Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere, trasmessa
dal Governo ed assegnata alla Commissione legislativa I Affari
Istituzionali':
- Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane
(CRIAS). Ricostituzione Consiglio di amministrazione (n. 125/I)
pervenuta in data 22 gennaio 2008
inviata in data 22 gennaio 2008.
Comunicazione di nomine da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 3, secondo
comma, della legge regionale 20 aprile 1976, n. 75, il Presidente
della Regione ha proceduto alle seguenti nomine:
- Designazione componente in seno al Collegio dei revisori dei
conti della Camera di Commercio di Messina, in data 16 gennaio
2008 (parere n. 110/I);
- Integrazione Consiglio di Amministrazione dell'I.A.C.P. di
Caltanissetta, in data 16 gennaio 2008 (parere n. 124/I).
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, dà
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 260
Interventi in favore della moratoria per l'aborto , degli
onorevoli Cimino, Pagano, Cristaudo e D'Asero.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il dibattito in merito ad una moratoria mondiale
sull'aborto, che ha occupato le prime pagine dei giornali
italiani all'inizio del nuovo anno, ha sollecitato i Giuristi
cattolici italiani a rinnovare le loro riflessioni in materia,
peraltro ampiamente esplicitate fin dal lontano 1972, quando
l'Unione Giuristi Cattolici Italiani (UGCI) dedicò il proprio
convegno nazionale al tema Difesa del diritto alla nascita';
Considerato che:
l'UGCI è consapevole del fatto che l'aborto è prassi umana
antica, presente in tutte le culture, in genere condannata,
spesso ignorata, alcune volte avallata (almeno implicitamente) e
solo nella più recente modernità legalmente legittimata, fino al
punto da acquisire il rango di diritto insindacabile delle donne.
Ancora non abbiamo a disposizione un'adeguata riflessione
storica, sociologica e culturale in materia; dai migliori studi
fino ad ora condotti emerge comunque con chiarezza come la
legalizzazione dell'aborto abbia significativamente alterato il
rilievo comunemente attribuito alla difesa della vita umana. Ne è
segno, tra tanti altri, il diffuso e freddamente burocratico uso
linguistico di chiamare prodotto del concepimento la vita umana
prenatale e l'eufemistico ricorso all'acronimo IVO (interruzione
volontaria della gravidanza) per alludere all'aborto;
l'UGCI è altresì consapevole che nessuna pratica sociale, per
quanto estesa diacronicamente e sincronicamente possa essere,
possiede in se stessa la propria giustificazione (l'esempio più
evidente che può farsi al riguardo è quello della guerra, la
pratica sociale più diffusa nella storia dell'Umanità e nel
medesimo tempo la più crudele e la più aberrante). Di
conseguenza, la sistematica presenza dell'aborto nella storia
degli uomini non rileva per quel che attiene alla sua valutazione
assiologica. La pratica dell'aborto chiede quindi di essere
valutata in sé e per sé, indipendentemente dalle dinamiche
sociali che la contraddistinguono, anche se la presa d'atto di
tali dinamiche resta comunque indispensabile per valutazioni
ulteriori della pratica e in particolare per la sua
qualificazione giuridica;
in quanto uccisione intenzionale di un essere umano innocente,
l'aborto non può evidentemente avere mai alcuna legittimazione
etica. E' possibile discutere se un aborto posto in essere in
situazione dì necessità (e l'unica necessità che può essere in
questo caso considerata è quella di salvare la vita della madre),
cioè se un cosiddetto aborto terapeutico sia giustificabile, se
possa o no essere ritenuto colpevole; resta comunque fermo che
mentre un aborto terapeutico non può possedere alcun valore
morale intrinseco, ma al limite essere ritenuto moralmente
lecito, è all'opposto da ritenere moralmente ammirevole la scelta
di una donna che, pur potendo legalmente abortire, decida di
portare comunque a compimento la propria gravidanza, anche al
costo del probabile sacrificio della sua stessa vita;
Ritenuto che:
primo corollario di quanto sopra affermato è che le motivazioni
di carattere strettamente sociale che possono indurre all'aborto
(condizioni demografiche, economiche, professionali, familiari,
di 'onore', e soprattutto di controllo delle nascite, ecc.) non
possono costituire valida giustificazione dell'aborto
stesso;
a maggior ragione nessuna considerazione eugenetica può
giustificare l'aborto. E' particolarmente grave il fatto che si
sia consolidata l'eufemistica espressione 'aborto terapeutico'
per indicare le interruzioni volontarie di gravidanza
giustificate dall'interesse di non mettere al mondo bambini
gravati da handicap. Questa distorsione linguistica rivela con
chiarezza la cattiva coscienza che si nasconde dietro questa
pratica. E' preoccupante rilevare come le nuove possibilità
offerte dalle diagnosi prenatali (peraltro sempre di valore
probabilistico) non vengano il più delle volte utilizzate per
promuovere pratiche di medicina prenatale, ma per favorire
pratiche abortive;
pertanto, sono essenzialmente due le
giustificazioni giuridiche dell'aborto volontario e cioè la prima
di esse fa riferimento alla necessità di contrastare
efficacemente la pratica dell'aborto clandestino: una
legislazione abortista costituirebbe quindi una saggia scelta per
il male minore. Per dare credibilità a questa tesi, sarebbe
necessario, da una parte, che la legge prevedesse la liceità
dell'aborto solo per situazioni estreme, per le quali il ricorso
alla clandestinità della pratica potrebbe in effetti rivelarsi
socialmente incontrastabile e, dall' altra, che la legge
garantisse efficacemente tutti quei provvedimenti sociali e
familiari, capaci di prevenire le decisioni abortive,
distogliendo le donne dalla loro decisione (ad es.: rigorose
garanzie di assistenza sanitaria, efficaci sostegni economici,
concreta predisposizione di meccanismi adottivi). La seconda e
più consistente motivazione fa riferimento alla insindacabilità
giuridica della decisione abortiva, come decisione personale e
individuale della donna. Coloro che condividono questa
prospettiva non negano, in genere, che sia assolutamente
opportuno attivare politiche sociali che contrastino l'aborto e
che favoriscano la maternità, ma nello stesso tempo ritengono non
praticabile - per diverse motivazioni - una scelta legislativa
volta a precludere alla donna la libera scelta di interrompere la
gravidanza:
a) perché il nascituro, ove nascesse un 'contrasto di
interessi' con la gestante, non avrebbe titolo ad una specifica
protezione da parte del diritto: secondo la semplicistica linea
interpretativa fatta propria dalla Corte Costituzionale, sarebbe
infatti da ritenere prevalente l'interesse di chi è già persona
(la donna) rispetto a chi persona dovrebbe ancora diventare (il
nascituro);
b) perché le nuove tecniche abortive (in particolare quelle
farmacologiche) renderebbero di fatto impensabile e comunque non
produttivo di effetti l'intervento del diritto;
altresì l'art. 1 della L. n. 194 del 1978 sostiene
enfaticamente che 'lo Stato garantisce il diritto alla
procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore
sociale della maternità e tutela la vita umana fin dal suo
inizio';
per la parte in cui detta legge autorizza le pratiche abortive,
appare evidente il suo carattere compromissorio: per quel che
concerne i primi novanta giorni di gravidanza, essa è stata, da
una parte, redatta formalmente come una legge volta a tutelare la
salute fisica o psichica della donna (art. 4), ma, dall'altra,
(art. 5) essa consente alla donna di sostituirsi al medico nel
diagnosticare il 'serio pericolo' per la sua salute fisica o
psichica e di ottenere in tal modo l'autorizzazione all'aborto.
E' evidente come in tal modo sì sia di fatto svuotata
completamente la giustificazione 'sanitaria' della pratica
abortiva. Per il periodo susseguente ai primi novanta giorni, la
legge (art. 6) prevede che venga accertato:
a) un grave pericolo per la salute della donna;
b) anomalie e malformazioni del nascituro 'che determinino un
grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna': una
condizione, quest'ultima che, ove venisse intesa rigorosamente
(cioè per quello che la legge espressamente dice), sarebbe da
ritenere inesistente o esistente solo in circostanze
assolutamente di eccezione. Invece, come è ben noto, l'art. 6
della legge viene utilizzato per introdurre surrettiziamente nel
nostro ordinamento l'aborto eugenetico. Per queste ragioni, la L.
n. 194 del 1978, nella sua applicazione concreta, va ritenuta
intrinsecamente ipocrita, indipendentemente dal consenso politico
che - a quanto risulta - continua a ottenere;
è invece da rimarcare la parte in cui la legge (art. 7) prevede
il dovere di salvare la vita del nascituro, qualora l'aborto
venga richiesto quando sussista la possibilità di vita autonoma
del feto. E' indispensabile che tale norma venga rigorosamente
applicata, tenendo in considerazione gli sviluppi più recenti
della neonatologia;
Constatato che:
pertanto, una giusta e doverosa tutela delle donne non passa
più oggi attraverso ulteriori avalli ad una legislazione
abortista, ma attraverso l'attivazione di politiche sociali a
favore della maternità, politiche che la crisi demografica che il
mondo occidentale sta oggi attraversando rende oltretutto, non
solo eticamente, ma anche socialmente, opportune e improrogabili;
altresì va riconosciuto che la legalizzazione dell'aborto, in
forme diverse ma significativamente convergenti in pressoché
tutti i paesi del mondo, se ha parzialmente contrastato la
deprecabile pratica dell' aborto clandestino, non ha certamente
costituito un passo in avanti nella maturazione morale del genere
umano ed ha anzi sicuramente favorito l'indebolimento della
percezione diffusa del valore intrinseco e non funzionale della
vita umana, anche se malata;
sotto questo profilo, la proposta di una moratoria in tema di
aborto ha indubbiamente un forte e apprezzabile valore simbolico
e non può non essere condivisa;
in Italia la legge n. 194 del 1978 è rimasta significativamente
non applicata per la parte che prevede il sostegno alle decisioni
non abortive ed è stata significativamente interpretata in modo
indebitamente estensivo per quel che concerne le cause di
legittima richiesta di aborto e che il sostegno politico di cui
la legge n. 194 tuttora gode non può che indurre il Parlamento
siciliano a prendere atto di quanto appena detto, poiché non
sarebbero giustificabili ulteriori silenzi al riguardo,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la sanità
e
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché i
rappresentanti istituzionali del nostro Paese si adoperino in
favore della moratoria in tema di aborto». (260).
Onorevoli colleghi, dispongo che la mozione predetta venga
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè ne determini la data di discussione
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione unificata dei disegni di legge: 666/A «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2008 e
bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010 e 665/A
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge: n. 666/A Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2008 e
bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010 e n. 665/A
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008 .
Onorevoli colleghi, avverto che l'ordine di esame e di
votazione dei singoli articoli del bilancio a legislazione
vigente e della legge finanziaria avverrà, così come previsto
dall'articolo 121 sexies del Regolamento interno, procedendo
nell'ordine con l'esame degli articoli e delle tabelle del
disegno di legge di bilancio, esame che verrà sospeso prima della
sua votazione finale, per passare agli articoli ed alle tabelle
del disegno di legge finanziaria ed alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà sospesa
per consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni al
bilancio conseguente all'approvazione della legge finanziaria ed
alla Commissione bilancio di esprimere sulla stessa, il parere di
cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno. Si
procederà quindi alla votazione della nota di variazioni ed alla
votazione finale della legge di bilancio, come modificata dalla
nota di variazioni.
Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione
degli emendamenti, la Presidenza avverte che, oltre che le
disposizioni generali del Regolamento interno che disciplinano
la materia, gli emendamenti al bilancio ed alla finanziaria
devono osservare i limiti di contenuto previsti dalla legge e dal
Regolamento interno e, per quelli che prevedono maggiori spese,
devono recare la necessaria compensazione.
Nel valutare la compensatività degli emendamenti, la Presidenza
considererà inammissibili gli emendamenti:
- privi di compensazione;
- la cui compensazione, in base agli elementi disponibili,
risulti insufficiente;
- recanti compensazioni manifestamente inidonee sul piano
formale;
- recanti compensazioni tra variazioni delle tabelle del
bilancio e delle tabelle della finanziaria.
Spetta invece al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino la eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi
l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli
elementi eventualmente forniti dal Governo.
Avverto, altresì, che gli emendamenti al disegno di legge di
bilancio che riguardino le tabelle devono essere riferiti alle
unità previsionali di base. Nel caso in cui un emendamento
contenga il riferimento, oltre che all'unità previsionale, anche
ad uno o più capitoli contenuti all'interno di questa, il
riferimento ad essi deve intendersi sostanzialmente come non
apposto.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era
stato votato il passaggio all'esame degli articoli.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi, ne ha facoltà.
ORTISI relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ma non dovevano il Governo e la maggioranza riformare
la legge di bilancio? E, comunque, la legge di bilancio non
dovrebbe rappresentare il momento della programmazione generale?
Non mi pare che la manovra di bilancio e la legge finanziaria a
noi presentate si caratterizzino né per l'una dimensione, che di
anno in anno viene
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Ortisi sta
procedendo a svolgere la relazione di minoranza. Vi invito a
stare attenti e permettere all'onorevole Ortisi di continuare in
assoluto silenzio.
ORTISI Signor Presidente, lei sa che io parlo alla storia,
ogni tanto alla geografia ma, ormai, alle applicazioni tecniche,
quindi non è un problema.
Dicevo che la manovra di bilancio e la legge finanziaria,
invece, vengono continuamente corrette in corso d'opera da parte
del Governo, spesso con note di variazione che non sempre sono
aggiornamenti dovuti a quanto accaduto alla fine del 2007 e
veicolano attraverso il ricatto dell'urgenza - ma ormai è una
storia che si ripete - l'incapacità di organizzare una visione di
insieme che è tipica di questo Governo e di questa maggioranza.
La stessa maggioranza, infatti, tenta di correggere le proposte
del Governo con centinaia di emendamenti che spesso, molto
spesso, non rispondono ad alcuna filosofia di fondo rispetto alla
quale l'opposizione possa organizzare una contro proposta
o,comunque, interloquire.
Lo stesso Governo spesso in Commissione bilancio ha presentato
emendamenti alla sua stessa proposta, magari poi bocciandoli o
ritirandoli. Solo la serietà e l'impegno certosino dei colleghi
di minoranza e di qualche collega di maggioranza in Commissione
bilancio hanno impedito la catastrofe
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi avevo invitato a dare la
possibilità all'onorevole Ortisi di svolgere la sua relazione nel
modo migliore perché l'Aula potesse capire.
ORTISI Signor Presidente, la ringrazio per il secondo
richiamo, preferirei, però, che lei non richiamasse più, anzi
chiederò scusa io ai colleghi perché li importuno. Quest'Aula
seminerà, poi, mille polemiche sugli emendamenti, subemendamenti,
approcci, attracchi, traccheggi: questo è il livello.
Personalmente quindi la pregherei di non richiamare più i
colleghi.
Dicevo che solo la serietà e l'impegno certosino dei colleghi
di minoranza e di qualche collega di maggioranza in Commissione
bilancio hanno impedito la catastrofe, ma non definitivamente,
perché lo tsunami degli emendamenti si è già ripresentato in
Aula e sicuramente assisteremo di nuovo alla promessa della
maggioranza di ritirarli. Questa cattiva abitudine per la quale
si presentano centinaia di emendamenti per avere forza
contrattuale e poi li si ritirano non potete risparmiarcelo?
Il bilancio e la legge finanziaria, come ogni anno,
scoloriranno il già pallido progetto del Governo in un puzzle
disordinato che assomiglierà al consueto disegno di un bambino
d'asilo in cui il sole del Governo sarà piccolo ed i rivoli
deputatizi si scaglieranno in primo piano a suggerire il senso
profondo di quanto sta accadendo in Sicilia.
Perché è questo il quadro che viene esposto, tutto ciò che è
strutturale fuoriesce dalla manovra che non affonda, non risolve
ma solo insegue le emergenze premiando peraltro quelle che si
manifestano in maniera più pressante, se non violenta.
Nessuna traccia della volontà più volte sbandierata di tagliare
gli enti inutili, nessuna volontà di puntare sullo sviluppo, solo
una serie di proposizioni ormai esprimenti solo petizioni di
principio.
Ed ecco che, a parte qualche refuso, la relazione di
maggioranza presenta una manovra finanziaria che sottopone
all'attenzione dell'Aula la necessità di azzerare il deficit
tendenziale che per l'anno 2008 sarà pari a 2.034 milioni di euro
attraverso tre misure.
La prima: l'acquisizione di maggiori entrate, ipotetiche come
sempre, ed il ritorno agli anni'80 che furono gli anni che
produssero poi gli anni '90, tangentopoli, la Lega, le proteste.
C'è l'abitudine della Regione siciliana, ma di tutti gli enti
locali, di inventarsi entrate, sempre ipotetiche, per
giustificare spese.
Siccome il bilancio può risultare a parità, essendo le spese
incombenti derivanti dalla somma delle richieste dei singoli
deputati eccessive, si inventano entrate che non avverranno mai,
non si incasseranno mai per dar conto ai colleghi che chiedono.
Poi alla fine dell'anno, come è avvenuto per il 2007 e il
2006, si fanno i conti e ci si accorge che le entrate sono state
di gran lunga inferiori alle uscite e si rinvia all'anno
successivo. Questa è la prima manovra che è ridanciana.
Il contenimento della spesa ormai è una petizione di principio.
Basta vedere nella relazione di maggioranza quello che è successo
con le variazioni di bilancio 2007 che questo discorso del
contenimento della spesa diventa un flatus vocis che si ripete
ogni anno.
Terzo: ricorso al mercato finanziario per il reperimento di
ulteriori risorse, udite udite, da destinare a spese produttive,
cosa mai avvenuta, copriremo ulteriori buchi destinati a loro
volta poi a riformarsi.
Il bilancio, si dice con grande retorica, presenta un risparmio
pubblico di 69 milioni di euro. Pensate, la manovra di bilancio è
di 24.081.530 euro e a fronte di questa somma il Governo presenta
il grande vanto Risparmiamo 69 milioni di euro . Come per dire
un ago nel pagliaio. E lo si presenta come un grande trionfo.
E poi si fa riferimento alla previsione di non ricorrere al
mercato finanziario. Basta andare a guardare pagina 2 e di pagina
5, capoverso 6, della relazione di maggioranza per notare come
tutto questo viene smentito. Altro che non ricorso al mercato
finanziario Per colmare il deficit si propongono fra l'altro
degli interventi: maggiori entrate per 730 milioni di euro,
risorse relative alla valorizzazione del patrimonio immobiliare
che non si prevedono di realizzare nell'anno 2007. Non si sono
realizzate di già. Questo lo sapete tutti. E' stata ed è
un'operazione devastante.
Si vendono i gioielli di famiglia per poter andare a mangiare
la sera la pizza Ed è un'operazione che fa il paio con quella
ancor più devastante che è avvenuta qualche anno fa con il Banco
di Sicilia che tutti voi ricorderete. Quando siamo entrati in
Capitalia nonostante grandi polemiche in Aula abbiamo salvato un
altro Banco, e poi abbiamo ottenuto di entrare nel patto di
governance di Capitalia con il 3,19 per cento e subito dopo il
Banco di Sicilia ha deliberato - ricordererete - qualche anno fa,
era un 8 settembre, guarda caso, di far confluire tutto il
patrimonio immobiliare del Banco di Sicilia, da Udine a Siracusa,
in Capitalia Quel capitale, quel patrimonio immobiliare al
ribasso vale 870 milioni di euro, Capitalia ne ha affidato la
gestione a Capitalia solution, apposta creata, e dal primo
gennaio dell'anno successivo Capitalia solution ha gestito il
patrimonio immobiliare del Banco di Sicilia donato a Capitalia
affittandolo al Banco di Sicilia.
Per cui tutte queste polemiche per le quali, mi rivolgo agli
amici dell'MPA in particolare, volevamo uscire da Unicredit,
volevamo formare, saremmo usciti con le mutande.
Ora quello che è avvenuto con l'intenzione di valorizzare il
patrimonio immobiliare della Regione siciliana, che ancora non
si è realizzato, e che si vuole realizzare nel 2008 e poi a
seguire, ha saldato Pirelli-Re, ma in effetti ha svenduto i
gioielli di famiglia a un'azienda che poi naturalmente li
affitterà alla Regione siciliana. E questo sarebbe uno strumento
attraverso il quale si vuole colmare il deficit pubblico?
Anche questo è, come ho detto prima, svendere i gioielli di
famiglia per permettere fast-food la sera di mangiare la pizza.
E' una forma si sopravvivenza
E quando al comma c) si parla di riduzione della quota di
compartecipazione alla spesa sanitaria, è chiaro che questa è
una operazione sottesa ad una situazione finanziaria di grande
sofferenza perché come è esplicitato a pagina 5 si tratta di un
utilizzo di somme che, in quanto tale, conferma la voragine
mangiasoldi del comparto.
Si dice che il recupero delle risorse è stimato per l'esercizio
finanziario 2008 in circa 297 milioni di euro di cui maggiori
entrate finali per 250 milioni di euro e riduzione di spesa per
circa 47 milioni di euro. L'abbiamo già detto.
Le maggiori entrate finali sono la solita previsione in più che
permette spese in più per accontentare sempre più deputati.
E le minori spese poi lungo il corso dell'anno e soprattutto in
sede di variazioni finali di bilancio risulteranno pie illusioni.
Ma stiamo per entrarci nei particolari.
Si pensi alla sanità. Nel dettaglio, le maggiori entrate sono
costituite dalla previsione di gettito, si dice nella relazione
di maggioranza, per l'anno 2008 derivanti dai trasferimenti
statali previsti dalla legge finanziaria dello Stato per il 2007
a favore dei soggetti affidatari del servizio di smaltimento dei
rifiuti urbani effettuato mediante termovalorizzazione per 250
mila migliaia di euro. Lo sappiamo tutti che questa è una storia
ancora tutta da scrivere.
E poi, scusate, ridicolo, fra le minori spese finali, vi
ricordate le 46.307 migliaia di euro? già una somma di cui 121
migliaia di euro derivanti da riduzioni operate nella tabella H e
per 46.186 migliaia di euro derivanti dalla minore assegnazione
agli enti locali. Quel 121 migliaia di euro - poi ribadito -
sarebbero una previsione da mille a ventimila migliaia di euro
derivanti da contributo di gettito dei giochi.
E' di fronte alla manovra complessiva un ago nel pagliaio Ma
soprattutto quello che mi preoccupa è la previsione che tutti
sappiamo non sarà mantenuta. Già oggi sul quotidiano regionale
c'è la protesta dell'Anci. E voi sapete che verrete qui di nuovo
a chiedere a noi - che pure siamo favorevoli ai trasferimenti
agli enti locali -, ci giochiamo parte della nostra credibilità
in questo tipo di battaglia, di andare a cancellare la vostra pia
illusione di cancellare 46.186 mila euro dai trasferimenti ai
comuni.
E poi si parla dei quattro disegni di legge dal n. 721 al n.
724 che il Governo ha presentato il 10 gennaio 2008 per
aggiornare le previsioni del progetto di bilancio 2008. Niente di
contrario, perché per la stragrande maggioranza sono atti dovuti
ma sono l'epifania di quello che noi sosteniamo. Le minori spese
previste all'inizio dell'anno non sono mai tali alla fine
dell'anno medesimo.
Dal lato della spesa voi dite che sono state inserite
variazioni ulteriori al fine di ottemperare a particolari
esigenze di preminente rilevanza. E cosa ti trovi nell'elenco
analitico? Consorzi di bonifica. Ma non li dovevamo eliminare?
Questa è la particolare rilevanza analitica delle previsioni di
ulteriori aumenti di spesa. Settore teatrale del circo, con tutto
il rispetto, ma preminente rilevanza rispetto ai problemi del
territorio mi sembra eccessiva. E poi c'è una cosa certamente
seria: il riferimento ai contributi in favore dei consorzi ma
questa è stata una battaglia ed una vittoria dell'opposizione.
In ordine, naturalmente, alla maggiore spesa sanitaria,
qualificata in 363.980.000 euro per il 2008, siamo di fronte al
buco eterno per il quale qualche collega parlò di bancomat del
Parlamento'.
Alla fine si fa riferimento al contenimento della spesa dovuto
al contributo di tutte le parti politiche. No, grazie Noi non ci
prendiamo questa responsabilità. Certamente ci meniamo vanto di
qualche passaggio di proposte di opposizione, quello, per
esempio, di destinare obbligatoriamente il 25 per cento dei
contributi che si daranno agli enti locali alla spesa sociale, ma
ho già visto richieste di cassare questa nostra proposta da parte
di alcuni colleghi, prima di cantare vittoria di un buon senso e
di un provvedimento di buon senso, aspettiamo l'esito dell'Aula.
Dobbiamo dire, onorevoli colleghi, che l'azione dei deputati di
minoranza e di qualche deputato di maggioranza ha impedito in
Commissione l'impazzimento della spesa, almeno per il momento.
Ma adesso abbiamo notato che l'assalto è ripartito. Non c'è un
progetto, è tutto estemporaneo: gli enti inutili, la loro
soppressione. Per le ASL aspettiamo ancora in Commissione
Bilancio il resoconto che il Presidente Cuffaro e l'Assessore
Lagalla ci avevamo promesso in ordine allo sforamento ulteriore
di alcune ASL - Catania, Palermo, Messina - dopo il giudizio di
parificazione dei conti da parte della Corte dei conti avvenuto a
fine luglio.
Onorevoli colleghi, l'urgenza attraverso la quale ci ricattate
ogni volta non può veicolare carrozzoni. Ad essi ci siamo opposti
in Commissione Bilancio, ad essi ci opporremo durante i lavori
d'Aula.
Però, credeteci, è triste impiegare il proprio tempo di
parlamentari quasi esclusivamente a tentare di impedire
porcherie. Volete che facciamo un esempio: in questi giorni c'è
stata una polemica fra il Presidente Miccichè e il Presidente
Cuffaro. Non voglio entrare nel merito sul quale parleremo
domani, ma se facessi un esempio piccolo piccolo, delle cose
piccole piccole che ridicolizzano la mission del Presidente della
Regione e del Presidente dell'Assemblea, forse apriremmo un po'
tutti gli occhi.
Sapete, onorevoli colleghi, Palazzo d'Orleans volle, in
estate, che l'Assemblea approvasse un progetto di utilizzo di un
call center telefonico che consentisse a tutti i cittadini di
mettersi 24 ore su 24 in contatto con Palazzo d'Orleans. Vi
ricordate la polemica? Qui è accaduto quello che Gian Antonio
Stella rimprovera all'altra parte: Iervolino, Bassolino e tutti
gli altri.
Non si fanno progetti e si assumono persone per raggiungere
obiettivi, per tentare almeno di raggiungere obiettivi; si fa
finta di tentare di raggiungere obiettivi per impiegare persone.
Non è che Palazzo dei Normanni risponda meglio Personalmente ho
chiesto al Presidente Miccichè - e glielo chiedo nuovamente -
come mai i deputati sono convocati attraverso quattro strumenti,
telefonino, sms, posta elettronica e fax? A me le convocazioni
arrivano attraverso quattro strumenti. I costi della politica?
Vogliamo cominciare da queste piccole cose che ci ridicolizzano?
A fronte di questo siamo andati affermando - e dal dibattito
politico si capirà che ad intermittenza i vari interventi in Aula
determineranno uno scombussolamento dell'ordine dei lavori - è
opportuno, è necessario, è degno che, intanto, affrontiamo ed
approviamo l'esercizio provvisorio, che almeno non faccia pagare
a chi non ha nessuna colpa di quanto sta accadendo fra Aula
parlamentare e Aule giudiziarie, fra Presidente in carica e
Presidente in pectore , i cittadini, e che va ricondotto
esclusivamente al Governo e a quella che fu la sua maggioranza.
L'alternativa sarà quella di una grande risata che rischia di
travolgere non solo chi ha colpe specifiche, ma l'intera classe
dirigente. E non è giusto perché c'è chi ha colpa e c'è chi colpa
non ne ha. Buon lavoro.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo, ne ha
facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il ritardo
dovuto all'attività che ha impegnato, devo dire in maniera
apprezzabile e condivisibile, la Commissione bilancio, ma anche
le Commissioni di merito di questo Parlamento, arriva in Aula il
bilancio e la finanziaria di quest'anno.
Il Governo ha presentato due documenti finanziari, il bilancio
e la finanziaria, con un obiettivo che è quello di ridurre il
deficit sanitario, di contenere i costi notevoli della struttura
burocratica della Regione, ma di avviare - e per molti aspetti
continuare - l'azione di rilancio dell'economia e dello sviluppo
di questa Sicilia, in particolare per le politiche del lavoro,
che stanno caratterizzando sin dall'inizio di questa esperienza
politica e di governo, il lavoro di questa Regione.
Va dato atto all'onorevole Assessore al bilancio, avvocato
Guido Lo Porto, e ai suoi uffici di avere svolto un lavoro
encomiabile, di notevole spessore, in sintonia con tutti gli
assessori delegati al governo dei vari rami di questa Regione, e
che hanno prodotto un bilancio che è stato corroborato, più che
corretto, dal lavoro dei parlamentari nelle singole commissioni e
dai commissari della commissione bilancio con idee, proposte
molte delle quali - a onestà di pensiero - hanno contribuito a
migliorare il lavoro e l'attività di questo Governo.
Credo che la filosofia delle politiche del lavoro che
l'assessore delegato, onorevole Formica, ha fatto, consente di
rilanciare quelle politiche del lavoro non più precario ma che
diano l'assetto definitivo e una risposta concreta
all'eliminazione del precariato e alla creazione di condizioni di
lavoro definitive.
Va dato atto all'onorevole assessore Formica - me lo dicono
gli uffici, ma l'ho sentito dire a molti parlamentari anche
dell'opposizione e questo è segno di grande correttezza mentale -
di avere avviato tutte le iniziative per la formazione nei tempi
più veloci rispetto a quelli che potevano essere stati negli
ultimi anni. E questa è una forte risposta a chi oggi continua a
credere che la formazione sia uno degli elementi importanti per
qualificare il mercato del lavoro in Sicilia.
Ecco perché oggi chiediamo a questo parlamento di discutere, di
criticare, se è il caso, di emendare e di modificare sia il
bilancio che la finanziaria, ma di consentire in termini veloci
il voto di questi due strumenti di politica economica del Governo
perché dobbiamo dare, al di là delle polemiche, a questo Governo
e alla Sicilia attraverso il Governo, quegli strumenti per
eliminare i disagi sociali, per dare una risposta concreta alla
richiesta di legalità che viene dall'intera regione, per
modernizzare l'attività burocratica del Governo e per rilanciare
le politiche dell'economia, dello sviluppo e del lavoro che oggi
sono la prima vera emergenza di questa Regione e che
costituiscono un impegno morale, politico e di governo, del
parlamento, della maggioranza, e del Governo stesso attraverso il
suo Presidente, per rilanciare la crescita di questa Sicilia.
Credo che, nel rispetto delle posizioni di maggioranza e di
opposizione, è giusto e doveroso contribuire ad una discussione
sul bilancio e sulla finanziaria che abbia come unico obiettivo
quello del rilancio e di una riposta data ai problemi della
Sicilia.
Perché, guardate, la politica del Governo e di questo
parlamento non si ferma al bilancio e alla finanziaria, onorevoli
colleghi, ma è chiaro che, al di là della finanziaria e del
bilancio, questo parlamento deve affrontare le leggi importanti
quali il rilancio del mercato del lavoro e le politiche di
sviluppo di questa Sicilia e il rilancio delle politiche
energetiche e ambientali.
ODDO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO SALVATORE. Onorevoli colleghi, a me sembra che il
dibattito di stamattina sia un poco surreale perché è evidente
che si ha difficoltà, e si vede anche dal tenore del dibattito,
ad affrontare un argomento come questo quando attorno a noi sta
cadendo l'impero.
C'è una situazione politica generale, nazionale e regionale,
di tale eccezionalità che pensare stamattina di fare questo
dibattito - come se attorno a noi non vi fossero le macerie di
tutto quello che noi leggiamo sui giornali - mi pare surreale.
Pensare di potere affrontare con carattere di normalità l'esame
del bilancio e della legge finanziaria mi pare addirittura
irrealistico.
Credo che la cosa più seria da fare - e concordo con quello
precedentemente detto dal relatore di minoranza, onorevole Ortisi
- sarebbe quella di prendere atto che ai siciliani, in questo
momento, dobbiamo dare certezze.
La cosa più certa che potremmo fare, frutto di buon senso,
sarebbe quella di approvare l'esercizio provvisorio, garantire ai
siciliani il minimo sicuro - mi riferisco soprattutto ai
dipendenti regionali - la possibilità di avere la certezza che a
fine mese potranno riscuotere il loro stipendio.
Siccome la situazione politica è incerta, quello che succederà
domani, quello che succederà dopodomani non lo sa nessuno, credo
che faremmo un atto di grande coerenza, di grande realismo, di
oggettività nel procedere all'esercizio provvisorio e, infatti,
è stato già presentato l'apposito disegno di legge.
Se approvassimo l'esercizio provvisorio faremmo un atto di buon
senso perché prescindendo da ciò che accadrà domani è evidente
che, con una situazione politica così incandescente, pensare che
il bilancio lo approveremo in tempi accettabili è semplicemente
una chimera
E penso che questo lo capiamo tutti
Abbiamo l'esperienza della prima legge finanziaria della
legislatura approvata l'anno scorso, in un clima politico che non
era quello di queste ore, pensare quindi di andare tout court ad
un bilancio credo sia un progetto che non tenga conto della
realtà politica in cui ci muoviamo.
Invito i Gruppi parlamentari a riflettere e valutare la
possibilità di approvare l'esercizio provvisorio. L'esercizio
provvisorio, infatti, darebbe la possibilità di avere alcune
certezze amministrative e successivamente di procedere ad un
esame del bilancio rispetto al merito. L'onorevole Lo Porto, che
è persona che intellettualmente stimo, un mese fa ad una mia
interrogazione sulla fusione Unicredit Capitalia, rispose in
Aula che il Governo ne era entusiasta. Quindici giorni dopo
sappiamo tutti quello che è successo: quel Governo che quindici
giorni prima era entusiasta della fusione dell'Unicredit con
Capitalia, è andato a peregrinare a Milano e ad elemosinare
rispetto della sicilianità.
Se la vicenda del sistema bancario è sintomatica della
chiarezza che questo Governo ha sul futuro della Regione, credo
che abbia poche idee e confuse.
Ribadisco questo invito: stamattina, se vogliamo fare una cosa
seria, dobbiamo procedere nella direzione dell'esercizio
provvisorio dando sicurezza ai siciliani, domani facciamo il
dibattito politico sulla mozione di sfiducia al Presidente e
vediamo l'esito, dopo, quindi, si programmi il prosieguo
dell'attività dell'Assemblea regionale siciliana.
Non è pensabile oggi affrontare addirittura l'articolato, come
poco fa era stato ventilato dalla Presidenza, data l'assenza di
interventi perché c'è una situazione - come la dipingevo - di
assoluta surrealità, di attesa.
Politicamente siamo sospesi e pensare di affrontare in questo
clima l'esame del bilancio è veramente una presa in giro. Non
sappiamo se e quando questo bilancio uscirà da quest'Aula in
questa situazione politica.
Diamo un po' di certezza ai siciliani: facciamo l'esercizio
provvisorio, garantiamo lo stipendio ai lavoratori di questa
regione e cerchiamo di arrecare meno danno possibile ai
siciliani. Se facciamo questo, abbiamo già fatto una cosa
importante.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una
sbirciata veloce che è stata fatta su questo disegno presentato
dal Governo sul bilancio e sulla finanziaria 2008, la classica
espressione sarebbe quella di dire: nulla di nuovo sotto il
sole se non alcuni spunti che mi permetto di evidenziare.
Intanto, colgo con amarezza che ormai lo sport è diventato
quello di calpestare il principio di sussidiarietà nei confronti
degli enti locali e questo è un aspetto che già l'anno scorso, in
commissione bilancio si era evidenziato dove era stato previsto
un fortissimo taglio del 10% ai trasferimenti ai comuni. Noto con
grande disappunto che anche in questa finanziaria c'è un taglio
di forse 150 milioni di euro come trasferimento ordinario ai
comuni.
Mi si dice, come si è tentato l'anno scorso, di annotare questa
riduzione ad una questione tecnica di trasferimento della quarta
rata ai comuni fatta nell'anno successivo.
Mi permetto di dire, come è stato fatto l'anno scorso e poi mi
è stato dato atto, che questa riduzione contenuta in questa
finanziaria è una riduzione di trasferimento per competenza. Se
il testo rimane in questi termini, nessuna reiscrizione in
bilancio può essere consentita
C'è, quindi, un primo aspetto che mi permetto di segnalare, che
riguarda il trasferimento ordinario agli enti locali e di
conseguenza mi auguro che il Governo non continui a praticare lo
sport di violentare il principio di sussidiarietà nei confronti
dei comuni.
Secondo aspetto: vedo che questo sport sta coinvolgendo molti
colleghi, perché vincolare il 25% dei trasferimenti ordinari ai
comuni per attività sociali (mi pare sia questo il termine) pur
nobile nell'intento, parte però da un presupposto di non
conoscenza di quelle che sono le vicende quotidiane dei comuni.
Lo dico, purtroppo, come sindaco in quanto mi rendo conto - conti
alla mano - cosa significa vincolare il 25% dei trasferimenti
ordinari ai comuni. Significa che il 90% dei comuni, soprattutto
quelli piccoli, (io rappresento un comune di 1.500 abitanti) non
potrà fare il bilancio quest'anno. Già ci sono comuni che per
potere tirare a campare , come il mio, non dà le pur minime
indennità al sindaco, assessori e consiglieri comunali. Se noi
immaginiamo che ogni comune ha le sue specificità, per esempio il
mio comune spende moltissimo per mantenere il collegamento con le
frazioni, noi spendiamo una gran parte del nostro bilancio
soltanto per le strade rurali, un taglio del genere significa che
io non potrò garantire, quest'anno, questo servizio.
Anche questo è un principio di violenza rispetto al principio
di sussidiarietà degli enti locali.
Questo è un altro elemento che non mi può portare ad esprimere
parere favorevole, se l'impianto della finanziaria rimane così.
E' normale che abbia fatto il mio dovere di presentare un
emendamento che cassi questo principio ma non perché sono
contrario a ciò che esprime questo emendamento, perché esso a
pioggia, senza una diversificazione, senza una gradualità nel
ragionamento crea danno e lo dico con conti che potrei fare a
tutti.
Un altro aspetto riguarda anche una norma tecnica del
rimpinguamento del fondo dei trasferimenti sempre alle autonomie
locali per l'Iva che i comuni dovrebbero rimborsare in seguito ai
servizi che ricevono. Anche questa, pur nobile nell'intento, ma è
una norma che tecnicamente crea una forte disparità, faccio un
esempio molto pratico. Il Comune di Palermo, per esempio, per il
servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani, avrà milioni e
milioni di euro di IVA; il Comune di Fiumedinisi, il mio ne avrà
cinquanta mila. Se io ora impinguo sul trasferimento ordinario,
tolgo in anteparte questi fondi, significa che ho creato
un'ulteriore decurtazione ai trasferimenti ai Comuni.
Io non posso pensare che in quest'Aula, non avendo altro da
fare si continua a violentare il principio di sussidiarietà nei
confronti degli Enti locali, questo denota scarsa conoscenza
della materia ma soprattutto, la cosa più triste, è che non si ha
idea di come si amministrano gli enti locali. Ed è un'ulteriore
offesa per chi quotidianamente sta in trincea negli enti locali a
dare servizi poi è l'ultimo baluardo anche delle nostre
disfunzioni nei confronti del cittadino. Come devo cogliere, ma
anche questo sarà poi oggetto al momento opportuno, con così
piacere che il Governo si occupa di credi di imposta alle
imprese.
Questo tema è pure abbastanza delicato perché io non so se sono
stati appostati 7 milioni di euro non prima ponendosi il problema
delle autorizzazioni di Bruxelles oppure è stato per ora, visto
che fa moda il credo di imposta come per un certo periodo ha
fatto moda la fiscalità di vantaggio, è stata appostata una cifra
di 7 milioni e basta. Questo significa che sotto questo profilo
qualunque somma è stata appostata, e non basta mai per lo
sviluppo, siamo pienamente d'accordo, rispetto a quelle che sono
le autorizzazioni preventive da parte della Unione Europea,
significa appostare delle somme e poi non poterle spendere.
Quindi, qualcuno su questo aspetto, mi auguro, che sia in
condizioni di relazionarci.
Complessivamente il giudizio in questo momento, se alcune
storture lasciando stare le storture generali che le ho visto
l'anno scorso e a quanto pare è un male endemico di questo
governo e di questa Assemblea, se queste storture non vengono
corrette non credo che si possa assolutamente immaginare di
approvare questo testo di finanziaria.
Per concludere dico che se noi decidiamo come abbiamo fatto
l'anno scorso, come si fa ogni anno, di farci male facciamolo
pure ma evitiamo di coinvolgere in questo gioco al massacro gli
enti locali. Questo lo voglio dire con convinzione e farà
l'impossibile per correggere queste storture che non possono
assolutamente essere varate in questa Assemblea, pena veramente
ormai una perdita sia di senso di democrazia che senso di
solidarietà nei confronti degli enti locali.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
ovviamente la relazione di minoranza fatta dal collega Ortisi,
aggiungerò soltanto alcune valutazioni di carattere generale.
Intanto facendo rilevare la scarsa partecipazione. Abbiamo
contratto un'abitudine negativa che è quella che non pensa più a
mantenere gli impegni previsti dalla legge. Questo dibattito
dovevamo svolgerlo nel mese di novembre, perché la scadenza
prevista dalla legge è quella del 31 dicembre e il primo gennaio
qualsiasi amministrazione provvede ad approvare l'esercizio
provvisorio.
Questo esercizio provvisorio viene considerato un'offesa,
anziché considerarlo uno strumento tecnico di risposta alle
esigenze dei fornitori, dei dipendenti e dei pensionati viene
considerato un'offesa. Ma la vera offesa per i siciliani è questo
bilancio e questa finanziaria. Ci saremmo aspettati, dopo tante
discussioni, una finanziaria di svolta, una finanziaria che
prevedesse una strategia di risanamento della spesa, che
contenesse alcune linee di politica economica.
Invece, stiamo perpetuando elementi degenerativi della spesa,
non si interviene assolutamente sugli sprechi, non si riducono
gli enti inutili, non c'è un'idea di Regione, non si capisce
quale possa essere il modello di sviluppo al di là di dati
drammatici. Infatti, non possono passare inosservati i 2 milioni
di euro di deficit tendenziali, anche perché con la stessa prassi
degli anni precedenti prevediamo entrate assolutamente aleatorie,
per non dire fittizie.
Il caso dell'anno precedente non può passare inosservato,
dobbiamo riflettere in ordine al fatto che i mancati introiti
derivanti dalla dismissione degli immobili costringono
l'amministrazione regionale a contrarre un nuovo mutuo di 750
milioni di euro che si aggiunge ai quasi 3 milioni di euro di
deficit di debiti residui contratti con le banche negli anni
precedenti.
Quindi, altro che situazione ordinaria o situazione normale
Siamo la Regione più indebitata del Meridione e continuiamo con
i soliti bilanci discussi con la fretta di qualche giorno e senza
che i deputati possano esprimere in maniera piena il loro impegno
per modificare o per incidere sulle linee - come dicevo prima -
della politica finanziaria della Regione.
Vi è l'esigenza, a mio parere, di approvare l'esercizio
provvisorio subito, anche se volessimo approvare questo bilancio
domenica, lunedì o sabato notte, sono necessari, per Statuto,
tre giorni per l'Assemblea e cinque giorni per il Commissario
dello Stato; pagheremmo gli stipendi a metà febbraio Per quale
motivo si devono stressare i dipendenti? Che colpa hanno gli
utenti, i fornitori, dei ritardi di una politica che si allontana
sempre più dai cittadini?
E' chiaro che nessuno può chiedere di ritirare gli emendamenti,
perché una delle poche occasioni che hanno i deputati di
maggioranza per potere esprimere le loro proposte è la legge
finanziaria e, quindi, tentare di migliorare lo strumento
fondamentale per l'attività della nostra Regione. E' proprio
sull'idea di Regione e sul modello di sviluppo che abbiamo
presentato alcuni emendamenti.
Tutti ricordano in quest'Aula che in occasione del DPEF
dell'anno precedente è stato approvato un ordine del giorno,
votato dalla stessa maggioranza, che prevedeva la dismissione
dell'ESA, un anno e mezzo fa' Non si è fatta per ragioni di
carattere politico, perché un partito si è opposto ed è come
quella favola che ogni volta raccontiamo quando si devono fare
dei sacrifici: non c'è nessuno che vuole cominciare; qualcuno
giustamente si è chiesto sul perché cominciare dall'ESA e non
dall'ASTI sistemi o da altri carrozzoni creati apposta per
tentare di soddisfare le ambizioni politiche di qualcuno che non
è riuscito a farsi eleggere.
C'è un problema di cultura politica, di senso delle istituzioni,
facciamo un salto di qualità e cambiamo registro sul piano della
politica; vedete, non riguarda solo la nostra Regione, ci sono
esempi di cattiva politica anche in Italia, non lo nego e lo
ammetto, ma dovremmo interrogarci in ordine al fatto che in
Sicilia la politica viene percepita sempre meno come impegno per
il bene comune.
Approvare questo tipo di bilancio o fare provvedimenti a breve
termine nella speranza di ottenere consensi è sbagliatissimo.
La politica è progettualità, valori, ideali, motivazioni,
etiche, è seminare oggi per raccogliere domani, anche se a
raccogliere dovessero essere altri. Una classe dirigente che
pensa all'oggi è una classe dirigente che non ha nessuna
prospettiva, che non guarda al futuro; è una classe dirigente che
pensa a conservare se stessa.
Siamo profondamente contrari, sul piano dell'impostazione e
dello stile, al tipo di lavoro che si è fatto e speriamo che
attraverso un dibattito serio che può durare due giorni, dieci
giorni, quindici giorni, perché non dobbiamo avere fretta, si
possa modificare l'impostazione complessiva di una finanziaria e
di un bilancio che non condividiamo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, una manovra
di bilancio e finanziaria serve, normalmente, a confermare le
questioni quando vanno bene e a cambiarle quando non vanno bene.
In questi giorni ho sentito molte volte, da esponenti della
maggioranza, questo termine, questa necessità di cambiamento,
l'ho letto anche stamattina.
Credo che sia sotto gli occhi di tutti la necessità di dover
cambiare le condizioni economiche- sociali della nostra Regione,
siamo la Regione con il 30 per cento delle famiglie che vivono al
di sotto del tasso di povertà.
Nel suo bilancio, signor Assessore, non si parla di questa
condizione che dovrebbe, naturalmente, allarmare i governanti,
dovrebbe essere il primo punto di riferimento.
Prima di cominciare la relazione del Governo, bisogna indicare
in premessa di voler diminuire il numero dei poveri in Sicilia,
di volere aumentare il tasso di sviluppo, e così via; queste
questioni dovrebbero essere trasformate in fatti concreti, in
modifiche della struttura del bilancio della Regione e, perché
no, in nuove norme che possano cambiare significativamente questa
condizione.
Nel bilancio e nella finanziaria non c'è traccia di tutto ciò,
non c'è nulla, non c'è neanche il tentativo di affrontare
qualcuna di queste condizioni, provare, per ragioni persino
medianiche, di far diventare questa cosa il punto centrale, lo
snodo attraverso il quale vogliamo, per esempio, mettere mano a
questa incredibile e straordinaria tragedia del precariato.
Poteva essere una cosa di cui la gente poteva parlare, si
poteva stabilire la strada da imboccare per eliminarlo, mettere
almeno la norma della finanziaria nazionale che ha fatto
diventare possibile la trasformazione dei contratti da tempo
determinato a tempo indeterminato per le persone che da molti
anni stanno nella pubblica amministrazione e che hanno superato
una selezione per entrarci.
Abbiamo preferito più volte, in quest'Aula, votare norme che
hanno stabilizzato persone che non avevano mai fatto nessun tipo
di selezione, ma hanno avuto la fortuna di essere nel posto
giusto al momento giusto, in qualche azienda della Regione
piuttosto che avere un piano generale, un approccio generale o
una condizione di questo genere.
Non stiamo facendo nulla per ripianare questo bilancio.
Il Presidente della Regione, nella conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari che avviò la fase della sessione di
bilancio, disse, testuali parole, che tutto il bilancio è
ingessato perché è tutta spesa corrente.
Bene, adesso che lo sa, cosa c'è nel bilancio per trasformare
questa terribile verità in una verità da cambiare? Quali sono le
azioni che tendono a trasformare una parte del bilancio della
Regione in un bilancio che possa essere utilizzato dalle forze
produttive, dal cambiamento della nostra Regione, quali sono le
risorse?
C'è questa mitica legge sullo sviluppo, questo fondo che si sta
provando a costruire perché si possano trovare risorse, quando
sappiamo che una parte di quelle risorse è già impegnata per i
piccoli e mille emendamenti che verranno fuori e che erano già
previsti nella legge 701.
Un bilancio che, come al solito, certifica le uscite e che
ragionevolmente pone qualche dubbio sulle entrate.
Pur avendo cambiato le modalità con cui vengono iscritti in
bilancio 250 milioni per i termovalorizzatori, continuo a
sospettare che avremo la possibilità di spendere senza la
certezza delle entrate e la stessa cosa vale per i soldi previsti
in entrata per le accise, soldi già spesi dentro il bilancio,
perché il bilancio va a pareggio con queste risorse che vengono
date in entrata, ma quelle entrate arriveranno? E siamo sicuri
che verranno compensati se non arriveranno dal maggiore gettito
fiscale? Siamo sicuri che questo Tesoretto che si è continuato a
costruire per effetto delle politiche fiscali del Governo
nazionale avrà riverberi così importanti nel nostro bilancio?
Questo è un bilancio da scommettitori d'azzardo, da gente forse
abituata a scommettere nelle sale corse. Si dà per scontato che
forse avremo queste entrate e considerato che forse le avremo,
intanto vengono spesi. Come coloro che spendono l'eredità ancora
prima di incassarla e con lo zio ancora vivo si cominciano a fare
i debiti. A babbo morto si diceva una volta: faccio un debito
che pagherò quando morto il babbo riceverò l'eredità.
Mi sembra questo il modo con cui viene costruito il bilancio e
non c'è nessuna azione riformatrice. Si è declamato tante volte
sulla necessità di intervenire nelle aziende, negli enti inutili
di questa Regione, ogni volta si prova a fare l'elenco e ci si
ferma sempre al primo rigo, non si va mai avanti.
Abbiamo esitato una legge per fare uscire la Regione
dall'economia vendendo le aziende pubbliche in mano alla Regione
e abbiamo aumentato significativamente il numero delle stesse, di
cui la Regione è proprietaria. Le abbiamo chiamate prima società
miste, adesso le stiamo trasformando tutte in società per azioni
direttamente di pertinenza della Regione.
Questo, non solo è lo strumento con il quale si fa clientelismo
in Sicilia, non è soltanto lo strumento con il quale si fa la
dotazione elettorale dei deputati e dei partiti del centro-
destra, ma questo danneggia significativamente le stesse
condizioni del normale mercato della Sicilia. Non c'è una sola
azienda di servizi in Sicilia.
Nel mondo le aziende di servizi, i global services, sono
diventate importanti aziende e in Sicilia non ce n'è una, dicasi
una, ammazzate da una concorrenza che naturalmente non può essere
vinta con le società della Regione. E la stessa cosa vale per
tutte le altre attività economiche.
Che cosa consegneremo nelle mani dei nostri figli? Ed inoltre
cosa si fa delle risorse comunitarie? Come interagiscono con il
bilancio della Regione?
Interagiscono soltanto in un modo: alleggeriscono la spesa
corrente facendo finta di utilizzare quelle risorse per spesa in
conto capitale o per innovazioni.
E' il modo con cui spendiamo le risorse per la formazione, come
rischiamo di intervenire probabilmente nelle risorse anche della
Forestale, così come in tante altre delle nostre parti.
Infine, la vicenda della sanità: non c'è nessuna correzione,
non c'è nessun tentativo. Viene dato per scontato che c'è questo
piano sanitario che dovrebbe, a norma di accordo con lo Stato
nazionale, fare rientrare la sanità siciliana dal deficit e nel
bilancio non c'è traccia di questo, non c'è traccia di nessun
risparmio, di nessuna diminuzione di queste incombenze.
State tentando di certificare la condizione così com'è, state
provando a peggiorare le condizioni del bilancio della nostra
Regione facendo finta di non cambiare nulla perché impelagati in
una crisi drammatica della vostra maggioranza.
E' un anno e mezzo che ci conducete di qua e di là, in maniera
irresoluta, senza sapere esattamente cosa fare, prigionieri di
una rissa permanente tra di voi che ha finito non soltanto con il
paralizzare, ma con il danneggiare significativamente la nostra
Regione.
Avete una responsabilità gravissima, non si fa nulla per
cambiare, niente che abbia un qualche rilievo per i cittadini
siciliani e pensate che questo sia senza colpa, senza
responsabilità.
Non smetteremo mai di ricordarvi che siete dannosi e che
sarebbe una buona cosa per la Sicilia cambiare, soprattutto voi
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne
ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari svoltasi ieri
ha svuotato il dibattito di questa mattina sulla discussione
generale del bilancio. E ciò perché la richiesta, formulata dal
Partito Democratico, di volere discutere la mozione di sfiducia
presentata ha accentrato l'interesse politico sulla discussione
che avverrà domani e questa diventa una discussione, mi permetto
dire, accademica, una discussione quasi inutile perché l'esame e
la discussione della mozione e la relativa votazione che si
svolgerà domani certamente daranno un segnale importante in
ordine a ciò che succederà successivamente.
Personalmente sono convinto, signor Presidente, che la
discussione della mozione - che, ovviamente, per quanto riguarda
la maggioranza si concluderà certamente con un voto negativo e
quindi sarà respinta - avvierà un percorso molto più semplice per
l'approvazione del bilancio e della finanziaria, anche se devo
dire che lo sforzo fatto nelle commissioni dalla maggioranza e
dall'opposizione, che non ha avuto assolutamente un atteggiamento
ostruzionistico durante tutto il dibattito,e dando anche la
possibilità, alcune volte, di avere il numero legale soprattutto
durante i lavori della Commissione bilancio, credo che abbia
determinato, alla fine, una finanziaria e un bilancio
assolutamente rigoroso.
Non è quello che tutti ci aspettavamo, lo dico anche a nome
della maggioranza, perché mi permetto di dire, quasi
provocatoriamente, che ci aspettavamo quest'anno un percorso
diverso da parte del Governo, soprattutto per le speranze che
avevamo tutti riposto allorquando si era approvata la finanziaria
lo scorso anno, mi riferisco soprattutto a quei segnali normativi
che erano stati dati con l'abrogazione di alcune questioni
importanti, con la riduzione degli ATO, con il via per l'elezione
dei consorzi dei bonifica e con tante altre iniziative
legislative.
E non voglio dimenticare la dichiarazione fatta dal Presidente
della Regione l'ultimo giorno in cui ci fu il dibattito dello
scorso anno allorquando annunciò con convincimento che era
necessario passare ad una fase diversa, ossia l'eliminazione
della legge finanziaria perché l'anno successivo si procedesse
con una legge di bilancio e con una serie di iniziative
legislative di settore e, quindi, anche di spesa che
disciplinassero solo ed esclusivamente gli argomenti che
costituivano il titolo all'esame del disegno di legge. Non è
andata così.
E non è andata così perché anche la questione giudiziaria ha
influito non poco sul governatore e sul Governo, tant'è che non è
stato questo un anno facile, ma anche sotto il profilo
dell'attività legislativa da parte del Governo e da parte
dell'Assemblea non è un anno dei più attivi del Governo o
dell'attività dell'Assemblea e ci siamo ritrovati alla fine con
un disegno di legge finanziaria e un disegno di legge di bilancio
molto contenuti.
Non è certamente il gran calderone che è stato adottato dal
Governo nazionale, questo è un disegno di legge molto contenuto,
che prevede poche norme, per lo più di riordino, norme che
mettono nelle condizioni il Governo di preparare le carte per un
rilancio di un'attività presente nell'idea del Governatore, come
più volte ha annunciato, di una futura azione che possa
riprendere il discorso interrotto subito dopo la finanziaria
dello scorso anno.
Credo che la maggioranza abbia fatto un'azione di
responsabilità, non forzando la mano nelle Commissioni di merito,
il Governo stesso ha presentato un disegno di legge di
finanziaria e di bilancio molto contenuto.
Non si è voluto dare il via ad un'azione che potesse vedere
l'individuazione di un percorso di un disegno di legge quasi
omnibus o calderone e si è voluto dare la possibilità
all'Assemblea di esaminare un disegno di legge scarno, un disegno
di legge molto contenuto.
Voglio aggiungere, anche a nome della maggioranza, che su
questo percorso, stante anche il momento difficile che si sta
attraversando, sarebbe opportuno ritirare gli emendamenti, anche
come maggioranza, perché non c'è dubbio che al di là degli
annunci fatti dall'opposizione, mi permetto di dire, in maniera
provocatoria, in ordine all'esercizio provvisorio, come dicono il
Presidente Cuffaro e l'Assessore Lo Porto, di non esserne
d'accordo.
Dobbiamo dotarci con immediatezza di un esercizio finanziario e
dare vita successivamente, così come è stato annunziato dal
Governatore, a tutti i disegni di legge, compreso il famoso
disegno di legge numero 701, citato più volte da noi tutti e
che ha già iniziato il suo iter nelle Commissioni di merito e si
aspetta soltanto di portarlo in Giunta per essere esaminato.
Il Governo mantiene l'impegno dei fondi che vengono destinati
per lo sviluppo e mi auguro che quest'anno il Governo possa dare
vita a quelle iniziative proposte lo scorso anno e che possono
essere attuate.
Non c'è dubbio che un percorso va individuato come quello di
avviare la diminuzione degli ATO, di restituire i consorzi di
bonifica agli agricoltori, di snellire le procedure per spendere
meno e non ricorrere alla vendita del nostro patrimonio.
Come classe politica dobbiamo dare un segnale di essere
assolutamente parsimoniosi e rispettosi soprattutto del
patrimonio della Regione siciliana.
Non voglio aggiungere altro, signor Presidente, confermando ciò
che è stato deciso ieri in Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, nel convincimento che domani molti nodi saranno
sciolti.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Non
essendo presente in Aula l'onorevole Panepinto, decade dalla
facoltà di intervenire.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è stato
già ricordato, affrontiamo questo dibattito in un contesto
politico intriso di emozioni, in un clima in cui la Sicilia,
obiettivamente, pensa ad altro e, più precisamente, pensa a ciò
che, inevitabilmente, sarà al centro della discussione domani
mattina.
Paradossalmente ciò sta aiutando il Governo, poiché
quest'ultimo ha presentato una manovra finanziaria che ha
chiamato manovra tecnica' facendo credere che la tecnica è la
neutralità dell'azione politica.
Mi permetto di dire - e lo dico all'Assessore per il bilancio e
le finanze - che questa è una manovra politica, una manovra di
chi ha fatto una scelta, la scelta del galleggiamento, che
peraltro è assolutamente coerente con la politica degli utlimi
due anni che stanno alle nostre spalle.
Un Governo che ha scelto di mantenere il sistema di potere e di
relazioni che ha costruito lungo il corso della sua prima
legislatura e, ora, nel corso della sua seconda legislatura al
punto in cui siamo arrivati. Quindi, è una scelta politica.
Si tratta, quindi, di una manovra politica, non di una manovra
tecnica. Ed è una manovra politica anche nella misura in cui
sceglie di non fare altre scelte che, invece, a nostro avviso
sarebbero necessarie, soprattutto per un dato di macrofinanza.
Questo è un bilancio cui, per rifinanziare il sistema
costruito dai governi Cuffaro, si devono aggiungere, alle entrate
dirette ed ordinarie di questa Regione, 2 miliardi di euro.
Sappiamo già da oggi che per far funzionare la vostra macchina
ogni anno dobbiamo aggiungere risorse che non abbiamo e, quindi,
dobbiamo ricorrere o a fantasiose procedure finanziarie, oppure,
cosa assolutamente pesante per chi verrà dopo, all'indebitamento.
Provo a sintetizzare le tre questioni che avete inserito in
questa finanziaria. Premesso il mantenimento dell'esistente, la
finanziaria si è mossa lungo tre coordinate: riscrivere ciò che
avevate già scritto l'anno scorso traslandola al 2008, ovvero la
valorizzazione degli immobili per circa 730-740 milioni di euro.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Sono stati
spostati.
CRACOLICI Prima sono stati contabilizzati l'anno scorso, non
li avete mai cancellati, nel senso che non avete dato copertura
l'anno scorso alla minore entrata perché non li avreste ricevuti,
però erano iscritti in contabilità, quindi il bilancio 2007
quadrava grazie a quei 730 milioni.
Tant'è che c'è un disavanzo nel 2007 e ci sarà un disavanzo che
dovrete coprire in corso di esercizio. Sono stupito di questa sua
affermazione, onorevole Lo Porto
Nel 2008 iscrivete 730 milioni che erano già quindi del 2007, a
questi se ne aggiungono circa 780 - se non ricordo male - di
indebitamento, di ricorso quindi al mercato finanziario e circa
350 milioni di euro di finte operazioni di risparmio sul bilancio
della Regione. Dico finte perché alcuni di questi risparmi sono
somme che, se non obbligatorie, sono somme obbligate, anche per
la ripetizione di queste spese lungo il corso di tutti questi
anni.
Fortunatamente in Commissione bilancio abbiamo lavorato quanto
meno per rimettere a posto alcune partite che erano state
iscritte male nel bilancio di questa Regione, a partire dal
ricorso all'indebitamento poiché, come è noto, la Costituzione
obbliga l'utilizzo delle somme dei mutui per investimenti; e non
è possibile, anche a seguito di sentenza della Corte
Costituzionale, il co-finanziamento dei fondi strutturali.
Eppure avevate previsto che il co-finanziamento dei fondi
strutturali, pari a circa 370 milioni di euro, doveva arrivare
tramite l'indebitamento e il ricorso al mercato. Questa è la
manovra che avete presentato. Mi può sfuggire qualcosa, ma
sostanzialmente questa è la manovra tradotta, come si suol dire,
in soldoni.
Pensiamo invece che si possa fare una manovra altra',
onorevole assessore. Per esempio, si possono chiudere enti
inutili che costituiscono soltanto dei costi per questa Regione.
Enti inutili E non perché dobbiamo abrogare i Consigli di
amministrazione; certo, anche quelli. E non è una cattiveria
dell'azione politica cancellare strutture e strumenti che servono
a finanziare il sistema politico e non servono ai siciliani. Enti
inutili, a partire dall'ESA; a partire da quello che sono
diventati i Consorzi di bonifica; a partire da quello che oggi
non sono più e non servono più, per come sono fatti, gli Istituti
autonomi case popolari; a partire da strutture che vi siete
inventate, nel corso di questi anni, come, ad esempio, l'Istituto
dell'olio e dell'olivo. Insomma, strutture che, se cancellate,
non ci sarà nessun siciliano, tranne i diretti interessati o
alcuni dei diretti interessati, che ne sentirà la mancanza o si
sentirà orfano delle stesse.
Pensiamo che le scelte che devono essere fatte ora, andrebbero
fatte ora. Ma chi le fa? Un Governo spompato, delegittimato,
socialmente ormai considerato una iattura per questa Regione?
Chi fa la scelta che dovrebbe farsi in una Regione moderna, ad
esempio, quella di non litigare su chi nomina il direttore
generale del Banco di Sicilia, ma su come mettere a servizio le
risorse che, in questi anni, sono state utilizzate per essere
azionisti non più del Banco di Sicilia, che era un istituto di
credito regionale, ma a servizio di un grande gruppo finanziario,
ieri Capitalia, oggi Unicredit, rispetto al quale non si capisce
la ragione per la quale l'unica Regione in Europa possiede
azioni di grandi gruppi finanziari Per fare che Qual è la sua
politica bancaria? Cosa serve ad una Regione? Trasformarsi in
banchieri o non mettersi al servizio di politiche per lo
sviluppo, sostenendo strumenti anche innovativi, come la
costruzione di fondi chiusi, che consentirebbero, questo sì, di
legare risparmi ed impiego in una logica moderna. Non avere per
forza, quindi, l'esercizio di qualche nomina - e abbiamo visto
come è andata a finire - per gestire il Banco o quello che è
rimasto del Banco, in una logica non di chi li governa ma di
tutti. Questo però è un tema che affronteremo domani.
Per quanto riguarda la vicenda del Banco di Sicilia, non è
forse questo il momento di assumere una decisione che
considererei ovvia, cioè quella di piazzare sul mercato le azioni
che possiede la Regione nel Gruppo Unicredit e utilizzare quelle
risorse per sostenere le politiche di sviluppo, per farsi parte
attiva, per avere una politica per lo sviluppo e, invece,
litighiamo su chi deve ricoprire la carica di direttore del Banco
di Sicilia.
La commedia Banco di Sicilia si è consumata e si scopre che
tutta la questione non scaturiva dal Banco di Sicilia, ma da una
società controllata dal Banco di Sicilia, rispetto alla quale
bisogna mantenerne il controllo politico.
Questa politica utilizza strutture e strumenti che dovrebbero
servire ai cittadini in una logica di gestione e di sistema di
potere.
Pensiamo che con la finanziaria si dovevano compiere delle
scelte politiche, affrontando, ad esempio, alcune emergenze. Ne
cito una per tutte: stiamo vivendo un momento terribile, in
Sicilia, quello cioè della politica della casa.
In questa finanziaria, si trova una norma derivata da un
emendamento, presentato dal nostro Gruppo parlamentare, che
consentirà, a qualunque cittadino, di potere utilizzare un
beneficio ristrutturando gli immobili nei centri storici dei
comuni siciliani e ricevendo il contributo pari all'importo degli
interessi per accedere al mutuo.
Così come è stato approvato questo strumento, vi sono altri
emendamenti che non sono stati approvati e che, paradossalmente,
consentirebbero di dare un messaggio ai siciliani, a chi non
riesce a pagare il mutuo perché sono cresciuti i tassi di
interesse. C'è una sofferenza; e, come dicevano i rappresentanti
di Bankitalia, qualche giorno fa, il numero delle sofferenze per
l'acquisto delle case è cresciuto in un anno dell'8 per cento,
dove sofferenza significa che la gente non può più pagare le rate
dei mutui.
In alcuni casi, quando, nelle famiglie la crescita dei tassi di
interesse ha determinato l'aumento della rata di mutuo di
duecento/duecentocinquanta euro al mese, ne sono derivate
condizioni di sofferenza che provocano una certa difficoltà per
le stesse famiglie ad arrivare alla fine del mese.
Politiche della casa si possono realizzare mettendo in campo
strumenti che possano ulteriormente incentivare la
ristrutturazione degli immobili. Avevamo proposto un ulteriore
beneficio fino al 51 per cento dello sgravio per la
ristrutturazione degli immobili, strumento già previsto nella
legge nazionale.
Così come altri meccanismi proposti che necessitano in questa
Regione, dove avete inventato uffici inutili, uffici speciali
inutili, ma forse in questa regione un Ufficio speciale
servirebbe: l'Ufficio speciale per la casa, visto che,
attualmente, per le politiche della casa, operano quattro
assessorati: l'Assessorato della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca per l'edilizia sovvenzionata e
convenzionata con le cooperative; l'Assessorato della famiglia,
delle politiche sociali e delle autonomie locali per i
contributi alle giovani coppie; l'Assessorato dei lavori pubblici
che gestisce una parte delle risorse che sono non solo le
politiche di costruzione o di realizzazione di nuovi interventi
abitativi di edilizia popolare ma, ad esempio, gli strumenti
previsti dalla legge 431 del 1998 che riguarda l'integrazione del
canone di locazione; c'è anche un quarto assessorato nei meandri
di questa amministrazione che ha un altro pezzettino di gestione
della politica della casa.
Forse, servirebbe un ufficio unico in grado di far parlare la
stessa lingua e che abbia una visione di insieme delle politiche
attive di una grande Regione verso un tema oggi forte, che non
consente a tanti ragazzi di potersi sposare, di poter metter su
famiglia, per la difficoltà a trovare e ad avere una casa
propria.
Sono invenzioni? Sono fantasie?
Pensiamo che a questo devono servire un bilancio ed una
finanziaria: a fare una manovra che tenga in equilibrio i conti,
ma che abbia una visione innovativa e non mantenga ciò che
esisteva prima e, di tanto in tanto, aggiunga qualcosa in più.
Fare scelte vuol dire togliere e mettere, non aggiungere.
Una classe dirigente si misura sulla capacità di avere un
progetto che sappia legare modernità e diritti acquisiti in una
logica dove tutto non si deve ottenere mummificando ciò che c'era
prima.
Passo all'ultima questione: l'emergenza, uno dei temi che oggi
riguarda il nostro sistema imprenditoriale.
Alcune battaglie fatte in Commissione fortunatamente hanno
avuto un esito positivo. Mi riferisco, ad esempio, alla questione
annosa della restituzione dei soldi da destinare ad apprendisti,
ad artigiani di alcune province che, a causa di un meccanismo
infernale, non venivano beneficiati dalla legge mentre altri lo
erano.
Non vorrei, comunque, tediare perché ho la sensazione che
stiamo quasi recitando, visto che ognuno di noi pensa ad altro.
Sapendo, in parte, come finirà domani ma, anche se dovesse
finire, come potrei augurarmi, con un'Aula che si assuma la
responsabilità di garantire, innanzitutto, l'Istituzione,
piuttosto che le persone, quindi, scegliendo di revocare la
fiducia, anzi di sfiduciare perché non ha mai dato la fiducia al
Presidente, servirebbe, in ogni caso, un bilancio che faccia
delle scelte.
Continuo a pensare, signor Presidente, che utilizzeremo un
meccanismo; e non è la prima volta che il Presidente di questa
Regione e capo di questo Governo sceglie di puntare la pistola
sulla tempia di voi deputati della maggioranza per impedire che
il bilancio sia frutto di una discussione vera. E la scelta di
non volere approvare l'esercizio provvisorio non è una scelta
contro la minoranza, ma contro quella che è maggioranza, in
questo Parlamento, ma che credo non lo sia più nell'opinione
pubblica.
Immagino che, ancora una volta, farete finta di discutere un
bilancio in cui avrete le armi spuntate perché poi assistiamo al
solito balletto.
Siamo in una condizione paradossale: in Commissione gli
onorevoli Dina e Savona sanno che, dei circa 500 emendamenti
depositati, circa 150 (qualche decina in più o in meno) erano
stati presentati dalla minoranza e circa 350 dalla maggioranza.
La maggioranza, poi, ha ritirato tutti i suoi emendamenti per
accelerare l'iter in Commissione e, quindi, siamo in Aula.
Adesso, mi si dice che ci sono circa 700 emendamenti, di cui
della minoranza sono forse un centinaio, perchè sono diminuiti, e
siamo a circa 600 emendamenti della maggioranza. Immagino che
avete fatto l'ennesima finzione perché, tra qualche ora, verrà
qualcuno a dirvi che dovete ritirare gli emendamenti perché
dobbiamo fare in fretta, perché ci sono delle scadenze e dobbiamo
pagare gli stipendi e garantire le pensioni.
Per fare questo, la via più breve - e, devo dire, formalmente,
più corretta - considerato che oggi siamo al 23 gennaio e
parleremo di bilancio dal 25 in poi, quindi comunque vada il
bilancio sarà pubblicato non prima del 3, 4 febbraio, è quella
dell'esercizio provvisorio. Ciò che era un dovere istituzionale
della Giunta, cioè presentare l'esercizio provvisorio, è
diventato persino un'inedita iniziativa dell'opposizione; e,
pertanto, ieri ci siamo sentiti costretti a depositare in
quest'Aula l'esercizio provvisorio per due mesi: ci facciamo
carico noi, comunque, della necessità di garantire le
obbligazioni e di non far pagare ai dipendenti, ai pensionati e a
coloro che aspettano di essere pagati da questa Regione, le colpe
di una cattiva politica, quella che oggi è quella di questo
Governo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se è vero,
come da parte di alcuni colleghi dell'opposizione è stato detto,
che si affronta il dibattito sulla finanziaria e sul bilancio
come se si trattasse di un ripetitivo rituale, certo è che è
bizzarro il modo di affrontare questo rituale che, di solito,
dovrebbe prevedere dei comportamenti, almeno ritualmente,
coerenti, e invece mostra una schizofrenia di riflessioni, di
impostazioni, di metodi e di indicazioni che la dice lunga sulla
logica non costruttiva che al dibattito intende conferire la
minoranza.
Mi soffermerei, brevemente - assessore Lo Porto, lei lo
ricorderà perché, in quel periodo, era Presidente dell'Assemblea
- sul leggero ricordo, velocissimo, delle ultime parole proferite
in quest'Aula in occasione del dibattito sull'ultimo strutturale
ricorso all'esercizio finanziario.
Intervenne il collega Cracolici - mi riferisco al 2001-2002 - e
fu detto, da parte dei colleghi dell'opposizione che, pur di
evitare lo sconcio e la vergogna del ricorso all'esercizio
provvisorio, era fondamentale, necessario e importante per
quest'Aula, per le sorti dei siciliani, per i processi
strutturali da sostenere, che la Regione si dotasse del bilancio
e degli strumenti finanziari nei tempi prescritti dalle norme.
Tutta la polemica condotta negli anni che hanno visto
quest'Aula fare ricorso all'esercizio provvisorio ha visto i
colleghi della minoranza invocare la protesta nei confronti della
maggioranza che, in quel periodo, non riusciva ad approvare gli
strumenti finanziari nei tempi prescritti.
Oggi, fatta la premessa che stiamo, in questo momento, in un
contesto travagliato, difficile per la Regione e per il Paese,
che cosa si invoca da parte dei colleghi? Il ricorso
all'esercizio provvisorio che, da sempre, è stata l'arma polemica
fondamentale della minoranza nei confronti della maggioranza.
Se questo è un modo di affrontare costruttivamente il dibattito
sulla Sicilia, sul suo presente e sul suo futuro, ritengo che la
minoranza si stia intestando la logica del tanto peggio, tanto
meglio , altro che il Titanic che sta affondando, la necessità,
da parte della classe dirigente, di dare una rotta che sia da
reazione e che cerchi di ovviare a queste difficoltà.
Il contesto è difficile a livello Regione e a livello
nazionale?
Ed allora, per reagire alle difficoltà comunque il compito
della classe dirigente e della classe di governo è quello di
dotarsi di strumenti certi. Il bilancio e la finanziaria sono gli
strumenti certi dell'attività di Governo; sono gli strumenti
certi per affrontare i processi che, nel territorio, debbono
essere sostenuti e guidati.
L'incertezza asfittica del ricorso all'esercizio provvisorio è
quanto di più negativo possa riservarsi, in questo momento di
difficile contesto regionale e nazionale, alla Sicilia ed alle
sue sorti.
Se l'armamentario polemico dell'opposizione è quello di
riservarsi questo ormai stantio, logoro strumento della polemica
tout court e della contestazione tout court, senza costrutto,
allora, è più necessario per noi fare in modo che si acceleri la
procedura di approvazione degli strumenti finanziari.
Il dibattito non è stato compresso. L'Assessore per il bilancio
è stato presente in Commissione e, in Commissione, la maggioranza
e l'opposizione si sono potute sbizzarrire sul commento,
sull'indicazione, sulle riserve, sulle contestazioni a tutti gli
articoli dello strumento finanziario proposto; c'è stato il
dibattito nelle Commissioni di merito e c'è stato il dibattito in
seconda Commissione, tanto è vero che il numero ingente degli
emendamenti proposti nella prima parte dell'iter e, adesso, per
l'Aula, dimostra che c'è una partecipazione massiccia ai
tentativi di modifica, di riforma, di modificazione di
emendamenti o di integrazione che, tuttavia, è l'evidenza di una
partecipazione massiccia e corale.
In questo momento, la necessità è quella di procedere con
solerzia all'approvazione degli strumenti finanziari e sottrarsi
alla precarietà di altri strumenti che sono, sicuramente, frutto
della logica del tanto peggio, tanto meglio , un'idea di
Regione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, dall'ingente
numero di emendamenti presentati dall'opposizione, si ricava
un'idea di Regione?
Ho dato una lettura veloce al numero ingente di emendamenti e
c'è di tutto. C'è tutto e il contrario di tutto e non c'è un'idea
di Regione; c'è il tentativo di utilizzare l'emendamento per
assumere una posizione in un settore e per assumerne una in un
altro settore; ci sono emendamenti che sono in contrasto gli uni
con gli altri e si elidono in settori vitali, altro che i
processi di riforma che dovrebbero avere come primo capitolo
l'eliminazione degli enti inutili.
Perché non andiamo a leggere gli emendamenti e vediamo se dagli
stessi si ricava o si evince un'idea di Sicilia che sia
rispondente alle necessità di una riforma o di un rilancio di
questo territorio?
Allora, si ha il dovere, a prescindere dalle polemiche che
domani affronteremo in quest'Aula, del dibattito e del confronto
su altre questioni e, proprio per questo contesto così
travagliato, la necessità, oggi, è di dotarsi di strumenti
certi.
I 60 milioni del fondo globale sono una certezza e sono una
novità e di questo l'opposizione non ha parlato, in questo
dibattito, così come anche i 60 milioni a guida e a sostegno
dello sviluppo; saranno pochi, saranno, a loro dire, mal
orientati ma sono sicuramente un modo per dire che una certezza
di strumenti c'è per la Sicilia. Non il ricorso allo strumento
finanziario che è precarietà e incertezza per definizione; è la
rinuncia all'attività di Governo.
E sto citando le parole di questa opposizione contro i ricorsi
all'esercizio provvisorio.
I colleghi Cracolici, Crisafulli, Speziale, nel 2001, ci
dicevano questo.
L'anno scorso, abbiamo fatto ricorso per due giorni
all'esercizio provvisorio. Andate a leggere i giornali dell'anno
scorso. Per due giorni, siamo stati criminalizzati perché il
ricorso all'esercizio provvisorio era un danno, era una iattura
per la Sicilia, era la fotografia di una classe politica
incapace. Oggi, ci ributtano addosso proprio quello che era
l'oggetto della loro censura e della loro critica.
Sebbene questa sia la premessa, signor Presidente, cercherò di
essere sintetico.
Sicuramente, nell'ambito della proposta di Governo, integrata
dagli emendamenti, noi di Forza Italia abbiamo intenzione di
puntare su alcune questioni importanti che non sono affrontabili
o rinviabili ad altri strumenti come, ad esempio, il disegno di
legge sullo sviluppo.
Mi riferisco al problema del completamento di alcune leggi
importanti che riguardano proprio categorie di precari. Poco fa,
si invocava il ricorso a strumenti certi per eliminare il
precariato. Benissimo, c'è un disegno di legge importante da
completare: il disegno di legge sui forestali che fu oggetto di
riserve in Aula, da parte dei nostri colleghi della minoranza
proprio perché, nella parte relativa ai contingenti antincendio,
non assicurava il 100 per cento della stabilizzazione per cui
prevedeva il passaggio a settantottisti dei cinquantunisti per
tutti e dalle centouno giornate in poi prevedeva scaglionamenti e
percentuali del 15 per cento.
Fu oggetto di riserva, di valutazioni negative.
CRACOLICI. Ha fatto un accordo che prevedeva un'altra cosa.
LEONTINI. L'ho fatto su questo.
CRACOLICI. No, non è vero.
LEONTINI. Su questo ed abbiamo anche integrato, nelle
successive attività di Governo, la legge, in modo importante.
Bene, questa è un'occasione per integrarla, un'occasione per
discutere.
Siamo per integrare quella legge e prevedere le somme che
finalmente diano la possibilità a quella legge di essere
completata. Non è né una forzatura, né una prevaricazione, né un
privilegio ma anzi il soddisfacimento di un diritto che era
stato, per motivi di carattere finanziario, parzialmente
affrontato e che oggi può essere, in modo completo ed esaustivo,
garantito.
Lo stesso riguarda una somma che, peraltro, non è ingente, sul
concorso per i forestali, bloccato dal 1997, 1998 e che oggi può
essere sostituito da un nuovo concorso, solo che quest'Aula lo
voglia, allocando una somma che non è ingente proprio per poter
espletare le procedure concorsuali.
Su questo aspetto mi sono confrontato, allora da uomo di
governo, con i miei autorevoli interlocutori dell'opposizione e
si era concordata proprio questa soluzione.
Così come alcune somme, indicate in alcuni emendamenti,
possono essere allocate per la promozione dell'attività agricola
e dei prodotti agricoli di qualità, laddove, dal Governo
nazionale, un'indicazione in finanziaria, in questo senso, è
stata fornita e ad incastro, ad integrazione e a completamento
anche nel nostro territorio e nella nostra Sicilia, proprio una
politica più forte che l'assessore ha già sicuramente garantito,
attuato ed avviato possa anche in Aula trovare il consenso
dell'Aula, dei colleghi parlamentare e, quindi, integrare le
somme previste per la promozione dei prodotti di qualità.
Debbo, tuttavia, sottolineare anche qualche riserva perché,
nell'ambito dell'attività auto-emendatrice del Governo, abbiamo
individuato anche qualche svista e sarebbe opportuno che il
Governo desse delle garanzie sulla necessità di ovviare e
ricorrere al più presto all'eliminazione di queste sviste.
Faccio riferimento ad un emendamento che è stato allocato nella
rubrica dei beni culturali, ma che risulta essere formulato
dall'assessore Colianni e, comunque, presentato dal Governo che,
incidendo su una legge importante, cioè la legge numero 61 del
1981, una legge speciale che prevedeva la valorizzazione, il
ripristino ed il restauro del patrimonio monumentale e barocco
del contesto ibleo e della città di Ragusa Ibla, incidendo
sull'articolato e sui successivi interventi legislativi ad
integrazione e modificazione, intende scippare quella somma e
destinarla ad altre finalità, peraltro di natura completamente
diversa perché intende rivolgerli al restauro, potenziamento,
ripristino, valorizzazione dei siti archeologici protetti
dall'UNESCO.
Forse, chi ha formulato quell'emendamento non sapeva che una
legge speciale, perché come tale fu varata in Parlamento, non può
essere, strada facendo, destinata a finalità aggiuntive,
integrative e di segno diverso.
L'emendamento, quindi, non è nemmeno accoglibile.
Tuttavia, sarebbe buona norma e dimostrazione di buona volontà
da parte del Governo ritirarlo con immediatezza onde dimostrare
ed evidenziare che questo aspetto è stato oggetto di una accurata
riflessione da parte del Governo.
Debbo aggiungere, onorevole Assessore, che questa legge fu
oggetto di una battaglia corale dell'interno Parlamento, fu
vissuta come una grande conquista e oggi il tentativo di
snaturarla, di scipparla, di alterarla e di capovolgerla sarebbe
vissuto come un'azione da predoni, che sicuramente nessuno vuole
portare avanti e attuare, né tanto meno si può attribuire alla
volontà del Governo. Evidentemente, c'è stata una svista, una
distrazione, ma io ho voluto, proprio nella discussione generale,
mettere le mani avanti perché pretenderei che prima ancora di
entrare nel dibattito sui singoli articoli e sugli emendamenti
aggiuntivi ci sia, da parte del Governo, la garanzia che questo
aspetto sia stato definitivamente messo da parte così da poterci
dedicare al dibattito in modo sereno e costruttivo.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che hanno chiesto di
intervenire che le iscrizioni a parlare si sono chiuse alla fine
dell'intervento del primo oratore, quindi più di un'ora e mezzo
fa. Tuttavia, avranno la possibilità di parlare non appena
inizieremo ad esaminare gli articoli.
Per richiamo al Regolamento
LO PORTO, assessore per bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per bilancio e le finanze. Intervengo per
fornire una risposta in tempo reale all'onorevole Leontini.
Tutti gli emendamenti del Governo in questa fase del dibattito
sul bilancio e finanziaria recano solamente la firma del
Presidente e del sottoscritto. Gli altri emendamenti che altri
Assessori legittimamente presentano sono presentati a titolo
personale. Quello che l'onorevole Leontini ha citato non è stato
firmato né dal Presidente, né dal sottoscritto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge 666/A e
665/A
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
scelta fatta in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
di non bloccare la discussione sul bilancio in attesa della
seduta per la discussione della mozione di sfiducia sia stata una
scelta corretta, in quanto non siamo alla vigilia del giudizio
universale, siamo alla vigilia della discussione di una
mozione, presentata dalla minoranza, sulla cui discussione
qualcuno già dà per scontato l'esito e i numeri. Riteniamo che
questa non poteva pregiudicare sicuramente il corso di un disegno
di legge che qualcuno vuole presentare come lo snodo
fondamentale, e lo è in parte, ma è uno snodo fondamentale su cui
si può discutere serenamente, tecnicamente, politicamente, con
gli apporti che ogni singola forza politica vorrà dare, nella
consapevolezza che quello di domani sarà un altro dibattito che
sicuramente avrà il suo peso e la sua importanza. Questa stretta
interconnessione, questa volontà di voler bloccare il bilancio
per posporlo alla discussione della mozione di sfiducia era una
scelta praticabile e che aveva un senso, ma gli impedimenti sono
stati tali che non l'hanno consentito ed è stato necessario
andare avanti su un disegno di legge che stiamo affrontando e
che sicuramente non andava accantonato.
E' stata una scelta corretta e saggia quella di continuare con
la discussione generale e lo stiamo facendo sicuramente tornando
a discutere dell'impostazione di una legge finanziaria.
Io ritengo che questa sia una legge finanziaria coerente con la
scelta del Governo, che il Governo ha fatto o voleva fare, di
sancire con norma una rivoluzione nell'impostazione della
finanziaria. Nei fatti non si è potuto realizzare quel
cambiamento, lo si sta facendo in sostanza con una finanziaria
leggera, snella, non appesantita da scelte che potranno essere
affrontate nelle dovute sedi.
Che tipo di finanziaria. Io sono convinto che volerla caricare
sempre e comunque di un valore riformatrice, di un valore che
sicuramente la finanziaria non può e non deve avere sia un
errore.
Riteniamo che la finanziaria nel prosieguo andrà sfoltita e
snellita ulteriormente, con ciò approvando quella scelta del
Governo di volerla semplificare e circoscrivere entro gli ambito
contabili, reali per quello che è. E' chiaro che è una
contabilità sicuramente guidata da un progetto politico; caricare
la finanziaria come fosse, invece, l'ultimo treno su cui salire
tutti, questa scelta per fortuna anche in questa finanziaria,
ancorché la legge non c'era, non è stata fatta; e, quindi, siamo
dinanzi ad una finanziaria che ci pone in discussioni di altro
genere.
Veniva contestata fondamentalmente nell'impostazione di questa
finanziaria la scelta di individuare la valorizzazione degli
immobili come fonte di entrata sostenendo, a torto, che nel
passato esercizio finanziario quella somma era stata trasferita
al 2008 e non è stata coperta. Io ritengo che nelle Variazioni di
bilancio si è tentato di coprire il mancato introito della
valorizzazione degli immobili e, quindi, si è data copertura
certa per il 2007. Per il 2008 è una previsione di spesa che
sicuramente fatta ad inizio d'anno potrà essere verificata, potrà
essere certificata nel tempo; se questo non si realizzerà
sicuramente si provvederà come si è già provveduto. Quindi,
ritengo che non siamo nell'ambito di artifizi finanziari, siamo
nell'ambito di un ragionamento serio: c'è una previsione di
spesa, c'è la serietà di verificarla durante il cammino durante
l'anno che si andrà svolgendo.
I 750 milioni di mutuo per investimento. In sede di Commissione
abbiamo chiarito che dovranno essere utilizzati per investimento
e per cofinanziare solo investimenti, laddove possibile, non
incorrendo non in sanzioni ma cercando di stare dentro quelle che
sono le direttive comunitarie, dentro le direttive dei
pronunciamenti che ci sono stati. E dentro tali pronunciamenti ci
si muoverà solo per investimenti.
Per quanto riguarda i tagli, ci sono e sono individuati.
Altro punto di direttrice fondamentale di questa finanziaria:
la sanità. Sono stati previsti degli accantonamenti. Un
accantonamento passivo per quanto attiene la compartecipazione
nostra che sappiamo il Governo nazionale ha elevato, ha imposto
un aumento della nostra compartecipazione, resta lettera morta e,
quindi, un accantonamento attivo la possibilità di essere
ristorati con le accise.
C'è un contenzioso che si sta sviluppando, penso che ci sarà un
pronunciamento entro febbraio, per cui riteniamo che la scelta
fatta sia una scelta doverosa. Il Governo regionale non si poteva
caricare di un ulteriore aggravio in quanto la finanziaria dello
Stato aveva previsto che per far fronte a quell'ulteriore
aggravio si facesse fronte con il ristoro proveniente
dall'accise. Il Ministro Padoa Schioppa si è rifiutato; il
contenzioso darà la possibilità alla Regione di rientrare in
questa direzione.
Si parla di una finanziaria che vuole garantire un sistema,
come se ci fosse un sistema di cui è garante solo la maggioranza.
E' un sistema che si è costruito nel tempo, è un sistema che è
nato dalla giusta posizione di interventi complessivi cui anche
la minoranza ha partecipato. Voler dire che la maggioranza
garantisce questo sistema e che la minoranza lo vuole distruggere
è un'impostazione che è sicuramente da pantomima e non da
politica vera.
Noi siamo convinti che sugli enti inutili bisogna intervenire,
quindi il togliere di cui parla l'onorevole Cracolici va
fatto, ma non va fatto con un colpo di spugna, perché ci sono
realtà strutturate, complesse all'interno della nostra Regione
che non possono essere cancellate con un colpo di spugna, ma
vanno sicuramente rivisitate, riconsiderate, in una visione
organica con disegni di legge che vanno fatti e che, quindi,
vanno impostati e calibrati sui singoli casi specifici.
Chiudere l'ESA con un emendamento, chiudere i consorzi con un
emendamento, è un esercizio che non si può ricondurre ad una
politica seria, ad una politica che guarda al territorio, ad una
politica che guarda alle cose con approfondimenti e con
interventi calibrati e specifici. Non possiamo improvvisare
tagliando tutto d'un colpo, recuperando le somme degli enti che
vengono eliminati, cancellati con un colpo di spugna. Ed è per
tale ragione che questa finanziaria non contiene quelle cose che,
a mio avviso, non deve contenere, perché c'è una legislatura che
continua, c'è un'attività di Governo che andrà svolta
CRACOLICI Forse
DINA C'è, stia tranquillo e sereno; lei preghi pure
CRACOLICI Io sono ateo
DINA La sua preghiera laica, il suo auspicio laico.
Sono convinto che, varata questa finanziaria, che ha anche il
merito di trovare nuovi fondi da appostare sui fondi globali per
i disegni di legge giacenti, per il disegno di legge sullo
sviluppo di cui tanto di è parlato nel passato, ma sicuramente
per intervenire in una nuova prospettiva che questa legislatura
può avere: ritornare a legiferare, sapendo che ci sono i fondi
necessari per farlo, e poi intestarsi quella politica
riformatrice che non può essere fatta di tagli e di colpi di
penna, ma che va fatta nella considerazione di tanti nodi
strutturali della nostra Regione. Penso alle politiche sul
lavoro, alla riforma della formazione professionale, agli
interventi sul trasporto pubblico locale, a tutta quella serie di
interventi, anche sul credito, che si potranno fare, ma con
interventi mirati che non siano frutto di un'improvvisazione.
Sovraccaricare la finanziaria di connotazioni che non deve
avere è un rischio che non dobbiamo correre. Certo, quando poi
questo sovraccarico non c'è si dice che è una finanziaria che non
ha anima e che non ha cuore, ma è una finanziaria che deve avere
come obiettivo principale l'equilibrio dei conti: l'equilibrio
dei conti che viene raggiunto, la capacità di individuare le
somme per legiferare e per lo sviluppo.
Ritengo che questa finanziaria abbia assolto a questo compito e
ritengo che siamo sulla linea di una prospettiva che si
costruisce dall'approvazione del bilancio in poi. Non parlo di
domani perché lo ritengo come un confronto necessario,
importante, che deve esserci, ma non ritengo sicuramente che
quella di domani possa essere una data che può cancellare e che
può impedire il proseguimento di questa legislatura.
Volevo tornare anche su qualche momento che è diventato
centrale impropriamente dentro la finanziaria.
Quando gli emendamenti vengono presentati c'è anche il
tentativo non di volere sovraccaricare volutamente la
finanziaria. C'è anche il ruolo politico del deputato che va
riconosciuto, la capacità di volersi intestare un'iniziativa, la
volontà di volere rispondere a rappresentare interessi legittimi
del nostro territorio. La quantità degli emendamenti non può
essere sicuramente un momento di discussione o di conflitto. Su
quegli emendamenti si può ritornare e il ritiro non deve essere
fatto per imposizione, non verrà fatto perché c'è qualcuno che
vuole accelerare. Il ritiro sarà fatto responsabilmente dalla
maggioranza perché c'è una consapevolezza che dopo la finanziaria
ci saranno le altre leggi. Questo è il dato nuovo che voglio
sottolineare perché se questo non ci fosse non avremmo come
giustificare il ritiro degli emendamenti. Gli emendamenti vanno
ritirati perché c'è una prospettiva politica, una prospettiva di
questa legislatura che si riapre dopo il bilancio e la
finanziaria.
E sull'esercizio provvisorio la pantomima è sotto gli occhi di
tutti. Nessuno vuole lasciare la Regione senza la possibilità di
far fronte al suo funzionamento. Ritengo che se ce ne dovesse
essere bisogno, responsabilmente il Governo, come ha fatto nel
passato, lo varerà; in questo momento non c'è bisogno di varare
l'esercizio provvisorio. Puntuale è il tentativo di volere
innescare delle variabili in un ragionamento che deve svilupparsi
in maniera diversa dentro la finanziaria. Personalmente, non mi
straccerei le vesti per l'esercizio provvisorio, considerandolo
un atto che al momento opportuno, quando e se ce ne sarà
bisogno, potrà essere varato. Nessuna legittimazione politica per
chi vuole presentarlo come se fossimo pronti per un bilancio non
varato. Ritengo che questa maggioranza avrà la capacità di varare
un bilancio subito, immediatamente, speriamo entro la settimana.
Se ci sarà la necessità, e questo lo valuteremo nelle prossime
sedute, si ricorrerà anche all'esercizio provvisorio. Farne
oggetto di polemica e di contrapposizione politica lo ritengo una
pantomima.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, diceva John
Clark che un politico normalmente pensa alle prossime elezioni,
mentre un uomo di Stato pensa alle prossime generazioni. Credo
che i partiti che sostengono la maggioranza in questo Palazzo
abbiano molto pensato a questo concetto durante l'elaborazione
del testo del bilancio e della finanziaria.
Perché ho fatto questo richiamo? L'ho fatto perché ci possono
essere diversi modi per affrontare un momento istituzionalmente
difficile o istituzionalmente rilevante, quello di considerarlo
un momento e basta, fine a se stesso, e quello di considerarlo
invece parte di un percorso che non si ferma e che continua.
La maggioranza in questi giorni, in queste settimane ha dovuto
riflettere molto su quale dovesse essere l'interpretazione da
dare a questo momento che stiamo vivendo in questi giorni e che
abbiamo vissuto qualche giorno addietro in Commissione
Bilancio . La risposta è contenuta nel testo della finanziaria e
del bilancio che stiamo discutendo. E' una risposta che si rifà
esattamente alla citazione che ho testé formulato; una risposta
che non intende guardare al momento contingente tentando di
trarre da questo un risultato rilevante ai fini elettorali, ma
non ai fini dello sviluppo di questa Regione e pensare, invece, a
guardare avanti. E la scelta di aver collocato una somma
consistente nei capitoli destinati allo sviluppo e nei capitoli
destinati ai fondi globali per nuove iniziative legislative ha
proprio questo senso: quello di preparare questa Regione ad una
fase successiva, alla fase del disagio che, è inutile ignorarlo,
questa Regione ha vissuto per le note vicissitudini di cui
parleremo domani.
Oggi, tutti guardano all'Assemblea regionale siciliana per
comprendere che cosa l'Assemblea farà relativamente al percorso
legislativo che stiamo per affrontare. Ebbene, credo che il
percorso sia stato già segnato con grande senso di
responsabilità. Abbiamo scelto - e Forza Italia lo ha fatto
responsabilmente - la via di una finanziaria snella, semplice e
di un bilancio altrettanto chiaro ed intelligibile perché
crediamo e continuiamo a credere nel fatto che questa non sia,
non debba essere, non possa essere l'ultima legge che questo
Parlamento approva. Anzi, questa legge e il relativo strumento
contabile debbono rappresentare il trampolino che consenta al
Parlamento siciliano di compiere quel salto di qualità che tutti
noi auspichiamo e che deve portare la Sicilia ad affrontare
alcuni temi importanti.
Quali? Innanzitutto, quelli legati al rilancio delle attività
produttive e del lavoro. Se in questa regione non riusciamo a
stimolare la produzione e l'utilizzazione di risorse facendo
crescere il prodotto interno lordo non ci saranno né finanziaria,
né bilancio in grado di farci superare il disagio in cui ci
troviamo e non può esserci nessuna crescita del Prodotto Interno
Lordo se non si varano alcuni provvedimenti a supporto delle
attività produttive. Parlo del credito di imposta; parlo delle
attività di ricerca, sviluppo ed innovazione; parlo della
promozione che non può essere quella che è oggi che tutto fa
tranne che promuovere la Sicilia, le sue produzioni e le sue
capacità produttive; parlo dei confidi; parlo degli interventi a
favore dell'apprendistato e della formazione professionale; parlo
della semplificazione delle procedure, della semplificazione
dell'Amministrazione.
La nostra, dopo la legge 10 del 1999, che certamente non
appartiene alla logica ideale di questa maggioranza, ha sempre di
più assunto le caratteristiche di una Amministrazione borbonica,
lenta, interessata, con pochissime nicchie di qualità.
Un'Amministrazione che deve essere immediatamente riformata senza
pensare a voler utilizzare la medesima per obiettivi di natura
politica nel senso partitico del termine. Per troppo tempo
l'Amministrazione non è stata lo strumento dalla Regione, è stata
lo strumento dei partiti che hanno guidato la Regione e degli
uomini che ne hanno interpretato le diverse funzioni.
L'Amministrazione non può continuare ad essere questo.
L'Amministrazione deve avere un solo interlocutore davanti che è
il cittadino e deve interpretare solo una cosa: le leggi,
applicandole, non utilizzandole per determinare nicchie di
interesse o di vantaggio ora di natura elettorale, ora di natura
politica. Deve applicare le leggi.
Ed allora, la riforma dell'Amministrazione è uno dei punti
essenziali da affrontare oltre alle altre questioni cui ho fatto
cenno. Ma voglio approfittare di questa opportunità non solo per
ribadire il valore di questo percorso, non solo per ribadire la
necessità di concludere rapidamente la discussione e
l'approvazione della finanziaria e del bilancio per i motivi che
ho accennato, ma anche per ricordare che ci sono alcune questioni
che costituiscono elementi di urgenza. Ne ha parlato poc'anzi
l'onorevole Leontini, riguardano il settore della forestale,
riguardano il settore dell'agricoltura dove c'è una situazione
devastante che sta determinando effetti gravissimi alle nostre
produzioni con la diffusione della peronospora, con la diffusione
del punteruolo rosso, con la diffusione di una serie di fenomeni
di natura ambientale e di natura biologica che certamente non
possono ricadere sulle spalle stracolme degli agricoltori
siciliani.
E dunque, la Regione deve intervenire, così come deve
intervenire sull'altra emergenza, quella occupazionale. Penso
che noi sosterremo con il voto su alcuni emendamenti queste
posizioni perché siamo convinti che anche all'interno di un
percorso semplificato e snello, qual è quello scelto da questa
legge finanziaria, non si possa non tenere conto di tali
emergenze.
Approfitto ancora di questa opportunità per parlare di quello
che è il ruolo che Forza Italia deve tenere all'interno di questo
Parlamento.
In questi giorni Forza Italia si sta interrogando sulla sua
ricollocazione all'interno dello scenario politico. Sono cambiate
molte cose all'interno di questo Parlamento, sono cambiati gli
atteggiamenti di alcuni partiti all'interno della coalizione e
Forza Italia deve porsi il problema di una ricollocazione
all'interno di queste trasformazioni che si sono venute a
determinare.
Una ricollocazione che deve tenere conto del fatto che non
spetta più in Sicilia a Forza Italia il dovere della mediazione,
perché non è Forza Italia che detta i tempi e i ritmi del Governo
e della maggioranza; e, dunque, all'interno di un percorso di
ricollocazione alcuni passaggi vanno rivisti e alcune scelte
politiche vanno riformulate e rideterminate.
Oggi qualche giornalista semplifica questo concetto e lo riduce
ad una dinamica correntizia. Beh, a questo giornalista o a questi
giornalisti dico: se scrivete queste cose andate a parlare di
cronaca nera o di sport, non di politica; perché parlare di
correnti all'interno di Forza Italia significa non conoscere
Forza Italia né conoscere gli uomini di Forza Italia, significa
orecchiare di politica; significa non essere competenti di
politica e quando uno orecchia di politica è bene che non
costituisca elemento di mediazione fra la politica stessa e i
cittadini.
Chi vuole trasformare la politica in gossip si procuri un
contratto a Bolero Teletutto o a TV Sorrisi e Canzoni , ma non
a giornali che invece pretendono di esprimere posizioni politiche
per giunta di parte.
Ciò detto, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, so che il
mio tempo è scaduto e, dunque, mi avvio alla conclusione con
l'auspicio che questa fase politica che stiamo attraversando sia
una fase caratterizzata da due elementi: da una parte il senso di
responsabilità, dall'altra il mantenimento dell'esigenza di non
fermarsi, di andare avanti e di guardare con intenso interesse a
quelli che sono i traguardi che il Governo Cuffaro si è posto nel
momento in cui ha chiesto i voti agli elettori che sono traguardi
di rinnovamento della politica, che sono traguardi di cambiamento
della politica, che sono traguardi che intendono raggiungere un
modello politico in grado di risolvere i problemi della Sicilia.
E poichè al Governatore piacciono le citazioni di cattolici,
con una citazione di un cattolico concludo questo mio intervento.
La citazione è di Don Milani, il quale diceva: L'obbedienza è un
vizio al quale cedere fa sempre molto comodo .
Credo che se questo Parlamento, questo Governo, questa classe
politica e questi partiti politici intendono ottenere il
vantaggio dell'obbedienza sono fuori dal tempo, se invece sanno
reagire interrogando se stessi innanzitutto e mettendo
soprattutto se stessi in crisi alla ricerca di una verità che sia
quella che ci consenta di cambiare il volto di questa Sicilia
allora questo Parlamento, questo Governo, questa classe politica
e questi partiti avranno un avvenire ricco di soddisfazioni.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore Lo
Porto per la replica.
LO PORTO. Assessore per il bilancio e le finanze. Una replica
doverosamente breve per rispetto all'Aula e per l'orario cui
siamo arrivati.
Con questa discussione generale si conclude un iter molto
impegnativo che ha visto il Parlamento siciliano assai presente
con manifestazioni di sensibilità politica di notevole rilevanza.
Devo dare atto che molto importante è stato il dibattito che si
è svolto in Commissione bilancio; esso è stato acceso, certe
volte persino tumultuoso, alcune volte ha registrato un alto
senso di responsabilità che ci ha permesso la conclusione
dell'iter dei provvedimenti, seppure ha visto la rinuncia a
moltissime rivendicazioni che provenivano dai vari esponenti
politici. Inoltre, la stessa discussione generale di stamane è
stata interessante per gli interventi di tutti gli oratori che si
sono susseguiti, da quelli di maggioranza che ringrazio per gli
apprezzamenti mossi nei confronti del Governo, quali l'onorevole
Leontini, gli onorevoli Fleres, Dina e Caputo, e financo il
relatore di maggioranza che ringrazio per la relazione che ha
voluto proporre, nonchè l'onorevole Ortisi, relatore di
minoranza, ed infine anche l'onorevole Cracolici con le sue
puntuali osservazioni.
Certo, venire qui a nome del Governo per rivendicare il
documento del bilancio e della finanziaria come documenti della
programmazione per eccellenza, in un contesto così delicato e
critico in cui viviamo, venire a dire che questa è la carta di
programmazione vincente io stesso non me la sento; è tuttavia
sicuramente una carta condizionata dal momento che stiamo
attraversando.
E non mi riferisco alla dialettica o alla polemica politica che
verte sul Presidente della Regione, mi riferisco allo scenario
economico all'interno del quale stiamo operando le scelte di
bilancio e finanziaria, che è uno scenario obiettivamente
difficile, che riguarda l'intero sistema italiano e, quindi,
fatalmente ancora di più riguarda le conseguenze che dallo
scenario nazionale ricadono sulla realtà economico-sociale
siciliana.
Eppure, ci siamo sforzati, ci stiamo sforzando e per la prima
volta rispetto alla mia sia pure breve esperienza di questa
Assemblea non abbiamo la finanziaria/libro dei sogni che è stata
puntualmente, anno per anno, presentata. La finanziaria intesa
come concetto di legge omnibus dentro la quale mettere tutto
quello che i richiami elettoralistici o gli interessi politici
avrebbero obiettivamente richiesto.
Questa volta abbiamo ritenuto di avere rispetto di una realtà
economico-sociale siciliana quale essa è, e quindi abbiamo
presentato un documento schietto, snello, probabilmente sul serio
programmatore. Su quali linee? Sulle linee classiche di una
realtà politico-economica che doveva necessariamente puntare su
tre fattori fondamentali: primo, per una politica di rientro su
un passivo tendenziale di 2 miliardi e 34 milioni di euro.
Avremmo potuto inventare, come l'onorevole Cracolici ha
denunciato, almeno per quanto riguarda la fase precedente a
questo documento, entrate fantasiose. No, ci siamo attenuti con
grande senso di responsabilità alla realtà quale essa
effettivamente è: vale a dire ci siamo mossi sul terreno delle
maggiori entrate che, per fortuna, l'Agenzia delle entrate
continua ad assicurarci essere costantemente in crescita; in
secondo luogo, ci siamo attenuti al taglio delle spese che
abbiamo già cominciato ad effettuare e che realizzeremo, in
effetti, con le prossime leggi di sviluppo. E se raccoglieremo
quello che fu oggetto di un taglio durante l'ultima legge di
variazione, i cosiddetti stralci che dovremo comporre e
presentare sotto forma di disegno di legge organico, quindi
minori spese ed infine quello che è già stato anticipato nella
variazione di bilancio 2007, vale a dire i proventi legati al
ricorso sul mercato.
Onorevole Cracolici, per quanto riguarda i 730 milioni di euro
che sono venuti meno l'anno scorso in virtù della ex
valorizzazione dei beni immobiliari, le ricordo che quello fu un
ammanco del quale ci siamo accorti quando ritardi procedurali ci
fecero rendere conto che non avremmo potuto incassare quei soldi,
ma li abbiamo puntualmente coperti. Lei dirà: con ricorse
fantasiose. Non direi tanto fantasiose dal momento che una gran
parte di esse, per fortuna, è stata coperta dall'ultragettito,
dalle maggiori entrate fiscali che abbiamo avuto il piacere di
dovere constatare e registrare.
Pertanto, il problema della programmazione legato al documento
economico parte da una esigenza, la normalizzazione del quadro
politico, economico e finanziario della Sicilia. La
normalizzazione non certamente nei confronti di una situazione
resa critica dalle vicende giudiziarie che abbiamo avuto di
fronte, la normalizzazione anche nei confronti del Governo
nazionale che, in questo momento, al di là delle critiche
politiche legittime che possono essere sollevate da qualche parte
o dalle difese che possono essere sollevate da altra parte, ma
che non presenta quadri di normalità e di serenità anche per le
conseguenze che esse finiscono con l'avere all'interno della
Regione siciliana.
Io vi ricordo solamente quante delle voci di questo bilancio e
di questa finanziaria fanno conto, giustamente, delle risorse che
il Governo centrale ci deve dare. Eppure l'alea del Governo
nazionale in crisi, l'alea di una situazione politica incerta,
l'alea di una situazione economica generale obiettivamente
critica, non ci permette quella normalizzazione del quadro
economico-sociale siciliano, del quale sicuramente la Sicilia ha
in questo momento bisogno.
Eppure, l'abbiamo detto con serietà di atteggiamento e di
analisi economica: l'entità della manovra di bilancio ammonta a
24 milioni di euro, di cui oltre 14 miliardi per entrate
correnti, oltre 1 miliardo in conto capitale e 8,7 miliardi di
avanzo presunto relativo a fondi vincolati non utilizzati negli
anni passati.
Si sta riequilibrando, quindi, un rapporto tra spese correnti e
spese in conto capitale, rapporto che sta per raggiungere quasi
la parità. E' da parecchio tempo che non si verificava questo
rapporto di quasi parità fra l'una e l'altra spesa. Nel momento
in cui arriveremo al suo bilanciamento, credo che gli effetti per
i siciliani saranno favorevoli.
Infatti, ritengo che il grosso nodo politico di chi governa la
Sicilia in questo momento - chiunque sia la parte politica, sia
di centro-destra ovvero di centro sinistra - sia la mancata
disponibilità di fondi per gli investimenti sui quali contiamo
soprattutto per gli interventi comunitari e soprattutto per
quanto riguarda un reintegro per i fondi ex art. 38.
Tuttavia ciò non è sufficiente perché per una grande politica
di sviluppo, voi mi capite bene, occorre qualcosa di più che
speriamo di trarre da quello che tra qui a poco cercherò di
dirvi.
Le spese che si prevedono doversi effettuare nel 2008 si
riferiscono per oltre 15 miliardi a spese correnti e per oltre 8
miliardi a spese in conto capitale.
Quali sono i punti qualificanti della manovra di bilancio e
della finanziaria che presentiamo oggi?
Originariamente formulato dal governo Cuffaro l'1 ottobre del
2007, il disegno di legge ha mantenuto la propria coerenza anche
dopo l'esame dibattimentale prodotto nelle varie commissioni
legislative. La finanziaria di per sé ha le caratteristiche della
snellezza. Si è evitato di trasformarla in una legge omnibus
limitando gli interventi normativi allo stretto necessario.
Il Governo, con notevole sforzo finanziario, ha inserito
risorse destinate a coperture di nuove iniziative legislative per
un ammontare di circa 100 milioni di euro, di cui circa 50
milioni destinabili ad interventi per lo sviluppo.
Qui, chi ha buona memoria di quello che accade ogni volta nel
settore della programmazione economica ricorderà, sicuramente,
come via via si siano essiccate le fonti di sostegno di una
politica di sviluppo, e soprattutto come si sia essiccata la
facoltà di legiferare da parte dell'Assemblea regionale siciliana
che non poteva, ad un certo punto, produrre per la mancanza di
adeguati finanziamenti.
Si era esaurito il fondo globale; i fondi di riserva
all'interno dei singoli Assessorati sono sempre stati pure frutto
di una geometria contabile della nostra realtà economica. Ebbene,
finalmente, abbiamo ripristinato i fondi globali: si tratta di
100 milioni di euro che destineremo sia alla legge per lo
sviluppo, sia ad una serie di leggi che l'Assemblea via via si
accinge a discutere e ad approvare.
Infine, oltre alle rituali scelte tecniche che deve
contenere una finanziaria, non è vero - come ha sostenuto
l'onorevole Ortisi e come ha accentuato dal punto di vista
critico l'onorevole Cracolici - che, di per sé, questa sia una
legge vuota di contenuto. Essa contiene l'articolo 7 che proroga
il termine per la definizione delle pratiche di sanatoria
edilizia. Non è cosa da poco
CRACOLICI Onorevole Assessore, lo abbiamo approvato in
finanziaria grazie ad un nostro emendamento.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze e riguarda
la politica della casa. Anche questo è un argomento che è
veramente essenziale per permettere ai comuni di procedere lungo
la via dell'esame delle richieste di sanatoria edilizia. Tale
norma è stata inserita per venire incontro alle numerose
richieste pervenute da parte degli enti locali.
Dall'articolo 13, il cui titolo è Procedure per l'assunzione
del personale , discende l'obbligo per le società costituite con
capitale a maggioranza pubblico di assumere il personale con le
procedure di evidenza pubblica. E' o non è una misura di
moralizzazione?
L'articolo 16, il cui titolo è Revoca contributi è per quei
soggetti beneficiari di contributi che a seguito di accertamento
dovessero risultare episodi di evasione fiscale e contributiva.
E' o non è una norma di moralizzazione della cosa pubblica?
Infine, l'articolo 25: Recupero degli edifici situati nei
centri storici , riguarda misure finanziarie a sostegno delle
attività di recupero di edifici situati nei centri storici dei
comuni siciliani. Anche questo è un aspetto della politica della
casa di questo Governo.
Come l'onorevole Cracolici sa, per quanto riguarda una misura
significativa e decisiva, dal punto di vista dello sviluppo, il
disegno di legge sul credito di imposta. Come tutti voi sapete,
abbiamo mandato per il pre-esame il nostro testo alla Comunità
europea e allorquando, come è molto probabile che accada perché
questa notizia ci è pervenuta, la Comunità europea ci darà il
nulla-osta per questo testo, la Sicilia si doterà di una legge
sul credito di imposta che sarà adeguata alle condizioni socio-
economiche della nostra Isola.
Per concludere, signor Presidente, onorevoli colleghi, il
ricorso all'esercizio provvisorio è sempre stato energicamente
respinto dal Governo regionale in carica. Finché si può dotare la
Sicilia del suo bilancio e della finanziaria, l'esercizio
provvisorio è soltanto una catastrofe per le categorie produttive
e per i ceti impiegatizi siciliani.
Questo errore lo abbiamo commesso l'anno scorso, impedendo il
normale svolgimento della vita amministrativa della nostra
Regione, approvando, di fatto, quasi contemporaneamente bilancio
e finanziaria ed esercizio provvisorio.
Al punto in cui siamo oggi, ritengo che non ci sia bisogno di
ricorrere all'esercizio provvisorio, siamo in tempo per approvare
il bilancio e la finanziaria ed approvare i due provvedimenti nei
tempi brevi, speriamo entro la fine di questa settimana.
Naturalmente, se dovessimo essere obbligati a farlo, sarà un atto
dovuto, necessario, non è una richiesta politica quella di
richiedere l'esercizio provvisorio, è soltanto l'estrema ratio di
un Parlamento che dovesse prendere atto di non potercela fare.
Io sono convinto, invece, che questa Assemblea regionale
siciliana sia in grado di approvare sia il bilancio sia la
finanziaria entro i termini che ci siamo prefissati.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Assemblea è rinviata a
giovedì 24 gennaio 2008, alle ore 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 261 - Sfiducia al Presidente della Regione.
BORSELLINO - CRACOLICI - BARBAGALLO -
AMMATUNA -APPRENDI - CALANNA - DE BENEDICTIS
- DI BENEDETTO DI GUARDO - FIORENZA -
GALLETTI - GALVAGNO GUCCIARDI - LACCOTO -
LA MANNA - MANZULLO MATTARELLA - ODDO
CAMILLO - ORTISI - PANARELLO PANEPINTO -
RINALDI - SPEZIALE - TERMINE - TUMINO
VILLARI - VITRANO - ZAGO - ZANGARA - ZAPPULLA
CANTAFIA - BALLISTRERI - ODDO SALVATORE
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il
triennio 2008-2010 (n. 666/A) (Seguito)
2) - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
(n. 665/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 13.46
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.40.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli