Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli De Benedictis, Rizzotto, Termine, Ammatuna,
Panepinto, Zappulla.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 10.34, è ripresa alle ore 10.50)
La seduta è ripresa.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute da parte
dell'Assessore per il bilancio e le finanze le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
numero 793 - Provvedimenti perchè il servizio di riscossione
rientri in criteri di efficienza e di maggiore rispetto dei
cittadini.
Firmatario: Cracolici Antonino
numero 808 - Notizie a proposito delle modalità di riscossione
dei tributi in caso di mancato pagamento adottate dalla SERIT,
concessionaria del servizio.
Firmatario: Cracolici Antonino
numero 822 - Interventi per scongiurare la chiusura e la
dismissione delle sedi provinciali della Banca d'Italia.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
numero 970 - Notizie a proposito dei rilievi formulati dalla
Corte dei Conti sulla gestione economica della Multiservizi.
Firmatario: Borsellino Rita
numero 1026 - Interventi per impedire l'indiscriminata chiusura
delle filiali provinciali della Banca d'Italia nella regione.
Firmatario: Oddo Camillo
numero 1104 - Interventi per risolvere la situazione dei
lavoratori ASU del comune di Castellammare del Golfo (TP).
Firmatari:Oddo Camillo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Comunicazione di assenze alle riunioni delle Commissioni
PRESIDENTE Comunico che nella seduta n. 52 del 18 dicembre
2007 della I Commissione Affari istituzionali sono risultati
assenti gli onorevoli Gucciardi, Mancuso, Barbagallo, Basile,
Borsellino, Cascio, D'Aquino, Fagone, Galvagno, Gennuso, Maira,
Speziale e Zago.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
numero 1531 - Misure dirette a prevenire e a fronteggiare gli
incendi.
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
Firmatari: Vicari Simona; Confalone Giancarlo; Pagano
Alessandro; Leanza Edoardo.
L'interrogazione testè annunziata sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
numero 1527 - Notizie sul mancato inserimento della variante
alla Strada statale 115, nel tratto Ragusa Vittoria, nel Piano
Triennale delle opere pubbliche della Regione siciliana.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Incardona Carmelo
numero 1528 - Finanziamento legge regionale n. 61 del 1981.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Incardona Carmelo
numero 1529 - Notizie circa il rischio di esondazione del
torrente S. Antonio di Calatabiano (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
numero 1530 - Interventi per il ripristino della strada 'Terre
nere' in località Motta S. Anastasia (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 19 dicembre 2007,
l'onorevole Nunzio Giuseppe Maniscalco ha comunicato che, in
seguito allo scioglimento del Gruppo parlamentare Democrazia
Cristiana per le Autonomie - Sicilia Vera aderisce al Gruppo
Misto quale rappresentante di Democrazia Cristiana per le
Autonomie, in breve DCA.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
Rubrica Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Famiglia, politiche sociali e autonomie locali .
Comunico che l'Assessore per la Famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, dott. Colianni, ha fatto sapere che, con
riferimento alla convocazione per la seduta odierna, a causa
impegni precedentemente assunti, non potrà partecipare ai lavori
d'Aula odierni. Rimane a disposizione per una successiva
convocazione per lo svolgimento delle interrogazioni ed
interpellanze della Rubrica di competenza dell'Assessorato
Famiglia, politiche sociali e autonomie locali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Saluto alla delegazione di studenti del Liceo Statale G. Meli
di Palermo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, è presente in Aula una
delegazione di studenti del Liceo Statale G. Meli di Palermo
cui do il benvenuto a nome mio e dell'Assemblea.
Tali studenti hanno avviato un percorso di studi sperimentali
di diritto e in questo contesto rientra la visita all'Assemblea e
agli altri organi legislativi.
Auguro loro buon lavoro.
(Applausi)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno odierno
non prevede altri punti, pertanto la seduta è rinviata ad oggi,
giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 11.45, per discutere il
disegno di legge n. 701/A «Variazioni al bilancio della Regione
ed al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2007».
Considerato che è necessaria una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per stabilire i tempi di discussione ai sensi
del Regolamento interno, la stessa è convocata alle ore 12.00,
subito dopo l'apertura della prossima seduta.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco
come si possa mettere all'ordine del giorno di domani il disegno
di legge n. 701/A che non è ancora pervenuto né ai deputati né
all'Aula. Vorrei dirle che lei può convocare l'Aula per domani,
ma non può convocarla con un ordine del giorno che prevede un
atto ancora inesistente.
PRESIDENTE L'Aula è stata convocata per oggi.
CINTOLA Ancora peggio Non può convocare l'Aula con un ordine
del giorno in cui viene considerato un atto che non c'è
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 11.45, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni.
II -Discussione del disegno di legge:
- Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2007. Provvedimenti finanziari urgenti, norme
di razionalizzazione e semplificazione amministrativa. (701/A).
La seduta è tolta alle ore 10.59
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 12.10
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
CRACOLICI. - «All'Assessore per il bilancio e le finanze,
premesso che a Palermo numerosi cittadini ricevono cartelle
esattoriali non esatte o del tutto infondate reclamanti il
pagamento immediato di quanto dovuto pena l'applicazione delle
cosiddette ganasce fiscali e di ipoteche sui beni immobili;
constatato che tali provvedimenti vengono comunicati
all'interessato dopo che sono stati adottati e che gli stessi
producono i loro effetti all'insaputa del cittadino prima che
questi possa o procedere al pagamento o esercitare il suo diritto
alla contestazione dell'imposta reclamata dalla Montepaschi Serit
e, comunque, continuando a produrre diritti di mora senza che il
cittadino abbia avuto modo di chiarire la propria posizione;
rilevato che la Montepaschi Serit adotta i provvedimenti
previsti dalla legge in caso di mancato pagamento di tasse o di
multe con particolare accanimento e senza tenere conto che i
diversi provvedimenti previsti dalla legislazione vigente
consentono di graduare l'azione coattiva in rapporto al grado di
resistenza o indifferenza del cittadino;
ritenuto, invece, che l'adozione contemporanea di provvedimenti
come le ganasce fiscali e l'ipoteca, per un valore doppio
rispetto alla tassa non pagata, delineano un particolare
accanimento e una sproporzione tra quanto dovuto dal cittadino e
i danni che allo stesso vengono prodotti con simili
provvedimenti;
considerato inoltre che per il cittadino che intendesse
mettersi in regola non è possibile usare altro canale di
pagamento se non presso gli sportelli della Concessionaria
(Serit) con gravi disagi e inaccettabili perdite di tempo in una
società sempre più informatizzata;
per sapere:
in base a quali norme e provvedimenti la Concessionaria (Serit)
ritiene di potere vessare in questo modo migliaia di cittadini
sulla base di contestati mancati pagamenti la cui veridicità è
spesso tutta da dimostrare;
se non ritenga che le pratiche adottate siano indice di una
grave insufficienza organizzativa che produce un'azione di fatto
lesiva e mortificante dei diritti dei cittadini, coinvolgendo in
una immagine vessatoria e disorganizzata anche le istituzioni in
nome delle quali sono riscossi i diritti fiscali;
quali provvedimenti intenda adottare perché il servizio di
riscossione rientri in criteri di maggiore efficienza e di
rispetto dei cittadini». (793)
CRACOLICI. - «All'Assessore per il bilancio e le finanze,
premesso che a Palermo numerosi cittadini ricevono cartelle
esattoriali errate o del tutto infondate reclamanti il pagamento
immediato di quanto dovuto pena l'applicazione delle cosiddette
'ganasce fiscali' e di ipoteche sui beni immobili;
constatato che tali provvedimenti vengono comunicati
all'interessato dopo che sono stati adottati e che gli stessi
producono i loro effetti all'insaputa del cittadino prima che
questi possa o procedere al pagamento o esercitare il suo diritto
alla contestazione dell'imposta reclamata dalla Montepaschi Serit
e, comunque, continuando a produrre diritti di mora senza che il
cittadino abbia avuto modo di chiarire la propria posizione;
rilevato che la Montepaschi Serit adotta i provvedimenti
previsti dalla legge in caso di mancato pagamento di tasse o di
multe con particolare accanimento e senza tenere conto che i
diversi provvedimenti previsti dalla legislazione vigente
consentono di graduare l'azione coattiva in rapporto al grado di
resistenza o indifferenza del cittadino;
ritenuto, invece, che l'adozione contemporanea di provvedimenti
come le ganasce fiscali e l'ipoteca, per un valore doppio
rispetto alla tassa non pagata, delineano un particolare
accanimento e una sproporzione tra quanto dovuto dal cittadino e
i darmi che allo stesso vengono prodotti con simili
provvedimenti;
considerato inoltre che per il cittadino che intendesse
mettersi in regola non è possibile usare altro canale di
pagamento se non presso gli sportelli della Concessionaria
(Serit) con gravi disagi e inaccettabili perdite di tempo in una
società sempre più informatizzata;
per sapere:
in base a quali norme e provvedimenti la Concessionaria (Serit)
ritiene di potere vessare in questo modo migliaia di cittadini
sulla base di contestati mancati pagamenti la cui veridicità è
spesso tutta da dimostrare;
se non ritenga che le pratiche adottate siano indice di una
grave insufficienza organizzativa che produce un'azione di fatto
lesiva e mortificante dei diritti dei cittadini, coinvolgendo in
una immagine vessatoria e disorganizzata anche le istituzioni in
nome delle quali sono riscossi i diritti fiscali;
quali provvedimenti intenda adottare affinché il servizio di
riscossione rientri in criteri di maggiore efficienza e di
rispetto dei cittadini». (808)
Risposta. «Con riferimento alle interrogazioni n. 793 e n. 808
dell'onorevole Cracolici, atteso che le stesse attengono ad
analogo contenuto, si rappresenta, per entrambe, quanto segue.
