Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, l'onorevole Ballistreri il giorno 11 dicembre e
l'onorevoli Turano dal 10 al 12 dicembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo l'onorevole
Galletti, per la seduta odierna, e l'onorevole Di Guardo, per i
giorni 11 e 12 dicembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Norme per l'apertura della casa da gioco di Taormina
(n. 711)
presentato dall'onorevole Ballistreri in data 5 dicembre
2007
- Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno
del mobbing' nei luoghi di lavoro (n. 712)
presentato dagli onorevoli Caputo ed altri in data 5
dicembre 2007
- Disegno di legge in materia di polizia locale
regionale (n. 713)
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali (Colianni) in data 5
dicembre 2007.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale
comunicazione di invio alla competente commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione legislativa Attività
produttive (III):
- Interventi finanziari urgenti per il comparto
vitivinicolo (n. 714)
presentato dall'onorevole Turano in data 10 dicembre
2007
inviato in data 10 novembre 2007.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione del dipartimento regionale dell'innovazione
e della ricerca (n. 460)
di iniziativa governativa
inviato in data 10 dicembre 2007
PARERE III
- Norme in materia di incompatibilità dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana (n. 707)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007
- Norme per la promozione del protagonismo giovanile e
della partecipazione alla vita sociale (n. 710)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007
BILANCIO (II)
- Norme per il trattamento economico del personale
assunto per la gestione e la vigilanza dei parchi e
delle riserve (n. 684)
di iniziativa governativa
inviato in data 10 dicembre 2007
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi per la regolamentazione dell'introduzione di
organismi geneticamente modificati (n. 705)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007
- Disposizioni in materia di interventi in favore delle
aziende viticole danneggiate da fitopatologie di
eccezionale gravità (n. 706)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifica alle leggi regionali 16 aprile 2003, n. 4 e 28
dicembre 2004, n. 17, riguardanti il condono edilizio
(n. 459)
di iniziativa governativa
inviato in data 10 dicembre 2007
- Norme in favore di cittadini diversamente abili (n.
708)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in materia di professioni sanitarie (n. 709)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 5 dicembre 2007.
Comunicazione di richieste di pareri
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere
trasmesse dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Azienda autonoma speciale PROMO.T.E.N. Camera di
Commercio di Enna - Designazione componenti effettivi
del collegio dei revisori (n. 108/I)
pervenuta in data 4 dicembre 2007
inviata in data 6 dicembre 2007
- Istituto superiore studi scientifici Museo Minà Palumbo
di Castelbuono - Designazione componente del Consiglio
di Amministrazione (n. 109/I)
pervenuta in data 4 dicembre 2007
inviata in data 6 dicembre 2007
- Camera di Commercio di Messina - Designazione componenti
effettivi del collegio dei revisori (n. 110/I)
pervenuta in data 4 dicembre 2007
inviata in data 6 dicembre 2007
- Accordo di programma quadro sicurezza e legalità per lo
sviluppo della Regione siciliana Carlo Alberto Dalla
Chiesa' - III Atto integrativo
(n. 111/I)
pervenuta in data 5 dicembre 2007
inviata in data 10 dicembre 2007
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Programmi di finanziamento di edilizia agevolata (n.
107/IV)
pervenuta in data 4 dicembre 2007
inviata in data 6 dicembre 2007
- Delibera CIPE 3/2006 -I Atto integrativo Accordo di
Programma Quadro per il trasporto stradale - Testo
coordinato (n. 112/IV)
pervenuta in data 5 dicembre 2007
inviata in data 10 dicembre 2007
- Delibera CIPE 3/2006 - II Atto integrativo APQ per il
trasporto aereo (n. 113/IV)
pervenuta in data 5 dicembre 2007
inviata in data 10 dicembre 2007
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE Comunico che i seguenti pareri sono stati resi
dalla Commissione Ambiente e Territorio (IV):
- Cooperative edilizie - Programma (n. 102/VI)
reso in data 5 dicembre 2007
inviato in data 10 dicembre 2007
- Riprogrammazione delle risorse delibera CIPE n.
20/2004 (n. 104/VI)
reso in data 5 dicembre 2007
inviato in data 10 dicembre 2007.
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della
Giunta regionale n. 478 del 27 novembre 2007 relativa
all' Accordo di programma quadro sviluppo dell'Audiovisivo -
Rimodulazione finanziaria .
Comunicazione relativa al Complemento di programmazione
del POR Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della seguente documentazione relativa al
Complemento di programmazione del POR Sicilia 2000/2006:
27 novembre 2007 Proposta di modifica alla misura 3.21 c;
27 novembre 2007 Proposte di modifica alle misure 3.15 e
4.02;
05 dicembre 2007 Proposte di modifica alle misure 4.01 e
2.03.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1498 - Notizie a proposito della nomina di una
figura non prevista nel Piano industriale e di
sviluppo dell'AST S.p.A..
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Culicchia Vincenzino
N. 1499 - Notizie a proposito dei disagi che
subiscono i viaggiatori che utilizzano
la tratta ferroviaria Cefalù-Palermo e Palermo
Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Zangara Andrea; Vitrano Gaspare
N. 1507 - Notizie a proposito delle numerose
'Casa Sicilia', sedi di rappresentanza all'estero
della Regione siciliana.
- Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1508 - Contributi in favore dei produttori
agricoli per la distruzione degli impianti
agrumicoli colpiti dal 'virus della tristezza'.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1512 - Misure a tutela del paesaggio di Palma
di Montechiaro (AG) a seguito della ventilata
installazione di due parchi eolici.
- Assessore Territorio
Firmatario: Panepinto Giovanni
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
N. 1500 - Notizie a proposito dei
ritardi nella concessione delle autorizzazioni
relative alla domanda di concessione
quindicennale di mq 56.000 di specchio acqueo
antistante il litorale del Comune di Terrasini
per la realizzazione di un impianto di
maricoltura presentato dalla Cooperativa 'Sicily
Marine Farm s.r.l.'
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Assessore Territorio
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1502 - Notizie circa l'enorme quantità di
rifiuti e di vasche in eternit giacente lungo la
statale Belpasso - Mascalucia (Catania), nel tratto
compreso tra i santuari 'Cuore immacolato di Maria'
e 'Madonna di Mompilieri'.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1503 - Notizie circa la mancata emanazione del
decreto assessoriale di attuazione del comma 3
dell'articolo 25 della l.r. 19/2005, riguardante la
realizzazione dei cimiteri per gli animali da
affezione.
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1504 - Notizie circa il disagio causato dalla
mancata rimozione dei residui di erba falciata dai
tombini di Via delle Gemme, zona S. Giorgio -
Librino (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1505 - Dichiarazione dello stato di calamità
naturale per le città di Vittoria, Comiso ed Acate
(RG), a seguito della tromba d'aria verificatasi
tra il 27 e il 28 novembre 2007.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1506 - Notizie circa il funzionamento dello
sportello per il pagamento dei ticket sanitari
presso il CTO Villa Sofia di Palermo.
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1509 - Interventi per dotare di luoghi coperti
le postazioni di arrivo e di partenza nei porti
delle isole Egadi e di Trapani.
- Assessore Turismo
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1510 - Notizie a proposito dei lavori di
restauro effettuati dall'Amministrazione comunale
di Capaci (PA) nell'immobile ex proprietà dei Conti
Pilo.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 1511 - Revoca dei provvedimenti adottati
dall'Amministrazione comunale di Camporeale
(PA) nei confronti del comandante del Corpo di
Polizia municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Caputo Salvino
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 65 - Iniziative a salvaguardia del territorio
del Comune di Palazzo Adriano (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
Firmatario: Falzone Dario
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbai dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 254 Istituzione del Mercato dei contadini' , degli
onorevoli Caputo, Currenti, Granta, Pogliese, Cristadi.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1412 e
conseguente annunzio di risposta scritta
PRESIDENTE. Comunico che, in riferimento all'interrogazione n.
1412 «Interventi straordinari per la sistemazione del
tratto stradale tra la Via Provinciale (Pioppo) e l'area
boschiva di Casaboli?», con richiesta di risposta in Commissione,
a firma dell'onorevole Caputo, nella seduta della IV Commissione
legislativa permanente Ambiente e territorio numero 67 del 5
dicembre 2007, essendo risultato assente l'interrogante,
l'interrogazione medesima è stata considerata presentata con
richiesta di risposta scritta, ai sensi del combinato disposto
degli articoli 143 bis e 141 del Regolamento interno.
Avendo l'Assessore per i lavori pubblici trasmesso a mezzo
fax il testo della risposta all'atto ispettivo, con allegata nota
del Dipartimento regionale delle foreste nella cui competenza
ricade l'attività di prevenzione e rischio incendi, l'iter
dell'interrogazione 1412 può ritenersi concluso.
Il testo integrale della risposta e del relativo allegato
saranno integralmente riportati nel resoconto stenografico della
presente seduta.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 6 dicembre 2007,
l'onorevole Apprendi ha dichiarato di ritirare l'interrogazione
n. 1501 a sua firma, perché di identico contenuto
all'interrogazione n. 1494, annunziata nella seduta n. 102 del
5 dicembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nuova denominazione di gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con lettera del 4 dicembre 2007,
l'onorevole Francesco Cascio, Presidente del Gruppo parlamentare
di Forza Italia ha comunicato che detto Gruppo, a far data
dal 5 dicembre 2007, assume la denominazione di Forza Italia -
Verso il nuovo partito dei moderati e dei liberali .
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, dà
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 250 «Intervento sulla gestione del servizio idrico in
Sicilia»;
numero 251 «Revoca in autotutela del decreto di approvazione
del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
dell'aria ambiente e verifica di relative responsabilità»;
numero 252 «Emergenza incendio 22 e 23 agosto 2007. Interventi
urgenti finalizzati al miglioramento delle condizioni di
sicurezza, difesa del suolo e ripristino delle infrastrutture
danneggiate e recupero del patrimonio boschivo del territorio del
comune di Collesano (PA)»;
numero 253 «Opportune iniziative volte a conoscere le modalità
di gestione della Fondazione Federico II».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'acqua rappresenta la principale fonte di vita dalla cui
disponibilità dipende il benessere delle popolazioni ed è dunque
bene comune e diritto umano inalienabile; in quanto tale essa
costituisce patrimonio dell'Umanità;
l'acqua è una risorsa naturale per tutti, appartiene a tutti
gli abitanti della terra e deve contribuire alla solidarietà fra
i cittadini, le comunità, le generazioni. A nessuno,
individualmente o come gruppo, è concesso di appropriarsene a
titolo di proprietà privata;
tutti gli usi delle acque devono essere indirizzati al
risparmio ed al rinnovo della risorsa per non compromettere il
patrimonio idrico totale;
la legge Galli ha puntato ad una riforma strutturale del
settore idrico in Italia, basandosi sull'individuazione di Ambiti
Territoriali Ottimali (ATO), tale da garantire il superamento
della frammentazione gestionale, la gestione integrata
dell'intero ciclo dell'acqua, la natura
imprenditoriale della gestione stessa e una politica tariffaria
tale da assicurare la copertura integrale dei costi di esercizio;
in Sicilia la legge Galli è stata recepita con la legge
regionale n. 10 del 1999 e che, con decreto presidenziale del 16
maggio 2000, sono stati individuati nove ATO corrispondenti ai
confini amministrativi delle province;
tutti gli ATO siciliani si sono costituiti ed hanno elaborato
Piani d'Ambito sovrastimati, basandosi sull'obiettivo di un
immediato ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico
integrato e prevedendo una serie di decisioni discutibili
relative alla tariffazione, risultata sempre eccessivamente
onerosa per i cittadini e alla gestione delle reti;
tutti gli ATO nei quali si è già arrivati all'individuazione
del gestore risultano affidati prevalentemente a gestori privati;
nel governo dell'acqua la privatizzazione si limita, in realtà,
a sostituire il monopolio pubblico con il monopolio privato, il
che non comporta alcun vantaggio al consumatore;
la Regione siciliana è l'unica Regione che ha provveduto a
privatizzare un ente di sovrambito che gestisce la produzione ed
il trasporto dell'acqua su quasi tutto il territorio regionale;
la Regione siciliana è l'unica Regione che ha delegato ad
una struttura attivata ad hoc
contemporaneamente la programmazione, la
pianificazione, la verifica ed il controllo della risorsa acqua;
Considerato che la carenza d'acqua nell'Isola è sempre stata
principalmente un problema politico e nasce da una cattiva
gestione delle risorse, condizionata pesantemente da ingerenze
mafiose e attuata per troppo tempo in assenza di un quadro di
riferimento certo e di una programmazione coordinata;
la protesta di comuni, di comitati civici e di singoli
cittadini in questi ultimi mesi ha testimoniato l'indisponibilità
di larga parte della popolazione siciliana ad accettare un
sistema che li priva di una gestione pubblica dell'acqua a
vantaggio del profitto di imprese private con un aumento
sostenuto delle tariffe corrispondenti;
Visto che:
il Governo nazionale, in ragione della rilevanza sociale e
della particolarità degli interessi sottesi al servizio correlato
al bene pubblico acqua, è orientato verso una modifica della
legislazione attuale che privilegi la gestione pubblica
dell'acqua e dei servizi annessi;
è gia stato approvato in Senato l'art. 26-bis recante
disposizioni in materia di servizi idrici che prevede che non
possono essere disposti nuovi affidamenti ai sensi dell'articolo
150 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 52, del decreto
fiscale allegato alla finanziaria 2008, ricomprese anche le
procedure in corso.
in Commissione 'Ambiente e territorio' è in discussione la
legge di iniziativa popolare sulla proprietà e gestione pubblica
e partecipata dell'acqua per la quale solo in Sicilia sono state
raccolte oltre 53.000 firme, da sole sufficienti a presentare la
legge in Parlamento;
in molte realtà nazionali sia a livello regionale che a livello
locale, gli affidamenti delle gestioni del SII a società private
o miste hanno dato come risultati un aumento indiscriminato delle
tariffe ed un peggioramento del servizio;
con l'affidamento del sovrambito alla Siciliacque S.p.A. è
aumentato il costo dell'acqua per usi civili, risulta deficitaria
la capacità di controllo delle reti di trasporto interprovinciali
e non vengono individuati i prelievi abusivi che comportano
notevoli disagi nell'approvvigionamento idrico di alcune realtà
locali,
impegna il Governo della regione
ad annullare tutte le procedure per la scelta del soggetto
gestore del Servizio Idrico Integrato che abbiano portato o
portino all'individuazione di un soggetto privato o di una
società mista;
a rendere la gestione del Servizio Idrico Integrato interamente
pubblica ed a promuovere la partecipazione popolare alla stessa
in funzione del preminente interesse generale per un servizio
pubblico essenziale, con situazione di monopolio naturale (art 43
della Costituzione);
a fornire indicazioni per una gestione pubblica dei Servizi
Idrici Integrati anche con modifica della legislazione regionale
attuale, specificando quale forma di affidamento unico quella
della concessione diretta di servizio alle società o consorzi
pubblici nelle modalità di cui alla Sentenza della Corte della
Giustizia Europea riferita alla causa C-458/03;
a verificare il numero e i confini degli ATO, tenendo conto di
una ottimale gestione delle acque in Sicilia e garantendo altresì
la funzione di controllo sui gestori;
a differenziare la programmazione e la pianificazione dalla
verifica e dal controllo, dando corso di attuazione a quanto
previsto nella citata legge Galli;
a rinunciare ad ulteriori atti di
commissariamento per l'emergenza idrica, evitando poteri
straordinari attribuiti ad un organo monocratico, che evidenziano
l'incapacità gestionale ed incentivano gli sprechi;
a procedere all'attuazione degli interventi sulle risorse
idriche principalmente rivolti alla lotta allo spreco, mediante
il rispetto del ciclo naturale con l'utilizzazione delle acque
reflue depurate per la ricarica delle falde acquifere impoverite
e con il riuso delle stesse;
a ripubblicizzare e riacquisire al patrimonio pubblico la
gestione dei servizi e del patrimonio infrastrutturale
acquedottistico dell'ex Ente Acquedotti Siciliani, oggi
Sicilacque S.p.A;
ad assicurare infine un governo sostenibile dell'acqua come
risorsa pubblica con tariffe adeguate che internalizzino i costi
effettivi, prevedendo le necessarie deroghe per le fasce sociali
protette e che assicurino una gestione efficiente ed il diritto a
tutti all'accesso a questa indispensabile risorsa.» (250)
BORSELLINO-CANTAFIA-BARBAGALLO
BALLISTRERI- PANEPINTO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 43 del 14
settembre 2007 è stato pubblicato il decreto 9 agosto 2007
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente recante
l'approvazione del 'Piano regionale di coordinamento per la
tutela della qualità dell'aria ambiente';
in data 22 novembre 2007, Legambiente Sicilia ha denunciato che
il Piano in questione contiene molti riferimenti a realtà
geografiche estranee alla Sicilia, allorché, ad esempio, si
nomina il 'bacino aerologico' padano, o gli argini dei fiumi e i
canali presenti nei centri storici del comuni siciliani;
tali incongruenze sono dovute al fatto che il Piano presentato
dalla Regione siciliana è in realtà copiato dall'omologo piano
che la Regione Veneto aveva redatto qualche anno fa e che era
stato bocciato dall'Unione Europea;
Considerato che:
nelle pagine di presentazione si afferma che il Piano è stato
elaborato dagli uffici del Dipartimento regionale Territorio ed
Ambiente, con la collaborazione di ARPA Sicilia e delle
Università di Palermo e di Messina;
l'Assessore, in una nota rilasciata alla stampa in data 22
novembre, parlando di 'errori materiali' presenti nel Piano, ha
dichiarato che 'il ritardo in cui versava la Sicilia rendeva
necessaria un'accelerazione dei tempi di redazione' e che 'una
simile evenienza non va drammatizzata né tantomeno
strumentalizzata';
il Piano in questione è uno strumento di programmazione su
scala regionale di tutti gli interventi per la tutela della
qualità dell'aria e contro l'inquinamento atmosferico;
i suoi contenuti, pertanto, sono strettamente attinenti alla
tutela della salute dei cittadini;
Ritenuto che:
le dichiarazioni dell'Assessore sono estremamente gravi poiché
rilevano la totale approssimazione nell'adozione di uno strumento
di programmazione così importante, e denunciano il fatto che
l'Assessore non legge gli atti che firma o che lo stesso
Assessore ha avallato l'ignobile scopiazzatura,
giustificandola con l'urgenza di provvedere a causa dei ritardi
accumulati;
si tratta, in ogni caso, di un errore inescusabile che ha
coperto di ridicolo la Sicilia e danneggiato l'immagine
dell'Amministrazione regionale,
impegna l'Assessore per il territorio e
l'ambiente
a revocare in autotutela il decreto 9 agosto 2007 di
approvazione del 'Piano regionale di coordinamento per la tutela
della qualità dell'aria ambiente', pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 43 del 14 settembre 2007;
a verificare le responsabilità che hanno reso possibile
l'increscioso episodio.» (251)
GALVAGNO-BARBAGALLO-
GUCCIARDI-TUMINO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il 22 e 23 agosto del 2007 il territorio del comune di
Collegano (PA) è stato interessato da un incendio di vaste
proporzioni, che addirittura nessuno, a memoria d'uomo, ricorda
così devastante;
a seguito dell'incendio, sviluppatosi nella serata del 22
agosto e sospinto da un fortissimo vento di scirocco, in poche
ore il fuoco ha raggiunto il centro abitato, accerchiandolo su
più fronti; solo grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco,
della Forestale, della Protezione Civile, della Guardia di
Finanza e dei numerosi volontari, che si sono instancabilmente
prodigati nell'azione di contrasto contro il fuoco, il centro
abitato è stato risparmiato;
tutto attorno invece il fuoco si è sviluppato in tutte le
direzioni, divorando ettari ed ettari di bosco, coltivi, macchie,
garighe e pascoli, distruggendo infrastrutture e manufatti
adibiti a civile abitazione o ad uso rurale e causando la morte
di numerosi tipi di bestiame e di fauna selvatica;
il patrimonio boschivo ricadente nel territorio di Collesano è
stato fortemente intaccato, risulta infatti molto compromesso il
bosco di Contrada Pedale, oltre a quelli di origine artificiale
di Contrada Croce e di Contrada Scaletta, percorsi in lungo ed in
largo da fuoco chioma;
Valutato che:
una prima stima, effettuata mediante ricognizione visiva,
indica in poco meno di 2.200 ettari la superficie percorsa a
vario titolo dal fuoco, corrispondenti al 20% circa del
territorio comunale, che nel suo complesso ammonta a 10.850
ettari;
le conseguenze del fuoco non si limitano alla mera distruzione
del soprasuolo, ma implicano inevitabilmente dissesti a livello
del suolo, che oggi costituiscono un potenziale pericolo alla
pubblica incolumità;
i costoni rocciosi a strapiombo ed i pendii acclivi privati
della vegetazione non riescono più a trattenere le rocce
instabili, che inevitabilmente franeranno a valle, e tale
condizione di instabilità, tra l'altro, verrà aggravata ben
presto dalle piogge;
i molti fusti delle piante, parzialmente o totalmente distrutti
dal fuoco che non si sono abbattuti, risultano essere elementi di
precario ed instabile equilibrio, con il pericolo che possano
verificarsi schianti o anche rotolamenti;
gli alvei dei torrenti e dei corsi d'acqua minori, in molti
casi parzialmente occupati da detriti e da residui vegetali hanno
perso la loro piena funzionalità, con conseguenti rischi che
possono derivare da un cattivo smaltimento delle acque meteoriche
e/o dall'accumulo di detriti, oltre al problema derivante dal
fatto che le sponde, prive di vegetazione, risultano più
vulnerabili ai fenomeno di erosione,
impegna il Governo della regione
ad attuare interventi urgenti, alcuni immediati ed altri
diluiti nel tempo, al fine di ripristinare le condizioni di
sicurezza e di favorire il recupero del patrimonio distrutto
dall'incendio del 22 e 23 agosto 2007 nel territorio del comune
di Collegano (PA).» (252)
CAPUTO-CRISTALDI-CURRENTI-
FALZONE-GRANATA-INCARDONA-
POGLIESE-STANCANELLI
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
recenti notizie giornalistiche hanno evidenziato una crisi
della Fondazione Federico II che richiede un rigoroso
approfondimento circa i criteri di gestione adottati dal suo
Direttore generale e dall'Ufficio di Presidenza quale consiglio
di amministrazione della Fondazione;
le dimissioni del Direttore sono legate alla grave condizione
economica in cui versa la Fondazione così come evidenziata nella
relazione dei Revisori dei conti;
alla fine del 2007 non risulta approvato il bilancio relativo
all'anno 2006 e non risulta insediato tra gli organi previsti
Collegio dei Sindaci;
in ambito di gestione non possono non essere portati a
conoscenza del Parlamento e dell'intera collettività, in modo
preciso, i dati relativi alle manifestazioni fin qui organizzate
e i relativi costi, comprese le campagne pubblicitarie e le
consulenze;
risulta necessario definire l'esatta consistenza dell'organico
della Fondazione con una precisa indicazione del personale
assunto a tempo determinato e indeterminato, nonché le modalità e
le finalità del reclutamento di detto personale e il regolare
pagamento dei contributi previdenziali e fiscali;
occorre chiarire se la Fondazione, sulla base degli accordi
stabiliti con l'Assessorato Beni culturali e ambientali e
pubblica istruzione relativamente alla quota dei biglietti per
l'ingresso dei turisti a Palazzo dei Normanni, abbia provveduto
al regolare versamento di dette somme;
l'intera vicenda della gestione della Fondazione Federico II,
con la sua crisi amministrativa e contabile, impone un
chiarimento urgente anche in considerazione dei suoi rapporti con
l'Assemblea regionale siciliana il cui prestigio e immagine
vengono gravemente compromessi,
impegna il Presidente della Regione
a riferire con urgenza sulla gestione della Fondazione Federico
II rendendo pubblica la relazione dei Revisori dei Conti;
invita il Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana
ad esercitare ogni utile iniziativa al riguardo» (253).
BORSELLINO - CRACOLICI -
BARBAGALLO
BALLISTRERI - CANTAFIA
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Cordoglio per le vittime sul lavoro nell'incendio dello
stabilimento Thyssen di Torino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, esprimo il cordoglio
dell'Assemblea alle famiglie delle vittime sul lavoro
nell'incendio dello stabilimento Thyssen di Torino.
Chiedo all'Aula di osservare un minuto di silenzio.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
«Bilancio e finanze»
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Bilancio e finanze .
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione n. 793
Provvedimenti perché il servizio di riscossione rientri in criteri
di efficienza e di maggiore rispetto dei cittadini , dell'onorevole
Cracolici, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 804 Notizie circa la paventata
cessione a terzi, da parte della Regione siciliana, di quote
azionarie del Banco di Sicilia e sulla rivalutazione delle relative
Agenzie territoriali , dell'onorevole Oddo Salvatore Antonino.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione
n. 804 dell'onorevole Oddo Salvatore Antonino si rappresenta quanto
segue: in sintonia con il processo di ristrutturazione riguardante
la holding Banca di Roma con l'articolo 56 della legge regionale n.
2 del 2002 si prevedeva che la Regione Siciliana sostituisse la
propria partecipazione azionaria al Banco di Sicilia con azioni
della holding si approvava la convenzione stipulata tra la Regione e
la banca citata il 21 gennaio 2002, indicando al contempo vincoli e
modalità riguardo sia all'attuazione della convenzione sia alla
gestione della partecipazione azionaria nella holding sia ai
rapporti con il nuovo partner.
Il citato riassetto della partecipazione regionale nel nascente
gruppo risulta oggi assolutamente superato dalla conclusione delle
procedure di fusione tra il citato gruppo bancario e il gruppo
Unicredit avviata lo scorso 20 maggio 2007. E' perciò nato il nuovo
colosso bancario denominato Unicredit group fra i primi in Europa e
settimo nel mondo per dimensioni. All'interno del Consiglio di
amministrazione del gruppo è stata assicurata la presenza del
rappresentante della Regione attraverso la quale garantire la
massima attenzione verso l'Isola con la nascita di nuovi servizi e
nuove opportunità di sviluppo.
L'integrazione fra i soggetti bancari preesistenti comporta
conseguenze in chiaroscuro. Il Banco di Sicilia conserva la propria
denominazione e la propria autonomia giuridica nonché le sedi
storiche di Roma, Milano e Torino, confermando il proprio
radicamento territoriale in Sicilia dove saranno inglobate le
filiali Unicredit e Capitalia.
Il sistema produttivo siciliano trarrà sicuri vantaggi dal nuovo
soggetto bancario grazie alla presenza del gruppo Unicredit in ben
30 paesi. La sancita suddivisione per aree geografiche dei marchi
degli istituti coinvolti nella fusione - Unicredit al nord, Banca di
Roma al centro, Banco di Sicilia nell'isola - determina la chiusura
delle filiali situate nel continente, mentre la sinergia fra le
diverse strutture organizzative potrebbe comportare la dismissione
di alcuni importanti settori di attività creditizie, soprattutto
quelli rivolti alle grandi soggettività economiche ed
imprenditoriali, e la cessione di alcuni sportelli, resa
obbligatoria dall'Authority per la concorrenza, per eccesso di
concentrazione sul mercato siciliano del credito.
Per le problematiche occupazionali, attraverso la necessaria
concertazione con le organizzazioni sindacali, sono state sviluppate
le strategie di gestione degli esuberi, puntando sulla maturazione
dei requisiti per usufruire degli incentivi al pensionamento e
sull'applicazione dell'esodo volontario, nonché sul fondo nazionale
degli esuberi, una sorta di cassa integrazione per cinque anni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo Salvatore
Antonino per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
ODDO SALVATORE ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
risposta dell'assessore Lo Porto dimostra meglio di tante parole,
qualora qualcuno avesse dei dubbi, quale sia la differenza dei tempi
fra la politica in quest'Aula e quello che avviene fuori.
Un anno fa ho presentato un'interrogazione al Governo regionale
sulla situazione del Banco di Sicilia in relazione alle condizioni
in cui si trovava in quel momento e l'Assessore Lo Porto,
giustamente, in sede di risposta, ha detto che da allora il Banco di
Sicilia ha cambiato più volte volto e di conseguenza padrone .
Ciò ci fa rendere conto di come qui dentro siamo delle talpe o
meglio delle tartarughe con i tempi della politica rispetto a quello
che avviene nel mondo esterno.
La situazione rispetto ad allora, dal mio punto di vista, si è
ulteriormente aggravata, perché se la Regione Siciliana all'interno
del Banco di Sicilia e a sua volta all'interno di Capitalia era una
piccola cosa, a distanza di dodici mesi essa all'interno del Banco
di Sicilia, all'interno di Capitalia e all'interno del nuovo Gruppo
che si è creato è qualcosa di quasi marginale.
La valutazione che traggo non è positiva, come quella che ha dato
l'assessore Lo Porto, perché credo che in questa vicenda la
conservazione del logo Banco di Sicilia sia ormai una mera
operazione di immagine, di maquillage, semplicemente per mantenere
quella clientela e quel radicamento nel risparmio dei siciliani di
cui il Banco di Sicilia dispone.
La realtà è che, ormai, in Sicilia abbiamo abdicato totalmente a
qualsiasi forma di assistenza creditizia che abbia un riferimento in
loco e questo ha conseguenze gravi nel medio e nel lungo periodo.
La possibilità nostra di istituti qual era la Cassa Centrale di
Risparmio, prima, il Banco di Sicilia, dopo, di assistere l'economia
debole siciliana, sicuramente questo tipo di attenzione non viene
assicurata da un colosso come quello che si è creato secondo logiche
di mercato che hanno una loro legittimità e rispondono ad esigenze
nazionali di mantenimento degli equilibri, ma credo che il Banco di
Sicilia, che contendeva alla Regione Siciliana il titolo di essere
il maggiore datore di lavoro in Sicilia dopo la Regione Siciliana o
poco prima di questa in relazione ai momenti storici, in Sicilia è
rimasta solo la Regione Siciliana come grosso datore di lavoro,
perché il Banco di Sicilia sta riducendo progressivamente i propri
dipendenti.
A questo punto credo che ci sia ben poco da fare; c'è solo da
sperare che la nostra residua presenza all'interno di questo nuovo
colosso finanziario che si è creato serva ancora in misura molto
contenuta a difendere gli interessi dell'economia siciliana e dei
siciliani. Penso che sia un'impresa improba per il nostro
rappresentante nel consiglio di amministrazione, questo Governo e
questo Parlamento avrebbero dovuto, nei mesi precedenti, negli anni
precedenti, intestarsi una maggiore difesa della presenza dei
siciliani e della Regione Siciliana all'interno di uno dei grandi
valori, una delle grandi bandiere in Sicilia che era quella del
Banco di Sicilia che io credo a questo punto sia sostanzialmente
ammainata.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
n. 808 Notizie a proposito delle modalità di riscossione dei
tributi in caso di mancato pagamento adottate dalla SERIT,
concessionaria del servizio , dell'onorevole Cracolici, si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per un richiamo al Regolamento
DE LUCA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTe. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
ribadire che è stato violato il Regolamento per quanto riguarda il
mio defenestramento dalla Commissione Bilancio e ho chiesto già al
Presidente dell'ARS e ai componenti della Commissione Regolamento di
essere audito al fine di avere quantomeno un parere sereno su questa
vicenda.
Signor Presidente, voglio leggere un breve documento che riguarda
questa vicenda, che mi riguarda ma che potrebbe riguardare domani
tutti i miei colleghi parlamentari.
Con decreto del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
numero 463 del 3 dicembre 2007 è stata modificata la composizione
della seconda Commissione legislativa permanente, meglio conosciuta
come Commissione bilancio , e la contestuale composizione della
quinta Commissione legislativa, meglio conosciuta come Commissione
cultura e lavoro .
Il predetto decreto si basa sulle seguenti norme regolamentari e
sulle seguenti motivazioni:
- articolo 7 del Regolamento interno dell'ARS che attribuisce la
rappresentanza legale dell'ARS al suo Presidente pro-tempore;
- dalla circostanza gli onorevoli De Luca e Maniscalco sono stati
nominati nella Commissione bilancio in quanto rappresentanti dl
gruppo parlamentare MPA e successivamente sono passati al gruppo
misto e poi hanno costituito un gruppo parlamentare autonomo DCA-
Sicilia Vera;
- dalla presunta consequenziale violazione del principio secondo
il quale gruppi parlamentari devono essere presenti in tutte le
commissioni sulla base della loro consistenza numerica;
- dalla richiesta dell'MPA di designare due componenti nella
Commissione bilancio provenienti dalla Commissione cultura e lavoro;
- dalla falsa applicazione dell'articolo 62 bis, comma 3, del
Regolamento interno che consente al Presidente dell'ARS di nominare
dei componenti di una Commissione qualora sia necessario
sostituirli per dimissioni o altra causa;
- dall'irrituale sentita la Commissione regolamento .
Il decreto in questione è palesemente illogico, contraddittorio e
carente di motivazioni per le seguenti considerazioni in fatto e in
diritto:
- gli onorevoli De Luca e Maniscalco sono passati il 3 aprile 2007
al gruppo misto, abbandonando il gruppo parlamentare MPA ed hanno
partecipato regolarmente ai lavori della Commissione bilancio fino
alla loro destituzione, in quella data nella seduta n. 59 l'ARS ne
ha preso atto;
- il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana con decreto n.
