Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo in corso la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sospendo la seduta,
avvertendo che riprenderà alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10.31, è ripresa alle ore
12.29)
Presidenza del Vicepresidente STANCANELLI
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
ZAGO segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Adamo, per ragioni del suo
ufficio, è in missione dal 28 al 29 novembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
alla Presidenza, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
- numero 987 Notizie a proposito dell'applicazione
dell'art.133 del DPR 1092/1973 (Divieto di cumulo tra pensione e
trattamento di attività) ai dirigenti regionali in quiescenza
nominati capo di Gabinetto degli assessori regionali , degli
onorevoli Tumino, Galvagno, Gucciardi, Barbagallo.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di personale di cui all'articolo 15 della
legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 (n. 692);
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (Interlandi) in data
13 novembre 2007.
- Interventi a sostegno dei militari siciliani e dei loro
familiari colpiti da gravi forme tumorali per esposizione alle
polveri di uranio impoverito (n. 695);
presentato dall'onorevole Gennuso in data 15 novembre 2007.
- Interventi di prevenzione e misure di sostegno per le donne ed
i minori vittime di violenza (n. 696);
presentato dall'onorevole Fleres in data 15 novembre 2007.
- Norma di interpretazione autentica dell'articolo 32 della legge
28 febbraio 1985, n. 47, con le modifiche recate dalla legge
regionale 10 agosto 1985, n. 37 (n. 697);
presentato dall'onorevole D'Asero in data 16 novembre 2007.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per la riduzione dei costi della politica (n. 693)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 novembre 2007
- Norme in materia di protezione civile (n. 694)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 novembre 2007
BILANCIO (II)
- Interventi per la razionalizzazione e lo sviluppo (n. 622)
di iniziativa governativa
inviato in data 15 novembre 2007
PARERE I, III, IV, V e VI
- Misure finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2007. Disposizioni varie
- (n. 623)
di iniziativa governativa
inviato in data 15 novembre 2007
PARERE I, III, IV, V e VI
- Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008 (n.
665)
di iniziativa governativa
inviato in data 15 novembre 2007
PARERE I, III, IV, V e VI
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010
(n. 666)
di iniziativa governativa
inviato in data 15 novembre 2007
PARERE I, III, IV, V e VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per la ricomposizione fondiaria nella Regione siciliana (n.
691)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 novembre 2007
Comunicazione di pareri conclusi
PRESIDENTE Comunico che, ai sensi dell'articolo 3, secondo
comma, della legge regionale 20 aprile 1976, n. 35, il Presidente
della Regione ha proceduto alle seguenti nomine:
- Integrazione collegio sindacale dell'Istituto autonomo case
popolari di Acireale' in data 9 novembre 2007 (pareri n. 24/I e
76/I);
- Integrazione collegio sindacale dell'Istituto autonomo case
popolari di Palermo' in data 9 novembre 2007 (pareri n. 74/I e
95/I);
- Integrazione collegio sindacale dell'Istituto autonomo case
popolari di Siracusa' in data 13 novembre 2007 (pareri n. 73/I e
92/I).
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Rizzotto, Granata,
Incardona e Nicotra hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 1455 - Notizie a proposito dei provvedimenti di fine
incarico degli attuali amministratori provvisori dei
Consorzi di bonifica.
Assessore Agricoltura
Firmatario: Panepinto Giovanni
numero 1458 - Nomina di un commissario ad acta presso il Comune
di Lampedusa (AG) per l'approvazione definitiva del PRG.
Assessore Territorio
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
numero 1459 - Interventi per fronteggiare l'emergenza
malavitosa nel comune di Vittoria (RG).
Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore
numero 1460 Interventi nei confronti degli agrumicoltori
siciliani penalizzati a seguito dell'applicazione della riforma
comunitaria sull'OCM dell'ortofrutta.
Presidente Regione
Assessore Agricoltura
Firmatario: Villari Giovanni; Oddo Camillo; Panarello Filippo;
Di Benedetto Giacomo; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio;
Fiorenza Cataldo
numero 1461 - Notizie a proposito della mancata emanazione da
parte del Presidente della Provincia regionale di Trapani
dell'ordinanza di conferimento di rifiuti solidi urbani per i
comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta
nella discarica di Contrada Borranea di Trapani.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Oddo Camillo; Gucciardi Baldassare
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
numero 1456 - Interventi per l'immediata nomina del Consiglio di
Amministrazione dell'Opera pia San Giuseppe di Piazza Armerina
(EN).
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Gucciardi Baldassare
Numero 1457 - Interventi per scongiurare la soppressione
dell'Autorità portuale di Trapani.
Presidente Regione
Assessore Territorio
Assessore Turismo
Firmatario: Ruggirello Paolo
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
numero 62 - Riordino dei collegamenti tra la Sicilia e le isole
minori. Potenziamento tratte esistenti e programmazione tratte
Trapani-Isole Eolie, Mazara del Vallo-Pantelleria e Mazara del
Vallo-Isole Pelagie.
Assessore Turismo
Firmatario: Gucciardi Baldassare.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che, in data 14 novembre 2007, è stata
presentata la seguente mozione:
numero 247 Corretta applicazione della normativa relativa alle
funzioni riguardanti la gestione diretta dei beni del demanio
marittimo regionale , degli onorevoli Ammatuna, Zago,
Barbagallo, Mattarella.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione con richiesta di
risposta orale
PRESIDENTE Comunico che, con nota prot. 12964 del 13 novembre
2007, il Presidente della Regione ha trasmesso la risposta
scritta all'interrogazione n. 570 Definizione di un quadro di
interventi e di risorse per fronteggiare lo stato di emergenza
della città di Messina , presentata dall'onorevole Filippo
Panarello con richiesta di risposta orale.
L'onorevole interrogante, si è dichiarato totalmente insoddisfatto
della risposta ricevuta. Conseguentemente, l'iter
dell'interrogazione n. 570 è da ritenersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Il testo integrale della succitata nota del Presidente della
Regione sarà riportato in allegato al resoconto stenografico della
presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel corso
della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale (art.
85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto
(art. 127) sono effettuate mediante procedimento elettronico.
Richiesta di apposizione di firma a disegno di legge
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, chiedo di apporre la firma al
disegno di legge n. 696 Interventi di prevenzione e misure di
sostegno per le donne ed i minori vittime di violenza , a firma
dell'onorevole Fleres.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
VICARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI Signor Presidente, chiedo di apporre la firma al disegno
di legge n. 696 Interventi di prevenzione e misure di sostegno per
le donne ed i minori vittime di violenza , a firma dell'onorevole
Fleres.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della seguente mozione:
numero 246 Iniziative per la valutazione delle cefalee
nell'ambito delle invalidità civili , degli onorevoli Gucciardi,
Barbagallo, Galvagno, Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'accertamento dell'invalidità civile rappresenta un'attività di
notevole rilevanza socio-sanitaria, rientrante, fra l'altro, nei
'Livelli Essenziali di Assistenza';
le valutazioni medico-legali delle Commissioni per l'accertamento
dell'invalidità civile, operanti presso le Aziende Unità Sanitarie
Locali, si basano essenzialmente sul dettato normativo offerto dalle
tabelle ministeriali in vigore, che appaiono ormai datate,
eccessivamente sintetiche ed incomplete nosograficamente;
considerato che:
in Italia circa 7 milioni di persone soffrono di sindrome
cefalalgica , di cui circa 5,5 milioni donne;
la cefalea nelle sue forme primarie, e cioè emicrania, cefalea
tensiva e cefalea a grappolo, riguarda circa il 12 per cento della
popolazione nel nostro Paese e costituisce la patologia neurologica
certamente più diffusa nel mondo;
i costi sanitari, diretti e indiretti, derivanti dal mal di testa
sono quantificabili ogni anno in circa 3,25 miliardi di euro;
l'emicrania cronica, tra l'altro, è una malattia fortemente
invalidante, come riconosciuto anche dall'O.M.S. che l'ha posta tra
le patologie causanti massima disabilità, quali la tetraplegia, la
cecità e la psicosi;
detta patologia si manifesta prevalentemente nel periodo più
produttivo della vita del soggetto, causando nei casi più gravi un
malessere talmente acuto da impedire lo svolgimento delle normali
attività, con un disagio che ricade anche sui rapporti familiari e
le relazioni sociali;
i costi sociali dovuti alla forzata assenza dal lavoro per la
patologia in argomento sono particolarmente elevati;
atteso che:
nelle tabelle ministeriali vigenti per la valutazione
dell'invalidità civile non esistono riferimenti utilizzabili,
neppure in via analogica, per le cefalee;
la Regione Lombardia ha di recente riconosciuto la cefalea come
causa invalidante nell'ambito dell'invalidità civile, individuando,
dopo apposito studio, diversi livelli di gravità della cefalea, e
quindi di invalidità, a seconda dell'intensità, della frequenza
degli episodi e della risposta al trattamento;
preso atto che i cittadini affetti da detta patologia potranno,
fra l'altro, godere di esenzioni su alcune prestazioni sanitarie e
servizi pubblici e una particolare tutela nell'ambiente di lavoro;
ritenuto che:
per raggiungere il risultato della Regione Lombardia occorre
procedere ad un inquadramento nosografico delle cefalee, ad una
valutazione del grado di invalidità e ai parametri diagnostici;
occorre colmare con ogni urgenza, relativamente alla tutela del
diritto alla salute, siffata disparità di trattamento tra cittadini
di regioni diverse,
impegna il Governo della Regione
affinchè la Regione siciliana riconosca la cefalea come causa
invalidante nell'ambito dell'invalidità civile;
ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a definire, nel
più breve tempo possibile, detta gravissima problematica derivante
da una patologia che affligge tantissimi cittadini siciliani e che
determina un elevato costo sociale». (246)
Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la
data di discussione.
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per avere la possibilità di chiarire ai miei colleghi
parlamentari la questione della firma. Non ho ben capito se occorre
firmare lì sopra, vicino a lei, per stabilire la presenza o meno in
quest'Aula o basta intervenire per accertare la presenza,
praticamente, come se fosse apposta la firma.
La questione non è di poco conto, perché io non ho capito bene
perché il Presidente dell'Assemblea abbia deciso di trasferire,
questa sorta di tavolino, lì accanto alla sua persona, forse perchè
vuole controllare, adeguatamente, la firma dei parlamentari.
Io credo che la capacità dei parlamentari in quest'Aula non deve
essere valutata in ordine alla presenza o alla sottoscrizione o
all'intervento che comunque si fa.
Io credo che la capacità di svolgere il proprio ruolo di
parlamentare deve essere valutata in ordine all'iniziativa
legislativa.
Vorrei, quindi, che una volta per tutte avvenisse un chiarimento
da parte della Presidenza, che venisse, anche, risolto il nodo della
sottoscrizione, possibilmente facendo ritornare il tavolo della
sottoscrizione al posto in cui era.
La secondo cosa che voglio sottoporre alla Presidenza
dell'Assemblea è la questione dei gruppi parlamentari.
Da diverso tempo circola in questo Parlamento l'idea che possa
essere superata la legge elettorale regionale che stabilisce, come
lei ricorderà, lo sbarramento del 5 per cento.
Io credo che non possa essere assolutamente consentita la
costituzione di gruppi parlamentari che non avendo affrontato il
test elettorale pensano di costituirsi all'interno di
quest'Assemblea.
E' una forzatura che si vuole fare rispetto ad una legge
elettorale che ha voluto sancire, una volta per tutte, lo
sbarramento del 5 per cento; io credo, che il Regolamento interno
debba essere necessariamente aggiornato, credo che l'articolo 23
debba essere assolutamente rivisto e credo che la necessità di
partecipare alla campagna elettorale, con i propri simboli, non sia
funzionale per ottenere il 5 per cento ed essere presenti qui, in
seno all'Assemblea, ma debba anche porre un serio limite alle
questioni di parlamentari che possano, una volta eletti,dare vita a
gruppi parlamentari che sono in completo dissenso rispetto a quanto
previsto dalla legge elettorale.
La terza questione, signor Presidente, è una questione più
importante, che mi permetto di dire, ha visto il Presidente
dell'Assemblea inattivo, non compiere la sua azione, il suo compito,
il suo dovere istituzionale di Presidente dell'Assemblea, a cui noi
parlamentari lo abbiamo delegato.
Credo che da circa sei, sette mesi, c'è un vulnus della democrazia
in questo parlamento, perché non viene rispettato l'articolo 62bis
del Regolamento interno che stabilisce che la presenza nelle
commissioni deve avvenire in termini proporzionali, con i gruppi
parlamentari e per essi i parlamentari che sono componenti di questi
gruppi.
Ad inizio della legislatura noi avevamo designato due parlamentari,
i quali con una scelta autonoma hanno deciso di aderire al Gruppo
Misto.
Il Movimento per l'Autonomia da sei, sette mesi è assente dai
lavori delle commissioni parlamentari e credo che il Presidente
dell'Assemblea abbia omesso l'applicazione dell'articolo 62bis,
comma 3, che testualmente recita: «Qualora per dimissioni o altra
causa sia necessario sostituire dei componenti di una commissione,
la nomina è effettuata dal Presidente dell'Assemblea il quale vi
provvede sulla base delle designazioni sostitutive fornite dal
Gruppo o dai Gruppi parlamentari cui appartengono o appartenevano i
deputati da sostituire».
Non credo sia possibile continuare in una situazione di tolleranza
in cui il Presidente dell'Assemblea omette di adottare decisioni nel
rispetto delle norme regolamentari.
Noi, signor Presidente, la invitiamo a ritardare l'inizio della
sessione di bilancio perché non possiamo consentire che le
commissioni legislative lavorino, si adoperino per l'esame dei testi
dei disegni di legge sul bilancio, sullo sviluppo, sulla
finanziaria, senza la nostra partecipazione.
Ovviamente, signor Presidente, non solo non è più possibile
continuare ma, nel caso in cui la Presidenza dell'Assemblea dovesse
continuare ad omettere un atteggiamento in ossequio al Regolamento,
verrebbe meno anche il rapporto fiduciario del Movimento per
l'Autonomia col Presidente, perché l'atteggiamento di assenza
assunto sul piano della decisione, per quanto riguarda un fatto di
così straordinaria importanza, ci fa mettere anche in discussione
quella che è la nostra partecipazione all'attività di questa
Assemblea.
La nostra mancanza nella Commissione bilancio, ripeto, determina un
mancato rispetto di quello che il Regolamento sancisce. Richiedo
ancora una vota, con decisione, la rappresentanza proporzionale.
Pertanto, signor Presidente, la invito a soprassedere sull'inizio
della sessione di bilancio, perché dobbiamo, tutti, essere nelle
condizioni di partecipare all'attività di esame della finanziaria o
all'attività di esame del bilancio per essere democraticamente
presenti e soprattutto partecipativi.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole Di
Mauro ha una proposta concreta riguardo alla partecipazione del suo
Gruppo in Commissione Bilancio?
DI MAURO . Onorevole Lo Porto, la proposta è l'adempimento di ciò
che prevede il Regolamento interno da parte del Presidente
dell'Assemblea.
Nel momento in cui il Presidente dell'Assemblea non adempie a
quanto prescritto nell'articolo 63bis, comma 3, noi, ovviamente,
assumeremo le nostre decisioni. Non è possibile, assessore Lo Porto,
che si continui così fino alla scadenza dei due anni e mezzo.
PRESIDENTE Onorevole Di Mauro, per quanto riguarda la rilevazione
della presenza, non posso non fare riferimento e leggere cosa
prescrive l'articolo 3 del decreto del Presidente dell'Assemblea n.
660 del 20 dicembre 2000, che recita: «La rilevazione delle assenze
ai fini delle ritenute sulla diaria degli onorevoli deputati è
effettuata dal Servizio di Ragioneria, esclusivamente sulla base dei
fogli di firma delle sedute di Assemblea».
Pertanto, questo è quanto prevede attualmente un decreto del
Presidente dell'Assemblea; mi rendo conto che è stato detto che
l'intervenire in Aula dimostra la presenza, ma è una
contraddizione.
Gli Uffici si faranno carico di risolvere il problema.
DI MAURO . Signor Presidente, vorrei capire: se i deputati non
firmano ma risulta l'intervento ciò vale come presenza?
PRESIDENTE Sì, vale come presenza, però ho letto una norma di un
decreto del Presidente dell'Assemblea, penso che debba essere
modificato.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, intervengo nella veste di deputato e non di assessore
per rilevare un elemento che mi conferma che non si sia troppo
informati sull'esatto regolamento sulle presenze.
Infatti, il richiamo ad una decisione del 2000, mi lascia
immaginare che non si sia tenuto conto di una riforma apportata
nella precedente legislatura, (se non ricordo male nel 2004) - chi,
fra i colleghi, era presente in quella legislatura ricorderà di una
riforma di tale aspetto - che prevede, grosso modo, questo
procedimento che non è mai stato seguito malgrado una mia lettera
circolare di illustrazione dei passi procedurali di questa riforma.
Ricorderete che introducemmo nel Regolamento, art. 85 primo comma,
il principio della presunzione della presenza del numero legale, un
po' come accade alla Camera dei Deputati e al Senato della
Repubblica, dove la registrazione delle presenze non è legata alla
firma dei deputati o dei senatori che si recano dentro le rispettive
Aule, ma è legata alla presenza di un voto elettronico che, nel caso
della Camera e del Senato, è l'elemento costante e permanente di
rilevazione delle presenze.
Introdotta questa novità nel Regolamento interno, sotto la mia
presidenza, quella di presumere che il numero legale sia sempre
presente, naturalmente si può fare Aula anche in presenza di
pochissimi deputati, ma poiché, com'è logico, bisogna salvaguardare
il principio che le votazioni registrino sicuramente la presenza di
un numero legale che, come tutti sappiamo, è legata alla maggioranza
più uno degli eletti, con la votazione elettronica è facile
esaminare, volta per volta, se un Aula ha il numero legale o non lo
ha. E, quando non lo ha, l'Aula procede con la presunzione della
presenza del numero legale, come accade alla Camera, come accade al
Senato, e come vedete nelle rappresentazioni televisive, l'Aula
spesso a Montecitorio o a Palazzo Madama, non è interamente presente
perché vige il principio della presunzione del numero legale.
Mi rendo conto che la materia non può essere affrontata nel margine
di un richiamo sull'ordine dei lavori, ma proprio per questo, signor
Presidente, la invito a promuovere una riunione della Commissione
per il Regolamento che affronti questo problema perché la soluzione
del tavolino' è una soluzione che non eleva la dignità e il
prestigio di un'Aula parlamentare.
Pertanto, si convochi la commissione, dedichiamo a questo argomento
le dovute riflessioni e diamo corso ad una riforma idonea al nostro
livello e al nostro prestigio, altrimenti troveremo, ancora una
volta, la deroga a questo principio della firma in presenza del
Preside' che, nel nostro caso, è la presenza del Presidente
dell'Assemblea, trascinando la vicenda dell'assenteismo su basi
sbagliate perché, alla fine, nella vera sostanza, il problema che
ci riguarda, è il recupero della passione politica.
BALLISTRERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, continuo ad
ascoltare un dibattito che, in qualche misura, mi lascia francamente
perplesso e immagino che lasci più perplesso di me il cittadino e
il siciliano medio che si occupa di politica e di istituzioni
parlamentari e regionali. Noi siamo in presenza di un gap
decisionale che riguarda i problemi reali delle persone di questa
terra.
La gente si aspetta da noi che ci si occupi di lavoro, di sviluppo,
di questioni che attengono alla legalità e, invece, questo
Parlamento da più di una settimana continua ad occuparsi della firma
di presenza.
Ritengo, francamente, che la gente che ci guarda, ci vede un po'
come fossimo extraterresti, alieni, persone che non percepiscono i
problemi concreti. E questo in presenza di una ventata antipolitica
che per molti versi è qualunquistica e demagogica, ma che per molti
versi, se guardiamo bene questi fatti, qualche fondamento ce l'ha.
Mi permetto di chiedere al Presidente dell'Assemblea di affrontare
la fattispecie indicata fuori dal dibattito dell'Aula, in
Commissione Regolamento.
E mi permetto di ricordare un aspetto, che la Commissione
Regolamento penserà certamente di evidenziare sul piano politico,
che un deputato non ha l'obbligo di partecipare al voto, quello è un
diritto Un deputato può firmare e poi, credo, che debba
correttamente, al momento del voto, dichiarare che esce dall'Aula.
Ciò, in ordine all'esternazione della propria posizione sui singoli
provvedimenti di legge.
In ultimo, Presidente, è stato evocato il vulnus alla democrazia.
Personalmente sono d'accordo con il collega Presidente dell'MPA;
ritengo ci sia un problema sostanziale.
Mi permetto però di ricordare che una questione, che risale a
quando questo Parlamento si è insediato, è ancora pendente. Mi
riferisco alla presenza nell'Ufficio di Presidenza di un
rappresentante del Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere;
Gruppo che ha superato il 5 per cento di sbarramento in virtù di una
legge, ai sensi della quale ritengo che il Regolamento si sarebbe
dovuto automaticamente adeguare. Non lo si è voluto fare per
motivazioni che sfuggono alla comprensione dei più, non sfuggono,
però, alla mia e sono motivazioni di carattere politico.
Mi auguro che la prossima riunione della Commissione per il
Regolamento possa sanare quello che è un vulnus alla democrazia.
Aggiungo, per sgomberare il campo da questioni che possono apparire
- come dire - di basso profilo, che il problema non è relativo
all'indennità che il componente del gruppo Uniti per la Sicilia
andrebbe a percepire; da questo punto di vista noi chiediamo, anche
in relazione a tutto il dibattito sui costi della politica, di
eliminare le indennità aggiuntive ai parlamentari per le singole
funzioni.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entro nel
merito dei tanti argomenti che sono stati trattati in questa sede,
anche perché dovrebbero essere altre le sedi dove affrontare e
risolvere alcuni dei problemi posti.
Voglio soltanto, visto che lei ha letto il decreto e lo ha letto
con una perentorietà che darebbe adito ad una esclusiva modalità di
accertamento della presenza in Aula attraverso la formale firma,
farle rilevare che il fatto di intervenire in Aula è un accertamento
di presenza. Sarebbe assai paradossale, infatti, che da un lato un
foglio
PRESIDENTE Mi scusi se la interrompo, ma l'ho detto anch'io che
c'è questa discrasia e che deve essere meglio regolamentato.
CRACOLICI Mi scusi, Presidente, al di là del fatto che qualunque
norma si ispira sempre al principio del buon senso, saremmo in una
condizione paradossale se dovessimo ritenere un deputato assente
perchè il foglio di firma non ne contiene la firma, ma il verbale
del Resoconto d'Aula, ad esempio, ne riporta la presenza in quanto
nel corso della seduta lo stesso è intervenuto. E' evidente che un
deputato, se è intervenuto, non può essere assente. Allora, come
tutte le norme, questa va applicata utilizzando buon senso e logica.
Volevo far rilevare soltanto questo, perché non si dica che in Aula
è stata detta un'altra cosa. No In Aula è stato letto un decreto,
ma si è detto pure altro. E gli uffici del Servizio di Ragioneria
hanno sempre applicato questo decreto, ma riconoscendo anche il
principio che i deputati che intervengono, seppure non hanno
firmato, manifestano esplicitamente, e risulta dal verbale d'Aula,
la presenza in Aula. L'intervento viene ritenuto presenza e non
assenza.
AULICINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
AULICINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato preso
come modello, non so se il primo è il più gettonato, ma sono tra
quelli che sono più assenti; più precisamente, per ben sei volte
non avrei garantito la mia presenza nel voto elettronico.
A parte il fatto che c'è un problema di stile, di moralità e di
serietà da parte di chi avrebbe dovuto evitare questa amplificazione
vergognosa che ha dato in pasto all'opinione pubblica anche i
galantuomini. E l'opinione pubblica, in questo momento, è molto
attenta alle questioni del Palazzo. Ed in questo momento
quest'Assemblea, di tutto aveva bisogno, tranne che di questo.
A parte il fatto che, nel caso mio personale, sarebbe stato utile -
non attribuisco al Presidente dell'Assemblea la responsabilità - che
il giornalista avesse soltanto approfondito che fino a luglio sono
stato all'opposizione e, quindi, per ben cinque volte su sei forse
non ho votato perché l'opposizione usciva.
Se il problema è l'autenticità della firma, si proceda a rigorose
verifiche. Se poi - come qualcuno dice - è necessario fare le
verifiche più rigorose sulla presenza in Aula e, peraltro,
l'intervento dovrebbe essere la testimonianza della presenza, sempre
quel giornalista avrebbe dovuto approfondire. Ciò anche per non
attribuire responsabilità a chi ha determinato e favorito una fuga
di notizie non veritiere - in questa occasione c'è stata una volgare
fuga di notizie - a chi ha dato verbali e il quadro dei presenti e
degli assenti a personaggi leggeri che fanno opinione, si fa per
dire, che scrivono sulla stampa, che hanno interesse a screditare le
persone.
A parte questo, debbo dire, in tutta franchezza, che questa
campagna volgare non solo non serve alle Istituzioni, ma non serve
nemmeno alla Sicilia che ha bisogno di Istituzioni più credibili
nella misura in cui queste Istituzioni riescono a garantire un
percorso progettuale alto ed una produzione sul piano legislativo
che sia adeguata all'emergenza che il popolo siciliano vive sulla
sua pelle.
Per passare all'osservazione dell'onorevole Di Mauro, signor
Presidente, sono stato molte volte assente dalla Commissione
Lavoro , però quando ebbi un mio problema ne parlai con il
presidente Gianni e gli dissi che era mia intenzione continuare a
partecipare alle sedute d'Aula ma non ai lavori della Commissione.
Il presidente Gianni, persona amica ed equilibrata, non ha applicato
la norma regolamentare che potrebbe consentire al presidente delle
Commissioni, quando un componente della Commissione si assente per
ben tre volte, di segnalarlo con tutte le conseguenze.
Intanto, ringrazio Pippo Gianni; ma perché dico questo? Perché la
questione della Commissione Bilancio è una cosa molto seria dal
punto di vista del rispetto del Regolamento, relativamente alla
proporzionalità che deve essere garantita alla presenza dei Gruppi.
Immaginate che cosa possa significare per questo Gruppo - io ne
faccio parte da poco tempo -, composto da dieci deputati, in questo
momento non essere messo nella condizione di partecipare alla
discussione, all'approfondimento della manovra di bilancio
A parte il percorso legislativo ordinario al quale mi pare che
tutti i Gruppi, piccoli e grandi, siano e debbano essere
interessati., è concepibile che noi apriamo la sessione di bilancio
e non ci rendiamo conto che in questo momento nella Commissione
Bilancio non c'è nessuno che rappresenti questa componente
politica?
Da questo punto di vista - a parte il fatto che c'è una situazione
delicatissima che è determinata dal fatto che, se due componenti
della Commissione Bilancio non si presentano per più di tre volte,
la stessa maggioranza, che dovrebbe essere garantita in Commissione,
potrebbe venir meno - si rischia di sconvolgere il percorso normale
dell'attività legislativa. Infatti, la mancata garanzia della
presenza proporzionale nella Commissione determina uno squilibrio,
come in questo caso in Commissione Bilancio , dove le assenze dei
due onorevoli - che non sono giustificate come la mia in Commissione
Lavoro - non sono state rilevate dal presidente della Commissione,
pur rigorosissimo e molto attento quando fa gli interventi. Come mai
il presidente della Commissione Bilancio , onorevole Cimino, non si
è preoccupato di verificare che due componenti della Commissione che
presiede sono assenti quasi sistematicamente, determinando una
condizione di squilibrio anche all'interno delle dinamiche
parlamentari? Questo è un dato, non è un discorso di parte. E' un
discorso complessivo.
Quindi, signor Presidente, auspico che la sollecitazione
dell'onorevole Di Mauro venga recepita perché non è un discorsetto'
su cui si possa giocare.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, ho la vaga sensazione che anziché
andare al cuore dei problemi posti dal collega Di Mauro, si continui
a girare attorno alla vicenda delle firme che immagino non
appassioni alcuno di noi. Voglio che venga registrata la presenza
dei parlamentari. C'è una modalità con la quale si può registrare,
sia esso l'intervento, sia essa la firma; è giusto che i
parlamentari che sono in Aula vengano registrati.
Non mi sembra che questo ponga problemi di natura particolare.
Piuttosto, invece, signor Presidente, ho sentito che il collega Di
Mauro ha posto due questioni che sono di ordine politico e alle
quali l'Aula tenta di sfuggire.
La prima questione è quella relativa alla modifica del Regolamento,
tenendo conto - e secondo me questa è una cosa che lo stesso
onorevole Di Mauro può fare - che i Gruppi parlamentari, in
coerenza con la legge elettorale, sono quelli che si sono presentati
alle elezioni regionali.
Anche al Parlamento nazionale c'è in corso una discussione seria
nella quale si sostiene che si può dar vita, modificando il
Regolamento nazionale, solo a quei gruppi che si sono regolarmente
presentati alle elezioni. In questo caso, anche i candidati di un
partito che, presentatosi alle elezioni e raggiunto il 5 per cento,
non ha il numero minimo di cinque deputati previsto dal Regolamento,
può costituire un gruppo parlamentare, perché la linea di coerenza è
quella: il rapporto con l'elettorato; mentre il Regolamento prevede
ancora oggi che è possibile derogare al numero di cinque per la
formazione di gruppi e formare altri gruppi.
Per quanto mi riguarda - così come ho dichiarato - qualunque
provvedimento di questa natura dovesse venire all'esame del
Consiglio di Presidenza avrà il mio voto contrario; malgrado -
voglio ricordarlo qui ai colleghi - il Consiglio di Presidenza,
correttamente, abbia modificato le modalità di contribuzione ai
gruppi che precedentemente era una quota che valeva per tutti i
gruppi a prescindere dal numero dei deputati, adesso invece è
rapportato al numero dei singoli parlamentari. Pertanto, un gruppo
che ha due deputati avrà un contributo per due deputati, un gruppo
parlamentare che ha venti deputati avrà un contributo per venti
deputati.
Tuttavia, essendo questa una posizione politica, posso
preannunciare che, per quanto mi riguarda, non darò alcun assenso
alla possibilità che si deroghi al numero di cinque parlamentari.
Detto questo, però, qual è la questione posta dall'onorevole Di
Mauro, il quale è esponente di un partito di maggioranza, che è
una questione tutta politica?
L'onorevole Di Mauro ha chiesto che non si apra alcuna sessione di
bilancio fino a quando non sarà rivista la composizione delle
Commissioni dal Presidente dell'Assemblea e sarà garantita la
presenza del Gruppo dell'MPA in Commissione Bilancio . Questa è
una questione di ordine politico, perché l'onorevole Di Mauro non
appartiene ad un Gruppo di opposizione che potrebbe avere un
atteggiamento ostruzionistico nell'esame degli strumenti finanziari,
appartiene, invece, ad un Gruppo di maggioranza che, tra le altre
cose, ha pure come carica quella di Vicepresidente della Regione.
Tuttavia, la questione posta sul piano regolamentare a me sembra
corretta. Gli strumenti finanziari debbono andare all'esame del
Parlamento ed il Parlamento, in senso lato, deve avere la
possibilità di potere avere una rappresentanza dentro le commissioni
di merito.
Signor Presidente, non so che cosa bisogna fare in questi casi
perché non è una questione semplice. E' una questione che utilizza
una vicenda regolamentare, che ha una sua ratio, per porre, in
realtà, una questione di ordine politico. La sua Presidenza può
rispondere alla prima, e cioè a quella regolamentare; quella di
ordine politico, ovviamente, non fa capo al Presidente
dell'Assemblea.
Pertanto, penso che la questione posta, quella di non aprire la
sessione di bilancio, richieda da parte della Presidenza una
valutazione anche alla luce del fatto che, fino a quando - ripeto la
dichiarazione è dell'onorevole Di Mauro - il Gruppo dell'MPA non
avrà garantita la propria presenza in Commissione Bilancio , l'MPA
chiede di differire l'avvio della sessione di bilancio. E poiché
questo è un problema che riguarderà l'Aula e i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, e dovrebbe riguardare l'apertura della sessione già da
stasera, io chiederei che, nel pomeriggio, la Presidenza riconvochi
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, in quella
sede, l'onorevole Di Mauro ponga la questione per vedere se è
possibile trovare una soluzione che sia essa e regolamentare e di
ordine politico.
PRESIDENTE Alla luce dell'intervento dell'onorevole Speziale,
desidero comunicare all'Aula, ma anche all'onorevole Speziale che è
arrivato in ritardo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che l'onorevole Di Mauro ha posto il problema anche in
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari e il Presidente
Micciché ha assunto l'impegno che, oggi pomeriggio, avrebbe,
possibilmente anche attraverso la convocazione della Commissione per
il Regolamento, risolto il problema.
La Conferenza dei Presidente dei Gruppi parlamentari ha stabilito
che la sessione di bilancio inizierà immediatamente dopo
l'approvazione, nella seduta odierna, dei disegni di legge
all'ordine del giorno e, tenuto conto che il Presidente
dell'Assemblea ha assunto l'impegno di risolvere tale problema entro
questo pomeriggio, rinvio ad oggi pomeriggio la comunicazione
all'Aula dell'apertura della sessione di bilancio. Mi rendo conto
che il problema posto sia dall'onorevole Di Mauro che dall'onorevole
Speziale è un problema serio anche dal punto di vista regolamentare.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo ancora
una volta sull'argomento che non voglio più prendere.
La questione che noi abbiamo posto può essere, a mio modesto
avviso, intanto affrontata oggi pomeriggio, per esempio, alle ore
16.00 dalla Commissione per il Regolamento, che stabilisce una
interpretazione del Regolamento e, soprattutto, dell'articolo 62,
comma 3 che - a mio avviso - contiene i margini per una decisione
seria e concreta in ordine alla Presidenza in Commissione Bilancio
del Gruppo del Movimento per l'autonomia.
Diversamente se si dovesse decidere di stabilire, per forza di
cose, egualmente l'inizio della sessione di bilancio, significherà
che non si vuole prendere in considerazione la nostra richiesta e si
vuole accelerare un percorso che potrebbe consentire già domani ai
Presidenti di Commissione di convocare le Commissioni dove assumere
decisioni. Credo che ciò, nell'ottica dei rapporti tra partiti, soa
anche una mancanza di buoni rapporti rispetto al nostro partito.
Pertanto, vorrei ci fosse una decisione rapida e che, qualora
questa Commissione oggi non si possa convocare (mi pare di avere
sentito che oggi pomeriggio l'onorevole Cracolici non c'è per
impegni già presi), la si convochi per domani mattina con la
presenza di tutti i partiti.
Per quanto riguarda la decisione dell'apertura della sessione di
bilancio, auspico che venga adottata da una ulteriore decisione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Mancuso, Sanzarello e
Regina, Bennati, Cristaudo e Leontini hanno chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Lettura della lettera di dimissioni dalla carica di deputato
dell'onorevole Giovanni Mercadante
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, do lettura della lettera
pervenuta, da parte dell'onorevole Mercadante, all'onorevole
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana:
«Caro Presidente,
ho deciso di presentare le mie irrevocabili dimissioni da
componente di codesta qualificatissima Assemblea che Ella così
autorevolmente presiede.
Con questa lettera, per così dire, tolgo il disturbo .
Quella di dimettermi è un'idea che nei lunghi mesi di privazione
della libertà, che sopporto in silenzio dal 10 luglio 2006, mi è
passata per la mente tante, tantissime volte.
Da tempo penso che, forse, l'accanimento giudiziario di cui sono
stato fatto oggetto derivi anche dal fatto che io abbia dato
l'impressione di voler mantenere, a tutti i costi, lo status di
deputato regionale.
Non ho mai avuto questa intenzione e, seppure con ritardo, adempio
al mio originario intento.
Non so chi e non so perché qualcuno ha forse deciso che io non
dovessi più sedere nel mio posto di codesta Assemblea, che altre
persone avrebbero dovuto occupare quel posto.
Ho fino ad ora ascoltato le parole ed i suggerimenti di chi ha
sostenuto la tesi che era giusto non mollare e resistere nel mio
ruolo, per quanto sospeso, di deputato.
Mi è stato detto, con non poche ragioni, che dimettersi poteva
anche apparire come una implicita ammissione di colpa, che
dimettendomi avrei finito per darla vinta a chi ha soffiato sul
fuoco infernale che si è abbattuto su di me, per darla vinta a chi
quel fuoco lo ha forse appiccato.
Certo, non è facile decidere di rinunziare a ciò per cui si è
lavorato duramente e per cui ci si è imposti una quantità di
sacrifici e di rinunce giustificabili soltanto dalla passione per
l'impegno politico. E' difficilissimo doverlo fare quando si è
convinti della propria totale innocenza rispetto alla infamante
accusa di essere ritenuto in qualche modo funzionale alla mafia.
Malgrado la condizione in cui mi trovo, sfido chiunque a dimostrare
che io, in vita mia, abbia mai fatto qualcosa di funzionale agli
interessi di Cosa nostra'. Innocente ero e innocente rimango
Codesta onorabile Assemblea è il luogo dove ho vissuto e dove avrei
perpetrato i miei misfatti. I deputati che mi hanno conosciuto nella
passata legislatura, ma anche i consiglieri comunali di Palermo, con
i quali ho diviso cinque anni a Palazzo delle Aquile, prima di
approdare negli scranni di Palazzo dei Normanni, potranno
testimoniare sulla mia attività politica-istituzionale, sui miei
comportamenti e sulle mie iniziative che, in questi anni, ho
proposto e sostenuto.
Queste considerazioni mi portano a concludere che, forse, la mia
resistenza come rappresentante istituzionale è diventata un elemento
fuorviante, che genera, in qualche modo, disagio da un lato e
accanimento dall'altro.
Verso la mia famiglia, verso codesta Assemblea, verso me stesso ho
il dovere di rimuovere anche questo ostacolo, per avviarmi dentro
una vicenda processuale che mi riguarda al fine di fare emergere la
verità.
Mi dimetto da tutto. Ho già recesso dalla struttura sanitaria dove
ero socio ed ho presentato la richiesta di pensionamento anticipato
all'ospedale Civico, dove per tanti anni sono stato medico.
Sono certo che sulla mia vicenda sarà fatta piena luce. Desidero
solo che emerga tutta la verità.
Ho maturato ormai l'unico obiettivo in questa vita di
salvaguardare, difendere con onorabilità la dignità della mia
famiglia e delle persone che mi sono rimaste vicine. Nel dubbio che
il fatto che io voglia rimanere deputato possa essere di intralcio
al raggiungimento di questo unico obiettivo che ormai mi propongo,
l'intralcio lo tolgo, seppure con ritardo.
In questi mesi mi sono definitivamente convinto che, di fronte alle
accuse della terribile portata che mi colpiscono, le dimissioni
costituiscono un atto di doveroso rispetto nei confronti dell'Organo
istituzionale di appartenenza.
Con questo spirito sereno e rispettoso Le comunico, signor
Presidente, la mia irrevocabile decisione di dimettermi da
parlamentare regionale.
Colgo l'occasione per porgere a Lei e a tutti i componenti di
questo Parlamento regionale, nonché ai tanti collaboratori
all'attività del Palazzo, il mio fraterno saluto e l'augurio più
sincero di buon lavoro nell'interesse primario della nostra terra,
la Sicilia.
Giovanni Mercadante»
Essendo le dimissioni irrevocabili, l'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Provvedimenti in
favore
delle famiglie delle vittime del mare» (545/A)
PRESIDENTE Si passa al terzo punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare»
(545/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Comunico che la Commissione Bilancio , a cui erano stati inviati
gli emendamenti ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno,
ha comunicato che ha dato parere favorevole agli emendamenti del
Governo e dell'onorevole Oddo comunicati durante la precedente
seduta.
Alla luce di ciò, è considerato superato l'emendamento 1.9 ter
dell'onorevole Cristaldi ed è stato dichiarato inammissibile
l'emendamento 1.10.
La Commissione Bilancio ha espresso, inoltre, parere contrario
sugli emendamenti A2, con il subemendamento A2.1, A3, A6, A5 e A4.
Si riprende l'esame dell'articolo 1 e dei connessi emendamenti.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.12, a firma dell'onorevole
Oddo, cui la Commissione Bilancio ha dato parere favorevole.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 1.1, dell'onorevole Oddo, e 1.5,
dell'onorevole Cristaldi, di identico contenuto. Ne do lettura:
«sopprimere il comma 6».
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere della
Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento del Governo 1.11 di copertura
finanziaria. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Contributo straordinario per il naufragio del motopesca
Karol Wojtyla'
1. La Presidenza della Regione, Segreteria generale, è autorizzata
ad erogare, nell'esercizio finanziario 2007, un contributo
straordinario di 24 migliaia di euro da assegnare all'Associazione
armatori e produttori della pesca di Trapani società cooperativa a
r.l., con sede a Trapani, per le spese dalla stessa sostenute per
l'effettuazione di rilievi Side Scan Sonar e R.O.V. del peschereccio
Karol Wojtyla', naufragato nelle acque dell'arcipelago delle isole
Egadi, nonché per la valutazione del corpo principale dello scafo e
per l'avvistamento dei dispersi. Agli oneri di cui al presente comma
si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 5.2.1.1.2,
capitolo 242523, del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. »
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti aggiuntivi sono dichiarati inammissibili.
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
formale del disegno di legge n. 545/A. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 545/A
avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Stabilizzazione del
personale addetto alla catalogazione dei beni culturali della
Regione» (619/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei
beni culturali della Regione (619/A), posto al punto 2).
La Commissione è già insediata.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Stabilizzazione del personale addetto alla
catalogazione dei beni culturali
1. In considerazione dell'interesse strategico per il settore dei
beni culturali di non disperdere le professionalità maturate nel
corso degli anni dagli esperti catalogatori e dai catalogatori,
addetti alla catalogazione dei beni culturali della Regione che
prestano servizio con contratto di diritto privato a tempo
determinato, previa procedura selettiva di natura concorsuale, per
la Realizzazione del catalogo unico informatizzato regionale dei
beni culturali ed ambientali intersettoriale e interdisciplinare'
Misura 2.02 - Azione A del Programma operativo regionale 2000-2006,
il personale suddetto è stabilizzato a domanda con le procedure di
cui all'articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
previa verifica del possesso dei requisiti richiesti dalla norma
anzidetta, per essere assegnato in servizio al dipartimento
regionale dei beni culturali ed ambientali e dell'educazione
permanente con la qualifica corrispondente alle mansioni svolte.
2. Nelle more della procedura di stabilizzazione, l'Assessorato
regionale dei beni culturali, ambientali e della pubblica
istruzione, è autorizzato a concordare un ampliamento del contenuto
della convenzione con la Società beni culturali s.p.a.', con la
previsione di servizi di catalogazione dei beni culturali della
Regione, avvalendosi del personale di cui al comma 1. La convenzione
deve prevedere che l'inquadramento deve effettuarsi nella categoria
iniziale prevista dal C.C.R.L. del comparto non dirigenziale della
Regione siciliana (C1-Catalogatori e D1-Esperti catalogatori).
3. La spesa derivante dall'applicazione dei commi 1 e 2 è valutata,
a decorrere dall'anno 2008, in euro 13.000 migliaia annui,
comprensiva del salario accessorio. Il relativo onere trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2007-2009, U.P.B. 4.2.1.5.5. La maggiore spesa derivante
dall'imposta sul valore aggiunto dovuta dalla Società beni
culturali s.p.a.', nel caso di impiego del personale sulla base di
quanto previsto dal comma 2, valutata in 2.600 migliaia di euro, a
decorrere dall'anno 2008, trova riscontro nella corrispondente
maggiore entrata che si realizza nella U.P.B. 4.3.1.1.5.
4. Con decreto del ragioniere generale della Regione, su proposta
del dirigente generale del dipartimento beni culturali ed ambientali
e della pubblica istruzione, le somme di cui al comma 3 da iscrivere
in un apposito fondo della rubrica Bilancio e Tesoro', sono
trasferite nei pertinenti capitoli di spesa in relazione
all'effettivo inquadramento del personale sulla base della procedura
prevista dal comma 1 o in relazione al suo effettivo impiego sulla
base di quanto previsto dal comma 2.
5. All'articolo 19 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole fino al 31 dicembre 2007' sono sostituite
con le parole non oltre il 31 dicembre 2008.';
b) al comma 2, alla fine, è aggiunto il seguente periodo: Alla
copertura degli oneri per l'esercizio finanziario 2008, valutati in
17.894 migliaia di euro, si provvede con le residue disponibilità
della dotazione finanziaria della misura 2.02 del P.O.R. Sicilia
2000-2006.'.»
Onorevoli colleghi, in merito agli emendamenti presentati al
disegno di legge in discussione, la Commissione Bilancio ha
espresso parere favorevole sugli emendamenti G2 e A1, ove sia
precisato da parte del Governo che lo stesso non comporti oneri
aggiuntivi. Ha espresso parere contrario sugli emendamenti: 1.1,
1.2, A5, A7 e A10.
Per quanto riguarda gli emendamenti A2, A3, A6, G1 e G3, la
Commissione ha ritenuto di non esprimere parere non comportando gli
stessi oneri finanziari aggiuntivi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 13.47)
La seduta è ripresa ed è ulteriormente sospesa sino alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 17.10)
PRESIDENTE La seduta è ripresa ed è ulteriormente sospesa per
due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 17.12).
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
619/A
PRESIDENTE Si riprende con l'esame degli emendamenti al disegno
di legge n. 619/A. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dall'onorevole Gianni:
emendamento 1.1;
-dagli onorevoli Villari, Zappulla, Vitrano e Cantafia:
emendamento 1.2;
-dal Governo:
emendamento G1;
emendamento G2;
emendamento G3.
Comunico che il comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge è
sostituito così come si evince dall'emendamento G1. Il parere della
Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G2. Il parere della Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G3. Il parere della Commissione?
CRISTALDI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Dichiaro inammissibili gli emendamenti 1.1 e 1.2.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di apporre
la mia firma all'emendamento A2.
PRESIDENTE Onorevole Caputo, siamo ancora all'articolato.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero porre
alla sua attenzione e all'Aula gli emendamenti sui quali la
Commissione Bilancio ha espresso parere negativo - avevo chiesto la
parola prima della sospensione dei lavori - perché vorrei conoscerne
i motivi.
Per alcuni emendamenti da lei citati, probabilmente, la Commissione
ha fatto un lavoro che rientra nelle proprie competenze, rilevando
la mancata copertura finanziaria; ma, nel caso di altri e mi
riferisco all'emendamento 1.2 e all'emendamento A7 non ne comprendo
le ragioni.
L'emendamento 1.2 si coniuga con il disegno di legge in discussione
perché pone il problema della formazione finalizzata
all'accrescimento del livello della conoscenza e della
professionalità del personale dei beni culturali.
Per questa autorizzazione all'assessore per il lavoro, di concerto
con l'assessore per i beni culturali, non si pone alcun problema di
copertura finanziaria poiché la questione riguardante l'eventuale
predisposizione di progetti e loro finanziamento è un problema che
riguarda l'assessorato al lavoro di concerto con l'assessorato ai
beni culturali; è un'operazione che non comprendo.
La seconda questione riguarda l'emendamento A7 - uno simile è stato
presentato dall'onorevole Falzone ed altri - e fa riferimento ad una
norma esistente, la legge numero 234 - una volta nel 1979 si
facevano in questo parlamento anche 234 leggi, signor Presidente - è
una legge regionale, non nazionale, che riguarda attività culturali
ed in questo senso riconosce determinati soggetti, come in questo
caso, con cui si chiede l'istituzione dell'IRAP: Istituto di ricerca
di applicazione psicologica e sociologiche.
Anche questo è un emendamento che propone il riconoscimento di
questo Istituto e null'altro, quindi la prego, sapendo che lei è una
persona attenta, di volere riprendere questi due emendamenti. La
ringrazio anticipatamente.
PRESIDENTE Grazie a lei, onorevole Villari.
FORMICA assessore per il Lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA assessore per il Lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ci sono alcune norme e provvedimenti che non
appartengono alla maggioranza né all'opposizione, bensì al
Parlamento.
Nella fattispecie, il Governo ha preparato un emendamento
riguardante la prosecuzione del bacino degli ASU - che facciamo ogni
anno - concernente il prolungamento di alcune norme, come quello
degli sportelli', e soprattutto la proroga di quei contratti
quinquennali che sono in scadenza: alcuni scadono il primo dicembre.
Questo emendamento non ha problemi di copertura finanziaria, perché
sono risorse che abbiamo impegnato nei nostri capitoli e nel Fondo
per l'occupazione, quindi, dal punto di vista tecnico e per la
copertura finanziaria non ci sono problemi di sorta.
Pertanto, rassegno questo emendamento, perché è mio dovere farlo,
al Parlamento, perché è un dovere di questo Parlamento,
indipendentemente dalle posizioni di maggioranza o di opposizione,
perché nella politica, a mio modo di vedere, c'è, prima di tutto,
l'etica che dovrebbe spingerci a farci carico complessivamente dei
problemi riguardanti la Sicilia.
Quindi, consegno questo emendamento che non ha problemi di
copertura finanziaria o di altra natura tecnica; la Commissione
Bilancio era riunita e tutti i parlamentari erano disposti a darne
l'approvazione; questo emendamento ha difficoltà per essere accolto
e, quindi, inoltrato in questa Aula e come Governo, come deputato di
questa Assemblea, non posso non fare presente all'Aula delle
responsabilità che ci assumiamo nel non dare la proroga, che dobbiamo
dare a meno che non intendiamo mandare a casa migliaia di persone e,
personalmente, non intendo assumermi questa responsabilità; non mi
appartiene, non è un problema del Governo.
Il Governo lo ha predisposto ed io lo rassegno all'Aula e, nello
stesso tempo, mi scarico anche la relativa responsabilità, e
considerato che sono convinto che questa Aula è composta da una
maggioranza consapevole dei problemi che ha come tale, ma anche di
una opposizione che, a sua volta, non può sfuggire a problemi di
carattere generale. Non posso non esimermi dal denunciare il problema
e la strada da perseguire perché non ci sono ostacoli di sorta. Non
mi si dica, domani, che il Governo non ha fatto la sua parte.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sgombriamo subito
il campo dal merito perché siamo d'accordo sul merito
dell'emendamento presentato dall'onorevole Formica, così evitiamo di
pensare a speculazioni di carattere pregiudiziale tra opposizione e
maggioranza, ma l'onorevole Formica non ha detto tutta la verità, per
amor di schieramento, quello che fu lo schieramento.
La verità è che mentre eravamo riuniti nella sala destinata ai
lavori della Commissione per il Bilancio, e la maggioranza era
riunita in un'altra parte per decidere quanti altri emendamenti e
subemendamenti aggiungere all'emendamento Formica, è arrivata una
convocazione da parte del Presidente della Commissione, onorevole
Cimino - un minuto di attenzione perché questo potrebbe predisporre
male i conseguenti lavori d'Aula, speriamo di no - che personalmente
ho firmato per accettazione, per discutere, domani mattina alle ore
10.00, dell'argomento relativo all'articolo 113 del Regolamento e
di tutto quello che comporta.
Questo significa due cose: la prima, che la riunione della
Commissione, alla quale tutti e sei i deputati di opposizione erano
presenti - ed anche quasi tutti i deputati della maggioranza - non
poteva continuare i lavori perché evidentemente c'era un problema
tutto interno alla maggioranza, onorevole Formica, perché questa
storia che il Parlamento non lavora perché c'è un Savonarola
moralista e tutto il resto siamo ottantanove imbecilli, truffatori,
e via dicendo, non mi sta bene e vi avverto che quello che ho
promesso, cioè l'occupazione dell'Aula, lo farò se entro stasera
non esiteremo i quattro disegni di legge, con gli esiti positivi o
negativi che il Parlamento potrà disporre; spero tutti e quattro
positivi.
Ma questa storia della convocazione di domani significa che si
comincia a predisporre un lavoro di rinvio, mentre avevamo deciso, i
capigruppo l'hanno deciso all'unanimità, che stasera o domani, senza
ulteriori impicci, saremmo andati alla conclusione dei lavori,
tant'è che la sessione Bilancio comincerà la prossima settimana.
Il problema è tutto interno alla maggioranza che, da una parte,
vorrebbe migliorare le leggi - noi appoggiamo l'emendamento Formica,
siamo andati in Commissione per apprezzarlo positivamente -
dall'altra parte, invece, per giochi interni alle contrapposizioni
di partiti, di correnti, di persone qualche volta, si impedisce
all'Aula di esitare quattro provvedimenti praticamente pronti e se
questo non avverrà entro questa sera si potranno innescare
nuovamente meccanismi negativi che, per esempio, ci porteranno a
denunciare subito che anche stamattina la maggioranza non era
presente e neanche in questo momento; ciononostante continuiamo a
lavorare perché c'è un accordo sulla conclusione dei lavori e sul
voto finale sui quattro disegni di legge.
Fra un minuto, ognuno di noi potrebbe chiedere il numero legale, e
la maggioranza non c'è, eppure, per senso di responsabilità, per i
catalogatori, per le vittime del mare e cosi via, stiamo
continuando a lavorare per completarne l'iter.
Se nel frattempo si innescano meccanismi interni al Governo ed
alla maggioranza che dovrebbe approvarli non date colpa al
Parlamento, date colpa ai vostri giochi, a volte stupidi giochi di
potere interno.
Quindi, pregherei lei, signor Presidente, il Parlamento intero e la
maggioranza soprattutto, di farsi carico dell'allarme e di procedere
speditamente alla conclusione dei lavori entro stasera.
ODDO CAMILLO .Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Ortisi ha già trovato un collega, che sono io, pronto ad occupare
quest'Aula perché non è possibile scherzare sulle difficoltà e sui
disagi che avvertono, in queste ore, centinaia e centinaia di
lavoratori precari.
E all'argomento precari vorrei semplicemente dedicare pochissimi
minuti.
Oggi sono lavoratori che garantiscono servizi essenziali nei vari
Enti locali
PRESIDENTE Onorevole Oddo, stiamo discutendo di un emendamento
che ancora non è stato neanche presentato. Intanto, siamo in sede di
discussione dell'articolo 1, quando sarà in discussione questo
emendamento interverrà. Non darò più la parola a chi intende parlare
su questo emendamento perché la Presidenza ha qualcosa da dire in
proposito. Se intende continuare ha il diritto di continuare, ma non
su questo emendamento ancora neanche formalmente presentato.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, non ha richiamato né il Governo,
né gli altri colleghi sulla questione dell'emendamento.
PRESIDENTE Il Governo ha posto un problema su cui poi la
Presidenza darà la sua decisione.
ODDO CAMILLO . Intanto, la invito a non gridare nei miei
confronti Anche io so alzare la voce
PRESIDENTE Se dovesse alzare la voce, le toglierò la parola.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, neanche lei deve alzare la voce,
non c'è Regolamento che dice che lei può alzare la voce, quindi non
mi tolga la parola
Non ha richiamato il Governo, non ha richiamato i colleghi che
hanno parlato prima di me, io sto parlando dell'articolo 1 e
l'articolo 1 parla di precarietà in Sicilia e dobbiamo una buona
volta mettere un punto sulla questione della precarietà.
Il lavoro precario vi dice qualcosa? Noi siamo per affrontare la
questione che riguarda il lavoro precario, sia esso catalogatori sia
esso l'emendamento presentato dall'Assessore Formica, per
affrontarlo come si deve e per tentare di dare risposte.
Noi non facciamo l'opposizione ai siciliani ed ai lavoratori
precari, noi facciamo opposizione a questo sistema di maggioranza di
Governo che non si pone il problema di affrontare le questioni
seriamente, che non propone, che non dice, si va soltanto a trattare
le scadenze che mettono i lavoratori in difficoltà. Noi su questo -
ha ragione l'onorevole Ortisi - siamo qui a dimostrare che i
problemi non sono del Parlamento, assessore Formica, sono di questa
maggioranza e ve ne assumente la responsabilità. Non il Parlamento,
il Parlamento è composto da maggioranza e da opposizione. E noi non
siamo solo l'opposizione responsabile, siamo entrati nel merito e
viviamo i disagi di migliaia di persone a cui voi non sapete dare
una risposta perché non vi mettete d'accordo. Questo è il problema
Con i giochetti, convochiamo le Commissioni, il merito quando lo
trattate? Sulle questioni vere, quando darete delle risposte
concrete? Non giochiamo, altro che signor Presidente E questa sera,
qui dentro, ogni forza politica si assuma le responsabilità di
quello che domani o stasera comunica implicitamente od
esplicitamente. Ma che il Parlamento abbia la responsabilità,
finiamola
Forze politiche che compongono questa maggioranza che stanno
realmente mettendo in discussione questioni vere che riguardano
persone in carne ed ossa, uomini e donne e servizi che oggi gli enti
locali erogano. Di questo dobbiamo parlare Ed allora noi saremo
pronti a votare - lo ha detto l'onorevole Ortisi - Saremo pronti a
votare. Vogliamo vedere la vostra determinatezza ed il vostro
coraggio nel dare risposte concrete ai siciliani.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, all'articolo 1 sono stati presentati molti
emendamenti aggiuntivi e poichè il problema che è stato posto
dall'Assessore Formica ed è stato ripreso dagli interventi degli
onorevoli Ortisi e Oddo è collegato a tutti gli altri emendamenti
aggiuntivi presentati, la Presidenza, che ha il dovere di rispettare
il Regolamento, deve rilevare alcune cose. Innanzitutto, l'articolo
112 del Regolamento prevede espressamente che gli emendamenti devono
essere presentati prima dell'inizio della discussione generale del
disegno di legge cui si riferiscono.
Il comma 7 dello stesso articolo recita che i termini di cui ai
commi precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti
da parte del Governo e della Commissione tendenti alla
rielaborazione degli articoli nonché degli emendamenti e dei
subemendamenti presentati .
Questo emendamento, onorevoli colleghi, non è stato presentato
entro i termini del Regolamento e non è una rielaborazione.
Secondo aspetto: questo emendamento richiede la copertura
finanziaria, tanto è vero che il Presidente della Commissione ha
fissato la riunione per domani mattina. La copertura finanziaria non
vuol dire che ci sono risorse finanziarie e lo dice il Governo in
Aula. E' necessario che la Commissione dia parere favorevole sulla
copertura finanziaria e non è stato dato.
Terzo problema che riguarda tutti i parlamentari: tutti gli altri
emendamenti aggiuntivi saranno dichiarati inammissibili perché sono
estranei alla materia, così come è estraneo alla materia questo al
nostro esame. Allora se questo richiede l'approvazione unanime
dell'Aula per i motivi che sono stati detti e che potranno dire
tutti i parlamentari, compreso il Presidente dell'Assemblea data
l'urgenza, anche gli altri emendamenti aggiuntivi vanno considerati
eccezionalmente ammissibili perché sono tutti emendamenti, o almeno
la maggior parte, che hanno una valenza sociale.
Pertanto, se la Presidenza dell'Assemblea deve rispettare il
Regolamento nell'interesse dei parlamentari, lo rispetta e intende
farlo rispettare; se poi dobbiamo fare un po' di demagogia, possiamo
farla perché tutti siamo d'accordo affinché questo emendamenti
passi.
Questi sono i temi del problema. Il Presidente dell'Assemblea di
turno non può che dichiarare inammissibili questi emendamenti perché
sono contrari al Regolamento. La Presidenza si a responsabilità. Mi
rendo conto che tra un minuto si dirà che il Presidente
dell'Assemblea di turno è contro i precari, contro gli LSU, contro
gli ASU. Mi assumo la responsabilità perché sto applicando il
Regolamento.
Onorevoli colleghi, dichiaro, pertanto, inammissibili in quanto
estranei alla materia i seguenti emendamenti: A1, A7, A2, A3, A4,
A5, A6, A8, A9, A10 e A11 e, purtroppo, sono inammissibili gli
emendamenti presentati dall'onorevole Formica.
Si passa all'articolo 2.
Ne do lettura:
«Articolo 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente noi abbiamo bisogno di un
Presidente. Non abbiamo bisogno di chi, evidentemente, interpreta il
Regolamento in un modo in determinate sedute e di chi le interpreta
in un altro modo in altre sedute, perché lei stesso - andrò a fare
una ricerca per quanto concerne gli atti d'Aula - ha ammesso
emendamenti che ha presentato il Governo, li ha assolutamente fatti
trattare dall'Aula e l'Aula si è determinata in tal proposito.
Questo è bene che rimanga agli atti, signor Presidente.
Altra questione. Lei sta creando un gravissimo precedente, signor
Presidente, che mette in discussione atti di quest'Aula che ha
presieduto lei in persona. Dopo di che questa sera, visto e
considerato, invece, che non vi siete messi d'accordo e visto e
considerato che quando non vi mettete d'accordo leggete i
Regolamenti - siamo alla barzelletta, siete ridicoli - quando siete
in difficoltà e non vi mettete d'accordo leggete il Regolamento e lo
interpretate come vi pare. Questa è una istituzione Onorevole
Cascio, lei sa che non esagero perché sto dicendo quello che è
accaduto decine di volte in quest'Aula.
Signor Presidente, lei non solo si è assunta la responsabilità
questa sera di stoppare una discussione che dava risposte concrete
senza alcuna demagogia a centinaia a centinaia di famiglie, ma si è
assunta un'altra responsabilità: quella di presiedere questi lavori
e di pensare che l'Aula sia disponibile a vedere che una Presidenza
per alcuni casi interpreta, per altri applica. Questo non è
possibile Non è possibile
Si apre una discussione, signor Presidente, che porta ad occupare
l'Aula. Io chiedo al collega Ortisi se è ancora disponibile perché
io da qui non mi muovo. Perché non è serio liquidare la partita in
questa maniera e liquidarla, addirittura, con la fretta che lei sta
dimostrando per quanto concerne anche il testo che riguarda i
catalogatori, perché questo non ha niente a che spartire con il
confronto democratico serio che si deve svolgere dentro un'Aula
parlamentare e la direzione di un'Aula parlamentare; la Presidenza,
è una delle cose più delicate nel funzionamento di una democrazia.
Con questo clima dovremmo ora continuare a discutere seriamente
dell'altro argomento che riguarda centinaia e centinaia di famiglie
e centinaia di lavoratori catalogatori? Onorevole Leanza,
Vicepresidente di questa Regione, non ha niente da dire in merito?
Lo dobbiamo dire solo noi che rischiamo di essere accusati di essere
demagoghi perché stiamo ponendo il problema. Con il rischio che c'è,
invece, che stiamo rimandando una discussione e che stiamo facendo
finta che non esiste un problema perché, sostanzialmente, non si
trova la quadra negli equilibri interni nella coalizione che vi
sostiene, perché non c'è alcun problema di bilancio, non c'è alcun
problema di copertura e all'onorevole Presidente Cimino, che fa il
furbo, cadono le braccia.
Voi non meritate di governare questa Regione Altro che spallate
Voi dovreste andare a casa a partire da stasera perché non meritate
di governare una Regione come quella siciliana
I catalogatori. Dovremmo adesso cambiare parere? No, non cambiamo
parere Non possiamo per ripicca cambiare parere e non possiamo,
perché evidentemente lei sta commettendo questo errore, cambiare
parere. Ma sappia, signor Presidente, che lei, sostanzialmente, ha
messo in discussione il rapporto fiduciario, almeno per quanto mi
concerne, tra chi rappresenta quest'Aula e chi rappresenta la
Presidenza, perché lei ha fatto una forzatura, e lo sa bene, e
questa forzatura la poteva evitare.
PAGANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO Signor Presidente, desidero plaudire (arriverò al nocciolo
del problema subito dopo) però, intanto, in premessa plaudire
questo intervento del Governo perché va esattamente in linea a
quelli che sono i dettami che da sei anni, ormai, a questa parte il
Governo della Regione, nella continuità del Governo Cuffaro, ha
realizzato.
Per cui la stabilizzazione dei catalogatori è assolutamente un
passaggio vincente, positivo, che crea le condizioni perché la
Regione si rafforzi in un contesto su cui certamente c'era anche una
necessità. Una necessità culturale ed organizzativa.
Quindi, il fatto che quello che era stato attivato nel precedente
Governo oggi trova una continuità trova il plauso assoluto sia nei
confronti dell'Assessore, che del Governo stesso nella sua totalità.
Però desidero in questo momento rivolgermi all'Assessore Leanza
soprattutto in funzione agli emendamenti che sono stati,
giustamente, ritenuti non proponibili da parte della Presidenza
dell'Assemblea. Mi riferisco in particolare alla stabilizzazione
delle unità antincendio e quindi dei forestali nella specificità.
Io ritengo che l'argomento che è stato trattato in Parlamento
questa estate, al ritorno dalle vacanze estive, non debba essere
dimenticato. I forestali sui cui si è preso un impegno l'intero
Parlamento non possono essere in questo momento dimenticati, a
maggior ragione nel momento stesso in cui si sta procedendo ad una
stagione di regolarizzazione delle professionalità che più stanno
dando contributi alla Regione.
Ritengo che il vicepresidente dell'Assemblea debba dare garanzia a
questa categoria su cui evidentemente si deve concentrare in maniera
totale l'attenzione del Governo nei prossimi appuntamenti
legislativi.
Penso che questo sia un dovere nei confronti della categoria e
soprattutto sia un dovere nei confronti della società nel suo
complesso.
Giacché il rischio è che poi si arrivi alla prossima estate quando
scoppieranno gli incendi e poi saremo qui a fare della retorica
inutile rispetto ad una posizione e ad un intervento che invece
eravamo già obbligati a fare in questa stagione, in questo momento
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che darò il mio voto favorevole alla pubblicazione della legge,
se sarà approvata, perché l'articolo 2 prevede che la presente
legge entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
Nello stesso tempo voglio dire che c'è necessità di ritornare alla
calma e se il Governo, come ha fatto questa sera l'onorevole
Formica, presenta un emendamento che nel corpo della legge non può
essere inserito, e se tutta l'Aula è d'accordo a farlo, che si
faccia oggi a questo punto onorevole Governo, che ha l'approvazione
anche dell'opposizione in maniera scriteriata vorrei dire se si
attacca il Presidente dell'Assemblea che non ha fatto altro che
applicare il Regolamento - e guai se avesse fatto cosa diversa -
tanto per essere chiari a questo punto.
Ma se c'è tutta questa grande voglia di farlo, così come la
maggioranza che lei rappresenta, rappresentando pure me e lo dice
pure all'opposizione, io dico che abbiamo l'assestamento del
bilancio che arriva fra tre giorni, quattro giorni in Aula e va
inserito lì perché può essere inserito lì.
Allora, perché questo accapigliarci stasera per arrivare ad essere
i primi della classe nei confronti del Governo che l'ha presentato,
questo sì, mi sa un po' di claque servilista che non serve né al
Governo né a chi fa qui il censore e quant'altro.
Io ritengo che noi non possiamo essere arrivati così tanto in
basso, perché nel momento stesso in cui noi parliamo ci sono
colleghi che non sono qui in Aula, che in Commissione Bilancio non
vengono più e che fanno comunicati stampa con questa dicitura: E'
proprio il caso di dire che quando la nave affonda . firmato
Cateno De Luca
Com'è possibile che stiamo facendo arrivare l'Assemblea a tanto
disfacimento Guai se il Governo si presta ancora, guai se l'Aula si
presta ancora, guai se il Presidente dell'Assemblea si presta ancora
perché arriviamo a dire cose che veramente squalificano, degradano e
portano sempre più in giù questa Assemblea.
Io sono convito che dobbiamo continuare, io ho votato a favore e
voto a favore lo dico da questo pulpito perché continuo a non
firmare quel registro e, quindi, a dare la mia presenza in Aula e a
fare il mio dovere anche da questo pulpito, non firmo lì sopra.
Tutti i .che volevano firmare poi hanno firmato Tutti coloro i
quali hanno richiesto di convocare la Commissione per il Regolamento
e l'hanno chiesto al Presidente dell'Assemblea per ridiscutere, non
si sono fatti più vivi, hanno fatto la battuta in Aula, il giornale
che scrive un rigo e mezzo e poi il completo abbandono di tutto
quello che si è detto e che si è fatto
Signor Presidente, le chiedo scusa se nel mio intervento sono
andato oltre, ma volevo confermarle in ogni caso e non per piaggeria
che mi auguro che continui a presiedere perché presiede bene e nelle
norme del Regolamento.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
ricordare a me stesso che questo disegno di legge affronta un tema
di rilevanti dimensioni.
Vorrei ricordare che voterò favorevolmente all'articolo 2 e alla
legge nel suo complesso, lo dichiaro fin d'ora perché c'è stato e
c'è un orientamento di tutto il Gruppo parlamentare del Partito
democratico su questo. Poi, naturalmente, questo non esclude la
libertà singola di potersi anche esprimere in modo diverso.
Vorrei ricordare che con i giacimenti culturali che risalgono
all'articolo 15 della legge 67/88 (finanziaria nazionale) si avviò
anche in Sicilia questa campagna di informatizzazione dei beni
culturali.
Essendo parlamentare dal 1996, assieme a tanti colleghi ho avuto
modo di seguire questa vicenda che deve approdare, dopo proroghe,
leggi particolari, concorsi e così via, ancora peraltro non ancora
del tutto espletati, questa legge alla fine deve trovare una sua
conclusione. Vorrei dire anche ai miei colleghi che si muove in
coerenza con una scelta politica anche del Governo nazione, ed è
una legge nazionale che viene citata all'articolo 1, la legge n. 296
del 2006, di andare verso un processo di stabilizzazione del
cosiddetto precariato, anche se non mi sento di dire che i
catalogatori siano lavoratori precari. Sono lavoratori che, nei
fatti, avendo lavorato in questa campagna di catalogazione dei beni
culturali dal lontano 1987, 1988 - non ricordo bene - , mi pare del
tutto ovvio che il processo avviato con questi lavoratori che hanno
acquisito un patrimonio di professionalità elevatissimo debba
continuare con loro, che la Regione debba favorire, in coerenza con
le scelte politiche nazionali ,questo processo.
Quindi, io voterò a favore dell'articolo 2, voterò per questa legge
perché è una scelta politica, tra altre che dovranno seguire, in
questa direzione. Quando dico tra altre che dovranno seguire, non
significa mettiamo tutto dentro, stabilizziamo chicchessia, magari
inventandoci qualche cosa strana. Dico facciamo ciò che è giusto nei
confronti di lavoratori, di giovani che, inseriti in un ciclo che li
professionalizza, li rende utili e produttivi possano avere la
giusta risposta da parte di un'istituzione, come la Regione, e di un
Parlamento che di queste cose deve parlare in modo serio anche
superando qualche volta, se ci riesce, le logiche dell'appartenenza
partitica.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
di Alleanza Nazionale, anticipo sin d'ora il voto favorevole al
disegno di legge che abbiamo poc'anzi esaminato.
Seppur nel totale rispetto - e lo anticipo - delle valutazioni che
lei ha fatto, signor Presidente, dal punto di vista procedurale devo
rassegnarle, con il dovuto rispetto, un sentimento di delusione da
parte di Alleanza Nazionale per quanto riguarda la mancata
ammissione dell'emendamento che consentiva la proroga dell'attuale
contratto in favore dei lavoratori precari della Sicilia.
Non entro nel merito delle valutazioni procedurali, però, mi sia
consentito in quest'Aula una valutazione esclusivamente politica.
Noi qui corriamo il rischio di creare una forte disillusione per
migliaia e migliaia di lavoratori precari siciliani. E in un momento
in cui il Governo nazionale, che noi della Casa delle libertà ad
ogni piè sospinto, e giustamente, abbiamo più di un motivo per
criticare perché sicuramente non fa gli interessi della Sicilia,
però dobbiamo prendere atto - e mi dispiace prendere atto, onorevole
Apprendi - che in un momento in cui il Governo si avvia verso la
stabilizzazione definitiva di migliaia di lavoratori precari, noi
oggi lanciamo un messaggio fortemente negativo di un Parlamento che,
nel rispetto delle norme procedurale, non ammette un emendamento
che, probabilmente, potrà essere e dovrà essere ripresentato,
assessore Formica, e avrà sempre il nostro consenso.
Mi dispiace per coloro i quali non hanno voluto apporre la loro
firma a questo emendamento e ringrazio colori che, invece, lo hanno
fatto, però il messaggio che oggi lanciamo è un messaggio fortemente
negativo, perchè la gente non può capire le norme procedurali ma
comprende benissimo che una parte del Parlamento - e mi riferisco ai
banchi d'Aula e non certamente alla Presidenza di questa Assemblea -
che alcuni parlamentari, alcuni gruppi lo hanno lanciato un
messaggio di sicurezza e di solidarietà ai lavoratori precari
siciliani.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, vorrei che lei mi ascoltasse
perché annuncio che parlerò in violazione al Regolamento come hanno
fatto tutti gli altri e come lei ha consentito che si facesse sino
ad ora, perché si sta intervenendo sull'articolo 2 parlando di tutto
e così farò anch'io.
Si è parlato di forestali, si è parlato della firma, si è parlato
di tutto e di più. Allora, questo è in realtà una maniera di fingere
di governare l'Aula e poi lasciare che accada di tutto.
Mi consenta di dire una cosa, credo nell'interesse di tutti noi che
rappresentiamo i siciliani. Qua non c'è nessuno che vuole violare o
venire meno all'adempimento e al rispetto di tutti i precari che
esistono in Sicilia. Allora, io non consento a nessuno di utilizzare
parole demagogiche pensando che qui c'è qualcuno che sia più buono e
attento di altri.
Le giuste reazioni dell'onorevole Oddo nascondono e rivelano un
disagio profondo di questo Parlamento: il disagio di chi è sempre
stato presente, sempre.
Dai banchi dell'opposizione c'è sempre stata presenza per decine di
sedute e continuerà ad esserci. Siamo ancora a metà novembre e
abbiamo, se vogliamo, tutto il tempo per compiere tutti i
provvedimenti di legge che servono per venire incontro alle
esigenze che sono state poste, ma nel rispetto non di capricciose e
maniache applicazione della norma, ma di un modo di operare che deve
essere legge e regole per tutti. Lo vogliamo dire ai catalogatori,
ai precari, ai siciliani e lo vogliamo ricordare a noi stessi. Il
Regolamento è una cosa che serve per fare le cose non per non farle
fare, nessuno le vuole invocare per non farle fare.
Noi lo stiamo invocando perché tutto ciò che è il frutto di un
lavoro partito dalla passata legislatura approdato a questa, con il
riconoscimento che va dato a quanti vi hanno lavorato perché il
problema dei catalogatori venisse portato a compimento, è bene che
si porti a compimento ora e subito, che non abbia intralci, che non
siano messe sul loro percorso mine, perché questo appare invece:
mine vaganti.
Allora, che questo vada a compimento, punto e basta. Dopodiché
siamo disponibili non a enunciazioni demagogiche, non a inviti per
amor di patria, non a prese di coscienza perché qua la coscienza noi
la esercitiamo ventiquattrore su ventiquattro, tutti i giorni e
sempre, come è stato prima e come sarà ancora, e siamo disponibili a
trattare perchè - lo hanno detto prima di me - noi condividiamo nel
merito l'argomento posto dall'onorevole Formica e dal Governo, ci
sentiamo parte in causa nella responsabilità e nell'assunzione di
impegno verso la soluzione di questi problemi. Siamo disponibili a
lavorare da domani, ma intanto non si intralci il percorso di un
disegno di legge che faticosamente è venuto a compimento e che
stasera dobbiamo esitare nell'interesse dei catalogatori e di quanti
vi hanno lavorato.
Non c'è da invocare trasversalismi, non c'è da chiedere ai
parlamentari di spogliarsi delle loro casacche di maggioranza o di
minoranza nell'interesse dei siciliani, perché questo lo facciamo
sempre; nell'interesse dei siciliani abbiamo sempre lavorato
indipendentemente dal fatto che la proposta venisse dalla
maggioranza o dalla minoranza, dal Governo o dal Parlamento. E così
faremo, onorevole Formica. Quindi, non faccia appelli alla
coscienza perché la nostra coscienza è in servizio ventiquattro
ore su ventiquattro, in nome di questo, le chiedo di censurarmi,
cioè di non consentire che io continui a parlare impropriamente
sull'articolo 2 e di non consentire anche altri interventi
sull'articolo 2.
Le chiedo di procedere, come il Regolamento le impone, all'esame
del disegno di legge che abbiamo in corso e alla sua approvazione
definitiva.
RAGUSA Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
RAGUSA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vivo questa
esperienza da un anno e mezzo e, a volte, mi pare di ascoltare le
cose che sentivo in occasione delle riunioni dei consigli comunali;
se ci concede la possibilità di parlare, è oltremodo democratico;
se non ci fa parlare, è antidemocratico.
Se noi tutti, una volta tanto, abbandonassimo questa sorta di
demagogia che ci accompagna costantemente e continuamente nel non
risolvere la questione siciliana attraverso la politica, allora,
direi che lei fa benissimo a dirigere i lavori d'Aula in questo
modo e le esprimerei il mio compiacimento per il modo in cui svolge
questo lavoro.
Vorrei rivolgere all'assessore Leanza il mio compiacimento per come
ha portato avanti questa attività legislativa per quanto riguarda
questi nostri amici che appartengono al settore dei beni
culturali.
Non sono soddisfatto per quanto riguarda gli emendamenti A9, A10 e
A11 che riguardano i forestali e dobbiamo impegnarci tutti, dato
che anche questi soggetti sono dei precari; ma c'è oggi un politico,
in Sicilia, che non vuole fare entrare in modo definitivo i precari
nel mondo del lavoro?
Penso che, se facessimo un censimento, a livello regionale, ogni
politico - dal consigliere di quartiere, al consigliere comunale,
agli assessori provinciali e ai deputati tutti - vorrebbe
stabilizzare tutti, perché è normale, è prassi, è politica, a volte
anche gridata e, forse, certe volte, non mantenuta.
Io vivo questa esperienza da così poco tempo; alcuni miei colleghi
attempati vengono qui a dar lezione e a spiegare come la sinistra è
presente e la destra è assente e ciò mi fa ridere, così come mi fa
ridere il foglio firma che non si trova più nello stesso posto in
cui prima firmavamo.
Considerato che tutto attiene alla politica della serietà, della
compostezza, riprendiamo in mano il vero senso della politica
siciliana e lavoriamo per tutti, sgombrando le appartenenze.
AULICINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
AULICINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che ho
qualche difficoltà ad intervenire. Quando preparavo le relazioni
per i congressi sindacali, dopo la prima paginetta', andavo a
braccio.
Il contesto mi condiziona pesantemente. Ho difficoltà perché, o il
livello è troppo alto o è troppo basso. In questa precarietà della
mia condizione umana, cercherò di sviluppare un minuto di
intervento, uno solo.
La volta scorsa, ho detto che il mercato del lavoro siciliano è un
mercato ingessato sul precariato strutturale di massa, per cui è
normale che un Parlamento che opera in Sicilia si occupi di precari.
Visto che non abbiamo avuto la capacità di creare lavoro stabile, è
inevitabile che, alle scadenze, bisogna occuparsi di precariato.
La cosa grave è che, sulle proroghe, si consumi ancora lo scambio.
Un popolo massacrato e condannato alla infelicità, al degrado, alla
disoccupazione di massa e alla precarietà di massa deve subire che,
in un Parlamento come questo, ci sia ancora il tentativo di creare
consenso a scambio perché c'è il tentativo di correre per arrivare
primi.
Siamo stati noi; noi abbiamo il dovere. Mi pare che in una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che mi vide
partecipare come delegato, questa cosa sia stata sufficientemente
chiarita: tutti i precari siciliani che attendono la proroga devono
avere la proroga e questo mercato deve finire.
Approviamo, quindi, questi disegni di legge; tutti facciamo
appello a ciò; abbiamo l'occasione storica e, stasera, vogliamo
eliminare dall'ordine del giorno questi quattro disegni di legge
aapprovandoli.
La vogliamo smettere di giocare ai primi della classe?
Votiamo Approviamo questi disegni di legge; tutto ciò che rimane,
lo faremo domani; vediamo di trovare la copertura finanziaria per i
catalogatori e, in più, ci sarà, nelle operazioni finali della
sessione di bilancio, sicuramente, un apposito elenco di tutti i
precari. Approviamo un unico emendamento o tanti emendamenti -
quanti sono - e proroghiamo tutto.
Per cortesia, finiamola di scherzare, perché la gente è
esasperata. Abbiamo il dovere di evitare che questa esasperazione
cresca.
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 2. Quando approveremo il disegno di legge e quando
approveremo i disegni di legge, dichiarerò di essere d'accordo
affinché vengano pubblicati.
Ciò detto, per tranquillizzare tutti, capisco e condivido la
necessità di dare le risposte ai tanti precari oggi in Sicilia che
aspettano, da questa Assemblea, non elemosine né prebende, né
scambi come, poco fa, qualcuno ha detto, anticipandomi.
L'intervento alto, forte e duro, anche nei toni, - a volte, è
necessario - del mio collega Oddo, rappresenta il disagio diffuso
che c'è in Sicilia e il malcontento nel mondo del precariato
siciliano.
Questo disagio, questo malcontento bisogna di risposte, di
prorogare i progetti.
Assessore Formica, questo Parlamento e il Governo regionale hanno
l'obbligo, avevano l'obbligo e lo avranno, nei prossimi giorni, di
dare risposte, senza scaricare sull'Aula responsabilità che sono
vostre e che sono della maggioranza.
Siamo pronti, ora, stasera, domani, nei prossimi giorni, a farlo,
anzi, vi sfidiamo a farlo, tranquillamente, perché questo è nelle
nostre intenzioni.
Condivido, quindi, il giudizio di ordine politico e il livello di
responsabilità sulla copertura finanziaria dell'emendamento a firma
dell'assessore Formica perchè vada chiarito tutto dentro la
maggioranza di centrodestra, senza scaricare responsabilità sul
Parlamento - non parlo di centrodestra o di centrosinistra - ma
dell'Assemblea.
Troppo comoda questa forma di antipolitica becera che qualcuno
tenta di cavalcare anche nell'Assemblea regionale siciliana.
L'Assemblea regionale ha ben altri limiti che vanno contestati:
l'immobilismo e l'ignavia in cui l'avete fatta scadere, in questi
mesi, per problemi che, probabilmente, non hanno niente a che vedere
con i lavori dell'Assemblea regionale siciliana.
Il Governo assuma - e questo è l'impegno -, nelle prossime ore,
nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, l'impegno non
soltanto di trovare le risorse finanziarie ma a presentare un
emendamento e un provvedimento che possa consentire il rinnovo dei
progetti di tutti i lavoratori precari.
C'è la necessità che, stasera, - non un altro giorno - vengano
approvati i disegni di legge, ad iniziare da quello dei
catalogatori, precari da vent'anni, a tempo determinato e che
vogliono diventare, come loro dicono, a tempo indeterminato, persone
che hanno diritti e dignità nella loro professionalità.
Pertanto, preannunzio che occuperò l'Aula se non approveremo,
stasera stessa, i disegni di legge relativi ai catalogatori ed agli
altri precari. Questo è l'unico impegno; è l'unica questione seria.
Da questo punto di vista, come avete potuto vedere, c'è stata la
responsabilità, da parte di tutti i deputati di centrosinistra dato
che al disegno di legge avremmo potuto presentare emendamenti;
potevamo presentare argomentazioni. Non l'abbiamo fatto perché è
prevalso il senso di responsabilità, lo stesso senso di
responsabilità che prevarrà, nel caso in cui si vorranno mettere
ostacoli artificiosi all'approvazione di leggi importanti e che,
eventualmente, ci farà assumere la decisione di occupare l'Aula
stasera.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Dina ma, non essendo
presente in Aula, decade tale facoltà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello, Ne ha facoltà.
PANARELLO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
assistendo ad una situazione singolare. Naturalmente, concordo con
le considerazione espresse da alcuni colleghi che mi hanno preceduto
e, in particolare, dal collega Oddo. Vorrei richiamare, inoltre,
l'attenzione della Presidenza che si è distinta, di recente, per
una roboante iniziativa antiastensionismo.
Certamente con l'obiettivo di rendere più funzionale il lavoro del
Parlamento, presento, da quando è iniziata questa legislatura, un
emendamento - che la Presidenza ha dichiarato inammissibile - che
tende a tutelare un diritto contrattuale dei lavoratori del
Consorzio autostrade siciliane', un diritto contrattuale che, per
diventare esigibile e non essere contestato, in sede giudiziale, ha
bisogno di essere armonizzato con la legislazione regionale.
Ebbene, da un anno e mezzo, questo emendamento, sottoscritto da me
e da altri colleghi, anche di altri gruppi parlamentari, è sempre
stato dichiarato inammissibile perché non esiste una materia con la
quale questo emendamento sia compatibile
Ma, piuttosto che fare una campagna demagogica sulla presenza o
sull'assenza dei parlamentari, lasciando intendere che ci sia un
qualche lassismo individuale o, addirittura, collettivo del
Parlamento, credo che la Presidenza dovrebbe esigere che il lavoro
svolto dai parlamentari venga rispettato e, possibilmente, diventi
norma a tutela degli interessi dei siciliani e, in questo caso, di
alcuni centinaia di lavoratori siciliani che rischiano di non potere
avere un diritto sancito dal contratto collettivo nazionale di
lavoro che è recepito, peraltro, dalla Regione, con la delibera di
Giunta.
Richiamo questo dato per sottolineare che il problema del
Parlamento siciliano non deriva da una scarsa volontà dei
parlamentari, ma da una situazione di difficoltà della maggioranza.
Al di là della volontà dell'assessore Formica, è del tutto evidente
che la mancata proroga ai lavoratori ASU e alle altre categorie dei
precari deriva, inevitabilmente, da una scarsa considerazione che il
Governo ha di questo problema; i problemi della maggioranza si
scaricano - come appare da questo dato che sto riportando - sulla
produttività del Parlamento e, credo, che una Presidenza impegnata
veramente a fare lavorare il Parlamento dovrebbe farsi carico di
incoraggiare il lavoro dei parlamentari affinché sia produttivo ed
efficace nell'interesse dei siciliani.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione, l'emigrazione e l'immigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo per chiarire un punto rispetto agli
interventi degli illustri colleghi, che hanno citato l'emendamento
da me presentato. Non c'è nessuno scarico di responsabilità sulla
Presidenza perché la stessa non poteva che atteggiarsi così come ha
fatto, cioè nel rispetto del Regolamento interno.
Voglio ricordare però agli onorevoli colleghi che le leggi non le
approva il Governo ma il Parlamento. Non c'è, quindi, nessuno
scarico di responsabilità da parte del Governo ma c'è la semplice
constatazione che il Governo può farsi carico di presentare i
problemi, correttamente, al Parlamento.
Rispetto ad altre considerazioni, poi, lasciatemene fare una.
Appare, dalla discussione di stasera, da alcuni interventi, che è
come se volessimo stabilizzare nuovi precari, negando la
stabilizzazione ai precari storici. Il Governo non può farsi
complice di questo orientamento - per carità, correttissimo - e,
soprattutto, sia chiaro che non c'è nessun impedimento, da parte del
Governo, sul disegno di legge in favore dei catalogatori - ci
mancherebbe altro - tant'è che siamo all'articolo 2, che è la
pubblicazione della legge sui catalogatori.
Il Governo, che ha fatto il suo dovere, però, non può non far
rimarcare che le leggi non le approva il Governo; il Governo le
propone al Parlamento e quest'ultimo si adopera per approvarle o
meno.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, lungi da me fare polemiche ma volevo,
semplicemente, ricordare a molti colleghi che hanno parlato ed hanno
chiesto di intervenire sull'articolo 2 che questa vicenda dei
catalogatori è stata seguita, dal Governo, in maniera puntuale,
continua ed in assoluta concertazione col sindacato, con i
lavoratori e con la quinta Commissione.
C'è stata un'attenzione reale. E' arrivato, in Aula, un disegno di
legge puntuale, letto in ogni sua parte, con tre commi, in modo da
garantire, definitivamente, questa fascia di lavoratori che,
certamente, sono stati tra i più sfortunati, in assoluto, perché
sono stati figli di un Dio minore'.
Quindi, stasera arriviamo - e sono contento che si arrivi
all'unanimità - all'approvazione di questo disegno di legge.
Ma l'unica cosa che chiedo - e mi sembra giusto - è non dare al
Governo la colpa, chissà quale colpa, di cose che non ha fatto
perché abbiamo fatto, per intero, il nostro dovere.
E' giunto in Aula un disegno di legge costantemente concertato con
tutte le forze politiche e sindacali.
Quindi, ritengo di non fare lezioni, su questo piano.
Per quanto riguarda le altre vicende, certamente, il Governo, a
partire dalle variazioni di bilancio, presenterà tutte le proroghe
relativamente alla stabilizzazione dei lavoratori precari perché è
chiaro che dobbiamo dare una risposta.
L'assessore Formica aveva posto un tema importante. Il Presidente
dell'Assemblea, correttamente, non essendoci la necessaria copertura
finanziaria - per cui la Commissione non poteva che rendere
inammissibile quell'emendamento - lo ha dichiarato inammissibile.
Certamente, però, l'impegno del Governo, anche in questo caso, era
compiuto, convinto, studiato e certamente volgeva nell'interesse di
questi lavoratori.
Quindi, abbiamo un'occasione - che è quella delle variazioni di
bilancio - per poter affrontare sia la questione dei centunisti'
sia quella degli ex articolisti', cioè del mondo del precariato, in
maniera organica.
A quel punto, sì, saremo tutti chiamati ad un senso di
responsabilità, per fare in modo di non mettere a disagio il
Presidente dell'Assemblea e per far sì che il Parlamento, attraverso
la Conferenza dei capigruppo, si assuma le responsabilità - se
bisogna derogare - di farlo in partenza, come Parlamento;
politicamente, quindi, ci si assumano le responsabilità.
Su questo tema, mi auguro che questa sera nessuno voglia allungare
oltremodo i lavori. Abbiamo all'ordine del giorno, un altro disegno
di legge molto importante. C'è la volontà politica da parte di tutti
di portarlo a compimento, quindi, non c'è bisogno di occupare
l'Aula; c'è la volontà di continuare e di portare a compimento,
questa sera - così come deciso nella Conferenza dei Capigruppo - e
di approvare i quattro disegni di legge che sono molto importanti
per la nostra Terra.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la delega alla Presidenza
per il coordinamento formale del disegno di legge n. 619/A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
La votazione finale al disegno di legge sarà effettuata
successivamente.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Esame del disegno di legge Modifiche ed integrazioni agli articoli
6 e 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 Disposizioni in
materia di demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza
di servizi' (556/A)
PRESIDENTE Si passa al disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17. Disposizioni in materia di demanio e patrimonio
immobiliare regionale e conferenza di servizi» (556/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 1.
Ricordo che la discussione generale era stata rinviata all'articolo
1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Commissione di conciliazione
1. All'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) il comma 5 è sostituito dal seguente:
5. Alla Commissione di conciliazione sono attribuite le seguenti
competenze:
a) regolarizzazione dei rapporti a seguito di definizione in forma
agevolata dei crediti derivanti dai rapporti concessori e da tutte
le occupazioni senza titolo relative ai beni demaniali e
patrimoniali;
b) definizione transattiva dei rapporti finanziari inerenti il
demanio e il patrimonio anche in contenzioso, ivi compreso quello
scaturente dall'attività esercitata dal soggetto giuridico di scopo
istituito ai sensi del successivo articolo 9 ;
c) procedura di sgombero forzoso per occupazione abusiva e rilascio
del bene;
d) definizione del contenzioso inerente la titolarità dei beni;
e) conciliazione delle controversie scaturenti dai rapporti, anche
non contrattuali, instaurati con soggetti pubblici e/o privati dal
soggetto giuridico di scopo istituito ai sensi del successivo
articolo 9, relativamente all'attività ed ai compiti da quest'ultimo
espletati';
b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
5 bis. Le parti che intendono avvalersi della conciliazione di cui
alla lettera e) del comma 5, presentano, anche congiuntamente, alla
Commissione di conciliazione apposita istanza contenente i dati
identificativi, l'oggetto della controversia e la documentazione a
corredo dell'istanza stessa. La Commissione, entro trenta giorni,
convoca le parti per esperire il tentativo di conciliazione. Quando
le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della
convenzione conclusa.';
c) il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. Al fine di assicurare la verifica del corretto adempimento degli
obblighi e degli altri oneri, anche di natura accessoria, posti a
carico dei soggetti contraenti per l'utilizzo dei beni patrimoniali
e demaniali, la Commissione di conciliazione svolge la relativa
attività ispettiva. Per consentire l'esercizio delle funzioni
ispettive vengono trasmessi alla Commissione di conciliazione, per
essere acquisiti in copia, i contratti e gli atti di utilizzo a
qualsiasi titolo stipulati o comunque intervenuti con enti, pubblici
e privati, con soggetti giuridici e/o con soggetti privati, dei beni
patrimoniali e demaniali. Per i fini predetti gli uffici
dell'Amministrazione regionale sono autorizzati a richiedere lo
svolgimento di dette attività.';
d) al comma 7, le parole da onnicomprensivo' a annualmente' sono
sostituite con le parole a
decorrere dal 1 gennaio 2006, determinato con il decreto di cui al
comma 10 del presente articolo.';
e) al comma 9, dopo le parole centottanta giorni' sono aggiunte le
parole La Commissione di conciliazione, esauriti i compiti e le
funzioni di cui al comma 5, lettera a), continua ad esercitare i
compiti e ad espletare le attività previste dal medesimo comma 5.';
f) dopo il comma 9 è inserito il seguente comma:
9 bis. La Commissione di conciliazione esercita, d'intesa con gli
uffici dell'Amministrazione regionale, la vigilanza sui beni
demaniali della Regione siciliana, verificando le condizioni attuali
d'uso e lo stato di conservazione dei medesimi, accertando, altresì,
l'eventuale utilizzazione illegittima, occupazione indebita e/o sine
titulo. Delle violazioni riscontrate ai sensi delle precedenti
disposizioni, informa con apposita relazione gli organi regionali
competenti.';
g) al comma 10 sono soppresse le parole da e previo' a siciliana' e
dopo la parola spese' sono aggiunte le parole comprese quelle per il
raggiungimento della sede di servizio, determinato ai sensi di
quanto previsto per le missioni dei dirigenti regionali.';
h) al comma 11 è soppresso l'ultimo periodo.
2. Per le finalità del comma 7 dell'articolo 6 della legge 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2007, la spesa di 700
migliaia di euro, e per gli esercizi 2008 e 2009 la spesa annua di
350 migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio finanziario
2007, con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 5.2.1.1.2. -
capitolo 242523 - del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari 2008 e
2009 il relativo onere trova riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione 2007-2009 U.P.B. 4.2.1.5.5.
3. Per le finalità dei commi 10 e 11 dell'articolo 6 della legge 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2007, la spesa di 50
migliaia di euro e per gli esercizi 2008 e 2009 la spesa annua di 50
migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio finanziario 2007,
con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 5.2.1.1.2. - capitolo
242523
- del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo. Per gli esercizi finanziari 2008 e 2009 il
relativo onere trova riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione 2007- 2009 U.P.B. 4.2.1.5.5.»
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Fleres,
il mio è un intervento per una richiesta di chiarificazione che di
altro. Ho letto il testo e mi è sembrato di capire che questa
Commissione di conciliazione, che è un organismo che deve facilitare
tutti i processi di passaggio dal demanio ai privati, demanio -
Stato, demanio - Regione, finisce con l'essere un ufficio della
Regione, cioè, è come se fosse un organismo interno alla Regione.
Chiedo all'onorevole Fleres, se fosse possibile, una chiarificazione
in questo senso.
PRESIDENTE Comunico che, all'articolo 1, sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Ruggirello: 1.11, 1.14, 1.12;
-dagli onorevoli Di Mauro ed altri: 1.4, 1.8;
-dall'onorevole Laccoto: 1.15 e 1.13;
-dall'onorevole Di Mauro: 1.7 e 1.10.
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, a firma dell'onorevole
Ruggirello. Il parere della Commissione?
FLERES relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.12, dell'onorevole Ruggirello. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
FLERES relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.15, dell'onorevole Laccoto e
all'emendamento 1.4, dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO . Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.4.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'emendamento 1.15. Il parere della Commissione?
FLERES relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.7, dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO . E' da intendere articolo 1, comma 1, lettera d).
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'emendamento 1.7. Il parere della Commissione?
FLERES relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto;chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 1.8. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
FLERES relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.14. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FLERES relatore Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.13.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, poco fa, non mi è stata data la
possibilità di intervenire sul 6D. Stiamo facendo delle leggi ad hoc
che, tra l'altro, hanno una decorrenza dall'1 gennaio 2006. Credo
che questa Assemblea, i cui richiami vengono fatti dal Presidente,
per cui dobbiamo fare i consulenti universitari per potere poi fare
le leggi che devono essere approvate, non può assolutamente
continuare a legiferare ad hoc, addirittura, spostando al 1 gennaio
2006 la decorrenza di questa legge.
Credo che lei, come Presidente, visto che dichiara incompatibili
alcuni articoli e li mette da parte, dovrebbe anche accorgersi che
questi emendamenti non possono essere assolutamente lasciati correre
così, solo perché, magari, vi è una posizione di maggioranza.
L'Assemblea non può assolutamente approvare leggi che possano
decorrere dal 1 gennaio 2006.
Su questo, credo - mi rivolgo all'assessore per il territorio - che
vi siano, compreso l'ultimo articolo, delle cose incredibili che si
stanno cercando di fare approvare.
Lei, come Presidente dell'Assemblea, mi perdoni, deve garantire
l'imparzialità e anche la possibilità e l'insindacabilità per tutte
le norme che vengono approvate in questo disegno di legge.
Signor Presidente, non possiamo avere due pesi e due misure, a
seconda di quale sia la situazione di simpatia o non simpatia.
Ritengo, inoltre, assessore, che andrebbe ben guardato l'ultimo
articolo di questa norma perché stiamo approvando delle norme che
davvero non hanno niente a che vedere con quella che deve essere una
buona legge.
Signor Presidente, la invito, quindi, anche rispetto a quella che
è la norma, che tra l'altro ha decorrenza dal 1 gennaio 2006, che
può vanificare anche le intenzioni di una legge che non capisco per
che cosa venga approvata, e non voglio entrare nel merito, ma che
comunque può mettere in discussione la stessa legge.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.13. Il parere della
Commissione?
FLERES relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è d'accordo si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.10 a firma, dell'onorevole Di Mauro. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
FLERES relatore. Favorevole, anche perché è connesso con
l'emendamento 1.7 che abbiamo già votato favorevolmente.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei dà uno
sguardo panoramico all'Aula si renderà conto che non c'è una
maggioranza netta della maggioranza, per cui rischieremmo, se per
esempio chiedessi adesso la votazione per scrutinio segreto, o di
contare, anche la bocciatura dell'articolo 1. Se noi chiediamo su un
emendamento di contare, non vada avanti dicendo che è stato già
approvato, perché anche lei potrebbe così innescare meccanismi che
noi non vogliamo innescare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo, 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17
1. All'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 dopo le parole di proprietà' sono inserite le parole
o nella disponibilità';
b) al comma 1 bis le parole ad attività produttive o commerciali
di proprietà delle ASI o' sono soppresse;
c) il comma 1 quater è sostituito dal seguente:
1 quater. La Giunta regionale trasmette la delibera di cui al comma
1 ter, con gli atti allegati, alla
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana per
l'acquisizione del parere.'.
2. Le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 1, si applicano
a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana
l'onorevole Fleres, in maniera puntuale, come sempre, ci ha spiegato
l'opportunità di approvare la legge sulla conciliazione, perché
determinava un'entrata per la Regione.
Vorrei ricordare ai colleghi che, avendo definito l'articolo 1, la
legge sulla Commissione di conciliazione l'abbiamo già fatta.
L'articolo 2 non c'entra nulla con la conciliazione, l'articolo 3
non c'entra nulla con la conciliazione e l'articolo 4 è segnato
dallo stesso destino.
Signor Presidente, poichè sull'articolo 3 ci sono tante cose che
non capisco, o che vengono da lontano, su cui ho mille riserve e
mille perplessità, vorrei illustrare il mio emendamento che prevede
la soppressione dell'articolo 2 laddove, per esempio, si ritorna ad
un vecchio vizio che è quello del parere unico della Commissione
Bilancio . Su che cosa? Per esempio sulle dismissioni.
Io ho il buon senso di capire che la Commissione Bilancio ha la
competenza sulla cassa e non voglio privare le altre Commissioni,
quelle di merito, di dare atti di indirizzo perché, per esempio,
ieri sono stato nell'agrigentino con la mia Commissione a sentire il
problema della dismissione delle quote dell'Italkali. Finalmente è
stato fatto un bando che sembra dare maggiore garanzia alla Regione,
ai lavoratori, e che guarda al piano industriale.
Fortunatamente, io non sono perché il prezzo sia tutto, ma sono
perché si guardino i piani di sviluppo e spero che la Sicilia
rimanga proprietaria di una azienda che considero il fiore
all'occhiello.
Quello che non vorrei permettere è che la Commissione Attività
produttive , visto che parliamo dell'Italkali, non possa dire nulla
sulla valorizzazione, sul risanamento ambientale, sulle prospettive
di questa o di quella azienda. Ecco perché, laddove vedo che, alla
lettera c) si cambia quello che è stato il dibattito dell'articolo 9
della legge n. 17 del dicembre 2004, non posso che dissentire.
Allora, signor Presidente e onorevoli colleghi, vorrei che su
questi punti, evasa la Commissione di conciliazione con i correttivi
dovuti che servono, il Parlamento si esprimesse con la necessità di
approfondire alcuni temi che non possono passare tra le righe.
Ho illustrato le ragioni per cui chiedo la soppressione
dell'articolo 2.; spero di essere stato seguito dai colleghi.
Dichiaro che non intendo ritirare la soppressione dell'articolo 2.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sollevare
un problema di carattere metodologico ma anche formale dal punto di
vista regolamentare. Mi riferisco al fatto che vedendo il testo,
perché non ho avuto occasione di studiarlo ma solo appena di
vederlo, ho trovato le ragioni per cui non potevo aver letto questo
testo e chiedo se questo formalmente sia giusto, come mai questo
testo non è passato dalla IV Commissione Territorio e ambiente ,
che mi pare abbia delle specifiche competenze rispetto a questa
materia.
Ripeto: la IV Commissione credo abbia delle specifiche competenze
su questa materia, quindi pareva del tutto normale oltre che, come
richiesto dall'onorevole Turano, soprattutto la Commissione
Territorio e ambiente doveva in qualche modo essere coinvolta
nell'esame del testo. Invece, la Commissione Bilancio ha lavorato
direttamente su questo testo e l'ha esitato e così si trova in Aula.
Credo che la procedura non sia del tutto normale, tuttavia mi
rimetto all'Aula e anche alla sua persona, signor Presidente, per
valutare la regolarità di questo meccanismo. Nel merito non mi
esprimo anche se ritengo alcune cose condivisibili, comprensibili,
però lei capisce bene che si possono meglio comprendere se hanno un
approfondimento nella sede più naturale, mi riferisco alla sede di
approfondimento di merito che è in questo caso la IV Commissione. Su
questo gradirei anche avere una risposta.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
richiamare l'attenzione dei colleghi parlamentari su un articolo di
legge che è testualmente il comma 1 lettera b) dell'articolo 2.
Il disegno di legge in questione è quello delle Commissioni di
conciliazione. All'interno di questo disegno di legge si ritorna a
trattare l'argomento che riguarda l'articolo 9 della legge n. 17
del 2004 che, testualmente, indicava una serie di immobili che
potevano essere inseriti nella società di scopo con eccezione di
case popolari, di beni immobili di grande valore artistico, gli
immobili destinati anche all'attività industriale nelle zone ASI e,
se non ricordo male, anche gli immobili di proprietà delle IPAB.
Con questo comma si vuole ristabilire che gli immobili, i capannoni
vengano ad essere assorbiti dalla società di scopo con grave
nocumento per l'economia siciliana e per gli imprenditori che in
atto pagano un prezzo assolutamente accettabile per via di una
convenzione con l'assessorato regionale all'industria o alla
cooperazione, non ricordo esattamente, e andremmo invece a procedere
ad un conferimento che non farebbe altro che far lievitare i prezzi
di locazione.
Vorrei, pertanto, che l'Assemblea fosse attenta nell'esaminare
questo comma perché, certamente, se fosse approvato, causerebbe un
danno per l'economia siciliana.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, se non ho capito male questa mattina,
rispetto anche ad alcune dichiarazioni dell'onorevole Di Mauro, lei
aveva preso una sorta di impegno affinché nel pomeriggio di oggi ci
sarebbe dovuto essere un incontro della Commissione per il
Regolamento riguardo la questione del registro delle firme.
Poiché continuo a sostenere l'idea del giusto controllo
dell'apposizione delle firme, ma continuo a dire che non ho firmato
al tavolo della Presidenza, volevo ribadire quello che avevamo detto
alcuni giorni fa e cioè il concetto che fosse necessario porre fine
a questo ragionamento che è diventato più di farsa che non di
sostanza.
PRESIDENTE Onorevole Antinoro, le comunico che la Commissione
per il Regolamento è stata convocata per domani mattina alle ore
12.00.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Turano: 2.3;
-dall'onorevole Fleres: 2.4;
-dall'onorevole Di Mauro: 2.2.
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente per chiedere al relatore di dare un parere favorevole
all'emendamento Turano.
PRESIDENTE Siamo alla discussione generale sull'articolo.
CASCIO Io ne approfitto in maniera tale da evitare di dare la
parola a quanti più deputati visto che la richiesta quasi unanime è
quella di cassare l'articolo 2.
Abbiamo approvato l'articolo 1 di questa norma che è il più
importante cioè quello che riguarda le funzioni e i poteri della
Commissione di conciliazione. Credo che l'articolo 2 riguardi
materia differente; crediamo che ci sia l'esigenza di un
approfondimento rispetto al testo che stiamo esaminando e quindi
rivolgo un appello al relatore del disegno di legge affinché possa
dare il parere favorevole all'emendamento 2.3
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sottoscrivere l'emendamento a firma Turano di soppressione
dell'articolo 2, così come ha chiesto anche il Capogruppo. Però,
vorrei fare rilevare che qui ci sono materie che non attengono alla
Commissione Bilancio , ma ad altre commissioni, materie che non
sono assolutamente di pertinenza della Commissione Bilancio .
Il mio richiamo è quello di essere obiettivi nella conduzione di
questi argomenti; è un richiamo forte, specialmente nei confronti di
materie che non hanno niente di generale ma che vogliono sicuramente
andare al particolare per poter far sì che, sotto l'aspetto
finanziario, vi siano le norme che stravolgono quelle del demanio e
del patrimonio.
FLERES relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
FLERES relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
convinto che l'argomento che è contenuto nell'articolo 2 sia
importante, ma sono altresì convinto che esso merita, probabilmente,
un ulteriore approfondimento attraverso un passaggio nelle
Commissioni di merito. Lo diceva poc'anzi l'onorevole Turano facendo
riferimento alla terza Commissione, ma ci sono anche questioni che
riguardano altri aspetti.
Pertanto, la Commissione esprimerà parere favorevole
all'emendamento soppressivo 2.3.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere del
Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.4 e 2.2 sono preclusi.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Competenze relative a demanio e patrimonio immobiliare
regionale
1. All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, tra le attribuzioni della
Direzione del personale e dei servizi generali, sono soppresse le
parole Demanio. Patrimonio immobiliare regionale. Programmazione
e disposizione di spesa per le opere di edilizia demaniale'.
2. Le competenze relative a demanio, patrimonio immobiliare
regionale, programmazione e disposizione di spesa per le opere di
edilizia demaniale sono attribuite all'Assessorato regionale per il
bilancio e le finanze - Dipartimento regionale bilancio e tesoro -
Ragioneria generale della Regione.
3. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
della Giunta regionale, vengono stabilite le modalità con cui il
personale del Servizio demanio e patrimonio immobiliare del
Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
quiescenza previdenza ed assistenza del personale, transita al
Dipartimento regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale della
Regione.
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare,
con proprio decreto, le necessarie variazioni di bilancio».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Fleres: 3.2;
-dall'onorevole Ruggirello: 3.3.
FLERES relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES relatore. Signor Presidente, sull'articolo 3 ritiro
l'emendamento soppressivo perché ho presentato, insieme alla
Commissione, un emendamento che chiarisce il senso dell'articolo e
lo riconduce al contesto della legge.
Infatti, abbiamo inserito l'emendamento, il 3.5, al comma 2, che
esclude dal trasferimento di competenza - che è sempre relativo ad
una parte, alla parte affrontata da questa legge, non certo insieme
alle competenze - il demanio marittimo.
Pertanto, l'emendamento 3.2 è ritirato.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
non parlare ma per le stesse ragioni per le quali il Parlamento ha
poc'anzi approvato favorevolmente l'abrogazione dell'articolo 2,
credo che, per coerenza, dovremmo fare lo stesso con l'articolo 3.
Abbiamo rilevato e condiviso il fatto che vi era materia che non
era soltanto di pertinenza della Commissione Bilancio, che è l'unica
che ha esaminato questo testo. Mi sembra opportuno che la pausa di
riflessione che ci siamo presi per sottoporre al parere delle altre
commissioni la materia dell'articolo 2 possa essere utilizzata anche
per l'articolo 3, quantunque modificato come ci è stato annunciato .
Quindi, adesso troveremo le formule tecniche e, se è il caso,
ripresenteremo l'emendamento per sopprimere anche l'articolo 3, per
fare in modo che questa materia più compiutamente possa essere
esaminata in Commissione; a maggior ragione, se il testo che saremo
chiamati a votare non è quello che abbiamo ma, precipitosamente, un
altro testo che ci viene sottoposto e che ancora non conosciamo.
Credo che, a maggior ragione, questo debba tornare nelle
commissioni. Ne approfitto per chiedere - non mi sembra un testo
del quale ci sia estrema urgenza - se, contestualmente, potesse
essere tutto insieme rivisto anche dalle Commissione perché ci sono
parti dell'articolo 1 che attengono pure alla competenza di altre
Commissioni.
Lo abbiamo esitato, ma così è. Quindi, continueremmo a sbagliare,
ad avallare un errore che abbiamo compiuto. Troverei sano che il
Parlamento, a cui mi appello e anche l'Assessore per il territorio e
l'ambiente che è presente, avessero modo di esaminare compiutamente
questo disegno di legge sul quale, ripeto, non c'è volontà
ostracista ma non c'è neanche bisogno di andare avanti a testa bassa
e chiedere al Parlamento di votare comunque.
Siamo tutti qui responsabilmente a votare testi di legge che
riteniamo necessari, non approfittiamone per votare cose delle
quali non siamo convinti. Saranno giuste ma non le abbiamo
conosciute.
ADAMO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO Signor Presidente, sono costretta a convenire con
l'onorevole De Benedictis, lo faccio con spirito liberale perché
raramente la sinistra ha questo spirito liberale e questa apertura.
Si tratta di una materia che, sicuramente, deve essere esaminata in
quarta Commissione. Mi associo alle richieste e credo che questa
materia debba essere esaminata con attenzione.
PRESIDENTE Tecnicamente fate proprio l'emendamento.
ADAMO Sì.
LACCOTO Chiedo di parlare.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si parla
sull'articolo 3 perché si dice che c'è un emendamento soppressivo.
Subito dopo si dice che l'emendamento soppressivo viene modificato.
Credo che non sia un modo giusto per l'attenzione del Parlamento.
Signor Presidente, lei stesso ha detto che c'è un emendamento
soppressivo; ad un certo punto, dopo la discussione generale si
dice: no, viene modificato.
Intanto, faccio mio l'emendamento soppressivo con le stesse
motivazioni che ho già detto per l'articolo 2 che hanno già ripetuto
altri colleghi. Questa è una materia che non ha niente a che vedere
con il problema finanziario ma che deve essere certamente più
approfondita da parte degli uffici, da parte della commissione di
merito e non è materia attinente alla commissione di conciliazione
di cui all'articolo 1.
Pertanto, insieme agli altri, mi unisco al coro di coloro che
dicono che questo articolo deve essere soppresso e, certamente, non
può essere approvato in queste condizioni.
ORTISI Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ORTISI Signor Presidente, anche io mi associo alla firma di chi
fa proprio l'emendamento Fleres, ma, dalle firme che vedo, questo è
il tipico esempio di compromesso. Voglio dire che c'è una
intenzione positiva dell'onorevole Fleres, del relatore, che rende
scheletrica la proposta di legge, poi, alla fine, nel merito
l'emendamento tende a punire, anzi punisce l'acquirente.
Chi acquisisce case popolari, non in genere, è sempre una persona
che non ha grandi disponibilità economiche, fa grandi sacrifici per
acquisire, voi aggiungete il tre per cento da pagare da parte
dell'acquirente, più trecento euro per la pratica; ma così non
vogliamo favorire l'acquirente, così siamo medievali , cioè
mettiamo balzelli in quella che può diventare un'operazione
estremamente positiva. Pertanto, credo che la legge, nonostante le
buone intenzioni, stia scivolando male e rischia anche come legge,
onorevole Fleres.
Sarebbe opportuno che lei rifacesse suo l'emendamento soppressivo
e, quindi, ci permettesse alla fine di discutere solo sull'articolo
1. Ma se si insiste su aggiustamenti, è probabile che questa legge
scivoli nel baratro.
ARDIZZONE Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ARDIZZONE Signor Presidente, vorrei sottoporre alla sua
attenzione e a quella degli uffici una specificità di questo
articolo. Noi stiamo intervenendo sulla materia che riguarda
l'ordinamento del Governo. Francamente mi sto ponendo un problema
perché noi stiamo andando a incidere sottopongo alla sua attenzione
e a quella degli uffici l'ammissibilità in questo contesto di un
emendamento che riguarda l'ordinamento del Governo.
E' anche questa una legge sottoponibile a referendum? Stiamo
attenti Noi stiamo incidendo su una materia che riguarda
l'attribuzione delle competenze ai singoli assessorati.
Più volte, soprattutto nella precedente legislatura, ci siamo detti
che avremmo dovuto esitare una legge organica che riguardava il
numero degli assessorati e l'attribuzione ai singoli assessorati.
In questo momento, stiamo trasferendo competenze da un assessorato
ad un altro.
Quindi, mi rimetto alla valutazione sua e degli uffici sulla
ammissibilità di questa materia e non è la competenza al Governo. Se
così fosse, non è solo una questione di competenza della quarta
Commissione, ma anche una competenza, soprattutto, della prima
Commissione che riguarda l'ordinamento del Governo.
FLERES relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho
detto che ritiro l'emendamento soppressivo ma ho detto che, nel caso
in cui non dovesse essere bocciato l'emendamento soppressivo,
potrebbe esserci un emendamento aggiuntivo all'articolo 3 che
chiarisce e precisa il contenuto dello stesso.
Quindi, mantengo il mio emendamento soppressivo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento soppressivo
dell'onorevole Fleres è mantenuto.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho ritenuto necessario intervenire
perché già da una prima lettura dell'articolo 3 sono emerse le
perplessità, proprio sul modo in cui è stata costruita la norma che,
purtroppo, si presta ad essere interpretata.
Siccome il concetto di demanio, che è quello che ha attirato di più
la mia attenzione, è talmente ampio da dover comprendere anche le
specificità di demanio marittimo, ma penso anche al demanio
forestale, non vorrei che domani, una norma siffatta, si prestasse
ad un'interpretazione per cui ci ritrovassimo a dover vedere
transitare porzioni di demanio a competenze di altri uffici.
Direi che la norma, così com'è, non può che meritare una richiesta
di soppressione, perché quanto meno, non ha tenuto in considerazione
che nell'alveo del genus, molto ampio, possono essere ricondotte le
species e siccome il più contiene il meno, non vorrei che ci si
trovasse di fronte ad una situazione del genere. Così com'è non può
soddisfare le esigenze di chiarezza.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appello al suo
buon senso ed al suo corretto governo dell'Aula ed anche ai colleghi
della Commissione Bilancio che hanno predisposto un testo che non
ha niente a che vedere con la Commissione Bilancio , perché le
competenze sono esclusivamente della IV e della I Commissione, però,
anche nel modo in cui noi legiferiamo dobbiamo stare molto attenti
perché in un articolo spostiamo competenze da un ramo all'altro
dell'amministrazione.
Signor Presidente, avverto che c'è l'esigenza che si faccia una
modifica della struttura amministrativa, perché una serie di
competenze vanno ridistribuite in rapporto alle deleghe, ma questo
deve essere affrontato come argomento di carattere generale, da
parte dell'Assemblea regionale.
Sono dell'avviso che la struttura, così come oggi è, rispetto a
quando fu pensata, è obsoleta, però non si può, introdurre in un
articolo di legge che arriva in Aula, sulla base di una votazione
della Commissione Bilancio , che su questo articolo non ha neanche
competenza, portare in Aula un trasferimento di competenza da un
ramo dell'amministrazione ad un altro ramo che, quanto meno, è
azzardato dal punto di vista legislativo.
Signor Presidente, non so se in questa legge, quel comma sia
coerente con la legge, a me sembra fra l'altro, incoerente, quindi,
rimetterei alla sua valutazione, intanto il fatto che il testo del
comma e dello stesso articolo sia ammissibile alla discussione. In
ogni caso, penso che debba essere soppresso.
Siccome, però, capisco che è stata fatta una norma, secondo me
- consentitemi non voglio utilizzare termini che non appartengono al
mio stile - in modo abbastanza frettoloso, pongo alla valutazione
del Presidente dell'Assemblea il fatto che il testo venga inviato in
IV e in I Commissione, in quanto competenti per materia.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la disamina
dell'articolo 3, sicuramente, presenta qualche difetto
interpretativo che, legittimamente, è stato sollevato da diversi
colleghi.
Personalmente, vorrei chiedere, sommessamente, l'opportunità di una
riscrittura, per dare il giusto senso a questo articolo che non è
finalizzato tanto allo spostamento di competenze da un assessorato
ad un altro, fine a se stesso, ma è sicuramente finalizzato a dare
l'opportunità all'Assessorato bilancio di velocizzare la vendita di
immobili, l'appostamento delle cui partite, delle cui somme,
consente di fare un bilancio più agevole, con entrate certe e,
quindi, di dare certezza al bilancio che andiamo a costruire.
Alla luce di questo senso di responsabilità, chiedo cinque minuti
di sospensione per una riscrittura che dia questo senso; lo chiedo,
sommessamente, anche nella considerazione del fatto che ci
avviciniamo alle variazioni di bilancio, quindi, farlo ora
consentirebbe agli uffici di agire nella giusta direzione,
velocizzando le procedure della vendita degli immobili e
l'assessorato al bilancio potrebbe introitare le somme che sono
indispensabili per la realizzazione del bilancio 2008.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.5, a
firma dell'onorevole Fleres.
Onorevoli colleghi, dal dibattito ed anche da ciò che mi
riferiscono gli uffici, la Presidenza prende atto che l'articolo 3,
e non soltanto, non è stato esitato dalla Commissione competente;
d'altro canto la Presidenza, quando il disegno di legge arriva in
Aula non può sapere da quali Commissioni sia passato.
Obiettivamente, il disegno di legge, originariamente, consisteva
nell'articolo 1 che riguardava la Commissione di conciliazione, per
cui le considerazioni che ha fatto l'onorevole Speziale sono
assolutamente pertinenti.
Pertanto, l'articolo 3 viene dichiarato inesistente nel disegno di
legge, in quanto non compatibile con il disegno di legge stesso e
perché non è stato regolarmente esitato dalla Commissione
competente.
SPEZIALE C'è una proposta di rinvio in Commissione di tutto il
disegno di legge
FLERES Anche l'articolo 4.
PRESIDENTE Per quanto riguarda l'articolo 4, è la Presidenza che
stabilisce se è conducente o meno. Essendo inammissibile, lo
stralciamo. Sul rinvio in Commissione, decidiamo alla fine, dato che
sull'articolo 4 esiste lo stesso problema.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per richiamo al Regolamento
SPEZIALE Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ricordo quale
articolo del Regolamento interno dispone che sulla base della
richiesta di un parlamentare si possa sottoporre il rinvio in
Commissione del disegno di legge alla valutazione dell'Aula;
pertanto, essendo stato da me richiesto il rinvio in Commissione del
disegno di legge in discussione , la invito a sottoporre tale
proposta alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, l'articolo 121 quater del
Regolamento recita: Possono chiedere il rinvio in Commissione
soltanto il Governo, il Presidente della Commissione o il Presidente
del Gruppo parlamentare , e non il vicepresidente dell'Assemblea.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi pregherei di
cogliere la gravità di questo articolo 4, perché molte volte le cose
passano inosservate.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, non stiamo parlando dell'articolo
4, che la Presidenza ha già dichiarato inammissibile, bensì della
richiesta dell'onorevole Speziale per il rinvio in Commissione di
tutto il disegno di legge.
LACCOTO Allora, questo può valutarlo l'Assessore per il
territorio
FLERES relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a seguito
delle decisioni della Presidenza, che personalmente considero sagge,
il disegno di legge è concluso, perché resta soltanto l'articolo 1
che è già stato votato. Quindi, la richiesta di rinvio in
Commissione non avrebbe senso.
Bisogna, invece, a mio avviso, porre in votazione l'articolo 5 che
diventerebbe articolo 2, dopodiché il disegno di legge è concluso.
I problemi sollevati dai colleghi, relativamente alle competenze
degli articoli cassati, sono già contenuti in altri disegni di legge
che presto tratteremo e credo che quella sia la sede più opportuna
nella quale le Commissioni di merito e la Commissione bilancio, con
l'ausilio dell'onorevole Gianni - il quale, da questo punto di
vista, è molto abile -, potranno trovare accoglimento.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
vicenda rischi di diventare una tempesta in un bicchier d'acqua.
Probabilmente, leggendo l'articolato, è evidente che non sia
scritto nella formula migliore o, comunque, in quella che tende a
precisare alcune cose.
Dato che questo disegno di legge, alla fine, non è altro che un
meccanismo che tende a velocizzare le entrate nelle casse della
Regione, personalmente, piuttosto che rinviarlo in Commissione -
anche in considerazione di quanto aveva chiesto il mio Capogruppo -
penso che, sospendendo la seduta per dieci minuti, anche facendo
parlare uno a favore ed uno contro e, magari, il Governo valutando
una possibile iniziativa che possa emendare lo stesso disegno di
legge, si possa migliorarne la posizione.
Se, invece, lo rinviamo in Commissione si rischia di impantanare un
disegno di legge che ha un'importanza notevole.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, credo che l'aggettivo inesistente ,
che lei ha attribuito agli articoli 2, 3 e 4 del disegno di legge,
non esista né sul piano del diritto, né su quello della prassi
parlamentare.
PRESIDENTE Onorevoli Ortisi, è stato un lapsus volevo dire
inammissibile . Non faccia il professore
ORTISI No, assolutamente, non era questa la mia intenzione. Lo
dicevo perché il fatto che si dichiarino inammissibile in Aula la
maggior parte degli articoli di un disegno di legge dimostra due
cose: la prima che, evidentemente, non si tratta di un solo disegno
di legge, ma bensì di quattro appiccicati l'uno all'altro, oppure,
che se tre articoli vengono ritirati o dichiarati inammissibili il
disegno di legge non esiste. Se a ciò aggiungiamo, ed è la seconda
argomentazione, quanto detto dai colleghi Adamo, Speziale ed altri,
sarebbe opportuno che il disegno di legge fosse apprezzato dalle
Commissioni di merito, secondo me la I e la IV, e che poi andasse
in Commissione Bilancio e venisse approvato, mettendoci d'accordo,
magari, per l'apertura di una finestra' durante la sessione di
bilancio; altrimenti rischiamo, o che venga bocciato in Aula, come
prevedo, e ciò non sarebbe bello, oppure che avremmo commesso un
ulteriore vulnus ai lavori d'Aula, che non fa bene ad alcuno.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, visto il dibattito e le polemiche che sono insorte,
ritengo che una sospensione dei lavori ci permetterebbe di
riflettere meglio, in quanto vorrei richiamare l'Assemblea ad un
elemento: se rinviamo questi temi, riaprire una finestra nella
sessione di bilancio non sarà semplice; si tratta di fare saltare
tutto il progetto legislativo. Se, invece, nell'arco di quindici
minuti, riuscissimo a trovare un'intesa, ciò sarebbe meglio perché
concluderemmo l'esame di questo disegno di legge, questa sera. Per
cui, signor Presidente, il Governo le propone una sospensione di
quindi minuti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa fino alle ore
19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 19.12, è ripresa alle ore 19.26)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
556/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 4. Ne do
lettura:
«Articolo 4
Dissenso espresso nella conferenza dei servizi
1. All'articolo 15 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10,
dopo il comma 4 è inserito il seguente comma:
4 bis. Se il motivato dissenso manifestato nella conferenza dei
servizi è espresso da un'amministrazione preposta alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio
storicoartistico o alla tutela della salute e della pubblica
incolumità, la decisione è rimessa dall'amministrazione procedente,
entro dieci giorni, al Presidente della Regione il quale, previa
delibera della Giunta regionale, su proposta del Dipartimento
regionale avente competenza esclusiva o prevalente sulla materia,
acquisito, ove ritenuto opportuno, l'avviso dell'Ufficio legislativo
e legale, assume nei successivi trenta giorni la determinazione
sostitutiva. Qualora l'amministrazione dissenziente sia
un'amministrazione statale, si applica l'articolo 14 quater della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Ruggirello: 4.1;
- dagli onorevoli Cracolici, Laccoto e Rinaldi: 4.2;
- dall'onorevole Basile: A1, A2;.
- dagli onorevoli Falzone, Correnti e Granata: A3.
L'articolo 4 era stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza.
Alla luce di questa inammissibilità decadono gli emendamenti 4.2 e
4.1. Tutti gli emendamenti aggiuntivi A1, A2 e A3 sono dichiarati
inammissibili perché estranei alla materia.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cascio, Pagano, Limoli, Confalone e Vicari l'emendamento aggiuntivo
A5, che dichiarato decaduto.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo l'emendamento
G1.
Assessore Interlandi, l'emendamento G1 è ritirato, vero?
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Sì,
dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PAGANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento A5, su cui vi è stata anche una discussione vivace ed
interessante da parte dell'onorevole Ortisi, sia uno di quegli
emendamenti assolutamente qualificanti, che produce effetti benefici
sia per le casse della Regione, sia nei confronti dei beneficiari
del provvedimento, che sarebbero i cittadini, le classi meno
abbienti.
Premesso che siamo in presenza di una assoluta omogeneità in
materia di demanio perché stiamo trattando di case popolari di
proprietà del demanio della Regione
PRESIDENTE Onorevole Pagano, non vorrei sembrare scortese,
ovviamente, le ridarò la parola, però, per evitare inconvenienti nel
corso della seduta, la informo che la Presidenza ha dichiarato
inammissibile l'emendamento A5, in quanto estraneo alla materia
dell'articolo 1 che è l'unica norma, in questo disegno di legge,
passata dalla Commissione competente.
PAGANO Assolutamente no, signor Presidente
PRESIDENTE Sì onorevole Pagano. Si calmi, si faccia erudire.
L'emendamento A5 decade perché sono stati dichiarati decaduti tutti
gli articoli del disegno di legge a cui si poteva ricollegare
l'emendamento A5.
Le dico subito che la Presidenza aveva dichiarato ammissibile
l'emendamento A5 per le motivazioni che lei sta portando, ma siccome
dall'articolo 2 all'articolo 4 sono stati dichiarati inammissibili
anche questo è inammissibile. Se lei vuole continuare il suo
intervento, lo faccia, d'altronde siamo in un Parlamento
democratico, ma le garantisco che la Presidenza non cambierà
opinione.
PAGANO Signor Presidente, capisco che questi atteggiamenti
assolutamente totalitari, questo mi consenta di dirlo
PRESIDENTE La prego, onorevole Pagano
PAGANO Signor Presidente, visto che lei ha già preso questa
decisione e, soprattutto, cosa molto importante
PRESIDENTE Mi attengo al Regolamento, quindi sono legalitari i
comportamenti non totalitari; lei mi sorprende
PAGANO Signor Presidente, lei oggi mi ha interrotto più volte e
sta dimostrando un nervosismo che non è da lei; la gestione
dell'Aula di solito, da parte sua, è diversa.
PRESIDENTE Le garantisco che non sono nervoso.
PAGANO Le assicuro che lo è
PRESIDENTE Va bene, la accontento: sono nervoso
PAGANO Ecco, già è diverso. Allora, dicevo, in particolare il
disegno di legge narra di disposizioni in materia di demanio e
patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi.
Quindi, il titolo nella sua completezza consente di essere coerente
con la materia che stiamo trattando e per questo motivo ritengo che
possa essere trattato, tanto più che si tratta di un argomento
assolutamente coerente, che porta beneficio alle casse della Regione
siciliana, che produce benefici ai potenziali fruitori che sarebbero
i possessori delle case e che non devono potere utilizzare questa
norma.
Se poi lei è preso di puntiglio, dall'alto del suo scranno, lo
faccia tranquillamente oggi e così andrete avanti in questa
maniera.
PRESIDENTE Onorevole Pagano per non offendere la sua
intelligenza, il suo intervento dimostra l'inammissibilità
dell'emendamento.
Lei fa riferimento al titolo del disegno di legge che
recita: Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge
regionale 28 dicembre 2004, numero 17. Disposizioni in materia di
demanio e patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi .
In base a questo titolo l'emendamento è inammissibile e lei non mi
ha seguito, stava pensando che sono nervoso, gli articoli 2, 3 e 4,
che fanno riferimento al titolo della legge sono stati dichiarati
inammissibili ed anche il suo lo è.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione alla sospensione avvenuta dopo che l'onorevole Speziale
aveva chiesto di far votare l'Aula il rinvio del provvedimento
intero, in Commissione di merito che, secondo l'onorevole Speziale,
è la I Commissione.
Ritengo, pertanto, che sarebbe opportuno mettere ai voti il rinvio
in commissione.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi non posso metterlo ai voti, perché
l'onorevole Speziale non è titolato, purtroppo, a fare questa
richiesta perché può proporne il rinvio un Presidente di gruppo
parlamentare, il Governo o il Presidente della Commissione.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CANTAFIA Signor Presidente, a norma del Regolamento, in qualità
di vice capogruppo reitero la richiesta di rinvio in Commissione.
PRESIDENTE Vi è la richiesta del rinvio in Commissione da parte
del vice capogruppo di Sinistra unita . Su tale richiesta, può
parlare uno a favore ed uno contro.
L'onorevole Flerese chiede di parlare contro. Ne ha facoltà.
FLERES relatore. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi sono
fatto un'idea su come andranno le cose, anche perché questo non è un
clima che consente ragionamenti e le leggi non si votano per il
loro contenuto, ma per chi li propone, per il ramo di
Amministrazione a cui si riferiscono, se ci sono tensioni che
riguardano questioni diverse, liti pendenti, ma mai per il loro
contenuto.
Parlo contro il rinvio in Commissione, l'ho detto poc'anzi e lo
ripeto adesso, perché è assolutamente intempestiva la richiesta.
Avrebbe avuto un senso se fosse stata fatta quando si è cominciato
l'esame del disegno di legge, ma a questo punto resta soltanto
l'articolo 1, che ha ricevuto il voto unanime dell'Aula, e la
clausola di pubblicazione su cui non credo ci possano essere
distinzione di natura ideologica.
Ho detto, peraltro, sia in qualità di componente della II
Commissione che di relatore, che la sua decisione di dichiarare non
coerenti con il testo alcuni degli articoli della legge, la
consideravo saggia perché nel momento in cui non c'è un accordo sul
percorso che deve essere compiuto, è meglio evitare che si
determinino situazioni di contenzioso.
Per tornare all'argomento, l'esame del disegno di legge è finito,
non c'è più materia, non saprei di cosa dovrebbe parlare la
Commissione nel momento in cui la legge è ridotta ad un unico
articolo, approvato peraltro all'unanimità, non mi spiego il senso
di una richiesta di rinvio in Commissione, ma soprattutto non me lo
spiego alla luce di un altro aspetto che nessuno ha detto, ma che
molti sanno, sicuramente lo sanno tutti i componenti della II
Commissione.
L'articolo 1 di questa legge, una volta attivato, determinerà
entrate molto consistenti per la Regione ed estremamente importanti
per la predisposizione del bilancio che, in assenza
dell'approvazione di questa legge, non potrebbe iscrivere al proprio
interno, nei propri capitoli, una somma molto consistente,
indispensabile per la vita stessa della Regione che, tutti noi
sappiamo, non essere particolarmente brillante dal punto di vista
finanziario.
Dunque mi auguro, ma sono convinto che non sarà così, che
quest'Aula recuperi il senso delle cose, recuperi il significato del
voto e voti in funzioni di quello che è il significato di una legge
e non in funzione di altro, perché se non si recupera il senso di
rispetto delle Istituzioni si determinerà una reazione a catena che
difficilmente consentirà a quest'Aula di potere proseguire i propri
lavori, non adesso, che abbiamo comunque finito, ma in sessione di
bilancio dove una situazione di queste genere, elevata a potenza,
determinerebbe l'ingovernabilità totale di questo Parlamento.
PANARELLO Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono a favore
del rinvio in Commissione del disegno di legge anche perché vorrei
ricordare all'onorevole Fleres che l'onorevole Speziale ha chiesto
il rinvio quando si era in discussione dell'articolo 2. Non
entrando nel merito della titolarità a chiederlo.
Signor Presidente le vorrei dire, che lei giustamente, nella prima
parte della seduta pomeridiana, ci ha ricordato l'inderogabile
dovere delle Presidenza di fare rispettare il Regolamento, nel
momento in cui aveva acquisito che neanche l'articolo 1 era andato
in Commissione di merito, credo che avrebbe dovuto rimandarla
nella Commissione di merito.
Onorevole Fleres, non c'è niente di personale, non so lei si
riferisce forse alla maggioranza e ai problemi interni della stessa,
io naturalmente non partecipo e non capisco.
CINTOLA La Commissione di merito è quella del Bilancio.
PANARELLO Non so se è di competenza della Commissione territorio
e ambiente'. Niente di personale onorevole Fleres, se ci sono
problemi nella maggioranza, e sappiamo che ci sono, non sono
attinenti con la richiesta dell'opposizione di rinviare in
Commissione il disegno di legge anche per dare una senso alle
considerazioni fatte dalla Presidenza sulla necessità di rispettare
pedissequamente il Regolamento interno a tutela del diritto e della
funzione dei parlamentari.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che la proposta dell'onorevole Fleres
vada accettata e, quindi, approviamo questa legge, non c'è motivo
che vada in Commissione anche perché già l'articolo 1 esaurisce la
legge.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, leggo l'articolo del Regolamento:
la Commissione o il Governo possono chiedere, con proposta
motivata, il rinvio dello stesso in Commissione per un ulteriore
approfondimento .
Onorevoli colleghi, quando l'onorevole Speziale ha chiesto che il
disegno di legge andasse in Commissione, non avendo la titolarità a
chiederlo, lo ha chiesto in sede di discussione dell'articolo 3,
essendo stati ritirati l'articolo 2, l'articolo 3 e l'articolo 4,
anzi essendo stati dichiarati non coerenti con il testo. Non è stata
data nessuna motivazione per il rinvio del disegno di legge in
Commissione, tenuto conto che il disegno di legge si compone solo
dell'articolo 1, che è stato già votato.
Quindi, la Commissione non può fare adoperarsi, l'avrebbe potuto
fare se gli articoli 2, 3 o 4 o uno di questi fossero rimasti e non
avessero ricevuto il parere della Commissione.
La proposta di rinvio in Commissione non la metto neanche in
votazione, ai sensi del Regolamento, onorevole Panarello, per essere
rispettoso del Regolamento.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
formale del disegno di legge n. 556/A. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. n. 556/A
Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale
28 dicembre 2004, n. 17. Disposizioni in materia di demanio e
patrimonio immobiliare regionale e conferenza di servizi avverrà
successivamente.
Presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 197 Riapertura Stazione dei Carabinieri nel Comune di
Giardinello , a firma degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 198 Misure per l'utilizzo di tecnologie innovative ai fini
della riparazione delle condotte idriche , a firma degli onorevoli
Nicotra ed altri;
numero 199 Iniziative per acquisire adeguate conoscenze sulle
strutture geologiche e tettoniche della Sicilia , a firma degli
onorevoli Cascio ed altri;
numero 202 Utilizzo dei fondi strutturali a sostegno delle vittime
del racket dell'usura , a firma degli onorevoli Caputo ed altri;
numero 203 Equa ripartizione degli aiuti comunitari al settore
agrumicolo , a firma degli onorevoli Villari ed altri;
numero 204 Iniziative per l'istituzione di una Giornata della
Memoria del genocidio ucraino Holodomor , a firma dell'onorevole
Fleres;
numero 205 Interventi da adottare affinché gli Uffici della
direzione provinciale Servizi vari del Tesoro di Catania applichino
l'interpretazione autentica del comma 1011 della legge numero
296/2006 - finanziaria 2007 - da parte del governo in relazione
all'ordine del giorno 9/1746 bis.B/5 , a firma dell'onorevole
Fleres;
numero 206 Iniziative per promuovere la carriera del mare , a
firma degli onorevoli Ammatuna e Zappulla;
numero 207 Iniziative per promuovere la conservazione e diffusione
delle tradizioni musicali siciliane , a firma dell'onorevole Cimino;
numero 208 Destinazione dei fondi di cui all'articolo 9 legge
regionale 21/2007 esclusivamente per le attività formative previste
dalla legge regionale 24/1976 , a firma dell'onorevole Cimino;
numero 209 Interventi a favore dei familiari delle vittime della
mafia , a firma degli onorevoli Turano ed altri;
numero 210 Interventi urgenti a favore della città di Naro colpita
da eventi franosi , a firma degli onorevoli Granata ed altri;
numero 211 Istituzione di un sistema di certificazione
professionale degli operatori nel settore delle attività teatrali ,
a firma dell'onorevole Apprendi;
numero 212 Equiparazione dei familiari delle vittime della mafia
ai familiari delle vittime del terrorismo , a firma dell'onorevole
Apprendi;
numero 213 Interventi a sostegno delle famiglie delle vittime
dell'incendio dell'Agriturismo Il rifugio del Falco nel comune di
Patti , a firma degli onorevoli Panarello e Cantafia.
DI GUARDO . Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
numero 203.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
AMMATUNA Chiedo di apporre la firma agli ordini del giorno numeri
209 e 212.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Savarino, Tumino, Turano,
Di Benedetto e Panepinto hanno chiesto di apporre la firma
all'ordine del giorno numero 210.
L'Assemblea ne prende atto.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Dichiaro di
accettare come raccomandazione gli ordini del giorno numeri 197,
198, 199, 200, 202, 203, 204, 205, 206, 207, 208.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli ordini del
giorno numero 209 e 212, di analogo contenuto.
SAVARINO Chiedo di metterlo ai voti.
CAPUTO Chiedo di aggiungere la firma.
FALZONE Chiedo di aggiungere la firma
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CINTOLA Favorevole.
PRESIDENTE Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 210.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine del
giorno n. 211.
APPRENDI Ne chiedo la votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CINTOLA Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 213.
PANARELLO Chiedo la votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CINTOLA Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale di disegno di legge Interventi in favore delle
attività teatrali
(n. 612-29-364/Bis)
PRESIDENTE Si passa al punto quarto dell'ordine del giorno.
Votazione finale del disegno di legge Interventi in favore delle
attività teatrali .
Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-emendamento 1: al comma 2 dell'articolo 12, sostituire la parola
pertinenze con la parola disponibilità ;
- emendamento 2: all'articolo 6, comma 6 lettera b, punto d,
sostituire dell'immobile con le parole della sede .
- emendamento3: all'articolo 1, dopo le parole crescita
sociale ed economica aggiungere le parole e politica .
Si passa all'emendamento 1. Il parere della Commissione?
CINTOLA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2. Il parere della Commissione?
CINTOLA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3. Il parere della Commissione?
CINTOLA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la delega alla Presidenza
per il coordinamento formale del disegno di legge. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge di
riordino delle attività teatrali ha avuto un'approvazione dell'Aula,
ex articolo 117, che aggiungeva politico', io ne ho parlato con
l'assessore e l'ho chiesto personalmente, ma non perché politico',
purtroppo, nella volgata diventa, partitico, ma perché la sostanza
del teatro - e questo è uno dei motivi che depongono a favore della
legge - da Aristotele a Dario Fò è fondamentalmente politica, anche
quando non si interessa di politica è politica, qualche volta incide
addirittura sulla decisione degli Stati: Aristotele impedì una
guerra fra Sparta e Atene.
Questo è uno degli aspetti positivi della legge, un altro riguarda
l'organizzazione sul territorio e la decisione di affidare a
parametri di giudizio oggettivo, che di fatto esautorano la
discrezionalità dell'assessore e questo dobbiamo accoglierlo come
fatto estremamente positivo perché oggi trovare uno degli
amministratori, un governante che si spoglia delle proprie
discrezionalità non è facile; solo le leggi Bassanini lo
permettevano nella distinzione fra amministrazioni e gestioni, ma
qui sta proprio all'interno dell'amministrazione e stimola il nostro
plauso.
Un altro aspetto positivo è che il teatro, nella volgata e
nell'immaginario collettivo, ancora oggi, nel meridione soprattutto
resta un hobby da affidare, nel teatro amatoriale, a persone che
vogliono passarsi un po' di tempo e nella professione a persone
marginali, appendicolari rispetto al corso finanziario e sociale
delle comunità e diventa invece oggetto di attenzione anche in
ordine a finanziamenti.
Dopo aver detto quanto era di positivo, riteniamo l'Osservatorio
però pletorico e ridondante, è minino lo stanziamento dei fondi per
i progetti obiettivi che si voglio raggiungere, un altro elemento
negativo: troppe figure, organismi, abbiamo detto pletorici,
qualche ripetizione e qualche possibilità di incontro-scontro con
altri assessorati competenti, per esempio con il turismo'.
Questo non ci sembra sia stato approfondito adeguatamente, pertanto
il gruppo del Partito Democratico si è orientato a dare una
astensione benevola a questo disegno di legge riconoscendo aspetti
positivi, ma anche limiti che speriamo insieme di migliorare nel
corso del tempo.
APPRENDI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questa legge esprimendo soddisfazione perché tra la prima stesura e
la seconda, quella approvata, ho trovato che sono stati accolti gli
emendamenti da me presentati, non so con quale criterio, cosa è
stato detto in Commissione, ma esprimo soddisfazione perché sono
stati abbattuti alcuni articoli che creavano carrozzoni politici,
come quello della costituzione dell'accademia dello spettacolo del
Mediterraneo, la istituzione di dieci sovrintendenze per i teatri
di pietra', nove provinciali ed una regionale, e poi, cosa
importante, è stata inserita la norma riguardante la revoca del
finanziamento a chi non ottempera ai contributi previdenziali, ai
contratti di lavoro nazionali.
Credo che questa legge, così com'è, rappresenta già un grande passo
avanti, per le cose che ha detto l'onorevole Ortisi, per
l'importanza del teatro in Sicilia, per la rilevanza che ha
quest'attività e per quello che può dare alla stessa Sicilia.
Non capirò mai, onorevole assessore - spero che un giorno me lo
spiegherà - perché non ha voluto accettare quell'emendamento
riguardante il riordino delle qualifiche professionali. E' passato
come ordine del giorno, ma non ho capito perché, sarebbe stato il
coronamento del lavoro svolto dall'assessore e dalla Commissione.
E' un primo passo importante perché credo che dovremmo mettere mano
di nuovo a questo disegno di legge quando il Governo nazionale si
darà la legge che in questo momento è in discussione, che prevede,
peraltro, la creazione del FURS, Fondo unico per lo spettacolo
regionale.
Pertanto, ringrazio la Commissione per il lavoro svolto, ovviamente
il mio voto è quello di astensione.
ZAPPULLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, annunzio il mio voto di astensione e volevo motivarlo,
perché la prima stesura del disegno di legge, avanzata
dall'assessore, puntava, purtroppo, a mortificare il protagonismo
del settore con una esorbitante ed ingiustificata presenza della
politica e della burocrazia, con la costituzione di sovrastrutture,
come diceva il collega Apprendi, che rispondevano più ad esigenze di
equilibrio politico che ai bisogni di sostenere e regolamentare il
settore. Non è un'accusa all'assessore, una volontà deliberata,
oggettivamente così si presentava.
Io insieme al gruppo ed ai miei colleghi del centro sinistra, oltre
a tutta la commissione, abbiamo sostenuto una legge che promuoveva e
regolamentava, in modo serio e trasparente, il mondo del teatro, che
promuoveva anche i piccoli teatri comunali, le compagnie di ricerca,
le associazioni di cultura e, persino, le realtà del teatro
amatoriale; una legge che accompagna e segna in positivo questo
variegato e ricco mondo di professionalità, di arte, di cultura, di
genialità, di individualità, ma purtroppo spesso povero di strutture
e di risorse.
Una legge che afferma, quindi, parametri certi e che regolamenti la
possibilità di accedere ai finanziamenti.
Quest'affermazione di astensione è motivata, peraltro, da un
ulteriore ragionamento, e concludo. Molte cose sono state cambiate
in Commissione, e devo dire anche grazie alla disponibilità
positiva dell'assessore; sono stati accolti diversi emendamenti di
rilievo, è scomparsa la sovrintendenza regionale all'attività
teatrale, è stata notevolmente migliorata la struttura della legge,
il ruolo degli esperti e dei tecnici.
Questo lavoro davvero importante, insieme a tante altre cose, ha
impedito il voto contrario sull'intero disegno di legge, voto
contrario che è emerso su alcuni singoli punti, ed una valutazione
complessiva di astensione già nei lavori della Commissione.
Concludo ribadendo, quindi, un concetto finale che ho già
dichiarato in Commissione. Questa legge è una buona base, anche se
rimane certamente perfettibile e migliorabile. Ciò che non mi
convince è l'esiguità delle risorse a disposizione: un grande
progetto ma con poche risorse e largamente inadeguate. Il limite è
particolarmente sgradevole anche in ragione dei tanti contributi che
la Regione elargisce disperdendo in mille rivoli quantità enormi di
fondi non sempre giustificata dalla qualità delle richieste e dalla
qualità dei progetti. Non è un'accusa a nessuno.
E' una realtà oggettiva ed è, quindi, clamorosa la dicotomia di una
legge ambiziosa, come quella che vogliamo approvare, ma povera di
risorse e la stessa Regione che contemporaneamente si prepara a
distribuire congrue risorse. Una legge, quindi, con grandi ambizioni
e con altrettante aspettative ma con le risorse previste, poche,
rischia di diventare uno strumento inadeguato utile purtroppo solo
per alimentare campagne mediatiche. E' esattamente il contrario di
ciò che si vuole, di ciò che ha dichiarato lo stesso Assessore, di
ciò che il mondo dell'arte e del teatro siciliano ha bisogno. Ecco
perché un giudizio positivo complessivo della legge ma un voto di
astensione.
CANTAFIA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei annotare le
cose che non mi piacciono di questa legge. Premettendo che sono
soddisfatto del lavoro fatto in Commissione e del risultato finale,
nel senso che essendo un convinto assertore che l'ottimo è nemico
del buono mi accontento del buono ma non abbiamo raggiunto l'ottimo.
Quindi, premetto che darò un voto favorevole addirittura alla legge.
Questa legge, ha detto molto bene prima di me l'onorevole Zappulla,
è una legge ambiziosa perché è una legge di sistema. Vuole
regolamentare sistemicamente il teatro e mi permetto di dire che non
toglie alla politica e alla burocrazia il vantaggio di decidere
come, nel senso che fissa qualche paletto, l'articolo 2 se non
ricordo male è quello che determina in qualche modo queste cose,
toglie una qualche discrezionalità all'Assessorato, non a chi vanno
le risorse, ma con quali criteri vengono ripartite queste risorse.
Naturalmente, dico questo perché credo che dobbiamo arrivare ad una
condizione nella quale quando potremo migliorare ulteriormente
questa legge bisognerà definire quali sono i criteri scientifici
per determinare il valore di una richiesta di un contributo.
Da questo punto di vista mi sembra che l'avere votato proprio
l'ultimo ordine del giorno dell'onorevole Apprendi, quello che in
qualche maniera identifica in un nuovo criterio di determinazione
del valore delle imprese teatrali che si propongono nella
contribuzione e che ci aiuterà probabilmente se riusciremo a far
diventare quell'ordine del giorno una norma di legge.
Rimane uno scandalo che è quello di non avere il coraggio di
unificare tutte le risorse che stanno dentro e che possono essere
ascritte alla voce Spettacolo in un'unica legge. Qualcuno si è
lamentato addirittura che questa legge poteva avere questo effetto,
cioè quello di unificare sotto un'unica norma i contributi che la
Regione dà.
Ritengo scandalose le modalità con cui vengono erogate le risorse
dall'Assessorato del Turismo, non c'è una regola, un'idea precisa.
C'è una valutazione, ovviamente l'Assessore ed il Governo
sosterranno sempre che la valutazione è assolutamente corretta,
assolutamente di buon livello, ed io immagino che per una parte di
queste contribuzioni sarà anche così, ma non c'è regola, non c'è
nessuno che possa definire, che possa misurare.
Noi credo che abbiamo bisogno di avere una qualche chiave di
lettura perché si possa con tranquillità disporre di risorse così
ingenti e di una distribuzione di queste risorse. Quindi va
eliminata questa dualità. Lo dico con un esempio: all'Assessorato
del turismo e dello spettacolo fa capo, per esempio, la Fondazione
Orchestra Sinfonica siciliana, sulla cui qualità io stendo un velo
pietoso perché le cose che sono state fatte negli ultimi anni fanno
gridare allo scandalo: una parte dello spettacolo viene gestito
dall'Assessorato allo spettacolo e una parte dall'Assessorato dei
Beni culturali, caso unico perché naturalmente a livello nazionale,
per esempio, tutti i fondi relativi allo spettacolo sono tutti
determinati dal Ministero dei beni culturali. Credo che faremmo
bene a fare la stessa cosa.
Infine, per continuare a fare le trecce alle mosche', a questa
legge mancano le risorse. L'Assessore quando ha presentato questa
legge - poi noi l'abbiamo, e ha ragione anche qui l'onorevole
Zappulla, con una collaborazione che c'è stata anche con il Governo,
ripulita in maniera tale che non ci fossero troppi fronzoli - ha
detto che intanto questa legge la facciamo con le risorse che
abbiamo però in sede di finanziaria ci metteremo il resto.
Bene, questa legge può essere votata come un buon auspicio, però il
completamento di questa legge avverrà quando metteremo fine a questo
dualismo tra gli Assessorati che si occupano di queste cose e quando
ci metteremo i soldi per fare davvero politiche culturali.
GIANNI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNI Signor Presidente, intervengo solo per esprimere la
soddisfazione che ho avuto nel lavorare con questa Commissione, per
ringraziare i colleghi e l'Assessore Leanza che si è anche privato
di una discrezionalità nel dare i contributi e, quindi, si è
privato, facendo questa legge di settore, anche della
discrezionalità di dare i contributi.
Quindi, ringrazio i colleghi e ringrazio la dottoressa Ingrao e la
sig.ra Costanza che mi hanno consentito in breve tempo di potere
fare questa legge così come abbiamo fatto.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, recepisco alcuni appunti, però, vorrei dare
alcune giustificazioni soprattutto per quanto riguarda l'esiguità
del bilancio.
Io l'ho detto e l'ho motivato mille volte. Abbiamo cercato, mi
sono spogliato di tutte le risorse che avevo per dare dotazione di
bilancio, per fare partire la legge.
E' chiaro che questa legge deve trovare un maggiore finanziamento
nel bilancio che ci apprestiamo a esaminare nei prossimi giorni.
Questa è una legge di settore molto importante. Dicevano bene
l'onorevole Ortisi e gli altri colleghi perché non comprende
soltanto gli hobby o gli amatoriali, ma regolamenta in maniera
oggettiva un settore molto importante per la Sicilia che occupa o
comunque impegna circa 100 mila persone.
E' stata una legge concertata con tutta l'associazione di
categoria, con il mondo del teatro per primo, una legge concertata
con questo Parlamento esaltando le potenzialità di questo
Parlamento, di ogni singolo deputato di potere esprimere un proprio
parere e, in molti casi, da parte del Governo di accettarlo perché
migliorava la legge.
Non sono andato in Commissione - di questo do atto a questa
Commissione - blindato; abbiamo discusso della legge, l'abbiamo
discussa seriamente, abbiamo recepito molti emendamenti. Li
presentava l'onorevole Fleres rispetto al mondo della cooperazione,
nonostante l'onorevole Fleres non fosse presente in Commissione
perché l'apertura mentale era di fare una ottima legge. Non so se ci
siamo riusciti, ma certamente il fatto che circa la stragrande
maggioranza degli articoli sono stati votati all'unanimità e non
avevano bisogno di emendamenti, la dice tutta sulla condivisione
della legge.
Anche il voto di astensione da parte della minoranza mi fa capire
che c'è un apprezzamento nella legge. Io ringrazio maggioranza e
minoranza perché da stasera diamo certezza di diritto ad un mondo
che io considero molto importante dal punto di vista culturale, dal
punto di vista sociale, dal punto di vista politico e, se mi
consentite, dal punto di vista economico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-364/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
di legge «Interventi in favore delle attività teatrali» (612-29-
364/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 48
Astenuti 20
(L'Assemblea approva)
PAGANO Signor Presidente, poiché il mio voto non è stato
registrato dal sistema elettronico, dichiaro di avere votato a
favore.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Provvedimenti in favore delle famiglie delle vittime del mare »
(545/A)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge «Provvedimenti in favore delle famiglie delle
vittime del mare » (545/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 60
Contrari 3
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei beni
culturali della Regione» (619/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Stabilizzazione del personale addetto alla
catalogazione dei beni culturali della Regione» (619/A).
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FALZONE Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FALZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, non voglio approfittare della pazienza dei colleghi che
sino ad ora sono stati in Aula, per comunicare il voto favorevole di
Alleanza Nazionale a questo disegno di legge che certamente è stato
più volte richiesto e discusso sia in Commissione di merito, che
nelle altre Commissioni. Ritengo sia un doveroso passaggio che
l'Assemblea debba fare per dare certezza, così come è stato fatto
anche in altre occasioni, a lavoratori che hanno certamente dato il
proprio contributo fattivo alla catalogazione dei beni culturali
della Regione Siciliana.
E' una forza, onorevole Assessore, che certamente deve essere
valorizzata. E' chiaro che questo atto che il Parlamento sta per
approvare, credo dia ulteriore stimolo a questi ragazzi, a queste
persone, che da troppo tempo aspettavano la stabilizzazione che
grazie al recepimento di una norma nazionale ci stiamo accingendo a
fare.
Quindi, preannunzio a nome di Alleanza Nazionale il voto
favorevole.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che oggi abbiamo fatto certamente una
legge giusta nei confronti di un personale qualificato che da circa
20 anni lavora in maniera precaria e che certamente non merita le
umiliazioni che ha subìto.
Con questa legge, condivisa da tutti, anche questa molto concertata
con il sindacato, con i colleghi parlamentari, che in qualche modo
definisce in maniera compiuta tutto l'iter, ritengo che questo
Parlamento scriva oggi una buona pagina e, quindi, ringrazio tutti i
colleghi parlamentari che la voteranno.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. 72
Maggioranza . 37
Favorevoli . 72
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale del disegno di legge « Modifiche ed integrazioni
agli articoli 6 e 9 della legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17» (
556/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9
della legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17» (556/A)
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, di Benendetto,
Di Guardo, Galvagno, Gucciardi, La Manna, Maira, Manzullo,
Mattarella, Panarello e Panepinto)
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge «
Modifiche ed integrazioni agli articoli 6 e 9 della legge regionale
28 dicembre 2004 n. 17» ( 556/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 72
Votanti . 71
Maggioranza 36
Favorevoli 36
Contrari 34
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Determinazioni della riunione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari riunitasi oggi alle ore 10.45,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Miccichè, con la partecipazione dei Vicepresidenti onorevoli
Stancanelli e Speziale, e del Vicepresidente della Regione,
onorevole Nicola Leanza, ha stabilito che la sessione di bilancio
avrà inizio subito dopo la conclusione dei lavori della presente
seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 29 novembre
2007, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II -LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 247 - Corretta applicazione della normativa relativa alle
funzioni riguardanti la gestione diretta dei beni
del demanio marittimo regionale.
AMMATUNA - ZAGO - BARBAGALLO - MATTARELLA
III -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione .
La seduta è tolta alle ore 20.20
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.55
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO A
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 545/A: PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLE FAMIGLIE
DELLE VITTIME DEL MARE
-All'articolo 1:
Emendamento 1.12:
Al comma 5, dopo le parole è autorizzato aggiungere le parole
nell'esercizio finanziario 2008 e nei limiti degli stanziamenti
di bilancio.
Emendamenti 1.1 e 1.5:
All'articolo 1 sopprimere il comma 6.
Emendamento 1.11:
All'articolo 1, comma 7, le parole la spesa di 800 migliaia di
euro sono sostituite con le parole la spesa di 1.075 migliaia di
euro .
DISEGNO DI LEGGE N. 619/A: STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO
ALLA CATALOGAZIONE DEI BENI CULTURALI DELLA REGIONE
-All'articolo 1:
Emendamento G 1:
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. In considerazione dell'interesse strategico che l'attività di
catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione dei
beni culturali, per la copertura dei posti vacanti a seguito della
definizione della dotazione organica del personale
dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 5, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 il personale che
presta servizio con contratto di diritto privato a tempo
determinato per la Realizzazione del catalogo unico
informatizzato regionale dei beni culturali ed ambientali
intersettoriale e interdisciplinare' Misura 2.02 - Azione A del
Programma operativo regionale 2000 - 2006 è stabilizzato a domanda
con le procedure di cui all'articolo 1, comma 519, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, previa verifica del possesso dei requisiti
richiesti dalla norma anzidetta'.
Emendamento G.2:
All'articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche:
E' aggiunto il seguente comma 2 bis:
2 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui ai
commi 1 e 2, al fine di consentire la prosecuzione della
catalogazione dei beni culturali, prevista dalla Misura 2.02 -
Azione A del P.O.R. Sicilia 2000 - 2006, l'Assessorato regionale
dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione è
autorizzato a prorogare i contratti in corso con il personale
addetto alla catalogazione non oltre il 31 dicembre 2008, nei
limiti dello stanziamento previsto dal comma 3, primo periodo'.
Al comma 3 le parole di cui ai commi 1 e 2' sono sostituite con
le parole di cui ai commi precedenti'
Al comma 4 le parole comma 2' sono sostituite con le parole
commi 2 e 2 bis'.
Il comma 5 è soppresso.
Emendamento G.3:
Al comma 2 le parole di cui al comma 1' sono sostituite con le
parole che presta servizio con contratto di diritto privato a
tempo determinato per la Realizzazione del catalogo unico
informatizzato regionale dei beni culturali ed ambientali
intersettoriale e interdisciplinare' Misura 2.02 - Azione A del
Programma operativo regionale 2000 - 2006.
DISEGNO DI LEGGE N. 556/A: MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AGLI ARTICOLI
6 E 9 DELLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 2004, N. 17. DISPOSIZIONI IN
MATERIA DI DEMANIO E PATRIMONIO IMMOBILIARE REGIONALE E CONFERENZA
DI SERVIZI
-All'articolo 1:
Emendamento 1.12:
Al comma 1, lettera b) sostituire la parola congiuntamente con
la parola disgiuntamente ;
Emendamento 1.7:
Al comma 1, lettera d), le parole da determinato a presente
articolo sono sostituite dalle parole sono determinate con le
modalità di cui al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale
8 febbraio 2007, n. 2 .
Alla lettera d) aggiungere le seguenti parole: Per le finalità di
detta commissione di conciliazione è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2007, la spesa di 400 migliaia di euro e per gli
esercizi 2008 e 2009 la spesa annua di 200 migliaia di euro cui si
provvede, per l'esercizio finanziario 2007, con parte della
disponibilità dell'U.P.B. 5.2.1.1.2 - capitolo 242523 - del
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
medesimo. Per gli esercizi finanziari 2008 e 2009 il relativo
onere trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione 2007-
2009 U.P.B. 4.2.1.5.5 .
Emendamento 1.10:
Sopprimere il comma 2.
-All'articolo 2:
Emendamento 2.3:
Sopprimere l'articolo 2.
DISEGNO DI LEGGE NN. 612-29-364/A BIS INTERVENTI IN FAVORE DELLE
ATTIVITà TEATRALI
Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
All'articolo 1, dopo le parole crescita sociale ed economica',
aggiungere le parole e politica';
All'articolo 6, comma 6, lettera b), punto 2) sostituire le parole
dell'immobile' con le parole della sede';
Al comma 2 dell'articolo 12 sostituire la parola pertinenze' con
la parola disponibilità'.
ALLEGATO B
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che il 5
settembre 2006 si è svolta, presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, un'importante riunione del tavolo tecnico costituito per
esaminare ed eventualmente decretare lo stato di emergenza nella
città di Messina ed il conferimento al Sindaco di poteri speciali in
materia di mobilità urbana, viabilità ed emergenza abitativa e che
il Governo della Regione siciliana era rappresentato da un
funzionario dell'ufficio di Roma;
considerato che:
lo stato di emergenza discende dalle conseguenze negative che il
traffico di attraversamento dei mezzi gommati, non supportati da
adeguate infrastrutture, determina sulla mobilità e la vivibilità
cittadina;
assicurare collegamenti marittimi efficienti tra la Sicilia ed il
continente è fondamentale per lo sviluppo dell'economia siciliana;
i poteri speciali e le risorse necessarie per affrontare i predetti
problemi possono essere l'occasione per sperimentare, anche su altre
emergenze cittadine, una proficua collaborazione tra la città, la
Regione e lo Stato;
in particolare, sul risanamento delle aree degradate, sulla
bonifica e la riqualificazione della Zona Falcata, sulla
realizzazione della Strada del Mare, superando ritardi enormi e non
più tollerabili anche da parte della Regione, sarebbe utile definire
(attingendo a risorse comunitarie, statali e regionali) un percorso
rapido che consenta di risolvere problemi che condizionano
negativamente lo sviluppo di Messina;
il livello di rappresentanza della Regione al tavolo tecnico, senza
volere aprire polemiche, ha determinato nelle istituzioni locali e
nell'opinione pubblica la preoccupazione su un possibile
disinteresse del Governo regionale per i problemi della città di
Messina;
nel momento in cui si profila un impegno del Governo nazionale a
favore di Messina apparirebbe incomprensibile un atteggiamento di
scarsa attenzione o di disimpegno da parte del Governo regionale;
per sapere se non valuti opportuno, anche al fine di smentire le
predette preoccupazioni, di assumere, a livello regionale, con il
rilievo che meritano i temi previsti nella dichiarazione di stato di
emergenza, promuovere, tempestivamente, un confronto con
l'Amministrazione comunale di Messina e la Deputazione regionale
messinese per definire il quadro di interventi e di risorse che il
Governo regionale intende mettere a disposizione di Messina per
affrontare e risolvere problemi decisivi per il futuro della città e
rilevanti per le prospettive di sviluppo economico e sociale
dell'intera Sicilia». (570)
Risposta. «Si trasmette la nota prot. n. 3004/IN.14 del 25/09/2007
inviata dalla Segreteria Generale con la quale sono stati forniti
utili ed esaustivi elementi necessari alla risposta per
l'interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello.
Il Presidente CUFFARO
Regione Siciliana
PRESIDENZA
SEGRETERIA GENERALE
Area 2
Unità Operativa
"Rapporti con l'Assemblea Regionale Siciliana"
OGGETTO: Interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello.
ALL'UFFICIO DI GABINETTO
DELL' ON.LE PRESIDENTE DELLA REGIONE
SEDE
Per il seguito di competenza, si trasmette copia della nota
dell'Ufficio della Regione siciliana in Roma prot. n. 2582 del 13
settembre 2007, pervenuta in fax, con la quale sono stati forniti
elementi utili di risposta per l'interrogazione di cui in oggetto,
di cui si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
Questa Unità Operativa, con il presente atto, in virtù di quanto
alla stessa attribuito, giusta Atto di indirizzo presidenziale di
cui alla nota prot. n. 12037 dell'8 ottobre 2004 di codesto Ufficio
di Gabinetto, esaurisce l'attività istruttoria prodromica alla
risposta del Presidente della Regione.
Quanto sopra si rimette a codesto Ufficio per le conseguenti
valutazioni e le determinazioni finali proprie dell'Onorevole
Presidente, ai sensi dell'art. 2, comma 8, del D.P. 10 maggio 2001.
IL DIRIGENTE PREPOSTO
(Dott. Maria Accardi)
Regione siciliana
Presidenza
Ufficio di Roma
Data 13 settembre 2007
Prot. n. 2582/E 2.6
Oggetto: Interrogazione n. 570 dell'onorevole Panarello - Riscontro
notizie.
Alla Presidenza della Regione siciliana
Segreteria generale
Area 2 Unità operativa
Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
Piazza Indipendenza 21 - 90129 PALERMO
E, p.c.
All'Ufficio di Gabinetto
Dell'onorevole Presidente
SEDE
In riferimento alla nota prot. n. 2904/IN. 14 del 12.09.2007 di
codesta Segreteria Generale della Presidenza della Regione, si
trasmette la relazione dell'Architetto Flora Salvi, che ha
rappresentato l a Regione siciliana nella riunione concernente le
problematiche inerenti l'emergenza ambientale nella città di
Messina, svoltasi il 5 settembre 2006 presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri in Roma.
Con l'auspicio di avere reso esaustivo riscontro, si porgono
distinti saluti.
Il Dirigente responsabile
(Dr. Giovanni CHIRONI)
Regione siciliana
Presidenza
Ufficio di Roma
Data 8 settembre 2007
Prot. n. 2290/B2
OGGETTO: Relazione su riunione del 5 Settembre 2006 per l'esame
delle problematiche inerenti l'emergenza ambientale determinatasi
nella città di Messina nel settore del traffico e della mobilitai
presso Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi.
Al Dirigente
Responsabile
dell'Ufficio di Roma
Dott. Giovanni Chironi
SEDE
La sottoscritta ha partecipata, come richiesto alla riunione in
oggetto indicata, in rappresentanza della Regione Siciliana.
Alla riunione, presieduta dal Segretario Generale della Presidenza
dei Consiglio dei Ministri, dott. Carlo Malinconico, hanno preso
parte altre alla sottoscritta, il Sindaco di Messina dott. Genovese,
il dott. Bertolaso Capo Dipartimento della Protezione Civile, il
prof. Pagani Capo della Segreteria tecnica dell'onorevole Enrico
Letta e Dirigenti del Ministero dell'Economia, dello Sviluppo
Economico, del Ministero delle infrastrutture, della Ragioneria
Generale dello Stato.
Era altresì presente l'onorevole Francesco Rinaldi dell'Assemblea
regionale siciliana.
Dopo una breve introduzione del Segretario Generale ha preso la
parola il Sindaco di Messina che ha rappresentato la situazione di
grave disagio (inquinamento acustico e atmosferico, carenza di
infrastrutture, emergenza abitativa, rischio sismico, carenza di
organici, etc.) in cui si trova la città, sintetizzata in un
rapporto consegnato ai partecipanti e che si allega alla presente
relazione. Pur essendo stato realizzato l'approdo di Tremestieri a
sud della città, solo il 40% del traffico su gomma viene deviato,
mentre il resto continua a gravare sul centro città. La
realizzazione dei nuovi moli non è stata risolutiva, ma anzi è
necessario un ampliamento.
Ha preso poi la parola il dott. Bertolaso il quale ha annunciato
che, in collaborazione con la Protezione Civile Regionale, sta
elaborando un Piano di protezione civile per la Sicilia orientale,
in cui naturalmente è compresa anche Messina, ha dato la propria
disponibilità a collaborare anche con il Comune, ma ha sottolineato
la carenza di risorse economiche, rispetto ai 200 milioni di Euro
richiesti dal Comune, che è stato invitato ad indicare le priorità
tra gli interventi proposti, Infine, ha sottolineato la propria
perplessità per l'assunzione di personale, che poi difficilmente
potrebbe essere considerato a tempo determinato, con un
provvedimento straordinario.
Dopo ulteriori contributi in questo senso il Segretario Generale ha
tirato le conclusioni della riunione che avrà certamente un seguito:
·Come primo atto si è impegnato a rappresentare al Presidente del
Consiglio l'esigenza condivisa di dichiarare lo stato d'emergenza
nel primo Consiglio dei Ministri utile. Per fare ciò è stato
richiesto alla Regione Siciliana di inviare un'intesa sulla
dichiarazione di stato di emergenza. Ciò consentirà di poter
mantenere un Commissario che potrà svolgere una attività di raccordo
tra tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione degli
interventi necessari.
·Seguirà poi una fase "di interlocuzione" trai vari soggetti per
individuare possibili risorse e soluzioni.
· Ha poi chiesto alla Regione di poter acquisire agli atti una copia
dell'accordo di programma stipulato tra la Regione e il Comune di
Messala nel 2001 (per la realizzazione dei moli di Tremestieri) per
verificare se è una strada ripercorribile qualora la Regione dia la
propria disponibilità in questo senso.
Il Prof. Pagani ha invitato nuovamente il Comune di Messina, mentre
si prepara la delibera dei Consiglio dei Ministri ad individuare
alcune priorità.
Si resta a disposizione per ulteriori informazioni.
Il Dirigente
(Arch. Flora Salvi)
TUMINO-GALVAGNO-GUCCIARDI-BARBAGALLO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore alla Presidenza, premesso che:
il Dirigente generale del Dipartimento regionale del Personale ha
inviato a tutti gli uffici di diretta collaborazione degli assessori
regionali e a tutti i Dipartimenti regionali la nota prot. 24307 del
15 febbraio 2007, avente ad oggetto il divieto di cumulo ex art. 133
del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092;
nella nota il Dirigente riferisce di avere formulato richiesta di
parere all'Ufficio legislativo e legale della Regione circa
l'applicabilità dell'art. 133 del D.P.R. 1092/1973 con particolare
riguardo alle nomine a capo di gabinetto;
considerato che:
la normativa in questione vieta il cumulo tra trattamenti
pensionistici e incarichi conseguiti in derivazione o in
continuazione di un precedente rapporto d'impiego;
l'Ufficio legislativo e legale della Regione, con parere n. 387 del
10.1.2006, ha confermato l'applicabilità dell'art. 133 del D.P.R.
1092/1973 ai dirigenti regionali in quiescenza nominati capo di
gabinetto;
l'Ufficio legislativo e legale ritiene di tutta evidenza che il
nuovo rapporto intrattenuto da tali soggetti sia riferibile al
precedente nei termini legislativamente indicati, poiché il nuovo
incarico presso la medesima amministrazione è stato loro conferito
solo perché dirigenti regionali in quiescenza; il precedente
rapporto d'impiego ha costituito cioè un presupposto essenziale del
secondo rapporto ;
il comma 2 dell'art. 133 del D.P.R. 1092/1973 dispone, nei casi in
cui il precedente rapporto abbia dato titolo alla liquidazione di un
trattamento di pensione, la sospensione del trattamento stesso;
per sapere:
quali provvedimenti ritengano di adottare per garantire il rispetto
della legge che vieta il cumulo di trattamenti;
se sia stata applicata nei confronti dei soggetti citati in
premessa la disciplina dettata dall'art. 133 nella parte in cui
prevede la sospensione del trattamento pensionistico;
se non ritengano opportuno rivedere il sistema dei compensi anche
con riferimento alle indicazioni normative dettate dalla legge
finanziaria regionale». (987)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 987, degli
onorevoli Tumino, Galvagno, Gucciardi e Barbagallo, si relaziona in
ordine all'attività posta in essere in riscontro alle richieste
contenute nella suddetta interrogazione.
La normativa in materia di divieto di cumulo pensione-reddito è
stata oggetto negli ultimi anni di reiterate revisioni.
Per tale motivo ed anche alla luce della natura disomogenea degli
orientamenti giurisprudenziali, si ritiene che l'applicazione del
suddetto divieto non sia priva di implicazioni e dubbi
interpretativi per sciogliere i quali sono state avviate idonee
consultazioni.
In tale contesto si inquadrano le richieste di parere che di
seguito si elencano espressamente finalizzate a verificare la
posizione dei dirigenti regionali in quiescenza nominati Capo di
Gabinetto.
Con nota n. 158204 del 31.10.2006 è stato chiesto all'Ufficio
Legislativo e Legale di questa Presidenza di esprimere il proprio
avviso sulla sussumibilità della fattispecie sopra cennata a quella
astrattamente prevista dall'art. 133 DPR 1092/73.
L'Ufficio consultato ha, inequivocabilmente, sostenuto che i Capi
di Gabinetto di cui si scrive non possono, in vigenza dell'art. 133
DPR 1092/73, cumulare i trattamenti di pensione e di attività.
In conseguenza delle superiori affermazioni è stata diramata a
tutti i Dipartimenti regionali e degli Uffici di diretta
collaborazione degli Assessori un invito a segnalare l'eventuale
conferimento di incarichi a dipendenti regionali posti in
quiescenza; invito, peraltro, già contenuto nella circolare n.
158539 del 31.10.2006.
Inoltre, sono state avviate delle consultazioni a livello nazionale
con l'Inpdap, sede di Roma. A tale Istituto, è stato chiesto, in
particolare, di esprimersi sull'eventuale rilevanza, ai fini della
incumulabilità, dell'età anagrafica del pensionato e/o
dell'anzianità contributiva utile a pensione.
Contemporaneamente ed allo scopo di valutare le problematiche
connesse all'applicazione dell'odierno articolo 133, si è svolta, su
iniziativa del Presidente della Regione, una riunione alla presenza,
tra gli altri, dell'Ufficio Legislativo e Legale nella persona
dell'Avv. Castaldi. Quest'ultimo ha condiviso l'esigenza - espressa
in quella sede - di acquisire, in materia, l'avviso
dell'Amministrazione statale e ciò in considerazione dell'evoluzione
normativa e giurisprudenziale avutasi nel lungo lasso di tempo
trascorso dalla pubblicazione del DPR 1092/73.
In tal senso la richiesta del Presidente della Regione formalizzata
in data 11 aprile c.a. con nota n. 4500, cui ha fatto seguito il
conforme quesito rivolto da questo Dipartimento alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica - con
nota n. 8128 del 4.06.2007.
Nelle more si è ritenuto opportuno sospendere le procedure
amministrative già avviate per l'acquisizione degli elementi
necessari ad individuare i casi soggetti a divieto di cumulo.
In data 15.06.2007 con nota n. 6373, l'Inpdap, in riscontro alle
richieste di questa Amministrazione, ha testualmente precisato che
Sil divieto di cumulo di cui al predetto art. 133 non opera nel caso
di un trattamento pensionistico di vecchiaia e per quello erogato
sulla base di un'anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni .
Stante all'onorevole fonte da cui proviene la comunicazione, non
sussistendo motivi per discostarsi dall'orientamento assunto a
livello nazionale, è stata adottata l'identica determinazione sopra
indicata.
Al riguardo, si precisa che le pensioni di anzianità sono
equiparate alle pensioni di vecchiaia quanto i titolari di esse
compiono l'età stabilita per il pensionamento di vecchiaia (art.9,
d.l. 503/1992).
Quanto al limite dei 40, si precisa che lo stesso rappresenta
l'anzianità contributiva massima richiesta in ambito statale per il
conseguimento del diritto a pensione a prescindere dal requisito
dell'età anagrafica.
Tale limite, ai sensi della 1.r. 2/62 e successive modifiche, deve
intendersi fissato in anni 35 per i pensionati regionali cancellati
dai ruoli di appartenenza con decorrenza anteriore al 1 gennaio
2004.
Per le pensioni con decorrenza successiva alla predetta vale la
regola fissata dall'art. 20 della 1.r. 21/2003, per la quale i
requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche sono regolati
dalle norme relative agli impiegati civili dello Stato.
Da ultimo si aggiunge che con il CCRL area dirigenza vigente(art.
61, com. 3), è stata disposta apposita disciplina che fissa il
trattamento economico omini comprensivo.
Allegati: nota n. 138917 del 20.09.2007 del Dipartimento Regionale
del Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza, Previdenza ed
Assistenza del Personale.
L'Assessore TORRISI
Regione Siciliana
PRESIDENZA
Dipartimento Regionale del
Personale, dei Servizi Generali, di
Quiescenza, Previdenza ed Assistenza
del Personale
Servizio gestione giuridica ed
economica del personale regionale in quiescenza
Viale Regione Siciliana, 2226
PALERMO
Unità Operativa n. 1 Pensioni
PROT./G/2007/138917
OGGETTO : Interrogazione n. 987 dell'on. Tumino Carmelo - Art. 133
D.P.R. n. 1092/73
All'Assessore regionale destinato
alla Presidenza
Ufficio di diretta Collaborazione
SEDE
In riferimento ed in riscontro alle richieste contenute
nell'interrogazione di cui in oggetto, si relaziona in ordine alle
attività poste in essere dallo scrivente Dipartimento e alle
conseguenti determinazioni assunte.
La normativa in materia di divieto di cumulo pensione-reddito è
stata oggetto negli ultimi anni di reiterate revisioni.
Per tale motivo ed anche alla luce della natura disomogenea degli
orientamenti giurisprudenziali, questo Dipartimento ha ritenuto
l'applicazione del suddetto divieto non priva di implicazioni e
dubbi interpretativi per sciogliere i quali ha avviato idonee
consultazioni.
In tale contesto si inquadrano le richieste di parere che di
seguito si elencano espressamente finalizzate a verificare la
posizione dei dirigenti regionali in quiescenza nominati Capo di
Gabinetto.
Con nota n. 158204 del 31.10.2006 è stato chiesto all'Ufficio
Legislativo e Legale di questa Presidenza di esprimere il proprio
avviso sulla sussumibilità della fattispecie sopra cennata a quella
astrattamente prevista dall'art. 133 DPR 1092/73.
L'Ufficio consultato (con avviso n. 387 del 10.1.2007), pur nel
contesto di altre questioni rappresentate, ha, inequivocabilmente,
sostenuto che i Capi di Gabinetto di cui si scrive non possano, in
vigenza dell'art. 133 DPR 1092/73, cumulare i trattamenti di
pensione e di attività.
In conseguenza delle superiori affermazioni è stata diramata a
tutti i Dipartimenti regionali e agli Uffici di diretta
collaborazione degli Assessori un invito a segnalare l'eventuale
conferimento di incarichi a dipendenti regionali posti in
quiescenza; invito, peraltro, già contenuto nella circolare n.
158539 del 31.10.2006.
Ciò nonostante questo Dipartimento non ha trascurato gli
orientamenti nel tempo e nella stessa materia emersi a livello
nazionale, ed a tal fine ha avviato una consultazione con l'Inpdap,
sede di Roma.
A tale Istituto, con nota n. 50250 del 03.04.2007, è stato chiesto,
in particolare, di esprimersi sull'eventuale rilevanza, ai fini
della incumulabilità, dell'età anagrafica del pensionato e/o
dell'anzianità contributiva utile a pensione
Contemporaneamente ed allo scopo di valutare le problematiche
connesse all'applicazione dell'odierno art. 133, si è svolta, su
iniziativa del Presiedente della Regione, una riunione alla
presenza, tra gli altri, dell'Ufficio Legislativo e Legale nella
persona dell'avv. Castaldi. Quest'ultimo ha condiviso l'esigenza -
espressa in quella sede - di acquisire, in materia, l'avviso
dell'Amministrazione Statale e ciò in considerazione dell'evoluzione
normativa e giurisprudenziale avutasi nel lungo lasso di tempo
trascorso dalla pubblicazione del D.P.R. 1092/3 .
In tal senso la richiesta del Presidente della Regione formalizzata
in data 11 aprile c.a. con la nota n. 4500, cui ha fatto seguito il
conforme quesito rivolto da questo Dipartimento alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione Pubblica con
nota n. 8128 del 4.6.2007.
Nelle more si è ritenuto opportuno sospendere le procedure
amministrative già avviate per l'acquisizione degli elementi
necessari ad individuare i casi soggetti a divieto di cumulo.
In data 15.06.2007 con nota n. 6373, l'Inpdap, in riscontro alle
richieste di questa Amministrazione, ha testualmente precisato che
"il divieto di cumulo di cui al predetto art. 133 non opera nel caso
di un trattamento pensionistico di vecchiaia e per quello erogato
sulla base di un'anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni".
Stante l'autorevole fonte da cui proviene la comunicazione, non
sussistendo motivi per discostarsi dall'orientamento assunto a
livello nazionale, io scrivente ha ritenuto di dover adottare
l'identica determinazione sopra indicata.
Al riguardo, si precisa che le pensioni di anzianità sono
equiparate alle pensioni di vecchiaia quanto i titolari di esse
compiono l'età stabilita per il pensionamento di vecchiaia (art. 10,
comma 9, di. 503/1992).
Quanto al limite dei 40, si precisa che lo stesso rappresenta
l'anzianità contributiva massima richiesta in ambito statale per il
conseguimento del diritto a pensione a prescindere dal requisito
dell'età anagrafica.
Tale limite, ai sensi della l.r. 2/62 e successive modifiche, deve
intendersi fissato in anni 35 per i pensionati regionali cancellati
dai ruoli di appartenenza con decorrenza anteriore al 1 gennaio
2004.
Per le pensioni con decorrenza successiva alla predetta data vale
la regola fissata dall'art. 20 della l.r. 21/2003, per la quale i
requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche sono regolati
dalle norme relative agli impiegati civili dello Stato.
Quanto sopra in attesa di conoscere l'avviso del Dipartimento
della Funzione Pubblica e senza nulla togliere alla ordinaria
vigilanza, che impegna gli uffici di questo dipartimento,
sull'ulteriore evoluzione della legislazione e della giurisprudenza.
IL DIRIGENTE GENERALE
(Dott. Tommaso Alfredo Liotta)