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Resoconto d'Aula della Seduta n. 24 di mercoledì 08 novembre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Speziale


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  numero 22 del 7 novembre 2006.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  avvertendo
  che riprenderà alle ore 11.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.41, è ripresa alle ore 11.40)

  La seduta è ripresa.

   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  numero 23 del 7 novembre 2006.
   Non  sorgendo  osservazioni,  i processi  verbali  delle  sedute
  numeri 22 e 23, posti separatamente in votazione, sono approvati.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Leontini è in congedo  per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in data  7  novembre  2006  è  stato
  presentato dall'onorevole Caputo il seguente disegno di legge:

   -   Istituzione  della Consulta delle elette  e  nominate  della
  Regione siciliana  (n. 433)

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   ZAGO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  città  di Gela (CL) è una delle città a più alto rischio  di
  presenza criminale e mafiosa;

   nella  città si sta risvegliando un sentimento di rifiuto dovuto
  anche al fatto che il lavoro della magistratura e delle forze  di
  polizia ha prodotto positivi risultati negli ultimi anni;

   come  tutti  sanno,  è  stata sempre denunciata  l'insufficiente
  presenza  di forze dell'ordine in città, sia dalle organizzazioni
  antiracket che dall'amministrazione comunale e dal sindaco  della
  città, ma anche dalle stesse forze dell'ordine;

   considerato che la città di Gela è stata dotata di una  stazione
  di polizia di frontiera già dal 1988;
   ritenuto che:

   il  posto  di polizia di frontiera è l'unico esistente in  tutto
  il litorale compreso tra Trapani e Siracusa;

   il  capo  della  polizia,  dott.  Di  Gennaro,  ha  recentemente
  assunto  un  provvedimento con il quale ha  accorpato  presso  il
  commissariato  di pubblica sicurezza di Gela il  personale  della
  polizia ferroviaria e della polizia di frontiera;

   quel  provvedimento,  mosso dall'idea di una  razionalizzazione,
  tuttavia non ha corrisposto alla richiesta di un incremento della
  presenza  delle  forze  dell'ordine a Gela con  trasferimenti  da
  altri  siti,  ma  ha semplicemente rimodulato e  riassegnato  con
  funzioni  e  compiti differenziati, il personale di  polizia  già
  presente a Gela;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno intervenire presso il Ministro  degli
  Interni  al  fine di richiedere una presenza di forze dell'ordine
  aggiuntiva a quella preesistente nella città;

   se  non  ritenga  un  errore quello di 'cancellare',  alla  luce
  anche  dei  recenti  avvenimenti, l'unico  posto  di  polizia  di
  frontiera esistente nella Sicilia sud orientale» (705)

                                                           SPEZIALE

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   lo  scorso  mese di agosto un incendio ha devastato il  versante
  sud-est  di  monte Erice (TP), distruggendo il modesto patrimonio
  boschivo  che  negli  anni scorsi era sopravvissuto  ai  numerosi
  incendi che hanno interessato il monte medesimo;

   a  causa  dei  numerosi  roghi  che in  particolare  nell'ultimo
  decennio hanno attraversato Monte Erice, si è venuta a creare una
  situazione  di  reale rischio idrogeologico soprattutto  per  gli
  abitanti il comune pedemontano di Valderice;

   è   sicuramente   necessario   un  approfondimento   di   natura
  scientifica  per  individuare  gli  interventi  indispensabili  a
  tranquillizzare i cittadini di Valderice;

   per sapere:

   se  non  ritenga  utile  disporre uno studio  della  particolare
  situazione  in  relazione  al  rischio  idrogeologico  citato  in
  premessa;

   se   non  valuti  indispensabile  intervenire  in  tempi  rapidi
  considerato che a tutt'oggi non è stato disposto alcun intervento
  e la stagione delle piogge incombe sempre di più» (706)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               ODDO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  mozione presentata.

   ZAGO, segretario:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che,  dall'anno  scolastico  2000/2001  è  entrato  in
  vigore  l'obbligo di frequenza di attività formative  fino  a  18
  anni.  La  legge  nazionale n. 53 del  2003  (legge  Moratti)  ha
  ridefinito  ed  ampliato l'obbligo formativo insieme  all'obbligo
  scolastico,  introducendo  il  concetto  di  diritto/dovere  alla
  istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o,  comunque,
  sino  al conseguimento di una qualifica o di un diploma entro  il
  diciottesimo anno di età.
   Ciò  comporta  l'affermazione di un pluralismo  formativo  entro
  cui   operano   più  soggetti  aventi  pari  dignità   pedagogica
  (Istituzioni scolastiche ed Enti di formazione accreditati  dalla
  Regione),  ciascuno, mediante un diverso percorso,  in  grado  di
  assolvere all'essenziale funzione educativa dei giovani tra i  14
  ed i 18 anni;

   considerato   che,   la   scelta  di   assolvere   al   suddetto
  diritto/dovere   attraverso   il   percorso   della    formazione
  professionale, alternativo e concorrente - si è detto - a  quello
  scolastico, implica la responsabile azione di codesto  autorevole
  Assessorato,  accreditati gli enti, di voler predisporre  l'avvio
  dei corsi di formazione;

   rilevato  che,  ad  oggi, ad esclusione della pubblicazione  del
  decreto assessoriale n. 2101 dell'11 settembre 2006 contenente  i
  progetti  ammissibili  al finanziamento,  nessuna  iniziativa  di
  codesto autorevole Assessorato sembrerebbe preludere l'avvio  dei
  corsi,  paventandosi, pertanto, quanto avvenuto lo scorso anno  e
  cioè  lo slittamento a novembre, ed in taluni casi addirittura  a
  febbraio  -  marzo,  dell'inizio della formazione  professionale.
  Inutile   dire   che  tale  deprecabile  circostanza,   oltre   a
  disattendere  lo  spirito  della  norma  istitutiva  dell'obbligo
  formativo,  che - ribadisco - pone su uno stesso piano istruzione
  e  formazione, produce l'effetto ancor più grave di  favorire  il
  fenomeno della dispersione scolastica. Sotto questo aspetto giova
  ricordare   a  quali  effetti  collaterali  conduce  una   simile
  irresponsabile inerzia amministrativa: l'assoluta inattività  dei
  giovani  in  età  formativa a contatto con la  delinquenza  delle
  nostre  strade  genera  l'esatto  contrario  di  quella  funzione
  pedagogica verso cui si dovrebbe tendere

   constato inoltre che numerose altre regioni d'Italia -  forse  è
  il  caso  di dire, più attente agli aspetti evidenziati  in  tale
  premessa, ed anche più ossequiose del dettato normativo - sia nel
  precedente  come  nell'anno in corso  hanno  avviato  i  percorsi
  formativi   entro  la  metà  del  mese  di  settembre  (Piemonte,
  Lombardia, Lazio, Veneto e Liguria),

                 impegna il Presidente della Regione
                             e per esso
          l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
             la formazione professionale e l'emigrazione

   ad  adottare ogni urgente ed indifferibile iniziativa nel  segno
  dell'avvio  dell'anno formativo 2006/2007 e, in tal senso  ed  in
  considerazione della gravità conseguente ai ritardi relativi alla
  formazione per i minori enunciata in premessa, se non sia il caso
  di   scorporare  la  formazione  iniziale  da  quella   continua,
  finanziandola con apposito capitolo di bilancio». (125)

                                                  BASILE - DI MAURO
                                              LOMBARDO - MANISCALCO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  la  mozione  testé  annunziate   sarà
  iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.
   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

   CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  sull'ordine dei lavori per chiedere alla  Presidenza
  di riferire all'Aula cosa è stato stabilito in sede di Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari visto che  dalla  stampa
  potrei  apprenderlo  soltanto domani  mattina.  Queste  decisione
  assunte  in  via  privata,  come  si  fa  tra  amici,  non   sono
  ammissibili in questo Parlamento, almeno in mia presenza. Invito,
  pertanto,  la  Presidenza  a comunicare  all'Aula  l'esito  della
  Conferenza dei capigruppo in modo tale che i Gruppi parlamentari,
  ed anche i singoli deputati, possano organizzarsi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cristaldi, adesso mi  raccorderò  con  il
  Presidente Miccichè, ma non mi pare che si sia svolta una formale
  riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
  Ci sono stati contatti, come spesso avviene, tra i rappresentanti
  dei  Gruppi  parlamentari  ed  anche  a  me  risulta  che  si   è
  determinato  un orientamento, che verrà comunicato a  conclusione
  della  discussione  generale sul disegno di legge,  ma  nulla  di
  formale.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente, a  mio  avviso  l'andamento  dei
  lavori dipende dall'orientamento che si è determinato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cristaldi, ribadisco  che  l'Aula  verrà
  informata prima della chiusura della discussione generale.

   Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle
   Foreste demaniali della Regione siciliana per
   l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico

   Presidenza del vicepresidente Speziale


    Seguito della discussione del disegno di legge «Variazioni al
   bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda delle Foreste
                demaniali della Regione siciliana per
       l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico» (393/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  «Variazioni al bilancio della  Regione  e  al
  bilancio  dell'Azienda  delle  Foreste  demaniali  della  Regione
  siciliana  per  l'anno  finanziario 2006.  Assestamento  tecnico»
  (393/A)  posto  al  numero 1) del secondo punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che ognuno
  di  noi  ha  avuto modo di riferire, da questo podio, il  proprio
  impegno  nel  corso  della discussione sull'assestamento  tecnico
  svolta in Commissione Bilancio.
   Ho  avvertito alcuni tentativi di strumentalizzare quello che  è
  accaduto ma può darsi anche che abbia compreso male. Non  è  solo
  per  stare  al  gioco delle parti, ma ritengo che,  per  maggiore
  chiarezza,  bisogna  riepilogare e fare il punto  su  come  si  è
  sviluppata  la  discussione, su quali erano le posizioni  assunte
  dalla   maggioranza  e  dall'opposizione,  perché  è  questa   la
  democrazia.
   L'opposizione,  in un momento molto delicato  dei  lavori  della
  Commissione, ha proposto una via d'uscita, comprendendo bene  che
  sia  la  maggioranza  che  il  Governo  non  volevano  affrontare
  realmente  il  problema, constatando così che  la  maggioranza  è
  divisa, attraversata da serie fibrillazioni che, secondo  la  mia
  valutazione,  non  hanno a che vedere con la materia  che  stiamo
  trattando  in  Aula. C'è una maggioranza che pensa  ad  altro,  a
  nuovi  scenari,  a  nuovi posizionamenti, che pensa  a  farsi  la
  guerra  all'interno,  e  non mi pare  che  pensi  alla  marineria
  siciliana.

   CRISTALDI. Ma se siete contrari.

   ODDO.  No,  non  siamo  contrari,  onorevoli  Cristaldi.  E  tra
  l'altro,  nel suo intervento, non mi pare che lei abbia sollevato
  argomenti  seri,  piuttosto pensava a giocare l'ennesima  partita
  per  tentare  di  far  pesare il ruolo e la funzione  che  alcuni
  ritengono  di  avere  all'interno della  stessa  maggioranza.  Io
  ritengo  che  si  debba  parlare anche di comuni,  di  lavoratori
  forestali,  di  ESA, di marineria e di altri problemi  importanti
  come anche quello dei precari.
   E'  curioso  che  la responsabilità di questo stallo  sia  tutta
  della  maggioranza, che non è stata disponibile ad  accettare  la
  proposta  avanzata in Commissione dall'opposizione di condividere
  due  o  tre  emendamenti presentati dal Governo, compreso  quello
  sulla  marineria siciliana. Infatti, la maggioranza  ha  bloccato
  quel    percorso    possibile   richiedendo   la    pregiudiziale
  sull'assestamento tecnico, dopo che la stessa Commissione, con un
  colpo di mano, presenti tre o quattro deputati della maggioranza,
  aveva approvato l'articolato lasciando che rimanesse soltanto  la
  votazione   finale,   bloccando   sostanzialmente   il   percorso
  regolamentare e la possibilità di presentare emendamenti.
   Noi,  ancora una volta, abbiamo fatto i conti con l'etica  della
  responsabilità,  ritenendo che su questioni così  importanti  era
  opportuno  trovare  un'intesa, proponendola  quindi  formalmente,
  rendendoci anche conto che possono esserci possibili speculazioni
  di ordine politico.
   Si  deve  affrontare  la  questione di come  questa  maggioranza
  vuole  realmente  configurarsi in questo inizio  di  legislatura,
  delle  difficoltà  che  sta incontrando nel  raccordarsi  con  il
  Governo,   dell'atteggiamento  che  vuole  assumere  per   essere
  realmente maggioranza.
   Poco   fa,   ascoltando  un  giornale  radio,   riflettevo   che
  l'argomento  più  importante è diventato  quello  in  cui  ci  si
  domanda se la maggioranza è divisa, se la maggioranza ha più tesi
  a  Roma  sulla  finanziaria. Ma cosa dovremmo dire  noi  qui,  in
  Sicilia,  in  questo  Parlamento? Cosa dovremmo  dire  di  questa
  maggioranza, a partire da come ha affrontato il DPEF e  tutta  la
  materia   degli   strumenti  contabili  fino  ad  arrivare   alla
  finanziaria?
   Noi   abbiamo   scelto  di  non  accettare  strumentalizzazioni,
  speculazioni,  demagogie, dicendo di trattare gli  argomenti  per
  come è giusto, senza illusioni.
   C'è  un vecchio modo di intendere le cose che è possibile  fare,
  ma che non si riescono a fare perché questo Governo ha poche idee
  e  confuse.  E mi riferisco al fatto che ancora una volta  daremo
  alla marineria siciliana l'assegno di accompagnamento sociale.
   In  quest'Aula,  molti  di noi si sono impegnati  per  fare  una
  buona  legge,  e  la  legge n. 32 del 2000,  con  tutto  ciò  che
  comporterà  ora  per quel che concerne il periodo  2007-2013  dei
  fondi strutturali, è comunque una legge buona.
   L'Assessore  Bennati ci ha invitato ieri ad essere più  attenti,
  ad  impegnarci rispetto alla possibilità di sbloccare la  vicenda
  che riguarda il cosiddetto fermo biologico.
   Onorevole Assessore, vorrei chiederle di fare i conti anche  con
  quello che non è stato fatto nei cinque anni precedenti, ed anche
  se  lei non ricopriva questa carica in quel periodo, era comunque
  un  autorevole  rappresentante  di  quella  maggioranza  e  aveva
  incarichi particolarmente delicati. Comprenderà che ciò  che  sto
  dicendo  non  vuole  strumentalizzare la  materia,  ma  le  pongo
  comunque un problema.
   Tutto  quanto  previsto dalla legge n. 32/2000  per  il  settore
  della  pesca, ad eccezione del cosiddetto fermo biologico,  tante
  volte  oggetto  di discussione fra i piani di recupero,  è  stato
  totalmente  disapplicato.Tutto ciò che è accaduto  (rapporti  con
  Bruxelles,  interventi  da  parte  dell'Unione  europea,  mancata
  negoziazione,   ritiri   di   piani  già   presentati)   rispetto
  all'impianto  di quella legge, tranne questo tipo  di  intervento
  che per me continua ad essere un  pannicello caldo', non ci trova
  contrari  ma  favorevoli; però non possiamo non  sottolineare  il
  fatto  che  quella  legge, per quanto concerne  lo  sviluppo  del
  settore   della   pesca,  per  quanto  concerne  l'organizzazione
  complessiva, anche a livello di uffici periferici, di  interventi
  e  di  ricerca, è stata totalmente disapplicata. Nei cinque  anni
  precedenti non siete riusciti, tranne che per qualche articolo, a
  mettere  su  una serie di interventi che è sicuramente  possibile
  predisporre per puntare allo sviluppo della pesca siciliana.
   Tralasciando  i  discorsi che riguardano  gli  armatori,  perché
  ricordo che la flotta mazarese non è seconda a nessuna in Italia,
  e non solo in Italia, ai nostri marittimi stiamo dando ancora una
  volta  il  segnale di una vecchia logica, in buona parte  ovunque
  superata,  e  cioè  che  la  Regione  interviene  unicamente  con
  l'assegno di accompagnamento, senza investire, senza attuare  una
  buona  legge,  senza  dare  prospettive,  non  dico  di  indicare
  obiettivi ambiziosi ma di mettere in campo quello che è possibile
  fare  rispetto  alle risorse dell'Unione europea e rispetto  alle
  risorse  che  questo  Governo cos' come il  precedente  avrebbero
  dovuto necessariamente appostare per la pesca siciliana.
   La  soluzione  non  è  quella di dare  nuovamente  l'assegno  di
  accompagnamento sociale, anzi direi che questa é poca cosa, ed  é
  impossibile pensare che voi vogliate andare avanti così
   Vorrei  capire come realmente questo Governo intende  affrontare
  i  nodi  centrali che riguardano l'economia della nostra Regione.
  Abbiamo  visto i guasti provocati dal modo in cui ha  operato  il
  Governo precedente; e mi riferisco all'eredità lasciata dal punto
  di  vista  finanziario  e  al modo col  quale  ha  affrontato  la
  questione chiave dei settori produttivi, compresa la pesca.
   Vorrei  sapere quali interventi specifici propone il  Governo  e
  in  che  modo  intende  operare  anche  per  quanto  concerne  la
  questione  della  legge  numero 32. Quali  rapporti  reali  vuole
  mettere  in  campo con Bruxelles, negoziando anche a livelli  più
  elevati   rispetto  ai  livelli  di  negoziazione   che   abbiamo
  registrato in questi mesi e in questi anni?
   Non possiamo consentire che si determini il convincimento di  un
  clima  nel  quale ci sono  i salvatori della patria', coloro  che
  prestano  soccorso  ad un settore in crisi, perché  o  su  questi
  argomenti si fa un dibattito serio, su cui ognuno di noi ha molto
  da  proporre, o si vuol fare prevalere la vecchia logica di  dare
  il   solito   segnale   che   potrebbe   essere   definito   solo
  assistenziale,  senza invece entrare nel cuore  della  questione,
  con  interventi  strutturali  seri e  con  investimenti  in  quel
  settore.
   Signor Presidente, concludo dicendo che obiettivamente il  clima
  che  si  sta  determinando  in  queste  ore  impone  un'ulteriore
  riflessione  da parte dell'opposizione che, secondo me,  é  stata
  troppo generosa. Ha fatto prevalere l'etica della responsabilità,
  rispetto alla considerazione di  un'armata Brancaleone'  che  non
  riesce  a tirar fuori un impianto presentabile su cui impegnarsi,
  perché  obiettivamente non c'é occasione in cui  non  li  vediamo
  allo  sbando,  e  questo  deve farci  preoccupare  -  non  voglio
  esagerare - per le sorti della Sicilia.
   Se  volete continuare così, pensando di scaricare responsabilità
  su  di noi, avete sbagliato strada. Finora abbiamo fatto di tutto
  per venire incontro alle esigenze e per discutere delle questioni
  reali.  Se  ci  costringerete, domani,  faremo  quell'opposizione
  sorda e cieca che state facendo voi a livello nazionale.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima   di   proseguire   il
  dibattito sulla discussione generale, dopo opportuni raccordi con
  il   Presidente   dell'Assemblea,  desidero  dare   comunicazione
  all'Aula riguardo alle risultanze della riunione informale  della
  Cnferenza  dei  Capigruppo  che si  è  svolta  stamattina  presso
  l'Ufficio del Presidente dell'Assemblea.
   In  detta riunione informale è stato concordato un percorso  dei
  lavori che adesso riassumo.
   Si  va  avanti  con la discussione generale sulla variazioni  di
  bilancio  senza procedere al passaggio all'esame degli  articoli;
  contemporaneamente,  il Governo si é impegnato  a  presentare  un
  disegno  di  legge  recante norme per provvedimenti  urgenti  che
  dovrebbero  contenere il testo delle norme già  sollecitate  ieri
  nel  corso  del dibattito ed altre norme che hanno  carattere  di
  urgenza.  La  seduta  verrebbe, quindi, sospesa  subito  dopo  la
  discussione  generale e riaperta per permettere  di  inserire  un
  disegno  di  legge  già  esitato dalla V Commissione  legislativa
  permanente che riguarda la proroga per i catalogatori.
   Si  incardinerebbe,  quindi, la discussione  generale  su  detto
  provvedimento andando avanti fino alla relativa approvazione e si
  rinvierebbe la discussione sull'assestamento e sul nuovo  disegno
  di legge del Governo alla prossima settimana.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto  di
  intervenire sull'ordine dei lavori e lei mi ha anticipato  perché
  non  è  di  poco  conto conoscere l'iter dei lavori  più  o  meno
  concordato  fra i capigruppo, i quali, peraltro, non hanno  avuto
  il  tempo  di parlarne con i rispettivi deputati. Ed è importante
  anche per l'atteggiamento da assumere nel corso della discussione
  generale,  perché  codesta Presidenza  ha  deciso  ieri  che  gli
  eventuali  emendamenti al disegno di legge numero 393/A  andavano
  presentati   entro  i  termini  in  cui  si  fosse  dipanata   la
  discussione generale; pertanto, conoscere quale accordo ci  fosse
  era   molto   importante  per  dare  adito  poi  alla   eventuale
  presentazione degli emendamenti.
   Dopo   aver  dunque  derogato  al  Regolamento  in  ordine  alla
  presentazione di due emendamenti che riguardavano i  comuni  e  i
  forestali  e  dopo  che si è discusso in ordine  alle  più  varie
  procedure, adesso apprendiamo che sull'argomento tale forzatura -
  che  essendo stata unanime non dovrebbe essere definita forzatura
  -  è  stata  vanificata,  cioè abbiamo  derogato  al  Regolamento
  invano, in nome di un'urgenza che definirei elastica: si presenta
  o  non  si presenta, compare o non compare secondo le modulazioni
  degli accordi interni alla maggioranza, perché l'elastico è molto
  estendibile   e  quando  ci  sono  difficoltà  si  restringe   al
  millimetro,  ma  quando  non ci sono difficoltà  interne  c'è  il
  numero  e  si va avanti spediti. Non è che le urgenze  legate  ai
  comuni,  per esempio, compaiono e scompaiono secondo le  esigenze
  della  maggioranza  di  turno, sono esigenze  obiettive,  né  qui
  faccio  polemica su uscite certe o entrate incerte, perché questo
  appartiene  ad altra dimensione, dico soltanto che le urgenze  in
  nome  delle  quali  si  è  derogato in commissione  Bilancio  non
  possono improvvisamente scomparire perché probabilmente una parte
  della   maggioranza   non  si  fida  di  un'altra   parte   della
  maggioranza, perché gli enti locali stanno scoppiando
   Onorevole  Assessore  -  mi rivolgo soprattutto  a  lei  che  li
  rappresenta  -  abbiamo  derogato  al  Regolamento  perché  c'era
  un'urgenza  immediata  e adesso questa  urgenza  non  c'è  più  e
  rinviamo alla prossima settimana e poi a quella successiva fino a
  quando  non si trova un accordo all'interno della maggioranza,  o
  anche  con  le esigenze dell'opposizione, per carità, perché,  se
  formulate nella maniera proceduralmente legittima, sono anch'esse
  legittime.
   Onorevoli  colleghi,  in  questo  momento,noi  abbiamo  solo  il
  dovere  di  votare  l'assestamento tecnico,  così  come  è  stato
  presentato, con la deroga riguardante i due argomenti urgenti,  e
  rinviare  tutto il resto alla presentazione del disegno di  legge
  di variazione di bilancio la prossima settimana.

   CRISTALDI. La deroga al Regolamento ve la siete inventata voi

   ORTISI.  Onorevole  Cristalli,  la voglio informare  che  non  è
  come  dice  lei.  Se mi consente le presento - e penso  che  ogni
  deputato ha la facoltà e la possibilità di farlo -  esigenze  che
  ho formulato peraltro col mio capogruppo in sede di presentazione
  ufficiale  di  un  emendamento, non  di  procedimenti  di  ordine
  politico  ma di obbligatorietà, ancora più obbliganti  del  fermo
  biologico.
   Quindi,   non  trattiamo  qui  la  qualità  dell'obbligatorietà,
  trattiamo  un'emergenza che c'era, che tutti abbiamo riconosciuto
  tale  e  che  potremmo completare oggi stesso, senza togliere  al
  Governo  la possibilità di presentare, per la prossima settimana,
  un   disegno  di  legge  di  variazione  di  bilancio  sul  quale
  promettiamo un atteggiamento di avallo in ordine alla discussione
  ed  una  promessa  di  chiudere durante la settimana,  altrimenti
  finirà  che  non  riusciamo a capirci tra noi e questo  danneggia
  l'azione  di  governo, per primo, ma danneggia,  in  generale,  i
  rapporti tra i parlamentari.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  allibito
  dalle comunicazioni che sono state fatte oggi in Aula.
   Pensavo   alle   dichiarazioni  rese  dal  Presidente   Miccichè
  all'inizio  di questa legislatura, quando diceva che  l'Aula  non
  può  essere mortificata e che il Governo avrebbe dovuto adeguarsi
  a quelle che erano anche le dignità di un Parlamento regionale.
   Ci  troviamo  di fronte ad un fatto gravissimo: quindici  giorni
  fa  il  Presidente Cuffaro annunciò e rimproverò  la  Commissione
  Bilancio per non avere portato in Commissione gli emendamenti per
  gli  enti locali che non prendono la terza trimestralità  da  ben
  tre mesi e sono veramente al collasso.
   La  situazione è gravissima e se qualche sindaco  dice  che  può
  fronteggiare  l'emergenza, la stragrande maggioranza  dei  comuni
  siciliani - lo posso affermare con certezza e lo dimostreremo  in
  questi giorni - non può più andare avanti.
   Ai  comuni che ne fanno parte, e sono un pezzo dello Stato, sono
  state  praticamente  gravate competenze  che  erano  di   materia
  regionale;  i  comuni hanno dovuto affrontare  in  questi  giorni
  anche  l'aumento contrattuale dei dipendenti che arriva al  sette
  per cento, alcuni non hanno potuto pagare gli stipendi, altri non
  hanno  pagato le assicurazioni, altri ancora non possono  nemmeno
  erogare  il  servizio  dei  trasporti e  sono  in  condizione  di
  disastro  totale e noi qui dobbiamo garantire gli emendamenti  di
  un  Gruppo  o  di  un'altro e pensiamo  di  rinviare  tutto  alla
  prossima  settimana  in  modo da discutere contemporaneamente  il
  nuovo  disegno  di legge di variazioni di bilancio  proposto  dal
  Governo,  e  quello  su cui vi era stata una pronuncia  ferma  da
  parte del Governo attraverso il Presidente della Regione.
   Personalmente,  signor Presidente, sono allibito   Qui  ci  sono
  l'Assessore  per la famiglia e l'Assessore per il bilancio  e  le
  finanze  e mi sarei aspettato che questa mattina avessero portato
  avanti la richiesta che ho inoltrato ieri all'Assessore Lo  Porto
  di integrare il fondo di 214 milioni di euro per gli enti locali.
  Infatti, con la legge numero 19/2003, sono stati tolti agli  enti
  locali  circa 50 milioni di euro per darli ai fondi di  rotazione
  per  gli ATO e, quindi, alle ditte private; dall'altra parte sono
  stati   dati   20  milioni  di  euro  per  la  premialità   della
  stabilizzazione.
   Ebbene,  io  vi  dico  che nessun comune oggi  potrà  rispettare
  nemmeno  i  sei  mesi  di stabilizzazione che  il  Governo  aveva
  annunciato a gran voce prima delle elezioni.
   Rivolgo,  pertanto, un appello al Presidente,  al  Governo  e  a
  tutti i colleghi parlamentari dicendo che non è possibile giocare
  con  le  sorti  delle istituzioni, dei comuni e della  stragrande
  maggioranza  dei cittadini siciliani, non è possibile condividere
  altri  emendamenti che possono essere giustificati ma non possono
  essere accomunati ad un'esigenza indifferibile degli enti locali;
  sarebbe una grave miopia che porterebbe a vedere questa Assemblea
  come il Parlamento  dove tutto è possibile e niente si fa.
   La  verità  è che noi da quattro mesi stiamo aspettando  che  vi
  sia l'accordo di maggioranza o che il Governo presenti disegni di
  legge; siamo qui a bivaccare di giorno in giorno senza sapere che
  cosa  produciamo. Nella passata legislatura c'è stato un deputato
  che,  a  proprie  spese,  fece scrivere su  un  giornale  che  si
  vergognava perché l'Assemblea non aveva prodotto niente;  ebbene,
  oggi  siamo  scesi  ancora  più in basso  rispetto  alla  passata
  legislatura.
   Non  possiamo  far finta che la Sicilia può andare avanti  senza
  che  l'Assemblea regionale abbia un sussulto di dignità per  dire
  che non è possibile danneggiare ulteriormente i comuni.
   Se   rinviamo  alla  settimana  prossima  questo  provvedimento,
  passeranno altri due mesi perché lo stesso diventi operativo ed i
  comuni possano ottenere i trasferimenti delle somme. E' una  cosa
  veramente  indegna e faccio un ulteriore appello ai  deputati  di
  tutti i Gruppi parlamentari affinché si riveda la questione
   Non  è  possibile, attraverso un incontro informale sulla  pelle
  di  tutti  i  deputati, perché non vi è la lealtà fra  i  diversi
  gruppi,  che  si  possano  ancora  postergare  azioni  che   sono
  indifferibili ed urgenti. Diversamente inizieremo delle  proteste
  che porteremo avanti in tutte le forme, perché questo Parlamento,
  per  avere  dignità,  deve  superare gli  egoismi  personali  dei
  singoli  deputati  e portare avanti quei provvedimenti  che  sono
  veramente indifferibili.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Ammatuna.  Ne  ha
  facoltà.

   AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  oggi
  stiamo  scrivendo una delle pagine più tristi di questa Assemblea
  regionale,  senza  per  questo  scomodare  il  Titolo   V   della
  Costituzione - che tutti abbiamo letto e conosciamo  bene  -  che
  mette  sullo  stesso piano tutte le istituzioni, Stato,  Regione,
  Provincia e Comune, ognuno per le proprie competenze. Con  questo
  rinvio noi dimostriamo di violare il Titolo V della Costituzione,
  e non solo per gli errori che sono stati compiuti nel passato dal
  Governo nazionale e regionale.
   Lo  scorso anno il Governo di centrodestra non ha potuto erogare
  per  intero  la  terza rata ai comuni con meno di cinquanta  mila
  abitanti, erogandone soltanto un trenta per cento perché le somme
  non  erano  state  impegnate e quindi nell'apposito  capitolo  di
  bilancio  non c'era la competenza. Fortunatamente oggi -  proprio
  qualche giorno fa - il Governo di centrosinistra ha posto rimedio
  a  tutto  ciò, per cui ai comuni verrà erogata quella  somma  che
  doveva essere già stata erogata.
   Anche  il  Governo  di centrodestra del Governatore  Cuffaro  ha
  cercato  di fare lo stesso, ha cercato di coprire i trasferimenti
  ai  comuni  con delle somme immaginarie, con le somme del  famoso
  articolo  37  dello  Statuto  che  prevedeva  entrate  che  tutti
  sapevano  che non potevano esserci. E invece di porre  rimedio  a
  questa ingiustizia, si continua ancora una volta a calpestare  la
  dignità dei comuni; e voglio precisare che i comuni non sono  una
  categoria.
   Non  vorrei che ritornassimo di nuovo alle corporazioni  perché,
  continuando su questa strada, corriamo il rischio di  rompere  un
  equilibrio istituzionale e potrebbero attenderci giorni tristi in
  Sicilia.
   Non  so  cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni  nei  comuni
  dell'Isola nei quali ai dipendenti non viene pagato lo stipendio.
  E mi viene da ridere - o forse da piangere - quando si attacca il
  Governo  Prodi dicendo che vuole ridurre le somme  ai  comuni.  E
  cosa dovremmo fare allora in Sicilia, considerato che a fine anno
  non  è  stata erogata nemmeno la terza rata ai comuni?  E'  stato
  erogato  soltanto  il 50 per cento e si continua  a  rinviare  il
  problema  mettendo  sullo stesso livello  comuni,  istituzioni  e
  categorie
   Cari  colleghi, questo è un fatto gravissimo ed io invito l'Aula
  ad  un  ripensamento per fare in modo che almeno venga  approvato
  ciò  che  era  stato stabilito già due mesi fa, cioè  un  po'  di
  giustizia ai comuni ed ai lavoratori forestali.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  i
  lavori  di  oggi,  così  come  lei ha opportunamente  annunciato,
  debbano  svolgersi  secondo un programma  ed  un  calendario  dei
  lavori che riprendano le indicazioni che, per certi versi,  erano
  state date all'unanimità dalla Commissione Bilancio quando si era
  stabilito  di  approvare  una sorta di assestamento  tecnico  che
  conteneva gli emendamenti per i comuni e per i forestali,  e  non
  credo che sia cosa strana poter limitare la discussione generale,
  così come è stato fatto per tante altre iniziative legislative, e
  poi, per come si è impegnato il Governo, attendere al massimo  la
  prossima settimana per l'esame del provvedimento che, mi permetto
  di  dire,  non ha carattere di variazioni di bilancio ma  di  una
  sorta  di provvedimenti urgenti, di necessità, di emergenze,  che
  vanno  dalle retribuzioni dei dipendenti dell'ESA, alla questione
  delle   Terme   di  Sciacca  e  di  Acireale,  all'AST,   insomma
  abrogazione di norme che sono state adottate tempo fa.
   Su  questo  credo  ci sia stata - anche se informalmente  -  una
  Conferenza  dei  Capigruppo, una sorta  di  intesa  di  carattere
  generale,  che  è  stata  raggiunta in  maniera  molto  pacata  e
  costruttiva. Pertanto, se anche la procedura che stiamo  seguendo
  certamente  non  è molto consona, non credo che  ci  siano  fatti
  veramente ostativi per non passare all'esame dell'articolato.
   Come  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  del  Movimento  per
  l'Autonomia concordo con questo percorso, nella convinzione  -  e
  mi  riferisco al Governo, ed in particolar modo all'Assessore per
  il  Bilancio - di poter concludere nel più breve tempo possibile,
  votando  anche  oggi  stesso in Giunta questo  provvedimento  per
  trasmetterlo  alle  Commissioni  competenti  entro   martedì   ed
  esaminarlo mercoledì in Commissione Bilancio e giovedì in Aula.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino.  Ne  ha
  facoltà.

   AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, circa  un  mese
  fa  feci  osservare come la mia unica preoccupazione era  che,  a
  distanza  di  un  mese, avremmo dovuto prendere atto  che  questo
  Parlamento  non  produce  nulla.  E  non  produce  nulla  nemmeno
  rispetto  alle premesse che, ambiziosamente, pone quando riunisce
  le  Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari immaginando
  percorsi e itinerari di alto livello, perché alta è l'emergenza e
  alta dovrebbe essere la risposta.
   Invece,  procediamo per episodi, con colpi di scena, con disegni
  di legge che si ritengono necessari nel momento in cui si inceppa
  il  meccanismo,  con  un  Governo che non  riesce  a  gestire  le
  operazioni  di  assestamento del bilancio,  come  avrebbe  dovuto
  fare.
   Ci  sono  stati colleghi della maggioranza che hanno evidenziato
  -  io ho letto i resoconti stenografici, qualche passaggio sfugge
  quando  si  è  in  Aula  - con una serie di  rilievi  critici  la
  contraddizione  di un Governo che non riesce a  proporsi  con  un
  profilo progettuale che è quello scaturito dalle elezioni.
   Questo  Governo  ha  un suo programma, col  quale  ha  vinto  le
  elezioni  e con il quale ha il dovere di andare avanti,  più  che
  farci   perder  tempo  con  ordini  del  giorno  che  determinano
  divisioni  interne.  Avremmo immaginato un  percorso  legislativo
  chiaro  in  cui  il  Governo,  con una maggioranza  schiacciante,
  facesse le sue verifiche e andasse avanti ed in cui l'opposizione
  avesse  trovato, in queste primo scorcio di legislatura, il  modo
  di  fare politica. Invece, l'opposizione indugia in atteggiamenti
  che  io  non  gradisco  molto - e mi rivolgo  ai  tre  Capigruppo
  dell'opposizione  - perché non mi pare che ci sia  una  strategia
  unitaria,  anche  nella  predisposizione degli  atteggiamenti  di
  contrapposizione  ad  una  linea del Governo.  E  questo,  a  mio
  avviso,  non  ci  aiuta,  perché se avessimo  una  linea  chiara,
  compatta,  visibile  e  fruibile potremmo argomentare  contro  la
  maggioranza,  ma  quando  la linea dell'avversario  abilmente  si
  sposta,  noi ci destabilizziamo, siamo in difficoltà  perché  non
  riusciamo  ad  individuare l'obiettivo delle  nostre  proposte  e
  controproposte.
   Questo Governo non si fa trovare, è un bersaglio mobile,  e  non
  so  se l'opposizione gode di questa condizione, perché alla fine,
  se  il bersaglio non c'è o è mobile, l'opposizione trova il  modo
  di convergere su fatti specifici.
   Fin  dall'inizio abbiamo visto che il nostro Regolamento è stato
  calpestato; ho visto oppositori feroci che hanno piazzato le loro
  operazioni e non nascondono l'evidenza, cioè che gli accordi  non
  sono  stati fatti con logica di opposizione ma attraverso accordi
  diretti col Presidente dell'Assemblea.
   E  ci  troviamo, quindi, con una maggioranza che non è compatta,
  con  un  Governo che non ci consente di apprezzare il suo profilo
  progettuale  e  strategico e con un'opposizione  che,  in  questa
  grande   confusione,  tratta  i  fatti  specifici   con   persone
  specifiche, e noi spesso non ne comprendiamo la filosofia.
   Ci  è stato comunicato che a breve sarà presentato un disegno di
  legge  specifico sul fermo biologico, sull'ESA, sui  trattoristi,
  sull'AST e sulle Terme di Sciacca.
   Io  non  ho  partecipato alla Conferenza dei Capigruppo,  ma  mi
  concorderò con il mio Presidente perché vorrei proporre una serie
  di  altri  argomenti  da inserire. Dato che  si  procede  con  il
   codismo  tipico di chi deve dare risposte alla piazza che preme,
  bisogna dire che in Sicilia ci sono tante altre emergenze, e  non
  comprendo   perché  questo  disegno  di  legge  debba  riguardare
  soltanto queste poche materie, sulle quali comunque concordiamo.
   Non  capisco per quale motivo la vicenda degli enti locali  -  e
  concordo  con i colleghi dell'opposizione che sono intervenuti  -
  debba  essere  accantonata  o  rinviata  vista  la  straordinaria
  urgenza che noi abbiamo di garantire la copertura finanziaria  e,
  comunque,  la continuità nei flussi finanziari agli enti  locali,
  che  sono  in  trincea  a gestire il difficile  rapporto  con  le
  comunità.
   Quindi,  la cosa ideale sarebbe stata  fare l'assestamento,  con
  due   emendamenti   importanti,  e  dopo   prevedere   specifiche
  variazioni  di  bilancio all'interno delle quali,  eventualmente,
  inserire percorsi e specificità che ritenevamo o avremmo ritenuto
  di dovere apprezzare sul piano legislativo.
   Manifesto  la  mia  preoccupazione in vista  della  sessione  di
  bilancio,  e  credo che questo Parlamento alla fine si  ritroverà
  con una piccola  leggina codista  che, pur rispondendo a esigenze
  che  condividiamo,  quali il fermo biologico,  l'ESA,  l'AST,  le
  Terme  di Sciacca, ne tralascia molte altre. Ci sono, come diceva
  l'onorevole Cintola, i precari, ci sono una serie di  altre  cose
  che  riguardano la trincea della vita, la quotidianità, i bisogni
  di questa gente di Sicilia che meriterebbe un Governo diverso,  e
  che così non trova risposta.
   Ci  sono  le problematiche che riguardano l'ambiente, la salute,
  l'acqua,  l'aria  che respiriamo, i rifiuti.  Pur  essendo  stati
  presentati  diversi  disegni  di  legge  tendenti  ad  affrontare
  l'emergenza dei rifiuti in Sicilia, nessun provvedimento è  stato
  preso.  Ci sono Consigli comunali in cui c'è una situazione  pre-
  rivoluzionaria,  con tasse di rifiuti che si sono  triplicate,  e
  noi  qui giochiamo mentre la gente soffre e non sa cosa fare  per
  arrivare a fine mese  E ci facciamo gli accordi, gli  accordini ,
  i trasversalismi equivoci su questioni personali
   Mi  appello a questo Parlamento, perché quel fondo a cui mi sono
  riferito  in un mio intervento di un mese fa è già stato toccato,
  ma  ce  n'è  ancora  un altro, e la Sicilia non  può  consentirsi
  ancora di sprofondare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cristaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  da  qualche
  anno  ho  scoperto una virtù straordinaria che  è  la  faziosità.
  Prima  mi  arrabbiavo quando vedevo un soggetto che  mi  sembrava
  fazioso,  ma da qualche tempo ho scoperto che essere  faziosi  è,
  qualche  volta,  sintomo  di intelligenza,  perché  la  faziosità
  costringe  il fazioso a dover difendere ad ogni costo la  propria
  posizione  e  non  è  sempre facile, è come sostenere  una  bugia
  perfetta.  Di  faziosi  ce ne sono tanti  all'interno  di  questa
  Assemblea, qualche volta lo sono anch'io, ma non nascondo la  mia
  faziosità,  la  esprimo  in  Aula  e  posso  ripetere  le  stesse
  affermazioni in qualunque piazza d'Italia.
   Io   ho   grande   rispetto  per  la  funzione  del   Presidente
  dell'Assemblea  -  sarei uno stupido se  non  ricordassi  che  lo
  pretendevo  anch'io  quando  ero  modesto  Presidente  di  questo
  Parlamento  -  ma  mi  chiedo  se  questa  comunicazione  che  il
  Presidente   Miccichè  le  ha  affidato,  signor  Presidente,   è
  un'invenzione del Presidente Miccichè oppure è il  frutto  di  un
  ragionamento.
   Lei  ha detto che si è trattato di un incontro informale  tra  i
  Capigruppo,  ma  se è stato comunicato in Aula,  questo  incontro
  vuol  dire  che c'è stato, e se c'è stato vuol dire che  è  stato
  raggiunto  un  accordo tra i Presidenti dei Gruppi  parlamentari.
  Non mi risulta che ci sia stato un solo Presidente di Gruppo che,
  avendo  partecipato alla riunione informale, non abbia  condiviso
  ciò che è stato comunicato in Aula.
   Pertanto,  non  comprendo  le ragioni  per  le  quali   deputati
  appartenenti   a   diversi  schieramenti   politici,   in   Aula,
  contestino  le  decisioni  adottate nell'ufficio  del  Presidente
  Micciché,  cercando anche di rivoltare la questione come  se  ciò
  che è stato concordato  ...

   LACCOTO. Concordato da chi?

   CRISTALDI.  Anche  dal  suo  Presidente  di  Gruppo,   onorevole
  Laccoto.  E  qui, ci sarebbe da aprire anche un'altra  questione,
  quella dell'autorevolezza di chi rappresenta il Parlamento, e  mi
  riferisco proprio ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, che  non
  danno  conto  ai  deputati appartenenti al proprio  Gruppo  delle
  decisioni  assunte, anche in via informale, per cui la Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari diventa  una  sede  per
  chiacchierare, e poi chiunque viene in Aula ed esprime la propria
  opinione.
   E'   pur   vero  che  ogni  singolo  deputato  ha   il   diritto
  costituzionale di esprimere la propria posizione, ma  se  saltano
  le regole c'è da porsi qualche interrogativo.
   Dunque,   c'è  stata  una  decisione  adottata  dal   Presidente
  dell'Assemblea, ratificata se volete in maniera informale, ma  da
  tutti  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari e coloro che vengono
  fuori da questo meccanismo sanno bene di non poter dare tutte  le
  responsabilità alla maggioranza, perché una maggioranza c'è - pur
  con  tutti  i problemi che abbiamo dentro - ma bisogna vedere  se
  c'è una opposizione vera, leale e concreta in questo Parlamento o
  se,  invece,  non vi sia una sorte di  salotto buono   nel  quale
  alcuni sono ammessi ed altri no.
   Io  non  so  se  lei,  onorevole Laccoto, è  ammesso  in  questo
  salotto  buono,  ma se è intervenuto sostenendo le  cose  che  ha
  detto  presumo  di  no;  sarebbe interessante  fare  una  piccola
  indagine,  anche  all'interno del suo  Gruppo  parlamentare,  per
  capire  chi è il delegato a partecipare per conto suo al  salotto
  buono .
   Questa vicenda va posta anche su un'altra questione.
   Il  presidente  Ortisi,  verso il  quale  ho  anche  un  affetto
  personale, ha sostenuto qui alcune tesi e, onestamente, ha  detto
  che  è  stata  concessa una deroga all'interno di  uno  strumento
  meramente tecnico per inserire una norma sostanziale che riguarda
  i comuni ed anche i forestali.
   Ma da chi è stata concessa questa deroga?
   Non   mi  risulta  che  il  Regolamento  preveda  percorsi   che
  consentano  deroghe,  non c'è una autorità  che  possa  concedere
  alcuna  deroga,  nemmeno l'unanimità del  Parlamento  può  farlo.
  Possiamo far finta che non esista il Regolamento e, poiché  siamo
  tutti  d'accordo,  non essendoci il ricorrente,  viene  data  una
  deroga,  ma  non c'è un procedimento di concessione della  deroga
  perché  se così dovesse essere, allora è stato commesso un reato,
  un reato politico naturalmente.
   La  vicenda  del riposo biologico, quella sì, obbligatoriamente,
  andrebbe inserita all'interno di questo provvedimento, perché non
  ci   sono   altre  sedi  in  cui  potrebbe  entrare,  ma   questo
  provvedimento non ha consentito all'unico emendamento  che  aveva
  il  diritto  di passare, ed ha consentito invece di  inserire  in
  deroga norme sostanziali; nessuno ci può far niente, perché siamo
  parlamentari,  ma  in qualunque Consiglio comunale  ci  sarebbero
  stati seri problemi anche dal punto di vista giudiziario.
   Signor  Presidente, non comprendo la ragione di questo scandalo,
  in  cui  maggioranza e opposizione, con i loro Capigruppo,  hanno
  deciso   un   percorso  che  ha  visto  la  disponibilità   della
  maggioranza, non quella dell'opposizione. E questo  lo  dico  ben
  sapendo di sostenere tesi che, anche sul piano personale, possono
  essere  in  qualche maniera interessanti per me, essendo  anch'io
  sindaco  di un comune che ha problemi e difficoltà come  tutti  i
  sindaci dei comuni siciliani.
   Però,   che   cosa  significa  trasferire  il  riposo  biologico
  all'interno   di   un   provvedimento    calderone     denominato
   provvedimento  urgente ? Non c'è dubbio  che  noi  non  dobbiamo
  entrare nel merito della questione del riposo biologico, perché è
  già  disciplinato  dalla legge regionale n. 32  del  2000  e  dai
  successivi  decreti che sono stati fatti, uno  dall'assessore  Lo
  Monte  e  un  altro  dall'assessore Beninati,  che  ha  di  fatto
  interpretato  ciò  che  è  già previsto  nella  norma  esistente,
  orientandolo  in  modo  tale che occorre soltanto  impinguare  il
  capitolo.  E  per  fare  questo è necessaria  una  variazione  di
  bilancio,  non  una legge sostanziale. E se è  la  variazione  di
  bilancio, perché la Presidenza - lo dico con grande rispetto - ha
  giudicato ammissibili i provvedimenti riguardanti i forestali e i
  comuni  e non si è imposta, invece, per quanto riguarda il riposo
  biologico, che non può trovare altra allocazione? Per fare quello
  che si sarebbe concordato, bisognerà concedere un'altra deroga.
   Ma  io  mi posso prestare a cose di questa natura. Sono disposto
  ad  essere allievo in questa Assemblea anche per i prossimi cento
  anni  - a Dio piacendo e l'elettore consentendo - ma posso essere
  insultato  anche da questo punto di vista in ogni passaggio,  per
  un  meschino gioco interno, di maggioranza o di opposizione  poco
  conta?
   Che senso ha sostenere in quest'Aula che il riposo biologico  si
  deve fare - l'onorevole Oddo ci ha fatto una lezione approfondita
  -  quando ci sono le regole, le direttive dell'Unione europea, le
  leggi della Repubblica, le leggi della Regione. Non possiamo  qui
  fare dichiarazioni tanto per farle.
   Sono  convinto  che  esistono due sedi:  una  è  la  sede  della
  propaganda e lei, onorevole Oddo, ha il pieno diritto  di  farla;
  altra  è la sede tecnica, parlamentare, istituzionale della quale
  molto  modestamente  faccio parte anch'io  oltre  che  lei,  dove
  discutere  le  cose che dobbiamo fare. Mi vuole convincere  della
  miseria,  della  disperazione della gente, delle povere  famiglie
  che  non ce la fanno più? Io sono maestro con la parola, devo  le
  mie  modeste fortune elettorali ad un microfono; si figuri se  mi
  posso  spaventare  di  misurarmi  su  questi  temi  e  su  questi
  argomenti.
   Signor  Presidente, con tutto il rispetto e  le  mie  scuse  per
  avere  alterato  il  tono della mia voce in alcuni  passaggi,  la
  maggioranza  è  d'accordo a consentire che si  trovi  un  binario
  privilegiato  per ciò che non potrebbe entrare  ed  entra  grazie
  alla disponibilità della maggioranza.
   Se  questo  percorso non viene ostacolato e quello che  è  stato
  concordato è quello che si farà, noi siamo disponibili. Se invece
  dovesse,  non  soltanto  non farsi ciò che  obbligatoriamente  si
  doveva  fare, ma addirittura si impone di non fare  ciò  che  era
  necessario  per fare ciò che non si poteva fare,  su  questo  non
  siamo d'accordo.
   La  decisione  della  Presidenza  è  già  stata  presa,  noi  ne
  prendiamo  atto, siamo pronti a concordare anche con la minoranza
  le cose da farsi, ma con un'ultima considerazione.
   Apprendo  da  alcuni  interventi dell'opposizione,  che  c'è  un
  tentativo  di  stabilire un accordo, forse anche strategico,  per
  decidere  il  da  farsi.  In altri tempi  si  sarebbero  chiamate
  diversamente le cose, non sempre in maniera illegittima.
   C'è  stato  un  tempo  in cui il glorioso Partito  comunista  ha
  governato   in  Sicilia  senza  essere  al  Governo.   L'illustre
  Presidente  Michelangelo Russo, recentemente  scomparso,  fu  uno
  degli  operatori  di questo tipo di politica e,  come  Presidente
  della  Commissione Bilancio, seppe orchestrare una cosa che  però
  venne  alla  luce del sole, non si nascose. Perché nascondere  le
  cose?
   Se  vogliamo  aprire  un  dibattito politico  siamo  pronti,  ma
  intanto  ci siamo fermati a subire positivamente una cosa  che  è
  stata  decisa  da  una  Conferenza  dei  Capigruppo,  formale   o
  informale non importa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la discussione  generale  si  è
  conclusa  con  l'intervento dell'onorevole  Cristaldi.  Tuttavia,
  molti  deputati  mi  chiedono di intervenire,  ma  possono  farlo
  soltanto  sulle comunicazioni del Presidente circa l'esito  della
  riunione informale tenutasi con i Capigruppo.
   Chiedo ai parlamentari di intervenire brevemente per far sì  che
  i  lavori  d'Aula  possano procedere in modo spedito,  visto  che
  abbiamo  da  inserire  un nuovo disegno di legge  all'ordine  del
  giorno  e  l'impegno assunto dalla Conferenza  dei  Capigruppo  è
  stato quello di esaminare quel testo nella giornata odierna.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


                     Per richiamo al Regolamento

   CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  il  Presidente Miccichè, dopo aver fatto un accordo informale con
  i  Capigruppo, oggi non sia presente in Aula; e siccome la parola
   informale'   non  depone  bene,  vorrei  fare  un  richiamo   al
  Regolamento.
   Le  decisioni assunte informalmente non possono non dare ragione
  all'onorevole  Cristaldi,  il  quale  ha  sottolineato,  in  modo
  inequivocabile quale è il ruolo del Governo, quale  quello  della
  Commissione,  quale  quello dell'Assemblea  e  quale  quello  del
  Regolamento, che è al di sopra di tutti.
   E  ci  sono  anche altri interventi che si sono esplicitati  nei
  termini  più  svariati e che ho apprezzato,  per  esempio  quello
  dell'onorevole Ortisi. Però non è possibile far ricadere le colpe
  sul  Parlamento  o  sulla  Commissione Bilancio,  dal  Presidente
  all'ultimo   dei   deputati,  se  i  Comuni  avranno   difficoltà
  economiche,  se  non ci saranno soldi per i forestali  o  per  il
  fermo  biologico.  E  prima  di tutti  mi  rivolgo  all'Assessore
  competente   che,  nell'accettare  l'emendamento  tecnico   della
  parifica  della Corte dei Conti del bilancio, non lo ha  inserito
  come era suo dovere fare, visto che l'esigenza non é nata dopo.
   Signor  Presidente, la Commissione Bilancio ha cercato di andare
  incontro  ad  esigenze conclamate, quali quelle dei  comuni,  dei
  forestali e - perché no - quella del fermo biologico, che é stata
  pure  annunziata,  e  sulla  quale  non  c'é  stata  una  unanime
  valutazione.
   Vorrei   far   rilevare   l'atteggiamento   serio   e   coerente
  dell'onorevole  Fleres  -  assente in  questa  seduta  perché  in
  missione  -  che  in  Commissione  Bilancio  aveva  richiesto  la
  pregiudiziale  affinché  si  facessero  soltanto  le   variazioni
  tecniche,  senza aggiungere altro; e dopo quindici giorni,  siamo
  arrivati esattamente a questa conclusione.
   Io  sono  ossequioso  di  quello  che,  anche  informalmente,  i
  Capigruppo hanno deciso stamattina, però non posso condividere il
  fatto  che  in  Commissione Bilancio abbiamo soltanto  perso  del
  tempo  per  poi  sentirmi dire in Aula,  fuori  verbale,  che  la
  Commissione è composta da persone poco raccomandabili.
   In  realtà, oggi si sta maturando esattamente quanto discusso ed
  apprezzato  con  unanime  votazione  in  Commissione,  ma  questo
  giudizio,  onorevole  Cristaldi, non  può  comunque  superare  la
  volontà  dell'Assemblea anche se ha dato  un'indicazione  che  il
  Governo  ha  recepito ed accettato - forse  per  la  gravità  dei
  problemi che pure ci sono - con i due importanti emendamenti  che
  ha  presentato  ma  rilanciando poi in  Aula,  perché  ne  voleva
  presentare altri.
   Però  so  anche  che  questo stesso Governo,  ieri  sera,  aveva
  deciso di accettare le indicazioni della Commissione e presentare
  poi   un   ulteriore  disegno  di  legge.  Non  capisco   perché,
  considerato  che  quello era un emendamento tecnico,  non  poteva
  aggiungersi  in  Aula  e  chiudere la  vicenda  del  tecnico  per
  trattare   subito  dopo  i  provvedimenti,  pure   importanti   e
  necessari,  che riguardano i trattoristi, le terme di Sciacca  ed
  altri  ancora. Così, entro martedì, non si potrà fare  né  quello
  tecnico né quello politico, perché il Governo dovrebbe presentare
  un disegno di legge ad hoc, il Presidente dell'Assemblea dovrebbe
  inviarlo  alle  Commissioni di merito  e  dopo  alla  Commissione
  Bilancio  e, travalicando ulteriormente il Regolamento,  dovrebbe
  giungere in Aula martedì prossimo.
   Se  dovessimo  pensare  che non stiamo ritardando  ulteriormente
  fatti  cogenti,  importanti, di emergenza strategica  e  massima,
  sarebbe   stato  più  semplice  riconvocare  la  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e stabilire che l'assestamento
  oltre  che tecnico é anche politico, presentando a quello  stesso
  disegno  di legge gli emendamenti ritenuti opportuni per dare  il
  risultato vero e reale.
   Non  faccio  l'appello contro il Governo,  dico  però  che  deve
  essere  più  attento.  Con il Regolamento non  si  può  scherzare
  perché  è l'unica vera carta che ogni singolo deputato, i  Gruppi
  parlamentari e l'intera Assemblea hanno a loro favore affinché la
  legge sia uguale per tutti.
   E  aggiungo  che  mi sento mortificato dal punto  di  vista  del
  rapporto morale che c'è tra il deputato ed i suoi elettori e  tra
  i  deputati  e l'Aula, pensando che dopo cinque mesi non  abbiamo
  ancora  fatto  nulla e continuiamo a parlare per  il  piacere  di
  parlare  senza  comprendere che la stampa è stata fin  qui  molto
  cauta,   e  non  ci  vergogniamo  del  fatto  che  non  siamo   a
   Roccacannuccia' bensì nel Parlamento della Regione  siciliana  e
  ci  sono maggioranze che non sono maggioranze ed opposizioni  che
  diventano  maggioranza. Sono molto dispiaciuto del fatto  che  il
  Presidente  dell'Assemblea non si sia curato  questa  mattina  di
  presenziare i lavori dato che proprio lui è il responsabile degli
  incontri   informali  che  non  hanno  avuto  alcuna  valutazione
  positiva da parte dell'Assemblea.
   Concludo  dicendo che non intendo più intervenire  perché  nella
  pastoia,  nella  melma  non deve entrare la Commissione  Bilancio
  bensì  chi non ha capito che governare la Regione non è  cosa  da
  dilettanti  ma  di  gente  che deve sacrificarsi  realisticamente
  assicurando la propria presenza anche in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avrei  dovuto  riaprire  la
  discussione generale perché sulle variazioni di bilancio era  già
  stata  chiusa.  Tuttavia, mi rendo conto  che  dopo  l'intervento
  dell'onorevole   Cristaldi  c'è  una  esigenza   da   parte   dei
  parlamentari   di  dover  intervenire;  invito  però   i   Gruppi
  parlamentari  a  raccordarsi per limitare gli  interventi  ad  un
  singolo  deputato per ragioni legate al buon senso ed alla  buona
  attività del Parlamento.

   ORTISI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor  Presidente,  intervengo  per  un  richiamo   al
  Regolamento, quindi a prescindere dall'appello che lei ha  appena
  fatto  appellandosi al buon senso di riduzione del  numero  degli
  interventi.
   Il  mondo  della riflessione ha trovato uno spartiacque  non  in
  Socrate,  ma  nei sofisti. Quindi, se definisco il mio  carissimo
  presidente Cristaldi  sofista', non gli rivolgo un insulto ma  al
  contrario, per le mie modeste convinzioni, gli rivolgo un elogio.
   Lei  ricorda - e poi lo confessa anche - che il microfono  è  la
  sua  arte. Allora microfoni non ce n'erano, però lei ha fatto  un
  intervento  sofistico,  nel  senso migliore,  perché  lo  statuto
  dell'opposizione, in quanto tale, non necessita della coesione  e
  della  coerenza  che  lei  ci  rimprovera;  è  lo  statuto  della
  maggioranza  che necessita di coesione e coerenza, quindi  questo
  discorso per cui lei vorrebbe ribaltare un avvenimento che ci  ha
  visti protagonisti in Commissione Bilancio, in cui deputati della
  maggioranza  e non della minoranza hanno impedito alla  questione
  del  fermo  biologico di rientrare nella deroga  al  Regolamento,
  lascia il tempo che trova.
   Quanto  al  richiamo  che lei fa in ordine alla  possibilità  di
  deroga,  che  non  sarebbe possibile neppure con l'unanimità  dei
  consensi, mi permetto di ricordare a lei, che mi è stato maestro,
  che l'articolo 117, comma 2 del Regolamento prevede che anche  in
  sede  di  votazione  finale di un disegno  di  legge  già  votato
  nell'articolato all'unanimità si può ritornare indietro in ordine
  a provvedimenti presi; fra l'altro è già avvenuto e se non avessi
  problemi di tempo vi ricorderei quando.
   Mi  dispiace che lei accusa l'opposizione di non esistere perché
  io  penso fisicamente di esistere e di essere opposizione, ma  di
  non  aver  bisogno  dello statuto o della  coerenza  complessiva,
  perché gli oppositori possono essere di destra e di sinistra, non
  devono stare insieme per forza; il problema è vostro ed un dramma
  che  viviamo tutti - come lei stesso ha denunziato qui  -  perché
  noi abbiamo bisogno di una maggioranza con la quale confrontarci,
  di   una   ipotesi  di  lavoro,  in  senso  marxiano,   con   cui
  confrontarci, magari condividendo anche certi provvedimenti, come
  per esempio quello sul fermo biologico.
   Signor   Presidente,    vorrei  richiamare  l'attenzione   della
  Presidenza sull'articolo 121 del Regolamento che prevede,  finita
  la  discussione generale, che si passi all'articolato mediante la
  volontà dell'Aula, espressa per alzata e seduta (comma 1) e  che,
  ove tale passaggio non fosse consentito dall'Aula, il disegno  di
  legge s'intende bocciato (comma 2).
   Per  cui, chi volesse perpetrare l'accordo della maggioranza  si
  prenda la responsabilità di far mancare il numero legale in Aula.


   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  il
  Parlamento  stia subendo una condizione di difficoltà  legata  al
  fatto che tutta questa vicenda è il  teatro dell'assurdo' in  cui
  tutti siamo contro tutti.
   Il   teatro  dell'assurdo  nasce dal fatto che  il  Governo,  in
  maniera impropria, ha scelto, in corso d'opera, una procedura che
  ha  visto,  invece,  la  necessità di attrezzarsi  rispetto  alla
  richiesta della procedura stessa.
   Vorrei   ricordare   che  il  Presidente   della   Regione,   in
  quest'Aula,  ha  lanciato  una  sfida  annunciando  che  non   ci
  sarebbero  state variazioni di bilancio e che si  sarebbe  andati
  avanti  fino  a  fine  anno  con una finanziaria  di  rigore,  di
  sviluppo. Insomma, la sceneggiata continua
   In  corso  d'opera  ci  è stato proposto l'assestamento  tecnico
  che,  si  è scoperto, aveva bisogno di modifiche chiamate appunto
  variazioni di bilancio.
   Abbiamo  chiesto di conoscere per tempo quali erano le emergenze
  reali,  di  discuterle in Commissione, ma si è detto di approvare
  prima  l'assestamento  di bilancio per poi scoprire  che  c'erano
  anche  altri emendamenti. Allora, è stato suggerito di presentare
  un  disegno  di legge di variazioni, insomma oggi  siamo  in  una
  condizione   che   ha   veramente  superato   il   limite   della
  sopportabilità  per cui si fanno accordi, patti,  trasversalismi,
  consociativismi,  si  fa riferimento a cose  che  sono  veramente
  assurde.
   Ci  è stato chiesto, qualora il Governo si appronti a varare  un
  disegno di legge con le norme oggetto delle emergenze che  ha  la
  Sicilia,  di consentire che l'approvazione di questo  disegno  di
  legge  coincida,  in  qualche modo, con il disegno  di  legge  di
  assestamento.
   Il   fatto  che  il Governo non senta l'urgenza di approvare  la
  norma   di   assestamento   è  un  problema   del   Governo   non
  dell'opposizione.  Se  il disegno di legge di  assestamento  sarà
  approvato martedì o venerdì è un problema del Governo  e  non  si
  può caricare all'opposizione.
   Rassereniamoci  tutti   E  lo dico perché  qui  ci  vuole  anche
  qualcuno che diriga politicamente questo Parlamento, ci vuole  un
  ruolo  attivo  del Governo per non determinare una condizione  di
  Qimpazzimento' nella quale rischiamo di naufragare tutti.
   Ho  chiesto  di intervenire proprio per riportare la  dimensione
  delle  cose,  nessun  patto, nessun accordo, nessuna  sostanziale
  norma  introdotta  dalle  opposizioni, non  c'è  nulla  di  tutto
  questo. Il Governo ha detto che ci sono delle emergenze, da tempo
  chiedevamo che queste emergenze venissero inserite all'interno di
  un  disegno di legge, perché così si fa; il Governo ha finalmente
  intenzione  di  presentare  questo  disegno  di  legge,  pertanto
  aspettiamo  e  approviamo  le variazioni  quando  sarà  possibile
  approvarle.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido
  l'impostazione che ha dato l'onorevole Cracolici e  confermo  che
  non  c'è  nessun  accordo e l'opposizione non  ha  fatto  nessuna
  proposta.
   Su  una cosa però il collega Cracolici ha sbagliato, quando dice
  che  il  Governo  non  si  preoccupa di approvare  l'assestamento
  tecnico;  si  dovrebbe preoccupare, invece, perché  noi  da  mesi
  diciamo  che  è  necessario fare le variazioni  di  bilancio  per
  rispondere  alle attese di tanti cittadini senza  mettere  contro
  istituzioni  e  categorie, senza fare una guerra  tra  i  poveri,
  perché  i soldi per gli operatori ecologici sono essenziali  come
  lo  sono quelli per gli enti locali. Non è vero che gli operatori
  ecologici non hanno nessun rapporto con i comuni perché  svolgono
  un servizio estremamente importante per la nostra comunità.
   Sia  ieri  sera  che  stamattina avevo già detto  che  bisognava
  approvare il disegno di legge così come esitato dalla Commissione
  Bilancio, ma non perché quel disegno di legge fosse corretto - su
  questo  ha  ragione  l'onorevole Cristalli -  ma  perché  non  si
  potevano  inserire in una norma sostanziale gli  emendamenti  che
  riguardano i forestali e gli enti locali.
   In  Commissione  Bilancio c'è stato un  accordo  unanime  e  noi
  l'abbiamo  rispettato  perché l'invito è  venuto  dal  Presidente
  dell'Assemblea, anche se lui avrebbe potuto non accettare  questi
  due emendamenti, pur se se approvati dalla Commissione Bilancio.
   Il  Presidente  Miccichè li ha accettati perché, trattandosi  di
  due problemi oggettivamente condivisi da tutti, c'èra l'unanimità
  dei   consensi,  ed  a  quel  punto  noi  siamo  stati  d'accordo
  nell'approvare l'assestamento di bilancio così come esitato dalla
  Commissione.
   Stamattina mi è stato detto che non si potevano approvare  prima
  i provvedimenti riguardanti gli enti locali ed i forestali perché
  si   dovevano  legare  ad  altri  quattro  problemi  urgenti   ed
  indifferibili che io, nel merito, condivido perché si  tratta  di
  questioni che non rispondono ad una logica clientelare ma a leggi
  approvate da questa Assemblea e che l'Assemblea deve garantire ed
  onorare,  in primo luogo il fermo biologico ma anche gli stipendi
  per  i  dipendenti  delle Terme di Sciacca e di  Acireale  o  gli
  stipendi  per  i  trattoristi dell'ESA. Abbiamo accettato  questo
  impegno  perché ci è stato detto che, siccome non  c'era  fiducia
  sul  fatto  che  il provvedimento sulle emergenze  poteva  essere
  approvato,  allora  si  sarebbe seguito un  iter  contestuale,  e
  questa poteva essere l'unica occasione per dare una risposta agli
  enti locali.
   Nessuno  ci  può dire che noi non vogliamo dare subito  i  soldi
  agli enti locali considerato che la terza trimestralità è scaduta
  a  settembre  e  non  abbiamo certezze sulle risorse  finanziarie
  della  quarta perché devono essere inserite nella finanziaria,  e
  attualmente mancano 70 milioni di euro a seguito di una serie  di
  impegni che sono stati assunti.
   Se  volete che dico chiaramente come stanno le cose, allora,  se
  vogliamo applicare in maniera rigorosa e rigida il Regolamento, i
  sessanta  milioni  di  euro per gli enti locali  non  si  possono
  prelevare  dal  fondo di riserva, nemmeno se si tratta  di  spese
  obbligatorie ed indifferibili.
   Allora,  non  ci sono strumentalizzazioni e speculazioni,  o  si
  arriva  ad  una  votazione che ci consenta  di  dare  risposte  a
  determinate  categorie senza fare un elenco di  priorità,  oppure
  noi  faremo  la  nostra parte di opposizione e la maggioranza  si
  assumerà  le  proprie  responsabilità,  che  in  questo  caso  la
  investono  pienamente; non c'è complicità né acquiescenza,  ci  è
  stato  detto  che l'unico modo per potere rispondere alle  attese
  dei  comuni  era  quello  di  legare  i  due  provvedimenti  che,
  ribadisco, abbiamo accettato sul piano degli interessi generali e
  non sul piano di una battaglia di bottega che riguarda qualcuno.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  essendo  già  intervenuti  due
  deputati    del   suo   Gruppo,   la   inviterei   a   rinunciare
  all'intervento.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, non posso rinunciare  perché  sono
  stato  chiamato in causa. Pertanto, chiedo di parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  se  rinunciassi  ad  intervenire,
  avallerei la tesi dell'onorevole Cristaldi secondo cui non  farei
  parte del  salotto buono .
   Certo i tempi sono cambiati, onorevole Cristaldi, e lei forse  è
  rimasto  ai  tempi  di  allora. Tante cose sono  cambiate  ed  ho
  l'impressione  che  anche lei non si trovi nel   salotto  buono ,
  tant'è  che  siamo  stati costretti, oggi, a rinviare  tutto  per
  tentare di recuperare un provvedimento che le sta a cuore.
   Come   detto  anche  da  qualche  esponente  della  maggioranza,
  l'opposizione  non può essere chiamata in causa.  La  Commissione
  Bilancio aveva preso accordi ben precisi su quei provvedimenti ed
  oggi  ci  troviamo  a  rimettere  tutto  in  discussione:  domani
  rimetteremo in discussione quello che oggi siamo decidendo.
   Per  quanto  riguarda il problema degli enti  locali,  le  somme
  erano   praticamente  già  state  approntate  in  bilancio   come
  accantonamento   negativo,  quindi  forse  quello   era   l'unico
  provvedimento che poteva essere apprezzato, non nelle  variazioni
  di bilancio ma nell'assestamento tecnico.
   Penso  che  qui ognuno debba dare un contributo per  cercare  di
  dare  dignità  a questo Parlamento. Il problema che  non  vi  sia
  lealtà  -  così  è stato detto -, che non vi sia  fiducia  fra  i
  diversi  Gruppi della maggioranza e quindi si decide di  rinviare
  tutto non è dignitoso per il ruolo di questo Parlamento.
   Apprezzo  anche le personalità, ma ricordiamoci  che  in  questo
  Parlamento ogni deputato ha pari dignità rispetto agli  altri  ed
  ogni deputato saprà far valere la propria dignità in ogni momento
  ed in ogni occasione.
   Pertanto,  concordo con l'onorevole Ortisi e chiedo  formalmente
  che  il  provvedimento  venga posto in  votazione  perché  questo
  prevede il Regolamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  dibattito
  che  si  sta dipanando stamattina in Aula, per certi versi  è  un
  dibattito irreale, surreale, tanto è vero che ci trastulliamo  da
  stamattina  parlando solo per il gusto di parlare.  Una  commedia
  degli  equivoci che ha tenuto fuori dalla sua trama gli argomenti
  importanti per dare spazio ai discorsi inutili.
   E'   una   commedia  degli  equivoci  innanzitutto   perché   in
  Commissione  Bilancio  non  c'è  stata  solo  un'intesa  affinché
  determinati   argomenti  potessero  rientrare,   attraverso   una
  scorciatoia, nel disegno di legge in esame.
   In  Commissione  il Governo ha portato anche  altri  due  o  tre
  provvedimenti, che quindi non sono comparsi in Aula, e su  questi
  -  ecco  la commedia degli equivoci' - si riconosce l'urgenza  di
  approvarli, tanto che, addirittura, da tutte le parti  si  invoca
  il  Governo affinché riunisca d'urgenza una Giunta per  inserirli
  in  una  leggina  alla  quale dare una corsia  preferenziale  per
  portarla in Aula ed approvarla giovedì prossimo.
   Ritengo che si potevano inserire benissimo, al pari degli  altri
  due  emendamenti, all'internon del disegno di legge in esame,  ma
  questo percorso non è stato possibile.
   E qual è lo scandalo?
   La  Conferenza informale dei capigruppo ha stabilito una  corsia
  preferenziale  per questo disegno di legge ed il Governo  ha  già
  convocato  la  Giunta  per le ore 14.30 per discutere  di  questi
  quattro   provvedimenti  condivisi  sia  dalla  maggioranza   che
  dall'opposizione  ed  arrivare  giovedì  prossimo  in  Aula   con
  l'approvazione  di  tutte  e  due  le  norme,  l'assestamento  di
  bilancio, che oggi si sospende, e questa leggina che comprende  i
  provvedimenti urgenti.
   Certo,  sarebbe  stato più logico, seguire  l'altra  strada,  ma
  spesso  tutto  ciò  che si vuole non è possibile,  non  è  legato
  all'optimum.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  esprimere  una  mia  preoccupazione rispetto all'andamento  della
  discussione  di  questa mattina in Aula e cioè  che,  in  qualche
  misura, il dibattito su una soluzione tecnica rispetto a problemi
  che  riguardano alcune emergenze da affrontare e che  l'Assemblea
  regionale  ha  il  dovere di risolvere, alla  fine  nasconda  una
  grande  questione  politica che ormai da mesi è incombente  sulle
  istituzioni regionali.
   Onorevoli  colleghi, il punto è questo: c'è una  crisi  politica
  del Governo Cuffaro e della maggioranza che lo sostiene; il punto
  è che il presidenzialismo dell'onorevole Cuffaro, il tentativo di
  costruire   una  visione  presidenzialista  per  le   istituzioni
  regionali è fallito scontrandosi sul terreno istituzionale con le
  prerogative di questo Parlamento ma, ad ogni buon conto, non  c'è
  una maggioranza adeguata per essere attuato.
   Allora,  mi  permetto di dire, signor Presidente dell'Assemblea,
  che  ci sarebbe bisogno di una sessione di dibattiti dedicata  ai
  rapporti  tra  il  Governo  e  l'Assemblea,  alla  difesa   delle
  prerogative  di  questo  Parlamento. e le chiedo  formalmente  di
  invitare  il  Presidente Cuffaro a venire in Aula, altrimenti  ci
  troveremmo  veramente  in una condizione di  assurdità   Qualcuno
  richiamava  Beckett,  noi stiamo  aspettando  Godot',  attendiamo
  Cuffaro,  attendiamo che il Governo venga qui  a  riferire  sulla
  capacità  della  maggioranza  di esprimere  effettivi  valori  di
  governabilità.
   Mi  permetto  di  ricordare una questione, cari  colleghi  della
  maggioranza e rappresentanti del Governo: in 60 anni  di  Statuto
  autonomistico   non  era  mai  accaduto  che  la  condizione   di
  desertificazione  sociale arrivasse a questo  punto:  il  31  per
  cento  delle famiglie siciliane si trova al di sotto della soglia
  di povertà  E' una condizione inaudita
   Invece   di   continuare   a  discutere   inutilmente   e   fare
  bizantinismi - qualcuno parlava di sofismi - è tempo  che  ci  si
  occupi di questioni concrete che riguardano i destini e le  sorti
  del popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, con l'intervento dell'onorevole
  Ballistreri  si è conclusa la discussione generale e,  così  come
  concordato stamattina, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì  8
  novembre 2006, alle ore 13.35, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Speziale


       I   - Comunicazioni
       II   - Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
       lettera d, e 153 del Regolamento interno, della mozione:

         N.  125   Iniziative  urgenti  per  scongiurare  ritardi
         nell'avvio   dei   corsi  di  formazione   professionale
         nell'anno formativo 2006-2007 .

                                                BASILE - DI MAURO
                                            LOMBARDO - MANISCALCO

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)  - Proroga dei contratti di catalogazione dei beni culturali
             - POR Sicilia 2000-2006 (395/A)

   2)  - Accelerazione della spesa del POR Sicilia 2000-2006 (n.
  377/A) (Seguito)
   3)  - Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
  dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
  l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico  (n. 393/A)
  (Seguito)

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

          Rendiconto generale dell'Amministrazione della  Regione
         e  dell'Azienda delle foreste demaniali per  l'esercizio
         finanziario 2005  (n. 355/A).

                  La seduta è tolta alle ore 13.31.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Ignazio La Lumia