Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo per la seduta odierna
gli onorevoli Calanna, Gennuso e Vitrano; l'onorevole Culicchia
per i giorni 21 e 22 dicembre 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, comunico che è convocata alle ore 11.00,
presso la Sala Lettura Deputati, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari. Pertanto, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 11.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.40, è ripresa alle ore
13.54)
Presidenza del Vicepresidente SPEZIALE
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, essendo ancora in corso la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, sospendo ulteriormente la
seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.55, è ripresa alle ore
15.45)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, per consentire la definizione degli
emendamenti, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.46, è ripresa alle ore
16.07)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, intanto vi ringrazio per la pazienza
dimostrata in questi giorni convulsi, frenetici e confusi.
Desidero fare un riassunto di quanto è avvenuto. Dopo la
presentazione del disegno legge di variazioni di bilancio da
parte del Governo, la Commissione Bilancio e le altre
Commissioni sono state riunite per svariati giorni, e svariate
notti. Dalla Commissione Bilancio è stata esitata una manovra
di 115 articoli. Questo non mi sconvolge né mi preoccupa,
infatti l'attività legislativa è propria di questo Parlamento,
quindi ogni Commissione ed ogni deputato ha come obbligo, quello
di partecipare attivamente, anche con le proprie proteste,
all'iniziativa parlamentare.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di due
giorni addietro, in funzione però di un numero troppo elevato di
articoli che avrebbero rischiato di minare la validità della
legge stessa per problemi di tempi inerenti al fatto che entro
il 31 dicembre la stessa legge dovrà essere pubblicata, ha
chiesto alla Presidenza e agli uffici di Presidenza di fare una
sorta di screening dei 115 articoli, cercando di eliminare fin
da subito quelli che si ritenevano per qualche motivo
difficilmente approvabili o con seri problemi di costituzionalità
o con seri problemi di copertura o, comunque, tutti quegli
articoli che, avendo bisogno di nuovi approfondimenti, di nuove
istruttorie o di importanti chiarimenti da parte dei singoli
assessorati, avrebbero fatto perdere tempo per la pubblicazione
della legge entro il 31 dicembre del 2007.
La Presidenza ha fatto il suo lavoro insieme agli uffici ed è
arrivata ad un certo numero di articoli che erano quelli
asetticamente richiesti dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari del giorno prima. La stessa Conferenza il
giorno dopo ha, in qualche maniera, adeguato la consistenza
complessiva dello stralcio che ne era venuto fuori anche grazie
ad alcuni chiarimenti che è stato possibile ottenere in quei
minuti, in quelle ore e, quindi, portando il totale degli
articoli da valutare in Aula nel primo stralcio quello che
avrebbe dovuto approvarsi in tempo utile per la pubblicazione
entro il 31 dicembre a circa 43 articoli.
Sapete tutti che il percorso d'Aula è stato, a mio avviso
correttamente, contrario a questo atteggiamento che aveva avuto
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, quindi,
la Presidenza alla soluzione di un accorciamento complessivo dei
tempi possibili ha iniziato ieri un dibattito che, di fatto, ha
portato al rinvio dell'Aula a questa mattina.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di
stamattina ha ritenuto all'unanimità che tornare in Aula per
riprendere il dibattito, iniziato il giorno prima, su quel primo
stralcio sarebbe stato abbastanza vano, anche perché molti
colleghi avevano lamentato il giorno prima un atteggiamento di
arbitrarietà da parte della Presidenza, e quindi della Conferenza
dei capigruppo, nella scelta degli articoli che erano stati
inseriti nel primo stralcio rispetto a quelli che erano stati
rimandati ad un secondo momento.
Questa arbitrarietà oggettivamente non c'era stata, ma ognuno
ha il diritto di pensarla come crede. Quindi, legittimamente c'è
stato un malumore generalizzato, con fortissime richieste da
parte di tanti deputati per l'inserimento di altri articoli che
erano stati esclusi o comunque rimandati. Sono stati presentati
centinaia di emendamenti che non ci avrebbero consentito oggi di
andare avanti per potere concludere nei tempi utili la
trattazione del disegno di legge.
Fatta questa valutazione, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari di stamattina ha ritenuto, ripeto
all'unanimità, di valutare e di affrontare il dibattito
solamente sulla tabella A e sulla tabella B, rimandando tutto il
resto all'inizio della riapertura, visto e considerato che,
dovendo per forza di cose eliminare tutti gli articoli di spesa,
poteva essere e può essere ancora trattata prima della
finanziaria e del bilancio.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di
stamattina era arrivata alla determinazione di proseguire questo
disegno di legge, quello su cui ieri era stata fatta la
discussione generale, e riprenderlo l'8 gennaio.
L'ulteriore sospensione di qualche minuto che ho chiesto si è
resa necessaria perché a questo punto - visto e considerato che
lo stralcio era stato fatto perché non c'era il tempo per
arrivare alla pubblicazione entro il 31 dicembre dei cosiddetti
115 articoli e visto e considerato che ormai questo non è più
oggetto di discussione, perché se voi siete d'accordo, adesso, il
Governo presenta un emendamento di stralcio delle sole tabelle e
quindi valuteremo soltanto quelle - a questo punto ritengo che
non ci sia più motivo di mantenere separati i due disegni di
legge, il primo di 43 articoli ed il secondo, in quanto non ce
n'è, onorevole Cracolici, più motivo tecnico.
Tuttavia, poichè la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha stamattina deciso e le determinazioni sono
quelle che vi ho appena detto e cioè di continuare l'esame di
questo disegno di legge, quello di 43 articoli, ma io ho
necessità di comunicare all'Aula che esiste ovviamente la
possibilità tecnica di una riscrittura di questa stesso disegno
di legge, inserendo tutto quello è possibile inserire, escluse
tutte le norme di spesa e tutte le norme che comunque la
Presidenza ritiene anticostituzionali e non metterebbe in ogni
caso in riscrittura, ma di possibilità di apertura a tutto il
lavoro che è stato compiuto in Commissione Bilancio .
La mia proposta, dunque, è che oggi il Governo presenta
l'emendamento di stralcio delle tabelle e quindi si inizia a
lavorare su questo, però vorrei una determinazione dell'Aula per
quanto riguarda come deve essere impostato l'ordine del giorno
dell'8 gennaio alla riapertura, nel momento in cui, quindi, si
dovrà ricominciare a lavorare sul testo della Commissione
chiedere all'Aula di decidere se il testo della Commissione dovrà
essere quello epurato l'altro ieri dagli articoli che è stato
deciso in Conferenza di capigruppo, oppure quelli complessivi, i
115, tenuto conto che - ripeto - comunque dai 115 ce ne sono
alcuni che vanno esclusi perché non costituzionalmente
accettabili, altri che vanno esclusi in quanto per ovvi motivi
vanno esclusi tutti gli articoli di spesa.
A questo darei la parola ad un deputato favorevole ad una
soluzione ed a uno favorevole all'altra e farei, poi,
determinare all'Aula stessa le conclusioni e le decisioni che ne
scaturissero per l'ordine del giorno della seduta dell' 8 gennaio
prossimo.
Poichè noi abbiamo, in ogni caso, un dovere che è quello di
andare avanti su queste tabelle, vorrei evitare che si aprisse
una discussione su quale deve essere l'ordine del giorno dell'8
gennaio, per cui io pregherei, se non sono due potranno essere
più di due, ma che non ci sia un intervento per ogni deputato.
Cerchiamo di capire in che maniera l'Aula si vuole determinare Io
credo che sia importante che il Presidente ascolti in questa
occasione non soltanto la Conferenza dei capigruppo ma
direttamente gli umori dell'Aula per capire quale deve essere
l'ordine del giorno della seduta del prossimo 8 gennaio.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Per motivi di contingentamento, do
un minuto di tempo per ogni deputato.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di
dovermi congratulare con il Presidente dell'Assemblea perché quel
disegno di legge assassino' che è stato portato in Aula, una
legge omnibus inqualificabile sotto tutti gli aspetti, era stato
ridotto lodevolmente ieri a 53 articoli e pensavo che venisse
ridotto ulteriormente oggi.
Mi sono accorto che, invece, questo non avviene: una cosa è
parlare con gli organi di stampa, signor Presidente, e dire
stiamo facendo la scure , una cosa è parlare in Aula.
Quando si dice all'Aula: non vi preoccupate, faremo una
cosetta da poco ; poi, però, vi dico che dall'8 di gennaio
faremo, non 53 ma 115 articoli e se ne avete aggiungetene altri,
allora, siamo tutti uguali qui dentro, Presidente, siamo tutti
scarsi ed incapaci, non solo quelli che stanno da quel lato,
anche chi vi parla e chi sta anche a sinistra.
Stiamo turlupinando la Sicilia facendo capire che siamo cosa
diversa da quello che, in effetti, siamo.
Siamo all'arrembaggio e all'assalto della diligenza; siamo a
dovere tentare di guardare al futuro senza comprendere che c'è un
presente che è inqualificabile, è sottotono, non ha alcuna
idealità; non c'è futuro: c'è l'assurda conduzione di quattro
giorni, di avere tenuto un'Aula senza capire quello che nella
stanza, cosiddetta, dei bottoni, avveniva.
Questa è una realtà atroce e dura per la quale, le dico e le
ricordo, signor Presidente, che noi siamo con una finestra aperta
sulla sessione di bilancio e lei mi dice ancora che, quando
finiremo di fare questa finestrella stasera, rimarrà aperta
ancora la finestra.
Dobbiamo tornare alla sessione del bilancio che è stata aperta
e ancora non è stata neppure iniziata. Altro che pensare ancora a
quello che è avvenuto e cioè a quel tipo di dare ed avere, dare
un mulo per avere un cane o dare un cane per avere tre gattini,
perché questo è quello che è avvenuto e mi rammarico che lei
appaia sui giornali come censore, e questo mi sta bene, per poi,
invece, essere aperto a qualsiasi soluzione per dare spazio e
tentare di avere 46 voti per votare una legge. Meglio non fare
leggi piuttosto che accettare il ricatto
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, voglio ricordare ancora, forse
non sono stato chiaro, che la legge si conclude oggi con la sola
votazione della tabella A e della tabella B e che, poi, si
affronterà una legge senza norme di spesa.
Onorevole Ortisi, ha facoltà di parlare. Le ricordo che ha a
disposizione per il suo intervento un minuto.
ORTISI Signor Presidente, secondo quale articolo del
Regolamento?
PRESIDENTE Mi sono determinato così perché poi bisogna
iniziare il dibattito.
ORTISI C'è il Regolamento sopra di lei, Signor Presidente.
PRESIDENTE Sta intervenendo sull'ordine dei lavori e, quindi,
la prego di limitare il suo intervento ad un minuto.
ORTISI Lo limito, ma non ad un minuto
Signor Presidente, onorevoli colleghi, avviene una progressiva
delegittimazione e, a volte, diffamazione a mezzo stampa
dell'Aula parlamentare e dei suo componenti, nonché delle sue
Commissioni e della stessa Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari la quale - che io sappia - non si determina nel
merito ma solo sull'ordine dei lavori dell'Aula.
Oggi, quello che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha deciso, lo dovrebbe decidere la Commissione
Bilancio , a parte il fatto che dalla sua comunicazione io non
ho capito, per limiti intellettivi miei personali, esattamente
cosa avete deciso e cosa faremo.
Ho l'impressione che noi siamo considerati come pecore da
tosare , non foss'altro nella mansuetudine con la quale
attendiamo che il grembo degli dei decida della nostra sorte.
Ora, io non so se lei si sente un pecoraio; io non mi sento
una pecora Per cui la prego di attenersi al Regolamento che sta
sopra ognuno di noi, anche sopra di lei, signor Presidente.
Inoltre, mi faccia avere, per cortesia, le tabelle A e B così
come avete deciso - a mio avviso non avendone diritto - di
emendare.
Su che cosa lavoreremo? Da quello che sto capendo, non
esamineremo alcun articolo, signor Presidente? Neanche l'articolo
1? Io sapevo cose diverse. Le sarei grato se mi desse chiarimenti
in proposito.
INCARDONA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per mostrare tutta la mia delusione sull'andamento dei lavori e,
soprattutto, sulle decisioni che sono state assunte sulle spalle
dell'Assemblea; un'Assemblea che è stata costantemente denigrata
e a mio modo di vedere ingiustamente, signor Presidente. Infatti,
soprattutto da lei, oggi mi sarei aspettato un atteggiamento
diverso, un atteggiamento che avrebbe portato finalmente questa
Assemblea a legiferare, finalmente ad esercitare le proprie
prerogative ma anche di diritto di parola.
Ebbene signor Presidente, quando lei addirittura non solo dice
di voler proporre che a parlare siano soltanto due deputati uno a
favore ed uno contro, quindi limitando addirittura anche il
diritto di parola, ebbene a questo punto bisogna insorgere contro
il tentativo di mortificare quest'Assemblea e, quindi, di
mortificare chi ci ha dato il voto e soprattutto di mortificare
la democrazia. E' vero, signor Presidente, che è segno dei tempi,
perché certamente subito dopo la seconda guerra mondiale, cari
colleghi, nessuno si sarebbe potuto mai permettere il lusso di
dire in Italia che è opportuno che ci siano soltanto due grandi
partiti che governano per avere le mani libere. Libere da che
cosa? Dall'esercizio democratico, dalle prerogative che spettano
al popolo, questa è la realtà
PRESIDENTE Onorevole Incardona, si limiti al merito del suo
intervento.
INCARDONA Ci troviamo di fronte anche, ed è segno dei tempi,
ad un'Assemblea in cui la Presidenza addirittura vuole negare
anche il diritto di parola, perché la democrazia è diventata
purtroppo non solo un optional, ma addirittura qualcosa da
riporre in soffitta.
Ebbene no, caro Presidente, io non ci sto E prendo spunto
anche da una considerazione: lei avrebbe dovuto garantire - visto
che si è assunto l'onere di fare legiferare, secondo lei, sulle
cose più importanti - anche la scala delle priorità. Ebbene, non
perché si tratta di una cosa accaduta nella mia città, a me tocca
il dovere di rappresentare quell'esigenza, di rappresentare
l'esigenza di dare una risposta concreta agli imprenditori che
diciamo di volere aiutare, a cui diciamo di volere creare nuovi
posti di lavoro
PRESIDENTE Onorevole Incardona, lei può intervenire nel
merito del disegno di legge.
INCARDONA Signor Presidente, la prego di rispettare il
Regolamento, non sto parlando del merito della legge.
PRESIDENTE Quindi, deve parlare sull'ordine dei lavori.
INCARDONA Sto parlando sull'ordine dei lavori appunto e,
quindi, sulla scelta di dare una risposta concreta, di dare la
priorità ad un sostegno verso un attacco mafioso che è stato
registrato in una struttura mercantile, la più importante
d'Italia, alla produzione ortofrutticola, dove in una struttura
che è stata da sempre all'attenzione della criminalità
organizzata, dove è stata praticata l'estorsione, dove è morto un
uomo, prima ancora di tanti altri, per sostenere quel lavoro, per
difendere la propria famiglia, per difendere la propria attività,
dove ci sono state vittime innocenti di mafia.
Ebbene, quando si tratta di dare un sostengo concreto agli
imprenditori, quando si tratta di dare un sostegno concreto a
quella gente, noi diciamo: voi potete aspettare
Perché dovrebbero aspettare, signor Presidente? Perché lei non
riesce a mettere d'accordo tutti? Perché la Conferenza dei
capigruppo che cosa ha deciso? Ha deciso di dover fare aspettare
gli imprenditori? Allora, siano i membri della Conferenza dei
capigruppo a rivivere le emozioni, a rivivere le preoccupazioni,
le ansie di quegli imprenditori che sono lì ad aspettare una
risposta su un bene che è di proprietà della Regione.
Per non parlare poi delle altre esigenze che ci sono nella
legge che è stata presentata, ad esempio per i confidi
PRESIDENTE Onorevole Incardona, le devo togliere la parola.
INCARDONA Signor Presidente, mi deve fare terminare di
parlare.
PRESIDENTE Si, però lei deve terminare.
INCARDONA Signor Presidente, sto concludendo, ancora un
minuto e concludo. Aspettiamo da cinque giorni per potere votare.
E' da cinque giorni che aspettiamo di potere lavorare in
quest'Assemblea. E' da cinque giorni che siamo qui ad aspettare.
Ebbene, non ci si riesce. Alla fine che cosa dobbiamo fare? Non
dobbiamo fare nulla cosicché tutto rimane immobile, tutto
rimane com'è.
Ebbene, caro Presidente, se questa dovesse essere la decisione
definitiva, se permane nella sua intenzione di proporre quello
che ho sentito, annuncio che abbandonerò l'Aula per protesta.
(Brusio in Aula)
La abbandonerò non per protesta nei confronti della
maggioranza, né nei confronti del Governo, che fintanto che si
era in Commissione ha lavorato e ha portato delle iniziative.
Nella sede della Commissione Bilancio ha fatto una proposta, poi
in Aula è cambiato tutto.
CIMINO presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione. Signor Presidente,
innanzitutto desidero ringraziarla per aver fornito all'Assemblea
le indicazioni della Conferenza dei Capigruppo sull'ordine dei
lavori.
E devo dirle che sono pienamente rispettoso di questo voto
unanime della Conferenza dei Capigruppo riguardo la volontà di
trattare l'emendamento che il Governo ha predisposto e che è alla
nostra immediata attenzione.
Con l'occasione, signor Presidente, onorevoli colleghi,
approfittando anche della disponibilità che in questi giorni i
componenti della Commissione Bilancio con l'assessore Lo Porto
hanno dimostrato, si è potuto approfondire e dare vita ad un
disegno di legge che contiene centoquindici articoli.
Signor Presidente, secondo me, l'importanza di una legge, la
sua validità non si può considerare in base al peso, o in base al
numero degli articoli, ma di fatto, quelle norme testimoniano un
grande impegno, una grande volontà di un'Assemblea che vuole
poter lavorare e che vuole poter incidere, fortemente, nel
settore produttivo dell'Isola.
E allora, non volendo entrare in polemica con l'onorevole
Incardona che ha sollecitato l'attenzione politica sulla
drammatica situazione del mercato di Vittoria, voglio ribadire
come questi pochi giorni, nei quali abbiamo l'opportunità ancora
oggi di approfondire il testo della Commissione Bilancio, devono
poter consentire di maturare ancor meglio questi articoli in modo
che, già prima della finanziaria e del bilancio, si possa esitare
in Aula quel testo che probabilmente avrà la necessità di una
sinergia con gli uffici dell'Assemblea al fine di essere
migliorato e, ove possibile, signor Presidente, visto che siamo
un Parlamento, le chiedo - su alcuni articoli - di aprire anche
un dibattito sui profili di costituzionalità perché ritengo che
il Commissario dello Stato, su alcuni provvedimenti,
probabilmente, anche lui dovrà approfondire le ragioni delle
decisioni di questo Parlamento.
E per questo condivido l'iter che la Commissione Bilancio ha
voluto attivare e spero proprio che i centoquindici articoli
possano trovare un momento di approfondimento, di discussione e
di dibattito così come in Commissione Bilancio anche in Sala
d'Ercole.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare
due precisazioni. Non è nella mia intenzione correggerla, ma
avevo avvertito che il passaggio con il quale si dava alla
Conferenza dei Capigruppo la possibilità di decidere nel merito
mi sembrava temerario e abbastanza rischioso. Seppure sono
convinto che dobbiamo andare ad una soluzione il più vicino
possibile a quella cui è arrivata, pur se impropriamente, la
Conferenza dei Capigruppo, cioè una norma il più ristretta
possibile e relativa soltanto alle assolute ed inderogabili
emergenze, dall'altra parte avevo avvertito la necessità che ciò
avvenisse attraverso la Commissione Bilancio che continuo a
ritenere la sede più naturale perché ciò potesse avvenire.
Pur tuttavia lei ci dice, signor Presidente, che il processo
che attiviamo è quello dello stralcio di questa norma che è
prevista in questo disegno di legge Gov 1 e che il resto avverrà
con un dibattito che comincerà l'8 gennaio 2008.
Vorrei precisare che, per quello che mi riguarda, si dovrà
imporre di sana pianta l'inizio dell'esame perché la stessa
discussione generale si è attivata sulla base di un testo che
prevedeva soltanto cinquantatre articoli e così tutto il resto
delle procedure.
Ho la sensazione che sarà necessario, a quel punto, ricorrere
comunque alla Commissione Bilancio giacché gli emendamenti già
presentati e quelli che saranno presentati da quel momento sono
pressoché impresentabili direttamente in Aula, nel senso che
dovranno passare dalla Commissione Bilancio.
Credo che la modulazione dei tempi e delle condizioni d'Aula
dovrebbe tenere conto di questo.
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limito ad
intervenire sulla proposta della Presidenza perché non credo di
dover entrare nel merito delle norme presentate dalla Commissione
Bilancio, per intenderci, sulle 115 norme.
Quando la Commissione Bilancio ha esaurito i suoi lavori, due
giorni fa, ha elaborato un testo composto da 115 articoli, la
maggior parte dei quali, secondo me, di grande importanza anche
per lo sviluppo della Sicilia.
E' ovvio che il 22 dicembre questo ragionamento assume un
significato diverso in virtù del fatto che la norma di variazione
di bilancio ha un significato solo se viene approvata e
pubblicata entro un certo tempo.
Oggi le condizioni rispetto a quelle di qualche giorno fa sono
radicalmente cambiate e quindi la proposta di adottare un maxi
emendamento proposto dal Governo, che contenga semplicemente le
Tabelle e l'articolo 1, è ovvio che non può che trovarci
favorevoli.
Voglio sommessamente ricordare che questa è la proposta che
Forza Italia, cioè il sottoscritto, fece venti giorni fa,
allorquando mi resi conto del clima che regnava in quel momento
in Parlamento, che è lo stesso che c'è oggi, e pertanto dissi di
evitare di perdere tempo in Aula e quindi di fare le Tabelle e
l'articolo 1 e per il resto cercare di ragionare ancora qualche
settimana per ritrovarci sicuramente a gennaio utilizzando meglio
le nostre giornate.
Mi rammarico che si sta arrivando a questa soluzione con venti
giorni di ritardo e soprattutto dopo venti giorni di lavoro
assolutamente inutile per questo Parlamento.
Come apprezzo favorevolmente la possibilità di approvare la
riscrittura fatta oggi dal Governo e depositata presso gli uffici
dell'Assemblea, non posso dimenticare il lavoro che abbiamo
prodotto in questi venti giorni di lavoro in Commissione
Bilancio.
Ovviamente i due stralci che ieri venivano prodotti dalla
Presidenza dell'Assemblea e portati all'esame dell'Aula per
velocizzare l'iter parlamentare, oggi per me tornano ad essere un
unico disegno di legge. Ed è chiaro che poi questo disegno di
legge sarà esaminato dalla Presidenza dell'Assemblea rispetto a
quelle che sono le compatibilità istituzionali e le coperture
finanziarie.
Probabilmente sarà ripulito da quelle norme che sono in aperto
contrasto con la Costituzione e non hanno copertura finanziaria,
ma ritengo assolutamente ovvio e scontato che del testo dei due
stralci non si parli più e si parli, invece, di un'unica norma
che è uscita dalla Commissione Bilancio qualche sera fa e che
dovrà tornare giorno 8 gennaio all'esame del Parlamento. A quel
punto non avremmo più l'assillo di dovere approvare la norma
entro oggi 22 dicembre, che altrimenti non potrebbe neanche
essere utilizzata perché il presupposto è che queste somme
vengano impegnate entro il 31 dicembre di quest'anno. Tutto il
resto conta poco. Oggi conta approvare l'articolo 1 così come
riscritto dal Governo; per le tabelle, ci rivediamo giorno 8
gennaio ma ripartendo dalla legge esitata dalla II Commissione
qualche giorno fa, seppure ripulita delle norme incostituzionali
e non coperte.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio della
Regione ed al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2007. Proroga
interventi» (701- Norme stralciate)
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio della
Regione ed al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2007. Proroga
interventi» (701-Norme stralciate).
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha presentato
l'emendamento Gov. 1, di riscrittura, che è stato già
distribuito e che ricomprende gli articoli 1 (commi 1, 2 e 3),
l'articolo 58 (commi 1, 2 e 4), l'articolo 110 (comma 1), le
variazioni alle Tabelle non sorrette da norme sostanziali. A
questo punto gli emendamenti agli articoli 1, 58 e 110 sono
ovviamente superati. Per quanto riguarda gli emendamenti alle
Tabelle, chiedo a chiunque li abbia presentati di ritirarli
considerato che le stesse sono cambiate.
L'articolo di riscrittura diventa quindi il I stralcio del
disegno di legge esitato dalla Commissione Bilancio, la
restante parte del disegno di legge sarà esaminata in Aula come
II stralcio a decorrere dall'8 gennaio 2008, ovviamente
unitamente alle norme accantonate.
Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che tutti gli
ulteriori articoli esitati dalla Commissione Bilancio' saranno
esaminati all'interno di un unico disegno di legge, nel testo
complessivo di 115 articoli, che sarà inserito nell'ordine del
giorno dell'Aula a partire dall'8 gennaio 2008.
PANEPINTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse è
dovuto alle serate e alle nottate, ma lo stato di comprensione
del funzionamento di questa Assemblea è molto diminuito, non
sono più in grado di comprenderlo per intero.
Primo, perché ho voluto trovare nel Regolamento interno
qualche norma che desse senso a quello che è accaduto in questi
due giorni e cioè l'avere approvato, dopo la discussione
generale, il passaggio agli articoli.
Onorevole Presidente, posso continuare a svolgere il mio
ragionamento col pensiero visto che non mi ascolta nessuno.
PRESIDENTE Personalmente la sto ascoltando, onorevole
Panepinto. Onorevoli colleghi, per favore ascoltate l'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO Io non ho trovato nel Regolamento interno nessuna
norma che abbia potuto consentire alla Conferenza dei Capigruppo
di stralciare solo un articolo che poi sostanzialmente è poca
cosa. Certo è importante il 1 comma che consegna al Comune di
Palermo 6 milioni di euro per i Pip. Certo lo considero un fatto
molto importante perché aiuta una grande città a risolvere alcuni
problemi, ma sostanzialmente anche questo rinvio all'8 gennaio
p.v., mi fa pensare all'episodio sulla legge sullo sviluppo
dell'onorevole Cuffaro, quando il 25 gennaio 2007 rimandò tutto a
quella legge sullo sviluppo, oppure quando l'Assessore regionale
per l'industria ci venne a dire che in 90 giorni avrebbe
presentato il Piano regionale sull'energia. Cioè un rinviare a
tempi che non arrivano mai.
Io credo che la sera si prova a fare norme brutte e sbagliate
e l'indomani mattina ci si ritrova con il voto sui giornali, come
se la Commissione Bilancio avesse voluto saccheggiare il bilancio
della Regione, ci si ritrova ad essere considerati dei pessimi
legislatori. Stasera si continuerà con questo clima da basso
impero, mancano solo i Visigoti e gli Unni e abbiamo completato
la presenza in Aula.
Il problema della fretta e dei tempi, che alla fine sono sempre
stabiliti dalla maggioranza che arriva sempre all'ultimo minuto,
perché tenta e non riesce mai a trovare una intesa di qualità, ma
nemmeno di pessima qualità.
L'8 di gennaio 2008, signor Presidente, seppure io sono un
inguaribile ottimista, non credo che arriveranno né le norme che
lei ieri mattina ha dichiarato improponibili, e che oggi si vuole
fare riaccorpare con quelle che erano arrivate in Aula, né
complessivamente il testo. Io spero che lei possa mantenere
questo impegno, signor Presidente, cioè che l'8 di gennaio ci
sia in discussione questo testo. Ma memore dell'esperienza della
legge sullo sviluppo, che avrebbe potuto aiutare settori
produttivi della Sicilia, resto perplesso. La mia impressione è
che noi non tratteremo l'8 di gennaio né la legge sullo
sviluppo, né il primo testo, né il secondo testo, ma ci
occuperemo soltanto di smontare il presepio e di riportare tutto
dentro le scatole. Di altro, questo Parlamento non si occuperà,
signor Presidente.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Panepinto, però la differenza è
che noi lo mettiamo direttamente all'ordine del giorno oggi, per
cui, quanto meno, lo dovremo cominciare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io per
pochissime battute. Considerato che siamo ancora nell'ambito
della discussione che lei ha introdotto, desidero soltanto
invitare i colleghi perché ho capito che si sta sovraccaricando
il dibattito d'Aula di vicende che attengono, invece, alla crisi
della funzione del Parlamento siciliano, la crisi di
rappresentanza dei singoli parlamentari.
Il fatto è che la crisi della maggioranza finisce con lo
scaricarsi sul funzionamento delle istituzioni. Il fatto è che il
Parlamento, nel corso di questo anno e mezzo, non ha prodotto
un'attività legislativa e, pertanto, appena c'è un veicolo',
tutti i parlamentari tentano di caricare su quel veicolo attese,
aspettative del territorio.
Non è frutto di una decisione della Conferenza dei capigruppo
o del Presidente dell'Assemblea, ma del fatto che non c'è un
governo della Sicilia e non c'è un adeguato rapporto tra il
Governo e la funzione del Parlamento. In questo anno e mezzo le
prerogative del Parlamento sono state sistematicamente
mortificate da un governo che intende utilizzare il Parlamento
come luogo di ratifica di decisioni che sono assunte all'esterno
del Parlamento siciliano. E' questa la contraddizione vera.
Detto questo, l'invito che io rivolgo ai colleghi è di una
certa natura (io l'ho letta così, poi i colleghi possono leggerla
diversamente ed è giusto che lo facciano se pensano diversamente
da me). I colleghi hanno messo dentro il disegno di legge sulle
variazioni di bilancio una serie di norme le quali sono tutte
significative (rapporti territoriali, rappresentanza di
interessi). Tuttavia, l'esame di queste norme, il complesso
dell'esame di queste norme avrebbe vanificato la manovra di
bilancio che - ci è stato spiegato dagli uffici - se non viene
pubblicata entro il 31 dicembre del 2007 si vanifica, non ha
senso, con il rischio, irresponsabile da parte della classe
dirigente, che avremmo lasciato i comuni senza risorse, e
avremmo bloccato le proroghe per gli LSU e altri provvedimenti
che non necessitano di variazioni normative.
La domanda che ci si è posti era quindi come contenere
l'esigenza di dare giustamente un luogo agli interessi
rappresentati dal Parlamento e evitare che attese dei Comuni,
degli LSU potessero essere vanificate.
La Conferenza dei capigruppo - che come giustamente è stato
rilevato non ha nessun potere decisionale, che invece è
demandato all'Aula e al Presidente dell'Assemblea - ha valutato
di fare una norma stringata e secca che potesse evitare che i
comuni restassero senza risorse adeguate, che i lavoratori
socialmente utili non avessero il rinnovo dei contratti, insomma
norme secche e urgenti.
Si poneva il problema di cosa fare - visto che siamo in
sessione di bilancio -, delle restanti norme presentate dai
parlamentari. E lì ci sono due filoni di pensiero: il primo è che
in sessione di bilancio non bisogna presentare altre norme; il
secondo, che in sessione di bilancio si possono presentare norme
che non necessitano spesa.
Nella Conferenza dei capigruppo si è valutato, quindi, signor
Presidente, di mettere all'esame del Parlamento un testo di norme
che non contenessero spese e di valutare la possibilità che il
Parlamento ritornasse giorno 8 gennaio ad esaminare quel testo.
Immagino, però, signor Presidente, che quando lei ha
comunicato al Parlamento di avere accantonato una quota
consistente delle norme contenute nell'originario disegno di
legge uscito dalla commissione, e che ha dichiarato inammissibile
quella parte, ritengo che il testo che debba venire in Aula
giorno 8 gennaio è il testo dei famosi 53 articoli, perché la
Presidenza si è già determinata.
Dopo di che i parlamentari possono riproporre emendamenti al
testo e il Presidente dell'Assemblea, sulla base di prerogative
proprie, giudicherà ammissibili o non ammissibili gli emendamenti
che saranno presentati. Così come il Presidente dell'Assemblea
giudicherà sulla base delle proprie prerogative se gli articoli
contengono spesa o non contengono spesa. Ove dovessero contenere
spesa non è il Parlamento che deve toglierli, ma il Presidente
dell'Assemblea li deve dichiarare improponibili, perché è nelle
prerogative del Parlamento valutare l'ammissibilità o non
ammissibilità del testo.
Pertanto, siccome io penso che noi scontiamo una crisi della
maggioranza e del governo, ma ritengo, responsabilmente, che
questa crisi non può essere pagata dai comuni siciliani e non può
essere pagata dai settori fondamentali e da altri settori, penso
a questo punto di assumermi la responsabilità di procedere
sapendo bene che la condizione di crisi riguarda in particolare
la maggioranza. E' stato detto più volte, e io lo ribadisco, che
Cuffaro ha una vicenda dalla quale tutti ci auguriamo possa
uscirne bene, ma questo non determina il fatto che il giudizio
sul Governo e sulla maggioranza è un giudizio fortemente
negativo. E fino a quando le vostre responsabilità politiche
hanno un confine, non investono anche la crisi delle istituzioni,
sono affar vostro e della Sicilia, ma quando investono la crisi
del Parlamento e delle prerogative della democrazia
parlamentare, questo riguarda anche l'opposizione. Per questo noi
responsabilmente abbiamo assunto stamattina quell'atteggiamento.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Speziale. Giusto per dirle che
come lei chiede attenzione ai suoi interventi, se avesse fatto
attenzione a quanto da me comunicato, avrebbe già sentito che,
ovviamente, tutti gli articoli che comportano spesa saranno
depurati dal testo.
STANCANELLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo sul disegno di legge e sull'emendamento del Governo
facendo una premessa che ritengo essenziale in un'Aula un po'
disattenta.
Ritengo, signor Presidente, che quanto è stato già detto in
quest'Aula dai colleghi che mi hanno preceduto e da quanto si può
comprendere dagli umori di tutti i parlamentari, che in questi
ultimi quindici giorni hanno lavorato nelle commissioni di
merito, nella commissione bilancio ed erano pronti a lavorare in
Aula, tanto è vero che l'Aula è convocata da parecchio, ma in
effetti si è lavorato poco e sicuramente non per colpa dei
parlamentari, né sicuramente per colpa del presidente
dell'Assemblea.
Evidenzio ciò perché da questa sensazione deriva sicuramente
un atteggiamento - nei colleghi parlamentari e per primo in me -
di difficoltà, di amarezza a volte e sicuramente di disagio. Un
parlamentare che abbia la voglia di lavorare e vede
obiettivamente espropriato il proprio ruolo dalla impossibilità
di fare la prima cosa che il parlamentare deve fare assieme a
tante altre, quella cioè di legiferare, e non si creano le
condizioni per legiferare, e l'antipolitica che oggi ha grande
audience nell'opinione pubblica mette in risalto quotidianamente
come la classe politica, e quella siciliana in particolare, non
svolga a pieno il proprio ruolo, ecco che questo disagio, questa
amarezza, questo sconforto, questa difficoltà, questa impotenza a
volte che non deriva dalla volontà di ciascuno, ma che poi alla
fine coinvolge tutti, ci mette in condizioni di difficoltà.
Pertanto, ritengo che dopo un anno in cui per difficoltà
varie, io non voglio qui atteggiarmi a censore o a chi è esente
da responsabilità, ma, sicuramente, nell'ultimo anno questo
Parlamento, per varie responsabilità ha legiferato poco.
L'onorevole Speziale faceva riferimento, giustamente e
legittimamente, al fatto che siamo riusciti a creare un nuovo
sistema di governo che sicuramente era voluto dall'opinione
pubblica, ma non siamo stati in grado di relazionare il nuovo
sistema elettorale che poi diventa costituzione materiale in
senso concreto: l'elezione diretta del presidente della Regione,
con i poteri del parlamento. Ed ecco che questo ci ha portato ad
una paralisi legislativa che sicuramente mette in mostra le
difficoltà di questo parlamento.
E quindi le reazioni dei vari parlamentari: l'intervento
dell'onorevole Incardona, che giustamente, al di là dei toni, non
sa dove far valere i diritti e le aspettative del suo territorio;
nei suoi interventi, tante volte, onorevole Laccoto, ha chiesto
giustamente dove avrebbe potuto inserire una norma che le
consentisse di dare risposte a esigenze concrete, e potrei
continuare.
Allora, si è verificato un caso, una circostanza in occasione
della presentazione del disegno di legge sulle variazioni di
bilancio che ha consentito al Parlamento e ai parlamentari di
esercitare, per la prima volta dopo tanto tempo, il proprio ruolo
a 360 , utilizzando il Regolamento interno che prevede
espressamente come nell'ambito delle commissioni di merito si
possano presentare emendamenti da parte di tutti i parlamentari,
al di là della loro appartenenza alla commissione di merito, in
un disegno di legge dove vi era di tutto, tenendo presente che vi
erano almeno due articoli che comprendevano tutto ciò che è
possibile immaginare nell'Amministrazione della Regione
siciliana, ed è stato fatto questo.
Vi è stata poi la Commissione Bilancio che ha, ulteriormente,
permesso ai parlamentari che ne fanno parte di portare avanti
delle esigenze proprie o della propria appartenenza politica - e
non mi preoccupa la possibilità di rappresentare interessi,
quando questi sono legittimi -, e si è arrivati ad un disegno di
legge che, come giustamente ha rilevato il Presidente
dell'Assemblea, comportava 115 articoli.
Non entro nel merito dei 115 articoli - poi ognuno di noi la
può pensare in un modo o nell'altro -, ma l'Assemblea, i
parlamentari, avevano fatto un lavoro per inserire norme
legittime su cui si possono avere valutazioni contrastanti dal
punto di vista giuridico o politico, ma questo era il lavoro
fatto.
Ebbene, dopo questo lavoro abbiamo visto tanti di noi che si
sono lamentati perché c'era un disegno di legge con troppe norme.
Signori, dobbiamo metterci d'accordo per evitare di farci
espropriare di un diritto, che è del parlamentare, di potere
intervenire con tutti gli strumenti che il Regolamento prevede,
per portare avanti esigenze che rappresentano interessi concreti,
legittimi del territorio, delle categorie, dell'Isola, della
comunità siciliana. Questa è la verità
Ho sentito colleghi che si sono lamentati perché c'era un
disegno di legge molto ampio, non perché questa o quella norma
non li convincesse. Personalmente penso che non dobbiamo farci
espropriare da nessuno perché il Parlamento ha il diritto e il
dovere di legiferare.
Caro Presidente, lei ha svolto un ruolo assolutamente consono a
quello che un Presidente doveva assumere, nel momento in cui ha
notato le difficoltà che sono state evidenziate tante volte,
anche in seno alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e si è arrivati al primo, al secondo, al terzo, al
quarto stralcio - non so dove siamo arrivati -, perché si è
andati dietro ad una esigenza che era stata avvertita dopo che
era stata avvertita un'esigenza opposta che era quella di
legiferare.
Oggi siamo al dunque; siamo al 22 dicembre ed abbiamo una
scadenza legale, infatti, entro il 31 dicembre questa legge di
variazione deve essere pubblicata, diversamente tutti ciò non
servirà più a nulla, potremmo andare a casa. Quindi, al 22
dicembre ci troviamo nelle condizioni di dovere dire: Abbiamo
lavorato, però abbiamo scherzato , perché quelle norme non
servono più a nulla, perché se andiamo avanti cioè al 23
dicembre, poi al 24, a Natale, anche se approvassimo tutte queste
norme non servirebbe più a nulla, in quanto l'unica norma che
serve entro il 31 dicembre è quella dell'impegno di spesa per
determinate fattispecie, prima fra tutte quella dei comuni.
Allora, cosa si poteva o si doveva fare? Ritengo che il
ragionamento e il piagnisteo su se stessi non serva a nulla. Un
Parlamento che presenta emendamenti nei luoghi a ciò deputati,
cioè le Commissioni, non può lamentarsi e se ciò avviene deve
scontrarsi, in Aula, per contrastare le norme che, eventualmente,
non sono condivise dai singoli parlamentari o dalle singole forze
politiche.
Oggi, si è arrivati ad una conclusione: la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari - come correttamente
evidenziato dal Presidente dell'Assemblea -, ha preso una
decisione che non deve essere però l'abdicazione al nostro ruolo
di parlamentari, non deve essere l'abdicazione al ruolo del
Parlamento.
Non potevamo che prendere una sola decisione, cioè quella di
portare avanti l'unica norma, la tabella. Il Presidente ha detto
le tabelle A e B, ha detto implicitamente l'articolo 1 che è
quello che riguarda i comuni, commi 1, 2 e 3 e l'articolo 58 che
è quello riguardante la proroga dei contratti dei lavoratori
socialmente utili. Per quanto riguarda tutte le altre norme che
sono la conseguenza del lavoro che le Commissioni, l'Assemblea, i
parlamentari hanno svolto, non possono essere buttate, le altre
norme, le altre proposte di norme hanno la dignità di lavoro dei
parlamentari e devono trovare ingresso, tutte, in un nuovo
disegno di legge o stralcio.
Ecco perché, la ringrazio, signor Presidente. Lei, attraverso
la collaborazione e la condivisione da parte di tutti i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha trovato la soluzione per
non buttare via il lavoro che è stato fatto e che è il risultato
degli interessi - lo ripeto - legittimi che ogni parlamentare ha
di rappresentare la propria categoria, il proprio territorio, le
proprie esigenze.
Non dobbiamo vergognarci - concludo, sono andato oltre, però
ritenevo di dover esprimere questo mio disagio, ma nello stesso
tempo questo mio messaggio di concretezza e di speranza -,
dobbiamo smetterla con il legiferare attraverso i giornali.
Ho letto interviste, dichiarazioni in cui stiamo sperperando,
in cui non so cosa stia succedendo con questo disegno di legge.
Esaminando l'emendamento che il Governo ha correttamente
presentato, trovo più di 8 milioni di euro di accantonamento nei
fondi globali per nuove iniziate legislative, cioè noi non
abbiamo sperperato nulla, abbiamo fatto norme senza spesa, o
volevamo fare, per essere più precisi, norme senza spesa.
Si vuole impedire al Parlamento di lavorare, di produrre, con i
messaggi mediatici, per cui c'è una banda di 90 parlamentari che
stanno saccheggiando la Regione. Mi rifiuto di accettare di
essere un saccheggiatore della Regione siciliana, perché
l'Assessore Lo Porto lo sa, in questo disegno di legge vi erano
pochissime norme di spesa, tanto è vero che vi sono più di 8
milioni di euro accantonati per iniziative legislative, che
ovviamente il 22 e 23 dicembre non potremo fare tranne se non ci
riuniremo il 27, il 28 o il 29 dicembre.
Allora, sono intervenuto, intanto per rappresentare la volontà
del Parlamento, dei parlamentari, al di là delle appartenenze
politiche e delle appartenenze di coalizione; i parlamentari
fanno il loro dovere, possibilmente qualcuno di noi non lo fa e,
allora, che sia censurato Però, che tutti dobbiamo essere
accomunati in questa immagine di 90 parlamentari che
saccheggiano, mentre altri pensano al bene della Regione, non mi
sta bene, al di là dell'appartenenza alla maggioranza o
all'opposizione.
Allora, signor Presidente, grazie per il lavoro alla fine
proficuo che è stato svolto. Dobbiamo approvare questo
emendamento, che poi non è altro che la riproposizione delle due
tabelle di entrata e uscita, per quello dove non c'è necessità di
leggi sostanziali, di norme; poi, il Presidente dell'Assemblea
deve assumere l'impegno che il testo del disegno di legge
stralcio 1, 2, 3 - non so più come si chiama -, in cui ci siano
tutte le norme che la Presidenza, utilizzando il Regolamento,
riterrà di poter mettere, in quanto non palesemente
inammissibili, ovviamente per incostituzionalità o per
illegittimità, trovi ingresso in questa Aula non appena
possibile. E poichè le norme non di spesa possono essere fatte
anche in vigenza di sessione di bilancio, per la finanziaria, le
chiedo - è stato già anticipato -, ma lo chiedo formalmente che
da giorno 8 gennaio l'Aula lavori per mettere in condizione i
parlamentari di fare il proprio dovere.
Chiedo al Governo - e lo chiedo soltanto per forma, in quanto
già l'Assessore Lo Porto ha dato il suo assenso nella riunione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi - di essere presente
per collaborare, così come prevede il nostro Statuto, con
l'Assemblea, al fine di legiferare; questo è importante.
Signor Presidente, la ringrazio e mi auguro che ciò avvenga e
che non avvenga invece ciò che è successo nel 2007, perché
l'ultimo mio intervento d'Aula risale al gennaio 2007 quando
discutendo sul voto finale della legge finanziaria ci venne
assicurato, e mi fu assicurato - e mi convinsi allora - che,
successivamente, da lì a poco tempo dopo l'approvazione di legge
finanziaria e bilancio avremmo discusso sul disegno di legge
sullo sviluppo. Ebbene, di questo non abbiamo più avuto notizie.
Allora, poichè l'Assemblea non può essere alla mercé
dell'opinione pubblica, signor Presidente, dobbiamo riprendere le
redini dell'Assemblea e facciamola lavorare; dimostriamo che
questo Parlamento, se messo nelle condizioni, sa fare il proprio
dovere, sa legiferare e sa dare risposte ai siciliani.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che noi, nel quadro di una grave crisi politica, che è palese,
manifesta e sulla quale è superfluo spendere parole, proprio
interna alla maggioranza e nei rapporti fra la maggioranza e
questo Governo, stiamo assistendo a due errori che si stanno
sommando.
Il primo è quello di un'attività di legiferazione assolutamente
irresponsabile, perché vede, onorevole Stancanelli, non c'è alcun
dubbio che i parlamentari hanno il diritto e, anche in buona
fede, di partecipare positivamente all'elaborazione dei testi, ma
quando questo avviene, sapendo che ingolfando e ingigantendo un
disegno di legge, in realtà, lo si rende impraticabile, gli si
nega la possibilità di vedere la luce, questa è semplicemente una
maniera di sforzarsi per un risultato che è improprio, che è
altro rispetto a quello del disegno di legge stesso. Non dobbiamo
dimenticare che, in tutto questo, la Commissione Bilancio è
stata oggetto e teatro di una paralisi che ha visto il Gruppo del
Partito democratico, addirittura, occupare la Commissione per
protesta.
Ma lo stiamo dimenticando o adesso, qua, stiamo descrivendo una
realtà che non ci appartiene e che non abbiamo mai vista? Noi
stiamo venendo da una performance indegna dei parlamentari della
maggioranza; il problema lo dobbiamo chiamare col nome e cognome,
il problema è che si è voluto in tutti i modi, caricare questo
disegno di legge, non già delle giuste e legittime, per carità,
aspettative di ciascuno, ma dei desideri da ultima spiaggia che è
il clima che si respira in questo momento; di questo è stato
caricato il disegno.
Allora, delle due l'una: se queste sono aspettative legittime,
se questo era doveroso, bisogna dire che è irresponsabile averlo
fatto in questi termini, sapendo che il disegno di legge
rischiava di non poter essere esitato, come infatti è, perché
tutti stiamo dicendo che 115 articoli non potevano essere
discussi e su questo interverrò contestando il merito.
Ma allora, onorevole Stancanelli, chi li ha fatti questi 115
articoli? Scusate, ma ce li ha condannati qualcuno o non è stata
la bramosia di noi stessi e di voi, in particolare, nell'avere
voluto, assolutamente, entrarci come se fosse, appunto, l'ultima
spiaggia?
Allora, se questa è la storia dalla quale veniamo, credo che a
questo, poi, si sia cercato di porre rimedio in una maniera
assolutamente sbagliata. Come? Con una forzatura da parte delle
prerogative del Presidente, che pure ha, ma con un'estensione di
queste prerogative, mercé, un uso improprio della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari; perché, vede signor
Presidente, chi mi può impedire, oggi, di vedere esaminato, se
voglio, l'emendamento che ho presentato se lei non lo dichiara
improponibile? Non può farlo la Conferenza dei Presidente dei
Gruppi parlamentari e, se non lo dichiara improponibile, non lo
può fare neanche quest'Aula. L'Aula è tenuta a discuterlo.
Non è possibile che inventiamo meccanismi succedanei, esterni
al percorso d'Aula, per cui l'Aula è composta dai deputati che,
legittimati, hanno la possibilità di produrre articoli di legge
ed emendamenti e, però, ne viene poi del tutto esautorata da un
percorso che, affidato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, stabilisce quali di questi sforzi possono essere
legittimati ed essere discussi dall'Aula stessa oppure no.
Insomma, questo è assolutamente distorsivo del Regolamento e
dell'istituzione del Parlamento stesso.
Noi dobbiamo ricondurre le cose a quello che sono; se ci sono
colpe, irresponsabilità ed errori politici nella gestione del
lavoro di ciascun parlamentare e dei gruppi parlamentari, questi
si chiamano con il loro nome; se poi ci sono procedure
regolamentari che consentono di ridurre questo, ed io conosco
solamente e mi corregga se sbaglio, Presidente, la possibilità
che lei ha di dichiarare improponibili gli emendamenti e gli
articoli di legge, altri percorsi non ce ne sono, se poi
conveniamo, dato il disdoro a cui tutti quanti andremmo incontro,
avendo adottato questa procedura di votare solamente un
emendamento, un maxi emendamento e di rimandare tutti gli altri,
lo facciamo proprio per carità di decenza, ma questo è un
episodio che non deve più ripetersi, non funziona, non ha titolo,
non ha sede nel Regolamento parlamentare stesso, perché questo
significa veramente tradire il senso di questa manovra e di
questo Parlamento.
Perchè non lo abbiamo fatto? Perché dal momento che la
Commissione Bilancio ha esitato quattro giorni fa questo testo
si è detto che non avevamo il tempo di esaminarlo. Se siamo
arrivati a sabato pomeriggio, senza avere lavorato mezz'ora,
dico - e nessuno mi può smentire, potete immaginare il contrario,
ma i fatti non possono soccorrere una smentita in maniera
oggettiva - che se noi avessimo lavorato questi quattro giorni
avremmo esaminato tutti gli emendamenti e tutti gli articoli,
tutti i 115, a meno di quelli che insindacabilmente il Presidente
avrebbe dichiarato inammissibili. Questo avrebbe, onorevole
Stancanelli, reso, non dico merito ai deputati, ma avrebbe dato
al Parlamento la sua responsabilità: quella di avere proposto
emendamenti e articoli del tutto, a mio avviso, inopportuni,
estranei al testo, estranei allo spirito della legge di
variazione di bilancio, io devo dire anche irresponsabili e
avrebbe affidato la responsabilità, a quest'Aula, di giudicarli,
perchè non è consentito che questo lo faccia il Presidente,
entrando nel merito politico, se non per inammissibilità, per
altre ragioni, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Non è possibile, perché non è stato fatto, non è che non è
stato fatto perché mancava il tempo, visto il tempo trascorso qua
a pascolare in attesa che altri prendessero provvedimenti, non è
stato fatto perché avete avuto problemi, voi, di venire in Aula a
discutere i vostri articoli. Questo è il tema, perché
continuamente l'Aula è stata baipassata da discussioni di
corridoio e da discussioni fuori dall'Aula, perché qui non
avreste retto il confronto. Questo delegittima il Parlamento:
l'incapacità di discutere e la voglia di trovare accordi
impossibili fuori dal Parlamento stesso.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sinceramente
non avevo intenzione di intervenire, però devo dire che ho la
sensazione che l'avvitamento a cui siamo arrivati sia un momento
particolarmente delicato di questo Parlamento.
Siamo al 22 dicembre di un sabato pomeriggio, sostanzialmente
alla vigilia di Natale e credo che, a mia memoria, non eravamo
mai arrivati per esaminare una variazione di bilancio e se siamo
qui lo si deve - lo ricordo a me stesso, ma lo ricordo a tutti
voi - ad una colpa grave di un Governo che non c'è più ed
irresponsabilmente ha prodotto una variazione di bilancio fuori
tempo massimo, costringendo questo Parlamento ad inserire, nella
sessione finanziaria, una finestra per la variazione.
Aggiungo, signor Presidente, e lo aggiungo oggi, annunciandolo
oggi: si sta preparando un altro atto di gravissima
irresponsabilità che è quello che questo Governo, consapevole che
non si faranno il bilancio e la finanziaria nei termini previsti,
non sta predisponendo alcun atto per consentire alla Sicilia di
avere certezza sulle risorse amministrative. Mi riferisco al
fatto che la Giunta di Governo ha il dovere, al punto in cui
siamo, di predisporre il bilancio provvisorio, l'esercizio
provvisorio per l'anno 2008; non è una facoltà, è un atto di
responsabilità che se non dovesse essere prodotto determinerebbe,
questo sì, danni gravi a partire dai dipendenti di questa Regione
che rischiano di non ricevere nel mese di gennaio lo stipendio e
tutti sappiamo perché.
Perché, caro Presidente, se oggi siamo qui, lo siamo perché c'è
una crisi politica che non è solo la crisi di un'attesa, bensì è
la crisi di un governo che è arrivato alla fine.
Lei ha annunciato a quest'Aula che la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari all'unanimità. E' vero signor Presidente,
all'unanimità, per grande senso di responsabilità da parte
nostra, abbiamo chiesto alla maggioranza, a ogni singolo
Presidente di Gruppo parlamentare della maggioranza di dirci, al
punto in cui eravamo, cosa intendevano fare. E lei, signor
Presidente, è stato testimone che dei tre o quattro Presidenti
dei Gruppi parlamentari della maggioranza, presenti in
Conferenza, abbiamo sentito quattro proposte diverse.
DI MAURO . Non erano quattro.
CRACOLICI E se continuo a dire l'unanimità non è un accordo
che è stato fatto per decidere di fare alcune cose piuttosto di
altre; l'unanimità si è decisa sul fatto che questa maggioranza
ha detto esplicitamente che al punto in cui eravate non siete più
in grado di produrre la variazione di bilancio. Questa è la
realtà.
L'opposizione era pronta da ieri ad esaminare i 54 articoli che
lei aveva ammesso alla discussione. Siamo stati costretti per un
giorno e mezzo ad aspettare ulteriori decisioni, malgrado la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari avesse
licenziato, sulla base di un atto che le era stato affidato, un
compito di valutarne la compatibilità con l'atto di variazione di
bilancio, oltre che il rischio di impugnabilità dell'atto stesso.
Bene, malgrado quell'atto che sembrava assolutamente pacifico,
siamo stati un ulteriore giorno e mezzo, qui, ad attendere le
decisioni di una maggioranza che non è più in grado di intendere
e di volere.
Allora, signor Presidente, credo che, al punto in cui siamo,
questo atto presentato dal Governo è ciò che quanto meno deve
assicurare alla Sicilia una certa tranquillità.
So bene che ci sono categorie che per i giochi della
maggioranza sono state e stanno per essere penalizzate. Mi
riferisco alle imprese, a chi aspettava norme...
SPEZIALE I confidi.
CRACOLICI I confidi. Mi riferisco a tutti quelli che
aspettavano da questa variazione di bilancio una risposta. Ma la
dimensione di grave crisi politica della maggioranza ci ha
portato a questo.
Signor Presidente, prima del voto finale le chiedo di fare
un'ulteriore verifica per accertare se questo emendamento, così
com'è, non sia a rischio di impugnativa. Non vorrei che quando si
scrive che si proroga qualcosa, non prevedendo con quale capitolo
si dà copertura a quella cosa che si proroga, ciò rimanga un
desiderio e non un atto amministrativo.
I desideri, in questo momento, rischiano di essere pagati cari
perché se dovesse essere impugnato, tutti sappiamo che quello che
stiamo facendo è anche lo sforzo finale per consentire ai comuni,
agli LSU, di avere certezza da qui a fine anno, pertanto, se ciò
si verificasse sarebbero inesorabilmente spazzati via dai giochi
di palazzo. Verificatelo; sta a voi la responsabilità di
verificare che questo atto minimale sia un atto che possa passare
sul piano della legittimità e quanto meno garantire ciò che
almeno di minimo dobbiamo garantire.
Non so cosa succederà l'8 gennaio. L'8 gennaio, il testo sarà
in Aula, ma non so se ci sarà in Aula una maggioranza, non so se
questa maggioranza sia ancora nelle condizioni di garantire a
questo Parlamento di legiferare. Hanno ragione, in questo,
l'onorevole Stancanelli e prima di lui l'onorevole Speziale.
Siamo ad un paradosso in cui questo Parlamento rischia di essere
messo nella condizione in cui fare leggi e fare norme viene
considerato quasi un insulto.
Io sono stato eletto, assieme a 89 deputati come lei, per stare
in questo Parlamento, e sto in questo Parlamento con un potere
che mi affida la legge ed il Regolamento, che è quello di
presentare disegni di legge, emendamenti a disegni di legge,
battermi perché la maggioranza dei parlamentari possa condividere
le mie opinioni.
Il fare disegni di legge e emendamenti non è un'offesa per un
parlamentare. Poi discutiamo nel merito, poi si litiga nel
merito, ma da un anno, signor Presidente, questo Parlamento è
stato scippato della sua funzione centrale e principale cioè fare
norme.
Se questo è avvenuto, non è avvenuto perché all'unanimità la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso
questo, bensì è avvenuto perché la maggioranza e il suo Governo,
che sostiene, non è in grado di dare alla Sicilia la certezza
nemmeno di fare leggi ordinarie.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel rispetto
della sua istituzione, lei ha avuto l'amabilità e la cortesia di
raccontare ciò che è avvenuto in questi giorni.
Questo Parlamento si è attenuto al percorso che lei, qualche
minuto fa, ci ha consegnato, cioè una deliberazione della
Conferenza che, come dicono i colleghi, non sarà una
deliberazione vincolante, non sarà quello che vuole rappresentare
questo Parlamento, ma sicuramente è una responsabilità politica
di chi rappresenta la Conferenza all'interno di quel tavolo.
Ascoltare, ora, diversi interventi dove, da un lato, si attacca
il Governo, dove il Governo, mi sembra, ha già fatto la sua parte
nella disponibilità di lasciare questo Parlamento libero di
decidere con un solo emendamento; dall'altro sconfessare i
capigruppo soprattutto dell'opposizione, io le chiedo, signor
Presidente, nel rispetto di quella deliberazione e nel rispetto
della sua istituzione secondo quanto concordato dai Presidenti
dei Gruppi parlamentari, di riunirli nuovamente richiamandoli al
senso di responsabilità che le hanno consegnato, per quanto da
lei detto all'apertura di questa seduta. In caso contrario,
signor Presidente, rischieremmo di fare ognuno la nostra parte
politica, ognuno a fare chi la maggioranza e chi l'opposizione.
Non siamo per discutere di quale finalità per il Governo della
Regione o per questo Parlamento. E' la prima volta, dopo molti
anni che frequento questo Palazzo, che si fanno delle variazioni
di bilancio degne di questo nome e il percorso che ha voluto fare
il Presidente di questa Assemblea è consono, nel rispetto dei
Gruppi parlamentari, secondo un'intesa unanime, come lei ha
detto, per raggiungere quello che oggi vogliono i siciliani,
frase che sta scritta in queste piccole sette norme ed anche nel
rispetto di quelli che stanno aspettando una situazione
incandescente e che è affidata, come lei ha detto, sia alla
Conferenza, sia alla istituzione di questa Presidenza.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che tutto
sommato il clima che si respira in questa Aula sia un clima
favorevole. Sicuramente ci consente di uscire fuori da un periodo
di grande apatia e quasi rassegnazione.
Il confronto acceso o fortemente critico su temi e momenti
importanti come quelli che oggi ci accingiamo a dibattere,
sicuramente riporta il sale della politica e la voglia di fare
politica.
Credo che ci sono momenti nella vita di un parlamentare o di un
uomo di Governo in cui bisogna assumersi pienamente le proprie
responsabilità. Nessuno vuole nascondere il fatto che siamo
arrivati tardi ad approvare la manovra delle variazioni di
bilancio quando in tempi passati ed in anni passati il mese di
dicembre era quello dedicato ad approvare la finanziaria e il
bilancio. Questo ritardo lo sentiamo tutti sulle spalle, ne
sentiamo il peso e ne sentiamo anche e principalmente le
responsabilità. Ma sono questi i momenti in cui si è chiamati a
non essere strumentali, a non fare demagogia e a dimostrare di
essere al di là delle parti, delle idee e dei partiti di
appartenenza, di essere uomini chiamati, con il voto popolare, a
rappresentare la gente di questa Sicilia.
Non credo che questo clima di cupio dissolvi sia fondato e non
sia neanche giustificato. C'è una difficoltà che sicuramente non
è soltanto politica ed è davanti agli occhi di tutti. Ma abbiamo
un popolo siciliano da seguire, da attenzionare', da rispettare
e - se mi consentite il termine - da governare.
Quindi, se non siamo riusciti a fare in tempo le variazioni di
bilancio bisogna, però, dare atto alla Commissione parlamentare
che si occupa di bilancio e finanze di avere svolto un grande
lavoro che non è soltanto limitato alla quantità delle norme
prodotte ma anche alla qualità del lavoro fatto, delle idee
espresse, dei principi affermati e delle innovazioni apportate.
E' chiaro che, siccome siamo parlamentari e legislatori abbiamo
prodotto il meglio di noi stessi interpretando, nei vari settori,
le aspirazioni, i desideri e i bisogni del popolo siciliano e,
probabilmente, qualche norma che abbiamo inserito non era, dal
punto di vista del rispetto delle norme procedurali esattamente
in sintonia con le altre norme esistenti all'interno di questa
Regione e di questo Stato.
Noi abbiamo svolto il nostro lavoro che non deve andare
perduto, che deve essere valorizzato e oggi, come nei momenti
importanti, ci troviamo a fare una scelta che era quella di
produrre e votare un disegno di legge probabilmente andando
incontro ad una serie di censure da parte del Commissario dello
Stato vanificando un lavoro importante che, invece, va protetto,
tutelato e valorizzato. Oppure, venire incontro alle esigenze
immediate di una parte delle categorie siciliane quali i precari,
gli enti locali, i forestali e tutti coloro che in questo momento
hanno bisogno di un messaggio di certezza da parte del Parlamento
della Sicilia, ed oggi abbiamo concordato in Conferenza dei
capigruppo e alla presenza dell'Assessore per il bilancio e le
finanze, onorevole Guido Lo Porto, che si è dimostrato, ancora
una volta, un uomo di governo attento, presente e propositivo -
se mi consentite - ma anche, se me lo permette l'amico Guido Lo
Porto, dotato di grande pazienza e di grande esperienza. Devo
dire che la sua presenza è stata, in certi momenti, da guida in
Commissione Bilancio.
Presidenza del vicepresidente STANCANELLI
Adesso abbiamo deciso, la Commissione, nella Conferenza dei
Capigruppo ha deciso di presentare un emendamento unico del
Governo, chiamiamolo così, che serve a sintetizzare le quattro o
cinque emergenze di questo momento, che serve a valorizzare
alcune iniziative legislative e che, dopo l'approvazione, -
perché questo Parlamento sa che lo deve approvare al di là delle
parti e dei partiti perché ne ha bisogno la Sicilia -, è chiaro
che il lavoro che si è fatto deve essere riportato in Parlamento
perché venga discusso con maggiore serenità, con maggiore tempo a
disposizione perché quelle norme, nella stragrande maggioranza,
sono norme di cui la Sicilia ha tanto ed estremo bisogno. Ecco
perché invito il Parlamento a votare questo emendamento del
Governo ma di fare in tempi brevi le attività di finanziaria e di
bilancio perché questo Parlamento obbedisce sia alla legge ma
anche, e oserei dire forse principalmente, alla volontà del
popolo che ci ha eletto e la volontà del popolo vuole che questo
Parlamento non soltanto continui ad esistere ma rappresenti le
esigenze e i bisogni della gente di Sicilia.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo
scrupolosamente alla questione di merito relativa all'emendamento
che è stato presentato dal Governo e per difendere quella che
sembrerebbe, apparentemente, un'omissione.
Quale sarebbe questa omissione? Noi abbiamo visto, già
dall'anno scorso, su iniziativa del Parlamento, ma rafforzata
dal convincimento del Governo - bisogna darne atto sia
all'Assessore al bilancio che all'assessore Inrterlandi - che
era stato votato un ordine del giorno che impegnava il Governo a
trovare le somme e ad accelerare le procedure che riguardavano la
conclusione di un concorso, che era quello relativo ad agenti e
ad ispettori di vigilanza del Parco dei Nebrodi'.
Il Parlamento ha votato l'ordine del giorno all'unanimità, nel
mese di luglio, se non erro. Proprio l'assessore Lo Porto propose
in una legge, che non era di variazione di bilancio, un aumento
sul capitolo che riguardava il personale degli Enti parco, di
300.000 euro. Con il passare del tempo, l'assessore Interlandi,
anche per i ritardi notori che si sono accumulati, non c'è stato
più bisogno di quella somma di 300.000 euro, e non c'è
sicuramente bisogno della somma di 140.000 euro perché risaliva
al mese di ottobre e ritengo che se il Governo abbia predisposto
questo emendamento, omettendo di fare riferimento al personale
del Parco in generale ( del Parco' perché non c'è bisogno di
scrivere del Parco dei Nebrodi) è perché siamo alla fine
dell'anno.
Lo dico ad alta voce a me stesso per riassumere alcuni
passaggi: l'assunzione va avviata entro il 31 dicembre. E vorrei
dire, a scanso di equivoci, su questa norma non ci sono
primogeniture.
Questa è una norma che è stata condivisa all'unanimità; un
ordine del giorno, presentato dal sottoscritto e dall'onorevole
Calanna, proprio a sottolineare l'esigenza che si ponesse fine ad
una procedura. Noi in estate ci siamo riuniti e abbiamo discusso
- i parlamentari lo ricorderanno - del problema degli incendi e
l'assessore La Via ci ha rappresentato che proprio laddove ha
vigilato, prima, l'Azienda forestale e, poi, il personale dei
Parchi, incendi non ce ne sono stati.
Questa è la strada sulla quale ci dobbiamo incamminare. E,
allora, io direi, siccome non può essere superata la data del 31
dicembre, perchè questa è una emergenza, e siccome l'assessore
Interlandi ha assicurato, peraltro, molto autorevolmente - ho il
dovere di dirlo proprio perché si è intestata insieme agli altri
questa che non è una battaglia solo dell'assessore Interlandi,
ma è una battaglia - ripeto - di tutto il Parlamento, che pone
fine a nove anni di procedure e che ha già la disponibilità di
102.000 euro, per cui si potrebbe e si può sicuramente procedere,
e posso dire, magari molto più autorevolmente di me, ha il dovere
di dirlo il Governo, all' assunzione entro il 31 dicembre 2007.
Sappiano benissimo che, se così non fosse, tutte le procedure
si bloccherebbero e tutti i discorsi che ci siamo fatti sul
problema degli incendi, sul problema della promozione dei Parchi
andrebbero sicuramente a scontrarsi con quella che non sarebbe la
volontà politica.
Invece, ritengo che la volontà politica forte debba essere
quella di procedere con fretta e con immediatezza all'assunzione
di queste 31 persone non più giovani.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, probabilmente
per dimenticanza il Presidente non ha menzionato fra gli articoli
che riprendiamo nell'emendamento del Governo, oltre all'articolo
1, 58 e 110, l'articolo 5 al comma 5. Lo dico solo per la
cronaca. Fra l'altro sono favorevole.
Questo articolo riguarda lo spostamento della sanatoria dal 31
dicembre 2007 al 31 dicembre 2008. Fra l'altro, sono tra i
favorevoli; lo dico perché si metta a verbale, soltanto per
questo. Il Presidente Miccichè, quando ha ricordato cosa
ricomprendeva l'emendamento del Governo non ha nominato
l'articolo 5 che è diventato comma 5.
Per quanto attiene l'8 gennaio 2008 è chiaro che saremo in
altro regime, non si tratterà più di variazioni di bilancio,
quindi si giocherà tutta un'altra partita. Preannunzio il mio
voto contrario al comma 1 dell'articolo 1 perché è estremamente
discriminatorio. Lo ho fatto in Commissione bilancio, lo rifaccio
e già preannunzio la richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE Le chiedo scusa, onorevole Ortisi, stiamo
esaminando l'emendamento GOV 1 Lei ha fatto riferimento al comma
5 dell'emendamento, ma non è quello a cui si riferisce lei.
ORTISI Il comma 5 dell'emendamento GOV 1 corrisponde
all'articolo 5.
PRESIDENTE No, onorevole Ortisi, lo esamini.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, come la Presidenza ha avuto modo
di chiarire questa sera sin dalle prime battute dei lavori
d'Aula, lo stralcio che si fa del disegno di legge n. 701
nell'altro disegno di legge che verrà trattato giorno 8 gennaio
mette nelle condizioni i parlamentari di recuperare tutta
l'attività legislativa che si è svolta nell'ambito delle
commissioni di merito e nella Commissione Bilancio' per cui
credo che se siamo tutti in buona fede e crediamo a quello che ha
detto la Presidenza di questa Assemblea, potremo giorno 8 p.v.
riprendere i lavori e affrontare nel merito tutte le questioni
che sono state inserite in quel famoso disegno di legge che è
uscito dalla Commissione bilancio.
Ora credo che, però, questa sera l'emendamento che è stato
proposto dal Governo trova, tutto sommato, i componenti
dell'Assemblea d'accordo, perché è un emendamento che ha
caratteristiche molto tecniche e che mette nelle condizioni di
dare serenità a coloro i quali sono in questo momento coinvolti
nei progetti dei lavori socialmente utili e soprattutto mette
nelle condizioni anche i comuni di affrontare serenamente il tema
della quarta trimestralità.
Una questione che vorrei porre all'attenzione dell'Assemblea
della quale un po' tutti i parlamentari hanno parlato e che il
Governo ha posto più volte all'attenzione nella Conferenza dei
capigruppo e anche poc'anzi nei lavori dell'Aula ai capigruppo e
a diversi parlamentari è che, a mio parere, nell'ambito del
disegno di legge che in questo momento è all'ordine del giorno
dei lavori dell'Assemblea, e che scade il 31 dicembre di questo
anno, relativa ai Confidi. Ora io non voglio immettere nel
ragionamento di questa sera meccanismi che possono turbare quello
che è
PRESIDENTE Onorevole Di Mauro, le chiedo scusa se la
interrompo ma già il Governo ha presentato un emendamento ad hoc
sui Confidi.
DI MAURO. Va bene, allora se il Governo lo ha inserito, per
quanto ci riguarda restiamo soddisfatti.
CANTAFIA Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho la
pretesa di leggere né la cronaca né la storia, però, credo che
oggi si stia completando una vicenda che dura da molto, quasi da
quando è iniziata la legislatura, a mio avviso molto importante.
Dopo tanto patire, dopo tanti sbandamenti, anzi, da uno
sbandamento all'altro, da un furore all'altro della maggioranza,
da un insuccesso ad un altro, del Governo e della stessa
maggioranza a cominciare dalla stessa finanziaria dell'anno
scorso, possiamo dire che questa maggioranza e soprattutto questo
Governo è morto perché si definisce un Governo e una maggioranza
che non riesce ad approvare neanche un pezzetto della sua manovra
di assestamento, che è costretta continuamente a chiedere per
favore all'opposizione di non andar via , che è costretta a
contrattare nelle sedi improprie mediazioni che debbono, in
qualche maniera, salvare, non so se la faccia, insieme a queste
cose assolutamente importanti.
Lo sta dimostrando anche il fatto che non è riuscita neanche a
determinare in una sola volta ciò che era indispensabile e
minimale, tanto che in questi momenti, pochi secondi fa, ci ha
annunciato che finalmente entrerà un altro pezzettino della
manovra del Governo dentro questo stralcio minimale. E io sono
convinto che se andasse avanti per ore questa nostra seduta, via
via si continuerebbe a scoprire che c'è dell'altro di
indispensabile e di gratuito nella manovra che si poteva
approvare.
Ci sono delle persone che aspettano. Potrei fare un lungo
elenco, a cominciare da coloro i quali non hanno mai avuto un
contratto di lavoro pur lavorando per la Pubblica
amministrazione, perché ci sono comuni che si sono rifiutati di
utilizzare le norme e le risorse della Regione e potrei
continuare ancora a lungo. La verità, come vede, è che basta
buttare un osso nel piatto che si scatena una rissa violenta.
Avevo detto fin dall'inizio che bisognava fermarsi prima di
cominciare, che l'aggiunta di un emendamento dietro l'altro e di
un bisogno dietro l'altro avrebbe rappresentato una discesa senza
freni verso lo sfascio. Adesso bisogna prendere atto di questo
insuccesso.
Signori del Governo e colleghi della maggioranza, ho assistito,
da neodeputato, fin dall'inizio della legislatura a roboanti
annunci, un DPEF, quello del 2006, che presentava un'era d'oro
per la Sicilia doppiato da una vacanza a Taormina del Governo e
della maggioranza dove erano state annunciate una serie di leggi
che erano state considerate decisive per la Sicilia, quello sullo
sviluppo, sul mercato del lavoro, sulla formazione e poi la
rimodulazione della spesa con i nuovi fondi comunitari e
naturalmente la certezza che sarebbero state spese tutte, e
bene, le risorse comunitarie.
Di tutto questo non è successo nulla, non c'è nessuna cosa,
nessuna di quelle che erano state annunciate che si è verificata;
è rimasto ai siciliani la certezza di essere l'ultima regione
dell'Italia, ed è rimasta la certezza, al 30 per cento delle
famiglie siciliane che vivono a dispetto delle dichiarazioni del
Governo, al di sotto della soglia di povertà. Voi siete
colpevoli di tutto questo, di un insuccesso clamoroso: si
prenda atto di questo La maggioranza può fare due cose,
chiedere le dimissioni, insieme a noi, del Governo e del
Governatore, oppure, far dimettere il Governo e farne un altro,
ma l'unica cosa che non può fare è proporci qualche pannicello
caldo qualche legge.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò per
due motivi, uno per chiedere spiegazioni riguardo alcune Tabelle
e alcune voci che cortesemente vorrei capire anche perché,
signori colleghi deputati, credo di chiedere delle cose
importanti per tutto il Parlamento e vorrei un attimo di
attenzione. Stiamo facendo una variazione di bilancio di somme
che debbono essere spese entro quest'anno e non capisco, e vorrei
da parte di alcuni assessori alcuni chiarimenti laddove, per
esempio, si dice al dipartimento regionale interventi
infrastrutturali, somma da trasferire all'Ente di sviluppo
agricolo per la campagna di meccanizzazione agricola: 3 milioni
di euro , teniamo conto che in queste variazioni di bilancio ci
sono delle somme che non ritengo possano essere spese entro
quest'anno; per esempio non capisco come si possano trasferire 3
milioni di euro all'ESA al 30 dicembre, ben che vada, di
quest'anno e che non possono essere spese nell'anno 2007 perché
siamo, tra l'altro, in periodo invernale. Io ho l'impressione
che abbiamo tolto dal testo le norme e che poi sono rimaste le
somme in Tabella.
Altra questione, la manutenzione delle opere pubbliche di
bonifica, compresi i borghi rurali sono stati previsti un milione
mezzo di euro, non credo che possano essere impegnate entro
l'anno 2007; poi ci sono le spese per la prevenzione e gli
interventi per il controllo degli incendi, non credo che li
possiamo fare nel 2007; poi nella Rubrica dell'Assessorato al
lavoro trovo una somma che mi sembra pure strana, spese per
l'attività di informazione nonché per il portavoce' di cui si
avvale l'Assessore: 182 mila euro. Siamo nelle variazioni di
bilancio.
In più vi sono altre voci che, certamente, credo che abbiano
bisogno di alcuni chiarimenti, come per esempio, spese, -
l'assessore per il turismo questo, probabilmente, riuscirà a
dirmelo - si tratterà di manovre interne. Ci sono spese dirette
a incrementare il movimento turistico verso la regione e il
turismo interno, probabilmente sono movimenti all'interno dei
capitoli, quindi, ci sarà una ragione.
Signor Presidente, credo che questo tormentato iter delle
variazioni di bilancio sia ancora più tormentato in Aula dove
chiaramente vi sono delle insoddisfazioni.
Il volere tentare ancora oltre a quello che ha già detto il
Presidente Miccichè che era anche un accordo extra Parlamento, di
una riunione di gruppo andata all'unanimità, e ora volere
inserire ancora nuovi emendamenti, credo che porterà sicuramente
a vanificare la manovra.
Allora, io dico che nelle dichiarazioni del Presidente Miccichè
non era presente il comma uno dell'articolo 1 riguardante alcune
somme che, certamente, creano problemi per le altre città
siciliane.
Attendiamo chiarimenti; naturalmente saremo d'accordo se ci
saranno dei chiarimenti, relative alle somme che non possono
essere spese nel 2007 perché qua stiamo parlando di variazioni di
bilancio anno 2007.
Ho sentito poi diversi interventi, signor Presidente, e mi
riferisco al suo: il problema qui sta nel dare la possibilità,
attraverso il governo e una conduzione d'Aula che possa
permettere attraverso le commissioni di merito, di giungere ai
disegni di legge che debbono essere esitati nel Parlamento.
Qui è avvenuto, signor Capogruppo di AN, un problema molto
serio: la Commissione bilancio' ha esitato norme senza che
passassero dalle Commissioni di merito e questo, secondo il
Regolamento dell'Assemblea, non può essere fatto.
Quindi, associandomi a quella che era la richiesta del collega
Ortisi, io oltre ai chiarimenti che aspetto dagli assessori,
chiedo anche di stralciare il comma uno dell'articolo 1 perché
non era previsto nelle dichiarazioni del Presidente e perché non
fa parte delle tabelle generali che, invece, era l'accordo di
poter portare avanti.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Rizzotto, Leontini, D'Asero e Cintola.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, mi rivolgo a lei. La Conferenza dei
Capigruppo all'unanimità, è stato più volte ribadito, mentre si
decide parallelamente, naturalmente, e questo plasticizza la
situazione, non andrà in porto perché non mi opporrò da solo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Signor Presidente, reitero l'osservazione. Il Presidente
Micciché ha reiterato, a mo' di vanto, l'unanimità con la quale
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha, secondo
me, osservato in maniera incongrua, perché non era il suo ruolo,
conclusi i lavori stamattina su un testo che poi ci è stato
consegnato, come Gov. 1, rispetto al quale e rispetto ai
precedenti del quale, avrei avuto alcune osservazioni di merito
da fare ma, visto che c'era l'unanimità di un percorso, ho
evitato di presentare, per esempio, un subemendamento che
riguarda i talassemici che penso sia, trattandosi di salvavita,
moralmente da considerare come precedente rispetto agli altri e,
però, ho deciso che se questo è il clima.
Signor Presidente, mi appello a lei perché quello che è stato
deciso dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
non sia annacquato o modificato da interventi di deputati che
sono più deputati di altri perché, altrimenti, mi sentirò libero
da quanto deciso dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e alla quale mi adeguo.
E' giusto, infatti, che, a prescindere dal merito di ciascun
passaggio in cui ciascuno vota come vuole, è giusto che ci si
adegui - e ne parlo facendo riferimento specifico - poi ad un
emendamento che è nell'aria e rispetto al quale sono d'accordo,
quello della proroga della sanatoria dal 31 dicembre 2007 al
2008.
Nel merito, sono d'accordo, ma su questo, come su altri, c'è
stato un accordo dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. O si
mantiene al 100% oppure, lei capirà, siamo liberi e questo
diventerà un gran bazar.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, d'altro canto, credo di poter
accettare soltanto emendamenti che abbiano come obiettivo la
modifica di questo testo sul merito per cui aggiungere molte
cose non credo che sarà possibile.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 701-Norme
stralciate
CIMINO Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO Presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo per un breve chiarimento, perché
da parte dei colleghi vi sono stati anche dei momenti di
tensione per le richieste di altri emendamenti.
Volevo soltanto ribadire, a conferma della fiducia e della
presenza di questo Governo - e, per questo, chiedo anche un
impegno da parte dell'assessore Lo Porto - che di fatto un
articolo era previsto nella legge esitata dalla Commissione
Bilancio che riguardava proprio la materia di variazione di
bilancio riguardante la frana di Agrigento.
Fermo restando che questo articolo non è stato posto, oggi,
all'attenzione dell'Aula, ma, trattandosi di variazione di
bilancio ho concordemente con l'assessore per i lavori pubblici,
Consoli, sottoscritto un ordine del giorno, in modo che queste
risorse non vadano sottratte dall'iniziativa dell'emergenza
agrigentina; l'8 gennaio, però, possono essere nuovamente
ridiscusse in questo Parlamento.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Pogliese è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
n. 701/A (Norme stralciate)
APPRENDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che
sta succedendo è la chiara dimostrazione che i lavori sono stati
condotti male in questi giorni perchè adesso le pressioni che
provengono da parte degli assessori o di qualche deputato sono
da me considerate legittime e sicuramente ci sono cose vere ed
importanti. Parlare dei Consorzi fidi è importante; parlare di
ciò che vuole parlare l'assessore Interlandi sicuramente è
importante e non solo quello; anche altri argomenti, il
precariato; ci sono argomenti molto importanti.
Il ritardo, invece, che lei ha causato, signor Presidente -
ripeto, che lei ha causato - e questo bisogna denunciarlo e non
prendersela con l'opposizione, andare dal Capogruppo del Partito
Democratico a sollecitare questa o quell'altra cosa. Ci sono
gravi responsabilità e il Parlamento è stato delegittimato da
lei, commissariato, reso inagibile da lei.
Il Presidente della Commissione Bilancio si dovrebbe
dimettere perché è stato delegittimato; tutto il Parlamento è
stato delegittimato. Questa è la verità
Allora, dobbiamo riappropriarci del nostro ruolo, signor
Presidente. Ci avete portato alla vigilia di Natale; per sei
mesi, non abbiamo legiferato, non abbiamo fatto niente e ci avete
portato una manovra all'ultimo giorno. Siete voi in grave
difetto: lei, la sua maggioranza ed il suo Governo.
PRESIDENTE Ricordo di essere il Presidente dell'Assemblea e
non ho né maggioranza e né Governo.
Comunico che è stato presentato, dall'onorevole Fleres,
l'emendamento Gov. 1.1.
FLERES Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
l'Assemblea sa benissimo e come i colleghi sanno benissimo, sulla
stampa di oggi, abbiamo avuto l'ennesima segnalazione che
riguarda la condizione di grave disagio finanziario del comune di
Catania, colpevole di avere realizzato decine e decine di opere
che hanno cambiato il volto di questa città.
Allora, signor Presidente, lei comprenderà come la deputazione
catanese, a nome della quale penso di potere parlare, dato che
l'emendamento è firmato dai deputati di tutte le forze politiche
della maggioranza, ha ritenuto di dover tenere conto di quelle
che sono le condizioni finanziarie del comune di Catania e di
dover presentare questo emendamento.
L'emendamento, signor Presidente - e mi ricollego alla sua
domanda - troverebbe copertura nella tabella, laddove abbiamo
accantonato otto milioni e dispari di euro per nuove iniziative
legislative, quindi un fondo che certamente non intacca la
dotazione di Palermo, che è stata già inserita in più nella voce
che riguarda i trasferimenti ai comuni.
Se è così, come penso, il rischio di indebolire la manovra su
Palermo non c'è. Ove non fosse così, allora l'emendamento va
considerato come in quota; ovviamente, può essere una quota
rapportata agli abitanti, una quota diversa; credo però che il
problema non si ponga perché, mentre i sei milioni di euro
riguardanti Palermo sono stati già aggiunti ad incremento del
capitolo riguardante il fondo di trasferimento ai comuni, la
somma destinata a Catania troverebbe copertura negli
accantonamenti riguardanti le nuove iniziative legislative. Spero
di essere stato chiaro.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati ulteriori
subemendamento dello stesso tenore di quello presentato
dall'onorevole Fleres, oltre che per la provincia di Catania, per
tutte le altre province siciliane.
Credo che sarebbe auspicabile, onorevole Fleres ed onorevole
Formica, che questo tipo di emendamenti, visto e considerato, che
vanno su un capitolo che è comunque esistente, possano essere
discussi con calma nello stralcio che esamineremo a partire
dall'8 gennaio 2008. Ritengo che si possano trasformare in ordini
del giorno per essere presentati come emendamenti nello stralcio
che discuteremo l'8 gennaio 2008.
STANCANELLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI Signor Presidente, accogliamo la sua indicazione.
Consideriamo presentato come ordine del giorno il
subemendamento, anzi, lo stesso emendamento lo consideriamo già
ordine del giorno con firmatari i parlamentari di tutte le
forze politiche di Catania.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Trasformiamo anche noi in ordine del giorno un
subemendamento che era stato presentato dall'onorevole Formica ma
anche da me, dall'onorevole Panarello, dall'onorevole Rinaldi,
dall'onorevole Sanzarello, dall'onorevole Laccoto e
dall'onorevole Gurrieri.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, considerato che tutti i presentatori degli
emendamenti concordano con la mia proposta, gli stessi si
intendono trasformati in ordini del giorno.
Comunico che è stato presentato dal Governo, all'emendamento
Gov.1, il subemendamento Gov. 1.4.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei
sapere quanti altri ce ne sono.
PRESIDENTE I subemendamenti presentati sono Gov.1.4, relativo
ai Confidi e Gov. 1.5, relativo al contenimento delle tariffe.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Per quanto
riguarda i Confidi, ho il dovere di esprimere il parere
favorevole del Governo perché si tratta di materia
importantissima che riguarda la scadenza al 31 dicembre 2007
della legge regolatrice di questo importante strumento di
sviluppo che esiste in Sicilia. Il parere del Governo è
favorevole ed invito tutti i presentatori di altri emendamenti,
qualora dovessero aver luogo, nel corso di questi minuti, di non
pregiudicare la possibilità di portare avanti i pochi
aggiustamenti che dobbiamo apportare al testo perché si tratta di
pochi aggiustamenti ma tutti importanti che, credo riscuoteranno
il consenso di tutta l'Assemblea.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento Gov. 1.4. Il
parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, all'emendamento Gov.1, dagli
onorevoli Panepinto e altri, il subemendamento Gov. 1.5.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
presentato un emendamento a questa norma, precisando che si
faceva riferimento al 60 per cento della riserva.
Così come è la norma, può non esserci neanche un centesimo. Mi
permetto di dire che sarebbe opportuno, nell'ultimo comma che
lei ha letto, prima della parola riserva , inserire, quanto
meno, una percentuale.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento Gov.1.5. Il
parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento Gov.1, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo recante la formula di
pubblicazione:
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 214 Iniziative a favore della famiglia , degli onorevoli
Falzone, Currenti, Pogliese, Pagano e Dina;
n. 215 Misure per debellare il virus degli agrumi denominato
CTV' , degli onorevoli Villari, Apprendi, Oddo Camillo,
Ammatuna, Panarello, Fiorenza, De Benedictis, La Manna e Ragusa;
n. 216 Notizie sull'apertura e sul funzionamento delle sedi di
Casa Sicilia' , dell'onorevolie Zago;
n. 217 Inserimento nel decreto del Presidente della Regione n.
158/96 delle comunità-alloggio , dell'onorevole Cracolici;
n. 218 Piano straordinario per la messa in sicurezza della
veloce Palermo-Agrigento , degli onorevoli Panepinto, Cracolici,
Apprendi e Di Benedetto;
n. 219 Interventi diretti all'apertura di un nuovo ufficio
postale nella zone di San Giorgio a Catania , dell'onorevole
Fleres;
N. 220 Interventi per l'utilizzazione di alcune strutture
carcerarie, in atto abbandonate , dell'onorevole Fleres;
n. 221 Interventi al fine di evitare l'estradizione del detenuto
Er Avni , dell'onorevole Fleres
n. 222 Interventi al fine di accelerare le procedure relative
all'erezione a comune autonomo della frazione di Piano Tavola ,
dell'onorevole Fleres;
n. 223 Iniziative al fine del mantenimento del patto di
stabilità regionale , dell'onorevole Fleres;
n. 224 Interventi atti a garantire la ripresa demografica dei
comuni montani della Sicilia a rischio scomparsa e spopolamento ,
degli onorevoli Fleres e Confalone;
n. 225 Interventi volti a risolvere l'emergenza sanitaria nei
reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME) ,
dell'onorevole Fleres;
n. 226 Iniziative riguardanti l'inserimento dei soggetti
disabili nel mondo del lavoro , dell'onorevole Fleres;
n. 227 Interventi atti all'eliminazione del doppio esaminatore
nella prova teorica per l'ottenimento della patente di guida
nella provincia di Catania , dell'onorevole Fleres;
n. 228 Interventi in favore dei familiari delle vittime
impegnate in attività di antimafia , dell'onorevole Apprendi;
n. 229 Misure a sostegno delle attività economiche e sane',
dell'onorevole Apprendi;
n. 230 Indicazione geografica protetta dell'uva 'Italia' di
Canicattì, degli onorevoli Savarino e Terrana;
n. 231 Utilizzo di somme per l'emergenza Agrigento ,
dell'onorevole Cimino;
n. 232 Assunzione di personale Ente parco dei Nebrodi , degli
onorevoli Ardizzone, Calanna e Nicotra.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
accettarli tutti come raccomandazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione la delega alla Presidenza per
il coordinamento formale del disegno di legge n.701/A- Norme
stralciate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2007. Proroga interventi . (701/A - Norme
stralciate)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge: Variazioni al bilancio della
Regione ed al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2007. Proroga
interventi (701/A - Norme stralciate).
Indico la votazione per scrutino nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 40
Contrari 3
Astenuti 10
(L'Assemblea approva)
ARDIZZONE Dichiaro di avere votato a favore del disegno di
legge.
MISURACA Dichiaro di avere votato a favore del disegno di
legge.
ODDO CAMILLO . Dichiaro di avere espresso voto favorevole al
disegno di legge.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
VILLARI Dichiaro di avere espresso voto contrario al disegno di
legge.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Formulo l'augurio di buon Natale e di un felice anno nuovo
tutti i dipendenti dell'Assemblea, cosa che faccio con infinito
piacere, senza elencare tutte le categorie. Stesso augurio
rivolgo a tutti i deputati.
La seduta è rinviata a martedì 8 gennaio 2008, alle ore 10.30,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni.
II -Discussione del disegno di legge:
- Provvedimenti finanziari urgenti, norme di razionalizzazione
e semplificazione amministrativa (701/A- II stralcio).
La seduta è tolta alle ore 18.20
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 701 - NORME STRALCIATE VARIAZIONI AL
BILANCIO DELLA REGIONE ED AL BILANCIO DELL'AZIENDA DELLE FORESTE
DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2007.
PROROGA INTERVENTI.
-All'emendamento GOV.1:
Subemendamento Gov. 1.4:
Confidi
1. Il comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11, è così sostituito:
5. L'integrazione regionale può avvenire esclusivamente per i
fondi rischi costituiti presso i confidi che abbiano ottenuto
il riconoscimento regionale degli statuti e che siano in
possesso, al 31 dicembre degli anni sotto indicati, anche a
seguito di accorpamenti, di almeno cinque dei seguenti
parametri:
Anni 2005 2006 2007
Attività finanziaria minima 5 milioni 10 milioni 10 milioni
di euro di euro di euro
Patrimonio netto,
comprensivo degli eventuali 250.000 250.000 euro 250.000 euro
fondi rischi indisponibili euro
Rapporto medio di utilizzo
del fondo rischi 3 per 2,5 per 2,5 per
rispetto alle garanzie in cento cento cento
essere, in un periodo di
tempo determinato
dall'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze
Garanzie rilasciate su
finanziamenti a medio e 10 per 15 per cento 15 per cento
lungo termine sul totale cento
Ambito operativo Provincial Interprovinc Interprovinc
e iale iale
Composizione dei consorzi Settoriale Intersettori Intersettori
ale ale
5 bis. A partire dall'anno 2008 l'integrazione regionale può
avvenire esclusivamente per i fondi rischi costituiti presso i
confidi che abbiano ottenuto il riconoscimento regionale degli
statuti e che siano in possesso, al 31 dicembre degli anni
sotto indicati, anche a seguito di accorpamenti, di almeno tre
dei seguenti parametri e nel rispetto della normativa nazionale
in materia di credito, in particolare di quanto stabilito
dall'articolo 13 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269,
come convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 e
successive modifiche ed integrazioni:
2010 e
Anni 2008 2009 seguenti
10 milioni 10 milioni
l) Attività finanziaria di euro 10 milioni di euro
minima di euro;
2) Patrimonio netto,
comprensivo deglieventuali 250.000 250.000 euro
fondi rischi indisponibili euro 250.000
euro
3) Rapporto medio di
utilizzo del fondo rischi 1,5
rispetto alle garanzie in 2,5 per 2 per per cento
essere, in un periodo di cento cento
tempo determinato
dall'Assessorato regionale
del bilancio e delle
finanze
4) Garanzie rilasciate su 30 per
finanziamenti a medio e 20 per 25 per cento
lungo termine sul totale cento cento
5 ter. I confidi devono, altresì, totalizzare almeno 8 punti
risultanti dalla somma dei punteggi riportati a lato di ogni
indicatore. Tale limite è innalzato di 4 punti per ciascun anno
successivo fino ad un massimo di 24.
pu p p p
Indicatori dinamici indi nt indic u indi u indic u
relativi cato i atore n cato n atore n
all'esercizio re t re t t
precedente i i i
Numero dipendenti > 6 4 6-5 3 4-3 2 2-1 1
confidi
Numero operazioni > 400 4 400-20 3 200-10 2 100-50 1
garantite 1 1
Numero di imprese > = 4 499-20 3 200-10 2 99-50 1
associate 500 1 0
Anni di operatività >15 4 14-10 3 9-5 2 <5 1
Importo garanzie
controgarantite / >50% 4 >30% 3 >20% 2 > = 5% 1
Importo garanzie
concesse
Percentuale garanzie
concesse > = 4 > = 3 > 40% 2 > = 1
su affidamenti 50% 45% 35%
medio/lungo termine
Ammontare garanzie
concesse > = 4 > = 15 3 > = 2 > =10 1
in euro 20 12,5
% di escussione del
fondo rischi rispetto
alle garanzie in 0 4 < = 1% 3 < = 2 < = 1
essere all'ultimo 1,2% 1,4%
esercizio finanziario
Iscrizione ex art. 107 10
T.U.B. 0
Ambito operativo 2
interprovinciale 0
Intersettorialità 2
operativo 0
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11, è aggiunto il seguente:
2. A decorrere dall'1 gennaio 2008 le agevolazioni di cui al
presente articolo, per l'attività finanziaria decorrente da tale
data, sono concesse dall'amministrazione regionale di cui al
comma 1 dell'articolo 4 della presente legge'.
Subemendamento Gov. 1.5:
Aggiungere il seguente articolo:
Assegnazioni ai comuni per il contenimento delle
tariffe
1. Dopo il comma 1 bis dell'articolo 76 della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, è aggiunto il seguente comma:
1 ter. Al fine del contenimento delle tariffe è assegnata ai
comuni siciliani una quota da ripartire in misura proporzionale
agli oneri relativi all'imposta sul valore aggiunto sostenuti
dai medesimi enti per le prestazioni di servizi non commerciali
affidate a soggetti esterni ai sensi dell'articolo 113 del
D.Leg.vo 18 agosto 2000, n. 267'.
2. Con provvedimento dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali sono adottate le
disposizioni per l'attuazione della presente norma e per la
ripartizione della quota.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte
mediante la riserva prevista dall'art. 76, comma 4, della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2.
Emendamento Gov. 1:
1. Le assegnazioni in favore dei comuni previste dall'articolo
29 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono
ulteriormente incrementate, per l'esercizio finanziario 2007, di
6.000 migliaia di euro per essere destinate al comune di Palermo
per le finalità previste dall'articolo 15 della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24.
2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, si provvede,
per l'esercizio finanziario 2007, mediante riduzione di pari
importo delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.5, capitolo
212514, del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
medesimo.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 8 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, si
applicano alle assegnazioni in favore dei comuni previste
dall'articolo 29 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2.
4. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione è autorizzato
a disporre, per l'anno 2008, la prosecuzione degli interventi in
favore dei soggetti in atto impegnati nelle attività socialmente
utili di cui all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2001, n. 17. Al relativo onere si fa fronte, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio, con le risorse destinate al Fondo
unico per il precariato di cui all' articolo 71 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
5. All'articolo 41 della legge regionale 8 febbraio 2007 n. 2,
le parole 31 dicembre 2007', sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2008'. Al relativo onere si fa fronte nei limiti degli
stanziamenti di bilancio.
6. I contributi già concessi ai sensi del medesimo comma 1
dell'articolo 2 della legge regionale 24/2000 e successive
modifiche e integrazioni, possono essere corrisposti per un
ulteriore quinquennio. Al relativo onere si fa fronte, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio, con le risorse destinate
al Fondo unico per il precariato di cui all'articolo 71 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
7. Le spese autorizzate per l'esercizio finanziario 2007 dalle
leggi sotto elencate sono ridotte degli importi indicati a
fianco delle medesime:
a) articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 maggio 1986, n.
24 e successive modifiche ed integrazioni, U.P.B. 1.3.2.6.2,
capitolo 504010, - 20.000.000,00 euro;
b) articolo 9, comma 4, della legge regionale 8 febbraio 2007,
n. 2, U.B.P. 4.2.1.5.99, capitolo 212525, - 5.965.446,19 euro;
c) articolo 36, comma 1, lettera a), della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, U.P.B. 12.3.1.3.3, capitolo 478108, -
12.912.000,00 euro.
d) articolo 59, comma 7, della legge regionale 8 febbraio 2007,
n. 2, (U.P.B. 3.2.2.7.1., capitolo 583301) - 75.000,00 euro;
e) articolo 7 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, (U.P.B.
2.2.1.3.4, capitolo 144124) - 100.000,00 euro;
8. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A'.
9. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'.
10. Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte,
rispettivamente, le variazioni di cui alle annesse tabelle C' e
D'.
TABELLA A
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA DEL BILANCIO DELLA REGIONE
UPB CAPITO D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIO
LI NI
BILANCIO E
FINANZE
DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
4.2.1. 2882 PROVENTI DA INTEREST RATE SWAP E DA ALTRI 23.000.0
4.3 STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI 00,00
DIPARTIMENTO REGIONALE FINANZE E CREDITO
4.3.1. 1026 RITENUTE SUGLI INTERESSI E REDDITI DI 38.121.3
1.3 CAPITALE 54,00
4.3.1. 1027 RITENUTE DI ACCONTO O DI IMPOSTA SUGLI UTILI 1.183.76
1.4 DISTRIBUITI DALLE PERSONE GIURIDICHE 7,89
4.3.1. 1031 IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUL REDDITO 1.621.44
1.4 A CARICO DEI FONDI DI INVESTIMENTO 1,02
4.3.1. 1036 IMPOSTA SOSTITUTIVA DELL'IMPOSTA SUL REDDITO 1.430.58
1.4 APPLICATA ALLE PLUSVALENZE REALIZZATE CON LE 7,79
CESSIONI DI BENI IMMOBILI E TERRENI
SUSCETTIBILI DI UTILIZZAZIONE EDIFICATORIA.
4.3.1. 1198 IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLA RIVALUTAZIONE DI 710.212,
1.4 TERRENI EDIFICABILI NON ANCORA EDIFICATI O 50
RISULTANTI TALI A SEGUITO DI DEMOLIZIONE
DEGLI EDIFICI ESISTENTI, DERIVANTI DAL
BILANCIO IN CORSO ALLA DATA DEL 31 DICEMBRE
2004.
4.3.1. 1206 IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE DI 4.709.12
1.7 REGISTRO, DI BOLLO, IPOTECARIE E CATASTALI E 0,24
DELLE TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE
4.3.1. 1217 TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE ESCLUSE 1.539.51
1.7 QUELLE PER LA LICENZA DI PORTO D'ARMI ANCHE 6,56
PER USO DI CACCIA, DI CUI ALL'ART. 23, PRIMO
COMMA, DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 1977, N. 968
4.3.1. 1460 SOVRIMPOSTA DI CONFINE SUGLI OLII MINERALI, 701.908,
1.7 LORO DERIVATI E PRODOTTI ANALOGHI 57
4.3.1. 1601 TASSE SULLE CONCESSIONI REGIONALI IN MATERIA 782.398,
3.3 DI ESERCIZIO VENATORIO 93
4.3.1. 1613 VERSAMENTI EFFETTUATI IN ESECUZIONE 1.066.11
3.3 DELL'ACCORDO TRANSATTIVO STIPULATO IN 7,22
VIGENZA DELL'ART. 3, COMMA 3 DEL D.L. 8
LUGLIO 2002 N. 138 E DELL'ART. 5 DELLA LEGGE
REGIONALE 9 AGOSTO 2002, N. 10.
4.3.1. 1614 PRELIEVO ERARIALE DOVUTO AI SENSI DEL DECRETO 4.701.67
3.3 LEGGE 30 SETTEMBRE 2003, N. 269, SUGLI 0,27
APPARECCHI E CONGEGNI DI GIOCO, DI CUI
ALL'ART. 110, COMMA 6, DEL DECRETO REGIO N.
773 DEL 1931.
4.3.1. 2302 OBLAZIONI E CONDANNE ALLE PENE PECUNIARIE PER 106.441,
2.2 CONTRAVVENZIONI ALLE NORME PER LA TUTELA 92
DELLE STRADE E PER LA CIRCOLAZIONE
4.3.1. 2309 INDENNITA' DI MORA E PENE PECUNIARIE RELATIVE 1.788.05
2.2 ALLA RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE DIRETTE 3,82
4.3.1. 3210 INTERESSI RELATIVI ALLA RISCOSSIONE DELLE 258.242,
2.3 IMPOSTE DIRETTE. 25
4.3.1. 3313 SANZIONI RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE 4.236.88
2.3 IMPOSTE INDIRETTE. 7,02
4.3.1. 4190 SOMME DOVUTE PER COMPENSAZIONE FRA DEBITI E 146.037,
4.2 CREDITI, INERENTI RIMBORSI DI IMPOSTE DIRETTE 00
ED INDIRETTE, EFFETTUATI DALL'AMMINISTRAZIONE
FINANZIARIA IN SICILIA.
TOTALE VARIAZIONI ENTRATA 86.103.7
57,00
TABELLA B
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL BILANCIO DELLA REGIONE
UPB CAPIT D E N O M I N A Z I O N E VARIAZI NOMENCL
OLI ONI ATORE
PRESIDENZA DELLA REGIONE
SEGRETERIA GENERALE
1.3.2 50401 SOMME DA TRASFERIRE ALL'AGENZIA REGIONALE 20.000. L.V.
.6.2 0 PER I RIFIUTI E LE ACQUE PER LA 000,00 0/07
REALIZZAZIONE DI LOTTI FUNZIONALI DELLE art. 5
RETI DI DISTRIBUZIONE DELLE ACQUE RITENUTE
DALLE DIGHE DI CUI ALL'ART. 1 COMMA 1,
DELLA LEGGE REGIONALE 15 MAGGIO 1986, N.
24.
DIPARTIMENTO REGIONALE PROTEZIONE CIVILE
1.6.1 11601 SPESE PER IL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO 360.000
.1.1. 2 IMPIEGATO PRESSO IL DIPARTIMENTO REGIONALE ,00
DELLA PROTEZIONE CIVILE AL FINE DI
ASSICURARNE L'ATTIVITA' ISTITUZIONALE.
UFFICIO SPECIALE PER AUTORITA' DI AUDIT DEI PROGRAMMI COFINANZIATI DALLA
COMMISSIONE EUROPEA
1.8.1 12401 SPECIALE INDENNITA' DI PRESENZA DI CUI 13.000,
.1.1. 0 ALL'ART.16, COMMA 3 DELLA LEGGE REGIONALE 00
15 MAGGIO 2000 , N. 10.
1.8.1 12430 UTENZE, SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI -
.1.1. 4 PULIZIA. 10.000,
00
1.8.1 12430 ACQUISTO DI LIBRI, RIVISTE E GIORNALI -
.1.1. 6 ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO. 3.000,0
0
UFFICIO DEL SOVRINTENDENTE DI PALAZZO D'ORLEANS E DEI SITI PRESIDENZIALI
1.11. 13230 FORNITURA DI SERVIZI IN GENERE, TRA CUI -
1.1.2 4 SERVIZI AUSILIARI, DI PULIZIA, CUSTODIA E 330.000
VIGILANZA PER I SITI DI CUI ALL'ARTICOLO 1 ,00
DELLA LEGGE REGIONALE 10/10/2001, N.20.
1.11. 13230 UTENZE. -
1.1.2 7 220.000
,00
1.11. 53200 SPESE PER LAVORI DI MANUTENZIONE -
2.6.9 5 STRAORDINARIA, SALVAGUARDIA, ADEGUAMENTO E 1.150.0
9 MIGLIORE UTILIZZAZIONE DI PALAZZO D'ORLEANS 00,00
E DEI SITI PRESIDENZIALI, COMPRESE
EVENTUALI OPERE DI COSTRUZIONE,
AMPLIAMENTO, COMPLETAMENTO, GLI ONERI
ACCESSORI E LE PRESTAZIONI PER LA
REALIZZAZIONE DEI PROGETTI.
AGRICOLTURA E FORESTE
DIPARTIMENTO REGIONALE INTERVENTI STRUTTURALI
2.2.1 14250 UTENZE, SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI 100.000
.1.2. 6 PULIZIA. ,00
2.2.1 14253 SPESE PER LA STIPULA DELLA CONVENZIONE CON 250.000
.1.2. 3 L'AGENZIA PER L'EROGAZIONE IN AGRICOLTURA ,00
(AGEA) PER L'AGGIORNAMENTO DELL'INVENTARIO
VITIVINICOLO.
2.2.1 14251 SPESE PER LA CONDUZIONE, IVI COMPRESI I 150.000
.3.1 6 CANONI DEI TERRENI, DEI VIVAI DI VITI ,00
AMERICANE E DI PIANTE FRUTTIFERE.
2.2.1 14412 CONTRIBUTI PER L'ATTIVITÀ E/O LA - L.V.
.3.4. 4 COSTITUZIONE DEI CONSORZI VOLONTARI DI 100.000 0/07
GESTIONE DEI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ,00 art. 5
ANIMALE NON DESTINATI AL CONSUMO UMANO.
DIPARTIMENTO REGIONALE INTERVENTI INFRASTRUTTURALI
2.3.1 14651 MANUTENZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE DI 1.500.0
.3.1 4 BONIFICA, COMPRESI I BORGHI RURALI. 00,00
2.3.1 14730 CONTRIBUTO ALL'ISTITUTO REGIONALE DELLA 75.000,
.3.2 2 VITE E DEL VINO, ETC. 00
2.3.2 54640 SOMMA DA TRASFERIRE ALL'ENTE DI SVILUPPO 3.000.0
.6.5 3 AGRICOLO (E.S.A.) PER LA CAMPAGNA DI 00,00
MECCANIZZAZIONE AGRICOLA .
DIPARTIMENTO REGIONALE FORESTE
2.4.1 15051 SPESE PER LA PREVENZIONE E GLI INTERVENTI 3.000.0
.3.2 4 PER IL CONTROLLO DEGLI INCENDI BOSCHIVI, 00,00
NONCHÉ PER INTERVENTI DI TIPO CONSERVATIVO
(PARTE EX CAP. 56756).
2.4.1 15170 INDENNITA' ANNUA DOVUTA AI PROPRIETARI DI 100.000
.3.3 1 TERRENI DETENUTI IN REGIME DI TEMPORANEA ,00
OCCUPAZIONE DALL'AMMINISTRAZIONE FORESTALE,
ETC....
FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E AUTONOMIE LOCALI
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
3.1.1 18001 SPESE PER IL TRATTAMENTO ECONOMICO DEL 75.000,
.1.1 1 PERSONALE CON INCARICHI DI COLLABORAZIONE 00
COORDINATA E CONTINUATIVA
DIPARTIMENTO REGIONALE FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E AUTONOMIE LOCALI
3.2.1 18330 FONDO PER GARANTIRE AI COMUNI LO 115.207 L.V.
.3.2 3 SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE .909,21 0/07
ATTRIBUITE IN BASE ALLA VIGENTE art. 1
LEGISLAZIONE E A TITOLO DI SOSTEGNO ALLO
SVILUPPO DELLE ATTIVITA' DELLE AUTONOMIE
LOCALI DI CUI ALL'ART. 45 DELLA LEGGE
REGIONALE 7 MARZO 1997, N.6.
3.2.2 58330 CONTRIBUTI AGLI ENTI ASSISTENZIALI NON - L.V.
.7.1 1 AVENTI FINI DI LUCRO ETC.. 75.000, 0/07
00 art. 5
BILANCIO E FINANZE
DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
4.2.1 21252 SPESE PER INCARICHI DI CONSULENZA. -
.1.2 6 205.130
,24
4.2.1 21330 CONTRIBUTO A PAREGGIO DEL BILANCIO DI PARTE 26.662.
.3.2 1 CORRENTE DELL'AZIENDA DELLE FORESTE 000,00
DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA.
4.2.1 21570 FONDO OCCORRENTE PER FAR FRONTE AD ONERI 8.134.5
.5.2 4 DIPENDENTI DA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI IN 97,18
CORSO - SPESE CORRENTI
4.2.1 21251 SPESE PER LA GESTIONE DEL SISTEMA -
.5.5 4 INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO NONCHÉ PER IL 10.000.
COORDINAMENTO DEI SISTEMI INFORMATIVI E 000,00
DELL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLA REGIONE
E PER LE FINALITA' DI CUI ALL'ART. 56 DELLA
LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10
4.2.1 21252 FONDO PER PROVVEDERE AD EVENTUALI - L.V.
.5.99 5 SOPRAVVENUTE MAGGIORI ESIGENZE DI SPESA PER 5.965.4 0/07
CONSUMI INTERMEDI. 46,19 art. 5
4.2.2 61391 FONDO PER L'INTEGRAZIONE DEGLI STANZIAMENTI - L.V.
.8.1 0 DEI CAPITOLI DI SPESA RELATIVI A LIMITI 8.594.5 0/07
POLIENNALI DI IMPEGNO. 97,18
4.2.2 61392 FONDO DA UTILIZZARSI PER I COFINANZIAMENTI -
.8.3 4 REGIONALI. 900.000
,00
DIPARTIMENTO REGIONALE FINANZE E CREDITO
4.3.1 21652 SPESE PER INCARICHI DI CONSULENZA. -
.1.2 8 200.000
,00
4.3.1 21651 AGGIO E PROVVIGIONE PER IL SERVIZIO DI -
.5.3 9 DISTRIBUZIONE E VENDITA DEI VALORI BOLLATI 1.612.0
(SPESE OBBLIGATORIE). 21,97
INDUSTRIA
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
5.1.1 24030 SPESE PER I CONSULENTI ESPERTI IN MATERIE 30.000,
.5.2. 3 GIURIDICHE, ECONOMICHE, SOCIALI OD 00
ATTINENTI AI COMPITI D'ISTITUTO.
DIPARTIMENTO REGIONALE INDUSTRIA
5.2.1 24252 SOMMA DESTINATA ALLA GESTIONE DEL PERSONALE -
.1.2 3 GIA' A CARICO DEL FONDO DI CUI ALL'ART.13, 3.939.5
LETT. A), DELLA LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO 53,81
1975, N. 42 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI COMPRESI GLI EVENTUALI ONERI
DERIVANTI DA CONTENZIOSI.
5.2.1 24252 SOMMA DESTINATA ALL'ATTUAZIONE DELLE -
.1.2 4 FINALITA' PREVISTE DALLA LEGGE REGIONALE 20 3.350.0
GENNAIO 1999, N.5, CONCERNENTE GLI ENTI 00,00
ECONOMICI REGIONALI AZASI, ESPI, EMS,
ESCLUSE QUELLE PREVISTE DALL'ART.7, COMMA
6, DELLA MEDESIMA LEGGE.
5.2.1 24252 SOMMA DESTINATA ALL'ATTUAZIONE DELLE -
.1.2 5 FINALITA' PREVISTE DALLA LEGGE REGIONALE 28 2.000.0
NOVEMBRE 2002, N. 21. 00,00
5.2.1 24330 CONTRIBUTI AI CONSORZI PER LE AREE DI 675.000
.3.2 1 SVILUPPO INDUSTRIALE E PER I NUCLEI DI ,00
INDUSTRIALIZZAZIONE DELLA SICILIA.
CORPO REGIONALE DELLE MINIERE
5.3.1 24651 SPESE PER INCARICHI DI CONSULENZA -
.1.2 9 60.000,
00
LAVORI PUBBLICI
DIPARTIMENTO REGIONALE LAVORI PUBBLICI
6.2.2 67200 SPESE PER L'ESECUZIONE DI OPERE PUBBLICHE -
.6.3 8 RELATIVE ALLA COSTRUZIONE, AL 25.000,
COMPLETAMENTO, AL MIGLIORAMENTO, ETC. 00
6.2.2 67201 SPESE PER FRONTEGGIARE GLI ONERI DERIVANTI 25.000,
.6.8 5 DALLA REVISIONE DEI PREZZI CONTRATTUALI. 00
LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE, FORMAZIONE PROFESSIONALE ED EMIGRAZIONE
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
7.1.1 31000 INDENNITA' DI CARICA ALL'ASSESSORE. -
.5.2 1 160.000
,00
7.1.1 31030 SPESE PER I VIAGGI DELL'ASSESSORE 40.000,
.5.2 1 00
7.1.1 31030 SPESE PER MISSIONI DEL PERSONALE IN 25.000,
.1.2 2 SERVIZIO ALL'UFFICIO DI GABINETTO. 00
7.1.1 31030 SPESE PER I CONSULENTI ESPERTI IN MATERIE 30.000,
.5.2 3 GIURIDICHE, ECONOMICHE, SOCIALI OD 00
ATTINENTI AI COMPITI DI ISTITUTO.
7.1.1 31030 SPESE PER L'ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE, 182.000
.5.2 6 NONCHÉ PER IL PORTAVOCE DI CUI SI AVVALE ,00
L'ASSESSORE.
DIPARTIMENTO REGIONALE LAVORO
7.2.1 31251 ONERI DI FUNZIONAMENTO DEL CONTINGENTE -
.1.2 7 DELL'ARMA DEI CARABINIERI IMPIEGATI AI 100.000
SENSI DELL'ART. 16 DEL D.P.R. 19 MARZO ,00
1955, N. 520 E DELL'ART. 9 BIS, COMMA 14,
ULTIMO PERIODO, DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE
1996, N. 608, DI CONVERSIONE DEL DECRETO
LEGGE 1 OTTOBRE 1996, N. 510.
DIPARTIMENTO REGIONALE FORMAZIONE PROFESSIONALE
7.3.1 31600 SPESE PER LA PARTE VARIABILE DELLA 18.000,
.1.1 8 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL PERSONALE CON 00
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
7.3.1 31650 SPESE PER MISSIONI DEL PERSONALE IN 30.000,
.1.2 3 SERVIZIO AL DIPARTIMENTO. 00
7.3.1 31651 SPESE PER L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO PER 50.000,
.1.2 0 IL FUNZIONAMENTO DEGLI UFFICI. 00
7.3.1 31651 SPESE PER NOLEGGIO O LEASING DI MACCHINE ED 12.000,
.1.2 1 ATTREZZATURE. 00
7.3.1 31651 MANUTENZIONI ORDINARIE E RIPARAZIONI. 70.000,
.1.2 2 00
7.3.2 71600 SPESE PER L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI, 150.000
.6.88 1 MACCHINE ED ATTREZZATURE. ,00
AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
7.4.1 32000 ONERI SOCIALI A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE 11.000,
.1.1 3 REGIONALE. (SPESE OBBLIGATORIE). 00
7.4.1 32001 (Nuova istituzione) 30.000,
.1.1 3 STIPENDI ED ALTRI ASSEGNI FISSI AL 00
PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE A
TEMPO DETERMINATO IN SERVIZIO AL
DIPARTIMENTO AI SENSI DELL'ART. 12 COMMA 2
BIS DELLA L.R. 36/90.
Codici: 01.01.01 - 01.03.01
7.4.1 32001 (Nuova istituzione) 3.000,0
.1.1 4 SPESE PER IL TRATTAMENTO ACCESSORIO DI 0
RISULTATO AL PERSONALE IN SERVIZIO CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE A TEMPO DETERMINATO
AI SENSI DELL'ART. 12 COMMA 2 BIS DELLA
L.R. 36/90.
Codici: 01.01.02 - 01.03.01
7.4.1 32001 (Nuova istituzione) 4.000,0
.1.1 5 SPESE PER LA PARTE VARIABILE DELLA 0
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE A TEMPO DETERMINATO
IN SERVIZIO AL DIPARTIMENTO AI SENSI
DELL'ART. 12 COMMA 2 BIS DELLA L.R. 36/90.
Codici: 01.01.02 - 01.03.01
7.4.1 32100 IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' 3.000,0
.1.1 1 PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA VERSARE AI SENSI 0
DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO
LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997, N.446 (SPESE
OBBLIGATORIE).
COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
8.1.1 34030 INDENNITA' DI MENSA 15.000,
.1.2 8 00
8.1.1 34030 SPESE PER MISSIONI DEL PERSONALE 40.000,
.12 2 00
DIPARTIMENTO REGIONALE COOPERAZIONE, COMMERCIO ED ARTIGIANATO
8.2.1 34250 SPESE PER MISSIONI DEL PERSONALE IN 10.000,
.1.2 3 SERVIZIO AL DIPARTIMENTO. 00
8.2.1 34412 SPESE PER L'ISTITUZIONE DEI CENTRI DI -
.3.1 1 ASSISTENZA, ETC. 55.000,
00
BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE
DIPARTIMENTO REGIONALE PUBBLICA ISTRUZIONE
9.2.1 37200 STIPENDI ED ALTRI ASSEGNI FISSI AL -
.1.1 4 PERSONALE DEL RUOLO SPECIALE AD ESAURIMENTO 2.900.0
E SUPPLENTE DELLE SCUOLE MATERNE REGIONALI. 00,00
(SPESE OBBLIGATORIE)
DIPARTIMENTO REGIONALE BENI CULTURALI ED AMBIENTALI
DIPARTIMENTO REGIONALE PER L'ARCHITETTURA E L'ARTE CONTEMPORANEA
9.5.2 78420 CONTRIBUTI PER LA REALIZZAZIONE ED IL -
.6.1 1 RECUPERO DI OPERE DI ARCHITETTURA 500.000
CONTEMPORANEA PROMOSSE DA SOGGETTI PUBBLICI ,00
DELLE QUALI SIA STATO RICONOSCIUTO
L'IMPORTANTE CARATTERE ARTISTICO.
SANITA'
DIPARTIMENTO REGIONALE PER L'ASSISTENZA SANITARIA ED OSPEDALIERA E LA
PROGRAMMAZIONE E LA GESTIONE DELLE RISORSE CORRENTI
DEL FONDO SANITARIO
10.2. 41252 SOMMA PER L'ESPLETAMENTO DEI SERVIZI SOCIO- 199.000
1.1.2 1 SANITARI DI CUI ALL'ART. 3, COMMA 3, DELLA ,00
LEGGE REGIONALE 4 APRILE 1995, N. 26
OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO
10.5. 42451 SPESE PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE. 250.000
1.3.3 7 ,00
TERRITORIO ED AMBIENTE
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
11.1. 44030 SPESE PER I VIAGGI DELL'ASSESSORE. 15.000,
1.5.2 1 00
11.1. 44030 SPESE PER I CONSULENTI ESPERTI IN MATERIE 40.000,
1.5.2 3 GIURIDICHE, ECONOMICHE, SOCIALI OD 00
ATTINENTI AI COMPITI D'ISTITUTO
11.1. 44030 SPESE PER L'ATTIVITA' DI INFORMAZIONE, 5.000,0
1.5.2 6 NONCHÉ PER IL PORTAVOCE DI CUI SI AVVALE 0
L'ASSESSORE.
DIPARTIMENTO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
11.2. 44330 SPESE PER IL FUNZIONAMENTO DELL'AGENZIA 400.000
1.3.2 8 REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE ,00
A.R.P.A.
11.2. 44330 TRASFERIMENTI A FAVORE DEGLI ENTI PARCO PER 481.000
1.3.3 1 SPESE DI IMPIANTO E DI GESTIONE E PER IL ,00
RAGGIUNGIMENTO DELLE ALTRE FINALITA'
ISTITUZIONALI.
TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI
GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DELL'ASSESSORE
12.1. 47030 SPESE PER I VIAGGI DELL'ASSESSORE. 20.000,
1.5.2 1 00
DIPARTIMENTO REGIONALE TURISMO, SPORT E SPETTACOLO
12.2. 47251 SPESE DIRETTE AD INCREMENTARE IL MOVIMENTO 7.500.0
1.3.1 4 TURISTICO VERSO LA REGIONE ED IL TURISMO 00,00
INTERNO.
12.2. 47570 SPESE PER L'INCARICO DI ADVISOR DA -
1.3.9 2 CONFERIRE PER IL COLLOCAMENTO SUL MERCATO 20.000,
9 DELLE PARTECIPAZIONI AZIONARIE DELLE 00
SOCIETA' TERME DI SCIACCA S.P.A. E TERME DI
ACIREALE S.P.A., DETENUTE
DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
DIPARTIMENTO REGIONALE TRASPORTI E COMUNICAZIONI
12.3. 47652 SPESE PER L'ESPLETAMENTO DEI SERVIZI DI -
1.3.1 0 COLLEGAMENTO MARITTIMO CON LE ISOLE MINORI. 5.400.0
00,00
12.3. 47810 CONTRIBUTI ALLE AZIENDE PRIVATE CHE ABBIANO -
1.3.1 3 ATTREZZATURA TECNICO-ORGANIZZATIVA ATTA 1.000.0
A GARANTIRE LA CONTINUITA' DEI SERVIZI DI 00,00
COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI
NONCHÉ MEZZI RICONOSCIUTI IDONEI ALLE
ESIGENZE DEL TRAFFICO. (EX CAP. 48625)
12.3. 47651 SPESE PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI UFFICI -
1.1.2 7 DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE. 1.100.0
00,00
12.3. 47810 CONTRIBUTI PER LE SPESE DI TRASPORTO ALLE - L.V.
1.3.3 8 PICCOLE E MEDIE IMPRESE. 12.912. 0/07
000,00 art. 5
TOTALE VARIAZIONI SPESA 86.103.
757,00
TABELLA C
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA DEL BILANCIO DELL'AZIENDA
FORESTE DEMANIALI
CAPITO D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONI
LI
AZIENDA FORESTE DEMANIALI
1101 CONTRIBUTO DELLA REGIONE A PAREGGIO DEL 26.662.000
BILANCIO DI PARTE CORRENTE ,00
TOTALE 26.662.000
VARIAZIONI ENTRATA ,00
TABELLA D
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL BILANCIO DELL'AZIENDA
FORESTE DEMANIALI
CAPITO D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONI
LI
AZIENDA FORESTE DEMANIALI
1119 SPESE PER LAVORI COLTURALI E DI MANUTENZIONE 26.662.000
DEI BOSCHI DEMANIALI E IN QUELLI A QUALSIASI ,00
TITOLO NELLA DISPONIBILITA' DELL'AZIENDA,
COMPRESI GLI INTERVENTI SELVICOLTURALI DI
POTATURA, RIPULITURA E DIRADAMENTI, DI
PICCOLE OPERE DI BONIFICA CONNESSE NONCHE' DI
MANUTENZIONE DI VIALI PARAFUOCO; RIATTO
SENTIERI E CHIUDENDE, TABELLE MONITORIE,
LOTTA ANTIPARASSITARIA, ALLESTIMENTO DI
PRODOTTI DELLE FORESTE DEMANIALI, NONCHÉ PER
ACQUISTO E MANUTENZIONE DI ATTREZZATURE E
MEZZI AGRICOLI E FORESTALI CONNESSI ALLA
ESECUZIONE DEI LAVORI IN ECONOMIA PER
AMMINISTRAZIONE DIRETTA E PER LA STIPULA DI
POLIZZE ASSICURATIVE DI RESPONSABILITA'
CIVILE VERSO TERZI.
TOTALE VARIAZIONI 26.662.000
SPESA ,00