Gli Uffici di questo assessorato hanno richiesto
tempestivamente, alla Serit Sicilia S.p.A., chiarimenti in ordine
al contenuto delle stesse interrogazioni.
La Serit Sicilia S.p.A., in risposta, ha rappresentato che:
Tra le disposizioni che regolamentano l'attività di riscossione
dei tributi, l'articolo 49, comma 1, del D.P.R. n. 602/73,
prevede, in particolare, che Per la riscossione delle somme non
pagate l'Agente della Riscossione procede ad espropriazione
forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo;
può altresì promuovere azioni cautelari e conservative, nonché
ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del
creditore.
Pertanto, il mancato adempimento dell'obbligazione tributaria
nel termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella di
pagamento (art. 50, comma 1, D.P.R. n. 602/73), legittima
l'Agente della Riscossione ad intraprendere le azioni
cautelari/esecutive (previste dalla normativa vigente in materia)
a tutela del carico iscritto a ruolo dagli Enti impositori.
Va, in proposito, osservato come le informazioni riportate
sulla stessa cartella di pagamento sono state, in ultimo,
integrate con il Provvedimento Direttoriale del 31 ottobre 2005
che ne ha, tra l'altro, modificato il frontespizio riepilogativo
riportando l'espressa avvertenza che in caso di mancato
pagamento entro le scadenze indicate procederemo ad esecuzione
forzata, nonché al fermo amministrativo di beni mobili
registrati, , all'ipoteca sugli immobili di proprietà .
Corretto è, quindi, il comportamento dell'Agente che (in
presenza delle condizioni di legge) espleta le procedure
cautelari nei riguardi dei contribuenti morosi, i quali hanno
piena contezza della propria obbligazione tributaria, essendo
stati destinatari della notifica degli atti ad essa propedeutici
(cartella/preavviso di iscrizione di fermo amministrativo).
Altrettanto legittimo è, inoltre, il procedimento di iscrizione
di ipoteca sui beni immobili del debitore per un valore pari al
doppio del debito, poiché conforme al disposto portato dall'art.
77 del D.P.R. 602/73 che, nel regolamentare tale fattispecie,
dispone: Decorso inutilmente il termine di cui all'art. 5, comma
1, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli
immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al
doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede .
Occorre, infine, evidenziare che SERIT SICILIA S.p.A. ha
adottato strumenti informatici all'avanguardia ed offre ai
cittadini vari strumenti di pagamento alternativi allo sportello
di riscossione. Questi ultimi possono, infatti, fruire del canale
postale/bancario, utilizzando i bollettini RAV allegati agli atti
esattoriali, ovvero effettuare pagamenti on line tramite il sito
internet aziendale.
Una maggiore attenzione alle esigenze dell'utenza è stata
richiamata dalle linee guida, emanate dagli Uffici del
Dipartimento Finanze, dove si ribadisce la peculiarità degli
obiettivi che deve perseguire una società pubblica il cui scopo,
oltre che di migliorare la produttività, è di offrire a tutti i
cittadini un servizio funzionale e garante dei diritti».
L'Assessore LO PORTO
DI BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che il
Presidente della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha dichiarato di
volere procedere alla chiusura e alla dismissione delle sedi
decentrate dell'Istituto, con la sola eccezione dei capoluoghi di
Regione, con l'intento di renderne più efficiente ed efficace
l'azione e che ciò comporterebbe in Sicilia la chiusura delle
otto sedi provinciali;
ritenuto che tale decisione metterà in crisi la capacità
dell'organo di vigilanza di monitorare il territorio e allenterà
il controllo sulle piccole banche (competenza appunto delle sedi
provinciali);
considerato che, fra l'altro, in tale operazione ci sono
ricadute sul personale, il quale si vedrà costretto a
trasferimenti forzosi, allo sradicamento dal territorio,
all'allontanamento dalle famiglie, nonché a vedere
improvvisamente vanificate le scelte operate negli anni in
termini di carriera e di investimenti immobiliari;
per sapere se non ritenga di dovere intervenire presso il
Governo nazionale per raffigurare al Presidente della Banca
d'Italia le conseguenze di scelte così drastiche quando
l'efficienza dell'Organo di vigilanza andrebbe realizzata
attraverso il ripensamento e la modernizzazione della struttura
organizzativa, centrale e periferica, senza tagli di fatto ai
servizi all'utenza che possono determinare l'affievolimento
dell'attenzione sui fenomeni del riciclaggio, dell'usura,
dell'irregolare gestione del risparmio, che, proprio nelle aree
provinciali, hanno spesso trovato terreno fertile». (822)
ODDO CAMILLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
è in fase di discussione il progetto di 'Riassetto
organizzativo interno della Banca d'Italia';
in base a quanto sostenuto dagli stessi autori della riforma,
essa ha fra i suoi obiettivi quello del rafforzamento della sua
azione istituzionale, negando, invece, che si vuole
'ridimensionare il presidio delle funzioni istituzionali al
centro e sul territorio';
il nuovo assetto, come recita il documento, mira a superare
l'attuale modello della rete territoriale che prevede un assetto
delle unità operative uniforme su tutto il territorio,
prospettando un modello regionale caratterizzato dalla presenza
di filiali differenziate nella struttura e
nell'operatività, al fine di valorizzarne la presenza sul
territorio;
l'ipotesi di riassetto, quindi, prevede la presenza regionale
di un'unica filiale ad operatività piena e di una o più filiali
ad operatività differenziata con percettibile
ridimensionamento degli oneri di coordinamento e di collegamento
informativo fra filiali e Amministrazione centrale;
quanto finora detto, in Sicilia, si traduce nello
smantellamento totale delle filiali di tutte le province,
eccettuata quella di Palermo, con relativa drastica riduzione
dell'organico e trasferimento del personale residuo, oltre che
nella vendita degli immobili sedi delle filiali di proprietà
della Banca d'Italia;
l'eventuale chiusura delle 8 sede provinciali non potrebbe che
trasformarsi in una notevole riduzione delle funzioni
istituzionali svolte sul territorio, nonché in una perdita
sostanziale di efficienza e produttività per la Sicilia;
l'applicazione in questi termini della riforma comprometterebbe
anche l'esercizio delle nuove funzioni attribuite alla Banca
centrale dalla L. 262/2005;
esiste, altresì, il rischio di un'effettiva disparità di
trattamento tra gli operatori finanziari aventi sede in località
dove sia presente la Banca d'Italia e tutti gli altri;
per sapere quali misure intenda intraprendere al fine di
salvaguardare la presenza sul territorio siciliano della Banca
d'Italia e di impedire l'indiscriminata chiusura delle filiali
provinciali». (1026)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alle interrogazioni n. 822
dell'onorevole Di Benedetto e n. 1026 dell'onorevole Oddo
Camillo, atteso che le stesse presentano la medesima
problematica, si rappresenta, per entrambe, quanto segue.
La riorganizzazione, paventata sotto diversi profili in diversi
atti parlamentari, della struttura sul territorio della Banca
d'Italia prende certamente le mosse dalle rinnovate funzioni che
l'Istituto ha assunto nell'era della moneta unica e della
centralizzazione della politica monetaria in capo alla Banca
centrale europea.
Il nuovo scenario rende necessario un complessivo ripensamento
del ruolo che l'Istituto centrale ha da sempre sviluppato sul
territorio.
Al modello finora adottato, quello capillare con articolazione
su base omogenea provinciale, si intende sostituirne uno di tipo
regionale, per le realtà più piccole con una sola filiale a
operatività piena, mentre in altre il modello si articolerà su
diverse filiali con operatività differenziata.
Secondo le intenzioni manifestate dalla Banca d'Italia, la
mutazione avverrà con gradualità e con modalità da convenire
attraverso un confronto aperto alle organizzazioni sindacali.
A quest'ultime è stata garantita, tra l'altro, l'applicazione
di interventi mirati a ridurre al minimo possibile le conseguenze
della redistribuzione del personale delle filiali provinciali sul
territorio, attraverso il sostegno economico ai dipendenti che
saranno trasferiti d'ufficio e l'attivazione di procedure
agevolate di fuoriuscita dei dipendenti che fossero prossimi alla
pensione.
Le funzioni esercitate dall'Istituto centrale e la relativa
potestà organizzativa non sono soggette ad alcuna condivisione da
parte di una Regione, anche se ad autonomia differenziata come la
Sicilia, non rientrando, nemmeno in astratto, nella competenza
che la Medesima possiede, secondo lo Statuto, in materia
bancaria.
La normativa che disciplina attualmente la Banca d'Italia si
rinviene nell'art. 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, così
come modificato dall'art. 4 del D.Lgvo n. 303/2006, che al comma
3 afferma: Le disposizioni normative nazionali, di rango
primario e secondario, assicurano alla Banca d'Italia ed ai
componenti dei suoi organi l'indipendenza richiesta dalla
normativa comunitaria per il migliore esercizio dei poteri
attribuiti nonché per l'assolvimento dei compiti e dei doveri
spettanti .
Tale principio è ribadito nell'art. 1, comma 2, dello Statuto
della Banca che dispone: Nell'esercizio delle proprie funzioni,
la Banca d'Italia e i componenti dei suoi organi operano con
autonomia e indipendenza nel rispetto del principio di
trasparenza e non possono sollecitare o accettare istruzioni da
altri soggetti pubblici e privati .
Conclusivamente, il quadro normativo esclude reali potestà
d'intervento diretto della Regione su scelte organizzative che
trovano origine nell'unitario scenario nazionale e internazionale
del mercato monetario e della regolamentazione finanziaria.
Resta, naturalmente, praticabile ogni forma di intervento
politico che possa far cogliere le conseguenze che tale
ristrutturazione comporta, quale un diminuito controllo sul
territorio e sulle istituzioni economico-finanziarie, in una
realtà estremamente problematica come quella isolana.
Proprio in tale contesto si inserisce l'intervento diretto del
Presidente della Regione che ha inviato un'apposita lettera al
Governatore della Banca d'Italia rappresentando i motivi che
rendono opportuno il mantenimento dell'articolazione provinciale
delle filiali siciliane.
In sintesi, è stato ribadito che l'attuale organizzazione
appare la più idonea a garantire nel territorio la piena
funzionalità in materia di vigilanza sull'attività delle banche e
degli intermediari non bancari, attraverso i poteri
autorizzativi, le ispezioni, la gestione delle crisi aziendali,
garanzia fondamentale di una maggiore presenza dello Stato.
L'odierno assetto è, altresì, quello che meglio corrisponde
alla salvaguardia dei diritti civili e sociali dei cittadini
consumatori e degli interessi del territorio della Regione legati
al settore del risparmio e del credito.
Per completezza d'informazione, appare opportuno aggiungere che
l'ultima stesura del piano di riorganizzazione, oggetto di
contrattazione fra l'Istituto Centrale e le componenti sindacali,
così come reso noto attraverso gli organi di stampa, prevede il
mantenimento in Sicilia di sette strutture provinciali su nove
preesistenti, con la soppressione delle sedi di Enna e Siracusa.
Fermo restando che Palermo e Catania manterrebbero il ruolo di
sedi principali, tutte le altre continuerebbero a svolgere
l'irrinunciabile funzione di presidio di garanzia al settore
creditizio e ai consumatori siciliani».
L'Assessore LO PORTO
BORSELLINO. - «Al Presidente della Regione, premesso che la
società Multiservizi è una società mista a prevalente capitale
pubblico della Regione siciliana e con la partecipazione di
minoranza della società Sviluppo Italia;
considerato che:
numerosi sarebbero stati i rilievi della Corte dei conti con
riferimento alla gestione economica della società di cui sopra;
lo stesso decreto Bersani n. 460 del 2006, all'art 13, commi 2,
3 e 4, prevede la sostanziale fuoriuscita della società Sviluppo
Italia dalla partecipazione alla Multiservizi, così come
stabilito per altre simili realtà regionali;
per sapere quali orientamenti intenda assumere il Governo
regionale anche per rassicurare i lavoratori della suddetta
società in merito alla loro situazione occupazionale;
quale sia il contenuto degli eventuali rilievi della Corte dei
Conti con particolare riferimento ai bilanci 2005 e 2006;
quale sia la composizione nominativa del Consiglio
d'amministrazione degli ultimi 5 anni». (970)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 970
dell'onorevole Borsellino, sulla base degli elementi forniti
dagli Uffici di diretta collaborazione dell'onorevole Assessore
per l'Industria, si rappresenta quanto segue.
- Riguardo al primo punto, l'Assessorato all'Industria ha dato
seguito, con il supporto consultivo dell'Ufficio Legislativo e
Legale, all'adeguamento dello statuto societario alle
disposizioni del cosiddetto Decreto Bersani, giusta approvazione
dell'Assemblea straordinaria del 24 maggio 2007. Detta modifica
consente l'affidamento diretto dei servizi alla Società
garantendo la continuità occupazionale per i dipendenti della
stessa.
- In ordine al punto due si può riferire che, a seguito di
indagine istruttoria della Corte dei Conti, è stata fornita tutta
la documentazione richiesta dall'Organo di Controllo e si è in
attesa di conoscere l'esito dell'istruttoria.
- Riguardo alla composizione nominativa del Consiglio di
Amministrazione degli ultimi cinque anni, essa è rilevabile dalla
Visura storica della società di capitale Multiservizi S.p.A. ,
rilasciata dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed
Agricoltura di Palermo, che si allega per l'onorevole
interrogante».
L'Assessore LO PORTO
ODDO CAMILLO. - «All'Assessore per il bilancio e le finanze,
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il 29 dicembre 2006 i lavoratori ASU del comune di
Castellammare del Golfo (TP) sono stati contrattualizzati con un
rapporto di lavoro determinato part-time per 24 ore settimanali
per cinque anni con una retribuzione tabellare lorda di
17.377,49, di cui il 90 per cento a carico del bilancio regionale
e la rimanente parte a carico del bilancio comunale;
da quella data i contrattisti hanno svolto le loro mansioni con
un orario di lavoro orizzontale dal lunedì al venerdì dalle 8,30
alle 13,18 senza percepire alcuna retribuzione;
il disagio, sia morale che economico, che si registra tra
questi lavoratori è tale da compromettere ulteriormente la
credibilità dell'istituzione regionale,
per sapere:
le ragioni del ritardato completamento dell'iter necessario
alla normalizzazione del rapporto di lavoro e dell'ordinaria
erogazione della retribuzione;
quali iniziative intendano porre in essere per una rapida
soluzione del problema». (1104)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 1104
dell'onorevole Oddo Camillo, sulla base degli elementi forniti
dagli Uffici di diretta collaborazione dell'onorevole Assessore
per il Lavoro, si rappresenta quanto segue.
Il comune di Castellammare del Golfo, a norma della Legge 16
aprile 2006 n. 163, ha stipulato contratti di diritto privato con
72 lavoratori ex leggi regionali n. 85/95 e 24/96 e, con nota
pervenuta all'Amministrazione di competenza in data 22 gennaio
2007, ha presentato istanza di accreditamento della quota del 90
per cento a carico della Regione.
Di seguito, con D.D.G. n. 439 del 20 aprile 2007, il
Dipartimento dell'Agenzia regionale per l'Impiego e la Formazione
professionale ha assunto un impegno pluriennale di euro
2.139.469,02, per il finanziamento della quota relativa agli anni
2007 e 2008.
Nel corso del presente esercizio, per le suddette finalità,
l'Amministrazione ha emesso a favore del predetto comune i
seguenti due mandati di pagamento:
- di euro 8.792,33, per il periodo 29-31 dicembre 2006, pagato
il 29 maggio 2007;
- di euro 1.069.734,51, quale quota per l'anno 2007, pagato il
4 giugno 2007».
L'Assessore LO PORTO