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Resoconto d'Aula della Seduta n. 106 di giovedì 20 dicembre 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    RINALDI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna gli onorevoli De Benedictis, Rizzotto, Termine, Ammatuna,
  Panepinto, Zappulla.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta sospesa alle ore 10.34, è ripresa alle ore 10.50)

   La seduta è ripresa.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE     Comunico   che   sono   pervenute    da    parte
  dell'Assessore  per il bilancio e le finanze le risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   numero  793  -  Provvedimenti perchè il servizio di  riscossione
  rientri  in  criteri  di  efficienza e di maggiore  rispetto  dei
  cittadini.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   numero  808  - Notizie a proposito delle modalità di riscossione
  dei  tributi  in caso di mancato pagamento adottate dalla  SERIT,
  concessionaria del servizio.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   numero  822  -  Interventi  per scongiurare  la  chiusura  e  la
  dismissione delle sedi provinciali della Banca d'Italia.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   numero  970  -  Notizie a proposito dei rilievi formulati  dalla
  Corte dei Conti sulla gestione economica della Multiservizi.
   Firmatario: Borsellino Rita

   numero  1026 - Interventi per impedire l'indiscriminata chiusura
  delle filiali provinciali della Banca d'Italia nella regione.
   Firmatario: Oddo Camillo

   numero  1104  -  Interventi  per  risolvere  la  situazione  dei
  lavoratori ASU del comune di Castellammare del Golfo (TP).
   Firmatari:Oddo Camillo

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della presente seduta.

      Comunicazione di assenze alle riunioni delle Commissioni

    PRESIDENTE   Comunico che nella seduta n. 52  del  18  dicembre
  2007  della  I Commissione  Affari istituzionali  sono  risultati
  assenti  gli  onorevoli Gucciardi, Mancuso,  Barbagallo,  Basile,
  Borsellino,  Cascio, D'Aquino, Fagone, Galvagno, Gennuso,  Maira,
  Speziale e Zago.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:
   numero  1531  - Misure dirette a prevenire e a fronteggiare  gli
  incendi.
   - Assessore Agricoltura
   - Assessore Territorio
   Firmatari:   Vicari   Simona;   Confalone   Giancarlo;    Pagano
  Alessandro; Leanza Edoardo.

   L'interrogazione testè annunziata sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

   numero  1527  -  Notizie sul mancato inserimento della  variante
  alla  Strada statale 115, nel tratto Ragusa Vittoria,  nel  Piano
  Triennale  delle  opere  pubbliche  della  Regione siciliana.
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Incardona Carmelo

   numero 1528 - Finanziamento legge regionale n. 61 del 1981.
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Incardona Carmelo

   numero  1529  -  Notizie  circa il rischio  di  esondazione  del
  torrente S. Antonio di Calatabiano (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Fleres Salvatore

   numero  1530 - Interventi per il ripristino della strada  'Terre
  nere'  in località Motta S. Anastasia (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Fleres Salvatore

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con nota  del  19  dicembre  2007,
  l'onorevole  Nunzio  Giuseppe  Maniscalco ha comunicato  che,  in
  seguito  allo  scioglimento del Gruppo  parlamentare   Democrazia
  Cristiana  per  le Autonomie - Sicilia Vera  aderisce  al  Gruppo
  Misto  quale  rappresentante  di  Democrazia  Cristiana  per   le
  Autonomie, in breve DCA.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del  numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


  Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
      Rubrica  Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  Rubrica
   Famiglia, politiche sociali e autonomie locali .
   Comunico  che l'Assessore per la Famiglia, le politiche  sociali
  e  le autonomie locali, dott. Colianni, ha fatto sapere che,  con
  riferimento  alla  convocazione per la seduta  odierna,  a  causa
  impegni precedentemente assunti, non potrà partecipare ai  lavori
  d'Aula   odierni.  Rimane  a  disposizione  per  una   successiva
  convocazione   per   lo  svolgimento  delle   interrogazioni   ed
  interpellanze   della  Rubrica  di  competenza   dell'Assessorato
  Famiglia, politiche sociali e autonomie locali.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Saluto alla delegazione di studenti del Liceo Statale  G. Meli
                             di Palermo

