiche necessarie per una migliore organizzazione interna ed
un migliore funzionamento dell'Assemblea e successivamente
proporle alla vostra valutazione.
L'introduzione dell'elezione diretta del Presidente ha
rivoluzionato, infatti, il nostro sistema politico ma non ha
provveduto a ridisegnare i nuovi rapporti tra Assemblea e
Governo. Ritengo necessario, quindi, per un più corretto ed
equilibrato sistema di relazioni, dare priorità assoluta a tale
disciplina accompagnata da un adeguamento del nostro Regolamento.
E' evidente che l'agenda politica spetta al Presidente della
Regione che ne dovrà anche dettare i tempi di attuazione. Il
Presidente sappia che su questo argomento avrà da me tutto il
sostegno possibile perché non venga intralciata minimamente
l'azione del suo Governo nell'attuazione degli impegni assunti
con i siciliani.
Ma, sempre in rispetto del popolo siciliano, questo Parlamento
non si sottrarrà dal proprio compito di definizione delle
politiche regionali di ordine generale mediante una più netta ed
equilibrata ripartizione di compiti con l'Esecutivo.
La ripresa all'interno di questa Aula del dibattito politico
sui temi fondamentali per lo sviluppo socio economico della
Sicilia ed un più stretto raccordo tra Parlamento e Governo sulle
scelte conseguenti porrebbero le migliori premesse per garantire
una attività legislativa non occasionale o slegata dal contesto.
Il peso del Parlamento appena insediato si misurerà, infatti,
non soltanto sul numero di leggi che sarà in grado di approvare
ma anche sulla capacità di razionalizzare e rendere più efficace
l'ordinamento regionale.
Dobbiamo tutti dimostrarci all'altezza del compito che il più
grande e saggio popolo della nostra Italia, il popolo di Sicilia,
ci ha dato: sia la maggioranza che l'opposizione non devono
deludere le aspettative di chi, con il voto, ha espresso anche la
speranza di portare finalmente a soluzione i tanti problemi che
persistono, per quanto in presenza di una ineluttabile crescita
economica negli ultimi anni.
Chiedo, inoltre, a tutti voi un aiuto per potere dimostrare al
resto del Paese di cosa sono capaci i siciliani. Sappiamo cosa è
la mafia e la ripudiamo, conosciamo la sua violenza e
continueremo a combatterla ma la nostra Isola, quella dei
siciliani onesti, è ancora oggetto di ingiuste rappresentazioni
che fanno male a tutti e che comportano perdite di importanti
occasioni di sviluppo.
La responsabilità di tutto ciò è anche della politica e della
immagine che viene data all'esterno. E' in gioco il prestigio
dell'Istituzione, al cui miglioramento sono chiamate a concorrere
tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione.
L'autonomia siciliana vive oggi un momento di grande risveglio
politico e culturale dovuto anche all'interesse che tutti i
partiti politici hanno dato a tale momento.
Nella passata legislatura, una tra le più difficili, quella che
ha segnato il passaggio tra due distinti sistemi politici, è
stato compiuto il primo passo verso l'ammodernamento del nostro
modello autonomistico con l'invio al Parlamento, per
l'approvazione delle Camere, del nuovo Statuto.
Colgo l'occasione per ringraziare i deputati della passata
legislatura per il lavoro svolto ed in particolare il Presidente
Guido Lo Porto.
In una recente trasmissione televisiva mi hanno chiesto di
sintetizzare con un solo aggettivo il mio pensiero sul Presidente
Lo Porto. Ho risposto con un aggettivo accompagnato da un
sostantivo: E' bravo ed è un vero signore . Questo è quello che
penso di lui. Grazie ancora per tutto quello che ha fatto.
(Applausi)
Ma tornando all'argomento autonomia, credo che quella proposta,
che dovrà ora essere ripresentata al Parlamento nazionale, possa
essere oggetto di nuova riflessione per un ulteriore adeguamento
alla nuova fase politica e normativa.
E ancora: la speciale autonomia legislativa della Regione
siciliana e le sue particolari prerogative devono essere
considerate un valore aggiunto rispetto al sistema ordinario.
Oggi la Sicilia è l'unica Regione italiana a mantenere un
sistema di controllo preventivo sulle leggi. O questo viene
interpretato come uno stimolo a fare meglio, instaurando con gli
organi esterni rapporti di reale e proficua collaborazione, nel
rispetto, ovviamente, dei propri compiti istituzionali o, forse,
sarà meglio rivedere l'intero sistema di controllo.
In ogni caso, occorrerà puntare su una migliore qualità della
legislazione sia sotto l'aspetto dei contenuti che sotto quello
della legittimità formale delle leggi, esercitando una più
rigorosa verifica dei profili di contabilità comunitaria,
finanziaria e costituzionale. Ma deve essere chiaro che le scelte
politiche spettano soltanto a chi rappresenta il potere
legislativo.
Sarà necessario, quindi, per l'interesse dell'intero sistema e
per i principi di certezza del diritto che ognuno faccia la sua
parte, riconoscendo la necessità che, in caso di contenzioso tra
il parlamento e l'Organo di controllo, non si potrà che ricorrere
all'unico Giudice abilitato per legge a dirimere eventuali
controversie e cioè la Corte costituzionale.
Onorevoli deputati, mi avvio alla conclusione volendo salutare
in questa Aula l'onorevole Rita Borsellino per il ruolo che si
appresta a svolgere in questa legislatura e l'onorevole Salvatore
Cuffaro, capo del Governo di questa Regione.
Voglio ringraziarli per l'esemplare comportamento tenuto nella
recente campagna elettorale che è stata basata sul corretto
scontro tra le diverse idee e sui diversi programmi di governo,
senza esagerazioni dialettiche, ma con lo stile che è proprio ad
entrambi.
Spero che, all'interno di questa Aula, il clima di questi
prossimi anni possa rimanere tale.
Se ciò avverrà il mio come il vostro compito sarà più facile.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta, per
consultazioni connesse alla costituzione dell'Ufficio definitivo
di Presidenza.
(La seduta, sospesa alle ore 20.18, è ripresa alle ore 20.20)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 6 luglio
2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente MICCICHE'
I - Seguito della costituzione dell'Ufficio definitivo di
Presidenza dell'Assemblea.
La seduta è tolta alle ore 20.21