225 del 7 giugno 2007 ha autorizzato ai sensi dell'articolo 23,
comma 3, del Regolamento interno la costituzione del gruppo
parlamentare denominato DCA - Sicilia Vera composta dagli onorevoli
De Luca e Maniscalco, non rilevando in tale circostanza alcuna
irregolarità sulla composizione della Commissione bilancio;
- nel mese di luglio due colleghi parlamentari hanno lasciato
rispettivamente i partiti di opposizione aderendo al gruppo
parlamentare dell'MPA modificando l'invocato principio della
proporzionalità nelle commissioni di appartenenza non provocando,
però, nessun consequenziale provvedimento da parte del Presidente
dell'ARS per far rispettare il presunto principio di proporzionalità
tra la composizione delle singole commissioni e la consistenza
numerica dei singoli gruppi parlamentari;
- è palesemente illogico pensare che la Commissione bilancio abbia
deliberato illegittimamente dal 3 aprile al 2 dicembre a causa della
propria composizione in violazione del principio secondo il quale
gruppi parlamentari devono essere presenti in tutte le commissioni
sulla base della loro consistenza numerica;
- sotto il profilo temporale infatti il decreto n. 463 sembra
intempestivo ed irragionevole tranne che si voglia sostenere che i
provvedimenti adottati dalla Commissione bilancio dal 3 aprile al 2
dicembre siano illegittimi per l'illegale composizione dell'organo
medesimo;
- è palesemente contraddittorio il decreto numero 463 tendente da
un lato a ripristinare nella Commissione bilancio la proporzionalità
tra la consistenza numerica dei singoli gruppi parlamentari e la
rappresentanza politica in seno alla Commissione medesima,
dall'altro, contestualmente viola il predetto principio nella
Commissione Cultura e lavoro modificando finanche il rapporto di
proporzionalità tra maggioranza ed opposizione che prima del
predetto decreto era di 9 a 6, successivamente è stato
illegittimamente determinato in 11 a 4.
In diritto il predetto decreto è in palese contrasto con
l'articolo 67 della Costituzione italiana è la conseguente
interpretazione sistematica delle seguenti norme regolamentari:
articolo 4 comma 8, articolo 39 comma 2, articolo 62 bis, comma 2 e
3, articolo 62 ter, commi 2, 4 e 5.
L'articolo 67 della Costituzione Italiana, cosiddetto divieto di
mandato imperativo, dispone che ogni membro del Parlamento
rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di
mandato ossia riceve un mandato generale da parte del corpo
elettorale, il quale non è suscettibile di iniziativa di revoca né
da parte dell'ambito territoriale che lo ha eletto né da parte del
partito di affiliazione.
Il predetto principio costituzionale si applica naturalmente anche
in Sicilia per i parlamentari regionali e di conseguenza la volontà
del singolo deputato non può essere coartata dal partito o dal
gruppo parlamentare di appartenenza e quindi, non esiste alcun
vincolo tra la posizione organizzativa del singolo deputato
all'interno dell'ARS ed il Gruppo parlamentare che lo designato a
ricoprire quel ruolo. A tal proposito l'unica eccezione al predetto
principio è espressamente prevista dall'articolo 4, comma 8, del
Regolamento interno che così recita:
I segretari eletti ai sensi del precedente comma 6 decadono
dall'incarico qualora venga meno il Gruppo cui appartenevano al
momento dell'elezione ovvero nel caso in cui entrino a far parte
di altro Gruppo parlamentare già rappresentato nell'Ufficio di
Presidenza .
Il predetto comma è chiaramente finalizzato a garantire sia
all'atto della votazione che successivamente la proporzionalità e
la rappresentanza di tutti i Gruppi parlamentari in seno
all'Ufficio di Presidenza ed è quindi l'unica eccezione rispetto al
principio generale del divieto di mandato imperativo.
D'altronde, l'articolo 62 bis, comma 2, fa un espresso riferimento
per la composizione delle Commissioni ad una proporzione della
composizione dei Gruppi parlamentari ed il numero dei seggi
spettanti a ciascuno di questi nelle singole Commissioni soltanto
all'atto della informale consultazione per addivenire alle liste
definitive da sottoporre alla votazione dell'Assemblea. Non c'è,
infatti, alcun espresso riferimento ad un'applicazione successiva e
permanente del principio di proporzionalità tra la composizione dei
singoli gruppi e la composizione delle Commissioni legislative.
Se il predetto principio si dovesse applicare anche
successivamente, per come sostiene il Presidente Miccichè, ad ogni
modifica numerica dei singoli Gruppi parlamentari dovrebbe seguire
una immediata e consequenziale modifica della composizione delle
singole Commissioni legislative: è palesemente assurdo immaginare
una predetta interpretazione che porterebbe alla consequenziale
paralisi dei lavori delle singole Commissioni coinvolte dalla
modifica politica dei singoli componenti che così, si troverebbero
sballottati da una Commissione all'altra in funzione della
affiliazione politica.
Non solo è assurda la predetta interpretazione - e solo il
Presidente Miccichè la può sostenere - ma questa non trova alcun
riscontro nella prassi parlamentare che in sessant'anni ha
costantemente registrato cambiamenti politici dei singoli
parlamentari e nessun Presidente dell'ARS si è mai sognato di
innescare un consequenziale meccanismo di modifica della
composizione delle singole Commissioni: non si è mai applicato,
infatti, l'art. 62 bis comma 3.
Non si può applicare al mio caso l'articolo 62 bis, comma 3,
perché questi fa un espresso riferimento a cause volontarie, per
dimissioni, o a cause accidentali - decadenza, morte - e, pertanto,
il Presidente Miccichè non può invocare il predetto comma per far
rispettare il presunto principio di proporzionalità tra la
consistenza dei Gruppi parlamentari e la composizione delle singole
Commissioni.
Il principio di proporzionalità come ampiamente dimostrato va
rispettato esclusivamente all'atto della elezione dei singoli
componenti delle Commissioni e non successivamente.
D'altronde, l'articolo 62 ter, comma 2, prevede che le
Commissioni legislative permanenti vengono rinnovate dopo il primo
biennio della legislatura ed i loro componenti possono essere
confermati : è palese che la ratio del predetto comma è quella di
consentire la ricognizione politica dei Gruppi parlamentari e la
composizione delle singole Commissioni al fine di riequilibrare le
eventuali modifiche in seno alle Commissioni medesime.
Anche questo principio nella precedente legislatura, che ha subito
notevoli modifiche politiche con la nascita di tre nuovi gruppi
parlamentari, non espressione del corpo elettorale, non è stato
applicato pur essendo necessario riequilibrare la proporzionalità
tra Gruppi parlamentari e Commissioni legislative.
D'altronde, non si comprende perché il Presidente dell'ARS non
abbia aspettato la naturale scadenza delle Commissioni - giugno
2008 - che legittimamente non avrebbe sicuramente più garantito la
presenza in Commissione Bilancio di due componenti di un Gruppo
politico formato soltanto da due deputati.
Inoltre, i componenti della Commissione Bilancio, per come
previsto dall'art. 62 ter, comma 4, hanno uno status rafforzato nel
momento in cui vengono esaminati disegni di legge riguardanti il
bilancio della Regione: il predetto comma così recita non sono
ammesse sostituzioni in seno alla Commissione Bilancio allorché
essa esamini disegni di legge riguardanti il bilancio della
Regione .
E' palese che il predetto comma si applica alle sostituzioni
momentanee ma è altrettanto palese che la ratio del predetto comma
è quella di impedire la coercizione del singolo componente della
Commissione nel momento in cui vengono trattati gli argomenti più
importanti dell'azione politica della Regione, quali il bilancio e
gli atti a questo collegati. Il predetto comma, infatti, non
consente neanche momentaneamente di sostituire un singolo
componente per evitare i condizionamenti provenienti dal Gruppo
parlamentare di appartenenza quale naturale applicazione del
principio del divieto del mandato imperativo.
La tutela rafforzata in tali circostanze è talmente evidente che
l'articolo 62 ter, comma 5, consente sostituzioni momentanee in
casi eccezionali e con una formale e specifica procedura proprio
per evitare che anche dietro le sostituzioni momentanee si nasconda
un condizionamento da parte del Gruppo parlamentare di
appartenenza: eliminare momentaneamente il deputato che è in
contrasto, anche transitoriamente, con il Gruppo politico di
appartenenza.
Infatti, il predetto comma così recita: in casi eccezionali,
limitatamente alla Commissione Bilancio, possono essere ammesse
eventuali sostituzioni su richiesta del Presidente del Gruppo
parlamentare di appartenenza e previa autorizzazione del Presidente
dell'Assemblea .
E' appena il caso di evidenziare che da oltre quindici giorni si è
aperta la sessione di bilancio e pertanto è scattata la tutela
rafforzata dei singoli componenti della Commissione Bilancio e che
il Presidente dell'ARS, il soggetto garante di questo status
rafforzato, lo ha violato non solo rispetto ai principi delle
sostituzioni momentanee ma anche e soprattutto rispetto ad una
modifica definitiva della composizione della Commissione Bilancio,
commettendo così un delitto politico ; a maggior ragione il
decreto numero 463 doveva essere eventualmente emanato prima
dell'apertura della sessione di bilancio.
Non solo il Presidente dell'ARS in questa vicenda non ha svolto il
ruolo di garante, ma nel predetto decreto numero 463 commette un
ulteriore falso nella parte in cui dichiara: sentita la
Commissione Regolamento .
E' appena il caso di evidenziare che la Commissione Regolamento,
ai sensi dell'articolo 39, comma 2, esprime parere su questioni di
interpretazione del Regolamento ad essa sottoposte dal Presidente .
La Commissione Regolamento non ha espresso alcun parere
sull'avvicendamento in Commissione Bilancio, infatti alcuni suoi
componenti hanno già manifestato la propria contrarietà al predetto
decreto in quanto falsamente coinvolti nella solita irritualità
degli atti del Presidente dell'ARS.
Per tale motivo, il sottoscritto ha chiesto di essere audito dalla
Commissione Regolamento ed avere quindi il consequenziale parere
sulla vicenda che pur se scontato in quanto i componenti sono stati
scelti dal Presidente dell'ARS, consente di essere giudicato da un
Tribunale non monocratico .
D'altronde, sotto il profilo giurisdizionale, parrebbe applicarsi
il principio di autodichia e, pertanto, è indispensabile che la
Commissione Regolamento si riunisca e si esprima con un parere,
garantendo un minimo di giustizia domestica ai deputati che sono
sottoposti alle norme del Regolamento interno dell'ARS la cui
violazione non parrebbe trovare altra tutela nella generalità
dell'ordinamento giudiziario.
In ogni caso, non si può lasciare senza alcuna tutela la
violazione di diritti politici e anche economici - l'onorevole De
Luca era Segretario della Commissione Bilancio e percepiva una
specifica indennità - anche applicando il principio dell'autodichia
essendo indispensabile che almeno un organo specifico, anche se di
nomina presidenziale, si esprima sulle presunte violazioni e
consequenziali danni lamentati dai membri dell'organo assembleare
sottoposti alle predette norme regolamentari.
Per quanto esposto, il decreto numero 463 non solo è illegittimo,
illogico e carente di motivazioni ma è privo di efficacia fino a
quanto non è supportato dal parere dell'Organo giurisdizionale
interno dell'Assemblea regionale siciliana che è esclusivamente la
Commissione Regolamento.
Di conseguenza, quanto meno il predetto decreto deve essere
revocato e riformulato con le decisioni assunte dalla Commissione
Regolamento.
Signor Presidente, l'avevo già annunciato, l'ho detto già, l'ho
scritto ieri al Presidente dell'ARS, l'ho invitato oggi ad un
dibattito, l'ho scritto ai singoli componenti della Commissione
Regolamento, lo ribadisco qua in Aula, lo ribadisco a lei: non
sono disponibile a subire questo torto e, fino a quando la
Commissione Regolamento non si esprime, in qualunque modo, su
questa vicenda, da qui non mi muovo. Non mi muovo ora e non mi
muoverò neanche durante i lavori di domani, di dopodomani, fino a
quando questa situazione vergognosa non sarà sanata quanto meno dal
parere della Commissione Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la invito ad andare al suo banco.
Diversamente, mi costringe a sospendere la seduta.
La Presidenza le ha dato la possibilità di parlare.
Lei sa che il richiamo al Regolamento è legato ad una richiesta
da parte dell'oratore in relazione ai lavori d'Aula e la
Presidenza lo ha violato nel momento in cui le ha dato la parola.
Considerato però che la Presidenza riteneva di non poter non darle
la possibilità, in Aula, di esprimere quanto lei sentiva, anche dal
punto di vista giuridico, le ha dato la parola; non mi costringa
però a fare quello che il Regolamento mi impone di fare. In questi
casi, infatti, il Regolamento impone di fare due cose: o,
forzatamente, farla portare fuori dall'Aula o sospendere la
seduta.
La invito con molta serenità a non continuare.
DE LUCA. Signor Presidente, inviti il Presidente dell'ARS a
scendere dal piedistallo ed a darmi soddisfazione. Mi dispiace, non
mi muovo da qui.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le dico semplicemente, con molta
serenità le sto rispondendo - stiamo facendo una interlocuzione che
non è prevista in nessuna parte del Regolamento - deve prevalere
il buon senso; in un'Aula parlamentare, non possiamo far diventare
un momento, anche pesante, di contrasto politico, senza dubbio,
qualcosa che non sarebbe più un contrasto politico.
DE LUCA. Il Presidente dell'Assemblea regionale, onorevole
Miccichè, già a giugno, ha riconosciuto il Gruppo e poi si è
rimangiato il decreto e non sappiamo perché.
Non è la prima volta che il Presidente ci tratta così; mi sono
stancato di questo sistema. Che scenda dal piedistallo l'onorevole
Miccichè.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la invito a scendere.
Sospendo la seduta per un quarto d'ora, ma le preannuncio che,
siccome il Parlamento deve continuare i suoi lavori, se entro un
quarto interrompe la protesta, visto che ha correttamente chiesto
la riunione della Commissione per il Regolamento, mi farò portavoce
presso il Presidente dell'Assemblea affinché convochi la
Commissione per il Regolamento.
Onorevoli colleghi, sospendo per un quarto d'ora la seduta e mi
auguro che il buon senso prevalga.
(La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore
18.45)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Miccichè
PRESIDENTE Buona sera, onorevole De Luca. Vorrei risponderle
personalmente dicendo che ci sono due norme esemplari del diritto
parlamentare secondo le quali ogni Gruppo deve essere rappresentato
in Commissione e secondo le quali la rappresentanza del Gruppo deve
essere proporzionale alla consistenza stessa del medesimo.
Come sapete, ho ricevuto la richiesta dal gruppo MPA - un gruppo
parlamentare consistente - di potere essere rappresentato in
Commissione bilancio a seguito dell'uscita dallo stesso di due
deputati componenti la Commissione bilancio, che facevano parte del
gruppo in argomento fino a qualche tempo fa.
In riferimento all'articolo 62 bis, comma 3, che recita:
Qualora ( ) sia necessario sostituire dei componenti di una
Commissione, la nomina è effettuata dal Presidente dell'Assemblea
il quale vi provvede sulla base delle designazioni sostitutive
fornite dal Gruppo ( ) cui appartenevano i deputati da
sostituire e avendo riferito, ma non chiesto, il parere alla
Commissione per il Regolamento e, successivamente, anche alla
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, ho decretato
la sostituzione di due deputati.
Mi rendo conto però che la posizione dell'onorevole De Luca sia
da rispettare e purché ciò non costituisca un precedente -
l'onorevole De Luca aveva tutto il diritto e vorrei dire forse
anche il dovere di fare quello che ha fatto -, io non ho alcuna
difficoltà a convocare per domani mattina la Commissione per il
Regolamento alla quale chiederò un parere sul decreto che ho
firmato e, quindi, invece di - così come ho fatto - sentire la
Commissione per il Regolamento' chiederò un formale parere alla
stessa Commissione.
Ripeto, però, che questa è una forzatura che il Presidente
dell'Assemblea teoricamente non dovrebbe fare, perché, se ogni
qualvolta che il Presidente dell'Assemblea deve prendere una
decisione a norma di Regolamento qualcuno chiede il parere della
Commissione per il Regolamento, è chiaro, che tutto si complica.
Pertanto, fermo restando quindi che ciò non debba costituire un
precedente, ritengo giusto e saggio dare una risposta concreta e
completa all'onorevole De Luca.
La Commissione per il Regolamento quindi è convocata per
domani mattina alle ore 12.00, ed invito tutti i membri della
Commissione ad essere presenti.
Onorevole De Luca, spero di essere stato esaustivo nella
risposta rispetto alle sue richieste, svolte in maniera molto
puntuale, troppo forse puntuali, in alcuni momenti, ma
assolutamente legittime e rispettabili.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, io sento di chiederle scusa per la
irrituale manifestazione di protesta che ho dovuto condurre in
questi giorni, ma mi sono sentito ferito sotto il profilo umano
perché non ritengo giusto che un parlamentare debba sapere
semplicemente da altre vie, all'improvviso, in Commissione
bilancio di essere stato preso a calci nel sedere .
Mi sarei aspettato da lei, che ritengo uomo sensibile - e la
cui sensibilità ha dimostrato in altre occasioni -, quantomeno
una telefonata con la quale mi avrebbe fatto conoscere il suo
intento chiaramente. E lei sa bene che io e il mio collega
Maniscalco avevamo già fatto sapere di essere disponibili a che
uno dei due intanto lasciasse la Commissione bilancio in modo
tale da evitarle una situazione spiacevole, al di là di quelli
che sono i contenuti dei regolamenti.
Lei sa bene, signor Presidente, che dietro le norme, dietro le
regole ci sono gli uomini più che i politici e, di conseguenza,
il mio comportamento è stato dettato da una reazione in quanto mi
sono sentito leso nella mia dignità di uomo. E la invito, signor
Presidente, per altre occasioni future che si dovessero
verificare riguardo alla mia persona, nel caso si dovesse
verificare una situazione che tocchi la mia dignità, la invito
prima a guardare la mia dignità di uomo - ed intendo sottolineare
questo aspetto - e poi quella di politico.
Signor Presidente, la ringrazio per il segnale che ha voluto
dare a me, ma soprattutto il segnale che ha voluto dare a
quest'Aula. Perché, in ogni caso, questo è un precedente che oggi
riguarda l'onorevole De Luca, ma domani potrà riguardare
qualunque parlamentare e riguarderà comunque sia l'aspetto umano
che quello politico.
Io mi rimetterò alle decisioni della Commissione per il
Regolamento, con una preghiera, signor Presidente, nel tentativo
di darle un quadro che sicuramente sarà molto più motivato del
suo decreto, di avere, e la invito ad assumere un ulteriore
impegno in tal senso, l'integrale parere della Commissione per il
Regolamento. La prego di notificarmi questo. E allora io sì che
accetterò qualunque sia la decisione, anche se scontata perché la
Commissione Regolamento l'ha nominata lei, però almeno essendo
composta da più persone, e mi appello ora alla sensibilità e alla
coscienza di questi colleghi parlamentari, su questa vicenda si
vada oltre l'aspetto squisitamente politico e si esprimano
chiaramente.
Signor Presidente, la invito e la prego di avere il resoconto
di questa riunione. Accetterò il verdetto qualunque esso sia, ma
mi metta in condizione quanto meno di avere una completa
soddisfazione per la lesione umana, lasciamo stare quella
politica che io ho subito.
PRESIDENTE Grazie, onorevole De Luca. Credo di poter
tranquillamente affermare senza remora che la sua risposta
cortese di ora sarà soddisfatta nel senso che uno dei motivi che
mi ha spinto a convocare la Commissione per il Regolamento è che
forse, complessivamente, qualche errore è stato compiuto da tutte
le parti.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'applicazione dell'articolo 62 bis del nostro Regolamento non
presuppone alcun parere della Commissione per il Regolamento. E'
una decisione che assume il Presidente dell'Assemblea e che ha
notificato nel decreto con la dicitura di avere sentito la
Commissione per il Regolamento'.
Tuttavia, lei stasera ha assunto una decisione rispetto alla
quale non voglio aggiungere altro. Però, signor Presidente,
vorrei pregarla di assicurare che tutti i componenti della
Commissione siano presenti. Stiamo parlando di questioni sulle
quali si è già assunta una decisione, sulla quale già c'è stato
un deliberato, sulla quale c'è stata già una nomina e se noi
cediamo alle pressioni, peraltro legittime, fatte da un
componente di una Commissione che testè è stato sostituito,
ovviamente non avremo, non solo mai certezza, ma saremo sempre
soggetti ad accettare le obiezioni di chiunque.
Vorrei in questo senso invitare gli Uffici ad attivarsi
affinché tutti noi si possa essere presenti nella suddetta
Commissione, al fine di partecipare serenamente ad un confronto
che non è richiesto da una norma del Regolamento, ma dal
Presidente dell'Assemblea che ci ha testè invitati a sentire la
Commissione per il Regolamento' perché lo ritiene necessario
rispetto alla decisione che ha preso.
Signor Presidente, lei ha appena annunciato che la Commissione
sarà convocata per domani mattina alle ore 12.00, vorrei che,
attraverso gli uffici, lei si accertasse della disponibilità di
tutti i membri della Commissione, perché nel caso non fossero
disponibili la stessa potrebbe essere rinviata anche a
dopodomani. Ciò per garantire la presenza di tutti i componenti.
PRESIDENTE Onorevole Di Mauro, non posso consentire altri
interventi finalizzati ad esprimere un parere sulle decisioni del
Presidente. Le decisioni del Presidente sono state già assunte:
domani mattina è convocata la Commissione per il Regolamento e io
credo che tutti saranno presenti. In ogni caso, per essere valida
la Commissione Regolamento è sufficiente che ci sia il numero
legale. Sono sicuro che tutti saranno presenti.
DI MAURO . Sono previsti dei termini per la convocazione?
PRESIDENTE No, non ci sono dei termini: è convocata domani a
mezzogiorno.
Onorevole Di Mauro, lei si occupi di venire, gli altri si
occuperanno di essere presenti. I deputati che al momento non
sono presenti in Aula saranno informati dagli uffici, oppure
anche da me personalmente.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, mi fa piacere che lei presieda
stasera l'Aula per far rilevare un passaggio, nel rispetto della
sua persona e del ruolo che riveste. In altre sedute ho ribadito
quanto il Presidente Stancanelli ci aveva detto a proposito della
famosa vicenda, stupida se vuole, delle firme dei deputati.
Credo ci sia stato un impegno della Presidenza di occuparsi di
un sistema di votazione alternativo rispetto a quello che si è
utilizzato nel corso di tutti questi anni. Ad oggi, tale risposta
non è ancora arrivata. La prego quindi, con cortesia e con
sollecitudine, di avviare a soluzione questa querelle che
certamente poi ci fa abituare ai percorsi che ci vengono
proposti. Per quanto mi riguarda, desideravo una risposta
definitiva in modo tale che ognuno sa come comportarsi nelle
prossime sedute. Grazie.
PRESIDENTE Onorevole Antinoro, abbiamo discusso anche di
questo argomento nell'ultima riunione della Commissione per il
Regolamento e, a prescindere dalle valutazioni che ci sono state
dai vari componenti su un'eventuale modifica sostanziale del
metodo di voto, ho già comunicato in Aula che abbiamo già
richiesto ad una ditta, che è quella che ha curato il nostro
sistema elettronico, a modificare tale sistema, per cui la
rilevazione della presenza sarà stabilita attraverso
l'inserimento della scheda di votazione all'interno di ciascuna
fessura del proprio posto.
La ditta che sta facendo questi lavori ci ha riferito che,
purtroppo, non è una cosa che si potrà realizzare in una
settimana e che l'Aula sia materialmente lasciata sgombra per
sistemare i vari fili, i vari quadri etc.. Ho dato quindi
disposizione alla ditta di aspettare la prima settimana per
iniziare i lavori nel momento in cui l'Aula non si riunirà.
Pertanto, ritengo che approssimativamente, ma anche con un minimo
di garanzia, al rientro dalla pausa natalizia sicuramente ci sarà
già il nuovo sistema in funzione.
RINALDI Signor Presidente, ne approfittiamo per mettere le
bacchette ed i microfoni sugli scranni?
PRESIDENTE Onorevole Rinaldi, questa è un'altra osservazione
più che giusta, perché considero, l'ho già detto altre volte,
questo pulpito un qualcosa di anacronistico.
La sistemazione complessiva dell'Aula, purtroppo prima ha avuto
il problema dei restauri, alla prossima lunga pausa state
tranquilli che sarà fatta.
L'onorevole Rinaldi giustamente continua a lamentare, lo farei
anch'io, quindi passo questo tipo di informazione agli uffici
competenti perché questi banchi essendo in discesa e non avendo
una bacchettina con cui fermare le carte, sono perfettamente
inutili.
Quindi, se si potesse quantomeno, intanto, provvedere a rendere
utili questi banchi. Comunque sia, provvederemo al più presto una
nuova strutturazione dell'Aula.
ORTISI Si farà tutto nuovo?
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lo deciderà il Consiglio di
Presidenza; non è una decisione che può prendere solo la
Presidenza.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Bilancio e finanze
PRESIDENTE. Si Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze della rubrica Bilancio e finanze'.
Si passa all'interrogazione n. 822 Interventi per scongiurare
la chiusura e la dismissione delle sedi provinciali della Banca
d'Italia', a firma dell'onorevole Borsellino.
Onorevoli colleghi, non essendo l'interrogante presente in
Aula, la stessa si intende trasformata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 970 Notizie a proposito dei
rilievi formulati dalla Corte dei conti sulla gestione economica
della Multiservizi', a firma dell'onorevole Borsellino.
Non essendo l'interrogante presente in Aula, la stessa si
intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1026 Interventi per impedire
l'indiscriminata chiusura delle filiali provinciali della Banca
d'Italia nella Regione', a firma dell'onorevole Oddo Camillo.
Non essendo l'interrogante presente in Aula, la stessa si
intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1104 Interventi per risolvere
la situazione dei lavoratori ASU del comune di Castellammare del
Golfo (TP)', a firma dell'onorevole Oddo Camillo.
Non essendo l'interrogante presente in Aula, la stessa si
intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1174 Notizie a proposito delle
procedure da attivare per le verifiche ed i controlli sul
rispetto delle norme della legge regionale n. 2/2007, in
riferimento al contenimento della spesa regionale', a firma
dell'onorevole Di Mauro.
Ne do lettura:
«All'Assessore per il bilancio e le finanze, viste le norme in
materia di contenimento della spesa regionale di cui alla l.r.
2/2007 e le circolari n. 5 dell'11/04/2007 e n. 6 del 12/04/2007
dell'Assessore per il bilancio e le finanze;
per sapere quali strumenti e procedure intenda attivare per il
monitoraggio, le verifiche ed i controlli sul puntuale rispetto
delle norme contenute nella l.r. 2/2007 e nelle citate circolari
di codesto Assessorato, stante la positiva ricaduta sul
contenimento della spesa regionale che la rigorosa osservanza
delle citate norme produrrà». (1174)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interrogazione.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
all'interrogazione n. 1174 dell'onorevole Di Mauro, si
rappresenta quanto segue.
Il legislatore regionale ha inteso dare nuovo significativo
impulso all'azione di riduzione dei costi delle istituzioni
dedicandovi buona parte del Titolo II: Disposizioni per la
razionalizzazione, la riduzione della spesa e lo snellimento
delle procedure della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2.
Il novero delle iniziative intraprese costituisce un primo
tempestivo momento normativo di attuazione delle previsioni
contenute nel comma 721 della legge n. 296/2006 al quale stanno
facendo seguito le conseguenti disposizioni amministrative.
Si sintetizzano qui di seguito i principali interventi
introdotti dalla citata legge regionale.
Con l'articolo 7 si fissa il limite massimo della spesa
complessiva corrente non avente natura obbligatoria, per tutti
gli Enti che fruiscono di trasferimenti diretti della Regione,
con la sola esclusione degli Enti del settore sanitario, agli
impegni e ai pagamenti effettuati nel 2005 ridotti del 10 per
cento. Per i medesimi Enti si riduce al 40 per cento della spesa
impegnata nel 2005 la capacità di spesa per convegni, fiere e
spese di rappresentanza, al 50 per cento quella per consulenze a
soggetti esterni. La forza cogente di tale disposizione è
garantita dalla sanzione di una riduzione eventuale dei
trasferimenti parametrata al superamento dei limiti.
All'articolo 8 sono ridotti del 10 per cento i compensi
spettanti ai direttori generali della ASL e degli Enti
ospedalieri.
In linea generale, con l'articolo 9 si impegnano tutti i
vertici amministrativi e gestionali della Regione e degli Enti
nei confronti dei quali la medesima contribuisce finanziariamente
ad adottare comportamenti virtuosi mirati al contenimento della
spesa. Il generico impegno trova specifico inserimento nei
contratti individuali, divenendo obiettivo prioritario ed
elemento di valutazione per l'attribuzione della retribuzione di
risultato.
In relazione al contenimento delle spese per il personale,
all'art. 10, in consonanza a quanto avvenuto per le
Amministrazioni statali, viene soppressa l'entità di trasferta
per i dipendenti regionali, mentre all'art. 11, con la specifica
qualità di ridurre le spese della Pubblica Amministrazione, si
lancia l'iniziativa di un piano di organizzazione degli uffici
regionali, fondato sulla ricerca di maggiore funzionalità ed
efficienza, da ottenersi razionalizzando le competenze delle
diverse strutture ed eliminando le duplicazioni organizzative e
funzionali. Attualmente, dopo un lungo lavoro svolto dal tavolo
tecnico allo scopo creato, il progetto a breve sarà
definitivamente approvato.
Per quanto concerne le richiamate prescrizioni contenute nei
diversi commi della citata legge finanziaria, all'art. 16 sono
recepite nell'ordinamento regionale le norme della finanziaria
dello Stato per il 2007, in tema di composizione dei consigli di
amministrazione di Enti e società partecipate della Regione e in
tema di compensi agli amministratori.
La prima misura di contenimento ha successivamente trovato
necessaria esplicazione amministrativa mediante il decreto del
Presidente della Regione siciliana Determinazione del numero dei
componenti .
Tale decreto fissa, all'articolo 1, il numero massimo di 3
componenti nel consiglio di amministrazione delle società a
totale partecipazione regionale e delle società miste tra regione
ed enti pubblici regionali. Numero che può essere elevato fino a
5 nel caso in cui il capitale sociale sia pari o superiore a 750
mila euro.
All'art. 3 si quantifica in 5 il numero massimo dei componenti
del consiglio di amministrazione delle società miste fra la
Regione ed altri soggetti, mentre con l'art. 4 è stato fissato in
180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana il termine per adeguare gli statuti alle nuove
prescrizioni.
Per quanto riguarda la prescritta riduzione dei compensi sono
in corso le procedure di esplicazione ed adattamento della
disciplina statale recepita con le specificità esistenti in
ambito regionale.
In ultimo, con gli articoli 17 e 19, è fissato rispettivamente
il limite massimo del trattamento economico attribuibile agli
amministratori delle agenzie degli enti pubblici regionali
(emolumenti del primo presidente della Corte di Cassazione) e
quello spettante ai dirigenti a contratto della Regione e degli
Enti o società controllate (250.000 euro).
Con le circolari n. 5/2007 e n. 6/2007, la Ragioneria generale
della Regione ha inteso meglio esplicare le prescrizioni
contenute nella legge finanziaria creando anche le premesse e le
condizioni per le necessarie procedure di controllo e verifica, a
cura delle diverse competenti Amministrazioni regionali.
L'opera di riscontro e monitoraggio sulle attività compiute e
sui risultati ottenuti, soprattutto in termini di virtuoso
contenimento della spesa dell'Amministrazione regionale nel suo
complesso, è ancora parziale ed incompleta.
Gli effetti finanziari saranno comunque apprezzabili non appena
si conosceranno i dati contabili del consuntivo dell'anno 2007.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
DI MAURO . Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 54 Fusione
Capitalia - Unicredit , degli onorevoli Di Mauro, Aulicino,
Lombardo, Gennuso, Nicotra, Basile, Rizzotto, Ruggirello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, considerata la grande importanza
della fusione per incorporazione di Capitalia S.p.A. in
Unicredit. S.p.A., e le decisive conseguenze della rilevante
operazione bancaria sull'economia e sull'occupazione della
Sicilia;
per conoscere, con la massima urgenza, la posizione del Governo
sui dettagli dell'intera questione e sulle azioni da
intraprendere a tutela della Sicilia e dei siciliani, e in
particolare:
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, affinché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
di credito scongiuri la cessione di attività e di agenzie del
Banco di Sicilia (si ipotizza sino a circa 190), stante che il
Garante dell'Antitrust ha avviato una istruttoria sulla fusione,
che potrebbe portare ad una procedura di infrazione per lesione
della concorrenza e del mercato, in quanto in sei province
siciliane (PA, CT, ME, AG, TP, SR) verrebbe superato il numero
limite percentuale di sportelli del nuovo Istituto sul totale
esistente;
quali azioni intenda intraprendere, entro i limite dei propri
poteri, affmché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
di credito salvaguardi i livelli occupazionali, stante le
allarmanti notizie pubblicate dai giornali su un minimo di 800
esuberi di dipendenti del BdS, nell'immediato e, addirittura, di
un esodo di circa 5-7 mila dipendenti del nuovo Istituto, a
livello nazionale, entro il 2010. Al riguardo è sintomatico che
il direttore generale di Capitalia, dr Lamarda, nella recente
lettera indirizzata ai dipendenti del BdS, relativa alla fusione
scriva, con grande enfasi, di ricavi, di utili, di strategie di
crescita, di conquiste del mercato bancario, di aumenti di valore
delle azioni e solo marginalmente degli esuberi dei dipendenti.
Sì chiede, ancora, quali azioni intenda intraprendere al fine di
salvaguardare i posti di lavoro di quasi 100 giovani assunti a
tempo determinato con il progetto 'Delta 2' il cui contratto di
lavoro scade il prossimo mese di ottobre, che rischiano di non
averlo rinnovato, nonché per salvaguardare il posto di lavoro ai
circa 600 dipendenti delle società di servizio al BdS;
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, al fine di salvaguardare il molo e la importante funzione
a sostegno delle PMI siciliane, dell'IRFIS, stante che il
presidente di Unicredit, dr. Profumo, ha già comunicato la
volontà di cessione, ipotizzando, addirittura, successive azioni
di concorrenza nei confronti dell'Istituto, una volta ceduto;
quali azioni intenda intraprendere, altresì, al fine di
salvaguardare, comunque, i livelli occupazionali dei dipendenti
dell'IRFIS ed al fine di sostenere i circa 10 giovani vincitori
di borse di studio presso l'IRFIS che da quasi un anno sono
impegnati con serietà e successo in favore dell'economia
siciliana;
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, affinché vengano fugate le preoccupazioni sorte in questi
giorni, su incentivazioni al Private Equity (i grandi clienti) di
BdS, affinché transitino da subito in Unicredit, nonché sul
ventilato accorpamento del Corporate Banking (il mercato di
servizi alle imprese) con il Private Equity, con perdita di posti
di lavoro per i manager interni;
quali azioni intenda intraprendere, entro ì limiti dei propri
poteri, per scongiurare il pericolo, da molti paventato, che la
fusione in questione aumenterà la quota di investimenti nel Nord
del Paese dei risparmi raccolti in Sicilia con notevoli danni per
l'economia della Regione ed il conseguente rischio che il BdS
appaia ai siciliani sempre più lontano e sempre meno siciliano,
alimentando le polemiche di quanti stigmatizzano che dopo la
fusione BdS -Banca di Roma, con la creazione di Capitalia, adesso
con la incorporazione in Unicredit si realizzi la definiva
espropriazione in danno ai siciliani del proprio Istituto di
credito asse portante del sistema economico e sociale dell'Isola;
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, affinché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
unitamente alle partecipazioni in project financing, già previste
nel piano industriale di Capitalia per i termovalorizzatori,
preveda partecipazioni in project financing anche per le grandi
opere infrastrutturali da realizzare in Sicilia;
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, affinché i costi dei servizi bancari per i cittadini
siciliani siano quelli in atto in uso in Unicredit (notevolmente
minori rispetto a quelli del BdS), stante che, viceversa, è stato
annunciato l'adeguamento per il nuovo Istituto ai costi del BdS
(non si capisce perché lo statuto del nuovo Istituto sarà quello
di Unicredit, così come il sistema informatico, l'organizzazione
dei servizi e le varie procedure, mentre- vedi caso - i costi dei
servizi saranno quelli di Capitalia, molto più onerosi);
quali azioni intenda intraprendere, entro i limiti dei propri
poteri, affinché la partecipazione azionaria della Regione
siciliana nel nuovo Istituto rispetti le disposizioni, già
fissate, con l'art. 56 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2, adottate
in occasione della fusione del BdS con la Banca di Roma ed in
particolare: sul mantenimento in capo al BdS di un livello
patrimoniale non inferiore a quello attuale, sul mantenimento per
il BdS di una denominazione confermativa di quella attuale e
dell'ubicazione a Palermo della sede sociale e della direzione
centrale, della tutela dei livelli occupazionali, del
mantenimento del collegamento tra il BdS ed il territorio
siciliano, del mantenimento della quota di mercato attualmente
detenuta dal BdS, del mantenimento di un trend positivo degli
impieghi del BdS nel territorio della Regione;
infine, se non ritiene di attivare, immediatamente, un tavolo
di confronto e di concertazione con le Organizzazioni sindacali
sull'intera questione, al fine di concordare unitariamente le
azioni da intraprenderne». (54)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, com'è noto, in questi ultimi
anni, sotto l'egida della Banca d'Italia si è sviluppata una
politica di progressiva integrazione tra i principali gruppi
creditizi, finalizzata ad affrontare al meglio la concorrenza
internazionale e la realtà dei mercati globalizzati.
La Regione siciliana possiede lo 0,62 per cento del gruppo
bancario nato dalla fusione tra Unicredit e Capitalia, un gruppo
bancario che per dimensioni è secondo in Europa e primo in
Italia.
La Regione ha riversato a tale nuova entità societario il 2,84
per cento posseduto in Capitalia, ricevendo circa 80 milioni di
azioni sulla base del concambio tra le quote Unicredit e
Capitalia e la possibilità di nominare un proprio rappresentante
nel consiglio d'amministrazione del gruppo.
Per effetto della fusione può certamente affermarsi che la
partecipazione azionaria della Regione ha di certo aumentato il
suo valore finanziario. Il Banco di Sicilia si trova così al
centro di un operazione di grande respiro, ha per riferimento un
gruppo di dimensioni mondiali ed è in grado di offrire prodotti
finanziari alle imprese che vogliono crescere ed accogliere la
sfida della globalizzazione, sfruttando la sua ineguagliabile
ramificazione nel territorio isolano.
L'integrazione con i gruppi nazionali si è resa necessaria
anche a scapito della conservazione strenua della propria
identità per garantire capacità competitive all'Istituto di
credito, altrimenti destinato al declino ed all'isolamento, che
in ogni caso avrebbe preparato il terreno alla crisi
irreversibile ed alla successiva incorporazione dall'esterno.
Ogni forma di integrazione genera l'esigenza di aggiornare le
strutture a scopo sinergico e di ridefinire ruoli e funzioni e
questa fase di transizione non può che presentare elementi di
criticità territoriali e sociali, soprattutto in un settore dove
è elevata la tensione sotto il profilo della salvaguardia della
concorrenza.
Il dovuto intervento dell'autorità antitrust, a garanzia del
buon funzionamento del mercato e contro ogni tipo di abuso di
posizioni dominanti, purtroppo comporta l'inevitabile dismissione
di quella parte di rete commerciali che eccede le percentuali
massime di presenza consentite sul territorio, fenomeno
particolarmente gravoso in Sicilia, poiché si tratta del terzo
movimento di integrazione, dopo quello con Sicilcassa e con
Capitalia, per il quale occorrerà proseguire con particolare
attenzione nella individuazione di percorsi virtuosi in grado di
salvaguardare il più possibile i diritti dei dipendenti e degli
utenti.
La medesima Autority, nell'approvare la fusione tra i gruppi
bancari, ha richiesto che il processo di integrazione si traduca
finalmente in significativi benefici per la clientela, tanto per
le famiglie quanto per le piccole e medie imprese, soprattutto
sul lato delle entità delle commissioni.
Circa le capacità di intervento della Regione siciliana sulla
descritta operazione e sulle sue paventate conseguenze
economiche, sociali ed occupazionali, occorre preliminarmente
sgomberare il campo dall'idea di potenziare gli interventi di
carattere pubblicistico.
Le attribuzioni della Regione siciliana in materia di credito
non sono più rispecchiate dalle relative norme di attuazione
dello Statuto, che sono quelle approvate con DPR 27 giugno 1952,
n. 1133.
L'articolo 17 dello Statuto regionale indica quella del
credito, del risparmio e delle assicurazioni tra le materie
rientranti nella potestà legislativa concorrente, sottoposta
quindi ai limiti dei principi ed interessi generali cui si
informa la legislazione dello Stato .
Le predette norme di attuazione attribuiscono all'Assessore per
il bilancio e le finanze della Regione le competenze spettanti al
Ministro per il Tesoro e al Governatore della Banca d'Italia, da
esercitarsi in riferimento a:
a) ordinamento di istituti ed aziende di credito operanti
esclusivamente nel territorio regionale;
b) autorizzazione alla costituzione ed alla fusione degli
istituti ed aziende di cui sopra;
c) autorizzazione alla apertura, al trasferimento, alla
sostituzione ed alla chiusura nel territorio regionale dei
medesimi istituti ed aziende;
d) autorizzazione all'apertura, al trasferimento, alla
sostituzione ed alla chiusura nel territorio regionale di
sportelli di istituti ed aziende di credito aventi la sede
centrale in Sicilia, ma operanti anche fuori dal territorio
regionale.
Questo sistema ha subito i cambiamenti discendenti dal tipo di
potestà legislativa conferita ed, infatti, nella materia in esame
sono stati considerati quei principi generali ricavabili dalla
legislazione nazionale di settore, ossia dal Testo Unico Bancario
- Decreto legislativo n. 385/1993 che, a differenza della
precedente legge bancaria del 1936, ha introdotto il criterio
della valutazione di vigilanza in base al principio della sana e
prudente gestione, nell'ambito della libera iniziativa di
mercato, attribuendone la titolarità al Governatore della Banca
d'Italia.
Ciò al fine di dare attuazione alle prescrizioni volute dal
legislatore comunitario per realizzare un mercato unico e
concorrenziale europeo nel settore del credito, escludendo
contestualmente la possibilità per le autorità creditizie di
intervenire nella determinazione della struttura del mercato o
per indirizzarne le scelte.
Tale mutamento storico si è riflesso sulle competenze regionali
in materia, portando, anche alla luce della linea interpretativa
presente nelle pronunzie della Corte Costituzionale, ad
intenderle in senso restrittivo, sul presupposto che la materia
in questione sia tendenzialmente legata, per sua natura, alla
prevalenza degli interessi nazionali.
Massima espressione della suddetta linea interpretativa è
contenuta nella sentenza 22 marzo 1995, n. 102 con cui il Giudice
delle leggi, in occasione del ricorso con il quale la Regione
siciliana ha sollevato conflitto di attribuzione circa la
spettanza allo Stato, e per esso alla Banca d'Italia, di avocare
a sè ogni potere di vietare lo stabilimento di succursali di
banche nel territorio della Regione siciliana ha dichiarato
essere cessati i poteri già attribuiti in materia alla Regione
e ciò in quanto i poteri deliberativi e consultivi in materia di
sportelli bancari, già affidati dalle norme di attuazione non
appaiono rispondenti al quadro della nuova disciplina del credito
conseguente al recepimento della direttiva CEE 646/89 .
Il controllo in generale sulla struttura organizzativa e sulla
espansione territoriale delle aziende di credito, se da un lato
risulta del tutto svuotato di contenuti, in quanto vi è stato uno
spostamento dello scopo dei controlli da quello di verifica delle
modalità di strutturazione del mercato a quello di accertamento
della stabilità e dell'efficienza dei soggetti che in esso
operano, dall'altro tende sempre di più ad uniformarsi e forse
anche a concretizzarsi in un modello europeo basato sul
riconoscimento dell'eguale dignità dei controlli di vigilanza
prudenziale all'interno di un mercato unico concorrenziale anche
nel settore del credito.
Si cerca di creare un sistema di governance finanziaria del
risparmiatore, con un assetto in cui tutte le forme di controllo
si svolgano in un chiaro rapporto di sussidiarietà.
Occorre prendere atto che le ragioni della politica devono oggi
tenere nel debito conto, se non si vuole impoverirle nella loro
sostanzialità o degradarle a mero e vacuo esercizio retorico di
corto respiro, le severe legge dell'economia globalizzata, che
comportano l'ineluttabile conseguenza che al crescere progressivo
dell'integrazione dei mercati, fra i quali anche quello del
credito, vengono meno o diminuiscono sensibilmente la capacità di
regolazione e di controllo autoritativo degli stessi, che restano
perciò mossi quasi esclusivamente, come tutti i settori economici
commerciali, dalle fluttuazioni economiche e dalle esigenze di
naturale redditività delle organizzazioni imprenditoriali.
Questo vuol dire essenzialmente che la banca moderna non può
più essere vista come una istituzione immanente sul territorio ma
piuttosto come un soggetto economico, che assieme ad altri si
deve fare promotore di sviluppo, senza che però possano avere
rilievo prevalente risvolti di socialità e assistenza fini a se
stessi.
Lo stesso riassetto normativo operato dalla legislazione
statale, ad esempio con la eliminazione del concetto di banca
pubblica, testimonia il nuovo ruolo assunto dalla intermediazione
creditizia nei mercati integrati.
Tra l'altro, che ogni elemento degli schemi tradizionali che
hanno governato il settore sia attualmente oggetto di
rivisitazione integrale, con il conseguente venir meno di
architravi nel passato ritenuti indispensabili, è testimoniato
dall'opera di ristrutturazione organizzativa della dislocazione
territoriale della Banca d'Italia, cui ha fatto da presupposto il
forte ridimensionamento funzionale delle medesima con una
significativa riduzione ed un depotenziamento di alcune realtà di
ambito provinciale, alle cui ragioni sistemiche non possono
opporsi motivazioni esclusivamente politiche.
In buona sostanza la politica deve utilizzare strumenti diversi
cercando di ottenere altrimenti gli obiettivi di supporto e
ausilio al tessuto economico del territorio.
Questo può voler dire dirottare la propria azione non più
sull'offerta di credito, attraverso ormai improponibili
interventi sul numero degli sportelli bancari, sulla loro
dislocazione o sulle condizioni di credito, poste da
organizzazione privatistiche, bensì sulla domanda di credito da
parte sopratutto delle imprese.
Proprio in tal senso è ispirata ad esempio la disciplina
innovativa in tema di consorzi fidi, realizzata con legge
regionale 4/2005 e in corso di aggiornamento, finalizzata a
fornire maggiori garanzie al sistema creditizio, riducendone i
costi connessi al rischio ed in ultima analisi incrementando la
capacità di credito e la relativa domanda aggregata.
Tanto premesso appaiono in tutta chiarezza le reali
potenzialità di intervento del socio Regione all'interno del
nascente gruppo bancario.
La garantita presenza di un rappresentante della Regione
all'interno del consiglio di amministrazione si rivela essenziale
per porre all'attenzione della compagine sociale la necessaria
tutela dei lavoratori del Banco di Sicilia e degli utenti dei
servizi bancari, nonché la ridefinizione del ruolo e della
funzione dell'IRFIS a sostegno delle imprese e più in generale
l'allocazione degli impieghi dei risparmi dei siciliani
nell'ambito delle grandi opere da realizzare nella Regione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI MAURO. Mi dichiaro soddisfatto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lombardo è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della Rubrica Bilancio e finanze
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 1424 Interventi
in favore dei comuni della provincia di Messina colpiti dal
violentissimo nubifragio del 25 ottobre 2007 , dell'onorevole De
Luca.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il bilancio e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
in data 25/10/2007 un violentissimo nubifragio ha causato gravi
danni alla strada statale 114 e l'interruzione della linea
ferroviaria Messina - Catania. L'interruzione è stata causata dal
forte maltempo che si è scatenato nei giorni scorsi e che ha
colpito in particolar modo la Valle del Nisi e tutta la riviera
jonica messinese;
nonostante gli amministratori dei comuni interessati si diano
un gran da fare per alleviare i disagi e ripristinare condizioni
di normalità, i danni sono talmente ingenti da rendere difficile
l'opera degli amministratori;
considerato che dai vari sopralluoghi è emerso uno stato di
grave pericolo e disagio per le popolazioni delle zone colpite
dal nubifragio e che gli interventi di pronta urgenza effettuati
in questi giorni dalla protezione civile sembra non abbiano
sufficiente copertura finanziaria;
tenuto conto che in data 30 ottobre u.s. nel comune di Alì
Terme si sono verificati ulteriori smottamenti che hanno
aggravato la situazione esistente, bloccando la SS 114 Messina -
Catania e la linea ferroviaria, creando ulteriori disagi;
per sapere:
quali interventi urgenti il Governo regionale intenda adottare
e quali e dove siano le risorse da reperire o già disponibili per
dare risposte adeguate ai comuni che si trovano in condizioni di
disagio;
se intendano reperire con apposita manovra di bilancio 2007 le
somme indispensabili per far fronte alla drammatica situazione;
se non valutino opportuno indirizzare tutte le somme previste
per i contributi straordinari in favore dei comuni colpiti da
eventi calamitosi, (contributi per i comuni che versano in
particolari condizioni di disagio, contributi per spese di
impianto e gestione di servizi in forma associata previsti
dall'art. 76 comma 4 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2) e
precisamente per l'area geografica che va da Messina sud a S.
Alessio Siculo, compresi i comuni montani». (1424)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
all'interrogazione n. 1424 dell'onorevole De Luca, si rappresenta
quanto segue.
L'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, riserva nelle disponibilità dell'Assessore per la Famiglia,
una quota pari al 5 per cento del Fondo delle autonomie per
concedere tra l'altro contributi straordinari ai comuni con
popolazione non superiore a 10.000 abitanti colpiti da eventi
calamitosi per i quali sono state emanate le ordinanze previste
dall'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive
modifiche ed integrazioni .
Annualmente si provvede, quindi, a riservare un importo sullo
stanziamento della quota del 5 per cento del Fondo per le
autonomie, per la concessione dei contributi di cui trattasi.
Presupposto per la concessione di detti contributi risulta,
tuttavia, essere l'ordinanza prevista dall'art. 5 della legge 24
febbraio 1992, n. 225, e successive modifiche ed integrazioni ,
ordinanza ad oggi non risultante agli atti dell'Assessorato alla
Famiglia.
In assenza di tale provvedimento, pertanto, nessun atto può
essere adottato dall'Amministrazione competente.
Il Comune di Messina, pur tuttavia, comunica di avere
predisposto una prima stima sommaria degli interventi di
emergenza e di prima sistemazione idrogeologica del territorio
colpito dal nubifragio, quantificata in euro 17.529.000, 00 di
cui 1.990.000, 00 per interventi urgentissimi. La relazione di
che trattasi è stata trasmessa in data 14/11/2007 al Presidente
della Regione siciliana, agli Assessori al Territorio e alla
Famiglia, al Dipartimento regionale della Protezione civile e al
Prefetto di Messina.
Le contingenti problematiche finanziarie della Regione,
comunque, non consentono, per l'anno in corso, di ipotizzare
quelle forme di intervento straordinario auspicate dalla S.V.
onorevole.
Per far fronte, tuttavia, agli interventi di somma urgenza già
effettuati con ordinanze sindacali ed accertati dal Dipartimento
regionale di Protezione Civile, è stato predisposto apposito
emendamento, già approvato dalla Commissione Bilancio , che
autorizza l'assegnazione di 3.000 migliaia di euro a valere sui
fondi previsti dall'art. 76, comma 4, della legge regionale n. 2
del 2002.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DE LUCA . Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1176 Interventi
per la verifica del rispetto dell'articolo 16 della l.r. 2/2007 ,
dell'onorevole Di Mauro.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, visto l'art. 16 della l.r.
2/2007, relativo alla composizione dei consigli di
amministrazione di società a totale partecipazione della Regione
o degli enti pubblici regionali, nonché delle società a
partecipazione mista tra Regione ed altri soggetti pubblici e
privati;
preso atto dell'emanazione del D.P.R.S. del 5 marzo 2007 sulla
questione;
per sapere:
quali strumenti e procedure intenda attivare allo scopo di
verificare il rispetto della suddetta norma, compreso
l'adeguamento degli statuti delle società, stante che il previsto
termine di 180 giorni scade il prossimo 4 settembre;
quali direttive siano state impartite alle società ed agli enti
interessati a proposito del rispetto del comma 725 dell'art. 1
della L. 296/2006 (Finanziaria nazionale), richiamato dal citato
art. 16 della l.r. 2/2007 (Finanziaria regionale), riguardante la
riduzione dei compensi attributi ai presidenti ed ai componenti
dei consigli di amministrazione delle società a totale
partecipazione di comuni o province». (1176)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Di Mauro, ho già dato una risposta al riguardo in occasione
dello svolgimento dell'interrogazione n. 1174 a sua firma.
PRESIDENTE L'onorevole Di Mauro è d'accordo?
DI MAURO . Sono d'accordo e mi ritengo soddisfatto della
risposta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì,
13 dicembre 2007, alle ore 17.30, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II -LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 254 - Istituzione del Mercato dei contadini .
III -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
IV -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLE
DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE MERCADANTE.
La seduta è tolta alle ore 19.25.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione,
premesso che:
nel corso dei recenti incendi sono andati distrutti oltre 700 dei
900 ettari di bosco della zona di Casaboli-Monreale (PA), demanio
forestale della Regione;
oltre i danni immediatamente conseguenti all'incendio, che ha
determinato la quasi totale distruzione di uno dei polmoni verdi
più importanti della provincia, si sono determinati i pericoli di
dissesto idrogeologico e di desertificazione del territorio;
oltre il fatto che dall'incendio è derivato un gravissimo danno
economico non soltanto in termini di riduzione delle giornate
lavorative occupazionali, ma per le attività commerciali e
turistiche della frazione di Pioppo, da sempre legate
all'utilizzo e alla fruizione dell'area boschiva;
considerato che nel corso dell'incendio, le attività di soccorso
sono state notevolmente rallentate dalla impraticabilità del
tratto stradale che conduce nella zona in questione, circostanza
che di fatto ha impedito a molti automezzi di raggiungere in
tempo il luogo dell'incendio e che ha bloccato importanti
operazioni di soccorso;
ritenuto, altresì, che appare indispensabile prevenire episodi
come quelli già verificatisi;
per sapere se non reputi opportuno adottare i provvedimenti
necessari, mediante l'utilizzo dei fondi per la Protezione
civile, per finanziare il rifacimento dell'asse stradale e per la
costituzione di tutti i presidi di emergenza indispensabili per
affrontare situazioni del genere». (1412)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione n. 1412 dell'onorevole Salvino
Caputo, rivolta all'onorevole Presidente della Regione, sono
state formulate alcune problematiche, inerenti Interventi
straordinari per la sistemazione del tratto stradale tra la via
Provinciale (Pioppo) e l'area boschiva di Casaboli Monreale
(PA) .
Al riguardo lo scrivente Ufficio ha interessato sia il
Dipartimento dei Lavori pubblici che il Dipartimento della
Protezione Civile.
In particolare, il predetto Dipartimento dei lavori pubblici
con nota 30 novembre 2007, n. 531 ha evidenziato che nel Bilancio
della Regione - Dipartimento LL.PP., per quanto di competenza non
prevede fondi regionali per il finanziamento di programmi di
spese per le strade di competenza dell'Assessorato regionale dei
lavori pubblici, mentre il Dipartimento della Protezione Civile,
con nota 3 dicembre 2007, n. 51090, ha evidenziato la competenza
del Dipartimento regionale delle foreste per l'attività di
prevenzione del rischio incendi.
Per quanto premesso, si rimette copia della predetta
interrogazione, correlata delle note citate, rappresentando che
la predetta interrogazione è stata posta all'ordine del giorno di
cui si allega copia della quarta Commissione per il giorno 5
dicembre 2007 alle ore 10.30.
Le SS.LL. vorranno assicurare la presenza in Commissione, al
fine di relazionare alla predetta gli elementi. di rispettiva
pertinenza».
L'Assessore CONSOLI
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE
DIPARTIMENTO REGIONALE DELLE FORESTE
CORPO FORESTALE
Sevizio tutela
Prot. n. 1749
Palermo, 5 dicembre 2007
Oggetto: Convocazione quarta Commissione Ambiente e
Territorio - 5 dicembre 2007.
Si fa seguito alla convocazione di cui all'oggetto per la
trattazione del punto 1 dell'ordine del giorno: Svolgimento, ai
sensi dell'articolo 143 bis del Regolamento interno della
interrogazione n. 1412 (Interventi straordinari per la
sistemazione del tratto di strada tra la Via Provinciale (Pioppo)
e l'area boschiva di Casaboli) , per comunicare che il
Dipartimento Regionale delle Foreste le cui competenze sono
individuate nella legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modificazioni, non ha competenza e quindi capitoli di
spesa assegnate per la manutenzione della viabilità.
L'attività a cui fa riferimento il Dipartimento di Protezione
Civile erroneamente riportata non è quella di previsione e
prevenzione del rischio incendi, ma di prevenzione e lotta attiva
così come recita l'art. 33 della legge regionale 16/96 modificato
dalla legge 14/2006.
Gli interventi di prevenzione si esercitano attraverso
operazioni di pulizia e di manutenzione selvi-culturali, mentre
gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi
comprendono attività di:
- Ricognizione e sorveglianza;
- Avvistamento ed allarme;
- Spegnimento con mezzi terrestri ed aerei.
IL DIRIGENTE GENERALE
(DOTT. AGR. MICHELE SALVATORE LONZI)