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  è  presente  in   Aula   una
  delegazione  di studenti del Liceo Statale  G. Meli   di  Palermo
  cui do il benvenuto a nome mio e dell'Assemblea.
   Tali  studenti  hanno avviato un percorso di studi  sperimentali
  di diritto e in questo contesto rientra la visita all'Assemblea e
  agli altri organi legislativi.
   Auguro loro buon lavoro.

                             (Applausi)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, l'ordine  del  giorno  odierno
  non  prevede altri punti, pertanto la seduta è rinviata ad  oggi,
  giovedì  20  dicembre  2007, alle ore  11.45,  per  discutere  il
  disegno  di legge n. 701/A «Variazioni al bilancio della  Regione
  ed al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2007».
   Considerato  che è necessaria una Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari per stabilire i tempi di discussione ai sensi
  del  Regolamento interno, la stessa è convocata alle  ore  12.00,
  subito dopo l'apertura della prossima seduta.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  capisco
  come  si possa mettere all'ordine del giorno di domani il disegno
  di  legge  n. 701/A che non è ancora pervenuto né ai deputati  né
  all'Aula.  Vorrei dirle che lei può convocare l'Aula per  domani,
  ma  non  può  convocarla con un ordine del giorno che prevede  un
  atto ancora inesistente.

    PRESIDENTE  L'Aula è stata convocata per oggi.

    CINTOLA  Ancora peggio  Non può convocare l'Aula con un  ordine
  del giorno in cui viene considerato un atto che non c'è

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  ad  oggi,
  giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 11.45, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - Comunicazioni.

  II   -Discussione del disegno di legge:
       - Variazioni  al  bilancio della Regione  ed  al  bilancio
        dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
        l'anno finanziario 2007. Provvedimenti finanziari urgenti, norme
        di razionalizzazione e semplificazione amministrativa.  (701/A).

                  La seduta è tolta alle ore 10.59

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 12.10

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

   CRACOLICI.  -  «All'Assessore per  il  bilancio  e  le  finanze,
  premesso  che  a  Palermo  numerosi cittadini  ricevono  cartelle
  esattoriali  non  esatte  o  del tutto  infondate  reclamanti  il
  pagamento  immediato  di quanto dovuto pena l'applicazione  delle
  cosiddette ganasce fiscali e di ipoteche sui beni immobili;

   constatato    che   tali   provvedimenti   vengono    comunicati
  all'interessato  dopo che sono stati adottati e  che  gli  stessi
  producono  i  loro effetti all'insaputa del cittadino  prima  che
  questi possa o procedere al pagamento o esercitare il suo diritto
  alla contestazione dell'imposta reclamata dalla Montepaschi Serit
  e,  comunque, continuando a produrre diritti di mora senza che il
  cittadino abbia avuto modo di chiarire la propria posizione;

   rilevato   che  la  Montepaschi  Serit  adotta  i  provvedimenti
  previsti dalla legge in caso di mancato pagamento di tasse  o  di
  multe  con  particolare accanimento e senza tenere  conto  che  i
  diversi   provvedimenti  previsti  dalla   legislazione   vigente
  consentono di graduare l'azione coattiva in rapporto al grado  di
  resistenza o indifferenza del cittadino;

   ritenuto,  invece, che l'adozione contemporanea di provvedimenti
  come  le  ganasce  fiscali  e l'ipoteca,  per  un  valore  doppio
  rispetto   alla  tassa  non  pagata,  delineano  un   particolare
  accanimento e una sproporzione tra quanto dovuto dal cittadino  e
  i   danni   che   allo   stesso  vengono  prodotti   con   simili
  provvedimenti;

   considerato   inoltre  che  per  il  cittadino  che   intendesse
  mettersi  in  regola  non  è  possibile  usare  altro  canale  di
  pagamento  se  non  presso  gli  sportelli  della  Concessionaria
  (Serit) con gravi disagi e inaccettabili perdite di tempo in  una
  società sempre più informatizzata;

   per sapere:

   in  base a quali norme e provvedimenti la Concessionaria (Serit)
  ritiene  di  potere vessare in questo modo migliaia di  cittadini
  sulla  base  di contestati mancati pagamenti la cui veridicità  è
  spesso tutta da dimostrare;

   se  non  ritenga che le pratiche adottate siano  indice  di  una
  grave  insufficienza organizzativa che produce un'azione di fatto
  lesiva e mortificante dei diritti dei cittadini, coinvolgendo  in
  una immagine vessatoria e disorganizzata anche le istituzioni  in
  nome delle quali sono riscossi i diritti fiscali;

   quali  provvedimenti  intenda adottare  perché  il  servizio  di
  riscossione  rientri  in  criteri di  maggiore  efficienza  e  di
  rispetto dei cittadini». (793)

   CRACOLICI.  -  «All'Assessore per  il  bilancio  e  le  finanze,
  premesso  che  a  Palermo  numerosi cittadini  ricevono  cartelle
  esattoriali errate o del tutto infondate reclamanti il  pagamento
  immediato  di quanto dovuto pena l'applicazione delle  cosiddette
  'ganasce fiscali' e di ipoteche sui beni immobili;

   constatato    che   tali   provvedimenti   vengono    comunicati
  all'interessato  dopo che sono stati adottati e  che  gli  stessi
  producono  i  loro effetti all'insaputa del cittadino  prima  che
  questi possa o procedere al pagamento o esercitare il suo diritto
  alla contestazione dell'imposta reclamata dalla Montepaschi Serit
  e,  comunque, continuando a produrre diritti di mora senza che il
  cittadino abbia avuto modo di chiarire la propria posizione;

   rilevato   che  la  Montepaschi  Serit  adotta  i  provvedimenti
  previsti dalla legge in caso di mancato pagamento di tasse  o  di
  multe  con  particolare accanimento e senza tenere  conto  che  i
  diversi   provvedimenti  previsti  dalla   legislazione   vigente
  consentono di graduare l'azione coattiva in rapporto al grado  di
  resistenza o indifferenza del cittadino;

   ritenuto,  invece, che l'adozione contemporanea di provvedimenti
  come  le  ganasce  fiscali  e l'ipoteca,  per  un  valore  doppio
  rispetto   alla  tassa  non  pagata,  delineano  un   particolare
  accanimento e una sproporzione tra quanto dovuto dal cittadino  e
  i   darmi   che   allo   stesso  vengono  prodotti   con   simili
  provvedimenti;

   considerato   inoltre  che  per  il  cittadino  che   intendesse
  mettersi  in  regola  non  è  possibile  usare  altro  canale  di
  pagamento  se  non  presso  gli  sportelli  della  Concessionaria
  (Serit) con gravi disagi e inaccettabili perdite di tempo in  una
  società sempre più informatizzata;

   per sapere:

   in  base a quali norme e provvedimenti la Concessionaria (Serit)
  ritiene  di  potere vessare in questo modo migliaia di  cittadini
  sulla  base  di contestati mancati pagamenti la cui veridicità  è
  spesso tutta da dimostrare;

   se  non  ritenga che le pratiche adottate siano  indice  di  una
  grave  insufficienza organizzativa che produce un'azione di fatto
  lesiva e mortificante dei diritti dei cittadini, coinvolgendo  in
  una immagine vessatoria e disorganizzata anche le istituzioni  in
  nome delle quali sono riscossi i diritti fiscali;

   quali  provvedimenti intenda adottare affinché  il  servizio  di
  riscossione  rientri  in  criteri di  maggiore  efficienza  e  di
  rispetto dei cittadini». (808)

   Risposta. «Con riferimento alle interrogazioni n. 793 e  n.  808
  dell'onorevole  Cracolici,  atteso che  le  stesse  attengono  ad
  analogo contenuto, si rappresenta, per entrambe, quanto segue.
   Gli    Uffici    di    questo   assessorato   hanno    richiesto
  tempestivamente, alla Serit Sicilia S.p.A., chiarimenti in ordine
  al contenuto delle stesse interrogazioni.
   La Serit Sicilia S.p.A., in risposta, ha rappresentato che:
   Tra  le disposizioni che regolamentano l'attività di riscossione
  dei  tributi,  l'articolo  49, comma 1,  del  D.P.R.  n.  602/73,
  prevede, in particolare, che  Per la riscossione delle somme  non
  pagate  l'Agente  della  Riscossione  procede  ad  espropriazione
  forzata  sulla base del ruolo, che costituisce titolo  esecutivo;
   può  altresì promuovere azioni cautelari e conservative,  nonché
  ogni  altra  azione prevista dalle norme ordinarie a  tutela  del
  creditore.
   Pertanto,  il  mancato adempimento dell'obbligazione  tributaria
  nel  termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella  di
  pagamento  (art.  50,  comma  1,  D.P.R.  n.  602/73),  legittima
  l'Agente   della   Riscossione   ad   intraprendere   le   azioni
  cautelari/esecutive (previste dalla normativa vigente in materia)
  a tutela del carico iscritto a ruolo dagli Enti impositori.
   Va,  in  proposito,  osservato come  le  informazioni  riportate
  sulla  stessa  cartella  di  pagamento  sono  state,  in  ultimo,
  integrate  con il Provvedimento Direttoriale del 31 ottobre  2005
  che  ne ha, tra l'altro, modificato il frontespizio riepilogativo
  riportando  l'espressa  avvertenza  che    in  caso  di   mancato
  pagamento  entro le scadenze indicate  procederemo ad  esecuzione
  forzata,   nonché  al  fermo  amministrativo   di   beni   mobili
  registrati,  , all'ipoteca sugli immobili di   proprietà  .
   Corretto  è,  quindi,  il  comportamento  dell'Agente  che   (in
  presenza   delle  condizioni  di  legge)  espleta  le   procedure
  cautelari  nei  riguardi dei contribuenti morosi, i  quali  hanno
  piena  contezza  della propria obbligazione  tributaria,  essendo
  stati  destinatari della notifica degli atti ad essa propedeutici
  (cartella/preavviso di iscrizione di fermo amministrativo).
   Altrettanto legittimo è, inoltre, il procedimento di  iscrizione
  di  ipoteca sui beni immobili del debitore per un valore pari  al
  doppio  del debito, poiché conforme al disposto portato dall'art.
  77  del  D.P.R.  602/73 che, nel regolamentare tale  fattispecie,
  dispone:  Decorso inutilmente il termine di cui all'art. 5, comma
  1,  il  ruolo  costituisce  titolo per  iscrivere  ipoteca  sugli
  immobili  del debitore e dei coobbligati per un importo  pari  al
  doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede .
   Occorre,  infine,  evidenziare  che  SERIT  SICILIA  S.p.A.   ha
  adottato  strumenti  informatici  all'avanguardia  ed  offre   ai
  cittadini  vari strumenti di pagamento alternativi allo sportello
  di riscossione. Questi ultimi possono, infatti, fruire del canale
  postale/bancario, utilizzando i bollettini RAV allegati agli atti
  esattoriali, ovvero effettuare pagamenti on line tramite il  sito
  internet aziendale.
   Una  maggiore  attenzione  alle  esigenze  dell'utenza  è  stata
  richiamata   dalle   linee  guida,  emanate  dagli   Uffici   del
  Dipartimento  Finanze,  dove si ribadisce  la  peculiarità  degli
  obiettivi che deve perseguire una società pubblica il cui  scopo,
  oltre  che di migliorare la produttività, è di offrire a tutti  i
  cittadini un servizio funzionale e garante dei diritti».

                                               L'Assessore LO PORTO

   DI  BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione, premesso  che  il
  Presidente  della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha dichiarato  di
  volere  procedere  alla  chiusura e alla dismissione  delle  sedi
  decentrate dell'Istituto, con la sola eccezione dei capoluoghi di
  Regione,  con  l'intento di renderne più efficiente  ed  efficace
  l'azione  e  che  ciò comporterebbe in Sicilia la chiusura  delle
  otto sedi provinciali;

   ritenuto  che  tale  decisione  metterà  in  crisi  la  capacità
  dell'organo di vigilanza di monitorare il territorio e  allenterà
  il  controllo sulle piccole banche (competenza appunto delle sedi
  provinciali);

   considerato  che,  fra  l'altro,  in  tale  operazione  ci  sono
  ricadute   sul   personale,  il  quale  si  vedrà   costretto   a
  trasferimenti   forzosi,   allo  sradicamento   dal   territorio,
  all'allontanamento    dalle    famiglie,    nonché    a    vedere
  improvvisamente  vanificate  le  scelte  operate  negli  anni  in
  termini di carriera e di investimenti immobiliari;

   per  sapere  se  non  ritenga di dovere  intervenire  presso  il
  Governo  nazionale  per  raffigurare al  Presidente  della  Banca
  d'Italia   le   conseguenze  di  scelte  così  drastiche   quando
  l'efficienza   dell'Organo  di  vigilanza   andrebbe   realizzata
  attraverso  il ripensamento e la modernizzazione della  struttura
  organizzativa,  centrale e periferica, senza tagli  di  fatto  ai
  servizi   all'utenza  che  possono  determinare  l'affievolimento
  dell'attenzione   sui   fenomeni  del  riciclaggio,   dell'usura,
  dell'irregolare gestione del risparmio, che, proprio  nelle  aree
  provinciali, hanno spesso trovato terreno fertile». (822)

   ODDO CAMILLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   è   in   fase   di   discussione  il  progetto   di   'Riassetto
  organizzativo interno della Banca d'Italia';

   in  base  a quanto sostenuto dagli stessi autori della  riforma,
  essa  ha fra i suoi obiettivi quello del rafforzamento della  sua
  azione    istituzionale,   negando,   invece,   che   si    vuole
  'ridimensionare  il  presidio  delle  funzioni  istituzionali  al
  centro e sul territorio';

   il  nuovo  assetto, come recita il documento,  mira  a  superare
  l'attuale modello della rete territoriale che prevede un  assetto
  delle   unità   operative  uniforme  su  tutto   il   territorio,
  prospettando  un modello regionale caratterizzato dalla  presenza
  di    filiali       differenziate      nella      struttura     e
  nell'operatività,  al  fine  di  valorizzarne  la  presenza   sul
  territorio;

   l'ipotesi  di  riassetto, quindi, prevede la presenza  regionale
  di  un'unica filiale ad operatività piena e di una o più  filiali
  ad    operatività      differenziata      con        percettibile
  ridimensionamento degli oneri di coordinamento e di  collegamento
  informativo  fra filiali e Amministrazione centrale;

   quanto   finora   detto,   in   Sicilia,   si   traduce    nello
  smantellamento  totale  delle  filiali  di  tutte  le   province,
  eccettuata  quella  di Palermo, con relativa  drastica  riduzione
  dell'organico  e trasferimento del personale residuo,  oltre  che
  nella  vendita  degli  immobili sedi delle filiali  di  proprietà
  della Banca d'Italia;

   l'eventuale  chiusura delle 8 sede provinciali non potrebbe  che
  trasformarsi   in   una   notevole   riduzione   delle   funzioni
  istituzionali  svolte  sul  territorio,  nonché  in  una  perdita
  sostanziale di efficienza e produttività per la Sicilia;

   l'applicazione  in questi termini della riforma comprometterebbe
  anche  l'esercizio  delle nuove funzioni  attribuite  alla  Banca
  centrale dalla L. 262/2005;

   esiste,  altresì,  il  rischio  di  un'effettiva  disparità   di
  trattamento tra gli operatori finanziari aventi sede in  località
  dove sia presente la Banca d'Italia e tutti gli altri;

   per  sapere  quali  misure  intenda  intraprendere  al  fine  di
  salvaguardare  la presenza sul territorio siciliano  della  Banca
  d'Italia  e  di impedire l'indiscriminata chiusura delle  filiali
  provinciali». (1026)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

          Risposta.  «Con  riferimento alle interrogazioni  n.  822
  dell'onorevole  Di  Benedetto  e  n.  1026  dell'onorevole   Oddo
  Camillo,   atteso   che   le   stesse  presentano   la   medesima
  problematica, si rappresenta, per entrambe, quanto segue.
   La  riorganizzazione, paventata sotto diversi profili in diversi
  atti  parlamentari,  della struttura sul territorio  della  Banca
  d'Italia prende certamente le mosse dalle rinnovate funzioni  che
  l'Istituto  ha  assunto  nell'era  della  moneta  unica  e  della
  centralizzazione  della politica monetaria  in  capo  alla  Banca
  centrale europea.
   Il  nuovo  scenario rende necessario un complessivo ripensamento
  del  ruolo  che  l'Istituto centrale ha da sempre sviluppato  sul
  territorio.
   Al  modello  finora adottato, quello capillare con articolazione
  su  base omogenea provinciale, si intende sostituirne uno di tipo
  regionale,  per  le  realtà più piccole con una  sola  filiale  a
  operatività  piena, mentre in altre il modello si  articolerà  su
  diverse filiali con operatività differenziata.
   Secondo  le  intenzioni  manifestate dalla  Banca  d'Italia,  la
  mutazione  avverrà  con  gradualità e con modalità  da  convenire
  attraverso un confronto aperto alle organizzazioni sindacali.
   A  quest'ultime  è stata garantita, tra l'altro,  l'applicazione
  di interventi mirati a ridurre al minimo possibile le conseguenze
  della redistribuzione del personale delle filiali provinciali sul
  territorio,  attraverso il sostegno economico ai  dipendenti  che
  saranno   trasferiti  d'ufficio  e  l'attivazione  di   procedure
  agevolate di fuoriuscita dei dipendenti che fossero prossimi alla
  pensione.
   Le  funzioni  esercitate dall'Istituto centrale  e  la  relativa
  potestà organizzativa non sono soggette ad alcuna condivisione da
  parte di una Regione, anche se ad autonomia differenziata come la
  Sicilia,  non  rientrando, nemmeno in astratto, nella  competenza
  che   la  Medesima  possiede,  secondo  lo  Statuto,  in  materia
  bancaria.
   La  normativa  che disciplina attualmente la Banca  d'Italia  si
  rinviene nell'art. 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262,  così
  come  modificato dall'art. 4 del D.Lgvo n. 303/2006, che al comma
  3   afferma:   Le  disposizioni  normative  nazionali,  di  rango
  primario  e  secondario, assicurano alla  Banca  d'Italia  ed  ai
  componenti   dei  suoi  organi  l'indipendenza  richiesta   dalla
  normativa  comunitaria  per  il  migliore  esercizio  dei  poteri
  attribuiti  nonché per l'assolvimento dei compiti  e  dei  doveri
  spettanti .
   Tale  principio è ribadito nell'art. 1, comma 2,  dello  Statuto
  della  Banca che dispone:  Nell'esercizio delle proprie funzioni,
  la  Banca  d'Italia  e i componenti dei suoi organi  operano  con
  autonomia   e   indipendenza  nel  rispetto  del   principio   di
  trasparenza e non possono sollecitare  o accettare istruzioni  da
  altri soggetti pubblici e privati .
   Conclusivamente,  il  quadro  normativo  esclude  reali  potestà
  d'intervento  diretto della Regione su scelte  organizzative  che
  trovano origine nell'unitario scenario nazionale e internazionale
  del mercato monetario e della regolamentazione finanziaria.
   Resta,   naturalmente,  praticabile  ogni  forma  di  intervento
  politico   che  possa  far  cogliere  le  conseguenze  che   tale
  ristrutturazione  comporta,  quale  un  diminuito  controllo  sul
  territorio  e  sulle  istituzioni economico-finanziarie,  in  una
  realtà estremamente problematica come quella isolana.
   Proprio  in tale contesto si inserisce l'intervento diretto  del
  Presidente  della Regione che ha inviato un'apposita  lettera  al
  Governatore  della  Banca d'Italia rappresentando  i  motivi  che
  rendono  opportuno il mantenimento dell'articolazione provinciale
  delle filiali siciliane.
   In  sintesi,  è  stato  ribadito  che  l'attuale  organizzazione
  appare  la  più  idonea  a  garantire  nel  territorio  la  piena
  funzionalità in materia di vigilanza sull'attività delle banche e
  degli    intermediari   non   bancari,   attraverso   i    poteri
  autorizzativi,  le ispezioni, la gestione delle crisi  aziendali,
  garanzia fondamentale di una maggiore presenza dello Stato.
   L'odierno  assetto  è,  altresì, quello che  meglio  corrisponde
  alla  salvaguardia  dei  diritti civili e sociali  dei  cittadini
  consumatori e degli interessi del territorio della Regione legati
  al settore del risparmio e del credito.
   Per  completezza d'informazione, appare opportuno aggiungere che
  l'ultima  stesura  del  piano  di  riorganizzazione,  oggetto  di
  contrattazione fra l'Istituto Centrale e le componenti sindacali,
  così  come reso noto attraverso gli organi di stampa, prevede  il
  mantenimento  in Sicilia di sette strutture provinciali  su  nove
  preesistenti, con la soppressione delle sedi di Enna e Siracusa.
   Fermo  restando che Palermo e Catania manterrebbero il ruolo  di
  sedi  principali,  tutte  le  altre  continuerebbero  a  svolgere
  l'irrinunciabile  funzione di presidio  di  garanzia  al  settore
  creditizio e ai consumatori siciliani».

                                               L'Assessore LO PORTO

   BORSELLINO.  -  «Al Presidente della Regione,  premesso  che  la
  società  Multiservizi è una società mista a  prevalente  capitale
  pubblico  della  Regione  siciliana e con  la  partecipazione  di
  minoranza della società Sviluppo Italia;

   considerato che:

   numerosi  sarebbero stati i rilievi della Corte  dei  conti  con
  riferimento alla gestione economica della società di cui sopra;

   lo  stesso decreto Bersani n. 460 del 2006, all'art 13, commi 2,
  3  e 4, prevede la sostanziale fuoriuscita della società Sviluppo
  Italia   dalla  partecipazione  alla  Multiservizi,   così   come
  stabilito per altre simili realtà regionali;

   per  sapere  quali  orientamenti  intenda  assumere  il  Governo
  regionale  anche  per  rassicurare i  lavoratori  della  suddetta
  società in merito alla loro situazione occupazionale;

   quale  sia il contenuto degli eventuali rilievi della Corte  dei
  Conti con particolare riferimento ai bilanci 2005 e 2006;

   quale    sia    la   composizione   nominativa   del   Consiglio
  d'amministrazione degli ultimi 5 anni». (970)

   Risposta.   «Con   riferimento   all'interrogazione    n.    970
  dell'onorevole  Borsellino,  sulla base  degli  elementi  forniti
  dagli  Uffici di diretta collaborazione dell'onorevole  Assessore
  per l'Industria, si rappresenta quanto segue.
   - Riguardo  al primo punto, l'Assessorato all'Industria ha  dato
      seguito, con il supporto consultivo dell'Ufficio Legislativo e
      Legale,   all'adeguamento  dello  statuto   societario   alle
      disposizioni del cosiddetto Decreto Bersani, giusta approvazione
      dell'Assemblea straordinaria del 24 maggio 2007. Detta modifica
      consente  l'affidamento  diretto  dei  servizi  alla  Società
      garantendo la continuità occupazionale per i dipendenti della
      stessa.
  - In ordine al punto due si può riferire che, a seguito di
  indagine istruttoria della Corte dei Conti, è stata fornita tutta
  la documentazione richiesta dall'Organo di Controllo e si è in
  attesa di conoscere l'esito dell'istruttoria.
  - Riguardo alla composizione nominativa del Consiglio di
  Amministrazione degli ultimi cinque anni, essa è rilevabile dalla
   Visura storica  della società di capitale  Multiservizi S.p.A. ,
  rilasciata dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed
  Agricoltura di Palermo, che si allega per l'onorevole
  interrogante».

                                               L'Assessore LO PORTO
   ODDO  CAMILLO.  - «All'Assessore per il bilancio e  le  finanze,
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione e all'Assessore per la famiglia, le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il   29   dicembre  2006  i  lavoratori  ASU   del   comune   di
  Castellammare del Golfo (TP) sono stati contrattualizzati con  un
  rapporto  di  lavoro determinato part-time per 24 ore settimanali
  per   cinque  anni  con  una  retribuzione  tabellare  lorda   di
  17.377,49, di cui il 90 per cento a carico del bilancio regionale
  e la rimanente parte a carico del bilancio comunale;

   da  quella data i contrattisti hanno svolto le loro mansioni con
  un  orario di lavoro orizzontale dal lunedì al venerdì dalle 8,30
  alle 13,18 senza percepire alcuna retribuzione;

   il  disagio,  sia  morale che economico,  che  si  registra  tra
  questi  lavoratori  è  tale  da  compromettere  ulteriormente  la
  credibilità dell'istituzione regionale,

   per sapere:

   le  ragioni  del  ritardato completamento  dell'iter  necessario
  alla  normalizzazione  del rapporto di  lavoro  e  dell'ordinaria
  erogazione della retribuzione;

   quali  iniziative  intendano porre  in  essere  per  una  rapida
  soluzione del problema». (1104)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   riferimento   all'interrogazione   n.    1104
  dell'onorevole  Oddo Camillo, sulla base degli  elementi  forniti
  dagli  Uffici di diretta collaborazione dell'onorevole  Assessore
  per il  Lavoro, si rappresenta quanto segue.
   Il  comune  di Castellammare del Golfo, a norma della  Legge  16
  aprile 2006 n. 163, ha stipulato contratti di diritto privato con
  72  lavoratori ex leggi regionali n. 85/95 e 24/96  e,  con  nota
  pervenuta  all'Amministrazione di competenza in data  22  gennaio
  2007, ha presentato istanza di accreditamento della quota del  90
  per cento a carico della Regione.
   Di   seguito,  con  D.D.G.  n.  439  del  20  aprile  2007,   il
  Dipartimento dell'Agenzia regionale per l'Impiego e la Formazione
  professionale   ha  assunto  un  impegno  pluriennale   di   euro
  2.139.469,02, per il finanziamento della quota relativa agli anni
  2007 e 2008.
   Nel  corso  del  presente esercizio, per le  suddette  finalità,
  l'Amministrazione  ha  emesso  a favore  del  predetto  comune  i
  seguenti due mandati di pagamento:
   -  di  euro 8.792,33, per il periodo 29-31 dicembre 2006, pagato
  il 29 maggio 2007;
   -  di euro 1.069.734,51, quale quota per l'anno 2007, pagato  il
  4 giugno 2007».

                                               L'Assessore LO PORTO