Presidenza del presidente Miccichè
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che dei verbali delle
sedute n. 119 e n. 120 verrà data lettura successivamente.
L'ordine del giorno della seduta odierna reca: Comunicazioni
del Presidente della Regione .
Do la parola al Presidente, onorevole Salvatore Cuffaro.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi voglio innanzitutto rivolgervi un sentito ringraziamento
per il senso di responsabilità che avete mostrato nell'approvare
il bilancio e la legge finanziaria. Atti indispensabili alla
continuità dell'Amministrazione regionale. Ma due giorni or sono
questo Parlamento si è anche pronunciato sulla mozione di
sfiducia al Presidente della Regione che le opposizioni avevano
unitariamente sottoscritto.
Il dibattito ha avuto un esito preciso: mi è stata rinnovata
la fiducia. Ringrazio tutto il Parlamento per la correttezza dei
toni. Ringrazio la maggioranza per il rinnovato sostegno. Avevo
già anticipato, tuttavia, che questo risultato politico non mi
avrebbe automaticamente convinto a rimanere in carica.
Ho vissuto anni di intensa sofferenza confortato, oltre che
dall'affetto di tanti siciliani, dalla cristiana consapevolezza
che nella vita di un uomo essa non è mai vana. Mi ha confortato
il riconoscimento, anche da parte del giudice, di quanto nel mio
cuore era stato sempre certo, ossia l'assoluta estraneità del mio
agire e del mio sentire pubblico e privato alle finalità di una
organizzazione come la mafia. Ma tale sollievo non mi ha mai
sottratto a quell'intensa riflessione che, oggi, mi vede
nuovamente di fronte a voi per comunicarvi le mie irrevocabili
dimissioni dalla carica di Presidente della Regione. Queste
dimissioni notificherò al Presidente della Repubblica.
Già al momento della sentenza sentivo dentro di me il dovere di
compiere questo passo. Ma ho deciso di attendere sino
all'approvazione del bilancio e della legge finanziaria per senso
di responsabilità verso una Terra che continuerò ad amare e che
in questi anni ho servito fedelmente consegnando ad essa tutto il
tempo e le mie energie. Non potevo lasciare poi che ogni mia
decisione fosse assunta senza conoscere la volontà dell'Assemblea
regionale.
Le odierne dimissioni non sono, dunque, frutto di alcuno
automatismo. Esse costituiscono, invece, una scelta personale,
assunta per ragioni umane e politiche.
Insieme a tantissime manifestazioni di affetto e sostegno
politico, ho visto diffondersi in questi giorni una crescente
ostilità verso la mia persona; un sentimento che non mi
appartiene né culturalmente, né politicamente e dal quale in
questi anni non ho saputo, né voluto dare spazio. E siccome il
popolo, più che i salotti o le manovre di Palazzo, è sempre stato
l'elemento centrale della mia esperienza politica, anche in
questa circostanza così delicata, non voglio sottrarmi ad un
confronto leale con esso.
In questi anni, alla guida del Governo regionale, ho sempre
cercato di tessere le ragioni dell'unità e del bene comune, in
una Terra straordinaria e difficile come la nostra. Sarebbe
perciò risultato insopportabile alla mia coscienza l'idea di
potere costituire, con la scelta di rimanere in carica, un
fattore di divisione e di contrapposizione sociale.
Tutto ciò avrebbe alimentato ulteriori polemiche, poco utili,
peraltro, a riaffermare il vero significato di atti e di eventi
che dal giorno della sentenza ho visto quotidianamente distorti.
Francamente preferisco la via dell'umiltà. Lo faccio per non
tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per
la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i
Siciliani che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità
e con quella onestà che, sono certo, mi verrà completamente
riconosciuta.
Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva, ci sarà una
verità processuale e una verità sostanziale; con la mia
decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento
che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e
delle Istituzioni, ma con determinazione mi batterò in tutte le
sedi per l'affermazione della verità sostanziale a difesa della
mia vita, pubblica e privata.
(I deputati si alzano in piedi e rivolgono un applauso al
Presidente della Regione)
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto delle dimissioni del
Presidente della Regione.
Ricordo che, in tal caso, ai sensi dell'articolo 10, comma 2,
dello Statuto si procede alla nuova e contestuale elezione
dell'Assemblea regionale e del Presidente della Regione entro i
successivi tre mesi.
Ricordo, altresì, che ai sensi dell'articolo 8 bis, comma 3,
dello Statuto e secondo la giurisprudenza della Corte
costituzionale (sent. n. 12/2006) Nel periodo tra lo
scioglimento dell'Assemblea e la nomina del nuovo Governo
regionale il Presidente e gli Assessori possono compiere atti di
ordinaria amministrazione .
Avverto, infine, che a norma dell'articolo 4 della legge
costituzionale n. 1 del 1972 Finché non si è riunita la nuova
Assemblea regionale siciliana sono prorogati i poteri della
precedente Assemblea .
Sospendo, quindi, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore
13.35)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Invito il deputato segretario a dare lettura del processo
verbale n. 119 del 25 gennaio 2008, n. 120 del 26 gennaio 2008,
nonchè del verbale della presente seduta.
RINALDI, segretario, dà lettura del verbale n. 119 del 25
gennaio 2008, n. 120 del 26 gennaio 2008, nonchè del verbale
della presente seduta che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la sessione.
La seduta è tolta alle ore 13.50.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 14.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli