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Resoconto d'Aula della Seduta n. 13 di mercoledì 11 ottobre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che  è  pervenuta  da
  parte  del  Presidente  della  Commissione  bilancio  e  finanze,
  onorevole Cimino, una richiesta di sospensione dei lavori d'Aula,
  di  trenta  minuti, per consentire la definizione dell'esame  del
  Documento di programmazione economico finanziario.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    ODDO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  pensavamo,  noi
  tutti,   che questa legislatura, soprattutto per quanto  concerne
  il  rispetto del Regolamento interno, fosse nata sotto una  buona
  stella,  dato   che saremmo stati tutti molto più  ossequiosi  di
  quanto lo siamo stati nel passato.
   Ritengo  che  questa mattina si voglia fare  una  forzatura.  La
  Presidenza è intenzionata a sospendere l'Aula per permettere alla
  Commissione Bilancio di concludere i lavori; ma vorrei  precisare
  che  la Commissione era stata convocata per le ore 9.15 e che  il
  rappresentante del Governo, alle 10.30, non era ancora giunto.
   Capisco  bene  che  la  maggioranza dimostra  che,  sovente,  ha
  difficoltà a compattarsi, e vuole  realizzare una  prova di forza
  solo  in  occasioni di parate mediatiche, come  quella  di  ieri,
  nella   quale  annuncia  scioperi  della  fame,  della   sete   e
  quant'altro  per  far  breccia nell'opinione  pubblica  -  ed  in
  questo,  evidentemente,  la stampa  deve  fare  la  sua  parte  -
  affinché si orienti in un certo modo.
     Però, sospendere i lavori d'Aula per permettere la conclusione
  dei    lavori    in   Commissione   Bilancio,   è   assolutamente
  inaccettabile, dal punto di vista regolamentare.
   Il  nostro  non è un atteggiamento ostruzionistico,  tant'è  che
  proponiamo  di  proseguire  con la  discussione  unificata  delle
  mozioni  all'ordine del giorno e, successivamente,  proseguire  i
  lavori  in II Commissione, alla quale parteciperemo, per trattare
  l'argomento in maniera adeguata e permettere che si dia il parere
  sul Documento di  programmazione economico- finanziaria.
   Non  capisco  per quale motivo si debba procedere con  forzature
  regolamentari.   Credete  veramente  che  la  Commissione   possa
  concludere i lavori in mezz'ora? Io, personalmente, annuncio  che
  parlerò in Commissione Bilancio per trentuno minuti.
   Per  quanto  riguarda, invece, la prosecuzione della discussione
  sul  DPEF  nella giornata di domani, non mi esprimo;  vedremo  se
  sarà possibile procedere in questo senso.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono  temi,
  nella  vita  politica di questa Regione, che  dobbiamo  discutere
  attentamente;  le  mozioni all'ordine del  giorno  devono  essere
  assunte  come  fatto  importante, che non  deve  diventare  carta
  straccia  -  cogliamo  l'occasione, quindi,   di  avere  in  Aula
  l'Assessore  al  ramo  - e diamo ai lavoratori  della  forestale,
  comunque, delle risposte.

   BARBAGALLO. Si deve integrare  la copertura finanziaria

   ANTINORO. I soldi sono un altro tema, ma intanto l'Aula si  deve
  occupare di fare politica.
   Concordo  con  l'onorevole  Oddo  il  quale  sostiene   che   la
  Commissione  Bilancio non è in grado di concludere  i  lavori  in
  trenta  minuti. Capisco le esigenze della maggioranza - ne faccio
  parte  e  ne  sono assolutamente convinto - ma siamo  in  Aula  e
  abbiamo  l'occasione  per  discutere  su   temi  delicati  ed   è
  opportuno,  quindi,   che su questi temi  si  prosegua  perché  i
  lavoratori attendono una risposta da parte di questa maggioranza.
   Ritengo  che  un  rinvio di mezz'ora - che  non  sarà  certo  di
  mezz'ora,  signor Presidente, lei lo sa meglio  di  tutti  noi  -
  significherebbe    determinare   una    condizione    d'ulteriore
  confusione.
   Il  DPEF  è sicuramente importante, ma l'esame  potrebbe  essere
  rinviato  al  pomeriggio  in  modo  da  consentire  all'Aula   di
  discuterne domani mattina.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  si
  stia  facendo una gara tra chi vuole discutere e chi   non  vuole
  discutere queste mozioni.
   La  discussione  delle mozioni è stata richiesta  con  forza  da
  tutte le forze politiche, e tra l'altro ritengo che il calendario
  ci  obblighi  a  farlo  entro oggi. Stavamo concertando  con  gli
  esponenti dell'opposizione, l'opportunità di addivenire,  durante
  la  sospensione,  alla  presentazione di un  testo  unitario  che
  raggruppi le tre mozioni poste all'ordine del giorno.
   Pertanto, ritengo che la sospensione dei lavori potrebbe  essere
  opportuna,  dato  che abbiamo l'intenzione di pronunziarci  sulle
  mozioni;  altre discussioni possono apparire solo  demagogiche  e
  strumentali.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore  per
  l'agricoltura, professore La Via, presente in Aula, conosce  bene
  il  problema,  perché  ha avuto modo di incontrare  parlamentari,
  sindaci, esponenti sindacali e rappresentanti dei lavoratori.
   Qui,  in  Aula,   sono  presenti sindaci e rappresentanti  delle
  categorie  sindacali,  che  attendono   da  oltre  una  settimana
  l'avvio  di  questa  discussione; desidero  soltanto  informarla,
  signor  Presidente, che la riunione alla presenza  dell'assessore
  per  l'agricoltura si è svolta dieci giorni fa  e  l'impegno  era
  quello  di approvare le mozioni già l'indomani, invece la data  è
  slittata  di  giorno in giorno e vi sono  sei  consigli  comunali
  occupati  da giorni dai lavoratori che vedono sempre più  lontana
  la possibilità di lavorare.
   Vorrei   avanzare   al  Parlamento  una  proposta   alternativa:
  sospendere i lavori per mezz'ora, al fine di  preparare un  testo
  unitario  con  i colleghi dell'opposizione, per poi riprendere  i
  lavori   in  Aula e procedere  all'approvazione della mozione  in
  modo  da  dare  una  risposta  concreta   ai  lavoratori  e  poi,
  eventualmente, risospendere i lavori per permettere alla  seconda
  Commissione  di concludere l'esame del DPEF.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, alla luce di quanto detto  fino
  ad ora, vorrei fare una considerazione.
   La  Presidenza ha ricevuto la richiesta, da parte del Presidente
  della   seconda  Commissione,  di  un  rinvio  di  mezz'ora   per
  concludere  i  lavori in presenza del Governo. Deve  essere  dato
  atto  a  questa  Presidenza che i rinvii  dei  lavori  non  hanno
  superato  il  loro  termine, infatti  la  discussione  è  ripresa
  puntualmente; è successo così fin dall'inizio della legislatura.
   Proprio  perché  la  mozione  ha  un  carattere  di  urgenza  ed
  importanza,   volevamo  lasciare  spazio   al   dibattito   senza
  soffocarlo, questa era la volontà della Presidenza.
   Alla  luce,  anche,  dell'intervento  dell'onorevole  Dina,  che
  proponeva il  raccordo delle  mozioni, così come sostenuto  anche
  dall'onorevole Caputo, non trovo alcuna difficoltà per sospendere
  i lavori.
   Se,  tuttavia,  si deve aprire un dibattito su  questo,  avverto
  che non serve a nessuno, soprattutto ai forestali.
   Pertanto,  chiedo  a  coloro i quali vogliono  intervenire,   di
  rinunciarvi, se lo ritengono opportuno, e a coloro i quali  hanno
  preso  la  parola  di apprezzare che la Presidenza  fra  mezz'ora
  riprenderà  i  lavori,  al  di  là  di  quanto  richiesto   dalla
  Commissione Bilancio, e a tal fine, invito l'onorevole Oddo a non
  fare ostruzionismo in commissione.
   Se non sorgono osservazioni, si rinvia l'Aula alle 11.30.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  posizione  assunta  dal  mio  capogruppo,  onorevole  Dina,   che
  condivido,  si  scontra involontariamente con il  fatto  che,  la
  previsione   di  una  mozione  congiunta  vedrebbe  impegnati   i
  Capigruppo   e  quindi  parecchi  componenti  della   Commissione
  Bilancio.  Per  cui,  se  la  mezz'ora  di  sospensione  dovrebbe
  consentire di esprimere in seconda Commissione il parere al  DPEF
  e   contestualmente  fare  una  ricognizione  delle  mozioni  nel
  tentativo  di  unificarle, è chiaro che la contemporaneità  degli
  eventi non ci darà la possibilità di proseguire nei lavori.
   Tra   l'altro   non   posso  non  condividere   le   perplessità
  dell'onorevole Oddo in merito alla procedura regolamentare.
   Propongo,  pertanto, di continuare i lavori in  Aula,  definendo
  le  mozioni  e poi, nel primo pomeriggio, riunire la  Commissione
  Bilancio per concludere l'esame del DPEF.
   Tra  l'altro, la mozione, ancorché unificata, dovrà tenere conto
  degli  interventi svolti in Aula, delle proposizioni che  possono
  essere esposte dai singoli deputati.
   Il  problema  sul  quale si deve discutere è il  reperimento  di
  fondi, perché al di là delle parole servono i soldi.
   Ritengo  sia giusto proseguire il dibattito, anche nel  rispetto
  dell'assessore per l'agricoltura, professore La Via, presente  in
  Aula,  -    ha  il  diritto di esserlo -   e  di   stipulare  con
  l'Assemblea.

   AULICINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà

   AULICINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho provato  ad
  immaginare  cosa  accadrebbe   se  non  riuscissimo   a   trovare
  l'accordo  sulla  mozione  che riguarda i  lavoratori  forestali.
  Costoro si ritroverebbero, come avviene puntualmente  ogni  anno,
  a non perfezionare il requisito contributivo.
   Invito   i  colleghi   che  hanno  grande  attenzione   per   la
  problematica   dei    forestali  ad   ascoltare   perché   voglio
  evidenziare  la  contraddizione che ogni  anno  si  ripropone  in
  autunno - lo dicevo, anche,  ad un rappresentante dei forestali.
   Come   sindacalista  ho  seguito  anche  la   problematica   dei
  braccianti e nel corso della precedente legislatura, in  autunno,
  si  è presentato sistematicamente il problema del perfezionamento
  dei   requisiti   contributivi  ai  fini  del   godimento   delle
  prestazioni.
   Si  apre,  così,  una trattativa con il Governo.  Il  Parlamento
  intrattiene  se stesso e utilizza il tempo prezioso - che  invece
  potrebbe  utilizzarlo  diversamente  -  per  discutere  di   cose
  scontate.
   Chiedo,  pertanto,  all'Assessore presente se sia stato sfiorato
  dal   dubbio  di  completare  l'anno  2006  non  consentendo   ai
  braccianti  agricoli  eccezionali,  occasionali  e  abituali   di
  completare le giornate.
   E'   chiaro  che  ciò  diventa  consuetudine.  Mi  permetto   di
  informare l'Assessore che è ciò è consuetudine. Assessore, la sua
  presenza  in  Aula  è  molto importante  perché  le  permette  di
  ascoltare  l'opposizione  che ribadisce che questa  ormai  è  una
  consuetudine,  non  bella, perché perpetua  la  disposizione  del
  Parlamento allo scambio,  anche sulle cose ovvie e scontate.
   Abbiamo  avuto  interventi autorevoli dei  rappresentanti  della
  maggioranza  che  ci  spiegano che sono tutti  presi   da  questo
  annoso  problema,   in  quanto c'è il capo  forestale  delle  mie
  Madonie,  mie solo per ragioni di nascita non per altro,  infatti
  proprio  in  queste zone ho preso pochissimi voti, ma come  stavo
  dicendo   illustri  parlamentari  sono  preoccupati  che   questo
  percorso  possa non completarsi, io invece, al riguardo,  non  ho
  dubbi:   questa è la classica operazione di quelli che si  recano
  nei  comuni  per  dire ai  cinquantunisti', agli  occasionali'  e
  agli   abituali' - e ve lo dice uno che come sindacalista è stato
  per  anni  in trincea e che ha parlato con i lavoratori impegnati
  nei  cantieri  forestali, nelle aziende  metalmeccaniche,  ed  in
  altri settori - stiamo provvedendo.
   Questa  mattina, Assessore, mi ha telefonato un amico che  aveva
  avuto modo di parlare con un operaio della forestale

   PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, la invito a concludere.

   AULICINO. Sto per farlo, signor Presidente,  ma mi occorre  fare
  questa  premessa  perché,  come lei ben  sa,   le  premesse  sono
  necessarie  per  lo  sviluppo  di  un  ragionamento;  questa  sui
  forestali  mi sembra semplicemente una sceneggiata.  E  stando  a
  quanto  conosco  in materia di forestazione, avendo  partecipato,
  anche,  alla predisposizione di un testo di disegno di legge,  so
  che questa storia verrà risolta.
   La  battaglia da condurre è un'altra: quella per il  superamento
  del precariato.
   La   maggioranza  e  l'opposizione  concordano  e   approveranno
  insieme un ordine del giorno, i forestali sono rappresentati  dal
  Parlamento  nella  sua  unitarietà, non  soltanto  dall'onorevole
  Antinoro o dall'onorevole Aulicino.
   Il  Parlamento unitariamente concorda che i forestali completino
  o perfezionino il requisito contributivo ai fini previdenziali.

   PRESIDENTE. Prendo atto della volontà prevalente di definire  il
  dibattito  in  materia  del  settore forestale,  avverto  che  la
  seconda  commissione  si riunirà dopo la conclusione  dei  lavori
  d'Aula.

                              Missione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  per  ragioni  del   suo   ufficio,
  l'onorevole Zago è in missione per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   «Nuove   norme  in  materia  di  bioedilizia  e  di    risparmio
  energetico» (n. 391)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli Cascio Confalone, D'Asero,  Fleres,
  Cimino e  Leanza Edoardo  in data  10 ottobre  2006.

   «Disposizioni  per la ripresa dei pensionamenti ex  articolo  39
  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10» (n. 392)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Fleres, Savona e Ortisi in  data  10
  ottobre 2006.

   «Variazioni   al   bilancio  della  Regione   ed   al   bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2006» (n. 393)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal presidente della Regione (onorevole Cuffaro)  su
  proposta  dell'assessore per il bilancio e le finanze  (onorevole
  Lo Porto) in data  10 ottobre  2006

   «Istituzione dell'ente teatro di Segesta» (n. 394)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli  Cristaldi,  Formica,   Currenti,
  Falzone,  Granata,  Incardona, Pogliese,  Stancanelli,  Fleres  e
  Maira in data  10 ottobre  2006.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate:

   RINALDI, segretario:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che obiettivo del servizio 118 è quello di  assicurare
  la  tempestività dei servizi di assistenza sanitaria in relazione
  alla patologia riscontrata;

   considerato che invece sono stati segnalati notevoli e  ripetuti
  disguidi  in  merito all'efficienza e allo standard organizzativo
  della  relativa  centrale  operativa,  ubicata  presso  l'azienda
  ospedaliera Cannizzaro di Catania, la cui competenza  si  estende
  ai  territori delle province di Catania, Siracusa e Ragusa  ed  è
  affidata  alla  sola  e  totale responsabilità  del  primario  di
  anestesia  -  rianimazione  e  terapia  iperbarica  dello  stesso
  ospedale;

   in  considerazione  della necessità di  assicurare  un  servizio
  rapido ed efficiente nella provincia di Siracusa,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  operare perché sia assicurata l'allocazione di una  centrale
  operativa nella provincia di Siracusa, ed integrazione con  nuove
  postazioni nelle zone non beneficiate dal servizio;

   a  definire gli organici, assicurando 'esclusività' del rapporto
  di  servizio,  evitando sdoppiamenti fra ospedale e servizio  118
  con le conseguenti ricadute sull'efficacia dell'operato». (93)

                                                 CONFALONE - CIMINO
                                                    VICARI - FLERES

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che questa Assemblea ha approvato la legge n.  14  del
  2006  per  rideterminare  le fasce occupazionali  dei  lavoratori
  forestali;

   visto  che  la  legge incontra difficoltà di  applicazione   per
  l'insufficiente copertura finanziaria;

   considerato  che  tuttavia  è  necessario  garantire  i  livelli
  occupazionali consolidati;

   rilevato  in particolare che è necessario assicurare il  livello
  minimo  occupazionale  di 78 giornate annue  e  il  completamento
  della campagna antincendio per l'anno corrente;

   osservato che alcuni lavoratori, per cause non dipendenti  dalla
  loro  volontà,  rischiano  di non poter  completare  le  giornate
  lavorative necessarie,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  avviare immediatamente i lavoratori forestali che si trovano
  nella  necessità di completare il previsto periodo, ivi  compresi
  coloro  che  abbiano  intrattenuto  un  rapporto  di  lavoro  con
  l'Azienda forestale nell'anno 2005;

   a   reperire   le  risorse  necessarie  per  far   fronte   alle
  conseguenti necessità». (94)

          CANTAFIA-ODDO-APPRENDI-CRACOLICI-CALANNA-DE BENEDICTIS-DI
                                                          BENEDETTO
      DI GUARDO-PANARELLO-PANEPINTO- SPEZIALE-TERMINE-VILLARI-ZAGO-
                                                           ZAPPULLA

   Avverto  che  la mozione numero 93 sarà iscritta all'ordine  del
  giorno della seduta successiva perché se ne determini la data  di
  discussione.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 94

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che la mozione  numero
  94  dell'onorevole  Cantafia ed altri, secondo  quanto  stabilito
  nella  seduta   di  ieri, verrà discussa insieme  alle  altre  di
  analogo argomento iscritte al III punto dell'ordine del giorno.

      Comunicazione di dimissioni da componente di Commissione
                             legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che,   con  nota  del  10  ottobre  2006,
  l'onorevole Leanza Edoardo ha dichiarato di rassegnare le proprie
  dimissioni   da  componente  della  VI  Commissione   legislativa
  permanente  Servizi sociali e sanitari'.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di nomina di componente di Commissione
                             legislativa

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Simona
  VICARI   è  nominata componente della VI Commissione  legislativa
  permanente    Servizi  sociali  e  sanitari',   in   sostituzione
  dell'onorevole  Leanza Edoardo,  dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di apposizione di firma su mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che:  con  nota  dell'11  ottobre   2006,
  l'onorevole Antinoro ha chiesto di apporre la firma alla  mozione
  n.   91   «Garanzie  occupazionali  degli  operai  del   comparto
  forestale», presentata  dall' onorevole  Dina ed altri  in data 5
  ottobre 2006;

   con  nota  0906/Segr dell'11 ottobre 2006 l'onorevole Pagano  ha
  chiesto  di  apporre  la firma alla mozione n.  80   «Reperimento
  delle  risorse necessarie per garantire il soddisfacimento  delle
  garanzie   occupazionali  degli  operai  forestali»,   presentata
  dall'onorevole Cascio ed altri in  data 20 settembre 2006.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cintola  ha  chiesto  di  apporre   la
  propria  firma alla mozione numero 80, dell'onorevole  Cascio  ed
  altri.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Avverto, ai sensi dell'articolo 127,  comma  9  del
  Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà  procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero  85  «Iniziative  per un'approfondita  rivisitazione  del
  piano rifiuti della Regione Sicilia», degli onorevoli Borsellino,
  Ballistreri ,  Barbagallo, Cracolici;

   numero   86  «Opportune  iniziative  in  merito  alle  politiche
  migratorie»,   degli   onorevoli   Borsellino,   Ballistreri    ,
  Barbagallo, Cracolici;

   numero  87  «Emanazione del regolamento attuativo  di  cui  alla
  legge  regionale n. 3 del 2006», degli onorevoli  Fleres,  Leanza
  Edoardo, Confalone, Cimino;

   numero  88  « Reperimento delle risorse necessarie per garantire
  il  soddisfacimento  delle  garanzie occupazionali  degli  operai
  forestali», degli onorevoli Caputo, Falzone, Granata, Pugliese;

   numero 89 «Interventi presso il Parlamento nazionale al fine  di
  evitare   la   legalizzazione  della  morte  anticipata»,   degli
  onorevoli  Cimino, Barbagallo, Dina, Fleres, Incardona,  Formica,
  Pagano;

   numero  90  «Iniziative  per  evitare  la  riconversione  e   la
  conseguente  soppressione  del presidio  ospedaliero  di  Palazzo
  Adriano  (Pa)»,  degli  onorevoli Caputo, Stancanelli,   Falzone,
  Currenti, Granata;

   numero  91  «Garanzie  occupazionali degli operai  del  comparto
  forestale»,  degli  onorevoli   Dina,  Sanzarello  ,   Cappadona,
  Terrana, Regina;

   numero  92   «Iniziative   anche   a   livello   centrale    per
  fronteggiare la crisi che attraversa la scuola siciliana»,  degli
  onorevoli  Barbagallo, Ammatuna,  Culicchia, Fiorenza,  Galletti,
  Gucciardi,  Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi,
  Vitrano, Zangara;

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   RINALDI, segretario:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   nel  1997  con  il Decreto legge n. 22 l'Italia ha  recepito  le
  direttive europee che hanno imposto agli enti locali il passaggio
  dai  sistemi di smaltimento in discarica alla gestione  integrata
  dei  rifiuti,  stabilendo  una  percentuale  minima  di  raccolta
  differenziata  del 35 per cento da raggiungere  entro  il  maggio
  2003;

   gli   ATO   Rifiuti  sono  stati  istituiti  dalla  legislazione
  nazionale  per razionalizzare le risorse al fine di ottenere  una
  gestione efficiente e trasparente dei rifiuti;

   considerato che:

   in  Sicilia  il  Piano  regionale dei rifiuti,  mai  formalmente
  approvato  da alcun soggetto (U.E., Governo nazionale,  Assemblea
  regionale   siciliana)   ha  invertito   le   priorità   indicate
  dall'Unione Europea e dal Parlamento italiano attraverso atti  di
  un commissario, dando precedenza alla termovalorizzazione rectius
  incenerimento  quale  soluzione prevalente per  la  gestione  dei
  rifiuti, spostando peraltro al 2008 il conseguimento della  quota
  del  35  per  cento  di raccolta differenziata (obiettivo  minimo
  intermedio che doveva essere centrato entro il 31 marzo  2003  ai
  sensi  della normativa nazionale), senza peraltro programmare  le
  misure di intervento;

   accertato che:

   le  politiche  di gestione dei ventisette ATO rifiuti  istituiti
  in  Sicilia  non  hanno  prodotto un miglioramento  del  servizio
  attraverso una seria programmazione degli interventi d'ambito, ma
  piuttosto  un  aggravio generalizzato dei costi per l'utenza  con
  rincari fino al trecento per cento in alcuni Comuni, anche per il
  mancato    raggiungimento   delle   percentuali    di    raccolta
  differenziata;

   il  commissario  straordinario ha firmato  una  convenzione  che
  impegna  gli  ATO  a conferire per i prossimi 20  anni  i  propri
  rifiuti  ai  quattro  A.T.I. (Associazioni Temporanee  d'Impresa)
  selezionati dal bando di gara indetto con l'Ordinanza n. 303  del
  2003,  creando  di  fatto  un sistema alternativo  alla  gestione
  integrata  previsto  dalla legge Ronchi  e  impedendo  quindi  la
  diffusione dei sistemi di raccolta differenziata e di riciclo dei
  rifiuti  e,  con essi, lo sviluppo di tecnologie pulite  e  della
  nuova economia a questi legata,

                  impegna il Governo della Regione

   a  fermare  la realizzazione dei quattro mega termovalorizzatori
  e  di tutti gli impianti connessi che ostacolerebbero il corretto
  sviluppo  di  una  gestione integrata dei rifiuti  in  Sicilia  e
  costituirebbero  un  pericolo  ambientale  per  la  salute  delle
  popolazioni interessate, come hanno già evidenziato i  competenti
  uffici regionali;

   a   revocare  le  convenzioni  stipulate  con  i  raggruppamenti
  d'imprese  dei quattro sistemi ai sensi dell'art. 14 (revoca  per
  esigenze di pubblico interesse) ed a ritirare in autotutela tutte
  le  ordinanze di autorizzazione alla realizzazione degli impianti
  suddetti;

   a  procedere  urgentemente ad un'approfondita rivisitazione  del
   Piano regionale dei rifiuti' che contenga nelle sue linee  guida
  le seguenti priorità:

   uno  studio economico che, prendendo in considerazione tutte  le
  soluzioni, individui quella meno onerosa;

   l'attivazione,  attraverso   un'impegnativa  programmazione   di
  raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata coerenti
  con  le direttive nazionali, del percorso virtuoso tracciato  dal
  Decreto   Ronchi   e  dalle  Direttive  europee   per   giungere,
  promuovendo azioni di riduzione, riuso e raccolta differenziata e
  riciclaggio ed infine recupero di energia dai rifiuti,  a  quella
  gestione integrata dei rifiuti che può trasformare ciò che oggi è
  solo  un  costo  per la collettività in una grande  occasione  di
  sviluppo socio-economico;

   un   ripensamento   della  suddivisione  dei   ventisette   ATO,
  procedendo   ad  una  drastica,  nonché  rigorosa  e  necessaria,
  riduzione  degli  stessi, ottimizzandone,  altresì,  i  costi  di
  gestione  e  rivisitando secondo criteri razionali la  dimensione
  demografica,  l'omogeneità territoriale ed  infrastrutturale,  la
  massima  economicità, al fine della gestione  a  ciclo  chiuso  e
  prevedendo  altresì  che le eventuali nuove assunzioni  avvengano
  applicando procedure di evidenza pubblica;

   la  valutazione, alla fine di tale percorso, sulla base di  dati
  oggettivi   riguardo   alla  frazione  residuale   dei   rifiuti,
  dell'eventuale  utilità della realizzazione di  impianti  per  il
  recupero energetico o di altri impianti che usino tecnologie meno
  costose e meno inquinanti». (85)

                                          BORSELLINO -  BALLISTRERI
                                             BARBAGALLO - CRACOLICI

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  politica  di  accoglienza e di integrazione  rappresenta  la
  vocazione  naturale  della  storia  della  Sicilia  e  delle  sue
  istituzioni;

   in  Sicilia  la pratica della convivenza tra le religioni  e  le
  culture  rappresenta un elemento identitario ed  è  occasione  di
  reciproco arricchimento culturale e sociale;

   considerato che:

   negli  ultimi  anni la Sicilia è stata meta privilegiata  per  i
  migranti  provenienti dall'Africa. Nel 2005 circa 22.000 migranti
  sono   approdati  sulle  coste  siciliane  di  cui  12.500   solo
  sull'Isola di Lampedusa e nei primi sei mesi del 2006  il  numero
  dei migranti sbarcato in Sicilia ha raggiunto quota 12.000;

   la  causa  di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà  di
  tanti  paesi  dell'Africa maghrebina e subsahariana,  che  genera
  masse di disoccupati e di disperati la cui unica speranza per  la
  sopravvivenza   diventa  quella  dell'emigrazione.   A   ciò   si
  aggiungano anche l'assenza di garanzie democratiche in quei paesi
  e  la  presenza,  in  diverse realtà, di conflitti  etnici  ormai
  endemici;

   non  esiste  un modo legale per accedere in Europa e in  Italia.
  La stragrande maggioranza dei migranti che intendono giungere nel
  nostro  territorio  è  costretta a  pagare,  a  caro  prezzo,  le
  organizzazioni  criminali, gli sfruttatori  e  i  trafficanti  di
  esseri umani;

   l'effetto  più  grave  dell'immigrazione,  in  questi  anni,   è
  rappresentato  dalle  tragedie del mare e dall'enorme  numero  di
  naufragi  verificatisi nel Mediterraneo. Secondo i  dati  forniti
  dall'autorevole rete di Ong Migreurope, negli ultimi sette  anni,
  nel  Mediterraneo  sono  morte circa  quattromila  persone  ma  è
  verosimile che tale dato sia sottostimato rispetto alla realtà;

   l'attuale  sistema normativo interno e comunitario,  creando  un
  diritto  speciale per i migranti, non è stato in  grado  di  dare
  risposte  sufficienti alla richiesta di solidarietà da  parte  di
  chi chiede di entrare nel nostro territorio;

   specificamente  l'attuale sistema dei flussi d'ingresso  risulta
  non  rispondente  alle  reali  esigenze  del  mondo  del  lavoro,
  soprattutto  in  realtà  come  quella  siciliana  dove,  a  causa
  dell'alta  percentuale di lavoro nero, le quote di ingresso  sono
  inferiori alle reali esigenze dell'imprenditoria siciliana. A ciò
  si  aggiunga  che  l'ingresso  di migranti  clandestini  crea  le
  condizioni   in   alcune  zone  della  Sicilia  per   l'ulteriore
  sfruttamento di lavoratori in nero coniugando così gli  interessi
  delle  organizzazioni  criminali  che  organizzano  i  viaggi  di
  clandestini e di chi con forme di caporalato, presumibilmente con
  l'ausilio della criminalità locale, cura lo sfruttamento in  nero
  dei  lavoratori  migranti. Tutto ciò ovviamente senza  che  siano
  riconosciuti  anche  i  più  elementari  diritti  a  tutela   dei
  lavoratori;

   ulteriore   elemento   negativo  della   vigente   normativa   è
  rappresentato dagli attuali centri di permanenza temporanea  che,
  anche  a  seguito delle modifiche introdotte dalla  legge  Bossi-
  Fini,  si  sono trasformati in veri e propri centri di detenzione
  amministrativa  in  contrasto con l'art.  13  della  Costituzione
  italiana,  non garantendo neppure una sicura identificazione  dei
  migranti;
   di  contro  il Governo regionale in questi anni si è limitato  a
  proclami,  quali gli interventi di un cosiddetto piano  Marshall,
  che  non  hanno trovato alcun seguito e che, da quanto  riportato
  recentemente dagli organi di stampa, sarebbero limitati  al  solo
  aspetto  della formazione professionale, senza che vi  sia  alcun
  organico  programma di intervento per lo sviluppo  economico  dei
  paesi  africani  e  senza  che questo rientri  in  un  articolato
  progetto  di  cooperazione  ma,  soprattutto,  senza  una  chiara
  identificazione delle risorse da impegnare;

   la  situazione  di  continui sbarchi, soprattutto  a  Lampedusa,
  impone  un intervento del Governo regionale a sostegno di  quella
  comunità  locale  per la quale sono oggi urgenti  gli  interventi
  soprattutto in materia di assistenza e di trasporti;

   in Sicilia ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati  e
  che rappresentano una linfa vitale per la nostra economia,

                  impegna il Governo della Regione

   A  chiedere  alla   Commissione Europea  un'accelerazione  nella
  predisposizione di tutti gli strumenti per la costruzione  di  un
  piano d'azione per la migrazione legale in Europa;

   a  chiedere al Governo italiano di farsi promotore, in  sede  di
  Consiglio  Europeo,  di  ridefinire  le  priorità,  avviando   la
  discussione sul Piano d'azione sulla migrazione legale;

   a  chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di  una  nuova
  legge-quadro sull'immigrazione che favorisca gli ingressi  legali
  nel  nostro  territorio,  creando  così  le  condizioni  per   la
  trasformazione dei centri di permanenza temporanea da  luoghi  di
  detenzione amministrativa a veri luoghi di accoglienza;

   a  chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una  legge-
  quadro  sul diritto d'asilo in Italia in conformità coi  principi
  dell'articolo 10 della Costituzione italiana;

   a  chiedere  al  Governo nazionale, nelle more dell'approvazione
  di  una  nuova normativa in materia, di predisporre tutti  quegli
  strumenti  regolamentari  ed  amministrativi  che  consentano  la
  regolarizzazione immediata dei lavoratori irregolari che ne hanno
  fatto  richiesta  in occasione dei precedenti decreti-flussi,  la
  definizione  di  procedure  più  rapide  per  i  ricongiungimenti
  familiari, disposizioni più favorevoli per le vittime di tratta e
  prostituzione ed un accesso effettivo ai diritti fondamentali  di
  cittadinanza;

   ad   affrontare  in  Sicilia  il  problema  del   lavoro   nero,
  avviandosi su questo tema un osservatorio regionale che coinvolga
  anche  sindacati  ed associazione e ponendo in  essere  tutte  le
  idonee  forme  di controllo già previste dall'attuale  normativa,
  con   l'individuazione,  in  sede  di  manovra  finanziaria,delle
  risorse idonee a rafforzare i poteri ispettivi della Regione;

   a  predisporre  un  piano  di accoglienza  per  i  migranti  che
  sviluppi, in connessione con le attività degli enti locali  e  la
  società  civile,  una pratica di integrazione  e  di  inserimento
  sociale  e nel mondo del lavoro, in particolare per i richiedenti
  asilo;

   a  realizzare  una serie di interventi a favore  dei  comuni  di
  Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
  agendo  anche  di concerto con le altre istituzioni competenti  e
  ponendo  tra le priorità la problematica dei trasporti,  affinché
  la  creazione  di  strutture portuali e la maggiore  certezza  di
  regolarità  dei  trasporti aerei favoriscano  le  condizioni  per
  trasformare  il Centro di permanenza temporanea di  Lampedusa  in
  una   struttura  di  prima  accoglienza  dalla  quale  trasferire
  immediatamente i migranti nei centri presenti in  Sicilia  e  nel
  resto del territorio nazionale;

   ad  individuare,  per  l'attuazione dei predetti  interventi  di
  propria competenza, le necessarie risorse finanziarie, nelle more
  dell'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una  legge
  organica sull'immigrazione che preveda tra le sue priorità  anche
  il   riconoscimento   del   diritto   di   voto   alle   elezioni
  amministrative e regionali ai migranti regolarmente residenti  in
  Sicilia». (86)

                                           BORSELLINO - BALLISTRERI
                                           BARBAGALLO -  CRACOLICI.

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   con  la  legge  regionale  1   febbraio  2006,  n.  3,  è  stata
  disciplinata   la    raccolta,   la  commercializzazione   e   la
  valorizzazione dei funghi epigei spontanei;

   tale norma prevede, al comma 2 dell'articolo 2, l'emissione   di
  un  regolamento  attuativo,  i cui  termini  di  emanazione  sono
  peraltro scaduti,

                 impegna Il Presidente della Regione
                             e per esso
             L'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   a  costituire un tavolo tecnico con le associazioni già operanti
  nel  settore, al fine di procedere, con la massima sollecitudine,
  all'emissione  del regolamento di cui al comma 2 dell'articolo  2
  della legge regionale n. 3 del 2006, anche in considerazione  del
  fatto che sta per iniziare la stagione della raccolta». (87)

                                           FLERES -  LEANZA EDOARDO
                                                 CONFALONE - CIMINO

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso   che  l'attività  di  lavoro  degli  operai  forestali
  costituisce   l'unica  fonte  di  reddito  per   molte   famiglie
  siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto necessario:

   assicurare    il    mantenimento   del   livello   occupazionale
  consolidato;

   erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale  n.
  14  del  2006,  in  relazione alla rideterminazione  delle  fasce
  occupazionali;

   garantire  agli ex cinquantunistiil livello minimo occupazionale
  di settantotto giornate annue;

   garantire il completamento della campagna antincendio 2006;

   provvedere   con   urgenza  al  fine  di   evitare   inopportune
  interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
  l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine  alle
  necessità in premessa evidenziate;

   ad  autorizzare,  nelle  more, l'avviamento  o  la  prosecuzione
  dell'attività lavorativa degli operai forestali». (88)

                                            CAPUTO-FALZONE- GRANATA
                                                  CURRENTI-POGLIESE
   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  Convenzione di Roma (1950) per la salvaguardia  dei  diritti
  dell'uomo  e delle libertà fondamentali enuncia - tra  l'altro  -
  che il principio del diritto alla vita di ogni persona è protetto
  dalla legge;

   la  Carta costituzionale nel fare proprio tale principio  tutela
  più  diffusamente talune prerogative fondamentali per l'esistenza
  di una vita dignitosa;

   in  quest'ultimo  periodo  si discute circa  la  possibilità  di
  legalizzare l' eutanasia, ovvero 'la morte buona' sia attiva  che
  passiva,   anche   per  evitare  la  distanasia   o   accanimento
  terapeutico;

   l'eutanasia, espressione della cultura della morte,  costituisce
  una    palese   violazione   del   principio   della   sacralità,
  dell'indisponibilità e della intangibilità della vita umana;

   considerato  che  invece che l'eutanasia,  in  quanto  uccisione
  deliberata  della persona umana, occorre rafforzare  un  migliore
  itinerario  di  assistenza al malato grave e al morente  che  sia
  ispirato,  sia sotto il profilo dell'etica medica che spirituale,
  alla  dignità della persona, al rispetto della vita e dei  valori
  della fraternità e della solidarietà,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  esternare,  con riluttanza, la propria contrarietà  ad  ogni
  forma di eutanasia intervenendo, con vigore, presso il Parlamento
  nazionale  al  fine  di  evitare la  legalizzazione  della  morte
  anticipata;

   ad  incrementare  l'assistenza domiciliare a favore  dei  malati
  terminali,  garantendo così quel sostegno psicologico  necessario
  per superare la solitudine e la tentazione alla disperazione;

   a  porre  in  essere  ogni  utile  intervento  per  favorire  la
  crescita  e  lo  sviluppo degli Hospice, al  fine  di  umanizzare
  l'assistenza ai malati terminali». (89)

                             CIMINO -  BARBAGALLO -  DINA -  FLERES
                                       INCARDONA - FORMICA - PAGANO
   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   considerato che:

   il  Governo  regionale ha già anticipato  in  più  occasioni  la
  volontà  di ridurre la spesa sanitaria, stante gli elevati  costi
  del servizio pubblico;

   al  fine  di  ottenere  una riduzione  del  deficit  che  incide
  pesantemente  sul  bilancio della Regione,  sono  stati  adottati
  provvedimenti  per  ridimensionare o eliminare  alcune  strutture
  sanitarie e presidi ospedalieri;

   tra  le iniziative annunciate, oltre alla chiusura di 67 guardie
  mediche,  vi  è  quella di procedere all'estinzione dell'attività
  ospedaliera del presidio di Palazzo Adriano (Palermo) ed  al  suo
  accorpamento, in questa fase, nel presidio sanitario  ospedaliero
  di Corleone;

   ritenuto   che   tale  decisione  del  Governo  è  assolutamente
  improponibile,  atteso che è finalizzata a sopprimere  uno  degli
  ospedali  più efficienti, che opera all'interno di un  vastissimo
  comprensorio  situato tra l'altro nelle zone più  decentrate  del
  territorio della provincia di Palermo;

   valutato   che   sia   la   decisione  di   accorpare   in   via
  amministrativa  l'ospedale  di  Palazzo  Adriano  con  quello  di
  Corleone che quella di trasformarlo successivamente in una S.R.A.
  non  sono  condivisibili, perché incidono sulla  salute  e  sulla
  sicurezza dei cittadini utenti di quel presidio ospedaliero;

   considerato  che  è  necessario, invece, adottare  provvedimenti
  per  migliorare  l'efficienza  di  quel  presidio  ospedaliero  e
  dotarlo  delle più moderne e sofisticate attrezzature tecniche  e
  sanitarie;

   valutato altresì che, al fine di ottenere un quadro chiaro,  dal
  punto  di  vista della spesa pubblica sanitaria, è più  opportuno
  procedere ad un monitoraggio su tutti i presidi ospedalieri della
  città  di Palermo e degli altri comuni, il cui territorio  ricade
  sulle competenze territoriali e funzionali della A.U.S.L. n. 6 di
  Palermo,

                  impegna il Governo della Regione

   a  sospendere  qualsiasi iniziativa contabile  e  amministrativa
  finalizzata a determinare la chiusura del presidio ospedaliero di
  Palazzo Adriano, ad adottare tutte le iniziative finalizzate  non
  soltanto    al   mantenimento,   ma   anche   al   potenziamento,
  dell'ospedale di Palazzo Adriano». (90)

                                   CAPUTO -  STANCANELLI -  FALZONE
                                                CURRENTI -  GRANATA

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce  l'unica
  fonte di reddito per molte famiglie siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto che:

   è    necessario   assicurare   il   mantenimento   del   livello
  occupazionale consolidato;

   è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   è  indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla  legge
  regionale n. 14 del 2006 in materia  di  rideterminazione   delle
  fasce occupazionali;

   è  necessario garantire agli ex cinquantunistiil livello  minimo
  occupazionale  di settantotto giornate annue ed il  completamento
  della campagna antincendio per l'anno 2006;

   necessita   intervenire  con  urgenza   al   fine   di   evitare
  inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi  che
  non   consentano  il  completamento  delle  giornate   lavorative
  previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per far fronte alle  necessità
  in   premessa   evidenziate   e  ad  autorizzare,   nelle   more,
  l'avviamento  e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa  degli
  operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
  almeno  un  rapporto di lavoro con l'Azienda forestale  nell'anno
  2005». (91)
                                          DINA-SANZARELLO-CAPPADONA
                                                     TERRANA-REGINA

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  scuola  siciliana sta vivendo una fase di estrema difficoltà
  frutto  di  un  insieme  di  criticità  irrisolte  e  di  ritardi
  accumulatisi nel tempo;

   le  conseguenze delle politiche scolastiche operate dal  Governo
  nazionale negli ultimi cinque anni si sono abbattute con  effetti
  nefasti su un sistema delicato e complesso, producendo uno  stato
  di confusione generalizzato;

   la  cosiddetta  riforma  Moratti si  è  inserita,  infatti,  nel
  difficile  cammino di applicazione della revisione del  Titolo  V
  della  Costituzione che ha operato una vera e propria  inversione
  nel criterio di riparto delle attribuzioni tra Stato e Regioni;

   numerose  sono  le  contraddizioni  e  le  incongruenze,   basti
  pensare  che la legge delega di riforma della scuola ha preceduto
  la legge delega di attuazione del Titolo V;

   considerato che:

   con   la   riforma   del  Titolo  V  della  Costituzione,   alla
  legislazione esclusiva dello Stato viene assegnata la definizione
  dei  livelli  minimi  essenziali delle prestazioni  (lep),  delle
  norme
   generali       sull'istruzione       e       dei        principi
  fondamentali;

   alla  competenza  delle Regioni è invece demandata  la  gestione
  del servizio nella sua interezza;

   l'effettiva applicazione di tale rivoluzione è ancora lontana  e
  il  percorso si presenta più che mai tormentato, stretto  tra  la
  necessità di garantire, da un lato, l'autonomia delle istituzioni
  scolastiche e delle Regioni e, dall'altro, di mantenere  uniformi
  su tutto il territorio nazionale i livelli minimi di istruzione;

   considerato ancora che:

   in  Sicilia più che altrove, la crisi del sistema scuola è grave
  e  coinvolge  sia  le famiglie che la categoria  degli  operatori
  scolastici; nonostante un incoraggiante trend positivo registrato
  nell'anno scolastico 2005/06, i dati sulla dispersione scolastica
  continuano  ad  essere allarmanti, particolarmente  nelle  grandi
  città  come Palermo e Catania e tra i ragazzi delle scuole medie;
  si  tratta  di  un  fenomeno  la cui  incidenza  è  indice  della
  difficoltà  della scuola di attrarre i giovani  con  un  progetto
  adeguato  ai loro bisogni e di instaurare una relazione educativa
  proficua;

   serie  carenze si registrano nella rete di scuole per l'infanzia
  e  asili  nido,  il  cui numero è assolutamente  insufficiente  a
  soddisfare la sempre maggiore domanda da parte delle famiglie;

   ritenuto che:

   lo  sviluppo delle scuole per l'infanzia, in qualità e quantità,
  assume  importanza  centrale nella  promozione   dello   sviluppo
  dell'autonomia, dell'identità e delle competenze dei bambini  dai
  tre ai sei anni, oltre al fatto che consente alle famiglie, e  in
  particolare alle mamme che lavorano, un qualificato servizio  per
  l'educazione dei figli;

   tra  le  emergenze  non più rinviabili è da annoverare  il  tema
  dell'edilizia scolastica;

   le  carenze strutturali degli edifici scolastici siciliani  sono
  particolarmente gravi e attengono al mancato rispetto delle norme
  di    sicurezza,    nonché   all'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche  e  all'assenza  o  inadeguatezza  di  spazi  per
  attività  sportive,  di  laboratorio,  di  documentazione  e   di
  socializzazione;

   l'assenza  di  locali  idonei  allo svolgimento  delle  attività
  didattiche  costituisce  ulteriore causa  di  demotivazione  allo
  studio ed alimenta il fenomeno della dispersione scolastica;
   ritenuto infine che:

   l'applicazione della legge regionale per il diritto allo  studio
  appare frammentaria e parziale;

   gravi  carenze  permangono nella realizzazione delle  iniziative
  previste dal Piano attuativo della legge regionale n. 68 del 1981
  a favore dei soggetti diversamente abili;

   la  normativa  regionale dedicata ad incentivare  le  iniziative
  culturali  ed  educative è disorganica e lacunosa e,  sommata  ai
  ritardi   dell'amministrazione  nell'erogazione  dei   contributi
  previsti,  limita  l'autonomia organizzativa  e  didattica  delle
  scuole espressa dal Piano dell'offerta formativa (POF),
                 impegna il Presidente della Regione
                                  e
            l'Assessore per i beni culturali e ambientali
                     e per la pubblica istruzione

   all'istituzione   del   Consiglio   regionale   della   pubblica
  istruzione, adeguatamente rappresentativo delle istanze  sociali,
  culturali  e  professionali della realtà scolastica siciliana;  a
  mettere  in opera tutte le iniziative al fine di fronteggiare  il
  fenomeno della dispersione scolastica;

   a  sostenere i Comuni nella realizzazione di una capillare  rete
  di asili nido e di scuole per l'infanzia;

   a  sostenere  i centri per l'educazione degli adulti  attraverso
  un  raccordo costante con la direzione regionale e i responsabili
  dei centri stessi;

   a  realizzare  le  più  opportune iniziative,  in  raccordo  col
  Governo nazionale e con gli enti locali competenti, per un  piano
  di ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici;

   a  farsi promotore presso il Governo nazionale, e per il tramite
  della  Conferenza  Stato-Regioni, di  adeguate  proposte  per  la
  completa    applicazione    ed   attuazione    delle    modifiche
  costituzionali al Titolo V». (92)
                       BARBAGALLO - AMMATUNA -  CULICCHIA -FIORENZA
            GALLETTI -  GUCCIARDI -  GALVAGNO -  LACCOTO - MANZULLO
                  ORTISI -  TUMINO -  RINALDI -  VITRANO -  ZANGARA

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ricordo  che,  in   base   al
  principio  della  programmazione dei  lavori,  la  determinazione
  della   data  di  discussione  delle  mozioni  è  deferita   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che non
  ricorrano evenienze particolari.
   Al  riguardo,  faccio  presente che,  secondo  quanto  stabilito
  nella Conferenza dei Capigruppo del 12 settembre 2006, le mozioni
  numero  85   «Iniziative  per un'approfondita  rivisitazione  del
  piano  rifiuti  della Regione siciliana» e numero 86   «Opportune
  iniziative  in merito alle politiche  migratorie», dell'onorevole
  Borsellino ed altri saranno  trattate nella seconda metà del mese
  di ottobre.
   Avverto,  infine,  che, se qualche firmatario  intende  inserire
  una  o più mozioni fra gli argomenti individuati dalla Conferenza
  dei Capigruppo, è invitato a segnalarlo a questa Presidenza.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

        Discussione unificata di mozioni e di interrogazione

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   III   punto
  dell'ordine  del giorno: Discussione unificata di  mozioni  e  di
  interrogazione.

   Numero  57 «Interventi in favore dei lavoratori agro-forestali»,
  degli  onorevoli  Fleres, Leontini, Mercadante,  Leanza  Edoardo,
  Confalone, Cimino;

   numero  60  «Iniziative per la valorizzazione del personale  del
  Corpo   forestale  della  Sicilia»,    degli  onorevoli   Fleres,
  Leontini, Mercadante, Leanza Edoardo, Confalone;

   numero  80   «Reperimento delle risorse necessarie per garantire
  il  soddisfacimento  delle  garanzie occupazionali  degli  operai
  forestali»,  degli  onorevoli Cascio, Fleres,  Confalone,  Leanza
  Edoardo;

   numero  88  «Reperimento delle risorse necessarie per  garantire
  il  soddisfacimento  delle  garanzie occupazionali  degli  operai
  forestali»,  degli onorevoli Caputo, Falzone, Granata,  Currenti,
  Pugliese;

   numero  91  «Garanzie  occupazionali degli operai  del  comparto
  forestale», degli onorevoli Dina, Sanzarello, Cappadona, Terrana,
  Regina;

   numero  94  «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie  a
  garantire   i  livelli  occupazionali dei lavoratori  forestali»,
  degli   onorevoli   Cantafia,  Oddo,  Apprendi,   Cracolici,   De
  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di  Guardo,  Panarello,   Panepinto,
  Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla;

   Interrogazione numero 587  «Idonei provvedimenti  per  garantire
  il  rispetto  delle  giornate lavorative ai  'centunisti'  ed  ai
  'cinquantunisti'  di cui alla legge regionale n.  14  del  2006»,
  dell'onorevole Panepinto.

   Invito il deputato segretario a darne lettura:

   RINALDI, segretario:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   l'intero  comparto agroforestale dell'Amministrazione  regionale
  è  in attesa di un riordino del settore, necessario per garantire
  stabilità e certezze al personale e per permettere allo stesso di
  assolvere i propri compiti a tutela del territorio;

   molte  iniziative  sono  già  state  assunte,  ma  altre  ancora
  possono essere realizzate, tenendo conto del fatto che si  tratta
  di   un  settore  le  cui  necessità  mutano  anche  rispetto  al
  territorio nel quale tali lavoratori operano;
   proprio per queste specificità in alcune zone i lavoratori agro-
  forestali  si  sono  costituiti in sindacato e,  tra  questi,  il
  CO.DI.R.E.S. (Coordinamento dipendenti Regione enti siciliani)  i
  cui iscritti per la maggior parte operano nella zona del Calatino
  in provincia di Catania;

   il  CO.DI.R.E.S.  dal mese di ottobre del  2005  non  riceve  da
  parte  dell'Azienda  foreste  demaniali  e  IRF  di  Catania   il
  pagamento delle rimesse sindacali ma, quel che più conta, è  che,
  malgrado   il   numero  di  iscritti,   non   è  ancora     stato
  riconosciuto organizzazione sindacale,

                 impegna il Presidente della Regione
                             e per esso
             l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad  intervenire  presso l'Azienda foreste  demaniali  e  IRF  di
  Catania  perchè proceda al pagamento delle rimesse  sindacali  al
  CO.DI.R.E.S.;

   a  porre  in  essere quanto necessario perchè  il  CO.DI.R.E.S.,
  insieme  alla SNAV-FNA, legate da patto federativo,  possa  avere
  riconosciuto lo status di organizzazione sindacale».(57)

                                               FLERES -  MERCADANTE
                                          LEANZA EDOARDO- CONFALONE

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   ormai   da  troppi  anni  i  lavoratori  forestali  non   vedono
  valorizzata la loro opera e la loro professionalità;

   pur  essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
  le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
  il  lavoro  particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo  e
  del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;

   è   necessario  garantire  ai  lavoratori  forestali  lo  stesso
  trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  quanto necessario  affinché  i  lavoratori
  forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
  avendo  garantite le medesime condizioni dei forestali del  resto
  del Paese;

   a  prevedere apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
  affinché  possano  essere predisposti programmi finalizzati  alla
  prevenzione,   spegnimento  e  ricostituzione  della   superficie
  boschiva  ed ulteriori contatti con la Protezione civile  per  il
  loro  impiego  in  caso  di  frane o per dissesto  idrogeologico,
  problemi   questi  che  interessano  particolarmente  la   nostra
  Regione» (60)

                                                FLERES - MERCADANTE
                                         LEANZA EDOARDO - CONFALONE
   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che:  l'attività  di  lavoro  degli  operai  forestali
  costituisce   l'unica  fonte  di  reddito  per   molte   famiglie
  siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto necessario:

   assicurare    il    mantenimento   del   livello   occupazionale
  consolidato;

   erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale  n.
  14  del  2006,  in  relazione alla rideterminazione  delle  fasce
  occupazionali;

   garantire    agli   ex   cinquantunisti   il   livello    minimo
  occupazionale  di  settantotto  giornate  annue;   garantire   il
  completamento della campagna antincendio 2006;

   provvedere   con   urgenza  al  fine  di   evitare   inopportune
  interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
  l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine  alle
  necessità in premessa evidenziate;

   ad  autorizzare,  nelle  more, l'avviamento  o  la  prosecuzione
  dell'attività lavorativa degli operai forestali». (80)
                                                    CASCIO - FLERES
                                         CONFALONE - LEANZA EDOARDO

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso   che  l'attività  di  lavoro  degli  operai  forestali
  costituisce   l'unica  fonte  di  reddito  per   molte   famiglie
  siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto necessario:

   assicurare    il    mantenimento   del   livello   occupazionale
  consolidato;

   erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale  n.
  14  del  2006,  in  relazione alla rideterminazione  delle  fasce
  occupazionali;
   garantire    agli   ex   cinquantunisti   il   livello    minimo
  occupazionale di settantotto giornate annue;

   garantire il completamento della campagna antincendio 2006;

   provvedere   con   urgenza  al  fine  di   evitare   inopportune
  interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
  l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine  alle
  necessità in premessa evidenziate;

   ad  autorizzare,  nelle  more, l'avviamento  o  la  prosecuzione
  dell'attività lavorativa degli operai forestali.
                                            CAPUTO-FALZONE- GRANATA
                                                  CURRENTI-POGLIESE

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce  l'unica
  fonte di reddito per molte famiglie siciliane;

   le  attuali  disponibilità degli appositi capitoli  di  bilancio
  non   sono  sufficienti  a  garantire  il  soddisfacimento  delle
  garanzie occupazionali degli operai forestali;

   ritenuto che:

   è    necessario   assicurare   il   mantenimento   del   livello
  occupazionale consolidato;

   è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;

   è  indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla  legge
  regionale  n.  14 del 2006 in materia di rideterminazione   delle
  fasce occupazionali;

   è  necessario garantire agli ex cinquantunisti il livello minimo
  occupazionale  di settantotto giornate annue ed il  completamento
  della campagna antincendio per l'anno 2006;

   necessita   intervenire  con  urgenza   al   fine   di   evitare
  inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi  che
  non   consentano  il  completamento  delle  giornate   lavorative
  previste,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per far fronte alle  necessità
  in   premessa   evidenziate   e  ad  autorizzare,   nelle   more,
  l'avviamento  e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa  degli
  operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
  almeno  un  rapporto di lavoro con l'Azienda forestale  nell'anno
  2005». (91)

                                                    DINA-SANZARELLO
                                         CAPPADONA - TERRANA-REGINA

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che questa Assemblea ha approvato la legge n.  14  del
  2006  per  rideterminare  le fasce occupazionali  dei  lavoratori
  forestali;

   visto  che  la  legge  incontra difficoltà di  applicazione  per
  l'insufficiente copertura finanziaria;

   considerato  che  tuttavia  è  necessario  garantire  i  livelli
  occupazionali consolidati;

   rilevato  in particolare che è necessario assicurare il  livello
  minimo  occupazionale  di 78 giornate annue  e  il  completamento
  della campagna antincendio per l'anno corrente;

   osservato che alcuni lavoratori, per cause non dipendenti  dalla
  loro  volontà,  rischiano  di non poter  completare  le  giornate
  lavorative necessarie,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  avviare immediatamente i lavoratori forestali che si trovano
  nella  necessità di completare il previsto periodo, ivi  compresi
  coloro  che  abbiano  intrattenuto  un  rapporto  di  lavoro  con
  l'Azienda forestale nell'anno 2005;

   a   reperire   le  risorse  necessarie  per  far   fronte   alle
  conseguenti necessità». (94)

          CANTAFIA-ODDO-APPRENDI-CRACOLICI-CALANNA-DE BENEDICTIS-DI
                                                          BENEDETTO
      DI GUARDO-PANARELLO-PANEPINTO- SPEZIALE-TERMINE-VILLARI-ZAGO-
                                                           ZAPPULLA

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste premesso che:

   la  legge  regionale  n.14,  approvata  nel  mese  di  marzo   e
  diventata efficace nell'aprile del corrente anno, ha tra  l'altro
  previsto  per  gli  operai  dell'Azienda  Foreste  Demaniali   le
  garanzie  per  i centunisti di 151 giornate lavorative  e  per  i
  cosiddetti cinquantunisti un minimo assicurato di 78 giornate;

   il  numero  dei  lavoratori interessati  all'applicazione  della
  legge  in  Sicilia è di 4.331 unità in attesa di  effettuare  151
  giornate  lavorative,  e  di 14.500  unità  in  attesa  delle  78
  giornate;

   le  disposizioni della legge regionale n. 14 del 2006  prevedono
  l'aumento della superficie boscata del 30 per cento;

   considerato  che  i  lavoratori, e con  loro  le  organizzazioni
  sindacali, hanno confidato sul dettato normativo;

   per sapere:

   se  non  ritenga, nelle more che venga predisposto ed  approvato
  l'assestamento  al bilancio regionale, di adottare  provvedimenti
  idonei affinché l'Azienda Foreste Demaniali effettui entro il  26
  settembre  le assunzioni dei lavoratori ex art.49, come  peraltro
  già  avvenuto  per  il mantenimento del contingente  antincendio,
  garantendo loro le 78 giornate previste dalla legge;

   quali  iniziative intenda adottare per l'ampliamento del 30  per
  cento  della  superficie  boschiva , come  previsto  dalla  legge
  regionale n. 14 del 2006». (587)
                                                          PANEPINTO

   CANTAFIA.  Chiedo  di parlare per illustrare la  mozione  numero
  91.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   abbiamo
  presentato  la  mozione in discussione dopo  un'intensa  attività
  sindacale  sia  dei  sindaci che dei sindacati,  in  applicazione
  della legge 14.
   I  colleghi  ricorderanno che è stata approvata alla fine  della
  scorsa  legislatura  una  importante  legge  sul  riordino  delle
  attività  forestali, peraltro contrastata sia in Aula che  tra  i
  lavoratori; allora non fu nemmeno considerata sufficiente, e  non
  è  ancora  considerata  sufficiente in  quanto  risolve  soltanto
  parzialmente le questioni  poste.
   Purtuttavia,  la legge è stata approvata. Di quella  legge  però
  non  si  hanno  tracce,   il Governo non  ha  applicato,  non  ha
  prodotto  gli elenchi speciali che erano previsti dalla  legge  e
  che  sono  propedeutici all'avviamento dei lavoratori  forestali.
  Non  ha  reperito  le  risorse,   -  e  come  abbiamo  più  volte
  denunciato   -  la legge è priva di un capitolo specifico,  ed  è
  questo  il  motivo  per il quale allo stato attuale  non  vengono
  avviati i lavoratori forestali.
   Ne  sono  stati  avviati una parte, se pur consistente,  con  la
  precedente  legge regionale n. 16 del 6.04.1996 ed è in  atto  il
  dispiego  di  queste  attività, mancano  tuttavia  ancora  alcuni
  consistenti contingenti dei lavoratori che ciclicamente  svolgono
  le 51 giornate, ed in atto una parte degli avviamenti viene fatta
  con  riserva, nel senso che vengono svolte in assenza di  risorse
  sufficienti per il pagamento delle stesse.
   A  ciò va aggiunto che nella legge regionale n.14 del 14.04.2006
  era  stato  approvato  dal  Parlamento siciliano  una  norma  che
  prevedeva  l'avviamento e la parificazione al bacino storico  dei
  forestali di quei lavoratori avviati nel 2005,nei nuovi  cantieri
  per le  zone di rimboschimento che alcuni comuni ne avevano fatta
  richiesta.
   Quell'emendamento  era,  probabilmente,  troppo   generico;   fu
  cassato, per questo motivo, dal commissario dello Stato. Ed è per
  questo  che, oggi, questi lavoratori non sono stati avviati.
   Onorevoli  colleghi,  cosa  chiediamo  dunque?  Che  il  Governo
  faccia il suo dovere, applichi le leggi.
   Tra  l'altro,  quella legge fu predisposta proprio dallo  stesso
  Governo. Che si applichi, quindi,  quella legge.
   Il  Governo venga, dunque, in Aula a riferirci perché  la  legge
  non  è stata applicata. L'onorevole Assessore potrà, forse,  dire
  qualcosa al riguardo.
     Si   reperiscano le risorse per l'applicazione della legge  e,
  nello stesso tempo, si avviino anche i lavoratori compendiati  in
  quell'emendamento,  per  non fargli  perdere  definitivamente  il
  contatto  con il bacino e far  correre il rischio di  non  essere
  più  avviati, anche dopo l'approvazione di  una norma sostitutiva
  dell'emendamento cassato dal commissario dello Stato.
   Chiediamo, quindi, che il Governo si adoperi, come ha già  fatto
  per   altri    lavoratori,   per  il  completamento   non   delle
  cinquantuno  giornate, ma delle settantotto  giornate  lavorative
  così  come  previsto che venissero impegnati. Quindi, sia  quelli
  che  hanno  già svolto il loro turno di cinquantuno giornate  sia
  per  quelli che debbono ancora farlo, si chiede vengano impegnati
  per  settantotto giornate lavorative. Forse, per  i forestali che
  verranno  avviati  adesso  non ci sarà  il  tempo  materiale  per
  coprire settantotto giornate lavorative,  ma si facciano lavorare
  per  il  tempo  che  resta, in modo da far  valere  il  principio
  stabilito  dalla  legge regionale n.  14/2006  che  i  lavoratori
  forestali  superino le cinquantuno giornate  e  si  attestino  al
  nuovo turno di settantotto giornate lavorative.
   Il  loro  avviamento   in  questa fase è  fondamentale,  facendo
  anche  ricorso  alle  norme vigenti perché,  altrimenti,  ripeto,
  questi  lavoratori  rischiano di  perdere  il   contatto  con  il
  bacino.
   Il  Governo  sta   perdendo del tempo utile;  le  organizzazioni
  sindacali incontratesi con il Governo hanno ottenuto, finora,  un
  generico impegno ma, soltanto per cinquantuno giornate,  non  per
  settantotto giornate: noi chiediamo, invece, che l'impegno  venga
  preso per turni da settantotto  giornate lavorative.
   Si  può ragionevolmente pensare ad una soluzione comune. Il dato
  certo   è  che la problematica dei  lavoratori forestali riguarda
  tutti i siciliani, l'intero Parlamento
   Non  c'e  solo l'attenzione di una parte politica;  il  problema
  però  è  che cosa facciamo, quali sono le premesse per la  nostra
  mozione  e  da  dove  partiamo  Quali sono  i  risultati  che  si
  vogliono  raggiungere? Senza chiari obiettivi produrremo ilsolito
   pannicello  caldo'   permettendo che si arrivi  alle  condizioni
  previdenziali  minime,  quelle che  spettano  ai  cinquantunisti,
  dimenticando di applicare le norme all'uopo approvate.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, avverto che  alle  ore  11.10,
  verranno chiuse le iscrizioni a parlare.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

    DINA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  quale
  presentatore  delle  tre  mozioni riservandomi,  successivamente,
  nell'approfondimento del dibattito, di intervenire nuovamente.
   La  mozione,  così come già illustrata dal collega  Cantafia,  è
  simile alla nostra perché vuole porre l'accento su un ritardo del
  Governo  a cui diamo atto, però,  di averlo colto, -  in  qualche
  occasione -  come noi cogliamo, oggi,  il senso di responsabilità
  dell'Assessore che ha già innescato le procedure per l'avviamento
  degli operai forestali  attivando le procedure volute dalla legge
  14  che sconta, sicuramente, ritardi dovuti alla formazione degli
  elenchi.
   Quindi,  la legge 14 impone,  un momento di organizzazione,  con
  la   individuazione  della  platea  degli  aventi  diritto  e  la
  compilazione degli elenchi.
   E'  questo  alla base del ritardo; però, non possiamo consentire
  che  i  lavoratori non riescano a completare  i turni  così  come
  previsti dalla normativa e, quindi, vi è  l'esigenza  che vengano
  immessi immediatamente in servizio: e questo lo si sta facendo.
   L'auspicio per questi lavoratori - e così concordo anche su  una
  linea  -  è  che venga sancito il principio previsto dalla  legge
  regionale n. 14 del 04.04.2006,   e che i cinquantunisti  possano
  diventare  settantottisti.
   A  questo  punto  si  pone  il  problema  dell'idonea  copertura
  finanziaria.  Pertanto,  sarebbe  importante  conoscere  come  il
  Governo,   in  questi  restanti  giorni,   possa  conciliare   il
  principio    enunciato   dalla  legge  con   il   ritardo   nella
  compilazione degli elenchi.
   E'   legittima   in  questo  senso  l'esigenza  dei   lavoratori
  cinquantunisti   ad  essere  utilizzati come settantottisti,  non
  soltanto  per  un puro incremento economico ma per  una  maggiore
  garanzia  occupazionale e previdenziale. Ciò sarebbe un traguardo
  importante.
   Aggiungo   che,  sulla  mozione  n.  91,  di  cui   sono   primo
  firmatario,   preciso che  i lavoratori di  cui  si  parla,  sono
  stati   esclusi  dalla  legge 14 per  via  dell'impugnativa   del
  Commissario dello Stato.
   Su  questo  punto, è importante che il Parlamento  siciliano  ne
  discuta nuovamente, perché ritengo che il vulnus che ha portato a
  quell'impugnativa stava nella indeterminatezza della platea;  ora
  la si sta  identificando, nella qualità e nella quantità.
   Ciò  potrebbe  consentirci, con un'ulteriore  norma,  di  sanare
  tale  situazione  e  rendere ragione agli operai  che  già  hanno
  realizzato  un turno, nel loro rapporto con l'Azienda  forestale.
  Infatti,  sono operai che hanno sicuramente maturato un requisito
  soggettivo,   ma  bisogna riflettere anche sul lavoro  che  hanno
  svolto e su quali insediamenti forestali sono intervenuti.
   I   nuovi   insediamenti  sono  stati  sicuramente  una   scelta
  innovativa  di questa Regione, privilegiando i nuovi insediamenti
  produttivi e forestali.
   Molti  comuni  si  sono  spesi  in  questa  direzione:  parecchi
  sindaci  e  molti amministratori locali hanno speso non  solo  il
  loro  tempo ma anche risorse comunali per identificare  le  nuove
  aree e  i nuovi impianti.
   Tutto ciò  ha dato a quei comuni un'ulteriore risorsa -  che  va
  riconosciuta - dato che  i lavoratori utilizzati da  quei  comuni
  lavoreranno in nuovi  insediamenti.
   Bisogna,   pertanto,   riconoscere  la  virtuosità   di   questo
  meccanismo  consentendo a questi lavoratori  di  reinserirsi  nel
  circuito,  mediante  l'emanazione di una  norma.  Nelle  more  di
  questa  norma chiarificatrice, però, noi non possiamo  permettere
  che  gli  operai della forestale  non possano iniziare e ultimare
  il  loro turno perché mancano  gli elenchi richiesti dalla  legge
  n. 14.
   In  questa fase ritengo esserci le condizioni, anche in  assenza
  degli  elenchi, di far svolgere il turno, come l'anno precedente,
  e quindi,  di completare i cinquantuno giorni.
   Signor   Presidente,  così  come  anticipato,  mi  riservo,   di
  iscrivermi per un ulteriore intervento.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Caputo  per
  illustrare la mozione n. 88.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, la ringrazio  per  avermi  dato  la
  parola per illustrare, come primo firmatario, una mozione  che  è
  sostenuta dal Gruppo parlamentare di Alleanza nazionale.
   Questa  mozione, così come le altre, nasce da duplice  esigenza,
  quella immediata e quella futura. Chiediamo, quindi,   al Governo
  di reperire, in tempi rapidi, i  fondi necessari per garantire la
  copertura  finanziaria, per il 2006, dei lavoratori forestali  ed
  evitare  sia  la perdita del periodo  lavorativo, sia l'immediato
  guadagno,  ma  anche  e  soprattutto la copertura  previdenziale.
  Dall'altro,  -   e  questo deve impegnare il Governo  perché  non
  abbiamo  più i tempi, signor Presidente, Assessore, per dialogare
  e  per  contrattare,  perché  siamo di  fronte  all'emergenza  di
  fornire   una  risposta  agli  operai  della  forestale  e   agli
  amministratori  locali che si confrontano, quotidianamente,   con
  chi vede sfumare minuto per minuto il proprio futuro lavorativo -
  si deve porre fino all'emergenza
   Non  si vuole più assistere, ciclicamente, all'occupazione degli
  uffici  di  collocamento,  o a sedute straordinarie  di  consigli
  comunali  che  devono affrontare l'emergenza dei  cinquantunisti,
  dei settantottisti, e dei centottisti
     Certo  la  forestale  è una risorsa ma  è  anche  un'emergenza
  quotidiana ed annuale.
     Noi  dobbiamo  impegnare il Governo,  signor  Presidente,  per
  risolvere questo annoso problema in tempi strettissimi. E' questa
  la  volontà  del  Parlamento e pertanto  invitiamo,  formalmente,
  l'Assessore per l'agricoltura e le foreste perché,  nella  logica
  del confronto politico,  a che  si ponga fine all'emergenza e  si
  dia  non soltanto un futuro sereno ai lavoratori forestali ma  si
  abbia,  anche, una corretta  programmazione di spesa. Non  è  più
  consentito  infatti  che il Parlamento, di fronte alle emergenze,
  debba, in fretta e furia,  trovare le risorse.
   Oggi  grazie  alla  collaborazione dei  sindaci  e  dell'Azienda
  delle  foreste  Abbiamo, le foreste sono in continuo  aumento  ma
  abbiamo e dobbiamo sapere quanto dobbiamo mettere in bilancio per
  dare  sicurezza ad un settore trainante della vita  economica  ed
  occupazionale della  Sicilia.

   PRESIDENTE. Si passa alle mozioni numeri 57, 60 e 80  di  cui  è
  primo firmatario, l'onorevole Fleres. Intende illustrarle?

   FLERES. Mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   E'  aperta  la  discussione  generale.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  ci
  si  trovi  in una situazione alquanto strana. La nuova normativa,
  che doveva assicurare un miglioramento delle condizioni di lavoro
  del   numero   di  giornate  prestate  da  parte  dei  lavoratori
  forestali,  ma di fatto ci troviamo con il mancato   mantenimento
  dei livelli occupazionali dell'anno precedente.
     Chi,  fino all'anno scorso,  aveva svolto cinquantuno giornate
  lavorative,  oggi non ha più la possibilità di svolgerle,  perché
  non è stato avviato al lavoro: Pertanto,  mi pare che ci troviamo
  in una situazione peggiorativa rispetto a quella che precedeva la
  legge regionale n. 14 del 4.04.2006.
   Io  concordo   con  la presentazione di una  mozione  unificata,
  che   impegni   il  Governo  affinché  vengano  assicurate,    le
  settantotto  giornate lavorative e ciò va fatto in tempi  celeri,
  perché  il mancato immediato avviamento, per chi  ancora  non  ha
  iniziato  il  proprio  turno -  dato gli  esigui  giorni  che  ci
  separano  dalla  fine  dell'anno  -   tantissimi  lavoratori  non
  riuscirebbero a svolgere le settantotto giornate.  Il  che  vorrà
  dire  un  minore  reddito  per i lavoratori  interessati  ed  una
  minore salvaguardia dei boschi. Tutto ciò avrà anche una profonda
  ricaduta  su tutti gli aspetti previdenziali che potranno  essere
  percepiti  dai  lavoratori il prossimo anno.  Mi  riferisco  alle
  indennità  di  disoccupazione che saranno  calcolate  sulla  base
  delle giornate effettivamente svolte nell'anno procedente. Questo
  è un grave pregiudizio per i lavoratori.
   Credo  occorra  approfittare della presenza dell'Assessore,  per
  chiedere  che  nel  prossimo  bilancio  regionale  vengano   rese
  disponibili, sin dall'inizio dell'anno, le somme per  un  settore
  così delicato.
     Non  è  possibile,  parliamoci con  franchezza,  discutere  di
  campagne antincendio a dicembre,  perché molti operai sono  stati
  avviati  per  la  prevenzione antincendio  nella  stagione  delle
  piogge
     Pertanto, occorre fare una previsione di bilancio che  apposti
  le  somme  per  gli  interventi in modo da consentire  di  venire
  incontro  agli  interessi non solo dei lavoratori  ma  anche  del
  patrimonio boschivo della nostra Regione.  Perché si assiste,  in
  estate,  agli incendi e alla distruzione del nostro territorio  e
  poi si impiegano i lavoratori nel periodo invernale.
   Credo,   quindi,  pertinente  l'approvazione  di   una   mozione
  unitaria:  i lavoratori dovrebbero essere immediatamente  avviati
  sia  per  il completamento delle settantotto giornate anche   per
  chi non è stato ancora avviato.
   Su   questa   materia,   però,  occorre  trovare   risorse   per
  programmare meglio gli interventi sul territorio.
    ODDO  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  non   vorrei,
  rispetto  al  clima che si sta determinando, guastare  la  festa,
  però  alcune  affermazioni di carattere politico secondo  il  mio
  parere vanno fatte.
   Onorevole   Assessore,  il  prodotto  finale,  per  parlare   un
  linguaggio  più   meno  matematico, è che la  mancata  attuazione
  della  legge  regionale  n.  14  del  2006  ha  comportato  anche
  un'enorme  difficoltà per quanto concerne la legge regionale   n.
  16 del 6.04.2006.
   Ogni  anno  ci  troviamo  dinanzi alla  difficoltà,  soprattutto
  dopo  ogni  settembre,  determinata dall'effettiva  disponibilità
  dei   capitoli di bilancio. Soprattutto perché il Governo  sapeva
  bene   che  la  legge  era  di  difficile  attuazione,  visto   e
  considerato  che  era  frutto di un accordo sciagurato  che  fece
  allora  il  Ministro  Tremonti - nel Governo  Berlusconi  -   che
  poneva,  per quanto concerne la questione dei famosi 500  milioni
  di   euro   (ex  articolo  37)  -   il  problema  del  simmetrico
  trasferimento  delle  risorse  e delle   nuove  competenze  della
  Regione.
   Chi  ha  firmato quell'accordo sapeva bene di cosa si  trattava,
  non mi  si dica di no
     Eppure,  firmato quell'accordo, il Governo  venne  in  Aula  e
  sostenne  che  la  spesa  doveva essere  imputata  sui  fondi  ex
  articolo 37.
   A  me  sembra  abbastanza grave questo  aspetto  e  durante  una
  discussione  sulle  mozioni  va indubbiamente  sottolineato,  non
  perché bisogna a tutti i costi recitare il gioco delle parti,  di
  pirandelliana  memoria,  ma perché è  serio  inquadrare  bene  la
  tematica.
   Nel  contempo, si è giunti alla  fase  pre-elettorale  regionale
  che   è  stata,  ancora una volta, gestita con le solite  vecchie
  becere logiche.
   Sono    rimasto   assolutamente   esterrefatto    nel    sentire
  affermazioni di questo tipo.
     Onorevole Cantafia, ho ascoltato il suo intervento e ho  visto
  lo  sforzo che ha messo nel farlo,  ma ricordo di essere  rimasto
  esterrefatto dei  commenti del Governo protempore :  Siamo ancora
  una volta riusciti  a prendere in giro migliaia di forestali .
   Questo  perché  si  era pervenuti ad un accordo  sindacale  che,
  sostanzialmente,  con  norma,  prevedeva,   lo  scivolamento  dei
  contingenti,  cioè  che  il cinquanta per  cento  dei  lavoratori
  forestali  potesse,  nel  corso  di  pochi  mesi,  acquisire  più
  giornate  e,  addirittura,  per  i   centocinquantunisti'  venire
  assunti a  tempo indeterminato.
   Il  Governo  approvò quel disegno di legge - lei non era  ancora
  Assessore  -    frutto di quell'accordo sindacale,   argomentando
  che  il  disegno  di legge era, dal punto di vista  della  spesa,
  insostenibile  -  non si capisce perché l'abbia approvato  -  poi
  decise  che  solo  il   quindici per cento potesse  ambire   agli
   scivolamenti'.   E'  in quella occasione  che  si  è  aperto  il
  dibattito  anche  sulla questione relativa all'imputazione  della
  spesa,  il serio problema che riguardava l'interesse di  migliaia
  di lavoratori
   E'  stato sollevato in quest'Aula, non solo da parte nostra, che
  quell'imputazione  riguardava forestali e  precari,  non  solo  i
  forestali, poneva seri problemi per quanto concerne l'attuazione,
  però,  chi preso dal furore elettorale, non si è fermato, neanche
  dinanzi all'evidenza determinando una situazione anomala.
   Oggi,  noi  dovremmo,  correre  ai  ripari,  non  solo  per   le
  responsabilità  della  maggioranza  di  allora  ma   dell'attuale
  Governo.  Non  siamo  ancora in presenza degli  elenchi  definiti
  richiesti dalla legge regionale  n. 14 del 2006. Eppure, dobbiamo
  fare i conti  con le difficoltà che questa mancata attuazione  ha
  creato a tanti lavoratori.
   Credo sia un dovere da parte di questa maggioranza risolvere  la
  questione.  Cari colleghi, non potete raccontare  che  voi  siete
  stati sulla luna.
   La  maggioranza era di centrodestra com'è purtroppo oggi. Ma che
  le   mozioni  -  e  sono  numerose  -  vengano  presentate  dalla
  maggioranza,  senza aprire un dibattito sulle responsabilità  che
  riguardano  la  precedente maggioranza, che era di  centrodestra,
  onorevole Caputo, è curiosissimo.
     Voi  oggi,  vorreste dire ai lavoratori forestali:   «guardate
  che  noi siamo ancora in grado di salvare la Patria». La dovevate
  salvare  allora   Dovevate rendervi conto  delle  difficoltà  che
  stavate creando, in quella fase, sapendo bene come sarebbe andata
  a finire
   Noi  siamo pronti a fare la nostra parte, Assessore La Via, però
  parlando  un  linguaggio  chiaro e  preciso,  altrimenti  non  ci
  intenderemo. Quindi, non siamo disponibili ai giochetti  sperando
  nell'ennesimo  intervento  del  salvatore  della  Patria  -   che
  salvatore proprio non lo è stato ma  ha creato altri guai -   noi
  non lo accettiamo.
   Solo  se  vi sarà chiarezza saremo disponibili a procedere  e  a
  tendere una mano.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il problema  che
  riguarda  i forestali,  ieri mi vedeva impegnato come spettatore,
  invece oggi come attore principale: infatti, fino a quattro  mesi
  fa ero funzionario forestale. Vivere il problema in periferia non
  è  come  viverlo  qui in Aula, perché le aspettative,  è  chiaro,
  bisogna rispettarle.
   Il  Governo  passato ha votato una legge che forse non  soddisfa
  in  modo  generale  i  lavoratori forestali ma  è,  comunque,  un
  momento  di  verifica e fa sì che questo comparto, da  tantissimi
  anni  guardato  dalla politica con un certo  sospetto,  abbia  un
  momento di gratificazione.
     Dagli  interventi  dei miei colleghi  ho  ben  capito  che  il
  demanio foreste è un patrimonio ed una risorsa per tutti.
   Se  è  patrimonio di tutti, così come ha  rilevato la  votazione
  della  legge  regionale n. 14/2006, votata a  larga  maggioranza,
  oggi più di ieri bisogna che questo diventi patrimonio e  risorsa
  di tutti.
     Iniziamo  a rivedere la politica eco-ambientale regionale  con
  un'ottica diversa.
   Bisogna  progettare  nuovi  impianti  boschivi,  perché  ciò   è
  indispensabile  Non si può immaginare  un comparto  boschivo  che
  operi  sempre  nei soliti impianti, perché i lavori assumono  una
  certa lentezza ed hanno una conclusione.
   Riproponiamo  il  conferimento  spontaneo  delle   terre,   come
  normato  dalla  legge  n.  11,  con  la  quale  alcuni  cittadini
  conferivano al demanio delle foreste le proprie terre e  poi  noi
  le riconsegnavamo rimboschite, richiamando così la possibilità di
  poter  far sì che i nostri lavoratori possano avere spazi  nuovi,
  impianti  nuovi,  ossigeno  per i  nostri  cittadini  e,  quindi,
  salvaguardia idrogeologica, che è importante per consentire   che
  il nostro territorio venga sempre salvaguardato.
   Per  quanto riguarda la mozione odierna, ritengo che, così  come
  è  stato fatto con la legge regionale  n. 14 del 2006, diventi la
  mozione  di tutti perché gli operatori della  forestale sono  una
  risorsa di tutti.
   Non  possiamo più accettare che soggetti inseriti negli  elenchi
  degli  aventi  diritto  attendano da vent'anni  la  realizzazione
  delle   loro   aspettative.    La   legge   stabilisce   che    i
   cinquantunisti'  diventino   settantottisti;     è   in   questa
  direzione  che  si  deve  lavorare e  dobbiamo  far  sì  che  gli
  operatori forestali ed i funzionari forestali vengano messi nelle
  condizioni   di   operare   in  modo   sereno,   permettendo   la
  realizzazione    dei  progetti,   elaborati   e   poi   approvati
  consentendo ai lavoratori di potere raggiungere il proprio  posto
  di lavoro.
   Mi  propongo  di partecipare a tutte le attività che  riguardano
  il  comparto  forestale perché non ci sono  dubbi  che  la  legge
  regionale n. 14 del 2006 vada rivista: innanzitutto perché - come
  diceva  qualche  mio collega - non è utile la  prevenzione  e  lo
  spegnimento degli  incendi nella stagione delle piogge  e  questo
  deve essere  rivisto anche rispetto alla tecnicità dei lavori.
   Vi  è  necessità, quindi, di una programmazione  dei  lavori,  e
  questo  grazie all' integrazione dei capitoli del   bilancio  per
  far   sì  che  venga  rispettato  il  momento  tecnico  e  quello
  lavorativo;  solo  così  faremmo onore a  questa  Regione  ed  ai
  lavoratori forestali, rispettandone la dignità.
   Pertanto,   mi  dichiaro  disponibile  a  collaborare   per   la
  predisposizione della mozione unificata, e per i  lavori futuri.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Ragusa,  anche   per  il  rispetto
  dei tempi.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale. Ha facoltà di  parlare
  l'assessore per l'agricoltura e le foreste, professore La Via.

   LA  VIA,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, la questione che oggi si  dibatte
  in  quest'Aula è di grande spessore ed interesse, non solo per il
  numero di lavoratori che coinvolge, ma anche e soprattutto perché
  in  questa  Sicilia, in questa Regione per potere realizzare  una
  politica  di  valorizzazione  del patrimonio  ambientale,  queste
  risorse   umane  sono  di  estremo  interesse  e  di   fortissima
  necessità.
   La  questione oggi posta, relativa all'applicazione della  norma
  ed  allo  stadio  d'avanzamento degli avviamenti  dei  lavoratori
  forestali, richiede qualche precisazione.
   Le  risorse  in  bilancio non erano sufficienti al completamento
  dell'attività antincendio, motivo per il quale ho dato  indirizzo
  alle    strutture   periferiche,   pur   dovendosi   interrompere
  prematuramente l'attività del servizio antincendio  boschivo,  di
  continuare nell'opera.
   Infatti,  il  servizio antincendio non è stato  interrotto,  non
  abbiamo  avuto, quindi, le inevitabili conseguenze sul patrimonio
  ambientale, che sicuramente ci sarebbero state qualora  si  fosse
  bloccato con i licenziamenti il servizio antincendio nel mese  di
  agosto,   ed abbiamo completato l'attività antincendio:  per  cui
  7.500 lavoratori del contingente dei  centunisti', impegnati  nel
   servizio antincendi boschivi  hanno continuato  la loro attività
  anche  in  carenza  di  risorse che,   in  sede  di  assestamento
  andranno  recuperate.
   Per   quanto  attiene,  invece,  all'applicazione  della   legge
  regionale  n.  14  del 2006 bisogna specificare  che,  così  come
  previsto  dalla  stessa norma, le ventisette giornate  aggiuntive
  che  portano,  quindi,  il  contingente  delle  giornate,  per  i
  lavoratori  ex  articolo 49, a settantotto possono essere  fruite
  dai  soggetti inseriti nell'elenco regionale, ancora non  pronto,
  che  sarà realizzato a cura dell'Assessorato per il  lavoro e  la
  formazione.
   Dobbiamo  ovviamente tenere conto, a giustificazione  dei  tempi
  necessari, che si tratta di vagliare le posizioni individuali  di
  trentamila  soggetti che hanno prodotto le istanze. La  norma  ci
  impone  di  vagliare e verificare tutte le posizioni  lavorative.
  Motivo per il quale, evidentemente, sono indispensabili dei tempi
  tecnici per la realizzazione dell'elenco regionale.
   I  solleciti  effettuati  per   la  riorganizzazione  funzionale
  degli  uffici,  anche  dall'Assessorato  per  il  lavoro   e   la
  formazione, finalizzata ad accelerare i tempi, dà la possibilità,
  già  in alcuni ambiti provinciali, di avere i primi elenchi.  Con
  l'elenco regionale potremo, ovviamente, verificare  il numero dei
  lavoratori che hanno diritto a fruire delle  ventisette  giornate
  aggiuntive ed avviarli nel più breve tempo possibile.
   Per  quanto  riguarda  gli  avviamenti debbo  sottolineare  che,
  quando  ancora  sussistevano margini di  tempo  e  a  seguito  di
  riunioni  effettuate  con  i  sindacati  con   una  mia  nota  di
  indirizzo, se non sbaglio del 20 o 21 settembre, ho previsto  per
  tutti  gli  uffici  periferici la realizzazione degli  avviamenti
  quanto  meno  per  completare le garanzie occupazionali   fissate
  dalla precedente legge regionale n. 16 del 1996 in modo da far sì
  che    tutti    i     cinquantunisti',    i     centunisti'     e
   centocinquantunisti' realizzassero le giornate previste  per  le
  garanzie occupazionali in attesa, ovviamente, che maturassero  le
  condizioni  per le ventisette giornate aggiuntive. Mi risulta che
  gli  uffici  periferici hanno approntato,  nel  più  breve  tempo
  possibile, le perizie per gli avviamenti.
      Tenete  presente  che  per  potere  avviare  i  lavoratori  è
  necessario  stilare  un   progetto di lavoro,  l'approvazione  di
  questa perizia e la  ripartizione degli operai,  e trattandosi di
  contingenti  di diverse migliaia di lavoratori, non  risulta  una
  operazione semplice.
      Questa   operazione,  comunque,  è  stata   realizzata,   pur
  nell'assenza,  ancora, di risorse, e so  che gli avviamenti  sono
  in  fase  di  completamento.  Quindi,  si  sono   realizzati  gli
  avviamenti  per più di diecimila lavoratori nel   breve  giro  di
  venti giorni; nessuno ha la bacchetta magica  e queste operazioni
  richiedono congrui  tempi.
   Per  quanto riguarda i contingenti che hanno realizzato attività
  lavorative  esclusivamente nell'anno passato e che,  quindi,  non
  hanno i requisiti previsti dalla vigente legge n. 14 del 2006,  è
  evidente  che  per potere dare continuità alla  loro  attività  è
  necessario un intervento legislativo, dato che l'attuale   quadro
  normativo  al  quale evidentemente il Governo si  deve  attenere,
  prevede le garanzie occupazionali per i contingenti.
   Desideravo aggiungere che un'attenta valutazione delle  ricadute
  in  termini  economico-finanziari legati  all'applicazione  della
  legge  regionale   n. 14 del 2006, sarà possibile  solo  dopo  la
  realizzazione  dell'elenco regionale, momento  nel  quale  avremo
  contezza  del  numero complessivo dei contingenti,  degli  aventi
  diritto,  della consistenza dei contingenti del 15  per  cento  e
  quindi potremo dar luogo alla piena attuazione della norma per la
  quale  dovremo  garantire la necessaria copertura  finanziaria  -
  cosa che non è di poco conto - dato le  evidenti ristrettezze  di
  bilancio  e  quindi  dovremo  con lo sforzo  di  tutti,  fare  un
  rilevante sacrificio per reperire e destinare le risorse previste
  dalla norma in bilancio.
   Signor  Presidente,  onorevoli deputati ricordo  che  così  come
  previsto  dalla legge n. 14/2006 l'obiettivo è di  realizzare  un
  ampliamento,   anche   consistente,  della  superficie   boschiva
  regionale. L'iniziativa  è sicuramente lodevole ma impegnativa in
  quanto  dovremo far sì - come diceva prima l'onorevole  Ragusa  -
  che  le risorse vengano destinate non solo ai lavoratori ma anche
  all'acquisto dei terreni.
   Il  rimpinguamento  dei capitoli, quindi, non  dovrà  riguardare
  solo  quello dei lavoratori perché essi svolgono la loro attività
  su  terreni che, in alcuni casi, sono messi a disposizione  dalle
  amministrazioni  locali,  in altri casi, evidentemente,  dovranno
  essere acquisiti.
   E'  vero,  e  concludo,  che i deputati hanno  ben  rilevato  la
  situazione dell'esigue  risorse messe a disposizione in bilancio.
  In  questo caso, sarà responsabilità di questa Assemblea fare  le
  opportune  riflessioni, in quanto una piena  disponibilità  delle
  risorse  in  bilancio  potrà consentire una migliore  allocazione
  delle risorse consentendo a  tutti i lavoratori del comparto   di
  svolgere, nei periodi tecnicamente più giusti,  - con  l'attività
  di  prevenzione degli incendi,  l'apertura e la pulizia dei viali
  parafuoco,  e successivamente con il servizio antincendio  -  gli
  interventi forestali volti ad aumentare la superficie  boscata  e
  la  cura del patrimonio boschivo della Regione siciliana.
   E'  evidente che il Governo si atterrà a quelle che  saranno  le
  indicazioni  che  l'Assemblea  vorrà  dare  con  la  mozione  che
  quest'oggi è in discussione.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  porre
  l'attenzione  della  Presidenza -   è  solo  una  battuta   fuori
  dall'ordine  del giorno - perché  è diventato impossibile  per  i
  deputati  svolgere il proprio lavoro in quanto non si  trova  più
  posteggio  per  le  auto dei deputati  ma   lo  si  trova  per  i
  funzionari, per gli esterni, per i manovali etc.
   Chiedo  ufficialmente che il Consiglio di Presidenza  si  attivi
  per la soluzione della problematica, evitando,  così, al deputato
  inutili giri intorno al  Palazzo.
   Credo  sia necessario che si riservino in Piazza del Parlamento,
  dove  già  insiste un posteggio, posti auto per i 90  deputati  e
  specificatamente per coloro che non hanno un autista.
   Ritengo  che questo sia un problema  che la  Presidenza dovrebbe
  risolvere con una certa urgenza. E, al di là delle divise   Dolce
  e  Gabbana ,  anch'esse interessanti è più  opportuno  dire  agli
  assistenti parlamentari -  che sono i migliori tra tutti  -  che,
  quando  entra un deputato o una qualsiasi personalità, si  alzino
  dalla  sedia e smettano di  leggere il giornale. Poiché l'ho  già
  fatto  presente  ma   si  continua con  lo  stesso  andazzo,   ho
  ritenuto puntualizzarlo in Aula.
   Assessore,  oggi è giorno 11 ottobre, e facendo  un  calcolo  da
  oggi  sino  alla  fine  dell'anno  restano  ottanta  giorni,  ciò
  significa  che  facendoli  lavorare anche   le  domeniche  e  nei
  giorni  di  festa,  potremo  impiegare   i   cinquantunisti'  per
  settantotto  giorni  così come deciso con  legge,   anche  se  in
  mancanza di  copertura finanziaria.
   C'è  già un primo ostacolo,  non indifferente, ma si deve porre,
  realmente  e  fino  in  fondo  una  precisa  predisposizione  che
  affronti la problematica del precariato dei forestali e di  tutti
  gli  altri  lavoratori   precari,  e se, pertanto  il  Governo  e
  l'Aula  dovessero decidere che il 2006 è l'anno  della  fine  del
  precariato  in Sicilia, diventa superfluo presentare una  mozione
  al   giorno  facendo  diventare  prioritario  tutto  ciò  che   è
  importante  ma che non trova una propria allocazione nelle  spese
  del bilancio che devono essere accorpate per potere risolvere  il
  problema.
   L'Assessore  non è un taumaturgo, e non può far  nulla  data  la
  mancanza   di   dotazione  finanziaria;   ma    fino   a   quando
  l'Assessorato  per  il bilancio e le finanze  non  interverrà  su
  qualsiasi  accordo,  di qualsiasi genere,   ci  sarà  sempre   un
  assessore   che  vorrà   intervenire su  questioni  che   ritiene
  giuste non tenendo conto che esiste un bilancio dal quale non  ci
  si può discostare.
     Il  Parlamento non può tollerare accordi come quello fatto con
  i  sindacati,  che richiedevano una disponibilità finanziaria  di
  240 milioni di euro quando nel capitolo se ne  rinvenivano appena
  17.
     Ritengo  che  la  questione dei forestali non sia  prioritaria
  solo perché la si affronta come prima mozione; ma lo è perché  il
  precariato   non  può  che  essere  tema  principe  del   Governo
  regionale,  ed  uno dei temi forti del programma  del  Presidente
  della Regione ed oggi  con la presenza dei deputati in Aula e  il
  Governo di centrodestra bisogna dare uno sfogo che sia vero e  da
  ultima spiaggia, perché non si può andare avanti con i cinquanta,
  i  cento  e  i  diecimila precari che attendono una  collocazione
  definitiva  e  che mortificano la città di Palermo e  la  Sicilia
  intera  per i vari scioperi i cui effetti  ricadono sugli  stessi
  lavoratori   e  che  oltre ad esserne danneggiati,  quindi,  sono
  beffati.
   Ecco  perché è necessario che la  mozione -  e quelle  che  sono
  state accorpate -  abbia il voto  unanime dell'Assemblea; occorre
  valutare  e   dire al Governo che questa situazione  deve  essere
  risolta  definitivamente   entro quest'anno.  Ognuno,  poi,  sarà
  libero  di votare per chi vuole e non avrà bisogno di padrini  di
  alcun   genere perché il diritto al lavoro si riconosce al di  là
  della  potestà  di  essere  o non essere  accanto  o   con  tanti
  deputati o con l'intera Assemblea.
   Ripeto,  è  un  fatto  grave  ed  importante,  prioritario   nel
  programma  del  Governo.  Attuiamolo   subito,  tenendone   conto
  durante  l'esame  del  disegno  di  legge  sul  bilancio,   sulla
  finanziaria  e  nell'assestamento di bilancio. Però  deve  essere
  fatto un ulteriore  sforzo
   E'  impossibile,  ci  ho provato senza riuscirvi  -  ci  provino
  altri  che hanno cinque anni di tempo dinanzi a loro -  attingere
  anche  alle risorse di Agenda 2000, da quelle misure   non  spese
  che potranno essere impegnate per trecento milioni di euro l'anno
  per affrontare il problema dei forestali  non solo per affrontare
  ma  per risolvere la questione.
   Vi  sono  state  riunioni  con  l'Assessorato  al  territorio  e
  l'ambiente, cercando misure che non c'erano,  ma non si è  potuto
  rinvenire   nemmeno  un  centesimo;  ciò   avviene   perché   gli
  assessori tecnici o para tecnici, politici o para politici  hanno
  la  necessità di realizzare la loro attività  con i soldi  quelli
  Smanzi , si dice così  in dialetto, ossia quelli che non iscritti
  in   bilancio,   e chiedono e si accapigliano per avere  maggiori
  risorse perché quelli del bilancio sono spendibili immediatamente
  mentre  quelli  di Agenda 2000 hanno un loro percorso  da  dovere
  porre in essere, ma avremmo risolto tanti e gravi  problemi.
   Voglio  fare,  adesso, un riferimento sui consorzi di  bonifica.
  L'assessorato  dovrebbe chiuderli, inserendoli all'interno  della
  propria  amministrazione   annullando  così  i   caporaletti   di
  giornata   presenti in tutti i consorzi siciliani, che  sono  una
  situazione  indegna,  incomprensibile, che servono  a  fare  solo
  clientele,   spese inutili e quant'altro.
   C'è  la  necessità di un serio intervento, e   se  si  vuole  il
  rigore anche morale si deve dire  basta alle spese inutili, basta
  con  questi  procuratori  di giornata  che  riescono  soltanto  a
  portare  avanti,  forse   nei loro studi, progetti  che,  invece,
  devono essere realizzati all'esterno.
   Si  dia  una certezza anche su questa tematica evitando sprechi,
  assessore  La  Via,  e  sulla  qualifica  di  assessore   tecnico
  piuttosto  che  di  assessore  politico  fondo  molto  delle  mie
  speranze  per un' inversione di tendenza, diversamente avremo  il
  danno e la beffa.

   DINA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  solo
  per  chiedere cinque minuti di sospensione al fine di  addivenire
  ad  una mozione congiunta, anche alla luce delle riflessioni  del
  Governo.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  con   attenzione   quanto   detto  dall'assessore   La   Via    e
  compatibilmente  con il tempo  trascorso in assessorato mi sembra
  che  già  abbia dato una rotta precisa alle questioni da trattare
  cosa  che  risulta  dallo  sforzo fatto per la  produzione  della
  direttiva   del  21  settembre  -   così  ha  detto  -   rispetto
  all'attuazione.
   Purtroppo  dalle notizie che abbiamo dal territorio,   assessore
  La  Via, tutte le procedure che lei ha riferito, in Aula,  essere
  state   attivate  -  e di questo sono certo   per  la   sicurezza
  manifestata-    per quanto mi riguarda non risultano esserlo.
   Ho  registrato, dalle sollecitazioni che giungono dalle  diverse
  province  siciliane, grande confusione, momenti di  scollegamento
  tra  gli  uffici del lavoro e gli uffici direttamente  dipendenti
  dall'assessorato.
   Abbiamo  ricevuto  le  segnalazioni di lavoratori  che  chiamati
  per  essere  avviati  al lavoro sono stati  fermati   perché  non
  rientranti nelle disposizioni della  l.r. n.  14 del  2006.
   Credo  che  il tema sia unico: lo sforzo che questa  maggioranza
  aveva  fatto  nell'approvare la legge n. 14 per il  riordino  del
  sistema forestale in senso lato.
   L'onorevole  Oddo  imputa  alla  maggioranza  l'approvazione  di
  quella  legge,  ma  voglio ricordare a lui e a tutti  coloro  che
  erano  presenti in Aula quella famosa nottata, che il  Presidente
  della regione fece un notevole sforzo,  insieme con i  capigruppo
  di   maggioranza   e  di  opposizione  e  con  le  organizzazioni
  sindacali,  riuniti  in  Sala lettura deputati,  per  contribuire
  all'approvazione  della  legge che, personalmente,  ritengo   una
  buona legge; però, ancora oggi, scontiamo, in  modo assolutamente
  pericoloso,   perché  si  innescano  aspettative,    un   ritardo
  nell'applicazione   della   nuova   legge   e,   contestualmente,
  continuiamo ad applicare la precedente.
   Questa  è una situazione che non può più perdurare, perché  deve
  essere  applicata  la norma.  Pur comprendendo gli  sforzi  degli
  uffici,  lo  ha  riferito l'assessore, quindi dobbiamo  crederci,
  oserei  dire   per fede',  mi risulta esistere un doppio  binario
  perché  si   continua  con l'applicazione  della  vecchia  legge,
  sforzandosi di applicare la nuova normativa.
   Questo   non è ammissibile  Il Parlamento, oggi, presenterà  una
  mozione,   ne   sono   certo,  condivisa    e   che   approveremo
  all'unanimità.
   Le  mozioni  hanno un significato importante  di  cui  si  rende
  protagonista  quest'Aula, ma l'applicazione   delle  leggi  è  di
  competenza dell'apparato amministrativo.
   Anch'io,  come l'onorevole Cintola, confido nella  sua  capacità
  tecnica  affinché la legge venga applicata, ma deve essere  fatto
  in  tempi  brevi, perché continuando a parlare di  cinquantuno  o
  settantotto  giornate  lavorative,  queste  andranno  sempre   in
  riduzione  e,  probabilmente, se continueremo  a  perdere  ancora
  qualche settimana, non rimarranno neppure dieci giornate
   La  invito,  pertanto, ad attivare i propri  uffici per  formare
  una   task  force , al fine di dare luogo all'applicazione  della
  legge.
   Voglio  ricollegarmi al sistema dell'agricoltura,  forse  non  è
  attinente,  ma  credo  che debba essere  considerato  un  sistema
  unico,  anche rispetto a quanto detto dall'onorevole  Cintola,  e
  pervenire al riordino dei consorzi di bonifica.
   Si  continua a parlare di riordino fino all'emanazione dei nuovi
  POV,  annunciati con legge regionale  da diversi anni.
   I  POV  sono sempre quelli vecchi e non si procede ad una  nuova
  organizzazione,  allorquando quest'ultima  deve  essere  definita
  nella sua globalità.
   L'agricoltura  è  un  tema di rilancio  che  questo  Governo  ha
  individuato nel programma, e noi siamo qui a sostenerlo, vogliamo
  però  che  vengano fuori le proposte del Governo perché,  fino  a
  quando  continueremo  a   spizzichi  e  bocconi   e  a   velocità
  diverse, applicando addirittura due leggi diverse, probabilmente,
  non ne vedremo la luce.
   Assessore, confidiamo nelle attività che vorrà porre  in  essere
  per  applicare il riordino, al fine di far rientrare i lavoratori
  che  con  i  nuovi provvedimenti legislativi che per svista,  per
  sbaglio,   in   qualche   caso  anche  per   colpa   di   qualche
  organizzazione  sindacale, che probabilmente ha  fatto  finta  di
  dimenticarli, sono rimasti fuori. Questo non è corretto
   Si  devono includere tutti, soprattutto se si decide di chiudere
  con il passato.
   Grazie signor Presidente, deve dare atto che la brevità è  anche
  la sintesi dei ragionamenti che vanno fatti.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'unico  dato
  positivo  colto negli interventi di stamattina è  che  esiste  la
  volontà  a porre rimedio ad una svista del Governo precedente  ed
  attuale  poiché la legge fa riferimento ad  normativa  del  marzo
  2006, quindi, non mi sentirei nemmeno di crocifiggere l'assessore
  La Via che ha assunto la carica da poco tempo.
   Non  ripeterò quanto detto dai precedenti colleghi,  tuttavia  è
  chiaro  che  c'è  una  differenza  di  responsabilità,  onorevole
  Antinoro,  perché  la  questione andava  posta,  certamente,  dal
  Governo  e  andava  posta  subito, sia nella  formulazione  della
  graduatoria,   ma,   soprattutto,  nel   reperire   le   risorse,
  considerato che la scadenza del 31 dicembre è a breve e,  quindi,
  credo  che ci saranno grosse difficoltà per rispettare il dettato
  normativo.
   Signor  assessore,  vorrei pregarla di porre all'attenzione  del
  Governo,  ma  soprattutto  della sua  attività  di  governo,  una
  questione  molto seria riguardante il patrimonio  boschivo  e  le
  professionalità che grazie all'Azienda forestale, ma  soprattutto
  ai braccianti, è stato costituito in questi trent'anni.
   L'impianto   boschivo  siciliano assieme a  quello  calabrese  è
  improduttivo;  in Sicilia non esiste uno stralcio di  studio  che
  immagini  un bosco produttivo di  risorse naturali,  e  non  solo
  guide turistiche,  ma l'utilizzo dello stesso.
   Capisco  che  questo  è  un  ragionamento  che  non  appassiona,
  interessano  i  grandi  numeri.  Dobbiamo,  però,  immaginare  le
  migliaia di ettari di bosco, soprattutto dell'area interna,  come
  fonte di approvvigionamento, anche energetica.
   Ci  sono,  infatti,  studi  sulle bio-masse,  e   tentativi  poi
  conclusisi in fase di concepimento.
   Credo  che  la  questione della forestazione vada  riaffrontata,
  sia  per  dare certezza al popolo dei forestali - e  sono  interi
  paesi che vivono grazie all'Azienda Foreste - sia per evitare che
  l'idea che si dà della Sicilia, poi simile a quella calabra,  sia
  quella di gente che ozia e che spesso utilizza le cinquantuno, le
  settantotto   e   le  centocinquanta  giornate   lavorative   per
  sopravvivere e, er svolgere un secondo lavoro.
   Dobbiamo  provare,  in  questa  legislatura,  visto  che   siamo
  all'inizio,   visto   che  è  stata  affidato   ad   un   tecnico
  l'Assessorato  per l'Agricoltura e  le foreste,  a  formulare  un
  piano  serio,  utilizzando  le  Università,  cui  lei  fa  parte,
  utilizzando  anche gli studi di settore.
   Bisogna  evitare  l'idea di un bosco che produce  solo  giornate
  lavorative, dando la sensazione che oggi c'é la rincorsa  per  la
  tutela  di  una  categoria di precariato, quando, invece,  non  è
  così  Se c'é una categoria che lavora in Sicilia sono proprio   i
  braccianti  che  arrivano puntuali nei cantieri  situati  lontani
  dalle   città  o  dai  paesi  e spesso  devono  raggiungere  zone
  impervie,  permettendo  la  nascita di  un  bosco  che,  ancorché
  artificiale, è un bosco che comincia ad avere essenze di un certo
  tipo ed  acquista pregio.
     Assessore La Via, sarebbe interessante poter discutere  su  un
  disegno  di legge complessivo. Il Gruppo parlamentare dei  DS  ha
  presentato un disegno di legge in tal senso, ma credo che lì vada
  fatto  uno sforzo unitario, coinvolgendo le vere competenze,  non
  solo  sul  riordino  delle professioni all'interno  dell'Azienda,
  perché il tema centrale dovrà essere la istituzione di un   bosco
  produttivo   che  si  sappia  collegare  con   i  settori   della
  produzione  nazionale,   che  importano  dal  nord  Europa   quel
  materiale che potrebbe  fornire la Sicilia.
   Faccio  riferimento  alla Federlegno, che   acquista  dai  Paesi
  scandinavi  quando  la  nostra regione  potrebbe  concorrere  con
  proprie   segherie   stimolando  la  trasformazione   del   bosco
  artificiale e, quindi, con la  riconversione di alcuni ettari del
  nostro bosco.
   Ritengo importante attenzionare tale situazione perché avere  un
  bosco   produttivo  significa   per  la  Sicilia  una   ulteriore
  categoria  produttiva,   che potrebbe produrre  tanto  in  questa
  nostra   Sicilia,  e  noi  dovremmo  garantirla  non   con   atti
  legislativi che si realizzano in zona Cesarini.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli  colleghi,
  vorrei  fare un invito ai colleghi, all'Aula, ma anche al Governo
  affinché la questione dei lavoratori forestali  non venga assunta
  come  una  concessione   perché questi lavoratori  devono  essere
  stabilizzati,   e  quindi  si  è  obbligati   a    trovare   loro
  un'occupazione  più  duratura rispetto alla stagionalità  che  li
  riguarda, come  alcune categorie  - penso ai cinquantunisti,  per
  i  quali la legge  prevede settantotto giornate lavorative -   ma
  non può essere fatta un'operazione assistenziale ancora più larga
  rispetto a quello che era già precedentemente.
   Naturalmente,  non credo che l'Assessore La Via la  pensi  così,
  perché ho anche avuto modo di parlargli.
   Credo   che  il  Governo  e  l'intero Parlamento  debbano  farsi
  carico   di   questa   problematica,  assumendo   la   dimensione
  dell'investimento  che  facciamo,  non  solo   di   un'operazione
  occupazionale   di   stabilizzazione,  rispetto   al   patrimonio
  boschivo,  pensando  quindi all'investimento  della  Regione  nel
  patrimonio  più rilevante che abbia,  sotto ogni punto di vista.
   La  legge  n. 14 del 04/04/2006, in questo senso, non  poteva  e
  non  può  che  essere  la  conseguenza di  questa  assunzione  di
  responsabilità generale.
   Esiste  -  lo accennava un attimo fa il collega Panepinto  -  un
  problema  di  allargamento  della superficie  boschiva,  peraltro
  molte  volte rivendicata non solo dall'organizzazione  sindacale,
  ma   anche  dagli  esperti,  dalle  Università,  e  noi  dobbiamo
  recuperarlo dando centralità a questa questione.
   Ma  se  per  i  lavoratori della forestale  esiste  un  problema
  finanziario, e so che esiste, l'intero Governo deve farsi  carico
  di  questo cercando di accelerare al massimo ogni procedura,  non
  so  se l'assessore l'abbia previsto, era un po' tra le righe, con
  la  creazione  di una  di task force per risolvere la   questione
  degli  elenchi  degli aventi diritto, adoperandosi  per  chiudere
  subito  questa  partita, mettendo in campo tutta  l'azione  degli
  uffici periferici e  centrali dell'assessorato, perché  noi tutti
  abbiamo, trasversalmente, l'interesse che si chiuda.
   Questo  è  il mio terzo mandato, per fortuna, non per  capacità,
  ed   ogni anno si propone con grande drammaticità questo problema
  ed  è  ora che si chiuda veramente e la legge n. 14  è servita  a
  questo.
   Signor   Presidente,  credo  che  anche  lei  condivida   queste
  tematiche  e  sono convinto che si possa concludere  rapidamente,
  con  uno sforzo straordinario, anche se mi rendo conto che non  è
  facile considerato che l'Assessore La Via è in carica da un  paio
  di mesi,  però è un problema che riguarda il Governo.
   Se   il Parlamento approva ed esita dei  disegni di legge è  per
  risolvere   le   questioni  ma  questi  devono  avere   copertura
  finanziaria  piena, altrimenti non ha senso fare  una  legge  per
  mettere giù quattro righe solo per accontentare qualcuno. Abbiamo
  bisogno   di  essere  coerenti  nelle  scelte  e  delle  relative
  conseguenze che ne derivano.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   credo  che  la
  presentazione  di  queste  mozioni, da parte  di  deputati  della
  maggioranza e della opposizione,  ha avuto il  pregio di  portare
  -   in  un  momento  in  cui il Parlamento è impegnato  in  altre
  materie  altrettanto  delicate come il  DPEF   -   all'attenzione
  dell'Aula  il  problema  dei lavoratori forestali,  del  sostegno
  economico  alle  categorie,  e  quindi  l'organizzazione  in  via
  definitiva   di   questo  settore  importante.   E   l'intervento
  dell'Assessore per l'Agricoltura e le foreste, indubbiamente,  ha
  dato un grande contributo.
   Ci  rendiamo conto della difficoltà economica  e delle necessità
  di  coprire le spese, però, come detto ieri, abbondantemente, nel
  dibattito che ha stimolato l'onorevole Presidente della  Regione,
  ma   la  programmazione della spesa regionale non può  certamente
  danneggiare  le  categorie più deboli che sono i precari,  quelli
  veri, che lavorano nella nostra Sicilia.
   Ed  oggi  i forestali sono riconducibili, purtroppo, allo  stato
  del   precariato,  cioè  non  sanno  neanche  se  riusciranno   a
  completare  quelle giornate lavorative che la legge  prevede  per
  gli operai forestali stagionali.
   Pertanto, rivolgo un invito a tutto il Parlamento, poiché è  una
  materia che non appartiene né ad Alleanza Nazionale né alla  Casa
  delle  libertà  né  alle opposizioni, perché  trovare  una  sede,
  intesa   come  momento temporale diverso da quella  odierna,  nel
  corso  della quale si possa affrontare in maniera organica e  con
  più  ampio  respiro,  e non attraverso una mozione,  ma  con   un
  disegno  di legge, la materia della forestazione e dei lavoratori
  forestali, col contributo di tutti, per porre la parola  fine  ad
  un  argomento  che va avanti, o forse indietro, da troppo  tempo,
  da  45  anni,  assessore  Lo Porto, e  si  dia  così  un  assetto
  definitivo  a queste problematiche importanti e si trasformino  i
  lavoratori  precari, oggi ancora più incerti,  nella  dignità  di
  soggetti  che  prestano un'attività fondamentale per  il  settore
  agricolo siciliano.
   Ma   oggi   è   necessario  un  richiamo  alla   sensibilità   e
  all'intelligenza  di  tutti  i parlamentari,  signor  Presidente,
  formuliamo,  quindi, un'unica mozione, approvandola e   chiudendo
  questo  capitolo, daremo un segnale forte ai lavoratori  ed  agli
  amministratori  e  stabiliamo, sia in Commissione  Territorio  ed
  Ambiente,  che  in  Commissione  Attività  Produttive,  dato  che
  l'attività   della  forestazione  è  materia  di  due  importanti
  Commissioni  parlamentari  legislative permanenti,  di  elaborare
  un  disegno di legge che dia a questo Parlamento l'occasione, per
  la  prima volta,  e mi auguro definitivamente, di affrontare   il
  settore  della forestazione che è trainante per la vita economica
  di questa Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore 12.35)

   La seduta è ripresa.

           Annunzio di presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  ordine
  del giorno:

     numero  3 «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie  a
  garantire i livelli occupazionali dei lavoratori forestali» degli
  onorevoli  Cantafia,  Cintola,  Oddo,  Caputo,  Tumino,  Falzone,
  Turano,  Rinaldi,  Leanza  Edoardo,  Terrana,  Gonfalone,   Dina,
  Termine,  Panepinto, Maniscalco, Villari, Culicchia,  Fleres,  La
  Manna, Savona, Incardona, Gucciardi, Ammatuna ed altri.

   Invito il deputato segretario a darne lettura:

   RINALDI, segretario:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che l'Assemblea regionale siciliana, nel  corso  della
  passata  legislatura, ha approvato la legge n. 14  del  2006  che
  riordina le attività del comparto forestale;

   considerato  che la legge a tutt'oggi non è stata applicata  sia
  perché  non  si  è  ancora  provveduto  alla  definizione   delle
  graduatorie previste, sia perché non sono state reperite  risorse
  adeguate alla copertura della spesa occorrente;
   rilevata   la   necessità  di  garantire  gli  attuali   livelli
  occupazionali con il raggiungimento delle previsioni di cui  alla
  citata legge,

                  impegna il Governo della Regione

   a  reperire le risorse necessarie per far fronte alle  necessità
  in   premessa   evidenziate   e  ad  autorizzare,   nelle   more,
  l'avviamento  e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa  degli
  operai   forestali,   ivi  compresi  coloro   i   quali   abbiano
  intrattenuto almeno un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale
  nell'anno 2005». (3)

   FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  sempre  un
  fatto positivo quando si determinano delle convergenze rispetto a
  soluzioni  che  riguardano problemi difficili, impegnativi  della
  nostra Regione, ma quando si trovano soluzioni; quando invece  si
  somministra acqua fresca non  è sicuramente un fatto positivo.
   Questo  ordine del giorno è sicuramente un tentativo di  trovare
  una   soluzione  equilibrata  che  metta  d'accordo  le   diverse
  posizioni  maturate  all'interno e attorno un problema  difficile
  come   quello   degli   operai   forestali   e   complessivamente
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione,  ma  dobbiamo
  essere  consapevoli che l'ordine del giorno non  è  una  legge  e
  dunque le parti che hanno effetti interpretativi della legge sono
  assolutamente  prive  di significato e poi determina  aspettative
  che  non  possono essere considerate realistiche  in  quanto  gli
  auspici  riguardanti  la parte finanziaria non  possono  rimanere
  tali,  perché con gli auspici non si pagano gli operai e  non  si
  emettono mandati di pagamento.
   L'Assemblea può certamente votare questo ordine del  giorno  che
  è   un   auspicio   e  dobbiamo  poterlo  considerare   solo   ed
  esclusivamente come tale, altrimenti sarebbe cosa  diversa,  cioè
  sarebbe  un  modo per ingenerare aspettative - userei un  termine
  diverso  se non fossi in questa Aula e se non parlassi da  questo
  scranno  - rispetto al valore che do intimamente a questo  ordine
  del  giorno;  dobbiamo sapere che stiamo votando un auspicio  che
  naturalmente è un gesto di buona volontà, ma che ha bisogno di un
  passaggio   formale    travasandolo  nella   legge   finanziaria,
  altrimenti è assolutamente inattendibile.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'ordine  del
  giorno  che stiamo votando non è soltanto un auspicio, bensì  una
  richiesta  di  un  preciso  impegno.  C'è  una  legge  votata  ed
  approvata  da  questa  Assemblea - legge  vigente  nella  Regione
  siciliana  -  disapplicata  e  della  quale  chiediamo,  appunto,
  l'applicazione. Sappiamo benissimo che si è arenata  per problemi
  finanziari, ma il Governo fino ad oggi non ci ha detto  nulla  di
  non  essere  riuscito ad applicare la legge n.  14/2006  a  causa
  della  mancanza  di fondi. Pertanto, credo che il  Governo  debba
  comunicarlo  al  Parlamento il quale affronterà, anche  stavolta,
  la problematica  che riguarda l'Amministrazione regionale.
   Onorevole Fleres, questa non è acqua fresca, certamente  non  lo
  è  nella nostra intenzione che è, invece, quella di dare corso ad
  una  legge  approvata,  tra l'altro con  una  ampia  maggioranza;
  quindi,  vanno date risposte immediate perché si tratta -  e  non
  voglio fare alcuna retorica perché sapete benissimo che è così  -
  del  destino  di  lavoratori che senza l'applicazione  di  quella
  norma,  vivono  nell'incertezza e l'anno prossimo  si  troveranno
  costretti a  farsi la  valigia e ad emigrare.
   Siamo  di  fronte  a problematiche impegnative.  Ha  detto  bene
  poc'anzi  l'onorevole  Cintola  parlando  della  lunga  lista  di
  necessità  di  questa Regione, che essendo  tante  non  ne  viene
  risolta  alcuna; ciò non è ammissibile,  bisogna affrontarle  una
  per una.
   Personalmente, non condivido la scelta di  mettere insieme  cose
  anche  affini ma diverse tra loro - questo è  il vezzo che spesso
  ha  l'Assemblea  regionale -  ma  bisogna affrontare  i  problemi
  uno  per  uno così da potere realmente giudicare le cose  che  si
  realizzeranno e non per  fare un pateracchio
   Onorevoli  colleghi  stiamo facendo una  cosa  per  certi  versi
  anomala,  stilare  un  ordine del giorno che  affronta  una  sola
  problematica,  molto utile all'assessore La Via  che  ha  assunto
  fino  ad  ora una responsabilità personale e che grazie a  questo
  ordine  del  giorno  viene soccorso da una democratica  ed  ampia
  volontà  dell'Assemblea  che lo aiuta  e  lo  garantisce  per  le
  decisioni che ha già preso e che vorrà prendere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cantafia,  l'onorevole  Fleres  si   era
  limitato a chiarire gli aspetti tecnico-giuridici, non è  entrato
  nel merito.

   DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  seguito  con
  attenzione  l'intervento dell'onorevole  Fleres  e  mi  permetto,
  quindi,   di  far  rilevare  che  l'ordine  del  giorno  affronta
  puntualmente  tre  problemi. Il primo  è  il  mantenimento  degli
  attuali  livelli occupazionali, ciò significa  che  sino  al   31
  dicembre    2006   questi  livelli  dovranno  essere   garantiti.
  L'assestamento ci impegnerà su questo, e su questo non  si  dovrà
  derogare  e  nessuno  si  potrà sottrarre  dall'impegno  di  fare
  confluire nell'assestamento le risorse necessarie.
   E  l'ordine  del giorno contiene l'auspicio che   le  previsioni
  della legge 14/2006 vengano garantite.
   Riteniamo, anche, che il ritardo della produzione degli  elenchi
  blocchi l'avvio, così come anche la mancanza delle risorse;  però
  mancando gli elenchi, si rinvia anche  il problema delle risorse.
   Affrontiamo  anche la questione che riguarda  i  lavoratori  che
  hanno intrattenuto un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale,
  ai  quali deve essere garantito l'impiego , a mio avviso, per  le
  ragioni ampiamente dibattute. Su questo c'è l'impegno dell'intero
  Parlamento  e  ritengo  che il Governo dovrà  tenerne  conto,   e
  l'Assessore  sarà  sostenuto e garantito nel forzare  il  momento
  normativo.

   VILLARI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  che
  rispetto al modo in cui è stato elaborato l'ordine del giorno   -
  si  tratta  di  essere  onesti non solo  politicamente  ma  anche
  intellettualmente,   spero  che  lo  siamo  tutti  -   si   debba
  applicare  la  legge accelerando ogni procedura  e  reperendo  le
  risorse  finanziarie per rispondere a tutti i lavoratori, secondo
  le previsioni della legge.
   Non  vorrei,  però, che l'ordine del giorno rendesse  ancor  più
  difficile,  con  l'apertura di nuove contraddizioni,  -  ed è  un
  atto  di  onestà nei confronti dei siciliani e dei  forestali  -,
  stabilizzare coloro che la legge prevede di stabilizzare.
   Ho  la  sensazione  - io ho gia firmato l'ordine  del  giorno  -
  che  se non individuiamo i criteri previsti dalla legge renderemo
  di  difficile applicazione  quanto la legge già impegna  a  fare.
  Credo che, così non si faccia molta strada
   Vorrei,  quindi,  che Parlamento e  Governo tenessero  conto  di
  questo  -  mi rivolgo soprattutto al Parlamento,  anche se ognuno
  è libero di  operare le scelte che vuole -, in particolare, però,
  spetta  al  Governo,  nel  momento  in  cui  si  impegna,  essere
  coerente.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'ordine del  giorno  numero  3
  «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a  garantire  i
  livelli occupazionali dei lavoratori forestali».
   Il parere del Governo?

   LA  VIA,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati,   dal punto di  vista  personale
  l'Assessore  ha  già preso una serie di impegni per  l'avviamento
  dei  lavoratori  sia  del servizio antincendio  che  dell'Azienda
  foreste.   Evidentemente,  questo  impegno  forte  di  tutto   il
  Parlamento  obbliga   il  Governo al  reperimento  delle  risorse
  necessarie a far fronte alle garanzie occupazionali da un lato  e
  dall'altro l'applicazione piena della legge regionale n. 14   del
  14  aprile  2006,  ed è evidente che il Governo assumerà   questo
  impegno e si atterrà ad esso.
   Dobbiamo però tenere presente che pur con la costituzione  della
  task  force,  sarà  praticamente  impossibile  realizzare  alcuni
  aspetti  della legge regionale n.  14, come l'individuazione  dei
  contingenti, lo scivolamento, eccetera, entro la fine  dell'anno;
  di questo mi dovete ovviamente dare atto.
   Inoltre, l'ordine del giorno, riporta il periodo che fu  oggetto
  dell'impugnativa  del  Commissario  dello  Stato:   ivi  compresi
  coloro  i quali abbiano intrattenuto almeno un rapporto di lavoro
  con   l'azienda  foreste  nell'anno  2005';  questo    di   fatto
  obbligherebbe l'Assemblea, che è sovrana, a modificare la norma a
  suo  tempo  emanata,  ma  alla  luce  della  vigente  norma,   su
  quest'aspetto,    è    evidente   che    ci    sono    difficoltà
  nell'applicazione della stessa.
   Quindi,   si  dovrà rivedere il quadro normativo,   in  sede  di
  modifica   della  norma  e   qualora  l'Assemblea  lo   ritenesse
  opportuno.
   In  ogni  caso,  chiederò all'Ufficio legislativo  e  legale  un
  parere  sulla  possibilità  di  applicare  la  prosecuzione   del
  rapporto  alla luce della normativa vigente per i lavoratori  che
  hanno svolto almeno un rapporto di lavoro nell'anno 2005.
   Il   Governo   è  quindi  favorevole  all'ordine   del   giorno,
  ovviamente, ripeto, bisognerà verificare l'ultima parte.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Le  mozioni  nn.  57,  60, 80, 88, 91, 94 e l'interrogazione  n.
  587, si intendono ritirate.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di dimissioni da componente di Commissione
                             legislativa

    PRESIDENTE    Comunico  che  con  nota  dell'11  ottobre   2006
  l'onorevole Dina ha rassegnato le dimissioni da componente  della
  Commissione per il Regolamento. La sostituzione avverrà a termini
  di Regolamento.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di presentazione di ordine del giorno

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno numero 4 «Ricostituzione della Commissione Speciale per la
  revisione  dello  Statuto  della  Regione  siciliana»  che   sarà
  iscritto all'ordine del giorno della prossima seduta.
      Avverto   che  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari è convocata martedì 17 ottobre 2006, alle ore 12.00,
  per  integrare il programma dei lavori, tenuto conto anche  della
  presentazione  da parte del Governo del disegno  di  legge  sulle
  variazioni di bilancio.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17  ottobre
  2006, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       I   - Comunicazioni
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
        N. 93 -   Allocazione  di  una  centrale  operativa   del
               servizio   118   in  provincia  di   Siracusa   ed
               integrazione con nuove postazioni nelle  zone  non
               beneficiarie del servizio.

                                             CONFALONE - CIMINO -
                           VICARI -  FLERES

       III     -   Discussione  del  Documento  di  programmazione
         economico-finanziaria per gli anni 2007-2011
  IV   - Discussione degli atti ispettivi e politici concernenti
  le tematiche individuate dalla Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari
  V   - Ricostituzione della Commissione speciale per la revisione
  dello Statuto della Regione

                  La seduta è tolta alle ore 12.50
        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.35

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Ignazio La Lumia