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Resoconto d'Aula della Seduta n. 1 di giovedì 29 giugno 2006
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   Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia


    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, quale deputato più  anziano  di
  età,  assumo la Presidenza provvisoria dell'Assemblea,  ai  sensi
  dell'articolo  2, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
  medesima.
   Do  lettura  dell'ordine  del giorno  dell'odierna  seduta,  già
  comunicato, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della  Regione
  siciliana dal Presidente della Regione al domicilio dei  deputati
  e  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
  30 del 22 giugno 2006:

   I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza
  dell'Assemblea;

   II  - Prestazione del giuramento previsto dall'articolo
  5 dello Statuto;

   III   -   Costituzione   dell'Ufficio   definitivo   di
  Presidenza dell'Assemblea.

         Costituzione dell'ufficio provvisorio di Presidenza

    PRESIDENTE   Si  passa al primo punto dell'ordine  del  giorno:
  «Costituzione    dell'Ufficio    provvisorio    di     Presidenza
  dell'Assemblea».
   Invito  gli onorevoli Savarino Giuseppa e De Luca Cateno,  quali
  deputati  più giovani fra i presenti, a prendere posto  al  banco
  della   Presidenza  per  esercitare  le  funzioni   di   deputato
  segretario dell'Ufficio di Presidenza, ai sensi dell'articolo  2,
  comma 2 del Regolamento interno.

     (I deputati Savarino e De Luca assumono la loro funzione al
                       banco della Presidenza)

   Dichiaro così costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza.


   Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia


                       Giuramento dei deputati

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Prestazione  del  giuramento  previsto  dall'articolo   5   dello
  Statuto.
   Do    lettura   della   formula   del   giuramento,    stabilita
  dall'articolo 6 delle  Norme per l'attuazione dello Statuto della
  Regione siciliana :
    Giuro  di  essere  fedele alla Repubblica italiana  ed  al  suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al  solo  scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
  siciliana .

   (Il  Presidente  provvisorio, levatosi in  piedi,  pronunzia  ad
  alta voce le parole:  Lo giuro ; dopo di lui giurano i segretari,
  onorevoli  Savarino e De Luca; successivamente giurano,  ciascuno
  dal proprio posto, i seguenti deputati presenti in Aula):

   Adamo,   Ammatuna,  Antinoro,  Apprendi,  Ardizzone,   Aulicino,
  Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
  Cristaldi,  Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Fiorenza,  Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,  Gianni,
  Granata, Gucciardi, Incardona, Laccato, La Manna, Leanza Edoardo,
  Leanza  Nicola,  Leontini,  Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,  Maira,
  Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Mercadante,  Micciché,  Misuraca,
  Nicotra,    Oddo,    Ortisi,   Pagano,   Panarello,    Panepinto,
  Parlavecchio,  Parrinello, Piccione, Pistorio, Pogliese,  Ragusa,
  Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savona, Scoma,
  Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Villari,
  Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Onorevoli   colleghi,   prima  di   procedere   agli   ulteriori
  adempimenti di rito, desidero rivolgere un indirizzo di saluto al
  Presidente   della   Regione   invitandolo   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

    (Il Presidente della Regione, levatosi in piedi, si avvia ai
                         banchi del Governo)


   Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia


                  Saluto del Presidente provvisorio

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  desidero  svolgere   qualche
  breve considerazione, prima di procedere ai punti successivi.  Ho
  il  privilegio  -  e lo vivo con l'emozione di un  novizio  -  di
  aprire  questa  prima seduta della XIV Legislatura,  segnata  dal
  rinnovo  di  quasi  la  metà  della  rappresentanza  parlamentare
  regionale.
   Nel  1976,  quando approdai per la prima volta a Sala  d'Ercole,
  sentivo la consapevolezza di dovermi impegnare, al massimo  delle
  mie  possibilità, per rappresentare degnamente, non solo  i  miei
  elettori,  ma tutti i Siciliani.
   A  distanza di trent'anni da allora, credo che non vi sia  altro
  concetto  in grado di rimarcare il rilievo della nostra  presenza
  tra  i  banchi  di  questa Assemblea, che è  quello  sintetizzato
  nella  formula  statutaria  di  giuramento  da  tutti  noi   resa
  quest'oggi:  essere  deputati degni di  rappresentare  il  popolo
  siciliano,    moralmente.    civilmente,    democraticamente    e
  politicamente,    compiendo    il    nostro    mandato    mirando
  all'inseparabile  bene  della Nazione italiana  e  della  Regione
  siciliana.
   Se  riflettiamo  sulle semplici, ma pregnanti, parole  racchiuse
  nella  nostra  formula di giuramento, non possiamo che  acquisire
  maggiore consapevolezza del ruolo da noi giocato per il benessere
  e   la   giustizia  sociale  in  seno  alla  comunità  siciliana,
  partecipando in tal modo al bene dell'Italia intera.
   Occorre  che tutti noi ci rendiamo conto che la Sicilia,  ancora
  una volta, guarda a noi, seppure tra il diffuso scetticismo e  le
  perplessità  di molti, tra le tante disaffezioni e le  molteplici
  critiche  nichiliste, ma anche attraverso la  manifestazione  più
  autentica  della  sovranità  popolare,  che  consiste  nel   voto
  espresso  dai  Siciliani  per  il  rinnovo  della  rappresentanza
  politica delle Istituzioni democratiche della Regione.
   Noi  non siamo nati oggi. Questa Regione, la nostra Regione,  ha
  radici  profonde.  E  non  mi  riferisco  tanto  al  primato  che
  vantiamo,  di  possedere il più antico Parlamento del  mondo.  Mi
  riferisco al valore imperituro della nostra storia autonomistica,
  che  ha  saputo  reggere alle  tante prove che il destino  le  ha
  riservato.
   Anche  nei  momenti  più  bui  della  storia  autonomistica,  la
  Regione  c'era.  Quando  un Presidente della  Regione,  onesto  e
  lungimirante,  di  nome  Piersanti Mattarella,  cadeva  sotto  il
  piombo mafioso, la Regione c'era.

                             (Applausi)

   Quando,  nei  primi anni '90, sotto l'onda di   Tangentopoli   e
  delle  indagini  su  mafia e politica,  gli  ordini  di  custodia
  cautelare  ai danni di alti responsabili della politica siciliana
  nazionale,  si ripetevano con successione incalzante, la  Regione
  c'era. L istituzione, pur ferita, reggeva. E tutto questo perché?
   Perché  quell'autonomia, che ha appena superato i  sessant'anni,
  rappresenta  una  conquista storica in  grado  di  resistere  nel
  tempo,  al  di là dei gravi fatti destabilizzanti che la  possono
  scuotere e mettere a dura prova.
   L'Autonomia  regionale,  che i nostri Padri  consultori  seppero
  disegnare  con indubbia consapevolezza storica e ardente  fiducia
  nel  futuro é oggi una realtà matura che forse è stata  appannata
  dai  tanti stenti e dalle mille prove; che ha patito il danno  di
  immagine  da  parte di non pochi suoi servitori infedeli,  che  è
  stata fortemente avversata dalle forze accentratrici presenti nel
  variegato apparato dello Stato.
   Ma  l'autonomia  siciliana è una conquista che è  entrata  nella
  Storia  il  15 maggio del 1946 e reggerà ancora bene  nel  tempo,
  sorretta  dallo  spirito  di  coesione  dei  Siciliani  e   dalla
  salvaguardia rappresentata dal rango di fonte costituzionale  che
  è riconosciuto al nostro Statuto.
   Dunque,  sta  a noi interpretare il rilievo della  funzione  che
  siamo chiamati a ricoprire, senza distinzione tra maggioranza  ed
  opposizione, senza alcun vincolo di mandato, come delegati di  un
  Popolo che merita di avere interamente contraccambiata la fiducia
  che, ancora una volta, ci ha rinnovato lo scorso 28 maggio.
   E  per  essere pienamente corrispondenti ai Siciliani,  al  loro
  bisogno  di pace, giustizia, prosperità, dobbiamo decidere  entro
  noi stessi come caratterizzare questo mandato parlamentare.
   Se  dobbiamo  dare  sfogo  alla nostra  capacità  di  alimentare
  sterili  polemiche, covare rancori personali,   entrare  a  gamba
  tesa  sull'avversario  (per usare una metafora  di  quello  sport
  nazionale  che  ho molto praticato da giovane),  allora  possiamo
  pure   accomodarci  e  abbandonarci  a  questo  vero  e   proprio
  malcostume ormai ampiamente diffuso nel Paese e che non approda a
  nulla, forse solo ad un po' di notorietà contingente sulla  carta
  stampata o sul qualche televisione.
   Questo  malcostume  della politica allo stato  selvaggio,  della
  criminalizzazione dell'avversario politico, rischia però di farci
  fuggire dal cuore delle questioni pratiche da affrontare  e  vede
  allontanarsi,   ogni   giorno,   importanti   chances   per    la
  modernizzazione dell'Italia  e, in modo particolare, della nostra
  Sicilia.
   Credo   che   di   ciò  gli  Italiani  e  i  Siciliani   abbiano
  incominciato a rendersi conto.
   Se,  invece, riteniamo di dovere essere all'altezza di  ciò  che
  merita  la  nostra  vicenda autonomistica e i  Siciliani,  allora
  dobbiamo  riflettere  su quello che ci deve vedere  uniti,  senza
  alcuna  distinzione per il Bene comune, per il bene delle  future
  generazioni.
   Lasciatemi  dire,  in forza della mia non più  tenera  età,  dei
  lunghi  anni  passati in politica in ruoli di  maggioranza  e  di
  opposizione,  nei  banchi  delle aule di  Consigli  comunali,  di
  questa  Assemblea  regionale,  della  Camera  dei  Deputati,  con
  incarichi  di  governo locale e regionale,  che  è  più  che  mai
  necessario   fermare   le  lancette  dell'orologio   del    ring
  pugilistico in cui si sta riducendo la contesa politica in questo
  Paese e in questa Regione.
   Occorre,  quindi, affrontare con pacatezza, ma con  fermezza,  i
  nodi  di  fondo di qualsiasi iniziativa politica e di governo  la
  cui  soluzione non può suscitare divisioni tra le parti politiche
  che  si  contendono  la gestione della cosa pubblica,  ma  semmai
  passare  attraverso la costituzione di un fronte  comune  per  la
  salvaguardia  delle  Istituzioni, da  preservare  ad  ogni  costo
  dall'imbarbarimento  del confronto politico e dall'intorbidimento
  della limpidezza della loro immagine.
   La   questione   fondamentale  da  affrontare,  per   restituire
  legittimazione alle Istituzioni regionali e fiducia dei cittadini
  nella  politica,  è oggi, come ieri, quella della  discontinuità,
  della cesura tra la Politica e l'affarismo, tra la Politica e  la
  criminalità, tra la Politica e la mafia.

                             (Applausi)

   Dopo  gli  importantissimi successi di questi  anni,  che  hanno
  visto  la  decapitazione  dei vertici di Cosa  Nostra  siciliana,
  grazie alla risposta efficientissima degli apparati investigativi
  e  giudiziari  dello Stato, si pone il problema  della  soluzione
  finale al problema mafia.
   Occorre  cioè  predisporre le condizioni per chiudere  un  ciclo
  della  storia della Sicilia e del Paese. E la Regione, come tutte
  le  Istituzioni  di  Governo, ha una  grande  responsabilità  nel
  dovere chiudere questo ciclo storico che ha avuto un inizio nelle
  condizioni  di sottosviluppo e nei rapporti di potere riguardanti
  l'Isola  all'indomani  della  unificazione  nazionale,  quasi  un
  secolo  e mezzo fa, e deve avere una fine  come tutte le  vicende
  umane , come diceva Falcone, sol che tutti noi ci rendiamo  conto
  della necessità di chiudere tale ciclo.
   Il  mondo  imprenditoriale sano, sia  siciliano  che  del  resto
  d'Italia e d'Europa, non ha mancato di trasmettere segnali di una
  disponibilità ad investire sullo sviluppo della Sicilia.
   Il  sistema bancario e finanziario non ha difficoltà ad allocare
  i  suoi capitali per investimenti che possono cambiare il destino
  dell'Isola.
   Ma  noi,  come politici ed amministratori, abbiamo il dovere  di
  indicare gli obiettivi per assicurare uno sviluppo della Regione,
  liberato  dalla  piaga della mafia e dai suoi costi  visibili  ed
  occulti  gravanti sui cittadini e sul sistema delle imprese,  dal
  suo  avvilente  parassitismo  che strozza  le  risorse  più  sane
  dell'innovazione ed inibisce il rischio di impresa.
   Occorre  anche,  e  soprattutto  in  questa  direzione,  che  la
  Politica  abbia  il  coraggio di volare alto, di  resistere  alla
  tentazione  di  mantenere condizioni di privilegio nei  confronti
  della macchina della giustizia.
   Chi  vi  parla  ha  pagato un prezzo alto per fare  politica  in
  Sicilia.   Dunque,   chi  vi  parla  sa  cosa  significa   essere
  ingiustamente  accusato  di  appartenenza  alla  mafia.  Per   un
  politico  impegnato  e  coerente, seppure mite,  non  proclive  a
  manifestazioni esteriori di denuncia di persecuzioni gratuite  ai
  suoi  danni, essere accusato di contiguità o compiacenza  con  le
  cosche, è un marchio di infamia difficilmente cancellabile.
   Eppure,  e lo dico per averlo vissuto, bisogna avere il coraggio
  di  compiere gesti che assumano significati coerenti con le  idee
  che  si  manifestano  attraverso  il  proprio  impegno  politico,
  sapendo  compiere atti concretamente  onorevoli ,  interpretabili
  chiaramente come una presa di distanza dallo smodato attaccamento
  a posizioni di potere.
   Di   fronte   alle   infiltrazioni,   alle   compiacenze,   alle
  collusioni, alle cointeressenze, ai  manutengolismi   e  ad  ogni
  forma  più  o  meno occulta di alleanza o favoritismo  di  poteri
  criminali  di  ogni sorta, la Politica deve saper  compiere  atti
  nobili  e  coerenti di fermo rifiuto e di condanna, non lasciando
  alibi alcuno ad oppositori, critici e censori.
   La  Politica  deve  darsi un  codice etico  che  esalti  il  suo
  valore  di  civile  strumento di governo,  secondo  Legge,  della
  Comunità.
   Il  dibattito  di  questi  giorni,  apertosi  sul  tema   di  un
   codice   comune  a  tutti i partiti per la  partecipazione  alle
  cariche pubbliche, rappresenta in tal senso un buon passo avanti,
  anche  perché  legalità e giustizia non sono  patrimonio  di  una
  singola  parte  politica, né di uno schieramento,  ma  patrimonio
  universale da coltivare e preservare tutti insieme.
   Quale  decano  tra  i  parlamentari, mi  permetto  di  suggerire
  l'apertura  di  un  tavolo di confronto tra  le  forze  politiche
  regionali,  in  modo da dare al più presto ai Siciliani  certezze
  sul  comportamento  degli uomini politici di fronte  al  delicato
  tema  della  impermeabilità della Politica alla illegalità,  alla
  corruzione, alla mafia.
   La  soluzione della questione di fondo che mi sono  permesso  di
  porre ci consentirà di tornare a fare politica a testa alta e con
   le carte in regola , come amava dire Piersanti Mattarella.
   Ma  un  altro  tema  che  deve  vedere  ancora  uniti  tutti   i
  parlamentari, senza distinzione di schieramento, è  quello  delle
  regole  di  fondo  per l'organizzazione ed il  funzionamento  del
  nostro modello di Regione, ossia il tema dello Statuto.
   Va  detto, per inciso, che l'esito del referendum costituzionale
  dei  giorni  scorsi  ha  dimostrato  inequivocabilmente  che  gli
  Italiani, ed anche i Siciliani, sono sfavorevoli a modifiche  che
  non ottengano il consenso delle diverse parti politiche.
   Le  regole di sistema, dunque, non ammettono decisioni intestate
  ad uno schieramento politico.
   Per  quanto  riguarda le riforme costituzionali che  interessano
  la  Sicilia,  occorre  riaffermare  quanto  di  buono  la  scorsa
  Legislatura  ha prodotto in termini di proposta di ammodernamento
  dello Statuto regionale, avviando con il Parlamento nazionale  un
  confronto  che  consenta di ricevere garanzie di  certezza  sulla
  rapidità   dell'iter   di   approvazione   della   nuova    legge
  costituzionale di adozione.
   Sarei  ben  lieto  che  uno dei primi atti  concreti  di  questa
  Assemblea  fosse  la  ricostituzione  della  Commissione  per  la
  revisione  dello  Statuto,  per  un  rapido  riesame  del   testo
  approvato nell'aprile dello scorso anno, al fine di consentire la
  trasmissione  al Parlamento nazionale del nuovo testo,  entro  la
  fine  del  2006.  In  tal  modo, potremo  sperare  che  la  legge
  costituzionale di revisione dello Statuto regionale possa entrare
  in vigore anche l'anno prossimo.
   Nell'avviarmi   alla   conclusione  di  questo   mio   breve   e
  benaugurale intervento, vorrei fare soltanto un ulteriore accenno
  ad un altro tema istituzionale, rassegnando all'Assemblea una mia
  proposta   che   attiene  alla  funzionalità  delle   Istituzioni
  regionali  e  che  non  richiede il passaggio  procedurale  assai
  complesso e problematico costituito dalla legge costituzionale.
   Si   tratta  della  legge  regionale  riguardante  la  forma  di
  governo,  che  è  prevista dall'articolo 9  dello  Statuto,  come
  modificato  nel  2001,  e  che,  a mio  avviso,  rappresenta  uno
  strumento assai importante per rafforzare il ruolo dell'Assemblea
  e  vivificare il rapporto del Parlamento con la Giunta, alla luce
  dell'elezione diretta del Presidente della Regione.
   Attraverso  la  legge  sulla forma di governo,  da  approvare  a
  maggioranza  assoluta e con l'eventuale ricorso ad un referendum,
  ma  pur  sempre  con legge della Regione, l'Assemblea  potrà,  da
  subito,  stabilire  i diritti e gli obblighi  dell'Esecutivo  nei
  confronti del Parlamento regionale.
   Sarà   possibile   affrontare  il  serio  tema  dello    Statuto
  dell'opposizione , una serie di disposizioni  di  garanzia  sulle
  prerogative fornite alle minoranze per realizzare il loro compito
  di  controllo  e di critica sulla maggioranza, sul  Presidente  e
  sugli Assessori.
   Sarà  ancora  regolamentata la conoscibilità di tutti  i  flussi
  finanziari, compresi quelli cosiddetti extra-regionali,  in  modo
  avere contezza  dell'impiego  della  spesa  pubblica da parte del
  Governo regionale.
   Auspico,  in  tale  contesto, un rafforzamento  dei  compiti  di
  ausiliarietà nei confronti dell'Assemblea spettanti alla  Sezione
  di  controllo  della Corte dei Conti, nonché un dialogo  costante
  con  il  Commissariato dello Stato nella  fase  di  studio  e  di
  formulazione   tecnica   dei   testi   legislativi    da    parte
  dell'Assemblea.
   Sgombrato  il  campo dalle questioni di fondo, costituite  dalla
  rimozione di quel condizionamento ambientale rappresentato  dalla
  mafia   e  dal  malaffare  che  hanno  allignato  in  tutti   gli
  schieramenti politici - come le cronache di questi ultimi  giorni
  continuano purtroppo a ricordarci - ed una volta sciolti  i  nodi
  delle regole di sistema contenute nel nuovo Statuto della Regione
  e nella indispensabile legge sulla forma di governo che ho appena
  indicato, potremo tornare sanamente a dividerci, secondo i nostri
  ideali,   le nostre prospettive e i nostri programmi e  progetti,
  talora distanti ed alternativi.
   Se  nei  prossimi mesi riuscissimo ad agire insieme, costituendo
  un    fronte   unitario   di   forte   rilancio   dell'iniziativa
  autonomistica,  nel  segno  della  legalità  democratica  e   del
  rinnovato ruolo di rappresentanza parlamentare nei confronti  dei
  cittadini siciliani, credo che avremmo fornito un grande  impulso
  per  il successo di questa quattordicesima legislatura, avviatasi
  con l'odierno insediamento dell'Assemblea.
   Mi  rendo  conto che le questioni poste sono serie e  complesse,
  ma confido nel forte entusiasmo dei colleghi, nell'impegno che il
  Presidente  dell'Assemblea - che presto  andremo  ad  eleggere  -
  manifesterà  a  nome dell'intero Parlamento, e nella  sensibilità
  che il Presidente della Regione ed il Governo sapranno certamente
  dimostrare,  per  nutrire la più viva speranza che  nei  prossimi
  mesi sapremo dare le risposte che la Sicilia attende.
   Buona quattordicesima legislatura a tutti

                             (Applausi)


   Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia


    Costituzione e convocazione della Commissione provvisoria per
                       la verifica dei poteri

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a norma dell'articolo 2 bis  del
  Regolamento  interno, convoco la Commissione provvisoria  per  la
  verifica  dei poteri al fine di procedere alla proclamazione  dei
  candidati  che  subentrino ai deputati optanti tra  più  collegi,
  ovvero  per  il collegio regionale a norma dell'articolo  59  bis
  della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche
  ed   integrazioni  (legge  elettorale  siciliana)  a  seguito  di
  eventuale elezione anche nella lista regionale.
   Comunico   che   la  Commissione  provvisoria  di   verifica   è
  costituita, ai sensi dell'articolo 2 ter del Regolamento interno,
  dagli  onorevoli  Lo  Porto, Antinoro, Dina,  Misuraca,  Nicotra,
  Panarello e Tumino, membri della Commissione per la verifica  dei
  poteri  della  precedente  legislatura,  e  dai  seguenti   altri
  deputati:  Leanza  Edoardo e Ballistreri, sino a  raggiungere  il
  numero di nove.
   Sospendo,  pertanto,  la  seduta  invitando  la  Commissione   a
  riunirsi.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.37)

   La seduta è ripresa.

  Comunicazione della nota pervenuta da parte del Presidente della
         Commissione provvisoria per la verifica dei poteri.

   PRESIDENTE.  Do  lettura  della seguente  lettera  pervenuta  da
  parte  del  Presidente  della  Commissione  provvisoria  per   la
  verifica dei poteri, onorevole Lo Porto:

   «Comunico  che  la Commissione provvisoria per la  Verifica  dei
  Poteri,  riunitasi ai sensi degli articoli 2  bis  e  2  ter  del
  Regolamento  interno, ha preso atto della seguente opzione,  dopo
  averne verificato la regolarità:

   -  dell'onorevole  LO PORTO Guido Giacomo, eletto  nel  collegio
  circoscrizionale  di  Palermo (per  la  lista  n.  7,  denominata
   Alleanza Nazionale ) e nel collegio regionale (per la  lista  n.
  2,  denominata   Per  la  Sicilia Cuffaro  Presidente ),  la  cui
  elezione,   in   quest'ultimo  collegio,  è  prevalsa   a   norma
  dell'articolo 59 bis della legge regionale n. 29/51 e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   In  conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi  del  combinato
  disposto  dell'articolo  4, parte seconda,  dello  Statuto  della
  Regione  e  dell'articolo 60 della l.r. 20 marzo 1951,  n.  29  e
  successive    modifiche   ed   integrazioni   (legge   elettorale
  siciliana),   ha  proceduto  agli  accertamenti   necessari   per
  assegnare  il  seggio  resosi vacante,  nel  rispettivo  collegio
  provinciale, al primo dei non eletti nella rispettiva lista.

   Ha,  quindi, deliberato all'unanimità di proporre l'attribuzione
  del seggio in parola al candidato:

   -  FALZONE  Dario  che,  nella  lista  avente  la  denominazione
   Alleanza  Nazionale  del collegio circoscrizionale  di  Palermo,
  lista  nella  quale è stato eletto l'onorevole  Lo  Porto,  segue
  immediatamente con voti 6.530 l'ultimo degli eletti, onorevole Lo
  Porto.

   Preciso,  infine,  che l'attribuzione del  seggio  al  candidato
  subentrante  a  seguito dell'opzione ex lege  è  subordinata,  ai
  sensi  del  comma 1 dell'articolo 2 bis del Regolamento  interno,
  alla  convalida del deputato optante nel collegio (regionale)  di
  opzione.

                                            Il Presidente LO PORTO»

   Se  non  vi sono osservazioni, s'intende che l'Assemblea  prende
  atto   della   comunicazione  del  Presidente  della  Commissione
  provvisoria  per  la  verifica dei poteri. E,  dunque,  ai  sensi
  dell'articolo  59  bis della legge regionale n.  29  del  1951  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, l'Assemblea  prende  atto
  della prevalenza dell'elezione, nel collegio regionale:

   del  candidato Guido Giacomo Lo Porto della lista  regionale  n.
  2, Per la Sicilia Cuffaro Presidente, il quale ha già prestato il
  prescritto giuramento di rito.

   Pertanto,  vista  la regolarità dell'opzione e  subordinatamente
  alla  convalida  del  deputato optante nel collegio  di  opzione,
  proclamo eletto deputato:

   a)  per il collegio di Palermo il candidato Dario Falzone  della
  lista circoscrizionale n. 7 denominata  Alleanza nazionale'.

   Avverto   che   da  oggi  decorrono  i  venti  giorni   per   la
  presentazione   di  eventuali  proteste  o  reclami,   ai   sensi
  dell'articolo  61,  terzo comma, della legge regionale  20  marzo
  1951, n. 29.

                       Giuramento di deputato

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole  Falzone  è
  presente in Aula, lo invito a prestare il giuramento di rito.
   Do  lettura  della formula del giuramento stabilita dall'art.  6
  delle    Norme   di  attuazione  dello  Statuto   della   Regione
  siciliana :   Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana  ed
  al  suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della
  Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio
  ufficio  al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e  della
  Regione siciliana .

     (L'onorevole Falzone  pronuncia ad alta voce le parole  Lo
                               giuro )

   Onorevoli colleghi, dichiaro immesso nelle funzioni di  deputato
  all'Assemblea regionale siciliana l'onorevole Falzone.

                             (Applausi)


   Presidenza del Presidente provvisorio Culicchia


     Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Costituzione     dell'Ufficio    definitivo     di     Presidenza
  dell'Assemblea.
   A  norma  dell'articolo  3 del Regolamento  interno,  costituito
  l'Ufficio  provvisorio  di Presidenza ed espletati  i  prescritti
  adempimenti,  l'Assemblea  procede,  con  votazione  a  scrutinio
  segreto, all'elezione del Presidente.
   È  eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei due
  terzi  dei  componenti  dell'Assemblea. Qualora  nessun  deputato
  ottenga  tale  maggioranza, si procede ad una  seconda  votazione
  nella  quale è sufficiente, per l'elezione, la metà più  uno  dei
  voti dei componenti dell'Assemblea.
   Se   nessun  deputato  abbia  riportato  tale  maggioranza,   si
  procede,  nel  giorno  successivo, a nuova  votazione;  risulterà
  eletto  il  candidato che abbia ottenuto la maggioranza  assoluta
  dei voti.
   Qualora  nella  terza  votazione nessuno abbia  riportato  detta
  maggioranza,  l'Assemblea  procederà,  nello  stesso  giorno,  al
  ballottaggio  fra i due candidati che hanno ottenuto  il  maggior
  numero  di  voti  e  viene  proclamato  eletto  colui  che  abbia
  conseguito la maggioranza, anche relativa.
   La  votazione  si  effettuerà a norma dell'articolo  4  bis  del
  Regolamento  interno,  mediante  segno  preferenziale  su  schede
  recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.

                 Prima votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE.  Indìco,  pertanto, la prima votazione  a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito il
  deputato segretario a procedere all'appello.

   (SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello)

   Prendono parte alla votazione:

   Adamo,   Ammatuna,  Antinoro,  Apprendi,  Ardizzone,   Aulicino,
  Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
  Cristaldi,  Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Falzone,  Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
  Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna,  Leanza
  Edoardo,  Leanza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
  Maira,   Mancuso,  Maniscalco,  Manzullo,  Mercadante,  Micciché,
  Misuraca,  Nicotra,  Oddo, Ortisi, Pagano, Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio,  Parrinello, Piccione, Pistorio, Pogliese,  Ragusa,
  Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savona, Scoma,
  Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Villari,
  Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

  (Segue lo spoglio delle schede da parte dell'Ufficio provvisorio
  di Presidenza)

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico il risultato della votazione  a  scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

  Presenti e votanti             90
  Astenuto                        1
  Maggioranza richiesta          60

  Hanno ottenuto voti i deputati:

  Savarino                         18
  Miccichè                         18
  Leanza Nicola                    10
  Lo Porto                          9
  Mercadante                        1
  Schede bianche                   33

   Non  avendo  alcun deputato riportato, a norma  dell'articolo  3
  del  Regolamento  interno,  la  maggioranza  dei  due  terzi  dei
  componenti dell'Assemblea, l'elezione non ha avuto esito positivo
  e, pertanto, si procederà ad una seconda votazione nella quale  è
  sufficiente,  per  l'elezione, la  metà  più  uno  dei  voti  dei
  componenti dell'Assemblea.

                Seconda votazione a scrutinio segreto

   PRESIDENTE. Indìco, quindi, la seconda votazione per  l'elezione
  del Presidente dell'Assemblea.
   Essa   si  svolgerà  con  le  stesse  modalità  della  votazione
  precedente.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

   (SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello)

   Prendono parte alla votazione:

   Adamo,   Ammatuna,  Antinoro,  Apprendi,  Ardizzone,   Aulicino,
  Ballistreri, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia,
  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
  Cristaldi,  Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Falzone,  Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
  Gianni,  Granata,  Gucciardi,  Incardona,  Laccoto,  La    Manna,
  Leanza  Edoardo,  Leanza Nicola, Leontini, Limoli,  Lombardo,  Lo
  Porto,   Maira,   Mancuso,  Maniscalco,   Manzullo,   Mercadante,
  Micciché,  Misuraca,  Nicotra, Oddo, Ortisi,  Pagano,  Panarello,
  Panepinto,   Parlavecchio,   Parrinello,   Piccione,    Pistorio,
  Pogliese,   Ragusa,   Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,   Ruggirello,
  Sanzarello,   Savona,  Scoma,  Speziale,  Stancanelli,   Termine,
  Terrana,   Tumino,  Turano,  Villari,  Vitrano,  Zago,   Zangara,
  Zappulla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

   (Segue lo spoglio delle schede da parte dell'Ufficio provvisorio
                           di Presidenza)

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Comunico  il risultato della  seconda  votazione  a
  scrutinio segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

   Presenti e votanti             90
   Astenuto                        1
   Maggioranza richiesta          46

   Hanno ottenuto voti i deputati:

   Miccichè                          54
   Misuraca                           2
   Cascio                             1
   Galletti                           1
   Leanza Edoardo                     1
   Lo Porto                           1
   Schede bianche                    29

   Avendo   il   deputato  Miccichè  Giovanni,  detto   Gianfranco,
  riportato la maggioranza dei voti prescritta, lo proclamo  eletto
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.

                              (Applausi)


   Presidenza del Presidente MICCICHE'


    Insediamento e discorso di rito del Presidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE. Invito, pertanto, l'onorevole Miccichè   a  prendere
  il suo posto e ad assumere le relative funzioni.

    (Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
                      provvisorio, si insedia).

                 Presidenza del Presidente MICCICHE'

    PRESIDENTE   Durante  queste  ore,  tanti  colleghi  mi   hanno
  chiesto  se  ero emozionato ancora prima di essere eletto;  bene,
  dicevo  già di essere emozionato, ma non vi riesco a dire  quanto
  sono emozionato adesso che sono stato eletto.

                             (Applausi)

   Onorevoli colleghi e onorevoli colleghe, devo un sincero  grazie
  a  tutti: sia ai colleghi della maggioranza che hanno ritenuto di
  esprimersi  per la mia elezione, sia ai colleghi dell'opposizione
  che hanno legittimamente ritenuto di non farlo.
   Ringraziamenti,  credetemi, non di circostanza.  Sono,  infatti,
  ancora  certo che il primo valore di una democrazia compiuta  sia
  la  coesistenza  di  un  Governo, cui è affidato  il  compito  di
  governare  a  nome della maggioranza che lo sostiene,  e  di  una
  opposizione che abbia non solo il dovere di controllare ma  anche
  il  diritto di volere sostituire chi governa, democraticamente  e
  pacificamente.
   I  risultati delle elezioni  nazionali degli ultimi  dieci  anni
  sono  la  prova  che il meccanismo dell'alternanza funziona  bene
  anche attraverso il solo uso delle armi che la politica fornisce:
  quelle,  cioè,  del  confronto o dello scontro,  anche  aspro  ma
  civile,  delle  critiche,  anche dure  ma  costruttive,  e  della
  maggiore   capacità  di  convincimento  di   uno   o   dell'altro
  schieramento.
   L'impegno  che  assumo  oggi davanti a  Voi,  che  rappresentate
  l'Istituzione  più alta della nostra Regione, è  quello  di  fare
  tutto  ciò  che sarà nelle mie capacità perché questo  Parlamento
  riesca  a  garantire  alla maggioranza  ed  al  Presidente  della
  Regione  le  migliori  condizioni  possibili  per  realizzare  il
  proprio   programma,   ma   che   garantisca   contemporaneamente
  all'opposizione il proprio compito di critica e contrasto a  quel
  programma.
   Il  mio  compito  sarà quello di regolare il  confronto.  Non  è
  facile, per chi è politicamente schierato essere super partes, ma
  ciò  non  vuol  dire  che mi sottrarrò alla responsabilità,  come
  Presidente   di  tutta  l'Assemblea,  di  garantire  la   massima
  correttezza dei comportamenti e l'assoluta imparzialità.
   Per  svolgere  il  mio  compito sarò scrupolosamente  rispettoso
  delle  regole  esistenti anticipando sin  da  adesso,  però,  che
  considero  mio  preciso compito quello di  individuare  tutte  le
  modifiche  necessarie per una migliore organizzazione interna  ed
  un   migliore   funzionamento  dell'Assemblea  e  successivamente
  proporle alla vostra valutazione.
   L'introduzione   dell'elezione   diretta   del   Presidente   ha
  rivoluzionato,  infatti, il nostro sistema  politico  ma  non  ha
  provveduto  a  ridisegnare  i  nuovi  rapporti  tra  Assemblea  e
  Governo.  Ritengo  necessario, quindi, per  un  più  corretto  ed
  equilibrato sistema di relazioni, dare priorità assoluta  a  tale
  disciplina accompagnata da un adeguamento del nostro Regolamento.
   E'  evidente  che  l'agenda politica spetta al Presidente  della
  Regione  che  ne  dovrà anche dettare i tempi di  attuazione.  Il
  Presidente  sappia che su questo argomento avrà da  me  tutto  il
  sostegno  possibile  perché  non  venga  intralciata  minimamente
  l'azione  del  suo Governo nell'attuazione degli impegni  assunti
  con i siciliani.
   Ma,  sempre  in rispetto del popolo siciliano, questo Parlamento
  non  si  sottrarrà  dal  proprio  compito  di  definizione  delle
  politiche regionali di ordine generale mediante una più netta  ed
  equilibrata ripartizione di compiti con l'Esecutivo.
   La  ripresa  all'interno di questa Aula del  dibattito  politico
  sui  temi  fondamentali  per lo sviluppo  socio  economico  della
  Sicilia ed un più stretto raccordo tra Parlamento e Governo sulle
  scelte  conseguenti porrebbero le migliori premesse per garantire
  una attività legislativa non occasionale o slegata dal contesto.
   Il  peso  del Parlamento appena insediato si misurerà,  infatti,
  non  soltanto sul numero di leggi che sarà in grado di  approvare
  ma  anche sulla capacità di razionalizzare e rendere più efficace
  l'ordinamento regionale.
   Dobbiamo  tutti dimostrarci all'altezza del compito che  il  più
  grande e saggio popolo della nostra Italia, il popolo di Sicilia,
  ci  ha  dato:  sia  la maggioranza che l'opposizione  non  devono
  deludere le aspettative di chi, con il voto, ha espresso anche la
  speranza  di portare finalmente a soluzione i tanti problemi  che
  persistono,  per quanto in presenza di una ineluttabile  crescita
  economica negli ultimi anni.
   Chiedo,  inoltre, a tutti voi un aiuto per potere dimostrare  al
  resto del Paese di cosa sono capaci i siciliani. Sappiamo cosa  è
  la   mafia   e  la  ripudiamo,  conosciamo  la  sua  violenza   e
  continueremo  a  combatterla  ma  la  nostra  Isola,  quella  dei
  siciliani  onesti, è ancora oggetto di ingiuste  rappresentazioni
  che  fanno  male a tutti e che comportano perdite  di  importanti
  occasioni di sviluppo.
   La  responsabilità di tutto ciò è anche della politica  e  della
  immagine  che  viene data all'esterno. E' in gioco  il  prestigio
  dell'Istituzione, al cui miglioramento sono chiamate a concorrere
  tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione.
   L'autonomia  siciliana vive oggi un momento di grande  risveglio
  politico  e  culturale  dovuto anche all'interesse  che  tutti  i
  partiti politici hanno dato a tale momento.
   Nella passata legislatura, una tra le più difficili, quella  che
  ha  segnato  il  passaggio tra due distinti sistemi  politici,  è
  stato  compiuto il primo passo verso l'ammodernamento del  nostro
  modello   autonomistico   con   l'invio   al   Parlamento,    per
  l'approvazione delle Camere, del nuovo Statuto.
   Colgo  l'occasione  per  ringraziare i  deputati  della  passata
  legislatura per il lavoro svolto ed in particolare il  Presidente
  Guido Lo Porto.
   In  una  recente  trasmissione televisiva mi  hanno  chiesto  di
  sintetizzare con un solo aggettivo il mio pensiero sul Presidente
  Lo  Porto.  Ho  risposto  con  un aggettivo  accompagnato  da  un
  sostantivo:  E' bravo ed è un vero signore . Questo è quello  che
  penso di lui. Grazie ancora per tutto quello che ha fatto.

                             (Applausi)

   Ma  tornando all'argomento autonomia, credo che quella proposta,
  che  dovrà ora essere ripresentata al Parlamento nazionale, possa
  essere  oggetto di nuova riflessione per un ulteriore adeguamento
  alla nuova fase politica e normativa.
   E  ancora:  la  speciale  autonomia  legislativa  della  Regione
  siciliana   e  le  sue  particolari  prerogative  devono   essere
  considerate un valore aggiunto rispetto al sistema ordinario.
   Oggi  la  Sicilia  è  l'unica Regione italiana  a  mantenere  un
  sistema  di  controllo  preventivo sulle leggi.  O  questo  viene
  interpretato come uno stimolo a fare meglio, instaurando con  gli
  organi  esterni rapporti di reale e proficua collaborazione,  nel
  rispetto, ovviamente, dei propri compiti istituzionali o,  forse,
  sarà meglio rivedere l'intero sistema di controllo.
   In  ogni  caso, occorrerà puntare su una migliore qualità  della
  legislazione  sia sotto l'aspetto dei contenuti che sotto  quello
  della  legittimità  formale  delle  leggi,  esercitando  una  più
  rigorosa   verifica  dei  profili  di  contabilità   comunitaria,
  finanziaria e costituzionale. Ma deve essere chiaro che le scelte
  politiche   spettano  soltanto  a  chi  rappresenta   il   potere
  legislativo.
   Sarà  necessario, quindi, per l'interesse dell'intero sistema  e
  per  i principi di certezza del diritto che ognuno faccia la  sua
  parte, riconoscendo la necessità che, in caso di contenzioso  tra
  il parlamento e l'Organo di controllo, non si potrà che ricorrere
  all'unico  Giudice  abilitato  per  legge  a  dirimere  eventuali
  controversie e cioè la Corte costituzionale.
   Onorevoli  deputati, mi avvio alla conclusione volendo  salutare
  in  questa Aula l'onorevole Rita Borsellino per il ruolo  che  si
  appresta a svolgere in questa legislatura e l'onorevole Salvatore
  Cuffaro, capo del Governo di questa Regione.
   Voglio  ringraziarli per l'esemplare comportamento tenuto  nella
  recente  campagna  elettorale che è  stata  basata  sul  corretto
  scontro  tra le diverse idee e sui diversi programmi di  governo,
  senza esagerazioni dialettiche, ma con lo stile che è proprio  ad
  entrambi.
   Spero  che,  all'interno  di questa Aula,  il  clima  di  questi
  prossimi anni possa rimanere tale.
   Se ciò avverrà il mio come il vostro compito sarà più facile.

                             (Applausi)

   Onorevoli   colleghi,  sospendo  brevemente   la   seduta,   per
  consultazioni connesse alla costituzione dell'Ufficio  definitivo
  di Presidenza.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.18, è ripresa alle ore 20.20)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  giovedì,  6  luglio
  2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente MICCICHE'


   I  -  Seguito  della  costituzione  dell'Ufficio  definitivo  di
  Presidenza  dell'Assemblea.

                  La seduta è tolta alle ore 20.21