Presidenza del vicepresidente Speziale
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
numero 22 del 7 novembre 2006.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo
che riprenderà alle ore 11.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.41, è ripresa alle ore 11.40)
La seduta è ripresa.
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
numero 23 del 7 novembre 2006.
Non sorgendo osservazioni, i processi verbali delle sedute
numeri 22 e 23, posti separatamente in votazione, sono approvati.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leontini è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 7 novembre 2006 è stato
presentato dall'onorevole Caputo il seguente disegno di legge:
- Istituzione della Consulta delle elette e nominate della
Regione siciliana (n. 433)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
ZAGO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la città di Gela (CL) è una delle città a più alto rischio di
presenza criminale e mafiosa;
nella città si sta risvegliando un sentimento di rifiuto dovuto
anche al fatto che il lavoro della magistratura e delle forze di
polizia ha prodotto positivi risultati negli ultimi anni;
come tutti sanno, è stata sempre denunciata l'insufficiente
presenza di forze dell'ordine in città, sia dalle organizzazioni
antiracket che dall'amministrazione comunale e dal sindaco della
città, ma anche dalle stesse forze dell'ordine;
considerato che la città di Gela è stata dotata di una stazione
di polizia di frontiera già dal 1988;
ritenuto che:
il posto di polizia di frontiera è l'unico esistente in tutto
il litorale compreso tra Trapani e Siracusa;
il capo della polizia, dott. Di Gennaro, ha recentemente
assunto un provvedimento con il quale ha accorpato presso il
commissariato di pubblica sicurezza di Gela il personale della
polizia ferroviaria e della polizia di frontiera;
quel provvedimento, mosso dall'idea di una razionalizzazione,
tuttavia non ha corrisposto alla richiesta di un incremento della
presenza delle forze dell'ordine a Gela con trasferimenti da
altri siti, ma ha semplicemente rimodulato e riassegnato con
funzioni e compiti differenziati, il personale di polizia già
presente a Gela;
per sapere:
se non ritenga opportuno intervenire presso il Ministro degli
Interni al fine di richiedere una presenza di forze dell'ordine
aggiuntiva a quella preesistente nella città;
se non ritenga un errore quello di 'cancellare', alla luce
anche dei recenti avvenimenti, l'unico posto di polizia di
frontiera esistente nella Sicilia sud orientale» (705)
SPEZIALE
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
lo scorso mese di agosto un incendio ha devastato il versante
sud-est di monte Erice (TP), distruggendo il modesto patrimonio
boschivo che negli anni scorsi era sopravvissuto ai numerosi
incendi che hanno interessato il monte medesimo;
a causa dei numerosi roghi che in particolare nell'ultimo
decennio hanno attraversato Monte Erice, si è venuta a creare una
situazione di reale rischio idrogeologico soprattutto per gli
abitanti il comune pedemontano di Valderice;
è sicuramente necessario un approfondimento di natura
scientifica per individuare gli interventi indispensabili a
tranquillizzare i cittadini di Valderice;
per sapere:
se non ritenga utile disporre uno studio della particolare
situazione in relazione al rischio idrogeologico citato in
premessa;
se non valuti indispensabile intervenire in tempi rapidi
considerato che a tutt'oggi non è stato disposto alcun intervento
e la stagione delle piogge incombe sempre di più» (706)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
mozione presentata.
ZAGO, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che, dall'anno scolastico 2000/2001 è entrato in
vigore l'obbligo di frequenza di attività formative fino a 18
anni. La legge nazionale n. 53 del 2003 (legge Moratti) ha
ridefinito ed ampliato l'obbligo formativo insieme all'obbligo
scolastico, introducendo il concetto di diritto/dovere alla
istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque,
sino al conseguimento di una qualifica o di un diploma entro il
diciottesimo anno di età.
Ciò comporta l'affermazione di un pluralismo formativo entro
cui operano più soggetti aventi pari dignità pedagogica
(Istituzioni scolastiche ed Enti di formazione accreditati dalla
Regione), ciascuno, mediante un diverso percorso, in grado di
assolvere all'essenziale funzione educativa dei giovani tra i 14
ed i 18 anni;
considerato che, la scelta di assolvere al suddetto
diritto/dovere attraverso il percorso della formazione
professionale, alternativo e concorrente - si è detto - a quello
scolastico, implica la responsabile azione di codesto autorevole
Assessorato, accreditati gli enti, di voler predisporre l'avvio
dei corsi di formazione;
rilevato che, ad oggi, ad esclusione della pubblicazione del
decreto assessoriale n. 2101 dell'11 settembre 2006 contenente i
progetti ammissibili al finanziamento, nessuna iniziativa di
codesto autorevole Assessorato sembrerebbe preludere l'avvio dei
corsi, paventandosi, pertanto, quanto avvenuto lo scorso anno e
cioè lo slittamento a novembre, ed in taluni casi addirittura a
febbraio - marzo, dell'inizio della formazione professionale.
Inutile dire che tale deprecabile circostanza, oltre a
disattendere lo spirito della norma istitutiva dell'obbligo
formativo, che - ribadisco - pone su uno stesso piano istruzione
e formazione, produce l'effetto ancor più grave di favorire il
fenomeno della dispersione scolastica. Sotto questo aspetto giova
ricordare a quali effetti collaterali conduce una simile
irresponsabile inerzia amministrativa: l'assoluta inattività dei
giovani in età formativa a contatto con la delinquenza delle
nostre strade genera l'esatto contrario di quella funzione
pedagogica verso cui si dovrebbe tendere
constato inoltre che numerose altre regioni d'Italia - forse è
il caso di dire, più attente agli aspetti evidenziati in tale
premessa, ed anche più ossequiose del dettato normativo - sia nel
precedente come nell'anno in corso hanno avviato i percorsi
formativi entro la metà del mese di settembre (Piemonte,
Lombardia, Lazio, Veneto e Liguria),
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione
ad adottare ogni urgente ed indifferibile iniziativa nel segno
dell'avvio dell'anno formativo 2006/2007 e, in tal senso ed in
considerazione della gravità conseguente ai ritardi relativi alla
formazione per i minori enunciata in premessa, se non sia il caso
di scorporare la formazione iniziale da quella continua,
finanziandola con apposito capitolo di bilancio». (125)
BASILE - DI MAURO
LOMBARDO - MANISCALCO
PRESIDENTE. Avverto che la mozione testé annunziate sarà
iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire sull'ordine dei lavori per chiedere alla Presidenza
di riferire all'Aula cosa è stato stabilito in sede di Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari visto che dalla stampa
potrei apprenderlo soltanto domani mattina. Queste decisione
assunte in via privata, come si fa tra amici, non sono
ammissibili in questo Parlamento, almeno in mia presenza. Invito,
pertanto, la Presidenza a comunicare all'Aula l'esito della
Conferenza dei capigruppo in modo tale che i Gruppi parlamentari,
ed anche i singoli deputati, possano organizzarsi.
PRESIDENTE. Onorevole Cristaldi, adesso mi raccorderò con il
Presidente Miccichè, ma non mi pare che si sia svolta una formale
riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Ci sono stati contatti, come spesso avviene, tra i rappresentanti
dei Gruppi parlamentari ed anche a me risulta che si è
determinato un orientamento, che verrà comunicato a conclusione
della discussione generale sul disegno di legge, ma nulla di
formale.
CRISTALDI. Signor Presidente, a mio avviso l'andamento dei
lavori dipende dall'orientamento che si è determinato.
PRESIDENTE. Onorevole Cristaldi, ribadisco che l'Aula verrà
informata prima della chiusura della discussione generale.
Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle
Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico
Presidenza del vicepresidente Speziale
Seguito della discussione del disegno di legge «Variazioni al
bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle Foreste
demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico» (393/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Variazioni al bilancio della Regione e al
bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico»
(393/A) posto al numero 1) del secondo punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che ognuno
di noi ha avuto modo di riferire, da questo podio, il proprio
impegno nel corso della discussione sull'assestamento tecnico
svolta in Commissione Bilancio.
Ho avvertito alcuni tentativi di strumentalizzare quello che è
accaduto ma può darsi anche che abbia compreso male. Non è solo
per stare al gioco delle parti, ma ritengo che, per maggiore
chiarezza, bisogna riepilogare e fare il punto su come si è
sviluppata la discussione, su quali erano le posizioni assunte
dalla maggioranza e dall'opposizione, perché è questa la
democrazia.
L'opposizione, in un momento molto delicato dei lavori della
Commissione, ha proposto una via d'uscita, comprendendo bene che
sia la maggioranza che il Governo non volevano affrontare
realmente il problema, constatando così che la maggioranza è
divisa, attraversata da serie fibrillazioni che, secondo la mia
valutazione, non hanno a che vedere con la materia che stiamo
trattando in Aula. C'è una maggioranza che pensa ad altro, a
nuovi scenari, a nuovi posizionamenti, che pensa a farsi la
guerra all'interno, e non mi pare che pensi alla marineria
siciliana.
CRISTALDI. Ma se siete contrari.
ODDO. No, non siamo contrari, onorevoli Cristaldi. E tra
l'altro, nel suo intervento, non mi pare che lei abbia sollevato
argomenti seri, piuttosto pensava a giocare l'ennesima partita
per tentare di far pesare il ruolo e la funzione che alcuni
ritengono di avere all'interno della stessa maggioranza. Io
ritengo che si debba parlare anche di comuni, di lavoratori
forestali, di ESA, di marineria e di altri problemi importanti
come anche quello dei precari.
E' curioso che la responsabilità di questo stallo sia tutta
della maggioranza, che non è stata disponibile ad accettare la
proposta avanzata in Commissione dall'opposizione di condividere
due o tre emendamenti presentati dal Governo, compreso quello
sulla marineria siciliana. Infatti, la maggioranza ha bloccato
quel percorso possibile richiedendo la pregiudiziale
sull'assestamento tecnico, dopo che la stessa Commissione, con un
colpo di mano, presenti tre o quattro deputati della maggioranza,
aveva approvato l'articolato lasciando che rimanesse soltanto la
votazione finale, bloccando sostanzialmente il percorso
regolamentare e la possibilità di presentare emendamenti.
Noi, ancora una volta, abbiamo fatto i conti con l'etica della
responsabilità, ritenendo che su questioni così importanti era
opportuno trovare un'intesa, proponendola quindi formalmente,
rendendoci anche conto che possono esserci possibili speculazioni
di ordine politico.
Si deve affrontare la questione di come questa maggioranza
vuole realmente configurarsi in questo inizio di legislatura,
delle difficoltà che sta incontrando nel raccordarsi con il
Governo, dell'atteggiamento che vuole assumere per essere
realmente maggioranza.
Poco fa, ascoltando un giornale radio, riflettevo che
l'argomento più importante è diventato quello in cui ci si
domanda se la maggioranza è divisa, se la maggioranza ha più tesi
a Roma sulla finanziaria. Ma cosa dovremmo dire noi qui, in
Sicilia, in questo Parlamento? Cosa dovremmo dire di questa
maggioranza, a partire da come ha affrontato il DPEF e tutta la
materia degli strumenti contabili fino ad arrivare alla
finanziaria?
Noi abbiamo scelto di non accettare strumentalizzazioni,
speculazioni, demagogie, dicendo di trattare gli argomenti per
come è giusto, senza illusioni.
C'è un vecchio modo di intendere le cose che è possibile fare,
ma che non si riescono a fare perché questo Governo ha poche idee
e confuse. E mi riferisco al fatto che ancora una volta daremo
alla marineria siciliana l'assegno di accompagnamento sociale.
In quest'Aula, molti di noi si sono impegnati per fare una
buona legge, e la legge n. 32 del 2000, con tutto ciò che
comporterà ora per quel che concerne il periodo 2007-2013 dei
fondi strutturali, è comunque una legge buona.
L'Assessore Bennati ci ha invitato ieri ad essere più attenti,
ad impegnarci rispetto alla possibilità di sbloccare la vicenda
che riguarda il cosiddetto fermo biologico.
Onorevole Assessore, vorrei chiederle di fare i conti anche con
quello che non è stato fatto nei cinque anni precedenti, ed anche
se lei non ricopriva questa carica in quel periodo, era comunque
un autorevole rappresentante di quella maggioranza e aveva
incarichi particolarmente delicati. Comprenderà che ciò che sto
dicendo non vuole strumentalizzare la materia, ma le pongo
comunque un problema.
Tutto quanto previsto dalla legge n. 32/2000 per il settore
della pesca, ad eccezione del cosiddetto fermo biologico, tante
volte oggetto di discussione fra i piani di recupero, è stato
totalmente disapplicato.Tutto ciò che è accaduto (rapporti con
Bruxelles, interventi da parte dell'Unione europea, mancata
negoziazione, ritiri di piani già presentati) rispetto
all'impianto di quella legge, tranne questo tipo di intervento
che per me continua ad essere un pannicello caldo', non ci trova
contrari ma favorevoli; però non possiamo non sottolineare il
fatto che quella legge, per quanto concerne lo sviluppo del
settore della pesca, per quanto concerne l'organizzazione
complessiva, anche a livello di uffici periferici, di interventi
e di ricerca, è stata totalmente disapplicata. Nei cinque anni
precedenti non siete riusciti, tranne che per qualche articolo, a
mettere su una serie di interventi che è sicuramente possibile
predisporre per puntare allo sviluppo della pesca siciliana.
Tralasciando i discorsi che riguardano gli armatori, perché
ricordo che la flotta mazarese non è seconda a nessuna in Italia,
e non solo in Italia, ai nostri marittimi stiamo dando ancora una
volta il segnale di una vecchia logica, in buona parte ovunque
superata, e cioè che la Regione interviene unicamente con
l'assegno di accompagnamento, senza investire, senza attuare una
buona legge, senza dare prospettive, non dico di indicare
obiettivi ambiziosi ma di mettere in campo quello che è possibile
fare rispetto alle risorse dell'Unione europea e rispetto alle
risorse che questo Governo cos' come il precedente avrebbero
dovuto necessariamente appostare per la pesca siciliana.
La soluzione non è quella di dare nuovamente l'assegno di
accompagnamento sociale, anzi direi che questa é poca cosa, ed é
impossibile pensare che voi vogliate andare avanti così
Vorrei capire come realmente questo Governo intende affrontare
i nodi centrali che riguardano l'economia della nostra Regione.
Abbiamo visto i guasti provocati dal modo in cui ha operato il
Governo precedente; e mi riferisco all'eredità lasciata dal punto
di vista finanziario e al modo col quale ha affrontato la
questione chiave dei settori produttivi, compresa la pesca.
Vorrei sapere quali interventi specifici propone il Governo e
in che modo intende operare anche per quanto concerne la
questione della legge numero 32. Quali rapporti reali vuole
mettere in campo con Bruxelles, negoziando anche a livelli più
elevati rispetto ai livelli di negoziazione che abbiamo
registrato in questi mesi e in questi anni?
Non possiamo consentire che si determini il convincimento di un
clima nel quale ci sono i salvatori della patria', coloro che
prestano soccorso ad un settore in crisi, perché o su questi
argomenti si fa un dibattito serio, su cui ognuno di noi ha molto
da proporre, o si vuol fare prevalere la vecchia logica di dare
il solito segnale che potrebbe essere definito solo
assistenziale, senza invece entrare nel cuore della questione,
con interventi strutturali seri e con investimenti in quel
settore.
Signor Presidente, concludo dicendo che obiettivamente il clima
che si sta determinando in queste ore impone un'ulteriore
riflessione da parte dell'opposizione che, secondo me, é stata
troppo generosa. Ha fatto prevalere l'etica della responsabilità,
rispetto alla considerazione di un'armata Brancaleone' che non
riesce a tirar fuori un impianto presentabile su cui impegnarsi,
perché obiettivamente non c'é occasione in cui non li vediamo
allo sbando, e questo deve farci preoccupare - non voglio
esagerare - per le sorti della Sicilia.
Se volete continuare così, pensando di scaricare responsabilità
su di noi, avete sbagliato strada. Finora abbiamo fatto di tutto
per venire incontro alle esigenze e per discutere delle questioni
reali. Se ci costringerete, domani, faremo quell'opposizione
sorda e cieca che state facendo voi a livello nazionale.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire il
dibattito sulla discussione generale, dopo opportuni raccordi con
il Presidente dell'Assemblea, desidero dare comunicazione
all'Aula riguardo alle risultanze della riunione informale della
Cnferenza dei Capigruppo che si è svolta stamattina presso
l'Ufficio del Presidente dell'Assemblea.
In detta riunione informale è stato concordato un percorso dei
lavori che adesso riassumo.
Si va avanti con la discussione generale sulla variazioni di
bilancio senza procedere al passaggio all'esame degli articoli;
contemporaneamente, il Governo si é impegnato a presentare un
disegno di legge recante norme per provvedimenti urgenti che
dovrebbero contenere il testo delle norme già sollecitate ieri
nel corso del dibattito ed altre norme che hanno carattere di
urgenza. La seduta verrebbe, quindi, sospesa subito dopo la
discussione generale e riaperta per permettere di inserire un
disegno di legge già esitato dalla V Commissione legislativa
permanente che riguarda la proroga per i catalogatori.
Si incardinerebbe, quindi, la discussione generale su detto
provvedimento andando avanti fino alla relativa approvazione e si
rinvierebbe la discussione sull'assestamento e sul nuovo disegno
di legge del Governo alla prossima settimana.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
intervenire sull'ordine dei lavori e lei mi ha anticipato perché
non è di poco conto conoscere l'iter dei lavori più o meno
concordato fra i capigruppo, i quali, peraltro, non hanno avuto
il tempo di parlarne con i rispettivi deputati. Ed è importante
anche per l'atteggiamento da assumere nel corso della discussione
generale, perché codesta Presidenza ha deciso ieri che gli
eventuali emendamenti al disegno di legge numero 393/A andavano
presentati entro i termini in cui si fosse dipanata la
discussione generale; pertanto, conoscere quale accordo ci fosse
era molto importante per dare adito poi alla eventuale
presentazione degli emendamenti.
Dopo aver dunque derogato al Regolamento in ordine alla
presentazione di due emendamenti che riguardavano i comuni e i
forestali e dopo che si è discusso in ordine alle più varie
procedure, adesso apprendiamo che sull'argomento tale forzatura -
che essendo stata unanime non dovrebbe essere definita forzatura
- è stata vanificata, cioè abbiamo derogato al Regolamento
invano, in nome di un'urgenza che definirei elastica: si presenta
o non si presenta, compare o non compare secondo le modulazioni
degli accordi interni alla maggioranza, perché l'elastico è molto
estendibile e quando ci sono difficoltà si restringe al
millimetro, ma quando non ci sono difficoltà interne c'è il
numero e si va avanti spediti. Non è che le urgenze legate ai
comuni, per esempio, compaiono e scompaiono secondo le esigenze
della maggioranza di turno, sono esigenze obiettive, né qui
faccio polemica su uscite certe o entrate incerte, perché questo
appartiene ad altra dimensione, dico soltanto che le urgenze in
nome delle quali si è derogato in commissione Bilancio non
possono improvvisamente scomparire perché probabilmente una parte
della maggioranza non si fida di un'altra parte della
maggioranza, perché gli enti locali stanno scoppiando
Onorevole Assessore - mi rivolgo soprattutto a lei che li
rappresenta - abbiamo derogato al Regolamento perché c'era
un'urgenza immediata e adesso questa urgenza non c'è più e
rinviamo alla prossima settimana e poi a quella successiva fino a
quando non si trova un accordo all'interno della maggioranza, o
anche con le esigenze dell'opposizione, per carità, perché, se
formulate nella maniera proceduralmente legittima, sono anch'esse
legittime.
Onorevoli colleghi, in questo momento,noi abbiamo solo il
dovere di votare l'assestamento tecnico, così come è stato
presentato, con la deroga riguardante i due argomenti urgenti, e
rinviare tutto il resto alla presentazione del disegno di legge
di variazione di bilancio la prossima settimana.
CRISTALDI. La deroga al Regolamento ve la siete inventata voi
ORTISI. Onorevole Cristalli, la voglio informare che non è
come dice lei. Se mi consente le presento - e penso che ogni
deputato ha la facoltà e la possibilità di farlo - esigenze che
ho formulato peraltro col mio capogruppo in sede di presentazione
ufficiale di un emendamento, non di procedimenti di ordine
politico ma di obbligatorietà, ancora più obbliganti del fermo
biologico.
Quindi, non trattiamo qui la qualità dell'obbligatorietà,
trattiamo un'emergenza che c'era, che tutti abbiamo riconosciuto
tale e che potremmo completare oggi stesso, senza togliere al
Governo la possibilità di presentare, per la prossima settimana,
un disegno di legge di variazione di bilancio sul quale
promettiamo un atteggiamento di avallo in ordine alla discussione
ed una promessa di chiudere durante la settimana, altrimenti
finirà che non riusciamo a capirci tra noi e questo danneggia
l'azione di governo, per primo, ma danneggia, in generale, i
rapporti tra i parlamentari.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono allibito
dalle comunicazioni che sono state fatte oggi in Aula.
Pensavo alle dichiarazioni rese dal Presidente Miccichè
all'inizio di questa legislatura, quando diceva che l'Aula non
può essere mortificata e che il Governo avrebbe dovuto adeguarsi
a quelle che erano anche le dignità di un Parlamento regionale.
Ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo: quindici giorni
fa il Presidente Cuffaro annunciò e rimproverò la Commissione
Bilancio per non avere portato in Commissione gli emendamenti per
gli enti locali che non prendono la terza trimestralità da ben
tre mesi e sono veramente al collasso.
La situazione è gravissima e se qualche sindaco dice che può
fronteggiare l'emergenza, la stragrande maggioranza dei comuni
siciliani - lo posso affermare con certezza e lo dimostreremo in
questi giorni - non può più andare avanti.
Ai comuni che ne fanno parte, e sono un pezzo dello Stato, sono
state praticamente gravate competenze che erano di materia
regionale; i comuni hanno dovuto affrontare in questi giorni
anche l'aumento contrattuale dei dipendenti che arriva al sette
per cento, alcuni non hanno potuto pagare gli stipendi, altri non
hanno pagato le assicurazioni, altri ancora non possono nemmeno
erogare il servizio dei trasporti e sono in condizione di
disastro totale e noi qui dobbiamo garantire gli emendamenti di
un Gruppo o di un'altro e pensiamo di rinviare tutto alla
prossima settimana in modo da discutere contemporaneamente il
nuovo disegno di legge di variazioni di bilancio proposto dal
Governo, e quello su cui vi era stata una pronuncia ferma da
parte del Governo attraverso il Presidente della Regione.
Personalmente, signor Presidente, sono allibito Qui ci sono
l'Assessore per la famiglia e l'Assessore per il bilancio e le
finanze e mi sarei aspettato che questa mattina avessero portato
avanti la richiesta che ho inoltrato ieri all'Assessore Lo Porto
di integrare il fondo di 214 milioni di euro per gli enti locali.
Infatti, con la legge numero 19/2003, sono stati tolti agli enti
locali circa 50 milioni di euro per darli ai fondi di rotazione
per gli ATO e, quindi, alle ditte private; dall'altra parte sono
stati dati 20 milioni di euro per la premialità della
stabilizzazione.
Ebbene, io vi dico che nessun comune oggi potrà rispettare
nemmeno i sei mesi di stabilizzazione che il Governo aveva
annunciato a gran voce prima delle elezioni.
Rivolgo, pertanto, un appello al Presidente, al Governo e a
tutti i colleghi parlamentari dicendo che non è possibile giocare
con le sorti delle istituzioni, dei comuni e della stragrande
maggioranza dei cittadini siciliani, non è possibile condividere
altri emendamenti che possono essere giustificati ma non possono
essere accomunati ad un'esigenza indifferibile degli enti locali;
sarebbe una grave miopia che porterebbe a vedere questa Assemblea
come il Parlamento dove tutto è possibile e niente si fa.
La verità è che noi da quattro mesi stiamo aspettando che vi
sia l'accordo di maggioranza o che il Governo presenti disegni di
legge; siamo qui a bivaccare di giorno in giorno senza sapere che
cosa produciamo. Nella passata legislatura c'è stato un deputato
che, a proprie spese, fece scrivere su un giornale che si
vergognava perché l'Assemblea non aveva prodotto niente; ebbene,
oggi siamo scesi ancora più in basso rispetto alla passata
legislatura.
Non possiamo far finta che la Sicilia può andare avanti senza
che l'Assemblea regionale abbia un sussulto di dignità per dire
che non è possibile danneggiare ulteriormente i comuni.
Se rinviamo alla settimana prossima questo provvedimento,
passeranno altri due mesi perché lo stesso diventi operativo ed i
comuni possano ottenere i trasferimenti delle somme. E' una cosa
veramente indegna e faccio un ulteriore appello ai deputati di
tutti i Gruppi parlamentari affinché si riveda la questione
Non è possibile, attraverso un incontro informale sulla pelle
di tutti i deputati, perché non vi è la lealtà fra i diversi
gruppi, che si possano ancora postergare azioni che sono
indifferibili ed urgenti. Diversamente inizieremo delle proteste
che porteremo avanti in tutte le forme, perché questo Parlamento,
per avere dignità, deve superare gli egoismi personali dei
singoli deputati e portare avanti quei provvedimenti che sono
veramente indifferibili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ammatuna. Ne ha
facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che oggi
stiamo scrivendo una delle pagine più tristi di questa Assemblea
regionale, senza per questo scomodare il Titolo V della
Costituzione - che tutti abbiamo letto e conosciamo bene - che
mette sullo stesso piano tutte le istituzioni, Stato, Regione,
Provincia e Comune, ognuno per le proprie competenze. Con questo
rinvio noi dimostriamo di violare il Titolo V della Costituzione,
e non solo per gli errori che sono stati compiuti nel passato dal
Governo nazionale e regionale.
Lo scorso anno il Governo di centrodestra non ha potuto erogare
per intero la terza rata ai comuni con meno di cinquanta mila
abitanti, erogandone soltanto un trenta per cento perché le somme
non erano state impegnate e quindi nell'apposito capitolo di
bilancio non c'era la competenza. Fortunatamente oggi - proprio
qualche giorno fa - il Governo di centrosinistra ha posto rimedio
a tutto ciò, per cui ai comuni verrà erogata quella somma che
doveva essere già stata erogata.
Anche il Governo di centrodestra del Governatore Cuffaro ha
cercato di fare lo stesso, ha cercato di coprire i trasferimenti
ai comuni con delle somme immaginarie, con le somme del famoso
articolo 37 dello Statuto che prevedeva entrate che tutti
sapevano che non potevano esserci. E invece di porre rimedio a
questa ingiustizia, si continua ancora una volta a calpestare la
dignità dei comuni; e voglio precisare che i comuni non sono una
categoria.
Non vorrei che ritornassimo di nuovo alle corporazioni perché,
continuando su questa strada, corriamo il rischio di rompere un
equilibrio istituzionale e potrebbero attenderci giorni tristi in
Sicilia.
Non so cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni nei comuni
dell'Isola nei quali ai dipendenti non viene pagato lo stipendio.
E mi viene da ridere - o forse da piangere - quando si attacca il
Governo Prodi dicendo che vuole ridurre le somme ai comuni. E
cosa dovremmo fare allora in Sicilia, considerato che a fine anno
non è stata erogata nemmeno la terza rata ai comuni? E' stato
erogato soltanto il 50 per cento e si continua a rinviare il
problema mettendo sullo stesso livello comuni, istituzioni e
categorie
Cari colleghi, questo è un fatto gravissimo ed io invito l'Aula
ad un ripensamento per fare in modo che almeno venga approvato
ciò che era stato stabilito già due mesi fa, cioè un po' di
giustizia ai comuni ed ai lavoratori forestali.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
lavori di oggi, così come lei ha opportunamente annunciato,
debbano svolgersi secondo un programma ed un calendario dei
lavori che riprendano le indicazioni che, per certi versi, erano
state date all'unanimità dalla Commissione Bilancio quando si era
stabilito di approvare una sorta di assestamento tecnico che
conteneva gli emendamenti per i comuni e per i forestali, e non
credo che sia cosa strana poter limitare la discussione generale,
così come è stato fatto per tante altre iniziative legislative, e
poi, per come si è impegnato il Governo, attendere al massimo la
prossima settimana per l'esame del provvedimento che, mi permetto
di dire, non ha carattere di variazioni di bilancio ma di una
sorta di provvedimenti urgenti, di necessità, di emergenze, che
vanno dalle retribuzioni dei dipendenti dell'ESA, alla questione
delle Terme di Sciacca e di Acireale, all'AST, insomma
abrogazione di norme che sono state adottate tempo fa.
Su questo credo ci sia stata - anche se informalmente - una
Conferenza dei Capigruppo, una sorta di intesa di carattere
generale, che è stata raggiunta in maniera molto pacata e
costruttiva. Pertanto, se anche la procedura che stiamo seguendo
certamente non è molto consona, non credo che ci siano fatti
veramente ostativi per non passare all'esame dell'articolato.
Come Presidente del Gruppo parlamentare del Movimento per
l'Autonomia concordo con questo percorso, nella convinzione - e
mi riferisco al Governo, ed in particolar modo all'Assessore per
il Bilancio - di poter concludere nel più breve tempo possibile,
votando anche oggi stesso in Giunta questo provvedimento per
trasmetterlo alle Commissioni competenti entro martedì ed
esaminarlo mercoledì in Commissione Bilancio e giovedì in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, circa un mese
fa feci osservare come la mia unica preoccupazione era che, a
distanza di un mese, avremmo dovuto prendere atto che questo
Parlamento non produce nulla. E non produce nulla nemmeno
rispetto alle premesse che, ambiziosamente, pone quando riunisce
le Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari immaginando
percorsi e itinerari di alto livello, perché alta è l'emergenza e
alta dovrebbe essere la risposta.
Invece, procediamo per episodi, con colpi di scena, con disegni
di legge che si ritengono necessari nel momento in cui si inceppa
il meccanismo, con un Governo che non riesce a gestire le
operazioni di assestamento del bilancio, come avrebbe dovuto
fare.
Ci sono stati colleghi della maggioranza che hanno evidenziato
- io ho letto i resoconti stenografici, qualche passaggio sfugge
quando si è in Aula - con una serie di rilievi critici la
contraddizione di un Governo che non riesce a proporsi con un
profilo progettuale che è quello scaturito dalle elezioni.
Questo Governo ha un suo programma, col quale ha vinto le
elezioni e con il quale ha il dovere di andare avanti, più che
farci perder tempo con ordini del giorno che determinano
divisioni interne. Avremmo immaginato un percorso legislativo
chiaro in cui il Governo, con una maggioranza schiacciante,
facesse le sue verifiche e andasse avanti ed in cui l'opposizione
avesse trovato, in queste primo scorcio di legislatura, il modo
di fare politica. Invece, l'opposizione indugia in atteggiamenti
che io non gradisco molto - e mi rivolgo ai tre Capigruppo
dell'opposizione - perché non mi pare che ci sia una strategia
unitaria, anche nella predisposizione degli atteggiamenti di
contrapposizione ad una linea del Governo. E questo, a mio
avviso, non ci aiuta, perché se avessimo una linea chiara,
compatta, visibile e fruibile potremmo argomentare contro la
maggioranza, ma quando la linea dell'avversario abilmente si
sposta, noi ci destabilizziamo, siamo in difficoltà perché non
riusciamo ad individuare l'obiettivo delle nostre proposte e
controproposte.
Questo Governo non si fa trovare, è un bersaglio mobile, e non
so se l'opposizione gode di questa condizione, perché alla fine,
se il bersaglio non c'è o è mobile, l'opposizione trova il modo
di convergere su fatti specifici.
Fin dall'inizio abbiamo visto che il nostro Regolamento è stato
calpestato; ho visto oppositori feroci che hanno piazzato le loro
operazioni e non nascondono l'evidenza, cioè che gli accordi non
sono stati fatti con logica di opposizione ma attraverso accordi
diretti col Presidente dell'Assemblea.
E ci troviamo, quindi, con una maggioranza che non è compatta,
con un Governo che non ci consente di apprezzare il suo profilo
progettuale e strategico e con un'opposizione che, in questa
grande confusione, tratta i fatti specifici con persone
specifiche, e noi spesso non ne comprendiamo la filosofia.
Ci è stato comunicato che a breve sarà presentato un disegno di
legge specifico sul fermo biologico, sull'ESA, sui trattoristi,
sull'AST e sulle Terme di Sciacca.
Io non ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo, ma mi
concorderò con il mio Presidente perché vorrei proporre una serie
di altri argomenti da inserire. Dato che si procede con il
codismo tipico di chi deve dare risposte alla piazza che preme,
bisogna dire che in Sicilia ci sono tante altre emergenze, e non
comprendo perché questo disegno di legge debba riguardare
soltanto queste poche materie, sulle quali comunque concordiamo.
Non capisco per quale motivo la vicenda degli enti locali - e
concordo con i colleghi dell'opposizione che sono intervenuti -
debba essere accantonata o rinviata vista la straordinaria
urgenza che noi abbiamo di garantire la copertura finanziaria e,
comunque, la continuità nei flussi finanziari agli enti locali,
che sono in trincea a gestire il difficile rapporto con le
comunità.
Quindi, la cosa ideale sarebbe stata fare l'assestamento, con
due emendamenti importanti, e dopo prevedere specifiche
variazioni di bilancio all'interno delle quali, eventualmente,
inserire percorsi e specificità che ritenevamo o avremmo ritenuto
di dovere apprezzare sul piano legislativo.
Manifesto la mia preoccupazione in vista della sessione di
bilancio, e credo che questo Parlamento alla fine si ritroverà
con una piccola leggina codista che, pur rispondendo a esigenze
che condividiamo, quali il fermo biologico, l'ESA, l'AST, le
Terme di Sciacca, ne tralascia molte altre. Ci sono, come diceva
l'onorevole Cintola, i precari, ci sono una serie di altre cose
che riguardano la trincea della vita, la quotidianità, i bisogni
di questa gente di Sicilia che meriterebbe un Governo diverso, e
che così non trova risposta.
Ci sono le problematiche che riguardano l'ambiente, la salute,
l'acqua, l'aria che respiriamo, i rifiuti. Pur essendo stati
presentati diversi disegni di legge tendenti ad affrontare
l'emergenza dei rifiuti in Sicilia, nessun provvedimento è stato
preso. Ci sono Consigli comunali in cui c'è una situazione pre-
rivoluzionaria, con tasse di rifiuti che si sono triplicate, e
noi qui giochiamo mentre la gente soffre e non sa cosa fare per
arrivare a fine mese E ci facciamo gli accordi, gli accordini ,
i trasversalismi equivoci su questioni personali
Mi appello a questo Parlamento, perché quel fondo a cui mi sono
riferito in un mio intervento di un mese fa è già stato toccato,
ma ce n'è ancora un altro, e la Sicilia non può consentirsi
ancora di sprofondare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cristaldi. Ne ha
facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da qualche
anno ho scoperto una virtù straordinaria che è la faziosità.
Prima mi arrabbiavo quando vedevo un soggetto che mi sembrava
fazioso, ma da qualche tempo ho scoperto che essere faziosi è,
qualche volta, sintomo di intelligenza, perché la faziosità
costringe il fazioso a dover difendere ad ogni costo la propria
posizione e non è sempre facile, è come sostenere una bugia
perfetta. Di faziosi ce ne sono tanti all'interno di questa
Assemblea, qualche volta lo sono anch'io, ma non nascondo la mia
faziosità, la esprimo in Aula e posso ripetere le stesse
affermazioni in qualunque piazza d'Italia.
Io ho grande rispetto per la funzione del Presidente
dell'Assemblea - sarei uno stupido se non ricordassi che lo
pretendevo anch'io quando ero modesto Presidente di questo
Parlamento - ma mi chiedo se questa comunicazione che il
Presidente Miccichè le ha affidato, signor Presidente, è
un'invenzione del Presidente Miccichè oppure è il frutto di un
ragionamento.
Lei ha detto che si è trattato di un incontro informale tra i
Capigruppo, ma se è stato comunicato in Aula, questo incontro
vuol dire che c'è stato, e se c'è stato vuol dire che è stato
raggiunto un accordo tra i Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non mi risulta che ci sia stato un solo Presidente di Gruppo che,
avendo partecipato alla riunione informale, non abbia condiviso
ciò che è stato comunicato in Aula.
Pertanto, non comprendo le ragioni per le quali deputati
appartenenti a diversi schieramenti politici, in Aula,
contestino le decisioni adottate nell'ufficio del Presidente
Micciché, cercando anche di rivoltare la questione come se ciò
che è stato concordato ...
LACCOTO. Concordato da chi?
CRISTALDI. Anche dal suo Presidente di Gruppo, onorevole
Laccoto. E qui, ci sarebbe da aprire anche un'altra questione,
quella dell'autorevolezza di chi rappresenta il Parlamento, e mi
riferisco proprio ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, che non
danno conto ai deputati appartenenti al proprio Gruppo delle
decisioni assunte, anche in via informale, per cui la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari diventa una sede per
chiacchierare, e poi chiunque viene in Aula ed esprime la propria
opinione.
E' pur vero che ogni singolo deputato ha il diritto
costituzionale di esprimere la propria posizione, ma se saltano
le regole c'è da porsi qualche interrogativo.
Dunque, c'è stata una decisione adottata dal Presidente
dell'Assemblea, ratificata se volete in maniera informale, ma da
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari e coloro che vengono
fuori da questo meccanismo sanno bene di non poter dare tutte le
responsabilità alla maggioranza, perché una maggioranza c'è - pur
con tutti i problemi che abbiamo dentro - ma bisogna vedere se
c'è una opposizione vera, leale e concreta in questo Parlamento o
se, invece, non vi sia una sorte di salotto buono nel quale
alcuni sono ammessi ed altri no.
Io non so se lei, onorevole Laccoto, è ammesso in questo
salotto buono, ma se è intervenuto sostenendo le cose che ha
detto presumo di no; sarebbe interessante fare una piccola
indagine, anche all'interno del suo Gruppo parlamentare, per
capire chi è il delegato a partecipare per conto suo al salotto
buono .
Questa vicenda va posta anche su un'altra questione.
Il presidente Ortisi, verso il quale ho anche un affetto
personale, ha sostenuto qui alcune tesi e, onestamente, ha detto
che è stata concessa una deroga all'interno di uno strumento
meramente tecnico per inserire una norma sostanziale che riguarda
i comuni ed anche i forestali.
Ma da chi è stata concessa questa deroga?
Non mi risulta che il Regolamento preveda percorsi che
consentano deroghe, non c'è una autorità che possa concedere
alcuna deroga, nemmeno l'unanimità del Parlamento può farlo.
Possiamo far finta che non esista il Regolamento e, poiché siamo
tutti d'accordo, non essendoci il ricorrente, viene data una
deroga, ma non c'è un procedimento di concessione della deroga
perché se così dovesse essere, allora è stato commesso un reato,
un reato politico naturalmente.
La vicenda del riposo biologico, quella sì, obbligatoriamente,
andrebbe inserita all'interno di questo provvedimento, perché non
ci sono altre sedi in cui potrebbe entrare, ma questo
provvedimento non ha consentito all'unico emendamento che aveva
il diritto di passare, ed ha consentito invece di inserire in
deroga norme sostanziali; nessuno ci può far niente, perché siamo
parlamentari, ma in qualunque Consiglio comunale ci sarebbero
stati seri problemi anche dal punto di vista giudiziario.
Signor Presidente, non comprendo la ragione di questo scandalo,
in cui maggioranza e opposizione, con i loro Capigruppo, hanno
deciso un percorso che ha visto la disponibilità della
maggioranza, non quella dell'opposizione. E questo lo dico ben
sapendo di sostenere tesi che, anche sul piano personale, possono
essere in qualche maniera interessanti per me, essendo anch'io
sindaco di un comune che ha problemi e difficoltà come tutti i
sindaci dei comuni siciliani.
Però, che cosa significa trasferire il riposo biologico
all'interno di un provvedimento calderone denominato
provvedimento urgente ? Non c'è dubbio che noi non dobbiamo
entrare nel merito della questione del riposo biologico, perché è
già disciplinato dalla legge regionale n. 32 del 2000 e dai
successivi decreti che sono stati fatti, uno dall'assessore Lo
Monte e un altro dall'assessore Beninati, che ha di fatto
interpretato ciò che è già previsto nella norma esistente,
orientandolo in modo tale che occorre soltanto impinguare il
capitolo. E per fare questo è necessaria una variazione di
bilancio, non una legge sostanziale. E se è la variazione di
bilancio, perché la Presidenza - lo dico con grande rispetto - ha
giudicato ammissibili i provvedimenti riguardanti i forestali e i
comuni e non si è imposta, invece, per quanto riguarda il riposo
biologico, che non può trovare altra allocazione? Per fare quello
che si sarebbe concordato, bisognerà concedere un'altra deroga.
Ma io mi posso prestare a cose di questa natura. Sono disposto
ad essere allievo in questa Assemblea anche per i prossimi cento
anni - a Dio piacendo e l'elettore consentendo - ma posso essere
insultato anche da questo punto di vista in ogni passaggio, per
un meschino gioco interno, di maggioranza o di opposizione poco
conta?
Che senso ha sostenere in quest'Aula che il riposo biologico si
deve fare - l'onorevole Oddo ci ha fatto una lezione approfondita
- quando ci sono le regole, le direttive dell'Unione europea, le
leggi della Repubblica, le leggi della Regione. Non possiamo qui
fare dichiarazioni tanto per farle.
Sono convinto che esistono due sedi: una è la sede della
propaganda e lei, onorevole Oddo, ha il pieno diritto di farla;
altra è la sede tecnica, parlamentare, istituzionale della quale
molto modestamente faccio parte anch'io oltre che lei, dove
discutere le cose che dobbiamo fare. Mi vuole convincere della
miseria, della disperazione della gente, delle povere famiglie
che non ce la fanno più? Io sono maestro con la parola, devo le
mie modeste fortune elettorali ad un microfono; si figuri se mi
posso spaventare di misurarmi su questi temi e su questi
argomenti.
Signor Presidente, con tutto il rispetto e le mie scuse per
avere alterato il tono della mia voce in alcuni passaggi, la
maggioranza è d'accordo a consentire che si trovi un binario
privilegiato per ciò che non potrebbe entrare ed entra grazie
alla disponibilità della maggioranza.
Se questo percorso non viene ostacolato e quello che è stato
concordato è quello che si farà, noi siamo disponibili. Se invece
dovesse, non soltanto non farsi ciò che obbligatoriamente si
doveva fare, ma addirittura si impone di non fare ciò che era
necessario per fare ciò che non si poteva fare, su questo non
siamo d'accordo.
La decisione della Presidenza è già stata presa, noi ne
prendiamo atto, siamo pronti a concordare anche con la minoranza
le cose da farsi, ma con un'ultima considerazione.
Apprendo da alcuni interventi dell'opposizione, che c'è un
tentativo di stabilire un accordo, forse anche strategico, per
decidere il da farsi. In altri tempi si sarebbero chiamate
diversamente le cose, non sempre in maniera illegittima.
C'è stato un tempo in cui il glorioso Partito comunista ha
governato in Sicilia senza essere al Governo. L'illustre
Presidente Michelangelo Russo, recentemente scomparso, fu uno
degli operatori di questo tipo di politica e, come Presidente
della Commissione Bilancio, seppe orchestrare una cosa che però
venne alla luce del sole, non si nascose. Perché nascondere le
cose?
Se vogliamo aprire un dibattito politico siamo pronti, ma
intanto ci siamo fermati a subire positivamente una cosa che è
stata decisa da una Conferenza dei Capigruppo, formale o
informale non importa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la discussione generale si è
conclusa con l'intervento dell'onorevole Cristaldi. Tuttavia,
molti deputati mi chiedono di intervenire, ma possono farlo
soltanto sulle comunicazioni del Presidente circa l'esito della
riunione informale tenutasi con i Capigruppo.
Chiedo ai parlamentari di intervenire brevemente per far sì che
i lavori d'Aula possano procedere in modo spedito, visto che
abbiamo da inserire un nuovo disegno di legge all'ordine del
giorno e l'impegno assunto dalla Conferenza dei Capigruppo è
stato quello di esaminare quel testo nella giornata odierna.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
il Presidente Miccichè, dopo aver fatto un accordo informale con
i Capigruppo, oggi non sia presente in Aula; e siccome la parola
informale' non depone bene, vorrei fare un richiamo al
Regolamento.
Le decisioni assunte informalmente non possono non dare ragione
all'onorevole Cristaldi, il quale ha sottolineato, in modo
inequivocabile quale è il ruolo del Governo, quale quello della
Commissione, quale quello dell'Assemblea e quale quello del
Regolamento, che è al di sopra di tutti.
E ci sono anche altri interventi che si sono esplicitati nei
termini più svariati e che ho apprezzato, per esempio quello
dell'onorevole Ortisi. Però non è possibile far ricadere le colpe
sul Parlamento o sulla Commissione Bilancio, dal Presidente
all'ultimo dei deputati, se i Comuni avranno difficoltà
economiche, se non ci saranno soldi per i forestali o per il
fermo biologico. E prima di tutti mi rivolgo all'Assessore
competente che, nell'accettare l'emendamento tecnico della
parifica della Corte dei Conti del bilancio, non lo ha inserito
come era suo dovere fare, visto che l'esigenza non é nata dopo.
Signor Presidente, la Commissione Bilancio ha cercato di andare
incontro ad esigenze conclamate, quali quelle dei comuni, dei
forestali e - perché no - quella del fermo biologico, che é stata
pure annunziata, e sulla quale non c'é stata una unanime
valutazione.
Vorrei far rilevare l'atteggiamento serio e coerente
dell'onorevole Fleres - assente in questa seduta perché in
missione - che in Commissione Bilancio aveva richiesto la
pregiudiziale affinché si facessero soltanto le variazioni
tecniche, senza aggiungere altro; e dopo quindici giorni, siamo
arrivati esattamente a questa conclusione.
Io sono ossequioso di quello che, anche informalmente, i
Capigruppo hanno deciso stamattina, però non posso condividere il
fatto che in Commissione Bilancio abbiamo soltanto perso del
tempo per poi sentirmi dire in Aula, fuori verbale, che la
Commissione è composta da persone poco raccomandabili.
In realtà, oggi si sta maturando esattamente quanto discusso ed
apprezzato con unanime votazione in Commissione, ma questo
giudizio, onorevole Cristaldi, non può comunque superare la
volontà dell'Assemblea anche se ha dato un'indicazione che il
Governo ha recepito ed accettato - forse per la gravità dei
problemi che pure ci sono - con i due importanti emendamenti che
ha presentato ma rilanciando poi in Aula, perché ne voleva
presentare altri.
Però so anche che questo stesso Governo, ieri sera, aveva
deciso di accettare le indicazioni della Commissione e presentare
poi un ulteriore disegno di legge. Non capisco perché,
considerato che quello era un emendamento tecnico, non poteva
aggiungersi in Aula e chiudere la vicenda del tecnico per
trattare subito dopo i provvedimenti, pure importanti e
necessari, che riguardano i trattoristi, le terme di Sciacca ed
altri ancora. Così, entro martedì, non si potrà fare né quello
tecnico né quello politico, perché il Governo dovrebbe presentare
un disegno di legge ad hoc, il Presidente dell'Assemblea dovrebbe
inviarlo alle Commissioni di merito e dopo alla Commissione
Bilancio e, travalicando ulteriormente il Regolamento, dovrebbe
giungere in Aula martedì prossimo.
Se dovessimo pensare che non stiamo ritardando ulteriormente
fatti cogenti, importanti, di emergenza strategica e massima,
sarebbe stato più semplice riconvocare la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e stabilire che l'assestamento
oltre che tecnico é anche politico, presentando a quello stesso
disegno di legge gli emendamenti ritenuti opportuni per dare il
risultato vero e reale.
Non faccio l'appello contro il Governo, dico però che deve
essere più attento. Con il Regolamento non si può scherzare
perché è l'unica vera carta che ogni singolo deputato, i Gruppi
parlamentari e l'intera Assemblea hanno a loro favore affinché la
legge sia uguale per tutti.
E aggiungo che mi sento mortificato dal punto di vista del
rapporto morale che c'è tra il deputato ed i suoi elettori e tra
i deputati e l'Aula, pensando che dopo cinque mesi non abbiamo
ancora fatto nulla e continuiamo a parlare per il piacere di
parlare senza comprendere che la stampa è stata fin qui molto
cauta, e non ci vergogniamo del fatto che non siamo a
Roccacannuccia' bensì nel Parlamento della Regione siciliana e
ci sono maggioranze che non sono maggioranze ed opposizioni che
diventano maggioranza. Sono molto dispiaciuto del fatto che il
Presidente dell'Assemblea non si sia curato questa mattina di
presenziare i lavori dato che proprio lui è il responsabile degli
incontri informali che non hanno avuto alcuna valutazione
positiva da parte dell'Assemblea.
Concludo dicendo che non intendo più intervenire perché nella
pastoia, nella melma non deve entrare la Commissione Bilancio
bensì chi non ha capito che governare la Regione non è cosa da
dilettanti ma di gente che deve sacrificarsi realisticamente
assicurando la propria presenza anche in Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avrei dovuto riaprire la
discussione generale perché sulle variazioni di bilancio era già
stata chiusa. Tuttavia, mi rendo conto che dopo l'intervento
dell'onorevole Cristaldi c'è una esigenza da parte dei
parlamentari di dover intervenire; invito però i Gruppi
parlamentari a raccordarsi per limitare gli interventi ad un
singolo deputato per ragioni legate al buon senso ed alla buona
attività del Parlamento.
ORTISI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, intervengo per un richiamo al
Regolamento, quindi a prescindere dall'appello che lei ha appena
fatto appellandosi al buon senso di riduzione del numero degli
interventi.
Il mondo della riflessione ha trovato uno spartiacque non in
Socrate, ma nei sofisti. Quindi, se definisco il mio carissimo
presidente Cristaldi sofista', non gli rivolgo un insulto ma al
contrario, per le mie modeste convinzioni, gli rivolgo un elogio.
Lei ricorda - e poi lo confessa anche - che il microfono è la
sua arte. Allora microfoni non ce n'erano, però lei ha fatto un
intervento sofistico, nel senso migliore, perché lo statuto
dell'opposizione, in quanto tale, non necessita della coesione e
della coerenza che lei ci rimprovera; è lo statuto della
maggioranza che necessita di coesione e coerenza, quindi questo
discorso per cui lei vorrebbe ribaltare un avvenimento che ci ha
visti protagonisti in Commissione Bilancio, in cui deputati della
maggioranza e non della minoranza hanno impedito alla questione
del fermo biologico di rientrare nella deroga al Regolamento,
lascia il tempo che trova.
Quanto al richiamo che lei fa in ordine alla possibilità di
deroga, che non sarebbe possibile neppure con l'unanimità dei
consensi, mi permetto di ricordare a lei, che mi è stato maestro,
che l'articolo 117, comma 2 del Regolamento prevede che anche in
sede di votazione finale di un disegno di legge già votato
nell'articolato all'unanimità si può ritornare indietro in ordine
a provvedimenti presi; fra l'altro è già avvenuto e se non avessi
problemi di tempo vi ricorderei quando.
Mi dispiace che lei accusa l'opposizione di non esistere perché
io penso fisicamente di esistere e di essere opposizione, ma di
non aver bisogno dello statuto o della coerenza complessiva,
perché gli oppositori possono essere di destra e di sinistra, non
devono stare insieme per forza; il problema è vostro ed un dramma
che viviamo tutti - come lei stesso ha denunziato qui - perché
noi abbiamo bisogno di una maggioranza con la quale confrontarci,
di una ipotesi di lavoro, in senso marxiano, con cui
confrontarci, magari condividendo anche certi provvedimenti, come
per esempio quello sul fermo biologico.
Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione della
Presidenza sull'articolo 121 del Regolamento che prevede, finita
la discussione generale, che si passi all'articolato mediante la
volontà dell'Aula, espressa per alzata e seduta (comma 1) e che,
ove tale passaggio non fosse consentito dall'Aula, il disegno di
legge s'intende bocciato (comma 2).
Per cui, chi volesse perpetrare l'accordo della maggioranza si
prenda la responsabilità di far mancare il numero legale in Aula.
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
Parlamento stia subendo una condizione di difficoltà legata al
fatto che tutta questa vicenda è il teatro dell'assurdo' in cui
tutti siamo contro tutti.
Il teatro dell'assurdo nasce dal fatto che il Governo, in
maniera impropria, ha scelto, in corso d'opera, una procedura che
ha visto, invece, la necessità di attrezzarsi rispetto alla
richiesta della procedura stessa.
Vorrei ricordare che il Presidente della Regione, in
quest'Aula, ha lanciato una sfida annunciando che non ci
sarebbero state variazioni di bilancio e che si sarebbe andati
avanti fino a fine anno con una finanziaria di rigore, di
sviluppo. Insomma, la sceneggiata continua
In corso d'opera ci è stato proposto l'assestamento tecnico
che, si è scoperto, aveva bisogno di modifiche chiamate appunto
variazioni di bilancio.
Abbiamo chiesto di conoscere per tempo quali erano le emergenze
reali, di discuterle in Commissione, ma si è detto di approvare
prima l'assestamento di bilancio per poi scoprire che c'erano
anche altri emendamenti. Allora, è stato suggerito di presentare
un disegno di legge di variazioni, insomma oggi siamo in una
condizione che ha veramente superato il limite della
sopportabilità per cui si fanno accordi, patti, trasversalismi,
consociativismi, si fa riferimento a cose che sono veramente
assurde.
Ci è stato chiesto, qualora il Governo si appronti a varare un
disegno di legge con le norme oggetto delle emergenze che ha la
Sicilia, di consentire che l'approvazione di questo disegno di
legge coincida, in qualche modo, con il disegno di legge di
assestamento.
Il fatto che il Governo non senta l'urgenza di approvare la
norma di assestamento è un problema del Governo non
dell'opposizione. Se il disegno di legge di assestamento sarà
approvato martedì o venerdì è un problema del Governo e non si
può caricare all'opposizione.
Rassereniamoci tutti E lo dico perché qui ci vuole anche
qualcuno che diriga politicamente questo Parlamento, ci vuole un
ruolo attivo del Governo per non determinare una condizione di
Qimpazzimento' nella quale rischiamo di naufragare tutti.
Ho chiesto di intervenire proprio per riportare la dimensione
delle cose, nessun patto, nessun accordo, nessuna sostanziale
norma introdotta dalle opposizioni, non c'è nulla di tutto
questo. Il Governo ha detto che ci sono delle emergenze, da tempo
chiedevamo che queste emergenze venissero inserite all'interno di
un disegno di legge, perché così si fa; il Governo ha finalmente
intenzione di presentare questo disegno di legge, pertanto
aspettiamo e approviamo le variazioni quando sarà possibile
approvarle.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'impostazione che ha dato l'onorevole Cracolici e confermo che
non c'è nessun accordo e l'opposizione non ha fatto nessuna
proposta.
Su una cosa però il collega Cracolici ha sbagliato, quando dice
che il Governo non si preoccupa di approvare l'assestamento
tecnico; si dovrebbe preoccupare, invece, perché noi da mesi
diciamo che è necessario fare le variazioni di bilancio per
rispondere alle attese di tanti cittadini senza mettere contro
istituzioni e categorie, senza fare una guerra tra i poveri,
perché i soldi per gli operatori ecologici sono essenziali come
lo sono quelli per gli enti locali. Non è vero che gli operatori
ecologici non hanno nessun rapporto con i comuni perché svolgono
un servizio estremamente importante per la nostra comunità.
Sia ieri sera che stamattina avevo già detto che bisognava
approvare il disegno di legge così come esitato dalla Commissione
Bilancio, ma non perché quel disegno di legge fosse corretto - su
questo ha ragione l'onorevole Cristalli - ma perché non si
potevano inserire in una norma sostanziale gli emendamenti che
riguardano i forestali e gli enti locali.
In Commissione Bilancio c'è stato un accordo unanime e noi
l'abbiamo rispettato perché l'invito è venuto dal Presidente
dell'Assemblea, anche se lui avrebbe potuto non accettare questi
due emendamenti, pur se se approvati dalla Commissione Bilancio.
Il Presidente Miccichè li ha accettati perché, trattandosi di
due problemi oggettivamente condivisi da tutti, c'èra l'unanimità
dei consensi, ed a quel punto noi siamo stati d'accordo
nell'approvare l'assestamento di bilancio così come esitato dalla
Commissione.
Stamattina mi è stato detto che non si potevano approvare prima
i provvedimenti riguardanti gli enti locali ed i forestali perché
si dovevano legare ad altri quattro problemi urgenti ed
indifferibili che io, nel merito, condivido perché si tratta di
questioni che non rispondono ad una logica clientelare ma a leggi
approvate da questa Assemblea e che l'Assemblea deve garantire ed
onorare, in primo luogo il fermo biologico ma anche gli stipendi
per i dipendenti delle Terme di Sciacca e di Acireale o gli
stipendi per i trattoristi dell'ESA. Abbiamo accettato questo
impegno perché ci è stato detto che, siccome non c'era fiducia
sul fatto che il provvedimento sulle emergenze poteva essere
approvato, allora si sarebbe seguito un iter contestuale, e
questa poteva essere l'unica occasione per dare una risposta agli
enti locali.
Nessuno ci può dire che noi non vogliamo dare subito i soldi
agli enti locali considerato che la terza trimestralità è scaduta
a settembre e non abbiamo certezze sulle risorse finanziarie
della quarta perché devono essere inserite nella finanziaria, e
attualmente mancano 70 milioni di euro a seguito di una serie di
impegni che sono stati assunti.
Se volete che dico chiaramente come stanno le cose, allora, se
vogliamo applicare in maniera rigorosa e rigida il Regolamento, i
sessanta milioni di euro per gli enti locali non si possono
prelevare dal fondo di riserva, nemmeno se si tratta di spese
obbligatorie ed indifferibili.
Allora, non ci sono strumentalizzazioni e speculazioni, o si
arriva ad una votazione che ci consenta di dare risposte a
determinate categorie senza fare un elenco di priorità, oppure
noi faremo la nostra parte di opposizione e la maggioranza si
assumerà le proprie responsabilità, che in questo caso la
investono pienamente; non c'è complicità né acquiescenza, ci è
stato detto che l'unico modo per potere rispondere alle attese
dei comuni era quello di legare i due provvedimenti che,
ribadisco, abbiamo accettato sul piano degli interessi generali e
non sul piano di una battaglia di bottega che riguarda qualcuno.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, essendo già intervenuti due
deputati del suo Gruppo, la inviterei a rinunciare
all'intervento.
LACCOTO. Signor Presidente, non posso rinunciare perché sono
stato chiamato in causa. Pertanto, chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, se rinunciassi ad intervenire,
avallerei la tesi dell'onorevole Cristaldi secondo cui non farei
parte del salotto buono .
Certo i tempi sono cambiati, onorevole Cristaldi, e lei forse è
rimasto ai tempi di allora. Tante cose sono cambiate ed ho
l'impressione che anche lei non si trovi nel salotto buono ,
tant'è che siamo stati costretti, oggi, a rinviare tutto per
tentare di recuperare un provvedimento che le sta a cuore.
Come detto anche da qualche esponente della maggioranza,
l'opposizione non può essere chiamata in causa. La Commissione
Bilancio aveva preso accordi ben precisi su quei provvedimenti ed
oggi ci troviamo a rimettere tutto in discussione: domani
rimetteremo in discussione quello che oggi siamo decidendo.
Per quanto riguarda il problema degli enti locali, le somme
erano praticamente già state approntate in bilancio come
accantonamento negativo, quindi forse quello era l'unico
provvedimento che poteva essere apprezzato, non nelle variazioni
di bilancio ma nell'assestamento tecnico.
Penso che qui ognuno debba dare un contributo per cercare di
dare dignità a questo Parlamento. Il problema che non vi sia
lealtà - così è stato detto -, che non vi sia fiducia fra i
diversi Gruppi della maggioranza e quindi si decide di rinviare
tutto non è dignitoso per il ruolo di questo Parlamento.
Apprezzo anche le personalità, ma ricordiamoci che in questo
Parlamento ogni deputato ha pari dignità rispetto agli altri ed
ogni deputato saprà far valere la propria dignità in ogni momento
ed in ogni occasione.
Pertanto, concordo con l'onorevole Ortisi e chiedo formalmente
che il provvedimento venga posto in votazione perché questo
prevede il Regolamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito
che si sta dipanando stamattina in Aula, per certi versi è un
dibattito irreale, surreale, tanto è vero che ci trastulliamo da
stamattina parlando solo per il gusto di parlare. Una commedia
degli equivoci che ha tenuto fuori dalla sua trama gli argomenti
importanti per dare spazio ai discorsi inutili.
E' una commedia degli equivoci innanzitutto perché in
Commissione Bilancio non c'è stata solo un'intesa affinché
determinati argomenti potessero rientrare, attraverso una
scorciatoia, nel disegno di legge in esame.
In Commissione il Governo ha portato anche altri due o tre
provvedimenti, che quindi non sono comparsi in Aula, e su questi
- ecco la commedia degli equivoci' - si riconosce l'urgenza di
approvarli, tanto che, addirittura, da tutte le parti si invoca
il Governo affinché riunisca d'urgenza una Giunta per inserirli
in una leggina alla quale dare una corsia preferenziale per
portarla in Aula ed approvarla giovedì prossimo.
Ritengo che si potevano inserire benissimo, al pari degli altri
due emendamenti, all'internon del disegno di legge in esame, ma
questo percorso non è stato possibile.
E qual è lo scandalo?
La Conferenza informale dei capigruppo ha stabilito una corsia
preferenziale per questo disegno di legge ed il Governo ha già
convocato la Giunta per le ore 14.30 per discutere di questi
quattro provvedimenti condivisi sia dalla maggioranza che
dall'opposizione ed arrivare giovedì prossimo in Aula con
l'approvazione di tutte e due le norme, l'assestamento di
bilancio, che oggi si sospende, e questa leggina che comprende i
provvedimenti urgenti.
Certo, sarebbe stato più logico, seguire l'altra strada, ma
spesso tutto ciò che si vuole non è possibile, non è legato
all'optimum.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
esprimere una mia preoccupazione rispetto all'andamento della
discussione di questa mattina in Aula e cioè che, in qualche
misura, il dibattito su una soluzione tecnica rispetto a problemi
che riguardano alcune emergenze da affrontare e che l'Assemblea
regionale ha il dovere di risolvere, alla fine nasconda una
grande questione politica che ormai da mesi è incombente sulle
istituzioni regionali.
Onorevoli colleghi, il punto è questo: c'è una crisi politica
del Governo Cuffaro e della maggioranza che lo sostiene; il punto
è che il presidenzialismo dell'onorevole Cuffaro, il tentativo di
costruire una visione presidenzialista per le istituzioni
regionali è fallito scontrandosi sul terreno istituzionale con le
prerogative di questo Parlamento ma, ad ogni buon conto, non c'è
una maggioranza adeguata per essere attuato.
Allora, mi permetto di dire, signor Presidente dell'Assemblea,
che ci sarebbe bisogno di una sessione di dibattiti dedicata ai
rapporti tra il Governo e l'Assemblea, alla difesa delle
prerogative di questo Parlamento. e le chiedo formalmente di
invitare il Presidente Cuffaro a venire in Aula, altrimenti ci
troveremmo veramente in una condizione di assurdità Qualcuno
richiamava Beckett, noi stiamo aspettando Godot', attendiamo
Cuffaro, attendiamo che il Governo venga qui a riferire sulla
capacità della maggioranza di esprimere effettivi valori di
governabilità.
Mi permetto di ricordare una questione, cari colleghi della
maggioranza e rappresentanti del Governo: in 60 anni di Statuto
autonomistico non era mai accaduto che la condizione di
desertificazione sociale arrivasse a questo punto: il 31 per
cento delle famiglie siciliane si trova al di sotto della soglia
di povertà E' una condizione inaudita
Invece di continuare a discutere inutilmente e fare
bizantinismi - qualcuno parlava di sofismi - è tempo che ci si
occupi di questioni concrete che riguardano i destini e le sorti
del popolo siciliano.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con l'intervento dell'onorevole
Ballistreri si è conclusa la discussione generale e, così come
concordato stamattina, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 8
novembre 2006, alle ore 13.35, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Speziale
I - Comunicazioni
II - Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d, e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 125 Iniziative urgenti per scongiurare ritardi
nell'avvio dei corsi di formazione professionale
nell'anno formativo 2006-2007 .
BASILE - DI MAURO
LOMBARDO - MANISCALCO
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Proroga dei contratti di catalogazione dei beni culturali
- POR Sicilia 2000-2006 (395/A)
2) - Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006 (n.
377/A) (Seguito)
3) - Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico (n. 393/A)
(Seguito)
IV - Votazione finale del disegno di legge:
Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2005 (n. 355/A).
La seduta è tolta alle ore 13.31.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Ignazio La Lumia