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Resoconto d'Aula della Seduta n. 29 di martedì 21 novembre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FLERES,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ammatuna e Vitrano  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   «Riconoscimento  e  sostegno all'Associazione italiana  sclerosi
  multipla» (numero 443),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Rinaldi  in data 15 novembre 2006;

   «Interventi   regionali  per  la  promozione   dell'integrazione
  europea ed euromediterranea» (numero 444),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,  Calanna,
  Cantafia,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Di  Guardo,  Panepinto,
  Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla  in data 15
  novembre 2006;

   «Interventi  ulteriori  per la valorizzazione  storico-culturale
  dei  mulini a vento e per la coltivazione tradizionale  del  sale
  marino» (numero 445),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Oddo in data 15 novembre 2006;

   «Norme  per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione  e
  lo  sviluppo  turistico-culturale del comune  di  Erice»  (numero
  446),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Oddo in data 15 novembre 2006;

   «Promozione  delle politiche a favore delle giovani  generazioni
  e istituzione di centri di incontro ed iniziativa» (numero 447),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Cantafia,  Apprendi,
  Calanna,  De  Benedictis,  Di Benedetto,  Di  Guardo,  Panepinto,
  Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla  in data 15
  novembre 2006;

   «Disposizioni applicative dell'articolo 2, comma 3, della  legge
  regionale numero 15 del 29 novembre 2005» (numero 448),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dagli onorevoli Fleres, Cimino, Confalone in data  15
  novembre 2006;

   «Sistemi produttivi locali» (numero 449),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,  Calanna,
  Cantafia,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Di  Guardo,  Panepinto,
  Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla  in data 16
  novembre 2006.

        Comunicazione relativa al disegno di legge numero 389

   PRESIDENTE.  Comunico  che  dal  disegno  di  legge  numero  389
  recante  «Disposizioni  programmatiche e finanziarie  per  l'anno
  2007»,  presentato  dal  Presidente  della  Regione  su  proposta
  dell'Assessore  per il bilancio e le finanze in  data  9  ottobre
  2006, sono state stralciate le seguenti norme:

   «Disposizioni urgenti per l'anno 2007» (numero 389.1),
   trasmesso alla  Commissione Affari istituzionali (I);

   «Disposizioni urgenti per l'anno 2007 bis» (numero 389.2),
   trasmesso alla Commissione attività produttive (III);

   «Disposizioni urgenti per l'anno 2007 ter» (numero 389.3),
   trasmesso alla Commissione cultura, formazione e lavoro (V).

                 (INVIATI IN DATA 20 NOVEMBRE 2006)

                    Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico che la competente Commissione  legislativa
   Affari Istituzionali' (I) ha reso i seguenti pareri:

   «Commissione  di  gara  ex  articolo  7  ter,  comma  9,   legge
  regionale  numero  7/02 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  Sostituzione  presidente  commissione  provinciale  di   Catania»
  (numero 7/I),
   reso in data 14 novembre 2006,
   inviato in data 17 novembre 2006;

   «Consorzio   ASI   di  Siracusa.  Designazione  componente   del
  consiglio generale» (numero 8/I),
   reso in data 14 novembre 2006,
   inviato in data 17 novembre 2006;

   «Multiservizi S.p.A. - Designazione componente del consiglio  di
  amministrazione» (numero 9/I),
   reso in data 14 novembre 2006,
   inviato in data 17 novembre 2006;

   «Consorzio  ASI  del  Calatino  -  Designazione  componenti  del
  consiglio  generale e componente del comitato direttivo»  (numero
  10/I),
   reso in data 14 novembre 2006.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FLERES, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti,

   premesso che:

   la  ATM  di  Messina ha chiesto il contributo di cui alla  legge
  regionale  numero 68/83 per la linea urbana numero 28 coperta  su
  rotaia tramite la tramvia;

   la  predetta normativa non indica espressamente alcun privilegio
  per il trasporto locale su gomma rispetto al trasporto locale  su
  rotovia ;

   considerato che:

   in  Sicilia tale contributo non viene corrisposto soltanto  alle
  autolinee  e,  dunque, al mezzo gommato, ma  anche,  ad  esempio,
  all'impianto di funivia di Taormina;

   nel  caso  dell'ATM  di  Messina si tratta  di  una  modifica  e
  sostituzione  di servizi preesistenti all'interno delle  medesime
  linee,  fattispecie per la quale non è prevista alcuna  specifica
  autorizzazione per l'ammissione alla fruizione dei contributi;

   ritenuto che:

   le  somme da corrispondere all'ATM di Messina sono pari ad  euro
  885.570,54 per l'anno 2004 e ad euro 691.792,77 per l'anno 2005;

   ulteriori   ritardi   potrebbero   configurare   situazioni   di
  disparità di trattamento e comportamento di dubbia legittimità;

   ritenuto  ancora  che, qualora venisse riconosciuto  il  diritto
  dell'ATM di Messina ad ottenere le somme richieste su servizi già
  da  tempo  effettuati, si potrebbe aggiungere  la  richiesta  dei
  relativi  interessi  legali  con un  danno  patrimoniale  per  la
  regione;

   per  sapere  quale  sia  la ragione degli  inspiegabili  ritardi
  accumulati nella corresponsione dei contributi richiesti dall'AMT
  di  Messina  pari ad euro 885.570,54 per l'anno 2004  e  ad  euro
  691.792,77 per l'anno 2005». (728)

                                     BARBAGALLO - RINALDI - LACCOTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie e locali, premesso che:

   da  diversi  mesi  i  dipendenti delle cooperative  sociali  che
  forniscono il servizio ai disabili ed agli anziani nel comune  di
  Messina non percepiscono lo stipendio;

   il  numero complessivo dei lavoratori impegnato nel settore  dei
  servizi sociali è pari a 716 unità;

   la  gestione  dei servizi sociali appartiene ad una  istituzione
  composta da un consiglio di amministrazione con 5 componenti  che
  percepiscono un'indennità mensile di euro 1.706,67 per componente
  fino ad euro 3.328, 60 per il presidente;

   il  tema  dei  servizi  sociali è  diventato  terreno  di  forte
  scontro  tra sindacati in ordine al sistema gestionale e non  per
  il   mancato   pagamento  degli  stipendi  o  della  salvaguardia
  occupazionale; una parte sindacale propone, infatti, che  sia  il
  Comune a provvedere direttamente alla gestione di Casa Serena con
  l'assorbimento dei suoi 114 operatori; l'altro fronte propone che
  si  continui  con  la gestione indiretta o che  in  subordine  si
  provveda all'assorbimento di tutti gli operatori;

   è  di tutta evidenza che entrambe le proposte sono demagogiche e
  strumentali  innanzitutto da un punto di vista giuridico  per  la
  vigenza  dell'articolo 97 della Costituzione, in virtù del  quale
   nelle  pubbliche  amministrazioni si accede  mediante  concorso,
  salvo  i  casi stabiliti dalla legge', dell'articolo  3,  per  il
  quale  tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali
  davanti  alla  legge, senza distinzioni di sesso,  di  razza,  di
  lingua,  di  religione,  di  opinioni  politiche,  di  condizioni
  personali e sociali'. Quindi non si comprende sulla base di quale
  principio giuridico e morale l'amministrazione dovrebbe  occupare
  solo  114 operatori di Casa Serena, a fronte dei complessivi  716
  che  garantiscono il funzionamento dei servizi  sociali  e  come,
  sotto  il  profilo  finanziario, il Comune potrebbe  giustificare
  l'assunzione  di un numero di operatori, quelli di  Casa  Serena,
  superiore agli stessi assistiti;

   considerato che:

   nel programma elettorale del sindaco di Messina era prevista  la
  soppressione della Istituzione dei Servizi Sociali, ed in  ordine
  alla gestione testualmente si diceva che era  auspicabile passare
  dalla attuale gestione mediante procedure di evidenza pubblica  o
  licitazioni  private  sottosoglia  ad  una  gestione  aperta  che
  introduca  il  principio dell'accreditamento  dei  servizi  e  la
  possibilità data all'utente di scegliere l'erogatore dei  servizi
  stessi  tra gli enti accreditati a parità di costo. Così  facendo
  si  eleva il confronto sulla qualità e non sul prezzo. Nelle more
  che  ciò  avvenga,  anche in conformità al  Piano  Triennale  dei
  Servizi Sociali approvato dal Consiglio Comunale, le procedure ad
  evidenza  pubblica prevedano forme di affidamento dei servizi  di
  pari durata, al fine di assicurare la continuità assistenziale.';

   nel  programma  elettorale del sindaco di  Messina  era  altresì
  prevista   l'introduzione di un assegno solidale per le  famiglie
  con  redditi  minimali,  da finanziare  attraverso  un  fondo  di
  solidarietà  composto  da  stanziamenti  specifici  del  bilancio
  comunale  e dal 5 per cento degli stipendi di Sindaco, Assessori,
  Consiglieri Comunali, esperti e consulenti.';

   ritenuto   che  ad  oggi  l'amministrazione  si  è  preoccupata,
  contrariamente  al  proprio  programma,  solo  di   nominare   il
  consiglio  di  amministrazione, il quale non  ha  avviato  alcuna
  procedura  di  affidamento della gestione dei servizi  sociali  e
  che,   quindi,   questi  e  l'Amministrazione  sono   gli   unici
  responsabili sul piano giuridico, finanziario politico  e  morale
  della  grave situazione di disagio in cui versano i lavoratori  e
  tutti gli assistiti;

   per sapere:
   se  l'Assessorato  alla  famiglia e alle  autonomie  locali  non
  ritenga  opportuno avviare un'ispezione per accertare quali  atti
  amministrativi  abbia  compiuto o abbia  omesso  di  compiere  il
  consiglio  di  amministrazione  della  Istituzione  dei   servizi
  sociali in ordine all'affidamento dei servizi;

   ed  ancora, quali atti abbia compiuto o abbia omesso di compiere
  l'Amministrazione  comunale, ed in particolare  l'Assessorato  ai
  servizi sociali, per garantire la continuità dei servizi a  tutti
  gli assistiti;

   se  lo  stato  di  grave  situazione gestionale  sia  frutto  di
  consapevole   inerzia   o   di   assoluta   inadeguatezza   degli
  amministratori della città di Messina». (730)

                                                          ARDIZZONE

   PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   FLERES, segretario:

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il  decreto  dell'Assessore regionale  per  l'agricoltura  e  le
  foreste  del  26 luglio 2005 stabilisce i criteri  relativi  alla
  presentazione  delle  istanze,  alla  valutazione  dei  titoli  e
  requisiti per la designazione dei componenti delle commissioni di
  esame di abilitazione all'esercizio venatorio, anche per superare
  i  vari  ricorsi  presentati al TAR a  causa  della  mancanza  di
  criteri  oggettivi di valutazione degli aspiranti, in vista,  tra
  l'altro,  della  scadenza delle commissioni prevista  per  il  12
  settembre 2005;

   con  il  decreto assessoriale del 26 luglio 2005 viene richiesto
  a  ciascun  partecipante alla selezione un dettagliato curriculum
  vitae, per determinare la scelta dei componenti sulla base di una
  valutazione  del titolo di studio, dei titoli di specializzazione
  e dei requisiti preferenziali;

   per sapere:

   per  quali motivi ancora non si sia provveduto alla nomina delle
  commissioni;

   se  gli  uffici abbiano preventivamente definito  i  criteri  di
  valutazione dei titoli di studio (laurea, diploma, eccetera), dei
  titoli    di   specializzazione   attestati   e   dei   requisiti
  preferenziali  posseduti  dai soggetti che  hanno  presentato  la
  relativa istanza;

   se  risponda al vero che gli uffici vogliano limitare la  scelta
  dei componenti solo a chi è in possesso di tali titoli di studio;

   se  non ritengano opportuno che la selezione a componente  della
  commissione  venga  svolta tenendo conto  del  valore  attribuito
  nella  valutazione comparata dei tre criteri elencati nel decreto
  assessoriale del 26.07.2005». (727)

                                                          CONFALONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie,

   premesso che:

   nell'ottobre  2005, l'Assessorato per la famiglia, le  politiche
  sociali   e  le  autonomie  locali  ha  avviato  un  accertamento
  ispettivo  presso  il  Comune di Naso, provincia  di  Messina,  a
  seguito della presentazione di un dossier da parte di consiglieri
  comunali  nel  quale  erano denunciate le  gravi  irregolarità  e
  inadempienze nella conduzione amministrativa del Comune;

   l'accertamento  ispettivo  ha confermato  la  sussistenza  della
  situazione  di degrado amministrativo denunciato e si è  concluso
  con   la   richiesta   di  applicazione,  nei   confronti   degli
  amministratori,  dell'articolo  40  della  legge  numero  142/90,
  recepita   con   legge  regionale  numero  48/91   (rimozione   e
  sospensione di amministratori locali);

   ad   oltre   un   anno   di  distanza,  nessuna   determinazione
  consequenziale è stata adottata dall'Assessore competente;

   Sindaco  e  Giunta  sono,  pertanto,  ancora  al  loro  posto  e
  reiterano i comportamenti censurati;

   il  Sindaco  ha effettuato una serie di assunzioni per  chiamata
  diretta,   in   palese  violazione  delle  norme   di   legge   e
  regolamentari  dell'ente, blindando di  fatto  l'ufficio  tecnico
  comunale   con  personale  di  propria  fiducia   (in   atto   il
  Responsabile  dell'Area  tecnica nonché titolare  della  gestione
  dell'Area è un soggetto già candidato nella lista di sostegno  al
  sindaco e risultato non eletto);

   la  gestione finanziaria, pesantemente gravata da atti esecutivi
  giudiziari,  è  seriamente compromessa dalla pervicacia  nel  non
  voler  ottemperare  anche  a sentenze passate  in  giudicato  per
  debiti    certi   e   nell'occultare   debiti   fuori    bilancio
  concretizzatisi  in esercizi pregressi, i quali  surrettiziamente
  vengono  liquidati, in assenza del preventivo impegno  di  spesa,
  sulla spesa relativa all'esercizio di competenza;

   dal  maggio  2005  la  Giunta comunale è composta  da  soli  tre
  assessori  e  senza  vicesindaco a  seguito  della  revoca  delle
  relative  deleghe  effettuata dal sindaco,  mentre  il  Consiglio
  comunale  opera  già  da  settembre  2006  senza  l'apporto   dei
  consiglieri  di  minoranza, in atto autosospesisi per  protestare
  contro l'impossibilità dell'esercizio del loro mandato;

   il  perseverare  nella gestione attuale,  oltre  che  avere  già
  determinato una condizione di anarchia amministrativa, porterà il
  comune di Naso al dissesto finanziario;

   per sapere:

   se   non  ritengano  di  dovere  urgentemente  provvedere   alla
  rimozione  del  Sindaco e della Giunta per  gravi  e  persistenti
  violazioni  di  legge operate dall'attuale amministrazione,  come
  ampiamente    dimostrato   dalle   risultanze   dell'accertamento
  ispettivo;

   quali  siano  le  ragioni  dell'inerzia  dell'Assessore  per  le
  autonomie  locali nell'applicazione dell'articolo 40 della  legge
  numero  142/90,  così come recepita dalla legge regionale  numero
  48/91». (729)

                                                            RINALDI

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la sanità,

   premesso che:

   in  contrada  Cannizzola, Comune di Paternò (CT), area  compresa
  tra  la S.P. numero 50 in provincia di Enna e la S.P. numero  228
  in   provincia   di  Catania,  sono  vivi  il  malessere   e   la
  preoccupazione  degli  agricoltori e degli  abitanti  delle  zone
  limitrofe  per  il  grave danno che da anni  viene  costantemente
  arrecato  alle  colture esistenti nella zona  e  il  grave  danno
  ambientale  che si perpetua nei confronti di una zona di  elevato
  valore paesaggistico;

   dalla  fine  degli anni '90 ad oggi continuano le  emissioni  in
  aria  di  fumi  e  polveri generate dalle  attività  di  cave  di
  argilla,  dalla  fabbrica  di laterizi  e  relativi  impianti  di
  frantumazione degli stessi e dal trattamento di rifiuti  speciali
  e  pericolosi, che sono stati autorizzati alla ditta D.B.  Group,
  ignorando  le  refluenze negative sulle attività  agricole  della
  zona (agrumeti, uliveti, ortaggi, pastorizia eccetera);

   nel  1997  il Comune di Paternò rilasciò alla ditta  D.B.  Group
  concessione edilizia per la realizzazione di un opificio  per  lo
  sfruttamento di argilla e sabbia, risorse naturali esistenti  nel
  territorio di contrada Cannizzola;

   nel  gennaio 2002 l'Ufficio di Valutazione di impatto ambientale
  concesse  il  nulla osta all'impianto con prescrizioni  peculiari
  alla salvaguardia di persone, animali e cose al fine di contenere
  l'inquinamento  atmosferico, idrico e  acustico  entro  i  limiti
  della  normativa  vigente,  predisponendo  il  corretto  recupero
  dell'ambiente  e delegando al Comune interessato  e  agli  organi
  regionali preposti l'attività di controllo periodico;

   nel  maggio  2002  la Provincia Regionale di Catania  autorizzò,
  alla  stessa ditta, un impianto di frantumazione di argilla e  di
  inerti  prescrivendo  soltanto  la misurazione  semestrale  delle
  emissioni del ciclo produttivo, che non dovevano essere inferiori
  ai 3 metri dal suolo;

   nel  luglio  2002  la  Soprintendenza per  i  Beni  culturali  e
  ambientali   di  Catania,  dopo  aver  esaminato  gli   elaborati
  trasmessi  dal Comune di Paternò e senza documentato sopralluogo,
  rilasciava   il  nulla  osta  in  quanto  l'intervento   proposto
  risultava  compatibile  con il paesaggio,  sottoposto  a  tutela,
  prescrivendo  particolari accorgimenti  per  la  costruzione  dei
  fabbricati e per la separazione dell'area destinata alla cava con
  il  resto  del  paesaggio  con coltivazioni  di  essenze  arboree
  sempreverdi a rapido accrescimento;

   il  14  agosto 2002 la Regione siciliana, Corpo regionale  delle
  miniere, autorizzava l'utilizzazione del giacimento di argilla  e
  le  attività estrattive, mentre il 5 agosto dello stesso anno  la
  Provincia Regionale di Catania esprimeva parere favorevole per la
  compatibilità ambientale del progetto che prevedeva operazioni di
  recupero    dei   rifiuti   speciali   e   pericolosi,   attività
  sostanzialmente diversa dall'esercizio della cava;
   nel  settembre 2002 il Vice Commissario delegato per l'emergenza
  rifiuti  emette l'ordinanza numero 826 con la quale autorizza  la
  D.B.  Group  ad effettuare le operazioni di recupero dei  rifiuti
  speciali  pericolosi, di cui all'allegato  C  del  D.L.vo  numero
  22/97,  nelle  tipologie elencate all'articolo 2  della  medesima
  ordinanza specificando la possibilità di revoca del provvedimento
  se  l'attività dovesse risultare pericolosa o dannosa e delegando
  alla  Provincia  Regionale di Catania e al Comune  di  Paternò  i
  controlli periodici semestrali;

   soltanto  nel  luglio 2003 il Vice Commissario  per  l'emergenza
  rifiuti  emette l'ordinanza numero 702 con la quale autorizza  la
  D.B.  Group, in variante allo strumento urbanistico comunale,  il
  progetto  definitivo dello stabilimento per  il  trattamento  dei
  rifiuti  autorizzando le operazioni di recupero R5, R11,  R13  di
  cui all'allegato C del D.L.vo numero 22/97 dei rifiuti speciali e
  pericolosi  identificati  con i codici  indicati  nella  medesima
  ordinanza;

   considerato  che  le  attività della  suddetta  Impresa  vengono
  autorizzate  via  via  secondo una escalation  che  ha  snaturato
  l'originaria  autorizzazione  del  Comune,  la  quale,   appunto,
  prevedeva  solo lo sfruttamento delle risorse naturali così  come
  previsto  dal  Piano  Regolatore del  Comune  e  dalla  normativa
  urbanistica,  per arrivare all'autorizzazione del trattamento  di
  rifiuti  speciali  e  pericolosi, in violazione  della  normativa
  urbanistica secondo le principali e significative tappe riassunte
  in premessa;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno avviare un'indagine conoscitiva,  al
  fine  di  verificare la correttezza delle autorizzazioni che,  da
  una  prima  analisi,  sembrano non essere  state  rilasciate  con
  metodo  rigoroso  e  coordinato,  che  è  quello  che  merita  il
  territorio in questione, e che hanno prodotto un cambio di  scopo
  sociale  stravolgendo  nella sostanza  l'assetto  originario  del
  progetto affidato alla D.B. Group;

   se   non   intendano  accertare  la  regolarità  delle  modalità
  procedurali  per  il giudizio di compatibilità ambientale  emesso
  dalla Provincia regionale di Catania in favore della DB Group per
  le  operazioni di recupero dei rifiuti speciali e pericolosi e se
  esistano ulteriori controlli effettuati dagli Organi del  Governo
  regionale,  considerato  che  il Corpo  regionale  miniere  della
  Regione  siciliana autorizza soltanto l'esercizio della  cava  di
  argilla;

   quali  siano stati gli esiti dei controlli semestrali effettuati
  dalla  Provincia  Regionale di Catania e dal Comune  di  Paternò,
  provvedendo,   in   assenza  degli  stessi,   alla   revoca   del
  provvedimento adottato con l'ordinanza numero 826 del Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti;

   quali  siano  stati i motivi che hanno consentito le  operazioni
  di recupero dei rifiuti speciali e pericolosi in un territorio di
  particolare valore paesaggistico e quali siano i provvedimenti di
  tutela  del diritto alla salute dei cittadini della zona messo  a
  rischio    direttamente    per   inquinamento    atmosferico    e
  indirettamente per gli effetti devastanti sulle colture esistenti
  in quell'area». (731)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           LA MANNA

   PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate  al
  Governo.

               Comunicazione di Decreto presidenziale

   PRESIDENTE.  Comunico che con Decreto presidenziale  8  novembre
  2006, pubblicato nella Gazzetta della Regione siciliana numero 53
  del  17  novembre  2006 - parte I, le funzioni di  vicepresidente
  sono  attribuite all'onorevole Nicola Leanza che  sostituisce  il
  Presidente  della  Regione  siciliana  in  caso  di   assenza   o
  impedimento.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Onorevoli  colleghi, essendo in corso un'audizione presso  la  I
  Commissione  legislativa,  sospendo  la  seduta,  avvertendo  che
  riprenderà alle ore 11.15.

       (La seduta, sospesa alle ore 10.40, è ripresa alle ore
                               11.22)

   La seduta è aperta.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito   dell'esame   del  disegno  di   legge   numero   393/A
  +Variazioni  al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
  delle  Foreste  demaniali  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 2006. Assestamento tecnico»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussioni di disegni di legge.
   Si  passa  al  seguito dell'esame del disegno  di  legge  numero
  393/A  «Variazioni  al  bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
  dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana  per
  l'anno  finanziario 2006. Assestamento tecnico», posto al  numero
  1).
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo   che  la discussione generale  era stata  chiusa  nella
  seduta numero 24 dell'8 novembre 2006.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno  numero  23
  «Immissione nei ruoli dell'Ente Parco dei Nebrodi di guardiaparco
  ed  ispettori di vigilanza», degli onorevoli Ardizzone,  Calanna,
  Termine,    Leanza   Edoardo,   Formica,   Tumino,    Sanzarello,
  Parlavecchio, D'Aquino, Cascio, Cappadona e Ragusa.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con decreto dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente del  4
  Agosto  1993  numero 560/11, pubblicato nel S.O.  della  G.U.R.S.
  numero  44 del 18 settembre 1993, è stato istituito l'Ente  Parco
  dei  Nebrodi, ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale del
  6  maggio  1981 numero 98 così come sostituito dall' articolo  33
  della  legge  regionale  9 agosto 1988  numero  14  ed  ai  sensi
  dell'articolo 6 della  legge regionale 6 maggio 1981  numero  98,
  così  come  sostituito dall'articolo 4 della  legge  regionale  9
  agosto  1998  numero  14  sulla base  della  proposta  istitutiva
  presentata dal Commissario ad acta, nominato con  D.A. numero 118
  del 30 marzo 1985, in data 28 ottobre 1988 con nota numero 65;
   in  base  allo statuto-regolamento, approvato con il  sopradetto
  decreto  istitutivo,  l'Ente Parco dei  Nebrodi  ha  il  fine  di
  perseguire  la  protezione conservazione e difesa  del  paesaggio
  dell'ambiente,  la riqualificazione dei valori naturali  presenti
  nell'ambito del Parco e la ricostruzione di quelli degradati,  il
  corretto  assetto  ed  uso  dei territori  costituenti  il  Parco
  programmando  e progettando interventi finalizzati e  realizzando
  le  relative  opere  direttamente o  mediante  delega  ai  Comuni
  interessati,  il  miglioramento delle condizioni  di  vita  delle
  popolazioni  residenti  promuovendo lo  sviluppo  delle  attività
  produttive  e lavorative tradizionali, l'uso sociale  e  pubblico
  dei  beni ambientali favorendo le attività culturali e ricreative
  nonché  quelle turistiche e sportive compatibili con le  esigenze
  prioritarie di tutela, la promozione e lo sviluppo della  ricerca
  scientifica,  l'organizzazione  e  la  gestione   di   corsi   di
  formazione   professionale  attinenti  ai  settori  di   attività
  dell'Ente nel rispetto di quanto previsto dall'articolo  4  legge
  regionale 98 /81 lettera e);

   il  predetto statuto-regolamento al Titolo VII - Ordinamento dei
  servizi  e  del  personale -  articolo 53 - Principi  generali  -
  prevede che all'organizzazione degli uffici e dei servizi, con la
  specificazione   dell'organico  e  la  disciplina   dello   stato
  giuridico  ed  economico del personale provvede il Consiglio  del
  Parco  con  apposito  regolamento in rapporto  alle  esigenze  di
  funzionamento e alle finalità istitutive dell'Ente;

   il  consiglio del Parco con propria deliberazione del 31  luglio
  1998,  numero  6,  ha  approvato  l'Ordinamento  dei  servizi   e
  regolamento organico del personale;

   con  detto  ordinamento sono state individuate in  relazione  ai
  compiti  istituzionali dell'Ente tre aree funzionali di attività:
  1)  area amministrativa ed economico-finanziaria: 2) area tecnica
  e naturalistica; 3) area della vigilanza;

   all'articolo  7  dello  stesso  ordinamento  stabilisce  che  le
  funzioni  connesse alla conservazione del Parco e alla  vigilanza
  sulle  attività  che si svolgono all'interno  di  essa,  previste
  dall'articolo 12 della legge regionale 6 maggio 1981, numero 98 e
  successive  modiche  ed integrazioni, ed ogni  altra  vigente  in
  materia,  vengono  esercitate  dal  Direttore  del  Parco   anche
  attraverso   un  apposito  ufficio  denominato   Servizio   della
  vigilanza';

   ai  sensi del predetto articolo, ultimo comma, sotto il  profilo
  organizzativo  e  territoriale il  Servizio  della  vigilanza  si
  articola  in zone di vigilanza ad ognuna delle quali  è  preposto
  con funzioni di responsabile un ispettore di vigilanza;

   il  Comitato esecutivo del Parco con deliberazioni numero  34  e
  numero  35  del 3 aprile 1998 ha approvato i bandi concernenti  i
  concorsi   pubblici  per  titoli  ed  esami  per   la   copertura
  rispettivamente di numero 28 posti di guardiaparco e di numero  3
  posti  di  Ispettore  della  Vigilanza  del  Parco  dei  Nebrodi,
  pubblicati sulla G.U.R.S. serie speciale   concorsi numero 8  del
  25   luglio  1998;  che  le  procedure  concorsuali  sono   state
  regolarmente  espletate mediante l'esecuzione per  titoli,  della
  prova  scritta  e della prova orale e concluse con l'approvazione
  della   graduatoria   finale  avvenuta  con   deliberazioni   del
  Commissario  straordinario e successive del  Comitato  esecutivo,
  numero 254 e 279 del 24 agosto 2006 ;

   il  Direttore  del  Parco  con  propria  istanza  del  7.09.2006
  protocollo  numero  7089 ha presentato al competente  Assessorato
  per  il  Territorio  e  l'Ambiente  richieste  di  somme  per  la
  copertura  di  tutto  il  costo del  personale  ivi  comprese  le
  retribuzioni per personale da assumere come Guardie-Parco  ed  di
  ispettori della vigilanza;
   considerata  l'importanza che riveste il servizio  di  vigilanza
  per il raggiungimento delle finalità primarie dell'Ente, quale la
  protezione   e   conservazione   e   difesa   del   paesaggio   e
  dell'ambiente;  l'urgenza  di  garantire  un'adeguata   rotazione
  organica   per   il  raggiungimento  delle  sopradette   finalità
  rapportata all'estensione territoriale del Parco che impegna  ben
  23 Comuni ed una superficie di 85.600 ettari;

   tutto ciò premesso e considerato,

                               impegna

   il  Governo  regionale  a promuovere ogni opportuna  iniziativa,
  ove  necessaria,  anche  di ordine finanziario  affinché  vengano
  immessi  nei  ruoli dell'Ente Parco dei Nebrodi i guardiaparco  e
  gli ispettori di vigilanza». (23)

                ARDIZZONE - CALANNA - TERMINE - LEANZA E. - FORMICA
                                 TUMINO - SANZARELLO - PARLAVECCHIO
                             D'AQUINO - CASCIO - CAPPADONA - RAGUSA

   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 1
    Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
                            della Regione

   1.  Nello  stato  di previsione dell'entrata del bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2006  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  A'».

   Onorevoli  colleghi,  sospendiamo l'esame  dell'articolo  1  per
  passare all'esame dell'annessa Tabella  A':

     VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                                2006
                  STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA

   UPB  CAP        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZION Nomencla
         .                                              I       tore

           AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI NON          -
        000VINCOLATI                                 133.898.4
         1                                              44,30
        000AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI      2.707.583
         2 VINCOLATI                                   .571,21
          Fondi: V

           PRESIDENZA DELLA REGIONE
           Dipartimento regionale del Personale, dei
          Servizi generali, di Quiescenza, di
          Previdenza ed Assistenza del personale
   UPB  CAP        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZION Nomencla
         .                                              I       tore
  1.4.1 199ENTRATE DERIVANTI DALLA RISCOSSIONE IN    101.114,8
  .4.3   9 FORMA AGEVOLATA DEI CREDITI VANTATI DALLA         9
          REGIONE.
           Ufficio Legislativo e Legale
  1.7.1 178PROVENTI DELLA VENDITA E DEGLI            1.066.247
  .4.1   1 ABBONAMENTI DELLA GAZZETTA   UFFICIALE          ,88
          DELLA REGIONE E DELLE INSERZIONI A
          PAGAMENTO.   PROVENTI DELLA VENDITA DI
          PUBBLICAZIONI SPECIALI.
            AGRICOLTURA E FORESTE
           Dipartimento regionale Interventi
          strutturali

        199PROVENTI DERIVANTI DAL VERSAMENTO DI      161.182,8
  2.2.1  4 SOMME PER LA REGOLARIZZAZIONE DELLE               4
  .4.1     SUPERFICI VITATE.

           FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI ED AUTONOMIE
          LOCALI
           Dipartimento regionale Famiglia,
          Politiche sociali ed Autonomie locali
        171ENTRATE EVENTUALI DIVERSE.                517.460,7
  3.2.1  9                                                  9
  .4.1
           BILANCIO E FINANZE
           Dipartimento regionale Bilancio e Tesoro
        172ENTRATE EVENTUALI DIVERSE.                752.878,4
  4.2.1  1                                                  9
  .4.1
        270INTERESSI SU TITOLI DI DEBITO PUBBLICO DI 6.744.245
  4.2.1  1 PROPRIETA' DELLA REGIONE                        ,00
  .4.3
  4.2.2 494ENTRATE DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO          -
  .6.3   3 CON LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI,  364.746.0
          ECC  .                                        00,00
          Fondi: V - (Entrate trasferite al cap.
          6009)
  4.2.2 454ENTRATE DERIVANTI DAI SALDI ATTIVI  DEI   93.000.00
  .7.1   7 BILANCI FINALI DI LIQUIDAZIONE DELL'ENTE       0,00
          SICILIANO PER LA PROMOZIONE INDUSTRIALE
          (ESPI),  DELL'AZIENDA ASFALTI SICILIANA
          (AZASI) E DELL'ENTE MINERARIO SICILIANO
          (EMS), ECC
  4.2.3 600ENTRATE DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO  364.746.0
  .8.3   9 CON LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI,      00,00
          PER IL COFINANZIAMENTO DEL P.O.R. SICILIA
          2000-2006 (EX CAP. 4943) - Fondi: V
           Dipartimento regionale Finanze e Credito
  4.3.1 102RITENUTE SUGLI INTERESSI E REDDITI DI     10.837.69
  .1.3   6 CAPITALE                                       5,67
  4.3.1 100IMPOSTA SUL REDDITO DEI FABBRICATI        1.066.116
  .1.4   2                                                ,22
  4.3.1 102RITENUTE DI ACCONTO O DI IMPOSTA SUGLI    2.995.117
  .1.4   7 UTILI DISTRIBUITI DALLE PERSONE                 ,03
          GIURIDICHE
  4.3.1 103ENTRATE SOSTITUTIVE DELLE IMPOSTE SUI     58.957.15
  .1.4   3 REDDITI SULLE RIVALUTAZIONI DEI BENI           8,73
          AZIENDALI ISCRITTI IN BILANCIO E SULLO
          SMOBILIZZO DEI FONDI IN SOSPENSIONE DI
          IMPOSTA
  4.3.1 103IMPOSTA SOSTITUTIVA DELL'IMPOSTA SUL      4.951.072
  .1.4   6 REDDITO APPLICATA ALLE PLUSVALENZE              ,54
          REALIZZATE CON LE CESSIONI DI BENI
          IMMOBILI E TERRENI SUSCETTIBILI DI
          UTILIZZAZIONE EDIFICATORIE.
  4.3.1 106IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI     2.277.748
  .1.4   3 REDDITI PER LA RIDETERMINAZIONE DEI             ,56
          VALORI DI ACQUISTO DEI TERRENI
          EDIFICABILI.
  4.3.1 117IMPOSTE DIRETTE DERIVANTI DALLA           262.095,3
  .1.4   1 DEFINIZIONE DI PENDENZE E CONTROVERSIE            4
          TRIBUTARIE
   UPB  CAP        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZION Nomencla
         .                                              I       tore
  4.3.1 119IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLA RIVALUTAZIONE   1.351.172
  .1.4   8 DI TERRENI EDIFICABILI NON ANCORA               ,08
          EDIFICATI O RISULTANTI TALI A SEGUITO DI
          DEMOLIZIONE DEGLI EDIFICI ESISTENTI,
          DERIVANTI DAL BILANCIO IN CORSO ALLA DATA
          DEL 31 DICEMBRE 2004.
  4.3.1 123IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI     789.085,9
  .1.7   9                                                  0
  4.3.1 146SOVRIMPOSTA DI CONFINE SUGLI OLII         496.583,4
  .1.7   0 MINERALI, LORO DERIVATI E PRODOTTI                7
          ANALOGHI
  4.3.1 230INDENNITA' DI MORA E PENE PECUNIARIE      3.960.216
  .2.2.  9 RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE         ,66
          DIRETTE
  4.3.1 331SANZIONI RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE  570.404,3
  .2.3.  2 IMPOSTE DIRETTE.                                  2
  4.3.1 331SANZIONI RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE  4.681.892
  .2.3.  3 IMPOSTE INDIRETTE.                              ,20
  4.3.1 332CONTRIBUTO UNIFICATO DI ISCRIZIONE A      7.235.084
  .2.3.  1 RUOLO NEI PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI.         ,41
  4.3.1 160TASSE SULLE CONCESSIONI REGIONALI IN      334.058,1
  .3.3   1 MATERIA DI ESERCIZIO VENATORIO                    6
  4.3.1 160TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE       2.091.787
  .3.3   6 REGIONALI                                       ,94
  4.3.1 380VERSAMENTI DEI CONCESSIONARI DEL SERVIZIO 9.005.871
  .4.2   9 REGIONALE DELLA RISCOSSIONE EFFETTUATI AL       ,60
          FINE DI SANARE LE IRREGOLARITA' CONNESSE
          ALL'ESERCIZIO DEGLI OBBLIGHI DEL RAPPORTO
          CONCESSORIO.
           LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE, FORMAZIONE
          PROFESSIONALE ED EMIGRAZIONE
           Dipartimento regionale Lavoro

  7.2.1 178SANZIONI AMMINISTRATIVE IRROGATE DAGLI    1.212.027
  .4.1   4 ISPETTORATI PROVINCIALI DEL LAVORO A            ,86
          SEGUITO DI  ATTIVITA' ISPETTIVA.
            TERRITORIO E AMBIENTE
           Dipartimento regionale Urbanistica
  11.3. 199PROVENTI DERIVANTI DAL VERSAMENTO DI      559.563,9
  1.4.1  0 SOMME PARI AL 20 PER CENTO                        8
          DELL'INCREMENTO DI VALORE CATASTALE DEI
          LOCALI OGGETTO DI RECUPERO ABITATIVO.
           TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI

           Dipartimento regionale Trasporti

  12.3. 198DIRITTI DOVUTI IN RELAZIONE ALLE          5.618.445
  1.4.1  3 OPERAZIONI TECNICHE E TECNICO-                  ,27
          AMMINISTRATIVE SVOLTE DAGLI UFFICI DI CUI
          ALL'ART. 2, COMMA 1, DEL DECRETO
          LEGISLATIVO 11 SETTEMBRE 2000, N. 296,
          TRASFERITI ALLE DIPENDENZE DELLA REGIONE
          SICILIANA.
  12.3. 199ENTRATE DERIVANTI DALL'ISCRIZIONE AL      393.310,0
  1.4.1  5 REGISTRO REGIONALE DELLE IMPRESE                  0
          ESERCENTI IL NOLEGGIO DI AUTOBUS CON
          CONDUCENTE, NONCHE' DAL CONTRIBUTO
          ANNUALE PER IL MANTENIMENTO DELLA STESSA
          ISCRIZIONE.

                       TOTALE VARIAZIONI ENTRATA .. 2.795.674
                                                      .764,74

   Pongo  in  votazione  la  Tabella   A'.Chi  é  favorevole  resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvata)
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti seduto;
  chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
    Variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio
                            della Regione

   1.  Nello  stato  di previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2006  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  B'».

   Onorevoli  colleghi,  sospendiamo l'esame  dell'articolo  2  per
  passare all'esame dell'annessa Tabella  B':

     VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                         2006 - ASSESTAMENTO
                   STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   UPB  CAP.        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZIONNOMENCLATO
                                                         I        RE

            FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E AUTONOMIE
           LOCALI
            Dipartimento regionale Famiglia,
           Politiche sociali e Autonomie locali
  3.2.1 1833FONDO PER GARANTIRE AI COMUNI LO          214.207.0
  .3.2   03 SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI                   00,00
           AMMINISTRATIVE ATTRIBUITE IN BASE ALLA
           VIGENTE LEGISLAZIONE E A TITOLO DI
           SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DELLE ATTIVITA'
           DELLE AUTONOMIE LOCALI DI CUI ALL'ART.
           45 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1997,
           N.6.
           NOTA:

            BILANCIO E FINANZE
            Dipartimento regionale Bilancio eTesoro
  4.2.1 2133CONTRIBUTO A PAREGGIO DEL BILANCIO DI     38.216.59
  .3.2   01 PARTE CORRENTE DELL'AZIENDA DELLE             7,22
           FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE
           SICILIANA.
  4.2.1 2157FONDO DI RISERVA PER LE SPESE                    -
  .5.1   01 OBBLIGATORIE E DI ORDINE E PER LA         62.040.36
           RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI PASSIVI DI         2,17
           PARTE CORRENTE, ELIMINATI NEGLI ESERCIZI
           PRECEDENTI PER PERENZIONE AMMINISTRATIVA
           (EX CAP. 21252)
  4.2.1 2157FONDO DI RISERVA PER LA RIASSEGNAZIONE    707.583.5
  .5.1   03 DEI RESIDUI PASSIVI DI PARTE CORRENTE,       71,21
           ECC.
           Fondi: V
  4.2.1 2141ONERI DERIVANTI DA GARANZIE PRESTATE             -
  .5.4   02 DALLA REGIONE IN FORZA DI DISPOSIZIONI    1.000.000
           LEGISLATIVE.(SPESE OBBLIGATORIE). (EX          ,00
           CAP. 21107)
  4.2.1 2157FONDO CORRISPONDENTE ALLA QUOTA NON              -
  .5.99  13 UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO          133.898.4
           ACCERTATO (FONDI LIBERI)                     44,30

   UPB  CAP.        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZIONNOMENCLATO
                                                         I        RE
  4.2.1 2125SPESE CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DI             -
  .3.99  27 SALDI ATTIVI DI BILANCI FINALI DI         400.000,0
           LIQUIDAZIONE DELL'ESPI E DELL'EMS,               0
           NONCHE' DERIVANTI DA INTERVENTI DI
           VALORIZZAZIONE E DISMISSIONE DEL
           PATRIMONIO REGIONALE.
  4.2.1 2125SPESE PER LA GESTIONE  DEL SISTEMA        10.000.00
  .5.5   14 INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO,   NONCHE'       0,00
           PER IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI
           INFORMATIVI E DELL'INNOVAZIONE
           TECNOLOGICA DELLA REGIONE E PER LE
           FINALITA' DI CUI ALL'ART. 56 DELLA LEGGE
           REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10
  4.2.1 2149(Nuova Istituzione)                       3.480.000
  .4.1   11 INTERESSI E SPESE SUI PRESTITI                 ,00
           DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO CON LA
           BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI PER IL
           COFINANZIAMENTO DEL P.O.R. SICILIA 2000-
           2006.. (SPESE OBBLIGATORIE)
           CODICI: 09.01.03 - 01.07.01
            L.R. 17/2004, ART. 1, C.4
  4.2.2 6120SPESE PER ACQUISTO DI HARDWARE E                 -
  .6.1   02 SOFTWARE NECESSARI AL FUNZIONAMENTO DEL   10.000.00
           SISTEMA INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO E        0,00
           PER IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI
           INFORMATIVI DELLA REGIONE; ALTRE SPESE
           DI INVESTIMENTO CONNESSE AI SISTEMI
           INFORMATIVI MEDESIMI.  (PARTE EX CAP.
           20211)
  4.2.2 6139FONDO PER LA RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI   2.000.000
  .8.1   05 PASSIVI, ECC. (ASSEGNAZIONI DELLO STATO    .000,00
           E DI ALTRI ENTI)
           Fondi: V
  4.2.2 6139FONDO PER L'INTEGRAZIONE DEGLI                   -
  .8.1   10 STANZIAMENTI DEI CAPITOLI DI SPESA        8.606.597
           RELATIVI A LIMITI POLIENNALI DI IMPEGNO.       ,22
           (EX CAP. 60783)
  4.2.2 6139FONDO PER FAR FRONTE AD OBBLIGAZIONI             -
  .8.99  34 GIURIDICAMENTE PERFEZIONATE A VALERE      6.000.000
           SULLE DISPONIBILITA' NON UTILIZZATE DEI        ,00
           SOTTOCONTI DI TESORERIA UNICA E
           RESTITUITE CON VERSAMENTO IN ENTRATA DEL
           BILANCIO DELLA REGIONE.
  4.2.3 9000(Nuova Istituzione)                       1.710.000
  .9.1   12 QUOTA CAPITALE DI AMMORTAMENTO DEI             ,00
           PRESTITI I  DERIVANTI DALLA LINEA DI
           CREDITO CON LA BANCA EUROPEA DEGLI
           INVESTIMENTI PER IL COFINANZIAMENTO DEL
           P.O.R. SICILIA 2000-2006. (SPESE
           OBBLIGATORIE)
           CODICI: 09.01.03 - 01.07.01
           L.R. 17/2004, ART. 1, C.4;
            Dipartimento regionale Finanze e Credito
  4.3.1 2165SPESE PER L'ACCERTAMENTO, LA RISCOSSIONE         -
  .5.3   18 ED IL RISCONTRO DELLE TASSE               8.300.000
           AUTOMOBILISTICHE E DELLE  IMPOSTE SUGLI        ,00
           INTRATTENIMENTI (SPESE OBBLIGATORIE).(EX
           CAP. 22054)
  4.3.1 2165AGGIO E PROVVIGIONE PER IL SERVIZIO DI           -
  .5.3   19 DISTRIBUZIONE E VENDITA DEI VALORI        1.360.000
           BOLLATI (SPESE OBBLIGATORIE). (EX CAP.         ,00
           22051)

            SANITA'
            Dipartimento Regionale per l'Assistenza
           Sanitaria ed Ospedaliera e la
           programmazione e la gestione delle
           risorse correnti del Fondo Sanitario
  10.2. 4133QUOTA INTEGRATIVA, A CARICO DELLA         82.083.00
  1.3.1  02 REGIONE, DELLE ASSEGNAZIONI DI PARTE          0,00
           CORRENTE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE.
   UPB  CAP.        D E N O M I N A Z I O N E        VARIAZIONNOMENCLATO
                                                         I        RE
  10.2. 4133TRASFERIMENTI CORRENTI IN FAVORE DELLE           -
  1.3.1  40 AZIENDE SANITARIE ED OSPEDALIERE A        30.000.00
           TITOLO DI INTEGRAZIONE DELLA SPESA            0,00
           SANITARIA.
                             TOTALE VARIAZIONI SPESA 2.795.674
                                                      .764,74

   Comunico che sono  stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Barbagallo e Ortisi:

   emendamento 2.5:

   «Aggiungere il seguente comma:
    2.  Nella  tabella  B', annessa all'articolo 2, viene istituito
  il Capitolo 214912 e l'UPB 4.2.1.4.2. al fine del pagamento delle
  spese obbligatorie di euro 614.741,82 a favore dei membri dell'ex
  CO.RE.CO. di Siracusa.
   Si fa fronte nei termini seguenti:
   Capitolo 214912 - UPB 4.2.1.4.2  + euro      614.741,82;
   Capitolo 612002 - UPB 4.2.2.6.1   - euro 10.614.741,82'»;

   - dagli onorevoli Laccoto ed altri:

   emendamento 2.7:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.     -  1.  Alla  tabella  B' sono  apportate  le  seguenti
  modifiche:

   U.P.B.                                     Capitolo
   3.2.1.3.2                                    183303            +
  70.000 migliaia di euro
   4.2.1.5.1                                    215701            -
  70.000 migliaia di euro'».

   Onorevoli colleghi, dichiaro inammissibile l'emendamento 2.5.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.7.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  presentato  questo  emendamento  consci  dell'esistenza   di   un
  problema particolare per gli Enti locali.
   Anche  il  Presidente della Regione, in un incontro con  l'ANCI,
  aveva  assicurato  (proprio qualche giorno fa   in  un   incontro
  preannunciato  anche  con  comunicati  stampa)  le  stesse  somme
  erogate l'anno scorso per gli Enti locali.
   Vorrei  ripercorre  brevemente la storia in quanto  nelle  somme
  del  2006  mancano circa 70 milioni di euro per gli Enti  locali.
  L'Assemblea regionale, con legge numero 19 del 23 dicembre  2005,
  ha  approvato  una norma cosiddetta  Fondi di rotazione  per  gli
  ATO   ed  ha  prelevato 42 milioni di euro dai fondi  degli  Enti
  locali per potere affrontare i fondi di rotazione per gli ATO.
   D'altra parte, nella norma che stabilisce la premialità  per  la
  stabilizzazione degli Enti locali, destinando il 3 per cento alla
  premialità sulla stabilizzazione, si sono tolti altri 23  milioni
  di euro.
   In  questo  modo  si  creano grossi problemi agli  Enti  locali,
  specialmente a quelli compresi nella fascia tra i 5000 e i  10000
  abitanti,  che  hanno avuto comunicato da parte  dell'Assessorato
  alla   famiglia   le   destinazioni    definitive;   destinazioni
  definitive che arrivano a novembre 2006 e che decurtano le  somme
  da  assegnare agli Enti locali da 250 mila a 300 mila, a 350 mila
  euro.   Se  la  situazione  restasse  così,  molti  enti   locali
  rischierebbero il dissesto.
   Ritengo  sia  opportuno  fare  un  esame  approfondito;  se  non
  venisse approvato  l'emendamento a nostra firma gli  enti  locali
  sicuramente, alla fine dell'anno, rischierebbero il dissesto.
   Di  questa  questione ne avevo parlato con  l'Assessore  per  il
  Bilancio   il   quale   aveva  anche  impegnato   i    funzionari
  dell'Assessorato.
   Questa  è una questione obiettiva. Bisogna trovare una soluzione
  al fine di evitare che questo dissesto annunziato avvenga. Non vi
  sono  possibilità  di recuperare queste somme  nella  finanziaria
  perché  si tratta di una competenza del 2006; soltanto in  questa
  fase potremmo risolvere tale problema.
   Si  sono  svolte  discussioni  in sede  di  Conferenza  Regioni-
  Autonomie locali, c'è stato l'incontro con il Presidente Cuffaro,
  alla presenza del vicepresidente, dell'assessore per la famiglia,
  dell'assessore  per  il  bilancio ed altri.  Oggi,  l'emendamento
  riuscirebbe,  per lo meno per quanto riguarda  la competenza,  ad
  evitare  il  verificarsi di situazioni disastrose  per  gli  Enti
  locali.

   LO PORTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   l'onorevole   Laccoto    ha
  perfettamente  ragione nel sollevare il problema, dando  atto  al
  Governo  di  avere parlato e concluso un'intesa anche  a  livello
  burocratico.  Stamattina,  è  stato  presentato  dal  Governo  un
  emendamento  sul  tema  che non è stato  ancora  distribuito,  in
  quanto deve essere fotocopiato; tale emendamento è frutto  -  non
  so  se  l'onorevole Laccoto ne è al corrente - di un accordo  con
  l'ANCI  che  ha appunto convenuto con il Governo la  stesura  del
  testo. Non appena la Presidenza lo farà distribuire e l'onorevole
  Laccoto   avrà   identificato  nel  testo  stesso   elementi   di
  coincidenza  con  la sua opinione, naturalmente  il  discorso  si
  potrà concludere.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, sospendo l'esame dell'articolo
  2.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
      Modifica dell'elenco n. 1 di cui all'articolo 3, comma 1,
             della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 2

   1.    L'elenco  numero 1 delle spese obbligatorie e d'ordine  di
  cui  all'  articolo 3, comma 1, della legge regionale 30  gennaio
  2006, numero 2,  è integrato dai capitoli 214911 e 900012».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
   Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
                            del bilancio
    dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana

   1.   Negli  stati di previsione  dell'entrata e della spesa  del
  bilancio  dell'Azienda  delle  foreste  demaniali  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio  finanziario  2006  sono  introdotte,
  rispettivamente,  le variazioni di cui alle annesse Tabelle  C' e
   D'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dal Governo:

   emendamento 2.1:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.    - 1. Alla tabella  I' allegata alla legge regionale  30
  gennaio  2006,  numero 1 è apportata per l'esercizio  finanziario
  2006, la seguente modifica in migliaia di euro:
   UPB 8.3.1.3.2 Capitolo 348105 + 16.000.
   2.  All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma  si
  provvede  per  l'esercizio  finanziario  2006,  quanto  a   6.400
  migliaia  di euro mediante riduzione di pari importo della  spesa
  autorizzata  dall'articolo 22 della legge regionale 21  settembre
  2005,  numero 11 per le finalità previste dall'articolo  4  della
  legge medesima (UPB 4.3.2.6.2. - capitolo 616806) e per quanto  a
  9.600  migliaia  di  euro con parte delle disponibilità  dell'UPB
  4.2.1.3.99  -  capitolo 212527 - del bilancio della  Regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo'»;

   emendamento 2.2:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.    - 1. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo  1
  della   legge  regionale  31  agosto  1998,  numero  16   trovano
  applicazione  nel biennio 2006-2007 e gli oneri conseguenti  sono
  assicurati dall'Ente sviluppo agricolo (E.S.A.) entro l'esercizio
  finanziario 2007.
   2.  Alla  Tabella  H' di cui al comma 7 dell'articolo  13  della
  legge  regionale  30 gennaio 2006, numero 1,  sono  apportate  le
  seguenti modifiche in migliaia di euro:
   UPB 2.3.2.6.5 Capitolo 546501 + 6.500;
   UPB 2.3.2.6.5 Capitolo 546503 + 3.610.
   3.  All'onere  derivante dall'attuazione del presente  articolo,
  pari  a  complessivi  10.110 migliaia di euro,  si  provvede  per
  l'esercizio  finanziario 2006 mediante riduzione di pari  importo
  delle  disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1 - capitolo 613910  -  del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo'»;

   emendamento 2.3:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.    - 1. Per le finalità del comma 2 dell'articolo 3  della
  legge  regionale  21 settembre 2005, numero 11 è autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2006 l'ulteriore spesa di 1.1100 migliaia
  di  euro  (UPB  4.3.2.6.2  - capitolo  616805)  cui  si  provvede
  mediante   corrispondente  riduzione  della   spesa   autorizzata
  dell'articolo 22 della legge regionale 21 settembre 2005,  numero
  11 per le finalità di cui all'articolo 4, comma 1, della medesima
  legge (UPB 4.3.2.6.2 - capitolo 616806)'»;

   emendamento 2.4:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.     -  1. Alla Tabella  H' di cui al comma 7 dell'articolo
  13  della  legge  regionale  30  gennaio  2006,  numero  1,  sono
  apportate,   per  l'esercizio  finanziario  2006,   le   seguenti
  modifiche in migliaia di euro:
   UPB 12.2.1.3.4 Capitolo 473301 + 1.000;
   UPB 12.2.1.3.4 Capitolo 473302 + 1.000.
   2.  All'onere  derivante dall'attuazione del presente  articolo,
  pari  a  complessivi  2.000 migliaia di  euro,  si  provvede  per
  l'esercizio  finanziario 2006 mediante riduzione di pari  importo
  delle  disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1 - capitolo 613910  -  del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo'»;

   -dagli onorevoli Barbagallo e Gucciardi:

   emendamento 2.6:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.   - 1. Alla tabella  I' allegata alla legge  regionale  30
  gennaio  2006, numero 1, è apportata, per l'esercizio finanziario
  2006, la seguente modifica in migliaia di euro:
   UPB 8.3.1.3.2         Capitolo 348105        + 16.000.
   2.  All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma  si
  provvede,  per  l'esercizio  finanziario  2006,  quanto  a  6.400
  migliaia  di euro mediante riduzione di pari importo della  spesa
  autorizzata  dall'articolo 22 della legge regionale 21  settembre
  2005,  numero 11 per le finalità previste dall'articolo  4  della
  legge  medesima  (UPB 4.3.2.6.2. - capitolo 616806)  e  quanto  a
  9.600  migliaia  di  euro con parte delle disponibilità  dell'UPB
  4.2.1.3.9  -  capitolo 212527 - del bilancio  della  regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo'»;

   -dagli onorevoli Panarello e Villari:

   emendamento 4.1:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.     -  1.  Al  fine di evitare effetti  sostitutivi  nelle
  assunzioni  di  personale a tempo indeterminato ed indeterminato,
  nel Consorzio per le autostrade siciliane trovano applicazione le
  sole  riserve in favore dei disabili di cui alla legge  12  marzo
  1999, numero 68.
   2.  L'articolo 20 della legge regionale 15 maggio  1991,  numero
  27 e l'articolo 73 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero
  17, si interpretano nel senso che le riserve ivi previste non  si
  applicano  al Consorzio per le Autostrade siciliane  dal  momento
  che  questo  ente  applica  uno  specifico  contratto  nazionale,
  diverso da quello degli enti locali, che lo obbliga ad utilizzare
  un  proprio  precariato  formato dal personale  straordinario  di
  esazione trimestalista'»;

   -dall'onorevole  Panepinto:

   emendamento 4.2:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.     -  1. E' aggiunto all'articolo 4 della legge regionale
  14 aprile 2006, numero 16, il seguente comma:
    3  bis.  I  comuni con popolazione inferiore a 15.000  abitanti
  con  accertate  difficoltà di bilancio aventi una spesa  corrente
  superiore  al  45 per cento dei titoli I, II e III delle  entrate
  del  bilancio  nell'anno  2005  possono  stipulare  contratti  di
  diritto  privato, utilizzando la sola dote finanziaria  personale
  attribuita  dalla  Regione,  con  una  flessibilità  oraria   non
  inferiore  a  diciotto ore, previo accordo con le  organizzazioni
  sindacali'»;

   -dagli onorevoli Cantafia, Villari e Panepinto:

   emendamento 4.3:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.    - 1. Il contributo a carico del Fondo regionale per  le
  parti  civili nei processi contro la mafia, istituito  con  legge
  regionale  12 agosto 1989, numero 14, come novellato dalla  legge
  regionale  10 settembre 1999, numero 20 che ha dettato una  nuova
  disciplina  in  materia  di  interventi  contro  la  mafia  e  di
  interventi di solidarietà in favore delle vittime della  mafia  e
  dei  loro  familiari, non può essere inferiore al  20  per  cento
  annuo del rimborso complessivo ammesso'»;

   -dagli onorevoli Cantafia e Cracolici:

   emendamento 4.4:

   «Aggiungere il seguente comma:
    2.   Alla   tabella  D', capitolo 1119,  elevare  di  ulteriori
  2.000.000,00  il tetto previsto di 26.500.000,00 prelevando  tale
  somma dal Fondo di riserva'»;

   -dagli onorevoli Termine, Villari, Apprendi e  Di Benedetto:

   emendamento 4.5:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.       Interventi  per  il  coordinamento  delle  politiche
  energetiche - 1. L'Assessorato regionale dell'Industria, al  fine
  di  migliorare  i processi di trasformazione e di  uso  razionale
  dell'energia,   di   migliorare   le   compatibilità   ambientali
  dell'utilizzo  dell'energia nonché lo sviluppo  e  la  promozione
  delle  fonti alternative e rinnovabili dell'energia,  in  accordo
  con   le  politiche  energetiche  nazionali  e  comunitarie,  con
  scadenza  annuale  ,  emana direttive per il coordinamento  della
  politica energetica regionale.
   2.  Le  direttive per il coordinamento della politica energetica
  regionale  costituiscono le linee guida  per  l'attuazione  delle
  attività operative dell'Assessorato regionale dell'industria  tra
  cui  le  modalità di partecipazione e coinvolgimento dei soggetti
  territoriali  ed  economici impegnati nel  campo  dell'energia  e
  della  ricerca nonché ai fini della predisposizione dei documenti
  di  programmazione pluriennale in campo energetico e di  sostegno
  al sistema produttivo.
   3.  L'Assessorato  Regionale dell'Industria,  nel  quadro  delle
  disposizioni  di  cui  alla legge n. 10  del  1991  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, di concerto con l'ENEA e sentiti  gli
  altri  organismi  territoriali impegnati in campo  energetico  ed
  ambientale nonché dell'università e della ricerca, predispone  il
  Piano energetico regionale.
   4.  Il  Piano  energetico della Regione siciliana stabilisce  le
  strategie  di  sviluppo sostenibile del territorio  regionale  in
  campo energetico ed in particolare:
   -  garantire  lo  sviluppo sostenibile del territorio  regionale
  nei  riguardi  delle attività produttive e di servizio  esistenti
  (Settore Primario, Settore Industriale, Settore Terziario);
   -  a promuovere l'innovazione tecnologica con l'introduzione  di
  tecnologie  più pulite (Clean Technologies - Best Available)  per
  le   industrie  ad  elevata  intensità  energetica  presenti  nel
  territorio;
   -   a  coordinare  tutti  gli  interventi,  tenendo  presenti  i
  programmi  di  livello  nazionale  e  comunitario,  in  modo  che
  rispettino  i  limiti di impatto ambientale  compatibili  con  il
  Protocollo di Kyoto;
   -  a  promuovere lo sviluppo delle Fonti energetiche rinnovabili
  ed assimilate (Risparmio di fonti energetiche);
   -  a  promuovere  la  diversificazione delle fonti  energetiche,
  specialmente  nella  produzione dell'energia  elettrica,  con  la
  produzione decentrata e la  decarbonizzazione';
   L'   Assessorato  regionale  dell'Industria,  nel   quadro   del
  coordinamento  della politica energetica regionale,  riconosce  e
  promuove  il  ruolo delle Agenzie provinciali e territoriali  per
  l'energia,  istituite  e  promosse  nell'ambito  di  progetti   e
  programmi comunitari, sia attraverso un'attività di consultazione
  e concertazione sia attraverso il loro sostegno tecnico-operativo
  e  finanziario  anche  nel  campo di  progetti  dimostrativi,  di
  sperimentazione e di divulgazione'».

   Onorevoli  colleghi,  sospendiamo l'esame  dell'articolo  4  per
  passare all'esame delle annesse Tabelle  C' e  D':

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER
                L'ANNO FINANZIARIO 2006-ASSESTAMENTO
                  STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA

   CAPITOLI            D E N O M I N A Z I O N E            VARIAZIONI
             AZIENDA FORESTE DEMANIALI
     0001    AVANZO FINANZIARIO PRESUNTO                              -
                                                          1.929.000,00
     1101    CONTRIBUTO DELLA REGIONE A PAREGGIO DEL        38.216.597,2
            BILANCIO DI PARTE CORRENTE                               2

                                                    TOTALE 36.287.597,2
                                        VARIAZIONI ENTRATA           2

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER
                L'ANNO FINANZIARIO 2006-ASSESTAMENTO
                   STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   CAPITOLI              D E N O M I N A Z I O N E             VARIAZION
                                                                   I
             AZIENDA FORESTE DEMANIALI
     0001    DISAVANZO FINANZIARIO PRESUNTO                     4.787.597
                                                                     ,22
     1119    SPESE PER LAVORI COLTURALI E DI MANUTENZIONE DEI   26.500.00
            BOSCHI DEMANIALI E IN QUELLI A QUALSIASI TITOLO         0,00
            NELLA DISPONIBILITA' DELL'AZIENDA, COMPRESI GLI
            INTERVENTI SELVICOLTURALI DI POTATURA, RIPULITURA
            E DIRADAMENTI, DI PICCOLE OPERE DI BONIFICA
            CONNESSE NONCHE' DI MANUTENZIONE DI VIALI
            PARAFUOCO ; RIATTO SENTIERI E CHIUDENDE, TABELLE
            MONITORIE, LOTTA  ANTIPARASSITARIA, ALLESTIMENTO
            DI PRODOTTI DELLE FORESTE DEMANIALI, NONCHE' PER
            ACQUISTO E MANUTENZIONE DI ATTREZZATURE E MEZZI
            AGRICOLI E FORESTALI CONNESSI ALLA ESECUZIONE DEI
            LAVORI IN ECONOMIA PER AMMINISTRAZIONE DIRETTA  E
            PER LA STIPULA DI POLIZZE ASSICURATIVE DI
            RESPONSABILITA' CIVILE VERSO TERZI.
     1147    IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE       5.000.000
            (I.R.A.P.) DA VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2,              ,00
            DELL'ART. 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 DICEMBRE
            1997, N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)

                                        TOTALE VARIAZIONI SPESA 36.287.59
                                                                    7,22

   Pongo  in  votazione  la Tabella   C'. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  Tabella  D'. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo   in  votazione  l'articolo  4.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sull'articolo
  4,  come  per  tutti  gli emendamenti che sono stati  presentati,
  vorrei  porre una condizione che mi pare sia saltata; il  Governo
  ha detto una cosa per poi farne un'altra.
   Se  abbiamo  detto che non avremmo presentato e  che  non  erano
  praticabili  emendamenti - capisco che tutti i  deputati  possano
  dire  di  non  accettare  l'impegno assunto  dal  Governo  e  dai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari -, non capisco come il Governo
  possa  presentarli,  non partecipando ai lavori della Commissione
  bilancio,  alla quale può essere chiesto il parere in Aula,  cosa
  ben  diversa  dal  parere che la Commissione può esprimere  nella
  compiutezza...

                          (Brusio in Aula)

   Signor Presidente, questo non è serio: capisco che ci sia  gente
  che non firma e che, al suo posto, fa firmare altri,  ma  che  in
  Aula chi interviene debba sembrare quasi che interrompa  colloqui
  di  carattere  personale e privato di altri deputati è  una  cosa
  impossibile

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   diamo   la    possibilità
  all'onorevole Cintola di proseguire l'intervento, così come  farà
  lui quando interverranno gli altri colleghi.

   CINTOLA.   Ritengo  che  gli  emendamenti  del   Governo   siano
  inammissibili anche perché altrimenti parleremmo in  un  modo  ed
  opereremmo  in  un  altro;  gli impegni  si  assumono  e  poi  si
  travalicano.  Se avere bloccato un emendamento di 31  milioni  di
  euro  significa  dare ai precari della Sicilia la   sicurezza  di
  essere definitivamente stabilizzati, il Governo per questo non ha
  soldi,  invoca il fatto che non ci sono emendamenti da presentare
  e dopo di che ne presenta uno, due, tre e quattro di seguito che,
  per  il  modo  in  cui  sono scritti, sono  impraticabili   nella
  realtà.
   Pertanto,   o  il  Governo fa marcia indietro e si  ripresentano
  tutti  gli emendamenti,  compreso il mio che ho ritirato,  oppure
  mi si spieghi come sia possibile che ancora stamattina il Governo
  dica  di  avere  presentato un emendamento che va  incontro  alle
  esigenze espresse dall'onorevole Laccoto.
   Sono  convinto  che  sia giusto anche questo,  è  giusto  che  i
  comuni  abbiano  di  più,   70  sono  pochi;  adesso  preparo  un
  emendamento in cui aggiungo altri 30 milioni, così il Governo  mi
  dirà  che non ha soldi per farlo, o chissà cosa si inventerà  per
  tentare di sopravvivere.
   Ritengo  che  ci  sia la necessità di dare seguito,  in  termini
  seri, sia ai  lavori della Commissione che ai  lavori d'Aula e mi
  rifiuto  di  dare  un  voto  favorevole a  qualsiasi  emendamento
  presentato sia dal Governo che da altri, senza tenere  conto  più
  del  fatto  se  siano urgenti, perché passando  da  emergenza  ad
  emergenza, non ci rendiamo più conto di quello che facciamo.
   Guardate cosa ci hanno fatto fare per i forestali, se sono  vere
  le notizie sui giornali: dipendenti operai saltano 11 categorie e
  diventano  dirigenti  e noi mettiamo i soldi  a  disposizione  di
  fatti  di  questo  genere che sono misfatti,  sui  quali  sarebbe
  opportuno formare  una commissione di inchiesta e di indagine per
  comprendere  come spendiamo i pochi soldi  che  abbiamo  o  quasi
  inesistenti e che hanno, invece, il parere favorevole del Governo
  e dei governanti, compresa la Presidenza dell'ESA e quant'altro.
   Non  ritengo  che  si possa andare avanti così  a   spizzichi  e
  molliche',  senza  una  programmazione  seria  degli  interventi.
  L'Assessore  per  il  bilancio e le finanze  non  deve  dare   la
  possibilità  di  agire nei termini in cui si  sta  agendo.  Io  e
  l'onorevole   Antinoro,   da  parte  nostra,   abbiamo   ritirato
  l'emendamento di 31 milioni di euro per il precariato  in  quanto
  ci siamo resi conto che non dovevamo presentare emendamenti e non
  ritengo  giusto,  pertanto  che  il  Governo,  invece,   si   sia
  presentato  stamattina  con  cinque  emendamenti  aggiuntivi  già
  scritti più un altro che deve essere ancora consegnato perché  io
  possa apprezzarlo. Insomma, ce n'è tanto e ce ne vuole tanto  per
  sospendere  la  seduta,  ritornare  in  Commissione  bilancio   e
  presentare gli emendamenti. Per quel che mi riguarda non ritirerò
  più alcun emendamento, anzi li presenterò adesso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cintola.

   CINTOLA. Se è finito il mio tempo lei mi può ringraziare.

   PRESIDENTE. Sì. E' finito.

   CINTOLA. Vorrei concludere, signor Presidente.
   Non  è  questo il modo di agire, onorevole Assessore. Da  questo
  istante dico seriamente che non intendo fare il portaborse di  un
  Governo  ballerino come quello che si presenta questa mattina  in
  Aula.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   PORTO,   assessore  per  il  bilancio  e  finanze.   Signor
  Presidente, a parte il ballo di cui parlava l'onorevole  Cintola,
  le   chiedo  e  chiedo  anche  al  Presidente  della  Commissione
  bilancio, onorevole Cimino, come sono apparsi questi emendamenti.
  Sono  perfettamente  d'accordo  con  l'onorevole  Cintola  perché
  questi  emendamenti non dovrebbero essere presenti nel testo.  E'
  un  problema  che  rilascio  all'agilità  dei  lavori  dell'Aula,
  all'efficienza   degli  uffici  e  alla  comunicazione   che   il
  Presidente  della Commissione bilancio ha fatto  alla  Presidenza
  perché questi quattro emendamenti non devono starci in quanto  si
  tratta, innanzitutto, della questione legata al riposo biologico,
  questione totalmente aggiunta al testo che andremo a discutere  a
  livello di variazioni; un'altro emendamento sul problema dell'ESA
  che  fa  parte integrante dell'articolo sulle variazioni, l'altro
  sui  cofidi e l'altro ancora sulle aziende termali di Sciacca  ed
  Acireale.
   Essendo  tutti e quattro gli argomenti inseriti nel testo  della
  cosiddetta  legge di variazione, naturalmente questi  emendamenti
  non  dovevano  essere  proposti  all'Aula  e  l'Aula  non  doveva
  presentarli,  per  cui  -  ed in questo aderisco  alla  richiesta
  dell'onorevole Cintola se è questo l'interesse che lui ha  voluto
  sollevare -  vengono naturalmente ritirati.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  porre  un problema a monte: dobbiamo organizzare meglio i  lavori
  d'Aula  perché  abbiamo un provvedimento,  il  440,  che  avevamo
  deciso  costituire  la variazione o i provvedimenti  urgenti  che
  sono, ovvero, gli emendamenti contenuti all'articolo 3.
   Questi  emendamenti  non possono entrare in  Aula  così  come  è
  stato  giustamente detto dall'Assessore Lo Porto e, quindi, credo
  che sia del tutto evidente che debbano essere ritirati.
   Vorrei,   però,   porre  un'altra  questione  che  probabilmente
  riprenderemo  non appena ritorneremo alla questione  dei  comuni,
  perché  su  questa  questione  abbiamo  l'esigenza  di  avere  un
  passaggio in Commissione.

   CIMINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi vorrei fare  un  chiarimento.  La
  Commissione Bilancio ha esitato un provvedimento che  ha  rimesso
  all'Aula  e  non  può  la stessa Commissione  Bilancio  rimettere
  all'Aula gli emendamenti del Governo.
   Visto  che  l'Assessore  Lo  Porto ha richiamato  all'attenzione
  della  Commissione  il  fatto  che la  stessa  Commissione  abbia
  portato gli emendamenti del Governo in Aula, vorrei dire  che  la
  Commissione può inserire all'ordine del giorno la discussione  di
  emendamenti propri e non del Governo. Questi sono emendamenti del
  Governo che ritengo siano stati presentati direttamente in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, alla luce  delle  dichiarazioni
  dell'Assessore Lo Porto e dell'onorevole Cracolici,  vorrei  dire
  che  gli  emendamenti tecnicamente dovevano  trovarsi  in  questo
  disegno di legge, poi, sono stati trasferiti al disegno di  legge
  numero  440, trasferimento di cui l'Aula doveva prendere  atto  e
  motivo  per  cui  sono stati portati in Aula. Pertanto,  dichiaro
  che gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4 e 2.6. sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Per  quanto riguarda, invece, gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4
  e 4.5 sono dichiarati inammissibili.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo  il  seguente
  emendamento 4.6:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.     -  1. E' abrogato il comma 15 dell'articolo  21  della
  legge  regionale 22.12.2005, numero 19, nel testo modificato  dal
  comma  2 dell'articolo 7 della legge regionale 14.4.2006,  numero
  16.
   2.  Al  comma  4  dell'articolo  12  della  legge  regionale  28
  dicembre  2004, numero 17, le parole 'entro il 31 dicembre  2006'
  sono  sostituite  con  le parole  'entro il  31  dicembre  2007'.
  (Comma  stralciato e trasferito al disegno di legge numero  440/A
   Provvedimenti  urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
  regionale  ed  interventi finanziari   -  vedasi  pagina  34  del
  resoconto stenografico).
   3.  Per  l'esercizio  finanziario 2006 il riparto  a  consuntivo
  delle  somme  non utilizzate, di cui all'articolo  1,  comma  17,
  terzo periodo, della legge regionale 22.12.2005, numero 19, viene
  effettuato con riferimento alle somme del predetto fondo che alla
  data  di  entrata  in vigore della presente legge  non  risultano
  impegnate.
   4.   In   deroga  al  comma  3  dell'articolo  175  del  decreto
  legislativo  18.8.2000, numero 267, i comuni sono autorizzati  ad
  apportare le variazioni di bilancio, conseguenti all'approvazione
  della  presente  legge,  entro 30 giorni dall'entrata  in  vigore
  della stessa e, comunque, entro il 31 dicembre 2006'».

   LO  PORTO,  assessore  per il bilancio e le  finanze.  Non  sono
  d'accordo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lo  Porto,   se   il   Governo   ritira
  l'emendamento   4.6  aggiuntivo,  lo  stesso   verrà   trasferito
  all'altro disegno di legge.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, per questo  mi  posso  riferire
  all'opinione dell'Aula ed affidarmi al giudizio della stessa,  ma
  questo  è  un emendamento indispensabile per ovviare alle  giuste
  osservazioni dell'onorevole Laccoto.
   Se  questo  emendamento  è stato, come è stato,  concordato  con
  l'Associazione   dei   comuni   siciliani,   direi   di   votarlo
  unanimemente  perché  risolve la questione  posta  dall'onorevole
  Laccoto.  Se  lo  dobbiamo  riservare  ad  altra  occasione,  per
  approfondimenti  è  un  altro discorso, ma non  credo,  onorevole
  Cracolici,  che  ci sia motivo del contendere  in  quanto  questo
  emendamento è stato concordato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  per  cinque
  minuti, a causa di un malore di un collega.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.45, è ripresa alle ore 12.00)

   La seduta è ripresa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che  a  seguire  vi  è l'esame del disegno di legge  numero  440,
  chiedo  di  spostare  il  comma  2 dell'emendamento  del  Governo
  affinché possa essere esaminato e approfondito in Commissione.
   Tale   comma,  infatti,  rinvia  i  termini  per  accedere  alla
  premialità da parte dei comuni per la gestione delle pratiche  di
  sanatoria  che,  come è noto, scadono il 31 dicembre  2006  e  fa
  riferimento alla sanatoria del 1985.
   Il  fatto che siano  passati 21 anni e che ne possono passare 22
  è un problema da  esaminare, ma  vorrei averne  il tempo.
   La  richiesta  fatta  dai  deputati della  Margherita  -  a  cui
  appongo  la  mia firma -  riguarda ciò che  i comuni  riceveranno
  meno rispetto all'anno precedente.
   Il  Governo,  incontrando l'ANCI, ha assunto l'impegno  di  dare
  copertura al differenziale 2006-2005 e non comprendo le  modalità
  che   intende   seguire,  non  ho  capito  materialmente   quanto
  produrranno  in termini finanziari, certamente non produrranno  i
  70  milioni  di euro così come richiesto nell'emendamento  e  dai
  sindaci.
   Rimane  il fatto che la procedura di cui stiamo parlando attiene
  ad  una  verifica che credo debba essere esaminata in Commissione
  per  valutare  se si tratta di una proroga che bisogna  concedere
  perché siamo in via di definizione, ovvero fa riferimento ad  una
  proroga perché non è mai partita la macchina.
   Nessuno  mi  venga a raccontare che se dopo 21 anni non  abbiamo
  completato  le  pratiche  di sanatoria è possibile  risolvere  il
  problema  con  12  mesi di proroga, si vede che c'è  un  problema
  strutturale.
   Chiedo, quindi, alla Presidenza di dichiarare improponibile  per
  l'esame dell'Aula il comma  2, considerato che si tratta  di  una
  materia non attinente alla questione in esame.

   INTERLANDI, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INTERLANDI,  assessore per il territorio e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, sulla questione della proroga dei
  termini  dell'esame  delle pratiche di  sanatoria  da  parte  dei
  comuni  impegnati da tantissimi anni nella istruttoria di  queste
  pratiche,  si  è  reso necessario dover prendere atto  di  questa
  richiesta perché queste pratiche si sono assommate negli anni per
  tantissime ragioni su cui non voglio entrare, molto probabilmente
  perché  sono  state fatte, anche dai comuni, delle assunzioni  di
  personale  specializzato per poter assolvere a questo  compito  e
  poi, probabilmente, sono stati utilizzati per altre questioni.
   La  Sicilia oggi ha bisogno di sapere cosa può essere sanato con
  certezza e cosa è invece insanabile irrimediabilmente. Per  poter
  fare questo è necessario fotografare la situazione.
   L'ultima  legge sul condono, cioè la legge Berlusconi, prevedeva
  che i comuni dovessero esitare tutte le istanze giacenti entro il
  31  dicembre  2006,  prevedendo  anche  una  premialità  per  chi
  completa questo programma di esame delle pratiche, una premialità
  che  adesso  non  so  a  quali  parametri  sia  agganciato,  però
  rappresenta, in questo periodo di finanze locali molto scarse, un
  introito che in ogni caso interessa i comuni.
   Ecco  perché c'è stata l'unanime richiesta, da parte di tutti  i
  comuni interessati al fenomeno dell'abusivismo edilizio, di poter
  completare  queste  pratiche ed avere questo ulteriore  lasso  di
  tempo per potere accedere anche alla premialità perché il comma 4
  dell'articolo  12 dell'ultima  legge sul condono prevede  proprio
  questo, quindi si aggancia al discorso delle risorse.
   Sulla  proroga  per  l'esame  è  chiaro  che  è  sganciata  come
  esigenza  dalla  copertura  finanziaria  della  premialità,  cioè
  rispondiamo ad una esigenza della Sicilia che è quella di  capire
  cosa  è  sanabile e cosa non lo è,  e questo lo sarebbe  comunque
  anche   prevedendo   questa  proroga  all'interno   della   legge
  finanziaria  essendo   il  luogo  deputato,  giusto,  idoneo  per
  poterlo fare.
   Il  problema che si pone oggi è quello di salvare la premialità,
  quindi   la   possibilità  che  ai  comuni  vadano  i  quattrini
  L'esigenza  nasce  da questo, non è una proroga dilatoria,  anche
  perché  abbiamo detto ai comuni che noi monitoreremo  passo  dopo
  passo,  nel corso dei mesi, l'andamento di queste pratiche atteso
  che  non  siamo  certamente disponibili ad  andare  oltre  questo
  termine.
   La  ritengo  necessaria perché quando venne  recepita  la  legge
  nazionale  sul  condono venne fatto un recepimento  senza  alcuna
  modifica,  non tenendo conto di alcune peculiarità della  Sicilia
  quali  l'enorme mole di pratiche giacenti come pure  del  sistema
  vincolistico: vincolo idrogeologico e vincolo paesaggistico.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  relativamente  al  primo comma dell'emendamento  4.6  laddove  si
  propone  l'abrogazione del comma 15 dell'articolo 21 della  legge
  regionale  22  dicembre  2005 nel testo modificato  dal  comma  2
  dell'articolo 7 della legge regionale 14 aprile 2006 numero 16.
   Se  non sbaglio queste norme citate riguardano la riserva del  3
  per  cento prevista per i comuni di dimensioni inferiori a 10.000
  abitanti   nelle   quote   di  ripartizione   delle   somme   che
  l'assessorato  enti locali fa ogni anno ai sensi della  ex  legge
  30.
   Credo  che  se  abrogassimo questa parte  creeremmo  grossissimi
  problemi  ai  comuni  inferiori a 10.000 abitanti  che,  desidero
  ricordarlo,  sono  la stragrande maggioranza di  quelli  presenti
  nella  nostra Regione, tra l'altro in un momento in cui, e  siamo
  alla  fine dell'anno, questi comuni hanno già predisposto il loro
  bilancio e si accingono a predisporre quello preventivo del 2007.
   Dunque,  mi  permetto di richiamare l'attenzione  dell'assessore
  agli  enti locali e dell'assessore al bilancio affinché ripensino
  a   questa   ipotesi   di   abrogazione   perché   determinerebbe
  notevolissimi  problemi per gran parte dei  comuni  della  nostra
  Regione,  credo  oltre 250 comuni su 381, forse  di  più,  in  un
  momento  delicatissimo che registra, tra l'altro, in alcuni  casi
  l'approvazione dei bilanci preventivi che avevano tenuto conto di
  questa riserva di ripartizione di somme così come previsto  dalle
  leggi citate nel comma 1 dell'emendamento 4.6.
   Quindi, chiedo che il Governo ripensi a questa formulazione  che
  sarebbe  assolutamente  grave per le  sorti  dei  piccoli  Comuni
  siciliani.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  solo per permettere all'Aula un esame rigoroso dell'emendamento.
   L'emendamento  é complesso, non ci sono i riferimenti  normativi
  di  supporto,  per  cui mi pare che l'Aula  non  possa  fare  una
  corretta valutazione, quindi, le chiedo  di fornire i riferimenti
  normativi e di sospendere i lavori per dieci minuti.

   PRESIDENTE.   Se   il  Governo  insiste  per   il   mantenimento
  dell'emendamento,  sospendo l'Aula per  dare  la  possibilità  di
  vedere i riferimenti normativi.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  presidente, sono favorevole alla sospensione di dieci minuti,  se
  riusciamo a trovare un'intesa sull'emendamento in discussione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta é sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.10, è ripresa alle ore 12.40)

   La seduta è ripresa

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  è   stato
  presentato  un  emendamento  che limita la  riduzione  dei  fondi
  relativi al comma 1) dell'emendamento 4.6 soltanto al 2006,   cui
  chiedo di aggiungere la mia firma.
   Perché   questo,    signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole Assessore? Perché se  abrogassimo tout court  la norma,
  anche  i progetti in corso presentati nel 2006 rischierebbero  di
  non andare avanti nell'anno 2007.
   Mentre  è  condivisibile la posizione del Governo a non  mandare
  in  economia  le somme, certamente  è altrettanto importante  che
  questo  procedimento di progressiva stabilizzazione del personale
  agli enti locali non venga interrotto da una abrogazione di norma
  che, nella formulazione attuale dell'emendamento,  avrebbe potere
  troncante   e   definitivo;  mentre   con   il    subemendamento,
  presentato anche con la mia firma,  si punta a limitare l'effetto
  del comma 1 dell'emendamento 4.6 soltanto all'anno 2006.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la formulazione
  dell'emendamento illustrato dall'onorevole Fleres  certamente  ci
  trova d'accordo.
   Il   problema  però  rimane  e  vorrei  sottoporre  al  Governo,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie  locali e all'Assessore per il bilancio  e  le  finanze
  che  anche  con  questi emendamenti, rispetto al fondo  dell'anno
  scorso, verrebbero a mancare agli enti locali circa 12 milioni di
  euro,  se è vero che già 9 milioni di euro del fondo di rotazione
  sono stati  erogati per decreto.
   A  questo  punto,  l'Assessore per la  famiglia,  qui  presente,
  dovrebbe immediatamente bloccare tutti i fondi di erogazione  per
  l'anno  2006  per gli ATO, in quanto, evidentemente se  andassimo
  ancora  a spendere ulteriori somme, non solo mancherebbero  i  12
  milioni,  ma anche altre ulteriori somme.
   E'   chiaro   che  il  problema  posto  con  il  subemendamento,
  certamente limita la  premialità per la stabilizzazione  solo  al
  2006.  Se  poi  vi  saranno norme diverse nel 2007,  lo  vedremo.
  Intanto  non  si  pregiudicano -  così  come  diceva  l'Onorevole
  Fleres  - eventuali stabilizzazioni per decreto con le norme  che
  la  Giunta  di  Governo sta applicando per quelle stabilizzazioni
  che  dovevano  partire  dal 16 novembre e  che  invece  non  sono
  partite.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  chiedere, a norma dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
  interno,  di inserire nella prossima seduta d'Aula la discussione
  sulla  mozione numero 109 «Riconoscimento a livello  europeo  del
  festival   Sete Sois Sete Luas' quale strumento privilegiato  per
  favorire il dialogo interculturale tra il sud Europa ed  i  Paesi
  non  europei  del  bacino mediterraneo»,  festival  di  cui  sono
  Presidenti  onorari  il portoghese Josè  Saramago   e  Dario  Fò,
  rispettivamente,  premi  Nobel per la letteratura nel 1998 e  nel
  1997.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, si era discusso dell'argomento  in
  sede  di Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Dopo
  che  approveremo  i disegni di legge in discussione,  la  mozione
  sarà posta all'ordine del giorno di una prossima seduta.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 393/A

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  riguardo  al   comma  4  dell'articolo 12 della  legge  regionale
  numero  17.  Ritengo  che tale norma sarebbe  dovuta  passare  in
  Commissione,  pertanto,  quest'ultima  è  disposta   a   riunirsi
  immediatamente alle ore 15.00 per esaminare la questione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,   comunico    che   è   stato
  presentato dagli onorevoli Speziale, Galvagno, Laccoto  e  Fleres
  il   subemendamento 4.6.1,  già illustrato dall'onorevole Fleres,
  sostitutivo  del  comma 1 dell'emendamento 4.6  del  Governo,  al
  quale lo stesso onorevole Fleres ha aggiunto la propria firma.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento sostitutivo così recita:

   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1.  Limitatamente  all'anno 2006 non si  applica  il  comma  15
  dell'articolo 21 della legge regionale 22.12.2005, numero 19, nel
  testo   modificato  dal  comma  2  dell'articolo  7  della  legge
  regionale 14.4.2006, numero 16'».

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero
  soltanto chiarire un aspetto che mi sembra fondamentale  e  cioè:
  nella  fattispecie l'emendamento 4.6 è assolutamente  ricevibile,
  nel    senso   che   sarebbe   condivisibile   questo   ulteriore
  subemendamento se non si precisasse il fatto che per il  prossimo
  anno non saranno più esercitate riserve.
   Nel  2007 non abbiamo assolutamente previsto alcuna riserva, per
  cui   non   ne  è  necessario  il  mantenimento.   L'emendamento,
  pertanto,  partiva  dal  presupposto di ridistribuire  somme  non
  utilizzate  dai  comuni  sulle  altre  premialità.  Queste   sono
  richieste  pervenute  all' unanimità da parte  dell'ANCI  e,   in
  maniera  trasversal-positiva,  da parte di tutti i sindaci  della
  Sicilia ancorché i comuni non hanno avuto il tempo -  talora  non
  sono stati messi nelle condizioni - di potere esercitare sino  in
  fondo il proprio ruolo.
   La  stessa  cosa  riguarda anche il comma  successivo  e  volevo
  precisare ai colleghi parlamentari che il fondo di rotazione...

   PRESIDENTE.  Onorevole assessore, si fermi al primo  comma.  Sul
  secondo comma la Presidenza dovrà  dire qualcosa.

   SPEZIALE.  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    la
  considerazione dell'Assessore ha un fondamento. Potrebbe ritenere
  il  subemendamento a firma mia e degli altri colleghi pleonastico
  perché  dice  che la norma a regime ha valore solo per  il  2006;
  tuttavia,  se    abroghiamo una norma non possiamo  fare  con  la
  finanziaria  una  norma  di  proroga.    E'  nostro  intendimento
  prorogare  la  norma   perché  ci troveremmo  di  fronte  ad  una
  disparità.   Ci  sono  decine e decine di comuni  che  hanno  già
  presentato all'Assessorato, sulla base della norma,  progetti per
  la fuoriuscita.
   Non  sono i comuni inadempienti, è l'Assessorato inadempiente  e
  quindi   non   possiamo  penalizzarli  due   volte,     per   cui
  limitatamente a quest'anno spalmiamo le somme di riserva su tutti
  i  comuni,   così  come richiesto dall'ANCI, tuttavia  mi  faccio
  carico  personalmente, assieme ai colleghi che  hanno  presentato
  l'emendamento,  di  presentare nel corso  della  finanziaria  una
  norma di proroga affinché ai comuni,  che potevano attingere alla
  riserva per i programmi di fuoriuscita e che hanno già presentato
  i relativi programmi presso l'Assessorato,  venga riconosciuta la
  riserva prevista dalla normativa attuale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato  presentato
  dall'onorevole  Cascio  il  subemendamento  4.6.2  aggiuntivo  al
  secondo comma dell'emendamento 4.6, che così recita:

   «Dopo il comma 2 inserire:
   Alla fine del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale  16
  aprile 2003, numero 4, come modificato dal comma 21 dell'articolo
  62  della  legge  regionale  5 novembre  2004,  numero  15,  sono
  soppresse le parole  entro il 31 dicembre 2005'».

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  comprendo  che
  il  trasferimento  sia  possibile, ma  lo  sarebbe   solo  se  la
  Commissione  dovesse   riunirsi e   decidere.  Questo  non  è  un
  problema da poco; i comuni hanno avuto già due anni di proroga  e
  sanno  esattamente  che  in due anni non hanno  esaminato  alcuna
  pratica  di  abusivismo  edilizio  in  Sicilia.  E  noi  oggi  li
  premiamo?
   Per  cui chiedo che si stabilisca di ritornare  in Aula dopo che
  la Commissione di merito abbia affrontato il problema.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cintola, l'intervento  della  Presidenza
  era  alla  luce  delle dichiarazioni svolte dal Presidente  della
  Commissione  Ambiente e territorio', onorevole Adamo.
   Dichiaro  che  il  comma  2  e il relativo  subemendamento  sono
  stralciati  ed   inviati  alla  IV  Commissione  per  l'esame  di
  competenza.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 4.6.1,  sostitutivo  del
  comma 1 dell'emendamento 4.6.
   Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevoli  resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 4.6, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 5
             Variazioni al quadro di previsione di cassa

   1.  Al quadro di previsione di cassa per l'esercizio finanziario
  2006 sono apportate le seguenti variazioni in migliaia di euro:

     ENTRATE

     Fondo iniziale di cassa
     +  1.335.878

     BILANCIO E FINANZE
     Centro di responsabilità:
     BILANCIO E TESORO
     Interventi comunitari, statali e connessi cofinanziamenti
     +  1.000.000

     SPESA

     BILANCIO E FINANZE
     Centro di responsabilità:
     BILANCIO E TESORO
     Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
     Capitolo 215711 - Interventi Regionali
     +  1.335.878
     Capitolo 215710 - Interventi comunitari, statali e connessi
     cofinanziamenti + 1.000.000».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   riprende   l'esame   dell'articolo   2,   che   era   stato
  precedentemente accantonato.

   LACCOTO.   Dichiaro  di  ritirare  l'emendamento  2.7,   da   me
  presentato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Si  passa all'esame dell'ordine del giorno numero 23 «Immissione
  nei  ruoli  dell'Ente  Parco dei Nebrodi  di   Guardia  Parco  ed
  Ispettori  di  vigilanza» a firma degli  onorevoli  Ardizzone  ed
  altri.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   INTERLANDI,   assessore   per  il   territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.
   Desidero  rispondere  alla  domanda  dell'onorevole  Barbagallo:
  perché i Nebrodi e non gli altri? Perché il Parco dei  Nebrodi ha
  già  seguito  ed  esitato  una procedura  concorsuale,  tutte  le
  procedure per la copertura di 28 posti di Guardia Parco  e  di  3
  posti  di  Ispettore di Vigilanza, ed è l'unico parco che  lo  ha
  fatto,  per  cui,   poiché è necessario garantire la  tutela,  la
  vigilanza  e  il controllo di queste aree protette,  non  si  può
  gestire  un  Parco adeguatamente se non c'è la  vigilanza  ed  il
  controllo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  appongo  la
  mia  firma  a questo ordine del giorno,  lo sostengo e  lo  voto,
  però,  se  non  vogliamo che l'atto di impegno rimanga   soltanto
  un'intenzione, il Governo  deve  impegnarsi  a predisporre  nelle
  variazioni  di bilancio che esamineremo in Aula fra qualche  ora,
  le  risorse  necessarie affinché dal 1  dicembre vengano  assunte
  queste  persone, altrimenti stiamo parlando di una  cosa  il  cui
  iter dovrà cominciare nell'anno 2007.
   Prendo  atto,  pertanto,  che il Governo è  d'accordo,  ma   dia
  conseguenza a questo impegno dando copertura almeno a partire dal
  1  dicembre 2006.

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  di  apporre  la  firma
  all'ordine   del  giorno  numero   23  gli  onorevoli  Cracolici,
  Rinaldi, Laccoto e Barbagallo.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 6.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della   Regione  siciliana  ed  entrerà  in    vigore  il  giorno
  successivo a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   La    votazione   finale   del   disegno   di   legge    avverrà
  successivamente.

   Discussione del disegno di legge «Provvedimenti urgenti  per  il
  funzionamento   dell'Amministrazione  regionale   ed   interventi
  finanziari urgenti» (440/A)

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'esame  del   disegno   di   legge
  «Provvedimenti  urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
  regionale  ed  interventi finanziari urgenti» (440/A),  posto  al
  numero 2)  del secondo punto dell'ordine del giorno.
   Invito,   l'onorevole  Cimino,  presidente   della   Commissione
   Bilancio' e relatore a svolgere la relazione.

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto  al
  testo della relazione scritta.

                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  proporrei,
  se  l'Aula  è  d'accordo,   di rinviare la  discussione  generale
  all'articolo  1, in modo da consentire, dopo avere stabilito   un
  termine  entro il quale i deputati possono presentare emendamenti
  -   lo  dico  perché mi pare evidente che l'esame dell'articolato
  non  potrà  che  avvenire  domani -  di  definire  una  procedura
  chiara,  evitando - come ho sentito  l'altra volta in Aula  -  di
  presentare  emendamenti durante la discussione. Chi c'è c'è e chi
  non c'è si arrangi
   Lo  dico  perché  sono fermo all'accordo che ha definito  questo
  provvedimento  e  cioè  i  temi  oggetto di  quell'accordo  erano
  quattro,dopo  di  che,   nel merito dei  quattro   temi,   ognuno
  presenti gli emendamenti che vuole.
   Ma   se   c'è  l'intenzione  da   parte  del  Governo  e   della
  maggioranza   di  fare altro,  vorrei che fosse  chiaro  e  fosse
  comunicato  all'intero Parlamento perché qui non possono  esserci
  furbi e furbetti.

   FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  intervento  è molto simile a quello dell'onorevole Cracolici  nel
  senso  che  l'oggetto del disegno di legge che  ci  accingiamo  a
  discutere è piuttosto ampio. Dunque, è un oggetto che si presta a
  trasformare questo disegno di legge in una legge Omnibus
   Allora,  onde evitare un inutile lavoro ai deputati che avessero
  intenzione  di aggiungere materie in questo momento  estranee  al
  disegno  di legge, onde evitare un inutile lavoro alla Presidenza
  che  si  vedrebbe costretta ad esaminare i relativi  emendamenti,
  frutto  di una interpretazione estensiva del titolo della  legge,
  sarebbe  opportuno  che,  nel rinviare  la  discussione  generale
  all'articolo 1, come aveva chiesto l'onorevole Cracolici -   cosa
  che  condivido,  anche per consentire ai colleghi  di  presentare
  emendamenti -,  si perimetri l'ambito emendativo per far  sì  che
  il  lavoro  svolto  da  ciascuno abbia un senso,   altrimenti  ci
  attrezziamo   e  facciamo  diventare   finanziaria,    una   pre-
  finanziaria,   questa legge con tutto quello che  ciò  significa.
  L'importante  è  sapere le cose,  nel senso  che  per  quanto  mi
  riguarda  sono  pronto  a presentare 5.000 emendamenti  o  nessun
  emendamento,  per parlare di una forbice molto ampia di  ipotesi,
  però   desidero   sapere  se  dobbiamo  limitarci   ad   emendare
  l'articolato  con materie connesse con le tematiche  inserite  in
  questo momento nell'articolato, oppure se possiamo sbizzarrirci e
  la nostra fantasia può liberare e dispiegare il proprio estro con
  una serie di ulteriori ipotesi che riguardano materie diverse.
   Vorremmo saperlo prima  in modo da attrezzarci di conseguenza.

   CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  contento
  che   gli   onorevoli   Fleres   e  Cracolici   abbiano   ripreso
  integralmente  -   posso  dire -  l'intervento  che  avevo  fatto
  prima.
     Però,  prima di uscire dall'Aula oggi e prima di dire  che  si
  possono fare gli emendamenti stabilendo un certo orario entro  il
  quale presentarli, ritengo che il Governo e la Presidenza debbano
  rassicurare con impegno preciso che non sforeremo i temi che sono
  all'ordine  del  giorno.  Capisco che tutte  le  emergenze  della
  Sicilia oggi possono essere messe sul tappeto: c'è gente che  non
  prende  stipendio da non so quanto tempo  in quel  settore  e  in
  quell'altro ancora, ma se dovessimo andare avanti considerando le
  emergenze come il dato e il soggetto di questo disegno  di  legge
  chiamiamolo  emergenza Sicilia' così da poter introdurre ciò  che
  si  vuole.  Per me l'emergenza Sicilia -  considerato  che  viene
  sbandierata da tutti ma da nessuno più ormai sollecitata -  è  la
  stabilizzazione  del  precariato  in  Sicilia,  che  si  chiamino
  forestali o che si chiamino LSU, PUC e ASU che dir si voglia.
   Se  non usciamo dalla stabilizzazione del precariato, credo  che
  questo   Governo  non  abbia  come  e  dove  attingere  ulteriori
  elementi.
   Per  cui  vorremmo  avere la certezza da  parte  del  Presidente
  dell'Assemblea che non accetti emendamenti fuori  regola.
   Non diventi, quindi, una legge omnibus, occorre stabilizzare  la
  prima,  facendo  in modo che ogni deputato sappia  intanto  l'ora
  entro la quale presentare gli emendamenti ed i limiti che ha  nel
  presentarli perché interverrebbe sia la presidenza che il Governo
  a renderli nulli.
   Anche  l'ordine  del  giorno  fatto prima,  tralasciando  se  un
  concorso  viene fatto e viene fatto avendo a monte  i  soldi  per
  farlo.
   Quando  il  Governo dà il benestare, senza sapere  quanti  sono,
  chi  sono,  quanti  sono i soldi che deve  impegnare  e  da  dove
  prenderli e noi facciamo gli ordini del giorno - l'abbiamo  fatto
  pure  per  i  forestali -, se poi è necessario un  milione  o  un
  miliardo di euro, c'è  cappiddazzo che paga'  E' una cosa che non
  può continuare ad essere posta alla base di disegni di legge e di
  concettualità  serie che questa Assemblea regionale,  in  Sicilia
  deve avere, se vuole traguardarsi nei termini sereni e seri a ciò
  che  vuole  fare; altro che annunciare la lotta alla  finanziaria
  nazionale, quando la nostra sta cominciando male.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  presidente,  onorevole  colleghi,   desidero
  soltanto  interloquire con lei e avrei dovuto farlo  prima  anche
  rispetto  al  disegno  di  legge esaminato  precedentemente  -  i
  colleghi  mi  scuseranno  -,  alla luce del  fatto  che  dobbiamo
  operare con la certezza, per evitare gli strafalcioni che abbiamo
  fatto  nella  scorsa legislatura, in particolare  quando  abbiamo
  approvato  la  legge  sui forestali, pur non essendoci  copertura
  finanziaria.
   Voglio  fare  notare  a  lei  e ai colleghi  che  l'Ufficio  del
  bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana  ritiene  che   le
  previsioni  di  entrata  di copertura finanziaria,  sommate  alle
  dismissioni   degli   enti,   non  coprono   il   complesso   dei
  provvedimenti che abbiamo all'esame dell'Aula.
   Essendo  materia delicatissima, come voi capirete, e non potendo
  deliberare senza avere la certezza delle entrate ad oggi,  chiedo
  al  Presidente  dell'Assemblea di accertare la  fondatezza  delle
  osservazioni formulate da parte dell'Ufficio del Bilancio; che la
  Presidenza  certifichi,  assieme al Governo,  la  certezza  della
  previsione  della spesa, sulla base del fatto che venga  fornito,
  all'intera  Aula, lo stato delle entrate ad oggi.  Senza  che  mi
  venga fornito il dato delle entrate, certificato dall'Ufficio del
  bilancio regionale, non posso proseguire, non discuto del  merito
  ovviamente,  perché  sul  merito sono  d'accordo  con  molti  dei
  provvedimenti,   però,  vorrei  evitare  ulteriori   strafalcioni
  all'Aula.
   Pertanto,   signor Presidente, la invito caldamente a verificare
  quanto da me richiesto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   sarò
  brevissimo. Intervengo per esprimere soddisfazione in  ordine  al
  provvedimento che abbiamo approvato poc'anzi. Probabilmente,  non
  tutti  hanno  la  consapevolezza che  gli  Enti  locali  sono  in
  grandissima  difficoltà;  avere  dato  una  risposta,  approvando
  l'articolato, è stato un risultato estremamente significativo.
   Intervengo  poi per confermare quanto sostenuto dagli  onorevoli
  Cracolici e Fleres, i quali sono contrari alle leggi omnibus. Per
  quanto ci riguarda, restiamo fedeli all'accordo stabilitosi tra i
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari che poi ha avuto  la  propria
  consacrazione in Commissione bilancio.
   Evitiamo  di  presentare  migliaia  di  emendamenti,  approviamo
  un'altra legge, così come oggi abbiamo fatto questa, in modo tale
  da  dare una risposta diversa al Commissario dello Stato e  anche
  ai cittadini.

   CIMINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per ribadire  che
  la  Commissione  bilancio,  in questo  periodo  di  attività,  ha
  seguito  un  percorso dettagliato secondo quanto stabilito  dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, proprio  per
  questo,  ci  si è dati un termine ed anche un'organizzazione  dei
  propri  lavori,  sia per quanto riguarda l'assestamento  tecnico,
  sia per quanto riguarda i provvedimenti cosiddetti urgenti.
   Tuttavia,  se  si  dovesse  cambiare  indirizzo  e,  quindi,  se
  dovessero  sorgere ulteriori problematiche e si avesse  necessità
  di  valutarle,  riterrei opportuno per chiarezza -  e  anche  per
  rispetto  del  lavoro  che  si  è svolto  in  questi  mesi  nelle
  commissioni  di  merito  -  riprendere  anche  il  lavoro   della
  Commissione bilancio sui provvedimenti che si vogliono sottoporre
  all'Aula.
   Concludo  dicendo  che  non  ritengo possibile  pensare  che  la
  Commissione dia un parere direttamente in Aula e non  nella  sede
  competente, ribadendo che sull'ordine del giorno testè deliberato
  sarebbe  meglio approfondire la tematica in quanto il  Parlamento
  può pronunziarsi su provvedimenti di carattere generale e non  su
  quelli di carattere specifico.
   Vorrei  capire,  inoltre, come mai è stato bandito  un  concorso
  senza  la  dovuta copertura finanziaria e cosa ne  sarà  di  quei
  concorsi  bloccati  nell'ambito della sanità,  e  che  non  hanno
  copertura finanziaria, e se si ritiene possano rientrarvi con  un
  ordine  del  giorno di questo genere. E mi chiedo  ancora  se  la
  copertura  che  ha dato il Governo sia una copertura di carattere
  politico  ovvero  soltanto una copertura  di  carattere  tecnico.
  Perché  un  problema  di questo genere non riguarda  soltanto  il
  problema   Parco  dei  Nebrodi', parchi in  Sicilia  ve  ne  sono
  diversi, ed  assunzioni bloccate per copertura finanziaria ve  ne
  sono altrettante in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Porto, il Governo  intende  aggiungere
  qualcosa?

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  il  Governo  concorda sull'opportunità  di  giungere
  all'articolo 1.
   La   proposta  dell'onorevole  Cracolici  mi  sembra  abbastanza
  ragionevole,  apprezzate  le  circostanze.  Invece,  per   quanto
  riguarda  il  richiamo  al  rispetto  degli  accordi,  lo  faccio
  totalmente mio e da questo momento in poi il Governo sarà pronto,
  in coerenza con l'avvio di questo dibattito, a ritirare qualunque
  emendamento che turbi questa intesa così faticosamente raggiunta,
  ma  soprattutto  così  stranamente gestita, perché  sappiamo  che
  questo è un accordo che non ha retto tanto bene.
   A  questo  punto,  rivolgo  un  invito  all'intera  maggioranza,
  perché non mi posso permettere di rivolgerlo anche ai colleghi di
  minoranza, a ritirare tutti gli emendamenti, ed accogliere quindi
  la  tesi  degli  onorevoli  Fleres  e  Cracolici  di  rendere  il
  documento il più stringato possibile. Non dimentichiamo, infatti,
  che  si  tratta di una finestra imposta alla sessione di bilancio
  che  richiede  un  particolare senso di responsabilità  da  parte
  dell'Aula a fare presto. Se sarà rispettato tale termine e non ci
  saranno suggestioni tali da suscitare una produzione eccessiva di
  emendamenti, potremmo arrivare, anche senza le 24 ore,  a  votare
  in giornata.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  prende  atto  dell'accordo
  politico.  In  ogni  caso,  la  Presidenza  dichiarerà   comunque
  inammissibili  tutti  gli  emendamenti  estranei   alla   materia
  espressamente prevista nel disegno di legge.
   Dichiaro  quindi aperta la discussione generale. Il termine  per
  la  presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 20.00 di
  stasera.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, vorrei che lei  rispondesse  alle
  mie osservazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, rispondo alle sue  osservazioni
  nel  senso  che  la  Presidenza accerterà tecnicamente  quanto  è
  possibile accertare e riferirà ovviamente in Aula sulla copertura
  finanziaria o meno degli emendamenti.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 440/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  evidente
  che  la mia richiesta di rinvio nasceva dal fatto che rischiavamo
  di  fare  la  discussione generale su un altro testo. Considerato
  quanto  da  lei  appena riferito, penso si  possa  discutere  nel
  merito   dei   cinque,  sei  articoli  che  sono  contenuti   nel
  provvedimento.
   Parto  subito  dall'emendamento che ha avuto  una  maggiore  eco
  sulla opinione pubblica e sulla stampa, in relazione al fatto che
  con  norma  abbiamo  inserito  la possibilità  di  valorizzare  e
  commercializzare   anche   a   fini   economici   il   patrimonio
  indisponibile della Regione.
   Come è noto, questa è stata una materia assai dibattuta, che  ha
  creato non pochi problemi all'interno della maggioranza. Ed  alla
  fine è stato riscritto il testo acquisendo un emendamento da  noi
  presentato   e   sottoscritto,  definendolo  emendamento    salva
  dignità', nel senso che la Regione,  costretta a vendere  i  suoi
  gioielli   per  fare  cassa  quanto  meno  risparmia  da   questa
  alienazione, da questa vendita almeno il patrimonio vincolato dal
  punto  di  vista storico ed ambientale con un paradosso.  Abbiamo
  parlato  di  Palazzo  dei Normanni che è  quello  più  complicato
  obiettivamente, però, abbiamo fatto cenno a luoghi simboli  della
  Sicilia,   quali  la  Villa  del  Casale,  piuttosto  che   altri
  monumenti, che costituiscono, questo sì, il meccanismo per cui ci
  aveva provato l'ex ministro Tremonti a vendere il Colosseo  e  ci
  stava  riuscendo  l'assessore Lo Porto a  vendere  la  Villa  del
  Casale;  quanto meno, con questa norma, abbiamo impedito  che  il
  patrimonio   con  riconosciuto  valore  storico,   culturale   ed
  ambientale  per  la  Sicilia possa rimanere  saldamente  in  mano
  pubblica.
   Tuttavia,   rimane l'insieme del provvedimento che  affronteremo
  successivamente  con la finanziaria. Ancora  una  volta,  dunque,
  stiamo facendo una manovra di bilancio fondata sulla acquisizione
  di  entrate straordinarie e la loro utilizzazione va in direzione
  della copertura di passività della spesa corrente.
   Noi,  con questa norma in particolare sul patrimonio, iscriviamo
  in  bilancio,  e diamo senso alla iscrizione al bilancio,  ed  il
  senso   è   quello   che  diceva  l'onorevole  Speziale.   Signor
  Presidente, su questo vorrei che non ci fossero giochi di parole.
  Il capitolo 4570 o 4750 del bilancio della Regione presuppone una
  entrata  di  300  milioni  di  euro grazie  alla  valorizzazione,
  commercializzazione  e  nonché  alla  dismissione   delle   quote
  partecipate della Regione in società  a capitale pubblico.
   Con  questa  manovra  stiamo iscrivendo in maggiori  entrate  92
  milioni  di  euro, posto che  sono state dichiarate  in  maggiore
  entrata  dalla  dismissione, avendo dato  per  certo  che  i  300
  milioni  di euro  - che sono l'insieme del capitolo -  siano  già
  entrati. Cosa non vera, perché  - come è noto - quei 300  milioni
  di euro se entreranno, entreranno soltanto dopo l'applicazione di
  questa norma.
   Non  è un caso infatti che ieri - notizia riportata sui giornali
  di  oggi - si è fatta la gara per il partecipatore finanziario al
  fondo  immobiliare  che quindi dovrà successivamente  dare  senso
  finanziario  a  quella  stessa norma. Pertanto,  noi  abbiamo  un
  capitolo in cui iscriveremo in maggiori entrate somme come se già
  fossero  considerate entrate ordinarie. Ma le  entrate  ordinarie
  non  ci  sono perché, appunto, la norma in questione deve  essere
  approvata.
   E   c'è   una  cosa  ancora  peggiore:  questa  norma,  inserita
  nell'assestamento  tecnico che modifica la legge  del  2004,  che
  dava  avvio  alla  procedura di valorizzazione e di  alienazione,
  porta  a  compimento  con la finanziaria,  presentata  in  questo
  Parlamento,  un  disegno  annunciato  nel  2004,  che  era  stato
  stoppato  dall'Aula e che l'assessore Lo Porto, dopo  l'assessore
  Pagano, ripresenta, come per dire  il lupo perde il pelo  ma  non
  il  vizio',  cioè si annuncia la vendita degli ospedali,  ma  non
  quelli   dismessi,  quelli  in  uso.  Addirittura,   si   propone
  un'operazione  che sarà creativa dal punto di vista  finanziario,
  anche  se  a me sembra abbastanza deficiente: cioè l'ipotesi  che
  gli  ospedali  si  affittino i luoghi dove esercitare  l'attività
  ospedaliera trasferendo la proprietà.
   Ma  in  tutto  questo,  c'è  un piccolissimo  problema  che  tra
  l'altro  fa  rilevare  lo stesso ufficio bilancio  dell'Assemblea
  regionale siciliana: noi iscriviamo in entrata del bilancio della
  Regione  risorse  dell'alienazione delle  strutture  ospedaliere,
  come  se  le  strutture ospedaliere fossero  di  proprietà  della
  Regione e non invece delle aziende.
   In   sostanza   iscriviamo  in  entrata   l'alienazione   e   la
  valorizzazione dei beni patrimoniali delle aziende sanitarie  che
  sono invece, appunto, delle aziende sanitarie.
   Pertanto,  come  si vede non c'è solo una fantasia,  ma  trucchi
  contabili  che  servono  a  confondere  le  acque  e  a   rendere
  ulteriormente  incerta,  confusa  ed  ancora  più   nebulosa   la
  situazione finanziaria di questa Regione.
   Concludo   entrando  nel  merito  dei  provvedimenti  presentati
  considerati tra i più urgenti.
   Abbiamo  detto  al  Governo di indicarci le emergenze  immediate
  che riguardano aspetti particolari noti. E su questo si faccia un
  provvedimento  ad  hoc limitato soltanto  a   quei  problemi  più
  urgenti.  Abbiamo  rimesso  quindi  al  Governo  la  facoltà   di
  indicarci le priorità.
   Il  Governo  ci  ha  detto  che vi era  la  priorità  del  fermo
  biologico,  che  vi  era  la priorità dell'ESA,  che  vi  era  la
  priorità  dell'Azienda termale di Sciacca e dell'Azienda  termale
  di  Acireale. Ed infine,  non faccio riferimento alla vicenda del
  revisore contabile che è una norma assolutamente di dettaglio che
  non   mi   appassiona,   l'altra   priorità    è   quella   della
  stabilizzazione  dei lavoratori AST in atto a contratto  a  tempo
  determinato.
   Bene,  ci  sono state indicate queste quattro priorità. Intanto,
  però si è scoperto che in realtà in Sicilia ce n'è qualche altra.
  Ed  anche  tra  le  quattro qualcuna non è una priorità.  Ce  n'è
  qualche altra perché, come è noto, in atto c'è l'occupazione  dei
  lavoratori della Fiera del Mediterraneo, che grazie ai commissari
  da  voi  nominati   hanno portato a quel disastro  la  situazione
  dell'ente  Fiera  di  Palermo,  i  cui  lavoratori  da  mesi  non
  percepiscono stipendio.
   Eppure,  quest'ultima non è una priorità o almeno  non  è  stata
  considerata   tale   dal  Governo.  Però,  è  stata   considerata
  prioritaria  l'azienda termale di Sciacca, dicendo  che  si  dava
  copertura   finanziaria  a  quella  priorità  perché  c'erano   i
  lavoratori   senza  stipendio.  I  lavoratori   senza   stipendio
  riguardano Sciacca e non Acireale.
   Bene,   il   Governo  predispone  anche  il  provvedimento   per
  Acireale,   inserisce  una copertura di un milione  di  euro  per
  Acireale,  sostanzialmente per andare  a  dare  copertura  ad  un
  disavanzo di gestione dell'azienda termale di Acireale. Qui delle
  due l'una: o c'è la priorità o non c'è.
   Noi   siamo  perché  si  considerino  le  priorità  vere;  diamo
  copertura  agli  stipendi  dei lavoratori  di  Sciacca,   ma  non
  ricomprendiamo  in  questo  quadro  anche  Acireale,  perché  non
  c'entra nulla
   Oltretutto,   questo   emendamento  era  stato   presentato   in
  Commissione  dal  Governo, il quale   poi  è  stato  costretto  a
  ritirarlo  visto  che  alcune componenti  della  sua  maggioranza
  avevano  contestato l'emendamento riconoscendo, in qualche  modo,
  il  fatto che ad Acireale non c'è alcuna emergenza che merita  di
  entrare in questo provvedimento.
   Per  quanto  attiene  l'ESA  e  la questione  del  Consorzio  di
  bonifica,   dico  che  stiamo  facendo  una  manovra  finanziaria
  sull'ESA  perché col bilancio di previsione, con  un  emendamento
  notturno, il Governo istituì l'Agenzia delle acque e dei rifiuti.
  Quell'agenzia  delle  acque  e dei  rifiuti  è  stata  finanziata
  prelevando dieci milioni di euro dall'ESA, con la motivazione che
  l'ESA   doveva   trasferire  alcune  delle   competenze   proprie
  all'istituenda  Agenzia delle acque, in particolare,  per  quanto
  riguarda il servizio dighe.
   La  questione che si pone è questa: se i 10 milioni di euro sono
  stati trasferiti dall'ESA all'Agenzia delle acque e si è scoperto
  che,  invece, le competenze trasferite dall'ESA all'Agenzia delle
  acque  gravano per due milioni di euro, rispetto ai dieci, perché
  l'attuale  finanziamento  dei dieci  milioni  di  euro,  che  tra
  l'altro  dovrebbe quanto meno essere sottratto  di  due  milioni,
  visto  che le competenze sono state trasferite all'Agenzia  delle
  acque, quindi, gli otto milioni di euro per finanziare l'ESA  non
  vengano  prelevati  dal  soggetto cui sono  stati  impropriamente
  dati,  ovvero,  dall'Agenzia  delle  acque  e  dei  rifiuti?   Il
  paradosso  di questa variazione di bilancio, onorevole Assessore,
  è  che  una cosa che prima costava 100, con questa variazione  di
  bilancio, stiamo affermando il principio che costi 200. Altro che
  contenimento  della  spesa   Cioè, lo stesso servizio  che  prima
  faceva  l'ESA,  di   cui  una  parte  è  stata  trasferita   oggi
  all'Agenzia  delle acque, lo paghiamo sia all'ESA che all'Agenzia
  delle acque
   E'  questa  una  manovra di contenimento  e  di  riordino  della
  spesa? Di riorganizzazione del sistema della spesa della Regione?
  Non  credo.  Questo è un sistema in cui affrontiamo le  emergenze
  con  la  logica  del  pronto soccorso,  ma  non  con  una  logica
  razionale e di funzionalità della spesa stessa. Ecco perché  -  e
  concludo  - abbiamo annunciato che presenteremo degli emendamenti
  per  fare  ordine  nelle materie di cui stiamo  discutendo  sulle
  modalità di copertura della spesa.
   Concludo  con una questione che riguarda la vicenda AST.   Anche
  lì  ci  è  stato detto che c'è una emergenza. L'emergenza  è  che
  poiché  l'AST  ha un divieto di assunzione a tempo indeterminato,
  dall'11 dicembre i contratti a tempo determinato scadono e quindi
  è  necessario dare certezza ai servizi che l'Azienda  garantisce.
  Bene
   Ma  allora  se  è così perché non fare una norma che  stabilisca
  semplicemente  che  l'AST è autorizzata,  in  deroga  alla  norma
  vigente,  a  trasformare  i contratti  da  tempo  determinato  in
  contratti  a  tempo  indeterminato?  Invece,  in  nome   di   una
  emergenza,  si  fa  una norma che sopprime  l'intero  divieto  in
  assenza  di un piano industriale definito e concordato e  quindi,
  sostanzialmente,  in  nome di una logica  di  contenimento  della
  spesa,   si  avvia  una  procedura la cui  gestione  parsimoniosa
  dobbiamo affidare soltanto alla saggezza dei vertici dell'AST. Ma
  è tollerabile tutto questo?
   Ecco  perché credo che questa Aula potrà migliorare  nel  merito
  il testo che è stato licenziato dalla Commissione.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor presidente, onorevoli colleghi,  il  disegno  di
  legge  al  nostro esame tende a risolvere alcuni problemi  perché
  ritenuti  assolutamente  urgenti, ma manca  di  uno  spirito  che
  riesca a guardare un po' più lontano.
   Noi   parliamo  all'articolo  2  dei  lavoratori  dell'ESA.  Voi
  sapete,   onorevoli   colleghi,  che  questi   lavoratori    sono
  costituiti  da  540  trattoristi, che  hanno  a  disposizione  11
  trattori,  e  che  però  di  questi  11  nessuno  è  utilizzabile
  semplicemente perché negli anni non ci sono mai stati  soldi  per
  finanziarne  la  manutenzione, come non  ci  sono  soldi  per  la
  benzina.  Allora, come si fa a finanziare l'ESA  se  non  c'è  un
  progetto per risolvere tale questione?
   Posso  capire,  ci sono i lavoratori che devono  essere  pagati,
  lavoratori  che  sostanzialmente non riescono a fare  niente,  ma
  neanche   gli  impiegati  fanno  niente  perché  oltre   ai   540
  trattoristi  ci saranno 300-400 dipendenti che non fanno  niente,
  anzi,  dirò  di più, ho raccolto  testimonianze incredibili:  non
  hanno neanche la carta per scrivere le lettere, i documenti,  non
  sono  in  condizione neanche di espletare le cose  più  semplici,
  ammesso che abbiano ancora le competenze.
   Pertanto,  data  la  situazione,   mi  sarei  aspettato  che  il
  Governo avesse presentato una norma con la quale chiedere i soldi
  per  finanziare  questi  lavoratori, ma  allo  stesso  tempo,  in
  qualità  di Governo, avesse garantito un percorso per  uscire  da
  questa  situazione, come ad esempio comprare i  trattori,  oppure
  più  facilmente chiudere l'Ente e trasferire questo personale  in
  altri  posti, laddove potrebbe essere più utile. Niente di  tutto
  questo.
   Si  è poi parlato delle Terme di Sciacca e di Acireale. Le terme
  di  Sciacca,  così  come  anche quelle di Acireale,  sono  famose
  perché  pare che siano tra le migliori in termini di qualità  dei
  fanghi. La domanda è questa: questi carrozzoni, perché tali sono,
  non  meritano  di  essere riorganizzati? Allora,  mi  aspetto  di
  sapere dal Governo qual è la logica di riorganizzazione di questi
  Enti.  Invece di avere una risposta su questo ci si è preoccupati
  soltanto  di garantire il pagamento degli stipendi per Sciacca  e
  di  contemperare, di ammorbidire il disavanzo di  amministrazione
  per Acireale.
   Un cenno particolare per quanto riguarda l'AST.
   Noi  prevediamo  di  dare  all'AST 20 milioni  di  euro  per  il
  triennio  2007-2009, in quanto l'AST deve essere risanata.  Bene,
  non  basta questo, oggi all'AST noi diamo carta bianca per aprire
  le assunzioni di qualunque tipo. Siccome siamo sotto elezioni, in
  particolare  a  Palermo, queste assunzioni  sono  preziose  e  mi
  aspetto  che  su  200  posti da attribuire ci  saranno  200  mila
  partecipanti  o  100 mila partecipanti ai quali sarà  estorto  il
  voto.
   Questa  è  una delle situazioni rispetto alle quali la  speranza
  che  si  attribuisce alla politica di riuscire  a   rinnovare  la
  nostra società è una speranza assolutamente malposta.
   Questo  disegno di legge - esprimo un parere sia  personale  che
  in  rappresenta del Gruppo a cui appartengo e credo  che  il  mio
  capogruppo interverrà per esprimere su di esso il voto  contrario
  -  è  ancora  una  volta  la testimonianza  di  una  rincorsa  ad
  emergenze senza porsi con obiettivi più lungimiranti.
   E   l'onorevole  Cracolici,   a  mio  avviso,  ha   detto   cose
  assolutamente  corrette,  e  ha  sottolineato  un   fatto   molto
  importante:   emergenze ce ne sono tante. Come si fa  a  definire
  emergenze soltanto quelle di cui abbiamo parlato e non  anche  le
  altre? Dunque, si pone  sempre un problema di logiche di settore,
  di figli e di figliastri, rispetto ai quali o rispetto alle quali
  logiche la Margherita è assolutamente contraria.
   Mi  auguro  che questo disegno di legge non sia l'anticamera  di
  una finanziaria che contenga identici principi di tamponamento di
  presunte emergenze senza riuscire a dare alcuna prospettiva.

                       Sull'ordine dei lavori

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   non  voglio
  intervenire  sulla  discussione generale, intendo   reiterare  la
  richiesta che avevo formulato poc'anzi.
   Visto  che  l'Aula  riprenderà alle ore  16.30,  la  Commissione
  Bilancio  e  il  Governo possono riunirsi e fornire  all'Aula,  a
  tutti  i  parlamentari lo stato di attuazione delle  entrate  del
  bilancio della Regione ad oggi? Altrimenti, si pone una questione
  da valutare seriamente.
   Mi  chiedo  se  sia  ammissibile che l'Aula legiferi  in  totale
  mancanza  di  copertura finanziaria, che è un  fatto  gravissimo,
  inaudito, che pone problemi di incostituzionalità, pone  problemi
  regolamentari,  pone  problemi  fiduciari  del  rapporto  tra  il
  Governo e l'Aula, e tra la Commissione Bilancio e l'Aula.
   Pertanto,  siccome non penso di avere la verità, anzi  spero  di
  sbagliarmi,  vorrei  sollecitarla  a  chiedere  una  convocazione
  urgente della Commissione Bilancio in modo tale che, alla ripresa
  dei   lavori   d'Aula,  sia  preventivamente  fornito  all'intero
  Parlamento lo stato di attuazione delle entrate.
   Questo  perché,  senza  la certezza delle entrate  non  possiamo
  proseguire con l'esame del disegno di legge, al di là del  merito
  del  disegno di legge stesso sul quale, ovviamente, mi pronuncerò
  in seguito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, la questione pregiudiziale  che
  lei  pone  è  regolata dall'articolo 101, comma 2 del Regolamento
  interno,  che recita: «Iniziata la discussione, la proposta  deve
  essere avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati,
   » .
   Avevo  già  preannunciato  che dopo l'intervento  dell'onorevole
  Tumino,  alle ore 13.30, avremmo sospeso i lavori per riprenderli
  alle  ore  16.30.  Pertanto, alle ore 16.30 continueremo  con  la
  discussione  generale e durante questa pausa  accerteremo  quanto
  lei chiede.
   Ribadisco  che il termine per la presentazione degli emendamenti
  è fissato per le ore 20.00 di stasera.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.33, è ripresa alle ore 16.40)

   La seduta è ripresa.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 440/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende la discussione del  disegno  di  legge
  numero   440/A   «Provvedimenti  urgenti  per  il   funzionamento
  dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari».
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti ordini del giorno:

   numero  24  «Realizzazione  del  Centro  A.V.I.S  di  Floridia»,
  dell'onorevole Ortisi;

   numero  25  «Iniziative  per  la stabilizzazione  del  Personale
  Precario  ex L.S.U», degli onorevoli Lombardo, Basile, Di  Mauro,
  Turano,  Maniscalco,  Ruggirello,  Gennuso,  Rizzotto,  Maira   e
  Savona.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che in Tabella H, capitolo 421702, U.P.B. 10.4.1.3.1.,
  annessa al bilancio di previsione 2006, è previsto esplicitamente
  uno  stanziamento  di  50.000,00 euro a favore  dell'A.V.I.S.  di
  Floridia;

   constatato  che  tale  stanziamento è riportato  nella  GURS  di
  venerdì 17 febbraio 2006, numero 9,

                  impegna il Governo della Regione

   a  indicare esplicitamente che tale somma sia utilizzata per  il
  completamento dei lavori connessi alla realizzazione  del  centro
  per   la   raccolta  del  sangue  umano  della  sezione  medesima
  dell'A.V.I.S.». (24)

                                                             ORTISI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:
   la  legge 14 aprile 2006 numero 16, ha emanato disposizione  per
  la  stabilizzazione del personale precario proveniente dal regime
  transitorio  dei  lavori  socialmente  utili,  provvedendo   alla
  relativa copertura finanziaria;

   l'articolo 1 della predetta legge regionale numero 16  del  2006
  delinea   espressamente  un  cronogramma  delle    procedure   di
  stabilizzazione dando precedenza ai lavoratori prioritari di  cui
  alla legge regionale 21 dicembre 1995, numero 85;

   la   circolare  dell'Assessorato  regionale  del  lavoro,  della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione  24  maggio  206, numero  70,  pubblicata  sulla
  G.U.R.S,, Parte I, numero 27 dell'1  giugno 2006, ha emanato  gli
  indirizzi applicativi della normativa in parola;

   il   Decreto   dell'Assessore  regionale   del   lavoro,   della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione  28 settembre 2006, pubblicato  sulla  G.U.R.S.,
  Parte   I,   numero  51  del  3  novembre  2006,  ha  autorizzato
  l'elevazione  a  24 ore dei contratti di diritto privato  di  cui
  agli  articoli  11 e 12 della legge regionale 21  dicembre  1995,
  numero  85  e  successive modifiche ed integrazioni con  tutti  i
  soggetti  titolari  dei  contratti di  diritto  privato  a  tempo
  parziale;

   l'Agenzia    regionale   per   l'impegno   e    la    formazione
  professionale, con note protocollo numero 3251 del 9 ottobre 2006
  e  protocollo  numero  3341  del 24 ottobre  2006,  ha  richiesto
  l'assenso alla Ragioneria Generale della Regione per l'assunzione
  dei  conseguenti impegni poliennali di spesa, in conformità  alle
  previsioni  di spesa appostate nel fondo unico per il  precariato
  con  l'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero
  17, per l'anno 2006;

   ravvisato  che  tali  assensi non sono  ancora  emanati  e  che,
  pertanto,  l'avvio dei predetti processi non può avere luogo  con
  effetto dal 16 novembre prossimo, creando tensioni sociali tra  i
  lavoratori interessati;

   premesso,  altresì,  che  al  31  dicembre  2006  va  a  scadere
  l'autorizzazione all'impegno nelle attività socialmente utili  di
  cui  all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, numero
  17,   e  che  occorre  consentire  la  loro  utilizzazione  anche
  nell'anno 2007;

                  impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  ogni utile iniziativa volta a dare  attuazione  ai
  decreti  dell'Assessore regionale per il  lavoro,  la  previdenza
  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione 28 settembre
  2006 e 16 ottobre 2006, in premessa richiamati;

   ad   autorizzare  l'Assessorato  regionale  del  lavoro,   della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione  a dare corso alla prosecuzione  delle  attività
  medesime ed il finanziamento delle misure di stabilizzazione, nei
  limiti  delle risorse assegnate al fondo unico per il  precariato
  istituito  con  l'articolo 71 della legge regionale  28  dicembre
  2004, numero 17, al fine di consentire, nel corso dell'anno 2007,
  lo  svolgimento degli interventi in favore dei soggetti  in  atto
  impegnati  in  attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della  legge  regionale  5  novembre 2001,  numero  17,  o  nelle
  attività di stabilizzazione previste dalle norme in vigore». (25)

                              LOMBARDO - BASILE - DI MAURO - TURANO
                                  MANISCALCO - RUGGIRELLO - GENNUSO
                                          RIZZOTTO - MAIRA - SAVONA

   E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  è  compito
  facile  intervenire in una discussione generale su un  testo  del
  genere  con un'Aula semideserta; pur non di meno, mi conforta  la
  presenza  dell'onorevole assessore Lo Porto ed  il  fatto  che  i
  colleghi  presenti abbiano ben chiaro che siamo in una  fase  che
  definire complessa è un eufemismo.
   In  Commissione  abbiamo  avuto modo di  segnalare  un'esigenza,
  quella relativa al cosiddetto fermo biologico di cui all'articolo
  1,  per  il  quale  è  necessario  capire l'effettiva   copertura
  finanziaria.  E  vorrei ribadirlo questa sera in  Aula,  pertanto
  chiedo  cortesemente  all'onorevole  Assessore  di  assumere   in
  quest'Aula un impegno - come ha tentato di fare in Commissione  -
  per  scongiurare, rispetto anche alla nota dell'ufficio Bilancio,
  il  rischio  che la copertura effettiva rispetto al pagamento del
  fermo  biologico  non  ci sia. Lo chiedo  perché  penso  che  una
  discussione che si svolge in un'Aula parlamentare sia qualcosa di
  serio e quando il Governo assume un preciso impegno mi pare ovvio
  che così dovrebbe essere. Qualcuno potrebbe anche dire che non  è
  sempre così. Io spero, invece, che siamo tutti convinti che  oggi
  è  poca  cosa assicurare l'assegno di accompagnamento sociale  ai
  marittimi. Non lo dico come deputato eletto nel collegio dove  si
  trova  la  prima  marineria,  e dunque  per  assicurarmi  il  mio
  spaccato  di propaganda. Affermo, con molta sincerità, che  molti
  di  noi  non  vivono  di  questo, lo  dico  perché  è  necessario
  sviluppare   ciò   anche  rispetto  al  ragionamento   dell'unico
  intervento possibile che abbiamo assicurato in cinque anni.
   Il  POR  prevedeva tre possibili interventi di cosiddetto  fermo
  biologico,  e questo sostanzialmente è l'ultimo; il POR  non  c'è
  più  e  quindi  dobbiamo  trovare  le  norme  che  permettono  di
  interfacciarci  alla  spesa dell'Unione europea,  e  parliamo  di
  tutti i POR 2007-2013.
   Nella  scorsa  seduta - lo dico umilmente - quando ho  affermato
  che   ben  poca  cosa   è  arrivata alla  marineria,  sono  stato
  definito  colui che voleva fare la lezione (poppa, prua e  albero
  centrale);  il  problema è che il Governo precedente  è  riuscito
  soltanto  a  dare un assegno di accompagnamento  sociale  il  cui
  ammontare  equivaleva a circa 50 euro al giorno  per  30  giorni,
  cioè  il tempo su cui è stato attestato il cosiddetto periodo  di
  fermo. Tutto il resto, che riguarda anche una discreta legge,  la
  legge  numero 32 che regolamenta la pesca in Sicilia, non è stato
  attuato.
   Non  siete  neppure  riusciti - lo dico  con  tono  estremamente
  critico - ad attivare gli uffici periferici, per non parlare  dei
  piani della programmazione triennale previsti dalla legge 32  nel
  settore  della pesca, di tutto il lavoro che bisognava  fare  per
  quanto  concerne la ricerca e, conseguentemente, lo  sfruttamento
  delle  risorse ittiche, e per non parlare, infine, dei  piani  di
  protezione  vera  e  propria, perché tutti ricordiamo  il  famoso
  balletto  dei  piani di protezione presentati e poi ritirati  per
  negoziarli.
   Oggi, il segnale che si dà alla marineria siciliana è quello  di
  dare  l'accompagnamento sociale dicendo di stare buoni  perché  è
  l'unica cosa che, tutto sommato, siamo stati in grado di dare.
   Noi  diciamo  che  questa è poca cosa e  il  fatto  che  abbiamo
  ripetuto  più  volte  che  siamo  d'accordo  su  questo  tipo  di
  intervento  non può, assolutamente, portare alla conclusione  che
  questa   è   la   giusta  politica  per  un  settore   strategico
  dell'economia siciliana.
   Il  nostro  mare,  le nostre risorse, la pesca  siciliana  e  la
  mancanza di una strategia necessaria per sostenere lo sviluppo di
  questo  settore,  sono  responsabilità a  carico  di  chi  ci  ha
  governato.
   Avete  governato voi la Sicilia per cinque anni e  il  risultato
  finale  è  che  pensiamo, ancora una volta, che con l'assegno  di
  accompagnamento abbiamo affrontato le questioni e facciamo  stare
  buoni i nostri marittimi.
   Tutti  sappiamo  che  la  marineria  non  è  solo  marittimi,  e
  sappiamo  bene  cosa significa oggi - la voglio definire  così  -
  un'azienda  che  lavora nel settore della  pesca,  e  non  voglio
  parlare  solo  di armatori, ma anche della filosofia dell'azienda
  che  opera  in un settore importante e strategico per  l'economia
  della  nostra  Isola.  Parlo di un settore  che  ha  migliaia  di
  addetti e che non è secondo a nessuno né in Italia né all'estero,
  per cui non parliamo di qualcosa che necessita ogni tanto, di  un
  contentino per risolvere il problema.
   Queste  responsabilità,  secondo la  nostra  valutazione,  vanno
  esplicitate,  vanno denunciate, vanno assolutamente attrezzate  a
  quei  momenti  di critica perché, almeno per come noi  intendiamo
  l'opposizione, tutto questo dovrebbe far riflettere il Governo di
  questa Regione.
   Vero  è  che  stiamo  riscrivendo il POR, ma nel  contempo,  sui
  famosi fondi che riguardano la cosiddetta programmazione definita
  FEP, quest'Aula, e non solo quest'Aula, ignora totalmente cosa il
  Governo stia facendo.
   A  me  dispiace che non sia presente l'Assessore competente,  il
  quale,  infatti, avrebbe potuto fornire chiarimenti, per esempio,
  per  quanto attiene all'articolo 1 del disegno di legge in esame,
  nel  quale  si cita una questione urgente che riguarda  il  fermo
  biologico, su ciò, ripeto,  avrebbe potuto illuminarci su cosa il
  Governo  sta  facendo  per programmare il  famoso  FEP,  i  Fondi
  europei  per  la pesca; cosa sta pensando sia utile,  se  intende
  riferirsi, ancora una volta, alla buona legislazione che  abbiamo
  -  e cioè la legge numero 32 che riguarda la pesca - o se ritiene
  di  introdurre  qualche elemento utile anche dal punto  di  vista
  normativo  nelle  nuove norme di interfacciamento  con  la  spesa
  europea, per fare in modo che quei fondi abbiano maggiore ritorno
  dal  punto  di  vista dell'investimento che si trova  a  fare  in
  questo settore.
   Siamo  ridotti  a  discutere in un ambito dove  si  parla  delle
  famose misure urgenti, e qualcuno stamane diceva giustamente  che
  sull'urgenza ci sarebbe tanto da dire
   Signor  Presidente,  noi  presenteremo  un  emendamento  che  la
  Presidenza  sicuramente  dichiarerà improponibile,  come  ha  già
  preannunciato,  ma il nostro è chiaramente un atto  provocatorio,
  come  lei  comprenderà, perché, riferendomi ad alcuni  interventi
  svolti  stamattina,  alcuni colleghi si domandavano  che  cosa  è
  urgente,  chi  decide  sull'urgenza  e  in  che  modo  si  valuta
  realmente cosa è urgente e cosa non lo è.
   Voglio  porre  una  questione, ma se pensate che  sia  solo  una
  questione demagogica, sbagliate. La voglio porre perché penso che
  anche  voi  abbiate conoscenza di quanto sta accadendo in  questo
  periodo.
   Ricordo  che  a  fine legislatura, prima delle ultime  elezioni,
  questo Parlamento ha approvato una legge sui precari, che è stata
  molto difficile da gestire sia dal Governo che dall'Aula, e anche
  in   quell'occasione  si  è  posto  il  problema   dell'effettiva
  copertura finanziaria. E oggi il Governo si è impegnato, entro il
  16  novembre, ad intervenire per continuare a mettere su processi
  di stabilizzazione in grado di attuare anche il percorso indicato
  da  quella  legge. E non c'è bisogno che lo ricordi  io  -  umile
  deputato,   disponibile  e  molto  aperto  anche  a  momenti   di
  collaborazione  - che gli impegni si rispettano;  il  Governo  ha
  assunto un impegno e non lo sta rispettando.
   Credo  che  la  copertura finanziaria di cui ha  bisogno  quella
  legge,   la  legge  16/2006,  è  una  delle  cose  che  bisognava
  considerare urgente. Ci sono contrattisti che hanno contratti già
  scaduti  e che stanno per essere rinnovati; delle famose  24  ore
  settimanali  non  se ne parla e non riusciamo a  capire  come  il
  Governo  voglia intervenire per dare seriamente la  copertura  ed
  attuare quella legge.
   Migliaia  di persone dicono che per l'Amministrazione  regionale
  -  non  voglio fare figli e figliastri - si sia fatto uno  sforzo
  vero  e per coloro che lavorano presso gli enti locali e gli enti
  controllati dalla Regione questo non si sta facendo.  I  figli  e
  figliastri  li  state  facendo voi   Dobbiamo  uscire  da  questa
  situazione,  oppure  bisognava  pensarci  nel  momento   in   cui
  discutevamo quella legge.
   Lo  sforzo  si dovrebbe fare subito; spero che lo si  faccia  in
  sede  di  discussione  dei  documenti finanziari  della  Regione.
  Capisco  che  l'improponibilità sia  legata  ad  un  accordo  fra
  persone  politicamente corrette, però noi presenteremo ugualmente
  questo  emendamento  perché riteniamo che i  fari  vadano  accesi
  oggi,   perché  è  ovvio  che  la  situazione  che  riguarda   la
  stabilizzazione dei precari potrebbe passare come una delle tante
  cose urgenti che dovremmo domani trattare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  disegno  di
  legge  numero  440/A  certamente affronta questioni  estremamente
  urgenti, come si è avuto modo di approfondire più volte nel corso
  della  riunione della Commissione Bilancio; pertanto,  non  posso
  che condividerne la filosofia, l'impostazione, il contenuto ed il
  merito  perché approvo le questioni che sono in esso contenute  e
  che rappresentano dei provvedimenti che devono essere assunti con
  tempestività per evitare di vanificarne la portata.
   Sarò molto breve, anche perché preferisco utilizzare il tempo  a
  mio  disposizione nella discussione generale del disegno di legge
  per  chiarire  tre  aspetti,  uno che  è  già  stato  oggetto  di
  precedenti  interventi ed altri due che saranno  oggetto  di  due
  specifici emendamenti che ho presentato.
   La  prima  questione, contenuta nell'emendamento  4.1,  punta  a
  modificare  l'articolo  4 del disegno di legge  aggiungendo  agli
  immobili  da  estrapolare  relativamente  all'istituzione   della
  società  che dovrà occuparsi della valorizzazione del  patrimonio
  immobiliare,  oltre  che  di quelli di  pertinenza  dell'Istituto
  Autonomo  Case Popolari, anche gli immobili destinati ad attività
  produttive o commerciali di pertinenza delle ASI.
   Questo  argomento  - mi rivolgo soprattutto  all'Assessore  -  è
  estremamente  importante  in  quanto  un'inclusione   di   questi
  immobili  nel disegno di legge che stiamo discutendo rischierebbe
  di  dilatare enormemente i costi per le imprese perché i medesimi
  immobili  che  in  atto  sono  concessi  in  locazione  a  canoni
  sicuramente  contenuti  - diciamo a canoni  politici  -,  come  è
  previsto  dalla  legge istitutiva dei consorzi  per  le  aree  di
  sviluppo  industriale, verrebbero valutati secondo le  quotazioni
  di  mercato  e  concessi in locazione secondo  le  quotazioni  di
  mercato,  determinando con ciò una dilatazione dei costi  per  le
  imprese   non   indifferente.  Dunque,  l'emendamento   punta   a
  comprendere   tra  gli  immobili  da  escludere   dal   comma   1
  dell'articolo  4  oltre che i beni immobili  destinati  a  civile
  abitazione  di  proprietà  degli  IACP  anche  i  beni   immobili
  destinati  ad  attività  commerciali o produttive  di  pertinenza
  delle ASI.
   Il  secondo  emendamento riguarda, invece,  termini  che  devono
  essere   corretti  in  funzione  della  modifica  del  comma   12
  dell'articolo  6  della  legge  17  del  2004,  che  riguarda  la
  Commissione  di  conciliazione. In Commissione  Bilancio  abbiamo
  lungamente  dibattuto  sull'opportunità  che  la  Commissione  di
  conciliazione  possa continuare e completare il  proprio  lavoro,
  così  da  facilitare  l'applicazione dell'articolo  4  di  questo
  disegno di legge, e abbiamo già stabilito che il termine previsto
  dal comma 12 dell'articolo 6 venga prorogato al 31 dicembre 2007.
   Di  conseguenza,  signor  Presidente,  onorevole  Assessore,   è
  necessario correggere i termini previsti dal comma 9, portando il
  funzionamento  della Commissione da 24 a 48 mesi, e dall'articolo
  8  della legge 15/2005, portando i termini di accesso ai benefici
  della  conciliazione dal 31 dicembre 2004 al 30 giugno 2007.  Con
  questo  spostamento  in avanti dei termini previsti  dalla  legge
  istitutiva della Commissione di conciliazione, rendiamo  armonico
  il  procedimento; sostanzialmente stiamo prorogando  la  validità
  della  Commissione,  stiamo spostando in  avanti  i  termini  per
  effettuare   la  conciliazione,  provocando  una   chiusura   del
  contenzioso con una conseguenza temporale logica alla  parte  che
  abbiamo  già  modificato col secondo comma dell'articolo  4.  Ciò
  determinerà non poche entrate per la Regione - la cifra stimata è
  assai  considerevole  -  se  teniamo  conto  del  fatto  che   la
  Commissione, pur avendo lavorato per poco tempo, ha già acquisito
  oltre  mille pratiche per le quali ha già provveduto a riscuotere
  la  cosiddetta   tassa  di accesso alla  conciliazione'  che,  in
  questo momento, è fissata in mille euro.
   L'ultima   parte  del  mio  intervento  desidero  dedicarla   ad
  un'altra  questione, che è stata lungamente dibattuta  nel  corso
  dei lavori della Commissione, e cioè la vicenda che interessa  le
  terme di Sciacca e di Acireale.
   Questa  mattina  l'Assessore per il turismo,  erroneamente  -  e
  dico  erroneamente  perché  lui stesso  mi  ha  riferito  che  la
  questione  che  gli era stata sottoposta avrebbe  determinato  un
  comportamento diverso, quindi dico erroneamente a ragion veduta -
  ,  ha  fatto  pervenire una lettera con la quale ritiene  che  le
  Terme  di  Sciacca abbiano bisogno di una somma più alta rispetto
  alle Terme di Acireale. Questa mattina l'Assessore si è messo  in
  contatto  con le Terme di Acireale ed alla fine ha convenuto  sul
  fatto che l'attuale stesura dell'articolo sia quella più conforme
  alle esigenze finanziarie sia di Sciacca che di Acireale. Quindi,
  sostanzialmente, ritiene che il contenuto della sua  lettera  sia
  superato.
   Non   credo   di  dovere  aggiungere  altro.  Ove  mai   dovessi
  ulteriormente  chiarire  il  contenuto  degli  emendamenti,  sono
  pronto  a  farlo. Credo, comunque, che da questo punto  di  vista
  essi siano abbastanza chiari e si illustrino da soli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Cintola.  Non
  essendo presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
   E'   iscritto  a  parlare  l'onorevole  Di  Mauro.  Non  essendo
  presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
   Onorevoli  colleghi, non avendo alcun altro deputato chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa la discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Poiché è stato fissato  per le ore 20.00 il termine  ultimo  per
  la  presentazione degli emendamenti, sospendo l'esame del disegno
  di legge numero 440/A.

   Discussione  del  disegno  di legge «Modifiche  ed  integrazioni
  all'articolo  7  ter ed all'articolo 26 della legge  11  febbraio
  1994,  numero 109, come recepito dalla legge regionale  2  agosto
  2002, numero 7 e successive modifiche ed integrazioni » (425/A)

   PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter ed all'articolo  26
  della  legge 11 febbraio 1994, n. 109, come recepito dalla  legge
  regionale  2  agosto  2002,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni» (425/A), posto al numero 3).
   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Invito   l'onorevole  Adamo,  presidente  della  Commissione   e
  relatore, a svolgere la relazione.

   ADAMO,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la proposta è  stata  presentata
  dall'Assessore Consoli, è stata esaminata dalla IV Commissione ed
  è passata all'unanimità. Il disegno di legge propone di aumentare
  il  numero  delle  commissioni che effettuano le  gare  d'appalto
  senza aggravio di spesa. Questo credo sia l'elemento qualificante
  della proposta.
   Il  vicepresidente delle commissioni già istituite può  nominare
  altre  commissioni  avvalendosi del personale  regionale,  quindi
  garantendo   un   maggiore  snellimento  delle  procedure   nella
  realizzazione  delle gare d'appalto senza aumento  di  spesa.  Su
  questo la IV Commissione si è pronunciata all'unanimità a favore.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 17.07)

   La seduta è ripresa.
   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di  parlare, dichiaro  chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  preciso che i deputati potranno  utilmente
  intervenire  nel  merito dell'intero disegno di legge  nel  corso
  della  discussione dell'articolo 1. Comunico che  la  discussione
  del  disegno  di  legge numero 425/A proseguirà nella  successiva
  seduta.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 440/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  il  seguito  della  discussione   del
  disegno  di  legge  «Provvedimenti urgenti per  il  funzionamento
  dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari» (440/A).
   Si   passa   all'esame   dell'ordine  del   giorno   numero   24
  «Realizzazione  del centro A.V.I.S. di Floridia»,  dell'onorevole
  Ortisi.

   ORTISI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla  tabella  H
  del bilancio del 2006 è prevista una somma specifica, come si può
  evincere dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, per il
  centro  A.V.I.S. di Floridia, quindi non si tratta  di  stanziare
  soldi,  bensì  di  specificare che tale somma va  indirizzata  al
  completamento del centro medesimo, così come era nelle intenzioni
  di  chi la propose. Ciò aiuta l'Assessorato ad espletare le parti
  procedurali.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  24.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  22
  novembre 2006, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       I   - COMUNICAZIONI

  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -   «Provvedimenti  urgenti  per  il   funzionamento
             dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari» (numero
             440/A) (Seguito)

               Relatore:  on. Cimino

         2)  -  «Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter  ed
             all'articolo 26 della legge 11/2/1994, numero 109, come recepito
             dalla legge regionale 2/8/2002, numero 7 e successive modifiche
             ed integrazioni» (numero 425/A) (Seguito)

               Relatore:  on. Adamo

       III   -  ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER,
         COMMA  3, DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI  LEGGE
         COSTITUZIONALE NUMERI 206, 980 E 1241, DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
         DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME RELATIVE ALLA
         MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.

            Relatore:  on. Maira

       IV   - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -«Variazioni  al bilancio della Regione e al  bilancio
            dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
            l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico» (numero 393/A)

                  La seduta è tolta alle ore 17.12

                     DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli