Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presenta la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
numero 1572 - Ragioni della mancata approvazione della proposta
di dimensionamento delle istituzioni scolastiche nella città di
Marsala (TP) da parte dell'Assessorato dei beni culturali,
ambientali e pubblica istruzione.
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Gucciardi Baldassare.
L'interrogazione, ora annunziata, sarà inviata al Governo.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
«Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2006» (Doc. n. 131)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2006 (Doc. n. 131) .
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole
Ardizzone, per svolgere la relazione.
ARDIZZONE, deputato questore e relatore. Mi rimetto al testo
della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul
rendiconto.
Si passa alla Rubrica: Entrata . Dò lettura del Titolo I:
Entrate effettive , capitoli dal I all'VIII.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CANTAFIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, ritengo veramente indecoroso il
modo in cui si sta affrontando il Rendiconto delle Entrate e
delle Spese dell'Assemblea regionale.
Non siamo stati informati per tempo; si dà per scontato che si
fa rapidamente, quando non abbiamo avuto neanche il tempo non
dico di controllare, ma di guardare con un minimo di attenzione
le cose che dovremmo approvare. Siccome la considero cosa
assolutamente essenziale, in un momento nel quale tutti parlano
delle spese della politica, il giorno in cui dobbiamo occuparci
delle spese della politica della nostra Assemblea regionale, non
si ha tempo. Quindi, le chiedo, formalmente, che ci siano i tempi
necessari per potere valutare i documenti che mi sono stati dati
in questo momento senza i quali non sarò in condizione di fare il
lavoro di deputato per il quale sono state eletto.
PRESIDENTE. Onorevole Cantafia, era stato posto all'ordine del
giorno il rendiconto e il bilancio preventivo dell'Assemblea e
sono stati regolarmente forniti i documenti.
Ovviamente, nel momento in cui lei chiede un tempo per
esaminarlo, la Presidenza è a disposizione per darle del tempo.
Ci mancherebbe altro Ma siccome vogliamo accelerare
CANTAFIA. Alla fine della finanziaria procederei con il
rendiconto.
PRESIDENTE. Onorevole Cantafia, la prego di soprassedere a
questa sua richiesta. Magari accantoniamo qualche partita,
l'importante è che possiamo andare avanti. La inviterei a fare
questo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io penso che tutte le polemiche di
quest'anno sulle missioni dei deputati, sulla immoralità dei
deputati dell'Assemblea, su quello che è stato fatto da parte dei
deputati, richiedano un momento di riflessione su quello che è il
bilancio e il rendiconto dell'anno, nonché di previsione.
Siccome ci sono deputati che non hanno fatto mai una missione,
né mai hanno violato - per dire quella che è stata anche la
questione dei giornali -il codice etico, ritengo opportuno a
questo punto, invece di parlare attraverso i giornali, la stampa,
fare il rendiconto in Assemblea di quelle che sono state le
missioni, di chi le ha autorizzate e con quali motivi, quante
sono state e chi le ha fatte.
Questo è uno dei problemi. Andiamo poi ad altri problemi, tra i
quali anche quelli riguardanti la Fondazione, di cui si parla, e
ad altre questioni.
Ritengo che il modo di agire secondo il quale si dice alla
stampa che i deputati sono quelli della casta , i quali non
pensano ad altro che alle missioni, non sia un comportamento
etico. Ritengo che il comportamento etico è esaminare con serietà
il rendiconto dell'Assemblea dell'anno scorso ed esaminare anche
con attenzione il bilancio di previsione dell'anno 2008.
Si deve finire di generalizzare E invece vorrei capire, da
semplice deputato, e poiché sono stato toccato da quella che è
stata l'infamia che ha coperto tutti i deputati, se il mio nome
compare fra quelli che sono andati in missione e chi ha
autorizzato queste missioni. Il problema è anche questo. Allora
penso che bisogna dare il tempo di esaminare questo rendiconto
per potere esaminare il bilancio di previsione dell'Assemblea
2008.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, è chiaro che lei non ha letto il
documento che le è stato consegnato, perché non stiamo parlando
del rendiconto del 2007, ma del rendiconto del 2006. Perché il
rendiconto del 2007 sarà discusso ed approvato eventualmente con
il bilancio preventivo del 2009. Onorevole Laccoto le do ragione,
le ho detto che stiamo trattando del rendiconto del 2006, ma se
c'è una richiesta formale di un parlamentare o due che chiedono
di avere un po' di tempo per esaminarli è chiaro che la
Presidenza dà loro il tempo per esaminarlo.
L'ha chiesto l'onorevole Cantafia, lo chiede l'onorevole
Laccoto. E' doveroso dare un termine per poterlo esaminare.
Pertanto, si sospende l'esame del documento n. 131 Rendiconto
delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2006 e del documento n. 132 Progetto di
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2008 al fine di consentire ai deputati di prendere
visione della documentazione.
Seguito della Discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2008 (665/A)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge . Si procede con il disegno di
legge n. 665/A Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2008 .
Invito i componenti della Commissione Bilancio a prendere posto
al banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che era stato votato il passaggio
all'esame degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Risultati differenziali e ricorso al mercato
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti della
presente legge, il saldo netto da finanziare per l'anno 2008 è
determinato in termini di competenza in 537.954 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2009 è determinato
un saldo netto da finanziare pari a 26.776 migliaia di euro,
mentre per l'anno 2010 è determinato un saldo netto da finanziare
pari a 63.893 migliaia di euro.
3. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze è
autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento di investimenti coerenti con l'articolo 3, comma
18, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, per un ammontare
complessivo pari a 774.720 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2008 e 241.000 migliaia di euro per ciascuno degli
anni 2009 e 2010.
4. Per l'esercizio finanziario 2008 continuano ad applicarsi le
disposizioni previste dall'articolo 2 della legge regionale 30
gennaio 2006, n. l.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni in materia di residui attivi
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2006 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2007, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2007.
3. Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del comma 1,
sussistano eventuali crediti, si provvede al loro accertamento
all'atto della riscossione con imputazione al conto della
competenza dei pertinenti capitoli di entrata».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti
1. Le somme perenti agli effetti amministrativi relative ad
impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1997, non
reiscritte in bilancio entro la chiusura dell'esercizio
finanziario 2007, sono eliminate dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
2. Con successivi decreti del ragioniere generale della Regione
si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi
del comma 1. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto
generale della Regione per l'esercizio finanziario 2007.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2006 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2005, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2007 non corrispondono obbligazioni
giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già
adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le
modalità di appalto.
5. Con successivi decreti del ragioniere generale della
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, si
procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del
comma 3. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2007.
6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei commi 1
e 3, sussista ancora l'obbligazione della Regione e, nel caso di
somme eliminate ai sensi del comma 1, sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al
relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli aventi
finalità analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le
spese o, in mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in
bilancio delle relative somme, da effettuarsi con successivi
decreti del ragioniere generale della Regione ai sensi degli
articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30.
7. Le disposizioni contenute dal precedente articolo 2 e dal
presente articolo si applicano anche all'Azienda delle foreste
demaniali della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Accantonamento negativo
1. In relazione all'accertamento delle entrate destinate
al finanziamento del servizio per il trattamento ed
utilizzo, mediante termovalorizzatori, della frazione dei
rifiuti urbani al netto della raccolta differenziata
prodotta nei comuni della Regione, è disposto uno
specifico accantonamento negativo previsto nella tabella
A' allegata alla presente legge. Il ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad iscrivere, con proprio
provvedimento, le relative somme ai pertinenti capitoli
del corrispondente accantonamento positivo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo5
Attuazione articolo 1, comma 832, della legge 27
dicembre 2006, n. 296
1. Le entrate derivanti dall'attuazione
dell'articolo 1, comma 832, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, discendenti dalla definizione del contenzioso
instaurato con lo Stato per l'applicazione del medesimo
comma, sono destinate, con decreto del ragioniere
generale della Regione, al finanziamento della maggiore
spesa prevista dall'articolo 1, comma 830, della legge 27
dicembre 2006, n. 296».
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato un
emendamento 5.1 a firma del Governo.
In attesa che si distribuisca l'emendamento con le fonti
normative di riferimento, accantoniamo l'articolo 5.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura
«Articolo 6
Assegnazioni in favore delle autonomie locali
1. Nelle more della definizione della
compartecipazione dei comuni al gettito dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche riscossa nel territorio
della Regione, da attuare ai sensi dell'articolo 1, commi
da 189 a 193, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per
il triennio 2008-2010, le assegnazioni annuali in favore
dei comuni, per lo svolgimento delle funzioni
amministrative conferite in base alla legislazione
vigente ed a titolo di sostegno allo sviluppo, sono
quantificate nella misura stabilita dall'articolo 8,
comma 1, della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1, da
iscrivere in una o più soluzioni, e sono destinate, per i
comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, ad
esclusione dei comuni delle isole minori, per una quota
non inferiore al 7,5 per cento con obbligo di incremento
annuale della stessa di almeno lo 0,5 per cento o nella
maggiore misura che sarà deliberata nella conferenza
Regione-Autonomie locali, a spese di investimento.
Qualora entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2008
non viene definita la misura della predetta
compartecipazione, stabilita tenendo conto
dell'equilibrio economico finanziario del bilancio della
Regione, l'assegnazione in favore dei comuni è stabilita
in 780.000 migliaia di euro.
2. La ripartizione delle risorse di cui al comma 1 è
effettuata ai sensi dell'articolo 76, comma 1, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e dell'articolo 21,
comma 17, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. L'iscrizione in bilancio e la relativa erogazione, al
netto delle quote destinate a spese di investimento e di
quelle destinate a specifiche finalità in base alla
legislazione vigente, è effettuata tenendo conto delle
disposizioni previste dall' articolo 18 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15.
4. Per il triennio 2008-2010, le assegnazioni annuali in
favore delle province, per lo svolgimento delle funzioni
amministrative conferite in base alla legislazione
vigente ed a titolo di sostegno allo sviluppo, sono
determinate detraendo allo stanziamento previsto nel
bilancio regionale per l'anno 2001, la somma
corrispondente al trattamento economico fondamentale,
accessorio ed oneri riflessi del personale delle
soppresse aziende autonome provinciali per l'incremento
turistico di cui agli articoli 5 e 10 della legge
regionale 15 settembre 2005, n. 10, transitato alla
Regione e l'importo relativo alle entrate accertate dalle
stesse nel secondo esercizio antecedente a quello di
riferimento a titolo di imposta sulle assicurazioni di
cui all'articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 e successive modifiche ed integrazioni. Sulla base
dei dati comunicati, in base alle risultanze dei
rendiconti da ciascuna provincia regionale, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, al dipartimento regionale delle finanze e del
credito, la ragioneria generale provvede alle conseguenti
variazioni di bilancio. Ciascuna provincia destina a
spese d'investimento una quota pari ad almeno il 7,5 per
cento con l'obbligo di incremento annuale della stessa di
almeno lo 0,5 per cento o nella maggior misura che sarà
deliberata nella Conferenza RegioneAutonomie locali.
5. La ripartizione delle risorse di cui al comma 4 è
effettuata, secondo le modalità previste dall'articolo
76, comma l, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni.
6. All'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, è aggiunto il seguente comma:
12. A decorrere dall'esercizio finanziario 2008, a
valere sulle risorse di cui al presente articolo, è
costituito un apposito fondo con vincolo di specifica
destinazione, cui confluisce una quota non inferiore al
25 per cento delle predette risorse, da ripartire con le
modalità di cui al comma 1 del presente articolo, a
favore dei comuni, per gli interventi in materia di
diritto allo studio ed assistenza scolastica nonché per
interventi in favore dei soggetti di cui alla legge
regionale 9 maggio 1986, n. 22 e successive modifiche ed
integrazioni'.
7. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, con proprio decreto da
adottarsi previa deliberazione della Giunta di Governo,
determina le modalità di funzionamento ed i componenti
della segreteria di cui all'articolo 43, comma 6, della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, come modificato
dall'articolo 100 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2.
8. Agli oneri di cui al comma 7 e a quelli necessari per
il funzionamento della Conferenza RegioneAutonomie locali
si provvede con parte delle disponibilità del capitolo
183303 Fondo per le Autonomie locali' di cui all'articolo
29, comma 1, della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2.
9. Una quota pari al 30 per cento dei fondi previsti
dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è destinata alle finalità previste dall'
articolo 4 della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27.
10. Dopo il comma 2 dell'articolo 98 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è aggiunto il
seguente:
3. Per i rapporti definiti alla data di entrata in
vigore della presente legge è riservata una quota pari a
2.000 migliaia di euro da ripartire in proporzione al
debito accertato, a valere sui fondi delle autonomie
locali'.
11. Per gli interventi previsti dalla delibera della
Giunta regionale n. 440 del 13 novembre 2007, al fine di
garantire la copertura finanziaria per gli interventi di
somma urgenza già effettuati con ordinanze dei sindaci ed
accertati dal dipartimento regionale della protezione
civile, è autorizzata l'assegnazione di 3.000 migliaia di
euro a valere sui fondi previsti dall'articolo 76, comma
4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
12. All'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, al comma 1 le parole del 2,5 per cento' sono
cassate ed è aggiunto il seguente comma:
Per le finalità di cui al comma 1, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2008, è autorizzata la spesa
di 1.650 migliaia di euro'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dall'onorevole Laccoto: 6.1, 6.18, 6.19,
-dagli onorevoli Antinoro ed altri: 6.14,
-dall'onorevole Tumino. 6.8;
-dagli onorevoli Galvagno e Barbgallo: 6.7, 6.9, 6.10, 6.11,
6.12 e 6.13;
-dagli onorevoli De Luca, Di Mauro: 6.17, 6.16;
-dagli onorevoli Laccoto e Barbagallo: 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6
-dall'onorevole Rinaldi: 6.20;
-dagli onorevoli Currenti ed altri: 6.15,
-dall'onorevole Speziale 6.19.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
parte da una considerazione. Il Presidente dell'ANCI regionale ha
già fatto pervenire al Presidente della Regione, all'Assessore al
bilancio ed ai capigruppo ed a molti deputati una nota con la
quale, preoccupato, comunica che le somme per gli enti locali
sono rispetto all'anno scorso 130.000.000 di euro in meno.
Il problema, Assessore e signor Presidente, è serio Gli enti
locali, già da quest'anno con una variazione di bilancio fatta
all'ultimo secondo, non hanno ancora ottenuto la terza
trimestralità, né tanto meno si parla della quarta che per legge
è andata oltre il 28 febbraio.
Se aggiungiamo i 130 milioni in meno dell'ANCI, con
rappresentante il sindaco di Siracusa, non di parte, ma del
centrodestra - chiedo l'attenzione di tutto il Parlamento
siciliano, compreso il Presidente della Regione e l'Assessore al
bilancio - ci troveremo in una situazione particolare e gli enti
locali si troverebbero non più ad avere problemi per la terza
trimestralità, ma, addirittura, anche per la seconda
trimestralità.
A questo punto, credo opportuno fare una riflessione. Mi
meraviglia che l'Assessore alla famiglia sia completamente
assente e ogni anno devo essere io a difendere gli enti locali e
la rubrica Famiglia, io che non c'entro niente rispetto a quelle
che sono le posizioni del Governo. Ci troviamo, quindi, a dover
attuare un impegno inferiore a quello previsto di ben 130
milioni.
Pertanto, ritengo giusto, in sede di bilancio, sacrificare
alcuni capitoli che probabilmente non sono indispensabili, ma
certo non tagliare 130 milioni agli enti locali.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che abbiamo accantonato l'emendamento 5.1, le chiedo di fornici
tutti i riferimenti normativi al riguardo.
PRESIDENTE Si vede che lei non era attento, l'ho accantonato
per dare sia l'emendamento che i riferimenti normativi.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiederei un
minuto, soltanto uno di attenzione.
La proposta emendativa dell'onorevole Laccoto, per essere
compresa appieno ha bisogno di essere integrata dall'emendamento
6.14, perché il paradosso emerge dalla lettura integrata della
proposta Laccoto e della proposta degli onorevoli Antinoro,
Cintola, Dina, Savona.
L'onorevole Laccoto chiede che siano integrati i finanziamenti
ai comuni per 100 milioni di euro rispetto a quanto previsto dal
testo del Governo, ma voi non pensate che quanto sostiene
l'onorevole Laccoto vada accolto, soprattutto se si tiene conto
che successivamente vi è un emendamento che prevede, non per i
comuni, e neanche per il comune di Palermo, ma solo per
l'emergenza Palermo, cioè per una parte relativa a un semplice
comune, 1/3 rispetto a quello che l'onorevole Laccoto chiede per
tutti i 381 comuni della Sicilia. Mi chiedo, quindi, se non siamo
davvero nella sproporzione.
Pregherei l'Assessore al ramo, dottore Colianni, di prendersi
carico di questa sproporzione per la quale confermiamo il
panormocentrismo di questa Assemblea, ma soprattutto di quanto
pensiamo per l'intero territorio: per un'emergenza di un comune
prevediamo 1/3 di quanto chiede il collega per tutti gli altri
381 comuni.
Secondo me è assurdo e chiedo all'Aula, pregiudizialmente, di
votare quanto chiede l'onorevole Laccoto e determinarsi in
maniera diversa per l'emendamento 6.14.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei far osservare che
qualora fosse approvato l'emendamento con la copertura indicata
non basterebbero tutti i fondi globali che ammontano a 99,7
milioni di euro, mentre in questo emendamento si chiedono 100
milioni di euro.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'emendamento all'articolo 5
accantonato, qualora l'Assemblea lo approvi, verrebbe assorbito
anche questo emendamento poiché l'emendamento all'articolo 5 del
Governo fa riferimento ai trasferimenti agli enti locali.
Pertanto, o li accantoniamo entrambi o superiamo questo
emendamento in attesa di discutere l'emendamento all'articolo 5.
PRESIDENTE L'emendamento 6.1 è accantonato per le
considerazioni delGoverno.
Seguendo lo stesso ragionamento, comunico che sono ritirati gli
emendamenti 6.18 e 6.14.
Si passa all'emendamento 6.8, a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO Chiedo di illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevole assessore per gli enti
locali, onorevoli colleghi, con questo emendamento si chiede
che i contributi alle province avvengano nella misura non del 50
per cento al territorio e 50 per cento agli abitanti, ma 60 per
cento al territorio e 40 per cento agli abitanti. Desidero
precisare che lo stesso è estremamente importante per le province
interne della Sicilia dove il territorio è enorme e la
popolazione è poca, quindi con una densità bassa.
Chiedo, quindi, cari colleghi, di considerare con attenzione
questo emendamento perché mentre per le grandi città, per le
grandi province è sostanzialmente di pochissima rilevanza, si
tratta di spostare pochissimi soldi, per le province interne
diventa di estrema rilevanza.
Considerato che oggi vi è un progressivo abbandono, una
situazione di degrado queste somme diventano preziose,
soprattutto se si fa riferimento alle strade interne; richiedo,
pertanto, di attenzionarlo e di esprimere parere favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento
dell'onorevole Tumino e cerco di argomentarne le motivazioni.
La questione posta è seria e riguarderebbe anche i comuni.
L'onorevole Tumino, consapevolmente, essendo deputato della
provincia di Enna, ha percepito l'importanza dell'argomento che
riguarda in larga misura non solo la provincia di Enna, ma le
piccole province siciliane, dove il rapporto tra il numero di
abitanti e l'estensione del territorio, cioè la densità, è
modificato rispetto ai gradi centri urbani.
Ora, va da sè che il comune di Catania, di Palermo e le
relative province di volta in volta hanno la finanza derivata
aggiuntiva.
Più volte abbiamo legiferato non in virtù di un principio di
carattere generale, ma abbiamo legiferato con norme particolari
riguardanti il Comune di Catania e il comune di Palermo. Ogni
volta le piccole province e i piccoli comuni finiscono con
l'essere indeboliti da qualsiasi manovra.
Pertanto, sono d'accordo che nell'attribuzione dei
finanziamenti alle province si tenga conto del combinato di due
parametri: da un lato la popolazione, dall'altro il territorio,
anche perché le province hanno competenza sull'assetto viario dei
territori e, ovviamente, questo incide nella formazione dei
bilanci.
Visto che il Governo e anche la Commissione, in modo
frettoloso, si sono apprestati a esprimere parere contrario,
vorrei che venisse valutata, consapevolmente, la natura ed il
profilo dell'emendamento che ritengo, invece, ispirato ai criteri
di una buona e corretta amministrazione.
Inviterei, pertanto, il Governo a rivedere il proprio parere
riferito all'emendamento di Tumino, che introduce parametri di
attribuzione delle risorse da parte della Regione in rapporto al
combinato del territorio e degli abitanti.
Ritengo che questo criterio debba essere introdotto nella norma
sulla base della quale l'Assessore regionale degli enti locali
dispone i trasferimenti perché è ispirato a un criterio di
corretta amministrazione.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
TUMINO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.8
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 20
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.20 a firma dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 6.19 a firma dell'onorevole Laccoto.
LACCOTO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei un po'
d'attenzione anche da parte del Governo. Esiste una norma
nell'articolato della finanziaria che destina il 25 per cento,
Assessore per la famiglia la prego di seguirmi, ad assistenza,
ricovero dei minori, buoni libro e così via, che è un
intendimento buono ed eccezionale.
Voglio, però, dire che le somme destinate ai comuni sono 780
milioni. Ai comuni, specialmente ai piccoli comuni fino a 10 mila
abitanti, viene a mancare il 25 per cento delle somme dell'anno
scorso - ci sono tra noi colleghi che comprendono
l'amministrazione comunale -. Ciò significa che il comune che ha
avuto un milione di euro avrà come libera spesa 750 mila euro,
mentre 250 mila euro sono somme vincolate in un capitolo. Non
discuto il motivo ispiratore.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICCICHÉ
Il problema è che vi sono comuni dove, ad esempio, non hanno
ricovero per minori o ne hanno uno soltanto, quindi, hanno
problemi rispetto a quelle che sono le somme dei servizi da
erogare.
Se aumentano i costi dell'Enel, se aumentano le spese normali
della mensa, tutte le altre spese obbligatorie dei comuni,
certamente con un 25 per cento che sono obbligati a fare per
altre destinazioni, si trovano in grosse difficoltà.
Ora, delle due l'una. Personalmente, ho presentato anche degli
emendamenti nei quali ho chiesto o un aumento delle somme per gli
enti locali, per cui il 25 per cento viene assorbito in un
aumento per gli enti locali attraverso l'emendamento precedente
da me presentato con il quale si stabiliva di dare 100 milioni
per queste finalità; ovvero con un altro mio emendamento, si
stabiliva di escludere, da questa ripartizione così bloccata, i
comuni con meno di 10 mila abitanti per non avere i problemi che
porteranno al dissesto.
Non è concepibile, ritengo, che si passi da un milione di euro
ad una erogazione di 750 mila euro. Vi sono comuni che possono
spendere totalmente la differenza, i 250 milioni, con
l'erogazione di libri, ricoveri di minori o assistenza, lo
possono fare però in condizioni di tranquillità, dopo avere
fornito i servizi obbligatori.
Non sono contrario con l'ispirazione di principio, sono
contrario alla formulazione così netta, questo è il problema.
Volevo, però, dire, signor Presidente, che, prima di questo
emendamento, ve ne era un altro che destinava 100 milioni di euro
a tali finalità, esattamente si riferiva al comma 1 ed è stato
accantonato per discutere l'emendamento 5.1 presentato dal
Governo.
Pertanto, propongo di discuterlo, dopodiché, penso che la
norma per i comuni inferiori a 10 mila abitanti debba essere
accolta in questo Parlamento, altrimenti creeremo grossi
problemi.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, lei è intervenuto
sull'emendamento 6.19, comunico che l'emendamento 6.7, a firma
degli onorevoli Galvagno e Barbagallo, e l'emendamento 6.17, a
firma degli onorevoli De Luca e De Mauro, sono ritirati.
Si passa all'emendamento 6.2, a firma dell'onorevole Laccoto.
LACCOTO Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è collegato al discorso fatto poc'anzi. Non è
possibile che da un anno all'altro si possa passare ad una spesa
obbligatoria del 25 per cento. Diamo 100 milioni che siano
vincolati all'assistenza, ai buoni libro e così via, ricordandoci
che diversamente i Comuni andrebbero ad avere grossi problemi,
specialmente i Comuni fino a 10 mila abitanti.
Se passa questo emendamento, naturalmente decade l'altro:
invece di dare la somma al 25 per cento, si dà una somma
vincolata di 100 milioni di Euro per queste finalità.
Per lo meno è una somma del 10 per cento che viene decurtata da
un anno all'altro rispetto a quelle che erano le somme.
Qui ci sono dei deputati, oltre che il Governo e l'Assessore
per la famiglia, che dovrebbero comprendere che se si vincola
improvvisamente il 25 per cento per una finalità giusta si
mettono in difficoltà i Comuni.
Vincoliamo, invece, 100 milioni di questa somma e i Comuni
possono tirare un respiro di sollievo. Diamo un segnale che vada
in questo senso
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, questo emendamento deve essere
ritenuto ritirato?
LACCOTO No, prima si discute questo emendamento e poi
l'altro. Sono intercambiabili.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
che stiamo affrontando degli Enti locali è un tema prioritario e
di assoluta importanza.
L'onorevole Laccoto ha posto un problema estremamente serio che
mi sento di condividere.
I comuni della Sicilia non possono essere vincolati a spese
specifiche. Il suggerimento dato è che intanto il Fondo delle
Autonomie - e il problema mi sembra risolto - debba ritornare
all'intero importo.
Il secondo elemento di riflessione riguarda le modalità con cui
bisogna stabilire le priorità di intervento.
Già nella precedente finanziaria avevo chiesto a questo
Parlamento di destinare almeno il 10 per cento dei fondi alle
politiche sociali. Penso che questo Parlamento si dovrà occupare,
in aggiunta dei fondi della legge numero 328, a dare un segnale
forte e potente nei confronti delle popolazioni più fragili,
dando un segnale riguardante le politiche sociali e, quindi, una
riserva del 10 per cento per le stesse.
Per quanto riguarda tutti gli altri vincoli, penso che la
Conferenza Regione-Enti locali sia in condizione, con la presenza
dell'ANCI, dell'URPS e di tutte le componenti politico-
amministrative, di potere stabilire le modalità ai comuni e ai
loro rappresentati per una distribuzione flessibile ed equa per
il territorio.
Onorevoli deputati, penso che la riflessione debba essere
legata alla ricerca della flessibilità, delle autonomie da parte
dei comuni di potere scegliere in sede di conferenza Regione-Enti
locali e di stabilire, semmai, una percentuale da destinare
interamente alle politiche sociali, in aggiunta a quelle
stabilite dalla legge numero 328.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non solo
perché sono figlio dell'esperienza delle autonomie locali -
essendo stato per anni amministratore e consigliere comunale
nella mia città - ma sono un convinto assertore dell'autonomia,
soprattutto in applicazione anche della riforma del titolo V che
ha stabilito una novità assoluta nel nostro ordinamento:
l'orizzontalità delle rispettive competenze.
Però, con altrettanta franchezza, dico che non possiamo far
finta di non vedere i problemi esistenti nel rapporto con gli
enti locali.
Vorrei ricordare che questa Regione è stata - da questo punto
di vista ogni tanto qualche merito ce l'ha - antesignana nel 1979
e nel 1986 nel definire due norme: la legge numero 1 del 1979 e
la legge numero 22 del 1986 che sono state anticipatrici di
processi di decentramento che poi hanno riguardato lo Stato e le
Regioni, lo Stato per ultimo con la legge numero 328.
Apro una parentesi. Visto che l'Assessore Colianni ha fatto
riferimento al ruolo di negoziazione che va definito con le
associazioni delle autonomie locali, vorrei ricordare che i fondi
della legge numero 328 si utilizzano per gli interventi socio-
sanitari e non per altro; vedo un'applicazione fantasiosa da
parte dell'Assessorato alla Famiglia che intenderebbe ipotizzare
e ipotecare queste risorse, come mi giunge voce, attraverso un
commissario nominato dal comune di Palermo, tale dottor Crimi, e
che ci sarebbe una volontà di un'utilizzazione dei fondi per
altre finalità, ma lo vedremo in altre sedi, anche di ordine
giudiziario.
Chiusa la parentesi su questa vicenda, dico subito che noi
abbiamo decentrato con legge compiti e servizi; con la legge 6
del 1997 non è stato affermato un principio di autonomia, è stata
modificata la legislazione nel senso di stabilire i fondi
trasferiti, in applicazione di quei servizi e di quei compiti:
compiti di servizi sociali con la legge 22 e compiti quali
attività culturali, sportive, scuola, e via dicendo con la ex
lege 1.
Con la legge 6 si è detto che questi fondi non sono più
vincolati come lo erano prima, quando c'era una quota di spese
per investimento, una quota di spese correnti, un piano di
riparto che doveva essere approvato dal consiglio comunale. Si è
detto che venivano trasferiti i soldi in maniera indistinta, sia
per investimenti che per spesa corrente, sia per la legge 22 sia
per la legge 1.
E clamorosamente si assiste a situazioni come quelle presenti
nella città di Catania o di Palermo e faccio un esempio di spesa
cosiddetta obbligatoria: le autorità giudiziarie dispongono il
ricovero per i bambini abbandonati nelle case famiglia, ed è un
obbligo di legge, e sempre secondo la legge il sindaco diventa
addirittura tutore. Ebbene, nel comune di Palermo, il sindaco,
l'amministrazione comunale non eroga da quasi due anni ciò che è
dovuto per legge e il Comune di Palermo - lo cito come esempio,
trattandosi di spesa cosiddetta obbligatoria - la fa transitare
tra i debiti fuori bilancio
Essendo, quindi, una spesa obbligatoria, è costretto poi a fare
approvare un debito fuori bilancio che opera in regime esterno al
bilancio ordinario, determinando indebitamento e una situazione
in cui, tra il momento in cui è erogata la prestazione ed il
momento in cui viene pagato il corrispettivo, mediamente passano
due anni, con una situazione grave che si sta determinando, di
sofferenza sociale, di sofferenza per l'attività dell'autonomia
scolastica.
Poichè voglio essere franco con i colleghi, devo dire che sento
che su questa vicenda c'è una preoccupazione soprattutto da parte
dei piccoli comuni, nei quali, mi si dice che sono già in una
condizione di sofferenza perché hanno il personale, perché hanno
l'integrazione per gli ex articolisti, cioè tutte le categorie di
sofferenza che esistono, in qualche modo, e attraverso questo
sistema verrebbero a trovarsi in un ulteriore elemento di
difficoltà.
Lo voglio ribadire: abbiamo introdotto norme che sono così
ampie che mi permetto di dire, ordinariamente, l'attività dei
comuni sui fondi trasferiti dalla Regione, ordinariamente è molto
di più del 25 per cento.
Qui abbiamo inserito la manutenzione scolastica perché nelle
politiche scolastiche c'è la manutenzione, il buono libro, tutto
ciò che il comune fa per la scuola dell'obbligo nel suo
territorio, così come la legge n. 22 comprende un'infinità di
attività che sono già previste dai comuni, che erogano i comuni,
rispetto ai quali il 25 per cento è già nei bilanci dei comuni,
sulla quota trasferita dalla Regione, abbondantemente, applicata.
Questa norma, allora, a cosa serve? Serve in qualche modo, ad
evitare che in nome delle priorità, la spesa sociale, la spesa
per la scuola dell'obbligo venga considerata, poiché spesa
obbligatoria; si ricorre al trucco di utilizzare i debiti fuori
bilancio per garantire comunque i servizi, ma mettendoli in
sofferenza. Ecco perché dico ai colleghi che qui non stiamo
ledendo l'autonomia né stiamo facendo un'operazione in cui i
comuni sono costretti da qualche cosa o da qualcuno.
Qui si è stabilito, con norma, di fare un'operazione. Fatto
100, saranno 900 milioni circa di euro, saranno 780, siccome
devono essere 900 e più, mi pare evidente che il problema non è
il quantum. Io sto facendo un esempio, fatto 100, la somma che la
Regione dovrà trasferire agli enti locali, sulla base delle norme
vigenti, invece di avere un unico capitolo da cui l'assessore
attinge per trasferire queste risorse, ne ha due, uno fatto da 75
e uno composto da 25, cioè sempre 100 darà ai comuni, ma quel 25
del capitolo è un capitolo a destinazione vincolata, rispetto a
queste norme. Quindi, i comuni non perdono una lira. Non c'è un
abbassamento, anzi, io mi auguro che daremo più soldi ai comuni,
ma qui voglio riaffermare il principio che c'è una diversa
modalità di erogazione dei trasferimenti nei confronti dei
comuni, per garantire la spesa sociale e la spesa per la scuola
dell'obbligo.
Questa norma ha una genesi particolare. Se ne è parlato già con
la variazione di bilancio, la commissione ha valutato di
inserirla nella norma finanziaria. E' stata maturata, valutata,
approfondita anche con gli uffici per farla funzionare. Credo
che questa norma, comunque, garantisca nello stesso tempo
autonomia, ma garantisce anche i servizi, soprattutto per la
povera gente cui va data la priorità che merita.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Ritengo che, così come si è
discusso a lungo in Commissione Bilancio, su questa norma un
minimo di riflessione vada fatta.
Qua bisogna rendersi conto delle cose che vogliamo fare.
Ritengo che il 25 per cento per i comuni superiori ai 15 mila
abitanti In effetti, qualunque comune per le politiche sociali
e la parte riguardante l'assistenza scolastica ovviamente già li
spende di suo. Non ci sono discussioni. Solo che è successo, in
alcuni casi, che molta gente, al posto di pagare i buoni libro,
ha fatto altro: o hanno pagato stipendi o hanno fatto feste o
hanno fatto qualcos'altro. Palermo, Catania, non è un problema di
questo genere. Non so se Palermo, ma Catania certamente ha fatto
in questo modo.
Allora, vincolare la spesa alle politiche sociali, qui si parla
di legge 22 e successive modifiche ed integrazioni, oppure alle
politiche sociali Quindi, come richiedeva l'assessore Colianni,
e all'assistenza sociale relativamente soprattutto
CRACOLICI Io propongo una cosa più seria: la proposta del
collega Laccoto.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Con riferimento alla legge 22, che è
la legge quadro, tutta la parte relativa a questa vicenda può
essere fatta. Nei comuni sotto i 15 mila abitanti si può
applicare il 15 per cento, in modo tale da poter consentire ai
comuni di fare questa piccola variazione che generalmente è in
questi termini.
PRESIDENTE Scusi, onorevole Assessore, mi fa capire qual è la
determinazione cui siete arrivati, se c'è un accordo tra il
Governo e l'Aula?
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. La determinazione è che siamo
assolutamente d'accordo a mantenere il comma, in quanto il 25 per
cento per i grandi comuni ci sembra
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Siccome le cose dette dall'onorevole Cracolici mi
convincono e, tuttavia, voglio tenere in considerazione
l'osservazione fatta dell'onorevole Assessore che riguarda i
piccoli comuni, ritengo che la possibilità di potere mantenere
l'impianto del comma così com'è, da un lato, e, dall'altro,
andare incontro all'emendamento è possibile. Si può stabilire che
per i comuni sino a 10 mila abitanti il fondo rimane invariato,
per i comuni superiori a 25 mila abitanti si mantiene
l'articolato così com'è: il 25 per cento destinato ai servizi
sociali.
Preannuncio un mio subemendamento al comma 6 che va nel senso
appena indicato.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, con franchezza le voglio fare
osservare che a me non piace questa maniera di procedere per cui
chi grida di più ha la parola, ufficiale o ufficiosa.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ha pienamente ragione.
ORTISI Signor Presidente, nel merito, vorrei aggiungere che
qui non siamo in sede convegnistica né di seminari, ma siamo in
un Parlamento in cui si va avanti attraverso proposte emendative
già scritte o per cui dire una percentuale sulle politiche
sociali è espressione convegnistica, non è espressione di esame
della finanziaria.
Signor Presidente, reitero la mia osservazione critica. A
prescindere dagli interventi dei colleghi conclusi i quali ci si
può determinare sul percorso procedurale qui si banchetta , nel
senso che si sta fra i banchi, a decidere subemendamenti o no
senza ascoltare almeno la conclusione degli interventi, dando per
scontato che gli interventi successivi cronologicamente a quello
che si va determinando non servono. E invece può succedere che
servano.
Seconda osservazione preliminare: riserva del 10 per cento per
le politiche sociali. Onorevole Assessore, io sono d'accordo ma
c'è una proposta del Governo? O c'è una proposta emendativa al
testo? Perché qui siamo in sede parlamentare, ripeto, non siamo
in sede convegnistica
Esiste già nel testo una proposta del Governo che asseconda
quello di cui lei parla sul quale si è d'accordo? E allora
possiamo parlarne. Oppure, esiste un emendamento presentato dal
Governo? Allora possiamo parlarne, altrimenti facciamo seminario
che non serve.
Nel merito, Presidente, per capire il senso di un provvedimento
bisogna sempre contestualizzarlo. Il contesto in cui nacque la
legge n. 22 e anche le successive modifiche ed integrazioni era
un contesto in cui il concetto di sussidiarietà negli anni 90
andava per la maggiore e di autonomia degli enti per cui si
decise giustamente in quell'epoca che affidare alle
amministrazioni il totum decidendo che le amministrazioni
medesime si determinassero sul come utilizzarle aveva un senso,
era una valorizzazione di queste che erano spesso nuove forze che
si affacciavano al panorama amministrativo degli enti locali.
Ma ora non è più così. Perché nel frattempo è avvenuto quello
di cui si lamenta spesso l'onorevole Cintola, cioè è avvenuto che
l'utilizzo ancorché essere finalizzato ad un rinnovamento dei
modus e del merito di intervento è andato a finire, come spesso
succede nel nostro Meridione, e di questo dobbiamo tenere conto
in fase di rianalisi critica di quello che sta avvenendo, perché
altrimenti le leggi non cambierebbero mai.
E' andata a finire che amministrazioni di destra e di sinistra,
nuove e vecchie, andassero verso l'effimero, e fino a questo non
è che mi sconvolga, però a decremento e a sfavore del sociale per
cui l'impianto della 22 era nato. E la decisione di affidare alle
nuove amministrazioni il totum da ripartire con intelligenza.
Allora, l'intervento di correzione del legislatore serve a
questo, serve in corso d'opera a capire là dove ci sono state
delle patologie andare a correggerle fino a quando le patologie
sono fisiologiche, altrimenti a smontare totalmente l'impianto.
In questa fase siamo alle patologie correggibili e in questo
senso va letta la proposta di obbligare a fare spendere il 25 per
cento del contributo per spese sociali. Che poi lo si ridetermini
secondo una variazione subemendativa che l'Assessore al ramo
soprattutto può suggerirci dall'alto della sua esperienza
concreta e pragmatica nei termini di 10 mila o 15 mila abitanti o
nella proporzione crescente, fate voi, non è un problema, anzi si
ci può mettere d'accordo, ma l'importante è che da una parte non
si facciano riferimenti fumosi e dall'altra si cerchi di
concretizzare la filosofia di fondo che presiede al comma e che
sia totalmente rispettata altrimenti avremmo perso solo tempo.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per un richiamo al Regolamento e gradirei che lei, signor
Presidente, mi desse ascolto.
Io credo che gli interventi dei colleghi non vengono
apprezzati, non arriva neppure la voce e ritengo che ci sia
invece la necessità di prestare maggiore attenzione ai temi che
vengono trattati. Gradirei dunque che venissero fissate alcune
regole, circa la certezza e la chiarezza.
Se la seduta in corso deve diventare una seduta notturna per
arrivare fino a domani mattina per approvare la finanziaria o se
deve essere una legge che ad un certo punto carissimi amici che
non mi ascoltate, vorrei una risposta.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, parli con me.
CINTOLA Signor Presidente, lei ha ragione, devo rivolgermi a
lei, mi ascolti un attimo solo, non le farò perdere molto tempo.
PRESIDENTE Deve stare tranquillo, io fino a due cose riesco a
farle, per cui l'ascolto tranquillamente.
CINTOLA E' della terza che mi preoccupo io, non della prima e
della seconda. Chiedo di stabilire una data ed un'ora entro le
quali far rientrare i nostri lavori e se stabiliamo che su ciò su
cui non c'è l'accordo si provvede ad accantonarlo perché possa
essere fatto alla fine, anche questo modo di procedere avrà una
sua validità. Dobbiamo capire viceversa se stiamo qui a
bivaccare, ad ascoltare, a non capire, a non produrre, a tentare
di produrre inutilmente. Allora, faccio mi rimetto a quello che
spesso dice il Presidente dell'Assemblea, il nuovo Presidente che
ha idee a volte avveniristiche, a volte anche da apprezzare, a
volte invece se le dimentica, di stabilire se dovremo continuare
fino alle ore 20.30-21.00 per poi riprendere, qualunque sia il
punto in cui si è arrivati, domani mattina o lunedì prossimo.
Ma certo è che non possiamo continuare con un andare e venire
sugli emendamenti. E devo confermare che l'onorevole Ortisi ha
ragione: non è possibile che i primi due che parlano abbiano
un'attenzione e quasi quasi vanno a chiudere un emendamento,
quando il terzo, il quarto ed il quinto anche se parlano poi non
avranno nessun tipo di refluenza.
Peggio ancora quando il Governo si esprime a due voci o a tre
voci, per cui l'Aula non sa più quale orientamento abbia il
Governo. Pertanto, la vorrei pregare e concludo, signor
Presidente, di dare una sterzata seria ai lavori al fine di dare
concretezza al lavoro che stiamo facendo nei termini e nei modi
che lei riterrà opportuno, sentendo anche l'Assemblea, ma con la
certezza di sapere dove saremo e dove arriveremo.
PRESIDENTE Quando sapremo qualcosa glielo farò sapere.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, io ritiro l'emendamento 6.2 perché
credo che ci sia un accordo sul successivo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al 6.19 dell'onorevole Speziale ed al relativo
subemendamento che così recita: sostituire la parola diecimila'
con quindicimila'.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, le chiedo scusa perché lei stava
passando alla votazione dopo circa venticinque minuti;non è
colpa, secondo me, né dell'Assemblea, né dei deputati, né di
questa Presidenza.
Vorrei comprendere dal Governo la finalità che lo ha portato a
definire in una norma questa quota del 25 per cento, perché ci
sarà una motivazione se ha scritto l'articolo. Se c'è una
motivazione oggi cosa facciamo, un mercato? Come dice Ortisi, se
dobbiamo andare ai comuni inferiori a 10 mila, inferiori a 10
mila, dobbiamo scendere a 5 mila? Cosa dobbiamo fare?
Se è stato scritto c'è una finalità. La finalità qual è? Il 25
per cento viene da un ragionamento, il ragionamento qual è?
Altrimenti ad ogni emendamento ci fermiamo, ogni emendamento
diventa emendabile o subemendabile e stiamo qui sei giorni e sei
notti. Se c'è una linea di Governo che è una linea Governo e,
secondo me, c'è una ragione per la quale è stata fatta questo
tipo di proposta, allora si deve difendere fino alla fine.
Questo è quello che penso, altrimenti emendiamo, subemendiamo e
rispetto a questo poi con le varie votazioni non so dove andiamo
a finire.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli deputati, io penso
che sia ormai chiaro a tutti ciò che sta accadendo in Sicilia e
che riguarda l'impegno dei comuni in direzione delle politiche
sociali.
In Sicilia avevamo decine e decine di milioni non spesi
nell'ambito delle politiche sociali afferenti alla legge n. 328.
Soltanto l'impegno di questo Governo che ha dato tempi certi e
attività vicarianti nei confronti dei comuni che non agivano nei
tempi adeguati, ha consentito a questa Sicilia, oggi, di poter
dire che tutte le risorse predisposte dai gruppi-piano e
predisposti in virtù della legge n. 328 oggi sono spesi.
Esiste, tuttavia, un problema: ci sono spese per i comuni
assolutamente obbligatorie e il problema è che i comuni in
difficoltà, tuttavia, hanno ritenuto di rendere esaustive le
somme della legge 328 che sono soldi che afferiscono dallo Stato.
Avendo ritenuto esaustive queste somme ci sono tantissimi comuni
che rispetto alle politiche sociali non intervengono con le
risorse regionali e con le risorse a loro carico.
Già l'anno scorso, ripeto, avevo presentato un emendamento che
non era del 25 per cento, bensì, del 30 per cento e l'anno scorso
non passò. Io penso che sia un segno di assoluta civiltà che in
una regione come la nostra si decida di fare spendere almeno il
25 per cento delle somme ai comuni in direzione delle
popolazioni più fragili ivi comprese le nuove povertà.
Pertanto, raccolgo anche l'invito che proviene dai banchi di
questo Parlamento in maniera penso diffusa che, tuttavia, è
quello di non mettere in difficoltà i piccoli comuni, i quali
sono quelli che probabilmente hanno maggiori difficoltà nella
spesa e, pertanto, oggi la proposta che viene fatta è quella di
considerare prioritario l'intervento al di sopra dei 15 mila
abitanti, obbligando al 25 per cento della spesa direzionata alle
politiche sociali, mentre lasciamo liberi i comuni al di sotto
dei 15.000 abitanti per potere ovviamente trovare un equilibrio
che oggi è già difficile nella spesa degli enti locali. La
proposta è estremamente chiara.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.19.1. Il parere
della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.19 nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Congedo
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole
Correnti è da considerare in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 665/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.21, a firma del
Governo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
per votare l'emendamento del Governo bisogna prioritariamente
votare l'altro emendamento che è appunto all'articolo 5. Infatti,
se non accertiamo che il direttore del bilancio ci può mettere i
soldi, qui rischiamo, addirittura, di non dargli una lira; siamo
al paradosso, eviterei di esagerare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende l'articolo 5 in
precedenza accantonato.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che è opportuno sia quello che diceva l'onorevole Cracolici ma
anche la sua sollecitazione a sistemare ciò che è rimasto in
sospeso, c'erano alcuni emendamenti legati e quindi dobbiamo poi
fare in modo che tutto sia coordinato.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe inutile
dire che io sono d'accordo, però voglio far notare soltanto che
non più tardi di ieri la relazione di minoranza alla finanziaria
osservava che, come per ogni anno, le previsione di minore spesa
rispetto al saldo finale erano pie illusioni.
Ora, a me fa piacere che già non dopo 12 mesi ma dopo 24 ore la
nostra relazione trovi riscontro qui in Aula. Con un emendamento
abbiamo già confermato che quando le tre vie proposte dalla
relazione di maggioranza si pensavano approvate, vengono subito
smentite: le cosiddette maggiori entrate illusorie, le minori
spese proprio adesso con l'emendamento 5.1 dimostriamo che non
erano vere.
Mi fermo qui per carità di patria e per non danneggiare
l'emendamento in sé.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Ortisi ha certamente piacere, ma avrebbe piacere
di più l'Aula se potesse conoscere l'effettiva quantificazione
delle cose di cui stiamo parlando. Il Governo ha presentato un
subemendamento all'emendamento 5.1. Questo emendamento - lo
traduco per i colleghi poco avvezzi alle materie di
contabilità - prevede che il Ragioniere generale, con
proprio decreto, è autorizzato a dare copertura all'intero
fondo per gli enti locali e alla quota non coperta da questo
bilancio, di compartecipazione al Fondo sanitario regionale.
Si tratta di temi che sono stati posti sia dall'Ufficio del
bilancio dell'Assemblea sia dalla Commissione bilancio, da
parte dei colleghi della minoranza, sia da parte del collega
Ortisi, nel momento in cui ha svolto la relazione di
minoranza.
Da dove si prendono questi soldi? Qui sta la novità. Stiamo
scoprendo che vi sono quote di avanzo non utilizzate, non
applicate al bilancio e che, quindi, all'occorrenza, si
utilizzeranno per dare copertura a ciò che è dovuto. Stiamo
parlando cioè del fatto che ciò che proviene dal passato non è
stato mai effettivamente utilizzato.
Ricordo che, quando, da ragazzino, iniziai a fare politica,
aleggiava una leggenda per la Regione siciliana - mi riferisco
alla fine degli anni '70 - che riguardava i famosi fondi
non spesi e si parlava, appunto, di questi fondi; la
Sicilia possiede - non so, allora - miliardi o decine di
migliaia di miliardi non utilizzati. Questi sono i fondi non
utilizzati. Non sappiamo quanti sono; non sappiamo cosa sono e
non sappiamo, soprattutto, come dovranno essere utilizzati.
Lo dico perché si tratta di una questione dirimente. Credo
che oggi stiamo approvando un bilancio e una finanziaria al
buio. Dico ciò per due ragioni: abbiamo un bilancio a
legislazione vigente, onorevoli colleghi, e non sappiamo se i
capitoli che abbiamo votato, le UPB sono le effettive esigenze
dell'Amministrazione. Come dire, a legislazione invariata o,
piuttosto, all'interno di singoli capitoli, ci può essere
stato qualche assessore o assessorato che ha fatto il furbo,
un po' più di qualche altro, e si è costituito un piccolo
tesoretto che poi, con una variazione di bilancio - ed è un
atto di Giunta - si va a ridistribuire.
Qui stiamo parlando di un'altra cosa, cioè del fatto che
abbiamo delle risorse e, seppure non sappiamo quante sono,
stiamo autorizzando - è corretto, dal punto di vista formale -
questo emendamento che, permettetemi di dire, è l'emendamento
che consente di far superare a questa finanziaria l'esame del
Commissario dello Stato; senza questo emendamento la manovra
finanziaria era a rischio di legittimità.
Stiamo per approvare una norma che autorizza il Ragioniere
generale a sostituirsi alla politica perché, da copertura con
avanzi gestionali di altri esercizi.
Assessore, lei sa che il dottore Emanuele, ad un certo
punto, ha detto: ma voi pensate che io sia così folle da non
dare copertura al bilancio 2007, sapendo che ho tolto i
settecento milioni della valorizzazione degli immobili che non
ho potuto incassare nell'esercizio 2007?
E' chiaro che sa ed è giusto, ma, con tutto il rispetto nei
confronti del dottore Emanuele, penso che anche il
Parlamento debba sapere quante risorse di questa Regione sono
disponibili. E invece non sono presenti in alcun atto di
questo bilancio e di questa finanziaria. Non ci sono.
Stiamo parlando di una cambiale in bianco, corretta, che
dobbiamo sottoscrivere, ma è una cambiale in bianco della
quale sappiamo l'importo d'uscita ma non sappiamo con quante
risorse abbiamo per poterla firmare.
Ho voluto fare questo intervento perché c'è un proverbio che
dice Qui casca l'asino .
Stiamo scoprendo che una parte di risorse, in questa
Regione, ci sono ma il Parlamento non sa quante e come sono
organizzate e da dove provengono.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo perché vorrei che rimanesse agli atti quello che
sto per dire. Con tale emendamento del Governo, si spiega
l'aspetto formale dell'eliminazione, all'articolo 6,
dell'ultimo alinea del comma 1, relativo ai 780 mila euro del
Fondo dei comuni e si spiega una cosa che, obiettivamente, il
Ragioniere generale ha detto in Commissione Bilancio.
Con questo emendamento che, sicuramente, da un punto di
vista formale, è corretto, stiamo, sostanzialmente - senza
sapere a quanto ammonta questo tesoretto , mille euro, dieci
milioni di euro, due milioni di euro, due miliardi di euro,
forse, due miliardi di euro, non lo so -, delegificando e
affidando all'amministrazione la quantificazione di quanto
serve per il Fondo per le autonomie locali - ecco perché non
mi spiegavo per quale motivo l'importo di 780 mila euro veniva
tolto - e stiamo affermando - questo è quello che mi lascia
più perplesso e, per questo motivo, sono intervenuto - che
tutti i buchi della sanità potranno essere coperti attraverso
un atto amministrativo.
Se questo è un fatto altamente positivo, da un punto di
vista contabile, quindi, non possiamo che dire bravo al
Ragionierie generale, all'assessore per il bilancio che fa il
suo dovere ed anche al Presidente della Regione, è chiaro.
Ritengo che, in questo Parlamento, dobbiamo porci il problema
della necessità che la politica, nel senso nobile del termine,
di cui abbiamo parlato tante volte - ne abbiamo parlato anche
ieri -, abbia; non vorrei che, attraverso una norma che,
sicuramente, ci da la possibilità di chiudere anche le
vicende, in termini di legittimità e di pericolo di
impugnativa, così come è stato posto tante volte, anche in
sede di variazione di bilancio, oggi, attraverso questo norma,
formalmente corretta, attiviamo un processo per cui
l'Assemblea viene, sostanzialmente, espropriata anche dalla
possibilità di scelta sul Fondo delle autonomie e,
soprattutto, sulla sanità, alla luce delle cose che abbiamo
detto tante volte, anche come forza politica, sulla sanità.
Sono intervenuto - nonostante gli sforzi che l'assessore
alla sanità sta facendo per recuperare le difficoltà in cui ci
troviamo - perché rimanga agli atti che, attraverso questo
emendamento che, ovviamente, votiamo, perché non possiamo
mettere il Governo nella difficoltà e nella impossibilità di
far passare questo bilancio, stiamo autorizzando -
delegificando - il Ragioniere generale a procedere alla
individuazione delle somme necessarie per le autonomi locali e
per la sanità.
Si tratta di attivare le risorse in quel fondo di cui, come
dice giustamente l'onorevole Cracolici, non conosciamo
l'ammontare perché è un risultato di carattere amministrativo.
Voglio dire ciò perché, se sono vere le nostre richieste, le
nostre petizioni, i nostri documenti che tentano di far
diventare ancora più trasparente la Regione siciliana, penso
che i parlamentari, al di là delle appartenenze, come mi sono
sforzato di dire anche ieri, devono essere a conoscenza di
quello che facciamo.
Nell'esprimere il voto favorevole, per i motivi - come ho
detto - di natura tecnica e anche politica - perché faccio
parte di questa maggioranza vorrei fosse chiaro che si
tratta di quello per cui stiamo votando questo emendamento.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che si determinasse
un eccesso di curiosità intorno ad un emendamento del Governo
- onorevole Stancanelli, spero di darle risposta - che è nato
da un atto di fortissima sensibilità amministrativa.
Abbiamo un'esigenza di copertura del deficit sanitario,
legato alla destinazione delle accise che il Governo ci
promise nel 2006 e che, successivamente, sono state protestate
per ragioni che non sto qui a spiegare e per il quale esiste
un ricorso presso la Corte costituzionale.
Di fronte all'ipotesi che il ricorso, come, peraltro,
qualcuno, nel corso del dibattito in Commissione e in Aula, ha
paventato, venga perduto, abbiamo avvertito la necessità di
costituire un fondo che potesse riservarci l'integrazione.
Questo emendamento, onorevole Stancanelli, non è altro che
la garanzia che, qualora il ricorso si perda, la Regione sia
pronta a trovare i soldi perché siamo in un rapporto di dare e
avere con lo Stato che richiede perfezione di comportamenti.
A quanto ammonta questo fondo?
Sono in grado di pronunciare una cifra, non per dare i
numeri ma per quello che gli Uffici mi comunicano. Si tratta
di un miliardo e mezzo di euro che verrà così destinato: una
parte, per la compensazione sanitaria; una parte, per i
residui attivi inesistenti; una parte, per le regolazioni
contabili.
C'è sufficiente spazio per potere destinare una parte di
questo miliardo e 500 milioni di euro al deficit sanitario.
Questa è la ratio dell'emendamento. La compartecipazione è
nota perché voi sapete che, con la questione della finanziaria
del 2006, dalla percentuale del 42 per cento siamo arrivati
al 47 per cento ed arriveremo al 50 per cento. Abbiamo
fatalmente questo bisogno di compensazione. Questo è il
significato dell'emendamento.
Naturalmente sono in grado di precisare, ma a voi non è
certamente mancata l'opportunità di verificarlo con i
riferimenti normativi che, nell'emendamento, sono presenti.
Si tratta di una copertura reale, effettiva; una delle poche
volte in cui, anche nel rispetto del rapporto con lo Stato, ci
siamo preoccupati di avere fondi reali.
Allora, tutta questa polemica, probabilmente, è nata da una
sensazione di aleatorietà che non c'é. I fondi sono reali e la
ripartizione non è sicura perché, se dovessimo vincere il
ricorso, naturalmente, questi sarebbero fondi che resterebbero
nella libera valutazione del Parlamento e che potrebbero
essere destinati in un modo o in un altro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo
conto che ci troviamo di fronte ad una materia abbastanza
delicata e vorrei richiamare l'attenzione del Presidente
dell'Assemblea sul profilo della norma. La norma è generica;
non fa riferimento alla consistenza del fondo; lascia a futuri
provvedimenti del Ragionerie generale la possibilità di
apporre diverse variazioni per incrementare il fondo.
Questi tre elementi, signor Presidente, determinano, dal
mio punto di vista, un profilo di incostituzionalità della
norma perché il fondo non è quantificato e perché viene
attribuito un compito, al Segretario generale, che non gli è
proprio, considerato che le variazioni di bilancio rientrano
nei compiti propri del Parlamento e non del Ragioniere
generale; le variazioni di bilancio sono di competenza del
Parlamento siciliano e non parliamo neppure delle variazioni
delle UPB, di competenza dei singoli rami
dell'amministrazione.
Signor Presidente, quindi, proporrei, in questa fase, di
accantonare la norma e di studiare attentamente il profilo di
costituzionalità della norma che, a me, sembra molto dubbio,
anche perché, ripeto, la norma stabilisce che c'è un fondo la
cui quantificazione è incerta, le risorse da destinare sono
assolutamente incerte e non possiamo legiferare sulla base
delle incertezze del fondo e delle incertezze della spesa e
delle somme da impegnare.
Inoltre, da al Ragioniere generale un compito che appartiene
al Parlamento siciliano e, pertanto, signor Presidente,
sommessamente, le chiederei di accantonare l'articolo e
l'emendamento del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, pur comprendendo il suo
ragionamento, a proposito della sua richiesta di
accantonamento, pur non avendo nulla in contrario rispetto a
ciò che lei afferma, va considerato che stiamo valutando
questo emendamento anche in funzione dell'articolo 6 e
dell'ordine in cui va messo negli emendamenti dell'articolo 6,
altrimenti, accantoniamo tutto e ci rivediamo un altro giorno.
Personalmente, però, andrei avanti ma mi rivolgo anche al
Governo; credo sia necessario, altrimenti, blocchiamo tutto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, è attribuito a lei e a nessun
altro, in modo insindacabile, il potere di stabilire se la
norma di cui stiamo parlando e l'emendamento del Governo
possono essere sottoposti all'esame dell'Aula perché lei,
oltre che sul piano parlamentare, deve accertare il profilo
di costituzionalità della norma.
Non essendo il custode della Costituzione e del
Regolamento, ho l'impressione che la norma, essendo generica
ed imprecisa ed attribuendo compiti non propri al Ragioniere
generale, dal mio punto di vista, contiene elementi di
incostituzionalità.
Per questo motivo, vorrei chiedere al Presidente
dell'Assemblea di fare un'attenta valutazione, prima che venga
ammesso all'esame del Parlamento ed al collega Cintola di fare
le stesse valutazioni. Non c'è un preconcetto sulla norma.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interviene per
la maggiore spesa prevista dall'articolo 1, quindi, il principio
è già stato affermato, valutato positivamente, da parte della
Commissione Bilancio alla quale appartengono l'onorevole
Cracolici, l'onorevole Stancanelli, cioè quel gruppo di colleghi
che sta parlando per i fatti propri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che i soggetti che hanno
le maggiori responsabilità, cioè i Capigruppo, i componenti della
Commissione Bilancio, Presidenti e Vicepresidenti, assessori,
siano coloro che creano questa situazione di confusione, con
questi capannelli continui. Ha ragione l'Aula a dire che tanto
vale andare via e far rimanere i dieci che sono sufficienti.
L'Aula va rispettata. Così come ha fatto ieri il Presidente
della Regione, oggi devono fare i singoli assessori, i singoli
capigruppo, oltre che tutta l'Aula.
Per potere continuare serenamente l'esame di questa
finanziaria, vi prego di rispettare le regole dell'Aula e di non
passeggiare, rimanendo seduti ad ascoltare gli oratori, man mano
che si susseguono al pulpito, altrimenti, sospendiamo perché è
probabile che si tratti di un fatto di stanchezza; possiamo
riposare un'ora e riprendiamo dopo.
CINTOLA. La ringrazio, signor Presidente.
Dicevo che l'emendamento modificativo non fa altro che ampliare
la sfera di intervento che è stato, dalla Commissione Bilancio,
quindi, dal disegno di legge, già affidato al Ragioniere generale
della Regione.
Il profilo di incostituzionalità, le preoccupazioni ulteriori
che si aggiungono, ciò che ho ascoltato a proposito del miliardo
e mezzo, del quale anch' io, essendo assessore per il bilancio,
non ho mai avuto cognizione; è una cosa bella averlo saputo. Mi
dispiace che lo stiano sapendo, in questo istante, sia l'Aula
sia, principalmente, il Governo.
L'assessore Lagalla ha fatto tanti begli interventi. Li ha
fatti una volta per chiudere le Guardie mediche e poi per
riaprirle, da consumato politico, più che da tecnico.
La mia preoccupazione, quindi, ora, qual è?
Sapendo che, oramai, dispone di questi soldi, sarà più allegro e
darà maggiore spazio alle spese, piuttosto che a quelle che,
ormai, devono essere considerate, per la Regione siciliana,
l'obbrobrio che continua ad avere nessun tipo di cognizione seria
e concettualmente portata avanti per dire che la sanità, in
Sicilia, continua ad avere i buchi e i controbuchi, per cui siamo
oltre il 50 per cento.
Dico ciò perché mi sono reso conto, ormai, che ogni tecnico che
abbiamo, quando è bravo, è meglio di un politico e si comporta
più che da politico perché riesce a portare avanti, con
determinazione, le cose che poi vengono modificate, a seconda di
quella che la piazza vuole.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo la
possibilità, votando questo articolo e questo emendamento, che il
Governo, forse, ha presentato con ritardo e non se la prenda a
male l'assessore per il bilancio perché lo presenta come
emendamento aggiuntivo in Aula. Poteva benissimo portarlo già in
Commissione Bilancio e farlo apprezzare lì, nella sua interezza.
Le cose che arrivano in ritardo, se sono buone, debbono essere
apprezzate e valutate positivamente, non solo dal Governo ma
dall'intera Aula; se perdiamo ancora tempo su questo, vuol dire
che non abbiamo capito che c'è la necessità di un intervento
serio, corretto, quello cioè di dovere riportare i conti in
regola del bilancio della Regione siciliana, per quello che si
riferisce alle spese, che ci sono e che non possono essere che
concretizzate seriamente e fortemente con l'emendamento in
questione.
Inviterei il Governo, la Commissione Bilancio e anche l'Aula a
dare, oggi, l'immediata votazione su questo emendamento e
sull'intero articolo.
E' la Commissione Bilancio - ma anche l'Aula - ad esprimere una
immediata votazione su questo emendamento e sull'intero articolo.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di
non sbagliare se pongo una questione che riguarda i rapporti tra
l'istituzione Assemblea e il Governo della Regione perché i
colleghi che sono intervenuti hanno posto, secondo me, due
questioni delicatissime.
Passo alla prima. Non possiamo scoprire, stasera, che il fondo
che riguarda l'articolo 3 della legge 26 ottobre 2001, numero 11,
h, sostanzialmente, un fondo di un miliardo e mezzo.
Onorevole assessore, lei ha ricordato che, in Commissione
abbiamo discusso anche di questi argomenti e, soprattutto,
dell'argomento che riguarda la questione dei 730 milioni per il
2007 - quindi, la mancata entrata, evidentemente - e dunque le
abbiamo posto più volte la questione di come poteva essere
coperta quella mancata entrata. Lei stesso e la Commissione avete
discusso sulla questione delle accise e, quindi, sul contenzioso
fra Stato e Regione rispetto alla questione che, addirittura, ha
visto il Governo decidere il ricorso alla Corte Costituzionale.
Era quello, mi permetto di dire - ma non solo quello,
soprattutto l'Assemblea - il luogo in cui bisognava specificare,
evidentemente senza aspetti misteriosi, il significato del fondo,
per quanto concerne l'articolo 3 della legge 26 ottobre 2001,
numero 15.
Capisco che è pesante porre la questione, anche in termini di
rispetto, di rapporti tra Governo e Assemblea e Commissione
Bilancio.
Quando le cose si fanno così, però, si dà una sensazione
sbagliata perché è ovvio che un emendamento aggiuntivo,
presentato in questo momento, presentato in Aula senza una
discussione attorno alle questioni che abbiamo posto in
Commissione Bilancio, si presta anche ad eventuali questioni.
Onorevole assessore, non mi pare che abbiamo avuto
atteggiamenti irrispettosi nei suoi confronti, dal punto di vista
del ruolo di rappresentante del Governo - l'unico abilitato, per
altro, per Regolamento, a partecipare e a seguire i lavori della
Commissione Bilancio - anzi, mi è sembrato di assistere sempre a
un confronto sereno, pacato, serio, anche sotto l'aspetto di
quelle che erano le somme, le critiche, il modello che lei e che
questo Governo avete presentato in quest'Aula, relativamente al
bilancio ed alla finanziaria.
Abbiamo criticato quel modello e ne discuteremo, evidentemente,
anche a conclusione dell'approvazione del bilancio e della
finanziaria. Non potete, però, venir meno a quelli che sono i
canoni fondamentali di una corretta dialettica.
Non accetto che si ponga il problema per scoprire,
innanzitutto, a quanto ammonta il fondo. Quell'ammontare,
onorevole assessore, vuole dire stasera a quest'Aula, a questo
Parlamento, a cosa si riferisce?
Quali sono le operazioni, il frutto, gli avanzi, tutto quello
che è definibile sotto un aspetto, se mi permette, anche tecnico
e di bilancio di quel fondo?
Chiaro?
Vuole dire da che cosa, in questo momento e in che modo si
costituisce quel fondo?
Dove sono state e, perché no, fatte delle economie?
O quali altre operazioni hanno determinato un fondo che,
addirittura, di un miliardo e mezzo che non mi pare cosa di poco
conto. Questo tipo di richiesta che le sto facendo onorevole
Assessore non vuole essere una richiesta speciosa, ma vuole che,
ancora una volta, si privilegi un rapporto corretto e secondo,
che si renda l'Assemblea regionale siciliana dotta e partecipe di
quelle che sono le scelte che bisogna fare soprattutto quando si
parla di bilancio e di finanziaria. Mi pare necessario farlo e
chiedo quindi al Governo che lo faccia approfondendo e facendoci
capire perché quel Fondo ammonta ad un miliardo e mezzo.
PRESIDENTE Onorevole Oddo spero che questo sia argomento un
giorno per il Governo se vorrà spiegarlo, non credo che sia oggi.
Pongo in votazione l'emendamento, modificativo, 5.1. Chi è
favorevole resti seduto,; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'esame dell'articolo 6. Pongo in votazione
l'emendamento 6.21. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vice presidente della Regione.. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE A questo punto decadono gli emendamenti 6.1 e
6.18. Onorevoli colleghi è stata presentata dall'onorevole
Antinoro una riformulazione dell'emendamento 6.14.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Mi permetto di osservare, signor Presidente, che
l'emendamento 6.14 è decaduto perché agganciato ai 780 mila
Euro. La riformulazione non compete al deputato ma compete
esclusivamente al Governo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, l'emendamento è stato
riformulato dal capogruppo dell'UDC, onorevole Dina.
SPEZIALE Il capogruppo Dina, con tutto il rispetto per i
capigruppo, me compreso, quando facevo questo mestiere, non ha
titolo per riformulare emendamenti. La competenza esclusiva è del
Governo, per cui vorrei si evitassero forzature interpretative
al Regolamento, prima di ogni cosa, nel merito mi riservo di
intervenire dopo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, per riformulare l'emendamento
è stato presentato un subemendamento sostitutivo dell'onorevole
Dina, per cui evitiamo i problemi di lana caprina' ed entriamo
nel merito.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, quando presiedeva l'onorevole
Stancanelli, lo stesso Vicepresidente, aveva dichiarato
accantonato l'emendamento 6.14.
Nell'accantonamento, chi parla, aveva presentato l'emendamento
sostitutivo dato che avevo avuto modo di vedere l'emendamento
6.21 del Governo. Quindi non era affatto decaduto, era tutto in
piedi ed era stato concordato, peraltro, con gli Uffici.
PRESIDENTE Onorevole Antinoro, io stesso ho comunicato, prima
della votazione del 6.21, che l'approvazione dell'emendamento
6.21 avrebbe comportato la decadenza degli emendamenti 6.1 e
6.18, ma, invece, l'emendamento 6.14 rimaneva in vita in quanto
riformulato. Pertanto, pongo in votazione l'emendamento 6.14.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
a forza di strafare noi rischiamo di provocare più danni anziché
di risolvere i problemi.
Emergenza Palermo' è un progetto che dura da sette anni. La
Regione, attraverso l'assessorato agli enti locali eroga un
finanziamento al comune di Palermo, che viene di anno in anno
individuato, definito e che addirittura il parlamento siciliano,
qualche settimana fa, quando abbiamo approvato le variazioni di
bilancio si è aperto anche lì un dibattito sulla vicenda dei sei
milioni di euro.
Io consiglierei ai colleghi di ritirare quest'emendamento;
oltre tutto lo dico perché non vorrei che ,da qui a qualche
giorno, si raggiunga la cifra di 37 milioni di euro, perché
quest'emendamento individuava la necessità di 36 milioni in
commissione, ed è stato ritirato, siamo andati in Aula ed ora
necessitano 36 milioni e mezzo di euro.
Probabilmente è opportuno non sospenderne l'esame, perchè da
qui a qualche ora raggiungerà 37 milioni di euro. Proporrei,
quindi, il ritiro perché, non per mancanza di chiarezza ma
perché siamo dinnanzi ad una vicenda che in qualche modo c'è ed
è dentro la storia della contraddizione del precariato di questa
città. Però esporre, lo dico da palermitano, questa norma ad un
giudizio geografico' rispetto ad una vicenda complicata e
complessa e non lasciare, così come ogni anno si è fatto, alla
negoziazione tra l'assessorato ed il comune di Palermo per
garantire quello che è stato, fino ad oggi, garantito, io credo
che rischiamo di fare un danno.
Non vorrei, lo dico con la massima franchezza, che, anche il
clima troppo elettorale che si respira, possa far realizzare il
vecchio proverbio:la gattina frettolosa fa i gattini ciechi.
Non vorrei che in nome di un eccessivo clima elettorale qualcuno
debba dimostrare che è più bravo di altri ed a forza di
dimostrare che è più bravo degli altri rischia alla fine di fare
un danno alle persone che attendono un contributo.
Rinnovo, pertanto, l'appello ai colleghi di ritirare
l'emendamento e di mantenere il sistema di negoziazione così
come fino ad oggi è stato definito fra l'assessorato per la
Famiglia e il comune di Palermo.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su
questo tema penso che vada fatta una riflessione da parte di
tutti, perché ogni anno, per la verità, rispetto all'esigenza
emergenziale del comune di Palermo vi è stato un atto di
responsabilità che è stato messo in essere dalla Conferenza
Regione - Enti locali, con il parere complessivo ed unanime dei
rappresentanti della Conferenza enti locali.
In tempi nei quali si litiga, da parte dei comuni, soprattutto
quelli piccoli, per 10 mila euro in più o in meno di contributi
straordinari, pensare che per legge dobbiamo considerare che in
Sicilia vi sia una sola emergenza che è quella palermitana, penso
che farebbe commettere a quest'Aula un grande errore politico. Io
ritengo, piuttosto, che di volta in volta sia il luogo giusto e
cioè la Conferenza Regione - Enti locali con la partecipazione
degli stessi sindaci dello stesso ANCI, dell'URPS, di tutte le
categorie presenti che debbano scegliere l'opportunità di offrire
una solidarietà nei confronti del comune di Palermo e di
quant'altri comuni necessitino di tale aiuto.
Lasciatemi dire una cosa con estrema chiarezza: Emergenza
Palermo' nasce come un momento di solidarietà estemporanea e
legata a momenti di solidarietà e sussidiarietà momentanea non
legata a supportare momenti occupazionali definitivi e stabili.
Penso che questo Parlamento si dovrà porre il problema di
trovare queste risorse all'interno del lavoro, ma tuttavia in
tempi come questi di solidarietà io credo che debbano essere gli
stessi comuni a decidere di essere solidali.
Ecco perché sono assolutamente contrario all'emendamento,
chiedo che venga ritirato il punto in ossequio ad un equilibrio
che questa Regione deve trovare e il rispetto che deve avere in
direzione di tutti comuni dell'Isola dal piccolo comune di Rocca
Fiorita, di 240 abitanti, al comune di Palermo.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
buttare acqua sulla polemica e sopirla, ma qualche precisazione,
rispetto agli interventi, va assolutamente fatta.
Quando l'onorevole Cracolici parlava di 36 e mezzo, domani 37
milioni di euro, capisco anche la facile battuta. L'Assessore
Colianni faceva riferimento alla negoziazione; credo che non ci
sia nulla da negoziare, perché ogni anno servono queste somme,
non c'è nessuna negoziazione da fare. Capisco che è un eufemismo,
ma caro Assessore, lei si riferisce ad altre somme, ma questa è
la somma che serve per l'intero anno, in assestamento di bilancio
non ci sarebbe necessità di aggiungere altre somme. Non c'entra
niente l'Assessorato al lavoro e tutta la vicenda in capo all'ex
Assessorato enti locali, oggi Assessorato per la Famiglia e
politiche sociali.
Questo per chiudere la questione. Peraltro, ogni anno, si è
fatta questa assegnazione per una vecchia vicenda che inizia nel
2000, quando c'erano giunte certamente non riferibili all'attuale
sindaco della città di Palermo e quindi, è una vicenda antica.
Se per amore e serena continuazione dell'esame della legge
Finanziaria che è essenziale ed importante per la Sicilia lo si
debba ritirare, io lo trasformo da subito in ordine del giorno,
così com'è, nei confronti non solo dell'Assessore per la
Famiglia, ma anche nei confronti di tutto ciò che riguarda la
Conferenza degli enti locali, per fare in modo che si proceda con
formula diversa all'assegnazione delle medesime somme al comune
di Palermo.
Questa può essere un'idea dalla quale ne può discernere un
dibattito sereno e tranquillo su una vicenda che non merita di
essere calpestata perché riguarda più di 3.000 persone e che,
comunque, dura da molti anni in questa città; con le premesse
fatte dichiaro di ritirare l'emendamento 6.14.1.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io questo
emendamento l'ho firmato in ossequio ad una indicazione che
veniva dal Capogruppo e anche dal collega Antinoro, che
sull'argomento insieme all'onorevole Savona avevano chiesto anche
la mia firma ed io l'avevo fatto per dire che la città di Palermo
è una cosa, il sindaco è un'altra cosa.
La città aveva bisogno anche di una mia firma e l'avevo posta,
così come sono contento che sia stato ritirato e trasformato in
ordine del giorno.
Una cosa è aiutare la città, un'altra è aiutare un sindaco che
non ha la patente e che continua ancora a camminare per le strade
di Palermo.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, se lei ha accettato come gi
altri il ritiro, non parliamo più dell'emendamento.
Si passa all'emendamento 6.9, a firma degli onorevoli Calanna e
Barbagallo. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.3, a firma degli
onorevoli Laccoto e Barbagallo.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa
norma si sta realizzando un meccanismo un po' perverso nel senso
che si assegna del personale, a me sembrerebbe nuovo', per la
conferenza Regione-Autonomie locali.
Il mio emendamento vuole che venga scelto come personale della
segreteria della conferenza Regione-Autonomie locali, il
personale dell'Amministrazione regionale, perché subito dopo,
dico che non c'è bisogno di nuove somme per il funzionamento
della conferenza Regione-Autonomie locali.
STANCANELLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda l'emendamento 6.3 dell'onorevole Laccoto scelti tra
il personale in servizio presso l'Amministrazione regionale', le
motivazioni sul risparmio, le dico per l'esperienza che ho, non
ci sono, perché nella segreteria della Conferenza vi sono
soltanto, mi pare, 75 mila ero che vanno a tutti i componenti,
indipendentemente che siano in servizio o meno.
Io aggiungerei, se l'onorevole Laccoto è d'accordo, in
servizio o in quiescenza'.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.3. Il parere
del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi ci sono degli emendamenti
soppressivi al comma 8 che sono il 6.4, il 6.10, però prima
ancora di valutare questi emendamenti sarebbe il caso che il
Governo potesse quantificare l'onere per la copertura a carico
del Fondo e non della quantificazione 2007, così come è stato
formulato non si potrebbe nemmeno votare.
CRACOLICI Presidente questo comma decade perché è stato
approvato nell'emendamento Laccoto, comma 8, perché sono maggiori
costi per personale interno.
PRESIDENTE No onorevole Cracolici mi riferisco al costo per
il funzionamento che va quantificato.
LO PORTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le Finanze. Facendo
riferimento al comma sette, è evidente che essendo stato
approvato, viene assorbito.
PRESIDENTE Si deve dare la copertura.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le Finanze. Onorevole
Presidente, il comma 8 recita
PRESIDENTE Da quello che capisco è il finanziamento alla
Conferenza.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le Finanze. Sì, ma fa
riferimento al comma 7 che abbiamo approvato, quindi è più che
coerente.
PRESIDENTE Sì, ma dobbiamo sapere a quanto ammontano.
Onorevoli colleghi gli emendamenti 6.4 e 6.10 vengono
accantonati.
E' stato presentato dall'assessore Colianni un emendamento
aggiuntivo, ma occorre la firma dell'Assessore al Bilancio.
In attesa di questi chiarimenti, passiamo all'emendamento 6.11
degli onorevoli Galvagno e Barbagallo sopprimere il punto 9 , e
all'emendamento 6.16 degli onorevoli De Luca e di Mauro, di
identico contenuto.
GALVAGNO Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.11.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto
DE LUCA . Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.16.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.5. Onorevole colleghi, per quanto
riguarda il comma 9 dell'articolo 39 della legge 10 del 2000, la
disposizione è stata dichiarata incostituzionale.
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 6.5 è accantonato per
un ulteriore approfondimento.
ORTISI Chiedo di parlare sull'emendamento 6.6.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento che, secondo me va soltanto meglio esplicitato con un
subemendamento che propongo al Governo di firmare, e che ha una
sua ratio oltre che una sua applicazione, non applicabilità,
viene già applicato in parte.
Sarebbe opportuno che, con un subemendamento, venisse
specificato che per forme associative di cooperazione, si
intendono i consorzi, unioni e fusioni, che il legislatore
nazionale durante il vostro governo, ed il regionale ha già
previsto di incoraggiare con interventi di tipo normativo e,
soprattutto, economico.
Voi sapete che chi forma un consorzio, un'unione o addirittura
una fusione, viene privilegiato e sopperisce alle difficoltà
della fiscalità locale.
Proporrei, quindi, al Governo di specificare consorzi, unioni e
fusioni. Le fusioni non sono previste.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Che cosa sono le fusioni?
ORTISI Glielo spiego subito E' previsto nella legislazione
nazionale che i comuni, anzi, non solo è previsto, ma già dal
governo Berlusconi che da quello Prodi, è incoraggiato, come
forma associativa e per evitare dispersioni di energie, diciamo
così, i consorzi che riguardano una dimensione associativa, per
esempio due comuni si consorziano per la gestione
dell'acquedotto, le unioni, per cui due comuni si uniscono nel
gestire una filiera di servizi sociali, per esempio il
risparmio,.
Le fusioni che sono previste oltre che incoraggiate dalla
legislazione nazionale. La fusione significa che due, tre o anche
quattro enti decidono di diventare un unico comune. E questo è
nella legislazione nazionale
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali. Ma che c'entra
ORTISI Ma come che c'entra? Lei sarà più bravo di me negli
orologi e nelle estrosità, però, la prego di contrapporre a
quello che dico una espressione legislativa.
La informo che noi con la legge regionale n. 30 del 2000, di
cui sono stato relatore in Aula, che riprendeva la legge n. 265
nazionale, poi diventata decreto legislativo nazionale n. 267,
che prevedeva consorzi, unioni e fusioni, abbiamo previsto nella
nostra legislazione una sorta di intervento premiale.
Ora che lei mi dica che le fusioni tra i comuni, in Italia e
in Sicilia, non esistono, a me risulta nuovo
Se lei mi dimostra, con dati, che io le ho portato, che lei ha
ragione, per carità, io mi sottopongo e mi appresto a comprare un
secondo orologio, senza problemi
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
scendo nella polemica perché mi sembra assolutamente fuori luogo.
Voglio chiarire una cosa su questo tema.
Capita che io presieda, per nome della Regione siciliana, la
Conferenza Stato-Regioni e, guarda caso, il problema è affrontato
anche in sede parlamentare e su questo tema, proprio quest'anno,
sono intervenuto dando delle premialità, in maniera particolare,
a ciò che l'onorevole Ortisi dichiara di interpretare come
fusioni che è un termine assolutamente incomprensibile da un
punto di vista amministrativo.
ORTISI Calatafimi-Segesta non è una fusione?
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. La prego, onorevole Ortisi, mi ascolti.
In atto, esistono i consorzi che, tuttavia, sono elementi
sovrastrutturali, che rischiano cioè di essere un costo per i
Comuni. Sono, certamente, una forma associativa ma, a mio parere,
i consorzi, restano una forma associativa assolutamente costosa,
ma molto diffusa in Sicilia.
Da quest'anno abbiamo tentato di rinvigorire il fattore
associativo legato alle convenzioni, proprio perché quest'ultime
sono ritenute più flessibili, non sono ritenute costose e, nello
stesso tempo, determinano ciò che noi chiamiamo una
distrettualità tematica, cioè consentono ai Comuni di condividere
un tema rispetto ai modelli di sviluppo contigui e portati
avanti.
Pertanto, già ad oggi, la Conferenza Regione-Enti locali ha
delle somme e delle risorse specifiche che, di anno in anno,
vengono date a tutte le forme associative previste dalla norma,
nelle quali non esiste la forma fusione perché non è una forma
compendiata e prevista dalla nostra normativa regionale ed,
invece, viene assolutamente supportata la forma flessibile della
convenzione con circa un milione di euro al quale possono
afferire i comuni che si organizzano in tal senso.
Pertanto, vale la pena certamente coinvolgere i comuni nelle
forme associative, ma quelle previste dalla legge.
Se lei, onorevole Ortisi, è nelle condizioni di illustrarci la
fusione in termini normativi, in quale articolato è prevista, da
quale norma è prevista, quale caratteristica di tipo giuridico e
riconoscimento giuridico ha, siamo pronti a prenderne
sommessamente atto e, conseguenzialmente, ad intervenire, con
molta umiltà, sul tema.
Le confesso, con molta franchezza, di non conoscere il termine
fusione come soggetto giuridico o come ente riconosciuto da una
normativa vigente.
ORTISI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, la legge è la numero 30/2000.
La filosofia di fondo che presiede all'unione, per esempio, non
parliamo né di consorzio né di fusione, è quella del risparmio
degli enti.
Se due cittadine con termini bandiscono una gara per la
refezione scolastica, naturalmente se si bandisce una gara per
una popolazione scolastica di 3 mila alunni, i partecipanti
opereranno le aziende che partecipano, opereranno un ribasso X
perché il guadagno che ne deriva era Y.
Presidenza del vicepresidente STANCANELLI
ORTISI Ma se si bandisce una gara per 10 mila alunni
derivanti dall'unione degli sforzi
Unione è una terminologia legislativa - legge regionale 30/2000
-; ebbene, Assessore, se dobbiamo giocare al rilancio, lo faccio
anch'io. Lei mi ha detto che il consorzio è sostituito dalla
convenzione, che unione non esiste e non parliamo poi di fusione,
le sto spiegando perché, tra l'altro lei nel merito dice che non
tende al risparmio, invece, le sto illustrando la tesi per la
quale si arriva al risparmio e che ha ispirato il legislatore
nazionale e regionale. Infatti, se si bandisce una gara per 10
mila posti quotidiani è ovvio che l'azienda X farà un ribasso
superiore, perché dal complesso del guadagno che ne trae può
uscirne meglio e questo permette il risparmio all'ente che,
avendo bandito una gara rispetto alla quale darà all'azienda
vincitrice meno di quanto avrebbe dato da solo, risparmierà e
utilizzerà i soldi che restano.
Il legislatore nazionale, decreto legislativo 267/2000, e
regionale, legge regionale 30/2000, ha previsto un'ulteriore
sovvenzione ai comuni che fanno consorzi o unioni, in
particolare.
Se lei mi dice che sostituendo con una convenzione
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Ho detto che non esiste la fusione come ente
giuridico.
ORTISI Non voglio fare polemiche, la legge regionale 30/2000
esiste; le faccio solo un esempio, Assessore: Calatafimi-Segesta.
Calatafimi e Segesta, sindaco l'onorevole Cristaldi, sono
diventati, fondendosi un comune che si chiama attualmente
Calatafimi-Segesta.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Onorevole Ortisi, rispetto all'argomento sta
prendendo un granchio
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per quanto riguarda
l'emendamento 6.5 lo dichiariamo inammissibile o l'onorevole
Laccoto intende riscriverlo?
LACCOTO Signor Presidente, riscrivo l'emendamento 6.5 e
ritiro l'emendamento 6.6.
ORTISI Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 6.6.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, se parla con l'onorevole Laccoto
troverà anche lei la motivazione per ritirarlo.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito
dell'emendamento 6.6 è che la legge istitutiva del fondo del 5
per cento dell'Assessore era quello di dare le somme complete sia
all'unione dei comuni, sia ai consorzi dei comuni. Penso che
l'Assessore, in Conferenza delle autonomie locali, debba trovare
i fondi per l'anno 2007 e dare le somme occorrenti per tutti i
consorzi che sono definiti per l'anno 2007.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro
dell'emendamento 6.6.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che stiamo occupando molto tempo, come ha detto l'onorevole
Ortisi, sulla disquisizione o meno di quelle che sono le norme,
devo dare merito al presidente Ortisi che nel 2000 ha previsto,
all'articolo 8 della legge 30 del 2000, la fusione dei comuni.
L'articolo 8, in modo chiaro, recita: Alle variazioni
territoriali dei comuni si provvede con legge previo referendum
delle popolazioni interessate. Per variazioni dei territori
comunali si intendono: punto c)
Onorevoli colleghi, sto dicendo che la fusione dei comuni si
può fare ed è prevista e finanziata da una legge regionale già
utilizzata da più comuni.
Siccome, l'assessore sosteneva che non si può fare la fusione
dei comuni, dico che l'articolo 8, lettera c) prevede la fusione
di due o più comuni in uno nuovo'.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per chiarire un aspetto importante. E' chiaro che la
fusione tra i comuni è prevista dalla norma, tanto è vero che in
queste ore, il sottoscritto ha pubblicato diversi decreti di
fusione che riguardano diversi comuni siciliani, tra cui
Cassibile e altri.
Il problema, qui, non è che le fusioni non sono possibili,
infatti, le fusioni sono previste dalla norma, ma stavamo
parlando, invece, della possibilità di afferire a finanziamenti
nei confronti di forme associative e di forme di convenzione o di
forme di consorzi tra comuni che vengono deliberate in sede di
Conferenza Regione-Enti locali, nei quali il concetto di fusione
e l'entità associativa fusione non esiste.
Una cosa è dire che esiste una norma che consente ai comuni di
fondersi e di mettersi insieme e anche di aggregare territori,
una cosa è invece, di ritenere che esiste una forma fusione che
si somma al consorzio, alle forme associative per avere
finanziamenti.
Stiamo parlando di due cose completamente diverse. Ho soltanto
detto che non esiste la forma associativa fusione, ma che
esistono tre forme associative, esattamente le unioni, le
associazioni in consorzio e le convenzioni che vengono
regolarmente finanziate, ogni anno, dalla Conferenza Regione -
Enti locali.
Presidenza del presidente Miccichè
Per un richiamo al Regolamento
ORTISI Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, dato che da
un'ora discutiamo di questo argomento, non vorrei che alla fine,
venisse scambiato come forma di ostruzionismo dell'opposizione,
perché l'ostruzionismo è del Governo. E' chiaro?
Signor Presidente, non avrei insistito se non fossi stato io il
relatore di quella legge. Gli articoli che il doppiamente
collega, onorevole Mancuso, richiama accanto all'8, sono il 9, il
10 e l'11 sulle modifiche territoriali che prevedono forme di
consorzio, unione e fusione.
Arrampicarsi sugli specchi, cedendo prima sui consorzi, poi
sulle unioni e negando, prima unioni e fusione, poi alla fine
solo fusione e poi ammettendo che anche le fusioni esistano ed
interpretando il mio intervento, come se io, da ignorante,
volessi aggiungere la fusione all'associazione, quando la fusione
implica l'associazione, perché dove il maggiore c'è, il minore
cessa, in quanto fusione significa che due o più enti diventano
una cosa sola, significa offendere la mia intelligenza.
Io non voglio fare polemica, però vorrei fare un richiamo al
Regolamento perché la Presidenza, per manifesta ignoranza
dell'argomento, richiami sia i deputati, sia i membri del
Governo, quando si accorge che gli uni o gli altri,
evidentemente, parlano solo perchè alla fine devono uscir fuori
con mi sono salvato'. Vale anche per me, per carità. Eviteremmo
mortificazioni
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, gli onorevoli Laccoto e
Barbagallo hanno annunziato il ritiro dell'emendamento 6.6,
mentre l'onorevole Laccoto sta riscrivendo l'emendamento 6.5.
Si passa agli emendamenti 6.12 e 6.13, a firma dell'onorevole
Barbagallo ed altri.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 6.15, a firma dell'onorevole Falzone ed altri.
FALZONE Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FALZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero che voi
conosciate la situazione che riguarda l'assistenza ai bagnanti
che, ogni estate, deve essere assicurata per legge agli utenti
delle spiagge.
I fondi che vengono utilizzati sono, fondamentalmente, per il
50 per cento a carico del Fondo per le autonomie locali, mentre
il restante 50 per cento viene diviso alle province e ai comuni,
in eguale percentuale. Spesso la mancanza da parte dei comuni di
liquidità e quindi di fondi disponibili per questo uso non
permette di assicurare tale servizio, con notevole criticità per
quanto riguarda la sicurezza.
L'emendamento tende ad evitare questo frazionamento della
finalità del servizio e, quindi, dà la possibilità, per venire
incontro all'esigenza di assicurare questo servizio, di ricorrere
ai consorzi misti. Quindi, dà la possibilità ai comuni di
consorziarsi tra di loro per potere far fronte a questa carenza
di liquidità.
Questo, in poche parole, il motivo dell'emendamento.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diamo
già il 50 per cento ai consorzi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore 19.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 6.5
R, di riscrittura dell'emendamento 6.5 dell'onorevole Laccoto ed
altri.
Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.15. Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.19. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze.
Contrario.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo parlato
con il Governo e mi era stato assicurato il parere favorevole
sull'emendamento, per il semplice fatto che essendo già stato
istituito dal Governo, per attuare un principio della legge
finanziaria nazionale, un tavolo tecnico al quale partecipano
anche i componenti dell'ANCI, questo emendamento serviva a
completare il disegno già avviato. L'emendamento si illustra da
sé, è uno dei pricipi cardini su cui si fonda il principio di
federalismo.
In Sicilia noi introitiamo - come tutti sanno - le risorse
derivanti dall'Irpef che vengono poi attribuite in Regione e le
finalità sono stabilite da parte dell'Assemblea.
In questo caso, mutuando una norma nazionale, stabiliamo che
una quota pari al 10 per cento dell'Irpef, che è problema dei
territori, viene restituita ai medesimi e viene compensata
tenendo fermo che ci sono forme perequative che debbono fare
capo, comunque, a politiche di programmazione regionale; si
introduce il mantenimento a capo dell'Assessore regionale di
forme perequative che è giusto che ci siano, ovviamente, perché
molte volte tra i territori ci sono problemi di diversità ed è
giusto che politiche perequative facciano capo all'Assessore.
Mi sembra che l'emendamento corrisponda esattamente ai principi
innovatori di finanza pubblica nonché a criteri di federalismo
decisionale e fiscale, per cui inviterei il Governo, in questo
caso l'Assessore agli enti locali con il quale c'era stata una
interlocuzione, a valutare non incidendo sul complesso né delle
entrate né delle uscite, perché le entrate dell'Irpef sono quelle
definite dall'Irpef che la Regione introita complessivamente, le
uscite vengono compensate con quanto trasferiamo già agli enti
locali.
Onorevole Lo Porto è un principio di carattere generale già
stabilito dalle finanziarie nazionali, per cui chiederei
all'assessore Lo Porto a rivedere il proprio parere contrario
espresso ed esprimere un parere favorevole, in modo tale da
introdurre, anche nella legislazione regionale, una norma
innovativa, già introdotta - ripeto - nella finanziaria
nazionale.
In tutta Italia si sta procedendo in questo modo, in Sicilia
manteniamo ancora a capo dell'Assessore regionale agli enti
locali la possibilità di dare somme, anziché invertire il
processo e, quindi, attribuire ai territori da dove provengono
l'irpef una quota della stessa e a capo dell'Assessore regionale
agli enti locali o del Governo regionale le politiche
perequative; fra l'altro l'incidenza complessiva è assolutamente
irrilevante, si tratta soltanto del 10 per cento.
COLIANNI assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
per chiarire un aspetto e cioè che, in effetti, questo problema è
stato preso in considerazione con la precedente finanziaria e che
è stato costituito un tavolo tecnico presso la Presidenza in
quanto trattasi di applicazione di norme nazionali nel nostro
territorio regionale.
Di fatto, il tavolo tecnico è nella fase ultimativa per esitare
questa fase applicativa e di fatto è in attesa, unicamente, del
pronunciamento dell'ANCI su questo tema.
Ho già detto all'onorevole Speziale che, fondamentalmente,
condivido l'impostazione che lui sta portando avanti; ho,
peraltro, però confermato che si tratta di decisione che in
queste ore sta prendendo il tavolo tecnico e che si sta
attendendo il parere definitivo dell'ANCI.
A me sembra importante, semmai, potere tradurre tale
emendamento in un ordine del giorno perché in tempi brevissimi
l'ANCI possa, insieme al tavolo tecnico, esitare complessivamente
la materia.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, c'è una dichiarazione del
Governo che è disponibile ad accogliere un ordine del giorno per
tale materia.
SPEZIALE Signor Presidente, in Regione e in Assemblea si pone
una questione molto semplice: non siamo in grado di metterci in
sintonia con i processi innovativi che investono il resto del
Paese.
In materia di enti locali c'è una legislazione tardiva che non
risponde alle esigenze di modernità ed io volevo introdurre, con
questo emendamento, un'allineamento alla normativa nazionale.
Vi dico io cosa ha fatto l'ANCI: questi sta studiando per
chiedere al Governo di adeguarci alla normativa nazionale e
considerato che noi siamo Assemblea regionale, ovviamente,
anticipiamo una richiesta dell'ANCI che, razionalmente, è già
intervenuta e interveniamo in questa fase in cui si introduce un
processo innovativo, ripeto, fra l'altro, che questo non
prefigura maggiore spese a carico del bilancio della Regione,
anzi tende a perequare nei casi in cui dovessero esserci
problemi.
Mi veniva fatto osservare il caso dei piccoli comuni: il
comma 3 mantiene a capo dell'assessore regionale la possibilità
di utilizzare i fondi perequativi per evitare che ci sia una
disparità tra comuni.
Tuttavia, si mantiene un principio innovativo nella
legislazione introdotta già dal Governo nazionale, ad ogni modo
non voglio insistere per porlo in votazione, ma perché mi sembra
ragionevole introdurre questa norma nell'ambito della
legislazione riguardante le politiche sugli enti locali in
Sicilia.
Pertanto, signor Presidente, mi permetta di insistere di porre
in votazione l'emendamento.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Governo, credo che questo sia uno di quei casi in cui il
Parlamento, ma il Governo in particolare, si possa intestare un
processo che, qualche decennio fa, era stato tipico del nostro
Parlamento, quando non c'ero io; sull'ordinamento enti locali, in
particolare, vi ricordate, la legge numero 7 del 1992 che preluse
alla legge numero 81 del 1993 del nazionale sulle modalità delle
elezioni
Questo è un argomento in cui c'è una conformità di vedute
dall'estrema destra all'estrema sinistra, sul piano del
territorio nazionale e regionale.
Peraltro, al comma 3 dell'emendamento presentato dal collega è
previsto un fondo di perequazione che era l'unica perplessità
che,, personalmente, ho espresso in Commissione Bilancio a favore
degli enti meno ricchi, lì dove si produce meno ricchezza.
Quindi se noi, senza aspettare altre dimensioni di
concertazione, nella nostra autonomia di legislatori, ci
prendiamo la responsabilità di un atto di modernità, penso che
per primo il Governo e l'Assessore specifico potrà menarne vanto.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, intervengo soltanto per
chiarire un aspetto.
In effetti l'elemento di novità introdotto dalla Finanziaria
nazionale è stato già recepito dalla nostra Finanziaria
dell'anno precedente.
E' soltanto la necessità di verificarne l'applicazione tecnica
e, quindi, quanto influisce sul territorio e le modalità
applicative che ha portato alla costituzione di un tavolo tecnico
e che sta arrivando alla conclusione e ai risultati finali.
Quindi, siamo in assoluto accordo con quanto viene detto in
termini di accelerazione rispetto alle novità, ma ribadisco che è
già stato preso atto da questo Parlamento, già nell'anno
precedente, il processo innovativo introdotto dalla Finanziaria.
Ribadisco che sarebbe probabilmente un errore codificare oggi,
in tale misura e in tale maniera, la sua applicabilità nel
territorio siciliano senza avere il risultato definitivo di un
tavolo tecnico che ha lavorato un anno.
E' questa la ragione per la quale chiedo che venga tramutato
l'emendamento in un ordine del giorno e potere così accelerare
la soluzione del problema da parte del tavolo tecnico.
ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un
aspetto che riguarda anche il ruolo che questa opposizione svolge
in quest'Aula, dimostrandolo con proposte e con fatti concreti.
Rispetto a questo ruolo, spesso e volentieri, il Governo ci ha
profondamente delusi, nel senso che impegni assunti dal Governo
durante le discussioni in Aula e nelle Commissioni
successivamente non vengono rispettati.
E' un problema di ordine politico che ci porta ad insistere su
un punto che, secondo la valutazione da noi fatta, è uno dei
punti essenziali, forse il punto più mirato per dare la
possibilità ai comuni siciliani di cominciare a invertire un po'
la rotta.
E' un punto, secondo me, su cui non dobbiamo assolutamente
perdere l'attenzione perché non stravolge, rispetto alle cose
dette dall'Assessore e che ho ascoltato in maniera molto attenta,
nulla rispetto al lavoro fatto dal tavolo tecnico a cui
l'Assessore si riferiva.
Attenzione, non ho i particolari, ma da quello che ho capito
per quanto concerne anche le linee generali, questo è un
argomento che andrebbe inserito, immediatamente, nella
definizione dello stesso decreto che dovrebbe fare l'assessore,
nel senso di prendere già atto di una volontà precisa di cambiare
rotta rispetto a quella che è la situazione dei comuni siciliani
che, obiettivamente, sappiamo tutti essere difficile.
C'è chi esprime la filosofia dei comuni che gestiscono la spesa
in maniera allegra, feste e festini, però, attenzione, in questo
starei molto attento, perché spesso e volentieri, abbiamo la
maggior parte degli amministratori, parlo di centro-destra o di
centro-sinistra, che governano bene gli enti locali e che,
sostanzialmente, non riescono a fare quadrare i conti e,
soprattutto, ad intervenire in settori importanti della vita
delle collettività che amministrano.
Pur quando potremmo preoccuparci della questione riguardante la
cosiddetta logica perequativa , mi aspettavo che il Governo
potesse porre una questione per ottimizzare l'emendamento con un
subemendamento e specificare meglio l'aspetto delle perequazioni
a tutti gli effetti. Mi aspettavo, sinceramente, che il Governo
in questo fosse molto più disponibile.
Non voglio richiamare il titolo Quinto né quello che oggi
significa l'autonomia locale, vorrei essere abbastanza breve ed
efficace.
Penso, però, che un'apertura del genere potrebbe essere vista
come un momento di svolta per quanto concerne il futuro dei
nostri enti locali che, come sappiamo, non possiamo,
assolutamente, mantenere, ogni anno, con la quarta trimestralità
a rischio, con le questioni legate ai trasferimenti che lo Stato,
in questo momento, per tanti motivi, spesso e volentieri, contrae
non per scelta politica, ma per meccanismi e ve ne cito uno.
Ci sono comuni che, per quanto concerne i trasferimenti
ordinari, non rientrano più tra quelli che sono i cosiddetti
parametri di riferimento , cioè i comuni di 20 mila abitanti,
per i quali il trasferimento, come voi ben sapete, spesso e
volentieri, è minore e, quindi, con una disparità a tutti gli
effetti.
E' ovvio che lì bisognerà intervenire a livello centrale e,
intanto, come Regione, potremo dare un segnale vero, serio,
chiaro; credo si parli anche di un meccanismo riguardante
l'aspetto IRPEF legato ai territori e, quindi, a logiche di
bilancio e di entrata che potrebbero permettere, caro assessore,
di dare ai comuni, finalmente, un segnale che il Governo si sta
preoccupando di vedere come, in questa direzione, vengono
ripartite le risorse, che sempre abbiamo bene o male appostato,
con sofferenza e con difficoltà, e, in termini qualitativi,
potrebbe far cambiare, oggi, i nostri comuni in termini di buona
amministrazione nell'interesse dei cittadini.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è un argomento che chiaramente
suscita l'interesse di tutti, compresa la parte governativa e la
maggioranza.
Viene, però, presentata una posizione molto rigorosa da parte
degli uffici sulla inapplicabilità immediata della norma.
L'attuazione di questo provvedimento è resa impossibile da una
serie di argomenti che vi risparmio, ma che sono molto
ragionevoli, ad esempio, la ripartizione tra piccoli, medi e
grandi comuni, la mancata attrezzatura da parte dell'Agenzia
delle entrate di un meccanismo così complesso introdotto con
questo emendamento.
Mi rivolgo ai presentatori di questa novità importante, sulla
quale vi è l'attenzione favorevole del Governo, ve lo confermo,
potremmo introdurre un correttivo nel senso di partire dal 2009.
In questo senso, se la norma viene compensata con questa
possibilità di fornire gli uffici di un tempo necessario per
accertare ed approfondire l'attuazione del provvedimento, il
Governo aderirebbe. Viceversa, dobbiamo arrenderci di fronte
alle gravi difficoltà cui andremmo incontro.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
del Governo, per conto dell'assessore Lo Porto, è insita nella
norma. Come sa, onorevole Lo Porto, i fondi degli enti locali
vengono assegnati con trimestralità.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. E' proprio
qui la difficoltà.
CRACOLICI E' evidente che l'organizzazione della contabilità
deve tenere conto di parametri annuali nell'ambito della
trimestralità.
E' possibile che l'attivazione effettiva delle modalità di
compartecipazione si ottenga con la trimestralità di ottobre
2008.
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. E' proprio
vero quello che Lei dice. Se partiamo dal 2009 risolviamo questo
problema.
CRACOLICI Credo che possa essere condivisibile la proposta del
Governo.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è
assolutamente condivisibile questa impostazione perché mi sembra
il momento di mediazione tra la necessità di ulteriormente
verificare e approfondire nel tavolo tecnico gli effetti,
l'efficacia e le modalità di applicazione della norma con la
necessità di avere un anno di tempo per, eventualmente,
apportare, in corsa, le eventuali modifiche che il Parlamento
potrebbe mettere in essere qualora il riscontro non fosse
nettamente positivo.
Per cui approviamo questo tipo di impostazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il sub emendamento
6.23 a firma dell'onorevole Gucciari, Laccoto ed altri che così
recita: Al comma 3, dopo le parole finalità perequative'
aggiungere tali da garantire, comunque, la dotazione ordinaria
relativa ai singoli Enti'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
AULICINO Signor Presidente, respinge i miei emendamenti
perché non scritti correttamente e le chiedo da chi è firmato
questo subemendamento perché è incompleto delle firme.
PRESIDENTE Si passa al subemendamento 6.19, nel testo
risultante. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, nel merito eravamo tutti d'accordo,
la inviterei a mettere in votazione anche il sub emendamento 2008-
2009, sul piano formale, tuttavia l'osservazione formale..
PRESIDENTE Dopo la precisazione dell'onorevole Ortisi, che
ringrazio, preciso che abbiamo messo in votazione in
contemporanea il sub emendamento del Governo che trasferisce al
2009.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Lo
abbiamo votato?
PRESIDENTE Sì, l'abbiamo votato, volevo solo chiarirlo
all'Assemblea.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Per il prosieguo dei lavori, l'onorevole Aulicino
faceva un'osservazione condivisibile, perché un sub emendamento
con tre firme di deputati non si può depositare in Aula.
L'onorevole Cracolici lo ha sanato successivamente, però la
invito a stare più attento per evitare disparità di
atteggiamento non voluta, involontaria.
PRESIDENTE Grazie onorevole Ortisi. Si torna all'emendamento
6.4 e 6.10, precedentemente accantonato.
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento 6.24 che
riscrive il comma 8 dell'articolo 8 per garantire la copertura
finanziaria, così come era stato chiesto dalla Presidenza. Ne do
lettura:
Al comma 8 sostituire la parola di cui all'articolo 29, comma
1, della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2' con le parole
di cui all'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2'.
RINALDI Chiedo copia del testo.
PRESIDENTE Onorevole Rinaldi, nel comma 8 non era prevista la
copertura finanziaria, tanto è vero che erano stati presentati
due emendamenti soppressivi, il 6.4 ed il 6.10, il Governo ha
provveduto alla copertura attraverso il fondo sulle autonomie.
Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7.
Ne do lettura:
«Articolo 7
Differimento del termine per la definizione
delle pratiche sanatoria edilizia
1. Al comma 1 dell' articolo 46 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, le parole entro il 31 dicembre 2007' sono sostituite
con le parole entro il 31 dicembre 2008'.»
Comunico che allo stesso sono stati presentati due emendamenti:
- emendamento 7.2 a firma del Governo;
- emendamento 7.1 a firma dell'assessore Interlandi.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Lo
ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo tema della possibilità per
i comuni che hanno ancora negli uffici tecnici le pratiche di
sanatoria giacenti, è tema che si è ripresentato già lo scorso
anno. Siamo nelle stesse identiche condizioni dell'anno scorso,
quindi, c'è la necessità, al fine di non far perdere ai comuni la
premialità che deriverebbe dall'essere l'esame delle pratiche di
sanatoria uno dei parametri per poter accedere a questa
premialità, noi disponiamo lo slittamento dell'esame al
31.12.2008, nella speranza che il prossimo anno non ci sia lo
stesso problema.
Con l'emendamento 7.2 si esplicita maggiormente il raccordo con
il meccanismo di premialità che nella stesura secca dell'articolo
7 non viene fuori. Nel 7.2, invece, c'è proprio il richiamo alla
incidenza del parametro essenziale.
Quindi, è scritto meglio.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor presidente, onorevoli colleghi, il problema
della sanatoria dei comuni, non è la problematica della proroga
che stiamo reiterando per la seconda volta. Il problema della
sanatoria dei comuni è, purtroppo, il mancato pagamento che gli
utenti non possono effettuare per mancanza del denaro nelle loro
case.
Io avevo preparato, signor presidente, e per questo ho chiesto
la parola per un richiamo al regolamento, una norma che è stata
inserita non capisco come, nel malloppo degli emendamenti
aggiuntivi, è esattamente l'emendamento A 154 che prevede la
quota pari al 50 per cento della somma dovuta a conguaglio
dell'oblazione, perché l'altro 50 per cento è dello Stato, per la
sanatoria degli abusi edilizi, ai sensi della legge 35, comma 14,
modificato dalla legge 37, l'articolo 39 della legge 724 e
dell'articolo 32 della legge 326, versata direttamente ai comuni,
può essere rateizzata, secondo le modalità stabilite da ciascun
comune, con atto deliberativo. Se non avviene questo, i cittadini
si troveranno di fronte o a un diniego, quindi con l'ingiunzione
sulle spalle o con la possibilità di rateizzare quanto c'è da
pagare, secondo le possibilità di ogni nucleo familiare.
Altrimenti, ci troveremo, il prossimo anno ancora una volta, a
cercare di dare ulteriore termine, chissà per quanti anni, perché
il problema delle sanatorie, oggi è quello che le pratiche sono
istruite, ma la gente non le può pagare per mancanza dei fondi.
Rateizzando, ritengo che possiamo veramente risolvere in Sicilia,
il problema delle sanatorie di tutte le norme.
Signor presidente, le chiedo, quindi, se questo emendamento che
è stato messo nel malloppo degli emendamenti aggiuntivi, venga
prelevato e venga inserito nell'articolo 7.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente, onorevoli colleghi, ho solo un
quesito da porgere perché ho visto che l'emendamento di
sostituzione, del governo è sostanzialmente la riscrittura della
norma con cui avevamo prorogato l'anno scorso.
Però, mentre l'anno scorso abbiamo prorogato in una condizione
generale di bocce ferme e cioè la proroga agiva nel 100 per cento
dei comuni siciliani, noi quest'anno abbiamo avuto comuni che
hanno creduto che il 31 dicembre 2007 fosse l'anno della
scadenza. Allora cosa è successo e cosa rischia di succedere? Che
il sistema della premialità può avere I comuni, comunque, nel
rispetto delle norme, entro il 31 dicembre, hanno messo a
lavorare i propri uffici e hanno fatto i provvedimenti di
diniego, generalizzato in molti casi, per non incorrere sia negli
effetti della norma che li escludeva dalla premialità, sia nelle
omissioni dovute ai sensi di legge.
Ora, noi abbiamo avuto una fattispecie di comuni virtuosi,
un'altra fattispecie che non sono riusciti a farli tutti. Allora,
proporre sic et simpliciter un sistema con cui si rinvia
sostanzialmente il problema a fine 2008, mantenendo l'incidenza
della premialità come abbiamo fatto all'inizio del 2007, a mio
avviso, rischia, alla fine di determinare una condizione di
sperequazione.
Allora, valutate. Tra l'altro, io non sono un esperto della
questione, ma mi è stato posto un problema da parte di alcuni
comuni: un comune che ha fatto il 100 per cento degli atti
obbligatori può alla fine avere un sistema di premialità uguale a
un comune che ha fatto l'82 per cento? Dico questo perché non
vorrei un altro rischio, il rischio qual è? Che acceda alla
premialità solo chi ha fatto il 100 per cento, perché anche chi
ha fatto l'80 o il 90 per cento ha comunque svolto un'attività
tesa a garantire un servizio amministrativo. Quindi, da questo
punto di vista, è pensabile anche una premialità - come dire -
differenziata a seconda degli obiettivi raggiunti. E' un tema che
mi è stato posto; pongo il quesito. Vediamo se c'è una soluzione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta
che discutiamo di questi argomenti, purtroppo, forse non facciamo
caso che parliamo di situazioni arretrate che fanno riferimento,
se non ricordo male, alla legge 47 del 1985 e alla legge 37 del
1986. Quindi, stiamo parlando di una vicenda che ha riguardato la
costruzione di interi quartieri abusivi della nostra Regione e
dove c'è un patrimonio costruito sul disordine urbanistico
diffuso che, nel corso degli anni, si è depauperato e che non ha
più mercato e che, malgrado, allora, in quella fase, i cittadini
abbiano presentato istanza di sanatoria - io adesso non voglio
ricordare male, ma il collega Mancuso mi deve eventualmente
rinfrescare un po' - io ricordo che l'oblazione che serviva a
estinguere il reato penale, esclusivamente a estinguere il reato
penale, l'oblazione veniva introitata tutta dallo Stato.
Il 50 per cento, le famose due rate - il collega Zago è uno che
ha una conoscenza più dettagliata della mia - davano titolo alla
presentazione della domanda di sanatoria ai comuni. L'oblazione
non è nella nostra disponibilità. L'oblazione è nella
disponibilità dello Stato e rimane ancora oggi nella
disponibilità dello Stato. Nella disponibilità della Regione non
ci sono nemmeno gli oneri di urbanizzazione né i costi di
costruzione, perché in forza di quanto stabilito dalla legge 71
del 78 e dalla legge 10, la legge Bucalossi, gli oneri di
urbanizzazione e i costi di costruzione sono a carico dei comuni.
Tuttavia, il problema rimane e sono a migliaia le domande, le
istanze che non vengono esitate da parte dei comuni. E lì - ho
spiegato più volte - c'è una logica di mercato che è difficile da
superare. Interi quartieri costruiti abusivamente sono ormai
tagliati fuori dal mercato della casa ed, essendo tagliati fuori
dal mercato della casa non possono incentivare i cittadini a
richiedere il completamento dei programmi di sanatoria. Per cui
non so quante sono le domande in Sicilia, io faccio riferimento
al mio Comune, nel comune di Gela dove il fenomeno è stato
particolarmente intenso noi abbiamo ancora migliaia di domande.
Se dovessimo sollecitare i cittadini ad attivare procedure
accelerate e anche premiali nei confronti dei cittadini per
potere avere la concessione edilizia in sanatoria, avendo questo
un costo rilevante in termini di pagamento di oneri di
urbanizzazione e di costi di costruzione, il completamento delle
rate successive dell'oblazione, questi cittadini non sono
disposti ad ottemperare a quanto previsto dalle norme.
Vorrei a questo punto che si apra una discussione con lo Stato,
perché quanto meno la quota relativa al 50 per cento della
oblazione possa essere ridiscussa, cioè quello che i cittadini
hanno pagato per estinguere il reato penale. Perché il reato è
una doppia componente, il reato penale e la violazione
urbanistica, ma c'è un reato penale nell'abuso. Lo Stato allora
chiese una sorta di pagamento dell'indulgenza, chiese ai
cittadini di pagare l'oblazione. Questo principio è continuato in
tutte le legge di sanatoria, non è mai venuto meno questo
principio. L'ultima legge che fa riferimento a Berlusconi
mantiene comunque questo principio.
Penso che questo sia uno degli argomenti. Il secondo argomento:
quando fu fatta la norma per cui questa norma doveva porre limiti
entro i quali i comuni dovevano ottemperare al completamento
delle pratiche di sanatoria come l'Assessore sa la norma non ha
avuto pratica attuazione. Noi possiamo anche arrivare al 2008, al
2009 ma se non interveniamo con altri elementi noi non avremo mai
raggiunto l'obiettivo che ci prefiggiamo, cioè quello di sanare
un patrimonio edilizio consistente che abbiamo in Sicilia.
Pertanto non ho nessuna difficoltà ad approvare la norma e a
prorogare i termini, inviterei comunque l'Assessorato regionale a
mettere in campo politiche premiali nei confronti dei singoli e
nei rapporti con lo Stato, altrimenti questo bubbone
dell'abusivismo edilizio che noi abbiamo eredito nel corso degli
anni non riusciremo mai a sanarlo.
Ricordo inoltre che il legislatore regionale dotò questi
quartieri sulla base di opere urbanistiche secondarie, sulla base
della legge 37, e che comunque molti di questi manufatti edilizi
non possono avere la concessione edilizia perché sono fuori dalla
possibilità di essere sanati, perché non sanabili, perché non
rientrano negli strumenti urbanistici, quindi la materia è una
materia complessa. E' stata affrontata dall'Assessorato regionale
come una materia fiscale, mettetevi in regola altrimenti vi
penalizziamo. Se si affronta ancora con quest'ottica è chiaro che
non si risolve il problema. Quindi la proroga al 2008 o al 2009
per quanto mi riguarda la approvo, non c'è nessun problema, ma
non risolve la questione.
Pertanto, bisogna attivarsi come Governo attraverso conferenze
di servizio da predisporre con i sindaci dei comuni interessati
da particolari disordine urbanistico. Vedere con loro se è
possibile concordare politiche premiali, fattive, sostenerli in
politiche di risanamento. Insomma, ci vuole una politica
organica, altrimenti la sola norma di proroga di un provvedimento
non raggiunge l'esito che penso per il quale voi ci chiedete di
approvare la norma.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Velocissimo perché siamo d'accordo con l'emendamento.
Sono state poste delle questioni sia dall'onorevole Cracolici che
dall'onorevole Speziale, ma anche dall'onorevole Mancuso. Io
credo che però per la parte riguardante le somme del condono
statale la rateizzazione non possa essere fatta perché possa
essere fatta, assessore Interlandi, c'è una parte di queste
somme, sicuramente quelle che vanno allo Stato, che non possono
essere rateizzate, primo punto.
Secondo punto: l'incidenza potrebbe essere previsto un nuovo
meccanismo che sia percentuale rispetto alle norme sanate; è
successo però, assessore mi consenta, che in alcuni comuni pur di
prendere la premialità, poiché non si riusciva anche ad integrare
alcuni atti, sono stati fatti il preavviso di diniego che
certamente ha creato molti problemi ad alcuni utenti.
Quindi la norma intanto va approvata, però trovare anche dei
correttivi per far sì che si possano evitare quelle che sono
state, perché non è che possiamo trovarci di anno in anno a
prorogare, questo è il problema.
PANEPINTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni tanto
in questo parlamento un tema serio che è quello di come chiudere
le pratiche di sanatoria nei comuni viene a galla e viene a galla
per la necessità di dare l'ennesima proroga.
Io ritengo che la formulazione dell'assessore sostanzialmente
riproduce la norma già in atto e l'assessore alla famiglia
dovrebbe dirci se ha dato ad un solo comune la premialità ,
perché non c'è un comune che ha raggiunto il 100 per cento,
saranno eccezioni.
Noi oggi abbiamo un problema, e bene diceva il collega che ha
parlato prima, ma io ritengo assessore che, su questa vicenda, la
questione è un po' più complessa.
Gli uffici tecnici o i gruppi che stanno curando le pratiche di
sanatoria si sono arenati sulla questione della legge n. 724 del
1994 ed anche sulla legge n. 326, ma siccome quest'ultima è
ancora archiviata sostanzialmente non costituisce oggetto di
valutazione, sulla legge n. 724 i costi di cui parlava il sindaco
di Rammacca prima, è una cosa un po' diversa, cioè noi abbiamo
uffici tecnici che non stanno applicando i volumi di 750 metri
cubi, il famoso rapporto di parentela non viene applicato e
quindi gli oneri di urbanizzazione non hanno le agevolazioni.
Io ritengo che, assessore, dovremmo approvare la norma così
com'è, possibilmente non nella legge sullo sviluppo che non porta
fortuna, ma su un altro testo normativo, dopo un'attenta analisi
riportare alcuni problemi, perché il collega ha ragione
nonostante lo stupore di tutti, c'è un decreto della Presidenza
del Consiglio dei Ministri che dà il 50 per cento dell'oblazione
ai comuni, c'è una legge del 2004 che già rateizza gli oneri di
urbanizzazione, un'ulteriore rateizzazione aiuterebbe quanti non
sono in condizione di pagare migliaia e migliaia di euro di
sanatoria.
Poi ritengo che sia importante che l'assessorato dal punto di
vista amministrativo tiri fuori una circolare che metta ordine
sulla questione dell'applicazione della 724 perché molti uffici
tecnici, dicevo prima, non intendono dare i benefici nei 750
metri cubi quando non sia l'abitazione di chi è titolare
dell'immobile, mentre la 724 offriva diverse opzioni, quindi,
credo che la proposta che era avanzata attraverso degli
emendamenti aggiuntivi può, formulata con un po' più di
attenzione, essere accolta e fare parte dell'emendamento
presentato dall'Assessore e poi chiedere all'Assessore di
applicare la norma secca del rinvio per avere tempo e modo di
preparare un testo nel più breve tempo possibile che aiuti i
comuni a chiudere le sanatorie, anche perché abbiamo centinaia e
centinaia di tecnici che potrebbero essere destinati ad altre
attività e sono impelagati ormai da decenni sulla questione
sanatoria.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente.
Onorevoli deputati, condivido gli interventi che sono stati fatti
a partire da quello dell'onorevole Mancuso cioè la domanda che ci
si dovrebbe porre è perché a distanza di un anno noi ci troviamo
a parlare ancora delì'esigenza di una proroga e perché
l'osservatorio sull'abusivismo non ha registrato quel forte
incremento che noi ci aspettavamo sull'esitazione delle pratiche
e la risposta è presto detta: perché ci sono delle ragioni di
ordine economico così come di ordine sociale, come sottolineava
l'onorevole Mancuso, perché di fatto c'è una difficoltà da parte
di chi ha commesso gli abusi e che con i passati condoni ha
inteso porsi in regola nell'ultimare il pagamento previsto per
poter ottenere il decreto di concessione in sanatoria.
A parte che ci sono stati anche altri problemi riguardo un po'
la comunicazione in questo ultimo anno su che cosa significasse
realmente, cioè che cosa si dovesse fare per ottenere il decreto
di concessione, tant'è che molti siciliani sono convinti che
avendo ottemperato al pagamento di una rata già hanno sanato il
loro immobile, cosa che non è assolutamente così.
Questa è una prima questione, ma c'è anche un'altra ragione che
ha impedito l'esitazione delle pratiche. Questa ragione consiste
nel fatto che presso gli uffici tecnici giacciono migliaia e
migliaia di pratiche che sono dovute al cattivo recepimento della
326, quindi la legge nazionale relativa all'ultimo condono che,
quando è stata recepita dalla legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, non si è fatto riferimento a una serie di violazioni che
erano avvenute in aree sottoposte a vincolo idrogeologisto-
paesaggistico ma non governate dal vincolo di inedificabilità
assoluta.
Quindi, c'è anche un emendamento proposto dal Governo che è
finito nel malloppo degli emendamenti aggiuntivi che si ricollega
strettamente a questa norma sullo slittamento dell'esame delle
pratiche, perché sono tutte quelle pratiche legate alla 326, dove
l'ente tutorio che ha posto il vincolo non ha potuto esaminare la
pratica, perché sarebbe stato di sicuro esito negativo in quanto
la 326 - fatta male - recepita dalla Regione siciliana in
siffatta maniera, non ha consentito di poter regolarizzare queste
pratiche talché l'esito
PRESIDENTE Assessore Interlandi, scusi se la interrompo,
siccome alla fine vi è una condivisione da parte di tutta
l'Assemblea, degli oratori, sono d'accordo, pur con le
valutazioni che hanno fatto, se arriva alle conclusioni così lo
poniamo in votazione.
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente. Le
conclusioni sono queste: condivido gli interventi nella parte in
cui bisogna farsi parte attiva nei confronti dello Stato per
risolvere quei problemi sociali di cui parlavamo e anche perché
il prossimo anno non ci sia l'esigenza della proroga.
Però, noi oggi dobbiamo necessariamente mettere in condizioni i
comuni di non potere esprimere quel diniego e, quindi, comunque
auspico che la norma venga approvata. Che poi venga approvata
seccamente o nella formulazione dell'emendamento 7.2 in effetti
cambia poco, perché essendo questo uno dei parametri che è
pregiudiziale per la premialità in assoluto perirebbe ugualmente.
Quindi, alla fine, se volete che si approvi in forma secca lo
approviamo in forma secca, non è un problema questo.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi non ci
indirizziamo verso il suggerimento dell'onorevole Mancuso
facciamo una cosa buona ma non giusta, nel senso che siamo
d'accordo con quanto propone l'assessore e tuttavia l'aspetto
sociale non lo prendiamo in considerazione, perché partiamo da
presupposti giustizialisti per i quali ogni volta che c'è un
vulnus esso appartiene ai ricchi o ai ricchissimi o agli
speculatori.
In questo caso appartiene nove volte su dieci, invece, ai
poveri, per cui se noi non permettiamo la rateizzazione, l'anno
prossimo saremo di nuovo qui a discutere di un'ulteriore proroga
in quanto avremo fatto la norma ma non avremo permesso agli
eventuali fruitori di poter pagare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere
della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Trattamento economico accessorio
1. Entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge
il trattamento economico accessorio dei contratti in essere
stipulati dai dirigenti regionali con i responsabili delle
strutture di massima dimensione della Regione deve essere
rinegoziato tenendo conto degli importi assegnati a ciascun
dipartimento, ufficio di diretta collaborazione all'opera del
Presidente o dell'Assessore ed ufficio speciale a seguito del
riparto effettuato ai sensi dell'articolo 66 del contratto
collettivo regionale di lavoro del personale con qualifica
dirigenziale della Regione e degli enti di cui all'articolo l
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, per il quadriennio
giuridico 2002-2005 e per i bienni economici 2002-2003 e 2004-
2005. »
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 8 è
stato presentato un emendamento soppressivo dell'onorevole
Rinaldi.
RINALDI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8. Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Congedo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che l'onorevole
Borsellino ha chiesto congedo per la seduta odierna per problemi
di salute. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Oneri salario accessorio
1. Al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 1 febbraio
2006, n. 4, dopo la parola tabelle' sono inserite le seguenti: A
decorrere dall'esercizio 2007, in coerenza con i contratti
collettivi, si provvede annualmente con appositi stanziamenti, da
iscrivere nella legge di approvazione del bilancio della Regione,
per la dotazione separata relativa agli oneri salariali
accessori. Le erogazioni a tal fine contrattualizzate per l'anno
2006, prioritariamente finalizzate all'erogazione di servizi di
pubblico interesse per l'erogazione di servizi all'utenza,
trovano conferma nelle disponibilità esistenti nel relativo
esercizio finanziario.'.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 9 è
stato presentato l'emendamento 9.1, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
ODDO CAMILLO , vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che il Governo sta predisponendo il subemendamento
9.1.1, che sarà distribuito.
Nell'attesa, l'articolo 9 è accantonato.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Cittadini disabili
1. Le province regionali e i comuni della Regione, devono
assicurare locali, personale, ausili tecnici e mezzi
indispensabili per l'esercizio delle rispettive funzioni ai
cittadini disabili, di cui all'articolo 3, commi 1, 2 e 3, della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, chiamati a cariche elettive o a
incarichi presso organi istituzionali. All'onere del presente
articolo si provvede mediante parte delle disponibilità, sino
alla misura dell' 1 per cento del fondo per le autonomie locali.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 10.1, a firma
dell'onorevole Ardizzone ed altri.
ARDIZZONE Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che inseguiamo, non solo io ma parte dei deputati
di quest'Assemblea, da oltre un anno e mezzo e riguarda
l'Associazione dei ciechi Ellen Keller' che paradossalmente è
l'unica associazione, perché quest'Aula già si è pronunciata, che
nel Consiglio di amministrazione ha previsto una norma che
prevede che possono essere rinnovati per una sola volta. Ciò
significa che l'associazione Ellen Keller dovrebbe fare ricorso a
soggetti che non sono ciechi. L'onorevole D'Asero ne è a
conoscenza. Abbiamo sottoposto la questione in tutte le
variazioni di bilancio. Tutti sono stati sollecitati.
Poiché questo emendamento è proprio pertinente all'articolo 10,
che riguarda le disabilità e viene incontro per riparare ad
eventuale problema procedurale, ho fatto aggiungere anche la
firma del Capogruppo ed un'altra firma e siamo arrivati a cinque
firmatari.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, la ringrazio per il
chiarimento perché mette in condizione la Presidenza di
dichiararlo ammissibile.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, non sono contrario
pregiudizialmente, però, l'emendamento non riguarda le disabilità
ma l'associazionismo dei disabili e voi sapete che c'è stato un
lungo contenzioso tra le varie associazioni che tutelano i
ciechi, in particolare, quella dell'avvocato Castronovo e le
altre che hanno un'attinenza con questo argomento.
Preferirei che venisse inserito tra gli emendamenti aggiuntivi
perché non tratta una modalità che riguarda i disabili ma
l'associazionismo dei disabili ed è cosa diversa.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sorge
qualche dubbio; per la quattordicesima volta, le chiedo una cosa
ma la mia richiesta non viene accettata. Parlo della conduzione
della sua Presidenza; personalmente, lei è amabile; è la persona
più brillante che io conosca.
PRESIDENTE Non esageriamo.
MANCUSO Rispetto a questo, poco fa, le avevo chiesto se era
possibile che un emendamento che era non pertinente,
indispensabile per l'articolo che riguardava la sanatoria
edilizia, venisse aggiunto e lei mi ha detto che non era
possibile perché era tra gli emendamenti aggiuntivi. Ora, invece,
questo emendamento, che risulta anche aggiuntivo, viene
dichiarato ammissibile come emendamento all'articolo 10. O non le
sono simpatico ma non mi sembra
PRESIDENTE Non insista.
MANCUSO oppure non riesco a comprendere perché, per
quattordici volte - perché io me le segno - mi sono comprato il
commutator della TIM e, per quattordici volte, lei dice sempre
no a tutte le mie richieste. Deve esserci un motivo.
La prego, di considerarmi come i miei colleghi, né più, né di
meno ma uguale, preciso.
PRESIDENTE Onorevole Mancuso, non ricordo le altre tredici
volte; per quanto riguarda questa, le volevo ricordare che
l'emendamento di cui lei parlava poco fa è un emendamento che non
ha nulla a che vedere con la proroga prevista dall'articolo 7;
parla di sanatoria e di altre cose, cioè degli oneri del 50%.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento all'articolo 10,
esso fa riferimento ai disabili e dice cosa deve essere fatto in
relazione ad essi.
Ecco, non c'è nulla nei suoi confronti e lei sa con quanta
simpatia la guardo anch'io.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che
mi sembra, assolutamente, improponibile in questo articolo
perché esso prevede precise disposizioni che servono a permettere
ai disabili di frequentare senza difficoltà le sedi degli enti
locali, nel caso in cui siano eletti, ad esempio, eccetera. Sono
norme che facilitano i disabili a partecipare alla vita
democratica della nostra Regione. La questione che è inserita
nell'emendamento citato mi sembra che non abbia nulla a che
fare.
Sono, quindi, perché esso non venga, assolutamente, trattato.
Nel caso in cui dovesse essere trattato, mi riservo di
intervenire nel merito.
PRESIDENTE L'emendamento verrà trattato, onorevole Cantafia e
la prego di svolgere adesso il suo intervento.
CANTAFIA Mi dichiaro contrario all'emendamento perché non
sono abituato a dire sì soltanto perché ci sono delle lobbies
elettorali che possono essere interessanti.
Lo dico per me, non lo dico per l'onorevole D'Asero e neppure
per l'onorevole Ardizzone: la norma serve ad impedire per le
associazioni di volontariato, finanziate dalla Regione, perché il
testo è relativo ad un'organizzazione onlus che è finanziata
dalla Regione, che ci sia una ripetizione negli organismi
dirigenti senza un termine finale.
La norma, quindi, è assolutamente corretta, di buon senso;
non può essere millantata neanche la difficoltà ad ottenere altri
amministratori perché, purtroppo, di ciechi ce n'è più di uno e,
quindi, visto che l'associazione dei ciechi raccoglie,
praticamente, la totalità dei ciechi, c'è sempre la possibilità
di avere in queste associazione degli aderenti che possono
occupare, per l'appunto, due volte il mandato.
E' ragionevole, dunque, impedire che ci possano essere
infeudamenti delle organizzazioni di volontariato che sono
finanziate dalla Regione.
Quelle che non sono finanziate facciano quello che gli pare ma
per quelle che sono finanziate dalla Regione è indispensabile che
s'impedisca l'infeudamento.
DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
discutendo in riferimento ad un emendamento che da il giusto
diritto ad un'associazione di potere inserire soggetti che hanno
competenza all'interno di un Consiglio di amministrazione.
Non si tratta di discutere quanti sono i ciechi in Sicilia ma
si tratta di vedere quanti sono i ciechi in Sicilia che hanno
competenza in materia tiflologica e tiflodidattica. Il problema
è che all'interno dei consigli di amministrazione - forse, noi
politici non siamo abituati a questo - deve starci gente che ha
una dovuta competenza.
Stiamo discutendo di una associazione Onlus privata che ha il
diritto di autogovernarsi e di poter rinominare soggetti che
hanno acquisito esperienze specifiche in materia.
Se poi dobbiamo discutere se è giusto o meno che la Regione dia
contributi e finanziamenti è altra ragione; allora, discutiamo di
questo ma non di limitare il diritto di un'associazione ad
autogestirsi, autoamministarsi ad avere soggetti competenti in
merito.
Uguale emendamento, a mia firma e a firma dell'onorevole
Cracolici, è stato presentato ed è finito anche quello tra gli
emendamenti aggiuntivi.
Sono d'accordo con la proposta di inserirlo qui e rammento agli
onorevoli deputati che c'è un'altra fattispecie che riguarda la
stamperia Braille e quindi non solo il centro regionale Ellen
Keller, dove uguale limitazione è imposta e dove si può essere
riletti per non più di un'altra volta.
Anche su questo abbiamo l'emendamento. Non abbiamo provveduto a
presentare il subemendamento adesso, lo vedremo, a questo punto,
con gli emendamenti aggiuntivi.
Anche qui la questione è uguale, cioè viene letta non più di
una volta.
Preannuncio il mio voto favorevole all'emendamento.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è più forte di
me e preannuncio l'apprezzamento positivo dell'emendamento quando
sarà il momento di trattarlo.
Ad onor del vero, questo emendamento con l'articolo non c'entra
niente.
La mia paura, signor Presidente, è che, aperto lo spiraglio, si
crei qui tutta una serie di contrapposizioni, ne è stato esempio
l'onorevole Mancuso, che per l'ordine dei lavori, ci farà
raggiungere, con i lavori da adibire ai disabili che facciano
parte di enti locali.
Che c'entra l'emendamento che giustamente gli uffici avevano
suggerito tra gli aggiuntivi?
Prendiamo tutti un accordo che questo è un emendamento
aggiuntivo che all'unanimità approveremo. Sbagliamo, però, sul
piano delle procedure ad inserirlo in questo testo.
Per la mia esperienza di dodici anni, questo significa aprire
già lo spiraglio al caos infinito. Non deve sostituire
l'andamento lineare dei nostri lavori fino a questo momento.
Onorevole Ardizzone, prendiamo tutti l'impegno di votarlo ma
non mi dite, per favore, che sia congruo al testo e alla lettera
dell'articolo.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, adesso interviene nel merito?
ORTISI Nel merito non ci voglio entrare. Preannuncio il mio
voto e la mia difesa.
L'emendamento è aggiuntivo.
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un
ragionamento che deve porci anche nelle condizioni di riflettere
sull'andamento dei lavori. E' un intervento che serve a dare un
contributo sullo snellimento dell'ordine dei lavori.
E' un problema che riguarda la maggioranza e vorrei invitare
anche il Governo a rinunciare agli emendamenti perché altrimenti
ci troviamo nelle condizioni di aprire una maglia a tutta una
serie di emendamenti e, quindi, ad avviare un percorso che non ci
vedrà finire questa sera la finanziaria. Se insistete, annuncio
il voto contrario mio e del mio Gruppo.
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende l'esame del disegno di legge n. 665/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.1, precisando
che allo stesso hanno apposto la firma anche gli onorevoli
Rinaldi, D'Asero e Di Benedetto.
CANTAFIA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Tumino, Gucciardi,
Ortisi, La Manna, De Benedictis, Ruggirello, Panepinto e Oddo
Camillo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
10.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti .. 58
Maggioranza . 30
Favorevoli . 32
Contrari 24
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare sull'articolo 10.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
comprendo l'intento di questo articolo, però, oggettivamente
individua, all'interno dei cittadini disabili, delle prerogative,
delle agevolazioni per coloro i quali ricoprono cariche elettive
o incarichi presso organi istituzionali e tutti gli altri.
Paradossalmente, con questo articolo, andiamo incontro al
consigliere comunale disabile e ne abbiamo tutti il diritto ed è
meritorio l'intento ma rimane il caso che il consiglio comunale
non sia frequentabile o l'audizione del consiglio comunale non
possa essere frequentabile dal cittadino comune disabile perché
le barriere architettoniche glielo impediscono o un'altra
indisponibilità di questo genere glielo impedisce.
Con questo articolo, prestiamo attenzione a una fattispecie,
ad una categoria dei cittadini disabili, creando al loro interno,
una discriminazione. Siccome, non è questo l'intento della norma
generale né della Costituzione italiana, credo che questo
articolo vada maneggiato con molta cura; visto che non stiamo
facendo altro che assegnare, nella misura dell'1 per cento del
fondo per le autonomie locali, una possibilità di spesa per
risolvere problemi che riguardano i locali, il personale, i mezzi
per l'esercizio di queste funzioni, credo che questo articolo
sarebbe stato meglio formularlo - e siamo ancora in tempo per
farlo - semplicemente eliminando le parole chiamati a cariche
elettive o incarichi presso organi istituzionali .
Mi rendo conto che la materia merita un'attenzione. Non ho
presentato l'emendamento ma invito ad una riflessione sul tema
perché siamo in tempo per farlo.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo sul
problema del carico, proprio per evitare quelle questioni cui
accennava prima il collega; se lo facciamo sul carico delle
autonomie locali, si crea veramente, un problema perché c'è una
disparità di trattamento. Se diciamo, invece, che i comuni sono
obbligati a fare, senza dire a carico del fondo dell'autonomia ,
credo che facciamo una cosa senza creare problemi e disparità fra
cariche elettive e non elettive.
E' diverso il senso. Non è che io sia contrario. Penso che
metterlo sul fondo delle autonomie locali creerà un senso di
disparità.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 9, che era stato
accantonato.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 9.1.1, a
firma del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 9.1, nel testo
risultante.
Il parere della Commissione?
DINA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Agenzia regionale per i rifiuti e le acque
1. All'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 sono soppresse le parole Ente strumentale della
Regione';
b) al comma 2 le parole da ed è posta ' sino a indirizzi
programmatici' sono sostituite dalle
seguenti: il Presidente della Regione fissa con proprie
direttive gli indirizzi programmatici
dell'attività dell'Agenzia avvalendosi del
dipartimento regionale del bilancio e tesoro, ragioneria
generale della Regione, che verifica in via successiva il
rispetto di detti indirizzi da parte dell'Agenzia nell'esercizio
della propria attività';
c) al comma 9, lettera b), dopo le parole del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502' sono aggiunte le seguenti ,
sostituendo il direttore con il Presidente dell' Agenzia';
d) al comma 11 le parole salve le disposizioni di cui al
presente articolo,' sono sostituite dalle
parole ed alle competenze dei suoi organi
collegiali';
e) alla fine del comma 11 è aggiunto il seguente periodo A tal
fine il Presidente della Regione si avvale del dipartimento
regionale del bilancio e del tesoro, ragioneria generale della
Regione'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Borsellino e Cantafia: 11.5,
dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 11.1 e 11.2;
dal Governo: 11.7;
dagli onorevoli Laccato e Barbagallo: 11.3 e 11.4.
Onorevoli colleghi, pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti 11.5 e 11.6, di eguale contenuto.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
DINA Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 11.1.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 11.7.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. E' ritirato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.2.
BARBAGALLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
la seconda parte che riteniamo sia fondamentale, quella
relativa al Presidente della Regione che relaziona
sull'attività dell'Agenzia. Mi rendo conto che i successivi e
il primo comma non possono impedire un controllo ed una
diretta emanazione delle direttive da parte dell'esecutivo e,
quindi, del Presidente, però, il comma che riguarda il
controllo dell'Agenzia da parte dell'Assemblea lo manterrei.
Chiedo, quindi, se possibile, che venga sottoposto a
riscrittura.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 11.2 è
accantonato, insieme all'intero articolo.
Gli articoli 12, 13, 14, 15, 16 e 17 sono accantonati.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Riscossione agevolata dei crediti della Regione
1. Il termine per la presentazione delle istanze per
accedere alla definizione agevolata dei crediti vantati dalla
Regione in materia di beni demaniali e patrimoniali, ai sensi
dell'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
e successive modifiche ed integrazioni, è prorogato al 30
giugno 2008'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Modifica scadenza - limite di impegno
1. Alla tabella L' allegata alla legge 28 dicembre 2004, n.
17, l'anno terminale 2019' del limite di impegno di 4.067
migliaia di euro autorizzato per le finalità della legge 9
agosto 2002, n. 178 e successive modifiche, U.P.B. 2.2.2.6.6,
capitolo 542946, è sostituito con l'anno 2013'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20
Tabella H - Modifica denominazione
1. All'U.P.B. 2.3.1.3.2, capitolo 148102, dopo le parole
Contributo per le spese di funzionamento ai consorzi agrari
funzionanti in regime ordinario' aggiungere le parole e
specificatamente per il Consorzio agrario di Palermo per le
finalità dell'articolo 29 del Regolamento CE n. 1698/2005 del
Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo
rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale (FEARS)'».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 20.1, a
firma dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI Lo ritiro
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21
Enoteca regionale della Sicilia
1. Nell'ambito del programma annuale di attività
istituzionale, l'Istituto regionale della vite e del vino è
autorizzato ad erogare un contributo annuo da destinare alle
sedi Enoteca regionale della Sicilia occidentale e della Sicilia
orientale, a valere sulla disposizione finanziaria assegnata
all'Istituto per le finalità di cui all'articolo 5, comma 4,
della legge regionale 2 agosto 2002, n. 5.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 21.1, a firma
dell'onorevole Rinaldi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22
Programmazione opere pubbliche
1. In deroga a quanto disposto dall'articolo 14 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, come sostituito dall'articolo 8
della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive
modifiche ed integrazioni, per l'anno 2008 il programma
triennale e l'elenco annuale delle opere pubbliche sono
adottati anche separatamente dall'approvazione del bilancio
di previsione e comunque entro il 30 giugno 2008».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23
Attività di studio, progettazione, direzione dei
lavori ed accessorie
1. Dopo il comma 11 dell'articolo 17 della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come sostituito dall'articolo 11
della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e succes sive
modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma:
11 bis. Nelle gare ad evidenza pubblica e nelle procedure
negoziate per l'affidamento degli incarichi professionali
di cui ai commi 10 e 11, sono escluse le offerte che
presentano un ribasso dell'onorario superiore di oltre il
10 per cento rispetto alla media di tutte le offerte
ammesse'.».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 23.1;
dall'onorevole Speziale: 23.2.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 23.1.
Il parere della Commissione?
DINA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.2 è decaduto.
Gli articoli 24 e 25 sono accantonati.
Si passa all'esame dell'articolo 26.
Ne do lettura:
«Articolo 26
Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37
1. Al fine di armonizzare le disposizioni di cui all'articolo 2
della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37, alla normativa di
cui al comma 1 bis dell'articolo 1 della legge 19 luglio 1993, n.
237, al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
1994, n. 37, dopo le parole Enti pubblici finanziatori' sono
aggiunte le parole e da società abilitate all'esercizio del
credito, secondo la vigente normativa in materia'.
2. Relativamente alle garanzie assunte a carico del bilancio
della Regione, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 10
dicembre 1994, n. 37 l'Assessore regionale per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato a concludere
transazioni con i creditori, nella misura del 60 per cento dei
debiti garantiti, con contestuale liberazione integrale dei
garanti.
3. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 2 si
procede con decreto assessoriale da emanarsi entro sessanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 27. Ne do lettura:
«Articolo 27
Reiscrizione di economie in materia di artigianato
1. Le disposizioni di cui all'articolo 8 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche e integrazioni,
trovano applicazione sulle somme perenti agli effetti
amministrativi, eliminate dalle scritture contabili della Regione
nell'esercizio finanziario 2007, relative ad impegni assunti per
le finalità previste dagli articoli 27 e 28 della legge regionale
18 febbraio 1986, n. 3 (U.P.B.. 8.2.1.3.1, capitolo 344107 e
U.P.B. 8.2.1.3.4, capitolo 343305) che possono, con decreto del
ragioniere generale della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, essere destinati ad interventi finalizzati alla medesima
legge ed al pagamento dei contributi in conto interessi alle
imprese artigiane e commerciali erogati tramite i consorzi fidi
così come previsto dall'articolo 72 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e dall'articolo 11 della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni
relativi agli anni pregressi 2004, 2005 e 2006.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell' articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Trasferimento immobili al comune di Altofonte
1. Al fine di consentire la ristrutturazione e il ripristino
degli immobili del collegio di Maria' ricadenti nel territorio
del comune di Altofonte, e da oltre cinquant'anni in stato di
abbandono, l'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali
e per la pubblica istruzione è autorizzato a trasferire gli
immobili al patrimonio del comune di Altofonte.»
Comunico che è stato presentato il subemendamento sostitutivo
del Governo. L'articolo 28 è sostituito dal seguente: L'Ente
Collegio di Maria di Altofonte è estinto. Il patrimonio è
trasferito al comune di Altofonte, gli immobili destinati ad
attività di culto saranno concessi in uso gratuito
all'arcidiocesi di Monreale .
Mi pare che ci sia la legge Crispi' che prevede che quando si
estingue un'Opera pia, il patrimonio vada trasferito ai comuni.
CRACOLICI Il Collegio di Maria, non è un'Opera pia.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Io capisco tutto, però, lo ha detto poco fa
l'onorevole Dina, francamente non entro nel merito perché sarà
intelligente, ma ognuno di noi ha emendamenti aggiuntivi
importanti. Quindi, preannunzio che chiederò il prelievo degli
emendamenti tra gli aggiuntivi, perché ci sono cose fondamentali
PRESIDENTE Onorevole Antinoro, l'articolo 28 fa parte del
testo, è stato riscritto ed è stato ripresentato in questo
momento e mi pare che sia un emendamento accoglibile.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Per una questione di onestà, non voglio mettere in
imbarazzo il Governo al quale avevo chiesto una riscrittura
tecnica perché mi era stato posto un problema: il Collegio di
Maria, con sede ad Altofonte è stato distrutto da un incendio nel
1956. Da 52 anni è in totale stato di abbandono. Il Comune di
Altofonte, per poterlo ristrutturare, deve averne il possesso
perché in tutti questi anni non si è mai determinata la
condizione di restituire a quella comunità questa area potendo
creare un'attività culturale o un'attività sociale previste
dallo stesso comune.
Mi era stato posto da parte di un tecnico della Regione, un
dirigente regionale che conosce la materia, che forse la dizione
più esatta poteva essere questa. Credo che così come è scritta
non convince neanche me però non voglio mettere in imbarazzo il
Governo. Personalmente chiedo al Governo di ritirare questo
emendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi il subemendamento sostitutivo a
firma del Governo si considera ritirato. Pongo in votazione
l'emendamento 28.1 del Governo. Il parere della Commissione?
DINA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Operatori del settore dello spettacolo
1. Il Governo della Regione istituisce un sistema di
certificazione professionale dei singoli operatori del settore
spettacolo sulla base dei criteri già adottati dalle associazioni
professionali riconosciute in ambito nazionale.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 29.1 soppressivo
dell'articolo 29, a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Contributo al centro studi Pio La Torre'
1.A decorrere dall'anno 2008 la misura del contributo di
cui all'articolo 10 della legge regionale 7 agosto 1990, n.
21, è adeguata a 180 migliaia di euro.»
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Trasporto pubblico locale
1. Dopo il comma 6 bis dell'articolo 27 della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è aggiunto il seguente:
6 ter. La spesa autorizzata per gli esercizi finanziari
2008, 2009 e 2010 per le finalità del comma 6 è comprensiva
di tutti gli oneri relativi ai corrispettivi previsti dal
medesimo comma 6.'»
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Abrogazione di norme
1. L'articolo 16 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21
e successive modifiche ed integrazioni, è abrogato.»
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33:
«Art. 33.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo l0 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei
provvedimenti legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione
del bilancio, restano determinati per ciascuno degli anni 2008,
2009 e 2010 nelle misure indicate nelle tabelle A' e B', allegate
alla presente legge, rispettivamente per il fondo globale
destinato alle spese correnti e per il fondo globale destinato
alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per
l'eventuale rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in
conto capitale autorizzate da norme vigenti e per le quali nel
precedente esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza
sono stabilite negli importi indicati, per l'anno 2008,
nell'allegata tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, le autorizzazioni di spesa
recate dalle leggi indicate nella allegata tabella D' sono
ridotte degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2008,
2009 e 2010, nella tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, così come modificato
dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere
pluriennale indicate nella allegata tabella E' sono rimodulate
degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2008,
2009 e 2010, nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa indicate nella
allegata tabella F' sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, gli stanziamenti autorizzati in
relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria sono determinati nell'allegata
tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, i contributi e gli altri
trasferimenti in favore di associazioni, fondazioni, centri
studio ed altri organismi comunque denominati, nonché delle altre
spese continuative annue sono determinati
nell'allegata tabella H'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate relative
agli interventi di cui all'articolo 200, comma 1, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nella allegata
tabella I'.
9. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. l0, gli importi dei nuovi limiti di
impegno per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e
dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata tabella L'.»
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Procedure per l'assunzione del personale
1. E' fatto obbligo alle società costituite o partecipate dalla
Regione, dalle province e dai comuni, il cui capitale risulti a
maggioranza pubblica, il rispetto delle procedure di evidenza
pubblica imposte agli enti locali per l'assunzione di personale.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 13.3, a firma
del Governo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei il
Governo ad avere un atteggiamento coerente, perché ho visto
sopprimere articoli già stabiliti in commissione, adesso la
commissione ha esitato, fra l'altro era un emendamento a firma
mia, un articolo che è contenuto con il quale si dice che negli
enti partecipati dalla Regione, dai comuni e dalle province si
procede per l'assunzione del personale con procedura di evidenza
pubblica, poi c'è un termine sbagliato imposte dalla Regione per
gli enti locali'.
Si vuole stabilire che c'è un'analogia nelle assunzioni per gli
enti partecipati dalla Regione, dai comuni e dalle province, con
le procedure per l'assunzione di personale negli enti locali .
Nei comuni si procede a norma di una legge del 1992 che
stabilisce che l'assunzione avviene sulla base di titoli e sulla
base di una oggettività.
Ovviamente, l'emendamento del Governo intende eliminare questa
parte per ripristinare la possibilità di avere le mani libere
sulle assunzioni, senza criteri.
Per cui chiederei al Governo di ritirarlo, altrimenti ci
troviamo di fronte ad una situazione che, per certi aspetti, è
vergognosa, l'emendamento presentato dal Governo è una vergona
Si tratta di una vera e propria provocazione al buon senso:
ripristinare la regola si danno le mani libere per le assunzioni
di personale e utilizzare gli enti strumentali della Regione
soltanto per soddisfare esigenze di natura clientelare, anziché
rispondere ai criteri oggettivi, per cui invito il Governo a
ritirare l'emendamento.
Mentre è corretto l'emendamento a firma dell'onorevole
Barbagallo quando si riferisce alle vigenti leggi in materia di
criteri di selezione di personale agli enti locali.
Invito il Governo di evitare di fare provocazioni all'Aula.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
anch'io ribadire ciò che ha detto l'onorevole Speziale però
voglio porre un problema generale al Governo.
Perché, o ci rispettiamo tutti, al di là delle differenze e mi
rivolgo soprattutto a lei, assessore Lo Porto, perché in
Commissione bilancio c'era lei, oltre al Vicepresidente, e gli
emendamenti che sono stati approvati, dopo discussioni e
travagli, sono stati approvati con il parere favorevole del
Governo, perché come lei sa in Commissione non è avvenuto un
parere del contrario del Governo che ha determinato
l'approvazione di un emendamento, ed è la questione che abbiamo
posto qualche ora fa.
Un emendamento che era stato approvato, non ricordo a quale
articolo, in Commissione, forse il 29, e il Governo ha presentato
un emendamento soppressivo, non si capisce tra l'altro la
ragione, e l'Aula, purtroppo, ha approvato un emendamento
soppressivo all'articolo che era stato votato in Commissione.
Onorevole Lo Porto, la invito a ritirare questo emendamento.
Sono d'accordo con l'emendamento Barbagallo, perché non c'è
dubbio che la norma non è imposta è vigente, le norme sono
vigenti, però la invito a ritirare questo emendamento, perché
contraddice il lavoro che si è fatto in Commissione bilancio e
che ha consentito di determinare anche la tempistica di portare
il bilancio in Aula.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo se
in tutti questi giorni il Governo sia stato chiuso da qualche
parte e non abbia letto né i giornali né quello che sta
succedendo in Italia per molto meno.
La norma che è stata approvata in Commissione bilancio
ripristina elementi di legalità nell'assunzione di personale
nella pubblica Amministrazione allargata che, in Italia e in
Sicilia, viene considerata indispensabile.
Il comune sentire sta facendo diventare addirittura la
segnalazione per l'incarico di Presidente dell'ASI, da parte di
un Ministro, una ipotesi di reato. A me sembra eccessiva, però
vorrei che fosse chiaro che se arriviamo a questo, è perché
evidentemente c'è un vulnus terribile nei confronti della società
Avere ripristinato che lì dove ci sono risorse pubbliche ci sia
certezza di diritto, per accedere ai posti di lavoro, tanto
ambiti in una Regione come la nostra, dove lavoro ce n'é poco è
il minimo indispensabile.
Non fare questo, non solo significa tenere le orecchie chiuse
ma vi renderete conto che fate un attacco alle persone che in
questo momento, in Sicilia, si chiedono quale è il livello di
moralità delle nostre istituzioni, colpite non in maniera lieve
dall'ultima sentenza che ha riguardato il Presidente della
Regione, quindi mi sembra irragionevole che ci sia un
atteggiamento liquidatorio di una norma che ripristina certezze
di diritto nella nostra Regione.
LEANZA NICOLA , vice presidente della Regione.. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione.. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, c'è stato un ampio dibattito in
Commissione bilancio, dove si è discusso ampiamente di questa
materia.
Avevamo già ribadito che tutte le società, comunque sono
obbligate all'evidenza pubblica, perché lo prevede il decreto
Bersani, quindi noi non aggiungiamo nulla d'altro.
Ritengo, a questo punto, d'accordo con i colleghi del Governo,
di ritirare l'emendamento che avevamo proposto e di essere
comunque contrario agli emendamenti 13.1 e 13.2.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 13.3 del
Governo è stato ritirato, per cui se chi aveva chiesto di
intervenire si riferiva all'emendamento 13.3 consideriamo
ritirata la richiesta di intervento.
APPRENDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché appongo la mia firma all'emendamento presentato dagli
onorevoli Cracolici e Di Benedetto e per confermare, ancora una
volta, come diceva anche l'onorevole Cantafia che pare che si
viva in un altro mondo.
E' da mesi che stiamo conducendo una battaglia nei confronti
degli ATO che continuano a fare assunzioni sia a tempo
determinato che a tempo indeterminato, attraverso le agenzie
interinali.
Peraltro, anche in questi giorni l'AST che è una società, come
ben sapete, a capitale pubblico, ha pubblicato un bando per 50
assunzioni a tempo determinato per un anno.
Io invito l'assessore competente al ramo a intervenire; non è
possibile che si continui a trasgredire la norma, che prevede il
ricorso alle agenzie interinali per assunzioni per brevissimo
tempo e non per tempi così prolungati.
Quindi, noi intanto confermiamo la presentazione di questo
emendamento e invitiamo l'Aula a votarlo.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome c'è
stata una piccola riunione di maggioranza per comprendere meglio
il significato degli emendamenti, cioè come si sposano con
l'articolo, chiediamo se è possibile un ulteriore
accantonamento per metterci nelle condizioni di votare con la
massima serenità.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'articolo 13 viene
accantonato nuovamente. Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Programmazione fondi europei 2007-2013
1. Per ciascuna misura e per ciascun asse degli interventi
previsti nel Programma operativo-Sicilia 2007-2013, il Governo
regionale annualmente pubblica e relaziona all'Assemblea
regionale siciliana, congiuntamente all'esame del DPEF, sullo
stato degli impegni di spesa pubblica e dei corrispondenti
pagamenti avvenuti rispetto ai livelli previsti, i beneficiari
dei fondi erogati e la tipologia degli interventi attivati,
nonché ogni altro elemento di conoscenza e valutazione sia
quantitativo che qualitativo del programma.'.»
PRESIDENTE Comunico che all'articolo 14 sono stati
presentati gli emendamenti 14.2 e 14.3, a firma dell'onorevole
Cantafia.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, l'articolo 14 già in qualche
maniera recepisce quello che avevo presentato in Commissione
Bilancio, cioè la possibilità di ridare all'Aula e all'Assemblea
regionale funzioni di indirizzo e controllo della spesa
comunitaria.
Ho mantenuto tuttavia i due emendamenti perché sono a mio
avviso decisamente più precisi, nel senso che impongono scadenze
più brevi di quelle che sono previste nell'articolo 14 e nello
stesso tempo danno compiti più specifici all'Assemblea regionale.
Io mi rendo conto che può sembrare una discussione fatta in un
deserto, però a quelli che si lamenteranno quando avremo i
disimpegni delle somme, perché tra poco, quando sarà finito tutto
questo scherzo, alla fine troveremo quante sono le risorse che
non abbiamo speso; poi ci lamenteremo del fatto che l'Assemblea
regionale non è stata per niente influente in nessuna delle parti
che riguardano la spesa comunitaria.
Siccome, come più volte ha detto il Governo e lo stesso
Presidente della Regione: l'unica fonte di spesa per
investimenti è esattamente lì, nei fondi comunitari, l'abbandono
da parte dell'Assemblea regionale di qualunque schema di
controllo e di indirizzo su questa spesa equivale sostanzialmente
a trasformare l'Assemblea regionale soltanto in un luogo in cui
si certifica il bilancio del Governo e niente di più, visto che
non può intervenire sull'unica spesa variabile che è appunto
quella dei fondi comunitari.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 14.2. Il
parere del Governo?
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione Bilancio.
Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 14.2. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
LACCOTO Chiedo di parlare sull'emendamento 14.3.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se la
formulazione sia esatta o meno, il problema che si pone per i
fondi europei è che questi debbono essere spesi, vi ricordo che
parliamo di un problema molto importante, le spese non possono
essere fatte per piani triennali ma debbono essere fatte con
bandi ad evidenza pubblica. Questo riguarda tutte le spese per il
periodo 2007/2013.
Alcune somme vengono spese senza bandi ad evidenza pubblica.
Ciò, credo, sia incompatibile con il regime comunitario. Abbiamo
un precedente che è quello dei termovalorizzatori. Non corriamo
il rischio che, domani, queste spese fatte senza bandi ad
evidenza pubblica possano essere non rimborsate o bocciate dalla
comunità economica europea.
PRESIDENTE Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 14.3.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Vorrei ricordare
ai colleghi, soprattutto della maggioranza, l'importanza del voto
contrario nei confronti di questo emendamento.
CANTAFIA . Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi,
Cracolici, Di Benedetto, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Oddo
Camillo e Panarello)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.3.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 14.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.1.
DINA Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, si fa riferimento
alla normativa nazionale per quanto riguarda i consorzi di export
che possono accedere ai fondi comunitari. A livello regionale
occorrono venti ditte, a livello nazionale cinque ditte.
Ci stiamo, semplicemente, adeguando al riferimento nazionale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, nell'emendamento 14.1, invece
di comma 20' deve leggersi comma 1'. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 14.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottoporre l'opportunità di compiere una verifica ed,
eventualmente, anche un adeguamento ai sensi dell'articolo 117
perché, nella programmazione 2007-2013 non esistono le misure,
esistono gli assi e gli obiettivi e quindi qui ricalchiamo una
terminologia e una ripartizione dei fondi che attiene alla
programmazione 2000-2006. Quindi, così com'è è errato. Bisogna
scrivere assi e obiettivi'.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non vedo perché si debba
ricorrere all'articolo 117.
Pongo in votazione l'articolo 14, così come modificato dal
subemendamento dell'onorevole De Benedictis; gli Uffici prendano
atto che invece di misura' deve leggersi obiettivo', per
ciascun obiettivo e per ciascun asse'. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché la sua
interlocuzione telefonica con l'onorevole Micciché non resti nel
grembo degli dei, ma sia comunicata all'Aula, no nei particolari,
affinché ci si attrezzi di conseguenza.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non ci sono segreti. Il
Presidente dell'Assemblea mi ha suggerito di andare avanti fino a
terminare l'articolato, dopo di ché sospenderemo la seduta per
quindici minuti ed informalmente riuniremo la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire se rinviare, ma
non a domani.
LEANZA NICOLA , vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del Governo è quella
di andare avanti ad oltranza, perché non ha senso fermarci, anche
perché sapete perfettamente che se non finiamo non possiamo fare
l'esercizio provvisorio. Ovviamente, riuniremo la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, però il mio invito e di
procedere ad oltranza.
Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 15 è
stato presentato l'emendamento 15.1, a firma dell'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è dunque,
come sempre, confusione ed incertezza, perché da una parte
l'organismo che dovrebbe un po' curare i lavori e guidarli, cioè
la Presidenza, assume un atteggiamento moderato e di
interlocuzione con l'Aula, mentre dall'altra parte, abbiamo il
Governo che, invece, decide su una posizione oltranzista che come
già abbiamo notato per l'articolo 10, con l'emendamento 10.1 che
non aveva niente a che vedere con l'articolo, indirizza già verso
il souk. Allora, mi attrezzo con un rap, così non parlo più
latino, greco, ma parlo moderno. Il souk significa che ci avviamo
ad una nottata, una delle solite nottate, in cui le porcherie più
porcherie contraddiranno i lavori razionali che per un giorno
abbiamo condotto tutti insieme.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, mi dispiace interromperla, ma
non vedo perché lei si debba bagnare prima del tempo. Le do atto
che abbiamo condotto i lavori in maniera assolutamente serena, la
Presidenza le garantisce che saranno condotti in maniera serena.
Tra l'altro, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, non informale ma formale, che si farà appena
termineremo l'articolato, stabilirà il da farsi. Mi dispiace
averla interrotta, ma lei ha parlato di vergogne' che non ci
sono state.
ORTISI Signor Presidente, forse lei è stato distratto, cosa
che rimprovera in genere a noi deputati. Dopo la sua
comunicazione - che noi abbiamo accettato -, il Governo, per
bocca del collega Leanza, si è invece determinato al
proseguimento dei lavori ad oltranza.
Personalmente, non ho capito se i lavori li determina la
Presidenza o il Governo. Vorrei solo saperlo perché è nostro
diritto atteggiarci di conseguenza. Intanto, se prevale la
posizione dell'onorevole Lenza e di qualche altro collega che
rispetto, per cui si prelude al souk - e io ne sono convinto, e
lei me ne può dare atto perché questa è la dodicesima volta che
partecipo e la statistica depone a sfavore dei lavori notturni e
definitivi -, allora, mi attrezzo per un rap, lo sto già
scrivendo, sarà una bella canzone alla Jovanotti che introdurrà
tutti i miei interventi, che saranno puntuali e sfrutteranno i
cinque minuti per subemendamenti, emendamenti e articolato,
ebbene la nottata la faremo, ma ci sarà figghia fimmina', caro
onorevole Lenza, non ci sarà figghio masculu'
Riprende l'esame del disegno di legge numero 665/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, eravamo all'articolo 15 ed
avevamo preso atto del ritiro da parte dell'onorevole Barbagallo
dell'emendamento 15.1.
ORTISI Dichiaro di fare mio l'emendamento 15.1. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, fino a quando lei non ripeterà
quello che ha detto e cioè lavoriamo sull'articolato e la
Conferenza poi deciderà a quando rimandare i lavori, mi iscriverò
a parlare su tutto. Siccome, c'è stata una contraddizione alle
sue determinazioni espresse dal Governo, per bocca dell'onorevole
Leanza, ognuno di noi si atteggia come gli è più congeniale.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, devo dirle che, stavolta, è
stato disattento, perché le ho detto e le ribadisco che appena
finiremo l'articolo, riuniremo la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che determinerà il da farsi. Poi, che il
Governo esprima, legittimamente, la sua opinione in Conferenza
non può impedirglielo nessuno. La Conferenza determinerà cosa
fare. Cosa vuole che le dica? A cosa serve allora la Conferenza?
ORTISI La Conferenza serve ad indirizzare nel senso che noi
auspichiamo e non nel senso del Governo. Per cui, mi iscrivo a
parlare.
Signor Presidente, faccio mio l'emendamento perché l'argomento
mi convince e lo sa perché? Perché, nonostante, la buona volontà
dei colleghi che l'hanno presentato e che poi per favorire i
lavori d'Aula l'hanno ritirato, questo emendamento è congruo e
consequenziale ai lavori che abbiamo svolto in Commissione
bilancio. Questo è il tipico emendamento specchio dell'accordo
che abbiamo fatto in Commissione bilancio.
Cosa voglio dire? Se noi non andiamo nel senso
dell'approvazione di questo tipo di emendamento, vanifichiamo la
funzione di filtro che la Commissione bilancio esprime, in quanto
-l'abbiamo già notato per qualche altro emendamento -
praticamente, qui, si ricomincia una partita nuova, ex novo; è
come se non avessimo lavorato in Commissione bilancio, e lo
abbiamo già notato con la riproposizione dei 700 emendamenti che
ricalcano tutti gli emendamenti ritirati in Commissione Bilancio
e noi ci accingiamo a non prendere in considerazione uno degli
emendamenti che è passato in Commissione bilancio, tanto è vero
che si trova nel testo.
Al di là del merito, allora questo è un modo che mi richiama a
considerazioni che appartengono allo stretto di Messina.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lei sta parlando
sull'emendamento 15.1.
ORTISI No, 14.3.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lei sa che apprezzo la sua
serietà e non penso, quindi, che lei debba parlare dallo scranno,
soltanto per fare uno show. Stiamo parlando sull'emendamento
15.1. Le ribadisco che il 15.1 è l'emendamento soppressivo
dell'articolo 15. L'articolo 15 si riferisce al garante per i
detenuti.
ORTISI Chiedo scusa, signor Presidente, stavo parlando
dell'emendamento 14.3.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 15.1 è stato
ritirato. Comunico che sono stati ritirati, altresì, gli
emendamenti 15.3, 15.2, 15.4, 15.5, 15.6, 15.7 e 15.8 da parte
degli onorevoli Laccoto e Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Rimane soltanto l'emendamento 15.9 al quale è stato presentato
un subemendamento interamente sostitutivo, il 15.9.1, a firma
degli onorevoli Fleres, Fagone e Cimino.
Pongo in votazione l'emendamento 15.9.1 che leggo: le province
regionali e i comuni sono autorizzati a nominare rispettivamente.
FAGONE Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Il
parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 16. Comunico che è stato presentato, da
parte del Governo, l'emendamento 16.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, per quanto riguarda
l'emendamento 16.1, a firma del Governo, considero gravissimo che
un Governo abbia potuto presentare un emendamento dove dice
invece di e , evasione fiscale e contributiva
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Non è
così.
CRACOLICI Questo articolo dice una cosa chiara: tutti coloro
che hanno un rapporto di contribuzione con la Regione devono
essere in regola con i contributi e con il fisco. Perché dobbiamo
arzigogolare le cose. E' una norma chiara. Vedo qui un testo che
dice evasione contributiva o fiscale , che vuol dire o'? Se uno
evade l'INPS
AULICINO L'emendamento è ancora più restrittivo.
CRACOLICI Ma state scherzando? In diritto dire e' od o' è
la stessa cosa? O significa alternativa, o questa o quella. E
allora significa e'?. Scusate, non vorrei che, qui, qualcuno
offenda l'intelligenza delle persone, perché se arriviamo a
questo peggioriamo la situazione. E' significa che due cose si
coniugano, coniugazione;'e' significa l'uno e l'altro; o'
significa alternativa e, qui, la o' vuole dire che si vuole
AULICINO Non è così.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto.
Penso che noi dell'opposizione stiamo prendendo un abbaglio; può
capitare, per la stanchezza, per cui reitero l'invito
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non vorrei che dopo il lavoro
di un giorno intero ci facciamo prendere dalla stanchezza. Se
stiamo un po' più sereni forse riusciremo a portare a termine i
lavori.
ORTISI Credo che l'emendamento del Governo vada nel senso
preconizzato dall'opposizione perché la o' significa che non
vengono concessi i contributi solo nell'ipotesi di uno dei due.
Tutti e due significa che è sufficiente che un aspetto venga
rispettato affinché i contributi vengano concessi; invece la o'
significa che se si sbaglia per uno solo i contributi non vengono
dati, che è quello che vogliamo dire noi. Quindi, invito il
Governo a non ritirare l'emendamento e preannuncio il voto
favorevole all'emendamento del Governo.
AULICINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
AULICINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per dieci
anni ho diretto l'ufficio vertenze e lo dirigevo in modo
complesso. O' significa o'. Scusa,te, mi avete deliziato con
belle dissertazioni ed argomentazioni sulle e' e sulle o' ed
ora ascolterete per un minuto cosa penso io delle e' e delle
o'.
Onorevole Cracolici, le do una piccola lezione di come si fa
con le e' e con le o'. La o' garantisce un intervento più
severo su chi sbaglia, perché se si sbaglia in una delle due
ipotesi si paga.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione e l'emigrazione. Chiedo di parlare sull'emendamento
16.1.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione e l'emigrazione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, voglio richiamare la vostra attenzione sulla gratuità e
gravità della norma in questione sia dell'emendamento che
dell'articolo 16.
Se la norma vuole raggiungere lo scopo di recuperare in qualche
modo le tasse ed i contributi obbligatori per legge che un
soggetto non ha versato attraverso la revoca del finanziamento,
tale scopo è già perseguito dall'articolo 2, comma 9, del decreto
n. 262/2006 convertito con modificazioni dalla legge n. 286/2006
(Governo di centro-sinistra), che prevede, per l'appunto, che nel
caso di inadempienza di natura fiscale e/o contributiva il
recupero avviene attraverso il meccanismo previsto dall'articolo
48 bis del D.P.R. n. 602/73, che prevede, in estrema sintesi, per
i soggetti che devono somme all'erario, per tributi o contributi
obbligatori, la compensazione tra debiti verso l'erario ed i
crediti vantati nei confronti di tutte le pubbliche
amministrazioni.
Se la finalità è punitiva è ancora più assurda. Infatti, così
come è scritta può bene accadere che un soggetto che abbia subito
un accertamento - si badi bene un atto amministrativo soggetto a
tutela giurisdizionale anche per pochi euro - si veda revocato un
contributo di migliaia se non di milioni di euro con una
ingiustizia che si commenta da sé.
Ma vi è di più. Può bene accadere che il soggetto abbia
contratto il debito con l'erario anche a causa del ritardo del
contributo che non consente di far fronte agli obblighi fiscali e
previdenziali.
Si pensi ai contributi per le agevolazioni, per le assunzioni
degli anni passati che non sono stati ancora dati alle aziende ed
a causa delle quali, oggi, magari le aziende contraggono un
debito con l'erario e con la norma che si vuole si vedrebbero
definitivamente revocati; per non parlare di tutti i soggetti
che, a qualunque titolo, hanno ricevuto un finanziamento e che
confidano in esso proprio per far fronte a tutte le
obbligazioni, ivi comprese quelle tributarie e contributive, e
che in mancanza non potrebbero far fronte ad alcuna delle
obbligazioni, ivi comprese quelle tributarie e contributive.
Allora concludendo, o si abroga l'articolo 16 - si deve
bocciare - oppure si approvi l'emendamento 16.2 che rinvia alla
normativa nazionale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa
all'Aula ma sono stanco e quindi anch'io, come tutte le persone
che sono fatte di carne, arrivando ad una certa ora comincio ad
avere difficoltà di comprensione.
Però, ho ascoltato le parole dell'Assessore, che mi permetto di
dire, oltretutto, è anche Assessore che dirige un assessorato di
cui fa parte l'Ispettorato del lavoro
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione e l'emigrazione. Hai ragione, ma non voglio chiudere
la Sicilia.
CRACOLICI Inviterei l'Assessore, avendo letto un testo che
certamente non è scritto da lui, ad essere un po' più prudente
perché, probabilmente, anche la persona che ha scritto quel
testo, forse come me, era molto stanca quando l'ha scritto.
Vorrei ricordare che il concetto di evasione è un concetto
previsto da norma e per cui sono già definite anche le sanzioni,
compreso il principio previsto dal codice penale, cioè l'evasione
ha anche conseguenze sulla natura penale.
La fattispecie a cui ha fatto riferimento l'onorevole Formica
non riguarda l'evasione, perchè se un cittadino contribuente
accertato un credito nei confronti del Ministero delle finanze o
dell'INPS o dell'INAIL, cioè è accertato il credito ma non l'ha
materialmente erogat,o non trattasi di evasione, trattasi di
debito dovuto nei confronti dell'Ente, e ci sono le modalità
previste dalla legge. A questo proposito, credo che il collega
Mancuso potrà, visto che fa un mestiere particolare, confermare
quello che sto dicendo.
Assessore, lei sta dicendo cose un po' gravi, perché se in
questa nostra Regione gli evasori non sono solo evasori ma
ricevono contributi da questa Regione, lei è un complice di uno
che commette un reato.
Allora, la prego di non insistere con queste espressioni.
FORMICA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione Non sa di cosa sta
parlando. Lei è punitivo senza motivo. Perché il Governo
nazionale non approva una norma simile?.
CRACOLICI Sono allibito di questa reazione. Quando è stata
approvata in Commissione -mi sembrava, come dire, che il cielo la
mattina fosse azzurro -, mi sembrava molto ovvia come norma;
cioè coloro che sono evasori non possono ricevere contributi da
parte della Regione, una assoluta ovvietà.
Vedo che non è ovvia, ed è molto grave perché ritengo che chi
riceve finanziamenti pubblici debba essere in regola con le
leggi dello Stato. Altra cosa è il debitore, cioè se non pago i
contributi, ma faccio la dichiarazione DM10, se non pago le
tasse, ma faccio il 740 ed accerto che sono debitore nei
confronti dello Stato, non sono un evasore, sono un debitore, che
è un'altra fattispecie.
Lei confonde il debitore con l'evasore. Credo che occorra dare
un aiuto al debitore, aiutarlo non punirlo, ma mi permetta di
dire che occorre combattere l'evasore perché anche questa è
cultura della legalità.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente onorevoli colleghi, credo che l'ora
tarda cominci a farci uscire tutti un po' fuori di senno.
Onorevole Cracolici, gradirei che mi ascoltasse. Può capitare
che lei o io, nei panni di un qualunque imprenditore che
commette un errore di evasione contributiva di mille euro, di
cento euro, da quel preciso momento, siamo tagliati fuori ma,
siccome la rigidità non deve essere mai motivo perché, come lei
sa bene, sum iustitia summa iniuria; quando lei metti in croce
un imprenditore che ha fatto un errore per qualcosa di
irrilevante, quindi, lo punisce per qualcosa di estremamente
grande, non è un gesto di giustizia. Credo che la norma debba
essere modificata e propongo di sospendere provvisoriamente la
trattazione di questo articolo, signor Presidente, rinviandola di
qualche minuto.
ASSUME LA PRESIDENZA IL PRESIDENTE MICCICHÈ
Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto affermato nel
precedente intervento dimostra che siamo nelle condizioni di
stanchezza che inducono non solo a errori ma a grande
confusione.
Se lei me lo consente, in un minuto, raccontando, comprimo i
cinque minuti.
PRESIDENTE D'accordo, onorevole Ortisi.
ORTISI Signor Presidente, mi rivolgo a lei che dirige i
lavori. Siamo in queste condizioni: il giudice Manzoniano si
portò dietro il bambino, il figlio, ad una udienza, e ascoltato
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per
cinque minuti.
(L'aula sospesa alle ore 22.02, è ripresa alle ore 22.10)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE . Onorevole Ortisi, può continuare il suo
intervento.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
apparentemente, può sembrare che la digressione manzoniana
tenda a far perdere tempo. In effetti, la sintesi espressa dai
grandi, fa recuperare tempo perché esprime, in un minuto,
quello che noi, comuni mortali, a stento, spieghiamo in dieci
minuti.
Il giudice di manzoniana memoria, signor Presidente, si
portò il figlio ad una udienza in cui, ascoltato l'attore,
diede ragione all'attore del processo. E poi, subito dopo,
ascoltato il convenuto, si trovò a dare ragione al convenuto.
Giustamente, il figlio osservò con l'innocenza dei bambini:
Scusa, papà, come possono avere contemporaneamente ragione
chi sostiene bianco e chi sostiene nero? . Il papà giudice
rispose: Hai ragione anche tu .
A me sembra che la situazione dell'Aula sia nelle condizioni
dell'aneddoto manzoniano, in cui la Commissione, con il sì del
Governo, presenta un articolo, il Governo lo emenda e siamo un
po' tutti d'accordo, nel senso restrittivo dell'emendamento.
Un autorevole membro del Governo non vuole né l'uno né
l'altro.
Le tre posizioni: il giudice che è l'Aula, deve fare come
Manzoni?
Ciò significherebbe il blocco dell'Aula. Qui, non
deliberiamo, non andiamo avanti. Ci costringeremo a tornare a
Cicerone, non riferito a persona ma ad un complesso e sarà la
gente a pronunciarsi perché stiamo abusando della pazienza
della gente.
E, come sempre, cu accurza allunga e cu allunga accurza ;
il tentativo di esasperare la contrapposizione procedendo
durante la notte ai lavori, non sortirà effetto perché non
siamo lucidi, da me al collega rispetto al quale, nel merito,
ero agli opposti - non ho autorizzazione a fare riferimenti -
fino al collega Cracolici, persona lucidissima che prende un
abbaglio, fino al Governo che si contraddice, poi recupera e
si contraddice di nuovo. Il risultato finale sarà una pessima
opera di legislazione.
Credo che sarebbe opportuno, velocemente, questo sì, come
compromesso, completare l'articolato, smettere, riprendere con
lucidità e con l'impegno di finire in giornata.
Lunedì o martedì che sia, si determinerà la Presidenza,
sentiti i Presidenti dei Gruppi parlamentari e penso che ce
ne andremo tutti soddisfatti anche perché gli emendamenti
aggiuntivi li esamineremo alla luce del sole, in senso reale e
metaforico. Questa è la modesta proposta che facciamo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non posso che dare
sinceramente ragione all'onorevole Ortisi. Siamo qui dalle
10,00 di stamattina - ormai, sono passate dodici ore - senza
neanche mangiare.
Assessore Lo Porto, un minimo esagerato questo tour de force
sono disponibile a farlo, sono un gran lavoratore, però,
vorrei capire quali sono gli obiettivi di questo tour de
force, nel senso che, se stasera - e non alle sei di mattina
perché vi garantisco che questa Presidenza non lo consentirà -
alle 2.00 di notte, riuscissimo a finire l'esame di tutti gli
articoli e la finanziaria, questo ha una logica ma, se
dobbiamo, comunque, ritornare meglio lavorare due ore in più
nel pomeriggio di lunedì che non lavorare quattro ore questa
notte.
Poiché non prendo decisioni da solo, autoritarie, e tenendo
conto che cominciano ad esserci un po' di stanchezza e di
nervosismo che rischiano di farci lavorare male, proporrei di
sospendere, comunque, per mezz'ora i lavori, in modo tale che
ognuno di noi possa mangiare qualcosa e rinfrescarsi.
Chiedo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari se mi possono
raggiungere, in questa mezz'ora, nel mio ufficio, insieme ad
un rappresentante del Governo, per decidere come portare
avanti i lavori di questa finanziaria.
Ribadisco che non stiamo andando via ma che sto chiedendo
una pausa di mezz'ora perché ho notato grande stanchezza. Non
voglio un dibattito su questo, onorevole Leanza. Una mezz'ora
di intervallo me l'hanno chiesta, intanto, i colleghi e, poi,
sono costretto a prenderla; farà bene, comunque, a tutti.
Se, poi, si deciderà di continuare, continuiamo.
La mia non è una decisione su quello che si deve fare ma,
considerata la situazione di grande stanchezza - siamo in Aula
da dodici ore - credo che per tutti un po' di riposo sia
necessario.
Invito i Presidenti dei Gruppi parlamentari e i membri del
Governo a riunirsi per determinare l'andamento dei lavori.
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, sospendo la
seduta avvertendo che la stessa riprenderà alle ore 22.45.
(La seduta, sospesa alle ore 22.18, è ripresa alle ore
22.50)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
La seduta è ripresa.
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2006 (Doc. n. 131)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, facciamo un'inversione
dell'ordine del giorno e riprendiamo il punto II, precedentemente
sospeso, dell'ordine del giorno della seduta il secondo punto
all'ordine del giorno: Rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2006 .
Ricordo che eravamo giunti alle Entrate, Titolo I - Entrate
effettivi. Capitoli da I a VIII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo II - Partite di giro - Capitoli da IX a XI.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - Capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - Capitoli da XVII a
XX.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
APPRENDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, in una
rilettura del bilancio, pur essendoci tutto sommato un rispetto
della spesa degli anni precedenti, salta agli occhi, almeno a me,
il capitolo IX Servizi informatici, sistema informativa e
diffusione banche dati .
Constato una differenza, un incremento di spesa notevole di
100 mila euro e lo considero notevole perché, in questo
momento, queste tecnologie si trovano in un mercato a ribasso e
le chiedo, quindi, da quanto tempo non si fa una ricerca di
mercato in questo settore, negli ultimi anni, per quanto
riguarda l'acquisizione di questi servizi.
E' una domanda che pongo poiché mentre questo mercato in questo
momento è al ribasso, noi stiamo mettendo 100 mila euro in più
per servizi.
PRESIDENTE Onorevole Apprendi, questo è il rendiconto del
2006.
APPRENDI Io ho qui il Rendiconto 2006 e poi la spesa del
2008.
PRESIDENTE La spesa la vediamo successivamente, intanto
finiamo il Rendiconto.
Si passa al riepilogo per titoli e capitoli di spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato A Situazione di cassa al 31 dicembre
2006, Conto generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato B Quadro dimostrativo dell'avanzo di
gestione periodo 1 gennaio-31 dicembre 2006 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato C Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva per gli stanziamenti di bilancio .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato D.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato E.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato F.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato G Conto patrimoniale alla situazione
al 31 dicembre 2006 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato H.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato I Fondo di previdenza del personale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato L.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 131. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2008 (Doc. n. 132)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2008 (Documento n. 132).
Il deputato questore si rimette alla relazione scritta.
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare dichiaro chiusa la discussione
generale.
Si passa alle Entrate.
Do lettura del titolo I - Entrate effettive - Capitoli da I a
VII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del titolo II - Partite di giro.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla spesa.
Do lettura del titolo I - Spese effettive.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del titolo I - Partite di giro - Capitoli da XVIII a
XX.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitolo di spesa.
Lo pongo in votazione. Chi �� favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al preventivo per il triennio 2008-2010.
Do lettura del titolo I - Entrate effettive - Capitoli da I al
VII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del titolo I - Spese effettive - Capitoli da VIII a
XVII.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitoli di spesa.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 132.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli Colleghi, è stato presentato, a firma dell'onorevole
Di Guardo ed altri, l'ordine del giorno n. 249 Valutazione
dell'adeguamento automatico del trattamento dei deputati
regionali .
Ne do lettura:
«Considerato il difficile momento economico del Paese e le non
buone prospettive in conseguenza della situazione economica
internazionale;
rilevata la particolare difficoltà della nostra regione e le
ricorrenti note statistiche che rivelano una persistente
arretratezza dell'economia siciliana;
visto che tale situazione si traduce concretamente nel fatto
che molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e che è
in aumento il numero dei poveri;
considerato il diffuso malessere verso di costi della politica
e i privilegi sempre più intollerabili e inaccettabili, ancora di
più a fronte delle generali difficoltà della popolazione;
osservato che a settembre il Senato, cui è parametrato il
trattamento dei deputati regionali, ha applicato l'aumento per i
senatori che, quindi, hanno già percepito lo scatto di duecento
euro prima che la finanziaria congelasse per cinque anni le
retribuzioni e creando, fra l'altro, una disparità di trattamento
con i deputati che - per bocca del Presidente Bertinotti -
tuttavia, hanno ribadito di non volere procedere a tale
adeguamento alla Camera dei Deputati
invita la Presidenza dell'Assemblea
a non tenere conto della necessità dell'adeguamento e a non
procedere all'adeguamento del trattamento dei deputati regionali
assumendo le stesse decisioni della Presidenza della Camera dei
Deputati.» (249)
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, è una prerogativa quella del
parlamentare, non credo che un ordine del giorno possa avere
influenza su questo argomento. Invito, pertanto, il collega a
ritirare l'emendamento e a rinviare ad altro momento una
discussione più approfondita sulla opportunità e sulla
possibilità di dare vita ad un'iniziativa di questo tipo.
PRESIDENTE Gli onorevoli Confalone, Cantafia, Villari,
Apprendi, Cappadona, Oddo Camillo chiedono di apporre la propria
firma all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Si dà atto che tutti i deputati regionali, all'unanimità, danno
mandato al Presidente dell'Assemblea di non adeguare il
trattamento dei deputati e di rinunciare all'aumento
dell'indennità.
CRACOLICI Per quanto tempo?
PRESIDENTE Per sempre. Onorevole Cracolici, legga l'ordine
del giorno.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 249. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
(665/A)
PRESIDENTE Si ritorna la discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
(665/A).
Eravamo all'articolo 16. Comunico che è stato presentato dal
Governo l'emendamento 16.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 16.2 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 16 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 17 in precedenza accantonato.
L'emendamento 17.1 è stato ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 24 in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 24.1 a firma degli
onorevoli Laccoto e Barbagallo.
BARBAGALLO Anche a nome dell'onorevole Laccoto, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 24 . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 25 in precedenza
accantonato.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei soffermarmi e
attirare la sua attenzione e quella del Governo perché questo
articolo così come è formulato contiene delle incongruenze che
rischiano di vanificarne totalmente l'obiettivo.
Ne cito alcune. Il fatto di consentire la possibilità di
attivare dei mutui fino all'importo di 300 mila euro per singola
unità abitativa, e non quindi per metro quadrato, può indurre al
frazionamento degli edifici. Se io sono proprietario di un
edificio che ha due unità abitative, posso essere spinto a farne
di ciascuna di queste tre e, quindi, avere sei unità abitative
per moltiplicare questa possibilità di contributo.
Non è specificato se un proprietario ha un limite ad accedere a
questa agevolazione oppure se, essendo proprietario di cento
unità abitative, può ricorrere a cento mutui. In questo modo non
si capisce chi può essere il beneficiario della norma, se il
singolo cittadino proprietario o, per esempio, una società
immobiliare che ne possiede cento di edifici.
Se facciamo riferimento ad altre norme di questo genere,
generalmente è indicato il vincolo della destinazione d'uso, cioè
la finalità pubblica è destinata al recupero abitativo degli
immobili.
La norma, così come è qui scritta, potrebbe consentire di
recuperarlo a fini abitativi e di trasformarlo ad altri fini
commerciale, uffici o altro.
Inoltre, non vi un impedimento alla alienazione dell'immobile,
quindi, paradossalmente, potrei usufruire di questi benefici
pubblici per ristrutturare e rivendere l'immobile.
C'è una casistica di incongruenze che suggerisce, se vogliamo
mantenere il senso della norma, la riscrittura dell'emendamento
che ho presentato insieme all'onorevole Cracolici e che, quindi,
posso illustrare facendo così un unico intervento. In caso
contrario rimando l'intervento all'illustrazione del
subemendamento.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, poiché la Presidenza ha
compreso perfettamente lo spirito del suo intervento, che fra
l'altro si ricollega agli emendamenti che sono stati presentati e
che sono nel fascicolo, direi di sospendere e di fare una
riscrittura complessiva dell'articolo per andare incontro alle
esigenze da lei illustrate.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, la riscrittura dell'articolo
è fatta. Il subemendamento che ho presentato è la riscrittura
dell'articolo, infatti è sintesi di parte dell'articolo e di
parte del subemendamento del Governo stesso che, sostanzialmente,
recepisce il concetto, apposta le risorse economiche per darvi
attuazione, ma rimanda ad un decreto successivo, da emanarsi
entro 90 giorni, esattamente come l'emendamento del Governo
prevede la definizione delle modalità attuative dell'articolo
stesso.
Credo, quindi, che quello sia un emendamento; se lo vogliamo
leggere e discutere questo ci consente di sanare l'intento che è
giusto ma di evitare i problemi che la norma sicuramente
contiene.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, l'emendamento 25.5,
presentato dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici che
sostanzialmente è una riscrittura e non un subemendamento, alla
luce di quello che dirà il Governo vediamo se possiamo superarlo.
Poiché ci sono anche emendamenti firmati dal Governo,
dall'onorevole Falzone e dall'onorevole Currenti, che penso
vadano verso questa direzione, invito il Governo a valutarli e
intanto l'Aula procede con l'altro articolo.
Pertanto, in attesa che il Governo, assieme all'onorevole De
Benedictis e all'onorevole Falzone, esaminano l'emendamento di
riscrittura dell'articolo 25, si riprende l'esame dell'articolo
11 in precedenza accantonato.
DI MAURO. Gli emendamenti erano stati tutti ritirati o
dichiarati inammissibili.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non sono stati approvati gli
emendamenti: 11.5, 11.6; sono stati ritirati gli emendamenti:
11.1, 11.7.
Si passa all'emendamento 11.2 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Tumino. Mi pare ci fosse una riscrittura da parte
dell'onorevole Barbagallo sull'emendamento 11.2. Si passa
all'emendamento 11.2.1 che così recita: Sostituire le parole
dalla Giunta regionale' con dell'Assessorato territorio e
ambiente'.
Sostituire sentita l'Assemblea regionale' con sentita la
competente Commissione legislativa.
Il Presidente della Regione relaziona annualmente
sull'attività dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque' .
L'emendamento 11.2.1 sostituisce gli emendamenti 11.2 e 11.3.
Pongo in votazione l'emendamento 11.2.1. Il parere del
Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, dico qual è lo spirito della norma
così ci intendiamo.
L'Assemblea non so se ha compreso quale era lo spirito
dell'emendamento riscritto dall'onorevole Barbagallo. Il problema
è il seguente. Esiste una gestione dell'Agenzia dei rifiuti
delle acque che naturalmente è sconosciuta da parte
dell'Assemblea regionale siciliana.
Tutto questo viene fatto con pianta organica, spese e
regolamento approvato dall'Agenzia e approvato direttamente con
la norma dal Presidente della Regione. Io non è che mi
scandalizzi che sia approvato dal Presidente della Regione.
Io vorrei far capire che in una variazione di bilancio del
dicembre 2005 fu istituita un'Agenzia regionale per i rifiuti e
per le acque. Da quel momento questa Assemblea non ha avuto più
contezza, non ha avuto più notizia di quella che è la gestione
delle acque, la gestione dei rifiuti, pur con tanti problemi che
vi sono in Sicilia.
Il mio emendamento, quindi, tende a dire che questi piani, le
piante organiche, etc., non vengano più approvate dal Presidente
della Regione, ma vengano approvate dall'Assemblea perché almeno
si abbia contezza di quali sono i piani, la pianta organica, i
funzionari, i criteri, gli obiettivi e quant'altro che l'Agenzia
dei rifiuti e delle acque fanno. Questo è il senso del mio
emendamento, perché non ha veramente senso uscire dal controllo
di quello che è l'Assemblea un operato di un'agenzia che è la più
importante della Sicilia.
Vi voglio anche ricordare che come norma questa è l'unica
regione che non ha il controllo da parte dell'Assemblea
dell'Agenzia dei rifiuti e delle acque. Avete fatto questa norma
con una variazione di bilancio, però è venuto il momento, siccome
si tratta di scelte strategiche della Sicilia, che l'Assemblea,
per lo meno, approvi questi piani, le piante organiche e anche
gli obiettivi. Per questo io chiedo, e insisto sull'emendamento,
che venga approvato dall'Assemblea.
PRESIDENTE L'emendamento 11.2 è stato superato
dall'emendamento 11.2.1 che non è stato approvato. L'emendamento
11.3 è inammissibile.
Pongo in votazione l'emendamento 11.4. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ODDO CAMILLO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 12 in precedenza
accantonato.
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
alla Presidenza di trasferire l'articolo 12, visto che tratta di
materia di personale, al disegno di legge n. 701 che è all'ordine
del giorno del Parlamento e sarebbe la norma più adatta per
affrontare questo argomento, insieme a tanti altri argomenti che
riguardano proroghe di personale o stabilizzazione di personale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
(Brusio in Aula)
CASCIO Signor Presidente, se necessario articolo meglio il
mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, l'Assemblea ha perfettamente
compreso il significato del suo intervento e anche l'onorevole
Cracolici, per cui così resta stabilito. L'articolo 12 è
trasferito al disegno di legge n. 701.
Si riprende l'esame dell'articolo 13 in precedenza accantonato.
Onorevoli colleghi, poiché anche questo articolo tratta di
personale viene trasferito al disegno di legge n. 701.
PANEPINTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO Signor Presidente, devo constatare che il Governo
in Commissione quando deve accelerare i tempi e ha bisogno di
chiudere in serata ha un atteggiamento, in Aula quando ritrova la
troupe l'atteggiamento diventa un altro.
La sua disponibilità, onorevole Leanza, a cuore aperto in
Commissione è cosa ben diversa da quella che poi mostra quando
guida la delegazione in Aula.
Io ritengo che questo tentativo di portare la legge sullo
sviluppo che è la barzelletta di questo Parlamento significa che
non ci saranno proroghe, non ci sarà possibilità per il personale
che in questo minuto aspetta da quello del piano di assetto
idrogeologico ed altri; è un principio che sta passando ormai
nella nottata che devo dire anzi che è molto lucido nonostante le
12 ore. Io ritengo che sia una scorrettezza quella di dovere
ritirare norme approvate sul testo perché in quella occasione
c'era stato il voto favorevole del Governo e si introduce il
principio che la prossima settimana, sarà fine gennaio del 2009
se saremo ancora qua, forse tratteremo il 701.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, 2008, lei ha detto 2009.
PANEPINTO. No, io ritengo che lei pensasse una settimana del
2009.
PRESIDENTE. Lei ha equivocato il mio pensiero
PANEPINTO. Signor Presidente mi perdoni, devo fare una
interpretazione autentica.
Io ritengo, onorevole Leanza, che questo sia un atteggiamento
PRESIDENTE. Onorevole Vicari, lei così non permette
all'onorevole Panepinto di continuare e di concludere il suo
intervento.
PANEPINTO Per cui ritengo che questi passaggi nell'archivio
tra le pratiche urgenti che è il 701, mi sembrano fuori luogo e
non consoni alle necessità che ci sono anche rispetto ad altri
emendamenti che possono essere bocciati dall'Aula. Però, quando
il Governo in Commissione dà parere favorevole non può cambiare
idea; l'ha fatto già con altri articoli che sono stati presentati
dalla minoranza in Commissione. In quella occasione serviva
accelerare e allora parere favorevole e, addirittura, in Aula
presentate emendamenti soppressivi di norme senza spesa. C'è un
limite, perché ho l'impressione che pensate che potete governare
tutto: maggioranza ed opposizione, ed è un principio che comincia
ad infastidire tutti.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, le chiedo scusa, ma credo che
ciò che è stato fatto qualche minuto fa, mi permetto di dire che
non si può fare.
PRESIDENTE Di cosa parliamo?
CRACOLICI Del fatto che lei avrebbe trasferito l'articolo 13
al 701.
PRESIDENTE No, io non mi permetto di farlo se non c'è
accordo, ma è chiaro che questa è la condivisione dell'Aula.
CRACOLICI L'Aula può respingere. Poco fa abbiamo accettato di
trasferire un intero articolo che era stato totalmente
accantonato e di cui non si era praticamente parlato, perché lei
ricorda che noi abbiamo approvato, arrivati ad un certo punto,
gli articoli senza emendamenti e, quindi, dove c'erano
emendamenti li abbiamo accantonati. Di alcuni articoli, con gli
emendamenti, si è aperto un dibattito.
L'articolo 12 era stato totalmente accantonato, dopodiché in
maniera unanime, si valuta di spostarlo sulla materia specifica e
si può fare una forzatura, altrimenti, signor Presidente, questo
testo è in Aula, ci sono degli articoli, si possono bocciare ma
non si può decidere che una cosa si sposta perché il testo è
dell'Aula.
L'articolo 13, signor Presidente, oltretutto - può darsi che
ricordo male - ma abbiamo addirittura votato il 13.1 che era
quello che cambiava l'espressione imposte con vigenti , era
l'emendamento a firma dell'onorevole Barbagallo.
C'era una discussione, mi permetto di dire, sull'emendamento
13.2 perché si dava per scontato che l'articolo, così come è
uscito dalla Commissione, non fosse oggetto di discussione. Può
darsi che mi sbaglio sull' imposto e sul vigenti .
Comunque la discussione l'abbiamo fatta su questo articolo.
Pertanto, signor Presidente, la invito a votare l'articolo, a
votare l'articolo con quello che c'è dentro, dopodiché l'Aula si
determina ma non si possono fare forzature rispetto al
Regolamento di quest'Aula.
Ribadisco, infine, che la Commissione ha approvato questo
emendamento all'unanimità. In Commissione, con il parere
favorevole del Governo, si è usciti dalla Commissione con un
testo tutto sommato molto stringato, non credo che il Governo ha
fatto finta di condividere delle cose che poi in Aula avrebbe
smentito.
I patti sul piano procedurale valgono oggi ma valgono anche
domani perché se uno poi non si fida dei patti che si fanno è
chiaro che diventa tutto più difficile nella gestione della
complessità di costruzione di uno strumento normativo.
Io la invito, pertanto, di votare quello che c'è. Il Governo se
muterà parere lo dirà all'Aula e ne prenderemo atto, ma non ci
può essere nessuna forzatura regolamentare.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, mi permetto di farle
osservare che la eventuale decisione di rinvio al disegno di
legge n. 701 la Presidenza la assumerebbe in considerazione della
norma del Regolamento che prescrive espressamente che su
richiesta motivata del Governo, o di un Capogruppo, si può
rinviare una norma in Commissione. Avevamo trovato una soluzione,
un compromesso .
CRACOLICI Ora faccio una proposta sull'intero disegno di
legge.
PRESIDENTE Ma deve essere motivata
CRACOLICI Lei pensa che mi manchi la fantasia?
PRESIDENTE Che lei abbia molta fantasia ne sono
convintissimo. Era stato un tentativo, speravo in un po' di buon
senso per far sì che questa norma, invece di tornare in
Commissione, visto che è stata approvata, andasse nel disegno di
legge n. 701, dove ci sono tutte le norme già approvate.
Peraltro, sul disegno di legge n. 701 c'è l'impegno del Governo
e di tutta l'Assemblea, maggioranza ed opposizione, a trattarlo
al più presto, la prossima settimana; mi sono permesso perché la
ritenevo una scelta di buon senso. Ovviamente, la sua richiesta
da un punto di vista formale è assolutamente fondata .
CRACOLICI E la mantengo. Ovviamente, la sua richiesta da un
punto di vista formale è assolutamente fondata, com'è fondata
l'eventuale richiesta che il Governo può fare, o anche qualche
capogruppo, di rinviarlo in commissione.
Per questo mi ero permesso di dire invece di andare in
commissione .
CRACOLICI Con un voto, signor Presidente, e poi verifichiamo
il numero legale.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera io non
sono d'accordo sull'eventualità che lei ha detto, perché
amabilmente lei ha dato parola all'onorevole Panepinto, dopo che
aveva rinviato l'articolo 13 al 701. Quindi, rispetto a quello
che lei ha già dett, io ritengo che dobbiamo continuare come
abbiamo fatto nelle ore precedenti.
Ritengo, pure, onorevoli colleghi, che non ci sia nessun
problema a rinviare per omogeneità l'articolo 13 così come
l'articolo 12 e, poi, con il 701 affrontiamo la questione. Ma già
il Presidente ha rinviato l'articolo 13 al 701, dopo l'intervento
dell'onorevole Panepinto, l'onorevole Cracolici ha detto di
sperare che non ritornasse sulla sua decisione di rinviare
CRACOLICI Ma dovrà farlo con un voto, non è
un'interpretazione della Presidenza dell'Assemblea.
MANCUSO L'articolo 12 non è stato sottoposto a votazione.
CRACOLICI Era unanime.
MANCUSO Ah, era unanime. Allora qua si fa come ..
Signor Presidente, secondo me, siccome è omogeneo all'articolo
12 e l'articolo 12 lo abbiamo trattato unanimemente, anche
l'articolo 13 debba essere rinviato al 701.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei dire
che ho presentato un emendamento che riguarda l'articolo 12, cioè
la materia della protezione civile, e quando lei ha rinviato
quest'articolo ho fatto una riflessione con il collega Apprendi.
La riflessione l'avevamo iniziata già quando si trattava
l'articolo 11, sulle acque, i rifiuti, etc. facevamo quella
riflessione perché sia per quanto riguarda la materia rifiuti,
agenzia di cui si parlava all'articolo 11, sia per quanto
riguarda la protezione civile e poi l'articolo successivo sulle
società per azioni e quant'altro in materia di personale, si
ripropone un problema: quello che le commissioni di merito
vengono limitate nella loro legittima attività per potersi
esprimere nel merito.
La commissione bilancio spesso abusa dei suoi poteri e assume,
su questioni che richiederebbero approfondimenti seri, dai
rifiuti alla protezione civile, alle società per azioni, che
spettano alle commissioni di merito.
Io spero che questo incidente o dibattito riporti la
discussione serenamente nelle sedi abilitate a trattare certi
argomenti, perché di agenzia di rifiuti, di personale della
protezione civile o di personale di società per azioni,
assunzioni o meno non si può parlare in maniera così
superficiale.
Quindi, io sono per fare una discussione organica oppure non si
fa.
PRESIDENTE Quindi, ho capito bene che c'è una condivisione da
parte dell'Assemblea, per cui se c'è una richiesta formale e
motivata di rinvio in Commissione lo rinviamo in Commissione,
così come ha chiesto l'onorevole Villari, se invece possiamo far
prevalere il buon senso la mandiamo al 701.
Vorrei che ci fosse una richiesta formale di rinvio in
Commissione
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente onorevole Presidente, dividerò in
due brevissime parti il mio intervento. La prima parte
sull'ordine dei lavori, la seconda parte è di merito.
Sull'ordine dei lavori perché vorrei capire come procediamo.
Lei ha detto l'argomento contenuto all'articolo 12 del disegno di
legge è un argomento consono al contenuto del disegno di legge
n. 701 e ha proposto all'Aula il trasferimento di tale articolo
al disegno di legge 701, ovviamente per il tramite della
Commissione che dovrà trattare questo disegno di legge. Ha
chiesto all'Aula se ci fossero osservazioni, e ha detto non
sorgendo osservazioni così resta stabilito. La stessa cosa ha
detto per l'articolo 13 dicendo, trattandosi di materia analoga.
PRESIDENTE Sono stato bloccato dall'onorevole Cracolici che
ha alzato la mano, obiettivamente. Mentre stavo dicendo così
resta stabilito mi ha bloccato.
FLERES Io ho sentito così resta stabilito, anche
relativamente all'articolo 13 e relativamente all'analogo
contenuto dell'articolo 13. Ma io aggiungo un altro aspetto a
questa vicenda che è il seguente.
Questi due articoli affrontano materia riguardante le
condizioni di precariato, la stabilizzazione, una migliore
organizzazione nella utilizzazione del personale non di ruolo
nella Regione siciliana.
E diceva bene poc'anzi, credo l'onorevole Villari ma non solo
l'onorevole Villari, di situazioni di questo genere purtroppo
nella nostra regione ce ne sono diverse, c'è un problema che
riguarda la Protezione civile, c'è un problema che riguarda i
Consorzi di bonifica, c'è un problema che riguarda l'Arpa, c'è un
problema che riguarda i forestali, i forestali a cui in
particolare teniamo molto, c'è una problematica della
stabilizzazione che deve essere affrontata.
Allora non solo, onorevole Presidente, è necessario che questa
materia vada trasferita alla Commissione bilancio, ma deve essere
trasferita anche alla prima commissione per competenza perché di
questa materia riguardante il lavoro in senso lato, la
stabilizzazione in senso lato, se ne faccia il personale, mi
suggerisce opportunamente l'assessore Beninati, un corpo omogeneo
di norme con uno stralcio del 701 che diventi una sua legge che
armonicamente affronti questo problema e per una volta e questa
Assemblea ragioni in maniera equilibrata e razionale.
Ecco perché il mio intervento si deve dividere in due parti,
sull'ordine dei lavori perché già è stato stabilito quindi non
vedo perché si insiste, io stesso non capisco perché sto
insistendo, il secondo perché credo che nel merito sia giusto che
questo accada con un disegno di legge che diventa un ulteriore
stralcio al 701.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente vorrei solo ricordare al
collega Fleres che questa norma l'abbiamo apprezzata
all'unanimità in Commissione col parere favorevole del Governo.
Ora, vedete io sono convinto che nessuno dei deputati, il
governo ha espresso parere favorevole e la Commissione ha votato
all'unanimità.
Volevo fare una semplicissima osservazione. Io sono convinto
che nessun deputato di questa Assemblea e che nessun componente
del Governo è interessato ad assunzioni selvagge e clientelari.
La cosa che mi stupisce, visto e considerato che nessun è
interessato ad assunzioni selvagge, è clientelari e perché stiamo
discutendo tanto su questo articolo.
Perché questo articolo alla fine che cosa fa, agisce in una
certa maniera che tutti voi sapete per quanto concerne le norme
addirittura negli enti locali, quindi il quarto livello si fa con
i titoli e il colloquio, il quinto si fa in un modo, il terzo si
fa in un modo o l'ex quarto, quinto o sesto.
Qual è questa preoccupazione questa sera di spostare
nell'archivio storico il disegno di legge n. 701 questa norma?
State dando un'impressione sbagliata, io voglio venirvi
incontro. Vedete che stato dando una sensazione sbagliata, io
voglio venirvi incontro, vedete che state dando una sensazione
sbagliata, voi non potete dare questa sensazione sbagliata, noi
non possiamo dare questa sensazione sbagliata, perché come se
qualcuno freme perché possibilmente c'è un limite a che cosa, a
che cosa, questa è la politica a cui spesso ci richiamiamo e poi
subito ne neghiamo invece l'importanza e l'essenza caro onorevole
Vicepresidente della Regione, presidente, io le chiedo al di
fuori delle questioni che noi tutti sappiamo trasferimento di un
articolo dove già è iniziato una discussione smettiamolo è
inutile che ci giriamo attorno. Quindi poniamo in votazione
l'articolo se c'è una maggioranza e un governo che cambia
opinione sulla questione e vuole votare contro l'articolo, lo
faccia, punto ognuno si assume le proprie responsabilità.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, quando
discutiamo dell'articolo 13 non stiamo parlando di norme di
stabilizzazione di personale o di fatti che attengono aspetti
contrattuali del personale, ricorderei all'onorevole Fleres che
invece quando abbiamo discusso dell'articolo 15 al comma quattro
abbiamo previsto salario accessorio, premi di risultato e
prebende per i dipendenti dell'Ufficio del garante per la tutela
dei diritti fondamentali dei detenuti, li abbiamo discusso di
norme di personale, quando dice che occorre fare un disegno
organico che riguarda il personale io dico che doveva intervenire
prima quando si è discusso anche dell'articolo 15, andando al
merito dell'articolo 13, l'articolo 13 detta regole, non
stabilizza personale, detta regole con le quali devono attenersi
gli enti per l'assunzione del personale.
Bene, per essere chiari qui forse vi state preparando ad una
campagna elettorale per promettere posti nelle municipalizzate,
negli ATO, negli enti a partecipazione pubblica, questa regola
che è una regola che da diritto a tutti i giovani disoccupati
siciliani di poter partecipare ad un concorso e non di dover
piegare la giacchetta a questo o a quel politico per potere
accedere ad un posto di lavoro, questo stabilisce questa regola,
quello di stabilire regole certe di dare la possibilità a tutti i
giovani di potere partecipare liberamente a procedure
concorsuali, cosa è avvenuto in Sicilia con gli ATO rifiuti, gli
ATO idrici, le municipalizzate, le società per azioni tutti i
servizi comunali sono stati sternalizzati per cui non servono più
personale agli enti locali, vengono esternalizzati a società che
fanno le assunzione andando a ledere il diritto dei cittadini a
partecipare a pubblici concorsi, lo fanno in maniera clientelare,
questo è quello che volete mantenere, vi camuffate dietro
questioni che riguardano materie organico di personale rivedere
le stabilizzazioni, vedere tutta questa materia, il fatto vero è
che non volete cambiare pagina in Sicilia, il fatto vero è che il
sistema il cuffarismo, volete mantenerlo in piede fino
all'ultimo, questa è la ragione vera, questo è quello che volete
fare, e vi trincerate, allora abbiate la accortezza di bocciare
questo emendamento e di farlo a voto palese in maniera che i
siciliani vedano con chiarezza chi è per la garanzia dei diritti
e chi è invece per la prosecuzione dei soprusi e della
prevaricazione.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICCICHÈ
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ho ricevuto una telefonata dal
presidente Cuffaro, che mi chiede, contrariamente all'ordine dei
lavori che ci eravamo dati, di potere svolgere una seduta domani
alle ore 12.00, per comunicazioni urgenti del Presidente, quindi
andiamo avanti per come ci eravamo detti però poi la seduta non
sarà rinviata a martedì, ma a domani alle ore 12.00.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 13 non perché mi convincono le argomentazioni dei
colleghi di sinistra che vogliono speculare su una materia che
oggi non merita speculazione, nè perché ritengo che il governo
abbia cambiato idea.
Ieri sera vi è stata una trasmissione dove abbiamo assistito
alla fortuna o alla sfortuna di un giovane lavoratore che
sembrerebbe essere stato penalizzato. Io chiedo perché non
approviamo l'articolo 13 e perché non lo approviamo questa sera.
Vorrei capire se il Governo ha cambiato indirizzo. Io sono qui
perché l'articolo 13 mi convince e voglio votare tempestivamente
a favore dell'articolo 13. Grazie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI
APPRENDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI Signor presidente, brevemente per dire che questa
legge che è arrivata in Aula è anche il frutto di un percorso che
è stato seguito in commissione bilancio in presenza del governo,
dell'assessore al bilancio e del vicepresidente e non si capisce
perché si rinuncia a governare cercando di tirarsi indietro
rispetto a delle responsabilità peraltro per una stabilizzazione
che stabilisce la legge nazionale con fondi che non sono di spesa
propria perché vengono dalla legge 431. Allora, questo rinvio
non si capisce veramente. Perché da un lato si parla sempre
della possibilità del dover stabilizzare il personale e
dall'altro lato si rinuncia a governare. Peraltro io d'accordo
con l'onorevole Fleres, l'Aula è sovrana, allora mettiamo ai voti
questo articolo, se viene bocciato diremo ai cittadini, ai
lavoratori che è stato bocciato. Può darsi pure che l'articolo
passi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO. Vorrei chiedere nei limiti del possibile di
bloccare la trattazione di questo articolo e passare
all'esercizio provvisorio, così noi stasera completiamo il
percorso che c'eravamo dati poc'anzi nella riunione informale dei
capigruppo.
Per quanto riguarda questo emendamento, rispetto alle cose che
sono state dette poc'anzi, credo di avere ascoltato una proposta
dell'onorevole Fleres che chiedeva di estrapolare sostanzialmente
questo articolo da questo disegno di legge per trattarlo in un
altro disegno di legge che dovrebbe essere il 701. Chiedo
pertanto che successivamente all'approvazione dell'esercizio
provvisorio possa essere messa ai voti la proposta dell'onorevole
Fleres.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se nessuno intende più
intervenire, se l'onorevole Panarello rinuncia e così pure
l'onorevole Turano e l'onorevole Aulicino, confermerei la
decisione che avevamo assunto di trasferire l'articolo 13 al 701.
Tornerei all'articolo 25 che è stato già concordato tra il
Governo e l'onorevole De Benedictis con gli emendamenti
presentati..
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è d'accordo resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato gli emendamenti 25.1 e 25.5 che sono la
riscrittura dell'articolo 25.
Restano accantonati soltanto gli articoli 11, 12, 13, 33, 34 e
35.
Il Presidente della Commissione Bilancio è autorizzato a
convocare la Commissione medesima.
La seduta è rinviata a sabato, 26 gennaio, alle ore 00.05, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
I - COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-Esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2008 (n. 732/A)
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il
triennio 2008-2010 (n. 666/A) (Seguito)
2) - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2008
(n. 665/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 23.49.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore xx.xx
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 665: DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2008.
All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
All'articolo 5 è aggiunto il seguente comma:
All'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 è
aggiunto il seguente comma 3:
3. Con parte delle disponibilità del fondo di cui all'articolo
3 della legge regionale 26 ottobre 2001, n. 15 si provvede a
far fronte alla maggiore spesa derivante dall'applicazione
dell'articolo 1, commi 830, 831 e 832 della legge 27 dicembre
2006, n. 296 ed ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione
dall'art. 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni. Per l'applicazione del
presente comma si provvede alle occorrenti variazioni di
bilancio con decreto del Ragioniere Generale della Regione.
All'articolo 6:
Emendamento 6.19:
Al comma 6, dopo le parole delle predette risorse aggiungere
le parole ad esclusione di quelle destinate ai comuni
inferiori a 10 mila abitanti .
Dopo le parole a favore dei comuni aggiungere le parole
superiori a 10 mila abitanti .
Subemendamento 6.19.1:
All'emendamento 6.19 sostituire la parola 10.000 con la
parola 15.000 .
Emendamento 6.21:
Al comma 1 le parole da Qualora entro la chiusura
dell'esercizio a 780.000 migliaia di euro sono soppresse.
Emendamento 6.3:
Al comma 7 aggiungere le parole scelti fra il personale in
servizio o in quiescenza presso l'Amministrazione regionale .
Emendamento 6.5 R (riscrittura):
Dopo il comma 9, aggiungere il seguente:
9 bis - A valere sul fondo dei comuni per il 2008 una quota
fino a due milioni di euro è destinata a favore degli enti
locali che hanno avuto o hanno contenziosi relativi alle
modalità d'inquadramento con il personale di cui alla legge
regionale 25/10/87 n. 39 .
Emendamento 6.15:
Aggiungere il seguente comma:
13. Nell'ambito delle disponibilità dei fondi di cui
all'articolo 76, comma 1, della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, destinati dalla Conferenza di cui all'art. 43, comma l
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, per le finalità di
cui all'art. 1 della legge regionale 1 settembre 1998, n. 17,
l'Assessore regionale per la famiglia, politiche sociali ed
autonomie locali è autorizzato ad erogare il contributo di cui
all'art. 5, comma 1 della legge regionale 1 settembre 1998, n.
17, anche in favore di consorzi misti appositamente istituiti
dall'ente locale interessato alla gestione del servizio .
Subemendamento 6.23 all'emendamento 6.19 bis:
Al comma 3 dopo le parole finalità perequative aggiungere
tali da garantire, comunque, la dotazione ordinaria relativa
ai singoli enti .
Emendamento 6.19 bis:
Aggiungere i seguenti commi:
1. In attuazione delle prerogative statutarie in materia di
finanziaria è istituita, in favore dei Comuni, una
compartecipazione del 10 per cento al gettito dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche. La compartecipazione
sull'imposta è efficace a decorrere dal 1 gennaio 2008 con
corrispondente riduzione annua costante, di pari ammontare a
decorrere dalla stessa data, del complesso dei trasferimenti a
favore degli stessi Comuni a carico del bilancio regionale.
L'aliquota di compartecipazione è applicata al gettito del
penultimo anno precedente l'esercizio di riferimento.
2. Dall' anno 2008, per ciascun Comune è operata e consolidata
una riduzione dei trasferimenti ordinari in misura
proporzionale alla riduzione complessiva di cui al comma 1,
operata sul fondo ordinario ed è attribuita una quota di
compartecipazione in eguale misura, tale da garantire
l'invarianza delle risorse.
3. A decorrere dall'esercizio finanziario 2009, l'incremento
del gettito compartecipato, rispetto all'anno 2008, derivate
dalla dinamica dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche, è ripartito fra i singoli Comuni secondo criteri
definiti con decreto emanato dall' assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, di concerto con
l'assessore per il bilancio e le finanze, previa intesa in sede
di conferenza Regione-Autonomie locali. I criteri di riparto
devono tenere primariamente conto di finalità perequative e
dell'esigenza di promuovere lo sviluppo economico .
Emendamento 6.24 (riscrittura):
«Al comma 8 sostituire le parole di cui all'art. 29, comma 1,
della l.r. 8 febbraio 2007, n. 2 con di cui all'art. 76 della
l.r. 26 marzo 2002, n. 2 ».
All'articolo 7:
Emendamento 7.2:
«Sostituire l'articolo 7, con il seguente:
1. Al comma 4 dell'articolo 12, della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, e successive modifiche ed integrazioni,
le parole entro il 31 dicembre 2007' sono sostituite con le
parole entro il 31 dicembre 2008'. Il differimento del
predetto termine produce effetti anche in ordine all'attività
gestionale riconducibile all'esercizio finanziario 2007, fatta
salva l'incidenza del parametro di cui all'articolo 12, comma
4, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, secondo
modalità già assentite in sede di Conferenza Regione-Autonomie
locali, in favore dei comuni che hanno adottato gli adempimenti
ivi previsti entro il 31 dicembre 2007 ».
All'articolo 9:
Subemendamento 9.1.1 all'emendamento 9.1:
Il secondo e terzo alinea dell'emendamento 9.1 sono sostituiti
dal seguente:
- dopo la parola finanziario sono aggiunte le seguenti ; le
erogazioni per l'anno 2007 in corso di contrattualizzazione
trovano riscontro nei limiti degli stanziamenti a tale scopo
vincolati in base ai CCRL dell'area non dirigenziale,
iscritti nel relativo esercizio finanziario.
Emendamento 9.1:
- Le parole dall'esercizio 2007 sono sostituite con le parole
dall'esercizio 2008 ;
- dopo le parole per l'anno 2006 aggiungere le parole e in
corso di contrattualizzazione per l'anno 2007 ;
- le parole trovano conferma nelle disponibilità esistenti nel
relativo esercizio finanziario sono sostituite con trovano
riscontro nei limiti degli stanziamenti a tale scopo
vincolati in base ai CCRL dell'area non dirigenziale,
iscritti nei relativi esercizi finanziari .
All'articolo 10:
Emendamento 10.1:
All'art. 2, comma 4, e all'art. 6, comma 2, della l.r. n. 4 del
30/4/2001 sono abrogate le parole una sola volta
All'articolo 14:
Emendamento 14.1:
Aggiungere il seguente comma:
2. Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, la parola venti' è sostituita con la
parola cinque' .
All'articolo 16:
Emendamento 16.1:
Sostituire le parole e contributiva con le parole o
contributiva .
All'articolo 25:
Emendamento 25.5:
«L'articolo 25 è sostituito come segue:
1. L'Assessorato regionale dei lavori pubblici è autorizzato a
stipulare con gli istituti di credito apposite convenzioni
finalizzate alla concessione di mutui ventennali contratti dai
proprietari di immobili ubicati nei centri storici e nelle zone
omogenee classificate A nei piani regolatori generali dei
comuni della Sicilia, finalizzati alla realizzazione di
interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui
all'articolo 20 della legge regionale n. 71/78, ponendo a
carico del bilancio regionale il costo totale dei relativi
interessi.
2. Entro 90 giorni dell'entrata in vigore della presente legge
l'Assessorato regionale dei lavori pubblici determina con
proprio decreto, sentito il parere della competente commissione
legislativa, i criteri e le modalità di accesso ai benefici di
cui al comma 1.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzato a
decorrere dall'esercizio finanziario 2008, un limite di impegno
ventennale dell'importo di mille migliaia di euro, cui si
provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10».
Subemendamento 25.5.1:
«Al comma 1 sostituire la parola immobili' con unità
immobiliari da adibire a residenza principale o secondaria del
richiedente';
alla fine del comma 1, dopo le parole dei relativi interessi'
aggiungere le parole , ovvero, per la rinegoziazione o nuova
stipula dei mutui contratti entro i termini di validità delle
graduatorie di cui all'articolo 137 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25, dai soggetti utilmente ivi inseriti che
non hanno ottenuto il beneficio alla data di scadenza della
graduatoria stessa'».
All'articolo 28:
Emendamento 28.1:
«Dopo le parole è autorizzato aggiungere le parole a
promuovere idonee iniziative finalizzate »;
All'articolo 29:
Emendamento 29.1:
«Sopprimere l'articolo 29».