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Resoconto d'Aula della Seduta n. 100 di mercoledì 21 novembre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, essendo in  corso  la  Conferenza
  dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  sospendo  la   seduta,
  avvertendo che riprenderà alle ore 11.00.

         (La seduta, sospesa alle ore 10.31, è ripresa alle ore
                                 12.29)

                Presidenza del Vicepresidente STANCANELLI

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

    ZAGO   segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                                Missione

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Adamo, per ragioni  del  suo
  ufficio,  è in missione dal 28 al 29 novembre 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

    PRESIDENTE   Comunico  che è pervenuta,  da  parte  dell'Assessore
  alla Presidenza, la risposta scritta alla seguente interrogazione:

       -   numero    987    Notizie   a  proposito   dell'applicazione
  dell'art.133  del DPR 1092/1973 (Divieto di cumulo  tra  pensione  e
  trattamento  di  attività) ai dirigenti   regionali   in  quiescenza
  nominati  capo  di  Gabinetto  degli  assessori  regionali ,   degli
  onorevoli Tumino, Galvagno, Gucciardi, Barbagallo.

   Avverto  che  la  stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

              Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Norme  in   materia di personale di cui all'articolo  15  della
  legge regionale 9 marzo 2005, n. 3  (n. 692);
   presentato  dal  Presidente  della Regione  (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (Interlandi)  in  data
  13 novembre 2007.

   -   Interventi  a  sostegno  dei  militari  siciliani  e  dei  loro
  familiari  colpiti  da  gravi forme tumorali  per  esposizione  alle
  polveri di uranio impoverito  (n. 695);
   presentato dall'onorevole Gennuso in data 15 novembre 2007.

   -   Interventi di prevenzione e misure di sostegno per le donne  ed
  i minori vittime di violenza  (n. 696);
   presentato dall'onorevole Fleres in data 15 novembre 2007.

   -   Norma di interpretazione autentica dell'articolo 32 della legge
  28  febbraio  1985,  n.  47,  con le modifiche  recate  dalla  legge
  regionale 10 agosto 1985, n. 37  (n. 697);
   presentato dall'onorevole D'Asero in data 16 novembre 2007.

       Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                         Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     - Norme per la riduzione dei costi della politica  (n. 693)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 16 novembre 2007

     - Norme in materia di protezione civile  (n. 694)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 16 novembre 2007

                              BILANCIO (II)

     - Interventi per la razionalizzazione e lo sviluppo  (n. 622)
       di iniziativa governativa
       inviato in data 15 novembre 2007
       PARERE I, III, IV, V e VI

     - Misure finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
       per l'esercizio finanziario 2007. Disposizioni varie
  -  (n. 623)
       di iniziativa governativa
       inviato in data 15 novembre 2007
       PARERE I, III, IV, V e VI

     - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008  (n.
       665)
       di iniziativa governativa
       inviato in data 15 novembre 2007
       PARERE I, III, IV, V e VI

     - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
       finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010
       (n. 666)
       di iniziativa governativa
       inviato in data 15 novembre 2007
       PARERE I, III, IV, V e VI

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     - Norme per la ricomposizione fondiaria nella Regione siciliana  (n.
       691)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 16 novembre 2007
                    Comunicazione di pareri conclusi

    PRESIDENTE   Comunico  che,  ai  sensi  dell'articolo  3,  secondo
  comma,  della  legge regionale 20 aprile 1976, n. 35, il  Presidente
  della Regione ha proceduto alle seguenti nomine:

   -   Integrazione  collegio  sindacale dell'Istituto  autonomo  case
  popolari  di  Acireale' in data 9 novembre 2007 (pareri  n.  24/I  e
  76/I);

   -   Integrazione  collegio  sindacale dell'Istituto  autonomo  case
  popolari  di  Palermo' in data 9 novembre 2007  (pareri  n.  74/I  e
  95/I);

   -   Integrazione  collegio  sindacale dell'Istituto  autonomo  case
  popolari  di Siracusa' in data 13 novembre 2007 (pareri  n.  73/I  e
  92/I).

                                 Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli   Rizzotto,   Granata,
  Incardona e Nicotra hanno chiesto  congedo  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    numero  1455  -  Notizie  a proposito dei provvedimenti  di  fine
    incarico   degli    attuali   amministratori    provvisori    dei
    Consorzi di bonifica.
    Assessore Agricoltura
    Firmatario: Panepinto Giovanni

    numero  1458 - Nomina di un commissario ad acta presso il  Comune
    di Lampedusa (AG) per l'approvazione definitiva del PRG.
    Assessore Territorio
    Firmatario: Di Benedetto Giacomo

    numero   1459   -   Interventi   per   fronteggiare   l'emergenza
    malavitosa nel comune di Vittoria (RG).
     Presidente Regione
    Firmatario: Zago Salvatore

    numero   1460   Interventi  nei  confronti  degli   agrumicoltori
    siciliani  penalizzati a seguito dell'applicazione della  riforma
    comunitaria sull'OCM dell'ortofrutta.
    Presidente Regione
    Assessore Agricoltura
    Firmatario:  Villari Giovanni; Oddo Camillo;  Panarello  Filippo;
    Di   Benedetto  Giacomo;  Barbagallo  Giovanni;  Ortisi   Egidio;
    Fiorenza Cataldo

    numero  1461  -  Notizie a proposito della mancata emanazione  da
    parte   del  Presidente  della  Provincia  regionale  di  Trapani
    dell'ordinanza  di conferimento di rifiuti solidi  urbani  per  i
    comuni  di  Alcamo,  Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta
    nella discarica di Contrada Borranea di Trapani.
    Presidente Regione
    Assessore Famiglia
    Firmatari: Oddo Camillo; Gucciardi Baldassare

   Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte  all'ordine  del
  giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

    numero 1456 - Interventi per l'immediata nomina del Consiglio  di
    Amministrazione  dell'Opera pia San Giuseppe di  Piazza  Armerina
    (EN).
     Presidente Regione
     Assessore Famiglia
      Firmatario: Gucciardi Baldassare

    Numero   1457   -  Interventi  per  scongiurare  la  soppressione
    dell'Autorità portuale di Trapani.
     Presidente Regione
     Assessore Territorio
     Assessore Turismo
    Firmatario: Ruggirello Paolo

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                        Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE    Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

    numero  62 - Riordino dei collegamenti tra la Sicilia e le  isole
    minori.  Potenziamento  tratte esistenti e programmazione  tratte
    Trapani-Isole Eolie, Mazara del Vallo-Pantelleria  e  Mazara  del
    Vallo-Isole Pelagie.
    Assessore Turismo
    Firmatario: Gucciardi Baldassare.

   Trascorsi  tre  giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto   conoscere  il  giorno  in  cui  intende   trattarla,
  l'interpellanza  stessa  sarà iscritta  all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al suo turno.

                           Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico  che, in data 14  novembre  2007,   è  stata
  presentata la seguente mozione:

    numero  247  Corretta applicazione della normativa relativa  alle
    funzioni  riguardanti la gestione diretta dei  beni  del  demanio
    marittimo    regionale ,   degli   onorevoli   Ammatuna,    Zago,
    Barbagallo,  Mattarella.

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del  giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

     Annunzio di risposta scritta ad interrogazione con richiesta di
                             risposta orale

    PRESIDENTE   Comunico che, con nota prot. 12964  del  13  novembre
  2007,   il   Presidente  della  Regione  ha trasmesso  la   risposta
  scritta  all'interrogazione   n.   570   Definizione di un quadro di
  interventi  e  di  risorse  per  fronteggiare lo stato di  emergenza
  della   città  di  Messina ,   presentata   dall'onorevole   Filippo
  Panarello con richiesta di risposta orale.
   L'onorevole  interrogante, si è dichiarato totalmente insoddisfatto
  della      risposta      ricevuta.     Conseguentemente,      l'iter
  dell'interrogazione n. 570 è da ritenersi concluso.
    L'Assemblea ne prende atto.
      Il  testo  integrale della succitata nota del  Presidente  della
  Regione  sarà riportato in allegato al resoconto stenografico  della
  presente seduta.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle  eventuali  votazioni
  mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel corso
  della seduta.
   Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale  (art.
  85)  ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio  segreto
  (art. 127) sono effettuate mediante procedimento elettronico.

          Richiesta di apposizione di firma a disegno di legge

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO   Signor  Presidente, chiedo  di  apporre  la   firma  al
  disegno  di  legge  n. 696  Interventi di prevenzione  e  misure  di
  sostegno  per  le  donne ed i minori vittime di violenza ,  a  firma
  dell'onorevole Fleres.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    VICARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI   Signor Presidente, chiedo di apporre la firma al  disegno
  di  legge n. 696  Interventi di prevenzione e misure di sostegno per
  le  donne  ed  i minori vittime di violenza , a firma dell'onorevole
  Fleres.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


           Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della seguente mozione:
   numero   246    Iniziative   per  la  valutazione   delle   cefalee
  nell'ambito  delle  invalidità civili , degli  onorevoli  Gucciardi,
  Barbagallo, Galvagno, Vitrano.
   Ne do lettura:

                    «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'accertamento  dell'invalidità civile rappresenta  un'attività  di
  notevole  rilevanza socio-sanitaria, rientrante,  fra  l'altro,  nei
  'Livelli Essenziali di Assistenza';

   le  valutazioni  medico-legali delle Commissioni per l'accertamento
  dell'invalidità  civile, operanti presso le Aziende Unità  Sanitarie
  Locali, si basano essenzialmente sul dettato normativo offerto dalle
  tabelle   ministeriali  in  vigore,  che  appaiono   ormai   datate,
  eccessivamente sintetiche ed incomplete nosograficamente;

   considerato che:

   in   Italia  circa  7  milioni  di  persone  soffrono  di  sindrome
  cefalalgica , di cui circa 5,5 milioni donne;

   la  cefalea  nelle  sue forme primarie, e cioè  emicrania,  cefalea
  tensiva  e cefalea a grappolo, riguarda circa il 12 per cento  della
  popolazione  nel nostro Paese e costituisce la patologia neurologica
  certamente più diffusa nel mondo;

   i  costi sanitari, diretti e indiretti, derivanti dal mal di  testa
  sono quantificabili ogni anno in circa 3,25 miliardi di euro;

   l'emicrania  cronica,  tra  l'altro,  è  una  malattia   fortemente
  invalidante, come riconosciuto anche dall'O.M.S. che l'ha posta  tra
  le  patologie causanti massima disabilità, quali la tetraplegia,  la
  cecità e la psicosi;

   detta  patologia  si  manifesta  prevalentemente  nel  periodo  più
  produttivo della vita del soggetto, causando nei casi più  gravi  un
  malessere  talmente acuto da impedire lo svolgimento  delle  normali
  attività,  con un disagio che ricade anche sui rapporti familiari  e
  le relazioni sociali;

   i  costi  sociali  dovuti alla forzata assenza dal  lavoro  per  la
  patologia in argomento sono particolarmente elevati;
   atteso che:

   nelle    tabelle   ministeriali   vigenti   per   la    valutazione
  dell'invalidità   civile  non  esistono  riferimenti   utilizzabili,
  neppure in via analogica, per le cefalee;

   la  Regione  Lombardia ha di recente riconosciuto la  cefalea  come
  causa  invalidante nell'ambito dell'invalidità civile, individuando,
  dopo  apposito studio, diversi livelli di gravità della  cefalea,  e
  quindi  di  invalidità,  a seconda dell'intensità,  della  frequenza
  degli episodi e della risposta al trattamento;

   preso  atto  che  i cittadini affetti da detta patologia  potranno,
  fra  l'altro, godere di esenzioni su alcune prestazioni sanitarie  e
  servizi pubblici e una particolare tutela nell'ambiente di lavoro;

   ritenuto che:

   per  raggiungere  il  risultato  della  Regione  Lombardia  occorre
  procedere  ad  un  inquadramento nosografico delle cefalee,  ad  una
  valutazione del grado di invalidità e ai parametri diagnostici;

   occorre  colmare  con ogni urgenza, relativamente alla  tutela  del
  diritto  alla salute, siffata disparità di trattamento tra cittadini
  di regioni diverse,

                    impegna il Governo della Regione

   affinchè  la  Regione  siciliana riconosca la  cefalea  come  causa
  invalidante nell'ambito dell'invalidità civile;
   ad  intraprendere tutte le iniziative necessarie  a  definire,  nel
  più  breve  tempo possibile, detta gravissima problematica derivante
  da  una patologia che affligge tantissimi cittadini siciliani e  che
  determina un elevato costo sociale». (246)

   Dispongo  che  la mozione predetta venga demandata alla  Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari perchè se ne  determini  la
  data di discussione.

                         Sull'ordine dei lavori


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  per avere la possibilità di chiarire ai  miei  colleghi
  parlamentari la questione della firma. Non ho ben capito se  occorre
  firmare lì sopra, vicino a lei, per stabilire la presenza o meno  in
  quest'Aula   o   basta  intervenire  per  accertare   la   presenza,
  praticamente,  come se fosse apposta la firma.
   La  questione  non è di poco conto, perché io non  ho  capito  bene
  perché  il  Presidente  dell'Assemblea abbia deciso  di  trasferire,
  questa  sorta di tavolino, lì accanto alla sua persona, forse perchè
  vuole controllare, adeguatamente, la firma dei parlamentari.
   Io  credo  che la capacità dei parlamentari in quest'Aula non  deve
  essere  valutata  in  ordine alla presenza o alla  sottoscrizione  o
  all'intervento che comunque si fa.
   Io   credo  che  la  capacità  di  svolgere  il  proprio  ruolo  di
  parlamentare   deve   essere  valutata  in   ordine   all'iniziativa
  legislativa.
   Vorrei,  quindi, che una volta per tutte avvenisse  un  chiarimento
  da parte della Presidenza, che venisse, anche, risolto il nodo della
  sottoscrizione,  possibilmente facendo  ritornare  il  tavolo  della
  sottoscrizione al posto in cui era.
   La   secondo   cosa   che   voglio   sottoporre   alla   Presidenza
  dell'Assemblea è la questione dei gruppi parlamentari.
   Da  diverso  tempo  circola in questo Parlamento l'idea  che  possa
  essere  superata la legge elettorale regionale che stabilisce,  come
  lei ricorderà, lo sbarramento del 5 per cento.
   Io   credo  che  non  possa  essere  assolutamente  consentita   la
  costituzione  di  gruppi parlamentari che non avendo  affrontato  il
  test    elettorale   pensano   di   costituirsi    all'interno    di
  quest'Assemblea.
   E'   una  forzatura  che  si  vuole  fare  rispetto  ad  una  legge
  elettorale  che  ha  voluto  sancire,  una  volta  per   tutte,   lo
  sbarramento  del  5 per cento; io credo, che il Regolamento  interno
  debba  essere  necessariamente aggiornato, credo che  l'articolo  23
  debba  essere  assolutamente rivisto e credo  che  la  necessità  di
  partecipare alla campagna elettorale, con i propri simboli, non  sia
  funzionale per ottenere il  5 per cento ed essere presenti  qui,  in
  seno  all'Assemblea,  ma  debba anche porre  un  serio  limite  alle
  questioni di parlamentari che possano, una volta eletti,dare vita  a
  gruppi  parlamentari che sono in completo dissenso rispetto a quanto
  previsto dalla legge elettorale.
   La   terza  questione,  signor  Presidente,  è  una  questione  più
  importante,  che  mi  permetto  di  dire,  ha  visto  il  Presidente
  dell'Assemblea inattivo, non compiere la sua azione, il suo compito,
  il  suo dovere istituzionale di Presidente dell'Assemblea, a cui noi
  parlamentari lo abbiamo delegato.
   Credo  che da circa sei, sette mesi, c'è un vulnus della democrazia
  in  questo parlamento, perché non viene rispettato l'articolo  62bis
  del  Regolamento  interno  che  stabilisce  che  la  presenza  nelle
  commissioni  deve avvenire in termini proporzionali,  con  i  gruppi
  parlamentari e per essi i parlamentari che sono componenti di questi
  gruppi.
   Ad inizio della legislatura noi avevamo designato due parlamentari,
  i  quali  con una scelta autonoma hanno deciso di aderire al  Gruppo
  Misto.
   Il  Movimento  per  l'Autonomia da sei, sette mesi  è  assente  dai
  lavori  delle  commissioni parlamentari e credo  che  il  Presidente
  dell'Assemblea  abbia  omesso  l'applicazione  dell'articolo  62bis,
  comma  3, che testualmente recita: «Qualora per dimissioni  o  altra
  causa  sia  necessario sostituire dei componenti di una commissione,
  la  nomina  è effettuata dal Presidente dell'Assemblea il  quale  vi
  provvede  sulla  base  delle designazioni  sostitutive  fornite  dal
  Gruppo o dai Gruppi parlamentari cui appartengono o appartenevano  i
  deputati da sostituire».
   Non  credo sia possibile continuare in una situazione di tolleranza
  in cui il Presidente dell'Assemblea omette di adottare decisioni nel
  rispetto delle norme regolamentari.
   Noi,  signor  Presidente, la invitiamo a ritardare  l'inizio  della
  sessione  di  bilancio  perché  non  possiamo  consentire   che   le
  commissioni legislative lavorino, si adoperino per l'esame dei testi
  dei   disegni   di   legge  sul  bilancio,  sullo  sviluppo,   sulla
  finanziaria, senza la nostra partecipazione.
   Ovviamente,  signor  Presidente,  non  solo  non  è  più  possibile
  continuare ma, nel caso in cui la Presidenza dell'Assemblea  dovesse
  continuare  ad omettere un atteggiamento in ossequio al Regolamento,
  verrebbe  meno  anche  il  rapporto fiduciario  del  Movimento   per
  l'Autonomia  col  Presidente,  perché  l'atteggiamento  di   assenza
  assunto  sul piano della decisione, per quanto riguarda un fatto  di
  così  straordinaria importanza, ci fa mettere anche  in  discussione
  quella  che  è  la  nostra  partecipazione  all'attività  di  questa
  Assemblea.
   La nostra mancanza nella Commissione bilancio, ripeto, determina un
  mancato  rispetto  di quello che il Regolamento  sancisce.  Richiedo
  ancora  una  vota,  con decisione, la rappresentanza  proporzionale.
  Pertanto,  signor  Presidente, la invito a soprassedere  sull'inizio
  della  sessione di bilancio, perché dobbiamo, tutti,  essere   nelle
  condizioni di partecipare all'attività di esame della finanziaria  o
  all'attività  di  esame  del  bilancio per  essere  democraticamente
  presenti e soprattutto partecipativi.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole  Di
  Mauro ha una proposta concreta riguardo alla partecipazione del  suo
  Gruppo in Commissione Bilancio?

    DI  MAURO . Onorevole Lo Porto, la proposta è l'adempimento di ciò
  che   prevede  il  Regolamento  interno  da  parte  del   Presidente
  dell'Assemblea.
   Nel  momento  in  cui il Presidente dell'Assemblea  non  adempie  a
  quanto  prescritto  nell'articolo 63bis, comma 3,  noi,  ovviamente,
  assumeremo le nostre decisioni. Non è possibile, assessore Lo Porto,
  che si continui così fino alla scadenza dei due anni e mezzo.

    PRESIDENTE  Onorevole Di Mauro, per quanto riguarda la rilevazione
  della  presenza,  non  posso  non fare riferimento  e  leggere  cosa
  prescrive l'articolo 3 del decreto del Presidente dell'Assemblea  n.
  660  del 20 dicembre 2000, che recita: «La rilevazione delle assenze
  ai  fini  delle  ritenute sulla diaria degli  onorevoli  deputati  è
  effettuata dal Servizio di Ragioneria, esclusivamente sulla base dei
  fogli di firma delle sedute di Assemblea».
   Pertanto,  questo  è  quanto  prevede attualmente  un  decreto  del
  Presidente  dell'Assemblea; mi rendo conto che  è  stato  detto  che
  l'intervenire   in   Aula   dimostra  la   presenza,    ma   è   una
  contraddizione.
   Gli Uffici si faranno carico di risolvere il problema.

    DI  MAURO .  Signor Presidente, vorrei capire:  se i deputati  non
  firmano ma  risulta  l'intervento  ciò vale come presenza?

    PRESIDENTE  Sì, vale come presenza, però ho letto una norma di  un
  decreto  del  Presidente  dell'Assemblea,  penso  che  debba  essere
  modificato.

    LO  PORTO ,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  intervengo nella veste di  deputato e non di  assessore
  per  rilevare  un  elemento che mi conferma che non  si  sia  troppo
  informati sull'esatto regolamento sulle presenze.
   Infatti,  il  richiamo  ad  una  decisione  del  2000,   mi  lascia
  immaginare  che  non  si sia tenuto conto di una  riforma  apportata
  nella precedente legislatura, (se non ricordo male nel 2004) -  chi,
  fra  i colleghi, era presente in quella legislatura ricorderà di una
  riforma  di  tale  aspetto  -  che  prevede,  grosso  modo,   questo
  procedimento  che non è mai stato seguito malgrado una  mia  lettera
  circolare di illustrazione dei passi procedurali di questa riforma.
   Ricorderete che introducemmo nel Regolamento, art. 85 primo  comma,
  il  principio della presunzione della presenza del numero legale, un
  po'  come  accade  alla  Camera  dei  Deputati  e  al  Senato  della
  Repubblica,  dove la registrazione delle presenze non è legata  alla
  firma dei deputati o dei senatori che si recano dentro le rispettive
  Aule, ma è legata alla presenza di un voto elettronico che, nel caso
  della  Camera  e del Senato, è l'elemento costante e  permanente  di
  rilevazione delle presenze.
   Introdotta  questa  novità nel Regolamento interno,  sotto  la  mia
  presidenza,  quella di presumere  che il numero  legale  sia  sempre
  presente,  naturalmente  si  può fare  Aula  anche  in  presenza  di
  pochissimi  deputati, ma poiché, com'è logico, bisogna salvaguardare
  il  principio che le votazioni registrino sicuramente la presenza di
  un numero legale che, come tutti sappiamo, è legata alla maggioranza
  più  uno  degli  eletti,  con  la  votazione  elettronica  è  facile
  esaminare, volta per volta, se un Aula ha il numero legale o non  lo
  ha.  E,  quando  non lo ha, l'Aula procede con la presunzione  della
  presenza del numero legale, come accade alla Camera, come accade  al
  Senato,   e  come  vedete nelle rappresentazioni televisive,  l'Aula
  spesso a Montecitorio o a Palazzo Madama, non è interamente presente
  perché vige il principio della presunzione del numero legale.
   Mi rendo conto che la materia non può essere affrontata nel margine
  di un richiamo sull'ordine dei lavori, ma proprio per questo, signor
  Presidente,  la  invito a promuovere una riunione della  Commissione
  per  il Regolamento che affronti questo problema perché la soluzione
  del   tavolino'  è  una  soluzione che non eleva  la  dignità  e  il
  prestigio di un'Aula parlamentare.
   Pertanto, si convochi la commissione, dedichiamo a questo argomento
  le  dovute riflessioni e diamo corso ad una riforma idonea al nostro
  livello  e  al  nostro prestigio, altrimenti troveremo,  ancora  una
  volta,  la  deroga a questo principio della firma  in  presenza  del
   Preside'  che,  nel  nostro  caso, è  la  presenza  del  Presidente
  dell'Assemblea,  trascinando  la vicenda  dell'assenteismo  su  basi
  sbagliate  perché, alla fine,  nella vera sostanza, il problema  che
  ci riguarda, è il recupero della passione politica.

    BALLISTRERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALLISTRERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   continuo  ad
  ascoltare un dibattito che, in qualche misura, mi lascia francamente
  perplesso  e immagino che lasci più perplesso di me  il cittadino  e
  il  siciliano  medio  che  si occupa di politica  e  di  istituzioni
  parlamentari  e  regionali.  Noi  siamo  in  presenza  di   un   gap
  decisionale  che riguarda i problemi reali delle persone  di  questa
  terra.
   La gente si aspetta da noi che ci si occupi di lavoro, di sviluppo,
  di   questioni  che  attengono  alla  legalità  e,  invece,   questo
  Parlamento da più di una settimana continua ad occuparsi della firma
  di presenza.
   Ritengo,  francamente, che la gente che ci guarda, ci vede  un  po'
  come  fossimo extraterresti, alieni, persone che non percepiscono  i
  problemi  concreti. E questo in presenza di una ventata antipolitica
  che  per molti versi è qualunquistica e demagogica, ma che per molti
  versi, se guardiamo bene questi fatti, qualche fondamento ce l'ha.
   Mi  permetto di chiedere al Presidente dell'Assemblea di affrontare
  la   fattispecie   indicata  fuori  dal  dibattito   dell'Aula,   in
  Commissione Regolamento.
   E   mi  permetto  di  ricordare  un  aspetto,  che  la  Commissione
  Regolamento  penserà certamente di evidenziare sul  piano  politico,
  che un deputato non ha l'obbligo di partecipare al voto, quello è un
  diritto    Un  deputato  può  firmare  e  poi,  credo,   che   debba
  correttamente,  al momento del voto, dichiarare che esce  dall'Aula.
  Ciò,  in ordine all'esternazione della propria posizione sui singoli
  provvedimenti di legge.
   In  ultimo,  Presidente, è stato evocato il vulnus alla democrazia.
  Personalmente   sono  d'accordo con il collega Presidente  dell'MPA;
  ritengo  ci sia un problema sostanziale.
   Mi  permetto  però  di ricordare che una questione,  che  risale  a
  quando  questo  Parlamento si è insediato,  è  ancora  pendente.  Mi
  riferisco   alla   presenza  nell'Ufficio  di   Presidenza   di   un
  rappresentante del Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere;
  Gruppo che ha superato il 5 per cento di sbarramento in virtù di una
  legge,  ai  sensi della quale ritengo che il Regolamento si  sarebbe
  dovuto  automaticamente  adeguare. Non  lo  si  è  voluto  fare  per
  motivazioni  che sfuggono alla comprensione dei più,  non  sfuggono,
  però,  alla mia e sono motivazioni di carattere politico.
     Mi  auguro  che  la  prossima riunione della Commissione  per  il
  Regolamento  possa  sanare quello che è un vulnus  alla  democrazia.
  Aggiungo, per sgomberare il campo da questioni che possono  apparire
  -  come  dire  -  di basso profilo, che il problema non  è  relativo
  all'indennità  che  il componente del gruppo Uniti  per  la  Sicilia
  andrebbe a percepire; da questo punto di vista noi chiediamo,  anche
  in  relazione  a  tutto il dibattito sui costi  della  politica,  di
  eliminare  le indennità aggiuntive ai parlamentari  per  le  singole
  funzioni.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  entro  nel
  merito  dei tanti argomenti che sono stati trattati in questa  sede,
  anche  perché  dovrebbero essere altre le  sedi  dove  affrontare  e
  risolvere alcuni dei problemi posti.
   Voglio  soltanto, visto che lei ha letto il decreto e lo  ha  letto
  con una perentorietà che darebbe adito ad una esclusiva modalità  di
  accertamento  della presenza in Aula attraverso  la  formale  firma,
  farle rilevare che il fatto di intervenire in Aula è un accertamento
  di  presenza. Sarebbe assai paradossale, infatti, che da un lato  un
  foglio

    PRESIDENTE  Mi scusi se la interrompo, ma l'ho detto  anch'io  che
  c'è questa discrasia e che deve essere meglio regolamentato.

    CRACOLICI  Mi scusi, Presidente, al di là del fatto che  qualunque
  norma  si ispira sempre al principio del buon senso, saremmo in  una
  condizione  paradossale se dovessimo ritenere  un  deputato  assente
  perchè  il foglio di firma non ne  contiene la firma, ma il  verbale
  del  Resoconto d'Aula, ad esempio, ne riporta la presenza in  quanto
  nel  corso della seduta lo stesso è intervenuto. E' evidente che  un
  deputato,  se  è intervenuto, non può essere assente.  Allora,  come
  tutte le norme, questa va applicata utilizzando buon senso e logica.
   Volevo far rilevare soltanto questo, perché non si dica che in Aula
  è  stata  detta un'altra cosa. No  In Aula è stato letto un decreto,
  ma  si  è  detto pure altro. E gli uffici del Servizio di Ragioneria
  hanno  sempre  applicato questo decreto, ma  riconoscendo  anche  il
  principio  che  i  deputati  che  intervengono,  seppure  non  hanno
  firmato,  manifestano esplicitamente, e risulta dal verbale  d'Aula,
  la  presenza  in Aula. L'intervento  viene ritenuto presenza  e  non
  assenza.

    AULICINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    AULICINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato  preso
  come  modello, non so se il primo è il più gettonato,  ma  sono  tra
  quelli   che sono più assenti; più precisamente,  per ben sei  volte
  non avrei garantito la mia presenza nel voto elettronico.
   A  parte  il fatto che c'è un problema di stile, di moralità  e  di
  serietà da parte di chi avrebbe dovuto evitare questa amplificazione
  vergognosa  che  ha  dato  in pasto all'opinione  pubblica  anche  i
  galantuomini.  E  l'opinione pubblica, in questo  momento,  è  molto
  attenta   alle   questioni  del  Palazzo.  Ed  in   questo   momento
  quest'Assemblea, di tutto aveva bisogno, tranne che di questo.
   A parte il fatto che, nel caso mio personale, sarebbe stato utile -
  non attribuisco al Presidente dell'Assemblea la responsabilità - che
  il  giornalista avesse soltanto approfondito che fino a luglio  sono
  stato  all'opposizione e, quindi, per ben cinque volte su sei  forse
  non ho votato perché l'opposizione usciva.
   Se  il  problema è l'autenticità della firma, si proceda a rigorose
  verifiche.  Se  poi  -  come qualcuno dice - è  necessario  fare  le
  verifiche   più  rigorose  sulla  presenza  in  Aula  e,   peraltro,
  l'intervento dovrebbe essere la testimonianza della presenza, sempre
  quel  giornalista  avrebbe dovuto approfondire. Ciò  anche  per  non
  attribuire responsabilità a chi ha determinato e favorito  una  fuga
  di notizie non veritiere - in questa occasione c'è stata una volgare
  fuga di notizie - a chi ha   dato verbali e il quadro dei presenti e
  degli  assenti a personaggi leggeri che fanno opinione,  si  fa  per
  dire, che scrivono sulla stampa, che hanno interesse a screditare le
  persone.
   A  parte  questo,  debbo  dire,  in tutta  franchezza,  che  questa
  campagna  volgare non solo non serve alle Istituzioni, ma non  serve
  nemmeno  alla  Sicilia che ha bisogno di Istituzioni  più  credibili
  nella  misura  in  cui queste Istituzioni riescono  a  garantire  un
  percorso  progettuale alto ed una produzione sul  piano  legislativo
  che  sia  adeguata all'emergenza che il popolo siciliano vive  sulla
  sua pelle.
   Per   passare  all'osservazione  dell'onorevole  Di  Mauro,  signor
  Presidente,  sono  stato  molte  volte   assente  dalla  Commissione
   Lavoro ,  però  quando  ebbi  un mio  problema  ne  parlai  con  il
  presidente  Gianni e gli dissi che era mia intenzione  continuare  a
  partecipare  alle sedute d'Aula ma non ai lavori della  Commissione.
  Il presidente Gianni, persona amica ed equilibrata, non ha applicato
  la  norma regolamentare che potrebbe consentire al presidente  delle
  Commissioni, quando un componente della Commissione si  assente  per
  ben tre volte, di segnalarlo  con tutte le conseguenze.
   Intanto,  ringrazio Pippo Gianni; ma perché dico questo? Perché  la
  questione  della Commissione  Bilancio  è una cosa molto  seria  dal
  punto  di  vista  del  rispetto del Regolamento, relativamente  alla
  proporzionalità che deve essere garantita alla presenza dei  Gruppi.
  Immaginate  che  cosa possa significare per questo Gruppo  -  io  ne
  faccio parte da poco tempo -, composto da  dieci deputati, in questo
  momento  non  essere  messo  nella condizione  di  partecipare  alla
  discussione, all'approfondimento della manovra di bilancio
   A  parte  il  percorso legislativo ordinario al quale mi  pare  che
  tutti   i  Gruppi,  piccoli  e  grandi,  siano  e  debbano    essere
  interessati., è concepibile che noi apriamo la sessione di  bilancio
  e  non  ci  rendiamo  conto che in questo momento nella  Commissione
   Bilancio    non  c'è  nessuno  che  rappresenti  questa  componente
  politica?
   Da  questo punto di vista - a parte il fatto che c'è una situazione
  delicatissima  che  è determinata dal fatto che, se  due  componenti
  della Commissione  Bilancio  non si presentano per più di tre volte,
  la stessa maggioranza, che dovrebbe essere garantita in Commissione,
  potrebbe venir meno - si rischia di sconvolgere il percorso  normale
  dell'attività  legislativa.  Infatti,   la  mancata  garanzia  della
  presenza  proporzionale nella Commissione determina uno  squilibrio,
  come  in questo caso in Commissione  Bilancio , dove le assenze  dei
  due onorevoli - che non sono giustificate come la mia in Commissione
   Lavoro  - non sono state rilevate dal presidente della Commissione,
  pur rigorosissimo e molto attento quando fa gli interventi. Come mai
  il presidente della Commissione  Bilancio , onorevole Cimino, non si
  è preoccupato di verificare che due componenti della Commissione che
  presiede  sono  assenti  quasi  sistematicamente,  determinando  una
  condizione   di   squilibrio  anche  all'interno   delle   dinamiche
  parlamentari? Questo è un dato, non è un discorso di  parte.  E'  un
  discorso complessivo.
   Quindi,   signor   Presidente,  auspico   che   la   sollecitazione
  dell'onorevole Di Mauro venga recepita perché non è un  discorsetto'
  su cui si possa giocare.

    SPEZIALE   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor Presidente, ho la vaga sensazione  che  anziché
  andare al cuore dei problemi posti dal collega Di Mauro, si continui
  a   girare  attorno  alla  vicenda  delle  firme  che  immagino  non
  appassioni  alcuno di noi. Voglio che venga registrata  la  presenza
  dei  parlamentari. C'è una modalità con la quale si può  registrare,
  sia   esso  l'intervento,  sia  essa  la  firma;  è  giusto  che   i
  parlamentari che sono in Aula vengano registrati.
   Non  mi  sembra  che  questo ponga problemi di natura  particolare.
  Piuttosto,  invece, signor Presidente, ho sentito che il collega  Di
  Mauro  ha  posto  due questioni che sono di ordine politico  e  alle
  quali l'Aula tenta di sfuggire.
   La prima questione è quella relativa alla modifica del Regolamento,
  tenendo  conto  -  e  secondo me questa è una  cosa  che  lo  stesso
  onorevole  Di  Mauro  può  fare - che  i  Gruppi  parlamentari,   in
  coerenza con la legge elettorale, sono quelli che si sono presentati
  alle elezioni regionali.
   Anche  al  Parlamento nazionale c'è in corso una discussione  seria
  nella  quale  si  sostiene  che  si può  dar  vita,  modificando  il
  Regolamento  nazionale, solo a quei gruppi che si sono  regolarmente
  presentati  alle elezioni. In questo caso, anche i candidati  di  un
  partito che, presentatosi alle elezioni e  raggiunto il 5 per cento,
  non ha il numero minimo di cinque deputati previsto dal Regolamento,
  può costituire un gruppo parlamentare, perché la linea di coerenza è
  quella:  il rapporto con l'elettorato; mentre il Regolamento prevede
  ancora  oggi  che è possibile derogare al numero di  cinque  per  la
  formazione di gruppi e formare altri gruppi.
   Per  quanto  mi  riguarda  - così come ho  dichiarato  -  qualunque
  provvedimento   di  questa  natura  dovesse  venire  all'esame   del
  Consiglio  di  Presidenza  avrà il mio voto  contrario;  malgrado  -
  voglio  ricordarlo  qui  ai colleghi - il Consiglio  di  Presidenza,
  correttamente,  abbia  modificato le modalità  di  contribuzione  ai
  gruppi  che  precedentemente era una quota che valeva  per  tutti  i
  gruppi  a  prescindere  dal  numero dei deputati,  adesso  invece  è
  rapportato al numero dei singoli parlamentari. Pertanto,  un  gruppo
  che  ha  due deputati avrà un contributo per due deputati, un gruppo
  parlamentare  che  ha  venti deputati avrà un contributo  per  venti
  deputati.
   Tuttavia,   essendo   questa   una   posizione   politica,    posso
  preannunciare  che, per quanto mi riguarda, non darò  alcun  assenso
  alla possibilità che si deroghi al numero di cinque parlamentari.
   Detto  questo,  però, qual è la questione posta  dall'onorevole  Di
  Mauro,  il quale è  esponente di un  partito di maggioranza,  che  è
  una questione tutta politica?
   L'onorevole Di Mauro ha chiesto che non si apra alcuna sessione  di
  bilancio  fino  a  quando non sarà  rivista  la  composizione  delle
  Commissioni  dal  Presidente  dell'Assemblea  e  sarà  garantita  la
  presenza   del Gruppo dell'MPA in Commissione  Bilancio .  Questa  è
  una  questione di ordine politico, perché l'onorevole Di  Mauro  non
  appartiene  ad  un  Gruppo  di opposizione  che  potrebbe  avere  un
  atteggiamento ostruzionistico nell'esame degli strumenti finanziari,
  appartiene,  invece, ad un Gruppo di maggioranza che, tra  le  altre
  cose, ha pure come carica quella di Vicepresidente della Regione.
   Tuttavia,  la questione posta sul piano regolamentare a  me  sembra
  corretta.  Gli  strumenti finanziari debbono  andare  all'esame  del
  Parlamento  ed  il  Parlamento,  in  senso  lato,  deve   avere   la
  possibilità di potere avere una rappresentanza dentro le commissioni
  di merito.
   Signor  Presidente,  non so che cosa bisogna fare  in  questi  casi
  perché  non è una questione semplice. E' una questione che  utilizza
  una  vicenda  regolamentare, che ha una sua  ratio,  per  porre,  in
  realtà,  una   questione di ordine politico. La sua  Presidenza  può
  rispondere  alla  prima,  e cioè a quella regolamentare;  quella  di
  ordine   politico,   ovviamente,   non   fa   capo   al   Presidente
  dell'Assemblea.
   Pertanto,  penso che la questione posta, quella di  non  aprire  la
  sessione  di  bilancio,  richieda  da  parte  della  Presidenza  una
  valutazione anche alla luce del fatto che, fino a quando - ripeto la
  dichiarazione  è  dell'onorevole Di Mauro - il Gruppo  dell'MPA  non
  avrà garantita la propria presenza in Commissione  Bilancio ,  l'MPA
  chiede  di  differire l'avvio della sessione di bilancio.  E  poiché
  questo è un problema che riguarderà l'Aula e i Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, e dovrebbe riguardare l'apertura della sessione già da
  stasera,  io chiederei che, nel pomeriggio, la Presidenza riconvochi
  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, in   quella
  sede,  l'onorevole  Di  Mauro ponga la questione  per  vedere  se  è
  possibile  trovare una soluzione che sia essa e regolamentare  e  di
  ordine politico.

    PRESIDENTE   Alla  luce  dell'intervento dell'onorevole  Speziale,
  desidero comunicare all'Aula, ma anche all'onorevole Speziale che  è
  arrivato  in  ritardo  alla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, che l'onorevole Di Mauro ha posto il problema anche in
  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari e  il  Presidente
  Micciché   ha  assunto  l'impegno  che,  oggi  pomeriggio,  avrebbe,
  possibilmente anche attraverso la convocazione della Commissione per
  il Regolamento, risolto il problema.
   La  Conferenza dei Presidente dei Gruppi parlamentari ha  stabilito
  che   la   sessione   di   bilancio  inizierà  immediatamente   dopo
  l'approvazione,   nella  seduta  odierna,  dei  disegni   di   legge
  all'ordine   del   giorno  e,  tenuto  conto   che   il   Presidente
  dell'Assemblea ha assunto l'impegno di risolvere tale problema entro
  questo  pomeriggio,  rinvio  ad  oggi  pomeriggio  la  comunicazione
  all'Aula  dell'apertura della sessione di bilancio. Mi  rendo  conto
  che il problema posto sia dall'onorevole Di Mauro che dall'onorevole
  Speziale è un problema serio anche dal punto di vista regolamentare.

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo ancora
  una volta sull'argomento che non voglio più prendere.
   La  questione  che  noi  abbiamo posto può essere,  a  mio  modesto
  avviso,  intanto affrontata oggi pomeriggio, per esempio,  alle  ore
  16.00  dalla  Commissione  per il Regolamento,  che  stabilisce  una
  interpretazione  del Regolamento e, soprattutto,  dell'articolo  62,
  comma  3  che - a mio avviso - contiene i margini per una  decisione
  seria e concreta in ordine alla Presidenza in Commissione  Bilancio
  del Gruppo del Movimento per l'autonomia.
   Diversamente  se  si dovesse decidere di stabilire,  per  forza  di
  cose,   egualmente l'inizio della sessione di bilancio, significherà
  che non si vuole prendere in considerazione la nostra richiesta e si
  vuole  accelerare un percorso che potrebbe consentire già domani  ai
  Presidenti di Commissione di convocare le Commissioni dove  assumere
  decisioni. Credo che ciò, nell'ottica dei rapporti tra partiti,  soa
  anche una mancanza di buoni rapporti rispetto al nostro partito.
   Pertanto,   vorrei  ci fosse una decisione rapida  e  che,  qualora
  questa  Commissione oggi non si possa convocare (mi  pare  di  avere
  sentito  che  oggi  pomeriggio l'onorevole  Cracolici  non  c'è  per
  impegni  già  presi),   la si convochi per  domani  mattina  con  la
  presenza di tutti i partiti.
   Per  quanto  riguarda la decisione dell'apertura della sessione  di
  bilancio,  auspico  che  venga adottata da una  ulteriore  decisione
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                                 Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli onorevoli  Mancuso,  Sanzarello  e
  Regina, Bennati, Cristaudo e Leontini hanno chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Lettura della lettera di dimissioni dalla carica di deputato
                   dell'onorevole Giovanni  Mercadante

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  do   lettura   della   lettera
  pervenuta,   da   parte  dell'onorevole  Mercadante,   all'onorevole
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana:

   «Caro Presidente,
     ho  deciso  di  presentare  le  mie  irrevocabili  dimissioni  da
  componente  di  codesta  qualificatissima Assemblea  che  Ella  così
  autorevolmente presiede.
   Con questa lettera, per così dire,  tolgo il disturbo .
   Quella  di  dimettermi è un'idea che nei lunghi mesi di  privazione
  della  libertà, che sopporto in silenzio dal 10 luglio  2006,  mi  è
  passata per la mente tante, tantissime volte.
   Da  tempo  penso che, forse, l'accanimento giudiziario di cui  sono
  stato  fatto  oggetto  derivi anche dal  fatto  che  io  abbia  dato
  l'impressione  di  voler mantenere, a tutti i costi,  lo  status  di
  deputato regionale.
   Non  ho mai avuto questa intenzione e, seppure con ritardo, adempio
  al mio originario intento.
   Non  so  chi  e non so perché qualcuno ha forse deciso che  io  non
  dovessi  più  sedere nel mio posto di codesta Assemblea,  che  altre
  persone avrebbero dovuto occupare quel posto.
   Ho  fino  ad ora ascoltato le parole ed i suggerimenti  di  chi  ha
  sostenuto  la  tesi che era giusto non mollare e resistere  nel  mio
  ruolo, per quanto sospeso, di deputato.
   Mi  è  stato  detto,  con non poche ragioni, che dimettersi  poteva
  anche   apparire  come  una  implicita  ammissione  di  colpa,   che
  dimettendomi  avrei  finito per darla vinta a chi  ha  soffiato  sul
  fuoco  infernale che si è abbattuto su di me, per darla vinta a  chi
  quel fuoco lo ha forse appiccato.
   Certo,  non  è  facile decidere di rinunziare a ciò per  cui  si  è
  lavorato  duramente  e  per  cui ci si è  imposti  una  quantità  di
  sacrifici  e  di rinunce giustificabili soltanto dalla passione  per
  l'impegno  politico.  E' difficilissimo doverlo  fare  quando  si  è
  convinti  della  propria  totale innocenza rispetto  alla  infamante
  accusa  di  essere ritenuto in qualche modo funzionale  alla  mafia.
  Malgrado  la condizione in cui mi trovo, sfido chiunque a dimostrare
  che  io,  in  vita mia, abbia mai fatto qualcosa di funzionale  agli
  interessi di  Cosa nostra'. Innocente ero e innocente rimango
   Codesta onorabile Assemblea è il luogo dove ho vissuto e dove avrei
  perpetrato i miei misfatti. I deputati che mi hanno conosciuto nella
  passata legislatura, ma anche i consiglieri comunali di Palermo, con
  i  quali  ho  diviso cinque anni a Palazzo delle  Aquile,  prima  di
  approdare   negli   scranni  di  Palazzo  dei   Normanni,   potranno
  testimoniare  sulla  mia attività politica-istituzionale,  sui  miei
  comportamenti  e  sulle  mie iniziative  che,  in  questi  anni,  ho
  proposto e sostenuto.
   Queste  considerazioni mi portano a concludere che, forse,  la  mia
  resistenza come rappresentante istituzionale è diventata un elemento
  fuorviante,  che  genera, in qualche modo,  disagio  da  un  lato  e
  accanimento dall'altro.
    Verso la mia famiglia, verso codesta Assemblea, verso me stesso ho
  il  dovere  di rimuovere anche questo ostacolo, per avviarmi  dentro
  una vicenda processuale che mi riguarda al fine di fare emergere  la
  verità.
   Mi  dimetto da tutto. Ho già recesso dalla struttura sanitaria dove
  ero  socio ed ho presentato la richiesta di pensionamento anticipato
  all'ospedale Civico, dove per tanti anni sono stato medico.
   Sono  certo  che sulla mia vicenda sarà fatta piena luce.  Desidero
  solo che emerga tutta la verità.
   Ho   maturato   ormai   l'unico  obiettivo  in   questa   vita   di
  salvaguardare,  difendere  con  onorabilità  la  dignità  della  mia
  famiglia e delle persone che mi sono rimaste vicine. Nel dubbio  che
  il  fatto che io voglia rimanere deputato possa essere di  intralcio
  al  raggiungimento di questo unico obiettivo che ormai mi  propongo,
  l'intralcio lo tolgo, seppure con ritardo.
   In questi mesi mi sono definitivamente convinto che, di fronte alle
  accuse  della  terribile  portata che mi colpiscono,  le  dimissioni
  costituiscono un atto di doveroso rispetto nei confronti dell'Organo
  istituzionale di appartenenza.
   Con   questo  spirito  sereno  e  rispettoso  Le  comunico,  signor
  Presidente,   la  mia  irrevocabile  decisione  di   dimettermi   da
  parlamentare regionale.
   Colgo  l'occasione  per  porgere a Lei e a tutti  i  componenti  di
  questo   Parlamento   regionale,  nonché  ai   tanti   collaboratori
  all'attività  del Palazzo, il mio fraterno saluto  e  l'augurio  più
  sincero  di buon lavoro nell'interesse primario della nostra  terra,
  la Sicilia.
                                               Giovanni Mercadante»

   Essendo le dimissioni irrevocabili, l'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Seguito della discussione del disegno di legge «Provvedimenti in
                                 favore
              delle famiglie delle vittime del mare» (545/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  terzo  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno  di  legge
  «Provvedimenti  in  favore delle famiglie delle  vittime  del  mare»
  (545/A) posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere  posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Comunico  che la Commissione  Bilancio , a cui erano stati  inviati
  gli  emendamenti ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno,
  ha  comunicato  che ha dato parere favorevole agli  emendamenti  del
  Governo  e  dell'onorevole  Oddo comunicati  durante  la  precedente
  seduta.
     Alla  luce di ciò, è considerato superato l'emendamento  1.9  ter
  dell'onorevole   Cristaldi  ed  è  stato  dichiarato   inammissibile
  l'emendamento 1.10.
   La  Commissione   Bilancio  ha espresso, inoltre, parere  contrario
  sugli emendamenti A2,  con il subemendamento A2.1,  A3, A6, A5 e A4.
   Si riprende l'esame dell'articolo 1 e dei connessi emendamenti.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 1.12, a firma  dell'onorevole
  Oddo, cui la Commissione  Bilancio  ha dato parere favorevole.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    CRISTALDI     presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione.  Favorevole.

    PRESIDENTE     Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                             (E' approvato)

   Si   passa  agli  emendamenti  1.1,  dell'onorevole  Oddo,  e  1.5,
  dell'onorevole Cristaldi, di identico contenuto. Ne do lettura:
   «sopprimere il comma 6».

   Li   pongo   congiuntamente  in  votazione.  Il   parere   della
  Commissione?

    CRISTALDI     presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (Sono approvati)

   Si   passa   all'emendamento  del  Governo    1.11   di   copertura
  finanziaria. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CRISTALDI     presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1  nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Articolo 2
         Contributo straordinario per il naufragio del motopesca
                              Karol Wojtyla'

   1.  La Presidenza della Regione, Segreteria generale, è autorizzata
  ad   erogare,   nell'esercizio  finanziario  2007,   un   contributo
  straordinario  di  24 migliaia di euro da assegnare all'Associazione
  armatori  e produttori della pesca di Trapani società cooperativa  a
  r.l.,  con  sede a Trapani, per le spese dalla stessa sostenute  per
  l'effettuazione di rilievi Side Scan Sonar e R.O.V. del peschereccio
   Karol Wojtyla', naufragato nelle acque dell'arcipelago delle  isole
  Egadi, nonché per la valutazione del corpo principale dello scafo  e
  per l'avvistamento dei dispersi. Agli oneri di cui al presente comma
  si  provvede  con  parte delle disponibilità dell'U.P.B.  5.2.1.1.2,
  capitolo   242523,  del  bilancio di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo. »

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Articolo 3

   1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
  Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Gli emendamenti aggiuntivi sono dichiarati inammissibili.
   Pongo  in  votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
  formale  del  disegno  di  legge n. 545/A. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                              (E'approvata)

   Avverto  che la votazione finale del disegno di legge  n.  545/A
  avverrà successivamente.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione del disegno di legge «Stabilizzazione del
      personale addetto alla catalogazione dei beni culturali della
                            Regione» (619/A)

    PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione  dei
  beni culturali della Regione (619/A), posto al punto 2).
   La Commissione è già insediata.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1.
               Stabilizzazione del personale addetto alla
                     catalogazione dei beni culturali

   1.  In considerazione dell'interesse strategico per il settore  dei
  beni  culturali  di non disperdere le professionalità  maturate  nel
  corso  degli  anni  dagli esperti catalogatori e  dai  catalogatori,
  addetti  alla  catalogazione dei beni culturali  della  Regione  che
  prestano  servizio  con  contratto  di  diritto  privato   a   tempo
  determinato,  previa procedura selettiva di natura concorsuale,  per
  la   Realizzazione del catalogo unico informatizzato  regionale  dei
  beni  culturali  ed  ambientali intersettoriale e interdisciplinare'
  Misura 2.02 - Azione A  del Programma operativo regionale 2000-2006,
  il  personale suddetto è stabilizzato a domanda con le procedure  di
  cui all'articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
  previa  verifica  del possesso dei requisiti richiesti  dalla  norma
  anzidetta,   per  essere  assegnato  in  servizio  al   dipartimento
  regionale   dei  beni  culturali  ed  ambientali  e  dell'educazione
  permanente con la qualifica corrispondente alle mansioni svolte.

   2.  Nelle  more  della procedura di stabilizzazione,  l'Assessorato
  regionale   dei   beni  culturali,  ambientali  e   della   pubblica
  istruzione, è autorizzato a concordare un ampliamento del  contenuto
  della  convenzione con la  Società beni culturali  s.p.a.',  con  la
  previsione  di  servizi di catalogazione dei  beni  culturali  della
  Regione, avvalendosi del personale di cui al comma 1. La convenzione
  deve  prevedere che l'inquadramento deve effettuarsi nella categoria
  iniziale  prevista dal C.C.R.L. del comparto non dirigenziale  della
  Regione siciliana (C1-Catalogatori e D1-Esperti catalogatori).

   3. La spesa derivante dall'applicazione dei commi 1 e 2 è valutata,
  a   decorrere  dall'anno  2008,  in  euro  13.000  migliaia   annui,
  comprensiva   del  salario  accessorio.  Il  relativo  onere   trova
  riscontro  nel  bilancio pluriennale della Regione per  il  triennio
  2007-2009,   U.P.B.   4.2.1.5.5.   La   maggiore   spesa   derivante
  dall'imposta   sul  valore  aggiunto  dovuta  dalla   Società   beni
  culturali s.p.a.', nel caso di impiego del personale sulla  base  di
  quanto  previsto dal comma 2, valutata in 2.600 migliaia di euro,  a
  decorrere  dall'anno  2008,  trova  riscontro  nella  corrispondente
  maggiore entrata che si realizza nella U.P.B. 4.3.1.1.5.

   4.  Con  decreto del ragioniere generale della Regione, su proposta
  del dirigente generale del dipartimento beni culturali ed ambientali
  e della pubblica istruzione, le somme di cui al comma 3 da iscrivere
  in  un  apposito  fondo  della rubrica   Bilancio  e  Tesoro',  sono
  trasferite   nei   pertinenti  capitoli  di   spesa   in   relazione
  all'effettivo inquadramento del personale sulla base della procedura
  prevista  dal comma 1 o in relazione al suo effettivo impiego  sulla
  base di quanto previsto dal comma 2.

   5. All'articolo 19 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al comma 1 le parole  fino al 31 dicembre 2007' sono sostituite
  con le parole  non oltre il 31 dicembre 2008.';

   b)  al  comma  2, alla fine, è aggiunto il seguente periodo:   Alla
  copertura degli oneri per l'esercizio finanziario 2008, valutati  in
  17.894  migliaia  di euro, si provvede con le residue  disponibilità
  della  dotazione  finanziaria della misura 2.02 del  P.O.R.  Sicilia
  2000-2006.'.»

   Onorevoli  colleghi,  in  merito  agli  emendamenti  presentati  al
  disegno  di  legge  in  discussione,  la Commissione   Bilancio   ha
  espresso  parere  favorevole sugli emendamenti  G2  e  A1,  ove  sia
  precisato  da  parte  del Governo che lo stesso non  comporti  oneri
  aggiuntivi.  Ha  espresso parere contrario sugli  emendamenti:  1.1,
  1.2, A5, A7 e  A10.
      Per  quanto riguarda gli emendamenti  A2, A3, A6, G1  e  G3,  la
  Commissione ha ritenuto di non esprimere parere non comportando  gli
  stessi oneri finanziari aggiuntivi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 13.47)

   La seduta è ripresa ed è ulteriormente sospesa sino alle ore 16.30.

      (La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 17.10)

    PRESIDENTE   La seduta è ripresa  ed è ulteriormente  sospesa  per
  due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 17.12).


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                  619/A

    PRESIDENTE  Si riprende con l'esame degli emendamenti  al  disegno
  di  legge  n. 619/A. Comunico che sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dall'onorevole Gianni:
   emendamento 1.1;

   -dagli onorevoli Villari, Zappulla, Vitrano e Cantafia:
   emendamento 1.2;

   -dal Governo:
   emendamento G1;
   emendamento G2;
   emendamento G3.

   Comunico  che  il comma 1 dell'articolo 1 del disegno  di  legge  è
  sostituito così come si evince dall'emendamento G1. Il parere  della
  Commissione?

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G2. Il parere della Commissione?

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G3. Il parere della Commissione?

    CRISTALDI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    PRESIDENTE   Dichiaro  inammissibili gli emendamenti  1.1  e  1.2.
  Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di  apporre
  la mia firma all'emendamento A2.

    PRESIDENTE  Onorevole Caputo, siamo ancora all'articolato.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  desidero  porre
  alla  sua  attenzione  e  all'Aula  gli  emendamenti  sui  quali  la
  Commissione Bilancio ha espresso parere negativo - avevo chiesto  la
  parola prima della sospensione dei lavori - perché vorrei conoscerne
  i motivi.
   Per alcuni emendamenti da lei citati, probabilmente, la Commissione
  ha  fatto  un lavoro che rientra nelle proprie competenze, rilevando
  la  mancata  copertura finanziaria; ma,  nel  caso  di  altri  e  mi
  riferisco  all'emendamento 1.2 e all'emendamento A7 non ne comprendo
  le ragioni.
   L'emendamento 1.2 si coniuga con il disegno di legge in discussione
  perché    pone    il    problema   della   formazione    finalizzata
  all'accrescimento   del   livello   della   conoscenza    e    della
  professionalità del personale dei beni culturali.
   Per questa autorizzazione all'assessore per il  lavoro, di concerto
  con l'assessore per i beni culturali, non si pone alcun problema  di
  copertura  finanziaria  poiché la questione riguardante  l'eventuale
  predisposizione di progetti e loro finanziamento è un  problema  che
  riguarda  l'assessorato al lavoro di concerto con  l'assessorato  ai
  beni culturali; è un'operazione che non comprendo.
   La seconda questione riguarda l'emendamento A7 - uno simile è stato
  presentato dall'onorevole Falzone ed altri - e fa riferimento ad una
  norma  esistente,  la  legge numero 234  - una  volta  nel  1979  si
  facevano in questo parlamento anche 234 leggi, signor Presidente - è
  una  legge regionale, non nazionale, che riguarda attività culturali
  ed  in  questo senso riconosce determinati soggetti, come in  questo
  caso, con cui si chiede l'istituzione dell'IRAP: Istituto di ricerca
  di applicazione psicologica e sociologiche.
   Anche  questo  è  un  emendamento che propone il riconoscimento  di
  questo Istituto e null'altro, quindi la prego, sapendo che lei è una
  persona  attenta,  di volere riprendere questi due  emendamenti.  La
  ringrazio anticipatamente.

    PRESIDENTE  Grazie a lei,  onorevole Villari.

    FORMICA   assessore  per  il Lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
  formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   assessore  per  il  Lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
  formazione,   l'emigrazione  e  l'immigrazione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ci sono alcune norme e  provvedimenti  che  non
  appartengono   alla   maggioranza  né   all'opposizione,   bensì   al
  Parlamento.
   Nella   fattispecie,   il  Governo  ha  preparato   un   emendamento
  riguardante la prosecuzione del  bacino degli ASU - che facciamo ogni
  anno  -   concernente il prolungamento di alcune norme,  come  quello
  degli   sportelli',  e  soprattutto  la  proroga  di  quei  contratti
  quinquennali  che sono in scadenza: alcuni scadono il primo dicembre.
   Questo  emendamento non ha problemi di copertura finanziaria, perché
  sono  risorse che abbiamo impegnato nei nostri capitoli e  nel  Fondo
  per  l'occupazione,   quindi, dal punto di vista  tecnico  e  per  la
  copertura finanziaria non ci sono problemi di sorta.
   Pertanto,   rassegno questo emendamento, perché è mio dovere  farlo,
  al   Parlamento,    perché   è  un  dovere  di   questo   Parlamento,
  indipendentemente  dalle posizioni di maggioranza o  di  opposizione,
  perché  nella  politica, a mio modo di vedere, c'è, prima  di  tutto,
  l'etica  che  dovrebbe spingerci a farci carico complessivamente  dei
  problemi  riguardanti la  Sicilia.
   Quindi,   consegno  questo  emendamento  che  non  ha  problemi   di
  copertura  finanziaria  o  di altra natura  tecnica;  la  Commissione
  Bilancio  era riunita e tutti i parlamentari erano disposti  a  darne
  l'approvazione;  questo emendamento ha difficoltà per essere  accolto
  e,  quindi, inoltrato in questa Aula e come Governo, come deputato di
  questa  Assemblea,  non  posso  non  fare  presente  all'Aula   delle
  responsabilità che ci assumiamo nel non dare la proroga, che dobbiamo
  dare a meno che non intendiamo mandare a casa migliaia di persone  e,
  personalmente, non intendo assumermi questa responsabilità;   non  mi
  appartiene, non è un problema del Governo.
   Il  Governo  lo ha predisposto ed io lo rassegno all'Aula  e,  nello
  stesso  tempo,  mi   scarico  anche  la  relativa  responsabilità,  e
  considerato  che  sono convinto che questa Aula  è  composta  da  una
  maggioranza  consapevole dei problemi che ha come tale, ma  anche  di
  una  opposizione  che, a sua volta, non può sfuggire  a  problemi  di
  carattere generale. Non posso non esimermi dal denunciare il problema
  e la strada da perseguire perché  non ci sono ostacoli di sorta.  Non
  mi si dica, domani, che  il Governo non ha fatto la sua parte.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sgombriamo  subito
  il   campo   dal   merito   perché   siamo   d'accordo   sul   merito
  dell'emendamento presentato dall'onorevole Formica, così evitiamo  di
  pensare  a speculazioni di carattere pregiudiziale tra opposizione  e
  maggioranza, ma l'onorevole Formica non ha detto tutta la verità, per
  amor di schieramento, quello che fu lo schieramento.
   La  verità  è  che mentre eravamo riuniti nella sala  destinata  ai
  lavori  della  Commissione per il Bilancio,  e  la  maggioranza  era
  riunita  in  un'altra parte per decidere quanti altri emendamenti  e
  subemendamenti  aggiungere all'emendamento Formica, è  arrivata  una
  convocazione  da  parte del Presidente della Commissione,  onorevole
  Cimino  - un minuto di attenzione perché questo potrebbe predisporre
  male i conseguenti lavori d'Aula, speriamo di no - che personalmente
  ho firmato per accettazione, per  discutere, domani mattina alle ore
  10.00,   dell'argomento relativo all'articolo 113 del Regolamento  e
  di tutto quello che comporta.
   Questo  significa  due  cose:  la prima,   che  la  riunione  della
  Commissione,  alla quale tutti e sei i deputati di opposizione erano
  presenti - ed anche quasi tutti i deputati della maggioranza  -  non
  poteva  continuare i lavori perché evidentemente c'era  un  problema
  tutto  interno  alla maggioranza, onorevole Formica,  perché  questa
  storia  che  il  Parlamento  non lavora perché  c'è  un   Savonarola
  moralista  e tutto il resto siamo ottantanove imbecilli, truffatori,
  e  via  dicendo,  non mi sta bene e  vi avverto che  quello  che  ho
  promesso,  cioè  l'occupazione dell'Aula,  lo farò se entro  stasera
  non  esiteremo i quattro disegni di legge, con gli esiti positivi  o
  negativi   che il Parlamento potrà disporre; spero tutti  e  quattro
  positivi.
   Ma  questa  storia  della convocazione di domani significa  che  si
  comincia a predisporre un lavoro di rinvio, mentre avevamo deciso, i
  capigruppo l'hanno deciso all'unanimità, che stasera o domani, senza
  ulteriori  impicci,  saremmo  andati alla  conclusione  dei  lavori,
  tant'è che la sessione Bilancio comincerà la prossima settimana.
   Il  problema  è tutto interno alla maggioranza che, da  una  parte,
  vorrebbe migliorare le leggi - noi appoggiamo l'emendamento Formica,
  siamo   andati  in  Commissione  per  apprezzarlo  positivamente   -
  dall'altra  parte, invece, per giochi interni alle  contrapposizioni
  di  partiti,  di  correnti, di persone qualche volta,  si  impedisce
  all'Aula di esitare quattro provvedimenti praticamente pronti  e  se
  questo   non  avverrà  entro  questa  sera  si  potranno   innescare
  nuovamente  meccanismi negativi che, per esempio, ci  porteranno   a
  denunciare  subito  che  anche stamattina  la  maggioranza  non  era
  presente  e  neanche in questo momento; ciononostante continuiamo  a
  lavorare  perché c'è un accordo sulla conclusione dei lavori  e  sul
  voto finale sui  quattro disegni di  legge.
   Fra un minuto, ognuno di noi potrebbe chiedere il numero legale,  e
  la  maggioranza non c'è, eppure, per senso di responsabilità, per  i
  catalogatori,  per  le  vittime  del  mare  e  cosi   via,    stiamo
  continuando a lavorare per completarne l'iter.
     Se  nel  frattempo si innescano meccanismi interni al Governo  ed
  alla   maggioranza  che  dovrebbe  approvarli  non  date  colpa   al
  Parlamento, date colpa ai vostri giochi, a volte stupidi  giochi  di
  potere interno.
   Quindi, pregherei lei, signor Presidente, il Parlamento intero e la
  maggioranza soprattutto, di farsi carico dell'allarme e di procedere
  speditamente alla conclusione dei lavori entro stasera.

    ODDO CAMILLO .Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Ortisi  ha  già trovato un collega, che sono io, pronto ad  occupare
  quest'Aula  perché non è possibile scherzare sulle difficoltà e  sui
  disagi  che  avvertono,  in  queste ore, centinaia  e  centinaia  di
  lavoratori precari.
   E  all'argomento  precari vorrei semplicemente dedicare  pochissimi
  minuti.
   Oggi  sono lavoratori che garantiscono servizi essenziali nei  vari
  Enti locali

    PRESIDENTE   Onorevole Oddo, stiamo discutendo di  un  emendamento
  che ancora non è stato neanche presentato. Intanto, siamo in sede di
  discussione  dell'articolo  1, quando  sarà  in  discussione  questo
  emendamento interverrà. Non darò più la parola a chi intende parlare
  su  questo emendamento perché la Presidenza ha qualcosa da  dire  in
  proposito. Se intende continuare ha il diritto di continuare, ma non
  su questo emendamento ancora neanche formalmente presentato.

    ODDO CAMILLO . Signor Presidente, non ha richiamato né il Governo,
  né gli altri colleghi sulla questione dell'emendamento.

    PRESIDENTE   Il  Governo  ha posto  un  problema  su  cui  poi  la
  Presidenza darà la sua decisione.

    ODDO  CAMILLO .  Intanto,  la  invito  a  non  gridare  nei   miei
  confronti  Anche io so alzare la voce

    PRESIDENTE  Se dovesse alzare la voce, le toglierò la parola.

    ODDO CAMILLO . Signor Presidente, neanche lei deve alzare la voce,
  non  c'è Regolamento che dice che lei può alzare la voce, quindi non
  mi tolga la parola
   Non  ha  richiamato il Governo, non ha richiamato  i  colleghi  che
  hanno  parlato  prima  di  me,  io sto parlando  dell'articolo  1  e
  l'articolo  1  parla di precarietà in Sicilia e dobbiamo  una  buona
  volta mettere un punto sulla questione della precarietà.
   Il  lavoro  precario vi dice qualcosa? Noi siamo per affrontare  la
  questione che riguarda il lavoro precario, sia esso catalogatori sia
  esso   l'emendamento   presentato   dall'Assessore   Formica,    per
  affrontarlo come si deve e per tentare di dare risposte.
   Noi  non  facciamo  l'opposizione ai  siciliani  ed  ai  lavoratori
  precari, noi facciamo opposizione a questo sistema di maggioranza di
  Governo  che  non  si  pone il problema di affrontare  le  questioni
  seriamente, che non propone, che non dice, si va soltanto a trattare
  le scadenze che mettono i lavoratori in difficoltà. Noi su questo  -
  ha  ragione  l'onorevole  Ortisi -  siamo qui  a  dimostrare  che  i
  problemi non sono del Parlamento, assessore Formica,  sono di questa
  maggioranza  e ve ne assumente la responsabilità. Non il Parlamento,
  il  Parlamento è composto da maggioranza e da opposizione. E noi non
  siamo  solo l'opposizione responsabile, siamo entrati nel  merito  e
  viviamo  i  disagi di migliaia di persone a cui voi non sapete  dare
  una  risposta perché non vi mettete d'accordo. Questo è il problema
  Con  i  giochetti, convochiamo le Commissioni, il merito  quando  lo
  trattate?  Sulle  questioni  vere,  quando  darete  delle   risposte
  concrete? Non giochiamo, altro che signor Presidente  E questa sera,
  qui  dentro,  ogni  forza politica si assuma  le  responsabilità  di
  quello   che   domani   o   stasera   comunica   implicitamente   od
  esplicitamente.  Ma  che  il  Parlamento  abbia  la  responsabilità,
  finiamola
   Forze  politiche  che  compongono  questa  maggioranza  che  stanno
  realmente  mettendo  in discussione questioni  vere  che  riguardano
  persone in carne ed ossa, uomini e donne e servizi che oggi gli enti
  locali  erogano.  Di questo dobbiamo parlare  Ed allora  noi  saremo
  pronti a votare - lo ha detto l'onorevole Ortisi -  Saremo pronti  a
  votare.  Vogliamo  vedere  la  vostra determinatezza  ed  il  vostro
  coraggio nel dare risposte concrete ai siciliani.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  all'articolo 1  sono stati  presentati  molti
  emendamenti  aggiuntivi  e  poichè il problema  che  è  stato  posto
  dall'Assessore  Formica  ed è stato ripreso dagli  interventi  degli
  onorevoli  Ortisi  e Oddo è collegato a tutti gli altri  emendamenti
  aggiuntivi presentati, la Presidenza, che ha il dovere di rispettare
  il  Regolamento, deve rilevare alcune cose. Innanzitutto, l'articolo
  112 del Regolamento prevede espressamente che gli emendamenti devono
  essere  presentati prima dell'inizio della discussione generale  del
  disegno di legge cui si riferiscono.
   Il  comma 7 dello stesso articolo recita che  i termini di  cui  ai
  commi  precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti
  da   parte   del   Governo   e  della  Commissione   tendenti   alla
  rielaborazione  degli  articoli  nonché  degli  emendamenti  e   dei
  subemendamenti presentati .
   Questo  emendamento,  onorevoli colleghi, non  è  stato  presentato
  entro i termini del Regolamento e non è una rielaborazione.
   Secondo   aspetto:   questo  emendamento  richiede   la   copertura
  finanziaria,  tanto  è vero che il Presidente della  Commissione  ha
  fissato la riunione per domani mattina. La copertura finanziaria non
  vuol  dire  che ci sono risorse finanziarie e lo dice il Governo  in
  Aula.  E' necessario che la Commissione dia parere favorevole  sulla
  copertura finanziaria e non è stato dato.
   Terzo  problema che riguarda tutti i parlamentari: tutti gli  altri
  emendamenti aggiuntivi saranno dichiarati inammissibili perché  sono
  estranei  alla materia, così come è estraneo alla materia questo  al
  nostro  esame.  Allora  se  questo richiede  l'approvazione  unanime
  dell'Aula  per  i  motivi che sono stati detti e che  potranno  dire
  tutti  i  parlamentari, compreso il Presidente  dell'Assemblea  data
  l'urgenza,  anche gli altri emendamenti aggiuntivi vanno considerati
  eccezionalmente ammissibili perché sono tutti emendamenti, o  almeno
  la maggior parte, che hanno una valenza sociale.
   Pertanto,  se  la  Presidenza  dell'Assemblea  deve  rispettare  il
  Regolamento nell'interesse dei parlamentari, lo rispetta e   intende
  farlo rispettare; se poi dobbiamo fare un po' di demagogia, possiamo
  farla  perché  tutti  siamo  d'accordo affinché  questo  emendamenti
  passi.
   Questi  sono  i temi del problema. Il Presidente dell'Assemblea  di
  turno non può che dichiarare inammissibili questi emendamenti perché
  sono contrari al Regolamento. La Presidenza si a responsabilità.  Mi
  rendo   conto   che  tra  un  minuto  si  dirà  che  il   Presidente
  dell'Assemblea di turno è contro i precari, contro gli  LSU,  contro
  gli  ASU.  Mi  assumo  la responsabilità perché  sto  applicando  il
  Regolamento.
   Onorevoli  colleghi,  dichiaro, pertanto, inammissibili  in  quanto
  estranei  alla materia i seguenti emendamenti: A1, A7, A2,  A3,  A4,
  A5,  A6,  A8,  A9,  A10 e A11 e, purtroppo, sono  inammissibili  gli
  emendamenti presentati dall'onorevole Formica.
   Si passa all'articolo 2.

   Ne do lettura:
                              «Articolo 2.

   1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso  della  sua
  pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

     ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO .  Signor  Presidente  noi  abbiamo  bisogno  di  un
  Presidente. Non abbiamo bisogno di chi, evidentemente, interpreta il
  Regolamento in un modo in determinate sedute e di chi le  interpreta
  in  un altro modo in altre sedute, perché lei stesso - andrò a  fare
  una  ricerca  per  quanto  concerne gli atti  d'Aula  -  ha  ammesso
  emendamenti che ha presentato il Governo, li ha assolutamente  fatti
  trattare  dall'Aula  e  l'Aula si è determinata  in  tal  proposito.
  Questo è bene che rimanga agli atti, signor Presidente.
   Altra  questione. Lei sta creando un gravissimo precedente,  signor
  Presidente,  che  mette in discussione atti  di  quest'Aula  che  ha
  presieduto  lei  in  persona.  Dopo di  che  questa  sera,  visto  e
  considerato,  invece, che non vi siete messi  d'accordo  e  visto  e
  considerato   che  quando  non  vi  mettete  d'accordo   leggete   i
  Regolamenti - siamo alla barzelletta, siete ridicoli  - quando siete
  in difficoltà e non vi mettete d'accordo leggete il Regolamento e lo
  interpretate  come  vi  pare.  Questa è una  istituzione   Onorevole
  Cascio,  lei  sa  che non esagero perché sto dicendo  quello  che  è
  accaduto decine di volte in quest'Aula.
   Signor  Presidente,  lei  non solo si è assunta  la  responsabilità
  questa  sera di stoppare una discussione che dava risposte  concrete
  senza alcuna demagogia a centinaia a centinaia di famiglie, ma si  è
  assunta un'altra responsabilità: quella di presiedere questi  lavori
  e  di pensare che l'Aula sia disponibile a vedere che una Presidenza
  per  alcuni  casi  interpreta,  per  altri  applica.  Questo  non  è
  possibile  Non è possibile
   Si  apre  una discussione, signor Presidente, che porta ad occupare
  l'Aula.  Io chiedo al collega Ortisi se è ancora disponibile  perché
  io  da qui non mi muovo. Perché non è serio liquidare la partita  in
  questa maniera e liquidarla, addirittura, con la fretta che lei  sta
  dimostrando  per  quanto  concerne anche il  testo  che  riguarda  i
  catalogatori,  perché questo non ha niente a  che  spartire  con  il
  confronto  democratico  serio che si deve  svolgere  dentro  un'Aula
  parlamentare e la direzione di un'Aula parlamentare; la  Presidenza,
  è una delle cose più delicate nel funzionamento di una democrazia.
   Con  questo  clima  dovremmo ora continuare a discutere  seriamente
  dell'altro argomento che riguarda centinaia e centinaia di  famiglie
  e   centinaia   di   lavoratori  catalogatori?   Onorevole   Leanza,
  Vicepresidente di questa Regione, non ha niente da dire  in  merito?
  Lo dobbiamo dire solo noi che rischiamo di essere accusati di essere
  demagoghi perché stiamo ponendo il problema. Con il rischio che c'è,
  invece,  che stiamo rimandando una discussione e che stiamo  facendo
  finta  che  non esiste un problema perché, sostanzialmente,  non  si
  trova  la  quadra  negli equilibri interni nella coalizione  che  vi
  sostiene,  perché non c'è alcun problema di bilancio, non c'è  alcun
  problema di copertura e all'onorevole Presidente Cimino, che  fa  il
  furbo, cadono le braccia.
     Voi non meritate di governare questa Regione  Altro che spallate
  Voi  dovreste andare a casa a partire da stasera perché non meritate
  di governare una Regione come quella siciliana
   I  catalogatori. Dovremmo adesso cambiare parere? No, non  cambiamo
  parere   Non  possiamo per ripicca cambiare parere e  non  possiamo,
  perché  evidentemente  lei sta commettendo questo  errore,  cambiare
  parere.  Ma sappia, signor Presidente, che lei, sostanzialmente,  ha
  messo  in  discussione il rapporto fiduciario, almeno per quanto  mi
  concerne,  tra  chi  rappresenta quest'Aula  e  chi  rappresenta  la
  Presidenza,  perché lei ha fatto una forzatura,  e  lo  sa  bene,  e
  questa forzatura la poteva evitare.

    PAGANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO  Signor Presidente, desidero plaudire (arriverò al nocciolo
  del  problema  subito  dopo)  però, intanto,  in  premessa  plaudire
  questo  intervento  del  Governo perché va esattamente  in  linea  a
  quelli che sono i dettami che da sei anni, ormai,  a questa parte il
  Governo  della  Regione, nella continuità del  Governo  Cuffaro,  ha
  realizzato.
   Per  cui  la  stabilizzazione dei catalogatori è  assolutamente  un
  passaggio  vincente,  positivo, che crea  le  condizioni  perché  la
  Regione si rafforzi in un contesto su cui certamente c'era anche una
  necessità. Una necessità culturale ed organizzativa.
   Quindi,  il  fatto che quello che era stato attivato nel precedente
  Governo  oggi trova una continuità trova il plauso assoluto sia  nei
  confronti dell'Assessore, che del Governo stesso nella sua totalità.
   Però  desidero  in  questo momento rivolgermi all'Assessore  Leanza
  soprattutto   in   funzione  agli  emendamenti   che   sono   stati,
  giustamente,  ritenuti  non proponibili da  parte  della  Presidenza
  dell'Assemblea.  Mi  riferisco in particolare  alla  stabilizzazione
  delle unità antincendio  e quindi dei forestali nella specificità.
   Io  ritengo  che  l'argomento che è stato  trattato  in  Parlamento
  questa  estate,  al ritorno dalle vacanze estive, non  debba  essere
  dimenticato.  I  forestali sui cui si è preso  un  impegno  l'intero
  Parlamento  non  possono  essere in questo  momento  dimenticati,  a
  maggior ragione nel momento stesso in cui si sta procedendo  ad  una
  stagione  di regolarizzazione delle professionalità che  più  stanno
  dando contributi alla Regione.
   Ritengo che il vicepresidente dell'Assemblea debba dare garanzia  a
  questa categoria su cui evidentemente si deve concentrare in maniera
  totale   l'attenzione   del   Governo  nei   prossimi   appuntamenti
  legislativi.
   Penso  che  questo  sia un dovere nei confronti della  categoria  e
  soprattutto  sia  un  dovere nei confronti  della  società  nel  suo
  complesso.
   Giacché il rischio è che poi si arrivi alla prossima estate  quando
  scoppieranno  gli  incendi e poi saremo qui a  fare  della  retorica
  inutile  rispetto  ad  una posizione e ad un intervento  che  invece
  eravamo già obbligati a fare in questa stagione, in questo momento

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dire che darò il mio voto favorevole alla pubblicazione della legge,
  se  sarà  approvata, perché l'articolo 2  prevede  che  la  presente
  legge entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
   Nello stesso tempo voglio dire che c'è necessità di ritornare  alla
  calma  e  se  il  Governo,  come ha fatto  questa  sera  l'onorevole
  Formica, presenta un emendamento che  nel corpo della legge non  può
  essere  inserito,  e se tutta l'Aula è d'accordo  a  farlo,  che  si
  faccia  oggi a questo punto onorevole Governo, che ha l'approvazione
  anche  dell'opposizione in maniera scriteriata  vorrei  dire  se  si
  attacca  il  Presidente dell'Assemblea che non ha  fatto  altro  che
  applicare  il  Regolamento - e guai se avesse fatto cosa  diversa  -
  tanto per essere chiari a questo punto.
   Ma  se  c'è  tutta  questa grande voglia di  farlo,  così  come  la
  maggioranza che lei rappresenta, rappresentando pure me  e  lo  dice
  pure  all'opposizione,  io  dico  che  abbiamo  l'assestamento   del
  bilancio  che  arriva fra tre giorni, quattro giorni in  Aula  e  va
  inserito lì perché può essere inserito lì.
   Allora, perché questo accapigliarci stasera per arrivare ad  essere
  i  primi della classe nei confronti del Governo che l'ha presentato,
  questo  sì,  mi sa un po' di claque servilista che non serve  né  al
  Governo né a chi fa  qui il censore e quant'altro.
   Io  ritengo  che  noi non possiamo essere arrivati  così  tanto  in
  basso,  perché  nel  momento stesso in  cui  noi  parliamo  ci  sono
  colleghi che non sono qui in Aula, che in Commissione  Bilancio  non
  vengono  più e che fanno comunicati stampa con questa dicitura:   E'
  proprio  il  caso  di  dire che quando la nave affonda   .   firmato
  Cateno De Luca
   Com'è  possibile  che stiamo facendo arrivare l'Assemblea  a  tanto
  disfacimento  Guai se il Governo si presta ancora, guai se l'Aula si
  presta ancora, guai se il Presidente dell'Assemblea si presta ancora
  perché arriviamo a dire cose che veramente squalificano, degradano e
  portano sempre più in giù questa Assemblea.
   Io  sono  convito che dobbiamo continuare, io ho votato a favore  e
  voto  a  favore  lo  dico da questo pulpito perché  continuo  a  non
  firmare quel registro e, quindi, a dare la mia presenza in Aula e  a
  fare  il  mio  dovere anche da questo pulpito, non firmo  lì  sopra.
  Tutti  i    .che volevano firmare poi hanno firmato  Tutti coloro  i
  quali hanno richiesto di convocare la Commissione per il Regolamento
  e  l'hanno chiesto al Presidente dell'Assemblea per ridiscutere, non
  si  sono fatti più vivi, hanno fatto la battuta in Aula, il giornale
  che  scrive  un  rigo e mezzo e poi il completo abbandono  di  tutto
  quello che si è detto e che si è fatto
   Signor  Presidente,  le  chiedo scusa se nel  mio  intervento  sono
  andato oltre, ma volevo confermarle in ogni caso e non per piaggeria
  che mi auguro che continui a presiedere perché presiede bene e nelle
  norme del Regolamento.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  soltanto
  ricordare a me stesso che questo disegno di legge affronta  un  tema
  di rilevanti dimensioni.
   Vorrei  ricordare che voterò favorevolmente all'articolo 2  e  alla
  legge  nel suo complesso, lo dichiaro fin d'ora perché c'è  stato  e
  c'è  un  orientamento  di tutto il Gruppo parlamentare  del  Partito
  democratico  su  questo. Poi, naturalmente, questo  non  esclude  la
  libertà singola di potersi anche esprimere in modo diverso.
     Vorrei  ricordare  che con i giacimenti culturali  che  risalgono
  all'articolo 15 della legge 67/88 (finanziaria nazionale)  si  avviò
  anche  in  Sicilia  questa  campagna di informatizzazione  dei  beni
  culturali.
   Essendo  parlamentare dal 1996, assieme a tanti colleghi  ho  avuto
  modo  di  seguire questa vicenda che deve approdare, dopo  proroghe,
  leggi  particolari, concorsi e così via, ancora peraltro non  ancora
  del  tutto espletati,  questa legge alla fine deve trovare  una  sua
  conclusione.  Vorrei dire anche ai miei colleghi  che  si  muove  in
  coerenza  con  una scelta politica anche del Governo nazione,  ed  è
  una legge nazionale che viene citata all'articolo 1, la legge n. 296
  del  2006,  di  andare  verso  un processo  di  stabilizzazione  del
  cosiddetto  precariato,  anche  se  non  mi  sento  di  dire  che  i
  catalogatori  siano  lavoratori precari. Sono  lavoratori  che,  nei
  fatti, avendo lavorato in questa campagna di catalogazione dei  beni
  culturali dal lontano 1987, 1988 - non ricordo bene - , mi pare  del
  tutto ovvio che il processo avviato con questi lavoratori che  hanno
  acquisito  un  patrimonio  di  professionalità  elevatissimo   debba
  continuare con loro, che la Regione debba favorire, in coerenza  con
  le scelte politiche nazionali ,questo processo.
   Quindi, io voterò a favore dell'articolo 2, voterò per questa legge
  perché è una scelta politica, tra  altre   che dovranno seguire,  in
  questa  direzione. Quando dico tra altre che dovranno  seguire,  non
  significa  mettiamo tutto dentro, stabilizziamo chicchessia,  magari
  inventandoci qualche cosa strana. Dico facciamo ciò che è giusto nei
  confronti di lavoratori, di giovani che, inseriti in un ciclo che li
  professionalizza,  li  rende  utili e produttivi  possano  avere  la
  giusta risposta da parte di un'istituzione, come la Regione, e di un
  Parlamento  che  di  queste cose deve parlare in  modo  serio  anche
  superando  qualche volta, se ci riesce, le logiche dell'appartenenza
  partitica.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del  Gruppo
  di  Alleanza  Nazionale, anticipo sin d'ora il  voto  favorevole  al
  disegno di legge che  abbiamo poc'anzi esaminato.
   Seppur nel totale rispetto - e lo anticipo - delle valutazioni  che
  lei ha fatto, signor Presidente, dal punto di vista procedurale devo
  rassegnarle,  con il dovuto rispetto, un sentimento di delusione  da
  parte   di  Alleanza  Nazionale  per  quanto  riguarda  la   mancata
  ammissione  dell'emendamento che consentiva la proroga  dell'attuale
  contratto in favore dei lavoratori precari della Sicilia.
   Non  entro  nel merito delle valutazioni procedurali, però, mi  sia
  consentito in quest'Aula una valutazione  esclusivamente politica.
   Noi  qui  corriamo il rischio di creare una forte disillusione  per
  migliaia e migliaia di lavoratori precari siciliani. E in un momento
  in  cui  il  Governo nazionale, che noi della Casa delle libertà  ad
  ogni  piè  sospinto, e giustamente, abbiamo più  di  un  motivo  per
  criticare  perché  sicuramente non fa gli interessi  della  Sicilia,
  però dobbiamo prendere atto - e mi dispiace prendere atto, onorevole
  Apprendi  -  che in un momento in cui il Governo si avvia  verso  la
  stabilizzazione  definitiva di migliaia di lavoratori  precari,  noi
  oggi lanciamo un messaggio fortemente negativo di un Parlamento che,
  nel  rispetto  delle norme procedurale,  non ammette un  emendamento
  che,  probabilmente,  potrà  essere  e  dovrà  essere  ripresentato,
  assessore Formica, e avrà sempre il nostro consenso.
     Mi  dispiace per coloro i quali non hanno voluto apporre la  loro
  firma  a questo emendamento e ringrazio colori che, invece, lo hanno
  fatto, però il messaggio che oggi lanciamo è un messaggio fortemente
  negativo,  perchè  la gente non può capire le norme  procedurali  ma
  comprende benissimo che una parte del Parlamento - e mi riferisco ai
  banchi d'Aula e non certamente alla Presidenza di questa Assemblea -
  che  alcuni  parlamentari,  alcuni  gruppi  lo  hanno  lanciato   un
  messaggio  di  sicurezza  e  di solidarietà  ai  lavoratori  precari
  siciliani.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, vorrei che lei  mi  ascoltasse
  perché annuncio che parlerò in violazione al Regolamento come  hanno
  fatto  tutti gli altri e come lei ha consentito che si facesse  sino
  ad ora, perché si sta intervenendo sull'articolo 2 parlando di tutto
  e così farò anch'io.
   Si  è  parlato di forestali, si è parlato della firma, si è parlato
  di tutto e di più. Allora, questo è in realtà una maniera di fingere
  di governare l'Aula e poi lasciare che accada di tutto.
   Mi consenta di dire una cosa, credo nell'interesse di tutti noi che
  rappresentiamo i siciliani. Qua non c'è nessuno che vuole violare  o
  venire  meno  all'adempimento e al rispetto di tutti i  precari  che
  esistono in Sicilia. Allora, io non consento a nessuno di utilizzare
  parole demagogiche pensando che qui c'è qualcuno che sia più buono e
  attento di altri.
   Le  giuste  reazioni dell'onorevole Oddo nascondono e  rivelano  un
  disagio  profondo di questo Parlamento: il disagio di chi  è  sempre
  stato presente, sempre.
   Dai banchi dell'opposizione c'è sempre stata presenza per decine di
  sedute  e  continuerà ad esserci. Siamo ancora  a  metà  novembre  e
  abbiamo,  se  vogliamo,  tutto  il  tempo  per  compiere   tutti   i
  provvedimenti   di  legge  che  servono  per  venire  incontro  alle
  esigenze che sono state poste, ma nel rispetto non di capricciose  e
  maniache applicazione della norma, ma di un modo di operare che deve
  essere  legge  e regole per tutti. Lo vogliamo dire ai catalogatori,
  ai  precari, ai siciliani e lo vogliamo ricordare a noi  stessi.  Il
  Regolamento è una cosa che serve per fare le cose non per non  farle
  fare, nessuno le vuole invocare per non farle fare.
   Noi  lo  stiamo invocando perché tutto ciò che è il  frutto  di  un
  lavoro partito dalla passata legislatura approdato a questa, con  il
  riconoscimento  che  va dato a quanti vi hanno  lavorato  perché  il
  problema dei catalogatori  venisse portato a compimento, è bene  che
  si  porti a compimento ora e subito, che non abbia intralci, che non
  siano  messe  sul loro percorso mine, perché questo  appare  invece:
  mine vaganti.
   Allora,  che  questo  vada a compimento, punto e  basta.  Dopodiché
  siamo  disponibili non a enunciazioni demagogiche, non a inviti  per
  amor di patria, non a prese di coscienza perché qua la coscienza noi
  la  esercitiamo  ventiquattrore su ventiquattro, tutti  i  giorni  e
  sempre, come è stato prima e come sarà ancora, e siamo disponibili a
  trattare perchè  - lo hanno detto prima di me - noi condividiamo nel
  merito  l'argomento posto dall'onorevole Formica e dal  Governo,  ci
  sentiamo  parte  in causa nella responsabilità e nell'assunzione  di
  impegno  verso la soluzione di questi problemi. Siamo disponibili  a
  lavorare  da  domani, ma intanto non si intralci il percorso  di  un
  disegno  di  legge  che faticosamente è venuto a  compimento  e  che
  stasera dobbiamo esitare nell'interesse dei catalogatori e di quanti
  vi hanno lavorato.
   Non  c'è  da  invocare  trasversalismi,  non  c'è  da  chiedere  ai
  parlamentari di spogliarsi delle loro casacche di maggioranza  o  di
  minoranza  nell'interesse dei siciliani, perché questo  lo  facciamo
  sempre;   nell'interesse  dei  siciliani  abbiamo  sempre   lavorato
  indipendentemente   dal   fatto  che  la  proposta   venisse   dalla
  maggioranza o dalla minoranza, dal Governo o dal Parlamento. E  così
  faremo,   onorevole  Formica.  Quindi,  non  faccia  appelli    alla
  coscienza   perché  la  nostra coscienza è in servizio  ventiquattro
  ore  su  ventiquattro, in nome di questo, le chiedo  di  censurarmi,
  cioè  di  non  consentire  che io continui a parlare  impropriamente
  sull'articolo   2  e  di  non  consentire  anche  altri   interventi
  sull'articolo 2.
   Le  chiedo  di procedere, come il Regolamento le impone,  all'esame
  del  disegno  di  legge che abbiamo in corso e alla sua approvazione
  definitiva.

    RAGUSA  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    RAGUSA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vivo  questa
  esperienza  da un anno e mezzo e, a  volte, mi pare di ascoltare  le
  cose che sentivo in occasione delle riunioni dei  consigli comunali;
  se   ci  concede la possibilità di parlare, è oltremodo democratico;
  se  non ci fa parlare, è antidemocratico.
   Se  noi  tutti,  una volta tanto, abbandonassimo  questa  sorta  di
  demagogia  che ci accompagna costantemente e continuamente  nel  non
  risolvere  la  questione siciliana attraverso la  politica,  allora,
  direi  che  lei fa benissimo a dirigere i lavori  d'Aula  in  questo
  modo  e le esprimerei il mio compiacimento per il modo in cui svolge
  questo lavoro.
   Vorrei rivolgere all'assessore Leanza il mio compiacimento per come
  ha  portato  avanti questa attività legislativa per quanto  riguarda
   questi   nostri  amici   che  appartengono  al  settore  dei   beni
  culturali.
   Non sono soddisfatto per quanto riguarda gli emendamenti A9, A10  e
  A11  che  riguardano i forestali e  dobbiamo impegnarci tutti,  dato
  che anche questi soggetti sono dei precari; ma c'è oggi un politico,
  in Sicilia, che non vuole fare entrare in modo definitivo  i precari
  nel mondo del lavoro?
   Penso  che,  se facessimo un censimento, a livello regionale,  ogni
  politico  -  dal consigliere di quartiere, al consigliere  comunale,
  agli   assessori  provinciali  e  ai  deputati  tutti   -   vorrebbe
  stabilizzare tutti,  perché è normale, è prassi, è politica, a volte
  anche gridata e, forse, certe volte, non mantenuta.
   Io  vivo questa esperienza da così poco tempo; alcuni miei colleghi
  attempati  vengono qui a dar lezione e a spiegare come la sinistra è
  presente e la destra è assente e ciò mi fa ridere, così come  mi  fa
  ridere il foglio firma che non si trova  più nello stesso  posto  in
  cui  prima firmavamo.
   Considerato  che tutto attiene alla politica della  serietà,  della
  compostezza,  riprendiamo  in  mano il  vero  senso  della  politica
  siciliana e lavoriamo per tutti, sgombrando le appartenenze.

    AULICINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà

    AULICINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che  ho
  qualche  difficoltà ad intervenire. Quando  preparavo  le  relazioni
  per  i  congressi  sindacali, dopo la prima   paginetta',  andavo  a
  braccio.
   Il  contesto mi condiziona pesantemente. Ho difficoltà perché, o il
  livello  è troppo alto o è troppo basso. In questa precarietà  della
  mia   condizione  umana,  cercherò  di  sviluppare  un   minuto   di
  intervento, uno solo.
   La  volta scorsa, ho detto che il mercato del lavoro siciliano è un
  mercato  ingessato sul precariato strutturale di massa,  per  cui  è
  normale che un Parlamento che opera in Sicilia si occupi di precari.
  Visto che non abbiamo avuto la capacità di creare lavoro stabile,  è
  inevitabile che, alle scadenze, bisogna occuparsi di precariato.
   La  cosa grave è che, sulle proroghe, si consumi ancora lo scambio.
  Un  popolo massacrato e condannato alla infelicità, al degrado, alla
  disoccupazione di massa e alla precarietà di massa deve subire  che,
  in  un  Parlamento come questo, ci sia ancora il tentativo di creare
  consenso  a scambio perché c'è il tentativo di correre per  arrivare
  primi.
   Siamo  stati  noi;  noi  abbiamo il dovere.  Mi  pare  che  in  una
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  che  mi  vide
  partecipare  come  delegato,  questa cosa sia stata sufficientemente
  chiarita: tutti i precari siciliani che attendono la proroga  devono
  avere la proroga e questo mercato deve finire.
   Approviamo,  quindi,  questi  disegni  di  legge;  tutti   facciamo
  appello  a  ciò;  abbiamo l'occasione storica e,  stasera,  vogliamo
  eliminare  dall'ordine del giorno questi quattro  disegni  di  legge
  aapprovandoli.
   La vogliamo smettere di giocare ai primi della classe?
   Votiamo  Approviamo questi disegni di legge; tutto ciò che  rimane,
  lo faremo domani; vediamo di trovare la copertura finanziaria per  i
  catalogatori  e,  in  più,  ci sarà, nelle operazioni  finali  della
  sessione  di bilancio, sicuramente,  un apposito elenco di  tutti  i
  precari.  Approviamo   un unico emendamento o  tanti  emendamenti  -
  quanti sono - e proroghiamo tutto.
   Per   cortesia,  finiamola  di  scherzare,  perché   la   gente   è
  esasperata.  Abbiamo  il dovere di evitare che questa  esasperazione
  cresca.

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo  2. Quando approveremo il disegno di  legge  e  quando
  approveremo  i  disegni di legge,  dichiarerò  di  essere  d'accordo
  affinché vengano pubblicati.
   Ciò  detto,  per  tranquillizzare tutti,  capisco  e  condivido  la
  necessità di dare le risposte ai tanti precari oggi in Sicilia   che
  aspettano,  da  questa  Assemblea, non elemosine  né  prebende,   né
  scambi come, poco fa, qualcuno ha detto,  anticipandomi.
   L'intervento  alto,  forte e duro, anche nei toni,  -  a  volte,  è
  necessario  -  del mio collega Oddo, rappresenta il disagio  diffuso
  che  c'è  in  Sicilia  e  il malcontento nel  mondo  del  precariato
  siciliano.
   Questo  disagio,   questo  malcontento  bisogna  di   risposte,  di
  prorogare i progetti.
   Assessore Formica,  questo Parlamento e il Governo regionale  hanno
  l'obbligo, avevano l'obbligo e lo avranno,  nei prossimi giorni,  di
  dare  risposte,  senza scaricare sull'Aula responsabilità  che  sono
  vostre e che sono della maggioranza.
   Siamo  pronti, ora, stasera, domani, nei prossimi giorni, a  farlo,
  anzi,  vi sfidiamo a farlo, tranquillamente, perché questo  è  nelle
  nostre intenzioni.
   Condivido,  quindi, il giudizio di ordine politico e il livello  di
  responsabilità sulla copertura finanziaria dell'emendamento a  firma
  dell'assessore  Formica  perchè  vada  chiarito  tutto   dentro   la
  maggioranza  di  centrodestra, senza scaricare   responsabilità  sul
  Parlamento  -  non parlo di  centrodestra o di centrosinistra  -  ma
  dell'Assemblea.
   Troppo  comoda  questa forma di antipolitica  becera  che  qualcuno
  tenta di cavalcare anche nell'Assemblea regionale siciliana.
   L'Assemblea  regionale  ha ben altri limiti che  vanno  contestati:
  l'immobilismo  e l'ignavia in cui l'avete fatta scadere,  in  questi
  mesi, per problemi che, probabilmente, non hanno niente a che vedere
  con i lavori dell'Assemblea regionale siciliana.
   Il  Governo  assuma - e questo è l'impegno -, nelle  prossime  ore,
  nei  prossimi  giorni,   nelle  prossime  settimane,  l'impegno  non
  soltanto  di  trovare  le risorse finanziarie  ma  a  presentare  un
  emendamento e un provvedimento che possa consentire  il rinnovo  dei
  progetti  di tutti i lavoratori precari.
   C'è  la  necessità che, stasera,  - non un altro giorno  -  vengano
  approvati   i   disegni  di  legge,  ad  iniziare  da   quello   dei
  catalogatori,  precari  da  vent'anni, a  tempo  determinato  e  che
  vogliono diventare, come loro dicono, a tempo indeterminato, persone
  che hanno diritti e dignità nella loro professionalità.
   Pertanto,  preannunzio  che  occuperò l'Aula  se  non  approveremo,
  stasera stessa, i disegni di legge relativi ai catalogatori ed  agli
  altri precari. Questo è l'unico impegno; è l'unica questione seria.
   Da  questo punto di vista, come avete potuto vedere, c'è  stata  la
  responsabilità, da parte di tutti i deputati di centrosinistra  dato
  che   al  disegno  di  legge avremmo potuto presentare  emendamenti;
  potevamo  presentare argomentazioni. Non l'abbiamo  fatto  perché  è
  prevalso   il   senso  di  responsabilità,  lo   stesso   senso   di
  responsabilità  che  prevarrà, nel caso in cui si  vorranno  mettere
  ostacoli  artificiosi all'approvazione di leggi importanti   e  che,
  eventualmente,   ci farà assumere   la decisione di occupare  l'Aula
  stasera.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Dina ma, non essendo
  presente in  Aula, decade tale facoltà.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello, Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi,    stiamo
  assistendo  ad una situazione singolare. Naturalmente, concordo  con
  le considerazione espresse da alcuni colleghi che mi hanno preceduto
  e,   in  particolare, dal collega Oddo. Vorrei richiamare,  inoltre,
  l'attenzione  della Presidenza che si è distinta, di  recente,   per
  una roboante iniziativa  antiastensionismo.
   Certamente con l'obiettivo di rendere più funzionale il lavoro  del
  Parlamento,  presento, da quando è iniziata questa  legislatura,  un
  emendamento  - che la Presidenza ha dichiarato inammissibile  -  che
  tende  a  tutelare  un  diritto  contrattuale  dei  lavoratori   del
   Consorzio autostrade siciliane', un diritto contrattuale  che,  per
  diventare esigibile e non essere contestato, in sede giudiziale,  ha
  bisogno di essere armonizzato con la legislazione regionale.
   Ebbene, da un anno e mezzo, questo emendamento, sottoscritto da  me
  e  da  altri colleghi, anche di altri gruppi parlamentari, è  sempre
  stato dichiarato inammissibile perché non esiste una materia con  la
  quale questo emendamento sia compatibile
   Ma,   piuttosto  che fare una campagna demagogica sulla presenza  o
  sull'assenza  dei parlamentari, lasciando intendere che  ci  sia  un
  qualche   lassismo  individuale  o,  addirittura,   collettivo   del
  Parlamento, credo che la Presidenza dovrebbe esigere che  il  lavoro
  svolto  dai parlamentari venga rispettato e, possibilmente,  diventi
  norma  a tutela degli interessi dei siciliani e, in questo caso,  di
  alcuni centinaia di lavoratori siciliani che rischiano di non potere
  avere  un  diritto  sancito dal contratto  collettivo  nazionale  di
  lavoro  che è recepito, peraltro, dalla Regione, con la delibera  di
  Giunta.
   Richiamo   questo  dato  per  sottolineare  che  il  problema   del
  Parlamento   siciliano  non  deriva  da  una  scarsa   volontà   dei
  parlamentari, ma da una situazione di difficoltà della maggioranza.
   Al di là della volontà dell'assessore Formica, è del tutto evidente
  che la mancata proroga ai lavoratori  ASU e alle altre categorie dei
  precari deriva, inevitabilmente, da una scarsa considerazione che il
  Governo  ha  di  questo problema;  i problemi della  maggioranza  si
  scaricano  - come appare da questo dato che sto riportando  -  sulla
  produttività  del Parlamento e, credo, che una Presidenza  impegnata
  veramente  a  fare lavorare il Parlamento dovrebbe farsi  carico  di
  incoraggiare  il lavoro dei parlamentari affinché sia produttivo  ed
  efficace nell'interesse dei siciliani.

    FORMICA   assessore  per  il lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
  formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   assessore  per  il lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
  formazione,   l'emigrazione  e  l'immigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, intervengo per chiarire un punto rispetto  agli
  interventi  degli illustri colleghi, che hanno citato  l'emendamento
  da  me  presentato. Non c'è nessuno scarico di responsabilità  sulla
  Presidenza perché la stessa non poteva che atteggiarsi così come  ha
  fatto, cioè nel rispetto del Regolamento interno.
   Voglio  ricordare però agli onorevoli colleghi che le leggi non  le
  approva  il  Governo  ma  il Parlamento. Non  c'è,  quindi,  nessuno
  scarico  di  responsabilità da parte del Governo ma c'è la  semplice
  constatazione  che  il  Governo può farsi  carico  di  presentare  i
  problemi, correttamente, al Parlamento.
   Rispetto  ad  altre  considerazioni, poi,  lasciatemene  fare  una.
  Appare,  dalla discussione di stasera, da alcuni interventi,  che  è
  come   se    volessimo  stabilizzare  nuovi  precari,   negando   la
  stabilizzazione  ai  precari  storici.  Il  Governo  non  può  farsi
  complice  di  questo orientamento - per carità, correttissimo  -  e,
  soprattutto, sia chiaro che non c'è nessun impedimento, da parte del
  Governo,  sul  disegno  di legge in favore  dei  catalogatori  -  ci
  mancherebbe  altro  -  tant'è che siamo all'articolo  2,  che  è  la
  pubblicazione della legge sui catalogatori.
   Il   Governo,  che ha fatto il suo dovere, però, non  può  non  far
  rimarcare  che  le leggi non le approva il Governo;  il  Governo  le
  propone  al  Parlamento e quest'ultimo si adopera  per approvarle  o
  meno.

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  lungi  da  me   fare  polemiche  ma   volevo,
  semplicemente, ricordare a molti colleghi che hanno parlato ed hanno
  chiesto  di  intervenire  sull'articolo 2  che  questa  vicenda  dei
  catalogatori  è  stata  seguita, dal Governo, in  maniera  puntuale,
  continua  ed  in  assoluta  concertazione  col  sindacato,   con   i
  lavoratori e con la quinta Commissione.
   C'è stata un'attenzione reale. E' arrivato, in Aula, un disegno  di
  legge  puntuale, letto in ogni sua parte, con tre commi, in modo  da
  garantire,   definitivamente,  questa  fascia  di  lavoratori   che,
  certamente,  sono  stati tra i più sfortunati, in  assoluto,  perché
  sono stati  figli di un Dio minore'.
   Quindi,  stasera  arriviamo  -  e  sono  contento  che  si   arrivi
  all'unanimità - all'approvazione di questo disegno di  legge.
   Ma  l'unica  cosa che chiedo - e mi sembra giusto - è non  dare  al
  Governo  la  colpa, chissà quale colpa, di cose  che  non  ha  fatto
  perché abbiamo fatto, per intero, il nostro dovere.
   E'  giunto in Aula un disegno di legge costantemente concertato con
  tutte le forze politiche e sindacali.
   Quindi,  ritengo di non fare lezioni, su questo piano.
   Per  quanto  riguarda le altre vicende, certamente, il  Governo,  a
  partire  dalle variazioni di bilancio, presenterà tutte le  proroghe
  relativamente alla stabilizzazione dei lavoratori precari  perché  è
  chiaro che dobbiamo dare una risposta.
   L'assessore Formica aveva posto un tema importante. Il   Presidente
  dell'Assemblea, correttamente, non essendoci la necessaria copertura
  finanziaria  -   per  cui  la Commissione  non  poteva  che  rendere
  inammissibile  quell'emendamento -  lo ha dichiarato  inammissibile.
  Certamente, però, l'impegno del Governo, anche in questo  caso,  era
  compiuto, convinto, studiato e certamente volgeva nell'interesse  di
  questi lavoratori.
   Quindi,  abbiamo  un'occasione - che è quella delle  variazioni  di
  bilancio  -  per poter affrontare sia la questione dei   centunisti'
  sia quella degli  ex articolisti', cioè del mondo del precariato, in
  maniera organica.
   A   quel   punto,  sì,  saremo  tutti  chiamati  ad  un  senso   di
  responsabilità,  per  fare  in modo di  non  mettere  a  disagio  il
  Presidente dell'Assemblea e per far sì che il Parlamento, attraverso
  la  Conferenza  dei  capigruppo, si assuma le  responsabilità  -  se
  bisogna   derogare  -  di  farlo   in  partenza,  come   Parlamento;
  politicamente, quindi, ci si assumano le responsabilità.
   Su  questo tema, mi auguro che questa sera nessuno voglia allungare
  oltremodo i lavori. Abbiamo all'ordine del giorno, un altro  disegno
  di legge molto importante. C'è la volontà politica da parte di tutti
  di  portarlo  a  compimento, quindi, non  c'è  bisogno  di  occupare
  l'Aula;  c'è  la  volontà di continuare e di portare  a  compimento,
  questa sera - così come deciso nella Conferenza dei Capigruppo  -  e
  di  approvare  i quattro disegni di legge che sono molto  importanti
  per la nostra Terra.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2.

   1.  La  presente  legge  sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione .

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                   (E'
  approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione la delega  alla  Presidenza
  per il coordinamento formale del disegno di legge n. 619/A.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvata)

   La   votazione   finale  al  disegno  di  legge   sarà   effettuata
  successivamente.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Esame del disegno di legge  Modifiche ed integrazioni agli articoli
  6 e 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17  Disposizioni in
   materia di demanio e patrimonio immobiliare  regionale e conferenza
                          di servizi'  (556/A)

    PRESIDENTE    Si   passa  al  disegno  di  legge   «Modifiche   ed
  integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale  28  dicembre
  2004,  n.  17.  Disposizioni  in materia  di  demanio  e  patrimonio
  immobiliare  regionale e conferenza di servizi» (556/A).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Si passa all'articolo 1.
   Ricordo che la discussione generale era stata rinviata all'articolo
  1. Ne do lettura:

                                «Art. 1.
                      Commissione di conciliazione

   1.  All'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a) il comma 5 è sostituito dal seguente:

   5.  Alla  Commissione di conciliazione sono attribuite le  seguenti
  competenze:

   a)  regolarizzazione dei rapporti a seguito di definizione in forma
  agevolata dei crediti derivanti dai rapporti concessori e  da  tutte
  le   occupazioni   senza  titolo  relative  ai  beni   demaniali   e
  patrimoniali;

   b)  definizione  transattiva dei rapporti  finanziari  inerenti  il
  demanio  e  il patrimonio anche in contenzioso, ivi compreso  quello
  scaturente dall'attività esercitata dal soggetto giuridico di  scopo
  istituito ai sensi del successivo articolo 9 ;

   c) procedura di sgombero forzoso per occupazione abusiva e rilascio
  del bene;

   d) definizione del contenzioso inerente la titolarità dei beni;

   e)  conciliazione delle controversie scaturenti dai rapporti, anche
  non  contrattuali, instaurati con soggetti pubblici e/o privati  dal
  soggetto  giuridico  di  scopo istituito  ai  sensi  del  successivo
  articolo 9, relativamente all'attività ed ai compiti da quest'ultimo
  espletati';

   b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:

   5  bis. Le parti che intendono avvalersi della conciliazione di cui
  alla  lettera e) del comma 5, presentano, anche congiuntamente, alla
  Commissione  di  conciliazione apposita istanza  contenente  i  dati
  identificativi,  l'oggetto della controversia e la documentazione  a
  corredo  dell'istanza stessa. La Commissione, entro  trenta  giorni,
  convoca le parti per esperire il tentativo di conciliazione.  Quando
  le  parti  si  sono  conciliate,  si forma  processo  verbale  della
  convenzione conclusa.';

   c) il comma 6 è sostituito dal seguente:

   6. Al fine di assicurare la verifica del corretto adempimento degli
  obblighi  e degli altri oneri, anche di natura accessoria,  posti  a
  carico  dei soggetti contraenti per l'utilizzo dei beni patrimoniali
  e  demaniali,  la  Commissione di conciliazione svolge  la  relativa
  attività   ispettiva.  Per  consentire  l'esercizio  delle  funzioni
  ispettive  vengono trasmessi alla Commissione di conciliazione,  per
  essere  acquisiti  in copia, i contratti e gli atti  di  utilizzo  a
  qualsiasi titolo stipulati o comunque intervenuti con enti, pubblici
  e privati, con soggetti giuridici e/o con soggetti privati, dei beni
  patrimoniali   e   demaniali.  Per  i  fini  predetti   gli   uffici
  dell'Amministrazione  regionale sono  autorizzati  a  richiedere  lo
  svolgimento di dette attività.';

   d)  al  comma 7, le parole da onnicomprensivo' a annualmente'  sono
  sostituite con le parole a
   decorrere dal 1 gennaio 2006, determinato con il decreto di cui  al
  comma 10 del presente articolo.';

   e)  al comma 9, dopo le parole centottanta giorni' sono aggiunte le
  parole  La  Commissione di conciliazione, esauriti i  compiti  e  le
  funzioni  di  cui al comma 5, lettera a), continua ad  esercitare  i
  compiti e ad espletare le attività previste dal medesimo comma 5.';

   f) dopo il comma 9 è inserito il seguente comma:

   9  bis. La Commissione di conciliazione esercita, d'intesa con  gli
  uffici   dell'Amministrazione  regionale,  la  vigilanza  sui   beni
  demaniali della Regione siciliana, verificando le condizioni attuali
  d'uso e lo stato di conservazione dei medesimi, accertando, altresì,
  l'eventuale utilizzazione illegittima, occupazione indebita e/o sine
  titulo.  Delle  violazioni  riscontrate ai  sensi  delle  precedenti
  disposizioni,  informa con apposita relazione gli  organi  regionali
  competenti.';

   g) al comma 10 sono soppresse le parole da e previo' a siciliana' e
  dopo la parola spese' sono aggiunte le parole comprese quelle per il
  raggiungimento  della  sede di servizio,  determinato  ai  sensi  di
  quanto previsto per le missioni dei dirigenti regionali.';

   h) al comma 11 è soppresso l'ultimo periodo.

   2.  Per  le  finalità del comma 7 dell'articolo 6  della  legge  28
  dicembre  2004,  n.  17 e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata,  per  l'esercizio finanziario 2007,  la  spesa  di  700
  migliaia  di euro, e per gli esercizi 2008 e 2009 la spesa annua  di
  350  migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio  finanziario
  2007,  con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.  5.2.1.1.2.   -
  capitolo  242523  -  del bilancio di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari 2008 e
  2009  il  relativo  onere trova riscontro nel  bilancio  pluriennale
  della Regione 2007-2009 U.P.B. 4.2.1.5.5.

   3. Per le finalità dei commi 10 e 11 dell'articolo 6 della legge 28
  dicembre  2004,  n.  17 e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata,  per  l'esercizio finanziario  2007,  la  spesa  di  50
  migliaia di euro e per gli esercizi 2008 e 2009 la spesa annua di 50
  migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio finanziario 2007,
  con  parte  delle  disponibilità dell'U.P.B. 5.2.1.1.2.  -  capitolo
  242523
   -   del  bilancio  di  previsione  della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario  medesimo. Per gli esercizi finanziari 2008  e  2009  il
  relativo  onere  trova  riscontro  nel  bilancio  pluriennale  della
  Regione 2007- 2009 U.P.B. 4.2.1.5.5.»

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole  Fleres,
  il  mio è un intervento per una  richiesta di chiarificazione che di
  altro.  Ho  letto  il  testo e mi è sembrato di  capire  che  questa
  Commissione di conciliazione, che è un organismo che deve facilitare
  tutti  i  processi  di passaggio dal demanio ai privati,  demanio  -
  Stato,  demanio  -  Regione, finisce con l'essere un  ufficio  della
  Regione,  cioè,  è come se fosse un organismo interno alla  Regione.
  Chiedo all'onorevole Fleres, se fosse possibile, una chiarificazione
  in questo senso.

    PRESIDENTE  Comunico che, all'articolo 1, sono stati presentati  i
  seguenti emendamenti:

    -dall'onorevole Ruggirello: 1.11, 1.14, 1.12;
  -dagli onorevoli Di Mauro ed altri: 1.4, 1.8;
  -dall'onorevole Laccoto:   1.15 e 1.13;
  -dall'onorevole Di Mauro: 1.7 e 1.10.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.11,  a  firma  dell'onorevole
  Ruggirello.  Il parere della Commissione?

    FLERES  relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.12, dell'onorevole Ruggirello. Lo pongo
  in votazione. Il parere della Commissione?

    FLERES    relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?
    LEANZA NICOLA  ,  vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento   1.15,   dell'onorevole   Laccoto   e
  all'emendamento 1.4,  dell'onorevole Di Mauro.

    DI MAURO . Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.4.

    PRESIDENTE   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'emendamento 1.15. Il parere della Commissione?

    FLERES   relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 1.7, dell'onorevole Di Mauro.

    DI MAURO . E' da intendere articolo 1, comma 1, lettera d).

    PRESIDENTE    L'Assemblea  ne prende  atto.   Pongo  in  votazione
  l'emendamento 1.7. Il parere della Commissione?

    FLERES   relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è favorevole resti seduto;chi  è  contrario  si
  alzi.

                              (E'approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.8. Lo pongo in votazione.   Il  parere
  della Commissione?

    FLERES   relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole si alzi, chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 1.14. Lo pongo in  votazione.
  Il parere della Commissione?

    FLERES   relatore Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.13.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente, poco fa, non  mi  è  stata  data  la
  possibilità di intervenire sul 6D. Stiamo facendo delle leggi ad hoc
  che,  tra  l'altro, hanno una decorrenza dall'1 gennaio 2006.  Credo
  che  questa  Assemblea, i cui richiami vengono fatti dal Presidente,
  per  cui dobbiamo fare i consulenti universitari per potere poi fare
  le   leggi  che  devono  essere  approvate,  non  può  assolutamente
  continuare a legiferare ad hoc, addirittura, spostando al 1  gennaio
  2006 la decorrenza di  questa legge.
   Credo  che  lei, come Presidente, visto che  dichiara incompatibili
  alcuni  articoli e li mette da parte, dovrebbe anche accorgersi  che
  questi emendamenti non possono essere assolutamente lasciati correre
  così, solo perché, magari, vi è una posizione di maggioranza.
   L'Assemblea  non  può  assolutamente approvare  leggi  che  possano
  decorrere dal 1  gennaio 2006.
   Su questo, credo - mi rivolgo all'assessore per il territorio - che
  vi siano, compreso l'ultimo articolo,  delle cose incredibili che si
  stanno cercando di fare approvare.
   Lei,  come  Presidente dell'Assemblea, mi perdoni,  deve  garantire
  l'imparzialità e anche la possibilità e l'insindacabilità per  tutte
  le norme che vengono approvate in questo disegno di legge.
   Signor  Presidente, non possiamo avere due pesi  e  due  misure,  a
  seconda di quale sia  la situazione di simpatia o non simpatia.
   Ritengo,  inoltre,   assessore, che andrebbe ben guardato  l'ultimo
  articolo di questa norma perché  stiamo approvando delle  norme  che
  davvero non hanno niente a che vedere con quella che deve essere una
  buona  legge.
   Signor  Presidente,  la invito, quindi, anche rispetto a quella che
  è  la norma, che tra l'altro ha  decorrenza dal 1  gennaio 2006, che
  può vanificare anche le intenzioni di una legge che non capisco  per
  che  cosa venga approvata, e non voglio entrare nel merito,  ma  che
  comunque può mettere in discussione la stessa legge.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.13. Il parere della
  Commissione?

    FLERES   relatore.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è  d'accordo si alzi; chi   è  contrario   resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.10 a firma, dell'onorevole Di Mauro. Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    FLERES    relatore.  Favorevole,  anche  perché  è  connesso   con
  l'emendamento 1.7 che abbiamo già votato favorevolmente.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  se  lei  dà  uno
  sguardo  panoramico  all'Aula  si renderà  conto  che  non  c'è  una
  maggioranza  netta della maggioranza, per cui rischieremmo,  se  per
  esempio  chiedessi adesso la votazione per scrutinio segreto,  o  di
  contare, anche la bocciatura dell'articolo 1. Se noi chiediamo su un
  emendamento  di contare,  non vada avanti dicendo che  è  stato  già
  approvato,  perché anche lei potrebbe così innescare meccanismi  che
  noi non vogliamo innescare.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo, 1 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Articolo 2.
            Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 28
                          dicembre 2004, n. 17

   1.  All'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a)  al comma 1 dopo le parole di proprietà' sono inserite le parole
  o nella disponibilità';

   b)  al comma 1 bis le parole ad attività produttive o   commerciali
  di  proprietà  delle  ASI  o'    sono soppresse;

   c) il comma 1 quater è sostituito dal seguente:

   1 quater. La Giunta regionale trasmette la delibera di cui al comma
  1 ter, con gli atti allegati, alla
   Commissione  bilancio   dell'Assemblea    regionale  siciliana  per
  l'acquisizione del parere.'.

   2. Le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 1, si applicano
  a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana
  l'onorevole Fleres, in maniera puntuale, come sempre, ci ha spiegato
  l'opportunità  di  approvare  la legge sulla  conciliazione,  perché
  determinava un'entrata per la Regione.
   Vorrei ricordare ai colleghi che, avendo definito l'articolo 1,  la
  legge sulla Commissione di conciliazione l'abbiamo già fatta.
   L'articolo  2 non c'entra nulla con la conciliazione, l'articolo  3
  non  c'entra  nulla con la conciliazione e l'articolo  4  è  segnato
  dallo stesso destino.
   Signor  Presidente, poichè sull'articolo 3 ci sono tante  cose  che
  non  capisco,  o che vengono da lontano, su cui ho mille  riserve  e
  mille  perplessità, vorrei illustrare il mio emendamento che prevede
  la  soppressione dell'articolo 2 laddove, per esempio, si ritorna ad
  un  vecchio   vizio che è quello del parere unico della  Commissione
   Bilancio . Su che cosa? Per esempio sulle dismissioni.
   Io  ho il buon senso di capire che la Commissione  Bilancio  ha  la
  competenza  sulla  cassa e non voglio privare le altre  Commissioni,
  quelle  di  merito, di dare atti di indirizzo perché,  per  esempio,
  ieri sono stato nell'agrigentino con la mia Commissione a sentire il
  problema  della dismissione delle quote dell'Italkali. Finalmente  è
  stato fatto un bando che sembra dare maggiore garanzia alla Regione,
  ai lavoratori, e che guarda al piano industriale.
   Fortunatamente,  io non sono perché il prezzo sia  tutto,  ma  sono
  perché  si  guardino  i  piani di sviluppo e spero  che  la  Sicilia
  rimanga   proprietaria  di  una  azienda  che  considero  il   fiore
  all'occhiello.
   Quello  che  non  vorrei permettere è che la Commissione   Attività
  produttive , visto che parliamo dell'Italkali, non possa dire  nulla
  sulla  valorizzazione, sul risanamento ambientale, sulle prospettive
  di  questa o di quella azienda. Ecco perché, laddove vedo che,  alla
  lettera c) si cambia quello che è stato il dibattito dell'articolo 9
  della legge n. 17 del dicembre 2004, non posso che dissentire.
   Allora,  signor  Presidente e onorevoli colleghi,   vorrei  che  su
  questi punti, evasa la Commissione di conciliazione con i correttivi
  dovuti che servono, il Parlamento si esprimesse con la necessità  di
  approfondire alcuni temi che non possono passare tra le righe.
   Ho   illustrato   le  ragioni  per  cui  chiedo   la   soppressione
  dell'articolo  2.;  spero  di  essere stato  seguito  dai  colleghi.
  Dichiaro che non intendo ritirare la soppressione dell'articolo 2.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  sollevare
  un  problema di carattere metodologico ma anche formale dal punto di
  vista  regolamentare. Mi riferisco al fatto che  vedendo  il  testo,
  perché  non  ho  avuto  occasione di studiarlo  ma  solo  appena  di
  vederlo, ho trovato le ragioni per cui non potevo aver letto  questo
  testo  e  chiedo se questo formalmente sia giusto, come  mai  questo
  testo   non  è passato dalla IV Commissione  Territorio e ambiente ,
  che  mi  pare  abbia delle specifiche competenze rispetto  a  questa
  materia.
   Ripeto:  la  IV Commissione credo abbia delle specifiche competenze
  su  questa materia, quindi pareva del tutto normale oltre che,  come
  richiesto   dall'onorevole   Turano,  soprattutto   la   Commissione
   Territorio  e  ambiente  doveva in qualche modo   essere  coinvolta
  nell'esame del testo. Invece, la Commissione  Bilancio  ha  lavorato
  direttamente su questo testo e l'ha esitato e così si trova in Aula.
   Credo  che  la  procedura non sia del tutto  normale,  tuttavia  mi
  rimetto  all'Aula e anche alla sua persona, signor  Presidente,  per
  valutare  la  regolarità di questo meccanismo.  Nel  merito  non  mi
  esprimo  anche  se ritengo alcune cose condivisibili, comprensibili,
  però lei capisce bene che si possono meglio comprendere se hanno  un
  approfondimento nella sede più naturale, mi riferisco alla  sede  di
  approfondimento di merito che è in questo caso la IV Commissione. Su
  questo gradirei anche avere una risposta.

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI   MAURO .   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   voglio
  richiamare l'attenzione dei colleghi parlamentari su un articolo  di
  legge che è testualmente il comma 1 lettera b) dell'articolo 2.
   Il  disegno  di  legge in questione è quello delle  Commissioni  di
  conciliazione. All'interno di questo disegno di legge si  ritorna  a
  trattare  l'argomento che riguarda l'articolo 9 della  legge  n.  17
  del   2004  che,  testualmente, indicava una serie di  immobili  che
  potevano  essere  inseriti nella società di scopo con  eccezione  di
  case  popolari,  di  beni immobili di grande valore  artistico,  gli
  immobili destinati anche all'attività industriale nelle zone ASI  e,
  se non ricordo male, anche gli immobili di proprietà delle IPAB.
   Con questo comma si vuole ristabilire che gli immobili, i capannoni
  vengano  ad  essere  assorbiti dalla  società  di  scopo  con  grave
  nocumento  per  l'economia siciliana e per gli imprenditori  che  in
  atto  pagano  un  prezzo assolutamente accettabile per  via  di  una
  convenzione  con  l'assessorato  regionale  all'industria   o   alla
  cooperazione, non ricordo esattamente, e andremmo invece a procedere
  ad  un conferimento che non farebbe altro che far lievitare i prezzi
  di locazione.
   Vorrei,  pertanto,  che  l'Assemblea fosse  attenta  nell'esaminare
  questo  comma perché, certamente, se fosse approvato, causerebbe  un
  danno per l'economia siciliana.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO  Signor Presidente, se non ho capito male questa mattina,
  rispetto anche ad alcune dichiarazioni dell'onorevole Di Mauro,  lei
  aveva preso una sorta di impegno affinché nel pomeriggio di oggi  ci
  sarebbe  dovuto  essere  un  incontro  della  Commissione   per   il
  Regolamento riguardo la questione del  registro delle firme.
   Poiché   continuo   a   sostenere  l'idea  del   giusto   controllo
  dell'apposizione delle firme,  ma continuo a dire che non ho firmato
  al tavolo della Presidenza, volevo ribadire quello che avevamo detto
  alcuni giorni fa e cioè il concetto che fosse necessario porre  fine
  a  questo  ragionamento che è diventato più  di  farsa  che  non  di
  sostanza.

    PRESIDENTE   Onorevole Antinoro, le  comunico che  la  Commissione
  per  il  Regolamento è stata convocata per domani mattina  alle  ore
  12.00.
    Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
    -dall'onorevole Turano: 2.3;
  -dall'onorevole Fleres: 2.4;
  -dall'onorevole Di Mauro: 2.2.

    CASCIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CASCIO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente  per  chiedere al relatore di dare un  parere  favorevole
  all'emendamento Turano.

    PRESIDENTE  Siamo alla discussione generale sull'articolo.

    CASCIO   Io ne approfitto in maniera tale da evitare  di  dare  la
  parola a quanti più deputati visto che  la richiesta quasi unanime è
  quella di cassare l'articolo 2.
   Abbiamo  approvato  l'articolo 1 di  questa  norma  che  è  il  più
  importante  cioè quello che riguarda le  funzioni e i  poteri  della
  Commissione  di  conciliazione.  Credo  che  l'articolo  2  riguardi
  materia   differente;  crediamo  che  ci  sia   l'esigenza   di   un
  approfondimento  rispetto al testo che stiamo  esaminando  e  quindi
  rivolgo  un appello al relatore del disegno di legge affinché  possa
  dare il parere favorevole all'emendamento 2.3

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    LACCOTO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  sottoscrivere   l'emendamento  a  firma   Turano   di   soppressione
  dell'articolo  2,  così come ha chiesto anche il  Capogruppo.  Però,
  vorrei fare rilevare che qui ci sono materie che non attengono  alla
  Commissione   Bilancio , ma ad altre commissioni, materie   che  non
  sono assolutamente di pertinenza della Commissione  Bilancio .
   Il  mio richiamo è quello di essere  obiettivi nella conduzione  di
  questi argomenti; è un richiamo forte, specialmente nei confronti di
  materie che non hanno niente di generale ma che vogliono sicuramente
  andare  al  particolare  per  poter  far  sì  che,  sotto  l'aspetto
  finanziario, vi siano le norme che stravolgono quelle del demanio  e
  del patrimonio.

    FLERES  relatore.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    FLERES   relatore.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono
  convinto  che  l'argomento  che  è  contenuto  nell'articolo  2  sia
  importante, ma sono altresì convinto che esso merita, probabilmente,
  un   ulteriore   approfondimento  attraverso  un   passaggio   nelle
  Commissioni di merito. Lo diceva poc'anzi l'onorevole Turano facendo
  riferimento  alla terza Commissione, ma ci sono anche questioni  che
  riguardano altri aspetti.
   Pertanto,    la    Commissione    esprimerà    parere    favorevole
  all'emendamento soppressivo 2.3.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il  parere  del
  Governo?

    LO PORTO ,  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Gli emendamenti 2.4 e 2.2 sono preclusi.

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Articolo 3.
         Competenze relative a demanio e patrimonio immobiliare
                                regionale

   1.  All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni, tra le  attribuzioni  della
  Direzione  del personale e dei servizi generali, sono  soppresse  le
  parole   Demanio. Patrimonio  immobiliare  regionale. Programmazione
  e disposizione di spesa per le opere di edilizia demaniale'.
   2.    Le  competenze  relative a  demanio, patrimonio   immobiliare
  regionale,  programmazione e disposizione di spesa per le  opere  di
  edilizia demaniale sono attribuite all'Assessorato regionale per  il
  bilancio  e le finanze - Dipartimento regionale bilancio e tesoro  -
  Ragioneria generale della Regione.

   3.    Con  decreto  del  Presidente della Regione, previa  delibera
  della  Giunta regionale, vengono stabilite le modalità  con  cui  il
  personale   del  Servizio  demanio  e  patrimonio  immobiliare   del
  Dipartimento  regionale  del personale,  dei  servizi  generali,  di
  quiescenza  previdenza  ed  assistenza del  personale,  transita  al
  Dipartimento regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale della
  Regione.

   4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare,
  con proprio decreto, le necessarie variazioni di bilancio».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
    -dall'onorevole Fleres: 3.2;
  -dall'onorevole Ruggirello: 3.3.

    FLERES  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   relatore.  Signor  Presidente,  sull'articolo  3   ritiro
  l'emendamento  soppressivo   perché  ho  presentato,  insieme   alla
  Commissione,  un emendamento che chiarisce il senso dell'articolo  e
  lo riconduce al contesto della legge.
   Infatti, abbiamo inserito  l'emendamento, il 3.5, al comma  2,  che
  esclude  dal trasferimento di competenza - che è sempre relativo  ad
  una  parte, alla parte affrontata da questa legge, non certo insieme
  alle competenze -  il demanio marittimo.
   Pertanto, l'emendamento 3.2 è ritirato.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
  non  parlare ma per le stesse ragioni per le quali il Parlamento  ha
  poc'anzi  approvato  favorevolmente l'abrogazione  dell'articolo  2,
  credo che, per coerenza, dovremmo fare lo stesso con l'articolo 3.
   Abbiamo  rilevato e condiviso il fatto che vi era materia  che  non
  era soltanto di pertinenza della Commissione Bilancio, che è l'unica
  che  ha esaminato questo testo. Mi sembra opportuno che la pausa  di
  riflessione che ci siamo presi per sottoporre al parere delle  altre
  commissioni la materia dell'articolo 2 possa essere utilizzata anche
  per l'articolo 3, quantunque modificato come ci è stato annunciato .
   Quindi,  adesso  troveremo le formule tecniche e,  se  è  il  caso,
  ripresenteremo l'emendamento per  sopprimere anche l'articolo 3, per
  fare  in  modo  che  questa materia più compiutamente  possa  essere
  esaminata in Commissione; a maggior ragione, se il testo che  saremo
  chiamati a votare non è quello che abbiamo ma, precipitosamente,  un
  altro  testo  che  ci viene sottoposto e che ancora non  conosciamo.
  Credo   che,   a   maggior  ragione,  questo  debba  tornare   nelle
  commissioni.  Ne approfitto per chiedere -  non mi sembra  un  testo
  del  quale  ci  sia  estrema urgenza - se, contestualmente,  potesse
  essere tutto insieme rivisto anche dalle Commissione perché ci  sono
  parti  dell'articolo 1 che attengono pure alla competenza  di  altre
  Commissioni.
   Lo  abbiamo  esitato, ma così è. Quindi, continueremmo a sbagliare,
  ad  avallare  un errore che abbiamo compiuto. Troverei sano  che  il
  Parlamento, a cui mi appello e anche l'Assessore per il territorio e
  l'ambiente che è presente, avessero modo di esaminare  compiutamente
  questo   disegno  di  legge  sul  quale,  ripeto,  non  c'è  volontà
  ostracista ma non c'è neanche bisogno di andare avanti a testa bassa
  e chiedere al Parlamento di votare comunque.
   Siamo  tutti  qui  responsabilmente a votare  testi  di  legge  che
  riteniamo  necessari,  non approfittiamone  per  votare  cose  delle
  quali   non  siamo  convinti.  Saranno  giuste  ma  non  le  abbiamo
  conosciute.

    ADAMO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO    Signor  Presidente,  sono   costretta  a  convenire   con
  l'onorevole   De Benedictis, lo faccio con spirito liberale   perché
  raramente la sinistra ha questo spirito liberale  e questa apertura.
   Si tratta di una materia che, sicuramente, deve essere esaminata in
  quarta  Commissione. Mi associo alle richieste e  credo  che  questa
  materia debba essere esaminata con attenzione.

    PRESIDENTE  Tecnicamente  fate proprio l'emendamento.

    ADAMO  Sì.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    LACCOTO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  si  parla
  sull'articolo  3 perché si dice che c'è un emendamento  soppressivo.
  Subito  dopo si dice che l'emendamento soppressivo viene modificato.
  Credo che non sia un modo giusto per l'attenzione del Parlamento.
   Signor  Presidente,  lei  stesso ha detto che  c'è  un  emendamento
  soppressivo;  ad  un  certo punto, dopo la discussione  generale  si
  dice:  no, viene modificato.
   Intanto,  faccio  mio  l'emendamento  soppressivo  con  le   stesse
  motivazioni che ho già detto per l'articolo 2 che hanno già ripetuto
  altri  colleghi. Questa è una materia che non ha niente a che vedere
  con  il  problema  finanziario ma che  deve  essere  certamente  più
  approfondita  da parte degli uffici, da parte della  commissione  di
  merito  e  non è materia attinente alla commissione di conciliazione
  di cui all'articolo 1.
   Pertanto,  insieme  agli altri, mi unisco al  coro  di  coloro  che
  dicono che questo articolo deve essere soppresso e, certamente,  non
  può essere approvato in queste condizioni.

    ORTISI  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà

    ORTISI   Signor Presidente, anche io mi associo alla firma di  chi
  fa proprio l'emendamento Fleres, ma, dalle firme che vedo, questo  è
  il   tipico  esempio  di  compromesso.  Voglio  dire  che  c'è   una
  intenzione positiva dell'onorevole Fleres, del relatore,  che  rende
  scheletrica  la  proposta  di  legge, poi,  alla  fine,  nel  merito
  l'emendamento tende a punire, anzi punisce l'acquirente.
   Chi  acquisisce case popolari, non in genere, è sempre una  persona
  che  non ha grandi disponibilità economiche, fa grandi sacrifici per
  acquisire,  voi  aggiungete il tre per  cento  da  pagare  da  parte
  dell'acquirente,  più  trecento euro per la  pratica;  ma  così  non
  vogliamo   favorire  l'acquirente,  così  siamo   medievali ,   cioè
  mettiamo   balzelli  in  quella  che  può  diventare   un'operazione
  estremamente  positiva. Pertanto, credo che la legge, nonostante  le
  buone  intenzioni, stia scivolando male e rischia anche come  legge,
  onorevole Fleres.
   Sarebbe  opportuno che lei rifacesse suo l'emendamento  soppressivo
  e,  quindi, ci permettesse alla fine di discutere solo sull'articolo
  1.  Ma  se si insiste su aggiustamenti, è probabile che questa legge
  scivoli nel baratro.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE Ne ha facoltà

    ARDIZZONE    Signor   Presidente,  vorrei  sottoporre   alla   sua
  attenzione  e  a  quella  degli uffici  una  specificità  di  questo
  articolo.  Noi  stiamo  intervenendo  sulla  materia  che   riguarda
  l'ordinamento  del Governo. Francamente mi sto ponendo  un  problema
  perché noi stiamo andando a incidere  sottopongo alla sua attenzione
  e  a  quella degli uffici l'ammissibilità in questo contesto  di  un
  emendamento che riguarda l'ordinamento del Governo.
   E'  anche  questa  una  legge sottoponibile  a  referendum?  Stiamo
  attenti    Noi   stiamo  incidendo  su  una  materia  che   riguarda
  l'attribuzione delle competenze ai singoli assessorati.
   Più volte, soprattutto nella precedente legislatura, ci siamo detti
  che  avremmo  dovuto esitare una legge organica  che  riguardava  il
  numero degli assessorati e l'attribuzione ai singoli assessorati.
   In questo momento,  stiamo trasferendo competenze da un assessorato
  ad un altro.
   Quindi,  mi  rimetto  alla valutazione sua  e  degli  uffici  sulla
  ammissibilità di questa materia e non è la competenza al Governo. Se
  così  fosse,  non  è solo una questione di competenza  della  quarta
  Commissione,  ma  anche  una competenza,  soprattutto,  della  prima
  Commissione che riguarda l'ordinamento del Governo.

    FLERES  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ho
  detto che ritiro l'emendamento soppressivo ma ho detto che, nel caso
  in  cui  non  dovesse  essere  bocciato  l'emendamento  soppressivo,
  potrebbe  esserci  un  emendamento  aggiuntivo  all'articolo  3  che
  chiarisce e precisa il contenuto dello stesso.
   Quindi, mantengo il mio emendamento soppressivo.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   l'emendamento    soppressivo
  dell'onorevole Fleres è mantenuto.

    INTERLANDI   assessore per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ho ritenuto necessario  intervenire
  perché  già  da  una prima lettura dell'articolo 3  sono  emerse  le
  perplessità, proprio sul modo in cui è stata costruita la norma che,
  purtroppo, si presta ad essere interpretata.
   Siccome il concetto di demanio, che è quello che ha attirato di più
  la  mia  attenzione, è talmente ampio da dover comprendere anche  le
  specificità  di  demanio  marittimo,  ma  penso  anche  al   demanio
  forestale,  non vorrei che domani, una norma siffatta, si  prestasse
  ad  un'interpretazione  per  cui  ci  ritrovassimo  a  dover  vedere
  transitare porzioni di demanio a competenze di altri uffici.
   Direi  che la norma, così com'è, non può che meritare una richiesta
  di soppressione, perché quanto meno, non ha tenuto in considerazione
  che nell'alveo del genus, molto ampio, possono essere ricondotte  le
  species  e  siccome il più contiene il meno, non vorrei  che  ci  si
  trovasse di fronte ad una situazione del genere. Così com'è non  può
  soddisfare le esigenze di chiarezza.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appello al suo
  buon senso ed al suo corretto governo dell'Aula ed anche ai colleghi
  della Commissione  Bilancio  che hanno predisposto un testo che  non
  ha  niente  a  che vedere con la Commissione  Bilancio ,  perché  le
  competenze sono esclusivamente della IV e della I Commissione, però,
  anche  nel modo in cui noi legiferiamo dobbiamo stare molto  attenti
  perché  in  un  articolo spostiamo competenze da un  ramo  all'altro
  dell'amministrazione.
   Signor  Presidente, avverto che c'è l'esigenza che  si  faccia  una
  modifica  della  struttura  amministrativa,  perché  una  serie   di
  competenze vanno ridistribuite in rapporto alle deleghe,  ma  questo
  deve  essere  affrontato  come argomento di carattere  generale,  da
  parte dell'Assemblea regionale.
   Sono  dell'avviso che la struttura, così come oggi  è,  rispetto  a
  quando  fu  pensata, è obsoleta, però non si può, introdurre  in  un
  articolo  di  legge che arriva in Aula, sulla base di una  votazione
  della  Commissione  Bilancio , che su questo articolo non ha neanche
  competenza,  portare in Aula un trasferimento di  competenza  da  un
  ramo  dell'amministrazione ad un altro  ramo  che,  quanto  meno,  è
  azzardato dal punto di vista legislativo.
   Signor  Presidente,  non  so se in questa  legge,  quel  comma  sia
  coerente con la legge, a me sembra fra l'altro, incoerente,  quindi,
  rimetterei alla sua valutazione, intanto il fatto che il  testo  del
  comma  e dello stesso articolo sia ammissibile alla discussione.  In
  ogni caso, penso che debba essere soppresso.
       Siccome, però, capisco che è stata fatta una norma,  secondo me
  - consentitemi non voglio utilizzare termini che non appartengono al
  mio  stile  -  in modo abbastanza frettoloso, pongo alla valutazione
  del Presidente dell'Assemblea il fatto che il testo venga inviato in
  IV e in I Commissione, in quanto competenti per materia.
    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    la   disamina
  dell'articolo    3,    sicuramente,   presenta    qualche    difetto
  interpretativo  che,  legittimamente, è stato sollevato  da  diversi
  colleghi.
   Personalmente, vorrei chiedere, sommessamente, l'opportunità di una
  riscrittura,  per dare il giusto senso a questo articolo che  non  è
  finalizzato  tanto allo spostamento di competenze da un  assessorato
  ad  un altro, fine a se stesso, ma è sicuramente finalizzato a  dare
  l'opportunità all'Assessorato bilancio di velocizzare la vendita  di
  immobili,  l'appostamento  delle  cui  partite,  delle  cui   somme,
  consente  di  fare  un bilancio più agevole, con  entrate  certe  e,
  quindi, di dare certezza al bilancio che andiamo a costruire.
   Alla  luce di questo senso di responsabilità, chiedo cinque  minuti
  di  sospensione per una riscrittura che dia questo senso; lo chiedo,
  sommessamente,  anche  nella  considerazione  del   fatto   che   ci
  avviciniamo   alle  variazioni  di  bilancio,  quindi,   farlo   ora
  consentirebbe   agli  uffici  di  agire  nella   giusta   direzione,
  velocizzando   le   procedure  della  vendita   degli   immobili   e
  l'assessorato  al  bilancio potrebbe introitare le  somme  che  sono
  indispensabili per la realizzazione del bilancio 2008.

    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato l'emendamento  3.5,  a
  firma dell'onorevole Fleres.
   Onorevoli  colleghi,  dal  dibattito  ed  anche  da  ciò   che   mi
  riferiscono gli uffici, la Presidenza prende atto che l'articolo  3,
  e  non  soltanto,  non è stato esitato dalla Commissione competente;
  d'altro  canto la Presidenza, quando il disegno di legge  arriva  in
  Aula non può sapere da quali Commissioni sia  passato.
   Obiettivamente,  il  disegno di legge, originariamente,  consisteva
  nell'articolo 1 che riguardava la Commissione di conciliazione,  per
  cui  le  considerazioni  che  ha  fatto  l'onorevole  Speziale  sono
  assolutamente pertinenti.
   Pertanto, l'articolo 3 viene dichiarato inesistente nel disegno  di
  legge,  in quanto non compatibile con il disegno di legge  stesso  e
  perché   non   è   stato  regolarmente  esitato  dalla   Commissione
  competente.

    SPEZIALE   C'è una proposta di rinvio in Commissione di  tutto  il
  disegno di legge

    FLERES  Anche l'articolo 4.

    PRESIDENTE  Per quanto riguarda l'articolo 4, è la Presidenza  che
  stabilisce  se  è  conducente  o  meno.  Essendo  inammissibile,  lo
  stralciamo. Sul rinvio in Commissione, decidiamo alla fine, dato che
  sull'articolo 4 esiste lo stesso problema.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Per richiamo al Regolamento

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ricordo quale
  articolo  del  Regolamento interno  dispone  che  sulla  base  della
  richiesta  di  un  parlamentare si possa sottoporre   il  rinvio  in
  Commissione  del  disegno  di  legge  alla  valutazione   dell'Aula;
  pertanto, essendo stato da me richiesto il rinvio in Commissione del
  disegno  di  legge  in  discussione , la invito  a  sottoporre  tale
  proposta alla valutazione dell'Aula.
    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,  l'articolo  121   quater   del
  Regolamento  recita:   Possono chiedere  il  rinvio  in  Commissione
  soltanto il Governo, il Presidente della Commissione o il Presidente
  del Gruppo parlamentare ,  e non il vicepresidente dell'Assemblea.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi  pregherei  di
  cogliere la gravità di questo articolo 4, perché molte volte le cose
  passano inosservate.

    PRESIDENTE   Onorevole Laccoto, non stiamo parlando  dell'articolo
  4,  che  la Presidenza ha già dichiarato inammissibile, bensì  della
  richiesta  dell'onorevole Speziale per il rinvio in  Commissione  di
  tutto il disegno di legge.

    LACCOTO    Allora,  questo  può  valutarlo  l'Assessore   per   il
  territorio

    FLERES  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a seguito
  delle decisioni della Presidenza, che personalmente considero sagge,
  il  disegno di legge è concluso, perché resta soltanto l'articolo  1
  che  è  già  stato  votato.  Quindi,  la  richiesta  di  rinvio   in
  Commissione non avrebbe senso.
   Bisogna, invece, a mio avviso, porre in votazione l'articolo 5  che
  diventerebbe articolo 2, dopodiché il disegno di legge è concluso.
   I  problemi  sollevati dai colleghi, relativamente alle  competenze
  degli articoli cassati, sono già contenuti in altri disegni di legge
  che  presto tratteremo e credo che quella sia la sede più  opportuna
  nella quale le Commissioni di merito e la Commissione bilancio,  con
  l'ausilio  dell'onorevole  Gianni - il quale,  da  questo  punto  di
  vista, è molto abile -, potranno trovare accoglimento.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  vicenda rischi di diventare una tempesta in un bicchier d'acqua.
   Probabilmente,  leggendo  l'articolato,  è  evidente  che  non  sia
  scritto  nella formula migliore o, comunque,  in quella che tende  a
  precisare alcune cose.
   Dato  che  questo disegno di legge, alla fine, non è altro  che  un
  meccanismo  che  tende a velocizzare le entrate  nelle  casse  della
  Regione,  personalmente,  piuttosto che rinviarlo in  Commissione  -
  anche in considerazione di quanto aveva chiesto il mio Capogruppo  -
  penso  che,  sospendendo la seduta per dieci minuti,  anche  facendo
  parlare  uno a favore ed uno contro e, magari, il Governo  valutando
  una  possibile  iniziativa che possa emendare lo stesso  disegno  di
  legge, si possa migliorarne la posizione.
   Se, invece, lo rinviamo in Commissione si rischia di impantanare un
  disegno di legge che ha un'importanza notevole.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, credo che l'aggettivo   inesistente ,
  che  lei ha  attribuito agli articoli 2, 3 e 4 del disegno di legge,
  non  esista  né  sul  piano del diritto, né su quello  della  prassi
  parlamentare.

    PRESIDENTE   Onorevoli  Ortisi, è  stato  un  lapsus  volevo  dire
   inammissibile . Non faccia il professore

    ORTISI   No,  assolutamente, non era questa la mia intenzione.  Lo
  dicevo  perché il fatto che si dichiarino inammissibile in  Aula  la
  maggior  parte  degli articoli di un disegno di legge  dimostra  due
  cose:  la prima che, evidentemente, non si tratta di un solo disegno
  di  legge, ma bensì di quattro appiccicati l'uno all'altro,  oppure,
  che  se tre articoli vengono ritirati o dichiarati inammissibili  il
  disegno  di legge non esiste. Se a ciò aggiungiamo, ed è la  seconda
  argomentazione, quanto detto dai colleghi Adamo, Speziale ed  altri,
  sarebbe  opportuno  che il disegno di legge fosse  apprezzato  dalle
  Commissioni  di merito, secondo me la I e la IV,  e che poi  andasse
  in  Commissione Bilancio e venisse approvato, mettendoci  d'accordo,
  magari,  per  l'apertura di una  finestra' durante  la  sessione  di
  bilancio;  altrimenti rischiamo, o che venga bocciato in Aula,  come
  prevedo,  e  ciò non sarebbe bello, oppure che avremmo  commesso  un
  ulteriore vulnus ai lavori d'Aula, che non fa bene ad alcuno.

    LO  PORTO ,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  visto  il dibattito e le polemiche  che  sono  insorte,
  ritengo   che  una  sospensione  dei  lavori  ci  permetterebbe   di
  riflettere  meglio, in quanto vorrei richiamare  l'Assemblea  ad  un
  elemento:  se  rinviamo  questi temi, riaprire  una  finestra  nella
  sessione  di  bilancio non sarà semplice; si tratta di fare  saltare
  tutto  il  progetto legislativo. Se, invece, nell'arco  di  quindici
  minuti,  riuscissimo a trovare un'intesa, ciò sarebbe meglio  perché
  concluderemmo l'esame di  questo disegno di  legge, questa sera. Per
  cui,  signor  Presidente, il Governo le propone una  sospensione  di
  quindi minuti.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa fino alle ore
  19.30.

      (La seduta, sospesa alle ore 19.12, è ripresa alle ore 19.26)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge  n.
                                  556/A

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  4.  Ne  do
  lettura:

                               «Articolo 4
             Dissenso espresso nella conferenza dei servizi

   1.  All'articolo 15 della legge regionale 30 aprile  1991,  n.  10,
  dopo il comma 4 è inserito il seguente comma:

   4  bis.  Se  il motivato dissenso manifestato nella conferenza  dei
  servizi  è  espresso  da  un'amministrazione  preposta  alla  tutela
  ambientale,      paesaggistico-territoriale,     del      patrimonio
  storicoartistico  o  alla  tutela  della  salute  e  della  pubblica
  incolumità, la decisione  è rimessa dall'amministrazione procedente,
  entro  dieci  giorni, al Presidente della Regione il  quale,  previa
  delibera  della  Giunta  regionale,  su  proposta  del  Dipartimento
  regionale  avente competenza esclusiva o prevalente  sulla  materia,
  acquisito, ove ritenuto opportuno, l'avviso dell'Ufficio legislativo
  e  legale,  assume  nei successivi trenta giorni  la  determinazione
  sostitutiva.    Qualora    l'amministrazione    dissenziente     sia
  un'amministrazione statale, si applica l'articolo  14  quater  della
  legge   7   agosto   1990,  n.  241,  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Ruggirello: 4.1;
   - dagli onorevoli Cracolici, Laccoto e Rinaldi: 4.2;
   - dall'onorevole Basile: A1,  A2;.
   - dagli onorevoli Falzone, Correnti e Granata: A3.

   L'articolo  4 era stato dichiarato inammissibile dalla  Presidenza.
  Alla  luce di questa inammissibilità decadono gli emendamenti 4.2  e
  4.1.  Tutti  gli emendamenti aggiuntivi A1, A2 e A3 sono  dichiarati
  inammissibili perché estranei alla materia.
   Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dagli onorevoli
  Cascio,  Pagano, Limoli, Confalone e Vicari l'emendamento aggiuntivo
  A5, che dichiarato decaduto.
   Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo l'emendamento
  G1.
   Assessore Interlandi, l'emendamento G1 è ritirato, vero?

    INTERLANDI  assessore per il Territorio e l'ambiente. Sì,
  dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PAGANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'emendamento A5, su cui vi è stata anche una discussione vivace  ed
  interessante  da  parte dell'onorevole Ortisi,  sia  uno  di  quegli
  emendamenti assolutamente qualificanti, che produce effetti benefici
  sia  per  le  casse della Regione, sia nei confronti dei beneficiari
  del  provvedimento,  che  sarebbero  i  cittadini,  le  classi  meno
  abbienti.
   Premesso  che  siamo  in  presenza di una  assoluta  omogeneità  in
  materia  di  demanio  perché stiamo trattando di  case  popolari  di
  proprietà del demanio della Regione

    PRESIDENTE   Onorevole  Pagano,  non  vorrei  sembrare   scortese,
  ovviamente, le ridarò la parola, però, per evitare inconvenienti nel
  corso  della  seduta,  la  informo che la Presidenza  ha  dichiarato
  inammissibile  l'emendamento  A5, in quanto  estraneo  alla  materia
  dell'articolo  1  che è l'unica norma, in questo disegno  di  legge,
  passata dalla Commissione competente.

    PAGANO  Assolutamente no, signor Presidente

    PRESIDENTE   Sì  onorevole Pagano. Si calmi,  si  faccia  erudire.
  L'emendamento A5 decade perché sono stati dichiarati decaduti  tutti
  gli  articoli  del  disegno  di legge a cui  si  poteva  ricollegare
  l'emendamento A5.
   Le  dico  subito  che  la  Presidenza aveva dichiarato  ammissibile
  l'emendamento A5 per le motivazioni che lei sta portando, ma siccome
  dall'articolo  2 all'articolo 4 sono stati dichiarati  inammissibili
  anche  questo  è  inammissibile. Se  lei  vuole  continuare  il  suo
  intervento,   lo   faccia,  d'altronde  siamo   in   un   Parlamento
  democratico,  ma  le  garantisco  che  la  Presidenza  non  cambierà
  opinione.

    PAGANO   Signor  Presidente,  capisco  che  questi   atteggiamenti
  assolutamente totalitari, questo mi consenta di dirlo

    PRESIDENTE  La prego, onorevole Pagano

    PAGANO   Signor  Presidente, visto che lei  ha  già  preso  questa
  decisione e, soprattutto, cosa molto importante

    PRESIDENTE   Mi attengo al Regolamento, quindi sono  legalitari  i
  comportamenti non totalitari; lei mi sorprende

    PAGANO  Signor Presidente, lei oggi mi ha interrotto più  volte  e
  sta  dimostrando  un  nervosismo che  non  è  da  lei;  la  gestione
  dell'Aula di solito, da parte sua, è diversa.

    PRESIDENTE  Le garantisco che non sono nervoso.

    PAGANO  Le assicuro che lo è

    PRESIDENTE  Va bene, la accontento: sono nervoso

    PAGANO   Ecco,  già è diverso. Allora, dicevo, in  particolare  il
  disegno  di  legge  narra di disposizioni in materia  di  demanio  e
  patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi.
   Quindi, il titolo nella sua completezza consente di essere coerente
  con  la materia che stiamo trattando e per questo motivo ritengo che
  possa  essere  trattato,  tanto più che si tratta  di  un  argomento
  assolutamente coerente, che porta beneficio alle casse della Regione
  siciliana, che produce benefici ai potenziali fruitori che sarebbero
  i  possessori delle case e che non devono  potere utilizzare  questa
  norma.
   Se  poi  lei  è preso di puntiglio, dall'alto del suo  scranno,  lo
  faccia  tranquillamente  oggi  e  così  andrete   avanti  in  questa
  maniera.

    PRESIDENTE    Onorevole   Pagano  per   non   offendere   la   sua
  intelligenza,   il   suo   intervento   dimostra   l'inammissibilità
  dell'emendamento.
   Lei   fa   riferimento  al  titolo  del  disegno   di   legge   che
  recita: Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e  9  della  legge
  regionale  28 dicembre 2004, numero 17. Disposizioni in  materia  di
  demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi .
   In base a questo titolo l'emendamento è inammissibile e lei non  mi
  ha seguito,  stava pensando che sono nervoso, gli articoli 2, 3 e 4,
  che  fanno  riferimento al titolo della legge sono stati  dichiarati
  inammissibili ed anche il  suo lo è.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  richiamare
  l'attenzione alla sospensione avvenuta dopo che l'onorevole Speziale
  aveva  chiesto  di  far votare l'Aula il  rinvio  del  provvedimento
  intero, in Commissione  di merito che, secondo l'onorevole Speziale,
  è la I Commissione.
   Ritengo, pertanto,  che sarebbe opportuno mettere ai voti il rinvio
  in commissione.

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi non posso metterlo ai  voti,  perché
  l'onorevole  Speziale  non  è titolato,  purtroppo,  a  fare  questa
  richiesta  perché  può proporne il rinvio  un Presidente  di  gruppo
  parlamentare, il Governo o il Presidente della Commissione.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CANTAFIA  Signor Presidente, a  norma del Regolamento, in  qualità
  di vice capogruppo reitero la richiesta di  rinvio in Commissione.

    PRESIDENTE  Vi è la richiesta del rinvio in Commissione  da  parte
  del  vice  capogruppo  di  Sinistra unita . Su tale  richiesta,  può
  parlare uno a favore ed uno contro.
   L'onorevole Flerese chiede di parlare contro. Ne ha facoltà.

    FLERES  relatore. Signor presidente, onorevoli colleghi,  mi  sono
  fatto un'idea su come andranno le cose, anche perché questo non è un
  clima  che  consente ragionamenti e  le leggi non si votano  per  il
  loro   contenuto,  ma  per  chi  li  propone,   per   il   ramo   di
  Amministrazione  a  cui  si riferiscono, se  ci  sono  tensioni  che
  riguardano  questioni diverse, liti pendenti, ma  mai  per  il  loro
  contenuto.
   Parlo  contro  il rinvio in Commissione, l'ho detto poc'anzi  e  lo
  ripeto  adesso,  perché è assolutamente intempestiva  la  richiesta.
  Avrebbe  avuto un senso se fosse stata fatta quando si è  cominciato
  l'esame   del  disegno  di legge, ma a questo punto  resta  soltanto
  l'articolo  1,  che  ha  ricevuto il voto unanime  dell'Aula,  e  la
  clausola  di  pubblicazione  su cui  non  credo  ci  possano  essere
  distinzione di natura ideologica.
   Ho   detto,  peraltro,  sia  in  qualità  di  componente  della  II
  Commissione che di relatore, che la sua decisione di dichiarare  non
  coerenti  con  il  testo  alcuni  degli  articoli  della  legge,  la
  consideravo saggia perché nel momento in cui non c'è un accordo  sul
  percorso  che  deve  essere  compiuto,  è  meglio  evitare  che   si
  determinino situazioni di contenzioso.
   Per  tornare all'argomento, l'esame del disegno di legge è  finito,
  non  c'è  più  materia,  non  saprei di  cosa  dovrebbe  parlare  la
  Commissione   nel  momento in cui la legge è  ridotta  ad  un  unico
  articolo, approvato peraltro all'unanimità, non mi spiego  il  senso
  di  una richiesta di rinvio in Commissione, ma soprattutto non me lo
  spiego  alla luce di un altro aspetto che nessuno ha detto,  ma  che
  molti  sanno,  sicuramente  lo sanno tutti  i  componenti  della  II
  Commissione.
   L'articolo  1  di  questa  legge, una volta  attivato,  determinerà
  entrate  molto consistenti per la Regione ed estremamente importanti
  per    la    predisposizione   del   bilancio   che,   in    assenza
  dell'approvazione di questa legge, non potrebbe iscrivere al proprio
  interno,   nei   propri  capitoli,   una  somma  molto  consistente,
  indispensabile  per  la  vita stessa della Regione  che,  tutti  noi
  sappiamo,  non essere particolarmente brillante dal punto  di  vista
  finanziario.
   Dunque  mi  auguro,  ma  sono  convinto  che  non  sarà  così,  che
  quest'Aula recuperi il senso delle cose, recuperi il significato del
  voto  e voti in funzioni di quello che è il significato di una legge
  e  non  in funzione di altro, perché se non si recupera il senso  di
  rispetto delle Istituzioni si determinerà una reazione a catena  che
  difficilmente consentirà a quest'Aula  di potere proseguire i propri
  lavori,  non adesso, che abbiamo comunque finito, ma in sessione  di
  bilancio  dove una situazione di queste genere, elevata  a  potenza,
  determinerebbe l'ingovernabilità totale di questo Parlamento.

    PANARELLO  Chiedo di parlare a favore della proposta.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  a  favore
  del  rinvio in Commissione del disegno di legge anche perché  vorrei
  ricordare  all'onorevole Fleres che l'onorevole Speziale ha  chiesto
  il  rinvio   quando  si  era  in discussione  dell'articolo  2.  Non
  entrando nel merito della titolarità a chiederlo.
   Signor  Presidente le vorrei dire, che lei giustamente, nella prima
  parte  della  seduta  pomeridiana, ci  ha  ricordato  l'inderogabile
  dovere  delle  Presidenza  di fare rispettare  il  Regolamento,  nel
  momento  in cui aveva acquisito che neanche l'articolo 1 era  andato
  in   Commissione  di  merito, credo che avrebbe dovuto    rimandarla
  nella Commissione di merito.
   Onorevole  Fleres,  non  c'è niente di personale,  non  so  lei  si
  riferisce forse alla maggioranza e ai problemi interni della stessa,
  io naturalmente non partecipo e non capisco.

    CINTOLA  La Commissione di merito è quella del Bilancio.

    PANARELLO  Non so se è di competenza della Commissione  territorio
  e  ambiente'.  Niente  di personale onorevole  Fleres,  se  ci  sono
  problemi  nella  maggioranza, e  sappiamo  che  ci  sono,  non  sono
  attinenti   con  la  richiesta  dell'opposizione  di   rinviare   in
  Commissione  il  disegno  di legge anche per  dare  una  senso  alle
  considerazioni fatte dalla Presidenza sulla necessità di  rispettare
  pedissequamente il Regolamento interno  a tutela del diritto e della
  funzione dei parlamentari.

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, ritengo  che la proposta dell'onorevole  Fleres
  vada  accettata e, quindi, approviamo questa legge, non  c'è  motivo
  che  vada in Commissione anche perché già l'articolo 1 esaurisce  la
  legge.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, leggo l'articolo del Regolamento:
   la   Commissione  o  il  Governo  possono  chiedere,  con  proposta
  motivata,  il  rinvio dello stesso in Commissione per  un  ulteriore
  approfondimento .
   Onorevoli colleghi, quando l'onorevole Speziale ha chiesto  che  il
  disegno di legge andasse in Commissione, non avendo la titolarità  a
  chiederlo,  lo  ha  chiesto in sede di discussione dell'articolo  3,
  essendo stati  ritirati l'articolo 2, l'articolo 3 e  l'articolo  4,
  anzi essendo stati dichiarati non coerenti con il testo. Non è stata
  data  nessuna  motivazione per il rinvio del  disegno  di  legge  in
  Commissione,  tenuto conto che il disegno di legge si  compone  solo
  dell'articolo 1,  che è stato già votato.
   Quindi,  la  Commissione non può fare adoperarsi, l'avrebbe  potuto
  fare se gli articoli 2, 3 o 4 o uno di questi fossero rimasti e  non
  avessero ricevuto  il parere della Commissione.
   La  proposta  di  rinvio in Commissione non  la  metto  neanche  in
  votazione, ai sensi del Regolamento, onorevole Panarello, per essere
  rispettoso del Regolamento.
   Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto, chi
  è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Pongo   in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
  formale  del  disegno  di legge n. 556/A.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvata)

   Avverto  che la votazione finale del disegno di legge n.  n.  556/A
   Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale
  28  dicembre  2004,  n.  17. Disposizioni in materia  di  demanio  e
  patrimonio  immobiliare regionale e conferenza di  servizi   avverrà
  successivamente.

                   Presentazione di ordini del giorno

    PRESIDENTE  Comunico che sono  stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero  197   Riapertura  Stazione dei Carabinieri  nel  Comune  di
  Giardinello , a firma degli onorevoli Caputo ed altri;

   numero 198  Misure per l'utilizzo di tecnologie innovative ai  fini
  della  riparazione delle condotte idriche , a firma degli  onorevoli
  Nicotra ed altri;

   numero  199   Iniziative  per acquisire adeguate  conoscenze  sulle
  strutture  geologiche  e tettoniche della Sicilia ,  a  firma  degli
  onorevoli Cascio ed altri;

   numero 202  Utilizzo dei fondi strutturali a sostegno delle vittime
  del racket dell'usura , a firma degli onorevoli Caputo ed altri;

   numero  203   Equa ripartizione degli aiuti comunitari  al  settore
  agrumicolo , a firma degli onorevoli Villari ed altri;

   numero  204   Iniziative per l'istituzione di  una  Giornata  della
  Memoria  del  genocidio ucraino  Holodomor , a firma  dell'onorevole
  Fleres;

   numero  205   Interventi  da  adottare affinché  gli  Uffici  della
  direzione  provinciale Servizi vari del Tesoro di Catania applichino
  l'interpretazione  autentica  del  comma  1011  della  legge  numero
  296/2006  -  finanziaria 2007 - da parte del  governo  in  relazione
  all'ordine  del  giorno  9/1746  bis.B/5 ,  a  firma  dell'onorevole
  Fleres;

   numero  206   Iniziative per promuovere la carriera  del  mare ,  a
  firma degli onorevoli Ammatuna e Zappulla;

   numero 207  Iniziative per promuovere la conservazione e diffusione
  delle tradizioni musicali siciliane , a firma dell'onorevole Cimino;

   numero  208   Destinazione dei fondi di cui  all'articolo  9  legge
  regionale 21/2007 esclusivamente per le attività formative  previste
  dalla legge regionale 24/1976 , a firma dell'onorevole Cimino;

   numero  209  Interventi a favore dei familiari delle vittime  della
  mafia , a firma degli onorevoli Turano ed altri;

   numero 210  Interventi urgenti a favore della città di Naro colpita
  da eventi franosi , a firma degli onorevoli Granata ed altri;

   numero   211    Istituzione   di  un  sistema   di   certificazione
  professionale degli operatori nel settore delle attività  teatrali ,
  a firma dell'onorevole Apprendi;

   numero  212  Equiparazione dei familiari delle vittime della  mafia
  ai  familiari  delle vittime del terrorismo , a firma dell'onorevole
  Apprendi;

   numero  213   Interventi  a sostegno delle famiglie  delle  vittime
  dell'incendio dell'Agriturismo  Il rifugio del Falco  nel comune  di
  Patti , a firma degli onorevoli Panarello e Cantafia.

    DI  GUARDO .  Chiedo  di apporre la firma  all'ordine  del  giorno
  numero 203.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    AMMATUNA  Chiedo di apporre la firma agli ordini del giorno numeri
  209 e 212.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Savarino, Tumino,  Turano,
  Di   Benedetto  e  Panepinto  hanno  chiesto  di  apporre  la  firma
  all'ordine del giorno numero 210.
   L'Assemblea ne prende atto.

    LEANZA   NICOLA ,  vicepresidente  della  Regione.   Dichiaro   di
  accettare  come  raccomandazione gli ordini del giorno  numeri  197,
  198, 199, 200, 202, 203, 204, 205, 206, 207, 208.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli  ordini  del
  giorno numero 209 e 212, di analogo contenuto.

    SAVARINO  Chiedo di metterlo ai voti.

    CAPUTO  Chiedo di aggiungere la firma.

    FALZONE  Chiedo di aggiungere la firma

    PRESIDENTE  L'Assemblea  ne prende atto. Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Favorevole.

    PRESIDENTE  Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (Sono approvati)

    PRESIDENTE  Si passa all'ordine del giorno n. 210.

    LEANZA  NICOLA ,  vicepresidente della  Regione.  Accettato   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'ordine  del
  giorno n. 211.

    APPRENDI  Ne chiedo la votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Mi  rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 213.

    PANARELLO  Chiedo la votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Votazione finale di disegno di legge  Interventi in favore delle
                           attività teatrali
                           (n. 612-29-364/Bis)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto quarto  dell'ordine  del  giorno.
  Votazione  finale del disegno di legge   Interventi in favore  delle
  attività teatrali .
   Comunico  che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento  interno,
  sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -emendamento 1:  al comma 2 dell'articolo 12, sostituire la  parola
       pertinenze  con la parola  disponibilità ;
   -     emendamento 2:  all'articolo 6, comma 6 lettera b, punto d,
  sostituire  dell'immobile  con le parole  della sede .
   -     emendamento3:  all'articolo 1, dopo le parole  crescita
  sociale ed economica  aggiungere le parole  e politica .
   Si passa all'emendamento 1. Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2. Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3. Il parere della Commissione?

    CINTOLA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione la delega  alla  Presidenza
  per il coordinamento formale del disegno di legge.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvata)

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questa  legge  di
  riordino delle attività teatrali ha avuto un'approvazione dell'Aula,
  ex  articolo  117, che aggiungeva  politico', io ne ho  parlato  con
  l'assessore  e l'ho chiesto personalmente, ma non perché  politico',
  purtroppo, nella  volgata  diventa, partitico, ma perché la sostanza
  del  teatro - e questo è uno dei motivi che depongono a favore della
  legge -  da Aristotele a Dario Fò è fondamentalmente politica, anche
  quando non si interessa di politica è politica, qualche volta incide
  addirittura  sulla  decisione  degli Stati:  Aristotele  impedì  una
  guerra fra Sparta e Atene.
   Questo  è uno degli aspetti positivi della legge, un altro riguarda
  l'organizzazione  sul  territorio  e  la  decisione  di  affidare  a
  parametri  di  giudizio  oggettivo,  che  di  fatto  esautorano   la
  discrezionalità  dell'assessore e questo dobbiamo  accoglierlo  come
  fatto   estremamente  positivo  perché  oggi   trovare   uno   degli
  amministratori,   un  governante  che  si  spoglia   delle   proprie
  discrezionalità   non  è  facile;  solo  le   leggi   Bassanini   lo
  permettevano  nella distinzione fra amministrazioni e gestioni,   ma
  qui sta proprio all'interno dell'amministrazione e stimola il nostro
  plauso.
   Un  altro  aspetto  positivo  è che  il  teatro,  nella  volgata  e
  nell'immaginario collettivo,  ancora oggi, nel meridione soprattutto
  resta  un  hobby  da affidare, nel teatro amatoriale, a persone  che
  vogliono  passarsi  un  po' di tempo e nella professione  a  persone
  marginali,  appendicolari rispetto al corso  finanziario  e  sociale
  delle  comunità  e   diventa invece oggetto di attenzione  anche  in
  ordine a finanziamenti.
   Dopo  aver  detto quanto era di positivo, riteniamo  l'Osservatorio
  però pletorico e ridondante, è minino lo stanziamento dei fondi  per
  i  progetti obiettivi che si voglio raggiungere, un altro   elemento
  negativo:    troppe  figure,  organismi,  abbiamo  detto  pletorici,
  qualche  ripetizione  e qualche possibilità di incontro-scontro  con
  altri assessorati competenti, per esempio con il  turismo'.
   Questo non ci sembra sia stato approfondito adeguatamente, pertanto
  il  gruppo  del  Partito  Democratico si  è  orientato  a  dare  una
  astensione  benevola a questo disegno di legge riconoscendo  aspetti
  positivi,  ma  anche limiti che speriamo insieme di  migliorare  nel
  corso del tempo.

    APPRENDI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    APPRENDI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questa legge esprimendo soddisfazione  perché tra la prima stesura e
  la  seconda, quella approvata, ho trovato che sono stati accolti gli
  emendamenti   da me presentati,  non so con quale criterio,  cosa  è
  stato  detto  in Commissione, ma  esprimo soddisfazione perché  sono
  stati  abbattuti  alcuni articoli che creavano carrozzoni  politici,
  come  quello della costituzione dell'accademia dello spettacolo  del
  Mediterraneo, la istituzione di dieci sovrintendenze per  i   teatri
  di   pietra',  nove  provinciali  ed  una  regionale,  e  poi,  cosa
  importante,  è stata inserita la  norma riguardante  la  revoca  del
  finanziamento  a  chi non ottempera ai contributi previdenziali,  ai
  contratti di lavoro nazionali.
   Credo che questa legge, così com'è, rappresenta già un grande passo
  avanti,   per   le  cose  che  ha  detto  l'onorevole  Ortisi,   per
  l'importanza  del  teatro  in  Sicilia,  per  la  rilevanza  che  ha
  quest'attività e per quello che può dare alla stessa Sicilia.
   Non  capirò  mai, onorevole assessore - spero che un giorno  me  lo
  spiegherà   -  perché  non  ha  voluto  accettare  quell'emendamento
  riguardante il riordino delle qualifiche professionali.  E'  passato
  come  ordine del giorno, ma non ho capito perché,  sarebbe stato  il
  coronamento del lavoro svolto dall'assessore e dalla Commissione.
   E' un primo passo importante perché credo che dovremmo mettere mano
  di  nuovo  a questo disegno di legge quando il Governo nazionale  si
  darà  la  legge che in questo momento è in discussione, che prevede,
  peraltro,  la  creazione  del FURS, Fondo unico  per  lo  spettacolo
  regionale.
   Pertanto, ringrazio la Commissione per il lavoro svolto, ovviamente
  il mio voto è quello di astensione.

    ZAPPULLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAPPULLA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  assessore,  annunzio il mio voto di astensione e  volevo  motivarlo,
  perché   la   prima   stesura  del  disegno   di   legge,   avanzata
  dall'assessore,  puntava, purtroppo,  a mortificare il  protagonismo
  del  settore  con una esorbitante ed ingiustificata  presenza  della
  politica  e della burocrazia, con la costituzione di sovrastrutture,
  come diceva il collega Apprendi, che rispondevano più ad esigenze di
  equilibrio  politico che ai bisogni di sostenere e regolamentare  il
  settore.  Non  è  un'accusa all'assessore, una  volontà  deliberata,
  oggettivamente così si presentava.
   Io insieme al gruppo ed ai miei colleghi del centro sinistra, oltre
  a tutta la commissione, abbiamo sostenuto una legge che promuoveva e
  regolamentava, in modo serio e trasparente, il mondo del teatro, che
  promuoveva anche i piccoli teatri comunali, le compagnie di ricerca,
  le  associazioni  di  cultura  e,  persino,  le  realtà  del  teatro
  amatoriale;  una  legge che accompagna e segna  in  positivo  questo
  variegato e ricco mondo di professionalità, di arte, di cultura,  di
  genialità, di individualità, ma purtroppo spesso povero di strutture
  e di risorse.
   Una legge che afferma, quindi, parametri certi e che regolamenti la
  possibilità di accedere ai finanziamenti.
   Quest'affermazione  di  astensione  è  motivata,  peraltro,  da  un
  ulteriore  ragionamento, e concludo. Molte cose sono state  cambiate
  in  Commissione,  e  devo   dire  anche  grazie  alla  disponibilità
  positiva  dell'assessore; sono stati accolti diversi emendamenti  di
  rilievo,   è  scomparsa  la  sovrintendenza  regionale  all'attività
  teatrale, è stata notevolmente migliorata la struttura della  legge,
  il ruolo degli esperti e dei tecnici.
   Questo  lavoro davvero importante, insieme a tante altre  cose,  ha
  impedito  il  voto  contrario sull'intero  disegno  di  legge,  voto
  contrario  che è emerso su alcuni singoli punti, ed una  valutazione
  complessiva di astensione già nei lavori della Commissione.
     Concludo  ribadendo,  quindi,  un  concetto  finale  che  ho  già
  dichiarato in Commissione. Questa legge è una buona base,  anche  se
  rimane  certamente  perfettibile e  migliorabile.  Ciò  che  non  mi
  convince  è  l'esiguità  delle risorse  a  disposizione:  un  grande
  progetto  ma con poche risorse e largamente inadeguate. Il limite  è
  particolarmente sgradevole anche in ragione dei tanti contributi che
  la  Regione elargisce disperdendo in mille rivoli quantità enormi di
  fondi  non sempre giustificata dalla qualità delle richieste e dalla
  qualità dei progetti. Non è un'accusa a nessuno.
   E' una realtà oggettiva ed è, quindi, clamorosa la dicotomia di una
  legge  ambiziosa, come quella che vogliamo approvare, ma  povera  di
  risorse  e  la  stessa Regione che contemporaneamente si  prepara  a
  distribuire congrue risorse. Una legge, quindi, con grandi ambizioni
  e  con  altrettante aspettative ma con le risorse  previste,  poche,
  rischia  di diventare uno strumento inadeguato utile purtroppo  solo
  per  alimentare campagne mediatiche. E' esattamente il contrario  di
  ciò  che si vuole, di ciò che ha dichiarato lo stesso Assessore,  di
  ciò  che il mondo dell'arte e del teatro siciliano ha bisogno.  Ecco
  perché  un giudizio positivo complessivo della legge ma un  voto  di
  astensione.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei annotare le
  cose  che  non  mi piacciono di questa legge. Premettendo  che  sono
  soddisfatto del lavoro fatto in Commissione e del risultato  finale,
  nel  senso che essendo un convinto assertore che l'ottimo  è  nemico
  del buono mi accontento del buono ma non abbiamo raggiunto l'ottimo.
  Quindi, premetto che darò un voto favorevole addirittura alla legge.
   Questa legge, ha detto molto bene prima di me l'onorevole Zappulla,
  è  una  legge  ambiziosa  perché  è  una  legge  di  sistema.  Vuole
  regolamentare sistemicamente il teatro e mi permetto di dire che non
  toglie  alla  politica  e alla burocrazia il vantaggio  di  decidere
  come,  nel  senso che fissa qualche paletto,  l'articolo  2  se  non
  ricordo  male  è quello che determina in qualche modo  queste  cose,
  toglie una qualche discrezionalità all'Assessorato, non a chi  vanno
  le  risorse, ma con quali criteri vengono ripartite queste  risorse.
  Naturalmente, dico questo perché credo che dobbiamo arrivare ad  una
  condizione  nella  quale  quando  potremo  migliorare  ulteriormente
  questa  legge  bisognerà definire quali sono i criteri  scientifici
  per determinare il valore di una richiesta di un contributo.
   Da  questo  punto  di vista mi sembra che l'avere  votato   proprio
  l'ultimo  ordine del giorno dell'onorevole Apprendi, quello  che  in
  qualche  maniera  identifica in un nuovo criterio di  determinazione
  del   valore   delle  imprese  teatrali  che  si  propongono   nella
  contribuzione  e  che ci aiuterà probabilmente se riusciremo  a  far
  diventare quell'ordine del giorno una norma di legge.
   Rimane  uno  scandalo  che è quello di non  avere  il  coraggio  di
  unificare  tutte le risorse che stanno dentro e che  possono  essere
  ascritte  alla  voce  Spettacolo  in un'unica legge. Qualcuno  si  è
  lamentato addirittura che questa legge poteva avere questo  effetto,
  cioè  quello di unificare sotto un'unica norma i contributi  che  la
  Regione dà.
   Ritengo  scandalose le modalità con cui vengono erogate le  risorse
  dall'Assessorato  del Turismo, non c'è una regola, un'idea  precisa.
  C'è   una   valutazione,  ovviamente  l'Assessore  ed   il   Governo
  sosterranno  sempre  che  la valutazione è  assolutamente  corretta,
  assolutamente di buon livello, ed io immagino che per una  parte  di
  queste  contribuzioni sarà anche così, ma non c'è  regola,  non  c'è
  nessuno che possa definire, che possa misurare.
   Noi  credo  che  abbiamo  bisogno di avere una  qualche  chiave  di
  lettura  perché si possa con tranquillità disporre di  risorse  così
  ingenti  e  di  una  distribuzione  di  queste  risorse.  Quindi  va
  eliminata  questa  dualità. Lo dico con un esempio:  all'Assessorato
  del  turismo e dello spettacolo fa capo, per esempio, la  Fondazione
  Orchestra Sinfonica siciliana, sulla cui qualità io stendo  un  velo
  pietoso perché le cose che sono state fatte negli ultimi anni  fanno
  gridare  allo  scandalo:  una parte dello spettacolo  viene  gestito
  dall'Assessorato  allo spettacolo e una parte  dall'Assessorato  dei
  Beni  culturali, caso unico perché naturalmente a livello nazionale,
  per  esempio,  tutti  i  fondi relativi allo spettacolo  sono  tutti
  determinati  dal  Ministero dei beni culturali.  Credo  che  faremmo
  bene a fare la stessa cosa.
   Infine,  per  continuare a fare  le trecce alle mosche',  a  questa
  legge  mancano  le risorse. L'Assessore quando ha presentato  questa
  legge  -  poi  noi  l'abbiamo, e ha ragione  anche  qui  l'onorevole
  Zappulla, con una collaborazione che c'è stata anche con il Governo,
  ripulita  in maniera tale che non ci fossero troppi fronzoli  -   ha
  detto  che  intanto  questa legge  la facciamo con  le  risorse  che
  abbiamo però in sede di finanziaria ci metteremo il resto.
   Bene, questa legge può essere votata come un buon auspicio, però il
  completamento di questa legge avverrà quando metteremo fine a questo
  dualismo tra gli Assessorati che si occupano di queste cose e quando
  ci metteremo i soldi per fare davvero politiche culturali.

    GIANNI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNI   Signor  Presidente,  intervengo  solo  per  esprimere  la
  soddisfazione che ho avuto nel lavorare con questa Commissione,  per
  ringraziare  i colleghi e l'Assessore Leanza che si è anche  privato
  di  una  discrezionalità  nel  dare i contributi  e,  quindi,  si  è
  privato,   facendo   questa   legge   di   settore,   anche    della
  discrezionalità di dare i contributi.
   Quindi, ringrazio i colleghi e ringrazio la dottoressa  Ingrao e la
  sig.ra  Costanza  che mi hanno consentito in breve tempo  di  potere
  fare questa legge così come abbiamo fatto.

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  recepisco alcuni appunti,  però,  vorrei  dare
  alcune  giustificazioni soprattutto per quanto  riguarda  l'esiguità
  del bilancio.
     Io  l'ho  detto e l'ho motivato mille volte. Abbiamo cercato,  mi
  sono  spogliato di tutte le risorse che avevo per dare dotazione  di
  bilancio, per fare partire la legge.
   E'  chiaro  che questa legge deve trovare un maggiore finanziamento
  nel bilancio che ci apprestiamo a esaminare nei prossimi giorni.
   Questa  è  una  legge di settore molto importante.  Dicevano   bene
  l'onorevole  Ortisi  e  gli  altri  colleghi  perché  non  comprende
  soltanto  gli  hobby  o  gli amatoriali, ma regolamenta  in  maniera
  oggettiva  un settore molto importante per la Sicilia che  occupa  o
  comunque  impegna circa 100 mila persone.
   E'  stata  una  legge  concertata   con   tutta  l'associazione  di
  categoria,  con il mondo del teatro per primo, una legge  concertata
  con   questo   Parlamento  esaltando  le  potenzialità   di   questo
  Parlamento, di ogni singolo deputato di potere esprimere un  proprio
  parere  e, in molti casi, da parte del Governo di accettarlo  perché
  migliorava la legge.
   Non  sono  andato  in  Commissione - di questo  do  atto  a  questa
  Commissione  -   blindato; abbiamo discusso della  legge,  l'abbiamo
  discussa   seriamente,  abbiamo  recepito  molti   emendamenti.   Li
  presentava  l'onorevole Fleres rispetto al mondo della cooperazione,
  nonostante  l'onorevole  Fleres non fosse  presente  in  Commissione
  perché l'apertura mentale era di fare una ottima legge. Non so se ci
  siamo  riusciti,  ma  certamente il fatto che  circa  la  stragrande
  maggioranza  degli  articoli sono stati votati all'unanimità  e  non
  avevano  bisogno  di  emendamenti, la dice tutta sulla  condivisione
  della legge.
   Anche  il voto di astensione da parte della minoranza mi fa  capire
  che  c'è  un  apprezzamento nella legge. Io ringrazio maggioranza  e
  minoranza  perché da stasera diamo certezza di diritto ad  un  mondo
  che  io considero molto importante dal punto di vista culturale, dal
  punto  di  vista  sociale,  dal punto di vista  politico  e,  se  mi
  consentite, dal punto di vista economico.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Interventi in favore delle attività teatrali»  (612-29-364/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione per scrutinio nominale del  disegno
  di  legge  «Interventi in favore delle attività teatrali»   (612-29-
  364/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

    PRESIDENTE    Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

  Presenti e votanti    68
  Maggioranza           35
  Favorevoli            48
  Astenuti              20

                         (L'Assemblea  approva)

    PAGANO  Signor Presidente, poiché  il mio voto non è stato
  registrato dal sistema elettronico, dichiaro di avere votato a
  favore.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare »
                                 (545/A)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    PRESIDENTE   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di  legge  «Provvedimenti in  favore  delle  famiglie  delle
  vittime del mare » (545/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

    PRESIDENTE    Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

  Presenti e votanti       69
  Maggioranza       35
  Favorevoli        60
  Contrari           3
  Astenuti           6

                         (L'Assemblea  approva)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Stabilizzazione del  personale addetto alla catalogazione dei beni
                    culturali della Regione» (619/A)

    PRESIDENTE   Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Stabilizzazione del  personale  addetto  alla
  catalogazione dei beni culturali della Regione» (619/A).


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    FALZONE  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FALZONE    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente, non voglio approfittare della pazienza dei colleghi  che
  sino ad ora sono stati in Aula, per comunicare il voto favorevole di
  Alleanza Nazionale a questo disegno di legge che certamente è  stato
  più  volte  richiesto e discusso sia in Commissione di  merito,  che
  nelle  altre  Commissioni.  Ritengo sia un  doveroso  passaggio  che
  l'Assemblea  debba fare per dare certezza, così come è  stato  fatto
  anche in altre occasioni, a lavoratori che hanno certamente dato  il
  proprio  contributo  fattivo alla catalogazione dei  beni  culturali
  della Regione Siciliana.
   E'  una  forza,  onorevole Assessore, che  certamente  deve  essere
  valorizzata.  E' chiaro che questo atto che il Parlamento  sta   per
  approvare,  credo dia ulteriore stimolo a questi ragazzi,  a  queste
  persone,  che  da  troppo tempo aspettavano la  stabilizzazione  che
  grazie al recepimento di una norma nazionale ci stiamo accingendo  a
  fare.
   Quindi,    preannunzio  a  nome  di  Alleanza  Nazionale  il   voto
  favorevole.

    LEANZA NICOLA  , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA  , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, ritengo che oggi abbiamo fatto  certamente  una
  legge  giusta nei confronti di un personale qualificato che da circa
  20  anni  lavora in maniera precaria e che certamente non merita  le
  umiliazioni che ha subìto.
   Con questa legge, condivisa da tutti, anche questa molto concertata
  con  il sindacato, con i colleghi parlamentari, che in qualche  modo
  definisce  in  maniera  compiuta tutto l'iter,  ritengo  che  questo
  Parlamento scriva oggi una buona pagina e, quindi, ringrazio tutti i
  colleghi parlamentari che la voteranno.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale  per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

    PRESIDENTE    Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti         .. 72
   Maggioranza       .  37
   Favorevoli        .  72

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Votazione finale  del disegno di legge « Modifiche ed integrazioni
   agli articoli 6 e 9 della legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17» (
                                 556/A)

     PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e  9
  della legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17» (556/A)

    DE BENEDICTIS . Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
  per scrutinio segreto.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, di Benendetto,
       Di Guardo, Galvagno, Gucciardi, La Manna, Maira, Manzullo,
                   Mattarella, Panarello e  Panepinto)

      Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge «
   Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale
                    28 dicembre 2004 n. 17» ( 556/A)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

   PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

   Presenti          72
   Votanti         . 71
   Maggioranza        36
   Favorevoli         36
   Contrari          34
   Astenuti            1

                          (L'Assemblea approva)

    Determinazioni della riunione della Conferenza dei Presidenti dei
                           Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari riunitasi oggi alle  ore  10.45,
  sotto   la   Presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Miccichè,   con  la  partecipazione  dei  Vicepresidenti   onorevoli
  Stancanelli   e  Speziale,  e  del  Vicepresidente  della   Regione,
  onorevole  Nicola Leanza,  ha stabilito che la sessione di  bilancio
  avrà  inizio  subito dopo la conclusione dei lavori  della  presente
  seduta.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a giovedì,  29  novembre
  2007, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II   -LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
      D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 247 - Corretta applicazione della normativa relativa alle
              funzioni  riguardanti la gestione  diretta  dei  beni
              del demanio marittimo regionale.

                           AMMATUNA - ZAGO - BARBAGALLO - MATTARELLA

     III   -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
       Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione .

                    La seduta è tolta alle ore 20.20

            Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.55

                         DAL SERVIZIO RESOCONTI
                              Il Direttore
                          Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO A

              EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 545/A:  PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLE  FAMIGLIE
  DELLE VITTIME DEL MARE

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.12:

  Al  comma  5, dopo le parole  è autorizzato  aggiungere le  parole
   nell'esercizio  finanziario 2008 e nei limiti degli  stanziamenti
  di bilancio.

   Emendamenti 1.1 e 1.5:

  All'articolo 1 sopprimere il comma 6.

   Emendamento 1.11:

  All'articolo  1, comma 7, le parole  la spesa di 800  migliaia  di
  euro  sono sostituite con le parole  la spesa di 1.075 migliaia di
  euro .

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 619/A:  STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE  ADDETTO
  ALLA CATALOGAZIONE DEI BENI CULTURALI  DELLA  REGIONE

    -All'articolo 1:

   Emendamento G 1:

  Il comma 1 è sostituito dal seguente:

   1. In considerazione dell'interesse strategico che l'attività  di
  catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione  dei
  beni culturali, per la copertura dei posti vacanti a seguito della
  definizione    della    dotazione    organica    del     personale
  dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 5, comma  2,
  della  legge  regionale 15 maggio 2000, n.  10  il  personale  che
  presta   servizio  con  contratto  di  diritto  privato  a   tempo
  determinato    per   la    Realizzazione   del   catalogo    unico
  informatizzato   regionale  dei  beni  culturali   ed   ambientali
  intersettoriale e interdisciplinare' Misura 2.02 -  Azione  A  del
  Programma operativo regionale 2000 - 2006 è stabilizzato a domanda
  con le procedure di cui all'articolo 1, comma 519, della legge  27
  dicembre  2006, n. 296, previa verifica del possesso dei requisiti
  richiesti dalla norma anzidetta'.

   Emendamento G.2:

  All'articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche:

  E' aggiunto il seguente comma 2 bis:

   2  bis.  Nelle more della definizione delle procedure di  cui  ai
  commi  1  e  2,  al  fine  di  consentire  la  prosecuzione  della
  catalogazione  dei beni culturali, prevista dalla Misura  2.02   -
  Azione  A  del P.O.R. Sicilia 2000 - 2006, l'Assessorato regionale
  dei  beni  culturali ed ambientali e della pubblica  istruzione  è
  autorizzato  a  prorogare i contratti in corso  con  il  personale
  addetto  alla  catalogazione non oltre il 31  dicembre  2008,  nei
  limiti dello stanziamento previsto dal comma 3, primo periodo'.

  Al  comma 3 le parole  di cui ai commi 1 e 2' sono sostituite  con
  le parole  di cui ai commi precedenti'

  Al  comma   4 le parole   comma 2' sono sostituite con  le  parole
   commi 2  e  2  bis'.

  Il comma 5 è soppresso.

   Emendamento G.3:

  Al  comma 2  le parole   di cui al comma 1' sono sostituite con le
  parole   che  presta servizio con contratto di diritto  privato  a
  tempo   determinato  per  la   Realizzazione  del  catalogo  unico
  informatizzato   regionale  dei  beni  culturali   ed   ambientali
  intersettoriale e interdisciplinare' Misura 2.02 -  Azione  A  del
  Programma operativo regionale 2000 - 2006.

  DISEGNO  DI LEGGE N. 556/A:  MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AGLI ARTICOLI
  6 E 9 DELLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 2004, N. 17. DISPOSIZIONI IN
  MATERIA  DI  DEMANIO E PATRIMONIO IMMOBILIARE REGIONALE E CONFERENZA
  DI  SERVIZI

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.12:

  Al  comma 1, lettera b) sostituire la parola  congiuntamente   con
  la parola  disgiuntamente ;

   Emendamento 1.7:

  Al  comma  1, lettera d),  le parole da  determinato  a   presente
  articolo   sono sostituite dalle parole  sono determinate  con  le
  modalità di cui al comma 1  dell'articolo 16 della legge regionale
  8 febbraio 2007, n. 2  .

  Alla lettera d) aggiungere le seguenti parole:  Per le finalità di
  detta  commissione di conciliazione è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2007,  la spesa di 400 migliaia di  euro  e  per  gli
  esercizi 2008 e 2009 la spesa annua di 200 migliaia di euro cui si
  provvede,  per  l'esercizio  finanziario  2007,  con  parte  della
  disponibilità  dell'U.P.B.  5.2.1.1.2  -  capitolo  242523  -  del
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio finanziario
  medesimo.   Per  gli esercizi finanziari 2008 e 2009  il  relativo
  onere trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione 2007-
  2009  U.P.B. 4.2.1.5.5 .

   Emendamento 1.10:

  Sopprimere il comma 2.

    -All'articolo 2:

   Emendamento 2.3:

  Sopprimere l'articolo 2.

  DISEGNO  DI  LEGGE NN. 612-29-364/A BIS  INTERVENTI IN FAVORE  DELLE
  ATTIVITà TEATRALI

       Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

  All'articolo  1, dopo le parole   crescita sociale ed  economica',
  aggiungere le parole  e politica';

  All'articolo 6, comma 6, lettera b), punto 2) sostituire le parole
   dell'immobile' con le parole  della sede';

  Al  comma 2 dell'articolo 12 sostituire la parola  pertinenze' con
  la parola  disponibilità'.

   ALLEGATO B

   PANARELLO.  -  «Al  Presidente della Regione,  premesso  che  il  5
  settembre  2006 si è svolta, presso la Presidenza del Consiglio  dei
  Ministri,  un'importante riunione del tavolo tecnico costituito  per
  esaminare  ed  eventualmente decretare lo stato di  emergenza  nella
  città di Messina ed il conferimento al Sindaco di poteri speciali in
  materia di mobilità urbana, viabilità ed emergenza abitativa  e  che
  il   Governo  della  Regione  siciliana  era  rappresentato  da   un
  funzionario dell'ufficio di Roma;

   considerato che:

   lo  stato di emergenza discende dalle conseguenze negative  che  il
  traffico  di  attraversamento dei mezzi gommati, non  supportati  da
  adeguate  infrastrutture, determina sulla mobilità e  la  vivibilità
  cittadina;

   assicurare collegamenti marittimi efficienti tra la Sicilia  ed  il
  continente è fondamentale per lo sviluppo dell'economia siciliana;

   i poteri speciali e le risorse necessarie per affrontare i predetti
  problemi possono essere l'occasione per sperimentare, anche su altre
  emergenze  cittadine, una proficua collaborazione tra la  città,  la
  Regione e lo Stato;

   in   particolare,  sul  risanamento  delle  aree  degradate,  sulla
  bonifica   e   la   riqualificazione  della  Zona   Falcata,   sulla
  realizzazione della Strada del Mare, superando ritardi enormi e  non
  più tollerabili anche da parte della Regione, sarebbe utile definire
  (attingendo a risorse comunitarie, statali e regionali) un  percorso
  rapido   che   consenta  di  risolvere  problemi  che   condizionano
  negativamente lo sviluppo di Messina;

   il livello di rappresentanza della Regione al tavolo tecnico, senza
  volere  aprire polemiche, ha determinato nelle istituzioni locali  e
  nell'opinione   pubblica   la   preoccupazione   su   un   possibile
  disinteresse  del Governo regionale per i problemi  della  città  di
  Messina;

   nel  momento  in cui si profila un impegno del Governo nazionale  a
  favore  di  Messina apparirebbe incomprensibile un atteggiamento  di
  scarsa attenzione o di disimpegno da parte del Governo regionale;

   per  sapere  se non valuti opportuno, anche al fine di smentire  le
  predette  preoccupazioni, di assumere, a livello regionale,  con  il
  rilievo che meritano i temi previsti nella dichiarazione di stato di
  emergenza,    promuovere,   tempestivamente,   un   confronto    con
  l'Amministrazione  comunale di Messina e  la  Deputazione  regionale
  messinese per definire il quadro di interventi e di risorse  che  il
  Governo  regionale  intende mettere a disposizione  di  Messina  per
  affrontare e risolvere problemi decisivi per il futuro della città e
  rilevanti  per  le  prospettive  di  sviluppo  economico  e  sociale
  dell'intera Sicilia». (570)

   Risposta.  «Si trasmette la nota prot. n. 3004/IN.14 del 25/09/2007
  inviata  dalla  Segreteria Generale con la quale sono stati  forniti
  utili   ed   esaustivi   elementi  necessari   alla   risposta   per
  l'interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello.
                                                 Il Presidente CUFFARO

                                Regione Siciliana

  PRESIDENZA

  SEGRETERIA GENERALE
                                      Area 2

  Unità Operativa

  "Rapporti con l'Assemblea Regionale Siciliana"

   OGGETTO: Interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello.

  ALL'UFFICIO DI GABINETTO

  DELL' ON.LE PRESIDENTE DELLA REGIONE

  SEDE

   Per  il  seguito  di  competenza, si  trasmette  copia  della  nota
  dell'Ufficio della Regione siciliana in Roma prot. n.  2582  del  13
  settembre  2007, pervenuta in fax, con la quale sono  stati  forniti
  elementi  utili di risposta per l'interrogazione di cui in  oggetto,
  di cui si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
   Questa  Unità Operativa, con il presente atto, in virtù  di  quanto
  alla  stessa  attribuito, giusta Atto di indirizzo presidenziale  di
  cui  alla nota prot. n. 12037 dell'8 ottobre 2004 di codesto Ufficio
  di  Gabinetto,  esaurisce  l'attività  istruttoria  prodromica  alla
  risposta del Presidente della Regione.
   Quanto  sopra  si  rimette  a codesto Ufficio  per  le  conseguenti
  valutazioni   e  le  determinazioni  finali  proprie  dell'Onorevole
  Presidente, ai sensi dell'art. 2, comma 8, del D.P. 10 maggio 2001.

  IL DIRIGENTE PREPOSTO

   (Dott. Maria Accardi)

   Regione siciliana
        Presidenza
     Ufficio di Roma

                                                Data 13 settembre 2007

   Prot. n. 2582/E 2.6

   Oggetto: Interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello - Riscontro
  notizie.

                               Alla Presidenza della Regione siciliana
                                                   Segreteria generale
                                               Area 2  Unità operativa
                         Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
                                Piazza Indipendenza 21 - 90129 PALERMO

                                            E, p.c.
                                              All'Ufficio di Gabinetto
                                             Dell'onorevole Presidente

                                                                  SEDE

   In  riferimento  alla nota prot. n. 2904/IN. 14 del  12.09.2007  di
  codesta  Segreteria  Generale  della Presidenza  della  Regione,  si
  trasmette   la  relazione  dell'Architetto  Flora  Salvi,   che   ha
  rappresentato  l a Regione siciliana nella riunione  concernente  le
  problematiche  inerenti  l'emergenza  ambientale  nella   città   di
  Messina,  svoltasi  il  5 settembre 2006 presso  la  Presidenza  del
  Consiglio dei Ministri in Roma.
   Con  l'auspicio  di  avere  reso esaustivo  riscontro,  si  porgono
  distinti saluti.

   Il Dirigente responsabile

   (Dr. Giovanni CHIRONI)

   Regione siciliana
        Presidenza
     Ufficio di Roma

                                                 Data 8 settembre 2007

   Prot. n. 2290/B2

   OGGETTO:  Relazione su riunione del 5 Settembre  2006  per  l'esame
  delle  problematiche  inerenti l'emergenza ambientale  determinatasi
  nella  città  di Messina nel settore del traffico e della  mobilitai
  presso Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi.

                                  Al Dirigente
                                  Responsabile
                                  dell'Ufficio di Roma
                                  Dott. Giovanni Chironi

                                  SEDE

   La  sottoscritta  ha partecipata, come richiesto alla  riunione  in
  oggetto indicata, in rappresentanza della Regione Siciliana.
   Alla  riunione, presieduta dal Segretario Generale della Presidenza
  dei  Consiglio  dei Ministri, dott. Carlo Malinconico,  hanno  preso
  parte altre alla sottoscritta, il Sindaco di Messina dott. Genovese,
  il  dott.  Bertolaso Capo Dipartimento della Protezione  Civile,  il
  prof.  Pagani  Capo  della Segreteria tecnica dell'onorevole  Enrico
  Letta  e  Dirigenti  del  Ministero  dell'Economia,  dello  Sviluppo
  Economico,  del  Ministero  delle infrastrutture,  della  Ragioneria
  Generale dello Stato.
   Era  altresì  presente l'onorevole Francesco Rinaldi dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Dopo  una  breve introduzione del Segretario Generale ha  preso  la
  parola  il Sindaco di Messina che ha rappresentato la situazione  di
  grave  disagio  (inquinamento acustico  e  atmosferico,  carenza  di
  infrastrutture,  emergenza abitativa, rischio  sismico,  carenza  di
  organici,  etc.)  in  cui  si  trova la città,  sintetizzata  in  un
  rapporto  consegnato ai partecipanti e che si allega  alla  presente
  relazione.  Pur essendo stato realizzato l'approdo di Tremestieri  a
  sud  della  città, solo il 40% del traffico su gomma viene  deviato,
  mentre   il   resto  continua  a  gravare  sul  centro   città.   La
  realizzazione  dei  nuovi moli non è stata  risolutiva,  ma  anzi  è
  necessario un ampliamento.
   Ha  preso  poi la parola il dott. Bertolaso il quale ha  annunciato
  che,  in  collaborazione  con la Protezione  Civile  Regionale,  sta
  elaborando  un Piano di protezione civile per la Sicilia  orientale,
  in  cui  naturalmente è compresa anche Messina, ha dato  la  propria
  disponibilità a collaborare anche con il Comune, ma ha  sottolineato
  la  carenza di risorse economiche, rispetto ai 200 milioni  di  Euro
  richiesti  dal Comune, che è stato invitato ad indicare le  priorità
  tra  gli  interventi  proposti, Infine, ha sottolineato  la  propria
  perplessità  per  l'assunzione di personale, che  poi  difficilmente
  potrebbe   essere   considerato  a   tempo   determinato,   con   un
  provvedimento straordinario.
   Dopo ulteriori contributi in questo senso il Segretario Generale ha
  tirato le conclusioni della riunione che avrà certamente un seguito:

      ·Come primo atto si è impegnato a rappresentare al Presidente del
        Consiglio l'esigenza condivisa di dichiarare lo stato d'emergenza
        nel  primo Consiglio dei Ministri utile. Per fare ciò è  stato
        richiesto  alla  Regione Siciliana di inviare un'intesa  sulla
        dichiarazione di stato di emergenza. Ciò consentirà  di  poter
        mantenere un Commissario che potrà svolgere una attività di raccordo
        tra  tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione  degli
        interventi necessari.
  ·Seguirà poi una fase "di interlocuzione" trai vari soggetti per
  individuare possibili risorse e soluzioni.
  · Ha poi chiesto alla Regione di poter acquisire agli atti una copia
  dell'accordo di programma stipulato tra la Regione e il Comune di
  Messala nel 2001 (per la realizzazione dei moli di Tremestieri) per
  verificare se è una strada ripercorribile qualora la Regione dia la
  propria disponibilità in questo senso.

   Il Prof. Pagani ha invitato nuovamente il Comune di Messina, mentre
  si  prepara  la  delibera dei Consiglio dei Ministri ad  individuare
  alcune priorità.
   Si resta a disposizione per ulteriori informazioni.

                              Il Dirigente

   (Arch. Flora Salvi)

   TUMINO-GALVAGNO-GUCCIARDI-BARBAGALLO.  -   «Al   Presidente   della
  Regione e all'Assessore alla Presidenza, premesso che:

   il  Dirigente generale del Dipartimento regionale del Personale  ha
  inviato a tutti gli uffici di diretta collaborazione degli assessori
  regionali e a tutti i Dipartimenti regionali la nota prot. 24307 del
  15 febbraio 2007, avente ad oggetto il divieto di cumulo ex art. 133
  del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092;

   nella  nota il Dirigente riferisce di avere formulato richiesta  di
  parere   all'Ufficio  legislativo  e  legale  della  Regione   circa
  l'applicabilità  dell'art. 133 del D.P.R. 1092/1973 con  particolare
  riguardo alle nomine a capo di gabinetto;

   considerato che:

   la   normativa  in  questione  vieta  il  cumulo  tra   trattamenti
  pensionistici   e   incarichi  conseguiti  in   derivazione   o   in
  continuazione di un precedente rapporto d'impiego;
   l'Ufficio legislativo e legale della Regione, con parere n. 387 del
  10.1.2006,  ha confermato l'applicabilità dell'art. 133  del  D.P.R.
  1092/1973  ai  dirigenti regionali in quiescenza  nominati  capo  di
  gabinetto;

   l'Ufficio  legislativo e legale ritiene  di tutta evidenza  che  il
  nuovo  rapporto  intrattenuto da tali  soggetti  sia  riferibile  al
  precedente  nei termini legislativamente indicati, poiché  il  nuovo
  incarico  presso la medesima amministrazione è stato loro  conferito
  solo   perché  dirigenti  regionali  in  quiescenza;  il  precedente
  rapporto d'impiego ha costituito cioè un presupposto essenziale  del
  secondo rapporto ;

   il  comma 2 dell'art. 133 del D.P.R. 1092/1973 dispone, nei casi in
  cui il precedente rapporto abbia dato titolo alla liquidazione di un
  trattamento di pensione, la sospensione del trattamento stesso;

   per sapere:

   quali provvedimenti ritengano di adottare per garantire il rispetto
  della legge che vieta il cumulo di trattamenti;

   se  sia  stata  applicata  nei confronti  dei  soggetti  citati  in
  premessa  la  disciplina dettata dall'art. 133 nella  parte  in  cui
  prevede la sospensione del trattamento pensionistico;

   se  non ritengano opportuno rivedere il sistema dei compensi  anche
  con  riferimento  alle  indicazioni normative  dettate  dalla  legge
  finanziaria regionale». (987)

   Risposta.   «Con  riferimento  all'interrogazione  n.  987,   degli
  onorevoli Tumino, Galvagno, Gucciardi e Barbagallo,  si relaziona in
  ordine  all'attività  posta in essere in  riscontro  alle  richieste
  contenute nella suddetta interrogazione.
   La  normativa  in  materia di divieto di cumulo pensione-reddito  è
  stata oggetto negli ultimi anni di reiterate revisioni.
   Per  tale motivo ed anche alla luce della natura disomogenea  degli
  orientamenti  giurisprudenziali, si ritiene che  l'applicazione  del
  suddetto   divieto   non   sia  priva  di   implicazioni   e   dubbi
  interpretativi  per  sciogliere i quali sono  state  avviate  idonee
  consultazioni.
   In  tale  contesto  si inquadrano le richieste  di  parere  che  di
  seguito  si  elencano  espressamente  finalizzate  a  verificare  la
  posizione  dei  dirigenti regionali in quiescenza nominati  Capo  di
  Gabinetto.
   Con  nota  n.  158204  del 31.10.2006 è stato  chiesto  all'Ufficio
  Legislativo  e Legale di questa Presidenza di esprimere  il  proprio
  avviso  sulla sussumibilità della fattispecie sopra cennata a quella
  astrattamente prevista dall'art. 133 DPR 1092/73.
   L'Ufficio consultato ha, inequivocabilmente, sostenuto che  i  Capi
  di  Gabinetto di cui si scrive non possono, in vigenza dell'art. 133
  DPR 1092/73, cumulare i trattamenti di pensione e di attività.
   In  conseguenza  delle superiori affermazioni è  stata  diramata  a
  tutti   i   Dipartimenti  regionali  e  degli  Uffici   di   diretta
  collaborazione  degli  Assessori un invito a  segnalare  l'eventuale
  conferimento   di   incarichi  a  dipendenti  regionali   posti   in
  quiescenza;  invito,  peraltro, già  contenuto  nella  circolare  n.
  158539 del 31.10.2006.
   Inoltre, sono state avviate delle consultazioni a livello nazionale
  con  l'Inpdap,  sede di Roma. A tale Istituto, è stato  chiesto,  in
  particolare, di esprimersi sull'eventuale rilevanza, ai  fini  della
  incumulabilità,    dell'età   anagrafica    del    pensionato    e/o
  dell'anzianità contributiva utile a pensione.
   Contemporaneamente  ed  allo  scopo di  valutare  le  problematiche
  connesse all'applicazione dell'odierno articolo 133, si è svolta, su
  iniziativa del Presidente della Regione, una riunione alla presenza,
  tra  gli  altri,  dell'Ufficio Legislativo e  Legale  nella  persona
  dell'Avv. Castaldi. Quest'ultimo ha condiviso l'esigenza -  espressa
  in    quella   sede   -   di   acquisire,   in   materia,   l'avviso
  dell'Amministrazione statale e ciò in considerazione dell'evoluzione
  normativa  e  giurisprudenziale avutasi nel  lungo  lasso  di  tempo
  trascorso dalla pubblicazione del DPR 1092/73.
   In tal senso la richiesta del Presidente della Regione formalizzata
  in  data  11  aprile c.a. con nota n. 4500, cui ha fatto seguito  il
  conforme quesito rivolto da questo Dipartimento alla Presidenza  del
  Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica -  con
  nota n. 8128 del 4.06.2007.
   Nelle   more  si  è  ritenuto  opportuno  sospendere  le  procedure
  amministrative   già  avviate  per  l'acquisizione  degli   elementi
  necessari ad individuare i casi soggetti a divieto di cumulo.
   In  data  15.06.2007 con nota n. 6373, l'Inpdap, in riscontro  alle
  richieste  di questa Amministrazione, ha testualmente precisato  che
  Sil divieto di cumulo di cui al predetto art. 133 non opera nel caso
  di  un  trattamento pensionistico di vecchiaia e per quello  erogato
  sulla base di un'anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni .
   Stante  all'onorevole fonte da cui proviene la  comunicazione,  non
  sussistendo  motivi  per  discostarsi  dall'orientamento  assunto  a
  livello nazionale, è stata adottata l'identica determinazione  sopra
  indicata.
   Al   riguardo,  si  precisa  che  le  pensioni  di  anzianità  sono
  equiparate  alle  pensioni di vecchiaia quanto i  titolari  di  esse
  compiono  l'età stabilita per il pensionamento di vecchiaia  (art.9,
  d.l. 503/1992).
   Quanto  al  limite  dei  40, si precisa che lo  stesso  rappresenta
  l'anzianità contributiva massima richiesta in ambito statale per  il
  conseguimento  del  diritto a pensione a prescindere  dal  requisito
  dell'età anagrafica.
   Tale  limite, ai sensi della 1.r. 2/62 e successive modifiche, deve
  intendersi  fissato in anni 35 per i pensionati regionali cancellati
  dai  ruoli  di appartenenza con decorrenza anteriore al 1    gennaio
  2004.
   Per  le  pensioni con decorrenza successiva alla predetta  vale  la
  regola  fissata  dall'art. 20 della 1.r. 21/2003,  per  la  quale  i
  requisiti  di accesso alle prestazioni pensionistiche sono  regolati
  dalle norme relative agli impiegati civili dello Stato.
   Da  ultimo  si aggiunge che con il CCRL area dirigenza vigente(art.
  61,  com.  3),  è stata disposta apposita disciplina  che  fissa  il
  trattamento economico omini comprensivo.

   Allegati:  nota n. 138917 del 20.09.2007 del Dipartimento Regionale
  del  Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza,  Previdenza  ed
  Assistenza del Personale.

                                             L'Assessore TORRISI

    Regione Siciliana
             PRESIDENZA
                     Dipartimento Regionale del
              Personale, dei Servizi Generali, di
          Quiescenza, Previdenza ed Assistenza
                                   del Personale
                   Servizio gestione giuridica ed
     economica del personale regionale  in quiescenza

                    Viale Regione Siciliana, 2226
                                 PALERMO

              Unità Operativa n. 1 Pensioni
                 PROT./G/2007/138917

  OGGETTO : Interrogazione n. 987 dell'on. Tumino Carmelo - Art. 133
  D.P.R. n. 1092/73

                                 All'Assessore regionale destinato
                                 alla Presidenza
                                 Ufficio di diretta Collaborazione
                                 SEDE

   In   riferimento   ed   in  riscontro  alle   richieste   contenute
  nell'interrogazione di cui in oggetto, si relaziona in  ordine  alle
  attività  poste  in  essere  dallo  scrivente  Dipartimento  e  alle
  conseguenti determinazioni assunte.
   La  normativa  in  materia di divieto di cumulo pensione-reddito  è
  stata oggetto negli ultimi anni di reiterate revisioni.
   Per  tale motivo ed anche alla luce della natura disomogenea  degli
  orientamenti  giurisprudenziali,  questo  Dipartimento  ha  ritenuto
  l'applicazione  del  suddetto divieto non priva  di  implicazioni  e
  dubbi  interpretativi  per  sciogliere i  quali  ha  avviato  idonee
  consultazioni.
   In  tale  contesto  si inquadrano le richieste  di  parere  che  di
  seguito  si  elencano  espressamente  finalizzate  a  verificare  la
  posizione  dei  dirigenti regionali in quiescenza nominati  Capo  di
  Gabinetto.
   Con  nota  n.  158204  del 31.10.2006 è stato  chiesto  all'Ufficio
  Legislativo  e Legale di questa Presidenza di esprimere  il  proprio
  avviso  sulla sussumibilità della fattispecie sopra cennata a quella
  astrattamente prevista dall'art. 133 DPR 1092/73.
   L'Ufficio  consultato (con avviso n. 387 del  10.1.2007),  pur  nel
  contesto  di  altre questioni rappresentate, ha, inequivocabilmente,
  sostenuto  che i Capi di Gabinetto di cui si scrive non possano,  in
  vigenza  dell'art.  133  DPR  1092/73,  cumulare  i  trattamenti  di
  pensione e di attività.
   In  conseguenza  delle superiori affermazioni è  stata  diramata  a
  tutti   i   Dipartimenti  regionali  e  agli   Uffici   di   diretta
  collaborazione  degli  Assessori un invito a  segnalare  l'eventuale
  conferimento   di   incarichi  a  dipendenti  regionali   posti   in
  quiescenza;  invito,  peraltro, già  contenuto  nella  circolare  n.
  158539 del 31.10.2006.
   Ciò   nonostante   questo  Dipartimento  non  ha   trascurato   gli
  orientamenti  nel  tempo  e nella stessa materia  emersi  a  livello
  nazionale, ed a tal fine ha avviato una consultazione con  l'Inpdap,
  sede di Roma.
   A tale Istituto, con nota n. 50250 del 03.04.2007, è stato chiesto,
  in  particolare,  di  esprimersi sull'eventuale rilevanza,  ai  fini
  della   incumulabilità,  dell'età  anagrafica  del  pensionato   e/o
  dell'anzianità contributiva utile a pensione
   Contemporaneamente  ed  allo  scopo di  valutare  le  problematiche
  connesse  all'applicazione dell'odierno art. 133, si  è  svolta,  su
  iniziativa   del  Presiedente  della  Regione,  una  riunione   alla
  presenza,  tra  gli altri, dell'Ufficio Legislativo e  Legale  nella
  persona  dell'avv. Castaldi. Quest'ultimo ha condiviso l'esigenza  -
  espressa  in  quella  sede  -  di acquisire,  in  materia,  l'avviso
  dell'Amministrazione Statale e ciò in considerazione dell'evoluzione
  normativa  e  giurisprudenziale avutasi nel  lungo  lasso  di  tempo
  trascorso dalla pubblicazione del D.P.R. 1092/3 .
   In tal senso la richiesta del Presidente della Regione formalizzata
  in  data 11 aprile c.a. con la nota n. 4500, cui ha fatto seguito il
  conforme quesito rivolto da questo Dipartimento alla Presidenza  del
  Consiglio  dei Ministri - Dipartimento della funzione  Pubblica  con
  nota n. 8128 del 4.6.2007.
   Nelle   more  si  è  ritenuto  opportuno  sospendere  le  procedure
  amministrative   già  avviate  per  l'acquisizione  degli   elementi
  necessari ad individuare i casi soggetti a divieto di cumulo.
   In  data  15.06.2007 con nota n. 6373, l'Inpdap, in riscontro  alle
  richieste  di questa Amministrazione, ha testualmente precisato  che
  "il divieto di cumulo di cui al predetto art. 133 non opera nel caso
  di  un  trattamento pensionistico di vecchiaia e per quello  erogato
  sulla base di un'anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni".
   Stante  l'autorevole  fonte da cui proviene la  comunicazione,  non
  sussistendo  motivi  per  discostarsi  dall'orientamento  assunto  a
  livello  nazionale,  io  scrivente ha  ritenuto  di  dover  adottare
  l'identica determinazione sopra indicata.
   Al   riguardo,  si  precisa  che  le  pensioni  di  anzianità  sono
  equiparate  alle  pensioni di vecchiaia quanto i  titolari  di  esse
  compiono l'età stabilita per il pensionamento di vecchiaia (art. 10,
  comma 9, di. 503/1992).
   Quanto  al  limite  dei  40, si precisa che lo  stesso  rappresenta
  l'anzianità contributiva massima richiesta in ambito statale per  il
  conseguimento  del  diritto a pensione a prescindere  dal  requisito
  dell'età anagrafica.
   Tale  limite, ai sensi della l.r. 2/62 e successive modifiche, deve
  intendersi  fissato in anni 35 per i pensionati regionali cancellati
  dai  ruoli  di appartenenza con decorrenza anteriore al  1   gennaio
  2004.
   Per  le pensioni con decorrenza successiva alla predetta data  vale
  la  regola fissata dall'art. 20 della l.r. 21/2003, per la  quale  i
  requisiti  di accesso alle prestazioni pensionistiche sono  regolati
  dalle norme relative agli impiegati civili dello Stato.
   Quanto  sopra  in  attesa  di conoscere l'avviso  del  Dipartimento
  della  Funzione  Pubblica  e  senza nulla  togliere  alla  ordinaria
  vigilanza,   che   impegna  gli  uffici  di   questo   dipartimento,
  sull'ulteriore evoluzione della legislazione e della giurisprudenza.

   IL DIRIGENTE GENERALE

   (Dott. Tommaso Alfredo Liotta)