Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ammatuna e Vitrano hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Riconoscimento e sostegno all'Associazione italiana sclerosi
multipla» (numero 443),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Rinaldi in data 15 novembre 2006;
«Interventi regionali per la promozione dell'integrazione
europea ed euromediterranea» (numero 444),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Calanna,
Cantafia, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Panepinto,
Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla in data 15
novembre 2006;
«Interventi ulteriori per la valorizzazione storico-culturale
dei mulini a vento e per la coltivazione tradizionale del sale
marino» (numero 445),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Oddo in data 15 novembre 2006;
«Norme per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione e
lo sviluppo turistico-culturale del comune di Erice» (numero
446),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Oddo in data 15 novembre 2006;
«Promozione delle politiche a favore delle giovani generazioni
e istituzione di centri di incontro ed iniziativa» (numero 447),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Cantafia, Apprendi,
Calanna, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Panepinto,
Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla in data 15
novembre 2006;
«Disposizioni applicative dell'articolo 2, comma 3, della legge
regionale numero 15 del 29 novembre 2005» (numero 448),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Fleres, Cimino, Confalone in data 15
novembre 2006;
«Sistemi produttivi locali» (numero 449),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Calanna,
Cantafia, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Panepinto,
Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago, Zappulla in data 16
novembre 2006.
Comunicazione relativa al disegno di legge numero 389
PRESIDENTE. Comunico che dal disegno di legge numero 389
recante «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2007», presentato dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore per il bilancio e le finanze in data 9 ottobre
2006, sono state stralciate le seguenti norme:
«Disposizioni urgenti per l'anno 2007» (numero 389.1),
trasmesso alla Commissione Affari istituzionali (I);
«Disposizioni urgenti per l'anno 2007 bis» (numero 389.2),
trasmesso alla Commissione attività produttive (III);
«Disposizioni urgenti per l'anno 2007 ter» (numero 389.3),
trasmesso alla Commissione cultura, formazione e lavoro (V).
(INVIATI IN DATA 20 NOVEMBRE 2006)
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che la competente Commissione legislativa
Affari Istituzionali' (I) ha reso i seguenti pareri:
«Commissione di gara ex articolo 7 ter, comma 9, legge
regionale numero 7/02 e successive modifiche ed integrazioni.
Sostituzione presidente commissione provinciale di Catania»
(numero 7/I),
reso in data 14 novembre 2006,
inviato in data 17 novembre 2006;
«Consorzio ASI di Siracusa. Designazione componente del
consiglio generale» (numero 8/I),
reso in data 14 novembre 2006,
inviato in data 17 novembre 2006;
«Multiservizi S.p.A. - Designazione componente del consiglio di
amministrazione» (numero 9/I),
reso in data 14 novembre 2006,
inviato in data 17 novembre 2006;
«Consorzio ASI del Calatino - Designazione componenti del
consiglio generale e componente del comitato direttivo» (numero
10/I),
reso in data 14 novembre 2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
la ATM di Messina ha chiesto il contributo di cui alla legge
regionale numero 68/83 per la linea urbana numero 28 coperta su
rotaia tramite la tramvia;
la predetta normativa non indica espressamente alcun privilegio
per il trasporto locale su gomma rispetto al trasporto locale su
rotovia ;
considerato che:
in Sicilia tale contributo non viene corrisposto soltanto alle
autolinee e, dunque, al mezzo gommato, ma anche, ad esempio,
all'impianto di funivia di Taormina;
nel caso dell'ATM di Messina si tratta di una modifica e
sostituzione di servizi preesistenti all'interno delle medesime
linee, fattispecie per la quale non è prevista alcuna specifica
autorizzazione per l'ammissione alla fruizione dei contributi;
ritenuto che:
le somme da corrispondere all'ATM di Messina sono pari ad euro
885.570,54 per l'anno 2004 e ad euro 691.792,77 per l'anno 2005;
ulteriori ritardi potrebbero configurare situazioni di
disparità di trattamento e comportamento di dubbia legittimità;
ritenuto ancora che, qualora venisse riconosciuto il diritto
dell'ATM di Messina ad ottenere le somme richieste su servizi già
da tempo effettuati, si potrebbe aggiungere la richiesta dei
relativi interessi legali con un danno patrimoniale per la
regione;
per sapere quale sia la ragione degli inspiegabili ritardi
accumulati nella corresponsione dei contributi richiesti dall'AMT
di Messina pari ad euro 885.570,54 per l'anno 2004 e ad euro
691.792,77 per l'anno 2005». (728)
BARBAGALLO - RINALDI - LACCOTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie e locali, premesso che:
da diversi mesi i dipendenti delle cooperative sociali che
forniscono il servizio ai disabili ed agli anziani nel comune di
Messina non percepiscono lo stipendio;
il numero complessivo dei lavoratori impegnato nel settore dei
servizi sociali è pari a 716 unità;
la gestione dei servizi sociali appartiene ad una istituzione
composta da un consiglio di amministrazione con 5 componenti che
percepiscono un'indennità mensile di euro 1.706,67 per componente
fino ad euro 3.328, 60 per il presidente;
il tema dei servizi sociali è diventato terreno di forte
scontro tra sindacati in ordine al sistema gestionale e non per
il mancato pagamento degli stipendi o della salvaguardia
occupazionale; una parte sindacale propone, infatti, che sia il
Comune a provvedere direttamente alla gestione di Casa Serena con
l'assorbimento dei suoi 114 operatori; l'altro fronte propone che
si continui con la gestione indiretta o che in subordine si
provveda all'assorbimento di tutti gli operatori;
è di tutta evidenza che entrambe le proposte sono demagogiche e
strumentali innanzitutto da un punto di vista giuridico per la
vigenza dell'articolo 97 della Costituzione, in virtù del quale
nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso,
salvo i casi stabiliti dalla legge', dell'articolo 3, per il
quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali
davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di
lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali'. Quindi non si comprende sulla base di quale
principio giuridico e morale l'amministrazione dovrebbe occupare
solo 114 operatori di Casa Serena, a fronte dei complessivi 716
che garantiscono il funzionamento dei servizi sociali e come,
sotto il profilo finanziario, il Comune potrebbe giustificare
l'assunzione di un numero di operatori, quelli di Casa Serena,
superiore agli stessi assistiti;
considerato che:
nel programma elettorale del sindaco di Messina era prevista la
soppressione della Istituzione dei Servizi Sociali, ed in ordine
alla gestione testualmente si diceva che era auspicabile passare
dalla attuale gestione mediante procedure di evidenza pubblica o
licitazioni private sottosoglia ad una gestione aperta che
introduca il principio dell'accreditamento dei servizi e la
possibilità data all'utente di scegliere l'erogatore dei servizi
stessi tra gli enti accreditati a parità di costo. Così facendo
si eleva il confronto sulla qualità e non sul prezzo. Nelle more
che ciò avvenga, anche in conformità al Piano Triennale dei
Servizi Sociali approvato dal Consiglio Comunale, le procedure ad
evidenza pubblica prevedano forme di affidamento dei servizi di
pari durata, al fine di assicurare la continuità assistenziale.';
nel programma elettorale del sindaco di Messina era altresì
prevista l'introduzione di un assegno solidale per le famiglie
con redditi minimali, da finanziare attraverso un fondo di
solidarietà composto da stanziamenti specifici del bilancio
comunale e dal 5 per cento degli stipendi di Sindaco, Assessori,
Consiglieri Comunali, esperti e consulenti.';
ritenuto che ad oggi l'amministrazione si è preoccupata,
contrariamente al proprio programma, solo di nominare il
consiglio di amministrazione, il quale non ha avviato alcuna
procedura di affidamento della gestione dei servizi sociali e
che, quindi, questi e l'Amministrazione sono gli unici
responsabili sul piano giuridico, finanziario politico e morale
della grave situazione di disagio in cui versano i lavoratori e
tutti gli assistiti;
per sapere:
se l'Assessorato alla famiglia e alle autonomie locali non
ritenga opportuno avviare un'ispezione per accertare quali atti
amministrativi abbia compiuto o abbia omesso di compiere il
consiglio di amministrazione della Istituzione dei servizi
sociali in ordine all'affidamento dei servizi;
ed ancora, quali atti abbia compiuto o abbia omesso di compiere
l'Amministrazione comunale, ed in particolare l'Assessorato ai
servizi sociali, per garantire la continuità dei servizi a tutti
gli assistiti;
se lo stato di grave situazione gestionale sia frutto di
consapevole inerzia o di assoluta inadeguatezza degli
amministratori della città di Messina». (730)
ARDIZZONE
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
FLERES, segretario:
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste del 26 luglio 2005 stabilisce i criteri relativi alla
presentazione delle istanze, alla valutazione dei titoli e
requisiti per la designazione dei componenti delle commissioni di
esame di abilitazione all'esercizio venatorio, anche per superare
i vari ricorsi presentati al TAR a causa della mancanza di
criteri oggettivi di valutazione degli aspiranti, in vista, tra
l'altro, della scadenza delle commissioni prevista per il 12
settembre 2005;
con il decreto assessoriale del 26 luglio 2005 viene richiesto
a ciascun partecipante alla selezione un dettagliato curriculum
vitae, per determinare la scelta dei componenti sulla base di una
valutazione del titolo di studio, dei titoli di specializzazione
e dei requisiti preferenziali;
per sapere:
per quali motivi ancora non si sia provveduto alla nomina delle
commissioni;
se gli uffici abbiano preventivamente definito i criteri di
valutazione dei titoli di studio (laurea, diploma, eccetera), dei
titoli di specializzazione attestati e dei requisiti
preferenziali posseduti dai soggetti che hanno presentato la
relativa istanza;
se risponda al vero che gli uffici vogliano limitare la scelta
dei componenti solo a chi è in possesso di tali titoli di studio;
se non ritengano opportuno che la selezione a componente della
commissione venga svolta tenendo conto del valore attribuito
nella valutazione comparata dei tre criteri elencati nel decreto
assessoriale del 26.07.2005». (727)
CONFALONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie,
premesso che:
nell'ottobre 2005, l'Assessorato per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali ha avviato un accertamento
ispettivo presso il Comune di Naso, provincia di Messina, a
seguito della presentazione di un dossier da parte di consiglieri
comunali nel quale erano denunciate le gravi irregolarità e
inadempienze nella conduzione amministrativa del Comune;
l'accertamento ispettivo ha confermato la sussistenza della
situazione di degrado amministrativo denunciato e si è concluso
con la richiesta di applicazione, nei confronti degli
amministratori, dell'articolo 40 della legge numero 142/90,
recepita con legge regionale numero 48/91 (rimozione e
sospensione di amministratori locali);
ad oltre un anno di distanza, nessuna determinazione
consequenziale è stata adottata dall'Assessore competente;
Sindaco e Giunta sono, pertanto, ancora al loro posto e
reiterano i comportamenti censurati;
il Sindaco ha effettuato una serie di assunzioni per chiamata
diretta, in palese violazione delle norme di legge e
regolamentari dell'ente, blindando di fatto l'ufficio tecnico
comunale con personale di propria fiducia (in atto il
Responsabile dell'Area tecnica nonché titolare della gestione
dell'Area è un soggetto già candidato nella lista di sostegno al
sindaco e risultato non eletto);
la gestione finanziaria, pesantemente gravata da atti esecutivi
giudiziari, è seriamente compromessa dalla pervicacia nel non
voler ottemperare anche a sentenze passate in giudicato per
debiti certi e nell'occultare debiti fuori bilancio
concretizzatisi in esercizi pregressi, i quali surrettiziamente
vengono liquidati, in assenza del preventivo impegno di spesa,
sulla spesa relativa all'esercizio di competenza;
dal maggio 2005 la Giunta comunale è composta da soli tre
assessori e senza vicesindaco a seguito della revoca delle
relative deleghe effettuata dal sindaco, mentre il Consiglio
comunale opera già da settembre 2006 senza l'apporto dei
consiglieri di minoranza, in atto autosospesisi per protestare
contro l'impossibilità dell'esercizio del loro mandato;
il perseverare nella gestione attuale, oltre che avere già
determinato una condizione di anarchia amministrativa, porterà il
comune di Naso al dissesto finanziario;
per sapere:
se non ritengano di dovere urgentemente provvedere alla
rimozione del Sindaco e della Giunta per gravi e persistenti
violazioni di legge operate dall'attuale amministrazione, come
ampiamente dimostrato dalle risultanze dell'accertamento
ispettivo;
quali siano le ragioni dell'inerzia dell'Assessore per le
autonomie locali nell'applicazione dell'articolo 40 della legge
numero 142/90, così come recepita dalla legge regionale numero
48/91». (729)
RINALDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
in contrada Cannizzola, Comune di Paternò (CT), area compresa
tra la S.P. numero 50 in provincia di Enna e la S.P. numero 228
in provincia di Catania, sono vivi il malessere e la
preoccupazione degli agricoltori e degli abitanti delle zone
limitrofe per il grave danno che da anni viene costantemente
arrecato alle colture esistenti nella zona e il grave danno
ambientale che si perpetua nei confronti di una zona di elevato
valore paesaggistico;
dalla fine degli anni '90 ad oggi continuano le emissioni in
aria di fumi e polveri generate dalle attività di cave di
argilla, dalla fabbrica di laterizi e relativi impianti di
frantumazione degli stessi e dal trattamento di rifiuti speciali
e pericolosi, che sono stati autorizzati alla ditta D.B. Group,
ignorando le refluenze negative sulle attività agricole della
zona (agrumeti, uliveti, ortaggi, pastorizia eccetera);
nel 1997 il Comune di Paternò rilasciò alla ditta D.B. Group
concessione edilizia per la realizzazione di un opificio per lo
sfruttamento di argilla e sabbia, risorse naturali esistenti nel
territorio di contrada Cannizzola;
nel gennaio 2002 l'Ufficio di Valutazione di impatto ambientale
concesse il nulla osta all'impianto con prescrizioni peculiari
alla salvaguardia di persone, animali e cose al fine di contenere
l'inquinamento atmosferico, idrico e acustico entro i limiti
della normativa vigente, predisponendo il corretto recupero
dell'ambiente e delegando al Comune interessato e agli organi
regionali preposti l'attività di controllo periodico;
nel maggio 2002 la Provincia Regionale di Catania autorizzò,
alla stessa ditta, un impianto di frantumazione di argilla e di
inerti prescrivendo soltanto la misurazione semestrale delle
emissioni del ciclo produttivo, che non dovevano essere inferiori
ai 3 metri dal suolo;
nel luglio 2002 la Soprintendenza per i Beni culturali e
ambientali di Catania, dopo aver esaminato gli elaborati
trasmessi dal Comune di Paternò e senza documentato sopralluogo,
rilasciava il nulla osta in quanto l'intervento proposto
risultava compatibile con il paesaggio, sottoposto a tutela,
prescrivendo particolari accorgimenti per la costruzione dei
fabbricati e per la separazione dell'area destinata alla cava con
il resto del paesaggio con coltivazioni di essenze arboree
sempreverdi a rapido accrescimento;
il 14 agosto 2002 la Regione siciliana, Corpo regionale delle
miniere, autorizzava l'utilizzazione del giacimento di argilla e
le attività estrattive, mentre il 5 agosto dello stesso anno la
Provincia Regionale di Catania esprimeva parere favorevole per la
compatibilità ambientale del progetto che prevedeva operazioni di
recupero dei rifiuti speciali e pericolosi, attività
sostanzialmente diversa dall'esercizio della cava;
nel settembre 2002 il Vice Commissario delegato per l'emergenza
rifiuti emette l'ordinanza numero 826 con la quale autorizza la
D.B. Group ad effettuare le operazioni di recupero dei rifiuti
speciali pericolosi, di cui all'allegato C del D.L.vo numero
22/97, nelle tipologie elencate all'articolo 2 della medesima
ordinanza specificando la possibilità di revoca del provvedimento
se l'attività dovesse risultare pericolosa o dannosa e delegando
alla Provincia Regionale di Catania e al Comune di Paternò i
controlli periodici semestrali;
soltanto nel luglio 2003 il Vice Commissario per l'emergenza
rifiuti emette l'ordinanza numero 702 con la quale autorizza la
D.B. Group, in variante allo strumento urbanistico comunale, il
progetto definitivo dello stabilimento per il trattamento dei
rifiuti autorizzando le operazioni di recupero R5, R11, R13 di
cui all'allegato C del D.L.vo numero 22/97 dei rifiuti speciali e
pericolosi identificati con i codici indicati nella medesima
ordinanza;
considerato che le attività della suddetta Impresa vengono
autorizzate via via secondo una escalation che ha snaturato
l'originaria autorizzazione del Comune, la quale, appunto,
prevedeva solo lo sfruttamento delle risorse naturali così come
previsto dal Piano Regolatore del Comune e dalla normativa
urbanistica, per arrivare all'autorizzazione del trattamento di
rifiuti speciali e pericolosi, in violazione della normativa
urbanistica secondo le principali e significative tappe riassunte
in premessa;
per sapere:
se non ritengano opportuno avviare un'indagine conoscitiva, al
fine di verificare la correttezza delle autorizzazioni che, da
una prima analisi, sembrano non essere state rilasciate con
metodo rigoroso e coordinato, che è quello che merita il
territorio in questione, e che hanno prodotto un cambio di scopo
sociale stravolgendo nella sostanza l'assetto originario del
progetto affidato alla D.B. Group;
se non intendano accertare la regolarità delle modalità
procedurali per il giudizio di compatibilità ambientale emesso
dalla Provincia regionale di Catania in favore della DB Group per
le operazioni di recupero dei rifiuti speciali e pericolosi e se
esistano ulteriori controlli effettuati dagli Organi del Governo
regionale, considerato che il Corpo regionale miniere della
Regione siciliana autorizza soltanto l'esercizio della cava di
argilla;
quali siano stati gli esiti dei controlli semestrali effettuati
dalla Provincia Regionale di Catania e dal Comune di Paternò,
provvedendo, in assenza degli stessi, alla revoca del
provvedimento adottato con l'ordinanza numero 826 del Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti;
quali siano stati i motivi che hanno consentito le operazioni
di recupero dei rifiuti speciali e pericolosi in un territorio di
particolare valore paesaggistico e quali siano i provvedimenti di
tutela del diritto alla salute dei cittadini della zona messo a
rischio direttamente per inquinamento atmosferico e
indirettamente per gli effetti devastanti sulle colture esistenti
in quell'area». (731)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
LA MANNA
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione di Decreto presidenziale
PRESIDENTE. Comunico che con Decreto presidenziale 8 novembre
2006, pubblicato nella Gazzetta della Regione siciliana numero 53
del 17 novembre 2006 - parte I, le funzioni di vicepresidente
sono attribuite all'onorevole Nicola Leanza che sostituisce il
Presidente della Regione siciliana in caso di assenza o
impedimento.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, essendo in corso un'audizione presso la I
Commissione legislativa, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 11.15.
(La seduta, sospesa alle ore 10.40, è ripresa alle ore
11.22)
La seduta è aperta.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito dell'esame del disegno di legge numero 393/A
+Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
delle Foreste demaniali della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006. Assestamento tecnico»
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussioni di disegni di legge.
Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge numero
393/A «Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico», posto al numero
1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che la discussione generale era stata chiusa nella
seduta numero 24 dell'8 novembre 2006.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 23
«Immissione nei ruoli dell'Ente Parco dei Nebrodi di guardiaparco
ed ispettori di vigilanza», degli onorevoli Ardizzone, Calanna,
Termine, Leanza Edoardo, Formica, Tumino, Sanzarello,
Parlavecchio, D'Aquino, Cascio, Cappadona e Ragusa.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente del 4
Agosto 1993 numero 560/11, pubblicato nel S.O. della G.U.R.S.
numero 44 del 18 settembre 1993, è stato istituito l'Ente Parco
dei Nebrodi, ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale del
6 maggio 1981 numero 98 così come sostituito dall' articolo 33
della legge regionale 9 agosto 1988 numero 14 ed ai sensi
dell'articolo 6 della legge regionale 6 maggio 1981 numero 98,
così come sostituito dall'articolo 4 della legge regionale 9
agosto 1998 numero 14 sulla base della proposta istitutiva
presentata dal Commissario ad acta, nominato con D.A. numero 118
del 30 marzo 1985, in data 28 ottobre 1988 con nota numero 65;
in base allo statuto-regolamento, approvato con il sopradetto
decreto istitutivo, l'Ente Parco dei Nebrodi ha il fine di
perseguire la protezione conservazione e difesa del paesaggio
dell'ambiente, la riqualificazione dei valori naturali presenti
nell'ambito del Parco e la ricostruzione di quelli degradati, il
corretto assetto ed uso dei territori costituenti il Parco
programmando e progettando interventi finalizzati e realizzando
le relative opere direttamente o mediante delega ai Comuni
interessati, il miglioramento delle condizioni di vita delle
popolazioni residenti promuovendo lo sviluppo delle attività
produttive e lavorative tradizionali, l'uso sociale e pubblico
dei beni ambientali favorendo le attività culturali e ricreative
nonché quelle turistiche e sportive compatibili con le esigenze
prioritarie di tutela, la promozione e lo sviluppo della ricerca
scientifica, l'organizzazione e la gestione di corsi di
formazione professionale attinenti ai settori di attività
dell'Ente nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 4 legge
regionale 98 /81 lettera e);
il predetto statuto-regolamento al Titolo VII - Ordinamento dei
servizi e del personale - articolo 53 - Principi generali -
prevede che all'organizzazione degli uffici e dei servizi, con la
specificazione dell'organico e la disciplina dello stato
giuridico ed economico del personale provvede il Consiglio del
Parco con apposito regolamento in rapporto alle esigenze di
funzionamento e alle finalità istitutive dell'Ente;
il consiglio del Parco con propria deliberazione del 31 luglio
1998, numero 6, ha approvato l'Ordinamento dei servizi e
regolamento organico del personale;
con detto ordinamento sono state individuate in relazione ai
compiti istituzionali dell'Ente tre aree funzionali di attività:
1) area amministrativa ed economico-finanziaria: 2) area tecnica
e naturalistica; 3) area della vigilanza;
all'articolo 7 dello stesso ordinamento stabilisce che le
funzioni connesse alla conservazione del Parco e alla vigilanza
sulle attività che si svolgono all'interno di essa, previste
dall'articolo 12 della legge regionale 6 maggio 1981, numero 98 e
successive modiche ed integrazioni, ed ogni altra vigente in
materia, vengono esercitate dal Direttore del Parco anche
attraverso un apposito ufficio denominato Servizio della
vigilanza';
ai sensi del predetto articolo, ultimo comma, sotto il profilo
organizzativo e territoriale il Servizio della vigilanza si
articola in zone di vigilanza ad ognuna delle quali è preposto
con funzioni di responsabile un ispettore di vigilanza;
il Comitato esecutivo del Parco con deliberazioni numero 34 e
numero 35 del 3 aprile 1998 ha approvato i bandi concernenti i
concorsi pubblici per titoli ed esami per la copertura
rispettivamente di numero 28 posti di guardiaparco e di numero 3
posti di Ispettore della Vigilanza del Parco dei Nebrodi,
pubblicati sulla G.U.R.S. serie speciale concorsi numero 8 del
25 luglio 1998; che le procedure concorsuali sono state
regolarmente espletate mediante l'esecuzione per titoli, della
prova scritta e della prova orale e concluse con l'approvazione
della graduatoria finale avvenuta con deliberazioni del
Commissario straordinario e successive del Comitato esecutivo,
numero 254 e 279 del 24 agosto 2006 ;
il Direttore del Parco con propria istanza del 7.09.2006
protocollo numero 7089 ha presentato al competente Assessorato
per il Territorio e l'Ambiente richieste di somme per la
copertura di tutto il costo del personale ivi comprese le
retribuzioni per personale da assumere come Guardie-Parco ed di
ispettori della vigilanza;
considerata l'importanza che riveste il servizio di vigilanza
per il raggiungimento delle finalità primarie dell'Ente, quale la
protezione e conservazione e difesa del paesaggio e
dell'ambiente; l'urgenza di garantire un'adeguata rotazione
organica per il raggiungimento delle sopradette finalità
rapportata all'estensione territoriale del Parco che impegna ben
23 Comuni ed una superficie di 85.600 ettari;
tutto ciò premesso e considerato,
impegna
il Governo regionale a promuovere ogni opportuna iniziativa,
ove necessaria, anche di ordine finanziario affinché vengano
immessi nei ruoli dell'Ente Parco dei Nebrodi i guardiaparco e
gli ispettori di vigilanza». (23)
ARDIZZONE - CALANNA - TERMINE - LEANZA E. - FORMICA
TUMINO - SANZARELLO - PARLAVECCHIO
D'AQUINO - CASCIO - CAPPADONA - RAGUSA
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2006 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella A'».
Onorevoli colleghi, sospendiamo l'esame dell'articolo 1 per
passare all'esame dell'annessa Tabella A':
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2006
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
UPB CAP D E N O M I N A Z I O N E VARIAZION Nomencla
. I tore
AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI NON -
000VINCOLATI 133.898.4
1 44,30
000AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI 2.707.583
2 VINCOLATI .571,21
Fondi: V
PRESIDENZA DELLA REGIONE
Dipartimento regionale del Personale, dei
Servizi generali, di Quiescenza, di
Previdenza ed Assistenza del personale
UPB CAP D E N O M I N A Z I O N E VARIAZION Nomencla
. I tore
1.4.1 199ENTRATE DERIVANTI DALLA RISCOSSIONE IN 101.114,8
.4.3 9 FORMA AGEVOLATA DEI CREDITI VANTATI DALLA 9
REGIONE.
Ufficio Legislativo e Legale
1.7.1 178PROVENTI DELLA VENDITA E DEGLI 1.066.247
.4.1 1 ABBONAMENTI DELLA GAZZETTA UFFICIALE ,88
DELLA REGIONE E DELLE INSERZIONI A
PAGAMENTO. PROVENTI DELLA VENDITA DI
PUBBLICAZIONI SPECIALI.
AGRICOLTURA E FORESTE
Dipartimento regionale Interventi
strutturali
199PROVENTI DERIVANTI DAL VERSAMENTO DI 161.182,8
2.2.1 4 SOMME PER LA REGOLARIZZAZIONE DELLE 4
.4.1 SUPERFICI VITATE.
FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI ED AUTONOMIE
LOCALI
Dipartimento regionale Famiglia,
Politiche sociali ed Autonomie locali
171ENTRATE EVENTUALI DIVERSE. 517.460,7
3.2.1 9 9
.4.1
BILANCIO E FINANZE
Dipartimento regionale Bilancio e Tesoro
172ENTRATE EVENTUALI DIVERSE. 752.878,4
4.2.1 1 9
.4.1
270INTERESSI SU TITOLI DI DEBITO PUBBLICO DI 6.744.245
4.2.1 1 PROPRIETA' DELLA REGIONE ,00
.4.3
4.2.2 494ENTRATE DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO -
.6.3 3 CON LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI, 364.746.0
ECC . 00,00
Fondi: V - (Entrate trasferite al cap.
6009)
4.2.2 454ENTRATE DERIVANTI DAI SALDI ATTIVI DEI 93.000.00
.7.1 7 BILANCI FINALI DI LIQUIDAZIONE DELL'ENTE 0,00
SICILIANO PER LA PROMOZIONE INDUSTRIALE
(ESPI), DELL'AZIENDA ASFALTI SICILIANA
(AZASI) E DELL'ENTE MINERARIO SICILIANO
(EMS), ECC
4.2.3 600ENTRATE DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO 364.746.0
.8.3 9 CON LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI, 00,00
PER IL COFINANZIAMENTO DEL P.O.R. SICILIA
2000-2006 (EX CAP. 4943) - Fondi: V
Dipartimento regionale Finanze e Credito
4.3.1 102RITENUTE SUGLI INTERESSI E REDDITI DI 10.837.69
.1.3 6 CAPITALE 5,67
4.3.1 100IMPOSTA SUL REDDITO DEI FABBRICATI 1.066.116
.1.4 2 ,22
4.3.1 102RITENUTE DI ACCONTO O DI IMPOSTA SUGLI 2.995.117
.1.4 7 UTILI DISTRIBUITI DALLE PERSONE ,03
GIURIDICHE
4.3.1 103ENTRATE SOSTITUTIVE DELLE IMPOSTE SUI 58.957.15
.1.4 3 REDDITI SULLE RIVALUTAZIONI DEI BENI 8,73
AZIENDALI ISCRITTI IN BILANCIO E SULLO
SMOBILIZZO DEI FONDI IN SOSPENSIONE DI
IMPOSTA
4.3.1 103IMPOSTA SOSTITUTIVA DELL'IMPOSTA SUL 4.951.072
.1.4 6 REDDITO APPLICATA ALLE PLUSVALENZE ,54
REALIZZATE CON LE CESSIONI DI BENI
IMMOBILI E TERRENI SUSCETTIBILI DI
UTILIZZAZIONE EDIFICATORIE.
4.3.1 106IMPOSTA SOSTITUTIVA DELLE IMPOSTE SUI 2.277.748
.1.4 3 REDDITI PER LA RIDETERMINAZIONE DEI ,56
VALORI DI ACQUISTO DEI TERRENI
EDIFICABILI.
4.3.1 117IMPOSTE DIRETTE DERIVANTI DALLA 262.095,3
.1.4 1 DEFINIZIONE DI PENDENZE E CONTROVERSIE 4
TRIBUTARIE
UPB CAP D E N O M I N A Z I O N E VARIAZION Nomencla
. I tore
4.3.1 119IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLA RIVALUTAZIONE 1.351.172
.1.4 8 DI TERRENI EDIFICABILI NON ANCORA ,08
EDIFICATI O RISULTANTI TALI A SEGUITO DI
DEMOLIZIONE DEGLI EDIFICI ESISTENTI,
DERIVANTI DAL BILANCIO IN CORSO ALLA DATA
DEL 31 DICEMBRE 2004.
4.3.1 123IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI 789.085,9
.1.7 9 0
4.3.1 146SOVRIMPOSTA DI CONFINE SUGLI OLII 496.583,4
.1.7 0 MINERALI, LORO DERIVATI E PRODOTTI 7
ANALOGHI
4.3.1 230INDENNITA' DI MORA E PENE PECUNIARIE 3.960.216
.2.2. 9 RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE ,66
DIRETTE
4.3.1 331SANZIONI RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE 570.404,3
.2.3. 2 IMPOSTE DIRETTE. 2
4.3.1 331SANZIONI RELATIVE ALLA RISCOSSIONE DELLE 4.681.892
.2.3. 3 IMPOSTE INDIRETTE. ,20
4.3.1 332CONTRIBUTO UNIFICATO DI ISCRIZIONE A 7.235.084
.2.3. 1 RUOLO NEI PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI. ,41
4.3.1 160TASSE SULLE CONCESSIONI REGIONALI IN 334.058,1
.3.3 1 MATERIA DI ESERCIZIO VENATORIO 6
4.3.1 160TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE 2.091.787
.3.3 6 REGIONALI ,94
4.3.1 380VERSAMENTI DEI CONCESSIONARI DEL SERVIZIO 9.005.871
.4.2 9 REGIONALE DELLA RISCOSSIONE EFFETTUATI AL ,60
FINE DI SANARE LE IRREGOLARITA' CONNESSE
ALL'ESERCIZIO DEGLI OBBLIGHI DEL RAPPORTO
CONCESSORIO.
LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE, FORMAZIONE
PROFESSIONALE ED EMIGRAZIONE
Dipartimento regionale Lavoro
7.2.1 178SANZIONI AMMINISTRATIVE IRROGATE DAGLI 1.212.027
.4.1 4 ISPETTORATI PROVINCIALI DEL LAVORO A ,86
SEGUITO DI ATTIVITA' ISPETTIVA.
TERRITORIO E AMBIENTE
Dipartimento regionale Urbanistica
11.3. 199PROVENTI DERIVANTI DAL VERSAMENTO DI 559.563,9
1.4.1 0 SOMME PARI AL 20 PER CENTO 8
DELL'INCREMENTO DI VALORE CATASTALE DEI
LOCALI OGGETTO DI RECUPERO ABITATIVO.
TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI
Dipartimento regionale Trasporti
12.3. 198DIRITTI DOVUTI IN RELAZIONE ALLE 5.618.445
1.4.1 3 OPERAZIONI TECNICHE E TECNICO- ,27
AMMINISTRATIVE SVOLTE DAGLI UFFICI DI CUI
ALL'ART. 2, COMMA 1, DEL DECRETO
LEGISLATIVO 11 SETTEMBRE 2000, N. 296,
TRASFERITI ALLE DIPENDENZE DELLA REGIONE
SICILIANA.
12.3. 199ENTRATE DERIVANTI DALL'ISCRIZIONE AL 393.310,0
1.4.1 5 REGISTRO REGIONALE DELLE IMPRESE 0
ESERCENTI IL NOLEGGIO DI AUTOBUS CON
CONDUCENTE, NONCHE' DAL CONTRIBUTO
ANNUALE PER IL MANTENIMENTO DELLA STESSA
ISCRIZIONE.
TOTALE VARIAZIONI ENTRATA .. 2.795.674
.764,74
Pongo in votazione la Tabella A'.Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti seduto;
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2006 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'».
Onorevoli colleghi, sospendiamo l'esame dell'articolo 2 per
passare all'esame dell'annessa Tabella B':
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2006 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
UPB CAP. D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONNOMENCLATO
I RE
FAMIGLIA, POLITICHE SOCIALI E AUTONOMIE
LOCALI
Dipartimento regionale Famiglia,
Politiche sociali e Autonomie locali
3.2.1 1833FONDO PER GARANTIRE AI COMUNI LO 214.207.0
.3.2 03 SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI 00,00
AMMINISTRATIVE ATTRIBUITE IN BASE ALLA
VIGENTE LEGISLAZIONE E A TITOLO DI
SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DELLE ATTIVITA'
DELLE AUTONOMIE LOCALI DI CUI ALL'ART.
45 DELLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1997,
N.6.
NOTA:
BILANCIO E FINANZE
Dipartimento regionale Bilancio eTesoro
4.2.1 2133CONTRIBUTO A PAREGGIO DEL BILANCIO DI 38.216.59
.3.2 01 PARTE CORRENTE DELL'AZIENDA DELLE 7,22
FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE
SICILIANA.
4.2.1 2157FONDO DI RISERVA PER LE SPESE -
.5.1 01 OBBLIGATORIE E DI ORDINE E PER LA 62.040.36
RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI PASSIVI DI 2,17
PARTE CORRENTE, ELIMINATI NEGLI ESERCIZI
PRECEDENTI PER PERENZIONE AMMINISTRATIVA
(EX CAP. 21252)
4.2.1 2157FONDO DI RISERVA PER LA RIASSEGNAZIONE 707.583.5
.5.1 03 DEI RESIDUI PASSIVI DI PARTE CORRENTE, 71,21
ECC.
Fondi: V
4.2.1 2141ONERI DERIVANTI DA GARANZIE PRESTATE -
.5.4 02 DALLA REGIONE IN FORZA DI DISPOSIZIONI 1.000.000
LEGISLATIVE.(SPESE OBBLIGATORIE). (EX ,00
CAP. 21107)
4.2.1 2157FONDO CORRISPONDENTE ALLA QUOTA NON -
.5.99 13 UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO 133.898.4
ACCERTATO (FONDI LIBERI) 44,30
UPB CAP. D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONNOMENCLATO
I RE
4.2.1 2125SPESE CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DI -
.3.99 27 SALDI ATTIVI DI BILANCI FINALI DI 400.000,0
LIQUIDAZIONE DELL'ESPI E DELL'EMS, 0
NONCHE' DERIVANTI DA INTERVENTI DI
VALORIZZAZIONE E DISMISSIONE DEL
PATRIMONIO REGIONALE.
4.2.1 2125SPESE PER LA GESTIONE DEL SISTEMA 10.000.00
.5.5 14 INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO, NONCHE' 0,00
PER IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI
INFORMATIVI E DELL'INNOVAZIONE
TECNOLOGICA DELLA REGIONE E PER LE
FINALITA' DI CUI ALL'ART. 56 DELLA LEGGE
REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10
4.2.1 2149(Nuova Istituzione) 3.480.000
.4.1 11 INTERESSI E SPESE SUI PRESTITI ,00
DERIVANTI DALLA LINEA DI CREDITO CON LA
BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI PER IL
COFINANZIAMENTO DEL P.O.R. SICILIA 2000-
2006.. (SPESE OBBLIGATORIE)
CODICI: 09.01.03 - 01.07.01
L.R. 17/2004, ART. 1, C.4
4.2.2 6120SPESE PER ACQUISTO DI HARDWARE E -
.6.1 02 SOFTWARE NECESSARI AL FUNZIONAMENTO DEL 10.000.00
SISTEMA INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO E 0,00
PER IL COORDINAMENTO DEI SISTEMI
INFORMATIVI DELLA REGIONE; ALTRE SPESE
DI INVESTIMENTO CONNESSE AI SISTEMI
INFORMATIVI MEDESIMI. (PARTE EX CAP.
20211)
4.2.2 6139FONDO PER LA RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI 2.000.000
.8.1 05 PASSIVI, ECC. (ASSEGNAZIONI DELLO STATO .000,00
E DI ALTRI ENTI)
Fondi: V
4.2.2 6139FONDO PER L'INTEGRAZIONE DEGLI -
.8.1 10 STANZIAMENTI DEI CAPITOLI DI SPESA 8.606.597
RELATIVI A LIMITI POLIENNALI DI IMPEGNO. ,22
(EX CAP. 60783)
4.2.2 6139FONDO PER FAR FRONTE AD OBBLIGAZIONI -
.8.99 34 GIURIDICAMENTE PERFEZIONATE A VALERE 6.000.000
SULLE DISPONIBILITA' NON UTILIZZATE DEI ,00
SOTTOCONTI DI TESORERIA UNICA E
RESTITUITE CON VERSAMENTO IN ENTRATA DEL
BILANCIO DELLA REGIONE.
4.2.3 9000(Nuova Istituzione) 1.710.000
.9.1 12 QUOTA CAPITALE DI AMMORTAMENTO DEI ,00
PRESTITI I DERIVANTI DALLA LINEA DI
CREDITO CON LA BANCA EUROPEA DEGLI
INVESTIMENTI PER IL COFINANZIAMENTO DEL
P.O.R. SICILIA 2000-2006. (SPESE
OBBLIGATORIE)
CODICI: 09.01.03 - 01.07.01
L.R. 17/2004, ART. 1, C.4;
Dipartimento regionale Finanze e Credito
4.3.1 2165SPESE PER L'ACCERTAMENTO, LA RISCOSSIONE -
.5.3 18 ED IL RISCONTRO DELLE TASSE 8.300.000
AUTOMOBILISTICHE E DELLE IMPOSTE SUGLI ,00
INTRATTENIMENTI (SPESE OBBLIGATORIE).(EX
CAP. 22054)
4.3.1 2165AGGIO E PROVVIGIONE PER IL SERVIZIO DI -
.5.3 19 DISTRIBUZIONE E VENDITA DEI VALORI 1.360.000
BOLLATI (SPESE OBBLIGATORIE). (EX CAP. ,00
22051)
SANITA'
Dipartimento Regionale per l'Assistenza
Sanitaria ed Ospedaliera e la
programmazione e la gestione delle
risorse correnti del Fondo Sanitario
10.2. 4133QUOTA INTEGRATIVA, A CARICO DELLA 82.083.00
1.3.1 02 REGIONE, DELLE ASSEGNAZIONI DI PARTE 0,00
CORRENTE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE.
UPB CAP. D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONNOMENCLATO
I RE
10.2. 4133TRASFERIMENTI CORRENTI IN FAVORE DELLE -
1.3.1 40 AZIENDE SANITARIE ED OSPEDALIERE A 30.000.00
TITOLO DI INTEGRAZIONE DELLA SPESA 0,00
SANITARIA.
TOTALE VARIAZIONI SPESA 2.795.674
.764,74
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Barbagallo e Ortisi:
emendamento 2.5:
«Aggiungere il seguente comma:
2. Nella tabella B', annessa all'articolo 2, viene istituito
il Capitolo 214912 e l'UPB 4.2.1.4.2. al fine del pagamento delle
spese obbligatorie di euro 614.741,82 a favore dei membri dell'ex
CO.RE.CO. di Siracusa.
Si fa fronte nei termini seguenti:
Capitolo 214912 - UPB 4.2.1.4.2 + euro 614.741,82;
Capitolo 612002 - UPB 4.2.2.6.1 - euro 10.614.741,82'»;
- dagli onorevoli Laccoto ed altri:
emendamento 2.7:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Alla tabella B' sono apportate le seguenti
modifiche:
U.P.B. Capitolo
3.2.1.3.2 183303 +
70.000 migliaia di euro
4.2.1.5.1 215701 -
70.000 migliaia di euro'».
Onorevoli colleghi, dichiaro inammissibile l'emendamento 2.5.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.7.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato questo emendamento consci dell'esistenza di un
problema particolare per gli Enti locali.
Anche il Presidente della Regione, in un incontro con l'ANCI,
aveva assicurato (proprio qualche giorno fa in un incontro
preannunciato anche con comunicati stampa) le stesse somme
erogate l'anno scorso per gli Enti locali.
Vorrei ripercorre brevemente la storia in quanto nelle somme
del 2006 mancano circa 70 milioni di euro per gli Enti locali.
L'Assemblea regionale, con legge numero 19 del 23 dicembre 2005,
ha approvato una norma cosiddetta Fondi di rotazione per gli
ATO ed ha prelevato 42 milioni di euro dai fondi degli Enti
locali per potere affrontare i fondi di rotazione per gli ATO.
D'altra parte, nella norma che stabilisce la premialità per la
stabilizzazione degli Enti locali, destinando il 3 per cento alla
premialità sulla stabilizzazione, si sono tolti altri 23 milioni
di euro.
In questo modo si creano grossi problemi agli Enti locali,
specialmente a quelli compresi nella fascia tra i 5000 e i 10000
abitanti, che hanno avuto comunicato da parte dell'Assessorato
alla famiglia le destinazioni definitive; destinazioni
definitive che arrivano a novembre 2006 e che decurtano le somme
da assegnare agli Enti locali da 250 mila a 300 mila, a 350 mila
euro. Se la situazione restasse così, molti enti locali
rischierebbero il dissesto.
Ritengo sia opportuno fare un esame approfondito; se non
venisse approvato l'emendamento a nostra firma gli enti locali
sicuramente, alla fine dell'anno, rischierebbero il dissesto.
Di questa questione ne avevo parlato con l'Assessore per il
Bilancio il quale aveva anche impegnato i funzionari
dell'Assessorato.
Questa è una questione obiettiva. Bisogna trovare una soluzione
al fine di evitare che questo dissesto annunziato avvenga. Non vi
sono possibilità di recuperare queste somme nella finanziaria
perché si tratta di una competenza del 2006; soltanto in questa
fase potremmo risolvere tale problema.
Si sono svolte discussioni in sede di Conferenza Regioni-
Autonomie locali, c'è stato l'incontro con il Presidente Cuffaro,
alla presenza del vicepresidente, dell'assessore per la famiglia,
dell'assessore per il bilancio ed altri. Oggi, l'emendamento
riuscirebbe, per lo meno per quanto riguarda la competenza, ad
evitare il verificarsi di situazioni disastrose per gli Enti
locali.
LO PORTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Laccoto ha
perfettamente ragione nel sollevare il problema, dando atto al
Governo di avere parlato e concluso un'intesa anche a livello
burocratico. Stamattina, è stato presentato dal Governo un
emendamento sul tema che non è stato ancora distribuito, in
quanto deve essere fotocopiato; tale emendamento è frutto - non
so se l'onorevole Laccoto ne è al corrente - di un accordo con
l'ANCI che ha appunto convenuto con il Governo la stesura del
testo. Non appena la Presidenza lo farà distribuire e l'onorevole
Laccoto avrà identificato nel testo stesso elementi di
coincidenza con la sua opinione, naturalmente il discorso si
potrà concludere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'esame dell'articolo
2.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Modifica dell'elenco n. 1 di cui all'articolo 3, comma 1,
della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 2
1. L'elenco numero 1 delle spese obbligatorie e d'ordine di
cui all' articolo 3, comma 1, della legge regionale 30 gennaio
2006, numero 2, è integrato dai capitoli 214911 e 900012».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
1. Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2006 sono introdotte,
rispettivamente, le variazioni di cui alle annesse Tabelle C' e
D'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo:
emendamento 2.1:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Alla tabella I' allegata alla legge regionale 30
gennaio 2006, numero 1 è apportata per l'esercizio finanziario
2006, la seguente modifica in migliaia di euro:
UPB 8.3.1.3.2 Capitolo 348105 + 16.000.
2. All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma si
provvede per l'esercizio finanziario 2006, quanto a 6.400
migliaia di euro mediante riduzione di pari importo della spesa
autorizzata dall'articolo 22 della legge regionale 21 settembre
2005, numero 11 per le finalità previste dall'articolo 4 della
legge medesima (UPB 4.3.2.6.2. - capitolo 616806) e per quanto a
9.600 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.3.99 - capitolo 212527 - del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo'»;
emendamento 2.2:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1
della legge regionale 31 agosto 1998, numero 16 trovano
applicazione nel biennio 2006-2007 e gli oneri conseguenti sono
assicurati dall'Ente sviluppo agricolo (E.S.A.) entro l'esercizio
finanziario 2007.
2. Alla Tabella H' di cui al comma 7 dell'articolo 13 della
legge regionale 30 gennaio 2006, numero 1, sono apportate le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 2.3.2.6.5 Capitolo 546501 + 6.500;
UPB 2.3.2.6.5 Capitolo 546503 + 3.610.
3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
pari a complessivi 10.110 migliaia di euro, si provvede per
l'esercizio finanziario 2006 mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1 - capitolo 613910 - del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo'»;
emendamento 2.3:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Per le finalità del comma 2 dell'articolo 3 della
legge regionale 21 settembre 2005, numero 11 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2006 l'ulteriore spesa di 1.1100 migliaia
di euro (UPB 4.3.2.6.2 - capitolo 616805) cui si provvede
mediante corrispondente riduzione della spesa autorizzata
dell'articolo 22 della legge regionale 21 settembre 2005, numero
11 per le finalità di cui all'articolo 4, comma 1, della medesima
legge (UPB 4.3.2.6.2 - capitolo 616806)'»;
emendamento 2.4:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Alla Tabella H' di cui al comma 7 dell'articolo
13 della legge regionale 30 gennaio 2006, numero 1, sono
apportate, per l'esercizio finanziario 2006, le seguenti
modifiche in migliaia di euro:
UPB 12.2.1.3.4 Capitolo 473301 + 1.000;
UPB 12.2.1.3.4 Capitolo 473302 + 1.000.
2. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
pari a complessivi 2.000 migliaia di euro, si provvede per
l'esercizio finanziario 2006 mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1 - capitolo 613910 - del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo'»;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gucciardi:
emendamento 2.6:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Alla tabella I' allegata alla legge regionale 30
gennaio 2006, numero 1, è apportata, per l'esercizio finanziario
2006, la seguente modifica in migliaia di euro:
UPB 8.3.1.3.2 Capitolo 348105 + 16.000.
2. All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma si
provvede, per l'esercizio finanziario 2006, quanto a 6.400
migliaia di euro mediante riduzione di pari importo della spesa
autorizzata dall'articolo 22 della legge regionale 21 settembre
2005, numero 11 per le finalità previste dall'articolo 4 della
legge medesima (UPB 4.3.2.6.2. - capitolo 616806) e quanto a
9.600 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.3.9 - capitolo 212527 - del bilancio della regione per
l'esercizio finanziario medesimo'»;
-dagli onorevoli Panarello e Villari:
emendamento 4.1:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al fine di evitare effetti sostitutivi nelle
assunzioni di personale a tempo indeterminato ed indeterminato,
nel Consorzio per le autostrade siciliane trovano applicazione le
sole riserve in favore dei disabili di cui alla legge 12 marzo
1999, numero 68.
2. L'articolo 20 della legge regionale 15 maggio 1991, numero
27 e l'articolo 73 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero
17, si interpretano nel senso che le riserve ivi previste non si
applicano al Consorzio per le Autostrade siciliane dal momento
che questo ente applica uno specifico contratto nazionale,
diverso da quello degli enti locali, che lo obbliga ad utilizzare
un proprio precariato formato dal personale straordinario di
esazione trimestalista'»;
-dall'onorevole Panepinto:
emendamento 4.2:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. E' aggiunto all'articolo 4 della legge regionale
14 aprile 2006, numero 16, il seguente comma:
3 bis. I comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti
con accertate difficoltà di bilancio aventi una spesa corrente
superiore al 45 per cento dei titoli I, II e III delle entrate
del bilancio nell'anno 2005 possono stipulare contratti di
diritto privato, utilizzando la sola dote finanziaria personale
attribuita dalla Regione, con una flessibilità oraria non
inferiore a diciotto ore, previo accordo con le organizzazioni
sindacali'»;
-dagli onorevoli Cantafia, Villari e Panepinto:
emendamento 4.3:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Il contributo a carico del Fondo regionale per le
parti civili nei processi contro la mafia, istituito con legge
regionale 12 agosto 1989, numero 14, come novellato dalla legge
regionale 10 settembre 1999, numero 20 che ha dettato una nuova
disciplina in materia di interventi contro la mafia e di
interventi di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari, non può essere inferiore al 20 per cento
annuo del rimborso complessivo ammesso'»;
-dagli onorevoli Cantafia e Cracolici:
emendamento 4.4:
«Aggiungere il seguente comma:
2. Alla tabella D', capitolo 1119, elevare di ulteriori
2.000.000,00 il tetto previsto di 26.500.000,00 prelevando tale
somma dal Fondo di riserva'»;
-dagli onorevoli Termine, Villari, Apprendi e Di Benedetto:
emendamento 4.5:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. Interventi per il coordinamento delle politiche
energetiche - 1. L'Assessorato regionale dell'Industria, al fine
di migliorare i processi di trasformazione e di uso razionale
dell'energia, di migliorare le compatibilità ambientali
dell'utilizzo dell'energia nonché lo sviluppo e la promozione
delle fonti alternative e rinnovabili dell'energia, in accordo
con le politiche energetiche nazionali e comunitarie, con
scadenza annuale , emana direttive per il coordinamento della
politica energetica regionale.
2. Le direttive per il coordinamento della politica energetica
regionale costituiscono le linee guida per l'attuazione delle
attività operative dell'Assessorato regionale dell'industria tra
cui le modalità di partecipazione e coinvolgimento dei soggetti
territoriali ed economici impegnati nel campo dell'energia e
della ricerca nonché ai fini della predisposizione dei documenti
di programmazione pluriennale in campo energetico e di sostegno
al sistema produttivo.
3. L'Assessorato Regionale dell'Industria, nel quadro delle
disposizioni di cui alla legge n. 10 del 1991 e successive
modifiche ed integrazioni, di concerto con l'ENEA e sentiti gli
altri organismi territoriali impegnati in campo energetico ed
ambientale nonché dell'università e della ricerca, predispone il
Piano energetico regionale.
4. Il Piano energetico della Regione siciliana stabilisce le
strategie di sviluppo sostenibile del territorio regionale in
campo energetico ed in particolare:
- garantire lo sviluppo sostenibile del territorio regionale
nei riguardi delle attività produttive e di servizio esistenti
(Settore Primario, Settore Industriale, Settore Terziario);
- a promuovere l'innovazione tecnologica con l'introduzione di
tecnologie più pulite (Clean Technologies - Best Available) per
le industrie ad elevata intensità energetica presenti nel
territorio;
- a coordinare tutti gli interventi, tenendo presenti i
programmi di livello nazionale e comunitario, in modo che
rispettino i limiti di impatto ambientale compatibili con il
Protocollo di Kyoto;
- a promuovere lo sviluppo delle Fonti energetiche rinnovabili
ed assimilate (Risparmio di fonti energetiche);
- a promuovere la diversificazione delle fonti energetiche,
specialmente nella produzione dell'energia elettrica, con la
produzione decentrata e la decarbonizzazione';
L' Assessorato regionale dell'Industria, nel quadro del
coordinamento della politica energetica regionale, riconosce e
promuove il ruolo delle Agenzie provinciali e territoriali per
l'energia, istituite e promosse nell'ambito di progetti e
programmi comunitari, sia attraverso un'attività di consultazione
e concertazione sia attraverso il loro sostegno tecnico-operativo
e finanziario anche nel campo di progetti dimostrativi, di
sperimentazione e di divulgazione'».
Onorevoli colleghi, sospendiamo l'esame dell'articolo 4 per
passare all'esame delle annesse Tabelle C' e D':
VARIAZIONI AL BILANCIO DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER
L'ANNO FINANZIARIO 2006-ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
CAPITOLI D E N O M I N A Z I O N E VARIAZIONI
AZIENDA FORESTE DEMANIALI
0001 AVANZO FINANZIARIO PRESUNTO -
1.929.000,00
1101 CONTRIBUTO DELLA REGIONE A PAREGGIO DEL 38.216.597,2
BILANCIO DI PARTE CORRENTE 2
TOTALE 36.287.597,2
VARIAZIONI ENTRATA 2
VARIAZIONI AL BILANCIO DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI PER
L'ANNO FINANZIARIO 2006-ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
CAPITOLI D E N O M I N A Z I O N E VARIAZION
I
AZIENDA FORESTE DEMANIALI
0001 DISAVANZO FINANZIARIO PRESUNTO 4.787.597
,22
1119 SPESE PER LAVORI COLTURALI E DI MANUTENZIONE DEI 26.500.00
BOSCHI DEMANIALI E IN QUELLI A QUALSIASI TITOLO 0,00
NELLA DISPONIBILITA' DELL'AZIENDA, COMPRESI GLI
INTERVENTI SELVICOLTURALI DI POTATURA, RIPULITURA
E DIRADAMENTI, DI PICCOLE OPERE DI BONIFICA
CONNESSE NONCHE' DI MANUTENZIONE DI VIALI
PARAFUOCO ; RIATTO SENTIERI E CHIUDENDE, TABELLE
MONITORIE, LOTTA ANTIPARASSITARIA, ALLESTIMENTO
DI PRODOTTI DELLE FORESTE DEMANIALI, NONCHE' PER
ACQUISTO E MANUTENZIONE DI ATTREZZATURE E MEZZI
AGRICOLI E FORESTALI CONNESSI ALLA ESECUZIONE DEI
LAVORI IN ECONOMIA PER AMMINISTRAZIONE DIRETTA E
PER LA STIPULA DI POLIZZE ASSICURATIVE DI
RESPONSABILITA' CIVILE VERSO TERZI.
1147 IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE 5.000.000
(I.R.A.P.) DA VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2, ,00
DELL'ART. 16 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 DICEMBRE
1997, N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
TOTALE VARIAZIONI SPESA 36.287.59
7,22
Pongo in votazione la Tabella C'. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella D'. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo
4, come per tutti gli emendamenti che sono stati presentati,
vorrei porre una condizione che mi pare sia saltata; il Governo
ha detto una cosa per poi farne un'altra.
Se abbiamo detto che non avremmo presentato e che non erano
praticabili emendamenti - capisco che tutti i deputati possano
dire di non accettare l'impegno assunto dal Governo e dai
Presidenti dei Gruppi parlamentari -, non capisco come il Governo
possa presentarli, non partecipando ai lavori della Commissione
bilancio, alla quale può essere chiesto il parere in Aula, cosa
ben diversa dal parere che la Commissione può esprimere nella
compiutezza...
(Brusio in Aula)
Signor Presidente, questo non è serio: capisco che ci sia gente
che non firma e che, al suo posto, fa firmare altri, ma che in
Aula chi interviene debba sembrare quasi che interrompa colloqui
di carattere personale e privato di altri deputati è una cosa
impossibile
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo la possibilità
all'onorevole Cintola di proseguire l'intervento, così come farà
lui quando interverranno gli altri colleghi.
CINTOLA. Ritengo che gli emendamenti del Governo siano
inammissibili anche perché altrimenti parleremmo in un modo ed
opereremmo in un altro; gli impegni si assumono e poi si
travalicano. Se avere bloccato un emendamento di 31 milioni di
euro significa dare ai precari della Sicilia la sicurezza di
essere definitivamente stabilizzati, il Governo per questo non ha
soldi, invoca il fatto che non ci sono emendamenti da presentare
e dopo di che ne presenta uno, due, tre e quattro di seguito che,
per il modo in cui sono scritti, sono impraticabili nella
realtà.
Pertanto, o il Governo fa marcia indietro e si ripresentano
tutti gli emendamenti, compreso il mio che ho ritirato, oppure
mi si spieghi come sia possibile che ancora stamattina il Governo
dica di avere presentato un emendamento che va incontro alle
esigenze espresse dall'onorevole Laccoto.
Sono convinto che sia giusto anche questo, è giusto che i
comuni abbiano di più, 70 sono pochi; adesso preparo un
emendamento in cui aggiungo altri 30 milioni, così il Governo mi
dirà che non ha soldi per farlo, o chissà cosa si inventerà per
tentare di sopravvivere.
Ritengo che ci sia la necessità di dare seguito, in termini
seri, sia ai lavori della Commissione che ai lavori d'Aula e mi
rifiuto di dare un voto favorevole a qualsiasi emendamento
presentato sia dal Governo che da altri, senza tenere conto più
del fatto se siano urgenti, perché passando da emergenza ad
emergenza, non ci rendiamo più conto di quello che facciamo.
Guardate cosa ci hanno fatto fare per i forestali, se sono vere
le notizie sui giornali: dipendenti operai saltano 11 categorie e
diventano dirigenti e noi mettiamo i soldi a disposizione di
fatti di questo genere che sono misfatti, sui quali sarebbe
opportuno formare una commissione di inchiesta e di indagine per
comprendere come spendiamo i pochi soldi che abbiamo o quasi
inesistenti e che hanno, invece, il parere favorevole del Governo
e dei governanti, compresa la Presidenza dell'ESA e quant'altro.
Non ritengo che si possa andare avanti così a spizzichi e
molliche', senza una programmazione seria degli interventi.
L'Assessore per il bilancio e le finanze non deve dare la
possibilità di agire nei termini in cui si sta agendo. Io e
l'onorevole Antinoro, da parte nostra, abbiamo ritirato
l'emendamento di 31 milioni di euro per il precariato in quanto
ci siamo resi conto che non dovevamo presentare emendamenti e non
ritengo giusto, pertanto che il Governo, invece, si sia
presentato stamattina con cinque emendamenti aggiuntivi già
scritti più un altro che deve essere ancora consegnato perché io
possa apprezzarlo. Insomma, ce n'è tanto e ce ne vuole tanto per
sospendere la seduta, ritornare in Commissione bilancio e
presentare gli emendamenti. Per quel che mi riguarda non ritirerò
più alcun emendamento, anzi li presenterò adesso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cintola.
CINTOLA. Se è finito il mio tempo lei mi può ringraziare.
PRESIDENTE. Sì. E' finito.
CINTOLA. Vorrei concludere, signor Presidente.
Non è questo il modo di agire, onorevole Assessore. Da questo
istante dico seriamente che non intendo fare il portaborse di un
Governo ballerino come quello che si presenta questa mattina in
Aula.
LO PORTO, assessore per il bilancio e finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e finanze. Signor
Presidente, a parte il ballo di cui parlava l'onorevole Cintola,
le chiedo e chiedo anche al Presidente della Commissione
bilancio, onorevole Cimino, come sono apparsi questi emendamenti.
Sono perfettamente d'accordo con l'onorevole Cintola perché
questi emendamenti non dovrebbero essere presenti nel testo. E'
un problema che rilascio all'agilità dei lavori dell'Aula,
all'efficienza degli uffici e alla comunicazione che il
Presidente della Commissione bilancio ha fatto alla Presidenza
perché questi quattro emendamenti non devono starci in quanto si
tratta, innanzitutto, della questione legata al riposo biologico,
questione totalmente aggiunta al testo che andremo a discutere a
livello di variazioni; un'altro emendamento sul problema dell'ESA
che fa parte integrante dell'articolo sulle variazioni, l'altro
sui cofidi e l'altro ancora sulle aziende termali di Sciacca ed
Acireale.
Essendo tutti e quattro gli argomenti inseriti nel testo della
cosiddetta legge di variazione, naturalmente questi emendamenti
non dovevano essere proposti all'Aula e l'Aula non doveva
presentarli, per cui - ed in questo aderisco alla richiesta
dell'onorevole Cintola se è questo l'interesse che lui ha voluto
sollevare - vengono naturalmente ritirati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
porre un problema a monte: dobbiamo organizzare meglio i lavori
d'Aula perché abbiamo un provvedimento, il 440, che avevamo
deciso costituire la variazione o i provvedimenti urgenti che
sono, ovvero, gli emendamenti contenuti all'articolo 3.
Questi emendamenti non possono entrare in Aula così come è
stato giustamente detto dall'Assessore Lo Porto e, quindi, credo
che sia del tutto evidente che debbano essere ritirati.
Vorrei, però, porre un'altra questione che probabilmente
riprenderemo non appena ritorneremo alla questione dei comuni,
perché su questa questione abbiamo l'esigenza di avere un
passaggio in Commissione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi vorrei fare un chiarimento. La
Commissione Bilancio ha esitato un provvedimento che ha rimesso
all'Aula e non può la stessa Commissione Bilancio rimettere
all'Aula gli emendamenti del Governo.
Visto che l'Assessore Lo Porto ha richiamato all'attenzione
della Commissione il fatto che la stessa Commissione abbia
portato gli emendamenti del Governo in Aula, vorrei dire che la
Commissione può inserire all'ordine del giorno la discussione di
emendamenti propri e non del Governo. Questi sono emendamenti del
Governo che ritengo siano stati presentati direttamente in Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce delle dichiarazioni
dell'Assessore Lo Porto e dell'onorevole Cracolici, vorrei dire
che gli emendamenti tecnicamente dovevano trovarsi in questo
disegno di legge, poi, sono stati trasferiti al disegno di legge
numero 440, trasferimento di cui l'Aula doveva prendere atto e
motivo per cui sono stati portati in Aula. Pertanto, dichiaro
che gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4 e 2.6. sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Per quanto riguarda, invece, gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4
e 4.5 sono dichiarati inammissibili.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento 4.6:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. E' abrogato il comma 15 dell'articolo 21 della
legge regionale 22.12.2005, numero 19, nel testo modificato dal
comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 14.4.2006, numero
16.
2. Al comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 28
dicembre 2004, numero 17, le parole 'entro il 31 dicembre 2006'
sono sostituite con le parole 'entro il 31 dicembre 2007'.
(Comma stralciato e trasferito al disegno di legge numero 440/A
Provvedimenti urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
regionale ed interventi finanziari - vedasi pagina 34 del
resoconto stenografico).
3. Per l'esercizio finanziario 2006 il riparto a consuntivo
delle somme non utilizzate, di cui all'articolo 1, comma 17,
terzo periodo, della legge regionale 22.12.2005, numero 19, viene
effettuato con riferimento alle somme del predetto fondo che alla
data di entrata in vigore della presente legge non risultano
impegnate.
4. In deroga al comma 3 dell'articolo 175 del decreto
legislativo 18.8.2000, numero 267, i comuni sono autorizzati ad
apportare le variazioni di bilancio, conseguenti all'approvazione
della presente legge, entro 30 giorni dall'entrata in vigore
della stessa e, comunque, entro il 31 dicembre 2006'».
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Non sono
d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Porto, se il Governo ritira
l'emendamento 4.6 aggiuntivo, lo stesso verrà trasferito
all'altro disegno di legge.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per questo mi posso riferire
all'opinione dell'Aula ed affidarmi al giudizio della stessa, ma
questo è un emendamento indispensabile per ovviare alle giuste
osservazioni dell'onorevole Laccoto.
Se questo emendamento è stato, come è stato, concordato con
l'Associazione dei comuni siciliani, direi di votarlo
unanimemente perché risolve la questione posta dall'onorevole
Laccoto. Se lo dobbiamo riservare ad altra occasione, per
approfondimenti è un altro discorso, ma non credo, onorevole
Cracolici, che ci sia motivo del contendere in quanto questo
emendamento è stato concordato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque
minuti, a causa di un malore di un collega.
(La seduta, sospesa alle ore 11.45, è ripresa alle ore 12.00)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che a seguire vi è l'esame del disegno di legge numero 440,
chiedo di spostare il comma 2 dell'emendamento del Governo
affinché possa essere esaminato e approfondito in Commissione.
Tale comma, infatti, rinvia i termini per accedere alla
premialità da parte dei comuni per la gestione delle pratiche di
sanatoria che, come è noto, scadono il 31 dicembre 2006 e fa
riferimento alla sanatoria del 1985.
Il fatto che siano passati 21 anni e che ne possono passare 22
è un problema da esaminare, ma vorrei averne il tempo.
La richiesta fatta dai deputati della Margherita - a cui
appongo la mia firma - riguarda ciò che i comuni riceveranno
meno rispetto all'anno precedente.
Il Governo, incontrando l'ANCI, ha assunto l'impegno di dare
copertura al differenziale 2006-2005 e non comprendo le modalità
che intende seguire, non ho capito materialmente quanto
produrranno in termini finanziari, certamente non produrranno i
70 milioni di euro così come richiesto nell'emendamento e dai
sindaci.
Rimane il fatto che la procedura di cui stiamo parlando attiene
ad una verifica che credo debba essere esaminata in Commissione
per valutare se si tratta di una proroga che bisogna concedere
perché siamo in via di definizione, ovvero fa riferimento ad una
proroga perché non è mai partita la macchina.
Nessuno mi venga a raccontare che se dopo 21 anni non abbiamo
completato le pratiche di sanatoria è possibile risolvere il
problema con 12 mesi di proroga, si vede che c'è un problema
strutturale.
Chiedo, quindi, alla Presidenza di dichiarare improponibile per
l'esame dell'Aula il comma 2, considerato che si tratta di una
materia non attinente alla questione in esame.
INTERLANDI, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INTERLANDI, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sulla questione della proroga dei
termini dell'esame delle pratiche di sanatoria da parte dei
comuni impegnati da tantissimi anni nella istruttoria di queste
pratiche, si è reso necessario dover prendere atto di questa
richiesta perché queste pratiche si sono assommate negli anni per
tantissime ragioni su cui non voglio entrare, molto probabilmente
perché sono state fatte, anche dai comuni, delle assunzioni di
personale specializzato per poter assolvere a questo compito e
poi, probabilmente, sono stati utilizzati per altre questioni.
La Sicilia oggi ha bisogno di sapere cosa può essere sanato con
certezza e cosa è invece insanabile irrimediabilmente. Per poter
fare questo è necessario fotografare la situazione.
L'ultima legge sul condono, cioè la legge Berlusconi, prevedeva
che i comuni dovessero esitare tutte le istanze giacenti entro il
31 dicembre 2006, prevedendo anche una premialità per chi
completa questo programma di esame delle pratiche, una premialità
che adesso non so a quali parametri sia agganciato, però
rappresenta, in questo periodo di finanze locali molto scarse, un
introito che in ogni caso interessa i comuni.
Ecco perché c'è stata l'unanime richiesta, da parte di tutti i
comuni interessati al fenomeno dell'abusivismo edilizio, di poter
completare queste pratiche ed avere questo ulteriore lasso di
tempo per potere accedere anche alla premialità perché il comma 4
dell'articolo 12 dell'ultima legge sul condono prevede proprio
questo, quindi si aggancia al discorso delle risorse.
Sulla proroga per l'esame è chiaro che è sganciata come
esigenza dalla copertura finanziaria della premialità, cioè
rispondiamo ad una esigenza della Sicilia che è quella di capire
cosa è sanabile e cosa non lo è, e questo lo sarebbe comunque
anche prevedendo questa proroga all'interno della legge
finanziaria essendo il luogo deputato, giusto, idoneo per
poterlo fare.
Il problema che si pone oggi è quello di salvare la premialità,
quindi la possibilità che ai comuni vadano i quattrini
L'esigenza nasce da questo, non è una proroga dilatoria, anche
perché abbiamo detto ai comuni che noi monitoreremo passo dopo
passo, nel corso dei mesi, l'andamento di queste pratiche atteso
che non siamo certamente disponibili ad andare oltre questo
termine.
La ritengo necessaria perché quando venne recepita la legge
nazionale sul condono venne fatto un recepimento senza alcuna
modifica, non tenendo conto di alcune peculiarità della Sicilia
quali l'enorme mole di pratiche giacenti come pure del sistema
vincolistico: vincolo idrogeologico e vincolo paesaggistico.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
relativamente al primo comma dell'emendamento 4.6 laddove si
propone l'abrogazione del comma 15 dell'articolo 21 della legge
regionale 22 dicembre 2005 nel testo modificato dal comma 2
dell'articolo 7 della legge regionale 14 aprile 2006 numero 16.
Se non sbaglio queste norme citate riguardano la riserva del 3
per cento prevista per i comuni di dimensioni inferiori a 10.000
abitanti nelle quote di ripartizione delle somme che
l'assessorato enti locali fa ogni anno ai sensi della ex legge
30.
Credo che se abrogassimo questa parte creeremmo grossissimi
problemi ai comuni inferiori a 10.000 abitanti che, desidero
ricordarlo, sono la stragrande maggioranza di quelli presenti
nella nostra Regione, tra l'altro in un momento in cui, e siamo
alla fine dell'anno, questi comuni hanno già predisposto il loro
bilancio e si accingono a predisporre quello preventivo del 2007.
Dunque, mi permetto di richiamare l'attenzione dell'assessore
agli enti locali e dell'assessore al bilancio affinché ripensino
a questa ipotesi di abrogazione perché determinerebbe
notevolissimi problemi per gran parte dei comuni della nostra
Regione, credo oltre 250 comuni su 381, forse di più, in un
momento delicatissimo che registra, tra l'altro, in alcuni casi
l'approvazione dei bilanci preventivi che avevano tenuto conto di
questa riserva di ripartizione di somme così come previsto dalle
leggi citate nel comma 1 dell'emendamento 4.6.
Quindi, chiedo che il Governo ripensi a questa formulazione che
sarebbe assolutamente grave per le sorti dei piccoli Comuni
siciliani.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per permettere all'Aula un esame rigoroso dell'emendamento.
L'emendamento é complesso, non ci sono i riferimenti normativi
di supporto, per cui mi pare che l'Aula non possa fare una
corretta valutazione, quindi, le chiedo di fornire i riferimenti
normativi e di sospendere i lavori per dieci minuti.
PRESIDENTE. Se il Governo insiste per il mantenimento
dell'emendamento, sospendo l'Aula per dare la possibilità di
vedere i riferimenti normativi.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente, sono favorevole alla sospensione di dieci minuti, se
riusciamo a trovare un'intesa sull'emendamento in discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta é sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.10, è ripresa alle ore 12.40)
La seduta è ripresa
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato
presentato un emendamento che limita la riduzione dei fondi
relativi al comma 1) dell'emendamento 4.6 soltanto al 2006, cui
chiedo di aggiungere la mia firma.
Perché questo, signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Assessore? Perché se abrogassimo tout court la norma,
anche i progetti in corso presentati nel 2006 rischierebbero di
non andare avanti nell'anno 2007.
Mentre è condivisibile la posizione del Governo a non mandare
in economia le somme, certamente è altrettanto importante che
questo procedimento di progressiva stabilizzazione del personale
agli enti locali non venga interrotto da una abrogazione di norma
che, nella formulazione attuale dell'emendamento, avrebbe potere
troncante e definitivo; mentre con il subemendamento,
presentato anche con la mia firma, si punta a limitare l'effetto
del comma 1 dell'emendamento 4.6 soltanto all'anno 2006.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la formulazione
dell'emendamento illustrato dall'onorevole Fleres certamente ci
trova d'accordo.
Il problema però rimane e vorrei sottoporre al Governo,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il bilancio e le finanze
che anche con questi emendamenti, rispetto al fondo dell'anno
scorso, verrebbero a mancare agli enti locali circa 12 milioni di
euro, se è vero che già 9 milioni di euro del fondo di rotazione
sono stati erogati per decreto.
A questo punto, l'Assessore per la famiglia, qui presente,
dovrebbe immediatamente bloccare tutti i fondi di erogazione per
l'anno 2006 per gli ATO, in quanto, evidentemente se andassimo
ancora a spendere ulteriori somme, non solo mancherebbero i 12
milioni, ma anche altre ulteriori somme.
E' chiaro che il problema posto con il subemendamento,
certamente limita la premialità per la stabilizzazione solo al
2006. Se poi vi saranno norme diverse nel 2007, lo vedremo.
Intanto non si pregiudicano - così come diceva l'Onorevole
Fleres - eventuali stabilizzazioni per decreto con le norme che
la Giunta di Governo sta applicando per quelle stabilizzazioni
che dovevano partire dal 16 novembre e che invece non sono
partite.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per chiedere, a norma dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno, di inserire nella prossima seduta d'Aula la discussione
sulla mozione numero 109 «Riconoscimento a livello europeo del
festival Sete Sois Sete Luas' quale strumento privilegiato per
favorire il dialogo interculturale tra il sud Europa ed i Paesi
non europei del bacino mediterraneo», festival di cui sono
Presidenti onorari il portoghese Josè Saramago e Dario Fò,
rispettivamente, premi Nobel per la letteratura nel 1998 e nel
1997.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, si era discusso dell'argomento in
sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Dopo
che approveremo i disegni di legge in discussione, la mozione
sarà posta all'ordine del giorno di una prossima seduta.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 393/A
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
riguardo al comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale
numero 17. Ritengo che tale norma sarebbe dovuta passare in
Commissione, pertanto, quest'ultima è disposta a riunirsi
immediatamente alle ore 15.00 per esaminare la questione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Speziale, Galvagno, Laccoto e Fleres
il subemendamento 4.6.1, già illustrato dall'onorevole Fleres,
sostitutivo del comma 1 dell'emendamento 4.6 del Governo, al
quale lo stesso onorevole Fleres ha aggiunto la propria firma.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento sostitutivo così recita:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Limitatamente all'anno 2006 non si applica il comma 15
dell'articolo 21 della legge regionale 22.12.2005, numero 19, nel
testo modificato dal comma 2 dell'articolo 7 della legge
regionale 14.4.2006, numero 16'».
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero
soltanto chiarire un aspetto che mi sembra fondamentale e cioè:
nella fattispecie l'emendamento 4.6 è assolutamente ricevibile,
nel senso che sarebbe condivisibile questo ulteriore
subemendamento se non si precisasse il fatto che per il prossimo
anno non saranno più esercitate riserve.
Nel 2007 non abbiamo assolutamente previsto alcuna riserva, per
cui non ne è necessario il mantenimento. L'emendamento,
pertanto, partiva dal presupposto di ridistribuire somme non
utilizzate dai comuni sulle altre premialità. Queste sono
richieste pervenute all' unanimità da parte dell'ANCI e, in
maniera trasversal-positiva, da parte di tutti i sindaci della
Sicilia ancorché i comuni non hanno avuto il tempo - talora non
sono stati messi nelle condizioni - di potere esercitare sino in
fondo il proprio ruolo.
La stessa cosa riguarda anche il comma successivo e volevo
precisare ai colleghi parlamentari che il fondo di rotazione...
PRESIDENTE. Onorevole assessore, si fermi al primo comma. Sul
secondo comma la Presidenza dovrà dire qualcosa.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
considerazione dell'Assessore ha un fondamento. Potrebbe ritenere
il subemendamento a firma mia e degli altri colleghi pleonastico
perché dice che la norma a regime ha valore solo per il 2006;
tuttavia, se abroghiamo una norma non possiamo fare con la
finanziaria una norma di proroga. E' nostro intendimento
prorogare la norma perché ci troveremmo di fronte ad una
disparità. Ci sono decine e decine di comuni che hanno già
presentato all'Assessorato, sulla base della norma, progetti per
la fuoriuscita.
Non sono i comuni inadempienti, è l'Assessorato inadempiente e
quindi non possiamo penalizzarli due volte, per cui
limitatamente a quest'anno spalmiamo le somme di riserva su tutti
i comuni, così come richiesto dall'ANCI, tuttavia mi faccio
carico personalmente, assieme ai colleghi che hanno presentato
l'emendamento, di presentare nel corso della finanziaria una
norma di proroga affinché ai comuni, che potevano attingere alla
riserva per i programmi di fuoriuscita e che hanno già presentato
i relativi programmi presso l'Assessorato, venga riconosciuta la
riserva prevista dalla normativa attuale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Cascio il subemendamento 4.6.2 aggiuntivo al
secondo comma dell'emendamento 4.6, che così recita:
«Dopo il comma 2 inserire:
Alla fine del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 16
aprile 2003, numero 4, come modificato dal comma 21 dell'articolo
62 della legge regionale 5 novembre 2004, numero 15, sono
soppresse le parole entro il 31 dicembre 2005'».
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che
il trasferimento sia possibile, ma lo sarebbe solo se la
Commissione dovesse riunirsi e decidere. Questo non è un
problema da poco; i comuni hanno avuto già due anni di proroga e
sanno esattamente che in due anni non hanno esaminato alcuna
pratica di abusivismo edilizio in Sicilia. E noi oggi li
premiamo?
Per cui chiedo che si stabilisca di ritornare in Aula dopo che
la Commissione di merito abbia affrontato il problema.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, l'intervento della Presidenza
era alla luce delle dichiarazioni svolte dal Presidente della
Commissione Ambiente e territorio', onorevole Adamo.
Dichiaro che il comma 2 e il relativo subemendamento sono
stralciati ed inviati alla IV Commissione per l'esame di
competenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 4.6.1, sostitutivo del
comma 1 dell'emendamento 4.6.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevoli resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.6, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5.
Ne do lettura:
«Articolo 5
Variazioni al quadro di previsione di cassa
1. Al quadro di previsione di cassa per l'esercizio finanziario
2006 sono apportate le seguenti variazioni in migliaia di euro:
ENTRATE
Fondo iniziale di cassa
+ 1.335.878
BILANCIO E FINANZE
Centro di responsabilità:
BILANCIO E TESORO
Interventi comunitari, statali e connessi cofinanziamenti
+ 1.000.000
SPESA
BILANCIO E FINANZE
Centro di responsabilità:
BILANCIO E TESORO
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi Regionali
+ 1.335.878
Capitolo 215710 - Interventi comunitari, statali e connessi
cofinanziamenti + 1.000.000».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 2, che era stato
precedentemente accantonato.
LACCOTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.7, da me
presentato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'esame dell'ordine del giorno numero 23 «Immissione
nei ruoli dell'Ente Parco dei Nebrodi di Guardia Parco ed
Ispettori di vigilanza» a firma degli onorevoli Ardizzone ed
altri.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
INTERLANDI, assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
Desidero rispondere alla domanda dell'onorevole Barbagallo:
perché i Nebrodi e non gli altri? Perché il Parco dei Nebrodi ha
già seguito ed esitato una procedura concorsuale, tutte le
procedure per la copertura di 28 posti di Guardia Parco e di 3
posti di Ispettore di Vigilanza, ed è l'unico parco che lo ha
fatto, per cui, poiché è necessario garantire la tutela, la
vigilanza e il controllo di queste aree protette, non si può
gestire un Parco adeguatamente se non c'è la vigilanza ed il
controllo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, appongo la
mia firma a questo ordine del giorno, lo sostengo e lo voto,
però, se non vogliamo che l'atto di impegno rimanga soltanto
un'intenzione, il Governo deve impegnarsi a predisporre nelle
variazioni di bilancio che esamineremo in Aula fra qualche ora,
le risorse necessarie affinché dal 1 dicembre vengano assunte
queste persone, altrimenti stiamo parlando di una cosa il cui
iter dovrà cominciare nell'anno 2007.
Prendo atto, pertanto, che il Governo è d'accordo, ma dia
conseguenza a questo impegno dando copertura almeno a partire dal
1 dicembre 2006.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la firma
all'ordine del giorno numero 23 gli onorevoli Cracolici,
Rinaldi, Laccoto e Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 6.
Ne do lettura:
«Articolo 6
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
La votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Discussione del disegno di legge «Provvedimenti urgenti per il
funzionamento dell'Amministrazione regionale ed interventi
finanziari urgenti» (440/A)
PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge
«Provvedimenti urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
regionale ed interventi finanziari urgenti» (440/A), posto al
numero 2) del secondo punto dell'ordine del giorno.
Invito, l'onorevole Cimino, presidente della Commissione
Bilancio' e relatore a svolgere la relazione.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proporrei,
se l'Aula è d'accordo, di rinviare la discussione generale
all'articolo 1, in modo da consentire, dopo avere stabilito un
termine entro il quale i deputati possono presentare emendamenti
- lo dico perché mi pare evidente che l'esame dell'articolato
non potrà che avvenire domani - di definire una procedura
chiara, evitando - come ho sentito l'altra volta in Aula - di
presentare emendamenti durante la discussione. Chi c'è c'è e chi
non c'è si arrangi
Lo dico perché sono fermo all'accordo che ha definito questo
provvedimento e cioè i temi oggetto di quell'accordo erano
quattro,dopo di che, nel merito dei quattro temi, ognuno
presenti gli emendamenti che vuole.
Ma se c'è l'intenzione da parte del Governo e della
maggioranza di fare altro, vorrei che fosse chiaro e fosse
comunicato all'intero Parlamento perché qui non possono esserci
furbi e furbetti.
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento è molto simile a quello dell'onorevole Cracolici nel
senso che l'oggetto del disegno di legge che ci accingiamo a
discutere è piuttosto ampio. Dunque, è un oggetto che si presta a
trasformare questo disegno di legge in una legge Omnibus
Allora, onde evitare un inutile lavoro ai deputati che avessero
intenzione di aggiungere materie in questo momento estranee al
disegno di legge, onde evitare un inutile lavoro alla Presidenza
che si vedrebbe costretta ad esaminare i relativi emendamenti,
frutto di una interpretazione estensiva del titolo della legge,
sarebbe opportuno che, nel rinviare la discussione generale
all'articolo 1, come aveva chiesto l'onorevole Cracolici - cosa
che condivido, anche per consentire ai colleghi di presentare
emendamenti -, si perimetri l'ambito emendativo per far sì che
il lavoro svolto da ciascuno abbia un senso, altrimenti ci
attrezziamo e facciamo diventare finanziaria, una pre-
finanziaria, questa legge con tutto quello che ciò significa.
L'importante è sapere le cose, nel senso che per quanto mi
riguarda sono pronto a presentare 5.000 emendamenti o nessun
emendamento, per parlare di una forbice molto ampia di ipotesi,
però desidero sapere se dobbiamo limitarci ad emendare
l'articolato con materie connesse con le tematiche inserite in
questo momento nell'articolato, oppure se possiamo sbizzarrirci e
la nostra fantasia può liberare e dispiegare il proprio estro con
una serie di ulteriori ipotesi che riguardano materie diverse.
Vorremmo saperlo prima in modo da attrezzarci di conseguenza.
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contento
che gli onorevoli Fleres e Cracolici abbiano ripreso
integralmente - posso dire - l'intervento che avevo fatto
prima.
Però, prima di uscire dall'Aula oggi e prima di dire che si
possono fare gli emendamenti stabilendo un certo orario entro il
quale presentarli, ritengo che il Governo e la Presidenza debbano
rassicurare con impegno preciso che non sforeremo i temi che sono
all'ordine del giorno. Capisco che tutte le emergenze della
Sicilia oggi possono essere messe sul tappeto: c'è gente che non
prende stipendio da non so quanto tempo in quel settore e in
quell'altro ancora, ma se dovessimo andare avanti considerando le
emergenze come il dato e il soggetto di questo disegno di legge
chiamiamolo emergenza Sicilia' così da poter introdurre ciò che
si vuole. Per me l'emergenza Sicilia - considerato che viene
sbandierata da tutti ma da nessuno più ormai sollecitata - è la
stabilizzazione del precariato in Sicilia, che si chiamino
forestali o che si chiamino LSU, PUC e ASU che dir si voglia.
Se non usciamo dalla stabilizzazione del precariato, credo che
questo Governo non abbia come e dove attingere ulteriori
elementi.
Per cui vorremmo avere la certezza da parte del Presidente
dell'Assemblea che non accetti emendamenti fuori regola.
Non diventi, quindi, una legge omnibus, occorre stabilizzare la
prima, facendo in modo che ogni deputato sappia intanto l'ora
entro la quale presentare gli emendamenti ed i limiti che ha nel
presentarli perché interverrebbe sia la presidenza che il Governo
a renderli nulli.
Anche l'ordine del giorno fatto prima, tralasciando se un
concorso viene fatto e viene fatto avendo a monte i soldi per
farlo.
Quando il Governo dà il benestare, senza sapere quanti sono,
chi sono, quanti sono i soldi che deve impegnare e da dove
prenderli e noi facciamo gli ordini del giorno - l'abbiamo fatto
pure per i forestali -, se poi è necessario un milione o un
miliardo di euro, c'è cappiddazzo che paga' E' una cosa che non
può continuare ad essere posta alla base di disegni di legge e di
concettualità serie che questa Assemblea regionale, in Sicilia
deve avere, se vuole traguardarsi nei termini sereni e seri a ciò
che vuole fare; altro che annunciare la lotta alla finanziaria
nazionale, quando la nostra sta cominciando male.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor presidente, onorevole colleghi, desidero
soltanto interloquire con lei e avrei dovuto farlo prima anche
rispetto al disegno di legge esaminato precedentemente - i
colleghi mi scuseranno -, alla luce del fatto che dobbiamo
operare con la certezza, per evitare gli strafalcioni che abbiamo
fatto nella scorsa legislatura, in particolare quando abbiamo
approvato la legge sui forestali, pur non essendoci copertura
finanziaria.
Voglio fare notare a lei e ai colleghi che l'Ufficio del
bilancio dell'Assemblea regionale siciliana ritiene che le
previsioni di entrata di copertura finanziaria, sommate alle
dismissioni degli enti, non coprono il complesso dei
provvedimenti che abbiamo all'esame dell'Aula.
Essendo materia delicatissima, come voi capirete, e non potendo
deliberare senza avere la certezza delle entrate ad oggi, chiedo
al Presidente dell'Assemblea di accertare la fondatezza delle
osservazioni formulate da parte dell'Ufficio del Bilancio; che la
Presidenza certifichi, assieme al Governo, la certezza della
previsione della spesa, sulla base del fatto che venga fornito,
all'intera Aula, lo stato delle entrate ad oggi. Senza che mi
venga fornito il dato delle entrate, certificato dall'Ufficio del
bilancio regionale, non posso proseguire, non discuto del merito
ovviamente, perché sul merito sono d'accordo con molti dei
provvedimenti, però, vorrei evitare ulteriori strafalcioni
all'Aula.
Pertanto, signor Presidente, la invito caldamente a verificare
quanto da me richiesto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Intervengo per esprimere soddisfazione in ordine al
provvedimento che abbiamo approvato poc'anzi. Probabilmente, non
tutti hanno la consapevolezza che gli Enti locali sono in
grandissima difficoltà; avere dato una risposta, approvando
l'articolato, è stato un risultato estremamente significativo.
Intervengo poi per confermare quanto sostenuto dagli onorevoli
Cracolici e Fleres, i quali sono contrari alle leggi omnibus. Per
quanto ci riguarda, restiamo fedeli all'accordo stabilitosi tra i
Presidenti dei Gruppi parlamentari che poi ha avuto la propria
consacrazione in Commissione bilancio.
Evitiamo di presentare migliaia di emendamenti, approviamo
un'altra legge, così come oggi abbiamo fatto questa, in modo tale
da dare una risposta diversa al Commissario dello Stato e anche
ai cittadini.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per ribadire che
la Commissione bilancio, in questo periodo di attività, ha
seguito un percorso dettagliato secondo quanto stabilito dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, proprio per
questo, ci si è dati un termine ed anche un'organizzazione dei
propri lavori, sia per quanto riguarda l'assestamento tecnico,
sia per quanto riguarda i provvedimenti cosiddetti urgenti.
Tuttavia, se si dovesse cambiare indirizzo e, quindi, se
dovessero sorgere ulteriori problematiche e si avesse necessità
di valutarle, riterrei opportuno per chiarezza - e anche per
rispetto del lavoro che si è svolto in questi mesi nelle
commissioni di merito - riprendere anche il lavoro della
Commissione bilancio sui provvedimenti che si vogliono sottoporre
all'Aula.
Concludo dicendo che non ritengo possibile pensare che la
Commissione dia un parere direttamente in Aula e non nella sede
competente, ribadendo che sull'ordine del giorno testè deliberato
sarebbe meglio approfondire la tematica in quanto il Parlamento
può pronunziarsi su provvedimenti di carattere generale e non su
quelli di carattere specifico.
Vorrei capire, inoltre, come mai è stato bandito un concorso
senza la dovuta copertura finanziaria e cosa ne sarà di quei
concorsi bloccati nell'ambito della sanità, e che non hanno
copertura finanziaria, e se si ritiene possano rientrarvi con un
ordine del giorno di questo genere. E mi chiedo ancora se la
copertura che ha dato il Governo sia una copertura di carattere
politico ovvero soltanto una copertura di carattere tecnico.
Perché un problema di questo genere non riguarda soltanto il
problema Parco dei Nebrodi', parchi in Sicilia ve ne sono
diversi, ed assunzioni bloccate per copertura finanziaria ve ne
sono altrettante in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Porto, il Governo intende aggiungere
qualcosa?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo concorda sull'opportunità di giungere
all'articolo 1.
La proposta dell'onorevole Cracolici mi sembra abbastanza
ragionevole, apprezzate le circostanze. Invece, per quanto
riguarda il richiamo al rispetto degli accordi, lo faccio
totalmente mio e da questo momento in poi il Governo sarà pronto,
in coerenza con l'avvio di questo dibattito, a ritirare qualunque
emendamento che turbi questa intesa così faticosamente raggiunta,
ma soprattutto così stranamente gestita, perché sappiamo che
questo è un accordo che non ha retto tanto bene.
A questo punto, rivolgo un invito all'intera maggioranza,
perché non mi posso permettere di rivolgerlo anche ai colleghi di
minoranza, a ritirare tutti gli emendamenti, ed accogliere quindi
la tesi degli onorevoli Fleres e Cracolici di rendere il
documento il più stringato possibile. Non dimentichiamo, infatti,
che si tratta di una finestra imposta alla sessione di bilancio
che richiede un particolare senso di responsabilità da parte
dell'Aula a fare presto. Se sarà rispettato tale termine e non ci
saranno suggestioni tali da suscitare una produzione eccessiva di
emendamenti, potremmo arrivare, anche senza le 24 ore, a votare
in giornata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si prende atto dell'accordo
politico. In ogni caso, la Presidenza dichiarerà comunque
inammissibili tutti gli emendamenti estranei alla materia
espressamente prevista nel disegno di legge.
Dichiaro quindi aperta la discussione generale. Il termine per
la presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 20.00 di
stasera.
SPEZIALE. Signor Presidente, vorrei che lei rispondesse alle
mie osservazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, rispondo alle sue osservazioni
nel senso che la Presidenza accerterà tecnicamente quanto è
possibile accertare e riferirà ovviamente in Aula sulla copertura
finanziaria o meno degli emendamenti.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 440/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
che la mia richiesta di rinvio nasceva dal fatto che rischiavamo
di fare la discussione generale su un altro testo. Considerato
quanto da lei appena riferito, penso si possa discutere nel
merito dei cinque, sei articoli che sono contenuti nel
provvedimento.
Parto subito dall'emendamento che ha avuto una maggiore eco
sulla opinione pubblica e sulla stampa, in relazione al fatto che
con norma abbiamo inserito la possibilità di valorizzare e
commercializzare anche a fini economici il patrimonio
indisponibile della Regione.
Come è noto, questa è stata una materia assai dibattuta, che ha
creato non pochi problemi all'interno della maggioranza. Ed alla
fine è stato riscritto il testo acquisendo un emendamento da noi
presentato e sottoscritto, definendolo emendamento salva
dignità', nel senso che la Regione, costretta a vendere i suoi
gioielli per fare cassa quanto meno risparmia da questa
alienazione, da questa vendita almeno il patrimonio vincolato dal
punto di vista storico ed ambientale con un paradosso. Abbiamo
parlato di Palazzo dei Normanni che è quello più complicato
obiettivamente, però, abbiamo fatto cenno a luoghi simboli della
Sicilia, quali la Villa del Casale, piuttosto che altri
monumenti, che costituiscono, questo sì, il meccanismo per cui ci
aveva provato l'ex ministro Tremonti a vendere il Colosseo e ci
stava riuscendo l'assessore Lo Porto a vendere la Villa del
Casale; quanto meno, con questa norma, abbiamo impedito che il
patrimonio con riconosciuto valore storico, culturale ed
ambientale per la Sicilia possa rimanere saldamente in mano
pubblica.
Tuttavia, rimane l'insieme del provvedimento che affronteremo
successivamente con la finanziaria. Ancora una volta, dunque,
stiamo facendo una manovra di bilancio fondata sulla acquisizione
di entrate straordinarie e la loro utilizzazione va in direzione
della copertura di passività della spesa corrente.
Noi, con questa norma in particolare sul patrimonio, iscriviamo
in bilancio, e diamo senso alla iscrizione al bilancio, ed il
senso è quello che diceva l'onorevole Speziale. Signor
Presidente, su questo vorrei che non ci fossero giochi di parole.
Il capitolo 4570 o 4750 del bilancio della Regione presuppone una
entrata di 300 milioni di euro grazie alla valorizzazione,
commercializzazione e nonché alla dismissione delle quote
partecipate della Regione in società a capitale pubblico.
Con questa manovra stiamo iscrivendo in maggiori entrate 92
milioni di euro, posto che sono state dichiarate in maggiore
entrata dalla dismissione, avendo dato per certo che i 300
milioni di euro - che sono l'insieme del capitolo - siano già
entrati. Cosa non vera, perché - come è noto - quei 300 milioni
di euro se entreranno, entreranno soltanto dopo l'applicazione di
questa norma.
Non è un caso infatti che ieri - notizia riportata sui giornali
di oggi - si è fatta la gara per il partecipatore finanziario al
fondo immobiliare che quindi dovrà successivamente dare senso
finanziario a quella stessa norma. Pertanto, noi abbiamo un
capitolo in cui iscriveremo in maggiori entrate somme come se già
fossero considerate entrate ordinarie. Ma le entrate ordinarie
non ci sono perché, appunto, la norma in questione deve essere
approvata.
E c'è una cosa ancora peggiore: questa norma, inserita
nell'assestamento tecnico che modifica la legge del 2004, che
dava avvio alla procedura di valorizzazione e di alienazione,
porta a compimento con la finanziaria, presentata in questo
Parlamento, un disegno annunciato nel 2004, che era stato
stoppato dall'Aula e che l'assessore Lo Porto, dopo l'assessore
Pagano, ripresenta, come per dire il lupo perde il pelo ma non
il vizio', cioè si annuncia la vendita degli ospedali, ma non
quelli dismessi, quelli in uso. Addirittura, si propone
un'operazione che sarà creativa dal punto di vista finanziario,
anche se a me sembra abbastanza deficiente: cioè l'ipotesi che
gli ospedali si affittino i luoghi dove esercitare l'attività
ospedaliera trasferendo la proprietà.
Ma in tutto questo, c'è un piccolissimo problema che tra
l'altro fa rilevare lo stesso ufficio bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana: noi iscriviamo in entrata del bilancio della
Regione risorse dell'alienazione delle strutture ospedaliere,
come se le strutture ospedaliere fossero di proprietà della
Regione e non invece delle aziende.
In sostanza iscriviamo in entrata l'alienazione e la
valorizzazione dei beni patrimoniali delle aziende sanitarie che
sono invece, appunto, delle aziende sanitarie.
Pertanto, come si vede non c'è solo una fantasia, ma trucchi
contabili che servono a confondere le acque e a rendere
ulteriormente incerta, confusa ed ancora più nebulosa la
situazione finanziaria di questa Regione.
Concludo entrando nel merito dei provvedimenti presentati
considerati tra i più urgenti.
Abbiamo detto al Governo di indicarci le emergenze immediate
che riguardano aspetti particolari noti. E su questo si faccia un
provvedimento ad hoc limitato soltanto a quei problemi più
urgenti. Abbiamo rimesso quindi al Governo la facoltà di
indicarci le priorità.
Il Governo ci ha detto che vi era la priorità del fermo
biologico, che vi era la priorità dell'ESA, che vi era la
priorità dell'Azienda termale di Sciacca e dell'Azienda termale
di Acireale. Ed infine, non faccio riferimento alla vicenda del
revisore contabile che è una norma assolutamente di dettaglio che
non mi appassiona, l'altra priorità è quella della
stabilizzazione dei lavoratori AST in atto a contratto a tempo
determinato.
Bene, ci sono state indicate queste quattro priorità. Intanto,
però si è scoperto che in realtà in Sicilia ce n'è qualche altra.
Ed anche tra le quattro qualcuna non è una priorità. Ce n'è
qualche altra perché, come è noto, in atto c'è l'occupazione dei
lavoratori della Fiera del Mediterraneo, che grazie ai commissari
da voi nominati hanno portato a quel disastro la situazione
dell'ente Fiera di Palermo, i cui lavoratori da mesi non
percepiscono stipendio.
Eppure, quest'ultima non è una priorità o almeno non è stata
considerata tale dal Governo. Però, è stata considerata
prioritaria l'azienda termale di Sciacca, dicendo che si dava
copertura finanziaria a quella priorità perché c'erano i
lavoratori senza stipendio. I lavoratori senza stipendio
riguardano Sciacca e non Acireale.
Bene, il Governo predispone anche il provvedimento per
Acireale, inserisce una copertura di un milione di euro per
Acireale, sostanzialmente per andare a dare copertura ad un
disavanzo di gestione dell'azienda termale di Acireale. Qui delle
due l'una: o c'è la priorità o non c'è.
Noi siamo perché si considerino le priorità vere; diamo
copertura agli stipendi dei lavoratori di Sciacca, ma non
ricomprendiamo in questo quadro anche Acireale, perché non
c'entra nulla
Oltretutto, questo emendamento era stato presentato in
Commissione dal Governo, il quale poi è stato costretto a
ritirarlo visto che alcune componenti della sua maggioranza
avevano contestato l'emendamento riconoscendo, in qualche modo,
il fatto che ad Acireale non c'è alcuna emergenza che merita di
entrare in questo provvedimento.
Per quanto attiene l'ESA e la questione del Consorzio di
bonifica, dico che stiamo facendo una manovra finanziaria
sull'ESA perché col bilancio di previsione, con un emendamento
notturno, il Governo istituì l'Agenzia delle acque e dei rifiuti.
Quell'agenzia delle acque e dei rifiuti è stata finanziata
prelevando dieci milioni di euro dall'ESA, con la motivazione che
l'ESA doveva trasferire alcune delle competenze proprie
all'istituenda Agenzia delle acque, in particolare, per quanto
riguarda il servizio dighe.
La questione che si pone è questa: se i 10 milioni di euro sono
stati trasferiti dall'ESA all'Agenzia delle acque e si è scoperto
che, invece, le competenze trasferite dall'ESA all'Agenzia delle
acque gravano per due milioni di euro, rispetto ai dieci, perché
l'attuale finanziamento dei dieci milioni di euro, che tra
l'altro dovrebbe quanto meno essere sottratto di due milioni,
visto che le competenze sono state trasferite all'Agenzia delle
acque, quindi, gli otto milioni di euro per finanziare l'ESA non
vengano prelevati dal soggetto cui sono stati impropriamente
dati, ovvero, dall'Agenzia delle acque e dei rifiuti? Il
paradosso di questa variazione di bilancio, onorevole Assessore,
è che una cosa che prima costava 100, con questa variazione di
bilancio, stiamo affermando il principio che costi 200. Altro che
contenimento della spesa Cioè, lo stesso servizio che prima
faceva l'ESA, di cui una parte è stata trasferita oggi
all'Agenzia delle acque, lo paghiamo sia all'ESA che all'Agenzia
delle acque
E' questa una manovra di contenimento e di riordino della
spesa? Di riorganizzazione del sistema della spesa della Regione?
Non credo. Questo è un sistema in cui affrontiamo le emergenze
con la logica del pronto soccorso, ma non con una logica
razionale e di funzionalità della spesa stessa. Ecco perché - e
concludo - abbiamo annunciato che presenteremo degli emendamenti
per fare ordine nelle materie di cui stiamo discutendo sulle
modalità di copertura della spesa.
Concludo con una questione che riguarda la vicenda AST. Anche
lì ci è stato detto che c'è una emergenza. L'emergenza è che
poiché l'AST ha un divieto di assunzione a tempo indeterminato,
dall'11 dicembre i contratti a tempo determinato scadono e quindi
è necessario dare certezza ai servizi che l'Azienda garantisce.
Bene
Ma allora se è così perché non fare una norma che stabilisca
semplicemente che l'AST è autorizzata, in deroga alla norma
vigente, a trasformare i contratti da tempo determinato in
contratti a tempo indeterminato? Invece, in nome di una
emergenza, si fa una norma che sopprime l'intero divieto in
assenza di un piano industriale definito e concordato e quindi,
sostanzialmente, in nome di una logica di contenimento della
spesa, si avvia una procedura la cui gestione parsimoniosa
dobbiamo affidare soltanto alla saggezza dei vertici dell'AST. Ma
è tollerabile tutto questo?
Ecco perché credo che questa Aula potrà migliorare nel merito
il testo che è stato licenziato dalla Commissione.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge al nostro esame tende a risolvere alcuni problemi perché
ritenuti assolutamente urgenti, ma manca di uno spirito che
riesca a guardare un po' più lontano.
Noi parliamo all'articolo 2 dei lavoratori dell'ESA. Voi
sapete, onorevoli colleghi, che questi lavoratori sono
costituiti da 540 trattoristi, che hanno a disposizione 11
trattori, e che però di questi 11 nessuno è utilizzabile
semplicemente perché negli anni non ci sono mai stati soldi per
finanziarne la manutenzione, come non ci sono soldi per la
benzina. Allora, come si fa a finanziare l'ESA se non c'è un
progetto per risolvere tale questione?
Posso capire, ci sono i lavoratori che devono essere pagati,
lavoratori che sostanzialmente non riescono a fare niente, ma
neanche gli impiegati fanno niente perché oltre ai 540
trattoristi ci saranno 300-400 dipendenti che non fanno niente,
anzi, dirò di più, ho raccolto testimonianze incredibili: non
hanno neanche la carta per scrivere le lettere, i documenti, non
sono in condizione neanche di espletare le cose più semplici,
ammesso che abbiano ancora le competenze.
Pertanto, data la situazione, mi sarei aspettato che il
Governo avesse presentato una norma con la quale chiedere i soldi
per finanziare questi lavoratori, ma allo stesso tempo, in
qualità di Governo, avesse garantito un percorso per uscire da
questa situazione, come ad esempio comprare i trattori, oppure
più facilmente chiudere l'Ente e trasferire questo personale in
altri posti, laddove potrebbe essere più utile. Niente di tutto
questo.
Si è poi parlato delle Terme di Sciacca e di Acireale. Le terme
di Sciacca, così come anche quelle di Acireale, sono famose
perché pare che siano tra le migliori in termini di qualità dei
fanghi. La domanda è questa: questi carrozzoni, perché tali sono,
non meritano di essere riorganizzati? Allora, mi aspetto di
sapere dal Governo qual è la logica di riorganizzazione di questi
Enti. Invece di avere una risposta su questo ci si è preoccupati
soltanto di garantire il pagamento degli stipendi per Sciacca e
di contemperare, di ammorbidire il disavanzo di amministrazione
per Acireale.
Un cenno particolare per quanto riguarda l'AST.
Noi prevediamo di dare all'AST 20 milioni di euro per il
triennio 2007-2009, in quanto l'AST deve essere risanata. Bene,
non basta questo, oggi all'AST noi diamo carta bianca per aprire
le assunzioni di qualunque tipo. Siccome siamo sotto elezioni, in
particolare a Palermo, queste assunzioni sono preziose e mi
aspetto che su 200 posti da attribuire ci saranno 200 mila
partecipanti o 100 mila partecipanti ai quali sarà estorto il
voto.
Questa è una delle situazioni rispetto alle quali la speranza
che si attribuisce alla politica di riuscire a rinnovare la
nostra società è una speranza assolutamente malposta.
Questo disegno di legge - esprimo un parere sia personale che
in rappresenta del Gruppo a cui appartengo e credo che il mio
capogruppo interverrà per esprimere su di esso il voto contrario
- è ancora una volta la testimonianza di una rincorsa ad
emergenze senza porsi con obiettivi più lungimiranti.
E l'onorevole Cracolici, a mio avviso, ha detto cose
assolutamente corrette, e ha sottolineato un fatto molto
importante: emergenze ce ne sono tante. Come si fa a definire
emergenze soltanto quelle di cui abbiamo parlato e non anche le
altre? Dunque, si pone sempre un problema di logiche di settore,
di figli e di figliastri, rispetto ai quali o rispetto alle quali
logiche la Margherita è assolutamente contraria.
Mi auguro che questo disegno di legge non sia l'anticamera di
una finanziaria che contenga identici principi di tamponamento di
presunte emergenze senza riuscire a dare alcuna prospettiva.
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
intervenire sulla discussione generale, intendo reiterare la
richiesta che avevo formulato poc'anzi.
Visto che l'Aula riprenderà alle ore 16.30, la Commissione
Bilancio e il Governo possono riunirsi e fornire all'Aula, a
tutti i parlamentari lo stato di attuazione delle entrate del
bilancio della Regione ad oggi? Altrimenti, si pone una questione
da valutare seriamente.
Mi chiedo se sia ammissibile che l'Aula legiferi in totale
mancanza di copertura finanziaria, che è un fatto gravissimo,
inaudito, che pone problemi di incostituzionalità, pone problemi
regolamentari, pone problemi fiduciari del rapporto tra il
Governo e l'Aula, e tra la Commissione Bilancio e l'Aula.
Pertanto, siccome non penso di avere la verità, anzi spero di
sbagliarmi, vorrei sollecitarla a chiedere una convocazione
urgente della Commissione Bilancio in modo tale che, alla ripresa
dei lavori d'Aula, sia preventivamente fornito all'intero
Parlamento lo stato di attuazione delle entrate.
Questo perché, senza la certezza delle entrate non possiamo
proseguire con l'esame del disegno di legge, al di là del merito
del disegno di legge stesso sul quale, ovviamente, mi pronuncerò
in seguito.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la questione pregiudiziale che
lei pone è regolata dall'articolo 101, comma 2 del Regolamento
interno, che recita: «Iniziata la discussione, la proposta deve
essere avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati,
» .
Avevo già preannunciato che dopo l'intervento dell'onorevole
Tumino, alle ore 13.30, avremmo sospeso i lavori per riprenderli
alle ore 16.30. Pertanto, alle ore 16.30 continueremo con la
discussione generale e durante questa pausa accerteremo quanto
lei chiede.
Ribadisco che il termine per la presentazione degli emendamenti
è fissato per le ore 20.00 di stasera.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.33, è ripresa alle ore 16.40)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 440/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge
numero 440/A «Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
numero 24 «Realizzazione del Centro A.V.I.S di Floridia»,
dell'onorevole Ortisi;
numero 25 «Iniziative per la stabilizzazione del Personale
Precario ex L.S.U», degli onorevoli Lombardo, Basile, Di Mauro,
Turano, Maniscalco, Ruggirello, Gennuso, Rizzotto, Maira e
Savona.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che in Tabella H, capitolo 421702, U.P.B. 10.4.1.3.1.,
annessa al bilancio di previsione 2006, è previsto esplicitamente
uno stanziamento di 50.000,00 euro a favore dell'A.V.I.S. di
Floridia;
constatato che tale stanziamento è riportato nella GURS di
venerdì 17 febbraio 2006, numero 9,
impegna il Governo della Regione
a indicare esplicitamente che tale somma sia utilizzata per il
completamento dei lavori connessi alla realizzazione del centro
per la raccolta del sangue umano della sezione medesima
dell'A.V.I.S.». (24)
ORTISI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge 14 aprile 2006 numero 16, ha emanato disposizione per
la stabilizzazione del personale precario proveniente dal regime
transitorio dei lavori socialmente utili, provvedendo alla
relativa copertura finanziaria;
l'articolo 1 della predetta legge regionale numero 16 del 2006
delinea espressamente un cronogramma delle procedure di
stabilizzazione dando precedenza ai lavoratori prioritari di cui
alla legge regionale 21 dicembre 1995, numero 85;
la circolare dell'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione 24 maggio 206, numero 70, pubblicata sulla
G.U.R.S,, Parte I, numero 27 dell'1 giugno 2006, ha emanato gli
indirizzi applicativi della normativa in parola;
il Decreto dell'Assessore regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione 28 settembre 2006, pubblicato sulla G.U.R.S.,
Parte I, numero 51 del 3 novembre 2006, ha autorizzato
l'elevazione a 24 ore dei contratti di diritto privato di cui
agli articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995,
numero 85 e successive modifiche ed integrazioni con tutti i
soggetti titolari dei contratti di diritto privato a tempo
parziale;
l'Agenzia regionale per l'impegno e la formazione
professionale, con note protocollo numero 3251 del 9 ottobre 2006
e protocollo numero 3341 del 24 ottobre 2006, ha richiesto
l'assenso alla Ragioneria Generale della Regione per l'assunzione
dei conseguenti impegni poliennali di spesa, in conformità alle
previsioni di spesa appostate nel fondo unico per il precariato
con l'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, numero
17, per l'anno 2006;
ravvisato che tali assensi non sono ancora emanati e che,
pertanto, l'avvio dei predetti processi non può avere luogo con
effetto dal 16 novembre prossimo, creando tensioni sociali tra i
lavoratori interessati;
premesso, altresì, che al 31 dicembre 2006 va a scadere
l'autorizzazione all'impegno nelle attività socialmente utili di
cui all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, numero
17, e che occorre consentire la loro utilizzazione anche
nell'anno 2007;
impegna il Governo della Regione
ad assumere ogni utile iniziativa volta a dare attuazione ai
decreti dell'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione 28 settembre
2006 e 16 ottobre 2006, in premessa richiamati;
ad autorizzare l'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione a dare corso alla prosecuzione delle attività
medesime ed il finanziamento delle misure di stabilizzazione, nei
limiti delle risorse assegnate al fondo unico per il precariato
istituito con l'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre
2004, numero 17, al fine di consentire, nel corso dell'anno 2007,
lo svolgimento degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati in attività socialmente utili di cui all'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, numero 17, o nelle
attività di stabilizzazione previste dalle norme in vigore». (25)
LOMBARDO - BASILE - DI MAURO - TURANO
MANISCALCO - RUGGIRELLO - GENNUSO
RIZZOTTO - MAIRA - SAVONA
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è compito
facile intervenire in una discussione generale su un testo del
genere con un'Aula semideserta; pur non di meno, mi conforta la
presenza dell'onorevole assessore Lo Porto ed il fatto che i
colleghi presenti abbiano ben chiaro che siamo in una fase che
definire complessa è un eufemismo.
In Commissione abbiamo avuto modo di segnalare un'esigenza,
quella relativa al cosiddetto fermo biologico di cui all'articolo
1, per il quale è necessario capire l'effettiva copertura
finanziaria. E vorrei ribadirlo questa sera in Aula, pertanto
chiedo cortesemente all'onorevole Assessore di assumere in
quest'Aula un impegno - come ha tentato di fare in Commissione -
per scongiurare, rispetto anche alla nota dell'ufficio Bilancio,
il rischio che la copertura effettiva rispetto al pagamento del
fermo biologico non ci sia. Lo chiedo perché penso che una
discussione che si svolge in un'Aula parlamentare sia qualcosa di
serio e quando il Governo assume un preciso impegno mi pare ovvio
che così dovrebbe essere. Qualcuno potrebbe anche dire che non è
sempre così. Io spero, invece, che siamo tutti convinti che oggi
è poca cosa assicurare l'assegno di accompagnamento sociale ai
marittimi. Non lo dico come deputato eletto nel collegio dove si
trova la prima marineria, e dunque per assicurarmi il mio
spaccato di propaganda. Affermo, con molta sincerità, che molti
di noi non vivono di questo, lo dico perché è necessario
sviluppare ciò anche rispetto al ragionamento dell'unico
intervento possibile che abbiamo assicurato in cinque anni.
Il POR prevedeva tre possibili interventi di cosiddetto fermo
biologico, e questo sostanzialmente è l'ultimo; il POR non c'è
più e quindi dobbiamo trovare le norme che permettono di
interfacciarci alla spesa dell'Unione europea, e parliamo di
tutti i POR 2007-2013.
Nella scorsa seduta - lo dico umilmente - quando ho affermato
che ben poca cosa è arrivata alla marineria, sono stato
definito colui che voleva fare la lezione (poppa, prua e albero
centrale); il problema è che il Governo precedente è riuscito
soltanto a dare un assegno di accompagnamento sociale il cui
ammontare equivaleva a circa 50 euro al giorno per 30 giorni,
cioè il tempo su cui è stato attestato il cosiddetto periodo di
fermo. Tutto il resto, che riguarda anche una discreta legge, la
legge numero 32 che regolamenta la pesca in Sicilia, non è stato
attuato.
Non siete neppure riusciti - lo dico con tono estremamente
critico - ad attivare gli uffici periferici, per non parlare dei
piani della programmazione triennale previsti dalla legge 32 nel
settore della pesca, di tutto il lavoro che bisognava fare per
quanto concerne la ricerca e, conseguentemente, lo sfruttamento
delle risorse ittiche, e per non parlare, infine, dei piani di
protezione vera e propria, perché tutti ricordiamo il famoso
balletto dei piani di protezione presentati e poi ritirati per
negoziarli.
Oggi, il segnale che si dà alla marineria siciliana è quello di
dare l'accompagnamento sociale dicendo di stare buoni perché è
l'unica cosa che, tutto sommato, siamo stati in grado di dare.
Noi diciamo che questa è poca cosa e il fatto che abbiamo
ripetuto più volte che siamo d'accordo su questo tipo di
intervento non può, assolutamente, portare alla conclusione che
questa è la giusta politica per un settore strategico
dell'economia siciliana.
Il nostro mare, le nostre risorse, la pesca siciliana e la
mancanza di una strategia necessaria per sostenere lo sviluppo di
questo settore, sono responsabilità a carico di chi ci ha
governato.
Avete governato voi la Sicilia per cinque anni e il risultato
finale è che pensiamo, ancora una volta, che con l'assegno di
accompagnamento abbiamo affrontato le questioni e facciamo stare
buoni i nostri marittimi.
Tutti sappiamo che la marineria non è solo marittimi, e
sappiamo bene cosa significa oggi - la voglio definire così -
un'azienda che lavora nel settore della pesca, e non voglio
parlare solo di armatori, ma anche della filosofia dell'azienda
che opera in un settore importante e strategico per l'economia
della nostra Isola. Parlo di un settore che ha migliaia di
addetti e che non è secondo a nessuno né in Italia né all'estero,
per cui non parliamo di qualcosa che necessita ogni tanto, di un
contentino per risolvere il problema.
Queste responsabilità, secondo la nostra valutazione, vanno
esplicitate, vanno denunciate, vanno assolutamente attrezzate a
quei momenti di critica perché, almeno per come noi intendiamo
l'opposizione, tutto questo dovrebbe far riflettere il Governo di
questa Regione.
Vero è che stiamo riscrivendo il POR, ma nel contempo, sui
famosi fondi che riguardano la cosiddetta programmazione definita
FEP, quest'Aula, e non solo quest'Aula, ignora totalmente cosa il
Governo stia facendo.
A me dispiace che non sia presente l'Assessore competente, il
quale, infatti, avrebbe potuto fornire chiarimenti, per esempio,
per quanto attiene all'articolo 1 del disegno di legge in esame,
nel quale si cita una questione urgente che riguarda il fermo
biologico, su ciò, ripeto, avrebbe potuto illuminarci su cosa il
Governo sta facendo per programmare il famoso FEP, i Fondi
europei per la pesca; cosa sta pensando sia utile, se intende
riferirsi, ancora una volta, alla buona legislazione che abbiamo
- e cioè la legge numero 32 che riguarda la pesca - o se ritiene
di introdurre qualche elemento utile anche dal punto di vista
normativo nelle nuove norme di interfacciamento con la spesa
europea, per fare in modo che quei fondi abbiano maggiore ritorno
dal punto di vista dell'investimento che si trova a fare in
questo settore.
Siamo ridotti a discutere in un ambito dove si parla delle
famose misure urgenti, e qualcuno stamane diceva giustamente che
sull'urgenza ci sarebbe tanto da dire
Signor Presidente, noi presenteremo un emendamento che la
Presidenza sicuramente dichiarerà improponibile, come ha già
preannunciato, ma il nostro è chiaramente un atto provocatorio,
come lei comprenderà, perché, riferendomi ad alcuni interventi
svolti stamattina, alcuni colleghi si domandavano che cosa è
urgente, chi decide sull'urgenza e in che modo si valuta
realmente cosa è urgente e cosa non lo è.
Voglio porre una questione, ma se pensate che sia solo una
questione demagogica, sbagliate. La voglio porre perché penso che
anche voi abbiate conoscenza di quanto sta accadendo in questo
periodo.
Ricordo che a fine legislatura, prima delle ultime elezioni,
questo Parlamento ha approvato una legge sui precari, che è stata
molto difficile da gestire sia dal Governo che dall'Aula, e anche
in quell'occasione si è posto il problema dell'effettiva
copertura finanziaria. E oggi il Governo si è impegnato, entro il
16 novembre, ad intervenire per continuare a mettere su processi
di stabilizzazione in grado di attuare anche il percorso indicato
da quella legge. E non c'è bisogno che lo ricordi io - umile
deputato, disponibile e molto aperto anche a momenti di
collaborazione - che gli impegni si rispettano; il Governo ha
assunto un impegno e non lo sta rispettando.
Credo che la copertura finanziaria di cui ha bisogno quella
legge, la legge 16/2006, è una delle cose che bisognava
considerare urgente. Ci sono contrattisti che hanno contratti già
scaduti e che stanno per essere rinnovati; delle famose 24 ore
settimanali non se ne parla e non riusciamo a capire come il
Governo voglia intervenire per dare seriamente la copertura ed
attuare quella legge.
Migliaia di persone dicono che per l'Amministrazione regionale
- non voglio fare figli e figliastri - si sia fatto uno sforzo
vero e per coloro che lavorano presso gli enti locali e gli enti
controllati dalla Regione questo non si sta facendo. I figli e
figliastri li state facendo voi Dobbiamo uscire da questa
situazione, oppure bisognava pensarci nel momento in cui
discutevamo quella legge.
Lo sforzo si dovrebbe fare subito; spero che lo si faccia in
sede di discussione dei documenti finanziari della Regione.
Capisco che l'improponibilità sia legata ad un accordo fra
persone politicamente corrette, però noi presenteremo ugualmente
questo emendamento perché riteniamo che i fari vadano accesi
oggi, perché è ovvio che la situazione che riguarda la
stabilizzazione dei precari potrebbe passare come una delle tante
cose urgenti che dovremmo domani trattare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge numero 440/A certamente affronta questioni estremamente
urgenti, come si è avuto modo di approfondire più volte nel corso
della riunione della Commissione Bilancio; pertanto, non posso
che condividerne la filosofia, l'impostazione, il contenuto ed il
merito perché approvo le questioni che sono in esso contenute e
che rappresentano dei provvedimenti che devono essere assunti con
tempestività per evitare di vanificarne la portata.
Sarò molto breve, anche perché preferisco utilizzare il tempo a
mio disposizione nella discussione generale del disegno di legge
per chiarire tre aspetti, uno che è già stato oggetto di
precedenti interventi ed altri due che saranno oggetto di due
specifici emendamenti che ho presentato.
La prima questione, contenuta nell'emendamento 4.1, punta a
modificare l'articolo 4 del disegno di legge aggiungendo agli
immobili da estrapolare relativamente all'istituzione della
società che dovrà occuparsi della valorizzazione del patrimonio
immobiliare, oltre che di quelli di pertinenza dell'Istituto
Autonomo Case Popolari, anche gli immobili destinati ad attività
produttive o commerciali di pertinenza delle ASI.
Questo argomento - mi rivolgo soprattutto all'Assessore - è
estremamente importante in quanto un'inclusione di questi
immobili nel disegno di legge che stiamo discutendo rischierebbe
di dilatare enormemente i costi per le imprese perché i medesimi
immobili che in atto sono concessi in locazione a canoni
sicuramente contenuti - diciamo a canoni politici -, come è
previsto dalla legge istitutiva dei consorzi per le aree di
sviluppo industriale, verrebbero valutati secondo le quotazioni
di mercato e concessi in locazione secondo le quotazioni di
mercato, determinando con ciò una dilatazione dei costi per le
imprese non indifferente. Dunque, l'emendamento punta a
comprendere tra gli immobili da escludere dal comma 1
dell'articolo 4 oltre che i beni immobili destinati a civile
abitazione di proprietà degli IACP anche i beni immobili
destinati ad attività commerciali o produttive di pertinenza
delle ASI.
Il secondo emendamento riguarda, invece, termini che devono
essere corretti in funzione della modifica del comma 12
dell'articolo 6 della legge 17 del 2004, che riguarda la
Commissione di conciliazione. In Commissione Bilancio abbiamo
lungamente dibattuto sull'opportunità che la Commissione di
conciliazione possa continuare e completare il proprio lavoro,
così da facilitare l'applicazione dell'articolo 4 di questo
disegno di legge, e abbiamo già stabilito che il termine previsto
dal comma 12 dell'articolo 6 venga prorogato al 31 dicembre 2007.
Di conseguenza, signor Presidente, onorevole Assessore, è
necessario correggere i termini previsti dal comma 9, portando il
funzionamento della Commissione da 24 a 48 mesi, e dall'articolo
8 della legge 15/2005, portando i termini di accesso ai benefici
della conciliazione dal 31 dicembre 2004 al 30 giugno 2007. Con
questo spostamento in avanti dei termini previsti dalla legge
istitutiva della Commissione di conciliazione, rendiamo armonico
il procedimento; sostanzialmente stiamo prorogando la validità
della Commissione, stiamo spostando in avanti i termini per
effettuare la conciliazione, provocando una chiusura del
contenzioso con una conseguenza temporale logica alla parte che
abbiamo già modificato col secondo comma dell'articolo 4. Ciò
determinerà non poche entrate per la Regione - la cifra stimata è
assai considerevole - se teniamo conto del fatto che la
Commissione, pur avendo lavorato per poco tempo, ha già acquisito
oltre mille pratiche per le quali ha già provveduto a riscuotere
la cosiddetta tassa di accesso alla conciliazione' che, in
questo momento, è fissata in mille euro.
L'ultima parte del mio intervento desidero dedicarla ad
un'altra questione, che è stata lungamente dibattuta nel corso
dei lavori della Commissione, e cioè la vicenda che interessa le
terme di Sciacca e di Acireale.
Questa mattina l'Assessore per il turismo, erroneamente - e
dico erroneamente perché lui stesso mi ha riferito che la
questione che gli era stata sottoposta avrebbe determinato un
comportamento diverso, quindi dico erroneamente a ragion veduta -
, ha fatto pervenire una lettera con la quale ritiene che le
Terme di Sciacca abbiano bisogno di una somma più alta rispetto
alle Terme di Acireale. Questa mattina l'Assessore si è messo in
contatto con le Terme di Acireale ed alla fine ha convenuto sul
fatto che l'attuale stesura dell'articolo sia quella più conforme
alle esigenze finanziarie sia di Sciacca che di Acireale. Quindi,
sostanzialmente, ritiene che il contenuto della sua lettera sia
superato.
Non credo di dovere aggiungere altro. Ove mai dovessi
ulteriormente chiarire il contenuto degli emendamenti, sono
pronto a farlo. Credo, comunque, che da questo punto di vista
essi siano abbastanza chiari e si illustrino da soli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Non
essendo presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Non essendo
presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Poiché è stato fissato per le ore 20.00 il termine ultimo per
la presentazione degli emendamenti, sospendo l'esame del disegno
di legge numero 440/A.
Discussione del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni
all'articolo 7 ter ed all'articolo 26 della legge 11 febbraio
1994, numero 109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto
2002, numero 7 e successive modifiche ed integrazioni » (425/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter ed all'articolo 26
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come recepito dalla legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni» (425/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Invito l'onorevole Adamo, presidente della Commissione e
relatore, a svolgere la relazione.
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la proposta è stata presentata
dall'Assessore Consoli, è stata esaminata dalla IV Commissione ed
è passata all'unanimità. Il disegno di legge propone di aumentare
il numero delle commissioni che effettuano le gare d'appalto
senza aggravio di spesa. Questo credo sia l'elemento qualificante
della proposta.
Il vicepresidente delle commissioni già istituite può nominare
altre commissioni avvalendosi del personale regionale, quindi
garantendo un maggiore snellimento delle procedure nella
realizzazione delle gare d'appalto senza aumento di spesa. Su
questo la IV Commissione si è pronunciata all'unanimità a favore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 17.07)
La seduta è ripresa.
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, preciso che i deputati potranno utilmente
intervenire nel merito dell'intero disegno di legge nel corso
della discussione dell'articolo 1. Comunico che la discussione
del disegno di legge numero 425/A proseguirà nella successiva
seduta.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 440/A
PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione del
disegno di legge «Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari» (440/A).
Si passa all'esame dell'ordine del giorno numero 24
«Realizzazione del centro A.V.I.S. di Floridia», dell'onorevole
Ortisi.
ORTISI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla tabella H
del bilancio del 2006 è prevista una somma specifica, come si può
evincere dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, per il
centro A.V.I.S. di Floridia, quindi non si tratta di stanziare
soldi, bensì di specificare che tale somma va indirizzata al
completamento del centro medesimo, così come era nelle intenzioni
di chi la propose. Ciò aiuta l'Assessorato ad espletare le parti
procedurali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 22
novembre 2006, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - «Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari» (numero
440/A) (Seguito)
Relatore: on. Cimino
2) - «Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter ed
all'articolo 26 della legge 11/2/1994, numero 109, come recepito
dalla legge regionale 2/8/2002, numero 7 e successive modifiche
ed integrazioni» (numero 425/A) (Seguito)
Relatore: on. Adamo
III - ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER,
COMMA 3, DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI LEGGE
COSTITUZIONALE NUMERI 206, 980 E 1241, DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME RELATIVE ALLA
MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.
Relatore: on. Maira
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-«Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006. Assestamento tecnico» (numero 393/A)
La seduta è tolta alle ore 17.12
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli