Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
CAPUTO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta numero 10 del 28 settembre 2006 che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente
della Regione, impegnato per ragioni del suo ufficio, sospendo la
seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 11.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.30)
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta numero 11 del 5 ottobre 2006 che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli Scoma dall'11 al 12 ottobre e dal 20 al 25
ottobre p.v., Vitrano dal 18 al 25 ottobre p.v., Fleres dal 13 al
15 ottobre ed il 20 ottobre p.v., Stancanelli il 13 ottobre p.v.
e Manzullo il 14 ottobre p.v.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte degli
Assessori competenti le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
numero 177 Interventi urgenti per eliminare i danni subiti
dagli agricoltori di Ramacca, in provincia di Catania a seguito
delle alluvioni dei mesi scorsi , dell'onorevole Fleres;
numero 316 Interventi al fine del riconoscimento dello stato
di calamità naturale per la provincia di Catania a seguito del
nubifragio verificatosi nel settembre 2005 , dell'onorevole
Fleres;
numero 361 Interventi urgenti per far fronte all'emergenza del
settore agricolo nella zona del Calatino in provincia di
Catania , dell'onorevole Fleres;
numero 480 Regolamentazione dell'attività di guardia
venatoria , dell'onorevole Fleres;
numero 494 Interventi urgenti in favore degli agricoltori del
versante nord-ovest dell'Etna , dell'onorevole Fleres;
numero 501 Interventi in favore degli agricoltori calatini
colpiti dagli eventi calamitosi del 10 luglio 2006 ,
dell'onorevole Fleres;
da parte dell'Assessore per il Turismo:
numero 421 Notizie circa l'emanazione della circolare
attuativa della legge sulle guide naturalistiche ,
dell'onorevole Fleres.
Le risposte scritte alle interrogazioni, testé comunicate,
saranno allegate al resoconto stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Modifiche al Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005,
numero 3 (354), d'iniziativa governativa, dal presidente della
Regione, onorevole Cuffaro, su proposta dell'assessore per
l'agricoltura e le foreste, prof. La Via, in data 3 ottobre
2006;
Misure per la definizione delle procedure di soppressione e
liquidazione delle AAST e delle AAPIT (356), d'iniziativa
governativa, dal presidente della Regione, onorevole Cuffaro, su
proposta dell'assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, onorevole Misuraca, in data 3 ottobre 2006;
Delegato presidenziale per l'esercizio di funzioni di rilievo
politico ed istituzionale (358), d'iniziativa governativa, dal
presidente della Regione, onorevole Cuffaro, in data 3 ottobre
2006;
Incompatibilità dell'esercizio di funzioni di assessore
regionale e di deputato regionale. Assegnazione del seggio ai
sensi dell'articolo 27 della legge regionale 3 giugno 2005,
numero 7 (359), d'iniziativa governativa, dal presidente della
Regione, onorevole Cuffaro, in data 3 ottobre 2006;
Norme regionali in materia di protezione civile e sicurezza
del territorio siciliano (378), d'iniziativa parlamentare,
dall'onorevole Cimino, in data 5 ottobre 2006;
Norme per la disciplina del trattamento pensionistico del
personale regionale in quiescenza (379), d'iniziativa
parlamentare, dall'onorevole Cimino, in data 5 ottobre 2006;
Norme per la promozione delle attività artigiane presso le
organizzazioni di volontariato (380), d'iniziativa
parlamentare, dagli onorevoli Cimino e Cascio, in data 5 ottobre
2006;
Norme sul riordino delle camere di commercio (381),
d'iniziativa parlamentare, dagli onorevoli Cimino e Cascio, in
data 5 ottobre 2006;
Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32,
riguardante disposizioni per l'attuazione del P.O.R. 2000-2006 ed
il riordino dei regimi di aiuto alle imprese (382), d'iniziativa
parlamentare, dagli onorevoli Cimino e Cascio, in data 5 ottobre
2006;
Norme per lo svolgimento dell'attività fieristica nel
territorio della Regione (383), d'iniziativa parlamentare,
dall'onorevole Cimino, in data 5 ottobre 2006;
Norme per l'istituzione di botteghe artigiane e interventi per
la creazione di manualità artigianali, nei soggetti con deficit
funzionali (384), d'iniziativa parlamentare, dagli onorevoli
Cimino e Cascio, in data 5 ottobre 2006;
Nuove disposizioni per l'accesso ai benefici da parte di
cooperative edilizie di cui alla legge regionale 20 dicembre
1975, numero 79 (385), d'iniziativa parlamentare, dagli
onorevoli Cimino e Cascio, in data 5 ottobre 2006;
Modifiche ed integrazioni delle norme per l'edilizia economica
e popolare. Norme d'interpretazione (386), d'iniziativa
parlamentare, dagli onorevoli Fiorenza e Lombardo, in data 9
ottobre 2006;
Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 6 maggio 1981,
numero 86 (387), d'iniziativa parlamentare, dagli onorevoli
Fiorenza e Lombardo, in data 9 ottobre 2006;
Istituzione della scuola regionale per la sicurezza e la
polizia locale (388), d'iniziativa parlamentare, dagli onorevoli
Caputo, Formica, Cristaldi, Currenti, Falzone, Granata,
Incardona, Pogliese e Stancanelli, in data 9 ottobre 2006;
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
(389), d'iniziativa governativa, dal presidente della Regione,
onorevole Cuffaro. su proposta dell'assessore per il bilancio e
le finanze, onorevole Lo Porto, in data 9 ottobre 2006;
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-
2009 (390), d'iniziativa governativa, dal presidente della
Regione, onorevole Cuffaro, su proposta dell'assessore per il
bilancio e le finanze, onorevole Lo Porto, in data 9 ottobre
2006;
Comunicazione di presentazione di disegni di legge e di
contestuale invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Abrogazione del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale
5 novembre 2004, numero 15 (350),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 2 ottobre 2006;
Attribuzione competenze in materia elettorale - Modifica alla
Tabella A' allegata alla legge regionale 15 maggio 2000, numero
10 (357),
d'iniziativa governativa,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Modifica della legge regionale 6 marzo 1986, numero 9, recante
disposizioni per la costituzione delle province nel territorio
della Regione siciliana (362),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Cimiteri per animali d'affezione (367),
d'iniziativa parlamentare,
parere IV e VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Fondo per il microcredito nella Regione siciliana (370),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Norme a favore del personale addetto alle istituzioni
scolastiche-educative (373),
d'iniziativa parlamentare,
parere V Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Disciplina delle cooperative sociali (374),
d'iniziativa parlamentare,
parere III, V e VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006.
BILANCIO (II)
Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio 2005 (355),
d'iniziativa governativa,
inviato in data 6 ottobre 2006.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme per la tutela, la salvaguardia e lo sviluppo delle
piccole attività commerciali (351),
di iniziativa parlamentare,
parere I Commissione;
inviato in data 4 ottobre 2006;
Interventi per la certificazione di sistemi della qualità, del
rispetto ambientale e della sicurezza. Interventi per la
certificazione sociale nelle imprese ed enti operanti nel
territorio della Regione siciliana (365),
d'iniziativa parlamentare,
parere IV Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Interventi per il settore agrumicolo e istituzione della carta
di credito agrumicola (375),
d'iniziativa parlamentare,
parere Commissione UE;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Accelerazione della spesa del P.O.R. Sicilia 2000-2006 (377),
d'iniziativa governativa,
inviato in data 5 ottobre 2006.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni in materia di dismissione del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica di proprietà della Regione
siciliana. Modifiche ai commi 3 e 4 dell'articolo 19 della legge
regionale 16 aprile 2003, numero 4 (349),
di iniziativa parlamentare,
parere I Commissione;
inviato in data 2 ottobre 2006;
Norme per la riduzione degli ambiti territoriali ottimali
(A.T.O.) dei rifiuti e per la soppressione dei sub-ambiti
territoriali ottimali (SUB-A.T.O.) nella Regione siciliana
(353),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Norme per il rilascio dell'autorizzazione all'agibilità e
dell'autorizzazione sanitaria nonché dell'autorizzazione al
cambio di destinazione d'uso dei locali commerciali (366),
d'iniziativa parlamentare,
parere VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Tutela della salute della popolazione attraverso la protezione
da possibili danni provocati da campi elettromagnetici irradiati
da sistemi di teleradio trasmissioni, tutela dell'ambiente da
effetti sommatori per emissioni elettromagnetiche multiple
(371),
d'iniziativa parlamentare,
parere VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002,
numero 2 e successive modifiche ed integrazioni (352),
di iniziativa parlamentare,
inviato in data 4 ottobre 2006;
Norme per l'integrazione delle cittadine e dei cittadini
extracomunitari immigrati (361),
d'iniziativa parlamentare,
parere I e VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Istituzione del collegio regionale e degli elenchi
professionali degli amministratori immobiliari in Sicilia (363),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Interventi per la promozione e l'incentivazione delle attività
teatrali private, della danza e del balletto, cinematografiche e
audiovisive (364),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Norme per l'organizzazione bibliotecaria regionale (368),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006
Disposizioni per le attività fisiche e motorie finalizzate al
miglioramento della qualità della vita e del benessere (369),
d'iniziativa parlamentare,
parere VI Commissione;
inviato in data 6 ottobre 2006;
Norme per la disciplina dell'attività di comunicazione della
Regione e per il sostegno dell'informazione e della editoria
locale (372),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Regolamentazione delle applicazioni di terapie
elettroconvulsivante, lobotomia prefrontale e transorbitale e
altri simili interventi di psicochirurgia (360),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006;
Misure a favore dei soggetti stomizzati e incontinenti (376),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati, alle competenti
Commissioni legislative, i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme in materia di assunzione di personale (347),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 2 ottobre 2006.
BILANCIO (II)
Norme per l'introduzione nell'ordinamento regionale del
decreto legge 4 luglio 2006, numero 233, convertito con la legge
4 agosto 2006, numero 248 (348),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 2 ottobre 2006.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Interventi in favore di imprese che utilizzano lavoratori
detenuti in espiazione di pena anche alternative al carcere
(283),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni urgenti in materia di urbanistica (285),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 6 ottobre 2006.
Comunicazione di assenze e sostituzioni alle riunioni delle
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative per il periodo 28 settembre - 3
ottobre 2006:
nelle sedute numero 4 del 28 settembre 2006 e numero 5 del 3
ottobre 2006 della I Commissione Affari istituzionali', sono
risultati assenti rispettivamente gli onorevoli Mancuso, Cascio,
Borsellino, D'Aquino, Gennuso, Maira e Zago e gli onorevoli
Gucciardi, Mancuso, Cascio, Barbagallo, Borsellino, D'Aquino,
Speziale e Zago;
nella seduta numero 11 del 3 ottobre 2006 della II Commissione
Bilancio', sono risultati assenti gli onorevoli Ballistreri,
Cintola, D'Asero, Fleres, Formica, Ortisi e Tumino.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Affari
istituzionali (I) ha reso il seguente parere:
Legge regionale 3 novembre 1993, numero 30 - articolo 55 -
comma 5 - Direttori generali Aziende Unità Sanitarie Locali ed
Aziende Ospedaliere della Sicilia (4/I), reso in data 26
settembre 2006, inviato in data 2 ottobre 2006.
Comunicazione di apposizione di firma su disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cimino, in data 5 ottobre
2006, ha chiesto di apporre la propria firma ai seguenti disegni
di legge:
dal numero 1 al numero 5; dal numero 8 al numero 229 e al
numero 312.
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
dalla numero 282 al numero 289 del 21 luglio 2006; dal numero
289 al numero 326 del 3 agosto 2006; numero 327 del 12 settembre
2006; numero 364 e numero 365 del 28 settembre 2006.
Informo che la documentazione è a disposizione degli onorevoli
deputati ed è consultabile presso l'archivio del Servizio delle
Commissioni.
Comunicazione di trasmissione di copia del POR Sicilia
2000/2006
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 2 ottobre 2006, copia del POR Sicilia
2000/2006 - Complemento di Programmazione - Adozione definitiva
delle modifiche approvate dal comitato di sorveglianza del 26
settembre 2006 e del POR Sicilia 2000/2006 - Riprogrammazione
finanziaria - Adozione definitiva delle modifiche approvate dal
comitato di sorveglianza del 26 settembre 2006 .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
da notizie di stampa si è appreso che l'Assessore regionale per
turismo, le comunicazioni e i trasporti, onorevole Misuraca, ha
incontrato a Sciacca le rappresentanze sindacali aziendali (RSA)
dell'Azienda delle Terme;
lo stesso, ad una specifica sollecitazione della CGIL, ha
risposto affermando che il 'Piano industriale' è quello
consegnato alle RSA da parte del Consiglio di amministrazione
nell'aprile scorso;
il suddetto 'Piano industriale' denominato 'Piano d'azione -
Stralcio del Piano industriale anno 2006/2007' si limita
(riportato fedelmente) '... ad individuare il numero di
lavoratori necessari per espletare i servizi attivabili nell'anno
2006 e l'ammontare del fabbisogno finanziario occorrente per
trovare copertura alle spese di gestione 2006 e 2007. Pertanto,
si rimanda la formulazione del Piano industriale composito, la
cui enunciazione ed elaborazione sarà affidata a strutture
qualificate una volta condivise con 'la proprietà' le strategie
da attuare e gli obiettivi da raggiungere, atteso che dovranno
essere concordati le modalità e l'ammontare dei mezzi finanziari
destinabili per il rilancio e/o l'auspicata riconversione della
risorsa 'Terme di Sciacca'. In questa sede saranno, pertanto,
solamente individuati gli elementi ritenuti necessari per
attivare una strategia di mantenimento, nel biennio 2006/2007, in
attesa del Piano industriale strategico del 'Sistema Termale di
Sciacca', limitandoci, quindi, ad individuare alcuni obiettivi,
da sottoporre agli azionisti, per avviare il programma di
sviluppo della risorsa';
nel mese di luglio l'Assessore Misuraca aveva già incontrato a
Palermo le rappresentanze sindacali aziendali dell'Azienda delle
Terme ed aveva assicurato che entro brevissimo tempo i C.d.A.
delle Terme di Sciacca e Acireale avrebbero stilato i rispettivi
'piani Industriali' e che lo stesso direttore generale
dell'Assessorato aveva indirizzato una durissima lettera
(pubblicata sul settimanale saccense 'Controvoce') ai Presidenti
dei C.d.A. delle due Aziende termali, intimando la consegna di
tale documento;
considerato che appare quantomai singolare che adesso
l'Assessorato riconosca a quel documento la dignità di 'piano
industriale', considerato che lo stesso si limita ad una
strategia di mantenimento per gli anni 2006/2007 e non individui
alcun progetto di rilancio;
ritenuto che invece, quelle Aziende hanno bisogno di un vero e
proprio 'piano industriale' sia per ritrovare i punti di forza
per rilanciare e ridefinire la propria 'mission' aziendale, sia
per rendere operativa quella parte dell'articolo 119 della legge
regionale numero 17 del 2004 laddove si prevedono misure per il
personale che, essendo stato dichiarato in esubero, verrebbe
collocato nel 'ruolo unico ad esaurimento';
per sapere
quale sia la strategia per assicurare il rilancio delle terme
in Sicilia e, segnatamente, delle Aziende termali di Sciacca e di
Acireale che, essendo state trasformate in S.p.A., debbono
giungere alla fase della vera e propria privatizzazione nella
migliore condizione possibile e non (come invece è dato sapere) a
seguito di un graduale degrado;
se davvero l'Assessore ritenga il 'piano stralcio' presentato
dal C.d.A. della Terme di Sciacca S.p.A. assimilabile ad un
'piano industriale';
quali siano gli ulteriori ostacoli per rendere operativa la
previsione legislativa di cui all'articolo 119 della legge
regionale numero 17 del 2004 a circa due anni dalla sua
approvazione e quali garanzie il Governo intenda offrire al
personale che permane in attività presso la Terme di Sciacca
S.p.A., visto che si tratta di personale di ruolo dell'Azienda
Autonoma delle Terme di Sciacca assunto a seguito di concorso
pubblico;
se non ritenga urgente definire l'insieme di queste questioni
per ridare serenità alle famiglie dei lavoratori interessati,
alle loro organizzazioni ed alla città di Sciacca che si
interroga sul futuro delle Terme . (621)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO-VILLARI
NICOTRA-DI GUARDO
All'Assessorato per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, premesso che:
con decreto assessoriale numero 65/12 del 6 dicembre 1982 è
stata finanziata la perizia concernente gli espropri per pubblica
utilità del Parco archeologico di Agrigento, IV intervento, per
un importo di lire 2.000.000.000, fissando al 31 novembre 1985 il
termine per la conclusione dell'iter;
con D.A. numero 721/12 del 31 ottobre 1985 il suddetto termine
è stato prorogato al 30 settembre 1986 e poi successivamente con
D.A. 892/12 ulteriormente prorogato al 30 novembre 1987;
il D.A. numero 280/12 del maggio 1988, con il quale si è
dichiarata l'occupazione permanente definitiva degli immobili dei
proprietari che non hanno accettato le indennità di esproprio, è
stato emesso ben oltre il termine fissato per il completamento
del procedimento (30 novembre 1987);
in tal modo si è vanificato gran parte del procedimento,
consentendo alle ditte espropriate che non hanno chiesto lo
svincolo dell'indennità di rientrare in possesso dei beni;
con D.A. numero 622/S4/TUR del 3 luglio 2003 è stato
riapprovato il progetto della perizia concernente gli espropri
per pubblica utilità del Parco archeologico di Agrigento, IV
intervento, includendo inoltre il nuovo piano particellare
redatto dalla Soprintendenza ai Beni cultuali e ambientali di
Agrigento e fissando in 24 mesi (ovvero al 3 luglio 2005) il
termine ultimo per la conclusione del procedimento espropriativo;
successivamente il suddetto termine è stato ulteriormente
prorogato al 3 luglio 2007, data non suscettibile di ulteriore
proroga ai sensi del D.P.R. numero 327/2001, articolo 13, comma
5;
la parte di procedura di competenza dell'Assessorato Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione, Soprintendenza ai
beni culturali e ambientali di Agrigento, è stata ultimata
nell'anno 2005, con richiesta di emissione del decreto di
indennità provvisoria ed inviata all'Assessorato regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti;
il direttore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, con
comunicazione prot. numero 3855 del 6 luglio 2006, ha sollecitato
all'Assessorato regionale Turismo, comunicazioni e trasporti la
definizione dell'iter espropriativo;
le aree oggetto dell'esproprio sono attualmente in consegna
provvisoria al Parco della Valle dei Templi, che ne cura la
tutela e la manutenzione nelle more della consegna definitiva ed
ha realizzato in esse importanti interventi migliorativi mediante
l'impiego di ingenti risorse finanziarie pubbliche;
in data 11 ottobre 1999 alcune aree oggetto dell'esproprio sono
state affidate in concessione al FAI -Fondo Ambiente Italiano per
un periodo di anni 25, con convenzione sottoscritta dal
Presidente della Regione siciliana e dall'Assessore per i beni
culturali;
il FAI con fondi propri ha realizzato ingenti lavori di
recupero ambientale e paesaggistico dell'area denominata
Kolymbetra, aprendola alla fruizione turistica e culturale dal
novembre 2001;
considerato che:
se l'Assessorato regionale Turismo non procede con la massima
urgenza alla emanazione dei decreti di indennità provvisoria,
facendo inutilmente trascorrere i termini fissati per il
completamente della procedura di esproprio, si ripeterebbe quanto
già avvenuto in precedenza, vanificando ancora una volta l'intera
procedura;
tale malaugurata ipotesi comporterebbe la perdita di possesso
delle aree di cui al D.A. n. 622/S4/TUR del 3 luglio 2003
(comprendenti tra l'altro i terreni limitrofi il Tempio di
Vulcano, il Gimnasyum, l'intera area della Kolymbetra, i terreni
circostanti il Museo archeologico), con la conseguente
riacquisizione da parte dei proprietari (cui dovranno essere
corrisposti i mancati redditi per tutto il periodo di occupazione
provvisoria, ovvero a partire dall'anno 2003) e con presumibile
danno economico per la Regione; l'ulteriore inerzia da parte
degli uffici dell'Assessorato regionale Turismo, comunicazioni e
trasporti comporterebbe la perdita del finanziamento di cui al
D.A. numero 65/12 del 6 dicembre 1982;
i lavori di miglioramento fondiario eseguiti nel corso degli
ultimi anni nelle aree in oggetto dalla Soprintendenza BB.CC.AA.
di Agrigento, dall'Ente Parco Valle dei Templi, nonché dal FAI
andrebbero a beneficio dei privati proprietari, con grave
pregiudizio dell'interesse pubblico;
per sapere quali iniziative intenda assumere per accelerare il
completamento dell'iter di esproprio, evitando così gravi
pregiudizi economici alla Regione siciliana e rilevanti danni
allo sviluppo turistico ed alla fruizione culturale del Parco
della Valle dei Templi di Agrigento . (624)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI
BENEDETTO
All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, All'Assessore per i beni culturali e ambientali
e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze,
preso atto che la Regione siciliana, con legge 7 maggio 1976,
numero 68, modificata dall'articolo 17 della legge regionale 31
dicembre 1985, numero 57, ha deliberato l'erogazione di un
contributo per l'acquisto di libri di testo agli studenti delle
scuole medie inferiori tramite i comuni di residenza;
rilevato che:
tale contributo è stato determinato con circolare della Regione
siciliana numero 788 del 2 luglio 1994 nella misura di 61,97
(pari a L. 120.000) per gli alunni della I classe e di 41.32 (L.
80.000) per gli alunni della II e III classe della scuola media
inferiore;
il contributo così determinato non può essere annullato e/o
modificato da atto amministrativo così come recita la circolare
della Regione siciliana numero 788 del settembre 1994;
per l'erogazione di tale contributo, unitamente ad altre somme
per altri contributi, è stata accreditata dalla Regione al Comune
di Catania la relativa risorsa;
preso atto che tale contributo è stato sempre erogato negli
anni passati e che in tutti gli altri comuni è stato corrisposto
nell'anno scolastico 2005/2006;
rilevato invece che nell'anno scolastico 2005/2006, pur avendo
il Dirigente della X Direzione Pubblica istruzione adottato la
determina dirigenziale numero 10/280 del 28 luglio 2005 con
l'impegno di spesa di 670,228,21, tale determina veniva
restituita in data 1 ottobre 2005 dalla Ragioneria generale con
la motivazione; che nella bozza del bilancio di previsione 2003
adottato dalla Giunta, il cap. 1886 è stato ridotto ad 300.000,00
; preso atto ancora che in seguito alla restituzione di tale
determina da parte della Ragioneria generale, il Dirigente della
X Direzione Pubblica istruzione inviava, molto opportunamente,
una nota con la quale invitava la stessa Ragioneria generale a
confermare la somma di 670.728,21 in quanto l'altra somma di
300.000,00 sarebbe stata di gran lunga insufficiente, attesa la
tassativa e specifica previsione normativa che stabilisce, come
detto sopra, l'ammontare esatto del contributo;
rilevato ancora che a tale richiesta la Ragioneria generale non
ha dato alcun riscontro e il bilancio di previsione 2005,
approvato dalla maggioranza consiliare in data 22 dicembre 2005,
ha previsto come somma per l'erogazione di tale contributo quella
di 300.000,00, palesemente insufficiente per l'erogazione a tutti
gli alunni nella misura prevista dalla legge;
preso atto inoltre che il Dirigente della X Direzione Pubblica
istruzione, in data 19 gennaio 2006, ha adottato la determina n.
10/020 con la quale, uniformandosi a quanto deliberato in sede di
approvazione del bilancio, autorizzava l'erogazione del
contributo, riducendolo vistosamente a motivo che la somma era
stata ridotta di oltre la metà;
rilevato anche che ad anno scolastico già quasi concluso in
data 8 maggio 2006, in maniera arbitraria, illogica e non
conforme a legge, la Ragioneria generale ha restituito tale
ultima determina con la necessità di riformulare l'atto in quanto
la spesa richiesta deve essere impegnata nell'esercizio
finanziario 2006 ;
ritenendo che l'Amministrazione comunale di Catania si sia resa
responsabile della mancata erogazione dei buoni libro, nonostante
precise disposizioni di legge e nonostante l'accreditamento della
relativa somma da parte della Regione, sia pure in maniera
cumulativa con altre somme per altri contributi e/o servizi;
rilevato infine che tale comportamento ha penalizzato migliaia
di famiglie della città di Catania che hanno dovuto sobbarcarsi
per intero il non indifferente onere finanziario dell'acquisto
dei libri;
vista la circolare numero 19 dell'Assessorato Beni culturali e
ambientali e pubblica istruzione, Dipartimento Pubblica
istruzione, servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine
e grado statale (inviato dall'unita' operativa numero IX - prot.
7659 del 5 ottobre 2005) avente per oggetto: Programma annuale
delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado statali, per
l'esercizio finanziario 2006 con la quale si forniscono le
annuali indicazioni cui devono uniformarsi le Istituzioni
scolastiche in oggetto indicate per la predisposizione e
l'approvazione del Programma annuale per l'esercizio finanziario
2006, ai sensi dell'articolo 2 - comma 3 - del D.A. del 31
dicembre 2001, numero 895;
visto che, in riferimento ai finanziamenti da enti locali o da
altre istituzioni pubbliche (aggregato 04),citando le voci
relative ai fondi dell'Unione Europea (01), ai fondi non
vincolati di province e comuni (voci 02 e 04), la circolare in
questione si sofferma alla voce 03 - fondi provincia vincolati -
e alla voce 05 - fondi Comune vincolati-, precisando che
le istituzioni scolastiche, per la gestione dei finanziamenti
con vincolo di destinazione, si atterranno alle indicazioni
impartite dagli stessi enti eroganti sia per quanto riguarda il
vincolo di destinazione, sia per le procedure contabili da
seguire per il reimpiego delle somme eventualmente non impegnate
o le eventuali economie realizzatesi sugli stessi e riportando di
seguito, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di
finanziamenti vincolati, quali i finanziamenti per corsi
organizzati per conto di enti pubblici territoriali e locali, i
finanziamenti per le attività relative all'educazione degli
adulti, l'istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS); e
in particolare i contributi finalizzati all'assistenza non
convittuale, diritto allo studio ( buoni libro, borse di studio e
premi);oltre che le assegnazioni finalizzate al servizio di mensa
gratuita per il personale docente della scuola materna,
elementare e media; e in ultimo i finanziamenti dagli enti locali
- Legge 11.1.1996, numero 23 - articolo 3 ;
per sapere:
quali misure intendano adottare per far rispettare la
tempestiva erogazione del contributo da parte di un ente che non
può intercettare o piegare ad altri fini lo stato di bisogno
delle comunità;
se non ritengano utile censurare, per la previsione
insufficiente nel bilancio 2005, gli uffici dell'Assessorato e
quelli della Ragioneria Generale e quali misure intendano
adottare per comprendere le ragioni dell'originale comportamento
dell'Amministrazione comunale di Catania e verificare se non ci
siano gli estremi di distrazione dei fondi rispetto al vincolo di
destinazione . (625)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
VILLARI -
CRACOLICI
Al Presidente della Regione e All'Assessore per i lavori
pubblici,
premesso che in molti comuni le bollette per i servizi idrici
relative al terzo trimestre 2006 recano aumenti consistenti (fino
all'80 per cento in diversi comuni della Regione) per servizio
fognatura e depurazione ai sensi del Decreto legislativo numero
152 del 2006;
considerato che il suddetto D.Lgs. è stato emanato contro il
parere di diverse Regioni e che il nuovo Governo posticipa, con
suo apposito decreto, al 31 gennaio 2007 l'entrata in vigore
della seconda parte del decreto stesso;
considerato altresì che in data 26 giugno 2006 il Ministero
dell' l'Ambiente e della Tutela del territorio ha comunicato che
17 decreti del suddetto D.Lgs. non sono stati registrati dalla
Corte dei Conti, e quindi non sono operativi;
ritenuto non esauriente il criterio adottato per la rilevazione
dell'effettiva quota insistente per il servizio fognatura e
depurazione;
considerati anche i casi in cui vi siano comuni privi in molte
parti di servizio pubblico di fognatura e di depuratori, come
avviene in numerosi comuni della Sicilia;
visto che il D.Lgs. in oggetto, all'art. 155, prevede che 'le
quote riferite ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione
sono dovute dagli utenti anche nel caso manchino impianti di
depurazione o questi siano momentaneamente inattivi' e che 'il
gestore è tenuto a versare i relativi proventi, ...,a un fondo
vincolato intestato all'Autorità d'ambito per l'attuazione degli
interventi relativi alle reti di fognatura e agli impianti di
depurazione' ma che non stabilisce in modo tassativo la quota di
tariffa relativa né impedisce di articolarla per fasce;
per sapere se non ritenga utile e possibile, in attesa di una
modifica della normativa, improntata a criteri di giustizia,
sollecitare i gestori a definire tariffe più flessibili, fino a
cifre simboliche laddove ancora il servizio non esiste o è molto
di là da venire, articolandole per fasce (oltre che di consumo,
anche di reddito) a prescindere dall'aspetto connesso ad
eventuali 'conguagli', tali da evitare un impatto economico e
sociale delle nuove politiche tariffarie
difficilmente sopportabile da comunità economicamente stremate e
difficilmente comprensibile da chi è privo dei servizi per i
quali è imposto il pagamento . (626)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
VILLARI-TERMINE-CRACOLICI-
APPRENDI
All'Assessore per la sanità,
premesso che durante una cerimonia a Lentini nel novembre del
2005, l'on. Pistorio, allora Assessore regionale per la sanità,
assicurò l'imminente stanziamento della somma necessaria per il
completamento del nuovo Ospedale di Lentini (circa 5 milioni di
euro);
visto che a tutt'oggi per tale scopo non risulta accreditata
alcuna somma all' Ausl 8 di Siracusa né si ha notizia di alcun
atto procedimentale che concretamente abbia impegnato tale somma
per il nuovo Ospedale di Lentini;
considerata la rilevanza della struttura per il territorio e
per la popolazione locale, date le somme già spese per avviare la
costruzione dell'Ospedale di Lentini, che rendono inaccettabile
ogni ulteriore ritardo;
per sapere in quale modo intenda onorare gli impegni assunti
dall'Amministrazione regionale sotto il precedente governo di
centrodestra . (627)
DE BENEDICTIS-ZAPPULLA
All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore
per la sanità,
premesso che in territorio del comune di San Gregorio di
Catania è stato rilasciato un permesso di costruzione (numero.
23/06) per l'installazione di una stazione radio base per la rete
di telefonia mobile cellulare sistema DCS-GSM-UMTS;
considerato che la suddetta stazione radio appare da progetto
di notevoli dimensioni (il traliccio avrebbe un'altezza di 27
metri) e sarà realizzata in corrispondenza di ambienti abitativi,
di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore nonché
a 110 metri da una scuola (scuola materna di via Sgroppillo);
tenuto conto che il Comune di San Gregorio di Catania,
nell'ambito dei poteri di pianificazione urbanistica (quali
previsti dall'articolo 8 della legge 36/2001) non ha ancora
adottato un regolamento per il corretto insediamento urbanistico
e territoriale degli impianti di telefonia individuando i siti
idonei alla loro allocazione;
per sapere se non ritengano utile e urgente intervenire per
verificare il rispetto delle normative in materia di campi
elettromagnetici e di tutela dell'ambiente e, se del caso, far
sospendere il permesso di costruzione n. 23/06 fino alla
redazione di un piano che individui le zone del territorio di San
Gregorio di Catania che meglio si prestano alla installazione
della stazione radio nel rispetto delle norme urbanistiche e di
quelle a tutela della salute vigenti . (629)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VILLARI
Al Presidente della Regione,
premesso che le cronache degli ultimi mesi ci hanno consegnato
immagini drammatiche degli sbarchi in Sicilia di immigrati
provenienti in gran parte dall'Africa;
osservato che, oltre la tragedia di chi neanche è riuscito ad
approdare ed è morto in mare o nel lungo percorso per arrivare in
Europa e oltre la linea della prima accoglienza o nelle nostre
province, assistiamo a un silenzioso prolungarsi delle violazioni
dei diritti degli immigrati;
rilevato che la crisi dei prezzi agricoli induce molti
operatori in gran parte della Sicilia a ricorrere al lavoro nero
di immigrati privi di permesso di soggiorno e facilmente
ricattabili e che tale sfruttamento si ripropone nell'edilizia
minore se non addirittura, per molte donne provenienti dall'est,
anche nel settore dell'assistenza agli anziani e nei servizi
domestici, determinando condizioni di vera e propria schiavitù;
sottolineato l'effetto devastante che tali comportamenti hanno
sul piano della condizione umana, sulla salute psichica di tante
persone, aumentando il malessere sociale, ma anche su quello dei
diritti e delle condizioni degli altri lavoratori per l'ulteriore
turbativa che arrecano nel mercato del lavoro;
ritenuto che da alcune inquietanti vicende relative alla
scomparsa di bambini e giovani vi possa anche essere un turpe
mercato di organi;
per sapere:
quali misure il Governo regionale intenda adottare per
rafforzare la vigilanza nel mondo del lavoro, dall'edilizia al
lavoro dei campi, per fare emergere i rapporti clandestini di
sfruttamento e schiavitù;
se intenda, in raccordo con il Ministero degli Interni,
verificare l'entità dell'immigrazione clandestina per trarne le
conseguenze di legge;
se non ritenga, attraverso l'Assessorato dell'agricoltura, di
studiare provvedimenti nei confronti dei responsabili delle
imprese agricole per scongiurare che, nello stesso momento in cui
sfruttano in modo disumano gli immigrati, percepiscano
finanziamenti pubblici, regionali e/o comunitari; quali forme di
assistenza agli immigrati, utili a favorire nell'ambito della
legge la loro regolarizzazione e integrazione, intenda attivare .
(631)
ZAGO
Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che circa due anni fa per la gestione degli appalti
della legge 433/1991 e delle eventuali opere di somma urgenza
curata dalle strutture siciliane della Protezione Civile la
competenza di stazione appaltante era stata trasferita
all'ufficio della Protezione civile di Ragusa;
considerato che tale struttura autonoma può contare su un
organico di trenta tecnici in grado di istruire i progetti, di
tenere le conferenze di servizio, di apporre visti, di procedere
alla direzione dei lavori e al collaudo delle opere;
visto che la gestione degli appalti di cui alla legge 433/1991
per tutta la Sicilia orientale è stata nuovamente accentrata
sull'ufficio di Catania della Protezione Civile;
ritenuto che tale accentramento potrebbe produrre una
penalizzazione delle imprese iblee nell'assegnazione
delle opere;
per sapere quali ragioni abbiano indotto ad una tale
improvvisa marcia indietro e quali elementi abbiano portato a
ritenere l'ufficio di Ragusa della Protezione Civile non più
funzionale per la selezione delle imprese e l'espletamento delle
gare d'appalto . (632)
ZAGO
All'Assessore per la sanità,
premesso che il Piano sanitario regionale 2000-2002, approvato
con decreto del Presidente della Regione l'11 giugno del 2000 e
rimasto fino ad oggi l'unico Piano sanitario approvato della
Regione siciliana, aveva previsto la istituzione di strutture di
alta professionalità per l'oncologia e, tra queste, il
dipartimento oncologico di 3 livello presso l'Azienda
ospedaliera Sant'Elia di Caltanissetta;
registrato che tale dipartimento non ha mai visto la luce per
responsabilità sia dell'Azienda ospedaliera, a seguito di un
comportamento altalenante e contraddittorio, sia della Regione
siciliana che ne ha determinato la fine senza mai avere adottato
i provvedimenti formalmente necessari ma favorendo la creazione
di un dipartimento interaziendale oncologico tra l'Azienda
Sant'Elia e l'Asl 2 di Caltanissetta, la quale gestisce il
Presidio ospedaliero di San Cataldo, centro limitrofo a
Caltanissetta;
considerato che il 23 giugno 2006 l'Asl 2 e il Sant'Elia hanno
sottoscritto un protocollo d'intesa per l'istituzione di un
dipartimento oncologico interaziendale costituito con unità
operative presenti in parte a Caltanissetta e in parte a San
Cataldo, senza che però vengano soddisfatti tutti i requisiti
necessari per configurare un dipartimento di 3 livello e
determinando, piuttosto, squilibri tra strutture con capacità
operative diverse tra loro, finendo in questo modo col ridurre
l'offerta sanitaria in quantità e in qualità al paziente
oncologico, così come denunciato dalle associazioni dei malati;
per sapere:
se non ritenga che la scelta di annullare l'istituzione del
dipartimento oncologico di 3 livello sostituendolo con uno di
livello inferiore, sia in aperta contraddizione con le esigenze
di efficacia ed efficienza del sistema sanitario;
quali misure intenda assumere per ripristinare i livelli
essenziali di assistenza secondo quanto previsto dal Piano
sanitario regionale . (633)
PANEPINTO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,
le comunicazione e i trasporti,
facendo seguito a quanto già illustrato nella nostra
interrogazione numero 621 del 27 settembre 2006 relativa alle
Terme di Sciacca e Acireale;
appreso da segnalazione della RSA delle Terme di Acireale
della installazione di impianti audio-video per il controllo del
personale, installati illegalmente negli edifici delle terme per
potere controllare a sua insaputa il personale dipendente;
per sapere quali iniziative intendano assumere per
ripristinare il diritto alla dignità e alla riservatezza degli
individui, accertando e sanzionando i responsabili di una tale
inaccettabile violazione . (634)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO -
VILLARI
All'Assessore alla famiglia, alle politiche sociali e alle
autonomie locali,
premesso che:
in seguito al D. Lgs 31.03.1998, numero109, come modificato ed
integrato con D. Lgs. 03.05.2000, numero 130, la Regione
siciliana con D.P.R.S. del 19.06.2000, ha approvato i criteri
unificati di valutazione economica dei soggetti richiedenti
prestazioni sociali agevolate previste dalla legge regionale
22/1986, con il quale veniva individuato l'indicatore ISEE, per
totale gratuità, in lire 25.000.000 e con esenzione parziale sino
a lire 38.000.000;
con successivo decreto di codesto Assessorato numero 867 del
15.04.2003, i suddetti criteri unificati di valutazione
economica, venivano modificati - tra l'altro, in maniera profonda
per quanto riguarda la quota in compartecipazione ai servizi
residenziali - prevedendo, in ragione della condizione economica,
accertata con l'ISEE, una quota oscillante tra il 50% della
propria condizione economica ed il 100% del costo del servizio;
su richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali, codesto
Assessorato con decreto del 09.09.2003, ha temporaneamente
sospeso il precedente decreto numero 867/2003, al fine di
procedere ad un approfondito riesame del contenuto e delle
prescrizioni del medesimo ;
considerato che:
da allora nessun altro provvedimento è stato adottato in
merito e che la citata sospensione temporanea del suddetto
decreto ha creato notevole confusione tra gli operatori, con
interpretazioni diverse, le cui tre principali possono essere
così riassunte:
essendo sospeso il D.A. del 15.04.2003, automaticamente, va
applicato il decreto presidenziale del 19.06.2000;
essendo la sospensione del D.A numero 867/2003 temporanea ed
essendo trascorso un lungo lasso di tempo (oltre tre anni - sic -
), il D.A. riprende la sua efficacia e, quindi, va riapplicato;
in atto nessuno dei due decreti è in vigore e, quindi, nel
vuoto normativo venutosi a creare, nessuna quota di
compartecipazione può essere chiesta agli utenti;
rilevato che:
le suddette diversità di interpretazione sulla vexata quaestio
creano notevole confusione e grandi conflitti tra i dirigenti e
funzionari comunali da una parte, ed utenti e loro familiari
dall'altra (eclatante il caso riportato dai mass media in questi
giorni verificatosi tra il Comune di Palermo e la famiglia di un
portatore di handicap, sulla richiesta di una quota di
compartecipazione al servizio di assistenza domiciliare
assolutamente spropositata);
per sapere:
se non ritenga di intervenire sulla questione con la massima
urgenza, con un apposito provvedimento che faccia chiarezza e,
soprattutto, dirima ogni conflitto tra le parti interessate che
in alcuni casi hanno adito le vie legali, con notevoli ritardi
nell'introito delle somme da parte dei Comuni;
se non ritenga, nell'ambito delle proprie competenze, ribadite
dall'articolo 8, comma 3, lettera l) della legge numero 328/2000,
di individuare, in luogo dell'attuale meccanismo di
compartecipazione degli utenti al costo dei servizi residenziali
- il Comune corrisponde agli istituti l'intero importo delle
rette e successivamente incassa dagli utenti la quota di loro
spettanza - un diverso meccanismo che preveda di calcolare al
momento dell'autorizzazione al ricovero - tramite l'ISEE - la
quota di compartecipazione degli utenti al costo del servizio,
stabilendo che essa verrà versata direttamente agli istituti e
che, quindi, il Comune liquiderà agli stesi la differenza, sino
alla concorrenza della retta stabilità ai sensi del D.P.R.S.
numero 158/1996.
Quanto precede, in considerazione che da ogni parte dell'Isola
le amministrazioni locali, chiamate ad un sempre maggiore impegno
finanziario per l'erogazione diretta o in convenzione dei servizi
sociali, hanno segnalato ripetutamente l'insufficienza delle
risorse finanziarie e, quindi, la difficoltà ad anticipare
l'intero importo delle rette.
Si evidenzia, per inciso, che i Comuni, ai sensi del citato
decreto presidenziale numero 158/1996, sono obbligati ad
anticipare, anche, la quota di competenza delle Aziende Sanitarie
Locali per i servizi integrativi per non autosufficienti e che
spesso l'azione di rivalsa nei confronti delle stesse, non va a
buon fine (anche su questa ultima questione si impone un
intervento urgente, di concerto con l'Assessore alla sanità, al
fine di realizzare la dovuta integrazione socio - sanitaria
prevista per legge).
Nell'ambito dei propri poteri organizzativi e regolamentari,
si potrebbe in definitiva rinviare la materia ai Comuni che
interverrebbero adottando appositi regolamenti, previa una
direttiva e l'emanazione di un regolamento - tipo da parte
dell'Assessorato regionale competente . (635)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
DI MAURO -
LOMBARDO
All'Assessore per la sanità,
premesso che, a seguito del D.A. numero 1772 del 30 settembre
2002, che prevedeva la riorganizzazione della rete dei presidi
della continuità assistenziale, sono stati congelati gli
incarichi a tempo indeterminato sui posti resisi vacanti;
considerato che:
la riorganizzazione dei superiori presidi, che doveva essere
effettuata su proposta delle ASL entro il 31/12/2002, non si è
ancora concretizzata;
preso atto che alcune ASL hanno autonomamente proceduto ad
accorpamenti e a parziali soppressioni di sedi e di ore di
continuità assistenziali, senza alcuna programmazione regionale e
senza alcun accordo con le parti sociali;
considerato che da ben quattro anni non vengono pubblicate le
zone carenti di continuità assistenziale, disattendendo le norme
contrattuali in materia;
valutato che in atto oltre il 50% del personale medico in
servizio presso le sedi di continuità assistenziale ha un
incarico a tempo determinato e che il conseguente disagio e la
precarietà del rapporto di lavoro si riflettono negativamente
sulle attività del servizio a causa dell'elevato turn over dei
medici, quanto meno sotto il profilo organizzativo e del
pregiudizio arrecato alle prospettive di inserimento nel SSN dei
medici interessati;
considerata l'annunciata introduzione del ticket per le
prestazioni in regime di codice bianco (23 euro) presso i Pronto
Soccorso della nostra Regione, con l'inevitabile dirottamento
dell'utenza presso i presidi di continuità assistenziale (guardie
mediche), la cui esistenza, per questa realtà, dovrebbe essere a
maggior ragione assicurata e potenziata;
considerato, infine, altresì che, ad oggi, nessun piano di
riordino della rete dei presidi di continuità assistenziale è
stato presentato;
per sapere se non ritenga di avviare l'iter per la
pubblicazione delle zone di continuità assistenziale attualmente
carenti, procedendo ad un eventuale riordino delle stesse che
consentirebbe la certezza occupazionale ai medici interessati .
(636)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
DI MAURO -
LOMBARDO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
e l'ambiente,
premesso che:
come spesso accade nella provincia di Agrigento, c'è una
vocazione naturale ad intrecciare fatti, eventi e circostanze in
trame ricche di paradossi che si paralizzano senza mai arrivare
ad un atto finale e tutto tende a trasformarsi in romanzo
pirandelliano;
quello che sta accadendo attorno alla vicenda relativa alla
costruzione dei campi da golf e delle strutture ricettive nel
territorio di Sciacca (AG) da parte della società Rocco Forte
rischia di attivare numerose scuole di pensiero ed ottenere un
assurdo risultato: il blocco sine die delle opere e la mancata
rinaturalizzazione dei siti, come giustamente richiesto da
Legambiente;
la società Rocco Forte probabilmente non disponendo di un
progetto esecutivo definitivo e di un puntuale studio di
rinaturalizzazione e di salvaguardia di alcune parti dell'area
SIC ha eseguito interventi che hanno in alcune parti modificato,
danneggiandolo, il contesto naturalistico del sito;
ad oggi, alle ordinanze di sospensione dei lavori, emesse
prima dall'Assessorato regionale del territorio ed ambiente e
successivamente da parte del Comune in via cautelativa, non ha
fatto seguito alcuna concreta iniziativa amministrativa per
consentire la prosecuzione dei lavori ed ordinare alla società
Rocco Forte il ripristino, mediante interventi di
rinaturalizzazione, delle aree danneggiate;
le associazioni ambientaliste bene hanno fatto a denunciare e
segnalare violazioni, accertate poi dal corpo delle guardie
forestali;
la provincia di Agrigento non può perdere l'ennesima occasione
di sviluppo del comparto turistico recettivo né essere teatro di
una malposta ed inesistente contrapposizione tra le esigenze
dello sviluppo stesso e la tutela e la salvaguardia
dell'ambiente;
considerato inoltre che tra gli effetti di quanto sinora
accaduto si registra anche la collocazione in cassa integrazione
di circa 100 operai;
per sapere:
quali atti amministrativi in merito all'ordinanza di
sospensione siano stati adottati al fine di consentire la ripresa
dei lavori per le parti del progetto che non costituiscano
oggetto di contenzioso, permettendo alle maestranze di lavorare
regolarmente;
quali specifici interventi di ingegneria naturalistica e
rinaturalizzazione verranno posti a carico della società
esecutrice delle opere del complesso turistico-sportivo nel
territorio di Sciacca (AG) . (637)
PANEPINTO
All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore
per i lavori pubblici,
premesso che due temporali di straordinaria intensità a Palma
di Montechiaro (AG) nei giorni 15 e 25 settembre scorsi hanno
arrecato danni alle infrastrutture pubbliche (soprattutto strade
e sistema fognario), sommariamente quantificati dall'U.T.C. in
euro 2 milioni, e che danni hanno subito anche privati cittadini
e imprese;
visto che a seguito di tale situazione già con atto numero 167
del 19 settembre u.s. la giunta municipale ha deliberato di
chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza e di calamità
naturale;
considerato che:
tali eventi hanno riproposto carenze strutturali che espongono
permanentemente la città al rischio di esondazioni, in modo
particolare i canali preposti al deflusso delle acque pluviali
nel tratto della SS 115 che attraversa a sud l'abitato i quali
risultano pieni di depositi alluvionali;
altresì, è intasato anche il canale di gronda che proteggeva
l'abitato, successivamente inglobato dall'espansione della
periferia nord, a seguito dei lavori di somma urgenza in corso di
esecuzione a cura della protezione civile per la sistemazione del
primo tratto del collettore;
rilevata inoltre una complessa situazione di degrado
ambientale e dissesto idrogeologico su cui l'amministrazione sta
intervenendo con diverse iniziative in corso di esecuzione che
tuttavia rischiano di essere vanificate da eventi metereologici
straordinari che possono produrre danni a cascata
per sapere:
se, al fine di evitare ulteriori e più estesi danni da
calamità naturali, anche in vista dell'approssimarsi della
stagione invernale, non ritengano di dovere indire una conferenza
di servizio per un pronto intervento riparatore dei danni subiti
tra il Comune, la Provincia, la Regione, l'Anas e la Protezione
Civile;
quali iniziative intendano attivare per la sollecita
dichiarazione dello stato di calamità naturale per la città di
Palma di Montechiaro . (638)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti,
premesso che le Aziende termali di Acireale e di Sciacca,
costituite con decreto legislativo del Presidente della Regione
siciliana numero 12 del 20 dicembre 1954, hanno dovuto avviare un
percorso di trasformazione in S.p.A. ai sensi della legge 27
aprile 1999, numero 10;
visto l'articolo 119 della legge regionale numero 17 del 2004,
con il quale si è voluto tutelare il personale in capo alle
rispettive aziende termali;
preso atto che la trasformazione giuridica è stata ultimata a
dicembre del 2005 e che a partire da tale data si è dato seguito
a rendere operativi i consigli di amministrazione delle Terme di
Acireale e Sciacca S.p.A.;
visti i successivi provvedimenti del dirigente generale
dell'Assessorato Turismo, comunicazioni e trasporti della
Regione, con i quali si è provveduto a dare delle precise
direttive al fine di rendere operative le Terme di Acireale e
Sciacca S.p.A. in applicazione delle leggi suddette;
vista la nota del luglio 2006 del direttore generale, dott. A.
Porretto, dove si ribadisce l'improcastinabile scadenza del 31
luglio c.a., per la presentazione del piano industriale da parte
dei rispettivi C.d.A., momento determinante per l'applicazione
dell'art.119 della legge regionale numero 17 del 2004 che darebbe
definitiva collocazione al personale in atto presente alle terme;
visto che tra i provvedimenti adottati dai rispettivi consigli
di amministrazione nelle more dell'applicazione della legge
numero 17 del 2004, articolo 119, vi è la stipula di convenzioni
con le Aziende termali regionali di Acireale e Sciacca per
l'utilizzo, da parte delle società per azioni, del personale
dipendente delle Aziende autonome delle Terme;
visto che le ultime convenzioni sottoscritte tra le S.p.A Terme
e le Aziende autonome in riferimento al personale presentano
anche delle deroghe al D.L.vo del Presidente della Regione
siciliana numero 12 del 20 dicembre 1954;
considerato che tale deroga, a parere degli interroganti,
presenta dei vizi di legittimità;
per sapere quali siano le loro rispettive posizioni su tale
situazione, e, ove si ravvisasse una violazione dei diritti dei
lavoratori delle Terme, quali provvedimenti intendano avviare per
il ripristino di una sana e corretta gestione delle stesse .
(620)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta)
DI BENEDETTO-DI
GUARDO
NICOTRA-
VILLARI
AI Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e
all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
durante la notte del 12 agosto 2004, come è a tutti noto,
ignoti hanno tagliato le funi in acciaio di sostegno del ponte
aereo che attraversa il fiume Simeto, facendo crollare il ponte-
tubo e con esso anche la condotta idrica che dalle sorgenti porta
l'acqua alla stazione di pompaggio da cui viene rilanciata per
irrigare gli agrumeti del comprensorio consortile sito in agro di
Centuripe, contrade Cavaliera, Intorrella, Coco ed altre
limitrofe, esteso ha. 580 circa, composto da circa 750 soci;
a seguito di suddetto evento è stato richiesto l'intervento del
Presidente della Regione, nella qualità di Commissario
straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia, che ha concesso
con prontezza un contributo straordinario di 250 mila euro per
ripristinare il ponte-tubo aereo che attraversa il fiume Simeto,
la condotta idrica e l'annessa stazione di pompaggio;
i funzionari della Protezione civile, subito incaricati per far
eseguire i lavori, considerato il periodo in cui si sono svolti i
fatti, hanno opportunamente valutato di ripristinare il più
velocemente possibile la condotta, lasciandola temporaneamente
adagiata sul letto del fiume e riparando le rotture, in modo da
riprendere immediatamente l'attività irrigua del Consorzio;
considerato che:
il Prefetto di Enna, con nota protocollo numero.
20040013304/27/111 del 28 gennaio 2005 ha segnalato l'urgenza
dell' effettuazione dei lavori;
I'U.O.B. XVII di Enna ha trasmesso la perizia per
l'effettuazione dei lavori urgenti oltre al verbale di
validazione della perizia stessa, in data 22 luglio 2005, con
nota protocollo numero 1421;
con nota protocollo numero 7483-2005/27/111 del 4 agosto 2005
il Prefetto di Enna ha sollecitato gli interventi di competenza;
con nota protocollo numero 8674-2006/27/I del 6 luglio 2006
sempre il Prefetto di Enna ha nuovamente sollecitato la
realizzazione di interventi definitivi anche alla luce del
progetto già predisposto ed al fine di evitare turbative
dell'ordine pubblico;
ad oggi, l'attraversamento idrico è rimasto quello precario e
momentaneo per garantire le esigenze irrigue di quel periodo,
mentre nulla si è fatto per ripristinarlo in via definitiva in
modo da affrontare serenamente le stagioni irrigue ed eliminare
il rischio di inondazioni dei terreni circostanti nonché della
strada statale 121,
per sapere:
per quale motivo il contributo straordinario stanziato ad
agosto 2004 per assicurare la soluzione definitiva del problema
non sia stato ancora utilizzato;
se sia a conoscenza che il territorio servito dall'acquedotto
consta di oltre ha. 1.500 di agrumeti e uliveti;
quale sia la volontà dell'Amministrazione regionale in
proposito . (622)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO - TERMINE -
TUMINO
Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori
pubblici e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
la Diga Ancipa, in provincia di Enna, costruita negli anni 1952-
1954, è stata realizzata per invasare circa 30-40 milioni di mc.
di acqua;
l'ex EAS preleva, a pieno regime, dalla predetta diga, circa 20
milioni di mc. annui di acqua, per fornire acqua potabile a
diversi comuni della provincia di Enna, Caltanissetta, Agrigento
e Catania;
i consorzi di bonifica di Catania, Enna e Siracusa possono
utilizzare, a regime, 20 milioni di mc. di acqua proveniente dai
volumi che non possono essere invasati nel periodo invernale;
la diga Ancipa fa parte del sistema Salso-Simeto ed assieme
alla diga Pozzillo di Ragalbuto consente di erogare annualmente
170 milioni di mc. d'acqua e di produrre energia elettrica su sei
centrali ENEL in cascata;
considerato che:
negli ultimi anni, a causa di alcune lesioni nelle pareti della
diga, vengono invasati solo 8,5 milioni di mc. di acqua;
l'ENEL Green Power (società che gestisce l'invaso), da anni
deve effettuare i necessari lavori di riparazione;
vi è un grande allarme nelle provincia di Enna e Caltanissetta,
in quanto è scattata l'emergenza idrica con una riduzione dei
prelievi per scopi idropotabili da 500 1/s a 380 1/s;
il Presidente della Provincia regionale di Enna ha chiesto al
Prefetto di Enna la convocazione di una conferenza di servizi per
affrontare il problema emergenza idrica;
per sapere:
se sia intendimento del Governo della Regione intervenire nei
confronti di Enel Green Power, per obbligare la predetta società
ad eseguire i necessari ed urgenti lavori, onde consentire
l'invasamento del quantitativo di acque per il quale è stata
progettata e realizzata la diga;
se, di fronte al diniego o ad eventuali altre forme dilatorie
da parte di Enel Green Power, non ritenga di doversi sostituire
alla predetta società;
se e quali ulteriori determinazioni il Governo regionale
intenda assumere affinché la grande sete, per molti siciliani,
resti solo un ricordo . (623)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO -
LEANZA EDOARDO
TERMINE-TUMINO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
e l'ambiente,
premesso che:
fino all'inizio degli anni Cinquanta dello scorso secolo la
zona industriale di Siracusa-Augusta era caratterizzata da
un'economia basata sull'agricoltura, sulla pastorizia,
sull'artigianato e sulla pesca;
a seguito della moderna industrializzazione, iniziata subito
dopo la fine della seconda guerra mondiale, e nella prospettiva
di conquistare i mercati internazionali, fu deciso di localizzare
nella zona costiera che va da Siracusa ad Augusta le industrie
per la raffinazione del petrolio ed industrie di base, chimiche e
petrolchimiche;
l'obiettivo era quello di creare nel sud grandi poli di
sviluppo capaci di creare un indotto di piccole e medie industrie
per il decollo economico dell'intera zona;
i territori di Augusta-Priolo-Melilli, splendide coste ricche
di agrumeti, carrubeti, mandorleti, sabbia e mare pescoso
venivano sacrificati nell'intento di creare l'auspicato indotto;
nel polo Augusta-Priolo-Melilli, gli stabilimenti hanno
cambiato la fisionomia del territorio, tanto che lo stesso
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio riconobbe
la necessità di dichiararla area ad elevato rischio ambientale;
sul territorio le iniziative pubbliche di risanamento sono
state varie: dichiarazione di area ad elevato rischio ambientale,
definizione di interventi di risanamento, dichiarazione di sito
di interesse nazionale ai sensi della legge 426/98;
la Regione ha attivato, dopo iniziali difficoltà, diverse e
fondamentali iniziative finalizzate al risanamento quali, ad
esempio, l'istituzione dell'Ufficio speciale per le aree ad
elevato rischio di crisi ambientale, con delibera di Giunta
regionale del 29 giugno 2005, ai sensi del comma 7 dell'articolo
4 della legge regionale numero 10 del 2000;
il Ministero dell'Ambiente della Tutela e del territorio ha
rivolto l'attenzione verso le bonifiche dei suoli previste, come
sopra detto, dalla legge numero 426 del 1998, ivi compresa l'area
industriale e quindi anche la Rada di Augusta;
in quest'ambito il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del
territorio, lo scorso mese di agosto, ha notificato alle aziende
che gravitano sulla rada di Augusta il verbale della conferenza
di servizio tenutasi presso lo stesso Ministero nel mese di
luglio per la bonifica dei fondali. Le prescrizioni prevedono a
partire dal mese di settembre la limitazione dell'uso della
potenza dei motori per i natanti, e dal mese di novembre non
verrà consentito alle navi con immersione superiore a metri 6
(che sono la gran parte) il transito nei fondali profondi meno di
m 15. Dal mese di febbraio 2007 la navigazione verrà totalmente
vietata all'interno della rada;
l'iniziativa, seppure nell'ottica della bonifica, è sicuramente
motivo di grande preoccupazione per le attività economiche del
comprensorio, in considerazione del fatto che una decisione di
tal genere determinerà nel breve danni economici e occupazionali
notevoli dovuti all'arresto di tutte le attività che ruotano sul
porto di Augusta (raffinerie, centrali elettriche, cementerie,
cantieri, bunkeraggi, operatori portuali etc;
atteso che:
il fermo delle attività avrà anche un risvolto nazionale in
previsione della mancata distribuzione di circa 1/3 dei prodotti
petroliferi nel Paese con possibile black-out;
l'asportazione dei fanghi inquinati sicuramente farà entrare in
sospensione le sostanze dannose presenti. Dunque, il materiale
prelevato dovrà essere prima trasportato e poi accumulato in
qualche sito con conseguente impatto lungo il trasporto sul nuovo
sito che diventerà discarica, anche se temporanea ;
per sapere se non ritengano necessario intervenire presso il
Ministero dell' Ambiente e della Tutela del territorio al fine di
revocare l'ordinanza e consentire l'avvio delle attività di
bonifica della rada, dopo aver identificato, di concerto con le
competenti Autorità regionali, le opportune soluzioni e gli
adeguati percorsi tecnici, evitando danni per le attività
economiche e per l'ambiente . (628)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CONFALONE
All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca,
premesso che:
in data 27 maggio 2001 veniva bandito dall'IRCAC concorso per
titoli alla carica di Direttore Generale;
la procedura concorsuale veniva espletata in data 29 dicembre
2003 con delibera IRCAC numero 9628 con la nomina del dott.
Carmelo Bonfissuto, graduatoria concorsuale che ha subito uno
scorrimento sino alla terza posizione con la nomina del dott.
Alfredo Ambrosetti;
considerato che la procedura concorsuale è stata espletata non
nel rispetto di quanto previsto dal bando all'articolo 2;
visto che la nomina alla carica di Direttore generale
dell'IRCAC è stata oggetto di ricorso al competente organo di
giustizia ordinaria da parte dell'avv. Vincenzo Minì partecipante
alla selezione in oggetto;
rilevato che la nomina oggetto di Direttore generale dell'IRCAC
si è svolta in quadro di illegittimità rispetto a quanto previsto
dal bando ed evidenziandosi una precisa volontà nella scelta del
soggetto da nominare nella carica de quo;
per sapere:
se non ritenga opportuno sospendere la nomina in oggetto per
un'attenta valutazione sulla legittimità della selezione
effettuata dall'IRCAC;
attraverso quali strumenti intenda dar luogo a procedure di
selezione trasparenti relativamente alle cariche dirigenziali di
enti regionali come l'IRCAC . (630)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CANTAFIA
All'Assessore alla famiglia, alle politiche sociali e alle
autonomie locali,
premesso che:
al centro della carreggiata di Via dei Picciotti, quartiere
Cibali di Catania, si trova un edificio in totale stato di
abbandono, peraltro a rischio di crollo;
oltre la già evidenziata pericolosità, l'edificio rende poco
scorrevole la viabilità e preclude le vie di fuga individuate in
caso di calamità naturale;
per sapere:
se non ritenga di dovere intervenire presso l'Ufficio del
patrimonio del comune di Catania affinché l'edificio in questione
venga demolito eliminando così i pericoli sopra evidenziati .
(639)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
Al Presidente della Regione,
premesso che:
con riferimento e per gli effetti degli articoli. 14 e 23
quater della legge numero 61/1998 l'Amministrazione comunale di
Catania nel 2001 ha avviato la procedura per il potenziamento
dell'U.T.C. per l'attività di ricostruzione e riparazione degli
edifici danneggiati a seguito degli eventi sismici del dicembre
1990;
l'assunzione è avvenuta in seguito ad una selezione pubblica
per titoli e colloquio la cui graduatoria è stata approvata con
provv. dir. numero 1279 del 16/11/2002, mentre il relativo
contratto individuale di lavoro con i 10 tecnici interessati è
stato stipulato in data 21/12/2002;
l'attività è stata espletata con profitto a partire dal
07/01/2003 con incarico annuale prorogato per un anno con
provvedimento dirigenziale numero 1364 del 18/11/2003 e per un
ulteriore anno con deliberazione G.M. numero 2018 del 30/12/2004
fino al 06/01/2006;
la Giunta Municipale ha approvato la deliberazione numero 639
del 29/12/2005 che prevede di avvalersi delle prestazioni
lavorative dei 10 tecnici non appena la Regione Sicilia avrà
erogato le risorse richieste;
l'Amministrazione ha richiesto, con nota protocollo numero
53969 del 09/03/06, indirizzata al Dipartimento regionale di
protezione civile, l'assegnazione di £. 800.000 in c.t. al fine
di consentire il proseguo dell'attività lavorativa, per un
ulteriore biennio, dei 10 tecnici assunti ai sensi della legge
numero 61/1998;
considerato, inoltre, che i suddetti 10 tecnici sono dal
06/01/2006 a tutt'oggi in regime di sospensione dall'attività
lavorativa con gravi ripercussioni sull'attività di servizio
volta alla definizione delle pratiche ex O.M. numero 2212/1992 e
ss.mm.ii. (riparazione e ricostruzione sisma '90) e pratiche ex
OO.MM. numero 3105/2001 e numero 3140/2002 (prevenzione sismica);
per sapere quali provvedimenti intenda adottare non solo al
fine di consentire il prosieguo dell'attività lavorativa dei su
citati 10 tecnici, ma anche di sveltire l'attività di
ricostruzione e prevenzione di cui sopra . (640)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
FIORENZA
Al Presidente della Regione e all'Assessore alla famiglia,
alle politiche sociali e alle autonomie locali,
premesso che:
con provvedimento D.A. numero 542 del 7 marzo 2005
dell'Assessore regionale alla famiglia, è stato nominato
commissario straordinario dell'Opera Pia Assap Pietro di Lorenzo
Busacca di Scicli il dr. Lo Savio Antonino per la durata di tre
mesi;
con successivi decreti l'incarico al dr. Lo Savio è stato
prorogato fino al maggio 2007 per assicurare la gestione
dell'ente e per permettere la stesura di un nuovo statuto;
con D.A. numero 1701 dell'11.05.2006 è stato conferito un nuovo
incarico al commissario straordinario per la gestione unica delle
Opere Pie Assap Pietro di Lorenzo Busacca di Scicli, Casa dei
Fanciulli Santa Teresa di Marina di Ragusa e Casa di ospitalità
iblea di Ragusa Ibla con il compito di predispone gli atti
propedeutici alla fusione per incorporazione degli enti ed il
nuovo statuto dell'istituenda opera pia nel rispetto, ove
possibile, degli interessi originari degli enti incorporati ;
rilevato che:
in data 20 aprile 2006, alle ore 22,00, il commissario
straordinario dr. Lo Savio Antonino, assistito dal segretario
sig. Giovanni Parisi, adotta la deliberazione numero 7 del
20.04.2006 dell'Opera Pia Casa dei fanciulli Santa Teresa
avente per oggetto Adesione alla proposta di fusione per
incorporazione dell'Opera Pia Assap Pietro di Lorenzo Busacca di
Scicli ;
in data 21 aprile 2006, alle ore 10.00, un nuovo commissario
straordinario, il dr. Silvio Galizia, nominato non si sa da chi e
con quale provvedimento, assistito dal segretario rag. Bucchieri
Giovanni, adotta la deliberazione numero 39 del 21.04.2006
dell'Opera Pia Casa di ospitalità iblea , avente lo stesso
oggetto della precedente;
sempre lo stesso giorno, il 21 aprile 2006, sempre alla stessa
ora le 10.00, ritorna di nuovo il commissario straordinario dr.
Lo Savio Antonino, assistito dal dr. Galizia Silvio, che questa
volta si ripresenta nella veste di segretario, il quale adotta la
deliberazione numero 72 dell'Opera Pia Casa di ospitalità iblea
addirittura con la data futuribile del 21 luglio 2006, sempre con
lo stesso oggetto della precedente deliberazione;
il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato all'unanimità, nel
corso della seduta del 18 settembre 2006, un ordine del giorno
che impegnava l'Amministrazione Comunale a mettere in atto le
azioni necessarie a bloccare la fusione delle suddette Opere Pie
e qualora ne ricorressero le condizioni di adire le vie legali
avverso le determinazioni commissariali;
il Sindaco del Comune di Scicli ha inviato, in data 4 settembre
2006, una nota all'Assessore regionale alla famiglia con la quale
si chiede in veste di rappresentante della comunità sciclitana,
legata da profondi legami all'istituzione che porta il nome del
benefattore della città, di voler procedere alla nomina del
presidente dell'Assap Busacca di Scicli e del Consiglio di
Amministrazione, per restituire l'ex Opera Pia a una gestione
democratica ;
organi monocratici, senza legittimazione democratica,
continuano a prendere decisioni che confliggono con la volontà
espressa dai rappresentanti dei Comuni di Ragusa e Scicli;
per sapere:
se non intenda disporre un'ispezione presso gli enti su
indicati al fine di verificare la legittimità delle deliberazioni
commissariali su indicate, palesemente viziate nella forma e
afflitte da gravi incongruenze da un punto di vista sostanziale;
quali scelte intenda operare per ripristinare il criterio di
territorialità denegato e per salvaguardare il prestigio e le
tradizioni delle predette opere assistenziali. (641)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
AMMATUNA
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 28 settembre 2006
l'onorevole Ortisi ha chiesto di apporre la firma
all'interrogazione numero 602 Chiarimenti sulla durata dei
vincoli urbanistici e numero 614 Notizie sulla manovra di
risanamento al deficit sanitario , a firma, rispettivamente,
degli onorevoli Gucciard, Barbagallo e Ortisi e dall'onorevole
Ammatuna, Barbagallo, Fiorenza, Laccoto, Zangara, Tumino, Ortisi,
in data 20 e 26 settembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 543
PRESIDENTE. Comunico che, con nota protocollo numero 091 del 28
settembre 2006, l'onorevole Pogliese ha chiesto che
l'interrogazione numero 543 Interventi in merito ai contributi
concessi alle imprese artigiane, eccetera , dallo stesso
presentata con richiesta di risposta orale il 28 luglio 2006 e,
come tale, annunciata nella seduta numero 8 del 12 settembre
2006, si intende presentata come interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nel 1997 con il Decreto legge numero 22 l'Italia ha recepito le
direttive europee che hanno imposto agli enti locali il passaggio
dai sistemi di smaltimento in discarica alla gestione integrata
dei rifiuti, stabilendo una percentuale minima di raccolta
differenziata del 35 per cento da raggiungere entro il maggio
2003;
gli ATO Rifiuti sono stati istituiti dalla legislazione
nazionale per razionalizzare le risorse al fine di ottenere una
gestione efficiente e trasparente dei rifiuti;
considerato che:
in Sicilia il Piano regionale dei rifiuti, mai formalmente
approvato da alcun soggetto (U.E., Governo nazionale, Assemblea
regionale siciliana) ha invertito le priorità indicate
dall'Unione Europea e dal Parlamento italiano attraverso atti di
un Commissario, dando precedenza alla termovalorizzazione rectius
incenerimento quale soluzione prevalente per la gestione dei
rifiuti, spostando peraltro al 2008 il conseguimento della quota
del 35 per cento di raccolta differenziata (obiettivo minimo
intermedio che doveva essere centrato entro il 31 marzo 2003 ai
sensi della normativa nazionale), senza peraltro programmare le
misure di intervento;
accertato che:
le politiche di gestione dei 27 ATO rifiuti istituiti in
Sicilia non hanno prodotto un miglioramento del servizio
attraverso una seria programmazione degli interventi d'ambito, ma
piuttosto un aggravio generalizzato dei costi per l'utenza con
rincari fino al 300 per cento in alcuni Comuni, anche per il
mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta
differenziata;
il Commissario straordinario ha firmato una convenzione che
impegna gli ATO a conferire per i prossimi 20 anni i propri
rifiuti ai quattro A.T.I. (Associazioni Temporanee d'Impresa)
selezionati dal bando di gara indetto con l'Ordinanza numero 303
del 2003, creando di fatto un sistema alternativo alla gestione
integrata previsto dalla legge Ronchi e impedendo quindi la
diffusione dei sistemi di raccolta differenziata e di riciclo dei
rifiuti e, con essi, lo sviluppo di tecnologie pulite e della
nuova economia a questi legata,
impegna il Governo della Regione
a fermare la realizzazione dei quattro mega termovalorizzatori
e di tutti gli impianti connessi che ostacolerebbero il corretto
sviluppo di una gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e
costituirebbero un pericolo ambientale per la salute delle
popolazioni interessate, come hanno già evidenziato i competenti
uffici regionali;
a revocare le convenzioni stipulate con i Raggruppamenti
d'imprese dei quattro sistemi ai sensi dell'art. 14 (revoca per
esigenze di pubblico interesse) ed a ritirare in autotutela tutte
le ordinanze di autorizzazione alla realizzazione degli impianti
suddetti;
a procedere urgentemente ad un'approfondita rivisitazione del
Piano regionale dei rifiuti che contenga nelle sue linee guida le
seguenti priorità:
uno studio economico che, prendendo in considerazione tutte le
soluzioni, individui quella meno onerosa;
l'attivazione, attraverso un'impegnativa programmazione di
raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata coerenti
con le direttive nazionali, del percorso virtuoso tracciato dal
Decreto Ronchi e dalle Direttive europee per giungere,
promuovendo azioni di riduzione, riuso e raccolta differenziata e
riciclaggio ed infine recupero di energia dai rifiuti, a quella
gestione integrata dei rifiuti che può trasformare ciò che oggi è
solo un costo per la collettività in una grande occasione di
sviluppo socio-economico;
un ripensamento della suddivisione dei 27 ATO, procedendo ad
una drastica, nonché rigorosa e necessaria, riduzione degli
stessi, ottimizzandone, altresì, i costi di gestione e
rivisitando secondo criteri razionali la dimensione demografica,
l'omogeneità territoriale ed infrastrutturale, la massima
economicità, al fine della gestione a ciclo chiuso e prevedendo
altresì che le eventuali nuove assunzioni avvengano applicando
procedure di evidenza pubblica;
la valutazione, alla fine di tale percorso, sulla base di dati
oggettivi riguardo alla frazione residuale dei rifiuti,
dell'eventuale utilità della realizzazione di impianti per il
recupero energetico o di altri impianti che usino tecnologie meno
costose e meno inquinanti . (85)
BORSELLINO-
BALLISTRERI
BARBAGALLO-
CRACOLICI
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la politica di accoglienza e di integrazione rappresenta la
vocazione naturale della storia della Sicilia e delle sue
istituzioni;
in Sicilia la pratica della convivenza tra le religioni e le
culture rappresenta un elemento identitario ed è occasione di
reciproco arricchimento culturale e sociale;
considerato che:
negli ultimi anni la Sicilia è stata meta privilegiata per i
migranti provenienti dall'Africa. Nel 2005 circa 22.000 migranti
sono approdati sulle coste siciliane di cui 12.500 solo
sull'Isola di Lampedusa e nei primi sei mesi del 2006 il numero
dei migranti sbarcato in Sicilia ha raggiunto quota 12.000;
la causa di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà di
tanti paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera
masse di disoccupati e di disperati la cui unica speranza per la
sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si
aggiungano anche l'assenza di garanzie democratiche in quei paesi
e la presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai
endemici;
non esiste un modo legale per accedere in Europa e in Italia.
La stragrande maggioranza dei migranti che intendono giungere nel
nostro territorio è costretta a pagare, a caro prezzo, le
organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di
esseri umani;
l'effetto più grave dell'immigrazione, in questi anni, è
rappresentato dalle tragedie del mare e dall'enorme numero di
naufragi verificatisi nel Mediterraneo. Secondo i dati forniti
dall'autorevole rete di Ong Migreurope, negli ultimi sette anni,
nel Mediterraneo sono morte circa quattromila persone ma è
verosimile che tale dato sia sottostimato rispetto alla realtà;
l'attuale sistema normativo interno e comunitario, creando un
diritto speciale per i migranti, non è stato in grado di dare
risposte sufficienti alla richiesta di solidarietà da parte di
chi chiede di entrare nel nostro territorio;
specificamente l'attuale sistema dei flussi d'ingresso risulta
non rispondente alle reali esigenze del mondo del lavoro,
soprattutto in realtà come quella siciliana dove, a causa
dell'alta percentuale di lavoro nero, le quote di ingresso sono
inferiori alle reali esigenze dell'imprenditoria
siciliana. A ciò si aggiunga che l'ingresso di migranti
clandestini crea le condizioni in alcune zone della Sicilia per
l'ulteriore sfruttamento di lavoratori in nero coniugando così
gli interessi delle organizzazioni criminali che organizzano i
viaggi di clandestini e di chi con forme di caporalato,
presumibilmente con l'ausilio della criminalità locale, cura lo
sfruttamento in nero dei lavoratori migranti. Tutto ciò
ovviamente senza che siano riconosciuti anche i più elementari
diritti a tutela dei lavoratori;
ulteriore elemento negativo della vigente normativa è
rappresentato dagli attuali centri di permanenza temporanea che,
anche a seguito delle modifiche introdotte dalla legge Bossi-
Fini, si sono trasformati in veri e propri centri di detenzione
amministrativa in contrasto con l'articolo 13 della Costituzione
italiana, non garantendo neppure una sicura identificazione dei
migranti;
di contro il Governo regionale in questi anni si è limitato a
proclami, quali gli interventi di un cosiddetto piano Marshall,
che non hanno trovato alcun seguito e che, da quanto riportato
recentemente dagli organi di stampa, sarebbero limitati al solo
aspetto della formazione professionale, senza che vi sia alcun
organico programma di intervento per lo sviluppo economico dei
paesi africani e senza che questo rientri in un articolato
progetto di cooperazione ma, soprattutto, senza una chiara
identificazione delle risorse da impegnare;
la situazione di continui sbarchi, soprattutto a Lampedusa,
impone un intervento del Governo regionale a sostegno di quella
comunità locale per la quale sono oggi urgenti gli interventi
soprattutto in materia di assistenza e di trasporti;
in Sicilia ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati e
che rappresentano una linfa vitale per la nostra economia,
impegna il Governo della Regione
a chiedere alla Commissione Europea
un'accelerazione nella predisposizione di tutti gli strumenti per
la costruzione di un piano d'azione per la migrazione legale in
Europa;
a chiedere al Governo italiano di farsi promotore, in sede di
Consiglio Europeo, di ridefinire le priorità, avviando la
discussione sul Piano d'azione sulla migrazione legale;
a chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una nuova
legge-quadro sull'immigrazione che favorisca gli ingressi legali
nel nostro territorio, creando così le condizioni per la
trasformazione dei centri di permanenza temporanea da luoghi di
detenzione amministrativa a veri luoghi di accoglienza;
a chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una legge-
quadro sul diritto d'asilo in Italia in conformità coi principi
dell'articolo 10 della Costituzione italiana;
a chiedere al Governo nazionale, nelle more dell'approvazione
di una nuova normativa in materia, di predisporre tutti quegli
strumenti regolamentari ed amministrativi che consentano la
regolarizzazione immediata dei lavoratori irregolari che ne hanno
fatto richiesta in occasione dei precedenti decreti-flussi, la
definizione di procedure più rapide per i ricongiungimenti
familiari, disposizioni più favorevoli per le vittime di tratta e
prostituzione ed un accesso effettivo ai diritti fondamentali di
cittadinanza;
ad affrontare in Sicilia il problema del lavoro nero,
avviandosi su questo tema un osservatorio regionale che coinvolga
anche sindacati ed associazione e ponendo in essere tutte le
idonee forme di controllo già previste dall'attuale normativa,
con l'individuazione, in sede di manovra finanziaria,delle
risorse idonee a rafforzare i poteri ispettivi della Regione;
a predisporre un piano di accoglienza per i migranti che
sviluppi, in connessione con le attività degli enti locali e la
società civile, una pratica di integrazione e di inserimento
sociale e nel mondo del lavoro, in particolare per i richiedenti
asilo;
a realizzare una serie di interventi a favore dei comuni di
Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
agendo anche di concerto con le altre istituzioni competenti e
ponendo tra le priorità la problematica dei trasporti, affinché
la creazione di strutture portuali e la maggiore certezza di
regolarità dei trasporti aerei favoriscano le condizioni per
trasformare il Centro di permanenza temporanea di Lampedusa in
una struttura di prima accoglienza dalla quale trasferire
immediatamente i migranti nei centri presenti in Sicilia e nel
resto del territorio nazionale;
ad individuare, per l'attuazione dei predetti interventi di
propria competenza, le necessarie risorse finanziarie, nelle more
dell'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una legge
organica sull'immigrazione che preveda tra le sue priorità anche
il riconoscimento del diritto di voto alle elezioni
amministrative e regionali ai migranti regolarmente residenti in
Sicilia . (86)
BORSELLINO-BALLISTRERI
BARBAGALLO-CRACOLICI
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con la legge regionale 1 febbraio 2006, numero 3, è stata
disciplinata la raccolta, la commercializzazione e la
valorizzazione dei funghi epigei spontanei;
tale norma prevede, al comma 2 dell'articolo 2, l'emissione di
un regolamento attuativo, i cui termini di emanazione sono
peraltro scaduti,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste
a costituire un tavolo tecnico con le associazioni già operanti
nel settore, al fine di procedere, con la massima sollecitudine,
all'emissione del regolamento di cui al comma 2 dell'articolo 2
della legge regionale numero 3 del 2006, anche in considerazione
del fatto che sta per iniziare la stagione della raccolta . (87)
FLERES-LEANZA
EDOARDO
CONFALONE-CIMINO
L'Assemblea regionale siciliana,
premesso che l'attività di lavoro degli operai forestali
costituisce l'unica fonte di reddito per molte famiglie
siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto necessario:
assicurare il mantenimento del livello occupazionale
consolidato;
erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale
numero 14 del 2006, in relazione alla rideterminazione delle
fasce occupazionali;
garantire agli ex cinquantunistiil livello minimo occupazionale
di settantotto giornate annue;
garantire il completamento della campagna antincendio 2006;
provvedere con urgenza al fine di evitare inopportune
interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine alle
necessità in premessa evidenziate;
ad autorizzare, nelle more, l'avviamento o la prosecuzione
dell'attività lavorativa degli operai forestali . (88)
CAPUTO-FALZONE- GRANATA
CURRENTI-POGLIESE
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Convenzione di Roma (1950) per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali enuncia - tra l'altro -
che il principio del diritto alla vita di ogni persona è protetto
dalla legge;
la Carta costituzionale nel fare proprio tale principio tutela
più diffusamente talune prerogative fondamentali per l'esistenza
di una vita dignitosa;
in quest'ultimo periodo si discute circa la possibilità di
legalizzare l' eutanasia, ovvero 'la morte buona' sia attiva che
passiva, anche per evitare la distanasia o accanimento
terapeutico;
l'eutanasia, espressione della cultura della morte, costituisce
una palese violazione del principio della sacralità,
dell'indisponibilità e della intangibilità della vita umana;
considerato che invece che l'eutanasia, in quanto uccisione
deliberata della persona umana, occorre rafforzare un migliore
itinerario di assistenza al malato grave e al morente che sia
ispirato, sia sotto il profilo dell'etica medica che spirituale,
alla dignità della persona, al rispetto della vita e dei valori
della fraternità e della solidarietà,
impegna il Governo della Regione
ad esternare, con riluttanza, la propria contrarietà ad ogni
forma di eutanasia intervenendo, con vigore, presso il Parlamento
nazionale al fine di evitare la legalizzazione della morte
anticipata;
ad incrementare l'assistenza domiciliare a favore dei malati
terminali, garantendo così quel sostegno psicologico necessario
per superare la solitudine e la tentazione alla disperazione;
a porre in essere ogni utile intervento per favorire la
crescita e lo sviluppo degli Hospice, al fine di umanizzare
l'assistenza ai malati terminali . (89)
CIMINO-BARBAGALLO-DINA-FLERES
INCARDONA-FORMICA-PAGANO
L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
il Governo regionale ha già anticipato in più occasioni la
volontà di ridurre la spesa sanitaria, stante gli elevati costi
del servizio pubblico;
al fine di ottenere una riduzione del deficit che incide
pesantemente sul bilancio della Regione, sono stati adottati
provvedimenti per ridimensionare o eliminare alcune strutture
sanitarie e presidi ospedalieri;
tra le iniziative annunciate, oltre alla chiusura di 67 guardie
mediche, vi è quella di procedere all'estinzione dell'attività
ospedaliera del presidio di Palazzo Adriano (Palermo) ed al suo
accorpamento, in questa fase, nel presidio sanitario ospedaliero
di Corleone;
ritenuto che tale decisione del Governo è assolutamente
improponibile, atteso che è finalizzata a sopprimere uno degli
ospedali più efficienti, che opera all'interno di un vastissimo
comprensorio situato tra l'altro nelle zone più decentrate del
territorio della provincia di Palermo;
valutato che sia la decisione di accorpare in via
amministrativa l'ospedale di Palazzo Adriano con quello di
Corleone che quella di trasformarlo successivamente in una S.R.A.
non sono condivisibili, perché incidono sulla salute e sulla
sicurezza dei cittadini utenti di quel presidio ospedaliero;
considerato che è necessario, invece, adottare provvedimenti
per migliorare l'efficienza di quel presidio ospedaliero e
dotarlo delle più moderne e sofisticate attrezzature tecniche e
sanitarie;
valutato altresì che, al fine di ottenere un quadro chiaro, dal
punto di vista della spesa pubblica sanitaria, è più opportuno
procedere ad un monitoraggio su tutti i presidi ospedalieri della
città di Palermo e degli altri comuni, il cui territorio ricade
sulle competenze territoriali e funzionali della A.U.S.L. n. 6 di
Palermo,
impegna il Governo della Regione
a sospendere qualsiasi iniziativa contabile e amministrativa
finalizzata a determinare la chiusura del presidio ospedaliero di
Palazzo Adriano, ad adottare tutte le iniziative finalizzate non
soltanto al mantenimento, ma anche al potenziamento,
dell'ospedale di Palazzo Adriano . (90)
CAPUTO-STANCANELLI-FALZONE
CURRENTI-GRANATA
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce l'unica
fonte di reddito per molte famiglie siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto che:
è necessario assicurare il mantenimento del livello
occupazionale consolidato;
è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
è indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla legge
regionale numero 14 del 2006 in materia di rideterminazione
delle fasce occupazionali;
è necessario garantire agli ex cinquantunistiil livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue ed il completamento
della campagna antincendio per l'anno 2006;
necessita intervenire con urgenza al fine di evitare
inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi che
non consentano il completamento delle giornate lavorative
previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle necessità
in premessa evidenziate e ad autorizzare, nelle more,
l'avviamento e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa degli
operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
almeno un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale nell'anno
2005 . (91)
DINA-SANZARELLO-CAPPADONA
TERRANA-REGINA
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la scuola siciliana sta vivendo una fase di estrema difficoltà
frutto di un insieme di criticità irrisolte e di ritardi
accumulatisi nel tempo;
le conseguenze delle politiche scolastiche operate dal Governo
nazionale negli ultimi cinque anni si sono abbattute con effetti
nefasti su un sistema delicato e complesso, producendo uno stato
di confusione generalizzato;
la cosiddetta riforma Moratti si è inserita, infatti, nel
difficile cammino di applicazione della revisione del Titolo V
della Costituzione che ha operato una vera e propria inversione
nel criterio di riparto delle attribuzioni tra Stato e Regioni;
numerose sono le contraddizioni e le incongruenze, basti
pensare che la legge delega di riforma della scuola ha preceduto
la legge delega di attuazione del Titolo V;
considerato che:
con la riforma del Titolo V della Costituzione, alla
legislazione esclusiva dello Stato viene assegnata la definizione
dei livelli minimi essenziali delle prestazioni (lep), delle
norme generali sull'istruzione e dei principi fondamentali;
alla competenza delle Regioni è invece demandata la gestione
del servizio nella sua interezza;
l'effettiva applicazione di tale rivoluzione è ancora lontana e
il percorso si presenta più che mai tormentato, stretto tra la
necessità di garantire, da un lato, l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e delle Regioni e, dall'altro, di mantenere uniformi
su tutto il territorio nazionale i livelli minimi di istruzione;
considerato ancora che:
in Sicilia più che altrove, la crisi del sistema scuola è grave
e coinvolge sia le famiglie che la categoria degli operatori
scolastici; nonostante un incoraggiante trend positivo registrato
nell'anno scolastico 2005/06, i dati sulla dispersione scolastica
continuano ad essere allarmanti, particolarmente nelle grandi
città come Palermo e Catania e tra i ragazzi delle scuole medie;
si tratta di un fenomeno la cui incidenza è indice della
difficoltà della scuola di attrarre i giovani con un progetto
adeguato ai loro bisogni e di instaurare una relazione educativa
proficua;
serie carenze si registrano nella rete di scuole per l'infanzia
e asili nido, il cui numero è assolutamente insufficiente a
soddisfare la sempre maggiore domanda da parte delle famiglie;
ritenuto che:
lo sviluppo delle scuole per l'infanzia, in qualità e quantità,
assume importanza centrale nella promozione dello sviluppo
dell'autonomia, dell'identità e delle competenze dei bambini dai
tre ai sei anni, oltre al fatto che consente alle famiglie, e in
particolare alle mamme che lavorano, un qualificato servizio per
l'educazione dei figli;
tra le emergenze non più rinviabili è da annoverare il tema
dell'edilizia scolastica;
le carenze strutturali degli edifici scolastici siciliani sono
particolarmente gravi e attengono al mancato rispetto delle norme
di sicurezza, nonché all'abbattimento delle barriere
architettoniche e all'assenza o inadeguatezza di spazi per
attività sportive, di laboratorio, di documentazione e di
socializzazione;
l'assenza di locali idonei allo svolgimento delle attività
didattiche costituisce ulteriore causa di demotivazione allo
studio ed alimenta il fenomeno della dispersione scolastica;
ritenuto infine che:
l'applicazione della legge regionale per il diritto allo studio
appare frammentaria e parziale;
gravi carenze permangono nella realizzazione delle iniziative
previste dal Piano attuativo della legge regionale numero 68 del
1981 a favore dei soggetti diversamente abili;
la normativa regionale dedicata ad incentivare le iniziative
culturali ed educative è disorganica e lacunosa e, sommata ai
ritardi dell'amministrazione nell'erogazione dei contributi
previsti, limita l'autonomia organizzativa e didattica delle
scuole espressa dal Piano dell'offerta formativa (POF),
impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore per i beni culturali, ambientali
e per la pubblica istruzione
all' istituzione del Consiglio regionale della pubblica
istruzione, adeguatamente rappresentativo delle istanze sociali,
culturali e professionali della realtà scolastica siciliana; a
mettere in opera tutte le iniziative al fine di fronteggiare il
fenomeno della dispersione scolastica;
a sostenere i Comuni nella realizzazione di una capillare rete
di asili nido e di scuole per l'infanzia;
a sostenere i centri per l'educazione degli adulti attraverso
un raccordo costante con la direzione regionale e i responsabili
dei centri stessi;
a realizzare le più opportune iniziative, in raccordo col
Governo nazionale e con gli enti locali competenti, per un piano
di ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici;
a farsi promotore presso il Governo nazionale, e per il
tramite della Conferenza Stato-Regioni, di adeguate proposte per
la completa applicazione ed attuazione delle modifiche
costituzionali al Titolo V . (92)
BARBAGALLO-AMMATUNA-CULICCHIA-FIORENZA
GALLETTI-GUCCIARDI-GALVAGNO-LACCOTO-
MANZULLO
ORTISI-TUMINO-RINALDI-VITRANO-ZANGARA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota numero 46 del 29 settembre
2006, l'onorevole Fleres ha ritirato la mozione numero 69, dallo
stesso presentata, in data 26 luglio 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto numero 57 del 29
settembre 2006, l'onorevole Giuseppe Basile è nominato componente
della I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali', in sostituzione dell'onorevole Pistorio,
dimessosi dalla carica di deputato regionale.
Comunico, altresì, che, con decreto del 29 settembre 2006,
l'onorevole Giuseppe Basile è nominato componente della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione Europea, in sostituzione dell'onorevole Pistorio,
dimessosi dalla carica di deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che, nel corso della seduta, potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 78 «Iniziative a favore della distensione dei rapporti
tra Santa Sede e mondo islamico», degli onorevoli Terrana,
Fagone, Regina, Maira;
numero 79 «Allocazione di una centrale operativa del servizio
"118" in provincia di Ragusa ed una in provincia di Siracusa e
loro integrazione con nuove postazioni nelle zone non
beneficiarie del servizio», degli onorevoli Zago, De Benedictis,
Di Guardo, Villari, Zappulla;
numero 80 «Reperimento delle risorse necessarie per garantire
il soddisfacimento delle garanzie occupazionali degli operai
forestali», degli onorevoli Cascio, Fleres, Confalone, Leanza
Edoardo;
numero 81 «Interventi per la redazione di una carta dei diritti
degli ammalati detenuti in carcere», degli onorevoli Fleres,
Confalone, Turano, Leontini, Savona, Cimino;
numero 82 «Modifica del POR Sicilia e del complemento di
programmazione 2000/2006, per la concessione di sostegni agli
investimenti di particolari aziende agricole», degli onorevoli
Fleres, Turano, Confalone, Cimino, Savona;
numero 83 «Modifica del POR Sicilia e del Complemento di
programmazione 2000/2006 al fine di incentivare i giovani
agricoltori», degli onorevoli Fleres, Turano, Confalone, Cimino,
Savona;
numero 84 «Iniziative per migliorare e rendere più economico il
servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti», degli
onorevoli Barbagallo, Ammatuna, Culicchia, Fiorenza, Galletti,
Gucciardi, Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi, Piccione, Tumino,
Rinaldi, Vitrano, Zangara.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
recenti interventi del Santo Padre Benedetto XVI, pubblicati
sulla stampa nazionale ed estera, hanno causato molteplici
reazioni nel mondo islamico;
tali reazioni, peraltro sconfessate dalla parte più illuminata
degli studiosi e religiosi musulmani, hanno innescato una serie
di atti intimidatori e di iniziative minacciose in tutto il
mondo, al fine di fare riemergere il conflitto tra religione
cattolica e religione islamica;
l'intervento del Papa, successivamente chiarito con apposita
dichiarazione da parte della Santa Sede, aveva soltanto lo scopo
di specificare le differenze esistenti in linea generale tra
queste due fedi monoteiste;
le dichiarazioni del Santo Padre appaiono del tutto
condivisibili, tenuto conto che non sembrano contenere alcuna
specifica accusa o discriminazione dei confronti della religione
coranica;
le reazioni scomposte da parte degli strati estremisti
dell'Islam hanno generato sconforto e sgomento, nonché forte
preoccupazione in tutto il mondo occidentale: che la Sicilia, per
la sua posizione geografica e per l'attività politica ed
economica svolta negli ultimi anni, si pone come ponte ideale tra
mondo cattolico e mondo islamico;
la Sicilia continua ad essere la meta giornaliera di tanti
soggetti economicamente svantaggiati, provenienti proprio da
Paesi di fede musulmana, ai quali viene prestata assistenza per
consentire loro una vita dignitosa e lontana da ogni precarietà,
con sforzi profusi in prima linea proprio da esponendi del mondo
cattolico;
la situazione venutasi a creare potrebbe determinare pericolose
fratture tra le diverse sponde del Mediterraneo;
appare opportuno porre in essere tutte le azioni idonee a
consentire il corretto confronto delle diverse opinioni e lo
sviluppo dei rapporti politici, religiosi, economici e sociali
con il mondo islamico, che grandi tracce di un illustrissimo
passato ha lasciato in questa nostra Regione;
impegna il Presidente della Regione
a rendersi portavoce dello spirito e dell'intenzione del popolo
siciliano di volere continuare a svolgere qualsiasi azione di
sostegno, accoglienza e cooperazione con i popoli musulmani,
nell'ambito del più assoluto e reciproco rispetto della propria
fede religiosa, ribadendo le ragioni delle dichiarazioni fatte
dal Papa, indirizzate a sviluppare tutti i germi di pace in ogni
angolo del pianeta.» (78);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che obiettivo del servizio 118 è quello di assicurare
la tempestività dei servizi di assistenza sanitaria in relazione
alla patologia riscontrata;
considerato che invece sono stati segnalati notevoli e ripetuti
disguidi in merito all'efficienza e allo standard organizzativo
della relativa centrale operativa, ubicata presso l'azienda
ospedaliera Cannizzaro di Catania, la cui competenza si estende
ai territori delle province di Catania, Siracusa e Ragusa ed è
affidata alla sola e totale responsabilità del primari o di
anestesia - rianimazione e terapia iperbarica dello stesso
ospedale;
in considerazione della necessità di assicurare un servizio
rapido ed efficiente nella provincia di Ragusa,
impegna il Governo della Regione
ad operare perché sia assicurata l'allocazione di una centrale
operativa nella provincia di Ragusa, come per altro richiesto
dall'USL 7, ed una nella
provincia di Siracusa, e la loro integrazione con nuove
postazioni nelle zone non beneficiate dal servizio;
a definire gli organici, assicurando l'esclusività
del rapporto di servizio, evitando sdoppiamenti fra ospedale e
servizio 118 con le conseguenti ricadute sull'efficacia
dell'operato.» (79);
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce l'unica
fonte di reddito per molte famiglie siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto necessario:
assicurare il mantenimento del livello occupazionale
consolidato;
erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale
numero 14 del 2006, in relazione alla rideterminazione delle
fasce occupazionali;
garantire agli ex cinquantunisti il livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue; garantire il
completamento della campagna antincendio 2006;
provvedere con urgenza al fine di evitare inopportune
interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine alle
necessità in premessa evidenziate;
ad autorizzare, nelle more, l'avviamento o la prosecuzione
dell'attività lavorativa degli operai forestali.» (80);
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
gran parte delle strutture carcerarie risultano essere in
condizioni particolarmente disagiate a causa della loro vetustà e
del ben noto sovraffollamento;
tale situazione si ripercuote soprattutto sui detenuti che
versano in cattive condizioni di salute;
non sempre tali condizioni sono compatibili con il regime
carcerario e ciononostante non sempre è possibile destinare tali
soggetti a strutture sanitarie, sia per motivi di sicurezza, sia
per la non disponibilità di idonei locali;
sarebbe opportuno codificare le diverse fattispecie attraverso
la redazione di una vera e propria 'carta dei diritti degli
ammalati detenuti in carcere',
impegna il Governo della Regione
a verificare le condizioni delle diverse carceri dell'Isola,
con particolare riferimento alla situazione sanitaria;
ad intervenire presso il Ministro di Grazia e Giustizia
affinché si faccia promotore della predisposizione della 'carta
dei diritti degli ammalati detenuti in carcere', al fine di
codificare le diverse fattispecie e migliorare le condizioni di
vita dei reclusi affetti da patologie.» (81);
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura siciliana, in particolare in alcune zone interne
e più in generale su tutto il territorio, vive in condizioni
strutturali particolarmente disagiate, che ne inibiscono il
possibile rilancio economico e accentuano le difficoltà legate
alla distanza dai mercati europei ed internazionali;
la dimensione aziendale media in queste zone non consente, pur
in presenza di produzioni di pregio, di prevedere investimenti
tali da adeguare la struttura alle esigenze del mercato;
un'adeguata incentivazione permetterebbe alle aziende di
migliorare la produzione dei prodotti tipici, garantendo la
peculiarità ed assicurando la salubrità degli stessi ed offrendo
una possibilità di scelta al consumatore;
la concessione di incentivazioni a questa tipologia di aziende
garantisce la permanenza di attività produttive su territori
marginali, a salvaguardia delle condizioni ambientali e del
paesaggio siciliano;
la concessione di queste incentivazioni porrebbe le aziende
della Sicilia in condizioni di parità con quelle di altre Regioni
che hanno determinato l'attivazione di tale misura,
impegna il Governo della Regione
a provvedere nel POR Sicilia e nel Complemento di
Programmazione 2007/2011, con la predisposizione di un apposito
provvedimento che determini l'attivazione della misura prevista
dal Reg. CE numero 2075/2000, articolo 1, comma 1.» (82);
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
il necessario ricambio di imprenditori agricoli, dovuto
all'aumento dell'età media dei titolari, con giovani imprenditori
che decidano di rimanere in agricoltura costituisce condizione
imprescindibile per la sopravvivenza stessa dell'agricoltura
siciliana;
la concessione di incentivi per il primo insediamento in
agricoltura, derivante da una precisa scelta dell'Unione Europea,
è un fatto consolidato già con il precedente regime di
programmazione;
con l'applicazione del Reg. CE 1257/99 del 17 maggio 1999,
articolo 8 (che rimanda alla tabella allegata al regolamento), si
determina la concessione di un premio il cui importo massimo
ammissibile è di 25.000 Euro;
il complemento di programmazione 2000/2006 della Regione
siciliana, nella misura 4.2.2. 'insediamento dei giovani
agricoltori', alla Sezione III.5, 'Criteri di selezione delle
operazioni', determina il contributo ammissibile per i giovani
che si insediano per la prima volta in agricoltura nella misura
di 12.082 Euro;
la disparità di trattamento tra i giovani agricoltori siciliani
e quelli delle altre regioni aggiunge una condizione di ulteriore
svantaggio a quelle già presenti a livello strutturale, creando,
tra l'altro, nei giovani agricoltori un potenziale disinteresse
nell'attivazione della misura, non ritenendo la stessa
sufficientemente incentivante,
impegna il Governo della Regione
a provvedere nel POR Sicilia e nel Complemento di
Programmazione 2007/2011 con la predisposizione di un apposito
provvedimento che determini la concessione dell'incentivo per il
primo insediamento dei giovani in agricoltura, nella misura di
25.000 Euro.» (83);
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
la 'ratio' che ha portato all'istituzione degli A.T.O. era
quella di migliorare il sistema di raccolta e di smaltimento dei
rifiuti, rendendo nel contempo più economico il servizio;
il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario
straordinario ha promosso la creazione
di 28 ATO per la gestione rifiuti e acque (invece dei 9
previsti dalla legge), con la creazione di 28 consigli di
amministrazione e relativi incarichi ben remunerati;
le società di gestione del servizio rifiuti, già da subito, si
sono rivelate carrozzoni partitico-clientelari che gestiscono in
modo disastroso il servizio di Igiene ambientale, facendo fallire
completamente gli obiettivi che la legge Ronchi e le successive
normative si proponevano;
in particolare, le suddette società hanno provocato:
un aggravio dei costi con aumenti abnormi, indiscriminati e
vessatori per i cittadini;
un peggioramento del servizio;
ripetute violazioni di legge (le tariffe, ad esempio, non sono
state determinate dai Consigli comunali o sono determinate con
effetti retroattivi);
l'accumulo di debiti impressionanti da parte delle Società
d'ambito;
un rapporto conflittuale con i lavoratori, molto spesso
precari, non retribuiti con regolarità;
considerato che:
i cittadini, stanno reagendo costituendosi in comitati e
sollecitando le istituzioni e gli organi competenti perché
vengano posti in essere i necessari rimedi rispetto
all'imprevisto, ingiusto ed insostenibile aumento dei costi,
dovuto al numero sproporzionato degli ATO e dei relativi consigli
di amministrazione, privi di qualsiasi esperienza e
professionalità in materia, al deficit di raccolta differenziata,
all'assenza delle stazioni di trasferenza, degli impianti di
termovalorizzazione, degli impianti di selezione e degli impianti
per la produzione di compos,
impegna il Governo della Regione
ad assumere con urgenza le iniziative necessarie al fine di
ovviare alle gravissime conseguenze determinate dall'assurda
gestione di quelli che dovevano essere Ambiti ottimali;
a trovare soluzioni alternative anche attraverso l'affidamento
temporaneo della gestione diretta del servizio rifiuti ai comuni
in forma associata;
a riprogettare organicamente la struttura gestionale dei
rifiuti, attraverso, ad esempio, forme consortili intercomunali
che assicurino efficienza ed economicità e non inutili doppioni
gestiti clientelarmente;
ad escludere tassativamente la costituzione di pletorici
consigli di amministrazione di nomina partitica, ma prevedere la
gestione attraverso il personale tecnico ed amministrativo dei
comuni;
ad organizzare con priorità una seria raccolta differenziata
integrata dei rifiuti per raggiungere e superare ampiamente le
percentuali obiettivo di raccolta differenziata, così come si è
verificato in altre regioni;
ad incentivare il compostaggio domestico dei rifiuti;
ad adottare la gradualità nel passaggio da T.A.R.S.U. a T.I.A.
sino al 2008, così come previsto dalla legge (d.lgs. numero 22
del 1997 e D.P.R. numero 158 del 1999) prima di introdurre la
tariffa;
ad introdurre immediatamente il criterio della premialità per
coloro che praticano la raccolta differenziata in linea con le
disposizione di legge.» (84).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, in base al
principio della programmazione dei lavori, la determinazione
della data di discussione delle mozioni è deferita alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che non
ricorrano evenienze particolari.
Al riguardo, faccio presente che, secondo quanto stabilito
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del 12
settembre 2006, la mozione numero 84, a firma degli onorevoli
Barbagallo, Ammatuna, Culicchia, Fiorenza, Galletti, Gucciardi,
Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi, Piccione, Tumino, Rinaldi,
Vitrano, Zangara, concernente iniziative per migliorare il
servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, sarà trattata
nella seconda metà del mese di ottobre.
Avverto, infine, che, se qualche deputato intende inserire una
o più mozioni a propria firma fra gli argomenti individuati
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, è
invitato a segnalarlo a questa Presidenza.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ordine alle
mozioni da trattare, chiedo che venga anticipata la trattazione
delle mozioni numeri 80, a firma degli onorevoli Cascio, Fleres,
Anzalone, Leanza Edoardo e 91, a firma degli onorevoli Dina ed
altri, aventi per oggetto le garanzie occupazionali degli operai
del comparto forestale.
Le due mozioni si integrano e possono essere trattate insieme,
pertanto, se possibile, ne chiedo l'immediata trattazione, anche
in prosecuzione di seduta, stante l'urgenza della problematica
che affrontano.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ove necessario,
anch'io insisto nella richiesta formulata dal Presidente del
Gruppo parlamentare dell'UDC, onorevole Dina, e vorrei
evidenziare all'Assemblea che, in questo momento, le sale
consiliari di almeno otto comuni della Provincia di Palermo
risultano occupate dagli operai forestali, i quali temono, anzi
sanno che, qualora non dovessero essere approvati questo ordine
del giorno e questa mozione, rischierebbero di non effettuare le
giornate lavorative con la perdita, non soltanto degli emolumenti
consequenziali, ma anche delle posizioni previdenziali.
Signor Presidente, per questo motivo, insisto e aderisco alla
richiesta dell'onorevole Dina, affinché il Parlamento si pronunzi
su questa mozione con la parte che è stata anche emendata.
ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che vada
ricordata una cosa, rispetto anche al modo in cui i colleghi
hanno espresso la volontà di trattare immediatamente la mozione
che riguarda i forestali. Lo comprendiamo benissimo, e
soprattutto chi ha discusso, approfondito e presentato disegni di
legge, emendamenti nel corso della discussione che riguardava la
legge numero 14.
Va specificata però una cosa, signor Presidente, a mio avviso
ragionevole e giusta. Allora, avevamo segnalato i problemi
relativi alla copertura finanziaria e non solo non eravamo
d'accordo sulla famosa percentuale, poi decisa, ma vorrei
ricordare all'onorevole Dina, il quale era presente in quest'Aula
come me, che noi sostenevamo che bisognava andare avanti con il
disegno di legge che la Giunta aveva approvato, frutto di un
accordo con i sindacati. Il Governo in Aula fece un'altra cosa:
prima approvò un disegno di legge in Giunta, lo trasmise
all'Assemblea ed in Aula lo cambiò radicalmente.
DINA. Succede.
ODDO. Succede, va bene, ma oggi mi sembra - sono un po'
frastornato - si siano invertite le parti C'è la responsabilità
di quel Governo che oggi si ripropone, sostanzialmente, anche se
con figure diverse per quanto concerne l'esecutivo, e la
maggioranza che, allora, ha sostenuto quelle scelte, sapendo che
la stessa maggioranza evidentemente...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Oddo, lei sta entrando nel
merito. Stiamo decidendo soltanto quando trattarla; quando la
tratteremo, potrà fare i suoi ragionamenti.
ODDO. Signor Presidente, stavo esprimendo, a nome dei DS, qual
è la nostra posizione, visto che mi sono consultato con il mio
capogruppo. Stavo dicendo che però i colleghi della maggioranza
che hanno approvato allora sapevano bene che la copertura
finanziaria era fasulla. Abbiamo sollevato il problema; abbiamo
detto che imputare quella spesa...
PRESIDENTE. Lei dovrebbe dirmi se è favorevole o meno alla
proposta dell'onorevole Dina.
ODDO. Signor Presidente, non possiamo che essere favorevoli ma
il punto è - e concludo, se lei mi lascia 30 secondi - che non si
può far finta di niente. L'aspetto legato anche agli effetti
mediatici, spesso, diventa opinione.
In questi mesi, è successo qualcosa. Il Governo non si è mosso
per attuare quanto, evidentemente, allora deciso. Non solo,
quindi, siamo d'accordo...
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, all'ordine del giorno, non figura
la discussione di questa mozione, quindi, lei potrà discuterla
domani, quando sarà inserita all'ordine del giorno.
ODDO. Ho concluso, signor Presidente. Dicevo che non solo siamo
d'accordo, ma sottolineiamo questo aspetto.
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che con
questa richiesta si stia iniziando molto male in quanto, ancora
una volta, cominciamo non con il preordinare gli eventi e a
guidarli ma con l'esserne condizionati.
Da qui alla fine della legislatura, infatti, come per la
precedente, nonostante un Governo eletto e destinato a restare
per cinque anni, rischiamo non di guidare gli eventi ma di
assistere ad una serie di inseguimenti dell'Aula rispetto ai
condizionamenti esterni momentanei e più forti del momento.
Questa si chiama estemporaneità che temo possa coinvolgere da
parte della maggioranza del Governo anche l'attività legislativa
e di controllo del Parlamento.
Voglio semplicemente mettere sull'avviso metodologico e poi
dichiarare a nome della Margherita che siamo naturalmente
d'accordo a trattare l'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, lei con me sfonda una porta
aperta sull'argomento e la ringrazio però questo è il nostro
intendimento. Siamo all'inizio, quindi, in questa occasione,
probabilmente, bisognerà andare ad inseguire le emergenze ma la
volontà di regolamentare e di programmare il lavoro è la mia
stessa volontà.
Signor Presidente della Regione, il Governo, domattina, è
disponibile a discutere questa mozione?
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, domani
mattina, sarà presente un membro del Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, inserirei
la trattazione di questa mozione all'ordine del giorno della
seduta di domattina.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, sono d'accordo che si opti per una
procedura consolidata, tuttavia, mi permetto di farle osservare
che sarebbe opportuno che, pur mantenendo la discussione fatta in
Aula, subito dopo, lei convochi una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per valutare le richieste dei parlamentari e,
eventualmente, le altre mozioni aventi carattere d'urgenza,
concordandole con la Conferenza per trattarle già a partire da
domani.
Si passi però a fissare il calendario dei lavori attraverso
l'organo preposto, cioè la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, già l'onorevole Cracolici mi ha
rimproverato per non avere convocato la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari per la seduta di oggi. Faccio presente
che la richiesta dell'onorevole Dina, formulata in questa sede,
ne sottolineava l'urgenza. Prendo atto, naturalmente, di quanto
lei ha detto ma credo che, in questa occasione, sia meglio
inserire all'ordine del giorno di domani tale trattazione, anche
se può sempre votare l'Aula le cui scelte sono sovrane. Ritengo -
lo ribadisco - che poiché la richiesta è stata avanzata in Aula e
il Presidente della Regione ha dichiarato che domattina sarà
presente un membro del Governo, convocare la Conferenza su
questo argomento sia, oggettivamente, inutile. Fa parte del
nostro programma regolamentare le sedute ed i lavori d'Aula e,
quindi, poterli programmare in anticipo; è quello che ho già
detto all'onorevole Ortisi. Probabilmente, ci vorrà un po' di
tempo perché ciò accada. Intanto, per domattina, saranno inserite
all'ordine del giorno tutte le mozioni relative ai forestali.
Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
Finanziaria presentato dal Governo Nazionale
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
Finanziaria presentato dal Governo Nazionale.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
non perché voglio sottrarre l'Aula al confronto, per la verità
inedito, che il Presidente della Regione ha chiesto di avere in
quest'Aula sugli effetti della Finanziaria nazionale - inedito
perché, a mia memoria, non c'è precedente...
CUFFARO, presidente della Regione. Inedito perché è inedita la
Finanziaria.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, questo lo vedremo fra qualche
minuto.
Vorrei segnalare al Presidente dell'Assemblea la procedura
assolutamente inusuale con la quale stiamo lavorando. Il
Presidente della Regione le ha chiesto di avere la possibilità di
fare una comunicazione al Parlamento e lei, su sua iniziativa, ha
convocato l'Aula per oggi, ponendo all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione.
Saremo attenti alle comunicazioni che farà il Presidente ma
vorrei ricordarle che c'è un Regolamento che la obbliga, ai sensi
dell'articolo 99, terzo comma, a convocare e definire l'ordine
del giorno sentiti i Vicepresidenti ed i Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Considerato che non mi risulta che sia stato mai convocato o
sentito, nelle sedi proprie, formalmente, alcun Presidente di
Gruppo parlamentare, per quanto attiene la decisione di quando e
come tenere Aula, come organizzare i lavori di questa giornata,
quanto meno ritengo che questa procedura sia meritevole di una
segnalazione, in quanto considero questo metodo inaccettabile.
Un Parlamento si regge sulle regole, non sulle iniziative
personali ed individuali. Considero inusuale la procedura, oltre
ad essere inusuale il motivo per il quale siamo oggi qui.
Poiché non voglio impedire che si possa fare un confronto vero,
trasparente, alla luce del sole sui temi che riguarderanno gli
interessi della Sicilia, per quanto mi riguarda, sono disponibile
a consentire che oggi si proceda secondo l'ordine del giorno da
lei fissato ma vorrei farle notare che questo non può costituire
un precedente nell'organizzazione dei lavori d'Aula.
Seconda cosa - e concludo - riguarda il fatto che non è tanto
pertinente con la ragione il motivo per cui siamo qua, ma lo è di
più per le ragioni per cui saremo qua nelle prossime ore.
Il 6 ottobre, è stata depositata la manovra finanziaria del
Governo approvata in Giunta qualche giorno prima. Per la prima
volta, è stata depositata alla Segreteria generale del Parlamento
una manovra finanziaria ancor prima che venisse approvato il DPEF
che la Giunta, oltretutto, nella stessa giornata del 6 ottobre,
con apposito atto, ha provveduto ad integrare con un allegato che
aveva predisposto nel mese di luglio. Delle due l'una: o il
Governo sta recitando una sceneggiata, per cui ci fa discutere
del DPEF ma, nel frattempo, ha già fatto la Finanziaria, o questo
Parlamento si deve fare rispettare, non sul piano di chissà
quale violazione di dignità, ma su quello del rispetto delle
regole.
Vorrei ricordare che il compito assegnato al DPEF è fissato
dalla legge 10 del 1999 che è un atto propedeutico per tutti gli
interventi che attengono alla manovra finanziaria. Per questo
motivo, invito la Presidenza a rinviare alla Giunta l'atto
depositato e a sottoporlo all'esame del Parlamento solo dopo che
l'Aula avrà votato il DPEF. Credo che questo sia un fatto di
doveroso rispetto dei ruoli di ognuno di noi. Il Governo faccia
il Governo ed il Parlamento ha il dovere di fare il Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Relativamente al primo
punto - a parte il fatto che la ringraziamo vivamente di
consentirci il dibattito d'Aula di oggi -, anche se,
informalmente, la Presidenza ha parlato sia con i Vicepresidenti
che con i Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha trovato,
onestamente non tutti, e lo abbiamo considerato un fatto di
urgenza. L'urgenza è poi venuta meno perché il giorno in cui si
era previsto questo dibattito era il giorno dopo che il
Presidente l'aveva chiesto; si è poi verificato il luttuoso
avvenimento della morte dell'onorevole Michelangelo Russo che ha
fatto slittare tutto.
Prendo atto delle sue parole e, certamente, sarà mia cura
attenermi più scrupolosamente ai dettati regolamentari. Su
questo, quindi, può stare tranquillo.
Per quanto riguarda il secondo punto, il Governo ha presentato
alla Presidenza la legge Finanziaria secondo i tempi previsti
dalla legge, visto che il Governo è tenuto a presentare la
finanziaria entro il 30 settembre, credo.
BARBAGALLO. La prima giornata utile di ottobre non festiva.
PRESIDENTE. Benissimo. Lo ha fatto comunque nei tempi utili
previsti dalla legge. E' piuttosto l'Assemblea che sta indugiando
nell'approvazione o nel giudizio sul DPEF che è stato presentato.
In ogni caso, visto che quest'anno la legge Finanziaria
prevedrà soltanto i risparmi che il Governo intende effettuare
per il prossimo esercizio e non prevedrà spese di alcun tipo, il
disegno di legge relativo allo sviluppo sarà un disegno di legge
che non farà parte della finanziaria in senso stretto.
Il Governo ha ritenuto di mandare la Finanziaria, anche su mia
richiesta, dopodiché sarà ovviamente cura della Presidenza
inoltrare alle Commissioni di merito la Finanziaria non appena
sarà terminato il lavoro dell'Assemblea sul DPEF e,
eventualmente, verificare le incongruenze tra il DPEF e la
Finanziaria. In quel momento, ovviamente, sarà cura del
Presidente farlo presente al Governo. In ogni caso, le
Commissioni avranno la Finanziaria dopo che il DPEF sarà
approvato. Pertanto, da questo punto di vista, non ho motivo di
rimandare al Governo alcun disegno di legge, tanto meno quello
relativo alla Finanziaria.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un
problema di date e di Regolamento che è stato rispettato dal
Governo: il DPEF doveva essere approvato il 31 agosto 2006 e la
Finanziaria doveva essere presentata il primo giorno non festivo
del mese di ottobre.
Non vi è dubbio però che, a questa Assemblea, è stato sottratto
il potere di indirizzo nei confronti della Finanziaria e del
bilancio previsto dalla legge.
Mi permetta, quindi, di osservare che, se il DPEF non è stato
approvato, non è colpa di questa Assemblea ma di un calendario
dei lavori che lei ha proposto e che non ha rispettato.
Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di legge
Finanziaria presentato dal Governo Nazionale
Finanziaria presentato dal Governo Nazionale
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sul disegno di Legge
finanziaria presentato dal Governo Nazionale.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è obiettivamente la prima volta, purtroppo, che faccio
tale richiesta - per quel che mi riguarda, avrei preferito che
non ci fosse stata neanche questa prima volta - tanto più che è
inedita, ma non entro nelle procedure, però l'onorevole Cracolici
mi dovrà consentire che anche la Finanziaria di questo Governo
nazionale è veramente inedita.
ORTISI. E' un giudizio politico.
CUFFARO, presidente della Regione. Non entro nella parte
politica, onorevole Ortisi, come lei vedrà ma, nel mio
intervento, mi atterrò agli aspetti tecnici, pur avendo un mio
giudizio politico che posso manifestare. Personalmente, non sono
qui per fare polemiche ma per riferire al Parlamento ed ai
parlamentari eletti dai siciliani e che, quindi, hanno la
responsabilità di garantirne gli interessi e i diritti e per far
questo; ritengo giusto informarli su come questa Finanziaria leda
questi interessi e diritti.
Non faccio alcuna valutazione politica - la farò, per quel che
mi riguarda, nelle sedi istituzionali - e, personalmente, non ho
avuto il piacere - e questo già è un vulnus che rassegno a questo
Parlamento - di potere esprimere al Consiglio dei Ministri il mio
giudizio su questa Finanziaria perché sono stato convocato senza
avere la legge Finanziaria dato che, in quel momento, non c'era;
è stata costruita durante le riunioni e, quindi, non vedo come
avrei potuto esprimere un parere. Rassegno ciò soltanto per
riferire il percorso che ho dovuto seguire.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Neppure su questa situazione ho voluto, ad ogni costo, fare
polemica. Ritengo giusto però riferire al Parlamento alcuni dati
e, certamente, quali siano le ricadute sulla Sicilia
dell'approvazione di alcune norme della legge finanziaria, senza
le dovute correzioni.
Mi rendo conto che il mio intervento è inedito e spero che sia
l'ultima volta e che per il prossimo anno non ci sia bisogno di
informare il Parlamento di altre ricadute della Finanziaria
nazionale sulla Sicilia, ricadute che, il Parlamento mi
consentirà di definire, senza alcuna polemica, quantomeno strane.
Se fossero, infatti, delle norme di indirizzo nazionale, riferite
a tutte le Regioni e riguardanti tutti gli Italiani, non ci
sarebbe stato bisogno del mio intervento in Aula per
attenzionarle ma lo ritengo indispensabile atteso che questa
Finanziaria nazionale prevede alcune norme specifiche sulla
Regione siciliana, talmente specifiche che le intesta norma
specifica per la Regione siciliana .
Sarà il Parlamento a fare le sue valutazioni, anche politiche,
nel senso che il dibattito politico avvenuto sui mass-media in
questi giorni ritengo che abbia, in qualche modo, coinvolto
tutti, a prescindere dalle appartenenze partitiche.
Ho ascoltato e notato le prese di posizione di molti
parlamentari che hanno fatto rilevare alcune discrasie di
questa Finanziaria ed è per questo che ho chiesto di poter
svolgere queste comunicazioni, per illustrare al nostro massimo
organo rappresentativo regionale il senso e l'importanza di
questi provvedimenti avanzati e di alcuni già deliberati dal
Governo nazionale, in questi giorni, prima che si trovi una
organica definizione della legge Finanziaria in discussione
presso i due rami del Parlamento.
Per questo motivo, desidero richiamare alla vostra attenzione
quanto interessa la nostra Regione. Non utilizzo altre parole;
ognuno deciderà quale sia l'interessamento di questa Finanziaria
nei confronti della Sicilia e quali siano le ricadute.
Si tratta di scelte che attengono a vari settori della società
e dell'economia e che rischiano di provocare un oggettivo danno
alle nostre finanze regionali, talvolta direttamente, come alcuni
articoli, altre volte indirettamente perché rivolte ad alcuni
settori particolari che vengono interessati da decisioni che ne
possono rendere più complessa l'attività - addirittura, altre
volte, chiudendole - e, quindi, lo sviluppo.
Tali elementi, dei quali mi limiterò ad illustrare solo i più
rilevanti, rischiano di interrompere un processo virtuoso che,
faticosamente, ma coerentemente abbiamo avviato in questi anni e
che intendiamo ulteriormente portare avanti anche con la legge
Finanziaria che abbiamo appena approvato.
Una legge, onorevole Cracolici, approvata rispettando i tempi
che era giusto rispettare, con notevoli difficoltà, poiché è
stato difficile approvare una norma finanziaria, come la legge ci
impone, 48 ore dopo che una ipotetica Finanziaria dello Stato è
stata approvata, quando ancora non si conoscevano i contenuti.
La Finanziaria approvata, infatti, in alcune parti, è carente,
proprio perché, dopo l'approvazione, sono venuti fuori tanti
articoli della Finanziaria nazionale che continuano ad incidere
nella nostra Finanziaria e nel nostro bilancio. L'ultima
l'abbiamo scoperta appena questa mattina e chissà quante ne
troveremo
Una Finanziaria, quella regionale, che richiederà certamente
scelte selettive e decisioni difficili, delle quali proprio
quest'Aula si dovrà assumere la responsabilità finale. Non
possiamo aggiungere però ai suoi inevitabili costi anche quelli
che derivano da provvedimenti di natura nazionale che, invece,
non tengono conto del percorso che, fin qui, abbiamo fatto e
degli obiettivi che vogliamo raggiungere.
Di tutto ciò, non intendo far risaltare il dato politico che
c'è e rimane - attiene alle nostre valutazioni - ma intendo
evidenziare a voi tutti, all'opinione pubblica e al Governo
nazionale, che una immotivata penalizzazione della nostra Regione
provocherà danno e nocumento a tutti i siciliani e, certamente, a
quelle prospettive di sviluppo per le quali siamo tutti chiamati
a collaborare.
Personalmente, intendo fare un elenco delle questioni che
incidono di più e il dato più eclatante, noto a tutti, riguarda
la Sanità.
Credo che non debba dilungarmi su questo tema ma la
compartecipazione della spesa sanitaria della Regione è, ad oggi
- e spero di poter dire anche domani - del 42,5%, grazie
all'ultimo provvedimento del Governo di centrosinistra - allora,
Ministro della sanità era l'onorevole Bindi - che aumentò la
spesa di compartecipazione della Regione siciliana secondo quanto
stabilito dalla legge e che non è consentito, neanche al
Parlamento nazionale, di aumentare la spesa di compartecipazione
sanitaria della Regione siciliana senza una particolare
motivazione.
In quel periodo, l'onorevole Bindi e il Governo nazionale
giustificarono l'aumento di compartecipazione sostenendo che la
Sicilia era cresciuta come PIL e che le proiezioni che già
avevano nel 1998 guardavano ad un ulteriore aumento del PIL della
Sicilia tale da giustificare l'aumento della spesa di
compartecipazione nella sanità della Regione. Queste furono le
motivazioni.
Immagino che l'aumento che intende applicare adesso il Governo
nazionale dovrebbe essere ancorato a questo.
Mi dovete spiegare, onorevoli Cracolici e Speziale, perché, in
questi ultimi anni, continuate a dire che la Sicilia non solo non
h cresciuta ma che il PIL è diminuito. Delle due l'una, onorevole
Cracolici: se è vero che la Sicilia è cresciuta, è motivato
l'aumento della compartecipazione del Governo nazionale; se è
vero quello che dice l'onorevole Speziale, cioè che non è
cresciuta, invece, non è possibile aumentare la spesa di
compartecipazione sanitaria.
CANTAFIA. I dati sono quelli del Documento di programmazione
economico-finanziaria che lei ha presentato.
CUFFARO, presidente della Regione. No, i DPEF non sono quelli
da noi presentati, sono gli altri. I dati sono quelli dell'ISTAT,
dello SVIMEZ, quelli che voi avete sempre confutato.
L'onorevole Borsellino ha detto, persino in campagna
elettorale, che non eravamo cresciuti; personalmente, dico che
non è vero che siamo cresciuti ma la crescita del PIL, ossia il
tasso di crescita pari al 2 per cento circa, non giustifica
tecnicamente l'aumento della compartecipazione.
Il Governo nazionale, nella finanziaria, prevede una norma
esclusivamente per la Regione siciliana e per la Sardegna,
stanziando somme per quest'ultima, cassandole per la Regione
Sicilia e questa norma fa un buco nelle nostre casse di 300
milioni per il 2007, di 600 milioni per il 2008, di 900 milioni
per il 2009. Questo è quanto sta facendo il Governo nazionale.
Non credo che qui si possano fare grandi preamboli politici. Va
preso atto che questa norma - e credo di doverlo chiedere a tutti
voi, politicamente - è insostenibile per il nostro bilancio,
ancorché, la sera prima, l'Assessore alla sanità era seduto al
tavolo di concertazione con il Governo nazionale e, insieme,
avevano stabilito il percorso che la Regione siciliana doveva
seguire per risanare il deficit e per programmare la sanità.
Nessuno gli aveva comunicato, mentre stava concordando il patto
di stabilità per rientrare dal deficit, che ne stavano facendo
un altro che sarebbe stato più del doppio di quello da cui
dovevamo rientrare.
Il buon senso da parte di tutti deve essere quello di trovare
insieme la soluzione affinché questa norma non arrechi un danno
alla Sicilia e ai siciliani, non al Governo regionale o alla
mia persona; non ci sono partiti che tengano, c'è la Sicilia
innanzitutto.
Sono venuto a riferire al Parlamento per chiedere a tutti, e
non alla sola maggioranza, una presa di posizione politicamente
rappresentativa che aiuti a cancellare questa norma iniqua,
perché fatta soltanto per la Regione siciliana.
Nella fattispecie, aumenta la spesa di compartecipazione del
2,5 per cento nel 2007 portandola a 45, del 5 per cento nel 2008
portandola a 47.5, del 7,5 per cento nel 2009 portandola al 50
per cento.
Questo è il dato che credo sia giusto rendere noto a tutti.
Tutto ciò - ripeto - accadeva mentre l'Assessore per la sanità
concordava un piano di rientro, dove si sarebbe dovuto chiedere,
e chiederemo, dei sacrifici ai siciliani per non splafonare e
per stare dentro il patto di stabilità e tentare di portare in
ordine i conti della sanità. Certamente, non è un compito facile,
tenuto presente che ormai tutte le regioni italiane sono fuori
dal patto di stabilità, persino quelle che, in questi anni, sono
state in regola, a partire dall'Emilia Romagna, dalla Toscana,
dalla Lombardia. Adesso, è chiaro che questi hanno creato qualche
problema.
Vorrei citare che questo della sanità, che è il più eclatante,
non è l'unico provvedimento fatto ad hoc per la Sicilia. Mi
permetterei, infatti, di citarne un altro: la soppressione del
Centro di ricerca RiMed.
Il passato governo nazionale istituì, nel Paese, tre centri di
ricerca: uno in Liguria, guidato dal centrosinistra, attribuendo
risorse superiori al doppio di quelle che ha dato alla Sicilia;
un altro centro di ricerca nel Lazio, anch'esso guidato dal
centrosinistra; un centro di ricerche in Sicilia, chiamato RiMed,
una regione guidata dal centrodestra.
Adesso, la Finanziaria si occupa, legittimamente, dei centri di
ricerca ma, con un articolo specifico cassa solo il centro di
ricerca della Sicilia, che, tra l'altro ha, purtroppo, il difetto
di essere, tra i tre centri di ricerca, quello più avanzato.
La Finanziaria nazionale cassa questo e lascia gli altri due e
credo che faccia bene a lasciarli in Liguria e nel Lazio, perché
la ricerca è importante; credo che faccia male a cassare 330
milioni di euro al centro di ricerca della Sicilia. Dico ciò non
perché lo penso io, ma perché credo che lo pensino tutti i
siciliani, soprattutto se ciò avviene a percorso iniziato, mentre
già si stanno spendendo le risorse per far fronte agli impegni
internazionali, considerato che il centro di ricerca svolge la
sua attività insieme ad università di altri Paesi.
Ritengo, quindi, che cassare un centro di ricerca non può
essere condiviso da nessun dirigente politico, di qualsiasi
partito politico della Sicilia. Per questo è inedita questa
Finanziaria.
Ma non è tutto lì. La Finanziaria si occupa anche del Ponte
sullo Stretto di Messina.
Politicamente, ci è stato detto che questo Governo non ritiene
prioritario il Ponte sullo Stretto di Messina; questo Governo,
non gli uomini di questo Governo, perché gli uomini, lo hanno
voluto, a cominciare da Prodi che è stato il protagonista per
averlo inserito nel corridoio Berlino-Palermo. Non lo vuole,
quindi, parte di questo governo
Non possiamo dire che non lo vuole l'onorevole Rutelli perché
lo stesso ha annunciato, a Messina, che avrebbe inaugurato il
Ponte sullo Stretto nel 2012; non possiamo dire che non lo vuole
Bianco, perché da ministro, uscito dal Consiglio dei ministri
guidato da Amato, che approvava il progetto sul ponte, definì una
giornata storica per la Sicilia. E così via, D'Alema, Amato,
persino Violante esultò nel dire che, finalmente, la Sicilia
aveva il Ponte sullo Stretto.
Adesso, ci sono due ministri che non lo vogliono, che
condizionano il governo complessivamente e il ponte non è più
prioritario.
E' venuto, in Sicilia, il ministro Di Pietro a dirci che non è
prioritario, ma nessuno gli ha detto che non si deve fare. Noi
vorremmo farlo.
La Finanziaria sta spostando le risorse che erano destinate per
il Ponte sullo Stretto di Messina dalla Fintecna, la società che
si occupava solo dello Stretto di Messina, all'Anas, che si
occupa di altre questioni.
Il ministro Di Pietro, quindi, ha riferito che il Ponte non
era più prioritario e che le risorse finanziarie venivano
spostate sull'Anas, poiché le risorse che erano della Sicilia e
della Calabria sarebbero rimaste a queste regioni, ma in quote
diversificate - e non entriamo nel merito - per la
realizzazione delle infrastrutture.
La Finanziaria però non prevede minimamente che le risorse
verranno attribuite alla Sicilia e alla Calabria, semmai le
toglie per una infrastruttura che coinvolgeva la Sicilia e la
Calabria e le attribuisce all'Anas e non si sa cosa ne farà,
anche perché la Finanziaria non ne fa cenno.
Non voglio parlare del Ponte sullo Stretto. Mi riferisco
soltanto alle risorse destinate a noi e che sono state spostate
su un altro Ente, l'Anas, che può farne quello che vuole. Ma non
è finita.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, non ha letto il decreto.
CUFFARO, presidente della Regione. Ho letto il decreto e, poi,
lo leggeremo insieme, tanto è vero che, i suoi colleghi di
partito, onorevole Cracolici, assieme ad altri volenterosi
parlamentari di tutti i partiti, stanno presentando l'emendamento
per stabilire che restino in Sicilia. Non mi dica quello che non
c'è scritto.
Ma non è finita. La Finanziaria si occupa anche delle Ferrovie.
Mentre noi facciamo uno sforzo importante, soprattutto per quanto
riguarda l'ammodernamento ferroviario, pagando con le risorse
della Regione l'ammodernamento con i minuetti, la Finanziaria
taglia del 30% l'offerta ferroviaria, come se la Sicilia già si
potesse permettere di accontentarsi di quanto possiede e
figuriamoci cosa potrebbe accadere.
Onorevole Borsellino, visto che, in campagna elettorale, lei ha
detto che ero favorevole ai pullman perché ne avevo interesse,
le vorrei comunicare che la mia famiglia non ha pullman
finanziati dalla Regione, sono privati, per sua conoscenza.
PANARELLO. Onorevole Presidente, la campagna elettorale è
finita.
CUFFARO, presidente della Regione. Volevo informare che non ho
interessi sui trasporti, nel senso che sono qui a difendere le
ferrovie, quelle ferrovie che, come voi avete detto, giustamente,
vanno potenziate e che, invece, la Finanziaria presentata dal
Governo nazionale riduce del 30%.
Ma non è l'unico taglio sui trasporti: c'è il trasporto
marittimo. C'è una gara che ha affidato ad una società - che non
so quale e non mi interessa sapere quale sia - il trasporto
dell'acqua alle isole.
Nel mese di agosto, il Ministero della Difesa comunica a tale
società che non può svolgere il suo servizio per le esigue
risorse a disposizione, non deve cioè portare acqua alle isole.
Ma si può davvero credere a questa possibilità?
Se mancano i soldi si devono reperire perché si tratta di una
gara aggiudicata da un gestore che deve portare l'acqua alle
isole.
Nella Finanziaria, non c'è niente che possa rassicurare
eoliani e lampedusani del trasporto regolare dell'acqua nelle
loro isole.
Ma c'è di più: si annuncia il disarmo della Siremar e, poi,
cercheremo di capire come assicurare il trasporto per le isole.
Già, per quest'anno, alcuni trasporti sono stati cassati. Ad
esempio, a Pantelleria, quest'anno, non è stata inserita la nave
veloce - l'onorevole Oddo che è trapanese lo saprà - e, adesso,
annunciano di anticipare al 2007 il disarmo della Siremar. Questi
sono dati, non numeri.
In tema di politiche per il lavoro, vorrei soltanto evidenziare
che il previsto aumento fino al dieci per cento della
contribuzione delle aziende per gli apprendisti provocherà un
indubbio aumento dei costi delle nostre aziende che, essendo
soltanto di piccole dimensioni, dovranno far fronte ad oneri
contributivi maggiori che non potranno sopportare. Ma questo è un
dato nazionale e lo cito soltanto.
Questo governo, ma credo col contributo di tutto il vecchio
Parlamento - l'ho riconosciuto in Aula - ha fatto uno sforzo
notevole per stabilizzare i precari della Regione. Mi è stato
chiesto addirittura di stabilizzare anche quelli degli enti
locali, ma abbiamo firmato un provvedimento solo per quelli
della Regione.
Adesso, il Governo nazionale ci pone il problema della
stabilizzazione dei cinquemila ex precari della Regione che, se
dovesse permanere, farà uscire la Sicilia fuori dal patto di
stabilità.
Vorrei che ci mettessimo d'accordo. Mi era sembrato di aver
capito che c'era una politica tendente ad evitare il precariato e
a stabilizzare il personale - onorevole Cantafia, so che lei la
pensa come me - ma datemi una mano d'aiuto perché sono qui a
chiedervela per spiegare al Governo nazionale che il processo di
stabilizzazione non può portare all'uscita della Sicilia dal
patto di stabilità perché, così facendo, saremmo costretti a
licenziare cinquemila precari. Non credo che sia possibile e per
questo abbiamo attivato un confronto con il Ministro del Lavoro.
Sono venuto a riferirvi tutto ciò perché ritengo giusto che il
Parlamento e i parlamentari si attivino, perché ci si dia una
mano d'aiuto a spiegare che abbiamo fatto un processo di
stabilizzazione che non può essere messo dentro il patto di
stabilità.
Un'altra questione sulla quale mi soffermerei velocemente - so
che molti parlamentari se ne sono occupati, anche autorevoli
parlamentari di tutti i partiti - è la questione della provincia
di Enna che, per quanto è difficile che venga cancellata, essendo
garantita da una legge regionale, di fatto è quanto potrebbe
avvenire.
Mi sembra strano che in Sicilia rimane una provincia, quella di
Enna, senza la Prefettura, la Questura, il Comando dei Vigili
del Fuoco, della Finanza, dei Carabinieri o, peggio ancora, che i
cittadini, per l'ordine pubblico, devono rivolgersi al Questore
di Caltanissetta, al Comandante dei Carabinieri di Catania, ai
Vigili del Fuoco di Ragusa.
Personalmente, sollecito questo problema ma so che ci sono già
autorevoli parlamentari che se ne stanno occupando. Per quel che
mi riguarda, ritengo giusto osservarli.
Ma non è finita lì. La finanziaria si occupa anche dell'IRRE,
l'Istituto Regionale per la Ricerca Educativa, un istituto che
grava sull'onere della Regione siciliana e che viene trasformato,
dalla Finanziaria, in una agenzia per la scuola che farà capo
alla Direzione regionale scolastica. E ciò non può essere fatto.
Lo pongo all'attenzione perché non possiamo continuare a
governare a colpi di ricorsi alla Corte Costituzionale. E' una
struttura che non può essere cancellata poiché è in capo alle
competenze della Regione - il Consiglio di Amministrazione è
eletto dal governo regionale - che non può prendere una
struttura, cancellarla e spostare le competenze all'Agenzia per
la scuola che fa capo alla Direzione regionale scolastica.
Abbiamo spiegato ciò al Ministero della Pubblica Istruzione e
ritengo complicato dover ricorrere alla Corte per avere un atto
di giustizia.
Anche la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di
Acireale, dopo settanta anni, viene cancellata, pur gravando
sulle nostre risorse economiche. E mi chiedo quale sia il motivo,
visto che per il 90% grava sulla Regione.
Ritengo giusto attenzionare queste situazioni.
L'ultima perla in tema - perché poi siamo tutti pronti a
sostenere quanto sia importante - è la legalità e lo dico
soprattutto perché promotore di questa direzione interregionale
di Polizia di Stato è stato l'allora Ministro degli Interni,
onorevole Bianco.
Presidenza del presidente Micciche'
Qualcuno glielo vorrà dire che è stata cancellata anche la
Direzione interregionale della Polizia di Stato, che non esisterà
più una volta approvata questa Finanziaria, che avevamo,
giustamente, ritenuto fosse una conquista per questa Terra e per
la Calabria in tema di cultura di legalità, di sforzo, di
confronto, di ispezione?
Ed invece anche questa è stata cancellata.
Anche l'imposta di ingresso dei visitatori creerà qualche
problema. E' vero, posso anche fare ricorso. Personalmente,
posso anche avere un mio pensiero ma, nella qualità di
rappresentante della Regione, se vengono lesi gli interessi e,
comunque, quelle che sono le prerogative del nostro Statuto,
ammesso che non lo faccia io, lo farà l'Ufficio legale.
Facendo riferimento all'imposta di ingresso per i visitatori,
ricordo che la nostra è una regione che ha puntato sul turismo,
che ha scelto di potenziare l'offerta turistica. Adesso cosa
faremo?
Faremo pagare le persone per venire in Sicilia?
Se ci stiamo sforzando di farli venire pagando noi, adesso
invertiamo la rotta e li facciamo pagare per venire in Sicilia?
Mi chiedo in che modo spiegheremo a chi vive di turismo - e
sono tanti in Sicilia - che applichiamo, prima, la tassa per
traghettare, ora la tassa sull'ingresso. Ciò, a mio avviso,
costituisce motivo di riflessione.
Non entro nel merito dei temi di carattere fiscale - e ce ne
sarebbero tanti - poiché riguardano il Paese, nel suo complesso;
li tralascio per le valutazioni politiche. Quelle che ho appena
citato sono norme della Finanziaria che incidono profondamente ed
esclusivamente sulla nostra Terra.
Perché ho voluto riferire al Parlamento?
Non voglio fare polemica. Vi chiedo di dare, insieme, un
contributo perché alcune di queste norme, obiettivamente inique -
non servono alla Sicilia perché la penalizzerebbero dal punto di
vista dello sviluppo e ci costringerebbero ad una rincorsa
difficilissima, soprattutto nel campo della sanità - possano
essere riviste, rivalutate, rivisitate, nell'interesse di tutti,
soprattutto dei siciliani - e ce ne sono tanti - che hanno
scelto di votare diversamente da questo Governo.
Vi chiedo - è questo il mio appello al Parlamento, lungi da me
voler fare polemica - di fare insieme una riflessione perché si
possa concretamente - e mi riferisco a tutti i parlamentari
siciliani - incidere nel percorso della Finanziaria affinché
queste norme vengano cancellate.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Onorevoli colleghi, poiché gli iscritti a parlare sono
numerosi, propongo di proseguire i lavori d'Aula fino alle ore
13.30, così da consentire una breve pausa per il pranzo, per
riprenderli subito dopo.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
numero 1 «Rivisitazione della manovra finanziaria nazionale a
difesa degli interessi della Sicilia», a firma degli onorevoli
Cascio, Dina, Formica e Di Mauro;
numero 2 «Iniziative per evitare che la legge finanziaria
nazionale penalizzi ulteriormente la Sicilia nel settore
sanitario», a firma dell'onorevole Fleres.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana,
premesso che il disegno di legge finanziaria 2007, all'articolo
101, reca: 'Al fine di addivenire al completo trasferimento della
spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione Sicilia, la
misura del concorso della regione a tale spesa è pari al 45 per
cento per l'anno 2007, al 47,5 per cento per l'anno 2008 e al 50
per cento per l'anno 2009';
considerato che:
ciò comporta un aggravio per le finanze regionali pari a 191
milioni di euro per il 2007, 394 milioni di euro per il 2008, 610
milioni di euro per il 2009, rispetto alle previsioni di spesa di
cui al disegno di legge di bilancio per il 2007 e pluriennale per
il triennio 2007-2009, presentato dalla Giunta regionale;
come si minaccia nell'incipit dell'articolo, il Governo
nazionale, non contento di questo aumento, intende trasferire a
completo carico della Regione siciliana la copertura finanziaria
della spesa sanitaria con un aggravio che, a rendiconto 2005,
ammonta a 2717 milioni di euro;
premesso inoltre che fino al 1993 la Regione siciliana non
partecipava in alcun modo al finanziamento della spesa sanitaria;
con la legge 24 dicembre 1993, numero 537, articolo 12, si pone
a carico della Sicilia l'obbligo di partecipare nella misura del
19 per cento alla suddetta spesa sanitaria 'in attesa delle norme
di attuazione volte a completare il trasferimento delle
competenze previste dallo Statuto speciale', la cui emanazione
doveva avvenire entro il 31 marzo 1994;
considerato ancora che:
tali norme di attuazione non sono state emanate né allora né
poi e che quindi ancor oggi siamo in attesa della loro
emanazione;
la partecipazione regionale dal 19 per cento del 1994, senza
alcun tipo di motivazione se non quella della necessità di
economie di spesa dello Stato, è stata portata nel 1995 al 25 per
cento, nel 1996 al 35 per cento, nel 1997 al 42,5 per cento;
in realtà la partecipazione della Sicilia è ben superiore,
perché alla quota direttamente a carico del bilancio regionale,
bisogna aggiungere:
una quota pari al 90 per cento del gettito IRAP;
l'addizionale IRPEF dello 0,90 per cento per intero;
i ricavi e le entrate proprie delle strutture sanitarie
pubbliche; talché, per esempio nel 2005, la quota parte
effettivamente sostenuta dallo Stato è ammontata a consuntivo a
circa il 28,2 per cento;
lo Stato non ha mantenuto l'impegno assunto con la legge numero
537 del 1993 e quindi, in maniera sicuramente non improntata a
leali rapporti istituzionali ma, anzi, indebita, la Regione è
stata tenuta a sopportare oneri finanziari dal 1994 al 2006
complessivamente pari a 27.361 milioni di euro;
visto che:
la spesa sanitaria per abitante in Sicilia è in linea con
quella delle altre regioni;
il Governo nazionale non ha ancora ottemperato all'obbligo
recato dal decreto legislativo numero 241 del 2005 di
trasferimento alla Sicilia delle entrate fiscali derivanti
dall'applicazione dell'articolo 37 dello Statuto;
considerato infine che è pendente presso la Corte
Costituzionale, ricorso della Regione siciliana teso ad ottenere,
in applicazione dell'articolo 36 dello Statuto e quindi del
principio della territorialità delle imposte, il riconoscimento
della spettanza del gettito derivante:
dall'IRPEF sui redditi di lavoro dei dipendenti delle
amministrazioni centrali e periferiche dello Stato;
dalle ritenute su interessi premi e altri frutti corrisposti ai
correntisti bancari aventi sede legale fuori dell'Isola;
dall'IVA relativa a operazioni compiute in Sicilia da imprese
che non vi abbiano sede legale; e da contratti di assicurazione
diversi dalla r.c.a.;
ritenuto che lo Stato da un lato non dà quello che ci è dovuto
e dall'altro si disimpegna da un compito che gli è formalmente
proprio e minaccia di ulteriormente gravare sulle nostre finanze,
impegna il Presidente della Regione
a partecipare al primo Consiglio dei Ministri utile, al fine di
rappresentare in quella sede la contrarietà espressa
dall'Assemblea regionale nei confronti della manovra finanziaria,
in specie per quanto riguarda il trasferimento della spesa
sanitaria alla Sicilia;
a manifestare in quella sede il profondo disagio del popolo
siciliano nei confronti di una finanziaria che non risolve alcuno
dei problemi dell'Isola, ma anzi li aggrava;
ad esprimere, in quella sede o in qualunque altra ritenesse
opportuna, le difficoltà cui andrebbe incontro il bilancio della
Regione nel caso in cui si mantenesse questa iniqua norma;
ad impugnare la norma presso la Corte Costituzionale qualora
essa fosse approvata dal Parlamento;
a promuovere quelle iniziative politiche e legislative che
riterrà opportune al fine di difendere gli interessi della
Sicilia e delle autonomie regionali, eventualmente anche in
raccordo con le altre regioni che si volessero associare,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana
a nominare, ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento interno,
una Commissione con il compito di verificare e monitorare i
rapporti Stato-Regione in ordine all'attuazione dello Statuto, in
specie per quanto riguarda la materia finanziaria, ivi comprese
le questioni attinenti alla riscossione delle imposte.
Detta Commissione, la cui composizione sarà determinata dalla
Presidenza ai sensi dell'articolo 29 ter, comma 1, del
Regolamento interno, potrà avvalersi di esperti nel numero dalla
stessa autorizzato . (1)
L'Assemblea regionale siciliana,
visto:
il disegno di legge 'Finanziaria' varato dal Governo nazionale;
considerato che l'articolo 101 di tale testo prevede che, la
misura del concorso della Regione siciliana alla spesa sanitaria
'è pari al 45 per cento per l'anno 2007, al 47,5 per cento per
l'anno 2008 e al 50 per cento per l'anno 2009' e che ciò
comporta, per le casse regionali, un aggravio di spesa stimato in
circa di 200 milioni di euro all'anno;
considerato altresì che il testo prevede il trasferimento
forzoso del TFR dalle imprese allo Stato, con ciò danneggiando
gravemente il sistema delle piccole e medie imprese siciliane, le
quali si vedono sottratte ingenti risorse per gli investimenti,
essendo per esse notoriamente più difficoltoso l'accesso al
credito;
considerato in generale che l'impianto complessivo della
manovra finanziaria disegnata dal Governo nazionale finisce per
penalizzare ancor più l'economia del Mezzogiorno e della Sicilia,
peraltro già interessata da decisioni negative in termini di
infrastrutture, come ad esempio l'accantonamento del progetto di
realizzazione del ponte di Messina,
impegna il Presidente della Regione
ad assumere ogni utile ed opportuna iniziativa, sia nelle sede
politiche parlamentari che in quelle istituzionali (Consiglio dei
Ministri, ex articolo 21, comma terzo, dello Statuto e delle
relative norme di attuazione; Conferenza Stato - Regioni), al
fine di indurre il Governo nazionale a riconsiderare le misure
programmate che, da un canto, mettono a rischio la quantità e la
qualità dei servizi resi ai cittadini e, dall'altro, frenano
enormemente lo sviluppo economico . (2)
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione
Attività produttive è stata convocata per oggi alle ore 15.00 con
all'ordine del giorno il disegno di legge riguardante le
procedure di rendicontazione per accelerare la spesa pubblica,
procedure che, peraltro, dovrebbero terminare il 31 dicembre. Le
chiedo, pertanto, se fosse possibile riprendere i lavori
pomeridiani alle ore 16.00 così da permettere alla Commissione di
esitare questo disegno di legge che è composto da un solo
articolo.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni, resta così stabilito.
Intanto, procediamo sino alle ore 13.30.
Regione sul ddl Finanziaria presentato dal Governo Nazionale
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
della Regione sul disegno di legge Finanziaria presentato dal
Governo nazionale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, non credo che
il Presidente della Regione abbia fatto delle valutazioni
tecniche. In questi mesi si è dato un profilo politico, che non
condivido, che porta avanti con impegno e devo dire che ha
trascurato - a mio parere - gli adempimenti e gli impegni che
abbiamo come Regione siciliana.
Dall'inizio della legislatura ad ora, non c'è stata una
proposta né nelle Commissioni né in Aula sulla quale si potesse
discutere per capire quale linea di politica economica, quale
modello di sviluppo e quali provvedimenti vogliamo assumere in
ordine al risanamento ed al contenimento della spesa.
Certo, è stata adottata la Finanziaria ma questo dibattito
anticipa un dibattito che si poteva svolgere benissimo, secondo
il calendario che aveva formulato il Presidente, o in sede di
presentazione di mozione che dovevano iniziare il 17 ottobre,
prima della sessione di bilancio che inizierà a novembre o in
sede di discussione, e sarebbe stato più pertinente, del DPEF.
I ritardi che, ovviamente, riguardano il DPEF dipendono dalle
divisioni che ci sono state all'interno della maggioranza;
certamente, non è stata l'opposizione a chiedere di rimandare in
Giunta il DPEF perché era carente nella parte che riguarda le
politiche ambientali. Ho assistito, ad esempio, ad un'audizione
dell'Assessore per la famiglia e le autonomie locali in I
Commissione nel corso della quale l'Assessore non ha parlato
minimamente del DPEF ma ha esposto un suo programma che non era
contenuto nel DPEF.
Probabilmente, quindi, occorre un raccordo maggiore anche
all'interno della Giunta per capire qual è l'indirizzo del
Governo su tutte le problematiche che riguardano la nostra
Regione.
Sono costretto, comunque, a parlare della Finanziaria nazionale
e alcune osservazioni le voglio fare, non per contestare quello
che ha detto il Presidente Cuffaro perché capisco che ci possono
essere argomenti sui quali è necessaria una convergenza tra i
rappresentati dell'opposizione e della maggioranza. Non sono fra
quelli che giustificano il tarlo della logica amico-nemico, se
c'è una esigenza oggettiva, legittima che riguarda il bene
comune, si può intervenire nei confronti dello Stato. Qui, però,
non abbiamo assistito ad un percorso o ad una serie di
osservazioni tecniche in ordine ai miglioramenti che in una
Finanziaria ci possono essere, che si devono apportare perché
nessuna Finanziaria, da quando faccio politica, ha mai
accontentato tutti.
Questa Finanziaria, però, ha un merito che ascrivo totalmente
all'impostazione, alla concezione di società che ha il
centrosinistra.
Finora, Berlusconi ha operato con politiche uguali per
situazioni disuguali. Faccio l'esempio del credito d'imposta,
spalmato su tutto il territorio nazionale, che, praticamente, ha
ridotto glie effetti per le zone sottosviluppate. Questa è una
Finanziaria che, dopo tanti anni, guarda nuovamente al
Mezzogiorno e guarda ai soggetti più deboli.
Per quanto riguarda la sanità, onorevole Presidente, si può
anche chiedere al Governo nazionale di ridurre la
compartecipazione ma il deficit stabilito dal suo Governo è di
1152 milioni di euro. Ammesso che, nel 2007, verranno meno 200
milioni di euro, noi, a prescindere dalla Finanziaria nazionale,
dobbiamo intervenire e questo non lo dico io, lo dice il suo
Assessore nell'atto di indirizzo nel quale ampiamente condanna i
governi precedenti per non avere adottato una politica di
contenimento della spesa e di qualificazione anche dei servizi,
in particolare nella sanità pubblica, tant'è che lui stesso
propone l'aggiornamento del Piano sanitario regionale ed una
serie di modifiche all'attuale sistema sanitario.
Non so se l'assessore Lo Porto ha già provveduto al resto,
lasciando la Finanziaria nazionale; è certo, però, che si deve
fare una manovra correttiva, una manovra aggiuntiva che è stata
proposta dagli stessi uffici per quanto riguarda la spesa
sanitaria.
In generale, la spesa sanitaria ha delle difficoltà che
riguardano la spesa farmaceutica, che riguardano una serie di
disfunzioni che ci sono nel sistema. Voglio ricordare a me stesso
che, in Sicilia, abbiamo il doppio ticket sugli esami
specialistici e sulla ricetta; non è andato in porto il ticket
sul pronto soccorso perché i cittadini non l'hanno applicato e,
quindi, questa misura non si è realizzata in Sicilia. Per quanto
riguarda, ad esempio, il 118, lo stesso Assessore dice che le
autoambulanze sono corredate dalla figura del medico soltanto per
un terzo rispetto al totale complessivo delle nostre ambulanze.
Ci sono, quindi, cose che vanno migliorate e cose che dobbiamo
aggiustare noi come Regione. La filosofia del mio intervento è
che saremmo più credibili se aggiustassimo prima i nostri conti
nei confronti del Governo nazionale e non soltanto se
rivendichiamo provvedimenti che derivano solamente dallo Stato.
L'onorevole Presidente ha poi parlato dei soldi del Ponte
sullo Stretto di Messina ma io ne parlerò successivamente.
Si tratta di una Finanziaria - come dicevo prima - che guarda
al Meridione perché introduce elementi significativi di svolta:
il credito d'imposta era stato abolito dal Governo del
centrodestra ed è stato reintrodotto dal Governo Prodi.
La differenza nel cuneo fiscale, nel costo del lavoro, non è
una differenza di poco conto perché, se fosse stato adottato un
provvedimento uguale per tutto il Paese, avremmo avuto effetti
secondari assolutamente marginali per la Sicilia. Il fatto che è
stata introdotta una misura selettiva a vantaggio dei lavoratori
e delle aziende del sud, certamente, è un fatto di novità.
Per quanto riguarda la politica per la famiglia, l'onorevole
Cuffaro non ha parlato degli sgravi perché qui c'è una
contraddizione. Il Presidente della Regione ha detto che,
rispetto al gettito dell'IRPEF, ci perdiamo perché le famiglie
pagano meno tasse. Qualcuno, quindi, afferma che non vi sono
questi interventi a favore delle famiglie che hanno più figli. Vi
invito a riflettere sul fatto che se ci sono gli interventi
incassiamo meno soldi ma se non ci sono vuol dire che incassiamo
più soldi. Non si possono dire entrambe le cose, cioè che siamo
penalizzati perché si fa una politica a favore delle famiglie,
non soltanto sul piano degli sgravi fiscali, ma anche sul piano
dei servizi perché la costruzione degli asili nido serve a una
visione della famiglia così come la intendiamo noi.
C'è poi il problema delle infrastrutture. Abbiamo un deficit
di infrastrutture che ci portiamo dietro da tanti anni. Come ho
già dichiarato sulla stampa - non sono tra coloro i quali
all'improvviso cambiano idea - sono convinto che, in un sistema
debole, non si interviene soltanto con alcune opere faraoniche,
quasi per dare il significato di una foglia di fico che copre i
nostri ritardi. In un sistema debole, si interviene attraverso
una pianificazione, una programmazione rigorosa e non sono stato
mai pregiudizialmente contro il ponte. Ho fatto delle
osservazioni in ordine ai costi-benefici, alla fattibilità
dell'opera, all'impatto ambientale, ma non sono stato mai
pregiudizialmente contro.
Se utilizziamo, dunque, queste risorse per migliorare i nostri
porti, per migliorare le nostre ferrovie, per realizzare alcune
infrastrutture propedeutiche alla realizzazione del ponte, che è
un'opera importante anche se non prioritaria, non credo che
arrechiamo un danno alla Sicilia perché l'esigenza, ad esempio,
della città di Messina di un secondo porto o l'esigenza di
completare la Ragusa-Catania o di completare la ferrovia Messina-
Palermo-Catania è oggettiva ma non è incompatibile con un
politica che guarda anche ai sistemi logistici locali che sono
fondamentali.
Il rafforzamento, ad esempio, del porto di Augusta che ha tutte
le caratteristiche per diventare veramente la porta aperta allo
sviluppo e ai commerci che vengono dall'Oriente, è una priorità
sulla quale ci dobbiamo intestare una battaglia politica capendo
qual è anche la nostra capacità di investire.
Il bilancio della Regione, purtroppo, è diventato uno
stipendificio. La spesa, quasi all'85 per cento, è assorbita
dalle spese correnti e dalle spese obbligatorie e non abbiamo
una grande capacità di investimento, se non sulle risorse
extraregionali e sui fondi di Agenda 2000 per i quali dobbiamo
prevedere la compartecipazione, così come l'ha prevista lo Stato
a livello nazionale.
Il Presidente ha parlato dei danni nel settore dei trasporti
per quanto riguarda le isole Eolie. Ricordo che il primo
provvedimento di riduzione del 16 per cento delle forniture era
stato fatto già dal Governo Berlusconi, non da questo Governo che
si è insediato da due, tre mesi, al quale vengono attribuiti
tutti i mali che possono esserci su questa Regione.
Nella Finanziaria, per quello che mi risulta, ad esempio, non
sono stati previsti 50 milioni di euro che servono al nostro
sistema di trasporto locale per passare dalla concessione ai
contratti di servizio. Nella legge 19, infatti, abbiamo stabilito
che, dopo avere definito le unità di rete ed i servizi essenziali
minimi di trasporto, avremmo adeguato, nel momento in cui si
stabilisce il contratto di servizio, i contratti per le aziende
pubbliche e private dell'Iva e dei miglioramenti Istat che vi
sono stati. Non solo non sono stati previsti questi 50 milioni
di euro ma, addirittura, è stato decurtato il fondo ordinario che
serve per avere in Sicilia il diritto alla mobilità.
Mi auguro che questo dibattito sia un dibattito che faccia
verità non solo sulla Finanziaria nazionale ma faccia verità e
che, finalmente, avvii un confronto serio tra maggioranza ed
opposizione sulle cose da fare e sui problemi da risolvere ma in
ordine alle nostre competenze perché, fino a quando facciamo una
politica che rivendica senza fare fino in fondo il nostro dovere
- e non lo abbiamo fatto in questi anni; non voglio citare dati
ma non c'è dubbio che lo squilibrio tra le aree forti del Paese
ed il sud della Sicilia permane e si aggrava sempre di più -
fino a quando non veniamo in Aula per dire questo è il progetto
del Governo e su questo voi potete fare un patto di coesione con
le organizzazioni sociali, le organizzazioni culturali ed
imprenditoriali , non avremo lanciato un bel messaggio; avremo
soltanto polemizzato in termini politici, senza fare crescere
questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un detto
antico che è sempre d'attualità - perché sapete che i detti
antichi sono figli di una lunga, di una grande esperienza e,
soprattutto, di un grande vissuto - che recita: Al peggio non
c'è fine .
SPEZIALE. Non c'è Fini
FORMICA. Magari Purtroppo, non c'è fine. Ed io mi rendo conto
che è difficile se non impossibile, per molti colleghi, difendere
una Finanziaria che è indifendibile, cercando di arrampicarsi
sugli specchi; parlando con molti colleghi, comprendo il disagio
che provano costoro rispetto a taluni provvedimenti assunti nella
Finanziaria per i quali veramente non c'è una giustificazione
plausibile, se non addentrandoci in altri spazi che sono quelli
della follia o dell'interesse personale. Certamente, in una
situazione normale di governo, al di là delle altrettanto normali
linee di tendenza che un governo di centrodestra per taluni
aspetti o un governo di centrosinistra per altri aspetti sono
obbligati a prendere, in questo campo, in questo settore, con
questa Finanziaria, per cercare di capire ciò che ha guidato gli
estensori di questo documento, bisognerebbe addentrarsi, appunto,
nello studio delle malattie.
Non voglio rifare l'elenco che è stato così bene e
dettagliatamente, ma non sufficientemente e non in maniera
esaustiva, proposto dal Presidente della Regione perché, man mano
che si leggono e che si leggeranno quelle 280 pagine, a fronte di
una Finanziaria del Governo di centrodestra che era composta da
60 pagine e noi parlamentari della Regione siciliana sappiamo
cosa vuol dire fare una Finanziaria di 60 pagine o una di 280
perché sappiamo - come spesso accade - che una Finanziaria arriva
in Aula magari con 70 articoli, viene proposta dal Governo con 50-
60 articoli, in Commissione Bilancio arriva a 90-100 articoli,
per poi, dopo il passaggio dall'Aula, arrivare a 150-160
articoli.
Siamo in presenza di una Finanziaria presentata dal Governo,
prima di andare alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato e
di affrontare poi l'Aula, che è già il quadruplo dell'ultima
Finanziaria del Governo della Casa delle Libertà, del Governo
Berlusconi.
Si parte, quindi, con una Finanziaria che prevede, gioco-forza,
di tutto di più. Man mano che si leggeranno queste 260-270
pagine, certamente, si scopriranno tanti di quei balzelli, tante
di quelle previsioni assurde che ci faranno gridare sempre più
allo scandalo per le incomprensioni.
Potrei cominciare col dire che è stata fatta una campagna
elettorale in cui il Governo Prodi si era impegnato a non
aumentare le tasse e tutti ricordiamo che si accusava il Governo
Berlusconi di essere un ostaggio della Lega Nord e, per ciò
stesso, di essere un governo che operava e che aveva operato
costantemente contro il Sud e contro il Meridione d'Italia.
Bene I fatti ci hanno detto il contrario. I fatti ci hanno
detto, e ci dicono, che abbiamo un Governo che, forse, è ostaggio
di un'altra Lega Nord, la Lega rossa Nord, nelle cui mani sono
affidate tutte le risorse che si stanno racimolando con questa
Finanziaria perché di provvedimenti che aumentano i balzelli in
maniera indiretta ce ne sono a iosa; ad esempio, le tasse che si
pagano per la costituzione di un atto giudiziario, mi dicono, che
erano di 100,00 euro, sono passati di colpo e per decreto, per
un provvedimento preso con la Finanziaria, a 500,00 euro.
Risultano, quindi, quintuplicate.
Di provvedimenti di questo tipo, in questa Finanziaria, ve ne
saranno una infinità. Per fare che cosa? Non per risanare,
certamente, le casse dello Stato, perché è una foglia di fico che
è stata smentita dai numeri, in quanto solo un terzo della
manovra finanziaria serve per il risanamento. E, badate bene,
quel terzo che serve gliel'ha regalato l'ultima Finanziaria del
governo Berlusconi che ha provocato un aumento del gettito
fiscale, un introito di ben 8 miliardi di euro, 16 mila miliardi
delle vecchie lire.
Per portare il deficit sotto il 3 per cento, servivano 10
miliardi di euro, cioè non serviva alcuna manovra. Perché,
quindi, è stata fatta e portata avanti una manovra finanziaria di
questa imponenza? Per distribuire reddito alle fasce meno
abbienti? Assolutamente no Anche i sindacati che, in un primo
momento, avevano applaudito ed intonato peana a favore di
questa Finanziaria, appena si sono fatti quattro conti oppure
appena gli aventi diritti - gli operai, i dipendenti, gli
impiegati, le fasce più deboli - si sono accorti di quelle che
erano le cifre e sono andati anche da loro a protestare, hanno
iniziato a protestare a loro volta. Appena ci si è accorti che
l'aumento, per le fasce più deboli, in busta paga, sarebbe stato
di 10,00, 8,00, 12,00 euro al mese, a fronte di tasse indirette
che, globalmente considerate, ammonteranno a 35,00, a 50,00, a
70,00 a 100,00 euro in più, ad un certo punto, è caduta anche
questa foglia di fico, cioè la giustificazione che questa
manovra finanziaria fosse stata fatta per favorire i più deboli.
Non favorisce i più deboli Non li favorisce perché introduce
il ticket negli ospedali; non li favorisce perché obbligherà gli
enti locali a triplicare, a quadruplicare la maggior parte delle
tasse e delle imposte comunali; li sfavorisce perché ha
introdotto tutta una serie di tassazioni indirette che grava su
tutte le fasce non escludendo alcuno.
Perché, quindi, l'entità di questa manovra, posto che, come ho
detto prima, ne serviva solo un terzo per risanare e,
addirittura, questo terzo glielo aveva fornito la Finanziaria del
governo precedente con l'aumento del gettito fiscale?
Si mira ad altro, evidentemente. Si mira, ad esempio, a
favorire i patronati che incasseranno qualcosa come 500 o 600
milioni di euro in più dall'obbligo che discende dalla
Finanziaria per tutti coloro i quali hanno bisogno di sbrigare
una qualsiasi pratica, immigrati compresi, i quali, da oggi in
poi, dovranno passare dai patronati i quali - come tutti sappiamo
- ricevono, per ogni pratica, un contributo da parte dello Stato
e, quindi, da parte di tutti noi. Occorrono, dunque, risorse per
finanziare i mille rivoli previsti in questa Finanziaria.
Passo ai tagli apportati per il Sud. Quel Governo, figlio
dell'accordo con la Lega Nord e, quindi, un Governo sbilanciato a
Nord, aveva previsto tutta una serie di infrastrutture per il
meridione d'Italia e aveva finanziato tutta una serie di
infrastrutture...
DE BENEDICTIS. Finanziato, no
FORMICA. Finanziato, ed ora lo spiegherò.
DE BENEDICTIS. Finanziati sulla carta.
FORMICA. No, li ha previsti e finanziati.
Fingete di non capire che un'opera può essere totalmente e
subito finanziata - se fossimo uno Stato ricchissimo, ultra
ricco, potremmo anche permettercelo - oppure un'opera può avere
inizio, essere avviata, si può finanziare la prima tranche e
provvedere, con le Finanziarie successive, come si è sempre
fatto, a coprire le rimanenti trance. Di fatto, queste opere sono
state finanziate, questi cantieri sono stati aperti e le opere
sono iniziate.
Bene, con questo Governo che è per il Sud, che - come tutti
sappiamo - è cronicamente deficitario di opere infrastrutturali,
l'unico modo perché vi sia sviluppo, soprattutto quando c'é una
disuguaglianza, come avviene nel nostro meridione d'Italia ed in
Sicilia, è quello di dotare questi territori delle infrastrutture
necessarie ed indispensabili. Questo Governo ha iniziato la
propria attività dicendo di tutte le infrastrutture previste dal
Governo precedente non se ne fa nulla e ritiriamo i
finanziamenti .
La cosa ancor più grave, però, è un'altra. Mi riferisco
all'opera che più ha infiammato la fantasia, al definanziamento,
all'abolizione dell'opera che più di qualunque altra ha
infiammato la fantasia dei siciliani, e non solo, dei calabresi e
di tutti coloro i quali hanno un minimo di buon senso, cioè la
costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Si dice che questa opera ha un costo enorme. Intanto, per lo
Stato, l'opera è a costo quasi zero, in quanto è finanziata dai
privati.
Sostanzialmente, quindi, per quale motivo si vuole impedire la
costruzione di quest'opera quando, alla fin fine, si prevedeva a
carico dello Stato solo il 20 per cento o forse anche meno?
Onorevoli colleghi, il motivo è un altro. L'ho gia detto, in
quest'Aula, e lo ripeto ed è bene che ognuno di voi lo sappia e
che ognuno di noi si renda conto di cosa vogliono fare. Cosa ci
dicono da sempre? Anziché costruire il ponte, quest'opera inutile
realizziamo le opere indispensabili per la nostra Regione, cioè
le ferrovie, i porti, gli aeroporti; facciamo le condutture per
l'acqua, la rete idrica, cioè tutte quelle opere che mancano o
sono insufficienti e che potrebbero essere realizzati con i fondi
previsti per quell'opera.
C'è una piccola considerazione da fare, onorevoli colleghi,
cioè che, intanto, quelle opere finora non sono state realizzate,
nonostante il fatto che il ponte non sia stato realizzato. Se si
fossero volute realizzare le opere di cui parlavo prima, si
sarebbe già potuto fare e non si è fatto. Perché?
Nel 1996 o 1997, non ricordo bene, ero presente ad una
riunione in Presidenza - in quel periodo il Presidente della
Regione era l'onorevole Provenzano - con il capo delle ferrovie -
non ricordo il nome - prevista per affrontare il tema del
raddoppio ferroviario. Ebbene, candidamente, il responsabile
delle ferrovie, ha detto: Il raddoppio ferroviario? Ma di che
cosa state parlando? Ve lo potete dimenticare che senso ha
andare a velocizzare le linee ferrate siciliane e, quindi,
prevedere il raddoppio delle ferrovie in Sicilia se poi si
perdono tre ore e più per il traghettamento? .
Aveva ragione; era una logica stringente per cui di raddoppio
ferroviario è inutile parlare. Fino a quando vi sarà questa
censura, questa interruzione sullo Stretto, è perfettamente
inutile andare a velocizzare il traffico interno. Non è
redditizio. Nei fatti, così è stato.
C'è un altro esempio che vi posso fare: guardate la Sardegna
che, considerate le distanze, non ha neppure le ferrovie
elettrificate, non ha neppure le autostrade ma, sempre per quella
logica che afferma che non ha senso investire fiumi di soldi
quando la velocizzazione non serve a mettere in connessione una
regione o un territorio con il resto d'Europa o dell'Italia, è
lì, fine a se stessa e, quindi, non è capace di produrre
sviluppo. E' quello che è avvenuto.
Non vogliono fare il ponte perché sanno che questo lo si fa con
l'intervento dei privati ma, dopo, cadrà la foglia di fico della
scusa che hanno addotto finora per evitare il raddoppio
ferroviario, per evitare l'alta velocità in Sicilia, per evitare
di spendere soldi nelle infrastrutture. Tutte le altre
infrastrutture, una volta che il ponte sarà stato realizzato,
debbono obbligatoriamente essere realizzate con il bilancio dello
Stato.
Il motivo vero per il no veloce e repentino al ponte è questo.
Il motivo vero è che tutti i soldi, più dell'80 per cento delle
risorse disponibili dello Stato per realizzare le infrastrutture
in tutta Italia, servirebbero per intero a realizzare le
infrastrutture in Sicilia per la costruzione del ponte. Così si
elimina il ponte.
La stessa cosa avviene per la sanità che equivale a 10 ponti.
Non è solo il 2,5 per cento di quest'anno; è il fatto che le
altre regioni contribuiscono per il 30 per cento e noi eravamo
già da dieci anni al 42,5 per cento. Ciò significa che, su una
spesa di 16 mila miliardi all'anno, che è il costo effettivo
della sanità in Sicilia, davamo già il 12 per cento in più. Il 10
per cento vuol dire 1.600 miliardi di vecchie lire, cioè 800
milioni di euro; il 12 per cento, invece, equivale già ad altri
300 milioni di euro, praticamente, più del deficit che abbiamo,
attualmente, nella sanità.
Se fossimo messi nella condizione in cui sono le altre regioni
virtuose', non avremmo alcun buco sanitario perché il miliardo
di euro di buco, se ci fosse stata la contribuzione nostra pari a
quella dell'Emilia Romagna o a quella della Toscana o a quella
della Lombardia o a quella del Lazio, non lo avremmo.
Siamo in presenza di una manovra vergognosa e, in questo,
dovremmo essere uniti, maggioranza e opposizione, perché si
tratta di un danno enorme arrecato ai siciliani che nessuna forza
politica può sopportare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
abbiamo assistito ad una rara esibizione della migliore
tradizione della sceneggiata' che, a mio avviso, segna un
percorso ed è anche il sintomo di un declino che questa Regione
si appresta a vivere nella fase discendente della parabola
cuffariana'.
Il Presidente della Regione utilizza quest'Aula, il Parlamento,
di fatto, per aprire una dichiarazione di guerra mentre avrebbe
il dovere - pur nelle convinzioni che egli può avere su singoli
aspetti di una manovra complessa, come è sempre stata la
Finanziaria - di provare a tenere insieme un ragionamento e,
soprattutto, a tenere insieme gli aspetti positivi e negativi che
qualunque manovra presenta.
Questa manovra eredita una situazione drammatica delle finanze
dello Stato e costringe a fare una Finanziaria di 35 miliardi di
euro di cui, vorrei ricordare, 20 miliardi sono per lo sviluppo
e, onorevoli colleghi, per la prima volta dopo anni, torna ad
essere il Mezzogiorno il luogo prioritario dello sviluppo del
Paese. Quando parliamo di Mezzogiorno, parliamo anche della
Sicilia perché anche gli imprenditori e i lavoratori siciliani
saranno interessati dalla riduzione del cuneo fiscale; anche i
lavoratori e le imprese siciliane saranno interessati dal
credito d'imposta; anche i lavoratori e le imprese siciliane
saranno interessati dalla possibilità, dopo anni che è stata
declarata come richiesta, a volte demagogica, di conoscere il
tempo di zone di fiscalità di vantaggio.
Una manovra finanziaria, dunque, che affronta, in una
condizione difficile per le finanze dello Stato, la possibilità
di far ripartire il Paese. Di contro, il Governo regionale che ha
varato una Finanziaria, ha annunciato di voler rinviare le
questioni relative allo sviluppo ad un apposito disegno di legge
che sarà approvato successivamente.
Per questo motivo, affermo che questo Governo non ha la
credibilità, non solo nei confronti di Roma ma persino nei
confronti dei siciliani, di dire con onestà le cose di cui parla.
Proviamo, quindi, a fare un ragionamento serio. Non voglio
nascondere che vi sono aspetti della Finanziaria che cercheremo
di modificare, che sono oggetto di esame del Parlamento - i
parlamenti servono anche a questo - che è possibile, in qualche
modo, provare a mitigare, ad aggiustare meccanismi che appaiono
oggi particolarmente pesanti.
Signor Presidente ed onorevole Assessore, vorrei ricordare -
visto che il Presidente della Regione ha fatto il comizio e se ne
è andato - che siamo in presenza di una manovra che ha
l'obiettivo di annunciare a questo Paese che, adesso, è il tempo
di rimetterlo in moto.
Qual è - lo ripeto - il contributo che sta dando, non
all'intera Nazione, ma alla Sicilia?
Ho l'impressione che questa sceneggiata di oggi, in realtà, sia
stata organizzata e pensata per nascondere il fallimento in cui
ci ha cacciato il Governo Cuffaro nei cinque anni precedenti e
questo fallimento, signor Presidente e onorevole Assessore per
il bilancio, non lo dichiaro io ma è, devo dire in maniera
egregia, scritto nelle due paginette e mezzo che presentano la
Finanziaria regionale a questo Parlamento, recanti le firme del
direttore Emanuele e del direttore Mineo, i quali ci dicono che
esamineremo una Finanziaria, per la prima volta, dove alcune
delle spese obbligatorie, compreso il Fondo sanitario regionale,
non è interamente coperto, non nella quota prevista dalla
Finanziaria nazionale del 45 per cento, non è coperto al 42,5 per
cento a legge vigente; non è coperto il Fondo per il precariato,
non è coperta la legge sulla forestazione, che abbiamo varato
alla fine della scorsa legislatura; è stato gestito un taglio
generalizzato orizzontale a tutte le strutture del bilancio ed a
tutti gli assessorati che rendono poco credibile la possibilità
che quel taglio realmente si affermi.
Queste affermazioni ci dicono - e ci dicono pure i funzionari -
che ci apprestiamo a varare una Finanziaria dove già sappiamo che
potremo coprire le spese obbligatorie con le variazioni allo
scoperto, cioè, sostanzialmente, con i debiti fuori bilancio.
Stiamo lasciando agli altri le responsabilità di quello che ha
prodotto il Presidente Cuffaro. Di ciò, il Presidente Cuffaro non
vuole parlare; non vuole spiegare perché, nel 2005, quando ha
sottoscritto con il Governo Berlusconi, non con il Governo Prodi,
un accordo che prevedeva che, entro il 2005, il 2006, il 2007, si
sarebbe fatto un piano di rientro per portare a pareggio il
deficit sanitario.
Solo tra il 2005 e il 2006 la spesa sanitaria in Sicilia - il
deficit - è raddoppiato. Siamo passati dai 640 milioni del
deficit 2005 a 1 miliardo e 157 milioni, dichiarati nel DPEF,
nel 2006. E meno male che dovevamo ridurlo Figuratevi, se non
fosse stato sottoscritto quell'accordo, cosa sarebbe successo per
la spesa sanitaria
Abbiamo fatto finta - e questo sì, il Parlamento non si è
riunito, di fronte ad un'altra sceneggiata che è stata costruita
tra Cuffaro e Tremonti, che aveva previsto di trasferire alla
Sicilia i fondi dell'articolo 37, salvo dire che,
simmetricamente, saranno trasferite competenze che oggi sono a
carico dello Stato ma sono di competenza della Sicilia - di non
accorgerci di tutto questo; abbiamo brindato ad un grande
successo. Il risultato è che cancelleremo gli accantonamenti
negativi posti nella Finanziaria 2006 per quanto attiene ai fondi
dell'articolo 37.
E' o no il sintomo di un fallimento, un fallimento che
rischiano di pagare le imprese, i lavoratori, i pazienti?
Certo, lavoreremo per evitare che la Sicilia abbia la
penalizzazione di un aumento della quota di cofinanziamento del
Fondo sanitario ma mi chiedo se questo Governo è nelle condizioni
di essere serio e credibile in una politica di rigore e di
risanamento della spesa sanitaria quando, qualche settimana fa, a
fronte di una spesa sanitaria fuori da ogni controllo, il Governo
Cuffaro, anzi l'Assessore Cuffaro - nei giorni in cui era pure
Assessore per la sanità - ha emanato un provvedimento in cui ha
inserito altri cinquecento posti-letto nella sanità privata nel
sistema regionale.
Ma può un Presidente avere l'autorevolezza di venire qui a dare
lezione a chiunque, a Prodi come all'ultimo amministratore di
condominio di questo Paese?
Ecco perché avete voluto costruire oggi questa giornata che,
ritengo, apra inevitabilmente una china pericolosa perché, nella
contrapposizione, non credo che vinca la Sicilia e lo dico anche
agli autonomisti di questa Regione.
Oggi, stiamo celebrando una delle pagine più nere
dell'autonomia perché l'autonomia non è una rivendicazione;
l'autonomia è una pratica, è un valore che si costruisce nello
sfidare sui contenuti gli altri e non nel rivendicare quando non
si hanno le carte in regola per rivendicare.
Tutto ciò avviene dove abbiamo perso anche battute importanti
in queste settimane. Una delle poche cose fatte in questi mesi
dal Governo Prodi è stata , tra l'altro, il decreto Bersani,
decreto che, credo, qualunque persona di buon senso - persino
quelli di centrodestra - dovrebbe dire: Dovevamo farlo noi
Il risultato qual è?
Si fa il decreto Bersani e, un minuto dopo, il Presidente
Cuffaro che, più che al ponte, pensa di mettere il filo spinato
in questa Regione, annuncia: Ricorreremo alla Consulta,
ricorreremo alla Corte Costituzionale, il decreto Bersani in
Sicilia non si deve applicare .
Per quale motivo?
Dobbiamo difendere qualche farmacista che, magari, vuole
consentire al figlio, dopo 15 anni che è morto il titolare, di
avere il diritto di ereditare la farmacia anche se non è
laureato in farmacia? O a qualcuno che non vuole la
rintracciabilità dei pagamenti? O alle professioni libere che si
apre un mercato finalmente dove l'utente sceglie anche in base
alla contrattazione?
Vogliamo impedire, insomma, a questa Regione di conoscere anche
un po' di mercato oltre che i meccanismi oligopolisti che sono
stati sostenuti e favoriti da questo Governo regionale.
Ecco, questa è la realtà di un Governo che parla del ponte, non
per unire ma per fare un'ulteriore sceneggiata.
Vorrei ricordare - mi dispiace che l'onorevole Cuffaro non
legga tutti i provvedimenti - che il decreto che anticipa alcune
delle norme contenute in Finanziaria contiene una norma che
stabilisce, in maniera nitida, che i fondi Fintecnica, cioè che
finanziavano una parte del Ponte sullo Stretto, vanno utilizzati
esclusivamente per le aree della Calabria e della Sicilia.
Finiamola con questa propaganda
Siamo convinti che, in questa Terra, servano più le ferrovie,
le strade che ci porteranno forse, un giorno, ad attraversare il
ponte, ma per arrivare al ponte bisogna poterci arrivare. E in
Sicilia, come in Calabria, ancora oggi, vi sono grandi ed enormi
difficoltà per arrivare alle due sponde.
Ecco perché credo che, oggi, la pagina che stiamo scrivendo sia
una pagina che contraddice un altro Cuffaro, il Cuffaro che l'11
luglio del 2006, al CNEL, assieme ad altri sette Presidenti di
Regione, assieme ai segretari di CGIL, CISL, UIL e al Presidente
di Confindustria, sottoscrivevano e presentavano un pacchetto di
proposte al Governo nazionale per la Finanziaria.
E quel Cuffaro che sottoscriveva quelle proposte è lo stesso
che oggi ci è venuto a dire che, sostanzialmente, le proposte
contenute nella Finanziaria arrecano un danno alla Sicilia. Delle
due l'una: o era ubriaco l'11 luglio o dice bugie oggi.
CASCIO. Non ha chiesto certamente la cancellazione.
CRACOLICI. Onorevole Cascio, sappia che per la prima volta, il
documento sottoscritto dai Presidenti delle Regioni è stato per
intero, persino in maniera inaspettata, calato nella Finanziaria
nazionale (fiscalità di vantaggio, credito d'imposta, questioni
che riguardano il cuneo fiscale differenziato per le aree del
Sud, il bonus occupazione, investimenti, quattro miliardi di
investimenti per il Mezzogiorno).
(interruzioni dai banchi di centrodestra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, consentiamo all'onorevole
Cracolici di completare il suo intervento.
CRACOLICI. Vorrei dire all'onorevole Dina che, evidentemente,
non ha ascoltato il mio intervento, che non ho detto che
l'onorevole Cuffaro ha sostenuto, in sede di Conferenza dei
Presidenti delle Regioni, che era previsto il cofinanziamento
maggiorato e quindi lì era d'accordo e qui è contrario. Ho detto
che la manovra finanziaria, come tale, si compone di parti
positive e di parti meno positive; alle parti positive ha
contribuito, anche nella qualità di Presidente della Regione,
il Presidente Cuffaro che l'11 luglio ha sottoscritto un accordo
con gli altri presidenti, CGIL, CISL, UIL e Confindustria,
quando ha presentato il documento sul Mezzogiorno al CNEL. Lì
c'erano tutte quelle misure che serviranno alla nostra economia,
quelle che non avete messo voi nella Finanziaria regionale.
Vedremo se c'è tempo.
E vorrei concludere questo mio intervento affermando che stiamo
verificando le condizioni perché la Finanziaria nazionale provi a
correggere, per quanto riguarda il Centro di Ricerca RiMed, per
quanto riguarda la possibilità di una diversa applicazione,
eventualmente, del Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Credo però
che una cosa non sia accettabile, cioè collocare questa Regione
all'opposizione di un processo faticoso, di un processo
complesso, ma di un processo in cui si sta cercando di fare
ripartire l'Italia.
Se oggi qualcuno vuole isolare la Sicilia e renderla più
povera, questo è colui che sceglie la via della propaganda, della
contrapposizione ideologica, altro che tecnica, anche il tono
dimostrava che si trattava di qualcosa di più che tecnico e
questo è un danno che si arreca davvero alla Sicilia e, come
diceva l'onorevole Cintola, frase adesso coniata anche dal
Presidente Cuffaro, la Sicilia ed i Siciliani .
Il danno più grave alla Sicilia ed ai Siciliani è prodotto da
una logica feroce, cieca, inutile, di contrapposizione che, alla
fine, produrrà un saldo sicuramente negativo per i Siciliani.
Mi auguro che il Presidente Cuffaro possa rivedere anche
l'atteggiamento istituzionale, possa rivedere anche
l'atteggiamento politico e possa, con maggiore autorevolezza,
dando prova di essere autorevole qui, rivendicare gli interessi
dei Siciliani a Roma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Presidente della Regione per avere dato la
possibilità a tutti i parlamentari, quanto meno, di fare sentire
la propria voce.
Sa, onorevole Cracolici, le sceneggiate non fanno male ai
siciliani, le sceneggiate certamente non danneggiano i
lavoratori, i documenti legislativi certamente sì e non vorrei
soffermarmi su una problematica che investe, soprattutto, tutti i
Comuni siciliani, perché ci stanno pensando proprio in questo
momento i sindaci d'Italia e certamente i sindaci delle città
più importanti non fanno riferimento alla parte politica che in
questo momento rappresenta la Sicilia.
Dalla bozza della finanziaria, non riuscivo a comprendere per
quale motivo comuni come Roma, Torino, Bologna, venissero
penalizzati con una manovra così pesante. Questa mattina, invece,
me ne sono reso conto, leggendo La Repubblica' e l'intervista al
segretario della centenaria Confederazione dei Lavoratori, la
CGIL, e ritengo che, da qui a qualche ora, qualcosa rientrerà.
Epifani scrive: l'ANCI ha sbagliato a non cercare un rapporto
con i sindacati . Epifani dice che, prima di parlare col Governo,
di contrattare col Governo, così come ha fatto l'ANCI, ci si
doveva rivolgere ai sindacati e ritengo che questa sia la
filosofia politica che contraddistingue il Governo Prodi,
esattamente come quello che ha annunciato il Presidente della
Camera, sia in campagna elettorale, sia quando si è insediato al
Parlamento nazionale, una cultura diversa, la cultura della
ridistribuzione del reddito ed in queste due piccole parole ci
sta tutto.
Ma oggi non voglio parlare di quelli che sono i fatti
economici finanziari perché avremo modo nella finanziaria
regionale di confermare o spero di dare un giudizio positivo
alla vera finanziaria, in quanto il Commissario per gli affari
economici della Comunità europea boccia questa finanziaria, la
boccia in modo sonoro e non perché ha dato un giudizio positivo
oggi allo stato dell'arte, ma perché dice che il giudizio è
positivo se non si tocca questa finanziaria.
Ho letto che Almunia ha dichiarato che con queste misure il
disavanzo sarà sotto il tre per cento, quindi è un giudizio
positivo, se non si tocca la finanziaria. Siccome questa è una
finanziaria, permettemi questa parola un po' forte, che vi dovete
mangiare...
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, i saldi comunque rimangono
invariati.
MANCUSO. Ma, ve lo dico io, che questa finanziaria ve la
dovete mangiare, oggi con l'Anci e i sindaci, tra qualche ora
con il TFR per le piccole e medie imprese.
ODDO. Non è un dramma
MANCUSO. Non è un dramma, assolutamente, però non potete
rispettare quanto avete già prospettato al Commissario per gli
affari economici. Ripeto, non voglio né polemizzare né entrare in
conflitto su argomenti che certamente i tecnici sanno spiegare
meglio di me, vorrei però puntare l'attenzione di questo
Parlamento - e lo faccio io dell'UDC visto che ad ogni campagna
elettorale diventiamo bersaglio soprattutto di chi è dalla
parte diversa dalla nostra - su due punti fondamentali.
La Sicilia ha certamente un problema, come lo definisce
qualcuno, io ritengo sia una disgrazia, cioè la mafia. E la mafia
si combatte con i presidi della legalità.
Questo Governo ha scritto già due punti fondamentali della
lotta alla mafia, negativi e speriamo che ritratti subito. Il
primo è la soppressione in una provincia - non faccio una
polemica campanilistica - come quella di Enna - e invito chi
non è stato in quel territorio a visitarlo - di tre presidi di
legalità come la Prefettura, la Questura e il Comando
provinciale dell'Arma dei Carabinieri.
Vengono soppressi. Questa è stata la scelta, una scelta
oggettiva, e vorrei sentire chi fino ad oggi ha scelto, invece,
la giusta battaglia dei presidi di legalità, soprattutto il
segretario dei DS, oggi viceministro o l'allora segretario dei
DS, se si sentono di portare avanti tale battaglia. Non possono
essere soppressi i presidi di legalità E questo è il primo
punto.
Il secondo punto, sul quale tutti quanti vorrebbero sorvolare
ma sul quale, per quanto mi riguarda, ci sarà una attenzione
massima. L'allora ministro dell'Interno, in accordo con le
polizie in senso lato, aveva combattuto affinché il
coordinamento della Polizia dello Stato, sia in Sicilia che in
Calabria diventasse un punto di riferimento per la lotta alla
criminalità. Serviva un organismo, e serve tutt'oggi un organismo
che coordini, ispezioni e controlli le questure della Sicilia e
della Calabria.
L'allora Ministro Bianco ha vinto questa battaglia - se poi
non interessa ne prendo atto sui fatti oggettivi - la prima
battaglia, relativa al fatto che questo dipartimento
interregionale venisse fatto in Sicilia, ebbene, l'ha vinta; la
seconda battaglia riguardava l'allocazione nella città di
Catania.
Una battaglia durata sei anni, un presidio della legalità con
funzionari di altissimo livello al Dipartimento interregionale
della Sicilia e della Calabria, un coordinamento che ha dato i
suoi frutti - vedendo anche le cronache degli ultimi mesi - e che
ha portato ad arresti eccellenti per traffico di droga, lavoro
nero, immigrazione clandestina e più in generale per interessi
mafiosi.
Con il Governo Prodi questo centro di coordinamento e di
ispezione, che è servito ad alimentare una forte azione di
supporto contro le criminalità, non solo logistica, ma anche
sotto il profilo amministrativo, viene soppresso. Sono certo che
sia in quest'Aula, sia sulla stampa, i colleghi del
centrosinistra si guarderanno bene dal parlare di questo
argomento, si guarderanno bene dal difendere una posizione che
piove dall'alto a discapito dei siciliani onesti, si guarderanno
bene, da questi scranni, dal difendere un presidio della legalità
indispensabile per la lotta alla mafia e alla ndrangheta; o
forse sarò smentito.
Così come oggi ho la pazienza di ascoltare questo dibattito,
avrò anche la pazienza di attendere le sorti della finanziaria,
ed eventualmente, a gennaio, ritornerò qui per vedere chi fino a
ieri ha fatto la lotta alle criminalità, così come ritengo la
facciamo tutti quando si presenta un fatto oggettivo.
E' una scelta del Governo Prodi quella di abolire un presidio
di coordinamento, di ispezione e di indirizzo quale il
Dipartimento Interregionale della Polizia di Stato; vedremo, a
consuntivo, se poi dobbiamo sentire, come sempre, che una parte
politica difende la mafia ed un'altra, invece, la combatte.
Ritengo che la mafia si combatta anche con i presidi di
legalità e la fotografia che sto facendo a questa finanziaria -
lo ripeto - non riguarda gli aspetti tecnici ed economici, di cui
parleremo più avanti, ma è una fotografia oggettiva relativa alla
soppressione di almeno quattro presidi della legalità: la
Prefettura di Enna, la Questura di Enna, il Comando provinciale
dei carabinieri di Enna e il Dipartimento Interregionale di
coordinamento delle Questure della Sicilia e della Calabria.
Vediamo cosa succederà, quali saranno le organizzazioni di
piazza a difesa della legalità, quale sarà l'azione della
cosiddetta antimafia' a difesa del Dipartimento Interregionale.
Personalmente, sono da sempre a fianco di chi ha questa
esperienza, di chi ha sempre assunto, in prima linea, la difesa
della Sicilia e, pur essendo uno degli ultimi della fila, mi
accoderò dietro a chi ha più esperienza, più forza e più vigore
di me nei confronti del Governo Prodi, ma non per fare
sceneggiate, come ha detto qualcuno, bensì per evitare di
approvare un provvedimento amministrativo che, certamente, non
valorizza la Sicilia né l'aiuta a combattere le criminalità in
due territori pervasi da azioni criminali giornaliere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con molta attenzione le parole del Presidente Cuffaro.
Personalmente, non ritengo di essere fra coloro che sono amanti
degli inciuci', ma nemmeno fra coloro che credono che la
contrapposizione totale serva a questa Sicilia.
Onorevole Presidente Cuffaro, lei è il primo Presidente della
Regione eletto direttamente dal popolo siciliano, ed è all'inizio
del suo secondo mandato. Credo che un grande statista, un grande
Presidente, debba da oggi cercare di governare per la Sicilia e
non solo fare una rappresentazione per tentare di eludere i
problemi reali della nostra Regione. Oggi, lei ha la possibilità
di fare una politica di rigore in Sicilia, perché ha una
maggioranza solida ed un Governo che praticamente ha la sua
impronta, quindi, potrebbe presentarsi in quest'Aula con norme di
rigore, purché servano anche alla Sicilia.
Ritengo che il dibattito odierno faccia più male alla Sicilia
rispetto a quelle che potevano essere le condizioni di
miglioramento, come ad esempio designare una delegazione che
portasse avanti le istanze dei siciliani, in quanto così come noi
sindaci ci siamo battuti per alcune correzioni avremmo potuto
farlo, in delegazione, presso gli organi istituzionali; credo
però che questo dibattito allontani tale possibilità.
Al di là del disavanzo economico, che ammonta a 1.100 miliardi
di euro per la sola spesa sanitaria, vi sono anche altri fatti
specifici della Regione siciliana. Oggi, oltre la finanziaria, il
Governo regionale ha presentato anche un disegno di legge che
prevede l'istituzione di quattro assessorati junior e la
creazione della figura del deputato supplente. In un momento in
cui vi è un rigore per la Sicilia, l'unico disegno di legge sul
quale la maggioranza ha trovato l'accordo amplia notevolmente le
spese per le casse regionali.
Forse sarebbe stato opportuno, onorevole Presidente Cuffaro,
parlare dei tagli da fare agli Uffici di Gabinetto degli
assessorati, che sono diventati un rifugio per tutti coloro che
rappresentano questo o quel deputato.
Per quanto riguarda, poi, i cinquemila precari regionali che
sono stati regolarizzati, lei sa che io in quest'Aula feci una
battaglia dicendo che sarebbe stato un sbaglio regolarizzare i
cinquemila precari regionali a 36 ore settimanali, perché avremmo
potuto, con le stesse somme, regolarizzarli a 24 ore, dando così
una speranza anche agli articolisti degli enti locali. Oggi ci
accorgiamo che non ci sono i soldi per potere provvedere alla
stabilizzazione, per cinque anni, dei precari degli enti locali.
E tra l'altro, proprio in questi giorni, si assiste sulla
stampa alla polemica sulle promozioni facili della Regione, sugli
stipendi dei superburocrati della Regione, tutte cose che hanno
portato ad un disavanzo di 2 miliardi e mezzo.
Ebbene, onorevole Presidente, credo che cercare di allontanare
verso l'esterno - attraverso una manovra intelligente, ma di
propaganda elettorale - i reali problemi della nostra Regione non
serva ai siciliani. Lei può avere ancora oggi l'autorità per
cambiare l'impostazione da dare a questa Regione, ma non così,
perché nelle sedi istituzionali, nella Conferenza Stato-Regioni
vi sarebbe stata la possibilità di ottenere di più, ma
presentandoci con un debito così alto, con un bilancio virtuale,
con un ammanco, per gli enti locali, di 450 milioni di euro e per
la sanità di un miliardo e cento milioni di euro, non potevamo
proprio ottenere di più; ecco perché una raddrizzata a questi
conti bisognava darla.
Oggi gli enti locali non dispongono dei finanziamenti di cassa
di cui hanno bisogno, vi sono grosse preoccupazioni; ecco perché
bisogna rivisitare l'intero sistema. E se non lo facciamo oggi,
se non lo fa lei, che è Presidente di un Governo con una forte
maggioranza, chi dovrebbe farlo?
E poi parliamo del ponte, che diventa un cavallo di battaglia
per la Sicilia, dicendo che con la sua realizzazione si sarebbe
potuto risolvere il problema occupazionale-economico della
Sicilia.
Onorevole Presidente, lei ha potuto constatare personalmente, e
le do merito di questo, la situazione della città di Messina.
Cinque anni fa, a seguito di un disastro ferroviario verificatosi
nei pressi di Rometta, il Governo Berlusconi promise di risolvere
il problema del doppio binario nella tratta interessata. Ma in
questi cinque anni, questa promessa non è stata mantenuta, i
finanziamenti annunciati non sono stati mai erogati.
Non si può eludere il problema delle tasse e delle imposte.
Ricordo che il ministro Tremonti, con una circolare, abolì il
credito d'imposta per la Sicilia perché non vi erano più fondi.
Oggi, nella finanziaria nazionale, che pure è criticabile in
alcune sue parti, sono previsti, per la Sicilia, un taglio al
cuneo fiscale differenziato di diecimila euro per ogni assunzione
a tempo indeterminato, il ripristino del credito d'imposta e di
alcune importanti sovvenzioni per la famiglia e per il sociale,
somme che il Governo Berlusconi aveva tagliato, pur avendo
annunciato in Conferenza Anci che le avrebbe mantenute.
Ritengo che lei, oggi, da Presidente di questa Regione, possa
dare una svolta alla politica di governo, anche rischiando di
essere impopolare, non mantenendo alcune promesse fatte in
campagna elettorale se queste non possono essere mantenute.
Siamo all'inizio di una nuova legislatura, e più che una
contrapposizione su questioni di politica nazionale, servirebbe
un modo nuovo di fare istituzione, un modo nuovo di rappresentare
il Governo della Regione siciliana, ed in quel caso, credo che
lei avrebbe l'appoggio di tutti i parlamentari siciliani.
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 16.00)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, considerata l'assenza del Governo,
sospendo, nuovamente, la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.02, è ripresa alle ore 16.30)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
molto interesse l'intervento dei colleghi della maggioranza, e
con altrettanta attenzione quello dei colleghi dell'opposizione,
che ringrazio per l'attenzione che dedicano alla vita politica di
questa Sicilia. Ritengo, però, che la Presidenza, così come ha
già fatto in passato, debba fare un richiamo al rispetto del
ruolo istituzionale di ognuno di noi ed in particolare dei membri
del Governo e del Presidente della Regione, perché non è
possibile definire operetta' o, ancora, intervento da
teatrante' quello del Presidente della Regione, che ha chiesto
di essere sentito da questo Parlamento per lanciare il grido di
dolore della Sicilia, fortemente penalizzata dalla nuova legge
finanziaria che è certamente iniqua. Con essa si vuole punire una
Regione che ha il solo torto, onorevoli colleghi, di avere
fortemente votato a destra in più occasioni e di rappresentare un
baluardo dei valori della destra in questa Italia.
Devo dire che la politica non è solo partito o partitocrazia,
la politica è principalmente idee, valori e, se mi consentite,
anche passioni; ed io ho apprezzato la passione con la quale il
Presidente della Regione ha trattato l'argomento della
finanziaria nazionale.
Mi sarei aspettato, al di là dei partiti, che dall'opposizione
arrivasse non soltanto una condivisione, ma anche un'intesa nel
difendere non un partito o una parte politica, ma nel difendere
un'Isola che è stata presa a bersaglio dal Governo nazionale.
La finanziaria nazionale va contro tutto quello che noi
vogliamo fare in questa Regione, perché se noi diciamo che la
Sicilia ha bisogno di innovazione, di sviluppo, di legalità, è
bene prendere atto che l'indirizzo di questo Governo, che guida
l'Italia soltanto per 24.000 voti, con una compagine che
sicuramente non rappresenta l'immagine e lo spirito di questa
nostra Italia, e quindi di questa nostra Sicilia, è ben diverso.
Vorrei chiedere ai colleghi dell'opposizione dei chiarimenti,
che sono attesi non soltanto da questo Parlamento, da chi vi
parla, ma soprattutto sono attesi dal popolo siciliano. Quando la
finanziaria decide di sopprimere il centro di sperimentazione a
Carini, uno dei tre presenti in Sicilia, si va contro ogni
principio di innovazione di questa Regione. Quando si parla - o
si straparla - del grande bisogno di legalità, di controllo del
territorio, di lotta contro la mafia, sono parole che rimangono
tali, onorevoli colleghi, se alle stesse non segue un intervento
concreto, progetti legislativi che diano fondamento,
significato e contenuto alle parole, come la decisione di
sopprimere in tutta Italia i Centri Interregionali di
Coordinamento delle forze di Polizia, e per quanto ci riguarda
viene soppresso quello che coordina la Sicilia e la Calabria.
Per chi non è aduso a questo tipo di argomentazioni, il Centro
Interregionale di Coordinamento della Polizia di Stato è un ente
con importanti funzioni in termini di coordinamento dell'attività
di polizia, di controllo del territorio, di vettovagliamento per
le forze di polizia, in termini di raccordo di tutte le forze di
polizia che operano nel territorio.
Come si può così coniugare il messaggio di legalità, sempre
crescente in Sicilia, in un momento in cui la mafia ha ripreso a
sparare e ad uccidere? In un momento in cui la recrudescenza
criminale coinvolge l'85 per cento dell'attività commerciale ed
imprenditoriale? Come si può pensare di eliminare un presidio
fondamentale che va a coordinare la lotta antimafia e combatte
ogni forma di criminalità in Calabria ed in Sicilia?
Eppure, sono questi gli interventi della finanziaria nazionale
Ha detto bene il Presidente della Regione, seppur nella difesa
degli interessi di parte di questo Parlamento; quando in una
Regione fortemente vocata al turismo - lo sa bene l'onorevole
Cascio che è stato per anni un protagonista della vita e dello
sviluppo turistico di questa Regione-, nella quale si pensa di
costruire alberghi, di fare un sistema di asse viario e nuove
infrastrutture, si impone una tassa sulle presenze e sugli
ingressi turistici nella stessa regione, significa che si vuole
remare contro lo sviluppo turistico della stessa Isola.
Ma a dirlo non è soltanto Salvino Caputo, o Alleanza Nazionale,
o la maggioranza di questo Parlamento, sono gli operatori
tedeschi che hanno già dichiarato, sul Sole 24 Ore' di oggi, che
diserteranno e porteranno altrove i loro pacchetti di viaggi,
perché la Sicilia sta diventando una Regione fortemente contraria
ed ostile ai grandi movimenti turistici europei ed
internazionali.
Credo che questa finanziaria debba essere intesa per quella che
è: essere di sinistra, o di centro, o di destra significa poco
quando si è eletti dal popolo; quando si diventa parlamentari si
è sì rappresentanti di una parte del popolo italiano e siciliano,
si è espressione di una parte politica, ma si è espressione di
una delega che i cittadini ci hanno conferito.
Non è pensabile fare una conferenza stampa come quella
organizzata ieri dalla minoranza di questo Parlamento, nella
quale avete difeso una finanziaria che è indubbiamente contraria
agli interessi di sviluppo di questa Sicilia. E allora, come si
può stare in un'Aula parlando dello sviluppo di questa Sicilia,
quando vi siete limitati a interpretare un ruolo di parte sapendo
che difendete l'indifendibile, sapendo che difendete una legge
finanziaria che è destinata a distruggere e a mortificare lo
sviluppo di questa Sicilia.
E siete in errore quando affermate che il Presidente della
Regione oggi ha fatto teatro, onorevole Assessore Lo Porto; il
Presidente della Regione ha incarnato quei cinque milioni di
siciliani che si rifiutano di essere oppressi da questa legge
finanziaria. Per capire come questa sia una finanziaria di parte,
e non sia la finanziaria dell'Italia, basti citare la decisione
di chiudere, dal primo gennaio 2007, la Prefettura, la Questura,
il Comando dei Carabinieri, il distaccamento dei Vigili del Fuoco
di Enna, perché é una provincia al di sotto dei 200 mila
abitanti. Ma non si comprende - e voi colleghi della Sinistra
siciliana dovreste chiedere come mai - come nella provincia di
Parma, che è al di sotto dei 200 mila abitanti, sia stata
prevista una deroga, e lì viene mantenuta la Questura, la
Prefettura, il distaccamento dei Carabinieri, della Finanza e dei
Vigili del Fuoco.
E allora ci sono due Italie? C'è un'Italia ed una Sicilia? C'è
una Regione che é di destra e quindi va punita?
La finanziaria è la legge di bilancio di questa Nazione ed
anche della Sicilia, e deve avere uno sguardo a tutti i 50
milioni di italiani residenti in questo nostro Paese. E non si
può operare mortificandoli. E la cosa più grave è che, invece di
trovare in questo Parlamento una unità di intenti, di programmi,
di progetti, anche di decisioni che vadano contro il Governo
nazionale, ancora una volta ci si divide per esigenze di parte e
di partito, tradendo ancora una volta le istanze ed i bisogni del
popolo siciliano che chiede soltanto di essere governato, anche
da chi sta a Roma, nel rispetto della diversità di avere votato,
per un'idea, per un partito, per un progetto che certamente è
diverso da quello con il quale in questo momento si sta
governando l'Italia, e che è di un Governo che regge le sorti di
questa Italia soltanto per 24 mila voti. Troppo pochi per
governare e per decidere
Pertanto, invito voi parlamentari eletti in Sicilia, eletti
con i voti dei siciliani, a rispettare non le indicazioni dei
partiti, ma il cuore della Sicilia che chiede di essere tutelata,
di essere protetta, di essere amministrata non da uomini di parte
ma da uomini che rappresentano il desiderio di riscatto di questa
Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ballistreri. Ne
ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in premessa
vorrei esprimere la soddisfazione di aver visto che il
Presidente Cuffaro, dopo alcuni mesi, si è ricordato di questa
Assemblea, di questo Parlamento ed è venuto qui in Aula a
parlare. Una soddisfazione per il riconoscimento di un ruolo,
dopo aver invocato una forma palese di presidenzialismo ed anche
l'augurio che il Presidente Cuffaro si ricordi spesso di questo
Parlamento, della sua centralità opportunamente espressa dal
presidente Miccichè il giorno del suo insediamento.
Da questo punto di vista, cari colleghi, credo che il richiamo
che si fa alla sovranità popolare, le funzioni di rappresentanza
del popolo, non possa essere una mera petizione di principio
invocabile a seconda delle circostanze. Come diceva Benedetto
Croce La forma è sostanza , e spesso la forma e la sostanza
vengono meno all'azione di questo Governo.
Abbiamo ascoltato le affermazioni del Presidente Cuffaro, le
preoccupazioni, le contestazioni al Governo nazionale. Ma, dallo
stesso Presidente Cuffaro, nei trascorsi cinque anni in cui al
Governo della nazione c'era l'onorevole Berlusconi con un Governo
di centro destra - che ha ristrutturato il Welfare State in
questo Paese, che ha creato le condizioni per uscire dall'Europa
di Maastricht, come ieri ricordavano i rappresentanti dell'Unione
Europea al ministro dell'economia - non abbiamo sentito esprimere
né lamentazioni, né contestazioni, né preoccupazioni.
Ebbene, la finanziaria oggetto di questo attacco da parte del
Governo della Sicilia è espressione e conseguenza dell'esigenza
di far fronte ad una condizione drammatica della finanza pubblica
in questo paese, una condizione provocata da cinque anni di
cattivo Governo - non lo diciamo noi per spirito di parte, lo
dice Maastricht, lo dice l'Unione Europea, lo dice la Commissione
Europea - cinque anni che hanno desertificato il nostro sistema
economico e produttivo.
Da questo punto di vista, per parlare il linguaggio della
chiarezza, ci sembra che il richiamo identitario alla sicilianità
del Presidente Cuffaro, si declini invece in una mera espressione
di isolazionismo, la volontà cioè di aprire un fronte di
contestazione e un polverone polemico per coprire responsabilità
che sono del Governo nazionale passato, di quello del presidente
Berlusconi, e per coprire anche le responsabilità dei cinque anni
trascorsi qui alla Regione.
Si alza il polverone della polemica per mascherare i propri
insuccessi.
Cito solo un dato: nei 5 anni passati il livello dei consumi in
questa Regione, il livello medio per famiglia pro-capite è sceso
al 70 per cento del livello medio nazionale, ed in questi 5 anni,
come è noto, ha governato il centrodestra e lo stesso Presidente
della Regione.
Allora, rispetto a questo, rispetto allo psicodramma che gli
uffici governativi hanno vissuto per cercare di elaborare i dati,
prima del DPEF - che è una sorta di documento virtuale - poi
della finanziaria di cui, diciamo soltanto in articolo mortis si
hanno avuto notizie, testimoniano dei problemi seri che questa
maggioranza e questo Governo hanno provocato alla Sicilia.
Il tentativo è sempre quello di manipolare i dati. Nel DPEF c'è
un dato che appare francamente incredibile, se non conoscessimo
il richiamo culturale ed economico che esso ha. Alla finanza
creativa dell'onorevole Tremonti, si inseriscono le famigerate
cartolarizzazioni', cioè il tentativo di creare, ancora una
volta, un'economica virtuale e non reale.
Discutiamo di questo, cari colleghi, non discutiamo di altre
questioni, non spostiamo il tiro per coprire i problemi politici
ed economici seri del Governo di questa Regione.
Non c'è dubbio che la finanziaria nazionale abbia dei limiti;
ma sono limiti propri di questo strumento, così come si è
configurato da trent'anni a questa parte, da quando il Parlamento
nazionale, negli anni 70, lo ha introdotto. La finanziaria, per
sua natura, non è in grado di soddisfare tutto il catalogo delle
domande e dei diritti che vengono espressi dalla società, che fa
delle scelte, che compie una selezione, che crea una gerarchia.
Ma non possiamo non evidenziare, ancora una volta, guardando la
finanziaria per quello che è - e non per quello che si vuole fare
credere per creare un polverone politico -, che essa offre alla
Sicilia una prospettiva di scenario.
Cito tre questioni. Innanzitutto, sulle infrastrutture la
finanziaria offre finalmente alla nostra Regione un quadro
prospettico riguardo alla grande infrastrutturazione,
all'esigenza cioè di modernizzare il territorio. Si invocano
sempre gli imprenditori, gli investimenti, il mercato, lo
sviluppo economico, ma chi verrà mai in Sicilia con una
condizione infrastrutturale che è davvero da Terzo mondo? Ebbene,
la finanziaria prevede investimenti su questo versante.
L'altra questione riguarda la fiscalità compensativa. In
campagna elettorale abbiamo sentito squilli di trombe' sulla
fiscalità di vantaggio, sull'esigenza del dumping fiscale, tutte
questioni che sembrano sparite dall'agenda del Governo regionale.
La finanziaria nazionale pone la questione delle zone fiscali
speciali per compensare, attraverso il fisco, attraverso un
intervento selettivo tributario, le questioni dello sviluppo
dell'economia.
E, per ultimo, il tema della Sicilia nella zona
euromediterranea. Anche qui, una sorta di desaparecidos nel
dibattito regionale da parte del Governo Cuffaro. Nella
finanziaria c'è questo forte richiamo all'esigenza che la
Sicilia, da qui al 2010, diventi la piattaforma in cui si
incontreranno l'Europa di Maastricht con i Paesi del
Mediterraneo.
Credo che valga la pena di discutere su queste questioni e non
su ciò che non esiste, su ciò che è frutto soltanto di
manipolazione orwelliana della verità, frutto dell'esigenza di
trasformare il confronto politico in rissa e in scontro.
C'è poi la questione del ponte sullo stretto, su cui ritengo
che il dibattito sia ancora aperto, però non si cerchi, in
qualche misura, di dare corpo a quanto diceva il Principe di
Salina nel Gattopardo: I siciliani sono Dei', perché da soli,
sicuramente, il ponte non riusciremo a farlo. Se non si crea un
clima complessivo di concertazione che investa anche l'altra
sponda, cioè quella calabra, a meno che non si voglia fare
soltanto mezzo ponte, a campata unica, che interessi soltanto la
sponda siciliana, cerchiamo di essere seri, di discutere su
questioni concrete e reali.
Mi sia consentito dire che, mentre si alzano le polveri della
polemica e dello scontro contro il Governo di Roma - sentiamo
affermazioni che, in qualche misura, ci ricordano il Senatore
Bossi - e non vorremmo che di questo passo qualcuno si ingegnasse
di richiamare un adattamento sicilianista del secessionismo
leghista, e quindi un nuovo fronte indipendentista, mentre si
discute di tutto ciò, non si parla della finanziaria regionale,
che non prevede alcun intervento sulla promozione e lo sviluppo
di questa Regione, che non prevede alcun intervento per
l'occupazione, per il mercato del lavoro, per la formazione
professionale, che non mira ad eliminare la mala pianta del
lavoro nero e che non dà una prospettiva di avvenire alle giovani
generazioni. Di tutto ciò non si ha traccia
Poi si ha traccia di altre questioni - assessori junior,
deputati supplenti, consulenze d'oro, super stipendi -; non
voglio invocare la filosofia della miseria, ma vi sono cittadini,
nella nostra Regione, che vivono sotto il limite della
sussistenza, ed è di questo che dovremmo cominciare a discutere,
cercando un accordo bipartisan sui temi economici. Nessuno può
pensare che l'opposizione sia come una sorta di metafora di
Trilussa: statti fermo che ti infilzo . Il Governo ha il dovere
di prospettare, nell'ipotesi di far condividere l'opposizione,
soluzioni in materia economica e sociale, di prospettare un
terreno aperto e dialettico e non di imporre soluzioni. Questo
deve essere il metodo politico su cui sviluppare il confronto.
Su questo, su ipotesi autenticamente riformatrici, sicuramente
sarà necessario un confronto, ma se verranno prospettate
soluzioni chiuse, blindate, frutto di una visione
autoreferenziale e presidenzialista, non ci potrà essere alcun
dialogo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina
ho ascoltato l'intervento del Presidente della Regione e quello
dell'onorevole Cracolici, il più significativo che giunge
dall'opposizione, e credo che se non troviamo una mediazione su
questi due interventi non avremo fatto un buon lavoro per la
Sicilia.
Ritengo che quanto prospettato con la finanziaria non sia
facile da smantellare, però mi sono sentito incoraggiato ieri
sera da Fassino che, nel corso della trasmissione televisiva
Porta a porta', ha detto che ci sono alcune cose che vanno
modificate. E vanno modificate nei confronti dei Comuni, ai quali
spetta più di quanto la stessa finanziaria presentata dal
Governo, stava per mettere in essere.
Ma ci sono tanti altri argomenti dei quali sembrerebbe che a
Roma possa essere discusso più serenamente e con una inversione
di tendenza. Non è necessario affermare che c'è un Governo
nazionale che rema contro la Sicilia, così come non mi sento di
dire, dall'altra parte, che è opportuno parlare delle finanziaria
nazionale piuttosto che di quella regionale. Quest'ultima
l'affronteremo insieme nel momento opportuno, con tutte le
difficoltà, con tutto ciò che anche da parte del Governo di
centrodestra è risultato negativo. Non dimentichiamo
quell'articolo 37 dello Statuto della Regione siciliana, su cui
Tremonti ha scritto quella famosa frasetta' con la quale non ha
impedito il perpetrarsi di una rapina fatta alla Sicilia per
cinquant'anni dai vari Governi nazionali che si sono susseguiti.
Ed allora ritengo che bisognerebbe fare un appello, se fosse
necessario e possibile, ad una concreta, valida, serena e seria
valutazione da parte dell'Assemblea e per togliere gli steccati
tra maggioranza e opposizione dovremmo considerarci
rappresentanti di quel popolo siciliano che diciamo di amare, di
volere a tutti i costi amare, assecondare e fare progredire.
Ritengo che quanto detto fin qui non sia contestabile, possiamo
contestare il tono, l'impostazione, ma la realtà è che lo stesso
Governo Prodi, la sua stessa maggioranza, ritiene di dover
correggere, di dover modificare alcune storture che sono
evidenti.
Pertanto, questa Assemblea deve fare uno sforzo, anche
approvando un ordine del giorno se è il caso, per concludere i
suoi lavori attestandosi ad unanimi o quasi unanimi conclusioni;
altrimenti verrà facile dire - come già è stato detto - che il
Governo regionale di centrodestra si oppone al Governo nazionale
di centrosinistra, e sarebbe squallido, incomprensibile e
sicuramente non vero. La necessità è quella di correggere il
tono, se volete la forma, ma per giungere ad una soluzione che
sia effettivamente a favore della Sicilia, altrimenti avremmo
fatto uno schieramento, avremmo fatto belle passerelle, ognuno
avrà riguardato Benedetto Croce e non so quanti altri messi
insieme.
La gente vuole capire cosa vogliamo fare di questa terra di
Sicilia; se ci sono degli errori, allora correggiamoli, se c'è
una inversione di tendenza sulla finanziaria, prendiamone atto,
se ci sono proposte alternative della minoranza, osserviamole.
Nella mia esperienza dell'ultimo anno e mezzo da assessore per
il bilancio e le finanze, ho fatto appello sia alla maggioranza
che all'opposizione prima di fare i disegni di legge di bilancio
e finanziaria; qualcuno si è irritato per il fatto che invitavo,
per iscritto, tutti i deputati a fornire indicazioni utili
affinché la finanziaria non fosse la finanziaria dell'Assessorato
da portare in Aula, bensì la finanziaria dell'Assemblea da
portare in Aula.
Ritengo che, oggi, ci sia la necessità di rivolgere un appello
a tutti i deputati, per la compostezza di ogni singolo
intervento, che non deve mirare allo scontro; diversamente,
sarebbe come porsi in contrapposizione con Roma, e Roma potrebbe
dispiegare i suoi carri armati contro la Sicilia. Noi dobbiamo
evitare questo.
CRACOLICI. Noi siamo pacifisti
CINTOLA. Pacifisti a parole, onorevole Cracolici. Non si può
parlare di pacifismo quando ci sono norme, in questa finanziaria,
che fanno gridare allo scandalo la Sicilia delle persone perbene
ed oneste che vogliono portare avanti le idee di chi si e
sacrificato per la propria Terra
Si sta verificando una contrapposizione ideologica che non
tiene conto dei fatti reali che la finanziaria ha posto in
essere, in attesa di approvare una finanziaria regionale sulla
quale non staremo fermi ad accettare passivamente anche eventuali
errori del Governo.
Certo, quando in Commissione Bilancio, si presenta un documento
da allegare al DPEF, che poteva benissimo fare parte di qualche
opuscolo pubblicitario, di un libro o di un qualche articolo, di
qualche circolare da mandare a non so quanti siciliani per farsi
capire ed intendere ed, invece, diventa un allegato al DPEF per
creare ulteriori momenti di allungamento del lavoro della
Commissione, comincio a preoccuparmi seriamente che ci sia
necessità che quest'Aula sia attenta non a dividersi e a contarsi
tra maggioranza e opposizione, ma sia attenta a volere porre in
essere rimedi necessari che questa terra di Sicilia ha il dovere
di chiedere al Governo nazionale. E lo deve chiedere non con
tracotanza e con arroganza, ma neppure con una sudditanza che non
è dei siciliani, che non è di questa terra di Sicilia, che ha
avuto una sua Autonomia conquistata nei tempi non recenti e che
non abbiamo potuto e saputo utilizzare fino in fondo.
Ho tanta paura per chi viene da casa e ha il discorso scritto
da leggere, perché allora vuol dire che non servono a niente (o
quasi) gli interventi che facciamo in Aula.
Penso che sia necessario, in certi momenti specifici,
abbandonare il tecnicismo e la ideologia e parlare anche con il
cuore e con un cuore che sia appassionato ai tanti problemi che
la Sicilia ha, ai tanti errori che abbiamo commesso tutti
insieme, non solo chi ha governato ma anche chi in Aula è stato
a fare le leggi omnibus, a pretenderle e a volerle fino in fondo
e, in certi momenti, ha dilapidato quanto e più di quanto non si
doveva fare in presenza di poche e scarse risorse e tante
velleità da portare avanti per singole intese personali o rionali
o provinciali che siano o di categorie, che dovevano essere
difese da chi, avendo un ruolo all'interno dell'Assemblea l'ha
fatto valere non convincendosi che c'era un bene più importante:
quello dell'intero bilancio della Regione e dei conti da porre in
regola per la Regione stessa.
Ecco perché mi sento di fare una proposta ma non so a chi
farla. Ad un Governo assente?
CRACOLICI. Per l'onorevole Cuffaro l'Aula è finita
CINTOLA. Non è così. Dicevo ad un Governo che ha la necessità
ulteriore di colloquiare con l'Assemblea e ad un'Assemblea che
non può irrigidirsi su posizioni di contrasto, di difesa ad
oltranza sia per la finanziaria nazionale che per quella
regionale che vi è la necessità di un momento non dico di
eroismo, ma di purezza, di serietà e di serena valutazione delle
difficoltà tremende che la Sicilia potrà attraversare.
Abbiamo da chiedere allo Stato rispetto, e non solo nella
finanziaria, ma per tutto ciò che è necessario: ricordo ancora
l'articolo 37 di 500 milioni di euro che sono vitali per la
Regione siciliana.
Ritengo che ci sia la necessità che il Presidente
dell'Assemblea, prima di mettere in votazione qualsivoglia ordine
del giorno, di maggioranza o di opposizione, possa tentare un
testo unico, perdendo qualcosa se c'è da perderla, da parte di
chi, come il Presidente Cuffaro e la maggioranza che sta col
presidente Cuffaro ha pure enunciato, ma anche da parte
dell'opposizione e rendersi conto che non ci possiamo solo ed
esclusivamente abbarbicare al cuneo fiscale che in Sicilia avrà
ripercussioni di gran lunga inferiori che per il resto d'Italia.
E sappiamo bene i motivi e tutto ciò che con questo vogliamo fare
intendere.
C'è la necessità di arrivare ad un documento finale che possa
essere unitario, in cui tutta l'Assemblea si riconosca e, allora,
a quel punto, non ci sarà più il governo di centrodestra contro
il governo di centrosinistra; c'è l'Assemblea regionale siciliana
che nella sua Autonomia, nella sua autonoma valutazione pone
punti fermi che non possono non essere accettati dal Governo
nazionale, così come da parte della Regione c'è la necessità che
si dica: noi vogliamo fare fino in fondo il nostro dovere avendo
le carte in regola per contrastare quanto lo Stato può, in questo
istante, tentare di fare non ai danni della Sicilia, perché
sarebbe facile dire che dobbiamo aggiustare i conti anche
nazionali, che chissà da dove vengono queste spese, ma sono
soltanto parole perché nella realtà sta avvenendo un tentativo di
tracollo definitivo delle sorti della regione Sicilia.
A questo punto dovremmo mettere da parte problemi di
maggioranza e di opposizione, tentare di ottenere un'unica
valutazione e dare insieme un'unanime valutazione ed una
richiesta formale, decisa e forte al Governo nazionale, al di là
della quale e per la quale avere un'accettazione senza la quale
noi dovremmo, poi sì, anche scendere in piazza tutti insieme.
Se ciò significa volere dare una mano alla Sicilia ed ai
siciliani lo capirò dagli interventi che verranno dopo, se
vogliamo restare, invece, abbarbicati ognuno a dire che è bene
quello che è bene ma ideologicamente dobbiamo difendere
l'indifendibile, oppure dobbiamo per forza di cose attaccare ciò
che può essere pure non attaccabile, allora dico che stiamo
facendo una pura esercitazione verbale ed a quella non sono
abituato, ma sono abituato a scendere fortemente e
diligentemente, in presenza di fatti concreti, a dare la spallata
e la mano che mi si chiede e che ho il dovere di dare nei
confronti della Sicilia e dei siciliani.
CRACOLICI. Ma dov'è il Presidente della Regione che ha fatto
le comunicazioni?
PRESIDENTE. Sono presenti gli assessori.
CRACOLICI. Le comunicazioni sono del Presidente non degli
assessori Non esiste delega per le comunicazioni
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione
posta non è di secondo ordine, c'è una pessima abitudine da parte
del Governo di non tenere conto del dibattito d'Aula, di
considerare l'Aula un luogo dove comunicare, ma non dove
confrontarsi ed è un correttivo che va introdotto e secondo me i
segnali che furono dati all'inizio da parte del Presidente
dell'Assemblea sulla centralità del Parlamento andrebbero in
questa direzione.
Ho la vaga sensazione, però, che alle parole non seguano i
fatti. Il Presidente della Regione avrebbe tutto il dovere
politico e morale di assistere al dibattito e, ovviamente,
trarne le conclusioni.
Noi non vogliamo che dopo il dibattito la pensi come noi, ma
avendo chiesto il confronto in Aula, correttamente avrebbe dovuto
seguire il dibattito.
Dico ciò per rispetto non solo dell'opposizione, ma per
rispetto dell'istituto parlamentare.
Detto questo signor Presidente, non so cosa stia succedendo al
Presidente della Regione in questo periodo, ma ho la vaga
impressione che non abbia neanche quel profilo, che è legato alla
storia personale del Presidente della Regione e del suo partito,
che è il rispetto primario per il ruolo stesso del Presidente
della Regione.
La Presidenza della Regione non è il luogo dove bisogna
assecondare polemiche, dove bisogna inasprire i rapporti. Il
luogo del Governo è il luogo della mediazione, della
interlocuzione. Ho la vaga impressione che il Governo ed anche il
centrodestra in Sicilia, stiano prendendo una piega che porterà,
secondo me, ad assumere sempre un atteggiamento, se dovessero
rimanere questi i toni, che sostanzialmente si configura come
extra istituzionale.
Cito una frase del Presidente della Regione in un'intervista
stamattina sul Giornale di Sicilia. Il Presidente della Regione,
dopo aver fatto alcune considerazioni più o meno condivisibili,
da me non condivisibili, ad un certo punto dice: perché alcune
norme sono proprio segnali precisi che arrivano da un Governo
ostile . E' il segno di una difficoltà culturale e politica del
Presidente della Regione di aprire un terreno di confronto
positivo che qui voglio elencare: è stata approvata la
finanziaria.
Voglio ricordare ai colleghi che il Presidente della Regione,
in forza dello Statuto a cui spesso si appella, è anche Ministro
della Repubblica. Avrebbe dovuto partecipare al Consiglio dei
Ministri e, in quella sede, ovviamente e correttamente, valutare
le obiezioni che andavano fatte alla struttura della legge
finanziaria.
Il Presidente della Regione ha voluto scegliere un'altra
strada, non è andato in questo Consiglio dei Ministri e non è
andato neanche nei precedenti Consigli dei Ministri dei Governi
di centrodestra quando venivano destrutturate tutte le politiche
di intervento e di sostegno per il Mezzogiorno.
Non voglio assecondare una scelta litigiosa, di conflitto.
Penso che il Parlamento regionale che sarà chiamato a valutare la
portata della legge finanziaria e la sua ricaduta nei confronti
degli interessi della Sicilia, non debba essere mosso da un
concetto di pregiudizio, di ostilità, ma debba valutare i fatti.
Se voi permettete, cercherò di fare una disamina attenta, dal
mio punto di vista, della finanziaria regionale e delle ricadute
non sulla base delle valutazioni che faccio perché, essendo un
uomo di parte, ovviamente, tendenzialmente sarei portato a
difendere una posizione, ma sulla base delle valutazioni che
hanno fatto gli uffici della Regione, per esempio l'Irpef.
La ricaduta dell'Irpef in Sicilia. Se in Italia vengono
agevolati il 70 per cento dei contribuenti, essendo il livello
medio dell'imponibile dei siciliani molto al di sotto di quello
nazionale, noi avremo un vantaggio, le famiglie siciliane avranno
un vantaggio che sulla base di un calcolo è commisurato attorno
al 3 per cento.
Dalla manovra finanziaria nazionale, le famiglie dei dipendenti
dei cantieri navali, dei dipendenti della Regione, dei dipendenti
dello stabilimento petrolchimico, dei braccianti agricoli,
avranno un vantaggio pari al 3 per cento e, quindi, potranno
compartecipare all'incremento dei consumi nella misura del 3 per
cento.
Altre misure che sono previste dalla finanziaria, e che io
voglio qua richiamare, riguardano gli interventi sul cuneo
contributivo. La norma dice - perché vogliamo parlare della norma
- che ai lavoratori a tempo indeterminato, per importi
differenziati tra Regione e Regione, viene dato un contributo
base di diecimila euro per la Sicilia e di cinquemila euro per le
altre regioni. E' una misura contro la Sicilia, esattamente
quello che afferma che per condizioni diseguali si fanno
politiche diseguali, l'opposto di quello che fece Tremonti con la
Tremonti-bis' affermando il principio che in condizioni
diseguali bisognava attivare politiche uguali, riproducendo,
quindi, una diseguaglianza.
Ritenete sbagliata la norma secondo la quale si danno diecimila
euro per ogni assunto a tempo indeterminato ai siciliani, alle
imprese della nostra Regione? L'onorevole Cuffaro (che è assente)
se lo dovesse ritenere sbagliato, lo dica, ma noi riteniamo che
questo sia un aiuto, un sostegno al sistema delle nostre imprese.
Dal Presidente della Regione, però, viene fatto osservare che,
essendo ridotta la base deducibile - perché le imprese scaricano
questi diecimila euro - verrebbero introdotti meno soldi dal
bilancio della Regione per l'Irap e, quindi, non avremmo i soldi
per potere compensare la spesa sanitaria.
Allora, la risposta qual è? Lasciamo stare le cose così come
sono e non diamo diecimila euro per stabilizzare i lavoratori a
tempo determinato? Qual è la risposta? Dal momento che gli
emendamenti devono essere fatti, si propongano in altro modo. Noi
riteniamo che questa sia una misura corretta e ove, nell'anno
2007, dovessero esserci squilibri in termini di compensazione,
siamo disposti a fare una battaglia l'anno prossimo, con la
finanziaria 2008, perché possano essere compensate le minori
entrate alla Sicilia. Ma non si può fare una politica di bilancio
che penalizza i settori produttivi.
Ecco una norma a vantaggio della Sicilia. Interventi, per
quanto riguarda il credito di imposta; dopo di me parlerà un
collega che è molto attento alla vicenda che riguarda il credito
di imposta.
Esso, come gli onorevoli colleghi sanno, è stato introdotto con
la legge numero 388 del 2000, successivamente cancellata da
Tremonti. Sulla base delle dichiarazioni rese dall'onorevole
Presidente della Regione, il credito di imposta in Sicilia ha
permesso, con meccanismi automatici, di avere un effetto pari a
mille miliardi sulle nostre imprese.
Cos'è il credito di imposta, onorevole Caputo? E' un meccanismo
di misura agevolata, automatica. Non vedo però il fatto nuovo.
Nella legge finanziaria c'è scritto che il credito di imposta,
nella misura del cinquanta per cento del complessivo dei nuovi
beni acquisiti, per le piccole e medie imprese, è a fondo
perduto.
Nella misura del quaranta per cento, per le medie imprese, è a
fondo perduto. Per la misura del trenta per cento, del costo
complessivo dei nuovi beni acquistati, è a fondo perduto.
Il fatto nuovo, straordinariamente nuovo, è che questa misura
si applica e si introduce un regime fiscale agevolativo,
esclusivamente per queste Regioni: Sicilia, Calabria, Campania,
Puglia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.
A questo testo è stato presentato, da parte del centrodestra un
emendamento soppressivo alla finanziaria nazionale e il
centrodestra, sostenendo che queste misure sono troppo a favore
del sud, ha deciso che bisognava fare al Nord lo sciopero delle
piccole imprese contro la manovra finanziaria.
Volete ritirare gli emendamenti soppressivi di questa norma?
Ritenete che questa norma, che dà alle imprese siciliane il
cinquanta per cento a fondo perduto, sia una norma sbagliata?
Anzi, c'è stato un tentativo nella scorsa legislatura di
riproporre la 388 del 2000, da parte dell'onorevole Fleres e di
altri colleghi parlamentari, prevedendo una postazione, se non
ricordo male, di quattordici milioni di euro, ritenendo valida
quella misura.
Nella polemica in questa Aula tra me e il collega Fleres, tra
me e il centrodestra, io chiesi che motivo ci fosse. Se vince il
centrosinistra, questa misura ricade sulla fiscalità generale.
Non c'è motivo di aggravare il bilancio della Regione di un
milione, di due milioni, quattordici milioni di euro, visto che
la misura sarà avanzata dal Governo di centrosinistra.
Quella misura si potrebbe obiettare anche qui, mi allarma il
modo di obiettare di Cuffaro.
Cuffaro cosa obietta? Dice che se si applica quella misura in
Sicilia, dato che riduce del cinquanta per cento la base
imponibile delle imprese, abbiamo minori trasferimenti.
Vivaddio Ma il problema, onorevole Cuffaro, non è il bilancio
della Regione, ma l'economia siciliana. Noi non dobbiamo
governare sulla base del bilancio, ma sulla base del fatto che
introduciamo un nuovo vigore nell'economia siciliana e siccome
abbiamo già quantificato la misura che fu applicata, nell'anno
2001, in mille miliardi, le imprese siciliane hanno utilizzato
quella misura in mille miliardi. Come è quantificabile? Col fatto
che ci fu una compensazione nella finanziaria del 2002 che
restituì alla Sicilia le minori entrate.
Come si regola, allora un governo? Deve dire che la misura è
ottima, buona, eccezionale, se ci sono minori entrate, ma non
possiamo saperlo perché la misura entra in regime dal primo
gennaio 2007, se nel corso del 2007 ci sono minori entrate... E
noi dobbiamo augurarci che ci siano minori entrate? Dobbiamo
augurarci che il sistema delle imprese siciliane utilizzi la
misura, tutte e due, sia quella per l'occupazione, sia questa e
in questo modo abbiamo la possibilità di dire al Governo
nazionale che deve compensare le minori entrate nei confronti
della Regione, ma con la finanziaria del 2008, onorevole
Assessore.
Altrimenti ho l'impressione che ci troviamo di fronte a un
Governo che non ha la visione degli interessi veri della Sicilia.
Stessa vicenda riguarda l'IVA e stessa vicenda riguarda una
questione particolare, straordinaria, una misura contenuta nella
finanziaria che riguarda le cosiddette zone franche.
Nel 1996 la Regione siciliana si dotò di uno studio fatto dal
professor Ukmar. Il dibattito era tra due posizioni: il Polo che
sosteneva la zona franca e il centrosinistra che, invece, non la
sosteneva. Per evitare di uscire dal dibattito ideologico abbiamo
chiesto in quella occasione al professor Ukmar di dare
un'indicazione. Egli fece una serie di studi e alla fine concluse
che la migliore condizione per la Sicilia era quella di creare le
zone franche di impresa.
Cosa sono le zone franche d'impresa? Sono zone, distretti
industriali dove si esercita una politica di fiscalità di
vantaggio, dove si esercita una politica di infrastrutturazione,
dove c'è una politica di sostegno per l'abbattimento dei costi di
produzione, dove c'è un abbattimento dei costi energetici cioè un
sistema di sostegno al sistema delle imprese perché poi
l'obiettivo è creare sviluppo.
Questa norma è contenuta nell'articolo 21 della finanziaria
che, voglio dirlo qui, quelli che prevedono di intervenire nelle
zone di impresa, leggo testualmente, avranno una esenzione dalla
tassa sul reddito di impresa per i primi cinque anni in favore
delle aziende presenti nelle aree beneficiarie... .
Onorevole Dina, onorevole Cintola, onorevole assessore per il
bilancio e le finanze, alla definizione delle zone urbane sulla
base dei criteri e per l'allocazione delle risorse, per
perimetrare sarà necessario che ci siano criteri che saranno
definiti dal CIPE.
Il problema è: la Regione come entra nel dibattito politico
nazionale per definire che in Sicilia diveniamo titolari di un
beneficio nazionale e facciamo le zone d'impresa?
La norma nazionale dice che noi possiamo compartecipare e,
sotto il profilo finanziario, prevede una dotazione di 50 milioni
di euro e il concorso delle regioni.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Lei parla
delle zone urbane d'impresa?
SPEZIALE. Zone urbane d'impresa, che riguarda le zone urbane
degradate, che si allaccia poi alle zone d'impresa, che è il
primo passo.
Detto questo voglio definire alcune questioni. Stamattina il
Presidente della Regione ha lanciato un allarme per alcune
vicende che riguardavano il fondo sanitario nazionale. C'è modo
e modo di fare polemica, e mi dispiace che la stampa non sempre
sia attenta ai numeri. L'abbassamento dell'1 per cento sul
personale fu definito, a partire dal 2004, con la legge
finanziaria di Berlusconi che stabilì che la spesa sanitaria
relativa al personale non doveva superare quella prevista nel
2004 abbassandola dell'1 per cento. La norma di Berlusconi
prevede esattamente che anziché l'1 per cento sia lo 0,4 per
cento. Volete che ve la legga?
FORMICA. Non c'è bisogno, non è questo il problema
SPEZIALE. Questa polemica astiosa, pretestuosa non vi dà un
profilo di Governo, per avere un profilo di Governo non voglio
parlare del patto di stabilità, arrivo alle due questioni poste
con forza dal Presidente Cuffaro: una riguarda il centro di
ricerca e l'altra la compartecipazione alle spese del fondo
sanitario da parte della Regione siciliana. Noi riteniamo
sbagliate sia l'una che l'altra norma.
DINA. Bravo
SPEZIALE. Ma questa è correttezza Non siamo come voi che
dite che coinvolgete tutta la finanziaria Questa finanziaria è
la più meridionalista che abbiamo mai avuto, la finanziaria che
dà più risorse al Sud, non c'è stata mai alcuna finanziaria con
questo carattere. Tuttavia, contenendo questa finanziaria due
argomenti tra i tanti che non condividiamo - onorevole Dina, mi
dispiace che non sia presente il suo Presidente della Regione che
avrebbe dovuto fare valere queste ragioni nel Consiglio dei
Ministri non qui e neanche sulla stampa, si governa lì nei luoghi
deputati -, abbiamo dato mandato ai nostri deputati di
presentare emendamenti per modificare le norme, chiediamo ai
gruppi di centrodestra di ritirare gli emendamenti presentati che
sopprimono agevolazioni per la Sicilia: cuneo contributivo,
agevolazioni fiscali, sostegno alle imprese, credito di imposta,
e non abbiamo alcuna difficoltà a farvi sottoscrivere gli
emendamenti modificativi che saranno presentati da parte del
Gruppo del mio partito.
Noi presentiamo i nostri emendamenti, ci augureremmo, però, che
il centrodestra che ha sposato a livello nazionale una linea
profondamente antimeridionale non presenti gli emendamenti e dia
la possibilità di dare respiro al sistema delle imprese
meridionali della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
tono e le argomentazioni di questo dibattito debbano produrre
l'effetto auspicato dall'onorevole Speziale, ma anche
dall'onorevole Cintola nei rispettivi interventi, cioè quello di
determinare un clima diverso nei rapporti tra il Governo
nazionale ed il Governo regionale posto che, in maniera
indiscutibile e contabilmente chiara, la finanziaria nazionale se
è vero - e nessuno lo nega - che presenta alcuni aspetti positivi
e certamente condivisibili, - non a caso si parla di tavolo dei
volenterosi', definizione che non abbiamo scoperto questa
mattina, se ne parla, infatti, da alcune settimane -, è
altrettanto vero che presenta alcune misure chiaramente e, devo
dire, irrazionalmente penalizzanti per la realtà siciliana.
Infatti, quando si taglia, per esempio, la scuola superiore di
Acireale o quando si taglia il Rimed, vorrei capire come leggere
queste cose se non come una sorta di ripicca nei confronti della
nostra Regione per quello che si stava tentando di fare.
Certamente è imbarazzante che, per esempio, questa cosa del
Rimed si sia verificata con la Presidenza della Commissione
Sanità affidata ad una persona che fino a qualche tempo addietro
esercitava la sua professione nelle strutture siciliane e aveva
anche un ruolo importante all'Ismett.
E' strano che questo sia accaduto perché più che una manovra di
natura finanziaria può apparire come una manovra di natura
persecutoria, quasi una vendetta nei confronti degli ex colleghi,
ma non è questo il tema centrale del mio intervento.
Quello che dobbiamo fare dobbiamo farlo insieme perché le
condizioni di disagio finanziario del nostro Paese sono note a
tutti. Tutti sapevano che sia nel caso in cui avesse vinto il
centrodestra - che non ha vinto per merito del centrosinistra ma
per demerito del centrodestra e di chi ha consentito
l'emigrazione di consensi dal centrodestra verso il
centrosinistra, anche nella realtà territoriale -, sia che avesse
vinto il centrosinistra, che la condizione finanziaria del
nostro Paese non era florida. Una condizione non florida si può
affrontare in tanti modi; si può affrontare tassando in maniera
indistinta tutti i territori e tutti i cittadini, anche quelli
che producono sviluppo e che dovrebbero contribuire a ridurre le
condizione di disagio economico, ma si può anche realizzare
favorendo gli investimenti, favorendo il progresso. In passato,
la sinistra amava definirsi progressista e credo che l'opera di
maggior progresso che si poteva realizzare in Sicilia - il Ponte
- stia per essere cancellata dalla sinistra.
Mi chiedo, quindi, cosa significhi progresso oggi. Mi chiedo
come mai, persino un progetto come quello del ponte - cui ha
contribuito NOMISMA, notoriamente vicina al Presidente del
Consiglio -, sia diventato all'improvviso non adeguato, non
economicamente rilevante, non strutturalmente urgente.
Se sgombriamo il campo da tutti questi equivoci e da tutte
queste situazioni imbarazzanti che, come certamente
comprenderete, non posso condividere - probabilmente, riusciremo
ad attivare quello che è stato definito il tavolo dei
volenterosi' alla ricerca incrociata di soluzioni che non
penalizzino né territori né fasce sociali.
La finanziaria nazionale incide sul bilancio della Regione
siciliana per somme che vanno dai 3 ai 4 miliardi di euro. Un
miliardo di euro viene meno dal cuneo fiscale; 1,3 miliardi di
euro viene meno dal Fondo sanitario nazionale; 330 miliardi dalla
RIMED; 400 miliardi dal FAS; 10 milioni di euro dall'articolo 38.
Vi è anche il credito d'imposta che avremmo voluto già per
questa Regione dalla scorsa legislatura e che adesso ci
ritroviamo sul piano nazionale. Non è certamente contro il
credito d'imposta che ci scaglieremo mai perché quella è una
misura virtuosa che determina sviluppo ma non possiamo dire la
stessa cosa di altre misure che invece non favoriscono lo
sviluppo, mi riferisco alla rimodulazione delle aliquote
dell'IRPEF, alla manovra che danneggia, onorevole Speziale, e poi
vedremo chi danneggia di più.
Questi interventi, dicevo, non possono certamente essere
affrontati in maniera approssimativa e non possono essere
discussi neppure da un organismo, l'Assemblea regionale siciliana
che, rispetto al Parlamento nazionale e al Governo nazionale, ha
soltanto un potere di petizione e può esprimere un atto di
indirizzo verso il Presidente della Regione perché lo stesso
venga espresso all'interno del Consiglio dei Ministri, posto che
il Presidente della Regione venga invitato in queste circostanze
al Consiglio dei Ministri e, come abbiamo sentito questa mattina,
non lo è stato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo significativo il
tema Ponte rispetto a questo dibattito, ma credo che
l'approfondimento dello stesso debba essere effettuato in un
successivo dibattito, forse già fissato in occasione della seduta
del 18 ottobre.
Il Governo nazionale afferma che utilizzerà le risorse non
appostate sul ponte per realizzare altre infrastrutture.
Le altre infrastrutture, poiché devono essere cantierabili,
sono già state finanziate e, per questo motivo, vorrei
comprendere bene che fine fanno i 2 miliardi di euro.
Probabilmente, questa somma servirà a finanziare altre aree del
Paese ed altre infrastrutture ma, certamente, non nella nostra
Regione. Non comprendo neppure perché bisogna sciogliere Fin
Tecnica, svuotando, di fatto, la sua dotazione finanziaria e
facendo arretrare le prospettive di sviluppo della Sicilia di
alcuni decenni.
Onorevoli colleghi, abbiamo il dovere di approfondire tutti
questi aspetti.
Stasera o domani voteremo l'ordine del giorno che, credo,
concluderà questo dibattito. L'onorevole Speziale proponeva di
suggerire emendamenti specifici. Non è un nostro compito, ma è
compito del Parlamento nazionale, anche perché rischieremmo di
compiere una operazione demagogica. Dobbiamo affidarci, invece, a
quello che è un indirizzo di carattere generale che non può che
seguire le strade di natura istituzionale previste (la presenza
del Presidente della Regione in seno al Consiglio dei Ministri,
la presenza delle nostre rispettive forze politiche nel
Parlamento, nel momento in cui verranno affrontati questi temi -
è lì che si misureranno le diverse opinioni - e, inoltre,
onorevoli colleghi, il percorso del cosiddetto tavolo dei
volenterosi'). Sicuramente, non abbiamo inventato quest'ultimo
per caso né abbiamo voluto eccessivamente colpevolizzare chi ha
predisposto la finanziaria solo per una ragione, perché è già lo
schieramento politico che esprime il Governo nazionale che lo
colpevolizza.
Non credo che in questo momento gli organi di rappresentanza
dell'ANCI e dell'Unione delle Province facciano riferimento a
posizioni di centrodestra e non credo neppure che la marcia dei
sindaci sia stata organizzata dal centrodestra; non credo che i
Presidenti delle Regioni, della maggior parte delle Regioni
d'Italia siano di centrodestra. Eppure credo che gli uni e gli
altri abbiano fatto, nelle rispettive posizioni e nelle
rispettive funzioni, lo stesso tipo di ragionamento e lo stesso
tipo di accuse, di sottolineature, che abbiamo fatto, oggi, noi
che siamo del centrodestra in questo dibattito parlamentare.
Non possiamo, quindi, onorevoli colleghi del centrosinistra
arroccarci rispetto a questi argomenti, perché nel centrosinistra
si è già determinata una esplosione delle contraddizioni
contenute nella finanziaria. Non è chi accende il cerino che
determina l'incendio ma chi cosparge di benzina il territorio che
fa correre il rischio al territorio di prendere fuoco, non con un
cerino, ma persino con un raggio di sole.
Ciò è accaduto con questa finanziaria.
Onorevoli colleghi, credo che, ancora una volta, se vogliamo
dare un segno di buon senso, di ragionevolezza, di coerenza,
anche di lungimiranza, un segno che deve essere tracciato per
disegnare non una Sicilia governata dal centrodestra nei
confronti di un Paese governato dal centrosinistra, ma da una
Sicilia e da un Paese che non puntano a vendicarsi reciprocamente
per le rispettive posizioni assunte, siamo tenuti a collaborare
reciprocamente per evitare che processi di sviluppo avviati
possano essere interrotti, che opportunità di lavoro e di
sviluppo avviate possano essere interrotte.
Stamattina, l'onorevole Barbagallo o il Presidente della
Regione, non ricordo, faceva riferimento alla tassa sui turisti.
Se facciamo così, se non si introdurrà la tassa di ingresso in
Sicilia, si introdurrà quella di uscita dall'Italia, dal
Continente ed il risultato sarà lo stesso, sarà un risultato
irrazionale, non un risultato logico, non un risultato che ci
consente di guardare avanti con ottimismo.
Vorrei concludere con un riferimento a quello che sta accadendo
in tutto il Paese dove, spontaneamente o politicamente
organizzati, si stanno formando comitati che puntano ad una
rivisitazione della finanziaria nazionale. Avrete letto sui
giornali che c'è un certo scetticismo sul fatto che la destra
organizzi manifestazioni di questo genere o abbia deciso di
organizzare manifestazioni di questo genere. Mi sorprendo che ciò
accada. E' accaduto a Roma, con un milione di italiani, non
portati lì dai sindacati, a spese dei sindacati, con i pullman
organizzati dai sindacati, ma spontaneamente, o a Milano.
Non mi preoccupano queste iniziative, se sono fondate su
rivendicazioni corrette, logiche, razionali, condivise, perché,
come diceva Benjamin Franklin, onorevoli colleghi La democrazia
sono due lupi ed un agnello che discutono cosa mangiare a cena;
mentre la libertà è un agnello armato - nel nostro caso armato
degli strumenti istituzionali - che partecipa alla discussione
con i lupi .
In questo momento, rischiamo di fare la parte dell'agnello che
discute su cosa mangiare a cena insieme ai lupi e, in questo
momento, l'agnello è disarmato.
Questa seduta decisa dal Presidente della Regione e dal
Presidente dell'Assemblea che ringrazio, serve ad armare di
strumenti istituzionalmente rilevanti la nostra Regione ed il
nostro Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questa mattina sia stato svelato un tentativo fatto
dall'onorevole Cuffaro di decontestualizzare il dibattito di
oggi. Ha parlato delle cose di cui avrebbe avuto bisogno la
Sicilia, di quelle che secondo lui mancano nella finanziaria
nazionale, dimenticando perché si fa questo tipo di finanziaria
nel nostro Paese.
Molti colleghi che mi hanno preceduto l'hanno detto molto bene:
noi - lo voglio sottolineare - siamo un Paese che ha visto, negli
ultimi cinque anni, crescere in maniera esponenziale, il proprio
debito pubblico.
Come tutti ricorderete, cinque anni fa, il debito pubblico del
nostro Paese scendeva, era ormai prossimo a diventare il 100 per
cento del PIL ed il Governo Berlusconi lo ha riportato ad oltre
il 106 per cento. Il debito che quest'anno si aggiungerà al
debito pubblico, lo sforamento, è del 4,6 per cento, contro il 3
che dovrebbe essere per il patto di stabilità che abbiamo con il
Maastricht. Ricordo a voi tutti che questo sforamento è stato
consentito al Paese, dopo una lunga trattativa, dall'Unione
Europea con un presupposto preciso: entro il 2007 dobbiamo
tornare ad avere un disavanzo del 3 per cento.
La finanziaria di quest'anno non è, quindi, a scelta; non si
può scegliere che tipo di finanziaria approvare. La finanziaria
di quest'anno deve stare dentro questi parametri, cioè dentro il
patto di stabilità europea e dobbiamo provare a tornare ad
essere un Paese virtuoso.
Per questo motivo, si possono approvare due tipi di
finanziaria: una che pensi soltanto al rientro del debito o
l'altra - come quella che sta tentando di portare avanti il
Governo Prodi - che si occupi anche di agganciare l'Italia a
questa piccola ripresa in Europa, trainata dalla ripresa mondiale
dei grandi colossi asiatici, senza la quale rischiamo di
continuare questa fase di declino in cui il nostro Paese versa
ormai da alcuni anni.
Non vi cito i numeri ormai noti, i dati macroeconomici che
fanno del nostro Paese un Paese in declino evidente. Ricordo che
occupavamo il quinto posto nel Mondo e gareggiavamo, fino a
qualche anno fa, con la Gran Bretagna come potenza economica, ma
oggi siamo stati sorpassati e la Spagna ha gettato il guanto di
sfida. Il Governo Zapatero, infatti, sostiene che, entro il 2010,
il reddito pro-capite degli spagnoli sarà più alto di quello
degli italiani.
Dobbiamo augurarci dunque che, in Italia, la finanziaria
affronti contemporaneamente le questioni di debito e che agganci
il nostro Paese alla ripresa. Ma c'è di più: vanno ritrovati
alcuni riequilibri; va trovato un equilibrio sulla distribuzione
del reddito.
Come tutti sapete, nel nostro Paese, negli ultimi anni, la
forbice tra i più poveri e i più ricchi, è diventata più grande;
nel nostro Paese, è aumentato il numero delle persone che vivono
al di sotto della soglia della povertà e la nostra Regione, in
Italia, è tra le regioni che hanno il più alto tasso di famiglie
che vivono al di sotto della soglia della povertà e ciò è dovuto
anche alle politiche fiscali adottate.
La finanziaria deve affrontare il problema relativo alla
redistribuzione della ricchezza nel nostro Paese. Va fatta anche
una modernizzazione, in particolare nella nostra Regione, una
regione vecchia, con un sistema infrastrutturale vecchio, un
sistema immateriale vecchio. Le nostre università ed i nostri
centri di ricerca non rappresentano dei centri di ricerca e di
studio all'avanguardia.
Va fatto anche un altro riequilibrio ancora più importante:
quello tra nord e sud.
Mi sembra incredibile che in una Regione che ha scoperto
l'autonomismo, che ha fatto di questo un elemento importante
nella sua vita politica, dimentichi di dire che, negli ultimi
cinque anni, nel nostro Paese, si è avuto un accentramento
spaventoso delle risorse spese al nord nei confronti del sud.
L'ultima querelle a proposito della questione infrastrutturale
la dice tutta: gli ultimi soldi stanziati dal Governo Berlusconi
per le infrastrutture sono stati destinati all'apertura di
cantieri al nord; al sud sono state promesse e ventilate grandi
infrastrutture da realizzare ma non vi sono stati finanziamenti
adeguati.
Qualcuno, stamattina, affermava che si può cominciare
finanziando poco. Bisogna stabilire cosa significa il termine
poco perché se su 150 milioni previsti per un'opera se ne
stanziano 3, tale somma serve soltanto per la carta utile alle
fotocopie del progetto.
Il problema straordinario è rappresentato dal riequilibrio del
gap tra nord e sud. Sulle politiche rigorose di bilancio, non
possiamo chiedere a qualche altro soggetto di essere rigoroso
quando, nella nostra Regione, queste politiche non ci sono;
quando le politiche di rigore nella nostra Regione non sono state
fatte così come non si può fare a meno di ricordare che, in
Sicilia, come nel resto del Paese, vanno migliorate le condizioni
sociali ed economiche della persone che lavorano.
Dobbiamo sapere che abbiamo di fronte una finanziaria che
costituisce una specie di coperta corta, una finanziaria che
taglia, che deve fare rientrare dal debito, così come avviene in
una qualunque famiglia quando c'è un padre ubriacone o giocatore
di carte che sperpera i soldi e poi vi è anche una brava madre di
famiglia che può riequilibrare la situazione imponendo sacrifici
a tutti i componenti della famiglia, a cominciare dai figli che
non hanno giocato a carte e neppure si sono ubriacati ma che sono
costretti a pagare il debito del padre.
Ci troviamo proprio in queste condizioni e dobbiamo sistemare
la coperta.
Quando si afferma che vi sono i sindaci del centrosinistra, i
presidenti delle regioni del centrosinistra, tutte le categorie
che si lamentano per questa coperta perché ognuno rivendica per
sé qualche cosa, si dimostra, in qualche maniera, che siamo di
fronte al fatto che la coperta è corta e che tutti la vogliono
tirare. Anche noi dobbiamo tirare la coperta perché credo che sia
ragionevole che anche noi ci preoccupiamo che la coperta non sia
spostata troppo al di là dei nostri piedi. Si può avere un po' di
scopertura, ma non si può rimanere completamente scoperti.
Questo è il ruolo che dobbiamo giocare.
E' ragionevole che il nostro Parlamento, il nostro Governo, le
forze politiche e sociali della Sicilia si occupino di questa
contrattazione; che, in qualche maniera, chiedano che sia fatto
il massimo possibile perché la Sicilia è tra le Regioni che hanno
pagato di più per due motivi: perché il Governo centrale non si
è occupato di questa Regione e perché anche il Governo regionale
non si è occupato della Sicilia, infatti, non si può dire che si
sia occupato della Sicilia un Governo che ha, ed è percepito così
dal resto del Paese e dal resto dell'Europa, un Paese sprecone
che da un lato spreca e dall'altro non spende.
Abbiamo trovato il modo di sprecare le risorse messe a nostra
disposizione dalla comunità e, nello stesso tempo, non abbiamo
saputo spenderle bene, non le abbiamo nemmeno spese tutte.
Si dà per scontato che, se va bene, impegneremo il 70 per cento
di quelle risorse. Lo vedremo.
E consideriamo che una parte delle risorse che abbiamo
impegnato e speso sono state impegnate perfino per i progetti
sponda, cioè per quelle opere che avrebbero dovuto essere pagate
da altri e che invece abbiamo pagato noi, come la Palermo-
Messina, come il completamento della Palermo-Messina, che andava
finanziato a livello nazionale ma che ha gravato su di noi.
FORMICA. Era meglio non farla
CANTAFIA. No, no, bisognava farla E' paradossale che diciamo
grazie agli altri per le cose che abbiamo fatto con i nostri
soldi
Diciamo almeno che l'abbiamo fatta con i nostri soldi e, invece
di farla inaugurare a Berlusconi, si poteva farla inaugurare
soltanto a Cuffaro.
Allora, qual è il problema?
Abbiamo un grande problema nel fare la richiesta, nel tentare
di tirare la coperta verso di noi. Dobbiamo dimostrare, infatti,
di essere una Regione virtuosa; abbiamo bisogno di stabilire
regole certe, di ridare credibilità alla nostra amministrazione.
Abbiamo bisogno di dire con chiarezza cosa facciamo dei soldi.
Stamattina, qualcuno l'ha detto molto bene: non si può chiedere
di avere attenzione nei confronti del deficit che abbiamo sulla
sanità quando il nostro deficit è fuori controllo, quando cresce
ad una velocità più grande di tutte le risorse che possiamo
mettere insieme per tentare di tamponare questa condizione.
Si faccia con serietà una lotta a questo spreco. Si faccia una
cosa semplice: si riporti il rapporto tra sanità privata e sanità
pubblica a livello di quello delle altre regioni. Si faccia un
contrasto rigoroso nei confronti dell'uso della sanità privata
che, indubbiamente, drena risorse importanti, straordinarie,
all'origine, probabilmente, della maggiore quantità di spreco
nella sanità.
Si va con disinvoltura a fare diagnostica e quant'altro nel
campo della sanità privata quando probabilmente sarebbe meno
favorita se si prevedesse un ticket su quella, soltanto su
quella.
Allora, il rigore deve diventare anche per noi una cosa precisa
nelle spese della pubblica amministrazione.
Il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, stamattina, ha
ricordato che vi è un processo di stabilizzazione nel precariato.
Mi chiedo quale coerenza ci sia tra questo processo e il fatto
che continuiamo ad aumentare significativamente i posti nella
pubblica amministrazione senza farcene accorgere.
Quanti sono gli assunti fuori dai bacini di stabilizzazione
nelle società miste della Regione?
Quante società abbiamo fatto?
Mentre abbiamo dato vita ad un Commissario per privatizzare le
aziende siciliane, abbiamo aumentato il numero delle società di
proprietà della Regione. Siamo in controtendenza. Qualcuno
afferma che siamo una Regione governata dal centrodestra.
Non so cosa distingue il centrodestra dal centrosinistra, ma,
certamente mi farebbe piacere affrontare, ad esempio, una
discussione sulle privatizzazioni, sul ruolo della pubblica
amministrazione nei comparti economici.
E tante altre cose abbiamo aumentato nella nostra Regione
Certo, si può fare insieme, ci mancherebbe.
In teoria, specialmente in una Regione come la nostra, con le
ambizioni di essere quasi una Regione-Stato, con l'ambizione del
riconoscimento di elementi sempre più forti di autonomia, è
irragionevole che una classe dirigente sia unita rispetto ad
alcune cose precise che riguardano orizzontalmente gli interessi
dei siciliani.
Per fare questo, non si può chiedere una cosa di questo genere
quando si è nei guai, quando non si riesce ad approvare una
finanziaria se non soltanto di tagli.
La cosa più evidente, la differenza più grande tra la
finanziaria nazionale e quella regionale non riguarda soltanto
l'allocazione dei tagli ma il fatto che, nella nostra Regione,
non abbiamo un'idea dello sviluppo, non sappiamo come fare ad
incentivare lo sviluppo della nostra Regione che è elemento
essenziale, non soltanto perché dobbiamo fare un favore alle
imprese; lo sviluppo riguarda tutti e non c'è possibilità di
avere siciliani più ricchi o meno poveri, forse è meglio dire
così, meno poveri se non si ha uno sviluppo nella nostra Regione.
Abbiamo bisogno quindi di tenere insieme i due corni del
problema. Dobbiamo mantenere il rigore rispetto ad una Regione
che ormai è sull'orlo della bancarotta - abbiamo difficoltà
perfino ad ottenere mutui, prestiti; abbiamo bisogno di
inventarci una finanza creativa come la cartolarizzazione degli
immobili della sanità, piuttosto che delle IPAB - e, in questa
situazione, chiediamo agli altri e imputiamo agli altri le nostre
difficoltà.
Occorre, quindi, uno scatto di orgoglio da parte della classe
dirigente siciliana. Occorre, innanzitutto, sincerità, verità;
bisogna avere finalmente il coraggio di dire quali sono le cose
che non vanno in questa Regione. Certamente, per attuare
politiche di rigore, occorre una classe dirigente coesa perché
dire no a qualcuno è sempre scomodo; è brutto dovere applicare
dei tagli ad altri soggetti ed è evidente che, in quel caso,
occorre il consenso dell'opposizione; si cerca il nostro aiuto
nel momento in cui bisogna dire di no.
Si dica la verità; si dica fino in fondo quali sono i drammi
della nostra Terra e poi forse si potranno affrontare i nodi
centrali della nostra Regione perché non c'è dubbio che
un'opposizione come la nostra che ha interesse a tenere in grande
considerazione i destini della Sicilia, gli interessi dei
siciliani, possa in qualche maniera essere pronta a sostenere le
cose che servono alla Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
colleghi, farò un breve intervento - probabilmente anche inusuale
- evidenziando quella che è più l'impressione di un giovane
parlamentare, ma anche di un giovane siciliano di 34 anni che
assiste spesso ad una sorta di teatrino che artatamente viene
organizzato su argomenti seri, delicati, che costituiscono il
destino della nostra Terra, che rimane un po' sorpreso e che ha
avuto la conferma che questo Palazzo comporti persino il rischio
di una certa oppiatura del cervello, che induca a tenersi
distanti da quella che è una cruda realtà complessiva che porta
ad agire, spesso, in modo più recitativo rispetto ad alcuni dati
concreti che mi voglio permettere così di affrontare partendo,
intanto, da un aspetto che ho colto nell'intervento del
Presidente Cuffaro. Oggi, non ho visto un Presidente Cuffaro che
mostra i muscoli; e lo voglio dire senza spirito di polemica.
Ho colto un Presidente Cuffaro che oggi, forse, mostra la
trippa - onorevole Cracolici, questo non è un problema di fondo -
ma un Presidente Cuffaro che, in ogni caso, con una punta di
umiltà, ha lanciato un appello.
Vi ha lanciato un appello e l'avrà fatto, probabilmente, un po'
a modo suo, forse in modo un po' goliardico. Ho notato che siete
molto bravi entrambi a duellare, a sfidarvi su quello che è
appunto il piano della cosiddetta corecitazione.
Ho colto, in ogni caso, un appello e l'appello viene lanciato,
fondamentalmente, agli amici onorevoli dell'opposizione che oggi,
probabilmente, hanno in ogni caso la possibilità di cancellare il
fatto che questa non è tanto una finanziaria del Governo
nazionale che possiamo giudicare su alcuni aspetti (se sarà più
o meno positiva nei confronti della Sicilia e, sfido chiunque
oggi, a fare una analisi precisa), ma è accaduto un fatto grave
che mi permetto di evidenziare: per la prima volta assistiamo ad
un attentato politico di doppia natura che viene perpetrato nei
confronti della Sicilia e che riguarda le nostre prerogative, la
nostra autonomia - che non abbiamo saputo utilizzare,
probabilmente solo per farci del male - ma questo è un altro
aspetto, e avremo altri momenti per parlare di questo.
L'altro aspetto che mi permetto di evidenziare è l'attentato
istituzionale, che si vuole realizzare, perché, se si guarda
l'intero paniere di questa finanziaria, si scorge una tecnica
criminale, precisa, che mira a mettere in difficoltà
l'Istituzione regionale, togliendo risorse in modo mirato,
tentando di fare saltare anche la gestione della spesa
corrente.
Dall'altro lato, si paventano queste risorse, questi sgravi
che, probabilmente, ci sono; forse gli effetti positivi ci
saranno, ma il disegno evidente - e forse è la prima volta che
lo si rinviene in una finanziaria - è che c'é un attentato
chiaro e palese nei confronti della nostra autonomia e nei
confronti di un Governo che in ogni caso deve governare.
Ma veniamo all'appello che stamattina il Presidente della
Regione ha lanciato e, con il quale chiede che si consenta, in
ogni caso, che la Sicilia possa andare avanti sulle cose
essenziali, poi, sul resto ci possiamo confrontare o scontrare;
ma è anche evidente che questa finanziaria introduce norme
importanti.
Ho sempre difeso la legge Visco, ho sempre sostenuto che è
stato uno dei provvedimenti più geniali perché i risultati sono
evidenti. Come non ho condiviso mai che si siano inventate le
zone depresse' al Nord, per derubarci di un beneficio che
doveva nascere per il Meridione. Non l'ho mai condiviso, l'ho
sempre detto e lo ribadisco: la finanziaria nazionale introduce
un elemento, un automatismo che era importante soprattutto per
noi siciliani, ma l'elemento che noi del Movimento per
l'Autonomia vogliamo sottolineare è questo chiaro tentativo - e
questa è una cosa che tutti quanti noi dobbiamo impedire - di
minare le nostre prerogative, di minare, in ogni caso, l'opera
del Governo regionale che verrà messo in ginocchio se questi
provvedimenti verranno varati nei termini che conosciamo. Credo,
ripeto, vi sia un palese disegno, mi permetto di dire, politico-
criminale nel mettere ancora più in ginocchio la Sicilia.
Penso che la frase la Sicilia sopra i partiti' sia una frase
appropriata perché credo sia un concetto che, al di là del
teatrino che puntualmente siamo bravi a condurre anche in
quest'Aula, dovremmo invece tenere presente. E, allora, mi
permetto, di unirmi alla preghiera, alla stessa che il
Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, oggi rivolge ai
colleghi dell'opposizione: Difendiamo la Sicilia '. Nel
tentativo di coinvolgervi - perché oggi gli interlocutori
principali siete voi - dobbiamo ammetterlo - appellandoci, per
alcuni aspetti importanti, delicati, dove è evidente quel
tentativo, alla vostra coscienza di siciliani, mettendoci, così,
al di là di tutte le posizioni personali e i colori politici,
riflettendo su alcuni aspetti, ulteriormente puntuali, come lo
scippo' sul ponte, in relazione alle somme destinate alla
realizzazione del medesimo ponte sullo Stretto di Messina.
E' chiaro il disegno che si consuma perché togliendo le somme
destinate alla Fin Tecnica di fatto si spoglia dei finanziamenti
la società che doveva realizzare un'opera importante.
Ebbene, probabilmente c'é un passaggio che forse dobbiamo
cogliere perché, da un lato si assiste al tentativo di togliere
queste somme, ma dall'altro, c'è quello di tenere in piedi quella
società: allora, sarà qua probabilmente l'altra grande scommessa
che potrebbe reggere alle nostre valutazioni, che sono già state
fatte e cioè se questo ponte - al di là delle guerre di
religioni, ambientali - venga ritenuta opera essenziale, come
l'ha ritenuta il Movimento per l'Autonomia, e la si considera un
elemento straordinario che costringa, in termini positivi,
qualunque governo, di qualunque colore esso sia, a completare
questa grande opera.
Può diventare una sfida da cogliere, per noi siciliani e per
il governo siciliano, approfittando di mantenere viva questa
società che può completare il progetto. Accettiamo questa sfida
realizzando noi quest'opera - se realmente questo progetto, da
un punto di vista economico-finanziario, si regge da solo -
quindi non una gestione di trenta anni, ma di cinquanta anni -
probabilmente, ci sono le condizioni affinché si colga la sfida.
Un dato, però, é certo, la sottrazione di queste somme dalla
finanziaria nazionale che non vengono ricompensate, e non credo
che il Governo nazionale le stia restituendo sotto altre forme.
Da un lato le toglie direttamente, mettendo in difficoltà le
istituzioni, il governo regionale, dall'altro si paventa questa
spalmatura sul cuneo fiscale, su quelle che sono altre misure per
le famiglie, ma a quanto pare, se sommiamo tutte le cifre che
evidentemente già dal documento é chiaro che il governo ci vuol
togliere, non esiste a quanto pare una contropartita in termini
eguali.
Questo fa rilevare che la Sicilia non ha, all'interno del
Consiglio dei ministri, un ministro che difenda le prerogative
della Sicilia e in questa occasione abbiamo avuto un'ulteriore
conferma.
Mi permetto di dire anche che la fiscalità di vantaggio o
compensativa é stato un tema che abbiamo affrontato un anno fa.
L'abbiamo posto, e al di là dell'enunciazione di principio,
bisogna capire quante somme e quante risorse verranno destinate a
tale fiscalità di vantaggio.
E' facile inserire dei principi che stanno rischiando di
diventare soltanto enunciazione di principi' e aggiungo che il
precedente governo nazionale aveva già accolto questa richiesta,
avanzata un anno fa dal Movimento per l'Autonomia.
Quindi, come dicevano i latini, nulla di nuovo sotto il sole',
da questo punto di vista. La questione sarà - e qui ho le mie
legittime titubanze - sulle risorse che saranno destinate per la
fiscalità di vantaggio ma credo che con un ministro posto come
guardiano di frontiera nei confronti della Sicilia, che non
viene rappresentata nel governo nazionale, credo sarà molto
difficile che noi, realmente, si possa toccare con mano i
benefici ventilati o la creazione di distretti dove si possa fare
dumping ed altro. Questo sarà un ragionamento che ci porterà a
capire definitivamente come opererà il Governo.
Un ultimo passaggio, dato che siamo stati chiamati in causa
spesso in questi giorni in merito alla richiesta legittima che il
sottoscritto ha fatto in Commissione bilancio, sull' integrazione
del Documento di programmazione economico- finanziaria mi
permetto di dire, parafrasando le parole dell'onorevole assessore
Lo Porto, che noi non cincischiavamo' in Commissione, ma abbiamo
posto un problema legittimo che avete il dovere di cogliere, in
modo diverso rispetto a come é stato colto, dato che la
Commissione bilancio, per quanto mi riguarda, non può essere
considerata, in un momento così difficile, un ufficio
passacarte'.
Questo ce lo dovete consentire e, soprattutto ci dovete mettere
in condizione, e nei tempi giusti, di potere analizzare il
Documento di programmazione economico-finanziaria, il disegno di
legge finanziaria e tutto ciò che ne consegue perché se per la
prima volta il Documento di programmazione economico e
finanziaria ritorna in Giunta, e ce ne siamo assunti la
responsabilità, mi permetto di dire agli onorevoli colleghi che
questo può essere il primo precedente di una serie di precedenti,
in relazione alla legge finanziaria. Su questo non devono
esserci dubbi Se non saremo messi nella condizione di potere
analizzare l'intero impianto del disegno di legge finanziaria,
per capire e condividere quelle che sono le difficoltà,
sottolineando che la frenesia del Governo sicuramente non porta
spesso all'umiltà del confronto, credo che la Commissione
bilancio assumerà un atteggiamento riottoso, e di conseguenza
credo che sia in ogni caso, da parte nostra, legittimo difendere
le prerogative parlamentari e soprattutto di onesti siciliani a
servizio della Sicilia.
Da segretario della Commissione non accetto questo
comportamento, e la sottolineatura del comportamento del nostro
movimento, lo respingo. Ribadisco che se i tempi non saranno tali
da potere concordare con serenità, confrontandoci con serenità,
per proporre ed emendare, svolgendo il nostro compito di
commissari credo che nascerà un confronto non favorevole e
sicuramente duro che non è frutto di strumentalizzazioni
politiche, né di tentativi e di trattative varie, ma
semplicemente frutto della voglia di svolgere fino in fondo il
proprio ruolo.
Concludo su quella che è stata la tematica del rigore,
onorevoli colleghi, io non vorrei fare qualche battuta che
probabilmente rischierebbe di essere fraintesa, ma credo che una
politica di rigore debba partire da molto lontano, ed è un
problema che coinvolge sia la maggioranza che l'opposizione: non
è logico che da un lato si venga accusati della proliferazione
degli assessori junior e dall'altro si assista alla
moltiplicazione di incarichi di deputati segretari ed altro
ancora, ciò è contro ogni politica di rigore. Dobbiamo, quindi,
avere il coraggio, se vogliamo affrontare il problema, di
affrontarlo con serenità partendo da tutto l'impianto,
probabilmente, comprese le nostre indennità.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli: Edoardo Leanza, Leontini, Savarino,
Mancuso, Sanzarello, Parlavecchio e Cristaldi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, dovremmo sospendere il dibattito
per l'assenza dall'Aula del Presidente della Regione, artefice di
questa seduta.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Cracolici ed ho preso spunto per
alcune argomentazioni che vorrei tentare di sviluppare. Anch'io
la penso come l'onorevole Cracolici, se volete sapere il mio
punto di vista, e dato che il dibattito è stato chiesto dal
Presidente della Regione, sarebbe stato un atto di cortesia, nei
confronti dell'intero Parlamento, ascoltarci fino alla fine.
Ma credo che a volte la politica ci metta nelle condizioni di
affrontare questioni complesse, ognuno partendo dal proprio punto
di vista, questioni articolate rispetto alle quali è difficile,
credo come in queste occasioni, riuscire a trovare il bandolo
della matassa.
Ognuno recita a soggetto, nel gioco delle parti, e quindi
chi come me fa parte della maggioranza si trova a difendere
l'operato del Governo e conseguenzialmente a contestare
l'operato del Governo nazionale, e chi, invece, sedendo sui
banchi dell'opposizione si trova ovviamente a contestare
l'operato del Governo regionale. E quindi, molto spesso, facendo
il gioco delle parti, si finisce per recitare non cogliendo qual
è il reale senso della dialettica parlamentare, cioè cercare di
fare, quanto più è possibile, gli interessi della collettività.
Ho con me una relazione, sono circa sei pagine di intervento,
mi ero preparato in maniera documentaria, ve le risparmio, non ho
intenzione di raccontarvi cose peraltro dette e ridette in questo
dibattito, per cui il mio intervento sarebbe stato di merito, ma
dopo la relazione del Presidente della Regione e, soprattutto,
avendo l'onore di parlare dopo tanti interventi, rischierei di
ripetere le stesse cose, quindi, non parlerò del ponte sullo
stretto di Messina, argomento di cui hanno parlato tanti
colleghi, ma certamente non posso non stigmatizzare
l'atteggiamento schizofrenico di alcuni componenti dell'attuale
maggioranza nazionale tenuto nel corso degli anni e soprattutto
di alcuni componenti del Governo attuale rispetto alla
fattibilità o meno del ponte sullo stretto.
Non parlerò della maggiorazione dell'IRAP che quattrocentomila
imprese siciliane e seicentomila professionisti dovranno pagare
dall'anno prossimo. Non ricorderò, per la decima volta, quanto
costerà l'aumento della quota parte della Regione siciliana nel
deficit della sanità. Ma certamente vale la pena ricordare un
dato, e mi riferisco all'intervento dell'onorevole Speziale
quando parlava di un piano di rientro triennale della spesa della
sanità. Onorevole Speziale, devo ricordarle che mentre
l'assessore per la Sanità, professore La Galla, trattava e
concordava con il Ministro della Sanità un piano di rientro
triennale - approvato già dallo stesso Ministero -
contemporaneamente il Ministero dell'Economia e delle Finanze
varava una finanziaria che sostanzialmente mandava all'aria quel
protocollo di intesa su cui il Governo regionale si era
impegnato.
SPEZIALE. Onorevole Cascio, tutto ciò, mentre il Presidente
della Regione autorizzava 400 posti letto
CASCIO. Non è così, onorevole Speziale, lei sa bene che non è
così. Questo è un atteggiamento che strumentalmente riproponete
ogni volta che si parla di sanità ma sapete perfettamente che non
è così. Questo atteggiamento non posso non sottolinearlo. Così
come non posso non ricordare come un articolo della finanziaria,
il 190, che porta via trecento milioni di euro per investimenti
nel campo delle ricerche in laboratori situati nella provincia di
Palermo, sia un articolo di finanziaria difficilmente difendibile
da parte dei colleghi dell'opposizione regionale ma che hanno
l'onore di essere al Governo del nostro Paese.
Io sono tra quelli che, peraltro, essendo ancora puro
politicamente, pur avendo quattro legislature alle spalle, due
alla Camera dei deputati e due all'Assemblea regionale, non
credeva che ci fossero, da parte del Governo nazionale,
ideologicamente opposto al nostro, delle penalizzazioni in
maniera così continuata nel tempo e quasi preconcetta.
Quindi avevo, rispetto a questa diversità di colore politico,
un atteggiamento assolutamente sereno. Però le ripetute manovre
finanziarie - e non i ripetuti interventi legislativi del Governo
nazionale - mi fanno credere che in effetti un atteggiamento
ostile e preconcetto ci sia.
Porto a conferma di quanto sto dicendo una dichiarazione delle
settimane scorse del Ministro per l'Ambiente, onorevole Pecoraro
Scanio. Non voglio riparlare dei termovalorizzatori, non voglio
riparlare delle questioni che sono state molto più visibili da un
punto di vista della comunicazione, ma parlo di un episodio che
è stato poco visibile ma che, per quanto mi riguarda, ha una
certa sostanza, quanto meno per dimostrare l'atteggiamento
preconcetto dell'attuale Governo rispetto ai problemi della
Sicilia. Mi riferisco ad un argomento che questa mattina ha
affrontato, incidentalmente, l'onorevole Barbagallo, parlo
cioè del porto di Augusta. Tutti sanno che in Italia esistono due
grandi poli chimici: il polo di Porto Marghera e il polo di
Priolo che fa riferimento al porto di Augusta. Il Ministro
dell'ambiente Pecoraro Scanio, di cui è nota la sensibilità
ambientale, ha avviato una procedura per risanare, da un punto
di vista ambientale, i due siti.
Per il sito di Porto Marghera ha avviato una trattativa con il
sindaco di Venezia, il compagno' Cacciari, per concordare le
modalità di risarcimento del danno ambientale del territorio.
Per quanto concerne, invece, il sito di Augusta, e quindi il
petrolchimico di Priolo, la soluzione al danno per impatto
ambientale era la chiusura del porto.
Bene, là il risarcimento, qui, la chiusura del porto
Evidentemente, qualcuno della sua stessa maggioranza gli ha
ricordato che se si blocca il porto di Augusta la metà, circa,
della benzina che giunge in Italia non verrebbe prodotta con il
conseguente caos del Paese.
Il Ministro ha colto il suggerimento, che qualcuno ha voluto
gentilmente dargli, ed il risultato che abbiamo ottenuto è che
il Ministro Pecoraro Scanio si è elegantemente defilato, non ha
più affrontato la questione; noi, sinceramente, speriamo che la
scomparsa di Pecoraro Scanio, dal proscenio ambientale della
Sicilia, duri anche per i prossimi anni.
Non voglio continuare ad alimentare questioni di merito e
soprattutto non vorrei che il mio intervento fosse inteso come un
intervento polemico finalizzato ad acuire ulteriormente le
contrapposizioni che ci sono tra di noi, al contrario di quanto
ne pensi l'onorevole Cintola. Io vorrei riuscire a trarre, se é
possibile, da questa seduta di Assemblea qualcosa di positivo,
di utile e quindi mi soffermo dal parlare dei giudizi dati
dall'ANCI rispetto a questa finanziaria e vado un attimo a
prendere qualche punto rispetto alle aperture che oggi, comunque,
in questo dibattito ci sono state. Ho ritenuto di avvertire
un'apertura nelle dichiarazioni dell'onorevole Barbagallo,
soprattutto, per quanto riguarda la possibilità di intervenire
sulla quota a carico della Regione rispetto al deficit sanitario.
Ho ritenuto che ci fosse qualche apertura anche nell'intervento
duro dell'onorevole Cracolici e soprattutto, in riferimento al
Centro di ricerca, al suo rifinanziamento o all'abolizione del
finanziamento del Centro di ricerca di Carini e sulla
possibilità, appunto, di ragionare nuovamente sulla quota a
carico della sanità siciliana.
Ho ravvisato nelle dichiarazioni dell'onorevole Ballistreri
un'apertura rispetto ai temi della realizzazione del ponte sullo
stretto di Messina, mi é sembrato che nell'intervento
dell'onorevole Speziale ci fosse un'apertura, una possibilità
di dialogo nonostante il rilievo che lo stesso ci pone quando
segnala che esiste una pessima abitudine, propria della
politica siciliana, di non tenere conto, spesso, del dibattito
d'Aula.
Allora, se vogliamo dare un senso al dibattito di oggi,
potremmo aprire una pagina nuova per il Parlamento siciliano, noi
abbiamo presentato - dopo di me parlerà l'onorevole Dina -
come maggioranza un ordine del giorno, a firma dei quattro
Capigruppo della maggioranza. E' un ordine del giorno che dà
pieno mandato al Presidente della Regione di rappresentare le
proteste della Sicilia, in seno al Consiglio dei Ministri, e
tutte quelle che sono le nostre idee su questa finanziaria
nazionale, ma il nostro interesse non é protestare, né fare
demagogia, né agitare strumentalmente lo spauracchio di un
Governo nazionale che vuole male alla Sicilia: il nostro
interesse è quello di risolvere i problemi dei siciliani.
Ho già parlato con il collega Dina, ma potrà dirlo anche lui,
che se vogliamo tentare di dare un segnale di novità anche ai
lavori dell'Assemblea sarei disponibile, e questa è una
proposta che lancio ai colleghi dell'opposizione, a ritirare
l'ordine del giorno firmato dai Capigruppo della maggioranza e a
valutare la possibilità di riscriverne uno a quattro mani, cioè
con i colleghi dell'opposizione, che sia finalizzato a rafforzare
il ruolo del Presidente della Regione nell'incontro che si terrà
a Roma con il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ritengo, infatti, che il Presidente della Regione - lo diceva
forse l'onorevole De Luca nel suo intervento - sia venuto in Aula
senza intenti bellicosi, e forse ha fatto bene, per cercare la
solidarietà del Parlamento, perché è molto diverso presentarsi a
Roma con un ordine del giorno sostenuto dalla propria
maggioranza, piuttosto che giungere in Consiglio dei Ministri
sostenuto dall'intero Parlamento siciliano, ma non perché si
debba sostenerlo pregiudizialmente, ma perché tutti abbiamo a
cuore gli interessi della Sicilia.
Credo che riuscire, oggi, a raggiungere questo risultato che
politicamente penso non abbia tantissimi precedenti nella storia
della Sicilia, soprattutto quando ci si confronta su questioni
di merito, come quelle che stiamo discutendo in questi giorni,
sarebbe un ottimo risultato e credo che oltre ad essere
l'apertura di una nuova pagina, per questo Parlamento, potrebbe
essere l'inizio di una fase di politica di concertazione che
avrebbe come ultimo fine quello per il quale tutti noi facciamo
politica: l'interesse della collettività e l'interesse dei
siciliani.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli: Leanza Nicola e Basile.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Onorevoli colleghi, credo che anche le parole finali
dell'intervento del Capogruppo di Forza Italia raccolgano il
fallimento di un tentativo, tutto sommato, non brillante, quello
di volere schierare un Parlamento contro un altro Parlamento su
questioni molto serie.
Deludente la scelta del Governo di mascherare la sua manovra
finanziaria. Onorevole Cintola, io l'ascolto sempre con piacere,
ma quando la sento gridare e non sento le sue parole, mi sento
privato di qualcosa. Quindi posso ascoltarla, se vuole. Lei è
molto gentile.
Dicevo, il Governo regionale ha scelto di mascherare il poco
rigore, la poca strutturalità della propria finanziaria
attaccando un'attività di disinformazione ben congegnata,
partendo dal ponte di Messina, passando da alcune situazioni che
sono state recuperate già con gli emendamenti presentati dai
deputati siciliani del centrosinistra sulla vicenda del centro di
ricerca di Carini, così come sulla questione sanità, tenta di
mascherare il fallimento complessivo della manovra finanziaria.
Vedete, è vero che la manovra finanziaria nazionale aumenta
ancora il costo a carico delle casse regionali, ma è pur vero che
non ci si interroga sul perché 400 milioni di euro l'anno vengono
compensati per curare persone che vengono assistite da ospedali
del Nord e del centro Italia; non si sottolinea il fatto che
nonostante una tendenziale strutturazione della sanità che oramai
non è una sanità regionale, è una sanità che può essere divisa
tra quella pubblica e quella privata, essa sia già arrivata,
nel mese di settembre, a 673 milioni di disavanzo tendenziale e
certamente chiuderà l'anno con un disavanzo sicuramente
superiore. Come dire, è una occasione persa per questo Governo
che non si confronta invece con le reali novità della finanziaria
nazionale.
Io non entrerò nel merito, però la Regione siciliana non
riesce a creare lavoro, lavoro che non sia quello del
precariato, che non sia quello legato al 118, che non sia quello
delle OSS, che non sia quello legato al nuovo collocamento fatto
in strutture pubbliche regionali della chiamata diretta per
contratti CO.CO.CO.a 15, a 10 per lavori in strutture
ospedaliere, senza che questi rientrino poi nel cosiddetto patto
di stabilità o nei limiti di assunzione.
La Regione, anzi, il Governo regionale, sta perdendo la
grande occasione di potersi confrontare sulle questioni dello
sviluppo.
La finanziaria nazionale, dopo cinque anni, pone alcune serie
questioni. Le pone per le aree sottosviluppate, le pone per il
credito d'imposta, elencando quali sono le Regioni che andranno
a beneficiare del credito d'imposta e stabilisce, superando anche
il tetto massimo comunitario, il 50 per cento di credito per le
piccole imprese.
Riapre il tema sulle aree metropolitane, dove esistono grandi
sacche di degrado e lo riapre in maniera seria cercando di
mutuare - lo dice la stessa nota che ci avete consegnato - un
modello francese.
Una Sicilia, dove un posto di lavoro non viene creato né dalla
formazione, dove si spende tantissimo, né da alcun intervento di
carattere strutturale, perché non c'è alcun sostegno
all'imprenditoria e allo sviluppo.
C'è l'occasione di potersi confrontare, di poter dialogare sui
grandi temi, quali il credito d'imposta, le aree svantaggiate, le
aree urbane degradate, eppure tutto esce orchestrato benissimo,
come se si trattasse di un Governo nazionale che vuole rubare
risorse alla Sicilia ed ai siciliani.
Certamente, questa finanziaria consente in poca misura di
attribuire ulteriori risorse che andranno per spesa pubblica non
qualificata da parte della Regione. Davanti il Governo nazionale
ci sono quelle che sono le categorie produttive, quelle che sono
le occasioni di sviluppo, di sostenere anche l'imprenditoria
femminile in alcune aree, quando noi sappiamo che la Regione
sulla 215', sull'imprenditoria femminile, nei cinque anni
passati, ha fatto praticamente nulla.
Ora, dopo avere visto gli atteggiamenti assunti in Commissione
bilancio dal Governo, l'atteggiamento complessivo fatto veicolare
dai media, un atteggiamento che è quello iniziale di una
legislatura determinante, perché è la stessa legislatura che ci
porta alle risorse comunitarie 2007-2013, ritengo che, se nel
programma del Governo regionale esiste solo il tentativo di
gridare a questo statalismo, a questo nordismo, a questo
tentativo di strappare alla Sicilia risorse e di impoverirla di
più, sia un tentativo - a mio avviso - preoccupante. E'
preoccupante il mancato rispetto dei termini per la presentazione
del DPEF, è preoccupante il fatto che il Governo regionale
ultimamente abbia già modificato, non ricordo se il 4 o il 6
ottobre, su richiesta del Movimento per l'Autonomia,
addirittura integrato con un documento, al di là della qualità,
della sostanza; è chiaro che c'è un Governo regionale in grosse
difficoltà, perché nei cinque anni che sono di qua a venire si
immagina rispetto alla crisi complessiva nazionale, ma alla
crisi ancora più endemica, più grande della Sicilia, un Governo
che sappia ed abbia le capacità di porre questioni strutturali di
fondo, che sappia dialogare con il Governo nazionale.
Mi viene da ridere quando sento l'indignazione da parte dei
deputati del centrodestra su questa finanziaria. Guardate, per
cinque anni 60 e più deputati nazionali sono stati supini; c'è
stata una mattina in cui Tremonti aveva deciso di sostituire il
contributo a fondo perduto con un contributo a tasso agevolato e
nessuno starnuto è arrivato dalla pattuglia di parlamentari
siciliani al Senato ed alla Camera.
Quindi, sostanzialmente, esce fuori uno scenario preoccupante:
un Governo che non è all'altezza della situazione, un Governo che
non riesce ad avere una manovra visibile, soprattutto sulle
grandi questioni, quella della sanità, perché dicevo prima ci
sono due sanità in Sicilia: una pubblica ed una privata, però a
pagarla è sempre l'erario. Non riusciamo a dare prospettive di
sviluppo per la Sicilia. Si sta giocando una partita in mezzo
alle difficoltà dell'economia europea, dell'economia dei Paesi
occidentali, in cui ogni Regione compete con altre regioni
d'Europa, del Mediterraneo; eppure, non c'è traccia di un
tentativo strutturato di resistere e di concorrere e competere
con qualche cosa di nuovo che accadrà nei prossimi anni.
Non c'è alcun accostamento tra quello che si scrive in
finanziaria nazionale e l'utilizzo delle risorse comunitarie 2007-
2013. Sostanzialmente, non c'è un briciolo di progettualità che
sappia fare non grandi cose, ma quanto meno sappia bloccare quel
flusso migratorio, che è continuo, di gente giovane, dai 20 ai 40
anni, che continuano a trasferirsi nelle periferie del Nord, e
non è una battuta di campagna elettorale, è un dato oggettivo
verificabile giorno dopo giorno.
Ritengo, pertanto, che la cosa più seria da fare sia che la
maggioranza rinunci a qualunque tipo di ordine del giorno, che
questa seduta si chiuda, che il Governo si fermi un attimo,
sicuramente l'opposizione avrà interesse a che ci sia un dialogo
con il Governo nazionale. Non si può immaginare di suonare, mi
sembrava stamattina di sentire le campane di un fiorentino: Se
voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane .
Il Presidente del Governo regionale aveva l'obbligo di sedersi
in Consiglio dei Ministri per difendere le ragioni della Sicilia,
lo doveva fare e non autoescludersi per avere slancio maggiore
per una campagna di disinformazione totale.
Quindi, credo che sia necessario riprendere un dialogo serio e
costruttivo sulle questioni dello sviluppo, che manca nei temi
dell'agenda politica del Governo e della maggioranza di questo
Parlamento, dunque riaprire un dialogo serio sulle
infrastrutture, sull'utilizzo delle risorse che non verranno
impiegate per il ponte, chiedere garanzie (sono d'accordo che
vengano utilizzate per la Calabria e la Sicilia), chiedere una
quantificazione di quelle risorse che vengano individuate
all'articolo 21, all'articolo 19, all'articolo dello schema della
finanziaria.
Serve, sostanzialmente, riprendere un dialogo serio e
costruttivo e, soprattutto, che il Governo regionale in questi
pochi mesi (sapete, però, che i primi cento giorni sono
determinanti per qualunque governo) si fermi un momento e riveda
esattamente cosa vuol farne della Sicilia, se vuole continuare a
renderla più povera e sicuramente non ci sarà alcun grido di
questo sudismo riscoperto, di questa nuova questione siciliana
vista al contrario che potranno aiutare la Sicilia; potranno,
probabilmente, mascherare, per i meno accorti, quello che
potrebbe essere un fallimento complessivo di una legislatura
guidata da questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
colleghi, intervenire dopo tanti qualificati interventi dà,
forse, qualche svantaggio, quello cioè di non poter affrontare
temi nuovi perché già affrontati, già forse bruciati dal
dibattito, ma allo stesso tempo dà il vantaggio di cogliere in
divenire, in fieri, il ragionamento che si è voluto sviluppare
questa sera e il cambio anche di clima che volge alla polemica
del muro contro muro, nel tentativo di un confronto, di un
ragionamento più aperto possibile.
Io ho colto questi segnali in crescita, ritengo che possano
anche sfociare nella proposta che ha fatto l'onorevole Cascio. Mi
consentirete, però, di intervenire su qualche argomento, volendo
ritornare al tema centrale del dibattito di questa sera. Lungi da
me l'idea di volere assumere atteggiamenti da professore, da
docente, ritengo che molti degli interventi dell'opposizione
siano andati fuori tema, perché il tema proposto nelle
comunicazioni del Presidente della Regione è un tema semplice: è
il riverbero della finanziaria nazionale sulla nostra economia.
Non ci sono altri temi.
Ci siamo fermati qui a parlare di finanziaria regionale che
ancora non c'è, su cui ci confronteremo a viso aperto
approfondendo problemi, implementando un ragionamento che può
consentire di trasfondere nel documento conclusivo anche le
proposte dell'opposizione. Si è parlato abbondantemente della
finanziaria nazionale ed è giusto che lo si facesse, ma a mio
avviso si è perso di vista il tema centrale, il riverbero di
alcune iniziative specifiche, precise, puntuale che hanno per
molti versi il sapore dell'accanimento, il sapore della
vessazione. Ecco, su questo dovremmo confrontarci e riflettere
serenamente.
Non si può svicolare da questo tema centrale; non lo possiamo
fare, onorevole Cracolici, rifugiandoci sul tono del Presidente
che è stato forse un po' forte, è chiaro che lo è stato, ma noi
non vogliamo un Presidente che con il cappello in mano vada a
pietire dal Governo nazionale
CRACOLICI. Perché, porta il cappello?
DINA. Gli metteremo, quando ci sarà caldo o freddo, o coppola o
cappello
Nello stesso tempo, giustifico quel tono, che è un tono che
nasce dall'esame di alcuni elementi che sono ancora antecedenti
alla finanziaria.
Fin dall'inizio della legislatura nazionale si è intervenuti
nella riduzione dei servizi alle isole minori e questo ha creato
allarme, non si capiva perché.
Sui termovalorizzatori: una scelta ideologica, una scelta
forte, di campo che ci mette sicuramente al riparo da quei
fenomeni che stanno succedendo in Campania e che sono sotto gli
occhi di tutti.
Gli interventi sul ponte, le uscite sul ponte, ancor prima che
arrivasse la finanziaria.
Tutto questo ci fa pensare che ci sia un accanimento, un filo
conduttore che vuole penalizzare la Sicilia. E, questo lo si
legge, è chiaro, è intelligibile a tutti, per cui è giustificato
che il Presidente alzi il tono.
Leggiamo la finanziaria perché gli argomenti che il Presidente
ha voluto chiaramente mettere sul campo, sono i più importanti e
su essi si può trovare una convergenza con un ordine del giorno
unitario. Quello della compartecipazione è il primo tema, una
compartecipazione che è stata aumentata dal governo D'Alema, e
anche quella è stata una vessazione, perché poi il Pil non è
cresciuto secondo le previsioni e, quindi, ci siamo addossati una
compartecipazione che ancora grava su di noi e che è la
responsabile vera del deficit della sanità dal quale non si è più
tornati indietro.
La scelta fatta di far crescere queste compartecipazioni è una
scelta irrazionale, inaccettabile su cui si può tentare un
confronto.
L'abolizione della struttura di biotecnologia, del biotec Rimed
di Carini, su questo non credo ci possano essere altre scelte.
Noi ci rivolgiamo domande sulla finanziaria nazionale; su quei
temi ci possiamo confrontare e non abbiamo assolutamente dubbi
che molti siano interventi importanti per il riscatto di
quest'isola, ma anche ora confrontiamoci. Su questa
compartecipazione il centrosinistra è d'accordo o non lo è?
Perché non ci confrontiamo su questi temi singoli e specifici?
Sull'eliminazione della Fondazione di biotecnologia Rimed: è un
bene o un male che resti in Sicilia? Allora, troviamo una sintesi
su questo; vediamo di sederci attorno ad un tavolo...
CRACOLICI. Gli emendamenti alla finanziaria si presentano a
Roma, alla Camera e al Senato, non qui
DINA. Gli emendamenti? Stiamo presentando un ordine del giorno
Il Presidente Cuffaro e noi, umilmente questa volta chiediamo che
ci sia un coinvolgimento della classe politica complessiva di
questo Parlamento, perché in gioco non sono gli interessi del
singolo partito, della singola parte e del singolo schieramento,
ma sono gli interessi della Sicilia. Quindi, l'invito che rivolgo
- l'ha già fatto l'onorevole Cascio - è quello di sederci insieme
e preparare un ordine del giorno comune che possa servire alla
classe dirigente nazionale per essere unita nel difendere, nessun
rivendicazionismo, ma nel difendere gli interessi legittimi della
nostra Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Borsellino. Ne ha
facoltà.
BORSELLINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
presidente Cuffaro ha iniziato stamattina dicendo che era
spiacevole per lui doversi presentare in quest'Aula ad esporre le
ragioni dei siciliani. Personalmente, devo dire che è stato
veramente spiacevole ascoltare il discorso del presidente
Cuffaro mirato essenzialmente a far schierare il Parlamento
intero contro il Governo nazionale, rivendicando, con una sorta
di terrorismo mediatico, una sorta di persecuzione nei confronti
della Sicilia. Ha usato dei termini molto forti per commentare
quelle che erano le misure prese con questa finanziaria, parlando
di azione persecutoria, parlando di azioni punitive nei confronti
della Sicilia.
E' stato spiacevole, peraltro, che dopo avere fatto la sua
relazione, la sua comunicazione sia rimasto per un po' ad
ascoltare gli interventi successivi non con la giusta attenzione.
Ritengo che il termine ascoltare' in questo Parlamento, mi
permetto di dire, sia poco realistico. Io sono nuova nel
Palazzo, non perché sia giovane, ma perché sono stata lontana da
un luogo come questo e in tutta la mia vita mi sono sempre
ritrovata in una situazione diversa e pertanto provo un certo
disagio. Ho un certo disagio quando mi rendo conto che, davanti
ad un deputato che parla ed espone le sue ragioni, spesso è
l'unico che parla e l'unico che si ascolta. Non c'è un clima di
attenzione e di rispetto nei confronti di chi è stato qui
convocato, peraltro, dal Presidente della Regione che doveva fare
delle comunicazioni. E noi siamo venuti ad ascoltarle e, però,
la stessa attenzione mi pare non ci sia stata nei confronti di
chi poi ha portato le proprie ragioni.
Ed allora, anche questo è spiacevole, rendersi conto come
sembrino quasi inutili queste sedute parlamentari in cui i
parlamentari esprimono il loro parere e poi, però, si resta
ognuno della propria opinione perché non c'è un confronto vero e
proprio.
Perdonatemi questo sfogo, ma il disagio per chi è nuovo di una
situazione come questa è davvero grande e spiacevole, uso ancora
questo termine usato dal Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione, fra l'altro, ad un certo punto mi
ha anche chiamato in causa allorquando ha detto che qualcuno
doveva, forse, informarmi che la campagna elettorale è finita,
facendo riferimento ad alcune dichiarazioni da me rilasciate ieri
in occasione della conferenza stampa organizzata dall'Unione per
portare le ragioni di queste scelte operate dal Governo nella
finanziaria.
Mi rendo conto, però, che il Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro, ha trovato un modo per continuare la sua
campagna elettorale,infatti ritengo che attribuire le colpe di
tutto ciò che in Sicilia non funziona e non funzionerà al Governo
nazionale, a questo Governo nazionale e non a quello della scorsa
legislatura, sia un modo di proclamare delle ragioni senza darne
alcun fondamento.
Io ho ascoltato qui delle relazioni, ho preso fra l'altro
parecchi appunti, perché mi interessa potere poi mettere un po' a
confronto le opinioni che qui vengono liberamente espresse per
tirar fuori le mie conclusioni e le mie considerazioni. E dicevo,
ho ascoltato delle cifre, ho ascoltato delle considerazioni, ho
ascoltato delle misure che peraltro conosco bene, ne abbiamo
parlato proprio ieri in conferenza stampa, che mi sembra siano
per la Sicilia finalmente una boccata di ossigeno dopo il clima
asfittico che per cinque anni questa Terra ha dovuto vivere,
imprigionata tra un Governo regionale ed un Governo nazionale che
della Sicilia si erano probabilmente dimenticati, che altro
facevano, altro pensavano, ma non certamente allo sviluppo di
questa Terra.
Ho sentito dire al Presidente Cuffaro di essere preoccupato che
queste norme rischiavano di interrompere un processo avviato che
stava dando i suoi frutti.
Questi frutti li ho cercati ma non li ho trovati, non li avevo
trovati neanche quando andavo in giro, appunto, per la campagna
elettorale e mi rendevo conto visivamente, tangibilmente delle
condizioni in cui questa Terra è stata ridotta in questi anni. Mi
rendevo conto dell'emorragia di ragazzi, di giovani che
continuano ad andare via perché qui non hanno avvenire. Poi ho
sentito parlare, addirittura, di un buco che questa norma
provocherebbe nella sanità della Sicilia. E di buchi credo che
la sanità, insomma, sia una specie di groviera; il buco, il vero
buco della sanità è quello che si è accumulato in questi anni. Mi
chiedo anche perché il Presidente Cuffaro non sia andato a quel
Consiglio dei Ministri in cui siede di diritto, non deve essere
invitato, siede di diritto Non è andato, ha detto, perché non
aveva il documento, non lo aveva ricevuto; ma era quello il
luogo dove doveva andare a chiedere conto, era quello il luogo
dove doveva andare a sostenere le sue ragioni che sono le ragioni
della Sicilia, che sono le ragioni che possono permettere a
questa Terra di guardare e di parlare al futuro.
Probabilmente, non è andato per un motivo molto evidente, per
le politiche che ha portato avanti già in cinque anni e che
mostra di voler portare avanti anche in quest'altra legislatura.
Peraltro, lo aveva detto chiaramente durante la campagna
elettorale: ribattendo sullo slogan elettorale da me adottato,
quello dell'altra storia, continuava a dire Io non ho un'altra
storia da proporre, continuo a proporre la mia storia . Mi pare
che sia stato fedele a questa sua promessa, il problema è che
probabilmente in quel contesto il Presidente Cuffaro non era
credibile e non era affidabile, proprio per le scelte che aveva
fatto, proprio per le scelte che non ha fatto, probabilmente, e
che, quindi, rendono poco credibile e poco affidabile la difesa
ad oltranza delle sue politiche.
Ed allora, davanti ad una finanziaria nazionale, sicuramente
rigida, sicuramente difficile, sicuramente anche penalizzante per
tante situazioni, ma non dimentichiamolo, scelta provocata
necessariamente dal disastro che era stato fatto dal Governo
Berlusconi nelle scelte finanziarie e non soltanto finanziarie,
davanti a questo, il Presidente Cuffaro trema perché si rende
conto che anche alla Sicilia sarà chiesto un prezzo da pagare
così come lo pagheranno tutte le altre regioni, ma non vede le
mani che questo Governo tende alla Sicilia.
Vedete, quando si parla di fiscalità di vantaggio, quando si
parla di zone franche, quando si parla di aree sottoutilizzate,
quando si parla di tutte queste misure che così bene l'onorevole
Speziale ha analizzato una per una, non facendo discorsi
generici, troppi discorsi generici sono stati fatti oggi in
quest'Aula, facendo soltanto delle dichiarazioni di principio.
Qui ci sono dati alla mano, qui ci sono norme che vanno
analizzate e studiate e i cui risultati sono chiari e leggibili.
Poi, per carità, si può dire si vedrà che cosa effettivamente
realizzeranno ma, almeno, si potrà guardare a partire
dall'applicazione di certe norme e non si rinuncia direttamente a
fare le norme perché tanto non si sa che cosa, poi, produrranno.
Allora, dico che a partire da ciò che di sicuramente positivo
c'é in questa finanziaria nei confronti della Sicilia - tanta
attenzione per la Sicilia che, addirittura, le regioni del Nord e
regioni di centrodestra scioperano, protestano perché alla
Sicilia è stato dato troppo in confronto a quello che è stato
dato a loro, e si tratta di regioni di centrodestra non regioni
di centrosinistra - credo che davanti a tutto questo dobbiamo
essere, prima di tutto, onesti e leali, questo è stato chiesto da
più di una parte.
Facciamo una considerazione molto chiara, vediamo veramente che
cosa conviene a questa Sicilia.
L'onorevole Cintola ha detto una frase che mi sono appuntata,
ha parlato di eroismo' davanti alle difficoltà tremende che la
Sicilia dovrà affrontare e, per questo, invocava un documento
unitario.
Non è possibile un documento unitario dopo un dibattito come
questo, dove ognuno è sulle proprie posizioni, dove davanti a chi
analizza, con i dati alla mano, una finanziaria che finalmente
pensa alla Sicilia e pensa in modo positivo vengono portati
soltanto dei dati pretestuosi, come quelli sul ponte.
Sì, parlo proprio di ponte Il ponte che non si farà perché non
è più una priorità per questo Governo. E' vero, esponenti di
questo Governo in tempi passati si erano anche espressi a favore
del ponte. E allora, se oggi non lo definiscono più una priorità,
probabilmente, è perché altre priorità che erano più prioritarie
- scusate il bisticcio di parole - non sono state portate avanti.
E se questa Sicilia non ha infrastrutture e necessita di
infrastrutture non si può partire dal ponte. Non si può perché
necessitano troppo denaro e troppo tempo.
E, invece, noi, delle infrastrutture, abbiamo bisogno subito e
se i turisti non vengono in Sicilia o minacciano di non venire in
Sicilia non è per il gettone che dovrebbero pagare, ma è
sicuramente perché questa Sicilia non è accogliente, non offre
quelle possibilità, quei mezzi, quelle strutture, quelle
infrastrutture che a questa Terra sono necessarie per accogliere
e sviluppare il turismo. E così, sono altre anche le situazioni
pretestuose che vi sono state portate.
Vi dico un'ultima cosa e concludo. Già prima della conferenza
stampa di ieri avevo chiesto un incontro con alcuni ministri di
questo Governo e mi era stato subito accordato. Avevo già
annunziato prima che l'indomani sarei andata a Roma per
incontrare diversi ministri di questo Governo, per parlare con
molta chiarezza e con molta serenità di come superare dei
deficit, delle difficoltà che alcune norme di questa finanziaria
sicuramente potrebbero portare alla Sicilia. Vado a parlarne,
vado a discuterne, non faccio proclami Vado a discutere anche
dell'istituto di biotecnologia, vado a discutere anche della
quota della sanità, vado a discutere di quegli argomenti che qui
sono stati portati come priorità da affrontare e che vanno
affrontati. Peraltro, molte di queste situazioni sono già in via
di risoluzione, perché di Enna si sta già parlando, perché
dell'istituto di biotecnologia si sta già parlando, perché i
sindaci sono già seduti ad un tavolo per discutere di tutto
questo.
Allora, la polemica, questo terrorismo mediatico é sicuramente
pretestuoso per nascondere quelli che sono i danni presenti,
passati e, probabilmente, anche futuri che questo Governo
produrrà ancora per la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO, presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli assessori, onorevoli colleghi, ritengo che
il dibattito di quest'oggi sia molto importante, un dibattito che
bisogna anche poter approfondire su alcuni argomenti che, forse,
non sono stati toccati, sul ruolo della nostra Regione, sul
ruolo del nostro Statuto, siamo una Regione a Statuto speciale -
e mi fa piacere della presenza in Aula del presidente della
Commissione Affari istituzionali, onorevole Cristaldi -,
proprio perché abbiamo ascoltato diversi interventi che hanno
voluto sottolineare alcune peculiarità della finanziaria
nazionale.
Ritengo che l'intervento del Presidente della Regione sia un
intervento che apra ad un ragionamento e ad un giusto
coinvolgimento del Parlamento regionale e, proprio per questo,
essere oggi una Regione a Statuto speciale dovrebbe essere quel
dato importante di aver voluto chiudere un accordo politico,
tecnico e legislativo che ha determinato un'autonomia finanziaria
per la Regione siciliana con il suo articolo 36 ed anche una
chiara opera a favore di investimenti per la Sicilia con il Fondo
di Solidarietà nazionale, l'articolo 38.
Il problema di questi giorni non deve essere un problema tra
governi e non deve essere un problema tra presidente del
Consiglio e presidenti della Regione. Ritengo che questo più che
mai sia un problema fra parlamenti: fra un Parlamento regionale
che ha delle prerogative legislative chiare che sono state
sancite con legge costituzionale ed un Parlamento nazionale che
con una proposta del Governo nazionale non rispetta alcune
prerogative della nostra Regione.
Ed infatti, devo dirvi che é indispensabile che questo
Parlamento, in modo unito e forte, si possa pronunciare affinché
il Presidente dell'Assemblea, il Parlamento regionale, possano
chiamare in causa il Presidente della Repubblica, quale garante
della Costituzione e quale garante dello Statuto siciliano.
Proprio perché prima di essere parlamentari di un partito siamo
parlamentari della Regione siciliana e nella finanziaria
nazionale non si sa per quale motivo non sia stato previsto per
il 2007 il contributo che lo Stato deve versare alla Regione
siciliana, secondo l'articolo 38 dello Statuto, cosa già prevista
nella finanziaria del 2006
SPEZIALE. Parla di cose che non sa
CIMINO, presidente della Commissione Bilancio. Ma deve essere
previsto anche nel bilancio e nella finanziaria dello Stato, caro
onorevole Speziale, così come è stato previsto con la legge 266
del 2005; così come anche il contributo, a favore del
Mezzogiorno è notevolmente inferiore rispetto a quel contributo
che il Governo precedente aveva già previsto. Senza parlare che,
per la spesa sanitaria, da un 42,5 per cento, si passa al 45 per
cento nel 2007 e, addirittura, si arriva al 50 per cento nel
2009. Con la violazione, direi, anche dell'articolo 36 dello
Statuto che prevede, in materia finanziaria, un ruolo della
Regione ben diverso rispetto a quello che, francamente, il
Governo nazionale vuole attuare, sia in materia di IRPEF, sia in
materia di disposizioni fiscali per la finanza locale, come, da
molti ribadito, il tema della tassa per i turisti che vogliono
venire nel nostro territorio.
Francamente, ritengo che la Sicilia debba poter alzare la voce,
oggi più che mai Una Terra che è chiamata a raffinare petrolio,
a produrre metano ed energia elettrica, probabilmente, presto -
io spero di no - anche a trasformare il gas, ebbene, questa
Terra deve poter anche dire la propria. E riprendendo un
articolo, apparso proprio ieri sul Giornale di Sicilia, a firma
di Lelio Cusumano, ne riporto testualmente le conclusioni: ma
se la Sicilia, invece di aderire alle richieste di energia del
Paese, decidesse di pronunciarsi contro, decidesse di aprire un
tavolo di confronto per far valere le proprie ragioni... ebbene,
cosa, di fatto, la Sicilia può ottenere, considerato che nel
proprio bilancio vi è un danno ambientale, che, francamente,
tutti abbiamo potuto in questi anni notare e rappresentare?
E allora, ritengo, concludendo, che su questi temi occorra
coinvolgere le priorità che il nostro Statuto ha di fatto nei
suoi articoli e che questa finanziaria nazionale deve poter
richiamare con grande chiarezza. E ha ragione, il Presidente
della Regione, quando nel proprio intervento, chiaramente, ha
ribadito come molte volte la nostra programmazione economica, la
nostra attività di pianificazione, è stata bene attuata dopo le
sentenze della Corte costituzionale, sentenze della Corte che
hanno dato ragione alla nostra autonomia e a prerogative
finanziarie che questo Statuto, di fatto, ha e deve continuare
ad avere.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli: Beninati e D'Aquino.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. Per il Governo, ha facoltà di replicare l'assessore
per il bilancio e le finanze, onorevole Lo Porto.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'assessore Lo Porto ha diritto
d'intervenire, replicare mi sembra sbagliato
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, è il Governo a
replicare.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, francamente desidero, sia pure
brevemente, esercitare questo ruolo di replica per rispetto
all'impegno con il quale il Parlamento regionale siciliano ha
operato nel corso di tutta questa giornata.
Raccolgo e condivido l'opportunità di quanti si aspettano una
replica e giustifico il Presidente della Regione che non si è
potuto trattenere fino ad ora, in quanto è stato chiamato a Roma
per urgentissimi temi e argomenti legati alla sua attività
istituzionale.
Devo pronunciare una opinione personale molto lusinghiera di
questo dibattito, molto positiva, dicevo, perché ho colto
importantissimi spunti e un impegno molto forte, in questo
dibattito, che sicuramente è servito allo scopo per il quale è
stato promosso. Vedete, dobbiamo pure ammettere che nella
democrazia e nelle assemblee democratiche il gioco delle parti
diventa fatale: da una parte, una maggioranza che difende il
proprio ruolo, dall'altra, una opposizione che tenta di
condizionarlo, di ridimensionare i rapporti, se non di forza,
almeno di pensiero.
Oggi abbiamo assistito a questo importante rito democratico,
un dibattito che qualcosa deve pure produrre, perché in fondo la
politica è questo: incontrarsi, scontrarsi, discutere e produrre
infine un effetto reale, come tutti avete detto oggi,
nell'interesse e nella difesa degli interessi siciliani.
Tutta la polemica che è stata mossa nei confronti del
Presidente della Regione, intorno ad un presunto diniego di una
finanziaria ottima, non soltanto per il sistema Italia, ma anche
- è stato detto - per il sistema Sicilia, ebbene, qui mi sembra
ci sia stata troppa enfasi. Perché non si vuole prendere atto,
così come è stato in ben altre occasioni, onorevoli colleghi
della sinistra, colleghi dell'opposizione, che in altre
circostanze i toni sono stati ben più gravi e più forti nei
confronti di un Governo nazionale di opposto schieramento.
Voglio ricordare a tutti i colleghi, quando, nel 2002, da poco
Presidente di quest'Assemblea - molti di voi lo ricorderanno
perché erano presenti - convocai la deputazione siciliana per una
mobilitazione nei confronti di una finanziaria 2002, proposta dal
governo di centrodestra, a quei tempi il governo Berlusconi,
ebbene, una deputazione, dicevo, che doveva essere mobilitata (e
a quei tempi la deputazione siciliana era quasi totalmente di
centrodestra) in occasione di quella finanziaria statale, ma non
perché si volesse fare polemica nei confronti del Governo
centrale, di pari espressione politica, ma perché si dovesse
sottolineare e rafforzare la rivendicazione di una Sicilia che,
non da oggi, non da dieci o venti o trenta, ma da 160 anni,
soffre obiettivamente di un rapporto impari tra la politica dello
Stato e la politica regionale.
Non per nulla, c'è un divario, c'è un'arretratezza, una
lentezza rispetto al treno europeo che vede la Sicilia arrancare,
anche se di tanto in tanto presenta elementi positivi e
favorevoli.
Questo dibattito tanto denunciato come strumentalizzazione e
battaglia politica contro il Governo centrale, in controtendenza
in questo momento, ebbene, trovo tale assunto assolutamente
immotivato, perché la Sicilia ha bisogno di unità in questo
processo di rivendicazione continua.
Mi rifiuto di entrare nel merito della finanziaria nazionale:
avete enumerato tutti gli argomenti che portano a ritenerla una
finanziaria antisiciliana, mi rifiuto di citare gli argomenti,
uno per uno, che puntualmente sono stati individuati. Mi
riferisco, e scusate l'enfasi, o se preferite scusate la
retorica, mi riferisco alla storia di questa Sicilia,
puntualmente sacrificata a logiche opposte ai propri sacrosanti
interessi
Nessuno può negare che un'azione di rivendicazione della
Sicilia, nei confronti dello Stato, nei confronti del Governo
nazionale, sia più che lecita e utile, indipendentemente dagli
argomenti singoli che avete via via definito, da una parte e
dall'altra, come elementi di giudizio sia favorevole che
contrario. E allora, guardiamo la realtà: non dobbiamo
assolutamente negare, in questa occasione, l'interesse che la
Sicilia ha di fare quadrato intorno ai propri interessi Sarà il
Centro di ricerca delegato, sarà il TFR che produce determinati
effetti, sarà la zona franca urbana, sarà il credito d'imposta,
saranno le zone svantaggiate, sarà tutto quello che volete, ma la
Sicilia deve fare tutto un discorso unitario, indipendentemente
dagli schieramenti
Ecco perché ha sbagliato, secondo il mio punto di vista,
l'onorevole Cracolici quando questa mattina, diceva che si
pretende una Sicilia all'opposizione, nei confronti di un Governo
nazionale di centrosinistra. E' proprio vero, sarebbe bello se
ci riuscissimo Sarebbe bello creare una Sicilia all'opposizione,
sia quella di centrodestra che quella di centrosinistra, nei
confronti di uno Stato, il più delle volte storicamente
inadempiente.
E, per concludere, ho voluto lanciare questo appello perché
condivido la proposta di quanti, dal centrodestra, hanno
suggerito un documento unitario, da riformare, naturalmente, da
rifare, con una sospensione di pochi minuti, per crearne -
appunto - uno strumento unitario, doverosamente comprensivo di
tutti gli interessi. Ed è per questo che intendo replicare,
perché questa proposta non venga rigettata nel gioco delle parti,
fra una maggioranza e una minoranza, ben potendo, piuttosto,
addivenire ad un momento di incontro; anche perché, onorevole
Cracolici, non è nella tradizione del centrodestra - non é nella
tradizione della politica, della storia culturale del
centrodestra - il richiamo del Mezzogiorno e della Sicilia
all'opposizione, essendo sempre stata la bandiera della sinistra.
Questo concetto fu portato avanti, lo ricordo bene, da Emilio
Sereni quando concludendo un epico intervento presso il Senato
della Repubblica, ebbe a dire, di fronte al seguito di tutte le
denunce che portavano alla dimostrazione di quanto derelitta
fosse rimasta la Sicilia, nello scenario e nel contesto delle
regioni italiane, ebbene, quando disse, concludendo il suo
discorso - come io sto per dire e vi chiedo scusa della
ripetizione - auspico un Mezzogiorno all'opposizione .
(Applausi dai banchi di destra)
Presidenza del presidente Micciché
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo una
contraddizione nel ragionamento fatto stasera dai colleghi del
centrodestra che, da un lato, auspicano un rapporto unitario e,
dall'altro, invece, avevano già confezionato da stamattina gli
ordini del giorno.
Signor Presidente, colgo una contraddizione, dicevo, io che
stento a dare ragione al mio compagno di partito, onorevole
Cracolici, di aver preconfezionato una vera e propria
sceneggiata. L'intervento finale mi sembrava proprio il colpo di
teatro finale. Ora, nel corso del dibattito, sono emersi alcuni
elementi.
Onorevole assessore Lo Porto, ho convenuto con lei sul fatto
che, nel 2002, lei convocò, in modo opportuno, una riunione di
tutti i parlamentari nazionali, perché in quella sede, nella sede
del Parlamento nazionale, venissero predisposti gli emendamenti
modificativi al testo della finanziaria nazionale - lei ha
trovato giustamente quel terreno -; il terreno qui è un altro,
non è quello di convocare tutti i deputati regionali e prendere
atto dell'impianto della finanziaria.
FORMICA. Ma lei ha già parlato
SPEZIALE. Siccome tutti abbiamo il diritto di parlare, anche
tu, onorevole collega, non devi tuttavia impedirmi di esercitare
tale stesso diritto.
Sto parlando dell'ordine del giorno. Pertanto, considero
inusuale la presentazione dell'ordine del giorno. Considero,
infatti, che l'ordine del giorno presentato abbia il sapore,
malgrado le dichiarate buone volontà da parte dei presentatori,
di determinare di fatto una cesura nel rapporto unitario per
modificare la legge nazionale e che contribuisca ad alimentare
una inutile e dannosa propaganda, non aiutando il complesso della
nostra rappresentanza al Parlamento nazionale a fare una
battaglia nelle parti in cui va modificata.
La premessa dell'ordine del giorno che ho letto è una premessa
sbagliata Si fa riferimento, per esempio, ai fondi dell'articolo
37 che dovrebbero essere destinati alla Sicilia e tutti sappiamo
che, quegli stessi fondi, sono stati, onorevole Lo Porto, una
sonora presa in giro dei siciliani, allorquando venne scritto,
cito testualmente che simmetricamente, alle risorse trasferite,
venivano trasferite competenze . Non da me, ma dagli uffici della
Regione, sono stati elaborati calcoli che hanno evidenziato come
tali trasferimenti di competenze avrebbero determinato un
aggravio, per il bilancio della Regione, di centinaia e centinaia
di milioni di euro, che non erano compensati dal trasferimento
dello Stato.
Ora, se si vuol fare propaganda, si faccia pure propaganda, ma
se si vuole invece addivenire ad un confronto serio, che tiene
conto del fatto che una parte della finanziaria venga preservata
e l'altra venga modificata, ebbene, su questo terreno, si
ritirino gli ordini del giorno e si riapra il confronto,
altrimenti, la manovra è stata soltanto - lo dico qui ai
colleghi, con il rispetto che ho per essi - quella di tentare
di dividere il Parlamento siciliano, sulla base di logiche di
schieramento, centrosinistra e centrodestra, contraddicendo lo
spirito unitario con il quale molti colleghi sono intervenuti.
CINTOLA. Ma di cosa stiamo parlando, rischiamo di dover
intervenire nuovamente
SPEZIALE. Pertanto, signor Presidente, lo ripeto, è la prima
volta che mi trovo ad votare un ordine del giorno, nella mia
lunga esperienza parlamentare, che lei sta sottoponendo al voto.
Le ho detto stamattina che è un errore sottoporre al voto un
ordine del giorno di quel tipo; il terreno del confronto va
ricercato anche fuori dal voto formale dell'Aula parlamentare,
ciò che, secondo me, si deve fare è seguire il suggerimento
dell'onorevole Lo Porto: il Presidente dell'Assemblea convochi
tutti i parlamentari eletti in Sicilia e predisponga gli
emendamenti modificativi, sapendo bene che quei parlamentari del
centrodestra, per esempio, devono votare contro gli emendamenti
soppressivi del complesso di norme che sono a sostegno del
Mezzogiorno di Sicilia, a partire dalla fiscalità di vantaggio,
introdotta per la prima volta nella normativa nazionale.
Se si fa questo, c'è un terreno di confronto, altrimenti, tutto
ha un carattere di strumentalizzazione
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Speziale. Come lei sa, il
Presidente pone in votazione gli ordini del giorno che gli
vengono presentati, non può decidere se farlo o meno. Peraltro,
il dibattito d'Aula di oggi mi sembra si sia svolto in maniera
tale da aver posto tutti nelle condizioni di discutere della
possibilità di modificare gli ordini del giorno presentati.
La politica ha deciso di non aderire a tali richieste, è quindi
ovvio che, a questo punto, non si può che porre in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non rubo molti minuti, non
ritorno sul dibattito che c'è stato. Ho ascoltato, ci siamo fatti
tutti un'opinione di quanto è successo oggi, continuo a pensare
che questa seduta avesse un obiettivo - è stato raggiunto, non è
stato raggiunto, lo vedremo - ma l'assenza del Presidente della
Regione dimostra che l'obiettivo non era il dibattito, né
l'ordine del giorno, ma era un'azione di propaganda che ha
avuto, poi, l'efficacia giornalistica di qualche ora; si è
esaurito, di fatto, il dibattito, con l'assenza del Presidente
della Regione.
Annuncio, pertanto, che il mio Gruppo parlamentare - e spero
tutti i colleghi dell'Unione - non parteciperà a questa
sceneggiata del voto dell'ordine del giorno.
(I deputati dell'Unione escono dall'Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i lavori avrebbero dovuto
prevedere la fine del dibattito in mattinata, il Presidente
Cuffaro si è dovuto trasferire a Roma, proprio per motivi
inerenti al dibattito di oggi.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 1 «Rivisitazione
della manovra finanziaria nazionale a difesa degli interessi
della Sicilia», a firma degli onorevoli Pagano, Cascio, Dina,
Formica e Di Mauro.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 2 «Iniziative per
evitare che la legge finanziaria nazionale penalizzi
ulteriormente la Sicilia, soprattutto nel settore sanitario», a
firma dell'onorevole Fleres.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Richiesta di discussione di mozione
ODDO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, chiedo che la mozione numero 94
«Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a garantire i
livelli occupazionali dei lavoratori forestali», a firma degli
onorevoli Cantafia ed altri, venga discussa nella seduta di
domani mattina, unitamente alle mozioni e all'interrogazione
vertenti sulla medesima materia.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 11
ottobre, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 85 - Iniziative per un'approfondita rivisitazione del
piano rifiuti della Regione Sicilia.
(2 ottobre 2006)
BORSELLINO - BALLISTRERI - BARBAGALLO
CRACOLICI
N. 86 - Opportune iniziative in merito alle politiche
migratorie.
(2 ottobre 2006)
BORSELLINO - BALLISTRERI - BARBAGALLO
CRACOLICI
N. 87 - Emanazione del regolamento attuativo di cui alla
legge regionale n. 3 del 2006.
(3 ottobre 2006)
FLERES - LEANZA EDOARDO - CONFALONE
CIMINO
N. 89 - Interventi presso il Parlamento nazionale al fine
di evitare la legalizzazione della morte
anticipata.
(4 ottobre 2006)
CIMINO - BARBAGALLO - DINA - FLERES
INCARDONA - FORMICA - PAGANO
N. 90 - Iniziative per evitare la riconversione e la
conseguente soppressione del presidio ospedaliero
di Palazzo Adriano (Pa).
(5 ottobre 2006)
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 92 - Iniziative anche a livello centrale per
fronteggiare la crisi che attraversa la scuola
siciliana.
(6 ottobre 2006)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO - ORTISI
TUMINO RINALDI - VITRANO - ZANGARA
III - DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI E DI INTERROGAZIONE
(V. Allegato):
a ) MOZIONI:
N. 57 - Interventi in favore dei lavoratori agro-
forestali.
(4 luglio 2006)
FLERES - LEONTINI - MERCADANTE - LEANZA
EDOARDO - CONFALONE - CIMINO
N. 60 - Iniziative per la valorizzazione del personale
del Corpo forestale della Sicilia.
(4 luglio 2006)
FLERES - MERCADANTE - LEANZA EDOARDO
CONFALONE
N. 80 - Reperimento delle risorse necessarie per
garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali.
(20 settembre 2006)
CASCIO - FLERES - CONFALONE - LEANZA
EDOARDO
N. 88 - Reperimento delle risorse necessarie per
garantire il soddisfacimento delle garanzie
occupazionali degli operai forestali.
(4 ottobre 2006)
CAPUTO - FALZONE - GRANATA - CURRENTI
POGLIESE
N. 91 - Garanzie occupazionali degli operai del comparto
forestale.
(5 ottobre 2006)
DINA - SANZARELLO - CAPPADONA - TERRANA
REGINA
N. 94 - Reperimento delle risorse finanziarie necessarie
a garantire i livelli occupazionali dei lavoratori
forestali.
(10 ottobre 2006)
CANTAFIA - ODDO - APPRENDI - CRACOLICI
CALANNA - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO
DI GUARDO - PANARELLO - PANEPINTO
SPEZIALE - TERMINE - VILLARI - ZAGO
ZAPPULLA
b) INTERROGAZIONE:
N. 587 - Idonei provvedimenti per garantire il rispetto
delle giornate lavorative ai 'centunisti' ed ai
'cinquantunisti' di cui alla legge regionale n. 14
del 2006.
(13 settembre 2006)
PANEPINTO
La seduta è tolta alle ore 19.25.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
l'economia del paese di Ramacca, in provincia di Catania, si
basa tutta sulla produzione e commercializzazione di prodotti
agricoli;
durante le alluvioni dei mesi di dicembre 2005 e gennaio
scorso, tali produzioni hanno subito ingenti danni mettendo in
crisi l'intero settore;
i danni strutturali e la crisi di mercato così creatasi sta
penalizzando fortemente le aziende e i produttori di questo vasto
territorio che si trova ormai al collasso;
per sapere quali interventi, ed entro quali tempi, si intendano
porre in essere, al fine di risolvere i gravi problemi che vive
il settore agricolo a seguito dei danni subiti, come specificato
in premessa, in territorio di Ramacca (CT)». (177)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 177, si
rappresenta che l'Ispettorato Provinciale di Catania ha
provveduto alla delimitazione dei territori e all'accertamento
dei danni conseguenti alle avversità (piogge alluvionali)
verificatesi nel comune di Ramacca nei giorni 13 e 14 dicembre
2005.
La proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli eventi è
stata trasmessa, dalla Giunta regionale, al Ministero delle
politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
competenza.
Ad oggi, si è in attesa dell'esito dell'istruttoria
ministeriale».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
nel settembre del 2005 un violento nubifragio si è abbattuto
sulla provincia di Catania;
oltre ai danni alle infrastrutture, anche i raccolti sono
andati perduti;
tra i comuni più colpiti vi sono Biancavilla, Ragalna, Adrano,
Paternò, S. Maria di Licodia e Bronte;
i singoli comuni hanno già illustrato alle competenti autorità
i danni subiti all'interno del territorio comunale relativamente
ad esercizi commerciali, abitazioni ecc. ed hanno del pari
segnalato le perdite subite dagli agricoltori per quanto riguarda
i vigneti, gli uliveti, gli agrumeti e le colture generiche;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere per garantire un
adeguato ristoro agli agricoltori dei comuni colpiti dal
nubifragio del settembre 2005;
se non intendano avviare le procedure relative al
riconoscimento dello stato di calamità naturale al fine di
avviare le sopradette procedure». (316)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 316, si
rappresenta che l'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di
Catania ha provveduto alla delimitazione dei territori e
all'accertamento dei danni conseguenti alle avversità (grandine,
piogge alluvionali) verificatesi in alcuni comuni del catanese
nei giorni 4 e 5 settembre 2005.
La proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli eventi è
stata trasmessa, dalla Giunta regionale, al Ministero delle
politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
competenza.
Il Ministero ha concluso l'istruttoria comunicando, con nota
numero 100176/06, di non aver riscontrato l'esistenza dei
presupposti per l'intervento del Fondo di Solidarietà Nazionale».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso
che:
le terribili ondate di maltempo dello scorso mese di marzo
hanno fortemente messo in 'ginocchio' l'intero settore agricolo
del catanese;
nella zona del Calatino - sud Simeto, gli agricoltori hanno
subito ingenti danni all'intera produzione di agrumi chiedendo
alle autorità preposte il riconoscimento dello stato di
emergenza;
il comparto agricolo e agrumicolo non solo vive un'inversione
di tendenza dato dalla perdita di posizioni di mercato, ma
subisce gravemente i danni derivanti dalle negative condizioni
meteorologiche che hanno colpito il territorio del Calatino;
per sapere quali interventi urgenti intendano porre in essere
al fine di fare fronte alla situazione di emergenza del comparto
agrumicolo nell'area del Calatino - sud Simeto (CT)». (361)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 361, si
rappresenta che l'Ispettorato Provinciale di Catania ha
provveduto alla delimitazione dei territori e all'accertamento
dei danni conseguenti alle avversità (piogge alluvionali)
verificatesi in alcuni comuni del calatino nel mese di dicembre
2005.
La proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli eventi è
stata trasmessa, dalla Giunta regionale, al Ministero delle
politiche agricole e forestali per i conseguenti provvedimenti di
competenza.
Ad oggi, si è in attesa dell'esito dell'istruttoria
ministeriale».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
l'esercizio venatorio risulta regolamentato dalla legge 11
febbraio 1992, numero 157 e, relativamente alle guardie
venatorie, la qualifica è concessa ai cittadini in possesso di
attestato di idoneità rilasciato dalle Regioni, previo
superamento di apposito esame, ad esclusione dei cittadini già in
possesso di tale qualifica a norma del TULPS;
la legge regionale numero 33 del 1997 ha recepito tale
normativa nazionale apportando delle modifiche che penalizzano
chi possiede già detta qualifica, poiché obbliga alla frequenza
di un corso ed a sostenere il relativo esame;
l'attività di guardia venatoria è esercitata gratuitamente ed i
soggetti appartenenti a detta qualifica hanno già maturato una
pluriennale esperienza non certo valutabile nel contesto di un
corso teorico di preparazione;
per sapere:
quali iniziative si intenda assumere al fine di eliminare le
disparità di trattamento tra i soggetti residenti in Sicilia e
quelli residenti nel restante territorio nazionale;
se non ritenga comunque di dovere sospendere l'esecutività del
comma 5 dell'articolo 44 della legge regionale numero 33 del 1997
in attesa di apportare le giuste modifiche». (480)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 480, si
rappresenta che la problematica con la medesima evidenziata ha
trovato soluzione nell'articolo 19 della legge regionale 7/2001.
Quanto sopra era stato già comunicato alla S.V. dall'Assessore
pro-tempore con nota numero 290/GAB dell'1 febbraio 2002, in
risposta ad atto ispettivo di identico contenuto».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
la notte dell'1 luglio 2006 una violenta grandinata si è
abbattuta sul versante nord-ovest dell'Etna;
il territorio interessato a tale fenomeno è di circa 300 ettari
e si estende da Bronte a Maniace;
la grandine ha totalmente devastato le colture, in particolare
di pere e pesche, quasi pronte per la raccolta;
per gli agricoltori i danni saranno ingenti, non solo per il
mancato raccolto ma anche per la prossima stagione, poiché la
grandine ha strappato pure le foglie e le gemme a frutto;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di risarcire gli
agricoltori del versante nord-ovest dell'Etna;
se non intenda procedere alla dichiarazione dello stato di
emergenza per l'intera zona». (494)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 494, si
rappresenta che nella vigente normativa gli interventi di
sostegno per i danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle
strutture aziendali agricole e zootecniche, alle strutture
aziendali e alle infrastrutture agricole nelle zone colpite da
calamità naturali o da eventi eccezionali sono organicamente
disciplinati dal Decreto legislativo 29 marzo 2004, numero 102.
La norma stabilisce all'articolo 1 che il Fondo di Solidarietà
Nazionale (istituito dalla Legge numero 364 del 25 maggio 1970
per promuovere interventi di prevenzione e di soccorso nelle aree
colpite da calamità naturali o da altri eventi eccezionali, allo
scopo di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese
danneggiate) ha come obiettivo di promuovere, principalmente,
interventi di prevenzione diretti ad incentivare la stipula di
contratti assicurativi contro i danni della produzione e delle
strutture.
Lo Stato concede contributi sui premi assicurativi,
conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo,
agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice
civile.
Il contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei premi
per contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
il danno raggiunga il 20 per cento della produzione nelle aree
svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
E' prevista una riduzione del contributo del premio fino al 50
per cento qualora i contratti assicurativi coprano anche altre
perdite dovute ad avverse condizioni atmosferiche non
assimilabili alle calamità naturali, o perdite dovute a epizoozie
o fitopatie.
Dagli altri interventi compensativi individuati quali:
- contributi in conto capitale;
- prestiti ad ammortamento quinquennale;
- proroga delle operazioni di credito agrario;
- agevolazioni previdenziali,
sono tassativamente esclusi i danni alle produzioni e alle
strutture ammissibili all'assicurazione agevolata.
A decorrere dall'1 gennaio 2005 il contributo pubblico è
concesso esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono
per ciascun prodotto assicurato la copertura della produzione
complessiva aziendale all'interno di uno stesso Comune.
Considerato che i territori e le colture citati nell'atto
ispettivo sono ammissibili all'assicurazione agevolata e sono
inseriti nel Piano Assicurativo 2005, confermato e integrato per
l'anno 2006 con Decreto del 20 marzo 2006 del Ministero delle
Politiche agricole e forestali - che prevede tra le avversità
assicurabili anche la grandine - nella fattispecie è esclusa
l'attivazione della procedura per gli interventi compensativi di
cui sopra.
Pertanto, non si può dare luogo alla delimitazione del
territorio colpito né all'accertamento dei danni, dato che ogni
tipo di intervento di sostegno diverso dal contributo sul premio
assicurativo sarebbe in contrasto con gli orientamenti nazionali
e comunitari».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il 10 luglio 2006 un temporale accompagnato da una violenta
grandinata si è abbattuto sui territori di Mazzarrone,
Caltagirone, Licodia Eubea e dintorni;
il territorio interessato è caratterizzato da centinaia di
ettari di colture prevalentemente ad uva e frutta;
considerato che:
le suddette colture risultano, a seguito del disastroso evento
climatico già richiamato, irrimediabilmente danneggiate;
gli agricoltori della zona hanno subito un danno per svariate
decine di migliaia di euro;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere al fine di risarcire
gli agricoltori del calatino;
se non intendano procedere alla dichiarazione dello stato di
calamità naturale». (501)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 501, si
rappresenta che nella vigente normativa gli interventi di
sostegno per i danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle
strutture aziendali agricole e zootecniche, alle strutture
aziendali e alle infrastrutture agricole nelle zone colpite da
calamità naturali o da eventi eccezionali sono organicamente
disciplinati dal Decreto legislativo 29 marzo 2004, numero 102.
La norma stabilisce all'articolo 1 che il Fondo di Solidarietà
Nazionale (istituito dalla Legge numero 364 del 25 maggio 1970
per promuovere interventi di prevenzione e di soccorso nelle aree
colpite da calamità naturali o da altri eventi eccezionali, allo
scopo di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese
danneggiate) ha come obiettivo di promuovere, principalmente,
interventi di prevenzione diretti ad incentivare la stipula di
contratti assicurativi contro i danni della produzione e delle
strutture.
Lo Stato concede contributi sui premi assicurativi,
conformemente a quanto previsto dal punto 11.5 degli orientamenti
comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo,
agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del Codice
civile.
Il contributo arriva fino all'80 per cento del costo dei premi
per contratti assicurativi che prevedono un risarcimento qualora
il danno raggiunga il 20 per cento della produzione nelle aree
svantaggiate ed il 30 per cento nelle altre zone.
E' prevista una riduzione del contributo del premio fino al 50
per cento qualora i contratti assicurativi coprano anche altre
perdite dovute ad avverse condizioni atmosferiche non
assimilabili alle calamità naturali, o perdite dovute a epizoozie
o fitopatie.
Dagli altri interventi compensativi individuati quali:
- contributi in conto capitale;
- prestiti ad ammortamento quinquennale;
- proroga delle operazioni di credito agrario;
- agevolazioni previdenziali,
sono tassativamente esclusi i danni alle produzioni e alle
strutture ammissibili all'assicurazione agevolata.
A decorrere dall'1 gennaio 2005 il contributo pubblico è
concesso esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono
per ciascun prodotto assicurato la copertura della produzione
complessiva aziendale all'interno di uno stesso Comune.
Considerato che i territori e le colture, citati nell'atto
ispettivo, sono ammissibili all'assicurazione agevolata e sono
inseriti nel Piano Assicurativo 2005, confermato e integrato per
l'anno 2006 con Decreto del 20 marzo 2006 del Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali - che prevede tra le avversità
assicurabili anche la grandine - nella fattispecie è esclusa
l'attivazione della procedura per gli interventi compensativi di
cui sopra.
Pertanto, non si può dare luogo alla delimitazione del
territorio colpito né all'accertamento dei danni, dato che ogni
tipo di intervento di sostegno diverso dal contributo sul premio
assicurativo sarebbe in contrasto con gli orientamenti nazionali
e comunitari».
L'Assessore LA VIA
FLERES - «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti, premesso che:
con la legge regionale 3 maggio 2004, numero 8, è stata
disciplinata l'attività di guida naturalistica, in sintonia con
le disposizioni vigenti nelle altre regioni d'Italia;
sarebbe stato necessario emanare la relativa circolare
attuativa, così da applicare la citata legge e dare risposte alle
numerose aspettative della categoria interessata, ma ad oggi
nulla è stato fatto, con ciò penalizzando un intero settore;
per sapere se non intenda impartire le necessarie ed urgenti
disposizioni affinché venga predisposta ed emanata la circolare
attuativa della citata legge regionale 8 del 2004 in materia di
guide naturalistiche, in sintonia con le analoghe disposizioni
già emanate nel resto del Paese». (421)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 421, si
rappresenta quanto segue.
La richiesta circolare attuativa della legge numero 8/2004 non
è stata ad oggi adottata in considerazione che l'emanazione della
stessa comporterebbe delle discrasie che, in determinati casi,
rendono opportuna la revisione di alcuni articoli di legge. Nello
specifico si rende necessario uniformare il dettato normativo per
le categorie da esso disciplinate, eliminando comportamenti
sperequativi dai quali potrebbero derivare atti oppositivi alla
circolare stessa.
Si veda il caso del quesito, che in copia si allega, posto
dalla Prefettura di Agrigento all'Ufficio Legislativo e Legale in
merito al possesso dei requisiti previsti per la guida e per il
corriere - accompagnatore turistico, in cui si evidenziano per
l'appunto disparità nei requisiti prescritti.
Inoltre la legge presenta alcune discrepanze rispetto anche
alla normativa di riferimento nazionale alla quale comunque,
tutte le regioni, comprese quelle a Statuto Speciale, sono tenute
ad uniformarsi.
Si assicura, pertanto, che è in fieri l'esame dei possibili
emendamenti da apportare alla succitata norma».
L'Assessore MISURACA
PREFETTURA DI AGRIGENTO
UFFICO TERRITORIALE DEL GOVERNO
Prot. 2004/8098/Gab.
. Agrigento, 28.04.2004
RACCOMANDATA
All'Avvocatura Distrettuale dello Stato
PALERMO
All'Ufficio Legislativo e Legale
della Presidenza della Regione Siciliana
PALERMO
e. p.c. All'Assemblea regionale siciliana
PALERMO
Oggetto: Legge Regionale approvata in data 21.04.2004.
Disciplina delle attività di Guida turistica, Guida ambientale-
Escursionistica, Accompagnatore turistico e Guida subacquea.
Quesito.
Questo ufficio, con due distinti provvedimenti numero
2003/18350/Gab. e numero 2003/18351/Gab. del 20.11.2003,
pubblicati sulla G.U.R.S. del 24.12.2003, ha bandito un concorso
per l'abilitazione di numero120 guide turistiche e uno per
l'abilitazione di numero 60 corrieri/ accompagnatori turistici da
iscrivere nei Ruoli Provinciali di Agrigento.
Espletate, le procedure pre-concorsuali si è provveduto a
formalizzare i rispettivi calendari di esame, in atto, in corso
di pubblicazione presso la Redazione della G.U.R.S.
Si apprende, adesso, seppure in via informale, che l'Assemblea
regionale siciliana, legiferando in materia, ha approvato la
legge di cui in oggetto, in corso di pubblicazione, con la quale
viene disciplinato ex novo l'accesso all'abilitazione per guida
turistica e per corriere/accompagnatore.
La norma in parola disciplinerebbe - per quanto è dato
conoscere - in maniera diversa l'abilitazione riguardante
l'esercizio della professione di guida turistica e quella di
corriere/accompagnatore turistico.
Infatti, per la guida turistica verrebbe previsto, quale titolo
di studio di accesso, il diploma di laurea; inoltre, la relativa
abilitazione conseguirebbe il superamento di un esame.
Di contro, per il corriere/accompagnatore, sarebbe previsto,
quale titolo di studio, il diploma di scuola media superiore e
l'abilitazione alla professione conseguirebbe alla frequenza di
appositi corsi con esami finali.
Diversamente da quanto previsto dalla nuova normativa, i
concorsi, già banditi da questa Prefettura, si limitano a
richiedere, quale titolo di studio, il diploma di scuola media
inferiore ed inoltre, subordinano l'acquisizione
dell'abilitazione ad un esame-colloquio su materie attinenti
l'attività professionale.
Peraltro, la nuova legge regionale mentre per la guida
turistica farebbe salvi i titoli abilitativi acquisiti, in sede
di concorsi già banditi ancorché non espletati, prevedrebbe,
invece, che, per l'attività di corriere/accompagnatore,
mantengano validità solamente i titoli di abilitazione già
rilasciati alla data di entrata in vigore della legge.
Ciò, oltre a creare una evidente disparità di trattamento,
renderebbe, di fatto, vana l'attività della Prefettura
relativamente al concorso già bandito per corriere/
accompagnatore, stante che le abilitazioni conseguite a seguito
di detto concorso sarebbero prive di valore giuridico.
Si chiede, pertanto, a codesti Uffici di voler far conoscere
se, alla luce della nuova norma, in corso di pubblicazione, si
possa riconoscere, tuttora, una giuridica validità alle procedure
di concorso bandite dalla Prefettura, in forza della normativa
precedente operante solamente in surrogazione del vuoto normativo
o se, in caso contrario, al fine di evitare contraddittorietà di
posizioni fra soggetti qualificati all'esercizio della stessa
attività, sulla scorta di norme diverse, si ritenga opportuno
caducare le procedure di concorso già bandite o quantomeno quella
relativa alla figura di corriere/accompagnatore.
Tenuto conto della delicatezza della questione, delle
ripercussioni che la vicenda potrebbe determinare sul contesto
sociale e del fatto che le prove d'esame, per entrambi i
concorsi, inizierebbero a settembre p.v., si confida nel più
solerte cortese riscontro.
IL PREFETTO
(Sodano)
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI
DIPARTIMENTO TURISMO, SPETTACOLO E SPORT
SERVIZIO 2 TUR - Unità Operativa Professioni Turistiche
Prot. n. 2153/S2 TUR del 29
luglio 2004
Oggetto: L.R. 3 MAGGIO 2004, N. 8 - Disciplina delle attività
di guida turistica, accompagnatore turistico, guida ambientale-
escursionistica e guida subacquea .
Risposta a nota prot n.948/TUR.34 del 24/06/04.
Alla PRESIDENZA
Segreteria Generale
Servizio 5 -
Coordinamento Attività
Economiche e Produttive
PALERMO
e.p.c. Alla PREFETTURA
Uffico Territoriale
di Governo
AGRIGENTO
In riscontro alla nota, di cui in oggetto, inviata da codesta
Presidenza unitamente a copia della documentazione ricevuta dalla
Prefettura in indirizzo (nota protocollo numero 2004/8098/GAB del
28/4/04 e nota protocollo numero 2004/8098/GAB del 10/06/04) per
l'ottenimento di un parere di merito giuridico-interpretativo, da
parte dell'Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana,
su quesiti posti dalla stessa inerenti, sia alcuni aspetti
attuativi correlati all'entrata in vigore della legge di cui in
oggetto, che all'avvenuta pubblicazione di due distinti bandi
concorsuali per l'abilitazione di 120 guide turistiche e 60
corrieri-accompagnatori, lo scrivente Assessorato, per competenza
in materia, considerata la natura dei quesiti posti e, al
contempo, quanto espresso in merito dalla nuova normativa è
dell'avviso che non ricorrano i presupposti per far propri detti
quesiti reiterando la richiesta di parere all'Ufficio legislativo
e legale.
Infatti, in applicazione della legge regionale 8/2004, entrata
in vigore in data 22.05.2004, e a quanto dettato rispettivamente
all'articolo 2 - Albo professionale delle guide turistiche della
Regione Siciliana, comma 2 e 3 ed ancora all'articolo 4 -
Definizione dell'attività di accompagnatore turistico, comma 2 e
3 - l'iscrizione all'Albo regionale ai fini dell'esercizio
dell'attività, sia della guida turistica che dell'accompagnatore
turistico risulta subordinata non soltanto ai titoli posseduti
(diploma di laurea, diploma di scuola media superiore, diploma
abilitante a seguito di opportuno corso di formazione con esame
finale), ma anche al periodo in cui gli stessi sono stati
acquisiti dai soggetti interessati (data di entrata in vigore
della legge). Infatti, negli articoli di legge sopraccitati,
viene previsto che:
·per la guida turistica `"restano valide le abilitazioni
all'esercizio della professione .... in uno dei Comuni o delle
Province della Regione, già conseguite o che saranno conseguite a
seguito dell'espletamento di concorsi già banditi ai sensi
dell'art , alla data di entrata in vigore della presente
legge";
·per l'accompagnatore turistico (articolo 4 comma 5) "restano
valide le abilitazioni all'esercizio della
professione rilasciate alla data di entrata in vigore della
presente legge nel territorio della regione ".
Pertanto, alla luce di quanto suesposto, nell'interpretazione
di quanto dettato dalla nuova normativa, ai fini dell'iscrizione
all'Albo regionale potranno considerarsi validi per te guide
turistiche soltanto i titoli abilitativi acquisiti a seguito del
concorso già bandito dall'Ufficio territoriale di Governo, mentre
per gli accompagnatori turistici nelle more dell'emanazione di
apposito Decreto assessoriale (articolo 4 comma 3 e 4 della legge
regionale numero 8/2004) saranno considerate valide solo le
abilitazioni prepossedute alla data di entrata in vigore della
legge.
In merito alla richiesta formulata da codesta Prefettura, si
ritiene, che gli ulteriori concorsi per accompagnatore turistico
debbano al momento essere fatti decadere.
Si rimane a disposizione per ogni altro eventuale chiarimento
in merito.
Il Dirigente del Servizio
Dott. Aldo Greco