Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è pervenuta da
parte del Presidente della Commissione bilancio e finanze,
onorevole Cimino, una richiesta di sospensione dei lavori d'Aula,
di trenta minuti, per consentire la definizione dell'esame del
Documento di programmazione economico finanziario.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ODDO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavamo, noi
tutti, che questa legislatura, soprattutto per quanto concerne
il rispetto del Regolamento interno, fosse nata sotto una buona
stella, dato che saremmo stati tutti molto più ossequiosi di
quanto lo siamo stati nel passato.
Ritengo che questa mattina si voglia fare una forzatura. La
Presidenza è intenzionata a sospendere l'Aula per permettere alla
Commissione Bilancio di concludere i lavori; ma vorrei precisare
che la Commissione era stata convocata per le ore 9.15 e che il
rappresentante del Governo, alle 10.30, non era ancora giunto.
Capisco bene che la maggioranza dimostra che, sovente, ha
difficoltà a compattarsi, e vuole realizzare una prova di forza
solo in occasioni di parate mediatiche, come quella di ieri,
nella quale annuncia scioperi della fame, della sete e
quant'altro per far breccia nell'opinione pubblica - ed in
questo, evidentemente, la stampa deve fare la sua parte -
affinché si orienti in un certo modo.
Però, sospendere i lavori d'Aula per permettere la conclusione
dei lavori in Commissione Bilancio, è assolutamente
inaccettabile, dal punto di vista regolamentare.
Il nostro non è un atteggiamento ostruzionistico, tant'è che
proponiamo di proseguire con la discussione unificata delle
mozioni all'ordine del giorno e, successivamente, proseguire i
lavori in II Commissione, alla quale parteciperemo, per trattare
l'argomento in maniera adeguata e permettere che si dia il parere
sul Documento di programmazione economico- finanziaria.
Non capisco per quale motivo si debba procedere con forzature
regolamentari. Credete veramente che la Commissione possa
concludere i lavori in mezz'ora? Io, personalmente, annuncio che
parlerò in Commissione Bilancio per trentuno minuti.
Per quanto riguarda, invece, la prosecuzione della discussione
sul DPEF nella giornata di domani, non mi esprimo; vedremo se
sarà possibile procedere in questo senso.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono temi,
nella vita politica di questa Regione, che dobbiamo discutere
attentamente; le mozioni all'ordine del giorno devono essere
assunte come fatto importante, che non deve diventare carta
straccia - cogliamo l'occasione, quindi, di avere in Aula
l'Assessore al ramo - e diamo ai lavoratori della forestale,
comunque, delle risposte.
BARBAGALLO. Si deve integrare la copertura finanziaria
ANTINORO. I soldi sono un altro tema, ma intanto l'Aula si deve
occupare di fare politica.
Concordo con l'onorevole Oddo il quale sostiene che la
Commissione Bilancio non è in grado di concludere i lavori in
trenta minuti. Capisco le esigenze della maggioranza - ne faccio
parte e ne sono assolutamente convinto - ma siamo in Aula e
abbiamo l'occasione per discutere su temi delicati ed è
opportuno, quindi, che su questi temi si prosegua perché i
lavoratori attendono una risposta da parte di questa maggioranza.
Ritengo che un rinvio di mezz'ora - che non sarà certo di
mezz'ora, signor Presidente, lei lo sa meglio di tutti noi -
significherebbe determinare una condizione d'ulteriore
confusione.
Il DPEF è sicuramente importante, ma l'esame potrebbe essere
rinviato al pomeriggio in modo da consentire all'Aula di
discuterne domani mattina.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che si
stia facendo una gara tra chi vuole discutere e chi non vuole
discutere queste mozioni.
La discussione delle mozioni è stata richiesta con forza da
tutte le forze politiche, e tra l'altro ritengo che il calendario
ci obblighi a farlo entro oggi. Stavamo concertando con gli
esponenti dell'opposizione, l'opportunità di addivenire, durante
la sospensione, alla presentazione di un testo unitario che
raggruppi le tre mozioni poste all'ordine del giorno.
Pertanto, ritengo che la sospensione dei lavori potrebbe essere
opportuna, dato che abbiamo l'intenzione di pronunziarci sulle
mozioni; altre discussioni possono apparire solo demagogiche e
strumentali.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore per
l'agricoltura, professore La Via, presente in Aula, conosce bene
il problema, perché ha avuto modo di incontrare parlamentari,
sindaci, esponenti sindacali e rappresentanti dei lavoratori.
Qui, in Aula, sono presenti sindaci e rappresentanti delle
categorie sindacali, che attendono da oltre una settimana
l'avvio di questa discussione; desidero soltanto informarla,
signor Presidente, che la riunione alla presenza dell'assessore
per l'agricoltura si è svolta dieci giorni fa e l'impegno era
quello di approvare le mozioni già l'indomani, invece la data è
slittata di giorno in giorno e vi sono sei consigli comunali
occupati da giorni dai lavoratori che vedono sempre più lontana
la possibilità di lavorare.
Vorrei avanzare al Parlamento una proposta alternativa:
sospendere i lavori per mezz'ora, al fine di preparare un testo
unitario con i colleghi dell'opposizione, per poi riprendere i
lavori in Aula e procedere all'approvazione della mozione in
modo da dare una risposta concreta ai lavoratori e poi,
eventualmente, risospendere i lavori per permettere alla seconda
Commissione di concludere l'esame del DPEF.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, alla luce di quanto detto fino
ad ora, vorrei fare una considerazione.
La Presidenza ha ricevuto la richiesta, da parte del Presidente
della seconda Commissione, di un rinvio di mezz'ora per
concludere i lavori in presenza del Governo. Deve essere dato
atto a questa Presidenza che i rinvii dei lavori non hanno
superato il loro termine, infatti la discussione è ripresa
puntualmente; è successo così fin dall'inizio della legislatura.
Proprio perché la mozione ha un carattere di urgenza ed
importanza, volevamo lasciare spazio al dibattito senza
soffocarlo, questa era la volontà della Presidenza.
Alla luce, anche, dell'intervento dell'onorevole Dina, che
proponeva il raccordo delle mozioni, così come sostenuto anche
dall'onorevole Caputo, non trovo alcuna difficoltà per sospendere
i lavori.
Se, tuttavia, si deve aprire un dibattito su questo, avverto
che non serve a nessuno, soprattutto ai forestali.
Pertanto, chiedo a coloro i quali vogliono intervenire, di
rinunciarvi, se lo ritengono opportuno, e a coloro i quali hanno
preso la parola di apprezzare che la Presidenza fra mezz'ora
riprenderà i lavori, al di là di quanto richiesto dalla
Commissione Bilancio, e a tal fine, invito l'onorevole Oddo a non
fare ostruzionismo in commissione.
Se non sorgono osservazioni, si rinvia l'Aula alle 11.30.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
posizione assunta dal mio capogruppo, onorevole Dina, che
condivido, si scontra involontariamente con il fatto che, la
previsione di una mozione congiunta vedrebbe impegnati i
Capigruppo e quindi parecchi componenti della Commissione
Bilancio. Per cui, se la mezz'ora di sospensione dovrebbe
consentire di esprimere in seconda Commissione il parere al DPEF
e contestualmente fare una ricognizione delle mozioni nel
tentativo di unificarle, è chiaro che la contemporaneità degli
eventi non ci darà la possibilità di proseguire nei lavori.
Tra l'altro non posso non condividere le perplessità
dell'onorevole Oddo in merito alla procedura regolamentare.
Propongo, pertanto, di continuare i lavori in Aula, definendo
le mozioni e poi, nel primo pomeriggio, riunire la Commissione
Bilancio per concludere l'esame del DPEF.
Tra l'altro, la mozione, ancorché unificata, dovrà tenere conto
degli interventi svolti in Aula, delle proposizioni che possono
essere esposte dai singoli deputati.
Il problema sul quale si deve discutere è il reperimento di
fondi, perché al di là delle parole servono i soldi.
Ritengo sia giusto proseguire il dibattito, anche nel rispetto
dell'assessore per l'agricoltura, professore La Via, presente in
Aula, - ha il diritto di esserlo - e di stipulare con
l'Assemblea.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho provato ad
immaginare cosa accadrebbe se non riuscissimo a trovare
l'accordo sulla mozione che riguarda i lavoratori forestali.
Costoro si ritroverebbero, come avviene puntualmente ogni anno,
a non perfezionare il requisito contributivo.
Invito i colleghi che hanno grande attenzione per la
problematica dei forestali ad ascoltare perché voglio
evidenziare la contraddizione che ogni anno si ripropone in
autunno - lo dicevo, anche, ad un rappresentante dei forestali.
Come sindacalista ho seguito anche la problematica dei
braccianti e nel corso della precedente legislatura, in autunno,
si è presentato sistematicamente il problema del perfezionamento
dei requisiti contributivi ai fini del godimento delle
prestazioni.
Si apre, così, una trattativa con il Governo. Il Parlamento
intrattiene se stesso e utilizza il tempo prezioso - che invece
potrebbe utilizzarlo diversamente - per discutere di cose
scontate.
Chiedo, pertanto, all'Assessore presente se sia stato sfiorato
dal dubbio di completare l'anno 2006 non consentendo ai
braccianti agricoli eccezionali, occasionali e abituali di
completare le giornate.
E' chiaro che ciò diventa consuetudine. Mi permetto di
informare l'Assessore che è ciò è consuetudine. Assessore, la sua
presenza in Aula è molto importante perché le permette di
ascoltare l'opposizione che ribadisce che questa ormai è una
consuetudine, non bella, perché perpetua la disposizione del
Parlamento allo scambio, anche sulle cose ovvie e scontate.
Abbiamo avuto interventi autorevoli dei rappresentanti della
maggioranza che ci spiegano che sono tutti presi da questo
annoso problema, in quanto c'è il capo forestale delle mie
Madonie, mie solo per ragioni di nascita non per altro, infatti
proprio in queste zone ho preso pochissimi voti, ma come stavo
dicendo illustri parlamentari sono preoccupati che questo
percorso possa non completarsi, io invece, al riguardo, non ho
dubbi: questa è la classica operazione di quelli che si recano
nei comuni per dire ai cinquantunisti', agli occasionali' e
agli abituali' - e ve lo dice uno che come sindacalista è stato
per anni in trincea e che ha parlato con i lavoratori impegnati
nei cantieri forestali, nelle aziende metalmeccaniche, ed in
altri settori - stiamo provvedendo.
Questa mattina, Assessore, mi ha telefonato un amico che aveva
avuto modo di parlare con un operaio della forestale
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, la invito a concludere.
AULICINO. Sto per farlo, signor Presidente, ma mi occorre fare
questa premessa perché, come lei ben sa, le premesse sono
necessarie per lo sviluppo di un ragionamento; questa sui
forestali mi sembra semplicemente una sceneggiata. E stando a
quanto conosco in materia di forestazione, avendo partecipato,
anche, alla predisposizione di un testo di disegno di legge, so
che questa storia verrà risolta.
La battaglia da condurre è un'altra: quella per il superamento
del precariato.
La maggioranza e l'opposizione concordano e approveranno
insieme un ordine del giorno, i forestali sono rappresentati dal
Parlamento nella sua unitarietà, non soltanto dall'onorevole
Antinoro o dall'onorevole Aulicino.
Il Parlamento unitariamente concorda che i forestali completino
o perfezionino il requisito contributivo ai fini previdenziali.
PRESIDENTE. Prendo atto della volontà prevalente di definire il
dibattito in materia del settore forestale, avverto che la
seconda commissione si riunirà dopo la conclusione dei lavori
d'Aula.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Zago è in missione per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Nuove norme in materia di bioedilizia e di risparmio
energetico» (n. 391)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Cascio Confalone, D'Asero, Fleres,
Cimino e Leanza Edoardo in data 10 ottobre 2006.
«Disposizioni per la ripresa dei pensionamenti ex articolo 39
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10» (n. 392)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Savona e Ortisi in data 10
ottobre 2006.
«Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006» (n. 393)
d'iniziativa governativa
presentato dal presidente della Regione (onorevole Cuffaro) su
proposta dell'assessore per il bilancio e le finanze (onorevole
Lo Porto) in data 10 ottobre 2006
«Istituzione dell'ente teatro di Segesta» (n. 394)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Cristaldi, Formica, Currenti,
Falzone, Granata, Incardona, Pogliese, Stancanelli, Fleres e
Maira in data 10 ottobre 2006.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate:
RINALDI, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che obiettivo del servizio 118 è quello di assicurare
la tempestività dei servizi di assistenza sanitaria in relazione
alla patologia riscontrata;
considerato che invece sono stati segnalati notevoli e ripetuti
disguidi in merito all'efficienza e allo standard organizzativo
della relativa centrale operativa, ubicata presso l'azienda
ospedaliera Cannizzaro di Catania, la cui competenza si estende
ai territori delle province di Catania, Siracusa e Ragusa ed è
affidata alla sola e totale responsabilità del primario di
anestesia - rianimazione e terapia iperbarica dello stesso
ospedale;
in considerazione della necessità di assicurare un servizio
rapido ed efficiente nella provincia di Siracusa,
impegna il Governo della Regione
ad operare perché sia assicurata l'allocazione di una centrale
operativa nella provincia di Siracusa, ed integrazione con nuove
postazioni nelle zone non beneficiate dal servizio;
a definire gli organici, assicurando 'esclusività' del rapporto
di servizio, evitando sdoppiamenti fra ospedale e servizio 118
con le conseguenti ricadute sull'efficacia dell'operato». (93)
CONFALONE - CIMINO
VICARI - FLERES
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che questa Assemblea ha approvato la legge n. 14 del
2006 per rideterminare le fasce occupazionali dei lavoratori
forestali;
visto che la legge incontra difficoltà di applicazione per
l'insufficiente copertura finanziaria;
considerato che tuttavia è necessario garantire i livelli
occupazionali consolidati;
rilevato in particolare che è necessario assicurare il livello
minimo occupazionale di 78 giornate annue e il completamento
della campagna antincendio per l'anno corrente;
osservato che alcuni lavoratori, per cause non dipendenti dalla
loro volontà, rischiano di non poter completare le giornate
lavorative necessarie,
impegna il Governo della Regione
ad avviare immediatamente i lavoratori forestali che si trovano
nella necessità di completare il previsto periodo, ivi compresi
coloro che abbiano intrattenuto un rapporto di lavoro con
l'Azienda forestale nell'anno 2005;
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle
conseguenti necessità». (94)
CANTAFIA-ODDO-APPRENDI-CRACOLICI-CALANNA-DE BENEDICTIS-DI
BENEDETTO
DI GUARDO-PANARELLO-PANEPINTO- SPEZIALE-TERMINE-VILLARI-ZAGO-
ZAPPULLA
Avverto che la mozione numero 93 sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 94
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la mozione numero
94 dell'onorevole Cantafia ed altri, secondo quanto stabilito
nella seduta di ieri, verrà discussa insieme alle altre di
analogo argomento iscritte al III punto dell'ordine del giorno.
Comunicazione di dimissioni da componente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 10 ottobre 2006,
l'onorevole Leanza Edoardo ha dichiarato di rassegnare le proprie
dimissioni da componente della VI Commissione legislativa
permanente Servizi sociali e sanitari'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Simona
VICARI è nominata componente della VI Commissione legislativa
permanente Servizi sociali e sanitari', in sostituzione
dell'onorevole Leanza Edoardo, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma su mozioni
PRESIDENTE. Comunico che: con nota dell'11 ottobre 2006,
l'onorevole Antinoro ha chiesto di apporre la firma alla mozione
n. 91 «Garanzie occupazionali degli operai del comparto
forestale», presentata dall' onorevole Dina ed altri in data 5
ottobre 2006;
con nota 0906/Segr dell'11 ottobre 2006 l'onorevole Pagano ha
chiesto di apporre la firma alla mozione n. 80 «Reperimento
delle risorse necessarie per garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali», presentata
dall'onorevole Cascio ed altri in data 20 settembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. L'onorevole Cintola ha chiesto di apporre la
propria firma alla mozione numero 80, dell'onorevole Cascio ed
altri.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 85 «Iniziative per un'approfondita rivisitazione del
piano rifiuti della Regione Sicilia», degli onorevoli Borsellino,
Ballistreri , Barbagallo, Cracolici;
numero 86 «Opportune iniziative in merito alle politiche
migratorie», degli onorevoli Borsellino, Ballistreri ,
Barbagallo, Cracolici;
numero 87 «Emanazione del regolamento attuativo di cui alla
legge regionale n. 3 del 2006», degli onorevoli Fleres, Leanza
Edoardo, Confalone, Cimino;
numero 88 « Reperimento delle risorse necessarie per garantire
il soddisfacimento delle garanzie occupazionali degli operai
forestali», degli onorevoli Caputo, Falzone, Granata, Pugliese;
numero 89 «Interventi presso il Parlamento nazionale al fine di
evitare la legalizzazione della morte anticipata», degli
onorevoli Cimino, Barbagallo, Dina, Fleres, Incardona, Formica,
Pagano;
numero 90 «Iniziative per evitare la riconversione e la
conseguente soppressione del presidio ospedaliero di Palazzo
Adriano (Pa)», degli onorevoli Caputo, Stancanelli, Falzone,
Currenti, Granata;
numero 91 «Garanzie occupazionali degli operai del comparto
forestale», degli onorevoli Dina, Sanzarello , Cappadona,
Terrana, Regina;
numero 92 «Iniziative anche a livello centrale per
fronteggiare la crisi che attraversa la scuola siciliana», degli
onorevoli Barbagallo, Ammatuna, Culicchia, Fiorenza, Galletti,
Gucciardi, Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi,
Vitrano, Zangara;
Invito il deputato segretario a darne lettura.
RINALDI, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
nel 1997 con il Decreto legge n. 22 l'Italia ha recepito le
direttive europee che hanno imposto agli enti locali il passaggio
dai sistemi di smaltimento in discarica alla gestione integrata
dei rifiuti, stabilendo una percentuale minima di raccolta
differenziata del 35 per cento da raggiungere entro il maggio
2003;
gli ATO Rifiuti sono stati istituiti dalla legislazione
nazionale per razionalizzare le risorse al fine di ottenere una
gestione efficiente e trasparente dei rifiuti;
considerato che:
in Sicilia il Piano regionale dei rifiuti, mai formalmente
approvato da alcun soggetto (U.E., Governo nazionale, Assemblea
regionale siciliana) ha invertito le priorità indicate
dall'Unione Europea e dal Parlamento italiano attraverso atti di
un commissario, dando precedenza alla termovalorizzazione rectius
incenerimento quale soluzione prevalente per la gestione dei
rifiuti, spostando peraltro al 2008 il conseguimento della quota
del 35 per cento di raccolta differenziata (obiettivo minimo
intermedio che doveva essere centrato entro il 31 marzo 2003 ai
sensi della normativa nazionale), senza peraltro programmare le
misure di intervento;
accertato che:
le politiche di gestione dei ventisette ATO rifiuti istituiti
in Sicilia non hanno prodotto un miglioramento del servizio
attraverso una seria programmazione degli interventi d'ambito, ma
piuttosto un aggravio generalizzato dei costi per l'utenza con
rincari fino al trecento per cento in alcuni Comuni, anche per il
mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta
differenziata;
il commissario straordinario ha firmato una convenzione che
impegna gli ATO a conferire per i prossimi 20 anni i propri
rifiuti ai quattro A.T.I. (Associazioni Temporanee d'Impresa)
selezionati dal bando di gara indetto con l'Ordinanza n. 303 del
2003, creando di fatto un sistema alternativo alla gestione
integrata previsto dalla legge Ronchi e impedendo quindi la
diffusione dei sistemi di raccolta differenziata e di riciclo dei
rifiuti e, con essi, lo sviluppo di tecnologie pulite e della
nuova economia a questi legata,
impegna il Governo della Regione
a fermare la realizzazione dei quattro mega termovalorizzatori
e di tutti gli impianti connessi che ostacolerebbero il corretto
sviluppo di una gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e
costituirebbero un pericolo ambientale per la salute delle
popolazioni interessate, come hanno già evidenziato i competenti
uffici regionali;
a revocare le convenzioni stipulate con i raggruppamenti
d'imprese dei quattro sistemi ai sensi dell'art. 14 (revoca per
esigenze di pubblico interesse) ed a ritirare in autotutela tutte
le ordinanze di autorizzazione alla realizzazione degli impianti
suddetti;
a procedere urgentemente ad un'approfondita rivisitazione del
Piano regionale dei rifiuti' che contenga nelle sue linee guida
le seguenti priorità:
uno studio economico che, prendendo in considerazione tutte le
soluzioni, individui quella meno onerosa;
l'attivazione, attraverso un'impegnativa programmazione di
raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata coerenti
con le direttive nazionali, del percorso virtuoso tracciato dal
Decreto Ronchi e dalle Direttive europee per giungere,
promuovendo azioni di riduzione, riuso e raccolta differenziata e
riciclaggio ed infine recupero di energia dai rifiuti, a quella
gestione integrata dei rifiuti che può trasformare ciò che oggi è
solo un costo per la collettività in una grande occasione di
sviluppo socio-economico;
un ripensamento della suddivisione dei ventisette ATO,
procedendo ad una drastica, nonché rigorosa e necessaria,
riduzione degli stessi, ottimizzandone, altresì, i costi di
gestione e rivisitando secondo criteri razionali la dimensione
demografica, l'omogeneità territoriale ed infrastrutturale, la
massima economicità, al fine della gestione a ciclo chiuso e
prevedendo altresì che le eventuali nuove assunzioni avvengano
applicando procedure di evidenza pubblica;
la valutazione, alla fine di tale percorso, sulla base di dati
oggettivi riguardo alla frazione residuale dei rifiuti,
dell'eventuale utilità della realizzazione di impianti per il
recupero energetico o di altri impianti che usino tecnologie meno
costose e meno inquinanti». (85)
BORSELLINO - BALLISTRERI
BARBAGALLO - CRACOLICI
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la politica di accoglienza e di integrazione rappresenta la
vocazione naturale della storia della Sicilia e delle sue
istituzioni;
in Sicilia la pratica della convivenza tra le religioni e le
culture rappresenta un elemento identitario ed è occasione di
reciproco arricchimento culturale e sociale;
considerato che:
negli ultimi anni la Sicilia è stata meta privilegiata per i
migranti provenienti dall'Africa. Nel 2005 circa 22.000 migranti
sono approdati sulle coste siciliane di cui 12.500 solo
sull'Isola di Lampedusa e nei primi sei mesi del 2006 il numero
dei migranti sbarcato in Sicilia ha raggiunto quota 12.000;
la causa di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà di
tanti paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera
masse di disoccupati e di disperati la cui unica speranza per la
sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si
aggiungano anche l'assenza di garanzie democratiche in quei paesi
e la presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai
endemici;
non esiste un modo legale per accedere in Europa e in Italia.
La stragrande maggioranza dei migranti che intendono giungere nel
nostro territorio è costretta a pagare, a caro prezzo, le
organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di
esseri umani;
l'effetto più grave dell'immigrazione, in questi anni, è
rappresentato dalle tragedie del mare e dall'enorme numero di
naufragi verificatisi nel Mediterraneo. Secondo i dati forniti
dall'autorevole rete di Ong Migreurope, negli ultimi sette anni,
nel Mediterraneo sono morte circa quattromila persone ma è
verosimile che tale dato sia sottostimato rispetto alla realtà;
l'attuale sistema normativo interno e comunitario, creando un
diritto speciale per i migranti, non è stato in grado di dare
risposte sufficienti alla richiesta di solidarietà da parte di
chi chiede di entrare nel nostro territorio;
specificamente l'attuale sistema dei flussi d'ingresso risulta
non rispondente alle reali esigenze del mondo del lavoro,
soprattutto in realtà come quella siciliana dove, a causa
dell'alta percentuale di lavoro nero, le quote di ingresso sono
inferiori alle reali esigenze dell'imprenditoria siciliana. A ciò
si aggiunga che l'ingresso di migranti clandestini crea le
condizioni in alcune zone della Sicilia per l'ulteriore
sfruttamento di lavoratori in nero coniugando così gli interessi
delle organizzazioni criminali che organizzano i viaggi di
clandestini e di chi con forme di caporalato, presumibilmente con
l'ausilio della criminalità locale, cura lo sfruttamento in nero
dei lavoratori migranti. Tutto ciò ovviamente senza che siano
riconosciuti anche i più elementari diritti a tutela dei
lavoratori;
ulteriore elemento negativo della vigente normativa è
rappresentato dagli attuali centri di permanenza temporanea che,
anche a seguito delle modifiche introdotte dalla legge Bossi-
Fini, si sono trasformati in veri e propri centri di detenzione
amministrativa in contrasto con l'art. 13 della Costituzione
italiana, non garantendo neppure una sicura identificazione dei
migranti;
di contro il Governo regionale in questi anni si è limitato a
proclami, quali gli interventi di un cosiddetto piano Marshall,
che non hanno trovato alcun seguito e che, da quanto riportato
recentemente dagli organi di stampa, sarebbero limitati al solo
aspetto della formazione professionale, senza che vi sia alcun
organico programma di intervento per lo sviluppo economico dei
paesi africani e senza che questo rientri in un articolato
progetto di cooperazione ma, soprattutto, senza una chiara
identificazione delle risorse da impegnare;
la situazione di continui sbarchi, soprattutto a Lampedusa,
impone un intervento del Governo regionale a sostegno di quella
comunità locale per la quale sono oggi urgenti gli interventi
soprattutto in materia di assistenza e di trasporti;
in Sicilia ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati e
che rappresentano una linfa vitale per la nostra economia,
impegna il Governo della Regione
A chiedere alla Commissione Europea un'accelerazione nella
predisposizione di tutti gli strumenti per la costruzione di un
piano d'azione per la migrazione legale in Europa;
a chiedere al Governo italiano di farsi promotore, in sede di
Consiglio Europeo, di ridefinire le priorità, avviando la
discussione sul Piano d'azione sulla migrazione legale;
a chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una nuova
legge-quadro sull'immigrazione che favorisca gli ingressi legali
nel nostro territorio, creando così le condizioni per la
trasformazione dei centri di permanenza temporanea da luoghi di
detenzione amministrativa a veri luoghi di accoglienza;
a chiedere al Parlamento italiano l'approvazione di una legge-
quadro sul diritto d'asilo in Italia in conformità coi principi
dell'articolo 10 della Costituzione italiana;
a chiedere al Governo nazionale, nelle more dell'approvazione
di una nuova normativa in materia, di predisporre tutti quegli
strumenti regolamentari ed amministrativi che consentano la
regolarizzazione immediata dei lavoratori irregolari che ne hanno
fatto richiesta in occasione dei precedenti decreti-flussi, la
definizione di procedure più rapide per i ricongiungimenti
familiari, disposizioni più favorevoli per le vittime di tratta e
prostituzione ed un accesso effettivo ai diritti fondamentali di
cittadinanza;
ad affrontare in Sicilia il problema del lavoro nero,
avviandosi su questo tema un osservatorio regionale che coinvolga
anche sindacati ed associazione e ponendo in essere tutte le
idonee forme di controllo già previste dall'attuale normativa,
con l'individuazione, in sede di manovra finanziaria,delle
risorse idonee a rafforzare i poteri ispettivi della Regione;
a predisporre un piano di accoglienza per i migranti che
sviluppi, in connessione con le attività degli enti locali e la
società civile, una pratica di integrazione e di inserimento
sociale e nel mondo del lavoro, in particolare per i richiedenti
asilo;
a realizzare una serie di interventi a favore dei comuni di
Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
agendo anche di concerto con le altre istituzioni competenti e
ponendo tra le priorità la problematica dei trasporti, affinché
la creazione di strutture portuali e la maggiore certezza di
regolarità dei trasporti aerei favoriscano le condizioni per
trasformare il Centro di permanenza temporanea di Lampedusa in
una struttura di prima accoglienza dalla quale trasferire
immediatamente i migranti nei centri presenti in Sicilia e nel
resto del territorio nazionale;
ad individuare, per l'attuazione dei predetti interventi di
propria competenza, le necessarie risorse finanziarie, nelle more
dell'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una legge
organica sull'immigrazione che preveda tra le sue priorità anche
il riconoscimento del diritto di voto alle elezioni
amministrative e regionali ai migranti regolarmente residenti in
Sicilia». (86)
BORSELLINO - BALLISTRERI
BARBAGALLO - CRACOLICI.
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
con la legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, è stata
disciplinata la raccolta, la commercializzazione e la
valorizzazione dei funghi epigei spontanei;
tale norma prevede, al comma 2 dell'articolo 2, l'emissione di
un regolamento attuativo, i cui termini di emanazione sono
peraltro scaduti,
impegna Il Presidente della Regione
e per esso
L'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a costituire un tavolo tecnico con le associazioni già operanti
nel settore, al fine di procedere, con la massima sollecitudine,
all'emissione del regolamento di cui al comma 2 dell'articolo 2
della legge regionale n. 3 del 2006, anche in considerazione del
fatto che sta per iniziare la stagione della raccolta». (87)
FLERES - LEANZA EDOARDO
CONFALONE - CIMINO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che l'attività di lavoro degli operai forestali
costituisce l'unica fonte di reddito per molte famiglie
siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto necessario:
assicurare il mantenimento del livello occupazionale
consolidato;
erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n.
14 del 2006, in relazione alla rideterminazione delle fasce
occupazionali;
garantire agli ex cinquantunistiil livello minimo occupazionale
di settantotto giornate annue;
garantire il completamento della campagna antincendio 2006;
provvedere con urgenza al fine di evitare inopportune
interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine alle
necessità in premessa evidenziate;
ad autorizzare, nelle more, l'avviamento o la prosecuzione
dell'attività lavorativa degli operai forestali». (88)
CAPUTO-FALZONE- GRANATA
CURRENTI-POGLIESE
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la Convenzione di Roma (1950) per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali enuncia - tra l'altro -
che il principio del diritto alla vita di ogni persona è protetto
dalla legge;
la Carta costituzionale nel fare proprio tale principio tutela
più diffusamente talune prerogative fondamentali per l'esistenza
di una vita dignitosa;
in quest'ultimo periodo si discute circa la possibilità di
legalizzare l' eutanasia, ovvero 'la morte buona' sia attiva che
passiva, anche per evitare la distanasia o accanimento
terapeutico;
l'eutanasia, espressione della cultura della morte, costituisce
una palese violazione del principio della sacralità,
dell'indisponibilità e della intangibilità della vita umana;
considerato che invece che l'eutanasia, in quanto uccisione
deliberata della persona umana, occorre rafforzare un migliore
itinerario di assistenza al malato grave e al morente che sia
ispirato, sia sotto il profilo dell'etica medica che spirituale,
alla dignità della persona, al rispetto della vita e dei valori
della fraternità e della solidarietà,
impegna il Governo della Regione
ad esternare, con riluttanza, la propria contrarietà ad ogni
forma di eutanasia intervenendo, con vigore, presso il Parlamento
nazionale al fine di evitare la legalizzazione della morte
anticipata;
ad incrementare l'assistenza domiciliare a favore dei malati
terminali, garantendo così quel sostegno psicologico necessario
per superare la solitudine e la tentazione alla disperazione;
a porre in essere ogni utile intervento per favorire la
crescita e lo sviluppo degli Hospice, al fine di umanizzare
l'assistenza ai malati terminali». (89)
CIMINO - BARBAGALLO - DINA - FLERES
INCARDONA - FORMICA - PAGANO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
considerato che:
il Governo regionale ha già anticipato in più occasioni la
volontà di ridurre la spesa sanitaria, stante gli elevati costi
del servizio pubblico;
al fine di ottenere una riduzione del deficit che incide
pesantemente sul bilancio della Regione, sono stati adottati
provvedimenti per ridimensionare o eliminare alcune strutture
sanitarie e presidi ospedalieri;
tra le iniziative annunciate, oltre alla chiusura di 67 guardie
mediche, vi è quella di procedere all'estinzione dell'attività
ospedaliera del presidio di Palazzo Adriano (Palermo) ed al suo
accorpamento, in questa fase, nel presidio sanitario ospedaliero
di Corleone;
ritenuto che tale decisione del Governo è assolutamente
improponibile, atteso che è finalizzata a sopprimere uno degli
ospedali più efficienti, che opera all'interno di un vastissimo
comprensorio situato tra l'altro nelle zone più decentrate del
territorio della provincia di Palermo;
valutato che sia la decisione di accorpare in via
amministrativa l'ospedale di Palazzo Adriano con quello di
Corleone che quella di trasformarlo successivamente in una S.R.A.
non sono condivisibili, perché incidono sulla salute e sulla
sicurezza dei cittadini utenti di quel presidio ospedaliero;
considerato che è necessario, invece, adottare provvedimenti
per migliorare l'efficienza di quel presidio ospedaliero e
dotarlo delle più moderne e sofisticate attrezzature tecniche e
sanitarie;
valutato altresì che, al fine di ottenere un quadro chiaro, dal
punto di vista della spesa pubblica sanitaria, è più opportuno
procedere ad un monitoraggio su tutti i presidi ospedalieri della
città di Palermo e degli altri comuni, il cui territorio ricade
sulle competenze territoriali e funzionali della A.U.S.L. n. 6 di
Palermo,
impegna il Governo della Regione
a sospendere qualsiasi iniziativa contabile e amministrativa
finalizzata a determinare la chiusura del presidio ospedaliero di
Palazzo Adriano, ad adottare tutte le iniziative finalizzate non
soltanto al mantenimento, ma anche al potenziamento,
dell'ospedale di Palazzo Adriano». (90)
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE
CURRENTI - GRANATA
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce l'unica
fonte di reddito per molte famiglie siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto che:
è necessario assicurare il mantenimento del livello
occupazionale consolidato;
è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
è indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla legge
regionale n. 14 del 2006 in materia di rideterminazione delle
fasce occupazionali;
è necessario garantire agli ex cinquantunistiil livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue ed il completamento
della campagna antincendio per l'anno 2006;
necessita intervenire con urgenza al fine di evitare
inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi che
non consentano il completamento delle giornate lavorative
previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle necessità
in premessa evidenziate e ad autorizzare, nelle more,
l'avviamento e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa degli
operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
almeno un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale nell'anno
2005». (91)
DINA-SANZARELLO-CAPPADONA
TERRANA-REGINA
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la scuola siciliana sta vivendo una fase di estrema difficoltà
frutto di un insieme di criticità irrisolte e di ritardi
accumulatisi nel tempo;
le conseguenze delle politiche scolastiche operate dal Governo
nazionale negli ultimi cinque anni si sono abbattute con effetti
nefasti su un sistema delicato e complesso, producendo uno stato
di confusione generalizzato;
la cosiddetta riforma Moratti si è inserita, infatti, nel
difficile cammino di applicazione della revisione del Titolo V
della Costituzione che ha operato una vera e propria inversione
nel criterio di riparto delle attribuzioni tra Stato e Regioni;
numerose sono le contraddizioni e le incongruenze, basti
pensare che la legge delega di riforma della scuola ha preceduto
la legge delega di attuazione del Titolo V;
considerato che:
con la riforma del Titolo V della Costituzione, alla
legislazione esclusiva dello Stato viene assegnata la definizione
dei livelli minimi essenziali delle prestazioni (lep), delle
norme
generali sull'istruzione e dei principi
fondamentali;
alla competenza delle Regioni è invece demandata la gestione
del servizio nella sua interezza;
l'effettiva applicazione di tale rivoluzione è ancora lontana e
il percorso si presenta più che mai tormentato, stretto tra la
necessità di garantire, da un lato, l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e delle Regioni e, dall'altro, di mantenere uniformi
su tutto il territorio nazionale i livelli minimi di istruzione;
considerato ancora che:
in Sicilia più che altrove, la crisi del sistema scuola è grave
e coinvolge sia le famiglie che la categoria degli operatori
scolastici; nonostante un incoraggiante trend positivo registrato
nell'anno scolastico 2005/06, i dati sulla dispersione scolastica
continuano ad essere allarmanti, particolarmente nelle grandi
città come Palermo e Catania e tra i ragazzi delle scuole medie;
si tratta di un fenomeno la cui incidenza è indice della
difficoltà della scuola di attrarre i giovani con un progetto
adeguato ai loro bisogni e di instaurare una relazione educativa
proficua;
serie carenze si registrano nella rete di scuole per l'infanzia
e asili nido, il cui numero è assolutamente insufficiente a
soddisfare la sempre maggiore domanda da parte delle famiglie;
ritenuto che:
lo sviluppo delle scuole per l'infanzia, in qualità e quantità,
assume importanza centrale nella promozione dello sviluppo
dell'autonomia, dell'identità e delle competenze dei bambini dai
tre ai sei anni, oltre al fatto che consente alle famiglie, e in
particolare alle mamme che lavorano, un qualificato servizio per
l'educazione dei figli;
tra le emergenze non più rinviabili è da annoverare il tema
dell'edilizia scolastica;
le carenze strutturali degli edifici scolastici siciliani sono
particolarmente gravi e attengono al mancato rispetto delle norme
di sicurezza, nonché all'abbattimento delle barriere
architettoniche e all'assenza o inadeguatezza di spazi per
attività sportive, di laboratorio, di documentazione e di
socializzazione;
l'assenza di locali idonei allo svolgimento delle attività
didattiche costituisce ulteriore causa di demotivazione allo
studio ed alimenta il fenomeno della dispersione scolastica;
ritenuto infine che:
l'applicazione della legge regionale per il diritto allo studio
appare frammentaria e parziale;
gravi carenze permangono nella realizzazione delle iniziative
previste dal Piano attuativo della legge regionale n. 68 del 1981
a favore dei soggetti diversamente abili;
la normativa regionale dedicata ad incentivare le iniziative
culturali ed educative è disorganica e lacunosa e, sommata ai
ritardi dell'amministrazione nell'erogazione dei contributi
previsti, limita l'autonomia organizzativa e didattica delle
scuole espressa dal Piano dell'offerta formativa (POF),
impegna il Presidente della Regione
e
l'Assessore per i beni culturali e ambientali
e per la pubblica istruzione
all'istituzione del Consiglio regionale della pubblica
istruzione, adeguatamente rappresentativo delle istanze sociali,
culturali e professionali della realtà scolastica siciliana; a
mettere in opera tutte le iniziative al fine di fronteggiare il
fenomeno della dispersione scolastica;
a sostenere i Comuni nella realizzazione di una capillare rete
di asili nido e di scuole per l'infanzia;
a sostenere i centri per l'educazione degli adulti attraverso
un raccordo costante con la direzione regionale e i responsabili
dei centri stessi;
a realizzare le più opportune iniziative, in raccordo col
Governo nazionale e con gli enti locali competenti, per un piano
di ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici;
a farsi promotore presso il Governo nazionale, e per il tramite
della Conferenza Stato-Regioni, di adeguate proposte per la
completa applicazione ed attuazione delle modifiche
costituzionali al Titolo V». (92)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA -FIORENZA
GALLETTI - GUCCIARDI - GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO
ORTISI - TUMINO - RINALDI - VITRANO - ZANGARA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, in base al
principio della programmazione dei lavori, la determinazione
della data di discussione delle mozioni è deferita alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a meno che non
ricorrano evenienze particolari.
Al riguardo, faccio presente che, secondo quanto stabilito
nella Conferenza dei Capigruppo del 12 settembre 2006, le mozioni
numero 85 «Iniziative per un'approfondita rivisitazione del
piano rifiuti della Regione siciliana» e numero 86 «Opportune
iniziative in merito alle politiche migratorie», dell'onorevole
Borsellino ed altri saranno trattate nella seconda metà del mese
di ottobre.
Avverto, infine, che, se qualche firmatario intende inserire
una o più mozioni fra gli argomenti individuati dalla Conferenza
dei Capigruppo, è invitato a segnalarlo a questa Presidenza.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Discussione unificata di mozioni e di interrogazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto
dell'ordine del giorno: Discussione unificata di mozioni e di
interrogazione.
Numero 57 «Interventi in favore dei lavoratori agro-forestali»,
degli onorevoli Fleres, Leontini, Mercadante, Leanza Edoardo,
Confalone, Cimino;
numero 60 «Iniziative per la valorizzazione del personale del
Corpo forestale della Sicilia», degli onorevoli Fleres,
Leontini, Mercadante, Leanza Edoardo, Confalone;
numero 80 «Reperimento delle risorse necessarie per garantire
il soddisfacimento delle garanzie occupazionali degli operai
forestali», degli onorevoli Cascio, Fleres, Confalone, Leanza
Edoardo;
numero 88 «Reperimento delle risorse necessarie per garantire
il soddisfacimento delle garanzie occupazionali degli operai
forestali», degli onorevoli Caputo, Falzone, Granata, Currenti,
Pugliese;
numero 91 «Garanzie occupazionali degli operai del comparto
forestale», degli onorevoli Dina, Sanzarello, Cappadona, Terrana,
Regina;
numero 94 «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a
garantire i livelli occupazionali dei lavoratori forestali»,
degli onorevoli Cantafia, Oddo, Apprendi, Cracolici, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Panarello, Panepinto,
Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla;
Interrogazione numero 587 «Idonei provvedimenti per garantire
il rispetto delle giornate lavorative ai 'centunisti' ed ai
'cinquantunisti' di cui alla legge regionale n. 14 del 2006»,
dell'onorevole Panepinto.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
RINALDI, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
l'intero comparto agroforestale dell'Amministrazione regionale
è in attesa di un riordino del settore, necessario per garantire
stabilità e certezze al personale e per permettere allo stesso di
assolvere i propri compiti a tutela del territorio;
molte iniziative sono già state assunte, ma altre ancora
possono essere realizzate, tenendo conto del fatto che si tratta
di un settore le cui necessità mutano anche rispetto al
territorio nel quale tali lavoratori operano;
proprio per queste specificità in alcune zone i lavoratori agro-
forestali si sono costituiti in sindacato e, tra questi, il
CO.DI.R.E.S. (Coordinamento dipendenti Regione enti siciliani) i
cui iscritti per la maggior parte operano nella zona del Calatino
in provincia di Catania;
il CO.DI.R.E.S. dal mese di ottobre del 2005 non riceve da
parte dell'Azienda foreste demaniali e IRF di Catania il
pagamento delle rimesse sindacali ma, quel che più conta, è che,
malgrado il numero di iscritti, non è ancora stato
riconosciuto organizzazione sindacale,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad intervenire presso l'Azienda foreste demaniali e IRF di
Catania perchè proceda al pagamento delle rimesse sindacali al
CO.DI.R.E.S.;
a porre in essere quanto necessario perchè il CO.DI.R.E.S.,
insieme alla SNAV-FNA, legate da patto federativo, possa avere
riconosciuto lo status di organizzazione sindacale».(57)
FLERES - MERCADANTE
LEANZA EDOARDO- CONFALONE
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
ormai da troppi anni i lavoratori forestali non vedono
valorizzata la loro opera e la loro professionalità;
pur essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
il lavoro particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo e
del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;
è necessario garantire ai lavoratori forestali lo stesso
trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere quanto necessario affinché i lavoratori
forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
avendo garantite le medesime condizioni dei forestali del resto
del Paese;
a prevedere apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
affinché possano essere predisposti programmi finalizzati alla
prevenzione, spegnimento e ricostituzione della superficie
boschiva ed ulteriori contatti con la Protezione civile per il
loro impiego in caso di frane o per dissesto idrogeologico,
problemi questi che interessano particolarmente la nostra
Regione» (60)
FLERES - MERCADANTE
LEANZA EDOARDO - CONFALONE
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che: l'attività di lavoro degli operai forestali
costituisce l'unica fonte di reddito per molte famiglie
siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto necessario:
assicurare il mantenimento del livello occupazionale
consolidato;
erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n.
14 del 2006, in relazione alla rideterminazione delle fasce
occupazionali;
garantire agli ex cinquantunisti il livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue; garantire il
completamento della campagna antincendio 2006;
provvedere con urgenza al fine di evitare inopportune
interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine alle
necessità in premessa evidenziate;
ad autorizzare, nelle more, l'avviamento o la prosecuzione
dell'attività lavorativa degli operai forestali». (80)
CASCIO - FLERES
CONFALONE - LEANZA EDOARDO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che l'attività di lavoro degli operai forestali
costituisce l'unica fonte di reddito per molte famiglie
siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto necessario:
assicurare il mantenimento del livello occupazionale
consolidato;
erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
curare l'attuazione di quanto previsto dalla legge regionale n.
14 del 2006, in relazione alla rideterminazione delle fasce
occupazionali;
garantire agli ex cinquantunisti il livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue;
garantire il completamento della campagna antincendio 2006;
provvedere con urgenza al fine di evitare inopportune
interruzioni dell'attività di lavoro o ritardi che non consentano
l'effettuazione di tutte le giornate lavorative previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per provvedere in ordine alle
necessità in premessa evidenziate;
ad autorizzare, nelle more, l'avviamento o la prosecuzione
dell'attività lavorativa degli operai forestali.
CAPUTO-FALZONE- GRANATA
CURRENTI-POGLIESE
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
l'attività di lavoro degli operai forestali costituisce l'unica
fonte di reddito per molte famiglie siciliane;
le attuali disponibilità degli appositi capitoli di bilancio
non sono sufficienti a garantire il soddisfacimento delle
garanzie occupazionali degli operai forestali;
ritenuto che:
è necessario assicurare il mantenimento del livello
occupazionale consolidato;
è necessario erogare l'indennità di vacanza contrattuale;
è indispensabile dare attuazione a quanto previsto dalla legge
regionale n. 14 del 2006 in materia di rideterminazione delle
fasce occupazionali;
è necessario garantire agli ex cinquantunisti il livello minimo
occupazionale di settantotto giornate annue ed il completamento
della campagna antincendio per l'anno 2006;
necessita intervenire con urgenza al fine di evitare
inopportune interruzioni dell'attività di lavoro e/o ritardi che
non consentano il completamento delle giornate lavorative
previste,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle necessità
in premessa evidenziate e ad autorizzare, nelle more,
l'avviamento e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa degli
operai forestali ivi compresi coloro i quali abbiano intrattenuto
almeno un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale nell'anno
2005». (91)
DINA-SANZARELLO
CAPPADONA - TERRANA-REGINA
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che questa Assemblea ha approvato la legge n. 14 del
2006 per rideterminare le fasce occupazionali dei lavoratori
forestali;
visto che la legge incontra difficoltà di applicazione per
l'insufficiente copertura finanziaria;
considerato che tuttavia è necessario garantire i livelli
occupazionali consolidati;
rilevato in particolare che è necessario assicurare il livello
minimo occupazionale di 78 giornate annue e il completamento
della campagna antincendio per l'anno corrente;
osservato che alcuni lavoratori, per cause non dipendenti dalla
loro volontà, rischiano di non poter completare le giornate
lavorative necessarie,
impegna il Governo della Regione
ad avviare immediatamente i lavoratori forestali che si trovano
nella necessità di completare il previsto periodo, ivi compresi
coloro che abbiano intrattenuto un rapporto di lavoro con
l'Azienda forestale nell'anno 2005;
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle
conseguenti necessità». (94)
CANTAFIA-ODDO-APPRENDI-CRACOLICI-CALANNA-DE BENEDICTIS-DI
BENEDETTO
DI GUARDO-PANARELLO-PANEPINTO- SPEZIALE-TERMINE-VILLARI-ZAGO-
ZAPPULLA
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste premesso che:
la legge regionale n.14, approvata nel mese di marzo e
diventata efficace nell'aprile del corrente anno, ha tra l'altro
previsto per gli operai dell'Azienda Foreste Demaniali le
garanzie per i centunisti di 151 giornate lavorative e per i
cosiddetti cinquantunisti un minimo assicurato di 78 giornate;
il numero dei lavoratori interessati all'applicazione della
legge in Sicilia è di 4.331 unità in attesa di effettuare 151
giornate lavorative, e di 14.500 unità in attesa delle 78
giornate;
le disposizioni della legge regionale n. 14 del 2006 prevedono
l'aumento della superficie boscata del 30 per cento;
considerato che i lavoratori, e con loro le organizzazioni
sindacali, hanno confidato sul dettato normativo;
per sapere:
se non ritenga, nelle more che venga predisposto ed approvato
l'assestamento al bilancio regionale, di adottare provvedimenti
idonei affinché l'Azienda Foreste Demaniali effettui entro il 26
settembre le assunzioni dei lavoratori ex art.49, come peraltro
già avvenuto per il mantenimento del contingente antincendio,
garantendo loro le 78 giornate previste dalla legge;
quali iniziative intenda adottare per l'ampliamento del 30 per
cento della superficie boschiva , come previsto dalla legge
regionale n. 14 del 2006». (587)
PANEPINTO
CANTAFIA. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero
91.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato la mozione in discussione dopo un'intensa attività
sindacale sia dei sindaci che dei sindacati, in applicazione
della legge 14.
I colleghi ricorderanno che è stata approvata alla fine della
scorsa legislatura una importante legge sul riordino delle
attività forestali, peraltro contrastata sia in Aula che tra i
lavoratori; allora non fu nemmeno considerata sufficiente, e non
è ancora considerata sufficiente in quanto risolve soltanto
parzialmente le questioni poste.
Purtuttavia, la legge è stata approvata. Di quella legge però
non si hanno tracce, il Governo non ha applicato, non ha
prodotto gli elenchi speciali che erano previsti dalla legge e
che sono propedeutici all'avviamento dei lavoratori forestali.
Non ha reperito le risorse, - e come abbiamo più volte
denunciato - la legge è priva di un capitolo specifico, ed è
questo il motivo per il quale allo stato attuale non vengono
avviati i lavoratori forestali.
Ne sono stati avviati una parte, se pur consistente, con la
precedente legge regionale n. 16 del 6.04.1996 ed è in atto il
dispiego di queste attività, mancano tuttavia ancora alcuni
consistenti contingenti dei lavoratori che ciclicamente svolgono
le 51 giornate, ed in atto una parte degli avviamenti viene fatta
con riserva, nel senso che vengono svolte in assenza di risorse
sufficienti per il pagamento delle stesse.
A ciò va aggiunto che nella legge regionale n.14 del 14.04.2006
era stato approvato dal Parlamento siciliano una norma che
prevedeva l'avviamento e la parificazione al bacino storico dei
forestali di quei lavoratori avviati nel 2005,nei nuovi cantieri
per le zone di rimboschimento che alcuni comuni ne avevano fatta
richiesta.
Quell'emendamento era, probabilmente, troppo generico; fu
cassato, per questo motivo, dal commissario dello Stato. Ed è per
questo che, oggi, questi lavoratori non sono stati avviati.
Onorevoli colleghi, cosa chiediamo dunque? Che il Governo
faccia il suo dovere, applichi le leggi.
Tra l'altro, quella legge fu predisposta proprio dallo stesso
Governo. Che si applichi, quindi, quella legge.
Il Governo venga, dunque, in Aula a riferirci perché la legge
non è stata applicata. L'onorevole Assessore potrà, forse, dire
qualcosa al riguardo.
Si reperiscano le risorse per l'applicazione della legge e,
nello stesso tempo, si avviino anche i lavoratori compendiati in
quell'emendamento, per non fargli perdere definitivamente il
contatto con il bacino e far correre il rischio di non essere
più avviati, anche dopo l'approvazione di una norma sostitutiva
dell'emendamento cassato dal commissario dello Stato.
Chiediamo, quindi, che il Governo si adoperi, come ha già fatto
per altri lavoratori, per il completamento non delle
cinquantuno giornate, ma delle settantotto giornate lavorative
così come previsto che venissero impegnati. Quindi, sia quelli
che hanno già svolto il loro turno di cinquantuno giornate sia
per quelli che debbono ancora farlo, si chiede vengano impegnati
per settantotto giornate lavorative. Forse, per i forestali che
verranno avviati adesso non ci sarà il tempo materiale per
coprire settantotto giornate lavorative, ma si facciano lavorare
per il tempo che resta, in modo da far valere il principio
stabilito dalla legge regionale n. 14/2006 che i lavoratori
forestali superino le cinquantuno giornate e si attestino al
nuovo turno di settantotto giornate lavorative.
Il loro avviamento in questa fase è fondamentale, facendo
anche ricorso alle norme vigenti perché, altrimenti, ripeto,
questi lavoratori rischiano di perdere il contatto con il
bacino.
Il Governo sta perdendo del tempo utile; le organizzazioni
sindacali incontratesi con il Governo hanno ottenuto, finora, un
generico impegno ma, soltanto per cinquantuno giornate, non per
settantotto giornate: noi chiediamo, invece, che l'impegno venga
preso per turni da settantotto giornate lavorative.
Si può ragionevolmente pensare ad una soluzione comune. Il dato
certo è che la problematica dei lavoratori forestali riguarda
tutti i siciliani, l'intero Parlamento
Non c'e solo l'attenzione di una parte politica; il problema
però è che cosa facciamo, quali sono le premesse per la nostra
mozione e da dove partiamo Quali sono i risultati che si
vogliono raggiungere? Senza chiari obiettivi produrremo ilsolito
pannicello caldo' permettendo che si arrivi alle condizioni
previdenziali minime, quelle che spettano ai cinquantunisti,
dimenticando di applicare le norme all'uopo approvate.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che alle ore 11.10,
verranno chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo quale
presentatore delle tre mozioni riservandomi, successivamente,
nell'approfondimento del dibattito, di intervenire nuovamente.
La mozione, così come già illustrata dal collega Cantafia, è
simile alla nostra perché vuole porre l'accento su un ritardo del
Governo a cui diamo atto, però, di averlo colto, - in qualche
occasione - come noi cogliamo, oggi, il senso di responsabilità
dell'Assessore che ha già innescato le procedure per l'avviamento
degli operai forestali attivando le procedure volute dalla legge
14 che sconta, sicuramente, ritardi dovuti alla formazione degli
elenchi.
Quindi, la legge 14 impone, un momento di organizzazione, con
la individuazione della platea degli aventi diritto e la
compilazione degli elenchi.
E' questo alla base del ritardo; però, non possiamo consentire
che i lavoratori non riescano a completare i turni così come
previsti dalla normativa e, quindi, vi è l'esigenza che vengano
immessi immediatamente in servizio: e questo lo si sta facendo.
L'auspicio per questi lavoratori - e così concordo anche su una
linea - è che venga sancito il principio previsto dalla legge
regionale n. 14 del 04.04.2006, e che i cinquantunisti possano
diventare settantottisti.
A questo punto si pone il problema dell'idonea copertura
finanziaria. Pertanto, sarebbe importante conoscere come il
Governo, in questi restanti giorni, possa conciliare il
principio enunciato dalla legge con il ritardo nella
compilazione degli elenchi.
E' legittima in questo senso l'esigenza dei lavoratori
cinquantunisti ad essere utilizzati come settantottisti, non
soltanto per un puro incremento economico ma per una maggiore
garanzia occupazionale e previdenziale. Ciò sarebbe un traguardo
importante.
Aggiungo che, sulla mozione n. 91, di cui sono primo
firmatario, preciso che i lavoratori di cui si parla, sono
stati esclusi dalla legge 14 per via dell'impugnativa del
Commissario dello Stato.
Su questo punto, è importante che il Parlamento siciliano ne
discuta nuovamente, perché ritengo che il vulnus che ha portato a
quell'impugnativa stava nella indeterminatezza della platea; ora
la si sta identificando, nella qualità e nella quantità.
Ciò potrebbe consentirci, con un'ulteriore norma, di sanare
tale situazione e rendere ragione agli operai che già hanno
realizzato un turno, nel loro rapporto con l'Azienda forestale.
Infatti, sono operai che hanno sicuramente maturato un requisito
soggettivo, ma bisogna riflettere anche sul lavoro che hanno
svolto e su quali insediamenti forestali sono intervenuti.
I nuovi insediamenti sono stati sicuramente una scelta
innovativa di questa Regione, privilegiando i nuovi insediamenti
produttivi e forestali.
Molti comuni si sono spesi in questa direzione: parecchi
sindaci e molti amministratori locali hanno speso non solo il
loro tempo ma anche risorse comunali per identificare le nuove
aree e i nuovi impianti.
Tutto ciò ha dato a quei comuni un'ulteriore risorsa - che va
riconosciuta - dato che i lavoratori utilizzati da quei comuni
lavoreranno in nuovi insediamenti.
Bisogna, pertanto, riconoscere la virtuosità di questo
meccanismo consentendo a questi lavoratori di reinserirsi nel
circuito, mediante l'emanazione di una norma. Nelle more di
questa norma chiarificatrice, però, noi non possiamo permettere
che gli operai della forestale non possano iniziare e ultimare
il loro turno perché mancano gli elenchi richiesti dalla legge
n. 14.
In questa fase ritengo esserci le condizioni, anche in assenza
degli elenchi, di far svolgere il turno, come l'anno precedente,
e quindi, di completare i cinquantuno giorni.
Signor Presidente, così come anticipato, mi riservo, di
iscrivermi per un ulteriore intervento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
illustrare la mozione n. 88.
CAPUTO. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola per illustrare, come primo firmatario, una mozione che è
sostenuta dal Gruppo parlamentare di Alleanza nazionale.
Questa mozione, così come le altre, nasce da duplice esigenza,
quella immediata e quella futura. Chiediamo, quindi, al Governo
di reperire, in tempi rapidi, i fondi necessari per garantire la
copertura finanziaria, per il 2006, dei lavoratori forestali ed
evitare sia la perdita del periodo lavorativo, sia l'immediato
guadagno, ma anche e soprattutto la copertura previdenziale.
Dall'altro, - e questo deve impegnare il Governo perché non
abbiamo più i tempi, signor Presidente, Assessore, per dialogare
e per contrattare, perché siamo di fronte all'emergenza di
fornire una risposta agli operai della forestale e agli
amministratori locali che si confrontano, quotidianamente, con
chi vede sfumare minuto per minuto il proprio futuro lavorativo -
si deve porre fino all'emergenza
Non si vuole più assistere, ciclicamente, all'occupazione degli
uffici di collocamento, o a sedute straordinarie di consigli
comunali che devono affrontare l'emergenza dei cinquantunisti,
dei settantottisti, e dei centottisti
Certo la forestale è una risorsa ma è anche un'emergenza
quotidiana ed annuale.
Noi dobbiamo impegnare il Governo, signor Presidente, per
risolvere questo annoso problema in tempi strettissimi. E' questa
la volontà del Parlamento e pertanto invitiamo, formalmente,
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste perché, nella logica
del confronto politico, a che si ponga fine all'emergenza e si
dia non soltanto un futuro sereno ai lavoratori forestali ma si
abbia, anche, una corretta programmazione di spesa. Non è più
consentito infatti che il Parlamento, di fronte alle emergenze,
debba, in fretta e furia, trovare le risorse.
Oggi grazie alla collaborazione dei sindaci e dell'Azienda
delle foreste Abbiamo, le foreste sono in continuo aumento ma
abbiamo e dobbiamo sapere quanto dobbiamo mettere in bilancio per
dare sicurezza ad un settore trainante della vita economica ed
occupazionale della Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa alle mozioni numeri 57, 60 e 80 di cui è
primo firmatario, l'onorevole Fleres. Intende illustrarle?
FLERES. Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' aperta la discussione generale. E' iscritto a parlare
l'onorevole Di Benedetto. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo ci
si trovi in una situazione alquanto strana. La nuova normativa,
che doveva assicurare un miglioramento delle condizioni di lavoro
del numero di giornate prestate da parte dei lavoratori
forestali, ma di fatto ci troviamo con il mancato mantenimento
dei livelli occupazionali dell'anno precedente.
Chi, fino all'anno scorso, aveva svolto cinquantuno giornate
lavorative, oggi non ha più la possibilità di svolgerle, perché
non è stato avviato al lavoro: Pertanto, mi pare che ci troviamo
in una situazione peggiorativa rispetto a quella che precedeva la
legge regionale n. 14 del 4.04.2006.
Io concordo con la presentazione di una mozione unificata,
che impegni il Governo affinché vengano assicurate, le
settantotto giornate lavorative e ciò va fatto in tempi celeri,
perché il mancato immediato avviamento, per chi ancora non ha
iniziato il proprio turno - dato gli esigui giorni che ci
separano dalla fine dell'anno - tantissimi lavoratori non
riuscirebbero a svolgere le settantotto giornate. Il che vorrà
dire un minore reddito per i lavoratori interessati ed una
minore salvaguardia dei boschi. Tutto ciò avrà anche una profonda
ricaduta su tutti gli aspetti previdenziali che potranno essere
percepiti dai lavoratori il prossimo anno. Mi riferisco alle
indennità di disoccupazione che saranno calcolate sulla base
delle giornate effettivamente svolte nell'anno procedente. Questo
è un grave pregiudizio per i lavoratori.
Credo occorra approfittare della presenza dell'Assessore, per
chiedere che nel prossimo bilancio regionale vengano rese
disponibili, sin dall'inizio dell'anno, le somme per un settore
così delicato.
Non è possibile, parliamoci con franchezza, discutere di
campagne antincendio a dicembre, perché molti operai sono stati
avviati per la prevenzione antincendio nella stagione delle
piogge
Pertanto, occorre fare una previsione di bilancio che apposti
le somme per gli interventi in modo da consentire di venire
incontro agli interessi non solo dei lavoratori ma anche del
patrimonio boschivo della nostra Regione. Perché si assiste, in
estate, agli incendi e alla distruzione del nostro territorio e
poi si impiegano i lavoratori nel periodo invernale.
Credo, quindi, pertinente l'approvazione di una mozione
unitaria: i lavoratori dovrebbero essere immediatamente avviati
sia per il completamento delle settantotto giornate anche per
chi non è stato ancora avviato.
Su questa materia, però, occorre trovare risorse per
programmare meglio gli interventi sul territorio.
ODDO Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi non vorrei,
rispetto al clima che si sta determinando, guastare la festa,
però alcune affermazioni di carattere politico secondo il mio
parere vanno fatte.
Onorevole Assessore, il prodotto finale, per parlare un
linguaggio più meno matematico, è che la mancata attuazione
della legge regionale n. 14 del 2006 ha comportato anche
un'enorme difficoltà per quanto concerne la legge regionale n.
16 del 6.04.2006.
Ogni anno ci troviamo dinanzi alla difficoltà, soprattutto
dopo ogni settembre, determinata dall'effettiva disponibilità
dei capitoli di bilancio. Soprattutto perché il Governo sapeva
bene che la legge era di difficile attuazione, visto e
considerato che era frutto di un accordo sciagurato che fece
allora il Ministro Tremonti - nel Governo Berlusconi - che
poneva, per quanto concerne la questione dei famosi 500 milioni
di euro (ex articolo 37) - il problema del simmetrico
trasferimento delle risorse e delle nuove competenze della
Regione.
Chi ha firmato quell'accordo sapeva bene di cosa si trattava,
non mi si dica di no
Eppure, firmato quell'accordo, il Governo venne in Aula e
sostenne che la spesa doveva essere imputata sui fondi ex
articolo 37.
A me sembra abbastanza grave questo aspetto e durante una
discussione sulle mozioni va indubbiamente sottolineato, non
perché bisogna a tutti i costi recitare il gioco delle parti, di
pirandelliana memoria, ma perché è serio inquadrare bene la
tematica.
Nel contempo, si è giunti alla fase pre-elettorale regionale
che è stata, ancora una volta, gestita con le solite vecchie
becere logiche.
Sono rimasto assolutamente esterrefatto nel sentire
affermazioni di questo tipo.
Onorevole Cantafia, ho ascoltato il suo intervento e ho visto
lo sforzo che ha messo nel farlo, ma ricordo di essere rimasto
esterrefatto dei commenti del Governo protempore : Siamo ancora
una volta riusciti a prendere in giro migliaia di forestali .
Questo perché si era pervenuti ad un accordo sindacale che,
sostanzialmente, con norma, prevedeva, lo scivolamento dei
contingenti, cioè che il cinquanta per cento dei lavoratori
forestali potesse, nel corso di pochi mesi, acquisire più
giornate e, addirittura, per i centocinquantunisti' venire
assunti a tempo indeterminato.
Il Governo approvò quel disegno di legge - lei non era ancora
Assessore - frutto di quell'accordo sindacale, argomentando
che il disegno di legge era, dal punto di vista della spesa,
insostenibile - non si capisce perché l'abbia approvato - poi
decise che solo il quindici per cento potesse ambire agli
scivolamenti'. E' in quella occasione che si è aperto il
dibattito anche sulla questione relativa all'imputazione della
spesa, il serio problema che riguardava l'interesse di migliaia
di lavoratori
E' stato sollevato in quest'Aula, non solo da parte nostra, che
quell'imputazione riguardava forestali e precari, non solo i
forestali, poneva seri problemi per quanto concerne l'attuazione,
però, chi preso dal furore elettorale, non si è fermato, neanche
dinanzi all'evidenza determinando una situazione anomala.
Oggi, noi dovremmo, correre ai ripari, non solo per le
responsabilità della maggioranza di allora ma dell'attuale
Governo. Non siamo ancora in presenza degli elenchi definiti
richiesti dalla legge regionale n. 14 del 2006. Eppure, dobbiamo
fare i conti con le difficoltà che questa mancata attuazione ha
creato a tanti lavoratori.
Credo sia un dovere da parte di questa maggioranza risolvere la
questione. Cari colleghi, non potete raccontare che voi siete
stati sulla luna.
La maggioranza era di centrodestra com'è purtroppo oggi. Ma che
le mozioni - e sono numerose - vengano presentate dalla
maggioranza, senza aprire un dibattito sulle responsabilità che
riguardano la precedente maggioranza, che era di centrodestra,
onorevole Caputo, è curiosissimo.
Voi oggi, vorreste dire ai lavoratori forestali: «guardate
che noi siamo ancora in grado di salvare la Patria». La dovevate
salvare allora Dovevate rendervi conto delle difficoltà che
stavate creando, in quella fase, sapendo bene come sarebbe andata
a finire
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, Assessore La Via, però
parlando un linguaggio chiaro e preciso, altrimenti non ci
intenderemo. Quindi, non siamo disponibili ai giochetti sperando
nell'ennesimo intervento del salvatore della Patria - che
salvatore proprio non lo è stato ma ha creato altri guai - noi
non lo accettiamo.
Solo se vi sarà chiarezza saremo disponibili a procedere e a
tendere una mano.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che
riguarda i forestali, ieri mi vedeva impegnato come spettatore,
invece oggi come attore principale: infatti, fino a quattro mesi
fa ero funzionario forestale. Vivere il problema in periferia non
è come viverlo qui in Aula, perché le aspettative, è chiaro,
bisogna rispettarle.
Il Governo passato ha votato una legge che forse non soddisfa
in modo generale i lavoratori forestali ma è, comunque, un
momento di verifica e fa sì che questo comparto, da tantissimi
anni guardato dalla politica con un certo sospetto, abbia un
momento di gratificazione.
Dagli interventi dei miei colleghi ho ben capito che il
demanio foreste è un patrimonio ed una risorsa per tutti.
Se è patrimonio di tutti, così come ha rilevato la votazione
della legge regionale n. 14/2006, votata a larga maggioranza,
oggi più di ieri bisogna che questo diventi patrimonio e risorsa
di tutti.
Iniziamo a rivedere la politica eco-ambientale regionale con
un'ottica diversa.
Bisogna progettare nuovi impianti boschivi, perché ciò è
indispensabile Non si può immaginare un comparto boschivo che
operi sempre nei soliti impianti, perché i lavori assumono una
certa lentezza ed hanno una conclusione.
Riproponiamo il conferimento spontaneo delle terre, come
normato dalla legge n. 11, con la quale alcuni cittadini
conferivano al demanio delle foreste le proprie terre e poi noi
le riconsegnavamo rimboschite, richiamando così la possibilità di
poter far sì che i nostri lavoratori possano avere spazi nuovi,
impianti nuovi, ossigeno per i nostri cittadini e, quindi,
salvaguardia idrogeologica, che è importante per consentire che
il nostro territorio venga sempre salvaguardato.
Per quanto riguarda la mozione odierna, ritengo che, così come
è stato fatto con la legge regionale n. 14 del 2006, diventi la
mozione di tutti perché gli operatori della forestale sono una
risorsa di tutti.
Non possiamo più accettare che soggetti inseriti negli elenchi
degli aventi diritto attendano da vent'anni la realizzazione
delle loro aspettative. La legge stabilisce che i
cinquantunisti' diventino settantottisti; è in questa
direzione che si deve lavorare e dobbiamo far sì che gli
operatori forestali ed i funzionari forestali vengano messi nelle
condizioni di operare in modo sereno, permettendo la
realizzazione dei progetti, elaborati e poi approvati
consentendo ai lavoratori di potere raggiungere il proprio posto
di lavoro.
Mi propongo di partecipare a tutte le attività che riguardano
il comparto forestale perché non ci sono dubbi che la legge
regionale n. 14 del 2006 vada rivista: innanzitutto perché - come
diceva qualche mio collega - non è utile la prevenzione e lo
spegnimento degli incendi nella stagione delle piogge e questo
deve essere rivisto anche rispetto alla tecnicità dei lavori.
Vi è necessità, quindi, di una programmazione dei lavori, e
questo grazie all' integrazione dei capitoli del bilancio per
far sì che venga rispettato il momento tecnico e quello
lavorativo; solo così faremmo onore a questa Regione ed ai
lavoratori forestali, rispettandone la dignità.
Pertanto, mi dichiaro disponibile a collaborare per la
predisposizione della mozione unificata, e per i lavori futuri.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ragusa, anche per il rispetto
dei tempi.
Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare
l'assessore per l'agricoltura e le foreste, professore La Via.
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli deputati, la questione che oggi si dibatte
in quest'Aula è di grande spessore ed interesse, non solo per il
numero di lavoratori che coinvolge, ma anche e soprattutto perché
in questa Sicilia, in questa Regione per potere realizzare una
politica di valorizzazione del patrimonio ambientale, queste
risorse umane sono di estremo interesse e di fortissima
necessità.
La questione oggi posta, relativa all'applicazione della norma
ed allo stadio d'avanzamento degli avviamenti dei lavoratori
forestali, richiede qualche precisazione.
Le risorse in bilancio non erano sufficienti al completamento
dell'attività antincendio, motivo per il quale ho dato indirizzo
alle strutture periferiche, pur dovendosi interrompere
prematuramente l'attività del servizio antincendio boschivo, di
continuare nell'opera.
Infatti, il servizio antincendio non è stato interrotto, non
abbiamo avuto, quindi, le inevitabili conseguenze sul patrimonio
ambientale, che sicuramente ci sarebbero state qualora si fosse
bloccato con i licenziamenti il servizio antincendio nel mese di
agosto, ed abbiamo completato l'attività antincendio: per cui
7.500 lavoratori del contingente dei centunisti', impegnati nel
servizio antincendi boschivi hanno continuato la loro attività
anche in carenza di risorse che, in sede di assestamento
andranno recuperate.
Per quanto attiene, invece, all'applicazione della legge
regionale n. 14 del 2006 bisogna specificare che, così come
previsto dalla stessa norma, le ventisette giornate aggiuntive
che portano, quindi, il contingente delle giornate, per i
lavoratori ex articolo 49, a settantotto possono essere fruite
dai soggetti inseriti nell'elenco regionale, ancora non pronto,
che sarà realizzato a cura dell'Assessorato per il lavoro e la
formazione.
Dobbiamo ovviamente tenere conto, a giustificazione dei tempi
necessari, che si tratta di vagliare le posizioni individuali di
trentamila soggetti che hanno prodotto le istanze. La norma ci
impone di vagliare e verificare tutte le posizioni lavorative.
Motivo per il quale, evidentemente, sono indispensabili dei tempi
tecnici per la realizzazione dell'elenco regionale.
I solleciti effettuati per la riorganizzazione funzionale
degli uffici, anche dall'Assessorato per il lavoro e la
formazione, finalizzata ad accelerare i tempi, dà la possibilità,
già in alcuni ambiti provinciali, di avere i primi elenchi. Con
l'elenco regionale potremo, ovviamente, verificare il numero dei
lavoratori che hanno diritto a fruire delle ventisette giornate
aggiuntive ed avviarli nel più breve tempo possibile.
Per quanto riguarda gli avviamenti debbo sottolineare che,
quando ancora sussistevano margini di tempo e a seguito di
riunioni effettuate con i sindacati con una mia nota di
indirizzo, se non sbaglio del 20 o 21 settembre, ho previsto per
tutti gli uffici periferici la realizzazione degli avviamenti
quanto meno per completare le garanzie occupazionali fissate
dalla precedente legge regionale n. 16 del 1996 in modo da far sì
che tutti i cinquantunisti', i centunisti' e
centocinquantunisti' realizzassero le giornate previste per le
garanzie occupazionali in attesa, ovviamente, che maturassero le
condizioni per le ventisette giornate aggiuntive. Mi risulta che
gli uffici periferici hanno approntato, nel più breve tempo
possibile, le perizie per gli avviamenti.
Tenete presente che per potere avviare i lavoratori è
necessario stilare un progetto di lavoro, l'approvazione di
questa perizia e la ripartizione degli operai, e trattandosi di
contingenti di diverse migliaia di lavoratori, non risulta una
operazione semplice.
Questa operazione, comunque, è stata realizzata, pur
nell'assenza, ancora, di risorse, e so che gli avviamenti sono
in fase di completamento. Quindi, si sono realizzati gli
avviamenti per più di diecimila lavoratori nel breve giro di
venti giorni; nessuno ha la bacchetta magica e queste operazioni
richiedono congrui tempi.
Per quanto riguarda i contingenti che hanno realizzato attività
lavorative esclusivamente nell'anno passato e che, quindi, non
hanno i requisiti previsti dalla vigente legge n. 14 del 2006, è
evidente che per potere dare continuità alla loro attività è
necessario un intervento legislativo, dato che l'attuale quadro
normativo al quale evidentemente il Governo si deve attenere,
prevede le garanzie occupazionali per i contingenti.
Desideravo aggiungere che un'attenta valutazione delle ricadute
in termini economico-finanziari legati all'applicazione della
legge regionale n. 14 del 2006, sarà possibile solo dopo la
realizzazione dell'elenco regionale, momento nel quale avremo
contezza del numero complessivo dei contingenti, degli aventi
diritto, della consistenza dei contingenti del 15 per cento e
quindi potremo dar luogo alla piena attuazione della norma per la
quale dovremo garantire la necessaria copertura finanziaria -
cosa che non è di poco conto - dato le evidenti ristrettezze di
bilancio e quindi dovremo con lo sforzo di tutti, fare un
rilevante sacrificio per reperire e destinare le risorse previste
dalla norma in bilancio.
Signor Presidente, onorevoli deputati ricordo che così come
previsto dalla legge n. 14/2006 l'obiettivo è di realizzare un
ampliamento, anche consistente, della superficie boschiva
regionale. L'iniziativa è sicuramente lodevole ma impegnativa in
quanto dovremo far sì - come diceva prima l'onorevole Ragusa -
che le risorse vengano destinate non solo ai lavoratori ma anche
all'acquisto dei terreni.
Il rimpinguamento dei capitoli, quindi, non dovrà riguardare
solo quello dei lavoratori perché essi svolgono la loro attività
su terreni che, in alcuni casi, sono messi a disposizione dalle
amministrazioni locali, in altri casi, evidentemente, dovranno
essere acquisiti.
E' vero, e concludo, che i deputati hanno ben rilevato la
situazione dell'esigue risorse messe a disposizione in bilancio.
In questo caso, sarà responsabilità di questa Assemblea fare le
opportune riflessioni, in quanto una piena disponibilità delle
risorse in bilancio potrà consentire una migliore allocazione
delle risorse consentendo a tutti i lavoratori del comparto di
svolgere, nei periodi tecnicamente più giusti, - con l'attività
di prevenzione degli incendi, l'apertura e la pulizia dei viali
parafuoco, e successivamente con il servizio antincendio - gli
interventi forestali volti ad aumentare la superficie boscata e
la cura del patrimonio boschivo della Regione siciliana.
E' evidente che il Governo si atterrà a quelle che saranno le
indicazioni che l'Assemblea vorrà dare con la mozione che
quest'oggi è in discussione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo porre
l'attenzione della Presidenza - è solo una battuta fuori
dall'ordine del giorno - perché è diventato impossibile per i
deputati svolgere il proprio lavoro in quanto non si trova più
posteggio per le auto dei deputati ma lo si trova per i
funzionari, per gli esterni, per i manovali etc.
Chiedo ufficialmente che il Consiglio di Presidenza si attivi
per la soluzione della problematica, evitando, così, al deputato
inutili giri intorno al Palazzo.
Credo sia necessario che si riservino in Piazza del Parlamento,
dove già insiste un posteggio, posti auto per i 90 deputati e
specificatamente per coloro che non hanno un autista.
Ritengo che questo sia un problema che la Presidenza dovrebbe
risolvere con una certa urgenza. E, al di là delle divise Dolce
e Gabbana , anch'esse interessanti è più opportuno dire agli
assistenti parlamentari - che sono i migliori tra tutti - che,
quando entra un deputato o una qualsiasi personalità, si alzino
dalla sedia e smettano di leggere il giornale. Poiché l'ho già
fatto presente ma si continua con lo stesso andazzo, ho
ritenuto puntualizzarlo in Aula.
Assessore, oggi è giorno 11 ottobre, e facendo un calcolo da
oggi sino alla fine dell'anno restano ottanta giorni, ciò
significa che facendoli lavorare anche le domeniche e nei
giorni di festa, potremo impiegare i cinquantunisti' per
settantotto giorni così come deciso con legge, anche se in
mancanza di copertura finanziaria.
C'è già un primo ostacolo, non indifferente, ma si deve porre,
realmente e fino in fondo una precisa predisposizione che
affronti la problematica del precariato dei forestali e di tutti
gli altri lavoratori precari, e se, pertanto il Governo e
l'Aula dovessero decidere che il 2006 è l'anno della fine del
precariato in Sicilia, diventa superfluo presentare una mozione
al giorno facendo diventare prioritario tutto ciò che è
importante ma che non trova una propria allocazione nelle spese
del bilancio che devono essere accorpate per potere risolvere il
problema.
L'Assessore non è un taumaturgo, e non può far nulla data la
mancanza di dotazione finanziaria; ma fino a quando
l'Assessorato per il bilancio e le finanze non interverrà su
qualsiasi accordo, di qualsiasi genere, ci sarà sempre un
assessore che vorrà intervenire su questioni che ritiene
giuste non tenendo conto che esiste un bilancio dal quale non ci
si può discostare.
Il Parlamento non può tollerare accordi come quello fatto con
i sindacati, che richiedevano una disponibilità finanziaria di
240 milioni di euro quando nel capitolo se ne rinvenivano appena
17.
Ritengo che la questione dei forestali non sia prioritaria
solo perché la si affronta come prima mozione; ma lo è perché il
precariato non può che essere tema principe del Governo
regionale, ed uno dei temi forti del programma del Presidente
della Regione ed oggi con la presenza dei deputati in Aula e il
Governo di centrodestra bisogna dare uno sfogo che sia vero e da
ultima spiaggia, perché non si può andare avanti con i cinquanta,
i cento e i diecimila precari che attendono una collocazione
definitiva e che mortificano la città di Palermo e la Sicilia
intera per i vari scioperi i cui effetti ricadono sugli stessi
lavoratori e che oltre ad esserne danneggiati, quindi, sono
beffati.
Ecco perché è necessario che la mozione - e quelle che sono
state accorpate - abbia il voto unanime dell'Assemblea; occorre
valutare e dire al Governo che questa situazione deve essere
risolta definitivamente entro quest'anno. Ognuno, poi, sarà
libero di votare per chi vuole e non avrà bisogno di padrini di
alcun genere perché il diritto al lavoro si riconosce al di là
della potestà di essere o non essere accanto o con tanti
deputati o con l'intera Assemblea.
Ripeto, è un fatto grave ed importante, prioritario nel
programma del Governo. Attuiamolo subito, tenendone conto
durante l'esame del disegno di legge sul bilancio, sulla
finanziaria e nell'assestamento di bilancio. Però deve essere
fatto un ulteriore sforzo
E' impossibile, ci ho provato senza riuscirvi - ci provino
altri che hanno cinque anni di tempo dinanzi a loro - attingere
anche alle risorse di Agenda 2000, da quelle misure non spese
che potranno essere impegnate per trecento milioni di euro l'anno
per affrontare il problema dei forestali non solo per affrontare
ma per risolvere la questione.
Vi sono state riunioni con l'Assessorato al territorio e
l'ambiente, cercando misure che non c'erano, ma non si è potuto
rinvenire nemmeno un centesimo; ciò avviene perché gli
assessori tecnici o para tecnici, politici o para politici hanno
la necessità di realizzare la loro attività con i soldi quelli
Smanzi , si dice così in dialetto, ossia quelli che non iscritti
in bilancio, e chiedono e si accapigliano per avere maggiori
risorse perché quelli del bilancio sono spendibili immediatamente
mentre quelli di Agenda 2000 hanno un loro percorso da dovere
porre in essere, ma avremmo risolto tanti e gravi problemi.
Voglio fare, adesso, un riferimento sui consorzi di bonifica.
L'assessorato dovrebbe chiuderli, inserendoli all'interno della
propria amministrazione annullando così i caporaletti di
giornata presenti in tutti i consorzi siciliani, che sono una
situazione indegna, incomprensibile, che servono a fare solo
clientele, spese inutili e quant'altro.
C'è la necessità di un serio intervento, e se si vuole il
rigore anche morale si deve dire basta alle spese inutili, basta
con questi procuratori di giornata che riescono soltanto a
portare avanti, forse nei loro studi, progetti che, invece,
devono essere realizzati all'esterno.
Si dia una certezza anche su questa tematica evitando sprechi,
assessore La Via, e sulla qualifica di assessore tecnico
piuttosto che di assessore politico fondo molto delle mie
speranze per un' inversione di tendenza, diversamente avremo il
danno e la beffa.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per chiedere cinque minuti di sospensione al fine di addivenire
ad una mozione congiunta, anche alla luce delle riflessioni del
Governo.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con attenzione quanto detto dall'assessore La Via e
compatibilmente con il tempo trascorso in assessorato mi sembra
che già abbia dato una rotta precisa alle questioni da trattare
cosa che risulta dallo sforzo fatto per la produzione della
direttiva del 21 settembre - così ha detto - rispetto
all'attuazione.
Purtroppo dalle notizie che abbiamo dal territorio, assessore
La Via, tutte le procedure che lei ha riferito, in Aula, essere
state attivate - e di questo sono certo per la sicurezza
manifestata- per quanto mi riguarda non risultano esserlo.
Ho registrato, dalle sollecitazioni che giungono dalle diverse
province siciliane, grande confusione, momenti di scollegamento
tra gli uffici del lavoro e gli uffici direttamente dipendenti
dall'assessorato.
Abbiamo ricevuto le segnalazioni di lavoratori che chiamati
per essere avviati al lavoro sono stati fermati perché non
rientranti nelle disposizioni della l.r. n. 14 del 2006.
Credo che il tema sia unico: lo sforzo che questa maggioranza
aveva fatto nell'approvare la legge n. 14 per il riordino del
sistema forestale in senso lato.
L'onorevole Oddo imputa alla maggioranza l'approvazione di
quella legge, ma voglio ricordare a lui e a tutti coloro che
erano presenti in Aula quella famosa nottata, che il Presidente
della regione fece un notevole sforzo, insieme con i capigruppo
di maggioranza e di opposizione e con le organizzazioni
sindacali, riuniti in Sala lettura deputati, per contribuire
all'approvazione della legge che, personalmente, ritengo una
buona legge; però, ancora oggi, scontiamo, in modo assolutamente
pericoloso, perché si innescano aspettative, un ritardo
nell'applicazione della nuova legge e, contestualmente,
continuiamo ad applicare la precedente.
Questa è una situazione che non può più perdurare, perché deve
essere applicata la norma. Pur comprendendo gli sforzi degli
uffici, lo ha riferito l'assessore, quindi dobbiamo crederci,
oserei dire per fede', mi risulta esistere un doppio binario
perché si continua con l'applicazione della vecchia legge,
sforzandosi di applicare la nuova normativa.
Questo non è ammissibile Il Parlamento, oggi, presenterà una
mozione, ne sono certo, condivisa e che approveremo
all'unanimità.
Le mozioni hanno un significato importante di cui si rende
protagonista quest'Aula, ma l'applicazione delle leggi è di
competenza dell'apparato amministrativo.
Anch'io, come l'onorevole Cintola, confido nella sua capacità
tecnica affinché la legge venga applicata, ma deve essere fatto
in tempi brevi, perché continuando a parlare di cinquantuno o
settantotto giornate lavorative, queste andranno sempre in
riduzione e, probabilmente, se continueremo a perdere ancora
qualche settimana, non rimarranno neppure dieci giornate
La invito, pertanto, ad attivare i propri uffici per formare
una task force , al fine di dare luogo all'applicazione della
legge.
Voglio ricollegarmi al sistema dell'agricoltura, forse non è
attinente, ma credo che debba essere considerato un sistema
unico, anche rispetto a quanto detto dall'onorevole Cintola, e
pervenire al riordino dei consorzi di bonifica.
Si continua a parlare di riordino fino all'emanazione dei nuovi
POV, annunciati con legge regionale da diversi anni.
I POV sono sempre quelli vecchi e non si procede ad una nuova
organizzazione, allorquando quest'ultima deve essere definita
nella sua globalità.
L'agricoltura è un tema di rilancio che questo Governo ha
individuato nel programma, e noi siamo qui a sostenerlo, vogliamo
però che vengano fuori le proposte del Governo perché, fino a
quando continueremo a spizzichi e bocconi e a velocità
diverse, applicando addirittura due leggi diverse, probabilmente,
non ne vedremo la luce.
Assessore, confidiamo nelle attività che vorrà porre in essere
per applicare il riordino, al fine di far rientrare i lavoratori
che con i nuovi provvedimenti legislativi che per svista, per
sbaglio, in qualche caso anche per colpa di qualche
organizzazione sindacale, che probabilmente ha fatto finta di
dimenticarli, sono rimasti fuori. Questo non è corretto
Si devono includere tutti, soprattutto se si decide di chiudere
con il passato.
Grazie signor Presidente, deve dare atto che la brevità è anche
la sintesi dei ragionamenti che vanno fatti.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'unico dato
positivo colto negli interventi di stamattina è che esiste la
volontà a porre rimedio ad una svista del Governo precedente ed
attuale poiché la legge fa riferimento ad normativa del marzo
2006, quindi, non mi sentirei nemmeno di crocifiggere l'assessore
La Via che ha assunto la carica da poco tempo.
Non ripeterò quanto detto dai precedenti colleghi, tuttavia è
chiaro che c'è una differenza di responsabilità, onorevole
Antinoro, perché la questione andava posta, certamente, dal
Governo e andava posta subito, sia nella formulazione della
graduatoria, ma, soprattutto, nel reperire le risorse,
considerato che la scadenza del 31 dicembre è a breve e, quindi,
credo che ci saranno grosse difficoltà per rispettare il dettato
normativo.
Signor assessore, vorrei pregarla di porre all'attenzione del
Governo, ma soprattutto della sua attività di governo, una
questione molto seria riguardante il patrimonio boschivo e le
professionalità che grazie all'Azienda forestale, ma soprattutto
ai braccianti, è stato costituito in questi trent'anni.
L'impianto boschivo siciliano assieme a quello calabrese è
improduttivo; in Sicilia non esiste uno stralcio di studio che
immagini un bosco produttivo di risorse naturali, e non solo
guide turistiche, ma l'utilizzo dello stesso.
Capisco che questo è un ragionamento che non appassiona,
interessano i grandi numeri. Dobbiamo, però, immaginare le
migliaia di ettari di bosco, soprattutto dell'area interna, come
fonte di approvvigionamento, anche energetica.
Ci sono, infatti, studi sulle bio-masse, e tentativi poi
conclusisi in fase di concepimento.
Credo che la questione della forestazione vada riaffrontata,
sia per dare certezza al popolo dei forestali - e sono interi
paesi che vivono grazie all'Azienda Foreste - sia per evitare che
l'idea che si dà della Sicilia, poi simile a quella calabra, sia
quella di gente che ozia e che spesso utilizza le cinquantuno, le
settantotto e le centocinquanta giornate lavorative per
sopravvivere e, er svolgere un secondo lavoro.
Dobbiamo provare, in questa legislatura, visto che siamo
all'inizio, visto che è stata affidato ad un tecnico
l'Assessorato per l'Agricoltura e le foreste, a formulare un
piano serio, utilizzando le Università, cui lei fa parte,
utilizzando anche gli studi di settore.
Bisogna evitare l'idea di un bosco che produce solo giornate
lavorative, dando la sensazione che oggi c'é la rincorsa per la
tutela di una categoria di precariato, quando, invece, non è
così Se c'é una categoria che lavora in Sicilia sono proprio i
braccianti che arrivano puntuali nei cantieri situati lontani
dalle città o dai paesi e spesso devono raggiungere zone
impervie, permettendo la nascita di un bosco che, ancorché
artificiale, è un bosco che comincia ad avere essenze di un certo
tipo ed acquista pregio.
Assessore La Via, sarebbe interessante poter discutere su un
disegno di legge complessivo. Il Gruppo parlamentare dei DS ha
presentato un disegno di legge in tal senso, ma credo che lì vada
fatto uno sforzo unitario, coinvolgendo le vere competenze, non
solo sul riordino delle professioni all'interno dell'Azienda,
perché il tema centrale dovrà essere la istituzione di un bosco
produttivo che si sappia collegare con i settori della
produzione nazionale, che importano dal nord Europa quel
materiale che potrebbe fornire la Sicilia.
Faccio riferimento alla Federlegno, che acquista dai Paesi
scandinavi quando la nostra regione potrebbe concorrere con
proprie segherie stimolando la trasformazione del bosco
artificiale e, quindi, con la riconversione di alcuni ettari del
nostro bosco.
Ritengo importante attenzionare tale situazione perché avere un
bosco produttivo significa per la Sicilia una ulteriore
categoria produttiva, che potrebbe produrre tanto in questa
nostra Sicilia, e noi dovremmo garantirla non con atti
legislativi che si realizzano in zona Cesarini.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
vorrei fare un invito ai colleghi, all'Aula, ma anche al Governo
affinché la questione dei lavoratori forestali non venga assunta
come una concessione perché questi lavoratori devono essere
stabilizzati, e quindi si è obbligati a trovare loro
un'occupazione più duratura rispetto alla stagionalità che li
riguarda, come alcune categorie - penso ai cinquantunisti, per
i quali la legge prevede settantotto giornate lavorative - ma
non può essere fatta un'operazione assistenziale ancora più larga
rispetto a quello che era già precedentemente.
Naturalmente, non credo che l'Assessore La Via la pensi così,
perché ho anche avuto modo di parlargli.
Credo che il Governo e l'intero Parlamento debbano farsi
carico di questa problematica, assumendo la dimensione
dell'investimento che facciamo, non solo di un'operazione
occupazionale di stabilizzazione, rispetto al patrimonio
boschivo, pensando quindi all'investimento della Regione nel
patrimonio più rilevante che abbia, sotto ogni punto di vista.
La legge n. 14 del 04/04/2006, in questo senso, non poteva e
non può che essere la conseguenza di questa assunzione di
responsabilità generale.
Esiste - lo accennava un attimo fa il collega Panepinto - un
problema di allargamento della superficie boschiva, peraltro
molte volte rivendicata non solo dall'organizzazione sindacale,
ma anche dagli esperti, dalle Università, e noi dobbiamo
recuperarlo dando centralità a questa questione.
Ma se per i lavoratori della forestale esiste un problema
finanziario, e so che esiste, l'intero Governo deve farsi carico
di questo cercando di accelerare al massimo ogni procedura, non
so se l'assessore l'abbia previsto, era un po' tra le righe, con
la creazione di una di task force per risolvere la questione
degli elenchi degli aventi diritto, adoperandosi per chiudere
subito questa partita, mettendo in campo tutta l'azione degli
uffici periferici e centrali dell'assessorato, perché noi tutti
abbiamo, trasversalmente, l'interesse che si chiuda.
Questo è il mio terzo mandato, per fortuna, non per capacità,
ed ogni anno si propone con grande drammaticità questo problema
ed è ora che si chiuda veramente e la legge n. 14 è servita a
questo.
Signor Presidente, credo che anche lei condivida queste
tematiche e sono convinto che si possa concludere rapidamente,
con uno sforzo straordinario, anche se mi rendo conto che non è
facile considerato che l'Assessore La Via è in carica da un paio
di mesi, però è un problema che riguarda il Governo.
Se il Parlamento approva ed esita dei disegni di legge è per
risolvere le questioni ma questi devono avere copertura
finanziaria piena, altrimenti non ha senso fare una legge per
mettere giù quattro righe solo per accontentare qualcuno. Abbiamo
bisogno di essere coerenti nelle scelte e delle relative
conseguenze che ne derivano.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
presentazione di queste mozioni, da parte di deputati della
maggioranza e della opposizione, ha avuto il pregio di portare
- in un momento in cui il Parlamento è impegnato in altre
materie altrettanto delicate come il DPEF - all'attenzione
dell'Aula il problema dei lavoratori forestali, del sostegno
economico alle categorie, e quindi l'organizzazione in via
definitiva di questo settore importante. E l'intervento
dell'Assessore per l'Agricoltura e le foreste, indubbiamente, ha
dato un grande contributo.
Ci rendiamo conto della difficoltà economica e delle necessità
di coprire le spese, però, come detto ieri, abbondantemente, nel
dibattito che ha stimolato l'onorevole Presidente della Regione,
ma la programmazione della spesa regionale non può certamente
danneggiare le categorie più deboli che sono i precari, quelli
veri, che lavorano nella nostra Sicilia.
Ed oggi i forestali sono riconducibili, purtroppo, allo stato
del precariato, cioè non sanno neanche se riusciranno a
completare quelle giornate lavorative che la legge prevede per
gli operai forestali stagionali.
Pertanto, rivolgo un invito a tutto il Parlamento, poiché è una
materia che non appartiene né ad Alleanza Nazionale né alla Casa
delle libertà né alle opposizioni, perché trovare una sede,
intesa come momento temporale diverso da quella odierna, nel
corso della quale si possa affrontare in maniera organica e con
più ampio respiro, e non attraverso una mozione, ma con un
disegno di legge, la materia della forestazione e dei lavoratori
forestali, col contributo di tutti, per porre la parola fine ad
un argomento che va avanti, o forse indietro, da troppo tempo,
da 45 anni, assessore Lo Porto, e si dia così un assetto
definitivo a queste problematiche importanti e si trasformino i
lavoratori precari, oggi ancora più incerti, nella dignità di
soggetti che prestano un'attività fondamentale per il settore
agricolo siciliano.
Ma oggi è necessario un richiamo alla sensibilità e
all'intelligenza di tutti i parlamentari, signor Presidente,
formuliamo, quindi, un'unica mozione, approvandola e chiudendo
questo capitolo, daremo un segnale forte ai lavoratori ed agli
amministratori e stabiliamo, sia in Commissione Territorio ed
Ambiente, che in Commissione Attività Produttive, dato che
l'attività della forestazione è materia di due importanti
Commissioni parlamentari legislative permanenti, di elaborare
un disegno di legge che dia a questo Parlamento l'occasione, per
la prima volta, e mi auguro definitivamente, di affrontare il
settore della forestazione che è trainante per la vita economica
di questa Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore 12.35)
La seduta è ripresa.
Annunzio di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente ordine
del giorno:
numero 3 «Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a
garantire i livelli occupazionali dei lavoratori forestali» degli
onorevoli Cantafia, Cintola, Oddo, Caputo, Tumino, Falzone,
Turano, Rinaldi, Leanza Edoardo, Terrana, Gonfalone, Dina,
Termine, Panepinto, Maniscalco, Villari, Culicchia, Fleres, La
Manna, Savona, Incardona, Gucciardi, Ammatuna ed altri.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
RINALDI, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che l'Assemblea regionale siciliana, nel corso della
passata legislatura, ha approvato la legge n. 14 del 2006 che
riordina le attività del comparto forestale;
considerato che la legge a tutt'oggi non è stata applicata sia
perché non si è ancora provveduto alla definizione delle
graduatorie previste, sia perché non sono state reperite risorse
adeguate alla copertura della spesa occorrente;
rilevata la necessità di garantire gli attuali livelli
occupazionali con il raggiungimento delle previsioni di cui alla
citata legge,
impegna il Governo della Regione
a reperire le risorse necessarie per far fronte alle necessità
in premessa evidenziate e ad autorizzare, nelle more,
l'avviamento e/o la prosecuzione dell'attività lavorativa degli
operai forestali, ivi compresi coloro i quali abbiano
intrattenuto almeno un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale
nell'anno 2005». (3)
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre un
fatto positivo quando si determinano delle convergenze rispetto a
soluzioni che riguardano problemi difficili, impegnativi della
nostra Regione, ma quando si trovano soluzioni; quando invece si
somministra acqua fresca non è sicuramente un fatto positivo.
Questo ordine del giorno è sicuramente un tentativo di trovare
una soluzione equilibrata che metta d'accordo le diverse
posizioni maturate all'interno e attorno un problema difficile
come quello degli operai forestali e complessivamente
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione, ma dobbiamo
essere consapevoli che l'ordine del giorno non è una legge e
dunque le parti che hanno effetti interpretativi della legge sono
assolutamente prive di significato e poi determina aspettative
che non possono essere considerate realistiche in quanto gli
auspici riguardanti la parte finanziaria non possono rimanere
tali, perché con gli auspici non si pagano gli operai e non si
emettono mandati di pagamento.
L'Assemblea può certamente votare questo ordine del giorno che
è un auspicio e dobbiamo poterlo considerare solo ed
esclusivamente come tale, altrimenti sarebbe cosa diversa, cioè
sarebbe un modo per ingenerare aspettative - userei un termine
diverso se non fossi in questa Aula e se non parlassi da questo
scranno - rispetto al valore che do intimamente a questo ordine
del giorno; dobbiamo sapere che stiamo votando un auspicio che
naturalmente è un gesto di buona volontà, ma che ha bisogno di un
passaggio formale travasandolo nella legge finanziaria,
altrimenti è assolutamente inattendibile.
CANTAFIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno che stiamo votando non è soltanto un auspicio, bensì una
richiesta di un preciso impegno. C'è una legge votata ed
approvata da questa Assemblea - legge vigente nella Regione
siciliana - disapplicata e della quale chiediamo, appunto,
l'applicazione. Sappiamo benissimo che si è arenata per problemi
finanziari, ma il Governo fino ad oggi non ci ha detto nulla di
non essere riuscito ad applicare la legge n. 14/2006 a causa
della mancanza di fondi. Pertanto, credo che il Governo debba
comunicarlo al Parlamento il quale affronterà, anche stavolta,
la problematica che riguarda l'Amministrazione regionale.
Onorevole Fleres, questa non è acqua fresca, certamente non lo
è nella nostra intenzione che è, invece, quella di dare corso ad
una legge approvata, tra l'altro con una ampia maggioranza;
quindi, vanno date risposte immediate perché si tratta - e non
voglio fare alcuna retorica perché sapete benissimo che è così -
del destino di lavoratori che senza l'applicazione di quella
norma, vivono nell'incertezza e l'anno prossimo si troveranno
costretti a farsi la valigia e ad emigrare.
Siamo di fronte a problematiche impegnative. Ha detto bene
poc'anzi l'onorevole Cintola parlando della lunga lista di
necessità di questa Regione, che essendo tante non ne viene
risolta alcuna; ciò non è ammissibile, bisogna affrontarle una
per una.
Personalmente, non condivido la scelta di mettere insieme cose
anche affini ma diverse tra loro - questo è il vezzo che spesso
ha l'Assemblea regionale - ma bisogna affrontare i problemi
uno per uno così da potere realmente giudicare le cose che si
realizzeranno e non per fare un pateracchio
Onorevoli colleghi stiamo facendo una cosa per certi versi
anomala, stilare un ordine del giorno che affronta una sola
problematica, molto utile all'assessore La Via che ha assunto
fino ad ora una responsabilità personale e che grazie a questo
ordine del giorno viene soccorso da una democratica ed ampia
volontà dell'Assemblea che lo aiuta e lo garantisce per le
decisioni che ha già preso e che vorrà prendere.
PRESIDENTE. Onorevole Cantafia, l'onorevole Fleres si era
limitato a chiarire gli aspetti tecnico-giuridici, non è entrato
nel merito.
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito con
attenzione l'intervento dell'onorevole Fleres e mi permetto,
quindi, di far rilevare che l'ordine del giorno affronta
puntualmente tre problemi. Il primo è il mantenimento degli
attuali livelli occupazionali, ciò significa che sino al 31
dicembre 2006 questi livelli dovranno essere garantiti.
L'assestamento ci impegnerà su questo, e su questo non si dovrà
derogare e nessuno si potrà sottrarre dall'impegno di fare
confluire nell'assestamento le risorse necessarie.
E l'ordine del giorno contiene l'auspicio che le previsioni
della legge 14/2006 vengano garantite.
Riteniamo, anche, che il ritardo della produzione degli elenchi
blocchi l'avvio, così come anche la mancanza delle risorse; però
mancando gli elenchi, si rinvia anche il problema delle risorse.
Affrontiamo anche la questione che riguarda i lavoratori che
hanno intrattenuto un rapporto di lavoro con l'Azienda forestale,
ai quali deve essere garantito l'impiego , a mio avviso, per le
ragioni ampiamente dibattute. Su questo c'è l'impegno dell'intero
Parlamento e ritengo che il Governo dovrà tenerne conto, e
l'Assessore sarà sostenuto e garantito nel forzare il momento
normativo.
VILLARI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
rispetto al modo in cui è stato elaborato l'ordine del giorno -
si tratta di essere onesti non solo politicamente ma anche
intellettualmente, spero che lo siamo tutti - si debba
applicare la legge accelerando ogni procedura e reperendo le
risorse finanziarie per rispondere a tutti i lavoratori, secondo
le previsioni della legge.
Non vorrei, però, che l'ordine del giorno rendesse ancor più
difficile, con l'apertura di nuove contraddizioni, - ed è un
atto di onestà nei confronti dei siciliani e dei forestali -,
stabilizzare coloro che la legge prevede di stabilizzare.
Ho la sensazione - io ho gia firmato l'ordine del giorno -
che se non individuiamo i criteri previsti dalla legge renderemo
di difficile applicazione quanto la legge già impegna a fare.
Credo che, così non si faccia molta strada
Vorrei, quindi, che Parlamento e Governo tenessero conto di
questo - mi rivolgo soprattutto al Parlamento, anche se ognuno
è libero di operare le scelte che vuole -, in particolare, però,
spetta al Governo, nel momento in cui si impegna, essere
coerente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 3
«Reperimento delle risorse finanziarie necessarie a garantire i
livelli occupazionali dei lavoratori forestali».
Il parere del Governo?
LA VIA, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli deputati, dal punto di vista personale
l'Assessore ha già preso una serie di impegni per l'avviamento
dei lavoratori sia del servizio antincendio che dell'Azienda
foreste. Evidentemente, questo impegno forte di tutto il
Parlamento obbliga il Governo al reperimento delle risorse
necessarie a far fronte alle garanzie occupazionali da un lato e
dall'altro l'applicazione piena della legge regionale n. 14 del
14 aprile 2006, ed è evidente che il Governo assumerà questo
impegno e si atterrà ad esso.
Dobbiamo però tenere presente che pur con la costituzione della
task force, sarà praticamente impossibile realizzare alcuni
aspetti della legge regionale n. 14, come l'individuazione dei
contingenti, lo scivolamento, eccetera, entro la fine dell'anno;
di questo mi dovete ovviamente dare atto.
Inoltre, l'ordine del giorno, riporta il periodo che fu oggetto
dell'impugnativa del Commissario dello Stato: ivi compresi
coloro i quali abbiano intrattenuto almeno un rapporto di lavoro
con l'azienda foreste nell'anno 2005'; questo di fatto
obbligherebbe l'Assemblea, che è sovrana, a modificare la norma a
suo tempo emanata, ma alla luce della vigente norma, su
quest'aspetto, è evidente che ci sono difficoltà
nell'applicazione della stessa.
Quindi, si dovrà rivedere il quadro normativo, in sede di
modifica della norma e qualora l'Assemblea lo ritenesse
opportuno.
In ogni caso, chiederò all'Ufficio legislativo e legale un
parere sulla possibilità di applicare la prosecuzione del
rapporto alla luce della normativa vigente per i lavoratori che
hanno svolto almeno un rapporto di lavoro nell'anno 2005.
Il Governo è quindi favorevole all'ordine del giorno,
ovviamente, ripeto, bisognerà verificare l'ultima parte.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Le mozioni nn. 57, 60, 80, 88, 91, 94 e l'interrogazione n.
587, si intendono ritirate.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni da componente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE Comunico che con nota dell'11 ottobre 2006
l'onorevole Dina ha rassegnato le dimissioni da componente della
Commissione per il Regolamento. La sostituzione avverrà a termini
di Regolamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno numero 4 «Ricostituzione della Commissione Speciale per la
revisione dello Statuto della Regione siciliana» che sarà
iscritto all'ordine del giorno della prossima seduta.
Avverto che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata martedì 17 ottobre 2006, alle ore 12.00,
per integrare il programma dei lavori, tenuto conto anche della
presentazione da parte del Governo del disegno di legge sulle
variazioni di bilancio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 ottobre
2006, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 93 - Allocazione di una centrale operativa del
servizio 118 in provincia di Siracusa ed
integrazione con nuove postazioni nelle zone non
beneficiarie del servizio.
CONFALONE - CIMINO -
VICARI - FLERES
III - Discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011
IV - Discussione degli atti ispettivi e politici concernenti
le tematiche individuate dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
V - Ricostituzione della Commissione speciale per la revisione
dello Statuto della Regione
La seduta è tolta alle ore 12.50
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.35
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia