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Resoconto d'Aula della Seduta n. 12 di martedì 10 ottobre 2006
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   CAPUTO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  numero  10  del  28 settembre  2006   che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, su  richiesta  del  Presidente
  della Regione, impegnato per ragioni del suo ufficio, sospendo la
  seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 11.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.30)

   FLERES,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta   numero  11  del  5  ottobre  2006   che,  non   sorgendo
  osservazioni, si intende approvato.

                              Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del  loro
  ufficio, gli onorevoli Scoma dall'11 al 12 ottobre e dal 20 al 25
  ottobre p.v., Vitrano dal 18 al 25 ottobre p.v., Fleres dal 13 al
  15  ottobre ed il 20 ottobre p.v., Stancanelli il 13 ottobre p.v.
  e Manzullo il 14 ottobre p.v.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  pervenute  da   parte   degli
  Assessori   competenti   le  risposte   scritte   alle   seguenti
  interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

   numero  177   Interventi urgenti per eliminare  i  danni  subiti
  dagli  agricoltori di Ramacca, in provincia di Catania a  seguito
  delle alluvioni dei mesi scorsi , dell'onorevole Fleres;

   numero  316   Interventi al fine del riconoscimento dello  stato
  di  calamità  naturale per la provincia di Catania a seguito  del
  nubifragio   verificatosi  nel  settembre  2005 ,  dell'onorevole
  Fleres;

   numero 361  Interventi urgenti per far fronte all'emergenza  del
  settore  agricolo  nella  zona  del  Calatino  in  provincia   di
  Catania , dell'onorevole Fleres;

   numero    480    Regolamentazione   dell'attività   di   guardia
  venatoria , dell'onorevole Fleres;

   numero  494  Interventi urgenti in favore degli agricoltori  del
  versante nord-ovest dell'Etna , dell'onorevole Fleres;

   numero  501   Interventi  in favore degli  agricoltori  calatini
  colpiti   dagli   eventi  calamitosi  del    10   luglio   2006 ,
  dell'onorevole Fleres;

   da parte dell'Assessore per il Turismo:

   numero   421    Notizie  circa  l'emanazione   della   circolare
  attuativa    della    legge    sulle    guide    naturalistiche ,
  dell'onorevole Fleres.

   Le  risposte  scritte  alle  interrogazioni,  testé  comunicate,
  saranno allegate al resoconto stenografico dell'odierna seduta.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico   che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Modifiche  al  Titolo  I della legge regionale  9  marzo  2005,
  numero  3  (354), d'iniziativa governativa, dal presidente  della
  Regione,  onorevole  Cuffaro,  su  proposta  dell'assessore   per
  l'agricoltura  e  le foreste, prof. La Via,  in  data  3  ottobre
  2006;

    Misure  per  la  definizione delle procedure di soppressione  e
  liquidazione  delle  AAST  e  delle  AAPIT   (356),  d'iniziativa
  governativa, dal presidente della Regione, onorevole Cuffaro,  su
  proposta  dell'assessore per il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti, onorevole  Misuraca, in data 3 ottobre  2006;

    Delegato  presidenziale per l'esercizio di funzioni di  rilievo
  politico  ed istituzionale  (358), d'iniziativa governativa,  dal
  presidente  della Regione, onorevole Cuffaro, in data  3  ottobre
  2006;

    Incompatibilità   dell'esercizio  di  funzioni   di   assessore
  regionale  e  di deputato regionale. Assegnazione del  seggio  ai
  sensi  dell'articolo  27  della legge regionale  3  giugno  2005,
  numero  7  (359), d'iniziativa governativa, dal presidente  della
  Regione, onorevole Cuffaro, in data 3 ottobre  2006;

    Norme  regionali  in materia di protezione civile  e  sicurezza
  del   territorio  siciliano   (378),  d'iniziativa  parlamentare,
  dall'onorevole Cimino, in data 5 ottobre  2006;

    Norme  per  la  disciplina  del trattamento  pensionistico  del
  personale   regionale   in   quiescenza    (379),    d'iniziativa
  parlamentare, dall'onorevole Cimino,  in data 5 ottobre  2006;

    Norme  per  la  promozione delle attività artigiane  presso  le
  organizzazioni    di    volontariato     (380),      d'iniziativa
  parlamentare, dagli onorevoli Cimino e Cascio, in data 5  ottobre
  2006;

    Norme   sul   riordino  delle  camere  di   commercio    (381),
  d'iniziativa  parlamentare, dagli onorevoli Cimino e  Cascio,  in
  data 5 ottobre  2006;

    Modifiche  alla  legge regionale 23 dicembre 2000,  numero  32,
  riguardante disposizioni per l'attuazione del P.O.R. 2000-2006 ed
  il riordino dei regimi di aiuto alle imprese  (382), d'iniziativa
  parlamentare, dagli onorevoli Cimino e Cascio,  in data 5 ottobre
  2006;

    Norme   per   lo   svolgimento  dell'attività  fieristica   nel
  territorio   della  Regione   (383),  d'iniziativa  parlamentare,
  dall'onorevole Cimino, in data 5 ottobre  2006;

    Norme per l'istituzione di botteghe artigiane e interventi  per
  la  creazione di manualità artigianali, nei soggetti con  deficit
  funzionali   (384),  d'iniziativa parlamentare,  dagli  onorevoli
  Cimino e Cascio, in data 5 ottobre  2006;

    Nuove  disposizioni  per  l'accesso ai  benefici  da  parte  di
  cooperative  edilizie  di cui alla legge  regionale  20  dicembre
  1975,   numero  79   (385),   d'iniziativa  parlamentare,   dagli
  onorevoli Cimino e Cascio,  in data 5 ottobre  2006;

    Modifiche ed integrazioni delle norme per l'edilizia  economica
  e   popolare.   Norme   d'interpretazione   (386),   d'iniziativa
  parlamentare,  dagli  onorevoli Fiorenza e Lombardo,  in  data  9
  ottobre  2006;

    Modifiche  all'articolo 2 della legge regionale 6 maggio  1981,
  numero  86   (387),  d'iniziativa parlamentare,  dagli  onorevoli
  Fiorenza e Lombardo, in data 9 ottobre  2006;

    Istituzione  della  scuola regionale  per  la  sicurezza  e  la
  polizia locale  (388), d'iniziativa parlamentare, dagli onorevoli
  Caputo,   Formica,   Cristaldi,   Currenti,   Falzone,   Granata,
  Incardona, Pogliese e Stancanelli, in data 9 ottobre  2006;

    Disposizioni  programmatiche  e finanziarie  per  l'anno  2007
  (389),  d'iniziativa governativa, dal presidente  della  Regione,
  onorevole  Cuffaro. su proposta dell'assessore per il bilancio  e
  le finanze, onorevole Lo Porto, in data 9 ottobre  2006;

    Bilancio  di  previsione  della Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2007  e bilancio pluriennale per il  triennio  2007-
  2009   (390),  d'iniziativa  governativa,  dal  presidente  della
  Regione,  onorevole  Cuffaro, su proposta dell'assessore  per  il
  bilancio  e  le  finanze, onorevole Lo Porto, in data  9  ottobre
  2006;

       Comunicazione di presentazione di disegni di legge e di
      contestuale invio alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico   che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Abrogazione del comma 1 dell'articolo 17 della legge  regionale
  5 novembre 2004, numero 15  (350),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 2 ottobre 2006;

    Attribuzione  competenze in materia elettorale - Modifica  alla
  Tabella  A' allegata alla legge regionale 15 maggio 2000,  numero
  10  (357),
   d'iniziativa governativa,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Modifica della legge regionale 6 marzo 1986, numero 9,  recante
  disposizioni  per la costituzione delle province  nel  territorio
  della Regione siciliana  (362),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Cimiteri per animali d'affezione  (367),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere IV e VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Fondo per il microcredito nella Regione siciliana  (370),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Norme   a   favore  del  personale  addetto  alle   istituzioni
  scolastiche-educative  (373),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere V Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Disciplina delle cooperative sociali  (374),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere III, V e VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006.

                            BILANCIO (II)

    Rendiconto  generale  dell'Amministrazione  della   Regione   e
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio 2005  (355),
   d'iniziativa governativa,
   inviato in data 6 ottobre 2006.

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Norme  per  la  tutela, la salvaguardia  e  lo  sviluppo  delle
  piccole attività commerciali  (351),
   di iniziativa parlamentare,
   parere I Commissione;
   inviato in data 4 ottobre 2006;

    Interventi per la certificazione di sistemi della qualità,  del
  rispetto  ambientale  e  della  sicurezza.  Interventi   per   la
  certificazione  sociale  nelle  imprese  ed  enti  operanti   nel
  territorio della Regione siciliana  (365),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere IV Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Interventi per il settore agrumicolo e istituzione della  carta
  di credito agrumicola  (375),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere Commissione UE;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Accelerazione della spesa del P.O.R. Sicilia 2000-2006  (377),
   d'iniziativa governativa,
   inviato in data 5 ottobre 2006.

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disposizioni  in  materia  di  dismissione  del  patrimonio  di
  edilizia   residenziale  pubblica  di  proprietà  della   Regione
  siciliana. Modifiche ai commi 3 e 4 dell'articolo 19 della  legge
  regionale 16 aprile 2003, numero 4  (349),
   di iniziativa parlamentare,
   parere I Commissione;
   inviato in data 2 ottobre 2006;

    Norme  per  la  riduzione  degli ambiti  territoriali  ottimali
  (A.T.O.)  dei  rifiuti  e  per  la  soppressione  dei  sub-ambiti
  territoriali  ottimali  (SUB-A.T.O.)  nella  Regione   siciliana
  (353),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Norme  per  il  rilascio  dell'autorizzazione  all'agibilità  e
  dell'autorizzazione   sanitaria  nonché  dell'autorizzazione   al
  cambio di destinazione d'uso dei locali commerciali  (366),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Tutela  della salute della popolazione attraverso la protezione
  da  possibili danni provocati da campi elettromagnetici irradiati
  da  sistemi  di  teleradio trasmissioni, tutela dell'ambiente  da
  effetti   sommatori  per  emissioni  elettromagnetiche  multiple
  (371),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 26 marzo  2002,
  numero 2 e successive modifiche ed integrazioni  (352),
   di iniziativa parlamentare,
   inviato in data 4 ottobre 2006;

    Norme  per  l'integrazione  delle  cittadine  e  dei  cittadini
  extracomunitari immigrati  (361),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere I e VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Istituzione   del   collegio   regionale   e   degli    elenchi
  professionali degli amministratori immobiliari in Sicilia  (363),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Interventi per la promozione e l'incentivazione delle  attività
  teatrali private, della danza e del balletto, cinematografiche  e
  audiovisive  (364),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Norme per l'organizzazione bibliotecaria regionale  (368),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006

    Disposizioni  per le attività fisiche e motorie finalizzate  al
  miglioramento della qualità della vita e del benessere  (369),
   d'iniziativa parlamentare,
   parere VI Commissione;
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Norme  per  la disciplina dell'attività di comunicazione  della
  Regione  e  per  il sostegno dell'informazione e  della  editoria
  locale  (372),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Regolamentazione     delle     applicazioni     di      terapie
  elettroconvulsivante,  lobotomia prefrontale  e  transorbitale  e
  altri simili interventi di psicochirurgia  (360),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006;

    Misure a favore dei soggetti stomizzati e incontinenti  (376),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati inviati,  alle  competenti
  Commissioni legislative, i seguenti disegni di legge:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Norme in materia di assunzione di personale  (347),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 2 ottobre 2006.

                            BILANCIO (II)

    Norme   per  l'introduzione  nell'ordinamento   regionale   del
  decreto legge 4 luglio 2006, numero 233, convertito con la  legge
  4 agosto 2006, numero 248  (348),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 2 ottobre 2006.

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Interventi  in  favore  di  imprese che  utilizzano  lavoratori
  detenuti  in  espiazione  di pena anche alternative  al  carcere
  (283),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006.

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disposizioni urgenti in materia di urbanistica  (285),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in data 6 ottobre 2006.

     Comunicazione di assenze e sostituzioni alle riunioni delle
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle  riunioni
  delle  Commissioni legislative per il periodo 28  settembre  -  3
  ottobre 2006:

   nelle  sedute numero  4 del 28 settembre 2006  e numero 5 del  3
  ottobre  2006  della  I Commissione  Affari istituzionali',  sono
  risultati assenti rispettivamente gli onorevoli Mancuso,  Cascio,
  Borsellino,  D'Aquino,  Gennuso, Maira e  Zago  e  gli  onorevoli
  Gucciardi,  Mancuso,  Cascio, Barbagallo,  Borsellino,  D'Aquino,
  Speziale  e Zago;

   nella  seduta numero 11 del 3 ottobre 2006 della II  Commissione
   Bilancio',  sono  risultati assenti gli  onorevoli  Ballistreri,
  Cintola, D'Asero, Fleres, Formica, Ortisi e Tumino.

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Affari
  istituzionali  (I) ha reso il seguente parere:

    Legge  regionale 3 novembre 1993, numero 30  -  articolo  55  -
  comma  5  - Direttori generali Aziende Unità Sanitarie Locali  ed
  Aziende  Ospedaliere  della  Sicilia   (4/I),  reso  in  data  26
  settembre 2006, inviato in data 2 ottobre 2006.

      Comunicazione di apposizione di firma su disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cimino, in data  5  ottobre
  2006,  ha chiesto di apporre la propria firma ai seguenti disegni
  di legge:

   dal  numero  1  al  numero 5; dal numero 8 al numero  229  e  al
  numero 312.

       Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il   Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

   dalla  numero 282  al numero 289 del 21 luglio 2006; dal  numero
  289 al numero 326 del 3 agosto 2006;  numero 327 del 12 settembre
  2006;  numero 364 e numero 365 del 28 settembre 2006.
   Informo  che la documentazione è a disposizione degli  onorevoli
  deputati  ed è consultabile presso l'archivio del Servizio  delle
  Commissioni.

       Comunicazione di trasmissione di copia del POR Sicilia
                              2000/2006

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso,  in  data  2  ottobre 2006,  copia  del   POR  Sicilia
  2000/2006  - Complemento di Programmazione - Adozione  definitiva
  delle  modifiche  approvate dal comitato di sorveglianza  del  26
  settembre  2006   e del  POR Sicilia 2000/2006 - Riprogrammazione
  finanziaria  - Adozione definitiva delle modifiche approvate  dal
  comitato di sorveglianza del 26 settembre 2006 .

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   da  notizie di stampa si è appreso che l'Assessore regionale per
  turismo,  le comunicazioni e i trasporti, onorevole Misuraca,  ha
  incontrato a Sciacca le rappresentanze sindacali aziendali  (RSA)
  dell'Azienda delle Terme;

   lo  stesso,  ad  una  specifica sollecitazione  della  CGIL,  ha
  risposto   affermando  che  il  'Piano  industriale'   è   quello
  consegnato  alle  RSA da parte del Consiglio  di  amministrazione
  nell'aprile scorso;

   il  suddetto  'Piano industriale' denominato 'Piano  d'azione  -
  Stralcio   del  Piano  industriale  anno  2006/2007'  si   limita
  (riportato   fedelmente)  '...  ad  individuare  il   numero   di
  lavoratori necessari per espletare i servizi attivabili nell'anno
  2006  e  l'ammontare  del fabbisogno finanziario  occorrente  per
  trovare  copertura alle spese di gestione 2006 e 2007.  Pertanto,
  si  rimanda  la formulazione del Piano industriale composito,  la
  cui  enunciazione  ed  elaborazione  sarà  affidata  a  strutture
  qualificate  una volta condivise con 'la proprietà' le  strategie
  da  attuare  e gli obiettivi da raggiungere, atteso che  dovranno
  essere  concordati le modalità e l'ammontare dei mezzi finanziari
  destinabili  per il rilancio e/o l'auspicata riconversione  della
  risorsa  'Terme  di  Sciacca'. In questa sede saranno,  pertanto,
  solamente   individuati  gli  elementi  ritenuti  necessari   per
  attivare una strategia di mantenimento, nel biennio 2006/2007, in
  attesa  del Piano industriale strategico del 'Sistema Termale  di
  Sciacca',  limitandoci, quindi, ad individuare alcuni  obiettivi,
  da  sottoporre  agli  azionisti,  per  avviare  il  programma  di
  sviluppo della risorsa';

   nel  mese di luglio l'Assessore Misuraca aveva già incontrato  a
  Palermo le rappresentanze sindacali aziendali dell'Azienda  delle
  Terme  ed  aveva assicurato che entro brevissimo tempo  i  C.d.A.
  delle  Terme di Sciacca e Acireale avrebbero stilato i rispettivi
  'piani   Industriali'   e  che  lo  stesso   direttore   generale
  dell'Assessorato   aveva  indirizzato   una   durissima   lettera
  (pubblicata sul settimanale saccense 'Controvoce') ai  Presidenti
  dei  C.d.A.  delle due Aziende termali, intimando la consegna  di
  tale documento;

   considerato   che   appare  quantomai   singolare   che   adesso
  l'Assessorato  riconosca a quel documento la  dignità  di  'piano
  industriale',  considerato  che  lo  stesso  si  limita  ad   una
  strategia  di mantenimento per gli anni 2006/2007 e non individui
  alcun progetto di rilancio;

   ritenuto che invece, quelle Aziende hanno bisogno di un  vero  e
  proprio  'piano industriale' sia per ritrovare i punti  di  forza
  per  rilanciare e ridefinire la propria 'mission' aziendale,  sia
  per  rendere operativa quella parte dell'articolo 119 della legge
  regionale numero 17 del 2004 laddove si prevedono misure  per  il
  personale  che,  essendo stato dichiarato  in  esubero,  verrebbe
  collocato nel 'ruolo unico ad esaurimento';

   per sapere

   quale  sia  la strategia per assicurare il rilancio delle  terme
  in Sicilia e, segnatamente, delle Aziende termali di Sciacca e di
  Acireale  che,  essendo  state  trasformate  in  S.p.A.,  debbono
  giungere  alla  fase  della vera e propria privatizzazione  nella
  migliore condizione possibile e non (come invece è dato sapere) a
  seguito di un graduale degrado;

   se  davvero  l'Assessore ritenga il 'piano stralcio'  presentato
  dal  C.d.A.  della  Terme di Sciacca S.p.A.  assimilabile  ad  un
  'piano industriale';

   quali  siano  gli  ulteriori ostacoli per rendere  operativa  la
  previsione  legislativa  di  cui  all'articolo  119  della  legge
  regionale  numero  17  del  2004  a  circa  due  anni  dalla  sua
  approvazione  e  quali  garanzie il Governo  intenda  offrire  al
  personale  che  permane in attività presso la  Terme  di  Sciacca
  S.p.A.,  visto  che si tratta di personale di ruolo  dell'Azienda
  Autonoma  delle  Terme di Sciacca assunto a seguito  di  concorso
  pubblico;

   se  non  ritenga urgente definire l'insieme di queste  questioni
  per  ridare  serenità  alle famiglie dei lavoratori  interessati,
  alle  loro  organizzazioni  ed  alla  città  di  Sciacca  che  si
  interroga sul futuro delle Terme . (621)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                               DI BENEDETTO-VILLARI
                                                  NICOTRA-DI GUARDO

    All'Assessorato   per  il  turismo,  le   comunicazioni   e   i
  trasporti, premesso che:

   con  decreto  assessoriale numero 65/12 del 6  dicembre  1982  è
  stata finanziata la perizia concernente gli espropri per pubblica
  utilità  del Parco archeologico di Agrigento, IV intervento,  per
  un importo di lire 2.000.000.000, fissando al 31 novembre 1985 il
  termine per la conclusione dell'iter;

   con  D.A. numero 721/12 del 31 ottobre 1985 il suddetto  termine
  è  stato prorogato al 30 settembre 1986 e poi successivamente con
  D.A. 892/12 ulteriormente prorogato al 30 novembre 1987;

   il  D.A.  numero  280/12 del maggio 1988,  con  il  quale  si  è
  dichiarata l'occupazione permanente definitiva degli immobili dei
  proprietari che non hanno accettato le indennità di esproprio,  è
  stato  emesso  ben oltre il termine fissato per il  completamento
  del procedimento (30 novembre 1987);

   in  tal  modo  si  è  vanificato gran  parte  del  procedimento,
  consentendo  alle  ditte espropriate che  non  hanno  chiesto  lo
  svincolo dell'indennità di rientrare in possesso dei beni;

   con   D.A.  numero  622/S4/TUR  del  3  luglio  2003   è   stato
  riapprovato  il progetto della perizia concernente  gli  espropri
  per  pubblica  utilità del Parco archeologico  di  Agrigento,  IV
  intervento,   includendo  inoltre  il  nuovo  piano  particellare
  redatto  dalla  Soprintendenza ai Beni cultuali e  ambientali  di
  Agrigento  e  fissando in 24 mesi (ovvero al 3  luglio  2005)  il
  termine ultimo per la conclusione del procedimento espropriativo;

   successivamente  il  suddetto  termine  è  stato   ulteriormente
  prorogato  al  3 luglio 2007, data non suscettibile di  ulteriore
  proroga  ai sensi del D.P.R. numero 327/2001, articolo 13,  comma
  5;

   la  parte  di  procedura  di  competenza  dell'Assessorato  Beni
  culturali  e ambientali e pubblica istruzione, Soprintendenza  ai
  beni  culturali  e  ambientali  di Agrigento,  è  stata  ultimata
  nell'anno  2005,  con  richiesta  di  emissione  del  decreto  di
  indennità provvisoria ed inviata all'Assessorato regionale per il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti;

   il  direttore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, con
  comunicazione prot. numero 3855 del 6 luglio 2006, ha sollecitato
  all'Assessorato regionale Turismo, comunicazioni e  trasporti  la
  definizione dell'iter espropriativo;

   le  aree  oggetto  dell'esproprio sono attualmente  in  consegna
  provvisoria  al  Parco della Valle dei Templi,  che  ne  cura  la
  tutela e la manutenzione nelle more della consegna definitiva  ed
  ha realizzato in esse importanti interventi migliorativi mediante
  l'impiego di ingenti risorse finanziarie pubbliche;

   in  data 11 ottobre 1999 alcune aree oggetto dell'esproprio sono
  state affidate in concessione al FAI -Fondo Ambiente Italiano per
  un   periodo  di  anni  25,  con  convenzione  sottoscritta   dal
  Presidente  della Regione siciliana e dall'Assessore per  i  beni
  culturali;

   il  FAI  con  fondi  propri  ha  realizzato  ingenti  lavori  di
  recupero   ambientale   e  paesaggistico   dell'area   denominata
  Kolymbetra,  aprendola alla fruizione turistica e  culturale  dal
  novembre 2001;

   considerato che:

   se  l'Assessorato regionale Turismo non procede con  la  massima
  urgenza  alla  emanazione dei decreti di  indennità  provvisoria,
  facendo  inutilmente  trascorrere  i  termini  fissati   per   il
  completamente della procedura di esproprio, si ripeterebbe quanto
  già avvenuto in precedenza, vanificando ancora una volta l'intera
  procedura;

   tale  malaugurata ipotesi comporterebbe la perdita  di  possesso
  delle  aree  di  cui  al D.A. n. 622/S4/TUR  del  3  luglio  2003
  (comprendenti  tra  l'altro  i terreni  limitrofi  il  Tempio  di
  Vulcano, il Gimnasyum, l'intera area della Kolymbetra, i  terreni
  circostanti   il   Museo  archeologico),   con   la   conseguente
  riacquisizione  da  parte dei proprietari  (cui  dovranno  essere
  corrisposti i mancati redditi per tutto il periodo di occupazione
  provvisoria,  ovvero a partire dall'anno 2003) e con  presumibile
  danno  economico  per la Regione; l'ulteriore  inerzia  da  parte
  degli uffici dell'Assessorato regionale Turismo, comunicazioni  e
  trasporti  comporterebbe la perdita del finanziamento di  cui  al
  D.A. numero 65/12 del 6 dicembre 1982;

   i  lavori  di  miglioramento fondiario eseguiti nel corso  degli
  ultimi  anni nelle aree in oggetto dalla Soprintendenza BB.CC.AA.
  di  Agrigento, dall'Ente Parco Valle dei Templi, nonché  dal  FAI
  andrebbero  a  beneficio  dei  privati  proprietari,  con   grave
  pregiudizio dell'interesse pubblico;

   per  sapere quali iniziative intenda assumere per accelerare  il
  completamento  dell'iter  di  esproprio,  evitando   così   gravi
  pregiudizi  economici alla Regione siciliana  e  rilevanti  danni
  allo  sviluppo  turistico ed alla fruizione culturale  del  Parco
  della Valle dei Templi di Agrigento . (624)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 DI
                                                  BENEDETTO

    All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, All'Assessore per i beni culturali e ambientali
  e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il bilancio e le
  finanze,

   preso  atto  che la Regione siciliana, con legge 7 maggio  1976,
  numero  68, modificata dall'articolo 17 della legge regionale  31
  dicembre  1985,  numero  57,  ha deliberato  l'erogazione  di  un
  contributo  per l'acquisto di libri di testo agli studenti  delle
  scuole medie inferiori tramite i comuni di residenza;

   rilevato che:

   tale  contributo è stato determinato con circolare della Regione
  siciliana  numero  788 del 2 luglio 1994 nella  misura  di  61,97
  (pari a L. 120.000) per gli alunni della I classe e di 41.32  (L.
  80.000)  per gli alunni della II e III classe della scuola  media
  inferiore;

   il  contributo  così  determinato non può essere  annullato  e/o
  modificato  da atto amministrativo così come recita la  circolare
  della Regione siciliana numero 788 del settembre 1994;

   per  l'erogazione di tale contributo, unitamente ad altre  somme
  per altri contributi, è stata accreditata dalla Regione al Comune
  di Catania la relativa risorsa;

   preso  atto  che  tale contributo è stato sempre  erogato  negli
  anni  passati e che in tutti gli altri comuni è stato corrisposto
  nell'anno scolastico 2005/2006;

   rilevato  invece che nell'anno scolastico 2005/2006, pur  avendo
  il  Dirigente della X Direzione Pubblica istruzione  adottato  la
  determina  dirigenziale  numero 10/280 del  28  luglio  2005  con
  l'impegno   di   spesa  di  670,228,21,  tale  determina   veniva
  restituita  in data 1 ottobre 2005 dalla Ragioneria generale  con
  la  motivazione; che nella bozza del bilancio di previsione  2003
  adottato dalla Giunta, il cap. 1886 è stato ridotto ad 300.000,00
  ;  preso  atto  ancora che in seguito alla restituzione  di  tale
  determina da parte della Ragioneria generale, il Dirigente  della
  X  Direzione  Pubblica istruzione inviava, molto  opportunamente,
  una  nota  con la quale invitava la stessa Ragioneria generale  a
  confermare  la  somma di 670.728,21 in quanto  l'altra  somma  di
  300.000,00 sarebbe stata di gran lunga insufficiente,  attesa  la
  tassativa  e specifica previsione normativa che stabilisce,  come
  detto sopra, l'ammontare esatto del contributo;

   rilevato ancora che a tale richiesta la Ragioneria generale  non
  ha  dato  alcun  riscontro  e  il bilancio  di  previsione  2005,
  approvato dalla maggioranza consiliare in data 22 dicembre  2005,
  ha previsto come somma per l'erogazione di tale contributo quella
  di 300.000,00, palesemente insufficiente per l'erogazione a tutti
  gli alunni nella misura prevista dalla legge;

   preso  atto inoltre che il Dirigente della X Direzione  Pubblica
  istruzione, in data 19 gennaio 2006, ha adottato la determina  n.
  10/020 con la quale, uniformandosi a quanto deliberato in sede di
  approvazione   del   bilancio,   autorizzava   l'erogazione   del
  contributo,  riducendolo vistosamente a motivo che la  somma  era
  stata ridotta di oltre la metà;

   rilevato  anche  che ad anno scolastico già  quasi  concluso  in
  data  8  maggio  2006,  in  maniera arbitraria,  illogica  e  non
  conforme  a  legge,  la Ragioneria generale  ha  restituito  tale
  ultima determina con la necessità di riformulare l'atto in quanto
  la   spesa   richiesta   deve  essere  impegnata   nell'esercizio
  finanziario 2006 ;

   ritenendo che l'Amministrazione comunale di Catania si sia  resa
  responsabile della mancata erogazione dei buoni libro, nonostante
  precise disposizioni di legge e nonostante l'accreditamento della
  relativa  somma  da  parte della Regione,  sia  pure  in  maniera
  cumulativa con altre somme per altri contributi e/o servizi;

   rilevato  infine che tale comportamento ha penalizzato  migliaia
  di  famiglie  della città di Catania che hanno dovuto sobbarcarsi
  per  intero  il  non indifferente onere finanziario dell'acquisto
  dei libri;

   vista  la circolare numero 19 dell'Assessorato Beni culturali  e
  ambientali   e   pubblica   istruzione,   Dipartimento   Pubblica
  istruzione, servizio scuola materna ed istruzione di ogni  ordine
  e  grado statale (inviato dall'unita' operativa numero IX - prot.
  7659  del  5 ottobre 2005) avente per oggetto: Programma  annuale
  delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado statali, per
  l'esercizio  finanziario  2006 con  la  quale  si  forniscono  le
  annuali   indicazioni  cui  devono  uniformarsi  le   Istituzioni
  scolastiche   in  oggetto  indicate  per  la  predisposizione   e
  l'approvazione del Programma annuale per l'esercizio  finanziario
  2006,  ai  sensi  dell'articolo 2 - comma 3 -  del  D.A.  del  31
  dicembre 2001, numero 895;

   visto che, in riferimento ai finanziamenti da enti locali  o  da
  altre  istituzioni  pubbliche  (aggregato  04),citando  le   voci
  relative  ai  fondi  dell'Unione  Europea  (01),  ai  fondi   non
  vincolati  di  province e comuni (voci 02 e 04), la circolare  in
  questione si sofferma alla voce 03 - fondi provincia vincolati  -
  e  alla  voce  05  - fondi Comune vincolati-,   precisando    che
  le     istituzioni scolastiche, per la gestione dei finanziamenti
  con  vincolo  di  destinazione, si  atterranno  alle  indicazioni
  impartite  dagli stessi enti eroganti sia per quanto riguarda  il
  vincolo  di  destinazione,  sia per  le  procedure  contabili  da
  seguire  per il reimpiego delle somme eventualmente non impegnate
  o le eventuali economie realizzatesi sugli stessi e riportando di
  seguito,   a   titolo   esemplificativo,  alcune   tipologie   di
  finanziamenti   vincolati,  quali  i  finanziamenti   per   corsi
  organizzati per conto di enti pubblici territoriali e  locali,  i
  finanziamenti  per  le  attività  relative  all'educazione  degli
  adulti, l'istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS);  e
  in   particolare  i  contributi  finalizzati  all'assistenza  non
  convittuale, diritto allo studio ( buoni libro, borse di studio e
  premi);oltre che le assegnazioni finalizzate al servizio di mensa
  gratuita   per   il  personale  docente  della  scuola   materna,
  elementare e media; e in ultimo i finanziamenti dagli enti locali
  - Legge 11.1.1996, numero 23 - articolo 3 ;

   per sapere:

   quali   misure   intendano  adottare  per  far   rispettare   la
  tempestiva erogazione del contributo da parte di un ente che  non
  può  intercettare  o piegare ad altri fini lo  stato  di  bisogno
  delle comunità;

   se   non   ritengano   utile  censurare,   per   la   previsione
  insufficiente  nel  bilancio 2005, gli uffici dell'Assessorato  e
  quelli   della  Ragioneria  Generale  e  quali  misure  intendano
  adottare  per comprendere le ragioni dell'originale comportamento
  dell'Amministrazione comunale di Catania e verificare se  non  ci
  siano gli estremi di distrazione dei fondi rispetto al vincolo di
  destinazione . (625)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                       VILLARI    -
                                             CRACOLICI

    Al  Presidente  della  Regione e  All'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,

   premesso  che  in molti comuni le bollette per i servizi  idrici
  relative al terzo trimestre 2006 recano aumenti consistenti (fino
  all'80  per  cento in diversi comuni della Regione) per  servizio
  fognatura  e depurazione ai sensi del Decreto legislativo  numero
  152 del 2006;

   considerato  che  il suddetto D.Lgs. è stato emanato  contro  il
  parere  di diverse Regioni e che il nuovo Governo posticipa,  con
  suo  apposito  decreto, al 31 gennaio 2007  l'entrata  in  vigore
  della seconda parte del decreto stesso;

   considerato  altresì  che in data 26 giugno  2006  il  Ministero
  dell' l'Ambiente e della Tutela del territorio ha comunicato  che
  17  decreti  del suddetto D.Lgs. non sono stati registrati  dalla
  Corte dei Conti, e quindi non sono operativi;

   ritenuto  non esauriente il criterio adottato per la rilevazione
  dell'effettiva  quota  insistente per  il  servizio  fognatura  e
  depurazione;

   considerati anche i casi in cui vi siano comuni privi  in  molte
  parti  di  servizio pubblico di fognatura e di  depuratori,  come
  avviene in numerosi comuni della Sicilia;

   visto  che il D.Lgs. in oggetto, all'art. 155, prevede  che  'le
  quote  riferite ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione
  sono  dovute  dagli  utenti anche nel caso manchino  impianti  di
  depurazione o questi siano momentaneamente inattivi'  e  che  'il
  gestore  è tenuto a versare i relativi proventi, ...,a  un  fondo
  vincolato intestato all'Autorità d'ambito per l'attuazione  degli
  interventi  relativi alle reti di fognatura e  agli  impianti  di
  depurazione' ma che non stabilisce in modo tassativo la quota  di
  tariffa relativa né impedisce di articolarla per fasce;

   per  sapere se non ritenga utile e possibile, in attesa  di  una
  modifica  della  normativa, improntata a  criteri  di  giustizia,
  sollecitare i gestori a definire tariffe più flessibili,  fino  a
  cifre  simboliche laddove ancora il servizio non esiste o è molto
  di  là  da venire, articolandole per fasce (oltre che di consumo,
  anche   di  reddito)  a  prescindere  dall'aspetto  connesso   ad
  eventuali  'conguagli', tali da evitare un  impatto  economico  e
  sociale      delle     nuove         politiche         tariffarie
  difficilmente sopportabile da comunità economicamente stremate  e
  difficilmente  comprensibile da chi è privo  dei  servizi  per  i
  quali è imposto il pagamento . (626)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                         VILLARI-TERMINE-CRACOLICI-
  APPRENDI

    All'Assessore per la sanità,

   premesso  che  durante una cerimonia a Lentini nel novembre  del
  2005,  l'on. Pistorio, allora Assessore regionale per la  sanità,
  assicurò l'imminente stanziamento della somma necessaria  per  il
  completamento del nuovo Ospedale di Lentini (circa 5  milioni  di
  euro);

    visto  che  a  tutt'oggi per tale scopo non risulta accreditata
  alcuna  somma all' Ausl 8 di Siracusa né si ha notizia  di  alcun
  atto  procedimentale che concretamente abbia impegnato tale somma
  per il nuovo Ospedale di Lentini;

    considerata  la rilevanza della struttura per il  territorio  e
  per la popolazione locale, date le somme già spese per avviare la
  costruzione  dell'Ospedale di Lentini, che rendono  inaccettabile
  ogni ulteriore ritardo;

    per  sapere  in quale modo intenda onorare gli impegni  assunti
  dall'Amministrazione  regionale sotto il  precedente  governo  di
  centrodestra . (627)

                                             DE BENEDICTIS-ZAPPULLA

     All'Assessore  per il territorio e l'ambiente e  all'Assessore
  per la sanità,

    premesso  che  in  territorio del comune  di  San  Gregorio  di
  Catania  è  stato rilasciato un permesso di costruzione  (numero.
  23/06) per l'installazione di una stazione radio base per la rete
  di telefonia mobile cellulare sistema DCS-GSM-UMTS;

    considerato  che la suddetta stazione radio appare da  progetto
  di  notevoli  dimensioni (il traliccio avrebbe un'altezza  di  27
  metri) e sarà realizzata in corrispondenza di ambienti abitativi,
  di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore nonché
  a 110 metri da una scuola (scuola materna di via Sgroppillo);

    tenuto  conto  che  il  Comune  di  San  Gregorio  di  Catania,
  nell'ambito  dei  poteri  di  pianificazione  urbanistica  (quali
  previsti  dall'articolo  8 della legge  36/2001)  non  ha  ancora
  adottato  un regolamento per il corretto insediamento urbanistico
  e  territoriale degli impianti di telefonia individuando  i  siti
  idonei alla loro allocazione;

    per  sapere  se  non ritengano utile e urgente intervenire  per
  verificare  il  rispetto  delle normative  in  materia  di  campi
  elettromagnetici e di tutela dell'ambiente e, se  del  caso,  far
  sospendere  il  permesso  di  costruzione  n.  23/06  fino   alla
  redazione di un piano che individui le zone del territorio di San
  Gregorio  di  Catania che meglio si prestano  alla  installazione
  della stazione radio nel rispetto delle norme urbanistiche  e  di
  quelle a tutela della salute vigenti . (629)

    (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                      VILLARI

     Al Presidente della Regione,

    premesso  che le cronache degli ultimi mesi ci hanno consegnato
  immagini  drammatiche  degli  sbarchi  in  Sicilia  di  immigrati
  provenienti in gran parte dall'Africa;

    osservato  che, oltre la tragedia di chi neanche è riuscito  ad
  approdare ed è morto in mare o nel lungo percorso per arrivare in
  Europa  e  oltre la linea della prima accoglienza o nelle  nostre
  province, assistiamo a un silenzioso prolungarsi delle violazioni
  dei diritti degli immigrati;

    rilevato  che  la  crisi  dei  prezzi  agricoli  induce   molti
  operatori in gran parte della Sicilia a ricorrere al lavoro  nero
  di   immigrati  privi  di  permesso  di  soggiorno  e  facilmente
  ricattabili  e  che tale sfruttamento si ripropone  nell'edilizia
  minore  se non addirittura, per molte donne provenienti dall'est,
  anche  nel  settore dell'assistenza agli anziani  e  nei  servizi
  domestici, determinando condizioni di vera e propria schiavitù;

    sottolineato l'effetto devastante che tali comportamenti  hanno
  sul  piano della condizione umana, sulla salute psichica di tante
  persone, aumentando il malessere sociale, ma anche su quello  dei
  diritti e delle condizioni degli altri lavoratori per l'ulteriore
  turbativa che arrecano nel mercato del lavoro;

    ritenuto  che  da  alcune  inquietanti  vicende  relative  alla
  scomparsa  di  bambini e giovani vi possa anche essere  un  turpe
  mercato di organi;

    per sapere:

    quali   misure  il  Governo  regionale  intenda  adottare   per
  rafforzare  la  vigilanza nel mondo del lavoro, dall'edilizia  al
  lavoro  dei  campi, per fare emergere i rapporti  clandestini  di
  sfruttamento e schiavitù;

    se  intenda,  in  raccordo  con  il  Ministero  degli  Interni,
  verificare l'entità dell'immigrazione clandestina per  trarne  le
  conseguenze di legge;

    se  non ritenga, attraverso l'Assessorato dell'agricoltura,  di
  studiare  provvedimenti  nei  confronti  dei  responsabili  delle
  imprese agricole per scongiurare che, nello stesso momento in cui
  sfruttano   in   modo   disumano  gli   immigrati,   percepiscano
  finanziamenti pubblici, regionali e/o comunitari; quali forme  di
  assistenza  agli  immigrati, utili a favorire  nell'ambito  della
  legge la loro regolarizzazione e integrazione, intenda attivare .
  (631)

                                                            ZAGO

     Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,

    premesso  che  circa due anni fa per la gestione degli  appalti
  della  legge  433/1991 e delle eventuali opere di  somma  urgenza
  curata  dalle  strutture  siciliane della  Protezione  Civile  la
  competenza   di   stazione  appaltante   era   stata   trasferita
  all'ufficio della Protezione civile di Ragusa;
    considerato  che  tale struttura autonoma  può  contare  su  un
  organico  di  trenta tecnici in grado di istruire i progetti,  di
  tenere  le conferenze di servizio, di apporre visti, di procedere
  alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere;
    visto  che la gestione degli appalti di cui alla legge 433/1991
  per  tutta  la  Sicilia  orientale è stata nuovamente  accentrata
  sull'ufficio di Catania della Protezione Civile;

    ritenuto   che   tale  accentramento  potrebbe   produrre   una
  penalizzazione     delle     imprese     iblee  nell'assegnazione
  delle opere;

    per   sapere  quali  ragioni  abbiano  indotto  ad   una   tale
  improvvisa  marcia  indietro e quali elementi abbiano  portato  a
  ritenere  l'ufficio  di Ragusa della Protezione  Civile  non  più
  funzionale per la selezione delle imprese e l'espletamento  delle
  gare d'appalto . (632)

                                                              ZAGO

     All'Assessore per la sanità,

    premesso  che il Piano sanitario regionale 2000-2002, approvato
  con  decreto del Presidente della Regione l'11 giugno del 2000  e
  rimasto  fino  ad  oggi l'unico Piano sanitario  approvato  della
  Regione siciliana, aveva previsto la istituzione di strutture  di
  alta   professionalità  per  l'oncologia  e,   tra   queste,   il
  dipartimento   oncologico   di  3    livello   presso   l'Azienda
  ospedaliera Sant'Elia di Caltanissetta;

    registrato che tale dipartimento non ha mai visto la  luce  per
  responsabilità  sia dell'Azienda ospedaliera,  a  seguito  di  un
  comportamento  altalenante e contraddittorio, sia  della  Regione
  siciliana che ne ha determinato la fine senza mai avere  adottato
  i  provvedimenti formalmente necessari ma favorendo la  creazione
  di   un  dipartimento  interaziendale  oncologico  tra  l'Azienda
  Sant'Elia  e  l'Asl  2  di Caltanissetta, la  quale  gestisce  il
  Presidio   ospedaliero  di  San  Cataldo,  centro   limitrofo   a
  Caltanissetta;

    considerato che il 23 giugno 2006 l'Asl 2 e il Sant'Elia  hanno
  sottoscritto  un  protocollo d'intesa  per  l'istituzione  di  un
  dipartimento  oncologico  interaziendale  costituito  con   unità
  operative  presenti in parte a Caltanissetta e  in  parte  a  San
  Cataldo,  senza  che però vengano soddisfatti tutti  i  requisiti
  necessari  per  configurare  un  dipartimento  di  3   livello  e
  determinando,  piuttosto, squilibri tra  strutture  con  capacità
  operative  diverse tra loro, finendo in questo modo  col  ridurre
  l'offerta  sanitaria  in  quantità  e  in  qualità  al   paziente
  oncologico, così come denunciato dalle associazioni dei malati;

    per sapere:

    se  non  ritenga  che la scelta di annullare l'istituzione  del
  dipartimento oncologico di 3  livello  sostituendolo con  uno  di
  livello  inferiore, sia in aperta contraddizione con le  esigenze
  di efficacia ed efficienza del sistema sanitario;

    quali  misure  intenda  assumere  per  ripristinare  i  livelli
  essenziali  di  assistenza  secondo  quanto  previsto  dal  Piano
  sanitario regionale . (633)

                                                     PANEPINTO

     Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  turismo,
  le comunicazione e i trasporti,

    facendo   seguito   a  quanto  già  illustrato   nella   nostra
  interrogazione  numero 621 del 27 settembre  2006  relativa  alle
  Terme di Sciacca e Acireale;

    appreso  da  segnalazione  della RSA delle  Terme  di  Acireale
  della installazione di impianti audio-video per il controllo  del
  personale, installati illegalmente negli edifici delle terme  per
  potere controllare a sua insaputa il personale dipendente;

    per    sapere   quali   iniziative   intendano   assumere   per
  ripristinare  il  diritto alla dignità e alla riservatezza  degli
  individui,  accertando e sanzionando i responsabili di  una  tale
  inaccettabile violazione . (634)

    (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                 DI   BENEDETTO   -
                                             VILLARI

     All'Assessore  alla famiglia, alle politiche  sociali  e  alle
  autonomie locali,

    premesso che:

    in  seguito al D. Lgs 31.03.1998, numero109, come modificato ed
  integrato  con  D.  Lgs.  03.05.2000,  numero  130,  la   Regione
  siciliana  con  D.P.R.S. del 19.06.2000, ha approvato  i  criteri
  unificati  di  valutazione  economica  dei  soggetti  richiedenti
  prestazioni  sociali  agevolate previste  dalla  legge  regionale
  22/1986,  con il quale veniva individuato l'indicatore ISEE,  per
  totale gratuità, in lire 25.000.000 e con esenzione parziale sino
  a lire 38.000.000;

    con  successivo decreto di codesto Assessorato numero  867  del
  15.04.2003,   i   suddetti  criteri  unificati   di   valutazione
  economica, venivano modificati - tra l'altro, in maniera profonda
  per  quanto  riguarda  la quota in compartecipazione  ai  servizi
  residenziali - prevedendo, in ragione della condizione economica,
  accertata  con  l'ISEE, una quota oscillante  tra  il  50%  della
  propria condizione economica ed il 100% del costo del servizio;

    su  richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali,  codesto
  Assessorato   con  decreto  del  09.09.2003,  ha  temporaneamente
  sospeso  il  precedente  decreto  numero  867/2003,  al  fine  di
  procedere  ad  un  approfondito riesame  del  contenuto  e  delle
  prescrizioni del medesimo ;

    considerato che:

    da  allora  nessun  altro provvedimento  è  stato  adottato  in
  merito  e  che  la  citata  sospensione temporanea  del  suddetto
  decreto  ha  creato  notevole confusione tra gli  operatori,  con
  interpretazioni  diverse,  le cui tre principali  possono  essere
  così riassunte:

    essendo  sospeso  il  D.A. del 15.04.2003, automaticamente,  va
  applicato il decreto presidenziale del 19.06.2000;

    essendo  la  sospensione del D.A numero 867/2003 temporanea  ed
  essendo trascorso un lungo lasso di tempo (oltre tre anni - sic -
  ), il D.A. riprende la sua efficacia e, quindi, va riapplicato;

    in  atto  nessuno dei due decreti è in vigore  e,  quindi,  nel
  vuoto   normativo   venutosi   a   creare,   nessuna   quota   di
  compartecipazione può essere chiesta agli utenti;

    rilevato che:

    le  suddette diversità di interpretazione sulla vexata quaestio
  creano  notevole confusione e grandi conflitti tra i dirigenti  e
  funzionari  comunali  da una parte, ed utenti  e  loro  familiari
  dall'altra (eclatante il caso riportato dai mass media in  questi
  giorni verificatosi tra il Comune di Palermo e la famiglia di  un
  portatore   di  handicap,  sulla  richiesta  di  una   quota   di
  compartecipazione   al   servizio   di   assistenza   domiciliare
  assolutamente spropositata);

    per sapere:

    se  non  ritenga di intervenire sulla questione con la  massima
  urgenza,  con  un apposito provvedimento che faccia chiarezza  e,
  soprattutto,  dirima ogni conflitto tra le parti interessate  che
  in  alcuni  casi hanno adito le vie legali, con notevoli  ritardi
  nell'introito delle somme da parte dei Comuni;

    se  non ritenga, nell'ambito delle proprie competenze, ribadite
  dall'articolo 8, comma 3, lettera l) della legge numero 328/2000,
  di    individuare,   in   luogo   dell'attuale   meccanismo    di
  compartecipazione degli utenti al costo dei servizi  residenziali
  -  il  Comune  corrisponde agli istituti l'intero  importo  delle
  rette  e  successivamente incassa dagli utenti la quota  di  loro
  spettanza  -  un diverso meccanismo che preveda di  calcolare  al
  momento  dell'autorizzazione al ricovero - tramite  l'ISEE  -  la
  quota  di  compartecipazione degli utenti al costo del  servizio,
  stabilendo  che essa verrà versata direttamente agli  istituti  e
  che,  quindi, il Comune liquiderà agli stesi la differenza,  sino
  alla  concorrenza  della retta stabilità ai  sensi  del  D.P.R.S.
  numero 158/1996.

    Quanto  precede, in considerazione che da ogni parte dell'Isola
  le amministrazioni locali, chiamate ad un sempre maggiore impegno
  finanziario per l'erogazione diretta o in convenzione dei servizi
  sociali,  hanno  segnalato  ripetutamente  l'insufficienza  delle
  risorse  finanziarie  e,  quindi,  la  difficoltà  ad  anticipare
  l'intero importo delle rette.

    Si  evidenzia,  per inciso, che i Comuni, ai sensi  del  citato
  decreto   presidenziale  numero  158/1996,  sono   obbligati   ad
  anticipare, anche, la quota di competenza delle Aziende Sanitarie
  Locali  per i servizi integrativi per non autosufficienti  e  che
  spesso l'azione di rivalsa nei confronti delle stesse, non  va  a
  buon  fine  (anche  su  questa  ultima  questione  si  impone  un
  intervento  urgente, di concerto con l'Assessore alla sanità,  al
  fine  di  realizzare  la dovuta integrazione  socio  -  sanitaria
  prevista per legge).

    Nell'ambito  dei  propri poteri organizzativi e  regolamentari,
  si  potrebbe  in  definitiva rinviare la materia  ai  Comuni  che
  interverrebbero  adottando  appositi  regolamenti,   previa   una
  direttiva  e  l'emanazione  di un regolamento  -  tipo  da  parte
  dell'Assessorato regionale competente . (635)

    (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                     DI   MAURO   -
                                          LOMBARDO

     All'Assessore per la sanità,

    premesso  che, a seguito del D.A. numero 1772 del 30  settembre
  2002,  che  prevedeva la riorganizzazione della rete dei  presidi
  della   continuità  assistenziale,  sono  stati   congelati   gli
  incarichi a tempo indeterminato sui posti resisi vacanti;

    considerato che:

    la  riorganizzazione dei superiori presidi, che  doveva  essere
  effettuata su proposta delle ASL entro il 31/12/2002,  non  si  è
  ancora concretizzata;

    preso  atto  che  alcune ASL hanno autonomamente  proceduto  ad
  accorpamenti  e  a  parziali soppressioni di sedi  e  di  ore  di
  continuità assistenziali, senza alcuna programmazione regionale e
  senza alcun accordo con le parti sociali;

    considerato  che da ben quattro anni non vengono pubblicate  le
  zone  carenti di continuità assistenziale, disattendendo le norme
  contrattuali in materia;

    valutato  che  in  atto oltre il 50% del  personale  medico  in
  servizio  presso  le  sedi  di  continuità  assistenziale  ha  un
  incarico  a tempo determinato e che il conseguente disagio  e  la
  precarietà  del  rapporto  di lavoro si riflettono  negativamente
  sulle  attività del servizio a causa dell'elevato turn  over  dei
  medici,  quanto  meno  sotto  il  profilo  organizzativo  e   del
  pregiudizio arrecato alle prospettive di inserimento nel SSN  dei
  medici interessati;

    considerata  l'annunciata  introduzione  del  ticket   per   le
  prestazioni in regime di codice bianco (23 euro) presso i  Pronto
  Soccorso  della  nostra  Regione, con l'inevitabile  dirottamento
  dell'utenza presso i presidi di continuità assistenziale (guardie
  mediche), la cui esistenza, per questa realtà, dovrebbe essere  a
  maggior ragione assicurata e potenziata;

    considerato,  infine,  altresì che, ad oggi,  nessun  piano  di
  riordino  della  rete dei presidi di continuità  assistenziale  è
  stato presentato;

    per   sapere   se  non  ritenga  di  avviare  l'iter   per   la
  pubblicazione delle zone di continuità assistenziale  attualmente
  carenti,  procedendo ad un eventuale riordino  delle  stesse  che
  consentirebbe  la certezza occupazionale ai medici  interessati .
  (636)

    (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                    DI   MAURO    -
                                           LOMBARDO

     Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
  e l'ambiente,

    premesso che:

    come  spesso  accade  nella provincia  di  Agrigento,  c'è  una
  vocazione naturale ad intrecciare fatti, eventi e circostanze  in
  trame  ricche di paradossi che si paralizzano senza mai  arrivare
  ad  un  atto  finale  e  tutto tende a  trasformarsi  in  romanzo
  pirandelliano;

    quello  che  sta accadendo attorno alla vicenda  relativa  alla
  costruzione  dei  campi da golf e delle strutture  ricettive  nel
  territorio  di  Sciacca (AG) da parte della società  Rocco  Forte
  rischia  di  attivare numerose scuole di pensiero ed ottenere  un
  assurdo  risultato: il blocco sine die delle opere e  la  mancata
  rinaturalizzazione  dei  siti,  come  giustamente  richiesto   da
  Legambiente;

    la  società  Rocco  Forte probabilmente non  disponendo  di  un
  progetto  esecutivo  definitivo  e  di  un  puntuale  studio   di
  rinaturalizzazione  e di salvaguardia di alcune  parti  dell'area
  SIC  ha eseguito interventi che hanno in alcune parti modificato,
  danneggiandolo,     il      contesto naturalistico del sito;

    ad  oggi,  alle  ordinanze di sospensione  dei  lavori,  emesse
  prima  dall'Assessorato regionale del territorio  ed  ambiente  e
  successivamente  da parte del Comune in via cautelativa,  non  ha
  fatto  seguito  alcuna  concreta  iniziativa  amministrativa  per
  consentire  la prosecuzione dei lavori ed ordinare  alla  società
  Rocco    Forte    il   ripristino,   mediante    interventi    di
  rinaturalizzazione, delle aree danneggiate;

    le  associazioni ambientaliste bene hanno fatto a denunciare  e
  segnalare  violazioni,  accertate poi  dal  corpo  delle  guardie
  forestali;

    la  provincia di Agrigento non può perdere l'ennesima occasione
  di  sviluppo del comparto turistico recettivo né essere teatro di
  una  malposta  ed  inesistente contrapposizione tra  le  esigenze
  dello   sviluppo   stesso   e  la  tutela   e   la   salvaguardia
  dell'ambiente;

    considerato  inoltre  che  tra gli  effetti  di  quanto  sinora
  accaduto  si registra anche la collocazione in cassa integrazione
  di circa 100 operai;

    per sapere:

    quali   atti   amministrativi  in   merito   all'ordinanza   di
  sospensione siano stati adottati al fine di consentire la ripresa
  dei  lavori  per  le  parti del progetto  che  non  costituiscano
  oggetto  di contenzioso, permettendo alle maestranze di  lavorare
  regolarmente;

    quali  specifici  interventi  di  ingegneria  naturalistica   e
  rinaturalizzazione   verranno  posti  a  carico   della   società
  esecutrice  delle  opere  del  complesso  turistico-sportivo  nel
  territorio di Sciacca (AG) . (637)

                                                      PANEPINTO

     All'Assessore  per il territorio e l'ambiente e  all'Assessore
  per i lavori pubblici,

    premesso che due temporali di straordinaria intensità  a  Palma
  di  Montechiaro  (AG) nei giorni 15 e 25 settembre  scorsi  hanno
  arrecato danni alle infrastrutture pubbliche (soprattutto  strade
  e  sistema  fognario), sommariamente quantificati dall'U.T.C.  in
  euro  2 milioni, e che danni hanno subito anche privati cittadini
  e imprese;

    visto che a seguito di tale situazione già con atto numero  167
  del  19  settembre  u.s. la giunta municipale  ha  deliberato  di
  chiedere  la dichiarazione dello stato di emergenza e di calamità
  naturale;

    considerato che:

    tali  eventi hanno riproposto carenze strutturali che espongono
  permanentemente  la  città al rischio  di  esondazioni,  in  modo
  particolare  i  canali preposti al deflusso delle acque  pluviali
  nel  tratto della SS 115 che attraversa a sud l'abitato  i  quali
  risultano pieni di depositi alluvionali;

    altresì,  è  intasato anche il canale di gronda che  proteggeva
  l'abitato,   successivamente  inglobato   dall'espansione   della
  periferia nord, a seguito dei lavori di somma urgenza in corso di
  esecuzione a cura della protezione civile per la sistemazione del
  primo tratto del collettore;

    rilevata   inoltre   una   complessa  situazione   di   degrado
  ambientale e dissesto idrogeologico su cui l'amministrazione  sta
  intervenendo  con diverse iniziative in corso di  esecuzione  che
  tuttavia  rischiano di essere vanificate da eventi  metereologici
  straordinari che possono produrre danni a cascata

    per sapere:

    se,  al  fine  di  evitare ulteriori  e  più  estesi  danni  da
  calamità  naturali,  anche  in  vista  dell'approssimarsi   della
  stagione invernale, non ritengano di dovere indire una conferenza
  di  servizio per un pronto intervento riparatore dei danni subiti
  tra  il  Comune, la Provincia, la Regione, l'Anas e la Protezione
  Civile;

    quali   iniziative   intendano  attivare   per   la   sollecita
  dichiarazione dello stato di calamità naturale per  la  città  di
  Palma di Montechiaro . (638)

    (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                  PANEPINTO

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

    Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti,

   premesso  che  le  Aziende termali di  Acireale  e  di  Sciacca,
  costituite  con decreto legislativo del Presidente della  Regione
  siciliana numero 12 del 20 dicembre 1954, hanno dovuto avviare un
  percorso  di  trasformazione in S.p.A. ai sensi  della  legge  27
  aprile 1999, numero 10;

   visto  l'articolo 119 della legge regionale numero 17 del  2004,
  con  il  quale  si è voluto tutelare il personale  in  capo  alle
  rispettive aziende termali;

   preso  atto  che la trasformazione giuridica è stata ultimata  a
  dicembre del 2005 e che a partire da tale data si è dato  seguito
  a  rendere operativi i consigli di amministrazione delle Terme di
  Acireale e Sciacca S.p.A.;

   visti   i   successivi  provvedimenti  del  dirigente   generale
  dell'Assessorato   Turismo,  comunicazioni  e   trasporti   della
  Regione,  con  i  quali  si è provveduto  a  dare  delle  precise
  direttive  al  fine di rendere operative le Terme di  Acireale  e
  Sciacca S.p.A. in applicazione delle leggi suddette;

   vista  la nota del luglio 2006 del direttore generale, dott.  A.
  Porretto,  dove si ribadisce l'improcastinabile scadenza  del  31
  luglio c.a., per la presentazione del piano industriale da  parte
  dei  rispettivi  C.d.A., momento determinante per  l'applicazione
  dell'art.119 della legge regionale numero 17 del 2004 che darebbe
  definitiva collocazione al personale in atto presente alle terme;

   visto  che tra i provvedimenti adottati dai rispettivi  consigli
  di  amministrazione  nelle  more  dell'applicazione  della  legge
  numero  17 del 2004, articolo 119, vi è la stipula di convenzioni
  con  le  Aziende  termali  regionali di Acireale  e  Sciacca  per
  l'utilizzo,  da  parte  delle società per azioni,  del  personale
  dipendente delle Aziende autonome delle Terme;

   visto  che le ultime convenzioni sottoscritte tra le S.p.A Terme
  e  le  Aziende  autonome in riferimento al  personale  presentano
  anche  delle  deroghe  al  D.L.vo del  Presidente  della  Regione
  siciliana numero 12 del 20 dicembre 1954;

   considerato  che  tale  deroga,  a  parere  degli  interroganti,
  presenta dei vizi di legittimità;

   per  sapere  quali  siano le loro rispettive posizioni  su  tale
  situazione,  e, ove si ravvisasse una violazione dei diritti  dei
  lavoratori delle Terme, quali provvedimenti intendano avviare per
  il  ripristino  di  una sana e corretta gestione  delle  stesse .
  (620)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta)

                                                 DI    BENEDETTO-DI
                                         GUARDO
                                                           NICOTRA-
                                                 VILLARI

    AI  Presidente della Regione, all'Assessore alla  Presidenza  e
  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   durante  la  notte  del 12 agosto 2004, come  è  a  tutti  noto,
  ignoti  hanno tagliato le funi in acciaio di sostegno  del  ponte
  aereo  che attraversa il fiume Simeto, facendo crollare il ponte-
  tubo e con esso anche la condotta idrica che dalle sorgenti porta
  l'acqua  alla  stazione di pompaggio da cui viene rilanciata  per
  irrigare gli agrumeti del comprensorio consortile sito in agro di
  Centuripe,   contrade  Cavaliera,  Intorrella,  Coco   ed   altre
  limitrofe, esteso ha. 580 circa, composto da circa 750 soci;

   a  seguito di suddetto evento è stato richiesto l'intervento del
  Presidente   della   Regione,  nella   qualità   di   Commissario
  straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia, che ha  concesso
  con  prontezza un contributo straordinario di 250 mila  euro  per
  ripristinare il ponte-tubo aereo che attraversa il fiume  Simeto,
  la condotta idrica e l'annessa stazione di pompaggio;

   i  funzionari della Protezione civile, subito incaricati per far
  eseguire i lavori, considerato il periodo in cui si sono svolti i
  fatti,  hanno  opportunamente valutato  di  ripristinare  il  più
  velocemente  possibile  la condotta, lasciandola  temporaneamente
  adagiata sul letto del fiume e riparando le rotture, in  modo  da
  riprendere immediatamente l'attività irrigua del Consorzio;

   considerato che:

   il    Prefetto   di   Enna,   con   nota   protocollo    numero.
  20040013304/27/111  del  28 gennaio 2005 ha  segnalato  l'urgenza
  dell' effettuazione dei lavori;

   I'U.O.B.   XVII   di   Enna   ha  trasmesso   la   perizia   per
  l'effettuazione   dei  lavori  urgenti  oltre   al   verbale   di
  validazione  della perizia stessa, in data 22  luglio  2005,  con
  nota protocollo numero 1421;

   con  nota  protocollo numero 7483-2005/27/111 del 4 agosto  2005
  il Prefetto di Enna ha sollecitato gli interventi di competenza;

   con  nota  protocollo numero 8674-2006/27/I del  6  luglio  2006
  sempre   il  Prefetto  di  Enna  ha  nuovamente  sollecitato   la
  realizzazione  di  interventi  definitivi  anche  alla  luce  del
  progetto   già  predisposto  ed  al  fine  di  evitare  turbative
  dell'ordine pubblico;

   ad  oggi,  l'attraversamento idrico è rimasto quello precario  e
  momentaneo  per  garantire le esigenze irrigue di  quel  periodo,
  mentre  nulla  si è fatto per ripristinarlo in via definitiva  in
  modo  da  affrontare serenamente le stagioni irrigue ed eliminare
  il  rischio  di inondazioni dei terreni circostanti nonché  della
  strada statale 121,

   per sapere:

   per  quale  motivo  il  contributo  straordinario  stanziato  ad
  agosto  2004 per assicurare la soluzione definitiva del  problema
  non sia stato ancora utilizzato;

   se  sia  a  conoscenza che il territorio servito dall'acquedotto
  consta di oltre ha. 1.500 di agrumeti e uliveti;

   quale   sia   la   volontà  dell'Amministrazione  regionale   in
  proposito . (622)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                            GALVAGNO  -  TERMINE  -
                                    TUMINO

    Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

   premesso che:

   la Diga Ancipa, in provincia di Enna, costruita negli anni 1952-
  1954, è stata realizzata per invasare circa 30-40 milioni di  mc.
  di acqua;

   l'ex EAS preleva, a pieno regime, dalla predetta diga, circa  20
  milioni  di  mc.  annui di acqua, per fornire  acqua  potabile  a
  diversi  comuni della provincia di Enna, Caltanissetta, Agrigento
  e Catania;
   i  consorzi  di  bonifica di Catania, Enna  e  Siracusa  possono
  utilizzare, a regime, 20 milioni di mc. di acqua proveniente  dai
  volumi che non possono essere invasati nel periodo invernale;

   la  diga  Ancipa  fa parte del sistema Salso-Simeto  ed  assieme
  alla  diga  Pozzillo di Ragalbuto consente di erogare annualmente
  170 milioni di mc. d'acqua e di produrre energia elettrica su sei
  centrali ENEL in cascata;

   considerato che:

   negli  ultimi anni, a causa di alcune lesioni nelle pareti della
  diga, vengono invasati solo 8,5 milioni di mc. di acqua;

   l'ENEL  Green  Power  (società che gestisce l'invaso),  da  anni
  deve effettuare i necessari lavori di riparazione;

   vi  è un grande allarme nelle provincia di Enna e Caltanissetta,
  in  quanto  è  scattata l'emergenza idrica con una riduzione  dei
  prelievi per scopi idropotabili da 500 1/s a 380 1/s;

   il  Presidente della Provincia regionale di Enna ha  chiesto  al
  Prefetto di Enna la convocazione di una conferenza di servizi per
  affrontare il problema emergenza idrica;

   per sapere:

   se  sia  intendimento del Governo della Regione intervenire  nei
  confronti di Enel Green Power, per obbligare la predetta  società
  ad  eseguire  i  necessari  ed urgenti  lavori,  onde  consentire
  l'invasamento  del quantitativo di acque per  il  quale  è  stata
  progettata e realizzata la diga;

   se,  di  fronte al diniego o ad eventuali altre forme  dilatorie
  da  parte  di Enel Green Power, non ritenga di doversi sostituire
  alla predetta società;

   se   e  quali  ulteriori  determinazioni  il  Governo  regionale
  intenda  assumere  affinché la grande sete, per molti  siciliani,
  resti solo un ricordo . (623)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                                         GALVAGNO -
                                                 LEANZA EDOARDO

                           TERMINE-TUMINO

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  territorio
  e l'ambiente,

    premesso che:

   fino  all'inizio  degli anni Cinquanta dello  scorso  secolo  la
  zona  industriale  di  Siracusa-Augusta  era  caratterizzata   da
  un'economia    basata   sull'agricoltura,    sulla    pastorizia,
  sull'artigianato e sulla pesca;

   a  seguito  della  moderna industrializzazione, iniziata  subito
  dopo  la  fine della seconda guerra mondiale, e nella prospettiva
  di conquistare i mercati internazionali, fu deciso di localizzare
  nella  zona  costiera che va da Siracusa ad Augusta le  industrie
  per la raffinazione del petrolio ed industrie di base, chimiche e
  petrolchimiche;

   l'obiettivo  era  quello  di  creare  nel  sud  grandi  poli  di
  sviluppo capaci di creare un indotto di piccole e medie industrie
  per il decollo economico dell'intera zona;

   i  territori  di Augusta-Priolo-Melilli, splendide coste  ricche
  di   agrumeti,  carrubeti,  mandorleti,  sabbia  e  mare  pescoso
  venivano sacrificati nell'intento di creare l'auspicato indotto;

   nel   polo   Augusta-Priolo-Melilli,  gli   stabilimenti   hanno
  cambiato  la  fisionomia  del territorio,  tanto  che  lo  stesso
  Ministero  dell'Ambiente e della Tutela del territorio  riconobbe
  la necessità di dichiararla area ad elevato rischio ambientale;

   sul  territorio  le  iniziative pubbliche  di  risanamento  sono
  state varie: dichiarazione di area ad elevato rischio ambientale,
  definizione di interventi di risanamento, dichiarazione  di  sito
  di interesse nazionale ai sensi della legge 426/98;

   la  Regione  ha  attivato, dopo iniziali difficoltà,  diverse  e
  fondamentali  iniziative  finalizzate al  risanamento  quali,  ad
  esempio,  l'istituzione  dell'Ufficio speciale  per  le  aree  ad
  elevato  rischio  di  crisi ambientale, con  delibera  di  Giunta
  regionale  del 29 giugno 2005, ai sensi del comma 7 dell'articolo
  4 della legge regionale numero 10 del 2000;

   il  Ministero  dell'Ambiente della Tutela e  del  territorio  ha
  rivolto l'attenzione verso le bonifiche dei suoli previste,  come
  sopra detto, dalla legge numero 426 del 1998, ivi compresa l'area
  industriale e quindi anche la Rada di Augusta;

   in  quest'ambito il Ministero dell'Ambiente e della  Tutela  del
  territorio, lo scorso mese di agosto, ha notificato alle  aziende
  che  gravitano sulla rada di Augusta il verbale della  conferenza
  di  servizio  tenutasi  presso lo stesso Ministero  nel  mese  di
  luglio  per la bonifica dei fondali. Le prescrizioni prevedono  a
  partire  dal  mese  di  settembre la limitazione  dell'uso  della
  potenza  dei  motori per i natanti, e dal mese  di  novembre  non
  verrà  consentito alle navi con immersione superiore  a  metri  6
  (che sono la gran parte) il transito nei fondali profondi meno di
  m  15.  Dal mese di febbraio 2007 la navigazione verrà totalmente
  vietata all'interno della rada;

   l'iniziativa, seppure nell'ottica della bonifica, è  sicuramente
  motivo  di  grande preoccupazione per le attività economiche  del
  comprensorio,  in considerazione del fatto che una  decisione  di
  tal  genere determinerà nel breve danni economici e occupazionali
  notevoli dovuti all'arresto di tutte le attività che ruotano  sul
  porto  di  Augusta (raffinerie, centrali elettriche,  cementerie,
  cantieri, bunkeraggi, operatori portuali etc;

   atteso che:

   il  fermo  delle  attività avrà anche un risvolto  nazionale  in
  previsione della mancata distribuzione di circa 1/3 dei  prodotti
  petroliferi nel Paese con possibile black-out;

   l'asportazione dei fanghi inquinati sicuramente farà entrare  in
  sospensione  le sostanze dannose presenti. Dunque,  il  materiale
  prelevato  dovrà  essere prima trasportato e  poi  accumulato  in
  qualche sito con conseguente impatto lungo il trasporto sul nuovo
  sito che diventerà discarica, anche se temporanea ;

   per  sapere  se non ritengano necessario intervenire  presso  il
  Ministero dell' Ambiente e della Tutela del territorio al fine di
  revocare  l'ordinanza  e  consentire l'avvio  delle  attività  di
  bonifica della rada, dopo aver identificato, di concerto  con  le
  competenti  Autorità  regionali, le  opportune  soluzioni  e  gli
  adeguati   percorsi  tecnici,  evitando  danni  per  le  attività
  economiche e per l'ambiente . (628)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                      CONFALONE

    All'Assessore per la cooperazione, il commercio,  l'artigianato
  e la pesca,

   premesso che:

   in  data  27 maggio 2001 veniva bandito dall'IRCAC concorso  per
  titoli alla carica di Direttore Generale;

   la  procedura concorsuale veniva espletata in data  29  dicembre
  2003  con  delibera  IRCAC numero 9628 con la  nomina  del  dott.
  Carmelo  Bonfissuto, graduatoria concorsuale che  ha  subito  uno
  scorrimento  sino  alla terza posizione con la nomina  del  dott.
  Alfredo Ambrosetti;

   considerato  che la procedura concorsuale è stata espletata  non
  nel rispetto di quanto previsto dal bando all'articolo 2;

   visto   che   la  nomina  alla  carica  di  Direttore   generale
  dell'IRCAC  è  stata oggetto di ricorso al competente  organo  di
  giustizia ordinaria da parte dell'avv. Vincenzo Minì partecipante
  alla selezione in oggetto;

   rilevato  che la nomina oggetto di Direttore generale dell'IRCAC
  si è svolta in quadro di illegittimità rispetto a quanto previsto
  dal  bando ed evidenziandosi una precisa volontà nella scelta del
  soggetto da nominare nella carica de quo;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno sospendere la nomina in  oggetto  per
  un'attenta   valutazione   sulla  legittimità   della   selezione
  effettuata dall'IRCAC;

   attraverso  quali  strumenti intenda dar luogo  a  procedure  di
  selezione trasparenti relativamente alle cariche dirigenziali  di
  enti regionali come l'IRCAC . (630)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                          CANTAFIA

    All'Assessore  alla  famiglia, alle politiche  sociali  e  alle
  autonomie locali,

   premesso che:
   al  centro  della  carreggiata di Via dei  Picciotti,  quartiere
  Cibali  di  Catania,  si trova un edificio  in  totale  stato  di
  abbandono, peraltro a rischio di crollo;

   oltre  la  già evidenziata pericolosità, l'edificio  rende  poco
  scorrevole la viabilità e preclude le vie di fuga individuate  in
  caso di calamità naturale;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di  dovere intervenire  presso  l'Ufficio  del
  patrimonio del comune di Catania affinché l'edificio in questione
  venga  demolito  eliminando così i pericoli  sopra  evidenziati .
  (639)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

    Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   con  riferimento  e  per gli effetti degli  articoli.  14  e  23
  quater  della legge numero 61/1998 l'Amministrazione comunale  di
  Catania  nel  2001  ha avviato la procedura per il  potenziamento
  dell'U.T.C.  per l'attività di ricostruzione e riparazione  degli
  edifici  danneggiati a seguito degli eventi sismici del  dicembre
  1990;

   l'assunzione  è  avvenuta in seguito ad una  selezione  pubblica
  per  titoli e colloquio la cui graduatoria è stata approvata  con
  provv.  dir.  numero  1279  del 16/11/2002,  mentre  il  relativo
  contratto  individuale di lavoro con i 10 tecnici  interessati  è
  stato stipulato in data 21/12/2002;

   l'attività  è  stata  espletata  con  profitto  a  partire   dal
  07/01/2003  con  incarico  annuale  prorogato  per  un  anno  con
  provvedimento dirigenziale numero 1364 del 18/11/2003  e  per  un
  ulteriore  anno con deliberazione G.M. numero 2018 del 30/12/2004
  fino al 06/01/2006;

   la  Giunta  Municipale ha approvato la deliberazione numero  639
  del   29/12/2005  che  prevede  di  avvalersi  delle  prestazioni
  lavorative  dei  10  tecnici non appena la Regione  Sicilia  avrà
  erogato le risorse richieste;

   l'Amministrazione  ha  richiesto,  con  nota  protocollo  numero
  53969  del  09/03/06,  indirizzata al Dipartimento  regionale  di
  protezione civile, l'assegnazione di £. 800.000 in c.t.  al  fine
  di  consentire  il  proseguo  dell'attività  lavorativa,  per  un
  ulteriore  biennio, dei 10 tecnici assunti ai sensi  della  legge
  numero 61/1998;

   considerato,  inoltre,  che  i  suddetti  10  tecnici  sono  dal
  06/01/2006  a  tutt'oggi  in regime di sospensione  dall'attività
  lavorativa  con  gravi  ripercussioni sull'attività  di  servizio
  volta alla definizione delle pratiche ex O.M. numero 2212/1992  e
  ss.mm.ii.  (riparazione e ricostruzione sisma '90) e pratiche  ex
  OO.MM. numero 3105/2001 e numero 3140/2002 (prevenzione sismica);

   per  sapere  quali provvedimenti intenda adottare  non  solo  al
  fine  di consentire il prosieguo dell'attività lavorativa dei  su
  citati   10   tecnici,  ma  anche  di  sveltire   l'attività   di
  ricostruzione e prevenzione di cui sopra . (640)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                   FIORENZA

    Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  famiglia,
  alle politiche sociali e alle autonomie locali,

   premesso che:

   con   provvedimento   D.A.  numero  542   del   7   marzo   2005
  dell'Assessore   regionale  alla  famiglia,  è   stato   nominato
  commissario straordinario dell'Opera Pia Assap Pietro di  Lorenzo
  Busacca di Scicli il dr. Lo Savio Antonino per la durata  di  tre
  mesi;

   con  successivi  decreti l'incarico al  dr.  Lo  Savio  è  stato
  prorogato  fino  al  maggio  2007  per  assicurare  la   gestione
  dell'ente e per permettere la stesura di un nuovo statuto;

   con  D.A. numero 1701 dell'11.05.2006 è stato conferito un nuovo
  incarico al commissario straordinario per la gestione unica delle
  Opere  Pie  Assap Pietro di Lorenzo Busacca di Scicli,  Casa  dei
  Fanciulli  Santa Teresa di Marina di Ragusa e Casa di  ospitalità
  iblea  di  Ragusa  Ibla  con il compito di  predispone  gli  atti
  propedeutici  alla fusione per incorporazione degli  enti  ed  il
  nuovo  statuto  dell'istituenda  opera  pia  nel  rispetto,   ove
  possibile, degli interessi originari degli enti incorporati ;

   rilevato che:

   in   data  20  aprile  2006,  alle  ore  22,00,  il  commissario
  straordinario  dr.  Lo Savio Antonino, assistito  dal  segretario
  sig.  Giovanni  Parisi,  adotta la  deliberazione  numero  7  del
  20.04.2006 dell'Opera Pia Casa dei fanciulli Santa Teresa
   avente  per  oggetto  Adesione  alla  proposta  di  fusione  per
  incorporazione dell'Opera Pia Assap Pietro di Lorenzo Busacca  di
  Scicli ;

   in  data  21  aprile 2006, alle ore 10.00, un nuovo  commissario
  straordinario, il dr. Silvio Galizia, nominato non si sa da chi e
  con  quale provvedimento, assistito dal segretario rag. Bucchieri
  Giovanni,  adotta  la  deliberazione  numero  39  del  21.04.2006
  dell'Opera  Pia  Casa  di ospitalità iblea  ,  avente  lo  stesso
  oggetto della precedente;

   sempre  lo stesso giorno, il 21 aprile 2006, sempre alla  stessa
  ora  le 10.00, ritorna di nuovo il commissario straordinario  dr.
  Lo  Savio Antonino, assistito dal dr. Galizia Silvio, che  questa
  volta si ripresenta nella veste di segretario, il quale adotta la
  deliberazione  numero 72 dell'Opera Pia Casa di ospitalità  iblea
  addirittura con la data futuribile del 21 luglio 2006, sempre con
  lo stesso oggetto della precedente deliberazione;

   il  Consiglio comunale di Ragusa ha approvato all'unanimità, nel
  corso  della seduta del 18 settembre 2006, un ordine  del  giorno
  che  impegnava l'Amministrazione Comunale a mettere  in  atto  le
  azioni necessarie a bloccare la fusione delle suddette Opere  Pie
  e  qualora  ne ricorressero le condizioni di adire le vie  legali
  avverso le determinazioni commissariali;

   il  Sindaco del Comune di Scicli ha inviato, in data 4 settembre
  2006, una nota all'Assessore regionale alla famiglia con la quale
  si  chiede  in veste di rappresentante della comunità sciclitana,
  legata  da profondi legami all'istituzione che porta il nome  del
  benefattore  della  città,  di voler procedere  alla  nomina  del
  presidente  dell'Assap  Busacca di  Scicli  e  del  Consiglio  di
  Amministrazione,  per restituire l'ex Opera Pia  a  una  gestione
  democratica ;

   organi    monocratici,    senza   legittimazione    democratica,
  continuano  a prendere decisioni che confliggono con  la  volontà
  espressa dai rappresentanti dei Comuni di Ragusa e Scicli;

   per sapere:

   se   non  intenda  disporre  un'ispezione  presso  gli  enti  su
  indicati al fine di verificare la legittimità delle deliberazioni
  commissariali  su  indicate, palesemente viziate  nella  forma  e
  afflitte da gravi incongruenze da un punto di vista sostanziale;

   quali  scelte  intenda operare per ripristinare il  criterio  di
  territorialità  denegato e per salvaguardare il  prestigio  e  le
  tradizioni delle predette opere assistenziali. (641)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                 AMMATUNA

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

       Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  28  settembre  2006
  l'onorevole   Ortisi   ha   chiesto   di   apporre    la    firma
  all'interrogazione  numero  602   Chiarimenti  sulla  durata  dei
  vincoli  urbanistici   e  numero 614  Notizie  sulla  manovra  di
  risanamento  al  deficit  sanitario , a  firma,  rispettivamente,
  degli  onorevoli  Gucciard, Barbagallo e Ortisi e  dall'onorevole
  Ammatuna, Barbagallo, Fiorenza, Laccoto, Zangara, Tumino, Ortisi,
  in data 20 e 26 settembre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa all'interrogazione numero 543

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota protocollo numero 091 del  28
  settembre    2006,   l'onorevole   Pogliese   ha   chiesto    che
  l'interrogazione numero 543  Interventi in merito  ai  contributi
  concessi   alle  imprese  artigiane,  eccetera ,   dallo   stesso
  presentata con richiesta di risposta orale il 28 luglio  2006  e,
  come  tale,  annunciata nella seduta numero 8  del  12  settembre
  2006, si intende presentata come interrogazione con richiesta  di
  risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

    L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   nel 1997 con il Decreto legge numero 22 l'Italia ha recepito  le
  direttive europee che hanno imposto agli enti locali il passaggio
  dai  sistemi di smaltimento in discarica alla gestione  integrata
  dei  rifiuti,  stabilendo  una  percentuale  minima  di  raccolta
  differenziata  del 35 per cento da raggiungere  entro  il  maggio
  2003;

   gli   ATO   Rifiuti  sono  stati  istituiti  dalla  legislazione
  nazionale  per razionalizzare le risorse al fine di ottenere  una
  gestione efficiente e trasparente dei rifiuti;

   considerato che:

   in  Sicilia  il  Piano  regionale dei rifiuti,  mai  formalmente
  approvato  da alcun soggetto (U.E., Governo nazionale,  Assemblea
  regionale   siciliana)   ha  invertito   le   priorità   indicate
  dall'Unione Europea e dal Parlamento italiano attraverso atti  di
  un Commissario, dando precedenza alla termovalorizzazione rectius
  incenerimento  quale  soluzione prevalente per  la  gestione  dei
  rifiuti, spostando peraltro al 2008 il conseguimento della  quota
  del  35  per  cento  di raccolta differenziata (obiettivo  minimo
  intermedio che doveva essere centrato entro il 31 marzo  2003  ai
  sensi  della normativa nazionale), senza peraltro programmare  le
  misure di intervento;

   accertato che:

   le  politiche  di  gestione  dei 27  ATO  rifiuti  istituiti  in
  Sicilia   non  hanno  prodotto  un  miglioramento  del   servizio
  attraverso una seria programmazione degli interventi d'ambito, ma
  piuttosto  un  aggravio generalizzato dei costi per l'utenza  con
  rincari  fino  al 300 per cento in alcuni Comuni,  anche  per  il
  mancato    raggiungimento   delle   percentuali    di    raccolta
  differenziata;

   il  Commissario  straordinario ha firmato  una  convenzione  che
  impegna  gli  ATO  a conferire per i prossimi 20  anni  i  propri
  rifiuti  ai  quattro  A.T.I. (Associazioni Temporanee  d'Impresa)
  selezionati dal bando di gara indetto con l'Ordinanza numero  303
  del  2003, creando di fatto un sistema alternativo alla  gestione
  integrata  previsto  dalla legge Ronchi  e  impedendo  quindi  la
  diffusione dei sistemi di raccolta differenziata e di riciclo dei
  rifiuti  e,  con essi, lo sviluppo di tecnologie pulite  e  della
  nuova economia a questi legata,

                          impegna il Governo della Regione

   a  fermare  la realizzazione dei quattro mega termovalorizzatori
  e  di tutti gli impianti connessi che ostacolerebbero il corretto
  sviluppo  di  una  gestione integrata dei rifiuti  in  Sicilia  e
  costituirebbero  un  pericolo  ambientale  per  la  salute  delle
  popolazioni interessate, come hanno già evidenziato i  competenti
  uffici regionali;

   a   revocare  le  convenzioni  stipulate  con  i  Raggruppamenti
  d'imprese  dei quattro sistemi ai sensi dell'art. 14 (revoca  per
  esigenze di pubblico interesse) ed a ritirare in autotutela tutte
  le  ordinanze di autorizzazione alla realizzazione degli impianti
  suddetti;

   a  procedere  urgentemente ad un'approfondita rivisitazione  del
  Piano regionale dei rifiuti che contenga nelle sue linee guida le
  seguenti priorità:

   uno  studio economico che, prendendo in considerazione tutte  le
  soluzioni, individui quella meno onerosa;

   l'attivazione,   attraverso  un'impegnativa  programmazione   di
  raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata coerenti
  con  le direttive nazionali, del percorso virtuoso tracciato  dal
  Decreto   Ronchi   e  dalle  Direttive  europee   per   giungere,
  promuovendo azioni di riduzione, riuso e raccolta differenziata e
  riciclaggio ed infine recupero di energia dai rifiuti,  a  quella
  gestione integrata dei rifiuti che può trasformare ciò che oggi è
  solo  un  costo  per la collettività in una grande  occasione  di
  sviluppo socio-economico;

   un  ripensamento  della suddivisione dei 27 ATO,  procedendo  ad
  una  drastica,  nonché  rigorosa e  necessaria,  riduzione  degli
  stessi,   ottimizzandone,  altresì,  i  costi   di   gestione   e
  rivisitando  secondo criteri razionali la dimensione demografica,
  l'omogeneità   territoriale  ed  infrastrutturale,   la   massima
  economicità,  al fine della gestione a ciclo chiuso e  prevedendo
  altresì  che  le eventuali nuove assunzioni avvengano  applicando
  procedure di evidenza pubblica;

   la  valutazione, alla fine di tale percorso, sulla base di  dati
  oggettivi   riguardo   alla  frazione  residuale   dei   rifiuti,
  dell'eventuale  utilità della realizzazione di  impianti  per  il
  recupero energetico o di altri impianti che usino tecnologie meno
  costose e meno inquinanti . (85)

                                                        BORSELLINO-
                                         BALLISTRERI
                                                        BARBAGALLO-
                                         CRACOLICI

    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  politica  di  accoglienza e di integrazione  rappresenta  la
  vocazione  naturale  della  storia  della  Sicilia  e  delle  sue
  istituzioni;

   in  Sicilia  la pratica della convivenza tra le religioni  e  le
  culture  rappresenta un elemento identitario ed  è  occasione  di
  reciproco arricchimento culturale e sociale;

   considerato che:

   negli  ultimi  anni la Sicilia è stata meta privilegiata  per  i
  migranti  provenienti dall'Africa. Nel 2005 circa 22.000 migranti
  sono   approdati  sulle  coste  siciliane  di  cui  12.500   solo
  sull'Isola di Lampedusa e nei primi sei mesi del 2006  il  numero
  dei migranti sbarcato in Sicilia ha raggiunto quota 12.000;

   la  causa  di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà  di
  tanti  paesi  dell'Africa maghrebina e subsahariana,  che  genera
  masse di disoccupati e di disperati la cui unica speranza per  la
  sopravvivenza   diventa  quella  dell'emigrazione.   A   ciò   si
  aggiungano anche l'assenza di garanzie democratiche in quei paesi
  e  la  presenza,  in  diverse realtà, di conflitti  etnici  ormai
  endemici;

   non  esiste  un modo legale per accedere in Europa e in  Italia.
  La stragrande maggioranza dei migranti che intendono giungere nel
  nostro  territorio  è  costretta a  pagare,  a  caro  prezzo,  le
  organizzazioni  criminali, gli sfruttatori  e  i  trafficanti  di
  esseri umani;
   l'effetto  più  grave  dell'immigrazione,  in  questi  anni,   è
  rappresentato  dalle  tragedie del mare e dall'enorme  numero  di
  naufragi  verificatisi nel Mediterraneo. Secondo i  dati  forniti
  dall'autorevole rete di Ong Migreurope, negli ultimi sette  anni,
  nel  Mediterraneo  sono  morte circa  quattromila  persone  ma  è
  verosimile che tale dato sia sottostimato rispetto alla realtà;

   l'attuale  sistema normativo interno e comunitario,  creando  un
  diritto  speciale per i migranti, non è stato in  grado  di  dare
  risposte  sufficienti alla richiesta di solidarietà da  parte  di
  chi chiede di entrare nel nostro territorio;

   specificamente  l'attuale sistema dei flussi d'ingresso  risulta
  non  rispondente  alle  reali  esigenze  del  mondo  del  lavoro,
  soprattutto  in  realtà  come  quella  siciliana  dove,  a  causa
  dell'alta  percentuale di lavoro nero, le quote di ingresso  sono
  inferiori      alle       reali      esigenze  dell'imprenditoria
  siciliana.   A  ciò  si  aggiunga  che  l'ingresso  di   migranti
  clandestini  crea le condizioni in alcune zone della Sicilia  per
  l'ulteriore  sfruttamento di lavoratori in nero  coniugando  così
  gli  interessi  delle organizzazioni criminali che organizzano  i
  viaggi   di  clandestini  e  di  chi  con  forme  di  caporalato,
  presumibilmente con l'ausilio della criminalità locale,  cura  lo
  sfruttamento   in  nero  dei  lavoratori  migranti.   Tutto   ciò
  ovviamente  senza che siano riconosciuti anche i  più  elementari
  diritti a tutela dei lavoratori;

   ulteriore   elemento   negativo  della   vigente   normativa   è
  rappresentato dagli attuali centri di permanenza temporanea  che,
  anche  a  seguito delle modifiche introdotte dalla  legge  Bossi-
  Fini,  si  sono trasformati in veri e propri centri di detenzione
  amministrativa in contrasto con l'articolo 13 della  Costituzione
  italiana,  non garantendo neppure una sicura identificazione  dei
  migranti;

   di  contro  il Governo regionale in questi anni si è limitato  a
  proclami,  quali gli interventi di un cosiddetto piano  Marshall,
  che  non  hanno trovato alcun seguito e che, da quanto  riportato
  recentemente dagli organi di stampa, sarebbero limitati  al  solo
  aspetto  della formazione professionale, senza che vi  sia  alcun
  organico  programma di intervento per lo sviluppo  economico  dei
  paesi  africani  e  senza  che questo rientri  in  un  articolato
  progetto  di  cooperazione  ma,  soprattutto,  senza  una  chiara
  identificazione delle risorse da impegnare;

   la  situazione  di  continui sbarchi, soprattutto  a  Lampedusa,
  impone  un intervento del Governo regionale a sostegno di  quella
  comunità  locale  per la quale sono oggi urgenti  gli  interventi
  soprattutto in materia di assistenza e di trasporti;

   in Sicilia ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati  e
  che rappresentano una linfa vitale per la nostra economia,

                          impegna il Governo della Regione
   a        chiedere        alla        Commissione         Europea
  un'accelerazione nella predisposizione di tutti gli strumenti per
  la  costruzione di un piano d'azione per la migrazione legale  in
  Europa;

   a  chiedere al Governo italiano di farsi promotore, in  sede  di
  Consiglio  Europeo,  di  ridefinire  le  priorità,  avviando   la
  discussione sul Piano d'azione sulla migrazione legale;

   a  chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di  una  nuova
  legge-quadro sull'immigrazione che favorisca gli ingressi  legali
  nel  nostro  territorio,  creando  così  le  condizioni  per   la
  trasformazione dei centri di permanenza temporanea da  luoghi  di
  detenzione amministrativa a veri luoghi di accoglienza;

   a  chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una  legge-
  quadro  sul diritto d'asilo in Italia in conformità coi  principi
  dell'articolo 10 della Costituzione italiana;

   a  chiedere  al  Governo nazionale, nelle more dell'approvazione
  di  una  nuova normativa in materia, di predisporre tutti  quegli
  strumenti  regolamentari  ed  amministrativi  che  consentano  la
  regolarizzazione immediata dei lavoratori irregolari che ne hanno
  fatto  richiesta  in occasione dei precedenti decreti-flussi,  la
  definizione  di  procedure  più  rapide  per  i  ricongiungimenti
  familiari, disposizioni più favorevoli per le vittime di tratta e
  prostituzione ed un accesso effettivo ai diritti fondamentali  di
  cittadinanza;

   ad   affrontare  in  Sicilia  il  problema  del   lavoro   nero,
  avviandosi su questo tema un osservatorio regionale che coinvolga
  anche  sindacati  ed associazione e ponendo in  essere  tutte  le
  idonee  forme  di controllo già previste dall'attuale  normativa,
  con   l'individuazione,  in  sede  di  manovra  finanziaria,delle
  risorse idonee a rafforzare i poteri ispettivi della Regione;

   a  predisporre  un  piano  di accoglienza  per  i  migranti  che
  sviluppi, in connessione con le attività degli enti locali  e  la
  società  civile,  una pratica di integrazione  e  di  inserimento
  sociale  e nel mondo del lavoro, in particolare per i richiedenti
  asilo;

   a  realizzare  una serie di interventi a favore  dei  comuni  di
  Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
  agendo  anche  di concerto con le altre istituzioni competenti  e
  ponendo  tra le priorità la problematica dei trasporti,  affinché
  la  creazione  di  strutture portuali e la maggiore  certezza  di
  regolarità  dei  trasporti aerei favoriscano  le  condizioni  per
  trasformare  il Centro di permanenza temporanea di  Lampedusa  in
  una   struttura  di  prima  accoglienza  dalla  quale  trasferire
  immediatamente i migranti nei centri presenti in  Sicilia  e  nel
  resto del territorio nazionale;

   ad  individuare,  per  l'attuazione dei predetti  interventi  di
  propria competenza, le necessarie risorse finanziarie, nelle more
  dell'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una  legge
  organica sull'immigrazione che preveda tra le sue priorità  anche
  il   riconoscimento   del   diritto   di   voto   alle   elezioni
  amministrative e regionali ai migranti regolarmente residenti  in
  Sicilia . (86)

                                             BORSELLINO-BALLISTRERI
                                              BARBAGALLO-CRACOLICI

    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:
   con  la  legge  regionale 1  febbraio 2006, numero  3,  è  stata
  disciplinata   la   raccolta,   la   commercializzazione   e   la
  valorizzazione dei funghi epigei spontanei;

   tale  norma prevede, al comma 2 dell'articolo 2, l'emissione  di
  un  regolamento  attuativo,  i cui  termini  di  emanazione  sono
  peraltro scaduti,

                 impegna il Presidente della Regione
                                e per esso
                      l'Assessore per l'agricoltura e le
                   foreste

   a  costituire un tavolo tecnico con le associazioni già operanti
  nel  settore, al fine di procedere, con la massima sollecitudine,
  all'emissione  del regolamento di cui al comma 2 dell'articolo  2
  della  legge regionale numero 3 del 2006, anche in considerazione
  del fatto che sta per iniziare la stagione della raccolta . (87)

                                                      FLERES-LEANZA
                                        EDOARDO

                                        CONFALONE-CIMINO

    L'Assemblea regionale siciliana,

   premesso   che  l'attività  di  lavoro  degli  operai  forestali
  costituisce   l'unica  fonte  di  reddito  per   molte   famiglie
  siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto necessario:

   assicurare    il    mantenimento   del   livello   occupazionale
  consolidato;

   erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   curare  l'attuazione  di quanto previsto dalla  legge  regionale
  numero  14  del  2006,  in relazione alla rideterminazione  delle
  fasce occupazionali;

   garantire  agli ex cinquantunistiil livello minimo occupazionale
  di settantotto giornate annue;

   garantire il completamento della campagna antincendio 2006;

   provvedere   con   urgenza  al  fine  di   evitare   inopportune
  interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
  l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,

                          impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine  alle
  necessità in premessa evidenziate;

   ad  autorizzare,  nelle  more, l'avviamento  o  la  prosecuzione
  dell'attività lavorativa degli operai forestali . (88)
                                           CAPUTO-FALZONE- GRANATA

                                        CURRENTI-POGLIESE

    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Convenzione di Roma (1950) per la salvaguardia  dei  diritti
  dell'uomo  e delle libertà fondamentali enuncia - tra  l'altro  -
  che il principio del diritto alla vita di ogni persona è protetto
  dalla legge;

   la  Carta costituzionale nel fare proprio tale principio  tutela
  più  diffusamente talune prerogative fondamentali per l'esistenza
  di una vita dignitosa;

   in  quest'ultimo  periodo  si discute circa  la  possibilità  di
  legalizzare l' eutanasia, ovvero 'la morte buona' sia attiva  che
  passiva,   anche   per  evitare  la  distanasia   o   accanimento
  terapeutico;

   l'eutanasia, espressione della cultura della morte,  costituisce
  una    palese   violazione   del   principio   della   sacralità,
  dell'indisponibilità e della intangibilità della vita umana;

   considerato  che  invece che l'eutanasia,  in  quanto  uccisione
  deliberata  della persona umana, occorre rafforzare  un  migliore
  itinerario  di  assistenza al malato grave e al morente  che  sia
  ispirato,  sia sotto il profilo dell'etica medica che spirituale,
  alla  dignità della persona, al rispetto della vita e dei  valori
  della fraternità e della solidarietà,

                        impegna il Governo della Regione

   ad  esternare,  con riluttanza, la propria contrarietà  ad  ogni
  forma di eutanasia intervenendo, con vigore, presso il Parlamento
  nazionale  al  fine  di  evitare la  legalizzazione  della  morte
  anticipata;

   ad  incrementare  l'assistenza domiciliare a favore  dei  malati
  terminali,  garantendo così quel sostegno psicologico  necessario
  per superare la solitudine e la tentazione alla disperazione;

   a  porre  in  essere  ogni  utile  intervento  per  favorire  la
  crescita  e  lo  sviluppo degli Hospice, al  fine  di  umanizzare
  l'assistenza ai malati terminali . (89)

                                     CIMINO-BARBAGALLO-DINA-FLERES
                                   INCARDONA-FORMICA-PAGANO

    L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   il  Governo  regionale ha già anticipato  in  più  occasioni  la
  volontà  di ridurre la spesa sanitaria, stante gli elevati  costi
  del servizio pubblico;

   al  fine  di  ottenere  una riduzione  del  deficit  che  incide
  pesantemente  sul  bilancio della Regione,  sono  stati  adottati
  provvedimenti  per  ridimensionare o eliminare  alcune  strutture
  sanitarie e presidi ospedalieri;

   tra  le iniziative annunciate, oltre alla chiusura di 67 guardie
  mediche,  vi  è  quella di procedere all'estinzione dell'attività
  ospedaliera del presidio di Palazzo Adriano (Palermo) ed  al  suo
  accorpamento, in questa fase, nel presidio sanitario  ospedaliero
  di Corleone;

   ritenuto   che   tale  decisione  del  Governo  è  assolutamente
  improponibile,  atteso che è finalizzata a sopprimere  uno  degli
  ospedali  più efficienti, che opera all'interno di un  vastissimo
  comprensorio  situato tra l'altro nelle zone più  decentrate  del
  territorio della provincia di Palermo;

   valutato   che   sia   la   decisione  di   accorpare   in   via
  amministrativa  l'ospedale  di  Palazzo  Adriano  con  quello  di
  Corleone che quella di trasformarlo successivamente in una S.R.A.
  non  sono  condivisibili, perché incidono sulla  salute  e  sulla
  sicurezza dei cittadini utenti di quel presidio ospedaliero;

   considerato  che  è  necessario, invece, adottare  provvedimenti
  per  migliorare  l'efficienza  di  quel  presidio  ospedaliero  e
  dotarlo  delle più moderne e sofisticate attrezzature tecniche  e
  sanitarie;

   valutato altresì che, al fine di ottenere un quadro chiaro,  dal
  punto  di  vista della spesa pubblica sanitaria, è più  opportuno
  procedere ad un monitoraggio su tutti i presidi ospedalieri della
  città  di Palermo e degli altri comuni, il cui territorio  ricade
  sulle competenze territoriali e funzionali della A.U.S.L. n. 6 di
  Palermo,

                       impegna il Governo della Regione

   a  sospendere  qualsiasi iniziativa contabile  e  amministrativa
  finalizzata a determinare la chiusura del presidio ospedaliero di
  Palazzo Adriano, ad adottare tutte le iniziative finalizzate  non
  soltanto    al   mantenimento,   ma   anche   al   potenziamento,
  dell'ospedale di Palazzo Adriano . (90)

                                       CAPUTO-STANCANELLI-FALZONE

                                      CURRENTI-GRANATA

    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce  l'unica
  fonte di reddito per molte famiglie siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto che:

   è    necessario   assicurare   il   mantenimento   del   livello
  occupazionale consolidato;

   è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   è  indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla  legge
  regionale numero 14 del 2006 in materia    di    rideterminazione
  delle     fasce occupazionali;

   è  necessario garantire agli ex cinquantunistiil livello  minimo
  occupazionale  di settantotto giornate annue ed il  completamento
  della campagna antincendio per l'anno 2006;

   necessita   intervenire  con  urgenza   al   fine   di   evitare
  inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi  che
  non   consentano  il  completamento  delle  giornate   lavorative
  previste,

                          impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per far fronte alle  necessità
  in   premessa   evidenziate   e  ad  autorizzare,   nelle   more,
  l'avviamento  e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa  degli
  operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
  almeno  un  rapporto di lavoro con l'Azienda forestale  nell'anno
  2005 . (91)

                                      DINA-SANZARELLO-CAPPADONA

                                      TERRANA-REGINA

    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  scuola  siciliana sta vivendo una fase di estrema difficoltà
  frutto  di  un  insieme  di  criticità  irrisolte  e  di  ritardi
  accumulatisi nel tempo;

   le  conseguenze delle politiche scolastiche operate dal  Governo
  nazionale negli ultimi cinque anni si sono abbattute con  effetti
  nefasti su un sistema delicato e complesso, producendo uno  stato
  di confusione generalizzato;

   la  cosiddetta  riforma  Moratti si  è  inserita,  infatti,  nel
  difficile  cammino di applicazione della revisione del  Titolo  V
  della  Costituzione che ha operato una vera e propria  inversione
  nel criterio di riparto delle attribuzioni tra Stato e Regioni;

   numerose  sono  le  contraddizioni  e  le  incongruenze,   basti
  pensare  che la legge delega di riforma della scuola ha preceduto
  la legge delega di attuazione del Titolo V;

   considerato che:

   con   la   riforma   del  Titolo  V  della  Costituzione,   alla
  legislazione esclusiva dello Stato viene assegnata la definizione
  dei  livelli  minimi  essenziali delle prestazioni  (lep),  delle
  norme generali    sull'istruzione e dei  principi fondamentali;

   alla  competenza  delle Regioni è invece demandata  la  gestione
  del servizio nella sua interezza;

   l'effettiva applicazione di tale rivoluzione è ancora lontana  e
  il  percorso si presenta più che mai tormentato, stretto  tra  la
  necessità di garantire, da un lato, l'autonomia delle istituzioni
  scolastiche e delle Regioni e, dall'altro, di mantenere  uniformi
  su tutto il territorio nazionale i livelli minimi di istruzione;

   considerato ancora che:
   in  Sicilia più che altrove, la crisi del sistema scuola è grave
  e  coinvolge  sia  le famiglie che la categoria  degli  operatori
  scolastici; nonostante un incoraggiante trend positivo registrato
  nell'anno scolastico 2005/06, i dati sulla dispersione scolastica
  continuano  ad  essere allarmanti, particolarmente  nelle  grandi
  città  come Palermo e Catania e tra i ragazzi delle scuole medie;
  si  tratta  di  un  fenomeno  la cui  incidenza  è  indice  della
  difficoltà  della scuola di attrarre i giovani  con  un  progetto
  adeguato  ai loro bisogni e di instaurare una relazione educativa
  proficua;

   serie  carenze si registrano nella rete di scuole per l'infanzia
  e  asili  nido,  il  cui numero è assolutamente  insufficiente  a
  soddisfare la sempre maggiore domanda da parte delle famiglie;

   ritenuto che:

   lo  sviluppo delle scuole per l'infanzia, in qualità e quantità,
  assume importanza centrale nella promozione    dello     sviluppo
  dell'autonomia, dell'identità e delle competenze dei bambini  dai
  tre ai sei anni, oltre al fatto che consente alle famiglie, e  in
  particolare alle mamme che lavorano, un qualificato servizio  per
  l'educazione dei figli;

   tra  le  emergenze  non più rinviabili è da annoverare  il  tema
  dell'edilizia scolastica;

   le  carenze strutturali degli edifici scolastici siciliani  sono
  particolarmente gravi e attengono al mancato rispetto delle norme
  di    sicurezza,    nonché   all'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche  e  all'assenza  o  inadeguatezza  di  spazi  per
  attività  sportive,  di  laboratorio,  di  documentazione  e   di
  socializzazione;

   l'assenza  di  locali  idonei  allo svolgimento  delle  attività
  didattiche  costituisce  ulteriore causa  di  demotivazione  allo
  studio ed alimenta il fenomeno della dispersione scolastica;

   ritenuto infine che:

   l'applicazione della legge regionale per il diritto allo  studio
  appare frammentaria e parziale;

   gravi  carenze  permangono nella realizzazione delle  iniziative
  previste dal Piano attuativo della legge regionale numero 68  del
  1981 a favore dei soggetti diversamente abili;

    la  normativa  regionale dedicata ad incentivare le  iniziative
  culturali  ed  educative è disorganica e lacunosa e,  sommata  ai
  ritardi   dell'amministrazione  nell'erogazione  dei   contributi
  previsti,  limita  l'autonomia organizzativa  e  didattica  delle
  scuole espressa dal Piano dell'offerta formativa (POF),

                      impegna il Presidente della Regione
           e l'Assessore per i beni culturali, ambientali
                    e per la pubblica istruzione

    all'   istituzione  del  Consiglio  regionale  della   pubblica
  istruzione, adeguatamente rappresentativo delle istanze  sociali,
  culturali  e  professionali della realtà scolastica siciliana;  a
  mettere  in opera tutte le iniziative al fine di fronteggiare  il
  fenomeno della dispersione scolastica;

    a  sostenere i Comuni nella realizzazione di una capillare rete
  di asili nido e di scuole per l'infanzia;

    a  sostenere i centri per l'educazione degli adulti  attraverso
  un  raccordo costante con la direzione regionale e i responsabili
  dei centri stessi;

    a  realizzare  le  più opportune iniziative,  in  raccordo  col
  Governo nazionale e con gli enti locali competenti, per un  piano
  di ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici;

    a  farsi  promotore  presso  il Governo  nazionale,  e  per  il
  tramite della Conferenza Stato-Regioni, di adeguate proposte  per
  la   completa   applicazione   ed  attuazione   delle   modifiche
  costituzionali al Titolo V . (92)

                        BARBAGALLO-AMMATUNA-CULICCHIA-FIORENZA
                               GALLETTI-GUCCIARDI-GALVAGNO-LACCOTO-
             MANZULLO

  ORTISI-TUMINO-RINALDI-VITRANO-ZANGARA

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                 Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota numero 46 del  29  settembre
  2006,  l'onorevole Fleres ha ritirato la mozione numero 69, dallo
  stesso presentata, in data 26 luglio 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  decreto  numero  57   del   29
  settembre 2006, l'onorevole Giuseppe Basile è nominato componente
  della     I     Commissione   legislativa   permanente     Affari
  istituzionali',   in   sostituzione   dell'onorevole    Pistorio,
  dimessosi dalla carica di deputato regionale.
   Comunico,  altresì,  che, con decreto  del  29  settembre  2006,
  l'onorevole   Giuseppe   Basile  è  nominato   componente   della
  Commissione  per  l'esame delle questioni concernenti  l'attività
  dell'Unione  Europea,  in  sostituzione dell'onorevole  Pistorio,
  dimessosi dalla carica di deputato regionale.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9  del  Regolamento
  interno,  che,  nel  corso  della  seduta,  potrà  procedersi   a
  votazioni mediante sistema elettronico.

         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero  78  «Iniziative a favore della distensione dei  rapporti
  tra  Santa  Sede  e  mondo  islamico», degli  onorevoli  Terrana,
  Fagone, Regina, Maira;

   numero  79  «Allocazione di una centrale operativa del  servizio
  "118"  in  provincia di Ragusa ed una in provincia di Siracusa  e
  loro   integrazione   con  nuove  postazioni   nelle   zone   non
  beneficiarie del servizio», degli onorevoli Zago, De  Benedictis,
  Di Guardo, Villari, Zappulla;

   numero  80  «Reperimento delle risorse necessarie per  garantire
  il  soddisfacimento  delle  garanzie occupazionali  degli  operai
  forestali»,  degli  onorevoli Cascio, Fleres,  Confalone,  Leanza
  Edoardo;

   numero  81 «Interventi per la redazione di una carta dei diritti
  degli  ammalati  detenuti  in carcere», degli  onorevoli  Fleres,
  Confalone, Turano, Leontini, Savona, Cimino;

   numero  82  «Modifica  del  POR Sicilia  e  del  complemento  di
  programmazione  2000/2006, per la concessione  di  sostegni  agli
  investimenti  di  particolari aziende agricole», degli  onorevoli
  Fleres, Turano, Confalone, Cimino, Savona;

   numero  83  «Modifica  del  POR Sicilia  e  del  Complemento  di
  programmazione  2000/2006  al  fine  di  incentivare  i   giovani
  agricoltori», degli onorevoli Fleres, Turano, Confalone,  Cimino,
  Savona;

   numero 84 «Iniziative per migliorare e rendere più economico  il
  servizio   di  raccolta  e  di smaltimento  dei  rifiuti»,  degli
  onorevoli  Barbagallo, Ammatuna, Culicchia,  Fiorenza,  Galletti,
  Gucciardi, Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi, Piccione, Tumino,
  Rinaldi, Vitrano, Zangara.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   recenti  interventi  del Santo Padre Benedetto  XVI,  pubblicati
  sulla  stampa  nazionale  ed  estera,  hanno  causato  molteplici
  reazioni nel mondo islamico;

   tali  reazioni, peraltro sconfessate dalla parte più  illuminata
  degli  studiosi e religiosi musulmani, hanno innescato una  serie
  di  atti  intimidatori  e di iniziative minacciose  in  tutto  il
  mondo,  al  fine  di fare riemergere il conflitto  tra  religione
  cattolica e religione islamica;

   l'intervento  del  Papa, successivamente chiarito  con  apposita
  dichiarazione da parte della Santa Sede, aveva soltanto lo  scopo
  di  specificare  le  differenze esistenti in linea  generale  tra
  queste due fedi monoteiste;

   le   dichiarazioni   del   Santo  Padre   appaiono   del   tutto
  condivisibili,  tenuto  conto che non sembrano  contenere  alcuna
  specifica  accusa o discriminazione dei confronti della religione
  coranica;

   le   reazioni   scomposte  da  parte  degli  strati   estremisti
  dell'Islam  hanno  generato sconforto e  sgomento,  nonché  forte
  preoccupazione in tutto il mondo occidentale: che la Sicilia, per
  la   sua  posizione  geografica  e  per  l'attività  politica  ed
  economica svolta negli ultimi anni, si pone come ponte ideale tra
  mondo cattolico e mondo islamico;

   la  Sicilia  continua  ad essere la meta  giornaliera  di  tanti
  soggetti  economicamente  svantaggiati,  provenienti  proprio  da
  Paesi  di fede musulmana, ai quali viene prestata assistenza  per
  consentire  loro una vita dignitosa e lontana da ogni precarietà,
  con  sforzi profusi in prima linea proprio da esponendi del mondo
  cattolico;

   la  situazione venutasi a creare potrebbe determinare pericolose
  fratture tra le diverse sponde del Mediterraneo;

   appare  opportuno  porre  in essere tutte  le  azioni  idonee  a
  consentire  il  corretto confronto delle diverse  opinioni  e  lo
  sviluppo  dei rapporti politici, religiosi, economici  e  sociali
  con  il  mondo  islamico, che grandi tracce di  un  illustrissimo
  passato ha lasciato in questa nostra Regione;

                 impegna il Presidente della Regione

   a  rendersi portavoce dello spirito e dell'intenzione del popolo
  siciliano  di  volere continuare a svolgere qualsiasi  azione  di
  sostegno,  accoglienza  e cooperazione con  i  popoli  musulmani,
  nell'ambito  del più assoluto e reciproco rispetto della  propria
  fede  religiosa,  ribadendo le ragioni delle dichiarazioni  fatte
  dal  Papa, indirizzate a sviluppare tutti i germi di pace in ogni
  angolo del pianeta.» (78);

                       «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che obiettivo del servizio 118 è quello di  assicurare
  la  tempestività dei servizi di assistenza sanitaria in relazione
  alla patologia riscontrata;

   considerato che invece sono stati segnalati notevoli e  ripetuti
  disguidi  in  merito all'efficienza e allo standard organizzativo
  della  relativa  centrale  operativa,  ubicata  presso  l'azienda
  ospedaliera Cannizzaro di Catania, la cui competenza  si  estende
  ai  territori delle province di Catania, Siracusa e Ragusa  ed  è
  affidata  alla  sola e totale responsabilità  del  primari  o  di
  anestesia  -  rianimazione  e  terapia  iperbarica  dello  stesso
  ospedale;

   in  considerazione  della necessità di  assicurare  un  servizio
  rapido ed efficiente nella provincia di Ragusa,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  operare perché sia assicurata l'allocazione di una  centrale
  operativa  nella  provincia di Ragusa, come per  altro  richiesto
  dall'USL 7, ed una nella
   provincia  di  Siracusa,  e  la  loro  integrazione  con   nuove
  postazioni nelle zone non beneficiate dal servizio;

   a     definire    gli    organici,     assicurando l'esclusività
  del  rapporto di servizio, evitando sdoppiamenti fra  ospedale  e
  servizio   118   con   le  conseguenti  ricadute   sull'efficacia
  dell'operato.» (79);

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:
   l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce  l'unica
  fonte di reddito per molte famiglie siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto necessario:

   assicurare    il    mantenimento   del   livello   occupazionale
  consolidato;

   erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   curare  l'attuazione  di quanto previsto dalla  legge  regionale
  numero  14  del  2006,  in relazione alla rideterminazione  delle
  fasce occupazionali;

   garantire    agli   ex   cinquantunisti   il   livello    minimo
  occupazionale  di  settantotto  giornate  annue;   garantire   il
  completamento della campagna antincendio 2006;

   provvedere   con   urgenza  al  fine  di   evitare   inopportune
  interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
  l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine  alle
  necessità in premessa evidenziate;

   ad  autorizzare,  nelle  more, l'avviamento  o  la  prosecuzione
  dell'attività lavorativa degli operai forestali.» (80);

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   gran  parte  delle  strutture  carcerarie  risultano  essere  in
  condizioni particolarmente disagiate a causa della loro vetustà e
  del ben noto sovraffollamento;

   tale  situazione  si  ripercuote soprattutto  sui  detenuti  che
  versano in cattive condizioni di salute;

   non  sempre  tali  condizioni sono  compatibili  con  il  regime
  carcerario e ciononostante non sempre è possibile destinare  tali
  soggetti a strutture sanitarie, sia per motivi di sicurezza,  sia
  per la non disponibilità di idonei locali;

   sarebbe  opportuno codificare le diverse fattispecie  attraverso
  la  redazione  di  una vera e propria 'carta  dei  diritti  degli
  ammalati detenuti in carcere',

                  impegna il Governo della Regione

   a  verificare  le  condizioni delle diverse carceri  dell'Isola,
  con particolare riferimento alla situazione sanitaria;

   ad   intervenire  presso  il  Ministro  di  Grazia  e  Giustizia
  affinché  si faccia promotore della predisposizione della  'carta
  dei  diritti  degli  ammalati detenuti in carcere',  al  fine  di
  codificare  le diverse fattispecie e migliorare le condizioni  di
  vita dei reclusi affetti da patologie.» (81);

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura siciliana, in particolare in alcune  zone  interne
  e  più  in  generale su tutto il territorio, vive  in  condizioni
  strutturali  particolarmente  disagiate,  che  ne  inibiscono  il
  possibile  rilancio economico e accentuano le  difficoltà  legate
  alla distanza dai mercati europei ed internazionali;

   la  dimensione aziendale media in queste zone non consente,  pur
  in  presenza  di produzioni di pregio, di prevedere  investimenti
  tali da adeguare la struttura alle esigenze del mercato;

   un'adeguata   incentivazione  permetterebbe  alle   aziende   di
  migliorare  la  produzione  dei prodotti  tipici,  garantendo  la
  peculiarità ed assicurando la salubrità degli stessi ed  offrendo
  una possibilità di scelta al consumatore;

   la  concessione di incentivazioni a questa tipologia di  aziende
  garantisce  la  permanenza di attività  produttive  su  territori
  marginali,  a  salvaguardia  delle condizioni  ambientali  e  del
  paesaggio siciliano;

   la  concessione  di  queste incentivazioni porrebbe  le  aziende
  della Sicilia in condizioni di parità con quelle di altre Regioni
  che hanno determinato l'attivazione di tale misura,

                  impegna il Governo della Regione

   a   provvedere   nel   POR   Sicilia  e   nel   Complemento   di
  Programmazione 2007/2011, con la predisposizione di un   apposito
  provvedimento  che determini l'attivazione della misura  prevista
  dal Reg. CE numero 2075/2000, articolo 1, comma 1.» (82);

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   il   necessario   ricambio  di  imprenditori  agricoli,   dovuto
  all'aumento dell'età media dei titolari, con giovani imprenditori
  che  decidano  di rimanere in agricoltura costituisce  condizione
  imprescindibile  per  la  sopravvivenza  stessa  dell'agricoltura
  siciliana;

   la  concessione  di  incentivi  per  il  primo  insediamento  in
  agricoltura, derivante da una precisa scelta dell'Unione Europea,
  è   un  fatto  consolidato  già  con  il  precedente  regime   di
  programmazione;

   con  l'applicazione  del Reg. CE 1257/99  del  17  maggio  1999,
  articolo 8 (che rimanda alla tabella allegata al regolamento), si
  determina  la  concessione di un premio il  cui  importo  massimo
  ammissibile è di 25.000 Euro;

   il   complemento  di  programmazione  2000/2006  della   Regione
  siciliana,   nella  misura  4.2.2.  'insediamento   dei   giovani
  agricoltori',  alla  Sezione III.5, 'Criteri di  selezione  delle
  operazioni',  determina il contributo ammissibile per  i  giovani
  che  si  insediano per la prima volta in agricoltura nella misura
  di 12.082 Euro;

   la  disparità di trattamento tra i giovani agricoltori siciliani
  e quelli delle altre regioni aggiunge una condizione di ulteriore
  svantaggio a quelle già presenti a livello strutturale,  creando,
  tra  l'altro,  nei giovani agricoltori un potenziale disinteresse
  nell'attivazione   della   misura,  non   ritenendo   la   stessa
  sufficientemente incentivante,

                  impegna il Governo della Regione

   a   provvedere   nel   POR   Sicilia  e   nel   Complemento   di
  Programmazione  2007/2011 con la predisposizione di  un  apposito
  provvedimento che determini la concessione dell'incentivo per  il
  primo  insediamento dei giovani in agricoltura, nella  misura  di
  25.000 Euro.» (83);

                        «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   la  'ratio'  che  ha portato all'istituzione  degli  A.T.O.  era
  quella di migliorare il sistema di raccolta e di smaltimento  dei
  rifiuti, rendendo nel contempo più economico il servizio;

   il  Presidente  della Regione, nella sua qualità di  Commissario
  straordinario ha promosso la creazione
   di  28  ATO  per  la  gestione rifiuti e  acque  (invece  dei  9
  previsti  dalla  legge),  con  la creazione  di  28  consigli  di
  amministrazione e relativi incarichi ben remunerati;

   le  società di gestione del servizio rifiuti, già da subito,  si
  sono rivelate carrozzoni partitico-clientelari che gestiscono  in
  modo disastroso il servizio di Igiene ambientale, facendo fallire
  completamente  gli obiettivi che la legge Ronchi e le  successive
  normative si proponevano;

   in particolare, le suddette società hanno provocato:

   un  aggravio  dei  costi con aumenti abnormi,  indiscriminati  e
  vessatori per i cittadini;

   un peggioramento del servizio;
   ripetute  violazioni di legge (le tariffe, ad esempio, non  sono
  state  determinate dai Consigli comunali o sono  determinate  con
  effetti retroattivi);

   l'accumulo  di  debiti  impressionanti da  parte  delle  Società
  d'ambito;

   un   rapporto  conflittuale  con  i  lavoratori,  molto   spesso
  precari, non retribuiti con regolarità;

   considerato che:
   i   cittadini,  stanno  reagendo  costituendosi  in  comitati  e
  sollecitando  le  istituzioni  e  gli  organi  competenti  perché
  vengano   posti   in   essere   i   necessari   rimedi   rispetto
  all'imprevisto,  ingiusto  ed insostenibile  aumento  dei  costi,
  dovuto al numero sproporzionato degli ATO e dei relativi consigli
  di    amministrazione,   privi   di   qualsiasi   esperienza    e
  professionalità in materia, al deficit di raccolta differenziata,
  all'assenza  delle  stazioni di trasferenza,  degli  impianti  di
  termovalorizzazione, degli impianti di selezione e degli impianti
  per la produzione di compos,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  con urgenza le iniziative necessarie  al  fine  di
  ovviare  alle  gravissime  conseguenze  determinate  dall'assurda
  gestione di quelli che dovevano essere Ambiti ottimali;

   a  trovare  soluzioni alternative anche attraverso l'affidamento
  temporaneo della gestione diretta del servizio rifiuti ai  comuni
  in forma associata;

   a   riprogettare  organicamente  la  struttura  gestionale   dei
  rifiuti,  attraverso, ad esempio, forme consortili  intercomunali
  che  assicurino efficienza ed economicità e non inutili  doppioni
  gestiti clientelarmente;

   ad   escludere  tassativamente  la  costituzione  di   pletorici
  consigli di amministrazione di nomina partitica, ma prevedere  la
  gestione  attraverso il personale tecnico ed  amministrativo  dei
  comuni;

   ad  organizzare  con  priorità una seria raccolta  differenziata
  integrata  dei  rifiuti per raggiungere e superare ampiamente  le
  percentuali obiettivo di raccolta differenziata, così come  si  è
  verificato in altre regioni;

   ad incentivare il compostaggio domestico dei rifiuti;

   ad  adottare la gradualità nel passaggio da T.A.R.S.U. a  T.I.A.
  sino  al  2008, così come previsto dalla legge (d.lgs. numero  22
  del  1997  e  D.P.R. numero 158 del 1999) prima di introdurre  la
  tariffa;

   ad  introdurre  immediatamente il criterio della premialità  per
  coloro  che praticano la raccolta differenziata in linea  con  le
  disposizione di legge.» (84).

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ricordo  che,  in   base   al
  principio  della  programmazione dei  lavori,  la  determinazione
  della   data  di  discussione  delle  mozioni  è  deferita   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che non
  ricorrano evenienze particolari.
   Al  riguardo,  faccio  presente che,  secondo  quanto  stabilito
  nella  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  del  12
  settembre  2006,  la mozione numero 84, a firma  degli  onorevoli
  Barbagallo,  Ammatuna, Culicchia, Fiorenza, Galletti,  Gucciardi,
  Galvagno,  Laccoto, Manzullo, Ortisi, Piccione, Tumino,  Rinaldi,
  Vitrano,  Zangara,  concernente  iniziative  per  migliorare   il
  servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, sarà  trattata
  nella seconda metà del mese di ottobre.
   Avverto,  infine, che, se qualche deputato intende inserire  una
  o  più  mozioni  a  propria firma fra  gli argomenti  individuati
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  è
  invitato a segnalarlo a questa Presidenza.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  ordine  alle
  mozioni  da  trattare, chiedo che venga anticipata la trattazione
  delle  mozioni numeri 80, a firma degli onorevoli Cascio, Fleres,
  Anzalone,  Leanza Edoardo e 91, a firma degli onorevoli  Dina  ed
  altri,  aventi per oggetto le garanzie occupazionali degli operai
  del comparto forestale.
   Le  due  mozioni si integrano e possono essere trattate insieme,
  pertanto, se possibile, ne chiedo l'immediata trattazione,  anche
  in  prosecuzione  di seduta, stante l'urgenza della  problematica
  che affrontano.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ove  necessario,
  anch'io  insisto  nella richiesta  formulata dal  Presidente  del
  Gruppo   parlamentare   dell'UDC,  onorevole   Dina,   e   vorrei
  evidenziare  all'Assemblea  che,  in  questo  momento,  le   sale
  consiliari  di  almeno  otto comuni della  Provincia  di  Palermo
  risultano  occupate dagli operai forestali, i quali temono,  anzi
  sanno  che, qualora non dovessero essere approvati questo  ordine
  del giorno e questa mozione, rischierebbero di non effettuare  le
  giornate lavorative con la perdita, non soltanto degli emolumenti
  consequenziali, ma anche delle posizioni previdenziali.
   Signor  Presidente, per questo motivo, insisto e  aderisco  alla
  richiesta dell'onorevole Dina, affinché il Parlamento si pronunzi
  su questa mozione con la parte che è stata anche emendata.

   ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che  vada
  ricordata  una  cosa, rispetto anche al modo in  cui  i  colleghi
  hanno  espresso la volontà di trattare immediatamente la  mozione
  che   riguarda   i  forestali.  Lo  comprendiamo   benissimo,   e
  soprattutto chi ha discusso, approfondito e presentato disegni di
  legge, emendamenti  nel corso della discussione che riguardava la
  legge numero 14.
   Va  specificata però una cosa, signor Presidente, a  mio  avviso
  ragionevole  e  giusta.  Allora,  avevamo  segnalato  i  problemi
  relativi  alla  copertura finanziaria  e  non  solo  non  eravamo
  d'accordo  sulla  famosa  percentuale,  poi  decisa,  ma   vorrei
  ricordare all'onorevole Dina, il quale era presente in quest'Aula
  come me, che noi sostenevamo che bisognava andare avanti con   il
  disegno  di  legge che la Giunta aveva approvato,  frutto  di  un
  accordo  con i sindacati. Il Governo in Aula fece un'altra  cosa:
  prima  approvò  un  disegno  di  legge  in  Giunta,  lo  trasmise
  all'Assemblea ed in Aula lo cambiò radicalmente.

   DINA. Succede.

   ODDO.  Succede,  va  bene,  ma oggi mi  sembra  -  sono  un  po'
  frastornato -  si siano invertite le parti  C'è la responsabilità
  di  quel Governo che oggi si ripropone, sostanzialmente, anche se
  con  figure  diverse  per  quanto  concerne  l'esecutivo,  e   la
  maggioranza che, allora, ha sostenuto quelle scelte, sapendo  che
  la stessa maggioranza evidentemente...

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, onorevole Oddo,  lei  sta  entrando  nel
  merito.  Stiamo  decidendo soltanto quando trattarla;  quando  la
  tratteremo, potrà fare i suoi ragionamenti.

   ODDO.  Signor Presidente, stavo esprimendo, a nome dei DS,  qual
  è  la  nostra posizione, visto che mi sono consultato con il  mio
  capogruppo.  Stavo dicendo che però i colleghi della  maggioranza
  che  hanno  approvato  allora  sapevano  bene  che  la  copertura
  finanziaria  era fasulla. Abbiamo sollevato il problema;  abbiamo
  detto che imputare quella spesa...

   PRESIDENTE.  Lei  dovrebbe dirmi se è  favorevole  o  meno  alla
  proposta dell'onorevole Dina.

   ODDO.  Signor Presidente, non possiamo che essere favorevoli  ma
  il punto è - e concludo, se lei mi lascia 30 secondi - che non si
  può  far  finta  di niente. L'aspetto legato anche  agli  effetti
  mediatici, spesso, diventa opinione.
   In  questi mesi, è successo qualcosa. Il Governo non si è  mosso
  per  attuare  quanto,  evidentemente, allora  deciso.  Non  solo,
  quindi, siamo d'accordo...

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, all'ordine del giorno,  non  figura
  la  discussione  di questa mozione, quindi, lei potrà  discuterla
  domani, quando sarà inserita all'ordine del giorno.

   ODDO.  Ho concluso, signor Presidente. Dicevo che non solo siamo
  d'accordo, ma sottolineiamo questo aspetto.

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  con
  questa  richiesta si stia iniziando molto male in quanto,  ancora
  una  volta,  cominciamo non con il preordinare  gli  eventi  e  a
  guidarli ma con l'esserne condizionati.
   Da  qui  alla  fine  della legislatura,  infatti,  come  per  la
  precedente,  nonostante un Governo eletto e destinato  a  restare
  per  cinque  anni,  rischiamo non di guidare  gli  eventi  ma  di
  assistere  ad  una  serie di inseguimenti dell'Aula  rispetto  ai
  condizionamenti esterni momentanei e più forti del momento.
   Questa  si  chiama estemporaneità che temo possa coinvolgere  da
  parte  della maggioranza del Governo anche l'attività legislativa
  e di controllo del Parlamento.
   Voglio  semplicemente  mettere sull'avviso  metodologico  e  poi
  dichiarare   a  nome  della  Margherita  che  siamo  naturalmente
  d'accordo a trattare l'argomento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, lei  con  me  sfonda  una  porta
  aperta  sull'argomento e la ringrazio però  questo  è  il  nostro
  intendimento.  Siamo  all'inizio, quindi,  in  questa  occasione,
  probabilmente, bisognerà andare ad inseguire le emergenze  ma  la
  volontà  di  regolamentare e di programmare il lavoro  è  la  mia
  stessa volontà.
   Signor  Presidente  della  Regione,  il  Governo,  domattina,  è
  disponibile a discutere questa mozione?

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  domani
  mattina, sarà presente un membro del Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se siete  d'accordo,  inserirei
  la  trattazione  di questa mozione  all'ordine del  giorno  della
  seduta di domattina.

   SPEZIALE.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, sono d'accordo che si opti per  una
  procedura  consolidata, tuttavia, mi permetto di farle  osservare
  che sarebbe opportuno che, pur mantenendo la discussione fatta in
  Aula, subito dopo, lei convochi una Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari per valutare le richieste dei parlamentari e,
  eventualmente,  le  altre  mozioni  aventi  carattere  d'urgenza,
  concordandole con la Conferenza per trattarle già  a  partire  da
  domani.
   Si  passi  però  a  fissare il calendario dei lavori  attraverso
  l'organo  preposto, cioè la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, già l'onorevole Cracolici mi  ha
  rimproverato per non avere convocato la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari per la seduta di oggi. Faccio  presente
  che  la richiesta dell'onorevole Dina, formulata in questa  sede,
  ne  sottolineava l'urgenza. Prendo atto, naturalmente, di  quanto
  lei  ha  detto  ma  credo  che, in questa occasione,  sia  meglio
  inserire all'ordine del giorno di domani tale trattazione,  anche
  se può sempre votare l'Aula le cui scelte sono sovrane. Ritengo -
  lo ribadisco - che poiché la richiesta è stata avanzata in Aula e
  il  Presidente  della Regione ha dichiarato  che  domattina  sarà
  presente  un  membro del Governo,  convocare  la  Conferenza   su
  questo  argomento  sia,  oggettivamente, inutile.  Fa  parte  del
  nostro programma  regolamentare le sedute ed i lavori d'Aula   e,
  quindi,  poterli  programmare in anticipo; è quello  che  ho  già
  detto  all'onorevole Ortisi. Probabilmente, ci vorrà  un  po'  di
  tempo perché ciò accada. Intanto, per domattina, saranno inserite
  all'ordine del giorno tutte le mozioni  relative ai forestali.

   Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
            Finanziaria presentato dal Governo Nazionale

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
  Finanziaria presentato dal Governo Nazionale.

                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori
  non  perché voglio sottrarre l'Aula al confronto, per  la  verità
  inedito, che il Presidente  della Regione ha chiesto di avere  in
  quest'Aula  sugli effetti della Finanziaria nazionale  -  inedito
  perché, a mia memoria, non c'è precedente...

   CUFFARO, presidente della Regione.  Inedito perché è inedita  la
  Finanziaria.
   CRACOLICI.  Onorevole Presidente, questo lo vedremo fra  qualche
  minuto.
   Vorrei  segnalare  al  Presidente  dell'Assemblea  la  procedura
  assolutamente   inusuale  con  la  quale  stiamo  lavorando.   Il
  Presidente della Regione le ha chiesto di avere la possibilità di
  fare una comunicazione al Parlamento e lei, su sua iniziativa, ha
  convocato  l'Aula  per  oggi,  ponendo  all'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione.
   Saremo  attenti  alle comunicazioni che farà  il  Presidente  ma
  vorrei ricordarle che c'è un Regolamento che la obbliga, ai sensi
  dell'articolo  99,  terzo comma, a convocare e definire  l'ordine
  del  giorno  sentiti i Vicepresidenti ed i Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari.
   Considerato  che  non mi risulta che sia stato mai  convocato  o
  sentito,  nelle  sedi proprie, formalmente, alcun  Presidente  di
  Gruppo parlamentare, per quanto attiene la decisione di quando  e
  come  tenere Aula, come organizzare i lavori di questa  giornata,
  quanto  meno ritengo che questa procedura sia meritevole  di  una
  segnalazione, in quanto considero questo metodo inaccettabile.
   Un  Parlamento  si  regge  sulle regole,  non  sulle  iniziative
  personali ed individuali. Considero inusuale la procedura,  oltre
  ad essere inusuale il motivo per il quale siamo oggi qui.
   Poiché non voglio impedire che si possa fare un confronto  vero,
  trasparente,  alla  luce del sole sui temi che riguarderanno  gli
  interessi della Sicilia, per quanto mi riguarda, sono disponibile
  a  consentire che oggi si proceda secondo l'ordine del giorno  da
  lei  fissato ma vorrei farle notare che questo non può costituire
  un precedente nell'organizzazione dei lavori d'Aula.
   Seconda  cosa - e concludo - riguarda il fatto che non  è  tanto
  pertinente con la ragione il motivo per cui siamo qua, ma lo è di
  più per le ragioni per cui saremo qua nelle prossime ore.
   Il  6  ottobre,  è  stata depositata la manovra finanziaria  del
  Governo  approvata in Giunta qualche giorno prima. Per  la  prima
  volta, è stata depositata alla Segreteria generale del Parlamento
  una manovra finanziaria ancor prima che venisse approvato il DPEF
  che  la  Giunta, oltretutto, nella stessa giornata del 6 ottobre,
  con apposito atto, ha provveduto ad integrare con un allegato che
  aveva  predisposto  nel mese di luglio. Delle  due  l'una:  o  il
  Governo  sta  recitando una sceneggiata, per cui ci fa  discutere
  del DPEF ma, nel frattempo, ha già fatto la Finanziaria, o questo
  Parlamento  si  deve fare rispettare, non  sul  piano  di  chissà
  quale  violazione  di dignità, ma su quello  del  rispetto  delle
  regole.
   Vorrei  ricordare  che il compito assegnato al  DPEF  è  fissato
  dalla legge 10 del 1999 che è un atto propedeutico per tutti  gli
  interventi  che  attengono alla manovra finanziaria.  Per  questo
  motivo,  invito  la  Presidenza a  rinviare  alla  Giunta  l'atto
  depositato e a sottoporlo all'esame del Parlamento solo dopo  che
  l'Aula  avrà  votato il DPEF. Credo che questo sia  un  fatto  di
  doveroso  rispetto dei ruoli di ognuno di noi. Il Governo  faccia
  il Governo ed il Parlamento ha il dovere di fare il Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Relativamente al  primo
  punto  -  a  parte  il  fatto  che la  ringraziamo  vivamente  di
  consentirci   il   dibattito  d'Aula  di  oggi   -,   anche   se,
  informalmente, la Presidenza ha parlato  sia con i Vicepresidenti
  che  con  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari che  ha  trovato,
  onestamente  non  tutti,  e lo abbiamo considerato  un  fatto  di
  urgenza. L'urgenza è poi venuta meno perché il giorno in  cui  si
  era  previsto  questo  dibattito  era  il  giorno  dopo  che   il
  Presidente  l'aveva  chiesto; si è  poi  verificato  il  luttuoso
  avvenimento della morte dell'onorevole Michelangelo Russo che  ha
  fatto slittare tutto.
   Prendo  atto  delle  sue  parole e, certamente,  sarà  mia  cura
  attenermi  più  scrupolosamente  ai  dettati  regolamentari.   Su
  questo, quindi, può stare tranquillo.
   Per  quanto  riguarda il secondo punto, il Governo ha presentato
  alla  Presidenza  la legge Finanziaria secondo i  tempi  previsti
  dalla  legge,  visto  che  il Governo è tenuto  a  presentare  la
  finanziaria entro il 30 settembre, credo.

   BARBAGALLO. La prima giornata utile di ottobre non festiva.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Lo ha fatto comunque  nei  tempi  utili
  previsti dalla legge. E' piuttosto l'Assemblea che sta indugiando
  nell'approvazione o nel giudizio sul DPEF che è stato presentato.
   In   ogni  caso,  visto  che  quest'anno  la  legge  Finanziaria
  prevedrà  soltanto  i risparmi che il Governo intende  effettuare
  per il prossimo esercizio e non prevedrà spese di alcun tipo,  il
  disegno di legge relativo allo sviluppo sarà un disegno di  legge
  che non farà parte della finanziaria in senso stretto.
   Il  Governo ha ritenuto di mandare la Finanziaria, anche su  mia
  richiesta,   dopodiché  sarà  ovviamente  cura  della  Presidenza
  inoltrare  alle Commissioni di merito la Finanziaria  non  appena
  sarà   terminato   il   lavoro   dell'Assemblea   sul   DPEF   e,
  eventualmente,  verificare  le incongruenze  tra  il  DPEF  e  la
  Finanziaria.   In  quel  momento,  ovviamente,  sarà   cura   del
  Presidente   farlo  presente  al  Governo.  In  ogni   caso,   le
  Commissioni  avranno  la  Finanziaria  dopo  che  il  DPEF   sarà
  approvato. Pertanto, da questo punto di vista, non ho  motivo  di
  rimandare  al Governo alcun disegno di legge, tanto  meno  quello
  relativo alla Finanziaria.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è   un
  problema  di  date  e di Regolamento che è stato  rispettato  dal
  Governo:  il DPEF doveva essere approvato il 31 agosto 2006 e  la
  Finanziaria doveva essere presentata il primo giorno non  festivo
  del mese di ottobre.
   Non  vi è dubbio però che, a questa Assemblea, è stato sottratto
  il  potere  di  indirizzo nei confronti della Finanziaria  e  del
  bilancio previsto dalla legge.
   Mi  permetta, quindi, di osservare che, se il DPEF non  è  stato
  approvato,  non è colpa di questa Assemblea ma di  un  calendario
  dei lavori che lei ha proposto e che non ha rispettato.

   Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
            Finanziaria presentato dal Governo Nazionale

   Finanziaria presentato dal Governo Nazionale

   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di Legge
  finanziaria presentato dal Governo Nazionale.
   Ha  facoltà  di  parlare il Presidente della Regione,  onorevole
  Cuffaro.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, è obiettivamente la prima volta, purtroppo, che  faccio
  tale  richiesta - per quel che mi riguarda, avrei  preferito  che
  non  ci fosse stata neanche questa prima volta - tanto più che  è
  inedita, ma non entro nelle procedure, però l'onorevole Cracolici
  mi  dovrà  consentire che anche la Finanziaria di questo  Governo
  nazionale è veramente inedita.
   ORTISI. E'  un giudizio politico.

   CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Non  entro  nella   parte
  politica,   onorevole  Ortisi,  come  lei  vedrà  ma,   nel   mio
  intervento, mi atterrò agli aspetti  tecnici, pur avendo  un  mio
  giudizio politico che posso manifestare. Personalmente, non  sono
  qui  per  fare  polemiche ma per riferire  al  Parlamento  ed  ai
  parlamentari  eletti  dai  siciliani  e  che,  quindi,  hanno  la
  responsabilità di garantirne gli interessi e i diritti e per  far
  questo; ritengo giusto informarli su come questa Finanziaria leda
  questi interessi e  diritti.
   Non  faccio alcuna valutazione politica - la farò, per quel  che
  mi  riguarda, nelle sedi istituzionali - e, personalmente, non ho
  avuto il piacere - e questo già è un vulnus che rassegno a questo
  Parlamento - di potere esprimere al Consiglio dei Ministri il mio
  giudizio su questa Finanziaria perché sono stato convocato  senza
  avere  la legge Finanziaria dato che, in quel momento, non c'era;
  è  stata  costruita durante le riunioni e, quindi, non vedo  come
  avrei  potuto  esprimere  un parere. Rassegno  ciò  soltanto  per
  riferire il percorso che ho dovuto seguire.

               Presidenza del vicepresidente Speziale

   Neppure  su  questa situazione ho voluto, ad  ogni  costo,  fare
  polemica. Ritengo giusto però riferire al Parlamento alcuni  dati
  e,    certamente,   quali   siano  le  ricadute   sulla   Sicilia
  dell'approvazione di alcune norme della legge finanziaria,  senza
  le dovute correzioni.
   Mi  rendo conto che il mio intervento  è inedito e spero che sia
  l'ultima  volta e che per il prossimo anno non ci sia bisogno  di
  informare  il  Parlamento  di  altre ricadute  della  Finanziaria
  nazionale   sulla  Sicilia,  ricadute  che,  il   Parlamento   mi
  consentirà di definire, senza alcuna polemica, quantomeno strane.
  Se fossero, infatti, delle norme di indirizzo nazionale, riferite
  a  tutte  le  Regioni e riguardanti tutti gli Italiani,   non  ci
  sarebbe   stato   bisogno  del  mio  intervento   in   Aula   per
  attenzionarle  ma  lo ritengo indispensabile  atteso  che  questa
  Finanziaria  nazionale  prevede  alcune  norme  specifiche  sulla
  Regione  siciliana, talmente specifiche che  le   intesta   norma
  specifica per la Regione siciliana .
   Sarà  il  Parlamento a fare le sue valutazioni, anche politiche,
  nel  senso  che il dibattito politico avvenuto sui mass-media  in
  questi  giorni  ritengo  che abbia, in  qualche  modo,  coinvolto
  tutti, a prescindere dalle appartenenze partitiche.
   Ho   ascoltato  e  notato  le  prese  di  posizione   di   molti
  parlamentari  che  hanno  fatto rilevare   alcune   discrasie  di
  questa  Finanziaria  ed  è per questo che  ho  chiesto  di  poter
  svolgere  queste comunicazioni, per illustrare al nostro  massimo
  organo  rappresentativo  regionale il  senso  e  l'importanza  di
  questi  provvedimenti  avanzati e di alcuni  già  deliberati  dal
  Governo  nazionale, in questi giorni,  prima  che  si  trovi  una
  organica  definizione  della  legge  Finanziaria  in  discussione
  presso i  due rami del Parlamento.
   Per  questo  motivo, desidero richiamare alla vostra  attenzione
  quanto  interessa la nostra Regione. Non utilizzo  altre  parole;
  ognuno  deciderà quale sia l'interessamento di questa Finanziaria
  nei confronti della Sicilia e quali siano le ricadute.
   Si  tratta di scelte che attengono a vari settori della  società
  e  dell'economia e che rischiano di provocare un oggettivo  danno
  alle nostre finanze regionali, talvolta direttamente, come alcuni
  articoli,  altre  volte indirettamente perché rivolte  ad  alcuni
  settori particolari che vengono interessati da decisioni  che  ne
  possono  rendere  più complessa l'attività -  addirittura,  altre
  volte, chiudendole - e, quindi, lo sviluppo.
   Tali  elementi, dei quali mi limiterò ad illustrare solo  i  più
  rilevanti,  rischiano di interrompere un processo  virtuoso  che,
  faticosamente, ma coerentemente abbiamo avviato in questi anni  e
  che  intendiamo ulteriormente portare avanti anche con  la  legge
  Finanziaria che abbiamo appena approvato.
   Una  legge, onorevole Cracolici, approvata rispettando  i  tempi
  che  era  giusto  rispettare, con notevoli difficoltà,  poiché  è
  stato difficile approvare una norma finanziaria, come la legge ci
  impone,  48 ore dopo che una ipotetica Finanziaria dello Stato  è
  stata approvata, quando ancora non si conoscevano i contenuti.
   La  Finanziaria approvata,  infatti, in alcune parti, è carente,
  proprio  perché,  dopo l'approvazione, sono  venuti  fuori  tanti
  articoli  della Finanziaria nazionale che continuano ad  incidere
  nella   nostra  Finanziaria  e  nel  nostro  bilancio.   L'ultima
  l'abbiamo  scoperta  appena questa mattina  e  chissà  quante  ne
  troveremo
   Una  Finanziaria,  quella regionale, che  richiederà  certamente
  scelte  selettive  e  decisioni difficili,  delle  quali  proprio
  quest'Aula  si  dovrà  assumere  la  responsabilità  finale.  Non
  possiamo aggiungere però ai suoi inevitabili costi  anche  quelli
  che  derivano  da provvedimenti di natura nazionale che,  invece,
  non  tengono  conto del percorso che, fin qui,  abbiamo  fatto  e
  degli obiettivi che vogliamo raggiungere.
   Di  tutto  ciò, non intendo far risaltare il dato  politico  che
  c'è  e  rimane  - attiene alle nostre valutazioni  -  ma  intendo
  evidenziare  a  voi  tutti, all'opinione pubblica  e  al  Governo
  nazionale, che una immotivata penalizzazione della nostra Regione
  provocherà danno e nocumento a tutti i siciliani e, certamente, a
  quelle  prospettive di sviluppo per le quali siamo tutti chiamati
  a collaborare.
   Personalmente,  intendo  fare  un  elenco  delle  questioni  che
  incidono  di più e il dato più eclatante, noto a tutti,  riguarda
  la Sanità.
   Credo   che   non  debba  dilungarmi  su  questo  tema   ma   la
  compartecipazione  della spesa sanitaria della Regione è, ad oggi
  -  e  spero  di  poter  dire anche domani  -  del  42,5%,  grazie
  all'ultimo provvedimento del Governo di centrosinistra -  allora,
  Ministro  della  sanità era l'onorevole Bindi -  che  aumentò  la
  spesa di compartecipazione della Regione siciliana secondo quanto
  stabilito  dalla  legge  e  che  non  è  consentito,  neanche  al
  Parlamento  nazionale, di aumentare la spesa di compartecipazione
  sanitaria   della   Regione  siciliana  senza   una   particolare
  motivazione.
   In  quel  periodo,  l'onorevole Bindi  e  il  Governo  nazionale
  giustificarono l'aumento di compartecipazione sostenendo  che  la
  Sicilia  era  cresciuta  come PIL e che  le  proiezioni  che  già
  avevano nel 1998 guardavano ad un ulteriore aumento del PIL della
  Sicilia   tale   da  giustificare  l'aumento   della   spesa   di
  compartecipazione nella sanità della Regione.  Queste  furono  le
  motivazioni.
   Immagino  che l'aumento che intende applicare adesso il  Governo
  nazionale  dovrebbe essere ancorato a questo.
   Mi  dovete spiegare, onorevoli Cracolici e Speziale, perché,  in
  questi ultimi anni, continuate a dire che la Sicilia non solo non
  h cresciuta ma che il PIL è diminuito. Delle due l'una, onorevole
  Cracolici:  se  è  vero  che la Sicilia è cresciuta,  è  motivato
  l'aumento  della  compartecipazione del Governo nazionale;  se  è
  vero  quello  che  dice  l'onorevole Speziale,  cioè  che  non  è
  cresciuta,  invece,  non  è  possibile   aumentare  la  spesa  di
  compartecipazione sanitaria.

   CANTAFIA.  I  dati  sono quelli del Documento di  programmazione
  economico-finanziaria che lei ha presentato.

   CUFFARO,  presidente della Regione.  No, i DPEF non sono  quelli
  da noi presentati, sono gli altri. I dati sono quelli dell'ISTAT,
  dello SVIMEZ, quelli che voi avete sempre confutato.
   L'onorevole   Borsellino   ha   detto,   persino   in   campagna
  elettorale,  che non eravamo cresciuti; personalmente,  dico  che
  non  è vero che siamo cresciuti ma la crescita del PIL, ossia  il
  tasso  di  crescita  pari al 2 per cento  circa,  non  giustifica
  tecnicamente l'aumento della  compartecipazione.
   Il  Governo  nazionale, nella finanziaria,  prevede   una  norma
  esclusivamente  per  la  Regione siciliana  e  per  la  Sardegna,
  stanziando  somme  per quest'ultima, cassandole  per  la  Regione
  Sicilia  e  questa  norma fa un buco nelle nostre  casse  di  300
  milioni  per il 2007, di 600 milioni per il 2008, di 900  milioni
  per il 2009. Questo è quanto sta facendo il Governo nazionale.
   Non credo che qui si possano fare grandi preamboli politici.  Va
  preso atto che questa norma - e credo di doverlo chiedere a tutti
  voi,  politicamente  - è insostenibile per  il  nostro  bilancio,
  ancorché,  la sera prima, l'Assessore alla sanità era  seduto  al
  tavolo  di  concertazione con il Governo  nazionale  e,  insieme,
  avevano  stabilito il percorso che la Regione  siciliana   doveva
  seguire per risanare il deficit e per programmare la sanità.
   Nessuno gli aveva comunicato, mentre stava concordando il  patto
  di  stabilità per rientrare dal  deficit, che ne stavano  facendo
  un  altro  che  sarebbe stato più del doppio  di  quello  da  cui
  dovevamo rientrare.
   Il  buon  senso da parte di tutti deve essere quello di  trovare
  insieme  la soluzione affinché questa norma non arrechi un  danno
  alla  Sicilia e ai siciliani, non  al Governo regionale  o   alla
  mia  persona;  non ci sono partiti che tengano,  c'è  la  Sicilia
  innanzitutto.
   Sono  venuto a riferire al Parlamento per chiedere  a  tutti,  e
  non  alla  sola maggioranza, una presa di posizione politicamente
  rappresentativa  che  aiuti  a cancellare  questa  norma  iniqua,
  perché fatta soltanto per la Regione siciliana.
   Nella  fattispecie,  aumenta la spesa di  compartecipazione  del
  2,5  per cento nel 2007 portandola a 45, del 5 per cento nel 2008
  portandola  a 47.5, del 7,5 per cento nel 2009 portandola  al  50
  per cento.
   Questo  è  il  dato che credo sia giusto rendere noto  a  tutti.
  Tutto  ciò  - ripeto - accadeva mentre l'Assessore per la  sanità
  concordava un piano di rientro, dove si sarebbe dovuto  chiedere,
  e  chiederemo, dei sacrifici ai siciliani per non  splafonare   e
  per  stare  dentro il patto di stabilità e tentare di portare  in
  ordine i conti della sanità. Certamente, non è un compito facile,
  tenuto  presente che ormai tutte le regioni italiane  sono  fuori
  dal  patto di stabilità, persino quelle che, in questi anni, sono
  state  in  regola, a partire dall'Emilia Romagna, dalla  Toscana,
  dalla Lombardia. Adesso, è chiaro che questi hanno creato qualche
  problema.
   Vorrei  citare che questo della sanità, che è il più  eclatante,
  non  è  l'unico  provvedimento fatto ad hoc per  la  Sicilia.  Mi
  permetterei,  infatti, di citarne un altro: la  soppressione  del
  Centro di ricerca RiMed.
   Il  passato governo nazionale istituì, nel Paese, tre centri  di
  ricerca:  uno in Liguria, guidato dal centrosinistra, attribuendo
  risorse  superiori al doppio di quelle che ha dato alla  Sicilia;
  un  altro  centro  di  ricerca nel Lazio, anch'esso  guidato  dal
  centrosinistra; un centro di ricerche in Sicilia, chiamato RiMed,
  una regione guidata dal centrodestra.
   Adesso, la Finanziaria si occupa, legittimamente, dei centri  di
  ricerca  ma,  con un articolo specifico cassa solo il  centro  di
  ricerca della Sicilia, che, tra l'altro ha, purtroppo, il difetto
  di essere, tra i tre centri di ricerca, quello più avanzato.
   La  Finanziaria nazionale cassa questo e lascia gli altri due  e
  credo che faccia bene a lasciarli  in Liguria e nel Lazio, perché
  la  ricerca  è  importante; credo che faccia male a  cassare  330
  milioni di euro al centro di ricerca della Sicilia. Dico ciò  non
  perché  lo  penso  io, ma perché  credo che lo  pensino  tutti  i
  siciliani, soprattutto se ciò avviene a percorso iniziato, mentre
  già  si  stanno spendendo le risorse per far fronte agli  impegni
  internazionali,  considerato che il centro di ricerca  svolge  la
  sua attività insieme ad università di altri Paesi.
   Ritengo,  quindi,  che  cassare un centro  di  ricerca  non  può
  essere  condiviso  da  nessun dirigente  politico,  di  qualsiasi
  partito  politico  della  Sicilia. Per questo  è  inedita  questa
  Finanziaria.
   Ma  non  è  tutto lì. La Finanziaria si occupa anche  del  Ponte
  sullo Stretto di Messina.
   Politicamente, ci è stato detto che questo Governo  non  ritiene
  prioritario  il  Ponte sullo Stretto di Messina; questo  Governo,
  non  gli  uomini di questo Governo, perché gli uomini,  lo  hanno
  voluto,  a  cominciare da Prodi che è stato il  protagonista  per
  averlo  inserito  nel corridoio Berlino-Palermo.  Non  lo  vuole,
  quindi, parte di questo governo
   Non  possiamo  dire che non lo vuole l'onorevole Rutelli  perché
  lo  stesso   ha annunciato, a Messina, che avrebbe inaugurato  il
  Ponte  sullo Stretto nel 2012; non possiamo dire che non lo vuole
  Bianco,  perché  da ministro, uscito dal Consiglio  dei  ministri
  guidato da Amato, che approvava il progetto sul ponte, definì una
  giornata  storica  per  la Sicilia. E così via,  D'Alema,  Amato,
  persino  Violante  esultò nel dire che,  finalmente,  la  Sicilia
  aveva il Ponte sullo Stretto.
   Adesso,   ci  sono  due  ministri  che  non  lo  vogliono,   che
  condizionano  il governo complessivamente e il ponte  non  è  più
  prioritario.
   E'  venuto, in Sicilia, il ministro Di Pietro a dirci che non  è
  prioritario,  ma nessuno gli ha detto che non si deve  fare.  Noi
  vorremmo farlo.
   La  Finanziaria sta spostando le risorse che erano destinate per
  il  Ponte sullo Stretto di Messina dalla Fintecna, la società che
  si  occupava  solo  dello Stretto di Messina,  all'Anas,  che  si
  occupa di altre questioni.
   Il  ministro  Di Pietro, quindi, ha riferito che  il  Ponte  non
  era  più  prioritario  e  che  le  risorse  finanziarie  venivano
  spostate  sull'Anas, poiché le risorse che erano della Sicilia  e
  della  Calabria sarebbero rimaste a queste regioni, ma  in  quote
  diversificate   -  e  non  entriamo  nel  merito    -    per   la
  realizzazione delle infrastrutture.
   La  Finanziaria  però  non prevede minimamente  che  le  risorse
  verranno  attribuite  alla  Sicilia e alla  Calabria,  semmai  le
  toglie per  una infrastruttura che coinvolgeva  la Sicilia  e  la
  Calabria  e  le  attribuisce all'Anas e non si sa cosa  ne  farà,
  anche perché la Finanziaria non ne fa cenno.
   Non  voglio  parlare  del  Ponte  sullo  Stretto.  Mi  riferisco
  soltanto  alle risorse destinate a noi e che sono state  spostate
  su  un altro Ente, l'Anas, che può farne quello che vuole. Ma non
  è finita.

   CRACOLICI. Onorevole Presidente, non ha letto il decreto.

   CUFFARO, presidente della Regione. Ho letto il decreto  e,  poi,
  lo  leggeremo  insieme,  tanto è vero che,  i  suoi  colleghi  di
  partito,   onorevole  Cracolici,  assieme  ad  altri  volenterosi
  parlamentari di tutti i partiti, stanno presentando l'emendamento
  per  stabilire che restino in Sicilia. Non mi dica quello che non
  c'è scritto.
   Ma  non è finita. La Finanziaria si occupa anche delle Ferrovie.
  Mentre noi facciamo uno sforzo importante, soprattutto per quanto
  riguarda  l'ammodernamento ferroviario, pagando  con  le  risorse
  della  Regione  l'ammodernamento con i minuetti,  la  Finanziaria
  taglia  del 30% l'offerta ferroviaria, come se la Sicilia già  si
  potesse   permettere  di  accontentarsi  di  quanto  possiede   e
  figuriamoci cosa potrebbe accadere.
   Onorevole Borsellino, visto che, in campagna elettorale, lei  ha
  detto  che  ero favorevole ai  pullman perché ne avevo interesse,
  le   vorrei  comunicare  che  la  mia  famiglia  non  ha  pullman
  finanziati dalla Regione, sono privati, per sua conoscenza.

   PANARELLO.  Onorevole  Presidente,  la  campagna  elettorale   è
  finita.

   CUFFARO, presidente della Regione. Volevo informare che  non  ho
  interessi  sui trasporti, nel senso che sono qui a  difendere  le
  ferrovie, quelle ferrovie che, come voi avete detto, giustamente,
  vanno  potenziate  e che, invece, la Finanziaria  presentata  dal
  Governo nazionale riduce del 30%.
   Ma  non  è  l'unico  taglio  sui  trasporti:  c'è  il  trasporto
  marittimo. C'è una gara che  ha affidato ad una società - che non
  so  quale  e  non  mi interessa sapere quale sia -  il  trasporto
  dell'acqua alle isole.
   Nel  mese di agosto, il Ministero della Difesa comunica  a  tale
  società  che  non  può  svolgere il suo servizio  per  le  esigue
  risorse  a disposizione, non deve cioè portare acqua alle  isole.
  Ma si può davvero credere a questa possibilità?
   Se  mancano i soldi si devono reperire perché si tratta  di  una
  gara   aggiudicata da  un gestore che deve portare  l'acqua  alle
  isole.
   Nella   Finanziaria,  non  c'è  niente  che  possa   rassicurare
  eoliani  e  lampedusani del trasporto regolare  dell'acqua  nelle
  loro isole.
   Ma  c'è  di  più: si annuncia il disarmo della Siremar  e,  poi,
  cercheremo di capire come assicurare il trasporto per le isole.
   Già,  per  quest'anno, alcuni trasporti sono stati  cassati.  Ad
  esempio, a Pantelleria, quest'anno, non è stata inserita la  nave
  veloce  - l'onorevole Oddo che è trapanese lo saprà - e,  adesso,
  annunciano di anticipare al 2007 il disarmo della Siremar. Questi
  sono dati, non numeri.
   In  tema di politiche per il lavoro, vorrei soltanto evidenziare
  che   il   previsto  aumento  fino  al  dieci  per  cento   della
  contribuzione  delle  aziende per gli apprendisti  provocherà  un
  indubbio  aumento  dei  costi delle nostre aziende  che,  essendo
  soltanto  di  piccole dimensioni, dovranno  far fronte  ad  oneri
  contributivi maggiori che non potranno sopportare. Ma questo è un
  dato nazionale e lo cito soltanto.
   Questo  governo,  ma credo col contributo di  tutto  il  vecchio
  Parlamento  -  l'ho riconosciuto in Aula - ha  fatto  uno  sforzo
  notevole  per stabilizzare i precari della Regione.  Mi  è  stato
  chiesto  addirittura  di  stabilizzare anche  quelli  degli  enti
  locali,  ma  abbiamo firmato un provvedimento  solo  per   quelli
  della Regione.
   Adesso,   il  Governo  nazionale  ci  pone  il  problema   della
  stabilizzazione dei cinquemila ex precari della Regione che,   se
  dovesse  permanere,  farà uscire la Sicilia fuori  dal  patto  di
  stabilità.
   Vorrei  che  ci  mettessimo d'accordo. Mi era sembrato  di  aver
  capito che c'era una politica tendente ad evitare il precariato e
  a  stabilizzare il personale - onorevole Cantafia, so che lei  la
  pensa  come  me - ma datemi  una mano d'aiuto perché sono  qui  a
  chiedervela per spiegare al Governo nazionale che il processo  di
  stabilizzazione  non  può portare all'uscita  della  Sicilia  dal
  patto  di  stabilità  perché, così facendo, saremmo  costretti  a
  licenziare cinquemila precari. Non credo che sia  possibile e per
  questo abbiamo attivato un confronto con il Ministro del Lavoro.
   Sono  venuto a riferirvi tutto ciò perché ritengo giusto che  il
  Parlamento  e i parlamentari si attivino, perché ci  si  dia  una
  mano  d'aiuto  a  spiegare  che  abbiamo  fatto  un  processo  di
  stabilizzazione  che  non può essere messo  dentro  il  patto  di
  stabilità.
   Un'altra questione sulla quale mi soffermerei velocemente  -  so
  che  molti  parlamentari  se ne sono occupati,  anche  autorevoli
  parlamentari di tutti i partiti - è la questione della  provincia
  di Enna che, per quanto è difficile che venga cancellata, essendo
  garantita  da  una  legge regionale, di fatto è  quanto  potrebbe
  avvenire.
   Mi  sembra strano che in Sicilia rimane una provincia, quella di
  Enna,  senza la  Prefettura, la Questura, il Comando  dei  Vigili
  del Fuoco, della Finanza, dei Carabinieri o, peggio ancora, che i
  cittadini,  per l'ordine pubblico, devono rivolgersi al  Questore
  di  Caltanissetta, al Comandante dei Carabinieri di  Catania,  ai
  Vigili del Fuoco di Ragusa.
   Personalmente, sollecito questo problema ma so che ci  sono  già
  autorevoli parlamentari che se ne stanno occupando. Per quel  che
  mi riguarda, ritengo giusto osservarli.
   Ma  non  è  finita lì. La finanziaria si occupa anche dell'IRRE,
  l'Istituto  Regionale per la Ricerca Educativa, un  istituto  che
  grava sull'onere della Regione siciliana e che viene trasformato,
  dalla   Finanziaria, in una agenzia per la scuola che  farà  capo
  alla Direzione regionale scolastica. E ciò non può essere fatto.
   Lo  pongo  all'attenzione  perché  non  possiamo  continuare   a
  governare  a colpi di ricorsi alla Corte Costituzionale.  E'  una
  struttura  che non può essere cancellata poiché è  in  capo  alle
  competenze  della  Regione - il Consiglio  di  Amministrazione  è
  eletto  dal  governo  regionale  -  che  non  può  prendere   una
  struttura,  cancellarla e spostare le competenze all'Agenzia  per
  la scuola che fa capo alla Direzione regionale scolastica.
   Abbiamo  spiegato ciò al Ministero della Pubblica  Istruzione  e
  ritengo complicato dover  ricorrere alla Corte per avere un  atto
  di giustizia.
   Anche  la  Scuola  Superiore della Pubblica  Amministrazione  di
  Acireale,  dopo  settanta  anni, viene cancellata,  pur  gravando
  sulle nostre risorse economiche. E mi chiedo quale sia il motivo,
  visto che per il 90% grava sulla Regione.
   Ritengo giusto attenzionare queste situazioni.
   L'ultima  perla  in  tema  - perché poi  siamo  tutti  pronti  a
  sostenere  quanto  sia  importante - è  la  legalità  e  lo  dico
  soprattutto  perché promotore di questa direzione  interregionale
  di  Polizia  di  Stato è stato l'allora Ministro  degli  Interni,
  onorevole Bianco.

                 Presidenza del presidente Micciche'

   Qualcuno  glielo  vorrà  dire che è stata  cancellata  anche  la
  Direzione interregionale della Polizia di Stato, che non esisterà
  più   una   volta  approvata  questa  Finanziaria,  che  avevamo,
  giustamente, ritenuto fosse una conquista per questa Terra e  per
  la  Calabria  in  tema  di  cultura di legalità,  di  sforzo,  di
  confronto, di ispezione?
   Ed invece anche questa è stata cancellata.
   Anche  l'imposta  di  ingresso  dei  visitatori  creerà  qualche
  problema.  E'  vero,  posso anche fare  ricorso.   Personalmente,
  posso   anche  avere  un  mio  pensiero  ma,  nella  qualità   di
  rappresentante della Regione, se vengono  lesi gli  interessi  e,
  comunque,  quelle  che sono le prerogative  del  nostro  Statuto,
  ammesso che non lo faccia io, lo farà l'Ufficio legale.
   Facendo  riferimento all'imposta di ingresso per  i  visitatori,
  ricordo  che la nostra è  una regione che ha puntato sul turismo,
  che  ha  scelto  di potenziare l'offerta turistica.  Adesso  cosa
  faremo?
   Faremo  pagare  le persone per venire in Sicilia?
   Se  ci  stiamo  sforzando di farli venire  pagando  noi,  adesso
  invertiamo la rotta e li facciamo pagare per venire in Sicilia?
   Mi  chiedo  in che modo spiegheremo a chi vive di  turismo  -  e
  sono  tanti  in Sicilia - che  applichiamo, prima, la  tassa  per
  traghettare,  ora  la tassa sull'ingresso.  Ciò,  a  mio  avviso,
  costituisce motivo di riflessione.
   Non  entro nel merito dei temi di carattere fiscale -  e  ce  ne
  sarebbero  tanti - poiché riguardano il Paese, nel suo complesso;
  li  tralascio per le valutazioni politiche. Quelle che ho  appena
  citato sono norme della Finanziaria che incidono profondamente ed
  esclusivamente sulla nostra Terra.
   Perché ho voluto riferire al Parlamento?
   Non  voglio  fare  polemica.  Vi chiedo  di  dare,  insieme,  un
  contributo perché alcune di queste norme, obiettivamente inique -
  non servono alla Sicilia perché la penalizzerebbero dal punto  di
  vista  dello  sviluppo  e  ci costringerebbero  ad  una  rincorsa
  difficilissima,  soprattutto nel campo  della  sanità  -  possano
  essere  riviste, rivalutate, rivisitate, nell'interesse di tutti,
  soprattutto  dei  siciliani - e ce ne sono  tanti  -   che  hanno
  scelto di votare diversamente da questo Governo.
   Vi  chiedo - è  questo il mio appello al Parlamento, lungi da me
  voler fare polemica - di fare insieme una riflessione  perché  si
  possa  concretamente  -  e mi riferisco a  tutti  i  parlamentari
  siciliani  -  incidere  nel percorso della  Finanziaria  affinché
  queste norme vengano cancellate.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Onorevoli   colleghi,   poiché  gli  iscritti  a  parlare   sono
  numerosi,  propongo di proseguire i lavori d'Aula fino  alle  ore
  13.30,  così  da  consentire una breve pausa per il  pranzo,  per
  riprenderli subito dopo.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


           Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   numero  1  «Rivisitazione della manovra finanziaria nazionale  a
  difesa  degli  interessi della Sicilia», a firma degli  onorevoli
  Cascio, Dina, Formica e Di Mauro;

   numero  2  «Iniziative  per  evitare che  la  legge  finanziaria
  nazionale   penalizzi  ulteriormente  la  Sicilia   nel   settore
  sanitario», a firma dell'onorevole Fleres.

   Ne do lettura:

    L'Assemblea regionale siciliana,

   premesso  che il disegno di legge finanziaria 2007, all'articolo
  101, reca: 'Al fine di addivenire al completo trasferimento della
  spesa  sanitaria a carico del bilancio della Regione Sicilia,  la
  misura  del concorso della regione a tale spesa è pari al 45  per
  cento per l'anno 2007, al 47,5 per cento per l'anno 2008 e al  50
  per cento per l'anno 2009';

   considerato che:

   ciò  comporta un aggravio per le finanze regionali  pari  a  191
  milioni di euro per il 2007, 394 milioni di euro per il 2008, 610
  milioni di euro per il 2009, rispetto alle previsioni di spesa di
  cui al disegno di legge di bilancio per il 2007 e pluriennale per
  il triennio 2007-2009, presentato dalla Giunta regionale;

   come   si   minaccia  nell'incipit  dell'articolo,  il   Governo
  nazionale,  non contento di questo aumento, intende trasferire  a
  completo  carico della Regione siciliana la copertura finanziaria
  della  spesa  sanitaria con un aggravio che, a  rendiconto  2005,
  ammonta a 2717 milioni di euro;

   premesso  inoltre  che  fino al 1993 la  Regione  siciliana  non
  partecipava in alcun modo al finanziamento della spesa sanitaria;

   con  la legge 24 dicembre 1993, numero 537, articolo 12, si pone
  a  carico della Sicilia l'obbligo di partecipare nella misura del
  19 per cento alla suddetta spesa sanitaria 'in attesa delle norme
  di   attuazione   volte  a  completare  il  trasferimento   delle
  competenze  previste dallo Statuto speciale', la  cui  emanazione
  doveva avvenire entro il 31 marzo 1994;

   considerato ancora che:

   tali  norme  di attuazione non sono state emanate né  allora  né
  poi   e  che  quindi  ancor  oggi  siamo  in  attesa  della  loro
  emanazione;

   la  partecipazione regionale dal 19 per cento  del  1994,  senza
  alcun  tipo  di  motivazione  se non quella  della  necessità  di
  economie di spesa dello Stato, è stata portata nel 1995 al 25 per
  cento, nel 1996 al 35 per cento, nel 1997 al 42,5 per cento;

   in  realtà  la  partecipazione della Sicilia  è  ben  superiore,
  perché  alla quota direttamente a carico del bilancio  regionale,
  bisogna aggiungere:
   una quota pari al 90 per cento del gettito IRAP;

   l'addizionale IRPEF dello 0,90 per cento per intero;

   i   ricavi  e  le  entrate  proprie  delle  strutture  sanitarie
  pubbliche;   talché,  per  esempio  nel  2005,  la  quota   parte
  effettivamente sostenuta dallo Stato è ammontata a  consuntivo  a
  circa il 28,2 per cento;

   lo  Stato non ha mantenuto l'impegno assunto con la legge numero
  537  del  1993 e quindi, in maniera sicuramente non improntata  a
  leali  rapporti istituzionali ma, anzi, indebita,  la  Regione  è
  stata  tenuta  a  sopportare oneri finanziari dal  1994  al  2006
  complessivamente pari a 27.361 milioni di euro;

   visto che:

   la  spesa  sanitaria  per abitante in Sicilia  è  in  linea  con
  quella delle altre regioni;

   il  Governo  nazionale  non  ha ancora  ottemperato  all'obbligo
  recato   dal   decreto  legislativo  numero  241  del   2005   di
  trasferimento  alla  Sicilia  delle  entrate  fiscali   derivanti
  dall'applicazione dell'articolo 37 dello Statuto;

   considerato   infine   che   è   pendente   presso   la    Corte
  Costituzionale, ricorso della Regione siciliana teso ad ottenere,
  in  applicazione  dell'articolo 36 dello  Statuto  e  quindi  del
  principio  della territorialità delle imposte, il  riconoscimento
  della spettanza del gettito derivante:
   dall'IRPEF   sui   redditi  di  lavoro  dei   dipendenti   delle
  amministrazioni centrali e periferiche dello Stato;

   dalle ritenute su interessi premi e altri frutti corrisposti  ai
  correntisti bancari aventi sede legale fuori dell'Isola;

   dall'IVA  relativa a operazioni compiute in Sicilia  da  imprese
  che  non  vi abbiano sede legale; e da contratti di assicurazione
  diversi dalla r.c.a.;

   ritenuto  che lo Stato da un lato non dà quello che ci è  dovuto
  e  dall'altro  si disimpegna da un compito che gli è  formalmente
  proprio e minaccia di ulteriormente gravare sulle nostre finanze,

                         impegna il Presidente della Regione

   a  partecipare al primo Consiglio dei Ministri utile, al fine di
  rappresentare   in   quella   sede   la   contrarietà    espressa
  dall'Assemblea regionale nei confronti della manovra finanziaria,
  in  specie  per  quanto  riguarda il  trasferimento  della  spesa
  sanitaria alla Sicilia;
   a  manifestare  in  quella sede il profondo disagio  del  popolo
  siciliano nei confronti di una finanziaria che non risolve alcuno
  dei problemi dell'Isola, ma anzi li aggrava;

   ad  esprimere,  in  quella sede o in qualunque  altra  ritenesse
  opportuna, le difficoltà cui andrebbe incontro il bilancio  della
  Regione nel caso in cui si mantenesse questa iniqua norma;

   ad  impugnare  la  norma presso la Corte Costituzionale  qualora
  essa fosse approvata dal Parlamento;
   a  promuovere  quelle  iniziative politiche  e  legislative  che
  riterrà  opportune  al  fine  di difendere  gli  interessi  della
  Sicilia  e  delle  autonomie regionali,  eventualmente  anche  in
  raccordo con le altre regioni che si volessero associare,

            invita il Presidente dell'Assemblea regionale
                              siciliana

   a  nominare, ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento  interno,
  una  Commissione  con  il compito di verificare  e  monitorare  i
  rapporti Stato-Regione in ordine all'attuazione dello Statuto, in
  specie  per quanto riguarda la materia finanziaria, ivi  comprese
  le questioni attinenti alla riscossione delle imposte.
   Detta  Commissione, la cui composizione sarà  determinata  dalla
  Presidenza   ai  sensi  dell'articolo  29  ter,  comma   1,   del
  Regolamento interno, potrà avvalersi di esperti nel numero  dalla
  stessa autorizzato . (1)

    L'Assemblea regionale siciliana,

   visto:

   il disegno di legge 'Finanziaria' varato dal Governo nazionale;

   considerato  che  l'articolo 101 di tale testo prevede  che,  la
  misura  del concorso della Regione siciliana alla spesa sanitaria
  'è  pari  al 45 per cento per l'anno 2007, al 47,5 per cento  per
  l'anno  2008  e  al  50  per cento per l'anno  2009'  e  che  ciò
  comporta, per le casse regionali, un aggravio di spesa stimato in
  circa di 200 milioni di euro all'anno;

   considerato  altresì  che  il  testo  prevede  il  trasferimento
  forzoso  del  TFR dalle imprese allo Stato, con ciò  danneggiando
  gravemente il sistema delle piccole e medie imprese siciliane, le
  quali  si  vedono sottratte ingenti risorse per gli investimenti,
  essendo  per  esse  notoriamente più  difficoltoso  l'accesso  al
  credito;

   considerato   in  generale  che  l'impianto  complessivo   della
  manovra  finanziaria disegnata dal Governo nazionale finisce  per
  penalizzare ancor più l'economia del Mezzogiorno e della Sicilia,
  peraltro  già  interessata da decisioni negative  in  termini  di
  infrastrutture, come ad esempio l'accantonamento del progetto  di
  realizzazione del ponte di Messina,

                       impegna il Presidente della Regione

   ad  assumere ogni utile ed opportuna iniziativa, sia nelle  sede
  politiche parlamentari che in quelle istituzionali (Consiglio dei
  Ministri,  ex  articolo 21, comma terzo, dello  Statuto  e  delle
  relative  norme  di attuazione; Conferenza Stato -  Regioni),  al
  fine  di  indurre il Governo nazionale a riconsiderare le  misure
  programmate che, da un canto, mettono a rischio la quantità e  la
  qualità  dei  servizi  resi ai cittadini e,  dall'altro,  frenano
  enormemente lo sviluppo economico . (2)

                       Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la  Commissione
  Attività produttive è stata convocata per oggi alle ore 15.00 con
  all'ordine  del  giorno  il  disegno  di  legge  riguardante   le
  procedure  di  rendicontazione per accelerare la spesa  pubblica,
  procedure che, peraltro, dovrebbero terminare il 31 dicembre.  Le
  chiedo,   pertanto,  se  fosse  possibile  riprendere  i   lavori
  pomeridiani alle ore 16.00 così da permettere alla Commissione di
  esitare  questo  disegno  di legge che  è  composto  da  un  solo
  articolo.

   PRESIDENTE.  Se non sorgono osservazioni, resta così  stabilito.
  Intanto, procediamo sino alle ore 13.30.

   Regione sul ddl Finanziaria presentato dal Governo Nazionale

   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


    Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
    della Regione sul disegno di legge Finanziaria presentato dal
                          Governo nazionale

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, non credo  che
  il   Presidente  della  Regione  abbia  fatto  delle  valutazioni
  tecniche. In questi mesi si è dato un profilo politico,  che  non
  condivido,  che  porta avanti con impegno  e  devo  dire  che  ha
  trascurato  - a mio parere -  gli adempimenti e gli  impegni  che
  abbiamo come Regione siciliana.
   Dall'inizio  della  legislatura  ad  ora,  non  c'è  stata   una
  proposta  né nelle Commissioni né in Aula sulla quale si  potesse
  discutere  per  capire quale linea di politica  economica,  quale
  modello  di  sviluppo e quali provvedimenti vogliamo assumere  in
  ordine al risanamento ed al contenimento della spesa.
   Certo,  è  stata  adottata la Finanziaria  ma  questo  dibattito
  anticipa  un dibattito che si poteva svolgere benissimo,  secondo
  il  calendario che aveva formulato il Presidente, o  in  sede  di
  presentazione  di mozione che dovevano iniziare  il  17  ottobre,
  prima  della  sessione di bilancio che inizierà a novembre  o  in
  sede di discussione, e sarebbe stato più pertinente, del DPEF.
   I  ritardi  che, ovviamente, riguardano il DPEF dipendono  dalle
  divisioni  che  ci  sono  state  all'interno  della  maggioranza;
  certamente, non è stata l'opposizione a chiedere di rimandare  in
  Giunta  il  DPEF perché era carente nella parte che  riguarda  le
  politiche  ambientali. Ho assistito, ad esempio, ad  un'audizione
  dell'Assessore  per  la  famiglia e  le  autonomie  locali  in  I
  Commissione  nel  corso della quale l'Assessore  non  ha  parlato
  minimamente del DPEF ma ha esposto un suo programma che  non  era
  contenuto nel DPEF.
   Probabilmente,  quindi,  occorre  un  raccordo  maggiore   anche
  all'interno  della  Giunta  per capire  qual  è  l'indirizzo  del
  Governo  su  tutte  le  problematiche che  riguardano  la  nostra
  Regione.
   Sono  costretto, comunque, a parlare della Finanziaria nazionale
  e  alcune osservazioni le voglio fare, non per contestare  quello
  che  ha detto il Presidente Cuffaro perché capisco che ci possono
  essere  argomenti  sui quali è necessaria una convergenza  tra  i
  rappresentati dell'opposizione e della maggioranza. Non sono  fra
  quelli  che  giustificano il tarlo della logica amico-nemico,  se
  c'è  una  esigenza  oggettiva, legittima  che  riguarda  il  bene
  comune, si può intervenire nei confronti dello Stato. Qui,  però,
  non  abbiamo  assistito  ad  un  percorso  o  ad  una  serie   di
  osservazioni  tecniche  in ordine ai miglioramenti   che  in  una
  Finanziaria  ci  possono essere, che si devono  apportare  perché
  nessuna   Finanziaria,  da  quando  faccio   politica,   ha   mai
  accontentato tutti.
   Questa  Finanziaria, però, ha un merito che  ascrivo  totalmente
  all'impostazione,   alla  concezione  di  società   che   ha   il
  centrosinistra.
   Finora,   Berlusconi  ha  operato  con  politiche   uguali   per
  situazioni  disuguali.  Faccio l'esempio del  credito  d'imposta,
  spalmato su tutto il territorio nazionale, che, praticamente,  ha
  ridotto  glie effetti per le zone sottosviluppate. Questa  è  una
  Finanziaria   che,   dopo  tanti  anni,  guarda   nuovamente   al
  Mezzogiorno e guarda ai soggetti più deboli.
   Per  quanto  riguarda la sanità, onorevole  Presidente,  si  può
  anche    chiedere   al   Governo   nazionale   di   ridurre    la
  compartecipazione ma il deficit stabilito dal suo  Governo  è  di
  1152  milioni di euro. Ammesso che, nel 2007, verranno  meno  200
  milioni  di euro, noi, a prescindere dalla Finanziaria nazionale,
  dobbiamo  intervenire e questo non lo dico io,  lo  dice  il  suo
  Assessore nell'atto di indirizzo nel quale ampiamente condanna  i
  governi  precedenti  per  non  avere  adottato  una  politica  di
  contenimento  della spesa e di qualificazione anche dei  servizi,
  in  particolare  nella  sanità pubblica, tant'è  che  lui  stesso
  propone  l'aggiornamento  del Piano sanitario  regionale  ed  una
  serie di modifiche all'attuale sistema sanitario.
   Non  so  se  l'assessore Lo Porto ha già  provveduto  al  resto,
  lasciando  la Finanziaria nazionale; è certo, però, che  si  deve
  fare  una manovra correttiva, una manovra aggiuntiva che è  stata
  proposta  dagli  stessi  uffici  per  quanto  riguarda  la  spesa
  sanitaria.
   In   generale,  la  spesa  sanitaria  ha  delle  difficoltà  che
  riguardano  la spesa farmaceutica, che riguardano  una  serie  di
  disfunzioni che ci sono nel sistema. Voglio ricordare a me stesso
  che,    in  Sicilia,  abbiamo  il  doppio  ticket   sugli   esami
  specialistici e sulla ricetta; non è andato in porto  il   ticket
  sul  pronto soccorso perché i cittadini non l'hanno applicato  e,
  quindi, questa misura non si è realizzata in Sicilia. Per  quanto
  riguarda,  ad esempio, il 118, lo stesso Assessore  dice  che  le
  autoambulanze sono corredate dalla figura del medico soltanto per
  un terzo rispetto al totale complessivo delle nostre ambulanze.
   Ci  sono,  quindi, cose che vanno migliorate e cose che dobbiamo
  aggiustare  noi come Regione. La filosofia del mio  intervento  è
  che  saremmo più credibili se aggiustassimo prima i nostri  conti
  nei   confronti   del  Governo  nazionale  e  non   soltanto   se
  rivendichiamo provvedimenti che derivano solamente  dallo Stato.
   L'onorevole   Presidente  ha poi parlato  dei  soldi  del  Ponte
  sullo Stretto di Messina ma io ne parlerò successivamente.
   Si  tratta  di una Finanziaria - come dicevo prima - che  guarda
  al  Meridione perché introduce elementi significativi di  svolta:
  il   credito   d'imposta  era  stato  abolito  dal  Governo   del
  centrodestra ed è stato reintrodotto dal Governo Prodi.
   La  differenza  nel cuneo fiscale, nel costo del lavoro,  non  è
  una  differenza di poco conto perché, se fosse stato adottato  un
  provvedimento  uguale per tutto il Paese, avremmo  avuto  effetti
  secondari assolutamente marginali per la Sicilia. Il fatto che  è
  stata  introdotta una misura selettiva a vantaggio dei lavoratori
  e delle aziende del sud, certamente, è un fatto di novità.
   Per  quanto  riguarda la politica per la famiglia,   l'onorevole
  Cuffaro   non  ha  parlato  degli  sgravi  perché  qui  c'è   una
  contraddizione.  Il  Presidente  della  Regione  ha  detto   che,
  rispetto  al  gettito dell'IRPEF, ci perdiamo perché le  famiglie
  pagano  meno  tasse. Qualcuno, quindi, afferma che  non  vi  sono
  questi interventi a favore delle famiglie che hanno più figli. Vi
  invito   a  riflettere  sul fatto che se ci sono  gli  interventi
  incassiamo  meno soldi ma se non ci sono vuol dire che incassiamo
  più  soldi. Non si possono dire entrambe le cose, cioè che  siamo
  penalizzati  perché si fa una politica a favore  delle  famiglie,
  non  soltanto sul piano degli sgravi fiscali, ma anche sul  piano
  dei  servizi perché la costruzione degli asili nido serve  a  una
  visione della famiglia così come la intendiamo noi.
   C'è  poi  il  problema delle infrastrutture. Abbiamo un  deficit
  di  infrastrutture che ci portiamo dietro da tanti anni. Come  ho
  già  dichiarato  sulla  stampa - non  sono  tra  coloro  i  quali
  all'improvviso cambiano idea - sono convinto che, in  un  sistema
  debole,  non si interviene soltanto con  alcune opere faraoniche,
  quasi  per dare il significato di una foglia di fico che copre  i
  nostri  ritardi.  In un sistema debole, si interviene  attraverso
  una  pianificazione, una programmazione rigorosa e non sono stato
  mai   pregiudizialmente   contro  il  ponte.   Ho   fatto   delle
  osservazioni  in  ordine  ai  costi-benefici,  alla   fattibilità
  dell'opera,  all'impatto  ambientale,  ma  non  sono  stato   mai
  pregiudizialmente contro.
   Se  utilizziamo, dunque, queste risorse  per migliorare i nostri
  porti,  per migliorare le nostre ferrovie, per realizzare  alcune
  infrastrutture propedeutiche alla realizzazione del ponte, che  è
  un'opera  importante  anche se non  prioritaria,  non  credo  che
  arrechiamo  un danno alla Sicilia perché l'esigenza, ad  esempio,
  della  città  di  Messina di un secondo porto   o  l'esigenza  di
  completare la Ragusa-Catania o di completare la ferrovia Messina-
  Palermo-Catania  è   oggettiva ma  non  è  incompatibile  con  un
  politica  che guarda anche ai sistemi logistici locali  che  sono
  fondamentali.
   Il  rafforzamento, ad esempio, del porto di Augusta che ha tutte
  le  caratteristiche  per diventare veramente la porta aperta allo
  sviluppo  e ai commerci che vengono dall'Oriente, è una  priorità
  sulla  quale ci dobbiamo intestare una battaglia politica capendo
  qual è anche la nostra capacità di investire.
   Il   bilancio   della  Regione,  purtroppo,  è   diventato   uno
  stipendificio.  La  spesa, quasi all'85 per  cento,  è  assorbita
  dalle  spese  correnti e dalle spese obbligatorie  e non  abbiamo
  una  grande  capacità  di  investimento,  se  non  sulle  risorse
  extraregionali  e sui fondi di Agenda 2000 per  i quali  dobbiamo
  prevedere la compartecipazione, così come l'ha prevista lo  Stato
  a livello nazionale.
   Il  Presidente  ha parlato dei danni nel settore  dei  trasporti
  per  quanto  riguarda  le  isole  Eolie.  Ricordo  che  il  primo
  provvedimento  di riduzione del 16 per cento delle forniture  era
  stato fatto già dal Governo Berlusconi, non da questo Governo che
  si  è  insediato  da  due, tre mesi, al quale vengono  attribuiti
  tutti i mali che possono esserci su questa Regione.
   Nella  Finanziaria, per quello che mi risulta, ad  esempio,  non
  sono  stati  previsti 50 milioni di euro che  servono  al  nostro
  sistema  di  trasporto  locale per passare dalla  concessione  ai
  contratti di servizio. Nella legge 19, infatti, abbiamo stabilito
  che, dopo avere definito le unità di rete ed i servizi essenziali
  minimi  di  trasporto, avremmo adeguato, nel momento  in  cui  si
  stabilisce il contratto di servizio, i contratti  per le  aziende
  pubbliche  e  private dell'Iva e dei miglioramenti Istat  che  vi
  sono  stati.  Non solo non sono stati previsti questi 50  milioni
  di euro ma, addirittura, è stato decurtato il fondo ordinario che
  serve per avere in Sicilia il diritto alla mobilità.
     Mi  auguro  che questo dibattito sia un dibattito  che  faccia
  verità  non solo sulla Finanziaria nazionale ma faccia  verità  e
  che,  finalmente,  avvii un confronto serio  tra  maggioranza  ed
  opposizione sulle cose da fare e sui problemi da risolvere ma  in
  ordine alle nostre competenze perché, fino a quando facciamo  una
  politica che rivendica senza fare fino in fondo il nostro  dovere
  -  e  non lo abbiamo fatto in questi anni; non voglio citare dati
  ma  non c'è dubbio che lo squilibrio tra le aree forti del  Paese
  ed  il  sud della Sicilia permane e si aggrava sempre  di  più  -
  fino  a quando non veniamo in Aula per dire  questo è il progetto
  del  Governo e su questo voi potete fare un patto di coesione con
  le   organizzazioni  sociali,  le  organizzazioni  culturali   ed
  imprenditoriali ,  non avremo lanciato un bel  messaggio;  avremo
  soltanto  polemizzato in termini politici,  senza  fare  crescere
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  un  detto
  antico  che  è sempre d'attualità -  perché sapete che   i  detti
  antichi  sono  figli  di una lunga, di una grande  esperienza  e,
  soprattutto,  di un grande vissuto - che recita:  Al  peggio  non
  c'è fine  .

   SPEZIALE. Non c'è Fini

   FORMICA. Magari  Purtroppo, non c'è fine.  Ed io mi rendo  conto
  che è difficile se non impossibile, per molti colleghi, difendere
  una  Finanziaria  che è indifendibile, cercando  di  arrampicarsi
  sugli  specchi; parlando con molti colleghi, comprendo il disagio
  che provano costoro rispetto a taluni provvedimenti assunti nella
  Finanziaria  per  i  quali veramente non c'è una  giustificazione
  plausibile,  se non addentrandoci in altri spazi che sono  quelli
  della  follia  o  dell'interesse personale.  Certamente,  in  una
  situazione normale di governo, al di là delle altrettanto normali
  linee  di  tendenza  che  un governo di centrodestra  per  taluni
  aspetti  o  un  governo di centrosinistra per altri aspetti  sono
  obbligati  a  prendere, in questo campo, in questo  settore,  con
  questa Finanziaria, per cercare di capire ciò che ha guidato  gli
  estensori di questo documento, bisognerebbe addentrarsi, appunto,
  nello studio delle malattie.
   Non   voglio   rifare  l'elenco  che  è  stato   così   bene   e
  dettagliatamente,  ma  non  sufficientemente  e  non  in  maniera
  esaustiva, proposto dal Presidente della Regione perché, man mano
  che si leggono e che si leggeranno quelle 280 pagine, a fronte di
  una  Finanziaria del Governo di centrodestra che era composta  da
  60  pagine  e  noi parlamentari della Regione siciliana  sappiamo
  cosa  vuol  dire fare una Finanziaria di 60 pagine o una  di  280
  perché sappiamo - come spesso accade - che una Finanziaria arriva
  in Aula magari con 70 articoli, viene proposta dal Governo con 50-
  60  articoli,  in Commissione Bilancio arriva a 90-100  articoli,
  per   poi,  dopo  il  passaggio  dall'Aula,  arrivare  a  150-160
  articoli.
   Siamo  in  presenza di una Finanziaria presentata  dal  Governo,
  prima  di andare alle Commissioni  Bilancio di Camera e Senato  e
  di  affrontare  poi  l'Aula, che è già il  quadruplo  dell'ultima
  Finanziaria  del  Governo della Casa delle Libertà,  del  Governo
  Berlusconi.
   Si  parte, quindi, con una Finanziaria che prevede, gioco-forza,
  di  tutto  di  più.  Man  mano che si leggeranno  queste  260-270
  pagine, certamente,  si scopriranno tanti di quei balzelli, tante
  di  quelle  previsioni assurde che ci faranno gridare sempre  più
  allo scandalo per le incomprensioni.
   Potrei  cominciare  col  dire che è  stata  fatta  una  campagna
  elettorale  in  cui  il  Governo Prodi si  era  impegnato  a  non
  aumentare le tasse e tutti ricordiamo che si accusava il  Governo
  Berlusconi  di  essere un ostaggio della Lega  Nord  e,  per  ciò
  stesso,  di  essere  un governo che operava e che  aveva  operato
  costantemente contro il Sud e contro il Meridione d'Italia.
   Bene   I  fatti  ci hanno detto il contrario. I fatti  ci  hanno
  detto, e ci dicono, che abbiamo un Governo che, forse, è ostaggio
  di  un'altra Lega Nord, la Lega rossa Nord, nelle cui  mani  sono
  affidate  tutte le risorse che si stanno racimolando  con  questa
  Finanziaria  perché di provvedimenti che aumentano i balzelli  in
  maniera indiretta ce ne sono a iosa; ad esempio, le tasse che  si
  pagano per la costituzione di un atto giudiziario, mi dicono, che
  erano  di 100,00 euro, sono passati di colpo e per decreto,   per
  un  provvedimento  preso  con  la  Finanziaria,  a  500,00  euro.
  Risultano, quindi, quintuplicate.
   Di  provvedimenti di questo tipo, in questa Finanziaria,  ve  ne
  saranno  una  infinità.  Per fare che  cosa?  Non  per  risanare,
  certamente, le casse dello Stato, perché è una foglia di fico che
  è  stata  smentita  dai numeri, in quanto  solo  un  terzo  della
  manovra  finanziaria serve per il risanamento.  E,  badate  bene,
  quel  terzo che serve gliel'ha regalato l'ultima Finanziaria  del
  governo  Berlusconi  che  ha provocato  un  aumento  del  gettito
  fiscale,  un introito di ben 8 miliardi di euro, 16 mila miliardi
  delle  vecchie lire.
   Per  portare  il  deficit  sotto il 3 per  cento,  servivano  10
  miliardi  di  euro,  cioè  non serviva  alcuna  manovra.  Perché,
  quindi, è stata fatta e portata avanti una manovra finanziaria di
  questa  imponenza?  Per  distribuire  reddito  alle  fasce   meno
  abbienti?  Assolutamente no  Anche i sindacati che, in  un  primo
  momento,  avevano  applaudito ed intonato   peana   a  favore  di
  questa  Finanziaria,  appena si sono fatti quattro  conti  oppure
  appena  gli  aventi  diritti  - gli operai,   i  dipendenti,  gli
  impiegati,  le fasce più deboli - si sono accorti di  quelle  che
  erano  le  cifre e sono andati anche da loro a protestare,  hanno
  iniziato  a  protestare a loro volta. Appena ci si è accorti  che
  l'aumento, per le fasce più deboli, in busta paga, sarebbe  stato
  di  10,00,  8,00, 12,00 euro al mese, a fronte di tasse indirette
  che, globalmente considerate, ammonteranno  a 35,00,  a 50,00,  a
  70,00  a  100,00 euro in più, ad un certo punto, è  caduta  anche
  questa  foglia  di  fico,  cioè  la giustificazione  che   questa
  manovra finanziaria fosse stata fatta per favorire i più deboli.
   Non  favorisce  i più deboli  Non li favorisce perché  introduce
  il  ticket negli ospedali; non li favorisce perché obbligherà gli
  enti  locali a triplicare, a quadruplicare la maggior parte delle
  tasse   e  delle  imposte  comunali;  li  sfavorisce  perché   ha
  introdotto tutta una serie di tassazioni indirette che  grava  su
  tutte le fasce non escludendo alcuno.
   Perché,  quindi, l'entità di questa manovra, posto che, come  ho
  detto   prima,  ne  serviva  solo  un  terzo  per   risanare   e,
  addirittura, questo terzo glielo aveva fornito la Finanziaria del
  governo precedente con l'aumento del gettito fiscale?
   Si  mira  ad  altro,  evidentemente.  Si  mira,  ad  esempio,  a
  favorire  i patronati che incasseranno qualcosa come  500  o  600
  milioni   di   euro  in  più  dall'obbligo  che  discende   dalla
  Finanziaria  per tutti coloro i quali hanno bisogno  di  sbrigare
  una  qualsiasi pratica, immigrati compresi, i quali, da  oggi  in
  poi, dovranno passare dai patronati i quali - come tutti sappiamo
  -  ricevono, per ogni pratica, un contributo da parte dello Stato
  e,  quindi, da parte di tutti noi. Occorrono, dunque, risorse per
  finanziare i mille rivoli previsti in questa Finanziaria.
   Passo  ai  tagli  apportati  per il Sud.  Quel  Governo,  figlio
  dell'accordo con la Lega Nord e, quindi, un Governo sbilanciato a
  Nord,  aveva  previsto tutta una serie di infrastrutture  per  il
  meridione  d'Italia  e  aveva  finanziato  tutta  una  serie   di
  infrastrutture...

   DE BENEDICTIS. Finanziato, no

   FORMICA. Finanziato, ed ora lo spiegherò.

   DE BENEDICTIS. Finanziati sulla carta.

   FORMICA. No, li ha previsti e finanziati.
   Fingete  di  non  capire che un'opera può  essere  totalmente  e
  subito  finanziata  -  se  fossimo uno Stato  ricchissimo,  ultra
  ricco,  potremmo anche permettercelo - oppure un'opera può  avere
  inizio,  essere  avviata, si può finanziare la  prima  tranche  e
  provvedere,  con  le Finanziarie successive,  come  si  è  sempre
  fatto, a coprire le rimanenti trance. Di fatto, queste opere sono
  state  finanziate, questi cantieri sono stati aperti e  le  opere
  sono iniziate.
   Bene,  con  questo Governo che è per il Sud, che  -  come  tutti
  sappiamo  - è cronicamente deficitario di opere infrastrutturali,
  l'unico  modo perché vi sia sviluppo, soprattutto quando c'é  una
  disuguaglianza, come avviene nel nostro meridione d'Italia ed  in
  Sicilia, è quello di dotare questi territori delle infrastrutture
  necessarie  ed  indispensabili. Questo  Governo  ha  iniziato  la
  propria attività dicendo  di tutte le infrastrutture previste dal
  Governo   precedente   non  se  ne  fa  nulla   e   ritiriamo   i
  finanziamenti .
     La  cosa  ancor   più  grave, però, è un'altra.  Mi  riferisco
  all'opera  che più ha infiammato la fantasia, al definanziamento,
  all'abolizione   dell'opera  che  più  di  qualunque   altra   ha
  infiammato la fantasia dei siciliani, e non solo, dei calabresi e
  di  tutti coloro i quali hanno un minimo di buon senso,  cioè  la
  costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
   Si   dice che questa opera ha un costo enorme. Intanto,  per  lo
  Stato, l'opera  è a costo quasi zero, in quanto è finanziata  dai
  privati.
   Sostanzialmente, quindi, per quale motivo si vuole  impedire  la
  costruzione di quest'opera quando, alla fin fine, si prevedeva  a
  carico  dello  Stato  solo il 20 per cento o  forse  anche  meno?
  Onorevoli  colleghi, il motivo è un altro.  L'ho  gia  detto,  in
  quest'Aula, e lo ripeto ed è bene che ognuno di voi lo  sappia  e
  che ognuno di noi si renda conto di cosa vogliono fare.  Cosa  ci
  dicono da sempre? Anziché costruire il ponte, quest'opera inutile
  realizziamo  le opere indispensabili per la nostra Regione,  cioè
  le  ferrovie, i porti, gli aeroporti; facciamo le condutture  per
  l'acqua,  la rete idrica, cioè tutte quelle opere che  mancano  o
  sono insufficienti e che potrebbero essere realizzati con i fondi
  previsti per quell'opera.
   C'è  una  piccola  considerazione da fare,  onorevoli  colleghi,
  cioè che, intanto, quelle opere finora non sono state realizzate,
  nonostante il fatto che il ponte non sia stato realizzato. Se  si
  fossero  volute  realizzare le opere di  cui  parlavo  prima,  si
  sarebbe già potuto fare e non si è fatto. Perché?
     Nel  1996  o  1997,  non ricordo bene,  ero  presente  ad  una
  riunione  in  Presidenza  - in quel periodo il  Presidente  della
  Regione era l'onorevole Provenzano - con il capo delle ferrovie -
  non  ricordo  il  nome  -  prevista per affrontare  il  tema  del
  raddoppio  ferroviario.  Ebbene,  candidamente,  il  responsabile
  delle  ferrovie, ha detto:  Il raddoppio ferroviario? Ma  di  che
  cosa  state  parlando?  Ve lo potete dimenticare   che  senso  ha
  andare  a  velocizzare  le  linee ferrate  siciliane  e,  quindi,
  prevedere  il  raddoppio  delle ferrovie in  Sicilia  se  poi  si
  perdono tre ore e più per il traghettamento? .
     Aveva  ragione; era una logica stringente per cui di raddoppio
  ferroviario  è  inutile  parlare. Fino a quando  vi  sarà  questa
  censura,  questa  interruzione  sullo  Stretto,  è  perfettamente
  inutile  andare  a  velocizzare  il  traffico  interno.   Non   è
  redditizio. Nei fatti, così è stato.
     C'è  un altro esempio che vi posso fare: guardate  la Sardegna
  che,   considerate  le  distanze,  non  ha  neppure  le  ferrovie
  elettrificate, non ha neppure le autostrade ma, sempre per quella
  logica  che  afferma che non ha senso investire  fiumi  di  soldi
  quando  la velocizzazione non serve a mettere in connessione  una
  regione  o  un territorio con il resto d'Europa o dell'Italia,  è
  lì,   fine  a  se  stessa e, quindi, non  è  capace  di  produrre
  sviluppo. E' quello che è avvenuto.
   Non  vogliono fare il ponte perché sanno che questo lo si fa con
  l'intervento dei privati  ma, dopo, cadrà la foglia di fico della
  scusa   che   hanno  addotto  finora  per  evitare  il  raddoppio
  ferroviario, per evitare l'alta velocità in Sicilia, per  evitare
  di   spendere   soldi  nelle  infrastrutture.  Tutte   le   altre
  infrastrutture,  una  volta che il ponte sarà  stato  realizzato,
  debbono obbligatoriamente essere realizzate con il bilancio dello
  Stato.
   Il motivo vero per il no veloce e repentino al ponte è questo.
   Il  motivo vero è che tutti i soldi, più dell'80 per cento delle
  risorse  disponibili dello Stato per realizzare le infrastrutture
  in   tutta  Italia,  servirebbero  per  intero  a  realizzare  le
  infrastrutture in Sicilia per la costruzione del ponte.  Così  si
  elimina il ponte.
   La  stessa  cosa avviene per la sanità che equivale a 10  ponti.
  Non  è  solo  il 2,5 per cento di quest'anno; è il fatto  che  le
  altre  regioni contribuiscono per il 30 per cento e  noi  eravamo
  già  da  dieci anni al 42,5 per cento. Ciò significa che, su  una
  spesa  di  16  mila miliardi all'anno, che è il  costo  effettivo
  della sanità in Sicilia, davamo già il 12 per cento in più. Il 10
  per  cento  vuol  dire 1.600 miliardi di vecchie lire,  cioè  800
  milioni  di euro; il 12 per cento, invece, equivale già ad  altri
  300  milioni di euro, praticamente, più del deficit che  abbiamo,
  attualmente, nella sanità.
   Se  fossimo messi nella condizione in cui sono le altre  regioni
   virtuose',  non avremmo alcun buco sanitario perché il  miliardo
  di euro di buco, se ci fosse stata la contribuzione nostra pari a
  quella  dell'Emilia Romagna o a quella della Toscana o  a  quella
  della Lombardia o a quella del Lazio, non lo avremmo.
   Siamo  in  presenza  di  una manovra vergognosa  e,  in  questo,
  dovremmo  essere  uniti,  maggioranza e opposizione,   perché  si
  tratta di un danno enorme arrecato ai siciliani che nessuna forza
  politica  può sopportare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che
  abbiamo   assistito  ad  una  rara  esibizione   della   migliore
  tradizione  della   sceneggiata' che,  a  mio  avviso,  segna  un
  percorso ed è anche il sintomo di un declino  che questa  Regione
  si  appresta  a  vivere  nella  fase discendente  della  parabola
   cuffariana'.
   Il  Presidente della Regione utilizza quest'Aula, il Parlamento,
  di  fatto, per aprire una dichiarazione di guerra mentre  avrebbe
  il  dovere -  pur nelle convinzioni che egli può avere su singoli
  aspetti  di  una  manovra  complessa,  come  è  sempre  stata  la
  Finanziaria  -   di provare a tenere insieme un  ragionamento  e,
  soprattutto, a tenere insieme gli aspetti positivi e negativi che
  qualunque manovra presenta.
   Questa  manovra eredita una situazione drammatica delle  finanze
  dello Stato e costringe a fare una Finanziaria di 35 miliardi  di
  euro  di  cui, vorrei ricordare, 20 miliardi sono per lo sviluppo
  e,  onorevoli  colleghi, per la prima volta dopo anni,  torna  ad
  essere  il  Mezzogiorno il luogo prioritario dello  sviluppo  del
  Paese.  Quando  parliamo  di Mezzogiorno,  parliamo  anche  della
  Sicilia  perché  anche gli imprenditori e i lavoratori  siciliani
  saranno  interessati dalla riduzione del cuneo fiscale;  anche  i
  lavoratori  e  le  imprese  siciliane  saranno  interessati   dal
  credito  d'imposta;  anche i lavoratori e  le  imprese  siciliane
  saranno  interessati dalla possibilità, dopo  anni  che  è  stata
  declarata  come  richiesta, a volte demagogica, di  conoscere  il
  tempo di zone di fiscalità di vantaggio.
   Una   manovra   finanziaria,  dunque,  che  affronta,   in   una
  condizione  difficile per le finanze dello Stato, la  possibilità
  di far ripartire il Paese. Di contro, il Governo regionale che ha
  varato  una  Finanziaria,  ha annunciato  di  voler  rinviare  le
  questioni relative allo sviluppo ad un apposito disegno di  legge
  che sarà approvato successivamente.
   Per  questo  motivo,  affermo  che  questo  Governo  non  ha  la
  credibilità,  non  solo  nei confronti di  Roma  ma  persino  nei
  confronti dei siciliani, di dire con onestà le cose di cui parla.
   Proviamo,  quindi,  a  fare un ragionamento  serio.  Non  voglio
  nascondere  che vi sono aspetti della Finanziaria che  cercheremo
  di  modificare,  che sono oggetto di esame del  Parlamento  -   i
  parlamenti servono anche a questo - che è possibile, in   qualche
  modo,  provare a mitigare, ad aggiustare meccanismi che  appaiono
  oggi particolarmente pesanti.
   Signor  Presidente  ed onorevole Assessore, vorrei  ricordare  -
  visto che il Presidente della Regione ha fatto il comizio e se ne
  è  andato  -  che  siamo  in  presenza  di  una  manovra  che  ha
  l'obiettivo di annunciare  a questo Paese che, adesso, è il tempo
  di rimetterlo in moto.
   Qual  è  -  lo  ripeto  -  il  contributo  che  sta  dando,  non
  all'intera Nazione, ma alla Sicilia?
   Ho  l'impressione che questa sceneggiata di oggi, in realtà, sia
  stata  organizzata e pensata per nascondere il fallimento in  cui
  ci  ha  cacciato il Governo Cuffaro nei cinque anni precedenti  e
  questo fallimento, signor Presidente e  onorevole Assessore   per
  il   bilancio,  non lo dichiaro io  ma è, devo  dire  in  maniera
  egregia,  scritto nelle due paginette e mezzo che  presentano  la
  Finanziaria regionale a questo Parlamento, recanti le  firme  del
  direttore  Emanuele e del direttore Mineo, i quali ci dicono  che
  esamineremo  una  Finanziaria, per la prima  volta,  dove  alcune
  delle  spese obbligatorie, compreso il Fondo sanitario regionale,
  non  è  interamente  coperto,   non nella  quota  prevista  dalla
  Finanziaria nazionale del 45 per cento, non è coperto al 42,5 per
  cento  a legge vigente; non è coperto il Fondo per il precariato,
  non  è  coperta  la legge sulla forestazione, che abbiamo  varato
  alla  fine  della scorsa legislatura; è stato gestito  un  taglio
  generalizzato orizzontale a tutte le strutture del bilancio ed  a
  tutti  gli  assessorati che rendono poco credibile la possibilità
  che quel taglio realmente si affermi.
   Queste affermazioni ci dicono - e ci dicono pure i funzionari  -
  che ci apprestiamo a varare una Finanziaria dove già sappiamo che
  potremo  coprire  le  spese obbligatorie con le  variazioni  allo
  scoperto, cioè, sostanzialmente, con i debiti fuori bilancio.
   Stiamo  lasciando agli altri le responsabilità di quello che  ha
  prodotto il Presidente Cuffaro. Di ciò, il Presidente Cuffaro non
  vuole  parlare;  non vuole spiegare perché, nel 2005,  quando  ha
  sottoscritto con il Governo Berlusconi, non con il Governo Prodi,
  un accordo che prevedeva che, entro il 2005, il 2006, il 2007, si
  sarebbe  fatto  un  piano di rientro per portare  a  pareggio  il
  deficit sanitario.
   Solo  tra il 2005 e il 2006 la spesa sanitaria in Sicilia  -  il
  deficit  -  è  raddoppiato. Siamo passati  dai  640  milioni  del
  deficit  2005  a 1 miliardo e 157 milioni, dichiarati  nel  DPEF,
  nel  2006. E meno male che dovevamo ridurlo  Figuratevi,  se  non
  fosse stato sottoscritto quell'accordo, cosa sarebbe successo per
  la spesa sanitaria
   Abbiamo  fatto  finta  - e questo sì, il  Parlamento  non  si  è
  riunito,  di fronte ad un'altra sceneggiata che è stata costruita
  tra  Cuffaro  e  Tremonti, che aveva previsto di trasferire  alla
  Sicilia    i   fondi   dell'articolo   37,   salvo   dire    che,
  simmetricamente, saranno trasferite competenze che  oggi  sono  a
  carico  dello Stato ma sono di competenza della Sicilia - di  non
  accorgerci  di  tutto  questo;  abbiamo  brindato  ad  un  grande
  successo.  Il  risultato  è che cancelleremo  gli  accantonamenti
  negativi posti nella Finanziaria 2006 per quanto attiene ai fondi
  dell'articolo 37.
   E'  o  no  il  sintomo  di  un  fallimento,  un  fallimento  che
  rischiano di pagare le imprese, i lavoratori, i pazienti?
   Certo,   lavoreremo  per  evitare  che  la  Sicilia   abbia   la
  penalizzazione  di un aumento della quota di cofinanziamento  del
  Fondo sanitario ma mi chiedo se questo Governo è nelle condizioni
  di  essere  serio  e credibile in una politica  di  rigore  e  di
  risanamento della spesa sanitaria quando, qualche settimana fa, a
  fronte di una spesa sanitaria fuori da ogni controllo, il Governo
  Cuffaro,  anzi l'Assessore Cuffaro -  nei giorni in cui era  pure
  Assessore per la  sanità  - ha emanato un provvedimento in cui ha
  inserito  altri cinquecento posti-letto nella sanità privata  nel
  sistema regionale.
   Ma  può un Presidente avere l'autorevolezza di venire qui a dare
  lezione  a  chiunque, a Prodi come all'ultimo  amministratore  di
  condominio di questo Paese?
   Ecco  perché  avete voluto costruire oggi questa  giornata  che,
  ritengo, apra inevitabilmente una china pericolosa perché,  nella
  contrapposizione, non credo che vinca la Sicilia e lo dico  anche
  agli autonomisti di questa Regione.
   Oggi,   stiamo   celebrando   una   delle   pagine   più    nere
  dell'autonomia  perché  l'autonomia  non  è  una  rivendicazione;
  l'autonomia  è  una pratica, è un valore che si costruisce  nello
  sfidare sui contenuti gli altri e non nel rivendicare quando  non
  si hanno le carte in regola per rivendicare.
   Tutto  ciò  avviene dove abbiamo perso anche battute  importanti
  in  queste  settimane. Una delle poche cose fatte in questi  mesi
  dal  Governo  Prodi è stata , tra l'altro,  il  decreto  Bersani,
  decreto  che, credo, qualunque persona di buon senso  -   persino
  quelli di centrodestra - dovrebbe  dire:  Dovevamo farlo noi
   Il risultato qual è?
   Si  fa  il  decreto  Bersani e, un minuto  dopo,  il  Presidente
  Cuffaro  che, più che al  ponte, pensa di mettere il filo spinato
  in   questa   Regione,  annuncia:   Ricorreremo  alla   Consulta,
  ricorreremo  alla  Corte Costituzionale, il  decreto  Bersani  in
  Sicilia non si deve applicare .
   Per quale motivo?
   Dobbiamo   difendere  qualche  farmacista  che,  magari,   vuole
  consentire  al figlio, dopo 15 anni che è morto il  titolare,  di
  avere  il  diritto  di  ereditare la farmacia  anche  se   non  è
  laureato   in   farmacia?  O  a  qualcuno  che   non   vuole   la
  rintracciabilità dei pagamenti? O alle professioni libere che  si
  apre  un  mercato finalmente dove l'utente sceglie anche in  base
  alla contrattazione?
   Vogliamo impedire, insomma, a questa Regione di conoscere  anche
  un  po'  di mercato oltre che i meccanismi oligopolisti che  sono
  stati sostenuti e favoriti da questo Governo regionale.
   Ecco, questa è la realtà di un Governo che parla del ponte,  non
  per unire ma per fare un'ulteriore sceneggiata.
   Vorrei  ricordare  -  mi  dispiace che l'onorevole  Cuffaro  non
  legga tutti i provvedimenti -  che il decreto che anticipa alcune
  delle  norme  contenute in Finanziaria  contiene  una  norma  che
  stabilisce, in maniera nitida, che i fondi Fintecnica,  cioè  che
  finanziavano una parte del Ponte sullo Stretto, vanno  utilizzati
  esclusivamente per le aree della Calabria e della Sicilia.
   Finiamola con questa propaganda
   Siamo  convinti che, in questa Terra, servano più  le  ferrovie,
  le strade che ci porteranno  forse, un giorno, ad attraversare il
  ponte,  ma per arrivare al ponte bisogna poterci arrivare.  E  in
  Sicilia, come in Calabria, ancora oggi, vi sono grandi ed  enormi
  difficoltà per arrivare alle due sponde.
   Ecco perché credo che, oggi, la pagina che stiamo scrivendo  sia
  una  pagina che contraddice un altro Cuffaro, il Cuffaro che l'11
  luglio  del  2006, al CNEL, assieme ad altri sette Presidenti  di
  Regione,  assieme ai segretari di CGIL, CISL, UIL e al Presidente
  di  Confindustria, sottoscrivevano e presentavano un pacchetto di
  proposte al Governo nazionale per la Finanziaria.
   E   quel  Cuffaro che sottoscriveva quelle proposte è lo  stesso
  che  oggi  ci  è venuto a dire che, sostanzialmente, le  proposte
  contenute nella Finanziaria arrecano un danno alla Sicilia. Delle
  due l'una: o era ubriaco l'11 luglio o dice bugie oggi.

   CASCIO. Non ha chiesto certamente la cancellazione.

   CRACOLICI. Onorevole Cascio, sappia che per la prima  volta,  il
  documento  sottoscritto dai Presidenti delle Regioni è stato  per
  intero, persino in maniera inaspettata,  calato nella Finanziaria
  nazionale  (fiscalità di vantaggio, credito d'imposta,  questioni
  che  riguardano il cuneo fiscale differenziato per  le  aree  del
  Sud,  il  bonus  occupazione, investimenti, quattro  miliardi  di
  investimenti per il Mezzogiorno).

              (interruzioni dai banchi di centrodestra)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  consentiamo   all'onorevole
  Cracolici di completare il suo intervento.

   CRACOLICI.  Vorrei  dire all'onorevole Dina che,  evidentemente,
  non  ha  ascoltato  il  mio intervento,  che  non  ho  detto  che
  l'onorevole  Cuffaro  ha  sostenuto, in sede  di  Conferenza  dei
  Presidenti  delle  Regioni, che era previsto  il  cofinanziamento
  maggiorato e quindi lì era d'accordo e qui è contrario. Ho  detto
  che  la  manovra  finanziaria, come tale,  si  compone  di  parti
  positive  e  di  parti  meno positive; alle  parti  positive   ha
  contribuito,   anche nella qualità di Presidente  della  Regione,
  il  Presidente Cuffaro che l'11 luglio ha sottoscritto un accordo
  con  gli  altri  presidenti,  CGIL, CISL,  UIL  e  Confindustria,
  quando  ha  presentato il documento sul Mezzogiorno al  CNEL.  Lì
  c'erano  tutte quelle misure che serviranno alla nostra economia,
  quelle  che  non  avete  messo voi nella  Finanziaria  regionale.
  Vedremo se c'è tempo.
   E  vorrei concludere questo mio intervento affermando che stiamo
  verificando le condizioni perché la Finanziaria nazionale provi a
  correggere, per quanto riguarda il Centro di Ricerca  RiMed,  per
  quanto  riguarda  la  possibilità di  una  diversa  applicazione,
  eventualmente,  del Fondo Sanitario Nazionale (FSN).  Credo  però
  che  una  cosa non sia accettabile, cioè collocare questa Regione
  all'opposizione  di  un  processo  faticoso,   di   un   processo
  complesso,  ma  di  un processo in cui si sta  cercando  di  fare
  ripartire l'Italia.
   Se  oggi  qualcuno  vuole  isolare la  Sicilia  e  renderla  più
  povera, questo è colui che sceglie la via della propaganda, della
  contrapposizione  ideologica, altro che tecnica,  anche  il  tono
  dimostrava  che  si  trattava di qualcosa di più  che  tecnico  e
  questo  è  un  danno che si arreca davvero alla Sicilia  e,  come
  diceva  l'onorevole  Cintola,  frase  adesso  coniata  anche  dal
  Presidente Cuffaro,  la Sicilia ed i Siciliani .
   Il  danno  più grave alla Sicilia ed ai Siciliani è prodotto  da
  una  logica feroce, cieca, inutile, di contrapposizione che, alla
  fine, produrrà un saldo sicuramente negativo per i Siciliani.
   Mi  auguro  che  il  Presidente  Cuffaro  possa  rivedere  anche
  l'atteggiamento    istituzionale,    possa     rivedere     anche
  l'atteggiamento  politico  e possa, con  maggiore  autorevolezza,
  dando  prova di essere autorevole qui, rivendicare gli  interessi
  dei Siciliani a Roma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'onorevole   Presidente  della  Regione  per   avere   dato   la
  possibilità a tutti i parlamentari, quanto meno, di fare  sentire
  la propria voce.
   Sa,  onorevole  Cracolici,  le sceneggiate  non  fanno  male  ai
  siciliani,   le   sceneggiate  certamente   non   danneggiano   i
  lavoratori,  i documenti legislativi certamente sì e  non  vorrei
  soffermarmi su una problematica che investe, soprattutto, tutti i
  Comuni  siciliani,  perché ci stanno pensando proprio  in  questo
  momento  i  sindaci d'Italia e  certamente i sindaci delle  città
  più  importanti non fanno riferimento alla parte politica che  in
  questo momento rappresenta la Sicilia.
   Dalla  bozza  della finanziaria, non riuscivo a comprendere  per
  quale   motivo  comuni  come  Roma,  Torino,  Bologna,  venissero
  penalizzati con una manovra così pesante. Questa mattina, invece,
  me ne sono reso conto, leggendo  La Repubblica' e l'intervista al
  segretario  della  centenaria Confederazione dei  Lavoratori,  la
  CGIL, e ritengo che, da qui a qualche ora, qualcosa rientrerà.
   Epifani  scrive:  l'ANCI ha sbagliato a non cercare un  rapporto
  con i sindacati . Epifani dice che, prima di parlare col Governo,
  di  contrattare  col Governo, così come ha fatto  l'ANCI,  ci  si
  doveva  rivolgere  ai  sindacati e  ritengo  che  questa  sia  la
  filosofia   politica  che  contraddistingue  il  Governo   Prodi,
  esattamente  come  quello che ha annunciato il  Presidente  della
  Camera, sia in campagna elettorale, sia quando si è insediato  al
  Parlamento  nazionale,  una  cultura diversa,  la  cultura  della
  ridistribuzione  del reddito ed in queste due piccole  parole  ci
  sta tutto.
   Ma  oggi  non   voglio  parlare  di  quelli  che  sono  i  fatti
  economici   finanziari  perché  avremo  modo  nella   finanziaria
  regionale  di  confermare o spero di dare  un  giudizio  positivo
  alla  vera  finanziaria, in quanto il Commissario per gli  affari
  economici  della Comunità europea boccia questa finanziaria,   la
  boccia in  modo sonoro e non perché ha dato  un giudizio positivo
  oggi  allo  stato  dell'arte, ma perché dice che  il  giudizio  è
  positivo se non si tocca questa finanziaria.
   Ho  letto  che Almunia ha dichiarato che con queste  misure   il
  disavanzo  sarà   sotto il tre per cento, quindi  è  un  giudizio
  positivo,  se non si tocca la finanziaria. Siccome questa  è  una
  finanziaria, permettemi questa parola un po' forte, che vi dovete
  mangiare...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  i   saldi  comunque  rimangono
  invariati.

   MANCUSO.  Ma,   ve  lo dico io,  che questa  finanziaria  ve  la
  dovete  mangiare, oggi con l'Anci e i sindaci,  tra  qualche  ora
  con il TFR per le piccole e medie imprese.

   ODDO. Non è  un dramma

   MANCUSO.  Non  è  un  dramma,  assolutamente,  però  non  potete
  rispettare quanto avete già prospettato  al Commissario  per  gli
  affari economici. Ripeto, non voglio né polemizzare né entrare in
  conflitto  su  argomenti che certamente i tecnici sanno  spiegare
  meglio   di  me,  vorrei  però  puntare  l'attenzione  di  questo
  Parlamento -  e lo faccio io dell'UDC visto che ad ogni  campagna
  elettorale   diventiamo bersaglio  soprattutto  di  chi  è  dalla
  parte diversa dalla nostra - su due punti fondamentali.
   La   Sicilia  ha  certamente  un  problema,  come  lo  definisce
  qualcuno, io ritengo sia una disgrazia, cioè la mafia. E la mafia
  si combatte con i presidi della legalità.
   Questo  Governo  ha  scritto già due  punti  fondamentali  della
  lotta  alla  mafia, negativi e speriamo che ritratti  subito.  Il
  primo   è  la  soppressione in una provincia -   non  faccio  una
  polemica  campanilistica -  come quella di Enna -  e  invito  chi
  non  è stato in quel territorio a visitarlo - di  tre presidi  di
  legalità   come  la  Prefettura,  la  Questura   e   il   Comando
  provinciale dell'Arma dei Carabinieri.
   Vengono  soppressi.  Questa  è  stata  la  scelta,  una   scelta
  oggettiva,  e vorrei sentire chi fino ad oggi ha scelto,  invece,
  la  giusta  battaglia  dei  presidi di legalità,  soprattutto  il
  segretario  dei  DS, oggi viceministro o l'allora segretario  dei
  DS,  se  si sentono di portare avanti tale battaglia. Non possono
  essere  soppressi  i presidi di legalità  E  questo  è  il  primo
  punto.
   Il  secondo punto, sul quale  tutti quanti vorrebbero  sorvolare
  ma  sul  quale,  per quanto mi riguarda, ci sarà  una  attenzione
  massima.  L'allora  ministro dell'Interno,   in  accordo  con  le
  polizie   in   senso   lato,    aveva  combattuto   affinché   il
  coordinamento della Polizia dello Stato,  sia in Sicilia  che  in
  Calabria  diventasse un punto di riferimento per  la  lotta  alla
  criminalità. Serviva un organismo, e serve tutt'oggi un organismo
  che  coordini, ispezioni e controlli le questure della Sicilia  e
  della Calabria.
   L'allora  Ministro Bianco ha vinto questa battaglia  -   se  poi
  non  interessa  ne  prendo atto sui fatti oggettivi  -  la  prima
  battaglia,    relativa   al   fatto  che    questo   dipartimento
  interregionale venisse fatto in Sicilia, ebbene, l'ha  vinta;  la
  seconda   battaglia  riguardava  l'allocazione  nella  città   di
  Catania.
   Una  battaglia durata sei anni, un presidio della  legalità  con
  funzionari  di  altissimo livello al Dipartimento  interregionale
  della  Sicilia e della Calabria, un coordinamento che ha  dato  i
  suoi frutti - vedendo anche le cronache degli ultimi mesi - e che
  ha  portato  ad arresti eccellenti per traffico di droga,  lavoro
  nero,  immigrazione clandestina e più in generale  per  interessi
  mafiosi.
   Con  il  Governo  Prodi  questo centro  di  coordinamento  e  di
  ispezione,  che  è  servito ad alimentare  una  forte  azione  di
  supporto  contro  le  criminalità, non solo logistica,  ma  anche
  sotto il profilo amministrativo, viene soppresso. Sono certo  che
  sia   in   quest'Aula,   sia  sulla  stampa,   i   colleghi   del
  centrosinistra  si  guarderanno  bene  dal  parlare   di   questo
  argomento,  si  guarderanno bene dal difendere una posizione  che
  piove  dall'alto a discapito dei siciliani onesti, si guarderanno
  bene, da questi scranni, dal difendere un presidio della legalità
  indispensabile  per  la lotta alla mafia e  alla   ndrangheta;  o
  forse sarò smentito.
   Così  come  oggi  ho la pazienza di ascoltare questo  dibattito,
  avrò  anche  la pazienza di attendere le sorti della finanziaria,
  ed eventualmente, a gennaio, ritornerò qui per vedere chi fino  a
  ieri  ha  fatto la lotta alle criminalità, così come  ritengo  la
  facciamo tutti quando si presenta un fatto oggettivo.
   E'  una  scelta del Governo Prodi quella di abolire un  presidio
  di   coordinamento,  di  ispezione  e  di  indirizzo   quale   il
  Dipartimento  Interregionale della Polizia di Stato;  vedremo,  a
  consuntivo, se poi dobbiamo sentire, come sempre, che  una  parte
  politica difende la mafia ed un'altra, invece, la combatte.
   Ritengo  che  la  mafia  si combatta  anche  con  i  presidi  di
  legalità  e la fotografia che sto facendo a questa finanziaria  -
  lo ripeto - non riguarda gli aspetti tecnici ed economici, di cui
  parleremo più avanti, ma è una fotografia oggettiva relativa alla
  soppressione  di  almeno  quattro  presidi  della  legalità:   la
  Prefettura  di Enna, la Questura di Enna, il Comando  provinciale
  dei  carabinieri  di  Enna  e il Dipartimento  Interregionale  di
  coordinamento delle Questure della Sicilia e della Calabria.
   Vediamo  cosa  succederà,  quali saranno  le  organizzazioni  di
  piazza  a  difesa  della  legalità,  quale  sarà  l'azione  della
  cosiddetta  antimafia' a difesa del Dipartimento Interregionale.
   Personalmente,  sono  da  sempre  a  fianco  di  chi  ha  questa
  esperienza, di chi ha sempre assunto, in prima linea,  la  difesa
  della  Sicilia  e, pur essendo uno degli ultimi  della  fila,  mi
  accoderò  dietro a chi ha più esperienza, più forza e più  vigore
  di   me  nei  confronti  del  Governo  Prodi,  ma  non  per  fare
  sceneggiate,  come  ha  detto  qualcuno,  bensì  per  evitare  di
  approvare  un  provvedimento amministrativo che, certamente,  non
  valorizza  la  Sicilia né l'aiuta a combattere le criminalità  in
  due territori pervasi da azioni criminali giornaliere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  con molta attenzione le parole del Presidente Cuffaro.
   Personalmente, non ritengo di essere fra coloro che sono  amanti
  degli   inciuci',  ma  nemmeno fra  coloro  che  credono  che  la
  contrapposizione totale serva a questa Sicilia.
   Onorevole  Presidente Cuffaro, lei è il primo  Presidente  della
  Regione eletto direttamente dal popolo siciliano, ed è all'inizio
  del  suo secondo mandato. Credo che un grande statista, un grande
  Presidente, debba da oggi cercare di governare per la  Sicilia  e
  non  solo  fare  una rappresentazione per tentare  di  eludere  i
  problemi  reali della nostra Regione. Oggi, lei ha la possibilità
  di  fare  una  politica  di  rigore in  Sicilia,  perché  ha  una
  maggioranza  solida  ed  un Governo che praticamente  ha  la  sua
  impronta, quindi, potrebbe presentarsi in quest'Aula con norme di
  rigore, purché servano anche alla Sicilia.
   Ritengo  che  il dibattito odierno faccia più male alla  Sicilia
  rispetto   a   quelle  che  potevano  essere  le  condizioni   di
  miglioramento,  come  ad esempio designare  una  delegazione  che
  portasse avanti le istanze dei siciliani, in quanto così come noi
  sindaci  ci  siamo battuti per alcune correzioni  avremmo  potuto
  farlo,  in  delegazione, presso gli organi  istituzionali;  credo
  però che questo dibattito allontani tale possibilità.
   Al  di  là del disavanzo economico, che ammonta a 1.100 miliardi
  di  euro  per la sola spesa sanitaria, vi sono anche altri  fatti
  specifici della Regione siciliana. Oggi, oltre la finanziaria, il
  Governo  regionale ha presentato anche un disegno  di  legge  che
  prevede  l'istituzione  di  quattro  assessorati  junior   e   la
  creazione  della figura del deputato supplente. In un momento  in
  cui  vi è un rigore per la Sicilia, l'unico disegno di legge  sul
  quale la maggioranza ha trovato l'accordo amplia notevolmente  le
  spese per le casse regionali.
   Forse  sarebbe  stato  opportuno, onorevole Presidente  Cuffaro,
  parlare  dei  tagli  da  fare  agli  Uffici  di  Gabinetto  degli
  assessorati, che sono diventati un rifugio per tutti  coloro  che
  rappresentano questo o quel deputato.
   Per  quanto  riguarda, poi, i cinquemila precari  regionali  che
  sono  stati regolarizzati, lei sa che io in quest'Aula  feci  una
  battaglia  dicendo che sarebbe stato un sbaglio  regolarizzare  i
  cinquemila precari regionali a 36 ore settimanali, perché avremmo
  potuto, con le stesse somme, regolarizzarli a 24 ore, dando  così
  una  speranza anche agli articolisti degli enti locali.  Oggi  ci
  accorgiamo  che  non ci sono i soldi per potere  provvedere  alla
  stabilizzazione, per cinque anni, dei precari degli enti locali.
   E  tra  l'altro,  proprio  in questi giorni,  si  assiste  sulla
  stampa alla polemica sulle promozioni facili della Regione, sugli
  stipendi  dei superburocrati della Regione, tutte cose che  hanno
  portato ad un disavanzo di 2 miliardi e mezzo.
   Ebbene,  onorevole Presidente, credo che cercare di  allontanare
  verso  l'esterno  -  attraverso una manovra intelligente,  ma  di
  propaganda elettorale - i reali problemi della nostra Regione non
  serva  ai  siciliani.  Lei può avere ancora oggi  l'autorità  per
  cambiare  l'impostazione da dare a questa Regione, ma  non  così,
  perché  nelle  sedi istituzionali, nella Conferenza Stato-Regioni
  vi   sarebbe  stata  la  possibilità  di  ottenere  di  più,   ma
  presentandoci con un debito così alto, con un bilancio  virtuale,
  con un ammanco, per gli enti locali, di 450 milioni di euro e per
  la  sanità  di un miliardo e cento milioni di euro, non  potevamo
  proprio  ottenere  di più; ecco perché una raddrizzata  a  questi
  conti bisognava darla.
   Oggi  gli enti locali non dispongono dei finanziamenti di  cassa
  di  cui hanno bisogno, vi sono grosse preoccupazioni; ecco perché
  bisogna  rivisitare l'intero sistema. E se non lo facciamo  oggi,
  se  non  lo fa lei, che è Presidente di un Governo con una  forte
  maggioranza, chi dovrebbe farlo?
   E  poi  parliamo del ponte, che diventa un cavallo di  battaglia
  per  la  Sicilia, dicendo che con la sua realizzazione si sarebbe
  potuto   risolvere  il  problema  occupazionale-economico   della
  Sicilia.
   Onorevole Presidente, lei ha potuto constatare personalmente,  e
  le  do  merito di questo, la situazione della città  di  Messina.
  Cinque anni fa, a seguito di un disastro ferroviario verificatosi
  nei pressi di Rometta, il Governo Berlusconi promise di risolvere
  il  problema del doppio binario nella tratta interessata.  Ma  in
  questi  cinque  anni, questa promessa non è  stata  mantenuta,  i
  finanziamenti annunciati non sono stati mai erogati.
   Non si può eludere il problema delle tasse e delle imposte.
   Ricordo  che il ministro Tremonti, con una circolare,  abolì  il
  credito  d'imposta per la Sicilia perché non vi erano più  fondi.
  Oggi,  nella  finanziaria nazionale, che pure  è  criticabile  in
  alcune  sue  parti, sono previsti, per la Sicilia, un  taglio  al
  cuneo fiscale differenziato di diecimila euro per ogni assunzione
  a  tempo indeterminato, il ripristino del credito d'imposta e  di
  alcune  importanti sovvenzioni per la famiglia e per il  sociale,
  somme  che  il  Governo  Berlusconi aveva  tagliato,  pur  avendo
  annunciato in Conferenza Anci che le avrebbe mantenute.
   Ritengo  che  lei, oggi, da Presidente di questa Regione,  possa
  dare  una  svolta alla politica di governo, anche  rischiando  di
  essere  impopolare,  non  mantenendo  alcune  promesse  fatte  in
  campagna elettorale se queste non possono essere mantenute.
   Siamo  all'inizio  di  una  nuova legislatura,  e  più  che  una
  contrapposizione  su questioni di politica nazionale,  servirebbe
  un modo nuovo di fare istituzione, un modo nuovo di rappresentare
  il  Governo della Regione siciliana, ed in quel caso,  credo  che
  lei avrebbe l'appoggio di tutti i parlamentari siciliani.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Onorevoli   colleghi,   sospendo  la   seduta   avvertendo   che
  riprenderà alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 16.00)

              Presidenza del vicepresidente Stancanelli

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   considerata   l'assenza   del   Governo,
  sospendo,  nuovamente, la seduta avvertendo che  riprenderà  alle
  ore 16.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.02, è ripresa alle ore 16.30)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  con
  molto  interesse l'intervento dei colleghi della  maggioranza,  e
  con  altrettanta attenzione quello dei colleghi dell'opposizione,
  che ringrazio per l'attenzione che dedicano alla vita politica di
  questa  Sicilia. Ritengo, però, che la Presidenza, così  come  ha
  già  fatto  in  passato, debba fare un richiamo al  rispetto  del
  ruolo istituzionale di ognuno di noi ed in particolare dei membri
  del  Governo  e  del  Presidente  della  Regione,  perché  non  è
  possibile   definire    operetta'  o,  ancora,    intervento   da
  teatrante'  quello del Presidente della Regione,  che ha  chiesto
  di  essere sentito da questo Parlamento per lanciare il grido  di
  dolore  della Sicilia, fortemente penalizzata dalla  nuova  legge
  finanziaria che è certamente iniqua. Con essa si vuole punire una
  Regione  che  ha  il  solo torto, onorevoli  colleghi,  di  avere
  fortemente votato a destra in più occasioni e di rappresentare un
  baluardo dei valori della destra in questa Italia.
   Devo  dire  che  la politica non è solo partito o partitocrazia,
  la  politica  è  principalmente idee, valori e, se mi consentite,
  anche  passioni; ed io ho apprezzato la passione con la quale  il
  Presidente   della   Regione   ha  trattato   l'argomento   della
  finanziaria nazionale.
   Mi  sarei  aspettato, al di là dei partiti, che dall'opposizione
  arrivasse  non soltanto una condivisione, ma anche un'intesa  nel
  difendere  non un partito o una parte politica, ma nel  difendere
  un'Isola che è stata presa a bersaglio dal Governo nazionale.
   La   finanziaria  nazionale  va  contro  tutto  quello  che  noi
  vogliamo  fare  in questa Regione, perché se noi diciamo  che  la
  Sicilia  ha  bisogno di innovazione, di sviluppo, di legalità,  è
  bene  prendere atto che l'indirizzo di questo Governo, che  guida
  l'Italia  soltanto  per  24.000  voti,  con  una  compagine   che
  sicuramente  non  rappresenta l'immagine e lo spirito  di  questa
  nostra Italia, e quindi di questa nostra Sicilia, è ben diverso.
   Vorrei  chiedere  ai colleghi dell'opposizione dei  chiarimenti,
  che  sono  attesi non soltanto da questo Parlamento,  da  chi  vi
  parla, ma soprattutto sono attesi dal popolo siciliano. Quando la
  finanziaria  decide di sopprimere il centro di sperimentazione  a
  Carini,  uno  dei  tre presenti in Sicilia,  si  va  contro  ogni
  principio di innovazione di questa Regione. Quando si parla  -  o
  si  straparla - del grande bisogno di legalità, di controllo  del
  territorio,  di lotta contro la mafia, sono parole che  rimangono
  tali,  onorevoli colleghi, se alle stesse non segue un intervento
  concreto,    progetti    legislativi   che    diano   fondamento,
  significato  e  contenuto  alle  parole,  come  la  decisione  di
  sopprimere   in   tutta   Italia  i  Centri   Interregionali   di
  Coordinamento  delle forze di Polizia, e per quanto  ci  riguarda
  viene soppresso quello che coordina la Sicilia e la Calabria.
   Per  chi non è aduso a questo tipo di argomentazioni, il  Centro
  Interregionale di Coordinamento della Polizia di Stato è un  ente
  con importanti funzioni in termini di coordinamento dell'attività
  di  polizia, di controllo del territorio, di vettovagliamento per
  le forze di polizia, in termini di  raccordo di tutte le forze di
  polizia che operano nel territorio.
   Come  si  può  così  coniugare il messaggio di legalità,  sempre
  crescente in Sicilia, in un momento in cui la mafia ha ripreso  a
  sparare  e  ad  uccidere? In un momento in cui  la  recrudescenza
  criminale  coinvolge l'85 per cento dell'attività commerciale  ed
  imprenditoriale?  Come  si può pensare di eliminare  un  presidio
  fondamentale  che va a coordinare la lotta antimafia  e  combatte
  ogni forma di criminalità in Calabria ed in Sicilia?
   Eppure,  sono questi gli interventi della finanziaria nazionale
  Ha  detto  bene il Presidente della Regione, seppur nella  difesa
  degli  interessi  di parte di questo Parlamento;  quando  in  una
  Regione  fortemente  vocata al turismo - lo sa  bene  l'onorevole
  Cascio  che è stato per anni un protagonista della vita  e  dello
  sviluppo  turistico di questa Regione-, nella quale si  pensa  di
  costruire  alberghi, di fare un sistema di asse viario  e   nuove
  infrastrutture,  si   impone una tassa  sulle  presenze  e  sugli
  ingressi turistici nella stessa regione,  significa che si  vuole
  remare contro lo sviluppo turistico della stessa  Isola.
   Ma  a dirlo non è soltanto Salvino Caputo, o Alleanza Nazionale,
  o  la  maggioranza  di  questo  Parlamento,  sono  gli  operatori
  tedeschi che hanno già dichiarato, sul  Sole 24 Ore' di oggi, che
  diserteranno  e  porteranno altrove i loro pacchetti  di  viaggi,
  perché la Sicilia sta diventando una Regione fortemente contraria
  ed    ostile   ai   grandi   movimenti   turistici   europei   ed
  internazionali.
   Credo che questa finanziaria debba essere intesa per quella  che
  è:  essere  di sinistra, o di centro, o di destra significa  poco
  quando si è eletti dal popolo; quando si diventa parlamentari  si
  è sì rappresentanti di una parte del popolo italiano e siciliano,
  si  è  espressione di una parte politica, ma si è espressione  di
  una delega che i cittadini ci hanno conferito.
   Non   è   pensabile  fare  una  conferenza  stampa  come  quella
  organizzata  ieri  dalla  minoranza di questo  Parlamento,  nella
  quale  avete difeso una finanziaria che è indubbiamente contraria
  agli  interessi di sviluppo di questa Sicilia. E allora, come  si
  può  stare in un'Aula parlando dello sviluppo di questa  Sicilia,
  quando vi siete limitati a interpretare un ruolo di parte sapendo
  che  difendete l'indifendibile, sapendo che difendete  una  legge
  finanziaria  che  è destinata a distruggere e  a  mortificare  lo
  sviluppo di questa Sicilia.
   E  siete  in  errore  quando affermate che il  Presidente  della
  Regione  oggi ha fatto teatro, onorevole Assessore Lo  Porto;  il
  Presidente  della  Regione ha incarnato quei  cinque  milioni  di
  siciliani  che  si rifiutano di essere oppressi da  questa  legge
  finanziaria. Per capire come questa sia una finanziaria di parte,
  e  non  sia la finanziaria dell'Italia, basti citare la decisione
  di  chiudere, dal primo gennaio 2007, la Prefettura, la Questura,
  il Comando dei Carabinieri, il distaccamento dei Vigili del Fuoco
  di  Enna,  perché  é  una  provincia al di  sotto  dei  200  mila
  abitanti.  Ma  non si comprende - e voi colleghi  della  Sinistra
  siciliana  dovreste chiedere come mai - come nella  provincia  di
  Parma,  che  è  al  di  sotto dei 200 mila  abitanti,  sia  stata
  prevista  una  deroga,  e  lì  viene mantenuta  la  Questura,  la
  Prefettura, il distaccamento dei Carabinieri, della Finanza e dei
  Vigili del Fuoco.
   E  allora ci sono due Italie? C'è un'Italia ed una Sicilia?  C'è
  una Regione che é di destra e quindi va punita?
   La  finanziaria  è  la legge di bilancio di  questa  Nazione  ed
  anche  della  Sicilia,  e deve avere uno sguardo  a  tutti  i  50
  milioni  di italiani residenti in questo nostro Paese. E  non  si
  può operare mortificandoli. E la cosa più grave è che, invece  di
  trovare  in questo Parlamento una unità di intenti, di programmi,
  di  progetti,  anche di decisioni che vadano  contro  il  Governo
  nazionale, ancora una volta ci si divide per esigenze di parte  e
  di partito, tradendo ancora una volta le istanze ed i bisogni del
  popolo  siciliano che chiede soltanto di essere governato,  anche
  da  chi sta a Roma, nel rispetto della diversità di avere votato,
  per  un'idea,  per un partito, per un progetto che  certamente  è
  diverso  da  quello  con  il  quale  in  questo  momento  si  sta
  governando l'Italia, e che è di un Governo  che regge le sorti di
  questa  Italia  soltanto  per  24 mila  voti.  Troppo  pochi  per
  governare e per decidere
   Pertanto,   invito  voi parlamentari eletti in  Sicilia,  eletti
  con  i  voti  dei siciliani, a rispettare non le indicazioni  dei
  partiti, ma il cuore della Sicilia che chiede di essere tutelata,
  di essere protetta, di essere amministrata non da uomini di parte
  ma da uomini che rappresentano il desiderio di riscatto di questa
  Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ballistreri.  Ne
  ha facoltà.

   BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  premessa
  vorrei   esprimere  la  soddisfazione  di  aver  visto   che   il
  Presidente  Cuffaro, dopo alcuni mesi, si è ricordato  di  questa
  Assemblea,  di  questo  Parlamento ed è  venuto  qui  in  Aula  a
  parlare.  Una  soddisfazione per il riconoscimento di  un  ruolo,
  dopo  aver invocato una forma palese di presidenzialismo ed anche
  l'augurio  che il Presidente Cuffaro si ricordi spesso di  questo
  Parlamento,  della  sua  centralità opportunamente  espressa  dal
  presidente Miccichè il giorno del suo insediamento.
   Da  questo punto di vista, cari colleghi, credo che il  richiamo
  che  si fa alla sovranità popolare, le funzioni di rappresentanza
  del  popolo,  non  possa essere una mera petizione  di  principio
  invocabile  a  seconda delle circostanze. Come  diceva  Benedetto
  Croce   La  forma è sostanza , e spesso la forma  e  la  sostanza
  vengono meno all'azione di questo Governo.
   Abbiamo  ascoltato  le affermazioni del Presidente  Cuffaro,  le
  preoccupazioni, le contestazioni al Governo nazionale. Ma,  dallo
  stesso  Presidente Cuffaro, nei trascorsi cinque anni in  cui  al
  Governo della nazione c'era l'onorevole Berlusconi con un Governo
  di  centro  destra  - che ha ristrutturato il  Welfare  State  in
  questo  Paese, che ha creato le condizioni per uscire dall'Europa
  di Maastricht, come ieri ricordavano i rappresentanti dell'Unione
  Europea al ministro dell'economia - non abbiamo sentito esprimere
  né lamentazioni, né contestazioni, né preoccupazioni.
   Ebbene,  la finanziaria oggetto di questo attacco da  parte  del
  Governo  della  Sicilia è espressione e conseguenza dell'esigenza
  di far fronte ad una condizione drammatica della finanza pubblica
  in  questo  paese,  una condizione provocata da  cinque  anni  di
  cattivo  Governo - non lo diciamo noi per spirito  di  parte,  lo
  dice Maastricht, lo dice l'Unione Europea, lo dice la Commissione
  Europea  - cinque anni che hanno desertificato il nostro  sistema
  economico e produttivo.
   Da  questo  punto  di  vista, per parlare  il  linguaggio  della
  chiarezza, ci sembra che il richiamo identitario alla sicilianità
  del Presidente Cuffaro, si declini invece in una mera espressione
  di  isolazionismo,  la  volontà  cioè  di  aprire  un  fronte  di
  contestazione  e un polverone polemico per coprire responsabilità
  che  sono del Governo nazionale passato, di quello del presidente
  Berlusconi, e per coprire anche le responsabilità dei cinque anni
  trascorsi qui alla Regione.
   Si  alza  il  polverone della polemica per mascherare  i  propri
  insuccessi.
   Cito solo un dato: nei 5 anni passati il livello dei consumi  in
  questa Regione, il livello medio per famiglia pro-capite è  sceso
  al 70 per cento del livello medio nazionale, ed in questi 5 anni,
  come  è noto, ha governato il centrodestra e lo stesso Presidente
  della Regione.
   Allora,  rispetto  a questo, rispetto allo psicodramma  che  gli
  uffici governativi hanno vissuto per cercare di elaborare i dati,
  prima  del  DPEF  - che è una sorta di documento virtuale  -  poi
  della finanziaria di cui, diciamo soltanto in articolo mortis  si
  hanno  avuto notizie, testimoniano dei problemi seri  che  questa
  maggioranza e questo Governo hanno provocato alla Sicilia.
   Il  tentativo è sempre quello di manipolare i dati. Nel DPEF c'è
  un  dato  che appare francamente incredibile, se non conoscessimo
  il  richiamo  culturale ed economico che esso  ha.  Alla  finanza
  creativa  dell'onorevole Tremonti, si inseriscono  le  famigerate
   cartolarizzazioni',  cioè il tentativo  di  creare,  ancora  una
  volta, un'economica virtuale e non reale.
   Discutiamo  di  questo, cari colleghi, non discutiamo  di  altre
  questioni, non spostiamo il tiro per coprire i problemi  politici
  ed economici seri del Governo di questa Regione.
   Non  c'è  dubbio che la finanziaria nazionale abbia dei  limiti;
  ma  sono  limiti  propri  di questo strumento,  così  come  si  è
  configurato da trent'anni a questa parte, da quando il Parlamento
  nazionale,  negli anni 70, lo ha introdotto. La finanziaria,  per
  sua  natura, non è in grado di soddisfare tutto il catalogo delle
  domande e dei diritti che vengono espressi dalla società, che  fa
  delle  scelte, che compie una selezione, che crea una  gerarchia.
  Ma  non possiamo non evidenziare, ancora una volta, guardando  la
  finanziaria per quello che è - e non per quello che si vuole fare
  credere  per creare un polverone politico -, che essa offre  alla
  Sicilia una prospettiva di scenario.
   Cito  tre  questioni.  Innanzitutto,  sulle  infrastrutture   la
  finanziaria  offre  finalmente  alla  nostra  Regione  un  quadro
  prospettico    riguardo    alla    grande    infrastrutturazione,
  all'esigenza  cioè  di  modernizzare il territorio.  Si  invocano
  sempre  gli  imprenditori,  gli  investimenti,  il  mercato,   lo
  sviluppo  economico,  ma  chi  verrà  mai  in  Sicilia  con   una
  condizione infrastrutturale che è davvero da Terzo mondo? Ebbene,
  la finanziaria prevede investimenti su questo versante.
   L'altra   questione  riguarda  la  fiscalità  compensativa.   In
  campagna  elettorale abbiamo sentito  squilli  di  trombe'  sulla
  fiscalità di vantaggio, sull'esigenza del dumping fiscale,  tutte
  questioni che sembrano sparite dall'agenda del Governo regionale.
  La  finanziaria  nazionale pone la questione delle  zone  fiscali
  speciali  per  compensare, attraverso  il  fisco,  attraverso  un
  intervento  selettivo  tributario, le  questioni  dello  sviluppo
  dell'economia.
   E,    per   ultimo,   il   tema   della   Sicilia   nella   zona
  euromediterranea.  Anche  qui, una  sorta  di  desaparecidos  nel
  dibattito   regionale  da  parte  del  Governo   Cuffaro.   Nella
  finanziaria  c'è  questo  forte  richiamo  all'esigenza  che   la
  Sicilia,  da  qui  al  2010, diventi la  piattaforma  in  cui  si
  incontreranno   l'Europa   di  Maastricht   con   i   Paesi   del
  Mediterraneo.
   Credo  che valga la pena di discutere su queste questioni e  non
  su  ciò  che  non  esiste,  su  ciò  che  è  frutto  soltanto  di
  manipolazione  orwelliana della verità, frutto  dell'esigenza  di
  trasformare il confronto politico in rissa e in scontro.
   C'è  poi  la  questione del ponte sullo stretto, su cui  ritengo
  che  il  dibattito  sia ancora aperto, però  non  si  cerchi,  in
  qualche  misura,  di dare corpo a quanto diceva  il  Principe  di
  Salina  nel Gattopardo:  I siciliani sono Dei', perché  da  soli,
  sicuramente, il ponte non riusciremo a farlo. Se non si  crea  un
  clima  complessivo  di  concertazione che investa  anche  l'altra
  sponda,  cioè  quella  calabra, a meno che  non  si  voglia  fare
  soltanto mezzo ponte, a campata unica, che interessi soltanto  la
  sponda  siciliana,  cerchiamo di essere  seri,  di  discutere  su
  questioni concrete e reali.
   Mi  sia  consentito dire che, mentre si alzano le polveri  della
  polemica  e  dello scontro contro il Governo di Roma  -  sentiamo
  affermazioni  che,  in qualche misura, ci ricordano  il  Senatore
  Bossi - e non vorremmo che di questo passo qualcuno si ingegnasse
  di  richiamare  un  adattamento  sicilianista  del  secessionismo
  leghista,  e  quindi un nuovo fronte indipendentista,  mentre  si
  discute  di  tutto ciò, non si parla della finanziaria regionale,
  che  non  prevede alcun intervento sulla promozione e lo sviluppo
  di   questa  Regione,  che  non  prevede  alcun  intervento   per
  l'occupazione,  per  il  mercato del lavoro,  per  la  formazione
  professionale,  che  non mira ad eliminare  la  mala  pianta  del
  lavoro nero e che non dà una prospettiva di avvenire alle giovani
  generazioni. Di tutto ciò non si ha traccia
   Poi  si  ha  traccia  di  altre questioni  -  assessori  junior,
  deputati  supplenti,  consulenze d'oro,  super  stipendi  -;  non
  voglio invocare la filosofia della miseria, ma vi sono cittadini,
  nella   nostra   Regione,  che  vivono  sotto  il  limite   della
  sussistenza, ed è di questo che dovremmo cominciare a  discutere,
  cercando  un  accordo bipartisan sui temi economici. Nessuno  può
  pensare  che  l'opposizione sia come una  sorta  di  metafora  di
  Trilussa:  statti fermo che ti infilzo . Il Governo ha il  dovere
  di  prospettare,  nell'ipotesi di far condividere  l'opposizione,
  soluzioni  in  materia  economica e sociale,  di  prospettare  un
  terreno  aperto  e dialettico e non di imporre soluzioni.  Questo
  deve essere il metodo politico su cui sviluppare il confronto.
   Su  questo,  su ipotesi autenticamente riformatrici, sicuramente
  sarà   necessario  un  confronto,  ma  se  verranno   prospettate
  soluzioni    chiuse,   blindate,   frutto    di    una    visione
  autoreferenziale  e presidenzialista, non ci potrà  essere  alcun
  dialogo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola.  Ne  ha
  facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  mattina
  ho  ascoltato l'intervento del Presidente della Regione e  quello
  dell'onorevole  Cracolici,  il  più  significativo   che   giunge
  dall'opposizione, e credo che se non troviamo una  mediazione  su
  questi  due  interventi non avremo fatto un buon  lavoro  per  la
  Sicilia.
   Ritengo  che  quanto  prospettato con  la  finanziaria  non  sia
  facile  da  smantellare, però mi sono sentito  incoraggiato  ieri
  sera  da  Fassino  che,  nel corso della trasmissione  televisiva
   Porta  a  porta', ha detto  che ci sono alcune  cose  che  vanno
  modificate. E vanno modificate nei confronti dei Comuni, ai quali
  spetta  più  di  quanto  la  stessa  finanziaria  presentata  dal
  Governo, stava per mettere in essere.
   Ma  ci  sono tanti altri argomenti dei quali sembrerebbe  che  a
  Roma  possa  essere discusso più serenamente e con una inversione
  di  tendenza.  Non  è  necessario affermare che  c'è  un  Governo
  nazionale che rema contro la Sicilia, così come non mi  sento  di
  dire, dall'altra parte, che è opportuno parlare delle finanziaria
  nazionale   piuttosto  che  di  quella  regionale.   Quest'ultima
  l'affronteremo  insieme  nel  momento  opportuno,  con  tutte  le
  difficoltà,  con  tutto ciò che anche da  parte  del  Governo  di
  centrodestra    è    risultato   negativo.   Non    dimentichiamo
  quell'articolo 37 dello Statuto della Regione siciliana,  su  cui
  Tremonti ha scritto quella famosa  frasetta' con la quale non  ha
  impedito  il  perpetrarsi di una rapina fatta  alla  Sicilia  per
  cinquant'anni dai vari Governi nazionali che si sono susseguiti.
   Ed  allora  ritengo che bisognerebbe fare un appello,  se  fosse
  necessario e possibile, ad una concreta, valida, serena  e  seria
  valutazione  da parte dell'Assemblea e per togliere gli  steccati
  tra    maggioranza    e    opposizione   dovremmo    considerarci
  rappresentanti di quel popolo siciliano che diciamo di amare,  di
  volere a tutti i costi amare, assecondare e fare progredire.
   Ritengo  che quanto detto fin qui non sia contestabile, possiamo
  contestare il tono, l'impostazione, ma la realtà è che lo  stesso
  Governo  Prodi,  la  sua  stessa maggioranza,  ritiene  di  dover
  correggere,  di  dover  modificare  alcune  storture   che   sono
  evidenti.
   Pertanto,   questa  Assemblea  deve  fare  uno   sforzo,   anche
  approvando  un ordine del giorno se è il caso, per  concludere  i
  suoi  lavori attestandosi ad unanimi o quasi unanimi conclusioni;
  altrimenti verrà facile dire - come già è stato detto  -  che  il
  Governo  regionale di centrodestra si oppone al Governo nazionale
  di   centrosinistra,  e  sarebbe  squallido,  incomprensibile   e
  sicuramente  non  vero. La necessità è quella  di  correggere  il
  tono,  se  volete la forma, ma per giungere ad una soluzione  che
  sia  effettivamente  a favore della Sicilia,  altrimenti  avremmo
  fatto  uno  schieramento, avremmo fatto belle passerelle,  ognuno
  avrà  riguardato  Benedetto Croce e non  so  quanti  altri  messi
  insieme.
   La  gente  vuole  capire cosa vogliamo fare di questa  terra  di
  Sicilia;  se ci sono degli errori, allora correggiamoli,  se  c'è
  una  inversione di tendenza sulla finanziaria, prendiamone  atto,
  se ci sono proposte alternative della minoranza, osserviamole.
   Nella  mia esperienza dell'ultimo anno e mezzo da assessore  per
  il  bilancio  e le finanze, ho fatto appello sia alla maggioranza
  che  all'opposizione prima di fare i disegni di legge di bilancio
  e  finanziaria; qualcuno si è irritato per il fatto che invitavo,
  per  iscritto,  tutti  i  deputati a  fornire  indicazioni  utili
  affinché la finanziaria non fosse la finanziaria dell'Assessorato
  da  portare  in  Aula,  bensì  la finanziaria  dell'Assemblea  da
  portare in Aula.
   Ritengo  che, oggi, ci sia la necessità di rivolgere un  appello
  a   tutti   i  deputati,  per  la  compostezza  di  ogni  singolo
  intervento,  che  non  deve  mirare allo  scontro;  diversamente,
  sarebbe  come porsi in contrapposizione con Roma, e Roma potrebbe
  dispiegare  i  suoi carri armati contro la Sicilia. Noi  dobbiamo
  evitare questo.

   CRACOLICI. Noi siamo pacifisti

   CINTOLA.  Pacifisti a parole, onorevole Cracolici.  Non  si  può
  parlare di pacifismo quando ci sono norme, in questa finanziaria,
  che  fanno gridare allo scandalo la Sicilia delle persone perbene
  ed  oneste  che  vogliono portare avanti le  idee  di  chi  si  e
  sacrificato per la propria Terra
   Si  sta  verificando  una contrapposizione  ideologica  che  non
  tiene  conto  dei  fatti  reali che la finanziaria  ha  posto  in
  essere,  in  attesa di approvare una finanziaria regionale  sulla
  quale non staremo fermi ad accettare passivamente anche eventuali
  errori del Governo.
   Certo,  quando in Commissione Bilancio, si presenta un documento
  da  allegare al DPEF, che poteva benissimo fare parte di  qualche
  opuscolo pubblicitario,  di un libro o di un qualche articolo, di
  qualche circolare da mandare a non so quanti siciliani per  farsi
  capire  ed intendere ed, invece, diventa un allegato al DPEF  per
  creare  ulteriori  momenti  di  allungamento  del  lavoro   della
  Commissione,  comincio  a  preoccuparmi  seriamente  che  ci  sia
  necessità che quest'Aula sia attenta non a dividersi e a contarsi
  tra maggioranza e opposizione, ma sia attenta a volere porre   in
  essere  rimedi necessari che questa terra di Sicilia ha il dovere
  di  chiedere  al  Governo nazionale. E lo deve chiedere  non  con
  tracotanza e con arroganza, ma neppure con una sudditanza che non
  è  dei  siciliani, che non è di questa terra di Sicilia,  che  ha
  avuto  una sua Autonomia conquistata nei tempi non recenti e  che
  non abbiamo potuto e saputo utilizzare fino in fondo.
   Ho  tanta  paura per chi viene da casa e ha il discorso  scritto
  da  leggere, perché allora vuol dire che non servono a niente  (o
  quasi) gli interventi che facciamo in Aula.
   Penso   che   sia   necessario,  in  certi  momenti   specifici,
  abbandonare il tecnicismo e la ideologia e parlare anche  con  il
  cuore  e con un cuore che sia appassionato ai tanti problemi  che
  la  Sicilia  ha,  ai  tanti  errori che  abbiamo  commesso  tutti
  insieme,  non solo chi ha governato ma anche chi in Aula è  stato
  a  fare le leggi omnibus, a pretenderle e a volerle fino in fondo
  e,  in certi momenti, ha dilapidato quanto e più di quanto non si
  doveva  fare  in  presenza  di poche e  scarse  risorse  e  tante
  velleità da portare avanti per singole intese personali o rionali
  o  provinciali  che  siano o di categorie,  che  dovevano  essere
  difese  da  chi, avendo un ruolo all'interno dell'Assemblea  l'ha
  fatto  valere non convincendosi che c'era un bene più importante:
  quello dell'intero bilancio della Regione e dei conti da porre in
  regola per la Regione stessa.
   Ecco  perché  mi  sento di fare una proposta ma  non  so  a  chi
  farla. Ad un Governo assente?

   CRACOLICI.  Per l'onorevole  Cuffaro l'Aula è finita

   CINTOLA.  Non  è così. Dicevo ad un Governo che ha la  necessità
  ulteriore  di  colloquiare con l'Assemblea e ad un'Assemblea  che
  non  può  irrigidirsi  su posizioni di contrasto,  di  difesa  ad
  oltranza  sia  per  la  finanziaria  nazionale  che  per   quella
  regionale  che  vi  è   la necessità di un momento  non  dico  di
  eroismo, ma di purezza, di serietà e di serena valutazione  delle
  difficoltà tremende che la Sicilia potrà attraversare.
   Abbiamo  da  chiedere allo Stato  rispetto,  e  non  solo  nella
  finanziaria,  ma per tutto ciò che è necessario:  ricordo  ancora
  l'articolo  37  di  500 milioni di euro che sono  vitali  per  la
  Regione siciliana.
   Ritengo   che   ci   sia   la  necessità   che   il   Presidente
  dell'Assemblea, prima di mettere in votazione qualsivoglia ordine
  del  giorno,  di maggioranza o di opposizione, possa  tentare  un
  testo  unico, perdendo qualcosa se c'è da perderla, da  parte  di
  chi,  come  il Presidente Cuffaro e la maggioranza  che  sta  col
  presidente  Cuffaro  ha  pure  enunciato,  ma  anche   da   parte
  dell'opposizione  e rendersi conto che non ci  possiamo  solo  ed
  esclusivamente abbarbicare al cuneo fiscale che in  Sicilia  avrà
  ripercussioni di gran lunga inferiori che per il resto  d'Italia.
  E sappiamo bene i motivi e tutto ciò che con questo vogliamo fare
  intendere.
   C'è  la  necessità di arrivare ad un documento finale che  possa
  essere unitario, in cui tutta l'Assemblea si riconosca e, allora,
  a  quel  punto, non ci sarà più il governo di centrodestra contro
  il governo di centrosinistra; c'è l'Assemblea regionale siciliana
  che  nella  sua  Autonomia, nella sua autonoma  valutazione  pone
  punti  fermi  che  non possono non essere accettati  dal  Governo
  nazionale, così come da parte della Regione c'è la necessità  che
  si  dica: noi vogliamo fare fino in fondo il nostro dovere avendo
  le carte in regola per contrastare quanto lo Stato può, in questo
  istante,  tentare  di  fare non ai danni  della  Sicilia,  perché
  sarebbe  facile  dire  che  dobbiamo  aggiustare  i  conti  anche
  nazionali,  che  chissà  da dove vengono queste  spese,  ma  sono
  soltanto parole perché nella realtà sta avvenendo un tentativo di
  tracollo definitivo delle sorti della regione Sicilia.
   A   questo   punto  dovremmo  mettere  da  parte   problemi   di
  maggioranza  e  di  opposizione,  tentare  di  ottenere  un'unica
  valutazione  e  dare  insieme  un'unanime  valutazione   ed   una
  richiesta formale, decisa e forte al Governo nazionale, al di  là
  della  quale e per la quale  avere un'accettazione senza la quale
  noi  dovremmo, poi sì, anche scendere in piazza tutti insieme.
   Se  ciò  significa  volere  dare una mano  alla  Sicilia  ed  ai
  siciliani   lo  capirò  dagli interventi che  verranno  dopo,  se
  vogliamo  restare, invece, abbarbicati ognuno a dire che  è  bene
  quello   che   è  bene  ma  ideologicamente  dobbiamo   difendere
  l'indifendibile, oppure dobbiamo per forza di cose attaccare  ciò
  che  può  essere  pure non attaccabile, allora  dico  che  stiamo
  facendo  una  pura  esercitazione verbale ed a  quella  non  sono
  abituato,   ma   sono   abituato   a   scendere   fortemente    e
  diligentemente, in presenza di fatti concreti, a dare la spallata
  e  la  mano  che  mi  si chiede e che ho il dovere  di  dare  nei
  confronti della Sicilia e dei siciliani.

   CRACOLICI.  Ma dov'è il  Presidente della Regione che  ha  fatto
  le comunicazioni?

   PRESIDENTE. Sono presenti gli assessori.

   CRACOLICI.  Le  comunicazioni  sono  del  Presidente  non  degli
  assessori  Non esiste delega per le comunicazioni

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  questione
  posta non è di secondo ordine, c'è una pessima abitudine da parte
  del  Governo  di  non  tenere  conto  del  dibattito  d'Aula,  di
  considerare  l'Aula  un  luogo  dove   comunicare,  ma  non  dove
  confrontarsi ed è un correttivo che va introdotto e secondo me  i
  segnali  che  furono  dati  all'inizio da  parte  del  Presidente
  dell'Assemblea  sulla  centralità del  Parlamento  andrebbero  in
  questa direzione.
   Ho  la  vaga  sensazione, però, che alle parole  non  seguano  i
  fatti.  Il  Presidente  della Regione  avrebbe  tutto  il  dovere
  politico  e  morale  di  assistere al  dibattito  e,  ovviamente,
  trarne le conclusioni.
   Noi  non  vogliamo che dopo il dibattito la pensi come  noi,  ma
  avendo chiesto il confronto in Aula, correttamente avrebbe dovuto
  seguire il dibattito.
   Dico  ciò  per  rispetto  non  solo  dell'opposizione,  ma   per
  rispetto dell'istituto parlamentare.
   Detto  questo signor Presidente, non so cosa stia succedendo  al
  Presidente  della  Regione  in questo  periodo,  ma  ho  la  vaga
  impressione che non abbia neanche quel profilo, che è legato alla
  storia  personale del Presidente della Regione e del suo partito,
  che  è  il  rispetto primario per il ruolo stesso del  Presidente
  della Regione.
   La  Presidenza  della  Regione non  è  il  luogo  dove   bisogna
  assecondare  polemiche,  dove bisogna inasprire  i  rapporti.  Il
  luogo   del   Governo   è  il  luogo  della   mediazione,   della
  interlocuzione. Ho la vaga impressione che il Governo ed anche il
  centrodestra in Sicilia, stiano prendendo una piega che  porterà,
  secondo  me,  ad assumere sempre un atteggiamento,  se  dovessero
  rimanere  questi  i toni, che sostanzialmente si  configura  come
  extra istituzionale.
   Cito  una  frase  del Presidente della Regione in  un'intervista
  stamattina sul Giornale di Sicilia. Il  Presidente della Regione,
  dopo  aver  fatto alcune considerazioni più o meno condivisibili,
  da  me  non condivisibili, ad un certo punto dice:  perché alcune
  norme  sono  proprio segnali precisi che arrivano da  un  Governo
  ostile .  E' il segno di una difficoltà culturale e politica  del
  Presidente  della  Regione  di aprire  un  terreno  di  confronto
  positivo   che   qui  voglio  elencare:  è  stata  approvata   la
  finanziaria.
   Voglio  ricordare ai colleghi  che il Presidente della  Regione,
  in  forza dello Statuto a cui spesso si appella, è anche Ministro
  della  Repubblica. Avrebbe dovuto partecipare  al  Consiglio  dei
  Ministri  e, in quella sede, ovviamente e correttamente, valutare
  le  obiezioni  che  andavano  fatte alla  struttura  della  legge
  finanziaria.
   Il   Presidente  della  Regione  ha  voluto  scegliere  un'altra
  strada,  non è andato in questo Consiglio dei Ministri  e  non  è
  andato  neanche nei precedenti Consigli dei Ministri dei  Governi
  di  centrodestra quando venivano destrutturate tutte le politiche
  di intervento e di sostegno per il Mezzogiorno.
   Non  voglio  assecondare  una scelta  litigiosa,  di  conflitto.
  Penso che il Parlamento regionale che sarà chiamato a valutare la
  portata  della legge finanziaria e la sua ricaduta nei  confronti
  degli  interessi  della Sicilia, non debba  essere  mosso  da  un
  concetto di pregiudizio, di ostilità, ma debba valutare i fatti.
   Se  voi  permettete, cercherò di fare una disamina attenta,  dal
  mio  punto di vista, della finanziaria regionale e delle ricadute
  non  sulla  base delle valutazioni che faccio perché, essendo  un
  uomo  di  parte,  ovviamente,  tendenzialmente  sarei  portato  a
  difendere  una  posizione, ma sulla base  delle  valutazioni  che
  hanno fatto gli uffici della Regione, per esempio l'Irpef.
   La   ricaduta  dell'Irpef  in  Sicilia.  Se  in  Italia  vengono
  agevolati  il 70 per cento dei contribuenti, essendo  il  livello
  medio  dell'imponibile dei siciliani molto al di sotto di  quello
  nazionale, noi avremo un vantaggio, le famiglie siciliane avranno
  un  vantaggio che sulla base di un calcolo è commisurato  attorno
  al 3 per cento.
   Dalla  manovra finanziaria nazionale, le famiglie dei dipendenti
  dei cantieri navali, dei dipendenti della Regione, dei dipendenti
  dello   stabilimento  petrolchimico,  dei  braccianti   agricoli,
  avranno  un  vantaggio pari al 3 per cento  e,  quindi,  potranno
  compartecipare all'incremento dei consumi nella misura del 3  per
  cento.
   Altre  misure  che  sono previste dalla finanziaria,  e  che  io
  voglio  qua  richiamare,  riguardano  gli  interventi  sul  cuneo
  contributivo. La norma dice - perché vogliamo parlare della norma
  -   che   ai  lavoratori  a  tempo  indeterminato,  per   importi
  differenziati  tra  Regione e Regione, viene dato  un  contributo
  base di diecimila euro per la Sicilia e di cinquemila euro per le
  altre  regioni.  E'  una  misura contro la  Sicilia,  esattamente
  quello  che  afferma  che  per  condizioni  diseguali  si   fanno
  politiche diseguali, l'opposto di quello che fece Tremonti con la
   Tremonti-bis'  affermando  il   principio  che   in   condizioni
  diseguali  bisognava  attivare  politiche  uguali,  riproducendo,
  quindi, una diseguaglianza.
   Ritenete  sbagliata la norma secondo la quale si danno diecimila
  euro  per  ogni assunto a tempo indeterminato ai siciliani,  alle
  imprese della nostra Regione? L'onorevole Cuffaro (che è assente)
  se  lo dovesse ritenere sbagliato, lo dica, ma noi riteniamo  che
  questo sia un aiuto, un sostegno al sistema delle nostre imprese.
   Dal  Presidente della Regione, però, viene fatto osservare  che,
  essendo  ridotta la base deducibile - perché le imprese scaricano
  questi  diecimila  euro - verrebbero introdotti  meno  soldi  dal
  bilancio della Regione per l'Irap e, quindi, non avremmo i  soldi
  per potere compensare la spesa sanitaria.
   Allora,  la  risposta qual è? Lasciamo stare le cose  così  come
  sono  e non diamo diecimila euro per stabilizzare i lavoratori  a
  tempo  determinato?  Qual  è la risposta?  Dal  momento  che  gli
  emendamenti devono essere fatti, si propongano in altro modo. Noi
  riteniamo  che  questa sia una misura corretta e  ove,  nell'anno
  2007,  dovessero  esserci squilibri in termini di  compensazione,
  siamo  disposti  a  fare una battaglia l'anno  prossimo,  con  la
  finanziaria  2008,  perché possano essere  compensate  le  minori
  entrate alla Sicilia. Ma non si può fare una politica di bilancio
  che penalizza i settori produttivi.
   Ecco  una  norma  a  vantaggio della  Sicilia.  Interventi,  per
  quanto  riguarda  il credito di imposta; dopo di  me  parlerà  un
  collega  che è molto attento alla vicenda che riguarda il credito
  di imposta.
   Esso, come gli onorevoli colleghi sanno, è stato introdotto  con
  la  legge  numero  388  del 2000, successivamente  cancellata  da
  Tremonti.  Sulla  base  delle dichiarazioni  rese  dall'onorevole
  Presidente  della Regione, il credito di imposta  in  Sicilia  ha
  permesso, con meccanismi automatici, di avere un effetto  pari  a
  mille miliardi sulle nostre imprese.
   Cos'è  il credito di imposta, onorevole Caputo? E' un meccanismo
  di  misura  agevolata, automatica. Non vedo però il fatto  nuovo.
  Nella  legge  finanziaria c'è scritto che il credito di  imposta,
  nella  misura del cinquanta per cento del complessivo  dei  nuovi
  beni  acquisiti,  per  le  piccole e medie  imprese,  è  a  fondo
  perduto.
   Nella misura del quaranta per cento, per le medie imprese,  è  a
  fondo  perduto.  Per la misura del trenta per  cento,  del  costo
  complessivo dei nuovi beni acquistati, è a fondo perduto.
   Il  fatto  nuovo, straordinariamente nuovo, è che questa  misura
  si   applica  e  si  introduce  un  regime  fiscale  agevolativo,
  esclusivamente  per queste Regioni: Sicilia, Calabria,  Campania,
  Puglia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.
   A  questo testo è stato presentato, da parte del centrodestra un
  emendamento   soppressivo  alla  finanziaria   nazionale   e   il
  centrodestra,  sostenendo che queste misure sono troppo a  favore
  del  sud, ha deciso che bisognava fare al Nord lo sciopero  delle
  piccole imprese contro la manovra finanziaria.
   Volete  ritirare  gli emendamenti soppressivi di  questa  norma?
  Ritenete  che  questa  norma, che dà alle  imprese  siciliane  il
  cinquanta  per  cento a fondo perduto, sia una  norma  sbagliata?
  Anzi,  c'è  stato  un  tentativo  nella  scorsa  legislatura   di
  riproporre la 388 del 2000, da parte dell'onorevole Fleres  e  di
  altri  colleghi parlamentari, prevedendo una postazione,  se  non
  ricordo  male,  di quattordici milioni di euro, ritenendo  valida
  quella misura.
   Nella  polemica in questa Aula tra me e il collega  Fleres,  tra
  me e il centrodestra,  io chiesi che motivo ci fosse. Se vince il
  centrosinistra,  questa misura ricade sulla  fiscalità  generale.
  Non  c'è  motivo  di aggravare il bilancio della  Regione  di  un
  milione,  di due milioni, quattordici milioni di euro, visto  che
  la misura sarà avanzata dal Governo di centrosinistra.
   Quella  misura  si potrebbe obiettare anche qui, mi  allarma  il
  modo di obiettare di Cuffaro.
   Cuffaro  cosa obietta? Dice che se si applica quella  misura  in
  Sicilia,  dato  che  riduce  del  cinquanta  per  cento  la  base
  imponibile delle imprese, abbiamo minori trasferimenti.
   Vivaddio   Ma il problema, onorevole Cuffaro, non è il  bilancio
  della   Regione,  ma  l'economia  siciliana.  Noi  non   dobbiamo
  governare  sulla base del bilancio, ma sulla base del  fatto  che
  introduciamo  un nuovo vigore nell'economia siciliana  e  siccome
  abbiamo  già  quantificato la misura che fu applicata,  nell'anno
  2001,  in  mille miliardi, le imprese siciliane hanno  utilizzato
  quella misura in mille miliardi. Come è quantificabile? Col fatto
  che  ci  fu  una  compensazione nella finanziaria  del  2002  che
  restituì alla Sicilia le minori entrate.
   Come  si  regola, allora un governo? Deve dire che la  misura  è
  ottima,  buona,  eccezionale, se ci sono minori entrate,  ma  non
  possiamo  saperlo  perché la misura entra  in  regime  dal  primo
  gennaio  2007, se nel corso del 2007 ci sono minori entrate...  E
  noi  dobbiamo  augurarci  che ci siano minori  entrate?  Dobbiamo
  augurarci  che  il  sistema delle imprese siciliane  utilizzi  la
  misura,  tutte e due, sia quella per l'occupazione, sia questa  e
  in  questo  modo  abbiamo  la  possibilità  di  dire  al  Governo
  nazionale  che  deve compensare le minori entrate  nei  confronti
  della   Regione,  ma  con  la  finanziaria  del  2008,  onorevole
  Assessore.
   Altrimenti  ho  l'impressione che ci troviamo  di  fronte  a  un
  Governo che non ha la visione degli interessi veri della Sicilia.
   Stessa  vicenda  riguarda l'IVA e stessa  vicenda  riguarda  una
  questione particolare, straordinaria, una misura contenuta  nella
  finanziaria che riguarda le cosiddette zone franche.
   Nel  1996  la Regione siciliana si dotò di uno studio fatto  dal
  professor Ukmar. Il dibattito era tra due posizioni: il Polo  che
  sosteneva la zona franca e il centrosinistra che, invece, non  la
  sosteneva. Per evitare di uscire dal dibattito ideologico abbiamo
  chiesto   in  quella  occasione  al  professor  Ukmar   di   dare
  un'indicazione. Egli fece una serie di studi e alla fine concluse
  che la migliore condizione per la Sicilia era quella di creare le
  zone franche di impresa.
   Cosa  sono  le  zone  franche d'impresa?  Sono  zone,  distretti
  industriali  dove  si  esercita  una  politica  di  fiscalità  di
  vantaggio,  dove si esercita una politica di infrastrutturazione,
  dove c'è una politica di sostegno per l'abbattimento dei costi di
  produzione, dove c'è un abbattimento dei costi energetici cioè un
  sistema   di  sostegno  al  sistema  delle  imprese  perché   poi
  l'obiettivo è creare sviluppo.
   Questa  norma  è  contenuta nell'articolo 21  della  finanziaria
  che, voglio dirlo qui,  quelli che prevedono di intervenire nelle
  zone di impresa, leggo testualmente,  avranno una esenzione dalla
  tassa  sul  reddito di impresa per i primi cinque anni in  favore
  delle aziende presenti nelle aree beneficiarie... .
   Onorevole  Dina, onorevole Cintola, onorevole assessore  per  il
  bilancio  e le finanze, alla definizione delle zone urbane  sulla
  base   dei  criteri  e  per  l'allocazione  delle  risorse,   per
  perimetrare  sarà  necessario che ci siano  criteri  che  saranno
  definiti dal CIPE.
   Il  problema  è:   la Regione come entra nel dibattito  politico
  nazionale  per definire che in Sicilia diveniamo titolari  di  un
  beneficio nazionale e facciamo le zone d'impresa?
   La  norma  nazionale  dice  che noi possiamo  compartecipare  e,
  sotto il profilo finanziario, prevede una dotazione di 50 milioni
  di euro e il concorso delle regioni.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Lei  parla
  delle zone urbane d'impresa?

   SPEZIALE.  Zone  urbane d'impresa, che riguarda le  zone  urbane
  degradate,  che  si allaccia poi alle zone d'impresa,  che  è  il
  primo passo.
   Detto  questo  voglio definire alcune questioni.  Stamattina  il
  Presidente  della  Regione  ha lanciato  un  allarme  per  alcune
  vicende che riguardavano il fondo sanitario nazionale. C'è   modo
  e  modo di fare polemica, e mi dispiace che la stampa  non sempre
  sia  attenta  ai  numeri. L'abbassamento  dell'1  per  cento  sul
  personale  fu  definito,  a  partire  dal  2004,  con  la   legge
  finanziaria  di  Berlusconi che stabilì che  la  spesa  sanitaria
  relativa  al  personale non doveva superare quella  prevista  nel
  2004  abbassandola  dell'1  per cento.  La  norma  di  Berlusconi
  prevede  esattamente che anziché l'1 per cento  sia  lo  0,4  per
  cento. Volete che ve la legga?

   FORMICA. Non c'è bisogno, non è questo il problema

   SPEZIALE.  Questa polemica astiosa, pretestuosa  non  vi  dà  un
  profilo  di  Governo, per avere un profilo di Governo non  voglio
  parlare  del patto di stabilità, arrivo alle due questioni  poste
  con  forza  dal  Presidente Cuffaro: una riguarda  il  centro  di
  ricerca  e  l'altra  la compartecipazione alle  spese  del  fondo
  sanitario   da  parte  della  Regione  siciliana.  Noi  riteniamo
  sbagliate sia l'una che  l'altra norma.

   DINA. Bravo

   SPEZIALE.   Ma   questa è correttezza  Non siamo  come  voi  che
  dite che coinvolgete  tutta la finanziaria  Questa  finanziaria è
  la  più meridionalista che abbiamo mai avuto, la finanziaria  che
  dà  più risorse al Sud, non c'è stata mai alcuna finanziaria  con
  questo  carattere.  Tuttavia, contenendo questa  finanziaria  due
  argomenti tra i tanti che non condividiamo - onorevole  Dina,  mi
  dispiace che non sia presente il suo Presidente della Regione che
  avrebbe  dovuto  fare  valere queste ragioni  nel  Consiglio  dei
  Ministri non qui e neanche sulla stampa, si governa lì nei luoghi
  deputati   -,   abbiamo  dato  mandato  ai  nostri  deputati   di
  presentare  emendamenti  per modificare le  norme,  chiediamo  ai
  gruppi di centrodestra di ritirare gli emendamenti presentati che
  sopprimono  agevolazioni  per  la  Sicilia:  cuneo  contributivo,
  agevolazioni fiscali, sostegno alle imprese,  credito di imposta,
  e  non  abbiamo  alcuna  difficoltà  a  farvi  sottoscrivere  gli
  emendamenti  modificativi che saranno  presentati  da  parte  del
  Gruppo del mio partito.
   Noi  presentiamo i nostri emendamenti, ci augureremmo, però, che
  il  centrodestra  che  ha sposato a livello nazionale  una  linea
  profondamente antimeridionale non presenti gli emendamenti e  dia
  la   possibilità  di  dare  respiro  al  sistema  delle   imprese
  meridionali della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

   FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  tono  e  le argomentazioni di questo  dibattito debbano  produrre
  l'effetto   auspicato   dall'onorevole   Speziale,    ma    anche
  dall'onorevole Cintola nei rispettivi interventi, cioè quello  di
  determinare  un  clima  diverso  nei  rapporti  tra  il   Governo
  nazionale   ed  il  Governo  regionale  posto  che,  in   maniera
  indiscutibile e contabilmente chiara, la finanziaria nazionale se
  è vero - e nessuno lo nega - che presenta alcuni aspetti positivi
  e  certamente condivisibili, - non a caso si parla di  tavolo dei
  volenterosi',   definizione  che  non  abbiamo  scoperto   questa
  mattina,  se  ne  parla,  infatti,  da  alcune  settimane  -,   è
  altrettanto vero che presenta alcune misure chiaramente  e,  devo
  dire, irrazionalmente penalizzanti per la realtà siciliana.
   Infatti,  quando si taglia, per esempio, la scuola superiore  di
  Acireale o quando si taglia il Rimed, vorrei capire come  leggere
  queste cose se non come una sorta di ripicca nei confronti  della
  nostra Regione per quello che si stava tentando di fare.
   Certamente  è  imbarazzante che, per esempio,  questa  cosa  del
  Rimed  si  sia  verificata  con la Presidenza  della  Commissione
  Sanità  affidata ad una persona che fino a qualche tempo addietro
  esercitava la sua professione nelle strutture siciliane  e  aveva
  anche un ruolo importante all'Ismett.
   E'  strano che questo sia accaduto perché più che una manovra di
  natura  finanziaria  può  apparire come  una  manovra  di  natura
  persecutoria, quasi una vendetta nei confronti degli ex colleghi,
  ma non è questo il tema centrale del mio intervento.
   Quello  che  dobbiamo  fare dobbiamo  farlo  insieme  perché  le
  condizioni  di disagio finanziario del nostro Paese sono  note  a
  tutti.  Tutti  sapevano che sia nel caso in cui avesse  vinto  il
  centrodestra - che non ha vinto per merito del centrosinistra  ma
  per   demerito   del   centrodestra  e  di  chi   ha   consentito
  l'emigrazione   di   consensi   dal   centrodestra    verso    il
  centrosinistra, anche nella realtà territoriale -, sia che avesse
  vinto  il  centrosinistra,   che la  condizione  finanziaria  del
  nostro  Paese non era florida. Una condizione non florida si  può
  affrontare  in tanti modi; si può affrontare tassando in  maniera
  indistinta  tutti i territori e tutti i cittadini,  anche  quelli
  che producono sviluppo e che dovrebbero contribuire a ridurre  le
  condizione  di  disagio  economico, ma si  può  anche  realizzare
  favorendo  gli investimenti, favorendo il progresso. In  passato,
  la  sinistra amava definirsi progressista e credo che l'opera  di
  maggior progresso che si poteva realizzare in Sicilia - il  Ponte
  - stia per essere cancellata dalla sinistra.
   Mi  chiedo,  quindi, cosa significhi progresso oggi.  Mi  chiedo
  come  mai, persino un progetto  come quello del ponte  -  cui  ha
  contribuito  NOMISMA,  notoriamente  vicina  al  Presidente   del
  Consiglio  -,  sia  diventato all'improvviso  non  adeguato,  non
  economicamente rilevante, non strutturalmente urgente.
   Se  sgombriamo  il  campo da tutti questi equivoci  e  da  tutte
  queste    situazioni    imbarazzanti   che,    come    certamente
  comprenderete, non posso condividere -  probabilmente, riusciremo
  ad   attivare   quello  che  è  stato  definito  il   tavolo  dei
  volenterosi'  alla  ricerca  incrociata  di  soluzioni  che   non
  penalizzino né territori né fasce sociali.
   La  finanziaria  nazionale  incide sul  bilancio  della  Regione
  siciliana  per somme che vanno dai 3 ai 4 miliardi  di  euro.  Un
  miliardo  di  euro viene meno dal cuneo fiscale; 1,3 miliardi  di
  euro viene meno dal Fondo sanitario nazionale; 330 miliardi dalla
  RIMED; 400 miliardi dal FAS; 10 milioni di euro dall'articolo 38.
  Vi  è  anche  il  credito d'imposta  che avremmo voluto  già  per
  questa   Regione  dalla  scorsa  legislatura  e  che  adesso   ci
  ritroviamo  sul  piano  nazionale. Non  è  certamente  contro  il
  credito  d'imposta  che ci scaglieremo mai perché  quella  è  una
  misura  virtuosa che determina  sviluppo ma non possiamo dire  la
  stessa  cosa  di  altre  misure che  invece  non  favoriscono  lo
  sviluppo,   mi   riferisco  alla  rimodulazione  delle   aliquote
  dell'IRPEF, alla manovra che danneggia, onorevole Speziale, e poi
  vedremo chi danneggia di più.
   Questi   interventi,  dicevo,  non  possono  certamente   essere
  affrontati  in  maniera  approssimativa  e  non  possono   essere
  discussi neppure da un organismo, l'Assemblea regionale siciliana
  che, rispetto al Parlamento nazionale e al Governo nazionale,  ha
  soltanto  un  potere  di petizione  e può esprimere  un  atto  di
  indirizzo  verso  il Presidente della Regione  perché  lo  stesso
  venga espresso all'interno del Consiglio dei Ministri, posto  che
  il  Presidente della Regione venga invitato in queste circostanze
  al Consiglio dei Ministri e, come abbiamo sentito questa mattina,
  non lo è stato.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo significativo  il
  tema    Ponte   rispetto  a  questo  dibattito,  ma   credo   che
  l'approfondimento  dello  stesso debba essere  effettuato  in  un
  successivo dibattito, forse già fissato in occasione della seduta
  del 18 ottobre.
   Il  Governo  nazionale  afferma che utilizzerà  le  risorse  non
  appostate sul ponte per realizzare altre infrastrutture.
   Le  altre  infrastrutture,  poiché devono  essere  cantierabili,
  sono   già   state  finanziate  e,  per  questo  motivo,   vorrei
  comprendere   bene  che  fine  fanno  i  2  miliardi   di   euro.
  Probabilmente, questa somma servirà a finanziare altre  aree  del
  Paese  ed  altre infrastrutture ma, certamente, non nella  nostra
  Regione.  Non  comprendo  neppure perché bisogna  sciogliere  Fin
  Tecnica,  svuotando,  di  fatto, la sua dotazione  finanziaria  e
  facendo  arretrare le prospettive di sviluppo  della  Sicilia  di
  alcuni decenni.
   Onorevoli  colleghi,  abbiamo il dovere  di  approfondire  tutti
  questi aspetti.
   Stasera  o  domani  voteremo l'ordine  del  giorno  che,  credo,
  concluderà  questo dibattito. L'onorevole Speziale  proponeva  di
  suggerire  emendamenti specifici. Non è un nostro compito,  ma  è
  compito  del  Parlamento nazionale, anche perché rischieremmo  di
  compiere una operazione demagogica. Dobbiamo affidarci, invece, a
  quello  che è un indirizzo di carattere generale che non può  che
  seguire  le strade di natura istituzionale previste (la  presenza
  del  Presidente della Regione in seno al Consiglio dei  Ministri,
  la   presenza   delle  nostre  rispettive  forze  politiche   nel
  Parlamento, nel momento in cui verranno affrontati questi temi  -
  è  lì  che  si  misureranno le diverse  opinioni  -  e,  inoltre,
  onorevoli  colleghi,  il  percorso  del  cosiddetto   tavolo  dei
  volenterosi').  Sicuramente, non abbiamo  inventato  quest'ultimo
  per  caso né abbiamo voluto eccessivamente colpevolizzare chi  ha
  predisposto la finanziaria solo per una ragione, perché è già  lo
  schieramento  politico che esprime il Governo  nazionale  che  lo
  colpevolizza.
   Non  credo  che  in questo momento gli organi di  rappresentanza
  dell'ANCI  e  dell'Unione delle Province facciano  riferimento  a
  posizioni  di centrodestra e non credo neppure che la marcia  dei
  sindaci sia stata organizzata dal centrodestra; non credo  che  i
  Presidenti  delle  Regioni,  della maggior  parte  delle  Regioni
  d'Italia  siano di centrodestra. Eppure credo che gli uni  e  gli
  altri   abbiano  fatto,  nelle  rispettive  posizioni   e   nelle
  rispettive funzioni, lo stesso tipo di ragionamento e  lo  stesso
  tipo di accuse, di sottolineature, che abbiamo fatto, oggi,   noi
  che siamo del centrodestra in questo dibattito parlamentare.
   Non  possiamo,  quindi,  onorevoli colleghi  del  centrosinistra
  arroccarci rispetto a questi argomenti, perché nel centrosinistra
  si   è   già  determinata  una  esplosione  delle  contraddizioni
  contenute  nella  finanziaria. Non è chi accende  il  cerino  che
  determina l'incendio ma chi cosparge di benzina il territorio che
  fa correre il rischio al territorio di prendere fuoco, non con un
  cerino, ma persino con un raggio di sole.
   Ciò è accaduto con questa finanziaria.
   Onorevoli  colleghi, credo che, ancora una  volta,  se  vogliamo
  dare  un  segno  di buon senso, di ragionevolezza,  di  coerenza,
  anche  di  lungimiranza, un segno che deve  essere tracciato  per
  disegnare   non  una  Sicilia  governata  dal  centrodestra   nei
  confronti  di un Paese governato dal centrosinistra,  ma  da  una
  Sicilia e da un Paese che non puntano a vendicarsi reciprocamente
  per  le  rispettive posizioni assunte, siamo tenuti a collaborare
  reciprocamente  per  evitare  che processi  di  sviluppo  avviati
  possano  essere  interrotti,  che  opportunità  di  lavoro  e  di
  sviluppo avviate possano essere interrotte.
   Stamattina,   l'onorevole  Barbagallo  o  il  Presidente   della
  Regione,  non ricordo, faceva riferimento alla tassa sui turisti.
  Se  facciamo  così, se non si introdurrà la tassa di ingresso  in
  Sicilia,   si  introdurrà  quella  di  uscita  dall'Italia,   dal
  Continente  ed  il  risultato sarà lo stesso, sarà  un  risultato
  irrazionale,  non  un risultato logico, non un risultato  che  ci
  consente di guardare avanti con ottimismo.
   Vorrei  concludere con un riferimento a quello che sta accadendo
  in   tutto   il   Paese  dove,  spontaneamente  o   politicamente
  organizzati,  si  stanno formando comitati  che  puntano  ad  una
  rivisitazione  della  finanziaria  nazionale.  Avrete  letto  sui
  giornali  che  c'è un certo scetticismo sul fatto che  la  destra
  organizzi  manifestazioni  di questo genere  o  abbia  deciso  di
  organizzare manifestazioni di questo genere. Mi sorprendo che ciò
  accada.  E'  accaduto  a Roma, con un milione  di  italiani,  non
  portati  lì dai sindacati, a spese dei sindacati, con  i  pullman
  organizzati dai sindacati, ma spontaneamente, o a Milano.
   Non  mi  preoccupano  queste  iniziative,  se  sono  fondate  su
  rivendicazioni  corrette, logiche, razionali, condivise,  perché,
  come diceva Benjamin Franklin,  onorevoli colleghi  La democrazia
  sono  due lupi ed un agnello che discutono cosa mangiare a  cena;
  mentre  la  libertà è un agnello armato - nel nostro caso  armato
  degli  strumenti  istituzionali - che partecipa alla  discussione
  con i lupi .
   In  questo momento, rischiamo di fare la parte dell'agnello  che
  discute  su  cosa mangiare a cena insieme ai lupi  e,  in  questo
  momento, l'agnello è disarmato.
   Questa  seduta  decisa  dal  Presidente  della  Regione  e   dal
  Presidente  dell'Assemblea  che ringrazio,  serve  ad  armare  di
  strumenti  istituzionalmente rilevanti la nostra  Regione  ed  il
  nostro Parlamento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

   CANTAFIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  questa   mattina   sia   stato   svelato   un   tentativo   fatto
  dall'onorevole  Cuffaro  di decontestualizzare  il  dibattito  di
  oggi.  Ha  parlato  delle cose di cui avrebbe  avuto  bisogno  la
  Sicilia,  di  quelle  che secondo lui mancano  nella  finanziaria
  nazionale,  dimenticando perché si fa questo tipo di  finanziaria
  nel nostro Paese.
   Molti  colleghi che mi hanno preceduto l'hanno detto molto bene:
  noi - lo voglio sottolineare - siamo un Paese che ha visto, negli
  ultimi  cinque anni, crescere in maniera esponenziale, il proprio
  debito pubblico.
   Come  tutti ricorderete, cinque anni fa, il debito pubblico  del
  nostro Paese scendeva, era ormai prossimo a diventare il 100  per
  cento  del PIL ed il Governo Berlusconi lo ha riportato ad  oltre
  il  106  per  cento. Il debito che quest'anno  si  aggiungerà  al
  debito pubblico, lo sforamento, è del 4,6 per cento, contro il  3
  che dovrebbe essere per il patto di stabilità che abbiamo con  il
  Maastricht.  Ricordo a voi tutti che questo  sforamento  è  stato
  consentito  al  Paese,  dopo  una lunga  trattativa,  dall'Unione
  Europea  con  un  presupposto preciso:  entro  il  2007  dobbiamo
  tornare ad avere un disavanzo del 3 per cento.
   La  finanziaria  di quest'anno non è, quindi, a scelta;  non  si
  può  scegliere che tipo di finanziaria approvare. La  finanziaria
  di  quest'anno deve stare dentro questi parametri, cioè dentro il
  patto  di  stabilità  europea e dobbiamo provare  a   tornare  ad
  essere un Paese virtuoso.
   Per   questo   motivo,  si  possono  approvare   due   tipi   di
  finanziaria:  una  che  pensi soltanto al rientro  del  debito  o
  l'altra  -  come  quella che sta tentando di  portare  avanti  il
  Governo  Prodi   - che si occupi anche di agganciare  l'Italia  a
  questa piccola ripresa in Europa, trainata dalla ripresa mondiale
  dei  grandi  colossi  asiatici,  senza  la  quale  rischiamo   di
  continuare  questa fase di declino in cui il nostro  Paese  versa
  ormai da alcuni anni.
   Non  vi  cito  i  numeri ormai noti, i dati  macroeconomici  che
  fanno del nostro Paese un Paese in declino evidente. Ricordo  che
  occupavamo  il  quinto  posto nel Mondo e  gareggiavamo,  fino  a
  qualche anno fa, con la Gran Bretagna come potenza economica,  ma
  oggi  siamo stati sorpassati e la Spagna ha gettato il guanto  di
  sfida. Il Governo Zapatero, infatti, sostiene che, entro il 2010,
  il  reddito  pro-capite degli spagnoli sarà più  alto  di  quello
  degli italiani.
   Dobbiamo   augurarci  dunque  che,  in  Italia,  la  finanziaria
  affronti contemporaneamente le questioni di debito e che  agganci
  il  nostro  Paese  alla ripresa. Ma c'è di più:  vanno  ritrovati
  alcuni riequilibri;  va trovato un equilibrio sulla distribuzione
  del reddito.
   Come   tutti  sapete, nel nostro Paese, negli  ultimi  anni,  la
  forbice  tra i più poveri e i più ricchi, è diventata più grande;
  nel  nostro Paese, è aumentato il numero delle persone che vivono
  al  di  sotto della soglia della povertà e la nostra Regione,  in
  Italia,  è tra le regioni che hanno il più alto tasso di famiglie
  che  vivono al di sotto della soglia della povertà e ciò è dovuto
  anche alle politiche fiscali adottate.
   La   finanziaria  deve  affrontare  il  problema  relativo  alla
  redistribuzione della ricchezza nel nostro Paese. Va fatta  anche
  una  modernizzazione, in particolare nella  nostra  Regione,  una
  regione  vecchia,  con  un sistema infrastrutturale  vecchio,  un
  sistema  immateriale vecchio. Le nostre università  ed  i  nostri
  centri  di ricerca non rappresentano dei centri di ricerca  e  di
  studio all'avanguardia.
   Va  fatto  anche  un altro riequilibrio ancora  più  importante:
  quello tra nord e sud.
   Mi  sembra  incredibile  che  in una  Regione  che  ha  scoperto
  l'autonomismo,  che  ha  fatto di questo un  elemento  importante
  nella  sua  vita politica, dimentichi di dire che,  negli  ultimi
  cinque  anni,  nel  nostro  Paese, si è  avuto  un  accentramento
  spaventoso delle risorse spese al nord nei confronti del sud.
   L'ultima  querelle a proposito della questione  infrastrutturale
  la  dice tutta: gli ultimi soldi stanziati dal Governo Berlusconi
  per  le  infrastrutture  sono  stati  destinati  all'apertura  di
  cantieri  al nord; al sud sono state promesse e ventilate  grandi
  infrastrutture  da realizzare ma non vi sono stati  finanziamenti
  adeguati.
   Qualcuno,   stamattina,   affermava  che   si   può   cominciare
  finanziando  poco.  Bisogna stabilire cosa significa  il  termine
  poco  perché  se  su  150 milioni previsti  per  un'opera  se  ne
  stanziano  3, tale somma serve soltanto per la carta  utile  alle
  fotocopie del progetto.
   Il  problema straordinario è rappresentato dal riequilibrio  del
  gap  tra  nord  e sud. Sulle politiche rigorose di bilancio,  non
  possiamo  chiedere  a qualche altro soggetto di  essere  rigoroso
  quando,  nella  nostra  Regione, queste politiche  non  ci  sono;
  quando le politiche di rigore nella nostra Regione non sono state
  fatte  così  come  non si può fare a meno di  ricordare  che,  in
  Sicilia, come nel resto del Paese, vanno migliorate le condizioni
  sociali ed economiche della persone che lavorano.
   Dobbiamo  sapere  che  abbiamo di  fronte  una  finanziaria  che
  costituisce  una  specie di coperta corta,  una  finanziaria  che
  taglia, che deve fare rientrare dal debito, così come avviene  in
  una  qualunque famiglia quando c'è un padre ubriacone o giocatore
  di carte che sperpera i soldi e poi vi è anche una brava madre di
  famiglia  che può riequilibrare la situazione imponendo sacrifici
  a  tutti i componenti della famiglia, a cominciare dai figli  che
  non hanno giocato a carte e neppure si sono ubriacati ma che sono
  costretti a pagare il debito del padre.
   Ci  troviamo  proprio in queste condizioni e dobbiamo  sistemare
  la coperta.
   Quando  si  afferma che vi sono i sindaci del centrosinistra,  i
  presidenti  delle regioni del centrosinistra, tutte le  categorie
  che  si lamentano per questa coperta perché ognuno rivendica  per
  sé  qualche cosa, si dimostra, in qualche maniera, che  siamo  di
  fronte  al  fatto che la coperta è corta e che tutti la  vogliono
  tirare. Anche noi dobbiamo tirare la coperta perché credo che sia
  ragionevole che anche noi ci preoccupiamo che la coperta non  sia
  spostata troppo al di là dei nostri piedi. Si può avere un po' di
  scopertura, ma non si può rimanere completamente scoperti.
   Questo è il ruolo che dobbiamo giocare.
   E'  ragionevole che il nostro Parlamento, il nostro Governo,  le
  forze  politiche  e sociali della Sicilia si occupino  di  questa
  contrattazione; che, in qualche maniera,  chiedano che sia  fatto
  il massimo possibile perché la Sicilia è tra le Regioni che hanno
  pagato  di più per due motivi: perché il Governo centrale non  si
  è  occupato di questa Regione e perché anche il Governo regionale
  non si è occupato della Sicilia, infatti, non si può dire che  si
  sia occupato della Sicilia un Governo che ha, ed è percepito così
  dal  resto  del Paese e dal resto dell'Europa, un Paese  sprecone
  che da un lato spreca e dall'altro non spende.
   Abbiamo  trovato il modo di sprecare le risorse messe  a  nostra
  disposizione  dalla comunità e, nello stesso tempo,  non  abbiamo
  saputo spenderle bene, non le abbiamo nemmeno spese tutte.
   Si  dà per scontato che, se va bene, impegneremo il 70 per cento
  di quelle risorse. Lo vedremo.
   E   consideriamo  che  una  parte  delle  risorse  che   abbiamo
  impegnato  e  speso sono state impegnate perfino per  i  progetti
  sponda, cioè per quelle opere che avrebbero dovuto essere  pagate
  da  altri  e  che  invece  abbiamo pagato noi, come  la  Palermo-
  Messina, come il completamento della Palermo-Messina, che  andava
  finanziato a livello nazionale ma che ha gravato su di noi.

   FORMICA. Era meglio non farla

   CANTAFIA.  No, no, bisognava farla  E' paradossale  che  diciamo
  grazie  agli  altri per le cose che abbiamo fatto  con  i  nostri
  soldi
   Diciamo almeno che l'abbiamo fatta con i nostri soldi e,  invece
  di  farla  inaugurare  a Berlusconi, si poteva  farla  inaugurare
  soltanto a Cuffaro.
   Allora, qual è il problema?
   Abbiamo  un  grande problema nel fare la richiesta, nel  tentare
  di  tirare la coperta verso di noi. Dobbiamo dimostrare, infatti,
  di  essere  una  Regione virtuosa; abbiamo bisogno  di  stabilire
  regole certe, di ridare credibilità alla nostra amministrazione.
   Abbiamo bisogno di dire con chiarezza cosa facciamo dei soldi.
   Stamattina, qualcuno l'ha detto molto bene: non si può  chiedere
  di  avere attenzione nei confronti del deficit che abbiamo  sulla
  sanità  quando il nostro deficit è fuori controllo, quando cresce
  ad  una  velocità  più  grande di tutte le risorse  che  possiamo
  mettere insieme per tentare di tamponare questa condizione.
   Si  faccia con serietà una lotta a questo spreco.  Si faccia una
  cosa semplice: si riporti il rapporto tra sanità privata e sanità
  pubblica  a livello di quello delle altre regioni. Si  faccia  un
  contrasto  rigoroso nei confronti dell'uso della  sanità  privata
  che,  indubbiamente,  drena  risorse  importanti,  straordinarie,
  all'origine,  probabilmente, della  maggiore quantità  di  spreco
  nella sanità.
   Si  va  con  disinvoltura a fare diagnostica e  quant'altro  nel
  campo  della  sanità  privata quando probabilmente  sarebbe  meno
  favorita  se  si  prevedesse un ticket  su  quella,  soltanto  su
  quella.
   Allora,  il rigore deve diventare anche per noi una cosa precisa
  nelle spese della pubblica amministrazione.
   Il  Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, stamattina,  ha
  ricordato che vi è un processo di stabilizzazione nel precariato.
  Mi  chiedo quale coerenza ci sia tra questo processo e  il  fatto
  che   continuiamo ad aumentare significativamente i  posti  nella
  pubblica amministrazione senza farcene accorgere.
   Quanti  sono  gli  assunti fuori dai bacini  di  stabilizzazione
  nelle società miste della Regione?
   Quante società abbiamo fatto?
   Mentre  abbiamo dato vita ad un Commissario per privatizzare  le
  aziende  siciliane, abbiamo aumentato il numero delle società  di
  proprietà  della  Regione.  Siamo  in  controtendenza.   Qualcuno
  afferma che siamo una Regione governata dal centrodestra.
   Non  so  cosa distingue il centrodestra dal centrosinistra,  ma,
  certamente  mi  farebbe  piacere  affrontare,  ad  esempio,   una
  discussione  sulle  privatizzazioni,  sul  ruolo  della  pubblica
  amministrazione nei comparti economici.
   E tante altre cose abbiamo aumentato nella nostra Regione
   Certo, si può fare insieme, ci mancherebbe.
   In   teoria, specialmente in una Regione come la nostra, con  le
  ambizioni di essere quasi una Regione-Stato, con l'ambizione  del
  riconoscimento  di  elementi sempre più  forti  di  autonomia,  è
  irragionevole  che  una classe dirigente sia  unita  rispetto  ad
  alcune  cose precise che riguardano orizzontalmente gli interessi
  dei siciliani.
   Per  fare questo, non si può chiedere una cosa di questo  genere
  quando  si  è  nei  guai, quando non si riesce ad  approvare  una
  finanziaria se non soltanto di tagli.
   La   cosa  più  evidente,  la  differenza  più  grande  tra   la
  finanziaria  nazionale e quella regionale non  riguarda  soltanto
  l'allocazione  dei tagli ma il fatto che, nella  nostra  Regione,
  non  abbiamo  un'idea dello sviluppo, non sappiamo come  fare  ad
  incentivare  lo  sviluppo della nostra  Regione  che  è  elemento
  essenziale,  non  soltanto perché dobbiamo fare  un  favore  alle
  imprese;  lo  sviluppo riguarda tutti e non  c'è  possibilità  di
  avere  siciliani più ricchi o meno poveri, forse  è  meglio  dire
  così, meno poveri se non si ha uno sviluppo nella nostra Regione.
   Abbiamo  bisogno  quindi  di tenere  insieme  i  due  corni  del
  problema.  Dobbiamo mantenere il rigore rispetto ad  una  Regione
  che  ormai  è  sull'orlo della bancarotta  -  abbiamo  difficoltà
  perfino   ad   ottenere  mutui,  prestiti;  abbiamo  bisogno   di
  inventarci  una finanza creativa come la cartolarizzazione  degli
  immobili  della sanità, piuttosto che delle IPAB - e,  in  questa
  situazione, chiediamo agli altri e imputiamo agli altri le nostre
  difficoltà.
   Occorre,  quindi, uno scatto di orgoglio da parte  della  classe
  dirigente  siciliana. Occorre, innanzitutto,  sincerità,  verità;
  bisogna  avere finalmente il coraggio di dire quali sono le  cose
  che   non  vanno  in  questa  Regione.  Certamente,  per  attuare
  politiche  di  rigore, occorre una classe dirigente coesa  perché
  dire  no  a  qualcuno è sempre scomodo; è brutto dovere applicare
  dei  tagli  ad  altri soggetti ed è evidente che, in  quel  caso,
  occorre  il  consenso dell'opposizione; si cerca il nostro  aiuto
  nel momento in cui bisogna dire di no.
   Si  dica  la verità; si dica fino in fondo quali sono  i  drammi
  della  nostra  Terra e poi forse si potranno  affrontare  i  nodi
  centrali   della  nostra  Regione  perché  non  c'è  dubbio   che
  un'opposizione come la nostra che ha interesse a tenere in grande
  considerazione  i  destini  della  Sicilia,  gli  interessi   dei
  siciliani, possa in qualche maniera essere pronta a sostenere  le
  cose che servono alla Sicilia.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,  onorevoli
  colleghi, farò un breve intervento - probabilmente anche inusuale
  -  evidenziando  quella  che è più l'impressione  di  un  giovane
  parlamentare,  ma anche di un giovane siciliano di  34  anni  che
  assiste  spesso  ad  una sorta di teatrino che artatamente  viene
  organizzato  su argomenti  seri, delicati, che costituiscono   il
  destino della nostra Terra, che rimane un po' sorpreso e  che  ha
  avuto la conferma che  questo Palazzo comporti persino il rischio
  di  una  certa  oppiatura del cervello,   che  induca  a  tenersi
  distanti  da quella che è una cruda realtà complessiva che  porta
  ad  agire, spesso, in modo più recitativo rispetto ad alcuni dati
  concreti  che  mi voglio permettere così di affrontare  partendo,
  intanto,   da  un  aspetto  che  ho  colto  nell'intervento   del
  Presidente Cuffaro. Oggi, non ho visto un Presidente Cuffaro  che
  mostra i muscoli; e lo voglio dire senza spirito di polemica.
   Ho  colto  un  Presidente  Cuffaro che oggi,  forse,  mostra  la
  trippa - onorevole Cracolici, questo non è un problema di fondo -
  ma  un  Presidente Cuffaro che, in ogni caso, con  una  punta  di
  umiltà, ha lanciato un appello.
   Vi  ha lanciato un appello e l'avrà fatto, probabilmente, un po'
  a  modo suo, forse in modo un po' goliardico. Ho notato che siete
  molto  bravi  entrambi a duellare, a sfidarvi  su  quello  che  è
  appunto il piano della cosiddetta corecitazione.
   Ho  colto,  in ogni caso, un appello e l'appello viene lanciato,
  fondamentalmente, agli amici onorevoli dell'opposizione che oggi,
  probabilmente, hanno in ogni caso la possibilità di cancellare il
  fatto  che  questa  non  è  tanto  una  finanziaria  del  Governo
  nazionale che possiamo  giudicare su alcuni aspetti (se sarà  più
  o  meno  positiva nei confronti della Sicilia e,  sfido  chiunque
  oggi,  a fare una analisi precisa), ma è accaduto un fatto  grave
  che  mi permetto di evidenziare: per la prima volta assistiamo ad
  un  attentato politico di doppia natura che viene perpetrato  nei
  confronti della Sicilia e che  riguarda le nostre prerogative, la
  nostra   autonomia   -   che   non  abbiamo  saputo   utilizzare,
  probabilmente solo per farci del male -  ma questo   è  un  altro
  aspetto, e avremo altri momenti per parlare di questo.
   L'altro  aspetto  che mi permetto di evidenziare  è  l'attentato
  istituzionale,  che  si vuole realizzare, perché,  se  si  guarda
  l'intero   paniere di questa finanziaria, si scorge  una  tecnica
  criminale,    precisa,   che   mira  a  mettere   in   difficoltà
  l'Istituzione  regionale,  togliendo   risorse  in  modo  mirato,
  tentando   di  fare  saltare   anche  la   gestione  della  spesa
  corrente.
   Dall'altro  lato,   si paventano queste risorse,  questi  sgravi
  che,  probabilmente,  ci  sono; forse  gli  effetti  positivi  ci
  saranno, ma il disegno evidente -  e forse  è la prima volta  che
  lo  si  rinviene  in una finanziaria - è  che  c'é  un  attentato
  chiaro  e  palese  nei  confronti della nostra  autonomia  e  nei
  confronti di un Governo che in ogni caso deve governare.
   Ma  veniamo  all'appello  che  stamattina  il  Presidente  della
  Regione  ha lanciato e, con il quale chiede  che si consenta,  in
  ogni  caso,  che  la  Sicilia  possa  andare  avanti  sulle  cose
  essenziali,  poi, sul resto ci possiamo confrontare o  scontrare;
  ma  è  anche  evidente  che questa finanziaria  introduce   norme
  importanti.
   Ho  sempre  difeso la legge Visco, ho sempre  sostenuto   che  è
  stato  uno dei provvedimenti più geniali perché i risultati  sono
  evidenti.  Come non ho condiviso mai  che si siano  inventate  le
   zone  depresse'  al  Nord,  per derubarci di  un  beneficio  che
  doveva  nascere  per il Meridione. Non l'ho mai  condiviso,  l'ho
  sempre  detto e lo ribadisco: la finanziaria nazionale  introduce
  un  elemento,  un automatismo che era importante soprattutto  per
  noi   siciliani,  ma  l'elemento  che  noi  del   Movimento   per
  l'Autonomia vogliamo sottolineare è questo chiaro tentativo  -  e
  questa  è una cosa che tutti quanti noi dobbiamo impedire  -   di
  minare  le nostre prerogative, di minare, in ogni caso,   l'opera
  del   Governo  regionale che verrà messo in ginocchio  se  questi
  provvedimenti verranno varati nei termini che conosciamo.  Credo,
  ripeto,  vi sia  un palese disegno, mi permetto di dire, politico-
  criminale nel mettere ancora più in ginocchio la Sicilia.
   Penso   che la frase  la Sicilia sopra i partiti' sia una  frase
  appropriata  perché credo  sia un concetto  che,  al  di  là  del
  teatrino  che  puntualmente  siamo  bravi  a  condurre  anche  in
  quest'Aula,  dovremmo  invece  tenere  presente.  E,  allora,  mi
  permetto,   di  unirmi  alla preghiera,   alla  stessa   che   il
  Presidente  della  Regione, onorevole Cuffaro,  oggi  rivolge  ai
  colleghi   dell'opposizione:   Difendiamo   la   Sicilia '.   Nel
  tentativo   di  coinvolgervi  -  perché  oggi  gli  interlocutori
  principali siete voi - dobbiamo ammetterlo -  appellandoci,   per
  alcuni  aspetti  importanti,  delicati,  dove  è  evidente   quel
  tentativo,  alla vostra coscienza di siciliani, mettendoci, così,
  al  di  là  di tutte le posizioni personali  e i colori politici,
  riflettendo su alcuni aspetti, ulteriormente puntuali,  come   lo
  scippo'  sul  ponte,  in  relazione  alle  somme  destinate  alla
  realizzazione del medesimo ponte sullo Stretto di Messina.
   E'  chiaro il disegno che si consuma perché togliendo  le  somme
  destinate  alla Fin Tecnica di fatto si spoglia dei finanziamenti
  la società che doveva realizzare un'opera importante.
   Ebbene,  probabilmente  c'é  un  passaggio  che  forse  dobbiamo
  cogliere  perché, da un lato si assiste al  tentativo di togliere
  queste somme, ma dall'altro, c'è quello di tenere in piedi quella
  società:  allora, sarà qua probabilmente l'altra grande scommessa
  che  potrebbe reggere alle nostre valutazioni, che sono già state
  fatte  e  cioè  se  questo  ponte - al  di  là  delle  guerre  di
  religioni,  ambientali  - venga ritenuta opera  essenziale,  come
  l'ha ritenuta il Movimento per l'Autonomia, e la si considera  un
  elemento  straordinario  che   costringa,  in  termini  positivi,
  qualunque  governo, di qualunque colore esso  sia,  a  completare
  questa  grande opera.
   Può  diventare una sfida da cogliere,  per noi siciliani e   per
  il  governo  siciliano,  approfittando di mantenere  viva  questa
  società  che può completare il progetto. Accettiamo questa  sfida
  realizzando  noi quest'opera -  se realmente questo progetto,  da
  un  punto  di  vista economico-finanziario, si regge  da  solo  -
  quindi  non una gestione di trenta anni, ma di cinquanta  anni  -
  probabilmente, ci sono le condizioni affinché si colga la sfida.
   Un  dato,  però, é certo, la sottrazione di queste  somme  dalla
  finanziaria nazionale che non vengono ricompensate,  e  non credo
  che il Governo nazionale le stia restituendo sotto altre forme.
   Da  un  lato  le toglie direttamente, mettendo in difficoltà  le
  istituzioni,  il governo regionale, dall'altro si paventa  questa
  spalmatura sul cuneo fiscale, su quelle che sono altre misure per
  le  famiglie,  ma a quanto pare, se sommiamo tutte le  cifre  che
  evidentemente già dal documento é chiaro che il governo  ci  vuol
  togliere,  non esiste a quanto pare una contropartita in  termini
  eguali.
   Questo  fa  rilevare  che  la Sicilia non  ha,  all'interno  del
  Consiglio  dei  ministri, un ministro che difenda le  prerogative
  della  Sicilia  e in questa occasione abbiamo avuto  un'ulteriore
  conferma.
   Mi  permetto  di  dire  anche che la fiscalità  di  vantaggio  o
  compensativa é stato un tema che abbiamo affrontato un  anno  fa.
  L'abbiamo  posto,   e  al di là dell'enunciazione  di  principio,
  bisogna capire quante somme e quante risorse verranno destinate a
  tale  fiscalità di vantaggio.
   E'  facile  inserire  dei  principi  che  stanno  rischiando  di
  diventare soltanto  enunciazione di principi' e aggiungo che   il
  precedente governo nazionale  aveva già accolto questa richiesta,
  avanzata un anno fa dal Movimento per l'Autonomia.
   Quindi, come dicevano i latini,  nulla di nuovo sotto il  sole',
  da  questo punto di vista. La questione sarà -  e qui ho  le  mie
  legittime titubanze -  sulle risorse che saranno destinate per la
  fiscalità  di vantaggio ma credo che con un ministro  posto  come
  guardiano  di  frontiera nei confronti della  Sicilia,   che  non
  viene  rappresentata  nel  governo nazionale,  credo  sarà  molto
  difficile  che  noi,  realmente, si  possa  toccare  con  mano  i
  benefici ventilati o la creazione di distretti dove si possa fare
  dumping  ed altro. Questo sarà un ragionamento che ci  porterà  a
  capire definitivamente come opererà il  Governo.
   Un  ultimo  passaggio,  dato che siamo stati chiamati  in  causa
  spesso in questi giorni in merito alla richiesta legittima che il
  sottoscritto ha fatto in Commissione bilancio, sull' integrazione
  del   Documento  di  programmazione  economico-  finanziaria   mi
  permetto di dire, parafrasando le parole dell'onorevole assessore
  Lo Porto, che noi non  cincischiavamo' in Commissione, ma abbiamo
  posto  un problema legittimo che avete il dovere di cogliere,  in
  modo  diverso  rispetto  a  come é  stato  colto,  dato  che   la
  Commissione  bilancio, per quanto mi riguarda,   non  può  essere
  considerata,   in   un   momento  così  difficile,   un   ufficio
   passacarte'.
   Questo  ce lo dovete consentire e, soprattutto ci dovete mettere
  in  condizione,   e  nei  tempi giusti, di potere  analizzare  il
  Documento di programmazione economico-finanziaria, il disegno  di
  legge   finanziaria e tutto ciò che ne consegue perché se per  la
  prima   volta   il  Documento  di  programmazione   economico   e
  finanziaria   ritorna   in  Giunta,  e ce  ne  siamo  assunti  la
  responsabilità,   mi permetto di dire agli onorevoli colleghi che
  questo può essere il primo precedente di una serie di precedenti,
  in  relazione  alla   legge finanziaria.  Su  questo  non  devono
  esserci  dubbi    Se non saremo messi nella condizione di  potere
  analizzare  l'intero impianto del disegno di  legge  finanziaria,
  per   capire  e  condividere   quelle  che  sono  le  difficoltà,
  sottolineando  che la frenesia del Governo sicuramente non  porta
  spesso   all'umiltà  del  confronto,  credo  che  la  Commissione
  bilancio  assumerà un atteggiamento  riottoso, e  di  conseguenza
  credo  che sia in ogni caso, da parte nostra, legittimo difendere
  le  prerogative parlamentari e soprattutto di onesti siciliani  a
  servizio della Sicilia.
   Da    segretario   della   Commissione   non   accetto    questo
  comportamento, e la  sottolineatura  del comportamento del nostro
  movimento, lo respingo. Ribadisco che se i tempi non saranno tali
  da  potere  concordare con serenità, confrontandoci con serenità,
  per  proporre  ed   emendare,  svolgendo  il  nostro  compito  di
  commissari   credo  che nascerà un  confronto  non  favorevole  e
  sicuramente   duro   che  non  è  frutto  di  strumentalizzazioni
  politiche,   né    di  tentativi  e  di  trattative   varie,   ma
  semplicemente frutto della voglia di svolgere fino  in  fondo  il
  proprio ruolo.
   Concludo  su  quella  che  è  stata  la  tematica  del   rigore,
  onorevoli  colleghi,  io  non vorrei  fare  qualche  battuta  che
  probabilmente rischierebbe  di essere fraintesa, ma credo che una
  politica  di  rigore debba partire da molto  lontano,  ed  è   un
  problema che coinvolge sia la  maggioranza che l'opposizione: non
  è  logico  che  da un lato si venga accusati della proliferazione
  degli   assessori   junior   e   dall'altro   si   assista   alla
  moltiplicazione  di  incarichi di deputati  segretari   ed  altro
  ancora,  ciò è contro ogni  politica di rigore. Dobbiamo, quindi,
  avere   il  coraggio,   se vogliamo affrontare  il  problema,  di
  affrontarlo   con   serenità  partendo   da   tutto   l'impianto,
  probabilmente,  comprese le nostre indennità.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico   che  sono  in  congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli  onorevoli:  Edoardo  Leanza,  Leontini,  Savarino,
  Mancuso, Sanzarello, Parlavecchio e  Cristaldi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                               Regione

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cascio.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, dovremmo sospendere il  dibattito
  per l'assenza dall'Aula del Presidente della Regione, artefice di
  questa seduta.

   CASCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   ho  ascoltato
  l'intervento  dell'onorevole Cracolici ed  ho  preso  spunto  per
  alcune  argomentazioni che vorrei tentare di sviluppare.  Anch'io
  la  penso   come l'onorevole Cracolici, se volete sapere  il  mio
  punto  di  vista,  e  dato che il dibattito è stato  chiesto  dal
  Presidente della Regione,  sarebbe stato un atto di cortesia, nei
  confronti dell'intero  Parlamento,  ascoltarci  fino alla fine.
   Ma  credo  che a volte la politica ci metta nelle condizioni  di
  affrontare questioni complesse, ognuno partendo dal proprio punto
  di  vista, questioni  articolate rispetto alle quali è difficile,
  credo  come  in queste occasioni,  riuscire a trovare il  bandolo
  della matassa.
   Ognuno  recita  a soggetto, nel  gioco delle parti,    e  quindi
  chi  come  me  fa  parte della maggioranza si trova  a  difendere
  l'operato   del  Governo  e  conseguenzialmente    a   contestare
  l'operato  del  Governo nazionale,  e chi,  invece,  sedendo  sui
  banchi   dell'opposizione  si  trova  ovviamente   a   contestare
  l'operato del Governo regionale. E quindi, molto spesso,  facendo
  il gioco delle parti, si finisce per recitare non  cogliendo qual
  è  il reale senso della dialettica parlamentare,  cioè cercare di
  fare, quanto più è possibile, gli interessi  della collettività.
   Ho  con  me  una relazione, sono circa sei pagine di intervento,
  mi ero preparato in maniera documentaria, ve le risparmio, non ho
  intenzione di raccontarvi cose peraltro dette e ridette in questo
  dibattito, per cui il mio intervento sarebbe stato di merito,  ma
  dopo  la  relazione del Presidente della Regione e,  soprattutto,
  avendo  l'onore di parlare dopo tanti interventi,  rischierei  di
  ripetere  le  stesse cose, quindi, non parlerò  del  ponte  sullo
  stretto  di  Messina,  argomento  di  cui  hanno  parlato   tanti
  colleghi,    ma    certamente   non   posso   non   stigmatizzare
  l'atteggiamento  schizofrenico di alcuni componenti  dell'attuale
  maggioranza  nazionale  tenuto nel corso degli anni e soprattutto
  di   alcuni   componenti  del  Governo  attuale   rispetto   alla
  fattibilità o meno del ponte sullo stretto.
   Non  parlerò  della maggiorazione dell'IRAP che quattrocentomila
  imprese siciliane e seicentomila professionisti dovranno   pagare
  dall'anno  prossimo. Non ricorderò, per la decima  volta,  quanto
  costerà  l'aumento della quota parte della Regione siciliana  nel
  deficit  della  sanità. Ma certamente vale la pena  ricordare  un
  dato,   e  mi  riferisco  all'intervento dell'onorevole  Speziale
  quando parlava di un piano di rientro triennale della spesa della
  sanità.   Onorevole   Speziale,  devo   ricordarle   che   mentre
  l'assessore  per  la   Sanità, professore La  Galla,  trattava  e
  concordava  con  il  Ministro della Sanità un  piano  di  rientro
  triennale   -    approvato   già   dallo   stesso   Ministero   -
  contemporaneamente  il Ministero dell'Economia  e  delle  Finanze
  varava una finanziaria che sostanzialmente mandava all'aria  quel
  protocollo  di  intesa  su  cui  il  Governo  regionale  si   era
  impegnato.

   SPEZIALE.  Onorevole  Cascio, tutto ciò,  mentre  il  Presidente
  della Regione autorizzava 400 posti letto

   CASCIO. Non è così, onorevole Speziale,  lei sa bene che  non  è
  così.  Questo è un atteggiamento che strumentalmente  riproponete
  ogni volta che si parla di sanità ma sapete perfettamente che non
  è  così.  Questo atteggiamento non posso non sottolinearlo.  Così
  come non posso non ricordare come un articolo della  finanziaria,
  il  190, che porta via  trecento milioni di euro per investimenti
  nel campo delle ricerche in laboratori situati nella provincia di
  Palermo, sia un articolo di finanziaria difficilmente difendibile
  da  parte  dei colleghi dell'opposizione regionale ma  che  hanno
  l'onore di essere al Governo del nostro Paese.
   Io   sono  tra  quelli  che,  peraltro,   essendo  ancora   puro
  politicamente,  pur avendo quattro legislature alle  spalle,  due
  alla  Camera  dei  deputati  e due all'Assemblea  regionale,  non
  credeva   che  ci  fossero,  da  parte  del  Governo   nazionale,
  ideologicamente  opposto  al  nostro,  delle  penalizzazioni   in
  maniera così continuata nel tempo e quasi preconcetta.
   Quindi  avevo,  rispetto a questa diversità di colore  politico,
  un  atteggiamento assolutamente sereno. Però le ripetute  manovre
  finanziarie - e non i ripetuti interventi legislativi del Governo
  nazionale  -  mi  fanno  credere che in effetti un  atteggiamento
  ostile e preconcetto ci sia.
   Porto  a conferma di quanto  sto dicendo una dichiarazione delle
  settimane scorse del Ministro per l'Ambiente, onorevole  Pecoraro
  Scanio.  Non voglio riparlare dei termovalorizzatori, non  voglio
  riparlare delle questioni che sono state molto più visibili da un
  punto di vista della comunicazione,  ma  parlo di un episodio che
  è  stato  poco visibile ma che,  per quanto mi riguarda,  ha  una
  certa  sostanza,   quanto  meno  per  dimostrare  l'atteggiamento
  preconcetto  dell'attuale  Governo  rispetto  ai  problemi  della
  Sicilia.  Mi  riferisco  ad un argomento che  questa  mattina  ha
  affrontato,   incidentalmente,  l'onorevole  Barbagallo,    parlo
  cioè del porto di Augusta. Tutti sanno che in Italia esistono due
  grandi  poli  chimici: il polo di Porto Marghera  e  il  polo  di
  Priolo  che  fa  riferimento al porto  di  Augusta.  Il  Ministro
  dell'ambiente  Pecoraro Scanio,  di cui  è  nota  la  sensibilità
  ambientale,  ha avviato una procedura per risanare,  da un  punto
  di vista ambientale, i due siti.
   Per il sito di  Porto Marghera ha avviato una trattativa con  il
  sindaco  di  Venezia, il  compagno' Cacciari, per  concordare  le
  modalità  di  risarcimento del danno ambientale  del  territorio.
  Per  quanto concerne,  invece, il sito di  Augusta, e  quindi  il
  petrolchimico  di  Priolo,  la soluzione  al  danno  per  impatto
  ambientale era la chiusura del porto.
   Bene,   là  il  risarcimento,  qui,   la   chiusura  del  porto
  Evidentemente,  qualcuno  della sua  stessa  maggioranza  gli  ha
  ricordato   che se si blocca il porto di Augusta la metà,  circa,
  della  benzina che giunge in Italia non verrebbe prodotta con  il
  conseguente caos del Paese.
   Il  Ministro  ha colto il suggerimento, che qualcuno  ha  voluto
  gentilmente dargli, ed il risultato che abbiamo ottenuto   è  che
  il  Ministro Pecoraro Scanio si è elegantemente defilato, non  ha
  più  affrontato la questione; noi, sinceramente, speriamo che  la
  scomparsa  di  Pecoraro  Scanio, dal proscenio  ambientale  della
  Sicilia, duri anche per i prossimi anni.
   Non  voglio  continuare  ad alimentare questioni  di   merito  e
  soprattutto non vorrei che il mio intervento fosse inteso come un
  intervento  polemico  finalizzato  ad  acuire  ulteriormente   le
  contrapposizioni che ci sono tra di noi, al contrario  di  quanto
  ne  pensi l'onorevole Cintola. Io vorrei riuscire a trarre, se  é
  possibile,  da questa seduta di Assemblea qualcosa  di  positivo,
  di  utile  e  quindi  mi soffermo dal parlare  dei  giudizi  dati
  dall'ANCI  rispetto  a questa finanziaria  e  vado  un  attimo  a
  prendere qualche punto rispetto alle aperture che oggi, comunque,
  in  questo  dibattito  ci sono state.  Ho ritenuto  di  avvertire
  un'apertura   nelle   dichiarazioni  dell'onorevole   Barbagallo,
  soprattutto,  per quanto riguarda la possibilità  di  intervenire
  sulla quota a carico della Regione rispetto al deficit sanitario.
  Ho  ritenuto  che ci fosse qualche apertura anche nell'intervento
  duro  dell'onorevole Cracolici e soprattutto, in  riferimento  al
  Centro  di ricerca, al suo  rifinanziamento o all'abolizione  del
  finanziamento   del  Centro  di  ricerca  di   Carini   e   sulla
  possibilità,  appunto,  di  ragionare nuovamente  sulla  quota  a
  carico della sanità siciliana.
   Ho   ravvisato  nelle  dichiarazioni dell'onorevole  Ballistreri
  un'apertura rispetto ai temi della realizzazione  del ponte sullo
  stretto   di   Messina,   mi  é  sembrato   che   nell'intervento
  dell'onorevole  Speziale  ci fosse un'apertura,  una  possibilità
  di  dialogo  nonostante il rilievo che lo stesso ci  pone  quando
  segnala  che   esiste  una  pessima  abitudine,   propria   della
  politica  siciliana,  di non tenere conto, spesso, del  dibattito
  d'Aula.
   Allora,   se  vogliamo  dare  un senso  al  dibattito  di  oggi,
  potremmo aprire una pagina nuova per il Parlamento siciliano, noi
  abbiamo  presentato  -  dopo  di me parlerà  l'onorevole  Dina  -
  come  maggioranza  un  ordine del giorno,  a  firma  dei  quattro
  Capigruppo  della  maggioranza. E' un ordine del  giorno  che  dà
  pieno  mandato  al  Presidente della Regione di rappresentare  le
  proteste  della  Sicilia, in seno al Consiglio  dei  Ministri,  e
  tutte  quelle  che  sono  le nostre idee  su  questa  finanziaria
  nazionale,  ma  il  nostro interesse non é protestare,   né  fare
  demagogia,   né  agitare strumentalmente lo  spauracchio  di   un
  Governo  nazionale  che  vuole  male  alla  Sicilia:   il  nostro
  interesse è quello di risolvere i  problemi dei siciliani.
   Ho  già parlato con il collega Dina, ma  potrà dirlo anche  lui,
  che  se  vogliamo tentare di dare un segnale di novità  anche  ai
  lavori  dell'Assemblea   sarei  disponibile,  e  questa   è   una
  proposta  che  lancio ai colleghi dell'opposizione,   a  ritirare
  l'ordine del giorno firmato dai Capigruppo della maggioranza e  a
  valutare  la possibilità di riscriverne uno a quattro mani,  cioè
  con i colleghi dell'opposizione, che sia finalizzato a rafforzare
  il ruolo del  Presidente della Regione nell'incontro che si terrà
  a Roma con  il Presidente del Consiglio dei Ministri.
   Ritengo,  infatti, che il Presidente della Regione -  lo  diceva
  forse l'onorevole De Luca nel suo intervento - sia venuto in Aula
  senza intenti bellicosi,  e forse ha fatto bene, per  cercare  la
  solidarietà del Parlamento,  perché è molto diverso presentarsi a
  Roma   con   un   ordine  del  giorno  sostenuto  dalla   propria
  maggioranza,  piuttosto che giungere   in Consiglio dei  Ministri
  sostenuto  dall'intero Parlamento siciliano,  ma  non  perché  si
  debba   sostenerlo pregiudizialmente, ma perché  tutti abbiamo  a
  cuore gli interessi della Sicilia.
   Credo  che  riuscire,  oggi, a raggiungere questo risultato  che
  politicamente  penso non abbia tantissimi precedenti nella storia
  della  Sicilia,  soprattutto quando ci si confronta su  questioni
  di  merito,  come quelle che stiamo discutendo in questi  giorni,
  sarebbe  un  ottimo  risultato  e  credo  che  oltre  ad   essere
  l'apertura di una nuova pagina,  per questo Parlamento,  potrebbe
  essere  l'inizio  di  una fase di politica di  concertazione  che
  avrebbe come ultimo fine quello  per  il quale tutti noi facciamo
  politica:   l'interesse  della  collettività  e  l'interesse  dei
  siciliani.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  in  congedo,  per  la   seduta
  odierna, gli onorevoli: Leanza Nicola e Basile.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                               Regione

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO. Onorevoli colleghi, credo che anche le parole  finali
  dell'intervento  del  Capogruppo di Forza  Italia  raccolgano  il
  fallimento di un tentativo, tutto sommato, non brillante,  quello
  di  volere  schierare un Parlamento contro un altro Parlamento su
  questioni molto serie.
   Deludente  la  scelta del Governo di mascherare la  sua  manovra
  finanziaria. Onorevole Cintola, io l'ascolto sempre con  piacere,
  ma  quando la sento gridare e non sento le sue parole,  mi  sento
  privato  di  qualcosa. Quindi posso ascoltarla, se vuole.  Lei  è
  molto gentile.
   Dicevo,  il  Governo regionale ha scelto di mascherare  il  poco
  rigore,   la   poca   strutturalità  della  propria   finanziaria
  attaccando   un'attività  di  disinformazione   ben   congegnata,
  partendo dal ponte di Messina, passando da alcune situazioni  che
  sono  state  recuperate  già con gli emendamenti  presentati  dai
  deputati siciliani del centrosinistra sulla vicenda del centro di
  ricerca  di  Carini, così come sulla questione sanità,  tenta  di
  mascherare il fallimento complessivo della manovra finanziaria.
   Vedete,   è  vero  che la manovra finanziaria nazionale  aumenta
  ancora il costo a carico delle casse regionali, ma è pur vero che
  non ci si interroga sul perché 400 milioni di euro l'anno vengono
  compensati per curare persone che vengono assistite  da  ospedali
  del  Nord  e  del centro Italia; non si sottolinea il  fatto  che
  nonostante una tendenziale strutturazione della sanità che oramai
  non  è  una sanità regionale, è una sanità che può essere  divisa
  tra  quella  pubblica e quella privata,  essa sia  già  arrivata,
  nel  mese di settembre, a 673 milioni di disavanzo tendenziale  e
  certamente   chiuderà   l'anno  con  un   disavanzo   sicuramente
  superiore.  Come dire, è una occasione persa per  questo  Governo
  che non si confronta invece con le reali novità della finanziaria
  nazionale.
   Io  non  entrerò  nel  merito, però la  Regione  siciliana   non
  riesce   a   creare  lavoro,  lavoro  che  non  sia  quello   del
  precariato, che non sia quello legato al  118, che non sia quello
  delle OSS, che non sia quello legato al  nuovo collocamento fatto
  in  strutture  pubbliche  regionali della  chiamata  diretta  per
  contratti   CO.CO.CO.a  15,  a  10  per   lavori   in   strutture
  ospedaliere,  senza che questi rientrino poi nel cosiddetto patto
  di stabilità o nei limiti di assunzione.
   La  Regione,  anzi,   il  Governo regionale,   sta  perdendo  la
  grande  occasione  di potersi confrontare sulle  questioni  dello
  sviluppo.
   La   finanziaria nazionale, dopo cinque anni,  pone alcune serie
  questioni.  Le pone per le aree sottosviluppate, le pone  per  il
  credito  d'imposta,  elencando quali sono le Regioni che andranno
  a beneficiare del credito d'imposta e stabilisce, superando anche
  il  tetto massimo comunitario, il 50 per cento di credito  per le
  piccole imprese.
   Riapre  il tema sulle aree metropolitane, dove esistono   grandi
  sacche  di  degrado  e  lo riapre in maniera  seria  cercando  di
  mutuare  -  lo dice la stessa nota che ci avete consegnato  -  un
  modello francese.
   Una  Sicilia,  dove un posto di lavoro non viene creato né dalla
  formazione,  dove si spende tantissimo, né da alcun intervento di
  carattere   strutturale,   perché   non   c'è   alcun    sostegno
  all'imprenditoria e allo sviluppo.
   C'è  l'occasione di potersi confrontare, di poter dialogare  sui
  grandi temi, quali il credito d'imposta, le aree svantaggiate, le
  aree  urbane degradate, eppure tutto esce orchestrato  benissimo,
  come  se  si  trattasse di un Governo nazionale che vuole  rubare
  risorse alla Sicilia ed  ai siciliani.
   Certamente,  questa  finanziaria  consente  in  poca  misura  di
  attribuire ulteriori risorse che andranno per spesa pubblica  non
  qualificata da parte della Regione. Davanti il Governo  nazionale
  ci  sono quelle che sono le categorie produttive, quelle che sono
  le  occasioni  di  sviluppo, di sostenere  anche  l'imprenditoria
  femminile  in  alcune aree, quando noi sappiamo  che  la  Regione
  sulla   215',  sull'imprenditoria  femminile,  nei  cinque   anni
  passati, ha fatto praticamente nulla.
   Ora,  dopo  avere visto gli atteggiamenti assunti in Commissione
  bilancio dal Governo, l'atteggiamento complessivo fatto veicolare
  dai  media,  un  atteggiamento  che  è  quello  iniziale  di  una
  legislatura determinante, perché è la stessa legislatura  che  ci
  porta  alle  risorse comunitarie 2007-2013, ritengo che,  se  nel
  programma  del  Governo regionale esiste  solo  il  tentativo  di
  gridare  a  questo  statalismo,  a  questo  nordismo,  a   questo
  tentativo  di strappare alla Sicilia risorse e di impoverirla  di
  più,  sia  un  tentativo  -   a  mio avviso  -  preoccupante.  E'
  preoccupante il mancato rispetto dei termini per la presentazione
  del  DPEF,  è  preoccupante  il fatto che  il  Governo  regionale
  ultimamente  abbia già modificato, non ricordo se il  4  o  il  6
  ottobre,     su   richiesta   del  Movimento   per   l'Autonomia,
  addirittura integrato con un documento,  al di là della  qualità,
  della  sostanza;  è chiaro che c'è un Governo regionale in grosse
  difficoltà,  perché nei cinque anni che sono di qua a  venire  si
  immagina  rispetto  alla  crisi complessiva  nazionale,  ma  alla
  crisi  ancora più endemica, più grande della Sicilia, un  Governo
  che sappia ed abbia le capacità di porre questioni strutturali di
  fondo, che sappia dialogare con il Governo nazionale.
   Mi  viene  da  ridere quando sento l'indignazione da  parte  dei
  deputati  del  centrodestra su questa finanziaria. Guardate,  per
  cinque  anni  60 e più deputati nazionali sono stati supini;  c'è
  stata  una mattina in cui Tremonti aveva deciso di sostituire  il
  contributo a fondo perduto con un contributo a tasso agevolato  e
  nessuno  starnuto  è  arrivato dalla  pattuglia  di  parlamentari
  siciliani al Senato ed alla Camera.
   Quindi,  sostanzialmente, esce fuori uno scenario  preoccupante:
  un Governo che non è all'altezza della situazione, un Governo che
  non  riesce  ad  avere  una manovra visibile,  soprattutto  sulle
  grandi  questioni, quella della sanità, perché  dicevo  prima  ci
  sono  due sanità in Sicilia: una pubblica ed una privata, però  a
  pagarla  è  sempre l'erario. Non riusciamo a dare prospettive  di
  sviluppo  per  la Sicilia. Si sta giocando una partita  in  mezzo
  alle  difficoltà dell'economia europea, dell'economia  dei  Paesi
  occidentali,  in  cui  ogni  Regione compete  con  altre  regioni
  d'Europa,  del  Mediterraneo;  eppure,  non  c'è  traccia  di  un
  tentativo  strutturato di resistere e di concorrere  e  competere
  con qualche cosa di nuovo che accadrà nei prossimi anni.
   Non  c'è  alcun  accostamento  tra  quello  che  si  scrive   in
  finanziaria nazionale e l'utilizzo delle risorse comunitarie 2007-
  2013.  Sostanzialmente, non c'è un briciolo di progettualità  che
  sappia fare non grandi cose, ma quanto meno sappia bloccare  quel
  flusso migratorio, che è continuo, di gente giovane, dai 20 ai 40
  anni,  che continuano a trasferirsi nelle periferie del  Nord,  e
  non  è  una  battuta di campagna elettorale, è un dato  oggettivo
  verificabile giorno dopo giorno.
   Ritengo,  pertanto,  che la cosa più seria da fare  sia  che  la
  maggioranza   rinunci a qualunque tipo di ordine del giorno,  che
  questa  seduta  si  chiuda, che il Governo si  fermi  un  attimo,
  sicuramente l'opposizione avrà interesse a che ci sia un  dialogo
  con  il  Governo nazionale. Non si può immaginare di suonare,  mi
  sembrava  stamattina di sentire le campane di un fiorentino:   Se
  voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane .
   Il  Presidente del Governo regionale aveva l'obbligo di  sedersi
  in Consiglio dei Ministri per difendere le ragioni della Sicilia,
  lo  doveva  fare e non autoescludersi per avere slancio  maggiore
  per una campagna di disinformazione totale.
   Quindi,  credo che sia necessario riprendere un dialogo serio  e
  costruttivo sulle questioni dello sviluppo,  che manca  nei  temi
  dell'agenda  politica del Governo e della maggioranza  di  questo
  Parlamento,    dunque   riaprire   un   dialogo    serio    sulle
  infrastrutture,   sull'utilizzo delle risorse  che  non  verranno
  impiegate  per  il ponte, chiedere garanzie (sono  d'accordo  che
  vengano  utilizzate per la Calabria e la Sicilia),  chiedere  una
  quantificazione   di  quelle  risorse  che  vengano   individuate
  all'articolo 21, all'articolo 19, all'articolo dello schema della
  finanziaria.
   Serve,   sostanzialmente,  riprendere   un   dialogo   serio   e
  costruttivo  e, soprattutto, che il Governo regionale  in  questi
  pochi  mesi  (sapete,  però,  che  i  primi  cento  giorni   sono
  determinanti per qualunque governo) si fermi un momento e  riveda
  esattamente cosa vuol farne della Sicilia, se vuole continuare  a
  renderla  più  povera e sicuramente non ci sarà  alcun  grido  di
  questo  sudismo  riscoperto, di questa nuova questione  siciliana
  vista  al  contrario  che potranno aiutare la Sicilia;  potranno,
  probabilmente,  mascherare,  per  i  meno  accorti,  quello   che
  potrebbe  essere  un  fallimento complessivo di  una  legislatura
  guidata da questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

   DINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   assessori,   onorevoli
  colleghi,  intervenire  dopo  tanti  qualificati  interventi  dà,
  forse,  qualche svantaggio,  quello cioè di non poter  affrontare
  temi  nuovi  perché  già  affrontati,  già  forse  bruciati   dal
  dibattito,  ma allo stesso tempo dà il vantaggio di  cogliere  in
  divenire,  in  fieri, il ragionamento che si è voluto  sviluppare
  questa  sera  e il cambio anche di clima che volge alla  polemica
  del  muro  contro  muro, nel tentativo di  un  confronto,  di  un
  ragionamento più aperto possibile.
   Io  ho  colto  questi segnali in crescita,  ritengo che  possano
  anche sfociare nella proposta che ha fatto l'onorevole Cascio. Mi
  consentirete, però,  di intervenire su qualche argomento, volendo
  ritornare al tema centrale del dibattito di questa sera. Lungi da
  me  l'idea  di  volere  assumere atteggiamenti da professore,  da
  docente,  ritengo  che  molti  degli interventi  dell'opposizione
  siano   andati   fuori  tema,  perché  il  tema  proposto   nelle
  comunicazioni del Presidente della Regione  è un tema semplice: è
  il  riverbero della finanziaria nazionale sulla nostra  economia.
  Non ci sono altri temi.
   Ci  siamo  fermati  qui a parlare di finanziaria  regionale  che
  ancora   non   c'è,  su  cui  ci  confronteremo  a  viso   aperto
  approfondendo  problemi, implementando un  ragionamento  che  può
  consentire  di  trasfondere  nel documento  conclusivo  anche  le
  proposte  dell'opposizione.  Si è parlato  abbondantemente  della
  finanziaria nazionale ed è giusto che lo si facesse,  ma   a  mio
  avviso  si è perso di vista  il tema centrale,   il riverbero  di
  alcune  iniziative specifiche, precise, puntuale  che  hanno  per
  molti   versi   il  sapore  dell'accanimento,  il  sapore   della
  vessazione.  Ecco, su questo dovremmo confrontarci  e  riflettere
  serenamente.
   Non  si  può svicolare da questo tema centrale; non lo  possiamo
  fare,  onorevole Cracolici, rifugiandoci sul tono del  Presidente
  che  è stato forse un po' forte, è chiaro che lo è stato, ma  noi
  non  vogliamo un Presidente che con il cappello in  mano  vada  a
  pietire dal Governo nazionale

   CRACOLICI. Perché, porta il cappello?

   DINA. Gli metteremo, quando ci sarà caldo o freddo, o coppola  o
  cappello
   Nello  stesso  tempo, giustifico quel tono, che è  un  tono  che
  nasce  dall'esame di alcuni elementi che sono ancora  antecedenti
  alla finanziaria.
   Fin  dall'inizio  della legislatura nazionale si  è  intervenuti
  nella riduzione dei servizi alle isole minori e  questo ha creato
  allarme, non si capiva perché.
   Sui   termovalorizzatori:  una  scelta  ideologica,  una  scelta
  forte,  di  campo  che ci mette sicuramente  al  riparo  da  quei
  fenomeni  che stanno succedendo in Campania e che sono sotto  gli
  occhi di tutti.
   Gli  interventi sul ponte, le uscite sul ponte, ancor prima  che
  arrivasse la finanziaria.
   Tutto  questo ci fa pensare che ci sia un accanimento,  un  filo
  conduttore  che  vuole penalizzare la Sicilia. E,  questo  lo  si
  legge,  è chiaro, è intelligibile a tutti, per cui è giustificato
  che il Presidente alzi il tono.
   Leggiamo  la finanziaria perché gli argomenti che il  Presidente
  ha voluto chiaramente mettere sul campo, sono i più importanti  e
  su  essi si può trovare una convergenza con un ordine del  giorno
  unitario.  Quello della compartecipazione è il  primo  tema,  una
  compartecipazione che è stata aumentata dal  governo  D'Alema,  e
  anche  quella  è stata una vessazione, perché poi il  Pil  non  è
  cresciuto secondo le previsioni e, quindi, ci siamo addossati una
  compartecipazione  che  ancora  grava  su  di  noi  e  che  è  la
  responsabile vera del deficit della sanità dal quale non si è più
  tornati indietro.
   La  scelta fatta di far crescere queste compartecipazioni è  una
  scelta  irrazionale,  inaccettabile su  cui  si  può  tentare  un
  confronto.
   L'abolizione della struttura di biotecnologia, del biotec  Rimed
  di Carini, su questo non credo ci possano essere altre scelte.
   Noi  ci rivolgiamo  domande sulla finanziaria nazionale; su quei
  temi  ci  possiamo confrontare e non abbiamo assolutamente  dubbi
  che  molti  siano  interventi  importanti  per  il  riscatto   di
  quest'isola,   ma   anche   ora   confrontiamoci.    Su    questa
  compartecipazione  il  centrosinistra è d'accordo  o  non  lo  è?
  Perché  non  ci confrontiamo su questi temi singoli e  specifici?
  Sull'eliminazione della Fondazione di biotecnologia Rimed:  è  un
  bene o un male che resti in Sicilia? Allora, troviamo una sintesi
  su questo; vediamo di sederci attorno ad un tavolo...

   CRACOLICI.   Gli  emendamenti alla finanziaria si  presentano  a
  Roma, alla Camera e al Senato, non qui

   DINA.  Gli emendamenti? Stiamo presentando un ordine del giorno
  Il Presidente Cuffaro e noi, umilmente questa volta chiediamo che
  ci  sia  un  coinvolgimento della classe politica complessiva  di
  questo  Parlamento, perché in gioco non sono  gli  interessi  del
  singolo  partito, della singola parte e del singolo schieramento,
  ma sono gli interessi della Sicilia. Quindi, l'invito che rivolgo
  - l'ha già fatto l'onorevole Cascio - è quello di sederci insieme
  e  preparare  un ordine del giorno comune che possa servire  alla
  classe dirigente nazionale per essere unita nel difendere, nessun
  rivendicazionismo, ma nel difendere gli interessi legittimi della
  nostra Terra.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Borsellino. Ne  ha
  facoltà.

   BORSELLINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   il
  presidente  Cuffaro  ha  iniziato  stamattina  dicendo  che   era
  spiacevole per lui doversi presentare in quest'Aula ad esporre le
  ragioni  dei  siciliani. Personalmente,  devo dire  che  è  stato
  veramente   spiacevole   ascoltare  il  discorso  del  presidente
  Cuffaro  mirato  essenzialmente a  far  schierare  il  Parlamento
  intero  contro il Governo nazionale, rivendicando, con una  sorta
  di  terrorismo mediatico, una sorta di persecuzione nei confronti
  della  Sicilia.  Ha usato dei termini molto forti per  commentare
  quelle che erano le misure prese con questa finanziaria, parlando
  di azione persecutoria, parlando di azioni punitive nei confronti
  della Sicilia.
   E'  stato  spiacevole, peraltro, che dopo  avere  fatto  la  sua
  relazione,  la  sua  comunicazione sia  rimasto  per  un  po'  ad
  ascoltare gli interventi successivi non con la giusta attenzione.
  Ritengo  che   il  termine   ascoltare' in questo Parlamento,  mi
  permetto  di  dire,  sia  poco realistico.  Io   sono  nuova  nel
  Palazzo, non perché sia giovane, ma perché sono stata lontana  da
  un  luogo  come  questo e  in tutta la mia vita  mi  sono  sempre
  ritrovata  in  una situazione diversa e pertanto provo  un  certo
  disagio.  Ho un certo disagio quando mi rendo conto che,  davanti
  ad  un  deputato  che parla ed espone le sue  ragioni,  spesso  è
  l'unico  che parla e l'unico che si ascolta. Non c'è un clima  di
  attenzione  e  di  rispetto nei confronti  di  chi  è  stato  qui
  convocato, peraltro, dal Presidente della Regione che doveva fare
  delle  comunicazioni. E  noi siamo venuti ad ascoltarle e,  però,
  la  stessa  attenzione mi pare non ci sia stata nei confronti  di
  chi poi ha portato le proprie ragioni.
   Ed  allora,  anche  questo  è spiacevole,  rendersi  conto  come
  sembrino  quasi  inutili  queste sedute  parlamentari  in  cui  i
  parlamentari  esprimono il loro parere  e  poi,  però,  si  resta
  ognuno della propria opinione perché non c'è un confronto vero  e
  proprio.
   Perdonatemi questo sfogo, ma il disagio per chi è nuovo  di  una
  situazione come questa è davvero grande e spiacevole, uso  ancora
  questo termine usato dal Presidente della Regione.
   Il  Presidente della Regione, fra l'altro, ad un certo punto  mi
  ha  anche  chiamato  in causa allorquando ha detto  che  qualcuno
  doveva,  forse, informarmi che la campagna elettorale  è  finita,
  facendo riferimento ad alcune dichiarazioni da me rilasciate ieri
  in occasione della conferenza stampa organizzata dall'Unione  per
  portare  le  ragioni di queste scelte operate dal  Governo  nella
  finanziaria.
   Mi   rendo   conto,  però,  che  il  Presidente  della  Regione,
  onorevole  Cuffaro,  ha  trovato un modo per  continuare  la  sua
  campagna  elettorale,infatti ritengo che attribuire le  colpe  di
  tutto ciò che in Sicilia non funziona e non funzionerà al Governo
  nazionale, a questo Governo nazionale e non a quello della scorsa
  legislatura, sia un modo di proclamare delle ragioni senza  darne
  alcun  fondamento.
   Io  ho  ascoltato  qui  delle relazioni, ho  preso  fra  l'altro
  parecchi appunti, perché mi interessa potere poi mettere un po' a
  confronto  le  opinioni che qui vengono liberamente espresse  per
  tirar fuori le mie conclusioni e le mie considerazioni. E dicevo,
  ho  ascoltato delle cifre, ho ascoltato delle considerazioni,  ho
  ascoltato  delle  misure che peraltro conosco  bene,  ne  abbiamo
  parlato  proprio ieri in conferenza stampa,  che mi sembra  siano
  per  la Sicilia finalmente una boccata di ossigeno dopo il  clima
  asfittico  che  per  cinque anni questa Terra ha  dovuto  vivere,
  imprigionata tra un Governo regionale ed un Governo nazionale che
  della  Sicilia  si  erano  probabilmente dimenticati,  che  altro
  facevano,  altro  pensavano, ma non certamente allo  sviluppo  di
  questa Terra.
   Ho  sentito dire al Presidente Cuffaro di essere preoccupato che
  queste norme rischiavano di interrompere un processo avviato  che
  stava dando i suoi frutti.
   Questi  frutti li ho cercati ma non li ho trovati, non li  avevo
  trovati  neanche quando andavo in giro, appunto, per la  campagna
  elettorale  e  mi rendevo conto visivamente, tangibilmente  delle
  condizioni in cui questa Terra è stata ridotta in questi anni. Mi
  rendevo   conto  dell'emorragia   di  ragazzi,  di  giovani   che
  continuano  ad andare via perché qui non hanno avvenire.  Poi  ho
  sentito  parlare,  addirittura,  di  un  buco  che  questa  norma
  provocherebbe  nella sanità della Sicilia. E di  buchi credo  che
  la sanità, insomma, sia una specie di groviera;  il buco, il vero
  buco della sanità è quello che si è accumulato in questi anni. Mi
  chiedo  anche perché il Presidente Cuffaro non sia andato a  quel
  Consiglio  dei Ministri in cui siede di diritto, non deve  essere
  invitato,  siede di diritto  Non è andato, ha detto,  perché  non
  aveva  il  documento, non lo aveva ricevuto;  ma  era  quello  il
  luogo  dove doveva andare a chiedere conto, era quello  il  luogo
  dove doveva andare a sostenere le sue ragioni che sono le ragioni
  della  Sicilia,  che  sono le ragioni che  possono  permettere  a
  questa Terra di guardare e di parlare al futuro.
   Probabilmente,  non è andato per un motivo molto  evidente,  per
  le  politiche  che  ha portato avanti già in cinque  anni  e  che
  mostra  di voler portare avanti anche in quest'altra legislatura.
  Peraltro,   lo  aveva  detto  chiaramente  durante  la   campagna
  elettorale:   ribattendo sullo slogan elettorale da me  adottato,
  quello  dell'altra storia, continuava a dire  Io non ho  un'altra
  storia da proporre,  continuo a proporre la mia storia . Mi  pare
  che  sia  stato fedele a questa sua promessa, il problema  è  che
  probabilmente  in  quel contesto il Presidente  Cuffaro  non  era
  credibile  e non era affidabile, proprio per le scelte che  aveva
  fatto,  proprio per le scelte che non ha fatto, probabilmente,  e
  che,  quindi, rendono poco credibile e poco affidabile la  difesa
  ad oltranza delle sue politiche.
   Ed  allora,  davanti  ad una finanziaria nazionale,  sicuramente
  rigida, sicuramente difficile, sicuramente anche penalizzante per
  tante  situazioni,  ma  non  dimentichiamolo,   scelta  provocata
  necessariamente  dal  disastro che era stato  fatto  dal  Governo
  Berlusconi  nelle scelte finanziarie e non soltanto  finanziarie,
  davanti  a  questo, il Presidente Cuffaro trema perché  si  rende
  conto  che  anche alla Sicilia sarà chiesto un prezzo  da  pagare
  così  come lo pagheranno tutte le altre regioni, ma non vede   le
  mani che questo Governo tende  alla Sicilia.
   Vedete,  quando  si parla di fiscalità di vantaggio,  quando  si
  parla  di  zone franche, quando si parla di aree sottoutilizzate,
  quando  si parla di tutte queste misure che così bene l'onorevole
  Speziale   ha  analizzato  una  per  una,  non  facendo  discorsi
  generici,  troppi  discorsi generici sono  stati  fatti  oggi  in
  quest'Aula,  facendo soltanto delle dichiarazioni  di  principio.
  Qui  ci  sono  dati  alla  mano, qui  ci  sono  norme  che  vanno
  analizzate e studiate e i cui risultati sono chiari e  leggibili.
  Poi,  per  carità,  si può dire si vedrà che cosa  effettivamente
  realizzeranno   ma,   almeno,  si  potrà   guardare   a   partire
  dall'applicazione di certe norme e non si rinuncia direttamente a
  fare le norme perché tanto non si sa che cosa, poi, produrranno.
   Allora,  dico  che a partire da ciò che di sicuramente  positivo
  c'é  in  questa finanziaria nei confronti della Sicilia  -  tanta
  attenzione per la Sicilia che, addirittura, le regioni del Nord e
  regioni  di  centrodestra  scioperano,  protestano  perché   alla
  Sicilia  è  stato dato troppo in confronto a quello che  è  stato
  dato  a  loro, e si tratta di regioni di centrodestra non regioni
  di  centrosinistra  - credo che davanti a tutto  questo  dobbiamo
  essere, prima di tutto, onesti e leali, questo è stato chiesto da
  più di una parte.
   Facciamo una considerazione molto chiara, vediamo veramente  che
  cosa conviene a questa Sicilia.
   L'onorevole  Cintola ha detto una frase che mi  sono  appuntata,
  ha  parlato di  eroismo' davanti alle difficoltà tremende che  la
  Sicilia  dovrà  affrontare e, per questo, invocava  un  documento
  unitario.
   Non  è  possibile un documento unitario dopo  un dibattito  come
  questo, dove ognuno è sulle proprie posizioni, dove davanti a chi
  analizza,  con  i dati alla mano, una finanziaria che  finalmente
  pensa  alla  Sicilia  e  pensa in modo positivo  vengono  portati
  soltanto dei dati pretestuosi, come quelli sul ponte.
   Sì,  parlo proprio di ponte  Il ponte che non si farà perché non
  è  più  una  priorità per questo Governo. E' vero,  esponenti  di
  questo  Governo in tempi passati si erano anche espressi a favore
  del ponte. E allora, se oggi non lo definiscono più una priorità,
  probabilmente, è perché altre priorità che erano più  prioritarie
  - scusate il bisticcio di parole - non sono state portate avanti.
  E  se  questa  Sicilia  non  ha  infrastrutture  e  necessita  di
  infrastrutture non si può partire dal ponte. Non  si  può  perché
  necessitano troppo denaro e troppo tempo.
   E,  invece, noi, delle infrastrutture, abbiamo bisogno subito  e
  se i turisti non vengono in Sicilia o minacciano di non venire in
  Sicilia  non  è  per  il  gettone che  dovrebbero  pagare,  ma  è
  sicuramente  perché questa Sicilia non è accogliente,  non  offre
  quelle   possibilità,  quei  mezzi,  quelle   strutture,   quelle
  infrastrutture che a questa Terra sono necessarie per  accogliere
  e  sviluppare il turismo. E così, sono altre anche le  situazioni
  pretestuose che vi sono state portate.
   Vi  dico  un'ultima cosa e concludo. Già prima della  conferenza
  stampa  di ieri avevo chiesto un incontro con alcuni ministri  di
  questo  Governo  e  mi  era  stato subito  accordato.  Avevo  già
  annunziato  prima  che  l'indomani  sarei  andata  a   Roma   per
  incontrare diversi  ministri di questo Governo,  per parlare  con
  molta  chiarezza  e  con  molta serenità  di  come  superare  dei
  deficit,  delle difficoltà che alcune norme di questa finanziaria
  sicuramente  potrebbero portare alla Sicilia.  Vado  a  parlarne,
  vado  a  discuterne, non faccio proclami  Vado a discutere  anche
  dell'istituto  di  biotecnologia, vado a  discutere  anche  della
  quota della sanità, vado a discutere di quegli argomenti che  qui
  sono  stati  portati  come priorità da  affrontare  e  che  vanno
  affrontati. Peraltro, molte di queste situazioni sono già in  via
  di  risoluzione,  perché  di Enna si  sta  già  parlando,  perché
  dell'istituto  di  biotecnologia si sta già  parlando,  perché  i
  sindaci  sono  già  seduti ad un tavolo per  discutere  di  tutto
  questo.
   Allora,  la polemica,  questo terrorismo mediatico é sicuramente
  pretestuoso  per  nascondere quelli che sono  i  danni  presenti,
  passati   e,  probabilmente,  anche  futuri  che  questo  Governo
  produrrà ancora per la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO,   presidente   della   Commissione   Bilancio.    Signor
  Presidente, onorevoli assessori, onorevoli colleghi, ritengo  che
  il dibattito di quest'oggi sia molto importante, un dibattito che
  bisogna anche poter approfondire su alcuni argomenti che,  forse,
  non  sono  stati  toccati,  sul ruolo della nostra  Regione,  sul
  ruolo del nostro Statuto,  siamo una Regione a Statuto speciale -
  e  mi  fa  piacere  della presenza in Aula del  presidente  della
  Commissione   Affari  istituzionali,  onorevole   Cristaldi    -,
  proprio  perché  abbiamo ascoltato diversi interventi  che  hanno
  voluto   sottolineare   alcune  peculiarità   della   finanziaria
  nazionale.
   Ritengo  che  l'intervento del Presidente della Regione  sia  un
  intervento   che  apra  ad  un  ragionamento  e  ad   un   giusto
  coinvolgimento  del Parlamento regionale e, proprio  per  questo,
  essere  oggi una Regione a Statuto speciale dovrebbe essere  quel
  dato  importante  di  aver voluto chiudere un  accordo  politico,
  tecnico e legislativo che ha determinato un'autonomia finanziaria
  per  la  Regione siciliana con il suo articolo 36  ed  anche  una
  chiara opera a favore di investimenti per la Sicilia con il Fondo
  di Solidarietà nazionale, l'articolo 38.
   Il  problema  di questi giorni non deve essere un  problema  tra
  governi  e  non  deve  essere  un  problema  tra  presidente  del
  Consiglio e presidenti della Regione. Ritengo che questo più  che
  mai  sia  un problema fra parlamenti: fra un Parlamento regionale
  che  ha  delle  prerogative legislative  chiare  che  sono  state
  sancite  con legge costituzionale ed un Parlamento nazionale  che
  con  una  proposta  del  Governo nazionale  non  rispetta  alcune
  prerogative della nostra Regione.
   Ed   infatti,  devo  dirvi  che  é  indispensabile  che   questo
  Parlamento, in modo unito e forte, si possa pronunciare  affinché
  il  Presidente  dell'Assemblea, il Parlamento regionale,  possano
  chiamare  in causa il Presidente della Repubblica, quale  garante
  della  Costituzione  e  quale garante  dello  Statuto  siciliano.
  Proprio  perché prima di essere parlamentari di un partito  siamo
  parlamentari   della  Regione  siciliana  e   nella   finanziaria
  nazionale  non si sa per quale motivo non sia stato previsto  per
  il  2007  il  contributo che lo Stato deve versare  alla  Regione
  siciliana, secondo l'articolo 38 dello Statuto, cosa già prevista
  nella finanziaria del 2006

   SPEZIALE. Parla di cose che non sa

   CIMINO,  presidente della Commissione Bilancio. Ma  deve  essere
  previsto anche nel bilancio e nella finanziaria dello Stato, caro
  onorevole  Speziale, così come è stato previsto con la legge  266
  del   2005;  così  come  anche  il  contributo,  a  favore    del
  Mezzogiorno  è notevolmente inferiore rispetto a quel  contributo
  che  il Governo precedente aveva già previsto. Senza parlare che,
  per  la spesa sanitaria, da un 42,5 per cento, si passa al 45 per
  cento  nel  2007 e, addirittura, si arriva al 50  per  cento  nel
  2009.  Con  la  violazione, direi, anche dell'articolo  36  dello
  Statuto  che  prevede,  in materia finanziaria,  un  ruolo  della
  Regione  ben  diverso  rispetto a  quello  che,  francamente,  il
  Governo nazionale vuole attuare, sia in materia di IRPEF, sia  in
  materia  di disposizioni fiscali per la finanza locale, come,  da
  molti  ribadito, il tema della tassa per i turisti  che  vogliono
  venire nel nostro territorio.
   Francamente, ritengo che la Sicilia debba poter alzare la  voce,
  oggi  più che mai  Una Terra che è chiamata a raffinare petrolio,
  a  produrre metano ed energia elettrica, probabilmente, presto  -
  io  spero  di  no  -  anche a trasformare il gas, ebbene,  questa
  Terra  deve  poter  anche  dire  la  propria.  E  riprendendo  un
  articolo, apparso proprio ieri sul Giornale di Sicilia,  a  firma
  di  Lelio Cusumano, ne  riporto testualmente  le conclusioni:  ma
  se  la  Sicilia, invece di aderire alle richieste di energia  del
  Paese,  decidesse di pronunciarsi contro, decidesse di aprire  un
  tavolo di confronto per far valere le proprie ragioni...  ebbene,
  cosa,  di  fatto,  la Sicilia può ottenere, considerato  che  nel
  proprio  bilancio  vi  è un danno ambientale,  che,  francamente,
  tutti abbiamo potuto in questi anni notare e rappresentare?
   E  allora,  ritengo,  concludendo, che su  questi  temi  occorra
  coinvolgere  le priorità che il nostro Statuto ha  di  fatto  nei
  suoi  articoli  e  che  questa finanziaria nazionale  deve  poter
  richiamare  con  grande  chiarezza. E ha ragione,  il  Presidente
  della  Regione,  quando nel proprio intervento,  chiaramente,  ha
  ribadito come molte volte la nostra programmazione economica,  la
  nostra  attività di pianificazione, è stata bene attuata dopo  le
  sentenze  della  Corte costituzionale, sentenze della  Corte  che
  hanno   dato  ragione  alla  nostra  autonomia  e  a  prerogative
  finanziarie  che  questo Statuto, di fatto, ha e deve  continuare
  ad avere.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  in  congedo,  per  la   seduta
  odierna, gli onorevoli: Beninati e D'Aquino.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                               Regione

   PRESIDENTE.  Per il Governo, ha facoltà di replicare l'assessore
  per il bilancio e le finanze, onorevole Lo Porto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, l'assessore Lo Porto  ha  diritto
  d'intervenire, replicare mi sembra sbagliato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, la  prego,  è  il  Governo  a
  replicare.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, francamente desidero,  sia  pure
  brevemente,  esercitare  questo ruolo  di  replica  per  rispetto
  all'impegno  con  il quale il Parlamento regionale  siciliano  ha
  operato nel corso di tutta questa giornata.
   Raccolgo  e  condivido l'opportunità di quanti si aspettano  una
  replica  e giustifico il Presidente della Regione che  non  si  è
  potuto trattenere fino ad ora, in quanto è stato chiamato a  Roma
  per  urgentissimi  temi  e  argomenti legati  alla  sua  attività
  istituzionale.
   Devo  pronunciare  una opinione personale molto  lusinghiera  di
  questo  dibattito,  molto  positiva,  dicevo,  perché  ho   colto
  importantissimi  spunti  e  un impegno  molto  forte,  in  questo
  dibattito,  che sicuramente è servito allo scopo per il  quale  è
  stato   promosso.  Vedete,  dobbiamo  pure  ammettere  che  nella
  democrazia  e nelle assemblee democratiche il gioco  delle  parti
  diventa  fatale:  da una parte, una maggioranza  che  difende  il
  proprio   ruolo,  dall'altra,  una  opposizione  che   tenta   di
  condizionarlo,  di ridimensionare i rapporti, se  non  di  forza,
  almeno di pensiero.
   Oggi  abbiamo  assistito a questo importante  rito  democratico,
  un  dibattito che qualcosa deve pure produrre, perché in fondo la
  politica è questo:  incontrarsi, scontrarsi, discutere e produrre
  infine   un   effetto  reale,  come  tutti  avete   detto   oggi,
  nell'interesse e nella difesa degli interessi siciliani.
   Tutta   la  polemica  che  è  stata  mossa  nei  confronti   del
  Presidente della Regione, intorno ad un presunto diniego  di  una
  finanziaria ottima, non soltanto per il sistema Italia, ma  anche
  -  è  stato detto - per il sistema Sicilia, ebbene, qui mi sembra
  ci  sia  stata troppa enfasi. Perché non si vuole prendere  atto,
  così  come  è  stato  in ben altre occasioni, onorevoli  colleghi
  della   sinistra,  colleghi  dell'opposizione,   che   in   altre
  circostanze  i  toni sono stati ben più gravi  e  più  forti  nei
  confronti di un Governo nazionale di opposto schieramento.
   Voglio  ricordare a tutti i colleghi, quando, nel 2002, da  poco
  Presidente  di   quest'Assemblea -  molti di voi lo  ricorderanno
  perché erano presenti - convocai la deputazione siciliana per una
  mobilitazione nei confronti di una finanziaria 2002, proposta dal
  governo  di  centrodestra, a quei tempi  il  governo  Berlusconi,
  ebbene, una deputazione, dicevo, che doveva essere mobilitata  (e
  a  quei  tempi  la deputazione siciliana era quasi totalmente  di
  centrodestra) in occasione di quella finanziaria statale, ma  non
  perché  si  volesse  fare  polemica  nei  confronti  del  Governo
  centrale,  di  pari  espressione politica, ma perché  si  dovesse
  sottolineare  e rafforzare la rivendicazione di una Sicilia  che,
  non  da  oggi,  non da dieci o venti o trenta, ma  da  160  anni,
  soffre obiettivamente di un rapporto impari tra la politica dello
  Stato e la politica regionale.
   Non   per  nulla,  c'è  un  divario,  c'è  un'arretratezza,  una
  lentezza rispetto al treno europeo che vede la Sicilia arrancare,
  anche  se  di  tanto  in  tanto  presenta  elementi  positivi   e
  favorevoli.
   Questo  dibattito  tanto denunciato come  strumentalizzazione  e
  battaglia  politica contro il Governo centrale, in controtendenza
  in  questo  momento,  ebbene,  trovo tale  assunto  assolutamente
  immotivato,  perché  la Sicilia ha bisogno  di  unità  in  questo
  processo di rivendicazione continua.
   Mi  rifiuto  di entrare nel merito della finanziaria  nazionale:
  avete  enumerato tutti gli argomenti che portano a ritenerla  una
  finanziaria  antisiciliana, mi rifiuto di citare  gli  argomenti,
  uno  per  uno,  che  puntualmente  sono  stati  individuati.   Mi
  riferisco,  e  scusate  l'enfasi,  o  se  preferite  scusate   la
  retorica,   mi   riferisco  alla  storia   di   questa   Sicilia,
  puntualmente  sacrificata a logiche opposte ai propri  sacrosanti
  interessi
   Nessuno  può  negare  che  un'azione  di  rivendicazione   della
  Sicilia,  nei  confronti dello Stato, nei confronti  del  Governo
  nazionale,  sia  più che lecita e utile, indipendentemente  dagli
  argomenti  singoli che avete via via definito,  da  una  parte  e
  dall'altra,   come  elementi  di  giudizio  sia  favorevole   che
  contrario.   E   allora,  guardiamo  la  realtà:   non   dobbiamo
  assolutamente  negare, in questa occasione,  l'interesse  che  la
  Sicilia ha di fare quadrato intorno ai propri interessi  Sarà  il
  Centro  di  ricerca delegato, sarà il TFR che produce determinati
  effetti,  sarà la zona franca urbana, sarà il credito  d'imposta,
  saranno le zone svantaggiate, sarà tutto quello che volete, ma la
  Sicilia  deve  fare tutto un discorso unitario, indipendentemente
  dagli schieramenti
   Ecco  perché  ha  sbagliato, secondo  il  mio  punto  di  vista,
  l'onorevole  Cracolici  quando questa  mattina,   diceva  che  si
  pretende una Sicilia all'opposizione, nei confronti di un Governo
  nazionale di centrosinistra. E'  proprio vero, sarebbe  bello  se
  ci riuscissimo  Sarebbe bello creare una Sicilia all'opposizione,
  sia  quella  di  centrodestra che quella di  centrosinistra,  nei
  confronti   di   uno  Stato,  il  più  delle  volte  storicamente
  inadempiente.
   E,  per  concludere,  ho voluto lanciare questo  appello  perché
  condivido   la  proposta  di  quanti,  dal  centrodestra,   hanno
  suggerito  un documento unitario, da riformare, naturalmente,  da
  rifare,  con  una  sospensione di pochi  minuti,  per  crearne  -
  appunto  -  uno strumento unitario, doverosamente comprensivo  di
  tutti  gli  interessi.  Ed è per questo  che  intendo  replicare,
  perché questa proposta non venga rigettata nel gioco delle parti,
  fra  una  maggioranza  e una minoranza, ben  potendo,  piuttosto,
  addivenire  ad  un  momento di incontro; anche perché,  onorevole
  Cracolici,  non è nella tradizione del centrodestra - non é nella
  tradizione   della   politica,   della   storia   culturale   del
  centrodestra  -  il  richiamo  del Mezzogiorno  e  della  Sicilia
  all'opposizione, essendo sempre stata la bandiera della sinistra.
   Questo  concetto fu portato avanti, lo ricordo bene, da   Emilio
  Sereni  quando concludendo un epico intervento presso  il  Senato
  della  Repubblica, ebbe a dire, di fronte al seguito di tutte  le
  denunce  che  portavano alla dimostrazione  di  quanto  derelitta
  fosse  rimasta  la Sicilia, nello scenario e nel  contesto  delle
  regioni  italiane,  ebbene,  quando  disse,  concludendo  il  suo
  discorso  -  come  io  sto  per dire  e  vi  chiedo  scusa  della
  ripetizione -  auspico un Mezzogiorno all'opposizione  .

                   (Applausi dai banchi di destra)
                 Presidenza del presidente Micciché

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  colgo  una
  contraddizione  nel ragionamento fatto stasera dai  colleghi  del
  centrodestra che, da un lato, auspicano un rapporto  unitario  e,
  dall'altro,  invece, avevano già confezionato da  stamattina  gli
  ordini del giorno.
   Signor  Presidente,  colgo una contraddizione,  dicevo,  io  che
  stento  a  dare  ragione  al mio compagno di  partito,  onorevole
  Cracolici,   di   aver  preconfezionato  una   vera   e   propria
  sceneggiata. L'intervento finale mi sembrava proprio il colpo  di
  teatro  finale. Ora, nel corso del dibattito, sono emersi  alcuni
  elementi.
   Onorevole  assessore Lo Porto, ho convenuto con  lei  sul  fatto
  che,  nel  2002, lei convocò, in modo opportuno, una riunione  di
  tutti i parlamentari nazionali, perché in quella sede, nella sede
  del  Parlamento nazionale, venissero predisposti gli  emendamenti
  modificativi  al  testo  della finanziaria  nazionale  -  lei  ha
  trovato  giustamente quel terreno -;  il terreno qui è un  altro,
  non  è  quello di convocare tutti i deputati regionali e prendere
  atto dell'impianto della finanziaria.

   FORMICA. Ma lei ha già parlato

   SPEZIALE.  Siccome  tutti abbiamo il diritto di  parlare,  anche
  tu,  onorevole collega, non devi tuttavia impedirmi di esercitare
  tale stesso diritto.
   Sto   parlando  dell'ordine  del  giorno.  Pertanto,   considero
  inusuale  la  presentazione dell'ordine  del  giorno.  Considero,
  infatti,  che  l'ordine del giorno presentato  abbia  il  sapore,
  malgrado  le  dichiarate buone volontà da parte dei presentatori,
  di  determinare  di  fatto una cesura nel rapporto  unitario  per
  modificare  la  legge nazionale e che contribuisca ad  alimentare
  una inutile e dannosa propaganda, non aiutando il complesso della
  nostra   rappresentanza  al  Parlamento  nazionale  a  fare   una
  battaglia nelle parti in cui va modificata.
   La  premessa dell'ordine del giorno che ho letto è una  premessa
  sbagliata  Si fa riferimento, per esempio, ai fondi dell'articolo
  37  che dovrebbero essere destinati alla Sicilia e tutti sappiamo
  che,  quegli  stessi fondi, sono stati, onorevole Lo  Porto,  una
  sonora  presa  in giro dei siciliani, allorquando venne  scritto,
  cito  testualmente che  simmetricamente, alle risorse trasferite,
  venivano trasferite competenze . Non da me, ma dagli uffici della
  Regione, sono stati elaborati calcoli che hanno evidenziato  come
  tali   trasferimenti  di  competenze  avrebbero  determinato   un
  aggravio, per il bilancio della Regione, di centinaia e centinaia
  di  milioni  di  euro, che non erano compensati dal trasferimento
  dello Stato.
   Ora,  se si vuol fare propaganda, si faccia pure propaganda,  ma
  se  si  vuole invece addivenire ad un confronto serio, che  tiene
  conto  del fatto che una parte della finanziaria venga preservata
  e  l'altra  venga  modificata,  ebbene,  su  questo  terreno,  si
  ritirino  gli  ordini  del  giorno  e  si  riapra  il  confronto,
  altrimenti,  la  manovra  è  stata soltanto  -  lo  dico  qui  ai
  colleghi,  con il  rispetto che ho per essi -  quella di  tentare
  di  dividere  il Parlamento siciliano, sulla base di  logiche  di
  schieramento,  centrosinistra e centrodestra,  contraddicendo  lo
  spirito unitario con il quale molti colleghi sono intervenuti.

   CINTOLA.  Ma  di  cosa  stiamo  parlando,  rischiamo  di   dover
  intervenire nuovamente

   SPEZIALE.  Pertanto, signor Presidente, lo ripeto,  è  la  prima
  volta  che  mi  trovo ad votare un ordine del giorno,  nella  mia
  lunga  esperienza parlamentare, che lei sta sottoponendo al voto.
  Le  ho  detto stamattina che è un errore sottoporre  al  voto  un
  ordine  del  giorno  di quel tipo; il terreno  del  confronto  va
  ricercato  anche  fuori dal voto formale dell'Aula  parlamentare,
  ciò  che,  secondo  me,  si deve fare è seguire  il  suggerimento
  dell'onorevole  Lo  Porto: il Presidente dell'Assemblea  convochi
  tutti  i  parlamentari  eletti  in  Sicilia  e  predisponga   gli
  emendamenti modificativi, sapendo bene che quei parlamentari  del
  centrodestra,  per esempio, devono votare contro gli  emendamenti
  soppressivi  del  complesso di norme  che  sono  a  sostegno  del
  Mezzogiorno  di Sicilia, a partire dalla fiscalità di  vantaggio,
  introdotta per la prima volta nella normativa nazionale.
   Se  si fa questo, c'è un terreno di confronto, altrimenti, tutto
  ha un carattere di strumentalizzazione

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Speziale. Come  lei  sa,  il
  Presidente  pone  in  votazione gli ordini  del  giorno  che  gli
  vengono  presentati, non può decidere se farlo o meno.  Peraltro,
  il  dibattito d'Aula di oggi mi sembra si sia svolto  in  maniera
  tale  da  aver  posto tutti nelle condizioni  di discutere  della
  possibilità di modificare gli ordini del giorno presentati.
   La  politica ha deciso di non aderire a tali richieste, è quindi
  ovvio che, a questo punto, non si può che porre in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  non  rubo  molti  minuti,   non
  ritorno sul dibattito che c'è stato. Ho ascoltato, ci siamo fatti
  tutti  un'opinione di quanto è successo oggi, continuo a  pensare
  che questa seduta avesse un obiettivo - è stato raggiunto, non  è
  stato  raggiunto, lo vedremo - ma l'assenza del Presidente  della
  Regione  dimostra  che  l'obiettivo  non  era  il  dibattito,  né
  l'ordine  del  giorno,  ma era un'azione  di  propaganda  che  ha
  avuto,  poi,  l'efficacia giornalistica  di  qualche  ora;  si  è
  esaurito,  di  fatto, il dibattito, con l'assenza del  Presidente
  della Regione.
   Annuncio,  pertanto, che il mio Gruppo parlamentare -  e   spero
  tutti   i  colleghi  dell'Unione  -  non  parteciperà  a   questa
  sceneggiata del voto dell'ordine del giorno.

                     (I deputati dell'Unione escono dall'Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  i  lavori  avrebbero   dovuto
  prevedere  la  fine  del  dibattito in mattinata,  il  Presidente
  Cuffaro  si  è  dovuto  trasferire a  Roma,  proprio  per  motivi
  inerenti al dibattito di oggi.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero 1 «Rivisitazione
  della  manovra  finanziaria nazionale a  difesa  degli  interessi
  della  Sicilia»,  a firma degli onorevoli Pagano,  Cascio,  Dina,
  Formica e Di Mauro.
   Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 2 «Iniziative  per
  evitare    che   la   legge   finanziaria   nazionale   penalizzi
  ulteriormente  la Sicilia, soprattutto nel settore sanitario»,  a
  firma dell'onorevole Fleres.
   Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                 Richiesta di discussione di mozione
   ODDO.  Chiedo  di  parlare  ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  chiedo  che  la  mozione  numero  94
  «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a  garantire  i
  livelli  occupazionali dei lavoratori forestali», a  firma  degli
  onorevoli  Cantafia  ed  altri, venga discussa  nella  seduta  di
  domani  mattina,  unitamente  alle mozioni  e  all'interrogazione
  vertenti sulla medesima materia.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  11
  ottobre, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 85 -  Iniziative per un'approfondita rivisitazione  del
               piano rifiuti della            Regione Sicilia.

         (2 ottobre 2006)

                              BORSELLINO - BALLISTRERI - BARBAGALLO
                                                          CRACOLICI

         N. 86   -   Opportune iniziative in merito alle  politiche
               migratorie.

         (2 ottobre 2006)
                              BORSELLINO - BALLISTRERI - BARBAGALLO
                                                          CRACOLICI

         N. 87 -  Emanazione del regolamento attuativo di cui  alla
               legge regionale n. 3 del 2006.

         (3 ottobre 2006)
                                FLERES - LEANZA EDOARDO - CONFALONE
                                                             CIMINO

         N. 89 -  Interventi presso il Parlamento nazionale al fine
               di  evitare  la         legalizzazione  della  morte
               anticipata.

         (4 ottobre 2006)
                                CIMINO - BARBAGALLO - DINA - FLERES
                                       INCARDONA - FORMICA - PAGANO

         N. 90 -  Iniziative  per  evitare la  riconversione  e  la
               conseguente  soppressione del  presidio  ospedaliero
               di Palazzo Adriano (Pa).

         (5 ottobre 2006)
                                   CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                   CURRENTI GRANATA

         N.  92  -   Iniziative  anche  a  livello   centrale   per
               fronteggiare  la  crisi che attraversa    la  scuola
               siciliana.

         (6 ottobre 2006)
                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                            GALVAGNO -  LACCOTO - MANZULLO - ORTISI
                                 TUMINO RINALDI - VITRANO - ZANGARA

       III   -  DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI E DI INTERROGAZIONE
         (V. Allegato):

           a ) MOZIONI:

         N. 57 -   Interventi   in  favore  dei  lavoratori   agro-
               forestali.

          (4 luglio 2006)

                            FLERES - LEONTINI - MERCADANTE - LEANZA
                                       EDOARDO - CONFALONE - CIMINO

         N. 60 -  Iniziative  per la valorizzazione  del  personale
               del Corpo forestale della Sicilia.

         (4 luglio 2006)

                               FLERES - MERCADANTE - LEANZA EDOARDO
                                                          CONFALONE

         N. 80 - Reperimento    delle   risorse   necessarie    per
                 garantire    il   soddisfacimento            delle
                 garanzie occupazionali degli operai forestali.

         (20 settembre 2006)
                               CASCIO - FLERES - CONFALONE - LEANZA
                                                            EDOARDO

         N. 88  -     Reperimento  delle  risorse  necessarie   per
                 garantire   il   soddisfacimento  delle   garanzie
                 occupazionali degli operai forestali.

         (4 ottobre 2006)
                              CAPUTO - FALZONE - GRANATA - CURRENTI
                                                           POGLIESE

         N. 91 -  Garanzie occupazionali degli operai del  comparto
               forestale.

         (5 ottobre 2006)
                            DINA - SANZARELLO - CAPPADONA - TERRANA
                                                             REGINA

         N. 94 - Reperimento  delle risorse finanziarie  necessarie
                 a garantire i livelli occupazionali dei lavoratori
                 forestali.

         (10 ottobre 2006)
                             CANTAFIA - ODDO - APPRENDI - CRACOLICI
                             CALANNA - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO
                                 DI GUARDO -  PANARELLO - PANEPINTO
                                SPEZIALE - TERMINE - VILLARI - ZAGO
                                                           ZAPPULLA

               b)  INTERROGAZIONE:

         N. 587  -   Idonei provvedimenti per garantire il rispetto
                 delle  giornate lavorative ai 'centunisti'  ed  ai
                 'cinquantunisti' di cui alla legge regionale n. 14
                 del 2006.

         (13 settembre 2006)
                                                          PANEPINTO

                  La seduta è tolta alle ore 19.25.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Ignazio La Lumia
   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   l'economia  del  paese di Ramacca, in provincia di  Catania,  si
  basa  tutta  sulla produzione e commercializzazione  di  prodotti
  agricoli;

   durante  le  alluvioni  dei  mesi di  dicembre  2005  e  gennaio
  scorso,  tali produzioni hanno subito ingenti danni  mettendo  in
  crisi l'intero settore;

   i  danni  strutturali e la crisi di mercato  così  creatasi  sta
  penalizzando fortemente le aziende e i produttori di questo vasto
  territorio che si trova ormai al collasso;

   per  sapere quali interventi, ed entro quali tempi, si intendano
  porre  in essere, al fine di risolvere i gravi problemi che  vive
  il  settore agricolo a seguito dei danni subiti, come specificato
  in premessa, in territorio di Ramacca (CT)». (177)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  177,  si
  rappresenta   che  l'Ispettorato  Provinciale   di   Catania   ha
  provveduto  alla  delimitazione dei territori e  all'accertamento
  dei   danni   conseguenti  alle  avversità  (piogge  alluvionali)
  verificatesi  nel comune di Ramacca nei giorni 13 e  14  dicembre
  2005.
   La  proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli  eventi  è
  stata  trasmessa,  dalla  Giunta regionale,  al  Ministero  delle
  politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
  competenza.
   Ad   oggi,   si   è   in   attesa  dell'esito   dell'istruttoria
  ministeriale».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   nel  settembre  del 2005 un violento nubifragio si  è  abbattuto
  sulla provincia di Catania;

   oltre  ai  danni  alle  infrastrutture, anche  i  raccolti  sono
  andati perduti;

   tra  i  comuni più colpiti vi sono Biancavilla, Ragalna, Adrano,
  Paternò, S. Maria di Licodia e Bronte;

   i  singoli comuni hanno già illustrato alle competenti  autorità
  i  danni subiti all'interno del territorio comunale relativamente
  ad  esercizi  commerciali, abitazioni  ecc.  ed  hanno  del  pari
  segnalato le perdite subite dagli agricoltori per quanto riguarda
  i vigneti, gli uliveti, gli agrumeti e le colture generiche;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano  intraprendere  per  garantire   un
  adeguato   ristoro  agli  agricoltori  dei  comuni  colpiti   dal
  nubifragio del settembre 2005;

   se    non   intendano   avviare   le   procedure   relative   al
  riconoscimento  dello  stato  di calamità  naturale  al  fine  di
  avviare le sopradette procedure». (316)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  316,  si
  rappresenta  che  l'Ispettorato Provinciale  dell'Agricoltura  di
  Catania   ha  provveduto  alla  delimitazione  dei  territori   e
  all'accertamento dei danni conseguenti alle avversità  (grandine,
  piogge  alluvionali) verificatesi in alcuni comuni  del  catanese
  nei giorni 4 e 5 settembre 2005.
   La  proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli  eventi  è
  stata  trasmessa,  dalla  Giunta regionale,  al  Ministero  delle
  politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
  competenza.
   Il  Ministero  ha concluso l'istruttoria comunicando,  con  nota
  numero  100176/06,  di  non  aver  riscontrato  l'esistenza   dei
  presupposti per l'intervento del Fondo di Solidarietà Nazionale».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES   -   «All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali e all'Assessore per i lavori pubblici,  premesso
  che:

   le  terribili  ondate  di maltempo dello scorso  mese  di  marzo
  hanno  fortemente messo in 'ginocchio' l'intero settore  agricolo
  del catanese;

   nella  zona  del  Calatino - sud Simeto, gli  agricoltori  hanno
  subito  ingenti  danni all'intera produzione di agrumi  chiedendo
  alle   autorità  preposte  il  riconoscimento  dello   stato   di
  emergenza;

   il  comparto  agricolo e agrumicolo non solo vive  un'inversione
  di  tendenza  dato  dalla  perdita di posizioni  di  mercato,  ma
  subisce  gravemente  i danni derivanti dalle negative  condizioni
  meteorologiche che hanno colpito il territorio del Calatino;

   per  sapere quali interventi urgenti intendano porre  in  essere
  al  fine di fare fronte alla situazione di emergenza del comparto
  agrumicolo nell'area del Calatino - sud Simeto (CT)». (361)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  361,  si
  rappresenta   che  l'Ispettorato  Provinciale   di   Catania   ha
  provveduto  alla  delimitazione dei territori e  all'accertamento
  dei   danni   conseguenti  alle  avversità  (piogge  alluvionali)
  verificatesi in alcuni comuni del calatino nel mese  di  dicembre
  2005.
   La  proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli  eventi  è
  stata  trasmessa,  dalla  Giunta regionale,  al  Ministero  delle
  politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
  competenza.
   Ad   oggi,   si   è   in   attesa  dell'esito   dell'istruttoria
  ministeriale».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES   -   «All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
  premesso che:

   l'esercizio  venatorio  risulta  regolamentato  dalla  legge  11
  febbraio   1992,  numero  157  e,  relativamente   alle   guardie
  venatorie,  la qualifica è concessa ai cittadini in  possesso  di
  attestato   di   idoneità   rilasciato  dalle   Regioni,   previo
  superamento di apposito esame, ad esclusione dei cittadini già in
  possesso di tale qualifica a norma del TULPS;

   la   legge  regionale  numero  33  del  1997  ha  recepito  tale
  normativa  nazionale apportando delle modifiche  che  penalizzano
  chi  possiede già detta qualifica, poiché obbliga alla  frequenza
  di un corso ed a sostenere il relativo esame;

   l'attività di guardia venatoria è esercitata gratuitamente ed  i
  soggetti  appartenenti a detta qualifica hanno già  maturato  una
  pluriennale  esperienza non certo valutabile nel contesto  di  un
  corso teorico di preparazione;

   per sapere:

   quali  iniziative si intenda assumere al fine  di  eliminare  le
  disparità  di trattamento tra i soggetti residenti in  Sicilia  e
  quelli residenti nel restante territorio nazionale;

   se  non ritenga comunque di dovere sospendere l'esecutività  del
  comma 5 dell'articolo 44 della legge regionale numero 33 del 1997
  in attesa di apportare le giuste modifiche». (480)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  480,  si
  rappresenta  che la problematica con la medesima  evidenziata  ha
  trovato  soluzione nell'articolo 19 della legge regionale 7/2001.
  Quanto  sopra  era stato già comunicato alla S.V.  dall'Assessore
  pro-tempore  con  nota numero 290/GAB dell'1  febbraio  2002,  in
  risposta ad atto ispettivo di identico contenuto».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   la  notte  dell'1  luglio  2006 una  violenta  grandinata  si  è
  abbattuta sul versante nord-ovest dell'Etna;

   il  territorio interessato a tale fenomeno è di circa 300 ettari
  e si estende da Bronte a Maniace;

   la  grandine  ha totalmente devastato le colture, in particolare
  di pere e pesche, quasi pronte per la raccolta;

   per  gli  agricoltori i danni saranno ingenti, non solo  per  il
  mancato  raccolto  ma anche per la prossima stagione,  poiché  la
  grandine ha strappato pure le foglie e le gemme a frutto;

   per sapere:

   quali iniziative intenda intraprendere al fine di risarcire  gli
  agricoltori del versante nord-ovest dell'Etna;

   se  non  intenda  procedere alla dichiarazione  dello  stato  di
  emergenza per l'intera zona». (494)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  494,  si
  rappresenta  che  nella  vigente  normativa  gli  interventi   di
  sostegno per i danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle
  strutture   aziendali  agricole  e  zootecniche,  alle  strutture
  aziendali  e alle infrastrutture agricole nelle zone  colpite  da
  calamità  naturali  o  da eventi eccezionali  sono  organicamente
  disciplinati dal Decreto legislativo 29 marzo 2004, numero 102.
   La  norma  stabilisce all'articolo 1 che il Fondo di Solidarietà
  Nazionale  (istituito dalla Legge numero 364 del 25  maggio  1970
  per promuovere interventi di prevenzione e di soccorso nelle aree
  colpite da calamità naturali o da altri eventi eccezionali,  allo
  scopo di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese
  danneggiate)  ha  come  obiettivo di promuovere,  principalmente,
  interventi  di prevenzione diretti ad incentivare la  stipula  di
  contratti  assicurativi contro i danni della produzione  e  delle
  strutture.
   Lo    Stato   concede   contributi   sui   premi   assicurativi,
  conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
  comunitari  in  materia di aiuti di Stato nel  settore  agricolo,
  agli  imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135  del  Codice
  civile.
   Il  contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei  premi
  per  contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
  il  danno  raggiunga il 20 per cento della produzione nelle  aree
  svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
   E'  prevista una riduzione del contributo del premio fino al  50
  per  cento  qualora i contratti assicurativi coprano anche  altre
  perdite   dovute   ad   avverse   condizioni   atmosferiche   non
  assimilabili alle calamità naturali, o perdite dovute a epizoozie
  o fitopatie.
   Dagli altri interventi compensativi individuati quali:
   - contributi in conto capitale;
   - prestiti ad ammortamento quinquennale;
   - proroga delle operazioni di credito agrario;
   - agevolazioni previdenziali,
   sono  tassativamente  esclusi i danni  alle  produzioni  e  alle
  strutture ammissibili all'assicurazione agevolata.
   A  decorrere  dall'1  gennaio  2005  il  contributo  pubblico  è
  concesso  esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono
  per  ciascun  prodotto assicurato la copertura  della  produzione
  complessiva aziendale all'interno di uno stesso Comune.
   Considerato  che  i  territori  e le  colture  citati  nell'atto
  ispettivo  sono  ammissibili all'assicurazione agevolata  e  sono
  inseriti nel Piano Assicurativo 2005, confermato e integrato  per
  l'anno  2006  con  Decreto del 20 marzo 2006 del Ministero  delle
  Politiche  agricole e forestali - che prevede  tra  le  avversità
  assicurabili  anche  la  grandine - nella fattispecie  è  esclusa
  l'attivazione della procedura per gli interventi compensativi  di
  cui sopra.
   Pertanto,   non  si  può  dare  luogo  alla  delimitazione   del
  territorio colpito né all'accertamento dei danni, dato  che  ogni
  tipo  di intervento di sostegno diverso dal contributo sul premio
  assicurativo sarebbe in contrasto con gli orientamenti  nazionali
  e comunitari».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il  10  luglio  2006 un temporale accompagnato da  una  violenta
  grandinata   si   è  abbattuto  sui  territori   di   Mazzarrone,
  Caltagirone, Licodia Eubea e dintorni;

   il  territorio  interessato  è caratterizzato  da  centinaia  di
  ettari di colture prevalentemente ad uva e frutta;
   considerato che:

   le  suddette colture risultano, a seguito del disastroso  evento
  climatico già richiamato, irrimediabilmente danneggiate;

   gli  agricoltori della zona hanno subito un danno  per  svariate
  decine di migliaia di euro;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano intraprendere al fine  di  risarcire
  gli agricoltori del calatino;

   se  non  intendano procedere alla dichiarazione dello  stato  di
  calamità naturale». (501)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione  numero  501,  si
  rappresenta  che  nella  vigente  normativa  gli  interventi   di
  sostegno per i danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle
  strutture   aziendali  agricole  e  zootecniche,  alle  strutture
  aziendali  e alle infrastrutture agricole nelle zone  colpite  da
  calamità  naturali  o  da eventi eccezionali  sono  organicamente
  disciplinati dal Decreto legislativo 29 marzo 2004, numero 102.
   La  norma  stabilisce all'articolo 1 che il Fondo di Solidarietà
  Nazionale  (istituito dalla Legge numero 364 del 25  maggio  1970
  per promuovere interventi di prevenzione e di soccorso nelle aree
  colpite da calamità naturali o da altri eventi eccezionali,  allo
  scopo di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese
  danneggiate)  ha  come  obiettivo di promuovere,  principalmente,
  interventi  di prevenzione diretti ad incentivare la  stipula  di
  contratti  assicurativi contro i danni della produzione  e  delle
  strutture.
   Lo    Stato   concede   contributi   sui   premi   assicurativi,
  conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
  comunitari  in  materia di aiuti di Stato nel  settore  agricolo,
  agli  imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135  del  Codice
  civile.
   Il  contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei  premi
  per  contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
  il  danno  raggiunga il 20 per cento della produzione nelle  aree
  svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
   E'  prevista una riduzione del contributo del premio fino al  50
  per  cento  qualora i contratti assicurativi coprano anche  altre
  perdite   dovute   ad   avverse   condizioni   atmosferiche   non
  assimilabili alle calamità naturali, o perdite dovute a epizoozie
  o fitopatie.
   Dagli altri interventi compensativi individuati quali:
   - contributi in conto capitale;
   - prestiti ad ammortamento quinquennale;
   - proroga delle operazioni di credito agrario;
   - agevolazioni previdenziali,
   sono  tassativamente  esclusi i danni  alle  produzioni  e  alle
  strutture ammissibili all'assicurazione agevolata.
   A  decorrere  dall'1  gennaio  2005  il  contributo  pubblico  è
  concesso  esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono
  per  ciascun  prodotto assicurato la copertura  della  produzione
  complessiva aziendale all'interno di uno stesso Comune.
   Considerato  che  i  territori e le  colture,  citati  nell'atto
  ispettivo,  sono ammissibili all'assicurazione agevolata  e  sono
  inseriti nel Piano Assicurativo 2005, confermato e integrato  per
  l'anno  2006  con  Decreto del 20 marzo 2006 del Ministero  delle
  Politiche  Agricole e Forestali - che prevede  tra  le  avversità
  assicurabili  anche  la  grandine - nella fattispecie  è  esclusa
  l'attivazione della procedura per gli interventi compensativi  di
  cui sopra.
   Pertanto,   non  si  può  dare  luogo  alla  delimitazione   del
  territorio colpito né all'accertamento dei danni, dato  che  ogni
  tipo  di intervento di sostegno diverso dal contributo sul premio
  assicurativo sarebbe in contrasto con gli orientamenti  nazionali
  e comunitari».

                                                 L'Assessore LA VIA

   FLERES  - «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni  ed  i
  trasporti, premesso che:

   con  la  legge  regionale  3 maggio  2004,  numero  8,  è  stata
  disciplinata  l'attività di guida naturalistica, in sintonia  con
  le disposizioni vigenti nelle altre regioni d'Italia;

   sarebbe   stato   necessario  emanare  la   relativa   circolare
  attuativa, così da applicare la citata legge e dare risposte alle
  numerose  aspettative  della categoria interessata,  ma  ad  oggi
  nulla è stato fatto, con ciò penalizzando un intero settore;

   per  sapere  se non intenda impartire le necessarie  ed  urgenti
  disposizioni  affinché venga predisposta ed emanata la  circolare
  attuativa  della citata legge regionale 8 del 2004 in materia  di
  guide  naturalistiche,  in sintonia con le analoghe  disposizioni
  già emanate nel resto del Paese». (421)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  421,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  richiesta circolare attuativa della legge numero 8/2004  non
  è stata ad oggi adottata in considerazione che l'emanazione della
  stessa  comporterebbe delle discrasie che, in  determinati  casi,
  rendono opportuna la revisione di alcuni articoli di legge. Nello
  specifico si rende necessario uniformare il dettato normativo per
  le  categorie  da  esso  disciplinate,  eliminando  comportamenti
  sperequativi  dai quali potrebbero derivare atti oppositivi  alla
  circolare stessa.
   Si  veda  il  caso  del quesito, che in copia si  allega,  posto
  dalla Prefettura di Agrigento all'Ufficio Legislativo e Legale in
  merito  al possesso dei requisiti previsti per la guida e per  il
  corriere  -  accompagnatore turistico, in cui si evidenziano  per
  l'appunto disparità nei requisiti prescritti.
   Inoltre  la  legge  presenta alcune discrepanze  rispetto  anche
  alla  normativa  di  riferimento nazionale alla  quale  comunque,
  tutte le regioni, comprese quelle a Statuto Speciale, sono tenute
  ad uniformarsi.
   Si  assicura,  pertanto, che è in fieri  l'esame  dei  possibili
  emendamenti da apportare alla succitata norma».

                                               L'Assessore MISURACA

                       PREFETTURA DI AGRIGENTO
                   UFFICO TERRITORIALE DEL GOVERNO

       Prot. 2004/8098/Gab.

       .                                   Agrigento, 28.04.2004
  RACCOMANDATA

                            All'Avvocatura Distrettuale dello Stato
                                                            PALERMO

                                   All'Ufficio Legislativo e Legale
                           della Presidenza della Regione Siciliana
                                                            PALERMO

                          e. p.c. All'Assemblea regionale siciliana
                                                            PALERMO

   Oggetto:   Legge   Regionale  approvata  in   data   21.04.2004.
  Disciplina  delle attività di Guida turistica, Guida  ambientale-
  Escursionistica,  Accompagnatore  turistico  e  Guida  subacquea.
  Quesito.
   Questo   ufficio,   con   due  distinti   provvedimenti   numero
  2003/18350/Gab.   e   numero  2003/18351/Gab.   del   20.11.2003,
  pubblicati sulla G.U.R.S. del 24.12.2003, ha bandito un  concorso
  per  l'abilitazione  di  numero120 guide  turistiche  e  uno  per
  l'abilitazione di numero 60 corrieri/ accompagnatori turistici da
  iscrivere nei Ruoli Provinciali di Agrigento.
   Espletate,  le  procedure  pre-concorsuali  si  è  provveduto  a
  formalizzare i rispettivi calendari di esame, in atto,  in  corso
  di pubblicazione presso la Redazione della G.U.R.S.
   Si  apprende, adesso, seppure in via informale, che  l'Assemblea
  regionale  siciliana,  legiferando in materia,  ha  approvato  la
  legge  di cui in oggetto, in corso di pubblicazione, con la quale
  viene  disciplinato ex novo l'accesso all'abilitazione per  guida
  turistica e per corriere/accompagnatore.
   La   norma  in  parola  disciplinerebbe  -  per  quanto  è  dato
  conoscere   -   in  maniera  diversa  l'abilitazione  riguardante
  l'esercizio  della  professione di guida turistica  e  quella  di
  corriere/accompagnatore turistico.
   Infatti, per la guida turistica verrebbe previsto, quale  titolo
  di  studio di accesso, il diploma di laurea; inoltre, la relativa
  abilitazione conseguirebbe il superamento di un esame.
   Di  contro,  per  il corriere/accompagnatore, sarebbe  previsto,
  quale  titolo di studio, il diploma di scuola media  superiore  e
  l'abilitazione alla professione conseguirebbe alla  frequenza  di
  appositi corsi con esami finali.
   Diversamente  da  quanto  previsto  dalla  nuova  normativa,   i
  concorsi,  già  banditi  da  questa  Prefettura,  si  limitano  a
  richiedere,  quale titolo di studio, il diploma di  scuola  media
  inferiore      ed     inoltre,     subordinano     l'acquisizione
  dell'abilitazione  ad  un esame-colloquio  su  materie  attinenti
  l'attività professionale.
   Peraltro,  la  nuova  legge  regionale  mentre  per   la   guida
  turistica farebbe salvi i titoli abilitativi acquisiti,  in  sede
  di  concorsi  già  banditi  ancorché non espletati,  prevedrebbe,
  invece,   che,   per   l'attività   di   corriere/accompagnatore,
  mantengano  validità  solamente  i  titoli  di  abilitazione  già
  rilasciati alla data di entrata in vigore della legge.
   Ciò,  oltre  a  creare  una evidente disparità  di  trattamento,
  renderebbe,   di   fatto,   vana  l'attività   della   Prefettura
  relativamente    al   concorso   già   bandito   per    corriere/
  accompagnatore, stante che le abilitazioni conseguite  a  seguito
  di detto concorso sarebbero prive di valore giuridico.
   Si  chiede,  pertanto, a codesti Uffici di voler  far  conoscere
  se,  alla  luce della nuova norma, in corso di pubblicazione,  si
  possa riconoscere, tuttora, una giuridica validità alle procedure
  di  concorso  bandite dalla Prefettura, in forza della  normativa
  precedente operante solamente in surrogazione del vuoto normativo
  o  se, in caso contrario, al fine di evitare contraddittorietà di
  posizioni  fra  soggetti qualificati all'esercizio  della  stessa
  attività,  sulla  scorta di norme diverse, si  ritenga  opportuno
  caducare le procedure di concorso già bandite o quantomeno quella
  relativa alla figura di corriere/accompagnatore.
   Tenuto   conto   della   delicatezza  della   questione,   delle
  ripercussioni  che la vicenda potrebbe determinare  sul  contesto
  sociale  e  del  fatto  che  le prove  d'esame,  per  entrambi  i
  concorsi,  inizierebbero a settembre p.v.,  si  confida  nel  più
  solerte cortese riscontro.

                                                        IL PREFETTO

   (Sodano)

                        REGIONE SICILIANA
           ASSESSORATO TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI
              DIPARTIMENTO TURISMO, SPETTACOLO E SPORT
       SERVIZIO 2 TUR - Unità Operativa Professioni Turistiche

  Prot. n. 2153/S2 TUR                       del 29
  luglio 2004

   Oggetto:  L.R.  3 MAGGIO 2004, N. 8 - Disciplina delle  attività
  di  guida  turistica, accompagnatore turistico, guida ambientale-
  escursionistica e guida subacquea .
   Risposta a nota prot n.948/TUR.34  del 24/06/04.

                                            Alla PRESIDENZA
                                            Segreteria Generale
                                            Servizio 5  -
                                    Coordinamento Attività
                                            Economiche e Produttive
                                            PALERMO

                                    e.p.c. Alla PREFETTURA
                                              Uffico Territoriale
                                    di Governo
                                              AGRIGENTO

   In  riscontro alla nota, di cui in oggetto, inviata  da  codesta
  Presidenza unitamente a copia della documentazione ricevuta dalla
  Prefettura in indirizzo (nota protocollo numero 2004/8098/GAB del
  28/4/04 e nota protocollo numero 2004/8098/GAB del 10/06/04)  per
  l'ottenimento di un parere di merito giuridico-interpretativo, da
  parte  dell'Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana,
  su  quesiti  posti  dalla  stessa inerenti,  sia  alcuni  aspetti
  attuativi correlati all'entrata in vigore della legge di  cui  in
  oggetto,  che  all'avvenuta pubblicazione di due  distinti  bandi
  concorsuali  per  l'abilitazione di 120  guide  turistiche  e  60
  corrieri-accompagnatori, lo scrivente Assessorato, per competenza
  in  materia,  considerata  la natura  dei  quesiti  posti  e,  al
  contempo,  quanto  espresso in merito  dalla  nuova  normativa  è
  dell'avviso che non ricorrano i presupposti per far propri  detti
  quesiti reiterando la richiesta di parere all'Ufficio legislativo
  e legale.
   Infatti,  in applicazione della legge regionale 8/2004,  entrata
  in  vigore in data 22.05.2004, e a quanto dettato rispettivamente
  all'articolo 2 - Albo professionale delle guide turistiche  della
  Regione  Siciliana,  comma  2  e 3 ed  ancora  all'articolo  4  -
  Definizione dell'attività di accompagnatore turistico, comma 2  e
  3  -  l'iscrizione  all'Albo  regionale  ai  fini  dell'esercizio
  dell'attività,  sia della guida turistica che dell'accompagnatore
  turistico  risulta subordinata non soltanto ai  titoli  posseduti
  (diploma  di  laurea, diploma di scuola media superiore,  diploma
  abilitante a seguito di opportuno corso di formazione  con  esame
  finale),  ma  anche  al  periodo in cui  gli  stessi  sono  stati
  acquisiti  dai  soggetti interessati (data di entrata  in  vigore
  della  legge).  Infatti,  negli articoli di  legge  sopraccitati,
  viene previsto che:
     ·per  la  guida  turistica `"restano valide  le  abilitazioni
       all'esercizio della professione .... in uno dei Comuni o delle
       Province della Regione, già conseguite o che saranno conseguite a
       seguito dell'espletamento di concorsi già banditi ai  sensi
       dell'art   , alla data di entrata in vigore della  presente
       legge";
     ·per l'accompagnatore turistico (articolo 4 comma 5) "restano
       valide     le     abilitazioni     all'esercizio      della
       professione  rilasciate alla data di entrata in vigore della
       presente legge nel territorio della regione ".
   Pertanto,  alla  luce  di quanto suesposto, nell'interpretazione
  di  quanto dettato dalla nuova normativa, ai fini dell'iscrizione
  all'Albo  regionale  potranno considerarsi validi  per  te  guide
  turistiche soltanto i titoli abilitativi acquisiti a seguito  del
  concorso già bandito dall'Ufficio territoriale di Governo, mentre
  per  gli  accompagnatori turistici nelle more dell'emanazione  di
  apposito Decreto assessoriale (articolo 4 comma 3 e 4 della legge
  regionale  numero  8/2004)  saranno considerate  valide  solo  le
  abilitazioni  prepossedute alla data di entrata in  vigore  della
  legge.
   In  merito  alla  richiesta formulata da codesta Prefettura,  si
  ritiene, che gli ulteriori  concorsi per accompagnatore turistico
  debbano al momento essere fatti decadere.
   Si  rimane  a  disposizione per ogni altro eventuale chiarimento
  in merito.

                                          Il Dirigente del Servizio

  Dott. Aldo Greco