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Resoconto d'Aula della Seduta n. 18 di giovedì 19 ottobre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Speziale


   ZAGO,  segretario, dà lettura dei processi verbali delle  sedute
  numeri  16  e  17  che, non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Gucciardi,  Calanna  e
  Termine hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in data  18  ottobre  2006  è  stato
  presentato il seguente disegno di legge:  Norme per il riordino e
  la  semplificazione  della legislazione regionale   (405),  dagli
  onorevoli  Gucciardi, Barbagallo, Galvagno,  Ammatuna,  Fiorenza,
  Tumino, Vitrano.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data  18 ottobre 2006, alle competenti  Commissioni
  legislative:

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

    Istituzione della Consulta delle elette della Sicilia  (400)
     - d'iniziativa parlamentare;

    Norme  per  il prepensionamento di genitori di disabili  gravi
  (404)
     - d'iniziativa parlamentare.

                 «CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)

    Disciplina  della  professione  di  educatore  professionale  e
  istituzione del relativo albo professionale  (399)
    - d'iniziativa parlamentare;
      PARERE VI.

                  «SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)

    Finanziamento  per l'acquisto e la corresponsione  gratuita  di
  integratori   proteici  a  favore  di  malati  di   sindrome   di
  immunodeficienza acquisita (AIDS)  (401)
     - d'iniziativa parlamentare;

    Norme  per  la regolamentazione dell'attività del terapista  di
  riabilitazione-fisioterapista   e   il   sostegno   del   settore
  riabilitativo  (402)
     - d'iniziativa parlamentare;

    Norme   per  la  valorizzazione  professionale  del   personale
  ausiliario  delle aziende unità sanitarie locali e delle  aziende
  ospedaliere siciliane  (403)
     - d'iniziativa parlamentare.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   ZAGO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione,  premesso  che  in  Sicilia   è
  arrivato un carico di rifiuti proveniente dalla Campania, a bordo
  della  nave Capricorn, che dovrà essere smaltito nella  discarica
  di Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania;

   viste:

   le  reazioni  e  le  proteste delle comunità  locali  contro  il
  provvedimento  e  preso  atto  che  alcuni  esponenti   politici,
  prendendo  spunto  dall'arrivo dei rifiuti, hanno  inalberato  la
  bandiera dell' Isola offesa ;

   la  necessità di evitare che l'emergenza rifiuti dalla  Campania
  si trasferisca in Sicilia;

   la   necessità  di  evitare  che  questo  episodio  fornisca  il
  pretesto per chiedere una sommaria accelerazione dei progetti  di
  costruzione dei termovalorizzatori;

   ricordato  che  la  scelta di costruire i termovalorizzatori  in
  Sicilia  va  ridiscussa rispetto al numero  e  alla  qualità  del
  conferimento  dei  rifiuti  e  va  comunque  inquadrata  in   una
  preventiva e ben organizzata raccolta differenziata;

   considerato   che  quella  enorme  quantità  di  rifiuti   viene
  conferita  in  una discarica privata, con i conseguenti  costi  a
  danno  del  pubblico  erario, mentre  nulla  andrà  alla  Regione
  siciliana  né  da  parte dello Stato né da  parte  della  Regione
  Campania;

   per  sapere  se, in un contesto di difficoltà per la raccolta  e
  lo   smaltimento  dei  rifiuti  in  Sicilia,  nel  pieno  di  una
  discussione  col Governo nazionale sulle modalità della  raccolta
  nella   nostra  regione  e  sulla  opportunità  di   avviare   la
  costruzione  di tutti i termovalorizzatori previsti dalla  Giunta
  regionale,   a   pochi  giorni  dall'incontro  con   i   Ministri
  dell'Ambiente,  della  Salute  e dello  Sviluppo  Economico,  non
  sarebbe  più saggio soprassedere e inserire eventuali  iniziative
  di  solidarietà  tra regioni meridionali in un  contesto  in  cui
  siano   già  chiari  e  definiti  i  percorsi  per  la  soluzione
  dell'emergenza rifiuti anche in Sicilia.» (669);

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                 APPRENDI - VILLARI

   «All'Assessore  alla  famiglia, alle politiche  sociali  e  alle
  autonomie   locali,  all'Assessore  per  i  beni   culturali   ed
  ambientali  e per la pubblica istruzione e all'Assessore  per  il
  bilancio  e le finanze, preso atto che la Regione siciliana,  con
  legge   03/10/2002  n.  14  ha  deliberato  l'erogazione  di   un
  contributo  'una  tantum'  agli  studenti  delle  scuole  materne
  regionali  e  comunali e delle scuole statali  dell'infanzia,  di
  base   e   secondarie  presenti  nel  territorio  della   Regione
  siciliana;

   considerato che:

   l'una-tantum  alle  famiglie bisognose negli  anni  passati  non
  sempre  è  stato erogato nella sua interezza, come  nel  caso  di
  alcuni   quartieri   della  città  di  Agrigento   (Villaseta   e
  Monserrato);

   in  particolare,  molte  famiglie  sono  ancora  in  attesa  dei
  corrispettivi per gli anni 2003/2004 e 2004-2005, per non parlare
  del corrispettivo 2002/2003 mai erogato;

   tali  corrispettivi  sono stati erogati in maniera  episodica  e
  diversificata  nella provincia di Agrigento ma non nei  quartieri
  indicati;

   dai  circa 750,00 euro in promessa si è passati agli 85,00  euro
  per  l'una-tantum ancora non percepito dalle circa  300  famiglie
  interessate;

   appreso  che  il  Governo  della  Regione  intende  bloccare  il
  contributo  per  il  2007, non prevedendo  somme  sufficienti  in
  bilancio;

   rilevato  che  tale  comportamento penalizza 200  mila  famiglie
  siciliane  che  dovranno sobbarcarsi per intero non  indifferenti
  oneri  finanziari senza fruire del ristoro previsto dalla  citata
  legge regionale;

   per sapere:

   per  quali  ragioni non sia stato erogato il previsto contributo
  una tantum in favore delle circa 300 famiglie di Agrigento;

   quali  misure  intendano adottare affinché  vengano  rapidamente
  liquidate le dovute spettanze;

   quali  azioni ritengano di adottare al fine di garantire a tante
  famiglie  bisognose  la possibilità di continuare  a  fruire  dei
  benefici previsti dall'art. 6 della l.r. 14/2002.» (670)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       DI BENEDETTO

   «Al  Presidente della Regione, premesso che nella serata del  16
  ottobre  2006 ha attraccato nel porto di Catania una nave  carica
  di rifiuti provenienti dalla regione Campania;

   constatato  che  quella nave è approdata con il beneplacito  del
  Presidente  della Regione nella nostra Isola e, fatto ancora  più
  scandaloso, che i rifiuti avrebbero dovuto essere abbancati nella
  discarica  di Tiritì sita a due passi dall'abitato  di  Motta  S.
  Anastasia e di Misterbianco (CT);

   considerato  che  da  oltre 25 anni i due comuni  subiscono  gli
  effetti devastanti di quella megadiscarica, dichiarata più  volte
  pericolosa    per   l'ambiente   e   per   questo   chiusa,    ma
  inspiegabilmente riaperta successivamente;
   ritenuto   che  il  Presidente  della  Provincia  regionale   di
  Catania,   Raffaele  Lombardo,  responsabile  dei   rifiuti   del
  territorio  provinciale faccia bene a indignarsi e  a  protestare
  contro  il  presidente  Cuffaro, ma  farebbe  ancora  meglio  se,
  coerentemente, ritirasse la fiducia al Governo regionale  di  cui
  il suo 'Movimento' è parte fondamentale;

   viste   le  giuste  reazioni  e  le  sacrosante  proteste  delle
  comunità  locali contro il provvedimento e preso atto che  alcuni
  esponenti  politici,  prendendo spunto dall'arrivo  dei  rifiuti,
  hanno  inscenato demagogicamente manifestazioni  a  difesa  dell'
  'Isola offesa' , che però é stata offesa con l'autorizzazione del
  Governo di centrodestra;

   per  sapere  quali  iniziative immediate  intenda  intraprendere
  affinché sia bloccata l'operazione in questione, per evitare  che
  la  nostra  regione  oltre che detenere il triste  primato  della
  povertà  consegua  anche  quello  della  regione  più  fetida   e
  inquinata della nostra penisola.» (672)

                                          DI GUARDO - DE BENEDICTIS
                                                           ZAPPULLA

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni ora annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   ZAGO, segretario:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   se  per  gli avvenimenti dello scorso dicembre 2005,  che  hanno
  portato  all'esondazione  del  canale  Papireto,  questo  oggi  è
  considerabile  il  grande malato del sistema  di  raccolta  delle
  acque  piovane della città di Palermo, certamente non è possibile
  ignorare gli altri importanti canali coperti che attraversano  la
  città e di cui fino a pochi mesi fa - di questo ho certezza -  se
  ne  ignorava  lo  stato di degrado dei manufatti  e  delle  opere
  d'arte;

   è  dunque  possibile che quest'inverno o magari  il  prossimo  o
  l'altro  ancora una pioggia intensa possa trasformare il Kemonia,
  il  canale  Badame, il canale Boccadifalco, il canale Borsellino,
  il  canale Mortillaro o, il più noto di tutti, il Canale Passo di
  Rigano, in un'altra emergenza;

   a  quasi un anno dall'esondazione del Papireto, buon senso vuole
  che,  facendo  tesoro dell'esperienza acquisita,  sia  intrapreso
  dall'Amministrazione  un  cambiamento di  rotta,  pianificando  e
  programmando  una  serie di interventi a  breve,  medio  e  lungo
  termine  atti a prevenire e mitigare le conseguenze di un  evento
  temporalesco particolarmente cruento in grado di mettere in crisi
  il  sistema di drenaggio della città e a repentaglio, a causa  di
  crolli e straripamenti, la vita ed i beni della collettività;

   data  l'importanza  dell'argomento  e  dei  riflessi  di  quanto
  espresso  sulla salute, la sicurezza e l'economia della città,  a
  garanzia e per conoscenza dei cittadini e dei fruitori tutti  del
  capoluogo e per la salvaguardia dei beni in esso contenuti;
   per sapere:
   quali  provvedimenti siano stati presi per  bonificare  le  aree
  devastate dalla esondazione del Papireto, visto che continuano  a
  pervenire  lamentele  da parte di cittadini  della  zona  per  la
  presenza di cattivi odori ed altri inconvenienti;
   se  siano  stati ripristinati i danni prodotti dalla esondazione
  e  se sia previsto un ristoro per chi ha subito danni dall'evento
  di che trattasi;

   se  sia  fondata la voce che circola con molta insistenza  circa
  la  pericolosità del muro di cinta della caserma dei  Carabinieri
  prospiciente  il  mercato  delle pulci e  che  all'interno  della
  stessa caserma vi siano ingenti danni provocati dal canale;

   quali  siano  le opere intraprese per ripristinare  il  corretto
  funzionamento  del  canale  e  quale  sia  il  loro  livello   di
  definizione,  visto  che ci avviciniamo al  periodo  di  maggiore
  piovosità;

   se  sia  stata avviata una campagna atta ad individuare i  punti
  critici  e gli elementi di maggiore criticità di canali, cunicoli
  e strutture ipogee della città;

   quali  siano, infine, le linee generali delle attività messe  in
  campo  e  del programma futuro per il recupero della funzionalità
  dei canali.» (660)
                                                           APPRENDI

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  celiachia è un'intolleranza permanente al glutine,  proteina
  contenuta  nel  frumento,  nell'orzo, nella  segale  e  in  altri
  cereali minori;

   la   patologia  in  questione  colpisce  soggetti  geneticamente
  predisposti per i quali sono tossici tutti gli alimenti  derivati
  dai suddetti cereali;

   l'unica   terapia   consiste  nella  prevenzione   dei   sintomi
  attraverso   l'osservanza   di   una   dieta   rigidissima,   con
  l'assunzione   di  cibi  privi  di  glutine,  ma   senza   alcuna
  possibilità di guarigione o di cura;

   il  morbo  celiaco  è stato riconosciuto come  malattia  sociale
  dalla  legge  4 luglio 2005, n. 123 e già dal 1982  lo  Stato  ha
  riconosciuto  il  diritto alla erogazione gratuita  dei  prodotti
  dietetici necessari;

   considerato che:

   con   D.P.C.M.  29  novembre  2001,  l'erogazione  dei  suddetti
  prodotti   è  stata  inclusa  nei  LEA  (livelli  essenziali   di
  assistenza);

   la  legge  n. 123/05 dispone che il Ministro della salute  fissa
  con   decreto   i   limiti  massimi  di  spesa  e   li   aggiorna
  periodicamente,  sentita  la  Conferenza  dei  Presidenti   delle
  Regioni,  sulla  base della rilevazione del prezzo  dei  prodotti
  garantiti senza glutine sul libero mercato;

   con D.A. 25 luglio 2006, l'Assessore per la sanità ha fissato  i
  limiti  di  spesa  mensili per i soggetti affetti  da  celiachia,
  recependo in toto il D.M. 4 maggio 2006 contenente i nuovi  tetti
  di spesa mensili;
   i   nuovi   tetti   di  spesa  recepiti  col  suddetto   decreto
  assessoriale  sono gravemente insufficienti a  coprire  le  reali
  necessità nutrizionali degli ammalati;

   in  particolare, il decreto dispone un tetto di spesa  inferiore
  per gli individui di sesso femminile in età adulta;

   le  quote energetiche da cui scaturisce il quantum economico del
  D.M.  4  maggio  2006,  recepito col D.A. 25  luglio  2006,  sono
  arbitrarie e sottostimano il fabbisogno;

   le  assegnazioni  per aliquote e fasce di  età  si  fondano  sui
  valori di assunzione raccomandata di nutrienti per la popolazione
  italiana (LARN), ma applicabili solo ad individui sani  e  non  a
  soggetti malnutriti e malassorbenti come i celiaci;

   va  sottolineato, inoltre, che nella donna in  gravidanza  o  in
  allattamento   si   verifica   un   incremento   del   fabbisogno
  nutrizionale;

   considerato, inoltre, che:

   il  prezzo al consumo dei prodotti privi di glutine è mediamente
  il triplo rispetto ad analoghi alimenti contenenti il glutine;

   ciò   comporta   un   onere  economico  per  le   famiglie   non
  indifferente, specie in quei casi, non rari a causa della origine
  genetica  della  patologia, in cui vi siano  due  ammalati  nella
  stessa famiglia;

   l'abbassamento  dei tetti di spesa scoraggerà,  inevitabilmente,
  l'adesione corretta alla dieta prescritta con conseguenti  rischi
  per la salute;

   il  recupero dei pazienti celiaci non a dieta è molto lungo e la
  cura  delle complicanze cui vanno incontro è in grado di incidere
  in modo ben più elevato sulla spesa sanitaria;

   rilevato, infine, che:

   il  decreto assessoriale 25 luglio 2006 stabilisce, all'articolo
  1,  che i suddetti limiti sono applicabili a decorrere dalla data
  del   provvedimento;  tuttavia,  la  pubblicazione  in   Gazzetta
  Ufficiale dell'atto è avvenuta in data 8 settembre 2006;

   é  pacifico  che  l'entrata in vigore di un  decreto  non  possa
  avvenire  a  prescindere  dalla  pubblicazione  in  Gazzetta   e,
  pertanto, l'atto in questione è viziato nella forma;

   per  sapere  se non ritenga indifferibili la revoca del  Decreto
  Assessoriale  25 luglio 2006 e l'emanazione di un  nuovo  decreto
  che, in linea con il fabbisogno nutrizionale dei soggetti affetti
  da   celiachia,  preveda  tetti  di  spesa  adeguati  alle  reali
  necessità.» (661)

               FIORENZA - BARBAGALLO - LACCOTO - ZANGARA - AMMATUNA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'Ospedale Ascoli - Tomaselli di Catania nasce dalla fusione  di
  due  enti  di  assistenza per tubercolotici e sorge al  di  sopra
  della circonvallazione, lontano dal traffico della città;

   nel  tempo,  l'Ascoli  Tomaselli  ha  assicurato  le  cure  agli
  abitanti del vasto bacino dei paesi della fascia pedemontana;
   la  struttura è diventata centro di elevata assistenza e di alta
  specializzazione sia ospedaliera che universitaria;

   al  suo interno il reparto di malattie infettive e l'attività di
  cure  in  caso di bioterrorismo hanno raggiunto i massimi livelli
  grazie anche agli interventi di adeguamento delle strutture;

   è  degli  ultimi  giorni la notizia secondo la  quale  si  vuole
  vendere  l'ospedale per ricostruirlo in altra zona  della  città,
  presumibilmente  in pieno centro cittadino, col  pretesto  di  un
  utilizzo anche in caso di calamità naturali.

   per sapere:

   se quanto in premessa esposto risponda al vero;

   se  non  ritenga  di dovere valutare la reale esigenza  di  tale
  trasferimento, nella considerazione che il bacino d'utenza,  cioè
  i  paesi  della fascia pedemontana, non avrebbero  più  un  luogo
  vicino  cui  rivolgersi in caso di ricovero,  mentre  nel  centro
  cittadino vi sono già altre strutture;

   se  non ritenga di dover rivedere anche l'ipotesi di utilizzo in
  caso   di   calamità  naturale,  nella  considerazione  che,   al
  verificarsi di eventi calamitosi, il primo accorgimento è proprio
  quello di recarsi al di fuori del centro cittadino.» (662)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                             FLERES

   «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'incolumità  dei  pedoni  è una condizione  che  ogni  pubblica
  amministrazione deve necessariamente tutelare e garantire;

   i  marciapiedi oggetto della presente sono utilizzati da anziani
  e da alunni di una vicina scolaresca;
   lo  stato  di  degrado delle infrastrutture di una  città  è  la
  misura della vivibilità della stessa;

   per  sapere quali iniziative intendano implementare affinché  si
  realizzino  gli  interventi manutentivi necessari  al  ripristino
  dell'integrità  dei marciapiedi di via Fabio Filzi  di  Catania.»
  (663)
            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                             FLERES

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il  problema  dell'attraversamento dello Stretto  di  Messina  è
  assolutamente attuale;

   relativamente   poi  al  trasporto  merci,   la   necessità   di
  raggiungere  in  tempi  brevi  la  Calabria  è  diventata   quasi
  un'emergenza;

   le   merci,   infatti,  non  possono  arrivare  ai   luoghi   di
  destinazione  con ore ed alle volte giorni di ritardo,  e  questo
  principio  vale  non  soltanto per i  generi  alimentari  ma  per
  qualsiasi settore merceologico dove i ritardi possono anche  fare
  cancellare le commesse;

   negli  ultimi  tempi gli imbarchi avvengono anche  da  Boccetta,
  ma,  deroga  dopo  deroga,  anche  qui  le  code  sono  diventate
  interminabili, come a Tremestieri;

   inoltre,  il prezzo del biglietto di andata e ritorno è  pari  a
  160 euro con un aumento di oltre il 45% rispetto a pochi mesi fa;

   per sapere:

   quali   iniziative  si  intendano  intraprendere  al   fine   di
  verificare quanto in premessa indicato;

   se   non  ritengano  di  istituire  un  tavolo  tecnico  con  le
  amministrazioni  interessate al fine di utilizzare  al  meglio  i
  diversi approdi, anche per accorciare i tempi di attesa.» (664)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                             FLERES

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il   Governo   Cuffaro  non  ha  ancora  previsto   le   risorse
  finanziarie  derivanti  dagli  obblighi  di  cui  alla  legge  n.
  19/2005;

   occorre, in particolare, stanziare circa 50 milioni di euro  per
  la trasformazione delle concessioni in contratti di servizio;

   considerato che:

   nel  bilancio 2007 il contributo previsto dalla legge  regionale
  n.  68/83  è  stato ridotto di quasi il 40 per cento  rispetto  a
  quello corrisposto per il 2005, pari a 177 milioni di euro;

   ciò  è  in contrasto con la legge 19/2005, la quale prevede  una
  rivalutazione   del  fondo  regionale  trasporti  attraverso   il
  recupero dell'IVA e l'adeguamento ISTAT;

   ritenuto   che  tale  scelta,  se  dovesse  essere   confermata,
  potrebbe  determinare  il fallimento delle aziende  di  trasporto
  pubbliche e private;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per  garantire
  il  diritto  alla  mobilità dei siciliani e la  piena  attuazione
  delle leggi vigenti.» (665)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                         BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione ed all'Assessore per il territorio
  e l'ambiente, premesso che:

   il  DPR  n. 357/97 richiede, anche per la Regione siciliana,  la
  preventiva valutazione d'incidenza dei progetti di opere edilizie
  da realizzarsi all'interno dei siti d'interesse comunitario - SIC
  -;

   il  Servizio  2, V.A.S - V.I.A. del Dipartimento  Territorio  ed
  Ambiente  sembra essere titolare dell'istruttoria delle  pratiche
  in questione;

   considerato che:

   risulta  allo  scrivente  che  centinaia  di  pratiche  edilizie
  provenienti da tutti i comuni della Sicilia giacciono da  diversi
  mesi  - alcune anche da qualche anno - presso il Servizio citato,
  senza alcun riscontro;

   tali  pratiche, generalmente, hanno già ottenuto  il  parere  di
  altre   amministrazioni   preposte   alla   tutela   di   vincoli
  paesaggistici ed ambientali;

   la  paralisi  nell'istruttoria delle stesse  sta  provocando  un
  danno   economico  di  svariati  milioni  di  euro  nel   settore
  dell'edilizia privata, già compromesso per altre motivazioni;

   per sapere:

   se  il  Presidente della Regione e l'Assessore per il territorio
  e l'ambiente siano a conoscenza di tale grave disservizio;

   quali  motivazioni  impediscano  al  Servizio  in  questione  di
  esitare i richiesti pareri entro i termini previsti dalla l.r. n.
  10/1991 e, comunque, di comunicare agli interessati il nominativo
  del  responsabile  del  procedimento, così  come  previsto  dalla
  legge, all'atto della ricezione dell'istanza;

   se  la  normativa attuale preveda l'ipotesi del silenzio-assenso
  trascorso      infruttuosamente     il     tempo     riconosciuto
  all'Amministrazione per l'esitazione del provvedimento finale;

   quali  provvedimenti intendano adottare per liberare da  dannose
  inerzie burocratiche l'economia privata cui fanno riferimento  le
  numerose pratiche giacenti presso il Servizio citato.» (666)
                                                  GALVAGNO - TUMINO

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   da  tempo  molti Consiglieri di Mazara del Vallo (TP) denunciano
  un  comportamento scorretto dell'attuale Presidente del Consiglio
  comunale  più  volte denunciato alla stampa ed oggetto  anche  di
  notizie  riferite  direttamente all'Assessorato  regionale  della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;

   alcuni  Consiglieri comunali di Mazara del Vallo, con  una  nota
  inviata  allo  stesso  Assessorato  della  Famiglia,  area  II  -
  controllo   atti  -  Servizio  Ispettivo,  denunciano  l'ennesimo
  anomalo ed illegittimo comportamento del Presidente del Consiglio
  comunale, scrivendo testualmente: 'E' consuetudine, acclarata  da
  anni  di  applicazione del regolamento, che, dopo la  caduta  del
  numero  legale,  in  una seduta di prosecuzione  decada  l'intera
  sessione  di lavori di un Consiglio comunale convocato  anche  in
  tre  giornate  diverse.' Che l'interpretazione sia  stata  sempre
  questa  lo  testimonia anche la frase che ha usato il  Presidente
  nel  decretare  la  chiusura dei lavori del 20.09.06,  seduta  di
  prosecuzione: 'Non c'è il numero legale, per effetto  di  questo,
  cade l'intera sessione consiliare.';

   il  comportamento  del Presidente del Consiglio  comunale  è  in
  netta violazione di quanto previsto dal Regolamento del Consiglio
  comunale;

   i  Consiglieri  denuncianti  l'illegittimo  comportamento  fanno
  riferimento  ad  una  precisa  illegalità,  tanto  da   scrivere:
  'l'illegalità consiste, ad avviso di chi scrive, nel fatto che il
  Presidente,  in spregio a precise norme regolamentari  (artt.  7,
  38,  44) e contravvenendo a quanto da lui stesso proclamato nella
  chiusura  della  seduta,  ha  abusivamente  aperto  i  lavori  di
  consiglio  comunale  il  25.09.06  con  la  complicità  dei  soli
  consiglieri di maggioranza, non avendo avvisato per iscritto  gli
  altri  Consiglieri della convocazione. Poiché è stato  gravemente
  leso  l'esercizio  delle  funzioni  politico-amministrative   dei
  Consiglieri  comunali  e  ravvisando  un  abuso  di  potere   del
  Presidente, atteggiamenti diventati ormai consuetudinari,  quindi
  non più accettabili per una democratica conduzione dei lavori  di
  un  consesso  civico  eletto dal popolo, i sottoscritti  chiedono
  agli  Organi  in indirizzo di applicare le conseguenti  procedure
  amministrative  e legali volte alla tutela ed al  rispetto  delle
  leggi e delle norme regolamentari.'

   per  sapere  quali urgenti iniziative intenda intraprendere  per
  il  ripristino  della  legalità presso il Consiglio  comunale  di
  Mazara  del Vallo, per l'accertamento di eventuali responsabilità
  nell'anomala   situazione  nonché  per   verificare   l'eventuale
  illegittimità degli atti approvati nella seduta del 25  settembre
  2006.» (667)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                          CRISTALDI

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   alcuni  consiglieri  in carica presso il  Comune  di  Naso  (ME)
  hanno  redatto e provveduto a trasmettere ad Autorità e/o  Organi
  e/o   Uffici   vari,  un  'Dossier  -  Denuncia   particolarmente
  circostanziato    e   dettagliato   SULLE   GRAVI    ILLEGALITA',
  IRREGOLARITA' E INADEMPIENZE NELLA CONDUZIONE AMMINISTRATIVA  DEL
  COMUNE DI NASO (Periodo maggio 2002 - maggio 2005)';

   la  richiesta di 'Provvedimenti urgenti per il ripristino  della
  legalità  e della trasparenza amministrativa nel Comune di  Naso'
  ha  costituito  l'oggetto,  durante  la  scorsa  Legislatura,  di
  un'apposita   interrogazione  (la  n.  2368  del   13.09.05)   al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e le autonomie locali, da parte  di  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana;
   la   'Verifica  della  regolare  conduzione  amministrativa  del
  Comune  di  Naso  nel  periodo maggio  2002  -  maggio  2005'  ha
  costituito  l'oggetto, sempre durante la scorsa  Legislatura,  di
  un'apposita   interrogazione   (la   n.   2466   del    25.10.05)
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie  locali, da parte di deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana;

   nell'interrogazione  n. 4-00781 presentata il  31.07.2006  nella
  seduta  n. 34 della Camera dei Deputati al Ministro dell'Interno,
  al  Ministro per gli affari regionali e le autonomie  locali,  si
  fa,  tra  l'altro, riferimento sia ad un 'accertamento ispettivo'
  che  sarebbe stato avviato dall'Assessorato della famiglia, delle
  politiche  sociali e delle autonomie locali 'in data 17/02/2006',
  'al fine di monitorare e relazionare la situazione amministrativa
  del  comune  di  Naso', sia ad una 'situazione  allarmante  nella
  gestione  dell'Ente' che sarebbe emersa dal predetto accertamento
  ispettivo. Nella predetta interrogazione si precisa, tra l'altro,
  che  la  relazione ispettiva conterrebbe, nelle  conclusioni,  un
  diretto  riferimento  all'art. 40 della legge  n.  142  del  1990
  recepito  dalla l. r. n. 48 del 1991 (Rimozione e sospensione  di
  amministratori di enti locali);

   l'appartenenza  dei  Consiglieri  del  Comune  di  Naso  e   dei
  deputati  firmatari  degli  atti ispettivi  a  vari  schieramenti
  politici,    non  consentendo,  ragionevolmente,  di   inquadrare
  direttamente quanto fin qui specificato nell'ambito di logiche di
  mera  contrapposizione politica, rende necessaria una valutazione
  approfondita  ed attenta della vicenda, al fine  di  accertare  i
  fatti   ed   adottare  ogni  eventuale  necessario  provvedimento
  amministrativo;

   una  definizione  urgente  della  vicenda  di  che  trattasi  si
  renderebbe  necessaria  ed assolutamente ineludibile  ove  quanto
  specificato  nella citata interrogazione n. 4-00781 si  rivelasse
  confermato  da atti in possesso dell'Assessorato della  famiglia,
  delle  politiche sociali e delle autonomie locali  della  Regione
  siciliana;

   per  sapere quale risoluzione intenda adottare il Governo  della
  Regione in merito al Comune di Naso.» (668)
                                                            CALANNA

   «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione   professionale,   l'emigrazione   e   l'immigrazione,
  premesso che:

   i  lavoratori  già  dipendenti della Pirelli  Cavi  di  Siracusa
  risultano  impegnati  dal  3.9.2006 in lavori  socialmente  utili
  presso  il  Comune di Siracusa e sono attualmente  in  regime  di
  proroga di trattamento straordinario di integrazione salariale;

   pertanto, essi appartengono al regime transitorio nazionale,  in
  quanto  già  impegnati in lavori socialmente  utili  nel  periodo
  dall'1.1.1998 al 31.12.1999;

   la  Regione  siciliana, a tutela di tali lavoratori  interessati
  ai  processi  di  crisi aziendale della Società  Pirelli,  intese
  dettare  una disciplina 'ad hoc' attraverso l'art. 34,  comma  2,
  della  l.r.  33/1996  che garantiva l'ammissione  dei  lavoratori
  dell'art. 4 della l.r. 3/1993, della l.r. 14/94 e degli artt. 1 e
  2 della l.r. 26/1995;

   tale  norma  ha  continuato a mantenere  la  sua  efficacia,  in
  quanto tale intervento è stato ogni anno espressamente finanziato
  con  oneri a carico del bilancio regionale e dall'apposito  Fondo
  Siciliano  per  l'assistenza  e il  collocamento  dei  lavoratori
  disoccupati;
   tra  gli  interventi  previsti, la l.r. 26/1995  conteneva,  tra
  l'altro,  misure  volte  a favorire il reimpiego  dei  lavoratori
  beneficiari di interventi straordinari di integrazione  salariale
  (e   quindi  di  tale  specifica  tipologia)  presso  società   a
  partecipazione pubblica per la gestione di pubblici servizi, così
  come testualmente recita la stessa legge regionale;

   il  decreto  presidenziale 12 settembre 2005, n. 13  concernente
  il  'Nuovo Regolamento di attuazione dell'art. 3, comma 7,  della
  l.r. 26/1995, in materia di società a partecipazione pubblica per
  la  gestione  di pubblici servizi' prevede, all'art.  9,  che  le
  società  interessate alla gestione in convenzione con la  Regione
  siciliana   dei  servizi  pubblici  procedevano  prioritariamente
  all'assunzione   dei  lavoratori  aventi   i   requisiti   e   le
  professionalità  indicati al comma 1,  dell'art.  3,  della  l.r.
  26/1995 e dall'art. 6 della l.r. 2/2002;

   per  sapere  quali  misure  urgenti  intenda  adottare  per   la
  definitiva stabilizzazione dei lavoratori ex Pirelli di Siracusa,
  atteso  che gli stessi sono già destinatari dei benefici previsti
  dall'art. 4 della l.r. 3/1993, dalla l.r. 14/1994 e dagli artt. 1
  e  2  della l.r. 26/1995 e di tutte quelle misure previste  dalla
  normativa nazionale e regionale in materia di L.S.U.» (671)

                                                          CONFALONE

   PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   ZAGO, segretario:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il  Governo regionale non ha  ritenuto  di  dover
  approvare  il  bilancio dell'Ente per lo sviluppo agricolo  della
  Sicilia (ESA).

   ritenuto  che  il  presidente del consiglio  di  amministrazione
  dell'ente,   Roberto  Materia,  ha  comunicato  all'  Assessorato
  regionale   'Agricoltura  e  foreste'  che  sta   procedendo   al
  licenziamento   di   oltre  540  lavoratori  precari   in   forza
  all'interno  dell'ente  stesso. Provvedimento  questo  comunicato
  anche alle organizzazioni sindacali di categoria;

   valutato  che  tale  decisione determinerà una  totale  paralisi
  dell'Istituto  preposto istituzionalmente  al  rilancio  ed  alla
  valorizzazione del settore agricolo della nostra Regione;

   considerato  che,  a  seguito  della  bocciatura  del  bilancio,
  l'Assessore  regionale  per l'agricoltura  e  le  foreste,  prof.
  Giovanni  La  Via,  ha  autorizzato in via eccezionale  1'ESA  ad
  effettuare   le   spese  correnti.  Provvedimento   questo   reso
  impossibile dalla totale mancanza di fondi, in considerazione del
  fatto  che  oltre  10  milioni di euro provenienti  dal  bilancio
  dell'ESA sono stati dirottati nei settori dell'emergenza idrica e
  dell'emergenza rifiuti;

   atteso  che  è  necessario  ed urgente adottare  iniziative  per
  assicurare  il reperimento di ulteriori risorse per assicurare  i
  livelli  occupazionali  e per consentire all'ESA  di  svolgere  i
  compiti  istituzionali per la valorizzazione e  il  rilancio  del
  comparto agricolo,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   adottare   tutte  le  iniziative  di  carattere   politico,
  legislativo  e  amministrativo  per  assicurare  l'erogazione  di
  ulteriori  risorse  in favore dell'Ente per lo sviluppo  agricolo
  della Sicilia.» (101)

                                        CAPUTO - CURRENTI - FALZONE
                                              GRANATA - STANCANELLI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che il Governo italiano, in forza di un accordo con  la
  Facoltà  universitaria di Pittsburg (U.S.A.), aveva  previsto  la
  realizzazione nel territorio del Comune di Carini (PA) di uno dei
  tre  centri  finalizzati e destinati alla ricerca  scientifica  e
  tecnologica;

   ritenuto   che   il   protocollo  d'intesa  che   prevedeva   la
  realizzazione  e  il  finanziamento dell'opera  era  stato  anche
  inserito,   per  la  sua  valenza,  nell'accordo   di   programma
  sottoscritto dai Ministri italiani e americani;

   valutato  che  per  la realizzazione del centro  di  innovazione
  scientifica era stata prevista la somma di 300 milioni di euro da
  erogare in tre annualità;

   considerato   che   l'art.   190   del   documento   finanziario
  predisposto dal Governo Prodi (Legge Finanziaria 2007) prevede il
  ritiro della somma con la conseguente cancellazione dai programmi
  di spesa del centro siciliano;

   atteso che questa decisione     adottata unilateralmente,  oltre
  che  impedire  la  nascita  di  un polo  scientifico  di  valenza
  internazionale,  lede  i  rapporti internazionali  con  un  Paese
  tradizionalmente amico del Governo italiano;

   valutato  inoltre che la conseguenza certamente ancor più  grave
  è  che la norma adottata dal Governo nazionale cancella un centro
  di  ricerca  scientifica che stava per sorgere in uno dei  comuni
  più  importanti della provincia di Palermo come quello di Carini,
  che  avrebbe  dato  un impulso di programmazione  e  di  sviluppo
  rispetto all'attuale destinazione territoriale e imprenditoriale;

   considerato  anche  che la realizzazione  del  polo  scientifico
  avrebbe  consentito alla Città di Carini ed al suo territorio  di
  divenire, non soltanto un centro a forte vocazione industriale  e
  commerciale, per la presenza di molte aree destinate al consorzio
  di   Sviluppo  industriale  (A.S.I.),  ma  anche  un   territorio
  destinato a diventare sede di importanti progetti nel campo dello
  studio e della innovazione scientifica e tecnologica.

   visto  che la realizzazione del RIMED avrebbe infatti garantito,
  non soltanto nuova occupazione e sviluppo economico, ma avrebbero
  trasformato Carini in una sede di riferimento internazionale  dal
  punto di vista della ricerca e convegnistica scientifica, come  è
  divenuta negli anni Erice, grazie alla presenza del centro Ettore
  Majorana ;

   considerato  infine  che  la  decisione  del  Governo  nazionale
  determina  un  gravissimo danno per la  Sicilia  e  per  l'intero
  territorio  della provincia palermitana e del Comune  di  Carini;
  valutato dunque che è necessario adottare decisioni legislative e
  governative  di  grande forza per difendere la realizzazione  del
  centro,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   adottare   tutte  le  iniziative  di  carattere   politico,
  legislativo e amministrativo per ottenere la revoca dell'art. 190
  della legge 'Finanziaria' nazionale del 2007 e per assicurare  la
  realizzazione del centro di ricerca scientifica Rimed  di  Carini
  (Pa) .» (102)

                              CAPUTO - CURRENTI - GRANATA - FALZONE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  nel  corso del convegno di  studi  organizzato  a
  Trapani è emerso che, nonostante il fenomeno delle estorsioni  in
  danno   di   commercianti  e  imprenditori  sia  in   larghissima
  diffusione,   nessun  imprenditore  ha  presentato  istanza   per
  accedere  al  fondo regionale che prevede iniziative  a  sostegno
  degli  operatori  vittime  delle pressioni  delle  organizzazioni
  mafiose;

   ritenuto  che,  nel  corso  dell'inaugurazione  del  nuovo  anno
  giudiziario,  il Presidente della Corte di Appello del  Distretto
  giudiziario di Catania ha denunziato che mentre da un lato  si  è
  registrato  un  aumento dell'attività estorsiva  da  parte  delle
  cosche  mafiose catanesi, nonostante la diffusione di tali reati,
  si  è  registrata  si  è  registrata di  contro  una  consistente
  diminuzione del fenomeno delle denunzie;

   valutato  che  negli ultimi 3 anni il Governo nazionale  non  ha
  più  finanziato  il  fondo  di  prevenzione  dell'usura,  creando
  difficoltà  agli  operatori antiracket che svolgevano  un'intensa
  attività di prevenzione e di informazione;

   considerato che un importante imprenditore palermitano  operante
  nel  settore della vendita mobiliare ha chiuso l'attività  perché
  pressato dalle organizzazioni mafiose e totalmente isolato  dalle
  istituzioni, che non hanno operato alcuna forma di sostegno;

   atteso  che  i tempi per ottenere le somme da parte dell'Ufficio
  regionale  preposto  al  sostegno  delle  vittime  di  usura   ed
  estorsione sono totalmente incompatibili, per tempi e burocrazia,
  a sostenere tempestivamente le vittime delle pressioni mafiose;

   ritenuto  infine  che  tutto questo determina  scoraggiamento  e
  sconforto  e  vanifica  ogni attività di  denunzie  da  parte  di
  commercianti e artigiani, che si vedono costretti o a chiudere  o
  a restare vittime di atti di intimidazioni o di danneggiamenti da
  parte dell'organizzazione mafiosa,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare tutte le iniziative di carattere politico, sociale,
  legislativo e amministrativo per assicurare con tempestività ogni
  forma  di  sostegno  economico  e  istituzionale  agli  operatori
  commerciali  o  imprenditoriali che  subiscono  intimidazioni  da
  parte delle organizzazioni criminali dedite alle estorsioni o che
  cadono nelle spire degli usurai.» (103)

                CAPUTO - CURRENTI - FALZONE - GRANATA - STANCANELLI
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che il settore vitivinicolo è divenuto uno dei  fattori
  trainanti per la nostra economia agricola e il vino prodotto  nei
  terreni dell'Isola è universalmente riconosciuto di grande pregio
  e qualità;

   ritenuto che dal Convegno di studio svoltosi lo scorso  mese  di
  settembre  a  Palermo  presso la Villa  Malfitano,  è  emersa  la
  conferma della grande qualità dei nostri vini, ma anche uno stato
  di  grave  difficoltà rappresentato da quasi  tutte  le  medie  e
  grandi aziende produttrici che impongono la necessità di adottare
  iniziative legislative ed economiche a sostegno degli agricoltori
  e delle imprese vitivinicole;
   valutato  che  ogni  anno  per il basso  costo  derivante  dalla
  vendita  delle uve alle cantine moltissimi agricoltori  siciliani
  hanno    operato    trasformazioni   nelle   colture    riducendo
  drasticamente le superfici vitate;

   considerato  che  la forte concorrenza da parte  dei  paesi  Sud
  americani  e  australiani ha determinato  l'ingresso  nei  nostri
  mercati  di  vini nella qualità i di gran lunga inferiore  e  nei
  prezzi,  ma superiori in termini di quantità, fattori questi  che
  determinano  le grandi catene distributrici ad acquistare  questi
  vini esteri che producono maggiori guadagni;

   atteso   che   da  anni  i  nostri  viticultori  e  le   aziende
  produttrici  invocano iniziative di sostegno e di  incentivazione
  del  settore e anche occasioni di promozione e valorizzazione dei
  vini nei mercati esteri e internazionali;

   valutato  inoltre che è oramai non più rinviabile l'adozione  di
  iniziative  parlamentari e governative per sostenere  il  settore
  vitivinicolo e per rendere più competitive le nostre aziende;

   considerato  infine  che  la crisi di  tale  importante  settore
  della  nostra economia agricola può determinare gravi conseguenze
  in termini economici e occupazionali,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   adottare   tutte  le  iniziative  di  carattere   politico,
  legislativo  e  amministrativo per sostenere sia gli  agricoltori
  che le aziende del settore vitivinicolo siciliano.» (104)

                              CAPUTO - CURRENTI - GRANATA - FALZONE
                                             STANCANELLI - POGLIESE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che il Governo nazionale, con l'adozione  della  legge
  finanziaria  2007 ha operato una fortissima riduzione  del  fondo
  destinato  alle aziende dei trasporti privati che  gestiscono  le
  tratte extraurbane;

   ritenuto  che  la finanziaria che sta predisponendo  il  Governo
  regionale  ha  operato una riduzione di 32 milioni  di  euro  dai
  capitoli destinati al trasporto pubblico extraurbano;

   valutato   che  questa  decisione  determina  non  soltanto   la
  paralisi del settore e una drastica riduzione delle tratte  delle
  autolinee con conseguenti disagi per gli utenti che vivono al  di
  fuori  dei  grandi  centri siciliani, ma rischia  di  causare  il
  licenziamento di migliaia di lavoratori impegnati nel settore dei
  trasporti su pullman;

   considerato  che  tutto  ciò è anche  reso  ancor  più  grave  a
  seguito del debito di oltre 10 milioni di euro che la Regione  ha
  nei  confronti delle aziende di trasporti a causa delle somme non
  versate negli ultimi anni;

   atteso  che  tale  stato di disagio viene denunziato  anche  dai
  titolari delle aziende pubbliche di trasporto;

   considerato  infine  che la crisi di questo  importante  settore
  della  nostra  economia  può  determinare  gravi  conseguenze  in
  termini economici e occupazionali;
                  impegna il Governo della Regione

   ad   adottare   tutte  le  iniziative  di  carattere   politico,
  legislativo  e  amministrativo,  per  sostenere  sia  le  aziende
  private  che  quelle  pubbliche  che  operano  nel  settore   dei
  trasporti su autolinee.» (105)
                                        CAPUTO - CURRENTI - FALZONE
                                              GRANATA - STANCANELLI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  disegno  di legge finanziaria 2007, approvato dal  Consiglio
  dei Ministri nella seduta del 29 settembre 2006, prevede, tra  le
  altre, la possibilità per i Comuni di istituire un contributo  di
  ingresso e di soggiorno;

   il  contributo  è  posto  a carico dei soggetti  che  alloggiano
  nelle  strutture ricettive e l'importo è stabilito in  base  alla
  categoria  di  appartenenza  della  struttura  medesima,  con  un
  massimo di cinque euro per notte;

   tale   disposizione,   qualora  venisse  approvata,   di   fatto
  riproporrebbe la vecchia imposta di soggiorno, abrogata nel  1989
  per  non  gravare  sulle  strutture ricettive,  anche  alla  luce
  dell'irrilevante introito per l'erario;

   inoltre,  l'approvazione  di  questa  norma  muterebbe  pure  le
  elementari regole di concorrenza poiché, gravando sulle strutture
  così   dette   tradizionali   (alberghi,   villaggi,   residence,
  campeggi),  agevolerebbe gli altri tipi di turismo,  penalizzando
  il settore due volte;

   ulteriore  penalizzazione  si  avrebbe  rispetto  agli  alberghi
  europei  che  non applicando detto contributo verranno  preferite
  alle  strutture  italiane e ricadute negative si avrebbero  anche
  nella promozione del nostro sistema turistico all'estero;

   infine,  occorre  precisare che negli  ultimi  anni  sono  state
  poste   in  essere  numerose  iniziative  a  favore  del  settore
  turistico che non possono essere vanificate con l'introduzione di
  tale contributo,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire presso il Parlamento nazionale affinché la norma
  contenuta  nella  manovra  finanziaria in  atto  all'esame  delle
  Camere, che prevede l'istituzione del contributo di ingresso e di
  soggiorno, non venga approvata;

   a  porre  in  essere ogni utile iniziativa affinché  nell'ambito
  della  Sicilia dove, ai sensi dell'articolo 14, comma 1,  lettera
  n),  dello Statuto in materia di turismo la Regione ha competenza
  esclusiva, tale norma non entri comunque in vigore.» (106)

                                        FLERES - CIMINO - CONFALONE
                                                    TURANO - SAVONA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  lunedì scorso, 16 ottobre, al  porto  di  Catania
  approdava la nave Capricorn carica di 1.100 tonnellate di rifiuti
  provenienti dalla Campania;

   l'arrivo della nave provocava la protesta energica e vibrata  di
  numerosi  cittadini e dei simpatizzanti e militanti del Movimento
  per l'Autonomia;

   dopo  l'approdo  della  nave  Capricorn  si  era  convenuta   la
  sospensione  di ulteriori arrivi di navi in attesa di  un  tavolo
  tecnico con Regione e Dipartimento della Protezione civile;

   nella   giornata  di  mercoledì,  18  ottobre,   un'altra   nave
  proveniente dalla Campania approdava al porto di Termini Imprese,
  carica  di  altre  900  tonnellate di rifiuti,  con  a  bordo  43
  autocompattatori;

   da  notizie ritenute fondate pare che sarebbe stato raggiunto un
  accordo  per  autorizzare l'arrivo in Sicilia di  altre  13  navi
  cariche di immondizia, provenienti dalla Campania;

   sulla   questione  non  è  avvenuto  alcun  confronto   con   il
  Parlamento siciliano;

   la   Sicilia   non  può  diventare  una  sorta   di   pattumiera
  dell'Italia;

                 impegna il Presidente della Regione

   a  revocare  qualsiasi  accordo stipulato  con  il  Dipartimento
  nazionale  della  Protezione  civile  per  ulteriori   e   future
  autorizzazioni all'arrivo di navi cariche di rifiuti.» (107)

                        DI MAURO - GENNUSO - RUGGIRIELLO - RIZZOTTO
                           DE LUCA - LOMBARDO - BASILE - MANISCALCO

   PRESIDENTE.   Le  mozioni  testé  annunziate  saranno   iscritte
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.
      Discussione unificata delle mozioni n. 13, n. 74 e n. 96

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno
   Discussione unificata delle mozioni:

   n.  13   Nuove  disposizioni in materia di energia elettrica  in
  Sicilia',  degli onorevoli  Fleres, Leontini, Mercadante,  Leanza
  Edoardo, Confalone;

   n.  74   Iniziative per la corretta e partecipata  realizzazione
  dei rigassificatori nella Regione siciliana ed in particolare nel
  territorio  di Porto Empedocle (AG)', degli onorevoli  Di  Mauro,
  De Luca,  Ruggirello, Gennuso;

   n.  96   Interventi  al  fine di adottare  il  Piano  energetico
  regionale',    degli    onorevoli    Borsellino,     Ballistreri,
  Barbagallo, Cracolici .
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   ZAGO, segretario:
                  «L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   nell'ambito  del processo di liberalizzazione delle attività  di
  produzione, importazione ed esportazione di energia elettrica, il
  decreto  legislativo  16  marzo 1999, n.  79  ('Attuazione  della
  direttiva  96/92/CE recante norme comuni per il  mercato  interno
  dell'energia  elettrica'), prevede, per determinati soggetti  che
  abbiano  i requisiti prescritti e definiti come 'clienti idonei',
  la  possibilità di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi
  produttore,   distributore  o  grossista,  sia  in   Italia   che
  all'estero;

   l'art. 14 del citato decreto legislativo prevede al comma  2  la
  possibilità di aggregazione di più soggetti per il raggiungimento
  dei  parametri di consumo stabiliti e definisce 'clienti idonei',
  a  decorrere  dall'entrata  in vigore del  decreto,  'le  imprese
  costituite  in  forma societaria, i gruppi di imprese,  anche  ai
  sensi  dell'articolo 7 della legge 10 ottobre  1990,  n.  287,  i
  consorzi  e  le  società consortili il cui consumo sia  risultato
  nell'anno  precedente, anche come somma dei consumi  dei  singoli
  componenti la persona giuridica interessata, superiore a 20  GWh,
  ed  i  cui consumi, ciascuno della dimensione minima di 1 GWh  su
  base  annua, siano ubicati, salvo aree individuate con  specifici
  atti  di  programmazione regionale, esclusivamente  nello  stesso
  comune, o in comuni contigui';

   l'obbligo  imposto  dall'art.  14 di  essere  localizzati  nello
  stesso   comune,  o  al  più  in  comuni  adiacenti,  per  essere
  autorizzati a formare un 'Consorzio di clienti idonei'  e  potere
  così  agire  sul mercato libero dell'energia, è subito  risultato
  estremamente  limitativo, specie per le piccole e  medie  imprese
  (PMI)   che  costituiscono  il  tessuto  portante  dell'industria
  italiana;

   di  conseguenza parecchie Regioni, prima tra tutte la  Lombardia
  con  decreto  22  ottobre 1999, hanno utilizzato la  possibilità,
  prevista  dallo  stesso  articolo, di  individuare  criteri  meno
  restrittivi  quali ad esempio l'appartenenza delle  aziende  alla
  stessa Provincia;

   ciò  ha  consentito  la  formazione  di  parecchi  'Consorzi  di
  clienti  idonei', che, pur in una situazione ancora  pesantemente
  monopolizzata dall'ENEL, hanno cominciato ad operare sul  mercato
  libero dell'energia;

   in  Sicilia  la  situazione è ancora più critica  e  limitativa,
  stante il minore livello dei consumi elettrici per le aziende  in
  genere  e per le PMI in particolare, ed il permanere del suddetto
  vincolo  che ha fortemente limitato la formazione e l'operatività
  dei Consorzi;

   l'Assemblea  regionale siciliana deve considerare preminente  la
  necessità di aiutare lo sviluppo dei comparti produttivi,  e  non
  può  accettare  che  siano mantenuti in Sicilia  vincoli  altrove
  eliminati da tempo;

   ciò  può  avvenire per semplice decreto della Giunta di  Governo
  della  Regione, non soggetto a controllo ai sensi  dell'art.  17,
  comma 32, della legge 13 maggio 1997, n. 127,

                  impegna il Governo della Regione

   a  procedere alla predisposizione di apposita normativa  atta  a
  facilitare  in Sicilia l'aggregazione fra centri di  consumo  per
  l'accesso   a   tariffe  energetiche  agevolate,  in   attuazione
  dell'art. 14 del decreto legislativo n. 79 del 1999, con  cui  si
  disponga che al riconoscimento dei titoli di cliente idoneo siano
  ammessi,  oltre  ai soggetti di cui al comma 2,  lettera  b)  del
  suddetto   articolo,  anche  le  imprese  costituite   in   forma
  societaria,  i gruppi di imprese (anche ai sensi dell'articolo  7
  della  legge  10 ottobre 1990, n. 287) i consorzi  e  le  società
  consortili, i cui consumi, pari a quelli stabiliti dall'art.  14,
  commi 2, 3 e 4, siano ubicati nella stessa provincia.» (13)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   da  notizie apprese dalla stampa, il Presidente della Regione in
  un'intervista rilasciata al Giornale di Sicilia, pubblicata il 14
  agosto  2006,  avrebbe manifestato la disponibilità  del  Governo
  della  Regione  alla  realizzazione di  due  rigassificatori  nel
  nostro  territorio  nel  quadro  della  realizzazione  del  piano
  energetico nazionale;

   al   tal  fine  il  Governo  regionale  avrebbe  sostanzialmente
  considerato   due   impianti  di  prioritaria  importanza   nelle
  strategie   delle  fonti  energetiche  alternative  di  interesse
  nazionale;

   secondo  le  indiscrezioni  apprese dalla  stampa  uno  dei  due
  impianti   dovrebbe  essere  localizzato  nel  Comune  di   Porto
  Empedocle, a due passi dalla Valle dei Templi;

   ritenuto che:

   la  realizzazione dell'impianto di che trattasi  all'interno  di
  un  territorio  intensamente antropizzato ed  a  forte  vocazione
  turistica   finirebbe   certamente   per   costituire   l'estrema
  vulnerazione  delle residue aspettative della  popolazione  della
  città di Porto Empedocle e di tutto il territorio circostante;

   la  perorazione dei legittimi interessi di intere  comunità  del
  territorio  della  nostra  Regione  non  può  certamente   essere
  barattata  con  modeste  aspettative  occupazionali  destinate  a
  risolvere   solo   nel  breve  periodo  i  problemi   di   pochi,
  mortificando le speranze dell'intera popolazione di un armonico e
  compatibile   sviluppo  del  territorio  che   non   ne   deprima
  definitivamente le reali vocazioni;
   al   di  là  delle  presunte  e  non  dimostrate  buone  ragioni
  manifestate a sostegno della realizzazione di detti impianti  non
  si   possono   sottacere   i  pericoli  sottesi   e   l'oggettiva
  pericolosità  dei  rigassificatori ricompresi  nel  novero  delle
  attività pericolose enucleate dalla Direttiva com. 96/82/CE, come
  modificata dalla Dir. Com. 2003/105/CE (vedi anche DPr n. 175 del
  1988, D.lgs n. 334 del 1999);

   ritenuto   ancora   che   nella  citata  direttiva   gli   stati
  dell'Unione si sono impegnati a mantenere opportune distanze  tra
  gli   stabilimenti   descritti  nella  direttiva   e   'le   zone
  residenziali, gli edifici e le zone frequentate dal pubblico,  le
  vie  di  trasporto principali, le aree ricreative e  le  aree  di
  particolare  interesse naturale o particolarmente  sensibili  dal
  punto di vista naturale...';

   ritenuto   comunque   doveroso,   nell'ambito   della   compiuta
  definizione   del   procedimento,  coinvolgere   la   popolazione
  residente  del  circondario  al  fine  quanto  meno  di  renderla
  compartecipe  nelle scelte di gestione del proprio territorio  di
  così esiziale importanza per la vita della propria comunità,

                  impegna il Governo della Regione

   nell'ambito delle propria autonomia statutaria e legislativa:

   a)  a  farsi promotore di organico apparato normativo  anche  di
  dettaglio   che,   in   armonia  con  le   menzionate   direttive
  comunitarie,  definisca tutte le misure  necessarie  al  fine  di
  evitare  che  le  attività pericolose, come quelle  citate  nelle
  descritte direttive, possano allocarsi in siti non compatibili ad
  attività e/o territori aventi utilizzazioni antropiche;

   b)  promuovere  in ogni caso tutte le iniziative  di  democrazia
  partecipata  (referendum,  opposizioni,  petizioni,   etc.)   che
  coinvolgano la cittadinanza interessata nelle scelte di  sviluppo
  del   proprio   territorio,  qualificandole,  anche   sul   piano
  normativo,  quali  necessari  ed essenziali  adempimenti  per  la
  compiuta definizione del procedimento di che trattasi;

   c)  altresì, nelle more, in attesa dell'emanazione dell'invocato
  quadro  normativo di riferimento, a sospendere ogni attività  che
  possa  in  ogni  modo confliggere e porsi in  contrasto  con  gli
  impegni assunti con la presente mozione.» (74)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Regione  siciliana  non  si è  ancora  dotata  di  un  Piano
  energetico   regionale,  che  appare  quanto   mai   urgente   in
  considerazione del fatto che i combustibili fossili,  su  cui  si
  basa   la  nostra  produzione  energetica,  oltre  che  altamente
  inquinanti,  sono  anche  in  via  di  esaurimento   e,   perciò,
  l'approvvigionamento di queste risorse è all' origine di numerosi
  conflitti nel mondo;

   ogni  intervento programmatorio e di pianificazione territoriale
  tende a rafforzare il ruolo della Sicilia e della sua autonomia;

   in  Sicilia esiste, attualmente, una sovrapproduzione di energia
  impiegata  per  l'esportazione  e  la  rete  è  insufficiente   a
  sostenerne  la  distribuzione in modo efficiente con  conseguenti
  disfunzioni per il consumo della famiglie e delle imprese;

   considerato che:

   in  data  6  marzo  2006 è stato emanato il  nuovo  Libro  verde
  sull'energia da parte dell'Unione Europea;

   oggi  sono  aperti  il dibattito e la ricerca sull'utilizzazione
  di nuove fonti energetiche alternative ai combustibili fossili  e
  la   loro  applicazione  risulta  economicamente  valida  e  può,
  altresì,   attrarre   nuovi  investimenti  economici   e   creare
  opportunità significative in ambito occupazionale per  la  nostra
  Regione,  così  come  già  avviene nella  gran  parte  dei  paesi
  europei;
   l'insediamento  di  nuovi  impianti  di  produzione   energetica
  rinnovabile  consentirebbe,  nella  nostra  Regione,   di   poter
  dismettere gli impianti a combustibili fossili, andando quindi  a
  sostituire  tali produzioni inquinanti e non sommandosi  ad  esse
  come  nuova fonte di esportazione di energia dalla nostra  Isola,
  come accade per ora, e di poter nel tempo, costruire una politica
  di riduzione del costo di energia per cittadini ed imprese;

   l'adozione del Piano energetico regionale definirebbe i  criteri
  per  l'autorizzazione dei progetti da insediare in  relazione  ad
  una   politica   energetica   su  vasta   scala,   pianificandone
  l'insediamento  in  modo  compatibile con  i  valori  ambientali,
  paesaggistici,  culturali dei territori  e  prevedendo  forme  di
  consultazione democratica delle comunità interessate;

   accertato che:

   in  assenza del suddetto piano, in questi ultimi anni,  si  sono
  realizzati numerosi impianti di energia eolica, alcuni ancora non
  funzionanti   per  l'  insufficienza  della  rete  elettrica   di
  trasmissione, e per molti altri progetti è in corso la  procedura
  di  autorizzazione senza una preventiva verifica  della  capacità
  del richiedente a realizzare e gestire gli impianti;

   preso  atto  che  il  Governo nazionale  intende  realizzare  11
  rigassificatori,  di cui alcuni potrebbero essere  realizzati  in
  Sicilia,

                  impegna il Governo della Regione

   all'avvio  nelle sedi competenti di un'ampia consultazione,  che
  veda coinvolti esperti, associazioni e comunità locali al fine di
  approvare con la massima urgenza un Piano energetico regionale  i
  cui elementi strategici siano:
   la  pianificazione integrata degli investimenti e  dell'attività
  degli assessorati con l'obiettivo di fare della Sicilia il centro
  euromediterraneo  delle energie rinnovabili, puntando,  entro  il
  2011,  al superamento dei parametri di riferimento che già  si  è
  data  l'Unione  Europea, con l'utilizzazione di tali  fonti  eco-
  compatibili  in  sostituzione della produzione di  energia  dagli
  impianti  altamente  inquinanti,  per  il  raggiungimento   degli
  obiettivi  del  protocollo  di Kyoto e  di  quanto  ulteriormente
  prescritto  dalla direttiva 2003/30 della U.E. e del Libro  verde
  sull'energia;

   la  promozione dei progetti che contengono un rapporto  virtuoso
  tra  capitale  da  investire e forza lavoro da  impegnare,  anche
  attraverso  l'indotto  ed  il  coinvolgimento  preventivo   delle
  comunità  locali e dei cittadini per poter valutare adeguatamente
  l'impatto  di  tali  siti sul territorio della  Regione  e  sulle
  economie locali;

   la   modernizzazione   e   il  potenziamento   della   rete   di
  distribuzione elettrica esistente, che, ad oggi, è causa di gravi
  disagi  per  cittadini ed imprese, ostacola  la  diversificazione
  energetica  ed  impedisce l'adempimento delle prescrizioni  della
  direttiva   comunitaria  del  27  ottobre  2001   sulle   energie
  rinnovabili, che impone ai gestori delle reti di dare la priorità
  all'energia prodotta da fonti rinnovabili;

   lo  sviluppo  dell'idroelettrico quale fonte  di  energia  e  di
  accumulo, sfruttando pienamente e razionalmente la capacità degli
  invasi oggi ampiamente inutilizzati a tale scopo;

   l'attivazione di processi di risparmio energetico attraverso  la
  ristrutturazione del patrimonio edilizio regionale, a partire  da
  quello  scolastico e popolare, che tenga conto dell'uso di  fonti
  energetiche  rinnovabili e ponendo, altresì,  vincoli  energetici
  per  eventuale nuova edilizia, a maggior ragione se sostenuta  da
  finanziamenti pubblici;

   la    promozione    di    apposite   politiche    di    sviluppo
  dell'agricoltura  siciliana  che  favoriscano  il  recupero   dei
  terreni incolti o la sostituzione del seminativo tradizionale con
  colture per l'uso energetico delle biomasse per la produzione  di
  biocombustibili  ai  sensi  della direttiva  2003/30,  nonché  lo
  sviluppo  delle superfici boscate demaniali secondo le  richieste
  delle  organizzazioni sindacali di categoria per  la  difesa  del
  suolo e per l'acquisizione di quote di CO2;

   la   valutazione  in  merito  alla  possibilità   di   insediare
  nell'Isola  i  due  rigassificatori  previsti  sulla  base  della
  compatibilità  socio-ambientale con i territori,  salvaguardando,
  altresì,  le  attività economiche esistenti  e  future  dei  siti
  interessati  e  considerando la convenienza  economica  su  scala
  nazionale.» (96)

                       Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'ordine del
  giorno  della  seduta odierna sono inserite tre mozioni  relative
  alle questioni dei rigassificatori e del risparmio energetico.
   Ritengo  che questi argomenti debbano essere trattati con  molta
  attenzione  e  alla presenza del Presidente della  Regione,  così
  come la questione dei rifiuti, che è oggetto di altre mozioni.
   Chiedo,  quindi,  una  sospensione dei lavori  per  favorire  un
  accordo  complessivo  dei  capigruppo, cercando  di  condividere,
  anche  come maggioranza, un percorso comune, affinché  la  nostra
  non appaia come una posizione demagogica.
   La  posizione  del Movimento per l'Autonomia è  molto  aperta  e
  tesa  complessivamente a far sì che tutto il Parlamento siciliano
  possa trovare un'intesa, possa trovare convergenze con il Governo
  e  interloquire  con il Presidente della Regione in  merito  alle
  problematiche esistenti in Sicilia.
   Credo,   infatti,   che  questioni  come  quelle   relative   ai
  rigassificatori,  all'energia  eolica  o  allo  smaltimento   dei
  rifiuti (so che sta per arrivare a Porto Empedocle un'altra  nave
  carica  di rifiuti, dopo quella attraccata ieri a Termini Imerese
  con  ben  38  camion che hanno scaricato circa 900 tonnellate  di
  rifiuti) non riguardino soltanto il Movimento per l'Autonomia  né
  la  maggioranza né l'opposizione, ma riguardino l'intera comunità
  siciliana  ed  é  per  questo  che,  facendo  appello  alla   sua
  sensibilità,  signor Presidente, le rinnovo la mia  richiesta  di
  sospensione dei lavori.

   FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   desidero
  affrontare  tre  questioni.  Per  quanto  riguarda  la  richiesta
  avanzata   dall'onorevole  Di  Mauro,  se  la   sospensione   può
  determinare  l'individuazione di un percorso comune relativamente
  alla  vicenda  riguardante la politica energetica della  Regione,
  non ho nulla da obiettare.
   La   seconda:   comunico  che  l'onorevole  Cimino,  l'onorevole
  Confalone ed io desideriamo apporre la firma alla mozione  numero
  107 sui rifiuti, presentata oggi dal Movimento per l'Autonomia.
   La  terza questione riguarda la mozione numero 13 all'ordine del
  giorno,  a  firma  mia e di altri colleghi,  che  in  realtà  non
  tratta,  come  le  altre,  il tema dei rigassificatori,  bensì  è
  legata  all'applicazione  della legge 79/1999  che  consente,  in
  applicazione di una direttiva comunitaria, la possibilità, per  i
  soggetti  che  ne abbiano i requisiti, di stipulare contratti  di
  fornitura   di   energia  elettrica  con  qualsiasi   produttore,
  distributore  o  grossista, sia in Italia che  all'estero.     In
  sostanza,  la  mozione  impegna il  Governo  ad  intervenire  per
  disciplinare  e  favorire  la  possibilità  che  avvenga   questa
  diversificazione nella fornitura di energia elettrica.
   Pertanto,  ritengo  che  la  mozione  numero  13  possa   essere
  sganciata  dalle  altre, affrontando un segmento ben  individuato
  del tema più generale dell'energia in Sicilia.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende  atto  della  comunicazione  di
  apposizione  di  firma alla mozione numero  107  da  parte  degli
  onorevoli Fleres, Cimino e Confalone.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'argomento
  posto oggi all'ordine del giorno sulle politiche energetiche e la
  discussione della relativa mozione, trova rilevanza nell'attività
  di  questi  giorni,  iniziativa che  vede  partecipe  la  Regione
  siciliana,  in  un  momento di solidarietà,  per  quanto  attiene
  l'emergenza rifiuti.
   Se  si  trattasse  di  emergenza dovremmo  pensare  ad  un  solo
  intervento.  Invece,  a me sembra  che su  questo  tema  si  stia
  arrivando  alla  ordinarietà: inizialmente  si  è  parlato  della
  situazione  catanese, ieri di Termini Imerese ed  oggi  si  parla
  anche della costa agrigentina. Alla luce di ciò  ritengo corretta
  la  proposta dell'onorevole Di Mauro di sospendere i lavori.  Nel
  frattempo, la Presidenza potrebbe attivarsi affinché il Governo e
  chi  è  delegato  alle  emergenze  siciliane  siano  presenti  in
  quest'Aula per dibattere ed intervenire in maniera concreta su un
  tema  così delicato. Inoltre, in riferimento alle ultime vicende,
  esprimo  il  mio più totale dissenso per il coinvolgimento  della
  nostra   regione  nell'accettare  i  rifiuti  proveniente   dalla
  Campania.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  invito  cortesemente   ad
  esprimervi  sulla proposta di sospensione avanzata dall'onorevole
  Di  Mauro,  capogruppo dell'MPA; successivamente discuteremo  nel
  merito.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


   CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  grande
  rispetto per tutti i firmatari delle mozioni e sono certo che  ci
  sia  l'assoluta buona fede e la buona volontà nell'affrontare  un
  tema  così complesso. Desidero, tuttavia, fare osservare all'Aula
  che  abbiamo  appena  concluso l'approvazione  del  Documento  di
  programmazione economica e finanziaria che ha dato  ampio  spazio
  al  sistema  energetico in Sicilia ed alla sua modernizzazione  e
  che alcune di queste mozioni, anche presentate da parlamentari di
  maggioranza, se non attentamente valutate, rischiano di essere in
  contrasto con il Documento appena approvato.
   Naturalmente,   credo  che  un  tema  di  questa   natura   vada
  affrontato  con  moderazione e con oculatezza; quindi,  prima  di
  cominciare  la  discussione di mozioni di tale  natura,  dovrebbe
  esserci   una   comunicazione  del  Governo.   Non   so   se   il
  Vicepresidente della Regione, onorevole Leanza, sia in  grado  di
  illustraci, prima di affrontare tematiche particolari, qual è  il
  sistema  energetico in Sicilia, quali sono i progetti futuri.  Se
  si  vuole  organizzare una task-force, come  propone  l'onorevole
  Fleres  -  il  quale naturalmente cerca di aprire  un  dibattito,
  vista  la  staticità e l'immobilità sull'argomento - non  ritengo
  opportuno  che  un  tema di questa natura possa  essere  affidato
  semplicemente alla valutazione delle mozioni.
   Dunque,  grande considerazione per le mozioni, ma  condivido  la
  proposta di sospendere i lavori. Tuttavia, se l'assessore  Leanza
  fosse  nelle condizioni di riferirci la posizione del Governo  su
  tutta  la  tematica  e non sui singoli argomenti,  allora  questo
  dibattito   avrebbe   una  sua  validità.  Diversamente,   signor
  Presidente,  mi permetto di far notare che faremmo  soltanto  una
  chiacchierata  simpatica,  che potrebbe  portare  anche  a  buoni
  risultati parziali, i quali, però, potrebbero scontrarsi  con  il
  grande sistema.
   Non  c'è  soltanto  qualche  nave  che  viene  qui  a  scaricare
  rifiuti,  non ci sono soltanto imprese che chiedono  di  mettersi
  insieme  per  poter  diventare  produttori  di  energia,  c'è  un
   sistema Sicilia  che va in qualche maniera  considerato.
   Mi  permetto, quindi, di chiedere alla Presidenza di intervenire
  affinché  accerti  se  il  contenuto di queste  mozioni  sia  già
  all'interno di deliberazioni adottate dall'Assemblea e chiedo  al
  Governo,  prima  di  entrare nel vivo  di  questi  argomenti,  se
  possiamo avere una valutazione complessiva della materia. In ogni
  caso, ritengo opportuna una sospensione dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza è disponibile  ad
  unificare   la  discussione  della  mozione  n.  107,  presentata
  stamattina  da  parlamentari  del  Gruppo  dell'MPA  e  da  altri
  colleghi,  con  quella delle altre mozioni riguardanti  il  piano
  rifiuti già inserite nel calendario dei lavori predisposto  dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la prossima
  settimana.
   L'osservazione  dell'onorevole Fleres mi sembra  opportuna,  nel
  senso  che  potremmo  unificare  la  discussione  delle  mozioni,
  procedendo però alla votazione separata delle stesse, considerato
  che affrontano tematiche diverse.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  proposta
  del capogruppo dell'MPA, onorevole Di Mauro, conferma la mancanza
  di  progettualità da parte del Governo e le divisioni all'interno
  del centrodestra.
   Noi  siamo pronti a trattare le mozioni perché ci rendiamo conto
  che colmano un vuoto di iniziativa politica, considerato che è la
  prima  volta che in tanti mesi di legislatura non viene  prodotto
  alcun disegno di legge da parte del Governo. Tuttavia, se c'è  la
  possibilità   di   discutere  la  mozione   sull'energia,   siamo
  disponibili  a  farlo,  perché  essa  non  riguarda  soltanto   i
  rigassificatori,  ma  una  strategia  complessiva   che   investe
  numerosi settori, e il settore dell'energia è determinante per lo
  sviluppo della nostra Isola.
   Avevamo  richiesto  la presenza in Aula del Presidente  Cuffaro,
  così  come  oggi  la  richiede anche il Gruppo  dell'MPA,  ma  il
  Presidente,  a  causa di precedenti impegni, non ha  ritenuto  di
  partecipare.   Siamo  comunque  disponibili  ad   affrontare   la
  discussione anche in presenza dell'Assessore per l'industria, che
  è  competente  nel  settore, e contrari al rinvio  della  seduta.
  Se  si  decidesse in quest'ultimo senso, subiremmo  le  decisioni
  della Presidenza.
   Concludo  il  mio intervento esprimendo la nostra preoccupazione
  per  la  carenza  di  progettualità e di  unità  all'interno  del
  centrodestra, che sta bloccando i lavori di quest'Assemblea.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  oggi  noi  non  siamo in grado (e non lo saremo  tra  mezz'ora  e
  neanche  tra un'ora) di dibattere su una questione vitale,  quale
  quella  riguardante  l'energia, che tocca il cuore  stesso  dello
  sviluppo e della vivibilità nella nostra Isola; una questione che
  incide sulla programmazione, fondamentale per ogni Governo  e,  a
  maggior ragione, per questo Governo.
   Inviterei,   pertanto,  i  colleghi  che  hanno  presentato   le
  mozioni, a tenere una riunione di maggioranza prima, allargandola
  poi  agli  altri  componenti, per affrontare il  tema  più  ampio
  dell'energia.  Si può parlare di rigassificatori e  non  parlare,
  per  esempio,  di raffinerie o di centrali Enel? Si  può  parlare
  dell'arrivo  delle navi che ci portano rifiuti  e  sottacere  che
  ogni giorno arrivano centinaia di altre navi che trasportano  una
  spazzatura ben più inquinante?
   Si  tratta di temi veramente cruciali, ed è questo il motivo per
  cui   ritengo  che  essi  vadano  affrontati  alla  presenza  del
  Presidente della Regione, il quale deve dirci quali sono le linee
  guida del programma di Governo su tutta la questione dell'energia
  e  delle  fonti energetiche, compresi i rigassificatori; infatti,
  se  affrontassimo tali questioni soltanto da un'angolatura o solo
  per  un  aspetto, faremmo torto alla nostra intelligenza  e  alla
  nostra autorevolezza.
   Per  questi  motivi  chiedo - concludendo  -  che  il  dibattito
  odierno  venga  aggiornato,  che  si  svolga  congiuntamente   la
  dicussione  di  tutte  le  mozioni  riguardanti  l'energia  e  il
  programma  energetico  del  Governo  e,  soprattutto,  che  venga
  garantita  la  presenza del Presidente della Regione  durante  il
  dibattito.

   DI GUARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GUARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo  atto
  che  il  Governo e la maggioranza non sono pronti a discutere  su
  questi temi fondamentali.
   Mi  interessa, però, accennare alla difficile situazione che  si
  è  venuta  a creare a seguito dell'approdo, nel Porto di Catania,
  di  una nave carica di nettezza urbana. Sembrava quasi che  fosse
  arrivata una bomba; il leader dell'M.P.A. e molti sostenitori del
  movimento hanno invaso il porto di Catania, trascurando  però  il
  fatto  che  quei  rifiuti  non sarebbero  rimasti  a  Catania  ma
  sarebbero  stati  trasferiti in una discarica che  appartiene  al
  Comune  di Motta S. Anastasia, un comune ubicato a due  passi  da
  Misterbianco, che ne subisce la vicinanza da più di vent'anni.
   Le  duemila  tonnellate  di  spazzatura  che  dovrebbero  ancora
  arrivare o che stanno arrivando sono ben poca cosa rispetto  alle
  800  mila  tonnellate che ogni giorno quella discarica  accoglie,
  una  discarica che, invece, sarebbe dovuta essere chiusa  già  da
  tempo e per la quale inoltre è stata concessa l'autorizzazione ai
  privati.
   Il  vero  scandalo della provincia di Catania - e mi rivolgo  al
  Vicepresidente  della Regione perché so che oggi i  cittadini  di
  Misterbianco  sono in agitazione per questi rifiuti giunti  dalla
  Campania - è che quella discarica non sia stata ancora chiusa.
   Prendo  atto  che  sia  il Governo che la maggioranza  non  sono
  disposti ad affrontare un dibattito sulla questione dell'energia.
  Se i termovalorizzatori possono essere una soluzione, facciamoli
  La  Sicilia,  grazie  alla sua autonomia,  può  farlo,  però  non
  lasciamo  che siano i privati a decidere dove realizzarli,  com'è
  successo  a  Paternò;  stabiliamo noi quali  sono  i  luoghi  più
  appropriati. Ci sono alcune discariche, come quella di  Motta  S.
  Anastasia, che sono un'offesa alla dignità di quella provincia, e
  non  é  con  una  protesta al porto - e mi rivolgo  all'onorevole
  Lombardo  -  che  si risolvono i problemi. La demagogia  a  basso
  costo é facile comprarla

                     Per richiamo al Regolamento

   CINTOLA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  110
  del  Regolamento interno recita:  I richiami riguardanti l'ordine
  del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la
  precedenza sulle questioni principali. In questi casi non possono
  parlare,  dopo la proposta, che un oratore contro e uno a  favore
   ''.  Ritengo,  conseguentemente, che  gli  interventi  di  altra
  natura,  anche  se lodevoli e importanti, andrebbero  fatti  dopo
  aver dibattuto sulla proposta avanzata dall'onorevole Di Mauro.

   PRESIDENTE.  Senza  fare ricorso rigorosamente  al  Regolamento,
  confido  nell'intelligenza dei colleghi parlamentari affinché  si
  esprimano sulla proposta di sospensione.

                       Sull'ordine dei lavori

   VILLARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   é   stata
  avanzata una proposta di sospensione dei lavori da un collega del
  Gruppo parlamentare dell'MPA.
   Desidero  accogliere  il  suo invito  evitando  di  entrare  nel
  merito  delle  difficoltà  che ha la  maggioranza  ad  affrontare
  questa discussione, anche per l'assenza del Governo.
   Sono   favorevole   alla   richiesta  di  sospensione   avanzata
  dall'onorevole Di Mauro, ritenendo, anzi, che essa permetterà - e
  credo  che  ciò  non  sia in contrasto con il  Regolamento  -  di
  affrontare   contestualmente   la   discussione   delle   mozioni
  riguardanti i rifiuti, i rigassificatori  ed il piano energetico.
   Sono  d'accordo  con  chi  sosteneva - credo  fosse  l'onorevole
  Formica  -  che  la  discussione su queste  tematiche  non  debba
  avvenire   separatamente,  ma  in  un  unico   momento.   Dunque,
  escludendo  la  mozione  riguardante  il  ponte  e  quella  sulle
  politiche migratorie, ritengo opportuno che su queste mozioni  si
  apra  un  dibattito approfondito che dia dignità e ampiezza  alle
  tematiche poste.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   forse   abbiamo   qualche
  difficoltà a comprenderci.
   A  questo punto, sull'argomento non darò più la parola ad  altri
  parlamentari,  considerato che colgo una  volontà  unanime  sulla
  richiesta di sospensione

   AULICINO.  Signor  Presidente, così facendo,  però,  non  dà  la
  possibilità a tutti i parlamentari di esprimersi

    PRESIDENTE   Onorevole  Aulicino,  non  mi  interrompa    Potrà
  intervenire alla ripresa dei lavori.
   Ho  rilevato,  onorevoli  colleghi, che  non  si  è  intervenuto
  esclusivamente sull'ordine dei lavori ed è quindi mia  intenzione
  sospendere la seduta per un quarto d'ora.
   La  Presidenza  si  rimette alla valutazione ed all'orientamento
  informale   della   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari,  quello  cioè  di unificare  la  discussione  della
  mozione           n.  107,  presentata stamattina  dall'MPA,  con
  quella, precedentemente concordata dalla stessa Conferenza, delle
  mozioni all'ordine del giorno della seduta d'Aula programmata per
  giorno 26 ottobre 2006.

   AULICINO.  La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  aveva già deciso per oggi

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 12.33 è ripresa alle ore 12.51)

   La seduta è ripresa.

  Rinvio della discussione unificata delle mozioni numeri 13, 74 e
                                 96

   CANDURA, assessore per l'industria.   Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANDURA,   assessore   per   l'industria.   Signor   Presidente,
  onorevoli  deputati,  per quanto riguarda le  tre  mozioni  poste
  all'ordine  del  giorno, chiedo, trattandosi di materia  ampia  e
  complessa  che  necessita di una discussione univoca,  il  rinvio
  della  trattazione  delle  stesse al  fine  di  evitarne  l'esame
  disgiunto.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il Governo, chiede  il  rinvio
  della discussione delle mozioni poste all'ordine del giorno della
  seduta  odierna.  Avremmo  dovuto affrontare  l'argomento  questa
  mattina, tuttavia, se il Governo non è pronto per la discussione,
  l'Aula  non può che prenderne atto. Si tratta adesso di stabilire
  per quale giorno fissarne la discussione.
   Personalmente   sono  dell'avviso  di  rinviare  l'esame   delle
  mozioni  a  martedì  24 ottobre 2006, alle ore 16.00,  integrando
  l'ordine del giorno che prevedeva la discussione della mozione n.
  86,  riguardante le politiche migratorie, a firma  dell'onorevole
  Borsellino  ed  altri,  già  predisposto  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Preciso,  tuttavia, che è necessario sapere se per  quella  data
  il  Governo  sarà  presente in  Aula,         nella  persona  del
  Presidente della Regione o dell'Assessore per l'industria, per la
  trattazione delle mozioni in questione.

                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho  nulla
  in  contrario  al rinvio della discussione a martedì,  anche  per
  un'esigenza  di approfondimento che l'Assessore ha posto.  Pongo,
  tuttavia,  all'attenzione dell'Aula un problema che va  oltre  la
  questione sollevata questa mattina.
   La  Conferenza dei Capigruppo, alla presenza dell'Assessore  per
  il  bilancio e le finanze, onorevole Guido Lo Porto, delegato dal
  Presidente  della  Regione a definire il  calendario  dei  lavori
  d'Aula,  ha  stabilito un percorso. In proposito desidero  sapere
  dalla  Presidenza  se  le  cose di cui  discutiamo,  sulle  quali
  decidiamo  e che vengono, addirittura, riportate in Aula  per  la
  presa d'atto da parte del Parlamento sono opinioni o si tratta di
  un  effettivo calendario dei lavori che, in qualche modo, obbliga
  tutti.
     L'avvio di questa legislatura voleva avere l'ambizione di dare
  certezza,  ad  ogni  parlamentare, sui lavori  d'Aula,  cosa  che
  credo, al di là della collocazione di ciascuno di noi, renda  più
  serio il nostro lavoro.
   Se  ogni  azione concordata determina una conseguenza  che,  per
  ragioni  squisitamente politiche (qui non c'è il  dettaglio,  qui
  esiste  una questione politica dentro la maggioranza), oltretutto
  avendo  introdotto  un  elemento che - mi  permetto  dire  -  non
  c'entrava  nulla con l'oggetto della discussione  di  stamattina,
  dato  che   la  questione  dei rifiuti è  calendarizzata  in  una
  apposita  seduta del Parlamento nei giorni successivi,  significa
  che   dentro la maggioranza c'è un problema politico. Voi,  però,
  il problema politico non potete risolverlo rinviando la seduta
   La  maggioranza  non  può risolvere i propri  problemi  politici
  rinviando  le  sedute d'Aula, perché così si  configura  come  la
   maggioranza  del  rinvio .  La  Sicilia  ha  bisogno  di  essere
  governata
   Un'ora  fa  il senatore Macaluso, dall'alto della sua esperienza
  parlamentare, ci ha detto - e credo valga da insegnamento per noi
  tutti  -   che  la  politica  non  può  essere  declaratoria   né
  dichiarazione di principi, deve essere soluzione dei problemi .
   Onorevoli  colleghi,  i  problemi non si risolvono  rinviandoli.
  Vorremmo  sapere  se  martedì 24 ottobre  il  Governo,  sia  esso
  rappresentato  dall'assessore  Candura  o  dal  Presidente  della
  Regione, ci farà conoscere la sua posizione a proposito del Piano
  energetico  regionale e se ci dirà quali sono le  scelte  che  si
  stanno   determinando   in   questo   momento   sulla   questione
  dell'energia.
   Noi  non  facciamo  un  dibattito  soltanto  per  chiacchierare,
  vogliamo che vengano assunti precisi impegni di cui il Governo si
  faccia garante nei confronti del Parlamento.
   Credo  che  questa  mattina si stia  dimostrando  che  si  è  in
  presenza  di un Governo dell'improvvisazione  Mi dispiace  dirlo,
  nulla   di   personale,  ma  si  è  di  fronte  ad   un   Governo
  dell'improvvisazione perché, pur essendo a  conoscenza  dei  temi
  oggi  in  discussione,  il  suo primo  atto  è  stato  quello  di
  chiederne il rinvio. Siamo al ridicolo

   FAGONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAGONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non verte  alcuna
  tipologia  di  improvvisazione; vi è semplicemente  diversità  di
  vedute  a  proposito  dei  tempi.  C'è  l'esigenza  di  un  lasso
  temporale  maggiore  per  potere  dialogare  e  discutere   sugli
  argomenti in questione.
   Anticipo   che   certamente  il  Governo,  nella   persona   del
  Presidente  della Regione, volentieri parteciperò ad  una  seduta
  d'Aula  per  riferire  quali  sono  le  strategie,  pur  se   già
  ampiamente   conosciute  sia  da  parte  della  maggioranza   che
  dell'opposizione, inerenti il Piano energetico regionale.
   Siamo  certi,  signor  Presidente, che  il  lasso  di  tempo  di
  quattro-cinque  giorni  non  solo ci consentirà  di  operare  una
  riflessione  in  seno  alla maggioranza ma  anche  di  illustrare
  ampiamente ai cittadini siciliani quelle che saranno le direttive
  del Governo regionale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido
  l'intervento   dell'onorevole  Cracolici  e   aggiungo   che   il
  centrodestra sta svilendo il ruolo di questa Assemblea,  mettendo
  anche  in  discussione  l'autorevolezza del Presidente  Miccichè,
  dato  che  la proposta del programma dei lavori viene  fatta  dal
  Presidente dell'Assemblea.
   Ricordo ai colleghi che quattro mesi fa l'onorevole Miccichè  ci
  ha  riferito  che  il  Presidente della  Regione  sollecitava  il
  Parlamento sulle proposte di legge inerenti il lavoro, la riforma
  professionale e la legge elettorale.
   Questo  Governo  non  ha trovato l'intesa su  alcun  disegno  di
  legge,  tranne - il collega Culicchia me lo ha ricordato  ieri  -
  che  su  quello riguardante i deputati supplenti e gli  assessori
  delegati.
   La  Sicilia  non può permettersi tale vuoto, questo  deficit  di
  cultura di governo, di senso delle istituzioni.
   Non   si  trova  l'accordo  sui  disegni  di  legge,  ma  almeno
  speravamo  ci fosse un dibattito sulle linee di indirizzo,  anche
  se  - voi m'insegnate - sul piano della gerarchia delle fonti  le
  mozioni  non  valgono quanto una legge, o, quantomeno,  speravamo
  che si facesse un dibattito su argomenti avvertiti dai cittadini.
  Invece, niente; non si trova l'intesa nemmeno sulle mozioni
   Signor  Presidente, noi siamo in difficoltà perché  in  presenza
  di  una maggioranza di questo tipo all'opposizione non è permesso
  nemmeno di svolgere il proprio ruolo in Aula.
   Invito,  pertanto, il Presidente dell'Assemblea e il  Presidente
  della  Regione, al quale certamente verranno riferite  le  nostre
  valutazioni,  a  fare una riflessione in ordine  ai  tempi,  alle
  modalità di realizzazione del programma di Governo.
   Non  si  può,  a  quattro mesi dalle elezioni, ritrovarsi  senza
  alcun  disegno  di  legge che affronti le tante  emergenze  della
  nostra regione. C'è il rischio che la Sicilia diventi agli  occhi
  di tutti una barzelletta

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevole Barbagallo, veramente  una
  barzelletta  infinita  in  questi giorni  è  rappresentata  dalla
  finanziaria nazionale, se anche i quotidiani come Repubblica    -
  notoriamente  di  estrema  destra,  come  tutti  sanno   -   sono
  all'attacco  di  Prodi  un giorno sì e due giorni  pure.  Quindi,
  lasciamo stare il rischio barzelletta

   CANTAFIA.  Quando si opera si è criticabili, quando  non  si  fa
  niente

   FORMICA.  Lasciamo  stare  il rischio  barzelletta,  perché,  se
  dovessimo  addentrarci  in questo campo,  avremmo  materiale  per
  dieci-quindici  anni  soltanto dai primi quattro-cinque  mesi  di
  operatività  dell'attuale Governo nazionale, e  solo  su  due-tre
  argomenti. Figuriamoci quando affronteranno (se li affronteranno,
  se  ne  avranno la capacità - per fortuna o sfortuna  del  popolo
  italiano e siciliano) altri argomenti
   Signor  Presidente, la prima cosa che vorrei far  notare  è  che
  non  è  stato il Governo a chiedere inizialmente il rinvio  della
  discussione  delle mozioni; semmai è stata l'Aula,  rappresentata
  dalla  maggior parte delle forze politiche, che ha  richiesto  un
  rinvio,   asserendo  che  l'argomento  oggetto   delle   mozioni,
  fondamentale,  che  comporta ampie refluenze  sulla  Sicilia  era
  giusto che  fosse trattato in un'ottica complessiva.
   Seconda  questione.  Non  si  può sostenere  in  Conferenza  dei
  capigruppo  costantemente - come è stato fatto -  di  volere  una
  discussione  su questi temi (ed io sono d'accordo) alla  presenza
  del  Presidente  della  Regione, nella  qualità  di  responsabile
  principale della politica energetica, e, poi, nel momento in  cui
  il Presidente della Regione per impegni istituzionali fuori dalla
  Sicilia  (è a Roma) non è presente in Aula, chiedere comunque  di
  discutere le mozioni
   Delle  due  l'una: o si ritiene che il tema sia  fondamentale  e
  che debba essere trattato in maniera univoca e onnicomprensiva in
  quanto attiene al cuore della politica di questo Governo, come di
  qualsiasi governo, e allora è necessario che ci sia il Presidente
  della  Regione,  oppure  si decide che si  debbano  discutere  le
  mozioni,  ma  con  la  consapevolezza che  verranno  discusse  in
  contrasto  con  le  richieste  fatte  da  quasi  tutte  le  forze
  politiche,  in  contrasto  al  buon  senso,  impedendo  cioè  che
  quest'Aula  affronti  un  problema di  così  grande  portata  con
  l'autorevolezza  necessaria.  Così  facendo,  però,  andremmo   a
  spizzichi e bocconi, come si è sempre fatto: discutiamo  da  sola
  la  mozione sui rifiuti come se non c'entrasse nulla con  i  temi
  energetici;   poi  discutiamo dei temi energetici,  come  se  non
  c'entrassero  nulla con i rigassificatori e infine  parliamo  dei
  rigassificatori  come  se  non  c'entrassero  nulla  con  i  temi
  energetici e con quelli ambientali.
   Ma  di  che  stiamo parlando? Un sussulto di dignità,  onorevoli
  colleghi   E'  giusta - a mio avviso - la richiesta  avanzata  da
  quasi  tutte le forze politiche affinché si affronti questo  tema
  con l'autorevolezza che lo stesso richiede. Ciò anche in ossequio
  a   quanto  la  sinistra  ha  sempre  chiesto,  giustamente,   in
  Conferenza  dei capigruppo e nei vari dibattiti, e  cioè  che  un
  tema  di  così  vasta portata venga affrontato alla presenza  del
  Presidente della Regione.
   Onorevoli  colleghi, è comprensibile che la dialettica politica,
  come  si accennava prima, induca spesso ad assumere comportamenti
  contraddittori,  però, oggi, è opportuno  che  prevalga  il  buon
  senso.

   AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AULICINO.    Signor   Presidente,   intervengo   soltanto    per
  evidenziare  che il comportamento della maggioranza non  dovrebbe
  sorprendere,  perché il  codismo' caratterizza  la  politica  del
  Governo  in queste prime battute della legislatura, non  soltanto
  in relazione alle vicende dell'energia e dei rifiuti, ma anche  -
  ne  abbiamo  già parlato ieri - per quanto attiene  alle  vicende
  della  sanità  e  oserei dire - per introdurre  un  argomento  di
  attualità,  visto che era uno degli impegni assunti dal  Governo,
  rispetto alla formazione professionale.
   Immagino  che  anche  lì tutti sappiano che c'è  del   codismo'.
  Sapete   che  tutti  i  responsabili  dei  centri  di  formazione
  professionale  spendono,  pagano  il  personale  e  poi  vanno  a
  trattare la sanatoria a consuntivo.
   Pertanto, se questo è il segnale, e cioè che la maggioranza  non
  è  pronta  per  discutere  i punti dell'ordine  del  giorno,  che
  peraltro  sono  il risultato di una scelta operata in  Conferenza
  dei  capigruppo,  dico,  in  tutta franchezza,  che  noi  abbiamo
  qualche  difficoltà a seguire i lavori d'Aula.  Noi  veniamo,  ci
  organizziamo,   immaginiamo  un  intervento,   una   riflessione,
  un'analisi  in un contesto pianificato formalmente, dopo  di  che
  intervengono fatti nuovi, quali, ad esempio, l'arrivo di una nave
  o altro e tutto viene stravolto.
   Noi  discutiamo seriamente, perché sulla buonafede di  tutti  io
  non  ho dubbi, almeno in questa fase. La mia preoccupazione è per
  il  futuro  e cioè se noi entro un mese non riusciremo  a  varare
  qualcosa  di  serio. A parte l'inadeguatezza  del  Governo  sulle
  questioni  oggi  in  discussione, ci sono dei  disegni  di  legge
  presentati. Se il Governo non ha una sua strategia per  il  breve
  periodo,  perché,  per  esempio, nella  prossima  Conferenza  dei
  capigruppo non decidere di mettere ''in pista'' alcuni disegni di
  legge, anziché mozioni?
   Ricordo  che  il Gruppo  Uniti per la Sicilia' ha presentato  un
  disegno  di legge sulla riduzione degli ATO, ma ve ne sono  altri
  che  potrebbero essere esaminanti in Aula. Se il  Governo  non  è
  pronto, abbia il coraggio di affrontare, di discutere ciò che  il
  Parlamento,  nella sua autonomia, ha prodotto e si esaminino  gli
  altri disegni di legge. Questa è la mia proposta.
   Ritengo  che il punto di snodo di tutto possa essere la prossima
  riunione della Conferenza dei capigruppo nella quale ogni  Gruppo
  dovrà  sostenere  con  determinazione  posizioni  chiare:  se  si
  deciderà  di  avviare  un  percorso  si  dovrà  essere   seri   e
  consequenziali.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   TURANO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, all'ordine  del
  giorno  della  seduta di ieri pomeriggio figurava il  disegno  di
  legge   Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006   (n.
  377/A), la cui trattazione è stata poi rinviata. Nell'ordine  del
  giorno della presente seduta di tale disegno di legge non c'è più
  traccia  ed  io  non  credo che tecnicamente  tale  provvedimento
  dovesse essere eliminato dall'ordine del giorno.
     Chiedo,  pertanto,  che  il disegno di  legge  venga  inserito
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva;  sarà  poi  la
  Conferenza  dei  Capigruppo - come ha detto  ieri  il  Presidente
  Micciché - a decidere se esaminarlo o meno.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, la sua  osservazione  mi  sembra
  opportuna.  La informo che il disegno di legge in argomento  sarà
  inserito  all'ordine del giorno di una delle sedute previste  per
  la prossima settimana.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 24  ottobre
  2006, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Speziale


       I   - Comunicazioni
       II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
       lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numeri
       101, 102, 103, 104, 105, 106 e 107.
       III   -  Discussione della mozione n. 86 degli onorevoli
       Borsellino ed altri riguardante le politiche migratorie.
       IV   - Discussione unificata delle mozioni:
         -   numero 13 «Nuove disposizioni in materia di  energia
         elettrica   in   Sicilia»,   degli   onorevoli   Fleres,
         Leontini, Mercadante, Leanza Edoardo, Confalone;

         -  numero  74  «Iniziative per la corretta e partecipata
         realizzazione   dei   rigassificatori   nella    Regione
         siciliana  ed  in  particolare nel territorio  di  Porto
         Empedocle  (AG)»,  degli onorevoli Di  Mauro,  De  Luca,
         Ruggirello, Gennuso;

         -   numero  96 «Interventi al fine di adottare il  Piano
         energetico   regionale»,  degli  onorevoli   Borsellino,
         Ballistreri, Barbagallo, Cracolici.

                  La seduta è tolta alle ore 13.10

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Ignazio La Lumia