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Resoconto d'Aula della Seduta n. 119 di venerdì 25 gennaio 2008
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                     Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presenta   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta scritta:

   numero  1572 - Ragioni della mancata approvazione della proposta
  di  dimensionamento delle istituzioni scolastiche nella città  di
  Marsala  (TP)  da  parte  dell'Assessorato  dei  beni  culturali,
  ambientali e pubblica istruzione.
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Gucciardi Baldassare.

   L'interrogazione, ora annunziata, sarà inviata al Governo.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del  numero  legale
  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
  segreto   (art.   127)  sono  effettuate  mediante   procedimento
  elettronico.

       «Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
   regionale siciliana per l'anno finanziario 2006» (Doc. n. 131)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea  regionale
  siciliana per l'anno finanziario 2006 (Doc. n. 131) .
   Ha   facoltà   di   parlare  il  deputato  questore,   onorevole
  Ardizzone, per svolgere la relazione.

   ARDIZZONE,  deputato questore e relatore. Mi  rimetto  al  testo
  della relazione scritta.

   PRESIDENTE.   Dichiaro  aperta  la  discussione   generale   sul
  rendiconto.
   Si  passa  alla  Rubrica:  Entrata . Dò lettura  del  Titolo  I:
   Entrate effettive , capitoli dal I all'VIII.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   CANTAFIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor  Presidente, ritengo veramente  indecoroso  il
  modo  in  cui si sta affrontando il  Rendiconto delle  Entrate  e
  delle Spese dell'Assemblea regionale.
   Non  siamo stati informati per tempo; si dà per scontato che  si
  fa  rapidamente, quando non abbiamo avuto neanche  il  tempo  non
  dico  di  controllare, ma di guardare con un minimo di attenzione
  le  cose  che  dovremmo  approvare.  Siccome  la  considero  cosa
  assolutamente  essenziale, in un momento nel quale tutti  parlano
  delle  spese della politica, il giorno in cui dobbiamo  occuparci
  delle spese della politica della nostra Assemblea regionale,  non
  si ha tempo. Quindi, le chiedo, formalmente, che ci siano i tempi
  necessari per potere valutare i documenti che mi sono stati  dati
  in questo momento senza i quali non sarò in condizione di fare il
  lavoro di deputato per il quale sono state eletto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cantafia, era stato posto all'ordine  del
  giorno  il  rendiconto e il bilancio preventivo dell'Assemblea  e
  sono stati regolarmente forniti i documenti.
   Ovviamente,  nel  momento  in  cui  lei  chiede  un  tempo   per
  esaminarlo, la Presidenza  è a disposizione per darle del  tempo.
  Ci mancherebbe altro  Ma siccome vogliamo accelerare

   CANTAFIA.  Alla  fine  della  finanziaria  procederei   con   il
  rendiconto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cantafia, la  prego  di  soprassedere  a
  questa   sua  richiesta.  Magari  accantoniamo  qualche  partita,
  l'importante  è che possiamo andare avanti. La inviterei  a  fare
  questo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io penso che tutte le polemiche  di
  quest'anno  sulle  missioni dei deputati,  sulla  immoralità  dei
  deputati dell'Assemblea, su quello che è stato fatto da parte dei
  deputati, richiedano un momento di riflessione su quello che è il
  bilancio e il rendiconto dell'anno, nonché di previsione.
   Siccome  ci sono deputati che non hanno fatto mai una  missione,
  né  mai  hanno  violato - per dire quella che è  stata  anche  la
  questione  dei  giornali -il codice etico,  ritengo  opportuno  a
  questo punto, invece di parlare attraverso i giornali, la stampa,
  fare  il  rendiconto in Assemblea di quelle  che  sono  state  le
  missioni,  di  chi le ha autorizzate e con quali  motivi,  quante
  sono state e chi le ha fatte.
   Questo è uno dei problemi. Andiamo poi ad altri problemi, tra  i
  quali anche quelli riguardanti la Fondazione, di cui si parla,  e
  ad altre questioni.
   Ritengo  che  il  modo di agire secondo il quale  si  dice  alla
  stampa  che  i deputati sono quelli della  casta ,  i  quali  non
  pensano  ad  altro  che alle missioni,  non sia un  comportamento
  etico. Ritengo che il comportamento etico è esaminare con serietà
  il  rendiconto dell'Assemblea dell'anno scorso ed esaminare anche
  con attenzione il bilancio di previsione dell'anno 2008.
   Si  deve  finire  di generalizzare  E invece vorrei  capire,  da
  semplice  deputato, e poiché sono stato toccato da quella  che  è
  stata  l'infamia che ha coperto tutti i deputati, se il mio  nome
  compare  fra  quelli  che  sono  andati  in  missione  e  chi  ha
  autorizzato  queste missioni. Il problema è anche questo.  Allora
  penso  che  bisogna dare il tempo di esaminare questo  rendiconto
  per  potere  esaminare  il bilancio di previsione  dell'Assemblea
  2008.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, è chiaro che lei non ha letto  il
  documento  che le è stato consegnato, perché non stiamo  parlando
  del  rendiconto del 2007, ma del rendiconto del 2006.  Perché  il
  rendiconto del 2007 sarà discusso ed approvato eventualmente  con
  il bilancio preventivo del 2009. Onorevole Laccoto le do ragione,
  le  ho detto che stiamo trattando del rendiconto del 2006, ma  se
  c'è  una  richiesta formale di un parlamentare o due che chiedono
  di  avere  un  po'  di  tempo  per esaminarli  è  chiaro  che  la
  Presidenza dà loro il tempo per esaminarlo.
   L'ha   chiesto  l'onorevole  Cantafia,  lo  chiede   l'onorevole
  Laccoto. E' doveroso dare un termine per poterlo esaminare.
   Pertanto,  si sospende l'esame del documento n. 131   Rendiconto
  delle  entrate  e delle spese dell'Assemblea regionale  siciliana
  per l'anno finanziario 2006   e del documento n. 132  Progetto di
  bilancio  interno dell'Assemblea regionale siciliana  per  l'anno
  finanziario  2008  al fine di consentire ai deputati di  prendere
  visione della documentazione.

    Seguito della Discussione del disegno di legge  Disposizioni
        programmatiche e finanziarie per l'anno 2008 (665/A)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno
   Discussione dei disegni di legge . Si procede con il disegno  di
  legge  n.  665/A   Disposizioni programmatiche e finanziarie  per
  l'anno 2008 .
   Invito i componenti della Commissione Bilancio a prendere  posto
  al banco delle commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che era stato votato  il  passaggio
  all'esame degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
            Risultati differenziali e ricorso al mercato

   1.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti  della
  presente  legge, il saldo netto da finanziare per l'anno  2008  è
  determinato in termini di competenza in 537.954 migliaia di euro.

   2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
  pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2009 è determinato
  un  saldo  netto  da finanziare pari a 26.776 migliaia  di  euro,
  mentre per l'anno 2010 è determinato un saldo netto da finanziare
  pari a 63.893 migliaia di euro.

   3.  L'Assessorato  regionale  del bilancio  e  delle  finanze  è
  autorizzato   ad   effettuare  operazioni  finanziarie   per   il
  finanziamento  di investimenti coerenti con l'articolo  3,  comma
  18,  della  legge  24  dicembre 2003, n. 350,  per  un  ammontare
  complessivo  pari  a  774.720 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2008 e 241.000 migliaia di euro per  ciascuno  degli
  anni 2009 e 2010.

   4.  Per l'esercizio finanziario 2008 continuano ad applicarsi le
  disposizioni  previste dall'articolo 2 della legge  regionale  30
  gennaio 2006, n. l.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
              Disposizioni in materia di residui attivi

   1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2006  a
  fronte  delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2007,  non
  corrispondono  crediti  da riscuotere nei confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate dalle scritture contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   2.  Con  decreto  del  ragioniere  generale  della  Regione,  su
  indicazione    delle    competenti  amministrazioni,  si  procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
  Copia  di  detto decreto è allegata al rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2007.

   3.  Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del comma 1,
  sussistano  eventuali crediti, si provvede al  loro  accertamento
  all'atto  della  riscossione  con  imputazione  al  conto   della
  competenza dei pertinenti capitoli di entrata».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
   Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti

   1.  Le  somme  perenti agli effetti amministrativi  relative  ad
  impegni   assunti  fino  all'esercizio  finanziario   1997,   non
  reiscritte   in   bilancio   entro  la  chiusura   dell'esercizio
  finanziario 2007, sono eliminate dalle scritture contabili  della
  Regione dell'esercizio medesimo.

   2.  Con successivi decreti del ragioniere generale della Regione
  si  procede all'individuazione delle somme da eliminare ai  sensi
  del  comma  1.  Copia di detti decreti è allegata  al  rendiconto
  generale della Regione per l'esercizio finanziario 2007.

   3.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
  della  Regione fino all'esercizio 2006 e quelli di conto capitale
  assunti  fino  all'esercizio 2005,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio   2007   non       corrispondono      obbligazioni
  giuridicamente
   vincolanti,  sono  eliminati  dalle  scritture  contabili  della
  Regione dell'esercizio medesimo.

   4.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di opere qualora il  progetto  dell'opera
  finanziata  sia  esecutivo  e  gli enti  appaltanti  abbiano  già
  adottato  le  deliberazioni che indicono la gara,  stabilendo  le
  modalità di appalto.

   5.   Con  successivi  decreti  del  ragioniere  generale   della
  Regione,  su  indicazione  delle competenti  amministrazioni,  si
  procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi  del
  comma 3. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
  della Regione per l'esercizio finanziario 2007.

   6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei commi  1
  e  3, sussista ancora l'obbligazione della Regione e, nel caso di
  somme   eliminate   ai  sensi  del  comma  1,   sia   documentata
  l'interruzione  dei  termini  di  prescrizione,  si  provvede  al
  relativo  pagamento  con  le disponibilità  dei  capitoli  aventi
  finalità  analoghe  a quelli su cui gravavano originariamente  le
  spese  o,  in  mancanza di disponibilità, mediante iscrizione  in
  bilancio  delle  relative  somme, da effettuarsi  con  successivi
  decreti  del  ragioniere generale della Regione  ai  sensi  degli
  articoli  7  e  8 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e  successive
  modifiche   ed  integrazioni  e  dell'articolo  47  della   legge
  regionale 7 agosto 1997, n. 30.

   7.  Le  disposizioni contenute dal precedente articolo 2  e  dal
  presente  articolo si applicano anche all'Azienda  delle  foreste
  demaniali della Regione».

    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
                       Accantonamento negativo

    1.  In relazione all'accertamento delle entrate destinate
   al  finanziamento  del  servizio  per  il  trattamento  ed
   utilizzo, mediante termovalorizzatori, della frazione  dei
   rifiuti  urbani  al  netto  della  raccolta  differenziata
   prodotta   nei  comuni  della  Regione,  è  disposto   uno
   specifico  accantonamento negativo previsto nella  tabella
   A'  allegata  alla presente legge. Il ragioniere  generale
   della  Regione  è  autorizzato ad iscrivere,  con  proprio
   provvedimento,  le  relative somme ai pertinenti  capitoli
   del corrispondente accantonamento positivo».

    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo5
          Attuazione articolo 1, comma 832, della legge 27
                        dicembre 2006, n. 296

    1.      Le      entrate     derivanti     dall'attuazione
   dell'articolo 1, comma 832, della legge 27 dicembre  2006,
   n.  296,  discendenti  dalla definizione  del  contenzioso
   instaurato  con lo Stato per l'applicazione  del  medesimo
   comma,   sono   destinate,  con  decreto  del   ragioniere
   generale  della  Regione, al finanziamento della  maggiore
   spesa prevista dall'articolo 1, comma 830, della legge  27
   dicembre 2006, n. 296».

    Comunico  che  all'articolo  5  è  stato  presentato   un
   emendamento 5.1 a firma del Governo.
    In  attesa che si distribuisca l'emendamento con le fonti
   normative di riferimento, accantoniamo l'articolo 5.

         Si passa all'articolo 6. Ne do lettura

                             «Articolo 6
            Assegnazioni in favore delle autonomie locali

    1.      Nelle     more     della    definizione     della
   compartecipazione dei comuni al gettito  dell'imposta  sul
   reddito  delle  persone  fisiche riscossa  nel  territorio
   della  Regione, da attuare ai sensi dell'articolo 1, commi
   da  189  a 193, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  per
   il  triennio 2008-2010, le assegnazioni annuali in  favore
   dei    comuni,   per   lo   svolgimento   delle   funzioni
   amministrative   conferite  in  base   alla   legislazione
   vigente  ed  a  titolo  di sostegno  allo  sviluppo,  sono
   quantificate  nella  misura  stabilita  dall'articolo   8,
   comma  1, della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1,  da
   iscrivere in una o più soluzioni, e sono destinate, per  i
   comuni  con  popolazione superiore a  5.000  abitanti,  ad
   esclusione  dei comuni delle isole minori, per  una  quota
   non  inferiore al 7,5 per cento con obbligo di  incremento
   annuale  della stessa di almeno lo 0,5 per cento  o  nella
   maggiore  misura  che  sarà  deliberata  nella  conferenza
   Regione-Autonomie   locali,  a  spese   di   investimento.
   Qualora entro la chiusura dell'esercizio finanziario  2008
   non    viene    definita   la   misura   della    predetta
   compartecipazione,      stabilita      tenendo       conto
   dell'equilibrio economico finanziario del  bilancio  della
   Regione,  l'assegnazione in favore dei comuni è  stabilita
   in 780.000 migliaia di euro.

    2.  La  ripartizione delle risorse di cui al  comma  1  è
   effettuata  ai  sensi dell'articolo  76,  comma  1,  della
   legge  regionale  26 marzo 2002, n. 2 e dell'articolo  21,
   comma 17, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19  e
   successive modifiche ed integrazioni.

    3.  L'iscrizione in bilancio e la relativa erogazione, al
   netto delle quote destinate a spese di investimento  e  di
   quelle  destinate  a  specifiche  finalità  in  base  alla
   legislazione  vigente, è effettuata  tenendo  conto  delle
   disposizioni  previste  dall'  articolo  18  della   legge
   regionale 5 novembre 2004, n. 15.

    4.  Per il triennio 2008-2010, le assegnazioni annuali in
   favore  delle province, per lo svolgimento delle  funzioni
   amministrative   conferite  in  base   alla   legislazione
   vigente  ed  a  titolo  di sostegno  allo  sviluppo,  sono
   determinate  detraendo  allo  stanziamento  previsto   nel
   bilancio    regionale   per   l'anno   2001,   la    somma
   corrispondente  al  trattamento  economico   fondamentale,
   accessorio   ed   oneri  riflessi  del   personale   delle
   soppresse  aziende autonome provinciali  per  l'incremento
   turistico  di  cui  agli  articoli  5  e  10  della  legge
   regionale  15  settembre  2005,  n.  10,  transitato  alla
   Regione e l'importo relativo alle entrate accertate  dalle
   stesse  nel  secondo  esercizio antecedente  a  quello  di
   riferimento  a  titolo di imposta sulle  assicurazioni  di
   cui  all'articolo 10 della legge regionale 26 marzo  2002,
   n.  2  e successive modifiche ed integrazioni. Sulla  base
   dei   dati   comunicati,  in  base  alle  risultanze   dei
   rendiconti  da ciascuna provincia regionale, entro  trenta
   giorni  dalla  data  di entrata in vigore  della  presente
   legge,  al  dipartimento regionale  delle  finanze  e  del
   credito,  la ragioneria generale provvede alle conseguenti
   variazioni  di  bilancio.  Ciascuna  provincia  destina  a
   spese  d'investimento una quota pari ad almeno il 7,5  per
   cento con l'obbligo di incremento annuale della stessa  di
   almeno  lo 0,5 per cento o nella maggior misura  che  sarà
   deliberata nella Conferenza RegioneAutonomie locali.

    5.  La  ripartizione delle risorse di cui al  comma  4  è
   effettuata,  secondo  le  modalità previste  dall'articolo
   76,  comma l, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2  e
   successive modifiche ed integrazioni.

    6.  All'articolo 76 della legge regionale 26 marzo  2002,
   n. 2, è aggiunto il seguente comma:

    12.  A  decorrere  dall'esercizio  finanziario  2008,   a
   valere  sulle  risorse  di  cui al  presente  articolo,  è
   costituito  un  apposito fondo con  vincolo  di  specifica
   destinazione,  cui confluisce una quota non  inferiore  al
   25  per cento delle predette risorse, da ripartire con  le
   modalità  di  cui  al  comma 1 del  presente  articolo,  a
   favore  dei  comuni,  per  gli interventi  in  materia  di
   diritto  allo studio ed assistenza scolastica  nonché  per
   interventi  in  favore  dei soggetti  di  cui  alla  legge
   regionale  9 maggio 1986, n. 22 e successive modifiche  ed
   integrazioni'.

    7.  L'Assessore regionale per la famiglia,  le  politiche
   sociali  e  le  autonomie locali, con proprio  decreto  da
   adottarsi  previa deliberazione della Giunta  di  Governo,
   determina  le  modalità di funzionamento ed  i  componenti
   della  segreteria di cui all'articolo 43, comma  6,  della
   legge  regionale  7  marzo 1997,  n.  6,  come  modificato
   dall'articolo 100 della legge regionale 26 marzo 2002,  n.
   2.

    8.  Agli oneri di cui al comma 7 e a quelli necessari per
   il  funzionamento della Conferenza RegioneAutonomie locali
   si  provvede  con parte delle disponibilità  del  capitolo
   183303  Fondo per le Autonomie locali' di cui all'articolo
   29, comma 1, della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2.

    9.  Una  quota  pari al 30 per cento dei  fondi  previsti
   dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26  marzo
   2002,  n.  2,  è  destinata alle finalità  previste  dall'
   articolo 4 della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27.

    10.   Dopo  il  comma  2  dell'articolo  98  della  legge
   regionale   28  dicembre  2004,  n.  17,  è  aggiunto   il
   seguente:

    3.  Per  i  rapporti  definiti alla data  di  entrata  in
   vigore  della presente legge è riservata una quota pari  a
   2.000  migliaia  di  euro da ripartire in  proporzione  al
   debito  accertato,  a  valere sui  fondi  delle  autonomie
   locali'.

    11.  Per  gli  interventi previsti dalla  delibera  della
   Giunta  regionale n. 440 del 13 novembre 2007, al fine  di
   garantire  la copertura finanziaria per gli interventi  di
   somma urgenza già effettuati con ordinanze dei sindaci  ed
   accertati  dal  dipartimento  regionale  della  protezione
   civile, è autorizzata l'assegnazione di 3.000 migliaia  di
   euro  a valere sui fondi previsti dall'articolo 76,  comma
   4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

    12.  All'articolo  17 della legge regionale  28  dicembre
   2004, n. 17, al comma 1 le parole del 2,5 per cento'  sono
   cassate ed è aggiunto il seguente comma:

    Per   le   finalità  di  cui  al  comma  1,  a  decorrere
   dall'esercizio  finanziario 2008, è autorizzata  la  spesa
   di 1.650 migliaia di euro'».

    Comunico   che   sono   stati   presentati   i   seguenti
   emendamenti:

    -dall'onorevole Laccoto: 6.1, 6.18, 6.19,
  -dagli onorevoli Antinoro ed  altri:  6.14,
  -dall'onorevole Tumino. 6.8;
  -dagli onorevoli Galvagno e Barbgallo: 6.7, 6.9, 6.10, 6.11,
  6.12 e 6.13;
  -dagli onorevoli De Luca,  Di Mauro: 6.17, 6.16;
  -dagli onorevoli Laccoto e Barbagallo: 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6
  -dall'onorevole Rinaldi: 6.20;
  -dagli onorevoli Currenti ed altri: 6.15,
  -dall'onorevole Speziale 6.19.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  parte da una considerazione. Il Presidente dell'ANCI regionale ha
  già fatto pervenire al Presidente della Regione, all'Assessore al
  bilancio  ed  ai capigruppo ed a molti deputati una nota  con  la
  quale,   preoccupato, comunica che le somme per gli  enti  locali
  sono rispetto all'anno scorso 130.000.000 di euro in meno.
   Il  problema, Assessore e signor Presidente, è serio   Gli  enti
  locali,  già  da quest'anno con una variazione di bilancio  fatta
  all'ultimo   secondo,  non  hanno  ancora   ottenuto   la   terza
  trimestralità,  né tanto meno si parla della quarta che per legge
  è andata oltre il 28 febbraio.
   Se   aggiungiamo   i   130  milioni  in  meno   dell'ANCI,   con
  rappresentante  il  sindaco di Siracusa, non  di  parte,  ma  del
  centrodestra  -  chiedo  l'attenzione  di  tutto  il   Parlamento
  siciliano, compreso il Presidente della Regione e l'Assessore  al
  bilancio - ci troveremo in una situazione particolare e  gli enti
  locali  si  troverebbero non più ad avere problemi per  la  terza
  trimestralità,   ma,   addirittura,   anche   per   la    seconda
  trimestralità.
   A  questo  punto,  credo  opportuno  fare  una  riflessione.  Mi
  meraviglia   che  l'Assessore  alla  famiglia  sia  completamente
  assente e ogni anno devo essere io a difendere  gli enti locali e
  la rubrica Famiglia, io che non c'entro niente  rispetto a quelle
  che  sono le posizioni del Governo. Ci troviamo, quindi, a  dover
  attuare  un  impegno  inferiore a  quello  previsto  di  ben  130
  milioni.
   Pertanto,  ritengo  giusto,  in sede  di  bilancio,  sacrificare
  alcuni  capitoli  che probabilmente non sono  indispensabili,  ma
  certo non tagliare 130 milioni agli enti locali.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  considerato
  che  abbiamo accantonato l'emendamento 5.1, le chiedo di  fornici
  tutti i riferimenti normativi al riguardo.

    PRESIDENTE   Si vede che lei non era attento, l'ho  accantonato
  per dare sia l'emendamento che i riferimenti normativi.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiederei  un
  minuto, soltanto uno di attenzione.
   La   proposta  emendativa  dell'onorevole  Laccoto,  per  essere
  compresa  appieno ha bisogno di essere integrata dall'emendamento
  6.14,  perché  il paradosso emerge dalla lettura integrata  della
  proposta  Laccoto  e  della  proposta degli  onorevoli  Antinoro,
  Cintola, Dina, Savona.
   L'onorevole  Laccoto chiede che siano integrati i  finanziamenti
  ai  comuni per 100 milioni di euro rispetto a quanto previsto dal
  testo  del  Governo,  ma  voi  non pensate  che  quanto  sostiene
  l'onorevole  Laccoto vada accolto, soprattutto se si tiene  conto
  che  successivamente vi è un emendamento che prevede, non  per  i
  comuni,  e  neanche  per  il  comune  di  Palermo,  ma  solo  per
  l'emergenza   Palermo, cioè per una parte relativa a un  semplice
  comune, 1/3 rispetto a quello che l'onorevole Laccoto chiede  per
  tutti i 381 comuni della Sicilia. Mi chiedo, quindi, se non siamo
  davvero nella sproporzione.
   Pregherei  l'Assessore al ramo, dottore Colianni,  di  prendersi
  carico  di  questa  sproporzione  per  la  quale  confermiamo  il
  panormocentrismo  di questa Assemblea, ma soprattutto  di  quanto
  pensiamo  per l'intero territorio: per un'emergenza di un  comune
  prevediamo  1/3 di quanto chiede il collega per tutti  gli  altri
  381 comuni.
   Secondo  me è assurdo e  chiedo all'Aula, pregiudizialmente,  di
  votare  quanto  chiede  l'onorevole  Laccoto  e  determinarsi  in
  maniera diversa per l'emendamento 6.14.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  vorrei  far  osservare   che
  qualora  fosse approvato l'emendamento con la copertura  indicata
  non  basterebbero  tutti i fondi globali  che  ammontano  a  99,7
  milioni  di  euro, mentre in questo emendamento si chiedono   100
  milioni di euro.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con l'emendamento all'articolo  5
  accantonato,  qualora l'Assemblea lo approvi, verrebbe  assorbito
  anche questo emendamento poiché l'emendamento all'articolo 5  del
  Governo fa riferimento ai trasferimenti agli enti locali.
   Pertanto,   o  li  accantoniamo  entrambi  o  superiamo   questo
  emendamento in attesa di discutere l'emendamento all'articolo 5.

    PRESIDENTE    L'emendamento    6.1   è   accantonato   per   le
  considerazioni delGoverno.
   Seguendo lo stesso ragionamento, comunico che sono ritirati  gli
  emendamenti 6.18 e 6.14.
   Si passa all'emendamento 6.8, a firma dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Chiedo di illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevole assessore  per  gli  enti
  locali,  onorevoli  colleghi, con questo emendamento   si  chiede
  che i contributi alle province avvengano nella misura non del  50
  per  cento al territorio e 50 per cento agli abitanti, ma 60  per
  cento  al  territorio  e  40 per cento  agli  abitanti.  Desidero
  precisare che lo stesso è estremamente importante per le province
  interne  della  Sicilia  dove  il  territorio  è  enorme   e   la
  popolazione è poca, quindi con  una densità bassa.
   Chiedo,  quindi,  cari colleghi, di considerare  con  attenzione
  questo  emendamento  perché mentre per le grandi  città,  per  le
  grandi  province  è sostanzialmente di pochissima  rilevanza,  si
  tratta  di  spostare  pochissimi soldi, per le  province  interne
  diventa di estrema rilevanza.
   Considerato  che  oggi  vi  è  un  progressivo  abbandono,   una
  situazione   di   degrado   queste  somme   diventano   preziose,
  soprattutto se si fa riferimento alle strade interne;   richiedo,
  pertanto, di attenzionarlo e di esprimere parere favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per   dichiarare   il   mio   voto   favorevole   all'emendamento
  dell'onorevole Tumino e cerco di argomentarne le motivazioni.
   La  questione  posta  è seria e riguarderebbe  anche  i  comuni.
  L'onorevole  Tumino,  consapevolmente,  essendo  deputato   della
  provincia  di Enna, ha percepito l'importanza dell'argomento  che
  riguarda  in  larga misura non solo la provincia di Enna,  ma  le
  piccole  province siciliane, dove il rapporto tra il  numero   di
  abitanti  e  l'estensione  del territorio,  cioè  la  densità,  è
  modificato rispetto ai gradi centri urbani.
   Ora,  va  da  sè  che il comune di Catania,  di  Palermo  e   le
  relative   province di  volta in volta hanno la finanza  derivata
  aggiuntiva.
   Più  volte  abbiamo legiferato non in virtù di un  principio  di
  carattere  generale, ma abbiamo legiferato con norme  particolari
  riguardanti  il  Comune di Catania e il comune di  Palermo.  Ogni
  volta  le  piccole  province  e i piccoli  comuni  finiscono  con
  l'essere indeboliti da qualsiasi manovra.
   Pertanto,    sono    d'accordo   che    nell'attribuzione    dei
  finanziamenti alle province si tenga conto del combinato  di  due
  parametri:   da un lato la popolazione, dall'altro il territorio,
  anche perché le province hanno competenza sull'assetto viario dei
  territori  e,  ovviamente,  questo incide  nella  formazione  dei
  bilanci.
   Visto   che  il  Governo  e  anche  la  Commissione,   in   modo
  frettoloso,  si  sono  apprestati a esprimere  parere  contrario,
  vorrei  che  venisse valutata, consapevolmente, la natura  ed  il
  profilo dell'emendamento che ritengo, invece, ispirato ai criteri
  di una buona e corretta amministrazione.
   Inviterei,  pertanto, il Governo a rivedere  il  proprio  parere
  riferito  all'emendamento di Tumino, che introduce  parametri  di
  attribuzione delle risorse da parte della Regione in rapporto  al
  combinato del territorio e degli abitanti.
   Ritengo che questo criterio debba essere introdotto nella  norma
  sulla  base  della quale l'Assessore regionale degli enti  locali
  dispone  i  trasferimenti  perché è ispirato  a  un  criterio  di
  corretta amministrazione.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

    TUMINO  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

           (La   richiesta  risulta  appoggiata  a   termini   di
      Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.8

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 6.8.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          20
   Contrari            36
   Astenuti            0

                         (Non è  approvato)

   Si passa all'emendamento 6.20 a firma dell'onorevole Rinaldi.

    RINALDI  Lo ritiro.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 6.19 a firma dell'onorevole Laccoto.

    LACCOTO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  un  po'
  d'attenzione  anche  da  parte  del  Governo.  Esiste  una  norma
  nell'articolato della finanziaria che destina il  25  per  cento,
  Assessore  per  la famiglia la prego di seguirmi, ad  assistenza,
  ricovero  dei  minori,  buoni  libro  e  così  via,  che   è   un
  intendimento buono ed eccezionale.
   Voglio,  però,  dire che le somme destinate ai comuni  sono  780
  milioni. Ai comuni, specialmente ai piccoli comuni fino a 10 mila
  abitanti,  viene a mancare il 25 per cento delle somme  dell'anno
  scorso   -   ci   sono   tra   noi   colleghi   che   comprendono
  l'amministrazione comunale -. Ciò  significa che il comune che ha
  avuto  un  milione di euro avrà come libera spesa 750 mila  euro,
  mentre  250  mila euro sono somme vincolate in un  capitolo.  Non
  discuto il motivo ispiratore.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICCICHÉ

   Il  problema  è che vi sono comuni dove, ad esempio,  non  hanno
  ricovero  per  minori  o  ne hanno uno  soltanto,  quindi,  hanno
  problemi  rispetto  a  quelle che sono le somme  dei  servizi  da
  erogare.
   Se  aumentano i costi dell'Enel, se aumentano le  spese  normali
  della  mensa,  tutte  le  altre spese  obbligatorie  dei  comuni,
  certamente  con  un 25 per cento che sono obbligati  a  fare  per
  altre destinazioni, si trovano in grosse difficoltà.
   Ora,  delle due l'una. Personalmente, ho presentato anche  degli
  emendamenti nei quali ho chiesto o un aumento delle somme per gli
  enti  locali,   per cui il 25 per cento  viene  assorbito  in  un
  aumento  per gli enti locali attraverso  l'emendamento precedente
  da  me  presentato con il quale si stabiliva di dare 100  milioni
  per  queste  finalità; ovvero con un altro  mio  emendamento,  si
  stabiliva  di escludere, da questa ripartizione così bloccata,  i
  comuni con meno di 10 mila abitanti per non avere i problemi  che
  porteranno al dissesto.
   Non  è concepibile, ritengo, che si passi da un milione di  euro
  ad  una  erogazione di 750 mila euro. Vi sono comuni che  possono
  spendere   totalmente  la  differenza,   i   250   milioni,   con
  l'erogazione  di  libri,  ricoveri di  minori  o  assistenza,  lo
  possono  fare  però  in  condizioni di tranquillità,  dopo  avere
  fornito i servizi obbligatori.
     Non  sono  contrario  con  l'ispirazione  di  principio,  sono
  contrario alla formulazione così netta, questo è il problema.
   Volevo,  però,  dire, signor Presidente, che,  prima  di  questo
  emendamento, ve ne era un altro che destinava 100 milioni di euro
  a  tali  finalità, esattamente si riferiva al comma 1 ed è  stato
  accantonato  per  discutere  l'emendamento  5.1  presentato   dal
  Governo.
   Pertanto,  propongo  di  discuterlo,  dopodiché,  penso  che  la
  norma  per  i  comuni inferiori a 10 mila abitanti  debba  essere
  accolta   in  questo  Parlamento,   altrimenti  creeremo   grossi
  problemi.

    PRESIDENTE     Onorevole    Laccoto,    lei    è    intervenuto
  sull'emendamento 6.19,  comunico che l'emendamento 6.7,  a  firma
  degli  onorevoli Galvagno e Barbagallo, e l'emendamento  6.17,  a
  firma degli onorevoli De Luca e De Mauro, sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 6.2, a firma dell'onorevole Laccoto.

    LACCOTO  Chiedo di illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento  è  collegato  al  discorso  fatto  poc'anzi.  Non  è
  possibile che da un anno all'altro si possa passare ad una  spesa
  obbligatoria  del  25  per cento. Diamo  100  milioni  che  siano
  vincolati all'assistenza, ai buoni libro e così via, ricordandoci
  che  diversamente  i Comuni andrebbero ad avere grossi  problemi,
  specialmente i Comuni fino a 10 mila abitanti.
   Se   passa  questo  emendamento,  naturalmente  decade  l'altro:
  invece  di  dare  la  somma al 25 per  cento,  si  dà  una  somma
  vincolata di 100 milioni di Euro per queste finalità.
   Per lo meno è una somma del 10 per cento che viene decurtata  da
  un anno all'altro rispetto a quelle che erano le somme.
   Qui  ci  sono  dei deputati, oltre che il Governo e  l'Assessore
  per  la  famiglia, che dovrebbero comprendere che se  si  vincola
  improvvisamente  il  25  per cento per  una  finalità  giusta  si
  mettono in difficoltà i Comuni.
   Vincoliamo,  invece,  100 milioni di questa  somma  e  i  Comuni
  possono tirare un respiro di sollievo. Diamo un segnale che  vada
  in questo senso

    PRESIDENTE  Onorevole Laccoto, questo emendamento  deve  essere
  ritenuto ritirato?

    LACCOTO   No,  prima  si  discute  questo  emendamento  e   poi
  l'altro. Sono intercambiabili.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  tema
  che stiamo affrontando degli Enti locali è un tema prioritario  e
  di assoluta importanza.
   L'onorevole Laccoto ha posto un problema estremamente serio  che
  mi sento di condividere.
   I  comuni  della  Sicilia non possono essere vincolati  a  spese
  specifiche.  Il suggerimento dato è che intanto il   Fondo  delle
  Autonomie  -  e il problema mi sembra risolto -  debba  ritornare
  all'intero importo.
   Il  secondo elemento di riflessione riguarda le modalità con cui
  bisogna stabilire le priorità di intervento.
   Già   nella  precedente  finanziaria  avevo  chiesto  a   questo
  Parlamento  di  destinare almeno il 10 per cento dei  fondi  alle
  politiche sociali. Penso che questo Parlamento si dovrà occupare,
  in  aggiunta dei fondi della legge numero 328, a dare un  segnale
  forte  e  potente  nei confronti delle popolazioni  più  fragili,
  dando un segnale riguardante le politiche sociali e, quindi,  una
  riserva del 10 per cento per le stesse.
   Per  quanto  riguarda  tutti gli altri  vincoli,  penso  che  la
  Conferenza Regione-Enti locali sia in condizione, con la presenza
  dell'ANCI,   dell'URPS   e  di  tutte  le  componenti   politico-
  amministrative, di potere stabilire le modalità ai  comuni  e  ai
  loro  rappresentati per una distribuzione flessibile ed equa  per
  il territorio.
   Onorevoli  deputati,  penso  che  la  riflessione  debba  essere
  legata alla ricerca della flessibilità, delle autonomie da  parte
  dei comuni di potere scegliere in sede di conferenza Regione-Enti
  locali  e  di  stabilire,  semmai, una percentuale  da  destinare
  interamente  alle  politiche  sociali,  in  aggiunta   a   quelle
  stabilite dalla legge numero 328.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  solo
  perché  sono  figlio  dell'esperienza delle  autonomie  locali  -
  essendo  stato  per  anni amministratore e  consigliere  comunale
  nella  mia  città - ma sono un convinto assertore dell'autonomia,
  soprattutto in applicazione anche della riforma del titolo V  che
  ha   stabilito   una  novità  assoluta  nel  nostro  ordinamento:
  l'orizzontalità delle rispettive competenze.
   Però,  con  altrettanta franchezza, dico che  non  possiamo  far
  finta  di  non vedere i problemi esistenti nel rapporto  con  gli
  enti locali.
   Vorrei  ricordare che questa Regione è stata - da  questo  punto
  di vista ogni tanto qualche merito ce l'ha - antesignana nel 1979
  e  nel 1986 nel definire due norme: la legge numero  1 del 1979 e
  la  legge  numero  22  del 1986 che sono state  anticipatrici  di
  processi  di decentramento che poi hanno riguardato lo Stato e le
  Regioni, lo Stato per ultimo con la legge numero 328.
   Apro  una  parentesi. Visto che l'Assessore  Colianni  ha  fatto
  riferimento   al  ruolo di negoziazione che va  definito  con  le
  associazioni delle autonomie locali, vorrei ricordare che i fondi
  della  legge  numero 328 si utilizzano per gli interventi  socio-
  sanitari  e  non per altro;  vedo un'applicazione  fantasiosa  da
  parte  dell'Assessorato alla Famiglia che intenderebbe ipotizzare
  e  ipotecare  queste risorse, come mi giunge voce, attraverso  un
  commissario nominato dal comune di Palermo, tale dottor Crimi,  e
  che  ci  sarebbe una volontà di un'utilizzazione  dei  fondi  per
  altre  finalità,  ma lo vedremo in altre sedi,  anche  di  ordine
  giudiziario.
   Chiusa  la  parentesi  su questa vicenda, dico  subito  che  noi
  abbiamo  decentrato con legge compiti e servizi; con la  legge  6
  del 1997 non è stato affermato un principio di autonomia, è stata
  modificata  la  legislazione  nel  senso  di  stabilire  i  fondi
  trasferiti,  in applicazione di quei servizi e di  quei  compiti:
  compiti  di  servizi  sociali con la legge  22  e  compiti  quali
  attività  culturali, sportive, scuola, e via dicendo  con  la  ex
  lege 1.
   Con  la  legge  6  si  è detto che questi  fondi  non  sono  più
  vincolati  come lo erano prima, quando c'era una quota  di  spese
  per  investimento,  una  quota di spese  correnti,  un  piano  di
  riparto che doveva essere approvato dal consiglio comunale. Si  è
  detto che venivano trasferiti i soldi in maniera indistinta,  sia
  per  investimenti che per spesa corrente, sia per la legge 22 sia
  per la legge 1.
   E  clamorosamente si assiste a situazioni come  quelle  presenti
  nella  città di Catania o di Palermo e faccio un esempio di spesa
  cosiddetta  obbligatoria: le autorità giudiziarie  dispongono  il
  ricovero per i bambini abbandonati nelle case famiglia, ed  è  un
  obbligo  di  legge, e sempre secondo la legge il sindaco  diventa
  addirittura  tutore. Ebbene, nel  comune di Palermo, il  sindaco,
  l'amministrazione comunale non eroga da quasi due anni ciò che  è
  dovuto  per legge e il Comune di Palermo - lo cito come  esempio,
  trattandosi di spesa cosiddetta obbligatoria -  la fa  transitare
  tra i debiti fuori bilancio
   Essendo, quindi, una spesa obbligatoria, è costretto poi a  fare
  approvare un debito fuori bilancio che opera in regime esterno al
  bilancio  ordinario, determinando indebitamento e una  situazione
  in  cui,  tra  il momento in cui è erogata la prestazione  ed  il
  momento  in cui viene pagato il corrispettivo, mediamente passano
  due  anni,  con una situazione grave che si sta determinando,  di
  sofferenza  sociale, di sofferenza per l'attività  dell'autonomia
  scolastica.
   Poichè voglio essere franco con i colleghi, devo dire che  sento
  che su questa vicenda c'è una preoccupazione soprattutto da parte
  dei  piccoli comuni, nei quali, mi si dice che sono  già  in  una
  condizione di sofferenza perché hanno il personale, perché  hanno
  l'integrazione per gli ex articolisti, cioè tutte le categorie di
  sofferenza  che  esistono, in qualche modo, e  attraverso  questo
  sistema  verrebbero  a  trovarsi  in  un  ulteriore  elemento  di
  difficoltà.
   Lo  voglio  ribadire: abbiamo introdotto  norme  che  sono  così
  ampie  che  mi  permetto di dire, ordinariamente, l'attività  dei
  comuni sui fondi trasferiti dalla Regione, ordinariamente è molto
  di più del 25 per cento.
   Qui  abbiamo  inserito la manutenzione scolastica  perché  nelle
  politiche scolastiche c'è la manutenzione, il buono libro,  tutto
  ciò  che  il  comune  fa  per  la  scuola  dell'obbligo  nel  suo
  territorio,  così  come la legge n. 22 comprende  un'infinità  di
  attività che sono già previste dai comuni, che erogano i  comuni,
  rispetto  ai quali il 25 per cento è già nei bilanci dei  comuni,
  sulla quota trasferita dalla Regione, abbondantemente, applicata.
   Questa  norma, allora, a cosa serve? Serve in qualche  modo,  ad
  evitare  che in nome delle priorità, la spesa sociale,  la  spesa
  per  la  scuola  dell'obbligo  venga  considerata,  poiché  spesa
  obbligatoria; si ricorre al trucco di utilizzare i  debiti  fuori
  bilancio  per  garantire  comunque i servizi,  ma  mettendoli  in
  sofferenza.   Ecco  perché dico ai colleghi che  qui  non  stiamo
  ledendo  l'autonomia  né stiamo facendo un'operazione  in  cui  i
  comuni sono costretti da qualche cosa o da qualcuno.
   Qui  si  è  stabilito,  con norma, di fare un'operazione.  Fatto
  100,  saranno  900  milioni circa di euro, saranno  780,  siccome
  devono essere 900 e più, mi pare evidente che il problema  non  è
  il quantum. Io sto facendo un esempio, fatto 100, la somma che la
  Regione dovrà trasferire agli enti locali, sulla base delle norme
  vigenti,  invece  di avere un unico capitolo da  cui  l'assessore
  attinge per trasferire queste risorse, ne ha due, uno fatto da 75
  e  uno composto da 25, cioè sempre 100 darà ai comuni, ma quel 25
  del  capitolo è un capitolo a destinazione vincolata, rispetto  a
  queste  norme. Quindi, i comuni non perdono una lira. Non c'è  un
  abbassamento, anzi, io mi auguro che daremo più soldi ai  comuni,
  ma  qui  voglio  riaffermare il principio  che  c'è  una  diversa
  modalità  di  erogazione  dei  trasferimenti  nei  confronti  dei
  comuni,  per garantire la spesa sociale e la spesa per la  scuola
  dell'obbligo.
   Questa norma ha una genesi particolare. Se ne è parlato già  con
  la   variazione  di  bilancio,  la  commissione  ha  valutato  di
  inserirla  nella norma finanziaria. E' stata maturata,  valutata,
  approfondita  anche con gli uffici per farla  funzionare.   Credo
  che   questa  norma,  comunque,  garantisca  nello  stesso  tempo
  autonomia,  ma  garantisce anche i servizi,  soprattutto  per  la
  povera gente cui va data la priorità che merita.

    LEANZA  NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  Nicola, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per  la  pubblica  istruzione.    Ritengo che,  così  come  si  è
  discusso  a  lungo in Commissione Bilancio, su  questa  norma  un
  minimo di riflessione vada fatta.
   Qua  bisogna  rendersi  conto  delle  cose  che  vogliamo  fare.
  Ritengo  che il 25 per cento per i comuni superiori  ai  15  mila
  abitanti   In effetti, qualunque comune per le politiche  sociali
  e  la parte riguardante l'assistenza scolastica ovviamente già li
  spende  di suo. Non ci sono discussioni. Solo che è successo,  in
  alcuni  casi, che molta gente, al posto di pagare i buoni  libro,
  ha  fatto  altro: o hanno pagato stipendi o hanno fatto  feste  o
  hanno fatto qualcos'altro. Palermo, Catania, non è un problema di
  questo genere. Non so se Palermo, ma Catania certamente ha  fatto
  in questo modo.
   Allora, vincolare la spesa alle politiche sociali, qui si  parla
  di  legge 22 e successive modifiche ed integrazioni, oppure  alle
  politiche  sociali  Quindi, come richiedeva l'assessore Colianni,
  e all'assistenza sociale relativamente soprattutto

    CRACOLICI      Io propongo una cosa più seria: la proposta  del
  collega Laccoto.

    LEANZA  NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione. Con riferimento alla legge 22, che  è
  la  legge  quadro, tutta la parte relativa a questa  vicenda  può
  essere  fatta.  Nei  comuni  sotto i  15  mila  abitanti  si  può
  applicare  il  15 per cento, in modo tale da poter consentire  ai
  comuni  di fare questa piccola variazione che generalmente  è  in
  questi termini.

    PRESIDENTE  Scusi, onorevole Assessore, mi fa capire qual è  la
  determinazione  cui  siete arrivati, se c'è  un  accordo  tra  il
  Governo e l'Aula?

    LEANZA  NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per  la  pubblica  istruzione.  La  determinazione  è  che  siamo
  assolutamente d'accordo a mantenere il comma, in quanto il 25 per
  cento per i grandi comuni ci sembra

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
    SPEZIALE   Siccome  le cose dette dall'onorevole  Cracolici  mi
  convincono   e,   tuttavia,  voglio  tenere   in   considerazione
  l'osservazione  fatta  dell'onorevole Assessore  che  riguarda  i
  piccoli  comuni,  ritengo che la possibilità di potere  mantenere
  l'impianto  del  comma  così com'è, da un  lato,  e,  dall'altro,
  andare incontro all'emendamento è possibile. Si può stabilire che
  per  i  comuni sino a 10 mila abitanti il fondo rimane invariato,
  per   i   comuni  superiori  a  25  mila  abitanti  si   mantiene
  l'articolato  così  com'è: il 25 per cento destinato  ai  servizi
  sociali.
     Preannuncio un mio subemendamento al comma 6 che va nel  senso
  appena indicato.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  con  franchezza  le  voglio  fare
  osservare che a me non piace questa maniera di procedere per  cui
  chi grida di più ha la parola, ufficiale o ufficiosa.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, ha pienamente ragione.

    ORTISI   Signor Presidente, nel merito, vorrei  aggiungere  che
  qui  non siamo in sede convegnistica né di seminari, ma siamo  in
  un  Parlamento in cui si va avanti attraverso proposte emendative
  già  scritte  o  per  cui  dire una percentuale  sulle  politiche
  sociali  è espressione convegnistica, non è espressione di  esame
  della finanziaria.
   Signor  Presidente,  reitero  la  mia  osservazione  critica.  A
  prescindere dagli interventi dei colleghi conclusi i quali ci  si
  può  determinare sul percorso procedurale qui si  banchetta , nel
  senso  che  si sta fra i banchi, a decidere subemendamenti  o  no
  senza ascoltare almeno la conclusione degli interventi, dando per
  scontato che gli interventi successivi cronologicamente a  quello
  che  si  va determinando non servono. E invece può succedere  che
  servano.
   Seconda  osservazione preliminare: riserva del 10 per cento  per
  le  politiche sociali. Onorevole Assessore, io sono d'accordo  ma
  c'è  una  proposta del Governo? O c'è una proposta emendativa  al
  testo?  Perché qui siamo in sede parlamentare, ripeto, non  siamo
  in sede convegnistica
     Esiste  già  nel testo una proposta del Governo che  asseconda
  quello  di  cui  lei  parla sul quale si è  d'accordo?  E  allora
  possiamo  parlarne. Oppure, esiste un emendamento presentato  dal
  Governo?  Allora possiamo parlarne, altrimenti facciamo seminario
  che non serve.
   Nel  merito, Presidente, per capire il senso di un provvedimento
  bisogna  sempre contestualizzarlo. Il contesto in cui  nacque  la
  legge  n. 22 e anche le successive modifiche ed integrazioni  era
  un  contesto in cui il concetto di sussidiarietà negli  anni   90
  andava  per  la  maggiore e di autonomia degli enti  per  cui  si
  decise    giustamente   in   quell'epoca   che   affidare    alle
  amministrazioni   il  totum  decidendo  che  le   amministrazioni
  medesime  si determinassero sul come utilizzarle aveva un  senso,
  era una valorizzazione di queste che erano spesso nuove forze che
  si affacciavano al panorama amministrativo degli enti locali.
   Ma  ora  non è più così. Perché nel frattempo è avvenuto  quello
  di cui si lamenta spesso l'onorevole Cintola, cioè è avvenuto che
  l'utilizzo  ancorché  essere finalizzato ad un  rinnovamento  dei
  modus  e del merito di intervento è andato a finire, come  spesso
  succede  nel nostro Meridione, e di questo dobbiamo tenere  conto
  in  fase di rianalisi critica di quello che sta avvenendo, perché
  altrimenti le leggi non cambierebbero mai.
   E'  andata a finire che amministrazioni di destra e di sinistra,
  nuove e vecchie, andassero verso l'effimero, e fino a questo  non
  è che mi sconvolga, però a decremento e a sfavore del sociale per
  cui l'impianto della 22 era nato. E la decisione di affidare alle
  nuove amministrazioni il totum da ripartire con intelligenza.
     Allora,  l'intervento di correzione del  legislatore  serve  a
  questo,  serve  in corso d'opera a capire là dove ci  sono  state
  delle  patologie andare a correggerle fino a quando le  patologie
  sono fisiologiche, altrimenti a smontare totalmente l'impianto.
   In  questa  fase siamo alle patologie correggibili e  in  questo
  senso va letta la proposta di obbligare a fare spendere il 25 per
  cento del contributo per spese sociali. Che poi lo si ridetermini
  secondo  una  variazione subemendativa che  l'Assessore  al  ramo
  soprattutto   può  suggerirci  dall'alto  della  sua   esperienza
  concreta e pragmatica nei termini di 10 mila o 15 mila abitanti o
  nella proporzione crescente, fate voi, non è un problema, anzi si
  ci  può mettere d'accordo, ma l'importante è che da una parte non
  si   facciano  riferimenti  fumosi  e  dall'altra  si  cerchi  di
  concretizzare la filosofia di fondo che presiede al comma  e  che
  sia totalmente rispettata altrimenti avremmo perso solo tempo.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  per  un  richiamo  al  Regolamento e  gradirei  che  lei,  signor
  Presidente, mi desse ascolto.
   Io   credo   che  gli  interventi  dei  colleghi   non   vengono
  apprezzati,  non  arriva neppure la voce e  ritengo  che  ci  sia
  invece  la necessità di prestare maggiore attenzione ai temi  che
  vengono  trattati. Gradirei dunque che venissero  fissate  alcune
  regole, circa la certezza e la chiarezza.
   Se  la  seduta  in corso deve diventare una seduta notturna  per
  arrivare fino a domani mattina per approvare la finanziaria o  se
  deve essere una legge che ad un certo punto  carissimi amici  che
  non mi ascoltate, vorrei una risposta.

    PRESIDENTE  Onorevole Cintola, parli con me.

    CINTOLA  Signor Presidente, lei ha ragione,  devo rivolgermi  a
  lei, mi ascolti un attimo solo, non le farò perdere molto tempo.

    PRESIDENTE  Deve stare tranquillo, io fino a due cose riesco  a
  farle, per cui l'ascolto tranquillamente.

    CINTOLA  E' della terza che mi preoccupo io, non della prima  e
  della  seconda. Chiedo di stabilire una data ed un'ora  entro  le
  quali far rientrare i nostri lavori e se stabiliamo che su ciò su
  cui  non  c'è l'accordo si provvede ad accantonarlo perché  possa
  essere  fatto alla fine, anche questo modo di procedere avrà  una
  sua   validità.  Dobbiamo  capire  viceversa  se  stiamo  qui   a
  bivaccare, ad ascoltare, a non capire, a non produrre, a  tentare
  di  produrre inutilmente. Allora, faccio mi rimetto a quello  che
  spesso dice il Presidente dell'Assemblea, il nuovo Presidente che
  ha  idee  a volte avveniristiche, a volte anche da apprezzare,  a
  volte  invece se le dimentica, di stabilire se dovremo continuare
  fino  alle ore 20.30-21.00 per poi riprendere, qualunque  sia  il
  punto in cui si è arrivati,  domani mattina o lunedì prossimo.
   Ma  certo  è che non possiamo continuare con un andare e  venire
  sugli  emendamenti. E devo confermare che l'onorevole  Ortisi  ha
  ragione:  non  è  possibile che i primi due che  parlano  abbiano
  un'attenzione  e  quasi  quasi vanno a chiudere  un  emendamento,
  quando il terzo, il quarto ed il quinto anche se parlano poi  non
  avranno nessun tipo di refluenza.
   Peggio  ancora quando il Governo si esprime a due voci o  a  tre
  voci,  per  cui  l'Aula  non sa più quale orientamento  abbia  il
  Governo.   Pertanto,  la  vorrei  pregare  e   concludo,   signor
  Presidente, di dare una sterzata seria ai lavori al fine di  dare
  concretezza al lavoro che stiamo  facendo nei termini e nei  modi
  che lei riterrà opportuno, sentendo anche l'Assemblea, ma con  la
  certezza di sapere dove saremo e dove arriveremo.

    PRESIDENTE  Quando sapremo qualcosa  glielo farò sapere.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, io ritiro l'emendamento 6.2  perché
  credo che ci sia un accordo sul successivo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  al  6.19  dell'onorevole  Speziale  ed  al  relativo
  subemendamento che così recita:  sostituire la parola  diecimila'
  con  quindicimila'.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor Presidente, le chiedo scusa perché  lei  stava
  passando  alla  votazione  dopo circa  venticinque  minuti;non  è
  colpa,  secondo  me, né dell'Assemblea, né dei  deputati,  né  di
  questa Presidenza.
   Vorrei  comprendere dal Governo la finalità che lo ha portato  a
  definire  in una norma questa quota del 25 per cento,  perché  ci
  sarà  una  motivazione  se  ha scritto  l'articolo.  Se  c'è  una
  motivazione oggi cosa facciamo, un mercato? Come dice Ortisi,  se
  dobbiamo  andare ai comuni inferiori a 10 mila,  inferiori  a  10
  mila, dobbiamo scendere a 5 mila? Cosa dobbiamo fare?
   Se  è stato scritto c'è una finalità. La finalità qual è? Il  25
  per  cento  viene  da  un ragionamento, il ragionamento  qual  è?
  Altrimenti  ad  ogni  emendamento ci fermiamo,  ogni  emendamento
  diventa emendabile o subemendabile e stiamo qui sei giorni e  sei
  notti.  Se  c'è una linea di Governo che è una linea  Governo  e,
  secondo  me,  c'è una ragione per la quale è stata  fatta  questo
  tipo di proposta, allora si deve difendere fino alla fine.
   Questo è quello che penso, altrimenti emendiamo, subemendiamo  e
  rispetto a questo poi con le varie votazioni non so dove  andiamo
  a finire.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli deputati, io penso
  che  sia ormai chiaro a tutti ciò che sta accadendo in Sicilia  e
  che  riguarda  l'impegno dei comuni in direzione delle  politiche
  sociali.
   In  Sicilia  avevamo  decine  e  decine  di  milioni  non  spesi
  nell'ambito delle politiche sociali afferenti alla legge n.  328.
  Soltanto  l'impegno di questo Governo che ha dato tempi  certi  e
  attività vicarianti nei confronti dei comuni che non agivano  nei
  tempi  adeguati, ha consentito a questa Sicilia, oggi,  di  poter
  dire  che  tutte  le  risorse  predisposte  dai  gruppi-piano   e
  predisposti in virtù della legge n. 328 oggi sono spesi.
   Esiste,  tuttavia,  un  problema: ci sono  spese  per  i  comuni
  assolutamente  obbligatorie  e il problema  è  che  i  comuni  in
  difficoltà,  tuttavia,  hanno ritenuto di  rendere  esaustive  le
  somme della legge 328 che sono soldi che afferiscono dallo Stato.
  Avendo  ritenuto esaustive queste somme ci sono tantissimi comuni
  che  rispetto  alle  politiche sociali non  intervengono  con  le
  risorse regionali e con le risorse a loro carico.
   Già  l'anno scorso, ripeto, avevo presentato un emendamento  che
  non era del 25 per cento, bensì, del 30 per cento e l'anno scorso
  non  passò. Io penso che sia un segno di assoluta civiltà che  in
  una  regione come la nostra si decida di fare spendere almeno  il
  25   per  cento   delle  somme  ai  comuni  in  direzione   delle
  popolazioni più fragili ivi comprese le nuove povertà.
   Pertanto,  raccolgo anche l'invito che proviene  dai  banchi  di
  questo  Parlamento  in  maniera penso diffusa  che,  tuttavia,  è
  quello  di  non mettere in difficoltà i piccoli comuni,  i  quali
  sono  quelli  che  probabilmente hanno maggiori difficoltà  nella
  spesa  e, pertanto, oggi la proposta che viene fatta è quella  di
  considerare  prioritario l'intervento al di  sopra  dei  15  mila
  abitanti, obbligando al 25 per cento della spesa direzionata alle
  politiche  sociali, mentre lasciamo liberi i comuni al  di  sotto
  dei  15.000  abitanti per potere ovviamente trovare un equilibrio
  che  oggi  è  già  difficile nella spesa degli  enti  locali.  La
  proposta è estremamente chiara.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.19.1. Il  parere
  della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 6.19   nel  testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

                               Congedo


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  comunico  che   l'onorevole
  Correnti è da considerare in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


        Riprende la discussione sul disegno di legge n. 665/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  6.21,  a   firma   del
  Governo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  per  votare  l'emendamento  del Governo bisogna  prioritariamente
  votare l'altro emendamento che è appunto all'articolo 5. Infatti,
  se non accertiamo che il direttore del bilancio ci può mettere  i
  soldi, qui rischiamo, addirittura, di non dargli una lira;  siamo
  al paradosso, eviterei di esagerare.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si riprende  l'articolo  5  in
  precedenza accantonato.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che  è  opportuno sia quello che diceva l'onorevole Cracolici  ma
  anche  la  sua  sollecitazione a sistemare ciò che è  rimasto  in
  sospeso, c'erano alcuni emendamenti legati  e quindi dobbiamo poi
  fare in modo che tutto sia coordinato.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe  inutile
  dire  che io sono d'accordo, però voglio far notare soltanto  che
  non  più tardi di ieri la relazione di minoranza alla finanziaria
  osservava che, come per ogni anno, le previsione di minore  spesa
  rispetto al saldo finale erano pie illusioni.
   Ora, a me fa piacere che già non dopo 12 mesi ma dopo 24 ore  la
  nostra  relazione trovi riscontro qui in Aula. Con un emendamento
  abbiamo  già  confermato  che quando le tre  vie  proposte  dalla
  relazione  di maggioranza si pensavano approvate, vengono  subito
  smentite:  le  cosiddette maggiori entrate illusorie,  le  minori
  spese  proprio adesso con l'emendamento 5.1 dimostriamo  che  non
  erano vere.
   Mi  fermo  qui  per  carità  di patria  e  per  non  danneggiare
  l'emendamento in sé.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI     Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'onorevole  Ortisi ha certamente piacere, ma avrebbe  piacere
  di più l'Aula se potesse conoscere l'effettiva quantificazione
  delle cose di cui stiamo parlando. Il Governo ha presentato un
  subemendamento  all'emendamento 5.1. Questo emendamento  -  lo
  traduco   per  i  colleghi  poco  avvezzi  alle   materie   di
  contabilità  -   prevede  che   il  Ragioniere  generale,  con
  proprio  decreto,   è autorizzato a dare copertura  all'intero
  fondo  per gli enti locali e alla quota non coperta da  questo
  bilancio,  di compartecipazione al Fondo sanitario  regionale.
  Si  tratta  di temi che sono stati posti sia dall'Ufficio  del
  bilancio  dell'Assemblea  sia dalla Commissione  bilancio,  da
  parte  dei colleghi della minoranza, sia da parte del  collega
  Ortisi,  nel  momento  in  cui  ha  svolto  la  relazione   di
  minoranza.
   Da  dove si prendono questi soldi? Qui sta la novità.  Stiamo
  scoprendo  che  vi  sono quote di avanzo non  utilizzate,  non
  applicate  al  bilancio  e  che,  quindi,  all'occorrenza,  si
  utilizzeranno  per dare copertura a ciò che è  dovuto.  Stiamo
  parlando cioè del fatto che ciò che proviene dal passato non è
  stato mai effettivamente utilizzato.
   Ricordo  che, quando, da ragazzino, iniziai a fare  politica,
  aleggiava una leggenda per la Regione siciliana - mi riferisco
  alla   fine  degli anni '70 - che riguardava i  famosi   fondi
  non  spesi   e  si  parlava, appunto,  di  questi  fondi;   la
  Sicilia  possiede  -  non so, allora - miliardi  o  decine  di
  migliaia  di miliardi non utilizzati. Questi sono i fondi  non
  utilizzati. Non sappiamo quanti sono; non sappiamo cosa sono e
  non sappiamo, soprattutto, come dovranno essere utilizzati.
   Lo  dico perché si tratta di  una questione dirimente.  Credo
  che  oggi stiamo approvando  un bilancio e una finanziaria  al
  buio.  Dico  ciò  per  due  ragioni:  abbiamo  un  bilancio  a
  legislazione vigente, onorevoli  colleghi, e non sappiamo se i
  capitoli che abbiamo votato, le UPB sono le effettive esigenze
  dell'Amministrazione. Come dire, a legislazione  invariata  o,
  piuttosto,  all'interno  di singoli capitoli,  ci  può  essere
  stato  qualche assessore o assessorato che ha fatto il  furbo,
  un  po'  più  di qualche altro, e si è costituito  un  piccolo
  tesoretto che poi, con una variazione di bilancio -  ed  è  un
  atto di Giunta - si va a ridistribuire.
   Qui  stiamo  parlando di un'altra cosa, cioè  del  fatto  che
  abbiamo  delle  risorse e, seppure non sappiamo  quante  sono,
  stiamo autorizzando - è corretto, dal punto di vista formale -
  questo  emendamento che, permettetemi di dire, è l'emendamento
  che consente di  far superare a questa finanziaria l'esame del
  Commissario dello Stato; senza questo emendamento  la  manovra
  finanziaria era a rischio di legittimità.
   Stiamo  per  approvare una norma che autorizza il  Ragioniere
  generale a sostituirsi alla politica perché, da copertura  con
  avanzi gestionali di altri esercizi.
   Assessore,  lei  sa  che  il dottore Emanuele,  ad  un  certo
  punto,  ha detto: ma voi pensate che io sia così folle da  non
  dare  copertura  al bilancio 2007, sapendo  che   ho  tolto  i
  settecento milioni della valorizzazione degli immobili che non
  ho potuto incassare nell'esercizio 2007?
   E'  chiaro che sa ed è giusto, ma, con tutto il rispetto  nei
  confronti   del   dottore  Emanuele,  penso  che   anche    il
  Parlamento debba sapere  quante risorse di questa Regione sono
  disponibili.  E  invece non sono presenti  in  alcun  atto  di
  questo bilancio e di questa finanziaria. Non ci sono.
   Stiamo  parlando  di  una cambiale in bianco,  corretta,  che
  dobbiamo  sottoscrivere,  ma è una cambiale  in  bianco  della
  quale  sappiamo l'importo d'uscita ma non sappiamo con  quante
  risorse abbiamo per poterla firmare.
   Ho  voluto fare questo intervento perché c'è un proverbio che
  dice  Qui casca l'asino  .
   Stiamo   scoprendo  che  una  parte  di  risorse,  in  questa
  Regione,  ci sono ma il Parlamento non sa quante e  come  sono
  organizzate e da dove provengono.

   STANCANELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   STANCANELLI.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  intervengo  perché vorrei che rimanesse agli atti  quello  che
  sto  per  dire.  Con tale emendamento del Governo,  si  spiega
  l'aspetto    formale   dell'eliminazione,   all'articolo    6,
  dell'ultimo alinea del comma 1, relativo ai 780 mila euro  del
  Fondo dei comuni e si spiega una cosa che, obiettivamente,  il
  Ragioniere generale ha detto in Commissione Bilancio.
   Con  questo  emendamento che, sicuramente,  da  un  punto  di
  vista  formale,  è corretto, stiamo, sostanzialmente  -  senza
  sapere a quanto ammonta  questo  tesoretto , mille euro, dieci
  milioni  di euro, due milioni di euro, due miliardi  di  euro,
  forse,  due  miliardi di euro, non lo so -,   delegificando  e
  affidando  all'amministrazione la  quantificazione  di  quanto
  serve  per il Fondo per le autonomie locali - ecco perché  non
  mi spiegavo per quale motivo l'importo di 780 mila euro veniva
  tolto  -  e stiamo affermando - questo è quello che mi  lascia
  più  perplesso  e, per questo motivo, sono intervenuto  -  che
  tutti  i buchi della sanità potranno essere coperti attraverso
  un atto amministrativo.
   Se  questo  è  un fatto altamente positivo, da  un  punto  di
  vista  contabile,  quindi, non possiamo che  dire   bravo   al
  Ragionierie generale, all'assessore per il bilancio che fa  il
  suo  dovere ed anche al Presidente della Regione,   è  chiaro.
  Ritengo  che, in questo Parlamento, dobbiamo porci il problema
  della necessità che la politica, nel senso nobile del termine,
  di  cui abbiamo parlato tante volte - ne abbiamo parlato anche
  ieri  -,  abbia;   non vorrei che, attraverso una  norma  che,
  sicuramente,  ci  da  la  possibilità  di  chiudere  anche  le
  vicende,   in   termini  di  legittimità  e  di  pericolo   di
  impugnativa,  così come è  stato posto tante volte,  anche  in
  sede di variazione di bilancio, oggi, attraverso questo norma,
  formalmente   corretta,  attiviamo   un   processo   per   cui
  l'Assemblea  viene, sostanzialmente, espropriata  anche  dalla
  possibilità   di   scelta  sul  Fondo   delle   autonomie   e,
  soprattutto,  sulla sanità, alla luce delle cose  che  abbiamo
  detto tante volte, anche come forza politica, sulla sanità.
   Sono  intervenuto  -  nonostante gli sforzi  che  l'assessore
  alla sanità sta facendo per recuperare le difficoltà in cui ci
  troviamo  -  perché  rimanga agli atti che, attraverso  questo
  emendamento  che,  ovviamente, votiamo,  perché  non  possiamo
  mettere  il Governo nella difficoltà e nella impossibilità  di
  far   passare   questo   bilancio,   stiamo   autorizzando   -
  delegificando  -  il  Ragioniere generale   a  procedere  alla
  individuazione delle somme necessarie per le autonomi locali e
  per la sanità.
   Si  tratta di attivare le risorse in quel fondo di cui,  come
  dice   giustamente  l'onorevole  Cracolici,   non   conosciamo
  l'ammontare perché è un risultato di carattere amministrativo.
   Voglio dire ciò perché, se sono vere le nostre richieste,  le
  nostre  petizioni,  i  nostri documenti  che  tentano  di  far
  diventare  ancora più trasparente la Regione siciliana,  penso
  che  i parlamentari, al di là delle appartenenze, come mi sono
  sforzato  di  dire anche ieri, devono essere a  conoscenza  di
  quello che facciamo.
   Nell'esprimere  il voto favorevole, per i motivi  -  come  ho
  detto  -   di natura tecnica e anche politica - perché  faccio
  parte  di  questa  maggioranza  vorrei  fosse  chiaro  che  si
  tratta di quello  per cui stiamo votando questo emendamento.

   LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore per il Bilancio e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che si determinasse
  un  eccesso di curiosità intorno ad un emendamento del Governo
  -  onorevole Stancanelli, spero di darle risposta - che è nato
  da un atto di fortissima sensibilità amministrativa.
   Abbiamo  un'esigenza  di  copertura  del  deficit  sanitario,
  legato  alla  destinazione  delle accise  che  il  Governo  ci
  promise nel 2006 e che, successivamente, sono state protestate
  per  ragioni che non sto qui a spiegare e per il quale  esiste
  un ricorso presso la Corte costituzionale.
   Di   fronte  all'ipotesi  che  il  ricorso,  come,  peraltro,
  qualcuno, nel corso del dibattito in Commissione e in Aula, ha
  paventato,  venga perduto, abbiamo avvertito la  necessità  di
  costituire  un fondo che potesse riservarci l'integrazione.
   Questo  emendamento, onorevole Stancanelli, non è  altro  che
  la  garanzia che, qualora il ricorso si perda, la Regione  sia
  pronta a trovare i soldi perché siamo in un rapporto di dare e
  avere con lo Stato che richiede perfezione di comportamenti.
   A quanto ammonta questo fondo?
   Sono  in  grado  di pronunciare una cifra,  non  per  dare  i
  numeri  ma per quello che gli Uffici mi comunicano. Si  tratta
  di  un miliardo e mezzo di euro che verrà così destinato:  una
  parte,  per  la  compensazione sanitaria;  una  parte,  per  i
  residui  attivi  inesistenti; una parte,  per  le  regolazioni
  contabili.
   C'è  sufficiente  spazio per potere destinare  una  parte  di
  questo miliardo e 500 milioni di euro al deficit sanitario.
   Questa  è  la ratio dell'emendamento. La compartecipazione  è
  nota perché voi sapete che, con la questione della finanziaria
  del  2006, dalla percentuale del  42 per cento siamo  arrivati
  al  47  per  cento  ed  arriveremo al 50  per  cento.  Abbiamo
  fatalmente  questo  bisogno  di  compensazione.  Questo  è  il
  significato dell'emendamento.
   Naturalmente  sono in grado di precisare,  ma  a  voi  non  è
  certamente   mancata  l'opportunità  di  verificarlo   con   i
  riferimenti normativi che, nell'emendamento, sono presenti.
   Si  tratta di una copertura reale, effettiva; una delle poche
  volte in cui, anche nel rispetto del rapporto con lo Stato, ci
  siamo preoccupati di avere fondi reali.
   Allora, tutta questa polemica, probabilmente, è nata  da  una
  sensazione di aleatorietà che non c'é. I fondi sono reali e la
  ripartizione  non  è  sicura perché, se dovessimo  vincere  il
  ricorso, naturalmente, questi sarebbero fondi che resterebbero
  nella  libera  valutazione  del Parlamento  e  che  potrebbero
  essere destinati in un modo o in un altro.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rendo
  conto  che  ci  troviamo di fronte ad una  materia  abbastanza
  delicata  e  vorrei  richiamare  l'attenzione  del  Presidente
  dell'Assemblea sul profilo della norma. La norma  è  generica;
  non fa riferimento alla consistenza del fondo; lascia a futuri
  provvedimenti  del  Ragionerie  generale  la  possibilità   di
  apporre diverse variazioni per incrementare il fondo.
   Questi  tre  elementi, signor  Presidente,  determinano,  dal
  mio  punto  di  vista, un profilo di incostituzionalità  della
  norma  perché  il  fondo  non è quantificato  e  perché  viene
  attribuito un compito, al Segretario generale, che non  gli  è
  proprio,  considerato che le variazioni di bilancio  rientrano
  nei  compiti  propri  del  Parlamento  e  non  del  Ragioniere
  generale;  le  variazioni di bilancio sono di  competenza  del
  Parlamento  siciliano e non parliamo neppure delle  variazioni
  delle     UPB,     di    competenza    dei    singoli     rami
  dell'amministrazione.
   Signor   Presidente, quindi,  proporrei, in questa  fase,  di
  accantonare la norma e di studiare attentamente il profilo  di
  costituzionalità della norma che, a me, sembra  molto  dubbio,
  anche perché, ripeto, la norma stabilisce che c'è un fondo  la
  cui  quantificazione è incerta, le risorse da  destinare  sono
  assolutamente  incerte  e non possiamo legiferare  sulla  base
  delle  incertezze del fondo e delle incertezze della  spesa  e
  delle somme da impegnare.
   Inoltre,  da al Ragioniere generale un compito che appartiene
  al  Parlamento  siciliano  e,   pertanto,  signor  Presidente,
  sommessamente,  le  chiederei  di  accantonare  l'articolo   e
  l'emendamento del Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole   Speziale, pur  comprendendo  il  suo
  ragionamento,   a   proposito   della   sua    richiesta    di
  accantonamento,  pur non avendo nulla in contrario rispetto  a
  ciò  che  lei  afferma, va considerato che   stiamo  valutando
  questo  emendamento  anche  in  funzione   dell'articolo  6  e
  dell'ordine in cui va messo negli emendamenti dell'articolo 6,
  altrimenti, accantoniamo tutto e ci rivediamo un altro giorno.
   Personalmente,  però, andrei avanti ma mi  rivolgo  anche  al
  Governo; credo  sia necessario, altrimenti, blocchiamo tutto.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, è attribuito a lei e  a  nessun
  altro,  in  modo insindacabile, il potere di stabilire  se  la
  norma  di  cui  stiamo  parlando e l'emendamento  del  Governo
  possono  essere  sottoposti  all'esame dell'Aula  perché  lei,
  oltre  che sul piano parlamentare, deve accertare  il  profilo
  di costituzionalità della norma.
   Non   essendo   il   custode  della   Costituzione    e   del
  Regolamento,  ho l'impressione che la norma, essendo  generica
  ed  imprecisa ed attribuendo compiti non  propri al Ragioniere
  generale,  dal  mio  punto  di  vista,  contiene  elementi  di
  incostituzionalità.
   Per   questo   motivo,   vorrei   chiedere    al   Presidente
  dell'Assemblea di fare un'attenta valutazione, prima che venga
  ammesso all'esame del Parlamento ed al collega Cintola di fare
  le stesse valutazioni. Non c'è un preconcetto sulla norma.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, interviene  per
  la  maggiore spesa prevista dall'articolo 1, quindi, il principio
  è  già  stato  affermato, valutato positivamente, da parte  della
  Commissione   Bilancio   alla  quale  appartengono    l'onorevole
  Cracolici, l'onorevole Stancanelli, cioè quel gruppo di  colleghi
  che sta parlando per i fatti propri.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  credo che i soggetti che  hanno
  le maggiori responsabilità, cioè i Capigruppo, i componenti della
  Commissione  Bilancio,  Presidenti e Vicepresidenti,   assessori,
  siano  coloro  che  creano questa situazione di  confusione,  con
  questi  capannelli continui. Ha ragione l'Aula a dire  che  tanto
  vale andare via e far rimanere i dieci  che sono sufficienti.
   L'Aula  va  rispettata. Così come ha fatto  ieri  il  Presidente
  della  Regione, oggi devono fare i singoli assessori,  i  singoli
  capigruppo, oltre che tutta l'Aula.
   Per    potere   continuare   serenamente   l'esame   di   questa
  finanziaria, vi prego di rispettare le regole dell'Aula e di  non
  passeggiare, rimanendo seduti ad ascoltare gli oratori, man  mano
  che  si  susseguono al pulpito, altrimenti, sospendiamo perché  è
  probabile  che  si  tratti  di un fatto di  stanchezza;  possiamo
  riposare un'ora e  riprendiamo dopo.

   CINTOLA. La ringrazio, signor Presidente.
   Dicevo  che l'emendamento modificativo non fa altro che ampliare
  la  sfera  di intervento che è stato, dalla Commissione Bilancio,
  quindi, dal disegno di legge, già affidato al Ragioniere generale
  della Regione.
   Il  profilo  di incostituzionalità, le preoccupazioni  ulteriori
  che  si aggiungono, ciò che ho ascoltato a proposito del miliardo
  e  mezzo,  del quale anch' io, essendo assessore per il bilancio,
  non  ho mai avuto cognizione; è una cosa bella averlo saputo.  Mi
  dispiace  che  lo stiano sapendo, in questo istante,  sia  l'Aula
  sia, principalmente, il Governo.
   L'assessore  Lagalla  ha fatto tanti begli  interventi.  Li  ha
  fatti  una  volta  per chiudere le Guardie  mediche  e  poi  per
  riaprirle, da consumato politico, più che da tecnico.
   La mia preoccupazione, quindi, ora,  qual è?
   Sapendo che, oramai, dispone di questi soldi, sarà più allegro e
  darà  maggiore  spazio alle spese, piuttosto che  a  quelle  che,
  ormai,  devono  essere  considerate, per  la  Regione  siciliana,
  l'obbrobrio che continua ad avere nessun tipo di cognizione seria
  e  concettualmente  portata avanti per dire  che  la  sanità,  in
  Sicilia, continua ad avere i buchi e i controbuchi, per cui siamo
  oltre il 50 per cento.
   Dico ciò perché mi sono reso conto, ormai, che ogni tecnico  che
  abbiamo,  quando è bravo, è meglio di un politico e  si  comporta
  più   che  da  politico  perché  riesce  a  portare  avanti,  con
  determinazione, le cose che poi vengono modificate, a seconda  di
  quella che la piazza vuole.
   Allora,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   abbiamo  la
  possibilità, votando questo articolo e questo emendamento, che il
  Governo,  forse, ha presentato con ritardo e non se la  prenda  a
  male   l'assessore  per  il  bilancio  perché  lo  presenta  come
  emendamento aggiuntivo in Aula. Poteva benissimo portarlo già  in
  Commissione Bilancio e farlo apprezzare lì, nella sua  interezza.
  Le  cose  che arrivano in ritardo, se sono buone, debbono  essere
  apprezzate  e  valutate positivamente, non solo  dal  Governo  ma
  dall'intera Aula;  se perdiamo ancora tempo su questo, vuol  dire
  che  non  abbiamo  capito che c'è la necessità di  un  intervento
  serio,  corretto,  quello cioè di dovere  riportare  i  conti  in
  regola  del bilancio della Regione siciliana, per quello  che  si
  riferisce  alle spese, che ci sono e che non possono  essere  che
  concretizzate  seriamente  e  fortemente  con  l'emendamento   in
  questione.
   Inviterei il Governo, la Commissione Bilancio e anche  l'Aula  a
  dare,  oggi,  l'immediata  votazione  su  questo  emendamento   e
  sull'intero articolo.
    E' la Commissione Bilancio - ma anche l'Aula - ad esprimere una
  immediata votazione su questo emendamento e sull'intero articolo.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  di
  non  sbagliare se pongo una questione che riguarda i rapporti tra
  l'istituzione  Assemblea  e il Governo  della  Regione  perché  i
  colleghi  che  sono  intervenuti hanno  posto,  secondo  me,  due
  questioni delicatissime.
   Passo  alla prima. Non possiamo scoprire, stasera, che il  fondo
  che riguarda l'articolo 3 della legge 26 ottobre 2001, numero 11,
  h, sostanzialmente, un fondo di un miliardo e mezzo.
   Onorevole   assessore,   lei ha ricordato  che,  in  Commissione
  abbiamo  discusso  anche  di  questi  argomenti  e,  soprattutto,
  dell'argomento che riguarda la questione dei 730 milioni  per  il
  2007  -  quindi, la mancata entrata, evidentemente - e dunque  le
  abbiamo  posto  più  volte la questione  di  come  poteva  essere
  coperta quella mancata entrata. Lei stesso e la Commissione avete
  discusso  sulla questione delle accise e, quindi, sul contenzioso
  fra Stato e Regione rispetto alla questione che, addirittura,  ha
  visto il Governo decidere il ricorso alla Corte Costituzionale.
     Era  quello,  mi  permetto  di dire  -  ma  non  solo  quello,
  soprattutto l'Assemblea - il luogo in cui  bisognava specificare,
  evidentemente senza aspetti misteriosi, il significato del fondo,
  per  quanto  concerne l'articolo 3 della legge 26  ottobre  2001,
  numero 15.
   Capisco  che è pesante porre la questione, anche in  termini  di
  rispetto,  di  rapporti  tra Governo e  Assemblea  e  Commissione
  Bilancio.
   Quando  le  cose   si  fanno così, però, si  dà  una  sensazione
  sbagliata   perché   è  ovvio  che  un  emendamento   aggiuntivo,
  presentato  in  questo  momento, presentato  in  Aula  senza  una
  discussione  attorno  alle  questioni  che   abbiamo   posto   in
  Commissione Bilancio, si presta anche ad eventuali questioni.
   Onorevole   assessore,   non   mi   pare   che   abbiamo   avuto
  atteggiamenti irrispettosi nei suoi confronti, dal punto di vista
  del  ruolo di rappresentante del Governo - l'unico abilitato, per
  altro, per Regolamento, a partecipare e a seguire i lavori  della
  Commissione Bilancio - anzi, mi è sembrato di assistere sempre  a
  un  confronto  sereno, pacato, serio, anche  sotto  l'aspetto  di
  quelle che erano le somme, le critiche, il modello che lei e  che
  questo  Governo avete presentato in quest'Aula, relativamente  al
  bilancio ed alla finanziaria.
   Abbiamo  criticato quel modello e ne discuteremo, evidentemente,
  anche  a  conclusione  dell'approvazione del   bilancio  e  della
  finanziaria.  Non potete, però, venir meno a quelli  che  sono  i
  canoni fondamentali di una corretta dialettica.
   Non   accetto   che   si   ponga  il  problema   per   scoprire,
  innanzitutto,   a   quanto  ammonta  il  fondo.  Quell'ammontare,
  onorevole  assessore, vuole dire stasera a quest'Aula,  a  questo
  Parlamento, a cosa si riferisce?
   Quali  sono  le operazioni, il frutto, gli avanzi, tutto  quello
  che  è definibile sotto un aspetto, se mi permette, anche tecnico
  e di bilancio di quel fondo?
   Chiaro?
   Vuole  dire  da  che cosa, in questo momento e in  che  modo  si
  costituisce quel fondo?
   Dove sono state e, perché no, fatte delle economie?
   O  quali  altre  operazioni  hanno  determinato  un  fondo  che,
  addirittura, di un miliardo e mezzo che non mi pare cosa di  poco
  conto.  Questo   tipo di richiesta che le sto  facendo  onorevole
  Assessore non vuole essere una richiesta speciosa, ma vuole  che,
  ancora  una volta, si privilegi un rapporto corretto e   secondo,
  che si renda l'Assemblea regionale siciliana dotta e partecipe di
  quelle che sono  le scelte che bisogna fare soprattutto quando si
  parla  di bilancio e di finanziaria. Mi pare necessario  farlo  e
  chiedo  quindi al Governo che lo faccia approfondendo e facendoci
  capire perché quel Fondo ammonta ad un miliardo e mezzo.

    PRESIDENTE   Onorevole Oddo spero che questo sia  argomento  un
  giorno per il Governo se vorrà spiegarlo, non credo che sia oggi.
  Pongo  in  votazione  l'emendamento,  modificativo,  5.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto,; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   torna   all'esame  dell'articolo  6.   Pongo  in  votazione
  l'emendamento 6.21. Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vice presidente della Regione.. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   A  questo punto decadono gli   emendamenti  6.1  e
  6.18.  Onorevoli  colleghi   è  stata  presentata  dall'onorevole
  Antinoro una riformulazione dell'emendamento 6.14.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Mi  permetto di osservare,  signor Presidente,  che
  l'emendamento   6.14 è  decaduto perché agganciato  ai  780  mila
  Euro.  La  riformulazione  non compete  al  deputato  ma  compete
  esclusivamente al Governo.

    PRESIDENTE    Onorevole   Speziale,   l'emendamento   è   stato
  riformulato dal capogruppo dell'UDC, onorevole Dina.

    SPEZIALE   Il  capogruppo Dina, con tutto  il  rispetto  per  i
  capigruppo, me compreso, quando facevo questo mestiere,   non  ha
  titolo per riformulare emendamenti. La competenza esclusiva è del
  Governo,  per  cui vorrei si evitassero  forzature interpretative
  al  Regolamento,  prima di ogni cosa, nel  merito mi  riservo  di
  intervenire dopo.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, per riformulare  l'emendamento
  è  stato  presentato un subemendamento sostitutivo dell'onorevole
  Dina,  per cui evitiamo i problemi di  lana caprina' ed  entriamo
  nel merito.

     ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente,  quando  presiedeva  l'onorevole
  Stancanelli,   lo   stesso  Vicepresidente,    aveva   dichiarato
  accantonato l'emendamento  6.14.
   Nell'accantonamento, chi parla,  aveva presentato  l'emendamento
  sostitutivo  dato  che avevo avuto modo di vedere   l'emendamento
  6.21  del Governo. Quindi non era affatto decaduto, era tutto  in
  piedi ed era stato concordato, peraltro, con gli Uffici.

    PRESIDENTE  Onorevole Antinoro, io stesso ho comunicato,  prima
  della  votazione  del  6.21, che l'approvazione  dell'emendamento
  6.21  avrebbe  comportato la decadenza degli emendamenti   6.1  e
  6.18,   ma, invece, l'emendamento 6.14 rimaneva in vita in quanto
  riformulato. Pertanto,   pongo in votazione l'emendamento 6.14.1.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che
  a forza di strafare noi rischiamo di provocare  più danni anziché
  di  risolvere i problemi.
    Emergenza  Palermo' è un progetto che dura da sette  anni.   La
  Regione,  attraverso  l'assessorato agli  enti  locali  eroga  un
  finanziamento al comune di Palermo,  che viene di  anno  in  anno
  individuato, definito e che addirittura il parlamento  siciliano,
  qualche settimana fa,  quando abbiamo approvato  le variazioni di
  bilancio si è aperto anche lì un dibattito sulla vicenda dei  sei
  milioni di euro.
   Io  consiglierei  ai  colleghi  di  ritirare  quest'emendamento;
  oltre  tutto  lo  dico perché non vorrei che ,da  qui  a  qualche
  giorno,  si  raggiunga  la cifra di 37 milioni  di  euro,  perché
  quest'emendamento  individuava la necessità   di  36  milioni  in
  commissione, ed è stato ritirato, siamo andati  in  Aula  ed  ora
  necessitano  36 milioni e mezzo di euro.
   Probabilmente  è  opportuno non sospenderne l'esame,  perchè  da
  qui  a  qualche  ora raggiungerà 37 milioni di  euro.  Proporrei,
  quindi,   il  ritiro  perché, non per mancanza  di  chiarezza  ma
  perché  siamo dinnanzi ad una vicenda che in qualche modo c'è  ed
  è  dentro la storia della contraddizione del precariato di questa
  città. Però esporre, lo dico da palermitano, questa norma  ad  un
  giudizio   geografico'  rispetto  ad  una  vicenda  complicata  e
  complessa  e non lasciare, così come ogni anno si è fatto,   alla
  negoziazione  tra  l'assessorato ed  il  comune  di  Palermo  per
  garantire quello che è stato, fino ad oggi, garantito,  io  credo
  che rischiamo di fare un danno.
   Non  vorrei,  lo dico con la massima franchezza, che,  anche  il
  clima  troppo elettorale che si respira, possa far realizzare  il
  vecchio   proverbio:la gattina frettolosa fa  i  gattini  ciechi.
  Non  vorrei che in nome di un eccessivo clima elettorale qualcuno
  debba  dimostrare  che  è  più bravo  di  altri  ed  a  forza  di
  dimostrare che è più bravo degli altri rischia alla fine di  fare
  un danno alle persone che attendono un contributo.
   Rinnovo,   pertanto,    l'appello  ai   colleghi   di   ritirare
  l'emendamento  e  di mantenere il sistema di   negoziazione  così
  come  fino  ad  oggi  è stato definito fra l'assessorato  per  la
  Famiglia e il comune di Palermo.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  su
  questo  tema  penso che vada fatta una riflessione  da  parte  di
  tutti,  perché  ogni  anno, per la verità, rispetto  all'esigenza
  emergenziale  del  comune  di Palermo  vi  è  stato  un  atto  di
  responsabilità  che  è  stato messo in  essere  dalla  Conferenza
  Regione  - Enti locali, con il parere complessivo ed unanime  dei
  rappresentanti della Conferenza enti locali.
   In  tempi  nei quali si litiga, da parte dei comuni, soprattutto
  quelli  piccoli, per 10 mila euro in più o in meno di  contributi
  straordinari, pensare che per legge dobbiamo considerare  che  in
  Sicilia vi sia una sola emergenza che è quella palermitana, penso
  che farebbe commettere a quest'Aula un grande errore politico. Io
  ritengo,  piuttosto, che di volta in volta sia il luogo giusto  e
  cioè  la  Conferenza Regione - Enti locali con la  partecipazione
  degli  stessi sindaci dello stesso ANCI, dell'URPS,  di tutte  le
  categorie presenti che debbano scegliere l'opportunità di offrire
  una  solidarietà  nei  confronti  del  comune  di  Palermo  e  di
  quant'altri comuni necessitino di tale aiuto.
   Lasciatemi  dire  una  cosa  con estrema  chiarezza:   Emergenza
  Palermo'  nasce  come  un momento di solidarietà  estemporanea  e
  legata  a momenti di solidarietà  e sussidiarietà momentanea  non
  legata a supportare momenti occupazionali definitivi e stabili.
   Penso  che  questo  Parlamento si dovrà  porre  il  problema  di
  trovare  queste  risorse all'interno del lavoro, ma  tuttavia  in
  tempi come questi di solidarietà io credo che debbano essere  gli
  stessi comuni a decidere di essere solidali.
     Ecco  perché  sono  assolutamente  contrario  all'emendamento,
  chiedo  che  venga ritirato il punto in ossequio ad un equilibrio
  che  questa Regione deve trovare e il rispetto che deve avere  in
  direzione di tutti comuni dell'Isola dal piccolo comune di  Rocca
  Fiorita,  di 240 abitanti,  al comune di Palermo.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  buttare  acqua sulla polemica e sopirla, ma qualche precisazione,
  rispetto agli interventi,  va assolutamente fatta.
   Quando  l'onorevole Cracolici parlava di  36 e mezzo, domani  37
  milioni  di  euro, capisco anche la facile battuta.   L'Assessore
  Colianni faceva riferimento  alla negoziazione;  credo che non ci
  sia   nulla da negoziare,  perché ogni anno servono queste somme,
  non c'è nessuna negoziazione da fare. Capisco che è un eufemismo,
  ma  caro Assessore, lei si riferisce ad altre somme, ma questa  è
  la somma che serve per l'intero anno, in assestamento di bilancio
  non  ci  sarebbe necessità di aggiungere altre somme. Non c'entra
  niente  l'Assessorato al lavoro e tutta la vicenda in capo all'ex
  Assessorato  enti  locali, oggi Assessorato  per  la  Famiglia  e
  politiche sociali.
   Questo  per  chiudere la questione. Peraltro, ogni anno,   si  è
  fatta questa assegnazione per una vecchia vicenda che inizia  nel
  2000, quando c'erano giunte certamente non riferibili all'attuale
  sindaco della città di Palermo e quindi, è una vicenda antica.
   Se  per  amore  e  serena continuazione dell'esame  della  legge
  Finanziaria che è essenziale ed importante per la Sicilia  lo  si
  debba  ritirare, io lo trasformo da subito  in ordine del giorno,
  così  com'è,   nei  confronti  non  solo  dell'Assessore  per  la
  Famiglia,  ma anche nei confronti di tutto ciò che  riguarda   la
  Conferenza degli enti locali, per fare in modo che si proceda con
  formula diversa all'assegnazione delle medesime somme al   comune
  di Palermo.
   Questa  può  essere  un'idea dalla quale ne  può  discernere  un
  dibattito  sereno e tranquillo su una vicenda che non  merita  di
  essere  calpestata perché riguarda  più di 3.000 persone  e  che,
  comunque,  dura da molti anni in questa città;   con le  premesse
  fatte dichiaro di ritirare l'emendamento 6.14.1.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  questo
  emendamento  l'ho  firmato in ossequio  ad  una  indicazione  che
  veniva   dal  Capogruppo  e  anche  dal  collega  Antinoro,   che
  sull'argomento insieme all'onorevole Savona avevano chiesto anche
  la mia firma ed io l'avevo fatto per dire che la città di Palermo
  è una cosa, il sindaco è un'altra cosa.
   La  città aveva bisogno anche di una mia firma e l'avevo  posta,
  così  come sono contento che sia stato ritirato e trasformato  in
  ordine del giorno.
   Una  cosa è aiutare la città, un'altra è aiutare un sindaco  che
  non ha la patente e che continua ancora a camminare per le strade
  di Palermo.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, se lei  ha  accettato  come  gi
  altri il ritiro, non parliamo più dell'emendamento.
   Si passa all'emendamento 6.9, a firma degli onorevoli Calanna  e
  Barbagallo. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  6.3,  a  firma   degli
  onorevoli Laccoto e Barbagallo.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  con  questa
  norma si sta realizzando  un meccanismo un po' perverso nel senso
  che  si  assegna del personale, a me sembrerebbe  nuovo', per  la
  conferenza Regione-Autonomie locali.
   Il  mio emendamento vuole che venga scelto come  personale della
  segreteria   della   conferenza  Regione-Autonomie   locali,   il
  personale  dell'Amministrazione regionale,  perché  subito  dopo,
  dico  che  non  c'è  bisogno di nuove somme per il  funzionamento
  della conferenza Regione-Autonomie locali.

    STANCANELLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    STANCANELLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  quanto
  riguarda  l'emendamento 6.3 dell'onorevole Laccoto    scelti  tra
  il  personale in servizio presso l'Amministrazione regionale', le
  motivazioni sul risparmio,  le dico per l'esperienza che ho,  non
  ci  sono,   perché  nella  segreteria della  Conferenza  vi  sono
  soltanto,  mi  pare, 75 mila ero che vanno a tutti i  componenti,
  indipendentemente che siano in servizio o meno.
   Io   aggiungerei,  se  l'onorevole  Laccoto  è  d'accordo,    in
  servizio o in quiescenza'.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  6.3.  Il  parere
  del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi  ci   sono  degli  emendamenti
  soppressivi  al  comma 8 che sono il 6.4,  il  6.10,  però  prima
  ancora  di  valutare questi emendamenti sarebbe il  caso  che  il
  Governo  potesse quantificare l'onere per la copertura  a  carico
  del  Fondo  e non della quantificazione 2007, così come  è  stato
  formulato non si potrebbe nemmeno votare.

    CRACOLICI   Presidente  questo  comma  decade  perché  è  stato
  approvato nell'emendamento Laccoto, comma 8, perché sono maggiori
  costi per personale interno.

    PRESIDENTE   No onorevole Cracolici mi riferisco al  costo  per
  il funzionamento che va quantificato.

    LO PORTO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,   assessore per il Bilancio e le  Finanze.  Facendo
  riferimento  al  comma  sette,  è  evidente  che  essendo   stato
  approvato, viene assorbito.

    PRESIDENTE  Si deve dare la copertura.

    LO  PORTO ,  assessore per il Bilancio e le Finanze.  Onorevole
  Presidente, il comma 8 recita

    PRESIDENTE   Da  quello  che capisco è  il  finanziamento  alla
  Conferenza.

    LO  PORTO , assessore per il Bilancio e le Finanze. Sì,  ma  fa
  riferimento al comma 7 che abbiamo approvato, quindi  è  più  che
  coerente.

    PRESIDENTE   Sì,   ma  dobbiamo  sapere  a  quanto   ammontano.
  Onorevoli   colleghi   gli  emendamenti  6.4   e   6.10   vengono
  accantonati.
   E'   stato  presentato  dall'assessore Colianni  un  emendamento
  aggiuntivo, ma occorre la firma dell'Assessore al Bilancio.
   In  attesa di questi chiarimenti, passiamo all'emendamento  6.11
  degli onorevoli  Galvagno e Barbagallo  sopprimere il punto 9 , e
  all'emendamento   6.16 degli onorevoli De Luca  e  di  Mauro,  di
  identico contenuto.

    GALVAGNO  Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.11.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto

    DE LUCA . Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.16.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 6.5. Onorevole colleghi,  per  quanto
  riguarda il comma 9 dell'articolo 39 della legge 10 del 2000,  la
  disposizione è stata dichiarata incostituzionale.

    PRESIDENTE   Comunico che l'emendamento 6.5 è  accantonato  per
  un ulteriore approfondimento.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'emendamento 6.6.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento che, secondo me va soltanto meglio esplicitato con un
  subemendamento che propongo al Governo di firmare, e che  ha  una
  sua  ratio  oltre  che una sua applicazione,  non  applicabilità,
  viene già applicato in parte.
      Sarebbe   opportuno  che,  con  un  subemendamento,   venisse
  specificato  che  per  forme  associative  di  cooperazione,   si
  intendono  i  consorzi,  unioni e fusioni,   che  il  legislatore
  nazionale  durante  il vostro governo, ed  il  regionale  ha  già
  previsto  di  incoraggiare con interventi di  tipo  normativo  e,
  soprattutto, economico.
   Voi  sapete  che chi forma un consorzio, un'unione o addirittura
  una  fusione,  viene  privilegiato e sopperisce  alle  difficoltà
  della fiscalità locale.
   Proporrei, quindi, al Governo di specificare consorzi, unioni  e
  fusioni. Le fusioni non sono previste.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Che cosa sono le fusioni?

    ORTISI   Glielo  spiego subito  E' previsto nella  legislazione
  nazionale  che i comuni, anzi,  non solo è previsto, ma  già  dal
  governo  Berlusconi  che da quello Prodi,  è  incoraggiato,  come
  forma  associativa e per evitare dispersioni di energie,  diciamo
  così,  i consorzi che riguardano una dimensione associativa,  per
  esempio    due   comuni   si   consorziano   per   la    gestione
  dell'acquedotto, le unioni,  per cui due comuni si  uniscono  nel
  gestire   una  filiera  di  servizi  sociali,  per   esempio   il
  risparmio,.
   Le  fusioni  che  sono  previste oltre  che  incoraggiate  dalla
  legislazione nazionale. La fusione significa che due, tre o anche
  quattro  enti decidono di diventare un unico comune. E  questo  è
  nella legislazione nazionale

       COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali  e
  le autonomie locali. Ma che c'entra

    ORTISI   Ma  come che c'entra? Lei sarà più bravo di  me  negli
  orologi  e  nelle  estrosità, però, la prego  di  contrapporre  a
  quello che dico una espressione legislativa.
   La  informo  che noi con la legge regionale n. 30 del  2000,  di
  cui  sono stato relatore in Aula, che riprendeva la legge n.  265
  nazionale,  poi diventata decreto legislativo nazionale  n.  267,
  che  prevedeva consorzi, unioni e fusioni, abbiamo previsto nella
  nostra legislazione una sorta di intervento premiale.
     Ora  che lei mi dica che le fusioni tra i comuni, in Italia  e
  in Sicilia, non esistono, a me risulta nuovo
   Se  lei mi dimostra, con dati, che io le ho portato, che lei  ha
  ragione, per carità, io mi sottopongo e mi appresto a comprare un
  secondo orologio, senza problemi

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  scendo nella polemica perché mi sembra assolutamente fuori luogo.
  Voglio chiarire una cosa su questo tema.
   Capita  che  io  presieda, per nome della Regione siciliana,  la
  Conferenza Stato-Regioni e, guarda caso, il problema è affrontato
  anche  in sede parlamentare e su questo tema, proprio quest'anno,
  sono  intervenuto dando delle premialità, in maniera particolare,
  a  ciò  che  l'onorevole  Ortisi dichiara  di  interpretare  come
  fusioni  che  è  un termine assolutamente incomprensibile  da  un
  punto di vista amministrativo.

    ORTISI  Calatafimi-Segesta non è una fusione?

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. La prego, onorevole Ortisi, mi ascolti.
   In  atto,  esistono  i  consorzi che,  tuttavia,  sono  elementi
  sovrastrutturali, che rischiano cioè di essere  un  costo  per  i
  Comuni. Sono, certamente, una forma associativa ma, a mio parere,
  i  consorzi, restano una forma associativa assolutamente costosa,
  ma molto diffusa in Sicilia.
   Da   quest'anno  abbiamo  tentato  di  rinvigorire  il   fattore
  associativo  legato alle convenzioni, proprio perché quest'ultime
  sono  ritenute più flessibili, non sono ritenute costose e, nello
  stesso   tempo,   determinano   ciò   che   noi   chiamiamo   una
  distrettualità tematica, cioè consentono ai Comuni di condividere
  un  tema  rispetto  ai  modelli di sviluppo  contigui  e  portati
  avanti.
   Pertanto,  già  ad  oggi, la Conferenza Regione-Enti  locali  ha
  delle  somme  e  delle risorse specifiche che, di anno  in  anno,
  vengono  date a tutte le forme associative previste dalla  norma,
  nelle  quali non esiste la forma fusione perché non è  una  forma
  compendiata  e  prevista  dalla nostra  normativa  regionale  ed,
  invece, viene assolutamente supportata la forma flessibile  della
  convenzione  con  circa  un  milione di  euro  al  quale  possono
  afferire i comuni che si organizzano in tal senso.
   Pertanto,  vale  la pena certamente coinvolgere i  comuni  nelle
  forme associative, ma quelle previste dalla legge.
   Se  lei, onorevole Ortisi, è nelle condizioni di illustrarci  la
  fusione in termini normativi, in quale articolato è prevista,  da
  quale norma è prevista, quale caratteristica di tipo giuridico  e
  riconoscimento   giuridico   ha,   siamo   pronti   a   prenderne
  sommessamente  atto  e, conseguenzialmente, ad  intervenire,  con
  molta umiltà,  sul tema.
   Le  confesso, con molta franchezza, di non conoscere il  termine
  fusione come soggetto giuridico o come ente riconosciuto  da  una
  normativa vigente.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi, la legge è la numero 30/2000.
   La  filosofia di fondo che presiede all'unione, per esempio, non
  parliamo  né di consorzio né di fusione,  è quella del  risparmio
  degli enti.
   Se  due  cittadine  con  termini  bandiscono  una  gara  per  la
  refezione  scolastica, naturalmente se si bandisce una  gara  per
  una  popolazione  scolastica  di 3 mila  alunni,  i  partecipanti
  opereranno  le aziende che partecipano, opereranno un  ribasso  X
  perché il guadagno che ne deriva era Y.

              Presidenza del vicepresidente STANCANELLI

    ORTISI   Ma  se  si  bandisce  una  gara  per  10  mila  alunni
  derivanti dall'unione degli sforzi
   Unione  è una terminologia legislativa - legge regionale 30/2000
  -;  ebbene, Assessore, se dobbiamo giocare al rilancio, lo faccio
  anch'io.  Lei  mi  ha detto che il consorzio è  sostituito  dalla
  convenzione, che unione non esiste e non parliamo poi di fusione,
  le sto spiegando perché, tra l'altro lei nel merito  dice che non
  tende  al  risparmio, invece, le sto illustrando la tesi  per  la
  quale  si  arriva al risparmio e che ha ispirato  il  legislatore
  nazionale  e regionale. Infatti, se si bandisce una gara  per  10
  mila  posti  quotidiani è ovvio che l'azienda X farà  un  ribasso
  superiore,  perché dal complesso del guadagno  che  ne  trae  può
  uscirne  meglio  e  questo  permette il risparmio  all'ente  che,
  avendo  bandito  una  gara rispetto alla quale  darà  all'azienda
  vincitrice  meno  di quanto avrebbe dato da solo,  risparmierà  e
  utilizzerà i soldi che restano.
   Il  legislatore  nazionale,  decreto  legislativo  267/2000,   e
  regionale,  legge  regionale 30/2000,  ha  previsto  un'ulteriore
  sovvenzione   ai  comuni  che  fanno  consorzi   o   unioni,   in
  particolare.
   Se lei mi dice che sostituendo con una convenzione

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali. Ho detto che non esiste la fusione  come  ente
  giuridico.

    ORTISI   Non voglio fare polemiche, la legge regionale  30/2000
  esiste; le faccio solo un esempio, Assessore: Calatafimi-Segesta.
  Calatafimi   e  Segesta,  sindaco  l'onorevole  Cristaldi,   sono
  diventati,   fondendosi  un  comune  che  si  chiama  attualmente
  Calatafimi-Segesta.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.  Onorevole Ortisi, rispetto all'argomento  sta
  prendendo un granchio

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   per   quanto    riguarda
  l'emendamento  6.5  lo  dichiariamo inammissibile  o  l'onorevole
  Laccoto intende riscriverlo?

    LACCOTO   Signor  Presidente,  riscrivo   l'emendamento  6.5  e
  ritiro l'emendamento 6.6.

    ORTISI  Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 6.6.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, se parla con l'onorevole  Laccoto
  troverà anche lei la motivazione per ritirarlo.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  lo  spirito
  dell'emendamento 6.6 è che la legge istitutiva del  fondo  del  5
  per cento dell'Assessore era quello di dare le somme complete sia
  all'unione  dei  comuni, sia ai consorzi dei  comuni.  Penso  che
  l'Assessore, in Conferenza delle autonomie locali, debba  trovare
  i  fondi  per l'anno 2007 e dare le somme occorrenti per tutti  i
  consorzi che sono definiti per l'anno 2007.

    PRESIDENTE     L'Assemblea    prende    atto     del     ritiro
  dell'emendamento 6.6.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  considerato
  che  stiamo  occupando  molto tempo, come  ha  detto  l'onorevole
  Ortisi,  sulla disquisizione o meno di quelle che sono le  norme,
  devo  dare  merito al presidente Ortisi che nel 2000 ha previsto,
  all'articolo  8 della legge 30 del 2000, la fusione  dei  comuni.
  L'articolo   8,   in   modo  chiaro,  recita:   Alle   variazioni
  territoriali  dei comuni si provvede con legge previo  referendum
  delle  popolazioni  interessate.  Per  variazioni  dei  territori
  comunali si intendono: punto c)
   Onorevoli  colleghi, sto dicendo che la fusione  dei  comuni  si
  può  fare  ed è prevista e finanziata da una legge regionale  già
  utilizzata da più comuni.
   Siccome,  l'assessore sosteneva che non si può fare  la  fusione
  dei comuni, dico che l'articolo 8, lettera c) prevede  la fusione
  di due o più comuni in uno nuovo'.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie   locali.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo per chiarire un aspetto importante. E' chiaro  che  la
  fusione tra i comuni è prevista dalla norma, tanto è vero che  in
  queste  ore,  il  sottoscritto ha pubblicato diversi  decreti  di
  fusione   che  riguardano  diversi  comuni  siciliani,  tra   cui
  Cassibile e altri.
   Il  problema,  qui,  non è che le fusioni  non  sono  possibili,
  infatti,  le  fusioni  sono  previste  dalla  norma,  ma  stavamo
  parlando,  invece, della possibilità di afferire a  finanziamenti
  nei confronti di forme associative e di forme di convenzione o di
  forme  di consorzi tra comuni che vengono deliberate in  sede  di
  Conferenza Regione-Enti locali, nei quali il concetto di  fusione
  e l'entità associativa fusione non esiste.
   Una  cosa è dire che esiste una norma che consente ai comuni  di
  fondersi  e  di mettersi insieme e anche di aggregare  territori,
  una  cosa è invece, di ritenere che esiste una forma fusione  che
  si   somma  al  consorzio,  alle  forme  associative  per   avere
  finanziamenti.
   Stiamo  parlando di due cose completamente diverse. Ho  soltanto
  detto  che  non  esiste  la  forma associativa  fusione,  ma  che
  esistono  tre  forme  associative,  esattamente  le  unioni,   le
  associazioni   in   consorzio  e  le  convenzioni   che   vengono
  regolarmente  finanziate, ogni anno, dalla Conferenza  Regione  -
  Enti locali.


   Presidenza del presidente Miccichè


                   Per un richiamo al Regolamento

    ORTISI  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  dato  che  da
  un'ora discutiamo di questo argomento, non vorrei che alla  fine,
  venisse  scambiato  come forma di ostruzionismo dell'opposizione,
  perché l'ostruzionismo è del Governo. E' chiaro?
   Signor Presidente, non avrei insistito se non fossi stato io  il
  relatore  di  quella  legge.  Gli  articoli  che  il  doppiamente
  collega, onorevole Mancuso, richiama accanto all'8, sono il 9, il
  10  e  l'11 sulle modifiche territoriali che prevedono  forme  di
  consorzio, unione e fusione.
   Arrampicarsi  sugli  specchi, cedendo prima  sui  consorzi,  poi
  sulle  unioni  e negando, prima unioni e fusione, poi  alla  fine
  solo  fusione e poi ammettendo che anche le fusioni  esistano  ed
  interpretando  il  mio  intervento, come  se  io,  da  ignorante,
  volessi aggiungere la fusione all'associazione, quando la fusione
  implica  l'associazione, perché dove il maggiore c'è,  il  minore
  cessa,  in  quanto fusione significa che due o più enti diventano
  una cosa sola, significa offendere la mia intelligenza.
   Io  non  voglio fare polemica, però vorrei fare un  richiamo  al
  Regolamento   perché  la  Presidenza,  per  manifesta   ignoranza
  dell'argomento,  richiami  sia  i  deputati,  sia  i  membri  del
  Governo,   quando   si  accorge  che  gli  uni   o   gli   altri,
  evidentemente, parlano solo perchè alla fine devono  uscir  fuori
  con   mi sono salvato'. Vale anche per me, per carità. Eviteremmo
  mortificazioni


   Presidenza del presidente Miccichè


         Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  gli  onorevoli   Laccoto   e
  Barbagallo  hanno  annunziato  il  ritiro  dell'emendamento  6.6,
  mentre l'onorevole Laccoto sta riscrivendo l'emendamento 6.5.
   Si  passa  agli  emendamenti 6.12 e 6.13, a firma dell'onorevole
  Barbagallo ed altri.

    BARBAGALLO   Dichiaro di ritirarli.

    PRESIDENTE    L'Assemblea   ne   prende   atto.     Si    passa
  all'emendamento 6.15, a firma dell'onorevole Falzone ed altri.

    FALZONE  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FALZONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero  che  voi
  conosciate  la situazione che riguarda l'assistenza  ai  bagnanti
  che,  ogni  estate, deve essere assicurata per legge agli  utenti
  delle spiagge.
   I  fondi che vengono utilizzati sono, fondamentalmente,  per  il
  50  per  cento a carico del Fondo per le autonomie locali, mentre
  il  restante 50 per cento viene diviso alle province e ai comuni,
  in  eguale percentuale. Spesso la mancanza da parte dei comuni di
  liquidità  e  quindi  di fondi disponibili  per  questo  uso  non
  permette di assicurare tale servizio, con notevole criticità  per
  quanto riguarda la sicurezza.
   L'emendamento  tende  ad  evitare  questo  frazionamento   della
  finalità  del servizio e, quindi, dà la possibilità,  per  venire
  incontro all'esigenza di assicurare questo servizio, di ricorrere
  ai  consorzi  misti.  Quindi,  dà la  possibilità  ai  comuni  di
  consorziarsi  tra di loro per potere far fronte a questa  carenza
  di liquidità.
   Questo, in poche parole, il motivo dell'emendamento.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  diamo
  già il 50 per cento ai consorzi.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo  la  seduta  per  due
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore 19.29)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si passa  all'emendamento  6.5
  R,  di riscrittura dell'emendamento 6.5 dell'onorevole Laccoto ed
  altri.
     Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.15.  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.19.  Il parere del Governo?

    LO  PORTO,  assessore per il Bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  parlato
  con  il  Governo  e mi era stato assicurato il parere  favorevole
  sull'emendamento,  per il semplice fatto che  essendo  già  stato
  istituito  dal  Governo,  per attuare un  principio  della  legge
  finanziaria  nazionale, un tavolo tecnico  al  quale  partecipano
  anche  i  componenti  dell'ANCI,  questo  emendamento  serviva  a
  completare  il disegno già avviato. L'emendamento si illustra  da
  sé,  è  uno  dei pricipi cardini su cui si fonda il principio  di
  federalismo.
   In  Sicilia  noi  introitiamo - come tutti sanno  -  le  risorse
  derivanti dall'Irpef che vengono poi attribuite in Regione  e  le
  finalità sono stabilite da parte dell'Assemblea.
   In  questo  caso,  mutuando una norma nazionale, stabiliamo  che
  una  quota  pari al 10 per cento dell'Irpef, che è  problema  dei
  territori,  viene  restituita  ai  medesimi  e  viene  compensata
  tenendo  fermo  che ci sono forme perequative  che  debbono  fare
  capo,  comunque,  a  politiche  di programmazione  regionale;  si
  introduce  il  mantenimento  a capo dell'Assessore  regionale  di
  forme  perequative che è giusto che ci siano, ovviamente,  perché
  molte  volte tra i territori ci sono problemi di diversità  ed  è
  giusto che politiche perequative facciano capo all'Assessore.
   Mi  sembra che l'emendamento corrisponda esattamente ai principi
  innovatori  di  finanza pubblica nonché a criteri di  federalismo
  decisionale  e fiscale, per cui inviterei il Governo,  in  questo
  caso  l'Assessore agli enti locali con il quale c'era  stata  una
  interlocuzione, a valutare non incidendo sul complesso  né  delle
  entrate né delle uscite, perché le entrate dell'Irpef sono quelle
  definite dall'Irpef che la Regione introita complessivamente,  le
  uscite  vengono compensate con quanto trasferiamo già  agli  enti
  locali.
   Onorevole  Lo  Porto  è un principio di carattere  generale  già
  stabilito   dalle  finanziarie  nazionali,  per   cui   chiederei
  all'assessore  Lo  Porto a rivedere il proprio  parere  contrario
  espresso  ed  esprimere un parere favorevole,  in  modo  tale  da
  introdurre,  anche  nella  legislazione  regionale,   una   norma
  innovativa,   già   introdotta  -  ripeto  -  nella   finanziaria
  nazionale.
   In  tutta  Italia si sta procedendo in questo modo, in   Sicilia
  manteniamo  ancora  a  capo dell'Assessore  regionale  agli  enti
  locali  la  possibilità  di  dare  somme,  anziché  invertire  il
  processo  e,  quindi, attribuire ai territori da dove  provengono
  l'irpef  una quota della stessa e a capo dell'Assessore regionale
  agli   enti   locali  o  del  Governo  regionale   le   politiche
  perequative;  fra l'altro l'incidenza complessiva è assolutamente
  irrilevante, si tratta soltanto del 10 per cento.

    COLIANNI  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
  per chiarire un aspetto e cioè che, in effetti, questo problema è
  stato preso in considerazione con la precedente finanziaria e che
  è  stato  costituito un tavolo tecnico presso  la  Presidenza  in
  quanto  trattasi  di applicazione di norme nazionali  nel  nostro
  territorio regionale.
   Di  fatto, il tavolo tecnico è nella fase ultimativa per esitare
  questa  fase applicativa e di fatto è in attesa, unicamente,  del
  pronunciamento dell'ANCI su questo tema.
   Ho  già  detto  all'onorevole  Speziale  che,  fondamentalmente,
  condivido  l'impostazione  che  lui  sta  portando  avanti;   ho,
  peraltro,  però  confermato che si tratta  di  decisione  che  in
  queste  ore  sta  prendendo  il tavolo  tecnico  e   che  si  sta
  attendendo il parere definitivo dell'ANCI.
   A   me   sembra   importante,  semmai,  potere   tradurre   tale
  emendamento  in  un ordine del giorno perché in tempi  brevissimi
  l'ANCI possa, insieme al tavolo tecnico, esitare complessivamente
  la materia.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  c'è  una  dichiarazione  del
  Governo che è disponibile ad accogliere un  ordine del giorno per
  tale materia.

    SPEZIALE  Signor Presidente, in Regione e in Assemblea si  pone
  una questione molto semplice:  non siamo in grado di metterci  in
  sintonia  con  i processi innovativi che investono il  resto  del
  Paese.
   In  materia di enti locali c'è una legislazione tardiva che  non
  risponde alle esigenze di modernità ed io volevo introdurre,  con
  questo emendamento, un'allineamento alla normativa nazionale.
   Vi  dico  io  cosa  ha fatto l'ANCI: questi  sta  studiando  per
  chiedere  al  Governo  di adeguarci alla  normativa  nazionale  e
  considerato  che   noi  siamo  Assemblea  regionale,  ovviamente,
  anticipiamo  una  richiesta dell'ANCI che, razionalmente,  è  già
  intervenuta e interveniamo in questa fase in cui  si introduce un
  processo  innovativo,  ripeto,  fra  l'altro,  che   questo   non
  prefigura  maggiore  spese a carico del bilancio  della  Regione,
  anzi  tende  a  perequare  nei  casi  in  cui  dovessero  esserci
  problemi.
   Mi  veniva  fatto  osservare il caso dei   piccoli  comuni:   il
  comma  3  mantiene a capo dell'assessore regionale la possibilità
  di  utilizzare  i fondi perequativi per evitare che  ci  sia  una
  disparità tra comuni.
   Tuttavia,   si   mantiene   un   principio   innovativo    nella
  legislazione introdotta già dal Governo nazionale, ad  ogni  modo
  non  voglio insistere per porlo in votazione, ma perché mi sembra
  ragionevole    introdurre   questa   norma   nell'ambito    della
  legislazione  riguardante  le  politiche  sugli  enti  locali  in
  Sicilia.
   Pertanto, signor Presidente, mi permetta di insistere  di  porre
  in votazione l'emendamento.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Governo,  credo  che  questo sia uno  di  quei  casi  in  cui  il
  Parlamento,  ma il Governo in particolare, si possa intestare  un
  processo  che, qualche decennio fa, era stato tipico  del  nostro
  Parlamento, quando non c'ero io; sull'ordinamento enti locali, in
  particolare, vi ricordate, la legge numero 7 del 1992 che preluse
  alla legge numero  81 del 1993 del nazionale sulle modalità delle
  elezioni
   Questo  è  un  argomento  in cui c'è una  conformità  di  vedute
  dall'estrema   destra  all'estrema  sinistra,   sul   piano   del
  territorio nazionale e regionale.
   Peraltro,  al comma 3 dell'emendamento presentato dal collega  è
  previsto  un  fondo  di perequazione che era l'unica  perplessità
  che,, personalmente, ho espresso in Commissione Bilancio a favore
  degli enti meno ricchi, lì dove si produce meno ricchezza.
   Quindi   se   noi,   senza   aspettare   altre   dimensioni   di
  concertazione,   nella  nostra  autonomia  di   legislatori,   ci
  prendiamo  la responsabilità di un atto di modernità,  penso  che
  per primo il Governo e l'Assessore specifico potrà menarne vanto.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.  Signor Presidente,  intervengo  soltanto  per
  chiarire un aspetto.
   In  effetti  l'elemento di novità introdotto  dalla  Finanziaria
  nazionale    è   stato  già  recepito  dalla  nostra  Finanziaria
  dell'anno precedente.
   E'  soltanto la necessità di verificarne l'applicazione  tecnica
  e,   quindi,  quanto  influisce  sul  territorio  e  le  modalità
  applicative che ha portato alla costituzione di un tavolo tecnico
  e che sta arrivando alla conclusione e ai risultati finali.
   Quindi,  siamo  in assoluto accordo con quanto  viene  detto  in
  termini di accelerazione rispetto alle novità, ma ribadisco che è
  già   stato  preso  atto  da  questo  Parlamento,  già  nell'anno
  precedente, il processo innovativo introdotto dalla Finanziaria.
   Ribadisco  che sarebbe probabilmente un errore codificare  oggi,
  in  tale  misura  e  in  tale maniera, la sua  applicabilità  nel
  territorio  siciliano senza avere il risultato definitivo  di  un
  tavolo tecnico che ha lavorato un anno.
   E'  questa  la  ragione per la quale chiedo che venga  tramutato
  l'emendamento  in un ordine del giorno e potere  così  accelerare
  la soluzione del problema da parte del tavolo tecnico.

    ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  un
  aspetto che riguarda anche il ruolo che questa opposizione svolge
  in quest'Aula, dimostrandolo con proposte e con fatti concreti.
   Rispetto a questo ruolo, spesso e volentieri, il Governo  ci  ha
  profondamente delusi, nel senso che impegni assunti  dal  Governo
  durante    le   discussioni   in   Aula   e   nelle   Commissioni
  successivamente non  vengono rispettati.
   E'  un problema di ordine politico che ci porta ad insistere  su
  un  punto  che, secondo la valutazione da noi fatta,  è  uno  dei
  punti  essenziali,  forse  il  punto  più  mirato  per  dare   la
  possibilità ai comuni siciliani di cominciare a invertire un  po'
  la rotta.
   E'  un  punto,  secondo  me, su cui non  dobbiamo  assolutamente
  perdere  l'attenzione perché non stravolge, rispetto   alle  cose
  dette dall'Assessore e che ho ascoltato in maniera molto attenta,
  nulla  rispetto  al  lavoro  fatto dal   tavolo  tecnico   a  cui
  l'Assessore si riferiva.
   Attenzione,  non ho i particolari,  ma da quello che  ho  capito
  per  quanto  concerne  anche  le  linee  generali,  questo  è  un
  argomento   che   andrebbe   inserito,   immediatamente,    nella
  definizione  dello stesso decreto che dovrebbe fare  l'assessore,
  nel senso di prendere già atto di una volontà precisa di cambiare
  rotta  rispetto a quella che è la situazione dei comuni siciliani
  che, obiettivamente, sappiamo tutti essere difficile.
   C'è  chi esprime la filosofia dei comuni che gestiscono la spesa
  in  maniera allegra, feste e festini, però, attenzione, in questo
  starei  molto  attento,  perché spesso e volentieri,  abbiamo  la
  maggior parte degli amministratori, parlo di centro-destra  o  di
  centro-sinistra,   che governano  bene gli enti  locali   e  che,
  sostanzialmente,  non  riescono  a  fare  quadrare  i  conti   e,
  soprattutto,  ad  intervenire in settori  importanti  della  vita
  delle collettività che amministrano.
   Pur quando potremmo preoccuparci della questione riguardante  la
  cosiddetta   logica perequativa ,  mi aspettavo  che  il  Governo
  potesse porre una questione per ottimizzare l'emendamento  con un
  subemendamento  e specificare meglio l'aspetto delle perequazioni
  a  tutti  gli effetti. Mi aspettavo, sinceramente, che il Governo
  in questo fosse molto più disponibile.
   Non  voglio  richiamare il titolo Quinto   né  quello  che  oggi
  significa l'autonomia locale, vorrei essere abbastanza  breve  ed
  efficace.
   Penso,  però,  che un'apertura del genere potrebbe essere  vista
  come  un  momento  di svolta per quanto concerne  il  futuro  dei
  nostri   enti   locali   che,   come  sappiamo,   non   possiamo,
  assolutamente, mantenere, ogni anno, con la quarta  trimestralità
  a rischio, con le questioni legate ai trasferimenti che lo Stato,
  in questo momento, per tanti motivi, spesso e volentieri, contrae
  non per scelta politica, ma per meccanismi e ve ne cito uno.
   Ci   sono  comuni  che,  per  quanto  concerne  i  trasferimenti
  ordinari,  non  rientrano più tra quelli che  sono  i  cosiddetti
   parametri  di  riferimento , cioè i comuni di 20 mila  abitanti,
  per  i  quali  il trasferimento, come voi ben sapete,   spesso  e
  volentieri,  è minore e, quindi, con una disparità  a  tutti  gli
  effetti.
   E'  ovvio   che lì bisognerà intervenire a livello  centrale  e,
  intanto,  come  Regione,  potremo dare un  segnale  vero,  serio,
  chiaro;  credo  si  parli  anche  di  un  meccanismo  riguardante
  l'aspetto  IRPEF  legato ai territori e, quindi,   a  logiche  di
  bilancio  e di entrata che potrebbero permettere, caro assessore,
  di  dare ai comuni, finalmente, un segnale che il Governo si  sta
  preoccupando  di  vedere  come,  in  questa  direzione,   vengono
  ripartite  le risorse, che sempre abbiamo bene o male  appostato,
  con  sofferenza  e  con  difficoltà, e, in  termini  qualitativi,
  potrebbe far cambiare, oggi, i nostri comuni in termini di  buona
  amministrazione nell'interesse dei cittadini.

    LO  PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,  assessore per il Bilancio e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, è un argomento  che  chiaramente
  suscita l'interesse di tutti, compresa la parte governativa e  la
  maggioranza.
   Viene,  però, presentata una posizione molto rigorosa  da  parte
  degli uffici sulla inapplicabilità immediata della norma.
   L'attuazione di questo provvedimento è resa impossibile  da  una
  serie   di  argomenti  che  vi  risparmio,  ma  che  sono   molto
  ragionevoli,  ad  esempio, la ripartizione tra  piccoli,  medi  e
  grandi  comuni,  la  mancata attrezzatura da  parte  dell'Agenzia
  delle  entrate  di  un meccanismo così complesso  introdotto  con
  questo emendamento.
   Mi  rivolgo  ai presentatori di questa novità importante,  sulla
  quale  vi è l'attenzione favorevole del Governo,  ve lo confermo,
  potremmo introdurre un correttivo nel senso di partire dal 2009.
   In  questo  senso,  se  la  norma viene  compensata  con  questa
  possibilità  di  fornire gli uffici di un  tempo  necessario  per
  accertare  ed  approfondire l'attuazione  del  provvedimento,  il
  Governo  aderirebbe.  Viceversa, dobbiamo arrenderci   di  fronte
  alle gravi difficoltà cui andremmo incontro.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  proposta
  del  Governo,  per conto dell'assessore Lo Porto, è insita  nella
  norma.  Come   sa, onorevole Lo Porto, i fondi degli enti  locali
  vengono assegnati con trimestralità.

    LO  PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. E'  proprio
  qui la difficoltà.

    CRACOLICI   E' evidente che l'organizzazione della  contabilità
  deve   tenere  conto  di  parametri  annuali  nell'ambito   della
  trimestralità.
   E'  possibile  che  l'attivazione effettiva  delle  modalità  di
  compartecipazione  si  ottenga con la  trimestralità  di  ottobre
  2008.

    LO  PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. E'  proprio
  vero  quello che Lei dice. Se partiamo dal 2009 risolviamo questo
  problema.

    CRACOLICI  Credo che possa essere condivisibile la proposta del
  Governo.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI  assessore per la Famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   è
  assolutamente condivisibile questa impostazione perché mi  sembra
  il  momento  di  mediazione  tra la  necessità  di  ulteriormente
  verificare  e  approfondire  nel  tavolo  tecnico  gli   effetti,
  l'efficacia  e  le modalità di applicazione della  norma  con  la
  necessità   di   avere  un  anno  di  tempo  per,  eventualmente,
  apportare,  in  corsa, le eventuali modifiche che  il  Parlamento
  potrebbe  mettere  in  essere  qualora  il  riscontro  non  fosse
  nettamente positivo.
   Per cui approviamo questo tipo di impostazione.

    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato il sub  emendamento
  6.23  a firma dell'onorevole Gucciari, Laccoto ed altri che  così
  recita:   Al  comma  3,  dopo  le parole   finalità  perequative'
  aggiungere   tali da garantire, comunque, la dotazione  ordinaria
  relativa ai singoli Enti'.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    AULICINO    Signor  Presidente,  respinge  i  miei  emendamenti
  perché  non  scritti correttamente e le chiedo da chi  è  firmato
  questo subemendamento perché è incompleto delle firme.

    PRESIDENTE   Si  passa  al  subemendamento  6.19,   nel   testo
  risultante. Il parere del Governo?

    LO PORTO  , assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, nel merito eravamo tutti d'accordo,
  la inviterei a mettere in votazione anche il sub emendamento 2008-
  2009, sul piano formale, tuttavia l'osservazione formale..

    PRESIDENTE   Dopo  la precisazione dell'onorevole  Ortisi,  che
  ringrazio,   preciso   che  abbiamo   messo   in   votazione   in
  contemporanea  il sub emendamento del Governo che trasferisce  al
  2009.

    LO  PORTO    ,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Lo
  abbiamo votato?

    PRESIDENTE    Sì,  l'abbiamo  votato,  volevo  solo   chiarirlo
  all'Assemblea.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Per  il  prosieguo  dei lavori,  l'onorevole  Aulicino
  faceva  un'osservazione condivisibile, perché un sub  emendamento
  con tre firme di deputati non si può depositare in Aula.
   L'onorevole  Cracolici  lo  ha sanato successivamente,  però  la
  invito   a   stare   più  attento  per  evitare    disparità   di
  atteggiamento non voluta, involontaria.

    PRESIDENTE   Grazie onorevole Ortisi. Si torna  all'emendamento
  6.4 e 6.10, precedentemente accantonato.
   Comunico  che  il Governo ha presentato l'emendamento  6.24  che
  riscrive  il  comma 8 dell'articolo 8 per garantire la  copertura
  finanziaria, così come era stato chiesto dalla Presidenza. Ne  do
  lettura:
    Al  comma 8 sostituire la parola  di cui all'articolo 29, comma
  1,  della  legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2'  con le  parole
   di  cui all'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002,  n.
  2'.

    RINALDI  Chiedo copia del testo.

    PRESIDENTE  Onorevole Rinaldi, nel comma 8 non era prevista  la
  copertura  finanziaria, tanto è vero che erano  stati  presentati
  due  emendamenti soppressivi, il 6.4 ed il 6.10,  il  Governo  ha
  provveduto alla copertura attraverso  il  fondo sulle autonomie.
   Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
   Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   PORTO    ,  assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7.
   Ne do lettura:

                            «Articolo  7
             Differimento del termine per la definizione
                  delle pratiche sanatoria edilizia

   1. Al comma 1 dell' articolo 46 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n. 2, le parole entro il 31 dicembre 2007' sono sostituite
  con le parole entro il 31 dicembre 2008'.»

   Comunico che allo stesso sono stati presentati due emendamenti:

   - emendamento 7.2 a firma del Governo;

   - emendamento  7.1 a firma dell'assessore Interlandi.

    INTERLANDI  assessore per il Territorio e l'ambiente. Lo
  ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e  l'ambiente.  Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questo tema della possibilità per
  i  comuni  che hanno ancora negli uffici tecnici le  pratiche  di
  sanatoria  giacenti, è tema che si è ripresentato già  lo  scorso
  anno.  Siamo nelle stesse identiche condizioni dell'anno  scorso,
  quindi, c'è la necessità, al fine di non far perdere ai comuni la
  premialità che deriverebbe dall'essere l'esame delle pratiche  di
  sanatoria  uno  dei  parametri  per  poter  accedere   a   questa
  premialità,   noi   disponiamo  lo  slittamento   dell'esame   al
  31.12.2008,  nella speranza che il prossimo anno non  ci  sia  lo
  stesso problema.
   Con  l'emendamento 7.2 si esplicita maggiormente il raccordo con
  il meccanismo di premialità che nella stesura secca dell'articolo
  7  non viene fuori. Nel 7.2, invece, c'è proprio il richiamo alla
  incidenza del parametro essenziale.
   Quindi, è scritto meglio.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor  presidente, onorevoli colleghi,  il  problema
  della  sanatoria dei comuni, non è la problematica della  proroga
  che  stiamo  reiterando per la seconda volta. Il  problema  della
  sanatoria dei comuni è, purtroppo, il mancato pagamento  che  gli
  utenti non possono effettuare per mancanza del denaro nelle  loro
  case.
   Io  avevo preparato, signor presidente, e per questo ho  chiesto
  la  parola per un richiamo al regolamento, una norma che è  stata
  inserita   non  capisco  come,  nel  malloppo  degli  emendamenti
  aggiuntivi,  è  esattamente l'emendamento A 154  che  prevede  la
  quota  pari  al  50  per cento della somma  dovuta  a  conguaglio
  dell'oblazione, perché l'altro 50 per cento è dello Stato, per la
  sanatoria degli abusi edilizi, ai sensi della legge 35, comma 14,
  modificato  dalla  legge 37, l'articolo  39  della  legge  724  e
  dell'articolo 32 della legge 326, versata direttamente ai comuni,
  può  essere rateizzata, secondo le modalità stabilite da  ciascun
  comune, con atto deliberativo. Se non avviene questo, i cittadini
  si  troveranno di fronte o a un diniego, quindi con l'ingiunzione
  sulle  spalle  o con la possibilità di rateizzare quanto  c'è  da
  pagare, secondo le possibilità di ogni nucleo familiare.
   Altrimenti, ci troveremo, il prossimo anno ancora una  volta,  a
  cercare di dare ulteriore termine, chissà per quanti anni, perché
  il  problema delle sanatorie, oggi è quello che le pratiche  sono
  istruite,  ma la gente non le può pagare per mancanza dei  fondi.
  Rateizzando, ritengo che possiamo veramente risolvere in Sicilia,
  il problema delle sanatorie di tutte le norme.
   Signor presidente, le chiedo, quindi, se questo emendamento  che
  è  stato  messo nel malloppo degli emendamenti aggiuntivi,  venga
  prelevato e venga inserito nell'articolo 7.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor presidente, onorevoli colleghi,  ho  solo  un
  quesito   da  porgere  perché  ho  visto  che  l'emendamento   di
  sostituzione, del governo è sostanzialmente la riscrittura  della
  norma con cui avevamo prorogato l'anno scorso.
   Però,  mentre l'anno scorso abbiamo prorogato in una  condizione
  generale di bocce ferme e cioè la proroga agiva nel 100 per cento
  dei  comuni  siciliani, noi quest'anno abbiamo avuto  comuni  che
  hanno  creduto  che  il  31  dicembre  2007  fosse  l'anno  della
  scadenza. Allora cosa è successo e cosa rischia di succedere? Che
  il  sistema  della premialità può avere  I comuni, comunque,  nel
  rispetto  delle  norme,  entro il  31  dicembre,  hanno  messo  a
  lavorare  i  propri  uffici  e hanno  fatto  i  provvedimenti  di
  diniego, generalizzato in molti casi, per non incorrere sia negli
  effetti della norma che li escludeva dalla premialità, sia  nelle
  omissioni dovute ai sensi di legge.
   Ora,  noi  abbiamo  avuto una fattispecie  di  comuni  virtuosi,
  un'altra fattispecie che non sono riusciti a farli tutti. Allora,
  proporre  sic  et  simpliciter  un  sistema  con  cui  si  rinvia
  sostanzialmente  il problema a fine 2008, mantenendo  l'incidenza
  della  premialità come abbiamo fatto all'inizio del 2007,  a  mio
  avviso,  rischia,  alla  fine di determinare  una  condizione  di
  sperequazione.
   Allora,  valutate.  Tra l'altro, io non sono  un  esperto  della
  questione,  ma  mi è stato posto un problema da parte  di  alcuni
  comuni:  un  comune  che ha fatto il 100  per  cento  degli  atti
  obbligatori può alla fine avere un sistema di premialità uguale a
  un  comune  che ha fatto l'82 per cento? Dico questo  perché  non
  vorrei  un  altro  rischio, il rischio qual è?  Che  acceda  alla
  premialità solo chi ha fatto il 100 per cento, perché  anche  chi
  ha  fatto  l'80 o il 90 per cento ha comunque svolto  un'attività
  tesa  a  garantire un servizio amministrativo. Quindi, da  questo
  punto  di vista, è pensabile anche una premialità - come  dire  -
  differenziata a seconda degli obiettivi raggiunti. E' un tema che
  mi è stato posto; pongo il quesito. Vediamo se c'è una soluzione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ogni  volta
  che discutiamo di questi argomenti, purtroppo, forse non facciamo
  caso  che parliamo di situazioni arretrate che fanno riferimento,
  se  non ricordo male, alla legge 47 del 1985 e alla legge 37  del
  1986. Quindi, stiamo parlando di una vicenda che ha riguardato la
  costruzione  di interi quartieri abusivi della nostra  Regione  e
  dove  c'è  un  patrimonio  costruito  sul  disordine  urbanistico
  diffuso che, nel corso degli anni, si è depauperato e che non  ha
  più  mercato e che, malgrado, allora, in quella fase, i cittadini
  abbiano  presentato istanza di sanatoria - io adesso  non  voglio
  ricordare  male,  ma  il  collega Mancuso mi  deve  eventualmente
  rinfrescare  un po' - io ricordo che l'oblazione  che  serviva  a
  estinguere il reato penale, esclusivamente a estinguere il  reato
  penale, l'oblazione veniva introitata tutta dallo Stato.
   Il  50 per cento, le famose due rate - il collega Zago è uno che
  ha  una conoscenza più dettagliata della mia - davano titolo alla
  presentazione  della domanda di sanatoria ai comuni.  L'oblazione
  non   è   nella   nostra  disponibilità.  L'oblazione   è   nella
  disponibilità   dello   Stato  e   rimane   ancora   oggi   nella
  disponibilità dello Stato. Nella disponibilità della Regione  non
  ci  sono  nemmeno  gli  oneri di urbanizzazione  né  i  costi  di
  costruzione, perché in forza di quanto stabilito dalla  legge  71
  del  78  e  dalla  legge  10, la legge Bucalossi,  gli  oneri  di
  urbanizzazione e i costi di costruzione sono a carico dei comuni.
   Tuttavia,  il problema rimane e sono a migliaia le  domande,  le
  istanze  che non vengono esitate da parte dei comuni. E lì  -  ho
  spiegato più volte - c'è una logica di mercato che è difficile da
  superare.  Interi  quartieri costruiti  abusivamente  sono  ormai
  tagliati fuori dal mercato della casa ed, essendo tagliati  fuori
  dal  mercato  della casa non possono incentivare  i  cittadini  a
  richiedere il completamento dei programmi di sanatoria.  Per  cui
  non  so  quante sono le domande in Sicilia, io faccio riferimento
  al  mio  Comune,  nel  comune di Gela dove il  fenomeno  è  stato
  particolarmente intenso noi abbiamo ancora migliaia  di  domande.
  Se  dovessimo  sollecitare  i  cittadini  ad  attivare  procedure
  accelerate  e  anche  premiali nei confronti  dei  cittadini  per
  potere  avere la concessione edilizia in sanatoria, avendo questo
  un   costo  rilevante  in  termini  di  pagamento  di  oneri   di
  urbanizzazione e di costi di costruzione, il completamento  delle
  rate   successive  dell'oblazione,  questi  cittadini  non   sono
  disposti ad ottemperare a quanto previsto dalle norme.
   Vorrei  a questo punto che si apra una discussione con lo Stato,
  perché  quanto  meno  la quota relativa al  50  per  cento  della
  oblazione  possa essere ridiscussa, cioè quello che  i  cittadini
  hanno  pagato per estinguere il reato penale. Perché il  reato  è
  una   doppia   componente,  il  reato  penale   e  la  violazione
  urbanistica,  ma c'è un reato penale nell'abuso. Lo Stato  allora
  chiese   una  sorta  di  pagamento  dell'indulgenza,  chiese   ai
  cittadini di pagare l'oblazione. Questo principio è continuato in
  tutte  le  legge  di  sanatoria, non è  mai  venuto  meno  questo
  principio.   L'ultima  legge  che  fa  riferimento  a  Berlusconi
  mantiene comunque questo principio.
   Penso  che questo sia uno degli argomenti. Il secondo argomento:
  quando fu fatta la norma per cui questa norma doveva porre limiti
  entro  i  quali  i comuni dovevano ottemperare  al  completamento
  delle pratiche di sanatoria come l'Assessore sa la norma non   ha
  avuto pratica attuazione. Noi possiamo anche arrivare al 2008, al
  2009 ma se non interveniamo con altri elementi noi non avremo mai
  raggiunto  l'obiettivo che ci prefiggiamo, cioè quello di  sanare
  un patrimonio edilizio consistente che abbiamo in Sicilia.
   Pertanto  non ho nessuna difficoltà ad approvare la  norma  e  a
  prorogare i termini, inviterei comunque l'Assessorato regionale a
  mettere  in campo politiche premiali nei confronti dei singoli  e
  nei   rapporti   con   lo   Stato,  altrimenti   questo   bubbone
  dell'abusivismo edilizio che noi abbiamo eredito nel corso  degli
  anni non riusciremo mai a sanarlo.
     Ricordo  inoltre  che  il legislatore  regionale  dotò  questi
  quartieri sulla base di opere urbanistiche secondarie, sulla base
  della  legge 37, e che comunque molti di questi manufatti edilizi
  non possono avere la concessione edilizia perché sono fuori dalla
  possibilità  di  essere sanati, perché non sanabili,  perché  non
  rientrano  negli strumenti urbanistici, quindi la materia  è  una
  materia complessa. E' stata affrontata dall'Assessorato regionale
  come  una  materia  fiscale, mettetevi in  regola  altrimenti  vi
  penalizziamo. Se si affronta ancora con quest'ottica è chiaro che
  non  si risolve il problema. Quindi la proroga al 2008 o al  2009
  per  quanto  mi riguarda la approvo, non c'è nessun problema,  ma
  non risolve la questione.
   Pertanto,  bisogna attivarsi come Governo attraverso  conferenze
  di  servizio  da predisporre con i sindaci dei comuni interessati
  da  particolari  disordine urbanistico.  Vedere  con  loro  se  è
  possibile  concordare politiche premiali, fattive, sostenerli  in
  politiche   di  risanamento.  Insomma,  ci  vuole  una   politica
  organica, altrimenti la sola norma di proroga di un provvedimento
  non  raggiunge l'esito che penso per il quale voi ci chiedete  di
  approvare la norma.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Velocissimo perché siamo d'accordo con  l'emendamento.
  Sono state poste delle questioni sia dall'onorevole Cracolici che
  dall'onorevole  Speziale,  ma anche  dall'onorevole  Mancuso.  Io
  credo  che  però  per la parte riguardante le somme  del  condono
  statale  la  rateizzazione non possa essere  fatta  perché  possa
  essere  fatta,  assessore Interlandi, c'è  una  parte  di  queste
  somme,  sicuramente quelle che vanno allo Stato, che non  possono
  essere rateizzate, primo punto.
   Secondo  punto:  l'incidenza potrebbe essere previsto  un  nuovo
  meccanismo  che  sia percentuale rispetto alle  norme  sanate;  è
  successo però, assessore mi consenta, che in alcuni comuni pur di
  prendere la premialità, poiché non si riusciva anche ad integrare
  alcuni  atti,  sono  stati  fatti il  preavviso  di  diniego  che
  certamente ha creato molti problemi ad alcuni utenti.
   Quindi  la  norma intanto va approvata, però trovare  anche  dei
  correttivi  per  far sì che si possano evitare  quelle  che  sono
  state,  perché  non è che possiamo trovarci di  anno  in  anno  a
  prorogare, questo è il problema.

    PANEPINTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANEPINTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ogni  tanto
  in  questo parlamento un tema serio che è quello di come chiudere
  le pratiche di sanatoria nei comuni viene a galla e viene a galla
  per la necessità di dare l'ennesima proroga.
   Io  ritengo  che  la formulazione dell'assessore sostanzialmente
  riproduce  la  norma  già  in  atto e l'assessore  alla  famiglia
  dovrebbe  dirci  se  ha dato ad un solo comune  la  premialità  ,
  perché  non  c'è  un comune che ha raggiunto il  100  per  cento,
  saranno eccezioni.
   Noi  oggi abbiamo un problema, e bene diceva il collega  che  ha
  parlato prima, ma io ritengo assessore che, su questa vicenda, la
  questione è un po' più complessa.
   Gli uffici tecnici o i gruppi che stanno curando le pratiche  di
  sanatoria si sono arenati sulla questione della legge n. 724  del
  1994  ed  anche  sulla  legge n. 326, ma siccome  quest'ultima  è
  ancora  archiviata  sostanzialmente non  costituisce  oggetto  di
  valutazione, sulla legge n. 724 i costi di cui parlava il sindaco
  di  Rammacca  prima, è una cosa un po' diversa, cioè noi  abbiamo
  uffici  tecnici che non stanno applicando i volumi di  750  metri
  cubi,  il  famoso  rapporto di parentela non viene   applicato  e
  quindi gli oneri di urbanizzazione non hanno le agevolazioni.
   Io  ritengo  che, assessore, dovremmo approvare  la  norma  così
  com'è, possibilmente non nella legge sullo sviluppo che non porta
  fortuna, ma su un altro testo normativo, dopo un'attenta  analisi
  riportare   alcuni  problemi,  perché  il  collega   ha   ragione
  nonostante  lo stupore di tutti, c'è un decreto della  Presidenza
  del  Consiglio dei Ministri che dà il 50 per cento dell'oblazione
  ai  comuni, c'è una legge del 2004 che già rateizza gli oneri  di
  urbanizzazione, un'ulteriore rateizzazione aiuterebbe quanti  non
  sono  in  condizione  di pagare migliaia e migliaia  di  euro  di
  sanatoria.
   Poi  ritengo che sia importante che l'assessorato dal  punto  di
  vista  amministrativo tiri fuori una circolare che  metta  ordine
  sulla  questione dell'applicazione della 724 perché molti  uffici
  tecnici,  dicevo  prima, non intendono dare i  benefici  nei  750
  metri  cubi  quando  non  sia  l'abitazione  di  chi  è  titolare
  dell'immobile,  mentre  la 724 offriva diverse  opzioni,  quindi,
  credo   che  la  proposta  che  era  avanzata  attraverso   degli
  emendamenti  aggiuntivi  può,  formulata  con  un  po'   più   di
  attenzione,   essere   accolta  e  fare  parte   dell'emendamento
  presentato   dall'Assessore  e  poi  chiedere  all'Assessore   di
  applicare  la norma secca del rinvio per avere tempo  e  modo  di
  preparare  un  testo nel più breve tempo possibile  che  aiuti  i
  comuni a chiudere le sanatorie, anche perché abbiamo centinaia  e
  centinaia  di  tecnici che potrebbero essere destinati  ad  altre
  attività  e  sono  impelagati ormai da  decenni  sulla  questione
  sanatoria.

    INTERLANDI   assessore per il Territorio e  l'ambiente.  Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI    assessore   per  il  Territorio   e   l'ambiente.
  Onorevoli deputati, condivido gli interventi che sono stati fatti
  a partire da quello dell'onorevole Mancuso cioè la domanda che ci
  si  dovrebbe porre è perché a distanza di un anno noi ci troviamo
  a   parlare  ancora  delì'esigenza  di  una  proroga   e   perché
  l'osservatorio  sull'abusivismo  non  ha  registrato  quel  forte
  incremento che noi ci aspettavamo sull'esitazione delle  pratiche
  e  la  risposta è presto detta: perché ci sono delle  ragioni  di
  ordine  economico così come di ordine sociale, come  sottolineava
  l'onorevole Mancuso, perché di fatto c'è una difficoltà da  parte
  di  chi  ha  commesso  gli abusi e che con i passati  condoni  ha
  inteso  porsi  in regola nell'ultimare il pagamento previsto  per
  poter ottenere il decreto di concessione in sanatoria.
   A  parte che ci sono stati anche altri problemi riguardo un  po'
  la  comunicazione in questo ultimo anno su che cosa  significasse
  realmente, cioè che cosa si dovesse fare per ottenere il  decreto
  di  concessione,  tant'è che molti siciliani  sono  convinti  che
  avendo  ottemperato al pagamento di una rata già hanno sanato  il
  loro immobile, cosa che non è assolutamente così.
   Questa è una prima questione, ma c'è anche un'altra ragione  che
  ha  impedito l'esitazione delle pratiche. Questa ragione consiste
  nel  fatto  che  presso gli uffici tecnici giacciono  migliaia  e
  migliaia di pratiche che sono dovute al cattivo recepimento della
  326,  quindi la legge nazionale relativa all'ultimo condono  che,
  quando è stata recepita dalla legge regionale 5 novembre 2004, n.
  15,  non  si  è  fatto riferimento a una serie di violazioni  che
  erano  avvenute  in  aree  sottoposte a  vincolo  idrogeologisto-
  paesaggistico   ma  non governate dal vincolo di  inedificabilità
  assoluta.
   Quindi,  c'è  anche un emendamento proposto dal  Governo  che  è
  finito nel malloppo degli emendamenti aggiuntivi che si ricollega
  strettamente  a  questa norma sullo slittamento dell'esame  delle
  pratiche, perché sono tutte quelle pratiche legate alla 326, dove
  l'ente tutorio che ha posto il vincolo non ha potuto esaminare la
  pratica, perché sarebbe stato di sicuro esito negativo in  quanto
  la  326  -  fatta  male  - recepita dalla  Regione  siciliana  in
  siffatta maniera, non ha consentito di poter regolarizzare queste
  pratiche talché l'esito

    PRESIDENTE   Assessore  Interlandi,  scusi  se  la  interrompo,
  siccome  alla  fine  vi  è una condivisione  da  parte  di  tutta
  l'Assemblea,   degli  oratori,  sono  d'accordo,   pur   con   le
  valutazioni che hanno fatto, se arriva alle conclusioni  così  lo
  poniamo in votazione.

    INTERLANDI   assessore  per  il  Territorio  e  l'ambiente.  Le
  conclusioni sono queste: condivido gli interventi nella parte  in
  cui  bisogna  farsi parte attiva nei confronti  dello  Stato  per
  risolvere  quei problemi sociali di cui parlavamo e anche  perché
  il prossimo anno non ci sia l'esigenza della proroga.
   Però, noi oggi dobbiamo necessariamente mettere in condizioni  i
  comuni  di non potere esprimere quel diniego e, quindi,  comunque
  auspico  che  la  norma venga approvata. Che poi venga  approvata
  seccamente  o nella formulazione dell'emendamento 7.2 in  effetti
  cambia  poco,  perché  essendo questo uno  dei  parametri  che  è
  pregiudiziale per la premialità in assoluto perirebbe ugualmente.
   Quindi,  alla fine, se volete che si approvi in forma  secca  lo
  approviamo in forma secca, non è un problema questo.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi  non  ci
  indirizziamo   verso   il  suggerimento  dell'onorevole   Mancuso
  facciamo  una  cosa  buona ma non giusta,  nel  senso  che  siamo
  d'accordo  con  quanto propone l'assessore e  tuttavia  l'aspetto
  sociale  non  lo prendiamo in considerazione, perché partiamo  da
  presupposti  giustizialisti per i quali ogni  volta  che  c'è  un
  vulnus   esso  appartiene  ai ricchi  o  ai  ricchissimi  o  agli
  speculatori.
   In  questo  caso  appartiene nove volte  su  dieci,  invece,  ai
  poveri,  per cui se noi non permettiamo la rateizzazione,  l'anno
  prossimo saremo di nuovo qui a discutere di un'ulteriore  proroga
  in  quanto  avremo  fatto la norma ma non  avremo  permesso  agli
  eventuali fruitori di poter pagare.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  7.2.  Il  parere
  della Commissione?

    ODDO  CAMILLO ,  vicepresidente della Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
                  Trattamento economico accessorio

   1.  Entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge
  il  trattamento  economico accessorio  dei  contratti  in  essere
  stipulati  dai  dirigenti  regionali  con  i  responsabili  delle
  strutture  di  massima  dimensione  della  Regione  deve   essere
  rinegoziato  tenendo  conto  degli importi  assegnati  a  ciascun
  dipartimento,  ufficio  di diretta collaborazione  all'opera  del
  Presidente  o  dell'Assessore ed ufficio speciale a  seguito  del
  riparto  effettuato  ai  sensi  dell'articolo  66  del  contratto
  collettivo  regionale  di  lavoro  del  personale  con  qualifica
  dirigenziale  della  Regione e degli enti di cui  all'articolo  l
  della  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10, per il quadriennio
  giuridico  2002-2005 e per i bienni economici 2002-2003  e  2004-
  2005. »

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo  8  è
  stato   presentato  un  emendamento  soppressivo   dell'onorevole
  Rinaldi.

    RINALDI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 8. Il parere della Commissione?

    ODDO  CAMILLO ,  vicepresidente della Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè


                               Congedo

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  informo   che   l'onorevole
  Borsellino ha chiesto congedo per la seduta odierna per  problemi
  di salute. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè


    PRESIDENTE   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                      Oneri salario accessorio

   1.  Al  comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 1 febbraio
  2006, n. 4, dopo la parola tabelle' sono inserite le seguenti:  A
  decorrere  dall'esercizio  2007,  in  coerenza  con  i  contratti
  collettivi, si provvede annualmente con appositi stanziamenti, da
  iscrivere nella legge di approvazione del bilancio della Regione,
  per   la   dotazione  separata  relativa  agli  oneri   salariali
  accessori. Le erogazioni a tal fine contrattualizzate per  l'anno
  2006,  prioritariamente finalizzate all'erogazione di servizi  di
  pubblico   interesse  per  l'erogazione  di  servizi  all'utenza,
  trovano  conferma  nelle  disponibilità  esistenti  nel  relativo
  esercizio finanziario.'.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo  9  è
  stato  presentato  l'emendamento 9.1, a  firma  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

    ODDO  CAMILLO ,  vicepresidente della Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  il  Governo sta predisponendo  il  subemendamento
  9.1.1, che sarà distribuito.
   Nell'attesa, l'articolo 9 è accantonato.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                          «Articolo 10
                         Cittadini disabili

   1.  Le  province  regionali  e i comuni  della  Regione,  devono
  assicurare   locali,   personale,   ausili   tecnici   e    mezzi
  indispensabili  per  l'esercizio  delle  rispettive  funzioni  ai
  cittadini disabili, di cui all'articolo 3, commi 1, 2 e 3,  della
  legge  5 febbraio 1992, n. 104, chiamati a cariche elettive  o  a
  incarichi  presso  organi istituzionali. All'onere  del  presente
  articolo  si  provvede mediante parte delle  disponibilità,  sino
  alla misura dell' 1 per cento del fondo per le autonomie locali.»

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento  10.1,  a  firma
  dell'onorevole Ardizzone ed altri.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo è  un
  emendamento  che  inseguiamo, non solo io ma  parte dei  deputati
  di   quest'Assemblea,  da  oltre  un  anno  e  mezzo  e  riguarda
  l'Associazione  dei ciechi  Ellen Keller'  che paradossalmente  è
  l'unica associazione, perché quest'Aula già si è pronunciata, che
  nel  Consiglio  di  amministrazione ha  previsto  una  norma  che
  prevede  che  possono essere rinnovati per una  sola  volta.  Ciò
  significa che l'associazione Ellen Keller dovrebbe fare ricorso a
  soggetti  che  non  sono  ciechi.  L'onorevole  D'Asero  ne  è  a
  conoscenza.  Abbiamo  sottoposto  la  questione   in   tutte   le
  variazioni di bilancio. Tutti sono stati sollecitati.
   Poiché questo emendamento è proprio pertinente all'articolo  10,
  che  riguarda  le  disabilità e viene incontro  per  riparare  ad
  eventuale  problema  procedurale, ho fatto  aggiungere  anche  la
  firma  del Capogruppo ed un'altra firma e siamo arrivati a cinque
  firmatari.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ardizzone,   la   ringrazio   per   il
  chiarimento   perché  mette  in  condizione  la   Presidenza   di
  dichiararlo ammissibile.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO     Signor   Presidente,    non    sono    contrario
  pregiudizialmente, però, l'emendamento non riguarda le disabilità
  ma  l'associazionismo dei disabili e voi sapete che c'è stato  un
  lungo  contenzioso  tra  le  varie associazioni  che  tutelano  i
  ciechi,  in  particolare, quella dell'avvocato  Castronovo  e  le
  altre che hanno un'attinenza con questo argomento.
   Preferirei  che venisse inserito tra gli emendamenti  aggiuntivi
  perché  non  tratta  una  modalità che  riguarda  i  disabili  ma
  l'associazionismo dei disabili ed è cosa diversa.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi  sorge
  qualche dubbio;  per la quattordicesima volta, le chiedo una cosa
  ma la  mia richiesta non  viene accettata. Parlo della conduzione
  della  sua Presidenza; personalmente, lei è amabile; è la persona
  più brillante che io conosca.

    PRESIDENTE  Non esageriamo.

    MANCUSO  Rispetto a questo,  poco fa, le avevo chiesto  se  era
  possibile   che   un   emendamento   che  era   non   pertinente,
  indispensabile  per  l'articolo  che  riguardava   la   sanatoria
  edilizia,  venisse  aggiunto  e lei  mi  ha  detto  che  non  era
  possibile perché era tra gli emendamenti aggiuntivi. Ora, invece,
  questo   emendamento,  che  risulta   anche   aggiuntivo,   viene
  dichiarato ammissibile come emendamento all'articolo 10. O non le
  sono simpatico ma non mi sembra

    PRESIDENTE  Non insista.

    MANCUSO      oppure  non  riesco  a  comprendere  perché,   per
  quattordici volte - perché io me le segno - mi sono comprato   il
  commutator  della TIM e, per quattordici volte, lei  dice  sempre
  no a tutte le mie richieste. Deve esserci un motivo.
   La  prego, di considerarmi come i miei colleghi, né  più, né di
  meno ma uguale, preciso.

    PRESIDENTE   Onorevole Mancuso, non ricordo  le  altre  tredici
  volte;  per  quanto  riguarda questa,  le  volevo  ricordare  che
  l'emendamento di cui lei parlava poco fa è un emendamento che non
  ha  nulla a che vedere con  la proroga prevista dall'articolo  7;
  parla di sanatoria e di altre cose, cioè degli oneri del 50%.
   Per  quanto  riguarda,  invece, l'emendamento  all'articolo  10,
  esso fa riferimento ai disabili  e dice cosa deve essere fatto in
  relazione ad essi.
   Ecco,  non  c'è  nulla nei suoi confronti e lei  sa  con  quanta
  simpatia la guardo anch'io.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso  che
  mi  sembra,  assolutamente,  improponibile  in   questo  articolo
  perché esso prevede precise disposizioni che servono a permettere
  ai  disabili di frequentare senza difficoltà le sedi  degli  enti
  locali, nel caso in cui siano eletti, ad esempio, eccetera.  Sono
  norme   che  facilitano  i  disabili  a  partecipare  alla   vita
  democratica  della nostra Regione. La questione  che  è  inserita
  nell'emendamento  citato mi sembra che non  abbia  nulla   a  che
  fare.
   Sono, quindi, perché esso non venga, assolutamente, trattato.
   Nel  caso  in  cui  dovesse  essere  trattato,  mi  riservo   di
  intervenire nel merito.

    PRESIDENTE  L'emendamento verrà trattato, onorevole Cantafia  e
  la prego di svolgere  adesso il suo intervento.

    CANTAFIA   Mi  dichiaro contrario  all'emendamento  perché  non
  sono  abituato  a dire sì soltanto perché ci sono  delle  lobbies
  elettorali che possono essere interessanti.
   Lo  dico per me,  non  lo dico per l'onorevole D'Asero e neppure
  per  l'onorevole  Ardizzone: la norma serve ad  impedire  per  le
  associazioni di volontariato, finanziate dalla Regione, perché il
  testo  è  relativo  ad un'organizzazione onlus che  è  finanziata
  dalla  Regione,   che  ci  sia  una ripetizione  negli  organismi
  dirigenti senza un termine finale.
     La  norma,  quindi,  è assolutamente corretta, di buon  senso;
  non può essere millantata neanche la difficoltà ad ottenere altri
  amministratori perché, purtroppo, di ciechi ce n'è più di uno  e,
  quindi,   visto   che   l'associazione  dei   ciechi   raccoglie,
  praticamente,  la totalità dei ciechi, c'è sempre la  possibilità
  di  avere  in   queste  associazione degli aderenti  che  possono
  occupare, per l'appunto, due volte il mandato.
   E'   ragionevole,  dunque,  impedire  che  ci   possano   essere
  infeudamenti  delle  organizzazioni  di  volontariato  che   sono
  finanziate dalla Regione.
   Quelle che non sono finanziate facciano quello che gli pare   ma
  per quelle che sono finanziate dalla Regione è indispensabile che
  s'impedisca l'infeudamento.

    DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  BENEDETTO .  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  stiamo
  discutendo  in  riferimento ad un emendamento che  da  il  giusto
  diritto ad un'associazione di potere inserire  soggetti che hanno
  competenza all'interno di un Consiglio di amministrazione.
   Non  si  tratta di discutere quanti sono i ciechi in Sicilia  ma
  si  tratta  di vedere quanti sono i ciechi in Sicilia  che  hanno
  competenza in materia tiflologica e tiflodidattica. Il   problema
  è  che  all'interno dei consigli di amministrazione - forse,  noi
  politici non siamo abituati a questo - deve starci gente  che  ha
  una dovuta competenza.
   Stiamo  discutendo di una associazione Onlus privata che  ha  il
  diritto  di  autogovernarsi e di poter  rinominare  soggetti  che
  hanno acquisito esperienze specifiche in materia.
   Se  poi dobbiamo discutere se è giusto o meno che la Regione dia
  contributi e finanziamenti è altra ragione; allora, discutiamo di
  questo  ma  non  di  limitare il diritto  di  un'associazione  ad
  autogestirsi,  autoamministarsi ad avere soggetti  competenti  in
  merito.
   Uguale  emendamento,  a  mia  firma  e  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici,  è stato presentato ed è finito anche quello  tra  gli
  emendamenti aggiuntivi.
   Sono  d'accordo con la proposta di inserirlo qui e rammento agli
  onorevoli  deputati che c'è un'altra fattispecie che riguarda  la
  stamperia  Braille  e quindi non solo il centro  regionale  Ellen
  Keller,  dove uguale limitazione è imposta e dove si  può  essere
  riletti per non più di un'altra volta.
   Anche su questo abbiamo l'emendamento. Non abbiamo provveduto  a
  presentare il subemendamento adesso, lo vedremo, a questo  punto,
  con gli emendamenti aggiuntivi.
   Anche  qui  la questione è uguale, cioè viene letta non  più  di
  una volta.
   Preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, è più forte  di
  me e preannuncio l'apprezzamento positivo dell'emendamento quando
  sarà il momento di trattarlo.
   Ad  onor del vero, questo emendamento con l'articolo non c'entra
  niente.
   La  mia paura, signor Presidente, è che, aperto lo spiraglio, si
  crei  qui tutta una serie di contrapposizioni, ne è stato esempio
  l'onorevole  Mancuso,  che  per  l'ordine  dei  lavori,  ci  farà
  raggiungere,  con  i lavori da adibire ai disabili  che  facciano
  parte di enti locali.
   Che  c'entra  l'emendamento che giustamente gli  uffici  avevano
  suggerito tra gli aggiuntivi?
   Prendiamo   tutti  un  accordo  che  questo  è  un   emendamento
  aggiuntivo  che all'unanimità approveremo. Sbagliamo,  però,  sul
  piano delle procedure ad inserirlo in questo testo.
   Per  la  mia esperienza di dodici anni, questo significa  aprire
  già   lo   spiraglio  al  caos  infinito.  Non  deve   sostituire
  l'andamento lineare dei nostri lavori fino a questo momento.
   Onorevole  Ardizzone, prendiamo tutti l'impegno  di  votarlo  ma
  non  mi dite, per favore, che sia congruo al testo e alla lettera
  dell'articolo.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, adesso interviene nel merito?

    ORTISI   Nel merito non ci voglio entrare. Preannuncio  il  mio
  voto e la mia difesa.
   L'emendamento è aggiuntivo.


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI   MAURO .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   un
  ragionamento che deve porci anche nelle condizioni di  riflettere
  sull'andamento dei lavori. E' un intervento che serve a  dare  un
  contributo sullo snellimento dell'ordine dei lavori.
   E'  un  problema che riguarda la maggioranza  e vorrei  invitare
  anche  il Governo a rinunciare agli emendamenti perché altrimenti
  ci  troviamo  nelle condizioni di aprire una maglia a  tutta  una
  serie di emendamenti e, quindi, ad avviare un percorso che non ci
  vedrà  finire questa sera la finanziaria. Se insistete,  annuncio
  il voto contrario mio e del mio Gruppo.


   Presidenza del presidente Miccichè


           Riprende l'esame del disegno di  legge n. 665/A

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 10.1,  precisando
  che  allo  stesso  hanno  apposto la firma  anche  gli  onorevoli
  Rinaldi, D'Asero e Di Benedetto.

    CANTAFIA   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Alla  richiesta  si associano gli onorevoli Tumino,  Gucciardi,
  Ortisi, La Manna, De Benedictis, Ruggirello,  Panepinto   e  Oddo
  Camillo)

           Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
      10.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta appoggiata,  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 10.1.

   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene  preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti   .. 58
   Maggioranza     . 30
   Favorevoli      . 32
   Contrari         24
   Astenuti           2

                        (L'Assemblea approva)

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare sull'articolo 10.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  comprendo  l'intento  di  questo articolo,  però,  oggettivamente
  individua, all'interno dei cittadini disabili, delle prerogative,
  delle  agevolazioni per coloro i quali ricoprono cariche elettive
  o incarichi presso organi istituzionali e tutti gli altri.
   Paradossalmente,  con  questo  articolo,  andiamo  incontro   al
  consigliere comunale disabile e ne abbiamo tutti il diritto ed  è
  meritorio  l'intento ma rimane il caso che il consiglio  comunale
  non  sia  frequentabile o l'audizione del consiglio comunale  non
  possa  essere frequentabile dal cittadino comune disabile  perché
  le   barriere  architettoniche  glielo  impediscono  o   un'altra
  indisponibilità di questo genere glielo impedisce.
   Con  questo  articolo,  prestiamo attenzione a una  fattispecie,
  ad una categoria dei cittadini disabili, creando al loro interno,
  una  discriminazione. Siccome, non è questo l'intento della norma
  generale  né  della  Costituzione  italiana,  credo  che   questo
  articolo  vada  maneggiato con molta cura; visto che  non  stiamo
  facendo  altro che assegnare, nella misura dell'1 per  cento  del
  fondo  per  le  autonomie locali, una possibilità  di  spesa  per
  risolvere problemi che riguardano i locali, il personale, i mezzi
  per  l'esercizio  di queste funzioni, credo che  questo  articolo
  sarebbe  stato meglio formularlo - e siamo ancora  in  tempo  per
  farlo  -  semplicemente eliminando le parole  chiamati a  cariche
  elettive o incarichi presso organi istituzionali .
   Mi  rendo  conto  che  la materia merita un'attenzione.  Non  ho
  presentato  l'emendamento ma invito ad una riflessione  sul  tema
  perché siamo in tempo per farlo.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo  sul
  problema  del  carico, proprio per evitare quelle  questioni  cui
  accennava   prima  il  collega; se lo facciamo sul  carico  delle
  autonomie locali, si crea veramente, un problema perché  c'è  una
  disparità  di trattamento. Se diciamo, invece, che i comuni  sono
  obbligati a fare, senza dire  a carico del fondo dell'autonomia ,
  credo che facciamo una cosa senza creare problemi e disparità fra
  cariche elettive e non elettive.
   E'  diverso  il  senso.  Non è che io sia contrario.  Penso  che
  metterlo  sul  fondo delle autonomie locali creerà  un  senso  di
  disparità.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  10,  nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 9, che era stato
  accantonato.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento 9.1.1, a
  firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

    DINA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  9.1,  nel  testo
  risultante.
   Il parere della Commissione?

    DINA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 9, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                           «Articolo 11

             Agenzia regionale per i rifiuti e le acque

   1. All'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
  e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:

   a) al comma 1 sono soppresse le parole Ente strumentale della
  Regione';

   b) al comma 2 le parole da ed è posta ' sino a indirizzi
  programmatici' sono sostituite dalle
   seguenti: il Presidente della Regione fissa con proprie
  direttive gli indirizzi programmatici
   dell'attività     dell'Agenzia     avvalendosi      del
   dipartimento regionale del bilancio e tesoro, ragioneria
  generale della Regione, che verifica in via successiva il
  rispetto di detti indirizzi da parte dell'Agenzia nell'esercizio
  della propria attività';

   c) al comma 9, lettera b), dopo le parole del decreto
  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502' sono aggiunte le seguenti ,
  sostituendo il direttore con il Presidente dell' Agenzia';

   d) al comma 11 le parole salve le disposizioni di cui al
  presente articolo,' sono sostituite dalle
   parole     ed   alle   competenze   dei   suoi   organi
   collegiali';

   e) alla fine del comma 11 è aggiunto il seguente periodo A tal
  fine il Presidente della Regione si avvale del dipartimento
  regionale del bilancio e del tesoro, ragioneria generale della
  Regione'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Borsellino e Cantafia: 11.5,
   dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 11.1 e 11.2;
   dal Governo: 11.7;
   dagli onorevoli Laccato e Barbagallo: 11.3 e 11.4.

   Onorevoli colleghi, pongo congiuntamente in votazione gli
  emendamenti 11.5 e 11.6, di eguale contenuto.
   Il parere del Governo?

    LO PORTO, assessore per il bilancio e e le finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    DINA  Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento  11.1.

    BARBAGALLO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 11.7.

    LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. E' ritirato.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.2.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   abbiamo
  la  seconda  parte  che  riteniamo  sia  fondamentale,  quella
  relativa   al    Presidente  della   Regione   che   relaziona
  sull'attività dell'Agenzia. Mi rendo conto che i successivi  e
  il  primo  comma  non  possono impedire un  controllo  ed  una
  diretta emanazione delle direttive da parte dell'esecutivo  e,
  quindi,  del  Presidente,  però,  il  comma  che  riguarda  il
  controllo dell'Agenzia da parte dell'Assemblea lo manterrei.
   Chiedo,   quindi,  se  possibile,  che  venga  sottoposto   a
  riscrittura.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  l'emendamento   11.2   è
  accantonato, insieme all'intero articolo.
   Gli articoli 12, 13, 14, 15, 16 e 17 sono accantonati.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                            «Articolo 18
           Riscossione agevolata dei crediti della Regione

   1. Il termine per la presentazione delle istanze per
  accedere alla definizione agevolata dei crediti vantati dalla
  Regione in materia di beni demaniali e patrimoniali, ai sensi
  dell'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
  e successive modifiche ed integrazioni, è prorogato al 30
  giugno 2008'».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                                «Articolo 19
                     Modifica scadenza - limite di impegno

   1. Alla tabella L' allegata alla legge 28 dicembre 2004, n.
  17, l'anno terminale 2019' del limite di impegno di 4.067
  migliaia di euro autorizzato per le finalità della legge 9
  agosto 2002, n. 178 e successive modifiche, U.P.B. 2.2.2.6.6,
  capitolo 542946, è sostituito con l'anno 2013'».

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                            «Articolo 20
                 Tabella H - Modifica denominazione

   1.  All'U.P.B.  2.3.1.3.2,  capitolo  148102,  dopo  le  parole
  Contributo  per  le  spese di funzionamento ai  consorzi  agrari
  funzionanti  in  regime  ordinario'  aggiungere  le   parole   e
  specificatamente  per il Consorzio agrario  di  Palermo  per  le
  finalità  dell'articolo 29 del Regolamento CE n.  1698/2005  del
  Consiglio  del  20  settembre 2005 sul  sostegno  allo  sviluppo
  rurale  da  parte  del fondo europeo agricolo  per  lo  sviluppo
  rurale (FEARS)'».

      Comunico che  è stato presentato l'emendamento 20.1,  a
  firma dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI  Lo ritiro

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
    Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                            «Articolo 21
                   Enoteca regionale della Sicilia

   1.    Nell'ambito   del   programma   annuale    di    attività
  istituzionale,  l'Istituto regionale della vite  e  del  vino  è
  autorizzato  ad  erogare un contributo annuo da  destinare  alle
  sedi Enoteca regionale della Sicilia occidentale e della Sicilia
  orientale,  a  valere  sulla disposizione finanziaria  assegnata
  all'Istituto  per le finalità di cui all'articolo  5,  comma  4,
  della legge regionale 2 agosto 2002, n. 5.»

  Comunico che è stato presentato l'emendamento 21.1, a firma
  dell'onorevole Rinaldi.
  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                           «Articolo 22
                  Programmazione opere pubbliche

  1. In deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge
  11  febbraio 1994, n. 109, come sostituito dall'articolo  8
  della  legge  regionale 2 agosto 2002, n.  7  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per l'anno 2008  il  programma
  triennale  e  l'elenco annuale delle opere  pubbliche  sono
  adottati anche separatamente dall'approvazione del bilancio
  di previsione e comunque entro il 30 giugno 2008».

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                           «Articolo 23
           Attività  di studio, progettazione, direzione  dei
           lavori ed accessorie

  1.  Dopo  il  comma  11 dell'articolo  17  della  legge  11
  febbraio  1994,  n. 109, come sostituito  dall'articolo  11
  della  legge  regionale 2 agosto 2002, n. 7 e  succes  sive
  modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma:

  11  bis.  Nelle gare ad evidenza pubblica e nelle procedure
  negoziate  per  l'affidamento degli incarichi professionali
  di  cui  ai  commi  10 e 11, sono escluse  le  offerte  che
  presentano un ribasso dell'onorario superiore di  oltre  il
  10  per  cento  rispetto alla media  di  tutte  le  offerte
  ammesse'.».

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
  dal Governo: 23.1;
  dall'onorevole Speziale: 23.2.
  Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 23.1.
  Il parere della Commissione?

   DINA  Favorevole.

   PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

  L'emendamento 23.2 è decaduto.
  Gli articoli 24 e 25 sono accantonati.

  Si passa all'esame dell'articolo 26.
  Ne do lettura:

                            «Articolo 26
          Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 10
                         ottobre 1994, n. 37

   1. Al fine di armonizzare le disposizioni di cui all'articolo  2
  della  legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37, alla normativa  di
  cui al comma 1 bis dell'articolo 1 della legge 19 luglio 1993, n.
  237,  al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
  1994,  n.  37,  dopo  le parole Enti pubblici finanziatori'  sono
  aggiunte  le  parole  e  da società abilitate  all'esercizio  del
  credito, secondo la vigente normativa in materia'.

   2.  Relativamente  alle garanzie assunte a carico  del  bilancio
  della Regione, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale  10
  dicembre  1994, n. 37 l'Assessore regionale per la  cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato a concludere
  transazioni  con i creditori, nella misura del 60 per  cento  dei
  debiti  garantiti,  con  contestuale  liberazione  integrale  dei
  garanti.

   3.  Per  l'attuazione delle disposizioni di cui al  comma  2  si
  procede  con  decreto  assessoriale da  emanarsi  entro  sessanta
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge.»

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 27. Ne do lettura:

                            «Articolo 27
         Reiscrizione di economie in materia di artigianato

   1.  Le  disposizioni di cui all'articolo 8 della legge regionale
  8  luglio  1977,  n.  47 e successive modifiche  e  integrazioni,
  trovano   applicazione   sulle   somme   perenti   agli   effetti
  amministrativi, eliminate dalle scritture contabili della Regione
  nell'esercizio finanziario 2007, relative ad impegni assunti  per
  le finalità previste dagli articoli 27 e 28 della legge regionale
  18  febbraio  1986,  n. 3 (U.P.B.. 8.2.1.3.1, capitolo  344107  e
  U.P.B.  8.2.1.3.4, capitolo 343305) che possono, con decreto  del
  ragioniere  generale  della Regione, su  proposta  dell'Assessore
  regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca,  essere destinati ad interventi finalizzati alla  medesima
  legge  ed  al  pagamento dei contributi in conto  interessi  alle
  imprese  artigiane e commerciali erogati tramite i consorzi  fidi
  così  come  previsto  dall'articolo 72 della legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32 e dall'articolo 11 della legge regionale  21
  settembre  2005,  n.  11 e successive modifiche  ed  integrazioni
  relativi agli anni pregressi 2004, 2005 e 2006.»

     Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell' articolo 28. Ne do lettura:

                              «Art. 28.
            Trasferimento immobili al comune di Altofonte

   1.  Al  fine  di consentire la ristrutturazione e il  ripristino
  degli  immobili  del collegio di Maria' ricadenti nel  territorio
  del  comune  di Altofonte, e da oltre cinquant'anni in  stato  di
  abbandono, l'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
  e  per  la  pubblica istruzione è autorizzato  a  trasferire  gli
  immobili al patrimonio del comune di Altofonte.»

   Comunico  che  è stato presentato il subemendamento  sostitutivo
  del  Governo.  L'articolo 28 è sostituito dal  seguente:   L'Ente
  Collegio  di  Maria  di  Altofonte è  estinto.  Il  patrimonio  è
  trasferito  al  comune  di Altofonte, gli immobili  destinati  ad
  attività    di   culto   saranno   concessi   in   uso   gratuito
  all'arcidiocesi di Monreale .
   Mi  pare che ci sia la legge  Crispi' che prevede che quando  si
  estingue un'Opera pia, il patrimonio vada  trasferito ai comuni.

    CRACOLICI  Il Collegio di Maria, non è un'Opera pia.

     ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO    Io  capisco  tutto,  però,  lo  ha  detto  poco  fa
  l'onorevole  Dina,  francamente non entro nel merito perché  sarà
  intelligente,   ma  ognuno  di  noi  ha  emendamenti   aggiuntivi
  importanti.  Quindi, preannunzio che chiederò il  prelievo  degli
  emendamenti  tra gli aggiuntivi, perché ci sono cose fondamentali

    PRESIDENTE   Onorevole Antinoro, l'articolo  28  fa  parte  del
  testo,  è  stato  riscritto  ed è stato  ripresentato  in  questo
  momento e  mi pare che sia un emendamento accoglibile.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Per una questione di onestà, non voglio  mettere  in
  imbarazzo  il  Governo  al  quale avevo chiesto  una  riscrittura
  tecnica  perché mi era  stato posto un problema: il  Collegio  di
  Maria, con sede ad Altofonte è stato distrutto da un incendio nel
  1956.  Da  52 anni è in totale stato di abbandono. Il  Comune  di
  Altofonte,  per  poterlo ristrutturare, deve averne  il  possesso
  perché  in  tutti  questi  anni  non  si  è  mai  determinata  la
  condizione  di restituire a quella comunità questa  area  potendo
  creare   un'attività  culturale  o un'attività  sociale  previste
  dallo stesso comune.
   Mi  era  stato  posto da parte di un tecnico della  Regione,  un
  dirigente regionale che conosce la materia, che forse la  dizione
  più  esatta poteva essere questa. Credo che così come  è  scritta
  non  convince neanche me però non voglio mettere in imbarazzo  il
  Governo.  Personalmente  chiedo al Governo   di  ritirare  questo
  emendamento.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi il subemendamento sostitutivo  a
  firma  del  Governo  si considera ritirato.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento 28.1 del Governo. Il parere della Commissione?

    DINA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 28,  nel testo risultante. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                           «Art. 29.
               Operatori del settore dello spettacolo

   1.   Il   Governo  della  Regione  istituisce  un   sistema   di
  certificazione  professionale dei singoli operatori  del  settore
  spettacolo sulla base dei criteri già adottati dalle associazioni
  professionali riconosciute in ambito nazionale.»

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 29.1  soppressivo
  dell'articolo  29,   a  firma  del  Governo.  Il   parere   della
  Commissione?

    DINA  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)
   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                           «Art. 30.
              Contributo al centro studi  Pio La Torre'

  1.A  decorrere  dall'anno 2008 la misura del contributo  di
  cui all'articolo 10 della legge regionale 7 agosto 1990, n.
  21, è adeguata a 180 migliaia di euro.»

   PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                           «Art. 31.
                     Trasporto pubblico locale

  1.  Dopo  il  comma  6  bis dell'articolo  27  della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è aggiunto il seguente:

  6  ter.  La  spesa autorizzata per gli esercizi  finanziari
  2008, 2009 e 2010 per le finalità del comma 6 è comprensiva
  di  tutti gli oneri relativi ai corrispettivi previsti  dal
  medesimo comma 6.'»

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                           «Art. 32.
                      Abrogazione di norme

   1.  L'articolo 16 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.  21
  e successive modifiche ed integrazioni, è abrogato.»

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33:
                           «Art. 33.
                     Fondi globali e tabelle

   1.   Gli   importi  da  iscrivere  nei  fondi  globali  di   cui
  all'articolo  l0 della legge regionale 8 luglio  1977,  n.  47  e
  successive  modifiche ed integrazioni, per il  finanziamento  dei
  provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione
  del  bilancio, restano determinati per ciascuno degli anni  2008,
  2009 e 2010 nelle misure indicate nelle tabelle A' e B', allegate
  alla   presente  legge,  rispettivamente  per  il  fondo  globale
  destinato  alle  spese correnti e per il fondo globale  destinato
  alle spese in conto capitale.

   2.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. l0  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   le  dotazioni  da  iscrivere  in   bilancio   per
  l'eventuale rifinanziamento, per non più di un anno, di spese  in
  conto  capitale autorizzate da norme vigenti e per le  quali  nel
  precedente  esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza
  sono   stabilite  negli  importi  indicati,  per   l'anno   2008,
  nell'allegata tabella C'.

   3.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della  legge
  regionale  27  aprile  1999, n. l0, le  autorizzazioni  di  spesa
  recate  dalle  leggi  indicate nella  allegata  tabella  D'  sono
  ridotte  degli importi stabiliti, per ciascuno degli  anni  2008,
  2009 e 2010, nella tabella medesima.

   4.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della  legge
  regionale   27   aprile  1999,  n.  l0,  così   come   modificato
  dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3  maggio  2001,
  n.  6,  le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere
  pluriennale  indicate nella allegata tabella E'  sono  rimodulate
  degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2008,
  2009 e 2010, nella tabella medesima.

   5.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa indicate nella
  allegata tabella F' sono abrogate.

   6.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. l0, gli stanziamenti autorizzati  in
  relazione  a  disposizioni  di legge  la  cui  quantificazione  è
  demandata  alla legge finanziaria sono determinati  nell'allegata
  tabella G'.

   7.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h), della  legge
  regionale  27  aprile  1999, n. l0,  i  contributi  e  gli  altri
  trasferimenti  in  favore  di  associazioni,  fondazioni,  centri
  studio ed altri organismi comunque denominati, nonché delle altre
  spese        continuative      annue      sono        determinati
  nell'allegata tabella H'.

   8.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate  relative
  agli  interventi di cui all'articolo 200, comma  1,  della  legge
  regionale  23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nella  allegata
  tabella I'.

   9.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. l0, gli importi dei nuovi limiti  di
  impegno   per  ciascuno  degli  anni  considerati  dal   bilancio
  pluriennale,   con  l'indicazione  dell'anno  di   decorrenza   e
  dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata tabella L'.»

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si torna all'articolo 13. Ne do lettura:

                              «Art. 13.
              Procedure per l'assunzione del personale

   1.  E' fatto obbligo alle società costituite o partecipate dalla
  Regione,  dalle province e dai comuni, il cui capitale risulti  a
  maggioranza  pubblica,  il rispetto delle procedure  di  evidenza
  pubblica imposte agli enti locali per l'assunzione di personale.»

   Comunico  che è stato  presentato l'emendamento 13.3,   a  firma
  del Governo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei  il
  Governo  ad  avere un atteggiamento coerente,   perché  ho  visto
  sopprimere  articoli  già  stabiliti in  commissione,  adesso  la
  commissione  ha esitato, fra l'altro era un emendamento  a  firma
  mia,  un articolo che è contenuto con il quale si dice che  negli
  enti  partecipati dalla Regione, dai comuni e dalle  province  si
  procede  per l'assunzione del personale con procedura di evidenza
  pubblica, poi c'è un termine sbagliato  imposte dalla Regione per
  gli enti locali'.
   Si  vuole stabilire che c'è un'analogia nelle assunzioni per gli
  enti partecipati dalla Regione, dai comuni e dalle province,  con
  le  procedure  per l'assunzione di personale negli enti locali  .
   Nei  comuni  si  procede  a norma di  una  legge  del  1992  che
  stabilisce che l'assunzione avviene sulla base di titoli e  sulla
  base di una oggettività.
   Ovviamente,  l'emendamento del Governo intende eliminare  questa
  parte  per  ripristinare la possibilità di avere le  mani  libere
  sulle assunzioni, senza criteri.
     Per  cui  chiederei  al Governo di ritirarlo,   altrimenti  ci
  troviamo  di fronte ad una situazione che, per certi  aspetti,  è
  vergognosa, l'emendamento presentato dal Governo è una vergona
   Si  tratta  di  una vera e propria provocazione al  buon  senso:
  ripristinare la regola si danno  le mani libere per le assunzioni
  di  personale  e  utilizzare gli enti strumentali  della  Regione
  soltanto  per soddisfare esigenze di natura clientelare,  anziché
  rispondere  ai  criteri oggettivi, per cui invito  il  Governo  a
  ritirare l'emendamento.
   Mentre   è   corretto   l'emendamento  a  firma   dell'onorevole
  Barbagallo  quando si riferisce alle vigenti leggi in materia  di
  criteri di selezione di personale agli enti locali.
   Invito il Governo di evitare di fare provocazioni all'Aula.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  anch'io  ribadire  ciò  che  ha detto l'onorevole  Speziale  però
  voglio porre un problema generale al Governo.
   Perché, o ci rispettiamo tutti, al di là delle differenze  e  mi
  rivolgo  soprattutto  a  lei,  assessore  Lo  Porto,  perché   in
  Commissione  bilancio c'era lei, oltre al Vicepresidente,  e  gli
  emendamenti   che  sono  stati  approvati,  dopo  discussioni   e
  travagli,  sono  stati  approvati con il  parere  favorevole  del
  Governo,  perché  come lei sa in Commissione non  è  avvenuto  un
  parere   del   contrario   del   Governo   che   ha   determinato
  l'approvazione di un emendamento,  ed è la questione che  abbiamo
  posto qualche ora fa.
   Un  emendamento  che era stato approvato, non  ricordo  a  quale
  articolo, in Commissione, forse il 29, e il Governo ha presentato
  un  emendamento  soppressivo,  non  si  capisce  tra  l'altro  la
  ragione,   e  l'Aula,  purtroppo,  ha  approvato  un  emendamento
  soppressivo all'articolo che era stato votato in Commissione.
   Onorevole  Lo  Porto,  la invito a ritirare questo  emendamento.
  Sono  d'accordo  con  l'emendamento Barbagallo,  perché  non  c'è
  dubbio  che  la   norma non è imposta è vigente,  le  norme  sono
  vigenti,  però  la  invito a ritirare questo emendamento,  perché
  contraddice  il lavoro che si è fatto in Commissione  bilancio  e
  che  ha  consentito di determinare anche la tempistica di portare
  il bilancio in Aula.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  chiedo  se
  in  tutti  questi giorni il Governo sia stato chiuso  da  qualche
  parte  e  non  abbia  letto  né  i giornali  né  quello  che  sta
  succedendo in Italia per molto meno.
   La   norma   che  è  stata  approvata  in  Commissione  bilancio
  ripristina  elementi  di  legalità nell'assunzione  di  personale
  nella  pubblica  Amministrazione allargata che, in  Italia  e  in
  Sicilia, viene considerata indispensabile.
   Il   comune   sentire  sta  facendo  diventare  addirittura   la
  segnalazione per l'incarico di Presidente dell'ASI, da  parte  di
  un  Ministro,  una ipotesi di reato. A me sembra eccessiva,  però
  vorrei  che  fosse  chiaro che se arriviamo a  questo,  è  perché
  evidentemente c'è un vulnus terribile nei confronti della società
   Avere ripristinato che lì dove ci sono risorse pubbliche ci  sia
  certezza  di  diritto,  per accedere ai posti  di  lavoro,  tanto
  ambiti  in una Regione come la nostra, dove lavoro ce n'é poco  è
  il minimo indispensabile.
   Non  fare questo,  non solo significa tenere le orecchie  chiuse
  ma  vi  renderete conto che fate un attacco alle persone  che  in
  questo  momento, in Sicilia, si chiedono quale è  il  livello  di
  moralità  delle nostre istituzioni, colpite non in maniera  lieve
  dall'ultima  sentenza  che  ha  riguardato  il  Presidente  della
  Regione,   quindi  mi  sembra  irragionevole  che   ci   sia   un
  atteggiamento  liquidatorio di una norma che ripristina  certezze
  di diritto nella nostra Regione.

    LEANZA  NICOLA ,  vice  presidente della  Regione..  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione..   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, c'è stato un ampio dibattito  in
  Commissione  bilancio, dove si è discusso  ampiamente  di  questa
  materia.
   Avevamo  già  ribadito  che  tutte  le  società,  comunque  sono
  obbligate  all'evidenza pubblica, perché lo  prevede  il  decreto
  Bersani, quindi noi non aggiungiamo nulla d'altro.
   Ritengo,  a questo punto, d'accordo con i colleghi del  Governo,
  di  ritirare  l'emendamento  che avevamo  proposto  e  di  essere
  comunque contrario agli emendamenti 13.1 e 13.2.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   l'emendamento   13.3   del
  Governo  è  stato  ritirato, per cui  se  chi  aveva  chiesto  di
  intervenire   si   riferiva  all'emendamento  13.3   consideriamo
  ritirata la richiesta di intervento.

    APPRENDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    APPRENDI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  perché  appongo   la mia firma all'emendamento  presentato  dagli
  onorevoli  Cracolici e Di Benedetto e per confermare, ancora  una
  volta,  come  diceva anche l'onorevole Cantafia che pare  che  si
  viva in un altro mondo.
   E'  da  mesi  che stiamo conducendo una battaglia nei  confronti
  degli   ATO  che  continuano  a  fare  assunzioni  sia  a   tempo
  determinato  che  a  tempo indeterminato, attraverso  le  agenzie
  interinali.
     Peraltro, anche in questi giorni l'AST che è una società, come
  ben  sapete, a capitale pubblico, ha pubblicato un bando  per  50
  assunzioni a tempo determinato per un anno.
   Io  invito l'assessore competente al ramo a intervenire;  non  è
  possibile che si continui a trasgredire la norma, che prevede  il
  ricorso  alle  agenzie interinali per assunzioni  per  brevissimo
  tempo e non per tempi così prolungati.
   Quindi,  noi  intanto  confermiamo la  presentazione  di  questo
  emendamento e invitiamo l'Aula a votarlo.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  c'è
  stata  una piccola riunione di maggioranza per comprendere meglio
  il  significato  degli emendamenti, cioè   come  si  sposano  con
  l'articolo,     chiediamo    se   è   possibile   un    ulteriore
  accantonamento  per metterci nelle condizioni di  votare  con  la
  massima serenità.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   l'articolo    13    viene
  accantonato nuovamente. Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                           «Art. 14.
               Programmazione fondi europei 2007-2013

   1.  Per  ciascuna  misura e per ciascun  asse  degli  interventi
  previsti  nel Programma operativo-Sicilia 2007-2013,  il  Governo
  regionale   annualmente   pubblica  e   relaziona   all'Assemblea
  regionale  siciliana, congiuntamente all'esame  del  DPEF,  sullo
  stato  degli  impegni  di  spesa pubblica  e  dei  corrispondenti
  pagamenti  avvenuti rispetto ai livelli previsti,  i  beneficiari
  dei  fondi  erogati  e  la tipologia degli  interventi  attivati,
  nonché  ogni  altro  elemento  di conoscenza  e  valutazione  sia
  quantitativo che qualitativo del programma.'.»

    PRESIDENTE    Comunico   che   all'articolo   14   sono   stati
  presentati  gli  emendamenti 14.2 e 14.3, a firma  dell'onorevole
  Cantafia.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA   Signor  Presidente, l'articolo  14  già  in  qualche
  maniera  recepisce  quello  che avevo presentato  in  Commissione
  Bilancio,  cioè la possibilità di ridare all'Aula e all'Assemblea
  regionale   funzioni  di  indirizzo  e  controllo   della   spesa
  comunitaria.
   Ho  mantenuto  tuttavia  i due emendamenti  perché  sono  a  mio
  avviso  decisamente più precisi, nel senso che impongono scadenze
  più  brevi di quelle che sono previste nell'articolo 14  e  nello
  stesso tempo danno compiti più specifici all'Assemblea regionale.
   Io  mi rendo conto che può sembrare una discussione fatta in  un
  deserto,  però  a  quelli  che si lamenteranno  quando  avremo  i
  disimpegni delle somme, perché tra poco, quando sarà finito tutto
  questo  scherzo, alla fine troveremo quante sono le  risorse  che
  non  abbiamo speso;  poi ci lamenteremo del fatto che l'Assemblea
  regionale non è stata per niente influente in nessuna delle parti
  che riguardano la spesa comunitaria.
   Siccome,  come  più  volte  ha detto  il  Governo  e  lo  stesso
  Presidente   della   Regione:   l'unica  fonte   di   spesa   per
  investimenti è esattamente lì, nei fondi comunitari,  l'abbandono
  da   parte  dell'Assemblea  regionale  di  qualunque  schema   di
  controllo e di indirizzo su questa spesa equivale sostanzialmente
  a  trasformare l'Assemblea regionale soltanto in un luogo in  cui
  si  certifica il bilancio del Governo e niente di più, visto  che
  non  può  intervenire sull'unica spesa variabile  che  è  appunto
  quella dei fondi comunitari.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  14.2.   Il
  parere del Governo?

    LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO    presidente   della   Commissione   Bilancio.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  14.2.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    LACCOTO  Chiedo di parlare sull'emendamento 14.3.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  se  la
  formulazione  sia esatta o meno, il problema che si  pone  per  i
  fondi  europei è che questi debbono essere spesi, vi ricordo  che
  parliamo  di  un problema molto importante, le spese non  possono
  essere  fatte  per  piani triennali ma debbono essere  fatte  con
  bandi ad evidenza pubblica. Questo riguarda tutte le spese per il
  periodo 2007/2013.
   Alcune  somme  vengono spese senza bandi ad  evidenza  pubblica.
  Ciò,  credo, sia incompatibile con il regime comunitario. Abbiamo
  un  precedente che è quello dei termovalorizzatori. Non  corriamo
  il  rischio  che,   domani, queste spese  fatte  senza  bandi  ad
  evidenza pubblica possano essere non rimborsate o bocciate  dalla
  comunità economica europea.

    PRESIDENTE   Con  il  parere  contrario  del  Governo  e  della
  Commissione, pongo in votazione l'emendamento 14.3.

    LEANZA  NICOLA ,  vicepresidente della  Regione.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA , vicepresidente della Regione. Vorrei ricordare
  ai colleghi, soprattutto della maggioranza, l'importanza del voto
  contrario nei confronti di questo emendamento.

     CANTAFIA   .  Chiedo  che la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

        (Alla richiesta si associano gli onorevoli  Apprendi,
     Cracolici, Di Benedetto, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Oddo
                        Camillo e Panarello)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.3.

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 14.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

      PRESIDENTE   Proclamo l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          26
   Contrari            37
   Astenuti              0

                         (Non è  approvato)

    Si passa all'emendamento 14.1.

    DINA  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, si fa riferimento
  alla normativa nazionale per quanto riguarda i consorzi di export
  che  possono  accedere ai fondi comunitari. A  livello  regionale
  occorrono venti ditte, a livello nazionale cinque ditte.
   Ci stiamo, semplicemente, adeguando al  riferimento nazionale.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, nell'emendamento 14.1,  invece
  di  comma 20' deve leggersi  comma 1'. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  14.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
  sottoporre   l'opportunità   di   compiere   una   verifica   ed,
  eventualmente,  anche un adeguamento ai sensi  dell'articolo  117
  perché,  nella programmazione 2007-2013 non esistono  le  misure,
  esistono  gli  assi e gli obiettivi e quindi qui ricalchiamo  una
  terminologia  e  una  ripartizione dei  fondi  che  attiene  alla
  programmazione  2000-2006. Quindi, così com'è è  errato.  Bisogna
  scrivere  assi e obiettivi'.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  non  vedo  perché  si  debba
  ricorrere all'articolo 117.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 14, così  come  modificato  dal
  subemendamento dell'onorevole De Benedictis; gli Uffici  prendano
  atto  che  invece  di   misura' deve leggersi   obiettivo',   per
  ciascun  obiettivo  e per ciascun asse'. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché  la  sua
  interlocuzione telefonica con l'onorevole Micciché non resti  nel
  grembo degli dei, ma sia comunicata all'Aula, no nei particolari,
  affinché ci si attrezzi di conseguenza.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ortisi,  non  ci  sono   segreti.   Il
  Presidente dell'Assemblea mi ha suggerito di andare avanti fino a
  terminare  l'articolato, dopo di ché sospenderemo la  seduta  per
  quindici  minuti  ed informalmente riuniremo  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire se rinviare,  ma
  non a domani.

    LEANZA   NICOLA ,   vicepresidente   della   Regione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del Governo è  quella
  di andare avanti ad oltranza, perché non ha senso fermarci, anche
  perché sapete perfettamente che se non finiamo non possiamo  fare
  l'esercizio provvisorio. Ovviamente, riuniremo la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, però il  mio  invito  e  di
  procedere ad oltranza.

         Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 15  è
  stato  presentato  l'emendamento  15.1,  a  firma  dell'onorevole
  Barbagallo.

    BARBAGALLO  Dichiaro di  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  c'è  dunque,
  come  sempre,  confusione  ed incertezza,  perché  da  una  parte
  l'organismo che dovrebbe un po' curare i lavori e guidarli,  cioè
  la   Presidenza,   assume   un  atteggiamento   moderato   e   di
  interlocuzione  con l'Aula, mentre dall'altra parte,  abbiamo  il
  Governo che, invece, decide su una posizione oltranzista che come
  già  abbiamo notato per l'articolo 10, con l'emendamento 10.1 che
  non aveva niente a che vedere con l'articolo, indirizza già verso
  il  souk.  Allora,  mi attrezzo con un rap, così  non  parlo  più
  latino, greco, ma parlo moderno. Il souk significa che ci avviamo
  ad una nottata, una delle solite nottate, in cui le porcherie più
  porcherie  contraddiranno i lavori razionali che  per  un  giorno
  abbiamo condotto tutti insieme.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, mi dispiace  interromperla,  ma
  non  vedo perché lei si debba bagnare prima del tempo. Le do atto
  che abbiamo condotto i lavori in maniera assolutamente serena, la
  Presidenza le garantisce che saranno condotti in maniera  serena.
  Tra   l'altro,   la   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  non  informale  ma formale,  che  si  farà  appena
  termineremo  l'articolato, stabilirà il  da  farsi.  Mi  dispiace
  averla  interrotta, ma lei ha parlato di  vergogne'  che  non  ci
  sono state.

    ORTISI   Signor  Presidente, forse lei è stato distratto,  cosa
  che   rimprovera  in  genere  a  noi  deputati.   Dopo   la   sua
  comunicazione  -  che noi abbiamo accettato -,  il  Governo,  per
  bocca   del   collega   Leanza,  si  è  invece   determinato   al
  proseguimento dei lavori ad oltranza.
   Personalmente,  non  ho  capito se  i  lavori  li  determina  la
  Presidenza  o  il  Governo. Vorrei solo saperlo perché  è  nostro
  diritto  atteggiarci  di  conseguenza.  Intanto,  se  prevale  la
  posizione  dell'onorevole Lenza e di qualche  altro  collega  che
  rispetto, per cui si prelude al souk - e io ne sono convinto,   e
  lei  me ne può dare atto perché questa è la dodicesima volta  che
  partecipo e la statistica depone a sfavore dei lavori notturni  e
  definitivi  -,  allora,  mi attrezzo  per  un  rap,  lo  sto  già
  scrivendo,  sarà una bella canzone alla Jovanotti che  introdurrà
  tutti  i  miei interventi, che saranno puntuali e sfrutteranno  i
  cinque  minuti  per  subemendamenti,  emendamenti  e  articolato,
  ebbene  la nottata la faremo, ma ci sarà  figghia fimmina',  caro
  onorevole Lenza,  non ci sarà  figghio masculu'

         Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, eravamo  all'articolo  15  ed
  avevamo  preso atto del ritiro da parte dell'onorevole Barbagallo
  dell'emendamento 15.1.

    ORTISI   Dichiaro  di fare mio l'emendamento  15.1.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, fino a  quando  lei  non  ripeterà
  quello  che  ha  detto  e  cioè lavoriamo  sull'articolato  e  la
  Conferenza poi deciderà a quando rimandare i lavori, mi iscriverò
  a  parlare  su tutto. Siccome, c'è stata una contraddizione  alle
  sue determinazioni espresse dal Governo, per bocca dell'onorevole
  Leanza, ognuno di noi si atteggia come gli è più congeniale.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, devo  dirle  che,  stavolta,  è
  stato  disattento, perché  le ho detto e le ribadisco che  appena
  finiremo  l'articolo, riuniremo la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari che determinerà il da  farsi.  Poi,  che  il
  Governo  esprima, legittimamente, la sua opinione  in  Conferenza
  non  può  impedirglielo nessuno. La Conferenza  determinerà  cosa
  fare. Cosa vuole che le dica? A cosa serve allora la Conferenza?

    ORTISI   La Conferenza serve ad indirizzare nel senso  che  noi
  auspichiamo  e non nel senso del Governo. Per cui, mi  iscrivo  a
  parlare.
   Signor  Presidente, faccio mio l'emendamento perché  l'argomento
  mi  convince e lo sa perché? Perché, nonostante, la buona volontà
  dei  colleghi  che l'hanno presentato e che poi  per  favorire  i
  lavori  d'Aula l'hanno ritirato, questo emendamento è  congruo  e
  consequenziale  ai  lavori  che  abbiamo  svolto  in  Commissione
  bilancio.  Questo  è il tipico emendamento specchio  dell'accordo
  che abbiamo fatto in Commissione bilancio.
   Cosa    voglio   dire?   Se   noi   non   andiamo   nel    senso
  dell'approvazione di questo tipo di emendamento, vanifichiamo  la
  funzione di filtro che la Commissione bilancio esprime, in quanto
  -l'abbiamo   già   notato  per  qualche   altro   emendamento   -
  praticamente, qui, si ricomincia una partita nuova,  ex  novo;  è
  come  se  non  avessimo lavorato in Commissione  bilancio,  e  lo
  abbiamo già notato con la riproposizione dei 700 emendamenti  che
  ricalcano tutti gli emendamenti ritirati in Commissione  Bilancio
  e  noi  ci accingiamo a non prendere in considerazione uno  degli
  emendamenti che è passato in Commissione bilancio, tanto  è  vero
  che si trova nel testo.
   Al  di là del merito, allora questo è un modo che mi richiama  a
  considerazioni che appartengono allo stretto di Messina.

    PRESIDENTE      Onorevole    Ortisi,    lei    sta     parlando
  sull'emendamento 15.1.

    ORTISI   No, 14.3.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, lei  sa  che  apprezzo  la  sua
  serietà e non penso, quindi, che lei debba parlare dallo scranno,
  soltanto  per  fare  uno  show. Stiamo parlando  sull'emendamento
  15.1.  Le  ribadisco  che  il  15.1 è  l'emendamento  soppressivo
  dell'articolo  15. L'articolo 15 si riferisce al  garante  per  i
  detenuti.

    ORTISI    Chiedo  scusa,  signor  Presidente,  stavo   parlando
  dell'emendamento 14.3.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, l'emendamento  15.1  è  stato
  ritirato.   Comunico  che  sono  stati  ritirati,  altresì,   gli
  emendamenti  15.3, 15.2, 15.4, 15.5, 15.6, 15.7 e 15.8  da  parte
  degli onorevoli Laccoto e Barbagallo.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Rimane  soltanto l'emendamento 15.9 al quale è stato  presentato
  un  subemendamento interamente sostitutivo, il  15.9.1,  a  firma
  degli onorevoli Fleres, Fagone e Cimino.
   Pongo  in votazione l'emendamento 15.9.1 che leggo:  le province
  regionali e i comuni sono autorizzati a nominare rispettivamente.

    FAGONE  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 15, nel  testo  risultante.  Il
  parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO  PORTO ,  assessore regionale per il bilancio e le  finanze.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrari  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Si  passa  all'articolo 16. Comunico che è stato presentato,  da
  parte del Governo, l'emendamento 16.1.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI     Signor    Presidente,   per    quanto    riguarda
  l'emendamento 16.1, a firma del Governo, considero gravissimo che
  un  Governo  abbia  potuto presentare un  emendamento  dove  dice
  invece di   e , evasione fiscale e contributiva

    LO  PORTO   ,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Non  è
  così.

    CRACOLICI   Questo articolo dice una cosa chiara: tutti  coloro
  che  hanno  un  rapporto di contribuzione con la  Regione  devono
  essere in regola con i contributi e con il fisco. Perché dobbiamo
  arzigogolare le cose. E' una norma chiara. Vedo qui un testo  che
  dice  evasione contributiva o fiscale , che vuol dire  o'? Se uno
  evade l'INPS

    AULICINO  L'emendamento è ancora più restrittivo.

    CRACOLICI  Ma state scherzando? In diritto dire  e'  od   o'  è
  la  stessa  cosa? O significa alternativa, o questa o  quella.  E
  allora  significa   e'?. Scusate, non vorrei che,  qui,  qualcuno
  offenda  l'intelligenza  delle persone,  perché  se  arriviamo  a
  questo  peggioriamo la situazione.  E' significa che due cose  si
  coniugano,  coniugazione;'e'  significa  l'uno  e  l'altro;    o'
  significa alternativa e, qui, la  o' vuole dire che si vuole

    AULICINO  Non è così.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un  minuto.
  Penso che noi dell'opposizione stiamo prendendo un abbaglio;  può
  capitare, per la stanchezza, per cui reitero l'invito

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, non vorrei che dopo  il  lavoro
  di  un  giorno  intero ci facciamo prendere dalla stanchezza.  Se
  stiamo  un po' più sereni forse riusciremo a portare a termine  i
  lavori.

    ORTISI   Credo  che l'emendamento del Governo  vada  nel  senso
  preconizzato  dall'opposizione perché la  o'  significa  che  non
  vengono  concessi i contributi solo nell'ipotesi di uno dei  due.
  Tutti  e  due  significa che è sufficiente che un  aspetto  venga
  rispettato affinché i contributi vengano concessi; invece la   o'
  significa che se si sbaglia per uno solo i contributi non vengono
  dati,  che  è  quello che vogliamo dire noi.  Quindi,  invito  il
  Governo  a  non  ritirare l'emendamento  e  preannuncio  il  voto
  favorevole all'emendamento del Governo.

    AULICINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    AULICINO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  dieci
  anni  ho  diretto  l'ufficio  vertenze  e  lo  dirigevo  in  modo
  complesso.   O' significa  o'. Scusa,te, mi avete  deliziato  con
  belle  dissertazioni ed argomentazioni sulle  e' e sulle   o'  ed
  ora  ascolterete per un minuto cosa penso io delle   e'  e  delle
   o'.
   Onorevole  Cracolici, le do una piccola lezione di  come  si  fa
  con  le   e'  e  con le  o'. La  o' garantisce un intervento  più
  severo  su  chi  sbaglia, perché se si sbaglia in una  delle  due
  ipotesi si paga.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  e  l'emigrazione. Chiedo di parlare  sull'emendamento
  16.1.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione   e   l'emigrazione.  Signor   Presidente,   onorevoli
  colleghi, voglio richiamare la vostra attenzione sulla gratuità e
  gravità  della  norma  in  questione  sia  dell'emendamento   che
  dell'articolo 16.
   Se  la norma vuole raggiungere lo scopo di recuperare in qualche
  modo  le  tasse  ed  i contributi obbligatori per  legge  che  un
  soggetto  non  ha versato attraverso la revoca del finanziamento,
  tale scopo è già perseguito dall'articolo 2, comma 9, del decreto
  n.  262/2006 convertito con modificazioni dalla legge n. 286/2006
  (Governo di centro-sinistra), che prevede, per l'appunto, che nel
  caso  di  inadempienza  di  natura fiscale  e/o  contributiva  il
  recupero  avviene attraverso il meccanismo previsto dall'articolo
  48 bis del D.P.R. n. 602/73, che prevede, in estrema sintesi, per
  i  soggetti che devono somme all'erario, per tributi o contributi
  obbligatori,  la  compensazione tra debiti verso  l'erario  ed  i
  crediti   vantati   nei   confronti   di   tutte   le   pubbliche
  amministrazioni.
   Se  la  finalità è punitiva è ancora più assurda. Infatti,  così
  come è scritta può bene accadere che un soggetto che abbia subito
  un accertamento - si badi bene un atto amministrativo soggetto  a
  tutela giurisdizionale anche per pochi euro - si veda revocato un
  contributo  di  migliaia  se  non di  milioni  di  euro  con  una
  ingiustizia che si commenta da sé.
   Ma  vi  è  di  più.  Può  bene accadere che  il  soggetto  abbia
  contratto  il debito con l'erario anche a causa del  ritardo  del
  contributo che non consente di far fronte agli obblighi fiscali e
  previdenziali.
   Si  pensi  ai contributi per le agevolazioni, per le  assunzioni
  degli anni passati che non sono stati ancora dati alle aziende ed
  a  causa  delle  quali,  oggi, magari le aziende  contraggono  un
  debito  con  l'erario e con la norma che si vuole  si  vedrebbero
  definitivamente  revocati; per non parlare di  tutti  i  soggetti
  che,  a qualunque titolo, hanno ricevuto un finanziamento  e  che
  confidano   in  esso  proprio  per  far  fronte    a   tutte   le
  obbligazioni,  ivi comprese quelle tributarie e  contributive,  e
  che  in  mancanza  non  potrebbero far  fronte  ad  alcuna  delle
  obbligazioni, ivi comprese quelle tributarie e contributive.
   Allora  concludendo,  o  si  abroga  l'articolo  16  -  si  deve
  bocciare  - oppure si approvi l'emendamento 16.2 che rinvia  alla
  normativa nazionale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  scusa
  all'Aula ma  sono stanco e quindi anch'io, come tutte le  persone
  che  sono fatte di carne, arrivando ad una certa ora comincio  ad
  avere difficoltà di comprensione.
   Però, ho ascoltato le parole dell'Assessore, che mi permetto  di
  dire, oltretutto, è anche Assessore  che dirige un assessorato di
  cui fa parte l'Ispettorato del lavoro

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  e l'emigrazione. Hai ragione, ma non voglio  chiudere
  la Sicilia.

    CRACOLICI   Inviterei l'Assessore, avendo letto  un  testo  che
  certamente  non è scritto da lui, ad essere un po'  più  prudente
  perché,  probabilmente,  anche la persona  che  ha  scritto  quel
  testo, forse come me, era molto stanca quando l'ha scritto.
   Vorrei  ricordare  che  il concetto di evasione  è  un  concetto
  previsto da norma e per cui sono  già definite anche le sanzioni,
  compreso il principio previsto dal codice penale, cioè l'evasione
  ha anche conseguenze sulla natura penale.
   La  fattispecie  a cui ha fatto riferimento l'onorevole  Formica
  non  riguarda  l'evasione,  perchè se un  cittadino  contribuente
  accertato un credito nei confronti del Ministero delle finanze  o
  dell'INPS o dell'INAIL, cioè è accertato il credito ma  non  l'ha
  materialmente  erogat,o  non trattasi di  evasione,  trattasi  di
  debito  dovuto  nei confronti dell'Ente, e ci  sono  le  modalità
  previste  dalla legge. A questo proposito, credo che  il  collega
  Mancuso  potrà, visto che fa un mestiere particolare,  confermare
  quello che sto dicendo.
   Assessore,  lei  sta  dicendo cose un po' gravi,  perché  se  in
  questa  nostra  Regione  gli evasori non  sono  solo  evasori  ma
  ricevono contributi da questa Regione,  lei è un complice di  uno
  che commette un reato.
   Allora, la prego di non insistere con queste espressioni.

    FORMICA   assessore  per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale e l'emigrazione  Non  sa  di  cosa  sta
  parlando.  Lei  è  punitivo  senza  motivo.  Perché  il   Governo
  nazionale non approva una norma simile?.

    CRACOLICI   Sono allibito di questa reazione.  Quando  è  stata
  approvata in Commissione -mi sembrava, come dire, che il cielo la
  mattina  fosse  azzurro -, mi sembrava molto  ovvia  come  norma;
  cioè  coloro che sono evasori non possono ricevere contributi  da
  parte della Regione, una assoluta ovvietà.
   Vedo  che non è ovvia, ed è molto grave perché ritengo  che  chi
  riceve  finanziamenti pubblici  debba essere  in  regola  con  le
  leggi dello Stato. Altra cosa è il debitore, cioè se  non pago  i
  contributi,  ma  faccio la dichiarazione DM10, se   non  pago  le
  tasse,  ma  faccio  il  740  ed accerto  che  sono  debitore  nei
  confronti dello Stato, non sono un evasore, sono un debitore, che
  è un'altra fattispecie.
   Lei  confonde il debitore con l'evasore. Credo che occorra  dare
  un  aiuto  al  debitore, aiutarlo non punirlo, ma mi permetta  di
  dire  che  occorre  combattere l'evasore perché  anche  questa  è
  cultura della legalità.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente onorevoli colleghi, credo  che  l'ora
  tarda cominci a farci uscire tutti un po' fuori di senno.
   Onorevole  Cracolici, gradirei che  mi ascoltasse. Può  capitare
  che  lei  o  io,   nei  panni  di un qualunque  imprenditore  che
  commette  un  errore di evasione contributiva di mille  euro,  di
  cento  euro, da quel preciso momento, siamo tagliati   fuori  ma,
  siccome  la rigidità non deve essere mai motivo perché, come  lei
  sa bene,  sum iustitia summa  iniuria;  quando lei metti in croce
  un   imprenditore  che  ha  fatto  un  errore  per  qualcosa   di
  irrilevante,  quindi,  lo  punisce per qualcosa  di  estremamente
  grande,  non  è un gesto di giustizia. Credo che la  norma  debba
  essere  modificata  e propongo di sospendere provvisoriamente  la
  trattazione di questo articolo, signor Presidente, rinviandola di
  qualche minuto.

             ASSUME LA PRESIDENZA IL PRESIDENTE MICCICHÈ

   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  quanto  affermato  nel
  precedente  intervento  dimostra che siamo  nelle  condizioni  di
  stanchezza  che  inducono  non  solo  a  errori   ma   a   grande
  confusione.
   Se  lei  me  lo consente, in un minuto, raccontando, comprimo  i
  cinque minuti.

    PRESIDENTE  D'accordo, onorevole Ortisi.

    ORTISI   Signor   Presidente, mi rivolgo a  lei  che  dirige  i
  lavori.  Siamo in queste condizioni: il   giudice Manzoniano   si
  portò dietro il bambino, il figlio, ad una udienza, e ascoltato

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è   sospesa  per
  cinque minuti.

      (L'aula sospesa alle ore 22.02, è ripresa alle ore 22.10)

   La seduta è ripresa

    PRESIDENTE . Onorevole Ortisi, può continuare il suo
  intervento.

    ORTISI       Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  apparentemente,  può  sembrare che la  digressione  manzoniana
  tenda a far perdere tempo. In effetti, la sintesi espressa dai
  grandi,  fa  recuperare tempo  perché esprime, in  un  minuto,
  quello che noi, comuni mortali, a stento, spieghiamo in  dieci
  minuti.
   Il  giudice  di  manzoniana memoria,  signor  Presidente,  si
  portò  il  figlio  ad una udienza in cui, ascoltato  l'attore,
  diede  ragione  all'attore del processo. E poi,  subito  dopo,
  ascoltato  il convenuto, si trovò a dare ragione al convenuto.
  Giustamente,  il figlio osservò con l'innocenza  dei  bambini:
   Scusa,  papà,  come possono avere contemporaneamente  ragione
  chi  sostiene  bianco e chi sostiene nero? . Il  papà  giudice
  rispose:  Hai ragione anche tu .
   A  me sembra che la situazione dell'Aula sia nelle condizioni
  dell'aneddoto manzoniano, in cui la Commissione, con il sì del
  Governo, presenta un articolo, il Governo lo emenda e siamo un
  po'  tutti  d'accordo, nel senso restrittivo dell'emendamento.
  Un  autorevole  membro  del Governo  non  vuole  né  l'uno  né
  l'altro.
   Le  tre  posizioni: il giudice che è l'Aula,  deve fare  come
  Manzoni?
   Ciò   significherebbe   il   blocco   dell'Aula.   Qui,   non
  deliberiamo, non andiamo avanti. Ci costringeremo a tornare  a
  Cicerone, non riferito a persona ma ad un complesso e sarà  la
  gente  a  pronunciarsi perché stiamo abusando  della  pazienza
  della gente.
   E,  come  sempre,  cu accurza allunga e cu allunga  accurza ;
  il  tentativo  di  esasperare  la contrapposizione  procedendo
  durante  la  notte ai lavori, non sortirà effetto  perché  non
  siamo  lucidi, da me al collega rispetto al quale, nel merito,
  ero agli opposti - non ho autorizzazione a fare riferimenti  -
  fino al collega Cracolici, persona lucidissima che prende   un
  abbaglio,  fino al Governo che si contraddice, poi recupera  e
  si  contraddice di nuovo. Il risultato finale sarà una pessima
  opera di legislazione.
   Credo  che  sarebbe opportuno, velocemente, questo  sì,  come
  compromesso, completare l'articolato, smettere, riprendere con
  lucidità e con l'impegno di finire in giornata.
   Lunedì  o  martedì  che  sia, si determinerà  la  Presidenza,
  sentiti  i Presidenti dei Gruppi parlamentari e penso  che  ce
  ne  andremo  tutti  soddisfatti anche perché  gli  emendamenti
  aggiuntivi li esamineremo alla luce del sole, in senso reale e
  metaforico. Questa è la modesta proposta che facciamo.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  non   posso   che   dare
  sinceramente  ragione all'onorevole Ortisi.  Siamo  qui  dalle
  10,00  di stamattina - ormai, sono passate dodici ore -  senza
  neanche mangiare.
   Assessore Lo Porto, un minimo esagerato questo tour de  force
  sono  disponibile  a  farlo, sono un  gran  lavoratore,  però,
  vorrei  capire  quali sono gli obiettivi  di  questo  tour  de
  force,  nel senso che, se stasera - e non alle sei di  mattina
  perché vi garantisco che questa Presidenza non lo consentirà -
  alle 2.00 di notte, riuscissimo a finire l'esame di tutti  gli
  articoli  e  la  finanziaria, questo  ha  una  logica  ma,  se
  dobbiamo, comunque, ritornare meglio lavorare due ore  in  più
  nel  pomeriggio di lunedì che non lavorare  quattro ore questa
  notte.
   Poiché  non prendo decisioni da solo, autoritarie, e  tenendo
  conto  che  cominciano ad esserci un po' di  stanchezza  e  di
  nervosismo che rischiano di farci lavorare male, proporrei  di
  sospendere, comunque, per mezz'ora i lavori, in modo tale  che
  ognuno di noi possa mangiare qualcosa e rinfrescarsi.
   Chiedo  ai  Presidenti dei Gruppi parlamentari se mi  possono
  raggiungere, in questa mezz'ora, nel mio ufficio,  insieme  ad
  un  rappresentante  del  Governo, per  decidere  come  portare
  avanti i lavori di questa finanziaria.
   Ribadisco  che  non stiamo andando via ma che  sto  chiedendo
  una  pausa di mezz'ora perché ho notato grande stanchezza. Non
  voglio  un dibattito su questo, onorevole Leanza. Una mezz'ora
  di  intervallo me l'hanno chiesta, intanto, i colleghi e, poi,
  sono costretto a prenderla; farà bene, comunque, a tutti.
   Se, poi, si deciderà di continuare, continuiamo.
   La  mia  non è una decisione su quello che si deve  fare  ma,
  considerata la situazione di grande stanchezza - siamo in Aula
  da  dodici  ore  - credo che per tutti un po'  di  riposo  sia
  necessario.
   Invito  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari e i membri  del
  Governo a riunirsi per determinare l'andamento dei lavori.
   Onorevoli  colleghi, non sorgendo osservazioni,  sospendo  la
  seduta avvertendo che la stessa riprenderà alle ore 22.45.

       (La seduta, sospesa alle ore 22.18, è ripresa alle ore
                               22.50)

              Presidenza del vicepresidente Stancanelli

   La seduta è ripresa.

   Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
        siciliana  per l'anno finanziario 2006 (Doc. n. 131)

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   facciamo   un'inversione
  dell'ordine del giorno e riprendiamo il punto II, precedentemente
  sospeso,  dell'ordine del giorno della seduta  il  secondo  punto
  all'ordine  del giorno:  Rendiconto delle entrate e  delle  spese
  dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2006 .
   Ricordo  che  eravamo giunti  alle Entrate, Titolo I  -  Entrate
  effettivi. Capitoli da I a VIII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al Titolo II - Partite di giro - Capitoli da IX a XI.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla spesa.
   Do lettura del Titolo I - Spese effettive - Capitoli da I a
  XVII.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura del Titolo II - Partite di giro - Capitoli da XVII a
  XX.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    APPRENDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    APPRENDI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   una
  rilettura del bilancio, pur essendoci  tutto sommato un  rispetto
  della spesa degli anni precedenti, salta agli occhi, almeno a me,
  il  capitolo  IX    Servizi informatici,  sistema  informativa  e
  diffusione banche dati .
   Constato  una differenza, un incremento di spesa   notevole   di
  100  mila  euro  e  lo  considero  notevole   perché,  in  questo
  momento,  queste tecnologie si trovano in un mercato a ribasso  e
  le  chiedo,  quindi, da quanto tempo non si  fa  una  ricerca  di
  mercato  in  questo  settore,   negli  ultimi  anni,  per  quanto
  riguarda l'acquisizione di questi servizi.
   E'  una domanda che pongo poiché mentre questo mercato in questo
  momento  è al ribasso, noi stiamo mettendo 100 mila euro  in  più
  per servizi.

    PRESIDENTE   Onorevole Apprendi,  questo è  il  rendiconto  del
  2006.

    APPRENDI   Io  ho  qui il Rendiconto 2006 e poi  la  spesa  del
  2008.

    PRESIDENTE   La  spesa  la  vediamo  successivamente,   intanto
  finiamo il Rendiconto.
   Si passa al riepilogo per titoli e capitoli di spesa.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato A  Situazione di cassa al 31  dicembre
  2006, Conto generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato B  Quadro dimostrativo dell'avanzo  di
  gestione periodo 1 gennaio-31 dicembre 2006 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato C  Quadro dimostrativo del  movimento
  del fondo di riserva per  gli stanziamenti di bilancio .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato D.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato E.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato F.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato G  Conto patrimoniale alla situazione
  al 31 dicembre 2006 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato H.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato I  Fondo di previdenza del personale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato L.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'intero documento n. 131. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
              per l'anno finanziario 2008 (Doc. n. 132)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Progetto  di bilancio interno dell'Assemblea regionale  siciliana
  per l'anno finanziario 2008 (Documento n. 132).
   Il deputato questore si rimette alla relazione scritta.
   Dichiaro  aperta  la  discussione generale.   Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di  parlare  dichiaro  chiusa  la  discussione
  generale.
   Si passa alle Entrate.
   Do  lettura del titolo I - Entrate effettive - Capitoli da  I  a
  VII.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura del titolo II - Partite di giro.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla spesa.
   Do lettura del titolo I - Spese effettive.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura del titolo I - Partite di giro - Capitoli da XVIII  a
  XX.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per capitolo di spesa.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi �� favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al preventivo per il triennio 2008-2010.
   Do  lettura del titolo I - Entrate effettive - Capitoli da I  al
  VII.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura del titolo I - Spese effettive - Capitoli da VIII  a
  XVII.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al riepilogo per capitoli di spesa.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione  l'intero documento n. 132.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  Colleghi, è stato presentato, a firma  dell'onorevole
  Di  Guardo  ed  altri,  l'ordine del giorno n.  249   Valutazione
  dell'adeguamento   automatico  del   trattamento   dei   deputati
  regionali .
   Ne do lettura:

   «Considerato il difficile momento economico del Paese e  le  non
  buone  prospettive  in  conseguenza  della  situazione  economica
  internazionale;

   rilevata  la  particolare difficoltà della nostra regione  e  le
  ricorrenti   note   statistiche  che  rivelano  una   persistente
  arretratezza dell'economia siciliana;

   visto  che  tale situazione si traduce concretamente  nel  fatto
  che  molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e che  è
  in aumento il numero dei poveri;

   considerato  il diffuso malessere verso di costi della  politica
  e i privilegi sempre più intollerabili e inaccettabili, ancora di
  più a fronte delle generali difficoltà della popolazione;

   osservato  che  a  settembre il Senato,  cui  è  parametrato  il
  trattamento dei deputati regionali, ha applicato l'aumento per  i
  senatori che, quindi,  hanno  già percepito lo scatto di duecento
  euro  prima  che  la finanziaria congelasse per  cinque  anni  le
  retribuzioni e creando, fra l'altro, una disparità di trattamento
  con  i  deputati  che  - per bocca del Presidente  Bertinotti   -
  tuttavia,  hanno  ribadito  di  non  volere  procedere   a   tale
  adeguamento alla Camera dei Deputati

                 invita la Presidenza dell'Assemblea

   a  non  tenere conto della necessità dell'adeguamento  e  a  non
  procedere  all'adeguamento del trattamento dei deputati regionali
  assumendo  le stesse decisioni della Presidenza della Camera  dei
  Deputati.» (249)

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO .  Signor  Presidente, è una prerogativa  quella  del
  parlamentare,  non  credo che un ordine del  giorno  possa  avere
  influenza  su questo argomento. Invito, pertanto,  il  collega  a
  ritirare  l'emendamento  e  a  rinviare  ad  altro  momento   una
  discussione   più   approfondita  sulla   opportunità   e   sulla
  possibilità di dare vita ad un'iniziativa di questo tipo.

    PRESIDENTE    Gli   onorevoli  Confalone,  Cantafia,   Villari,
  Apprendi, Cappadona, Oddo Camillo chiedono di apporre la  propria
  firma all'ordine del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  dà atto che tutti i deputati regionali, all'unanimità, danno
  mandato   al   Presidente  dell'Assemblea  di  non  adeguare   il
  trattamento    dei   deputati   e   di   rinunciare   all'aumento
  dell'indennità.

    CRACOLICI  Per quanto tempo?

    PRESIDENTE   Per  sempre. Onorevole Cracolici,  legga  l'ordine
  del giorno.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 249. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
                               (665/A)

    PRESIDENTE   Si  ritorna la discussione del  disegno  di  legge
   Disposizioni  programmatiche  e  finanziarie  per  l'anno  2008
  (665/A).
   Eravamo  all'articolo  16. Comunico che è stato  presentato  dal
  Governo  l'emendamento  16.1. Lo pongo in  votazione.  Il  parere
  della Commissione?

    ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 16.2 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 16 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 17 in precedenza accantonato.
   L'emendamento 17.1 è stato ritirato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  17.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 24 in precedenza accantonato.
  Comunico che è stato  presentato l'emendamento 24.1 a firma degli
  onorevoli Laccoto e Barbagallo.

    BARBAGALLO   Anche a nome dell'onorevole Laccoto,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 24 .  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si    riprende   l'esame   dell'articolo    25   in   precedenza
  accantonato.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  vorrei   soffermarmi   e
  attirare  la  sua attenzione e quella del Governo  perché  questo
  articolo  così  come è formulato contiene delle incongruenze  che
  rischiano di vanificarne totalmente l'obiettivo.
   Ne  cito  alcune.  Il  fatto  di consentire  la  possibilità  di
  attivare dei mutui fino all'importo di 300 mila euro per  singola
  unità abitativa, e non quindi per metro quadrato, può indurre  al
  frazionamento  degli  edifici. Se  io  sono  proprietario  di  un
  edificio che ha due unità abitative, posso essere spinto a  farne
  di  ciascuna  di queste tre e, quindi, avere sei unità  abitative
  per moltiplicare questa possibilità di contributo.
   Non è specificato se un proprietario ha un limite ad accedere  a
  questa  agevolazione  oppure se, essendo  proprietario  di  cento
  unità abitative, può ricorrere a cento mutui. In questo modo  non
  si  capisce  chi può essere il beneficiario della  norma,  se  il
  singolo  cittadino  proprietario  o,  per  esempio,  una  società
  immobiliare che ne possiede cento di edifici.
   Se  facciamo  riferimento  ad  altre  norme  di  questo  genere,
  generalmente è indicato il vincolo della destinazione d'uso, cioè
  la  finalità  pubblica  è destinata al recupero  abitativo  degli
  immobili.
   La  norma,  così  come  è  qui scritta, potrebbe  consentire  di
  recuperarlo  a  fini abitativi e di trasformarlo  ad  altri  fini
  commerciale, uffici o altro.
   Inoltre,  non  vi un impedimento alla alienazione dell'immobile,
  quindi,  paradossalmente,  potrei usufruire  di  questi  benefici
  pubblici per ristrutturare e rivendere l'immobile.
   C'è  una  casistica di incongruenze che suggerisce, se  vogliamo
  mantenere  il senso della norma, la  riscrittura dell'emendamento
  che  ho presentato insieme all'onorevole Cracolici e che, quindi,
  posso  illustrare  facendo  così un  unico  intervento.  In  caso
  contrario    rimando    l'intervento    all'illustrazione     del
  subemendamento.

    PRESIDENTE   Onorevole De Benedictis, poiché la  Presidenza  ha
  compreso  perfettamente lo spirito del suo  intervento,  che  fra
  l'altro si ricollega agli emendamenti che sono stati presentati e
  che  sono  nel  fascicolo,  direi di sospendere  e  di  fare  una
  riscrittura  complessiva dell'articolo per andare  incontro  alle
  esigenze da lei illustrate.

    DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, la riscrittura dell'articolo
  è  fatta.  Il  subemendamento che ho presentato è la  riscrittura
  dell'articolo,  infatti  è sintesi di parte  dell'articolo  e  di
  parte del subemendamento del Governo stesso che, sostanzialmente,
  recepisce  il concetto, apposta le risorse economiche  per  darvi
  attuazione,  ma  rimanda  ad un decreto successivo,  da  emanarsi
  entro  90  giorni,  esattamente come  l'emendamento  del  Governo
  prevede  la  definizione  delle modalità attuative  dell'articolo
  stesso.
   Credo,  quindi, che quello sia un emendamento; se  lo   vogliamo
  leggere e discutere questo ci consente di sanare l'intento che  è
  giusto  ma  di  evitare  i  problemi  che  la  norma  sicuramente
  contiene.

    PRESIDENTE     Onorevole   Assessore,    l'emendamento    25.5,
  presentato   dagli  onorevoli  De  Benedictis  e  Cracolici   che
  sostanzialmente  è una riscrittura e non un subemendamento,  alla
  luce di quello che dirà il Governo vediamo se possiamo superarlo.
   Poiché   ci   sono  anche  emendamenti  firmati   dal   Governo,
  dall'onorevole  Falzone  e  dall'onorevole  Currenti,  che  penso
  vadano  verso questa direzione, invito il Governo a  valutarli  e
  intanto l'Aula procede con l'altro articolo.
   Pertanto,  in  attesa che il Governo, assieme  all'onorevole  De
  Benedictis  e all'onorevole Falzone,  esaminano l'emendamento  di
  riscrittura  dell'articolo 25, si riprende l'esame  dell'articolo
  11 in precedenza accantonato.

    DI  MAURO.  Gli   emendamenti  erano  stati  tutti  ritirati  o
  dichiarati inammissibili.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, non sono stati  approvati  gli
  emendamenti:  11.5,  11.6; sono stati ritirati  gli  emendamenti:
  11.1, 11.7.
   Si   passa   all'emendamento  11.2  a  firma   degli   onorevoli
  Barbagallo  e Tumino. Mi pare ci fosse una riscrittura  da  parte
  dell'onorevole   Barbagallo  sull'emendamento  11.2.   Si   passa
  all'emendamento  11.2.1 che così recita:   Sostituire  le  parole
   dalla  Giunta  regionale'  con   dell'Assessorato  territorio  e
  ambiente'.
   Sostituire   sentita  l'Assemblea  regionale'  con   sentita  la
  competente Commissione legislativa.
        Il   Presidente   della   Regione   relaziona   annualmente
  sull'attività dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le  acque' .
  L'emendamento 11.2.1 sostituisce gli emendamenti 11.2 e 11.3.
      Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.2.1.  Il  parere  del
  Governo?

    LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, dico qual è lo spirito della  norma
  così ci intendiamo.
   L'Assemblea  non  so  se  ha  compreso  quale  era  lo   spirito
  dell'emendamento riscritto dall'onorevole Barbagallo. Il problema
  è  il  seguente.   Esiste una gestione dell'Agenzia  dei  rifiuti
  delle   acque   che   naturalmente   è   sconosciuta   da   parte
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Tutto   questo  viene  fatto  con  pianta  organica,   spese   e
  regolamento  approvato dall'Agenzia e approvato direttamente  con
  la   norma  dal  Presidente  della  Regione.  Io  non  è  che  mi
  scandalizzi che sia approvato dal Presidente della Regione.
   Io  vorrei  far  capire che in una variazione  di  bilancio  del
  dicembre  2005 fu istituita un'Agenzia regionale per i rifiuti  e
  per  le acque. Da quel momento questa Assemblea non ha avuto  più
  contezza,  non ha avuto più notizia di quella che è  la  gestione
  delle acque, la gestione dei rifiuti, pur con tanti problemi  che
  vi sono in Sicilia.
   Il  mio  emendamento, quindi, tende a dire che questi piani,  le
  piante organiche, etc.,  non vengano più approvate dal Presidente
  della  Regione, ma vengano approvate dall'Assemblea perché almeno
  si  abbia  contezza di quali sono i piani, la pianta organica,  i
  funzionari, i criteri, gli obiettivi e quant'altro che  l'Agenzia
  dei  rifiuti  e  delle acque fanno. Questo è  il  senso  del  mio
  emendamento,  perché non ha veramente senso uscire dal  controllo
  di quello che è l'Assemblea un operato di un'agenzia che è la più
  importante della Sicilia.
   Vi  voglio  anche  ricordare che come  norma  questa  è  l'unica
  regione   che   non  ha  il  controllo  da  parte  dell'Assemblea
  dell'Agenzia dei rifiuti e delle acque. Avete fatto questa  norma
  con una variazione di bilancio, però è venuto il momento, siccome
  si  tratta  di scelte strategiche della Sicilia, che l'Assemblea,
  per  lo  meno, approvi questi piani, le piante organiche e  anche
  gli  obiettivi. Per questo io chiedo, e insisto sull'emendamento,
  che venga approvato dall'Assemblea.

    PRESIDENTE     L'emendamento    11.2    è    stato     superato
  dall'emendamento 11.2.1 che non è stato approvato.  L'emendamento
  11.3 è inammissibile.
   Pongo in votazione l'emendamento 11.4. Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  11.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 12 in precedenza
  accantonato.

    CASCIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  chiesto
  alla Presidenza di trasferire l'articolo 12, visto che tratta  di
  materia di personale, al disegno di legge n. 701 che è all'ordine
  del  giorno  del  Parlamento e sarebbe la norma  più  adatta  per
  affrontare questo argomento, insieme a tanti altri argomenti  che
  riguardano proroghe di personale o stabilizzazione di personale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

                          (Brusio in Aula)

    CASCIO   Signor  Presidente, se necessario articolo  meglio  il
  mio intervento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cascio,  l'Assemblea  ha  perfettamente
  compreso  il  significato del suo intervento e anche  l'onorevole
  Cracolici,  per  cui  così  resta  stabilito.  L'articolo  12   è
  trasferito al disegno di legge n. 701.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 13 in precedenza accantonato.
  Onorevoli  colleghi,  poiché  anche  questo  articolo  tratta  di
  personale viene trasferito al disegno di legge n. 701.

    PANEPINTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANEPINTO   Signor Presidente, devo constatare che  il  Governo
  in  Commissione quando deve accelerare i tempi e  ha  bisogno  di
  chiudere in serata ha un atteggiamento, in Aula quando ritrova la
  troupe l'atteggiamento diventa un altro.
   La  sua  disponibilità,  onorevole Leanza,  a  cuore  aperto  in
  Commissione  è  cosa ben diversa da quella che poi mostra  quando
  guida la delegazione in Aula.
     Io  ritengo  che questo tentativo di portare  la  legge  sullo
  sviluppo che è la barzelletta di questo Parlamento significa  che
  non ci saranno proroghe, non ci sarà possibilità per il personale
  che  in  questo  minuto aspetta da quello del  piano  di  assetto
  idrogeologico  ed  altri; è un principio che sta  passando  ormai
  nella nottata che devo dire anzi che è molto lucido nonostante le
  12  ore.  Io  ritengo che sia una scorrettezza quella  di  dovere
  ritirare  norme  approvate sul testo perché in  quella  occasione
  c'era  stato  il  voto favorevole del Governo e si  introduce  il
  principio che la prossima settimana, sarà  fine gennaio del  2009
  se saremo ancora qua, forse tratteremo il 701.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, 2008, lei ha detto 2009.

   PANEPINTO.  No,  io ritengo che lei pensasse una  settimana  del
  2009.

   PRESIDENTE. Lei ha equivocato il mio pensiero

   PANEPINTO.   Signor  Presidente  mi  perdoni,  devo   fare   una
  interpretazione autentica.
    Io ritengo, onorevole Leanza, che questo sia un atteggiamento

   PRESIDENTE.   Onorevole   Vicari,   lei   così   non    permette
  all'onorevole  Panepinto di continuare e  di  concludere  il  suo
  intervento.

    PANEPINTO   Per  cui ritengo che questi passaggi  nell'archivio
  tra  le pratiche urgenti che è il 701, mi sembrano fuori luogo  e
  non  consoni alle necessità che ci sono anche rispetto  ad  altri
  emendamenti che possono essere bocciati dall'Aula. Però,   quando
  il  Governo in Commissione dà parere favorevole non può  cambiare
  idea; l'ha fatto già con altri articoli che sono stati presentati
  dalla  minoranza  in  Commissione. In  quella  occasione  serviva
  accelerare e allora  parere favorevole  e,  addirittura, in  Aula
  presentate emendamenti soppressivi di norme senza spesa.  C'è  un
  limite,  perché ho l'impressione che pensate che potete governare
  tutto: maggioranza ed opposizione, ed è un principio che comincia
  ad infastidire tutti.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, le chiedo scusa,  ma  credo  che
  ciò  che è stato fatto qualche minuto fa, mi permetto di dire che
  non si può fare.

    PRESIDENTE  Di cosa parliamo?

    CRACOLICI   Del fatto che lei avrebbe trasferito l'articolo  13
  al 701.

    PRESIDENTE   No,  io  non  mi permetto  di  farlo  se  non  c'è
  accordo, ma è chiaro che questa è la condivisione dell'Aula.

    CRACOLICI  L'Aula può respingere. Poco fa abbiamo accettato  di
  trasferire   un   intero  articolo   che  era  stato   totalmente
  accantonato e di cui non si era praticamente parlato, perché  lei
  ricorda  che  noi abbiamo approvato, arrivati ad un certo  punto,
  gli   articoli   senza  emendamenti  e,  quindi,   dove   c'erano
  emendamenti li abbiamo accantonati. Di alcuni articoli,  con  gli
  emendamenti, si è aperto un dibattito.
     L'articolo  12 era stato totalmente accantonato, dopodiché  in
  maniera unanime, si valuta di spostarlo sulla materia specifica e
  si  può fare una forzatura, altrimenti, signor Presidente, questo
  testo  è in Aula, ci sono degli articoli, si possono bocciare  ma
  non  si  può  decidere che una cosa si sposta perché il  testo  è
  dell'Aula.
   L'articolo  13, signor Presidente, oltretutto -  può  darsi  che
  ricordo  male  - ma abbiamo addirittura votato il  13.1  che  era
  quello  che  cambiava l'espressione  imposte  con  vigenti ,  era
  l'emendamento a firma dell'onorevole Barbagallo.
   C'era  una  discussione,  mi permetto di dire,  sull'emendamento
  13.2  perché  si dava per scontato che l'articolo,  così  come  è
  uscito  dalla Commissione, non fosse oggetto di discussione.  Può
  darsi che mi sbaglio sull' imposto  e sul  vigenti .
   Comunque  la  discussione l'abbiamo fatta  su  questo  articolo.
  Pertanto,  signor  Presidente, la invito a votare  l'articolo,  a
  votare l'articolo con quello che c'è dentro, dopodiché l'Aula  si
  determina   ma  non  si  possono  fare  forzature   rispetto   al
  Regolamento di quest'Aula.
   Ribadisco,  infine,  che  la  Commissione  ha  approvato  questo
  emendamento   all'unanimità.  In  Commissione,  con   il   parere
  favorevole  del  Governo, si è usciti dalla  Commissione  con  un
  testo tutto sommato molto stringato, non credo che il Governo  ha
  fatto  finta  di condividere delle cose che poi in  Aula  avrebbe
  smentito.
   I  patti  sul  piano procedurale valgono oggi ma  valgono  anche
  domani  perché se uno poi non si fida dei patti che  si  fanno  è
  chiaro  che  diventa  tutto più difficile  nella  gestione  della
  complessità di costruzione di uno strumento normativo.
   Io  la invito, pertanto, di votare quello che c'è. Il Governo se
  muterà  parere lo dirà all'Aula e ne prenderemo atto, ma  non  ci
  può essere nessuna forzatura regolamentare.

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,  mi   permetto   di   farle
  osservare  che  la eventuale decisione di rinvio  al  disegno  di
  legge n. 701 la Presidenza la assumerebbe in considerazione della
  norma   del  Regolamento  che  prescrive  espressamente  che   su
  richiesta  motivata  del  Governo, o di  un  Capogruppo,  si  può
  rinviare una norma in Commissione. Avevamo trovato una soluzione,
  un compromesso  .

    CRACOLICI   Ora  faccio  una proposta  sull'intero  disegno  di
  legge.

    PRESIDENTE  Ma deve essere motivata

    CRACOLICI  Lei pensa che  mi manchi la fantasia?

    PRESIDENTE    Che   lei   abbia   molta   fantasia   ne    sono
  convintissimo. Era stato un tentativo, speravo in un po' di  buon
  senso  per  far  sì  che  questa  norma,  invece  di  tornare  in
  Commissione, visto che è stata approvata, andasse  nel disegno di
  legge n. 701, dove ci sono tutte le norme già approvate.
   Peraltro, sul disegno di legge n. 701 c'è l'impegno del  Governo
  e  di  tutta l'Assemblea, maggioranza ed opposizione, a trattarlo
  al  più presto, la prossima settimana; mi sono permesso perché la
  ritenevo  una scelta di buon senso. Ovviamente, la sua  richiesta
  da un punto di vista formale è assolutamente fondata    .

    CRACOLICI    E la mantengo. Ovviamente, la sua richiesta da  un
  punto  di  vista formale è assolutamente fondata,  com'è  fondata
  l'eventuale  richiesta che il Governo può fare, o  anche  qualche
  capogruppo, di rinviarlo in commissione.
   Per  questo  mi  ero  permesso di  dire   invece  di  andare  in
  commissione .

    CRACOLICI   Con un voto, signor Presidente, e poi  verifichiamo
  il numero legale.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera io  non
  sono   d'accordo  sull'eventualità  che  lei  ha  detto,   perché
  amabilmente lei ha dato parola all'onorevole Panepinto, dopo  che
  aveva  rinviato l'articolo 13 al 701. Quindi, rispetto  a  quello
  che  lei  ha  già  dett, io ritengo che dobbiamo continuare  come
  abbiamo fatto nelle ore precedenti.
   Ritengo,  pure,  onorevoli  colleghi,  che  non  ci  sia  nessun
  problema  a  rinviare  per  omogeneità l'articolo  13  così  come
  l'articolo 12 e, poi, con il 701 affrontiamo la questione. Ma già
  il Presidente ha rinviato l'articolo 13 al 701, dopo l'intervento
  dell'onorevole  Panepinto,  l'onorevole  Cracolici  ha  detto  di
  sperare che non ritornasse sulla sua decisione di rinviare

    CRACOLICI     Ma   dovrà   farlo   con   un   voto,    non    è
  un'interpretazione della Presidenza dell'Assemblea.

    MANCUSO  L'articolo 12 non è stato sottoposto a votazione.

    CRACOLICI  Era unanime.

    MANCUSO  Ah, era unanime. Allora qua si fa come ..
   Signor  Presidente, secondo me, siccome è omogeneo  all'articolo
  12  e  l'articolo  12  lo  abbiamo trattato  unanimemente,  anche
  l'articolo 13 debba essere rinviato al 701.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei  dire
  che ho presentato un emendamento che riguarda l'articolo 12, cioè
  la  materia  della protezione civile, e quando  lei  ha  rinviato
  quest'articolo ho fatto una riflessione con il collega Apprendi.
   La   riflessione  l'avevamo  iniziata  già  quando  si  trattava
  l'articolo  11,  sulle  acque, i rifiuti,  etc.  facevamo  quella
  riflessione  perché sia per quanto riguarda la  materia  rifiuti,
  agenzia  di  cui  si  parlava all'articolo  11,  sia  per  quanto
  riguarda  la protezione civile e poi l'articolo successivo  sulle
  società  per  azioni e quant'altro in materia  di  personale,  si
  ripropone  un  problema:  quello che  le  commissioni  di  merito
  vengono  limitate  nella  loro  legittima  attività  per  potersi
  esprimere nel merito.
   La  commissione bilancio spesso abusa dei suoi poteri e  assume,
  su   questioni  che  richiederebbero  approfondimenti  seri,  dai
  rifiuti  alla  protezione civile, alle società  per  azioni,  che
  spettano alle commissioni di merito.
   Io   spero   che  questo  incidente  o  dibattito   riporti   la
  discussione  serenamente nelle sedi abilitate  a  trattare  certi
  argomenti,  perché  di  agenzia di rifiuti,  di  personale  della
  protezione   civile  o  di  personale  di  società  per   azioni,
  assunzioni   o   meno  non  si  può  parlare  in   maniera   così
  superficiale.
   Quindi, io sono per fare una discussione organica oppure non  si
  fa.

    PRESIDENTE  Quindi, ho capito bene che c'è una condivisione  da
  parte  dell'Assemblea,  per cui se c'è una  richiesta  formale  e
  motivata  di  rinvio in Commissione lo rinviamo  in  Commissione,
  così come ha chiesto l'onorevole Villari, se invece possiamo  far
  prevalere il buon senso la mandiamo al 701.
   Vorrei  che  ci  fosse  una  richiesta  formale  di  rinvio   in
  Commissione

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente onorevole Presidente,  dividerò  in
  due   brevissime  parti  il  mio  intervento.  La   prima   parte
  sull'ordine dei lavori, la seconda parte è di merito.
   Sull'ordine  dei  lavori perché vorrei capire  come  procediamo.
  Lei ha detto l'argomento contenuto all'articolo 12 del disegno di
  legge   è un argomento consono al contenuto del disegno di  legge
  n.  701  e ha proposto all'Aula il trasferimento di tale articolo
  al  disegno  di  legge  701,  ovviamente  per  il  tramite  della
  Commissione  che  dovrà  trattare questo  disegno  di  legge.  Ha
  chiesto  all'Aula se  ci fossero  osservazioni, e  ha  detto  non
  sorgendo  osservazioni così resta stabilito. La  stessa  cosa  ha
  detto per l'articolo 13 dicendo, trattandosi di materia analoga.

    PRESIDENTE   Sono stato bloccato dall'onorevole  Cracolici  che
  ha  alzato  la  mano, obiettivamente. Mentre stavo  dicendo  così
  resta stabilito mi ha bloccato.

    FLERES    Io   ho   sentito   così   resta   stabilito,   anche
  relativamente   all'articolo  13  e   relativamente   all'analogo
  contenuto  dell'articolo 13. Ma io aggiungo un  altro  aspetto  a
  questa vicenda che è il seguente.
   Questi   due   articoli   affrontano  materia   riguardante   le
  condizioni  di  precariato,  la  stabilizzazione,  una   migliore
  organizzazione  nella utilizzazione del personale  non  di  ruolo
  nella Regione siciliana.
   E  diceva  bene poc'anzi, credo l'onorevole Villari ma non  solo
  l'onorevole  Villari,  di situazioni di questo  genere  purtroppo
  nella  nostra  regione ce ne sono diverse, c'è  un  problema  che
  riguarda  la  Protezione civile, c'è un problema che  riguarda  i
  Consorzi di bonifica, c'è un problema che riguarda l'Arpa, c'è un
  problema  che  riguarda  i  forestali,  i  forestali  a  cui   in
  particolare   teniamo   molto,   c'è   una   problematica   della
  stabilizzazione che deve essere affrontata.
   Allora  non solo, onorevole Presidente, è necessario che  questa
  materia vada trasferita alla Commissione bilancio, ma deve essere
  trasferita anche alla prima commissione per competenza perché  di
  questa   materia  riguardante  il  lavoro  in  senso   lato,   la
  stabilizzazione  in senso  lato, se ne faccia  il  personale,  mi
  suggerisce opportunamente l'assessore Beninati, un corpo omogeneo
  di  norme con uno stralcio del 701 che diventi una sua legge  che
  armonicamente affronti questo problema e per una volta  e  questa
  Assemblea ragioni in maniera equilibrata e razionale.
   Ecco  perché  il mio intervento si deve dividere in  due  parti,
  sull'ordine  dei lavori perché già è stato stabilito  quindi  non
  vedo  perché  si  insiste,  io  stesso  non  capisco  perché  sto
  insistendo, il secondo perché credo che nel merito sia giusto che
  questo  accada con un disegno di legge che diventa  un  ulteriore
  stralcio al 701.

    ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO.  Signor  Presidente  vorrei  solo  ricordare  al
  collega    Fleres   che   questa   norma   l'abbiamo   apprezzata
  all'unanimità in Commissione col parere favorevole del Governo.
   Ora,  vedete  io  sono  convinto che nessuno  dei  deputati,  il
  governo ha espresso parere favorevole e la Commissione ha  votato
  all'unanimità.
   Volevo  fare  una semplicissima osservazione. Io  sono  convinto
  che  nessun  deputato di questa Assemblea e che nessun componente
  del Governo è interessato ad assunzioni selvagge e clientelari.
   La  cosa  che  mi  stupisce, visto e considerato  che  nessun  è
  interessato ad assunzioni selvagge, è clientelari e perché stiamo
  discutendo tanto su questo articolo.
   Perché  questo  articolo alla fine che cosa fa,  agisce  in  una
  certa  maniera che tutti voi sapete per quanto concerne le  norme
  addirittura negli enti locali, quindi il quarto livello si fa con
  i  titoli e il colloquio, il quinto si fa in un modo, il terzo si
  fa in un modo o l'ex quarto, quinto o sesto.
   Qual   è   questa   preoccupazione  questa  sera   di   spostare
  nell'archivio storico il disegno di legge n.  701 questa norma?
   State   dando   un'impressione  sbagliata,  io  voglio   venirvi
  incontro.  Vedete  che stato dando una sensazione  sbagliata,  io
  voglio  venirvi  incontro, vedete che state dando una  sensazione
  sbagliata,  voi non potete dare questa sensazione sbagliata,  noi
  non  possiamo  dare questa sensazione sbagliata, perché  come  se
  qualcuno freme perché possibilmente c'è un limite a che  cosa,  a
  che  cosa, questa è la politica a cui spesso ci richiamiamo e poi
  subito ne neghiamo invece l'importanza e l'essenza caro onorevole
  Vicepresidente  della Regione, presidente, io  le  chiedo  al  di
  fuori delle questioni che noi tutti sappiamo trasferimento di  un
  articolo  dove  già  è  iniziato una  discussione  smettiamolo  è
  inutile  che  ci  giriamo attorno.  Quindi poniamo  in  votazione
  l'articolo  se  c'è  una  maggioranza e  un  governo  che  cambia
  opinione  sulla  questione e vuole votare contro  l'articolo,  lo
  faccia, punto ognuno si assume le proprie responsabilità.

    DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  BENEDETTO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, quando
  discutiamo  dell'articolo  13 non stiamo  parlando  di  norme  di
  stabilizzazione  di  personale o di fatti che  attengono  aspetti
  contrattuali del personale, ricorderei all'onorevole  Fleres  che
  invece  quando abbiamo discusso dell'articolo 15 al comma quattro
  abbiamo  previsto  salario  accessorio,  premi  di  risultato   e
  prebende per i dipendenti dell'Ufficio del garante per la  tutela
  dei  diritti  fondamentali dei detenuti, li abbiamo  discusso  di
  norme  di  personale,  quando dice che occorre  fare  un  disegno
  organico che riguarda il personale io dico che doveva intervenire
  prima  quando  si è discusso anche dell'articolo 15,  andando  al
  merito  dell'articolo  13,  l'articolo  13  detta   regole,   non
  stabilizza personale, detta regole con le quali devono  attenersi
  gli enti per l'assunzione del personale.
     Bene,  per essere chiari qui forse vi state preparando ad  una
  campagna  elettorale per promettere posti nelle  municipalizzate,
  negli  ATO,  negli enti a partecipazione pubblica, questa  regola
  che  è  una  regola che da diritto a tutti i giovani  disoccupati
  siciliani  di  poter partecipare ad un concorso e  non  di  dover
  piegare  la  giacchetta  a questo o a quel  politico  per  potere
  accedere ad un posto di lavoro, questo stabilisce questa  regola,
  quello di stabilire regole certe di dare la possibilità a tutti i
  giovani   di   potere   partecipare   liberamente   a   procedure
  concorsuali, cosa è avvenuto in Sicilia con gli ATO rifiuti,  gli
  ATO  idrici,  le municipalizzate, le società per azioni  tutti  i
  servizi comunali sono stati sternalizzati per cui non servono più
  personale agli enti locali, vengono esternalizzati  a società che
  fanno  le assunzione andando a ledere il diritto dei cittadini  a
  partecipare a pubblici concorsi, lo fanno in maniera clientelare,
  questo  è  quello  che  volete  mantenere,  vi  camuffate  dietro
  questioni  che riguardano materie organico di personale  rivedere
  le stabilizzazioni, vedere tutta questa materia, il fatto vero  è
  che non volete cambiare pagina in Sicilia, il fatto vero è che il
  sistema   il   cuffarismo,  volete  mantenerlo  in   piede   fino
  all'ultimo, questa è la ragione vera, questo è quello che  volete
  fare,  e  vi trincerate, allora abbiate la accortezza di bocciare
  questo  emendamento e di farlo a voto palese  in  maniera  che  i
  siciliani vedano con chiarezza chi è per la garanzia dei  diritti
  e   chi  è  invece  per  la  prosecuzione  dei  soprusi  e  della
  prevaricazione.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICCICHÈ

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, ho ricevuto una telefonata  dal
  presidente Cuffaro, che mi chiede, contrariamente all'ordine  dei
  lavori  che ci eravamo dati, di potere svolgere una seduta domani
  alle  ore 12.00, per comunicazioni urgenti del Presidente, quindi
  andiamo avanti per come ci eravamo  detti  però poi la seduta non
  sarà rinviata a martedì, ma a domani alle ore 12.00.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'articolo  13 non perché mi convincono le argomentazioni  dei
  colleghi  di  sinistra che vogliono speculare su una materia  che
  oggi  non  merita speculazione, nè perché ritengo che il  governo
  abbia cambiato idea.
   Ieri  sera  vi  è stata una trasmissione dove abbiamo  assistito
  alla  fortuna  o  alla  sfortuna di  un  giovane  lavoratore  che
  sembrerebbe  essere  stato penalizzato.   Io  chiedo  perché  non
  approviamo l'articolo 13 e perché non lo approviamo questa  sera.
  Vorrei  capire se il Governo ha cambiato indirizzo. Io  sono  qui
  perché  l'articolo 13 mi convince e voglio votare tempestivamente
  a favore dell'articolo 13.  Grazie.

              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI

    APPRENDI   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    APPRENDI    Signor presidente, brevemente per dire  che  questa
  legge che è arrivata in Aula è anche il frutto di un percorso che
  è  stato seguito in commissione bilancio in presenza del governo,
  dell'assessore al bilancio e del vicepresidente e non si  capisce
  perché  si  rinuncia  a governare cercando  di  tirarsi  indietro
  rispetto  a delle responsabilità peraltro per una stabilizzazione
  che stabilisce la legge nazionale con fondi che non sono di spesa
  propria  perché vengono dalla legge 431.  Allora,  questo  rinvio
  non  si  capisce  veramente.  Perché da un lato si  parla  sempre
  della   possibilità  del  dover  stabilizzare  il   personale   e
  dall'altro  lato si rinuncia a governare.  Peraltro io  d'accordo
  con l'onorevole Fleres, l'Aula è sovrana, allora mettiamo ai voti
  questo  articolo,  se  viene bocciato  diremo  ai  cittadini,  ai
  lavoratori  che è stato bocciato.  Può darsi pure che  l'articolo
  passi.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    DI  MAURO.   Vorrei  chiedere  nei  limiti  del  possibile   di
  bloccare   la   trattazione   di  questo   articolo   e   passare
  all'esercizio  provvisorio,  così  noi  stasera  completiamo   il
  percorso che c'eravamo dati poc'anzi nella riunione informale dei
  capigruppo.
     Per quanto riguarda questo emendamento, rispetto alle cose che
  sono  state dette poc'anzi, credo di avere ascoltato una proposta
  dell'onorevole Fleres che chiedeva di estrapolare sostanzialmente
  questo  articolo da questo disegno di legge per trattarlo  in  un
  altro  disegno  di  legge che dovrebbe  essere  il  701.   Chiedo
  pertanto   che  successivamente  all'approvazione  dell'esercizio
  provvisorio possa essere messa ai voti la proposta dell'onorevole
  Fleres.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  se  nessuno   intende   più
  intervenire,  se  l'onorevole  Panarello  rinuncia  e  così  pure
  l'onorevole   Turano  e  l'onorevole  Aulicino,  confermerei   la
  decisione che avevamo assunto di trasferire l'articolo 13 al 701.
  Tornerei  all'articolo  25  che è stato  già  concordato  tra  il
  Governo   e   l'onorevole  De  Benedictis  con  gli   emendamenti
  presentati..
   Pongo  in votazione l'articolo 25. Chi è d'accordo resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Abbiamo approvato gli emendamenti 25.1 e 25.5 che sono la
  riscrittura dell'articolo 25.
   Restano accantonati soltanto gli articoli 11, 12, 13, 33, 34 e
  35.
   Il Presidente della Commissione Bilancio è autorizzato a
  convocare la Commissione medesima.
   La seduta è rinviata a sabato, 26 gennaio, alle ore 00.05,  con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè


     I   - COMUNICAZIONI
  II   -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
        -Esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione
          siciliana per l'anno finanziario 2008 (n. 732/A)

     III   -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
        1)  - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
           finanziario 2008            e bilancio pluriennale per il
           triennio 2008-2010 (n. 666/A) (Seguito)

        2)  - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
           (n. 665/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 23.49.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore xx.xx

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  665:   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE   E
  FINANZIARIE PER L'ANNO 2008.

     All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

   All'articolo 5 è aggiunto il seguente comma:

   All'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 è
  aggiunto il seguente comma 3:

   3. Con parte delle disponibilità del fondo di cui all'articolo
  3  della  legge regionale 26 ottobre 2001, n. 15 si provvede  a
  far  fronte  alla  maggiore  spesa derivante  dall'applicazione
  dell'articolo 1, commi 830, 831 e 832 della legge  27  dicembre
  2006,  n.  296 ed ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione
  dall'art.  76  della  legge regionale 26 marzo  2002,  n.  2  e
  successive  modifiche ed integrazioni. Per  l'applicazione  del
  presente  comma  si  provvede  alle  occorrenti  variazioni  di
  bilancio con decreto del Ragioniere Generale della Regione.

     All'articolo 6:

   Emendamento 6.19:

  Al  comma 6, dopo le parole  delle predette risorse  aggiungere
  le   parole   ad  esclusione  di  quelle  destinate  ai  comuni
  inferiori a 10 mila abitanti .

  Dopo  le  parole   a  favore dei comuni  aggiungere  le  parole
   superiori a 10 mila abitanti .

   Subemendamento 6.19.1:

  All'emendamento  6.19  sostituire la  parola   10.000   con  la
  parola  15.000 .

   Emendamento 6.21:

  Al   comma   1   le  parole  da   Qualora  entro  la   chiusura
  dell'esercizio    a  780.000 migliaia di euro  sono soppresse.

   Emendamento 6.3:

  Al  comma  7  aggiungere le parole  scelti fra il personale  in
  servizio o in quiescenza presso l'Amministrazione regionale .

   Emendamento 6.5 R (riscrittura):

  Dopo il comma 9, aggiungere il seguente:

   9  bis  - A valere sul fondo dei comuni per il 2008 una  quota
  fino  a  due  milioni di euro è destinata a favore  degli  enti
  locali  che  hanno  avuto  o  hanno contenziosi  relativi  alle
  modalità  d'inquadramento con il personale di  cui  alla  legge
  regionale 25/10/87 n. 39 .

   Emendamento  6.15:

  Aggiungere il seguente comma:

   13.   Nell'ambito  delle  disponibilità  dei  fondi   di   cui
  all'articolo 76, comma 1, della legge regionale 26 marzo  2002,
  n.  2,  destinati dalla Conferenza di cui all'art. 43, comma  l
  della  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, per le finalità  di
  cui  all'art. 1 della legge regionale 1 settembre 1998, n.  17,
  l'Assessore  regionale per la famiglia,  politiche  sociali  ed
  autonomie locali è autorizzato ad erogare il contributo di  cui
  all'art. 5, comma 1 della legge regionale 1 settembre 1998,  n.
  17,  anche  in favore di consorzi misti appositamente istituiti
  dall'ente locale interessato alla gestione del servizio .

   Subemendamento 6.23 all'emendamento 6.19 bis:

  Al  comma  3  dopo le parole  finalità perequative   aggiungere
   tali  da  garantire, comunque, la dotazione ordinaria relativa
  ai singoli enti .

   Emendamento 6.19 bis:

  Aggiungere i seguenti commi:

   1.  In  attuazione delle prerogative statutarie in materia  di
  finanziaria   è   istituita,  in   favore   dei   Comuni,   una
  compartecipazione del 10 per cento al gettito dell'imposta  sul
  reddito    delle    persone   fisiche.   La   compartecipazione
  sull'imposta  è  efficace a decorrere dal 1  gennaio  2008  con
  corrispondente  riduzione annua costante, di pari  ammontare  a
  decorrere dalla stessa data, del complesso dei trasferimenti  a
  favore  degli  stessi  Comuni a carico del bilancio  regionale.
  L'aliquota  di  compartecipazione è applicata  al  gettito  del
  penultimo anno precedente l'esercizio di riferimento.

  2.  Dall' anno 2008, per ciascun Comune è operata e consolidata
  una    riduzione   dei   trasferimenti   ordinari   in   misura
  proporzionale  alla riduzione complessiva di cui  al  comma  1,
  operata  sul  fondo  ordinario ed è  attribuita  una  quota  di
  compartecipazione   in  eguale  misura,   tale   da   garantire
  l'invarianza delle risorse.

  3.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2009,  l'incremento
  del  gettito  compartecipato, rispetto all'anno 2008,  derivate
  dalla  dinamica  dell'imposta   sul   reddito   delle   persone
  fisiche,  è  ripartito  fra  i  singoli Comuni secondo  criteri
  definiti  con decreto emanato dall' assessore per la  famiglia,
  le  politiche  sociali e le autonomie locali, di  concerto  con
  l'assessore per il bilancio e le finanze, previa intesa in sede
  di  conferenza Regione-Autonomie locali. I criteri  di  riparto
  devono  tenere  primariamente conto di finalità  perequative  e
  dell'esigenza di promuovere lo sviluppo economico .

   Emendamento 6.24 (riscrittura):

  «Al comma 8 sostituire le parole  di cui all'art. 29, comma  1,
  della l.r. 8 febbraio 2007, n. 2  con  di cui all'art. 76 della
  l.r. 26 marzo 2002, n. 2 ».

     All'articolo 7:

   Emendamento 7.2:

   «Sostituire l'articolo 7, con il seguente:

   1.  Al  comma  4  dell'articolo 12, della legge  regionale  28
  dicembre  2004, n. 17, e successive modifiche ed  integrazioni,
  le  parole  entro il 31 dicembre 2007' sono sostituite  con  le
  parole   entro  il  31  dicembre  2008'.  Il  differimento  del
  predetto  termine produce effetti anche in ordine  all'attività
  gestionale riconducibile all'esercizio finanziario 2007,  fatta
  salva  l'incidenza del parametro di cui all'articolo 12,  comma
  4,  della  legge  regionale 28 dicembre 2004,  n.  17,  secondo
  modalità  già assentite in sede di Conferenza Regione-Autonomie
  locali, in favore dei comuni che hanno adottato gli adempimenti
  ivi previsti entro il 31 dicembre 2007 ».

     All'articolo 9:

   Subemendamento 9.1.1 all'emendamento 9.1:

  Il  secondo e terzo alinea dell'emendamento 9.1 sono sostituiti
  dal seguente:

  -  dopo la parola  finanziario  sono aggiunte le seguenti  ; le
   erogazioni  per  l'anno 2007 in corso di  contrattualizzazione
   trovano  riscontro nei limiti degli stanziamenti a tale  scopo
   vincolati   in   base  ai  CCRL  dell'area  non  dirigenziale,
   iscritti nel relativo esercizio finanziario.

   Emendamento 9.1:

  - Le parole  dall'esercizio 2007  sono sostituite con le parole
   dall'esercizio 2008 ;

  -  dopo le parole  per l'anno 2006  aggiungere le parole  e  in
   corso di contrattualizzazione per l'anno 2007 ;

  - le parole  trovano conferma nelle disponibilità esistenti nel
   relativo  esercizio finanziario  sono sostituite con   trovano
   riscontro   nei  limiti  degli  stanziamenti  a   tale   scopo
   vincolati   in   base  ai  CCRL  dell'area  non  dirigenziale,
   iscritti nei relativi esercizi finanziari .

     All'articolo 10:

   Emendamento 10.1:

  All'art. 2, comma 4, e all'art. 6, comma 2, della l.r. n. 4 del
  30/4/2001 sono abrogate le parole  una sola volta

      All'articolo 14:

   Emendamento 14.1:

  Aggiungere il seguente comma:

   2.  Al  comma  1  dell'articolo 35 della  legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n. 32, la parola  venti' è sostituita  con  la
  parola  cinque' .

     All'articolo 16:

   Emendamento 16.1:

  Sostituire  le  parole   e  contributiva   con  le  parole    o
  contributiva .

     All'articolo 25:

   Emendamento 25.5:

  «L'articolo 25 è sostituito come segue:

  1. L'Assessorato regionale dei lavori pubblici è autorizzato  a
  stipulare  con  gli  istituti di credito  apposite  convenzioni
  finalizzate alla concessione di mutui ventennali contratti  dai
  proprietari di immobili ubicati nei centri storici e nelle zone
  omogenee  classificate   A  nei piani regolatori  generali  dei
  comuni   della  Sicilia,  finalizzati  alla  realizzazione   di
  interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui
  all'articolo  20  della legge regionale  n.  71/78,  ponendo  a
  carico  del  bilancio  regionale il costo totale  dei  relativi
  interessi.

  2.  Entro 90 giorni dell'entrata in vigore della presente legge
  l'Assessorato  regionale  dei  lavori  pubblici  determina  con
  proprio decreto, sentito il parere della competente commissione
  legislativa, i criteri e le modalità di accesso ai benefici  di
  cui al comma 1.

  3.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzato  a
  decorrere dall'esercizio finanziario 2008, un limite di impegno
  ventennale  dell'importo  di mille migliaia  di  euro,  cui  si
  provvede  ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera  i)  della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10».

   Subemendamento 25.5.1:

  «Al   comma  1  sostituire  la  parola   immobili'  con   unità
  immobiliari da adibire a residenza principale o secondaria  del
  richiedente';

  alla  fine del comma 1, dopo le parole  dei relativi interessi'
  aggiungere le parole  , ovvero, per la rinegoziazione  o  nuova
  stipula  dei mutui contratti entro i termini di validità  delle
  graduatorie  di  cui all'articolo 137 della legge  regionale  1
  settembre 1993, n. 25, dai soggetti utilmente ivi inseriti  che
  non  hanno  ottenuto il beneficio alla data di  scadenza  della
  graduatoria stessa'».

     All'articolo 28:

   Emendamento 28.1:

  «Dopo  le  parole   è  autorizzato   aggiungere  le  parole   a
  promuovere idonee iniziative finalizzate »;

     All'articolo 29:

   Emendamento 29.1:

  «Sopprimere l'articolo 29».