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Resoconto d'Aula della Seduta n. 116 di mercoledì 23 gennaio 2008
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere,  trasmessa
  dal   Governo ed assegnata alla Commissione legislativa I  Affari
  Istituzionali':

   -   Cassa  regionale  per  il  credito  alle  imprese  artigiane
  (CRIAS). Ricostituzione Consiglio di amministrazione  (n. 125/I)
      pervenuta in data 22 gennaio 2008
      inviata in data 22 gennaio 2008.

    Comunicazione di nomine da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, ai sensi  dell'articolo  3,  secondo
  comma, della legge regionale 20 aprile 1976, n. 75, il Presidente
  della Regione ha proceduto alle seguenti nomine:

   -  Designazione componente in seno al Collegio dei revisori  dei
  conti della Camera di Commercio di Messina,   in data  16 gennaio
  2008 (parere n. 110/I);
   -  Integrazione  Consiglio di Amministrazione  dell'I.A.C.P.  di
  Caltanissetta, in data 16 gennaio 2008 (parere n. 124/I).

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, dà
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del  numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  260
   Interventi  in  favore  della  moratoria  per  l'aborto ,  degli
  onorevoli Cimino, Pagano, Cristaudo e D'Asero.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  il dibattito in merito ad una moratoria  mondiale
  sull'aborto,  che  ha  occupato  le  prime  pagine  dei  giornali
  italiani  all'inizio  del nuovo anno, ha sollecitato  i  Giuristi
  cattolici  italiani a rinnovare le loro riflessioni  in  materia,
  peraltro  ampiamente  esplicitate fin dal  lontano  1972,  quando
  l'Unione  Giuristi  Cattolici Italiani (UGCI) dedicò  il  proprio
  convegno nazionale al tema Difesa del diritto alla nascita';

   Considerato che:

   l'UGCI  è  consapevole  del fatto che l'aborto  è  prassi  umana
  antica,  presente  in  tutte le culture,  in  genere  condannata,
  spesso ignorata, alcune volte avallata (almeno implicitamente)  e
  solo nella più recente modernità legalmente legittimata, fino  al
  punto da acquisire il rango di diritto insindacabile delle donne.
  Ancora   non   abbiamo  a  disposizione  un'adeguata  riflessione
  storica,  sociologica e culturale in materia; dai migliori  studi
  fino  ad  ora  condotti  emerge comunque con  chiarezza  come  la
  legalizzazione dell'aborto abbia significativamente  alterato  il
  rilievo comunemente attribuito alla difesa della vita umana. Ne è
  segno, tra tanti altri, il diffuso e freddamente burocratico  uso
  linguistico di chiamare prodotto del concepimento la  vita  umana
  prenatale  e l'eufemistico ricorso all'acronimo IVO (interruzione
  volontaria della gravidanza) per alludere all'aborto;

   l'UGCI  è  altresì consapevole che nessuna pratica sociale,  per
  quanto  estesa  diacronicamente e sincronicamente  possa  essere,
  possiede  in se stessa la propria giustificazione (l'esempio  più
  evidente  che  può  farsi al riguardo è quello della  guerra,  la
  pratica  sociale  più  diffusa nella storia  dell'Umanità  e  nel
  medesimo   tempo   la  più  crudele  e  la  più  aberrante).   Di
  conseguenza,  la  sistematica presenza dell'aborto  nella  storia
  degli uomini non rileva per quel che attiene alla sua valutazione
  assiologica.  La  pratica  dell'aborto chiede  quindi  di  essere
  valutata  in  sé  e  per  sé, indipendentemente  dalle  dinamiche
  sociali  che la contraddistinguono, anche se la presa  d'atto  di
  tali  dinamiche  resta  comunque indispensabile  per  valutazioni
  ulteriori   della   pratica  e  in   particolare   per   la   sua
  qualificazione giuridica;

   in  quanto  uccisione intenzionale di un essere umano innocente,
  l'aborto  non  può evidentemente avere mai alcuna  legittimazione
  etica.  E'  possibile discutere se un aborto  posto in essere  in
  situazione  dì necessità (e l'unica necessità che può  essere  in
  questo caso considerata è quella di salvare la vita della madre),
  cioè  se un cosiddetto aborto terapeutico sia giustificabile,  se
  possa  o  no essere ritenuto colpevole; resta comunque fermo  che
  mentre  un  aborto  terapeutico non può  possedere  alcun  valore
  morale  intrinseco,  ma  al  limite  essere  ritenuto  moralmente
  lecito, è all'opposto da ritenere moralmente ammirevole la scelta
  di  una  donna  che, pur potendo legalmente abortire,  decida  di
  portare  comunque  a compimento la propria gravidanza,  anche  al
  costo del probabile sacrificio della sua stessa vita;

   Ritenuto che:

   primo  corollario di quanto sopra affermato è che le motivazioni
  di  carattere strettamente sociale che possono indurre all'aborto
  (condizioni  demografiche, economiche, professionali,  familiari,
  di  'onore', e soprattutto di controllo delle nascite, ecc.)  non
  possono     costituire     valida     giustificazione dell'aborto
  stesso;
   a   maggior   ragione  nessuna  considerazione  eugenetica   può
  giustificare l'aborto. E' particolarmente grave il fatto  che  si
  sia  consolidata  l'eufemistica espressione 'aborto  terapeutico'
  per   indicare   le   interruzioni   volontarie   di   gravidanza
  giustificate  dall'interesse  di non  mettere  al  mondo  bambini
  gravati  da  handicap. Questa distorsione linguistica rivela  con
  chiarezza  la  cattiva  coscienza che si nasconde  dietro  questa
  pratica.  E'  preoccupante  rilevare come  le  nuove  possibilità
  offerte  dalle  diagnosi  prenatali (peraltro  sempre  di  valore
  probabilistico)  non  vengano il più delle volte  utilizzate  per
  promuovere  pratiche  di  medicina  prenatale,  ma  per  favorire
  pratiche abortive;

   pertanto,        sono       essenzialmente        due         le
  giustificazioni giuridiche dell'aborto volontario e cioè la prima
  di   esse   fa   riferimento   alla  necessità   di   contrastare
  efficacemente    la   pratica   dell'aborto   clandestino:    una
  legislazione abortista costituirebbe quindi una saggia scelta per
  il  male  minore.  Per  dare credibilità a questa  tesi,  sarebbe
  necessario,  da  una  parte, che la legge prevedesse  la  liceità
  dell'aborto solo per situazioni estreme, per le quali il  ricorso
  alla  clandestinità della pratica potrebbe in  effetti  rivelarsi
  socialmente  incontrastabile  e,  dall'  altra,  che   la   legge
  garantisse  efficacemente  tutti  quei  provvedimenti  sociali  e
  familiari,   capaci   di   prevenire   le   decisioni   abortive,
  distogliendo  le  donne dalla loro decisione  (ad  es.:  rigorose
  garanzie  di  assistenza sanitaria, efficaci sostegni  economici,
  concreta  predisposizione di meccanismi adottivi). La  seconda  e
  più  consistente  motivazione fa riferimento alla insindacabilità
  giuridica  della decisione abortiva, come decisione  personale  e
  individuale   della   donna.  Coloro   che   condividono   questa
  prospettiva   non  negano,  in  genere,  che  sia   assolutamente
  opportuno  attivare politiche sociali che contrastino l'aborto  e
  che favoriscano la maternità, ma nello stesso tempo ritengono non
  praticabile  -  per diverse motivazioni - una scelta  legislativa
  volta a precludere alla donna la libera scelta di interrompere la
  gravidanza:

   a)   perché   il  nascituro,  ove  nascesse  un  'contrasto   di
  interessi'  con la gestante, non avrebbe titolo ad una  specifica
  protezione  da parte del diritto: secondo la semplicistica  linea
  interpretativa fatta propria dalla Corte Costituzionale,  sarebbe
  infatti  da ritenere prevalente l'interesse di chi è già  persona
  (la  donna) rispetto a chi persona dovrebbe ancora diventare  (il
  nascituro);
   b)  perché  le  nuove  tecniche abortive (in particolare  quelle
  farmacologiche) renderebbero di fatto impensabile e comunque  non
  produttivo di effetti l'intervento del diritto;

   altresì   l'art.   1   della  L.  n.  194  del   1978   sostiene
  enfaticamente   che  'lo  Stato  garantisce   il   diritto   alla
  procreazione  cosciente  e  responsabile,  riconosce  il   valore
  sociale  della  maternità e tutela la  vita  umana  fin  dal  suo
  inizio';

   per  la parte in cui detta legge autorizza le pratiche abortive,
  appare  evidente il suo carattere compromissorio:  per  quel  che
  concerne  i primi novanta giorni di gravidanza, essa è stata,  da
  una parte, redatta formalmente come una legge volta a tutelare la
  salute  fisica  o psichica della donna (art. 4), ma,  dall'altra,
  (art.  5)  essa consente alla donna di sostituirsi al medico  nel
  diagnosticare  il  'serio pericolo' per la sua  salute  fisica  o
  psichica  e  di ottenere in tal modo l'autorizzazione all'aborto.
  E'   evidente  come  in  tal  modo  sì  sia  di  fatto   svuotata
  completamente   la  giustificazione  'sanitaria'  della   pratica
  abortiva. Per il periodo susseguente ai primi novanta giorni,  la
  legge (art. 6) prevede che venga accertato:

   a) un grave pericolo per la salute della donna;
   b)  anomalie  e malformazioni del nascituro 'che determinino  un
  grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna':  una
  condizione,  quest'ultima che, ove venisse  intesa  rigorosamente
  (cioè  per  quello che la legge espressamente dice),  sarebbe  da
  ritenere    inesistente   o   esistente   solo   in   circostanze
  assolutamente  di eccezione. Invece, come è ben  noto,  l'art.  6
  della legge viene utilizzato per introdurre surrettiziamente  nel
  nostro ordinamento l'aborto eugenetico. Per queste ragioni, la L.
  n.  194  del  1978, nella sua applicazione concreta, va  ritenuta
  intrinsecamente ipocrita, indipendentemente dal consenso politico
  che - a quanto risulta - continua a ottenere;

   è  invece da rimarcare la parte in cui la legge (art. 7) prevede
  il  dovere  di  salvare la vita del nascituro,  qualora  l'aborto
  venga  richiesto quando sussista la possibilità di vita  autonoma
  del  feto.  E'  indispensabile che tale norma venga rigorosamente
  applicata,  tenendo  in considerazione gli sviluppi  più  recenti
  della neonatologia;

   Constatato che:

   pertanto,  una  giusta e doverosa tutela delle donne  non  passa
  più   oggi   attraverso  ulteriori  avalli  ad  una  legislazione
  abortista,  ma  attraverso l'attivazione di politiche  sociali  a
  favore della maternità, politiche che la crisi demografica che il
  mondo  occidentale sta oggi attraversando rende  oltretutto,  non
  solo eticamente, ma anche socialmente, opportune e improrogabili;

   altresì  va  riconosciuto che la legalizzazione dell'aborto,  in
  forme  diverse  ma  significativamente convergenti  in  pressoché
  tutti  i  paesi  del  mondo,  se ha parzialmente  contrastato  la
  deprecabile  pratica dell' aborto clandestino, non ha  certamente
  costituito un passo in avanti nella maturazione morale del genere
  umano  ed  ha  anzi  sicuramente favorito  l'indebolimento  della
  percezione  diffusa del valore intrinseco e non funzionale  della
  vita umana, anche se malata;

   sotto  questo profilo, la proposta di una moratoria in  tema  di
  aborto  ha indubbiamente un forte e apprezzabile valore simbolico
  e non può non essere condivisa;

   in  Italia la legge n. 194 del 1978 è rimasta significativamente
  non applicata per la parte che prevede il sostegno alle decisioni
  non  abortive ed è stata significativamente interpretata in  modo
  indebitamente  estensivo  per  quel  che  concerne  le  cause  di
  legittima richiesta di aborto e che il sostegno politico  di  cui
  la  legge  n. 194 tuttora gode non può che indurre il  Parlamento
  siciliano  a  prendere atto di quanto appena  detto,  poiché  non
  sarebbero giustificabili ulteriori silenzi al riguardo,

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
                      l'Assessore per la sanità
                                  e
       l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
                          autonomie locali

   ad   intervenire   presso  il  Governo  nazionale   affinché   i
  rappresentanti  istituzionali del nostro Paese  si  adoperino  in
  favore della moratoria in tema di aborto». (260).

   Onorevoli  colleghi,  dispongo che  la  mozione  predetta  venga
  demandata  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè ne determini la data di discussione


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Discussione unificata dei disegni di legge: 666/A «Bilancio di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2008 e
       bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010  e 665/A
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione   dei  disegni  di  legge:  n.  666/A   Bilancio   di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2008  e
  bilancio  pluriennale  per  il triennio  2008-2010   e  n.  665/A
   Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008 .

   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  l'ordine  di  esame   e   di
  votazione  dei  singoli  articoli  del  bilancio  a  legislazione
  vigente  e  della legge finanziaria avverrà, così  come  previsto
  dall'articolo  121  sexies  del Regolamento  interno,  procedendo
  nell'ordine  con  l'esame  degli articoli  e  delle  tabelle  del
  disegno di legge di bilancio, esame che verrà sospeso prima della
  sua  votazione finale, per passare agli articoli ed alle  tabelle
  del disegno di legge finanziaria ed alla sua votazione finale.
   Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà  sospesa
  per consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni al
  bilancio conseguente all'approvazione della legge finanziaria  ed
  alla Commissione bilancio di esprimere sulla stessa, il parere di
  cui  all'articolo  73  quinquies  del  Regolamento  interno.   Si
  procederà quindi alla votazione della nota di variazioni ed  alla
  votazione  finale della legge di bilancio, come modificata  dalla
  nota di variazioni.
   Con  riferimento  ai termini ed alle modalità  di  presentazione
  degli  emendamenti,  la  Presidenza avverte  che,  oltre  che  le
  disposizioni   generali del Regolamento interno che  disciplinano
  la  materia,  gli  emendamenti al bilancio  ed  alla  finanziaria
  devono osservare i limiti di contenuto previsti dalla legge e dal
  Regolamento  interno e, per quelli che prevedono maggiori  spese,
  devono recare la necessaria compensazione.
   Nel  valutare la compensatività degli emendamenti, la Presidenza
  considererà inammissibili gli emendamenti:
   - privi di compensazione;
   -  la  cui  compensazione,  in base agli  elementi  disponibili,
  risulti insufficiente;
   -   recanti  compensazioni  manifestamente  inidonee  sul  piano
  formale;
   -   recanti  compensazioni  tra  variazioni  delle  tabelle  del
  bilancio e delle tabelle della finanziaria.
   Spetta  invece al Governo fornire ulteriori dati ed elementi  di
  informazione  che  dimostrino  la eventuale  inadeguatezza  delle
  modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi
  l'ammissibilità  potrà  essere  riconsiderata  alla  luce   degli
  elementi eventualmente forniti dal Governo.
   Avverto,  altresì, che gli emendamenti al disegno  di  legge  di
  bilancio  che  riguardino le tabelle devono essere riferiti  alle
  unità  previsionali  di  base. Nel caso  in  cui  un  emendamento
  contenga il riferimento, oltre che all'unità previsionale,  anche
  ad  uno  o  più  capitoli  contenuti all'interno  di  questa,  il
  riferimento  ad  essi  deve intendersi sostanzialmente  come  non
  apposto.

   Onorevoli  colleghi,  ricordo che nella  seduta  precedente  era
  stato votato il passaggio all'esame degli articoli.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi, ne ha facoltà.

    ORTISI   relatore  di  minoranza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ma non dovevano il Governo e la maggioranza  riformare
  la  legge  di  bilancio? E, comunque, la legge  di  bilancio  non
  dovrebbe rappresentare il momento della programmazione generale?
   Non mi pare che la manovra di bilancio e la legge finanziaria  a
  noi presentate si caratterizzino né per l'una dimensione, che  di
  anno in anno viene

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  l'onorevole   Ortisi   sta
  procedendo  a  svolgere la relazione di minoranza.  Vi  invito  a
  stare attenti e permettere all'onorevole Ortisi di continuare  in
  assoluto silenzio.

    ORTISI   Signor Presidente, lei  sa che io parlo  alla  storia,
  ogni  tanto alla geografia ma, ormai, alle applicazioni tecniche,
  quindi non è un problema.
   Dicevo  che  la  manovra  di bilancio e  la  legge  finanziaria,
  invece, vengono continuamente corrette in corso d'opera da  parte
  del  Governo, spesso con note di variazione che non  sempre  sono
  aggiornamenti  dovuti  a quanto accaduto alla  fine  del  2007  e
  veicolano  attraverso il ricatto dell'urgenza - ma  ormai  è  una
  storia che si ripete - l'incapacità di organizzare una visione di
  insieme che è tipica di questo Governo e di questa maggioranza.
   La  stessa maggioranza, infatti, tenta di correggere le proposte
  del  Governo  con  centinaia  di emendamenti  che  spesso,  molto
  spesso, non rispondono ad alcuna filosofia di fondo rispetto alla
  quale   l'opposizione  possa  organizzare  una  contro   proposta
  o,comunque, interloquire.
   Lo  stesso  Governo spesso in Commissione bilancio ha presentato
  emendamenti  alla sua stessa proposta, magari poi  bocciandoli  o
  ritirandoli.  Solo la serietà e l'impegno certosino dei  colleghi
  di  minoranza e di qualche collega di maggioranza in  Commissione
  bilancio hanno impedito la catastrofe

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vi avevo invitato  a  dare  la
  possibilità all'onorevole Ortisi di svolgere la sua relazione nel
  modo migliore perché l'Aula potesse capire.

    ORTISI    Signor  Presidente,  la  ringrazio  per  il   secondo
  richiamo,  preferirei,  però, che lei non richiamasse  più,  anzi
  chiederò  scusa  io  ai colleghi perché li importuno.  Quest'Aula
  seminerà, poi, mille polemiche sugli emendamenti, subemendamenti,
  approcci,   attracchi,   traccheggi:  questo    è   il   livello.
  Personalmente  quindi  la  pregherei  di  non  richiamare  più  i
  colleghi.
   Dicevo  che  solo la serietà e l'impegno certosino dei  colleghi
  di  minoranza e di qualche collega di maggioranza in  Commissione
  bilancio  hanno  impedito la catastrofe, ma non  definitivamente,
  perché   lo  tsunami degli emendamenti si è già  ripresentato  in
  Aula  e  sicuramente  assisteremo di nuovo  alla  promessa  della
  maggioranza di ritirarli. Questa cattiva abitudine per  la  quale
  si   presentano   centinaia  di  emendamenti  per   avere   forza
  contrattuale e poi li si ritirano non potete risparmiarcelo?
   Il   bilancio   e   la  legge  finanziaria,  come   ogni   anno,
  scoloriranno  il già pallido progetto del Governo  in  un  puzzle
  disordinato  che assomiglierà al consueto disegno di  un  bambino
  d'asilo  in  cui  il sole del Governo sarà piccolo  ed  i  rivoli
  deputatizi  si scaglieranno in primo piano a suggerire  il  senso
  profondo di quanto sta accadendo in Sicilia.
   Perché  è  questo il quadro che viene esposto, tutto ciò  che  è
  strutturale fuoriesce dalla manovra che non affonda, non  risolve
  ma  solo  insegue le emergenze premiando peraltro quelle  che  si
  manifestano in maniera più pressante, se non violenta.
   Nessuna  traccia della volontà più volte sbandierata di tagliare
  gli enti inutili, nessuna volontà di puntare sullo sviluppo, solo
  una  serie  di  proposizioni ormai esprimenti solo  petizioni  di
  principio.
   Ed   ecco   che,  a  parte  qualche  refuso,  la  relazione   di
  maggioranza  presenta  una  manovra  finanziaria  che   sottopone
  all'attenzione  dell'Aula la necessità  di  azzerare  il  deficit
  tendenziale che per l'anno 2008 sarà pari a 2.034 milioni di euro
  attraverso tre misure.
   La  prima:  l'acquisizione di maggiori entrate, ipotetiche  come
  sempre,  ed  il  ritorno agli anni'80 che  furono  gli  anni  che
  produssero poi gli anni '90, tangentopoli, la Lega, le proteste.
   C'è  l'abitudine della Regione siciliana, ma di tutti  gli  enti
  locali,    di   inventarsi   entrate,  sempre   ipotetiche,   per
  giustificare spese.
   Siccome  il  bilancio può risultare a parità, essendo  le  spese
  incombenti  derivanti  dalla somma delle  richieste  dei  singoli
  deputati eccessive, si inventano entrate che non avverranno  mai,
  non si incasseranno mai per dar conto ai colleghi che chiedono.
     Poi  alla  fine dell'anno, come è avvenuto per il  2007  e  il
  2006,  si fanno i conti e ci si accorge che le entrate sono state
  di  gran  lunga  inferiori  alle  uscite  e  si  rinvia  all'anno
  successivo. Questa è la prima manovra che è ridanciana.
   Il  contenimento della spesa ormai è una petizione di principio.
  Basta vedere nella relazione di maggioranza quello che è successo
  con  le  variazioni  di  bilancio 2007 che  questo  discorso  del
  contenimento  della spesa diventa un flatus vocis che  si  ripete
  ogni anno.
   Terzo:  ricorso  al  mercato finanziario per il  reperimento  di
  ulteriori  risorse, udite udite, da destinare a spese produttive,
  cosa  mai  avvenuta, copriremo ulteriori buchi destinati  a  loro
  volta poi a riformarsi.
   Il  bilancio, si dice con grande retorica, presenta un risparmio
  pubblico di 69 milioni di euro. Pensate, la manovra di bilancio è
  di 24.081.530 euro e a fronte di questa somma il Governo presenta
  il  grande vanto  Risparmiamo 69 milioni di euro . Come per  dire
  un ago nel pagliaio. E lo si presenta come un grande trionfo.
   E  poi  si  fa  riferimento alla previsione di non ricorrere  al
  mercato finanziario. Basta andare a guardare pagina 2 e di pagina
  5,  capoverso 6, della relazione di maggioranza per  notare  come
  tutto  questo  viene smentito. Altro che non ricorso  al  mercato
  finanziario   Per  colmare il deficit si propongono  fra  l'altro
  degli  interventi:  maggiori entrate per  730  milioni  di  euro,
  risorse  relative alla valorizzazione  del patrimonio immobiliare
  che  non  si prevedono di realizzare nell'anno 2007. Non si  sono
  realizzate  di  già.  Questo  lo sapete  tutti.  E'  stata  ed  è
  un'operazione devastante.
     Si  vendono i gioielli di famiglia per poter andare a mangiare
  la  sera  la pizza  Ed è un'operazione che fa il paio con  quella
  ancor  più devastante che è avvenuta qualche anno fa con il Banco
  di  Sicilia  che tutti voi ricorderete. Quando siamo  entrati  in
  Capitalia nonostante grandi polemiche in Aula abbiamo salvato  un
  altro  Banco,  e  poi abbiamo ottenuto di entrare  nel  patto  di
  governance  di Capitalia con il 3,19 per cento e subito  dopo  il
  Banco di Sicilia ha deliberato - ricordererete - qualche anno fa,
  era  un  8  settembre,  guarda caso, di far  confluire  tutto  il
  patrimonio immobiliare del Banco di Sicilia, da Udine a Siracusa,
  in  Capitalia   Quel  capitale, quel  patrimonio  immobiliare  al
  ribasso  vale  870 milioni di euro, Capitalia ne ha  affidato  la
  gestione   a  Capitalia solution, apposta  creata,  e  dal  primo
  gennaio  dell'anno successivo Capitalia solution  ha  gestito  il
  patrimonio  immobiliare del Banco di Sicilia donato  a  Capitalia
  affittandolo al Banco di Sicilia.
   Per  cui  tutte queste polemiche per le quali, mi  rivolgo  agli
  amici  dell'MPA  in  particolare, volevamo uscire  da  Unicredit,
  volevamo formare, saremmo usciti con le mutande.
   Ora  quello  che  è avvenuto con l'intenzione di valorizzare  il
  patrimonio  immobiliare  della Regione siciliana, che ancora  non
  si  è  realizzato, e che si vuole realizzare nel  2008  e  poi  a
  seguire,  ha  saldato  Pirelli-Re, ma in effetti  ha  svenduto  i
  gioielli  di  famiglia  a  un'azienda  che  poi  naturalmente  li
  affitterà alla Regione siciliana. E questo  sarebbe uno strumento
  attraverso il quale si vuole colmare il deficit pubblico?
   Anche  questo  è, come ho detto prima, svendere  i  gioielli  di
  famiglia  per permettere fast-food la sera di mangiare la  pizza.
  E' una forma si sopravvivenza
     E  quando  al  comma c) si parla di riduzione della  quota  di
  compartecipazione  alla spesa sanitaria, è chiaro  che  questa  è
  una  operazione sottesa ad una situazione finanziaria  di  grande
  sofferenza perché come è esplicitato a pagina 5 si tratta  di  un
  utilizzo  di  somme  che, in quanto tale,  conferma  la  voragine
  mangiasoldi del comparto.
   Si  dice che il recupero delle risorse è stimato per l'esercizio
  finanziario  2008 in circa 297 milioni di euro  di  cui  maggiori
  entrate  finali per 250 milioni di euro e riduzione di spesa  per
  circa 47 milioni di euro. L'abbiamo già detto.
   Le  maggiori entrate finali sono la solita previsione in più che
  permette spese in più per accontentare sempre più deputati.
   E  le minori spese poi lungo il corso dell'anno e soprattutto in
  sede di variazioni finali di bilancio risulteranno pie illusioni.
  Ma stiamo per entrarci nei particolari.
   Si  pensi  alla sanità. Nel dettaglio, le maggiori entrate  sono
  costituite  dalla previsione di gettito, si dice nella  relazione
  di  maggioranza,  per  l'anno  2008 derivanti  dai  trasferimenti
  statali previsti dalla legge finanziaria dello Stato per il  2007
  a  favore dei soggetti affidatari del servizio di smaltimento dei
  rifiuti  urbani effettuato mediante termovalorizzazione  per  250
  mila  migliaia di euro. Lo sappiamo tutti che questa è una storia
  ancora tutta da scrivere.
   E  poi,  scusate,  ridicolo,  fra le  minori  spese  finali,  vi
  ricordate le 46.307 migliaia di euro?  già una somma di  cui  121
  migliaia di euro derivanti da riduzioni operate nella tabella H e
  per  46.186  migliaia di euro derivanti dalla minore assegnazione
  agli  enti  locali. Quel 121 migliaia di euro -  poi  ribadito  -
  sarebbero  una previsione da mille a ventimila migliaia  di  euro
  derivanti da contributo di gettito dei giochi.
     E' di fronte alla manovra complessiva un ago nel pagliaio   Ma
  soprattutto  quello  che mi preoccupa è la previsione  che  tutti
  sappiamo  non  sarà mantenuta. Già oggi sul quotidiano  regionale
  c'è  la protesta dell'Anci. E voi sapete che verrete qui di nuovo
  a  chiedere  a  noi - che pure siamo favorevoli ai  trasferimenti
  agli  enti  locali -, ci giochiamo parte della nostra credibilità
  in questo tipo di battaglia, di andare a cancellare la vostra pia
  illusione  di  cancellare 46.186 mila euro dai  trasferimenti  ai
  comuni.
   E  poi  si parla dei quattro disegni di legge dal n. 721  al  n.
  724  che  il  Governo  ha  presentato  il  10  gennaio  2008  per
  aggiornare le previsioni del progetto di bilancio 2008. Niente di
  contrario, perché per la stragrande maggioranza sono atti  dovuti
  ma  sono l'epifania di quello che noi sosteniamo. Le minori spese
  previste  all'inizio  dell'anno  non  sono  mai  tali  alla  fine
  dell'anno medesimo.
   Dal   lato   della  spesa  voi  dite  che  sono  state  inserite
  variazioni   ulteriori  al  fine  di  ottemperare  a  particolari
  esigenze  di  preminente rilevanza. E cosa ti  trovi  nell'elenco
  analitico?  Consorzi  di bonifica. Ma non li dovevamo  eliminare?
  Questa  è la particolare rilevanza analitica delle previsioni  di
  ulteriori aumenti di spesa. Settore teatrale del circo, con tutto
  il  rispetto,  ma preminente rilevanza rispetto ai  problemi  del
  territorio  mi  sembra eccessiva. E poi c'è una  cosa  certamente
  seria:  il  riferimento ai contributi in favore dei  consorzi  ma
  questa è stata una battaglia ed una vittoria dell'opposizione.
   In   ordine,   naturalmente,  alla  maggiore  spesa   sanitaria,
  qualificata in 363.980.000 euro  per il 2008, siamo di fronte  al
  buco eterno per il quale  qualche collega parlò di  bancomat  del
  Parlamento'.
   Alla  fine si fa riferimento al contenimento della spesa  dovuto
  al contributo di tutte le parti politiche. No, grazie  Noi non ci
  prendiamo questa responsabilità. Certamente ci meniamo  vanto  di
  qualche  passaggio  di  proposte  di  opposizione,  quello,   per
  esempio,  di  destinare obbligatoriamente il  25  per  cento  dei
  contributi che si daranno agli enti locali alla spesa sociale, ma
  ho già visto richieste di cassare questa nostra proposta da parte
  di alcuni colleghi, prima di cantare vittoria di un buon senso  e
  di un provvedimento di buon senso, aspettiamo l'esito dell'Aula.
   Dobbiamo dire, onorevoli colleghi, che l'azione dei deputati  di
  minoranza  e  di qualche deputato di maggioranza ha  impedito  in
  Commissione  l'impazzimento  della spesa, almeno per il  momento.
  Ma  adesso abbiamo notato che l'assalto è ripartito. Non  c'è  un
  progetto,  è  tutto  estemporaneo:  gli  enti  inutili,  la  loro
  soppressione.  Per  le  ASL  aspettiamo  ancora  in   Commissione
  Bilancio  il  resoconto che il Presidente Cuffaro  e  l'Assessore
  Lagalla  ci avevamo promesso in ordine allo sforamento  ulteriore
  di  alcune ASL - Catania, Palermo, Messina - dopo il giudizio  di
  parificazione dei conti da parte della Corte dei conti avvenuto a
  fine luglio.
   Onorevoli  colleghi, l'urgenza attraverso la quale ci  ricattate
  ogni volta non può veicolare carrozzoni. Ad essi ci siamo opposti
  in  Commissione Bilancio, ad essi ci opporremo durante  i  lavori
  d'Aula.
   Però,  credeteci,  è  triste  impiegare  il  proprio  tempo   di
  parlamentari   quasi   esclusivamente  a  tentare   di   impedire
  porcherie.  Volete che facciamo un esempio: in questi giorni  c'è
  stata  una  polemica fra il Presidente Miccichè e  il  Presidente
  Cuffaro.  Non  voglio  entrare nel  merito  sul  quale  parleremo
  domani,  ma  se  facessi un esempio piccolo piccolo,  delle  cose
  piccole piccole che ridicolizzano la mission del Presidente della
  Regione e del Presidente dell'Assemblea, forse apriremmo  un  po'
  tutti gli occhi.
   Sapete,   onorevoli   colleghi,  Palazzo  d'Orleans  volle,   in
  estate, che l'Assemblea approvasse un progetto di utilizzo di  un
  call  center  telefonico che consentisse a tutti i  cittadini  di
  mettersi  24  ore  su  24 in contatto con Palazzo  d'Orleans.  Vi
  ricordate  la  polemica? Qui è accaduto quello che  Gian  Antonio
  Stella  rimprovera all'altra parte: Iervolino, Bassolino e  tutti
  gli altri.
   Non  si  fanno  progetti e si assumono persone  per  raggiungere
  obiettivi,  per  tentare almeno di raggiungere obiettivi;  si  fa
  finta  di tentare di raggiungere obiettivi per impiegare persone.
  Non è che Palazzo dei Normanni risponda meglio  Personalmente  ho
  chiesto  al  Presidente Miccichè - e glielo chiedo  nuovamente  -
  come  mai i deputati sono convocati attraverso quattro strumenti,
  telefonino,  sms, posta elettronica e fax? A me  le  convocazioni
  arrivano  attraverso quattro strumenti. I costi  della  politica?
  Vogliamo cominciare da queste piccole cose che ci ridicolizzano?
   A   fronte  di questo siamo andati affermando - e dal  dibattito
  politico si capirà che ad intermittenza i vari interventi in Aula
  determineranno uno scombussolamento dell'ordine dei  lavori  -  è
  opportuno,  è  necessario, è degno che, intanto,  affrontiamo  ed
  approviamo l'esercizio provvisorio, che almeno non faccia  pagare
  a  chi  non  ha  nessuna colpa di quanto sta accadendo  fra  Aula
  parlamentare  e  Aule  giudiziarie, fra Presidente  in  carica  e
  Presidente   in  pectore ,  i  cittadini,  e  che  va  ricondotto
  esclusivamente al Governo e a quella che fu la sua maggioranza.
   L'alternativa  sarà quella di una grande risata che  rischia  di
  travolgere  non solo chi ha colpe specifiche, ma l'intera  classe
  dirigente. E non è giusto perché c'è chi ha colpa e c'è chi colpa
  non ne ha. Buon lavoro.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Caputo,  ne  ha
  facoltà.

    CAPUTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il  ritardo
  dovuto  all'attività  che  ha impegnato,  devo  dire  in  maniera
  apprezzabile e condivisibile, la Commissione bilancio,  ma  anche
  le  Commissioni di merito di questo Parlamento, arriva in Aula il
  bilancio e la finanziaria di quest'anno.
   Il  Governo ha presentato due documenti finanziari, il  bilancio
  e  la  finanziaria, con un obiettivo che è quello di  ridurre  il
  deficit  sanitario, di contenere i costi notevoli della struttura
  burocratica  della Regione, ma di avviare - e per  molti  aspetti
  continuare - l'azione di rilancio dell'economia e dello  sviluppo
  di  questa  Sicilia, in particolare per le politiche del  lavoro,
  che  stanno  caratterizzando sin dall'inizio di questa esperienza
  politica e di governo, il lavoro di questa Regione.
   Va  dato  atto  all'onorevole Assessore  al  bilancio,  avvocato
  Guido  Lo  Porto,  e  ai suoi uffici di avere  svolto  un  lavoro
  encomiabile,  di  notevole spessore, in sintonia  con  tutti  gli
  assessori delegati al governo dei vari rami di questa Regione,  e
  che  hanno prodotto un bilancio che è stato corroborato, più  che
  corretto, dal lavoro dei parlamentari nelle singole commissioni e
  dai  commissari  della commissione bilancio  con  idee,  proposte
  molte  delle quali - a onestà di pensiero -  hanno contribuito  a
  migliorare il lavoro e l'attività di questo Governo.
   Credo   che   la  filosofia  delle  politiche  del  lavoro   che
  l'assessore  delegato, onorevole Formica, ha fatto,  consente  di
  rilanciare  quelle politiche del lavoro non più precario  ma  che
  diano    l'assetto    definitivo   e   una   risposta    concreta
  all'eliminazione del precariato e alla creazione di condizioni di
  lavoro definitive.
   Va  dato  atto all'onorevole assessore Formica -  me  lo  dicono
  gli  uffici,  ma  l'ho  sentito dire a molti  parlamentari  anche
  dell'opposizione e questo è segno di grande correttezza mentale -
  di  avere avviato tutte le iniziative per la formazione nei tempi
  più  veloci  rispetto a quelli che potevano  essere  stati  negli
  ultimi anni.  E questa è una forte risposta a chi oggi continua a
  credere  che la formazione sia uno degli elementi importanti  per
  qualificare il mercato del lavoro in Sicilia.
   Ecco perché oggi chiediamo a questo parlamento di discutere,  di
  criticare,  se  è  il caso, di emendare e di  modificare  sia  il
  bilancio  che la finanziaria, ma di consentire in termini  veloci
  il voto di questi due strumenti di politica economica del Governo
  perché  dobbiamo dare, al di là delle polemiche, a questo Governo
  e  alla  Sicilia  attraverso  il Governo,  quegli  strumenti  per
  eliminare  i disagi sociali, per dare una risposta concreta  alla
  richiesta   di  legalità  che  viene  dall'intera  regione,   per
  modernizzare l'attività burocratica del Governo e per  rilanciare
  le  politiche dell'economia, dello sviluppo e del lavoro che oggi
  sono   la   prima  vera  emergenza  di  questa  Regione   e   che
  costituiscono  un  impegno morale, politico  e  di  governo,  del
  parlamento, della maggioranza, e del Governo stesso attraverso il
  suo Presidente, per rilanciare la crescita di questa Sicilia.
   Credo  che,  nel  rispetto delle posizioni di maggioranza  e  di
  opposizione,  è giusto e doveroso contribuire ad una  discussione
  sul  bilancio e sulla finanziaria che abbia come unico  obiettivo
  quello  del  rilancio  e di una riposta data  ai  problemi  della
  Sicilia.
   Perché,   guardate,  la  politica  del  Governo  e   di   questo
  parlamento non si ferma al bilancio e alla finanziaria, onorevoli
  colleghi,  ma  è  chiaro che, al di là della  finanziaria  e  del
  bilancio,  questo parlamento deve affrontare le leggi  importanti
  quali  il  rilancio  del mercato del lavoro  e  le  politiche  di
  sviluppo   di  questa  Sicilia  e  il  rilancio  delle  politiche
  energetiche e ambientali.

    ODDO SALVATORE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  SALVATORE.  Onorevoli  colleghi,   a  me  sembra  che  il
  dibattito  di stamattina sia un poco surreale perché  è  evidente
  che  si  ha difficoltà, e si vede anche dal tenore del dibattito,
  ad  affrontare un argomento come questo quando attorno a noi  sta
  cadendo l'impero.
     C'è  una  situazione politica generale, nazionale e regionale,
  di  tale  eccezionalità  che pensare stamattina  di  fare  questo
  dibattito  - come se attorno a noi  non vi fossero le macerie  di
  tutto quello che noi leggiamo sui giornali - mi pare surreale.
   Pensare  di potere affrontare con carattere di normalità l'esame
  del  bilancio  e  della  legge finanziaria  mi  pare  addirittura
  irrealistico.
   Credo  che  la  cosa più seria da fare - e concordo  con  quello
  precedentemente detto dal relatore di minoranza, onorevole Ortisi
  -  sarebbe  quella di prendere atto che ai siciliani,  in  questo
  momento, dobbiamo dare certezze.
   La  cosa  più  certa che potremmo fare, frutto  di  buon  senso,
  sarebbe quella di approvare l'esercizio provvisorio, garantire ai
  siciliani  il  minimo  sicuro  -  mi  riferisco  soprattutto   ai
  dipendenti regionali - la possibilità di avere la certezza che  a
  fine mese potranno riscuotere il loro stipendio.
   Siccome  la situazione politica è incerta, quello che  succederà
  domani, quello che succederà dopodomani non lo sa nessuno,  credo
  che  faremmo  un atto di grande coerenza, di grande realismo,  di
  oggettività  nel procedere all'esercizio provvisorio e,  infatti,
  è stato già presentato l'apposito disegno di legge.
   Se  approvassimo l'esercizio provvisorio faremmo un atto di buon
  senso  perché prescindendo da ciò che accadrà domani  è  evidente
  che, con una situazione politica così incandescente, pensare  che
  il  bilancio  lo approveremo in tempi accettabili è semplicemente
  una chimera
   E penso che questo lo capiamo tutti
   Abbiamo   l'esperienza  della  prima  legge  finanziaria   della
  legislatura approvata l'anno scorso, in un clima politico che non
  era quello di queste ore, pensare quindi di andare tout court  ad
  un  bilancio  credo  sia un progetto che non  tenga  conto  della
  realtà politica in cui ci muoviamo.
   Invito  i  Gruppi  parlamentari  a  riflettere  e  valutare   la
  possibilità  di  approvare  l'esercizio provvisorio.  L'esercizio
  provvisorio,  infatti,  darebbe la possibilità  di  avere  alcune
  certezze  amministrative e successivamente  di  procedere  ad  un
  esame del bilancio rispetto al merito.  L'onorevole Lo Porto, che
  è  persona  che intellettualmente stimo, un mese fa  ad  una  mia
  interrogazione  sulla  fusione Unicredit Capitalia,  rispose   in
  Aula  che  il  Governo  ne era entusiasta. Quindici  giorni  dopo
  sappiamo  tutti quello che è successo: quel Governo che  quindici
  giorni  prima  era  entusiasta della fusione  dell'Unicredit  con
  Capitalia,  è  andato  a peregrinare a Milano  e  ad  elemosinare
  rispetto della sicilianità.
   Se   la   vicenda  del  sistema  bancario  è  sintomatica  della
  chiarezza  che questo Governo ha sul futuro della Regione,  credo
  che abbia poche idee e confuse.
   Ribadisco questo invito: stamattina, se vogliamo fare  una  cosa
  seria,   dobbiamo   procedere  nella   direzione   dell'esercizio
  provvisorio  dando  sicurezza ai siciliani,  domani  facciamo  il
  dibattito  politico  sulla mozione di sfiducia  al  Presidente  e
  vediamo   l'esito,  dopo,  quindi,  si  programmi  il   prosieguo
  dell'attività dell'Assemblea regionale siciliana.
   Non  è pensabile oggi affrontare addirittura l'articolato,  come
  poco  fa era stato ventilato dalla Presidenza, data l'assenza  di
  interventi  perché c'è una situazione - come la  dipingevo  -  di
  assoluta surrealità, di attesa.
   Politicamente  siamo sospesi e pensare di affrontare  in  questo
  clima  l'esame del bilancio è veramente una presa  in  giro.  Non
  sappiamo  se  e  quando questo bilancio uscirà da  quest'Aula  in
  questa situazione politica.
   Diamo  un  po'  di  certezza ai siciliani: facciamo  l'esercizio
  provvisorio,  garantiamo  lo stipendio ai  lavoratori  di  questa
  regione   e  cerchiamo  di  arrecare  meno  danno  possibile   ai
  siciliani.  Se  facciamo  questo,  abbiamo  già  fatto  una  cosa
  importante.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   da   una
  sbirciata  veloce che è stata fatta su questo disegno  presentato
  dal  Governo  sul bilancio e sulla finanziaria 2008, la  classica
  espressione  sarebbe quella di dire:  nulla  di  nuovo  sotto  il
  sole  se non alcuni spunti che mi permetto di evidenziare.
   Intanto,  colgo  con  amarezza che ormai lo  sport  è  diventato
  quello  di calpestare il principio di sussidiarietà nei confronti
  degli enti locali e questo è un aspetto che già l'anno scorso, in
  commissione  bilancio si era evidenziato dove era stato  previsto
  un fortissimo taglio del 10% ai trasferimenti ai comuni. Noto con
  grande  disappunto che anche in questa finanziaria c'è un  taglio
  di  forse  150  milioni di euro come trasferimento  ordinario  ai
  comuni.
   Mi  si dice, come si è tentato l'anno scorso, di annotare questa
  riduzione ad una questione tecnica di trasferimento della  quarta
  rata ai comuni fatta nell'anno successivo.
   Mi  permetto di dire, come è stato fatto l'anno scorso e poi  mi
  è  stato  dato  atto,  che questa riduzione contenuta  in  questa
  finanziaria  è una riduzione di trasferimento per competenza.  Se
  il  testo  rimane  in  questi termini,  nessuna  reiscrizione  in
  bilancio può essere consentita
   C'è, quindi, un primo aspetto che mi permetto di segnalare,  che
  riguarda  il  trasferimento  ordinario  agli  enti  locali  e  di
  conseguenza mi auguro che il Governo non continui a praticare  lo
  sport  di  violentare il principio di sussidiarietà nei confronti
  dei comuni.
   Secondo  aspetto:  vedo che questo sport sta coinvolgendo  molti
  colleghi,  perché vincolare il 25% dei trasferimenti ordinari  ai
  comuni  per attività sociali (mi pare sia questo il termine)  pur
  nobile  nell'intento,  parte  però  da  un  presupposto  di   non
  conoscenza  di quelle che sono le vicende quotidiane dei  comuni.
  Lo dico, purtroppo, come sindaco in quanto mi rendo conto - conti
  alla  mano  -  cosa significa vincolare il 25% dei  trasferimenti
  ordinari  ai comuni. Significa che il 90% dei comuni, soprattutto
  quelli piccoli, (io rappresento un comune di 1.500 abitanti)  non
  potrà  fare  il bilancio quest'anno. Già ci sono comuni  che  per
  potere   tirare  a campare , come il mio, non dà  le  pur  minime
  indennità  al sindaco, assessori e consiglieri comunali.  Se  noi
  immaginiamo che ogni comune ha le sue specificità, per esempio il
  mio comune spende moltissimo per mantenere il collegamento con le
  frazioni,  noi  spendiamo  una gran  parte  del  nostro  bilancio
  soltanto per le strade rurali, un taglio del genere significa che
  io non potrò garantire, quest'anno, questo servizio.
   Anche  questo  è un principio di violenza rispetto al  principio
  di sussidiarietà degli enti locali.
   Questo  è  un altro elemento che non mi può portare ad esprimere
  parere favorevole, se l'impianto della finanziaria rimane così.
   E'  normale  che  abbia  fatto il mio dovere  di  presentare  un
  emendamento  che  cassi  questo  principio  ma  non  perché  sono
  contrario  a  ciò che esprime questo emendamento, perché  esso  a
  pioggia,  senza  una diversificazione, senza una  gradualità  nel
  ragionamento  crea danno e lo dico con conti che  potrei  fare  a
  tutti.
   Un   altro   aspetto  riguarda  anche  una  norma  tecnica   del
  rimpinguamento del fondo dei trasferimenti sempre alle  autonomie
  locali per l'Iva che i comuni dovrebbero rimborsare in seguito ai
  servizi che ricevono. Anche questa, pur nobile nell'intento, ma è
  una  norma  che tecnicamente crea una forte disparità, faccio  un
  esempio molto pratico. Il Comune di Palermo, per esempio, per  il
  servizio  di  smaltimento rifiuti solidi urbani, avrà  milioni  e
  milioni di euro di IVA; il Comune di Fiumedinisi, il mio ne  avrà
  cinquanta  mila. Se io ora impinguo sul trasferimento  ordinario,
  tolgo   in  anteparte  questi  fondi,  significa  che  ho  creato
  un'ulteriore decurtazione ai trasferimenti ai Comuni.
   Io  non  posso  pensare che in quest'Aula, non avendo  altro  da
  fare  si continua a violentare il principio di sussidiarietà  nei
  confronti  degli  Enti  locali, questo denota  scarsa  conoscenza
  della materia ma soprattutto, la cosa più triste, è che non si ha
  idea  di  come si amministrano gli enti locali. Ed è un'ulteriore
  offesa per chi quotidianamente sta in trincea negli enti locali a
  dare   servizi   poi  è  l'ultimo  baluardo  anche  delle  nostre
  disfunzioni  nei confronti del cittadino. Come devo cogliere,  ma
  anche  questo  sarà  poi oggetto al momento opportuno,  con  così
  piacere  che  il  Governo  si occupa di  credi  di  imposta  alle
  imprese.
   Questo tema è pure abbastanza delicato perché io non so se  sono
  stati appostati 7 milioni di euro non prima ponendosi il problema
  delle  autorizzazioni di Bruxelles oppure è stato per ora,  visto
  che  fa  moda  il credo di imposta come per un certo  periodo  ha
  fatto moda la fiscalità di vantaggio, è stata appostata una cifra
  di  7 milioni  e basta. Questo significa che sotto questo profilo
  qualunque  somma  è  stata appostata, e  non  basta  mai  per  lo
  sviluppo, siamo pienamente d'accordo, rispetto a  quelle che sono
  le  autorizzazioni  preventive da  parte  della  Unione  Europea,
  significa  appostare  delle  somme e poi  non  poterle  spendere.
  Quindi,  qualcuno  su  questo aspetto,  mi  auguro,  che  sia  in
  condizioni di relazionarci.
   Complessivamente  il  giudizio  in  questo  momento,  se  alcune
  storture  lasciando stare le storture generali che  le  ho  visto
  l'anno  scorso  e  a  quanto pare è un male  endemico  di  questo
  governo  e  di questa Assemblea, se queste storture  non  vengono
  corrette  non  credo  che  si possa assolutamente  immaginare  di
  approvare questo testo di finanziaria.
   Per  concludere  dico che  se noi decidiamo come  abbiamo  fatto
  l'anno  scorso,  come si fa ogni anno, di farci  male  facciamolo
  pure  ma evitiamo di coinvolgere in questo gioco al massacro  gli
  enti  locali.  Questo  lo  voglio dire  con  convinzione  e  farà
  l'impossibile  per  correggere queste storture  che  non  possono
  assolutamente  essere varate in questa Assemblea, pena  veramente
  ormai  una  perdita  sia  di senso di  democrazia  che  senso  di
  solidarietà nei confronti degli enti locali.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor   Presidente, onorevoli colleghi,  condivido
  ovviamente  la  relazione di minoranza fatta dal collega  Ortisi,
  aggiungerò  soltanto  alcune valutazioni di  carattere  generale.
  Intanto   facendo  rilevare  la  scarsa  partecipazione.  Abbiamo
  contratto un'abitudine negativa che è quella che non pensa più  a
  mantenere  gli  impegni  previsti dalla legge.  Questo  dibattito
  dovevamo  svolgerlo  nel  mese di novembre,  perché  la  scadenza
  prevista  dalla legge è quella del 31 dicembre e il primo gennaio
  qualsiasi   amministrazione  provvede  ad  approvare  l'esercizio
  provvisorio.
   Questo   esercizio  provvisorio  viene  considerato   un'offesa,
  anziché  considerarlo  uno  strumento tecnico  di  risposta  alle
  esigenze  dei  fornitori, dei dipendenti e dei  pensionati  viene
  considerato un'offesa. Ma la vera offesa per i siciliani è questo
  bilancio  e questa finanziaria. Ci saremmo aspettati, dopo  tante
  discussioni,  una  finanziaria di  svolta,  una  finanziaria  che
  prevedesse   una  strategia  di  risanamento  della  spesa,   che
  contenesse alcune linee di politica economica.
   Invece,  stiamo perpetuando elementi degenerativi  della  spesa,
  non  si  interviene assolutamente sugli sprechi, non si  riducono
  gli  enti  inutili, non c'è un'idea di Regione,  non  si  capisce
  quale  possa  essere il modello di sviluppo  al  di  là  di  dati
  drammatici. Infatti, non possono passare inosservati i 2  milioni
  di euro di deficit tendenziali, anche perché con la stessa prassi
  degli anni precedenti prevediamo entrate assolutamente aleatorie,
  per non dire fittizie.
   Il  caso  dell'anno  precedente  non  può  passare  inosservato,
  dobbiamo  riflettere in ordine al fatto che  i  mancati  introiti
  derivanti    dalla   dismissione   degli   immobili   costringono
  l'amministrazione regionale a contrarre un nuovo   mutuo  di  750
  milioni  di  euro che si aggiunge ai quasi 3 milioni di  euro  di
  deficit  di  debiti  residui contratti con le banche  negli  anni
  precedenti.
   Quindi,  altro  che  situazione ordinaria o situazione  normale
  Siamo la Regione più indebitata del Meridione  e continuiamo  con
  i soliti bilanci discussi con la fretta di qualche giorno e senza
  che i deputati possano esprimere in maniera piena il loro impegno
  per modificare o per incidere sulle linee - come dicevo prima   -
  della politica finanziaria della Regione.
   Vi   è  l'esigenza,  a  mio  parere,  di  approvare  l'esercizio
  provvisorio subito, anche se volessimo approvare questo  bilancio
  domenica,  lunedì o sabato notte, sono necessari,  per   Statuto,
  tre  giorni  per  l'Assemblea e cinque giorni per il  Commissario
  dello  Stato; pagheremmo gli stipendi  a metà febbraio  Per quale
  motivo  si  devono stressare i dipendenti? Che  colpa  hanno  gli
  utenti, i fornitori, dei ritardi di una politica che si allontana
  sempre più dai cittadini?
   E'  chiaro che nessuno può chiedere di ritirare gli emendamenti,
  perché  una  delle  poche  occasioni  che  hanno  i  deputati  di
  maggioranza  per potere esprimere le loro proposte  è  la   legge
  finanziaria  e,  quindi,  tentare  di  migliorare  lo   strumento
  fondamentale  per  l'attività della nostra  Regione.  E'  proprio
  sull'idea  di  Regione  e  sul modello di  sviluppo  che  abbiamo
  presentato alcuni emendamenti.
   Tutti  ricordano  in  quest'Aula  che  in  occasione  del   DPEF
  dell'anno  precedente  è stato approvato un  ordine  del  giorno,
  votato  dalla  stessa maggioranza, che prevedeva  la  dismissione
  dell'ESA,   un  anno e mezzo fa'  Non si è fatta per  ragioni  di
  carattere  politico, perché un partito si è  opposto  ed  è  come
  quella  favola che ogni volta raccontiamo quando si  devono  fare
  dei  sacrifici:  non  c'è nessuno che vuole cominciare;  qualcuno
  giustamente  si  è chiesto sul perché cominciare dall'ESA  e  non
  dall'ASTI  sistemi  o  da  altri carrozzoni  creati  apposta  per
  tentare di soddisfare le ambizioni politiche di qualcuno che  non
  è riuscito a farsi eleggere.
   C'è un problema di cultura politica, di senso delle istituzioni,
  facciamo un salto di qualità e cambiamo registro sul piano  della
  politica;  vedete, non riguarda solo la nostra Regione,  ci  sono
  esempi  di  cattiva politica anche in Italia, non lo  nego  e  lo
  ammetto,  ma  dovremmo interrogarci in ordine  al  fatto  che  in
  Sicilia la politica viene percepita sempre meno come impegno  per
  il bene comune.
   Approvare questo tipo di bilancio o fare provvedimenti  a  breve
  termine nella speranza di ottenere consensi è sbagliatissimo.
   La   politica  è  progettualità,  valori,  ideali,  motivazioni,
  etiche,  è  seminare  oggi per raccogliere  domani,  anche  se  a
  raccogliere  dovessero  essere altri. Una  classe  dirigente  che
  pensa  all'oggi  è  una  classe  dirigente  che  non  ha  nessuna
  prospettiva, che non guarda al futuro; è una classe dirigente che
  pensa a conservare se stessa.
   Siamo  profondamente  contrari, sul  piano  dell'impostazione  e
  dello  stile,  al tipo di lavoro che si è fatto  e  speriamo  che
  attraverso  un  dibattito serio che può durare due giorni,  dieci
  giorni,  quindici  giorni, perché non dobbiamo avere  fretta,  si
  possa modificare l'impostazione complessiva di una finanziaria  e
  di un bilancio che non condividiamo.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  una  manovra
  di  bilancio  e  finanziaria serve, normalmente, a confermare  le
  questioni quando vanno bene e  a cambiarle quando non vanno bene.
   In  questi  giorni  ho sentito molte volte, da  esponenti  della
  maggioranza,  questo  termine, questa necessità  di  cambiamento,
  l'ho letto anche stamattina.
   Credo  che  sia sotto gli occhi di tutti la necessità  di  dover
  cambiare  le condizioni economiche- sociali della nostra Regione,
  siamo la Regione con il 30 per cento delle famiglie che vivono al
  di sotto del tasso di povertà.
   Nel  suo  bilancio,  signor Assessore, non si  parla  di  questa
  condizione  che dovrebbe, naturalmente, allarmare  i  governanti,
  dovrebbe essere il primo punto di riferimento.
   Prima  di cominciare la relazione del Governo,  bisogna indicare
  in   premessa di voler diminuire il numero dei poveri in Sicilia,
  di  volere   aumentare il tasso di sviluppo, e così via;   queste
  questioni   dovrebbero essere trasformate in fatti  concreti,  in
  modifiche  della struttura del bilancio della Regione  e,  perché
  no, in nuove norme che possano cambiare significativamente questa
  condizione.
   Nel  bilancio e nella finanziaria non c'è traccia di tutto  ciò,
  non  c'è  nulla,  non  c'è  neanche il  tentativo  di  affrontare
  qualcuna  di  queste  condizioni, provare,  per  ragioni  persino
  medianiche,  di  far diventare questa cosa il punto centrale,  lo
  snodo  attraverso il quale vogliamo, per esempio, mettere mano  a
  questa incredibile e straordinaria tragedia del precariato.
   Poteva  essere  una  cosa  di cui la gente  poteva  parlare,  si
  poteva  stabilire la strada da imboccare per eliminarlo,  mettere
  almeno  la  norma  della  finanziaria  nazionale  che  ha   fatto
  diventare  possibile  la trasformazione dei  contratti  da  tempo
  determinato  a tempo indeterminato per le persone  che  da  molti
  anni  stanno nella pubblica amministrazione e che hanno  superato
  una selezione per entrarci.
   Abbiamo  preferito più volte, in quest'Aula,  votare  norme  che
  hanno stabilizzato persone che non avevano mai fatto nessun  tipo
  di  selezione,  ma  hanno avuto la fortuna di  essere  nel  posto
  giusto  al  momento  giusto,  in qualche  azienda  della  Regione
  piuttosto  che avere un piano generale, un approccio  generale  o
  una condizione di questo genere.
   Non stiamo facendo nulla per ripianare questo bilancio.
   Il  Presidente  della Regione, nella conferenza  dei  Presidenti
  dei  gruppi  parlamentari che avviò la  fase  della  sessione  di
  bilancio,  disse,  testuali  parole,  che  tutto  il  bilancio  è
  ingessato perché è tutta spesa corrente.
   Bene,  adesso  che lo sa, cosa c'è nel bilancio per  trasformare
  questa terribile verità in una verità da cambiare? Quali sono  le
  azioni  che  tendono a trasformare una parte del  bilancio  della
  Regione  in  un bilancio che possa essere utilizzato dalle  forze
  produttive, dal cambiamento della nostra Regione, quali  sono  le
  risorse?
   C'è  questa mitica legge sullo sviluppo, questo fondo che si sta
  provando  a  costruire perché si possano trovare risorse,  quando
  sappiamo  che una parte di quelle risorse è già impegnata  per  i
  piccoli  e  mille emendamenti che verranno fuori e che erano  già
  previsti nella legge 701.
   Un  bilancio  che, come al solito, certifica  le  uscite  e  che
  ragionevolmente pone qualche dubbio sulle entrate.
   Pur  avendo  cambiato  le modalità con cui vengono  iscritti  in
  bilancio  250  milioni  per  i  termovalorizzatori,  continuo   a
  sospettare  che  avremo  la  possibilità  di  spendere  senza  la
  certezza delle entrate e la stessa cosa vale per i soldi previsti
  in  entrata  per le accise, soldi già spesi dentro  il  bilancio,
  perché  il bilancio va a pareggio con queste risorse che  vengono
  date  in  entrata, ma quelle entrate arriveranno? E siamo  sicuri
  che  verranno compensati se non arriveranno dal maggiore  gettito
  fiscale? Siamo sicuri che questo Tesoretto che si è continuato  a
  costruire  per  effetto  delle  politiche  fiscali  del   Governo
  nazionale avrà riverberi così importanti nel nostro bilancio?
   Questo è un bilancio da scommettitori d'azzardo, da gente  forse
  abituata  a scommettere nelle sale corse. Si dà per scontato  che
  forse  avremo queste entrate e considerato che forse  le  avremo,
  intanto vengono spesi. Come coloro che spendono l'eredità  ancora
  prima di incassarla e con lo zio ancora vivo si cominciano a fare
  i  debiti.  A babbo morto  si diceva una volta: faccio un  debito
  che pagherò quando morto il babbo riceverò l'eredità.
   Mi  sembra questo il modo con cui viene costruito il bilancio  e
  non  c'è nessuna azione riformatrice. Si è declamato tante  volte
  sulla  necessità di intervenire nelle aziende, negli enti inutili
  di  questa Regione, ogni volta si prova a fare l'elenco e  ci  si
  ferma sempre al primo rigo, non si va mai avanti.
   Abbiamo   esitato   una  legge  per  fare  uscire   la   Regione
  dall'economia vendendo le aziende pubbliche in mano alla  Regione
  e abbiamo aumentato significativamente il numero delle stesse, di
  cui  la Regione è proprietaria. Le abbiamo chiamate prima società
  miste,  adesso le stiamo trasformando tutte in società per azioni
  direttamente di pertinenza della Regione.
   Questo,  non solo è lo strumento con il quale si fa clientelismo
  in  Sicilia, non è soltanto lo strumento con il quale  si  fa  la
  dotazione  elettorale  dei deputati e  dei  partiti  del  centro-
  destra,    ma  questo  danneggia  significativamente  le   stesse
  condizioni  del normale mercato della Sicilia. Non c'è  una  sola
  azienda di servizi in Sicilia.
   Nel  mondo  le  aziende  di  servizi, i  global  services,  sono
  diventate importanti aziende e in Sicilia non ce n'è una,  dicasi
  una, ammazzate da una concorrenza che naturalmente non può essere
  vinta  con  le società della Regione. E la stessa cosa  vale  per
  tutte le altre attività economiche.
   Che  cosa  consegneremo nelle mani dei nostri figli? Ed  inoltre
  cosa si fa  delle risorse comunitarie? Come interagiscono con  il
  bilancio della Regione?
   Interagiscono  soltanto  in  un modo:  alleggeriscono  la  spesa
  corrente facendo finta di utilizzare quelle risorse per spesa  in
  conto capitale o per innovazioni.
   E'  il modo con cui spendiamo le risorse per la formazione, come
  rischiamo di intervenire probabilmente nelle risorse anche  della
  Forestale, così come in tante altre delle nostre parti.
   Infine,  la   vicenda della sanità: non c'è nessuna  correzione,
  non  c'è nessun tentativo. Viene dato per scontato che c'è questo
  piano  sanitario che dovrebbe, a norma di accordo  con  lo  Stato
  nazionale, fare rientrare la sanità siciliana dal deficit  e  nel
  bilancio  non  c'è traccia di questo, non c'è traccia  di  nessun
  risparmio, di nessuna diminuzione di queste incombenze.
   State  tentando di certificare la condizione così  com'è,  state
  provando  a  peggiorare le condizioni del bilancio  della  nostra
  Regione facendo finta di non cambiare nulla perché impelagati  in
  una crisi drammatica della vostra maggioranza.
   E'  un anno e mezzo che ci conducete di qua e di là,  in maniera
  irresoluta,  senza sapere esattamente cosa fare,  prigionieri  di
  una rissa permanente tra di voi che ha finito non soltanto con il
  paralizzare, ma con il danneggiare significativamente  la  nostra
  Regione.
   Avete  una  responsabilità  gravissima,  non  si  fa  nulla  per
  cambiare,  niente che abbia un qualche rilievo  per  i  cittadini
  siciliani   e   pensate  che  questo  sia  senza   colpa,   senza
  responsabilità.
   Non  smetteremo  mai  di  ricordarvi che  siete  dannosi  e  che
  sarebbe una buona cosa per la Sicilia cambiare,  soprattutto voi

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne
  ha facoltà.

    DI   MAURO .   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   la
  conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari svoltasi  ieri
  ha  svuotato  il  dibattito di questa mattina sulla   discussione
  generale  del bilancio. E ciò perché la richiesta, formulata  dal
  Partito  Democratico, di volere discutere la mozione di  sfiducia
  presentata  ha accentrato l'interesse politico sulla  discussione
  che  avverrà domani e questa diventa una discussione, mi permetto
  dire, accademica, una discussione quasi inutile perché l'esame  e
  la  discussione  della mozione e la relativa   votazione  che  si
  svolgerà  domani  certamente daranno  un  segnale  importante  in
  ordine a ciò che succederà successivamente.
   Personalmente   sono   convinto,  signor  Presidente,   che   la
  discussione della mozione - che, ovviamente, per quanto  riguarda
  la  maggioranza si concluderà certamente con un voto  negativo  e
  quindi sarà respinta - avvierà un percorso molto più semplice per
  l'approvazione del bilancio e della finanziaria,  anche  se  devo
  dire   che lo sforzo fatto nelle commissioni dalla maggioranza  e
  dall'opposizione, che non ha avuto assolutamente un atteggiamento
  ostruzionistico  durante  tutto il  dibattito,e  dando  anche  la
  possibilità, alcune volte, di avere il numero legale  soprattutto
  durante  i  lavori della Commissione bilancio,  credo  che  abbia
  determinato,   alla   fine,  una  finanziaria   e   un   bilancio
  assolutamente rigoroso.
   Non  è  quello  che tutti ci aspettavamo, lo dico anche  a  nome
  della   maggioranza,   perché  mi   permetto   di   dire,   quasi
  provocatoriamente,  che   ci aspettavamo quest'anno  un  percorso
  diverso  da  parte del Governo, soprattutto per le speranze   che
  avevamo tutti riposto allorquando si era approvata la finanziaria
  lo scorso anno, mi riferisco soprattutto a quei segnali normativi
  che  erano  stati  dati  con l'abrogazione  di  alcune  questioni
  importanti, con la riduzione degli ATO, con il via per l'elezione
  dei   consorzi   dei  bonifica  e  con  tante  altre   iniziative
  legislative.
   E  non voglio dimenticare la dichiarazione  fatta dal Presidente
  della  Regione  l'ultimo giorno in cui ci fu il  dibattito  dello
  scorso  anno  allorquando   annunciò con  convincimento  che  era
  necessario  passare  ad  una fase diversa,  ossia  l'eliminazione
  della  legge finanziaria  perché l'anno successivo si  procedesse
  con  una  legge  di  bilancio   e con  una  serie  di  iniziative
  legislative    di  settore  e,  quindi,  anche   di   spesa   che
  disciplinassero   solo  ed  esclusivamente  gli   argomenti   che
  costituivano  il  titolo all'esame del disegno di  legge.  Non  è
  andata così.
   E  non  è  andata così perché anche la questione giudiziaria  ha
  influito non poco sul governatore e sul Governo, tant'è che non è
  stato   questo   un  anno  facile,  ma  anche  sotto  il  profilo
  dell'attività  legislativa  da  parte  del  Governo  e  da  parte
  dell'Assemblea  non  è  un anno dei più  attivi  del   Governo  o
  dell'attività dell'Assemblea e ci siamo ritrovati alla  fine  con
  un disegno di legge finanziaria e un disegno di legge di bilancio
  molto contenuti.
   Non  è  certamente  il gran calderone che è stato  adottato  dal
  Governo  nazionale, questo è un disegno di legge molto contenuto,
  che  prevede  poche  norme, per lo più di  riordino,   norme  che
  mettono nelle condizioni il Governo di preparare le carte per  un
  rilancio di un'attività presente nell'idea del Governatore,  come
  più  volte  ha  annunciato,  di  una  futura  azione   che  possa
  riprendere  il  discorso interrotto subito  dopo  la  finanziaria
  dello scorso anno.
   Credo   che   la   maggioranza   abbia   fatto   un'azione    di
  responsabilità, non forzando la mano nelle Commissioni di merito,
  il    Governo  stesso  ha  presentato  un  disegno  di  legge  di
  finanziaria e di bilancio molto contenuto.
   Non  si  è  voluto dare il via ad un'azione che  potesse  vedere
  l'individuazione  di  un percorso di un disegno  di  legge  quasi
  omnibus   o   calderone  e  si  è  voluto  dare  la   possibilità
  all'Assemblea di esaminare un disegno di legge scarno, un disegno
  di legge molto contenuto.
   Voglio  aggiungere,  anche  a nome  della  maggioranza,  che  su
  questo  percorso, stante anche il momento difficile  che  si  sta
  attraversando, sarebbe opportuno ritirare  gli emendamenti, anche
  come  maggioranza,   perché non c'è dubbio che  al  di  là  degli
  annunci   fatti dall'opposizione, mi permetto di dire, in maniera
  provocatoria, in ordine all'esercizio provvisorio, come dicono il
  Presidente  Cuffaro  e  l'Assessore  Lo  Porto,  di  non  esserne
  d'accordo.
   Dobbiamo dotarci con immediatezza di un esercizio finanziario  e
  dare  vita  successivamente, così come  è  stato  annunziato  dal
  Governatore,  a  tutti  i disegni di legge,  compreso  il  famoso
  disegno  di legge numero  701,  citato più volte da noi  tutti  e
  che ha già iniziato il suo iter nelle Commissioni di merito  e si
  aspetta soltanto di portarlo in Giunta per essere esaminato.
   Il  Governo  mantiene l'impegno dei fondi che vengono  destinati
  per  lo sviluppo e mi auguro che quest'anno il Governo possa dare
  vita  a  quelle iniziative proposte lo scorso anno e che  possono
  essere attuate.
   Non  c'è  dubbio che un percorso va individuato come  quello  di
  avviare  la  diminuzione degli ATO, di restituire i  consorzi  di
  bonifica agli agricoltori,  di snellire le procedure per spendere
  meno e non ricorrere alla vendita del nostro patrimonio.
   Come   classe  politica  dobbiamo  dare  un  segnale  di  essere
  assolutamente   parsimoniosi   e   rispettosi   soprattutto   del
  patrimonio della Regione siciliana.
   Non  voglio aggiungere altro, signor Presidente, confermando ciò
  che  è  stato deciso ieri in Conferenza dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari,  nel  convincimento che domani molti  nodi  saranno
  sciolti.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Panepinto.  Non
  essendo  presente  in  Aula l'onorevole Panepinto,  decade  dalla
  facoltà di intervenire.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è  stato
  già  ricordato,  affrontiamo  questo  dibattito  in  un  contesto
  politico  intriso  di emozioni, in un clima in  cui  la  Sicilia,
  obiettivamente, pensa ad altro e, più precisamente, pensa  a  ciò
  che,  inevitabilmente,  sarà al centro della  discussione  domani
  mattina.
   Paradossalmente   ciò   sta   aiutando   il   Governo,    poiché
  quest'ultimo  ha  presentato  una  manovra  finanziaria  che   ha
  chiamato  manovra tecnica'  facendo credere che la tecnica  è  la
  neutralità dell'azione politica.
   Mi permetto di dire - e lo dico all'Assessore per il bilancio  e
  le  finanze - che questa è una manovra politica, una  manovra  di
  chi  ha  fatto  una  scelta,  la scelta del  galleggiamento,  che
  peraltro   è assolutamente coerente con la politica degli  utlimi
  due anni che stanno alle nostre spalle.
   Un  Governo che ha scelto di mantenere il sistema di potere e di
  relazioni  che  ha  costruito lungo  il  corso  della  sua  prima
  legislatura  e,  ora, nel corso della sua seconda legislatura  al
  punto in cui siamo arrivati. Quindi, è una scelta politica.
   Si  tratta, quindi, di una manovra politica, non di una  manovra
  tecnica.  Ed  è  una manovra politica anche nella misura  in  cui
  sceglie  di  non fare altre scelte che, invece, a  nostro  avviso
  sarebbero necessarie, soprattutto  per un dato di macrofinanza.
   Questo   è  un  bilancio  cui,  per   rifinanziare  il   sistema
  costruito dai governi Cuffaro, si devono aggiungere, alle entrate
  dirette ed ordinarie di questa Regione, 2 miliardi di euro.
   Sappiamo  già da oggi che per far funzionare la vostra  macchina
  ogni  anno dobbiamo aggiungere risorse che non abbiamo e, quindi,
  dobbiamo ricorrere o a fantasiose procedure finanziarie,  oppure,
  cosa assolutamente pesante per chi verrà dopo, all'indebitamento.
   Provo  a  sintetizzare le tre questioni che  avete  inserito  in
  questa  finanziaria. Premesso il mantenimento dell'esistente,  la
  finanziaria si è mossa lungo tre coordinate: riscrivere  ciò  che
  avevate già scritto l'anno scorso traslandola al 2008, ovvero  la
  valorizzazione degli immobili per circa 730-740 milioni di euro.

    LO  PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Sono  stati
  spostati.

    CRACOLICI   Prima sono stati contabilizzati l'anno scorso,  non
  li  avete  mai cancellati, nel senso che non avete dato copertura
  l'anno scorso alla minore entrata perché non li avreste ricevuti,
  però  erano  iscritti  in contabilità, quindi  il  bilancio  2007
  quadrava grazie a quei 730 milioni.
   Tant'è che c'è un disavanzo nel 2007 e ci sarà un disavanzo  che
  dovrete coprire in corso di esercizio. Sono stupito di questa sua
  affermazione, onorevole Lo Porto
   Nel 2008 iscrivete 730 milioni che erano già quindi del 2007,  a
  questi  se  ne  aggiungono circa 780 - se non ricordo male  -  di
  indebitamento, di ricorso quindi al mercato finanziario  e  circa
  350 milioni di euro di finte operazioni di risparmio sul bilancio
  della Regione. Dico  finte  perché alcuni di questi risparmi sono
  somme  che, se non obbligatorie, sono somme obbligate, anche  per
  la  ripetizione di  queste spese lungo il corso di  tutti  questi
  anni.
   Fortunatamente  in Commissione bilancio abbiamo lavorato  quanto
  meno  per  rimettere  a  posto alcune  partite  che  erano  state
  iscritte  male  nel  bilancio di questa Regione,  a  partire  dal
  ricorso  all'indebitamento poiché, come è noto,  la  Costituzione
  obbliga l'utilizzo delle somme dei mutui  per investimenti; e non
  è   possibile,   anche   a  seguito  di  sentenza   della   Corte
  Costituzionale, il co-finanziamento dei fondi strutturali.
   Eppure  avevate  previsto  che  il  co-finanziamento  dei  fondi
  strutturali,  pari a circa 370 milioni di euro,  doveva  arrivare
  tramite  l'indebitamento e il ricorso al  mercato.  Questa  è  la
  manovra  che  avete  presentato. Mi  può  sfuggire  qualcosa,  ma
  sostanzialmente questa  è la manovra tradotta, come si suol dire,
  in soldoni.
   Pensiamo   invece  che  si  possa  fare  una  manovra    altra',
  onorevole  assessore.  Per  esempio,  si  possono  chiudere  enti
  inutili  che costituiscono soltanto dei costi per questa Regione.
  Enti  inutili   E  non  perché dobbiamo abrogare  i  Consigli  di
  amministrazione;  certo,  anche quelli. E non  è  una  cattiveria
  dell'azione politica cancellare strutture e strumenti che servono
  a finanziare il sistema politico e non servono ai siciliani. Enti
  inutili,  a  partire  dall'ESA; a  partire  da  quello  che  sono
  diventati  i Consorzi di bonifica; a partire da quello  che  oggi
  non sono più e non servono più, per come sono fatti, gli Istituti
  autonomi  case  popolari; a partire da  strutture  che  vi  siete
  inventate, nel corso di questi anni, come, ad esempio, l'Istituto
  dell'olio  e  dell'olivo. Insomma, strutture che, se  cancellate,
  non  ci  sarà  nessun siciliano, tranne i diretti  interessati  o
  alcuni dei diretti interessati, che ne sentirà la mancanza  o  si
  sentirà orfano  delle stesse.
   Pensiamo  che le scelte che devono essere fatte ora,  andrebbero
  fatte  ora.  Ma  chi  le fa? Un Governo spompato,  delegittimato,
  socialmente ormai considerato una iattura per questa Regione?
   Chi  fa la scelta che dovrebbe farsi in una Regione moderna,  ad
  esempio,  quella  di  non  litigare su chi  nomina  il  direttore
  generale  del Banco di Sicilia, ma su come mettere a servizio  le
  risorse  che,  in questi anni, sono state utilizzate  per  essere
  azionisti  non più del Banco di Sicilia, che era un  istituto  di
  credito regionale, ma a servizio di un grande gruppo finanziario,
  ieri  Capitalia, oggi Unicredit, rispetto al quale non si capisce
  la  ragione  per  la  quale l'unica Regione in   Europa  possiede
  azioni  di grandi gruppi finanziari  Per fare che  Qual è la  sua
  politica  bancaria?  Cosa serve ad una Regione?  Trasformarsi  in
  banchieri  o  non  mettersi  al  servizio  di  politiche  per  lo
  sviluppo,   sostenendo  strumenti  anche  innovativi,   come   la
  costruzione di fondi chiusi, che consentirebbero, questo  sì,  di
  legare risparmi ed impiego in una logica moderna.  Non avere  per
  forza,  quindi, l'esercizio di qualche nomina  - e abbiamo  visto
  come  è  andata a finire - per gestire il Banco o  quello  che  è
  rimasto  del  Banco, in una logica non di chi li  governa  ma  di
  tutti. Questo però è un tema che affronteremo domani.
   Per  quanto  riguarda la vicenda del Banco  di  Sicilia,  non  è
  forse   questo   il  momento  di  assumere  una   decisione   che
  considererei ovvia, cioè quella di piazzare sul mercato le azioni
  che  possiede la Regione nel Gruppo Unicredit e utilizzare quelle
  risorse  per sostenere le politiche di sviluppo, per farsi  parte
  attiva,  per  avere  una  politica per  lo  sviluppo  e,  invece,
  litighiamo su chi deve ricoprire la carica di direttore del Banco
  di Sicilia.
   La  commedia  Banco di Sicilia  si è consumata e si  scopre  che
  tutta la questione non scaturiva dal Banco di Sicilia, ma da  una
  società  controllata  dal Banco di Sicilia, rispetto  alla  quale
  bisogna mantenerne il controllo politico.
   Questa  politica utilizza strutture e strumenti  che  dovrebbero
  servire  ai  cittadini in una logica di gestione e di sistema  di
  potere.
   Pensiamo  che  con  la  finanziaria si dovevano  compiere  delle
  scelte  politiche, affrontando, ad esempio, alcune emergenze.  Ne
  cito  una  per  tutte:  stiamo vivendo un momento  terribile,  in
  Sicilia, quello cioè della politica della casa.
   In  questa  finanziaria,  si trova  una  norma  derivata  da  un
  emendamento,  presentato  dal  nostro  Gruppo  parlamentare,  che
  consentirà,  a  qualunque  cittadino,  di  potere  utilizzare  un
  beneficio  ristrutturando gli immobili  nei  centri  storici  dei
  comuni siciliani e ricevendo il contributo pari all'importo degli
  interessi per accedere al mutuo.
     Così  come  è stato approvato questo strumento, vi sono  altri
  emendamenti  che non sono stati approvati e che, paradossalmente,
  consentirebbero  di  dare un messaggio ai siciliani,  a  chi  non
  riesce  a  pagare  il  mutuo perché sono  cresciuti  i  tassi  di
  interesse. C'è una sofferenza;  e, come dicevano i rappresentanti
  di Bankitalia, qualche giorno fa,  il numero delle sofferenze per
  l'acquisto  delle case è cresciuto in un anno dell'8  per  cento,
  dove sofferenza significa che la gente non può più pagare le rate
  dei mutui.
   In  alcuni casi, quando, nelle famiglie la crescita dei tassi di
  interesse  ha  determinato l'aumento della  rata  di   mutuo   di
  duecento/duecentocinquanta  euro  al  mese,  ne   sono   derivate
  condizioni  di sofferenza che provocano una certa difficoltà  per
  le stesse famiglie ad arrivare alla fine del mese.
   Politiche  della  casa si possono realizzare mettendo  in  campo
  strumenti    che    possano    ulteriormente    incentivare    la
  ristrutturazione  degli immobili. Avevamo proposto  un  ulteriore
  beneficio   fino   al  51  per  cento  dello   sgravio   per   la
  ristrutturazione  degli immobili, strumento  già  previsto  nella
  legge nazionale.
   Così  come  altri meccanismi proposti che necessitano in  questa
  Regione,  dove  avete inventato uffici inutili,  uffici  speciali
  inutili,  ma  forse  in  questa regione   un   Ufficio  speciale
  servirebbe:   l'Ufficio  speciale  per  la   casa,   visto   che,
  attualmente,  per  le  politiche  della  casa,  operano   quattro
  assessorati:  l'Assessorato  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della pesca per l'edilizia  sovvenzionata  e
  convenzionata  con le cooperative; l'Assessorato della  famiglia,
  delle   politiche  sociali  e  delle  autonomie  locali   per   i
  contributi alle giovani coppie; l'Assessorato dei lavori pubblici
  che  gestisce  una  parte delle risorse  che  sono  non  solo  le
  politiche  di costruzione o di realizzazione di nuovi  interventi
  abitativi  di  edilizia  popolare ma, ad esempio,  gli  strumenti
  previsti dalla legge 431 del 1998 che riguarda l'integrazione del
  canone  di locazione; c'è anche un quarto assessorato nei meandri
  di  questa amministrazione che ha un altro pezzettino di gestione
  della politica della casa.
   Forse,  servirebbe un ufficio unico in grado di far  parlare  la
  stessa  lingua e che abbia una visione di insieme delle politiche
  attive  di una grande  Regione verso un tema oggi forte, che  non
  consente  a tanti ragazzi di potersi sposare, di poter metter  su
  famiglia,  per  la  difficoltà a trovare  e  ad  avere  una  casa
  propria.
   Sono invenzioni? Sono fantasie?
   Pensiamo  che  a  questo  devono  servire  un  bilancio  ed  una
  finanziaria: a fare una manovra che tenga in equilibrio i  conti,
  ma  che  abbia  una  visione innovativa e non  mantenga  ciò  che
  esisteva prima e, di tanto in tanto, aggiunga qualcosa in più.
   Fare scelte vuol dire togliere e mettere, non aggiungere.
   Una  classe  dirigente  si misura sulla  capacità  di  avere  un
  progetto che sappia legare modernità e diritti acquisiti  in  una
  logica dove tutto non si deve ottenere mummificando ciò che c'era
  prima.
   Passo  all'ultima questione: l'emergenza, uno dei temi che  oggi
  riguarda il nostro sistema imprenditoriale.
     Alcune  battaglie  fatte in Commissione  fortunatamente  hanno
  avuto un esito positivo. Mi riferisco, ad esempio, alla questione
  annosa  della restituzione dei soldi da destinare ad apprendisti,
  ad  artigiani  di alcune province che, a causa di  un  meccanismo
  infernale, non venivano beneficiati dalla legge mentre  altri  lo
  erano.
   Non  vorrei,  comunque,  tediare perché  ho  la  sensazione  che
  stiamo quasi recitando, visto che ognuno di noi pensa ad altro.
    Sapendo,  in  parte, come finirà domani ma,  anche  se  dovesse
  finire,  come  potrei augurarmi, con un'Aula  che  si  assuma  la
  responsabilità   di   garantire,   innanzitutto,   l'Istituzione,
  piuttosto  che  le  persone, quindi, scegliendo  di  revocare  la
  fiducia, anzi di sfiduciare perché non ha mai dato la fiducia  al
  Presidente,  servirebbe, in ogni caso,  un  bilancio  che  faccia
  delle scelte.
   Continuo  a  pensare,  signor Presidente,  che  utilizzeremo  un
  meccanismo;  e non è la prima volta che il Presidente  di  questa
  Regione  e  capo di questo Governo sceglie di puntare la  pistola
  sulla  tempia di voi deputati della maggioranza per impedire  che
  il  bilancio sia frutto di una discussione vera. E la  scelta  di
  non  volere  approvare l'esercizio provvisorio non è  una  scelta
  contro  la  minoranza,  ma contro quella che  è  maggioranza,  in
  questo  Parlamento,  ma  che credo non lo sia  più  nell'opinione
  pubblica.
   Immagino  che,  ancora una volta, farete finta di  discutere  un
  bilancio in cui avrete le armi spuntate  perché poi assistiamo al
  solito balletto.
   Siamo   in  una  condizione  paradossale:  in  Commissione   gli
  onorevoli  Dina  e  Savona sanno che, dei circa  500  emendamenti
  depositati,  circa 150 (qualche decina in più o  in  meno)  erano
  stati presentati dalla minoranza e circa 350 dalla maggioranza.
   La  maggioranza,  poi, ha ritirato tutti i suoi emendamenti  per
  accelerare l'iter in Commissione e, quindi, siamo in Aula.
   Adesso,  mi  si dice che ci sono circa 700 emendamenti,  di  cui
  della minoranza sono forse un centinaio, perchè sono diminuiti, e
  siamo  a  circa 600 emendamenti della maggioranza.  Immagino  che
  avete  fatto l'ennesima finzione perché, tra qualche  ora,  verrà
  qualcuno  a  dirvi  che  dovete ritirare gli  emendamenti  perché
  dobbiamo fare in fretta, perché ci sono delle scadenze e dobbiamo
  pagare gli stipendi e garantire le pensioni.
   Per  fare  questo, la via più breve - e, devo dire, formalmente,
  più  corretta  -  considerato che  oggi siamo  al  23  gennaio  e
  parleremo  di  bilancio dal 25 in poi, quindi  comunque  vada  il
  bilancio  sarà pubblicato non prima del 3, 4 febbraio,  è  quella
  dell'esercizio  provvisorio. Ciò che era un dovere  istituzionale
  della   Giunta,  cioè   presentare  l'esercizio  provvisorio,   è
  diventato  persino  un'inedita  iniziativa  dell'opposizione;  e,
  pertanto,  ieri  ci siamo sentiti   costretti   a  depositare  in
  quest'Aula  l'esercizio provvisorio per  due  mesi:  ci  facciamo
  carico   noi,   comunque,  della  necessità   di   garantire   le
  obbligazioni e di non far pagare ai dipendenti, ai pensionati e a
  coloro che aspettano di essere pagati da questa Regione, le colpe
  di  una  cattiva  politica, quella che oggi è  quella  di  questo
  Governo

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  se  è  vero,
  come  da parte di alcuni colleghi dell'opposizione è stato detto,
  che  si  affronta il dibattito sulla finanziaria e  sul  bilancio
  come  se  si trattasse di un ripetitivo rituale, certo  è  che  è
  bizzarro  il  modo di affrontare questo rituale che,  di  solito,
  dovrebbe   prevedere   dei  comportamenti,  almeno   ritualmente,
  coerenti,  e  invece mostra una schizofrenia di  riflessioni,  di
  impostazioni, di metodi e di indicazioni che la dice lunga  sulla
  logica  non  costruttiva che al dibattito  intende  conferire  la
  minoranza.
   Mi   soffermerei,  brevemente  -  assessore  Lo  Porto,  lei  lo
  ricorderà perché, in quel periodo,  era Presidente dell'Assemblea
  - sul leggero ricordo, velocissimo, delle ultime parole proferite
  in  quest'Aula in occasione del dibattito sull'ultimo strutturale
  ricorso all'esercizio finanziario.
   Intervenne il collega Cracolici - mi riferisco al 2001-2002 -  e
  fu  detto,  da parte dei colleghi dell'opposizione  che,  pur  di
  evitare  lo  sconcio  e  la  vergogna del  ricorso  all'esercizio
  provvisorio,  era  fondamentale,  necessario  e  importante   per
  quest'Aula,   per  le  sorti  dei  siciliani,  per   i   processi
  strutturali da sostenere, che la Regione si dotasse del  bilancio
  e degli strumenti finanziari nei tempi prescritti dalle norme.
   Tutta   la   polemica  condotta  negli  anni  che  hanno   visto
  quest'Aula  fare  ricorso all'esercizio provvisorio  ha  visto  i
  colleghi della minoranza invocare la protesta nei confronti della
  maggioranza  che, in quel periodo, non riusciva ad approvare  gli
  strumenti finanziari nei tempi prescritti.
   Oggi,  fatta  la premessa che stiamo, in questo momento,  in  un
  contesto  travagliato, difficile per la Regione e per  il  Paese,
  che   cosa   si  invoca  da  parte  dei  colleghi?   Il   ricorso
  all'esercizio provvisorio che, da sempre, è stata l'arma polemica
  fondamentale della minoranza nei confronti della maggioranza.
   Se  questo è un modo di affrontare costruttivamente il dibattito
  sulla Sicilia, sul suo presente e sul suo futuro,  ritengo che la
  minoranza  si stia intestando la logica del  tanto peggio,  tanto
  meglio ,  altro che il Titanic che sta affondando, la  necessità,
  da  parte  della classe dirigente, di dare una rotta che  sia  da
  reazione e che cerchi di ovviare a queste difficoltà.
   Il   contesto  è  difficile  a  livello  Regione  e  a   livello
  nazionale?
   Ed  allora,  per  reagire alle difficoltà  comunque  il  compito
  della  classe  dirigente e della classe di governo  è  quello  di
  dotarsi di strumenti certi. Il bilancio e la finanziaria sono gli
  strumenti  certi  dell'attività di Governo;  sono  gli  strumenti
  certi  per  affrontare  i processi che, nel  territorio,  debbono
  essere sostenuti e guidati.
   L'incertezza  asfittica del ricorso all'esercizio provvisorio  è
  quanto  di  più negativo possa riservarsi, in questo  momento  di
  difficile contesto  regionale e nazionale, alla Sicilia  ed  alle
  sue sorti.
   Se   l'armamentario  polemico  dell'opposizione  è   quello   di
  riservarsi  questo ormai stantio, logoro strumento della polemica
  tout  court  e  della contestazione tout court, senza  costrutto,
  allora, è più necessario per noi fare in modo che si acceleri  la
  procedura di approvazione degli strumenti finanziari.
   Il  dibattito non è stato compresso. L'Assessore per il bilancio
  è stato presente in Commissione e, in Commissione, la maggioranza
  e   l'opposizione  si  sono  potute  sbizzarrire  sul   commento,
  sull'indicazione, sulle riserve, sulle contestazioni a tutti  gli
  articoli  dello  strumento finanziario  proposto;  c'è  stato  il
  dibattito nelle Commissioni di merito e c'è stato il dibattito in
  seconda  Commissione,  tanto è vero che il numero  ingente  degli
  emendamenti  proposti nella prima parte dell'iter e, adesso,  per
  l'Aula,   dimostra  che  c'è  una  partecipazione  massiccia   ai
  tentativi   di   modifica,  di  riforma,  di   modificazione   di
  emendamenti o di integrazione che, tuttavia, è l'evidenza di  una
  partecipazione massiccia e corale.
   In  questo  momento,  la  necessità è quella  di  procedere  con
  solerzia  all'approvazione degli strumenti finanziari e sottrarsi
  alla  precarietà di altri strumenti che sono, sicuramente, frutto
  della  logica  del   tanto  peggio,  tanto  meglio ,  un'idea  di
  Regione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  dall'ingente
  numero  di  emendamenti  presentati dall'opposizione,  si  ricava
  un'idea di Regione?
   Ho  dato  una lettura veloce al numero ingente di emendamenti  e
  c'è di tutto. C'è tutto e il contrario di tutto e non c'è un'idea
  di  Regione;  c'è  il tentativo di utilizzare  l'emendamento  per
  assumere una posizione in un settore e per  assumerne una  in  un
  altro settore; ci sono emendamenti che sono in contrasto gli  uni
  con  gli  altri  e  si  elidono in settori vitali,  altro  che  i
  processi  di  riforma  che dovrebbero avere come  primo  capitolo
  l'eliminazione degli enti inutili.
   Perché non andiamo a leggere gli emendamenti e vediamo se  dagli
  stessi   si  ricava  o  si  evince un'idea  di  Sicilia  che  sia
  rispondente  alle necessità di una riforma o di  un  rilancio  di
  questo territorio?
   Allora,  si  ha  il  dovere, a prescindere dalle  polemiche  che
  domani affronteremo in quest'Aula, del  dibattito e del confronto
  su   altre   questioni  e,  proprio  per  questo  contesto   così
  travagliato,  la  necessità, oggi,  è  di  dotarsi  di  strumenti
  certi.
   I  60  milioni del fondo globale sono una certezza  e  sono  una
  novità  e  di  questo  l'opposizione non ha  parlato,  in  questo
  dibattito,  così  come anche i 60 milioni a guida  e  a  sostegno
  dello  sviluppo;  saranno  pochi,  saranno,  a  loro  dire,   mal
  orientati  ma sono sicuramente un modo per dire che una  certezza
  di  strumenti  c'è per la Sicilia. Non il ricorso allo  strumento
  finanziario che è precarietà e incertezza per definizione;  è  la
  rinuncia all'attività di Governo.
   E  sto  citando le parole di questa opposizione contro i ricorsi
  all'esercizio provvisorio.
   I   colleghi  Cracolici,  Crisafulli,  Speziale,  nel  2001,  ci
  dicevano questo.
   L'anno   scorso,   abbiamo   fatto  ricorso   per   due   giorni
  all'esercizio provvisorio. Andate a leggere i giornali  dell'anno
  scorso.  Per  due  giorni, siamo stati criminalizzati  perché  il
  ricorso  all'esercizio provvisorio era un danno, era una  iattura
  per  la  Sicilia,  era  la  fotografia  di  una  classe  politica
  incapace.  Oggi,  ci  ributtano addosso proprio  quello  che  era
  l'oggetto della loro censura e della loro critica.
   Sebbene  questa sia la premessa, signor Presidente, cercherò  di
  essere sintetico.
   Sicuramente,  nell'ambito della proposta di  Governo,  integrata
  dagli  emendamenti,  noi di Forza Italia  abbiamo  intenzione  di
  puntare  su alcune questioni importanti che non sono affrontabili
  o  rinviabili ad altri strumenti come, ad esempio, il  disegno di
  legge sullo sviluppo.
   Mi  riferisco  al  problema del completamento  di  alcune  leggi
  importanti che riguardano proprio categorie di precari. Poco  fa,
  si  invocava   il  ricorso  a strumenti certi  per  eliminare  il
  precariato.  Benissimo,  c'è un disegno di  legge  importante  da
  completare: il disegno di  legge sui forestali che fu oggetto  di
  riserve  in  Aula, da parte dei nostri colleghi  della  minoranza
  proprio  perché, nella parte relativa ai contingenti antincendio,
  non  assicurava  il 100 per cento della stabilizzazione  per  cui
  prevedeva  il  passaggio a settantottisti dei cinquantunisti  per
  tutti e dalle centouno giornate in poi prevedeva scaglionamenti e
  percentuali del 15 per cento.
   Fu oggetto di riserva, di valutazioni negative.

   CRACOLICI. Ha fatto un accordo che prevedeva un'altra cosa.

   LEONTINI. L'ho fatto su questo.

   CRACOLICI. No, non è vero.

   LEONTINI.   Su   questo  ed  abbiamo  anche   integrato,   nelle
  successive attività di Governo, la legge, in modo importante.
   Bene,  questa  è un'occasione per integrarla,  un'occasione  per
  discutere.
   Siamo  per  integrare  quella legge e  prevedere  le  somme  che
  finalmente  diano  la  possibilità  a  quella  legge  di   essere
  completata. Non è né una forzatura, né una prevaricazione, né  un
  privilegio  ma  anzi  il soddisfacimento di un  diritto  che  era
  stato,   per   motivi  di  carattere  finanziario,   parzialmente
  affrontato  e che oggi può essere, in modo completo ed esaustivo,
  garantito.
   Lo  stesso riguarda una somma che, peraltro, non è ingente,  sul
  concorso per i forestali, bloccato dal 1997, 1998 e che oggi  può
  essere  sostituito da un nuovo concorso, solo che  quest'Aula  lo
  voglia,  allocando una somma che non è ingente proprio per  poter
  espletare le procedure concorsuali.
   Su  questo  aspetto  mi sono confrontato,   allora  da  uomo  di
  governo,  con i miei autorevoli interlocutori dell'opposizione  e
  si era concordata proprio questa soluzione.
   Così   come  alcune  somme,  indicate   in  alcuni  emendamenti,
  possono  essere allocate per la promozione dell'attività agricola
  e   dei  prodotti  agricoli  di  qualità,  laddove,  dal  Governo
  nazionale,  un'indicazione in finanziaria,  in  questo  senso,  è
  stata  fornita  e ad incastro, ad integrazione e a  completamento
  anche  nel nostro territorio e nella nostra Sicilia, proprio  una
  politica  più forte che l'assessore ha già sicuramente garantito,
  attuato  ed  avviato  possa  anche in Aula  trovare  il  consenso
  dell'Aula,  dei  colleghi parlamentare e,  quindi,  integrare  le
  somme previste per la promozione dei prodotti di qualità.
   Debbo,  tuttavia,  sottolineare anche  qualche  riserva  perché,
  nell'ambito  dell'attività auto-emendatrice del Governo,  abbiamo
  individuato  anche  qualche svista e  sarebbe  opportuno  che  il
  Governo  desse  delle  garanzie  sulla  necessità  di  ovviare  e
  ricorrere al più presto all'eliminazione di queste sviste.
   Faccio riferimento ad un emendamento che è stato allocato  nella
  rubrica  dei  beni  culturali, ma che  risulta  essere  formulato
  dall'assessore Colianni e, comunque, presentato dal Governo  che,
  incidendo  su una legge importante, cioè la legge numero  61  del
  1981,  una  legge  speciale che prevedeva la  valorizzazione,  il
  ripristino  ed il restauro del patrimonio monumentale  e  barocco
  del  contesto  ibleo  e  della città di  Ragusa  Ibla,  incidendo
  sull'articolato  e  sui  successivi  interventi  legislativi   ad
  integrazione  e  modificazione, intende scippare quella  somma  e
  destinarla  ad  altre finalità, peraltro di natura  completamente
  diversa  perché  intende  rivolgerli al restauro,  potenziamento,
  ripristino,   valorizzazione  dei  siti   archeologici   protetti
  dall'UNESCO.
   Forse,  chi  ha formulato quell'emendamento non sapeva  che  una
  legge speciale, perché come tale fu varata in Parlamento, non può
  essere,   strada   facendo,  destinata  a  finalità   aggiuntive,
  integrative e di segno diverso.
   L'emendamento, quindi,  non è nemmeno accoglibile.
   Tuttavia,  sarebbe buona norma e dimostrazione di buona  volontà
  da  parte  del Governo ritirarlo con immediatezza onde dimostrare
  ed evidenziare che questo aspetto è stato oggetto di una accurata
  riflessione da parte del Governo.
     Debbo  aggiungere, onorevole Assessore, che  questa  legge  fu
  oggetto  di  una  battaglia  corale dell'interno  Parlamento,  fu
  vissuta  come  una  grande  conquista  e  oggi  il  tentativo  di
  snaturarla, di scipparla, di alterarla e di capovolgerla  sarebbe
  vissuto come un'azione da predoni, che sicuramente  nessuno vuole
  portare  avanti e attuare, né  tanto meno si può attribuire  alla
  volontà  del  Governo. Evidentemente, c'è stata una  svista,  una
  distrazione, ma io ho voluto, proprio nella discussione generale,
  mettere  le  mani avanti perché pretenderei che prima  ancora  di
  entrare  nel  dibattito sui singoli articoli e sugli  emendamenti
  aggiuntivi  ci sia, da parte del Governo, la garanzia che  questo
  aspetto  sia stato definitivamente messo da parte così da poterci
  dedicare al dibattito in modo sereno e costruttivo.

   PRESIDENTE.   Ricordo   ai  colleghi  che   hanno   chiesto   di
  intervenire che le iscrizioni a parlare si sono chiuse alla  fine
  dell'intervento del primo oratore, quindi più di un'ora  e  mezzo
  fa.  Tuttavia,   avranno  la possibilità di  parlare  non  appena
  inizieremo ad esaminare gli articoli.

                     Per richiamo al Regolamento

    LO  PORTO,  assessore  per bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO, assessore per bilancio e le finanze. Intervengo  per
  fornire  una  risposta  in   tempo reale all'onorevole  Leontini.
  Tutti  gli  emendamenti del Governo in questa fase del  dibattito
  sul   bilancio  e  finanziaria  recano  solamente  la  firma  del
  Presidente  e del sottoscritto. Gli altri emendamenti  che  altri
  Assessori  legittimamente  presentano sono  presentati  a  titolo
  personale. Quello che l'onorevole Leontini ha citato non è  stato
  firmato né dal Presidente, né dal sottoscritto.

   Riprende la discussione unificata dei disegni di legge 666/A e
                                665/A

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

    DINA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  scelta fatta in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  di  non  bloccare  la discussione sul bilancio  in  attesa  della
  seduta per la discussione della mozione di sfiducia sia stata una
  scelta  corretta, in quanto non siamo alla vigilia  del  giudizio
  universale,  siamo  alla  vigilia  della  discussione   di    una
  mozione,   presentata  dalla  minoranza,  sulla  cui  discussione
  qualcuno  già  dà per scontato l'esito e i numeri. Riteniamo  che
  questa non poteva pregiudicare sicuramente il corso di un disegno
  di   legge   che   qualcuno  vuole  presentare  come   lo   snodo
  fondamentale, e lo è in parte, ma è uno snodo fondamentale su cui
  si  può  discutere serenamente, tecnicamente, politicamente,  con
  gli  apporti  che ogni singola forza politica vorrà  dare,  nella
  consapevolezza che quello di domani sarà un altro  dibattito  che
  sicuramente avrà il suo peso e la sua importanza. Questa  stretta
  interconnessione,  questa volontà di voler bloccare  il  bilancio
  per  posporlo alla discussione della mozione di sfiducia  era una
  scelta praticabile e che aveva un senso, ma gli impedimenti  sono
  stati  tali  che  non  l'hanno consentito ed è  stato  necessario
  andare  avanti  su un disegno di legge  che stiamo affrontando  e
  che sicuramente non andava accantonato.
   E'  stata una scelta corretta e saggia quella di continuare  con
  la  discussione generale e lo stiamo facendo sicuramente tornando
  a discutere dell'impostazione di una legge finanziaria.
   Io  ritengo che questa sia una legge finanziaria coerente con la
  scelta  del  Governo, che il Governo ha fatto o voleva  fare,  di
  sancire   con  norma  una  rivoluzione  nell'impostazione   della
  finanziaria.   Nei  fatti  non  si  è  potuto   realizzare   quel
  cambiamento,   lo si sta facendo in sostanza con una  finanziaria
  leggera,  snella, non  appesantita da scelte che potranno  essere
  affrontate nelle dovute sedi.
   Che  tipo  di finanziaria. Io sono convinto che volerla caricare
  sempre  e  comunque di un valore riformatrice, di un  valore  che
  sicuramente  la  finanziaria non può e  non  deve  avere  sia  un
  errore.
   Riteniamo  che  la  finanziaria nel prosieguo andrà  sfoltita  e
  snellita  ulteriormente,  con ciò approvando  quella  scelta  del
  Governo di volerla semplificare e circoscrivere entro gli  ambito
  contabili,  reali  per  quello  che  è.  E'  chiaro  che  è   una
  contabilità sicuramente guidata da un progetto politico; caricare
  la  finanziaria come fosse, invece, l'ultimo treno su cui  salire
  tutti,  questa  scelta per fortuna anche in  questa  finanziaria,
  ancorché la legge non c'era, non è stata fatta;  e, quindi, siamo
  dinanzi  ad una finanziaria che ci pone in discussioni  di  altro
  genere.
   Veniva  contestata fondamentalmente nell'impostazione di  questa
  finanziaria  la  scelta  di individuare la  valorizzazione  degli
  immobili  come  fonte di entrata sostenendo,  a  torto,  che  nel
  passato  esercizio finanziario quella somma era stata  trasferita
  al 2008 e non è stata coperta. Io ritengo che nelle Variazioni di
  bilancio   si  è  tentato  di coprire il mancato  introito  della
  valorizzazione  degli immobili e, quindi,  si  è  data  copertura
  certa  per  il  2007. Per il 2008 è una previsione di  spesa  che
  sicuramente fatta ad inizio d'anno potrà essere verificata, potrà
  essere  certificata  nel  tempo;  se  questo  non  si  realizzerà
  sicuramente  si  provvederà  come si è  già  provveduto.  Quindi,
  ritengo che  non siamo nell'ambito di artifizi finanziari,  siamo
  nell'ambito  di  un  ragionamento serio: c'è  una  previsione  di
  spesa,  c'è la serietà di verificarla durante il cammino  durante
  l'anno che si andrà svolgendo.
   I  750 milioni di mutuo per investimento. In sede di Commissione
  abbiamo  chiarito che dovranno essere utilizzati per investimento
  e  per  cofinanziare  solo investimenti, laddove  possibile,  non
  incorrendo non in sanzioni ma cercando di stare dentro quelle che
  sono   le   direttive  comunitarie,  dentro  le   direttive   dei
  pronunciamenti che ci sono stati. E dentro tali pronunciamenti ci
  si muoverà solo per investimenti.
   Per quanto riguarda i tagli, ci sono e  sono individuati.
   Altro  punto  di direttrice fondamentale di questa  finanziaria:
  la   sanità.   Sono  stati  previsti  degli  accantonamenti.   Un
  accantonamento  passivo per quanto attiene  la  compartecipazione
  nostra  che sappiamo il Governo nazionale ha elevato, ha  imposto
  un aumento della nostra compartecipazione, resta lettera morta e,
  quindi,  un  accantonamento  attivo   la  possibilità  di  essere
  ristorati con le accise.
   C'è un contenzioso che si sta sviluppando, penso che ci sarà  un
  pronunciamento entro febbraio, per cui riteniamo  che  la  scelta
  fatta sia una scelta doverosa. Il Governo regionale non si poteva
  caricare di un ulteriore aggravio in quanto la finanziaria  dello
  Stato  aveva  previsto  che  per  far  fronte  a  quell'ulteriore
  aggravio   si   facesse   fronte  con  il   ristoro   proveniente
  dall'accise.  Il  Ministro  Padoa Schioppa  si  è  rifiutato;  il
  contenzioso  darà  la possibilità alla Regione  di  rientrare  in
  questa direzione.
   Si  parla  di  una finanziaria che vuole garantire  un  sistema,
  come se ci fosse un sistema di cui è garante solo la maggioranza.
  E'  un  sistema che si è costruito nel tempo, è un sistema che  è
  nato  dalla giusta posizione di interventi complessivi cui  anche
  la  minoranza  ha  partecipato. Voler  dire  che  la  maggioranza
  garantisce questo sistema e che la minoranza lo vuole distruggere
  è  un'impostazione  che  è sicuramente da  pantomima   e  non  da
  politica vera.
   Noi  siamo  convinti che sugli enti inutili bisogna intervenire,
  quindi  il   togliere   di  cui parla  l'onorevole  Cracolici  va
  fatto,  ma  non va fatto con un colpo di spugna, perché  ci  sono
  realtà  strutturate, complesse all'interno della  nostra  Regione
  che  non  possono essere cancellate con un colpo  di  spugna,  ma
  vanno  sicuramente  rivisitate,  riconsiderate,  in  una  visione
  organica  con  disegni di legge che vanno fatti  e  che,  quindi,
  vanno impostati e calibrati sui singoli casi specifici.
   Chiudere  l'ESA con un emendamento, chiudere i consorzi  con  un
  emendamento,  è  un  esercizio che non si può ricondurre  ad  una
  politica seria, ad una politica che guarda al territorio, ad  una
  politica  che  guarda  alle  cose  con  approfondimenti   e   con
  interventi  calibrati  e  specifici.  Non  possiamo  improvvisare
  tagliando tutto d'un colpo, recuperando le somme degli  enti  che
  vengono  eliminati, cancellati con un colpo di spugna. Ed  è  per
  tale ragione che questa finanziaria non contiene quelle cose che,
  a  mio avviso, non deve contenere, perché c'è una legislatura che
  continua, c'è un'attività di Governo che andrà svolta

    CRACOLICI  Forse

    DINA  C'è, stia tranquillo e  sereno; lei preghi pure

    CRACOLICI  Io sono ateo

    DINA  La sua preghiera laica, il suo auspicio laico.
   Sono  convinto che, varata questa finanziaria, che ha  anche  il
  merito di trovare nuovi fondi da appostare sui fondi globali  per
  i  disegni  di  legge  giacenti, per il disegno  di  legge  sullo
  sviluppo  di  cui tanto di è parlato nel passato, ma  sicuramente
  per  intervenire in una nuova prospettiva che questa  legislatura
  può  avere: ritornare a legiferare, sapendo che ci sono  i  fondi
  necessari   per   farlo,   e  poi  intestarsi   quella   politica
  riformatrice  che non può essere fatta di tagli  e  di  colpi  di
  penna,  ma  che  va  fatta  nella considerazione  di  tanti  nodi
  strutturali  della  nostra  Regione.  Penso  alle  politiche  sul
  lavoro,   alla  riforma  della  formazione  professionale,   agli
  interventi sul trasporto pubblico locale, a tutta quella serie di
  interventi,  anche  sul  credito, che si potranno  fare,  ma  con
  interventi mirati che non siano frutto di un'improvvisazione.
   Sovraccaricare  la  finanziaria di  connotazioni  che  non  deve
  avere  è  un rischio che non dobbiamo correre. Certo, quando  poi
  questo sovraccarico non c'è si dice che è una finanziaria che non
  ha  anima e che non ha cuore, ma è una finanziaria che deve avere
  come  obiettivo  principale l'equilibrio dei conti:  l'equilibrio
  dei  conti  che  viene raggiunto, la capacità di  individuare  le
  somme per legiferare e per lo sviluppo.
   Ritengo che questa finanziaria abbia assolto a questo compito  e
  ritengo  che  siamo  sulla  linea  di  una  prospettiva  che   si
  costruisce  dall'approvazione del bilancio in poi. Non  parlo  di
  domani   perché   lo   ritengo  come  un  confronto   necessario,
  importante,  che  deve  esserci, ma non ritengo  sicuramente  che
  quella di domani possa essere una data che può cancellare  e  che
  può impedire il proseguimento di questa legislatura.
   Volevo   tornare  anche  su  qualche  momento  che  è  diventato
  centrale impropriamente dentro la finanziaria.
   Quando   gli  emendamenti  vengono  presentati  c'è   anche   il
  tentativo   non   di   volere   sovraccaricare   volutamente   la
  finanziaria.  C'è  anche il ruolo politico del  deputato  che  va
  riconosciuto, la capacità di volersi intestare un'iniziativa,  la
  volontà  di volere rispondere a rappresentare interessi legittimi
  del  nostro  territorio.  La quantità degli emendamenti  non  può
  essere  sicuramente un momento di discussione o di conflitto.  Su
  quegli  emendamenti si può ritornare e il ritiro non deve  essere
  fatto  per  imposizione, non verrà fatto perché c'è qualcuno  che
  vuole  accelerare.  Il  ritiro sarà fatto responsabilmente  dalla
  maggioranza perché c'è una consapevolezza che dopo la finanziaria
  ci  saranno  le  altre leggi. Questo è il dato nuovo  che  voglio
  sottolineare  perché  se  questo non ci fosse  non  avremmo  come
  giustificare  il ritiro degli emendamenti. Gli emendamenti  vanno
  ritirati perché c'è una prospettiva politica, una prospettiva  di
  questa  legislatura  che  si  riapre  dopo  il  bilancio   e   la
  finanziaria.
   E  sull'esercizio provvisorio la pantomima è sotto gli occhi  di
  tutti. Nessuno vuole lasciare la Regione senza la possibilità  di
  far  fronte  al suo funzionamento. Ritengo che se ce  ne  dovesse
  essere  bisogno, responsabilmente il Governo, come ha  fatto  nel
  passato,  lo varerà; in questo momento non c'è bisogno di  varare
  l'esercizio  provvisorio.  Puntuale  è  il  tentativo  di  volere
  innescare delle variabili in un ragionamento che deve svilupparsi
  in  maniera diversa dentro la finanziaria. Personalmente, non  mi
  straccerei  le  vesti per l'esercizio provvisorio, considerandolo
  un  atto  che  al  momento opportuno, quando  e  se  ce  ne  sarà
  bisogno, potrà essere varato. Nessuna legittimazione politica per
  chi  vuole presentarlo come se fossimo pronti per un bilancio non
  varato. Ritengo che questa maggioranza avrà la capacità di varare
  un  bilancio subito, immediatamente, speriamo entro la settimana.
  Se  ci  sarà la necessità, e questo lo valuteremo nelle  prossime
  sedute,  si  ricorrerà  anche  all'esercizio  provvisorio.  Farne
  oggetto di polemica e di contrapposizione politica lo ritengo una
  pantomima.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  diceva  John
  Clark  che  un politico normalmente pensa alle prossime elezioni,
  mentre  un  uomo di Stato pensa alle prossime generazioni.  Credo
  che  i  partiti  che sostengono la maggioranza in questo  Palazzo
  abbiano  molto  pensato a questo concetto durante  l'elaborazione
  del testo del bilancio e della finanziaria.
   Perché  ho  fatto questo richiamo? L'ho fatto perché ci  possono
  essere  diversi  modi per affrontare un momento istituzionalmente
  difficile  o  istituzionalmente rilevante, quello di considerarlo
  un  momento  e  basta, fine a se stesso, e quello di considerarlo
  invece parte di un percorso che non si ferma e che continua.
   La  maggioranza in questi giorni, in queste settimane ha  dovuto
  riflettere  molto  su  quale dovesse essere l'interpretazione  da
  dare  a questo momento che stiamo vivendo in questi giorni e  che
  abbiamo   vissuto   qualche   giorno  addietro   in   Commissione
   Bilancio . La risposta è contenuta nel testo della finanziaria e
  del  bilancio che stiamo discutendo. E' una risposta che si  rifà
  esattamente  alla citazione che ho testé formulato; una  risposta
  che  non  intende  guardare al momento  contingente  tentando  di
  trarre  da  questo un risultato rilevante ai fini elettorali,  ma
  non ai fini dello sviluppo di questa Regione e pensare, invece, a
  guardare  avanti.  E  la  scelta  di  aver  collocato  una  somma
  consistente  nei capitoli destinati allo sviluppo e nei  capitoli
  destinati  ai  fondi globali per nuove iniziative legislative  ha
  proprio questo senso: quello di preparare questa Regione  ad  una
  fase  successiva, alla fase del disagio che, è inutile ignorarlo,
  questa  Regione  ha  vissuto  per le note  vicissitudini  di  cui
  parleremo domani.
   Oggi,  tutti  guardano  all'Assemblea  regionale  siciliana  per
  comprendere  che cosa l'Assemblea farà relativamente al  percorso
  legislativo  che  stiamo per affrontare.  Ebbene,  credo  che  il
  percorso   sia   stato   già  segnato   con   grande   senso   di
  responsabilità.  Abbiamo  scelto - e Forza  Italia  lo  ha  fatto
  responsabilmente - la via di una finanziaria snella,  semplice  e
  di   un  bilancio  altrettanto  chiaro  ed  intelligibile  perché
  crediamo  e continuiamo a credere nel fatto che questa  non  sia,
  non  debba  essere, non possa essere l'ultima  legge  che  questo
  Parlamento  approva. Anzi, questa legge e il  relativo  strumento
  contabile  debbono rappresentare il trampolino  che  consenta  al
  Parlamento siciliano di compiere quel salto di qualità che  tutti
  noi  auspichiamo  e  che  deve portare la Sicilia  ad  affrontare
  alcuni temi importanti.
     Quali?  Innanzitutto, quelli legati al rilancio delle attività
  produttive  e del lavoro.  Se in questa regione non  riusciamo  a
  stimolare  la  produzione e l'utilizzazione  di  risorse  facendo
  crescere il prodotto interno lordo non ci saranno né finanziaria,
  né  bilancio  in  grado di farci superare il disagio  in  cui  ci
  troviamo e non può esserci nessuna crescita del Prodotto  Interno
  Lordo  se  non  si varano alcuni provvedimenti a  supporto  delle
  attività produttive.  Parlo del credito di imposta;  parlo  delle
  attività  di  ricerca,  sviluppo  ed  innovazione;   parlo  della
  promozione  che  non può essere quella che è oggi  che  tutto  fa
  tranne  che  promuovere la Sicilia, le sue produzioni  e  le  sue
  capacità produttive; parlo dei confidi; parlo degli interventi  a
  favore dell'apprendistato e della formazione professionale; parlo
  della  semplificazione  delle  procedure,  della  semplificazione
  dell'Amministrazione.
   La  nostra,  dopo  la  legge  10 del 1999,  che  certamente  non
  appartiene alla logica ideale di questa maggioranza, ha sempre di
  più  assunto le caratteristiche di una Amministrazione borbonica,
  lenta,   interessata,   con  pochissime   nicchie   di   qualità.
  Un'Amministrazione che deve essere immediatamente riformata senza
  pensare  a  voler utilizzare la medesima per obiettivi di  natura
  politica  nel  senso  partitico del  termine.  Per  troppo  tempo
  l'Amministrazione non è stata lo strumento dalla Regione, è stata
  lo  strumento  dei partiti che hanno guidato la Regione  e  degli
  uomini che ne hanno interpretato le diverse funzioni.
   L'Amministrazione   non  può  continuare   ad   essere   questo.
  L'Amministrazione deve avere un solo interlocutore davanti che  è
  il  cittadino  e  deve  interpretare solo  una  cosa:  le  leggi,
  applicandole,  non  utilizzandole  per  determinare  nicchie   di
  interesse o di vantaggio ora di natura elettorale, ora di  natura
  politica.  Deve applicare le leggi.
   Ed  allora,  la  riforma dell'Amministrazione è  uno  dei  punti
  essenziali da affrontare oltre alle altre questioni cui ho  fatto
  cenno.  Ma voglio approfittare di questa opportunità non solo per
  ribadire  il valore di questo percorso, non solo per ribadire  la
  necessità   di   concludere   rapidamente   la   discussione    e
  l'approvazione della finanziaria e del bilancio per i motivi  che
  ho accennato, ma anche per ricordare che ci sono alcune questioni
  che  costituiscono elementi di urgenza.  Ne ha  parlato  poc'anzi
  l'onorevole  Leontini,  riguardano il  settore  della  forestale,
  riguardano  il  settore dell'agricoltura dove c'è una  situazione
  devastante  che sta determinando effetti gravissimi  alle  nostre
  produzioni con la diffusione della peronospora, con la diffusione
  del  punteruolo rosso, con la diffusione di una serie di fenomeni
  di  natura  ambientale e di natura biologica che  certamente  non
  possono   ricadere  sulle  spalle  stracolme  degli   agricoltori
  siciliani.
      E  dunque,  la  Regione  deve  intervenire,  così  come  deve
  intervenire  sull'altra emergenza, quella  occupazionale.   Penso
  che  noi  sosterremo  con  il voto su alcuni  emendamenti  queste
  posizioni  perché  siamo  convinti che anche  all'interno  di  un
  percorso  semplificato e snello, qual è quello scelto  da  questa
  legge  finanziaria,  non  si  possa  non  tenere  conto  di  tali
  emergenze.
   Approfitto  ancora di questa opportunità per parlare  di  quello
  che è il ruolo che Forza Italia deve tenere all'interno di questo
  Parlamento.
   In  questi  giorni  Forza Italia si sta interrogando  sulla  sua
  ricollocazione all'interno dello scenario politico. Sono cambiate
  molte  cose  all'interno di questo Parlamento, sono cambiati  gli
  atteggiamenti  di alcuni partiti all'interno della  coalizione  e
  Forza  Italia  deve  porsi  il  problema  di  una  ricollocazione
  all'interno  di  queste  trasformazioni  che  si  sono  venute  a
  determinare.
   Una  ricollocazione  che deve tenere conto  del  fatto  che  non
  spetta  più in Sicilia a Forza Italia il dovere della mediazione,
  perché non è Forza Italia che detta i tempi e i ritmi del Governo
  e  della  maggioranza;  e, dunque, all'interno di un percorso  di
  ricollocazione  alcuni  passaggi vanno rivisti  e  alcune  scelte
  politiche vanno riformulate e rideterminate.
   Oggi  qualche giornalista semplifica questo concetto e lo riduce
  ad una dinamica correntizia. Beh, a questo giornalista o a questi
  giornalisti  dico: se scrivete queste cose andate  a  parlare  di
  cronaca  nera  o  di sport,  non di politica; perché  parlare  di
  correnti  all'interno  di  Forza Italia significa  non  conoscere
  Forza  Italia né conoscere gli uomini di Forza Italia,  significa
  orecchiare  di  politica;  significa  non  essere  competenti  di
  politica  e  quando  uno  orecchia di politica  è  bene  che  non
  costituisca  elemento di mediazione fra la politica  stessa  e  i
  cittadini.
   Chi  vuole  trasformare  la politica in  gossip  si  procuri  un
  contratto a  Bolero Teletutto  o a  TV Sorrisi e Canzoni , ma non
  a giornali che invece pretendono di esprimere posizioni politiche
  per giunta di parte.
   Ciò  detto, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, so che  il
  mio  tempo  è   scaduto e, dunque, mi avvio alla conclusione  con
  l'auspicio che questa fase politica che stiamo attraversando  sia
  una fase caratterizzata da due elementi: da una parte il senso di
  responsabilità, dall'altra il mantenimento dell'esigenza  di  non
  fermarsi, di andare avanti e di guardare con intenso interesse  a
  quelli che sono i traguardi che il Governo Cuffaro si è posto nel
  momento in cui ha chiesto i voti agli elettori che sono traguardi
  di rinnovamento della politica, che sono traguardi di cambiamento
  della  politica, che sono traguardi che intendono raggiungere  un
  modello politico in grado di risolvere i problemi della Sicilia.
   E  poichè  al  Governatore piacciono le citazioni di  cattolici,
  con una citazione di un cattolico concludo questo mio intervento.
  La citazione è di Don Milani, il quale diceva:  L'obbedienza è un
  vizio al quale cedere fa sempre molto comodo .
   Credo  che  se questo Parlamento, questo Governo, questa  classe
  politica   e  questi  partiti  politici  intendono  ottenere   il
  vantaggio  dell'obbedienza sono fuori dal tempo, se invece  sanno
  reagire   interrogando   se   stessi  innanzitutto   e   mettendo
  soprattutto se stessi in crisi alla ricerca di una verità che sia
  quella  che  ci  consenta di cambiare il volto di questa  Sicilia
  allora  questo Parlamento, questo Governo, questa classe politica
  e questi partiti avranno un avvenire ricco di soddisfazioni.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di  parlare l'onorevole  Assessore  Lo
  Porto per la replica.

    LO  PORTO. Assessore per il bilancio e le finanze. Una  replica
  doverosamente  breve per rispetto all'Aula  e  per  l'orario  cui
  siamo arrivati.
   Con  questa  discussione  generale si  conclude  un  iter  molto
  impegnativo  che ha visto il Parlamento siciliano assai  presente
  con manifestazioni di sensibilità politica di notevole rilevanza.
   Devo dare atto che molto importante è stato il dibattito che  si
  è  svolto  in  Commissione bilancio; esso è stato  acceso,  certe
  volte  persino  tumultuoso, alcune volte ha  registrato  un  alto
  senso  di  responsabilità  che  ci  ha  permesso  la  conclusione
  dell'iter  dei  provvedimenti, seppure ha  visto  la  rinuncia  a
  moltissime  rivendicazioni  che provenivano  dai  vari  esponenti
  politici.  Inoltre, la stessa discussione generale di  stamane  è
  stata interessante per gli interventi di tutti gli oratori che si
  sono  susseguiti, da quelli di maggioranza che ringrazio per  gli
  apprezzamenti mossi nei confronti del Governo, quali  l'onorevole
  Leontini,  gli  onorevoli Fleres, Dina e  Caputo,  e  financo  il
  relatore  di  maggioranza che ringrazio per la relazione  che  ha
  voluto   proporre,   nonchè  l'onorevole  Ortisi,   relatore   di
  minoranza,  ed  infine  anche l'onorevole Cracolici  con  le  sue
  puntuali osservazioni.
   Certo,  venire  qui  a  nome  del  Governo  per  rivendicare  il
  documento  del bilancio e della finanziaria come documenti  della
  programmazione  per eccellenza, in un contesto  così  delicato  e
  critico  in cui viviamo,  venire a dire che questa è la carta  di
  programmazione  vincente io stesso non me la  sento;  è  tuttavia
  sicuramente  una  carta  condizionata  dal  momento  che   stiamo
  attraversando.
   E  non mi riferisco alla dialettica o alla polemica politica che
  verte  sul  Presidente della Regione, mi riferisco allo  scenario
  economico  all'interno  del quale stiamo operando  le  scelte  di
  bilancio   e  finanziaria,  che  è  uno  scenario  obiettivamente
  difficile,  che  riguarda l'intero sistema  italiano  e,  quindi,
  fatalmente  ancora  di  più  riguarda le  conseguenze  che  dallo
  scenario   nazionale  ricadono  sulla  realtà   economico-sociale
  siciliana.
   Eppure,  ci siamo sforzati, ci stiamo sforzando e per  la  prima
  volta  rispetto  alla  mia sia pure breve  esperienza  di  questa
  Assemblea non abbiamo la finanziaria/libro dei sogni che è  stata
  puntualmente,  anno  per anno, presentata. La finanziaria  intesa
  come  concetto  di  legge omnibus dentro la quale  mettere  tutto
  quello  che  i richiami elettoralistici o gli interessi  politici
  avrebbero obiettivamente richiesto.
   Questa  volta abbiamo ritenuto di avere rispetto di  una  realtà
  economico-sociale  siciliana  quale  essa  è,  e  quindi  abbiamo
  presentato un documento schietto, snello, probabilmente sul serio
  programmatore.  Su  quali linee? Sulle  linee  classiche  di  una
  realtà  politico-economica che doveva necessariamente puntare  su
  tre  fattori fondamentali: primo, per una politica di rientro  su
  un  passivo  tendenziale di 2 miliardi  e  34  milioni  di  euro.
  Avremmo   potuto   inventare,  come  l'onorevole   Cracolici   ha
  denunciato,  almeno  per quanto riguarda  la  fase  precedente  a
  questo documento, entrate fantasiose.  No, ci siamo attenuti  con
  grande   senso   di   responsabilità  alla  realtà   quale   essa
  effettivamente  è: vale a dire ci siamo mossi sul  terreno  delle
  maggiori  entrate  che,  per  fortuna,  l'Agenzia  delle  entrate
  continua  ad  assicurarci essere costantemente  in  crescita;  in
  secondo  luogo,   ci  siamo attenuti al taglio  delle  spese  che
  abbiamo  già  cominciato  ad effettuare e  che  realizzeremo,  in
  effetti,   con  le prossime leggi di sviluppo. E se raccoglieremo
  quello  che  fu  oggetto di un taglio durante l'ultima  legge  di
  variazione,   i  cosiddetti  stralci  che  dovremo   comporre   e
  presentare  sotto  forma  di disegno di  legge  organico,  quindi
  minori  spese  ed infine quello che è già stato anticipato  nella
  variazione  di  bilancio 2007, vale a dire i proventi  legati  al
  ricorso sul mercato.
   Onorevole Cracolici, per quanto riguarda i 730 milioni  di  euro
  che   sono   venuti  meno  l'anno  scorso  in  virtù   della   ex
  valorizzazione dei beni immobiliari, le ricordo che quello fu  un
  ammanco del quale ci siamo accorti quando ritardi procedurali  ci
  fecero rendere conto che non avremmo potuto incassare quei soldi,
  ma  li  abbiamo  puntualmente  coperti.  Lei  dirà:  con  ricorse
  fantasiose. Non direi tanto fantasiose dal momento che  una  gran
  parte  di  esse,  per fortuna, è stata coperta dall'ultragettito,
  dalle  maggiori entrate fiscali che abbiamo avuto il  piacere  di
  dovere constatare e registrare.
   Pertanto,  il problema della programmazione legato al  documento
  economico  parte da una esigenza, la normalizzazione  del  quadro
  politico,    economico   e   finanziario   della   Sicilia.    La
  normalizzazione  non certamente nei confronti di  una  situazione
  resa  critica  dalle  vicende giudiziarie che  abbiamo  avuto  di
  fronte,  la  normalizzazione  anche  nei  confronti  del  Governo
  nazionale  che,  in  questo momento,  al  di  là  delle  critiche
  politiche legittime che possono essere sollevate da qualche parte
  o  dalle  difese che possono essere sollevate da altra parte,  ma
  che  non presenta quadri di normalità e di serenità anche per  le
  conseguenze  che  esse  finiscono con l'avere  all'interno  della
  Regione siciliana.
     Io vi ricordo solamente quante delle voci di questo bilancio e
  di questa finanziaria fanno conto, giustamente, delle risorse che
  il  Governo  centrale ci deve dare.  Eppure  l'alea  del  Governo
  nazionale  in  crisi, l'alea di una situazione politica  incerta,
  l'alea   di  una  situazione  economica  generale  obiettivamente
  critica,  non  ci  permette  quella  normalizzazione  del  quadro
  economico-sociale siciliano, del quale sicuramente la Sicilia  ha
  in questo momento bisogno.
   Eppure,  l'abbiamo  detto  con serietà  di  atteggiamento  e  di
  analisi  economica: l'entità della manovra di bilancio ammonta  a
  24  milioni  di  euro,  di  cui oltre  14  miliardi  per  entrate
  correnti,  oltre 1 miliardo in conto capitale e 8,7  miliardi  di
  avanzo  presunto relativo a fondi vincolati non utilizzati  negli
  anni passati.
   Si sta riequilibrando, quindi, un rapporto tra spese correnti  e
  spese  in conto capitale, rapporto che sta per raggiungere  quasi
  la  parità.  E'  da parecchio tempo che non si verificava  questo
  rapporto  di quasi parità fra l'una e l'altra spesa. Nel  momento
  in cui arriveremo al suo bilanciamento, credo che gli effetti per
  i siciliani saranno favorevoli.
     Infatti, ritengo che il grosso nodo politico di chi governa la
  Sicilia  in questo momento - chiunque sia la parte politica,  sia
  di  centro-destra  ovvero di centro sinistra  -  sia  la  mancata
  disponibilità  di fondi per gli investimenti sui  quali  contiamo
  soprattutto  per  gli  interventi comunitari  e  soprattutto  per
  quanto riguarda un reintegro per i fondi ex art. 38.
   Tuttavia  ciò  non è sufficiente perché per una grande  politica
  di  sviluppo,  voi mi capite bene, occorre qualcosa  di  più  che
  speriamo  di  trarre da quello  che tra qui a  poco  cercherò  di
  dirvi.
   Le  spese  che  si  prevedono doversi  effettuare  nel  2008  si
  riferiscono per oltre 15 miliardi a spese correnti e per oltre  8
  miliardi a spese in conto capitale.
   Quali  sono  i  punti qualificanti della manovra di  bilancio  e
  della finanziaria che presentiamo oggi?
   Originariamente formulato dal governo Cuffaro l'1   ottobre  del
  2007,  il disegno di legge ha mantenuto la propria coerenza anche
  dopo  l'esame  dibattimentale prodotto  nelle  varie  commissioni
  legislative. La finanziaria di per sé ha le caratteristiche della
  snellezza.  Si  è  evitato di trasformarla in una  legge  omnibus
  limitando gli interventi normativi allo stretto necessario.
   Il   Governo,  con  notevole  sforzo  finanziario,  ha  inserito
  risorse destinate a coperture di nuove iniziative legislative per
  un  ammontare  di  circa 100 milioni di euro,  di  cui  circa  50
  milioni destinabili ad interventi per lo sviluppo.
   Qui,  chi  ha buona memoria di quello che accade ogni volta  nel
  settore  della  programmazione economica ricorderà,  sicuramente,
  come  via  via  si  siano essiccate le fonti di sostegno  di  una
  politica  di  sviluppo, e soprattutto come si  sia  essiccata  la
  facoltà di legiferare da parte dell'Assemblea regionale siciliana
  che  non  poteva, ad un certo punto, produrre per la mancanza  di
  adeguati finanziamenti.
   Si   era   esaurito  il  fondo  globale;  i  fondi  di   riserva
  all'interno dei singoli Assessorati sono sempre stati pure frutto
  di una geometria contabile della nostra realtà economica. Ebbene,
  finalmente,  abbiamo ripristinato i fondi globali: si  tratta  di
  100  milioni  di  euro  che destineremo sia  alla  legge  per  lo
  sviluppo,  sia ad una serie di leggi che l'Assemblea via  via  si
  accinge a discutere e ad approvare.
        Infine,  oltre  alle  rituali  scelte  tecniche  che   deve
  contenere  una  finanziaria,  non è  vero  -  come  ha  sostenuto
  l'onorevole  Ortisi  e  come ha accentuato  dal  punto  di  vista
  critico  l'onorevole Cracolici - che, di per sé, questa  sia  una
  legge  vuota di contenuto. Essa contiene l'articolo 7 che proroga
  il  termine  per  la  definizione  delle  pratiche  di  sanatoria
  edilizia. Non è cosa da poco

    CRACOLICI    Onorevole  Assessore,  lo  abbiamo  approvato   in
  finanziaria grazie ad un nostro emendamento.

    LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze  e  riguarda
  la  politica  della  casa. Anche questo  è  un  argomento  che  è
  veramente essenziale per permettere ai comuni di procedere  lungo
  la  via  dell'esame delle richieste di sanatoria  edilizia.  Tale
  norma   è  stata  inserita  per  venire  incontro  alle  numerose
  richieste pervenute da parte degli enti locali.
   Dall'articolo  13, il cui titolo è  Procedure  per  l'assunzione
  del  personale , discende l'obbligo per le società costituite con
  capitale a maggioranza pubblico di assumere il personale  con  le
  procedure  di  evidenza  pubblica. E'  o  non  è  una  misura  di
  moralizzazione?
   L'articolo  16, il cui titolo è  Revoca contributi  è  per  quei
  soggetti  beneficiari di contributi che a seguito di accertamento
  dovessero  risultare episodi di evasione fiscale e  contributiva.
  E' o non è una norma di moralizzazione della cosa pubblica?
   Infine,  l'articolo  25:   Recupero degli  edifici  situati  nei
  centri  storici  , riguarda misure finanziarie a  sostegno  delle
  attività  di  recupero di edifici situati nei centri storici  dei
  comuni siciliani. Anche questo è un aspetto della politica  della
  casa  di questo Governo.
   Come  l'onorevole Cracolici sa, per quanto riguarda  una  misura
  significativa e decisiva, dal punto di vista dello  sviluppo,  il
  disegno  di legge sul credito di imposta. Come tutti voi  sapete,
  abbiamo  mandato per il pre-esame il nostro testo  alla  Comunità
  europea  e allorquando, come è molto probabile che accada  perché
  questa  notizia ci è pervenuta, la Comunità europea  ci  darà  il
  nulla-osta  per questo testo, la Sicilia si doterà di  una  legge
  sul  credito di imposta che sarà adeguata alle condizioni  socio-
  economiche della nostra Isola.
   Per  concludere,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
  ricorso  all'esercizio provvisorio è sempre  stato  energicamente
  respinto dal Governo regionale in carica. Finché si può dotare la
  Sicilia   del  suo  bilancio  e  della  finanziaria,  l'esercizio
  provvisorio è soltanto una catastrofe per le categorie produttive
  e per i ceti impiegatizi siciliani.
   Questo  errore lo abbiamo commesso l'anno scorso,  impedendo  il
  normale  svolgimento  della  vita  amministrativa  della   nostra
  Regione,  approvando, di fatto, quasi contemporaneamente bilancio
  e finanziaria ed esercizio provvisorio.
   Al  punto in  cui siamo oggi, ritengo che non ci sia bisogno  di
  ricorrere all'esercizio provvisorio, siamo in tempo per approvare
  il bilancio e la finanziaria ed approvare i due provvedimenti nei
  tempi   brevi,  speriamo  entro  la  fine  di  questa  settimana.
  Naturalmente, se dovessimo essere obbligati a farlo, sarà un atto
  dovuto,  necessario,  non  è  una richiesta  politica  quella  di
  richiedere l'esercizio provvisorio, è soltanto l'estrema ratio di
  un Parlamento che dovesse prendere atto di non potercela fare.
   Io   sono  convinto,  invece,  che  questa  Assemblea  regionale
  siciliana  sia  in  grado di approvare sia  il  bilancio  sia  la
  finanziaria entro i termini che ci siamo prefissati.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea  è  rinviata   a
  giovedì 24 gennaio 2008, alle ore 10.30,  con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I   - COMUNICAZIONI

     II   -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 261 - Sfiducia al Presidente della Regione.

                      BORSELLINO   -   CRACOLICI  -  BARBAGALLO   -
                      AMMATUNA  -APPRENDI - CALANNA - DE BENEDICTIS
                      -  DI  BENEDETTO     DI GUARDO -  FIORENZA  -
                      GALLETTI  - GALVAGNO   GUCCIARDI - LACCOTO  -
                      LA  MANNA  -  MANZULLO    MATTARELLA  -  ODDO
                      CAMILLO  -  ORTISI - PANARELLO   PANEPINTO  -
                      RINALDI  -  SPEZIALE  -  TERMINE   -   TUMINO
                      VILLARI - VITRANO - ZAGO - ZANGARA - ZAPPULLA
                      CANTAFIA - BALLISTRERI - ODDO SALVATORE

     III   -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
        1)  - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
            finanziario 2008            e bilancio pluriennale per il
            triennio 2008-2010 (n. 666/A) (Seguito)

        2)  - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
            (n. 665/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 13.46

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.40.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli