Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Piccione ha chiesto
congedo per trenta giorni a decorrere dal 27 ottobre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per i lavori pubblici, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 179 - Notizie circa gli interventi di riparazione della
Strada provinciale 123 e della Strada statale 192 in favore dei
lavoratori agricoli della provincia di Catania.
Firmatario: Fleres Salvatore.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale
recante Modifica dello Statuto della Regione siciliana' (n.
421), d'iniziativa parlamentare, degli onorevoli Speziale,
Cracolici, Ballistreri, Barbagallo, Borsellino in data 24 ottobre
2006
Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter ed all'articolo
26 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come recepito dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni (n. 425), d'iniziativa governativa, dal Presidente
della Regione (Cuffaro) su proposta dell'Assessore per i lavori
pubblici (Consoli Agata) in data 25 ottobre 2006
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 ottobre 1998,
n. 26, sulla tutela delle minoranze linguistiche nella Regione
siciliana (n. 426), d'iniziativa parlamentare,dagli onorevoli
Falzone, Formica, Caputo, Cristaldi, Currenti, Granata,
Incardona, Pogliese, Stancanelli in data 26 ottobre 2006.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e contestuale
comunicazione di invio alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
siciliana
(n. 420)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Speziale in data 24 ottobre 2006
Norme sulla costituzione di nuove province regionali (n. 424)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Lombardo, Di Mauro, Basile, De Luca,
Rizzotto, Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data 25
ottobre 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Riforma della legislazione regionale in materia di boschi e
territori montani. Norme relative al corpo forestale della
Regione siciliana ed all'Azienda regionale delle foreste
demaniali (n. 422)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Speziale, Oddo in data 24 ottobre
2006
PARERE I
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Istituzione borse di studio per favorire gli studi
comparatistici della giustizia della Comunità europea (n. 423)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Speziale in data 24 ottobre 2006
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Disposizioni straordinarie in materia di sedi farmaceutiche
(n. 332)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Formica, Caputo, Cristaldi,
Currenti, Falzone, Granata, Incardona, Pugliese, Stancanelli in
data 21 settembre 2006
INVIATI IN DATA 27 OTTOBRE 2006.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati, in data 27 ottobre 2006, alle competenti
Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme a favore della cooperazione sociale (n. 414)
d'iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Introduzione e disciplina del reddito sociale minimo (n.
413)
d'iniziativa parlamentare
Istituzione in via sperimentale del reddito di cittadinanza
(n. 418)
d'iniziativa parlamentare.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, in data 30 ottobre 2006,
l'onorevole Turano ha ritirato il disegno di legge Interventi
in favore dei soggetti non udenti (n. 274).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Villari, in data 30
ottobre 2006, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno
di legge n. 352 Modifiche all'articolo 35 della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni .
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso
che:
l'ATO idrico della provincia di Agrigento
ha avviato la procedura per la
privatizzazione del servizio di gestione per
la durata di 30 anni;
l'assemblea dell'ATO idrico, composta dai
sindaci della provincia di Agrigento, ha
approvato il bando di gara e nominato la
commissione esaminatrice;
per ben tre volte l'assemblea ha
modificato il bando di gara per consentire
che pervenissero offerte, considerato che le
precedenti gare erano andate deserte;
è stata presentata una sola offerta da
parte di un consorzio di imprese di cui fa
parte il Voltano S.P.A.;
il Voltano S.P.A. ha tra i suoi azionisti
i Comuni di Agrigento, Favara, Raffadali ed
Aragona, i cui sindaci sono anche componenti
del Consiglio di Amministrazione dell'ATO
idrico;
dell' assemblea dell'ATO idrico fanno
parte i Sindaci dei comuni di Agrigento,
Aragona, Comitini, Favara, Joppolo
Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadali, San
Biagio Platani, Santa Elisabetta e
Sant'Angelo Muxaro, che sono
contemporaneamente azionisti del Voltano
SPA;
i predetti Sindaci, che hanno già
approvato i predetti atti preliminari,
dovranno procedere all'affidamento della
concessione posta in gara;
si ravvisa un evidente conflitto di
interessi per i sindaci che sono
contemporaneamente amministratori ed
azionisti sia del soggetto appaltante che di
quello appaltatore;
lo stesso consorzio di ambito ha
richiesto un parere allo studio legale Armao
di Palermo in ordine alla procedura di
affidamento del servizio;
il parere fornito recita: 'ritenere
pienamente incompatibile con la
partecipazione alla riunione del Consiglio
di Amministrazione di codesto consorzio per
la nomina della commissione di gara la
posizione degli amministratori Sindaci dei
comuni azionisti di una delle società che,
in raggruppamento con altre imprese, ha
presentato l'unica offerta in sede di gara
per l'aggiudicazione dell'appalto';
per sapere:
se non ritenga che il comportamento degli
amministratori abbia violato i principi di
buon andamento, imparzialità e trasparenza
dell'agire amministrativo che deve
presiedere alla gestione della cosa
pubblica;
se non ritenga di dovere intraprendere
un'azione ispettiva al fine di verificare
l'intera intricata vicenda e, nelle more,
chiedere all'ATO idrico di Agrigento
l'immediata sospensione delle procedure il
cui completamento potrebbe arrecare gravi ed
irreparabili danni». (688)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso
che:
in conseguenza dell'art. 34 della legge
finanziaria, la Direzione provinciale dei
servizi vari e ragioneria dello Stato di
Messina rischia di chiudere;
alla suddetta sede fanno capo le
competenze dell'Ufficio provinciale del
Tesoro e quelle della Commissione medica di
verifica e controllo per le delibere ASL in
materia di invalidità civile;
per sapere quali azioni intenda adottare
per scongiurare tale chiusura che
penalizzerebbe la numerosa utenza della
provincia di Messina costituita da migliaia
di dipendenti statali e da titolari di
pensione a vario titolo, nonché di oltre 90
lavoratori interessati». (691)
BALLISTRERI
«All'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
il Consiglio del Parco Archeologico di
Agrigento è scaduto dal maggio 2005;
l'Assessorato regionale dei beni
culturali, a distanza di due anni, non ha
ancora provveduto alla nomina del nuovo
Consiglio;
i diversi soggetti competenti hanno
effettuato le segnalazioni di loro
competenza;
l'Assessore regionale diverse settimane
addietro ha affermato sugli organi
d'informazione che entro una settimana
avrebbe provveduto alla costituzione del
nuovo Consiglio del Parco;
considerato che:
l'Ente Parco non ha ancora adottato il
Piano del Parco, che costituisce elemento
indispensabile per il rilancio produttivo e
turistico dell'area nella Valle dei Templi;
il precedente Consiglio ha approvato
nella seduta conclusiva del suo mandato
(aprile-maggio 2005) le proprie osservazioni
al Piano predisposto dai progettisti;
tali modifiche sono state recepite dai
progettisti e inoltrate con i nuovi
elaborati nel luglio 2006;
il commissario non ha, opportunamente,
deliberato l'adozione del Piano preferendo
che tale atto venisse compiuto dal Consiglio
regolarmente costituito;
l'adozione del Piano del Parco da parte
del nuovo Consiglio è atto indispensabile
per la prosecuzione del non semplice iter
che porta alla sua adozione definitiva;
preso atto che l'Assessorato non ha
rispettato i tempi per la nomina;
per sapere:
le ragioni per cui, a distanza di più di
un anno, non si sia ancora proceduto alla
nomina del Consiglio del Parco Archeologico
di Agrigento;
quando intenda procedere al
rispetto dell'impegno». (693)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione,
all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel territorio del Comune di Siculiana
(AG), in contrada Matarano, è ubicata una
discarica regolarmente autorizzata che
inizialmente doveva servire alle necessità
dei Comuni consorziatisi di Montallegro e
Cattolica Eraclea oltre che a quelle della
stessa Siciliana;
a causa dell'assenza di siti regolarmente
autorizzati, la suddetta discarica è
diventata riferimento per molti Comuni della
Provincia di Agrigento e non;
da diversi anni la municipalità di
Siculiana si è fatta carico dei rischi di
natura ambientale e sanitaria connessi alla
gestione di una discarica divenuta
sovradimensionata rispetto alle esigenze dei
comuni consorziati;
in atto il Comune sta sopportando gli
oneri dei costi di postgestione, valutati in
euro 800.000, connessi alle vasche chiuse,
senza che i Comuni, che hanno nel tempo
conferito, partecipino alle spese;
l'Assessorato territorio ed ambiente -
Sez. 2 VAS-VIA - con provvedimento n. 48914
del 4 agosto 2005 ha rilasciato parere di
compatibilità ambientale per il progetto di
ampliamento dell'impianto individuando, con
il dissenso del Comune, la ditta Catanzaro
Costruzioni srl con sede in Agrigento quale
soggetto committente piuttosto che il Comune
medesimo, che è titolare e proprietario
della discarica;
sulla scorta del suddetto parere, con
istanza acquisita al prot. 18196 del
13/03/06 ARTA Sicilia, la ditta in commento
ha presentato domanda per il conseguimento
dell'Autorizzazione integrata
ambientale per l'esercizio del nuovo
impianto ancora da appaltare e realizzare;
attraverso tale iniziativa, qualora la
domanda dovesse essere accolta, in deroga
alle procedure di selezione ad evidenza
pubblica, una ditta privata si vedrebbe
concesso il privilegio di gestire un
impianto a titolarità pubblica sottraendo
all'Ente pubblico locale il diritto di poter
individuare il soggetto gestore alle
migliori condizioni economiche, con grave
danno economico per le collettività
interessate ai conferimenti nella discarica
di Siculiana;
il progetto presentato dal privato, in
concorrenza con analoga disponibilità dello
stesso comune, infatti prevede costi di
conferimento estremamente elevati i cui
effetti si ripercuoteranno sugli utenti
finali ed i cittadini della provincia di
Agrigento che si vedranno costretti a
sopportare una tariffa più cara rispetto a
quella che, alternativamente, potrebbe
conseguirsi;
nel quadro economico finanziario
predisposto dal soggetto privato, nessun
ristoro è previsto in favore del Comune che
dovrà continuare a sopportare i danni
ambientali oltre le maggiori spese legate
alla opportuna vigilanza e controllo
dell'area;
il Consiglio comunale di Siculiana
all'unanimità ha approvato un ordine del
giorno di protesta contro l'operato della
Regione rivendicando la permanenza della
titolarità pubblica della discarica ed il
diritto a vedersi corrisposto un equo
ristoro per il disagio ambientale
conseguente allo smaltimento di così ingenti
quantità di rifiuti;
lo stesso ordine del giorno impegna il
Sindaco ad attivarsi affinché la discarica
torni ad essere ad esclusivo servizio del
consorzio dei Comuni;
la popolazione siculianese mal tollera la
presenza sul proprio territorio di una
discarica di tali dimensioni, senza ricevere
alcun positivo ritorno in termini di servizi
ed appare propensa ad intraprendere
significative azioni di protesta;
per sapere:
se intendano sospendere l'iter
concessorio;
se intendano agire al fine di garantire
la permanenza della titolarità pubblica
dell'impianto di Siculiana ed il diritto
dell'ente locale a decidere le forme di
gestione più vantaggiose per gli utenti;
quali atti ritiene di compiere per
assicurare il diritto del Comune di
Siculiana a vedere corrisposte, dai comuni
conferenti, le somme necessarie ad
assicurare l'espletamento del servizio di
post chiusura delle vasche;
se non ritiene che vada salvaguardato il
diritto del Comune di Siculiana a conseguire
una quota della tariffa per il disagio
ambientale conseguente allo smaltimento di
un mole così elevata di rifiuti». (694)
DI BENEDETTO
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
FLERES, segretario:
«All'Assessore per l'industria, premesso
che:
è stata bandita la procedura di mobilità
volontaria per la copertura di un posto di
dirigente tecnico di cui al bando del
Consorzio ASI di Messina a firma del
Direttore Generale - Determina Dirigenziale
n. 297 del 12.9.2006 - pubblicato nella GURS
del 29.9.2006 IV serie speciale concorsi n.
12;
la determinazione del D.G. del 12.9.2006
n. 297, all'art. 2 prevedeva un termine di
trenta giorni decorrenti dalla pubblicazione
del relativo avviso nella GURS
soprarichiamata per la presentazione delle
relative istanze;
l'avviso pubblicato nella GURS del
29.9.2006 n. 12, al secondo capoverso,
indica quale termine di presentazione delle
istanze quello di quindici giorni decorrenti
dalla data di pubblicazione dell'avviso
nella GURS medesima;
in data 23.10.2006, ancora vigente il
termine di cui alla determinazione
dirigenziale n. 297 del 29.9.2006, con
determinazione n. 350 del D.G. dell'Ente si
è approvata la graduatoria del bando in
questione;
con la medesima Determinazione del D.G.,
si è proclamato vincitore del bando l'arch.
Giuseppe Aveni e si è nominato lo stesso
Dirigente del Consorzio per l'Area di
Sviluppo Industriale della Provincia di
Messina;
vi è evidente discordanza tra il termine
assegnato per la presentazione delle istanze
di mobilità contenuto nella Determinazione
del D.G. del 12.9.2006 n. 297, pubblicata
sul sito internet del Consorzio - gg. 30
dalla pubblicazione in GURS - e quello
assegnato nell'avviso pubblicato nella GURS
del 29.9.2006 - gg. 15 dalla pubblicazione
nella GURS;
l'arch. Giuseppe Aveni riveste ad oggi la
carica di Commissario Straordinario
dell'Ente;
per sapere:
se risulti conforme alle norme di legge e
di regolamento la procedura di mobilità
volontaria per la copertura di un posto di
dirigente tecnico di cui al bando del
Consorzio ASI di Messina a firma del
Direttore Generale esperita e conclusa dal
Consorzio ASI di Messina - Determina
Dirigenziale n. 297 del 12.9.2006 -
pubblicato nella GURS del 29.9.2006 IV serie
speciale concorsi n. 12;
se la materia di che trattasi risulti
rientrare nelle competenze del Direttore
Generale dell'Ente;
se l'evidente discordanza del termine per
la presentazione delle istanze tra avviso
pubblicato anche su internet (gg. 30) in
esecuzione della Determinazione n. 297 del
12.9.2006 ed avviso pubblicato nella GURS
(gg 15) vizi il regolare svolgimento della
procedura amministrativa, in considerazione
del fatto che la procedura amministrativa è
stata definita prima dello spirare del
termine di cui alla determinazione
dirigenziale che ha avviato il procedimento;
se non ritenga, in virtù di quanto
esposto ed oggetto di interrogazione, di
esercitare i poteri di vigilanza e
sostitutivi di cui all'art. 17 della l.r.
4.1.1984 n. 1 e dell'art. 24 dello Statuto
del Consorzio ASI di Messina, al fine di
evitare e porre rimedio ad eventuali
violazioni di legge e di regolamento, o al
fine di prevenire possibili fattispecie di
conflitti di interesse». (685)
CURRENTI - CAPUTO - FALZONE
«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il Consiglio comunale di Fiumefreddo di
Sicilia (CT), con delibera n. 49 del
16.07.1977, ha approvato il Piano regolatore
generale, privo tuttavia delle relative
prescrizioni esecutive;
l'assessore comunale competente, infatti,
ha ritenuto corretto rinviare l'adozione
delle P.E. ad un momento successivo
all'esame delle osservazioni presentate
dagli interessati;
nel gennaio 2002, la Regione ha rimandato
indietro l'incartamento del PRG disponendo
la contestuale approvazione delle
prescrizioni esecutive;
nonostante le reiterate
sollecitazioni dell'A.R.T.A. e la successiva
nomina di un commissario ad acta, il Comune
di Fiumefreddo non ha ancora provveduto
all'adozione dei provvedimenti in parola;
considerato che:
con l'interrogazione n. 1118 presentata
nella scorsa legislatura a firma dello
scrivente si chiedevano urgenti interventi
sostitutivi da parte dell'A.R.T.A. ai fini
dell'adozione e successiva approvazione
dello strumento urbanistico e delle
prescrizioni esecutive;
nella risposta all'interrogazione, resa
nella seduta dell'ARS n. 158 del 16
settembre 2003, l'Assessore per il
territorio pro tempore riferiva di nuovi
adempimenti compiuti nel frattempo dal
Comune di Fiumefreddo e stabiliva un termine
di tre mesi per l'adozione dello schema di
massima del PRG;
l'Assessore pro tempore si impegnava,
altresì, a disporre l'intervento sostitutivo
qualora, trascorsi i tre mesi, il Comune di
Fiumefreddo non avesse adempiuto al proprio
obbligo;
rilevato che:
con delibera consiliare n. 44 del 6
maggio 2004, il Comune di Fiumefreddo ha
approvato la variante al programma di
fabbricazione tuttora vigente in assenza del
PRG;
tale variante è stata approvata con
decreto del Dirigente generale del
Dipartimento urbanistica;
nessuna notizia è pervenuta circa i
promessi interventi sostitutivi garantiti
dall'Assessore pro tempore;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali
nessun intervento sostitutivo sia stato
adottato, nonostante l'inerzia del Comune di
Fiumefreddo;
se non ritengano indifferibile la nomina
di un commissario ad acta che proceda
all'adozione dello strumento urbanistico,
indispensabile per l'ordinato sviluppo del
territorio;
se non ritengano necessario disporre
un'ispezione amministrativa al fine di
accertare eventuali irregolarità nell'iter
di adozione del PRG di Fiumefreddo di
Sicilia». (686)
BARBAGALLO
«All'Assessore per la sanità, premesso
che:
nella nostra regione esiste una sola sede
della Facoltà di Medicina Veterinaria che si
trova ubicata a Messina;
ciò comporta intuibili disagi per coloro
che risiedono in altre città;
tale Facoltà prevede, come nella maggior
parte dei casi, la frequenza quotidiana ai
corsi obbligando coloro che decidono di
frequentare quella Facoltà a trasferirsi a
Messina per quattro anni, con conseguenti
costi da sostenere per il soggiorno;
la regione Sicilia è un territorio
prevalentemente a vocazione agricola e
zootecnica e necessita sempre più di
personale qualificato;
per sapere:
se il Governo regionale non ritenga
opportuno istituire un corso di laurea in
Medicina Veterinaria anche presso
l'Università di Palermo, in considerazione
del fatto che si verrebbero a creare almeno
due poli, uno occidentale ed uno orientale,
per facilitare gli studenti;
se non ritenga necessario integrare il
protocollo d'intesa (D.A. 10/12/2003) tra la
Regione siciliana e l'Università di Palermo
prevedendo quindi l'istituzione di un corso
di laurea in Medicina Veterinaria con sede
in Palermo». (687)
VICARI
«All'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la zona denominata 'Pantano Longarini',
ricadente nel territorio di Pachino (SR),
bonificata fra gli anni '60 e '70 per una
superficie di circa 100 ettari, come azienda
agricola ittica ha perso ormai da tempo la
vecchia caratteristica di zona limicola, per
effetto della realizzazione di canali lunghi
30 metri e per una profondità di 3-4 metri
collegati al Mar Mediterraneo e destinati
all'allevamento intensivo di pesce marino;
altresì, tra un canale e l'altro, dove è
stato accumulato tutto il materiale di
scavo, sono stati impiantati vigneti,
colture specializzate, serre e frangivento;
le suddette opere di bonifica risultano
regolarmente censite presso 1'UTE di
Siracusa e nel rilievo topografico dell'IGM
(Istituto Geografico Militare) del 1967;
considerato che:
nel febbraio 1984, con l'approvazione del
PRG, il Comune di Pachino, basandosi su
cartografie obsolete in cui non risultava
l'avvenuta bonifica a zona di acquacoltura,
classificava detta zona come zona 'G' (zona
umida) e quindi a vincolo assoluto,
bloccando di fatto ogni attività lavorativa
con conseguenti ingenti danni economici;
successivamente il Comune di Pachino,
senza avere fatto alcuna verifica o
perimetrazione dello specchio d'acqua della
zona bonificata, inviava alla Regione
siciliana, per l'istituzione delle riserve
dei pantani della Sicilia sud-orientale tali
cartografie ormai errate;
in data 10.06.1991, l'Assessore per il
territorio e l'ambiente pro tempore
approvava il decreto 970/91, con il quale
tutta la suddetta zona bonificata veniva
classificata come zona 'A' , cioè sulla
quale non è consentita alcuna opera e quindi
a vincolo assoluto;
la conseguenza di tale provvedimento è
stata il blocco di tutte le attività
agricole e ittiche; i tentativi da parte dei
proprietari delle aziende operative nella
suddetta zona di chiarire l'equivoco e
quindi di ottenere la cancellazione dei
vincoli sono sempre stati vani;
per sapere quali interventi urgenti
intenda porre in essere al fine di disporre
gli opportuni sopralluoghi ed accertamenti
per verificare le opere di bonifica
realizzate nella zona denominata 'Pantano
Longarini' e di ripristinare le proficue
attività di agricoltura e di acquacoltura,
importanti risorse economiche e lavorative
per la provincia di Siracusa». (689)
CONFALONE
«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che le
Aziende termali di Acireale e di Sciacca,
costituite con decreto legislativo del
Presidente della Regione siciliana n.12 del
20 dicembre 1954, hanno dovuto avviare un
percorso di trasformazione in S.p.A. ai
sensi della legge 27 aprile 1999, n. 10;
visto l'art. 119 della legge regionale
n.17 del 2004, con il quale si è voluto
tutelare il personale in capo alle
rispettive aziende termali;
preso atto che la trasformazione
giuridica è stata ultimata a dicembre del
2005 e che a partire da tale data si è dato
seguito a rendere operativi i consigli di
amministrazione delle Terme di Acireale e
Sciacca S.p.A.;
visti i successivi provvedimenti del
dirigente generale dell'Assessorato Turismo,
comunicazioni e trasporti della Regione, con
i quali si è provveduto a dare delle precise
direttive al fine di rendere operative le
Terme di Acireale e Sciacca S.p.A. in
applicazione delle leggi suddette;
vista la nota del luglio 2006 del
direttore generale, dott. A. Porretto, dove
si ribadisce l'improcastinabile scadenza del
31 luglio c.a., per la presentazione del
piano industriale da parte dei rispettivi
C.d.A., momento determinante per
l'applicazione dell'art.119 della legge
regionale n. 17 del 2004 che darebbe
definitiva collocazione al personale in atto
presente alle terme;
visto che tra i provvedimenti adottati
dai rispettivi consigli di amministrazione
nelle more dell'applicazione della legge n.
17 del 2004, art.119, vi è la stipula di
convenzioni con le Aziende termali regionali
di Acireale e Sciacca per l'utilizzo, da
parte delle società per azioni, del
personale dipendente delle Aziende autonome
delle Terme;
visto che le ultime convenzioni
sottoscritte tra le S.p.A Terme e le Aziende
autonome in riferimento al personale
presentano anche delle deroghe al D.L.vo del
Presidente della Regione siciliana n. 12 del
20 dicembre 1954;
considerato che tale deroga, a parere
degli interroganti, presenta dei vizi di
legittimità;
per sapere quali siano le loro rispettive
posizioni su tale situazione, e, ove si
ravvisasse una violazione dei diritti dei
lavoratori delle Terme, quali provvedimenti
intendano avviare per il ripristino di una
sana e corretta gestione delle stesse».
(620)
DI BENEDETTO-DI
GUARDO-NICOTRA-
VILLARI
«All'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premeso che:
nel 1998 fu rilasciata alla società 'Open
Land' una concessione edilizia in sanatoria
inerente la costruzione di una serra
agricola florovivaistica, insistente nel
territorio comunale di Siracusa, in Viale
Epipoli 252;
successivamente, con autorizzazione
edilizia n. 3285 del 07/12/2000, il Comune
di Siracusa autorizzò la manutenzione
straordinaria della serra ed il suo cambio
di destinazione d'uso da 'commerciale' in
'sala ristorante';
in data 5.6.2006 il Comune di Siracusa ha
rilasciato un'ulteriore concessione
edilizia, la n. 124/06, per la realizzazione
di una veranda coperta di pertinenza della
serra;
considerato che:
il sito interessato dalla costruzione
ricade all'interno di un 'Parco
Archeologico' in cui, ai sensi del vigente
Piano Regolatore Generale, è fatto obbligo
di intervenire mediante piano
particolareggiato, mai approvato dal
Consiglio comunale ma da redigersi a cura
della Soprintendenza ai BB.CC.AA.;
essendo l'area sprovvista del
Piano particolareggiato obbligatorio, nella
succitata concessione edilizia n. 124 del
5/06/2006 si legge che essa viene rilasciata
'a termine sino all'approvazione del piano
particolareggiato medesimo', con una
procedura quantomeno singolare ed innovativa
che istituisce concessioni edilizie 'a
scadenza' fino all'approvazione dello
strumento urbanistico propedeutico previsto
nel nuovo Piano Regolatore Generale,
adottato dal Comune di Siracusa ed in questo
momento all'esame del C.R.U., l'area in
oggetto è confermata quale zona F3 'Parco
delle Mura Dionigiane';
preso atto che:
i lavori in oggetto hanno avuto inizio;
ove legittimo, il procedimento descritto
potrebbe autorizzare la nascita di ettari di
ristoranti e strutture assimilabili in luogo
delle serre;
per sapere:
se le serre agricole come quelle in
oggetto, in struttura precaria leggera,
chiusa da pannelli traslucidi e copertura in
plastica, possano essere oggetto di
concessione edilizia in sanatoria;
se una serra agricola possa considerarsi
a destinazione d'uso 'commerciale' e, da
questo, mutare la sua destinazione d'uso in
'ristorante';
se non si ritenga illegittima, per i
motivi suesposti, la concessione edilizia n.
124 del 05/06/2006;
se non si ravvedano elementi di grave
irregolarità nel procedimento sopra
descritto e, in caso affermativo, quali
iniziative immediate intenda adottare a
tutela della legalità e del Parco
Archeologico in oggetto». (692)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
con decreto 21 aprile 2006 dell'Assessore
per la pesca, pubblicato nella GURS del 5
maggio 2006 n. 23, poi modificato con
successivo decreto 9 agosto 2006, sono stati
disciplinati i periodi di interruzione
temporanea obbligatoria per la pesca
professionale al fine di tutelare le risorse
ittiche;
tale fermo è esteso anche alla pesca
sportiva, ad esclusione di quella effettuata
dalla terraferma o da natante con lenza a
mano o bolentino;
considerato che:
la disciplina risultante dai due decreti
è più restrittiva per la pesca sportiva che
non per quella professionale; per la pesca
professionale, infatti, i periodi di fermo
sono di trenta giorni e, all'interno di un
arco temporale delimitato, agli operatori è
consentito scegliere le date di inizio e
fine dell'interruzione temporanea;
la pesca sportiva, invece, risulta
impraticabile da agosto a dicembre e nessuna
autorizzazione viene rilasciata per tutte le
discipline che prevedono l'uso di canne; le
capitanerie di porto, infatti, hanno
applicato tali decreti secondo
l'interpretazione più rigida negando,
addirittura, l'autorizzazione allo
svolgimento delle gare di traina costiera e
traina d'altura per la qualificazione ai
campionati italiani assoluti del 2007;
l'entità del prelievo ittico della pesca
sportiva è talmente ridotta da non
influenzare il periodo di riproduzione delle
diverse specie;
l'attività dei pescasportivi si svolge
sotto il controllo della federazione
sportiva riconosciuta dal CONI e nella
rigorosa osservanza dei regolamenti vistati
dalla stessa federazione;
per sapere se non ritengano opportuno
procedere alla immediata modifica dei
decreti suddetti, dettando una normativa
differenziata per la pesca sportiva».(695)
BARBAGALLO
«All'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
l'ufficio provinciale del lavoro di
Catania ha avviato al lavoro presso la Casa
di cura Carmide, facendo seguito alle
richieste della stessa, un operaio generico
iscritto nell'elenco provinciale dei
disabili nella categoria invalidi civili;
tuttavia, quando l'operaio si è
presentato presso la Casa di Cura per la
firma del contratto, l'assunzione è stata
rifiutata col pretesto che la qualifica
posseduta non soddisfaceva le esigenze
dell'azienda;
per sapere come valutino il comportamento
della Casa di cura che ha rifiutato
l'assunzione dell'operaio senza un legittimo
motivo». (696)
FIORENZA
«All'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
provenienti da diversi Comuni, risultano
diverse richieste di chiarimento
all'Assessorato regionale territorio ed
ambiente in merito alla circolare del
Ministero degli Interni - Dipartimento degli
affari interni e territoriali - Direzione
Centrale per le Autonomie - Sportello delle
Autonomie n. 1 del 27/04/2005, contenente,
tra l'altro, chiarimenti in merito alle
Commissioni Edilizie Comunali composte anche
da organi politici quali consiglieri
comunali, assessore delegato dal Sindaco, lo
stesso Sindaco;
la circolare ministeriale in argomento è
stata emessa a seguito del parere n. 2447
del 21/05/2003 espresso dal Consiglio di
Stato in merito alla materia di che trattasi
e in attuazione della disciplina normativa
che ha introdotto nel nostro ordinamento
giuridico il principio, ormai consolidato e
di portata generale, della netta separazione
fra le funzioni di indirizzo politico-
amministrativo e quelle di gestione;
il Consiglio di Stato si è espresso in
maniera inequivocabile e più precisamente:
ne consegue che la presenza di organi
politici nella commissione edilizia,
deputata a pronunciarsi su richieste di
autorizzazioni e concessioni edilizie, non è
più consentita dall'assetto normativo
attuale. Qualora tale presenza sia
espressamente prevista da regolamenti
comunali, gli enti locali dovranno
provvedere alle necessarie modifiche ;
considerato che al riguardo, risulterebbe
che l'Assessorato regionale territorio e
ambiente, a seguito del citato parere del
Consiglio di Stato n. 2447/03, avrebbe
sostenuto nei confronti di alcuni comuni, a
nostro avviso correttamente, la prevalenza
delle disposizioni legislative rispetto a
quelle regolamentari previste dai
regolamenti edilizi comunali, e
conseguentemente, nelle more delle modifiche
dei regolamenti medesimi, l'obbligo
dell'organo politico di astenersi dal
prendere parte alle sedute delle commissioni
edilizie, pena l'eventuale annullamento in
sede giurisdizionale dei provvedimenti
concessori dei comuni,
per sapere quali iniziative siano state
intraprese dall'Assessorato regionale
territorio ed ambiente per far si che tutti
i comuni siciliani applichino, in maniera
tempestiva e uniforme, gli indirizzi
espressi dal Consiglio di Stato e dal
Ministero degli Interni in materia di
composizione delle commissioni edilizie
comunali». (697)
GUCCIARDI -
BARBAGALLO
Le interrogazioni testé annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, premesso che:
nei giorni scorsi la Montepaschi Serit ha
notificato ventiquattromila cartelle di
pagamento agli agricoltori di trentasei
Comuni della provincia di Messina su ruoli
emessi dal consorzio di bonifica n. 11;
il consorzio di bonifica n. 11 è stato
istituito con la legge regionale n. 45 del
1995 e ha raggruppato i preesistenti
Alcantara, Mela e Nebrodi che sono stati, di
conseguenza, posti in liquidazione;
prima del 1995 gli agricoltori avevano
chiesto lo scioglimento del consorzio del
Mela perché aveva notificato pagamenti di
somme senza aver mai erogato alcun servizio;
oggi si propone un'analoga questione: il
consorzio di bonifica n. 11 ha richiesto a
ciascun agricoltore l'importo di euro 10,33
per coprire le spese di funzionamento di una
struttura che, in realtà, non favorisce
l'agricoltura, non eroga alcun servizio e
non distribuisce le acque per l'irrigazione;
risulta rilevante l'analisi dello stato
di tale consorzio che, dopo 11 anni, non ha
ancora reso noto nè il programma operativo e
i relativi interventi, né la registrazione
di alcun confronto con le organizzazioni
professionali agricole e con le comunità
locali;
considerato che, ai sensi dell'art. 10
della legge regionale n. 45 del 1995
surrichiamata:
le spese per la manutenzione ordinaria e
la gestione delle reti irrigue in esercizio
sono a carico dei consorziati in proporzione
del beneficio che essi traggono dalle
medesime tabelle di contribuzione
predisposte dai consorzi;
i contributi e i canoni dovevano essere
determinati sulla base di apposito piano di
classifica per il riparto della contribuenza
che il consorzio doveva predisporre entro
sei mesi dalla sua istituzione e che doveva
essere approvato con decreto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura e foreste;
per conoscere se:
risulti che il consorzio di bonifica n.
11 abbia predisposto il piano di classifica
per il riparto della contribuenza entro i
sei mesi dall'entrata in vigore della legge
e se questo sia stato approvato
dall'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste;
le deliberazioni siano state depositate
presso gli ispettorati provinciali
dell'agricoltura e foreste competenti per il
territorio;
non ritengano opportuno:
avviare le iniziative necessarie affinché
il consorzio ritiri immediatamente i ruoli
emessi e non validi, ai sensi dell'art. 10
della legge regionale n. 45 del 1995, in
quanto i contributi ed i canoni sono dovuti
unicamente dai consorziati serviti dagli
impianti irrigui e in ragione dei benefici
effettivamente conseguiti a seguito della
realizzazione e messa in funzione delle
opere e degli impianti;
avviare tutte le procedure di
accertamento di illegittimità esistenti,
denunciate dai consorziati, e provvedere
allo scioglimento e messa in liquidazione
del consorzio di bonifica n. 11». (7)
(L'interpellante chiede lo svolgimento
con urgenza)
BALLISTRERI
«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e delle autonomie locali, premesso
che, nonostante i 55 Distretti socio -
sanitari della Sicilia abbiano, da tempo,
ricevuto le risorse finanziarie loro
assegnate per l'attivazione dei servizi e
degli interventi previsti nei piani di zona,
ad oggi, come si evince dal Decreto del
Presidente della Regione siciliana n. 282
del 28 ottobre 2005 'Programmazione degli
interventi di cui al documento <Analisi,
orientamento e priorità Legge n. 328 del
2000 - triennio 2004/2006>', come integrato
dal D.P.R.S. dell'8 maggio 2006 e come
dichiarato pubblicamente dall'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, oltre il 50 per cento dei
servizi previsti nei piani di zona non sono
stati ancora attivati;
considerato che:
tali notevoli ritardi, che si
ripercuotono pesantemente sugli utenti
bisognosi degli interventi programmati, sono
dovuti prevalentemente al mancato
aggiornamento professionale degli operatori
pubblici, componenti dei gruppi-piano, e dei
coordinatori degli stessi, alle prese con
rilevanti novità;
in particolare, nonostante la Direttiva
assessoriale prot. n. 548 del 6 aprile 2005,
permangono notevoli difficoltà sulle
modalità di affidamento dei servizi, a causa
del sovrapporsi di norme comunitarie,
nazionali e regionali che hanno contribuito
in maniera rilevante all'accumularsi dei
ritardi in questione, legate anche alla
necessità di definire le procedure per gli
atti di indirizzo dei comitati dei Sindaci
rivolti ai coordinatori dei gruppi-piano;
rilevato che, con il citato D.P.R.S. n.
282 del 2005, come integrato dal D.P.R.S.
dell'aprile 2006, è stata approvata la
programmazione del secondo triennio dei
piani di zona, che rischia anch'essa
notevoli ritardi nell'avvio delle procedure;
per conoscere quale sia il proprio
intendimento circa :
la necessità di accelerare al massimo
l'avvio dei percorsi di formazione e di
aggiornamento professionale affidati al
CIAPI di Priolo Gargallo ed al CEFPAS di
Caltanisetta, rivolti agli operatori
pubblici impegnati nell'attivazione dei
piani di zona ed in particolare ai
componenti dei gruppi-piano ed ai loro
coordinatori;
l'opportunità che detti corsi di
formazione e di aggiornamento professionale
siano strutturati con un programma teorico -
pratico, con particolare riferimento alle
modalità di affidamento dei servizi, che
preveda anche attività di laboratorio con
predisposizione in aula di schemi di atti
amministrativi al fine di un'adeguata
preparazione tecnica degli operatori;
l'opportunità di predisporre con
immediatezza un disegno di legge sulle
modalità di affidamento dei servizi socio -
sanitari snello, puntuale ed adeguato come
da impegno assunto dal Governo della Regione
con D.P.R.S. n. 243 del 4 novembre 2002;
l'opportunità di inviare, nei distretti,
referenti tecnici di parte pubblica o
'acceleratori' dei processi neoformati con
qualche possibile deficit di esperienza (sia
tecnica che amministrativa) e, quindi, con
probabili scarsi risultati sul piano
dell'assistenza tecnica volta
all'accelerazione dei processi di
attivazione dei servizi previsti nei piani
di zona del I triennio e sul pronto avvio
dei percorsi di costruzione e gestione dei
piani di zona del II triennio;
se non ritenga, nell'attuale congiuntura
di costituire un nucleo centrale di livello
regionale di esperti dotati della necessaria
professionalità ed esperienza tecnica ed
amministrativa che possano offrire la
propria adeguata consulenza,
telefonicamente, on line, e tramite incontri
con gli operatori dei gruppi-piano a livello
centrale o presso le sedi dei distretti».
(8)
DI MAURO-LOMBARDO
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte
al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
FLERES, Segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
è stato predisposto un progetto esecutivo
per l'avvio dei lavori di ristrutturazione,
restauro e consolidamento dell'edificio
religioso della Chiesa della della Madonna
del Soccorso nel comune di Prizzi (PA),
diocesi di Monreale;
Considerato che l'Amministrazione
comunale e il parroco hanno più volte
sollecitato il finanziamento del progetto
per salvaguardare l'importante chiesa, che
costituisce un esempio di pregevole
architettura, oltre che un punto di raccolta
per i fedeli del comune del Corleonese;
Ritenuto che l'intervento riveste
carattere di somma urgenza perché vi è il
pericolo che i ritardi negli interventi
possano compromettere in misura
irreversibile la struttura,
impegna il Presidente della
Regione
e per esso
l'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione,
l'Assessore per i lavori pubblici
e l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie
locali
ad attivare tutte le necessarie procedure
per ottenere il finanziamento del progetto
di restauro della Chiesa Madre di Prizzi e
per consentire la salvaguardia dell'edificio
religioso». (111)
CAPUTO-STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-GRANATA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con D.P.R. n. 208 del 2001 in attuazione
del decreto ministeriale del 10 settembre
2001 sono state istituite in Italia 7
direzioni interregionali della Polizia di
Stato con funzioni organizzative ed
amministrative, di documentazione e
logistica e con compiti di supporto a
reparti territoriali;
alle medesime direzioni sono state anche
assegnate funzioni ispettive, di controllo e
di vigilanza operativa;
Considerato che è stata inaugurata
dall'allora Ministro dell'Interno, on.
Bianco, la sede del Centro interregionale di
Polizia di Stato a Catania con giurisdizione
per tutta la Sicilia e la Calabria;
Ritenuto che, nel contesto dei
provvedimenti emanati dal Governo nazionale
per la riduzione e la razionalizzazione
della spesa pubblica, è stata prevista la
chiusura di tutti i Centri direzionali e
quindi anche di quello di Catania;
Valutato che tale provvedimento, che
certamente non riveste una notevole
incidenza dal punto di vista dei costi
gestionali, determina un forte segnale di
arretramento da parte delle istituzioni
nella direzione della difesa della legalità
e del contrasto alla criminalità mafiosa in
Sicilia e in Calabria;
Considerato che l'opinione diffusa è che,
mentre le organizzazioni mafiose si stanno
riorganizzando con una grave recrudescenza
dei fenomeni legati alla commissione di
gravi reati, vengono soppresse importanti
strutture operative finalizzate al controllo
del territorio e all'organizzazione delle
forze di polizia;
Valutato infine che:
è necessario adottare tutte le iniziative
di carattere politico e istituzionale per
garantire il mantenimento del Centro
interregionale,
anche e il sindacato di Polizia di Stato
CONSAP è intervenuto pubblicamente per
denunciare le disfunzioni organizzative ed
operative che deriverebbero nel territorio
dalla chiusura del Centro interregionale di
Catania,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Ministero
dell'Interno ed i Prefetti delle Province
siciliane e della Regione Calabria al fine
di adottare iniziative per la salvaguardia e
il mantenimento del Centro direzionale
interregionale della Polizia di Stato di
Catania». (112)
CAPUTO-STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-GRANATA-
POGLIESE
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il Consiglio dei Ministri, nella seduta
del 29 settembre 2006, ha approvato il
disegno di legge finanziaria per l'anno 2007
che prevede, tra l'altro, tra le varie
norme, anche l'istituzione di un contributo
di ingresso e di soggiorno a partire dal 1
gennaio 2007, assegnando ai Comuni la
facoltà di istituire o meno questa nuova
imposta;
Considerato che tale contributo è posto a
carico dei soggetti non residenti che
prendono alloggio in strutture ricettive ed
è destinato a finanziare la manutenzione
urbana ed i centri storici;
la misura del contributo, stabilita in
rapporto alla categoria delle strutture
alberghiere, potrà essere fissato nel
massimo di euro 5,00 per ogni notte;
Ritenuto che:
questa nuova normativa ripropone di fatto
la vecchia imposta di soggiorno istituita
nel 1910 e anche allora destinata a
finanziare lo sviluppo delle stazioni
climatiche balneari,
detta imposta venne abrogata nel 1989
perché determinava un irrazionale aggravio a
carico delle strutture alberghiere e non ha
comportato alcun rilevante vantaggio
economico per i Comuni interessati;
tale abrogazione, peraltro, non determinò
una riduzione dei costi alle imprese
alberghiere, in quanto il relativo gettito
confluì nell'ICIAP e da ultimo nell'IRAP,
continuando quindi, sia pure sotto altre
spoglie, a gravare comunque sulle imprese
alberghiere;
Valautato che questa proposta andrà a
gravare unicamente nei confronti di chi
alloggia nelle strutture ricettive
tradizionali (alberghi, villaggi, residence,
campeggi), trascurando tutte le altre forme
di accoglienza più o meno sommerse, nei
confronti delle quali i controlli sono
praticamene impossibili;
in ogni caso, questa proposta determinerà
comunque una disparità di trattamento tra
coloro che alloggiano in albergo, e che
pertanto già contribuiscono a valorizzare
economicamente i luoghi turistici, e coloro
che si dedicano al turismo escursionistico e
pendolare;
oltre alla circostanza che si creerà un
forte senso di disorientamento in quanto,
attesa la discrezionalità in capo ai
sindaci, i turisti pagheranno in alcuni
Comuni l'imposta, in altre no;
Considerato inoltre che l'istituzione di
tale tributo inciderà negativamente sulle
iniziative che questo Governo sta adottando
per incentivare e promuovere il nostro
sistema turistico all'estero;
Valutato altresì che tale provvedimento è
stato di fatto contestato sia dall'Unione
regionale degli albergatori siciliani,
dall'associazione Albergatori Taormina e da
tutti gli alberghi siciliani associati, sia
da tutte le altre categorie che uniscono i
rappresentanti di tutte le strutture
ricettive dell'Isola,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti
e l'Assessore per il bilancio e le
finanze
ad intervenire presso il Ministero dei
Trasporti al fine di cancellare questa norma
dalla finanziaria nazionale,
impegna altresì il Governo regionale
ad inviare una circolare a tutti i Comuni
della Sicilia per evitare l'adozione di
questa imposta che, pur non determinando
alcun consistente ritorno economico,
penalizzerà ulteriormente e ancor più
gravemente il sistema turistico alberghiero
siciliano». (113)
CAPUTO-STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-GRANATA-
POGLIESE
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'Ufficio Risorse umane della SMA S.p.A.,
con sede in Rozzano (MI), località Milano
Fiori, Strada 8 Palazzo N., in data 28
settembre 2006 ha comunicato di avere
avviato la procedura per la dichiarazione di
mobilità - riduzione di personale, ex art.
24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, ai
sensi dell'art. 4 della stessa legge, per 37
lavoratori impegnati nel deposito di Capaci
(PA), Contrada Case Troia;
Considerato che la motivazione dell'avvio
della procedura, che precede il regime della
mobilità e probabilmente dell'avvio della
cassa integrazione, è stata determinata, a
detta dell'azienda, dalla cessazione
dell'attività dell'unità produttiva di
Capaci, adibita al deposito alimentare,
cessazione che è stata stabilita per la fine
di dicembre del corrente anno;
Ritenuto che la motivazione della
mobilità del personale è stata anche
determinata, da un lato dalle condizioni di
inefficienza strutturale del deposito e
dall'altro dalla ritenuta contrazione dei
fatturati delle unità di vendita;
Valutato che questo provvedimento
ha indubbiamente creato un clima di forte
tensione tra il personale, in quanto, è di
tutta evidenza che si tratta di una
decisione che certamente determinerà, alla
lunga, il definitivo licenziamento dei 37
lavoratori, ai quali tra non molto si
uniranno anche quelli che con le stesse
qualifiche operano negli altri stabilimenti
alimentari SMA in Sicilia;
Considerato altresì che i lavoratori
hanno fatto ricorso alla tutela sindacale
per chiedere la difesa dei loro diritti e il
mantenimento del posto di lavoro anche
attraverso il trasferimento presso altri
depositi siciliani;
Valutato inoltre che:
è stato fissato per la fine di ottobre lo
sciopero indetto dalle organizzazioni
sindacali di categoria e che si è deciso di
convocare un tavolo di lavoro tra azienda e
sindacati per individuare soluzioni
alternative finalizzate ad evitare la
mobilità;
vi è comunque la necessità, per la
gravità dei provvedimenti, che anche il
Governo regionale, attraverso gli
Assessorati competenti e l'Agenzia regionale
per il lavoro, si attivi per sostenere le
istanze dei lavoratori e per valutare quali
provvedimenti possano essere adottati per
consentire all'azienda di superare
l'oggettivo momento di difficoltà economica
e imprenditoriale;
Considerato infine che va in ogni caso
evitata l'eventuale adozione di
provvedimenti aziendali che possano mettere
in pericolo i livelli occupazionali
dell'azienda e dei lavoratori,
impegna il Presidente della
Regione
e per esso
l'Assessore per il lavoro, la
formazione professionale
e l'emigrazione e l'Assessore per la
cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca
a creare un tavolo di lavoro presso
l'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione, alla
presenza dei responsabili della SMA, dei
lavoratori e dei rappresentanti sindacali,
al fine di adottare tutti i provvedimenti
necessari per salvaguardare i livelli
occupazionali e per sostenere le esigenze
aziendali della SMA» (114).
CAPUTO -
STANCANELLI -
FALZONE -
CURRENTI-
GRANATA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
in data 23 ottobre, i Carabinieri della
Compagnia di Termini Imerese, coadiuvati dai
funzionari dell'Ispettorato del Lavoro,
hanno effettuato un sopralluogo all'interno
di un cantiere cittadino destinato alla
realizzazione di 50 alloggi popolari;
Considerato che dal controllo effettuato
è emerso che su 12 operai impegnati ben 7
non erano in regola;
Ritenuto che quanto accertato dai
militari dell'Arma è un'ulteriore prova
dell'enorme diffusione del lavoro non
regolare in Sicilia che coinvolge imprese
che realizzano sia lavori pubblici che
privati e che investe in particolare i
settori dell'edilizia e dell'agricoltura;
Considerato anche che:
tutto ciò denota non soltanto una
situazione di diffusa illegalità, ma anche
una condizione di pericolo per la sicurezza
nei posti di lavoro;
oltre alla circostanza che è ormai
accertato che dietro il fenomeno del lavoro
nero si celano quasi sempre gli interessi
delle organizzazioni criminali che operano
in Sicilia,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale,
la formazione professionale e
l'emigrazione
ad adottare tutte le iniziative
finalizzate a contrastare il grave fenomeno
e ad assicurare il ripristino della
legalità». (115)
CAPUTO-STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-GRANATA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la viabilità all'interno del
comprensorio dell'Alto Belice Corleonese, e
in particolare nei territori dei comuni di
Vicari, Prizzi, Castronovo di Sicilia è
gravemente compromessa dalle condizioni di
generale dissesto delle strade provinciali;
Considerato che da diverso tempo i
Sindaci dei Comuni interessati hanno
sollecitato gli uffici della Provincia
regionale di Palermo al fine di ottenere i
necessari interventi di sistemazione dei
tratti stradali interessati;
Valutato che le difficoltà viarie, oltre
che creare problemi alla circolazione e
condizioni generali di pericolo per la
sicurezza pubblica, impediscono il normale
svolgimento delle attività agricole e
imprenditoriali dell'intero comprensorio;
Considerato altresì che si rende
indispensabile l'avvio di un intervento di
somma urgenza per ripristinare la normale
percorribilità delle strade provinciali,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per i lavori pubblici
ad intervenire presso la Provincia
regionale di Palermo e l'Assessorato alla
viabilità, al fine di sollecitare la
realizzazione degli interventi richiesti;
ad adottare tutte le iniziative di
rispettiva competenza per finanziare le
opere necessarie di ripristino degli assi
viari». (116)
CAPUTO-STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-GRANATA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge n. 109 del 1996, che regola le
norme in materia di sequestro e confisca dei
beni sottratti agli appartenenti alle
organizzazioni criminali denominate 'Cosa
Nostra', prevede l'assegnazione degli
immobili anche alle Forze di Polizia per
essere destinati a sedi operative o ad
edilizia abitativa per i militari;
Considerato che da diversi anni, con il
parere favorevole dell'Agenzia del Demanio e
della Prefettura di Palermo, sono stati
assegnati alla Questura del capoluogo e
all'Arma dei Carabinieri oltre 50 alloggi
definitivamente confiscati per essere
destinati ad ospitare i militari impegnati
nel territorio;
Ritenuto che nessuno di questi immobili è
stato fino ad oggi assegnato, per un
conflitto di competenza tra Questura e
Agenzia del Demanio in ordine alla
titolarità delle somme necessarie per la
ristrutturazione dei fabbricati;
Considerato inoltre che, a causa di tale
intoppo burocratico, importanti immobili
sottratti a Cosa Nostra rimangono in
condizioni di totale degrado e abbandono;
Valutato che i militari, aventi diritto
all'alloggio, sono costretti a ricorrere
all'affitto, i cui costi incidono
notevolmente sui rispettivi stipendi;
Atteso che la Confederazione Sindacale
Autonoma di Polizia (CONSAPPA) ha in più
occasioni denunciato questo gravissimo stato
di paralisi burocratica, che di fatto blocca
l'assegnazione di questi alloggi, fino ad
oggi inutilizzati, abbandonati e dei quali
alcuni risultano essere anche utilizzati da
soggetti vicini ad ambienti malavitosi;
Ritenuto altresì che appare
indispensabile che il Governo della Regione,
in attesa di dotarsi di apposita normativa,
adotti qualsiasi provvedimento per ottenere
la concessione degli alloggi alla Polizia di
Stato e all'Arma dei Carabinieri,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore alla
Presidenza e
l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali
e le autonomie locali
ad adottare tutte le iniziative
finalizzate a sbloccare la gravissima
situazione superiormente denunciata». (117)
CAPUTO-
STANCANELLI-
FALZONE-
CURRENTI-
GRANATA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
da notizie stampa si è appreso che la
retribuzione corrisposta ai
dirigenti dell'Amministrazione regionale in
alcuni casi risulterebbe essere
particolarmente elevata;
specifico riferimento è stato fatto
rispetto ai dirigenti generali ed ai
soggetti che svolgono le funzioni di
'commissari o vice commissari straordinari';
fermo restando il fatto che tali soggetti
operano in virtù di contratti di diritto
privato, rinnovabili o revocabili, pare che
tali retribuzioni non siano in linea con
quelle corrisposte ai colleghi di altre
regioni d'Italia;
di conseguenza anche le indennità di
buona uscita e le pensioni verrebbero
corrisposte in base alle ultime
retribuzioni;
quanto sopra determina un ingessamento
del bilancio della Regione le cui elevate
spese obbligatorie non consentono
l'assunzione di altri impegni,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere tutte le iniziative
ritenute utili al fine rivedere le
retribuzioni del personale in premessa
indicato, riperimetrandole, in base a quelle
corrisposte in altre regioni d'Italia, alle
medesime figure professionali». (118)
FLERES-LEONTINI-
CONFALONE-
D'AQUINO-CIMINO-ADAMO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la scuola siciliana sta vivendo una fase
di estrema difficoltà, frutto di un insieme
di criticità irrisolte e di ritardi
accumulatisi nel tempo;
la riforma Moratti si è inserita,
infatti, nel difficile cammino di
applicazione della revisione del Titolo V
della Costituzione che ha operato una vera e
propria inversione nel criterio di riparto
delle attribuzioni tra Stato e Regioni;
Considerato che:
con la riforma del Titolo V della
Costituzione, alla legislazione esclusiva
dello Stato viene assegnata la definizione
dei livelli minimi essenziali delle
prestazioni (lep), delle norme
generali sull'istruzione e dei
principi fondamentali;
alla competenza delle Regioni è invece
demandata la gestione del servizio nella sua
interezza;
l'effettiva applicazione di tale
rivoluzione è ancora lontana e il percorso
si presenta più che mai tormentato, stretto
tra la necessità di garantire, da un lato,
l'autonomia delle istituzioni scolastiche e
delle Regioni e, dall'altro, di mantenere
uniformi su tutto il territorio nazionale i
livelli minimi di istruzione;
Considerato ancora che:
in Sicilia la crisi del sistema scuola è
grave e coinvolge sia le famiglie che la
categoria degli operatori scolastici;
nonostante un incoraggiante trend
positivo registrato nell'anno scolastico
2005/2006, i dati sulla dispersione
scolastica continuano ad essere allarmanti,
particolarmente nelle grandi città come
Palermo e Catania e tra i ragazzi delle
scuole medie;
si tratta di un fenomeno la cui incidenza
è indice della difficoltà della scuola di
attrarre i giovani con un progetto adeguato
ai loro bisogni e di instaurare una
relazione educativa proficua;
serie carenze si registrano nella rete di
scuole per l'infanzia e asili nido, il cui
numero è assolutamente insufficiente a
soddisfare la sempre maggiore domanda da
parte delle famiglie;
Rritenuto che:
lo sviluppo delle scuole per l'infanzia,
in qualità e quantità, assume importanza
centrale nella promozione dello
sviluppo dell'autonomia, dell'identità e
delle competenze dei bambini dai tre ai sei
anni, oltre al fatto che consente alle
famiglie, e in particolare alle mamme che
lavorano, un qualificato servizio per
l'educazione dei figli;
tra le emergenze non più rinviabili è da
annoverare il tema dell'edilizia scolastica;
le carenze strutturali degli edifici
scolastici siciliani sono particolarmente
gravi e attengono all'abbattimento delle
barriere architettoniche e all'assenza o
inadeguatezza di spazi per attività
sportive, di laboratorio, di documentazione
e di socializzazione;
l'assenza di locali idonei allo
svolgimento delle attività didattiche
costituisce ulteriore causa di demotivazione
allo studio ed alimenta il fenomeno della
dispersione scolastica;
Ritenuto infine che:
l'applicazione della legge regionale per
il diritto allo studio appare frammentaria e
parziale;
gravi carenze permangono nella
realizzazione delle iniziative previste dal
Piano attuativo della legge regionale n. 68
del 1981 a favore dei soggetti diversamente
abili;
la normativa regionale dedicata ad
incentivare le iniziative culturali ed
educative è disorganica e lacunosa e,
sommata ai ritardi dell'amministrazione
nell'erogazione dei contributi previsti,
limita l'autonomia organizzativa e didattica
delle scuole, espressa dal Piano
dell'offerta formativa (POF),
impegna il Presidente della
Regione
e
l'Assessore per i beni culturali ambientali
e per la pubblica istruzione
all' istituzione del Consiglio regionale
della pubblica istruzione, adeguatamente
rappresentativo delle istanze sociali,
culturali e professionali della realtà
scolastica siciliana;
a mettere in opera tutte le iniziative al
fine di fronteggiare il fenomeno della
dispersione scolastica;
a sostenere i Comuni nella realizzazione
di una capillare rete di asili nido e di
scuole per l'infanzia;
a sostenere i centri per l'educazione
degli adulti attraverso un raccordo costante
con la direzione regionale e i responsabili
dei centri stessi;
a realizzare le più opportune iniziative,
in raccordo col Governo nazionale e con gli
enti locali competenti, per un piano di
ristrutturazione e messa a norma degli
edifici scolastici;
a porre in essere iniziative miranti ad
armonizzare le date di avvio di attività di
formazione professionale con quelle delle
scuole medie di secondo grado, assicurando
agli studenti siciliani il diritto al
passaggio da una fase di studio all'altra;
a farsi promotore presso il Governo
nazionale, e per il tramite della Conferenza
Stato-Regioni, di adeguate proposte per la
completa applicazione ed attuazione delle
modifiche costituzionali al Titolo V».(119)
FLERES-CONFALONE-ADAMO-
CIMINO
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Determinazione della data di discussione della mozione numero
110
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 110
Interventi urgenti in favore degli Ufficiali di riscossione
assunti presso la Montepaschi Serit S.p.A. con contratti di
formazione lavoro , degli onorevoli Pagano Alessandro, Turano
Girolamo, Cascio Francesco, De Luca Cateno, Fleres Salvatore,
Cappadona Nunzio, Regina Francesco, Leontini Innocenzo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
FLERES, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la riscossione dei tributi in Sicilia dal 1 ottobre è stata
affidata alla società 'Riscossione Sicilia S.p.A.' controllata
dall'Amministrazione regionale siciliana e dalla Montepaschi
Serit S.p.A., la quale società nell'anno 2002 aveva assunto con
contratto di formazione lavoro 254 giovani che, al termine del
contratto biennale, sono stati formati professionalmente con la
qualifica di Ufficiali di riscossione;
alla scadenza, detti contratti non sono stati trasformati in
contratti a tempo indeterminato;
considerato che:
l'assunzione degli Ufficiali di riscossione da parte della
Montepaschi Serit S.p.A. era necessaria per garantire una
migliore gestione dell'azienda;
la società ha recuperato maggiori tributi grazie anche a questo
personale;
la 'Riscossione Sicilia S.p.A.' dovrà rafforzare il servizio di
riscossione dei tributi in Sicilia stante la crescente esigenza
finanziaria della Regione;
la Regione siciliana e la neo costituita società 'Riscossione
Sicilia S.p.A.', per poter svolgere al meglio le attività di
riscossione avrebbe a disposizione personale già formato,
abbattendo così i costi per la preparazione professionale dei
dipendenti da assumere;
con l'assunzione dei 254 Ufficiali di riscossione, la società
avrebbe importanti vantaggi fiscali in quanto essi hanno maturato
i benefici riguardanti i disoccupati da più di due anni,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire urgentemente al fine di garantire l'assunzione a
tempo indeterminato presso la 'Riscossione Sicilia S.p.A' dei 254
Ufficiali di riscossione che risultano in possesso dei requisiti
necessari indispensabili per un corretto svolgimento del servizio
di riscossione in Sicilia» (110)
PAGANO-TURANO-CASCIO-- DE LUCA-FLERES- CAPPADONA -
REGINA-LEONTINI- CONFALONE
La determinazione della data di discussione della mozione è
demandata, secondo consuetudine, alla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo notare
che, per la prima volta - sarà un refuso, sarà un errore
involontario - però, all'ordine del giorno della seduta di oggi
è iscritto il disegno di legge numero 377, il cui esame ancora
non è stato definito dalla Commissione Bilancio. Mi chiedo
pertanto come sia possibile che sia iscritto all'ordine del
giorno della seduta di oggi. L'inserimento all'ordine del giorno
di un disegno di legge, infatti, può essere stabilito solo dopo
che la Commissione competente l'abbia esitato per l'Aula.
Invito, quindi, gli Uffici a rivolgere suggerimenti alla
Presidenza secondo quanto prescrive il Regolamento.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, gli Uffici hanno ritenuto che
la competenza di questo disegno di legge, non essendo previste
nuove spese, fosse della III Commissione che ha licenziato il
provvedimento.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per trenta minuti per
dare tempo anche alla Commissione Bilancio di definire alcuni
aspetti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.48, è ripresa alle ore
11.45)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
La seduta è ripresa.
Rinvio della discussione del disegno di legge «Variazione al
bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006.
Assestamento tecnico» (393/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, poiché la Commissione bilancio sta ancora
esaminando il disegno di legge n. 393, relativo alle variazioni
di bilancio e posto al numero 1) del III punto dell'ordine del
giorno, la discussione in Aula è pertanto rinviata.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Accelerazione
della spesa del POR Sicilia 2000-2006» (377/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge n. 377/A, «Accelerazione della spesa del POR Sicilia
2000-2006», posto al numero 2) del III punto dell'ordine del
giorno.
Ricordo che la discussione generale era stata sospesa nella
seduta n. 16 del 18 ottobre 2006.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Dichiaro aperta la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al momento il
mio non sarà un intervento esaustivo, in quanto mi riserverò di
approfondirlo successivamente. Nel frattempo, ricordo che io
stesso avevo sollevato, nella precedente seduta, alcune
perplessità relativamente alle percentuali da ammettere a
rendicontazione nel disegno di legge che stiamo trattando sapendo
che il Governo si accinge a presentare un emendamento che
accoglie sostanzialmente le perplessità da me formulate; le
accoglie nel senso che sta presentando un emendamento che mira ad
elevare al 10 per cento le quote da rendicontare. Per quanto mi
riguarda, non ho altre perplessità; considero, anzi,
estremamente urgente l'approvazione del disegno di legge al
nostro esame proprio perché i termini in esso previsti sono
talmente ravvicinati da obbligarci ad accelerare per evitare che
lo stesso risulti assolutamente intempestivo circa gli
obiettivi che intende raggiungere - obiettivi significativi sul
piano del recupero di risorse comunitarie che altrimenti non
potrebbero essere utilizzate né dalla Regione né, naturalmente,
dalle aziende che hanno avanzato istanza per poterne usufruire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne
ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo solo per dichiarare che certamente non ci opporremo a
questo tipo di intendimento se può essere utile al bene comune.
E' necessario tuttavia sottolineare, almeno in termini di
correttezza e da un punto di vista procedurale, che sarebbe
stato utile corredare questa norma di una serie di elementi utili
a farci comprendere meglio quali sono gli effetti, visto che non
sappiamo - come è già stato osservato - che tipo di effetto avrà
la norma di carattere generale.
Mi pare che stamattina si stia dando conto del fatto che non vi
era un minimo di rendicontabilità e questo, in qualche modo,
lasciava indeterminata la norma stessa. Non sappiamo però cosa
comporterà questa norma.
Ricordo che il Presidente dell'Assemblea aveva promesso che le
norme proposte all'esame dell'Aula fossero corredate di schede
tecniche in grado di fare apprezzare al Parlamento la reale
portata del testo legislativo. Quello che stiamo esaminando, in
questa sede, con l'articolo 1 è un intendimento di principio,
ma non conosciamo quale possa essere l'effettivo risultato di
questa norma. Pertanto, sarebbe stato bene essere edotti in tal
senso.
Inoltre, non si può non sottolineare che questa è una norma
precipitosa, serve cioè a tappare un buco e, nello stesso tempo,
mette in evidenza il fatto che scopriamo il ritardo soltanto
adesso, praticamente a fine mese, a due mesi dalla chiusura
dell'esercizio in corso. Ed è dubbio che, effettivamente, possa
produrre risultati utili.
Si ha inoltre il ragionevole sospetto che i risultati utili li
possa produrre per chi è meglio informato e potrà accedere più
facilmente a questa norma. In sostanza, sembra una norma che poi
non produce quegli effetti generali che dalla stessa dovrebbero
scaturire.
Naturalmente, ripeto, non c'è alcun motivo per non favorire un
sia pur piccolo vantaggio. Mi sembra però, tutto sommato, la
dimostrazione di come Governo e maggioranza producano un
provvedimento del tutto disorganico rispetto alle politiche che
dovrebbero essere messe in atto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con questo disegno di legge, anche se lo ritengo misera cosa per
poter sostanzialmente affermare che arriviamo a dare un input
forte o tale da poterci fare andare avanti con il rendiconto da
approvare entro lo fine dell'anno su Agenda 2000. Già il fatto
che dal 5 si sia passati al 10 per cento, credo dia un tantino di
valore in più all'intero disegno di legge. Epperò, vorrei capire,
nel momento in cui sto annunziando che voterò a favore, qual è il
volume complessivo che questo disegno di legge intende mettere in
campo: se comporta cioè un milione di euro, ovvero un miliardo di
euro Perché se dovesse comportare spiccioli, penso che avremo
impegnato l'Aula per un disegno di legge che in definitiva ha uno
scarso risultato sul contendere e sul tema che stiamo
affrontando.
Signor Presidente, mi dispiace il mio intervento, ricordando
che avevamo concordato, nell'ultima seduta, che sarebbe stato
posto all'ordine del giorno la nomina delle due Commissioni:
Statuto ed Antimafia (mi dispiace che a presiedere adesso ancora
una volta sia il vicepresidente Stancanelli il quale potrebbe
anche non avere il pieno potere di agire nel determinare le
cose.
La realtà però è che la Commissione Antimafia e la Commissione
Statuto, non so per quale arcano motivo, non possono trovare
allocazione, mentre altre cose, di cattivo gusto e non sempre
regolamentari, hanno avuto non solo ingresso, ma anche una
malformazione dello stesso ordinamento che presiede ai lavori
d'Aula. L'Aula cioè è riuscita a votare per avere un deputato
segretario in più nell'Ufficio di Presidenza senza che fosse
previsto dal Regolamento interno dell'Ars e non riusciamo,
invece, a porre in essere la nomina di due Commissioni che hanno
diritto di essere definite
Per quanto riguarda il disegno di legge, vorrei sapere dal
Governo, prima di andare avanti, qual è il volume reale del
provvedimento per poterlo giustificare come spesa di Agenda 2000
in Europa. Inoltre, vorrei capire perché le due Commissioni alle
quali facevo riferimento prima stanno trovando questo freno da
parte della Presidenza dell'Assemblea che chiamo a rispondere
direttamente nei confronti dell'Aula.
Non è possibile continuare a non tenere in alcun conto quelli
che sono gli atteggiamenti e le consequenzialità di tale agire
nell'ordinamento dei lavori delle Commissioni che deve essere
portato - a mio avviso - a termine nella seduta di oggi.
Non c'è alcun motivo perché il Presidente dell'Assemblea
ufficialmente non venga in Aula a nominare i membri delle due
Commissioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cristaldi. Ne ha
facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sa che su
questa materia avevamo sollevato, nella scorsa seduta, delle
perplessità; giungono da quel che comprendo dei chiarimenti:
nascono dei parametri che, in un certo senso, possono dare una
dimensione più concreta al tentativo della Regione di fare
elevare la percentuale di spesa da parte della stessa.
Mi sembra corretto non mantenere il 5% e credo si possa
accogliere la proposta dell'onorevole Fleres di portare la
percentuale al 10%, eppure, saremmo intenzionati a conoscere che
cosa accadrebbe dopo l'approvazione di questo disegno di legge.
Per cui, senza presentare alcun ordine del giorno, chiedo se il
Governo possa impegnarsi a riferire all'Aula attraverso una nota
a far conoscere il dato definitivo: che cosa accadrà con
l'applicazione della norma, quali e quanti sono i soggetti che si
saranno avvalsi della stessa, e ciò perchè si possa avere la
dimensione della manovra che abbiamo messo in moto.
Assessore Beninati, lei potrà in futuro darci queste notizie?
PRESIDENTE. Onorevole Cristaldi, l'assessore Beninati aveva già
chiesto di parlare.
CRISTALDI. Visto che sono presenti tre componenti del Governo,
chiedo ad uno di loro se può rispondere alla mia domanda.
Chiedo, ripeto, se è possibile, che l'Aula possa conoscere
l'estensione del fenomeno e cioè quanti e quali sono i soggetti
che si saranno avvalsi della legge.
Si tratta di atti pubblici, e per evitare di cercarli, si
chiede al Governo di renderli noti all'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Onorevoli colleghi, , innanzitutto,
ringrazio il Presidente per avermi dato la parola.
Intervengo per chiarire che vi è stata una sinergia con la
dottoressa Candura, assessore regionale per l'industria. Fermo
restando che il testo, non potendo avere doppie firme, è stato
presentato dal sottoscritto, quale componente del Governo, con
l'onorevole Candura avevamo condiviso di portare in Giunta questa
proposta.
Vorrei chiarire, inoltre, che sono stati presentati
emendamenti da parte del Governo per modificare questo testo e
per dare prova di quanto si è detto e che la firmataria di questi
emendamenti è proprio l'assessore Candura.
Onorevole Cristaldi, nell'ultima domanda posta, le sue
perplessità sono effettivamente legittime. Anche se non è stata
espressa chiaramente la portata della norma, leggendola, si
comprende che nessun beneficiario nascerà dopo questa norma.
I beneficiari già esistono, hanno un nome ed un cognome ma non
in un particolare settore di amministrazione. Questa norma vale
per tutti i settori dell'amministrazione: vale per i bandi del
turismo, per i bandi della cultura, per tutti i bandi in corso
che hanno avuto dei destinari e quindi dei soggetti che, come è
scritto nella norma, beneficiano del finanziamento.
Alla fine, cosa vuole sintetizzare questa norma? Sfiderei
chiunque oggi a valutarne la sua portata economica
Sicuramente tale norma poteva essere approvata già nei mesi
precedenti, ma considerato che il nuovo Governo si è insediato a
luglio e l'Assemblea si è riunita a settembre, questo è in
effetti il primo periodo utile in cui poteva essere presentata.
Non c'è stata quindi una cattiva volontà o un ritardo del
Governo, ed anche se i tempi possono sembrare giustamente
tardivi, sono invece i tempi necessari per una norma urgente.
Ribadisco che questa norma vuole semplicemente accelerare le
procedure di spesa della comunità; essa è rivolta ai privati e
proprio perché esistono un insieme di beneficiari distinti per
tipologia di bando questa spesa è certificabile. L'Assessorato
dei beni culturali avrà previsto, per esempio, tre tipologie di
pagamenti, quello per il turismo ne avrà previste due, la
cooperazione due e l'industria tre; in funzione delle procedure
che ogni amministrazione ha previsto nei propri bandi, con
l'approvazione dell'emendamento del Governo - che inserisce
alcune richieste giuste, perché altrimenti anche col 2% si
potrebbe richiedere l'erogazione di somme - si aggiunge che anche
col 10%, quindi in deroga ai bandi che il più delle volte
prevedevano l'erogazione delle somme anche al 50%, e quindi non
si riusciva a fare spesa nel 2006, la spesa è certificabile.
Questo ci aiuterà moltissimo. Vorrei inoltre precisare che in
buona parte d'Europa la certificazione della spesa non viene
fatta come da noi, che abbiamo previsto per legge che bisogna
raggiungere almeno il 50% per avere la spesa certificabile.
Infatti, in Paesi come la Spagna e il Portogallo questo limite
non c'è, ed ecco perché, molto spesso, loro riescono a spendono i
soldi e noi no. Con questa norma vogliamo mettere la nostra
Regione in linea con l'Europa.
Certo non è possibile dire oggi quanta spesa riuscirà ad
attivare questa norma, non penso sia facile perché investe tutti
i rami dell'Amministrazione e non uno solo; quindi è una norma di
accelerazione, che agevolerà anche le fideiussioni. Perché, nel
momento in cui un'impresa avrà beneficiato di un finanziamento ed
avrà presentato una fideiussione pari al 50%, sappiamo tutti che
le fideiussioni non fanno spesa, e quindi bisognerà eseguire i
lavori, e se l'impresa avrà realizzato il 20-25% dei lavori, alla
Regione non deve interessare in quanto se non raggiungerà il 50%
non sarà considerata spesa. Con questa norma si vuole intervenire
proprio su questo, cioè il 25% dei lavori fatti viene svincolato
dalla fideiussione che resta solo per il 25%, mentre prima non
avrebbe potuto essere certificato come spesa perché doveva
raggiungersi il 50%.
Giustamente l'onorevole Cristaldi si preoccupava del fatto che
si poteva agevolare qualcuno, ma qui non si agevola nessuno,
perché ogni bando ha già i suoi destinatari e quindi la
variazione si apporta soltanto alle procedure di spesa.
L'emendamento del Governo prevede quindi un minimo del 10%
entro cui si può fare la spesa ed anticipa al '25 novembre' la
data inizialmente prevista per il '31 dicembre'. Con ciò si
vuole conseguire un risultato che potrà tornare utile anche per
il 2007.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a norma di
Regolamento, chiedo il rinvio della seduta per consentire ai
deputati la presentazione di eventuali emendamenti in conseguenza
di quelli già presentati dal Governo.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
377/A
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo i
chiarimenti forniti dall'Assessore Beninati ho compreso bene di
cosa stiamo parlando. E poiché vorrei essere ulteriormente edotto
su questa materia considerato che non mi pare ci sia sufficiente
chiarezza, ho presentato un ordine del giorno che così recita:
L'Assemblea regionale siciliana, relativamente al disegno di
legge n. 377/A, impegna il Governo a comunicare all'Aula, entro
il 15 dicembre 2006, l'elenco delle ditte che si saranno avvalse
di quanto previsto dalla proposta di legge .
Mi pare di aver capito che il Governo, entro il 25 novembre
2006, vuole avere i dati definitivi da comunicare all'Unione
Europea, per potere dire che non abbiamo attivato il 60 per cento
delle somme previste dal POR, ma, a seguito di questa norma, ne
abbiamo attivato il 70 per cento, quindi possiamo dire di avere
speso di più.
Quello che si intende sapere è quali sono le ditte che si
avvalgono di questa norma. So bene che non c'è una estensione dei
beneficiari, c'è l'invenzione del nuovo beneficiario, che è una
cosa ben più originale
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Non è così.
CRISTALDI. Mi scusi, assessore Beninati, credo di capirne
almeno quanto lei, e ribadisco che c'è l'invenzione del
beneficiario perché i beneficiari originari sono quelli previsti
dal bando ed il bando prevedeva che non potevano prendersi
anticipazione se non si raggiungeva il 50 per cento; con questa
norma, si vuole introdurre di poter prendere un acconto già con
il 10 per cento, senza dover aspettare il 50 per cento.
Questo consentirebbe al Governo di riferire all'Unione europea
di avere aumentato, di avere accelerato la spesa, rispetto a
fatti precedenti, ma si innescherà così un meccanismo nuovo; ecco
perché vogliamo sapere chi sono i beneficiari Non c'è dubbio che
c'è la buona fede del Governo ad elevare la percentuale di spesa
per poter dire all'Unione europea di essere stati più bravi
della volta precedente Ma non c'è dubbio che vi è anche
l'invenzione dei nuovi beneficiari perché, anche se non cambiano
i soggetti cambiano però i beneficiari, perché i soggetti sono
coloro che hanno partecipato ad un bando ed hanno ottenuto il
diritto a quelle somme entro le previsioni del bando. Modificando
il bando, chi non aveva diritto a richiedere l'acconto perché non
aveva raggiunto la percentuale prevista dal bando, oggi lo può
ottenere.
Con l'ordine del giorno del giorno presentato vogliamo
conoscere l'elenco di queste ditte, non per invadere campi che
non ci riguardano, ma perché dall'elenco delle ditte e dalle
somme erogate intanto possiamo avere l'idea della portata della
movimentazione e poi possiamo verificare se consentire di
ottenere un acconto relativamente al 10% piuttosto che al 50% non
pregiudichi l'ultimazione dell'opera e non si incrementi invece
la quantità delle opere non ultimate
TURANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi vorrei far notare che, leggendo
attentamente l'emendamento 1.1, è facile capire come questo
provvedimento legislativo abbia un'efficacia limitata.
Pertanto, rivolgo un appello ai colleghi che vorrebbero
sollevare, come già anticipato, il rispetto dei termini
regolamentari per la presentazione degli emendamenti: Ciò
significherebbe rinviare i lavori d'Aula al 3 o al 4 novembre,
quindi questo provvedimento, nella migliore delle ipotesi,
verrebbe esitato per la fine di questa settimana e sarebbe
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non prima del 10 novembre.
Siccome il 25 novembre è il termine ultimo entro cui bisogna
produrre le attestazioni e siccome dobbiamo dare ampia diffusione
del provvedimento stesso, perdere altri otto giorni di tempo
significherebbe ingessare una serie di iniziative che, a mio
avviso, potrebbero trovare accoglimento. Il mio è dunque un
appello al buon senso. Se facciamo una legge e stabiliamo per
legge che il 25 novembre è il termine ultimo entro cui le imprese
devono attivare la procedura - anche perché dobbiamo dare 20
giorni di tempo alle banche per l'istruttoria - e ribadisco che
la procedura che le imprese attivano è totalmente a loro carico,
in quanto nessuno attiverebbe una procedura che prevede un
esborso di somme quando non ricaverebbe alcun ritorno economico.-
dobbiamo al contempo garantirne gli effetti positivi che ci
prefiggiamo.
Chiedo, quindi di applicare la regola del buon senso.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che
nessuno di noi ha atteggiamenti dilatori perché tutti siamo
consapevoli dell'esigenza di accelerare la spendibilità dei fondi
dell'Unione europea ed anche la certificazione, la richiesta di
applicare i tempi previsti dal Regolamento per la presentazione
degli emendamenti mi vede favorevole. E questo perchè, nonostante
i chiarimenti forniti dall'assessore Beninati, credo vi sia
l'esigenza di un ulteriore approfondimento tecnico.
Dovremmo prendere l'abitudine - il Presidente Miccichè l'aveva
preannunciato già in Aula - di corredare tutti i disegni di legge
di una scheda tecnica con la quale il direttore si assume la
responsabilità del provvedimento. Io non voglio entrare nel
merito della buona fede dei colleghi che vogliono produrre un
provvedimento che renda più efficace la spesa, ma non so se
questo sia compatibile con alcune norme dell'Unione europea.
Peraltro, è singolare il fatto che risponda l'assessore
Beninati. Mi chiedo se la competenza sia dell'Assessore per
l'industria o piuttosto dell'Assessore alla Presidenza. A mio
avviso, l'Assessore competente dovrebbe essere colui che si
occupa della programmazione dei fondi extraregionali, e quindi
sarebbe auspicabile anche il parere della dottoressa Palocci o di
qualcuno che abbia una visione complessiva di questa
problematica; ciò sarebbe estremamente utile.
Chiedo, pertanto, al Presidente dell'Assemblea di applicare i
termini regolamentari in quanto sicuramente sarebbe più utile di
approvare un provvedimento frettolosamente. Se noi lo esitiamo il
3 o il 4 novembre, onorevole Turano, i tempi verranno rispettati
lo stesso, e non avremo violato alcuna norma regolamentare.
Onorevoli colleghi, in considerazione della questione
pregiudiziale che è stata posta dall'onorevole Cracolici, il
Regolamento prevede di rinviare la seduta di 24 ore. Però, a
conclusione della discussione generale, il Regolamento prevede
che si può procedere alla votazione degli ordini del giorno.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 22 degli
onorevoli Cristaldi, Formica, Granata, Pogliese, Caputo, Currenti
e Falzone, già preannunziato dall'onorevole Cristaldi:
L'Assemblea regionale siciliana
relativamente al disegno di legge n. 377/A,
impegna il Governo
a comunicare all'Aula entro il 15 dicembre 2006 l'elenco delle
ditte che si saranno avvalse di quanto disposto dalla proposta di
legge .
TORRISI, assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TORRISI, assessore alla Presidenza. Credo che l'ordine del
giorno dell'onorevole Cristaldi sia quanto meno opportuno per
chiarire ulteriormente l'emendamento del Governo. Una ulteriore
chiave di lettura: il provvedimento è importante sia per
accelerare la spesa - ma un passaggio non è stato ben notificato,
ben focalizzato - che per dare una straordinaria spinta alle
aziende che, in questo momento, hanno in itinere dei programmi di
investimento.
Onorevole Cristaldi, vorrei precisare che non ci sono nuovi
beneficiari, sono tutti vincitori di bando, nei vari settori,
premiati da agevolazioni. Ci sono graduatorie pubbliche che
permettono di utilizzare questa nuova legge per presentare gli
stati di avanzamento, che non sono legati ai parametri a suo
tempo previsti. Quindi, la finalità è duplice: accelerare la
spesa e dare una grossa boccata di ossigeno alle aziende che
intendono realizzare nuovi programmi di investimento. Peraltro,
l'agevolazione non sarebbe indirizzata, in maniera specifica,
alle aziende che hanno attivato i programmi di investimento,
perché quelle hanno già ottenuto, come anticipazione, le prime
rate di contributo, ma andrebbe ulteriormente ad avvantaggiare le
aziende che hanno già raggiunto uno stato importante
dell'investimento, quindi superiore del 50%. Le aziende che sono
al 70% in questo momento non possono rendicontare nulla e
dovrebbero aspettare la chiusura della realizzazione
dell'investimento.
Ribadisco che questo è un provvedimento importante, che darebbe
una forte spinta al tessuto produttivo siciliano, oltre che
favorire l'accelerazione della spesa.
Il Governo renderà noto l'elenco dei beneficiari, ma temo che
non sarà possibile per il 15 dicembre in considerazione del tempo
che occorre alle banche per istruire le relative pratiche.
Pertanto, si potrebbe portare la scadenza alla data del 15
gennaio 2007.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il mio
voto favorevole sull'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi,
ma vorrei anche far notare all'onorevole Cracolici, relativamente
alla pregiudiziale sui termini di presentazione degli emendamenti
che, se non approviamo oggi questo disegno di legge, il tutto
andrebbe vanificato, perché si andrebbe alla giornata di martedì
7 novembre e, considerata la pubblicazione, i tempi per
predisporre gli atti andrebbero a coincidere con la data indicata
per potere accedere alla rendicontazione, e cioè il 25 novembre.
Poiché gli emendamenti presentati sono solo due - uno eleva dal
5 al 10% la percentuale rendicontabile, e l'altro è l'immediata
esecutività della legge, vorrei chiedere all'onorevole Cracolici
e a tutti i colleghi che appoggiano la sua richiesta di derogare
dai termini regolamentari di 24 ore che renderebbero vana
l'approvazione della legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il
mio parere positivo sull'ordine del giorno numero 22, perché
considero un ulteriore atto di trasparenza che si dia
comunicazione al Parlamento dei beneficiari.
Vorrei far rilevare, in ordine alla preoccupazione temporale
sollevata dall'onorevole Fleres che, se ho ben capito, questo
provvedimento ha un'efficacia interna all'Amministrazione nel
senso che per tutti i provvedimenti in corso e, comunque, per le
richieste di rendicontazione che con l'emendamento si dice fatte
entro il 25 novembre 2006, i funzionari responsabili delle
misure, successivamente a quella data, potranno erogare nella
misura che va dal 10% in su.
Il problema è che questa norma, anche se dovesse diventare
efficace il 20 o il 24 novembre, avrebbe comunque applicabilità,
perché il 25 novembre è in termine entro il quale le imprese
dovranno fare richiesta di rendicontazione e, successivamente, al
25 novembre gli Uffici gestiranno le procedure per erogare le
anticipazioni.
Quindi, dal punto di vista temporale, se questo disegno di
legge venisse formalmente approvato martedì prossimo, non
comporterebbe alcun rischio sull'efficacia stessa della norma.
Perché, altrimenti, potremmo dire che dal punto di vista della
temporalità, già oggi siamo ai limiti. E non dobbiamo
dimenticare che non c'è solo da seguire la procedura
dell'approvazione e della pubblicazione, ma c'è anche l'ulteriore
passaggio della valutazione del Commissario dello Stato.
Questa norma, anche se diventasse esecutiva entro il 24
novembre, cioè un giorno prima della scadenza, darebbe comunque
efficacia. Il problema è cosa succederà dopo il 25 novembre.
Pertanto, ribadisco la necessità di un ulteriore studio ed
approfondimento degli emendamenti che sono stati sottoposti
all'esame di questo Parlamento e quindi il rinvio della seduta
per una maggiore riflessione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
sentito anche il parere favorevole del Governo, comunico di voler
apporre la firma sull'ordine del giorno numero 22 presentato
dall'onorevole Cristaldi.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di poter
apporre la firma all'ordine del giorno in discussione, perché
condivido la richiesta riguardante l'elenco delle imprese, delle
società, delle ditte beneficiarie. E' vero che sono sempre gli
stessi beneficiari in quanto vincitori di bando, ma è anche vero
che con questa norma diventano ancor più beneficiari e, quindi,
credo che la trasparenza sia necessaria per evitare la tentazione
che ci possano essere dei riconoscimenti dati a singoli deputati
piuttosto che al legislatore regionale e all'Aula nella sua
interezza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si vuole
fare ostruzionismo, il problema è che questa norma certamente ha
creato nella scorsa seduta delle perplessità, e non c'era la
presenza del Governo per poterle chiarire.
Credo, comunque, che il problema di fondo sollevato
dall'onorevole Barbagallo sia quello di comprendere nel merito se
questa norma, in corso d'opera, cambia le regole e possa essere
applicabile o meno. Pertanto, si rende necessario chiarire, entro
i termini nei quali saranno presentati gli emendamenti da parte
di qualche funzionario competente, se questa norma rischia di
essere poi impugnata o meno. Perché la verità qual è? Che noi
abbiamo un bando con certe regole e durante il bando cambiamo le
regole Ora mi chiedo se questa sia una cosa possibile e meno
Per potere fare questo, l'onorevole Barbagallo aveva chiesto che
questo provvedimento fosse accompagnato da una scheda tecnica per
potere chiarire, ad esempio, se di questa norma si
avvantaggeranno cinquanta, cento, venti o due imprenditori. E su
questo noi cercheremo di no avere un atteggiamento
ostruzionistico, ma di chiarezza.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, le vorrei ricordare che nel
Parlamento i chiarimenti li dà il Governo, non il direttore o i
funzionari.
TURANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei apporre la mia firma
all'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi ed altri, su cui
il Governo ha espresso parere favorevole, perché è bene si
istituisca il principio affinché l'Assemblea regionale conosca
fino in fondo gli effetti che una legge produce.
Volevo ancora evidenziare che quanto più possibile è la
diffusione e la conoscenza della legge, tanto più l'ordine del
giorno è efficace.
Se si continua a rinviare l'approvazione della legge, i
beneficiari potranno essere solo coloro che sono stati informati
dall'amico di turno. E non è questo certamente lo spirito
dell'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi, e nemmeno quello
della legge stessa; lo spirito è che tutti ne possano avere la
massima conoscenza, tranne a voler pensare che tutti gli
imprenditori ascoltino il dibattito odierno, ma sappiamo che
costoro lavorano o, comunque, fanno altre cose. Credo dunque che
fare prima possibile, significhi dare a tutti la possibilità di
conoscere e, quindi, di partecipare ed all'Assemblea di essere
informata degli effetti che la legge produrrà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'ordine del giorno, mi sembra chiaro, il Governo è
favorevole.
Volevo soltanto precisare che è ovvio che ogni ramo
dell'Amministrazione regionale potrà rispondere per le proprie
rubriche di competenza. Desidero che questo resti agli atti in
quanto io non potrei, quale firmatario del testo, rispondere di
rubriche o di assessorati che non siano di mia competenza.
Sull'intervento fatto poc'anzi, volevo dire, anche con la
precisazione che è stata fatta in Aula di spostarlo al mese di
gennaio, che sono d'accordo perché è giusto dare il tempo,
considerato anche che i termini sono precisi, fino al 25 di
novembre.
Detto questo, mi rivolgo all'onorevole Cracolici per chiedergli
se ritiene di poter venire meno alla sua richiesta; non state
facendo qualcosa a favore di chi propone la legge o del Governo.
Questa norma è vero che si poteva fare a settembre o ad ottobre,
ma per le motivazioni che ho anzidetto era impossibile, non c'è
stato il tempo.
Pertanto, onorevole Cracolici, se si condivide il principio, se
si condivide l'ordine del giorno, a questo punto vengono meno
tutte le problematiche. In questa norma non ci sono emendamenti
del Governo che la stravolgono, sono entrati in linea - se non ho
capito male - con quanto si era detto nella riunione della volta
precedente, cioè di stabilire una data, forse antecedente, e di
stabilire un minimo entro cui potere iniziare a far valere questa
legge, addirittura il 5 per cento è stato portato al 10 per
cento. Questa norma non è rivolta soltanto al singolo bensì a
tutti i beneficiari che noi non conosciamo, anche se sappiamo chi
sono perché nelle Gazzette ufficiali hanno avuto un loro
riconoscimento e quindi i nomi figurano.
Per cui, in considerazioni che già siamo tardivi, se
andassimo ancora oltre forse questa norma si vanificherebbe. Mi
sembra giusto, dunque, che il disegno di legge si approvi oggi,
in quanto è ovvio che più tardi si approva meno soggetti ne
potranno beneficiare.
PRESIDENTE Onorevole Cristaldi, la data è quella del 15
gennaio 2007?
CRISTALDI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 22.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, in merito alla
richiesta fatta ora dal Governo, l'onorevole Cracolici non
intende dare una risposta?
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non possiamo trasformare
l'Aula in preghiere che si fanno da parte del Governo o da parte
dei singoli deputati a chi ha proposto una pregiudiziale. Non
trasformiamo quest'Aula in un'Aula di preghiere, vi prego Ci
sono stati tre interventi dell'onorevole Cracolici, non vorrei
che continuassimo a pregare i deputati.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sulla costituzione della Commissione per lo Statuto
DINA Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, richiamandomi ad una richiesta che
avevo fatto nella precedente seduta, desidero sapere a che ora
si riunirà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
che è stata già fissata per giorno 7 novembre p.v., per ribadire
di inserire all'ordine del giorno la nomina della Commissione
Statuto.
PRESIDENTE Onorevole Dina, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari è confermata in quanto l'avevamo già
stabilito nella precedente riunione, per quanto riguarda l'orario
ne verrà data comunicazione ai singoli Capigruppo.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
La seduta è rinviata a martedì, 7 novembre 2006, alle ore
10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 111 - Interventi per assicurare la ristrutturazione
della Chiesa della Madonna del Soccorso nel
Comune di Prizzi (PA).
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 112 - Iniziative per evitare la chiusura del Centro
direzionale interregionale della Polizia di Stato
di Sicilia e Calabria.
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA - POGLIESE
N. 113 - Iniziative per evitare l'istituzione di un
contributo di ingresso e di soggiorno in
Sicilia.
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA - POGLIESE
N. 114 - Iniziativa a sostegno dei lavoratori della SMA
- POSTA CELERE R.R. di Capaci (PA).
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 115 - Interventi a sostegno delle iniziative
finalizzate a contrastare il fenomeno del lavoro
non regolare in Sicilia.
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 116 - Interventi per ristabilire le condizioni di
viabilità nel tratto stradale SP 31 Castronovo -
Vicari.
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 117 - Interventi per assicurare la concessione di
alloggi alle Forze dell'ordine dell'Arma dei
Carabinieri e della Polizia di Stato nel
territorio della Provincia di Palermo.
CAPUTO - STANCANELLI - FALZONE -
CURRENTI GRANATA
N. 118 - Retribuzione dei dirigenti dell'Amministrazione
regionale.
FLERES - LEONTINI - CONFALONE -
D'AQUINO CIMINO - ADAMO
N. 119 - Iniziative anche a livello centrale per
fronteggiare la crisi che attraversa la scuola
siciliana.
FLERES - CONFALONE - ADAMO - CIMINO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico (n. 393)
2) - Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006 (n.
377/A)
La seduta è tolta alle ore 12.37.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
gli abitanti di Libertinia, frazione di Ramacca, in provincia
di Catania, ormai da anni lamentano l'isolamento nel quale sono
costretti a vivere;
per circa 200 abitanti della comunità agricola locale, la
situazione è diventata insostenibile: infatti, a causa del
maltempo, il torrente dello stretto affluente del fiume Dittaino
ha reso impraticabile la Sp 123 e la SS 192 rendendo impossibili
e pericolosi gli spostamenti;
è necessario procedere alla manutenzione e riparazione di circa
3 chilometri di strada per garantire ai cittadini la possibilità
di spostamento;
per sapere:
come intenda risolvere quanto in premessa indicato;
entro quali tempi si procederà alla manutenzione e riparazione
delle strade Sp 123 e SS 192.» (179)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 179, il servizio
competente dell'Assessorato dei Lavori pubblici ha così notiziato
la scrivente: "Non rientra tra le competenze di pertinenza di
questo Assessorato la gestione capitoli di spesa con i quali
poter finanziare lavori di manutenzione e riparazione di strade
provinciali o statali (fatte salvo situazioni di pericolo
derivanti da eventi calamitosi per le quali si può intervenire
con il capitolo 672013 limitatamente alle strade statali), in
quanto l'intervento di questo Assessorato è sostitutivo e,
comunque, non per le strade provinciali, poichè la titolarità ad
intervenire è di esclusiva competenza della Provincia regionale.
Per quanto attiene, invece, le problematiche relative al
torrente dello stretto affluente del fiume Dittaino, si riferisce
che con D.C.S. n. 1830/19 del 22 novembre 2005 sono stati
finanziati, per l'importo di euro 225.000,00, i lavori urgenti di
pulizia e regimentazione del tratto finale del vallone dello
stretto sino alla confluenza con il fiume Dittaino.
In ultimo, si ritiene opportuno rappresentare che l'Ufficio del
Genio Civile di Catania ha comunicato che saranno avviate le
procedure per l'espletamento della gara d'appalto al fine di dare
corso ai predetti lavori di urgenza».
L'Assessore CONSOLI