Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 24 e 25 di mercoledì 8 novembre 2006 e numero 26 di
martedì 14 novembre 2006 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli:
Falzone dal 12 al 16 novembre 2006;
Caputo dal 12 al 16 novembre 2006;
Fagone dal 13 al 18 novembre 2006;
Gianni dal 14 al 15 novembre 2006;
Incardona dal 15 al 19 novembre 2006;
Scoma dal 21 al 24 novembre 2006;
Vicari dal 25 al 28 novembre 2006;
Manzullo il 25 novembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, in data 13 novembre 2006, è stato
presentato il seguente disegno di legge:
«Istituzione della scuola regionale siciliana di polizia
locale» (442), dagli onorevoli Caputo, Formica, Cristaldi,
Currenti, Falzone, Granata, Incardona, Pugliese, Stancanelli.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di
disegni di legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
«Interventi per la promozione e lo sviluppo
dell'associazionismo nella Regione siciliana» (434), presentato
dagli onorevoli Basile, Di Mauro, Lombardo, De Luca, Rizzotto,
Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data 8 novembre 2006;
inviato in data 14 novembre 2006.
«Norme per il sostegno agli organi di informazione in Sicilia»
(436), presentato dagli onorevoli Basile, Di Mauro, Lombardo, De
Luca, Rizzotto, Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data
8 novembre 2006;
PARERE V;
inviato in data 14 novembre 2006.
«Norme recanti benefici per i familiari delle vittime di
incidenti sul lavoro» (438), presentato dagli onorevoli
Gucciardi, Barbagallo, Ortisi, Galvagno, Ammatuna, Fiorenza,
Tumino, Vitrano, Zangara, Culicchia, Laccoto, Galletti, Manzullo,
Rinaldi in data 8 novembre 2006;
inviato in data 14 novembre 2006.
«BILANCIO» (II)
«Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale e interventi finanziari» (440),
presentato dal Presidente della Regione facente funzioni (Leanza
Nicola) su proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze
(Lo Porto) in data 8 novembre 2006;
PARERE I, III e IV;
inviato in data 8 novembre 2006.
«AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)
«Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica
utilità» (437), presentato dagli onorevoli Di Mauro, Lombardo,
Basile, De Luca, Rizzotto, Gennuso, Maniscalco, Nicotra,
Ruggirello in data 8 novembre 2006;
inviato in data 14 novembre 2006.
«CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)
«Norme organiche a sostegno della cultura» (439), presentato
dagli onorevoli Barbagallo, Ammatuna, Culicchia, Fiorenza,
Galletti, Gucciardi, Galvagno, Laccoto, Manzullo, Ortisi,
Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara in data 8 novembre 2006;
inviato in data 14 novembre 2006.
«SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)
«Tutela e valorizzazione delle persone anziane. Norme per la
promozione dell'associazionismo della terza età ed interventi a
favore di anziani non autosufficienti» (435), presentato dagli
onorevoli Basile, Lombardo, Di Mauro, De Luca, Rizzotto, Gennuso,
Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data 8 novembre 2006;
PARERE I;
inviato in data 14 novembre 2006.
Comunicazione relativa al disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge «Interventi a
favore delle imprese attraverso il credito d'imposta.
Disposizioni varie», già disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A
della XIII legislatura, trasmesso ai sensi dell'articolo 136
bis del Regolamento interno alla Commissione Bilancio , è stato
fatto proprio dalla stessa nella seduta n. 15 del 24 ottobre
2006 con il numero d'ordine 441.
Comunicazione di trasmissione di proposte di legge
costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per gli Affari regionali,
onorevole Linda Lanzillotta, con nota prot. n. 1968/Gab del 27
ottobre 2006, ha trasmesso le proposte di legge costituzionale
numeri 206, 980, e 1241 di iniziativa parlamentare, riguardanti
«la procedura per la modifica degli statuti delle Regioni a
statuto speciale».
Le stesse sono state trasmesse il 9 novembre 2006 alla I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali .
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 8 novembre 2006, alla Commissione legislativa
Affari Istituzionali (I):
«Istituzione della Consulta delle elette e nominate della
Regione siciliana» (433);
d'iniziativa parlamentare;
inviato in data 8 novembre 2006.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere presentate
dal Governo e trasmesse alle competenti Commissioni legislative:
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
Consorzio ASI di Siracusa - Designazione componente del
consiglio generale (n. 8/I),
pervenuta in data 7 novembre 2006;
ultiservizi S.p.A.- Designazione componente del consiglio di
amministrazione (n. 9/I),
pervenuta in data 7 novembre 2006;
Consorzio ASI del Calatino - Designazione componenti del
consiglio generale e componente del comitato direttivo (n.
10/I),
pervenuta in data 7 novembre 2006.
Inviate in data 8 novembre 2006.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il seguente parere reso dalla competente
Commissione legislativa Servizi Sociali e Sanitari (VI):
- Istituzione di un dipartimento oncologico interaziendale di
II livello (n. 6/VI),
- reso in data 9 novembre 2006;
- inviato in data 14 novembre 2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
RINALDI, segretario:
«All'Assessore alla Presidenza, premesso che fra il 2005 e il
2006 sono stati stanziati fondi per circa due milioni di euro a
favore della cooperazione internazionale e gestiti dall' 'Ufficio
speciale per la cooperazione internazionale';
rilevato che diverse tra le iniziative non sembrano rientrare
nei criteri della cooperazione internazionale e sfuggono a una
ragione che giustifichi l'intervento della Regione piuttosto che
dello Stato o di altri Enti pubblici e privati;
considerato che nel sottrarre risorse ai bisogni locali occorre
verificare sempre l'efficacia e l'utilità dell'intervento tanto
nei confronti dei soggetti beneficiati quanto nei confronti della
stessa regione;
vista la quantità delle risorse messe a disposizione, la
discrezionalità delle scelte operate e la clamorosa utilizzazione
di simili fondi nel 'Cous-cous fest' di S.Vito Lo Capo o
l'attribuzione a una associazione campana per la valorizzazione
dell'area archeologica di Cirene in Libia;
per sapere:
se non ritenga urgente fornire all'Assemblea un dettagliato
rapporto sulla utilizzazione dei fondi nonchè la documentazione e
la rendicontazione relativa a ogni tipo di spesa;
se non valuti l'opportunità, sulla base della esperienza
accumulata, di farsi promotore di un regolamento a cui attenersi
nella predisposizione dei bandi nelle more di una legge che
regoli con più puntualità la materia.» (708)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'azienda agricola Acquacoltura mediterranea s.r.l. di
Petrosino (TP) conduce in affitto gli impianti e i macchinari
della ditta Ittica Mediterranea con un regolare contratto
trascritto presso l'Ufficio immobiliare di Trapani, per la durata
di anni dodici;
in seguito al fallimento della Azienda Ittica Mediterranea nel
giugno 2003, la curatela fallimentare imponeva all'Acquacoltura
mediterranea di allevare oltre un milione di pesci che dovevano
servire a pagare i debiti dell'Ittica Mediterranea senza,
tuttavia, fornire all'Acquacoltura Mediterranea le risorse
economiche necessarie per far fronte alle spese di funzionamento
dell'impresa ed al pagamento del personale;
la suddetta situazione ha fatto precipitare l'azienda
Acquacoltura Mediterranea in un irreversibile declino economico
al quale non ha potuto far fronte con la vendita del pesce e che
ad oggi è in atto un contenzioso tra l'Acquacoltura Mediterranea
e la curatela fallimentare;
considerato che:
nonostante i numerosi tentativi di trovare una soluzione anche
attraverso riunioni indette dal Prefetto di Trapani, dott.
Finazzo, non è ad oggi arrivata in porto alcuna iniziativa utile
ad evitare la chiusura dell'Azienda con la conseguente moria dei
pesci per denutrimento ed il cannibalismo tra gli stessi, cosa
che imporrebbe un intervento di Protezione civile per lo
smaltimento di rifiuti speciali al fine di evitare l'inquinamento
ambientale;
per sapere quali provvedimenti urgenti intenda adottare, come
già fatto in casi analoghi, al fine di attivare la Protezione
civile, recuperando le risorse economiche necessarie, affinché
siano acquistati i mangimi necessari ad alimentare i pesci sino
al raggiungimento della pezzatura indispensabile per l'immissione
degli stessi nei mercati, al fine di evitare lo spreco di risorse
che in ogni caso dovrebbero essere impegnate per lo smaltimento
del pesce che, in queste condizioni, è destinato a morire e,
decomponendosi, a provocare un grave danno all'ambiente.» (710)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PARRINELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale, l'emigrazione e
l'immigrazione, premesso che:
da notizie riportate dalla stampa si apprende che l'Assessore
regionale per il lavoro ha predisposto un bando che rivoluziona
la formazione professionale in Sicilia;
detto bando, che sarà pubblicato in una delle prossime Gazzette
ufficiali della Regione, avrebbe già ottenuto il parere positivo
del comitato di sorveglianza del POR (il piano di spesa dei fondi
di Agenda 2000);
trattasi nello specifico di un assegno virtuale di circa 1.500
euro che verrà concesso a chiunque vorrà frequentare un corso di
formazione;
il voucher potrà essere speso direttamente presso gli enti
gestori dei corsi che così otterrebbero in modo diretto il
finanziamento delle loro iniziative; attualmente invece, perviene
loro dalle casse regionali;
il bando in questione è indirizzato alla ricerca di un partner
della Regione che dovrà realizzare un catalogo dei corsi da
pubblicare anche on line; in pratica, una bacheca virtuale che
mette in vetrina l'offerta formativa, alla quale lo studente si
potrà collegare on line ed iscriversi sfruttando il voucher che
l'Assessorato gli metterà a disposizione;
considerato che:
questo sistema mirerebbe alla nascita di un consistente numero
di corsi assolutamente innovativi, legati alle nuove esigenze
delle imprese e del mercato del lavoro in genere;
per il finanziamento di detti nuovi corsi verranno utilizzati,
secondo quanto dichiarato dalla direttrice del Dipartimento della
formazione regionale, dottoressa Alessandra Russo, tutte le
risorse che non sono state impiegate da altri progetti di Agenda
2000;
considerato, altresì, che si tratterebbe di una fase
sperimentale ove i nuovi corsi e le modalità del loro
finanziamento convivranno con il vecchio sistema formativo
destinato successivamente a scomparire;
per sapere:
se sia stato già individuato il 'partner' che dovrà realizzare
il catalogo dei corsi;
quale fine sarà riservata agli enti di formazione professionale
che hanno operato e che continuano ad operare;
se il Governo della Regione ritenga di potere apportare tali
cambiamenti radicali nel sistema formativo senza doverosamente
sentire la Commissione parlamentare di merito, per meglio
approfondire, attraverso un democratico confronto istituzionale,
tutte le rilevanti tematiche inerenti la formazione
professionale.» (712)
CULICCHIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
con l.r. 3 maggio 2004 n. 7 è stato istituito un contributo una
tantum per i familiari delle vittime della mafia o della
criminalità organizzata per i fatti accaduti nel decennio
precedente la legge regionale n. 10 del 1986;
per l'attuazione della suddetta legge occorre adottare un
apposito regolamento;
detto regolamento, secondo il comma 3 dell'art. 3 della
suddetta legge, avrebbe dovuto essere esitato dalla Giunta
regionale, su proposta dell'Assessore regionale per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della medesima legge;
tenuto conto che:
alla data odierna l'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali nulla ha inoltrato alla
Giunta regionale;
per tale grave mancanza, numerose richieste di contributi
giacciono presso l'Ufficio speciale per la solidarietà alle
vittime del crimine organizzato e della criminalità mafiosa
presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali;
per sapere se non ritengano improcrastinabile l'adozione del
suddetto regolamento, tenuto conto che le famiglie beneficiarie
dei contributi previsti dalla l.r. 3 maggio 2004 n. 7 nulla
possono riscuotere, non essendo, allo stato attuale, completato
l'iter istitutivo della medesima legge.» (713)
FALZONE
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
a seguito delle avversità atmosferiche nelle province di
Siracusa ed Enna (piogge persistenti 25 dicembre 2005 - Febbraio
2006, piogge particolarmente intense il 30 e 31 gennaio 2006,
gelate da febbraio a marzo del 2006), nonché per le piogge
alluvionali dal 12 al 15 dicembre 2005 nelle province di Catania
e Siracusa, gli IPA, tra cui quello di Siracusa, hanno prodotto
le relative relazioni di accertamento, delimitazione e
quantificazione dei danni causati ai territori e aziende agricole
colpiti inviate a codesto Assessorato e successivamente al
Ministero per le politiche agricole e forestali;
altresì, dalla Divisione QPA IV del Ministero le relazioni non
sono state ritenute sufficienti e sono stati richiesti
chiarimenti e integrazioni;
considerato che:
tali chiarimenti e integrazioni, inviati dall'IPA di Siracusa,
non sono stati considerati esaustivi dei quesiti posti dal
Ministero;
altresì, tutto ciò è presupposto fondamentale e indispensabile
per il riconoscimento dei benefici previdenziali per gli operai
agricoli della provincia di Siracusa;
nelle more della riforma della previdenza agricola, in
discussione a livello nazionale tra le parti sociali e il Governo
nazionale, che dovrebbe regolamentare, tra l'altro, in maniera
più efficace e rispondente alla realtà la questione delle
calamità;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per arrivare
a un rapido chiarimento tecnico in ordine alle relazioni IPA e/o
alla corretta interpretazione del contenuto delle stesse, al fine
di superare positivamente le contrapposte opinioni e consentire
in questo modo di scongiurare la perdita dei diritti
previdenziali per i braccianti della provincia di Siracusa.»
(714)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ZAPPULLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
in data 26 gennaio 2005 la ST Microelectronics aveva annunciato
la chiusura del Development Center di Palermo;
il Development Center impiega 50 lavoratori nel settore
dell'alta tecnologia e rappresenta quindi un punto di elevata
eccellenza nel settore della ricerca;
se consolidato e rilanciato, a regime, avrebbe dovuto impiegare
200 ricercatori e che, con le giuste condizioni di contorno,
potrebbe favorire la crescita di un importante indotto;
il rafforzamento del rapporto sinergico con la locale
Università potrebbe offrire ai suoi laureati in discipline
tecnico-scientifiche concrete opportunità di lavoro nel proprio
territorio;
la chiusura del suddetto centro provocherebbe una fuga di
cervelli in un settore sempre più strategico nella economia del
nuovo millennio, nonché uno sradicamento di decine di famiglie
costrette ad emigrare da una città sempre più arida di
prospettive lavorative;
per sapere:
se il Governo della Regione abbia intenzione di intervenire
nella salvaguardia di questa realtà d'eccellenza;
quali atti di carattere finanziario e amministrativo intenda
porre in essere il Governo della Regione per scongiurare la
chiusura, favorire il rilancio del centro per rafforzare sempre
di più il settore che rappresenterebbe un fiore all'occhiello
nella economia di sviluppo e ricerca della nostra isola.» (717)
INCARDONA
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
RINALDI, segretario:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
per la tutela sanitaria delle attività sportive nella Regione
siciliana è stata approvata la legge regionale 30 dicembre 2000,
n. 36 'Norme concernenti la medicina dello sport e la tutela
sanitaria delle attività sportive';
il provvedimento legislativo è rimasto ad oggi di difficile
applicazione per la mancata emanazione del regolamento di cui
all'art. 5, comma 2, della medesima legge n. 36/2000, la cui
adozione è peraltro espressamente prevista entro novanta giorni
della sua entrata in vigore;
detto regolamento avrebbe dovuto essere emanato per fissare i
requisiti strutturali, di personale ed attrezzature dei centri di
medicina dello sport;
dalla incompleta applicazione della legge in oggetto possono
derivare inutili rischi per l'atleta, per il persistente e
conseguente stato di inevitabile incertezza nell'applicazione
della disciplina di che trattasi;
considerato che:
l'art. 6, comma 1, della l.r. 36/2000, prevede che 'Le
certificazioni di idoneità sportiva agonistica sono rilasciate
dalle strutture pubbliche e da quelle private autorizzate o
accreditate';
l'art. 18 della legge 8 settembre 2003, n. 13 'Norme
finanziarie in materia di razionalizzazione dei servizi e per la
gestione del territorio', ad integrazione e modifica dell'art. 6
citato della legge 30 dicembre 2000 n. 36, alle strutture
pubbliche e private autorizzate o accreditate cui è attribuita la
facoltà di certificazione di idoneità ai fini sportivi
agonistici, aggiunge, genericamente, i medici specialisti in
medicina dello sport;
l'art. 18 della legge 8 settembre 2003, n. 13, appena
richiamato, non ha precisato se i medici specialisti in medicina
dello sport, genericamente indicati, possano certificare
autonomamente senza alcuna preventiva forma di autorizzazione o
accreditamento, come invece espressamente previsto per le
strutture pubbliche e private, oppure se anch'essi debbano
dotarsi di specifica autorizzazione o accreditamento;
ritenuto che:
se fosse concessa la possibilità ai medici specialisti in
medicina dello sport di certificare l'idoneità sportiva
agonistica senza alcuna autorizzazione o accreditamento, si
opererebbe una ingiustificata e ingiustificabile disparità di
trattamento con le strutture pubbliche e private che, per poter
certificare, necessitano, a norma dell'art. 6, comma 1, della
legge n. 36 del 2000, di autorizzazione o accreditamento, quali,
ad esempio, i presìdi di medicina sportiva delle AA.UU.SS.LL. e
le strutture della Federazione medico sportiva italiana del CONI;
la descritta incertezza interpretativa potrebbe,
presumibilmente, aver già determinato nella regione il fenomeno
di certificazioni d'idoneità ai fini sportivi agonistici
rilasciate da singoli specialisti in medicina dello sport senza
il rispetto di una corretta prassi sanitaria, come, ad esempio,
visite svolte dentro palestre o locali non idonei, assenza
contestuale durante le visite di specialisti cardiologi, mancanza
di attrezzature idonee ad effettuare i controlli previsti dalle
normative vigenti in materia;
la certificazione d'idoneità allo sport agonistico esitata
senza il rispetto delle regole metterebbe a rischio, in tutta
evidenza, chi svolge l'attività sportiva agonistica in assenza di
adeguati e idonei controlli medici;
per sapere:
quali siano le ragioni della mancata emanazione del regolamento
di cui all'art. 5, comma 2, della legge 30 dicembre 2000 n. 36
recante Norme concernenti la medicina dello sport e la tutela
sanitaria delle attività sportive ;
se, alla luce delle osservazioni e considerazioni svolte nella
presente interrogazione, l'Assessore non ritenga ormai urgente ed
indifferibile l'emanazione del regolamento in argomento, sia per
consentire una corretta e completa applicazione della disciplina
contenuta nella citata l.r. 36/2000, sia per scongiurare il
rischio di certificazioni di idoneità agonistica non sostenute da
adeguata e corretta prassi sanitaria;
se risponda al vero che, ad oggi, qualunque specialista in
medicina dello sport, senza alcuna preventiva formalità, sia essa
autorizzazione o accreditamento, possa effettuare attività di
visita e certificazione ai fini del rilascio della certificazione
di idoneità allo sport agonistico.» (709)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GUCCIARDI - BARBAGALLO
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
dal giugno 2005 il Genio civile di Messina è retto da dirigenti
ad interim, ed a scavalco da altre province, caso unico in
Sicilia;
altresì, la provincia di Messina è interessata da incombenti
situazioni di dissesto idrogeologico e di rischio sismico, con
l'assenza dei relativi piani di protezione civile;
per sapere quando intenda provvedere alla nomina di un
ingegnere capo stabile ed esclusivo per la provincia di Messina,
ponendo fine all'attuale condizione di incertezza.» (711)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BALLISTRERI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore alla famiglia, alle politiche sociali
e alle autonomie locali, premesso che:
nel Comune di Carini (PA), il Piano Regolatore Generale
adottato nel 1981, è scaduto da cinque anni;
il nuovo Piano Regolatore Generale è tuttora in fase di
gestazione, non se ne conoscono i tempi di adozione e l'attuale
Amministrazione comunale non sembra particolarmente sollecita ad
adottarlo;
il Piano di zona per l'edilizia sovvenzionata è scaduto il 15
febbraio 2005;
la Ripartizione VI del Comune, Urbanistica e Pianificazione
territoriale, a distanza di più di un anno dalla lettera prot. n.
35100 dell'8 giugno 2005, con cui l'Assessorato regionale del
territorio e ambiente, nel rigettare la richiesta di proroga del
precedente Piano di zona, faceva obbligo al Comune di dotarsi di
un nuovo Piano di zona, non ha esitato alcuna proposta al
riguardo da sottoporre all'esame del Consiglio comunale;
la situazione di carenza di nuovi strumenti urbanistici più
aderenti ad una realtà abitativa che è in continuo aumento e che
ormai ha superato le trentamila unità determina continue
richieste e compiacenti approvazioni di sempre nuove e più dense
lottizzazioni;
in tale attività di esame, controlli ed approvazioni di nuovi
programmi edilizi, la Ripartizione VI opera con parzialità ed
evidenti interessi di parte in accordo con le organizzazioni
mafiose che di fatto gestiscono le attività;
si è avuta recente prova della parzialità della Ripartizione
Urbanistica e Pianificazione territoriale nella vicenda che ha
interessato la Cooperativa Amicizia , il cui programma
costruttivo presentato il 27 gennaio 2006 non ha avuto alcun
riscontro di merito da parte della citata Ripartizione fino al 25
settembre u.s., giorno in cui, di certo per l'intervento del
commissario ad acta richiesto dalla medesima Cooperativa, il
responsabile della Ripartizione ha chiesto modifiche ed
integrazioni al programma e ciò nonostante avviava all'esame
della Commissione Urbanistica del Comune un programma edilizio,
presentato il 9 ottobre dalla Cooperativa La Pineta, insistente
sulle stesse aree e per il quale avviava anche, con lettere a sua
firma non protocollate al protocollo generale del Comune e
spedite dall'Ufficio Postale Palermo - Ausonia, le procedure
ablative;
non risulta che il Sindaco e/o l'Assessore comunale
all'urbanistica abbiano preso alcun provvedimento disciplinare
nei confronti del responsabile della Ripartizione Urbanistica e
Pianificazione territoriale, pur essendo stati informati della
condotta dello stesso, per cui è fondato il sospetto che costui
operi in combutta con i vertici del Consiglio e
dell'Amministrazione comunale e da costoro sia protetto;
tale situazione di disordine urbanistico, oltre che procurare
danno ai cittadini interessati, ha determinato e determina
nell'opinione pubblica carinese, più sensibile ai valori
dell'etica e della corretta amministrazione, costernazione,
sdegno e senso di impotenza;
per sapere:
quali provvedimenti l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
l'Assessore alle autonomie locali e/o, in loro sostituzione, il
Presidente della Regione, intendano adottare per:
indurre l'Amministrazione comunale di Carini a dotarsi al più
presto di un nuovo Piano Regolatore Generale;
censurare i comportamenti del Sindaco e dell'Assessore Comunale
all'Urbanistica per l'atteggiamento compiacente verso il
responsabile della Ripartizione VI Urbanistica e Pianificazione
territoriale;
inoltre, se non ritengano di dover attivare presso il comune di
Carini apposito intervento ispettivo tendente a verificare la
conformità alle disposizioni legislative e regolamentari
dell'operato della Ripartizione VI Urbanistica e Pianificazione
territoriale durante la gestione dell'attuale responsabile,
architetto Giovanni Schemmari, e ad adottare i provvedimenti
conseguenti all'emergere delle illiceità commesse.» (715)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
i lavori pubblici, premesso che:
in data 9 gennaio 2006 veniva formulata l'interrogazione n.
prot. 2585 rimasta ad oggi priva di risposta;
ad ulteriore conferma di quanto denunciato con la precedente
interrogazione, si evidenzia che la Cooperativa Igea ebbe ad
apprendere con stupore dalla stampa (Giornale di Sicilia del 7
settembre 1988) la fantomatica esistenza di un contenzioso tra il
Tribunale Amministrativo Regionale e la stessa Cooperativa;
notizia errata anche nella forma. Un contenzioso risulta pendente
davanti a un Tribunale; poiché l'articolo nasceva da una
intervista fatta a funzionari dell'Assessorato alla Presidenza,
la Igea temette che vi fosse un disegno per privarla della
concessione o per ritardare la consegna e chiese spiegazioni al
competente Gruppo X - Demanio e Patrimonio Immobiliare con
lettera a firma di un suo legale, avv. Pasquale Dante, datata
09/02/1989 e inviata anche all'Ufficio legale della Regione;
nessuna rettifica né risposta a tale riguardo è mai pervenuta;
successivamente l'avv. Pasquale Dante, legale della Igea, con
lettera del 7 aprile 1989, ha informato l'Avvocatura Distrettuale
dello Stato di quanto dichiarato in maniera infondata dai
funzionari del Demanio in merito all'esistenza di un fantomatico
contenzioso tra il TAR e la Igea, notizia mai rettificata e
smentita;
l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, con propria nota part.
4566 del 19 aprile 1989 chiedeva alla Presidenza demanio e
patrimonio Immobiliare notizie in merito a quanto esposto dalla
Igea tramite il proprio legale avv. Pasquale Dante;
tutti i lavori edili commissionati riguardanti l'immobile
risultano illegittimi, l'intera vicenda richiede un compiuto e
globale esame poiché non si tratta di un episodio isolato;
in un precedente progetto di ristrutturazione del 1994, a firma
degli ingegneri Francesco Iovino e Giuseppe Marineo, l'I.R.T.,
nella relazione esplicitava l'intenzione di ristrutturare il
complesso immobiliare al fine di accogliere gli uffici regionali
in vista di una oculata gestione delle risorse pubbliche, se tale
è anche il denaro del bilancio regionale. Infatti, sarebbero
state preventivate ben lire 3.100.000.000 e dichiarava che
l'immobile era destinato a casa di riposo per combattenti, per
cui prima dell'utilizzazione occorreva provvedere al cambio di
destinazione d'uso: proposizione erronea, perché al cambio di
destinazione qualunque buon padre di famiglia provvederebbe prima
di spendere miliardi, visto che non può avere certezza
dell'accoglimento della richiesta, nonostante ogni pressione.
Invece, è stato eseguito un progetto inutile, costato denaro
pubblico regionale (cfr. art. 22 l.r. 12.1.1993, n. 10) e poi
gettato via;
l'Assessore alla Presidenza con D.A. n. 10012 del 27 dicembre
1994 sosteneva in maniera inattendibile, al fine di evitare
rilievo dalla Corte dei Conti, che l'immobile era già destinato a
sede di uffici regionali e venivano stanziate suddette £.
3.100.000.000;
la Igea con nota del proprio legale, avv. Fabrizio Amalfi,
datata 3 aprile 1995 denunciava agli organi competenti che il
progetto redatto dall'I.R.T. era lesivo degli interessi pubblici
e di quelli di rilevanza pubblica della cooperativa e l'erroneità
delle informazioni sulle quali l'Assessore alla Presidenza aveva
basato la sua risposta all'interrogazione dell'on.le Piro, in
merito al trasferimento dell'Ufficio di Collocamento nei locali
di via Duca degli Abruzzi, notizia già riportata nella precedente
interrogazione;
successivamente a seguito di bando di gara pubblicato in GURS
n. 21 del 23 maggio 1998 sono stati appaltati lavori finalizzati,
ufficialmente, alla bonifica e salvaguardia del complesso
immobiliare, per un importo di 2.275.000.000 di lire, e, in
realtà, volti a trasformare la palazzina in uffici, in violazione
delle norme urbanistiche, così come sancito anche dal parere
sfavorevole del gruppo XXVI della Direzione regionale Urbanistica
(prot. n. 192 del 28/06/1999), notizia già riportata nella
precedente interrogazione, aggiudicati dalla Ditta Civilgea
s.n.c. di Misilmeri, (aggiudicazione pubblicata in GURS n. 42 del
17 ottobre 1998), per cui era necessaria la concessione edilizia,
ma con un espediente illegittimo per superare tale ostacolo,
l'IRT Gruppo 3 ha presentato al Sindaco di Palermo, Ripartizione
Edilizia Privata, in data 8 aprile 1989 una nota prot. 683 e
firma degli ingegneri Giuseppe Bonanno, Gaetano Buffa e Geometra
Domenico Chiappone con allegata la Relazione Tecnica dei lavori
da eseguire, che era falsificata perché diversa, ridotta, dalla
Relazione Tecnica prevista dal progetto originale e mancante
della voce opere varie di lavori edili e di altre diciture;
si evidenzia come già scritto nella precedente interrogazione
che il CTU ing. M. Messeri, nella consulenza tecnica di ufficio
depositata il 29 ottobre 1992 riguardante la causa civile R.G. n.
6225/91 avanti il Tribunale Civile di Palermo tra la Presidenza
della Regione siciliana e il Centro Sociale San Pio X, definita
con sentenza n. 3956/94, aveva stabilito per la ristrutturazione
totale dell'immobile la somma complessiva di £ 865.963.115, cifra
pienamente condivisa dal C.T.P. della Regione siciliana
funzionario dell'I.R.T. ing. Gaetano Buffa;
la Igea, con nota del proprio legale, avv. Fabrizio Amalfi,
datata 6 maggio 1989 denunciava agli organi competenti tali
lavori palesemente abusivi;
l'Assessorato regionale territorio e ambiente, con propria nota
del 1 giugno 1999 Gruppo XXXV, prot. n. 7167, diffidava il Comune
di Palermo a riferire compiutamente in ordine ai lavori edili
abusivi segnalati con esposto dalla Igea;
il Municipio di Palermo - Ripartizione Edilizia Privata, con
nota del 5 luglio 1999 prot. n. 9100, rispondeva all'Assessorato
territorio ed ambiente sostenendo che dalla Relazione Tecnica
presentata dall'I.R.T. al Comune non vi erano i presupposti per
provvedimenti repressivi e sanzionatori dell'abusivismo
edilizio e inapplicabili quindi gli artt. 2 e 3 della l.r. 37/85
e art. 13 della l.r. 17/94 (si badi bene che la Relazione Tecnica
dell'I.R.T. presentata al Comune era diversa da quella del
progetto originale perché falsificata);
a seguito di approvazione di variante al Piano Regolatore
Generale non definitiva del Comune di Palermo pubblicata in GURS
n. 13 del 22/03/2002 il Servizio 4 dell'I R.T. elaborava
illegittimamente un progetto approvato con visto n. 739 del 19
giugno 2002 a firma degli ingegneri. Giuseppe Cassata, Paolo
Messina, Vincenzo Galioto e dei geometri Domenico Chiappone,
Paolo Frantone, Pietro Santoro per destinare l'immobile a un
generico uso governativo senza aspettare il definitivo PRG
pubblicato in GURS n. 41 del 30/08/2002 che confermava la
destinazione urbanistica in I C 5 (centri sociali e sanitari);
il Servizio Demanio e Patrimonio immobiliare della Presidenza
della Regione ha inoltrato al Dipartimento regionale della
Protezione Civile n. 2 copie del progetto elaborato dal Servizio
4 dell'I.R.T., precisando che sarebbe stata cura del
Dipartimento destinatario provvedere a reperire le fonti di
finanziamento, l'approvazione dell'intervento ed il successivo
affidamento dei lavori;
a seguito degli eventi sismici del 6 settembre 2002 che hanno
interessato il territorio della provincia di Palermo, con
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3250
dell'8 novembre 2002, il Presidente della Regione siciliana è
stato nominato Commissario delegato per le attività connesse alla
messa in sicurezza delle infrastrutture pubbliche di pertinenza
del patrimonio edilizio pubblico regionale;
ai sensi dell'art. 3 della suddetta Ordinanza è stato
predisposto apposito piano di interventi nel quale è stato
incluso indebitamente l'intervento di manutenzione straordinaria
per il completamento del complesso immobiliare demaniale sito in
Palermo, in Via Duca degli Abruzzi, 2;
l'immobile di Via Duca degli Abruzzi non rientra tra gli
immobili individuati dalla suddetta ordinanza essendo
perfettamente integro e non colpito dal sisma del 6 settembre
2002;
pur non ricorrendo le condizioni previste dall'art. 24 lett. b
della legge 109/94, sono stati inoltrati illegittimamente gli
inviti a n. 10 imprese per partecipare alla trattativa privata
per l'affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per il
completamento del complesso immobiliare demaniale sito in Via
Duca degli Abruzzi n. 2 da destinare ad uso Uffici Pubblici;
risultano calpestate e violate tutte le leggi riguardanti la
gestione del demanio pubblico con l'obiettivo esclusivo di
privare il quartiere Pallavicino e zone limitrofe di usufruire
del legittimo centro sociale e sanitario, come previsto dal PRG e
ai sensi del D.M. 1444/68 a esclusivo vantaggio di altri
importanti centri sanitari privati che sono sorti nelle zone
limitrofe;
con nota del 27 luglio 2001 prot. n. 5781, la Presidenza della
Regione siciliana ha rilasciato indebitamene Nulla Osta
urbanistico per il cambio di destinazione d'uso dell'immobile,
sostituendosi al competente Assessorato del territorio e
dell'ambiente e sostenendo infondatamente di disporre di
finanziamenti propri per la realizzazione delle opere;
la delibera n. 287 dell'8 ottobre 2003 con la quale la Giunta
regionale ha cambiato destinazione d'uso all'immobile ai sensi
dell'art. 89 co.7 della l.r. 3 maggio 2001 n. 6 risulta
illegittima perché la Regione siciliana è un ente territoriale,
ma non è un ente locale territoriale come previsto dalla
Costituzione; infatti secondo l'art. 2 del d.lgs.vo 18 agosto
2000, n. 267 T.U. delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,
si intendono per enti locali i comuni, le province, le città
metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le
unioni di comuni;
la illegittimità della predetta delibera è confermata in
maniera insuperabile dal parere reso sulla questione dall'insigne
giurista docente di diritto amministrativo prof. avv. Guido
Corso;
per sapere quali provvedimenti urgenti intenda adottare il
Governo della Regione per accertare le responsabilità di chi, tra
i funzionari regionali, abbia agito in mala fede procurando
evidenti danni ai soggetti interessati e al contempo revocare in
autotutela la delibera suddetta e rendere libero l'immobile per
concederlo secondo la sua propria destinazione urbanistica alla
cooperativa Igea, legittima destinataria ai sensi di legge.»
(716)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CAPUTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
RINALDI, segretario:
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
la legge 12 maggio 1999, n. 68 Norme per il diritto al lavoro
dei disabili , che sostituisce la precedente disciplina di cui
alla L. n. 482 del 1968, fa obbligo ai datori di lavoro pubblici
e privati di avere alle loro dipendenze lavoratori disabili
(ferme rimanendo le norme per i centralinisti telefonici non
vedenti e per l'assunzione obbligatoria dei sordomuti);
in particolare, l'art. 2 della suddetta legge prevede il
collocamento mirato inteso quale serie di strumenti tecnici e di
supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con
disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel
posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di
sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con
gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui
luoghi quotidiani di lavoro e di relazione , e teso all'incontro
tra domanda ed offerta per realizzare inserimenti efficaci e
produttivi per un positivo rapporto tra esigenze produttive e
realizzazione delle potenzialità del disabile; ai sensi dell'art.
9, comma 6, della suddetta legge e del Decreto del Ministero del
Lavoro del 22 novembre 1999, è fatto obbligo ai datori di lavoro
di comunicare entro il 31 gennaio di ogni anno:
- il numero complessivo dei lavoratori dipendenti;
- il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella
quota di riserva;
- i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavorato ri
disabili;
come ribadito nel DPR 10 ottobre 2000, n. 333 Regolamento di
attuazione della L. n. 68 del 1999 dalla Circolare del Ministero
del Lavoro 17 gennaio 2000, n. 4 Disciplina generale del
collocamento obbligatorio , il disabile è titolare del Diritto al
lavoro;
considerato che gli articoli 2-4 del D. Lgs. N. 469 del 1997
assegnano alle Regioni le competenze in materia di politica del
lavoro ed in particolare relativamente alla programmazione,
coordinamento, attuazione e verifica delle iniziative finalizzate
all'occupazione dei disabili; evidenziato che la Regione
siciliana, con legge regionale n. 30 del 1997 e n. 24 del 2000 e
con circolari dell'Assessorato regionale del Lavoro della
previdenza sociale della formazione professionale e
dell'emigrazione n. 308 del 30 aprile 1998, n. 8 del 17 marzo
2000, n. 1 del 17 ottobre 2002 e n. 27 del 3 marzo 2003, ha
recepito la normativa nazionale e ribadito l'obbligo delle
assunzioni dei disabili nelle percentuali, con le modalità e con
i benefici per le aziende stabiliti dalla citata legge nazionale
n. 68 del 1999;
rilevato che:
presso tanti enti pubblici e privati della Regione siciliana,
la suddetta legge rimane inapplicata, (in larga misura per il
pregiudizio dei datori di lavoro nei confronti dei disabili
ritenuti lavoratori improduttivi, con la mortificazione della
loro dignità ed il rischio di alterare il loro delicato
equilibrio psicofisico); molte aziende, entro il 31 gennaio, non
rispettano gli adempimenti di cui all'art. 9, comma 6 della L. n.
68 del 1999, omettendo di comunicare le quote dei disabili;
atteso che le suddette inadempienze continuano nonostante
alcuni interventi di codesto Assessorato (compresa la convenzione
stipulata tra l'Assessorato, l'Ispettorato, l'Ufficio del lavoro
e le Organizzazioni di categoria delle imprese);
ritenuto che le suddette inadempienze rappresentano gravi
violazioni di legge che ledono diritti fondamentali di persone
socialmente deboli che vanno assolutamente tutelati, per
conoscere:
l'orientamento di codesto Assessorato sulle iniziative da
intraprendere per dare un nuovo vigoroso impulso finalizzato al
rispetto puntuale della legge n. 68 del 1999 sul collocamento
obbligatorio dei disabili, dei ciechi e dei sordomuti;
se non ritenga in particolare: a) di avviare una nuova campagna
promo - pubblicitaria per sensibilizzare gli enti pubblici e
privati al rispetto della legge sul collocamento obbligatorio dei
disabili, ricordando le san zioni previste in caso di
inadempienza;
b) di attivare, tramite gli uffici periferici preposti, urgenti
ispezioni presso gli enti pubblici e privati al fine di far
emergere e sanzionare eventuali violazioni della legge in
questione.» (11)
DI MAURO - BASILE - LOMBARDO -
MANISCALCO - RIZZOTTO - DE LUCA -
RUGGIRELLO - NICOTRA - GENNUSO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con sentenza datata 7 aprile 2006, il Tribunale Amministrativo
Regionale ha dato ragione all'associazione Arcidonna, che aveva
presentato propria opposizione alla graduatoria predisposta
dall'Assessorato regionale Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale ed emigrazione in merito ai progetti finanziati
dall'Unione europea, denominati EQUAL;
considerato che:
la sentenza di cui sopra imponeva all'Assessorato regionale
Lavoro di rifare la graduatoria di un concorso di finanziamenti
europei riservato a società che si occupano di formazione;
lo stesso Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva respinto
le istanze di due società vincitrici che chiedevano la
sospensione dell'esecutività della sentenza, divenuta perciò
esecutiva;
a distanza di diverse settimane, l'Assessorato regionale Lavoro
non ha assunto alcun provvedimento volto al rispetto della
sentenza del TAR e nel contempo i progetti di cui sopra sono
andati avanti secondo i criteri disposti dall'Assessorato e,
sembra altresì, con l'erogazione già effettuata di gran parte del
finanziamento disponibile;
le risorse di cui sopra sarebbero state erogate a tre
associazioni che, secondo la sentenza del TAR, dovrebbero essere
escluse dai progetti per inammissibilità delle istanze e per
carenza di documentazione;
preso atto che:
1'Arcidonna ha predisposto un atto di diffida e messa in mora ,
dando trenta giorni di tempo all'Assessorato per escludere dalla
graduatoria le società precedentemente ammesse, chiedendo dunque
la riammissione al finanziamento del progetto di Arcidonna;
l'atto di diffida di cui sopra è scaduto il 3 novembre 2006 e
l'assenza di qualsiasi provvedimento da parte dell' Assessorato
rischia di produrre ulteriori aggravi alle casse, già disastrate,
della Regione;
per conoscere quali provvedimenti immediati il Governo della
Regione intenda adottare nel rispetto della sentenza del TAR al
fine di evitare prevedibili danni all'erario, nonché ulteriori
eventuali sanzioni da parte della UE - come già avvenuto con i
cosiddetti POP 94/99 - che ha richiesto alla Regione siciliana la
restituzione di ben 75 milioni di euro la cui utilizzazione è
stata, evidentemente, ritenuta difforme dalle norme europee.»
(12)
BORSELLINO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
in sede di Conferenza dei Sindaci del 3 novembre 2006, la
direzione aziendale dell'AUSL n. 9 di Trapani ha presentato un
Piano di riordino della rete ospedaliera;
detto Piano avrebbe previsto, tra l'altro, il declassamento dei
presidi ospedalieri di Alcamo, Mazara del Vallo e Salemi, che
servono un bacino di utenza riferibile a poco meno della metà
dell'intero territorio provinciale;
il riordino della rete ospedaliera di cui trattasi, quindi,
verrebbe a privare, di fatto, gran parte del territorio
provinciale di veri presidi ospedalieri, con l'inevitabile
conseguenza della riduzione dei livelli essenziali di assistenza
ospedaliera per i cittadini della provincia di Trapani;
il Piano di riordino appena citato sembra derivare, con tutta
evidenza, anche dalla preoccupazione della direzione aziendale di
poter garantire in avvenire una corretta assistenza sanitaria ai
cittadini della provincia di Trapani, stante, a nostro giudizio,
l'incertezza della politica sanitaria del Governo della Regione
che, di fatto, impedisce una seria e razionale programmazione per
le aziende sanitarie in Sicilia, a causa, peraltro, del
gravissimo stato dei conti della sanità siciliana, con un dato
finanziario ufficiale che sconta un deficit di quasi mille
milioni di euro per l'esercizio 2006 in corso;
dal Piano di riordino in argomento scaturirebbe una riduzione
dei posti letto in ambito aziendale del 16 per cento rispetto a
quelli assegnati con decreto assessoriale n. 810 del 27 maggio
2003 - con il quale è stata disposta l'approvazione formale della
deliberazione della Giunta regionale n. 135 del 7 maggio 2003,
recante il Piano di rimodulazione della rete ospedaliera - che
passerebbero dagli attuali 948 a 794, compresi i posti letto
postacutiae;
la nuova dotazione complessiva derivante dal Piano di riordino
richiamato corrisponderebbe a n. 4 posti letto per mille
abitanti, di cui 1'1 per 1000 riservato alla riabilitazione e
alla lungodegenza;
sulla proposta citata hanno già diffusamente manifestato
preoccupazione e dissenso, anche attraverso gli organi di stampa,
Sindaci dei comuni territorialmente interessati, Consigli
comunali, parlamentari regionali e nazionali, sindacati di
categoria, cittadini ed operatori sanitari;
considerato che:
il recentissimo Atto di indirizzo per la politica sanitaria del
triennio 2007-2009 e per l'aggiornamento del Piano sanitario
regionale dell'Assessore regionale per la sanità prevede, fra
l'altro, la rimodulazione e la complessiva reingegnerizzazione
della rete ospedaliera pubblica regionale, secondo una
metodologia di graduali interventi e di coerente programmazione;
nell'appena richiamato Atto di indirizzo, l'Assessore regionale
per la sanità individua, altresì, fra gli obiettivi da perseguire
nel triennio 2007-2009 la riduzione, entro il 31 dicembre 2007,
dei posti letto per acuti in coerenza con gli standard nazionali
di riferimento, che sono di 4,5 posti-letto, su 1000 abitanti;
il medesimo Atto di indirizzo , per il perseguimento degli
obiettivi nello stesso indicati, prevede inoltre che l'Assessore
regionale per la sanità provveda ad individuare, sin
dall'esercizio 2007, gli obiettivi da conferire alle direzioni
aziendali, individuando graduali e ragionevoli riduzioni dei
tetti di spesa compatibili con la qualità e continuità
dell'offerta sanitaria e con il mantenimento dei livelli
essenziali di assistenza (L.E.A.) ;
atteso che:
il disegno di legge recante Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2007, approvato dalla Giunta regionale il
2 ottobre 2006 e già depositato all'Assemblea regionale
siciliana, stabilisce all'art.11, comma 20, che la Giunta
medesima procederà entro il 31 dicembre 2007 alla predisposizione
del nuovo Piano sanitario regionale e di quello socio-sanitario;
un serio e razionale riordino della rete ospedaliera regionale
non potrà ovviamente configurarsi se non contestualmente alla
predisposizione del nuovo Piano sanitario regionale che dovrà
prioritariamente dettare principi ed obiettivi cui uniformare
anche la rimodulazione della medesima rete ospedaliera pubblica;
preso atto, conseguentemente, che:
emerge con tutta chiarezza che sono ad oggi ancora da definire
e da fissare in atti legislativi e di governo i principi, i
criteri e gli obiettivi generali e specifici del nuovo Piano
sanitario regionale e della conseguente rimodulazione della rete
ospedaliera pubblica;
appaiono, altresì, chiaramente non opportuni né tempestivi
singoli atti di rimodulazione adottati in questa fase dalle
Direzioni aziendali, in quanto verosimilmente fondati su
parametri e standard non coerenti con la pianificazione sanitaria
regionale, ancora in via di definizione da parte degli organi
legislativi e di governo;
per conoscere:
se non ritenga di emanare con urgenza una direttiva che
tempestivamente faccia ordine in una materia così delicata e
complessa quale è quella della rimodulazione della rete
ospedaliera pubblica, chiarendo con puntualità alle direzioni
aziendali i tempi, le modalità ed i criteri del riordino delle
singole reti ospedaliere aziendali, nonché dando certezza alle
direzioni medesime in riferimento alla prossima programmazione di
ciascuna azienda sanitaria;
se non ritenga, altresì, di emanare con tutta urgenza una
direttiva che, al fine di assicurare una coerente pianificazione
della rete ospedaliera pubblica, si riferisca alle Direzioni
aziendali affinché si astengano da qualunque riordino in materia
prima dell'adozione del nuovo Piano sanitario regionale e
dell'individuazione degli obiettivi da perseguire nella sanità
siciliana nel triennio 2006-2009;
quali eventuali ulteriori azioni e provvedimenti intenda porre
in essere al fine di consentire la definizione di una rete
ospedaliera regionale pubblica coerente ai principi cui
l'Assemblea regionale siciliana ed il Governo regionale
riterranno di informare la programmazione sanitaria per il
triennio 2007- 2009;
se le direzioni aziendali dell'AUSL 9 di Trapani e dell'Azienda
ospedaliera S.Antonio Abate di Trapani saranno effettivamente
messe dal Governo della Regione nella situazione oggettiva di
garantire ai cittadini adeguati livelli di assistenza sanitaria,
in conformità al Piano sanitario regionale vigente ed alla
pianificazione in fase di definizione, ovvero, come ormai
periodicamente accade, le direzioni aziendali medesime saranno
ancora indotte periodicamente ad effettuare la soppressione o il
ridimensionamento di questo o quel reparto ospedaliero (si
ricorda, ad esempio, anche il recente caso del reparto di
Chirurgia pediatrica del P.O. S. Antonio Abate di Trapani), in
conseguenza delle incertezze finanziarie nelle quali versano le
Aziende medesime che scaturiscono dall'assenza, da troppi anni,
di una razionale e coerente politica sanitaria regionale;
come intenda, infine, per la valenza strategica dell'argomento,
qualificare in concreto l'assistenza sanitaria in sede di
riordino della rete ospedaliera, senza far gravare sulla salute
dei cittadini siciliani il pesante fardello di circa 1000 milioni
di euro di debito che grava sulla sanità regionale nel solo
esercizio 2006.» (13)
GUCCIARDI - ODDO - CULICCHIA -
TURANO - REGINA - PARRINELLO
«Al Presidente della Regione, considerato che
per responsabilità degli ultimi Governi, l'ESA è stata
esautorata di fatto da qualsiasi azione positiva nei confronti
dell'agricoltura siciliana e tutto ciò sembra essere accaduto
senza alcuna ragione tecnica o strategica che possa giustificare
la mortificazione delle professionalità presenti all'interno
dello stesso ente;
seppur possa apparire marginale, occorre evidenziare che la
quasi totalità degli uffici periferici e delle strutture sono di
proprietà dello stesso ente e quindi la suddetta esautorazione
non sembra sollecitata da eventuali danni erariali. E, viceversa,
anziché procedere ad una riforma dell'ente, in conformità con la
nuova programmazione comunitaria, si è preferito creare diverse
nuove altre strutture, affidando ad esse competenze che sarebbero
potute essere svolte dall'ESA utilizzando e valorizzando,
eventualmente, le stesse competenze esistenti all'interno del
suddetto ente;
da tempo si sono succedute diverse gestioni commissariali e
diversi consigli di amministrazione, periodicamente rinnovati dal
Governo della Regione, che non si comprende a quale mission
dovrebbero rispondere e che di fatto si limitano a gestire il
pagamento degli stipendi del personale, nonché le spettanze dello
stesso consiglio;
numerose sono, altresì, le professionalità tecniche presenti
all'interno dell'ente che potrebbero essere utilizzate
diversamente presso gli uffici della Regione;
per conoscere:
notizie in merito alla mancata applicazione della legge
regionale n. 10 del 2000, che, oltre ad equiparare il personale
dell'ente a quello della Regione, avrebbe potuto favorire la
mobilità all'interno della pubblica Amministrazione, utilizzando
al meglio le professionalità e le competenze esistenti, anche
attraverso eventuali nuove funzioni da assegnare all'Assessorato
Agricoltura e foreste, in materia, ad esempio, di assistenza
tecnica, con l'obiettivo di migliorare e rendere più efficace e
capillare l'intero servizio sul territorio;
se esista un progetto adeguato, in applicazione alla legge di
cui sopra, che possa impegnare le varie professionalità ancora in
carico all'ente, coinvolgendo i diversi rami dell'Amministrazione
regionale (Assessorato Agricoltura e foreste, Assessorato
Territorio e ambiente, Assessorato Lavori Pubblici, Protezione
Civile, eccetera);
se esista un progetto per estinguere tutte le attività
pregresse in capo allo stesso ente, anche attraverso
l'istituzione di un apposito ed eventuale nuovo ufficio presso
l'Assessorato Agricoltura e foreste, con il compito di trattare
le pratiche in materia di riforma agraria ed in merito al fondo
di rotazione e liquidazione del patrimonio dell'ente, nel
frattempo transitato nel demanio a disposizione della Regione
siciliana.» (14)
BORSELLINO
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
RINALDI, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che la Camera dei Deputati e il Senato della
Repubblica hanno approvato un provvedimento d'indulto che ha
consentito a decine di migliaia di detenuti di uscire
anticipatamente dalle carceri, oltre alla logica conseguenza che
ha determinato l'estinzione di migliaia di sentenze e di
condanne;
ritenuto che tale provvedimento, oggi, è da tutti considerato
inopportuno in quanto ha compromesso la sicurezza e l'ordine
pubblico in molte regioni d'Italia;
valutato che il sindacato regionale siciliano della Polizia di
Stato - CONSAP - ha registrato un forte malumore tra gli
appartenenti alle forze dell'ordine costrette, da un lato, ad
assistere lato, ad un aumento della criminalità e dei reati
contro le persone e il patrimonio e, dall'altro, a subire gravi
disagi e continui provvedimenti disciplinari nell'espletamento
delle loro delicate mansioni di tutela dell'ordine pubblico e di
repressione dei fenomeni criminali;
considerato che si sono rivolti al Presidente della Repubblica
e ai Ministeri competenti per ottenere il condono amministrativo
dei provvedimenti di disciplinari emessi a seguito del
regolamento disciplina approvato con DPR 25 ottobre 1981, n. 737,
in quanto l'emissione di tali provvedimenti ha determinato il
ritardo della progressione di carriera e dei conseguenti
riconoscimenti economici;
valutata altresì l'importanza nell'adozione dell'invocato
provvedimento, che rappresenta un forte segnale in favore degli
appartenenti alle forze dell'ordine in tutta Italia,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Presidente del Consiglio dei Ministri,
presso il Ministro degli Affari Interni e presso i Presidenti
della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al fine
di sollecitare l'emissione del condono amministrativo dei
provvedimenti disciplinari emessi nei confronti degli
appartenenti alle forze dell'ordine preposte all'ordine e alla
sicurezza pubblica.» (126)
CAPUTO - FALZONE -
GRANATA - POGLIESE -
STANCANELLI - CURRENTI
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
il management aziendale delle Poste Italiane ha intenzione di
ridurre ulteriormente il numero di uffici postali in Sicilia, ma
ancor più grave risulta l'intenzione di operare altri tagli di
personale;
in breve tempo si è assistito alla chiusura del Caus (centro di
lavorazione bollettini) con la perdita di 180 posti di lavoro,
seguita dalla riduzione di organico del centro Postel con un
taglio di 220 unità;
è stata annunciata una riorganizzazione del settore recapito,
che aveva già subito un notevole taglio di 320 unità, con la
riduzione di ulteriori 223 unità addette al recapito, tagli che
ricadono negativamente anche sul settore delle agenzie private;
ritenuto inaccettabile che la Sicilia, terra che presenta già
gravi problemi occupazionali, subisca questa ulteriore riduzione
di forza lavoro, nonché la chiusura di ulteriori uffici postali,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale e, nello specifico,
nei confronti del Ministro Gentiloni e dei vertici aziendali di
Poste Italiane, per porre in essere una soluzione equa che
salvaguardi la posizione occupazionale di molti lavoratori ed il
servizio di sportello postale agli utenti siciliani.» (127)
CAPUTO - FALZONE - CURRENTI -
GRANATA - POGLIESE
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che la normativa che regolamenta la materia della
finanza di progetto è quella relativa alla legge Merloni,
recepita in Sicilia, che, con i suoi dettami restrittivi, ha
irrigidito il sistema e scoraggiato gli investimenti;
valutato che:
da alcune ricerche condotte da un importante giornale
economico, per il 2006, si registra una forte crescita di
investimenti;
le più grosse difficoltà normative sono l'eccesso di vincoli
per la presentazione delle proposte, la complessità delle
procedure di aggiudicazione, i rischi nella fase di progettazione
e gestione dell'opera e, non ultima, la difficoltà ad ottenere
autorizzazioni amministrative;
ritenuto che esiste già una normativa sul settore in sede di
Unione europea che andrebbe recepita tenendo naturalmente conto
dell'esclusione di tutti gli orpelli che non permettono una
sicura programmazione,
impegna il Governo della Regione
e in particolare
l'Assessore per i lavori pubblici
a legiferare sulla materia della finanza di progetto, recependo
la legislazione europea, per dare un'immediata accelerazione ad
un settore in continua crescita, sicuro volano di una nuova
economia che solo benefici può portare alla nostra Regione.»
(128)
CAPUTO - FALZONE - CURRENTI
GRANATA - POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
di discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, essendo riunita la Commissione Bilancio'
per esaminare il disegno di legge n. 440 Provvedimenti urgenti
per il funzionamento dell'Amministrazione regionale e interventi
finanziari , sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle
ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10.52, è ripresa alle ore 16.10)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, considerato che alle ore 16.30 si riunirà
la Commissione Bilancio per la definizione dell'esame del
disegno di legge all'ordine del giorno, la seduta è rinviata a
domani, giovedì 16 novembre 2006, alle ore 12.30.
Comunico, altresì, che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si riunirà domani alle ore 11.30 per la
programmazione dei lavori.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento
interno
CINTOLA Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che i
tempi con i quali l'Aula è stata convocata per domani,
considerato che stavamo prendendo una buona abitudine, quella di
iniziare con puntualità i lavori
PRESIDENTE Non vorrei interromperla, onorevole Cintola, però
lei ha chiesto di intervenire ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno. Il rinvio della seduta d'Aula a
domattina è stato già deciso da questa Presidenza.
CINTOLA Senza avere sentito i Capigruppo?
PRESIDENTE Senza avere sentito i Capigruppo. Onorevole
Cintola, le ricordo che ha facoltà di parlare solamente ai sensi
dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno.
CINTOLA. Signor Presidente, è impossibile e assurdo pensare di
convocare l'Aula per domani alle ore 12.30. La seduta della
Commissione Bilancio di questo pomeriggio non avrà luogo, si
terrà domani...
PRESIDENTE Onorevole Cintola, la Commissione Bilancio è
convocata per le ore 16.30.
CINTOLA Ma non si farà, signor Presidente
PRESIDENTE In ogni caso, onorevole Cintola, dal momento che
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata
per domani alle ore 11.30, la Presidenza deve comunicare in Aula
le decisioni assunte.
CINTOLA. Signor Presidente, ciò che contesto è la convocazione
di domani, alle ore 12.30, in quanto è assurda e inconcepibile. I
Capigruppo possono parlare quanto vogliono; più parlano e meno
l'Aula li segue Io mi dimetterei
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
giovedì 16 novembre 2006, alle ore 12.30, con il seguente ordine
del giorno:
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 126 - «Iniziative a sostegno delle richieste del
sindacato regionale di Polizia CONSAP», degli onorevoli
Caputo, Falzone, Granata, Pogliese, Stancanelli,
Correnti;
numero 127 - «Intervento presso il Governo nazionale in
difesa dei lavoratori postali e per impedire la chiusura
di uffici postali dell'Isola», degli onorevoli Caputo,
Falzone, Correnti, Granata, Pogliese;
numero 128 - «Recepimento della normativa UE
riguardante l'attività di Project financing», degli
onorevoli Caputo, Falzone, Correnti, Granata, Pogliese.
III - Discussione del disegno di legge:
«Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2006. Assestamento
tecnico» (393/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 16.14
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli