Presidenza del presidente Miccichè
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- numero 5 «Contributo di ingresso e di soggiorno» a firma
degli onorevoli Fleres ed altri;
- numero 6 «Cointitolazione dell'areoporto catanese di
Fontanarossa ad Angelo D'Arrigo'», degli onorevoli Fleres ed
altri;
- numero 7 «Nuove modalità per l'affidamento del servizio 118»
a firma degli onorevoli Cracolici ed altri;
- numero 8 «Valorizzazione dei centri storici minori e montani
nell'ambito del Documento di programmazione economico-finanziaria
e del POR 2007-2013» a firma degli onorevoli Termine ed altri;
- numero 9 «Ridefinizione del Documento di programmazione
economico-finanziaria e sollecito recepimento della legge
Bersani» a firma degli onorevoli Cracolici ed altri;
- numero 10 «Interventi urgenti per consentire l'avvio
dell'incubatore d'impresa nella provincia di Caltanissetta» a
firma degli onorevoli Pagano ed altri;
- numero 11 «Interventi urgenti in merito alla chiusura del
centro immigrati di Lampedusa» a firma degli onorevoli Pagano ed
altri;
- numero 12 «Interventi urgenti a seguito dell'assegnazione di
un premio speciale alla Mostra del Cinema di Venezia' agli
autori di pensieri in favore del terrorismo» a firma degli
onorevoli Pagano ed altri;
- numero 13 «Garanzie occupazionali per i 260 ex CFL
nell'ambito della SERIT- SICILIA» a firma degli onorevoli
Cracolici ed altri;
- numero 14 «Utilizzo delle procedure di pubblico concorso per
le assunzioni presso tutti i soggetti di diritto privato
controllati da enti pubblici» a firma degli onorevoli Apprendi ed
altri;
- numero 15 «Iniziative per scongiurare la soppressione della
sede di Acireale della Scuola superiore della pubblica
amministrazione» a firma degli onorevoli Basile e Di Mauro;
- numero 16 «Interventi per migliorare le disposizioni relative
alla concessione delle autorizzazioni per l'esercizio di attività
connesse alla gestione di strutture residenziali di cui alla
circolare 17 febbraio 2003, n. 2» a firma dell'onorevole Fleres;
- numero 17 «Emergenza sbarchi clandestini in Sicilia» a firma
degli onorevoli Fleres ed altri;
- numero 18 «Interventi per la salvaguardia della Scuola
Superiore della Pubblica Amministrazione sede di Acireale» a
firma dell'onorevole Fleres;
- numero 19 «Istituzione presso l'AORNAS Garibaldi, San Luigi,
S. Curro Ascoli Tomaselli di Catania di un centro per lo studio
delle differenziazioni delle cellule staminali adulte» a firma
dell'onorevole Fleres;
- numero 20 «Approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria 2007-2011» a firma degli onorevoli Cimino
ed altri.
Onorevoli colleghi, sulla base di quanto concordato dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari, riunitasi
oggi, comunico che gli ordini del giorno numeri 5, 6, 7, 10, 11,
12, 15, 16, 17, 18 e 19 sono da considerarsi inammissibili ai
sensi dell'articolo 125, comma 1, del Regolamento interno.
L'ordine del giorno numero 8 è dichiarato ammissibile come
parte integrante dell'ordine del giorno numero 20 che il Governo
ha dichiarato di accettare.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
dal dopoguerra ad oggi i centri minori e montani dell'Isola
sono stati interessati da fenomeni economico-sociali e urbani
negativi caratterizzati da degrado socio-economico, marginalità
culturale, mobilità demografica con un intenso flusso migratorio
verso i centri metropolitani e da una rottura dell'antico ed
equilibrato rapporto tra i borghi rurali e il territorio
circostante nonché dal mancato incremento del livello di
produttività agricola;
la salvaguardia e la valorizzazione delle specificità
ambientali, culturali, economiche e sociali delle zone montane e
dei centri minori riveste carattere di preminente interesse
regionale e che nell'ambito dei documenti di programmazione
economica e finanziaria nonché di politiche comunitarie in
materia di coesione economica e sociale dell'Unione europea viene
riconosciuta la loro funzione di salvaguardia del territorio e
dell'ambiente, di difesa delle identità storico-culturale, di
sostenibilità economica e sociale;
che nella III relazione sulla coesione economi e sociale della
Commissione UE si sottolinea come i centri storici minori e
montani soffrono condizioni di marginalità economica e sociale,
esclusi dai principali flussi economici e commerciali, e che il
prossimo ciclo di programmazione comunitaria ha tra gli obiettivi
quello di contribuire a un maggiore sviluppo sostenibile,
equilibrato e di coesione del territorio europeo, attraverso un
approccio innovativo e integrato ed in particolare per lo
sviluppo territoriale, i sistemi urbani, l'integrazione dei
territori, la gestione sostenibile delle risorse culturali,
naturali e paesaggistiche;
che è quindi opportuno mettere in essere politiche rivolte ai
sistemi storici minori e montani che riguardino la
riqualificazione delle città, la qualità della vita urbana nonché
la dotazione di servizi per lo sviluppo economico e sociale in
coerenza con il Documento strategico per il Mezzogiorno e con il
Documento strategico regionale 2007-2013 proseguendo nella
strategia di rafforzamento di città e reti urbane minori oltre i
tradizionali interenti infrastrutturali ma incoraggiando
l'effettivo sviluppo di funzioni e di servizi allo sviluppo,
impegna il Presidente della Regione
a provvedere nell'ambito dei Documenti di Programmazione
economica e finanziaria nonché nel Programma operativo
relativamente ai fondi strutturali 2007-2013 interventi e azioni
volte alla valorizzazione, salvaguardia e sviluppo dei centri
storici minori e montani dell'Isola con particolare riferimento
ai comuni posti ad una altitudine s.l.m. di almeno 600 mt., con
popolazione non superiore a 10.000 abitanti, interessati da
processi di migrazione e riduzione demografica nonché di degrado
urbano e declino socio-economico;
ad incentivare, attraverso strumenti amministrativi, finanziari
e fiscali, il sistema produttivo locale dei centri storici minori
e montani utilizzando le risorse regionali, nazionali e
comunitarie disponibili migliorando così il grado di attrattività
degli investimenti e di valorizzazione delle produzioni
artigianali e agricole;
a favorire forme di aggregazione e cooperazione tra centri
amministrativi minori anche attraverso il riconoscimento e la
promozione di reti e associazioni finalizzati alla gestione
comune di iniziative, attività e servizi;
a valutare l'ipotesi di un provvedimento legislativo organico
in materia di centri storici minori e montani dell'Isola.» (8)
Comunico che l'ordine del giorno numero 9 è da considerare
precluso ai sensi dell'articolo 73bis 1, comma 3, del Regolamento
interno.
Do lettura degli ordini del giorno numeri 13 e 14 che il
Governo ha dichiarato di accettare come raccomandazione:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che dal 1 ottobre la riscossione in Sicilia è stata
trasferita a Serit Sicilia, società controllata
dall'Amministrazione regionale e dalla Montepaschi;
considerato che dovrà essere varato a breve il piano
industriale della nuova società al fine di ottimizzare e
rafforzare l'attività di riscossione in Sicilia;
valutato che:
in quella fase sarà possibile trovare una soluzione che
consenta ai 254 ufficiali di riscossione che hanno svolto la loro
attività professionale con un corso formazione lavoro (CFL)
presso la Serit, senza avere avuto (a differenza di altri corsi
formazione lavoro (CFL) precedenti) la possibilità di
trasformazione dei contratti a tempo indeterminato, di poter
avere anche gradualmente una prospettiva di immissione negli
organici della Serit Sicilia;
la forza lavoro al 31 dicembre 2004 (data nella quale si
stabilivano gli organici delle società private e per i quali
lavoratori in forza a quella data venivano previste le norme di
salvaguardia occupazionale) era di oltre 200 unità in più di
quella effettiva al 30 settembre 2006 e che pertanto è possibile,
sempre che il piano industriale lo consenta, garantire una
prospettiva occupazionale al personale di cui sopra che ha
ricevuto nel tempo un'adeguata formazione e che quindi oggi
dispone di un'adeguata professionalità;
visto che nel corso del progetto intervennero una serie di
eventi esterni che introdussero elementi di incertezza e novità -
tra le più significative vi sono state: l'introduzione di nuovi
strumenti di riscossione coattiva (ipoteca sull'automobile o
sugli immobili di proprietà del contribuente), l'ipotesi
governativa di portare la riscossione nell'alveo pubblico
togliendola alle banche e, non ultimo, il contenzioso fra
l'Assessore per il bilancio e le finanze protempore, on. Cintola,
e la Montepaschi Serit - tali da non consentire alla società
incaricata della riscossione di programmare l'immissione di nuove
risorse umane,
impegna il Governo della Regione
a garantire in sede di approvazione del piano industriale del
nuovo soggetto Serit Sicilia la prospettiva occupazionale ai 260
ex CFL, anche gradualmente, sempre che ciò corrisponda ai
requisiti di efficacia e di efficienza del nuovo soggetto gestore
della riscossione.» (13)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che in riferimento ai criteri attualmente esistenti
per i soggetti di diritto privato controllati da enti pubblici
vige la regola del non utilizzo del sistema del concorso
pubblico;
constatato che tale impostazione regolamentare ha di fatto
causato una situazione paradossale di illegittimità morale come
evidenziato dai casi che sempre più frequentemente assurgono agli
onori della cronaca di assunzioni facili negli enti controllati
da soggetti pubblici,
impegna il Governo della Regione
a mettere in atto iniziative giuridiche immediatamente efficaci
per tutti i soggetti di diritto privato controllati da enti
pubblici affinché, per le assunzioni effettuate da tali soggetti,
siano utilizzate le procedure del concorso pubblico.» (14)
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 20, accettato dal
Governo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
esaminato il Documento di programmazione economicofinanziaria
per gli anni 2007-2011, presentato dalla Giunta regionale;
considerato che il Documento rappresenta un passaggio
essenziale per l'avvio della procedura di bilancio e la
definizione della portata della manovra correttiva sulla base
della disanima degli andamenti tendenziali e definisce gli
indirizzi cui deve ispirarsi la legislazione di spesa della
Regione e le altre linee di politica economica che rendano
coerenti gli obiettivi dichiarati;
considerato altresì che il Documento assume quest'anno
particolare rilevanza in quanto coincide con l'intero arco
temporale della attuale legislatura e segnala inoltre la
necessità di una manovra correttiva dei conti per l'esercizio
finanziario 2006; in particolare i dati relativi al PIL, sono
particolarmente significativi in quanto su questi sono costruite
le principali stime riguardanti i dati finanziari della Regione
ed in generale il quadro tendenziale di finanza pubblica;
preso atto che l'esame parlamentare è stato l'occasione per
un'ampia discussione dei contenuti del Documento che ha coinvolto
in fase istruttoria le Commissioni di merito, le quali hanno
offerto alla Commissione Bilancio le proprie osservazioni e
proposte, favorendo una positiva e proficua interlocuzione tra
organo parlamentare e Governo nella definizione degli obiettivi
di finanza pubblica e nella determinazione delle politiche di
sviluppo. Da segnalare, in questo contesto, è altresì
l'attivazione del comma 2 dell'articolo 73 bis. 1 del Regolamento
interno;
preso atto altresì dei contenuti, delle indicazioni e degli
indirizzi espressi nella relazione della Commissione Bilancio
sulle politiche della Regione e sull'evoluzione della finanza
pubblica della Regione;
preso atto infine delle indicazioni emerse nel corso dell'ampia
discussione svoltasi in Aula con il concorso di tutte le forze
politiche, ed in particolare delle considerazioni espresse
nell'ordine del giorno n. 8 e condivise dal Governo,
impegna il Governo della Regione
1. in ordine alla programmazione comunitaria 2007-2013, proprio
nella sua fase di avvio, ad assicurare il massimo coinvolgimento
del Parlamento regionale e delle sue articolazioni, sia nella
fase di elaborazione delle politiche che del controllo della
spesa, allo scopo di superare le criticità emerse nel corso
dell'attuazione della programmazione 2000-2006;
2. in ordine alla politica del credito, a promuovere la
realizzazione di un meccanismo finanziario pubblico o misto che
si ponga come trai d'union tra l'intervento pubblico e la domanda
reale di realizzazione d'impresa, da parte dell'avente diritto,
proponendosi quale interlocutore diretto sia con la Regione, sia
soprattutto con la Comunità Europea; a realizzare la
organizzazione della Conferenza regionale sul credito di cui
all'articolo 24 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5;
3. in ordine all'adozione degli strumenti per la fiscalità di
vantaggio, a porre in essere incisive iniziative nei confronti
del Governo nazionale al fine di ottenere l'istituzione di zone
franche nel territorio siciliano. Si segnala in tal senso la
disponibilità delle aree portuali di interesse nazionale che
appaiono particolarmente idonee ad essere sede di tali zone;
4. in ordine alle politiche istituzionali e per la famiglia,
nonché al riassetto organizzativo degli enti, ad applicare il
principio della sussidarietà istituzionale come questione
strategica del nuovo assetto delle autonomie, partendo proprio
dalla valorizzazione delle realtà regionali e locali e della loro
capacità di governo e rapporto con i cittadini e i territori. Ad
avviare nel contempo una complessiva riorganizzazione degli enti
operanti nella Regione anche al fine di superare le duplicazioni
organizzative esistenti; in tal senso appare necessaria la
soppressione dei consorzi di bonifica, degli ATO idrici e
rifiuti, nonché la riforma di Asi ed Istituti Autonomi case
popolari e Camere di Commercio. Appare inoltre opportuno che le
emergenze e gli eventi eccezionali sul territorio siano
sottoposti all'esclusivo coordinamento del Dipartimento regionale
della Protezione civile, il quale deve pertanto essere dotato di
idonee risorse finanziarie. Si impegna altresì il Governo a
promuovere idonee iniziative per la diffusione della cultura
della legalità, per il sostegno alle fasce più deboli della
popolazione ed il contrasto alla povertà, nonché per addivenire
ad una rivisitazione dell' attuale modello dei centri di
permanenza temporanea, da sostituire con centri multiservizi di
accoglienza, adottando concrete politiche d'inserimento e
d'integrazione degli immigrati;
5. in ordine alle attività produttive ed alla politica
energetica, ad adottare azioni per il completamento delle
urbanizzazioni delle aree per gli insediamenti produttivi, a
promuovere iniziative per il rilancio del comparto dei sali
potassici, a favorire lo sviluppo dell'artigianato del legno,
nonché a tutelare il saper artigiano attraverso l'istituzione di
scuole degli antichi mestieri. Si impegna inoltre il Governo a
promuovere lo sviluppo della ricerca tecnologica, alla
definizione ed approvazione di un Piano energetico regionale nel
quale si contemperi il pieno utilizzo delle fonti energetiche
rinnovabili con le esigenze di sicurezza del territorio e di
riduzione del rischio ambientale. Si ravvisa infine l'opportunità
di valutare che la Sicilia adotti il piano strategico nazionale
per l'alcool-benzina redatto dallo Stato nel 2005;
6. in ordine alle politiche del lavoro, pubblica istruzione e
formazione professionale, ad adottare idonee iniziative
legislative rivolte alla riforma del mercato del lavoro e del
settore della formazione professionale, nonché a contrastare il
crescente fenomeno dell'emigrazione intellettuale, anche
attraverso forme di collaborazione sempre più strette e continue
con le Università ed i centri di ricerca per diffondere la
cultura produttiva e della società dell'informazione;
7. in ordine ai beni ed attività culturali, ad attribuire ad un
unico centro decisionale le scelte sulle medesime attività. Ad
individuare strumenti atti a consentire un maggiore ritorno
economico dall'utilizzo del patrimonio artistico culturale; ad
adottare iniziative per la stabilizzazione dei catalogatori;
8. in ordine ai lavori pubblici, ad adottare ogni utile
iniziativa diretta alla accelerazione dello svolgimento delle
procedure di gara per la realizzazione delle opere pubbliche;
9. in ordine alle politiche in materia di trasporti, ad
adottare ogni atto ed iniziativa utile al fine di realizzare il
collegamento stabile con il Continente, infrastruttura di cui si
ribadisce l'importanza strategica per lo sviluppo della Sicilia.
A promuovere il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo (da
prolungare fino alla costa meridionale), il miglioramento delle
reti di trasporto principali, senza marginalizzare le zone
rurali, anzi dando idoneo rilievo ai collegamenti tra aree
interne a vocazione rurale e le principali direttrici costituenti
le reti di trasporto primarie. Il tutto naturalmente in un'ottica
di salvaguardia delle compatibilità ambientali;
10. in ordine alla sanità, rilevato che il disavanzo sanitario
costituisce una tra le principali cause delle sofferenze
finanziarie della Regione, si impegna il Governo ad adottare
azioni realmente incisive per la razionalizzazione,
qualificazione ed il contenimento della spesa sanitaria, che
comunque non riduca la qualità del servizio. Le scelte dovranno
tenere conto dell'eventuale risparmio delle prestazioni in
convenzione rispetto a quelle delle strutture pubbliche. Si
esprime viva preoccupazione per la scelta compiuta dal Governo
nazionale, con l'articolo 101 del disegno di legge finanziaria
2007 , che ha elevato al 45 per cento il contributo della Regione
siciliana alla spesa sanitaria, prevedendo per gli anni a seguire
ulteriori incrementi con l'esplicito obiettivo di attribuire alle
finanze regionali l'intero onere economico della spesa sanitaria;
in tal senso s'impegna il Governo regionale ad adottare le
opportune azioni presso quello nazionale per l'abrogazione, od in
subordine, la correzione del predetto articolo;
11. in ordine al quadro finanziario generale, a promuovere
l'adozione del decreto dirigenziale del Ministero dell'Economia e
delle Finanze al quale sono subordinati gli effetti della nuova
norma di attuazione dell'articolo 37 dello Statuto, emanata con
il Decreto legislativo 3 novembre 2005, n. 241; si auspica, in
tal senso, il concorde impegno della deputazione siciliana al
Parlamento nazionale. Impegna inoltre il Governo della Regione a
sottoporre al parere dell'Assemblea il piano di utilizzo dei
fondi ex articolo 38 dello Statuto. Si impegna, altresì, il
Governo a fornire all'Assemblea un'informazione tempestiva in
caso di adozione delle procedure di cui all'articolo 12 della
legge n. 468 del 1978. Si richiama infine l'attenzione del
Governo in ordine alla mancata contabilizzazione nel D.P.E.F.
delle poste del P.O.R. 2007-2013, sia riguardo alle spese che
alle risorse da impiegare in ordine alla congruità delle risorse
previste rispetto agli investimenti programmati e ad una
possibile sottostima del tasso di crescita della spesa sanitaria
nel quinquennio 2007-2011, nonché sui dati relativi alle spese
per retribuzioni e pensioni. E' in ultimo necessario individuare
meccanismi in grado di dare certezza all'efficacia della spesa di
cui alla tabella H della legge finanziaria;
12. in ordine alla promozione e tutela delle specificità
ambientali, culturali economiche e sociali delle zone montane e
dei centri minori, a prevedere nell'ambito del
Documento di programmazione economica e finanziaria nonché
nel Programma operativo, relativamente ai Fondi strutturali 2007-
2013, interventi e azioni volti alla valorizzazione, salvaguardia
e sviluppo dei centri storici minori e montani dell'Isola con
particolare riferimento ai Comuni posti ad una altitudine sopra
il livello del mare di almeno 600 mt, con popolazione non
superiore a 10.000 abitanti, interessati da processi di
migrazione e riduzione demografica nonché di degrado urbano e
declino socio-economico; ed in particolare: ad incentivare
attraverso strumenti amministrativi, finanziari e fiscali, il
sistema produttivo locale dei centri storici minori e montani; a
favorire forme di aggregazione e cooperazione tra centri
amministrativi minori; a valutare l'ipotesi di un provvedimento
legislativo organico in materia di centri storici minori e
montani dell'Isola,
approva
ai sensi dell'art. 73 bis. 1, comma 3, del Regolamento interno,
il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2007-2011 nel testo così risultante.» (20)
Comunico che allo stesso l'onorevole Cracolici ha presentato il
seguente emendamento:
«Nella parte impegnativa, dopo il punto n. 11 è aggiunto il
seguente:
12. Non concedere alcuna proroga per la gestione del servizio
118 ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che gli onorevoli Di Mauro, Fleres e Cimino hanno
presentato, all'ordine del giorno numero 20, il seguente
emendamento:
«Nella parte impegnativa dopo il punto 11 è aggiungo il
seguente:
12. Accelerare la costituzione dell'ARSEA ».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancor prima
di conoscere il merito degli emendamenti, chiedo come si vuole
procedere nel dibattito atteso che era già stato acquisito un
percorso dei lavori parlamentari, tanto più che è stato
comunicato un emendamento di cui non si conosce l'esistenza.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, a seguito delle decisioni
assunte oggi, si è stabilito di accogliere la sua richiesta di
presentazione di un emendamento e abbiamo ritenuto di potere
accettare la richiesta di altri colleghi.
CRACOLICI Signor Presidente, ho semplicemente trasformato
l'ordine del giorno numero 7, non ho presentato un nuovo
emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, non è un ordine del giorno
trasferito, è stato presentato il suo emendamento ed altri
colleghi hanno chiesto di fare altrettanto e la Presidenza ha
ritenuto di poterlo accettare.
Tuttavia, se si rende necessario un chiarimento, l'emendamento
può essere illustrato dai presentatori.
CIMINO presidente della Commissione Bilancio. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione Bilancio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento si vuole
inserire nell'ordine del giorno di approvazione al documento di
programmazione economica e finanziaria perché trattasi di
un'iniziativa molto importante che il precedente Assessore
all'agricoltura, onorevole Leontini, aveva attivato.
Riteniamo giusto e legittimo dare l'opportunità a questa
Agenzia, che opera nel settore dell'agricoltura, di poter trovare
il pieno coinvolgimento del Governo nella sua realizzazione.
Quindi, si tratta di un emendamento di proposizione di
un'azione precedentemente attivata dal Governo Cuffaro e che oggi
più che mai si trova nella piena disponibilità a renderlo
operativo.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, mi sembra di capire che
l'emendamento riguarda una accelerazione di una procedura già
normata.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là dei
tecnicismi, si è stabilito, ai sensi del Regolamento, che
l'ordine del giorno che approva il Documento di programmazione
economico-finanziaria, fatto proprio dal Governo, faceva
decadere tutti gli ordini del giorno presentati e, dal punto di
vista procedurale, questo è ineccepibile.
E' stato fatto osservare che il Regolamento prevede, per la
procedura dell'approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria, che l'ordine del giorno fatto proprio dal
Governo possa essere emendato dall'Aula.
C'era l'intesa - così come mi era sembrato di capire nella
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari - che alcuni
ordini del giorno, pur non sopravvivendo formalmente come tali,
venivano trasformati, cercando una soluzione che non incideva
sulla procedura, che la garantiva sul piano formale, ma che
sostanzialmente prevedeva acquisizioni di punti di vista
differenti, così come avvenuto per l'ordine del giorno numero 8
che il Governo ha ritenuto utile e che è stato assunto
nell'ordine del giorno numero 20.
Quindi, se si fa riferimento alla procedura concordata, non si
può presentare in Aula, al di là del merito, un emendamento che
non conosco e che comporta un'accelerazione dell'iniziativa, pur
non comprendendone i motivi.
Quindi, signor Presidente, le chiedo di sospendere i lavori per
esaminare l'ordine del giorno della maggioranza ed,
eventualmente, predisporre eventuali emendamenti.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi pare che
ci sia alcuna violazione della procedura, gli ordini del giorno
sono emendabili e il problema non si pone.
Ma se questo dovesse turbare qualche collega, potremmo
trasformare questo emendamento all'ordine del giorno principale
sul Documento di programmazione economico-finanziaria in un
ordine del giorno a se stante con il quale si impegna il Governo
ad accelerare le procedure per la costituzione dell'ARSEA.
Personalmente, contesto la decadenza di questi ordini del
giorno, perché è prassi consolidata di questa Assemblea di
agganciare al Documento di programmazione economico-finanziaria,
alla Finanziaria e ad altre leggi, una serie di ordini del giorno
di carattere generale.
Per quanto mi riguarda si sarebbero potuti votare oppure si
sarebbe potuta accelerare la procedura con la formula di rito
dell'accettazione come raccomandazione, e mai nessuno di noi si è
mai formalizzato su questi aspetti.
Insisto su questo tema per una semplice ragione: non stiamo
violando il Regolamento, non stiamo prevedendo variazioni alla
legge esistente, che già prevede la costituzione di questo
organismo, si vuole soltanto, nell'ambito di quelle che sono le
previsioni del Documento di programmazione economico-finanziaria
e per non perdere i fondi del FEOGA che in questo momento non
hanno un soggetto gestore perché non è stata costituita l'Agenzia
regionale che utilizza i fondi medesimi - sul piano nazionale c'è
l'AGEA, sul piano regionale non c'è nessun organismo - si vuole
soltanto, dicevo, sollecitare il Governo ad accelerare quanto la
legge già prevede, proprio per evitare, nella logica del
Documento di programmazione economico-finanziaria, che risorse
già destinate alla nostra Regione dal FEOGA possano non essere
erogate in tempo o possano non essere erogate affatto, perché,
come sappiamo, se non si utilizzano entro i tempi che l'Unione
Europea ci detta rischiamo di perderli.
Pertanto, non stiamo stravolgendo assolutamente nulla. Dico di
più, se avessimo pensato sia io che l'onorevole Di Mauro che
avremmo suscitato queste difficoltà, queste preoccupazioni,
avremmo proceduto in altro modo. Stiamo soltanto sottolineando
al Governo che esiste una legge che va attuata e in fretta per
non sprecare risorse.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, proprio perché le formalità
rappresentano norma e la legge è uguale per tutti, per evitare
che venisse dichiarato inammissibile un ordine del giorno che era
stato presentato, la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari ha stabilito di trasformare in emendamento una
richiesta che proveniva da una parte politica, emendamento reso
noto all'Aula nel momento in cui è stato letto e non prima.
Pertanto, la Presidenza ha ritenuto, anche in virtù del merito
dell'emendamento che mi veniva richiesto, che ovviamente non crea
nulla di nuovo, di accettare una richiesta ritenuta utile
all'accelerazione della spesa in agricoltura.
Non c'è stato un venir meno alla prassi e al Regolamento, così
come è stato inserito un emendamento a firma dell'onorevole
Cracolici, ne è stato inserito un altro a firma degli onorevoli
Di Mauro, Fleres e Cimino.
Per richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo, in
applicazione del Regolamento, che l'ordine del giorno sia
preventivamente sottoposto all'esame per consentire ai deputati
di proporre emendamenti.
Le chiedo, pertanto, di rinviare la seduta di ventiquattro ore,
perché stiamo commettendo una gravissima violazione e chiedo
scusa a me stesso poiché non avevo chiaro che quanto si sta
discutendo ha un valore; mi dispiace, e lo dico al Governo, anche
per il silenzio con il quale si sta affrontando questa
discussione. Chiedo ancora, formalmente, che si stabilisca un
termine per garantire ai deputati di proporre gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il Regolamento è chiarissimo
ed ormai è iniziata la votazione sul suo emendamento.
CRACOLICI. Ma si rende conto cosa sta facendo?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è già stato votato un
emendamento e se vuole intervenire a proposito la prego di
chiedere la parola.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, subito dopo la
seduta d'Aula di stamattina si è svolta una Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, convocata su meritoria
iniziativa del Presidente dell'Assemblea conseguentemente alla
presentazione di una ventina di ordini del giorno al fine di
concordare la procedura per il prosieguo dei lavori di oggi
pomeriggio.
Ebbene, in quella sede, si è deciso che alcuni ordini del
giorno potevano essere inglobati nell'ordine del giorno
presentato dalla maggioranza e, come da Regolamento, individuato
dal Governo; analogamente, si era deciso che ci sarebbe stata la
trasformazione di un ordine del giorno in emendamento che era
quello presentato dall'onorevole Cracolici e che è stato già
votato.
Ho ascoltato le argomentazioni importanti dell'onorevole
Fleres, come avviene quasi sempre quando solleva un problema, in
considerazione della grande esperienza maturata, tuttavia,
pregherei lui e l'onorevole Di Mauro, conformemente a quanto
stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, di trasformare l'emendamento in ordine del giorno
per essere accettato come raccomandazione dal Governo.
FLERES. L'ho proposto io stesso, onorevole Formica
FORMICA. Bene, pregherei allora il Governo, se è d'accordo, ad
accettare come raccomandazione quell'ordine del giorno,
trattandosi di un argomento importante.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la proposta
dell'onorevole Formica sia una proposta ragionevole e, per
quanto mi riguarda, non ho difficoltà ad accettarla.
Pertanto, o il Governo ritiene di accettare l'ordine del giorno
come raccomandazione o, diversamente, lo pongo in votazione.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo
dichiara di accettarlo come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e sui relativi
ordini del giorno
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 20,
così come integrato dall'ordine del giorno numero 8, sul quale il
Governo si è dichiarato favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
approvando un ordine del giorno che ha criticato il Documento di
programmazione economico-finanziaria, ma che lo approva E ciò si
evince anche dalla relazione dell'onorevole Cimino e dalle
proposte contenute nell'ordine del giorno presentato dalla
maggioranza dei componenti della Commissione.
Vorrei sottolineare che, tra le cose che non stiamo approvando,
vi è la richiesta al Governo di far rispettare una legge vigente
e prendo atto che il Parlamento regionale ha votato senza capirne
la funzione.
La legge prevede che il 31 dicembre 2006 scadrà la concessione
alla SISE del servizio 118, servizio prorogato per due volte con
legge della Regione.
Ci sono stati ben ventiquattro mesi per preparare il bando e
procedere a gara, così come è previsto in tutte le altre Regioni.
Aver chiesto - così come avevo fatto - che il Governo si
impegnasse a non concedere ulteriori proroghe e, quindi, a
procedere a gara, fermo restando che il servizio va garantito, lo
consideravo un atto di buon senso.
Prendo atto che uno dei primi provvedimenti che questo
Parlamento adotta è di mantenere un privilegio, piuttosto che
garantire la libertà di mercato di operatori che lavorano in
questo settore.
Ciò mi dispiace, ma ci batteremo affinché la SISE possa
partecipare, con altri, ad una gara pubblica che consenta a
chiunque di poter concorrere.
Non ci possono essere, infatti, figli e figliastri, anche
perché, in questa Regione, la SISE ha dimostrato di operare con
la cultura dei figliastri.
Si tratta di un'azienda che, pure in queste ore, sta facendo
parlare di sé per una gestione clientelare dell'avviamento dei
soggetti e credevo che quest'Aula avesse il dovere di dare una
risposta, ma non l'ha fatto, mi dispiace.
Speriamo di riuscirlo a fare con la legge Finanziaria,
consentendo a questa Regione di avere un interlocutore vero e non
un interlocutore esclusivamente al servizio di una parte
politica.
LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, volevo cogliere l'occasione, per questo ordine del
giorno numero 8, inglobato nel numero 20, per rivolgere una
raccomandazione al Governo, dal momento che si è stabilito così,
affinché vengano valorizzati anche tutti i centri storici minori.
E spiego il motivo, onorevole assessore. La cosiddetta legge
Crisafulli', per intenderci, aveva tagliato fuori dai POR e dai
fondi comunitari europei i centri storici minori di trentamila
abitanti.
Siccome oggi si vuole dare maggiore attenzione ai centri
storici minori in generale, chiedo che, al di là di questo ordine
del giorno specifico sulla montagna, possa essere accolta una
raccomandazione dal Governo affinché consideri, in linea
generale, anche per quanto riguarda i fondi comunitari, tutti i
centri storici minori inferiori ai dieci mila abitanti.
Con i fondi di Agenda 2000, infatti, non hanno potuto godere
dei fondi comunitari i comuni con popolazione inferiore ai
trentamila abitanti. Successivamente, non vi furono le risorse di
cui al bando emanato dalla Regione per i comuni minori.
La raccomandazione è, quindi, che al di là di questo specifico
ordine del giorno, possano essere attenzionati anche i centri
storici minori a diecimila abitanti.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole
all'ordine del giorno presentato, anche con le integrazioni
introdotte successivamente, e non perché, come diceva poc'anzi un
collega, esso approva un Documento di programmazione economico-
finanziaria che ne contesta il contenuto.
Il mio voto è favorevole esattamente per il motivo inverso,
perché l'ordine del giorno, facendo diventare protagonista
questo Parlamento, relativamente a quelli che sono gli indirizzi
di politica economica e finanziaria del Governo, impegna il
medesimo a operare non soltanto in funzione del contenuto del
Documento di programmazione economico-finanziaria, ma anche
tenendo conto delle indicazioni vincolanti che l'ordine del
giorno, una volta approvato, determina.
Dunque, esattamente per un motivo opposto, dicevo, a quello che
sottolineava poc'anzi il collega. Questo ordine del giorno, non
soltanto effettua un'analisi critica - che non vuol dire
un'analisi polemica, bensì un'analisi degli elementi di criticità
di quel Documento - ma indica una serie di aggiustamenti e di
ipotesi che servono ad integrare e, speriamo, a risolvere ed
eliminare quelle criticità che la Commissione prima e l'Aula dopo
hanno individuato nel Documento di programmazione economico-
finanziaria.
Quindi, esprimo - lo ribadisco e concludo - il mio voto
favorevole, proprio perché, attraverso l'ordine del giorno, siamo
riusciti, dando grande dignità a questo Parlamento, a stabilire
una sorta di partecipazione attiva all'azione del Governo, con
una serie di formulazioni vincolanti, frutto del dibattito di
quest'Aula.
DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per annunciare il voto favorevole del Gruppo del
Movimento per l'Autonomia e, nel contempo, anche per comunicare
all'Aula che noi, subito dopo la votazione di questo Documento,
saremo costretti ad abbandonare l'Aula, avendo saputo - proprio
poc'anzi - che un'altra nave sta per arrivare in Sicilia, credo a
Termini Imerese, e, come parlamentari, ci recheremo sul posto,
perché, al di là di quello su cui qualcuno vuole speculare a
proposito delle considerazioni del gatto e la volpe noi non
sappiamo nulla.
Né ieri né oggi, infatti, è stato annunciato in Aula qualcosa
in merito da parte del Governo, che proprio su questa vicenda
aveva assicurato che si sarebbe trattato di una sola nave, mentre
adesso è in arrivo un'altra.
Per cui, andremo sul posto per manifestare la nostra protesta e
per agire concretamente affinché questa iniziativa, una volta
per tutte, venga sospesa.
La Sicilia, infatti, non può continuare ad essere - non voglio
ripetermi - la pattumiera delle problematiche italiane, però,
di fatto, ritorniamo in una vicenda che, per noi, non sta
assolutamente né in cielo né in terra e vogliamo che per il
futuro, ma anche per oggi, venga impedita.
Riprendendo il discorso sul Documento di programmazione
economica-finanziaria, credo che, proprio dai lavori che sono
stati portati avanti in Aula e nelle Commissioni, al di là di
quelle che potevano essere le considerazioni da parte di qualche
collega parlamentare, si sia fatto un buon lavoro.
Le stesse Commissioni di merito, compiendo uno sforzo, hanno
provveduto ad indicare una serie di elementi a supporto; infatti,
non dobbiamo dimenticare - e di questo bisogna dare atto al
Governo - che il contesto in cui è stato elaborato questo
strumento è stato di assoluta incertezza, di difficoltà a
conoscere soprattutto i numeri, perché, nello stesso Documento,
da parte dello Stato, di fatto, non erano indicate né cifre né
altri aspetti importanti che potevano essere parte del Documento
di programmazione economico-finanziario che riguardava, appunto,
la Sicilia.
In questo contesto abbastanza confuso, nei primi giorni del
Governo nazionale in cui si annunciavano una serie di misure
urgenti ed indifferibili per il ripianamento dei conti economici,
il Governo della Regione, rappresentando una situazione molto
difficile, ha evidenziato la questione siciliana nel suo stato
reale, con tutte le sue difficoltà economico-finanziarie,
prevedendo una sorta di azione, di impegno, di contributo
politico al ragionamento affinché la Sicilia possa avere un suo
ruolo strategico di sviluppo e possa compiere la sua azione, in
considerazione del fatto che il mercato, in atto - e mi riferisco
al mercato della Sicilia - è un mercato povero, scarso, in cui
gli operatori hanno poca capacità economica.
Sono state messe in rilievo, in quest'Aula, le enormi
difficoltà, le Commissioni hanno lavorato - come dicevo poc'anzi
- e sono stati presentati diversi documenti, ma credo che il
Documento prodotto dalla maggioranza comprenda ulteriori ragioni
per esprimere un voto favorevole e, da queste considerazioni, lo
ripeto, dichiaro il mio voto favorevole e quello del Movimento
per l'Autonomia, pregando l'onorevole Presidente di rinviare i
lavori, dopo la votazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria, riprendendo domani per la trattazione
delle mozioni.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il permesso
del Presidente del mio Gruppo parlamentare, anticipo il voto
favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale all'ordine del giorno
e, quindi, anche al Documento di programmazione economico-
finanziaria.
Desidero, nondimeno, esprimere il compiacimento personale,
anche dell'intero Gruppo politico, al Presidente della
Commissione Bilancio, onorevole Cimino, perché, avendo avuto
l'onore ed il privilegio di vivere già negli anni passati una
esperienza parlamentare come questa, ebbene, devo dire che è la
prima volta che la Commissione Bilancio ed il suo Presidente si è
adoperato per valorizzare il dibattito sul Documento di
programmazione economico-finanziaria che, negli anni passati,
veniva presentato dal Governo e approvato in pochissimi minuti.
Credo che questo Parlamento ha avuto l'occasione di vivere un
momento esaltante, dal punto di vista del dibattito politico, e
l'impegno dell'assessore Lo Porto, accompagnato dall'impegno
della Commissione Bilancio e del suo Presidente, ha dato vita ad
un dibattito che oserei definire, signor Presidente, esaltante,
che dà grande dignità a questo Parlamento. Quindi, è un motivo
ulteriore per esprimere un voto favorevole a questo Documento di
programmazione economico-finanziaria.
Se mi è consentito, al di là della prassi, vorrei esprimere la
mia opinione sull'intervento dell'onorevole Cracolici.
Posso condividerne, personalmente, molti aspetti dell'argomento
in oggetto, però, credo che la cosa importante oggi in Sicilia
sia quella di assicurare il servizio e il lavoro a tutti questi
operatori, dai barellieri al personale medico, paramedico e agli
autisti.
Pensare oggi di bandire una gara pubblica, a livello europeo, a
due mesi dalla scadenza, significa, automaticamente, interrompere
il servizio e bloccare un'attività che è di fondamentale
importanza, creando gravi disagi ai lavoratori.
Credo, quindi, che il Parlamento ha fatto bene, anche su questo
argomento, ad esprimersi per consentire la prosecuzione del
servizio e sono convinto che il Parlamento stesso si attiverà per
individuare i sistemi di gara previsti dalla legge, per materia e
per importo, assicurando così, per gli anni a venire, il
funzionamento del servizio.
TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il voto
contrario del Gruppo della Margherita a questo Documento di
programmazione economico-finanziaria, perché, per quanto sia
stato oggettivamente un dibattito molto più ricco rispetto a
quanto avvenuto negli anni passati, nonostante si debba dare atto
al Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Cimino, di
avere fatto un lavoro di recepimento di osservazioni e
sollecitazioni espresse da tante parti, ebbene, rimane un
documento dai contenuti generici, rispetto ai quali,
indubbiamente, si poteva fare molto di più e, a tal proposito,
desidero entrare nel merito.
Mi rivolgo, anzitutto, all'assessore Lo Porto, che oggi
valutava come positivo lo sviluppo del PIL regionale, considerato
che lo stesso si attesta intorno allo 0,9 per cento a prezzi
costanti.
Questo documento di programmazione economico-finanziaria
prevede una valutazione dello 0,1 per cento a prezzi costanti,
che potrebbe ancora essere un fatto positivo, ma io volevo
sottolineare che, come Regione Sicilia, siamo ad Obiettivo 1,
abbiamo avuto in questi anni ventimila miliardi di vecchie lire
per quanto riguarda il POR Sicilia, cioè circa 4 mila miliardi di
vecchie lire ogni anno, 2 miliardi di euro ogni anno, che
corrispondono, se il PIL della Sicilia è intorno a 83 miliardi
di euro, a circa 2,5 per cento, e se si considera anche
l'indotto, che dovrebbe creare questi investimenti, dovremmo
essere, come minimo, a un più 4, più 5 per cento come incremento
del prodotto interno lordo.
Invece la valutazione della crescita in Sicilia attorno allo
0,1 per cento è impropria. Ed è talmente vero ciò che dico, che
l'Europa ha permesso che la Sicilia continuasse ad essere
nell'Obiettivo 1, proprio perché non si era ottenuto quel
successo e quei risultati che si speravano.
Questo punto di partenza, per quanto riguarda la valutazione
iniziale del documento di programmazione economico-finanziaria
rispetto alla quale poi costruire i percorsi, trova altresì una
serie di considerazioni proposte dai funzionari della Commissione
Bilancio, in particolare mi riferisco alla nota che ha fatto
pervenire il dottor Di Gregorio e questa valutazione si basa su
una serie di dati negativi, tra questi, per esempio, la mancata
previsione del cofinanziamento.
Infatti, prevediamo un documento di programmazione economico-
finanziaria indicante le linee dei prossimi cinque anni,
2007/2013, ma mi chiedo quanto costerà questa programmazione e
cosa deve metterci di suo la Sicilia e la mia prima domanda è
quale sia l'entità del cofinanziamento in tutti questi anni.
La seconda questione riguarda quelle misure che presentano
alcune difficoltà, per esempio, la dottoressa Palocci, recatasi
in Commissione per esprimere le sue posizioni e quelle
dell'Ufficio di programmazione, ha sottolineato che, rispetto ad
alcuni uffici, aveva fatto presente formalmente che vi erano
alcune situazioni critiche.
Mi chiedo, quindi, cosa intende fare il Governo, in termini di
verifica, sull'operato dei dirigenti che avevano, ed hanno, la
funzione di attuare le varie misure, in altri termini, cosa si
intende fare affinché queste esperienze di finanziamenti europei,
che ormai durano da venti anni, possano divenire sempre più
efficaci nel tempo.
Questo è un discorso delicato, perché si può allargare anche ai
dirigenti nel settore della sanità, figure che, con una semplice
autodichiarazione, certificano di avere raggiunto gli obiettivi
prefissati, quando invece non è vero, e lo dico quantomeno per
quanto riguarda il campo della sanità E' sotto gli occhi di
tutti, c'è un buco incredibile
Mi chiedo se nei confronti di questi dirigenti si sia fatta
un'azione di verifica e di controllo sui risultati raggiunti.
Ovviamente no, perché sono stati tutti riconfermati, almeno in
larga parte, quindi, c'è una mancanza di attenzione, sul piano
delle procedure, da parte del Governo.
Questo Documento di programmazione economico-finanziaria parla,
altresì, di una semplificazione delle procedure amministrative e
fa riferimento ad una tale quantità di temi che non si possono
esprimere in poche righe C'è una semplice elencazione di sei o
sette possibilità di intervento, così come era avvenuto negli
anni passati.
Mi ha colpito in modo particolare, nel campo del credito, una
valutazione di difficoltà a cui andranno incontro le imprese,
piccole e medie, in applicazione dei Trattati internazionali
relativi a Basilea 2, prevedendo una compressione della capacità
di indebitamento delle nostre imprese.
Si prevede, come è in atto, un tasso di interesse che si
mantiene sui 4-5 punti in più rispetto a quello applicato in
Italia e, rispetto a questo si chiude con una semplice e
lapidaria affermazione: la Regione potrebbe valutare il progetto
di un Mediocredito regionale.
E lo stesso succede per il settore dei rifiuti,
dell'agricoltura e quant'altro Per i rifiuti, ad esempio, c'è
una dichiarazione sorprendente da parte del Commissario per i
rifiuti che, in applicazione della legge, ha permesso di ritenere
superate le questioni riguardanti l'eliminazione dei rifiuti
solidi urbani. Superate, quando invece sta esplodendo tutto
Sono queste le ragioni per cui esprimiamo il nostro voto
contrario. Infine, c'è un'affermazione, in questo ordine del
giorno, riguardante il settore della sanità, che invito,
onorevoli colleghi, a valutare.
Le scelte di questo settore dovranno tenere conto
dell'eventuale risparmio delle prestazioni in convenzione
rispetto a quelle delle strutture pubbliche, come dire che le
scelte dovranno privilegiare la sanità privata piuttosto che
quella pubblica.
Ritengo che questa affermazione vada cassata urgentemente e
rivolgo un invito, a tal proposito, a tutti.
Concludo, dicendo, che non c'è, in questo Documento di
programmazione economico-finanziaria un segnale di grande novità.
La Sicilia avrebbe bisogno, piuttosto, di uno sforzo che possa
dare fiducia, che possa dare speranza, mi riferisco, ad esempio,
alla soppressione di tanti enti inutili, all'eliminazione di
tanti Consigli di amministrazione e di questo non si fa menzione
Mi riferisco, ancora, a una formazione professionale di cui si
fa cenno e che è il cuore di una possibilità di sviluppo, e che
invece è una palla al piede
Rivolgo, pertanto, un invito al Governo Cuffaro: questi 5 anni
sono un'occasione per risolvere le grandi questioni, dalla
semplificazione amministrativa alla formazione professionale,
alle leggi di settore che, nella passata legislatura, non sono
state attuate.
Lo ribadisco, è questo il momento di affrontare queste
questioni e dare così una svolta alla Sicilia e, in questo, il
Governo troverà sicuramente l'appoggio, almeno in termini di
lavoro, di tutto il centrosinistra.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
ci sia una grande differenza, ed è per questo che annuncio il
mio voto contrario, fra questo ordine del giorno e la stessa
relazione della Commissione, della relazione di maggioranza, che,
in larga parte, non abbiamo avuto difficoltà a ritenere
oggettivamente critica, è apprezzabile lo sforzo di lettura del
Documento.
Inoltre, questo è un ordine del giorno che si produce in un
pout-pourri generico e vago, che non ha niente a che vedere con
l'intenzione che, probabilmente, la stessa maggioranza voleva
fornire nell'intento di riappacificarsi col Governo e, forse, di
aggiungere qualcosa che era sfuggita in un primo momento.
Non voglio soffermarmi su tutto, ma mi tocca rilevare come sia
del tutto pleonastica la richiesta di avere informazioni
tempestive, in caso di adozione delle procedure di cui
all'articolo 12 della legge 468 del 1978, a Finanziaria già
confezionata e presentata; ma soprattutto devo ritornare su
quanto accennava l'onorevole Tumino sul fatto di impegnare il
Governo a far sì che le scelte tengano conto dell'eventuale
risparmio delle prestazioni in convenzione rispetto a quelle
delle strutture pubbliche.
Non soltanto perché questo è contrario a quanto illustrato da
una parte della maggioranza - ed in quest'Aula abbiamo ascoltato
tutti - non soltanto perché su questo argomento abbiamo
ragionato a lungo, ma perché questo assunto è del tutto
controvertibile, perché se questo è un atto di richiamo alla
buona amministrazione pubblica è del tutto pleonastico che si
debba preferire ciò che può conseguire un miglior risultato ad un
costo più basso.
Ma se così non è, diventa un indirizzo che si vuole dare ai
direttori generali e ciò diventa inquietante, un'ennesima
dimostrazione di ingerenza della politica nelle scelte dei
direttori generali che già - devo ammettere - non brillano né per
autonomia né per sagacia né per capacità gestionali, stante
questo debito che ci fa diventare record d'Italia.
In ogni caso, se, nonostante quanto sta accadendo, il
Parlamento dovesse sentire il bisogno di raccomandare ai
direttori generali di preferire le convenzioni private alla
ospedalità e alle strutture pubbliche, credo che veramente siamo
arrivati alla dichiarazione di rei confessi.
Non c'è nessuna assicurazione che questo faccia risparmiare la
sanità pubblica né che possa migliorare il servizio dei
cittadini
FLERES. Lei sa leggere, onorevole De Benedictis? Legga
DE BENEDICTIS. Ho letto Non è l'eventuale che salva la
questione Mi lasci parlare per la mia dichiarazione di voto.
FLERES. Non faccia l'esegeta Ci fa solo perdere tempo
DE BENEDICTIS. Ho visto che ho toccato un nervo Il Parlamento
ne prende atto e se cortesemente, signor Presidente, mi fa
terminare l'intervento gliene sarei grato.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, onorevole Cracolici, fate
continuare l'onorevole De Benedictis il quale ha assistito in
silenzio ai vostri interventi. Abbiate la cortesia di fare
altrettanto.
DE BENEDICTIS. Credo che la reazione scomposta e inutile di chi
è stato zittito dal Presidente dia ampia dimostrazione che è
stato toccato un nervo scoperto e ritengo che sia una
dimostrazione sbagliata della maniera di porsi della politica
rispetto ad un problema che meriterebbe più responsabilità
nell'interesse di tutti.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio il
voto favorevole del Gruppo parlamentare UDC, seppur con alcune
sottolineature.
Se mi è consentita un'immagine aulica - io non calco questi
corridoi e questo Palazzo dal 1996 - in questi dieci anni ho
letto tanto circa il nuovo modo di far politica, ma ho avuto
l'impressione, in questo piccolo scorcio di legislatura, che
nulla è cambiato
Siamo alle dichiarazioni e alle posizioni preconcette, non c'è
nessuna volontà di approfondire il merito delle proposte, chi è
maggioranza resta maggioranza, chi è opposizione resta tale.
Tutto questo non serve alla politica, non serve alla Sicilia.
Dovremmo - mettendo da parte le impressioni di inciucio' che
nessuno vuole dare - cercare di dialogare per le questioni
importanti della nostra Regione, come del resto si cerca di fare
a Roma. Non si può non dare atto che a Roma ci sia un tentativo
di dialogo per i grandi temi che riguardano la Nazione. Qui non
riusciamo a farlo. Forse si vuole raggiungere l'obiettivo della
passerella, della prima pagina del Giornale di Sicilia, della
ripresa televisiva, ma questo non serve a nessuno.
Per il futuro, per quello che può valere, ma in ogni caso vale
per me, ove ci fossero delle proposte importanti e per
l'interesse della Sicilia - a prescindere dalla parte politica o
dal collega deputato che farà la proposta - queste vedranno il
mio consenso e, a volte, il dissenso rispetto a quello che può
sostenere il Gruppo.
Ciò premesso, il documento di programmazione economica e
finanziaria è un ottimo documento, soprattutto se lo compariamo
- col senno di poi o, meglio, col senno in itinere - con la
finanziaria nazionale, perché non si possono vedere entrambi i
documenti scollegati tra loro.
Non è utile, mi scusi l'onorevole Borsellino, lamentare che,
mentre ancora non è stato varato il documento di programmazione,
il Governo ha già presentato lo schema di finanziaria. Ci sono
dei termini che vanno rispettati e il Governo deve rispettarli;
quest'Aula avrebbe dovuto, entro agosto, varare il documento che
stiamo varando adesso.
Siamo stati, quindi, tutti un po' accondiscendenti, forse
perché è la prima volta per molti deputati, ma questo non dovrà
avvenire nel futuro.
Se leggiamo questo documento di programmazione economica e
finanziaria, che è uno dei tre strumenti finanziari che governano
la vita della Regione, e lo leggiamo comparandolo alla
finanziaria nazionale, dobbiamo chiederci perché alcune cose non
vengono riconosciute nella Sicilia ed è già tanto e miracoloso
che si possa fare un documento economico e finanziario di questo
tipo.
Ecco perché va votato e mi limito a questo senza ulteriori
commenti perché il tempo è obbligatorio ed è tiranno.
Infine, provo una certa amarezza - e lo dico da deputato della
maggioranza - a notare un certo disinteresse per questo tipo di
discussioni che rappresentano momenti di grande e alta politica
per la Sicilia.
Vedo che oggi l'Aula è parzialmente piena soltanto perché oggi
si vota; il dibattito è stato sostanzialmente dimenticato ed
evitato da gran parte dei deputati, di qualunque parte politica,
anche dalla mia, e non è un fatto positivo.
Stesso discorso vale per il Governo che è stato assente,
tranne il Presidente della Regione che ha una giustificazione
specifica della sua assenza oggi, e tranne l'assessore Lo Porto,
che è stato in perenne presenza durante il dibattito e qualche
altro assessore che è venuto sporadicamente a cui, a malapena,
possiamo dare la sufficienza. Credo, addirittura, che alcuni
assessori non abbiano messo piede in quest'Aula e questo non è
possibile
Chiedo al Presidente, formalmente, di richiamare gli assessori
che sono cronicamente assenti in quest'Aula per una questione di
rispetto verso i deputati che intervengono e che seguono i lavori
parlamentari.
Nella stessa maniera debbo sottolineare che, a volte, la
efficienza o la apparente efficienza non produce qualità. E mi
riferisco al fatto che soltanto ieri, nel tardo pomeriggio, i
deputati hanno ricevuto sia la relazione del Presidente della II
Commissione che le ultime osservazioni sul documento che stiamo
discutendo questo pomeriggio. Tranne i membri della Commissione
Bilancio, i deputati non hanno avuto nemmeno il tempo di
approfondire i temi.
Stiamo facendo una discussione pregevole, ma sarebbe stata più
approfondita, nell'interesse di tutti, se avessimo avuto i
documenti per tempo.
Prego il Presidente dell'Assemblea, la prossima volta, di
mettere in condizione i deputati di potere studiare ed
approfondire gli atti finali di un provvedimento legislativo in
itinere perché è difficile lavorare in queste condizioni.
Infine, non posso condividere la dichiarazione dell'onorevole
Di Mauro che, credo, sia già andato via con i membri del gruppo
dell'M.P.A..
CINTOLA E' presente in Aula.
MAIRA. Vedo che è presente. C'è qualche cosa che va registrata.
Mi prendo la responsabilità personale di ciò che sto per dire:
non si può continuare ad essere forza di lotta e di Governo,
bisogna scegliere: o si è parte del Governo o si fa lotta al
Governo.
Sarebbe stato molto più utile che, intanto, i colleghi del
gruppo parlamentare M.P.A. avessero reso partecipi i colleghi
della maggioranza di quanto stavano decidendo.
Possibilmente avrebbero trovato consensi, ma sarebbe stato
meglio se, anziché fare questo atto di lotta - perché di questo
si tratta -, avessero provocato una discussione in Aula e
possibilmente avrebbero trovato occhi per seguirli ed orecchie
molto attente per sentire quanto dicevano.
Ribadisco, a nome del gruppo parlamentare dell'UDC, il voto
favorevole all'ordine del giorno.
FORMICA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'annunciare il voto favorevole, come del resto aveva ribadito
l'onorevole Caputo che era intervenuto prima di me, non posso
esimermi, però, nel sollevare alcune considerazioni.
Alcuni parlamentari hanno criticato un inciso del punto 10
dell'ordine del giorno sul Documento di programmazione economico-
finanziaria riguardante il rapporto tra sanità pubblica e sanità
privata e vorrei ricordare preliminarmente a questi colleghi che
bisogna essere coerenti perché, in questo punto, c'è l'impegno a
mobilitarsi affinché dalla finanziaria nazionale venga eliminata
la previsione del 45% a carico del Fondo sanitario regionale che
successivamente andrà al 50%.
Proprio questa mattina facevo rilevare lo strangolamento
immotivato, esclusivo, persecutorio - non può essere interpretato
in altro modo - solo nei confronti della Regione Sicilia.
Ricordo ai colleghi, quindi, di essere obiettivi quando si
fanno degli appunti e di battersi laddove si tratti di un
argomento di interesse generale, perché se crolla il sistema
sanitario, non crolla il sistema del centrodestra piuttosto che
il sistema del centrosinistra, crolla la civiltà di una Regione,
di uno Stato, di una società.
Vorrei, quindi, leggere la frase contenuta al punto 10: le
scelte dovranno tenere conto dell'eventuale risparmio delle
prestazioni in convenzione rispetto a quelle delle strutture
pubbliche .
Questa frase riguarda un argomento che più volte è stato
dibattuto in Aula e in Commissione Sanità e ogni volta si faceva
rilevare che il sistema sanitario, così come è concepito
attualmente, con il DRG, fa capo ad un contenitore unico di fondi
e la prestazione erogata dal sistema sanitario attraverso il
privato-pubblico' - chiamiamolo così - piuttosto che dal
pubblico', afferiva a quello stesso fondo e non ad altri. Se il
sistema eroga privilegiando il settore privato, comunque dovrà
fare i tagli sul settore pubblico.
La frase secondo me dovrebbe essere completata dicendo: senza
arrecare comunque danno alle erogazioni previste per legge dal
servizio pubblico , perché altrimenti sarebbe troppo facile.
Passiamo tutti al settore privato e cosa facciamo, chiudiamo
gli ospedali o eliminiamo i servizi all'interno degli ospedali?
Bisogna porre questo problema e questo interrogativo tutti
assieme.
Non ho nulla contro il settore privato, però stiamo attenti a
quanto inseriamo poiché potremmo trovarci nella impossibilità di
gestire il sistema.
Concludo annunciando il voto favorevole. Pregherei che
rimanesse agli atti che questa previsione tenga conto di ciò che
ho detto, cioè senza danneggiare in ogni caso l'erogazione del
sistema pubblico.
AULICINO. Chiedo di parlar per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è
l'unica dichiarazione di voto del nostro Gruppo parlamentare.
Immagino che il Parlamento dovrà produrre uno sforzo enorme che,
in qualche modo, compensi l'inadeguato sforzo di approfondimento
sul Documento di programmazione economico-finanziaria per quanto
riguarda la Finanziaria.
Abbiamo appreso che il Governo ha depositato questa mattina il
disegno di legge sulla finanziaria, credo che il vero
ragionamento lo faremo in quella sede.
Più volte abbiamo evidenziato che questa procedura alla fine si
risolve, se non proprio in una perdita di tempo, in una occasione
per schermaglie che non producono altro che lacerazioni ed
incomprensioni.
Nel documento e, comunque, nell'ordine del giorno numero 20
questa riflessione e precisazione sulla sanità pubblica e privata
e sul rapporto costi e ricavi questo accenno alle convenzioni è
molto interessante.
Con la circolare dell'Assessore per la Sanità, l'Assessore ha
deciso di sospendere le procedure concorsuali nella sanità
siciliana e si è riservato di riprendere il ragionamento sui
concorsi nel pubblico dopo aver capito quante saranno le risorse
finanziarie destinate alla sanità siciliana.
Alcune precisazioni, credo, non soltanto del nostro gruppo
Uniti per la Sicilia', ma anche di altri rappresentanti
dell'opposizione, hanno chiarito che c'è qualche preoccupazione,
a parte l'apprezzamento sull'operato dell'Assessore, sul
trattamento riservato alle mille o migliaia convenzioni presenti
in Sicilia, non vorrei commettere errori di vaghezza con
precisazioni inutili.
Questo aspetto dell'ordine del giorno mi convince poco perché
nulla si dice, in quella circolare, relativamente agli sprechi
legati alle convenzioni.
E' come se ad un certo punto si volesse dire, come ha detto
qualche altro autorevole rappresentante dell'opposizione, che in
fondo i mali della sanità siciliana vengono dal pubblico e che,
quindi, si dovrebbe intervenire riducendo gli sprechi del
pubblico, e ce ne saranno pure, tant'è vero che immaginiamo un
processo di razionalizzazione del pubblico e a parte il Documento
di programmazione economica-finanziaria, speriamo che l'Assessore
ci presenti il Piano sanitario organico.
Immagino che nel Parlamento si riservi una qualche attenzione
ai deboli ed ho sentito il Presidente della Regione commentare
la finanziaria nazionale, ma non ho sentito parlare di pensionati
nemmeno una volta.
Per esempio, ho qualche perplessità sulla manovra Prodi , che
però è in via di modificazione, perché non c'è spazio per gli
incapienti. Ma cosa sono questi incapienti? Ad esempio, non c'è
l'equiparazione delle detrazioni tra lavoratori dipendenti e
pensionati.
Abbiamo esaminato questi grandi documenti, ma ci preoccupiamo
delle grandi opere pubbliche Ho visto che il Presidente ha
incalzato a livello nazionale un dibattito ad altissimi livelli
come se in Sicilia si dovesse dare una risposta solo alle grandi
questioni degli appalti pubblici, quando invece c'è anche il
problema della sopravvivenza, delle decine, centinaia, migliaia
di pensionati che non riescono neanche a fare la dichiarazione
dei redditi perché sono sotto la soglia minima.
Spero che con la prossima finanziaria si possa fare un
ragionamento più serio e più corrispondente alle emergenze della
Sicilia.
Il voto è chiaramente negativo, ma non pregiudizialmente
negativo rispetto alla manovra finanziaria voluta dalla
maggioranza che è stata scelta per governare la Sicilia e
dall'opposizione che non è stata scelta per ostacolare la
maggioranza perché si può governare anche dall'opposizione con
responsabilità.
Immagino che in quest'Aula si possono determinare condizioni di
convergenza con un po' di buon senso nell'interesse della Sicilia
che non può andar dietro alle nostre fantasie e al nostro
desiderio di articolazione fittizia, perché quando facciamo
appello alla moralità e alla trasparenza dobbiamo sempre
ricordarci di quanto abbiamo fatto e dei luoghi dove abbiamo
operato, sia da maggioranza che da opposizione.
Non ci si può appellare alla trasparenza della maggioranza
quando da opposizione, magari sottobanco, abbiamo fatto accordi
volgari di spartizione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli: D'Asero, Dina, Gianni, Maniscalco,
Misuraca, Rizzotto e Stancanelli.
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e dei relativi
ordini del giorno
Presidenza del presidente Miccichè
Riprende la discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e dei relativi
ordini del giorno
FAGONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FAGONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
essere l'ultimo a parlare, allorquando è la mia prima
opportunità, è certamente un momento di particolare emozione.
Denoto, comunque, un aspetto alquanto positivo, perché se il
buongiorno si vede dal mattino, ipoteticamente, con una visuale
longeva di cinque anni, certamente avremo una lunga giornata di
sole, perché avendo discusso così a lungo del Documento di
programmazione economico- finanziaria, tenuto conto che lo stesso
strumento dovrebbe essere in teoria una semplice presa d'atto da
parte di questa nobile Assemblea, evidentemente vi è la
dimostrazione che, in seno a quest'Aula, vi è una grande volontà
e determinazione, ma soprattutto di partecipazione.
Una discussione, come dicevo, esaustiva e soprattutto abbiamo
preso atto con piacere di una lunga relazione da parte
dell'onorevole Cimino, Presidente della Commissione competente,
che ci ha illustrato tutte le vicende e le vicissitudini del
processo deliberativo in seno alla stessa Commissione
competente.
Le indicazioni concesse da parte del Presidente della
Commissione mirano ad un tentativo di risanamento della finanza
della nostra Regione e non quello che si è detto anche prima di
me di tentare di continuare ad elargire risorse a quelle
strutture che, certamente, non ne avrebbero diritto in questo
momento.
Dobbiamo, altresì, tener conto che questo documento è frutto
anche di un Documento di programmazione economica e finanziaria
dello Stato che per ben 29 articoli, in finanziaria, tende a
penalizzare la nostra Regione, signor Presidente. Dunque,
ringrazio il Presidente Cimino che è stato molto obiettivo nella
sua lunga relazione.
Mi rifaccio anche all'intervento dell'Assessore per il
bilancio, onorevole Lo Porto, il quale ha parlato del declino
dell'Europa. Ebbene, sono completamente d'accordo con lei perché
noi oggi stesso ci culliamo soltanto del nostro valore storico,
ma sappiamo di non essere più competitivi, non solo in Europa, ma
nemmeno nei confronti dei Paesi emergenti, delle economie
emergenti.
Noi, soprattutto sotto il profilo dell'investimento
tecnologico, siamo all'1 per cento del prodotto interno lordo a
fronte di una media europea dell'1,3 per cento e di un
investimento degli Stati Uniti del 3 per cento, del Giappone e
via dicendo.
Diventeremo concorrenti, a breve, anche dei Paesi asiatici e
sono certo, da qui ad un ventennio, dei Paesi nordafricani.
Per queste ragioni, tenuto conto delle difficoltà economiche
che la nostra Regione vive e attraversa, l'assessore Lo Porto ha
giustamente emanato la circolare numero 12 del 20 luglio 2006
per bloccare gli impegni di spesa. Questo perché vi è un
discostamento dei parametri fissati dallo scorso bilancio
approvato dall'Assemblea regionale che, evidentemente, determina
una rivisitazione della finanza pubblica regionale.
Per ciò che riguarda il gap del settore della sanità, non
dobbiamo dimenticare che i due miliardi investiti per questo
settore hanno coperto un milione e mezzo di ricoveri, sei milioni
di giornate di degenza e, certamente, all'interno di questi due
miliardi, onorevole Assessore, vi sono anche i duecento milioni
di quei ricoveri dei viaggi della speranza.
Evidentemente, un monitoraggio più attento potrebbe esserci, ma
è altresì certo ed evidente che le somme previste all'interno
dell'ex articolo 37 non possono che essere trasferite nel nostro
bilancio regionale.
E' doveroso aggiungere, anche a seguito dell'intervento del
Presidente del gruppo parlamentare del Movimento per l'autonomia,
che per quanto concerne gli sbarchi, condivisibili o meno,
onorevole Di Mauro, dobbiamo puntare ad una coerenza governativa.
Dobbiamo cercare di passare dall'organizzazione spontanea che
viene determinata in kosmos, in greco, al taxis,
all'organizzazione precostituita.
Dico questo perché tutto ciò che determina il Governo, in un
modo o in un altro, deve essere condiviso. Vi sono degli accordi
già stabiliti, già prefissati ed evidentemente non possiamo,
ognuno di noi, con la propria estemporaneità, decidere cosa
diversa ogni volta che lo riteniamo opportuno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma
all'ordine del giorno numero 20.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 20.
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, De
Benedictis, Oddo e Villari)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
Sono presenti: Adamo, Antinoro, Ardizzone, Basile, Cappadona,
Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaldi,
Cristaudo, Currenti, D'Aquino, De Luca, Di Mauro, Fagone,
Falzone, Fleres, Formica, Gennuso, Gianni, Leontini, Lombardo, Lo
Porto, Maira, Miccichè, Pagano, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa,
Regina, Ruggirello, Savona, Terrana, Turano.
Sono in congedo: D'Asero, Dina, Gucciardi, Maniscalco,
Misuraca, Nicotra, Rizzotto, Savarino, Stancanelli, Vitrano,
Zago.
Richiedenti non votanti: Apprendi, Cracolici, De Benedictis,
Oddo, Villari.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 20 per alzata di
mano.
Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Ai sensi dell'articolo 121 ter del Regolamento interno chiedo
che l'Assemblea autorizzi la Presidenza al coordinamento formale
del testo approvato.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Per richiamo al Regolamento
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per un richiamo al
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
segnalare che questa mattina c'è stata una contravvenzione
regolamentare perché si è svolta, in concomitanza con la seduta
d'Aula, la seduta della IV Commissione, su un argomento per il
quale molti di noi avrebbero voluto partecipare.
Considerato che ciò non può accadere se non espressamente
autorizzato dal Presidente dell'Assemblea, le volevo chiedere se
lei ha autorizzato la medesima riunione ai sensi dell'articolo 32
bis, perché in mancanza della sua autorizzazione, bisognerebbe
segnalare ai novizi che questo non può avvenire.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole De Benedictis, faccio mia
la sua obiezione e la verificherò, in ogni caso, sto
predisponendo una lettera a tutti i Presidenti di commissione
perché sia rispettato il dettato regolamentare, cioè di non
convocare le commissioni in concomitanza dell'Aula o di rinviarle
nel momento in cui la stessa dovesse iniziare i propri lavori.
Ringrazio, comunque, l'onorevole De Benedictis per la sua
segnalazione.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, desidero rispondere all'onorevole De
Benedictis. Avevo convocato la suddetta riunione con grande
anticipo ed, in occasione di essa, oggi aspettavamo
rappresentanti dei comuni, del mondo dell'impresa, che sono
arrivati da ogni parte della Sicilia.
Quando abbiamo appreso che ci sarebbe stata la seduta
dell'Assemblea, ma ci sembrava scortese rimandarli indietro senza
ascoltarli.
Pertanto, abbiamo cercato di lavorare e di essere presenti, mi
sembra il minimo e trovo veramente sconveniente l'osservazione
del collega.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, per il futuro, ad evitarlo nel
limite del possibile e a chiedere prima l'autorizzazione della
Presidenza.
Presidenza del presidente Miccichè
Discussione del disegno di legge Accelerazione della spesa
del
Por Sicilia 2000/2006 (377/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Esame
del disegno di legge Accelerazione della spesa del Por Sicilia
2000/2006 (377/A).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Turano per svolgere la
relazione.
TURANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sarà una relazione molto breve. Del resto l'articolo
che stiamo per votare è di assoluta chiarezza atteso che lo
stesso permette di rendicontare la spesa dei POR 2000-2006 e
permette, altresì, di erogare la quota di contributo per uno
stato di avanzamento svincolato dalle vigenti procedure.
Si tratta di accelerare, entro il 31 dicembre 2006, al massimo
la spesa pubblica al fine di concorrere con la premialità per la
nuova programmazione.
E' un disegno di legge che ha approvato il Governo e che è
stato sollecitato da tutti i rami dell'Amministrazione. L'unico
emendamento, lo anticipo fin da adesso, che mi è stato richiesto,
anche se all'ultimo minuto, è quello sull'articolo 2 e prevede
l'immediata entrata in vigore della legge appena la stessa sarà
pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
Così facendo si permette alla Regione di concorrere alla
premialità per la programmazione futura e si consente alle
imprese di certificare tutta la spesa contratta al 31 dicembre
2006, anche se non si raggiungono le soglie dello stato di
avanzamento.
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono ben
lieto che questo provvedimento sia in discussione in Aula perché
avvia finalmente a soluzione questioni che sono stati, per lungo
tempo, oggetto di un lungo dibattito in Aula in ordine alla
capacità di spesa soprattutto per i fondi, in qualche maniera,
controllati o dirottati dalla Unione europea.
Sono ben lieto che a proporlo sia l'Assessorato della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca.
L'onorevole Beninati, infatti, sta dimostrando una grande
capacità di gestione del proprio Assessorato ed indubbiamente il
fatto che sia lui a proporre una accelerazione della spesa,
almeno dal punto di vista cartaceo, non può che farmi piacere
visto che per tanti anni ho cercato di avviare una strada del
genere.
Ciò che stiamo facendo, però, non è una cosa di poco conto, non
è una leggina di un articolo, onorevole Assessore, come lei ben
sa. E' una procedura condivisibile, mi fa piacere che gli uffici
dell'Assessorato della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca abbiano ritenuto di non inviare
preventivamente il provvedimento per il parere alla Unione
europea.
Onorevole Turano, sono favorevole all'approvazione di questo
disegno di legge, tuttavia, non sono d'accordo sull'emendamento
proposto e conseguentemente alla immediata entrata in vigore
visto che il provvedimento andrà trasmesso all'Unione europea
perché si tratta sì di consentire una accelerazione della
erogazione di somme, ma si tratta anche di lavorare in contrasto
con quanto previsto nei bandi che hanno consentito alle imprese
di accedere a questi finanziamenti.
Per molto meno l'Assessorato della cooperazione fa ricorso al
preventivo parere dell'Unione europea, siamo un organismo
pubblico, chiunque può ascoltarci e gli interessati sanno bene
che c'è in discussione questo provvedimento e che sarà
approvato, e sicuramente anche con il mio voto favorevole, ma non
ritengo necessario accelerare la procedura.
Lo dico per consentire a chiunque di poter avere gli stessi
diritti e chiedo al mio assessore, l'assessore Lo Porto, di
verificare cosa avviene dopo l'approvazione di questa norma,
perché tutti devono partire dallo stesso istante e tutti hanno
il diritto di arrivare al traguardo.
Non so se l'Assessorato per la cooperazione, abbia fatto un
calcolo di incidenza di questo provvedimento, probabilmente no;
non so se, per esempio, arrivando al 31 dicembre tutti coloro che
hanno presentato la domanda potranno usufruire delle somme
previste dal provvedimento al nostro esame.
Voglio ricordare a me stesso cosa prevede il disegno di legge.
Questo provvedimento, in deroga ai bandi che hanno consentito
l'ottenimento dei finanziamenti, permette ai soggetti beneficiari
di non attendere il completamento di un certo stato di
avanzamento previsto dalla legge, dal bando, dal concorso, ma
consente a chiunque di violare questo elemento, può aver fatto
il 10 per cento, anziché aver fatto il 50 per cento, e chiedere
per il 10 per cento.
E ciò è semplice, da una parte, aiuta l'impresa ad avere
immediatamente i soldi, dall'altra, consente al nostro Governo di
dire a Bruxelles noi non abbiamo speso il 50 per cento delle
somme del POR, ne abbiamo speso il 60 per cento perché, mentre
prima non potevamo portare a consuntivo le spese degli stati di
avanzamento che non sono stati raggiunti, adesso lo possiamo
fare.
Non c'è dubbio che si tratti di un'accelerazione, ma ci sono
delle regole ben precise che vanno rispettate.
In verità mi aspetto, onorevole Assessore, che un provvedimento
di questa natura, trovi larga capienza per tutti i rami
dell'Amministrazione nella legge finanziaria.
Questo sarebbe elemento di legge finanziaria, si è ritenuto di
dare un corso autonomo a questo provvedimento e naturalmente non
lo contrasto, non lo contesto, ma questa è una norma di carattere
generale che deve trovare nella finanziaria un principio che deve
essere sancito ed esteso a tutti i rami dell'amministrazione, a
tutte le entità di finanziamento e non soltanto al POR.
Infine, credo anche che questa procedura, mi spiace che
l'assessore Beninati non sia presente in Aula, ne parleremo al
momento opportuno, debba trovare analoga applicazione per tutto
il resto.
Se penso, per esempio, ai pescatori che aspettano le indennità
di riposo biologico, perché si deve decidere, all'interno
dell'assessorato, se devono essere date o meno o se il riposo
biologico è obbligatorio o meno, se penso a tutto questo mi
innervosisco e vorrei cambiare opinione.
Non lo faccio per rispetto alla Presidenza dell'Assemblea, per
il modesto ruolo che gioco in quest'Aula e per il rispetto che ho
del Governo rappresentato dall'assessore Lo Porto.
Tuttavia, il criterio adottato in questo provvedimento è un
criterio obiettivo da estendere a tutti i rami
dell'amministrazione regionale ed i principi devono essere
chiaramente sanciti nella prossima legge finanziaria.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dirò in linea di
massima quanto è stato già detto dall'onorevole Cristaldi, poiché
le sue osservazioni sono sicuramente importanti e degne di
attenzione.
Un provvedimento di questo genere è utile ai fini
dell'accelerazione della spesa, in relazione ai fondi comunitari,
tuttavia sarebbe stato opportuno estenderlo a tutti i rami
dell'amministrazione, a tutti i bandi, a tutti i settori.
TURANO, presidente della Commissione e relatore. E' già esteso
a tutti i rami dell'amministrazione.
FLERES. Non sto dicendo che non lo sia, sto dicendo che è utile
che sia così in tutti i settori ed in tutti i campi.
Chiedo che si ponga maggiore attenzione su due aspetti. Il
primo l'ha già ricordato l'onorevole Cristaldi: la compatibilità
comunitaria. Non tanto perché tale norma non sia compatibile,
quanto per le responsabilità che ricadrebbero, non su di noi che
approviamo la legge, ma sui funzionari che saranno chiamati ad
applicarla e ai quali dobbiamo dare serenità nel momento in cui
essi certificheranno l'ammontare della spesa.
Il secondo aspetto che ritengo precisare è che, a prescindere
dall'entità della spesa rendicontabile, sia chiara la
conclusione positiva dell'intervento finanziario disposto, perché
se invece la minore entità di spesa attivata per ciascun
beneficiario può inficiare l'esito finale favorevole del
finanziamento medesimo, rischiamo di innescare un ulteriore
meccanismo che potrebbe essere foriero di effetti non sempre
controllati né controllabili.
Onorevole Turano, sono assolutamente favorevole al significato
e all'obiettivo che la legge si propone, se tale obiettivo sarà
raggiunto, però dico anche che non sarebbe male concedere 24, 48
ore di approfondimento per comprendere bene questi passaggi.
Dunque, mi permetto di chiedere, signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole assessore che rappresenta il Governo, di
consentire all'Aula un minimo di approfondimento su questi due
aspetti, quello a cui faceva riferimento l'onorevole Cristaldi e
questo sul buon esito finale di progetti che, in questa fase,
sono attivati rispetto al livello dell'impegno di spesa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche se vi sono ancora degli
iscritti a parlare, la Presidenza sospende la seduta per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.47, è ripresa alle ore 17.56)
La seduta è ripresa.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il provvedimento
non riscuote opinioni univoche o, quantomeno, non appare di
semplice trattazione, poiché manca l'Assessore al ramo, vorrei
chiedere il rinvio della trattazione di questo disegno di legge
in attesa che della questione si occupi direttamente l'assessore
Beninati, con il quale sia l'Assessore per il bilancio - che, in
fondo, potrebbe avere un minimo di competenza - e la Commissione
Bilancio - anch'essa dovrebbe avere un minimo di competenza -
possano consultarsi nel merito della proposta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, al di là delle specifiche
competenze dell'assessore Lo Porto, il quale, con grande onestà,
ha chiesto un rinvio in attesa di consultare l'Assessore al
ramo, l'onorevole Beninati, mi sembra di capire che anche
all'interno dell'Aula ci sia un clima che necessita un minimo di
riflessione eventualmente da espletare in sede di riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, per capire come proseguire in
merito. Per cui, personalmente, sarei orientato ad accettare la
proposta dell'assessore Lo Porto.
TURANO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, visto che il Governo aveva proposto tale
provvedimento, se adesso ritiene di doverlo rivedere, posto che
è già stato discusso in Aula, anche la Presidenza della
Commissione Attività produttive è favorevole a che si avvii
questo nuovo percorso.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, rinvio il punto III
dell'ordine del giorno a data da destinarsi.
Onorevoli colleghi, poiché nella seduta di domani si terrà la
commemorazione dell'onorevole Michelangelo Russo pregherei, in
proposito, tutti i Gruppi parlamentari alla massima
partecipazione, per una forma di rispetto nei confronti della
famiglia ed in memoria dello stesso onorevole che è stato
Presidente di questa Assemblea.
Pertanto, pregherei, sinceramente, a quanti più è possibile,
di essere presenti domani a tale commemorazione.
Presidenza del presidente Miccichè
La seduta è rinviata a domani, giovedì 19 ottobre 2006, alle
ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
- Commemorazione dell'onorevole Michelangelo Russo.
La seduta è tolta alle ore 18.00.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia