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Resoconto d'Aula della Seduta n. 103 di martedì 11 dicembre 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FLERES,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
  loro  ufficio, l'onorevole  Ballistreri il  giorno 11 dicembre  e
  l'onorevoli  Turano dal 10 al 12 dicembre 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  hanno chiesto  congedo  l'onorevole
  Galletti, per la seduta odierna, e l'onorevole Di Guardo, per   i
  giorni 11 e 12 dicembre 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

       -   Norme  per l'apertura della casa da gioco di Taormina
        (n. 711)
       presentato dall'onorevole Ballistreri  in data 5  dicembre
        2007

       -   Disposizioni per prevenire e contrastare  il  fenomeno
        del  mobbing'  nei luoghi di lavoro  (n. 712)
          presentato dagli onorevoli Caputo ed altri  in  data  5
        dicembre 2007

       -    Disegno  di  legge  in  materia  di  polizia   locale
        regionale  (n. 713)
          presentato  dal Presidente della Regione  (Cuffaro)  su
        proposta  dell'Assessore per la  famiglia,  le  politiche
        sociali  e  le  autonomie locali  (Colianni)  in  data  5
        dicembre 2007.

     Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale
         comunicazione di invio alla competente commissione

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato  ed  inviato  alla Commissione  legislativa   Attività
  produttive  (III):

       -   Interventi  finanziari  urgenti  per  il  comparto
       vitivinicolo  (n. 714)
       presentato  dall'onorevole Turano in data 10  dicembre
       2007
       inviato in data 10 novembre 2007.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             commissioni

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti  Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -  Istituzione del dipartimento regionale dell'innovazione
        e della ricerca  (n. 460)
       di iniziativa governativa
       inviato in data 10 dicembre 2007
                      PARERE III

       -   Norme  in  materia  di  incompatibilità  dei  deputati
        dell'Assemblea regionale siciliana  (n. 707)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 5 dicembre 2007

       -   Norme  per la promozione del protagonismo giovanile  e
        della partecipazione alla vita sociale  (n. 710)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 5 dicembre 2007

                            BILANCIO (II)

       -   Norme  per  il  trattamento  economico  del  personale
        assunto  per  la gestione e  la vigilanza  dei  parchi  e
        delle riserve  (n. 684)
        di iniziativa governativa
        inviato in data 10 dicembre 2007

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       -  Interventi per la regolamentazione dell'introduzione di
        organismi geneticamente modificati  (n. 705)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 5 dicembre 2007

       -   Disposizioni in materia di interventi in favore  delle
        aziende   viticole   danneggiate  da   fitopatologie   di
        eccezionale gravità  (n. 706)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 5 dicembre 2007

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       -  Modifica alle leggi regionali 16 aprile 2003, n. 4 e 28
        dicembre  2004,  n. 17, riguardanti il condono  edilizio
        (n. 459)
        di iniziativa governativa
        inviato in data 10 dicembre 2007

       -   Norme  in favore di cittadini diversamente abili   (n.
        708)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 5 dicembre 2007

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       -  Norme in materia di professioni sanitarie  (n. 709)
        di iniziativa parlamentare
        inviato in data 5 dicembre 2007.

                Comunicazione di richieste di pareri

      PRESIDENTE    Comunico  le  seguenti  richieste   di   parere
   trasmesse  dal Governo ed assegnate alle competenti  Commissioni
   legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       - Azienda   autonoma  speciale  PROMO.T.E.N.   Camera   di
        Commercio  di  Enna  - Designazione componenti  effettivi
        del collegio dei revisori  (n. 108/I)
          pervenuta in data 4 dicembre  2007
          inviata in data 6 dicembre 2007

       - Istituto superiore studi scientifici Museo Minà  Palumbo
        di  Castelbuono - Designazione componente  del  Consiglio
        di Amministrazione  (n. 109/I)
          pervenuta in data 4 dicembre  2007
          inviata in data 6 dicembre 2007

       - Camera di Commercio di Messina - Designazione componenti
        effettivi del collegio dei revisori  (n. 110/I)
          pervenuta in data 4 dicembre  2007
          inviata in data 6 dicembre 2007

       - Accordo di programma quadro sicurezza e legalità per  lo
        sviluppo  della  Regione siciliana  Carlo  Alberto  Dalla
        Chiesa' - III Atto integrativo
       (n. 111/I)
          pervenuta in data 5 dicembre  2007
          inviata in data 10 dicembre 2007

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       - Programmi  di  finanziamento di edilizia agevolata   (n.
        107/IV)
          pervenuta in data 4 dicembre  2007
          inviata in data 6 dicembre 2007

       - Delibera  CIPE  3/2006  -I Atto integrativo  Accordo  di
        Programma  Quadro  per  il  trasporto  stradale  -  Testo
        coordinato  (n. 112/IV)
          pervenuta in data 5 dicembre  2007
          inviata in data 10 dicembre 2007

       - Delibera  CIPE 3/2006 - II Atto integrativo APQ  per  il
        trasporto aereo  (n. 113/IV)
          pervenuta in data 5 dicembre  2007
          inviata in data 10 dicembre 2007

                    Comunicazione di pareri resi

     PRESIDENTE  Comunico che i  seguenti pareri sono stati  resi
  dalla Commissione  Ambiente e Territorio  (IV):

         -  Cooperative edilizie - Programma    (n. 102/VI)
          reso in data 5 dicembre 2007
          inviato in data 10 dicembre  2007

         -   Riprogrammazione delle risorse delibera CIPE  n.
          20/2004    (n. 104/VI)
          reso in data 5 dicembre 2007
          inviato in data 10 dicembre  2007.

          Comunicazione di delibera della Giunta regionale

     PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la  deliberazione  della
  Giunta   regionale   n.  478  del  27  novembre   2007   relativa
  all' Accordo  di  programma  quadro sviluppo  dell'Audiovisivo  -
  Rimodulazione finanziaria .

       Comunicazione relativa al Complemento di programmazione
                     del  POR Sicilia 2000/2006

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso   copia  della  seguente  documentazione  relativa   al
  Complemento di programmazione del  POR Sicilia 2000/2006:
     27 novembre  2007 Proposta di modifica alla misura 3.21 c;
     27  novembre   2007 Proposte di modifica alle  misure  3.15  e
  4.02;
     05  dicembre    2007 Proposte di modifica alle misure  4.01  e
  2.03.

                     Annunzio di interrogazioni

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono state presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

           N.  1498 - Notizie a proposito della nomina di una
         figura  non  prevista  nel Piano  industriale  e  di
         sviluppo dell'AST S.p.A..
           - Presidente Regione
           - Assessore Turismo
           Firmatario: Culicchia Vincenzino

           N.  1499  -  Notizie a proposito  dei  disagi  che
           subiscono  i  viaggiatori         che   utilizzano
           la   tratta  ferroviaria Cefalù-Palermo e  Palermo
           Trapani.
           - Presidente Regione
           - Assessore Turismo
           Firmatari: Zangara Andrea; Vitrano Gaspare

           N.  1507  -  Notizie  a proposito  delle  numerose
         'Casa  Sicilia',  sedi di rappresentanza  all'estero
         della Regione siciliana.
           - Presidente Regione
           Firmatario: Zago Salvatore

           N.  1508  -  Contributi in favore  dei  produttori
         agricoli   per   la   distruzione   degli   impianti
         agrumicoli colpiti dal 'virus della tristezza'.
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Villari Giovanni

           N.  1512 - Misure a tutela del paesaggio di  Palma
         di   Montechiaro  (AG)  a  seguito  della  ventilata
         installazione di due parchi eolici.
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Panepinto Giovanni

       Le   interrogazioni   testé  annunziate   saranno   iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

           N.       1500   -   Notizie   a   proposito    dei
           ritardi   nella  concessione delle  autorizzazioni
           relative     alla    domanda    di     concessione
           quindicennale  di  mq 56.000  di  specchio  acqueo
           antistante  il  litorale del Comune  di  Terrasini
           per   la   realizzazione   di   un   impianto   di
           maricoltura  presentato dalla Cooperativa  'Sicily
           Marine Farm s.r.l.'
           - Presidente Regione
           - Assessore Cooperazione
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Caputo Salvino

           N.  1502  -  Notizie  circa l'enorme  quantità  di
         rifiuti  e  di vasche in eternit giacente  lungo  la
         statale Belpasso - Mascalucia (Catania), nel  tratto
         compreso tra i santuari 'Cuore immacolato di  Maria'
         e 'Madonna di Mompilieri'.
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1503 - Notizie circa la mancata emanazione del
         decreto  assessoriale  di  attuazione  del  comma  3
         dell'articolo 25 della l.r. 19/2005, riguardante  la
         realizzazione  dei  cimiteri  per  gli  animali   da
         affezione.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1504 - Notizie circa il disagio causato  dalla
         mancata  rimozione dei residui di erba falciata  dai
         tombini  di  Via  delle Gemme,  zona  S.  Giorgio  -
         Librino (CT).
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1505  - Dichiarazione dello stato di  calamità
         naturale  per le città di Vittoria, Comiso ed  Acate
         (RG),  a  seguito  della tromba d'aria  verificatasi
         tra il 27 e il 28 novembre 2007.
           - Presidente Regione
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Incardona Carmelo

           N.  1506  -  Notizie circa il funzionamento  dello
         sportello  per  il  pagamento  dei  ticket  sanitari
         presso il CTO Villa Sofia di Palermo.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.  1509 - Interventi per dotare di luoghi coperti
         le  postazioni  di  arrivo e di partenza  nei  porti
         delle isole Egadi e di Trapani.
           - Assessore Turismo
           Firmatario: Gucciardi Baldassare

           N.  1510  -  Notizie  a proposito  dei  lavori  di
         restauro  effettuati  dall'Amministrazione  comunale
         di  Capaci (PA) nell'immobile ex proprietà dei Conti
         Pilo.
           - Assessore Beni Culturali
           Firmatario: Cracolici Antonino

           N.   1511  -  Revoca  dei  provvedimenti  adottati
           dall'Amministrazione     comunale  di   Camporeale
           (PA)   nei  confronti del comandante del Corpo  di
           Polizia municipale.
           - Presidente Regione
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Caputo Salvino

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

           N.  65  - Iniziative a salvaguardia del territorio
         del Comune di Palazzo Adriano (PA).
           - Presidente Regione
           - Assessore Agricoltura
           - Assessore Territorio
         Firmatario: Falzone Dario

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbai  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  proprio turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  mozione:

        N.  254  Istituzione del  Mercato dei contadini' ,  degli
      onorevoli Caputo, Currenti, Granta, Pogliese, Cristadi.

   Avverto  che la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

       Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1412 e
              conseguente annunzio di risposta scritta

   PRESIDENTE.  Comunico che, in riferimento all'interrogazione  n.
  1412    «Interventi  straordinari   per   la   sistemazione   del
  tratto   stradale  tra  la  Via Provinciale  (Pioppo)  e   l'area
  boschiva di Casaboli?», con richiesta di risposta in Commissione,
  a firma dell'onorevole Caputo, nella seduta  della IV Commissione
  legislativa permanente  Ambiente e territorio  numero  67  del  5
  dicembre   2007,   essendo   risultato  assente   l'interrogante,
  l'interrogazione  medesima  è stata  considerata  presentata  con
  richiesta  di  risposta scritta, ai sensi del combinato  disposto
  degli articoli 143 bis e 141 del Regolamento interno.

     Avendo   l'Assessore per i lavori pubblici  trasmesso a  mezzo
  fax il testo della risposta all'atto ispettivo, con allegata nota
  del  Dipartimento  regionale delle foreste nella  cui  competenza
  ricade  l'attività  di  prevenzione  e  rischio  incendi,  l'iter
  dell'interrogazione 1412 può ritenersi concluso.
   Il  testo  integrale  della risposta  e  del  relativo  allegato
  saranno integralmente riportati nel resoconto stenografico  della
  presente seduta.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  6  dicembre   2007,
  l'onorevole   Apprendi ha dichiarato di ritirare l'interrogazione
  n.   1501   a   sua   firma,   perché   di   identico   contenuto
  all'interrogazione n. 1494,   annunziata nella seduta n. 102  del
  5 dicembre 2007.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di nuova denominazione di gruppo
                            parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo  che,  con lettera  del  4  dicembre  2007,
  l'onorevole  Francesco Cascio, Presidente del Gruppo parlamentare
  di   Forza Italia   ha comunicato che  detto Gruppo,   a far data
  dal 5 dicembre 2007,  assume  la denominazione di  Forza Italia -
  Verso il nuovo  partito dei moderati e dei liberali .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, dà
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del  numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
   numero  250  «Intervento sulla gestione del servizio  idrico  in
  Sicilia»;
   numero  251  «Revoca in autotutela del decreto  di  approvazione
  del  Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
  dell'aria ambiente e verifica di relative responsabilità»;
   numero  252  «Emergenza incendio 22 e 23 agosto 2007. Interventi
  urgenti   finalizzati  al  miglioramento  delle   condizioni   di
  sicurezza,  difesa  del suolo e ripristino  delle  infrastrutture
  danneggiate e recupero del patrimonio boschivo del territorio del
  comune di Collesano (PA)»;
   numero  253 «Opportune iniziative volte a conoscere le  modalità
  di gestione della Fondazione Federico II».

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'acqua  rappresenta  la  principale fonte  di  vita  dalla  cui
  disponibilità dipende il benessere delle popolazioni ed è  dunque
  bene  comune  e diritto umano inalienabile; in quanto  tale  essa
  costituisce patrimonio dell'Umanità;

   l'acqua  è  una risorsa naturale per tutti, appartiene  a  tutti
  gli  abitanti della terra e deve contribuire alla solidarietà fra
  i   cittadini,   le   comunità,  le   generazioni.   A   nessuno,
  individualmente  o  come gruppo, è concesso di  appropriarsene  a
  titolo di proprietà privata;

   tutti   gli  usi  delle  acque  devono  essere  indirizzati   al
  risparmio  ed  al rinnovo della risorsa per non compromettere  il
  patrimonio idrico totale;

   la  legge  Galli  ha  puntato  ad una  riforma  strutturale  del
  settore idrico in Italia, basandosi sull'individuazione di Ambiti
  Territoriali  Ottimali  (ATO), tale da garantire  il  superamento
  della    frammentazione   gestionale,   la   gestione   integrata
  dell'intero       ciclo       dell'acqua,       la         natura
  imprenditoriale  della gestione stessa e una politica  tariffaria
  tale da assicurare la copertura integrale dei costi di esercizio;

   in  Sicilia  la  legge  Galli  è stata  recepita  con  la  legge
  regionale n. 10 del 1999 e che, con decreto presidenziale del  16
  maggio  2000,  sono stati individuati nove ATO corrispondenti  ai
  confini amministrativi delle province;

   tutti  gli  ATO siciliani si sono costituiti ed hanno  elaborato
  Piani  d'Ambito  sovrastimati,  basandosi  sull'obiettivo  di  un
  immediato ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico
  integrato   e  prevedendo  una  serie  di  decisioni  discutibili
  relative   alla  tariffazione,  risultata  sempre  eccessivamente
  onerosa per i cittadini e alla gestione delle reti;

   tutti  gli  ATO  nei  quali si è già arrivati all'individuazione
  del gestore risultano affidati prevalentemente a gestori privati;

   nel  governo dell'acqua la privatizzazione si limita, in realtà,
  a  sostituire il monopolio pubblico con il monopolio privato,  il
  che non comporta alcun vantaggio al consumatore;

   la  Regione  siciliana è l'unica Regione  che  ha  provveduto  a
  privatizzare un ente di sovrambito che gestisce la produzione  ed
  il trasporto dell'acqua su quasi tutto il territorio regionale;

   la  Regione  siciliana  è l'unica Regione  che  ha delegato   ad
  una   struttura attivata    ad hoc
   contemporaneamente         la         programmazione,         la
  pianificazione, la verifica ed il controllo della risorsa acqua;

   Considerato  che la carenza d'acqua nell'Isola  è  sempre  stata
  principalmente  un  problema politico  e  nasce  da  una  cattiva
  gestione  delle risorse, condizionata pesantemente  da  ingerenze
  mafiose  e  attuata per troppo tempo in assenza di un  quadro  di
  riferimento certo e di una programmazione coordinata;

   la   protesta  di  comuni,  di  comitati  civici  e  di  singoli
  cittadini in questi ultimi mesi ha testimoniato l'indisponibilità
  di  larga  parte  della  popolazione siciliana  ad  accettare  un
  sistema  che  li  priva  di una gestione  pubblica  dell'acqua  a
  vantaggio  del  profitto  di  imprese  private  con  un   aumento
  sostenuto delle tariffe corrispondenti;

   Visto che:

   il  Governo  nazionale,  in ragione della  rilevanza  sociale  e
  della particolarità degli interessi sottesi al servizio correlato
  al  bene  pubblico  acqua, è orientato verso una  modifica  della
  legislazione   attuale   che  privilegi  la   gestione   pubblica
  dell'acqua e dei servizi annessi;

   è   gia   stato  approvato  in  Senato  l'art.  26-bis   recante
  disposizioni  in  materia di servizi idrici che prevede  che  non
  possono  essere disposti nuovi affidamenti ai sensi dell'articolo
  150  del  decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 52,  del  decreto
  fiscale  allegato  alla  finanziaria 2008,  ricomprese  anche  le
  procedure in corso.

   in  Commissione  'Ambiente e territorio'  è  in  discussione  la
  legge  di iniziativa popolare sulla proprietà e gestione pubblica
  e  partecipata dell'acqua per la quale solo in Sicilia sono state
  raccolte oltre 53.000 firme, da sole sufficienti a presentare  la
  legge in Parlamento;

   in  molte realtà nazionali sia a livello regionale che a livello
  locale,  gli affidamenti delle gestioni del SII a società private
  o miste hanno dato come risultati un aumento indiscriminato delle
  tariffe ed un peggioramento del servizio;

   con  l'affidamento  del  sovrambito alla  Siciliacque  S.p.A.  è
  aumentato il costo dell'acqua per usi civili, risulta deficitaria
  la capacità di controllo delle reti di trasporto interprovinciali
  e  non  vengono  individuati i prelievi  abusivi  che  comportano
  notevoli  disagi nell'approvvigionamento idrico di alcune  realtà
  locali,

                       impegna il Governo della regione

   ad  annullare  tutte  le procedure per la  scelta  del  soggetto
  gestore  del  Servizio  Idrico Integrato che  abbiano  portato  o
  portino  all'individuazione  di un  soggetto  privato  o  di  una
  società mista;

   a  rendere la gestione del Servizio Idrico Integrato interamente
  pubblica  ed a promuovere la partecipazione popolare alla  stessa
  in  funzione  del preminente interesse generale per  un  servizio
  pubblico essenziale, con situazione di monopolio naturale (art 43
  della Costituzione);

   a  fornire  indicazioni per una gestione  pubblica  dei  Servizi
  Idrici  Integrati anche con modifica della legislazione regionale
  attuale,  specificando  quale forma di affidamento  unico  quella
  della  concessione  diretta di servizio alle società  o  consorzi
  pubblici  nelle modalità di cui alla Sentenza della  Corte  della
  Giustizia Europea riferita alla causa C-458/03;

   a  verificare il numero e i confini degli ATO, tenendo conto  di
  una ottimale gestione delle acque in Sicilia e garantendo altresì
  la funzione di controllo sui gestori;

   a  differenziare  la  programmazione e la  pianificazione  dalla
  verifica  e  dal  controllo, dando corso di attuazione  a  quanto
  previsto nella citata legge Galli;

   a       rinunciare       ad       ulteriori       atti        di
  commissariamento   per   l'emergenza  idrica,   evitando   poteri
  straordinari attribuiti ad un organo monocratico, che evidenziano
  l'incapacità gestionale ed incentivano gli sprechi;

   a   procedere  all'attuazione  degli  interventi  sulle  risorse
  idriche  principalmente rivolti alla lotta allo spreco,  mediante
  il  rispetto  del ciclo naturale con l'utilizzazione delle  acque
  reflue  depurate per la ricarica delle falde acquifere impoverite
  e con il riuso delle stesse;

   a  ripubblicizzare  e  riacquisire  al  patrimonio  pubblico  la
  gestione   dei   servizi   e   del  patrimonio   infrastrutturale
  acquedottistico   dell'ex   Ente   Acquedotti   Siciliani,   oggi
  Sicilacque S.p.A;

   ad  assicurare  infine  un governo sostenibile  dell'acqua  come
  risorsa pubblica con tariffe adeguate che internalizzino i  costi
  effettivi, prevedendo le necessarie deroghe per le fasce  sociali
  protette e che assicurino una gestione efficiente ed il diritto a
  tutti all'accesso a questa indispensabile risorsa.» (250)

                              BORSELLINO-CANTAFIA-BARBAGALLO
                              BALLISTRERI- PANEPINTO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   nella  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 43  del  14
  settembre  2007  è  stato pubblicato il  decreto  9  agosto  2007
  dell'Assessore   per   il   territorio   e   l'ambiente   recante
  l'approvazione  del  'Piano regionale  di  coordinamento  per  la
  tutela della qualità dell'aria ambiente';

   in  data 22 novembre 2007, Legambiente Sicilia ha denunciato che
  il  Piano  in  questione  contiene  molti  riferimenti  a  realtà
  geografiche  estranee  alla Sicilia,  allorché,  ad  esempio,  si
  nomina il 'bacino aerologico' padano, o gli argini dei fiumi e  i
  canali presenti nei centri storici del comuni siciliani;

   tali  incongruenze sono dovute al fatto che il Piano  presentato
  dalla  Regione  siciliana è in realtà copiato dall'omologo  piano
  che  la  Regione Veneto aveva redatto qualche anno fa e  che  era
  stato bocciato dall'Unione Europea;

   Considerato che:

   nelle  pagine di presentazione si afferma che il Piano  è  stato
  elaborato  dagli uffici del Dipartimento regionale Territorio  ed
  Ambiente,  con  la  collaborazione  di  ARPA  Sicilia   e   delle
  Università di Palermo e di Messina;

   l'Assessore,  in  una nota rilasciata alla  stampa  in  data  22
  novembre,  parlando di 'errori materiali' presenti nel Piano,  ha
  dichiarato  che  'il  ritardo in cui versava la  Sicilia  rendeva
  necessaria  un'accelerazione dei tempi di redazione' e  che  'una
  simile    evenienza   non   va   drammatizzata    né    tantomeno
  strumentalizzata';

   il  Piano  in  questione è uno strumento  di  programmazione  su
  scala  regionale  di  tutti gli interventi per  la  tutela  della
  qualità dell'aria e contro l'inquinamento atmosferico;

   i  suoi  contenuti, pertanto, sono strettamente  attinenti  alla
  tutela della salute dei cittadini;

   Ritenuto che:

   le  dichiarazioni dell'Assessore sono estremamente gravi  poiché
  rilevano la totale approssimazione nell'adozione di uno strumento
  di  programmazione  così importante, e denunciano  il  fatto  che
  l'Assessore  non  legge  gli  atti che  firma  o  che  lo  stesso
  Assessore      ha      avallato       l'ignobile   scopiazzatura,
  giustificandola con l'urgenza di provvedere a causa  dei  ritardi
  accumulati;

   si  tratta,  in  ogni  caso, di un errore  inescusabile  che  ha
  coperto  di  ridicolo  la  Sicilia e  danneggiato      l'immagine
  dell'Amministrazione regionale,

               impegna l'Assessore per il territorio e
                             l'ambiente

   a   revocare  in  autotutela  il  decreto  9  agosto   2007   di
  approvazione del 'Piano regionale di coordinamento per la  tutela
  della  qualità  dell'aria  ambiente', pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana n. 43 del 14 settembre 2007;

   a   verificare  le  responsabilità  che  hanno  reso   possibile
  l'increscioso episodio.»  (251)

                                     GALVAGNO-BARBAGALLO-
                                     GUCCIARDI-TUMINO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  22  e  23  agosto  del  2007 il  territorio  del  comune  di
  Collegano  (PA)  è  stato interessato da  un  incendio  di  vaste
  proporzioni,  che addirittura nessuno, a memoria d'uomo,  ricorda
  così devastante;

   a  seguito  dell'incendio,  sviluppatosi  nella  serata  del  22
  agosto  e  sospinto da un fortissimo vento di scirocco, in  poche
  ore  il  fuoco ha raggiunto il centro abitato, accerchiandolo  su
  più  fronti;  solo  grazie all'intervento dei Vigili  del  Fuoco,
  della  Forestale,  della  Protezione  Civile,  della  Guardia  di
  Finanza  e  dei  numerosi volontari, che si sono instancabilmente
  prodigati  nell'azione di contrasto contro il  fuoco,  il  centro
  abitato è stato risparmiato;

   tutto  attorno  invece  il fuoco si è  sviluppato  in  tutte  le
  direzioni, divorando ettari ed ettari di bosco, coltivi, macchie,
  garighe   e  pascoli,  distruggendo  infrastrutture  e  manufatti
  adibiti  a civile abitazione o ad uso rurale e causando la  morte
  di numerosi tipi di bestiame e di fauna selvatica;

   il  patrimonio boschivo ricadente nel territorio di Collesano  è
  stato fortemente intaccato, risulta infatti molto compromesso  il
  bosco  di  Contrada Pedale, oltre a quelli di origine artificiale
  di Contrada Croce e di Contrada Scaletta, percorsi in lungo ed in
  largo da fuoco chioma;

   Valutato che:

   una   prima  stima,  effettuata  mediante  ricognizione  visiva,
  indica  in  poco  meno di 2.200 ettari la superficie  percorsa  a
  vario   titolo  dal  fuoco,  corrispondenti  al  20%  circa   del
  territorio  comunale,  che  nel suo complesso  ammonta  a  10.850
  ettari;

   le  conseguenze del fuoco non si limitano alla mera  distruzione
  del  soprasuolo, ma implicano inevitabilmente dissesti a  livello
  del  suolo,  che oggi costituiscono un potenziale  pericolo  alla
  pubblica incolumità;

   i  costoni  rocciosi  a strapiombo ed i pendii  acclivi  privati
  della   vegetazione  non  riescono  più  a  trattenere  le  rocce
  instabili,  che  inevitabilmente  franeranno  a  valle,  e   tale
  condizione  di  instabilità,  tra l'altro,  verrà  aggravata  ben
  presto dalle piogge;

   i  molti fusti delle piante, parzialmente o totalmente distrutti
  dal fuoco che non si sono abbattuti, risultano essere elementi di
  precario  ed  instabile equilibrio, con il pericolo  che  possano
  verificarsi schianti o anche rotolamenti;

   gli  alvei  dei  torrenti e dei corsi d'acqua minori,  in  molti
  casi parzialmente occupati da detriti e da residui vegetali hanno
  perso  la  loro  piena funzionalità, con conseguenti  rischi  che
  possono derivare da un cattivo smaltimento delle acque meteoriche
  e/o  dall'accumulo  di detriti, oltre al problema  derivante  dal
  fatto  che  le  sponde,  prive  di  vegetazione,  risultano   più
  vulnerabili ai fenomeno di erosione,

                  impegna il Governo della regione

   ad   attuare  interventi  urgenti,  alcuni  immediati  ed  altri
  diluiti  nel  tempo,  al fine di ripristinare  le  condizioni  di
  sicurezza  e  di  favorire il recupero del  patrimonio  distrutto
  dall'incendio del 22 e 23 agosto 2007 nel territorio  del  comune
  di Collegano (PA).» (252)

