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Resoconto d'Aula della Seduta n. 21 di martedì 31 ottobre 2006
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FLERES,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Piccione   ha   chiesto
  congedo per trenta giorni a decorrere dal 27 ottobre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta, da parte  dell'Assessore
  per   i  lavori  pubblici,  la  risposta  scritta  alla  seguente
  interrogazione:

   N.  179  -  Notizie  circa gli interventi di  riparazione  della
  Strada  provinciale 123 e della Strada statale 192 in favore  dei
  lavoratori agricoli della provincia di Catania.
   Firmatario: Fleres Salvatore.

   Avverto  che la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico   che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  ai
  sensi  dell'articolo  18  dello Statuto al  Parlamento  nazionale
  recante   Modifica  dello Statuto della Regione  siciliana'   (n.
  421),   d'iniziativa  parlamentare,  degli  onorevoli   Speziale,
  Cracolici, Ballistreri, Barbagallo, Borsellino in data 24 ottobre
  2006

    Modifiche  ed  integrazioni all'articolo 7 ter ed  all'articolo
  26  della  legge  11 febbraio 1994, n. 109, come  recepito  dalla
  legge  regionale  2 agosto 2002, n. 7 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  (n. 425), d'iniziativa governativa, dal  Presidente
  della  Regione (Cuffaro) su proposta dell'Assessore per i  lavori
  pubblici (Consoli Agata) in data  25 ottobre  2006

    Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre  1998,
  n.  26,  sulla tutela delle minoranze linguistiche nella  Regione
  siciliana   (n.  426), d'iniziativa parlamentare,dagli  onorevoli
  Falzone,   Formica,   Caputo,   Cristaldi,   Currenti,   Granata,
  Incardona, Pogliese, Stancanelli  in data 26 ottobre 2006.

     Annunzio di presentazione di disegni di legge e contestuale
         comunicazione di invio alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Ordinamento  del Governo e dell'Amministrazione  della  Regione
  siciliana
         (n. 420)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Speziale in data 24 ottobre 2006

    Norme sulla costituzione di nuove province regionali  (n. 424)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Lombardo, Di Mauro, Basile, De  Luca,
  Rizzotto,  Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello  in  data  25
  ottobre 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Riforma  della legislazione regionale in materia  di  boschi  e
  territori  montani.  Norme  relative  al  corpo  forestale  della
  Regione   siciliana  ed  all'Azienda  regionale   delle   foreste
  demaniali  (n. 422)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Speziale, Oddo in  data  24  ottobre
  2006
   PARERE I

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Istituzione   borse   di   studio  per   favorire   gli   studi
  comparatistici della giustizia della Comunità europea  (n. 423)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Speziale in data 24 ottobre 2006

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Disposizioni  straordinarie in materia di  sedi  farmaceutiche
  (n. 332)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli   Formica,   Caputo,   Cristaldi,
  Currenti,  Falzone, Granata, Incardona, Pugliese, Stancanelli  in
  data 21 settembre  2006

   INVIATI IN DATA 27 OTTOBRE 2006.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico   che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   inviati,  in  data  27  ottobre  2006,  alle   competenti
  Commissioni legislative:

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Norme a favore della cooperazione sociale  (n. 414)
   d'iniziativa parlamentare

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Introduzione  e  disciplina del reddito  sociale  minimo    (n.
  413)
   d'iniziativa parlamentare

    Istituzione  in  via sperimentale del reddito di  cittadinanza
  (n. 418)
   d'iniziativa parlamentare.

             Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.   Comunico    che,  in  data    30   ottobre   2006,
  l'onorevole Turano ha  ritirato  il disegno di legge   Interventi
  in favore dei soggetti non udenti  (n. 274).

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Villari,  in  data   30
  ottobre  2006, ha chiesto di apporre la propria firma al  disegno
  di  legge n. 352  Modifiche all'articolo 35 della legge regionale
  26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni .

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FLERES, segretario:

                   «Al  Presidente  della  Regione,  premesso
                   che:

                   l'ATO  idrico della provincia di Agrigento
                ha    avviato    la    procedura    per    la
                privatizzazione del servizio di gestione  per
                la durata di 30 anni;

                   l'assemblea dell'ATO idrico, composta  dai
                sindaci  della  provincia  di  Agrigento,  ha
                approvato  il  bando di gara  e  nominato  la
                commissione esaminatrice;

                   per   ben   tre   volte   l'assemblea   ha
                modificato  il  bando di gara per  consentire
                che pervenissero offerte, considerato che  le
                precedenti gare erano andate deserte;

                   è  stata  presentata una sola  offerta  da
                parte  di un consorzio di imprese di  cui  fa
                parte il Voltano S.P.A.;

                   il  Voltano S.P.A. ha tra i suoi azionisti
                i  Comuni di Agrigento, Favara, Raffadali  ed
                Aragona,  i cui sindaci sono anche componenti
                del  Consiglio  di  Amministrazione  dell'ATO
                idrico;

                   dell'   assemblea  dell'ATO  idrico  fanno
                parte  i  Sindaci  dei comuni  di  Agrigento,
                Aragona,     Comitini,    Favara,     Joppolo
                Giancaxio,  Porto Empedocle,  Raffadali,  San
                Biagio    Platani,   Santa    Elisabetta    e
                Sant'Angelo      Muxaro,       che       sono
                contemporaneamente  azionisti   del   Voltano
                SPA;

                   i   predetti   Sindaci,  che   hanno   già
                approvato   i   predetti  atti   preliminari,
                dovranno   procedere  all'affidamento   della
                concessione posta in gara;

                   si   ravvisa  un  evidente  conflitto   di
                interessi    per   i   sindaci    che    sono
                contemporaneamente     amministratori      ed
                azionisti sia del soggetto appaltante che  di
                quello appaltatore;

                   lo   stesso   consorzio   di   ambito   ha
                richiesto un parere allo studio legale  Armao
                di   Palermo  in  ordine  alla  procedura  di
                affidamento del servizio;

                   il   parere   fornito  recita:   'ritenere
                pienamente     incompatibile      con      la
                partecipazione  alla riunione  del  Consiglio
                di  Amministrazione di codesto consorzio  per
                la   nomina  della  commissione  di  gara  la
                posizione  degli amministratori  Sindaci  dei
                comuni  azionisti di una delle  società  che,
                in   raggruppamento  con  altre  imprese,  ha
                presentato  l'unica offerta in sede  di  gara
                per l'aggiudicazione dell'appalto';

                   per sapere:

                   se  non ritenga che il comportamento degli
                amministratori abbia violato  i  principi  di
                buon  andamento, imparzialità  e  trasparenza
                dell'agire    amministrativo     che     deve
                presiedere    alla   gestione   della    cosa
                pubblica;

                   se  non  ritenga  di dovere  intraprendere
                un'azione  ispettiva al  fine  di  verificare
                l'intera  intricata vicenda  e,  nelle  more,
                chiedere    all'ATO   idrico   di   Agrigento
                l'immediata  sospensione delle  procedure  il
                cui completamento potrebbe arrecare gravi  ed
                irreparabili danni». (688)

                                                 DI BENEDETTO

                   «Al  Presidente  della  Regione,  premesso
                   che:

                   in  conseguenza dell'art. 34  della  legge
                finanziaria,  la  Direzione  provinciale  dei
                servizi  vari  e  ragioneria dello  Stato  di
                Messina rischia di chiudere;

                   alla   suddetta   sede   fanno   capo   le
                competenze   dell'Ufficio   provinciale   del
                Tesoro  e quelle della Commissione medica  di
                verifica e controllo per le delibere  ASL  in
                materia di invalidità civile;

                   per  sapere quali azioni intenda  adottare
                per    scongiurare    tale    chiusura    che
                penalizzerebbe  la  numerosa   utenza   della
                provincia  di Messina costituita da  migliaia
                di   dipendenti  statali  e  da  titolari  di
                pensione  a vario titolo, nonché di oltre  90
                lavoratori interessati». (691)

                   BALLISTRERI

                   «All'Assessore  per i  beni  culturali  ed
                ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione,
                premesso che:

                   il  Consiglio  del Parco  Archeologico  di
                Agrigento è scaduto dal maggio 2005;

                   l'Assessorato    regionale    dei     beni
                culturali,  a  distanza di due anni,  non  ha
                ancora  provveduto  alla  nomina  del   nuovo
                Consiglio;

                   i   diversi   soggetti  competenti   hanno
                effettuato    le   segnalazioni    di    loro
                competenza;

                   l'Assessore  regionale  diverse  settimane
                addietro    ha    affermato   sugli    organi
                d'informazione   che  entro   una   settimana
                avrebbe  provveduto  alla  costituzione   del
                nuovo Consiglio del Parco;

                   considerato che:

                   l'Ente  Parco  non ha ancora  adottato  il
                Piano  del  Parco,  che costituisce  elemento
                indispensabile per il rilancio  produttivo  e
                turistico dell'area nella Valle dei Templi;

                   il   precedente  Consiglio  ha   approvato
                nella   seduta  conclusiva  del  suo  mandato
                (aprile-maggio 2005) le proprie  osservazioni
                al Piano predisposto dai progettisti;

                   tali  modifiche  sono state  recepite  dai
                progettisti   e   inoltrate   con   i   nuovi
                elaborati nel luglio 2006;

                   il  commissario  non  ha,  opportunamente,
                deliberato  l'adozione del  Piano  preferendo
                che  tale atto venisse compiuto dal Consiglio
                regolarmente costituito;

                   l'adozione  del Piano del Parco  da  parte
                del  nuovo  Consiglio  è atto  indispensabile
                per  la  prosecuzione del non  semplice  iter
                che porta alla sua adozione definitiva;

                   preso   atto  che  l'Assessorato  non   ha
                rispettato i tempi per la nomina;

                   per sapere:

                   le  ragioni per cui, a distanza di più  di
                un  anno,  non  si sia ancora proceduto  alla
                nomina  del  Consiglio del Parco Archeologico
                di Agrigento;

                   quando      intenda      procedere      al
                   rispetto dell'impegno». (693)

   DI BENEDETTO

                   «Al      Presidente     della     Regione,
                all'Assessore    per    il    territorio    e
                l'ambiente, premesso che:

                   nel  territorio  del Comune  di  Siculiana
                (AG),  in  contrada Matarano, è  ubicata  una
                discarica   regolarmente   autorizzata    che
                inizialmente  doveva servire  alle  necessità
                dei  Comuni  consorziatisi di  Montallegro  e
                Cattolica  Eraclea oltre che a  quelle  della
                stessa Siciliana;

                   a  causa dell'assenza di siti regolarmente
                autorizzati,   la   suddetta   discarica    è
                diventata riferimento per molti Comuni  della
                Provincia di Agrigento e non;

                   da   diversi   anni  la  municipalità   di
                Siculiana  si  è fatta carico dei  rischi  di
                natura  ambientale e sanitaria connessi  alla
                gestione    di    una   discarica    divenuta
                sovradimensionata rispetto alle esigenze  dei
                comuni consorziati;

                   in  atto  il  Comune sta  sopportando  gli
                oneri dei costi di postgestione, valutati  in
                euro  800.000,  connessi alle vasche  chiuse,
                senza  che  i  Comuni, che  hanno  nel  tempo
                conferito, partecipino alle spese;

                   l'Assessorato  territorio  ed  ambiente  -
                Sez.  2 VAS-VIA - con provvedimento n.  48914
                del  4  agosto 2005 ha rilasciato  parere  di
                compatibilità ambientale per il  progetto  di
                ampliamento  dell'impianto individuando,  con
                il  dissenso  del Comune, la ditta  Catanzaro
                Costruzioni  srl con sede in Agrigento  quale
                soggetto committente piuttosto che il  Comune
                medesimo,   che  è  titolare  e  proprietario
                della discarica;

                   sulla  scorta  del  suddetto  parere,  con
                istanza   acquisita  al   prot.   18196   del
                13/03/06  ARTA Sicilia, la ditta in  commento
                ha  presentato  domanda per il  conseguimento
                dell'Autorizzazione                 integrata
                ambientale   per   l'esercizio   del    nuovo
                impianto ancora da appaltare e realizzare;

                   attraverso  tale  iniziativa,  qualora  la
                domanda  dovesse  essere accolta,  in  deroga
                alle   procedure  di  selezione  ad  evidenza
                pubblica,  una  ditta  privata  si   vedrebbe
                concesso   il   privilegio  di   gestire   un
                impianto  a  titolarità  pubblica  sottraendo
                all'Ente pubblico locale il diritto di  poter
                individuare   il   soggetto   gestore    alle
                migliori  condizioni  economiche,  con  grave
                danno    economico   per   le    collettività
                interessate  ai conferimenti nella  discarica
                di Siculiana;

                   il  progetto  presentato dal  privato,  in
                concorrenza  con analoga disponibilità  dello
                stesso  comune,  infatti  prevede  costi   di
                conferimento  estremamente  elevati   i   cui
                effetti   si  ripercuoteranno  sugli   utenti
                finali  ed  i  cittadini della  provincia  di
                Agrigento   che  si  vedranno   costretti   a
                sopportare  una tariffa più cara  rispetto  a
                quella    che,   alternativamente,   potrebbe
                conseguirsi;

                   nel     quadro    economico    finanziario
                predisposto  dal  soggetto  privato,   nessun
                ristoro  è previsto in favore del Comune  che
                dovrà   continuare  a  sopportare   i   danni
                ambientali  oltre  le maggiori  spese  legate
                alla    opportuna   vigilanza   e   controllo
                dell'area;

                   il   Consiglio   comunale   di   Siculiana
                all'unanimità  ha  approvato  un  ordine  del
                giorno  di  protesta contro  l'operato  della
                Regione  rivendicando  la  permanenza   della
                titolarità  pubblica della  discarica  ed  il
                diritto   a  vedersi  corrisposto   un   equo
                ristoro    per    il    disagio    ambientale
                conseguente allo smaltimento di così  ingenti
                quantità di rifiuti;

                   lo  stesso  ordine del giorno  impegna  il
                Sindaco  ad  attivarsi affinché la  discarica
                torni  ad  essere ad esclusivo  servizio  del
                consorzio dei Comuni;

                   la  popolazione siculianese mal tollera la
                presenza  sul  proprio  territorio   di   una
                discarica di tali dimensioni, senza  ricevere
                alcun  positivo ritorno in termini di servizi
                ed    appare    propensa   ad   intraprendere
                significative azioni di protesta;

                   per sapere:

                   se     intendano     sospendere     l'iter
                   concessorio;

                   se  intendano  agire al fine di  garantire
                la   permanenza  della  titolarità   pubblica
                dell'impianto  di  Siculiana  ed  il  diritto
                dell'ente  locale  a  decidere  le  forme  di
                gestione più vantaggiose per gli utenti;

                   quali   atti   ritiene  di  compiere   per
                assicurare   il   diritto   del   Comune   di
                Siculiana  a vedere corrisposte,  dai  comuni
                conferenti,    le   somme    necessarie    ad
                assicurare  l'espletamento  del  servizio  di
                post chiusura delle vasche;

                   se  non ritiene che vada salvaguardato  il
                diritto  del Comune di Siculiana a conseguire
                una   quota  della  tariffa  per  il  disagio
                ambientale  conseguente allo  smaltimento  di
                un mole così elevata di rifiuti». (694)

   DI BENEDETTO

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   FLERES, segretario:

                   «All'Assessore  per l'industria,  premesso
                   che:

                   è  stata  bandita la procedura di mobilità
                volontaria  per la copertura di un  posto  di
                dirigente   tecnico  di  cui  al  bando   del
                Consorzio   ASI  di  Messina  a   firma   del
                Direttore  Generale - Determina  Dirigenziale
                n.  297 del 12.9.2006 - pubblicato nella GURS
                del  29.9.2006 IV serie speciale concorsi  n.
                12;

                   la  determinazione del D.G. del  12.9.2006
                n.  297,  all'art. 2 prevedeva un termine  di
                trenta  giorni decorrenti dalla pubblicazione
                del     relativo    avviso     nella     GURS
                soprarichiamata  per  la presentazione  delle
                relative istanze;

                   l'avviso   pubblicato   nella   GURS   del
                29.9.2006   n.  12,  al  secondo   capoverso,
                indica  quale termine di presentazione  delle
                istanze  quello di quindici giorni decorrenti
                dalla   data   di  pubblicazione  dell'avviso
                nella GURS medesima;

                   in  data  23.10.2006,  ancora  vigente  il
                termine    di    cui    alla   determinazione
                dirigenziale   n.  297  del  29.9.2006,   con
                determinazione n. 350 del D.G.  dell'Ente  si
                è  approvata  la  graduatoria  del  bando  in
                questione;

                   con  la medesima Determinazione del  D.G.,
                si  è  proclamato vincitore del bando l'arch.
                Giuseppe  Aveni  e  si è nominato  lo  stesso
                Dirigente   del  Consorzio  per   l'Area   di
                Sviluppo   Industriale  della  Provincia   di
                Messina;

                   vi  è  evidente discordanza tra il termine
                assegnato per la presentazione delle  istanze
                di  mobilità  contenuto nella  Determinazione
                del  D.G.  del  12.9.2006 n. 297,  pubblicata
                sul  sito  internet del Consorzio  -  gg.  30
                dalla   pubblicazione  in  GURS  -  e  quello
                assegnato  nell'avviso pubblicato nella  GURS
                del  29.9.2006  - gg. 15 dalla  pubblicazione
                nella GURS;

                   l'arch. Giuseppe Aveni riveste ad oggi  la
                carica     di    Commissario    Straordinario
                dell'Ente;

                   per sapere:

                   se risulti conforme alle norme di legge  e
                di   regolamento  la  procedura  di  mobilità
                volontaria  per la copertura di un  posto  di
                dirigente   tecnico  di  cui  al  bando   del
                Consorzio   ASI  di  Messina  a   firma   del
                Direttore  Generale esperita e  conclusa  dal
                Consorzio   ASI   di  Messina   -   Determina
                Dirigenziale   n.   297   del   12.9.2006   -
                pubblicato nella GURS del 29.9.2006 IV  serie
                speciale concorsi n. 12;

                   se  la  materia  di  che trattasi  risulti
                rientrare   nelle  competenze  del  Direttore
                Generale dell'Ente;

                   se  l'evidente discordanza del termine per
                la  presentazione  delle istanze  tra  avviso
                pubblicato  anche  su internet  (gg.  30)  in
                esecuzione  della Determinazione n.  297  del
                12.9.2006  ed  avviso pubblicato  nella  GURS
                (gg  15)  vizi il regolare svolgimento  della
                procedura  amministrativa, in  considerazione
                del  fatto che la procedura amministrativa  è
                stata   definita  prima  dello  spirare   del
                termine    di    cui    alla   determinazione
                dirigenziale che ha avviato il procedimento;

                   se   non   ritenga,  in  virtù  di  quanto
                esposto  ed  oggetto  di  interrogazione,  di
                esercitare   i   poteri   di   vigilanza    e
                sostitutivi  di cui all'art.  17  della  l.r.
                4.1.1984  n.  1 e dell'art. 24 dello  Statuto
                del  Consorzio  ASI di Messina,  al  fine  di
                evitare   e   porre  rimedio   ad   eventuali
                violazioni  di legge e di regolamento,  o  al
                fine  di  prevenire possibili fattispecie  di
                conflitti di interesse». (685)

   CURRENTI - CAPUTO - FALZONE

                   «Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore    per    il    territorio    e
                l'ambiente, premesso che:

                   il  Consiglio  comunale di Fiumefreddo  di
                Sicilia   (CT),  con  delibera  n.   49   del
                16.07.1977, ha approvato il Piano  regolatore
                generale,   privo  tuttavia  delle   relative
                prescrizioni esecutive;

                   l'assessore comunale competente,  infatti,
                ha   ritenuto  corretto  rinviare  l'adozione
                delle   P.E.   ad   un   momento   successivo
                all'esame   delle   osservazioni   presentate
                dagli interessati;

                   nel  gennaio 2002, la Regione ha rimandato
                indietro  l'incartamento del  PRG  disponendo
                la     contestuale     approvazione     delle
                prescrizioni esecutive;

                   nonostante          le           reiterate
                sollecitazioni dell'A.R.T.A. e la  successiva
                nomina  di un commissario ad acta, il  Comune
                di   Fiumefreddo  non  ha  ancora  provveduto
                all'adozione dei provvedimenti in parola;

                   considerato che:

                   con  l'interrogazione n.  1118  presentata
                nella   scorsa  legislatura  a  firma   dello
                scrivente  si  chiedevano urgenti  interventi
                sostitutivi  da parte dell'A.R.T.A.  ai  fini
                dell'adozione   e   successiva   approvazione
                dello    strumento   urbanistico   e    delle
                prescrizioni esecutive;

                   nella  risposta  all'interrogazione,  resa
                nella   seduta  dell'ARS  n.   158   del   16
                settembre    2003,   l'Assessore    per    il
                territorio  pro  tempore  riferiva  di  nuovi
                adempimenti   compiuti  nel   frattempo   dal
                Comune  di Fiumefreddo e stabiliva un termine
                di  tre  mesi per l'adozione dello schema  di
                massima del PRG;

                   l'Assessore  pro  tempore  si   impegnava,
                altresì,  a disporre l'intervento sostitutivo
                qualora,  trascorsi i tre mesi, il Comune  di
                Fiumefreddo non avesse adempiuto  al  proprio
                obbligo;

                   rilevato che:

                   con  delibera  consiliare  n.  44  del   6
                maggio  2004,  il  Comune di  Fiumefreddo  ha
                approvato   la   variante  al  programma   di
                fabbricazione tuttora vigente in assenza  del
                PRG;

                   tale   variante  è  stata  approvata   con
                decreto    del    Dirigente   generale    del
                Dipartimento urbanistica;

                   nessuna   notizia  è  pervenuta  circa   i
                promessi   interventi  sostitutivi  garantiti
                dall'Assessore pro tempore;

                   per sapere:

                   quali   siano  le  ragioni  per  le  quali
                nessun   intervento  sostitutivo  sia   stato
                adottato, nonostante l'inerzia del Comune  di
                Fiumefreddo;

                   se  non  ritengano indifferibile la nomina
                di   un   commissario  ad  acta  che  proceda
                all'adozione   dello  strumento  urbanistico,
                indispensabile  per l'ordinato  sviluppo  del
                territorio;

                   se   non   ritengano  necessario  disporre
                un'ispezione  amministrativa   al   fine   di
                accertare  eventuali  irregolarità  nell'iter
                di   adozione  del  PRG  di  Fiumefreddo   di
                Sicilia». (686)

                                              BARBAGALLO

                   «All'Assessore  per  la  sanità,  premesso
                   che:

                   nella nostra regione esiste una sola  sede
                della Facoltà di Medicina Veterinaria che  si
                trova ubicata a Messina;

                   ciò  comporta intuibili disagi per  coloro
                che risiedono in altre città;

                   tale  Facoltà prevede, come nella  maggior
                parte  dei  casi, la frequenza quotidiana  ai
                corsi  obbligando  coloro  che  decidono   di
                frequentare  quella Facoltà a  trasferirsi  a
                Messina  per  quattro anni,  con  conseguenti
                costi da sostenere per il soggiorno;

                   la   regione   Sicilia  è  un   territorio
                prevalentemente   a  vocazione   agricola   e
                zootecnica   e   necessita  sempre   più   di
                personale qualificato;

                   per sapere:

                   se   il   Governo  regionale  non  ritenga
                opportuno  istituire un corso  di  laurea  in
                Medicina     Veterinaria     anche     presso
                l'Università  di  Palermo, in  considerazione
                del  fatto che si verrebbero a creare  almeno
                due  poli,  uno occidentale ed uno orientale,
                per facilitare gli studenti;

                   se  non  ritenga necessario  integrare  il
                protocollo d'intesa (D.A. 10/12/2003) tra  la
                Regione  siciliana e l'Università di  Palermo
                prevedendo quindi l'istituzione di  un  corso
                di  laurea in Medicina Veterinaria  con  sede
                in Palermo». (687)

                   VICARI

                   «All'Assessore   per   il   territorio   e
                l'ambiente, premesso che:

                   la  zona  denominata 'Pantano  Longarini',
                ricadente  nel  territorio di  Pachino  (SR),
                bonificata  fra gli anni '60 e  '70  per  una
                superficie di circa 100 ettari, come  azienda
                agricola  ittica ha perso ormai da  tempo  la
                vecchia caratteristica di zona limicola,  per
                effetto della realizzazione di canali  lunghi
                30  metri  e per una profondità di 3-4  metri
                collegati  al  Mar Mediterraneo  e  destinati
                all'allevamento intensivo di pesce marino;

                   altresì, tra un canale e l'altro,  dove  è
                stato   accumulato  tutto  il  materiale   di
                scavo,   sono   stati   impiantati   vigneti,
                colture specializzate, serre e frangivento;

                   le  suddette  opere di bonifica  risultano
                regolarmente   censite   presso   1'UTE    di
                Siracusa  e nel rilievo topografico  dell'IGM
                (Istituto Geografico Militare) del 1967;

                   considerato che:

                   nel  febbraio 1984, con l'approvazione del
                PRG,  il  Comune  di  Pachino,  basandosi  su
                cartografie  obsolete in  cui  non  risultava
                l'avvenuta  bonifica a zona di  acquacoltura,
                classificava detta zona come zona  'G'  (zona
                umida)   e   quindi   a   vincolo   assoluto,
                bloccando  di fatto ogni attività  lavorativa
                con conseguenti ingenti danni economici;

                   successivamente  il  Comune  di   Pachino,
                senza   avere   fatto   alcuna   verifica   o
                perimetrazione dello specchio  d'acqua  della
                zona   bonificata,   inviava   alla   Regione
                siciliana,  per l'istituzione  delle  riserve
                dei  pantani della Sicilia sud-orientale tali
                cartografie ormai errate;

                   in  data  10.06.1991, l'Assessore  per  il
                territorio    e   l'ambiente   pro    tempore
                approvava  il  decreto 970/91, con  il  quale
                tutta  la  suddetta  zona  bonificata  veniva
                classificata  come  zona  'A'  ,  cioè  sulla
                quale  non è consentita alcuna opera e quindi
                a vincolo assoluto;

                   la  conseguenza  di tale  provvedimento  è
                stata   il   blocco  di  tutte  le   attività
                agricole e ittiche; i tentativi da parte  dei
                proprietari  delle  aziende  operative  nella
                suddetta   zona  di  chiarire  l'equivoco   e
                quindi  di  ottenere  la  cancellazione   dei
                vincoli sono sempre stati vani;

                   per   sapere   quali  interventi   urgenti
                intenda  porre in essere al fine di  disporre
                gli  opportuni  sopralluoghi ed  accertamenti
                per   verificare   le   opere   di   bonifica
                realizzate  nella  zona  denominata  'Pantano
                Longarini'  e  di  ripristinare  le  proficue
                attività  di  agricoltura e di  acquacoltura,
                importanti  risorse economiche  e  lavorative
                per la provincia di Siracusa». (689)

                                              CONFALONE

                   «Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore    per    il    turismo,     le
                comunicazioni e i trasporti, premesso che  le
                Aziende  termali di Acireale  e  di  Sciacca,
                costituite   con   decreto  legislativo   del
                Presidente della Regione siciliana  n.12  del
                20  dicembre  1954, hanno dovuto  avviare  un
                percorso  di  trasformazione  in  S.p.A.   ai
                sensi della legge 27 aprile 1999, n. 10;

                   visto  l'art.  119 della  legge  regionale
                n.17  del  2004,  con il quale  si  è  voluto
                tutelare   il   personale   in   capo    alle
                rispettive aziende termali;

                   preso    atto    che   la   trasformazione
                giuridica  è  stata ultimata a  dicembre  del
                2005  e che a partire da tale data si è  dato
                seguito  a  rendere operativi i  consigli  di
                amministrazione  delle Terme  di  Acireale  e
                Sciacca S.p.A.;

                   visti   i  successivi  provvedimenti   del
                dirigente generale dell'Assessorato  Turismo,
                comunicazioni e trasporti della Regione,  con
                i  quali si è provveduto a dare delle precise
                direttive  al  fine di rendere  operative  le
                Terme   di  Acireale  e  Sciacca  S.p.A.   in
                applicazione delle leggi suddette;

                   vista   la   nota  del  luglio  2006   del
                direttore  generale, dott. A. Porretto,  dove
                si  ribadisce l'improcastinabile scadenza del
                31  luglio  c.a.,  per la  presentazione  del
                piano  industriale  da parte  dei  rispettivi
                C.d.A.,     momento     determinante      per
                l'applicazione   dell'art.119   della   legge
                regionale   n.  17  del  2004   che   darebbe
                definitiva collocazione al personale in  atto
                presente alle terme;

                   visto  che  tra  i provvedimenti  adottati
                dai  rispettivi  consigli di  amministrazione
                nelle  more dell'applicazione della legge  n.
                17  del  2004,  art.119, vi è la  stipula  di
                convenzioni con le Aziende termali  regionali
                di  Acireale  e  Sciacca per  l'utilizzo,  da
                parte   delle   società   per   azioni,   del
                personale  dipendente delle Aziende  autonome
                delle Terme;

                   visto    che    le   ultime    convenzioni
                sottoscritte tra le S.p.A Terme e le  Aziende
                autonome    in   riferimento   al   personale
                presentano anche delle deroghe al D.L.vo  del
                Presidente della Regione siciliana n. 12  del
                20 dicembre 1954;

                   considerato  che  tale  deroga,  a  parere
                degli  interroganti,  presenta  dei  vizi  di
                legittimità;

                   per  sapere quali siano le loro rispettive
                posizioni  su  tale  situazione,  e,  ove  si
                ravvisasse  una  violazione dei  diritti  dei
                lavoratori  delle Terme, quali  provvedimenti
                intendano  avviare per il ripristino  di  una
                sana   e  corretta  gestione  delle  stesse».
                (620)

                                         DI      BENEDETTO-DI
                                         GUARDO-NICOTRA-
                                         VILLARI

                   «All'Assessore   per   il   territorio   e
                l'ambiente, premeso che:

                   nel  1998 fu rilasciata alla società 'Open
                Land'  una  concessione edilizia in sanatoria
                inerente   la   costruzione  di   una   serra
                agricola   florovivaistica,  insistente   nel
                territorio  comunale di  Siracusa,  in  Viale
                Epipoli 252;

                   successivamente,    con     autorizzazione
                edilizia  n. 3285 del 07/12/2000,  il  Comune
                di   Siracusa   autorizzò   la   manutenzione
                straordinaria  della serra ed il  suo  cambio
                di  destinazione  d'uso da  'commerciale'  in
                'sala ristorante';

                   in  data 5.6.2006 il Comune di Siracusa ha
                rilasciato      un'ulteriore      concessione
                edilizia,  la n. 124/06, per la realizzazione
                di  una  veranda coperta di pertinenza  della
                serra;

                   considerato che:

                   il   sito  interessato  dalla  costruzione
                ricade     all'interno    di    un     'Parco
                Archeologico'  in cui, ai sensi  del  vigente
                Piano  Regolatore Generale, è  fatto  obbligo
                di       intervenire      mediante      piano
                particolareggiato,    mai    approvato    dal
                Consiglio  comunale ma da  redigersi  a  cura
                della Soprintendenza ai BB.CC.AA.;

                   essendo     l'area     sprovvista      del
                Piano  particolareggiato obbligatorio,  nella
                succitata  concessione edilizia  n.  124  del
                5/06/2006  si legge che essa viene rilasciata
                'a  termine sino all'approvazione  del  piano
                particolareggiato    medesimo',    con    una
                procedura  quantomeno singolare ed innovativa
                che   istituisce  concessioni   edilizie   'a
                scadenza'    fino   all'approvazione    dello
                strumento urbanistico propedeutico previsto

                   nel   nuovo   Piano  Regolatore  Generale,
                adottato dal Comune di Siracusa ed in  questo
                momento  all'esame  del  C.R.U.,  l'area   in
                oggetto  è  confermata quale zona  F3  'Parco
                delle Mura Dionigiane';

                   preso atto che:

                   i lavori in oggetto hanno avuto inizio;

                   ove  legittimo, il procedimento  descritto
                potrebbe autorizzare la nascita di ettari  di
                ristoranti e strutture assimilabili in  luogo
                delle serre;

                   per sapere:

                   se   le  serre  agricole  come  quelle  in
                oggetto,   in  struttura  precaria   leggera,
                chiusa da pannelli traslucidi e copertura  in
                plastica,    possano   essere   oggetto    di
                concessione edilizia in sanatoria;

                   se  una  serra agricola possa considerarsi
                a  destinazione  d'uso  'commerciale'  e,  da
                questo,  mutare la sua destinazione d'uso  in
                'ristorante';

                   se  non  si  ritenga  illegittima,  per  i
                motivi suesposti, la concessione edilizia  n.
                124 del 05/06/2006;

                   se  non  si  ravvedano elementi  di  grave
                irregolarità    nel    procedimento     sopra
                descritto  e,  in  caso  affermativo,   quali
                iniziative   immediate  intenda  adottare   a
                tutela    della   legalità   e   del    Parco
                Archeologico in oggetto». (692)

                                              DE BENEDICTIS

                   «Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore   per   la   cooperazione,   il
                commercio,   l'artigianato   e   la    pesca,
                premesso che:

                   con  decreto 21 aprile 2006 dell'Assessore
                per  la  pesca, pubblicato nella GURS  del  5
                maggio   2006  n.  23,  poi  modificato   con
                successivo decreto 9 agosto 2006, sono  stati
                disciplinati   i   periodi  di   interruzione
                temporanea   obbligatoria   per   la    pesca
                professionale al fine di tutelare le  risorse
                ittiche;

                   tale  fermo  è  esteso  anche  alla  pesca
                sportiva,  ad esclusione di quella effettuata
                dalla  terraferma o da natante  con  lenza  a
                mano o bolentino;

                   considerato che:

                   la  disciplina risultante dai due  decreti
                è  più restrittiva per la pesca sportiva  che
                non  per  quella professionale; per la  pesca
                professionale,  infatti, i periodi  di  fermo
                sono  di trenta giorni e, all'interno  di  un
                arco  temporale delimitato, agli operatori  è
                consentito  scegliere le  date  di  inizio  e
                fine dell'interruzione temporanea;

                   la   pesca   sportiva,   invece,   risulta
                impraticabile da agosto a dicembre e  nessuna
                autorizzazione viene rilasciata per tutte  le
                discipline che prevedono l'uso di  canne;  le
                capitanerie   di   porto,   infatti,    hanno
                applicato      tali      decreti      secondo
                l'interpretazione   più    rigida    negando,
                addirittura,      l'autorizzazione       allo
                svolgimento delle gare di traina  costiera  e
                traina  d'altura  per  la  qualificazione  ai
                campionati italiani assoluti del 2007;

                   l'entità  del prelievo ittico della  pesca
                sportiva   è   talmente   ridotta   da    non
                influenzare il periodo di riproduzione  delle
                diverse specie;

                   l'attività  dei  pescasportivi  si  svolge
                sotto    il   controllo   della   federazione
                sportiva  riconosciuta  dal  CONI   e   nella
                rigorosa  osservanza dei regolamenti  vistati
                dalla stessa federazione;

                   per  sapere  se  non  ritengano  opportuno
                procedere   alla   immediata   modifica   dei
                decreti   suddetti,  dettando  una  normativa
                differenziata per la pesca sportiva».(695)

                                              BARBAGALLO

                   «All'Assessore    per    la    sanità    e
                all'Assessore  per il lavoro,  la  previdenza
                sociale,   la   formazione  professionale   e
                l'emigrazione, premesso che:

                   l'ufficio   provinciale  del   lavoro   di
                Catania  ha avviato al lavoro presso la  Casa
                di   cura   Carmide,  facendo  seguito   alle
                richieste  della stessa, un operaio  generico
                iscritto    nell'elenco    provinciale    dei
                disabili nella categoria invalidi civili;

                   tuttavia,    quando   l'operaio    si    è
                presentato  presso la Casa  di  Cura  per  la
                firma  del  contratto, l'assunzione  è  stata
                rifiutata   col  pretesto  che  la  qualifica
                posseduta   non  soddisfaceva   le   esigenze
                dell'azienda;

                   per  sapere come valutino il comportamento
                della   Casa   di  cura  che   ha   rifiutato
                l'assunzione dell'operaio senza un  legittimo
                motivo». (696)

                                                 FIORENZA

                   «All'Assessore   per   il   territorio   e
                l'ambiente, premesso che:

                   provenienti  da diversi Comuni,  risultano
                diverse      richieste     di     chiarimento
                all'Assessorato   regionale   territorio   ed
                ambiente   in   merito  alla  circolare   del
                Ministero degli Interni - Dipartimento  degli
                affari  interni  e territoriali  -  Direzione
                Centrale  per le Autonomie - Sportello  delle
                Autonomie  n.  1 del 27/04/2005,  contenente,
                tra   l'altro,  chiarimenti  in  merito  alle
                Commissioni Edilizie Comunali composte  anche
                da    organi   politici   quali   consiglieri
                comunali, assessore delegato dal Sindaco,  lo
                stesso Sindaco;

                   la  circolare ministeriale in argomento  è
                stata  emessa  a seguito del parere  n.  2447
                del  21/05/2003  espresso  dal  Consiglio  di
                Stato  in merito alla materia di che trattasi
                e  in  attuazione della disciplina  normativa
                che  ha  introdotto  nel  nostro  ordinamento
                giuridico  il principio, ormai consolidato  e
                di  portata generale, della netta separazione
                fra   le   funzioni  di  indirizzo  politico-
                amministrativo e quelle di gestione;

                   il  Consiglio  di Stato si è  espresso  in
                maniera  inequivocabile e  più  precisamente:
                ne   consegue  che  la  presenza  di   organi
                politici    nella    commissione    edilizia,
                deputata  a  pronunciarsi  su  richieste   di
                autorizzazioni e concessioni edilizie, non  è
                più    consentita   dall'assetto    normativo
                attuale.    Qualora   tale    presenza    sia
                espressamente    prevista   da    regolamenti
                comunali,    gli    enti   locali    dovranno
                provvedere alle necessarie modifiche ;

                   considerato  che al riguardo, risulterebbe
                che  l'Assessorato  regionale  territorio   e
                ambiente,  a  seguito del citato  parere  del
                Consiglio   di  Stato  n.  2447/03,   avrebbe
                sostenuto  nei confronti di alcuni comuni,  a
                nostro  avviso  correttamente, la  prevalenza
                delle  disposizioni  legislative  rispetto  a
                quelle     regolamentari     previste     dai
                regolamenti      edilizi     comunali,      e
                conseguentemente, nelle more delle  modifiche
                dei     regolamenti    medesimi,    l'obbligo
                dell'organo   politico   di   astenersi   dal
                prendere  parte alle sedute delle commissioni
                edilizie,  pena  l'eventuale annullamento  in
                sede    giurisdizionale   dei   provvedimenti
                concessori dei comuni,

                   per  sapere  quali iniziative siano  state
                intraprese     dall'Assessorato     regionale
                territorio ed ambiente per far si  che  tutti
                i  comuni  siciliani applichino,  in  maniera
                tempestiva   e   uniforme,   gli    indirizzi
                espressi  dal  Consiglio  di  Stato   e   dal
                Ministero   degli  Interni  in   materia   di
                composizione   delle   commissioni   edilizie
                comunali». (697)

                                          GUCCIARDI         -
                                          BARBAGALLO

   Le  interrogazioni testé annunziate sono state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   FLERES, segretario:

                   «Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore   per   l'agricoltura   e    le
                foreste, premesso che:

                   nei giorni scorsi la Montepaschi Serit  ha
                notificato   ventiquattromila   cartelle   di
                pagamento   agli  agricoltori  di   trentasei
                Comuni  della provincia di Messina  su  ruoli
                emessi dal consorzio di bonifica n. 11;

                   il  consorzio di bonifica n.  11  è  stato
                istituito  con la legge regionale n.  45  del
                1995   e   ha   raggruppato  i   preesistenti
                Alcantara, Mela e Nebrodi che sono stati,  di
                conseguenza, posti in liquidazione;

                   prima  del  1995  gli agricoltori  avevano
                chiesto  lo  scioglimento del  consorzio  del
                Mela  perché  aveva notificato  pagamenti  di
                somme  senza aver mai erogato alcun servizio;
                oggi  si  propone  un'analoga  questione:  il
                consorzio  di bonifica n. 11 ha  richiesto  a
                ciascun  agricoltore l'importo di euro  10,33
                per  coprire le spese di funzionamento di una
                struttura   che,  in  realtà,  non  favorisce
                l'agricoltura,  non eroga  alcun  servizio  e
                non distribuisce le acque per l'irrigazione;

                   risulta  rilevante l'analisi  dello  stato
                di  tale consorzio che, dopo 11 anni, non  ha
                ancora reso noto nè il programma operativo  e
                i  relativi  interventi, né la  registrazione
                di  alcun  confronto  con  le  organizzazioni
                professionali  agricole  e  con  le  comunità
                locali;

                   considerato  che,  ai sensi  dell'art.  10
                della   legge  regionale  n.  45   del   1995
                surrichiamata:

                   le  spese per la manutenzione ordinaria  e
                la  gestione delle reti irrigue in  esercizio
                sono  a carico dei consorziati in proporzione
                del   beneficio   che  essi  traggono   dalle
                medesime     tabelle     di     contribuzione
                predisposte dai consorzi;

                   i  contributi  e i canoni dovevano  essere
                determinati sulla base di apposito  piano  di
                classifica  per il riparto della contribuenza
                che  il  consorzio  doveva predisporre  entro
                sei  mesi dalla sua istituzione e che  doveva
                essere  approvato con decreto  dell'Assessore
                regionale per l'agricoltura e foreste;

                   per conoscere se:

                   risulti  che  il consorzio di bonifica  n.
                11  abbia  predisposto il piano di classifica
                per  il  riparto della contribuenza  entro  i
                sei  mesi dall'entrata in vigore della  legge
                e    se    questo    sia   stato    approvato
                dall'Assessore regionale per l'agricoltura  e
                le foreste;

                   le  deliberazioni  siano state  depositate
                presso     gli     ispettorati    provinciali
                dell'agricoltura e foreste competenti per  il
                territorio;

                   non ritengano opportuno:

                   avviare  le iniziative necessarie affinché
                il  consorzio ritiri immediatamente  i  ruoli
                emessi  e  non validi, ai sensi dell'art.  10
                della  legge  regionale n. 45  del  1995,  in
                quanto  i contributi ed i canoni sono  dovuti
                unicamente  dai  consorziati  serviti   dagli
                impianti  irrigui e in ragione  dei  benefici
                effettivamente  conseguiti  a  seguito  della
                realizzazione  e  messa  in  funzione   delle
                opere e degli impianti;

                   avviare    tutte    le    procedure     di
                accertamento   di  illegittimità   esistenti,
                denunciate   dai  consorziati,  e  provvedere
                allo  scioglimento  e messa  in  liquidazione
                del consorzio di bonifica n. 11». (7)

                   (L'interpellante  chiede  lo   svolgimento
                   con urgenza)

   BALLISTRERI

                   «Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore per la famiglia,  le  politiche
                sociali  e  delle autonomie locali,  premesso
                che,  nonostante  i  55  Distretti  socio   -
                sanitari  della  Sicilia abbiano,  da  tempo,
                ricevuto   le   risorse   finanziarie    loro
                assegnate  per  l'attivazione dei  servizi  e
                degli  interventi previsti nei piani di zona,
                ad  oggi,  come  si evince  dal  Decreto  del
                Presidente  della  Regione siciliana  n.  282
                del  28  ottobre  2005 'Programmazione  degli
                interventi  di  cui  al  documento  <Analisi,
                orientamento  e  priorità Legge  n.  328  del
                2000  -  triennio 2004/2006>', come integrato
                dal   D.P.R.S.  dell'8  maggio  2006  e  come
                dichiarato  pubblicamente dall'Assessore  per
                la   famiglia,  le  politiche  sociali  e  le
                autonomie  locali, oltre il 50 per cento  dei
                servizi  previsti nei piani di zona non  sono
                stati ancora attivati;

                   considerato che:

                   tali    notevoli    ritardi,    che     si
                ripercuotono   pesantemente   sugli    utenti
                bisognosi degli interventi programmati,  sono
                dovuti     prevalentemente     al     mancato
                aggiornamento  professionale degli  operatori
                pubblici, componenti dei gruppi-piano, e  dei
                coordinatori  degli stessi,  alle  prese  con
                rilevanti novità;

                   in  particolare, nonostante  la  Direttiva
                assessoriale prot. n. 548 del 6 aprile  2005,
                permangono    notevoli    difficoltà    sulle
                modalità di affidamento dei servizi, a  causa
                del   sovrapporsi   di   norme   comunitarie,
                nazionali  e  regionali che hanno contribuito
                in   maniera  rilevante  all'accumularsi  dei
                ritardi  in  questione,  legate  anche   alla
                necessità  di definire le procedure  per  gli
                atti  di  indirizzo dei comitati dei  Sindaci
                rivolti ai coordinatori dei gruppi-piano;

                   rilevato  che, con il citato  D.P.R.S.  n.
                282  del  2005, come integrato  dal  D.P.R.S.
                dell'aprile   2006,  è  stata  approvata   la
                programmazione  del  secondo   triennio   dei
                piani   di   zona,   che  rischia   anch'essa
                notevoli ritardi nell'avvio delle procedure;

                   per   conoscere  quale  sia   il   proprio
                intendimento circa :

                   la  necessità  di  accelerare  al  massimo
                l'avvio  dei  percorsi  di  formazione  e  di
                aggiornamento   professionale   affidati   al
                CIAPI  di  Priolo Gargallo ed  al  CEFPAS  di
                Caltanisetta,    rivolti    agli    operatori
                pubblici   impegnati   nell'attivazione   dei
                piani   di   zona   ed  in   particolare   ai
                componenti  dei  gruppi-piano  ed   ai   loro
                coordinatori;

                   l'opportunità   che   detti    corsi    di
                formazione  e  di aggiornamento professionale
                siano strutturati con un programma teorico  -
                pratico,  con  particolare  riferimento  alle
                modalità  di  affidamento  dei  servizi,  che
                preveda  anche  attività di  laboratorio  con
                predisposizione  in aula di  schemi  di  atti
                amministrativi   al   fine   di   un'adeguata
                preparazione tecnica degli operatori;

                   l'opportunità    di    predisporre     con
                immediatezza  un  disegno  di   legge   sulle
                modalità di affidamento dei servizi  socio  -
                sanitari  snello, puntuale ed  adeguato  come
                da  impegno assunto dal Governo della Regione
                con D.P.R.S. n. 243 del 4 novembre 2002;

                   l'opportunità  di inviare, nei  distretti,
                referenti   tecnici  di  parte   pubblica   o
                'acceleratori'  dei processi  neoformati  con
                qualche possibile deficit di esperienza  (sia
                tecnica  che  amministrativa) e, quindi,  con
                probabili   scarsi   risultati   sul    piano
                dell'assistenza         tecnica         volta
                all'accelerazione     dei     processi     di
                attivazione  dei servizi previsti  nei  piani
                di  zona  del  I triennio e sul pronto  avvio
                dei  percorsi  di costruzione e gestione  dei
                piani di zona del II triennio;

                   se  non  ritenga, nell'attuale congiuntura
                di  costituire un nucleo centrale di  livello
                regionale  di esperti dotati della necessaria
                professionalità  ed  esperienza  tecnica   ed
                amministrativa  che  possano  offrire      la
                propria         adeguata          consulenza,
                telefonicamente, on line, e tramite  incontri
                con  gli operatori dei gruppi-piano a livello
                centrale  o  presso le sedi  dei  distretti».
                (8)

                                               DI MAURO-LOMBARDO

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato di respingere le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   FLERES, Segretario:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   è  stato predisposto un progetto esecutivo
                per  l'avvio  dei lavori di ristrutturazione,
                restauro   e   consolidamento   dell'edificio
                religioso  della Chiesa della  della  Madonna
                del  Soccorso  nel  comune  di  Prizzi  (PA),
                diocesi di Monreale;

                   Considerato      che     l'Amministrazione
                comunale   e  il  parroco  hanno  più   volte
                sollecitato  il  finanziamento  del  progetto
                per  salvaguardare l'importante  chiesa,  che
                costituisce    un   esempio   di    pregevole
                architettura, oltre che un punto di  raccolta
                per i fedeli del comune del Corleonese;

                   Ritenuto    che    l'intervento    riveste
                carattere  di somma urgenza perché  vi  è  il
                pericolo   che  i  ritardi  negli  interventi
                possano      compromettere     in      misura
                irreversibile la struttura,

                     impegna il Presidente della
                               Regione
                             e per esso
                       l'Assessore per i beni
                   culturali, ambientali  e per la
                        pubblica istruzione,

                  l'Assessore per i lavori pubblici
                  e l'Assessore per la famiglia, le
                  politiche sociali e le autonomie
                               locali

                   ad  attivare tutte le necessarie procedure
                per  ottenere  il finanziamento del  progetto
                di  restauro della Chiesa Madre di  Prizzi  e
                per  consentire la salvaguardia dell'edificio
                religioso». (111)

                                     CAPUTO-STANCANELLI-
                                     FALZONE-
                                     CURRENTI-GRANATA

                          «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   con  D.P.R.  n. 208 del 2001 in attuazione
                del  decreto  ministeriale del  10  settembre
                2001   sono  state  istituite  in  Italia   7
                direzioni  interregionali  della  Polizia  di
                Stato    con   funzioni   organizzative    ed
                amministrative,    di    documentazione     e
                logistica   e  con  compiti  di  supporto   a
                reparti territoriali;

                   alle  medesime direzioni sono state  anche
                assegnate funzioni ispettive, di controllo  e
                di vigilanza operativa;

                   Considerato   che   è   stata   inaugurata
                dall'allora   Ministro   dell'Interno,    on.
                Bianco, la sede del Centro interregionale  di
                Polizia  di Stato a Catania con giurisdizione
                per tutta la Sicilia e la Calabria;

                   Ritenuto    che,    nel    contesto    dei
                provvedimenti  emanati dal Governo  nazionale
                per   la  riduzione  e  la  razionalizzazione
                della  spesa  pubblica, è stata  prevista  la
                chiusura  di  tutti  i Centri  direzionali  e
                quindi anche di quello di Catania;

                   Valutato   che  tale  provvedimento,   che
                certamente    non   riveste   una    notevole
                incidenza  dal  punto  di  vista  dei   costi
                gestionali,  determina un  forte  segnale  di
                arretramento   da  parte  delle   istituzioni
                nella  direzione della difesa della  legalità
                e  del contrasto alla criminalità mafiosa  in
                Sicilia e in Calabria;

                   Considerato che l'opinione diffusa è  che,
                mentre  le  organizzazioni mafiose si  stanno
                riorganizzando  con  una grave  recrudescenza
                dei  fenomeni  legati  alla  commissione   di
                gravi  reati,  vengono  soppresse  importanti
                strutture  operative finalizzate al controllo
                del  territorio  e  all'organizzazione  delle
                forze di polizia;

                   Valutato infine che:

                   è  necessario adottare tutte le iniziative
                di  carattere  politico e  istituzionale  per
                garantire   il   mantenimento   del    Centro
                interregionale,

                   anche  e il sindacato di Polizia di  Stato
                CONSAP   è   intervenuto  pubblicamente   per
                denunciare  le  disfunzioni organizzative  ed
                operative  che  deriverebbero nel  territorio
                dalla  chiusura del Centro interregionale  di
                Catania,

                         impegna il Governo della Regione

                   ad   intervenire   presso   il   Ministero
                dell'Interno  ed  i Prefetti  delle  Province
                siciliane  e della Regione Calabria  al  fine
                di adottare iniziative per la salvaguardia  e
                il   mantenimento   del  Centro   direzionale
                interregionale  della  Polizia  di  Stato  di
                Catania». (112)

                                     CAPUTO-STANCANELLI-
                                     FALZONE-
                                     CURRENTI-GRANATA-
                                     POGLIESE

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   il  Consiglio  dei Ministri, nella  seduta
                del  29  settembre  2006,  ha  approvato   il
                disegno di legge finanziaria per l'anno  2007
                che   prevede,  tra  l'altro,  tra  le  varie
                norme,  anche l'istituzione di un  contributo
                di  ingresso e di soggiorno a partire dal  1
                gennaio   2007,  assegnando  ai   Comuni   la
                facoltà  di  istituire o  meno  questa  nuova
                imposta;

                   Considerato che tale contributo è posto  a
                carico   dei   soggetti  non  residenti   che
                prendono  alloggio in strutture ricettive  ed
                è  destinato  a  finanziare  la  manutenzione
                urbana ed i centri storici;

                   la  misura  del contributo,  stabilita  in
                rapporto   alla  categoria  delle   strutture
                alberghiere,   potrà   essere   fissato   nel
                massimo di euro 5,00 per ogni notte;

                   Ritenuto che:

                   questa nuova normativa ripropone di  fatto
                la  vecchia  imposta  di soggiorno  istituita
                nel   1910   e   anche  allora  destinata   a
                finanziare   lo   sviluppo   delle   stazioni
                climatiche balneari,

                   detta  imposta  venne  abrogata  nel  1989
                perché determinava un irrazionale aggravio  a
                carico  delle strutture alberghiere e non  ha
                comportato    alcun    rilevante    vantaggio
                economico per i Comuni interessati;

                   tale  abrogazione, peraltro, non determinò
                una   riduzione   dei  costi   alle   imprese
                alberghiere,  in  quanto il relativo  gettito
                confluì  nell'ICIAP  e da  ultimo  nell'IRAP,
                continuando  quindi,  sia  pure  sotto  altre
                spoglie,  a  gravare comunque  sulle  imprese
                alberghiere;

                   Valautato  che  questa  proposta  andrà  a
                gravare  unicamente  nei  confronti  di   chi
                alloggia     nelle    strutture     ricettive
                tradizionali (alberghi, villaggi,  residence,
                campeggi),  trascurando tutte le altre  forme
                di  accoglienza  più  o  meno  sommerse,  nei
                confronti   delle  quali  i  controlli   sono
                praticamene impossibili;

                   in  ogni caso, questa proposta determinerà
                comunque  una  disparità di  trattamento  tra
                coloro  che  alloggiano  in  albergo,  e  che
                pertanto  già  contribuiscono  a  valorizzare
                economicamente i luoghi turistici,  e  coloro
                che si dedicano al turismo escursionistico  e
                pendolare;

                   oltre  alla circostanza che si  creerà  un
                forte  senso  di disorientamento  in  quanto,
                attesa   la   discrezionalità  in   capo   ai
                sindaci,  i  turisti  pagheranno  in   alcuni
                Comuni l'imposta, in altre no;

                   Considerato  inoltre che l'istituzione  di
                tale  tributo  inciderà  negativamente  sulle
                iniziative  che questo Governo sta  adottando
                per   incentivare  e  promuovere  il   nostro
                sistema turistico all'estero;

                   Valutato altresì che tale provvedimento  è
                stato  di  fatto  contestato sia  dall'Unione
                regionale    degli   albergatori   siciliani,
                dall'associazione Albergatori Taormina  e  da
                tutti  gli alberghi siciliani associati,  sia
                da  tutte  le altre categorie che uniscono  i
                rappresentanti   di   tutte   le    strutture
                ricettive dell'Isola,

                        impegna il Presidente della Regione
                                  e per esso
                   l'Assessore per il turismo, le
                     comunicazioni e i trasporti
                 e l'Assessore per il bilancio e le
                               finanze

                   ad  intervenire  presso il  Ministero  dei
                Trasporti al fine di cancellare questa  norma
                dalla finanziaria nazionale,

                      impegna altresì il Governo regionale

                   ad  inviare una circolare a tutti i Comuni
                della  Sicilia  per  evitare  l'adozione   di
                questa  imposta  che,  pur  non  determinando
                alcun    consistente    ritorno    economico,
                penalizzerà   ulteriormente   e   ancor   più
                gravemente  il sistema turistico  alberghiero
                siciliano». (113)

                                      CAPUTO-STANCANELLI-
                                      FALZONE-
                                      CURRENTI-GRANATA-
                                      POGLIESE

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   l'Ufficio Risorse umane della SMA  S.p.A.,
                con  sede  in  Rozzano (MI), località  Milano
                Fiori,  Strada  8  Palazzo  N.,  in  data  28
                settembre   2006  ha  comunicato   di   avere
                avviato la procedura per la dichiarazione  di
                mobilità  - riduzione di personale,  ex  art.
                24  della  legge 23 luglio 1991, n.  223,  ai
                sensi dell'art. 4 della stessa legge, per  37
                lavoratori impegnati nel deposito  di  Capaci
                (PA), Contrada Case Troia;

                   Considerato che la motivazione  dell'avvio
                della  procedura, che precede il regime della
                mobilità  e  probabilmente  dell'avvio  della
                cassa  integrazione, è stata  determinata,  a
                detta    dell'azienda,    dalla    cessazione
                dell'attività   dell'unità   produttiva    di
                Capaci,   adibita  al  deposito   alimentare,
                cessazione che è stata stabilita per la  fine
                di dicembre del corrente anno;

                   Ritenuto   che   la   motivazione    della
                mobilità   del   personale  è   stata   anche
                determinata,  da un lato dalle condizioni  di
                inefficienza  strutturale  del   deposito   e
                dall'altro  dalla  ritenuta  contrazione  dei
                fatturati delle unità di vendita;

                Valutato     che     questo     provvedimento
                ha  indubbiamente creato un  clima  di  forte
                tensione  tra il personale, in quanto,  è  di
                tutta   evidenza  che  si   tratta   di   una
                decisione  che  certamente determinerà,  alla
                lunga,  il  definitivo licenziamento  dei  37
                lavoratori,  ai  quali  tra  non   molto   si
                uniranno  anche  quelli  che  con  le  stesse
                qualifiche  operano negli altri  stabilimenti
                alimentari SMA in Sicilia;

                   Considerato   altresì  che  i   lavoratori
                hanno  fatto  ricorso alla  tutela  sindacale
                per chiedere la difesa dei loro diritti e  il
                mantenimento   del  posto  di  lavoro   anche
                attraverso  il  trasferimento  presso   altri
                depositi siciliani;

                   Valutato inoltre che:

                   è  stato fissato per la fine di ottobre lo
                sciopero    indetto   dalle    organizzazioni
                sindacali  di categoria e che si è deciso  di
                convocare  un tavolo di lavoro tra azienda  e
                sindacati     per    individuare    soluzioni
                alternative   finalizzate   ad   evitare   la
                mobilità;

                   vi   è  comunque  la  necessità,  per   la
                gravità  dei  provvedimenti,  che  anche   il
                Governo     regionale,     attraverso     gli
                Assessorati competenti e l'Agenzia  regionale
                per  il  lavoro, si attivi per  sostenere  le
                istanze  dei lavoratori e per valutare  quali
                provvedimenti  possano  essere  adottati  per
                consentire     all'azienda    di     superare
                l'oggettivo  momento di difficoltà  economica
                e imprenditoriale;

                   Considerato  infine che va  in  ogni  caso
                evitata      l'eventuale     adozione      di
                provvedimenti  aziendali che possano  mettere
                in    pericolo    i   livelli   occupazionali
                dell'azienda e dei lavoratori,

                          impegna    il   Presidente    della
                          Regione
                                    e per esso
                    l'Assessore per il lavoro, la
                      formazione professionale
                e l'emigrazione e l'Assessore per la
                     cooperazione, il commercio,
                      l'artigianato e la pesca

                   a   creare  un  tavolo  di  lavoro  presso
                l'Assessorato  regionale  del  lavoro,  della
                previdenza    sociale,    della    formazione
                professionale   e   dell'emigrazione,    alla
                presenza  dei  responsabili  della  SMA,  dei
                lavoratori  e  dei rappresentanti  sindacali,
                al  fine  di  adottare tutti i  provvedimenti
                necessari   per   salvaguardare   i   livelli
                occupazionali  e  per sostenere  le  esigenze
                aziendali della SMA» (114).

                                           CAPUTO           -
                                           STANCANELLI -
                                           FALZONE          -
                                           CURRENTI-
                                           GRANATA

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   in  data  23 ottobre, i Carabinieri  della
                Compagnia di Termini Imerese, coadiuvati  dai
                funzionari   dell'Ispettorato   del   Lavoro,
                hanno  effettuato un sopralluogo  all'interno
                di   un  cantiere  cittadino  destinato  alla
                realizzazione di 50 alloggi popolari;

                   Considerato  che dal controllo  effettuato
                è  emerso  che su 12 operai impegnati  ben  7
                non erano in regola;

                   Ritenuto   che   quanto   accertato    dai
                militari   dell'Arma  è  un'ulteriore   prova
                dell'enorme   diffusione   del   lavoro   non
                regolare  in  Sicilia che  coinvolge  imprese
                che   realizzano  sia  lavori  pubblici   che
                privati  e  che  investe  in  particolare   i
                settori dell'edilizia e dell'agricoltura;

                   Considerato anche che:

                   tutto   ciò   denota  non   soltanto   una
                situazione  di diffusa illegalità,  ma  anche
                una  condizione di pericolo per la  sicurezza
                nei posti di lavoro;

                   oltre   alla  circostanza  che   è   ormai
                accertato  che dietro il fenomeno del  lavoro
                nero  si  celano quasi sempre  gli  interessi
                delle  organizzazioni criminali  che  operano
                in Sicilia,

                 impegna il Presidente della Regione
                                 e per esso
              l'Assessore per il lavoro, la previdenza
                              sociale,
                    la formazione professionale e
                            l'emigrazione

                   ad    adottare    tutte   le    iniziative
                finalizzate  a contrastare il grave  fenomeno
                e   ad   assicurare   il   ripristino   della
                legalità». (115)

                                     CAPUTO-STANCANELLI-
                                     FALZONE-
                                     CURRENTI-GRANATA

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che la viabilità all'interno  del
                comprensorio  dell'Alto Belice Corleonese,  e
                in  particolare nei territori dei  comuni  di
                Vicari,  Prizzi,  Castronovo  di  Sicilia   è
                gravemente  compromessa dalle  condizioni  di
                generale dissesto delle strade provinciali;

                   Considerato   che  da  diverso   tempo   i
                Sindaci   dei   Comuni   interessati    hanno
                sollecitato   gli   uffici  della   Provincia
                regionale  di Palermo al fine di  ottenere  i
                necessari  interventi  di  sistemazione   dei
                tratti stradali interessati;

                   Valutato  che le difficoltà viarie,  oltre
                che  creare  problemi  alla  circolazione   e
                condizioni  generali  di  pericolo   per   la
                sicurezza  pubblica, impediscono  il  normale
                svolgimento   delle   attività   agricole   e
                imprenditoriali dell'intero comprensorio;

                   Considerato   altresì   che    si    rende
                indispensabile  l'avvio di un  intervento  di
                somma  urgenza  per ripristinare  la  normale
                percorribilità delle strade provinciali,

                       impegna il Presidente della Regione
                                 e per esso

  l'Assessore per i lavori pubblici

                   ad   intervenire   presso   la   Provincia
                regionale  di  Palermo e  l'Assessorato  alla
                viabilità,   al   fine  di   sollecitare   la
                realizzazione degli interventi richiesti;

                   ad   adottare   tutte  le  iniziative   di
                rispettiva   competenza  per  finanziare   le
                opere  necessarie  di ripristino  degli  assi
                viari». (116)

                                      CAPUTO-STANCANELLI-
                                      FALZONE-
                                      CURRENTI-GRANATA

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   la  legge  n. 109 del 1996, che regola  le
                norme in materia di sequestro e confisca  dei
                beni   sottratti   agli   appartenenti   alle
                organizzazioni  criminali  denominate   'Cosa
                Nostra',    prevede   l'assegnazione    degli
                immobili  anche  alle Forze  di  Polizia  per
                essere  destinati  a  sedi  operative  o   ad
                edilizia abitativa per i militari;

                   Considerato  che da diversi anni,  con  il
                parere favorevole dell'Agenzia del Demanio  e
                della   Prefettura  di  Palermo,  sono  stati
                assegnati  alla  Questura  del  capoluogo   e
                all'Arma  dei  Carabinieri oltre  50  alloggi
                definitivamente   confiscati    per    essere
                destinati  ad  ospitare i militari  impegnati
                nel territorio;

                   Ritenuto che nessuno di questi immobili  è
                stato   fino  ad  oggi  assegnato,   per   un
                conflitto   di  competenza  tra  Questura   e
                Agenzia   del   Demanio   in   ordine    alla
                titolarità  delle  somme  necessarie  per  la
                ristrutturazione dei fabbricati;

                   Considerato inoltre che, a causa  di  tale
                intoppo   burocratico,  importanti   immobili
                sottratti   a   Cosa  Nostra   rimangono   in
                condizioni di totale degrado e abbandono;

                   Valutato  che  i militari, aventi  diritto
                all'alloggio,  sono  costretti  a   ricorrere
                all'affitto,    i    cui    costi    incidono
                notevolmente sui rispettivi stipendi;

                   Atteso  che  la  Confederazione  Sindacale
                Autonoma  di  Polizia (CONSAPPA)  ha  in  più
                occasioni denunciato questo gravissimo  stato
                di  paralisi burocratica, che di fatto blocca
                l'assegnazione  di questi  alloggi,  fino  ad
                oggi  inutilizzati, abbandonati e  dei  quali
                alcuni  risultano essere anche utilizzati  da
                soggetti vicini ad ambienti malavitosi;

                   Ritenuto      altresì      che      appare
                indispensabile che il Governo della  Regione,
                in  attesa  di dotarsi di apposita normativa,
                adotti  qualsiasi provvedimento per  ottenere
                la  concessione degli alloggi alla Polizia di
                Stato e all'Arma dei Carabinieri,

                 impegna il Presidente della Regione
                                 e per esso
                                   l'Assessore alla
                          Presidenza e
                          l'Assessore  per  la famiglia, le
                          politiche sociali
                          e le autonomie locali

                   ad    adottare    tutte   le    iniziative
                finalizzate   a   sbloccare   la   gravissima
                situazione superiormente denunciata». (117)

                                             CAPUTO-
                                             STANCANELLI-
                                             FALZONE-
                                             CURRENTI-

   GRANATA

                         «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                  da  notizie  stampa si  è  appreso  che  la
                retribuzione          corrisposta          ai
                dirigenti  dell'Amministrazione regionale  in
                alcuni      casi     risulterebbe      essere
                particolarmente elevata;

                   specifico   riferimento  è   stato   fatto
                rispetto   ai   dirigenti  generali   ed   ai
                soggetti   che   svolgono  le   funzioni   di
                'commissari o vice commissari straordinari';

                   fermo  restando il fatto che tali soggetti
                operano  in  virtù  di contratti  di  diritto
                privato,  rinnovabili o revocabili, pare  che
                tali  retribuzioni  non siano  in  linea  con
                quelle  corrisposte  ai  colleghi  di   altre
                regioni d'Italia;

                   di   conseguenza  anche  le  indennità  di
                buona   uscita   e  le  pensioni   verrebbero
                corrisposte     in    base    alle     ultime
                retribuzioni;

                   quanto  sopra  determina  un  ingessamento
                del  bilancio  della Regione le  cui  elevate
                spese     obbligatorie     non     consentono
                l'assunzione di altri impegni,

                       impegna il Presidente della Regione

                   a  porre  in  essere tutte  le  iniziative
                ritenute   utili   al   fine   rivedere    le
                retribuzioni   del  personale   in   premessa
                indicato, riperimetrandole, in base a  quelle
                corrisposte  in altre regioni d'Italia,  alle
                medesime figure professionali». (118)

                                     FLERES-LEONTINI-
                                     CONFALONE-
                                     D'AQUINO-CIMINO-ADAMO

                        «L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso che:

                   la  scuola siciliana sta vivendo una  fase
                di  estrema difficoltà, frutto di un  insieme
                di   criticità   irrisolte   e   di   ritardi
                accumulatisi nel tempo;

                   la   riforma   Moratti  si   è   inserita,
                infatti,    nel    difficile    cammino    di
                applicazione  della revisione  del  Titolo  V
                della Costituzione che ha operato una vera  e
                propria  inversione nel criterio  di  riparto
                delle attribuzioni tra Stato e Regioni;

                   Considerato che:

                   con   la   riforma  del  Titolo  V   della
                Costituzione,  alla  legislazione   esclusiva
                dello  Stato  viene assegnata la  definizione
                dei    livelli   minimi   essenziali    delle
                prestazioni (lep), delle norme
                generali      sull'istruzione      e      dei
                principi fondamentali;

                   alla  competenza  delle Regioni  è  invece
                demandata la gestione del servizio nella  sua
                interezza;

                   l'effettiva    applicazione    di     tale
                rivoluzione  è ancora lontana e  il  percorso
                si  presenta più che mai tormentato,  stretto
                tra  la  necessità di garantire, da un  lato,
                l'autonomia  delle istituzioni scolastiche  e
                delle  Regioni  e, dall'altro,  di  mantenere
                uniformi  su tutto il territorio nazionale  i
                livelli minimi di istruzione;

                   Considerato ancora che:

                   in  Sicilia la crisi del sistema scuola  è
                grave  e  coinvolge sia le  famiglie  che  la
                categoria degli operatori scolastici;

                   nonostante    un    incoraggiante    trend
                positivo   registrato  nell'anno   scolastico
                2005/2006,    i   dati   sulla    dispersione
                scolastica  continuano ad essere  allarmanti,
                particolarmente  nelle  grandi   città   come
                Palermo  e  Catania  e tra  i  ragazzi  delle
                scuole medie;

                   si  tratta di un fenomeno la cui incidenza
                è  indice  della difficoltà della  scuola  di
                attrarre  i giovani con un progetto  adeguato
                ai   loro   bisogni  e  di   instaurare   una
                relazione educativa proficua;

                   serie carenze si registrano nella rete  di
                scuole  per l'infanzia e asili nido,  il  cui
                numero   è   assolutamente  insufficiente   a
                soddisfare  la  sempre  maggiore  domanda  da
                parte delle famiglie;

                   Rritenuto che:

                   lo  sviluppo  delle scuole per l'infanzia,
                in  qualità  e  quantità,  assume  importanza
                centrale     nella    promozione        dello
                sviluppo     dell'autonomia, dell'identità  e
                delle  competenze dei bambini dai tre ai  sei
                anni,  oltre  al  fatto  che  consente   alle
                famiglie,  e  in particolare alle  mamme  che
                lavorano,   un   qualificato   servizio   per
                l'educazione dei figli;

                   tra  le emergenze non più rinviabili è  da
                annoverare il tema dell'edilizia scolastica;

                   le   carenze  strutturali  degli   edifici
                scolastici   siciliani  sono  particolarmente
                gravi   e  attengono  all'abbattimento  delle
                barriere  architettoniche  e  all'assenza   o
                inadeguatezza   di   spazi    per    attività
                sportive,  di  laboratorio, di documentazione
                e di socializzazione;

                   l'assenza    di   locali    idonei    allo
                svolgimento    delle   attività    didattiche
                costituisce  ulteriore causa di demotivazione
                allo  studio  ed  alimenta il fenomeno  della
                dispersione scolastica;

                   Ritenuto infine che:

                   l'applicazione della legge  regionale  per
                il diritto allo studio appare frammentaria  e
                parziale;

                   gravi     carenze     permangono     nella
                realizzazione delle iniziative  previste  dal
                Piano  attuativo della legge regionale n.  68
                del  1981  a favore dei soggetti diversamente
                abili;

                   la   normativa   regionale   dedicata   ad
                incentivare   le  iniziative   culturali   ed
                educative   è   disorganica  e  lacunosa   e,
                sommata   ai   ritardi   dell'amministrazione
                nell'erogazione   dei  contributi   previsti,
                limita  l'autonomia organizzativa e didattica
                delle     scuole,    espressa    dal    Piano
                dell'offerta formativa (POF),

                                impegna  il Presidente  della
                      Regione
                                    e
             l'Assessore per i beni culturali ambientali
                    e per la pubblica istruzione

                   all'  istituzione del Consiglio  regionale
                della   pubblica  istruzione,   adeguatamente
                rappresentativo   delle   istanze    sociali,
                culturali   e   professionali  della   realtà
                scolastica siciliana;

                   a  mettere in opera tutte le iniziative al
                fine   di  fronteggiare  il  fenomeno   della
                dispersione scolastica;

                   a  sostenere  i Comuni nella realizzazione
                di  una  capillare rete di asili  nido  e  di
                scuole per l'infanzia;

                   a  sostenere  i  centri  per  l'educazione
                degli  adulti attraverso un raccordo costante
                con  la  direzione regionale e i responsabili
                dei centri stessi;

                   a  realizzare le più opportune iniziative,
                in  raccordo col Governo nazionale e con  gli
                enti  locali  competenti,  per  un  piano  di
                ristrutturazione  e  messa  a   norma   degli
                edifici scolastici;

                   a  porre  in essere iniziative miranti  ad
                armonizzare  le date di avvio di attività  di
                formazione  professionale  con  quelle  delle
                scuole  medie  di secondo grado,  assicurando
                agli   studenti  siciliani  il   diritto   al
                passaggio da una fase di studio all'altra;

                   a   farsi   promotore  presso  il  Governo
                nazionale,  e per il tramite della Conferenza
                Stato-Regioni,  di adeguate proposte  per  la
                completa  applicazione  ed  attuazione  delle
                modifiche costituzionali al Titolo V».(119)

                                    FLERES-CONFALONE-ADAMO-
                                    CIMINO

   Informo  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Avverto,   ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

    Determinazione della data di discussione della mozione numero
                                 110

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  110
   Interventi  urgenti  in  favore degli Ufficiali  di  riscossione
  assunti  presso  la  Montepaschi Serit S.p.A.  con  contratti  di
  formazione  lavoro ,  degli onorevoli Pagano  Alessandro,  Turano
  Girolamo,  Cascio  Francesco, De Luca Cateno,  Fleres  Salvatore,
  Cappadona Nunzio, Regina Francesco, Leontini Innocenzo.
    Invito il deputato segretario a darne lettura.

   FLERES, segretario:
                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  riscossione  dei tributi in Sicilia dal 1  ottobre  è  stata
  affidata  alla  società 'Riscossione Sicilia S.p.A.'  controllata
  dall'Amministrazione  regionale  siciliana  e  dalla  Montepaschi
  Serit  S.p.A., la quale società nell'anno 2002 aveva assunto  con
  contratto  di formazione lavoro 254 giovani che, al  termine  del
  contratto biennale, sono stati formati professionalmente  con  la
  qualifica di Ufficiali di riscossione;

   alla  scadenza,  detti contratti non sono stati  trasformati  in
  contratti a tempo indeterminato;

   considerato che:

   l'assunzione  degli  Ufficiali di  riscossione  da  parte  della
  Montepaschi  Serit  S.p.A.  era  necessaria  per  garantire   una
  migliore gestione dell'azienda;

   la  società ha recuperato maggiori tributi grazie anche a questo
  personale;

   la  'Riscossione Sicilia S.p.A.' dovrà rafforzare il servizio di
  riscossione  dei tributi in Sicilia stante la crescente  esigenza
  finanziaria della Regione;

   la  Regione  siciliana e la neo costituita società  'Riscossione
  Sicilia  S.p.A.',  per poter svolgere al meglio  le  attività  di
  riscossione   avrebbe  a  disposizione  personale  già   formato,
  abbattendo  così  i  costi per la preparazione professionale  dei
  dipendenti da assumere;

   con  l'assunzione dei 254 Ufficiali di riscossione,  la  società
  avrebbe importanti vantaggi fiscali in quanto essi hanno maturato
  i benefici riguardanti i disoccupati da più di due anni,

                  impegna il Governo della Regione

   ad intervenire urgentemente al fine di garantire l'assunzione  a
  tempo indeterminato presso la 'Riscossione Sicilia S.p.A' dei 254
  Ufficiali  di riscossione che risultano in possesso dei requisiti
  necessari indispensabili per un corretto svolgimento del servizio
  di riscossione in Sicilia» (110)

                 PAGANO-TURANO-CASCIO-- DE LUCA-FLERES- CAPPADONA -
                REGINA-LEONTINI- CONFALONE

     La  determinazione della data di discussione della  mozione  è
  demandata,  secondo consuetudine,  alla Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  debbo  notare
  che,  per  la  prima  volta  - sarà un  refuso,  sarà  un  errore
  involontario - però, all'ordine del giorno della seduta  di  oggi
  è  iscritto il disegno di legge numero 377,  il cui esame  ancora
  non  è  stato  definito  dalla Commissione  Bilancio.  Mi  chiedo
  pertanto  come  sia  possibile che sia  iscritto  all'ordine  del
  giorno  della seduta di oggi. L'inserimento all'ordine del giorno
  di  un disegno di legge, infatti, può essere stabilito solo  dopo
  che la Commissione competente l'abbia esitato per l'Aula.
   Invito,  quindi,  gli  Uffici  a  rivolgere  suggerimenti   alla
  Presidenza secondo quanto prescrive il Regolamento.

    PRESIDENTE    Onorevole Cintola, gli Uffici hanno ritenuto  che
  la  competenza  di questo disegno di legge, non essendo  previste
  nuove  spese,  fosse della III Commissione che ha  licenziato  il
  provvedimento.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per  trenta  minuti  per
  dare  tempo  anche alla Commissione Bilancio di  definire  alcuni
  aspetti.

       (La seduta, sospesa alle ore 10.48, è ripresa alle ore
                               11.45)

              Presidenza del vicepresidente Stancanelli

   La seduta è ripresa.

    Rinvio della discussione del disegno di legge «Variazione al
   bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle foreste
   demaniali  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006.
                    Assestamento tecnico» (393/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.

   Onorevoli  colleghi, poiché la Commissione bilancio  sta  ancora
  esaminando  il disegno di legge  n. 393, relativo alle variazioni
  di  bilancio  e posto al numero 1) del III punto dell'ordine  del
  giorno,  la discussione in Aula è pertanto rinviata.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Seguito della discussione del disegno di legge «Accelerazione
           della spesa del POR Sicilia 2000-2006» (377/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  n.  377/A, «Accelerazione della spesa del POR  Sicilia
  2000-2006»,  posto  al  numero 2) del III punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Ricordo  che  la  discussione generale era stata  sospesa  nella
  seduta n. 16 del 18 ottobre 2006.
   Invito  i  componenti   la  III  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  al  momento  il
  mio  non sarà un intervento esaustivo, in quanto mi riserverò  di
  approfondirlo  successivamente. Nel  frattempo,  ricordo  che  io
  stesso   avevo   sollevato,  nella  precedente   seduta,   alcune
  perplessità   relativamente  alle  percentuali  da  ammettere   a
  rendicontazione nel disegno di legge che stiamo trattando sapendo
  che  il  Governo  si  accinge  a presentare  un  emendamento  che
  accoglie  sostanzialmente  le perplessità  da  me  formulate;  le
  accoglie nel senso che sta presentando un emendamento che mira ad
  elevare  al 10 per cento le quote da rendicontare. Per quanto  mi
  riguarda,    non   ho   altre   perplessità;   considero,   anzi,
  estremamente  urgente  l'approvazione del  disegno  di  legge  al
  nostro  esame  proprio  perché i termini in  esso  previsti  sono
  talmente ravvicinati da obbligarci ad accelerare per evitare  che
  lo   stesso    risulti  assolutamente   intempestivo  circa   gli
  obiettivi  che intende raggiungere - obiettivi significativi  sul
  piano  del  recupero  di risorse comunitarie che  altrimenti  non
  potrebbero  essere utilizzate né dalla Regione né,  naturalmente,
  dalle aziende che hanno avanzato istanza per poterne usufruire.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis.  Ne
  ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo solo per dichiarare che certamente non ci opporremo  a
  questo  tipo di intendimento se può essere utile  al bene comune.
  E'   necessario  tuttavia  sottolineare,  almeno  in  termini  di
  correttezza  e  da  un punto di vista procedurale,  che   sarebbe
  stato utile corredare questa norma di una serie di elementi utili
  a  farci comprendere meglio quali sono gli effetti, visto che non
  sappiamo - come è già stato osservato - che tipo di effetto  avrà
  la norma di carattere generale.
   Mi  pare che stamattina si stia dando conto del fatto che non vi
  era  un  minimo  di rendicontabilità e questo, in  qualche  modo,
  lasciava  indeterminata la norma stessa. Non sappiamo  però  cosa
  comporterà questa norma.
   Ricordo che il Presidente dell'Assemblea aveva promesso  che  le
  norme  proposte all'esame dell'Aula fossero corredate  di  schede
  tecniche  in  grado  di fare apprezzare al  Parlamento  la  reale
  portata  del testo legislativo. Quello che stiamo esaminando,  in
  questa  sede, con l'articolo  1 è un  intendimento di  principio,
  ma  non  conosciamo quale possa essere l'effettivo  risultato  di
  questa  norma. Pertanto, sarebbe stato bene essere edotti in  tal
  senso.
   Inoltre,  non  si può non sottolineare che questa  è  una  norma
  precipitosa,  serve cioè a tappare un buco e, nello stesso tempo,
  mette  in  evidenza il fatto che  scopriamo il  ritardo  soltanto
  adesso,  praticamente  a  fine mese, a due  mesi  dalla  chiusura
  dell'esercizio in corso. Ed è  dubbio che,  effettivamente, possa
  produrre risultati utili.
   Si  ha inoltre il ragionevole sospetto che i risultati utili  li
  possa  produrre per chi è meglio informato e potrà  accedere  più
  facilmente a questa norma. In sostanza, sembra una norma che  poi
  non  produce quegli effetti generali che dalla stessa  dovrebbero
  scaturire.
   Naturalmente, ripeto, non c'è alcun motivo per non  favorire  un
  sia  pur  piccolo  vantaggio. Mi sembra però, tutto  sommato,  la
  dimostrazione  di  come  Governo  e  maggioranza   producano   un
  provvedimento  del tutto disorganico rispetto alle politiche  che
  dovrebbero essere messe in atto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola.  Ne  ha
  facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con  questo disegno di legge, anche se lo ritengo misera cosa per
  poter  sostanzialmente affermare che arriviamo a  dare  un  input
  forte  o tale da poterci fare andare avanti con il rendiconto  da
  approvare  entro lo fine dell'anno su Agenda 2000. Già  il  fatto
  che dal 5 si sia passati al 10 per cento, credo dia un tantino di
  valore in più all'intero disegno di legge. Epperò, vorrei capire,
  nel momento in cui sto annunziando che voterò a favore, qual è il
  volume complessivo che questo disegno di legge intende mettere in
  campo: se comporta cioè un milione di euro, ovvero un miliardo di
  euro   Perché se dovesse comportare spiccioli, penso  che  avremo
  impegnato l'Aula per un disegno di legge che in definitiva ha uno
  scarso   risultato  sul  contendere  e  sul   tema   che   stiamo
  affrontando.
   Signor  Presidente,  mi  dispiace il mio intervento,  ricordando
  che  avevamo  concordato, nell'ultima seduta, che  sarebbe  stato
  posto  all'ordine  del  giorno la nomina delle  due  Commissioni:
  Statuto ed Antimafia (mi dispiace che a presiedere adesso  ancora
  una  volta  sia  il vicepresidente Stancanelli il quale  potrebbe
  anche  non  avere il pieno potere di agire nel    determinare  le
  cose.
   La  realtà  però è che la Commissione Antimafia e la Commissione
  Statuto,  non  so  per quale arcano motivo, non  possono  trovare
  allocazione,  mentre altre cose, di cattivo gusto  e  non  sempre
  regolamentari,  hanno  avuto  non solo  ingresso,  ma  anche  una
  malformazione  dello stesso ordinamento che  presiede  ai  lavori
  d'Aula.  L'Aula  cioè è riuscita a votare per avere  un  deputato
  segretario  in  più nell'Ufficio di Presidenza  senza  che  fosse
  previsto  dal  Regolamento  interno  dell'Ars  e  non  riusciamo,
  invece, a porre in essere la nomina di due Commissioni che  hanno
  diritto di essere definite
   Per  quanto  riguarda  il disegno di legge,  vorrei  sapere  dal
  Governo,  prima  di  andare avanti, qual è il  volume  reale  del
  provvedimento per poterlo giustificare come spesa di Agenda  2000
  in  Europa. Inoltre, vorrei capire perché le due Commissioni alle
  quali  facevo riferimento prima stanno trovando questo  freno  da
  parte  della  Presidenza dell'Assemblea che chiamo  a  rispondere
  direttamente nei confronti dell'Aula.
   Non  è  possibile continuare a non tenere in alcun conto  quelli
  che  sono  gli atteggiamenti e le consequenzialità di tale  agire
  nell'ordinamento  dei lavori delle Commissioni  che  deve  essere
  portato - a mio avviso - a termine nella seduta di oggi.
   Non   c'è  alcun  motivo  perché  il  Presidente  dell'Assemblea
  ufficialmente  non venga in Aula a nominare i  membri  delle  due
  Commissioni.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cristaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sa  che  su
  questa  materia  avevamo sollevato, nella  scorsa  seduta,  delle
  perplessità;  giungono  da  quel che comprendo  dei  chiarimenti:
  nascono  dei parametri che, in un certo senso, possono  dare  una
  dimensione  più  concreta  al tentativo  della  Regione  di  fare
  elevare la percentuale di spesa da parte della stessa.
   Mi  sembra  corretto  non  mantenere il  5%  e  credo  si  possa
  accogliere  la  proposta  dell'onorevole  Fleres  di  portare  la
  percentuale al 10%, eppure, saremmo intenzionati a conoscere  che
  cosa  accadrebbe dopo l'approvazione di questo disegno di  legge.
  Per  cui, senza presentare alcun ordine del giorno, chiedo se  il
  Governo possa impegnarsi a riferire all'Aula attraverso una  nota
  a  far  conoscere  il  dato  definitivo:  che  cosa  accadrà  con
  l'applicazione della norma, quali e quanti sono i soggetti che si
  saranno  avvalsi  della stessa, e ciò perchè si  possa  avere  la
  dimensione della manovra che abbiamo messo in moto.
   Assessore Beninati,  lei potrà in futuro darci queste notizie?

   PRESIDENTE. Onorevole Cristaldi, l'assessore Beninati aveva  già
  chiesto di parlare.

   CRISTALDI.  Visto che sono presenti tre componenti del  Governo,
  chiedo ad uno di loro se può rispondere alla mia domanda.
   Chiedo,  ripeto,  se  è  possibile, che l'Aula  possa  conoscere
  l'estensione del fenomeno e cioè quanti e quali sono  i  soggetti
  che si saranno avvalsi della legge.
   Si  tratta  di  atti  pubblici, e per evitare  di  cercarli,  si
  chiede al Governo di renderli noti all'Aula.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'assessore Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Onorevoli colleghi,  ,  innanzitutto,
  ringrazio il Presidente per avermi dato la parola.
   Intervengo  per  chiarire che vi è stata  una  sinergia  con  la
  dottoressa  Candura, assessore regionale per  l'industria.  Fermo
  restando  che il testo, non potendo avere doppie firme,  è  stato
  presentato  dal sottoscritto, quale componente del  Governo,  con
  l'onorevole Candura avevamo condiviso di portare in Giunta questa
  proposta.
      Vorrei   chiarire,   inoltre,  che  sono   stati   presentati
  emendamenti  da parte del Governo per modificare questo  testo  e
  per dare prova di quanto si è detto e che la firmataria di questi
  emendamenti è proprio l'assessore Candura.
   Onorevole   Cristaldi,  nell'ultima  domanda   posta,   le   sue
  perplessità sono effettivamente legittime. Anche se non  è  stata
  espressa  chiaramente  la  portata della  norma,  leggendola,  si
  comprende che nessun beneficiario nascerà dopo questa norma.
     I beneficiari già esistono, hanno un nome ed un cognome ma non
  in  un particolare settore di amministrazione. Questa norma  vale
  per  tutti  i settori dell'amministrazione: vale per i bandi  del
  turismo,  per i bandi della cultura, per tutti i bandi  in  corso
  che  hanno avuto dei destinari e quindi dei soggetti che, come  è
  scritto nella norma, beneficiano del finanziamento.
   Alla  fine,  cosa  vuole  sintetizzare  questa  norma?  Sfiderei
  chiunque oggi a valutarne la sua portata economica
   Sicuramente  tale  norma poteva essere approvata  già  nei  mesi
  precedenti, ma considerato che il  nuovo Governo si è insediato a
  luglio  e  l'Assemblea  si è riunita a  settembre,  questo  è  in
  effetti  il  primo periodo utile in cui poteva essere presentata.
  Non  c'è  stata  quindi  una cattiva volontà  o  un  ritardo  del
  Governo,  ed  anche  se  i  tempi  possono  sembrare  giustamente
  tardivi, sono invece i tempi necessari per una norma urgente.
   Ribadisco  che  questa norma vuole semplicemente  accelerare  le
  procedure  di spesa della comunità; essa  è rivolta ai privati  e
  proprio  perché esistono un insieme di beneficiari  distinti  per
  tipologia  di  bando questa spesa è certificabile.  L'Assessorato
  dei  beni culturali avrà previsto, per esempio, tre tipologie  di
  pagamenti,  quello  per  il  turismo ne  avrà  previste  due,  la
  cooperazione  due e l'industria tre; in funzione delle  procedure
  che  ogni  amministrazione  ha previsto  nei  propri  bandi,  con
  l'approvazione  dell'emendamento del  Governo  -  che   inserisce
  alcune  richieste  giuste,  perché altrimenti  anche  col  2%  si
  potrebbe richiedere l'erogazione di somme - si aggiunge che anche
  col  10%,  quindi  in  deroga ai bandi che  il  più  delle  volte
  prevedevano l'erogazione delle somme anche al 50%, e  quindi  non
  si riusciva a fare spesa nel 2006, la spesa è certificabile.
   Questo  ci aiuterà moltissimo. Vorrei inoltre precisare  che  in
  buona  parte  d'Europa la certificazione della  spesa  non  viene
  fatta  come  da noi, che abbiamo previsto per legge  che  bisogna
  raggiungere  almeno  il  50% per avere  la  spesa  certificabile.
  Infatti,  in  Paesi come la Spagna e il Portogallo questo  limite
  non c'è, ed ecco perché, molto spesso, loro riescono a spendono i
  soldi  e  noi  no.  Con questa norma vogliamo mettere  la  nostra
  Regione in linea con l'Europa.
   Certo  non  è  possibile  dire oggi  quanta  spesa  riuscirà  ad
  attivare questa norma, non penso  sia facile perché investe tutti
  i rami dell'Amministrazione e non uno solo; quindi è una norma di
  accelerazione, che agevolerà anche le fideiussioni.  Perché,  nel
  momento in cui un'impresa avrà beneficiato di un finanziamento ed
  avrà presentato una fideiussione pari al 50%, sappiamo tutti  che
  le  fideiussioni non fanno spesa, e quindi bisognerà  eseguire  i
  lavori, e se l'impresa avrà realizzato il 20-25% dei lavori, alla
  Regione non deve interessare in quanto se non raggiungerà  il 50%
  non sarà considerata spesa. Con questa norma si vuole intervenire
  proprio  su questo, cioè il 25% dei lavori fatti viene svincolato
  dalla  fideiussione che resta solo per il 25%, mentre  prima  non
  avrebbe  potuto  essere  certificato  come  spesa  perché  doveva
  raggiungersi il 50%.
   Giustamente l'onorevole Cristaldi si preoccupava del  fatto  che
  si  poteva  agevolare  qualcuno, ma qui non si  agevola  nessuno,
  perché  ogni  bando  ha  già  i  suoi  destinatari  e  quindi  la
  variazione si apporta soltanto alle procedure di spesa.
   L'emendamento  del  Governo prevede quindi  un  minimo  del  10%
  entro  cui  si può fare la spesa ed anticipa al '25 novembre'  la
  data  inizialmente  prevista  per il '31 dicembre'.  Con  ciò  si
  vuole  conseguire un risultato che potrà tornare utile anche  per
  il 2007.

   PRESIDENTE.  Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,
  dichiaro chiusa la discussione  generale e pongo in votazione  il
  passaggio  all'esame  degli  articoli.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  norma  di
  Regolamento,  chiedo  il rinvio della seduta  per  consentire  ai
  deputati la presentazione di eventuali emendamenti in conseguenza
  di quelli già presentati dal Governo.

    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                377/A

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   i
  chiarimenti forniti dall'Assessore Beninati ho compreso  bene  di
  cosa stiamo parlando. E poiché vorrei essere ulteriormente edotto
  su  questa materia considerato che non mi pare ci sia sufficiente
  chiarezza,  ho presentato un ordine del giorno che  così  recita:
   L'Assemblea  regionale siciliana, relativamente  al  disegno  di
  legge  n. 377/A, impegna il Governo a comunicare all'Aula,  entro
  il  15 dicembre 2006, l'elenco delle ditte che si saranno avvalse
  di quanto previsto dalla proposta di legge .
   Mi  pare  di  aver capito che il Governo, entro il  25  novembre
  2006,  vuole  avere  i  dati definitivi da comunicare  all'Unione
  Europea, per potere dire che non abbiamo attivato il 60 per cento
  delle  somme previste dal POR, ma, a seguito di questa norma,  ne
  abbiamo  attivato il 70 per cento, quindi possiamo dire di  avere
  speso di più.
   Quello  che  si  intende sapere è quali sono  le  ditte  che  si
  avvalgono di questa norma. So bene che non c'è una estensione dei
  beneficiari, c'è l'invenzione del nuovo beneficiario, che  è  una
  cosa ben più originale

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Non è così.

   CRISTALDI.  Mi  scusi,  assessore  Beninati,  credo  di  capirne
  almeno   quanto  lei,  e  ribadisco  che  c'è  l'invenzione   del
  beneficiario perché i beneficiari originari sono quelli  previsti
  dal  bando  ed  il  bando  prevedeva che non  potevano  prendersi
  anticipazione se non si raggiungeva il 50 per cento;  con  questa
  norma,  si vuole introdurre di poter prendere un acconto già  con
  il 10 per cento, senza dover aspettare il 50 per cento.
   Questo  consentirebbe al Governo di riferire all'Unione  europea
  di  avere  aumentato, di avere accelerato la  spesa,  rispetto  a
  fatti precedenti, ma si innescherà così un meccanismo nuovo; ecco
  perché vogliamo sapere chi sono i beneficiari  Non c'è dubbio che
  c'è  la buona fede del Governo ad elevare la percentuale di spesa
  per   poter  dire  all'Unione europea di essere stati  più  bravi
  della   volta  precedente   Ma non c'è  dubbio  che  vi  è  anche
  l'invenzione dei nuovi beneficiari perché, anche se non  cambiano
  i  soggetti  cambiano però i beneficiari, perché i soggetti  sono
  coloro  che  hanno partecipato ad un bando ed hanno  ottenuto  il
  diritto a quelle somme entro le previsioni del bando. Modificando
  il bando, chi non aveva diritto a richiedere l'acconto perché non
  aveva  raggiunto la percentuale prevista dal bando, oggi  lo  può
  ottenere.
   Con   l'ordine   del  giorno  del  giorno  presentato   vogliamo
  conoscere  l'elenco di queste ditte, non per invadere  campi  che
  non  ci  riguardano, ma perché dall'elenco delle  ditte  e  dalle
  somme  erogate intanto possiamo avere l'idea della portata  della
  movimentazione  e  poi  possiamo  verificare  se  consentire   di
  ottenere un acconto relativamente al 10% piuttosto che al 50% non
  pregiudichi  l'ultimazione dell'opera e non si incrementi  invece
  la quantità delle opere non ultimate

   TURANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi vorrei far notare  che,  leggendo
  attentamente  l'emendamento  1.1, è  facile  capire  come  questo
  provvedimento legislativo abbia un'efficacia limitata.
   Pertanto,   rivolgo  un  appello  ai  colleghi  che   vorrebbero
  sollevare,   come  già  anticipato,  il  rispetto   dei   termini
  regolamentari   per  la  presentazione  degli  emendamenti:   Ciò
  significherebbe rinviare i lavori d'Aula al 3 o  al  4  novembre,
  quindi   questo  provvedimento,  nella  migliore  delle  ipotesi,
  verrebbe  esitato  per  la  fine di questa  settimana  e  sarebbe
  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale non prima del  10  novembre.
  Siccome  il  25  novembre è il termine ultimo entro  cui  bisogna
  produrre le attestazioni e siccome dobbiamo dare ampia diffusione
  del  provvedimento  stesso, perdere altri otto  giorni  di  tempo
  significherebbe  ingessare una serie di  iniziative  che,  a  mio
  avviso,  potrebbero  trovare accoglimento. Il  mio  è  dunque  un
  appello  al  buon senso. Se facciamo una legge e  stabiliamo  per
  legge che il 25 novembre è il termine ultimo entro cui le imprese
  devono  attivare  la procedura - anche perché  dobbiamo  dare  20
  giorni  di tempo alle banche per l'istruttoria - e ribadisco  che
  la  procedura che le imprese attivano è totalmente a loro carico,
  in  quanto  nessuno  attiverebbe una  procedura  che  prevede  un
  esborso di somme quando non ricaverebbe alcun  ritorno economico.-
  dobbiamo  al  contempo  garantirne gli effetti  positivi  che  ci
  prefiggiamo.
   Chiedo, quindi di applicare la regola del buon senso.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso  che
  nessuno  di  noi  ha  atteggiamenti dilatori perché  tutti  siamo
  consapevoli dell'esigenza di accelerare la spendibilità dei fondi
  dell'Unione  europea ed anche la certificazione, la richiesta  di
  applicare  i  tempi previsti dal Regolamento per la presentazione
  degli emendamenti mi vede favorevole. E questo perchè, nonostante
  i  chiarimenti  forniti  dall'assessore Beninati,  credo  vi  sia
  l'esigenza di un ulteriore approfondimento tecnico.
   Dovremmo  prendere l'abitudine - il Presidente Miccichè  l'aveva
  preannunciato già in Aula - di corredare tutti i disegni di legge
  di  una  scheda tecnica con la quale il direttore  si  assume  la
  responsabilità  del  provvedimento. Io  non  voglio  entrare  nel
  merito  della  buona fede dei colleghi che vogliono  produrre  un
  provvedimento  che  renda più efficace la spesa,  ma  non  so  se
  questo sia compatibile con alcune norme dell'Unione europea.
   Peraltro,    è  singolare  il  fatto  che  risponda  l'assessore
  Beninati.  Mi  chiedo  se  la competenza sia  dell'Assessore  per
  l'industria  o  piuttosto dell'Assessore alla Presidenza.  A  mio
  avviso,  l'Assessore  competente dovrebbe  essere  colui  che  si
  occupa  della programmazione dei fondi extraregionali,  e  quindi
  sarebbe auspicabile anche il parere della dottoressa Palocci o di
  qualcuno   che   abbia   una  visione   complessiva   di   questa
  problematica; ciò  sarebbe estremamente utile.
   Chiedo,  pertanto, al Presidente dell'Assemblea di  applicare  i
  termini regolamentari in quanto  sicuramente sarebbe più utile di
  approvare un provvedimento frettolosamente. Se noi lo esitiamo il
  3  o il 4 novembre, onorevole Turano, i tempi verranno rispettati
  lo stesso,  e non avremo violato alcuna norma regolamentare.
   Onorevoli    colleghi,   in   considerazione   della   questione
  pregiudiziale  che  è  stata posta dall'onorevole  Cracolici,  il
  Regolamento  prevede di rinviare la seduta di  24  ore.  Però,  a
  conclusione  della  discussione generale, il Regolamento  prevede
  che si può procedere alla votazione degli ordini del giorno.
   Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 22  degli
  onorevoli Cristaldi, Formica, Granata, Pogliese, Caputo, Currenti
  e Falzone, già preannunziato dall'onorevole Cristaldi:

                   L'Assemblea regionale siciliana

    relativamente al disegno di legge n. 377/A,

                         impegna il Governo

     a comunicare all'Aula entro il 15 dicembre 2006 l'elenco delle
  ditte che si saranno avvalse di quanto disposto dalla proposta di
  legge .

   TORRISI, assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TORRISI,  assessore  alla Presidenza.  Credo  che  l'ordine  del
  giorno  dell'onorevole Cristaldi sia quanto  meno  opportuno  per
  chiarire  ulteriormente l'emendamento del Governo. Una  ulteriore
  chiave  di  lettura:  il  provvedimento  è  importante  sia   per
  accelerare la spesa - ma un passaggio non è stato ben notificato,
  ben  focalizzato  -  che per dare una straordinaria  spinta  alle
  aziende che, in questo momento, hanno in itinere dei programmi di
  investimento.
   Onorevole  Cristaldi, vorrei precisare che  non  ci  sono  nuovi
  beneficiari,  sono  tutti vincitori di bando, nei  vari  settori,
  premiati  da  agevolazioni.  Ci sono  graduatorie  pubbliche  che
  permettono  di  utilizzare questa nuova legge per presentare  gli
  stati  di  avanzamento, che non sono legati ai  parametri  a  suo
  tempo  previsti.  Quindi, la finalità è  duplice:  accelerare  la
  spesa  e  dare  una grossa boccata di ossigeno alle  aziende  che
  intendono  realizzare nuovi programmi di investimento.  Peraltro,
  l'agevolazione  non  sarebbe indirizzata, in  maniera  specifica,
  alle  aziende  che  hanno attivato i programmi  di  investimento,
  perché  quelle hanno già ottenuto, come anticipazione,  le  prime
  rate di contributo, ma andrebbe ulteriormente ad avvantaggiare le
  aziende   che   hanno   già  raggiunto   uno   stato   importante
  dell'investimento, quindi superiore del 50%. Le aziende che  sono
  al  70%  in  questo  momento  non possono  rendicontare  nulla  e
  dovrebbero    aspettare   la   chiusura    della    realizzazione
  dell'investimento.
   Ribadisco che questo è un provvedimento importante, che  darebbe
  una  forte  spinta  al  tessuto produttivo siciliano,  oltre  che
  favorire l'accelerazione della spesa.
   Il  Governo renderà noto l'elenco dei beneficiari, ma  temo  che
  non sarà possibile per il 15 dicembre in considerazione del tempo
  che  occorre  alle  banche  per istruire  le  relative  pratiche.
  Pertanto,   si  potrebbe portare la scadenza  alla  data  del  15
  gennaio 2007.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  il  mio
  voto  favorevole sull'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi,
  ma vorrei anche far notare all'onorevole Cracolici, relativamente
  alla pregiudiziale sui termini di presentazione degli emendamenti
  che,  se  non approviamo oggi questo disegno di legge,  il  tutto
  andrebbe vanificato, perché si andrebbe alla giornata di  martedì
  7   novembre  e,  considerata  la  pubblicazione,  i  tempi   per
  predisporre gli atti andrebbero a coincidere con la data indicata
  per potere accedere alla rendicontazione, e cioè il 25 novembre.
   Poiché gli emendamenti presentati sono solo due - uno eleva  dal
  5  al  10% la percentuale rendicontabile, e l'altro è l'immediata
  esecutività della legge, vorrei chiedere all'onorevole  Cracolici
  e  a tutti i colleghi che appoggiano la sua richiesta di derogare
  dai  termini  regolamentari  di  24  ore  che  renderebbero  vana
  l'approvazione della legge.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il
  mio  parere  positivo sull'ordine del giorno  numero  22,  perché
  considero   un  ulteriore  atto  di  trasparenza   che   si   dia
  comunicazione al Parlamento dei beneficiari.
   Vorrei  far  rilevare,  in ordine alla preoccupazione  temporale
  sollevata  dall'onorevole Fleres che, se ho  ben  capito,  questo
  provvedimento  ha  un'efficacia interna  all'Amministrazione  nel
  senso che per tutti i provvedimenti in corso e, comunque, per  le
  richieste di rendicontazione che con l'emendamento si dice  fatte
  entro  il  25  novembre  2006,  i funzionari  responsabili  delle
  misure,  successivamente a quella data,  potranno  erogare  nella
  misura che va dal 10% in su.
   Il  problema  è  che  questa norma, anche se  dovesse  diventare
  efficace  il 20 o il 24 novembre, avrebbe comunque applicabilità,
  perché  il  25  novembre è in termine entro il quale  le  imprese
  dovranno fare richiesta di rendicontazione e, successivamente, al
  25  novembre  gli Uffici gestiranno le procedure per  erogare  le
  anticipazioni.
   Quindi,  dal  punto  di vista temporale, se  questo  disegno  di
  legge   venisse  formalmente  approvato  martedì  prossimo,   non
  comporterebbe  alcun rischio sull'efficacia stessa  della  norma.
  Perché,  altrimenti, potremmo dire che dal punto di  vista  della
  temporalità,    già  oggi  siamo  ai  limiti.  E   non   dobbiamo
  dimenticare   che   non   c'è  solo  da  seguire   la   procedura
  dell'approvazione e della pubblicazione, ma c'è anche l'ulteriore
  passaggio della valutazione del Commissario dello Stato.
   Questa  norma,  anche  se  diventasse  esecutiva  entro  il   24
  novembre,  cioè un giorno prima della scadenza, darebbe  comunque
  efficacia.  Il  problema è cosa succederà dopo  il  25  novembre.
  Pertanto,  ribadisco  la  necessità di  un  ulteriore  studio  ed
  approfondimento  degli  emendamenti  che  sono  stati  sottoposti
  all'esame  di  questo Parlamento e quindi il rinvio della  seduta
  per una maggiore riflessione.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dopo   aver
  sentito anche il parere favorevole del Governo, comunico di voler
  apporre  la  firma  sull'ordine del giorno numero  22  presentato
  dall'onorevole Cristaldi.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  di  poter
  apporre  la  firma  all'ordine del giorno in discussione,  perché
  condivido la richiesta riguardante l'elenco delle imprese,  delle
  società,  delle ditte beneficiarie. E' vero che sono  sempre  gli
  stessi beneficiari in quanto vincitori di bando, ma è anche  vero
  che  con  questa norma diventano ancor più beneficiari e, quindi,
  credo che la trasparenza sia necessaria per evitare la tentazione
  che  ci possano essere dei riconoscimenti dati a singoli deputati
  piuttosto  che  al  legislatore regionale e  all'Aula  nella  sua
  interezza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  si  vuole
  fare ostruzionismo, il problema è che questa norma certamente  ha
  creato  nella  scorsa seduta delle perplessità, e  non  c'era  la
  presenza del Governo per poterle chiarire.
   Credo,   comunque,   che   il  problema   di   fondo   sollevato
  dall'onorevole Barbagallo sia quello di comprendere nel merito se
  questa  norma, in corso d'opera, cambia le regole e possa  essere
  applicabile o meno. Pertanto, si rende necessario chiarire, entro
  i  termini nei quali saranno presentati gli emendamenti da  parte
  di  qualche  funzionario competente, se questa norma  rischia  di
  essere  poi  impugnata o meno. Perché la verità qual è?  Che  noi
  abbiamo un bando con certe regole e durante il bando cambiamo  le
  regole   Ora mi chiedo se questa sia una cosa possibile  e  meno
  Per  potere fare questo, l'onorevole Barbagallo aveva chiesto che
  questo provvedimento fosse accompagnato da una scheda tecnica per
  potere   chiarire,   ad   esempio,  se   di   questa   norma   si
  avvantaggeranno cinquanta, cento, venti o due imprenditori. E  su
  questo   noi   cercheremo   di   no    avere   un   atteggiamento
  ostruzionistico, ma di chiarezza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, le  vorrei  ricordare  che  nel
  Parlamento i chiarimenti li dà il Governo, non il direttore  o  i
  funzionari.

   TURANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, vorrei  apporre  la  mia  firma
  all'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi ed altri,  su  cui
  il  Governo  ha  espresso parere favorevole,  perché  è  bene  si
  istituisca  il  principio affinché l'Assemblea regionale  conosca
  fino in fondo gli effetti che una legge produce.
   Volevo  ancora  evidenziare  che  quanto  più  possibile  è   la
  diffusione  e  la conoscenza della legge, tanto più l'ordine  del
  giorno è efficace.
   Se  si  continua  a  rinviare  l'approvazione  della  legge,   i
  beneficiari potranno essere solo coloro che sono stati  informati
  dall'amico  di  turno.  E   non è questo  certamente  lo  spirito
  dell'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi, e nemmeno quello
  della  legge stessa; lo spirito è che tutti ne possano  avere  la
  massima  conoscenza,  tranne  a  voler  pensare  che  tutti   gli
  imprenditori  ascoltino  il dibattito odierno,  ma  sappiamo  che
  costoro lavorano o, comunque,  fanno altre cose. Credo dunque che
  fare  prima possibile, significhi dare a tutti la possibilità  di
  conoscere  e, quindi, di partecipare ed all'Assemblea  di  essere
  informata degli effetti che la legge produrrà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       BENINATI   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor  Presidente, onorevoli colleghi,
  sull'ordine   del  giorno,  mi  sembra  chiaro,  il   Governo   è
  favorevole.
      Volevo   soltanto  precisare  che  è  ovvio  che  ogni   ramo
  dell'Amministrazione regionale potrà rispondere  per  le  proprie
  rubriche  di competenza. Desidero che questo resti agli  atti  in
  quanto  io non potrei, quale firmatario del testo, rispondere  di
  rubriche o di assessorati che non siano di mia competenza.
   Sull'intervento  fatto  poc'anzi,  volevo  dire,  anche  con  la
  precisazione che è stata fatta in Aula di spostarlo  al  mese  di
  gennaio,  che  sono  d'accordo perché è  giusto  dare  il  tempo,
  considerato  anche  che i termini sono precisi,  fino  al  25  di
  novembre.
   Detto  questo, mi rivolgo all'onorevole Cracolici per chiedergli
  se  ritiene di poter venire meno alla sua richiesta;   non  state
  facendo  qualcosa a favore di chi propone la legge o del Governo.
  Questa  norma è vero che si poteva fare a settembre o ad ottobre,
  ma  per le motivazioni che ho anzidetto era impossibile, non  c'è
  stato il tempo.
   Pertanto, onorevole Cracolici, se si condivide il principio,  se
  si  condivide  l'ordine del giorno, a questo punto  vengono  meno
  tutte  le  problematiche. In questa norma non ci sono emendamenti
  del Governo che la stravolgono, sono entrati in linea - se non ho
  capito male - con quanto si era detto nella riunione della  volta
  precedente, cioè di stabilire una data, forse antecedente,  e  di
  stabilire un minimo entro cui potere iniziare a far valere questa
  legge,  addirittura  il 5 per cento è stato  portato  al  10  per
  cento.   Questa norma non è rivolta soltanto al singolo  bensì  a
  tutti i beneficiari che noi non conosciamo, anche se sappiamo chi
  sono   perché  nelle  Gazzette  ufficiali  hanno  avuto  un  loro
  riconoscimento e  quindi i nomi figurano.
      Per  cui,  in  considerazioni  che   già  siamo  tardivi,  se
  andassimo  ancora oltre forse questa norma si vanificherebbe.  Mi
  sembra giusto, dunque, che il disegno di legge  si approvi  oggi,
  in  quanto  è  ovvio che più tardi si approva  meno  soggetti  ne
  potranno beneficiare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cristaldi, la  data  è  quella  del  15
  gennaio 2007?

   CRISTALDI. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 22.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca. Signor Presidente,  in  merito  alla
  richiesta  fatta  ora  dal  Governo,  l'onorevole  Cracolici  non
  intende dare una risposta?

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,   non  possiamo   trasformare
  l'Aula in preghiere che si fanno da parte del Governo o da  parte
  dei  singoli  deputati a chi ha proposto una  pregiudiziale.  Non
  trasformiamo  quest'Aula in un'Aula di preghiere,  vi  prego   Ci
  sono  stati  tre interventi dell'onorevole Cracolici, non  vorrei
  che continuassimo a pregare i deputati.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Sulla costituzione della Commissione per lo Statuto

    DINA   Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor  Presidente, richiamandomi ad una  richiesta  che
  avevo  fatto  nella precedente seduta, desidero sapere a che  ora
  si  riunirà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  che  è stata già fissata per giorno 7 novembre p.v., per ribadire
  di  inserire  all'ordine del giorno la nomina  della  Commissione
  Statuto.

    PRESIDENTE   Onorevole Dina, la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari  è  confermata  in  quanto  l'avevamo   già
  stabilito nella precedente riunione, per quanto riguarda l'orario
  ne verrà data comunicazione ai singoli Capigruppo.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   La  seduta  è  rinviata  a martedì, 7 novembre  2006,  alle  ore
  10.30, con il seguente ordine del giorno:

       I   - COMUNICAZIONI
       II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
       LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

        N. 111 -  Interventi  per  assicurare la ristrutturazione
               della  Chiesa  della  Madonna  del  Soccorso   nel
               Comune di Prizzi (PA).

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                CURRENTI  GRANATA

        N. 112 -  Iniziative per evitare la chiusura  del  Centro
               direzionale interregionale della Polizia di  Stato
               di Sicilia e Calabria.

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                      CURRENTI GRANATA - POGLIESE

        N. 113 -  Iniziative  per  evitare  l'istituzione  di  un
               contributo  di  ingresso  e  di  soggiorno      in
               Sicilia.

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                     CURRENTI  GRANATA - POGLIESE

        N. 114 -  Iniziativa a sostegno dei lavoratori della  SMA
               - POSTA CELERE R.R. di Capaci (PA).

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                 CURRENTI GRANATA

        N. 115   -   Interventi   a  sostegno  delle   iniziative
               finalizzate a contrastare il  fenomeno del  lavoro
               non regolare in Sicilia.

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                 CURRENTI GRANATA

        N. 116 -  Interventi  per  ristabilire le  condizioni  di
               viabilità  nel tratto stradale SP 31 Castronovo  -
               Vicari.

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                 CURRENTI GRANATA

        N. 117 -  Interventi  per  assicurare la  concessione  di
               alloggi  alle  Forze  dell'ordine  dell'Arma   dei
               Carabinieri   e  della  Polizia   di   Stato   nel
               territorio della Provincia di Palermo.

                                 CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
                                                CURRENTI  GRANATA

        N. 118 -  Retribuzione dei dirigenti dell'Amministrazione
               regionale.

                                  FLERES - LEONTINI - CONFALONE -
                                         D'AQUINO  CIMINO - ADAMO

        N. 119 -   Iniziative   anche  a  livello  centrale   per
               fronteggiare  la  crisi che attraversa  la  scuola
               siciliana.

                              FLERES - CONFALONE - ADAMO - CIMINO

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -   Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
             dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
             l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico  (n. 393)

  2)  -    Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006  (n.
  377/A)

                  La seduta è tolta alle ore 12.37.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   FLERES  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   gli  abitanti  di Libertinia, frazione di Ramacca, in  provincia
  di  Catania, ormai da anni lamentano l'isolamento nel quale  sono
  costretti a vivere;

   per  circa  200  abitanti  della comunità  agricola  locale,  la
  situazione  è  diventata  insostenibile:  infatti,  a  causa  del
  maltempo, il torrente dello stretto affluente del fiume  Dittaino
  ha  reso impraticabile la Sp 123 e la SS 192 rendendo impossibili
  e pericolosi gli spostamenti;

   è  necessario procedere alla manutenzione e riparazione di circa
  3  chilometri di strada per garantire ai cittadini la possibilità
  di spostamento;

   per sapere:

   come intenda risolvere quanto in premessa indicato;

   entro  quali  tempi si procederà alla manutenzione e riparazione
  delle strade Sp 123 e SS 192.» (179)

   Risposta.   «Con  l'interrogazione  numero  179,   il   servizio
  competente dell'Assessorato dei Lavori pubblici ha così notiziato
  la  scrivente:  "Non rientra tra le competenze di  pertinenza  di
  questo  Assessorato la gestione capitoli di  spesa  con  i  quali
  poter  finanziare lavori di manutenzione e riparazione di  strade
  provinciali  o  statali  (fatte  salvo  situazioni  di   pericolo
  derivanti  da  eventi calamitosi per le quali si può  intervenire
  con  il  capitolo 672013 limitatamente alle strade  statali),  in
  quanto  l'intervento  di  questo  Assessorato  è  sostitutivo  e,
  comunque, non per le strade provinciali, poichè la titolarità  ad
  intervenire è di esclusiva competenza della Provincia regionale.
   Per  quanto  attiene,  invece,  le  problematiche  relative   al
  torrente dello stretto affluente del fiume Dittaino, si riferisce
  che  con  D.C.S.  n.  1830/19 del 22  novembre  2005  sono  stati
  finanziati, per l'importo di euro 225.000,00, i lavori urgenti di
  pulizia  e  regimentazione del tratto finale  del  vallone  dello
  stretto sino alla confluenza con il fiume Dittaino.
   In  ultimo, si ritiene opportuno rappresentare che l'Ufficio del
  Genio  Civile  di  Catania ha comunicato che saranno  avviate  le
  procedure per l'espletamento della gara d'appalto al fine di dare
  corso ai predetti lavori di urgenza».

                                                L'Assessore CONSOLI