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Resoconto d'Aula della Seduta n. 16 di mercoledì 18 ottobre 2006
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   Presidenza del presidente Miccichè


      Seguito della discussione del Documento di programmazione
            economico-finanziaria per gli anni 2007-2011

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito   della   discussione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2007-2011.
   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   -  numero   5  «Contributo di ingresso e di soggiorno»  a  firma
  degli onorevoli Fleres ed altri;

   -   numero   6   «Cointitolazione  dell'areoporto  catanese   di
  Fontanarossa  ad   Angelo D'Arrigo'», degli onorevoli  Fleres  ed
  altri;

   -  numero 7 «Nuove modalità per l'affidamento del servizio  118»
  a firma degli onorevoli Cracolici ed altri;

   -  numero 8 «Valorizzazione dei centri storici  minori e montani
  nell'ambito del Documento di programmazione economico-finanziaria
  e del POR 2007-2013» a firma degli onorevoli Termine ed altri;

   -  numero  9  «Ridefinizione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria   e  sollecito  recepimento   della   legge
  Bersani» a firma degli onorevoli Cracolici ed altri;

   -   numero   10  «Interventi  urgenti  per  consentire   l'avvio
  dell'incubatore  d'impresa nella provincia  di  Caltanissetta»  a
  firma degli onorevoli Pagano ed altri;

   -  numero  11  «Interventi urgenti in merito alla  chiusura  del
  centro immigrati di Lampedusa» a firma degli onorevoli Pagano  ed
  altri;

   -  numero 12 «Interventi urgenti a seguito dell'assegnazione  di
  un  premio  speciale  alla  Mostra del Cinema  di  Venezia'  agli
  autori  di  pensieri  in  favore del terrorismo»  a  firma  degli
  onorevoli Pagano ed altri;

   -   numero  13  «Garanzie  occupazionali  per  i  260   ex   CFL
  nell'ambito  della  SERIT-  SICILIA»  a  firma  degli   onorevoli
  Cracolici ed altri;

   -  numero 14  «Utilizzo delle procedure di pubblico concorso per
  le   assunzioni  presso  tutti  i  soggetti  di  diritto  privato
  controllati da enti pubblici» a firma degli onorevoli Apprendi ed
  altri;

   -  numero  15 «Iniziative per scongiurare la soppressione  della
  sede   di   Acireale  della  Scuola  superiore   della   pubblica
  amministrazione» a firma degli onorevoli Basile e  Di Mauro;

   -  numero 16 «Interventi per migliorare le disposizioni relative
  alla concessione delle autorizzazioni per l'esercizio di attività
  connesse  alla  gestione di strutture residenziali  di  cui  alla
  circolare 17 febbraio 2003, n. 2» a firma dell'onorevole Fleres;

   -  numero 17 «Emergenza sbarchi clandestini in Sicilia» a  firma
  degli onorevoli Fleres ed altri;

   -  numero  18  «Interventi  per  la  salvaguardia  della  Scuola
  Superiore  della  Pubblica Amministrazione sede  di  Acireale»  a
  firma dell'onorevole Fleres;

   -  numero 19 «Istituzione presso l'AORNAS  Garibaldi, San Luigi,
  S.  Curro Ascoli Tomaselli  di Catania di un centro per lo studio
  delle  differenziazioni delle cellule staminali adulte»  a  firma
  dell'onorevole Fleres;

   -  numero  20   «Approvazione  del Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria 2007-2011» a firma degli  onorevoli  Cimino
  ed altri.

   Onorevoli  colleghi,  sulla  base  di  quanto  concordato  dalla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  Parlamentari,  riunitasi
  oggi, comunico che gli ordini del giorno numeri 5, 6, 7, 10,  11,
  12,  15,  16,  17, 18 e 19 sono da considerarsi inammissibili  ai
  sensi dell'articolo 125, comma 1, del Regolamento interno.
   L'ordine  del  giorno  numero  8 è dichiarato  ammissibile  come
  parte  integrante dell'ordine del giorno numero 20 che il Governo
  ha dichiarato di accettare.

   Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   dal  dopoguerra  ad  oggi i centri minori e  montani  dell'Isola
  sono  stati  interessati da fenomeni economico-sociali  e  urbani
  negativi  caratterizzati da degrado socio-economico,  marginalità
  culturale,  mobilità demografica con un intenso flusso migratorio
  verso  i  centri  metropolitani e da una rottura  dell'antico  ed
  equilibrato  rapporto  tra  i  borghi  rurali  e  il   territorio
  circostante  nonché  dal  mancato  incremento  del   livello   di
  produttività agricola;

   la   salvaguardia   e   la  valorizzazione   delle   specificità
  ambientali, culturali, economiche e sociali delle zone montane  e
  dei  centri  minori  riveste carattere  di  preminente  interesse
  regionale  e  che  nell'ambito  dei documenti  di  programmazione
  economica  e  finanziaria  nonché  di  politiche  comunitarie  in
  materia di coesione economica e sociale dell'Unione europea viene
  riconosciuta  la loro funzione di salvaguardia del  territorio  e
  dell'ambiente,  di  difesa delle identità  storico-culturale,  di
  sostenibilità economica e sociale;

   che  nella III relazione sulla coesione economi e sociale  della
  Commissione  UE  si  sottolinea come i centri  storici  minori  e
  montani  soffrono condizioni di marginalità economica e  sociale,
  esclusi dai principali flussi economici e commerciali, e  che  il
  prossimo ciclo di programmazione comunitaria ha tra gli obiettivi
  quello   di  contribuire  a  un  maggiore  sviluppo  sostenibile,
  equilibrato  e di coesione del territorio europeo, attraverso  un
  approccio  innovativo  e  integrato  ed  in  particolare  per  lo
  sviluppo  territoriale,  i  sistemi  urbani,  l'integrazione  dei
  territori,  la  gestione  sostenibile  delle  risorse  culturali,
  naturali e paesaggistiche;

   che  è  quindi opportuno mettere in essere politiche rivolte  ai
  sistemi   storici   minori   e   montani   che   riguardino    la
  riqualificazione delle città, la qualità della vita urbana nonché
  la  dotazione di servizi per lo sviluppo economico e  sociale  in
  coerenza con il Documento strategico per il Mezzogiorno e con  il
  Documento   strategico  regionale  2007-2013  proseguendo   nella
  strategia di rafforzamento di città e reti urbane minori oltre  i
  tradizionali    interenti   infrastrutturali   ma   incoraggiando
  l'effettivo sviluppo di funzioni e di servizi allo sviluppo,

                 impegna il Presidente della Regione

   a   provvedere   nell'ambito  dei  Documenti  di  Programmazione
  economica   e   finanziaria   nonché  nel   Programma   operativo
  relativamente ai fondi strutturali 2007-2013 interventi e  azioni
  volte  alla  valorizzazione, salvaguardia e sviluppo  dei  centri
  storici  minori e montani dell'Isola con particolare  riferimento
  ai  comuni posti ad una altitudine s.l.m. di almeno 600 mt.,  con
  popolazione  non  superiore  a 10.000  abitanti,  interessati  da
  processi di migrazione e riduzione demografica nonché di  degrado
  urbano e declino socio-economico;

   ad  incentivare, attraverso strumenti amministrativi, finanziari
  e fiscali, il sistema produttivo locale dei centri storici minori
  e   montani   utilizzando  le  risorse  regionali,  nazionali   e
  comunitarie disponibili migliorando così il grado di attrattività
  degli   investimenti   e  di  valorizzazione   delle   produzioni
  artigianali e agricole;

   a  favorire  forme  di  aggregazione e cooperazione  tra  centri
  amministrativi  minori anche attraverso il  riconoscimento  e  la
  promozione  di  reti  e  associazioni finalizzati  alla  gestione
  comune di iniziative, attività e servizi;

   a  valutare  l'ipotesi di un provvedimento legislativo  organico
  in materia di centri storici minori e montani dell'Isola.» (8)

   Comunico  che  l'ordine del giorno numero  9  è  da  considerare
  precluso ai sensi dell'articolo 73bis 1, comma 3, del Regolamento
  interno.
   Do  lettura  degli  ordini del giorno numeri  13  e  14  che  il
  Governo ha dichiarato di accettare come raccomandazione:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che dal 1  ottobre la riscossione in Sicilia  è  stata
  trasferita     a     Serit    Sicilia,    società     controllata
  dall'Amministrazione regionale e dalla Montepaschi;

   considerato   che  dovrà  essere  varato  a   breve   il   piano
  industriale  della  nuova  società  al  fine  di  ottimizzare   e
  rafforzare l'attività di riscossione in Sicilia;

   valutato che:

   in   quella  fase  sarà  possibile  trovare  una  soluzione  che
  consenta ai 254 ufficiali di riscossione che hanno svolto la loro
  attività  professionale  con  un corso  formazione  lavoro  (CFL)
  presso  la Serit, senza avere avuto (a differenza di altri  corsi
  formazione   lavoro   (CFL)   precedenti)   la   possibilità   di
  trasformazione  dei  contratti a tempo  indeterminato,  di  poter
  avere  anche  gradualmente una prospettiva  di  immissione  negli
  organici della Serit Sicilia;

   la  forza  lavoro  al  31 dicembre 2004  (data  nella  quale  si
  stabilivano  gli organici delle società private  e  per  i  quali
  lavoratori in forza a quella data venivano previste le  norme  di
  salvaguardia  occupazionale) era di oltre 200  unità  in  più  di
  quella effettiva al 30 settembre 2006 e che pertanto è possibile,
  sempre  che  il  piano  industriale lo  consenta,  garantire  una
  prospettiva  occupazionale  al personale  di  cui  sopra  che  ha
  ricevuto  nel  tempo un'adeguata formazione  e  che  quindi  oggi
  dispone di un'adeguata professionalità;

   visto  che  nel  corso del progetto intervennero  una  serie  di
  eventi esterni che introdussero elementi di incertezza e novità -
  tra  le più significative vi sono state: l'introduzione di  nuovi
  strumenti  di  riscossione  coattiva (ipoteca  sull'automobile  o
  sugli   immobili   di  proprietà  del  contribuente),   l'ipotesi
  governativa   di  portare  la  riscossione  nell'alveo   pubblico
  togliendola  alle  banche  e,  non  ultimo,  il  contenzioso  fra
  l'Assessore per il bilancio e le finanze protempore, on. Cintola,
  e  la  Montepaschi  Serit - tali da non consentire  alla  società
  incaricata della riscossione di programmare l'immissione di nuove
  risorse umane,

                  impegna il Governo della Regione

   a  garantire  in sede di approvazione del piano industriale  del
  nuovo soggetto Serit Sicilia la prospettiva occupazionale ai  260
  ex  CFL,  anche  gradualmente,  sempre  che  ciò  corrisponda  ai
  requisiti di efficacia e di efficienza del nuovo soggetto gestore
  della riscossione.» (13)

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  in  riferimento ai criteri attualmente  esistenti
  per  i  soggetti di diritto privato controllati da enti  pubblici
  vige  la  regola  del  non  utilizzo  del  sistema  del  concorso
  pubblico;

   constatato  che  tale  impostazione regolamentare  ha  di  fatto
  causato una situazione paradossale di  illegittimità morale  come
  evidenziato dai casi che sempre più frequentemente assurgono agli
  onori della cronaca di assunzioni  facili  negli enti controllati
  da soggetti pubblici,

                  impegna il Governo della Regione

   a  mettere in atto iniziative giuridiche immediatamente efficaci
  per  tutti  i  soggetti di diritto privato  controllati  da  enti
  pubblici affinché, per le assunzioni effettuate da tali soggetti,
  siano utilizzate le procedure del concorso pubblico.» (14)

   Si  passa all'esame dell'ordine del giorno n. 20, accettato  dal
  Governo.
   Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   esaminato  il  Documento di programmazione  economicofinanziaria
  per gli anni 2007-2011, presentato dalla Giunta regionale;

   considerato   che   il   Documento  rappresenta   un   passaggio
  essenziale  per  l'avvio  della  procedura  di  bilancio   e   la
  definizione  della  portata della manovra correttiva  sulla  base
  della  disanima  degli  andamenti  tendenziali  e  definisce  gli
  indirizzi  cui  deve  ispirarsi la legislazione  di  spesa  della
  Regione  e  le  altre  linee di politica  economica  che  rendano
  coerenti gli obiettivi dichiarati;

   considerato   altresì   che  il  Documento   assume   quest'anno
  particolare  rilevanza  in  quanto  coincide  con  l'intero  arco
  temporale   della  attuale  legislatura  e  segnala  inoltre   la
  necessità  di  una manovra correttiva dei conti  per  l'esercizio
  finanziario  2006; in particolare i dati relativi  al  PIL,  sono
  particolarmente significativi in quanto su questi sono  costruite
  le  principali stime riguardanti i dati finanziari della  Regione
  ed in generale il quadro tendenziale di finanza pubblica;

   preso  atto  che  l'esame parlamentare è stato  l'occasione  per
  un'ampia discussione dei contenuti del Documento che ha coinvolto
  in  fase  istruttoria le Commissioni di merito,  le  quali  hanno
  offerto  alla  Commissione  Bilancio le  proprie  osservazioni  e
  proposte,  favorendo una positiva e proficua  interlocuzione  tra
  organo  parlamentare e Governo nella definizione degli  obiettivi
  di  finanza  pubblica e nella determinazione delle  politiche  di
  sviluppo.   Da   segnalare,  in  questo   contesto,   è   altresì
  l'attivazione del comma 2 dell'articolo 73 bis. 1 del Regolamento
  interno;

   preso  atto  altresì  dei contenuti, delle indicazioni  e  degli
  indirizzi  espressi  nella relazione della  Commissione  Bilancio
  sulle  politiche  della Regione e sull'evoluzione  della  finanza
  pubblica della Regione;

   preso  atto infine delle indicazioni emerse nel corso dell'ampia
  discussione  svoltasi in Aula con il concorso di tutte  le  forze
  politiche,  ed  in  particolare  delle  considerazioni   espresse
  nell'ordine del giorno n. 8 e condivise dal Governo,

                  impegna il Governo della Regione

   1.  in ordine alla programmazione comunitaria 2007-2013, proprio
  nella  sua fase di avvio, ad assicurare il massimo coinvolgimento
  del  Parlamento  regionale e delle sue articolazioni,  sia  nella
  fase  di  elaborazione delle politiche che  del  controllo  della
  spesa,  allo  scopo  di superare le criticità  emerse  nel  corso
  dell'attuazione della programmazione 2000-2006;

   2.  in  ordine  alla  politica  del  credito,  a  promuovere  la
  realizzazione di un meccanismo finanziario pubblico o  misto  che
  si ponga come trai d'union tra l'intervento pubblico e la domanda
  reale  di  realizzazione d'impresa, da parte dell'avente diritto,
  proponendosi quale interlocutore diretto sia con la Regione,  sia
  soprattutto   con   la   Comunità  Europea;   a   realizzare   la
  organizzazione  della Conferenza regionale  sul  credito  di  cui
  all'articolo 24 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5;

   3.  in  ordine all'adozione degli strumenti per la fiscalità  di
  vantaggio,  a  porre in essere incisive iniziative nei  confronti
  del  Governo nazionale al fine di ottenere l'istituzione di  zone
  franche  nel  territorio siciliano. Si segnala in  tal  senso  la
  disponibilità  delle  aree portuali di  interesse  nazionale  che
  appaiono particolarmente idonee ad essere sede di tali zone;

   4.  in  ordine  alle politiche istituzionali e per la  famiglia,
  nonché  al  riassetto organizzativo degli enti, ad  applicare  il
  principio   della  sussidarietà  istituzionale   come   questione
  strategica  del  nuovo assetto delle autonomie, partendo  proprio
  dalla valorizzazione delle realtà regionali e locali e della loro
  capacità di governo e rapporto con i cittadini e i territori.  Ad
  avviare nel contempo una complessiva riorganizzazione degli  enti
  operanti  nella Regione anche al fine di superare le duplicazioni
  organizzative  esistenti;  in  tal  senso  appare  necessaria  la
  soppressione  dei  consorzi  di  bonifica,  degli  ATO  idrici  e
  rifiuti,  nonché  la  riforma di Asi ed  Istituti  Autonomi  case
  popolari e Camere di Commercio. Appare inoltre opportuno  che  le
  emergenze   e   gli  eventi  eccezionali  sul  territorio   siano
  sottoposti all'esclusivo coordinamento del Dipartimento regionale
  della Protezione civile, il quale deve pertanto essere dotato  di
  idonee  risorse  finanziarie. Si impegna  altresì  il  Governo  a
  promuovere  idonee  iniziative per la  diffusione  della  cultura
  della  legalità,  per  il sostegno alle fasce  più  deboli  della
  popolazione  ed il contrasto alla povertà, nonché per  addivenire
  ad   una  rivisitazione  dell'  attuale  modello  dei  centri  di
  permanenza  temporanea, da sostituire con centri multiservizi  di
  accoglienza,     adottando  concrete  politiche  d'inserimento  e
  d'integrazione degli immigrati;

   5.   in   ordine  alle  attività  produttive  ed  alla  politica
  energetica,  ad  adottare  azioni  per  il  completamento   delle
  urbanizzazioni  delle  aree  per gli insediamenti  produttivi,  a
  promuovere  iniziative  per il rilancio  del  comparto  dei  sali
  potassici,  a  favorire lo sviluppo dell'artigianato  del  legno,
  nonché a tutelare il saper artigiano attraverso l'istituzione  di
  scuole  degli antichi mestieri. Si impegna inoltre il  Governo  a
  promuovere   lo   sviluppo   della  ricerca   tecnologica,   alla
  definizione ed approvazione di un Piano energetico regionale  nel
  quale  si  contemperi il pieno utilizzo delle  fonti  energetiche
  rinnovabili  con  le esigenze di sicurezza del  territorio  e  di
  riduzione del rischio ambientale. Si ravvisa infine l'opportunità
  di  valutare che la Sicilia adotti il piano strategico  nazionale
  per l'alcool-benzina redatto dallo Stato nel 2005;

   6.  in  ordine alle politiche del lavoro, pubblica istruzione  e
  formazione   professionale,   ad   adottare   idonee   iniziative
  legislative  rivolte alla riforma del mercato del  lavoro  e  del
  settore  della formazione professionale, nonché a contrastare  il
  crescente   fenomeno   dell'emigrazione   intellettuale,    anche
  attraverso forme di collaborazione sempre più strette e  continue
  con  le  Università  ed  i centri di ricerca  per  diffondere  la
  cultura produttiva e della società dell'informazione;

   7.  in ordine ai beni ed attività culturali, ad attribuire ad un
  unico  centro  decisionale le scelte sulle medesime attività.  Ad
  individuare  strumenti  atti  a consentire  un  maggiore  ritorno
  economico  dall'utilizzo del patrimonio artistico  culturale;  ad
  adottare iniziative per la stabilizzazione dei catalogatori;

   8.  in  ordine  ai  lavori  pubblici,  ad  adottare  ogni  utile
  iniziativa  diretta  alla accelerazione dello  svolgimento  delle
  procedure di gara per la realizzazione delle opere pubbliche;

   9.  in  ordine  alle  politiche  in  materia  di  trasporti,  ad
  adottare  ogni atto ed iniziativa utile al fine di realizzare  il
  collegamento stabile con il Continente, infrastruttura di cui  si
  ribadisce l'importanza strategica per lo sviluppo della  Sicilia.
  A promuovere il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo (da
  prolungare  fino alla costa meridionale), il miglioramento  delle
  reti  di  trasporto  principali,  senza  marginalizzare  le  zone
  rurali,  anzi  dando  idoneo rilievo  ai  collegamenti  tra  aree
  interne a vocazione rurale e le principali direttrici costituenti
  le reti di trasporto primarie. Il tutto naturalmente in un'ottica
  di salvaguardia delle compatibilità ambientali;

   10.  in  ordine alla sanità, rilevato che il disavanzo sanitario
  costituisce   una  tra  le  principali  cause  delle   sofferenze
  finanziarie  della  Regione, si impegna il  Governo  ad  adottare
  azioni    realmente    incisive   per    la    razionalizzazione,
  qualificazione  ed  il  contenimento della spesa  sanitaria,  che
  comunque  non riduca la qualità del servizio. Le scelte  dovranno
  tenere  conto  dell'eventuale  risparmio  delle  prestazioni   in
  convenzione  rispetto  a  quelle delle  strutture  pubbliche.  Si
  esprime  viva preoccupazione per la scelta compiuta  dal  Governo
  nazionale,  con  l'articolo 101 del disegno di legge  finanziaria
  2007 , che ha elevato al 45 per cento il contributo della Regione
  siciliana alla spesa sanitaria, prevedendo per gli anni a seguire
  ulteriori incrementi con l'esplicito obiettivo di attribuire alle
  finanze regionali l'intero onere economico della spesa sanitaria;
  in  tal  senso  s'impegna  il Governo regionale  ad  adottare  le
  opportune azioni presso quello nazionale per l'abrogazione, od in
  subordine, la correzione del predetto articolo;

   11.  in  ordine  al  quadro finanziario generale,  a  promuovere
  l'adozione del decreto dirigenziale del Ministero dell'Economia e
  delle  Finanze al quale sono subordinati gli effetti della  nuova
  norma  di attuazione dell'articolo 37 dello Statuto, emanata  con
  il  Decreto  legislativo 3 novembre 2005, n. 241; si auspica,  in
  tal  senso,  il concorde impegno della deputazione  siciliana  al
  Parlamento nazionale. Impegna inoltre il Governo della Regione  a
  sottoporre  al  parere dell'Assemblea il piano  di  utilizzo  dei
  fondi  ex  articolo  38  dello Statuto. Si impegna,  altresì,  il
  Governo  a  fornire all'Assemblea un'informazione  tempestiva  in
  caso  di  adozione delle procedure di cui all'articolo  12  della
  legge  n.  468  del  1978.  Si richiama infine  l'attenzione  del
  Governo  in  ordine alla mancata contabilizzazione  nel  D.P.E.F.
  delle  poste  del P.O.R. 2007-2013, sia riguardo alle  spese  che
  alle  risorse da impiegare in ordine alla congruità delle risorse
  previste  rispetto  agli  investimenti  programmati  e   ad   una
  possibile  sottostima del tasso di crescita della spesa sanitaria
  nel  quinquennio 2007-2011, nonché sui dati relativi  alle  spese
  per  retribuzioni e pensioni. E' in ultimo necessario individuare
  meccanismi in grado di dare certezza all'efficacia della spesa di
  cui alla tabella H della legge finanziaria;

   12.  in  ordine  alla  promozione  e  tutela  delle  specificità
  ambientali, culturali economiche e sociali delle zone  montane  e
  dei    centri   minori,   a   prevedere      nell'ambito      del
  Documento      di  programmazione economica e finanziaria  nonché
  nel Programma operativo, relativamente ai Fondi strutturali 2007-
  2013, interventi e azioni volti alla valorizzazione, salvaguardia
  e  sviluppo  dei  centri storici minori e montani dell'Isola  con
  particolare  riferimento ai Comuni posti ad una altitudine  sopra
  il  livello  del  mare  di  almeno 600 mt,  con  popolazione  non
  superiore   a   10.000  abitanti,  interessati  da  processi   di
  migrazione  e  riduzione demografica nonché di degrado  urbano  e
  declino   socio-economico;  ed  in  particolare:  ad  incentivare
  attraverso  strumenti amministrativi, finanziari  e  fiscali,  il
  sistema produttivo locale dei centri storici minori e montani;  a
  favorire   forme  di  aggregazione  e  cooperazione  tra   centri
  amministrativi  minori; a valutare l'ipotesi di un  provvedimento
  legislativo  organico  in  materia di  centri  storici  minori  e
  montani dell'Isola,

                               approva

   ai  sensi dell'art. 73 bis. 1, comma 3, del Regolamento interno,
  il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
  2007-2011 nel testo così risultante.» (20)

   Comunico che allo stesso l'onorevole Cracolici ha presentato  il
  seguente emendamento:

   «Nella  parte  impegnativa, dopo il punto n. 11  è  aggiunto  il
  seguente:
    12.  Non  concedere alcuna proroga per la gestione del servizio
  118 ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Comunico  che  gli  onorevoli Di Mauro, Fleres  e  Cimino  hanno
  presentato,   all'ordine  del  giorno  numero  20,  il   seguente
  emendamento:

   «Nella  parte  impegnativa  dopo  il  punto  11  è  aggiungo  il
  seguente:
    12. Accelerare la costituzione dell'ARSEA ».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancor  prima
  di  conoscere il merito degli emendamenti, chiedo come  si  vuole
  procedere  nel  dibattito atteso che era già stato  acquisito  un
  percorso  dei  lavori  parlamentari,  tanto  più  che   è   stato
  comunicato un emendamento di cui non si conosce l'esistenza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici, a  seguito  delle  decisioni
  assunte  oggi, si è stabilito di accogliere la sua  richiesta  di
  presentazione  di  un emendamento e abbiamo  ritenuto  di  potere
  accettare la richiesta di altri colleghi.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  ho  semplicemente  trasformato
  l'ordine  del  giorno  numero  7,  non  ho  presentato  un  nuovo
  emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, non è un  ordine  del  giorno
  trasferito,  è  stato  presentato il  suo  emendamento  ed  altri
  colleghi  hanno  chiesto di fare altrettanto e la  Presidenza  ha
  ritenuto di poterlo accettare.
   Tuttavia,  se  si rende necessario un chiarimento, l'emendamento
  può essere illustrato dai presentatori.

    CIMINO   presidente  della  Commissione  Bilancio.  Chiedo   di
  parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO    presidente   della   Commissione   Bilancio.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  emendamento  si  vuole
  inserire  nell'ordine del giorno di approvazione al documento  di
  programmazione  economica  e  finanziaria  perché   trattasi   di
  un'iniziativa  molto  importante  che  il  precedente   Assessore
  all'agricoltura, onorevole Leontini, aveva attivato.
   Riteniamo  giusto  e  legittimo  dare  l'opportunità  a   questa
  Agenzia, che opera nel settore dell'agricoltura, di poter trovare
  il pieno coinvolgimento del Governo nella sua realizzazione.
   Quindi,   si  tratta  di  un  emendamento  di  proposizione   di
  un'azione precedentemente attivata dal Governo Cuffaro e che oggi
  più  che  mai  si  trova  nella piena  disponibilità  a  renderlo
  operativo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cimino,  mi  sembra   di   capire   che
  l'emendamento  riguarda una accelerazione di  una  procedura  già
  normata.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là  dei
  tecnicismi,  si  è  stabilito,  ai  sensi  del  Regolamento,  che
  l'ordine  del  giorno che approva il Documento di  programmazione
  economico-finanziaria,  fatto  proprio   dal   Governo,    faceva
  decadere  tutti gli ordini del giorno presentati e, dal punto  di
  vista procedurale, questo è ineccepibile.
   E'  stato  fatto  osservare che il Regolamento prevede,  per  la
  procedura   dell'approvazione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria, che l'ordine del giorno fatto proprio  dal
  Governo possa essere emendato dall'Aula.
   C'era  l'intesa  -  così come mi era sembrato  di  capire  nella
  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari -  che  alcuni
  ordini  del giorno, pur non sopravvivendo formalmente come  tali,
  venivano  trasformati, cercando una soluzione  che  non  incideva
  sulla  procedura,  che  la garantiva sul piano  formale,  ma  che
  sostanzialmente  prevedeva  acquisizioni  di   punti   di   vista
  differenti, così come avvenuto per  l'ordine del giorno numero  8
  che   il  Governo  ha  ritenuto  utile  e  che  è  stato  assunto
  nell'ordine del giorno numero 20.
   Quindi, se si fa riferimento alla procedura concordata,  non  si
  può  presentare in Aula, al di là del merito, un emendamento  che
  non  conosco e che comporta un'accelerazione dell'iniziativa, pur
  non comprendendone i motivi.
   Quindi, signor Presidente, le chiedo di sospendere i lavori  per
  esaminare    l'ordine   del   giorno   della   maggioranza    ed,
  eventualmente, predisporre eventuali emendamenti.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi pare  che
  ci  sia  alcuna violazione della procedura, gli ordini del giorno
  sono emendabili e il problema non si pone.
   Ma   se   questo  dovesse  turbare  qualche  collega,   potremmo
  trasformare  questo emendamento all'ordine del giorno  principale
  sul  Documento  di  programmazione  economico-finanziaria  in  un
  ordine del giorno a se stante con il quale si  impegna il Governo
  ad accelerare le procedure per la costituzione dell'ARSEA.
   Personalmente,  contesto  la  decadenza  di  questi  ordini  del
  giorno,  perché  è  prassi consolidata  di  questa  Assemblea  di
  agganciare  al Documento di programmazione economico-finanziaria,
  alla Finanziaria e ad altre leggi, una serie di ordini del giorno
  di carattere generale.
   Per  quanto  mi  riguarda si sarebbero potuti votare  oppure  si
  sarebbe  potuta  accelerare la procedura con la formula  di  rito
  dell'accettazione come raccomandazione, e mai nessuno di noi si è
  mai formalizzato su questi aspetti.
   Insisto  su  questo  tema per una semplice ragione:  non  stiamo
  violando  il  Regolamento, non stiamo prevedendo variazioni  alla
  legge  esistente,  che  già  prevede la  costituzione  di  questo
  organismo, si vuole soltanto, nell'ambito di quelle che  sono  le
  previsioni  del Documento di programmazione economico-finanziaria
  e  per  non  perdere i fondi del FEOGA che in questo momento  non
  hanno un soggetto gestore perché non è stata costituita l'Agenzia
  regionale che utilizza i fondi medesimi - sul piano nazionale c'è
  l'AGEA,  sul piano regionale non c'è nessun organismo - si  vuole
  soltanto, dicevo,  sollecitare il Governo ad accelerare quanto la
  legge  già  prevede,  proprio  per  evitare,  nella  logica   del
  Documento  di programmazione economico-finanziaria,  che  risorse
  già  destinate alla nostra Regione dal FEOGA possano  non  essere
  erogate  in  tempo o possano non essere erogate affatto,  perché,
  come  sappiamo, se non si utilizzano entro i tempi  che  l'Unione
  Europea ci detta rischiamo di perderli.
   Pertanto, non stiamo stravolgendo assolutamente nulla.  Dico  di
  più,  se  avessimo pensato sia io che l'onorevole  Di  Mauro  che
  avremmo  suscitato   queste  difficoltà,  queste  preoccupazioni,
  avremmo  proceduto in altro modo.  Stiamo soltanto  sottolineando
  al  Governo  che esiste una legge che va attuata e in fretta  per
  non sprecare risorse.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, proprio  perché  le  formalità
  rappresentano  norma e la legge è uguale per tutti,  per  evitare
  che venisse dichiarato inammissibile un ordine del giorno che era
  stato   presentato,  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  ha  stabilito  di trasformare  in  emendamento  una
  richiesta  che proveniva da una parte politica, emendamento  reso
  noto all'Aula nel momento in cui è stato letto e non prima.
   Pertanto,  la Presidenza ha ritenuto, anche in virtù del  merito
  dell'emendamento che mi veniva richiesto, che ovviamente non crea
  nulla  di  nuovo,  di  accettare  una  richiesta  ritenuta  utile
  all'accelerazione della spesa in agricoltura.
   Non  c'è stato un venir meno alla prassi e al Regolamento,  così
  come  è  stato  inserito  un emendamento a  firma  dell'onorevole
  Cracolici,  ne è stato inserito un altro a firma degli  onorevoli
  Di Mauro, Fleres e Cimino.

                     Per richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo,  in
  applicazione  del  Regolamento,  che  l'ordine  del  giorno   sia
  preventivamente sottoposto all'esame per consentire  ai  deputati
  di proporre emendamenti.
   Le  chiedo, pertanto, di rinviare la seduta di ventiquattro ore,
  perché  stiamo  commettendo una gravissima  violazione  e  chiedo
  scusa  a  me  stesso poiché non avevo chiaro che  quanto  si  sta
  discutendo ha un valore; mi dispiace, e lo dico al Governo, anche
  per   il   silenzio  con  il  quale  si  sta  affrontando  questa
  discussione.  Chiedo ancora, formalmente, che  si  stabilisca  un
  termine per garantire ai deputati di proporre gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il Regolamento  è  chiarissimo
  ed ormai è iniziata la votazione sul suo emendamento.

   CRACOLICI. Ma si rende conto cosa sta facendo?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  è  già  stato   votato   un
  emendamento  e  se  vuole  intervenire a proposito  la  prego  di
  chiedere la parola.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, subito  dopo  la
  seduta  d'Aula  di  stamattina si è  svolta  una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  convocata  su   meritoria
  iniziativa  del  Presidente dell'Assemblea conseguentemente  alla
  presentazione  di  una ventina di ordini del giorno  al  fine  di
  concordare  la  procedura per il prosieguo  dei  lavori  di  oggi
  pomeriggio.
   Ebbene,  in  quella  sede, si è deciso  che  alcuni  ordini  del
  giorno   potevano   essere  inglobati  nell'ordine   del   giorno
  presentato  dalla maggioranza e, come da Regolamento, individuato
  dal Governo; analogamente, si era deciso che ci sarebbe stata  la
  trasformazione  di un ordine del giorno in emendamento   che  era
  quello  presentato dall'onorevole Cracolici e  che  è  stato  già
  votato.
   Ho   ascoltato   le  argomentazioni  importanti   dell'onorevole
  Fleres, come avviene quasi sempre quando solleva un problema,  in
  considerazione   della  grande  esperienza  maturata,   tuttavia,
  pregherei  lui  e  l'onorevole Di Mauro, conformemente  a  quanto
  stabilito   nella   Conferenza   dei   Presidenti   dei    gruppi
  parlamentari, di trasformare l'emendamento in ordine  del  giorno
  per essere accettato come raccomandazione dal Governo.

   FLERES. L'ho proposto io stesso, onorevole Formica

   FORMICA.  Bene, pregherei allora il Governo, se è d'accordo,  ad
  accettare   come   raccomandazione   quell'ordine   del   giorno,
  trattandosi di un argomento importante.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  credo   che   la   proposta
  dell'onorevole  Formica  sia  una proposta  ragionevole  e,   per
  quanto mi riguarda, non ho difficoltà ad accettarla.
   Pertanto, o il Governo ritiene di accettare l'ordine del  giorno
  come raccomandazione o, diversamente, lo pongo in votazione.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Il  Governo
  dichiara di accettarlo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Riprende la discussione del Documento di programmazione
     economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e sui relativi
                          ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  20,
  così come integrato dall'ordine del giorno numero 8, sul quale il
  Governo si è dichiarato favorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   stiamo
  approvando un ordine del giorno che ha criticato il Documento  di
  programmazione economico-finanziaria, ma che lo approva  E ciò si
  evince  anche  dalla  relazione  dell'onorevole  Cimino  e  dalle
  proposte  contenute  nell'ordine  del  giorno  presentato   dalla
  maggioranza dei componenti della Commissione.
   Vorrei  sottolineare che, tra le cose che non stiamo approvando,
  vi  è la richiesta al Governo di far rispettare una legge vigente
  e prendo atto che il Parlamento regionale ha votato senza capirne
  la funzione.
   La  legge  prevede che il 31 dicembre 2006 scadrà la concessione
  alla SISE del servizio 118, servizio prorogato per due volte  con
  legge della Regione.
   Ci  sono  stati ben ventiquattro mesi per preparare il  bando  e
  procedere a gara, così come è previsto in tutte le altre Regioni.
   Aver  chiesto  -   così come avevo fatto -  che  il  Governo  si
  impegnasse  a  non  concedere ulteriori proroghe   e,  quindi,  a
  procedere a gara, fermo restando che il servizio va garantito, lo
  consideravo un atto di buon senso.
   Prendo   atto  che  uno  dei  primi  provvedimenti  che   questo
  Parlamento  adotta  è di mantenere un privilegio,  piuttosto  che
  garantire  la   libertà di mercato di operatori che  lavorano  in
  questo settore.
   Ciò  mi  dispiace,  ma  ci  batteremo  affinché  la  SISE  possa
  partecipare,  con  altri,  ad una gara pubblica  che  consenta  a
  chiunque di poter concorrere.
   Non  ci  possono  essere,  infatti, figli  e  figliastri,  anche
  perché,  in questa Regione, la SISE ha dimostrato di operare  con
  la cultura dei figliastri.
   Si  tratta  di un'azienda che, pure in queste ore,  sta  facendo
  parlare  di  sé per una gestione clientelare dell'avviamento  dei
  soggetti  e credevo che quest'Aula avesse il dovere di  dare  una
  risposta, ma non l'ha fatto, mi dispiace.
   Speriamo   di   riuscirlo  a  fare  con  la  legge  Finanziaria,
  consentendo a questa Regione di avere un interlocutore vero e non
  un   interlocutore  esclusivamente  al  servizio  di  una   parte
  politica.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  volevo  cogliere l'occasione, per  questo  ordine  del
  giorno  numero  8,  inglobato nel numero 20,  per  rivolgere  una
  raccomandazione al Governo, dal momento che si è stabilito  così,
  affinché vengano valorizzati anche tutti i centri storici minori.
   E  spiego  il  motivo, onorevole assessore. La cosiddetta  legge
   Crisafulli', per intenderci, aveva tagliato fuori dai POR e  dai
  fondi  comunitari europei i centri storici minori  di  trentamila
  abitanti.
   Siccome  oggi  si  vuole  dare  maggiore  attenzione  ai  centri
  storici minori in generale, chiedo che, al di là di questo ordine
  del  giorno  specifico sulla montagna, possa essere  accolta  una
  raccomandazione   dal  Governo  affinché  consideri,   in   linea
  generale, anche per quanto riguarda i fondi comunitari,  tutti  i
  centri storici minori inferiori ai dieci mila abitanti.
   Con  i  fondi  di Agenda 2000, infatti, non hanno potuto  godere
  dei  fondi  comunitari  i  comuni con  popolazione  inferiore  ai
  trentamila abitanti. Successivamente, non vi furono le risorse di
  cui al bando emanato dalla Regione  per i comuni minori.
   La  raccomandazione è, quindi, che al di là di questo  specifico
  ordine  del  giorno, possano essere attenzionati anche  i  centri
  storici minori a diecimila abitanti.

   FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi,  intervengo  per  dichiarare  il  mio  voto  favorevole
  all'ordine  del  giorno  presentato, anche  con  le  integrazioni
  introdotte successivamente, e non perché, come diceva poc'anzi un
  collega,  esso approva un Documento di programmazione  economico-
  finanziaria  che ne contesta il contenuto.
     Il  mio  voto è favorevole esattamente per il motivo  inverso,
  perché  l'ordine  del  giorno,   facendo  diventare  protagonista
  questo  Parlamento, relativamente a quelli che sono gli indirizzi
  di  politica  economica  e finanziaria del  Governo,  impegna  il
  medesimo  a  operare non soltanto in funzione del  contenuto  del
  Documento  di  programmazione  economico-finanziaria,  ma   anche
  tenendo  conto  delle  indicazioni vincolanti  che  l'ordine  del
  giorno, una volta approvato, determina.
   Dunque, esattamente per un motivo opposto, dicevo, a quello  che
  sottolineava poc'anzi il collega. Questo ordine del  giorno,  non
  soltanto  effettua  un'analisi  critica  -  che  non  vuol   dire
  un'analisi polemica, bensì un'analisi degli elementi di criticità
  di  quel  Documento - ma indica una serie di aggiustamenti  e  di
  ipotesi  che  servono ad integrare e, speriamo,  a  risolvere  ed
  eliminare quelle criticità che la Commissione prima e l'Aula dopo
  hanno  individuato  nel  Documento di  programmazione  economico-
  finanziaria.
   Quindi,  esprimo  -  lo  ribadisco e  concludo  -  il  mio  voto
  favorevole, proprio perché, attraverso l'ordine del giorno, siamo
  riusciti,  dando grande dignità a questo Parlamento, a  stabilire
  una  sorta  di partecipazione attiva all'azione del Governo,  con
  una  serie  di  formulazioni vincolanti, frutto del dibattito  di
  quest'Aula.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  per  annunciare il voto favorevole  del  Gruppo  del
  Movimento  per l'Autonomia e, nel contempo, anche per  comunicare
  all'Aula  che noi, subito dopo la votazione di questo  Documento,
  saremo  costretti ad abbandonare l'Aula, avendo saputo -  proprio
  poc'anzi - che un'altra nave sta per arrivare in Sicilia, credo a
  Termini  Imerese, e, come parlamentari, ci recheremo  sul  posto,
  perché,  al  di  là di quello su cui qualcuno vuole  speculare  a
  proposito  delle considerazioni del  gatto e la  volpe   noi  non
  sappiamo nulla.
   Né  ieri  né oggi, infatti, è stato annunciato in Aula  qualcosa
  in  merito  da  parte del Governo, che proprio su questa  vicenda
  aveva assicurato che si sarebbe trattato di una sola nave, mentre
  adesso è in arrivo un'altra.
   Per cui, andremo sul posto per manifestare la nostra protesta  e
  per  agire  concretamente affinché  questa iniziativa, una  volta
  per tutte, venga sospesa.
   La  Sicilia, infatti, non può continuare ad essere - non  voglio
  ripetermi  - la  pattumiera  delle problematiche italiane,  però,
  di  fatto,  ritorniamo  in una vicenda  che,  per  noi,  non  sta
  assolutamente  né  in  cielo né in terra e vogliamo  che  per  il
  futuro, ma anche per oggi, venga impedita.
   Riprendendo   il   discorso  sul  Documento  di   programmazione
  economica-finanziaria, credo che, proprio  dai  lavori  che  sono
  stati  portati avanti in Aula e nelle Commissioni, al  di  là  di
  quelle  che potevano essere le considerazioni da parte di qualche
  collega parlamentare, si sia fatto un buon lavoro.
   Le  stesse  Commissioni di merito,  compiendo uno sforzo,  hanno
  provveduto ad indicare una serie di elementi a supporto; infatti,
  non  dobbiamo  dimenticare - e di questo  bisogna  dare  atto  al
  Governo  -  che  il  contesto in cui  è  stato  elaborato  questo
  strumento  è  stato  di  assoluta  incertezza,  di  difficoltà  a
  conoscere  soprattutto i numeri, perché, nello stesso  Documento,
  da  parte  dello Stato, di fatto, non erano indicate né cifre  né
  altri aspetti importanti che potevano essere parte del  Documento
  di  programmazione economico-finanziario che riguardava, appunto,
  la Sicilia.
   In  questo  contesto abbastanza confuso, nei  primi  giorni  del
  Governo  nazionale  in cui si annunciavano una  serie  di  misure
  urgenti ed indifferibili per il ripianamento dei conti economici,
  il  Governo  della  Regione, rappresentando una situazione  molto
  difficile,  ha evidenziato la questione siciliana nel  suo  stato
  reale,   con   tutte  le  sue  difficoltà  economico-finanziarie,
  prevedendo  una  sorta  di  azione,  di  impegno,  di  contributo
  politico al ragionamento affinché la Sicilia possa avere  un  suo
  ruolo strategico di sviluppo e  possa compiere la sua azione,  in
  considerazione del fatto che il mercato, in atto - e mi riferisco
  al  mercato della Sicilia - è un mercato povero, scarso,  in  cui
  gli operatori hanno poca capacità economica.
   Sono   state  messe  in  rilievo,  in  quest'Aula,   le   enormi
  difficoltà, le Commissioni hanno lavorato - come dicevo  poc'anzi
  -  e  sono  stati presentati diversi documenti, ma credo  che  il
  Documento prodotto dalla maggioranza comprenda ulteriori  ragioni
  per esprimere un voto favorevole e, da queste considerazioni,  lo
  ripeto,  dichiaro il mio voto favorevole e quello  del  Movimento
  per  l'Autonomia, pregando l'onorevole Presidente di  rinviare  i
  lavori,   dopo  la  votazione  del  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria,   riprendendo domani  per  la  trattazione
  delle mozioni.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il  permesso
  del  Presidente  del mio Gruppo parlamentare,  anticipo  il  voto
  favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale all'ordine del giorno
  e,  quindi,  anche  al  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria.
   Desidero,   nondimeno,  esprimere  il  compiacimento  personale,
  anche   dell'intero   Gruppo  politico,   al   Presidente   della
  Commissione  Bilancio,  onorevole Cimino,  perché,  avendo  avuto
  l'onore  ed  il privilegio di vivere già negli anni  passati  una
  esperienza parlamentare come questa, ebbene, devo dire che  è  la
  prima volta che la Commissione Bilancio ed il suo Presidente si è
  adoperato   per  valorizzare  il  dibattito  sul   Documento   di
  programmazione  economico-finanziaria che,  negli  anni  passati,
  veniva presentato dal Governo e approvato in pochissimi minuti.
   Credo  che  questo Parlamento ha avuto l'occasione di vivere  un
  momento  esaltante, dal punto di vista del dibattito politico,  e
  l'impegno  dell'assessore  Lo  Porto,  accompagnato  dall'impegno
  della Commissione Bilancio e del suo Presidente, ha dato vita  ad
  un  dibattito che oserei definire, signor Presidente,  esaltante,
  che  dà  grande dignità a questo Parlamento. Quindi, è un  motivo
  ulteriore per esprimere un voto favorevole a questo Documento  di
  programmazione economico-finanziaria.
   Se  mi è consentito, al di là della prassi, vorrei esprimere  la
  mia opinione sull'intervento dell'onorevole Cracolici.
   Posso  condividerne, personalmente, molti aspetti dell'argomento
  in  oggetto, però, credo che la cosa importante oggi  in  Sicilia
  sia  quella di assicurare il servizio e il lavoro a tutti  questi
  operatori, dai barellieri al personale medico, paramedico e  agli
  autisti.
   Pensare oggi di bandire una gara pubblica, a livello europeo,  a
  due mesi dalla scadenza, significa, automaticamente, interrompere
  il   servizio  e  bloccare  un'attività  che  è  di  fondamentale
  importanza, creando gravi disagi ai lavoratori.
   Credo,  quindi, che il Parlamento ha fatto bene, anche su questo
  argomento,  ad  esprimersi  per consentire  la  prosecuzione  del
  servizio e sono convinto che il Parlamento stesso si attiverà per
  individuare i sistemi di gara previsti dalla legge, per materia e
  per  importo,  assicurando  così,  per  gli  anni  a  venire,  il
  funzionamento del servizio.

   TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il  voto
  contrario  del  Gruppo  della Margherita a  questo  Documento  di
  programmazione  economico-finanziaria,  perché,  per  quanto  sia
  stato  oggettivamente  un dibattito molto più  ricco  rispetto  a
  quanto avvenuto negli anni passati, nonostante si debba dare atto
  al  Presidente della Commissione Bilancio, onorevole  Cimino,  di
  avere   fatto   un  lavoro  di  recepimento  di  osservazioni   e
  sollecitazioni  espresse  da  tante  parti,  ebbene,  rimane   un
  documento   dai   contenuti   generici,   rispetto   ai    quali,
  indubbiamente,  si poteva fare molto di più e, a  tal  proposito,
  desidero entrare nel merito.
   Mi   rivolgo,  anzitutto,  all'assessore  Lo  Porto,  che   oggi
  valutava come positivo lo sviluppo del PIL regionale, considerato
  che  lo  stesso si attesta  intorno allo 0,9 per cento  a  prezzi
  costanti.
   Questo   documento   di   programmazione   economico-finanziaria
  prevede  una  valutazione dello 0,1 per cento a prezzi  costanti,
  che  potrebbe  ancora  essere un fatto  positivo,  ma  io  volevo
  sottolineare  che, come Regione Sicilia, siamo  ad  Obiettivo  1,
  abbiamo  avuto in questi anni ventimila miliardi di vecchie  lire
  per quanto riguarda il POR Sicilia, cioè circa 4 mila miliardi di
  vecchie  lire   ogni  anno, 2 miliardi di  euro  ogni  anno,  che
  corrispondono, se il PIL della Sicilia è  intorno a   83 miliardi
  di  euro,  a  circa   2,5  per cento, e  se  si  considera  anche
  l'indotto,  che  dovrebbe creare questi  investimenti,   dovremmo
  essere,  come minimo, a un più 4, più 5 per cento come incremento
  del prodotto interno lordo.
   Invece  la  valutazione della crescita in Sicilia  attorno  allo
  0,1  per cento è impropria. Ed è talmente vero ciò che dico,  che
  l'Europa  ha  permesso  che  la  Sicilia  continuasse  ad  essere
  nell'Obiettivo  1,  proprio  perché  non  si  era  ottenuto  quel
  successo e quei risultati che si speravano.
   Questo  punto  di partenza, per quanto riguarda  la  valutazione
  iniziale  del  documento di programmazione  economico-finanziaria
  rispetto  alla quale poi costruire i percorsi, trova altresì  una
  serie di considerazioni proposte dai funzionari della Commissione
  Bilancio,  in  particolare mi riferisco alla nota  che  ha  fatto
  pervenire il dottor Di Gregorio e questa valutazione si  basa  su
  una  serie di dati negativi, tra questi, per esempio, la  mancata
  previsione del cofinanziamento.
   Infatti,  prevediamo  un documento di programmazione  economico-
  finanziaria  indicante  le  linee  dei   prossimi  cinque   anni,
  2007/2013,  ma  mi chiedo quanto costerà questa programmazione  e
  cosa  deve  metterci di suo la Sicilia e la mia prima  domanda  è
  quale sia l'entità del cofinanziamento in tutti questi anni.
   La  seconda  questione  riguarda quelle  misure  che  presentano
  alcune  difficoltà, per esempio, la dottoressa Palocci,  recatasi
  in   Commissione  per  esprimere  le  sue  posizioni   e   quelle
  dell'Ufficio di programmazione, ha sottolineato che, rispetto  ad
  alcuni  uffici, aveva fatto presente  formalmente  che  vi  erano
  alcune  situazioni critiche.
   Mi  chiedo, quindi, cosa intende fare il Governo, in termini  di
  verifica,  sull'operato dei dirigenti che avevano, ed  hanno,  la
  funzione  di attuare le varie misure, in altri termini,  cosa  si
  intende fare affinché queste esperienze di finanziamenti europei,
  che  ormai  durano  da venti anni, possano divenire  sempre   più
  efficaci nel tempo.
   Questo è un discorso delicato, perché si può allargare anche  ai
  dirigenti nel settore della sanità, figure che, con una  semplice
  autodichiarazione, certificano di avere raggiunto  gli  obiettivi
  prefissati,  quando invece non è vero, e lo dico  quantomeno  per
  quanto  riguarda  il campo della sanità  E' sotto  gli  occhi  di
  tutti, c'è un buco incredibile
   Mi  chiedo  se  nei confronti di questi dirigenti si  sia  fatta
  un'azione  di  verifica e di controllo sui  risultati  raggiunti.
  Ovviamente  no, perché sono stati tutti riconfermati,  almeno  in
  larga  parte, quindi, c'è una mancanza di attenzione,  sul  piano
  delle procedure, da parte del Governo.
   Questo  Documento di programmazione economico-finanziaria parla,
  altresì, di una semplificazione delle procedure amministrative  e
  fa  riferimento ad una tale quantità di temi che non  si  possono
  esprimere in poche righe  C'è una semplice elencazione di  sei  o
  sette  possibilità  di intervento, così come era  avvenuto  negli
  anni passati.
   Mi  ha  colpito in modo particolare, nel campo del credito,  una
  valutazione  di  difficoltà a cui andranno incontro  le  imprese,
  piccole  e  medie,  in  applicazione dei Trattati  internazionali
  relativi  a Basilea 2, prevedendo una compressione della capacità
  di indebitamento delle nostre imprese.
   Si  prevede,  come  è  in atto, un tasso  di  interesse  che  si
  mantiene  sui  4-5  punti in più rispetto a quello  applicato  in
  Italia  e,  rispetto  a  questo si  chiude  con  una  semplice  e
  lapidaria affermazione: la Regione potrebbe valutare il  progetto
  di un Mediocredito  regionale.
   E    lo   stesso   succede   per   il   settore   dei   rifiuti,
  dell'agricoltura e quant'altro  Per i rifiuti,  ad  esempio,  c'è
  una  dichiarazione  sorprendente da parte del Commissario  per  i
  rifiuti che, in applicazione della legge, ha permesso di ritenere
  superate  le  questioni  riguardanti l'eliminazione  dei  rifiuti
  solidi urbani. Superate, quando invece sta esplodendo tutto
   Sono  queste  le  ragioni  per cui  esprimiamo  il  nostro  voto
  contrario.  Infine,  c'è un'affermazione, in  questo  ordine  del
  giorno,    riguardante  il  settore  della  sanità,  che  invito,
  onorevoli colleghi, a valutare.
   Le    scelte   di   questo   settore   dovranno   tenere   conto
  dell'eventuale   risparmio  delle  prestazioni   in   convenzione
  rispetto  a  quelle delle strutture pubbliche, come dire  che  le
  scelte  dovranno  privilegiare la sanità  privata  piuttosto  che
  quella pubblica.
   Ritengo  che  questa  affermazione vada cassata  urgentemente  e
  rivolgo un invito, a tal proposito, a tutti.
   Concludo,   dicendo,  che  non  c'è,  in  questo  Documento   di
  programmazione economico-finanziaria un segnale di grande novità.
   La  Sicilia avrebbe bisogno, piuttosto, di uno sforzo che  possa
  dare  fiducia, che possa dare speranza, mi riferisco, ad esempio,
  alla  soppressione  di  tanti enti inutili,  all'eliminazione  di
  tanti Consigli di amministrazione e di questo non si fa menzione
   Mi  riferisco, ancora, a una formazione professionale di cui  si
  fa  cenno e che è il cuore di una possibilità di sviluppo, e  che
  invece è una palla al piede
   Rivolgo, pertanto, un invito al Governo Cuffaro: questi  5  anni
  sono  un'occasione  per  risolvere  le  grandi  questioni,  dalla
  semplificazione  amministrativa  alla  formazione  professionale,
  alle  leggi di settore che, nella passata legislatura,  non  sono
  state attuate.
   Lo   ribadisco,  è  questo  il  momento  di  affrontare   queste
  questioni   e dare così una svolta alla Sicilia e, in questo,  il
  Governo  troverà  sicuramente l'appoggio, almeno  in  termini  di
  lavoro, di tutto il centrosinistra.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  ci  sia  una grande differenza,  ed è per questo che annuncio  il
  mio  voto  contrario, fra questo ordine del giorno  e  la  stessa
  relazione della Commissione, della relazione di maggioranza, che,
  in   larga   parte,  non  abbiamo  avuto  difficoltà  a  ritenere
  oggettivamente critica,  è apprezzabile lo sforzo di lettura  del
  Documento.
   Inoltre,   questo è un ordine del giorno che si  produce  in  un
  pout-pourri generico e vago, che non ha niente a che  vedere  con
  l'intenzione  che,  probabilmente, la stessa  maggioranza  voleva
  fornire nell'intento di riappacificarsi col Governo e, forse,  di
  aggiungere qualcosa che era sfuggita in un primo momento.
   Non  voglio soffermarmi su tutto, ma mi tocca rilevare come  sia
  del   tutto   pleonastica  la  richiesta  di  avere  informazioni
  tempestive,  in   caso  di  adozione  delle  procedure   di   cui
  all'articolo  12  della  legge 468 del 1978,  a  Finanziaria  già
   confezionata   e  presentata; ma soprattutto devo  ritornare  su
  quanto  accennava l'onorevole Tumino sul fatto  di  impegnare  il
  Governo  a  far  sì  che  le scelte tengano conto  dell'eventuale
  risparmio  delle  prestazioni in convenzione  rispetto  a  quelle
  delle strutture pubbliche.
   Non  soltanto  perché questo è contrario a quanto illustrato  da
  una parte della maggioranza -  ed in quest'Aula abbiamo ascoltato
  tutti   -  non  soltanto  perché   su  questo  argomento  abbiamo
  ragionato  a  lungo,  ma  perché   questo  assunto  è  del  tutto
  controvertibile,  perché se questo è un  atto  di  richiamo  alla
  buona  amministrazione pubblica è del tutto  pleonastico  che  si
  debba preferire ciò che può conseguire un miglior risultato ad un
  costo più basso.
   Ma  se  così non è, diventa  un indirizzo che si vuole  dare  ai
  direttori   generali  e  ciò  diventa  inquietante,   un'ennesima
  dimostrazione  di  ingerenza  della  politica  nelle  scelte  dei
  direttori generali che già - devo ammettere - non brillano né per
  autonomia  né  per  sagacia  né per capacità  gestionali,  stante
  questo debito che ci fa diventare record d'Italia.
   In   ogni   caso,  se,  nonostante  quanto  sta  accadendo,   il
  Parlamento   dovesse  sentire  il  bisogno  di  raccomandare   ai
  direttori  generali  di  preferire le  convenzioni  private  alla
  ospedalità e alle strutture pubbliche,  credo che veramente siamo
  arrivati alla dichiarazione di rei confessi.
   Non  c'è nessuna assicurazione che questo faccia risparmiare  la
  sanità   pubblica  né  che  possa  migliorare  il  servizio   dei
  cittadini

   FLERES. Lei sa leggere, onorevole De Benedictis? Legga

   DE  BENEDICTIS.  Ho  letto   Non è  l'eventuale   che  salva  la
  questione  Mi lasci parlare per la mia dichiarazione di voto.

   FLERES. Non faccia l'esegeta  Ci fa solo perdere tempo

   DE  BENEDICTIS. Ho visto che ho toccato un nervo  Il  Parlamento
  ne  prende  atto  e  se cortesemente, signor Presidente,   mi  fa
  terminare l'intervento gliene sarei grato.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Fleres,  onorevole   Cracolici,   fate
  continuare  l'onorevole De Benedictis il quale  ha  assistito  in
  silenzio  ai  vostri  interventi. Abbiate  la  cortesia  di  fare
  altrettanto.

   DE  BENEDICTIS. Credo che la reazione scomposta e inutile di chi
  è  stato  zittito  dal Presidente dia ampia dimostrazione  che  è
  stato   toccato  un  nervo  scoperto  e  ritengo  che   sia   una
  dimostrazione  sbagliata della maniera di  porsi  della  politica
  rispetto  ad  un  problema  che  meriterebbe  più  responsabilità
  nell'interesse di tutti.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preannunzio  il
  voto  favorevole del Gruppo parlamentare UDC, seppur  con  alcune
  sottolineature.
   Se  mi  è  consentita un'immagine aulica - io non  calco  questi
  corridoi  e  questo Palazzo dal 1996 - in questi  dieci  anni  ho
  letto  tanto  circa il nuovo modo di far politica,  ma  ho  avuto
  l'impressione,  in  questo piccolo scorcio  di  legislatura,  che
  nulla è cambiato
   Siamo  alle dichiarazioni e alle posizioni preconcette, non  c'è
  nessuna volontà di approfondire il merito delle proposte, chi   è
  maggioranza resta maggioranza, chi è  opposizione resta tale.
   Tutto  questo  non serve alla politica, non serve alla  Sicilia.
  Dovremmo  -  mettendo da parte le impressioni di   inciucio'  che
  nessuno  vuole  dare  -  cercare di dialogare  per  le  questioni
  importanti della nostra Regione, come del resto si cerca di  fare
  a  Roma.  Non si può non dare atto che a Roma ci sia un tentativo
  di  dialogo per i grandi temi che riguardano la Nazione. Qui  non
  riusciamo  a farlo. Forse si vuole raggiungere l'obiettivo  della
  passerella,  della prima pagina del Giornale di  Sicilia,   della
  ripresa televisiva, ma questo non serve a nessuno.
   Per  il futuro, per quello che può valere, ma in ogni caso  vale
  per   me,  ove  ci  fossero  delle  proposte  importanti  e   per
  l'interesse della Sicilia - a prescindere dalla parte politica  o
  dal  collega  deputato che farà la proposta - queste vedranno  il
  mio  consenso e, a volte, il dissenso rispetto a quello  che  può
  sostenere il Gruppo.
   Ciò  premesso,  il  documento  di  programmazione  economica   e
  finanziaria è un ottimo documento, soprattutto se  lo  compariamo
  -  col  senno di poi o, meglio, col senno  in itinere  -  con  la
  finanziaria  nazionale, perché non si possono vedere  entrambi  i
  documenti scollegati tra loro.
   Non  è  utile,  mi scusi l'onorevole Borsellino, lamentare  che,
  mentre  ancora non è stato varato il documento di programmazione,
  il  Governo ha già presentato lo schema di finanziaria.  Ci  sono
  dei  termini  che vanno rispettati e il Governo deve rispettarli;
  quest'Aula avrebbe dovuto, entro agosto, varare il documento  che
  stiamo varando adesso.
   Siamo  stati,  quindi,  tutti  un  po'  accondiscendenti,  forse
  perché  è la prima volta per molti deputati, ma questo non  dovrà
  avvenire nel futuro.
   Se  leggiamo  questo  documento di  programmazione  economica  e
  finanziaria, che è uno dei tre strumenti finanziari che governano
  la   vita   della  Regione,  e  lo  leggiamo  comparandolo   alla
  finanziaria nazionale, dobbiamo chiederci perché alcune cose  non
  vengono  riconosciute nella Sicilia ed è già tanto  e  miracoloso
  che  si possa fare un documento economico e finanziario di questo
  tipo.
   Ecco  perché  va  votato  e mi limito a questo  senza  ulteriori
  commenti perché il tempo è obbligatorio ed è tiranno.
   Infine,  provo una certa amarezza - e lo dico da deputato  della
  maggioranza - a notare un certo disinteresse per questo  tipo  di
  discussioni che rappresentano  momenti di grande e alta  politica
  per la Sicilia.
   Vedo  che oggi l'Aula è parzialmente piena soltanto perché  oggi
  si  vota;  il  dibattito è stato sostanzialmente  dimenticato  ed
  evitato  da gran parte dei deputati, di qualunque parte politica,
  anche dalla mia, e non è un fatto positivo.
   Stesso  discorso  vale   per il Governo  che  è  stato  assente,
  tranne  il  Presidente della Regione che ha  una  giustificazione
  specifica della sua assenza oggi, e tranne l'assessore Lo  Porto,
  che  è  stato in perenne presenza durante il dibattito e  qualche
  altro  assessore che è venuto sporadicamente a cui,  a  malapena,
  possiamo  dare  la  sufficienza. Credo, addirittura,  che  alcuni
  assessori  non abbiano messo piede in quest'Aula e questo  non  è
  possibile
   Chiedo  al  Presidente, formalmente, di richiamare gli assessori
  che sono cronicamente assenti in quest'Aula per una questione  di
  rispetto verso i deputati che intervengono e che seguono i lavori
  parlamentari.
   Nella  stessa  maniera  debbo  sottolineare  che,  a  volte,  la
  efficienza  o la apparente efficienza non produce qualità.  E  mi
  riferisco  al  fatto che soltanto ieri, nel tardo  pomeriggio,  i
  deputati hanno ricevuto sia la relazione del Presidente della  II
  Commissione che le ultime osservazioni sul documento  che  stiamo
  discutendo  questo pomeriggio. Tranne i membri della  Commissione
  Bilancio,  i  deputati  non  hanno  avuto  nemmeno  il  tempo  di
  approfondire i temi.
   Stiamo  facendo una discussione pregevole, ma sarebbe stata  più
  approfondita,  nell'interesse  di  tutti,  se  avessimo  avuto  i
  documenti per tempo.
   Prego  il  Presidente  dell'Assemblea,  la  prossima  volta,  di
  mettere   in   condizione  i  deputati  di  potere  studiare   ed
  approfondire gli atti finali di un provvedimento legislativo   in
  itinere  perché è difficile lavorare in queste condizioni.
   Infine,  non  posso condividere la dichiarazione  dell'onorevole
  Di  Mauro che, credo, sia già andato via con i membri del  gruppo
  dell'M.P.A..

    CINTOLA  E'  presente in Aula.

   MAIRA.  Vedo che è presente. C'è qualche cosa che va registrata.
  Mi  prendo  la responsabilità personale di ciò che sto per  dire:
  non  si  può  continuare ad essere forza di lotta e  di  Governo,
  bisogna  scegliere: o si è parte del Governo o  si  fa  lotta  al
  Governo.
   Sarebbe  stato  molto  più utile che, intanto,  i  colleghi  del
  gruppo  parlamentare  M.P.A. avessero reso partecipi  i  colleghi
  della maggioranza di quanto stavano decidendo.
   Possibilmente  avrebbero  trovato  consensi,  ma  sarebbe  stato
  meglio  se, anziché fare questo atto di lotta - perché di  questo
  si  tratta  -,  avessero  provocato una  discussione  in  Aula  e
  possibilmente  avrebbero trovato occhi per seguirli  ed  orecchie
  molto attente per sentire quanto  dicevano.
   Ribadisco,  a  nome  del gruppo parlamentare dell'UDC,  il  voto
  favorevole all'ordine del giorno.

    FORMICA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA      Signor     Presidente,     onorevoli     colleghi,
  nell'annunciare il voto favorevole, come del resto aveva ribadito
  l'onorevole  Caputo che era intervenuto prima di  me,  non  posso
  esimermi, però, nel sollevare alcune considerazioni.
   Alcuni  parlamentari  hanno criticato un  inciso  del  punto  10
  dell'ordine del giorno sul Documento di programmazione economico-
  finanziaria riguardante il rapporto tra sanità pubblica  e sanità
  privata e vorrei ricordare preliminarmente a questi colleghi  che
  bisogna essere coerenti perché, in questo punto, c'è l'impegno  a
  mobilitarsi affinché dalla finanziaria nazionale venga  eliminata
  la  previsione del 45% a carico del Fondo sanitario regionale che
  successivamente andrà al 50%.
   Proprio   questa  mattina  facevo  rilevare   lo  strangolamento
  immotivato, esclusivo, persecutorio - non può essere interpretato
  in altro modo - solo nei confronti della Regione Sicilia.
   Ricordo  ai  colleghi,  quindi, di essere  obiettivi  quando  si
  fanno  degli  appunti  e  di battersi laddove  si  tratti  di  un
  argomento  di  interesse generale, perché se  crolla  il  sistema
  sanitario, non  crolla il sistema del centrodestra piuttosto  che
  il  sistema del centrosinistra, crolla la civiltà di una Regione,
  di uno Stato, di una società.
   Vorrei,  quindi,  leggere la frase contenuta al  punto  10:   le
  scelte  dovranno  tenere  conto  dell'eventuale  risparmio  delle
  prestazioni  in  convenzione rispetto a  quelle  delle  strutture
  pubbliche .
   Questa  frase  riguarda  un argomento  che  più  volte  è  stato
  dibattuto in Aula e in Commissione Sanità e ogni volta si  faceva
  rilevare   che  il  sistema  sanitario,  così  come  è  concepito
  attualmente, con il DRG, fa capo ad un contenitore unico di fondi
  e  la  prestazione  erogata dal sistema sanitario  attraverso  il
   privato-pubblico'  -  chiamiamolo  così  -  piuttosto  che   dal
   pubblico', afferiva a quello stesso fondo e  non ad altri. Se il
  sistema  eroga privilegiando il  settore privato, comunque  dovrà
  fare i tagli sul settore pubblico.
   La  frase secondo me dovrebbe essere completata dicendo:   senza
  arrecare  comunque danno alle erogazioni previste per  legge  dal
  servizio pubblico , perché altrimenti sarebbe troppo facile.
   Passiamo  tutti  al  settore privato e cosa facciamo,  chiudiamo
  gli  ospedali o eliminiamo i servizi all'interno degli  ospedali?
  Bisogna  porre  questo   problema e  questo  interrogativo  tutti
  assieme.
   Non  ho  nulla contro il settore privato, però stiamo attenti  a
  quanto inseriamo poiché potremmo trovarci nella impossibilità  di
  gestire il sistema.
   Concludo   annunciando   il  voto  favorevole.   Pregherei   che
  rimanesse agli atti che questa previsione tenga conto di ciò  che
  ho  detto,  cioè senza danneggiare in ogni caso l'erogazione  del
  sistema pubblico.

   AULICINO. Chiedo di parlar per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa   è
  l'unica  dichiarazione  di voto del nostro  Gruppo  parlamentare.
  Immagino che il Parlamento dovrà produrre uno sforzo enorme  che,
  in  qualche modo, compensi l'inadeguato sforzo di approfondimento
  sul  Documento di programmazione economico-finanziaria per quanto
  riguarda la Finanziaria.
   Abbiamo  appreso che il Governo ha depositato questa mattina  il
  disegno   di   legge  sulla  finanziaria,  credo  che   il   vero
  ragionamento lo faremo in quella sede.
   Più volte abbiamo evidenziato che questa procedura alla fine  si
  risolve, se non proprio in una perdita di tempo, in una occasione
  per  schermaglie  che  non producono altro  che   lacerazioni  ed
  incomprensioni.
   Nel  documento  e, comunque, nell'ordine del giorno  numero   20
  questa riflessione e precisazione sulla sanità pubblica e privata
  e  sul rapporto costi e ricavi  questo accenno alle convenzioni è
  molto interessante.
   Con  la  circolare dell'Assessore per la Sanità, l'Assessore  ha
  deciso  di  sospendere  le  procedure  concorsuali  nella  sanità
  siciliana  e  si  è  riservato di riprendere il ragionamento  sui
  concorsi nel pubblico dopo aver capito quante saranno le  risorse
  finanziarie destinate alla sanità siciliana.
   Alcune  precisazioni,  credo, non  soltanto  del  nostro  gruppo
   Uniti   per  la  Sicilia',  ma  anche  di  altri  rappresentanti
  dell'opposizione, hanno chiarito che c'è qualche  preoccupazione,
  a   parte   l'apprezzamento  sull'operato   dell'Assessore,   sul
  trattamento riservato alle mille o migliaia convenzioni  presenti
  in   Sicilia,  non  vorrei  commettere  errori  di  vaghezza  con
  precisazioni inutili.
   Questo  aspetto dell'ordine del giorno mi convince  poco  perché
  nulla  si  dice, in quella circolare, relativamente agli  sprechi
  legati alle convenzioni.
   E'  come  se  ad un certo punto si volesse dire, come  ha  detto
  qualche altro autorevole rappresentante dell'opposizione, che  in
  fondo  i mali della sanità siciliana vengono dal pubblico e  che,
  quindi,  si  dovrebbe  intervenire  riducendo  gli  sprechi   del
  pubblico,  e  ce ne saranno pure, tant'è vero che immaginiamo  un
  processo di razionalizzazione del pubblico e a parte il Documento
  di programmazione economica-finanziaria, speriamo che l'Assessore
  ci presenti il Piano sanitario organico.
   Immagino  che  nel Parlamento  si riservi una qualche attenzione
  ai   deboli  ed ho sentito il Presidente della Regione commentare
  la finanziaria nazionale, ma non ho sentito parlare di pensionati
  nemmeno una volta.
   Per  esempio, ho qualche perplessità sulla manovra  Prodi ,  che
  però  è  in via di modificazione, perché non c'è spazio  per  gli
  incapienti. Ma  cosa sono questi incapienti? Ad esempio, non  c'è
  l'equiparazione  delle  detrazioni tra  lavoratori  dipendenti  e
  pensionati.
   Abbiamo  esaminato questi grandi documenti, ma  ci  preoccupiamo
  delle  grandi  opere  pubbliche  Ho visto che  il  Presidente  ha
  incalzato a livello nazionale   un dibattito ad altissimi livelli
  come  se in Sicilia si dovesse dare una risposta solo alle grandi
  questioni  degli  appalti pubblici, quando invece  c'è  anche  il
  problema  della sopravvivenza, delle decine, centinaia,  migliaia
  di  pensionati  che non riescono neanche a fare la  dichiarazione
  dei redditi perché sono sotto la soglia minima.
   Spero  che  con  la  prossima  finanziaria  si  possa  fare   un
  ragionamento più serio e più corrispondente alle emergenze  della
  Sicilia.
   Il   voto  è  chiaramente  negativo,  ma  non  pregiudizialmente
  negativo   rispetto   alla  manovra  finanziaria   voluta   dalla
  maggioranza  che  è  stata  scelta per  governare  la  Sicilia  e
  dall'opposizione  che  non  è  stata  scelta  per  ostacolare  la
  maggioranza  perché  si può governare anche dall'opposizione  con
  responsabilità.
   Immagino che in quest'Aula si possono determinare condizioni  di
  convergenza con un po' di buon senso nell'interesse della Sicilia
  che  non  può  andar  dietro alle nostre  fantasie  e  al  nostro
  desiderio  di  articolazione  fittizia,  perché  quando  facciamo
  appello   alla  moralità  e  alla  trasparenza  dobbiamo   sempre
  ricordarci  di  quanto abbiamo fatto e dei  luoghi  dove  abbiamo
  operato, sia da maggioranza che  da opposizione.
   Non  ci  si  può  appellare alla trasparenza  della  maggioranza
  quando  da opposizione, magari sottobanco, abbiamo fatto  accordi
  volgari di spartizione.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna   gli   onorevoli:  D'Asero,  Dina,  Gianni,  Maniscalco,
  Misuraca, Rizzotto e Stancanelli.

   economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e dei relativi
   ordini del giorno

   Presidenza del presidente Miccichè


       Riprende la discussione del Documento di programmazione
     economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 e dei relativi
                          ordini del giorno

   FAGONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

   FAGONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  evidentemente
  essere   l'ultimo  a  parlare,  allorquando  è   la   mia   prima
  opportunità, è certamente un momento di particolare emozione.
   Denoto,  comunque, un aspetto alquanto positivo,  perché  se  il
  buongiorno  si vede dal mattino, ipoteticamente, con una  visuale
  longeva  di cinque anni, certamente avremo una lunga giornata  di
  sole,  perché  avendo  discusso così a  lungo  del  Documento  di
  programmazione economico- finanziaria, tenuto conto che lo stesso
  strumento dovrebbe essere in teoria una semplice presa d'atto  da
  parte  di  questa  nobile  Assemblea,  evidentemente  vi   è   la
  dimostrazione che, in seno a quest'Aula,  vi è una grande volontà
  e determinazione, ma soprattutto di partecipazione.
   Una  discussione,  come dicevo, esaustiva e soprattutto  abbiamo
  preso   atto  con  piacere  di  una  lunga  relazione  da   parte
  dell'onorevole  Cimino, Presidente della Commissione  competente,
  che  ci  ha  illustrato tutte  le vicende e le vicissitudini  del
  processo   deliberativo   in  seno   alla   stessa    Commissione
  competente.
   Le   indicazioni   concesse  da  parte  del   Presidente   della
  Commissione  mirano ad un tentativo di risanamento della  finanza
  della  nostra Regione e non quello che si è detto anche prima  di
  me  di  tentare  di  continuare  ad  elargire  risorse  a  quelle
  strutture  che,  certamente, non ne avrebbero diritto  in  questo
  momento.
   Dobbiamo,  altresì,  tener conto che questo documento  è  frutto
  anche  di  un Documento di programmazione economica e finanziaria
  dello  Stato  che  per ben 29 articoli, in finanziaria,  tende  a
  penalizzare   la  nostra  Regione,  signor  Presidente.   Dunque,
  ringrazio  il Presidente Cimino che è stato molto obiettivo nella
  sua lunga relazione.
   Mi   rifaccio   anche  all'intervento  dell'Assessore   per   il
  bilancio,  onorevole Lo Porto, il quale ha parlato   del  declino
  dell'Europa. Ebbene, sono completamente d'accordo con lei  perché
  noi  oggi  stesso ci culliamo soltanto del nostro valore storico,
  ma sappiamo di non essere più competitivi, non solo in Europa, ma
  nemmeno   nei  confronti  dei  Paesi  emergenti,  delle  economie
  emergenti.
   Noi,    soprattutto    sotto   il   profilo    dell'investimento
  tecnologico, siamo all'1 per cento del prodotto interno  lordo  a
  fronte  di  una  media  europea  dell'1,3  per  cento  e  di   un
  investimento  degli Stati Uniti del 3 per cento, del  Giappone  e
  via dicendo.
   Diventeremo  concorrenti, a breve, anche dei  Paesi  asiatici  e
  sono certo, da qui ad un ventennio, dei Paesi nordafricani.
   Per  queste  ragioni,  tenuto conto delle difficoltà  economiche
  che la nostra Regione vive e attraversa, l'assessore Lo Porto  ha
  giustamente  emanato la circolare numero  12 del 20  luglio  2006
  per  bloccare  gli  impegni  di spesa.  Questo  perché  vi  è  un
  discostamento   dei  parametri  fissati  dallo  scorso   bilancio
  approvato  dall'Assemblea regionale che, evidentemente, determina
  una rivisitazione della finanza pubblica regionale.
   Per  ciò  che  riguarda  il gap del settore  della  sanità,  non
  dobbiamo  dimenticare  che i due miliardi  investiti  per  questo
  settore hanno coperto un milione e mezzo di ricoveri, sei milioni
  di  giornate di degenza e, certamente, all'interno di questi  due
  miliardi,  onorevole Assessore, vi sono anche i duecento  milioni
  di quei ricoveri dei viaggi della speranza.
   Evidentemente, un monitoraggio più attento potrebbe esserci,  ma
  è  altresì  certo  ed evidente che le somme previste  all'interno
  dell'ex articolo 37 non possono che essere trasferite nel  nostro
  bilancio regionale.
   E'  doveroso  aggiungere,  anche a seguito  dell'intervento  del
  Presidente del gruppo parlamentare del Movimento per l'autonomia,
  che  per  quanto  concerne  gli sbarchi,  condivisibili  o  meno,
  onorevole Di Mauro, dobbiamo puntare ad una coerenza governativa.
   Dobbiamo  cercare di passare dall'organizzazione  spontanea  che
  viene    determinata   in   kosmos,   in   greco,    al    taxis,
  all'organizzazione precostituita.
   Dico  questo  perché tutto ciò che determina il Governo,  in  un
  modo  o in un altro, deve essere condiviso. Vi sono degli accordi
  già  stabiliti,  già  prefissati ed evidentemente  non  possiamo,
  ognuno  di  noi,  con  la propria estemporaneità,  decidere  cosa
  diversa ogni volta che lo riteniamo opportuno.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, dichiaro di apporre  la  mia  firma
  all'ordine del giorno numero 20.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 20.

               Richiesta di verifica del numero legale

   CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, De
                     Benedictis, Oddo e Villari)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Sono  presenti:  Adamo, Antinoro, Ardizzone, Basile,  Cappadona,
  Caputo,   Cascio,    Cimino,   Cintola,   Confalone,   Cristaldi,
  Cristaudo,  Currenti,  D'Aquino,  De  Luca,  Di  Mauro,   Fagone,
  Falzone, Fleres, Formica, Gennuso, Gianni, Leontini, Lombardo, Lo
  Porto, Maira,  Miccichè,  Pagano, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa,
  Regina, Ruggirello, Savona, Terrana,  Turano.

   Sono   in   congedo:   D'Asero,  Dina,  Gucciardi,   Maniscalco,
  Misuraca,  Nicotra,  Rizzotto,  Savarino,  Stancanelli,  Vitrano,
  Zago.

   Richiedenti  non  votanti: Apprendi, Cracolici,  De  Benedictis,
  Oddo, Villari.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            41

                   L'Assemblea è in numero legale

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 20 per alzata  di
  mano.
   Chi è favorevole alzi la mano.

                           (E' approvato)

   Ai  sensi  dell'articolo 121 ter del Regolamento interno  chiedo
  che  l'Assemblea autorizzi la Presidenza al coordinamento formale
  del testo approvato.
   Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.

                     Per richiamo al Regolamento

   DE   BENEDICTIS.    Chiedo  di  parlare  per  un   richiamo   al
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  segnalare  che  questa  mattina  c'è  stata  una  contravvenzione
  regolamentare perché si è svolta, in concomitanza con  la  seduta
  d'Aula,  la seduta della IV Commissione, su un argomento  per  il
  quale molti di noi avrebbero voluto partecipare.
   Considerato  che  ciò  non  può accadere  se  non  espressamente
  autorizzato dal Presidente dell'Assemblea, le volevo chiedere  se
  lei ha autorizzato la medesima riunione ai sensi dell'articolo 32
  bis,  perché  in mancanza della sua autorizzazione,  bisognerebbe
  segnalare ai novizi che questo non può avvenire.

   PRESIDENTE.  La ringrazio, onorevole De Benedictis,  faccio  mia
  la   sua   obiezione  e  la  verificherò,  in  ogni   caso,   sto
  predisponendo  una  lettera a tutti i Presidenti  di  commissione
  perché  sia  rispettato  il dettato regolamentare,  cioè  di  non
  convocare le commissioni in concomitanza dell'Aula o di rinviarle
  nel momento in cui la stessa dovesse iniziare i propri lavori.
   Ringrazio,  comunque,  l'onorevole  De  Benedictis  per  la  sua
  segnalazione.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, desidero  rispondere all'onorevole  De
  Benedictis.  Avevo  convocato  la suddetta  riunione  con  grande
  anticipo   ed,   in   occasione  di   essa,    oggi   aspettavamo
  rappresentanti  dei  comuni,  del mondo  dell'impresa,  che  sono
  arrivati da ogni parte della Sicilia.
   Quando   abbiamo  appreso  che  ci  sarebbe   stata  la   seduta
  dell'Assemblea, ma ci sembrava scortese rimandarli indietro senza
  ascoltarli.
   Pertanto,  abbiamo cercato di lavorare e di essere presenti,  mi
  sembra  il  minimo e trovo veramente sconveniente  l'osservazione
  del collega.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Adamo, per il futuro,  ad  evitarlo  nel
  limite  del possibile e a  chiedere prima l'autorizzazione  della
  Presidenza.


   Presidenza del presidente Miccichè


    Discussione del disegno di legge   Accelerazione della spesa
                                 del
                    Por Sicilia 2000/2006 (377/A)

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:  Esame
  del  disegno di legge   Accelerazione della spesa del Por Sicilia
  2000/2006  (377/A).
   Invito   i   componenti   la  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Turano  per  svolgere  la
  relazione.

   TURANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, sarà una relazione molto breve. Del resto  l'articolo
  che  stiamo  per  votare è di assoluta chiarezza  atteso  che  lo
  stesso  permette  di rendicontare la spesa dei  POR  2000-2006  e
  permette,  altresì,  di erogare la quota di  contributo  per  uno
  stato di avanzamento svincolato dalle vigenti procedure.
   Si  tratta di accelerare, entro il 31 dicembre 2006, al  massimo
  la  spesa pubblica al fine di concorrere con la premialità per la
  nuova programmazione.
     E'  un  disegno di legge che ha approvato il Governo e  che  è
  stato  sollecitato da tutti i rami dell'Amministrazione.  L'unico
  emendamento, lo anticipo fin da adesso, che mi è stato richiesto,
  anche  se all'ultimo minuto, è quello sull'articolo 2 e   prevede
  l'immediata  entrata in vigore della legge appena la stessa  sarà
  pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
     Così  facendo  si  permette alla Regione  di  concorrere  alla
  premialità  per  la  programmazione futura  e  si  consente  alle
  imprese  di  certificare tutta la spesa contratta al 31  dicembre
  2006,  anche  se  non  si raggiungono le soglie  dello  stato  di
  avanzamento.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  ben
  lieto  che questo provvedimento sia in discussione in Aula perché
  avvia  finalmente a soluzione questioni che sono stati, per lungo
  tempo,  oggetto  di  un lungo dibattito in Aula  in  ordine  alla
  capacità  di  spesa soprattutto per i fondi, in qualche  maniera,
  controllati o dirottati dalla Unione europea.
   Sono   ben   lieto  che  a  proporlo  sia  l'Assessorato   della
  cooperazione,  del  commercio, dell'artigianato  e  della  pesca.
  L'onorevole  Beninati,  infatti,  sta  dimostrando   una   grande
  capacità di gestione del proprio Assessorato ed indubbiamente  il
  fatto  che  sia  lui  a proporre una accelerazione  della  spesa,
  almeno  dal  punto di vista cartaceo, non può che  farmi  piacere
  visto  che  per tanti anni ho cercato di avviare  una strada  del
  genere.
   Ciò  che stiamo facendo, però, non è una cosa di poco conto, non
  è  una leggina di un articolo, onorevole Assessore, come lei  ben
  sa.  E' una procedura condivisibile, mi fa piacere che gli uffici
  dell'Assessorato    della    cooperazione,     del     commercio,
  dell'artigianato e della pesca abbiano ritenuto  di  non  inviare
  preventivamente  il  provvedimento  per  il  parere  alla  Unione
  europea.
   Onorevole  Turano,  sono favorevole all'approvazione  di  questo
  disegno  di legge, tuttavia,  non sono d'accordo sull'emendamento
  proposto  e  conseguentemente alla immediata  entrata  in  vigore
  visto  che  il  provvedimento andrà trasmesso all'Unione  europea
  perché  si  tratta  sì  di  consentire una  accelerazione   della
  erogazione di somme, ma si tratta anche di lavorare in  contrasto
  con  quanto previsto nei bandi che hanno consentito alle  imprese
  di accedere a questi finanziamenti.
   Per  molto  meno l'Assessorato della cooperazione fa ricorso  al
  preventivo   parere  dell'Unione  europea,  siamo  un   organismo
  pubblico,  chiunque può ascoltarci e gli interessati  sanno  bene
  che   c'è  in  discussione  questo  provvedimento   e  che   sarà
  approvato, e sicuramente anche con il mio voto favorevole, ma non
  ritengo necessario accelerare la procedura.
   Lo  dico  per  consentire a chiunque di poter avere  gli  stessi
  diritti  e  chiedo  al mio assessore, l'assessore  Lo  Porto,  di
  verificare  cosa  avviene dopo l'approvazione  di  questa  norma,
  perché  tutti devono partire dallo stesso istante e  tutti  hanno
  il diritto di arrivare al traguardo.
   Non  so  se  l'Assessorato per la cooperazione, abbia  fatto  un
  calcolo  di incidenza di questo provvedimento, probabilmente  no;
  non so se, per esempio, arrivando al 31 dicembre tutti coloro che
  hanno  presentato  la  domanda  potranno  usufruire  delle  somme
  previste dal  provvedimento al nostro esame.
   Voglio  ricordare a me stesso cosa prevede il disegno di  legge.
  Questo  provvedimento, in deroga ai bandi  che  hanno  consentito
  l'ottenimento dei finanziamenti, permette ai soggetti beneficiari
  di   non  attendere  il  completamento  di  un  certo  stato   di
  avanzamento  previsto dalla legge, dal bando,  dal  concorso,  ma
  consente  a chiunque di violare questo elemento,  può aver  fatto
  il  10 per cento, anziché aver fatto il  50 per cento, e chiedere
  per  il 10 per cento.
   E  ciò  è  semplice,   da una parte, aiuta  l'impresa  ad  avere
  immediatamente i soldi, dall'altra, consente al nostro Governo di
  dire  a  Bruxelles noi non abbiamo speso il 50  per  cento  delle
  somme  del  POR, ne abbiamo speso il 60 per cento perché,  mentre
  prima  non potevamo portare a consuntivo le spese degli stati  di
  avanzamento  che  non sono stati raggiunti,  adesso  lo  possiamo
  fare.
   Non  c'è  dubbio che si tratti di un'accelerazione, ma  ci  sono
  delle regole ben precise che vanno rispettate.
   In  verità mi aspetto, onorevole Assessore, che un provvedimento
  di   questa  natura,  trovi  larga  capienza  per  tutti  i  rami
  dell'Amministrazione nella legge finanziaria.
   Questo  sarebbe elemento di legge finanziaria, si è ritenuto  di
  dare un corso autonomo a questo  provvedimento e naturalmente non
  lo contrasto, non lo contesto, ma questa è una norma di carattere
  generale che deve trovare nella finanziaria un principio che deve
  essere  sancito ed esteso a tutti i rami dell'amministrazione,  a
  tutte le entità di finanziamento e non soltanto al POR.
   Infine,  credo  anche  che  questa  procedura,  mi  spiace   che
  l'assessore  Beninati non sia presente in Aula, ne  parleremo  al
  momento opportuno, debba trovare  analoga applicazione per  tutto
  il resto.
   Se  penso, per esempio, ai  pescatori che aspettano le indennità
  di   riposo  biologico,  perché  si  deve  decidere,  all'interno
  dell'assessorato, se devono essere date o meno  o  se  il  riposo
  biologico  è  obbligatorio o meno, se penso  a  tutto  questo  mi
  innervosisco e vorrei cambiare opinione.
   Non  lo faccio per rispetto alla Presidenza dell'Assemblea,  per
  il modesto ruolo che gioco in quest'Aula e per il rispetto che ho
  del  Governo  rappresentato dall'assessore Lo Porto.
   Tuttavia,  il  criterio adottato in questo  provvedimento  è  un
  criterio    obiettivo   da   estendere    a    tutti    i    rami
  dell'amministrazione  regionale  ed  i  principi  devono   essere
  chiaramente sanciti nella prossima legge finanziaria.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dirò in linea  di
  massima quanto è stato già detto dall'onorevole Cristaldi, poiché
  le  sue  osservazioni  sono sicuramente  importanti  e  degne  di
  attenzione.
   Un   provvedimento   di   questo  genere   è   utile   ai   fini
  dell'accelerazione della spesa, in relazione ai fondi comunitari,
  tuttavia  sarebbe  stato  opportuno estenderlo  a  tutti  i  rami
  dell'amministrazione, a tutti i bandi, a tutti i settori.

   TURANO,  presidente della Commissione e relatore. E' già  esteso
  a tutti i rami dell'amministrazione.

   FLERES. Non sto dicendo che non lo sia, sto dicendo che è  utile
  che sia così in tutti i settori ed in tutti i campi.
   Chiedo  che  si  ponga maggiore attenzione su  due  aspetti.  Il
  primo l'ha già ricordato  l'onorevole Cristaldi: la compatibilità
  comunitaria.  Non  tanto perché tale norma non  sia  compatibile,
  quanto per le responsabilità che ricadrebbero, non su di noi  che
  approviamo  la legge, ma sui funzionari che saranno  chiamati  ad
  applicarla e ai quali dobbiamo dare serenità nel momento  in  cui
  essi certificheranno l'ammontare della spesa.
   Il  secondo  aspetto che ritengo precisare è che, a  prescindere
  dall'entità   della   spesa   rendicontabile,   sia   chiara   la
  conclusione positiva dell'intervento finanziario disposto, perché
  se  invece  la  minore  entità  di  spesa  attivata  per  ciascun
  beneficiario   può  inficiare  l'esito  finale   favorevole   del
  finanziamento  medesimo,  rischiamo  di  innescare  un  ulteriore
  meccanismo  che  potrebbe essere foriero di  effetti  non  sempre
  controllati né controllabili.
   Onorevole  Turano, sono assolutamente favorevole al  significato
  e  all'obiettivo che la legge si propone, se tale obiettivo  sarà
  raggiunto, però dico anche che non sarebbe male concedere  24, 48
  ore di approfondimento per comprendere bene questi passaggi.
   Dunque,  mi  permetto di chiedere, signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole  assessore che rappresenta  il  Governo,  di
  consentire  all'Aula un minimo di approfondimento su  questi  due
  aspetti, quello a cui faceva riferimento l'onorevole Cristaldi  e
  questo  sul  buon esito finale di progetti che, in  questa  fase,
  sono attivati rispetto al livello dell'impegno di spesa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, anche se vi sono  ancora  degli
  iscritti  a parlare, la Presidenza sospende la seduta per  cinque
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.47, è ripresa alle ore 17.56)

   La seduta è ripresa.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, considerato che il provvedimento
  non  riscuote  opinioni  univoche o, quantomeno,  non  appare  di
  semplice  trattazione, poiché manca l'Assessore al ramo,   vorrei
  chiedere  il rinvio della trattazione di questo disegno di  legge
  in  attesa che della questione si occupi direttamente l'assessore
  Beninati, con il quale sia l'Assessore per il  bilancio - che, in
  fondo,  potrebbe avere un minimo di competenza - e la Commissione
   Bilancio  -  anch'essa dovrebbe avere un minimo di competenza  -
  possano consultarsi nel merito della proposta.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  al di  là  delle  specifiche
  competenze dell'assessore Lo Porto, il quale, con grande  onestà,
  ha  chiesto  un  rinvio in  attesa di consultare  l'Assessore  al
  ramo,  l'onorevole  Beninati,  mi  sembra  di  capire  che  anche
  all'interno dell'Aula ci sia un clima che necessita un  minimo di
  riflessione  eventualmente da espletare  in sede di riunione  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, per capire come proseguire in
  merito.  Per cui, personalmente, sarei orientato ad accettare  la
  proposta dell'assessore Lo Porto.

    TURANO   presidente  della Commissione  e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,    visto   che  il  Governo   aveva   proposto   tale
  provvedimento, se  adesso ritiene di doverlo  rivedere, posto che
  è   già  stato  discusso  in  Aula,  anche  la  Presidenza  della
  Commissione   Attività produttive  è favorevole a  che  si  avvii
  questo nuovo percorso.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   rinvio   il   punto   III
  dell'ordine del giorno a data da destinarsi.
   Onorevoli  colleghi, poiché nella seduta di domani si  terrà  la
  commemorazione  dell'onorevole Michelangelo Russo  pregherei,  in
  proposito,    tutti   i   Gruppi   parlamentari   alla    massima
  partecipazione,  per  una forma di rispetto nei  confronti  della
  famiglia   ed   in  memoria dello stesso onorevole  che  è  stato
  Presidente di questa Assemblea.
   Pertanto,   pregherei, sinceramente, a quanti più  è  possibile,
  di essere presenti domani a tale  commemorazione.


   Presidenza del presidente Miccichè


   La  seduta  è rinviata a domani, giovedì 19 ottobre  2006,  alle
  ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

   - Commemorazione dell'onorevole Michelangelo Russo.

                  La seduta è tolta alle ore 18.00.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Ignazio La Lumia