                                     CAPUTO-CRISTALDI-CURRENTI-
                                     FALZONE-GRANATA-INCARDONA-
                                     POGLIESE-STANCANELLI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   recenti  notizie  giornalistiche  hanno  evidenziato  una  crisi
  della   Fondazione   Federico  II  che   richiede   un   rigoroso
  approfondimento  circa  i criteri di gestione  adottati  dal  suo
  Direttore  generale e dall'Ufficio di Presidenza quale  consiglio
  di amministrazione della Fondazione;

   le  dimissioni  del Direttore sono legate alla grave  condizione
  economica in cui versa la Fondazione così come evidenziata  nella
  relazione dei Revisori dei conti;

   alla  fine  del 2007 non risulta approvato il bilancio  relativo
  all'anno  2006  e  non risulta insediato tra gli organi  previsti
  Collegio dei Sindaci;

   in  ambito  di  gestione  non  possono  non  essere  portati   a
  conoscenza  del  Parlamento e dell'intera collettività,  in  modo
  preciso,  i dati relativi alle manifestazioni fin qui organizzate
  e  i  relativi  costi, comprese le campagne  pubblicitarie  e  le
  consulenze;

   risulta  necessario definire l'esatta consistenza  dell'organico
  della  Fondazione  con  una  precisa  indicazione  del  personale
  assunto a tempo determinato e indeterminato, nonché le modalità e
  le  finalità  del reclutamento di detto personale e  il  regolare
  pagamento dei contributi previdenziali e fiscali;

   occorre  chiarire  se la Fondazione, sulla  base  degli  accordi
  stabiliti  con  l'Assessorato  Beni  culturali  e  ambientali   e
  pubblica  istruzione relativamente alla quota dei  biglietti  per
  l'ingresso  dei turisti a Palazzo dei Normanni, abbia  provveduto
  al regolare versamento di dette somme;

   l'intera  vicenda della gestione della Fondazione  Federico  II,
  con   la   sua  crisi  amministrativa  e  contabile,  impone   un
  chiarimento urgente anche in considerazione dei suoi rapporti con
  l'Assemblea  regionale  siciliana il  cui  prestigio  e  immagine
  vengono gravemente compromessi,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  riferire con urgenza sulla gestione della Fondazione Federico
  II rendendo pubblica la relazione dei Revisori dei Conti;

                 invita il Presidente dell'Assemblea
                         regionale siciliana

   ad esercitare ogni utile iniziativa al riguardo» (253).

                            BORSELLINO    -    CRACOLICI    -
                            BARBAGALLO
                            BALLISTRERI - CANTAFIA

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.

      Cordoglio per le vittime sul  lavoro nell'incendio dello
                   stabilimento Thyssen di Torino

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   esprimo   il    cordoglio
  dell'Assemblea   alle   famiglie   delle   vittime   sul   lavoro
  nell'incendio dello stabilimento Thyssen di Torino.
   Chiedo all'Aula di osservare un minuto di silenzio.

             (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                        «Bilancio e finanze»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento   di  interrogazioni  e  interpellanze   della   rubrica
   Bilancio e finanze .
   Per  assenza  dall'Aula  del firmatario,  l'interrogazione  n.  793
   Provvedimenti perché il servizio di riscossione rientri in  criteri
  di efficienza e di maggiore rispetto dei cittadini ,  dell'onorevole
  Cracolici, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 804  Notizie  circa  la  paventata
  cessione  a  terzi,  da  parte  della Regione  siciliana,  di  quote
  azionarie del Banco di Sicilia e sulla rivalutazione delle  relative
  Agenzie territoriali ,  dell'onorevole Oddo Salvatore Antonino.
   Ha   facoltà  di  parlare   l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

   LO   PORTO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con riferimento  all'interrogazione
  n.  804 dell'onorevole Oddo Salvatore Antonino si rappresenta quanto
  segue:  in  sintonia con il processo di ristrutturazione riguardante
  la  holding Banca di Roma con l'articolo 56 della legge regionale n.
  2  del  2002  si  prevedeva che la Regione Siciliana sostituisse  la
  propria  partecipazione azionaria al Banco  di  Sicilia  con  azioni
  della holding si approvava la convenzione stipulata tra la Regione e
  la banca citata il 21 gennaio 2002, indicando al contempo vincoli  e
  modalità  riguardo  sia all'attuazione della  convenzione  sia  alla
  gestione  della  partecipazione  azionaria  nella  holding  sia   ai
  rapporti con il nuovo partner.
   Il  citato  riassetto della partecipazione regionale  nel  nascente
  gruppo  risulta oggi assolutamente superato dalla conclusione  delle
  procedure  di  fusione  tra il citato gruppo bancario  e  il  gruppo
  Unicredit avviata lo scorso 20 maggio 2007. E' perciò nato il  nuovo
  colosso bancario denominato Unicredit group fra i primi in Europa  e
  settimo  nel  mondo  per dimensioni. All'interno  del  Consiglio  di
  amministrazione  del  gruppo  è stata  assicurata  la  presenza  del
  rappresentante  della  Regione  attraverso  la  quale  garantire  la
  massima  attenzione verso l'Isola con la nascita di nuovi servizi  e
  nuove opportunità di sviluppo.
   L'integrazione   fra  i  soggetti  bancari  preesistenti   comporta
  conseguenze in chiaroscuro. Il Banco di Sicilia conserva la  propria
  denominazione  e  la  propria autonomia  giuridica  nonché  le  sedi
  storiche   di  Roma,  Milano  e  Torino,  confermando   il   proprio
  radicamento  territoriale  in  Sicilia  dove  saranno  inglobate  le
  filiali Unicredit e Capitalia.
   Il  sistema produttivo siciliano trarrà sicuri vantaggi  dal  nuovo
  soggetto bancario grazie alla presenza del gruppo Unicredit  in  ben
  30  paesi.  La sancita suddivisione per aree geografiche dei  marchi
  degli istituti coinvolti nella fusione - Unicredit al nord, Banca di
  Roma  al centro, Banco di Sicilia nell'isola - determina la chiusura
  delle  filiali  situate nel continente, mentre la  sinergia  fra  le
  diverse  strutture organizzative potrebbe comportare la  dismissione
  di  alcuni  importanti  settori di attività creditizie,  soprattutto
  quelli    rivolti   alle   grandi   soggettività    economiche    ed
  imprenditoriali,   e   la   cessione  di  alcuni   sportelli,   resa
  obbligatoria  dall'Authority  per la  concorrenza,  per  eccesso  di
  concentrazione sul mercato siciliano del credito.
   Per   le  problematiche  occupazionali,  attraverso  la  necessaria
  concertazione con le organizzazioni sindacali, sono state sviluppate
  le  strategie di gestione degli esuberi, puntando sulla  maturazione
  dei  requisiti  per  usufruire degli incentivi  al  pensionamento  e
  sull'applicazione dell'esodo volontario, nonché sul fondo  nazionale
  degli esuberi, una sorta di cassa integrazione per cinque anni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Oddo  Salvatore
  Antonino   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   ODDO SALVATORE ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la
  risposta  dell'assessore Lo Porto dimostra meglio di  tante  parole,
  qualora qualcuno avesse dei dubbi, quale sia la differenza dei tempi
  fra la politica in quest'Aula e quello che avviene fuori.
   Un  anno  fa  ho presentato un'interrogazione al Governo  regionale
  sulla  situazione del Banco di Sicilia in relazione alle  condizioni
  in   cui  si  trovava  in  quel  momento  e  l'Assessore  Lo  Porto,
  giustamente, in sede di risposta, ha detto che da allora il Banco di
  Sicilia ha cambiato più volte volto e di conseguenza  padrone .
   Ciò  ci  fa  rendere conto di come qui dentro siamo delle  talpe  o
  meglio delle tartarughe con i tempi della politica rispetto a quello
  che avviene nel mondo esterno.
   La  situazione  rispetto ad allora, dal mio punto di  vista,  si  è
  ulteriormente aggravata, perché se la Regione Siciliana  all'interno
  del  Banco di Sicilia e a sua volta all'interno di Capitalia era una
  piccola  cosa, a distanza di dodici mesi essa all'interno del  Banco
  di  Sicilia, all'interno di Capitalia e all'interno del nuovo Gruppo
  che si è creato è qualcosa di quasi marginale.
   La  valutazione che traggo non è positiva, come quella che ha  dato
  l'assessore  Lo  Porto,  perché  credo  che  in  questa  vicenda  la
  conservazione  del  logo  Banco  di  Sicilia  sia  ormai  una   mera
  operazione  di immagine, di maquillage, semplicemente per  mantenere
  quella  clientela e quel radicamento nel risparmio dei siciliani  di
  cui il Banco di Sicilia dispone.
   La  realtà  è che, ormai, in Sicilia abbiamo abdicato totalmente  a
  qualsiasi forma di assistenza creditizia che abbia un riferimento in
  loco e questo ha conseguenze gravi nel medio e nel lungo periodo.
   La  possibilità  nostra di istituti qual era la Cassa  Centrale  di
  Risparmio, prima, il Banco di Sicilia, dopo, di assistere l'economia
  debole  siciliana, sicuramente questo tipo di attenzione  non  viene
  assicurata da un colosso come quello che si è creato secondo logiche
  di  mercato che hanno una loro legittimità  e rispondono ad esigenze
  nazionali di mantenimento degli equilibri, ma credo che il Banco  di
  Sicilia,  che contendeva alla Regione Siciliana il titolo di  essere
  il maggiore datore di lavoro in Sicilia dopo la Regione Siciliana  o
  poco  prima di questa in relazione ai momenti storici, in Sicilia  è
  rimasta  solo  la  Regione Siciliana come grosso datore  di  lavoro,
  perché  il Banco di Sicilia sta riducendo progressivamente i  propri
  dipendenti.
   A  questo  punto  credo che ci sia ben poco da fare;  c'è  solo  da
  sperare  che la nostra residua presenza all'interno di questo  nuovo
  colosso  finanziario che si è creato serva ancora  in  misura  molto
  contenuta  a difendere gli interessi dell'economia siciliana  e  dei
  siciliani.   Penso  che  sia  un'impresa  improba  per   il   nostro
  rappresentante  nel consiglio di amministrazione, questo  Governo  e
  questo Parlamento avrebbero dovuto, nei mesi precedenti, negli  anni
  precedenti,  intestarsi  una  maggiore  difesa  della  presenza  dei
  siciliani  e della Regione Siciliana all'interno di  uno dei  grandi
  valori,  una  delle grandi bandiere in Sicilia che  era  quella  del
  Banco  di  Sicilia  che io credo a questo punto sia  sostanzialmente
  ammainata.

   PRESIDENTE.  Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione
  n.  808   Notizie  a  proposito delle modalità  di  riscossione  dei
  tributi   in  caso  di  mancato  pagamento  adottate  dalla   SERIT,
  concessionaria del servizio , dell'onorevole Cracolici,  si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                   Per un richiamo al Regolamento

   DE LUCA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTe. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  ribadire  che è stato violato il Regolamento per quanto riguarda  il
  mio  defenestramento dalla Commissione Bilancio e ho chiesto già  al
  Presidente dell'ARS e ai componenti della Commissione Regolamento di
  essere audito al fine di avere quantomeno un parere sereno su questa
  vicenda.
   Signor  Presidente, voglio leggere un breve documento che  riguarda
  questa  vicenda,  che mi riguarda ma che potrebbe riguardare  domani
  tutti i miei colleghi parlamentari.
   Con  decreto  del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana
  numero  463  del 3 dicembre 2007 è stata modificata la  composizione
  della  seconda Commissione legislativa permanente, meglio conosciuta
  come   Commissione  bilancio , e la contestuale  composizione  della
  quinta  Commissione legislativa, meglio conosciuta come  Commissione
  cultura e lavoro .
   Il  predetto  decreto si basa sulle seguenti norme regolamentari  e
  sulle seguenti motivazioni:
   -  articolo  7 del Regolamento interno dell'ARS che attribuisce  la
  rappresentanza legale dell'ARS al suo Presidente pro-tempore;
   -  dalla circostanza gli onorevoli De Luca e Maniscalco  sono stati
  nominati  nella  Commissione bilancio in  quanto  rappresentanti  dl
  gruppo  parlamentare MPA e successivamente sono  passati  al  gruppo
  misto  e  poi hanno costituito un gruppo parlamentare autonomo  DCA-
  Sicilia Vera;
   -  dalla  presunta consequenziale violazione del principio  secondo
  il  quale  gruppi parlamentari devono essere presenti  in  tutte  le
  commissioni sulla base della loro consistenza numerica;
   -  dalla  richiesta  dell'MPA  di designare  due  componenti  nella
  Commissione bilancio provenienti dalla Commissione cultura e lavoro;
   -  dalla  falsa  applicazione dell'articolo 62 bis,  comma  3,  del
  Regolamento interno che consente al Presidente dell'ARS di  nominare
  dei   componenti   di   una  Commissione  qualora   sia   necessario
  sostituirli per dimissioni o altra causa;
   -  dall'irrituale  sentita la Commissione regolamento .
   Il  decreto in questione è palesemente illogico, contraddittorio  e
  carente di motivazioni per le seguenti considerazioni in fatto e  in
  diritto:
   -  gli onorevoli De Luca e Maniscalco sono passati il 3 aprile 2007
  al  gruppo misto, abbandonando il gruppo parlamentare MPA  ed  hanno
  partecipato  regolarmente ai lavori della Commissione bilancio  fino
  alla  loro destituzione, in quella data nella seduta n. 59 l'ARS  ne
  ha preso atto;
   -  il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana  con decreto n.
  225  del  7  giugno  2007 ha autorizzato ai sensi dell'articolo  23,
  comma   3,  del  Regolamento  interno  la  costituzione  del  gruppo
  parlamentare denominato DCA - Sicilia Vera composta dagli  onorevoli
  De  Luca  e  Maniscalco,  non rilevando in tale  circostanza  alcuna
  irregolarità sulla composizione della Commissione bilancio;
   -  nel  mese  di  luglio due colleghi parlamentari  hanno  lasciato
  rispettivamente  i  partiti  di  opposizione  aderendo   al   gruppo
  parlamentare   dell'MPA  modificando  l'invocato   principio   della
  proporzionalità  nelle commissioni di appartenenza  non  provocando,
  però,  nessun  consequenziale provvedimento da parte del  Presidente
  dell'ARS per far rispettare il presunto principio di proporzionalità
  tra  la  composizione  delle singole commissioni  e  la  consistenza
  numerica dei singoli gruppi parlamentari;
   -  è palesemente illogico pensare che la Commissione bilancio abbia
  deliberato illegittimamente dal 3 aprile al 2 dicembre a causa della
  propria  composizione in violazione del principio secondo  il  quale
  gruppi  parlamentari devono essere presenti in tutte le  commissioni
  sulla base della loro consistenza numerica;
   -  sotto  il  profilo temporale infatti il decreto  n.  463  sembra
  intempestivo ed irragionevole tranne che si voglia sostenere  che  i
  provvedimenti adottati dalla Commissione bilancio dal 3 aprile al  2
  dicembre  siano illegittimi per l'illegale composizione  dell'organo
  medesimo;
   -  è palesemente contraddittorio il decreto numero  463 tendente da
  un lato a ripristinare nella Commissione bilancio la proporzionalità
  tra  la  consistenza numerica dei singoli gruppi parlamentari  e  la
  rappresentanza   politica   in  seno  alla   Commissione   medesima,
  dall'altro,  contestualmente  viola  il  predetto  principio   nella
  Commissione   Cultura e lavoro  modificando finanche il rapporto  di
  proporzionalità   tra  maggioranza  ed  opposizione  che  prima  del
  predetto   decreto   era   di  9  a  6,  successivamente   è   stato
  illegittimamente determinato in 11 a  4.
   In   diritto  il  predetto  decreto  è  in  palese  contrasto   con
  l'articolo   67   della  Costituzione  italiana  è  la   conseguente
  interpretazione  sistematica  delle  seguenti  norme  regolamentari:
  articolo 4 comma 8, articolo 39 comma 2, articolo 62 bis, comma 2  e
  3, articolo 62 ter, commi 2, 4 e 5.
   L'articolo  67 della Costituzione Italiana, cosiddetto  divieto  di
  mandato   imperativo,  dispone  che   ogni  membro  del   Parlamento
  rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo  di
  mandato   ossia  riceve  un  mandato generale  da  parte  del  corpo
  elettorale, il quale non è suscettibile di iniziativa di  revoca  né
  da   parte dell'ambito territoriale che lo ha eletto né da parte del
  partito di affiliazione.
   Il  predetto principio costituzionale si applica naturalmente anche
  in  Sicilia per i parlamentari regionali e di conseguenza la volontà
  del  singolo  deputato non può essere coartata  dal  partito  o  dal
  gruppo  parlamentare  di  appartenenza e quindi,  non  esiste  alcun
  vincolo  tra  la   posizione  organizzativa   del  singolo  deputato
  all'interno  dell'ARS ed il Gruppo parlamentare  che lo designato  a
  ricoprire quel ruolo. A tal proposito l'unica eccezione al  predetto
  principio  è  espressamente prevista dall'articolo 4, comma  8,  del
  Regolamento interno che così recita:
    I segretari eletti  ai sensi del precedente comma 6 decadono
  dall'incarico qualora venga meno il Gruppo cui appartenevano al
  momento dell'elezione ovvero nel caso in cui entrino a far parte
  di altro Gruppo parlamentare già rappresentato nell'Ufficio di
  Presidenza .
   Il  predetto  comma  è  chiaramente finalizzato  a  garantire  sia
  all'atto  della votazione che successivamente la proporzionalità  e
  la   rappresentanza  di  tutti  i  Gruppi  parlamentari   in   seno
  all'Ufficio di Presidenza ed è quindi l'unica eccezione rispetto al
  principio generale del divieto di mandato imperativo.
   D'altronde, l'articolo 62 bis, comma 2, fa un espresso riferimento
  per  la  composizione  delle Commissioni ad una  proporzione  della
  composizione  dei  Gruppi  parlamentari  ed  il  numero  dei  seggi
  spettanti  a ciascuno di questi nelle singole Commissioni  soltanto
  all'atto  della informale consultazione per addivenire  alle  liste
  definitive  da sottoporre alla votazione dell'Assemblea.  Non  c'è,
  infatti, alcun espresso riferimento ad un'applicazione successiva e
  permanente del principio di proporzionalità tra la composizione dei
  singoli gruppi e la composizione delle Commissioni legislative.
   Se    il   predetto   principio   si   dovesse   applicare   anche
  successivamente, per come sostiene il Presidente Miccichè, ad  ogni
  modifica numerica dei singoli Gruppi parlamentari dovrebbe  seguire
  una  immediata  e consequenziale modifica della composizione  delle
  singole  Commissioni legislative: è palesemente assurdo  immaginare
  una  predetta  interpretazione che porterebbe  alla  consequenziale
  paralisi  dei  lavori  delle  singole Commissioni  coinvolte  dalla
  modifica  politica dei singoli componenti che così, si troverebbero
  sballottati   da  una  Commissione  all'altra  in  funzione   della
  affiliazione politica.
   Non  solo  è  assurda  la predetta interpretazione  -  e  solo  il
  Presidente  Miccichè la può sostenere - ma questa non  trova  alcun
  riscontro   nella  prassi  parlamentare  che  in  sessant'anni   ha
  costantemente   registrato   cambiamenti   politici   dei   singoli
  parlamentari  e  nessun Presidente dell'ARS si  è  mai  sognato  di
  innescare   un   consequenziale  meccanismo   di   modifica   della
  composizione  delle singole Commissioni: non si  è  mai  applicato,
  infatti, l'art. 62 bis comma 3.
   Non  si  può  applicare al mio caso l'articolo 62  bis,  comma  3,
  perché  questi  fa un espresso riferimento a cause volontarie,  per
  dimissioni, o a cause accidentali - decadenza, morte - e, pertanto,
  il  Presidente Miccichè non può invocare il predetto comma per  far
  rispettare  il  presunto  principio  di  proporzionalità   tra   la
  consistenza dei Gruppi parlamentari e la composizione delle singole
  Commissioni.
   Il  principio  di  proporzionalità come ampiamente  dimostrato  va
  rispettato  esclusivamente  all'atto  della  elezione  dei  singoli
  componenti delle Commissioni e non successivamente.
   D'altronde,   l'articolo  62  ter,  comma  2,  prevede   che    le
  Commissioni legislative permanenti vengono rinnovate dopo il  primo
  biennio  della  legislatura  ed i loro  componenti  possono  essere
  confermati : è  palese che la ratio del predetto comma è quella  di
  consentire  la ricognizione politica dei Gruppi parlamentari  e  la
  composizione delle singole Commissioni al fine di riequilibrare  le
  eventuali modifiche in seno alle Commissioni medesime.
   Anche questo principio nella precedente legislatura, che ha subito
  notevoli  modifiche politiche con la nascita di  tre  nuovi  gruppi
  parlamentari,  non espressione del corpo elettorale,  non  è  stato
  applicato  pur  essendo necessario riequilibrare la proporzionalità
  tra Gruppi parlamentari e Commissioni legislative.
   D'altronde,  non  si comprende perché il Presidente  dell'ARS  non
  abbia  aspettato  la naturale scadenza delle Commissioni  -  giugno
  2008 - che legittimamente non avrebbe sicuramente più garantito  la
  presenza  in  Commissione Bilancio di due componenti di  un  Gruppo
  politico formato soltanto da due deputati.
   Inoltre,  i  componenti  della  Commissione  Bilancio,  per   come
  previsto dall'art. 62 ter, comma 4, hanno uno status rafforzato nel
  momento  in  cui vengono esaminati disegni di legge riguardanti  il
  bilancio  della  Regione: il predetto comma così recita   non  sono
  ammesse  sostituzioni  in seno alla Commissione  Bilancio  allorché
  essa  esamini  disegni  di  legge  riguardanti  il  bilancio  della
  Regione .
   E'  palese  che  il  predetto comma si applica  alle  sostituzioni
  momentanee ma è altrettanto palese che la ratio del predetto  comma
  è  quella  di impedire la coercizione del singolo componente  della
  Commissione  nel momento in cui vengono trattati gli argomenti  più
  importanti dell'azione politica della Regione, quali il bilancio  e
  gli  atti  a  questo  collegati. Il predetto  comma,  infatti,  non
  consente    neanche  momentaneamente  di  sostituire   un   singolo
  componente  per  evitare i condizionamenti provenienti  dal  Gruppo
  parlamentare  di  appartenenza  quale  naturale  applicazione   del
  principio del divieto del mandato imperativo.
   La  tutela rafforzata in tali circostanze è talmente evidente  che
  l'articolo  62  ter, comma 5, consente sostituzioni  momentanee  in
  casi  eccezionali  e con una formale e specifica procedura  proprio
  per evitare che anche dietro le sostituzioni momentanee si nasconda
  un   condizionamento   da   parte  del   Gruppo   parlamentare   di
  appartenenza:  eliminare  momentaneamente  il  deputato  che  è  in
  contrasto,  anche  transitoriamente,  con  il  Gruppo  politico  di
  appartenenza.
   Infatti,  il  predetto  comma così recita:  in  casi  eccezionali,
  limitatamente  alla  Commissione Bilancio, possono  essere  ammesse
  eventuali  sostituzioni  su  richiesta del  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare di appartenenza e previa autorizzazione del Presidente
  dell'Assemblea .
   E' appena il caso di evidenziare che da oltre quindici giorni si è
  aperta  la  sessione  di bilancio e pertanto è scattata  la  tutela
  rafforzata dei singoli componenti della Commissione Bilancio e  che
  il  Presidente  dell'ARS,  il soggetto  garante  di  questo  status
  rafforzato,  lo  ha  violato non solo rispetto  ai  principi  delle
  sostituzioni  momentanee  ma anche e soprattutto  rispetto  ad  una
  modifica  definitiva della composizione della Commissione Bilancio,
  commettendo  così  un   delitto politico ;  a  maggior  ragione  il
  decreto  numero  463  doveva  essere  eventualmente  emanato  prima
  dell'apertura della sessione di bilancio.
   Non solo il Presidente dell'ARS in questa vicenda non ha svolto il
  ruolo  di  garante, ma nel predetto decreto numero 463 commette  un
  ulteriore   falso  nella  parte  in  cui  dichiara:    sentita   la
  Commissione Regolamento .
   E'  appena  il caso di evidenziare che la Commissione Regolamento,
  ai sensi dell'articolo 39, comma 2, esprime  parere su questioni di
  interpretazione del Regolamento ad essa sottoposte dal Presidente .
  La   Commissione   Regolamento  non  ha   espresso   alcun   parere
  sull'avvicendamento  in Commissione Bilancio, infatti  alcuni  suoi
  componenti hanno già manifestato la propria contrarietà al predetto
  decreto  in  quanto  falsamente coinvolti nella solita  irritualità
  degli atti del Presidente dell'ARS.
   Per tale motivo, il sottoscritto ha chiesto di essere audito dalla
  Commissione  Regolamento ed avere quindi il  consequenziale  parere
  sulla vicenda che pur se scontato in quanto i componenti sono stati
  scelti dal Presidente dell'ARS, consente di essere giudicato da  un
   Tribunale non monocratico .
   D'altronde, sotto il profilo giurisdizionale, parrebbe  applicarsi
  il  principio  di autodichia e, pertanto, è indispensabile  che  la
  Commissione  Regolamento si riunisca e si esprima  con  un  parere,
  garantendo un minimo di  giustizia domestica  ai deputati che  sono
  sottoposti  alle  norme  del Regolamento interno  dell'ARS  la  cui
  violazione  non  parrebbe  trovare altra  tutela  nella  generalità
  dell'ordinamento giudiziario.
   In  ogni  caso,  non  si  può  lasciare  senza  alcuna  tutela  la
  violazione  di diritti politici e anche economici - l'onorevole  De
  Luca  era  Segretario della Commissione Bilancio  e  percepiva  una
  specifica indennità - anche applicando il principio dell'autodichia
  essendo indispensabile che almeno un organo specifico, anche se  di
  nomina  presidenziale,  si  esprima  sulle  presunte  violazioni  e
  consequenziali  danni lamentati dai membri dell'organo  assembleare
  sottoposti alle predette norme regolamentari.
   Per  quanto esposto, il decreto numero 463 non solo è illegittimo,
  illogico  e carente di motivazioni ma è privo di efficacia  fino  a
  quanto  non  è  supportato  dal parere dell'Organo  giurisdizionale
  interno dell'Assemblea regionale siciliana  che è esclusivamente la
  Commissione Regolamento.
   Di  conseguenza,  quanto  meno  il predetto  decreto  deve  essere
  revocato  e  riformulato con le decisioni assunte dalla Commissione
  Regolamento.
   Signor  Presidente, l'avevo già annunciato, l'ho detto  già,  l'ho
  scritto  ieri  al  Presidente dell'ARS, l'ho invitato  oggi  ad  un
  dibattito,  l'ho  scritto ai singoli componenti  della  Commissione
  Regolamento,  lo ribadisco qua in Aula, lo ribadisco  a  lei:   non
  sono  disponibile  a  subire questo torto  e,  fino  a   quando  la
  Commissione  Regolamento  non si esprime,  in  qualunque  modo,  su
  questa  vicenda,  da qui non mi muovo. Non mi muovo ora  e  non  mi
  muoverò neanche durante i lavori di domani, di dopodomani,  fino  a
  quando questa situazione vergognosa non sarà sanata quanto meno dal
  parere della Commissione Regolamento.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la invito ad andare al  suo  banco.
  Diversamente, mi costringe a sospendere la seduta.
   La Presidenza le ha dato la possibilità di parlare.
   Lei  sa che il  richiamo al Regolamento  è legato ad una richiesta
  da   parte  dell'oratore   in  relazione  ai  lavori  d'Aula  e  la
  Presidenza lo ha violato nel momento in cui le ha dato la parola.
   Considerato però che la Presidenza riteneva di non poter non darle
  la possibilità, in Aula, di esprimere quanto lei sentiva, anche dal
  punto  di vista giuridico,  le ha dato la parola; non  mi costringa
  però  a fare quello che il Regolamento mi impone di fare. In questi
  casi,  infatti,   il  Regolamento  impone  di  fare  due  cose:  o,
  forzatamente,   farla  portare  fuori  dall'Aula  o  sospendere  la
  seduta.
   La invito con molta serenità a non continuare.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, inviti  il  Presidente  dell'ARS  a
  scendere dal piedistallo ed a darmi soddisfazione. Mi dispiace, non
  mi muovo da qui.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, le dico semplicemente,  con  molta
  serenità le sto rispondendo - stiamo facendo una interlocuzione che
  non  è  prevista in nessuna parte del Regolamento - deve  prevalere
  il  buon senso; in un'Aula parlamentare, non possiamo far diventare
  un  momento,  anche pesante, di contrasto politico,  senza  dubbio,
  qualcosa che non  sarebbe più un contrasto politico.

   DE   LUCA.   Il  Presidente  dell'Assemblea  regionale,  onorevole
  Miccichè,  già  a giugno,  ha riconosciuto il Gruppo  e  poi  si  è
  rimangiato il decreto e non sappiamo perché.
   Non  è  la prima volta che il Presidente ci tratta così;  mi  sono
  stancato  di questo sistema. Che scenda dal piedistallo l'onorevole
  Miccichè.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la invito a scendere.
   Sospendo  la  seduta  per un quarto d'ora, ma le preannuncio  che,
  siccome  il Parlamento deve continuare i suoi lavori, se  entro  un
  quarto  interrompe la protesta, visto che  ha correttamente chiesto
  la riunione della Commissione per il Regolamento, mi farò portavoce
  presso   il   Presidente   dell'Assemblea  affinché   convochi   la
  Commissione per il Regolamento.
   Onorevoli  colleghi, sospendo per un quarto d'ora la seduta  e  mi
  auguro che il buon senso prevalga.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore
                               18.45)

   La seduta è ripresa.

                 Presidenza del Presidente Miccichè

    PRESIDENTE   Buona  sera, onorevole De Luca.  Vorrei  risponderle
  personalmente dicendo che ci sono due norme esemplari  del  diritto
  parlamentare secondo le quali ogni Gruppo deve essere rappresentato
  in Commissione e secondo le quali la rappresentanza del Gruppo deve
  essere proporzionale alla consistenza stessa del medesimo.
   Come  sapete, ho ricevuto la richiesta dal gruppo MPA - un  gruppo
  parlamentare  consistente  -  di  potere  essere  rappresentato  in
  Commissione  bilancio a seguito dell'uscita  dallo  stesso  di  due
  deputati componenti la Commissione bilancio, che facevano parte del
  gruppo in argomento fino a qualche tempo fa.
   In  riferimento  all'articolo  62  bis,  comma  3,  che  recita:
   Qualora  ( )  sia  necessario sostituire dei componenti  di  una
  Commissione, la nomina è effettuata dal Presidente dell'Assemblea
  il  quale  vi  provvede sulla base delle designazioni sostitutive
  fornite   dal   Gruppo  ( )  cui  appartenevano  i  deputati   da
  sostituire   e  avendo riferito, ma non chiesto, il  parere  alla
  Commissione  per  il Regolamento e, successivamente,  anche  alla
  Conferenza  dei presidenti dei gruppi parlamentari, ho  decretato
  la sostituzione di due deputati.
   Mi  rendo conto però che la posizione dell'onorevole De Luca sia
  da  rispettare  e  purché  ciò non costituisca  un  precedente  -
  l'onorevole  De Luca aveva tutto il diritto e vorrei  dire  forse
  anche  il dovere di fare quello che ha fatto -, io non ho  alcuna
  difficoltà a convocare per domani mattina la Commissione  per  il
  Regolamento  alla  quale chiederò un parere sul  decreto  che  ho
  firmato  e, quindi, invece di - così come ho fatto -  sentire  la
  Commissione  per il Regolamento' chiederò un formale parere  alla
  stessa Commissione.
   Ripeto,  però,  che  questa è una forzatura  che  il  Presidente
  dell'Assemblea  teoricamente non dovrebbe fare, perché,  se  ogni
  qualvolta  che  il  Presidente dell'Assemblea deve  prendere  una
  decisione a norma di Regolamento qualcuno  chiede il parere della
  Commissione per il Regolamento, è chiaro, che tutto si  complica.
  Pertanto,  fermo restando quindi che ciò non debba costituire  un
  precedente,  ritengo giusto e saggio dare una risposta concreta e
  completa all'onorevole De Luca.
     La  Commissione  per  il Regolamento quindi  è  convocata  per
  domani  mattina  alle ore 12.00, ed invito tutti i  membri  della
  Commissione ad essere presenti.
   Onorevole  De  Luca,  spero  di  essere  stato  esaustivo  nella
  risposta  rispetto alle sue richieste, svolte  in  maniera  molto
  puntuale,   troppo   forse  puntuali,  in  alcuni   momenti,   ma
  assolutamente legittime e rispettabili.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, io sento di chiederle scusa per  la
  irrituale  manifestazione  di protesta che ho dovuto condurre  in
  questi  giorni, ma mi sono sentito ferito sotto il profilo  umano
  perché  non  ritengo  giusto  che un  parlamentare  debba  sapere
  semplicemente  da  altre  vie,  all'improvviso,  in   Commissione
  bilancio di essere stato preso  a calci nel sedere .
   Mi  sarei aspettato da lei, che ritengo uomo sensibile  -  e  la
  cui  sensibilità ha dimostrato  in altre occasioni -,  quantomeno
  una  telefonata  con la quale mi avrebbe fatto conoscere  il  suo
  intento  chiaramente.  E lei sa bene che  io  e  il  mio  collega
  Maniscalco avevamo già fatto sapere di essere disponibili  a  che
  uno  dei  due intanto  lasciasse la Commissione bilancio in  modo
  tale  da  evitarle una situazione spiacevole, al di là di  quelli
  che sono i contenuti dei regolamenti.
   Lei  sa bene, signor Presidente, che dietro le norme, dietro  le
  regole  ci  sono gli uomini più che i politici e, di conseguenza,
  il mio comportamento è stato dettato da una reazione in quanto mi
  sono  sentito leso nella mia dignità di uomo. E la invito, signor
  Presidente,   per  altre  occasioni  future  che   si   dovessero
  verificare   riguardo  alla  mia persona,  nel  caso  si  dovesse
  verificare  una situazione che tocchi la mia dignità,  la  invito
  prima a guardare la mia dignità di uomo - ed intendo sottolineare
  questo aspetto -  e  poi quella di politico.
   Signor  Presidente, la ringrazio per il segnale  che  ha  voluto
  dare  a  me,  ma  soprattutto il segnale che  ha  voluto  dare  a
  quest'Aula. Perché, in ogni caso, questo è un precedente che oggi
  riguarda   l'onorevole  De  Luca,  ma  domani  potrà   riguardare
  qualunque parlamentare e riguarderà comunque sia l'aspetto  umano
  che quello politico.
   Io   mi  rimetterò  alle  decisioni  della  Commissione  per  il
  Regolamento, con una preghiera, signor Presidente, nel  tentativo
  di  darle  un quadro che sicuramente sarà molto più motivato  del
  suo  decreto,  di  avere, e la invito ad  assumere  un  ulteriore
  impegno in tal senso, l'integrale parere della Commissione per il
  Regolamento.  La prego di notificarmi questo. E allora io sì  che
  accetterò qualunque sia la decisione, anche se scontata perché la
  Commissione  Regolamento l'ha nominata lei, però  almeno  essendo
  composta da più persone, e mi appello ora alla sensibilità e alla
  coscienza  di questi colleghi parlamentari, su questa vicenda  si
  vada  oltre  l'aspetto  squisitamente  politico  e  si  esprimano
  chiaramente.
   Signor  Presidente, la invito e la prego di avere  il  resoconto
  di  questa riunione. Accetterò il verdetto qualunque esso sia, ma
  mi  metta  in  condizione  quanto  meno  di  avere  una  completa
  soddisfazione  per  la  lesione  umana,  lasciamo  stare   quella
  politica che io ho subito.

    PRESIDENTE    Grazie,  onorevole  De  Luca.  Credo   di   poter
  tranquillamente  affermare  senza  remora  che  la  sua  risposta
  cortese di ora sarà soddisfatta nel senso che uno dei motivi  che
  mi  ha spinto a convocare la Commissione per il Regolamento è che
  forse, complessivamente, qualche errore è stato compiuto da tutte
  le parti.

    DI MAURO  . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO  . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'applicazione  dell'articolo 62 bis del nostro  Regolamento  non
  presuppone alcun parere della Commissione per il Regolamento.  E'
  una  decisione che assume il Presidente dell'Assemblea e  che  ha
  notificato  nel  decreto con la dicitura   di  avere  sentito  la
  Commissione per il Regolamento'.
   Tuttavia,  lei  stasera ha assunto una decisione  rispetto  alla
  quale  non  voglio  aggiungere altro.  Però,  signor  Presidente,
  vorrei  pregarla  di  assicurare che  tutti  i  componenti  della
  Commissione  siano presenti. Stiamo parlando di  questioni  sulle
  quali  si è già assunta una decisione, sulla quale già c'è  stato
  un  deliberato,  sulla quale c'è stata già una nomina  e  se  noi
  cediamo   alle  pressioni,  peraltro  legittime,  fatte   da   un
  componente  di  una  Commissione che testè  è  stato  sostituito,
  ovviamente  non avremo, non solo mai certezza, ma  saremo  sempre
  soggetti ad accettare le obiezioni di chiunque.
   Vorrei   in  questo  senso  invitare  gli  Uffici  ad  attivarsi
  affinché  tutti  noi  si  possa essere  presenti  nella  suddetta
  Commissione,  al fine di partecipare serenamente ad un  confronto
  che  non  è  richiesto  da  una norma  del  Regolamento,  ma  dal
  Presidente dell'Assemblea che ci ha testè invitati   a sentire la
  Commissione  per  il  Regolamento' perché lo  ritiene  necessario
  rispetto alla decisione che ha preso.
   Signor  Presidente, lei ha appena annunciato che la  Commissione
  sarà  convocata  per domani mattina alle ore 12.00,  vorrei  che,
  attraverso  gli uffici, lei si accertasse della disponibilità  di
  tutti  i  membri della Commissione, perché nel caso  non  fossero
  disponibili   la   stessa  potrebbe  essere  rinviata   anche   a
  dopodomani. Ciò per garantire la  presenza di tutti i componenti.

    PRESIDENTE   Onorevole  Di Mauro, non  posso  consentire  altri
  interventi finalizzati ad esprimere un parere sulle decisioni del
  Presidente.  Le decisioni del Presidente sono state già  assunte:
  domani mattina è convocata la Commissione per il Regolamento e io
  credo che tutti saranno presenti. In ogni caso, per essere valida
  la  Commissione Regolamento è sufficiente che ci  sia  il  numero
  legale. Sono sicuro che tutti saranno presenti.

    DI MAURO . Sono previsti dei termini per la convocazione?

    PRESIDENTE  No, non ci sono dei termini: è convocata  domani  a
  mezzogiorno.
     Onorevole  Di  Mauro, lei si occupi di venire,  gli  altri  si
  occuperanno  di  essere presenti. I deputati che al  momento  non
  sono  presenti  in  Aula saranno informati dagli  uffici,  oppure
  anche da me personalmente.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor Presidente, mi fa piacere  che  lei  presieda
  stasera l'Aula per far rilevare un passaggio, nel rispetto  della
  sua  persona e del ruolo che riveste. In altre sedute ho ribadito
  quanto il Presidente Stancanelli ci aveva detto a proposito della
  famosa vicenda, stupida se vuole, delle firme dei deputati.
     Credo ci sia stato un impegno della Presidenza di occuparsi di
  un  sistema di votazione alternativo  rispetto a quello che si  è
  utilizzato nel corso di tutti questi anni. Ad oggi, tale risposta
  non  è  ancora  arrivata. La prego quindi,  con  cortesia  e  con
  sollecitudine,  di  avviare  a  soluzione  questa  querelle   che
  certamente  poi  ci  fa  abituare  ai  percorsi  che  ci  vengono
  proposti.   Per  quanto  mi  riguarda,  desideravo  una  risposta
  definitiva  in  modo  tale che ognuno sa come  comportarsi  nelle
  prossime sedute. Grazie.

    PRESIDENTE   Onorevole  Antinoro,  abbiamo  discusso  anche  di
  questo  argomento nell'ultima riunione della Commissione  per  il
  Regolamento e, a prescindere dalle valutazioni che ci sono  state
  dai  vari  componenti  su un'eventuale modifica  sostanziale  del
  metodo  di  voto,  ho  già comunicato in  Aula  che  abbiamo  già
  richiesto  ad  una  ditta, che è quella che ha curato  il  nostro
  sistema  elettronico,   a modificare tale  sistema,  per  cui  la
  rilevazione    della    presenza   sarà   stabilita    attraverso
  l'inserimento della scheda di votazione all'interno  di  ciascuna
  fessura del proprio posto.
   La  ditta  che  sta  facendo questi lavori ci ha  riferito  che,
  purtroppo,  non  è  una  cosa  che si  potrà  realizzare  in  una
  settimana  e  che l'Aula sia materialmente lasciata  sgombra  per
  sistemare  i  vari  fili,  i vari quadri  etc..  Ho  dato  quindi
  disposizione  alla  ditta  di aspettare la  prima  settimana  per
  iniziare  i  lavori  nel momento in cui l'Aula  non  si  riunirà.
  Pertanto, ritengo che approssimativamente, ma anche con un minimo
  di garanzia, al rientro dalla pausa natalizia sicuramente ci sarà
  già il nuovo sistema in funzione.

    RINALDI   Signor Presidente, ne approfittiamo  per  mettere  le
  bacchette ed i microfoni sugli scranni?

    PRESIDENTE   Onorevole Rinaldi, questa è un'altra  osservazione
  più  che  giusta, perché considero, l'ho già detto  altre  volte,
  questo pulpito un qualcosa di anacronistico.
   La  sistemazione complessiva dell'Aula, purtroppo prima ha avuto
  il  problema  dei  restauri,  alla  prossima  lunga  pausa  state
  tranquilli che sarà fatta.
   L'onorevole Rinaldi giustamente continua a lamentare,  lo  farei
  anch'io,  quindi  passo questo tipo di informazione  agli  uffici
  competenti  perché questi banchi essendo in discesa e non  avendo
  una  bacchettina  con  cui fermare le carte,  sono  perfettamente
  inutili.
   Quindi,  se si potesse quantomeno, intanto, provvedere a rendere
  utili questi banchi. Comunque sia, provvederemo al più presto una
  nuova strutturazione dell'Aula.

    ORTISI  Si farà tutto nuovo?

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, lo  deciderà  il  Consiglio  di
  Presidenza;  non  è  una  decisione  che  può  prendere  solo  la
  Presidenza.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
                 della rubrica  Bilancio e finanze

   PRESIDENTE.  Si  Riprende lo svolgimento  di  interrogazioni  ed
  interpellanze della rubrica  Bilancio e finanze'.
   Si  passa  all'interrogazione n. 822  Interventi per scongiurare
  la  chiusura e la dismissione delle sedi provinciali della  Banca
  d'Italia', a firma dell'onorevole Borsellino.
   Onorevoli  colleghi,  non  essendo  l'interrogante  presente  in
  Aula,  la stessa si intende trasformata con richiesta di risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 970  Notizie  a  proposito  dei
  rilievi  formulati dalla Corte dei conti sulla gestione economica
  della Multiservizi', a firma dell'onorevole Borsellino.
   Non   essendo  l'interrogante presente in  Aula,  la  stessa  si
  intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1026  Interventi  per  impedire
  l'indiscriminata chiusura delle filiali provinciali  della  Banca
  d'Italia nella Regione', a firma dell'onorevole Oddo Camillo.
   Non   essendo  l'interrogante presente in  Aula,  la  stessa  si
  intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1104  Interventi per  risolvere
  la  situazione dei lavoratori ASU del comune di Castellammare del
  Golfo (TP)', a firma dell'onorevole Oddo Camillo.
   Non   essendo  l'interrogante presente in  Aula,  la  stessa  si
  intende trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1174  Notizie a proposito  delle
  procedure  da  attivare  per  le verifiche  ed  i  controlli  sul
  rispetto  delle  norme  della  legge  regionale  n.  2/2007,   in
  riferimento  al  contenimento della  spesa  regionale',  a  firma
  dell'onorevole Di Mauro.
   Ne do lettura:
   «All'Assessore per il bilancio e le finanze, viste le  norme  in
  materia  di contenimento della spesa regionale di cui  alla  l.r.
  2/2007  e le circolari n. 5 dell'11/04/2007 e n. 6 del 12/04/2007
  dell'Assessore per il bilancio e le finanze;

   per  sapere quali strumenti e procedure intenda attivare per  il
  monitoraggio,  le verifiche ed i controlli sul puntuale  rispetto
  delle  norme contenute nella l.r. 2/2007 e nelle citate circolari
  di   codesto   Assessorato,  stante  la  positiva  ricaduta   sul
  contenimento  della  spesa regionale che la  rigorosa  osservanza
  delle citate norme produrrà». (1174)

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
  interrogazione.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,      onorevoli     colleghi,     con      riferimento
  all'interrogazione   n.   1174  dell'onorevole   Di   Mauro,   si
  rappresenta quanto segue.
   Il  legislatore  regionale  ha inteso dare  nuovo  significativo
  impulso  all'azione  di  riduzione dei  costi  delle  istituzioni
  dedicandovi   buona  parte del Titolo II:   Disposizioni  per  la
  razionalizzazione,  la  riduzione della spesa  e  lo  snellimento
  delle procedure della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2.
        Il  novero delle iniziative intraprese costituisce un primo
  tempestivo  momento  normativo  di  attuazione  delle  previsioni
  contenute  nel comma 721 della legge n. 296/2006 al quale  stanno
  facendo seguito le conseguenti disposizioni amministrative.
   Si   sintetizzano   qui  di  seguito  i  principali   interventi
  introdotti dalla citata legge regionale.
     Con  l'articolo  7  si  fissa il limite  massimo  della  spesa
  complessiva  corrente non avente natura obbligatoria,  per  tutti
  gli  Enti  che fruiscono di trasferimenti diretti della  Regione,
  con  la  sola  esclusione degli Enti del settore sanitario,  agli
  impegni  e  ai pagamenti effettuati nel 2005 ridotti del  10  per
  cento. Per i medesimi Enti si riduce al 40 per cento della  spesa
  impegnata  nel  2005 la capacità di spesa per convegni,  fiere  e
  spese di rappresentanza, al 50 per cento quella per consulenze  a
  soggetti  esterni.  La  forza  cogente  di  tale  disposizione  è
  garantita    dalla  sanzione  di  una  riduzione  eventuale   dei
  trasferimenti parametrata al superamento dei limiti.
   All'articolo  8  sono  ridotti  del  10  per  cento  i  compensi
  spettanti   ai  direttori  generali  della  ASL  e   degli   Enti
  ospedalieri.
   In  linea  generale,  con  l'articolo 9  si  impegnano  tutti  i
  vertici  amministrativi e gestionali della Regione e  degli  Enti
  nei confronti dei quali la medesima contribuisce finanziariamente
  ad  adottare comportamenti virtuosi mirati al contenimento  della
  spesa.  Il  generico  impegno  trova  specifico  inserimento  nei
  contratti   individuali,  divenendo  obiettivo   prioritario   ed
  elemento di valutazione per l'attribuzione della retribuzione  di
  risultato.
   In  relazione  al  contenimento delle spese  per  il  personale,
  all'art.   10,   in   consonanza  a  quanto   avvenuto   per   le
  Amministrazioni  statali, viene soppressa l'entità  di  trasferta
  per  i dipendenti regionali, mentre all'art. 11, con la specifica
  qualità  di  ridurre le spese della Pubblica Amministrazione,  si
  lancia  l'iniziativa di un piano di organizzazione  degli  uffici
  regionali,  fondato  sulla  ricerca di maggiore  funzionalità  ed
  efficienza,  da  ottenersi razionalizzando  le  competenze  delle
  diverse  strutture ed eliminando le duplicazioni organizzative  e
  funzionali. Attualmente, dopo un lungo lavoro svolto  dal  tavolo
  tecnico   allo   scopo   creato,  il  progetto   a   breve   sarà
  definitivamente approvato.
   Per  quanto  concerne le richiamate prescrizioni  contenute  nei
  diversi  commi della citata legge finanziaria, all'art.  16  sono
  recepite  nell'ordinamento regionale le norme  della  finanziaria
  dello Stato per il 2007, in tema di composizione dei consigli  di
  amministrazione di Enti e società  partecipate della Regione e in
  tema di compensi agli amministratori.
   La  prima  misura  di  contenimento ha  successivamente  trovato
  necessaria  esplicazione amministrativa mediante il  decreto  del
  Presidente della Regione siciliana  Determinazione del numero dei
  componenti  .
   Tale  decreto  fissa,  all'articolo 1, il numero  massimo  di  3
  componenti  nel  consiglio di  amministrazione  delle  società  a
  totale partecipazione regionale e delle società miste tra regione
  ed enti pubblici regionali. Numero che può essere elevato fino  a
  5  nel caso in cui il capitale sociale sia pari o superiore a 750
  mila euro.
   All'art.  3  si quantifica in 5 il numero massimo dei componenti
  del  consiglio  di  amministrazione delle società  miste  fra  la
  Regione ed altri soggetti, mentre con l'art. 4 è stato fissato in
  180  giorni  dalla pubblicazione sulla Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione siciliana il termine per adeguare gli statuti alle  nuove
  prescrizioni.
   Per  quanto  riguarda la prescritta riduzione dei compensi  sono
  in  corso  le  procedure  di esplicazione  ed  adattamento  della
  disciplina  statale  recepita  con le  specificità  esistenti  in
  ambito regionale.
   In  ultimo,  con gli articoli 17 e 19, è fissato rispettivamente
  il  limite  massimo  del trattamento economico attribuibile  agli
  amministratori  delle  agenzie  degli  enti  pubblici   regionali
  (emolumenti  del  primo presidente della Corte di  Cassazione)  e
  quello  spettante ai dirigenti a contratto della Regione e  degli
  Enti o società controllate (250.000 euro).
   Con  le  circolari n. 5/2007 e n. 6/2007, la Ragioneria generale
  della   Regione  ha  inteso  meglio  esplicare  le   prescrizioni
  contenute nella legge finanziaria creando anche le premesse e  le
  condizioni per le necessarie procedure di controllo e verifica, a
  cura delle diverse competenti Amministrazioni regionali.
   L'opera  di  riscontro e monitoraggio sulle attività compiute  e
  sui  risultati  ottenuti,  soprattutto  in  termini  di  virtuoso
  contenimento della spesa dell'Amministrazione regionale  nel  suo
  complesso, è ancora parziale ed incompleta.
   Gli  effetti finanziari saranno comunque apprezzabili non appena
  si conosceranno i dati contabili del consuntivo dell'anno 2007.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Di  Mauro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    DI MAURO . Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE    Si  passa  all'interpellanza   n.   54    Fusione
  Capitalia  -  Unicredit ,  degli onorevoli  Di  Mauro,  Aulicino,
  Lombardo, Gennuso, Nicotra, Basile, Rizzotto, Ruggirello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, considerata la grande  importanza
  della   fusione  per  incorporazione  di  Capitalia   S.p.A.   in
  Unicredit.  S.p.A.,  e  le decisive conseguenze  della  rilevante
  operazione   bancaria  sull'economia  e  sull'occupazione   della
  Sicilia;

   per  conoscere, con la massima urgenza, la posizione del Governo
  sui   dettagli   dell'intera  questione   e   sulle   azioni   da
  intraprendere  a  tutela della Sicilia  e  dei  siciliani,  e  in
  particolare:

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri, affinché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
  di  credito  scongiuri la cessione di attività e di  agenzie  del
  Banco  di Sicilia (si ipotizza sino a circa 190), stante  che  il
  Garante  dell'Antitrust ha avviato una istruttoria sulla fusione,
  che  potrebbe portare ad una procedura di infrazione per  lesione
  della  concorrenza  e  del mercato, in  quanto  in  sei  province
  siciliane  (PA, CT, ME, AG, TP, SR) verrebbe superato  il  numero
  limite  percentuale  di sportelli del nuovo Istituto  sul  totale
  esistente;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limite  dei  propri
  poteri,  affmché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
  di   credito  salvaguardi  i  livelli  occupazionali,  stante  le
  allarmanti  notizie pubblicate dai giornali su un minimo  di  800
  esuberi di dipendenti del BdS, nell'immediato e, addirittura,  di
  un  esodo  di  circa  5-7 mila dipendenti del nuovo  Istituto,  a
  livello  nazionale, entro il 2010. Al riguardo è sintomatico  che
  il  direttore  generale di Capitalia, dr Lamarda,  nella  recente
  lettera  indirizzata ai dipendenti del BdS, relativa alla fusione
  scriva,  con grande enfasi, di ricavi, di utili, di strategie  di
  crescita, di conquiste del mercato bancario, di aumenti di valore
  delle  azioni e solo marginalmente degli esuberi dei  dipendenti.
  Sì  chiede, ancora, quali azioni intenda intraprendere al fine di
  salvaguardare  i posti di lavoro di quasi 100 giovani  assunti  a
  tempo  determinato con il progetto 'Delta 2' il cui contratto  di
  lavoro  scade il prossimo mese di ottobre, che rischiano  di  non
  averlo rinnovato, nonché per salvaguardare il posto di lavoro  ai
  circa 600 dipendenti delle società di servizio al BdS;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri, al fine di salvaguardare il molo e la importante funzione
  a  sostegno  delle  PMI  siciliane,  dell'IRFIS,  stante  che  il
  presidente  di  Unicredit,  dr. Profumo,  ha  già  comunicato  la
  volontà di cessione, ipotizzando, addirittura, successive  azioni
  di  concorrenza  nei confronti dell'Istituto, una  volta  ceduto;
  quali   azioni  intenda  intraprendere,  altresì,  al   fine   di
  salvaguardare,  comunque, i livelli occupazionali dei  dipendenti
  dell'IRFIS  ed al fine di sostenere i circa 10 giovani  vincitori
  di  borse  di  studio presso l'IRFIS che da quasi  un  anno  sono
  impegnati   con   serietà  e  successo  in  favore  dell'economia
  siciliana;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri, affinché vengano fugate le preoccupazioni sorte in questi
  giorni, su incentivazioni al Private Equity (i grandi clienti) di
  BdS,  affinché  transitino  da subito in  Unicredit,  nonché  sul
  ventilato  accorpamento  del Corporate  Banking  (il  mercato  di
  servizi alle imprese) con il Private Equity, con perdita di posti
  di lavoro per i manager interni;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro ì limiti  dei  propri
  poteri, per scongiurare il pericolo, da molti paventato,  che  la
  fusione in questione aumenterà la quota di investimenti nel  Nord
  del Paese dei risparmi raccolti in Sicilia con notevoli danni per
  l'economia  della Regione ed il conseguente rischio  che  il  BdS
  appaia  ai  siciliani sempre più lontano e sempre meno siciliano,
  alimentando  le  polemiche di quanti stigmatizzano  che  dopo  la
  fusione BdS -Banca di Roma, con la creazione di Capitalia, adesso
  con  la  incorporazione  in Unicredit  si  realizzi  la  definiva
  espropriazione  in  danno ai siciliani del  proprio  Istituto  di
  credito asse portante del sistema economico e sociale dell'Isola;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri, affinché il prossimo piano industriale del nuovo Istituto
  unitamente alle partecipazioni in project financing, già previste
  nel  piano  industriale  di Capitalia per  i  termovalorizzatori,
  preveda  partecipazioni in project financing anche per le  grandi
  opere infrastrutturali da realizzare in Sicilia;

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri,  affinché  i costi dei servizi bancari  per  i  cittadini
  siciliani  siano quelli in atto in uso in Unicredit (notevolmente
  minori rispetto a quelli del BdS), stante che, viceversa, è stato
  annunciato l'adeguamento per il nuovo Istituto ai costi  del  BdS
  (non  si capisce perché lo statuto del nuovo Istituto sarà quello
  di  Unicredit, così come il sistema informatico, l'organizzazione
  dei servizi e le varie procedure, mentre- vedi caso - i costi dei
  servizi saranno quelli di Capitalia, molto più onerosi);

   quali  azioni intenda intraprendere, entro i limiti  dei  propri
  poteri,   affinché  la  partecipazione  azionaria  della  Regione
  siciliana  nel  nuovo  Istituto  rispetti  le  disposizioni,  già
  fissate,  con l'art. 56 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2,  adottate
  in  occasione della fusione del BdS con la Banca di  Roma  ed  in
  particolare:  sul  mantenimento in capo  al  BdS  di  un  livello
  patrimoniale non inferiore a quello attuale, sul mantenimento per
  il  BdS  di  una denominazione confermativa di quella  attuale  e
  dell'ubicazione  a Palermo della sede sociale e  della  direzione
  centrale,   della   tutela   dei   livelli   occupazionali,   del
  mantenimento  del  collegamento  tra  il  BdS  ed  il  territorio
  siciliano,  del  mantenimento della quota di mercato  attualmente
  detenuta  dal  BdS, del mantenimento di un trend  positivo  degli
  impieghi del BdS nel territorio della Regione;

   infine,  se non ritiene di attivare, immediatamente,  un  tavolo
  di  confronto e di concertazione con le Organizzazioni  sindacali
  sull'intera  questione,  al fine di concordare  unitariamente  le
  azioni da intraprenderne». (54)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, com'è noto,  in  questi  ultimi
  anni,  sotto  l'egida della Banca d'Italia si  è  sviluppata  una
  politica  di  progressiva integrazione tra  i  principali  gruppi
  creditizi,  finalizzata ad affrontare al  meglio  la  concorrenza
  internazionale e la realtà dei mercati globalizzati.
   La  Regione  siciliana  possiede lo 0,62 per  cento  del  gruppo
  bancario nato dalla fusione tra Unicredit e Capitalia, un  gruppo
  bancario  che  per  dimensioni è secondo in  Europa  e  primo  in
  Italia.
   La  Regione ha riversato a tale nuova entità societario il  2,84
  per  cento posseduto in Capitalia, ricevendo circa 80 milioni  di
  azioni  sulla  base  del  concambio  tra  le  quote  Unicredit  e
  Capitalia  e la possibilità di nominare un proprio rappresentante
  nel consiglio d'amministrazione del gruppo.
   Per  effetto  della  fusione può certamente  affermarsi  che  la
  partecipazione azionaria della Regione ha di certo  aumentato  il
  suo  valore  finanziario. Il Banco di Sicilia si  trova  così  al
  centro di un operazione di grande respiro, ha per riferimento  un
  gruppo  di dimensioni mondiali ed è in grado di offrire  prodotti
  finanziari  alle imprese che vogliono crescere ed  accogliere  la
  sfida  della  globalizzazione, sfruttando la  sua  ineguagliabile
  ramificazione nel territorio isolano.
   L'integrazione  con  i  gruppi nazionali si  è  resa  necessaria
  anche   a  scapito  della  conservazione  strenua  della  propria
  identità  per  garantire   capacità competitive  all'Istituto  di
  credito,  altrimenti destinato al declino ed all'isolamento,  che
  in   ogni   caso   avrebbe  preparato  il  terreno   alla   crisi
  irreversibile ed alla successiva incorporazione dall'esterno.
   Ogni  forma  di integrazione genera l'esigenza di aggiornare  le
  strutture  a scopo sinergico e di ridefinire ruoli e  funzioni  e
  questa  fase  di transizione non può che presentare  elementi  di
  criticità territoriali e sociali, soprattutto in un settore  dove
  è  elevata la tensione sotto il profilo della salvaguardia  della
  concorrenza.
   Il  dovuto  intervento dell'autorità antitrust, a  garanzia  del
  buon  funzionamento del mercato e contro ogni tipo  di  abuso  di
  posizioni dominanti, purtroppo comporta l'inevitabile dismissione
  di  quella  parte di rete commerciali che eccede  le  percentuali
  massime   di   presenza   consentite  sul  territorio,   fenomeno
  particolarmente  gravoso in Sicilia, poiché si tratta  del  terzo
  movimento  di  integrazione, dopo quello  con  Sicilcassa  e  con
  Capitalia,  per  il  quale occorrerà proseguire  con  particolare
  attenzione nella individuazione di percorsi virtuosi in grado  di
  salvaguardare il più possibile i diritti dei dipendenti  e  degli
  utenti.
   La  medesima  Autority, nell'approvare la fusione tra  i  gruppi
  bancari, ha richiesto che il processo di integrazione si  traduca
  finalmente in significativi benefici per la clientela, tanto  per
  le  famiglie  quanto per le piccole e medie imprese,  soprattutto
  sul lato delle entità delle commissioni.
   Circa  le  capacità di intervento della Regione siciliana  sulla
  descritta   operazione   e   sulle  sue   paventate   conseguenze
  economiche,  sociali  ed  occupazionali, occorre  preliminarmente
  sgomberare  il  campo dall'idea di potenziare gli  interventi  di
  carattere pubblicistico.
   Le  attribuzioni della Regione siciliana in materia  di  credito
  non  sono  più  rispecchiate dalle relative norme  di  attuazione
  dello  Statuto, che sono quelle approvate con DPR 27 giugno 1952,
  n. 1133.
   L'articolo   17  dello  Statuto  regionale  indica  quella   del
  credito,  del  risparmio  e delle assicurazioni  tra  le  materie
  rientranti  nella  potestà  legislativa  concorrente,  sottoposta
  quindi  ai   limiti  dei principi ed interessi  generali  cui  si
  informa la legislazione dello Stato .
   Le  predette norme di attuazione attribuiscono all'Assessore per
  il bilancio e le finanze della Regione le competenze spettanti al
  Ministro per il Tesoro e al Governatore della Banca d'Italia,  da
  esercitarsi in riferimento a:
   a) ordinamento  di  istituti  ed  aziende  di  credito  operanti
      esclusivamente nel territorio regionale;
  b) autorizzazione alla costituzione ed alla fusione degli
  istituti ed aziende di cui sopra;
  c) autorizzazione alla apertura, al trasferimento, alla
  sostituzione ed alla chiusura nel territorio regionale dei
  medesimi istituti ed aziende;
  d) autorizzazione all'apertura, al trasferimento, alla
  sostituzione ed alla chiusura nel territorio regionale di
  sportelli di istituti ed aziende di credito aventi la sede
  centrale in Sicilia, ma operanti anche fuori dal territorio
  regionale.
   Questo  sistema ha subito i cambiamenti discendenti dal tipo  di
  potestà legislativa conferita ed, infatti, nella materia in esame
  sono  stati  considerati quei principi generali ricavabili  dalla
  legislazione nazionale di settore, ossia dal Testo Unico Bancario
  -  Decreto  legislativo  n.  385/1993  che,  a  differenza  della
  precedente  legge  bancaria del 1936, ha introdotto  il  criterio
  della valutazione di vigilanza in base al principio della sana  e
  prudente   gestione,  nell'ambito  della  libera  iniziativa   di
  mercato,  attribuendone la titolarità al Governatore della  Banca
  d'Italia.
   Ciò  al  fine  di dare attuazione alle prescrizioni  volute  dal
  legislatore  comunitario  per  realizzare  un  mercato  unico   e
  concorrenziale  europeo  nel  settore  del  credito,   escludendo
  contestualmente  la  possibilità per le  autorità  creditizie  di
  intervenire  nella determinazione della struttura del  mercato  o
  per indirizzarne le scelte.
   Tale  mutamento storico si è riflesso sulle competenze regionali
  in  materia, portando, anche alla luce della linea interpretativa
  presente   nelle   pronunzie  della  Corte   Costituzionale,   ad
  intenderle  in senso restrittivo, sul presupposto che la  materia
  in  questione  sia tendenzialmente legata, per sua  natura,  alla
  prevalenza degli interessi nazionali.
   Massima  espressione  della  suddetta  linea  interpretativa   è
  contenuta nella sentenza 22 marzo 1995, n. 102 con cui il Giudice
  delle  leggi,  in occasione del ricorso con il quale  la  Regione
  siciliana  ha  sollevato  conflitto  di  attribuzione  circa   la
  spettanza  allo Stato, e per esso alla Banca d'Italia, di avocare
  a  sè  ogni  potere di vietare lo stabilimento di  succursali  di
  banche  nel  territorio  della Regione siciliana   ha  dichiarato
  essere   cessati i poteri già attribuiti in materia alla Regione
  e  ciò in quanto i poteri deliberativi e consultivi in materia di
  sportelli  bancari, già affidati dalle norme di  attuazione   non
  appaiono rispondenti al quadro della nuova disciplina del credito
  conseguente al recepimento della direttiva CEE 646/89 .
   Il  controllo in generale sulla struttura organizzativa e  sulla
  espansione territoriale delle aziende di credito, se da  un  lato
  risulta del tutto svuotato di contenuti, in quanto vi è stato uno
  spostamento dello scopo dei controlli da quello di verifica delle
  modalità  di  strutturazione del mercato a quello di accertamento
  della  stabilità  e  dell'efficienza dei  soggetti  che  in  esso
  operano,  dall'altro tende sempre di più ad uniformarsi  e  forse
  anche  a  concretizzarsi  in  un   modello  europeo   basato  sul
  riconoscimento  dell'eguale dignità dei  controlli  di  vigilanza
  prudenziale all'interno di un mercato unico concorrenziale  anche
  nel settore del credito.
   Si  cerca  di  creare un sistema di governance  finanziaria  del
  risparmiatore, con un assetto in cui tutte le forme di  controllo
  si svolgano in un chiaro rapporto di sussidiarietà.
   Occorre prendere atto che le ragioni della politica devono  oggi
  tenere  nel debito conto, se non si vuole impoverirle nella  loro
  sostanzialità o degradarle a mero e vacuo esercizio  retorico  di
  corto  respiro,  le severe legge dell'economia globalizzata,  che
  comportano l'ineluttabile conseguenza che al crescere progressivo
  dell'integrazione  dei  mercati, fra i  quali  anche  quello  del
  credito, vengono meno o diminuiscono sensibilmente la capacità di
  regolazione e di controllo autoritativo degli stessi, che restano
  perciò mossi quasi esclusivamente, come tutti i settori economici
  commerciali,  dalle fluttuazioni economiche e dalle  esigenze  di
  naturale redditività delle organizzazioni imprenditoriali.
   Questo  vuol  dire essenzialmente che la banca moderna  non  può
  più essere vista come una istituzione immanente sul territorio ma
  piuttosto  come un soggetto economico, che assieme  ad  altri  si
  deve  fare  promotore di sviluppo, senza che però  possano  avere
  rilievo prevalente risvolti di socialità e assistenza fini  a  se
  stessi.
   Lo   stesso   riassetto  normativo  operato  dalla  legislazione
  statale,  ad  esempio con la eliminazione del concetto  di  banca
  pubblica, testimonia il nuovo ruolo assunto dalla intermediazione
  creditizia nei mercati integrati.
   Tra  l'altro,  che  ogni elemento degli schemi tradizionali  che
  hanno   governato   il   settore  sia  attualmente   oggetto   di
  rivisitazione  integrale,  con  il  conseguente  venir  meno   di
  architravi  nel  passato ritenuti indispensabili, è  testimoniato
  dall'opera  di ristrutturazione organizzativa della  dislocazione
  territoriale della Banca d'Italia, cui ha fatto da presupposto il
  forte   ridimensionamento  funzionale  delle  medesima  con   una
  significativa riduzione ed un depotenziamento di alcune realtà di
  ambito  provinciale,  alle  cui ragioni  sistemiche  non  possono
  opporsi motivazioni esclusivamente politiche.
   In  buona sostanza la politica deve utilizzare strumenti diversi
  cercando  di  ottenere  altrimenti gli obiettivi  di  supporto  e
  ausilio al tessuto economico del territorio.
   Questo  può  voler  dire  dirottare la propria  azione  non  più
  sull'offerta   di   credito,   attraverso   ormai   improponibili
  interventi  sul  numero  degli  sportelli  bancari,  sulla   loro
  dislocazione   o   sulle   condizioni  di   credito,   poste   da
  organizzazione privatistiche, bensì sulla domanda di  credito  da
  parte sopratutto delle imprese.
     Proprio  in  tal  senso  è ispirata ad esempio  la  disciplina
  innovativa  in  tema  di  consorzi  fidi,  realizzata  con  legge
  regionale  4/2005  e  in  corso di aggiornamento,  finalizzata  a
  fornire  maggiori garanzie al sistema creditizio,  riducendone  i
  costi  connessi al rischio ed in ultima analisi incrementando  la
  capacità di credito e la relativa domanda aggregata.
   Tanto   premesso   appaiono   in  tutta   chiarezza   le   reali
  potenzialità  di  intervento del socio  Regione  all'interno  del
  nascente gruppo bancario.
   La   garantita  presenza  di  un  rappresentante  della  Regione
  all'interno del consiglio di amministrazione si rivela essenziale
  per  porre  all'attenzione della compagine sociale la  necessaria
  tutela  dei  lavoratori del Banco di Sicilia e degli  utenti  dei
  servizi  bancari,  nonché  la ridefinizione  del  ruolo  e  della
  funzione  dell'IRFIS a sostegno delle imprese e più  in  generale
  l'allocazione   degli   impieghi  dei  risparmi   dei   siciliani
  nell'ambito delle grandi opere da realizzare nella Regione.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Di  Mauro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    DI MAURO. Mi dichiaro soddisfatto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Lombardo è in congedo  per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
                  della Rubrica  Bilancio e finanze

    PRESIDENTE   Si  passa alla interrogazione n. 1424   Interventi
  in  favore  dei  comuni della provincia di  Messina  colpiti  dal
  violentissimo nubifragio del 25 ottobre 2007 , dell'onorevole  De
  Luca.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  bilancio  e
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   in  data 25/10/2007 un violentissimo nubifragio ha causato gravi
  danni  alla  strada  statale  114 e  l'interruzione  della  linea
  ferroviaria Messina - Catania. L'interruzione è stata causata dal
  forte  maltempo  che si è scatenato nei giorni scorsi  e  che  ha
  colpito  in particolar modo la Valle del Nisi e tutta la  riviera
  jonica messinese;

   nonostante  gli amministratori dei comuni interessati  si  diano
  un  gran da fare per alleviare i disagi e ripristinare condizioni
  di  normalità, i danni sono talmente ingenti da rendere difficile
  l'opera degli amministratori;

   considerato  che  dai vari sopralluoghi è emerso  uno  stato  di
  grave  pericolo e disagio per le popolazioni delle  zone  colpite
  dal  nubifragio e che gli interventi di pronta urgenza effettuati
  in  questi  giorni  dalla protezione civile  sembra  non  abbiano
  sufficiente copertura finanziaria;

   tenuto  conto  che  in data 30 ottobre u.s. nel  comune  di  Alì
  Terme   si  sono  verificati  ulteriori  smottamenti  che   hanno
  aggravato la situazione esistente, bloccando la SS 114 Messina  -
  Catania e la linea ferroviaria, creando ulteriori disagi;

   per sapere:

   quali  interventi urgenti il Governo regionale intenda  adottare
  e quali e dove siano le risorse da reperire o già disponibili per
  dare risposte adeguate ai comuni che si trovano in condizioni  di
  disagio;

   se  intendano reperire con apposita manovra di bilancio 2007  le
  somme indispensabili per far fronte alla drammatica situazione;

   se  non  valutino opportuno indirizzare tutte le somme  previste
  per  i  contributi straordinari in favore dei comuni  colpiti  da
  eventi  calamitosi,  (contributi per  i  comuni  che  versano  in
  particolari  condizioni  di  disagio,  contributi  per  spese  di
  impianto  e  gestione  di  servizi in  forma  associata  previsti
  dall'art.  76  comma  4  della  l.r.  26  marzo  2002,  n.  2)  e
  precisamente  per l'area geografica che va da Messina  sud  a  S.
  Alessio Siculo, compresi i comuni montani». (1424)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,      onorevoli     colleghi,     con      riferimento
  all'interrogazione n. 1424 dell'onorevole De Luca, si rappresenta
  quanto segue.
     L'articolo  76, comma 4, della legge regionale 26 marzo  2002,
  n. 2, riserva nelle disponibilità dell'Assessore per la Famiglia,
  una  quota  pari  al  5 per cento del Fondo delle  autonomie  per
  concedere  tra  l'altro  contributi straordinari  ai  comuni  con
  popolazione  non  superiore a 10.000 abitanti colpiti  da  eventi
  calamitosi  per i quali sono state emanate le ordinanze  previste
  dall'art.  5  della legge 24 febbraio 1992, n. 225  e  successive
  modifiche ed integrazioni .
   Annualmente  si provvede, quindi, a riservare un  importo  sullo
  stanziamento  della  quota  del 5 per  cento  del  Fondo  per  le
  autonomie, per la concessione dei contributi di cui trattasi.
   Presupposto  per  la  concessione di detti  contributi  risulta,
  tuttavia, essere  l'ordinanza prevista dall'art. 5 della legge 24
  febbraio  1992,  n. 225, e successive modifiche ed integrazioni ,
  ordinanza ad oggi non risultante agli atti dell'Assessorato  alla
  Famiglia.
   In  assenza  di  tale provvedimento, pertanto, nessun  atto  può
  essere adottato dall'Amministrazione competente.
   Il   Comune  di  Messina,  pur  tuttavia,  comunica   di   avere
  predisposto   una  prima  stima  sommaria  degli  interventi   di
  emergenza  e  di prima sistemazione idrogeologica del  territorio
  colpito  dal nubifragio, quantificata in euro 17.529.000,  00  di
  cui 1.990.000, 00  per interventi urgentissimi.  La relazione  di
  che  trattasi è stata trasmessa in data 14/11/2007 al  Presidente
  della  Regione  siciliana, agli Assessori al  Territorio  e  alla
  Famiglia, al Dipartimento regionale della Protezione civile e  al
  Prefetto di Messina.
   Le   contingenti   problematiche  finanziarie   della   Regione,
  comunque,  non  consentono, per l'anno in  corso,  di  ipotizzare
  quelle  forme  di intervento straordinario auspicate  dalla  S.V.
  onorevole.
   Per  far fronte, tuttavia, agli interventi di somma urgenza  già
  effettuati  con ordinanze sindacali ed accertati dal Dipartimento
  regionale  di  Protezione  Civile, è stato  predisposto  apposito
  emendamento,  già  approvato  dalla Commissione   Bilancio ,  che
  autorizza  l'assegnazione di 3.000 migliaia di euro a valere  sui
  fondi previsti dall'art. 76, comma 4, della legge regionale n.  2
  del 2002.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  De  Luca  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    DE LUCA .  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE    Si  passa all'interrogazione n. 1176   Interventi
  per la verifica del rispetto dell'articolo 16 della l.r. 2/2007 ,
  dell'onorevole Di Mauro.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  visto  l'art.  16  della  l.r.
  2/2007,    relativo   alla   composizione   dei    consigli    di
  amministrazione di società a totale partecipazione della  Regione
  o   degli  enti  pubblici  regionali,  nonché  delle  società   a
  partecipazione  mista tra Regione ed altri  soggetti  pubblici  e
  privati;

   preso  atto dell'emanazione del D.P.R.S. del 5 marzo 2007  sulla
  questione;

   per sapere:

   quali  strumenti  e  procedure intenda attivare  allo  scopo  di
  verificare   il   rispetto   della   suddetta   norma,   compreso
  l'adeguamento degli statuti delle società, stante che il previsto
  termine di 180 giorni scade il prossimo 4 settembre;

   quali direttive siano state impartite alle società ed agli  enti
  interessati  a proposito del rispetto del comma 725  dell'art.  1
  della  L. 296/2006 (Finanziaria nazionale), richiamato dal citato
  art. 16 della l.r. 2/2007 (Finanziaria regionale), riguardante la
  riduzione  dei compensi attributi ai presidenti ed ai  componenti
  dei   consigli  di  amministrazione   delle  società   a   totale
  partecipazione di comuni o province». (1176)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio e le finanze.  Onorevole
  Di  Mauro,   ho  già dato una risposta al riguardo  in  occasione
  dello svolgimento  dell'interrogazione n. 1174 a sua firma.

    PRESIDENTE  L'onorevole Di Mauro è d'accordo?

    DI  MAURO .   Sono  d'accordo e mi  ritengo  soddisfatto  della
  risposta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  giovedì,
  13  dicembre  2007,  alle ore 17.30, con il seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II    -LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 254  -  Istituzione del  Mercato dei contadini .

     III    -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE  DELLA
      RUBRICA  Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione

  IV   -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLE
  DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE MERCADANTE.

                  La seduta è tolta alle ore 19.25.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.15

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

  CAPUTO. - «Al Presidente della Regione,

  premesso che:

  nel corso dei recenti incendi sono andati distrutti oltre 700 dei
  900 ettari di bosco della zona di Casaboli-Monreale (PA), demanio
  forestale della Regione;

  oltre  i  danni immediatamente conseguenti all'incendio,  che  ha
  determinato la quasi totale distruzione di uno dei polmoni  verdi
  più importanti della provincia, si sono determinati i pericoli di
  dissesto idrogeologico e di desertificazione del territorio;

  oltre  il fatto che dall'incendio è derivato un gravissimo  danno
  economico  non  soltanto in termini di riduzione  delle  giornate
  lavorative  occupazionali,  ma  per  le  attività  commerciali  e
  turistiche   della   frazione  di  Pioppo,   da   sempre   legate
  all'utilizzo e alla fruizione dell'area boschiva;

  considerato che nel corso dell'incendio, le attività di  soccorso
  sono  state  notevolmente  rallentate dalla  impraticabilità  del
  tratto  stradale che conduce nella zona in questione, circostanza
  che  di  fatto  ha impedito a molti automezzi di  raggiungere  in
  tempo  il  luogo  dell'incendio  e  che  ha  bloccato  importanti
  operazioni di soccorso;

  ritenuto,  altresì, che appare indispensabile  prevenire  episodi
  come quelli già verificatisi;

  per  sapere  se  non  reputi opportuno adottare  i  provvedimenti
  necessari,  mediante  l'utilizzo  dei  fondi  per  la  Protezione
  civile, per finanziare il rifacimento dell'asse stradale e per la
  costituzione  di tutti i presidi di emergenza indispensabili  per
  affrontare situazioni del genere». (1412)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

  Risposta.  «Con  l'interrogazione n. 1412 dell'onorevole  Salvino
  Caputo,  rivolta  all'onorevole Presidente  della  Regione,  sono
  state   formulate  alcune  problematiche,  inerenti    Interventi
  straordinari per la sistemazione del tratto stradale tra  la  via
  Provinciale  (Pioppo)  e  l'area boschiva  di  Casaboli  Monreale
  (PA) .
   Al   riguardo  lo  scrivente  Ufficio  ha  interessato  sia   il
  Dipartimento  dei  Lavori  pubblici  che  il  Dipartimento  della
  Protezione Civile.
   In  particolare,  il predetto Dipartimento dei  lavori  pubblici
  con nota 30 novembre 2007, n. 531 ha evidenziato che nel Bilancio
  della Regione - Dipartimento LL.PP., per quanto di competenza non
  prevede  fondi  regionali per il finanziamento  di  programmi  di
  spese per le strade di competenza dell'Assessorato regionale  dei
  lavori  pubblici, mentre il Dipartimento della Protezione Civile,
  con  nota 3 dicembre 2007, n. 51090, ha evidenziato la competenza
  del  Dipartimento  regionale  delle  foreste  per  l'attività  di
  prevenzione del rischio incendi.
   Per   quanto   premesso,   si  rimette  copia   della   predetta
  interrogazione,  correlata delle note citate, rappresentando  che
  la predetta interrogazione è stata posta all'ordine del giorno di
  cui  si  allega copia della quarta Commissione per  il  giorno  5
  dicembre 2007 alle ore 10.30.
   Le  SS.LL.  vorranno assicurare la presenza in  Commissione,  al
  fine  di  relazionare alla predetta gli elementi.  di  rispettiva
  pertinenza».

                                                L'Assessore CONSOLI

                            REGIONE SICILIANA
      ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE
   DIPARTIMENTO REGIONALE DELLE FORESTE
                            CORPO FORESTALE

                                   Sevizio tutela

   Prot. n. 1749
                                           Palermo, 5 dicembre 2007

   Oggetto:    Convocazione   quarta   Commissione    Ambiente    e
  Territorio - 5 dicembre 2007.

   Si  fa  seguito  alla  convocazione di cui  all'oggetto  per  la
  trattazione del punto 1 dell'ordine del giorno:  Svolgimento,  ai
  sensi   dell'articolo  143  bis  del  Regolamento  interno  della
  interrogazione   n.   1412  (Interventi   straordinari   per   la
  sistemazione del tratto di strada tra la Via Provinciale (Pioppo)
  e   l'area  boschiva  di  Casaboli) ,  per  comunicare   che   il
  Dipartimento  Regionale  delle Foreste  le  cui  competenze  sono
  individuate  nella  legge  regionale  6  aprile  1996,  n.  16  e
  successive modificazioni, non ha competenza e quindi capitoli  di
  spesa assegnate per la manutenzione della viabilità.
   L'attività  a  cui fa riferimento il Dipartimento di  Protezione
  Civile  erroneamente  riportata non  è  quella  di  previsione  e
  prevenzione del rischio incendi, ma di prevenzione e lotta attiva
  così come recita l'art. 33 della legge regionale 16/96 modificato
  dalla legge 14/2006.
   Gli   interventi   di   prevenzione  si  esercitano   attraverso
  operazioni  di pulizia e di manutenzione selvi-culturali,  mentre
  gli  interventi  di  lotta  attiva contro  gli  incendi  boschivi
  comprendono attività di:
  - Ricognizione e sorveglianza;
  - Avvistamento ed allarme;
  - Spegnimento con mezzi terrestri ed aerei.

  IL DIRIGENTE GENERALE

  (DOTT. AGR. MICHELE SALVATORE LONZI)