Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo
verbale della seduta precedente verrà data lettura nella prossima
seduta.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 120 Regolamentazione delle modalità di erogazione e di
utilizzo del contributo a favore del Centro per lo studio ed il
trattamento dei neurolesi lungodegenti' con sede in Messina ,
degli onorevoli Pagano Alessandro; D'Aquino Antonio; Limoli
Giuseppe; Leanza Edoardo
numero 121 Misure di sostegno economico a favore dei
cittadini che vogliono accedere alla carriera marittima , degli
onorevoli Barbagallo Giovanni; Fiorenza Cataldo; Galvagno
Michele; Ortisi Egidio; Vitrano Gaspare; Ammatuna Roberto;
Galletti Giuseppe; Laccoto Giuseppe; Tumino Carmelo; Zangara
Andrea; Culicchia Vincenzino; Gucciardi Baldassare; Manzullo
Giovanni; Rinaldi Francesco
numero 122 Procedure per lo scioglimento dell'AST Sistemi
S.p.A. con garanzie per i posti di lavoro pregressi , degli
onorevoli Barbagallo Giovanni; Fiorenza Cataldo; Galvagno
Michele; Ortisi Egidio; Vitrano Gaspare; Ammatuna Roberto;
Galletti Giuseppe; Laccoto Giuseppe; Tumino Carmelo; Zangara
Andrea; Culicchia Vincenzino; Gucciardi Baldassare; Manzullo
Giovanni
numero 123 Iniziativa a tutela del personale del Consorzio
per le autostrade siciliane , degli onorevoli Caputo Salvino;
Falzone Dario; Granata Giancarlo; Correnti Carmelo; Pogliese
Salvatore
numero 124 Interventi in materia di trasferimenti di risorse
economiche in favore del Comune di Santa Venerina (CT) , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Cimino Michele; Confalone Giancarlo;
Pagano Alessandro; D'Aquino Antonio.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'articolo 1 della legge regionale n. 25 del 1995 recita che
l'Assessore regionale per la sanità è autorizzato a concedere un
contributo annuo di lire 800 milioni a favore del Centro per lo
studio ed il trattamento dei neurolesi lungodegenti', con sede in
Messina, per un più incisivo impegno nel campo della ricerca
scientifica finalizzata alla cura delle gravi patologie provocate
da lesioni neurologiche;
il legale rappresentante del Centro di cui al comma 1 è tenuto
a presentare all'Assessore regionale per la sanità rendiconto
annuale sull'impiego e la destinazione delle somme;
considerato che l'articolo 2 della legge regionale n. 49 del
1996 recita che l'articolo 1 della legge regionale 28 marzo 1995,
n. 25 va autenticamente interpretato nel senso che il contributo
annuo indicato al comma 1 dello stesso articolo 1 può anche
essere utilizzato per il potenziamento tecnologico delle
strutture finalizzate alla cura delle gravi patologie provocate
da lesioni neurologiche;
ritenuto che il Centro per lo studio ed il trattamento dei
neurolesi lungodegenti, con sede in Messina, rappresenta una
realtà di altissimo livello scientifico ed assistenziale per
tutto il territorio nazionale e che dal 14 marzo 2006 è divenuto
IRRCS (istituto di ricovero e cura di carattere scientifico) di
diritto pubblico;
ritenuto pertanto che le modalità di utilizzo del contributo
risultano non più adeguate alle esigenze del Centro stesso ed
alla sua mutata natura giuridica, dovendosi dunque interpretare
evolutivamente le predette disposizioni alla luce delle modifiche
istituzionali intervenute,
attestata la necessità di razionalizzare l'utilizzo delle somme
previste dalla l.r. n. 25 del 1995 al fine di evitare così
inutili sprechi a danno del bilancio della Regione siciliana,
impegna il Governo della Regione
a regolamentare le modalità di erogazione e di utilizzo del
contributo alla luce dell'acquisita natura giuridica di IRRCS di
diritto pubblico, allo scopo di assicurare la totale funzionalità
del Centro ed il pieno perseguimento dei suoi attuali fini
istituzionali, rendicontando sull'attività annualmente svolta».
(120)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
per l'accesso alla carriera marittima è indispensabile,
qualsiasi sia la qualifica iniziale richiesta, essere in possesso
di certificazioni, che vanno sotto il nome di Basic Training',
riguardanti l'antincendio di base, il primo soccorso, la
sopravvivenza e il PSSR;
gli istituti nautici della Sicilia (Palermo, Catania, Messina,
Siracusa, Trapani, Pozzallo, e Riposto) non sono in grado di
garantire ai propri diplomati l'immediato inserimento nel mondo
del lavoro marittimo in quanto, pur essendoci disponibilità di
imbarco, molti sono sprovvisti della certificazione di frequenza
dei corsi, perché troppo onerosi;
i corsi, gestiti da privati ed autorizzati dal Ministero dei
Trasporti, costano qualche migliaio di euro;
preso atto che la Regione Campania ha stanziato per i residenti
che intendono avviarsi alla carriera marittima (Del. n. 112 del
17 gennaio 2003) la somma di 2.600.000 euro distribuita in tre
anni, per il conseguimento delle certificazioni;
considerato che in mancanza di iniziative politiche mirate si
rischia di incrementare la disoccupazione giovanile in un settore
dove, paradossalmente, vi è un'elevata richiesta di manodopera,
purché in possesso della certificazione di frequenza dei corsi
obbligatori,
impegna il Governo della Regione
ad attivare le iniziative più opportune in favore dei cittadini
che intendono avviarsi alla carriera del mare al fine di
prevedere un supporto economico a sostegno delle spese necessarie
per la frequenza dei corsi presso le strutture autorizzate dal
Ministero dei Trasporti». (121)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
L'AST Sistemi è una società per azioni, costituita nel 1995,
partecipata totalmente da soggetti pubblici (tra i quali la
stessa AST che detiene il 74 per cento del pacchetto);
finora ha operato con commesse molto limitate, non in grado di
assicurare alcuna prospettiva di crescita e non ha prodotto
utili, tanto che il capitale sociale è stato già abbattuto ed
ulteriori investimenti sarebbero destinati a perdersi;
considerato che ai sensi dell'articolo 13 del decreto legge 4
luglio 2006, n. 233, cosiddetto Bersani, la Regione non potrà più
affidare le commesse sulle quali, in gran parte, si fondava
l'attività dell'AST Sistemi e fra queste quella relativa alla
sala operativa regionale della Protezione civile e dei servizi di
ingegneria, previsti per i piani di protezione civile e
prevenzione dei rischi dipendenti da sismi;
ritenuto che:
l'AST Sistemi S.p.A. in atto si avvale di 10 dipendenti, 15
collaboratori esterni e 120 contrattisti a progetto;
i 10 componenti del consiglio di amministrazione percepiscono
un compenso mensile, oltre all'automobile di servizio con
autista per l'amministratore delegato e per il presidente;
ritenuto ancora che:
i compensi di amministrazione incidono annualmente per oltre
100 mila euro sul bilancio della società;
non risulta sia stato elaborato un progetto di sviluppo
sostenuto da aspettative fondate di nuove attività nascenti da
concessioni, decreti e/o contratti;
le partecipazioni degli enti costituenti si sono svalutate e
quest'anno la società potrebbe chiudere con ulteriori perdite
economiche;
nel bilancio 2005 sono evidenziati debiti per oltre 4.200.000
euro a fronte di crediti incerti ed in contestazione anche
giudiziaria per 3.500.000 euro;
la società è insolvente anche nei confronti dei dipendenti
poiché da luglio non corrisponde gli stipendi,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure per lo scioglimento e la messa
in liquidazione volontaria dell'AST Sistemi S.p.A. con garanzia
per i posti di lavoro pregressi e, in particolare, per gli
attuali 10 dipendenti, presso gli azionisti pubblici della
disciolta società». (122)
«L'Assemblea regionale siciliana
considerata la necessità di non disperdere la professionalità e
l'esperienza maturata dal personale tecnico-amministrativo,
utilizzato dal Consorzio per le autostrade siciliane ai sensi
dell'art. 21z5 del capitolato speciale d'appalto dei relativi
lavori,
impegna il Governo della Regione
a concedere la precedenza al personale che ha prestato e/o che
presta tuttora servizio ai sensi del sopra citato articolo 21z5
sui posti liberi e disponibili, relativi alle diverse qualifiche
dell'organico del Consorzio, o che tali si renderanno alla data
della sua trasformazione in soggetto di diritto privato». (123)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il comune di Santa Venerina (CT) è stato interessato dagli
eventi sismici dell'ottobre del 2002;
per fare fronte ai primi interventi urgenti, con ordinanza del
Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2002, è stato dichiarato
lo stato di emergenza, prorogato sino al 31 dicembre 2006;
per alleviare il disagio economico dei cittadini di Santa
Venerina, con decreto del novembre del 2002, il Ministero
dell'Economia e delle Finanze ha sospeso i termini relativi agli
adempimenti ed ai versamenti tributari sino al 31 marzo 2003, poi
ulteriormente prorogato sino a tutto il 2005;
la sospensione dei termini dei versamenti, seppur
condivisibile, ha determinato un mancato introito per l'erario
comunale di circa 800.000,00 euro (2002/2005), dovendo il Comune
comunque garantire, con notevoli problemi, l'erogazione di tutti
i servizi essenziali e di tutti i servizi a domanda individuale;
in alcuni comuni del Molise e della Puglia, per analoghe
situazioni, il Governo centrale ha previsto l'istituzione di un
fondo per la compensazioni delle minori entrate tributarie
locali,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché vengano
risarcite al Comune di Santa Venerina le minori entrate di cui in
premessa;
a prevedere, per la Sicilia in favore del Comune di Santa
Venerina, provvedimento analogo a quello emesso in campo
nazionale;
a prevedere in sede di manovra finanziaria un primo ristoro per
detto Comune o comunque una percentuale di assegnazione più alta
rispetto a quella annualmente prevista». (124)
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
dell'Amministrazione della Regione e dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2005» (355/A)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale
dell'Amministrazione della Regione e dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2005» (355/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge n. 355/A
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2005», posto al numero 1).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cimino per svolgere la
relazione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della
relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
TITOLO I
Approvazione dei rendiconti
«Articolo l
1. II rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
il rendiconto dell'Azienda delle Foreste demaniali per
l'esercizio 2005 sono approvati nelle risultanze di cui ai
seguenti articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
TITOLO II
Amministrazione regionale
Capo I
Conto del bilancio
«Articolo 2
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, accertate nell'esercizio finanziario 2005 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
16.857.799.166,69.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2004 in euro 13.136.578.720,09, risultano stabiliti, per effetto
di maggiori e minori entrate verifìcatesi nel corso della
gestione 2005, in euro 13.139.496.000,16.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2005 ammontano
complessivamente a euro 16.135.590.000,38 così risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste Totale
da
versare da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 12.345,879.900,56 8.522.988,42
4.503.396.277,71 16.857.799.166,69
Residui attivi
esercizio 2004 1.515.825.265,91 520.561.475,73
11.103.109.258,52 13.139.496.000,16
Residui attivi al 31.12.2005
16.135.590.000,38».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2005 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
18.170.911.393,14.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2004 in euro 5.719.383.383,30 risultano stabiliti, per il
combinato effetto di economie e perenzioni, verificatesi nel
corso della gestione 2005, in euro 3.703.633.381,76.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2005 ammontano
complessivamente a euro 6.255.979.186,81 così risultanti:
Somme pagate Somme
rimaste Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 13.185.461.776,46
4.985.449.616,68 18.170.911.393,14
Residui passivi 2.433.103.811,63 1.270.529.570,13
3.703.633.381,76
esercizio 2004
Residui passivi al 31.12.2005
6.255.979.186,81»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Disavanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2005 ha
determinato un disavanzo di euro 1.313.112.226,45 come segue:
Entrate correnti
............................................................ ...
Euro 14.150.417.006,66
Entrate in
capitale.........................................................
.... .. Euro 2.699.082.160,03
Accensione di
prestiti.........................................................
.... Euro 8.300.000,00
Totale
entrate................................ Euro
16.857.799.166,69
Spese
correnti.........................................................
................. Euro 13.684.962.711,93
Spese in conto
capitale.................................................... ....
Euro 4.182.558.481,28
Rimborso di
prestiti.........................................................
... . Euro 303.390.199,93
Totale
spese...................................... Euro
18.170.911.393,14
Disavanzo della gestione di competenza
Euro 1.313.112.226,45»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2005 di euro
8.946.764.126,91 risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza...............................
Euro 1.313.112.226,45
Avanzo finanziario dell'esercizio
2004....................... ... Euro
8.241.209.071,75
Aumento nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2004 (per riaccertamenti)......................
Euro 2.917.280,07
Diminuzioni nei residui passivi lasciati dall'esercizio 2004
Per perenzione amministrativa......... Euro 1.878.497.832,34
Per economia........................ .... Euro
137.252.169,20 Euro 2.015.750.001,54
Avanzo finanziario effettivo dell'esercizio 2004.......... .
Euro 10.259.876.353,36
Avanzo finanziario al 31 dicembre 2005 .. Euro
8.946.764.126,91»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Fondo di Cassa
1. E' accertato nella somma di euro 1.415.878.251,55 il fondo
di cassa alla fine dell'anno finanziario 2005 come risulta dai
seguenti dati:
ATTIVITÀ
- Residui attivi al 31 dicembre 2005:
a) per somme rimaste da riscuotere...................
Euro 15.606.505.536,23
b) per somme riscosse e non versate................. .
Euro 529.084.464,15
- Crediti di
tesoreria.................................... ....
Euro 2.976.685.674,13
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2005.............. . .
Euro 1.415.878.251,55
Euro 20.528.153.926,06
PASSIVITÀ
- Residui passivi al 31 dicembre 2005............. ..
Euro 6.255.979.186,81
- Debiti di
tesoreria..................................... ...
Euro 5.325.410.612,34
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2005........ ...
Euro 8.946.764.126,91
Euro 20.528.153.926,06»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Approvazione dell'Allegato
1. E' approvato l'Allegato n. 1 di cui all'articolo 12, ultimo
comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
Capo II
Conto generale del patrimonio
«Articolo 8
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della
Regione, al 31 dicembre 2005, resta stabilita come segue:
ATTIVITÀ
- Attività finanziarie................................... Euro
20.528.153.926,06
- Crediti e partecipazioni............................ Euro
2.820.558.187,51
- Beni patrimoniali..................................... Euro
580.906.459,40 Euro 23.929.618.572,97
PASSIVITÀ
Passività finanziarie.................................. Euro
11.581.389.799,15
Passività patrimoniali............................ Euro
7.745.931.441,90 Euro 19.327.321.241,05
ECCEDENZA delle attività.
sulle passività al 31 dicembre 2005
Euro 4. 602.297.331,92»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
TITOLO III
Appendice al bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005
Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
Capo I
Conto del bilancio
«Articolo 9
Entrate
1. Le entrate correnti ed in conto capitale accertate
nell'esercizio finanziario 2005 per la competenza propria
dell'esercizio risultano stabilite in euro 233.940.059,42.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2004 in euro 72.335.217,33 risultano stabiliti, per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2005, in euro 10.530.168,79.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2005 ammontano
complessivamente a euro 79.952.506,79, così risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste Totale
da versare da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 164.517.659,42 23.934.000,00
45.488.400,00 233.940.059,42
Residui attivi
dell'esercizio 2004 62,00 5.425.493,79
5.104.613,00 10.530.168,79
Residui attivi al 31.12.2005
79.952.506,79»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Spese
1. Le spese correnti e in conto capitale, impegnate
nell'esercizio finanziario 2005 per la competenza propria
dell'esercizio, risultano stabilite in euro 187.067.944,30.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2004 in euro 63.559.363,36 risultano stabiliti, per effetto di
economie e perenzioni verificatesi nel corso della gestione 2005,
in euro 60.212.258,31.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2005 ammontano
complessivamente a euro 101.094.293,25 cosi risultanti.
Somme pagate Somme
rimaste Totale
da pagare
(in euro)
Impegni ....................... 92.678.271,01
94.389.673,29 187.067.944,30
Residui passivi
dell'esercizio 2004...... 53.507.638,35 6.704.619,96
60.212.258,31
Residui passivi al 31.12.2005
101.094.293,25»
Onorevoli colleghi, avverto che, a causa di un refuso
tipografico, alla fine del secondo comma dell'articolo 10, la
cifra euro 60.212.258,51 va sostituita con la seguente: euro
60.212.258,31 .
Pongo in votazione l'articolo 10 con questa precisazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2005 ha
determinato un avanzo di euro 46.872.115,12 come segue:
Entrate correnti
....................................................... .
Euro 217.617.659,42
Entrate in
capitale................................................... ...
.. Euro 16.322.400,00
Totale
entrate.................................. Euro
233.940.059,42
Spese
correnti................................................... ...
........ Euro 134.624.786,79
Spese in conto
capitale........................................... ......
Euro 52.443.157,51
Totale
spese................................. Euro
187.067.944,30
Avanzo della gestione
di competenza Euro 46.872.115,12»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Situazione finanziaria
1. Il disavanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2005 di
euro 4.787.597,22, risulta stabilito come segue:
Avanzo della gestione di
competenza..................................... Euro
46.872.115,12
Avanzo finanziario dell'esercizio 2004................ .......
Euro 6.798.231,15
Diminuzione nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2004 (per riaccertamenti)................... ...
Euro 61.805.048,54
Diminuzioni nei residui passivi lasciati dall'esercizio 2004
Per perenzione amministrativa........ Euro 1.280.317,54
Per economia............................ Euro 2.066.787,51
Euro 3.347.105,05
Disavanzo finanziario effettivo
dell'esercizio
2004.............................................................
..... Euro 51.659,712,34
Disavanzo finanziario
al 31 dicembre
2005.............................................................
... Euro 4.787.597,22»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 26.481.022,08 il fondo di
cassa alla fine dell'anno finanziario 2005 come risulta dai
seguenti dati:
ATTIVITÀ
- Residui attivi al 31 dicembre 2005.................... . ..
Euro 79.952.506,79
- Crediti di
tesoreria..................... ...................
Euro 7.883,09
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2005................ ...
Euro 26.481.022,08
- Disavanzo finanziario al 31 dicembre 2005......... ..
Euro 4.787.597,22
Euro 111.229.009,18
PASSIVITÀ
- Residui passivi al 31 dicembre 2005...............
Euro 101.094.293,25
- Debiti di
tesoreria...................................... ..
Euro 10.134.715,93
Euro 111.229.009,18»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Capo II
Conto generale del patrimonio
«Articolo 14
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana al 31 dicembre 2005, resta
stabilita come segue:
ATTIVITÀ
- Attività finanziarie .. Euro 106.441.411,96
- Beni patrimoniali Euro 23.251.503.94
Euro 129.962.915,90
PASSIVITÀ
Passività finanziarie........... Euro 111.229.009,18
Passività patrimoniali........ Euro 2.558.946.87
Euro 113.787.956,05
Eccedenza delle attività sulle passività al 31 dicembre 2005
Euro 16.174.959,85»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo
sollevare una questione che penso interessi l'Aula, interessi i
siciliani e, al tempo stesso, vorrei comprende come stiamo
procedendo tecnicamente.
Da qualche tempo la politica la apprendiamo sempre più dai
giornali e meno dall'Aula parlamentare, non certo per colpa della
Presidenza dell'Assemblea ma, evidentemente, questa è una
situazione poco piacevole.
Proprio dall'ordine del giorno avevamo appreso che erano stati
fissati dei cardini, dei principi che avrebbero consentito,
attraverso un accordo politico del tutto legittimo, di fare le
variazioni al bilancio tenendo conto di tre argomenti principali
due dei quali hanno trovato allocazione dentro il disegno di
legge, mentre uno, quello relativo al fermo biologico dei
pescatori, ha trovato una sorta di ostracismo in Commissione e
non è stato esitato per l'Aula.
Pertanto, chiedo sia al Presidente dell'Assemblea che al
Governo se intendano risolvere questo problema procedurale,
oppure, continuare la trattazione del punto all'ordine del
giorno, secondo gli aspetti formali, considerando anche che sulla
questione del fermo biologico c'è un'ampia disponibilità da parte
dell'opposizione affinché si giunga ad un accordo positivo.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori..
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
sollevare un problema, anche alla presenza di alcuni autorevoli
esponenti del Governo regionale. La questione riguarda in
particolare i lavoratori forestali che hanno effettuato un turno
lavorativo nello scorso anno e che, da giorni, da settimane,
manifestano davanti il Palazzo della Regione e del Parlamento
regionale e, fino a ieri, davanti l'assessorato regionale per
l'Agricoltura e le foreste, perché attendono, da parte del
Governo, un pronunciamento sul loro futuro lavorativo, in
particolare sulla possibilità di espletare almeno le 51 giornate
lavorative.
Molti colleghi parlamentari qui presenti, di diverso
orientamento politico, hanno partecipato ad un primo incontro con
l'assessore La Via, il quale, anche in presenza di molti
rappresentanti sindacali, aveva dato la propria disponibilità a
trovare una soluzione ed aveva chiesto un pronunciamento del
Parlamento al fine di avere un indirizzo politico per
l'avviamento dei lavoratori forestali.
Il Parlamento, con grande senso di responsabilità, ha delegato
il Governo ad individuare le soluzioni per avviare al lavoro i
forestali ma, nonostante la delega, i lavoratori non sono stati
ancora avviati.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, se vuole entrare nel merito,
allora facciamo parlare il relatore per poi aprire la discussione
generale. In caso contrario, lei ha facoltà di parlare
sull'ordine dei lavori.
CAPUTO. Signor Presidente, è chiaro che il mio intervento è
anche sull'ordine dei lavori, perché riteniamo che sia
fondamentale prevedere in questa manovra l'ammontare delle somme
per garantire il lavoro ai forestali.
Comunque, ne riparleremo durante il corso della discussione.
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio della
Regione e al bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2006. Assestamento
tecnico» (393/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge n. 393
«Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico»,
posto al numero 2)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cimino per svolgere la
relazione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nella mia relazione vorrei
sottolineare che la Commissione, oltre alle variazioni di
carattere tecnico, discendenti dal rendiconto generale consuntivo
dell'anno 2005, ha stabilito all'unanimità di inserire nel
presente disegno di legge alcune variazioni di bilancio della
Regione e dell'Azienda autonoma delle foreste demaniali ritenute
indifferibili ed urgenti, al fine di garantire lo svolgimento
delle funzioni amministrative degli enti locali e delle attività
della predetta azienda.
Preciso che la Commissione ha lavorato nell'ambito delle
variazioni di carattere tecnico discendenti dal rendiconto
generale consuntivo dell'anno 2005.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo su quanto ha correttamente espresso l'onorevole
Cristaldi.
La proposta del Governo su questo disegno di legge, anche in
sede di Giunta, prevede l'inserimento di tre norme che
interessano i comuni, i forestali e il fermo biologico, ma
certamente potrà essere oggetto di un ampliamento. In particolar
modo, il fermo biologico è un obbligo che era già stato assunto
con decreto dal precedente Governo, quindi, è ovvio che va data
la remunerazione a chi segue questo obbligo.
Alla luce di questo, nel mese di agosto, su richiesta di alcuni
parlamentari quali l'onorevole Cristaldi ed il Presidente della
III Commissione, onorevole Turano, sono venuto incontro alle
esigenze degli interessati diminuendo i giorni da 45 a 30,
riducendo così la spesa a carico della Regione a 16 milioni di
euro, contro i 24 milioni di euro necessari per i 45 giorni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per sottolineare un aspetto che, già all'inizio di questa
discussione, rischia di farci deragliare dall'obiettivo finale.
L'assestamento tecnico è un atto burocratico-amministrativo
obbligatorio, che discerne dal giudizio di parifica e, quindi,
dalla rendicontazione del bilancio della Regione nell'anno
precedente. Cosa diversa sono, invece, le variazioni di bilancio
che il Governo e il Parlamento, come è loro diritto, possono
presentare nel corso dell'esercizio finanziario per apportare
variazioni al bilancio di previsione.
Il Governo ha scelto, però, un'altra strada, per me
inspiegabile Sapevamo tutti che c'erano delle spese cosiddette
obbligate', ancorché obbligatorie; sapevamo tutti - e lo abbiamo
denunciato in quest'Aula - che alcune delle entrate contenute nel
bilancio di previsione 2006 non potevano realizzarsi e, quindi,
le relative uscite avrebbero avuto difficoltà di attuazione.
Tutto questo lo sapevamo ma, ripeto, il Governo ha scelto
un'altra strada: ha presentato l'assestamento tecnico e,
contemporaneamente, ha approvato in Giunta anche la finanziaria e
il bilancio, depositando tutti i documenti finanziari presso la
Segreteria Generale dell'ARS.
Vorrei ribadire che l'assestamento tecnico non è una variazione
di bilancio e siccome in giurisprudenza la prassi costituisce
procedura, l'assestamento per prassi non può diventare una
variazione di bilancio.
In Commissione Bilancio - pur non dando un giudizio sulle
emergenze, perché sappiamo quante e quali sono le emergenze in
Sicilia -, di fronte ad un assestamento tecnico che aveva tutte
le caratteristiche di una variazione di bilancio, abbiamo scelto
di dare eccezionalmente una condivisione unanime alla luce prima
della legge n. 1, della legge n. 22, nonché della legge n. 6, che
trasferisce ai Comuni compiti e competenze insieme alle risorse
necessarie. La Regione ha effettivamente trasferito compiti e
competenze ma non le risorse, quindi avevamo un obbligo giuridico
di operare in tal senso.
Contemporaneamente, quest'Aula, all'unanimità ha delegato al
Governo di iniziare le procedure di avviamento per i lavoratori
forestali, in forza della legge n. 16 che prevedeva per i
lavoratori fuori fascia l'avviamento di 51 giornate e della legge
n. 14 del 2006, che ha esteso il cosiddetto tempo minimo' dei
fuori fascia a 78 giornate.
Con una procedura molto discutibile abbiamo previsto la
copertura finanziaria per i 27 giorni previsti dalla legge n. 14,
cioè da 51 a 78, però è sorto un piccolo problema: non avevamo la
copertura per le 51 giornate preventive.
E' evidente che il Parlamento si è assunto una responsabilità
delegando il Governo ad avviare questi lavoratori: garantire la
necessaria copertura finanziaria.
Ebbene, credo che il Parlamento, nella prima occasione utile,
aveva il dovere di dare copertura, bisognava essere uomini e
donne d'onore , nel senso che avevamo assunto un impegno con la
Sicilia. Questo è l'assestamento tecnico.
Il Governo ha esigenze ulteriori? Ci sono emergenze?
Predisponga, allora, un disegno di legge di variazione,
predisponga cioè la strada maestra
Il Parlamento la esamini, ci impegniamo a fare in modo che ci
sia una procedura - visto che siamo a metà novembre - che sia la
più accelerata possibile, e affronteremo tutte le emergenze: i
pescatori, i precari. Ci mancherebbe Chi vuole nascondere le
emergenze?
Ma le emergenze si affrontano con gli atti propri. O il
Governo, invece, vuole fare il furbo, cosa che io credo? Siccome
non è in grado di reggere la sua maggioranza, con le variazioni,
allora, predispone un disegno di legge di assestamento, per
ancorarsi, appunto, ad esso, almeno formalmente, e decidere esso
stesso - il Governo - quali sono gli emendamenti che hanno
categoria emergenziale e quali non lo sono.
Deve essere chiaro: quando un disegno di legge entra in
Parlamento, non c'è qualcuno che ha priorità per stabilire ciò
che rappresenta una emergenza rispetto a ciò che non lo è. Il
diritto del Governo è uguale al diritto del parlamentare Non ci
può, quindi, essere qualcuno che ha emergenze, per cui si
presentano emendamenti, e qualche altro che non può fare
altrettanto: si stabilisce, non so dove, non so quando, la
categoria della differenza di valutazione delle emergenze.
Il Governo, quindi, predisponga, come è doveroso, laddove ci
siano necessità di variazioni, l'opportuno disegno di legge.
Credo che, oltre questo, ci siamo fatti carico, come opposizione,
da persone serie, di consentire che nell'assestamento tecnico ci
fossero le due questioni che, in qualche modo, hanno rilevanza -
per via dell'Aula, per via del fatto che le competenze sono
state esercitate quest'anno da parte dei comuni - cioè garantire
ai comuni le risorse per le attività svolte.
Concludo con una questione contenuta nella proposta all'esame
di questo assestamento tecnico, cui ha fatto riferimento
l'onorevole Caputo. Voglio dirlo con molta franchezza.
Le tensioni sociali si producono anche per incapacità di
gestire i conflitti, perché il Governo, di fronte alle parti
sociali e alla rappresentanza parlamentare, si impegna ad
affermare questo: guardate, datemi la possibilità, attraverso un
ordine del giorno - quello stesso ordine del giorno che ha
consentito l'avviamento dei lavoratori forestali - di avviare
anche i lavoratori che, nel corso del 2005, hanno svolto le
cinquantuno giornate - cinquantuno giornate, onorevole Cintola -
non chi ha lavorato un giorno Ebbene, chi ha svolto cinquantuno
giornate nel corso del 2005, per ampliamento di superfici
boschive, non si capisce perché sia stato escluso dall'avviamento
nel corso del 2006. Non si capisce proprio
Tutti noi, tuttavia, sappiamo qual è la causa di quanto si è
determinato. La causa è imputabile al fatto che, come al solito,
quest'Aula - per cercare di sbracare - finisce poi per colpire,
in maniera ingiusta, chi ha un diritto.
Vorrei, infatti, ricordare che, con la legge n. 14, fu
approvato dall'Aula un emendamento di un collega, nella scorsa
legislatura che, sostanzialmente, non affermava quanto noi
cerchiamo di far passare, cioè il principio che chi ha compiuto
un turno nel corso del 2005, abbia la possibilità, avendo esteso
le superfici, di farlo anche negli anni successivi.
Quell'emendamento, di fatto, estendeva - e rendeva una
fisarmonica sempre aperta - la prospettiva di nuovi immissioni
nel sistema dei lavoratori fuori fascia e il Commissario dello
Stato l'ha impugnato Si è determinata oggi, quindi, una
condizione che, giuridicamente, mette a rischio una categoria di
persone che, pur avendo un diritto, rischia di vederselo negato.
Allora, per farla breve, noi, con l'ordine del giorno, abbiamo
invitato il Governo a dare soluzioni a questo aspetto, tanto più
- e concludo, signor Presidente - che nelle more dell'attuazione
della legge 14, che ancora ad oggi non è operativa (perché come è
noto non sono stati ancora pubblicati gli elenchi speciali che
costituiscono il requisito di validazione della legge stessa)
ancorché non sono pubblici gli elenchi speciali, abbiamo avviato
i lavoratori forestali sulla base della legge 16; attenzione, in
questo momento stiamo operando con la legge del 1996, quindi
anche quei lavoratori potevano utilizzare gli stessi meccanismi
della legge 16.
Il Governo, da un lato, ha chiesto di predisporre l'ordine del
giorno, che è stato
fatto all'unanimità; qualche giornale si è pure indignato (sono
molto spesso gli stessi giornali che non dicono nulla, ad esempio
nel caso di affari nella sanità privata, e si indignano quando
qualche centinaia di lavoratori riesce a svolgere un turno alla
forestale).
Ebbene, quando succede questo, il Governo si ritrova le
manifestazioni di piazza - ieri Palermo è stata assediata, come
in questi giorni - per sua colpa, perché non è in grado di
mantenere la parola, di avere una linea, una procedura chiara.
Onorevole Caputo, considerato l'impegno assunto in maniera
ufficiale di dare copertura finanziaria, mi auguro che già i 31
milioni più i 50 previsti per l'Azienda foreste contemplino anche
i 300 lavoratori; me lo auguro, visto che il Presidente della
Regione, non in maniera riservata, ma dopo un incontro ufficiale
con le organizzazioni sindacali, di cui è a conoscenza
l'onorevole Dina, si era impegnato, prima ancora che venisse
predisposto l'emendamento da parte del Governo: quindi, presumevo
che già nell'emendamento si fosse tenuto conto dell'orientamento
espresso e dell'impegno assunto da parte del Presidente della
Regione con i sindacati.
Se così non fosse, ha ragione lei, onorevole Caputo: bisogna,
in qualche modo, trovare le risorse per dare copertura ai 300
lavoratori, non 1.000; la storiella dei 1.000 è diventata
un'altra barzelletta Non è vera, perché non si può dire che i
lavoratori che abbiano svolto 51 giornate, nel corso del 2005,
sono 1.050, perché nei 1.050 ci sono: a) lavoratori che non hanno
svolto alcun turno, né alcuna giornata nel corso del 2005, ma
brevi sostituzioni di qualche giorno negli anni precedenti (ma
questo che vuol dire ); b) lavoratori che, comunque, non hanno
svolto le 51 giornate; c) nei 1.050 sono considerati anche coloro
che sono stati avviati nel 2005 e che non lo sono stati nel 2006,
o perché sono morti o perché, frattanto, in pensione. E' stato
fatto, cioè, un calcolo cartaceo sulla base di una realtà che non
tiene conto, tuttavia, dei dati reali.
Come è stato detto dall'onorevole Caputo, penso che se dovesse
esserci una insufficiente capienza, è giusto che il Governo
garantisca, con un ulteriore emendamento, la copertura
differenziata per l'avviamento dei 300 lavoratori; in ogni caso,
continuo a fermarmi all'ordine del giorno che ha approvato
l'Aula.
Il Governo si assumerà la responsabilità di non avviare questi
lavoratori, senza, però, che si facciano giochi e giochini, come
è accaduto fino ad oggi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che qui
si stia scontando il momento delle leggi elettorali.
Avevo denunciato, in quest'Aula, alcune preoccupazioni che,
purtroppo, si sono poi rilevate veritiere e si va di emergenza ad
altra emergenza
Il problema che pongo è quello relativo all'emergenza degli
Enti locali; nel documento in esame trovo un assestamento di più
di 214 milioni di euro.
Signor Presidente, l'altra volta, lei ha rivolto un richiamo al
Governo ma io, purtroppo, in questo momento non vedo gli
interlocutori, né l'Assessore al Bilancio, né l'Assessore alla
Famiglia. Il problema è che non si trova un'unità di intenti e,
purtroppo, noi, che siamo costretti anche ad andare a girovagare
presso gli Uffici, in Aula notiamo, molte volte, delle
discordanze fra gli elementi dati tra i vari assessorati.
Ora voglio rappresentare una emergenza vitale per la Sicilia.
Poco fa, l'onorevole Cracolici ha parlato dell'emergenza
forestali. Credo che ve ne sia una ancora più pressante, cioè
quella che riguarda gli Enti locali. In questo momento, i comuni
non hanno avuto né la terza trimestralità, né molte delle somme
ad essi attribuiti. Hanno delle competenze, tuttavia, erogano
servizi, debbono pagare stipendi
Oggi si presenta in Aula una variazione di 214 milioni, un
assestamento - non voglio entrare in polemica, anche perché credo
che sia una emergenza da affrontare - però, onorevole Assessore
al Bilancio, dalle mie notizie, al di là della quarta
trimestralità, vi è il problema che in questo assestamento
mancano ben 70 milioni di euro per potere arrivare allo stesso
fondo dell'anno scorso, anche perché, 50 milioni di euro, con la
legge n. 19 del dicembre 2005, sono stati destinati ai fondi di
rotazione degli ATO, decurtati dai fondi ordinari degli Enti
locali.
Altri 20 milioni di euro, sono andati per la stabilizzazione e,
quindi, anche per coprire la terza trimestralità: oggi abbiamo un
deficit di 70 milioni di euro
In queste condizioni in cui l'Aula si dibatte e perde tempo, in
attesa che il Governo e la sua maggioranza trovino anche una
unità di intenti, noi - responsabilmente - dobbiamo dare una via,
che è la via maestra, dicendo effettivamente qual è la situazione
finanziaria della Regione.
Ad artifici continuiamo ad aggiungere altri artifici: il
problema è che le somme agli enti locali non vengono erogate, le
somme ai laboratori convenzionati non vengono erogate, come pure
le somme per la convenzione con le farmacie. Vi sono ritardi di
circa 10 mesi
In questo assestamento, ritengo che non si possa continuare
nelle stesse condizioni in cui eravamo prima delle elezioni.
Siamo all'inizio di una legislatura: non è concepibile che si
cerchino di tamponare le falle, ora con un artifizio, ora con un
altro, perché poi la verità è che non vi sono le somme per poter
onorare gli impegni che il Governo assume e l'Aula esita leggi
che poi diventano vuote Il problema principale che bisognerebbe
affrontare è proprio questo
Onorevole Assessore al Bilancio, è indispensabile che in questo
assestamento vengano reperiti almeno 70 milioni di euro per
consentirne l'erogazione, negli stessi termini del 2005, agli
Enti locali e per pagare almeno la terza trimestralità.
Se così non fosse, l'emergenza sarebbe ancora più tale e
sarebbe un disastro, perché gli Enti locali andrebbero tutti in
dissesto, non potendo più garantire né stipendi né servizi
indispensabili.
La verità è cruda, ma purtroppo è questa
Signor Presidente dell'Assemblea, non sono uso a polemiche, ma
il problema è quello di dare anche un'impronta, come Parlamento,
all'azione del Governo che, ancora, non trova la via per portare
in Aula disegni di legge che possano avere una reale copertura
finanziaria. E' questo il problema cardine. Se ancora continuiamo
a fare finta di non comprendere questo problema, perdiamo solo
tempo e facciamo danno alla Sicilia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
giunto il momento di fare chiarezza sul problema, senza dare la
caccia all'untore o all'untorello. Ritengo che la chiarezza sia
necessaria, dopo di che avrò anche la necessità di non
partecipare più ai lavori dell'Aula.
L'assestamento di bilancio che stiamo trattando è un
assestamento tecnico, come si evince dal disegno di legge
presentato dal Governo; o togliamo la parola tecnico e passiamo
all'assestamento di bilancio normale , oppure, se è tecnico ,
dobbiamo contenere dentro tale termine tutto quanto il Governo
stesso voglia portare avanti e che l'Assemblea ha il dovere di
portare avanti.
Il Governo ha diligentemente informato l'opinione pubblica -
attraverso la stampa e anche attraverso qualche indicazione che,
a voce, ha fornito l'Assessore per il Bilancio e le Finanze in
Commissione - del fatto che vi erano delle necessità e delle
priorità che dovevano trovare una loro allocazione all'interno
dell'assestamento tecnico. Il Governo ha parlato di tre
emendamenti, fin dall'inizio: quelli sui comuni, sui forestali
e sul fermo biologico.
Su questi tre emendamenti, abbiamo tentato di coinvolgere
l'intera Commissione, perché si definisse all'unanimità il
percorso, in mancanza del quale è chiaro che i deputati possono
presentare tutti gli emendamenti che ritengano necessari; però, a
quel punto, il disegno di legge non è più di pertinenza della
Commissione Bilancio ma delle Commissioni di merito che, poi,
esprimono il loro parere alla Commissione Bilancio la quale
definisce ed esita il provvedimento. Se guarda, ascolta e
agisce, tentando di porre le condizioni perché l'Aula eviti il
ricorso al Regolamento stricto iure e tenta di arrivare ad
unanime valutazione in Commissione Bilancio, perché l'unica e la
sola che possa consentire in Aula di proseguire l'iter, allora,
come buon principio, io stesso, avendo presentato un emendamento
sui precari della Regione - per far uscire dal precariato gli
ultimi 5.500 lavoratori della Regione, LSU, ASU e PUC - ho detto
che avrei ritirato il mio, purché i tre emendamenti del Governo
passassero.
La Commissione Bilancio non faccia i distinguo tra chi aveva
presentato già una pregiudiziale, dicendo di limitarsi
all'assestamento tecnico , e chi no, perché il risultato finale
è stato quello - all'unanimità della Commissione, presente il
Governo - di accettare i due emendamenti, e solo quelli, relativi
ai comuni ed ai forestali. Quello per il fermo biologico non ha
avuto l'unanimità, perché la maggioranza ed il Governo volevano
assolutamente porlo, ma trovandosi l'opposizione in disaccordo,
era chiaro che si sarebbe aperto in Aula il termine per la
presentazione degli emendamenti, ma non sarebbe più stata la
Commissione Bilancio, da sola, a dare il parere, rendendosi prima
necessario che le Commissioni di merito dessero il loro.
Onorevole assessore per la Cooperazione, nessuno ha voluto
evitare di dare priorità ad un problema che è vero, esiste
realmente ed è urgentissimo cioè quello del fermo biologico;
nessuno ha impedito all'Assessore ed al Governo di presentare un
disegno di legge autonomo, prima delle stesse variazioni di
bilancio, perché gli Assessori non possono aspettare un disegno
di legge per inserire le necessità e le priorità, caricandole
sull'Assemblea, sulle Commissioni e sulla modifica del
Regolamento in corso d'opera. Non è possibile
Il Regolamento vale per maggioranza ed opposizione, vale per
l'intera Assemblea, altrimenti non c'è più, non è un'Assemblea,
né una legislatura da poter portare avanti. Non si può procedere
come se il Regolamento potesse essere stirato a destra e a
sinistra, a seconda delle esigenze del momento.
Perché per le terme di Sciacca, dai tre il Governo è passato ai
sei emendamenti che ha annunziato e poi ha avuto la bontà di
ritirare, tornando ai tre emendamenti? Dico all'Assessore per il
bilancio (che vedo dissentire) che può farlo ma con una procedura
diversa.
Può farlo e, se l'Aula è d'accordo, lo facciamo. Io sono
favorevole all'approvazione dei sei emendamenti, ad aggiungere i
400, i 350 forestali, il Governo e l'Assessore per il bilancio e
le finanze diano la copertura finanziaria, così potremo avanti
Aggiungiamo, però, anche i precari, perché io ripresenterò, in
quel caso, l'emendamento a firma mia e dell'onorevole Cracolici
e diremo al Governo quali sono le priorità, quelle che stabilisce
il Governo o l'Aula nella sua interezza. Sono gli interessi
particolari da portare avanti o quelli che possono investire
l'intera volontà dell'Assemblea? Voglio capire quale Governo e
quale Assemblea si rifiuterebbero di dare copertura finanziaria
agli ultimi cinquemila precari, LSU, ASU e PUC in Sicilia.
I termini sono questi e non vado contro ad alcuna regola,
perché se chiedo al Governo, in questo momento, se prima di
presentare Bilancio e Finanziaria, non abbia già presentato in
Giunta l'assestamento di bilancio politico, credo che non si
possano fare i due documenti contabili.
Abbiamo un assestamento tecnico che diventa quasi politico, un
assestamento politico che deve avere ancora la luce e arrivare
nelle varie Commissioni di merito e poi nella Commissione
Bilancio, quindi in Aula, e dovremmo avere due percorsi, due
assestamenti di bilancio che non si comprende perché non siano
unificati.
Con questo non attribuisco responsabilità al Governo - perché
di fronte alle emergenze e alla gente che ha il diritto di avere
delle risposte, comprendo che la corsa sia necessaria e adeguata
- sono pronto a dare il mio contributo, a votare, firmare e
andare avanti, perché le esigenze della gente travalicano lo
schieramento di maggioranza e opposizione.
Debbo dire alla Sinistra, in termini leali e seri, che il
contributo che i colleghi hanno dato in Commissione Bilancio, per
arrivare ai due emendamenti già posti all'attenzione, quindi con
la legge che andiamo a valutare, è una esperienza positiva: sono
malauguratamente dispiaciuto che non abbiano anche accettato di
discutere il provvedimento sul fermo biologico e lì ci saremmo
fermati, e lì ci si doveva fermare Ma sono pronto, ancora, a
rivolgere un appello forte in tal senso, non per andare dietro a
chi sta vicino al mare e avendo contatti con gli operatori della
pesca ha il diritto-dovere di tornare a casa e portare anche il
contributo della sua presenza, ma perché il fermo biologico
interessa tutti, ed è un fatto di interesse sicuramente
siciliano, nella sua grande maggioranza. Se vi è la necessità e
se l'Aula dovesse prendere coscienza di fare quest'ultimo
emendamento, senza aggiungerne altri da parte dell'intera
Assemblea, ben venga Ma se non dovesse essere così, allora,
diventa difficile andare avanti, tenendo conto del Regolamento
che esiste, senza che si ritorni alle Commissioni di merito.
Allora, chiedo al Governo: se c'era questa necessità, perché i
provvedimenti non si sono mandati direttamente in Commissione di
merito, cosicché il tempo perso sarebbe stato utile, necessario
perché l'intera procedura andasse a concretizzarsi? Non avremmo
avuto bisogno dell'unanime valutazione dell'intera Assemblea,
perché se c'è una maggioranza e i numeri, tenuto conto che le
regole vengono rispettate sia quando si è Presidente
dell'Assemblea, sia quando non lo si è più, allora sarebbe stato
facile inoltrarli nelle Commissioni di merito, portarli in
Commissione Bilancio ed arrivare in Aula.
Se dire queste cose significa stare all'opposizione e non in
maggioranza, mi vergogno altamente, mi vergogno del mio
intervento
Ho il dovere e il diritto di rispondere fortemente a chi, oltre
ad avere mandato qui il Presidente della Regione, altrettanto
direttamente, ha eletto i deputati, in rappresentanza di esigenze
che Assessori non riescono a chiarire nei termini sereni e seri,
senza cercare lo scontro continuo e senza dire che c'è una
Commissione Bilancio monca e un Governo che è bravo.
Sono stati commessi errori sia dall'una che dall'altra parte e
il mio appello in Commissione Bilancio pare che, ancora, non sia
stato accolto. Mi riferisco a quando ho detto: Basta con l'odio
tra Commissione e Governo Basta con l'odio tra maggioranza e
opposizione . Diamo un contributo onesto e corretto alla
soluzione dei problemi.
Nessuno è contro nessuno Spesso, mi accorgo che chi è contro
se stesso, è il maggiore responsabile e accusare gli altri è come
voler dire: Excusatio non petita, accusatio manifesta.
Vorrei ritenere serio, sereno e doverosamente onesto che l'Aula
- presieduta da un Presidente che ha il grosso merito di iniziare
le sedute all'orario stabilito e chiuderle così come è prescritto
- oggi faccia ancora un passo avanti nella salvaguardia delle
regole e dei regolamenti che valgono per tutti, prima per il
Governo e poi per l'intera Assemblea.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito con
molta attenzione gli interventi dell'onorevole Cracolici e del
collega di partito, onorevole Cintola, che hanno dimostrato
onestà intellettuale e una corretta proposizione del problema.
Sicuramente, già in Commissione, vi sono stati momenti di
approfondimento, di confronto e un tentativo di mediazione che,
nella sostanza, entra nel merito del superamento stesso delle
pregiudiziali procedurali.
Infatti, valutando alcuni emendamenti proposti dal Governo,
valutandone la sostanza, la validità, considerando che si
trattava di emendamenti discendenti da norme, da impegni assunti
nel bilancio precedente e che, o erroneamente, o perché si
attendeva sicuramente una fase successiva di intervento nelle
variazioni, dovevano essere considerati quasi obbligatori,
fondamentali per il corretto funzionamento delle strutture a cui
arrivavano le somme derivanti dalla variazione.
Ebbene, questo ci aveva consentito di superare quell'aspetto
procedurale, insito nel titolo stesso della legge. Si parlava di
assestamento tecnico, sono stati tutti chiamati ad un supplemento
di approfondimento, ad un supplemento di responsabilità che ci
portasse a superare quell'impasse e in Commissione si è raggiunto
quel superamento, con condivisione e con disponibilità. Ora, il
Parlamento è chiamato ulteriormente su questo tema, su alcuni
argomenti che sono rimasti fuori dalla manovra in Commissione
Bilancio: per una scelta fatta in quel contesto, viene riproposta
in Aula.
Sul tavolo ci sono due argomenti che si possono ricondurre a
scelte e impegni quasi obbligatori: il fermo biologico e i
trattoristi dell'Esa.
Ritengo che siamo di fronte a scelte che realmente coinvolgono
questo Parlamento e al superamento unanime di quella impasse
procedurale, perché si tratta di scelte obbligatorie dove nessuna
parte politica può pensare di portare a casa un risultato. Se
risultato si raggiungerà, sarà quello del Parlamento siciliano
che riuscirà a mettere da parte ogni tipo di appartenenza e
strumentalizzazione ponendo al centro di tutto l'interesse per la
comunità siciliana.
Onorevoli colleghi, piuttosto che attardarci (forse anche
giustamente) in una procedura che ci porterebbe ancora in
commissione, se vi è condivisione - ed è questo che voglio
sollecitare perché è indispensabile e perché siamo consapevoli
che qualsiasi forzatura non sia legittima se portata avanti senza
condivisione - se si addiviene all'unanimità su due o tre temi
obbligatori, relativi alle spese indispensabili, credo che tutti
insieme scriveremmo una pagina di responsabilità e di rispetto
per la comunità siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce dell'avvio della
discussione, e considerata la tipologia del tema affrontato,
vorrei ricordare ai deputati le regole dell'Assemblea e, quindi,
comunico che ai fini dell'osservanza del Regolamento interno e
del buon andamento dei lavori d'Aula, le modalità e i termini
di presentazione degli emendamenti sono i seguenti:
- prima dell'inizio della discussione generale ogni deputato
può presentare emendamenti ed in quella fase non ne è pervenuto
alcuno;
- durante la discussione generale quattro deputati o un
Presidente di Gruppo parlamentare o il Governo o la Commissione
possono presentare emendamenti;
- dopo la chiusura della discussione generale gli stessi
possono presentare esclusivamente subemendamenti ad emendamenti
già presentati.
Comunico, altresì, che il Governo ha presentato degli
emendamenti.
La Presidenza, ai fini dell'ammissibilità degli stessi, in
linea con quanto avviene al Parlamento nazionale ma, anche,
secondo la logica, si atterrà ai seguenti criteri:
- gli emendamenti devono apportare modifiche alle parti libere
del bilancio a legislazione vigente e devono essere compensati;
- gli emendamenti che recano materie estranee, o che non sono
compensati, o che non apportino modifiche alle parti libere,
potranno essere sin da subito esaminati in separati disegni di
legge e votati in Aula prima dell'apertura della sessione di
bilancio, ma per fare questo ovviamente si dovrà riunire la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e questo nel
caso in cui venga ritenuto dal Governo un percorso realizzabile.
Ritengo opportuno, pertanto, sospendere la seduta per cinque
minuti per riflettere su quanto si deve fare.
Onorevoli colleghi, ha chiesto di parlare l'assessore per il
bilancio e le finanze, onorevole Lo Porto.
Preannunzio che al termine dell'intervento dell'assessore Lo
Porto, i Presidenti dei Gruppi parlamentari sono invitati a
raggiungermi nel mio ufficio.
Ha facoltà di parlare l'assessore per il bilancio e le finanze,
onorevole Lo Porto.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, allo scopo di agevolare i lavori
d'Aula e preso atto del contenuto degli interventi tendenti a
dare interpretazioni più o meno elastiche di quanto è accaduto in
Commissione bilancio, alla fine una cosa è sicuramente reale e
vera perché lo ha detto l'onorevole Cracolici, lo ha confermato
l'onorevole Cintola, lo ha accennato anche il Presidente della
Commissione, onorevole Cimino, se mi permettete lo confermo
anch'io, essendo stato presente a quella riunione: sappiamo tutti
qual è la differenza fra variazioni e assestamento tecnico, come
siamo consci del fatto di essere dinanzi ad un momento di
forzatura, non dico regolamentare, ma di consuetudine, perché in
Commissione abbiamo individuato, nella nostra libera
discrezionalità di uomini politici, unanimemente, l'opportunità
di apportare al testo dell'assestamento tecnico tre modifiche,
dettate da uno stato di necessità. Si può opinare
sull'opportunità di questa scelta, ma è stata fatta unanimemente.
Considerato il tenore della discussione sono pronto a ritirare
gli emendamenti del Governo estranei a questo terzo punto, ma
questo punto deve essere ammesso perché era proprio quello sul
quale c'era l'unanimità dei consensi, tranne il consenso di un
collega che, peraltro, non è neanche presente, il quale discettò
sull'opportunità di eliminare dai tre argomenti che avevamo
unanimemente deciso di affrontare, il terzo relativo al fermo
biologico.
Ripeto che se c'è unità e unanimità su questo punto ritirerò
tutti gli altri emendamenti ma chiedo di votare almeno il terzo,
cioè quello che affronta la tematica del riposo biologico.
Credo che, a questo punto, non si possa sfuggire ad un dovere
di coerenza, perché tutti avete ammesso questa dinamica e coloro
che attendono una risposta, ai loro pur motivatissimi
emendamenti, sappiano che si può provvedere con apposito disegno
di legge, o con provvedimenti comunque di là da venire e
nell'ambito degli obblighi regolamentari che impone la sessione
di bilancio ma, signor Presidente, è un modo come un altro per
uscire dall'impasse.
Se la mia proposta è condivisa possiamo pervenire a questo
risultato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di procedere ad un
chiarimento tra i Gruppi parlamentari che assicuri
un'accelerazione dell'esame del disegno di legge, sospendo la
seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 12.40, è ripresa alle ore 14.15)
Presidenza del Vicepresidente STANCANELLI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 8
novembre 2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico» (393/A)
(Seguito)
2) - «Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-
2006» (377/A) (Seguito)
III - Votazione finale del disegno di legge:
- «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2005» ( 355/A).
La seduta è tolta alle ore 14.18
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia