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Resoconto d'Aula della Seduta n. 27 di mercoledì 15 novembre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute numeri 24 e 25 di mercoledì 8 novembre 2006 e numero 26 di
  martedì  14  novembre  2006  che, non sorgendo  osservazioni,  si
  intendono approvati.

                              Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del  loro
  ufficio, gli onorevoli:

   Falzone    dal 12 al 16 novembre 2006;
   Caputo     dal 12 al 16 novembre 2006;
   Fagone     dal 13 al 18 novembre 2006;
   Gianni      dal 14 al 15 novembre 2006;
   Incardona dal 15 al 19 novembre 2006;
   Scoma      dal 21 al 24 novembre 2006;
   Vicari       dal 25 al 28 novembre 2006;
   Manzullo  il 25 novembre 2006.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 13 novembre  2006,  è  stato
  presentato il seguente disegno di legge:
   «Istituzione  della  scuola  regionale  siciliana   di   polizia
  locale»   (442),  dagli  onorevoli  Caputo,  Formica,  Cristaldi,
  Currenti, Falzone, Granata,   Incardona, Pugliese, Stancanelli.

      Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di
      disegni di legge alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

   «Interventi     per    la    promozione    e     lo     sviluppo
  dell'associazionismo nella Regione siciliana»  (434),  presentato
  dagli  onorevoli  Basile, Di Mauro, Lombardo, De Luca,  Rizzotto,
  Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data 8 novembre 2006;
   inviato in data 14 novembre 2006.

   «Norme  per il sostegno agli organi di informazione in  Sicilia»
  (436), presentato dagli onorevoli Basile, Di Mauro, Lombardo,  De
  Luca, Rizzotto, Gennuso, Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in  data
  8 novembre 2006;
   PARERE V;
   inviato in data 14 novembre 2006.

   «Norme  recanti  benefici  per  i  familiari  delle  vittime  di
  incidenti   sul   lavoro»  (438),  presentato   dagli   onorevoli
  Gucciardi,  Barbagallo,  Ortisi,  Galvagno,  Ammatuna,  Fiorenza,
  Tumino, Vitrano, Zangara, Culicchia, Laccoto, Galletti, Manzullo,
  Rinaldi  in data 8 novembre 2006;
   inviato in data 14 novembre 2006.

                           «BILANCIO» (II)

   «Provvedimenti      urgenti      per      il       funzionamento
  dell'Amministrazione  regionale e interventi  finanziari»  (440),
  presentato dal Presidente della Regione facente funzioni  (Leanza
  Nicola)  su proposta dell'Assessore per il bilancio e le  finanze
  (Lo Porto) in data 8 novembre 2006;
   PARERE I, III e IV;
   inviato in data 8 novembre 2006.

                    «AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)

   «Disposizioni   in  materia  di  espropriazione   per   pubblica
  utilità»  (437),  presentato dagli onorevoli Di Mauro,  Lombardo,
  Basile,   De   Luca,  Rizzotto,  Gennuso,  Maniscalco,   Nicotra,
  Ruggirello in data 8 novembre 2006;
   inviato in data 14 novembre 2006.

                 «CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)

   «Norme  organiche  a sostegno della cultura»  (439),  presentato
  dagli   onorevoli  Barbagallo,  Ammatuna,  Culicchia,   Fiorenza,
  Galletti,    Gucciardi,  Galvagno,  Laccoto,  Manzullo,   Ortisi,
  Tumino, Rinaldi, Vitrano,  Zangara  in data 8 novembre 2006;
   inviato in data 14 novembre 2006.

                  «SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)

   «Tutela  e  valorizzazione delle persone anziane. Norme  per  la
  promozione  dell'associazionismo della terza età ed interventi  a
  favore  di  anziani non autosufficienti» (435), presentato  dagli
  onorevoli Basile, Lombardo, Di Mauro, De Luca, Rizzotto, Gennuso,
  Maniscalco, Nicotra, Ruggirello in data 8 novembre 2006;
   PARERE I;
   inviato in data 14 novembre 2006.

   Comunicazione relativa al disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A

   PRESIDENTE.  Comunico  che il disegno  di  legge  «Interventi  a
  favore   delle   imprese   attraverso   il   credito   d'imposta.
  Disposizioni  varie»,  già disegno di legge nn.  1106-1104-1130/A
  della  XIII  legislatura,  trasmesso  ai sensi dell'articolo  136
  bis del Regolamento interno  alla Commissione  Bilancio , è stato
  fatto  proprio  dalla stessa nella seduta n. 15 del   24  ottobre
  2006 con il numero d'ordine  441.

         Comunicazione di trasmissione di  proposte di legge
                           costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Ministro per gli Affari  regionali,
  onorevole  Linda Lanzillotta, con nota prot. n. 1968/Gab  del  27
  ottobre  2006,  ha trasmesso le proposte di legge  costituzionale
  numeri  206, 980, e 1241 di iniziativa parlamentare,  riguardanti
  «la  procedura  per la modifica degli statuti delle   Regioni   a
  statuto speciale».
   Le  stesse  sono  state   trasmesse il 9 novembre  2006  alla  I
  Commissione legislativa permanente  Affari istituzionali .

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data 8 novembre 2006, alla  Commissione legislativa
   Affari Istituzionali  (I):
   «Istituzione  della  Consulta  delle  elette  e  nominate  della
  Regione siciliana» (433);
   d'iniziativa parlamentare;
   inviato in data 8 novembre  2006.

                Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere  presentate
  dal Governo e trasmesse alle competenti Commissioni legislative:

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

    Consorzio  ASI  di  Siracusa  -  Designazione  componente   del
  consiglio generale  (n. 8/I),
   pervenuta in data 7 novembre 2006;

    ultiservizi  S.p.A.- Designazione componente del  consiglio  di
  amministrazione  (n. 9/I),
   pervenuta in data 7 novembre 2006;

    Consorzio  ASI  del  Calatino  -  Designazione  componenti  del
  consiglio  generale  e  componente del  comitato  direttivo   (n.
  10/I),
   pervenuta in data 7 novembre 2006.

   Inviate in data 8 novembre 2006.

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente parere reso  dalla  competente
  Commissione legislativa  Servizi Sociali e Sanitari  (VI):

     -  Istituzione di un dipartimento oncologico interaziendale di
  II livello  (n. 6/VI),
   - reso in data 9 novembre 2006;
   - inviato in data 14 novembre 2006.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   RINALDI, segretario:

   «All'Assessore alla Presidenza, premesso che fra il  2005  e  il
  2006  sono stati stanziati fondi per circa due milioni di euro  a
  favore della cooperazione internazionale e gestiti dall' 'Ufficio
  speciale per la cooperazione internazionale';
   rilevato  che  diverse tra le iniziative non sembrano  rientrare
  nei  criteri della cooperazione internazionale e sfuggono  a  una
  ragione che giustifichi l'intervento della Regione piuttosto  che
  dello Stato o di altri Enti pubblici e privati;

   considerato che nel sottrarre risorse ai bisogni locali  occorre
  verificare  sempre l'efficacia e l'utilità dell'intervento  tanto
  nei confronti dei soggetti beneficiati quanto nei confronti della
  stessa regione;

   vista  la  quantità  delle  risorse  messe  a  disposizione,  la
  discrezionalità delle scelte operate e la clamorosa utilizzazione
  di  simili  fondi  nel  'Cous-cous fest'  di  S.Vito  Lo  Capo  o
  l'attribuzione  a una associazione campana per la  valorizzazione
  dell'area archeologica di Cirene in Libia;

   per sapere:

   se  non  ritenga  urgente fornire all'Assemblea  un  dettagliato
  rapporto sulla utilizzazione dei fondi nonchè la documentazione e
  la rendicontazione relativa a ogni tipo di spesa;

   se   non  valuti  l'opportunità,  sulla  base  della  esperienza
  accumulata, di farsi promotore di un regolamento a cui  attenersi
  nella  predisposizione  dei bandi nelle more  di  una  legge  che
  regoli con più puntualità la materia.» (708)

                                                           APPRENDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'azienda   agricola   Acquacoltura   mediterranea   s.r.l.   di
  Petrosino  (TP)  conduce in affitto gli impianti e  i  macchinari
  della   ditta  Ittica  Mediterranea  con  un  regolare  contratto
  trascritto presso l'Ufficio immobiliare di Trapani, per la durata
  di anni dodici;

   in  seguito al fallimento della Azienda Ittica Mediterranea  nel
  giugno  2003,  la curatela fallimentare imponeva all'Acquacoltura
  mediterranea  di allevare oltre un milione di pesci che  dovevano
  servire  a  pagare  i  debiti  dell'Ittica  Mediterranea   senza,
  tuttavia,   fornire  all'Acquacoltura  Mediterranea  le   risorse
  economiche  necessarie per far fronte alle spese di funzionamento
  dell'impresa ed al pagamento del personale;

   la   suddetta   situazione   ha  fatto   precipitare   l'azienda
  Acquacoltura  Mediterranea in un irreversibile declino  economico
  al  quale non ha potuto far fronte con la vendita del pesce e che
  ad  oggi è in atto un contenzioso tra l'Acquacoltura Mediterranea
  e la curatela fallimentare;

   considerato che:

   nonostante  i numerosi tentativi di trovare una soluzione  anche
  attraverso  riunioni  indette  dal  Prefetto  di  Trapani,  dott.
  Finazzo, non è ad oggi arrivata in porto alcuna iniziativa  utile
  ad  evitare la chiusura dell'Azienda con la conseguente moria dei
  pesci  per  denutrimento ed il cannibalismo tra gli stessi,  cosa
  che  imporrebbe  un  intervento  di  Protezione  civile  per   lo
  smaltimento di rifiuti speciali al fine di evitare l'inquinamento
  ambientale;

   per  sapere  quali provvedimenti urgenti intenda adottare,  come
  già  fatto  in  casi analoghi, al fine di attivare la  Protezione
  civile,  recuperando  le risorse economiche necessarie,  affinché
  siano  acquistati i mangimi necessari ad alimentare i pesci  sino
  al raggiungimento della pezzatura indispensabile per l'immissione
  degli stessi nei mercati, al fine di evitare lo spreco di risorse
  che  in  ogni caso dovrebbero essere impegnate per lo smaltimento
  del  pesce  che, in queste condizioni, è destinato  a  morire  e,
  decomponendosi, a provocare un grave danno all'ambiente.» (710)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         PARRINELLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale, l'emigrazione  e
  l'immigrazione, premesso che:

   da  notizie  riportate dalla stampa si apprende che  l'Assessore
  regionale  per il lavoro ha predisposto un bando che  rivoluziona
  la formazione professionale in Sicilia;

   detto  bando, che sarà pubblicato in una delle prossime Gazzette
  ufficiali della Regione, avrebbe già ottenuto il parere  positivo
  del comitato di sorveglianza del POR (il piano di spesa dei fondi
  di Agenda 2000);

   trattasi  nello specifico di un assegno virtuale di circa  1.500
  euro che verrà concesso a chiunque vorrà frequentare un corso  di
  formazione;

   il  voucher  potrà  essere speso direttamente  presso  gli  enti
  gestori  dei  corsi  che così otterrebbero  in  modo  diretto  il
  finanziamento delle loro iniziative; attualmente invece, perviene
  loro dalle casse regionali;

   il  bando in questione è indirizzato alla ricerca di un  partner
  della  Regione  che  dovrà realizzare un catalogo  dei  corsi  da
  pubblicare  anche on line; in pratica, una bacheca  virtuale  che
  mette  in vetrina l'offerta formativa, alla quale lo studente  si
  potrà  collegare on line ed iscriversi sfruttando il voucher  che
  l'Assessorato gli metterà a disposizione;

   considerato che:

   questo  sistema mirerebbe alla nascita di un consistente  numero
  di  corsi  assolutamente innovativi, legati alle  nuove  esigenze
  delle imprese e del mercato del lavoro in genere;

   per  il  finanziamento di detti nuovi corsi verranno utilizzati,
  secondo quanto dichiarato dalla direttrice del Dipartimento della
  formazione  regionale,  dottoressa  Alessandra  Russo,  tutte  le
  risorse che non sono state impiegate da altri progetti di  Agenda
  2000;

   considerato,   altresì,   che  si  tratterebbe   di   una   fase
  sperimentale   ove  i  nuovi  corsi  e  le  modalità   del   loro
  finanziamento  convivranno  con  il  vecchio  sistema   formativo
  destinato successivamente a scomparire;

   per sapere:

   se  sia  stato già individuato il 'partner' che dovrà realizzare
  il catalogo dei corsi;
   quale  fine sarà riservata agli enti di formazione professionale
  che hanno operato e che continuano ad operare;

   se  il  Governo  della Regione ritenga di potere apportare  tali
  cambiamenti  radicali nel sistema formativo  senza  doverosamente
  sentire  la  Commissione  parlamentare  di  merito,  per   meglio
  approfondire,  attraverso un democratico confronto istituzionale,
  tutte    le    rilevanti   tematiche   inerenti   la   formazione
  professionale.» (712)

                                                          CULICCHIA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   con  l.r. 3 maggio 2004 n. 7 è stato istituito un contributo una
  tantum  per  i  familiari  delle  vittime  della  mafia  o  della
  criminalità  organizzata  per  i  fatti  accaduti  nel   decennio
  precedente la legge regionale n. 10 del 1986;

   per  l'attuazione  della  suddetta  legge  occorre  adottare  un
  apposito regolamento;

   detto   regolamento,  secondo  il  comma  3  dell'art.  3  della
  suddetta  legge,  avrebbe  dovuto  essere  esitato  dalla  Giunta
  regionale, su proposta dell'Assessore regionale per la  famiglia,
  le  politiche  sociali  e le autonomie locali,  entro  60  giorni
  dall'entrata in vigore della medesima legge;

   tenuto conto che:

   alla  data  odierna l'Assessore regionale per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali nulla ha inoltrato  alla
  Giunta regionale;

   per  tale  grave  mancanza,  numerose  richieste  di  contributi
  giacciono  presso  l'Ufficio speciale  per  la  solidarietà  alle
  vittime  del  crimine  organizzato e  della  criminalità  mafiosa
  presso  l'Assessorato regionale della famiglia,  delle  politiche
  sociali e delle autonomie locali;

   per  sapere  se  non ritengano improcrastinabile l'adozione  del
  suddetto  regolamento, tenuto conto che le famiglie  beneficiarie
  dei  contributi  previsti dalla l.r. 3 maggio  2004  n.  7  nulla
  possono  riscuotere, non essendo, allo stato attuale,  completato
  l'iter istitutivo della medesima legge.» (713)

                                                            FALZONE

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   a   seguito  delle  avversità  atmosferiche  nelle  province  di
  Siracusa  ed Enna (piogge persistenti 25 dicembre 2005 - Febbraio
  2006,  piogge  particolarmente intense il 30 e 31  gennaio  2006,
  gelate  da  febbraio  a  marzo del 2006), nonché  per  le  piogge
  alluvionali dal 12 al 15 dicembre 2005 nelle province di  Catania
  e  Siracusa, gli IPA, tra cui quello di Siracusa, hanno  prodotto
  le   relative   relazioni   di  accertamento,   delimitazione   e
  quantificazione dei danni causati ai territori e aziende agricole
  colpiti  inviate  a  codesto  Assessorato  e  successivamente  al
  Ministero per le politiche agricole e forestali;

   altresì,  dalla Divisione QPA IV del Ministero le relazioni  non
  sono   state   ritenute  sufficienti  e  sono   stati   richiesti
  chiarimenti e integrazioni;

   considerato che:

   tali  chiarimenti e integrazioni, inviati dall'IPA di  Siracusa,
  non  sono  stati  considerati esaustivi  dei  quesiti  posti  dal
  Ministero;

   altresì,  tutto  ciò è presupposto fondamentale e indispensabile
  per  il  riconoscimento dei benefici previdenziali per gli operai
  agricoli della provincia di Siracusa;

   nelle   more   della  riforma  della  previdenza  agricola,   in
  discussione a livello nazionale tra le parti sociali e il Governo
  nazionale,  che dovrebbe regolamentare, tra l'altro,  in  maniera
  più  efficace  e  rispondente  alla  realtà  la  questione  delle
  calamità;

   per  sapere quali iniziative intenda intraprendere per  arrivare
  a  un rapido chiarimento tecnico in ordine alle relazioni IPA e/o
  alla corretta interpretazione del contenuto delle stesse, al fine
  di  superare positivamente le contrapposte opinioni e  consentire
  in   questo   modo   di  scongiurare  la  perdita   dei   diritti
  previdenziali  per  i  braccianti della provincia  di  Siracusa.»
  (714)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                           ZAPPULLA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che:

   in  data 26 gennaio 2005 la ST Microelectronics aveva annunciato
  la chiusura del Development Center di Palermo;

   il   Development  Center  impiega  50  lavoratori  nel   settore
  dell'alta  tecnologia e rappresenta quindi un  punto  di  elevata
  eccellenza nel settore della ricerca;

   se  consolidato e rilanciato, a regime, avrebbe dovuto impiegare
  200  ricercatori  e  che, con le giuste condizioni  di  contorno,
  potrebbe favorire la crescita di un importante indotto;

   il   rafforzamento  del  rapporto  sinergico   con   la   locale
  Università  potrebbe  offrire  ai  suoi  laureati  in  discipline
  tecnico-scientifiche concrete opportunità di lavoro  nel  proprio
  territorio;

   la  chiusura  del  suddetto  centro provocherebbe  una  fuga  di
  cervelli  in un settore sempre più strategico nella economia  del
  nuovo  millennio, nonché uno sradicamento di decine  di  famiglie
  costrette  ad  emigrare  da  una  città  sempre  più   arida   di
  prospettive lavorative;

   per sapere:

   se  il  Governo  della Regione abbia intenzione  di  intervenire
  nella salvaguardia di questa realtà d'eccellenza;
   quali  atti  di  carattere finanziario e amministrativo  intenda
  porre  in  essere  il  Governo della Regione per  scongiurare  la
  chiusura,  favorire il rilancio del centro per rafforzare  sempre
  di  più  il  settore che rappresenterebbe un fiore  all'occhiello
  nella economia di sviluppo e ricerca della nostra isola.» (717)

                                                          INCARDONA

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni ora annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   RINALDI, segretario:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   per  la  tutela sanitaria delle attività sportive nella  Regione
  siciliana è stata approvata la legge regionale 30 dicembre  2000,
  n.  36  'Norme concernenti la medicina dello sport  e  la  tutela
  sanitaria delle attività sportive';

   il  provvedimento  legislativo è rimasto ad  oggi  di  difficile
  applicazione  per  la mancata emanazione del regolamento  di  cui
  all'art.  5,  comma 2, della medesima legge n.  36/2000,  la  cui
  adozione  è peraltro espressamente prevista entro novanta  giorni
  della sua entrata in vigore;

   detto  regolamento avrebbe dovuto essere emanato per  fissare  i
  requisiti strutturali, di personale ed attrezzature dei centri di
  medicina dello sport;

   dalla  incompleta  applicazione della legge in  oggetto  possono
  derivare  inutili  rischi  per l'atleta,  per  il  persistente  e
  conseguente  stato  di  inevitabile incertezza  nell'applicazione
  della disciplina di che trattasi;

   considerato che:

   l'art.  6,  comma  1,  della  l.r.  36/2000,  prevede  che   'Le
  certificazioni  di idoneità sportiva agonistica  sono  rilasciate
  dalle  strutture  pubbliche  e da quelle  private  autorizzate  o
  accreditate';

   l'art.   18   della  legge  8  settembre  2003,  n.  13   'Norme
  finanziarie in materia di razionalizzazione dei servizi e per  la
  gestione del territorio', ad integrazione e modifica dell'art.  6
  citato  della  legge  30  dicembre 2000  n.  36,  alle  strutture
  pubbliche e private autorizzate o accreditate cui è attribuita la
  facoltà   di   certificazione  di  idoneità  ai   fini   sportivi
  agonistici,     aggiunge, genericamente, i medici specialisti  in
  medicina dello sport;

   l'art.   18  della  legge  8  settembre  2003,  n.  13,   appena
  richiamato, non ha precisato se i medici specialisti in  medicina
  dello   sport,   genericamente  indicati,   possano   certificare
  autonomamente  senza alcuna preventiva forma di autorizzazione  o
  accreditamento,  come  invece  espressamente  previsto   per   le
  strutture  pubbliche  e  private,  oppure  se  anch'essi  debbano
  dotarsi di specifica autorizzazione o accreditamento;

   ritenuto che:
   se  fosse  concessa  la  possibilità ai  medici  specialisti  in
  medicina   dello   sport  di  certificare   l'idoneità   sportiva
  agonistica  senza  alcuna  autorizzazione  o  accreditamento,  si
  opererebbe  una  ingiustificata e ingiustificabile  disparità  di
  trattamento con le strutture pubbliche e private che,  per  poter
  certificare,  necessitano, a norma dell'art. 6,  comma  1,  della
  legge  n. 36 del 2000, di autorizzazione o accreditamento, quali,
  ad  esempio, i presìdi di medicina sportiva delle AA.UU.SS.LL.  e
  le strutture della Federazione medico sportiva italiana del CONI;

   la     descritta     incertezza     interpretativa     potrebbe,
  presumibilmente, aver già determinato nella regione  il  fenomeno
  di   certificazioni   d'idoneità  ai  fini  sportivi   agonistici
  rilasciate  da singoli specialisti in medicina dello sport  senza
  il  rispetto di una corretta prassi sanitaria, come, ad  esempio,
  visite  svolte  dentro  palestre o  locali  non  idonei,  assenza
  contestuale durante le visite di specialisti cardiologi, mancanza
  di  attrezzature idonee ad effettuare i controlli previsti  dalle
  normative vigenti in materia;

   la  certificazione  d'idoneità  allo  sport  agonistico  esitata
  senza  il  rispetto delle regole metterebbe a rischio,  in  tutta
  evidenza, chi svolge l'attività sportiva agonistica in assenza di
  adeguati e idonei controlli medici;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni della mancata emanazione del regolamento
  di  cui all'art. 5, comma 2, della legge 30 dicembre 2000  n.  36
  recante   Norme concernenti la medicina dello sport e  la  tutela
  sanitaria delle attività sportive ;

   se,  alla luce delle osservazioni e considerazioni svolte  nella
  presente interrogazione, l'Assessore non ritenga ormai urgente ed
  indifferibile l'emanazione del regolamento in argomento, sia  per
  consentire  una corretta e completa applicazione della disciplina
  contenuta  nella  citata  l.r. 36/2000, sia  per  scongiurare  il
  rischio di certificazioni di idoneità agonistica non sostenute da
  adeguata e corretta prassi sanitaria;

   se  risponda  al  vero  che, ad oggi, qualunque  specialista  in
  medicina dello sport, senza alcuna preventiva formalità, sia essa
  autorizzazione  o  accreditamento, possa effettuare  attività  di
  visita e certificazione ai fini del rilascio della certificazione
  di idoneità allo sport agonistico.» (709)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                             GUCCIARDI - BARBAGALLO

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   dal  giugno 2005 il Genio civile di Messina è retto da dirigenti
  ad  interim,  ed  a  scavalco da altre province,  caso  unico  in
  Sicilia;

   altresì,  la  provincia di Messina è interessata  da  incombenti
  situazioni  di dissesto idrogeologico e di rischio  sismico,  con
  l'assenza dei relativi piani di protezione civile;

   per   sapere  quando  intenda  provvedere  alla  nomina  di   un
  ingegnere capo stabile ed esclusivo per la provincia di  Messina,
  ponendo fine all'attuale condizione di incertezza.» (711)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                        BALLISTRERI

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore alla famiglia, alle politiche  sociali
  e alle autonomie locali, premesso che:

   nel   Comune  di  Carini  (PA),  il  Piano  Regolatore  Generale
  adottato nel 1981, è scaduto da cinque anni;

   il  nuovo  Piano  Regolatore  Generale  è  tuttora  in  fase  di
  gestazione,  non se ne conoscono i tempi di adozione e  l'attuale
  Amministrazione comunale non sembra particolarmente sollecita  ad
  adottarlo;

   il  Piano di zona per l'edilizia sovvenzionata è scaduto  il  15
  febbraio 2005;

   la  Ripartizione  VI  del Comune, Urbanistica  e  Pianificazione
  territoriale, a distanza di più di un anno dalla lettera prot. n.
  35100  dell'8  giugno 2005, con cui l'Assessorato  regionale  del
  territorio e ambiente, nel rigettare la richiesta di proroga  del
  precedente Piano di zona, faceva obbligo al Comune di dotarsi  di
  un  nuovo  Piano  di  zona,  non ha esitato  alcuna  proposta  al
  riguardo da sottoporre all'esame del Consiglio comunale;

   la  situazione  di  carenza di nuovi strumenti  urbanistici  più
  aderenti ad una realtà abitativa che è in continuo aumento e  che
  ormai   ha   superato  le  trentamila  unità  determina  continue
  richieste e compiacenti approvazioni di sempre nuove e più  dense
  lottizzazioni;

   in  tale  attività di esame, controlli ed approvazioni di  nuovi
  programmi  edilizi, la Ripartizione VI opera  con  parzialità  ed
  evidenti  interessi  di  parte in accordo con  le  organizzazioni
  mafiose che di fatto gestiscono le attività;

   si  è  avuta  recente prova della parzialità della  Ripartizione
  Urbanistica  e Pianificazione territoriale nella vicenda  che  ha
  interessato   la   Cooperativa  Amicizia  ,  il   cui   programma
  costruttivo  presentato il 27 gennaio 2006  non  ha  avuto  alcun
  riscontro di merito da parte della citata Ripartizione fino al 25
  settembre  u.s.,  giorno in cui, di certo  per  l'intervento  del
  commissario  ad  acta  richiesto dalla medesima  Cooperativa,  il
  responsabile   della   Ripartizione  ha  chiesto   modifiche   ed
  integrazioni  al  programma  e ciò nonostante  avviava  all'esame
  della  Commissione Urbanistica del Comune un programma  edilizio,
  presentato  il 9 ottobre dalla Cooperativa La Pineta,  insistente
  sulle stesse aree e per il quale avviava anche, con lettere a sua
  firma  non  protocollate  al protocollo  generale  del  Comune  e
  spedite  dall'Ufficio  Postale Palermo -  Ausonia,  le  procedure
  ablative;

   non   risulta   che   il   Sindaco  e/o   l'Assessore   comunale
  all'urbanistica  abbiano  preso alcun provvedimento  disciplinare
  nei  confronti del responsabile della Ripartizione Urbanistica  e
  Pianificazione  territoriale, pur essendo stati  informati  della
  condotta  dello stesso, per cui è fondato il sospetto che  costui
  operi    in   combutta   con   i   vertici   del   Consiglio    e
  dell'Amministrazione comunale e da costoro sia protetto;

   tale  situazione di disordine urbanistico, oltre  che  procurare
  danno  ai  cittadini  interessati,  ha  determinato  e  determina
  nell'opinione   pubblica  carinese,  più  sensibile   ai   valori
  dell'etica   e  della  corretta  amministrazione,  costernazione,
  sdegno e senso di impotenza;

   per sapere:

   quali  provvedimenti l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
  l'Assessore  alle autonomie locali e/o, in loro sostituzione,  il
  Presidente della Regione, intendano adottare per:

   indurre  l'Amministrazione comunale di Carini a dotarsi  al  più
  presto di un nuovo Piano Regolatore Generale;

   censurare i comportamenti del Sindaco e dell'Assessore  Comunale
  all'Urbanistica   per   l'atteggiamento  compiacente   verso   il
  responsabile  della Ripartizione VI Urbanistica e  Pianificazione
  territoriale;

   inoltre, se non ritengano di dover attivare presso il comune  di
  Carini  apposito  intervento ispettivo tendente a  verificare  la
  conformità   alle   disposizioni  legislative   e   regolamentari
  dell'operato  della Ripartizione VI Urbanistica e  Pianificazione
  territoriale   durante  la  gestione  dell'attuale  responsabile,
  architetto  Giovanni  Schemmari, e ad  adottare  i  provvedimenti
  conseguenti all'emergere delle illiceità commesse.» (715)

                                                             CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  i lavori pubblici, premesso che:

   in  data  9  gennaio  2006 veniva formulata l'interrogazione  n.
  prot. 2585 rimasta ad oggi priva di risposta;

   ad  ulteriore  conferma di quanto denunciato con  la  precedente
  interrogazione,  si  evidenzia che la Cooperativa  Igea  ebbe  ad
  apprendere  con stupore dalla stampa (Giornale di Sicilia  del  7
  settembre 1988) la fantomatica esistenza di un contenzioso tra il
  Tribunale  Amministrativo  Regionale  e  la  stessa  Cooperativa;
  notizia errata anche nella forma. Un contenzioso risulta pendente
  davanti  a  un  Tribunale;  poiché  l'articolo  nasceva  da   una
  intervista  fatta a funzionari dell'Assessorato alla  Presidenza,
  la  Igea  temette  che  vi fosse un disegno  per  privarla  della
  concessione  o per ritardare la consegna e chiese spiegazioni  al
  competente  Gruppo  X  -  Demanio e  Patrimonio  Immobiliare  con
  lettera  a  firma di un suo legale, avv. Pasquale  Dante,  datata
  09/02/1989 e inviata anche all'Ufficio legale della Regione;

   nessuna rettifica né risposta a tale riguardo è mai pervenuta;

   successivamente  l'avv. Pasquale Dante, legale della  Igea,  con
  lettera del 7 aprile 1989, ha informato l'Avvocatura Distrettuale
  dello  Stato  di  quanto  dichiarato  in  maniera  infondata  dai
  funzionari  del Demanio in merito all'esistenza di un fantomatico
  contenzioso  tra  il  TAR e la Igea, notizia  mai  rettificata  e
  smentita;

   l'Avvocatura  Distrettuale dello Stato, con propria  nota  part.
  4566  del  19  aprile  1989 chiedeva alla  Presidenza  demanio  e
  patrimonio  Immobiliare notizie in merito a quanto esposto  dalla
  Igea tramite il proprio legale avv. Pasquale Dante;

   tutti   i  lavori  edili  commissionati  riguardanti  l'immobile
  risultano  illegittimi, l'intera vicenda richiede un  compiuto  e
  globale esame poiché non si tratta di un episodio isolato;

   in  un precedente progetto di ristrutturazione del 1994, a firma
  degli  ingegneri  Francesco Iovino e Giuseppe Marineo,  l'I.R.T.,
  nella  relazione  esplicitava l'intenzione  di  ristrutturare  il
  complesso  immobiliare al fine di accogliere gli uffici regionali
  in vista di una oculata gestione delle risorse pubbliche, se tale
  è  anche  il  denaro  del bilancio regionale. Infatti,  sarebbero
  state  preventivate  ben  lire  3.100.000.000  e  dichiarava  che
  l'immobile  era  destinato a casa di riposo per combattenti,  per
  cui  prima  dell'utilizzazione occorreva provvedere al cambio  di
  destinazione  d'uso: proposizione erronea, perché  al  cambio  di
  destinazione qualunque buon padre di famiglia provvederebbe prima
  di   spendere   miliardi,  visto  che  non  può  avere   certezza
  dell'accoglimento  della  richiesta, nonostante  ogni  pressione.
  Invece,  è  stato  eseguito un progetto inutile,  costato  denaro
  pubblico  regionale (cfr. art. 22 l.r. 12.1.1993, n.  10)  e  poi
  gettato via;

   l'Assessore  alla Presidenza con D.A. n. 10012 del  27  dicembre
  1994  sosteneva  in  maniera inattendibile, al  fine  di  evitare
  rilievo dalla Corte dei Conti, che l'immobile era già destinato a
  sede  di  uffici  regionali  e  venivano  stanziate  suddette  £.
  3.100.000.000;

   la  Igea  con  nota  del proprio legale, avv.  Fabrizio  Amalfi,
  datata  3  aprile 1995 denunciava agli organi competenti  che  il
  progetto  redatto dall'I.R.T. era lesivo degli interessi pubblici
  e di quelli di rilevanza pubblica della cooperativa e l'erroneità
  delle  informazioni sulle quali l'Assessore alla Presidenza aveva
  basato  la  sua risposta all'interrogazione dell'on.le  Piro,  in
  merito  al trasferimento dell'Ufficio di Collocamento nei  locali
  di via Duca degli Abruzzi, notizia già riportata nella precedente
  interrogazione;

   successivamente  a seguito di bando di gara pubblicato  in  GURS
  n. 21 del 23 maggio 1998 sono stati appaltati lavori finalizzati,
  ufficialmente,  alla  bonifica  e  salvaguardia   del   complesso
  immobiliare,  per  un importo di 2.275.000.000  di  lire,  e,  in
  realtà, volti a trasformare la palazzina in uffici, in violazione
  delle  norme  urbanistiche, così come sancito  anche  dal  parere
  sfavorevole del gruppo XXVI della Direzione regionale Urbanistica
  (prot.  n.  192  del  28/06/1999), notizia  già  riportata  nella
  precedente  interrogazione,  aggiudicati  dalla  Ditta   Civilgea
  s.n.c. di Misilmeri, (aggiudicazione pubblicata in GURS n. 42 del
  17 ottobre 1998), per cui era necessaria la concessione edilizia,
  ma  con  un  espediente illegittimo per superare  tale  ostacolo,
  l'IRT Gruppo 3  ha presentato al Sindaco di Palermo, Ripartizione
  Edilizia  Privata, in data 8 aprile 1989 una  nota  prot.  683  e
  firma  degli ingegneri Giuseppe Bonanno, Gaetano Buffa e Geometra
  Domenico  Chiappone con allegata la Relazione Tecnica dei  lavori
  da  eseguire, che era falsificata perché diversa, ridotta,  dalla
  Relazione  Tecnica  prevista dal progetto  originale  e  mancante
  della voce opere varie di lavori edili e di altre diciture;

   si  evidenzia  come già scritto nella precedente  interrogazione
  che  il  CTU ing. M. Messeri, nella consulenza tecnica di ufficio
  depositata il 29 ottobre 1992 riguardante la causa civile R.G. n.
  6225/91  avanti il Tribunale Civile di Palermo tra la  Presidenza
  della  Regione siciliana e il Centro Sociale San Pio X,  definita
  con  sentenza n. 3956/94, aveva stabilito per la ristrutturazione
  totale dell'immobile la somma complessiva di £ 865.963.115, cifra
  pienamente   condivisa   dal  C.T.P.  della   Regione   siciliana
  funzionario dell'I.R.T. ing. Gaetano Buffa;

   la  Igea,  con  nota del proprio legale, avv.  Fabrizio  Amalfi,
  datata  6  maggio  1989  denunciava agli organi  competenti  tali
  lavori palesemente abusivi;

   l'Assessorato regionale territorio e ambiente, con propria  nota
  del 1 giugno 1999 Gruppo XXXV, prot. n. 7167, diffidava il Comune
  di  Palermo  a  riferire compiutamente in ordine ai lavori  edili
  abusivi segnalati con esposto dalla Igea;

   il  Municipio  di Palermo - Ripartizione Edilizia  Privata,  con
  nota  del 5 luglio 1999 prot. n. 9100, rispondeva all'Assessorato
  territorio  ed  ambiente sostenendo che dalla  Relazione  Tecnica
  presentata  dall'I.R.T. al Comune non vi erano i presupposti  per
  provvedimenti   repressivi  e       sanzionatori  dell'abusivismo
  edilizio e inapplicabili quindi gli artt. 2 e 3 della l.r.  37/85
  e art. 13 della l.r. 17/94 (si badi bene che la Relazione Tecnica
  dell'I.R.T.  presentata  al  Comune era  diversa  da  quella  del
  progetto originale perché falsificata);

   a  seguito  di  approvazione  di variante  al  Piano  Regolatore
  Generale non definitiva del Comune di Palermo pubblicata in  GURS
  n.  13  del  22/03/2002  il  Servizio  4   dell'I R.T.  elaborava
  illegittimamente un progetto approvato con visto n.  739  del  19
  giugno  2002  a  firma degli ingegneri. Giuseppe  Cassata,  Paolo
  Messina,  Vincenzo  Galioto  e dei geometri  Domenico  Chiappone,
  Paolo  Frantone,  Pietro Santoro per destinare  l'immobile  a  un
  generico  uso  governativo  senza  aspettare  il  definitivo  PRG
  pubblicato  in  GURS  n.  41  del 30/08/2002  che  confermava  la
  destinazione urbanistica in I C 5 (centri sociali e sanitari);

   il  Servizio  Demanio e Patrimonio immobiliare della  Presidenza
  della  Regione  ha  inoltrato  al  Dipartimento  regionale  della
  Protezione Civile n. 2 copie del progetto elaborato dal  Servizio
  4    dell'I.R.T.,   precisando  che  sarebbe   stata   cura   del
  Dipartimento  destinatario provvedere  a  reperire  le  fonti  di
  finanziamento,  l'approvazione dell'intervento ed  il  successivo
  affidamento dei lavori;

   a  seguito  degli eventi sismici del 6 settembre 2002 che  hanno
  interessato  il  territorio  della  provincia  di  Palermo,   con
  Ordinanza  del  Presidente del Consiglio  dei  Ministri  n.  3250
  dell'8  novembre  2002, il Presidente della Regione  siciliana  è
  stato nominato Commissario delegato per le attività connesse alla
  messa  in  sicurezza delle infrastrutture pubbliche di pertinenza
  del patrimonio edilizio pubblico regionale;

   ai   sensi  dell'art.  3  della  suddetta  Ordinanza   è   stato
  predisposto  apposito  piano  di interventi  nel  quale  è  stato
  incluso  indebitamente l'intervento di manutenzione straordinaria
  per il completamento del complesso immobiliare demaniale sito  in
  Palermo, in Via Duca degli Abruzzi, 2;

   l'immobile  di  Via  Duca  degli Abruzzi  non  rientra  tra  gli
  immobili    individuati   dalla   suddetta   ordinanza    essendo
  perfettamente  integro e non colpito dal sisma  del  6  settembre
  2002;

   pur  non ricorrendo le condizioni previste dall'art. 24 lett.  b
  della  legge  109/94,  sono stati inoltrati illegittimamente  gli
  inviti  a  n. 10 imprese per partecipare alla trattativa  privata
  per l'affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per il
  completamento  del complesso immobiliare demaniale  sito  in  Via
  Duca degli Abruzzi n. 2 da destinare ad uso Uffici Pubblici;
   risultano  calpestate  e violate tutte le leggi  riguardanti  la
  gestione  del  demanio  pubblico  con  l'obiettivo  esclusivo  di
  privare  il  quartiere Pallavicino e zone limitrofe di  usufruire
  del legittimo centro sociale e sanitario, come previsto dal PRG e
  ai  sensi  del  D.M.  1444/68  a  esclusivo  vantaggio  di  altri
  importanti  centri  sanitari privati che sono  sorti  nelle  zone
  limitrofe;

   con  nota del 27 luglio 2001 prot. n. 5781, la Presidenza  della
  Regione   siciliana   ha  rilasciato  indebitamene   Nulla   Osta
  urbanistico  per  il cambio di destinazione d'uso  dell'immobile,
  sostituendosi   al  competente  Assessorato  del   territorio   e
  dell'ambiente   e  sostenendo  infondatamente  di   disporre   di
  finanziamenti propri per la realizzazione delle opere;

   la  delibera n. 287 dell'8 ottobre 2003 con la quale  la  Giunta
  regionale  ha cambiato destinazione d'uso all'immobile  ai  sensi
  dell'art.  89  co.7  della  l.r.  3  maggio  2001  n.  6  risulta
  illegittima  perché la Regione siciliana è un ente  territoriale,
  ma  non  è  un  ente  locale  territoriale  come  previsto  dalla
  Costituzione;  infatti secondo l'art. 2 del  d.lgs.vo  18  agosto
  2000, n. 267 T.U. delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,
  si  intendono  per  enti locali i comuni, le province,  le  città
  metropolitane,  le  comunità montane, le comunità  isolane  e  le
  unioni di comuni;

   la   illegittimità  della  predetta  delibera  è  confermata  in
  maniera insuperabile dal parere reso sulla questione dall'insigne
  giurista  docente  di  diritto amministrativo  prof.  avv.  Guido
  Corso;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti  intenda  adottare  il
  Governo della Regione per accertare le responsabilità di chi, tra
  i  funzionari  regionali,  abbia agito in  mala  fede  procurando
  evidenti danni ai soggetti interessati e al contempo revocare  in
  autotutela  la delibera suddetta e rendere libero l'immobile  per
  concederlo  secondo la sua propria destinazione urbanistica  alla
  cooperativa  Igea,  legittima destinataria ai  sensi  di  legge.»
  (716)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                             CAPUTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   RINALDI, segretario:

   «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   la  legge  12 maggio 1999, n. 68 Norme per il diritto al  lavoro
  dei  disabili , che sostituisce la precedente disciplina  di  cui
  alla  L. n. 482 del 1968, fa obbligo ai datori di lavoro pubblici
  e  privati  di  avere  alle loro dipendenze  lavoratori  disabili
  (ferme  rimanendo  le  norme per i centralinisti  telefonici  non
  vedenti e per l'assunzione obbligatoria dei sordomuti);

   in  particolare,  l'art.  2  della  suddetta  legge  prevede  il
  collocamento mirato inteso quale serie di strumenti tecnici e  di
  supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone  con
  disabilità  nelle  loro capacità lavorative e  di  inserirle  nel
  posto  adatto,  attraverso analisi di posti di lavoro,  forme  di
  sostegno,  azioni positive e soluzioni dei problemi connessi  con
  gli  ambienti,  gli  strumenti e le relazioni interpersonali  sui
  luoghi  quotidiani di lavoro e di relazione , e teso all'incontro
  tra  domanda  ed  offerta per realizzare inserimenti  efficaci  e
  produttivi  per  un positivo rapporto tra esigenze  produttive  e
  realizzazione delle potenzialità del disabile; ai sensi dell'art.
  9,  comma 6, della suddetta legge e del Decreto del Ministero del
  Lavoro  del 22 novembre 1999, è fatto obbligo ai datori di lavoro
  di comunicare entro il 31 gennaio di ogni anno:

   - il numero complessivo dei lavoratori dipendenti;

   -  il  numero  ed i nominativi dei lavoratori computabili  nella
  quota di riserva;

   -  i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavorato ri
  disabili;

   come  ribadito  nel DPR 10 ottobre 2000, n. 333  Regolamento  di
  attuazione della L. n. 68 del 1999 dalla Circolare del  Ministero
  del  Lavoro  17  gennaio  2000,  n.  4  Disciplina  generale  del
  collocamento obbligatorio , il disabile è titolare del Diritto al
  lavoro;

   considerato  che gli articoli 2-4 del D. Lgs. N.  469  del  1997
  assegnano  alle Regioni le competenze in materia di politica  del
  lavoro  ed  in  particolare  relativamente  alla  programmazione,
  coordinamento, attuazione e verifica delle iniziative finalizzate
  all'occupazione  dei  disabili;  evidenziato   che   la   Regione
  siciliana, con legge regionale n. 30 del 1997 e n. 24 del 2000  e
  con   circolari  dell'Assessorato  regionale  del  Lavoro   della
  previdenza    sociale    della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione n. 308 del 30 aprile 1998, n.  8  del  17  marzo
  2000,  n.  1  del  17 ottobre 2002 e n. 27 del 3 marzo  2003,  ha
  recepito  la  normativa  nazionale  e  ribadito  l'obbligo  delle
  assunzioni dei disabili nelle percentuali, con le modalità e  con
  i  benefici per le aziende stabiliti dalla citata legge nazionale
  n. 68 del 1999;

   rilevato che:

   presso  tanti  enti pubblici e privati della Regione  siciliana,
  la  suddetta  legge rimane inapplicata, (in larga misura  per  il
  pregiudizio  dei  datori  di lavoro nei  confronti  dei  disabili
  ritenuti  lavoratori  improduttivi, con la  mortificazione  della
  loro   dignità  ed  il  rischio  di  alterare  il  loro  delicato
  equilibrio psicofisico); molte aziende, entro il 31 gennaio,  non
  rispettano gli adempimenti di cui all'art. 9, comma 6 della L. n.
  68 del 1999, omettendo di comunicare le quote dei disabili;

   atteso   che  le  suddette  inadempienze  continuano  nonostante
  alcuni interventi di codesto Assessorato (compresa la convenzione
  stipulata tra l'Assessorato, l'Ispettorato, l'Ufficio del  lavoro
  e le Organizzazioni di categoria delle imprese);

   ritenuto  che  le  suddette  inadempienze  rappresentano   gravi
  violazioni  di legge che ledono diritti fondamentali  di  persone
  socialmente   deboli  che  vanno  assolutamente   tutelati,   per
  conoscere:

   l'orientamento  di  codesto  Assessorato  sulle  iniziative   da
  intraprendere  per dare un nuovo vigoroso impulso finalizzato  al
  rispetto  puntuale  della legge n. 68 del 1999  sul  collocamento
  obbligatorio dei disabili, dei ciechi e dei sordomuti;

   se  non ritenga in particolare: a) di avviare una nuova campagna
  promo  -  pubblicitaria per sensibilizzare gli  enti  pubblici  e
  privati al rispetto della legge sul collocamento obbligatorio dei
  disabili,   ricordando  le  san  zioni  previste   in   caso   di
  inadempienza;

   b)  di attivare, tramite gli uffici periferici preposti, urgenti
  ispezioni  presso  gli enti pubblici e privati  al  fine  di  far
  emergere  e  sanzionare  eventuali  violazioni  della  legge   in
  questione.» (11)

                                     DI MAURO - BASILE - LOMBARDO -
                                  MANISCALCO - RIZZOTTO - DE LUCA -
                                     RUGGIRELLO - NICOTRA - GENNUSO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  sentenza  datata 7 aprile 2006, il Tribunale Amministrativo
  Regionale  ha dato ragione all'associazione Arcidonna, che  aveva
  presentato   propria  opposizione  alla  graduatoria  predisposta
  dall'Assessorato regionale Lavoro, previdenza sociale, formazione
  professionale  ed  emigrazione in merito ai  progetti  finanziati
  dall'Unione europea, denominati EQUAL;

   considerato che:

   la  sentenza  di  cui  sopra imponeva all'Assessorato  regionale
  Lavoro  di  rifare la graduatoria di un concorso di finanziamenti
  europei riservato a società che si occupano di formazione;

   lo  stesso Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva  respinto
  le   istanze   di  due  società  vincitrici  che  chiedevano   la
  sospensione  dell'esecutività  della  sentenza,  divenuta  perciò
  esecutiva;

   a  distanza di diverse settimane, l'Assessorato regionale Lavoro
  non  ha  assunto  alcun  provvedimento volto  al  rispetto  della
  sentenza  del  TAR e nel contempo i progetti di  cui  sopra  sono
  andati  avanti  secondo  i criteri disposti  dall'Assessorato  e,
  sembra altresì, con l'erogazione già effettuata di gran parte del
  finanziamento disponibile;

   le   risorse  di  cui  sopra  sarebbero  state  erogate  a   tre
  associazioni che, secondo la sentenza del TAR, dovrebbero  essere
  escluse  dai  progetti per inammissibilità delle  istanze  e  per
  carenza di documentazione;

   preso atto che:

   1'Arcidonna ha predisposto un atto di diffida e messa in mora  ,
  dando  trenta giorni di tempo all'Assessorato per escludere dalla
  graduatoria le società precedentemente ammesse, chiedendo  dunque
  la riammissione al finanziamento del progetto di Arcidonna;

   l'atto  di diffida di cui sopra è scaduto il 3 novembre  2006  e
  l'assenza  di qualsiasi provvedimento da parte dell'  Assessorato
  rischia di produrre ulteriori aggravi alle casse, già disastrate,
  della Regione;

   per  conoscere  quali provvedimenti immediati il  Governo  della
  Regione intenda adottare nel rispetto della sentenza del  TAR  al
  fine  di  evitare prevedibili danni all'erario, nonché  ulteriori
  eventuali  sanzioni da parte della UE - come già avvenuto  con  i
  cosiddetti POP 94/99 - che ha richiesto alla Regione siciliana la
  restituzione  di  ben 75 milioni di euro la cui  utilizzazione  è
  stata,  evidentemente,  ritenuta difforme dalle  norme  europee.»
  (12)

                                                         BORSELLINO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  sede  di  Conferenza dei Sindaci del  3  novembre  2006,  la
  direzione  aziendale dell'AUSL n. 9 di Trapani ha  presentato  un
  Piano di riordino della rete ospedaliera;

   detto Piano avrebbe previsto, tra l'altro, il declassamento  dei
  presidi  ospedalieri di Alcamo, Mazara del Vallo  e  Salemi,  che
  servono  un  bacino di utenza riferibile a poco meno  della  metà
  dell'intero territorio provinciale;

   il  riordino  della  rete ospedaliera di cui  trattasi,  quindi,
  verrebbe   a   privare,  di  fatto,  gran  parte  del  territorio
  provinciale   di  veri  presidi  ospedalieri,  con  l'inevitabile
  conseguenza della riduzione dei livelli essenziali di  assistenza
  ospedaliera per i cittadini della provincia di Trapani;

   il  Piano  di riordino appena citato sembra derivare, con  tutta
  evidenza, anche dalla preoccupazione della direzione aziendale di
  poter garantire in avvenire una corretta assistenza sanitaria  ai
  cittadini  della provincia di Trapani, stante, a nostro giudizio,
  l'incertezza  della politica sanitaria del Governo della  Regione
  che, di fatto, impedisce una seria e razionale programmazione per
  le   aziende  sanitarie  in  Sicilia,  a  causa,  peraltro,   del
  gravissimo  stato dei conti della sanità siciliana, con  un  dato
  finanziario  ufficiale  che  sconta un  deficit  di  quasi  mille
  milioni di euro per l'esercizio 2006 in corso;

   dal  Piano  di riordino in argomento scaturirebbe una  riduzione
  dei  posti letto in ambito aziendale del 16 per cento rispetto  a
  quelli  assegnati con decreto assessoriale n. 810 del  27  maggio
  2003 - con il quale è stata disposta l'approvazione formale della
  deliberazione  della Giunta regionale n. 135 del 7  maggio  2003,
  recante  il Piano di rimodulazione della rete ospedaliera  -  che
  passerebbero  dagli  attuali 948 a 794, compresi  i  posti  letto
  postacutiae;

   la  nuova  dotazione complessiva derivante dal Piano di riordino
  richiamato  corrisponderebbe  a  n.  4  posti  letto  per   mille
  abitanti,  di  cui  1'1 per 1000 riservato alla riabilitazione  e
  alla lungodegenza;
   sulla   proposta  citata  hanno  già  diffusamente   manifestato
  preoccupazione e dissenso, anche attraverso gli organi di stampa,
  Sindaci   dei   comuni  territorialmente  interessati,   Consigli
  comunali,  parlamentari  regionali  e  nazionali,  sindacati   di
  categoria, cittadini ed operatori sanitari;

   considerato che:

   il  recentissimo Atto di indirizzo per la politica sanitaria del
  triennio  2007-2009  e per l'aggiornamento  del  Piano  sanitario
  regionale  dell'Assessore regionale per la  sanità  prevede,  fra
  l'altro,  la  rimodulazione e la complessiva  reingegnerizzazione
  della   rete   ospedaliera   pubblica  regionale,   secondo   una
  metodologia di graduali interventi e di coerente programmazione;

   nell'appena richiamato Atto di indirizzo, l'Assessore  regionale
  per la sanità individua, altresì, fra gli obiettivi da perseguire
  nel  triennio 2007-2009 la riduzione, entro il 31 dicembre  2007,
  dei  posti letto per acuti in coerenza con gli standard nazionali
  di riferimento, che sono di 4,5 posti-letto, su 1000 abitanti;

   il  medesimo  Atto  di  indirizzo , per il  perseguimento  degli
  obiettivi  nello stesso indicati, prevede inoltre che l'Assessore
  regionale   per   la   sanità  provveda   ad   individuare,   sin
  dall'esercizio  2007, gli obiettivi da conferire  alle  direzioni
  aziendali,  individuando   graduali e ragionevoli  riduzioni  dei
  tetti   di   spesa  compatibili  con  la  qualità  e   continuità
  dell'offerta  sanitaria  e  con  il  mantenimento   dei   livelli
  essenziali di assistenza (L.E.A.) ;

   atteso che:

   il  disegno  di  legge  recante  Disposizioni  programmatiche  e
  finanziarie per l'anno 2007, approvato dalla Giunta regionale  il
  2   ottobre   2006  e  già  depositato  all'Assemblea   regionale
  siciliana,  stabilisce  all'art.11,  comma  20,  che  la   Giunta
  medesima procederà entro il 31 dicembre 2007 alla predisposizione
  del nuovo Piano sanitario regionale e di quello socio-sanitario;

   un  serio  e razionale riordino della rete ospedaliera regionale
  non  potrà  ovviamente  configurarsi se non contestualmente  alla
  predisposizione  del  nuovo Piano sanitario regionale  che  dovrà
  prioritariamente  dettare  principi ed obiettivi  cui  uniformare
  anche la rimodulazione della medesima rete ospedaliera pubblica;

   preso atto, conseguentemente, che:

   emerge  con tutta chiarezza che sono ad oggi ancora da  definire
  e  da  fissare  in atti legislativi e di governo  i  principi,  i
  criteri  e  gli  obiettivi generali e specifici del  nuovo  Piano
  sanitario regionale e della conseguente rimodulazione della  rete
  ospedaliera pubblica;

   appaiono,  altresì,  chiaramente  non  opportuni  né  tempestivi
  singoli  atti  di  rimodulazione adottati in  questa  fase  dalle
  Direzioni   aziendali,  in  quanto  verosimilmente   fondati   su
  parametri e standard non coerenti con la pianificazione sanitaria
  regionale,  ancora  in via di definizione da parte  degli  organi
  legislativi e di governo;

   per conoscere:

   se  non  ritenga  di  emanare  con  urgenza  una  direttiva  che
  tempestivamente  faccia  ordine in una materia  così  delicata  e
  complessa   quale  è  quella  della  rimodulazione   della   rete
  ospedaliera  pubblica,  chiarendo con puntualità  alle  direzioni
  aziendali  i  tempi, le modalità ed i criteri del riordino  delle
  singole  reti  ospedaliere aziendali, nonché dando certezza  alle
  direzioni medesime in riferimento alla prossima programmazione di
  ciascuna azienda sanitaria;

   se  non  ritenga,  altresì, di emanare  con  tutta  urgenza  una
  direttiva  che, al fine di assicurare una coerente pianificazione
  della  rete  ospedaliera  pubblica, si riferisca  alle  Direzioni
  aziendali affinché si astengano da qualunque riordino in  materia
  prima  dell'adozione  del  nuovo  Piano  sanitario  regionale   e
  dell'individuazione  degli obiettivi da perseguire  nella  sanità
  siciliana nel triennio 2006-2009;

   quali  eventuali ulteriori azioni e provvedimenti intenda  porre
  in  essere  al  fine  di consentire la definizione  di  una  rete
  ospedaliera   regionale  pubblica  coerente   ai   principi   cui
  l'Assemblea   regionale  siciliana  ed   il   Governo   regionale
  riterranno  di  informare  la  programmazione  sanitaria  per  il
  triennio 2007- 2009;

   se  le direzioni aziendali dell'AUSL 9 di Trapani e dell'Azienda
  ospedaliera  S.Antonio  Abate di Trapani  saranno  effettivamente
  messe  dal  Governo della Regione nella situazione  oggettiva  di
  garantire  ai cittadini adeguati livelli di assistenza sanitaria,
  in  conformità  al  Piano  sanitario regionale  vigente  ed  alla
  pianificazione  in  fase  di  definizione,  ovvero,  come   ormai
  periodicamente  accade, le direzioni aziendali  medesime  saranno
  ancora indotte periodicamente ad effettuare la soppressione o  il
  ridimensionamento  di  questo  o  quel  reparto  ospedaliero  (si
  ricorda,  ad  esempio,  anche  il recente  caso  del  reparto  di
  Chirurgia  pediatrica del P.O. S. Antonio Abate di  Trapani),  in
  conseguenza delle incertezze finanziarie nelle quali  versano  le
  Aziende  medesime che scaturiscono dall'assenza, da troppi  anni,
  di una razionale e coerente politica sanitaria regionale;

   come  intenda, infine, per la valenza strategica dell'argomento,
  qualificare  in  concreto  l'assistenza  sanitaria  in  sede   di
  riordino  della rete ospedaliera, senza far gravare sulla  salute
  dei cittadini siciliani il pesante fardello di circa 1000 milioni
  di  euro  di  debito  che grava sulla sanità regionale  nel  solo
  esercizio 2006.» (13)

                                     GUCCIARDI - ODDO - CULICCHIA -
                                       TURANO - REGINA - PARRINELLO

   «Al Presidente della Regione, considerato che

   per   responsabilità  degli  ultimi  Governi,  l'ESA   è   stata
  esautorata  di  fatto da qualsiasi azione positiva nei  confronti
  dell'agricoltura  siciliana e tutto ciò  sembra  essere  accaduto
  senza  alcuna ragione tecnica o strategica che possa giustificare
  la  mortificazione  delle  professionalità  presenti  all'interno
  dello stesso ente;

   seppur  possa  apparire marginale, occorre  evidenziare  che  la
  quasi totalità degli uffici periferici e delle strutture sono  di
  proprietà  dello  stesso ente e quindi la suddetta  esautorazione
  non sembra sollecitata da eventuali danni erariali. E, viceversa,
  anziché procedere ad una riforma dell'ente, in conformità con  la
  nuova  programmazione comunitaria, si è preferito creare  diverse
  nuove altre strutture, affidando ad esse competenze che sarebbero
  potute   essere   svolte  dall'ESA  utilizzando  e  valorizzando,
  eventualmente,  le  stesse competenze esistenti  all'interno  del
  suddetto ente;

   da  tempo  si  sono succedute diverse gestioni  commissariali  e
  diversi consigli di amministrazione, periodicamente rinnovati dal
  Governo  della  Regione,  che non si comprende  a  quale  mission
  dovrebbero  rispondere e che di fatto si limitano  a  gestire  il
  pagamento degli stipendi del personale, nonché le spettanze dello
  stesso consiglio;

   numerose  sono,  altresì, le professionalità  tecniche  presenti
  all'interno   dell'ente   che   potrebbero   essere    utilizzate
  diversamente presso gli uffici della Regione;

   per conoscere:

   notizie   in  merito  alla  mancata  applicazione  della   legge
  regionale  n. 10 del 2000, che, oltre ad equiparare il  personale
  dell'ente  a  quello  della Regione, avrebbe potuto  favorire  la
  mobilità  all'interno della pubblica Amministrazione, utilizzando
  al  meglio  le  professionalità e le competenze esistenti,  anche
  attraverso  eventuali nuove funzioni da assegnare all'Assessorato
  Agricoltura  e  foreste,  in materia, ad esempio,  di  assistenza
  tecnica,  con l'obiettivo di migliorare e rendere più efficace  e
  capillare l'intero servizio sul territorio;

   se  esista un progetto adeguato, in applicazione alla  legge  di
  cui sopra, che possa impegnare le varie professionalità ancora in
  carico all'ente, coinvolgendo i diversi rami dell'Amministrazione
  regionale   (Assessorato  Agricoltura  e   foreste,   Assessorato
  Territorio  e  ambiente, Assessorato Lavori Pubblici,  Protezione
  Civile, eccetera);

   se   esista  un  progetto  per  estinguere  tutte  le   attività
  pregresse   in   capo   allo   stesso  ente,   anche   attraverso
  l'istituzione  di un apposito ed eventuale nuovo  ufficio  presso
  l'Assessorato Agricoltura e foreste, con il compito  di  trattare
  le  pratiche in materia di riforma agraria ed in merito al  fondo
  di   rotazione  e  liquidazione  del  patrimonio  dell'ente,  nel
  frattempo  transitato  nel demanio a disposizione  della  Regione
  siciliana.» (14)

                                                         BORSELLINO

   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   RINALDI, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato  che  la  Camera  dei Deputati  e  il  Senato  della
  Repubblica  hanno  approvato un provvedimento  d'indulto  che  ha
  consentito   a   decine  di  migliaia  di  detenuti   di   uscire
  anticipatamente dalle carceri, oltre alla logica conseguenza  che
  ha   determinato  l'estinzione  di  migliaia  di  sentenze  e  di
  condanne;

   ritenuto  che  tale provvedimento, oggi, è da tutti  considerato
  inopportuno  in  quanto ha compromesso la  sicurezza  e  l'ordine
  pubblico in molte regioni d'Italia;

   valutato  che il sindacato regionale siciliano della Polizia  di
  Stato  -  CONSAP  -  ha  registrato un  forte  malumore  tra  gli
  appartenenti  alle forze dell'ordine costrette, da  un  lato,  ad
  assistere  lato,  ad  un aumento della criminalità  e  dei  reati
  contro  le persone e il patrimonio e, dall'altro, a subire  gravi
  disagi  e  continui  provvedimenti disciplinari nell'espletamento
  delle loro delicate mansioni di tutela dell'ordine pubblico e  di
  repressione dei fenomeni criminali;

   considerato  che si sono rivolti al Presidente della  Repubblica
  e  ai Ministeri competenti per ottenere il condono amministrativo
  dei   provvedimenti  di  disciplinari  emessi   a   seguito   del
  regolamento disciplina approvato con DPR 25 ottobre 1981, n. 737,
  in  quanto  l'emissione di tali provvedimenti ha  determinato  il
  ritardo   della  progressione  di  carriera  e  dei   conseguenti
  riconoscimenti economici;

   valutata   altresì   l'importanza  nell'adozione   dell'invocato
  provvedimento, che rappresenta un forte segnale in  favore  degli
  appartenenti alle forze dell'ordine in tutta Italia,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire presso il Presidente del Consiglio dei Ministri,
  presso  il  Ministro degli Affari Interni e presso  i  Presidenti
  della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al  fine
  di   sollecitare  l'emissione  del  condono  amministrativo   dei
  provvedimenti    disciplinari   emessi   nei   confronti    degli
  appartenenti  alle forze dell'ordine preposte all'ordine  e  alla
  sicurezza pubblica.» (126)

                                                 CAPUTO - FALZONE -
                                               GRANATA - POGLIESE -
                                             STANCANELLI - CURRENTI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   il  management  aziendale delle Poste Italiane ha intenzione  di
  ridurre ulteriormente il numero di uffici postali in Sicilia,  ma
  ancor  più grave risulta l'intenzione di operare altri  tagli  di
  personale;

   in  breve tempo si è assistito alla chiusura del Caus (centro di
  lavorazione  bollettini) con la perdita di 180 posti  di  lavoro,
  seguita  dalla  riduzione di organico del centro  Postel  con  un
  taglio di 220 unità;

   è  stata  annunciata una riorganizzazione del settore  recapito,
  che  aveva  già  subito un notevole taglio di 320 unità,  con  la
  riduzione  di ulteriori 223 unità addette al recapito, tagli  che
  ricadono negativamente anche sul settore delle agenzie private;

   ritenuto  inaccettabile che la Sicilia, terra che  presenta  già
  gravi  problemi occupazionali, subisca questa ulteriore riduzione
  di forza lavoro, nonché la chiusura di ulteriori uffici postali,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire presso il Governo nazionale e, nello  specifico,
  nei  confronti del Ministro Gentiloni e dei vertici aziendali  di
  Poste  Italiane,  per  porre in essere  una  soluzione  equa  che
  salvaguardi la posizione occupazionale di molti lavoratori ed  il
  servizio di sportello postale agli utenti siciliani.» (127)

                                      CAPUTO - FALZONE - CURRENTI -
                                                 GRANATA - POGLIESE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato  che la normativa che regolamenta la  materia  della
  finanza  di  progetto  è  quella  relativa  alla  legge  Merloni,
  recepita  in  Sicilia,  che, con i suoi dettami  restrittivi,  ha
  irrigidito il sistema e scoraggiato gli investimenti;

   valutato che:

   da   alcune   ricerche   condotte  da  un  importante   giornale
  economico,  per  il  2006,  si registra  una  forte  crescita  di
  investimenti;

   le  più  grosse difficoltà normative sono l'eccesso  di  vincoli
  per   la  presentazione  delle  proposte,  la  complessità  delle
  procedure di aggiudicazione, i rischi nella fase di progettazione
  e  gestione  dell'opera e, non ultima, la difficoltà ad  ottenere
  autorizzazioni amministrative;

   ritenuto  che esiste già una normativa sul settore  in  sede  di
  Unione  europea che andrebbe recepita tenendo naturalmente  conto
  dell'esclusione  di  tutti gli orpelli  che  non  permettono  una
  sicura programmazione,

                  impegna il Governo della Regione
                          e in particolare
                  l'Assessore per i lavori pubblici

   a  legiferare sulla materia della finanza di progetto, recependo
  la  legislazione europea, per dare un'immediata accelerazione  ad
  un  settore  in  continua crescita, sicuro volano  di  una  nuova
  economia  che  solo  benefici può portare alla  nostra  Regione.»
  (128)

                                        CAPUTO - FALZONE - CURRENTI
                                                 GRANATA - POGLIESE

   PRESIDENTE.  Avverto  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
  di discussione.

     Informo,  ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Onorevoli  colleghi,  essendo riunita la Commissione   Bilancio'
  per  esaminare il disegno di legge n. 440  Provvedimenti  urgenti
  per  il funzionamento dell'Amministrazione regionale e interventi
  finanziari ,  sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà  alle
  ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.52, è ripresa alle ore 16.10)

   La seduta è ripresa.
    Onorevoli  colleghi, considerato che alle ore 16.30 si  riunirà
  la  Commissione   Bilancio   per la  definizione  dell'esame  del
  disegno  di  legge all'ordine del giorno, la seduta è rinviata  a
  domani, giovedì 16 novembre 2006, alle ore 12.30.
   Comunico,  altresì, che la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari   si   riunirà  domani  alle  ore   11.30   per   la
  programmazione dei lavori.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento
                               interno

    CINTOLA   Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  i
  tempi   con  i  quali  l'Aula  è  stata  convocata  per   domani,
  considerato che stavamo prendendo una buona abitudine, quella  di
  iniziare con puntualità i lavori

    PRESIDENTE   Non vorrei interromperla, onorevole Cintola,  però
  lei  ha chiesto di intervenire ai sensi dell'articolo 83, secondo
  comma,  del Regolamento interno. Il rinvio della seduta d'Aula  a
  domattina è stato già deciso da questa Presidenza.

   CINTOLA  Senza avere sentito i Capigruppo?

    PRESIDENTE    Senza  avere  sentito  i  Capigruppo.   Onorevole
  Cintola, le ricordo che ha facoltà di parlare solamente ai  sensi
  dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno.

   CINTOLA.  Signor Presidente, è impossibile e assurdo pensare  di
  convocare  l'Aula  per  domani alle ore 12.30.  La  seduta  della
  Commissione  Bilancio  di questo pomeriggio non avrà  luogo,   si
  terrà domani...

    PRESIDENTE   Onorevole  Cintola, la  Commissione   Bilancio   è
  convocata per le ore 16.30.

   CINTOLA Ma non si farà, signor Presidente

    PRESIDENTE   In ogni caso, onorevole Cintola, dal  momento  che
  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata
  per  domani alle ore 11.30, la Presidenza deve comunicare in Aula
  le decisioni assunte.

   CINTOLA.  Signor Presidente, ciò che contesto è la  convocazione
  di domani, alle ore 12.30, in quanto è assurda e inconcepibile. I
  Capigruppo  possono parlare quanto vogliono; più parlano  e  meno
  l'Aula li segue  Io mi dimetterei

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a  domani,
  giovedì 16 novembre 2006, alle ore 12.30, con il seguente  ordine
  del giorno:

       I   - Comunicazioni.
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

        numero  126 - «Iniziative a sostegno delle richieste  del
        sindacato  regionale di Polizia CONSAP», degli  onorevoli
        Caputo,    Falzone,   Granata,   Pogliese,   Stancanelli,
        Correnti;

        numero  127 - «Intervento presso il Governo nazionale  in
        difesa  dei lavoratori postali e per impedire la chiusura
        di  uffici  postali dell'Isola», degli onorevoli  Caputo,
        Falzone, Correnti, Granata, Pogliese;

        numero   128    -    «Recepimento  della   normativa   UE
        riguardante  l'attività  di  Project  financing»,   degli
        onorevoli Caputo, Falzone, Correnti, Granata, Pogliese.

       III   -  Discussione del disegno di legge:

        «Variazioni  al  bilancio della  Regione  e  al  bilancio
        dell'Azienda   delle  Foreste  demaniali  della   Regione
        siciliana   per  l'anno  finanziario  2006.  Assestamento
        tecnico» (393/A) (Seguito).

                  La seduta è tolta alle ore 16.14

                     DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli