Presidenza del vicepresidente Speziale
ZAGO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
numeri 16 e 17 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gucciardi, Calanna e
Termine hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 18 ottobre 2006 è stato
presentato il seguente disegno di legge: Norme per il riordino e
la semplificazione della legislazione regionale (405), dagli
onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno, Ammatuna, Fiorenza,
Tumino, Vitrano.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 18 ottobre 2006, alle competenti Commissioni
legislative:
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
Istituzione della Consulta delle elette della Sicilia (400)
- d'iniziativa parlamentare;
Norme per il prepensionamento di genitori di disabili gravi
(404)
- d'iniziativa parlamentare.
«CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)
Disciplina della professione di educatore professionale e
istituzione del relativo albo professionale (399)
- d'iniziativa parlamentare;
PARERE VI.
«SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)
Finanziamento per l'acquisto e la corresponsione gratuita di
integratori proteici a favore di malati di sindrome di
immunodeficienza acquisita (AIDS) (401)
- d'iniziativa parlamentare;
Norme per la regolamentazione dell'attività del terapista di
riabilitazione-fisioterapista e il sostegno del settore
riabilitativo (402)
- d'iniziativa parlamentare;
Norme per la valorizzazione professionale del personale
ausiliario delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere siciliane (403)
- d'iniziativa parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
ZAGO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che in Sicilia è
arrivato un carico di rifiuti proveniente dalla Campania, a bordo
della nave Capricorn, che dovrà essere smaltito nella discarica
di Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania;
viste:
le reazioni e le proteste delle comunità locali contro il
provvedimento e preso atto che alcuni esponenti politici,
prendendo spunto dall'arrivo dei rifiuti, hanno inalberato la
bandiera dell' Isola offesa ;
la necessità di evitare che l'emergenza rifiuti dalla Campania
si trasferisca in Sicilia;
la necessità di evitare che questo episodio fornisca il
pretesto per chiedere una sommaria accelerazione dei progetti di
costruzione dei termovalorizzatori;
ricordato che la scelta di costruire i termovalorizzatori in
Sicilia va ridiscussa rispetto al numero e alla qualità del
conferimento dei rifiuti e va comunque inquadrata in una
preventiva e ben organizzata raccolta differenziata;
considerato che quella enorme quantità di rifiuti viene
conferita in una discarica privata, con i conseguenti costi a
danno del pubblico erario, mentre nulla andrà alla Regione
siciliana né da parte dello Stato né da parte della Regione
Campania;
per sapere se, in un contesto di difficoltà per la raccolta e
lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia, nel pieno di una
discussione col Governo nazionale sulle modalità della raccolta
nella nostra regione e sulla opportunità di avviare la
costruzione di tutti i termovalorizzatori previsti dalla Giunta
regionale, a pochi giorni dall'incontro con i Ministri
dell'Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico, non
sarebbe più saggio soprassedere e inserire eventuali iniziative
di solidarietà tra regioni meridionali in un contesto in cui
siano già chiari e definiti i percorsi per la soluzione
dell'emergenza rifiuti anche in Sicilia.» (669);
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI - VILLARI
«All'Assessore alla famiglia, alle politiche sociali e alle
autonomie locali, all'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, preso atto che la Regione siciliana, con
legge 03/10/2002 n. 14 ha deliberato l'erogazione di un
contributo 'una tantum' agli studenti delle scuole materne
regionali e comunali e delle scuole statali dell'infanzia, di
base e secondarie presenti nel territorio della Regione
siciliana;
considerato che:
l'una-tantum alle famiglie bisognose negli anni passati non
sempre è stato erogato nella sua interezza, come nel caso di
alcuni quartieri della città di Agrigento (Villaseta e
Monserrato);
in particolare, molte famiglie sono ancora in attesa dei
corrispettivi per gli anni 2003/2004 e 2004-2005, per non parlare
del corrispettivo 2002/2003 mai erogato;
tali corrispettivi sono stati erogati in maniera episodica e
diversificata nella provincia di Agrigento ma non nei quartieri
indicati;
dai circa 750,00 euro in promessa si è passati agli 85,00 euro
per l'una-tantum ancora non percepito dalle circa 300 famiglie
interessate;
appreso che il Governo della Regione intende bloccare il
contributo per il 2007, non prevedendo somme sufficienti in
bilancio;
rilevato che tale comportamento penalizza 200 mila famiglie
siciliane che dovranno sobbarcarsi per intero non indifferenti
oneri finanziari senza fruire del ristoro previsto dalla citata
legge regionale;
per sapere:
per quali ragioni non sia stato erogato il previsto contributo
una tantum in favore delle circa 300 famiglie di Agrigento;
quali misure intendano adottare affinché vengano rapidamente
liquidate le dovute spettanze;
quali azioni ritengano di adottare al fine di garantire a tante
famiglie bisognose la possibilità di continuare a fruire dei
benefici previsti dall'art. 6 della l.r. 14/2002.» (670)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che nella serata del 16
ottobre 2006 ha attraccato nel porto di Catania una nave carica
di rifiuti provenienti dalla regione Campania;
constatato che quella nave è approdata con il beneplacito del
Presidente della Regione nella nostra Isola e, fatto ancora più
scandaloso, che i rifiuti avrebbero dovuto essere abbancati nella
discarica di Tiritì sita a due passi dall'abitato di Motta S.
Anastasia e di Misterbianco (CT);
considerato che da oltre 25 anni i due comuni subiscono gli
effetti devastanti di quella megadiscarica, dichiarata più volte
pericolosa per l'ambiente e per questo chiusa, ma
inspiegabilmente riaperta successivamente;
ritenuto che il Presidente della Provincia regionale di
Catania, Raffaele Lombardo, responsabile dei rifiuti del
territorio provinciale faccia bene a indignarsi e a protestare
contro il presidente Cuffaro, ma farebbe ancora meglio se,
coerentemente, ritirasse la fiducia al Governo regionale di cui
il suo 'Movimento' è parte fondamentale;
viste le giuste reazioni e le sacrosante proteste delle
comunità locali contro il provvedimento e preso atto che alcuni
esponenti politici, prendendo spunto dall'arrivo dei rifiuti,
hanno inscenato demagogicamente manifestazioni a difesa dell'
'Isola offesa' , che però é stata offesa con l'autorizzazione del
Governo di centrodestra;
per sapere quali iniziative immediate intenda intraprendere
affinché sia bloccata l'operazione in questione, per evitare che
la nostra regione oltre che detenere il triste primato della
povertà consegua anche quello della regione più fetida e
inquinata della nostra penisola.» (672)
DI GUARDO - DE BENEDICTIS
ZAPPULLA
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
ZAGO, segretario:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
se per gli avvenimenti dello scorso dicembre 2005, che hanno
portato all'esondazione del canale Papireto, questo oggi è
considerabile il grande malato del sistema di raccolta delle
acque piovane della città di Palermo, certamente non è possibile
ignorare gli altri importanti canali coperti che attraversano la
città e di cui fino a pochi mesi fa - di questo ho certezza - se
ne ignorava lo stato di degrado dei manufatti e delle opere
d'arte;
è dunque possibile che quest'inverno o magari il prossimo o
l'altro ancora una pioggia intensa possa trasformare il Kemonia,
il canale Badame, il canale Boccadifalco, il canale Borsellino,
il canale Mortillaro o, il più noto di tutti, il Canale Passo di
Rigano, in un'altra emergenza;
a quasi un anno dall'esondazione del Papireto, buon senso vuole
che, facendo tesoro dell'esperienza acquisita, sia intrapreso
dall'Amministrazione un cambiamento di rotta, pianificando e
programmando una serie di interventi a breve, medio e lungo
termine atti a prevenire e mitigare le conseguenze di un evento
temporalesco particolarmente cruento in grado di mettere in crisi
il sistema di drenaggio della città e a repentaglio, a causa di
crolli e straripamenti, la vita ed i beni della collettività;
data l'importanza dell'argomento e dei riflessi di quanto
espresso sulla salute, la sicurezza e l'economia della città, a
garanzia e per conoscenza dei cittadini e dei fruitori tutti del
capoluogo e per la salvaguardia dei beni in esso contenuti;
per sapere:
quali provvedimenti siano stati presi per bonificare le aree
devastate dalla esondazione del Papireto, visto che continuano a
pervenire lamentele da parte di cittadini della zona per la
presenza di cattivi odori ed altri inconvenienti;
se siano stati ripristinati i danni prodotti dalla esondazione
e se sia previsto un ristoro per chi ha subito danni dall'evento
di che trattasi;
se sia fondata la voce che circola con molta insistenza circa
la pericolosità del muro di cinta della caserma dei Carabinieri
prospiciente il mercato delle pulci e che all'interno della
stessa caserma vi siano ingenti danni provocati dal canale;
quali siano le opere intraprese per ripristinare il corretto
funzionamento del canale e quale sia il loro livello di
definizione, visto che ci avviciniamo al periodo di maggiore
piovosità;
se sia stata avviata una campagna atta ad individuare i punti
critici e gli elementi di maggiore criticità di canali, cunicoli
e strutture ipogee della città;
quali siano, infine, le linee generali delle attività messe in
campo e del programma futuro per il recupero della funzionalità
dei canali.» (660)
APPRENDI
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, proteina
contenuta nel frumento, nell'orzo, nella segale e in altri
cereali minori;
la patologia in questione colpisce soggetti geneticamente
predisposti per i quali sono tossici tutti gli alimenti derivati
dai suddetti cereali;
l'unica terapia consiste nella prevenzione dei sintomi
attraverso l'osservanza di una dieta rigidissima, con
l'assunzione di cibi privi di glutine, ma senza alcuna
possibilità di guarigione o di cura;
il morbo celiaco è stato riconosciuto come malattia sociale
dalla legge 4 luglio 2005, n. 123 e già dal 1982 lo Stato ha
riconosciuto il diritto alla erogazione gratuita dei prodotti
dietetici necessari;
considerato che:
con D.P.C.M. 29 novembre 2001, l'erogazione dei suddetti
prodotti è stata inclusa nei LEA (livelli essenziali di
assistenza);
la legge n. 123/05 dispone che il Ministro della salute fissa
con decreto i limiti massimi di spesa e li aggiorna
periodicamente, sentita la Conferenza dei Presidenti delle
Regioni, sulla base della rilevazione del prezzo dei prodotti
garantiti senza glutine sul libero mercato;
con D.A. 25 luglio 2006, l'Assessore per la sanità ha fissato i
limiti di spesa mensili per i soggetti affetti da celiachia,
recependo in toto il D.M. 4 maggio 2006 contenente i nuovi tetti
di spesa mensili;
i nuovi tetti di spesa recepiti col suddetto decreto
assessoriale sono gravemente insufficienti a coprire le reali
necessità nutrizionali degli ammalati;
in particolare, il decreto dispone un tetto di spesa inferiore
per gli individui di sesso femminile in età adulta;
le quote energetiche da cui scaturisce il quantum economico del
D.M. 4 maggio 2006, recepito col D.A. 25 luglio 2006, sono
arbitrarie e sottostimano il fabbisogno;
le assegnazioni per aliquote e fasce di età si fondano sui
valori di assunzione raccomandata di nutrienti per la popolazione
italiana (LARN), ma applicabili solo ad individui sani e non a
soggetti malnutriti e malassorbenti come i celiaci;
va sottolineato, inoltre, che nella donna in gravidanza o in
allattamento si verifica un incremento del fabbisogno
nutrizionale;
considerato, inoltre, che:
il prezzo al consumo dei prodotti privi di glutine è mediamente
il triplo rispetto ad analoghi alimenti contenenti il glutine;
ciò comporta un onere economico per le famiglie non
indifferente, specie in quei casi, non rari a causa della origine
genetica della patologia, in cui vi siano due ammalati nella
stessa famiglia;
l'abbassamento dei tetti di spesa scoraggerà, inevitabilmente,
l'adesione corretta alla dieta prescritta con conseguenti rischi
per la salute;
il recupero dei pazienti celiaci non a dieta è molto lungo e la
cura delle complicanze cui vanno incontro è in grado di incidere
in modo ben più elevato sulla spesa sanitaria;
rilevato, infine, che:
il decreto assessoriale 25 luglio 2006 stabilisce, all'articolo
1, che i suddetti limiti sono applicabili a decorrere dalla data
del provvedimento; tuttavia, la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale dell'atto è avvenuta in data 8 settembre 2006;
é pacifico che l'entrata in vigore di un decreto non possa
avvenire a prescindere dalla pubblicazione in Gazzetta e,
pertanto, l'atto in questione è viziato nella forma;
per sapere se non ritenga indifferibili la revoca del Decreto
Assessoriale 25 luglio 2006 e l'emanazione di un nuovo decreto
che, in linea con il fabbisogno nutrizionale dei soggetti affetti
da celiachia, preveda tetti di spesa adeguati alle reali
necessità.» (661)
FIORENZA - BARBAGALLO - LACCOTO - ZANGARA - AMMATUNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'Ospedale Ascoli - Tomaselli di Catania nasce dalla fusione di
due enti di assistenza per tubercolotici e sorge al di sopra
della circonvallazione, lontano dal traffico della città;
nel tempo, l'Ascoli Tomaselli ha assicurato le cure agli
abitanti del vasto bacino dei paesi della fascia pedemontana;
la struttura è diventata centro di elevata assistenza e di alta
specializzazione sia ospedaliera che universitaria;
al suo interno il reparto di malattie infettive e l'attività di
cure in caso di bioterrorismo hanno raggiunto i massimi livelli
grazie anche agli interventi di adeguamento delle strutture;
è degli ultimi giorni la notizia secondo la quale si vuole
vendere l'ospedale per ricostruirlo in altra zona della città,
presumibilmente in pieno centro cittadino, col pretesto di un
utilizzo anche in caso di calamità naturali.
per sapere:
se quanto in premessa esposto risponda al vero;
se non ritenga di dovere valutare la reale esigenza di tale
trasferimento, nella considerazione che il bacino d'utenza, cioè
i paesi della fascia pedemontana, non avrebbero più un luogo
vicino cui rivolgersi in caso di ricovero, mentre nel centro
cittadino vi sono già altre strutture;
se non ritenga di dover rivedere anche l'ipotesi di utilizzo in
caso di calamità naturale, nella considerazione che, al
verificarsi di eventi calamitosi, il primo accorgimento è proprio
quello di recarsi al di fuori del centro cittadino.» (662)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'incolumità dei pedoni è una condizione che ogni pubblica
amministrazione deve necessariamente tutelare e garantire;
i marciapiedi oggetto della presente sono utilizzati da anziani
e da alunni di una vicina scolaresca;
lo stato di degrado delle infrastrutture di una città è la
misura della vivibilità della stessa;
per sapere quali iniziative intendano implementare affinché si
realizzino gli interventi manutentivi necessari al ripristino
dell'integrità dei marciapiedi di via Fabio Filzi di Catania.»
(663)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il problema dell'attraversamento dello Stretto di Messina è
assolutamente attuale;
relativamente poi al trasporto merci, la necessità di
raggiungere in tempi brevi la Calabria è diventata quasi
un'emergenza;
le merci, infatti, non possono arrivare ai luoghi di
destinazione con ore ed alle volte giorni di ritardo, e questo
principio vale non soltanto per i generi alimentari ma per
qualsiasi settore merceologico dove i ritardi possono anche fare
cancellare le commesse;
negli ultimi tempi gli imbarchi avvengono anche da Boccetta,
ma, deroga dopo deroga, anche qui le code sono diventate
interminabili, come a Tremestieri;
inoltre, il prezzo del biglietto di andata e ritorno è pari a
160 euro con un aumento di oltre il 45% rispetto a pochi mesi fa;
per sapere:
quali iniziative si intendano intraprendere al fine di
verificare quanto in premessa indicato;
se non ritengano di istituire un tavolo tecnico con le
amministrazioni interessate al fine di utilizzare al meglio i
diversi approdi, anche per accorciare i tempi di attesa.» (664)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il Governo Cuffaro non ha ancora previsto le risorse
finanziarie derivanti dagli obblighi di cui alla legge n.
19/2005;
occorre, in particolare, stanziare circa 50 milioni di euro per
la trasformazione delle concessioni in contratti di servizio;
considerato che:
nel bilancio 2007 il contributo previsto dalla legge regionale
n. 68/83 è stato ridotto di quasi il 40 per cento rispetto a
quello corrisposto per il 2005, pari a 177 milioni di euro;
ciò è in contrasto con la legge 19/2005, la quale prevede una
rivalutazione del fondo regionale trasporti attraverso il
recupero dell'IVA e l'adeguamento ISTAT;
ritenuto che tale scelta, se dovesse essere confermata,
potrebbe determinare il fallimento delle aziende di trasporto
pubbliche e private;
per sapere quali iniziative siano state assunte per garantire
il diritto alla mobilità dei siciliani e la piena attuazione
delle leggi vigenti.» (665)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il territorio
e l'ambiente, premesso che:
il DPR n. 357/97 richiede, anche per la Regione siciliana, la
preventiva valutazione d'incidenza dei progetti di opere edilizie
da realizzarsi all'interno dei siti d'interesse comunitario - SIC
-;
il Servizio 2, V.A.S - V.I.A. del Dipartimento Territorio ed
Ambiente sembra essere titolare dell'istruttoria delle pratiche
in questione;
considerato che:
risulta allo scrivente che centinaia di pratiche edilizie
provenienti da tutti i comuni della Sicilia giacciono da diversi
mesi - alcune anche da qualche anno - presso il Servizio citato,
senza alcun riscontro;
tali pratiche, generalmente, hanno già ottenuto il parere di
altre amministrazioni preposte alla tutela di vincoli
paesaggistici ed ambientali;
la paralisi nell'istruttoria delle stesse sta provocando un
danno economico di svariati milioni di euro nel settore
dell'edilizia privata, già compromesso per altre motivazioni;
per sapere:
se il Presidente della Regione e l'Assessore per il territorio
e l'ambiente siano a conoscenza di tale grave disservizio;
quali motivazioni impediscano al Servizio in questione di
esitare i richiesti pareri entro i termini previsti dalla l.r. n.
10/1991 e, comunque, di comunicare agli interessati il nominativo
del responsabile del procedimento, così come previsto dalla
legge, all'atto della ricezione dell'istanza;
se la normativa attuale preveda l'ipotesi del silenzio-assenso
trascorso infruttuosamente il tempo riconosciuto
all'Amministrazione per l'esitazione del provvedimento finale;
quali provvedimenti intendano adottare per liberare da dannose
inerzie burocratiche l'economia privata cui fanno riferimento le
numerose pratiche giacenti presso il Servizio citato.» (666)
GALVAGNO - TUMINO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
da tempo molti Consiglieri di Mazara del Vallo (TP) denunciano
un comportamento scorretto dell'attuale Presidente del Consiglio
comunale più volte denunciato alla stampa ed oggetto anche di
notizie riferite direttamente all'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
alcuni Consiglieri comunali di Mazara del Vallo, con una nota
inviata allo stesso Assessorato della Famiglia, area II -
controllo atti - Servizio Ispettivo, denunciano l'ennesimo
anomalo ed illegittimo comportamento del Presidente del Consiglio
comunale, scrivendo testualmente: 'E' consuetudine, acclarata da
anni di applicazione del regolamento, che, dopo la caduta del
numero legale, in una seduta di prosecuzione decada l'intera
sessione di lavori di un Consiglio comunale convocato anche in
tre giornate diverse.' Che l'interpretazione sia stata sempre
questa lo testimonia anche la frase che ha usato il Presidente
nel decretare la chiusura dei lavori del 20.09.06, seduta di
prosecuzione: 'Non c'è il numero legale, per effetto di questo,
cade l'intera sessione consiliare.';
il comportamento del Presidente del Consiglio comunale è in
netta violazione di quanto previsto dal Regolamento del Consiglio
comunale;
i Consiglieri denuncianti l'illegittimo comportamento fanno
riferimento ad una precisa illegalità, tanto da scrivere:
'l'illegalità consiste, ad avviso di chi scrive, nel fatto che il
Presidente, in spregio a precise norme regolamentari (artt. 7,
38, 44) e contravvenendo a quanto da lui stesso proclamato nella
chiusura della seduta, ha abusivamente aperto i lavori di
consiglio comunale il 25.09.06 con la complicità dei soli
consiglieri di maggioranza, non avendo avvisato per iscritto gli
altri Consiglieri della convocazione. Poiché è stato gravemente
leso l'esercizio delle funzioni politico-amministrative dei
Consiglieri comunali e ravvisando un abuso di potere del
Presidente, atteggiamenti diventati ormai consuetudinari, quindi
non più accettabili per una democratica conduzione dei lavori di
un consesso civico eletto dal popolo, i sottoscritti chiedono
agli Organi in indirizzo di applicare le conseguenti procedure
amministrative e legali volte alla tutela ed al rispetto delle
leggi e delle norme regolamentari.'
per sapere quali urgenti iniziative intenda intraprendere per
il ripristino della legalità presso il Consiglio comunale di
Mazara del Vallo, per l'accertamento di eventuali responsabilità
nell'anomala situazione nonché per verificare l'eventuale
illegittimità degli atti approvati nella seduta del 25 settembre
2006.» (667)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CRISTALDI
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
alcuni consiglieri in carica presso il Comune di Naso (ME)
hanno redatto e provveduto a trasmettere ad Autorità e/o Organi
e/o Uffici vari, un 'Dossier - Denuncia particolarmente
circostanziato e dettagliato SULLE GRAVI ILLEGALITA',
IRREGOLARITA' E INADEMPIENZE NELLA CONDUZIONE AMMINISTRATIVA DEL
COMUNE DI NASO (Periodo maggio 2002 - maggio 2005)';
la richiesta di 'Provvedimenti urgenti per il ripristino della
legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di Naso'
ha costituito l'oggetto, durante la scorsa Legislatura, di
un'apposita interrogazione (la n. 2368 del 13.09.05) al
Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, da parte di deputati
dell'Assemblea regionale siciliana;
la 'Verifica della regolare conduzione amministrativa del
Comune di Naso nel periodo maggio 2002 - maggio 2005' ha
costituito l'oggetto, sempre durante la scorsa Legislatura, di
un'apposita interrogazione (la n. 2466 del 25.10.05)
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, da parte di deputati dell'Assemblea regionale
siciliana;
nell'interrogazione n. 4-00781 presentata il 31.07.2006 nella
seduta n. 34 della Camera dei Deputati al Ministro dell'Interno,
al Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, si
fa, tra l'altro, riferimento sia ad un 'accertamento ispettivo'
che sarebbe stato avviato dall'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali 'in data 17/02/2006',
'al fine di monitorare e relazionare la situazione amministrativa
del comune di Naso', sia ad una 'situazione allarmante nella
gestione dell'Ente' che sarebbe emersa dal predetto accertamento
ispettivo. Nella predetta interrogazione si precisa, tra l'altro,
che la relazione ispettiva conterrebbe, nelle conclusioni, un
diretto riferimento all'art. 40 della legge n. 142 del 1990
recepito dalla l. r. n. 48 del 1991 (Rimozione e sospensione di
amministratori di enti locali);
l'appartenenza dei Consiglieri del Comune di Naso e dei
deputati firmatari degli atti ispettivi a vari schieramenti
politici, non consentendo, ragionevolmente, di inquadrare
direttamente quanto fin qui specificato nell'ambito di logiche di
mera contrapposizione politica, rende necessaria una valutazione
approfondita ed attenta della vicenda, al fine di accertare i
fatti ed adottare ogni eventuale necessario provvedimento
amministrativo;
una definizione urgente della vicenda di che trattasi si
renderebbe necessaria ed assolutamente ineludibile ove quanto
specificato nella citata interrogazione n. 4-00781 si rivelasse
confermato da atti in possesso dell'Assessorato della famiglia,
delle politiche sociali e delle autonomie locali della Regione
siciliana;
per sapere quale risoluzione intenda adottare il Governo della
Regione in merito al Comune di Naso.» (668)
CALANNA
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale, l'emigrazione e l'immigrazione,
premesso che:
i lavoratori già dipendenti della Pirelli Cavi di Siracusa
risultano impegnati dal 3.9.2006 in lavori socialmente utili
presso il Comune di Siracusa e sono attualmente in regime di
proroga di trattamento straordinario di integrazione salariale;
pertanto, essi appartengono al regime transitorio nazionale, in
quanto già impegnati in lavori socialmente utili nel periodo
dall'1.1.1998 al 31.12.1999;
la Regione siciliana, a tutela di tali lavoratori interessati
ai processi di crisi aziendale della Società Pirelli, intese
dettare una disciplina 'ad hoc' attraverso l'art. 34, comma 2,
della l.r. 33/1996 che garantiva l'ammissione dei lavoratori
dell'art. 4 della l.r. 3/1993, della l.r. 14/94 e degli artt. 1 e
2 della l.r. 26/1995;
tale norma ha continuato a mantenere la sua efficacia, in
quanto tale intervento è stato ogni anno espressamente finanziato
con oneri a carico del bilancio regionale e dall'apposito Fondo
Siciliano per l'assistenza e il collocamento dei lavoratori
disoccupati;
tra gli interventi previsti, la l.r. 26/1995 conteneva, tra
l'altro, misure volte a favorire il reimpiego dei lavoratori
beneficiari di interventi straordinari di integrazione salariale
(e quindi di tale specifica tipologia) presso società a
partecipazione pubblica per la gestione di pubblici servizi, così
come testualmente recita la stessa legge regionale;
il decreto presidenziale 12 settembre 2005, n. 13 concernente
il 'Nuovo Regolamento di attuazione dell'art. 3, comma 7, della
l.r. 26/1995, in materia di società a partecipazione pubblica per
la gestione di pubblici servizi' prevede, all'art. 9, che le
società interessate alla gestione in convenzione con la Regione
siciliana dei servizi pubblici procedevano prioritariamente
all'assunzione dei lavoratori aventi i requisiti e le
professionalità indicati al comma 1, dell'art. 3, della l.r.
26/1995 e dall'art. 6 della l.r. 2/2002;
per sapere quali misure urgenti intenda adottare per la
definitiva stabilizzazione dei lavoratori ex Pirelli di Siracusa,
atteso che gli stessi sono già destinatari dei benefici previsti
dall'art. 4 della l.r. 3/1993, dalla l.r. 14/1994 e dagli artt. 1
e 2 della l.r. 26/1995 e di tutte quelle misure previste dalla
normativa nazionale e regionale in materia di L.S.U.» (671)
CONFALONE
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
ZAGO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo regionale non ha ritenuto di dover
approvare il bilancio dell'Ente per lo sviluppo agricolo della
Sicilia (ESA).
ritenuto che il presidente del consiglio di amministrazione
dell'ente, Roberto Materia, ha comunicato all' Assessorato
regionale 'Agricoltura e foreste' che sta procedendo al
licenziamento di oltre 540 lavoratori precari in forza
all'interno dell'ente stesso. Provvedimento questo comunicato
anche alle organizzazioni sindacali di categoria;
valutato che tale decisione determinerà una totale paralisi
dell'Istituto preposto istituzionalmente al rilancio ed alla
valorizzazione del settore agricolo della nostra Regione;
considerato che, a seguito della bocciatura del bilancio,
l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, prof.
Giovanni La Via, ha autorizzato in via eccezionale 1'ESA ad
effettuare le spese correnti. Provvedimento questo reso
impossibile dalla totale mancanza di fondi, in considerazione del
fatto che oltre 10 milioni di euro provenienti dal bilancio
dell'ESA sono stati dirottati nei settori dell'emergenza idrica e
dell'emergenza rifiuti;
atteso che è necessario ed urgente adottare iniziative per
assicurare il reperimento di ulteriori risorse per assicurare i
livelli occupazionali e per consentire all'ESA di svolgere i
compiti istituzionali per la valorizzazione e il rilancio del
comparto agricolo,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le iniziative di carattere politico,
legislativo e amministrativo per assicurare l'erogazione di
ulteriori risorse in favore dell'Ente per lo sviluppo agricolo
della Sicilia.» (101)
CAPUTO - CURRENTI - FALZONE
GRANATA - STANCANELLI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo italiano, in forza di un accordo con la
Facoltà universitaria di Pittsburg (U.S.A.), aveva previsto la
realizzazione nel territorio del Comune di Carini (PA) di uno dei
tre centri finalizzati e destinati alla ricerca scientifica e
tecnologica;
ritenuto che il protocollo d'intesa che prevedeva la
realizzazione e il finanziamento dell'opera era stato anche
inserito, per la sua valenza, nell'accordo di programma
sottoscritto dai Ministri italiani e americani;
valutato che per la realizzazione del centro di innovazione
scientifica era stata prevista la somma di 300 milioni di euro da
erogare in tre annualità;
considerato che l'art. 190 del documento finanziario
predisposto dal Governo Prodi (Legge Finanziaria 2007) prevede il
ritiro della somma con la conseguente cancellazione dai programmi
di spesa del centro siciliano;
atteso che questa decisione adottata unilateralmente, oltre
che impedire la nascita di un polo scientifico di valenza
internazionale, lede i rapporti internazionali con un Paese
tradizionalmente amico del Governo italiano;
valutato inoltre che la conseguenza certamente ancor più grave
è che la norma adottata dal Governo nazionale cancella un centro
di ricerca scientifica che stava per sorgere in uno dei comuni
più importanti della provincia di Palermo come quello di Carini,
che avrebbe dato un impulso di programmazione e di sviluppo
rispetto all'attuale destinazione territoriale e imprenditoriale;
considerato anche che la realizzazione del polo scientifico
avrebbe consentito alla Città di Carini ed al suo territorio di
divenire, non soltanto un centro a forte vocazione industriale e
commerciale, per la presenza di molte aree destinate al consorzio
di Sviluppo industriale (A.S.I.), ma anche un territorio
destinato a diventare sede di importanti progetti nel campo dello
studio e della innovazione scientifica e tecnologica.
visto che la realizzazione del RIMED avrebbe infatti garantito,
non soltanto nuova occupazione e sviluppo economico, ma avrebbero
trasformato Carini in una sede di riferimento internazionale dal
punto di vista della ricerca e convegnistica scientifica, come è
divenuta negli anni Erice, grazie alla presenza del centro Ettore
Majorana ;
considerato infine che la decisione del Governo nazionale
determina un gravissimo danno per la Sicilia e per l'intero
territorio della provincia palermitana e del Comune di Carini;
valutato dunque che è necessario adottare decisioni legislative e
governative di grande forza per difendere la realizzazione del
centro,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le iniziative di carattere politico,
legislativo e amministrativo per ottenere la revoca dell'art. 190
della legge 'Finanziaria' nazionale del 2007 e per assicurare la
realizzazione del centro di ricerca scientifica Rimed di Carini
(Pa) .» (102)
CAPUTO - CURRENTI - GRANATA - FALZONE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nel corso del convegno di studi organizzato a
Trapani è emerso che, nonostante il fenomeno delle estorsioni in
danno di commercianti e imprenditori sia in larghissima
diffusione, nessun imprenditore ha presentato istanza per
accedere al fondo regionale che prevede iniziative a sostegno
degli operatori vittime delle pressioni delle organizzazioni
mafiose;
ritenuto che, nel corso dell'inaugurazione del nuovo anno
giudiziario, il Presidente della Corte di Appello del Distretto
giudiziario di Catania ha denunziato che mentre da un lato si è
registrato un aumento dell'attività estorsiva da parte delle
cosche mafiose catanesi, nonostante la diffusione di tali reati,
si è registrata si è registrata di contro una consistente
diminuzione del fenomeno delle denunzie;
valutato che negli ultimi 3 anni il Governo nazionale non ha
più finanziato il fondo di prevenzione dell'usura, creando
difficoltà agli operatori antiracket che svolgevano un'intensa
attività di prevenzione e di informazione;
considerato che un importante imprenditore palermitano operante
nel settore della vendita mobiliare ha chiuso l'attività perché
pressato dalle organizzazioni mafiose e totalmente isolato dalle
istituzioni, che non hanno operato alcuna forma di sostegno;
atteso che i tempi per ottenere le somme da parte dell'Ufficio
regionale preposto al sostegno delle vittime di usura ed
estorsione sono totalmente incompatibili, per tempi e burocrazia,
a sostenere tempestivamente le vittime delle pressioni mafiose;
ritenuto infine che tutto questo determina scoraggiamento e
sconforto e vanifica ogni attività di denunzie da parte di
commercianti e artigiani, che si vedono costretti o a chiudere o
a restare vittime di atti di intimidazioni o di danneggiamenti da
parte dell'organizzazione mafiosa,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le iniziative di carattere politico, sociale,
legislativo e amministrativo per assicurare con tempestività ogni
forma di sostegno economico e istituzionale agli operatori
commerciali o imprenditoriali che subiscono intimidazioni da
parte delle organizzazioni criminali dedite alle estorsioni o che
cadono nelle spire degli usurai.» (103)
CAPUTO - CURRENTI - FALZONE - GRANATA - STANCANELLI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il settore vitivinicolo è divenuto uno dei fattori
trainanti per la nostra economia agricola e il vino prodotto nei
terreni dell'Isola è universalmente riconosciuto di grande pregio
e qualità;
ritenuto che dal Convegno di studio svoltosi lo scorso mese di
settembre a Palermo presso la Villa Malfitano, è emersa la
conferma della grande qualità dei nostri vini, ma anche uno stato
di grave difficoltà rappresentato da quasi tutte le medie e
grandi aziende produttrici che impongono la necessità di adottare
iniziative legislative ed economiche a sostegno degli agricoltori
e delle imprese vitivinicole;
valutato che ogni anno per il basso costo derivante dalla
vendita delle uve alle cantine moltissimi agricoltori siciliani
hanno operato trasformazioni nelle colture riducendo
drasticamente le superfici vitate;
considerato che la forte concorrenza da parte dei paesi Sud
americani e australiani ha determinato l'ingresso nei nostri
mercati di vini nella qualità i di gran lunga inferiore e nei
prezzi, ma superiori in termini di quantità, fattori questi che
determinano le grandi catene distributrici ad acquistare questi
vini esteri che producono maggiori guadagni;
atteso che da anni i nostri viticultori e le aziende
produttrici invocano iniziative di sostegno e di incentivazione
del settore e anche occasioni di promozione e valorizzazione dei
vini nei mercati esteri e internazionali;
valutato inoltre che è oramai non più rinviabile l'adozione di
iniziative parlamentari e governative per sostenere il settore
vitivinicolo e per rendere più competitive le nostre aziende;
considerato infine che la crisi di tale importante settore
della nostra economia agricola può determinare gravi conseguenze
in termini economici e occupazionali,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le iniziative di carattere politico,
legislativo e amministrativo per sostenere sia gli agricoltori
che le aziende del settore vitivinicolo siciliano.» (104)
CAPUTO - CURRENTI - GRANATA - FALZONE
STANCANELLI - POGLIESE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo nazionale, con l'adozione della legge
finanziaria 2007 ha operato una fortissima riduzione del fondo
destinato alle aziende dei trasporti privati che gestiscono le
tratte extraurbane;
ritenuto che la finanziaria che sta predisponendo il Governo
regionale ha operato una riduzione di 32 milioni di euro dai
capitoli destinati al trasporto pubblico extraurbano;
valutato che questa decisione determina non soltanto la
paralisi del settore e una drastica riduzione delle tratte delle
autolinee con conseguenti disagi per gli utenti che vivono al di
fuori dei grandi centri siciliani, ma rischia di causare il
licenziamento di migliaia di lavoratori impegnati nel settore dei
trasporti su pullman;
considerato che tutto ciò è anche reso ancor più grave a
seguito del debito di oltre 10 milioni di euro che la Regione ha
nei confronti delle aziende di trasporti a causa delle somme non
versate negli ultimi anni;
atteso che tale stato di disagio viene denunziato anche dai
titolari delle aziende pubbliche di trasporto;
considerato infine che la crisi di questo importante settore
della nostra economia può determinare gravi conseguenze in
termini economici e occupazionali;
impegna il Governo della Regione
ad adottare tutte le iniziative di carattere politico,
legislativo e amministrativo, per sostenere sia le aziende
private che quelle pubbliche che operano nel settore dei
trasporti su autolinee.» (105)
CAPUTO - CURRENTI - FALZONE
GRANATA - STANCANELLI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il disegno di legge finanziaria 2007, approvato dal Consiglio
dei Ministri nella seduta del 29 settembre 2006, prevede, tra le
altre, la possibilità per i Comuni di istituire un contributo di
ingresso e di soggiorno;
il contributo è posto a carico dei soggetti che alloggiano
nelle strutture ricettive e l'importo è stabilito in base alla
categoria di appartenenza della struttura medesima, con un
massimo di cinque euro per notte;
tale disposizione, qualora venisse approvata, di fatto
riproporrebbe la vecchia imposta di soggiorno, abrogata nel 1989
per non gravare sulle strutture ricettive, anche alla luce
dell'irrilevante introito per l'erario;
inoltre, l'approvazione di questa norma muterebbe pure le
elementari regole di concorrenza poiché, gravando sulle strutture
così dette tradizionali (alberghi, villaggi, residence,
campeggi), agevolerebbe gli altri tipi di turismo, penalizzando
il settore due volte;
ulteriore penalizzazione si avrebbe rispetto agli alberghi
europei che non applicando detto contributo verranno preferite
alle strutture italiane e ricadute negative si avrebbero anche
nella promozione del nostro sistema turistico all'estero;
infine, occorre precisare che negli ultimi anni sono state
poste in essere numerose iniziative a favore del settore
turistico che non possono essere vanificate con l'introduzione di
tale contributo,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Parlamento nazionale affinché la norma
contenuta nella manovra finanziaria in atto all'esame delle
Camere, che prevede l'istituzione del contributo di ingresso e di
soggiorno, non venga approvata;
a porre in essere ogni utile iniziativa affinché nell'ambito
della Sicilia dove, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lettera
n), dello Statuto in materia di turismo la Regione ha competenza
esclusiva, tale norma non entri comunque in vigore.» (106)
FLERES - CIMINO - CONFALONE
TURANO - SAVONA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che lunedì scorso, 16 ottobre, al porto di Catania
approdava la nave Capricorn carica di 1.100 tonnellate di rifiuti
provenienti dalla Campania;
l'arrivo della nave provocava la protesta energica e vibrata di
numerosi cittadini e dei simpatizzanti e militanti del Movimento
per l'Autonomia;
dopo l'approdo della nave Capricorn si era convenuta la
sospensione di ulteriori arrivi di navi in attesa di un tavolo
tecnico con Regione e Dipartimento della Protezione civile;
nella giornata di mercoledì, 18 ottobre, un'altra nave
proveniente dalla Campania approdava al porto di Termini Imprese,
carica di altre 900 tonnellate di rifiuti, con a bordo 43
autocompattatori;
da notizie ritenute fondate pare che sarebbe stato raggiunto un
accordo per autorizzare l'arrivo in Sicilia di altre 13 navi
cariche di immondizia, provenienti dalla Campania;
sulla questione non è avvenuto alcun confronto con il
Parlamento siciliano;
la Sicilia non può diventare una sorta di pattumiera
dell'Italia;
impegna il Presidente della Regione
a revocare qualsiasi accordo stipulato con il Dipartimento
nazionale della Protezione civile per ulteriori e future
autorizzazioni all'arrivo di navi cariche di rifiuti.» (107)
DI MAURO - GENNUSO - RUGGIRIELLO - RIZZOTTO
DE LUCA - LOMBARDO - BASILE - MANISCALCO
PRESIDENTE. Le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Discussione unificata delle mozioni n. 13, n. 74 e n. 96
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno
Discussione unificata delle mozioni:
n. 13 Nuove disposizioni in materia di energia elettrica in
Sicilia', degli onorevoli Fleres, Leontini, Mercadante, Leanza
Edoardo, Confalone;
n. 74 Iniziative per la corretta e partecipata realizzazione
dei rigassificatori nella Regione siciliana ed in particolare nel
territorio di Porto Empedocle (AG)', degli onorevoli Di Mauro,
De Luca, Ruggirello, Gennuso;
n. 96 Interventi al fine di adottare il Piano energetico
regionale', degli onorevoli Borsellino, Ballistreri,
Barbagallo, Cracolici .
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ZAGO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nell'ambito del processo di liberalizzazione delle attività di
produzione, importazione ed esportazione di energia elettrica, il
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 ('Attuazione della
direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia elettrica'), prevede, per determinati soggetti che
abbiano i requisiti prescritti e definiti come 'clienti idonei',
la possibilità di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi
produttore, distributore o grossista, sia in Italia che
all'estero;
l'art. 14 del citato decreto legislativo prevede al comma 2 la
possibilità di aggregazione di più soggetti per il raggiungimento
dei parametri di consumo stabiliti e definisce 'clienti idonei',
a decorrere dall'entrata in vigore del decreto, 'le imprese
costituite in forma societaria, i gruppi di imprese, anche ai
sensi dell'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, i
consorzi e le società consortili il cui consumo sia risultato
nell'anno precedente, anche come somma dei consumi dei singoli
componenti la persona giuridica interessata, superiore a 20 GWh,
ed i cui consumi, ciascuno della dimensione minima di 1 GWh su
base annua, siano ubicati, salvo aree individuate con specifici
atti di programmazione regionale, esclusivamente nello stesso
comune, o in comuni contigui';
l'obbligo imposto dall'art. 14 di essere localizzati nello
stesso comune, o al più in comuni adiacenti, per essere
autorizzati a formare un 'Consorzio di clienti idonei' e potere
così agire sul mercato libero dell'energia, è subito risultato
estremamente limitativo, specie per le piccole e medie imprese
(PMI) che costituiscono il tessuto portante dell'industria
italiana;
di conseguenza parecchie Regioni, prima tra tutte la Lombardia
con decreto 22 ottobre 1999, hanno utilizzato la possibilità,
prevista dallo stesso articolo, di individuare criteri meno
restrittivi quali ad esempio l'appartenenza delle aziende alla
stessa Provincia;
ciò ha consentito la formazione di parecchi 'Consorzi di
clienti idonei', che, pur in una situazione ancora pesantemente
monopolizzata dall'ENEL, hanno cominciato ad operare sul mercato
libero dell'energia;
in Sicilia la situazione è ancora più critica e limitativa,
stante il minore livello dei consumi elettrici per le aziende in
genere e per le PMI in particolare, ed il permanere del suddetto
vincolo che ha fortemente limitato la formazione e l'operatività
dei Consorzi;
l'Assemblea regionale siciliana deve considerare preminente la
necessità di aiutare lo sviluppo dei comparti produttivi, e non
può accettare che siano mantenuti in Sicilia vincoli altrove
eliminati da tempo;
ciò può avvenire per semplice decreto della Giunta di Governo
della Regione, non soggetto a controllo ai sensi dell'art. 17,
comma 32, della legge 13 maggio 1997, n. 127,
impegna il Governo della Regione
a procedere alla predisposizione di apposita normativa atta a
facilitare in Sicilia l'aggregazione fra centri di consumo per
l'accesso a tariffe energetiche agevolate, in attuazione
dell'art. 14 del decreto legislativo n. 79 del 1999, con cui si
disponga che al riconoscimento dei titoli di cliente idoneo siano
ammessi, oltre ai soggetti di cui al comma 2, lettera b) del
suddetto articolo, anche le imprese costituite in forma
societaria, i gruppi di imprese (anche ai sensi dell'articolo 7
della legge 10 ottobre 1990, n. 287) i consorzi e le società
consortili, i cui consumi, pari a quelli stabiliti dall'art. 14,
commi 2, 3 e 4, siano ubicati nella stessa provincia.» (13)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
da notizie apprese dalla stampa, il Presidente della Regione in
un'intervista rilasciata al Giornale di Sicilia, pubblicata il 14
agosto 2006, avrebbe manifestato la disponibilità del Governo
della Regione alla realizzazione di due rigassificatori nel
nostro territorio nel quadro della realizzazione del piano
energetico nazionale;
al tal fine il Governo regionale avrebbe sostanzialmente
considerato due impianti di prioritaria importanza nelle
strategie delle fonti energetiche alternative di interesse
nazionale;
secondo le indiscrezioni apprese dalla stampa uno dei due
impianti dovrebbe essere localizzato nel Comune di Porto
Empedocle, a due passi dalla Valle dei Templi;
ritenuto che:
la realizzazione dell'impianto di che trattasi all'interno di
un territorio intensamente antropizzato ed a forte vocazione
turistica finirebbe certamente per costituire l'estrema
vulnerazione delle residue aspettative della popolazione della
città di Porto Empedocle e di tutto il territorio circostante;
la perorazione dei legittimi interessi di intere comunità del
territorio della nostra Regione non può certamente essere
barattata con modeste aspettative occupazionali destinate a
risolvere solo nel breve periodo i problemi di pochi,
mortificando le speranze dell'intera popolazione di un armonico e
compatibile sviluppo del territorio che non ne deprima
definitivamente le reali vocazioni;
al di là delle presunte e non dimostrate buone ragioni
manifestate a sostegno della realizzazione di detti impianti non
si possono sottacere i pericoli sottesi e l'oggettiva
pericolosità dei rigassificatori ricompresi nel novero delle
attività pericolose enucleate dalla Direttiva com. 96/82/CE, come
modificata dalla Dir. Com. 2003/105/CE (vedi anche DPr n. 175 del
1988, D.lgs n. 334 del 1999);
ritenuto ancora che nella citata direttiva gli stati
dell'Unione si sono impegnati a mantenere opportune distanze tra
gli stabilimenti descritti nella direttiva e 'le zone
residenziali, gli edifici e le zone frequentate dal pubblico, le
vie di trasporto principali, le aree ricreative e le aree di
particolare interesse naturale o particolarmente sensibili dal
punto di vista naturale...';
ritenuto comunque doveroso, nell'ambito della compiuta
definizione del procedimento, coinvolgere la popolazione
residente del circondario al fine quanto meno di renderla
compartecipe nelle scelte di gestione del proprio territorio di
così esiziale importanza per la vita della propria comunità,
impegna il Governo della Regione
nell'ambito delle propria autonomia statutaria e legislativa:
a) a farsi promotore di organico apparato normativo anche di
dettaglio che, in armonia con le menzionate direttive
comunitarie, definisca tutte le misure necessarie al fine di
evitare che le attività pericolose, come quelle citate nelle
descritte direttive, possano allocarsi in siti non compatibili ad
attività e/o territori aventi utilizzazioni antropiche;
b) promuovere in ogni caso tutte le iniziative di democrazia
partecipata (referendum, opposizioni, petizioni, etc.) che
coinvolgano la cittadinanza interessata nelle scelte di sviluppo
del proprio territorio, qualificandole, anche sul piano
normativo, quali necessari ed essenziali adempimenti per la
compiuta definizione del procedimento di che trattasi;
c) altresì, nelle more, in attesa dell'emanazione dell'invocato
quadro normativo di riferimento, a sospendere ogni attività che
possa in ogni modo confliggere e porsi in contrasto con gli
impegni assunti con la presente mozione.» (74)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Regione siciliana non si è ancora dotata di un Piano
energetico regionale, che appare quanto mai urgente in
considerazione del fatto che i combustibili fossili, su cui si
basa la nostra produzione energetica, oltre che altamente
inquinanti, sono anche in via di esaurimento e, perciò,
l'approvvigionamento di queste risorse è all' origine di numerosi
conflitti nel mondo;
ogni intervento programmatorio e di pianificazione territoriale
tende a rafforzare il ruolo della Sicilia e della sua autonomia;
in Sicilia esiste, attualmente, una sovrapproduzione di energia
impiegata per l'esportazione e la rete è insufficiente a
sostenerne la distribuzione in modo efficiente con conseguenti
disfunzioni per il consumo della famiglie e delle imprese;
considerato che:
in data 6 marzo 2006 è stato emanato il nuovo Libro verde
sull'energia da parte dell'Unione Europea;
oggi sono aperti il dibattito e la ricerca sull'utilizzazione
di nuove fonti energetiche alternative ai combustibili fossili e
la loro applicazione risulta economicamente valida e può,
altresì, attrarre nuovi investimenti economici e creare
opportunità significative in ambito occupazionale per la nostra
Regione, così come già avviene nella gran parte dei paesi
europei;
l'insediamento di nuovi impianti di produzione energetica
rinnovabile consentirebbe, nella nostra Regione, di poter
dismettere gli impianti a combustibili fossili, andando quindi a
sostituire tali produzioni inquinanti e non sommandosi ad esse
come nuova fonte di esportazione di energia dalla nostra Isola,
come accade per ora, e di poter nel tempo, costruire una politica
di riduzione del costo di energia per cittadini ed imprese;
l'adozione del Piano energetico regionale definirebbe i criteri
per l'autorizzazione dei progetti da insediare in relazione ad
una politica energetica su vasta scala, pianificandone
l'insediamento in modo compatibile con i valori ambientali,
paesaggistici, culturali dei territori e prevedendo forme di
consultazione democratica delle comunità interessate;
accertato che:
in assenza del suddetto piano, in questi ultimi anni, si sono
realizzati numerosi impianti di energia eolica, alcuni ancora non
funzionanti per l' insufficienza della rete elettrica di
trasmissione, e per molti altri progetti è in corso la procedura
di autorizzazione senza una preventiva verifica della capacità
del richiedente a realizzare e gestire gli impianti;
preso atto che il Governo nazionale intende realizzare 11
rigassificatori, di cui alcuni potrebbero essere realizzati in
Sicilia,
impegna il Governo della Regione
all'avvio nelle sedi competenti di un'ampia consultazione, che
veda coinvolti esperti, associazioni e comunità locali al fine di
approvare con la massima urgenza un Piano energetico regionale i
cui elementi strategici siano:
la pianificazione integrata degli investimenti e dell'attività
degli assessorati con l'obiettivo di fare della Sicilia il centro
euromediterraneo delle energie rinnovabili, puntando, entro il
2011, al superamento dei parametri di riferimento che già si è
data l'Unione Europea, con l'utilizzazione di tali fonti eco-
compatibili in sostituzione della produzione di energia dagli
impianti altamente inquinanti, per il raggiungimento degli
obiettivi del protocollo di Kyoto e di quanto ulteriormente
prescritto dalla direttiva 2003/30 della U.E. e del Libro verde
sull'energia;
la promozione dei progetti che contengono un rapporto virtuoso
tra capitale da investire e forza lavoro da impegnare, anche
attraverso l'indotto ed il coinvolgimento preventivo delle
comunità locali e dei cittadini per poter valutare adeguatamente
l'impatto di tali siti sul territorio della Regione e sulle
economie locali;
la modernizzazione e il potenziamento della rete di
distribuzione elettrica esistente, che, ad oggi, è causa di gravi
disagi per cittadini ed imprese, ostacola la diversificazione
energetica ed impedisce l'adempimento delle prescrizioni della
direttiva comunitaria del 27 ottobre 2001 sulle energie
rinnovabili, che impone ai gestori delle reti di dare la priorità
all'energia prodotta da fonti rinnovabili;
lo sviluppo dell'idroelettrico quale fonte di energia e di
accumulo, sfruttando pienamente e razionalmente la capacità degli
invasi oggi ampiamente inutilizzati a tale scopo;
l'attivazione di processi di risparmio energetico attraverso la
ristrutturazione del patrimonio edilizio regionale, a partire da
quello scolastico e popolare, che tenga conto dell'uso di fonti
energetiche rinnovabili e ponendo, altresì, vincoli energetici
per eventuale nuova edilizia, a maggior ragione se sostenuta da
finanziamenti pubblici;
la promozione di apposite politiche di sviluppo
dell'agricoltura siciliana che favoriscano il recupero dei
terreni incolti o la sostituzione del seminativo tradizionale con
colture per l'uso energetico delle biomasse per la produzione di
biocombustibili ai sensi della direttiva 2003/30, nonché lo
sviluppo delle superfici boscate demaniali secondo le richieste
delle organizzazioni sindacali di categoria per la difesa del
suolo e per l'acquisizione di quote di CO2;
la valutazione in merito alla possibilità di insediare
nell'Isola i due rigassificatori previsti sulla base della
compatibilità socio-ambientale con i territori, salvaguardando,
altresì, le attività economiche esistenti e future dei siti
interessati e considerando la convenienza economica su scala
nazionale.» (96)
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'ordine del
giorno della seduta odierna sono inserite tre mozioni relative
alle questioni dei rigassificatori e del risparmio energetico.
Ritengo che questi argomenti debbano essere trattati con molta
attenzione e alla presenza del Presidente della Regione, così
come la questione dei rifiuti, che è oggetto di altre mozioni.
Chiedo, quindi, una sospensione dei lavori per favorire un
accordo complessivo dei capigruppo, cercando di condividere,
anche come maggioranza, un percorso comune, affinché la nostra
non appaia come una posizione demagogica.
La posizione del Movimento per l'Autonomia è molto aperta e
tesa complessivamente a far sì che tutto il Parlamento siciliano
possa trovare un'intesa, possa trovare convergenze con il Governo
e interloquire con il Presidente della Regione in merito alle
problematiche esistenti in Sicilia.
Credo, infatti, che questioni come quelle relative ai
rigassificatori, all'energia eolica o allo smaltimento dei
rifiuti (so che sta per arrivare a Porto Empedocle un'altra nave
carica di rifiuti, dopo quella attraccata ieri a Termini Imerese
con ben 38 camion che hanno scaricato circa 900 tonnellate di
rifiuti) non riguardino soltanto il Movimento per l'Autonomia né
la maggioranza né l'opposizione, ma riguardino l'intera comunità
siciliana ed é per questo che, facendo appello alla sua
sensibilità, signor Presidente, le rinnovo la mia richiesta di
sospensione dei lavori.
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
affrontare tre questioni. Per quanto riguarda la richiesta
avanzata dall'onorevole Di Mauro, se la sospensione può
determinare l'individuazione di un percorso comune relativamente
alla vicenda riguardante la politica energetica della Regione,
non ho nulla da obiettare.
La seconda: comunico che l'onorevole Cimino, l'onorevole
Confalone ed io desideriamo apporre la firma alla mozione numero
107 sui rifiuti, presentata oggi dal Movimento per l'Autonomia.
La terza questione riguarda la mozione numero 13 all'ordine del
giorno, a firma mia e di altri colleghi, che in realtà non
tratta, come le altre, il tema dei rigassificatori, bensì è
legata all'applicazione della legge 79/1999 che consente, in
applicazione di una direttiva comunitaria, la possibilità, per i
soggetti che ne abbiano i requisiti, di stipulare contratti di
fornitura di energia elettrica con qualsiasi produttore,
distributore o grossista, sia in Italia che all'estero. In
sostanza, la mozione impegna il Governo ad intervenire per
disciplinare e favorire la possibilità che avvenga questa
diversificazione nella fornitura di energia elettrica.
Pertanto, ritengo che la mozione numero 13 possa essere
sganciata dalle altre, affrontando un segmento ben individuato
del tema più generale dell'energia in Sicilia.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto della comunicazione di
apposizione di firma alla mozione numero 107 da parte degli
onorevoli Fleres, Cimino e Confalone.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento
posto oggi all'ordine del giorno sulle politiche energetiche e la
discussione della relativa mozione, trova rilevanza nell'attività
di questi giorni, iniziativa che vede partecipe la Regione
siciliana, in un momento di solidarietà, per quanto attiene
l'emergenza rifiuti.
Se si trattasse di emergenza dovremmo pensare ad un solo
intervento. Invece, a me sembra che su questo tema si stia
arrivando alla ordinarietà: inizialmente si è parlato della
situazione catanese, ieri di Termini Imerese ed oggi si parla
anche della costa agrigentina. Alla luce di ciò ritengo corretta
la proposta dell'onorevole Di Mauro di sospendere i lavori. Nel
frattempo, la Presidenza potrebbe attivarsi affinché il Governo e
chi è delegato alle emergenze siciliane siano presenti in
quest'Aula per dibattere ed intervenire in maniera concreta su un
tema così delicato. Inoltre, in riferimento alle ultime vicende,
esprimo il mio più totale dissenso per il coinvolgimento della
nostra regione nell'accettare i rifiuti proveniente dalla
Campania.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito cortesemente ad
esprimervi sulla proposta di sospensione avanzata dall'onorevole
Di Mauro, capogruppo dell'MPA; successivamente discuteremo nel
merito.
Presidenza del vicepresidente Speziale
CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho grande
rispetto per tutti i firmatari delle mozioni e sono certo che ci
sia l'assoluta buona fede e la buona volontà nell'affrontare un
tema così complesso. Desidero, tuttavia, fare osservare all'Aula
che abbiamo appena concluso l'approvazione del Documento di
programmazione economica e finanziaria che ha dato ampio spazio
al sistema energetico in Sicilia ed alla sua modernizzazione e
che alcune di queste mozioni, anche presentate da parlamentari di
maggioranza, se non attentamente valutate, rischiano di essere in
contrasto con il Documento appena approvato.
Naturalmente, credo che un tema di questa natura vada
affrontato con moderazione e con oculatezza; quindi, prima di
cominciare la discussione di mozioni di tale natura, dovrebbe
esserci una comunicazione del Governo. Non so se il
Vicepresidente della Regione, onorevole Leanza, sia in grado di
illustraci, prima di affrontare tematiche particolari, qual è il
sistema energetico in Sicilia, quali sono i progetti futuri. Se
si vuole organizzare una task-force, come propone l'onorevole
Fleres - il quale naturalmente cerca di aprire un dibattito,
vista la staticità e l'immobilità sull'argomento - non ritengo
opportuno che un tema di questa natura possa essere affidato
semplicemente alla valutazione delle mozioni.
Dunque, grande considerazione per le mozioni, ma condivido la
proposta di sospendere i lavori. Tuttavia, se l'assessore Leanza
fosse nelle condizioni di riferirci la posizione del Governo su
tutta la tematica e non sui singoli argomenti, allora questo
dibattito avrebbe una sua validità. Diversamente, signor
Presidente, mi permetto di far notare che faremmo soltanto una
chiacchierata simpatica, che potrebbe portare anche a buoni
risultati parziali, i quali, però, potrebbero scontrarsi con il
grande sistema.
Non c'è soltanto qualche nave che viene qui a scaricare
rifiuti, non ci sono soltanto imprese che chiedono di mettersi
insieme per poter diventare produttori di energia, c'è un
sistema Sicilia che va in qualche maniera considerato.
Mi permetto, quindi, di chiedere alla Presidenza di intervenire
affinché accerti se il contenuto di queste mozioni sia già
all'interno di deliberazioni adottate dall'Assemblea e chiedo al
Governo, prima di entrare nel vivo di questi argomenti, se
possiamo avere una valutazione complessiva della materia. In ogni
caso, ritengo opportuna una sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza è disponibile ad
unificare la discussione della mozione n. 107, presentata
stamattina da parlamentari del Gruppo dell'MPA e da altri
colleghi, con quella delle altre mozioni riguardanti il piano
rifiuti già inserite nel calendario dei lavori predisposto dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la prossima
settimana.
L'osservazione dell'onorevole Fleres mi sembra opportuna, nel
senso che potremmo unificare la discussione delle mozioni,
procedendo però alla votazione separata delle stesse, considerato
che affrontano tematiche diverse.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
del capogruppo dell'MPA, onorevole Di Mauro, conferma la mancanza
di progettualità da parte del Governo e le divisioni all'interno
del centrodestra.
Noi siamo pronti a trattare le mozioni perché ci rendiamo conto
che colmano un vuoto di iniziativa politica, considerato che è la
prima volta che in tanti mesi di legislatura non viene prodotto
alcun disegno di legge da parte del Governo. Tuttavia, se c'è la
possibilità di discutere la mozione sull'energia, siamo
disponibili a farlo, perché essa non riguarda soltanto i
rigassificatori, ma una strategia complessiva che investe
numerosi settori, e il settore dell'energia è determinante per lo
sviluppo della nostra Isola.
Avevamo richiesto la presenza in Aula del Presidente Cuffaro,
così come oggi la richiede anche il Gruppo dell'MPA, ma il
Presidente, a causa di precedenti impegni, non ha ritenuto di
partecipare. Siamo comunque disponibili ad affrontare la
discussione anche in presenza dell'Assessore per l'industria, che
è competente nel settore, e contrari al rinvio della seduta.
Se si decidesse in quest'ultimo senso, subiremmo le decisioni
della Presidenza.
Concludo il mio intervento esprimendo la nostra preoccupazione
per la carenza di progettualità e di unità all'interno del
centrodestra, che sta bloccando i lavori di quest'Assemblea.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
oggi noi non siamo in grado (e non lo saremo tra mezz'ora e
neanche tra un'ora) di dibattere su una questione vitale, quale
quella riguardante l'energia, che tocca il cuore stesso dello
sviluppo e della vivibilità nella nostra Isola; una questione che
incide sulla programmazione, fondamentale per ogni Governo e, a
maggior ragione, per questo Governo.
Inviterei, pertanto, i colleghi che hanno presentato le
mozioni, a tenere una riunione di maggioranza prima, allargandola
poi agli altri componenti, per affrontare il tema più ampio
dell'energia. Si può parlare di rigassificatori e non parlare,
per esempio, di raffinerie o di centrali Enel? Si può parlare
dell'arrivo delle navi che ci portano rifiuti e sottacere che
ogni giorno arrivano centinaia di altre navi che trasportano una
spazzatura ben più inquinante?
Si tratta di temi veramente cruciali, ed è questo il motivo per
cui ritengo che essi vadano affrontati alla presenza del
Presidente della Regione, il quale deve dirci quali sono le linee
guida del programma di Governo su tutta la questione dell'energia
e delle fonti energetiche, compresi i rigassificatori; infatti,
se affrontassimo tali questioni soltanto da un'angolatura o solo
per un aspetto, faremmo torto alla nostra intelligenza e alla
nostra autorevolezza.
Per questi motivi chiedo - concludendo - che il dibattito
odierno venga aggiornato, che si svolga congiuntamente la
dicussione di tutte le mozioni riguardanti l'energia e il
programma energetico del Governo e, soprattutto, che venga
garantita la presenza del Presidente della Regione durante il
dibattito.
DI GUARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GUARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
che il Governo e la maggioranza non sono pronti a discutere su
questi temi fondamentali.
Mi interessa, però, accennare alla difficile situazione che si
è venuta a creare a seguito dell'approdo, nel Porto di Catania,
di una nave carica di nettezza urbana. Sembrava quasi che fosse
arrivata una bomba; il leader dell'M.P.A. e molti sostenitori del
movimento hanno invaso il porto di Catania, trascurando però il
fatto che quei rifiuti non sarebbero rimasti a Catania ma
sarebbero stati trasferiti in una discarica che appartiene al
Comune di Motta S. Anastasia, un comune ubicato a due passi da
Misterbianco, che ne subisce la vicinanza da più di vent'anni.
Le duemila tonnellate di spazzatura che dovrebbero ancora
arrivare o che stanno arrivando sono ben poca cosa rispetto alle
800 mila tonnellate che ogni giorno quella discarica accoglie,
una discarica che, invece, sarebbe dovuta essere chiusa già da
tempo e per la quale inoltre è stata concessa l'autorizzazione ai
privati.
Il vero scandalo della provincia di Catania - e mi rivolgo al
Vicepresidente della Regione perché so che oggi i cittadini di
Misterbianco sono in agitazione per questi rifiuti giunti dalla
Campania - è che quella discarica non sia stata ancora chiusa.
Prendo atto che sia il Governo che la maggioranza non sono
disposti ad affrontare un dibattito sulla questione dell'energia.
Se i termovalorizzatori possono essere una soluzione, facciamoli
La Sicilia, grazie alla sua autonomia, può farlo, però non
lasciamo che siano i privati a decidere dove realizzarli, com'è
successo a Paternò; stabiliamo noi quali sono i luoghi più
appropriati. Ci sono alcune discariche, come quella di Motta S.
Anastasia, che sono un'offesa alla dignità di quella provincia, e
non é con una protesta al porto - e mi rivolgo all'onorevole
Lombardo - che si risolvono i problemi. La demagogia a basso
costo é facile comprarla
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 110
del Regolamento interno recita: I richiami riguardanti l'ordine
del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la
precedenza sulle questioni principali. In questi casi non possono
parlare, dopo la proposta, che un oratore contro e uno a favore
''. Ritengo, conseguentemente, che gli interventi di altra
natura, anche se lodevoli e importanti, andrebbero fatti dopo
aver dibattuto sulla proposta avanzata dall'onorevole Di Mauro.
PRESIDENTE. Senza fare ricorso rigorosamente al Regolamento,
confido nell'intelligenza dei colleghi parlamentari affinché si
esprimano sulla proposta di sospensione.
Sull'ordine dei lavori
VILLARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, é stata
avanzata una proposta di sospensione dei lavori da un collega del
Gruppo parlamentare dell'MPA.
Desidero accogliere il suo invito evitando di entrare nel
merito delle difficoltà che ha la maggioranza ad affrontare
questa discussione, anche per l'assenza del Governo.
Sono favorevole alla richiesta di sospensione avanzata
dall'onorevole Di Mauro, ritenendo, anzi, che essa permetterà - e
credo che ciò non sia in contrasto con il Regolamento - di
affrontare contestualmente la discussione delle mozioni
riguardanti i rifiuti, i rigassificatori ed il piano energetico.
Sono d'accordo con chi sosteneva - credo fosse l'onorevole
Formica - che la discussione su queste tematiche non debba
avvenire separatamente, ma in un unico momento. Dunque,
escludendo la mozione riguardante il ponte e quella sulle
politiche migratorie, ritengo opportuno che su queste mozioni si
apra un dibattito approfondito che dia dignità e ampiezza alle
tematiche poste.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, forse abbiamo qualche
difficoltà a comprenderci.
A questo punto, sull'argomento non darò più la parola ad altri
parlamentari, considerato che colgo una volontà unanime sulla
richiesta di sospensione
AULICINO. Signor Presidente, così facendo, però, non dà la
possibilità a tutti i parlamentari di esprimersi
PRESIDENTE Onorevole Aulicino, non mi interrompa Potrà
intervenire alla ripresa dei lavori.
Ho rilevato, onorevoli colleghi, che non si è intervenuto
esclusivamente sull'ordine dei lavori ed è quindi mia intenzione
sospendere la seduta per un quarto d'ora.
La Presidenza si rimette alla valutazione ed all'orientamento
informale della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, quello cioè di unificare la discussione della
mozione n. 107, presentata stamattina dall'MPA, con
quella, precedentemente concordata dalla stessa Conferenza, delle
mozioni all'ordine del giorno della seduta d'Aula programmata per
giorno 26 ottobre 2006.
AULICINO. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
aveva già deciso per oggi
PRESIDENTE La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 12.33 è ripresa alle ore 12.51)
La seduta è ripresa.
Rinvio della discussione unificata delle mozioni numeri 13, 74 e
96
CANDURA, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANDURA, assessore per l'industria. Signor Presidente,
onorevoli deputati, per quanto riguarda le tre mozioni poste
all'ordine del giorno, chiedo, trattandosi di materia ampia e
complessa che necessita di una discussione univoca, il rinvio
della trattazione delle stesse al fine di evitarne l'esame
disgiunto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo, chiede il rinvio
della discussione delle mozioni poste all'ordine del giorno della
seduta odierna. Avremmo dovuto affrontare l'argomento questa
mattina, tuttavia, se il Governo non è pronto per la discussione,
l'Aula non può che prenderne atto. Si tratta adesso di stabilire
per quale giorno fissarne la discussione.
Personalmente sono dell'avviso di rinviare l'esame delle
mozioni a martedì 24 ottobre 2006, alle ore 16.00, integrando
l'ordine del giorno che prevedeva la discussione della mozione n.
86, riguardante le politiche migratorie, a firma dell'onorevole
Borsellino ed altri, già predisposto dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Preciso, tuttavia, che è necessario sapere se per quella data
il Governo sarà presente in Aula, nella persona del
Presidente della Regione o dell'Assessore per l'industria, per la
trattazione delle mozioni in questione.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla
in contrario al rinvio della discussione a martedì, anche per
un'esigenza di approfondimento che l'Assessore ha posto. Pongo,
tuttavia, all'attenzione dell'Aula un problema che va oltre la
questione sollevata questa mattina.
La Conferenza dei Capigruppo, alla presenza dell'Assessore per
il bilancio e le finanze, onorevole Guido Lo Porto, delegato dal
Presidente della Regione a definire il calendario dei lavori
d'Aula, ha stabilito un percorso. In proposito desidero sapere
dalla Presidenza se le cose di cui discutiamo, sulle quali
decidiamo e che vengono, addirittura, riportate in Aula per la
presa d'atto da parte del Parlamento sono opinioni o si tratta di
un effettivo calendario dei lavori che, in qualche modo, obbliga
tutti.
L'avvio di questa legislatura voleva avere l'ambizione di dare
certezza, ad ogni parlamentare, sui lavori d'Aula, cosa che
credo, al di là della collocazione di ciascuno di noi, renda più
serio il nostro lavoro.
Se ogni azione concordata determina una conseguenza che, per
ragioni squisitamente politiche (qui non c'è il dettaglio, qui
esiste una questione politica dentro la maggioranza), oltretutto
avendo introdotto un elemento che - mi permetto dire - non
c'entrava nulla con l'oggetto della discussione di stamattina,
dato che la questione dei rifiuti è calendarizzata in una
apposita seduta del Parlamento nei giorni successivi, significa
che dentro la maggioranza c'è un problema politico. Voi, però,
il problema politico non potete risolverlo rinviando la seduta
La maggioranza non può risolvere i propri problemi politici
rinviando le sedute d'Aula, perché così si configura come la
maggioranza del rinvio . La Sicilia ha bisogno di essere
governata
Un'ora fa il senatore Macaluso, dall'alto della sua esperienza
parlamentare, ci ha detto - e credo valga da insegnamento per noi
tutti - che la politica non può essere declaratoria né
dichiarazione di principi, deve essere soluzione dei problemi .
Onorevoli colleghi, i problemi non si risolvono rinviandoli.
Vorremmo sapere se martedì 24 ottobre il Governo, sia esso
rappresentato dall'assessore Candura o dal Presidente della
Regione, ci farà conoscere la sua posizione a proposito del Piano
energetico regionale e se ci dirà quali sono le scelte che si
stanno determinando in questo momento sulla questione
dell'energia.
Noi non facciamo un dibattito soltanto per chiacchierare,
vogliamo che vengano assunti precisi impegni di cui il Governo si
faccia garante nei confronti del Parlamento.
Credo che questa mattina si stia dimostrando che si è in
presenza di un Governo dell'improvvisazione Mi dispiace dirlo,
nulla di personale, ma si è di fronte ad un Governo
dell'improvvisazione perché, pur essendo a conoscenza dei temi
oggi in discussione, il suo primo atto è stato quello di
chiederne il rinvio. Siamo al ridicolo
FAGONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAGONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non verte alcuna
tipologia di improvvisazione; vi è semplicemente diversità di
vedute a proposito dei tempi. C'è l'esigenza di un lasso
temporale maggiore per potere dialogare e discutere sugli
argomenti in questione.
Anticipo che certamente il Governo, nella persona del
Presidente della Regione, volentieri parteciperò ad una seduta
d'Aula per riferire quali sono le strategie, pur se già
ampiamente conosciute sia da parte della maggioranza che
dell'opposizione, inerenti il Piano energetico regionale.
Siamo certi, signor Presidente, che il lasso di tempo di
quattro-cinque giorni non solo ci consentirà di operare una
riflessione in seno alla maggioranza ma anche di illustrare
ampiamente ai cittadini siciliani quelle che saranno le direttive
del Governo regionale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'intervento dell'onorevole Cracolici e aggiungo che il
centrodestra sta svilendo il ruolo di questa Assemblea, mettendo
anche in discussione l'autorevolezza del Presidente Miccichè,
dato che la proposta del programma dei lavori viene fatta dal
Presidente dell'Assemblea.
Ricordo ai colleghi che quattro mesi fa l'onorevole Miccichè ci
ha riferito che il Presidente della Regione sollecitava il
Parlamento sulle proposte di legge inerenti il lavoro, la riforma
professionale e la legge elettorale.
Questo Governo non ha trovato l'intesa su alcun disegno di
legge, tranne - il collega Culicchia me lo ha ricordato ieri -
che su quello riguardante i deputati supplenti e gli assessori
delegati.
La Sicilia non può permettersi tale vuoto, questo deficit di
cultura di governo, di senso delle istituzioni.
Non si trova l'accordo sui disegni di legge, ma almeno
speravamo ci fosse un dibattito sulle linee di indirizzo, anche
se - voi m'insegnate - sul piano della gerarchia delle fonti le
mozioni non valgono quanto una legge, o, quantomeno, speravamo
che si facesse un dibattito su argomenti avvertiti dai cittadini.
Invece, niente; non si trova l'intesa nemmeno sulle mozioni
Signor Presidente, noi siamo in difficoltà perché in presenza
di una maggioranza di questo tipo all'opposizione non è permesso
nemmeno di svolgere il proprio ruolo in Aula.
Invito, pertanto, il Presidente dell'Assemblea e il Presidente
della Regione, al quale certamente verranno riferite le nostre
valutazioni, a fare una riflessione in ordine ai tempi, alle
modalità di realizzazione del programma di Governo.
Non si può, a quattro mesi dalle elezioni, ritrovarsi senza
alcun disegno di legge che affronti le tante emergenze della
nostra regione. C'è il rischio che la Sicilia diventi agli occhi
di tutti una barzelletta
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevole Barbagallo, veramente una
barzelletta infinita in questi giorni è rappresentata dalla
finanziaria nazionale, se anche i quotidiani come Repubblica -
notoriamente di estrema destra, come tutti sanno - sono
all'attacco di Prodi un giorno sì e due giorni pure. Quindi,
lasciamo stare il rischio barzelletta
CANTAFIA. Quando si opera si è criticabili, quando non si fa
niente
FORMICA. Lasciamo stare il rischio barzelletta, perché, se
dovessimo addentrarci in questo campo, avremmo materiale per
dieci-quindici anni soltanto dai primi quattro-cinque mesi di
operatività dell'attuale Governo nazionale, e solo su due-tre
argomenti. Figuriamoci quando affronteranno (se li affronteranno,
se ne avranno la capacità - per fortuna o sfortuna del popolo
italiano e siciliano) altri argomenti
Signor Presidente, la prima cosa che vorrei far notare è che
non è stato il Governo a chiedere inizialmente il rinvio della
discussione delle mozioni; semmai è stata l'Aula, rappresentata
dalla maggior parte delle forze politiche, che ha richiesto un
rinvio, asserendo che l'argomento oggetto delle mozioni,
fondamentale, che comporta ampie refluenze sulla Sicilia era
giusto che fosse trattato in un'ottica complessiva.
Seconda questione. Non si può sostenere in Conferenza dei
capigruppo costantemente - come è stato fatto - di volere una
discussione su questi temi (ed io sono d'accordo) alla presenza
del Presidente della Regione, nella qualità di responsabile
principale della politica energetica, e, poi, nel momento in cui
il Presidente della Regione per impegni istituzionali fuori dalla
Sicilia (è a Roma) non è presente in Aula, chiedere comunque di
discutere le mozioni
Delle due l'una: o si ritiene che il tema sia fondamentale e
che debba essere trattato in maniera univoca e onnicomprensiva in
quanto attiene al cuore della politica di questo Governo, come di
qualsiasi governo, e allora è necessario che ci sia il Presidente
della Regione, oppure si decide che si debbano discutere le
mozioni, ma con la consapevolezza che verranno discusse in
contrasto con le richieste fatte da quasi tutte le forze
politiche, in contrasto al buon senso, impedendo cioè che
quest'Aula affronti un problema di così grande portata con
l'autorevolezza necessaria. Così facendo, però, andremmo a
spizzichi e bocconi, come si è sempre fatto: discutiamo da sola
la mozione sui rifiuti come se non c'entrasse nulla con i temi
energetici; poi discutiamo dei temi energetici, come se non
c'entrassero nulla con i rigassificatori e infine parliamo dei
rigassificatori come se non c'entrassero nulla con i temi
energetici e con quelli ambientali.
Ma di che stiamo parlando? Un sussulto di dignità, onorevoli
colleghi E' giusta - a mio avviso - la richiesta avanzata da
quasi tutte le forze politiche affinché si affronti questo tema
con l'autorevolezza che lo stesso richiede. Ciò anche in ossequio
a quanto la sinistra ha sempre chiesto, giustamente, in
Conferenza dei capigruppo e nei vari dibattiti, e cioè che un
tema di così vasta portata venga affrontato alla presenza del
Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, è comprensibile che la dialettica politica,
come si accennava prima, induca spesso ad assumere comportamenti
contraddittori, però, oggi, è opportuno che prevalga il buon
senso.
AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, intervengo soltanto per
evidenziare che il comportamento della maggioranza non dovrebbe
sorprendere, perché il codismo' caratterizza la politica del
Governo in queste prime battute della legislatura, non soltanto
in relazione alle vicende dell'energia e dei rifiuti, ma anche -
ne abbiamo già parlato ieri - per quanto attiene alle vicende
della sanità e oserei dire - per introdurre un argomento di
attualità, visto che era uno degli impegni assunti dal Governo,
rispetto alla formazione professionale.
Immagino che anche lì tutti sappiano che c'è del codismo'.
Sapete che tutti i responsabili dei centri di formazione
professionale spendono, pagano il personale e poi vanno a
trattare la sanatoria a consuntivo.
Pertanto, se questo è il segnale, e cioè che la maggioranza non
è pronta per discutere i punti dell'ordine del giorno, che
peraltro sono il risultato di una scelta operata in Conferenza
dei capigruppo, dico, in tutta franchezza, che noi abbiamo
qualche difficoltà a seguire i lavori d'Aula. Noi veniamo, ci
organizziamo, immaginiamo un intervento, una riflessione,
un'analisi in un contesto pianificato formalmente, dopo di che
intervengono fatti nuovi, quali, ad esempio, l'arrivo di una nave
o altro e tutto viene stravolto.
Noi discutiamo seriamente, perché sulla buonafede di tutti io
non ho dubbi, almeno in questa fase. La mia preoccupazione è per
il futuro e cioè se noi entro un mese non riusciremo a varare
qualcosa di serio. A parte l'inadeguatezza del Governo sulle
questioni oggi in discussione, ci sono dei disegni di legge
presentati. Se il Governo non ha una sua strategia per il breve
periodo, perché, per esempio, nella prossima Conferenza dei
capigruppo non decidere di mettere ''in pista'' alcuni disegni di
legge, anziché mozioni?
Ricordo che il Gruppo Uniti per la Sicilia' ha presentato un
disegno di legge sulla riduzione degli ATO, ma ve ne sono altri
che potrebbero essere esaminanti in Aula. Se il Governo non è
pronto, abbia il coraggio di affrontare, di discutere ciò che il
Parlamento, nella sua autonomia, ha prodotto e si esaminino gli
altri disegni di legge. Questa è la mia proposta.
Ritengo che il punto di snodo di tutto possa essere la prossima
riunione della Conferenza dei capigruppo nella quale ogni Gruppo
dovrà sostenere con determinazione posizioni chiare: se si
deciderà di avviare un percorso si dovrà essere seri e
consequenziali.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
TURANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'ordine del
giorno della seduta di ieri pomeriggio figurava il disegno di
legge Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006 (n.
377/A), la cui trattazione è stata poi rinviata. Nell'ordine del
giorno della presente seduta di tale disegno di legge non c'è più
traccia ed io non credo che tecnicamente tale provvedimento
dovesse essere eliminato dall'ordine del giorno.
Chiedo, pertanto, che il disegno di legge venga inserito
all'ordine del giorno della seduta successiva; sarà poi la
Conferenza dei Capigruppo - come ha detto ieri il Presidente
Micciché - a decidere se esaminarlo o meno.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la sua osservazione mi sembra
opportuna. La informo che il disegno di legge in argomento sarà
inserito all'ordine del giorno di una delle sedute previste per
la prossima settimana.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 24 ottobre
2006, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Speziale
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numeri
101, 102, 103, 104, 105, 106 e 107.
III - Discussione della mozione n. 86 degli onorevoli
Borsellino ed altri riguardante le politiche migratorie.
IV - Discussione unificata delle mozioni:
- numero 13 «Nuove disposizioni in materia di energia
elettrica in Sicilia», degli onorevoli Fleres,
Leontini, Mercadante, Leanza Edoardo, Confalone;
- numero 74 «Iniziative per la corretta e partecipata
realizzazione dei rigassificatori nella Regione
siciliana ed in particolare nel territorio di Porto
Empedocle (AG)», degli onorevoli Di Mauro, De Luca,
Ruggirello, Gennuso;
- numero 96 «Interventi al fine di adottare il Piano
energetico regionale», degli onorevoli Borsellino,
Ballistreri, Barbagallo, Cracolici.
La seduta è tolta alle ore 13.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia