Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Ammatuna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Istituzione del garante per l'infanzia (n. 450)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Confalone, Adamo in data 21
novembre 2006.
Comunicazione di trasmissione di copia di relazione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in data 14
novembre 2006, ha trasmesso copia della decisione e relazione
della Corte dei conti - Sezioni riunite in sede di controllo per
la Regione siciliana - sul rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2005.
Comunico, altresì, che copia della sopraccitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 738 - Interventi per assicurare l'assistenza pediatrica presso
l'ASL di competenza a numerosi bambini dei comuni di Cammarata e
S. Giovanni Gemini (AG) non accolti dalla stessa a causa del
raggiungimento del numero massimo di assistiti consentito dalla
legge.
- Assessore Sanità
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 739 - Interventi per la modifica o l'annullamento degli
accertamenti emersi dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di
alcuni soggetti destinatari di finanziamenti per progetti di
formazione all'autoimpiego.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Villari Giovanni
N. 741 - Interventi urgenti per reprimere il fenomeno dello
sfruttamento della manodopera extracomunitaria nell'Isola.
- Assessore Agricoltura
- Assessore Lavoro
Firmatario: Zappulla Giuseppe
N. 742 - Interventi urgenti per il ritiro dei ruoli emessi dal
Consorzio di Bonifica n. 11 nei confronti degli agricoltori di 36
comuni della provincia di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Ballistreri Gandolfo
N. 743 - Notizie a proposito della variazione del Piano
Regolatore Generale da parte del Consiglio comunale di Lentini
(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Parrinello Antonio; La Manna Salvatore; Aulicino
Armando
N. 745 - Motivi del mancato completamento dei lavori di
ristrutturazione degli scali di alaggio nel porto di Acitrezza
(CT).
- Presidente Regione
Firmatari: Nicotra Raffaele; Ruggirello Paolo
N. 746 - Motivi del ritardo nel passaggio delle competenze da
parte del comune di Catania alla società di ATO.
- Presidente Regione
Firmatario: Di Guardo Antonino.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 732 - Notizie circa la fuoruscita di acqua sporca dai
rubinetti nella frazione Canalicchio del comune di
Tremestieri Etneo (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 733 - Interventi atti a garantire il trasporto dei pazienti
dializzati.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 734 - Notizie circa il degrado ambientale causato dalle
discariche a cielo aperto presenti nelle strade che conducono
all'Etna.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 735 - Interventi per la revoca dei nullaosta per la
costruzione di alloggi in cooperative edilizie ad Acireale da
parte della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 736 - Notizie circa la mancata ultimazione di un marciapiede
in via Bronte a Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 737 - Interventi per evitare situazioni di degrado ambientale
in via Abate nel comune di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 740 - Notizie circa disservizi e inadempienze
all'ospedale di Militello Val di Catania (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 744 - Interventi per accertare la responsabilità per la morte
della piccola Maria Angelica Quartarone.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Tumino Carmelo.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno trasmesse al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 129 Interventi volti a garantire le attività antropiche
nelle aree di pertinenza e di confine dei parchi e delle riserve
naturali siciliane , degli onorevoli Fleres Salvatore; Cimino
Michele; Confalone Giancarlo;D'Aquino Antonio; Turano Girolamo;
Savona Riccardo;
Presentata il 16/11/06
numero 130 Espletamento dei concorsi banditi per il conferimento
delle sedi farmaceutiche vacanti , degli onorevoli Barbagallo
Giovanni; Ammatuna Roberto; Culicchia Vincenzino; Fiorenza
Cataldo; Galletti Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Galvagno
Michele; Laccoto Giuseppe; Manzullo Giovanni; Ortisi Egidio;
Tumino Carmelo; Rinaldi Francesco; Vitrano Gaspare; Zangara
Andrea
Presentata il 21/11/06
numero 131 Interventi per la ripresa dei lavori attualmente
sospesi nella diga Pietrarossa al fine di completare e mettere in
funzione un'opera importante per l'agricoltura , degli onorevoli
Fagone Fausto; Maira Raimondo; Terrana Decio; Ragusa Orazio.
Presentata il 21/11/06.
Le mozioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine del
giorno perché se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha chiesto una
sospensione dei lavori d'Aula al fine di poter esaminare gli
emendamenti presentati entro le ore 20.00 di ieri, martedì 21
novembre 2006, al disegno di legge numero 440/A.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 16.03 )
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Provvedimenti
urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione regionale ed
interventi finanziari (440/A)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge .
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari (n.
440/A), posto al numero 1).
Ricordo che nella seduta precedente era stata chiusa la
discussione generale ed era stato votato il passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa, quindi, all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Fermo biologico
1. Alla Tabella I di cui all'articolo 13, comma 8, della legge
regionale 30 gennaio 2006, n. 1, è apportata, per l'esercizio
finanziario 2006, la seguente modifica in migliaia di euro:
UPB 8.3.1.3.2 Capitolo 348105 + 16.000
2. All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma si
provvede, per l'esercizio finanziario 2006, quanto a 6.400
migliaia di euro mediante riduzione di pari importo della spesa
autorizzata dall'articolo 22 della legge regionale 21 settembre
2005, n. 11, per le finalità previste dall'articolo 4 della legge
medesima (U.P.B. 4.3.2.6.2 - capitolo 616806) e quanto a 9.600
migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.3.99 - capitolo 212527 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 16.05, riprende alle
ore 16.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare all'esame
dell'articolo 2, comunico gli ordini del giorno presentati:
n. 26: Liquidazione somme spettanti ai membri dell'ex CORECO ,
a firma degli onorevoli Ortisi ed altri;
n. 27: Iniziative, in collaborazione con il Governo nazionale,
per il rilancio del settore della pesca , a firma degli onorevoli
Cristaldi ed altri;
n. 28: Iniziative per l'avvio della fase attuativa
dell'Accordo di programma sulla chimica dell'area industriale di
Siracusa , a firma degli onorevoli De Benedictis ed altri.
CRISTALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno
a mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, naturalmente l'ordine del giorno
è collegato con il voto di qualche attimo fa dell'Assemblea
regionale siciliana e credo di non fare offesa a nessuno se
ringrazio il Governo e la maggioranza, in primo luogo, ma
l'intero Parlamento, per il voto poc'anzi espresso.
PRESIDENTE. Volevo ricordare che ha votato maggioranza e
opposizione.
CRISTALDI. E infatti, lo stavo dicendo, signor Presidente. Ma
se permette, comincio in via gerarchica , intanto per l'organo
proponente, che è il Governo, poi per la maggioranza che l'ha
sostenuto e anche per l'opposizione che, naturalmente, consente
di dare a questo voto un significato assembleare e unanime. E'
sicuramente un momento positivo per la nostra Sicilia.
E appunto perché c'è questo spirito unitario, noi della
maggioranza abbiamo presentato, come Casa delle Libertà - ma mi
auguro ci possa essere anche l'assenso della minoranza, del
centrosinistra -, un ordine del giorno tendente a creare una fase
di collaborazione con il Governo nazionale per sviluppi che
ultimamente sta avendo proprio il settore della pesca.
L'ordine del giorno fa riferimento al recente deliberato,
recentissimo deliberato, proprio ieri, da parte dell'Assemblea
dei Ministri dell'Unione Europea.
In questa riunione, i Ministri della pesca d'Europa hanno
siglato una sorta di intesa per consentire, si dice - e noi non
dubitiamo di questo -, il rilancio del settore pesca in Europa.
Poiché l'esperienza porta me personalmente, ma credo anche
coloro che si sono trovati ad occuparsi di pesca, a ricordare che
non sempre le intese e i protocolli europei sono stati a favore
del Meridione d'Europa, a favore della pesca mediterranea,
chiediamo che il Governo possa aprire una fase di collaborazione
con quello nazionale - quindi, tra l'assessore Beninati e il
ministro De Castro - per cercare, in qualche maniera, di mettere
ordine all'interno dell'intesa e della Direttiva che è
sicuramente molto generica per quanto riguarda, soprattutto, gli
aspetti della pesca mediterranea.
E, ancora, l'esperienza mi porta a dire che, all'interno delle
discussioni che si tengono a Bruxelles, sulla pesca c'è una sorta
di mentalità eccessivamente nordista, c'è una sottovalutazione
della pesca mediterranea e di quella siciliana in particolare.
Tralascio dell'ordine del giorno la parte relativa alla premessa,
perché sicuramente sta per essere distribuito il testo e, quindi,
ciascun collega deputato può esprimere la propria considerazione;
mi soffermo, tuttavia, sulla parte impegnativa dell'ordine del
giorno, perché secondo me si tratta di affrontare gli argomenti
fondamentali che riguardano la situazione della pesca siciliana.
Nella parte impegnativa dell'ordine del giorno, si legge che
«L'Assemblea regionale siciliana impegna il Governo regionale ad
aprire con il Governo nazionale un tavolo di collaborazione in
guisa tale da consentire l'avvio di iniziative legislative ed
amministrative tendenti ad assicurare principalmente:
-l'adozione della politica di riposo biologico come elemento
strategico per il rilancio del settore, assicurando idonee
indennità sia ai marittimi che agli armatori;
-l'ammodernamento della flotta peschereccia siciliana, la più
numerosa del Mediterraneo ma anche la più vetusta d'Europa;
-la nascita di adeguate strutture di commercializzazione del
prodotto ittico, in linea con le esigenze del nuovo mercato
internazionale;
-l'adeguamento e l'ammodernamento delle strutture portuali
siciliane che, da decenni, non sono state oggetto di seri
interventi.
L'Assemblea regionale siciliana impegna altresì il Governo a
creare strumenti collaborativi con il Parlamento regionale sia
per la costante informazione dell'azione svolta sia per
concordare gli opportuni atti tendenti a raggiungere gli scopi
previsti nel presente ordine del giorno.»
Ribadisco che hanno firmato l'ordine del giorno vari colleghi
che appartengono all'intera coalizione che sostiene l'attuale
Governo.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, una cosa è
evidentemente ascoltare la lettura dell'onorevole Cristaldi,
altra cosa è dagli ora una lettura più attenta, non appena ci
forniranno la copia che ancora non abbiamo.
Per quanto ho sentito, evidentemente, mi pare che vada messo in
luce un aspetto. Questa sera è presente l'Assessore al ramo,
quindi la discussione potrebbe essere rapida e, per certi versi,
molto efficace; io non voglio fare alcuna critica e, da parte
nostra, deve esserci la massima attenzione, stiamo scoprendo,
dopo cinque anni che governate la Sicilia, che abbiamo un
problema serio: non mi dite in base anche al modo di come state
facendo la vostra opposizione a Roma, per carità, noi abbiamo
esperienza di opposizione e sappiamo bene cosa significhi fare
un certo tipo di opposizione. Ma un altro tipo di opposizione la
state facendo voi: demolendo, picchiando in maniera seria. Ma noi
vogliamo distinguerci e non intendiamo né demolire né picchiare,
né tanto meno generalizzare
Però, onorevole Assessore, nel rivolgermi a lei, dico che non
c'è dubbio che lei meglio di noi sa parlare di FEP, di Fondi
europei pesca, appunto, meglio di noi sa parlare della legge n.
32, perché nella precedente legislatura era deputato e
presidente di una Commissione e lei sa bene che il Governo
nazionale in carica, fino a poco tempo fa, fino a maggio scorso,
era proprio il Governo di centrodestra, con a capo il Presidente
del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi.
Lei sa bene, quindi, che le questioni che hanno riguardato
Bruxelles, e tutto ciò che è stata una trattativa particolarmente
impegnativa per quanto concerne anche i deliberati della
competente Commissione, è stata e doveva essere seguita dal
Governo nazionale e da quello regionale: ma questo, mi pare, è
stato fatto in maniera assolutamente inadeguata, lo dico
soprattutto per quanto concerne il Governo della Regione
siciliana che aveva le stesse caratteristiche, sia politiche che
d'impostazione, che ha questo Governo.
In altri termini, non mi pare che ci siano grandi differenze,
per la verità.
Ebbene, il FEP è un'occasione importantissima, lei sa bene che
dovrebbe esserci un lavoro in corso: spero che quel lavoro ormai
racchiuda tutti i possibili interventi che la Regione dovrebbe
proporre seriamente, sia in concerto con il Governo nazionale, ma
soprattutto, negoziando seriamente con gli uffici di Bruxelles e
della Commissione competente.
Sapendo bene il Governo tutto questo, sono favorevole a dare a
quell'ordine del giorno, mi permetterà signor Presidente e
onorevole Cristaldi, un nostro contributo, anche al fine di
valutarlo, se voi ritenete come maggioranza che l'opposizione,
appunto, possa dare un contributo per sposarne i contenuti.
Se riusciamo in questa fase ad essere costruttivi, bene; ma se
la maggioranza deve fare opposizione a se stessa, è qualcosa che
andrebbe, secondo la nostra, la mia valutazione, un attimo
considerata attentamente, perché siamo un po' stanchi, onorevole
assessore Beninati, siamo stanchi del fatto che ci siamo limitati
fino ad ora, in cinque anni, con una legge discreta che avevamo -
e non la cito per una questione di brevità, perché la conosciamo
tutti - ebbene, dicevo, con una legge discreta che permetteva
moltissimi interventi in un settore strategico per l'economia
siciliana.
Lo dicevo ieri pomeriggio e devo ripeterlo stasera, perché
eravamo in un'Aula semivuota e con l'attenzione, evidentemente,
solo di alcuni colleghi della Presidenza: noi abbiamo avuto a
disposizione strumenti legislativi inseriti nel POR Sicilia,
anche abbastanza interessanti, e alla fine l'elefante ha
partorito il topolino
Di fatto, cioè, ci siamo limitati al solo triennio con
l'accompagnamento sociale ai marittimi: 50 euro al giorno per
trenta giorni, è l'ultimo prodotto che stiamo tirando fuori ed
abbiamo chiuso la partita, come se il settore della pesca
meritasse solo questo Merita molto di più, questa è una piccola
cosa in mezzo a tantissimi aspetti che andrebbero valorizzati e
su cui bisognerebbe impostare una strategia vera, forte, seria da
parte del Governo della Regione siciliana
Se si apre una discussione di merito forte e seria, dove la
maggioranza non vuole fare opposizione a se stessa, dove si
confluisce seriamente attorno a un ragionamento che possa anche
riguardare l'ordine del giorno, bene, però vogliamo sentire anche
che cosa sta facendo il Governo. In che modo sta affrontando la
programmazione? Cosa significa per il Governo FEP? Cosa significa
il rapporto vero, reale ed anche costruttivo con il Governo
nazionale? Siamo stanchi di vedervi fare, in un certo modo,
l'opposizione, come abbiamo registrato e registriamo in queste
ore.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per una
brevissima considerazione. Innanzitutto, desidero apporre la mia
firma all'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi, perché è
un ordine del giorno che condivido pienamente e devo dirle che,
francamente, questo provvedimento va nella stessa ottica, caro
onorevole Oddo: anche con il Governo Berlusconi si era attivato
un confronto serio con la Comunità Europea, quindi bene fa
l'Assessore alla Pesca, onorevole Beninati, a poter rendere un
rapporto di collaborazione con l'Assemblea regionale, con il
Governo regionale, per i problemi attinenti la piccola pesca
siciliana dove un rapporto difficile e, devo dire, come bene
diceva l'onorevole Cristaldi, contraddittorio con l'Unità
Europea, ha visto la nostra pesca molte volte marginale.
PRESIDENTE. Volevo chiarire all'onorevole Cracolici, che
legittimamente ha chiesto di cosa stiamo parlando, che dal
momento che avevamo votato l'articolo 1, prima di passare
all'esame dell'articolo 2, non essendo ancora presente
l'assessore al Bilancio, abbiamo ritenuto di porre in discussione
l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Cristaldi, avviandone
l'esame con l'illustrazione e le dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
premetto che l'ordine del giorno che ho avuto modo di leggere è
condiviso e quindi il parere del Governo è certamente favorevole;
vorrei dire, anche perché mi è stato chiesto dagli interventi
dell'onorevole Oddo e anche da quanto è stato scritto nell'ordine
del giorno, che il Governo in questi mesi ha lavorato, a pieno
ritmo, proprio per essere pronto a quanto già - dico ciò per
riconoscere il lavoro svolto con continuità dal mio predecessore
- si era attivato nella scorsa legislatura.
Non più lontano di lunedì scorso, sono stato proprio al
Ministero, dove c'era il Sottosegretario, nell'ambito di una
riunione organizzata da tutte le Regioni d'Italia. Posso dire, a
merito di questa Regione, che la Sicilia è stata la più pronta,
proprio in conseguenza dell'evoluzione del nuovo programma
europeo, del nuovo fondo che si chiama FEP. Devo dire che ho già
incontrato in maniera ufficiosa il Presidente della Commissione,
l'onorevole Turano, e a giorni presenterò, per la prima volta,
il Piano regionale della pesca siciliana.
Questo Piano è uno strumento importantissimo che doveva essere
fatto per legge e che, purtroppo, si è fatto solo adesso, ma in
questi mesi devo dire anche che, avendo gli Uffici sollecitato
alcuni incontri con tutte le parti scientifiche, abbiamo prodotto
uno strumento importantissimo che abbiamo già dato in anteprima
al Sottosegretario del Governo nazionale, in quanto nello stesso
è calata la parte proprio relativa al FEP. Si tratta, quindi, di
uno strumento che pianifica, programma tutto quello che
giustamente l'onorevole Cristaldi ha voluto portare
all'attenzione dell'Aula ed è, altresì, importantissimo che,
proprio noi, siamo la prima Regione in Italia ad avere prodotto
questo strumento.
Tutte le raccomandazioni che sono all'ordine del giorno,
quindi, sono accolte molto bene, anzi condivise, in quanto la
parte che già il Governo avrebbe dovuto fare, l'ha già svolta.
Abbiamo quindi questo strumento che ci permetterà di essere
pronti. Al riguardo, devo dire che, nella giornata di lunedì,
siamo stati ascoltati quale Regione Sicilia (forse non tutti
sanno che nel settore pesca in Italia, la quota della Regione
incide per quasi il 30%); ebbene, essendo una riunione proprio
sulla programmazione del FEP, vi posso dire che ho chiesto, ed il
Sottosegretario lo ha condiviso, un rinvio. E ciò perché si era
iniziato un po' a voler accentrare alcune competenze, togliendole
alla Regione Sicilia; me ne dispiace, ma certamente il mio
intervento è stato utile in quella sede.
E devo dire che, secondo me, questo sarebbe stato, ed è se si
va avanti su questa strada, un errore: vedete, su tutte le cose
si può accentrare, ma non sulla pesca condividendo la proposta
che la Regione Sicilia ha formulato; ogni Regione, infatti, ha le
sue specifiche competenze, anche perché il mare che ci circonda,
non solo della Sicilia, ma dell'Italia, è differente da zona a
zona; e pertanto, sarebbe inusuale inserire interventi unici in
settori totalmente differenti l'uno dall'altro.
Condividendo questa linea, allora, si è rinviato l'incontro di
una quindicina di giorni: ritengo e devo dire che con il
Sottosegretario si è raggiunta una condivisione della proposta
che la Regione ha formulato, circa la revisione di alcune
competenze da lasciare, appunto, alla Regione, in quanto
paradossalmente non potrebbe altrimenti dare risposte alle nostre
marinerie, se la qual cosa si accentrasse in sede statale.
Condividendo questo aspetto (è stato anche un modo per
informare che il Governo, sull'argomento, è attentissimo) per la
prima volta, negli unici due incontri che il Ministero ha
attenzionato ed ha voluto con le Regioni di tutta Italia, la
Sicilia è stata sempre presente, non ultimo nella giornata di
lunedì.
Posso, quindi, dire che in questo momento la nostra linea è di
attenzione e di condivisione con buona parte delle iniziative che
il Governo sta per fare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei mi ha un
po' disorientato con una procedura inusuale
PRESIDENTE. Le ho spiegato i motivi tecnici, onorevole
Cracolici
CRACOLICI. L'ordine del giorno - diciamo - è una sorta di
tappabuchi, in attesa che arrivi l'Assessore al bilancio
PRESIDENTE. Per speditezza dei lavori, tecnicamente ciò è
possibile in quanto lo stesso si aggancia all'articolo 1,
precedentemente approvato.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei sa che se tecnicamente non
fosse stato possibile, avrei sollevato obiezioni di natura
regolamentare. Io mi sto semplicemente limitando a cogliere la
novità sul piano procedurale, non è che sia fuori dalle regole,
ma è una novità.
Al di là della procedura, andiamo al profilo sostanziale.
Voglio dire subito che l'ordine del giorno in questione è scritto
in maniera tale che può essere votato dall'Aula, non solo dalla
maggioranza.
Ritengo che, infatti, così come l'articolo 1 del disegno di
legge è stato votato nell'insieme, dal Parlamento siciliano, da
maggioranza e opposizione, anche questo ordine del giorno può
avere una accettazione collettiva, almeno del mio Gruppo e
presumo anche dei colleghi della Margherita.
Voglio sottolinearne un aspetto, anzitutto: è scritto anche con
garbo istituzionale. Devo fare plauso anche a chi ha usato il
garbo istituzionale in una Regione dove, negli ultimi mesi, tutto
c'è stato, tranne il garbo. Persino il garbo, infatti, è stato
messo in discussione nel rapporto tra Istituzioni. Non ultimo, in
queste ore, un Governo regionale che sta continuamente
manifestando una alterità che non so dove porterà. Credo che
tutta questa grande sceneggiata che ha messo in piedi Cuffaro,
alla fine, avrà come conseguenza un meno e non un più per la
Sicilia.
Fatto quindi salvo l'aspetto legato al garbo e al galateo,
ritenuto che, probabilmente, sarebbe stato anche più utile
chiedere addirittura la sottoscrizione dell'Aula, annuncio di
apporre la mia firma e quella dei colleghi del Gruppo. Voglio
però sottolineare una cosa, e cioè che è giusto che
rivendichiamo e chiediamo al Governo nazionale di fare la sua
parte. Per la verità, faremmo anche bene a dare i giudizi,
perché quando si dice che da decenni non ci sono, ad esempio,
interventi sulla portualità, vorrei ricordare all'onorevole
Cristaldi, che ha fatto il parlamentare nazionale nella scorsa
legislatura e che nella precedente ancora era Presidente di
questa Assemblea, che proprio mentre appunto era presidente di
questa Assemblea, il Governo nazionale varò, con l'allora
ministro Burlando, un Piano sulla portualità che coinvolgeva la
Regione Sicilia e che prevedeva una serie di misure per
l'ammodernamento e per la messa in sicurezza di alcuni dei nostri
porti.
Se in questi cinque anni, sostanzialmente, non si è fatto
nulla, non è che si può dare un giudizio generalizzato sui
decenni Negli ultimi cinque anni, la Regione Sicilia è stata
dimenticata sulle attività infrastrutturali e sulla possibilità
di mettere in sicurezza e in manutenzione i nostri porti.
Anche noi avremo sempre le carte in regola, pure nel rapporto
con il Governo nazionale, se la Sicilia, appunto, fa la sua
parte.
Faccio un esempio: noi stiamo varando una variazione di
bilancio per dare copertura al riposo biologico dell'anno 2005
Questa Regione, cioè
CRISTALDI. Non è così, onorevole Cracolici...
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. No...
CRACOLICI. Come no? E il 2005 che fine fa? E' già stato
erogato?
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. No, ancora no.
CRACOLICI. E, quindi, non è stato fino ad oggi erogato. Parli.
Ci sarà pure un motivo. E' chiaro che ci sarà un motivo se non è
stato erogato. Ed è chiaro che ci sarà un motivo se non è stato
erogato. Voglio dire che certamente uno dei problemi che noi
abbiamo nel rapporto con il mondo della pesca siciliana è questa
certezza del diritto. Qual è il luogo ove si manifesta la
certezza e il riconoscimento di un corrispettivo dovuto? Stiamo
arrivando a fine novembre per riconoscere una cosa che sapevamo
esserci ad inizio di gennaio.
Dico questo perchè noi siamo per tenere aperto un livello forte
di vertenzialità tra la Regione e lo Stato. Ma per avere un
livello adeguato e consapevole ed essere una vertenzialità
propositiva ed innovativa la Sicilia deve avere le carte in
regola.
Noi su molte questioni - e la pesca è una tra queste - non
abbiamo le carte in regola. Ecco perchè pur votando l'ordine del
giorno dell'onorevole Cristaldi non posso che sottolineare gli
aspetti e i limiti comportamentali di questo Governo che ancora
oggi, rispetto alle questioni che riguardano la pesca, e non solo
il riposo biologico, rispetto al problema dell'utilizzo
innovativo delle risorse comunitarie per l'ammodernamento della
flotta, questo è un problema che riguarda anche la Regione, non
solo Roma.
Votiamo pure l'ordine del giorno ma rimane il fatto che la
Sicilia deve capire fino in fondo come intende affrontare questo
tema e come lo vuole risolvere per davvero.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
per dichiarare il voto della Margherita sull'ordine del giorno
presentato dall'onorevole Cristaldi, non aggiungo altre cose.
E' chiaro che i ritardi in materia di pesca sono notevoli. Devo
fare un plauso al Governo nazionale. Il problema che la Regione
debba avere le carte in regola per essere credibile nei confronti
dell'Europa e nei confronti del Governo nazionale è un fatto
dovuto, ma ne discuteremo allorquando parleremo di politica
economica.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare non per esprimere il mio voto favorevole sull'ordine del
giorno, che peraltro mi vede cofirmatario, ma per un fatto
tecnico: nell'ultimo capoverso c'è scritto che l'Assemblea
regionale siciliana impegna altresì il Governo a creare strumenti
collaborativi con il Parlamento regionale. Presumo si intendesse
dire con la Commissione competente?
CRISTALDI Non solo ad integrazione della Commissione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 27.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Interventi in favore dell'ESA
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 4, della legge
regionale 31 agosto 1998, n. 16, trovano applicazione nel biennio
2006-2007 e gli oneri conseguenti sono assicurati dall'Ente
sviluppo agricolo (ESA) entro l'esercizio finanziario 2007.
2. Alla Tabella H di cui all'articolo 13, comma 7, della legge
regionale 30 gennaio 2006, n. 1, sono apportate, per l'esercizio
finanziario 2006, le seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 2.3.2.6.5. Capitolo 546401 +
6.500;
UPB 2.3.2.6.5. Capitolo 546403 +
3.610.
3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
pari a complessivi 10.110 migliaia di euro, si provvede per
l'esercizio finanziario 2006 mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.1. - capitolo 613910 del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.'
Onorevoli colleghi, siccome è stato presentato un emendamento
del Governo, ed è opportuno che gli Uffici ne esaminino il
contenuto per evitare che ci siano norme che già sono contenute
negli emendamenti e nel testo presentato, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 16.35, è ripresa alle ore
16.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Sospendo la trattazione dell'articolo 2.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Riscossione Sicilia SpA
1. Al fine di garantire le finalità di cui al disposto
dell'articolo 3, comma 3, del decreto legge n. 203 del 2005,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2005, n.
248, recepito dall'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, avendo le parti optato per il sistema dualistico di
cui agli articoli 2409 octies codice civile e seguenti, il
revisore contabile deve essere scelto dall'Amministrazione
regionale tra i magistrati della Corte dei Conti, in servizio
presso gli uffici della Corte dei Conti aventi sede in Sicilia,
in possesso, per tutta la durata del mandato, dei requisiti di
cui all'articolo 2409 quinquies codice civile».
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione di questo articolo che riguarda la Riscossione Spa,
Società appena costituita dalla Regione col Ministero delle
Finanze e con il soggetto che gestirà la riscossione in Sicilia,
per porre un tema a proposito di tagli alla spesa - e mi rivolgo
in particolare all'Assessore per il bilancio e le finanze, il
quale ha il dovere della vigilanza.
Mi risulta che questa mattina vi sia stato un atto, in nome
dell'efficienza e dell'efficacia, della nuova società Riscossione
Sicilia Spa, che prevede l'assunzione di due addetti del
Consiglio di Amministrazione della stessa: un autista e una
segretaria.
Far partire questa società, che ha il compito di gestire tutta
la materia della riscossione in applicazione della legge
nazionale, con questa modalità, sostanzialmente, dà il segnale di
un ennesimo carrozzone in mano alla brutta politica. E credo che
tutto ciò sia veramente una vergogna.
Invito il Governo, quale soggetto che in qualche modo svolge
funzioni di vigilanza nei confronti delle Società che hanno il
compito di gestire la riscossione in Sicilia, di bloccare questa
vergogna . In queste società infatti sono previste delle figure,
degli addetti che nonostante siano società per azioni costituite
con capitale pubblico, si tenta di farle diventare società in cui
ciascuno decide di assumere a titolo personale chi vuole.
Lo dico all'onorevole Assessore perché, purtroppo, il timore
iniziale che avevamo manifestato si è verificato dopo avere
costatato che molte delle nomine fatte in questi enti più che
essere legate a funzioni tecniche e capacità scientifiche sono
state appannaggio delle seconde linee di una politica sconfitta
dagli elettori e premiata da questo Governo.
Se queste società devono servire a dare spazio ovvero a dare
qualche gettone o appannaggio a questi signori, credo che qui si
sta facendo un pessimo servizio alla Sicilia.
Ho voluto cogliere l'occasione di questo articolo sul quale
siamo d'accordo per porre all'attenzione ufficialmente, nella
sede del Parlamento, i rischi che fin dall'origine si stanno
determinando nella nuova società appena costituita.
Spero che il Governo senta l'esigenza di rispondere alla
questione da me posta in questo momento in Aula.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, confermo di
essere d'accordo, però, date le cose che ha detto l'onorevole
Cracolici, chiedo che il Governo sull'argomento intervenga e ci
dia qualche significativa certezza. Infatti, se dovessimo
iniziare e fosse vero - io mi auguro che non sia vero, anzi non
ci credo -, significherebbe che stiamo preparando un altro
carrozzone tipo ente minerario. A questo punto, io mi vergogno di
aver dato, col mio lavoro, la stura a fare una società pubblica
di questa natura. Io mi sono speso perché si facesse una società
pubblica che abbia la capacità di riscuotere di più e meglio,
non perché assuma di più e peggio Altrimenti, davvero sarebbe
una cosa inqualificabile sulla quale ritengo che il Governo abbia
il dovere di darci un chiarimento.
Se poi do uno sguardo all'Aula e comincio ad interrogarmi su
ciò che sta avvenendo, proprio perché non sono stati rispettati i
termini, penso che mi allontanerò per protesta e non voterò, in
quanto vuol dire che sono stato preso in giro in Commissione
bilancio.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
sottrarmi agli inviti così pressanti degli onorevoli Cracolici e
Cintola, anche se qualche parola è stata di troppo e la
terminologia utilizzata così dura che mi porta a qualche
resistenza.
Il Governo non ha compiuto nessuna porcheria, il Governo si è
assunta la responsabilità di alcune scelte, le fa assolutamente
proprie e, per quanto riguarda la riscossione Sicilia,
l'onorevole Cracolici ma, soprattutto, l'onorevole Cintola, che è
stato il mio immediato predecessore, sa che il Consiglio
d'amministrazione non è ancora del tutto composto: c'è un
presidente, ci sono dei consiglieri designati ma bisogna tenere
presente il regime dualistico cui è sottoposta la vicenda della
riscossione in Sicilia.
Una cosa è Serit Sicilia, la cui composizione è completa ed
operante, altra cosa è la Riscossione Sicilia che è una holding
dalla quale dipende la gestione vera e propria della riscossione.
Che nell'ambito della holding, cioè a dire della vera e propria
finanziaria che partecipa, che promuove e produce l'organo
esecutivo, quindi, una società di diretta emanazione della
politica, vi sia qualche rappresentante della politica, io non
ci vedo niente di strano. Si potrà giudicare non idoneo il tale o
talaltro uomo politico immesso in questa struttura, ma che la
metodologica sia davvero di tale livello da comportare parole
così inopportune, mi sembra ci stia di mezzo il mare.
Riscossione Sicilia è - ripeto - una holding finanziaria di
diretta emanazione del Governo regionale, che opera come ente
produttore dell'ente di gestione vero e proprio, che è Serit
Sicilia. Quindi, altra cosa è Serit Sicilia, i cui organi sono
al completo e la cui composizione è altamente qualificata.
Onorevole Cracolici, ciò è quanto dovevo dirle invitandola a
non cadere nella tentazione del comizietto sulla base del quale
tutto è decaduto e tutto è brutto. Dietro alcune manifestazioni
che possono apparire inopportune si cela, come sempre, un
quotidiano sforzo di adeguamento del Governo alle esigenze del
momento.
E' a questa logica che abbiamo ceduto, ma essa non è una logica
che rappresenta un passo indietro rispetto al passato, è una
logica semmai coerente che si colloca nella lucida, nobile
tradizione della nostra Autonomia siciliana.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'articolo 2, in precedenza
accantonato..
«Articolo 2
Interventi in favore dell'ESA
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 4,
della legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, trovano
applicazione nel biennio 2006-2007 e gli oneri
conseguenti sono assicurati dall'Ente sviluppo
agricolo (ESA) entro l'esercizio finanziario 2007.
2. Alla Tabella H di cui all'articolo 13, comma 7,
della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1, sono
apportate, per l'esercizio finanziario 2006, le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 2.3.2.6.5. Capitolo 546401 +
6.500;
UPB 2.3.2.6.5. Capitolo 546403 +
3.610.
3. All'onere derivante dall'attuazione del presente
articolo, pari a complessivi 10.110 migliaia di euro,
si provvede per l'esercizio finanziario 2006 mediante
riduzione di pari importo delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.2.8.1. - capitolo 613910 del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo».
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, ancora prima della discussione
generale sull'articolo 2, poiché lei ha sospeso l'articolo 2 in
attesa che il Governo presentasse un emendamento, avevo capito,
di riscrittura dell'articolo 2.
PRESIDENTE La Presidenza ha sospeso perché ancora non era
presente l'assessore per il bilancio e le finanze.
CRACOLICI Signor Presidente, come già successo a proposito
dell'ordine del giorno, subito dopo, lei è passato all'articolo
3 perché ha annunciato che il Governo stava per presentare un
emendamento.
Ho visto che ci è stato distribuito un emendamento
contrassegnato con il numero 6AR. Se capisco bene, essendo
numerato con il numero 6, presumo si tratti di un emendamento
all'articolo 6. Non ho capito, quindi, perché abbiamo sospeso
l'articolo 2.
In ogni caso, desidero sapere, in via preliminare, se le
affermazioni asserite ieri dalla Presidenza a quest'Aula sono
affermazioni frutto di una estemporanea valutazione del momento o
un orientamento assunto dalla Presidenza.
Onorevoli colleghi, vorrei sapere se questo emendamento fa
parte di una trattazione fatta in Commissione, cioè se è stato
esaminato da alcuni colleghi e da altri no. Diteci almeno da cosa
trae origine visto che il Governo aveva addirittura fatto
appello ai colleghi della maggioranza e della minoranza perché
non presentassero emendamenti. L'emendamento 6Ar contiene i
soliti tredici commi che saranno tredici norme non solo di
natura finanziaria. Il Governo quindi si è smentito 24 ore dopo.
Pertanto, se questo emendamento sarà dichiarato ammissibile
dalla Presidenza ancora prima di discutere dell'articolo 2
perché, cari colleghi, non è che possiamo andare avanti in
maniera schizofrenica.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, le volevo confermare che la
Presidenza ieri ha dichiarato, aderendo alla richiesta del
Governo e degli altri intervenuti, che non riterrà proponibili
gli emendamenti che esulano dal testo del disegno di legge.
Per quanto riguarda questo emendamento, così come per tutti gli
altri emendamenti presentati, ce ne sono molti improponibili, non
sono stati ancora dichiarati improponibili perché lo saranno nel
momento in cui si passerà alla relativa discussione sui singoli
articoli. Pertanto, non cambia nulla. Se, però, con la lettura di
questo emendamento - che la Presidenza ha fatto distribuire
appunto perché se ne avesse conoscenza da parte del Parlamento -
sarà opportuno avere una ulteriore lettura e si dovesse ritenere
utile sospendere per cinque minuti, la Presidenza sospenderà i
lavori in modo tale da consentirne la disamina.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, suggerisco un metodo più agevole: arriviamo oltre
l'indicazione del disegno di legge 440 e poi ne parliamo poiché,
in questo emendamento, gran parte delle modifiche che noi
chiediamo di apportare sono frutto degli emendamenti che adesso
via via analizzeremo considerandone la proponibilità o meno e
che abbiamo voluto coordinare ed inglobare nel maxiemendamento
del Governo. Questa, se volete, è una verifica che si potrà fare
con la sospensione annunciata dal Presidente per evitare che si
proceda disordinatamente e quindi accorpando i contenuti di
molti emendamenti che via, via andremo a constatare e verificare.
Ho cercato di dimostrare che non è un emendamento al di fuori
degli accordi pregressi, è un emendamento che raccoglie tutti
gli argomenti presentati sotto forma di emendamenti individuali
che rimangono, almeno nella quasi totalità, coerenti con il testo
del disegno di legge 440. Se credete, con la sospensione, potremo
fare la collazione ...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la ratio della volontà della
sospensione è questa, verificare che non vi siano emendamenti
estranei alla materia in discussione.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
gli accordi non sono da conservare e c'è poco da chiarire;
tuttavia, capisco le difficoltà dell'onorevole Lo Porto, in
qualità di assessore per il bilancio e le finanze, e non vorrei
essere al suo posto. Comprendo altresì che quando l'Assessore
per il bilancio e le finanze viene posto nelle condizioni di
conoscere le esigenze degli altri assessori, a gioco e partita
già abbondantemente iniziati, allora non mi rendo conto più di
nulla. Io, allora, in qualità di assessore al ramo feci una cosa
semplice: avendo convissuto per un anno e mezzo con questo modo
di giocare a rimpiattino tra gli assessori, diedi disposizioni di
non fare entrare nessuno nella mia stanza per sottopormi
emendamenti a discussione già inoltrata del disegno di legge.
Oggi faccio una cosa più semplice: mi vergogno di avere esitato
quel disegno di legge in commissione bilancio. In punta di piedi,
abbandono questi lavori perché ho compreso di avere preso in giro
me stesso
Tra le tante norme qui io trovo: gli allevatori, l'ISMEA, le
spese per le missioni dell'assessore, del suo ufficio di
gabinetto A questo punto, questo non è più l'accordo che
abbiamo fatto E' una bufala E di fronte alle bufale, in punta
di piedi, vi lascio continuare a divertirvi, ma per protesta non
sto più in Aula. Abbiamo lasciato i precari al loro destino
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera, il
sottoscritto ha reso un intervento a quest'Aula, subito dopo
quello dell'onorevole Cracolici, proprio perché avendo l'esigenza
di dovere disciplinare il proprio tempo e la propria attività,
aveva chiesto l'orientamento della Presidenza rispetto
all'ammissibilità di materie più o meno compatibili con il testo
del disegno di legge. La risposta che è stata data dalla
Presidenza è stata, devo dire, assolutamente, condivisa perché
riguardava la non ammissibilità di materie estranee al testo.
Questa stessa linea è stata tenuta dal Governo che, anzi, ha
invitato l'Aula, lo ha ribadito lei poc'anzi, a non esercitarsi
nella presentazione di emendamenti che sarebbero stati,
successivamente, dichiarati improponibili.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema è uno ed è
semplice, o per meglio dire, può essere semplice. L'atteggiamento
dell'Aula mi sembra abbastanza vivace ed uso un eufemismo quando
affermo ciò. E' vivace perché naturalmente nessun collega o pochi
colleghi hanno forzato la mano e hanno presentato emendamenti
estranei al testo. Alcuni lo hanno fatto, probabilmente, per
argomentare la loro posizione politica, anche rispetto a terzi,
ed io lo comprendo, ma la stragrande maggioranza dei colleghi si
è attenuta alla indicazione di ieri fornita dalla Presidenza.
Dicevo che il problema può essere semplice, ma potrebbe
diventare estremamente complesso. E' semplice se la Presidenza si
esprime, non rispetto a questo emendamento soltanto, ma, rispetto
all'intero corpo di emendamenti presentati. E lo fa in via
preventiva, perché, signor Presidente, onorevoli colleghi, la
logica del carciofo' non dico che l'ho inventata io, ma spesso
mi ci sono rifatto e, quindi, la conosco molto bene. Ed è una
logica che se la trasferiamo all'ultimo articolo di questo
disegno di legge, difficilmente, produrrà l'approvazione della
legge.
Nel caso in cui la Presidenza - onorevole Cintola sto parlando
per lei e anche per tutti gli altri colleghi - dovesse ritenere,
cosa assolutamente legittima, che ci siano materie urgenti - è
possibile, capita - e ci sarebbe una sola via, onorevole
Presidente della Commissione Cimino, quella di trasferire
l'intero pacchetto degli emendamenti alla Commissione perché
quest'ultima possa valutarlo e quindi rinviare il disegno di
legge in Commissione bilancio perché in tale sede venga
riformulato un testo di legge che tenga conto di questi o di
altri emendamenti in modo che il testo pervenga completo in Aula
in una successiva seduta. O questi emendamenti, così come è stato
stabilito, sono tutti quelli estranei al testo, e sono,
ovviamente, espunti e dichiarati improponibili, ovvero questi
emendamenti tornano in Commissione bilancio e quest'ultima li
riesamina e predispone un altro testo o un pacchetto di
emendamenti aggiuntivo allo stesso testo ma attraverso unl
percorso istituzionalmente stabilito.
Presidente Stancanelli, concludo nel dirle che potremmo
perseguire anche altre strade sempre che il Governo e la
Presidenza dell'Assemblea decidano se questo disegno di legge
debba essere approvato o meno.
A mio avviso, nel caso si dovesse decidere di approvarlo, forse
è meglio tornare alla tesi di ieri sera; se non si dovesse
approvare stasera ma lo si potrà fare fra 15 giorni, un mese,
non ci sono problemi noi siamo qua, siamo tutti presenti e a
disposizione, allora possiamo assolutamente affrontare gli
emendamenti uno per uno.
Ritengo che ci sia un dibattito piuttosto animato e piuttosto
articolato su ciascuno emendamento. Non so se però i tempi poi
dell'approvazione della legge siano compatibili con le emergenze
reali che sono state manifestate in apertura e dal Governo.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, soltanto per ribadire il lavoro della Commissione
Bilancio che si è concretizzato non in un accordo di carattere
politico, bensì in un accordo tecnico che deve probabilmente
essere meglio specificato nella dizione e nell'oggetto del
disegno di legge; gli interventi dell'onorevole Cintola e
dell'onorevole Fleres sono interventi interessanti che
probabilmente hanno portato il Governo a ritenere la dizione del
disegno di legge Provvedimenti urgenti un momento che possa
trovare il coinvolgimento di altri articoli.
Per questo chiedo al Presidente dell'Assemblea, onorevole
Stancanelli, che nel testo del disegno di legge venga inserita la
dizione specifica che non è soltanto una materia concernente
provvedimenti urgenti, ma che riguarda il fermo biologico, le
aziende di Sciacca e di Acireale, l'ESA e gli argomenti che sono
stati affrontati, in modo tale da dare anche alla dizione al
testo del disegno di legge una propria natura ben definita e
circoscritta.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non oso
immaginare cosa potrebbe succedere quando discuteremo di
Finanziaria nel momento in cui dovessimo creare il grave
precedente di determinare che le emergenze che sono state
individuate diventano emergenze a giornate. Perché se c'è una
emergenza a giornata potrei capire.
Non entro nel merito dell'emendamento distribuito - mi
riservavo di farlo dopo - che contiene una norma di
interpretazione autentica di una legge di dodici anni fa. Mi
chiedo se questa può essere definita un'emergenza, signor
Presidente e, quindi, dovremmo chiederci cosa abbiamo fatto fino
ad oggi.
Ieri sera si è tenuto un incontro tra i presidenti delle
commissioni legislative permanenti, un incontro pubblico, non
segreto onorevole Oddo, ed era un incontro in cui si è fatto un
ragionamento serio; e dico questo perché penso di interpretare il
pensiero dell'onorevole Gianni e dell'onorevole Adamo.
Si è detto di accelerare i lavori parlamentari e di produrre
una buona legge di variazione di bilancio e una buona legge
finanziaria, però cerchiamo di capire, al contempo, di cosa si
parla e di come si affrontano certi argomenti. Diversamente
saremmo costretti a rincorrere il tutto e il contrario di tutto,
diventando soggetti passivi.
Signor Presidente, ho già detto che non voglio entrare nel
merito, però noto che adesso c'è l'emergenza della Fiera di
Messina Vorrei che l'Aula seguisse, sopratutto i colleghi della
mia Commissione, quando ho trattato la legge di variazione di
bilancio in Commissione, ho detto che ero latore degli interessi
della Commissione che individuava una serie di emergenze che
dovevano essere trattate e che avrei portato in Commissione
Bilancio soltanto due articoli secchi, così come erano stati
individuati, perché questo corrispondeva alle decisioni assunte
dal Governo.
Se il Governo rivede questa soluzione, fa bene l'onorevole
Fleres a sostende che il testo deve ritornare in Commissione
Bilancio, personalmente credo che deve essere inviato a tutte le
Commissioni legislative per svolgere un ragionamento articolato
punto su punto.
E stia tranquillo, signor Presidente, che non avremmo delle
emergenze da individuare, bensì si tratterà di capire perché i
fatti ordinari sono diventati emergenza.
PRESIDENTE La seduta è sospesa riprenderà alle 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 18.43)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Provvedimenti urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
regionale ed interventi finanziari (440/A)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 2.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Tumino: 2.2, 2.1, 2.3;
-dagli onorevoli Cracolici, Oddo e Panepinto: 2.4.
-dal Governo: emendamento 6AR.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro che
questa sospensione, assai più lunga di quanto era stato
previsto, sia servita al Governo e alla maggioranza per fare
chiarezza su cosa si vuole portare avanti.
In sede di Commissione Bilancio' c'è stata una lunga
discussione, durata quasi un mese attorno a questo disegno di
legge e con tante contraddizioni e contorsioni; alla fine è stato
partorito questo testo di legge con la consapevolezza che c'era
da parte dei Gruppi politici la condivisione, sui punti
concordati, affinché si uscisse da questo difficile pantano e si
iniziasse - così come di fatto in maniera anomala è iniziata - la
sessione di bilancio.
Oggi si torna a parlare di nuovi emendamenti; spero che vengano
ritirati e si giochi la partita solo su quello che è il testo
esitato per l'Aula.
Entrando nel merito del mio emendamento al comma 1
dell'articolo 2, di cui propongo la soppressione, dichiaro che
è provocatorio perchè questo comma si rifà ad una legge
regionale del 1998, la legge n. 16, e al comma 4, il quale comma
prevede che un certo finanziamento di 15 miliardi, di cui al
comma 1 dello stesso articolo, serve perché entro 90 giorni
l'Ente di Sviluppo Agricolo dovrà provvedere alla
riorganizzazione del servizio di meccanizzazione sulla base dei
principi di efficienza, efficacia, economicità, eccetera.
Queste somme allora - parliamo della campagna di
meccanizzazione agricola del 1997-1998 - furono date per tali
obiettivi, poi nel 2005 fu fatta un'altra legge e, all'articolo
20, comma 29, della legge n. 19 del 2005, vennero
sostanzialmente prorogati questi termini per cui la presente
disposizione trova applicazione anche nel biennio 2005-2006 e gli
oneri conseguenti sono assicurati dall'Ente di Sviluppo Agricolo
entro l'esercizio finanziario 2006.
Come dire che legittimiamo la sopravvivenza dell'ESA
attraverso una norma base del 1998 che via via andiamo portando
avanti e che ora, con la norma che vogliamo approvare, viene
formalmente riproposta.
Vedete, non sono contrario che vengano pagati i dipendenti
dell'ESA e, pertanto, la mia proposta di abrogazione, di
soppressione di questo comma è in qualche modo provocatoria in
quanto mi rendo conto che se si sopprimesse questo comma non
si potrebbero neanche pagare i dipendenti; però è provocatoria
perchè ritengo che sia giunto il momento di chiudere questo
carrozzone, perchè è un grande carrozzone, del tutto inutile,
che umilia gli stessi dipendenti.
Per cui, signor Presidente, all'emendamento successivo
propongo - e così non intervengo più, parlo ora anche del
successivo emendamento- propongo che tutto il personale dell'ESA
venga spostato su altri uffici (al riguardo do alcune
indicazioni), ossia entro il primo giugno del prossimo anno
tutto il personale dell'ESA andrebbe presso l'Azienda delle
Foreste demaniali o presso comuni, province, enti pubblici,
che ne facciano richiesta e l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste dovrebbe emanare un apposito decreto per dare indicazioni
sulle modalità e sui tempi per attribuire queste persone ai
vari enti entro febbraio del 2007.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per finire,
brevemente vorrei dire che queste variazioni di bilancio sono
l'anticamera di una finanziaria che dovrebbe essere fortemente
centrata sul principio di austerità e il principio di austerità
dovrebbe essere fondato sul principio di eliminazione del
superfluo, che contiene sicuramente l'ESA.
Io ritengo che su tutto ciò, come su tante altre cose, in atto
non c'è stata alcuna proposta del Governo, io so che in
finanziaria - me lo diceva l'Assessore La Via - ci sono volontà
in tal senso, ma in Commissione Bilancio' non è stata portata
alcuna indicazione nel senso di assicurare i finanziamento per i
dipendenti, pagare gli stipendi ai dipendenti dell'ESA, esprimere
la volontà del Governo che dal 2007 succederanno altre cose
Questo non è stato detto e io gradirei...
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. La
finanziaria ancora non è venuta.
TUMINO Sì, d'accordo, ma credo che, quando si chiede al
Parlamento di attribuire 10 milioni di euro per questa
operazione, sarebbe stato gradito sicuramente conoscere la
volontà del Governo ...comunque questo è il mio parere.
Signor Presidente, prima di concludere, posso chiederle quale è
stato il risultato di questa sospensione?
PRESIDENTE Non è stato un dialogo tra noi.
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è sospesa
l'Aula e desidero sapere quali sono le conclusioni cui si è
pervenuti, perchè si è fatto un lungo lavoro di mediazione
politica - mi è stata comunicato dai Capigruppo - in questa
Assemblea, che riguardava l'approvazione di un testo presentato
in Aula come provvedimento urgente e si era addivenuti
correttamente alla conclusione che il testo andava esitato
soltanto con emendamenti strettamente riconducibili allo stesso.
Sarebbe dunque utile che l'Aula venisse informata
sull'orientamento della Presidenza, e rivolgo l'invito al
Governo, in particolare, ed anche ai colleghi parlamentari a
ritirare gli emendamenti rispettivamente presentati, in modo che
l'Aula possa andare speditamente all'approvazione dei quattro o
cinque articoli del testo ed esitarlo, entro stasera anche col
voto finale.
Signor Presidente, farebbe una cortesia se potesse informare
l'Aula circa l'orientamento della presidenza.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la Presidenza non ha che da
ribadire quanto ha già detto precedentemente, e cioè che tutti
gli emendamenti che dovessero essere non compatibili con il testo
saranno dichiarati inammissibili. Non posso che confermare questa
volontà della Presidenza.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la sospensione non ha avuto una
motivazione, per cui é nel pieno diritto dei deputati avanzare
richiesta di chiarimento, ma non per questo bisogna darne conto,
perché non c'é stato un riferimento preciso ai motivi della
sospensione ed io stesso non li conoscevo nel momento in cui si
é verificata.
Se avessi capito che la sospensione era legata al nodo del
famoso maxi o mini emendamento del Governo, avrei evitato quest'
ora di sospensione, perché non era possibile da parte mia
immaginare che eravamo al punto 2 degli emendamenti, all'articolo
2 e saremmo arrivati all'articolo 6 con il relativo emendamento.
Non potevo immaginare che si scavalcasse completamente tutto il
corpo della legge per entrare nel merito di una questione
sollevata dall'onorevole Cracolici, che era nel pieno diritto di
farlo, e cioè questo emendamento, cosiddetto maxi emendamento
del Governo, avrebbe violato l'accordo e l'impegno del Governo di
non andare oltre il merito degli articoli del disegno di legge
n. 440.
Bene, se l'avessimo discusso quando fosse arrivato il suo
turno, sarebbero potute accadere tante cose. Poteva accadere che
il Presidente, come ha preannunciato, dichiarasse improponibili,
o meno, gran parte dei punti dell'emendamento stesso e poteva
accadere, cosa che vi posso assicurare come molto probabile, che
il Governo lo ritirasse.
Onorevole Speziale, lei ha ripetuto questo argomento principe:
la violazione degli accordi. Non mi appello alla sua esperienza
in materia di violazione degli accordi perché tutti qui siamo più
o meno responsabili di qualche piccola o grande violazione, ma
anche lei si é appoggiato a questa tesi, come del resto
l'onorevole Cracolici, l'onorevole Fleres, gran parte di quest'
Aula.
Probabilmente, se avessimo discusso il punto 6, nel momento in
cui andava discusso, tutto ciò non sarebbe accaduto perché
avremmo potuto cambiare, avremmo potuto ritirare, avremmo subìto
la non proponibilità.
A questo punto, perché non l'ho ritirato subito? Perché in
questo maxi emendamento e continuo a crederlo, ci sono degli
argomenti secondo me fuori dell'accordo, ma suscettibili di
un'intesa obiettiva, reale, condivisa da noi e dalla minoranza.
Se sono recuperabili questi punti di coesione, compio l'atto
di generosità parlamentare di non ritirarlo, in attesa, quando
arriveremo al nostro punto, che si trovi un'intesa, un accordo
perché ci sono dei punti essenziali.
Vi faccio fra i tanti un esempio: la Fiera di Messina e la
Fiera di Palermo il cui personale ci preme per la risposta
immediata dell'emergenza occupazionale. Se credete, invece, che
questa é materia che deve appartenere ad altro ambito e ad altra
occasione, non ho alcuna difficoltà a ritirarlo sin da questo
momento e, ripeto, se non l'ho fatto ad inizio di questo
dibattito e non l'ho fatto ancora, è perché nutrivo la speranza
che qualche cosa del cosiddetto maxi emendamento si potesse
salvare.
Quindi, signor Presidente, io sono pronto ad agevolare i lavori
dell'Aula, a dichiarare di ritirarlo tutto quanto, inteso dalla
prima all'ultima parola, con la riserva, se mi consentite, da qui
alla chiusura della discussione, di riscriverlo secondo eventuali
intese che possono intercorrere tra la nostra posizione di
Governo, tra quella della maggioranza e quella della minoranza.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, non vorrei che si aprisse
un dibattito sulla necessità o l'opportunità di ritirare, o no,
un emendamento, quindi se lei deve intervenire su un argomento
specifico benissimo.
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo
sono costretto a reintervenire per riproporre la questione che ho
rappresentato qualche ora fa.
Ribadisco, ieri il Governo ha comunicato di non volere
presentare alcun emendamento e ha fatto appello ai colleghi di
maggioranza e un invito a quelli di minoranza a non presentarli.
La Presidenza ha confermato l'intendimento di non ritenere
emendamenti ammissibili quelli difformi, non da un accordo,
perchè anche qui, usiamo le parole in maniera appropriata.
Mi scuserà la Presidenza se rubo qualche secondo. Abbiamo avuto
una manovra di assestamento tecnico ed il Governo ci ha proposto
di farla diventare una variazione di bilancio; abbiamo convenuto,
in sede di Commissione Bilancio', e quindi in sede d'Aula, di
consentire, perchè c'erano due emergenze, il Governo ce ne
proponeva quattro, la Commissione, giustamente o non giustamente,
ha fatto una scelta - che ha proposto all'Aula - di ritenere solo
due le emergenze che potevano essere considerate tali
nell'assestamento tecnico; tutti insieme abbiamo chiesto al
Governo di predisporre un atto separato, rispetto
all'assestamento tecnico, dove fossero definite, da parte del
Governo, quali fossero le cosiddette emergenze.
Il Governo ci ha comunicato che le emergenze che meritavano, in
questa fase di difficoltà finanziarie e di tutto il resto, di
essere prese in considerazione sarebbero state quattro;
l'opposizione ha concordato le quattro emergenze, il Governo ci
ha detto: ci sono queste quattro emergenze, e si è convenuto di
fare un provvedimento urgente per queste quattro emergenze. Se il
Governo conosceva altre emergenze prima, ce lo poteva dire e
avremmo risolto il problema; se il Governo ce lo dice in corso
d'opera non può fare impazzire questo Parlamento.
Questo è il punto, signor Presidente, non c'entrano gli
accordi, c'è una procedura che ci siamo dati tutti insieme per
rendere trasparente il percorso delle variazioni di bilancio, per
non farla diventare una legge omnibus , perchè questa è la
prassi e la pratica di altre fasi del Parlamento.
Allora, e concludo, desidero sapere dalla Presidenza quali
sono gli emendamenti dichiarati inammissibili prima di cominciare
l'esame dell'articolato, perchè ciò è fondamentale.
Il Governo ha detto una cosa molto grave, ha detto che è
disponibile a ritirare, però, se ci rendessimo conto, in corso
d'opera, che gli emendamenti ritirabili o addirittura
inammissibili li possiamo fare, li ripresenterebbe. Ma qui non
siamo al suk, che si apre una trattativa, dobbiamo sapere di che
morte dobbiamo morire, cioè le procedure
La Presidenza ci dica, dunque, rispetto agli emendamenti 2.1,
2.2, 3.0, faccia l'elenco degli emendamenti e ci dica quali sono
inammissibili, così sappiamo cosa dobbiamo votare e, soprattuto,
a che ora.
CRISTALDI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici ripete da giorni la stessa lezione e, per quel che mi
riguarda, io l'ho imparata a memoria. C'è una novità: il Governo,
attraverso l'Assessore Lo Porto, ha detto che il Governo, in
questo caso, è un contenitore di tutta una serie di esigenze che
nel tempo sono state espresse e si è trasformato in veicolo nel
tentativo di dare risposta a problemi che da tutte le parti sono
stati sollevati nel tempo.
Il Governo qui riconosce che immaginava che quest' argomento si
sarebbe trattato successivamente e non ora; non si comprende la
ragione per la quale quest' argomento è stato anticipato. Perché
non spostare l'argomento alla fine dei punti che sono in
trattazione e successivamente, alla fine, se esisteranno le
condizioni per approvarlo, si approva? Se non esisteranno le
condizioni, lo si vedrà. Il Parlamento non perde la propria
autonomia, la propria capacità di intendere e di volere.
Presidente, ci sono motivi tecnici per mantenere questo
argomento? Non lo si può vedere in ultimo? Il Governo ha detto
che è disponibile a ritirarlo. Credo che non sia tanto una
necessità del Governo legata all'approvazione di questo
emendamento, credo che siano delle motivazioni emerse in
Commissione , e che siano state abbozzate delle soluzioni.
Intanto propongo formalmente di spostare questo argomento alla
fine degli altri punti, sicché manteniamo intanto la linea
concordata e poi si vedrà se ci saranno le condizione per poterli
approvare.
PRESIDENTE Onorevole Cristaldi, la Presidenza si era già
pronunziata nel senso che, man mano che si presenterà
l'occasione, saranno dichiarati inammissibili tutti gli
emendamenti, seppure di iniziativa del Governo, che non
rientrano nella materia del disegno di legge.
Rassicuro l'onorevole Cracolici che la Presidenza non
ammetterà, anche se ci fosse l'unanimità dell'Aula, emendamenti
che esulano dalla materia del disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Presidente io resto allibito, stupito dalle
discussioni che in questa Aula si stanno affrontando. Siamo in
presenza di un Parlamento che a priori decide di staccare la
spina, di rinunciare alla discussione, di rinunciare a discutere
gli argomenti, rinunciare ad utilizzare il proprio discernimento,
la propria valutazione, rinunciare alla propria funzione,
appellandosi ad un cosiddetto accordo che è stato fatto tra le
forze politiche per l'introduzione di queste norme al dibattito
parlamentare.
Fermi restando tutti gli accordi che possano essere stati
fatti, chiedo, come diceva anche l'onorevole Cristaldi, quale
è il dato ostativo per il quale, man mano che si arriva agli
emendamenti che sono stati presentati - e voglio ricordare a
quest'Aula che in genere per le variazioni di bilancio si
presentavano centinaia di emendamenti, qua siamo in presenza di
pochi emendamenti -quest'Aula, di volta in volta, non possa
decidere cosa fare, anche bocciarli.
Voglio ricordare che stiamo discutendo su un disegno di legge
che si intitola Provvedimenti urgenti per il funzionamento
dell'Amministrazione ; ma di che parliamo? Come li possiamo
dichiarare improponibili? Bisognerebbe cambiare il titolo di
questo disegno di legge perché con questo titolo non c'è
emendamento che possa essere dichiarato improponibile. Allora io
faccio una proposta che è una proposta di buon senso. Si vada
avanti nella discussione degli emendamenti che sono stati
presentati e si boccino gli emendamenti che si ritiene di dovere
bocciare.
ANTINORO Parla di quelli contenuti nel fascicolo?
FORMICA Di tutti quelli contenuti nel fascicolo. Io parlo di
tutti gli emendamenti contenuti qua.
Riguarda proprio il modo di procedere. Dopodiché, il Governo ha
già manifestato la disponibilità al ritiro ed è nella facoltà del
Governo ritirare un emendamento, ripresentarlo quando lo ritiene
opportuno ed è poi nella facoltà dell'Aula emendare
quell'emendamento, accoglierlo, bocciarlo.
Pertanto, suggerisco alla Presidenza, come avevo annunciato,
di continuare con la discussione, quando si arriverà all'articolo
6 si stabilirà il da farsi.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Onorevoli colleghi, parlo a nome dei 17.500 elettori
che mi hanno eletto in questo Parlamento e parlo anche senza
problemi né di schiavitù né di sottoschiavitù, né tanto meno
intendo tradire il mandato che ho avuto sia popolare sia quello
che abbiamo discusso in Commissione Bilancio. Per cui, siccome
non debbo fare nessun torto a questo Governo che ha il diritto e
il dovere di agire come ritiene, non debbo dare torto a nessuno
tranne che a me stesso per aver detto a qualunque collega mi
abbia chiesto in Aula se potevano essere presentati emendamenti
che non era possibile, ho detto no Perché il Governo vuole
andare avanti secondo una direttiva che ci ha dato e i punti che
il Governo vuole che siano esaminati sono chiari.
E mi rendo conto che il Governo questa sera ha altre
sollecitazioni, ci sono le missioni, comprendo bene, e c'è
qualcun altro che deve andare in missione urgentemente ed è
giusto che ci vada. Allora io ritengo che se dovessi ancora
partecipare a questi lavori sarei colpevole di avere tradito
anche la mia impostazione di carattere morale, quella stessa
impostazione che mi ha portato a tirare fuori e non presentare
più l'emendamento per la stabilizzazione degli Lsu in Sicilia; e
l'ho fatto con lo spirito di chi ha creduto che il Governo stesse
facendo una manovra rigorosa. E così per altri emendamenti, come
quello di Cracolici, separatamente ma che avevano lo stesso
contenuto di quello sulla Fiera del Mediterraneo in Commissione
Bilancio.
In Commissione Bilancio dal Governo ho saputo che in quel
momento non c'erano le disponibilità tant'è che quell'emendamento
è stato ritirato, anzi quello dell'onorevole Cracolici forse
addirittura bocciato, adesso non ricordo bene, ma non ha
importanza.
Me lo rivedo presentato in Aula dal mio Governo e, siccome non
posso votare contro il mio Governo essendo un uomo di questa
maggioranza, faccio una cosa molto semplice: non posso tradire me
stesso, non posso tradire la mia moralità, non posso tradire il
percorso che ho fatto assieme al Presidente della Commissione
Bilancio, ai colleghi della Commissione Bilancio ed al Governo, e
allora, in cambio di andare dietro con il carciofo, levando
foglia dopo foglia, io dico che lascio il Governo con la sua
maggioranza, sarà di opposizione, ed io stesso ho una sola
necessità. Mi si impedisce di restare qui presente a potere fare
il contrario di quello che ho fatto in Commissione Bilancio. Il
contrario di quello che la Commissione Bilancio ha emanato e poi
mi vedo che qui gli impegni di spesa, ancorché siano compensativi
o meno, li dovrà fare una Commissione Bilancio che all'ultimo
momento in Aula dice un sì o un no. Non è un modo corretto di
operare e lungi da me l'idea di dare la benché minima
responsabilità all'onorevole Assessore al bilancio perché io mi
rendo conto di che cosa significa fare l'Assessore al bilancio
nel momento in cui non c'è neanche una lira
Voglio, però, dire che con questo non intendo fare né un
compromesso con la mia coscienza, né diventare un uomo di tutte
le stagioni. Io sono costretto ad abbandonare quest'Aula e a dire
che non sono affatto convinto che in questo modo stiamo servendo
gli interessi della Sicilia.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze.
Naturalmente sono stato infelice, scusi onorevole Cintola, mi
illudo di avere argomenti che possano farle cambiare opinione sul
proposito di abbandonare l'Aula. Mi dispiacerebbe molto. Per
quanto le parole abbiano una loro importanza, alcune volte può
capitare di non corrispondere a quello che chi le pronuncia
intende dire.
Avevo detto che pronuncio la mia disponibilità a ritirarlo.
Lo preciso meglio: lo ritiro
(Brusio di approvazione dai banchi)
Ma lo ritiro nella convinzione che è stato un errore madornale
discutere fuori posto questo benedetto argomento dell'articolo 6
Infatti, se l'avessimo, secondo Regolamento, discusso nella sua
sede, cioè dopo avere finito l'iter del disegno di legge, e dopo
avere fatto tutto quanto fu oggetto del fatidico accordo,
probabilmente non avremmo dato adito a questa azione parlamentare
che non può, anche se involontariamente, che essere definita
ostruzionistica. E siccome involontariamente ostruzionistica
significa cosa totalmente inutile , abbiamo creato una vera e
propria tempesta in un bicchiere d'acqua
Se credete, ne dovremmo discutere alla fine. Ma, poiché vedo
che il dibattito di tutto il pomeriggio verte su questo
argomento, io vi tolgo questa opportunità di rimproverare al
Governo di non essere coerente, di rimproverare al Governo di
avere violato un accordo. Niente di tutto questo Il Governo, lo
ha riconosciuto l'onorevole Cintola, può avere avuto la debolezza
di cedere alle pressioni varie ma, a questo punto, il Governo
avverte perfettamente la responsabilità di togliere di mezzo un
argomento così ghiotto per le azioni di rinvio del voto finale e
a questo punto lo ritiro, però, non senza ricordarvi che
rimangono i nodi delle due fiere siciliane, delle due più
importanti fiere siciliane. Il Governo peraltro ha il pieno
diritto di potere presentare emendamenti persino all'ultimo.
Lo vedremo all'ultimo come finirà Ma la mia remora sulla
tempestività del ritiro è dovuta solo a quello, alla speranza di
potere alla fine riuscire a trovare un'intesa. No, onorevole
Cracolici, lei dice gravissimamente , lei usa sempre parole
truculenti, gravissimamente ho tentato di trovare una intesa, non
l'ho raggiunta e non c'è niente di grave. Grave è non averla
raggiunta, no non averla pensata.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, questa sera sto intanto
assistendo al fatto che non si rispetta il ruolo del Parlamento.
Avevamo stabilito una sospensione di dieci minuti. La sospensione
è durata un'ora e mezza. L'onorevole Cracolici ha posto una
pregiudiziale e sulla pregiudiziale non si è espresso uno a
favore ed uno contro; si è aperto un dibattito. Un dibattito che
non ci convince perché il ruolo dell'Assemblea, caro onorevole
Formica, non è quello di patteggiare
FORMICA Di ragionare.
BARBAGALLO No, l'Assemblea fa le leggi, non fa accordi su
emendamenti estranei alla materia
FORMICA Di ragionare.
BARBAGALLO Lei è presentatore di due emendamenti all'articolo
6 che non c'entrano niente con i trasporti e con l'AST. Allora
dobbiamo dire le cose come stanno.
Non c'è il problema dell'emendamento del Governo, c'è un
problema di altri quindici emendamenti sui quali noi siamo
contrari. Allora o si fa il testo oppure La Margherita questa
sera si attrezza per fare la vera ostruzione.
PRESIDENTE Onorevole Barbagallo, lei si bagna prima che
piova.
CRACOLICI Fuori sta piovendo, Presidente
PRESIDENTE In Aula non piove, onorevole Cracolici.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 440
PRESIDENTE Si riprende la discussione del disegno di legge
n. 440. Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.2. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.1., degli onorevoli Tumino e
Barbagallo.
TUMINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.4.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che nel merito si limita a prelevare 4 milioni di
euro da quelli destinati all'Agenzia delle acque e dei rifiuti
alla quale sono stati destinati dal bilancio di previsione
prelevandoli dall'ESA. E poichè all'ESA sono state trasferite
competenze per circa 2 milioni di euro non si capisce perchè ne
sono stati prelevati 10 milioni di euro, quindi i 4 milioni di
euro che oggi si propongono con l'emendamento di riportare dalla
Agenzia delle acque all'ESA per finanziare i provvedimenti
necessari alla meccanizzazione ecc., quindi è un emendamento che
trasferisce dal capitolo dell'Agenzia delle acque all'ESA le
risorse. Chiedo che su questo si voti a scrutinio segreto.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, se il Governo dà un parere
tecnico sulla non presenza dei fondi, l'emendamento è
improponibile.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze, sì, secondo
me, è improponibile, per mancanza di copertura.
PRESIDENTE L'emendamento è improponibile perché privo della
necessaria copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 2.3. Lo dichiaro improponibile in
quanto estraneo alla materia in discussione.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
«Art. 4.
Valorizzazione del patrimonio immobiliare
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, sono
inseriti i seguenti:
1 bis. I beni immobili strumentali all'attività della Regione e
degli enti di cui al comma 1, con esclusione dei beni immobili
destinati a civile abitazione di proprietà degli IACP, anche se
costituenti patrimonio indisponibile e sempre che gli stessi non
abbiano vincoli di natura storica, ambientale, culturale ai sensi
della legislazione vigente, possono essere conferiti in un
apposito fondo immobiliare, ferma restando la destinazione di
essi a sede di pubblici uffici o di attività di pubblico
servizio, salvo il consenso dell'ente conferente, a condizione
che alla Regione, in qualità di quotista del fondo medesimo,
venga assicurato il diritto di esprimere i pareri obbligatori sui
principali atti di gestione ed i pareri vincolanti per le
decisioni gestionali di particolare rilievo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 4.4, 4.5;
-dagli onorevoli Fleres e Cimino: 4.1, 4.2;
-dagli onorevoli Turano, Cimino, Adamo, Gianni: 4.7;
-dall'onorevole Turano: 4.8;
-dagli onorevoli Cracolici, Tumino e Oddo: 4.6.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sta
assistendo a tutto, ma quello che è il merito di questo articolo
4 dovrebbe fare riflettere questo Parlamento, il quale dovrebbe
per un attimo considerare quello che si propone di fare.
Io vorrei fare delle riflessioni, vedete si può capire che non
vi sono soldi, che la Regione ormai è al limite di qualsiasi
possibilità di cassa, però credo che mentre da una parte con la
scusa degli stipendi, di aumentare sempre le spese per alcuni
Enti là dove sono state fatte anche assunzioni in certi periodi
sospetti, oggi si propone a questo Parlamento di dismettere gli
immobili, ma la cosa grave non è dismettere gli immobili, la cosa
grave è che questi stessi immobili dovrebbero essere poi di nuovo
affittati alla Regione siciliana. E allora noi stiamo facendo una
operazione che qualsiasi fantasista dal punto di vista economico
non potrebbe nemmeno accettare.
Qual è il problema di fondo? Noi non sappiamo se è stata data
una valutazione complessiva di circa 900 milioni di euro, ma chi
l'ha data? Effettivamente noi non sappiamo quali immobili
veramente servono per la Regione, ma ancora più grave è questo,
chi ha fatto il conto economico di quanto costerà, ammesso in
cinque anni, l'affitto di questi immobili che la Regione dovrà
pagare?
Io credo, colleghi parlamentari, signor Presidente, che una
riflessione andrebbe fatta seriamente. Noi non abbiamo uno studio
serio di quello che dovrà affrontare la Regione in questi 5 anni.
Abbiamo solo un motivo per dire che siamo costretti a fare cassa
oggi, magari questi 900 milioni', poi non sappiamo perché dalle
notizie dei giornali che sono notizie tra l'altro strane, mentre
noi discutiamo di una legge, si sa che altri tre si sono
ritirati, resta un solo gruppo per potere concorrere a questa
fondazione. Ma la cosa seria è che il Governo doveva venire in
quest'Aula a dirci che noi stiamo dismettendo questi immobili.
Questi immobili servono e dovranno servire ancora per gli uffici
della Regione siciliana. Questi immobili costeranno alla Regione
siciliana una somma x per l'affitto. Pertanto, penso che
arrivare a questo punto, al di là di quelle che sono le giacche
tirate di qua o di là, al di là di quella che è la corda che si
tira di qua e di là, significa che siamo oramai alla fine.
Faccio un esempio: io, padre di famiglia, abito in una casa
che a un certo punto sono costretto a vendere. Ma prima di
venderla devo farmi il conto che lascio i miei figli fuori di
casa e se potrò pagare l'affitto negli anni a venire (in questo
caso, 5 anni). Se io oggi la vendo 10 mila e per l'affitto ho
bisogno di 15, 20 mila, qual è l'affare che ho fatto?
La Regione siciliana in questo momento si trova in queste
condizioni, ma la cosa grave è che tutte queste procedure vengono
fatte senza che nessuno si chieda quali saranno gli effettivi
costi o gli effettivi benefici? Il costo-beneficio per questa
operazione che si sta facendo qual è?
Ecco, abbiamo perso settimane e settimane aspettando di
risolvere questi problemi. Abbiamo tentato in queste settimane di
trovare fondi per questo e quest'altro motivo. Poi si presentano
naturalmente gli emendamenti. Perché? Perché si presentano gli
emendamenti? Perché si pensa che con questo sistema di vendita
degli immobili, dei gioielli di famiglia' qualcuno ha detto, si
possono trovare quelle somme per continuare a spendere e a fare
sistemi clientelari. Ora vi sono degli enti, cari colleghi, che
non possono ancora continuare in queste condizioni.
Noi abbiamo visto testé ritirato l'emendamento sulla Fiera del
Mediterraneo con la scusa di dovere pagare gli stipendi. Ma la
gestione di questa Fiera del Mediterraneo che è stata sui
giornali per anni e anni attraverso la gestione commissariale
dominata da questo Governo passato, a che cosa ha portato, a che
cosa sono serviti questi soldi?
Si è mai chiesto nessuno se era il periodo pre-elettorale e
quindi sono state fatte altre assunzioni? Il personale dell'ESA
doveva essere trasferito a Siciliana Acque o ad altri Enti,
eppure ancora è là. Allora qual è il problema vero? Il problema
vero è quello che io aveva fatto con un appello al Presidente
della Regione. Noi siamo arrivati oramai al limite di quella che
è la situazione finanziaria. Dobbiamo oggi contestarci rispetto
ai 5 anni di una attività legislativa, una azione di rigore
economico partendo dalla dismissione di quegli enti inutili o che
non riescono a pareggiare i bilanci attraverso la loro gestione.
Se noi continuiamo a fare gestioni clientelari attraverso le
promozioni, promozioni del personale, assunzioni che sono sempre
assunzioni e che portano il nuovo precariato, queste condizioni
della Regione si aggraveranno sempre di più.
Siamo arrivati oramai al fondo del barile. Ma la situazione
grave è che nessuno ha riferito a quest'Aula una valutazione di
quelle che saranno le somme che la Regione spenderà per gli
affitti dei suoi stessi immobili che oggi sta vendendo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
lavoro che è stato fatto in Commissione è certamente un lavoro
che ha contribuito a migliorare il testo.
L'originario era un testo che prevedeva una indicazione di
carattere generale che consentiva alla Regione siciliana di
avviare procedure per la vendita dei beni immobili, invece la
norma che alla fine è venuta fuori, credo di poter dire
all'unanimità con tutti i componenti della Commissione, è una
norma rigorosa che ha escluso anche le civili abitazioni di
proprietà degli IACP e anche immobili che hanno una struttura
storica, ambientale e culturale e viene posta anche una sorta di
verifica a tempo, nel senso che si è voluto verificare attraverso
il coinvolgimento anche della Commissione bilancio di tutta
l'attività che la competente società ha attivato e attiverà in
futuro per quanto riguarda la vendita di immobili attraverso una
sorta di controllo dell'attività.
Vedo dagli orientamenti che c'è anche qualche tentativo di
migliorare ulteriormente qualche indicazione data in Commissione
bilancio; passeremo più tardi all'esame degli emendamenti e ci
pronunzieremo come Movimento per l'Autonomia. Intanto,
esprimiamo tutto sommato su questi articoli di legge una
valutazione positiva, perchè in un momento in cui certamente la
Regione ha difficoltà, la via che è stata intrapresa per un verso
con attenzione, per altro verso anche attraverso un monitoraggio
attento di quello che sarà l'esito di questa prima vendita, credo
che possiamo esprimere un parere assolutamente favorevole.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo
dinanzi ad un fatto cosiddetto di ordinaria amministrazione, ma
siamo dinanzi ad una scelta molto grave che fa il Governo della
Regione siciliana rispetto ai cosiddetti gioielli di famiglia'.
Per giunta, devo dire che l'impianto iniziale della proposta
della maggioranza del Governo era sostanzialmente un impianto
molto superficiale. Non lo voglio dire apprezzando ragionamenti
complicati, vorrei fare un esempio molto semplice.
Quando un governo che ha governato per cinque anni la Sicilia
si ritrova ad avere il bilancio che ci ritroviamo e cerca di
recuperare a tutti i costi risorse per pareggiare il bilancio,
qualcuno dice siamo alla frutta'. E il fatto è estremamente
serio.
LO PORTO. Frutta secca
ODDO. Frutta secca, ma sempre frutta è Onorevole Assessore,
vorrei ricordarle visto che è stato anche presidente di questa
Assemblea che il ragionamento su come, evidentemente, venivano
gli immobili della Regione trattati come elemento per fare cassa,
è stato frutto di lunghe discussioni e anche di scontri in questa
Aula.
Il primo tentativo concerne gli ospedali non utilizzati,
chiamiamoli dimessi, che comunque riguardano il patrimonio
immobiliare della nostra Regione. Quando li si definisce
gioielli di famiglia' secondo me non è che si ecceda Quando si
mettono in campo i gioielli di famiglia' si è comunque alla
frutta, sarà secca, sarà meno secca, ma sicuramente si tratta di
un fatto eccezionale. In più, abbiamo dovuto comunque convincere
la maggioranza in Commissione bilancio con un emendamento
specifico a salvaguardare i beni che erano chiaramente utilizzati
e che hanno un carattere storico, culturale, architettonico, e
così via. Non diciamo che siamo soddisfatti. Attenzione
Abbiamo cercato in corso d'opera di modificare quell'impianto,
debbo dire non solo superficiale ma che un po' racchiude uno
stile, una filosofia di governo che sinceramente non devo
enfatizzarlo, ma mi pare abbastanza preoccupante, perché le
responsabilità non possono essere che sottolineate. Noi, cioè,
veniamo da cinque anni - durante la discussione rispetto al
Documento di programmazione economica e finanziaria abbiamo avuto
modo di discuterne - dove evidentemente anche la spesa di Agenda
2000 ha un basso moltiplicatore, critica la situazione economica
complessiva della nostra Regione... ebbene, arriviamo ora
all'ultimo vagone, che è quello in cui dobbiamo tirare in ballo
addirittura il patrimonio immobiliare per tentare di far quadrare
i conti
Guardate, non è che stiamo discutendo di cosucce , in più del
famoso lease beck - non per usare a tutti i costi un linguaggio
tecnico, perché credo che i colleghi sanno bene di cosa si tratti
- non c'è traccia anche rispetto ad altre operazioni fatte
altrove, non sicuramente soltanto dalla Regione siciliana, se non
destinato a nuovi investimenti.
Noto, addirittura, che nel fascicolo sono contenuti emendamenti
di colleghi della maggioranza che si sono posti questo stesso
problema. Il modo di come gestiste anche questa maggioranza - non
ve lo debbo dire io, per carità di Dio, più male la gestite,
secondo me, meglio è, se no questa opposizione o altre
opposizioni, anche quelle dei Paesi anglosassoni, cambiano
mestiere - ebbene, la gestite con i piedi
Onorevole Turano, siccome è firmatario e si è reso conto che
non si possono utilizzare questi sistemi per fare semplicemente
cassa e far pareggiare il bilancio, dovrebbe un attimo lasciarmi
dire che anche parte della maggioranza si è posta questo
problema.
Signor Presidente, vorrei mi prestasse attenzione, dal momento
che peraltro abbiamo rivolto la tribuna verso la Presidenza,
insomma vorrei dire che il lease back, per fare cassa, è
un'ulteriore anomalia.
Abbiamo discusso in Commissione se fosse possibile destinare
una percentuale anche a nuovi investimenti; non abbiamo fatto
solo ostruzionismo, non abbiamo fatto demagogia, abbiamo detto di
trovare un accordo, vediamo se è possibile non destinare
l'intero, ma una parte dei 900 milioni di euro che, in tempi di
vacche magre, non sono cose di poco conto Allora, abbiamo
sostenuto che quella massa di denaro, piuttosto che destinarla
semplicemente a tentare di pareggiare i conti, possiamo cercare
di destinarla a nuovi investimenti; alla fine il prodotto,
onorevole Assessore, lei si ricorderà, lo stavamo un po'
banalizzando.
Il frutto di quella discussione era che, alla fine, dovevamo
aggiungere l'espressione anche a nuovi investimenti : ciò
significherebbe che possiamo utilizzare un euro anche per
comprare qualcosa di nuovo in qualche importante ufficio della
Regione siciliana.
Altra cosa ci saremmo aspettati, cioè un'attenzione per dire
che una parte - mi permetto di dire - consistente di quella
entrata, che è dettata dal ragionamento molto, ma molto serio,
grave e preoccupante, fosse destinata a nuovi investimenti.
Siamo ancora in tempo? E ci poniamo questo problema come
opposizione, perché vogliamo fare veramente un'opposizione con un
profilo riformista, non vogliamo fare un'opposizione che
demolisce, come quella che state facendo voi a livello nazionale.
Non si capisce mai quello che dite Dite sempre che c'è tutto
che va male, non c'è niente che va bene Se un giornalista vi
chiede, intervistandovi, se c'è qualcosa che magari si possa
condividere in quella Finanziaria, ebbene, voi non sapete
rispondere
Noi non vogliamo fare quell'opposizione, vogliamo fare
un'opposizione riformista, vera. Siamo oggi nelle condizioni di
raggiungere un'intesa in Aula, dopo un dibattito serio, senza
attrezzare alcun ostruzionismo stupido, di trovare un'intesa per
dire che buona parte di quelle risorse (anche inferiore al 50 per
cento) possa essere utilizzata per nuovi investimenti, debba
essere utilizzata per nuovi investimenti?
Lo ripeto, noi ce lo poniamo questo problema, e non vi stiamo
solo dicendo che siete incoscienti a mettere mano al patrimonio
della Regione, a mettere mano ai gioielli di famiglia Vi diciamo
di prestare attenzione, pur comprendendo che dopo che avete
sfasciato il bilancio della Regione siciliana, dopo che avete
governato la spesa nella maniera che sapete bene, alimentando
quello che non andava alimentato, ebbene, siamo qui a dire di
trovare un punto d'equilibrio, perché è ovvio che anche ai
siciliani, in questo modo, invieremo un segnale che non è quello
che ci stiamo impegnando i gioielli di famiglia
E guardate che questo lo facciamo nella consapevolezza che non
è vero che la Sicilia non sta guardando, anche con una certa
attenzione, a questa stessa operazione: siamo illusi se pensiamo
che qui dentro, facendo questa operazione da voi proposta,
liquidiamo la partita con l'argomento che non possiamo fare
altro, perché diversamente il bilancio non quadrerebbe
Ma ci pensiamo a quello che significa, anche da questo punto di
vista, l'orgoglio di essere Siciliani che possono avere un
patrimonio invidiabile, pur se in parte lo abbiamo salvaguardato?
Ci pensiamo che abbiamo anche strutture su cui dovremmo fare
altri ragionamenti, e non sicuramente quello di impegnarli per
fare un'operazione di lease beck?
Allora, e concludo signor Presidente, faccio un appello al
Governo e lo faccio anche a nome di un'opposizione, come l'ho
definita poc'anzi, e non mi ripeto: se siamo nelle condizioni, in
due minuti, possiamo trattare l'argomento e chiudere la vicenda,
facciamo un sforzo e destiniamo parte di queste risorse a nuovi
investimenti di cui tanto ha bisogno la nostra Terra.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico, perché desidero soltanto richiamare l'attenzione
dell'Aula, dei colleghi tutti, della Presidenza e del Governo,
relativamente ai due emendamenti di cui avevo già parlato nella
seduta di ieri: mi riferisco agli emendamenti 4.1 e 4.2.
Relativamente all'emendamento 4.1, desidero illustrarlo
brevemente, esso è dettato da una esigenza, e cioè quella di non
sovraccaricare le aziende, ospiti dei capannoni nelle ASI, di
oneri aggiuntivi frutto della applicazione dell'articolo 4.
Cosa accadrebbe infatti? Una valutazione di mercato di questi
immobili imporrebbe una locazione dei medesimi non più a canoni
agevolati, come oggi, bensì a canoni di mercato, cosa che
naturalmente determinerebbe un danno non indifferente alle
imprese che operano all'interno delle Aree di sviluppo
industriale.
Credo che sia abbastanza chiaro l'intendimento
dell'emendamento.
Relativamente, invece, all'emendamento 4.2, è molto più
semplice: nell'ultimo comma dell'articolo 4, abbiamo giustamente
spostato in avanti il termine riguardante l'attivazione della
definizione del contenzioso esistente tra la Regione siciliana e
tutta una serie di soggetti terzi, contenzioso riguardante
l'utilizzazione del demanio, dei beni demaniali. Perché, allora,
si rende necessario approvare anche l'emendamento 4.2? Avendo,
infatti, spostato il termine riguardante l'attivazione delle
pratiche risolutorie del contenzioso, è necessario spostare in
avanti, di conseguenza, i termini che la legge sul contenzioso
prevedeva e cioè quello riguardante la durata della commissione
che si occupa del contenzioso, quello relativo alla data entro la
quale è ammissibile il ricorso al contenzioso agevolato e quello
a cui è necessario chiudere la vicenda del contenzioso stesso.
Lo ripeto, l'ho già detto in Commissione, tale previsione è
indispensabile per liberare tutti i beni che sono sottoposti alla
disciplina di cui all'articolo 4 di eventuali situazioni che ne
comprometterebbero l'acquisizione e la utilizzazione ai fini del
medesimo articolo 4.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
TUMINO. Chiedo di parlare sul l'emendamento 4.4 a mia firma.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dire che si tratta di una norma, quella che propongo, di
soppressione dell'articolo, che vuole sottolineare l'improprietà
e l'inopportunità che si giunga alla vendita degli immobili più
sacri, per noi più importanti, per tamponare situazioni di
bisogno, rispetto alle quali andava fatta una previsione più
lungimirante negli anni passati, intaccando tutta la politica di
spesa, cosa invece che non é stata fatta: oggi non si propone
un'ulteriore attenzione alla politica di spesa e si cerca la
scorciatoia degli immobili
Per questo é stato proposto l'emendamento soppressivo che io
mantengo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento. Chi é favorevole
si alzi; chi é contrario resti seduto.
(Non è approvato)
CRACOLICI Chiedo la riprova.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla riprova.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 4.1.
SPEZIALE Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE Analogamente, l'onorevole Zago dichiara di apporre
la propria firma all'emendamento. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 4.5 a firma
dell'onorevole Tumino.
TUMINO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento sottolinea un aspetto delicato. Esso prevede che non
possano essere valorizzati, per poi essere venduti, gli ospedali,
le scuole e gli uffici della Regione che poi debbano essere
nuovamente ripresi in affitto, perché assolutamente
indispensabili. Io non escludo la vendita di tutto ciò che poi
non saremmo costretti a riprendere in affitto.
Sarebbe davvero una dimostrazione di grandissima leggerezza
quella di dovere vendere per poi riaffittare, perché, non solo
come diceva l'onorevole Laccoto, non è stato neanche fatto il
calcolo di quanto verrebbe a costare l'affitto degli stessi
immobili - e non sarebbe cosa da poco - ma anche perché
l'immagine che la Regione darebbe di se stessa sarebbe
devastante, per cui questo emendamento vuole evitare tutto ciò.
Dall'altro lato, se ci pensate, con le norme precedenti,
abbiamo previsto l'impossibilità di vendere beni che hanno un
valore archeologico, per esempio; ebbene, credo che sul piano
della opportunità, paradossalmente, sarebbe meglio vendere il
Teatro Greco di Taormina o la Villa Romana del Casale, piuttosto
che vendere un ospedale per poi riaffittarlo Avverto che
sarebbe, sul piano della logica, più logico e più coerente E'
meglio, ovviamente, che non vendiamo né l'uno e né l'altro
Signor Presidente, per questo emendamento, chiedo che la
votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Calanna,
Di Benedetto, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Oddo, Panarello,
Rinaldi, Zangara e Zappulla)
PRESIEDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento.
Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario, a
maggioranza dei suoi componenti.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione a scrutinio segreto:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 27
Contrari 30
Astenuti 1
(Non
è approvato)
Si passa all'emendamento 4.7. Onorevoli colleghi, comunico che
gli onorevoli Fiorenza e Laccoto hanno apposto la firma
sull'emendamento. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito con
il quale ho presentato questo emendamento che, peraltro, è stato
condiviso dagli altri Presidenti di Commissione, nasceva
dall'intervento dell'onorevole Fleres.
L'onorevole Fleres, ieri, parlando in quest'Aula, spiegava come
l'eventuale dismissione delle ASI, o di porzioni di immobili
delle ASI, che erano destinate ad attività produttive, poteva
creare il meccanismo per il quale la Regione non svolgeva più una
funzione sociale, che è giusta, perché rivolta ad una attività
produttiva.
Quando l'onorevole Fleres ha svolto quell'intervento, mi sono
posto il problema di come potessero lavorare le Commissioni, se
non avessero avuto cognizione piena dell'attività che svolgeva il
Governo per ogni singolo ramo dell'amministrazione e ho pensato
giusto e corretto sentire ogni Commissione; del resto, non
occorrono molti anni, ma cinque giorni, per rendere un parere,
affinché si sapesse come il Governo decidesse di svolgere la
propria attività, per ciascun ramo di Amministrazione.
Questa è la ragione per la quale ho presentato l'emendamento e
credo che possa essere apprezzata, spero favorevolmente,
dall'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.7. Il parere del
Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.8.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.6.
CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che ad
illustralo, mi limito a ricordarlo. Questo è un emendamento che
considero di buon senso, nel senso che, fare un'operazione come
quella che ci stiamo apprestando a fare, di vendita di fatto o di
valorizzazione, assai ridotta, dei beni della Regione; quanto
meno, allora, finalizziamo i proventi dell'alienazione e della
valorizzazione a nuovi interventi di investimenti che creino
sviluppo, e non al ripiano perdite.
Il manuale dell'attività finanziaria, diciamo classica, prevede
infatti che, quanto meno, le entrate straordinarie debbano essere
finalizzate a uscite straordinarie e, quindi, a nuovi
investimenti.
Pertanto, chiedo che anche questo emendamento venga votato a
scrutinio segreto.
LO PORTO, assessore al bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore al bilancio e le finanze. Signor
Presidente, intervengo per motivare il mio parere contrario e
invitare l'Assemblea a un momento di riflessione su quanto stiamo
operando e realizzando, su una materia delicatissima, in cui un
emendamento apparentemente leggero può, invece, rappresentare un
vero e proprio stravolgimento della legge, come è già accaduto
almeno per una volta.
Questo emendamento, se approvato, è di ostacolo alla manovra in
atto, che si può criticare quanto si vuole, potendosi criticare,
per esempio, il fatto che i proventi della valorizzazione degli
immobili sono già impegnati dal punto di vista della previsione
della spesa: certo, questo è un argomento, ma dovevamo pur
ovviare all'improvvisa carenza di soldi per i Comuni, quando gli
introiti previsti dallo Stato, per le note vicende, ci sono
venuti meno.
Io vi avverto, onorevoli colleghi, che parte di questi proventi
sono destinati ai Comuni. Se si approva questo emendamento, la
manovra viene stravolta e i Comuni, anche parzialmente, non
potranno essere coperti nelle loro spese.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è stato un
appello accorato da parte dell'Assessore, il quale, nel tentativo
e nella foga di argomentare, ha detto una cosa di una gravità
inaudita.
Abbiamo appreso dall'Assessore quello che più volte, in questi
giorni, mi sono limitato a mettere in evidenza in Aula e, cioè,
che il disegno di legge sull'assestamento è privo di copertura
finanziaria. Perché l'Assessore ha finito di dire, in questo
momento, che l'approvazione di questo emendamento, che
finalizzerebbe agli investimenti i proventi dell'articolo 4 di
cui stiamo discutendo, non darebbe copertura a provvedimenti
precedentemente approvati. E' un fatto gravissimo per cui io
voglio capire.
Signor Presidente, non faccia finta di non sentire, perché lei
è in Aula e deve sentire. Non ha risposto ancora alla domanda di
fondo che avevo fatto io circa la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Lei non era in Aula nel pomeriggio quando ho dato
la risposta. Vada a vedere il verbale.
SPEZIALE. Il Governo ha puntualizzato in questo momento che
l'assestamento relativo alla copertura finanziaria per i comuni è
privo di copertura. Per cui, penso che dobbiamo andare con
cautela.
Per quanto riguarda l'emendamento in corso di approvazione, mi
permetta di apporre la mia firma e di ricordare che, anche se
questi proventi debbono essere destinati agli enti locali, nulla
impedisce che nei trasferimenti agli Enti locali ci sia un
vincolo di destinazione, finalizzato agli investimenti.
Ed ascolti, onorevole Assessore, siccome siamo un'Aula che deve
legiferare, spinta non da ragioni ideologiche, ma sulla base di
una buona amministrazione, penso che l'emendamento che deve
essere sottoposto alla valutazione dei colleghi parlamentari,
deve travalicare i confini dello schieramento politico.
L'emendamento è giusto nella lettera e nello spirito e nella
finalità, perché questo emendamento destina una parte dei
proventi alla possibilità di fare investimenti e può vincolare
tutte le destinazioni del finanziamento agli investimenti, sia a
livello della Regione, sia quando queste stesse somme vengono
trasferite ad altri enti, ad enti comunque vigilati, controllati
o supportati da parte della Regione.
Per cui, io chiederei, visto che il Governo si accanisce,
tranne se non si sostiene un'altra cosa, che la vendita dei beni
patrimoniali serve a coprire buchi di bilancio, il che sarebbe
gravissimo, che noi spendiamo cioè e facciamo una spesa
straordinaria per coprire buchi ordinari, della spesa ordinaria.
Perché in quel caso lì, caro onorevole Assessore, si interviene
attraverso interventi strutturali, tendenti a ridurre e a
contenere la spesa, non attraverso il fatto che si utilizzano
proventi per coprire buchi di bilancio. Quindi, invito i colleghi
tutti, a prescindere dallo schieramento di appartenenza, a fare
una valutazione libera dalla logica degli schieramenti e a
valutare la portata dell'emendamento per quello che è. Un
emendamento che ha una finalità ben precisa: destinare una parte
dei proventi straordinari per finalità legate agli investimenti
che, secondo me, è lo strumento più adeguato di cui la Sicilia ha
bisogno.
CRISTALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, alle volte mi confondo Noi non
ci troviamo di fronte a una situazione nella quale abbiamo degli
immobili e li dobbiamo vendere Non è nata così la questione Non
è che ci siamo resi conto che abbiamo una quantità innumerevole
di immobili inutilizzati e pertanto decidiamo di venderli e,
successivamente, decidiamo di utilizzare le somme ricavate per
comprare Bot, Cct. O altro. No, la logica è diversa. La Regione
siciliana ha problemi economici. Come un privato va in banca e
porta la propria proprietà in garanzia, chiede un prestito, si fa
una operazione, avendo necessità di avere del denaro.
Quindi non è che il vincolo, che è stato annunciato dal
Governo, può in qualche maniera essere modificato, perché alla
base della proposta c'è questa necessità, si condivide, non si
condivide. Ma non è questo il problema e non intervengo tanto su
questo argomento quanto sull'errore che si potrebbe commettere a
seguito dell'intervento dell'onorevole Speziale, il quale ritiene
che questi fondi devono essere destinati ad investimenti;
addirittura, inventa la politica secondo la quale si può non
soltanto legarli e vincolarli agli investimenti per la Regione,
ma, addirittura, trasferirli a province e comuni, ai cosiddetti
enti locali, si può obbligare a metterle agli investimenti.
Forse l'onorevole Speziale è lontano da tempo, ma sicuramente
nel suo schieramento ci sono dei sindaci che sanno che i soldi
non possono essere vincolati dalla Regione siciliana come
investimenti perché, se anche lo facesse, i comuni sono obbligati
dalla legge finanziaria regionale a spendere il denaro secondo
delle regole, non possono utilizzarli per le spese correnti, se
non in una certa misura, non possono utilizzarli per investimenti
se non in una altra misura.
Non c'è dubbio che - rispetto l'idea di chiunque sulla
considerazione del merito dell'emendamento - rimane il fatto
che,se si mettono una serie di vincoli su questi fondi, salta
non soltanto la manovra di bilancio perché non tornano più i
conti, ma se li vincoliamo con investimenti o altro, bisogna pur
prendere questi soldi per rispondere alle esigenze della Regione.
Quindi, intervengo perché l'onorevole Speziale in particolare
non riferisca all'Aula che è possibile operare in tal senso,
creando problemi ai sindaci. E parlo per difendere il mio ruolo
di sindaco, ma anche quello dei sindaci presenti in questa
Aula.
Queste somme non possono essere vincolate in questa maniera,
sono in contrasto con la legge finanziaria e per quanto la
Regione abbia un potere autonomistico speciale in materia di
finanza siamo legati alle disposizioni della legge finanziaria
nazionale.
Se l'onorevole Speziale motiva il suo intervento e la sua
posizione con questi argomenti è una causa persa che rovina i
comuni.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ricordi ai colleghi che siamo in sede di
scrutinio segreto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Signor Presidente, volevo semplicemente
sottolineare un aspetto che non può essere banalizzato. Come è
noto, le disposizioni costituzionali del nostro ordinamento
prevedono che le entrate straordinarie, a seguito di
provvedimenti come questi, conferiscono ed obbligano alle
attività di tipo straordinario e, quindi, per investimenti.
Vorrei fare rilevare che c'è stata una polemica a proposito dei
fondi trasferiti sulle RC auto dallo Stato alla Regione e sul
fatto che quest'ultima ha motivato la copertura del disavanzo
della sanità nel corso dell'anno 2005. E come è noto questa è
una materia che non consentiva alla Regione, essendo proventi di
altra natura, l'utilizzo per copertura di disavanzo.
Assessore Lo Porto, siamo tutti consapevoli che questa è una
operazione di finanziamento nel mercato senza ricorrere al
classico prestito, aggirando quindi i meccanismi del patto di
stabilità, aggirando i sistemi che in qualche modo obbligano
l'indebitamento in una condizione percentuale rispetto alla
capacità di spesa della Regione stessa.
Però, vorrei farvi una domanda circa l'autorizzazione con
norma, così come sarà fatta, ad esempio, con la finanziaria.
Con la finanziaria, infatti, l'Assessore per il bilancio e le
finanze sarà autorizzato, almeno questa è la proposta, a
ricorrere al mercato per cofinanziare i fondi europei al fine di
attivare i sette anni di finanziamento, quindi ricorreremo
all'attività finanziaria e al mercato finanziario per finanziare
investimenti e ciò è, nel manuale della finanza, una attività
ordinariamente corretta: si ricorre al mercato per finanziare una
opera pubblica, una strada un ponte o altro.
Qui stiamo di fatto ricorrendo al mercato con meccanismi di
altro tipo, ma non c'è dubbio che queste entrate non possono
avere come finalità l'attività ordinaria della Regione, ecco
perché considero l'emendamento un atto di coerenza con
l'ordinamento vigente nel nostro Paese sulle modalità di utilizzo
dei fondi provenienti da prestiti.
PRESIDENTE La verifica della richiesta di scrutinio segreto è
appoggiata. Con il parere contrario del governo e della
commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della commissione. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo
risultante.
BARBAGALLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, strasera ho
assistito ad una dichiarazione dell'onorevole Lo Porto che
conferma quanto abbiamo detto in questo giorni: il bilancio della
Regione non è politicamente sostenibile
Questi 900 milioni di euro previsti dalla vendita degli
immobili, 600 gli attuali, più 300 della valorizzazione degli
ospedali, non sono illustrati dal Governo in maniera analitica.
In termini vaghi, presenta una previsione di spesa che non è
quantificata e non c'è una relazione tecnica rigorosa, quindi
potrebbe finire come la valorizzazione del bilancio 2004 quando
abbiamo coperto il deficit della sanità con la vendita degli
ospedali che non sono stati venduti.
Grave è anche il fatto che il Governo sostenga che queste
difficoltà di bilancio provengano dalle minore entrate derivanti
dalle politiche del Governo nazionale, in realtà bisogna
riconoscere che in questi anni non è stata fatta una politica di
contenimento della spesa nè una politica di riforma radicale.
Cito due esempi che l'Aula conosce: l'ESA, che potrebbe essere
messa in liquidazione, ma il Governo non ha il coraggio di
farlo; e la liquidazione l'AST SISTEMI che è un carrozzone in
questo momento, inservibile a seguito del decreto Bersani poiché
non potrebbe avere più le commesse che la stessa Regione, sulla
protezione civile, fornisce all'AST SISTEMI e la soluzione sarà
che questa società verrà incorporata all'AST, continuando ad
avere queste risorse sul groppone.
La verità è che non siete in grado di fare riforme radicali
perché non si vuole rompere il nesso tra il potere e il consenso.
Quindi, dovete dire tutto: 900 milioni di entrate derivanti dal
patrimonio della Regione, 1200 milioni derivanti da tagli a tutti
i settori produttivi - 150 milioni di euro agli enti locali per
il 2007, 100 milioni di euro tolti al fondo trasporti, 62 milioni
di euro tolti dalle tabelle senza entrare nel merito di quali
siano gli sprechi e quali siano le risorse che invece vanno
investiti in maniera produttiva.
Stasera c'è stata l'ammissione di un Governo che ha considerato
il proprio bilancio politicamente insostenibile e quindi il
nostro voto è fortemente contrario.
Sono stati aggiunti degli elementi migliorativi, che le
Commissioni in qualche modo possono controllare l'operato, c'è
qualche piccola novità e, purtroppo, per due voti abbiamo perso
su un emendamento fondamentale riguardante la vendita degli
ospedali e di altre strutture importanti.
Tuttavia, questa battaglia continua perché il fatto che abbiamo
perso questa sera non significa che non vigileremo sulla
finanziaria.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione
di voto e francamente non avrei pensato di doverlo fare, ma le
dichiarazioni dell'Assessore del Governo, in Aula, questa sera,
ci hanno veramente costernato.
Ho provato sincero imbarazzo, come credo molti dei colleghi qui
presenti in Aula, di fronte alle parole che rilevavano una totale
ammissione di insufficienza e di incapacità programmatoria.
Siamo di fronte ad un articolo, questo va sottolineato, che è
di pura disperazione contabile di fronte al bisogno di questa
Regione che non è, voglio sottolinearlo ai colleghi della
maggioranza che sono intervenuti prima, un bisogno soltanto di
cassa.
Qui abbiamo bisogno di politiche e di fronte ad un bisogno di
politiche mascherato con la mancata entrata di risorse dello
Stato, quando questa Aula ricorda bene che di fronte alla
previsione di entrate dell'articolo 37, proprio l'opposizione
dimostrò come sarebbero state false, ed erano già false allora,
le previsioni di entrate, voi continuate ad insistere in questa
strada dimostrando semplicemente l'ottusità che porta a questa
manovra disperata e sciagurata
Credo che in nessuna famiglia si potrebbe immaginare, di fronte
ad un bisogno, di vendere la propria casa per pensare poi di
riaffittarla e, soprattutto, non si potrebbe pensare di fare una
cosa del genere solo e soltanto sapendo che questa è una
opportunità che si consuma una volta e basta.
Un intervento per recuperare in questo momento, alla disperata,
delle risorse, svendendo e umiliandosi di fronte alla Regione e
al Paese, svendendo il proprio patrimonio senza avere uno
straccio di idea di politica che è quella che manca.
Vendendo il patrimonio della Regione, riuscirete forse a
recuperare denaro per tappare le falle della incapacità che
questo Governo ha prodotto per 5 anni, ma non riuscirete a
tappare le falle di una politica inconcludente.
Non sto sottolineando questo per esprimere soltanto il mio voto
contrario, ma per esprimere il disagio civile, morale, politico
di una parte di questo Parlamento che vorrebbe lavorare per gli
interessi dei siciliani e che si vede costretta ad ascoltare
dichiarazioni del Governo di totale inammissibilità, disperazione
e ottusità.
Per tali motivi esprimo il mio voto contrario e credo che
davvero siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
Se questa maggioranza pensa di potere coprire ancora
l'incapacità del Governo, fa un torto a se stessa e al dovere cui
i siciliani l'hanno chiamata.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli: Savarino, Mancuso, Sanzarello, Pagano,
Limoli e De Luca.
Riprende l'esame del disegno di legge numero 440/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 5.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Tumino e Barbgallo: 5.3 e 5.4;
- dal Governo: 5.6 e 5.7 R;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Zappulla e Di Guardo: 5.5.
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.7 R.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricorderete
certamente che la legge 10 del 1999 oltre a prevedere la
liquidazione delle aziende termali, prevedeva anche la
costituzioni delle due società di gestione delle terme di
Acireale e di Sciacca. Venivano, quindi, trasferiti beni immobili
alle nuove società e venivano trasferiti crediti e debiti, mentre
il personale rimaneva in capo alle aziende termali già in
liquidazione e con un rapporto di convenzione veniva comandato
presso le due S.p.A. - trattasi quindi di Acireale e Sciacca.
Quindi, la Regione in questi anni ha provveduto a trasferire le
somme per assicurare gli stipendi al personale delle ex aziende,
mentre le due S.p.A. svolgevano la gestione imprenditoriale delle
terme.
Non sfugge il fatto che doveva prevedersi un piano industriale
e che il trasferimento del personale alle due società doveva
avvalersi, dopo la valutazione di un piano industriale, di un
progetto che prevedeva la economicità delle due S.p.A..
Ho attivato questa procedura ed ho sollecitato le due nuove
società a redigere un piano industriale, e così è stato fatto.
Il piano è stato trasferito al dipartimento per il turismo, e
per evitare che la Regione si caricasse di ulteriori spese e
quindi di nominare un advisor - con quel che costa - ho preferito
trasferire due piani industriali, perché fossero valutati, al
nucleo di valutazione presso il dipartimento della
programmazione. Fermo restando il problema del personale che va
sanato nel momento in cui è approvato il piano industriale, con
la compatibilità e la sostenibilità economica di questo piano.
Si dovrà prevedere comunque quanto del personale delle ex
aziende dovrà essere trasferito nelle nuove società e quanto
dovrà invece rimanere o essere trasferito nel ruolo unico che
questa Regione dovrà avere.
Intanto rimane il problema del personale che ha svolto, in
comando, presso le due nuove società il servizio e che da alcuni
mesi non riceve lo stipendio.
E' opportuno implementare i due capitoli, sia di Acireale che
di Sciacca, e lavorando con gli uffici del dipartimento abbiamo
previsto che le somme che consentono il pagamento fino al 31
dicembre di quest'anno vengano quantificati per un milione di
euro ad Acireale e in un milione e settecentomila euro per
Sciacca.
Abbiamo modificato l'assetto iniziale che era stato proposto
anche alla Commissione e quindi l'emendamento adesso distribuito
sostituisce, come diceva correttamente il Presidente, l'articolo
5, in maniera tale che viene anche ritirato l'emendamento 5.6 a
firma del Governo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, sono al quanto imbarazzato, in
quanto componente della Commissione bilancio, a dover chiedere in
Aula cosa vuol dire prelevare 700 mila euro dal capitolo 478109.
E' evidente che ancora una volta stiamo affrontando un tema
riguardante il bilancio della Regione non nella sede appropriata,
che è la Commissione e, a tal proposito, vorrei una risposta
dell'Assessore.
Questo articolo fa riferimento a due emergenze, definite tali
dal Governo, e che abbiamo ascoltato adesso dall'Assessore
Misuraca essere emergenze ed ascoltiamo che ci sono delle Aziende
pubbliche della Regione che, di fatto, affittano lavoratori ad
una società fatta dalle stesse aziende.
E' una questione complicatissima, siamo anche al lavoro
interinale in questa Regione, non lo sapevamo, ma siamo in
presenza di fatto di società di lavoro interinale che affittano
ad altri soggetti i lavoratori della regione, pagati dalla stessa
ma usati da altri soggetti se pur partecipati dalla Regione
stessa.
Mi sarei aspettato, Assessore Misuraca, che lei insieme
all'emergenza ci proponesse una norma per affrontare il merito
della questione, ma come al solito affrontiamo soltanto quello
che emerge, non il problema che determina un'emergenza.
Voglio continuare a porre la questione che ho posto sin
dall'inizio e a cui non riesco ad avere risposta: in questo
Governo come funzione la definizione di emergenza? Sulla base
dell'Assessore se è più simpatico, antipatico, se fa più
telefonate, se ne fa meno.
Vorrei sapere se l'Assessore Misuraca è stato più bravo
dell'Assessore Beninati che non è stato capace di far diventare
un'emergenza quella dei lavoratori dell'Ente fiera di Palermo al
pari dei lavoratori delle Terme di Sciacca e di Acireale.
Qui non si dice una cosa detta in Commissione, non so se è
vera o meno. In Commissione, il Governo ha presentato un
emendamento che toglieva il milione di euro previsto per
l'Azienda termale di Sciacca con la motivazione che non vi era
un'emergenza di lavoratori che non ricevono lo stipendio, invece
all'Azienda di Acireale c'è un'emergenza legata al fatto che c'è
un disavanzo, ma questo, nella nostra Regione, purtroppo, è una
costante di tantissimi soggetti vigilati e controllati dalla
Regione stessa.
Pertanto, l'Azienda di Acireale diviene un'emergenza non perché
ce l'ha veramente, ma visto che si deve affrontare il problema
dell'azienda di Sciacca, si offre una soluzione pure all'azienda
di Acireale, somiglia molto al giochino che si vuole fare
sull'Ente fiera di Palermo che la si vuole affiancate all'Ente
Fiera di Messina.
Non ho nulla contro l'ente di Messina, ma mi chiedo se c'è
un'emergenza legata al fatta che ci sono lavoratori non pagati.
Ad oggi il Governo non ce l'ha mai detto.
In ogni caso prendo atto che l'Assessore Beninati è meno
capace dell'Assessore Misuraca, perché quest'ultimo è riuscito a
farla sentire come un'emergenza a tutto il Governo, mentre lei
no.
In ogni caso, ho presentato emendamento, signor Presidente,
visto che il Governo intendeva togliere il milione di euro
all'Azienda termale di Acireale - nulla quaestio contro Acireale,
lo dico ai colleghi della provincia di Catania, vorrei che fosse
chiaro che non c'è nessuna ragione geografica o campanilista, -
che lo si faccia visto che non c'è un'emergenza e che lo stesso
Governo ha dichiarato in Commissione che non c'era, e diamo le
risorse a chi ha un'emergenza, cioè all'Ente fiera di Palermo.
Trattiamo almeno le emergenze alla pari, così come trattiamo
l'Azienda di Sciacca, trattiamo con la stessa logica l'emergenza
dell'Ente fiera di Palermo.
Pertanto chiedo con il mio emendamento, che in maniera
impropria è stato considerato emendamento all'articolo 6, in
realtà è un emendamento all'articolo 5 perché si limita a
prendere i fondi del capitolo 473302, di istituire un nuovo
capitolo per l'Ente Fiera di Palermo al fine di dare copertura
all'emergenza dei lavoratori.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto di
questo intervento per esprimere due concetti.
Il primo è un ringraziamento nei confronti del Governo,
dell'assessore Misuraca in particolare, dell'assessore Lo Porto
rispetto all'opportunità di mantenere in piedi la previsione di
attribuzione di un milione di euro per le Terme di Acireale e di
1.700.000 euro per le Terme di Sciacca.
Entrambe le somme indispensabili per far sì che il percorso
avviato nella legge che prevede la costituzione delle società per
azioni che devono gestire i due stabilimenti possa continuare e
possa continuare abbastanza serenamente.
Come ho avuto modo di spiegare lungamente in Commissione
finanze - l'onorevole Cracolici se fa un piccolo sforzo di
memoria se lo dovrebbe ricordar - la situazione patrimoniale dei
due enti è particolarmente difficile e questo intervento
sicuramente determina un miglioramento sia pure parziale della
medesima e, dunque, desidero dare atto al Governo di avere
risposto al grido di dolore proveniente da Sciacca e da Acireale.
Ma approfitto, lo dicevo prima, per lanciare un'ipotesi,
onorevole Cracolici, da anziano di questa Aula, mi sembra di
avere percepito, onorevole Lo Porto, una disponibilità
complessiva ad affrontare il tema dell'Ente Fiera di Palermo e di
Messina.
Non credo che se si espungesse dal cosiddetto maxi emendamento
la questione dell'Ente Fiera di Palermo e di Messina ci
dovrebbero essere particolari difficoltà e questo senza inficiare
la manovra contenuta nell'emendamento interamente sostitutivo
dell'onorevole Misuraca testè illustrato.
Può darsi che la mia sia soltanto una sensazione, ma
difficilmente mi sono sbagliato, come ho pure riferito alle
Iene , una volta, che mi accusavano di percepire preventivamente
l'esito di una votazione ed ho spiegato che se uno presiede
l'Aula e non percepisce questi effetti è difficile che si possa
andare avanti
Quindi, onorevoli colleghi, onorevole assessore al bilancio e
al turismo, e soprattutto onorevole Cracolici, credo che
l'orientamento della Presidenza sia stato molto coerente rispetto
alle dichiarazioni di improponibilità almeno fin qui incontrate,
considerato che credo si possa confidare nel mantenimento di
questo impegno che era stato annunziato dall'assessore e
condiviso dal Presidente dell'Assemblea riguardante appunto la
non espansione del contenuto di questo disegno di legge, credo
che si possa trovare una ipotesi di soluzione per la vicenda
degli enti fiera e concludere rapidamente la trattazione di
questo disegno di legge per tentare di arrivare al voto finale.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa vicenda
delle Terme di Sciacca e di Acireale è stata una vicenda
ondivaga.
Ho letto la prima relazione dell'Assessore per il turismo da
cui si evinceva chiaramente che c'era una grande necessità su
Sciacca ed invece una necessità di gran lunga inferiore su
Acireale.
In Commissione Bilancio il Governo, giustamente, presentò
l'emendamento in cui si prevedeva un milione e settecento per
Sciacca e trecento mila per l'altra (prima aveva previsto un
milione per una ed un milione per l'altra e poi ha previsto un
milione e settecento per una e trecentomila per l'altra). Meno
male che in Commissione Bilancio era presente l'onorevole
Fleres, il quale essendo di Catania conosce bene i problemi di
Acireale, ed ha detto che non era possibile e che vi era stato
un errore, ed allora in Commissione si disse mille e mille, così
chiudiamo la partita .
Mi accorgo invece che questa partita continua. Ed é una partita
dalla quale c'é la necessità da un lato di azienda marciscenti
che noi consentiamo di tentare e di continuare ad essere
marciscenti da un lato e dall'altro lato di piangere dalla
mattina alla sera perché non abbiamo i soldi.
Allora, diventa grave. Io in quella poltrona ci sono stato e
comprendo l'onorevole Lo Porto perché quando chiedevo ai
colleghi assessori o ai colleghi direttori di dare le priorità
prima ancora che uscisse fuori il disegno di legge, c'era
l'assurda convinzione di tacere.
Così come si é taciuto su Messina e sulla Fiera di Palermo,
perché altrimenti non ci sarebbero stati problemi, dato che il
Governo annunziò alcune emergenze forti ed a quelle emergenze
forti la Commissione Bilancio ha dato un seguito altamente
qualificato e da condividere.
Il fatto che non appena si arriva in Aula le emergenze
diventano più emergenti dell'emergenza, senza tenere conto che
soldi non ce ne sono, che é un bel dire abbiamo votato, sì le
perle che abbiamo ce le stiamo vendendo e dobbiamo farlo per
investire . L'opposizione sa bene cosa significa farlo per
investire , perché sa come il Governo nazionale ha ridotto la
Sicilia ad oggi, con lo stato della sanità, per la quale
interveniamo col 50 per cento, unica regione in Italia;
l'opposizione sa esattamente che non ci sono più i mezzi per
arrivare ad una conclusione.
Io voglio dire al Governo, però, che un'attenzione maggiore può
essere data, perché se con la Finanziaria e col Bilancio,
onorevole Assessore e onorevole Governo, voi volete atteggiarvi,
così come vi state atteggiando, per quattro cose su quello che é
l'assestamento di bilancio e allora, portate a sbattere
l'Assessore per il Bilancio, l'intera Commissione e poi l'Aula
che non comprende più, perché il Governo all'ultimo momento ha
potere, mettendo una firma, senza avere ancora l'avallo del
Governo stesso sulla disponibilità delle somme che subito dopo
l'Assessore dovrà pur dare.
La sola firma dell'Assessore in Aula non basta per potere dire
questo è l'emendamento che ha tutta la sua idoneità ad essere
presentato, discusso ed emanato perché ci vuole la copertura, da
parte del Governo . E quando le coperture si danno all'ultimo
momento ci siamo trovati a dire che con 17 milioni da
cinquantunisti l'abbiamo fatto diventare settantottisti, da
centounisti a centocinquantunisti, da centocinquantunisti a tempo
indeterminato, con 17 milioni di euro che bastavano soltanto per
pagare all'antica e avremmo dovuto cercare altri soldi.
Noi, in contemporanea, abbiamo anche votato di stabilizzare gli
LSU e tutto il precariato in Sicilia, sempre con quei 17 milioni;
ed oggi siamo arrivati al punto di non dare un solo euro a quelli
che abbiamo detto: articolo 23, adesso diamo 4 ore in più, li
diamo a tutti
Non é vero E di fronte a queste tragedie io trovo il
Governatore che a Roma fa le battaglie, fino in fondo, per
cercare di far comprendere che la Sicilia non può essere retta
con questi interventi nazionali e poi vedo Assessori
disimpegnati, altamente qualificati a darsi le strette di mani
senza comprendere il grave danno che c'è e che si perpetua
ancora.
Ed allora, che c'è di male? Atro milione e duecentomila per
fiera di Messina, l'ha detto l'onorevole Savona in Commissione
Bilancio e, in quella occasione, glielo abbiamo bocciato.
Adesso qui lo rievochiamo, perché è giusto rievocarlo, abbiamo
mandato Porretto, che è andato in pensione, e lo facciamo
lavorare ancora perchè gli diamo ulteriori incarichi, ulteriori
incombenze.
E' giusto che i nostri direttore continuino oltre la pensione
ad essere utilizzati e spendono e spandono, come se fossero stati
bravissimi a reggere quello che non hanno retto
Io voterò a favore soltanto per un principio di osservanza e di
ossequio ad un Governo e ad una maggioranza, però basta, non
cercate di tirare ancora la corda, altrimenti quel 30 e 27 che
avete visto nel segreto dell'urna, la prossima volta non lo
troviamo così e il danno che facciamo alla Sicilia è ben più
ampio di quello che con la facilità di come scriviamo e di come
vogliamo le cose cerchiamo di potere portare avanti.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
preoccupato dal fatto che qui si rischia di fare una guerra tra i
poveri. L'emergenza non l'ho scelta io; sono stati proposti
alcuni provvedimenti, nessuno mai si è pronunciato contro gli
stipendi dei lavoratori della Fiera di Palermo o di Messina,
perché quando un servizio è stato svolto, gli stipendi sono
sacrosanti, non stiamo facendo una graduatoria su chi ha più
legittimità e chi ne ha meno.
Il problema delle terme di Acireale e di Sciacca ha la stessa
drammaticità, ammesso che il presidente delle Terme di Acireale
non abbia fatto la richiesta per gli stipendi. Il presidente
delle Terme di Acireale fra un mese deve portare i libri in
tribunale perché fallisce. Non lo sto dicendo io, lo dicono tutti
quelli che hanno partecipato alle riunioni che settimanalmente ci
sono in Prefettura a Catania. Non solo ci sono stati ritardi
negli stipendi, ma c'è un problema di pagamento di mutui e di
pagamento di debiti; senza questi soldi l'Azienda è in
fallimento.
Allora, un settore come il turismo termale, nel quale noi non
abbiamo investito, può essere diviso tra Sciacca e Acireale con
una differenza di valutazione soltanto perché qualche presidente
non è stato tempestivo nella richiesta?
Noi sappiamo che le Terme di Acireale rappresentano
un'emergenza dal punto di vista sociale e i colleghi e i
sindacalisti hanno partecipato a decine di riunioni, compreso un
tavolo tecnico fatto dal sindaco di Acireale che, certamente, non
è del mio partito.
Allora, io sono a favore sia di quelle di Sciacca che di quelle
di Acireale.
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Barbagallo e Tumino
hanno ritirato l'emendamento soppressivo 5.3. L'Assemblea ne
prende atto.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sottolineare una discordanza, un'anomalia, una discrepanza che si
sta verificando rispetto al dibattito che si è aperto ad inizio
di seduta sull'opportunità o meno che alcuni emendamenti che
erano nel testo ma che, appunto, erano aggiuntivi al testo
stesso, potessero essere discussi da quest'Aula oppure, come
aveva manifestato il Presidente dell'Assemblea, dichiarati
inammissibili.
Poichè mi è parso di sentire in quest'Aula la riproposizione,
il tentativo che alcuni di questi emendamenti, bypassando la
decisione presa ad inizio di seduta dalla Presidenza, possano
essere riammessi alla discussione perché magari l'onorevole
Cracolici, piuttosto che qualche altro deputato di quest'Aula, ne
sollecita l'approvazione, io voglio ricordare che avevo dato una
via d'uscita intervenendo all'inizio della seduta e consigliando
a quest'Aula ed alla Presidenza di evitare di privarsi della
propria capacità di giudizio sugli emendamenti presentati.
Visto che la Presidenza invece ha deciso sull'improponibilità
degli emendamenti che non hanno nulla a che vedere con il testo
concordato, la prego di giudicare tutti gli emendamenti
ammissibili o tutti inammissibili.
PRESIDENTE Onorevole Formica, l'ho tranquillizzata tante
volte: tutti gli emendamenti improponibili saranno dichiarati
improponibili.
E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Non essendo presente
in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Di BENEDETTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'Assessore, onorevole Misuraca, ha fatto una breve cronistoria
della vicenda delle terme e ha parlato dell'istituzione delle
Terme S.p.A.
Di fatto noi ci troviamo con le aziende Terme da un lato, con
le Terme S.p.A. da un altro lato. Questo è un percorso che non
sta assolutamente funzionando, in quanto le Terme S.p.A. non
stanno svolgendo il loro compito nella maniera più assoluta. Non
a caso l'Assessore ha dovuto più volte sollecitare le Terme
S.p.A. a predisporre un piano industriale perché a distanza di
più di un anno della loro esistenza non hanno predisposto alcun
piano industriale. Hanno presentato un piano occupazionale
spacciandolo per piano industriale.
Ci si è resi conto che così non era. Si è dovuto ritornare a
chiedere il piano industriale.
C'è un piano industriale presentato dall'Assessorato, che
ancora pare assolutamente segreto, che non è stato consegnato
alle Organizzazioni sindacali né alle aziende delle terme
rispettive.
Qui c'è un'assoluta incognita su quello che le Terme S.p.A.
hanno predisposto; ma d'altra parte perché chiedere alle Terme
S.p.A uno sforzo di questo tipo.
Noi ci troviamo in una situazione peggiore di quella operazione
che ha fatto Caligola il quale ha nominato il proprio cavallo
senatore. Qui stiamo chiedendo a soggetti, nominati solo per
ragioni politiche e non di competenza, non solo di fare i
componenti dei consigli di amministrazione e i presidenti dei
consigli di amministrazione, ma gli stiamo chiedendo di fare
persino un piano industriale, come se Caligola avesse chiesto al
proprio cavallo di intervenire in Senato
Questo è ciò che sta succedendo attorno alle terme. Questo è
ciò che sta facendo il Governo regionale.
Ci troviamo con emendamenti che vanno, che vengono, con
proposte del Governo in cui prima propone mille euro all'Azienda
delle Terme di Sciacca che ha una sofferenza vera. Non si pagano
gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre; si è pagato
settembre solo utilizzando le somme sottratte agli LSU che erano
state già predisposte fino a dicembre e si sono utilizzate le
somme di altri lavoratori, che già avevano una garanzia di
reddito, per pagare altri lavoratori sottraendola.
Si sta pagando anche in parte, perché se andiamo a vedere le
buste paga alcune parti che vengono trattenute per il pagamento
di mutui, di prestiti, non sono state versate alle banche, sono
state trattenute dalla busta paga dei lavoratori ma non
concretamente versate.
Quindi, rispetto alle mensilità pagate continuano ad esserci
profonde sofferenze per cui non 1.000 euro, ma 1.500, 1.700 euro
servono per le Terme di Sciacca.
Allo stesso modo non riesco a capire quale utilizzo viene fatto
del milione di euro per le Terme di Acireale, dove non c'è una
sofferenza di stipendio e dove c'è una sofferenza debitoria.
Onorevole Assessore, con la costituzione delle S.p.A. sono
stati trasferiti alle società per azioni i beni immobili e anche
i debiti. Questi debiti di cui parliamo non sono debiti
dell'Azienda Terme, ma sono debiti delle Terme S.p.A.
Io vorrei capire con quale meccanismo, dando un milione di euro
all'Azienda Terme, si pagano i debiti delle Terme S.p.A.
E su questo è continuato il balletto. Il Governo,
probabilmente, si è accorto di questo ed ha presentato un primo
emendamento in cui, giustamente, aumentava ad un milione e
settecento le somme destinate all'Azienda terme di Sciacca ed
eliminava le somme per l'Azienda terme di Acireale. Dopodiché,
forse per pressioni, per perpetuare un sistema di sprechi vengono
rintrodotte le somme per le Terme S.p.A.
Così non si può andare avanti Questa non è l'emergenza,
questo è il perpetuare sprechi e scelte di sostegno a consigli di
amministrazione che sicuramente non hanno come funzione e compito
quello del rilancio delle terme in Sicilia.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per una breve
considerazione di ringraziamento per l'Assessore Lo Porto e
l'Assessore Misuraca in quanto hanno saputo approfondire un
argomento che, francamente, gli stessi responsabili delle terme
non avevano bene individuato.
Infatti, la Commissione Bilancio , proprio per operare con
grande trasparenza e rigore, aveva convocato i presidenti delle
terme in audizione. Il responsabile delle terme di Acireale si è
fatto rappresentare dal responsabile delle terme di Sciacca e
devo dirvi che la situazione che era stata messa in evidenza alla
Commissione Bilancio non era così tragica e così bisognosa di
aiuti finanziari come bene il Governo quest'oggi sta ponendo. E
per questo ritengo anche di attivare le strutture del Governo per
sensibilizzare gli interlocutori che vengono a rappresentare le
proprie istanze in Commissione Bilancio , di poterle
rappresentare nella propria completezza e nella propria
compostezza perché non è possibile ed immaginabile che il Governo
o alcuni parlamentari che ho avuto modo di ascoltare, come
l'onorevole Fleres, debbano supplire ad alcune mancanze dei
rappresentanti.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per giustificare il mio emendamento soppressivo che ho
ritirato perché non si tratta di non volere dare le giuste
retribuzioni ai dipendenti di queste terme, bensì di sottolineare
un percorso ancora una volta sbagliato così come è stato in tanti
modi fatto evidenziare questa sera. Cioè quello di rincorrere una
emergenza senza dare prospettive.
Noi stasera non abbiamo alcuna prospettiva per queste terme.
Oggi l'Assessore Misuraca avrebbe fatto bene a dire dobbiamo
pagare questi soldi però domani le terme seguiranno questo
percorso . Invece, tutto questo non è avvenuto, quindi noi
manteniamo in vita carrozzoni assolutamente inadeguati, nel caso
particolare non è escluso io ritengo anche una particolare
attenzione del Commissario del Governo perché credo che siano
interventi impropri quelli che questa Assemblea si appresta a
votare.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io credo che qui non si tratta di
fare la guerra dei poveri. Io credo che il Governo una volta che
dà questi soldi sia alle Terme di Sciacca o alle Terme di
Acireale debba vigilare affinché vi sia un piano serio perché
altrimenti queste somme continuano ad essere erogate rispetto ad
un ente che certamente va in deficit.
Allora, il mio unico pensiero è questo: stiamo dismettendo
ospedali, stiamo dismettendo scuole, non capisco perché se vi è
un ente come le terme, di una o dell'altra parte, che possono
rappresentare un patrimonio immobiliare non si vendano queste
aziende che certamente sono negative.
Il problema allora è questo. Il Governo dovrà vigilare non
attraverso le nomine, come si diceva di gente che non possono
presentare nemmeno un piano industriale e non possono arrivare
alle attività in pareggio. Bisognerà nominare nuovi manager che
abbiano la competenza per portare avanti delle attività che
possono anche dare un significato a questa Sicilia.
Il problema, quindi, non lo dobbiamo spostare. La guerra in
questo momento non serve come guerra dei poveri, bisognerà invece
pretendere, come Assemblea, che queste terme, sia l'una che
l'altra, abbiano un serio piano industriale e arrivino a finirla
con questo assistenzialismo da parte della Regione.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per annunciare la presentazione di un ordine del
giorno dopo le cose che sono state dette.
Mi hanno molto colpito le parole dell'onorevole Cintola e,
molto di più, l'incoerenza delle sue conclusioni, perché di
fronte a tanta veemente presa di distanza etica da quello a cui
stavamo assistendo ha detto Va beh, però mi adeguo . Ha, però,
detto delle cose giuste perché qua abbiamo fondamentalmente
all'atto del Parlamento l'evidenza di una gestione scellerata
sulla quale, e non è la prima volta, torniamo continuamente a
rimetterci soldi dei cittadini a fronte di una gestione
assolutamente incongrua.
Allora, molto semplicemente per essere minimamente congruenti,
per essere minimamente coerenti, stiamo presentando un ordine del
giorno che, a fronte delle negative risultanze di gestione di
queste due società per azioni, impegna il Governo della Regione
alla immediata revoca dell'incarico dei rispettivi presidenti,
direttori e consigli di amministrazione perché non è consentito
ad alcuno
FLERES Dobbiamo revocare i commissari che ha mandato la
Regione che hanno creato il danno, non questi che si sono
insediati sei mesi fa e stanno sistemando la situazione
DE BENEDICTIS . Lo discuteremo nell'ordine del giorno.
GRANATA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere il mio apprezzamento per questo emendamento concordato
e presentato dal Governo, dall'Assessore Lo Porto e
dall'Assessore Misuraca, proprio per la situazione che riteniamo,
per quello che riguarda le Terme di Sciacca, assolutamente
indispensabile per poi avviare una politica di rilancio che passa
anche da una valutazione del piano industriale medesimo.
Oggi, la situazione che attraversano le terme, sicuramente
quelle di Sciacca, ma immagino, signor Presidente, anche quelle
di Acireale. Sono in una fase nella quale non si può
assolutamente parlare di un rilancio o di una politica sul
turismo termale se non viene garantito il minimo indispensabile
nell'applicazione di quelli che sono i contratti collettivi che
riguardano gli operatori che vi lavorano. Quindi, assolutamente
una posizione di apprezzamento per questo emendamento.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con molta attenzione gli interventi che mi hanno preceduto e
credo che, soprattutto, per quanto riguarda la realtà di Sciacca,
che io conosco, credo che dobbiamo, quanto meno il Governo,
procedere sì all'erogazione di questa sorta di contributo alle
aziende perché i dipendenti non percepiscono lo stipendio dal
mese di ottobre, lo dovranno percepire certamente a novembre, a
dicembre ed hanno anche una serie di debiti da pagare e credo che
bene abbia fatto il Governo ad aggiungere anche 700 milioni di
euro perché i debiti mi pare che ammontino esattamente a questa
somma.
E', però, anche vero, onorevole Assessore, che lei deve
sollecitare con forza la presentazione di questo piano
industriale perché altrimenti noi ci troveremo nelle condizioni,
fra quattro mesi, fra cinque mesi, a riparlare dello stesso tema,
ad affrontare la stessa gravità dell'argomento senza che si sia
provveduto a individuare un percorso che faccia uscire da questa
situazione difficile e precaria e ad attivare processi che siano
certamente non solo sul piano occupazionale certi, ma siano fatti
anche nell'interesse di arrecare un servizio alla comunità
agrigentina.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.7R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A seguito dell'approvazione di questo emendamento tutti gli
altri si intendono superati.
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Abrogazione di norme
1. Il comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è abrogato.»
Comunica che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 6.3, 6.4;
-dagli onorevoli Adamo, Parlavecchio e Ragusa: 6.1
-dagli onorevoli Cracolici ed altri: 6.1 bis;
-dagli onorevoli Villari ed altri: 6.1 ter;
-dal Governo: 4.3;
-dagli onorevoli Barbagallo e Ammatuna: 6.2;
-dagli onorevoli Adamo ed altri: 6.1 R;
-dall'onorevole Adamo: subemendamento 6.1.1 R (all'emendamento
6.1R).
-dagli onorevoli Cascio, D'Aquino e Fleres: 6 A3;
-dall'onorevole Savona: 6 A1, 6 A2;
-dall'onorevole Leanza Edoardo: 6 A4, 6 A5, 6 A6;
-dagli onorevoli Cracolici ed altri: 6 A7, 6 A8;
-dagli onorevoli Di Benedetto ed altri: 6 A9, 6 A12;
-dal Governo: 6 A13; 6 A18 e 6 A19;
-dagli onorevoli Oddo ed altri: 6 A10;
-dagli onorevoli Panarello ed altri: 6 A11;
-dall'onorevole Formica: 6 A14, 6 A15, 6 A16, 6 A17;
-dagli onorevoli Cristaldi ed altri: 6 A20;
- dagli onorevoli Tumino, Barbagallo e Oddo: 5.1 e
5.2.
TUMINO Anche a nome dell'onorevole Barbagallo, dichiaro di
ritirare l'emendamento 6.3.
PRESIDENTE L'assemblea ne prende atto.
TURANO Signor Presidente, qual è l'orientamento della
Presidenza?
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il settore
del trasporto pubblico locale in Sicilia vive una situazione di
estrema difficoltà.
Questa Assemblea con la legge numero 19 ha cercato di adeguarsi
alla normativa nazionale e sta tentando di dare una svolta. Gli
onorevoli colleghi ricordino che con la legge 19 si dovrebbe
passare dalle concessioni ai contratti di servizio.
E' un passaggio fondamentale perchè firmando un contratto ci
sono degli impegni che devono rispettare i contraenti. Ma c'è una
cosa molto importante: nella legge 19 abbiamo previsto che la
Regione deve individuare i servizi minimi essenziali e le unità
di rete, perchè fino a quando non razionalizziamo il settore dei
trasporti c'è il rischio di sprechi, di duplicazione. Per fare un
esempio: se quattro vettori fanno la stessa linea è chiaro che
la Regione non può dare concessioni sullo stesso percorso e il
passaggio ai contratti di servizio certamente tenta di far fare
un salto di qualità.
Allora, c'è un problema che riguarda il diritto alla mobilità
dei cittadini più deboli. Nelle previsioni della finanziaria
regionale abbiamo visto che sono stati tolti 100 milioni di euro,
il 40 per cento del fondo trasporti previsto nel bilancio
tendenziale del 2007.
Allora, o la Regione ritiene che questo sia un settore
superfluo e dovete riflettere sul fatto che in questo settore non
ci sono solo le aziende provate, perchè il contributo in conto
esercizio previsto dalla legge 68 riguarda al 50 per cento circa
le aziende pubbliche e le aziende private.
Nelle aziende pubbliche c'è la ATM di Messina, c'è la AMT di
Catania, l'azienda della città di Palermo, la SAO di Trapani, ci
sono aziende che non possono essere competitive sul piano del
mercato, perchè la velocità commerciale degli autobus nel
trasporto urbano non consente di essere competitivi.
Allora, in tutto il mondo il trasporto pubblico locale è
assistito. Il problema è finalizzare i contributi ad una
razionalizzazione dell'intero sistema e i contratti di servizio
devono andare avanti; nessuno pensi di abrogare la legge 19
perché è l'unica opportunità per disciplinare una materia
estremamente complessa.
C'è la questione dell'AST. Come voi sapete l'AST è stata
trasformata in S.p.A.; soltanto per un paio di anni ancora
copriremo il bilancio dell'AST che con la nostra copertura
finanziaria riesce ad essere in equilibrio, riesce a chiudere il
bilancio in pareggio.
L'azienda AST ha una scopertura di conducenti di linea di circa
trecento addetti.
Nel passato sono state fatte assunzioni con le agenzie
interinali e poi sono stati trasformati i contratti diventando a
tempo determinato.
Per quello che mi risulta i conducenti di linea sono
assolutamente indispensabili per non chiudere il servizio, in
particolare il servizio urbano di Siracusa, di Ragusa e di altre
città.
Non so se noi riusciremo fra due anni a rendere competitiva
l'AST ma uno sforzo deve essere fatto anche sul piano della
capacità di un'impresa di stare sul mercato e, quindi, di
svolgere un lavoro che non sia solo un aggravio per le casse
della Regione.
Da questo punto di vista, alcuni strumenti che nel passato sono
stati individuati, sono assolutamente fallimentare perché i 120
consulenti dell'AST sistemi, i 10 componenti del Consiglio di
Amministrazione, con quello che percepiscono (circa 100 milioni
di euro l'anno, il Presidente e l'Amministratore delegato), sono
sicuramente una palla al piede per le finanze della Regione.
Ho chiesto in un'apposita interrogazione di mettere in
liquidazione l'AST sistemi e di abolire ormai quel territorio
perché gli stessi servizi dell'AST sistemi li potrebbe fornire
benissimo l'AST.
C'è un problema che i colleghi hanno posto e sul quale
manifesto la più grande attenzione: una cosa è la stabilizzazione
del personale pregresso, altra cosa è aprire un varco che
potrebbe anche determinare logiche estranee alla mentalità mia e
del mio gruppo.
Non so se possiamo, in qualche modo, incidere per legare,
quanto meno, le nuove assunzioni alla pianta organica, al piano
industriale, cioè cercare di rendere più trasparente un percorso
sul quale i deputati devono essere estremamente consapevoli.
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei tornare
per un momento sul giudizio di proponibilità che la Presidenza ha
fatto nella discussione generale sull'articolo 6.
Dalla Presidenza è stato dato un giudizio di proponibilità
sugli emendamenti aggiuntivi in linea assolutamente generica, nel
senso che è stato detto che tutti gli emendamenti che non
afferiscono alle argomentazioni di cui stiamo parlando saranno
dichiarati improponibili.
Intervengo per fare una forzatura parlamentare e quindi un
appello alla Presidenza da rivolgere all'intera Aula che riguarda
l'emendamento da me sottoscritto che reca il numero 6A.3 cioè
l'emendamento che interviene sulla Fiera di Palermo e su quella
di Messina, argomento che è stato ripreso in questa lunga seduta
di Aula più volte da diverse parti dell'Aula, compreso anche dai
banchi del Governo.
Voglio ricordare a me stesso e all'Aula che si tratta di un
emendamento che non è entrato nel bozzone iniziale, è un articolo
che non è entrato nei sei articoli iniziali prodotti dal Governo
per una semplice svista.
Penso che se l'Assessore Beninati quella sera fosse stato nel
Palazzo questo articolo sarebbe entrato con pari dignità nella
bozza del Governo, così come è entrato l'articolo che riguardava
le terme di Acireale e di Sciacca. L'Assessore Beninati quella
sera non era presente perché era, per motivi inerenti il suo
mandato, da un'altra parte e, quindi, quell'emendamento non fu
inserito, ma ha lo stesso tipo di urgenza che hanno altri
argomenti contenuti in questa legge di variazione di bilancio.
Voglio ricordare che i lavoratori della Fiera di Palermo non
prendono lo stipendio da 13 mesi e credo che, essendo lavoratori
assunti a norma di legge e quindi dipendenti non regionali ma
controllati dalla Regione, hanno pari dignità rispetto ai
lavoratori delle Terme di Sciacca, pari dignità rispetto ai
lavoratori delle Terme di Acireale e, quindi, con questa norma,
che non è il tentativo di fare una furbizia da parte di qualcuno
ma il riconoscimento di una parte di un sacrosanto diritto, con
un milione e 200 mila euro riusciremmo a pagare forse quattro o
cinque mensilità.
Questi lavoratori attendono ancora 13 mensilità dall'Ente Fiera
e allora il Presidente dell'Assemblea dovrebbe chiedere all'Aula
una disponibilità a potere considerare proponibile questo
emendamento per affrontare una buona volta il problema delle due
fiere della Sicilia che potrebbero essere rilanciate a partire
anche da questo emendamento.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre
antipatico provare a fare il forte con i deboli e il debole con i
forti, però sulla vicenda dell'ente fiera di Messina intervengo
per sostenere l'Assessore Beninati perché non ho apprezzato
l'intervento dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, stiamo parlando sull'articolo 6.
Quello è un emendamento aggiuntivo sul quale a tempo debito
parleremo. La invito, quindi, a non continuare. Non possiamo
aprire una discussione su un articolo che non è in discussione.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dire che la
Commissione ha approvato il testo di legge è un po' improprio
perché in realtà la Commissione ha esaminato con attenzione il
testo di legge, ha ascoltato l'AST ed ha dato parere favorevole
però ad alcune condizioni: a condizione, cioè, che vengano
inserite nella proposta di legge criteri di trasparenza e di
controllo della spesa pubblica.
Quindi la nostra proposta è stata, in pratica, riscritta e di
questo è stato informato il Governo, con delle condizioni e cioè
le assunzione possono essere fatte soltanto in base ad un piano
industriale il che significa - rispondo anche alle perplessità
dell'onorevole Barbagallo - che chiunque fa una assunzione, i
dirigenti se ne assumono la responsabilità, non possono l'anno
prossimo venire qua per chiedere il ripianamento dei debiti,
naturalmente, essendo un'attività pubblica, con delle procedure
di evidenza pubblica.
Riteniamo, inoltre, che per quello che riguarda i lavoratori
che da anni sono già inseriti stabilmente nell'AST, che stanno
lavorando e assicurano un servizio indispensabile, sia possibile
in sede di prima presentazione il passaggio dal tempo determinato
al tempo indeterminato.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, l'emendamento di riscrittura che
avevamo letto poc'anzi risponde, appunto, alle sue osservazione
e lei è la prima firmataria.
PRESIDENTE. Si prende atto che l'onorevole Granata e
l'onorevole Falzone chiedono di apporre la propria firma
all'emendamento di riscrittura.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevole colleghi, in premessa
vorrei dire che ritiro l'emendamento 6.1 ter che è quello che si
limita alla stabilizzazione del personale dell'AST attualmente
con contratto di lavoro a tempo determinato. Lo ritiro perché
condivido l'emendamento che è stato presentato e per questo
chiedo di apporre la mia firma sull'emendamento 6.1 R perché
ritengo sia comprensivo di alcune questioni oggetto di dibattito
sia in Commissione che in Aula e voglio anche spiegare perché.
Credo che sia necessaria una riflessione: l'emendamento 6.1 R
sostiene sostanzialmente l'abrogazione del divieto delle
assunzioni. Io condivido la soppressione del divieto del comma
2, dell'articolo 33 qui citato, perché questo permette la
stabilizzazione dei lavoratori che in atto operano presso
l'Azienda AST a tempo determinato, trasformandoli a tempo
indeterminato.
Condivido, inoltre, l'emendamento perchè si pone l'esigenza di
proseguire con eventuali nuove assunzioni alla condizione di
utilizzare il criterio della evidenza pubblica.
Questo credo che sia giusto e, soprattutto, è giusto il fatto
che questo venga legato alla presentazione di un piano
industriale da parte dell'Azienda. Vorrei dire, condividendo i
criteri e i punti contenuti nell'emendamento presentato da più
colleghi, che dobbiamo metterci d'accordo in questo Parlamento
sul fatto che vadano utilizzati criteri, per quanto riguarda
società per azioni a totale partecipazione pubblica come in
questo caso e, comunque, in generale le società per azioni dove
la partecipazione pubblica è maggioritaria, metterci d'accordo
sull'unico criterio, perché questo Parlamento è diventato
schizofrenico dove non si capisce bene ognuno cosa voglia, a cosa
miri e quale tipo di problemi ha.
Ho visto firmare emendamenti che non hanno francamente né testa
né coda, perchè si limitano ad una particolare questione, il che
mi fa pensare che a volte qualche collega abbia qualche problema
particolare che non riesce a collegare nel contesto di un
criterio generale che dobbiamo adottare.
Quindi, ritiro l'emendamento 6.1 ter a mia firma e sottoscrivo
l'emendamento 6.1 R, perché lo condivido e penso che il
Parlamento si debba orientare verso l'approvazione di
quest'ultimo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'emendamento presentato dalla collega Adamo e lo condivido per
due ragioni: una di merito, l'altra di metodo, nel senso che
ritengo doveroso da parte della collega Adamo, a nome della IV
Commissione, che proponesse un emendamento in forza della volontà
espressa dalla stessa Commissione che, in sede di esame di
merito, ha proceduto a modificare la proposta originaria del
Governo.
Secondo me, in maniera impropria, la Commissione bilancio ha
esercitato una funzione che non doveva esercitare, quindi, da
questo punto di vista considero giusto che l'onorevole Adamo, a
nome della Commissione, ribadisse il principio e il lavoro che
era stato svolto.
Lo condivido anche per una ragione di merito, nel senso che la
norma che era stata proposta si limitava a cancellare un divieto,
ma non a fissare - oltretutto in un momento in cui è necessario
avere principi di contenimento della spesa - criteri che possano
consentire, nello stesso tempo, la funzionalità dell'Azienda, ma
anche l'economicità del sistema.
Ecco perché questo emendamento si limita a prendere atto di una
condizione che sappiamo che esiste, tant'è che è stata
considerata un'emergenza il fatto che all'AST dal 10 dicembre
scadranno i contratti a tempo determinato che hanno consentito
l'attività della stessa Azienda e dall'11 dicembre - mi risulta
anche che l'AST abbia già comunicato, ad esempio ad alcuni
sindaci soprattutto del catanese - ha comunicato l'intenzione di
dismettere i servizi poiché se non ha il personale non potrà
garantire i servizi.
Ritengo del tutto necessario consentire all'Azienda di
trasformare e avere il personale per garantire i servizi poiché
non si può continuare con un rapporto a tempo determinato è
necessario procedere alla trasformazione ancorché nell'ambito del
piano industriale approvato dalla stessa Azienda.
Mi permetto, però, e considero una positiva novità che ritengo
noi dobbiamo estendere, onorevole Assessore, e mi piacerebbe che
questa proposta la facesse il Governo erga omnes, a tutte le
Aziende partecipate dalla stessa Regione, il principio che le
immissioni di forza lavoro debbano avvenire con procedure di
selezione pubblica e non con procedure di selezione molto privata
con cui si è operato in tantissime aziende in questa nostra
Regione.
Vi è un subemendamento che presento all'emendamento della
Commissione, che spero possiate apprezzare, e ho chiesto al
Presidente della Commissione bilancio di sottoscriverlo. Il
subemendamento, sostanzialmente, aggiunge al II comma, dove si
dice procedure di selezione pubbliche , effettuate dalla stessa
azienda , cioè non vorrei che noi prevedessimo le procedure di
selezione pubbliche, però, magari l'azienda si avvale di società
di lavoro interinale che, sostanzialmente, diventa l'avviso del
fatto che si sta avvalendo di società di lavoro interinale, la
modalità di selezione pubblica. Certamente questo sarebbe
inaccettabile.
La stessa azienda potrà, con avvisi e con le procedure previste
dalle norme, determinare le garanzie perché qualunque cittadino
possa avere la possibilità di trovare un lavoro presso l'AST,
così come mi auguro presso tutte le aziende, e sarebbe una bella
cosa se il Governo si impegnasse a prevederlo già in
finanziaria, questo come una norma che riguarda l'intero sistema
Regione e non solo l'AST.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che in
Aula c'è molta confusione, al fine di accelerare i lavori, la
inviterei a tagliare una volta per tutte questo nodo gordiano e
cioè stabilire sugli emendamenti aggiuntivi quale è la decisione
che questa Presidenza intende prendere.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho in mano il
testo dell'emendamento illustrato egregiamente dall'onorevole
Adamo che, dal mio punto di vista, può essere una buona base di
partenza indulgendo a qualche correttivo per potere arrivare ad
una conclusione positiva della discussione in Aula.
Mi rivolgo all'Aula, se c'è un po' d'attenzione, perché vorrei
evitare poi che fossimo presi tutti da furore particolare
ricordandoci che alle aziende va assicurata un minimo di
flessibilità nella gestione del personale, soprattutto quando le
aziende, come le aziende pubbliche, come le aziende di trasporti,
hanno una sorta di polmone nel senso che nell'effettuare i lavori
c'è una parte che, a regime, effettua lavori per tutto l'anno,
poi c'è una fase di lavori stagionali, per esempio, alle quali le
aziende devono ricorrere perché è nella natura dell'azienda, ma
noi non possiamo imporre assunzioni dirette all'azienda.
Voglio fare un esempio specifico: se all'AST di Siracusa
l'azienda ha dei servizi, poi assume dei servizi stagionali in
competizione con altri, quando prende il lavoro stagionale per il
trasporto degli alunni che si fa da ottobre a giugno, in quella
fase l'azienda deve ricorrere alle normative generali che
riguardano il reclutamento del personale, non possiamo imporre
all'azienda il reclutamento diretto del personale.
Quindi, partendo da questa buona base di valutazione eviterei,
comunque, furore ideologico. Poi, magari predisporrò degli
emendamenti. Mi rivolgo all'onorevole Adamo: Per l'attuazione
del limite del piano industriale dell'azienda siciliana trasporti
non si applica il comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale
26 marzo 2002 n. 2 .
Quando venne approvato questo articolo, era per stabilire che
nella fase di trasformazione dell'azienda a società bisognava
impedire il divieto dell'assunzione.
Quella norma aveva una ratio: voleva collocare le aziende,
prima della possibilità che venissero appesantite le assunzione
pubbliche.
Ora, anziché dire nei limiti', scriviamolo così come andrebbe
scritto. Si dice: il comma 2 dell'articolo 33 è abrogato' e
poi mettiamo i vincoli al testo del Governo.
Per quanto riguarda il secondo comma, nel caso di assunzione
di nuovo personale, l'azienda siciliana trasporti procede nel
rispetto del proprio piano industriale e con procedure di
selezioni pubbliche', è stato preannunciato un emendamento
dell'onorevole Cracolici. Vorrei specificare, nel caso di piano
industriale a regime, ma nel caso in cui un'azienda assuma un
servizio stagionale, quell'azienda deve ricorrere alle regole
generali del mercato e della flessibilità, per esempio ricorrere
a personale interinale, così come tutte le azienda, perché non si
può prevedere a regime e introdurre e appesantire un'azienda che
deve fare lavoro stagionale con l'obbligo di assunzione,
addirittura, con l'evidenza pubblica.
Io vedrei di inserire qualche correttivo che sia più
ragionevole, mantenendo lo spirito, comunque, nel caso in cui
l'assunzione venga fatta a regime. Allora, è evidente che si
proceda all'assunzione pubblica.
Per quanto riguarda il terzo comma, mi sembra che ancor prima
di garantire i lavoratori, garantisce il servizio, perché oggi la
situazione è questa: se non dovessimo approvare l'emendamento di
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a
tempo indeterminato, interi servizi del trasporto locale
andrebbero eliminati.
Mi riferisco alla mia città, ma anche a Siracusa. Noi
bloccheremmo interi servizi. Quindi, è chiaro che c'è l'urgenza
di un intervento in questa materia e c'è l'urgenza attraverso la
possibilità di una trasformazione del rapporto contrattuale.
Pertanto, signor Presidente, partendo da questa base, sarebbe
utile interloquire sia con il Presidente della Commissione che
con gli altri colleghi, in modo tale da introdurre qualche
correttivo che non provochi rigidità nell'emendamento e che
permetta alle aziende di mantenere quella necessaria flessibilità
nell'agire che permetterebbe anche all'AST di poter liberamente
stare nel mercato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che noi
stiamo parlando senza avere i dati. Si applica una norma, si
vuole fare un emendamento obbligando, quasi, all'assunzione a
tempo indeterminato, senza che sappiamo quante sono le persone
assunte a tempo indeterminato, quanti costi avrà per l'azienda o
per la Regione, la trasformazione a tempo indeterminato.
Tra l'altro, mi permetto, molto sommessamente, di ricordare che
siamo in presenza di una norma finanziaria che impedisce di fare
nuove assunzioni, rispetto ai budget degli anni precedenti.
Questa norma vale specialmente per gli enti locali, ma per
tutte le aziende controllate dalla Regione.
E' anche vero il discorso che, essendo una società per azioni,
non possiamo obbligare a fare le assunzioni a tempo indeterminato
perché oggi qui non abbiamo i dati.
Vorrei capire, prima di dire: trasformiamo il personale a tempo
determinato in prima applicazione, con la finzione della prima
applicazione e poi dell'evidenza pubblica, senza avere,
effettivamente, né la pianta organica né i numeri di quante sono
le persone a tempo determinato né i costi della trasformazione di
questo personale da tempo determinato a tempo indeterminato.
Ma questi costi, questi maggiori oneri a cui andrà incontro
l'azienda o la Regione su chi gravano?
Oggi l'Azienda AST quanto costa alla Regione siciliana? Quanto
è il contributo che dà alla Regione siciliana per il
funzionamento dell'Azienda AST?
Quindi, credo che si arrivi anche qui a portare una norma che
certamente può avere effetti deflagranti rispetto al
contenimento della spesa.
Siamo d'accordo che si facciano i servizi, siamo d'accordo,
così come diceva anche l'onorevole Speziale, che ci siano servizi
stagionali, ma se noi facciamo una norma generale e diciamo:
trasformiamo tutto il personale a tempo determinato in personale
a tempo indeterminato, credo che certamente questi nuovi costi
ricadranno principalmente sulla Regione ma penso che questo non
possa essere fatto specialmente, ho sentito qua, che qualcuno ha
detto che questa è una società per azioni.
Quindi, andrei cauto nel valutare tutte queste osservazioni.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
materia che stiamo trattando sia di grandissima delicatezza
perché può costituire un precedente che è devastante nel rapporto
tra la Pubblica amministrazione e le aziende private.
Noi non possiamo, in via legislativa, imporre alcunché ai
soggetti di diritto privato ed alle S.p.A. in materia di
trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo
indeterminato e, soprattutto, sulle procedure di assunzione.
Ostano ad ipotesi di questo genere: 1) la Costituzione,
laddove, credo che l'articolo sia il 28 o il 29, viene precisato
che l'organizzazione dell'impresa privata è libera e non può
essere sottoposta ad alcun vincolo; 2) andremmo a violare la
legge n. 104 del 1966 sulle assunzioni e sui licenziamenti delle
ditte private; 3) andremmo a violare l'intera normativa della
legge Biagi, che viaggia in altro orientamento rispetto a quello
che si vorrebbe imporre; 4) credo che gran parte dei colleghi
avranno letto ieri in prima pagina sul Corriere della Sera il
commento di Iachino sulla falsità e sulla ipocrisia dei concorsi
pubblici, che invita la Pubblica amministrazione, e non le
aziende private, ad abolire, in quanto il concorso pubblico
oramai, per esperienza e per consolidato dato, non è il sistema
migliore per le assunzioni ottimali nel pubblico impiego,
figuriamoci nelle aziende private.
Tra l'altro mi permetterei di sottoporre agli uffici una
incongruenza perché leggo nel precedente emendamento 6.1, che
comprendeva due commi e dove non era prevista l'assunzione per
pubblico impiego.
Consiglio di ritirare l'emendamento perché non si può ad una
società per azioni dare il vincolo legislativo e quindi l'invito
al ritiro per problemi di incostituzionalità.
Non riesco a capire perché lo stesso parere non è stato dato
all'emendamento 6.1.R che è ancora più incostituzionale di quello
precedente.
Pregherei gli uffici di procedere ad un riesame
dell'emendamento che stiamo trattando perché - ripeto - credo che
il profilo di incostituzionalità sia ancora più marcato
nell'emendamento 6.1.R rispetto al 6.1 precedentemente indicato
come incostituzionale dagli stessi uffici.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, volevo fare alcune precisazioni.
Credo che la questione che viene posta qui stasera riguardi il
tema della scadenza del 10 dicembre, relativa alla necessità
ovviamente di assicurare un servizio all'AST e credo che tutto
risalga all'applicazione di un articolo, adesso non ricordo, il
decreto legislativo numero 368, che impone alla società privata
- in questo caso l'AST - di assumere tutti coloro i quali sono
incaricati a tempo determinato di un servizio, che, alla
scadenza, siano nuovamente incaricati nel giro di dieci giorni.
Io ritengo che sia assolutamente corretta la posizione del
Governo, onorevole Lo Porto, perché il Governo, giustamente non
volendo entrare nel merito di un'azienda privata, dispone che il
secondo comma dell'articolo 33 venga dichiarato decaduto,
lasciando all'azienda la possibilità di procedere secondo
valutazioni che appartengono all'azienda.
Se noi invece procediamo ad una forte sollecitazione,
attraverso la norma legislativa, ad assumere tutti coloro i quali
si trovano in una certa situazione, ovviamente imponiamo senza
che l'azienda possa trovarsi nelle condizioni di avere
atteggiamenti, nei confronti di qualcuno, magari di carattere
diverso.
Essendo questa, credo, un'azienda privata non si possono
imporre né selezioni né altro, ma il Governo ha il dovere, anche
per risolvere un problema sociale, di abrogare quel comma che
impedisce qualsiasi tipo di assunzione e lasciare l'azienda
libera di procedere secondo la normativa attualmente vigente.
CANTAFIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
non sfugga ad alcuno che siamo di fronte non ad un dettaglio, ma
al processo che fa intercettare all'Aula il rapporto tra la
Regione e le sue aziende.
Ricordo a tutti che qualche anno fa la Regione siciliana avviò
un processo di privatizzazione, sostenendo la necessità di
modernizzare e pubblicizzare il sistema delle imprese.
Credo che, se oggi facessimo il conto di quante erano le
aziende di proprietà della Regione dieci anni fa e quante sono
le aziende di proprietà della Regione di oggi, ci accorgeremmo
che sono aumentate. Sono aumentate nel campo dei servizi, in
particolare, ma sono aumentate in generale.
Ora non c'è dubbio che noi non possiamo sottostimare il sistema
che deve regolare queste imprese, quindi lo intercettiamo adesso
per un apparente dettaglio, quello della stabilizzazione del
personale che attualmente è in forza all'AST, per la cui
immissione nella stessa azienda, ricordo, sono state operate una
serie di forzature.
Sono stati forzati contratti, blocchi, sono stati aggirati i
blocchi che la Regione aveva dato a quell'azienda per non
aumentare le spese di personale, perché vi ricordo che il primo
articolo di quest' emendamento dichiara la soppressione di un
comma che diceva che non si poteva assumere e tutte queste norme
sono state aggirate per necessità.
Adesso non voglio mettere in discussione le necessità che erano
legate al servizio che l'AST doveva erogare, non c'è dubbio però
che qualcosa dobbiamo fare immediatamente per evitare che lo
stato di degrado dal punto di vista politico, etico ed anche
sociale sta avvenendo nei rapporti di lavoro tra i siciliani e
queste aziende.
In queste aziende si entra sempre in maniera opaca ed è
indispensabile ridare trasparenza a questi rapporti. Questo è uno
dei momenti che può essere utilizzato per avviare una svolta.
Quando, in uno degli emendamenti che abbiamo presentato,
chiediamo che ci sia la selezione pubblica, il concorso pubblico,
ma comunque la selezione pubblica per entrare dentro queste
aziende, lo facciamo perché sono aziende pubbliche che hanno la
possibilità di utilizzare il vantaggio di essere società per
azioni ma il loro unico azionista è il pubblico.
Dette aziende vengono continuamente a battere cassa alla
Regione. Lo abbiamo visto prima con le aziende termali
nell'articolo precedente, lo vediamo adesso con le aziende dei
trasporti, lo vedremo ogni volta che intercetteremo un ATO,
un'azienda ospedaliera, un'azienda sanitaria. Tutti questi sono
manager che hanno spesso libertà di manovra perché in teoria
hanno, nel caso di società per azioni, il massimo della libertà
ma anche il massimo della responsabilità, la responsabilità non
se la prendono mai ed i soldi li vengono a chiedere continuamente
alla Regione; è indispensabile dunque che noi in qualche
maniera normiamo.
Ecco perché certamente diminuendo i poteri che in teoria
dovrebbero avere gli amministratori, dobbiamo chiedere la
selezione pubblica, nell'ambito naturalmente delle necessità che
quell'azienda dovrà avere, ma smettendola una volta per tutte di
sanare tutte le cose che vengono fatte in deroga alle leggi della
Regione, perché in questo caso stiamo sanando una cosa che è
stata fatta in deroga alle leggi della Regione.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
richiamare l'attenzione degli uffici e del Governo
sull'emendamento presentato, che è in discussione,
sull'incostituzionalità dell'emendamento - così come è stato
sottolineato prima dall'onorevole Maira - ma anche sull'assoluta
incongruenza dell'emendamento stesso rispetto a ciò che si vuole
raggiungere.
Primo punto, siamo in presenza di una S.p.A. e interveniamo
con una legge per impedire alla S.p.A. stessa, creata dalla
Regione per essere successivamente immessa nel mercato, e diciamo
a tale S.p.A. Sì, tu sei S.p.A., devi essere immessa sul
mercato, però non puoi usufruire delle regole del codice civile
per le società per azioni .
Secondo punto nell'emendamento si dice che sostanzialmente le
procedure di assunzione devono seguire criteri di evidenza
pubblica e di concorsi come nella pubblica Amministrazione. Ma
nello stesso emendamento si dice che l'azienda è obbligata a
trasformare i rapporti che ha a tempo determinati con i
lavoratori assunti a tempo determinato a tempo indeterminato,
cioè aggirando la legge.
Cioè si dice in quell'emendamento Tu azienda va bene, hai
assunto delle persone a tempo determinato e le hai assunte perché
avevi una motivazione tua specifica, secondo criteri che hai
stabilito tu, però ora questo tipo di persone che hai assunto
senza concorso trasformiamolo a tempo indeterminato . Nello
stesso tempo si obbliga legislativamente un'azienda privata,
una S.p.A. - come veniva sottolineato anche dell'intervento
dell'onorevole Speziale - che per stare sul mercato ha proprio
necessità di assunzioni stagionali, perché appunto offre servizi
stagionali, a non potere assolvere i servizi stagionali perché
non può assumere a tempo indeterminato delle persone che servono
per servizi stagionali.
Per cui invito veramente i proponenti a ritirare
l'emendamento ed a votare il testo che era stato votato. Se si
vuole aggiungere seguendo il piano industriale' lo si può fare
perché è una logica che appartiene al codice civile che regola
appunto le S.p.A., ma non andare oltre, come è stato detto in
Commissione, così come il Governo in Commissione ha più volte
sottolineato.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo tema, come l'onorevole
Adamo ricorderà sicuramente, lo abbiamo dibattuto in Commissione
con un risultato finale che ci portò alla presentazione
dell'articolo così come proposto nel testo degli emendamenti.
C'è una esigenza, prego l'Aula - poichè fra poco votiamo
ed è argomento che si presta a tante suggestioni ed io comprendo
che l'ora è tarda e magari un po' di stanchezza che ci impedisce
di seguire il filo conduttore di questo mio ragionamento che sarà
breve - vi prego di dedicarmi qualche momento di attenzione.
Noi dobbiamo osservare un principio di economicità della
legislazione, nel senso che una legge può essere giusta ma
pleonastica, piena di argomenti possibilmente persino estranei
all'argomento che si prefigge di disciplinare.
Nell'esprimere il parere sull' emendamento 6.1.1R devo dire,
cominciando dal comma 3, che si tratta di un testo giusto, tutto
sommato, ma pleonastico. Mi appello - ripeto - al principio di
economicità della legislazione. Nessuna azienda può assumere
personale a tempo indeterminato e definitivo in presenza di
personale assunto a tempo determinato. Se si fa l'uno si deve
fare obbligatoriamente, onorevole Cracolici, anche l'altro.
Ma poiché quod abundat non nocet', si può pure tenere; ma è
pleonastico questo punto, è assolutamente inutile e crea
condizioni di confusione nel momento dell'applicazione della
legge.
Il secondo punto è stato egregiamente già sviluppato sia
dall'onorevole Speziale, sia dall'onorevole Maira, sia da tanti
altri colleghi che ne hanno dimostrato la pericolosità, in
quanto viola fatalmente e gravemente il principio di libertà
di impresa.
Se fosse un documento, a livello di ordine del giorno che
impegna il Governo ai fini della trasparenza e del pubblico
interesse, lo capirei, anzi, colgo l'occasione per invitare i
proponenti a trasformarlo in ordine del giorno. Ma che nel testo
di una legge si obblighi un' impresa privata a determinate norme
di comportamento è incostituzionale.
Non mi dilungo, è stato detto ed è stato spiegato. Insistere su
questo principio significa incorrere nel reale rischio di una
impugnativa del Commissario dello Stato.
Il comma 1, infine, è identico se non nella lettera, nella
sostanza, al testo della legge.
Come vedete questo è un documento suggestivo che appaga un'
esigenza di presenza nel dibattito, che io capisco e condivido,
ma che, alla fine, tutto sommato, è del tutto inutile perché
l'articolo 6, così come proposto, comprende sicuramente il comma
1 di quest' emendamento.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa piacere che
spesso e volentieri ci dedichiamo anche ai profili costituzionali
delle norme, che, ovviamente, per quel poco che ho di
esperienza anche dal punto di vista giuridico, vengono sempre e
comunque analizzate rispetto a casi specifici.
Vorrei chiedere all'onorevole assessore Lo Porto se c'è un solo
lavoratore definito stagionale che ha fatto meno di 365 giorni,
nel caso in specie, perchè penso - ripeto per la poca esperienza
che ho - che il giudice costituzionale - in questo caso il
Commissario dello Stato - si deve comunque porre prima di fare
l'analisi relativa alle norme di natura costituzionale, se no,
siamo fuori dal mondo; non c'è - lo ripeto - un lavoratore
dell'azienda di cui stiamo discutendo che non abbia la
stagionalizzazione cosiddetta se non pari a 365 giorni.
Adito il giudice del lavoro non ci sarà un lavoratore di questo
tipo che non avrà una sentenza per l'immediata trasformazione in
lavoro a tempo indeterminato.
Non credo dunque che il profilo di costituzionalità si può
porre in questa maniera, perchè si può solo porre rispetto a
tutto quello che c'è ed e stato prodotto e, per quanto concerne
la definizione di lavoro stagionale o meno.
Mi pare ragionevole, giacchè la norma di per sè si deve
ispirare a criteri di economicità ma deve ispirarsi a criteri di
ragionevolezza, e soprattutto deve fare i conti con le
fattispecie che mi hanno comunque molto tempo fa insegnato.
Secondo argomento, stiamo quasi quasi argomentando che non
dobbiamo discutere di quelle aziende che sono in atto, per
rispetto al codice civile, S.p.A, però sono o interamente o
parzialmente a partecipazione pubblica.
Vedete questa sicurezza espressa anche nei concetti di alcuni
colleghi - lo voglio dire con estrema umiltà - non mi lascia
solo molto perplesso, andrebbe sicuramente approfondita e non è
il caso, secondo me, di pensare ad un approfondimento in
questa Aula, non perchè voglia disprezzare l'Aula, ma non mi
pare che sia un'Aula parlamentare in grado di fare
approfondimenti di questa natura.
Onorevole Formica mi permetto dissentire quello che lei ha
detto in maniera abbastanza elegante; lei sa che io la ascolto
perchè ha una cultura giuridica indubbiamente maggiore della mia,
però c'è un punto che ci appassiona e mi appassiona, intanto
parliamo un attimo di principi di carattere generale, io credo
che contino: noi siamo contro la precarizzazione, che non
significa essere contro la flessibilità, ma che la flessibilità
diventi precarizzazione è assolutamente un dato anomalo, essere
contro la precarietà non significa assolutamente, da questo
punto di vista, far niente o attestarsi semplicemente a quelle
che sono le tortuose elucubrazioni che ognuno di noi può fare -
sto parlando di me evidentemente, non sto parlando dei colleghi,
ci mancherebbe altro, di cui ho tanto di rispetto -.
Allora se e vero che noi crediamo alla stabilizzazione, ad
evitare gli elementi di precarizzazione, l'emendamento scritto
invece dai colleghi Adamo ed altri, è un emendamento che va
tenuto assolutamente in debita considerazione, perchè affronta
la questione su punti assolutamente importanti rispetto a quello
che stiamo analizzando nel merito.
Non stiamo parlando delle aziende, in questo caso, stiamo
parlando di un' azienda di cui sappiamo su per giù vita morte e
miracoli, di cui sappiamo anche un' altra cosa, che e inutile
che neghiamo in questa Aula, che spesso e volentieri e stata
costretta anche ad operare con criteri che sono assolutamente
discutibili.
Non mi dite che il lavoro in affitto va trattato come viene
spesso trattato in Sicilia, perchè quello non è lavoro in
affitto, quello e altra cosa, quello è pararsi una parte delicata
del corpo - e sto parlando di anatomia e non sto parlando di
altro - ricorrendo a società di questo tipo che si chiamano
società di lavoro interinale.
Smettiamo di prenderci in giro perchè se vogliamo continuamente
prenderci in giro abbiamo qualche problema psicologico, dobbiamo
chiarirlo o con un psichiatra o con un psicologo, non è possibile
che facciamo finta di niente, e parliamo un linguaggio a volte
incomprensibile rispetto a vicende di cui sappiamo vita, morte e
miracoli, i limiti, i vizi e le virtù. Per carità di Dio, io
spero che ci siano anche tante virtù
Altro argomento ed ho concluso, signor Presidente. L'onorevole
Cracolici, Presidente del Gruppo parlamentare al quale
appartengo, poneva un problema molto più serio di quanto noi
pensiamo. Smettiamola di arzigogolare. Nelle società partecipate
interamente o parzialmente, con l'articolo 15 della finanziaria,
voi proponete una ricapitalizzazione pari a 60 milioni di euro,
pari a 100 miliardi di vecchie lire, in tre anni al di fuori
della massa di denaro che noi investiamo.
Noi parliamo di aziende partecipate interamente o parzialmente
e mi volete dire che introdurre il principio che si deve andare a
procedure di evidenza pubblica è incostituzionale?
Io mi permetto dire - in questo caso ci sono altre esperienze
in quest' Assemblea - rischierei la incostituzionalità perché
intanto introduciamo in Sicilia un principio che tutte le
aziende, guardate c'è lo strumento per farlo, ed è l'emendamento
6.1 bis che erroneamente l'ufficio, ma è stata responsabilità
nostra, ha incanalato nel testo come primo firmatario Antonello
Cracolici.
Ecco perché l'onorevole Cracolici non aveva, quando ha
parlato, la dimensione della cosa. Perché quell'emendamento è
fatto per tutte le aziende e quindi è questa sera che potremmo
decidere di cambiare realmente fase e sapete bene a cosa mi
riferisco, per tutte le aziende partecipate interamente o
parzialmente dal pubblico noi introduciamo la selezione che è
quella del pubblico, io lo chiamo come si chiamava una volta,
quella del pubblico concorso.
Facciamolo, perché dovrebbe qualcuno rilevarne
l'incostituzionalità? Io rischierei, tante volte qui dentro
abbiamo fatto norme di un certo tipo. Tutti hanno avuto la netta
sensazione che stavamo discutendo anche facendo i conti con
profili di incostituzionalità, ma siamo andati avanti. Sarebbe
un segnale importante per tanti giovani, e non solo giovani,
che aspettano l'opportunità di lavoro e noi ci preoccupiamo
eventualmente dell'incostituzionalità
Mi preoccuperei meno di quest' incostituzionalità e senza
populismo andrei avanti, dando un segnale alla Sicilia e dando
un segnale soprattutto ai nostri giovani.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il sub
emendamento 6.1.3R al comma 2 dell'emendamento 6.1.R che recita
cassare il comma 2', a firma dell'onorevole Formica.
Sospendo la seduta per 5 minuti per permettere la distribuzione
dell'emendamento.
(La seduta, sospesa alle ore 21.55, è ripresa alle ore
22.05).
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
subemendamento al comma 2 dell'emendamento 6.1 R che prevede la
cassazione del secondo comma.
Sull'articolo 6 si è chiaramente visto che vi è la volontà
unanime dell'Aula di arrivare ad una definizione che possa
permettere l'effettiva stabilizzazione e nello stesso tempo fare
una selezione che risponda ai crismi della legalità.
Vorrei, quindi, contribuire a trovare una soluzione comunicando
che vi è una recente sentenza della Corte Costituzionale che,
riferendosi espressamente ad assunzioni da parte di enti o
società private che siano gestite completamente da una ente
pubblico, prevede l'affidamento dei servizi con gare di evidenza
pubblica, ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione, che cita
il buon andamento dell'amministrazione.
Questa sentenza consente di superare tutti i dubbi che, pur
serenamente, sono stati posti in quest'Aula; per cui la
formulazione del 2 comma dell'emendamento è una formulazione che
va incontro alla espressione della Corte Costituzionale.
Pertanto, se questa mia indicazione può essere d'aiuto,
lasciando libero ovviamente il Parlamento di decidere come
ritiene opportuno, preciso che la sentenza è la n. 22 del 2006 e
riguarda precisamente una controversia tra la Regione Abruzzo,
che aveva previsto le gare di evidenza pubblica, e lo Stato.
LO PORTO , assessore per il bilancio e finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto di questa sentenza
della Corte Costituzionale, che chiaramente fa giustizia ai tanti
discorsi di questa sera.
Pertanto propongo una modifica all'emendamento testè
presentato, sostituendo le parole selezioni pubbliche'con le
parole evidenza pubblica'.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta
per consentire agli Uffici di riscrivere gli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.08, è ripresa alle ore 22.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Formica l'emendamento 6.1.4 R.:
«Sostituire le parole procedure di selezione pubblica' con le
parole procedure selettive di evidenza pubblica'».
MAIRA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MAIRA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
affeziono mai alle mie convinzioni, soprattutto di natura
giuridica, però non facilmente mi convinco del contrario delle
conclusioni cui sono arrivato.
Questo mio intervento, oltre che per dichiarazione di voto è
soprattutto per gli aspetti dell'interpretazione della norma,
visto che i lavori parlamentari sono una delle fonti giuridiche
di interpretazione di una norma.
Piuttosto le argomentazioni che sostengo hanno il senso del
lavoro parlamentare: non potrebbe essere altrimenti
Credo che questa sentenza della Corte Costituzionale, che tanto
premurosamente è saltata fuori, non sposti molto le cose che
alcuni deputati, tra i quali l'onorevole Formica, l'onorevole
Speziale e chi vi parla hanno detto in precedenza. Intanto vorrei
sottolineare che stiamo precipitosamente votando una norma che
rende obbligatoria l'evidenza pubblica quando la stessa sentenza
della Corte Costituzionale non parla di obbligatorietà; anzi, se
i colleghi avessero la sentenza e volessero leggerla, nel
quintultimo rigo viene espressamente detto può essere
assimilata'. La parola può' non è un obbligo ma una
discrezionalità che di volta in volta la singola S.p.a. può
applicare e può non applicare.
Questa è la formulazione della massima della Corte
Costituzionale. Faremmo bene, in verità, a leggere il contesto
della motivazione della sentenza ma anche a fermarci all'arresto
giurisprudenziale è questo quello che dice la Corte
Costituzionale, ossia un fatto discrezionale che può essere
demandato ad ogni S.p.a..
Noi parliamo di evidenza pubblica, che è una cosa diversa dalla
procedura concorsuale. L'evidenza pubblica impone, e anche questo
sia oggetto di interpretazione sulla base della fonte dei lavori
preparatori al disegno di legge e alla legge; evidenza pubblica
significa che la S.p.a. deve dare pubblico avviso che intende
assumere uno, dieci, o cento autisti e non che debba
necessariamente procedersi ad una funzione concorsuale selettiva.
E' questa l'interpretazione che io intendo dare e mi auguro che
la maggioranza di questa Assemblea ottemperi allo stesso criterio
di interpretazione di questo subemendamento e quindi
dell'argomento che andiamo a trattare.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
considerazioni della Presidenza che ha ricordato che l'intera
Assemblea, al di là dei diversi accenti, era concorde nel
sottolineare la necessità di consentire all'AST di uscire da una
condizione di difficoltà, perché di questo si tratta.
Questa norma consente all'Azienda Siciliana Trasporti di uscire
da una condizione di difficoltà nella quale si è venuta a trovare
dopo la norma che bloccava le assunzioni, fatta dall'Assemblea
Regionale Siciliana, e dovendo erogare obbligatoriamente dei
servizi.
E' evidente che tutta l'Aula è orientata a fare in modo che chi
gestisce un'azienda con il capitale pubblico, ancorché in termini
di S.p.a., recluti il personale con sistemi trasparenti. La
sentenza di cui si parla risolve un dubbio che l'assessore Lo
Porto aveva sollevato nella discussione e cioè che sollecitare
procedure di evidenza pubblica alle S.p.a. potesse essere
incostituzionale.
Ora, ci possiamo dividere su chi vuole che l'azienda pubblica
operi con criteri non evidenti dal punto di vista pubblico, in
maniera assolutamente privatistica e quindi non trasparente?
Credo che questo sarebbe un errore madornale perché questa sarà
la divisione all'interno dell'Assemblea.
Chi ritiene che il soggetto pubblico possa reclutare il
personale senza alcun criterio di trasparenza e chi, invece,
ritiene che le aziende pubbliche hanno un obbligo di trasparenza
nei confronti anzitutto del suo azionista: in questo caso la
Regione.
Penso che l'emendamento sia giusto e consenta di uscire da una
condizione di difficoltà e di impasse che altrimenti darebbe
dell'Assemblea un'immagine sbagliata, oltre che smentire
clamorosamente il lavoro fatto dalla Commissione trasporti e
dalla Commissione Bilancio.
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazione e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricordare che nel 1999 l'Assemblea Regionale Siciliana decise di
avviare la trasformazione dell'AST in S.p.a. e nel 2002 si
stabilisce un termine per la conclusione delle operazioni di
trasformazione dell'AST e l'avvio di una procedura per cui l'AST
stessa venga messa sul mercato.
Faccio questo riferimento alla norma del 2002 perché è di tutta
evidenza che mi riferisco a ciò che questa Regione, anno per
anno, ha riversato sul bilancio dell'AST per portarlo a pareggio
considerandosi azionista unica e, sostanzialmente, avviando
questa operazione di contribuzione per portare il bilancio
dell'AST a pareggio.
Ritenevo che avessimo operato in questi anni per avviare delle
procedure che lasciassero il privato da una parte e la Regione
dall'altra, ritenevo che avessimo avviato, appunto, delle
procedure perché la Regione dimenticasse la stagione della
Regione imprenditrice, soprattutto dal punto di vista culturale.
Nel 2002 viene approvavate così una legge che impone all'AST di
non potere assumere personale.
Il 2 maggio del 2006 - ricordo quella data perché è stata
l'ultima seduta dell'Assemblea regionale siciliana - fui
firmatario, insieme ad altri colleghi, di un ordine del giorno
che imponeva all'allora Governo della regione, sebbene si stesse
sciogliendo, a presentare un disegno di legge per abrogare
l'articolo 33 della legge 2 del 2002, quella che sostanzialmente
vietava le assunzioni. E questo perché dall'AST ci giungevano
forti pressioni visto che erano in scadenza i contratti a tempo
determinato, i contratti di somministrazione che in quegli anni,
da quando vigeva il divieto di assunzione, avevano consentito
all'AST, intanto diventata S.p.a., di svolgere un servizio
sociale ma anche da azienda.
Questa sera stiamo discutendo se quella norma deve essere
abrogata, mentre niente si aggiunge invece se la Regione, che è
azionista unica dell'AST, deve applicare le modifiche del Codice
civile che intanto sono intervenute, e poi applicare forse
all'AST le stesse procedure di governance che il bilancio sta
applicando forse alle nuove società che nel contempo sono state
costituite: quindi questo rapporto di controllore-controllato.
Di questo certamente non ne parliamo e non parliamo neanche di
cosa avverrà nel 2009, quando avremo terminato di partecipare al
ripiano delle perdite dell'AST; stiamo invece dibattendo su chi è
più legittimista e c'è qualcuno - anche all'interno della
maggioranza, ed è cosa che mi dispiace - che pensa che revocando
quella norma e consentendo all'AST di procedere alle assunzioni
risolviamo il problema. Noi dobbiamo, rispetto ad una società
privata, abolire quella norma che ha vietato le assunzioni e
adesso dobbiamo declinare fino alla fine come queste assunzioni
debbono essere fatte, come se ci siano modi diversi per fare
assunzioni in una S.p.a., per cui forse arriveremo a stabilire
anche quale sarà il colore dei capelli degli assunti dell'AST.
Bene, il Governo aveva preparato una norma che prevedeva
l'abrogazione della norma del 2002 che consentisse all'AST di
fare intanto il suo percorso.
Infatti, non ci preoccupa tanto cosa succederà da oggi sino al
2009, quando finirà l'intervento della Regione, ma noi dobbiamo
vincolare l'AST, fosse anche declinando fino all'ultimo comma
come devono essere fatte le assunzioni, perché c'è qualcuno che è
più bravo di un altro, che pensa che le assunzione debbano essere
fatte in un modo; c'è un solo criterio di assunzione, ed è quello
che tiene conto dell'interesse dell'azienda e, certamente,
dell'interesse delle Regioni.
Quindi rimane il testo proposto dal Governo e propongo il voto
per appello nominale.
ADAMO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo con
estrema difficoltà perché non comprendo.
Mi pare di capire che l'Aula sia venuta incontro ad una
proposta del Governo, tra l'altro, dopo avere discusso e dopo
aver riflettuto, e dopo aver chiesto di conoscere semplici,
banali elementi di decenza, di decenza assessore...
MISURACA assessore al turismo, le comunicazione ei
trasporti. In che senso, nel senso che siamo indecenti?
ADAMO No, decenza significa che stiamo discutendo un bilancio
che non riusciamo a chiudere se non ci vendiamo le case e gli
uffici; significa che quando parliamo di un ente pubblico che ha
un unico socio, che è la Regione, dobbiamo capire che il
proprietario di questo ente pubblico è il cittadino, sovrano, che
ci ha eletto per difendere i propri interessi.
Chiedo perché a questo cittadino dobbiamo dire che il divieto
di assumere viene tolto senza alcun controllo, neanche quelli
che la legge, la più banale, prevede?
Aggiungere una procedura di evidenza pubblica è quanto di più
banale si possa fare E poco fa l'intervento dell'onorevole Maira
lo ha chiarito.
Lo stesso Assessore aveva alleggerito questa nostra proposta di
estrema decenza - ribadisco il concetto di decenza - e tutti noi
lo abbiamo approvato e con estrema decenza vorremmo votare un
emendamento che non vuole cambiare il mondo - peraltro, siamo in
ritardo per fare grossi cambiamenti - ma che, almeno, vuole
assumere la responsabilità di cominciare poco, poco a cambiare.
E allora la legge parla chiaramente di società pubbliche
partecipate; e qua abbiamo una serie di società pubbliche con un
solo socio che è la Regione. Come possiamo, quindi, continuare a
sostenere queste spese senza un minimo di legge, senza un minimo
di controllo?
Desidero, tra l'altro, ribadire che i responsabili dell'AST, i
quali hanno avviato un faticoso processo di privatizzazione - del
quale vedremo i risultati - non hanno minimamente contestato la
riscrittura del testo accettando quegli elementi di controllo che
sono stati inseriti in base alla legge e nell'interesse generale
di tutti.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che trovo davvero eccessivo il tono ed anche la sfida che viene
proposta dalle parole dell'assessore Misuraca a quest'Aula.
Vorrei ricordare che questo Parlamento, attraverso le sue
Commissioni, ha votato all'unanimità in Commissione di merito,
dopo aver discusso, incontrato, approfondito con i tecnici, con
l'AST, con i Direttori, con i Presidenti, con tutti; quanto meno
io chiederei all'Assessore di avere rispetto del Parlamento;
oltre tutto - e però gatta ci cova Assessore - si è posta una
grande discussione: se le società a partecipazione pubblica,
ancorchè a partecipazione pubblica ma regolate dal codice civile,
debbano essere sottoposte a regimi vincolistici sulle procedure
di assunzione.
A tal proposito, è stata resa nota una sentenza, emessa
qualche tempo fa, in cui si dice una cosa che sembra scontata,
ma non in Sicilia, perché non solo dice che bisogna ricorrere
alle procedure di evidenza pubblica che ci stiamo limitando a
prevedere, ma dice una cosa che, secondo me è più importante, e
cioè che le società per azioni ancorchè partecipate
esclusivamente o in via maggioritaria dalla parte dell'Ente
pubblico, poiché sono sottoposte a regime di vigilanza della
Corte dei Conti, sono per sentenza della Corte Costituzionale
assimilate agli Enti pubblici e, quindi, come tali, regolate da
leggi e da discipline normative non solo per quanto attiene le
procedure di selezione del personale ma anche per quanto attiene
le procedure di affidamento dei servizi, di gara e di
acquisizione di beni.
Stiamo tentando di mettere in discussione un principio
affermato dalla giurisprudenza.
Lei ha parlato del 2009, quando andrà in Europa questa legge
che dovevamo approvare, vorrei ricordarle che lei che fa parte di
questo Governo ed oggi fa l'Assessore per i trasporti che l'AST è
una delle società in cui quando approvammo quella norma nel 2002,
quella norma fu fatta - lo ricordo perché ero appena arrivato in
questa Assemblea - per bloccare, giusto o sbagliato, una
procedura concorsuale che si era fatta durante la fine del 2000 e
l'inizio del 2001 alla vigilia delle elezioni regionali del 2001
e quella norma fu inserita perché in qualche modo voleva
obbligare l'azienda, prima di procedere a nuove assunzioni di
trasformarsi e di avviare le procedure di trasformazione in
S.p.A..
L'opposizione in questo Parlamento nella scorsa legislatura si
è battuta con norma per favorire la trasformazione.
Quella legge prevedeva che entro il 2003 dovevamo completare le
procedure di trasformazione e di capitalizzazione e di
ricapitalizzazione della società, siamo al 2007 e stiamo
prevedendo la prima rata di capitalizzazione con il bilancio del
2007 per un processo che si concluderà nel 2009.
Il pulpito dal quale viene la predica è un pulpito quanto meno
non idoneo ad affrontare in termini di efficienza e di
economicità un ritardo che è stato gestito e voluto dal Governo
regionale nella trasformazione dell'AST che non si è ancora
completata.
Quindi onorevole Assessore credo che questa Aula faccia bene a
ribadire, non a prevedere, una cosa che è prevista dalla
giurisprudenza, noi siamo un Parlamento che legifera e la
giurisprudenza deve anche essere supporto del legislatore nel
definire il provvedimento normativo; quindi ribadire oggi che
l'AST è un'Azienda S.p.A., ma poiché partecipata dalla Regione è
un ente sottoposto alla disciplina ma non significa mettere il
piombo alle ali dell'AST, significa gestire un ente con procedure
di trasparenza e di evidenza.
Ecco perché non solo ribadisco il consenso all'emendamento dei
colleghi della Commissione, ma anche a quel sub emendamento che
ribadisce le cose legate alla sentenza ed aggiungo quell'altro
sub emendamento che comunque prevede che le procedure di evidenza
pubblica devono essere gestite dall'azienda stessa.
PANEPINTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dichiarare il mio voto che non può che essere in
linea con quanto dichiarato dal mio capogruppo perché le
dichiarazioni finali dell'Assessore Misuraca mi hanno
profondamente reso perplesso; peraltro non siamo in Trentino Alto
Adige, non siamo in una Regione dove c'è la disoccupazione al 3,
al 2 per cento, dove sotto elezione non è mai accaduto che si
procedesse ad assunzioni a tempo determinato, non è mai accaduto
che fortune politiche venissero legate a strutture pubbliche o
società, visto che negli ultimi anni si è passati dalle aziende
pubbliche alle società avente forma privata e quasi sempre con un
azionista unico di maggioranza che è la Regione.
Stasera la lunga elencazione di queste rimesse continue è la
dimostrazione che esistono sostanzialmente solo possibilità
occupazionali in strutture che vengono finanziate dalla Regione.
Non ne comprendo peraltro la perplessità quando l'azionista di
maggioranza o unico azionista che è la Regione possa chiedere
garanzie. L'evidenza pubblica non è solo un modo di selezione e
garantire personale di qualità. Non capisco perché aziende
private spesso sottopongono i nuovi assunti a questionari, a
quiz, a selezioni vere e proprie e poi ci si scandalizza, come ha
fatto Lei signor Assessore, se quest'Aula, se questa Assemblea
vuole procedere a dare un minimo di rigore a quelle che sono le
future assunzioni che l'AST farà. Peraltro mi pare che anche
stasera si è andati a rimpinguare le casse di una S.p.a., non
ricordo esattamente gli importi, ma si sta procedendo a
finanziare a società che non riescono a bilanciare i propri
bilanci se con le risorse della Regione.
Credo che se dovesse passare, come mi auguro, sia l'emendamento
che il sub emendamento, rientreremmo leggermente nella normalità
di una Regione che fa del rispetto delle regole, della legge, una
minima ragion d'essere delle sue prerogative. Per cui non
comprendo esattamente lo spirito del suo intervento, signor
Assessore, e soprattutto questa idea di avere violato norme
aventi carattere di diritto privato, e mi pare che siamo nelle
regole delle norme del codice civile e delle norme di carattere
pubblicistico.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché ritengo opportuna una precisazione. Nell'intervento che ha
fatto poco fa l'onorevole Cracolici è come se la sentenza della
Corte Costituzionale imponesse l'obbligo per la Regione siciliana
o per qualsiasi altra regione nelle società a capitale anche
unico, pubblico, della regola di selezione con norme di evidenza
pubblica.
La sentenza, numero 22 del 2006, mi pare che non impone questo
obbligo. La Corte Costituzionale è stata interrogata su una
questione precisa e cioè se la norma votata dalla Regione
Abruzzo era una norma incostituzionale o meno.
Ebbene la Corte Costituzionale ha semplicemente detto che la
norma non è incostituzionale e quindi ha riconosciuto il potere
del legislatore di scegliere l'una o l'altra strada, dicendo che
la norma non è incostituzionale perché trattandosi di società a
capitale pubblico è assimilabile alla pubblica amministrazione.
Di conseguenza è nella facoltà del legislatore regionale
scegliere l'una o l'altra via. Non è quindi un obbligo, anche
perché se la Corte Costituzionale avesse detto quello che
l'onorevole Cracolici qui ha cercato di fare capire sarebbe stata
già legge, perché la norma della Corte Costituzionale è legge per
l'intero ordinamento dello Stato compreso quello regionale.
Conseguentemente noi non potremmo, sarebbe pleonastico, votare
una norma quando già ci sarebbe stata la norma dettata dalla
sentenza della Corte Costituzionale; quindi l'una o l'altra via
sono entrambe legittime.
Io voterò secondo l'orientamento del Governo anche se, devo
dire che noi dovremmo essere un po' più coerenti. Abbiamo scelto
qualche anno addietro, che quella è una azienda che si deve
regolare con le norme di diritto privato, quindi di intervenire
nel bilancio perché ritenevamo opportuno contribuire al
risanamento del bilancio di quell'ente.
Oggi coerentemente dovremmo proseguire lungo quella via e
conseguentemente non dovremmo imporre nessun vincolo, perché
introducendo un elemento di diritto pubblico nell'ordinamento o
nelle regole attraverso le quali si deve muovere l'AST noi
introdurremmo un elemento nuovo incoerente rispetto ad
un'impostazione che la Regione e quest'Assemblea aveva dato in
passato.
PRESIDENTE Pongo in votazione il sub emendamento 6.1.4 R.
Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Con il voto contrario dell'assessore Misuraca, lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 6.1.2 R. Il parere del
Governo?
LO PORTO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 6.1.R, così
come sub emendato, a firma degli onorevoli Adamo ed altri. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Essendo stato approvato l'articolo 6, così come modificato, si
ritengono superati gli emendamenti 6.1, 6.1 bis, 6.1 ter, 6.4.
Si passa agli emendamenti aggiuntivi. La Presidenza dichiara
improponibili gli emendamenti 4.3, 6.2, 6.A3, 6.A1, 6.A7, 6.A4,
6.A5, 6.A6, 6.A8, 6.A9, 6.A10, 6.A11, 6.A12, 6.A13.
FORMICA Dichiaro di ritirare gli emendamenti 6.A14, 6.A15 e
6.A16,
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Sono, inoltre, improponibili gli emendamenti 6.A20, 5.2, 6.
A19, 5.1, 6.A2, 6.A17, 6.A18 perché non attinenti al testo.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sono stato diligentemente in Aula, ma quale membro di questo
Governo - io mi rivolgo in particolare ad una improponibilità da
lei posta - giornalmente vivo dentro l'assessorato una situazione
di disagio di quaranta persone.
Io capisco che forse in questo momento il tenore dell'argomento
può anche far pensare che alcuni emendamenti potevano non essere
di pertinenza.
Ciò nonostante non posso non rilasciare questa dichiarazione
perché l'Ente fiera di Palermo è occupato da venticinque giorni
da quaranta persone.
Il problema è stato detto sia in II Commissione che in III
Commissione; purtroppo il giorno in cui si è riscritta una legge
non ero presente in quanto impegnato presso il Ministero
dell'agricoltura per motivi dell'Assessorato e si è
frettolosamente fatta una norma giustamente condivisa, ma che
comunque non ha potuto per una questione di tempo comprendere
questa situazione.
Ora non posso uscire da quest'Aula senza aver minimamente
affrontato questo tema. Non mi è stata concessa l'opportunità.
Avrei gradito, almeno, che l'Aula si pronunciasse su un
problema di questo tipo, perchè è una situazione certamente non
creata da nessuno, infatti ci sono quaranta persone che da più di
undici mesi non prendono uno stipendio.
Io, pertanto, almeno, ritornerò a casa questa sera con la
coscienza a posto, ma non è possibile che un'Assemblea non possa
discutere un problema serio come lo è questo
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo
l'argomento di cui avevo parlato qualche ora fa, che è stato
ripreso in questo momento dall'assessore al ramo.
Avevo chiesto nel mio intervento che ci fosse quanto meno un
pronunciamento dell'Assemblea rispetto alla proposta di deroga
all'eventuale inammissibilità dell'argomento. Avevo cercato anche
di motivarlo con il fatto che in questo disegno di legge che ci
apprestiamo ad approvare, all'articolo 5 c'è una norma che
prevede un trasferimento di risorse alle aziende termali che
consentirà di pagare gli stipendi.
Siccome quest'emendamento che a mio avviso inopportunamente è
stato inserito nell'articolo 6 sarebbe potuto andare
nell'articolo 5 trattandosi esattamente di materia identica, cioè
pagamento di stipendi arretrati, avevo chiesto quanto meno alla
Presidenza, prima della pronuncia della dichiarazione di
inammissibilità, di valutare se in Aula ci fosse il clima che ci
potesse portare all'approvazione dell'emendamento di cui
trattasi.
Vedo che la Presidenza non ha minimamente posto attenzione
sulla mia proposta, che io ripeto per la seconda volta alla luce
anche dell'appello dell'assessore al ramo.
E' un emendamento che per altro non necessità di copertura
finanziaria, perchè la copertura è assolutamente prevista nel
disegno di legge che il sottoscritto ha presentato che il Governo
credo che in Aula potrebbe dichiarare coperto.
Per cui Le chiedo per l'ennesima ed ultima volta di verificare
se ci sia in Aula una possibile convergenza sull'approvazione di
quest'emendamento che potremmo eventualmente riscrivere o
potremmo tornare sulla sua dichiarazione di proponibilità.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco lo
sfogo dell'assessore, però mi permetto di dire che è uno sfogo
tardivo, perché in tutta questa vicenda dall'assestamento tecnico
alla variazione di bilancio, noi, come opposizione, ci siamo
rimessi al Governo nella valutazione delle emergenze ed
esclusivamente su quelle, per consentire di avere un
provvedimento snello, operativo, che avesse una procedura che
consentisse all'Aula di evitare quelle legge omnibus tanto più
con una situazione finanziaria a tutti nota.
Nel momento in cui si è deciso di separare l'assestamento
tecnico, che voglio ricordare per memoria, è stato impedito in
quest'Aula di poter votare l'assestamento tecnico non fidandosi
del fatto che sarebbe andata a buon fine la variazione di
bilancio.
La variazione di bilancio è stata approvata con un
provvedimento di Giunta; la Giunta ha approvato un testo con 6
articoli; in questi 6 articoli c'erano le emergenze che la
Giunta, non il singolo assessore, ha ritenuto tali da poter
portare.
Malgrado ciò, in commissione, persino in Aula, anche qualche
ora fa, io ed altri colleghi abbiamo riproposto il tema.
Ci sono emergenze di serie A ed emergenze di serie B. Noi
consideriamo l'emergenza Fiera un'emergenza vera, di pari dignità
alle aziende di soggiorno, dell'ESA, del fermo biologico, perché
ci sono lavoratori che sono dipendenti che hanno vinto un
concorso all'Ente Fiera di Palermo, non sono stati assunti per
chiamata diretta, hanno vinto un concorso, sono di ruolo in un
Ente pubblico e da dieci mesi non ricevono lo stipendio. E' una
vergogna di questa Regione, l'abbiamo considerato ed abbiamo
detto che era un'emergenza.
Il Governo non l'ha fatto prima, non l'ha fatto durante. Mi
permetto di dire che c'era anche un emendamento che prevedeva di
scegliere le priorità tra le emergenze.
Ci sono anche qui opinioni discordi. Ad esempio, sulla vicenda
dell'Azienda di soggiorno di Acireale. Per l'Ente Fiera si
poteva trovare una soluzione. Non si è voluto fare.
Voglio ribadire un impegno: mi è stato chiesto, nella logica
dei rapporti di Aula, su quell'intesa che si era raggiunta sui
sei punti, di consentire di affrontare questa emergenza.
Per la parte che noi rappresentiamo, abbiamo dato la
disponibilità ad affrontare in Parlamento la soluzione per l'Ente
Fiera di Palermo. Questo impegno per me rimane intatto.
E' evidente, tuttavia, onorevole assessore Beninati, che non
c'è nessuno che possa andare a dormire con la coscienza a posto.
Perché mettersi la coscienza a posto, non basta. Averlo detto
ora, non basta
Bisognava dirlo prima e nei momenti in cui era necessario
poterlo fare e poterlo inserire in un provvedimento.
Onorevole Assessore, la differenza tra me e lei - nulla di
personale - è che lei fa parte di una Giunta ed ha la
responsabilità di Governo di questa Regione, io faccio il
parlamentare.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Non mi è stata data la possibilità.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco
la disponibilità ad affrontare e trovare la soluzione in questa
legge per risolvere un'emergenza vera ma non si facciano
interventi per mettersi la coscienza a posto perché qui la
coscienza a posto non ce l'ha nessuno, tanto meno chi aveva la
responsabilità di trovare la soluzione.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
deputati, avevo detto che dissentivo da quanto l'onorevole
Cracolici voleva insinuare.
L'assessore Beninati è una persona seria e corretta, che
conosce e capisce i problemi che stiamo affrontando.
Non è vero che la colpa non è di nessuno perché l'Ente Fiera di
Palermo è stato amministrato e noi non sappiamo da chi.
L'Assemblea regionale non sa da chi.
Onorevole Speziale, ho l'onestà intellettuale di dire le cose
che penso, a prescindere se sono gradite o meno.
TURANO Onorevole Oddo non bisogna fare il forte con i
deboli.
ODDO I Commissari chi li ha mandati?.
TURANO I lavoratori dell'Ente Fiera meritano di avere pagati
gli emolumenti arretrati. Dobbiamo, però, capire se l'Assemblea
regionale ha dato dei fondi all'Ente Fiera e come sono stati
spesi.
Siccome ho la fortuna di essere stato, nella precedente
legislatura, componente della Commissione Attività produttive e
in quella precedente ancora, oramai mi sono convinto di avere una
sorta di memoria storica che riguarda la gestione di alcuni enti
su cui la Commissione ha, non dico un potere di controllo, ma un
potere di attenzione.
L'assessore è più volte venuto a dire che si trattava di
provvedimenti straordinari che servivano per tamponare le
necessità dei dipendenti.
Con la legge finanziaria del 2005, soltanto dell'anno scorso,
questa Assemblea regionale ha garantito con fideiussione e
stabilito, nell'articolo 82 comma 1, l'importo di 10 milioni di
Euro a favore dell'Ente Fiera.
Quindi, delle due l'una: forse questi soldi sono stati
impegnati, trovati e la Regione ha garantito? Non conosco queste
notizie e ho bisogno di saperle, pur essendo vero che lei me lo
ha spiegato.
PRESIDENTE Onorevole Turano, le ho dato la parola così come
fatto con gli altri deputati, purtuttavia quell'emendamento è
stato dichiarato inammissibile. Quindi, stiamo dibattendo un
argomento che non è più all'ordine del giorno.
Stiamo facendo un dibattito inutile, non vedo a cosa serve
parlare della Fiera di Palermo e di Messina se il relativo
emendamento è stato dichiarato inammissibile
TURANO Signor Presidente, sto parlando da pochi secondi e
vorrei concludere. Capisco la decisione della Presidenza di
dichiararlo inammissibile, ma mi addolora perché stiamo facendo i
forti con i deboli
Vorremmo sapere se è stato nominato il nuovo Commissario
all'Ente Fiera .
PRESIDENTE Ritengo si possa andare avanti con l'articolo 7.
Siccome l'onorevole Cascio ha posto un problema alla Presidenza
ho il dovere di rispondere.
La Presidenza si è attenuta a quanto ha detto ininterrottamente
sia il Presidente Miccichè che il sottoscritto in quest'Aula che
non sarebbero stati ammessi e sarebbero stati dichiarati
improponibili tutti gli emendamenti non attinenti al testo.
Debbo dire per onestà che l'onorevole Cascio mi aveva chiesto
di fare un raccordo se ci fosse stata in Aula una unanimità e a
questo punto avremmo potuto con le ragioni della politica
superare l'inammissibilità. Fatto questo accertamento ho saputo
personalmente che vi erano delle opposizioni, quindi la
Presidenza non poteva che comportarsi in questo modo. Non vorrei
che passasse il messaggio che i lavoratori della Fiera di Messina
e della Fiera di Palermo hanno purtroppo le loro difficoltà per
colpa della Presidenza. Vorrei chiarirlo perché sarebbe assurdo.
Purtroppo ci sono delle colpe e mi rammarico come tutti gli
altri colleghi per il fatto che non c'è stata la possibilità di
inserire in questo disegno di legge anche le giuste spettanze dei
dipendenti della Fiera di Messina e della Fiera di Palermo.
Si passa all'articolo 7.
Ne do lettura:
«Art. 7.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione».
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento:
L'Assessorato regionale cooperazione, commercio, artigianato e
pesca è autorizzato nell'esercizio finanziario 2006 ad erogare un
contributo straordinario di 1200 migliaia di euro in favore
dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo e di 300
migliaia di euro per l'Ente autonomo Fiera di Messina .
Lo dichiaro improponibile.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
- n. 29 Interventi a sostegno degli agricoltori e dei
lavoratori colpiti dalla grandinata del luglio 2006 nel
territorio calatino , degli onorevoli Villari, Cracolici,
Speziale, Di Guardo, Panarello, Oddo, Cantafia, Panepinto;
- n. 30 Attivazione delle procedure necessarie al ripristino
della conduzione delle aziende termali di Acireale e Sciacca ,
degli onorevoli Nicotra,Villari, Di Guardo, Di Benedetto, Cimino,
Barbagallo, Basile, Fleres;
- n. 31 Riconoscimento a livello europeo del festival Sete
Sois Sete Luas' quale strumento privilegiato per favorire il
dialogo interculturale tra il sud Europa ed i Paesi non europei
del bacino mediterraneo , degli onorevoli Gianni, Correnti, Dina,
Falzone;
- n. 32 Stanziamento di somme necessarie per l'adozione di
provvedimenti riguardanti il development center di Palermo ,
degli onorevoli Cracolici, Apprendi e Cantafia;
- n. 33 Proroga dei contratti quinquiennali relativi alla
stabilizzazione dei lavori delle Università di Palermo, Catania e
Messina , dell'onorevole Formica;
- n. 34 Notizie riguardanti la gestione delle società per
azioni terme di Acireale e Terme di Sciacca , degli onorevole De
Benedictis, Di Benedetto e Villari.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Il modo in cui vengono trattati gli ordini del giorno
può evidentemente meravigliare alcuni colleghi rispetto al fatto
che uno decida di parlare, non voglio svilire niente ma purtroppo
è così
Questo ordine del giorno non è un ordine del giorno, se ci si
vuole soffermare, non è come tutti gli altri non perché voglio,
in maniera assoluta, togliere importanza agli altri ordini del
giorno ma questa è una maggioranza curiosa infatti volete fare
sostanzialmente l'opposizione a voi stessi.
State proponendo la questione che riguarda la stabilizzazione
rispetto alla legge 14, stiamo parlando di migliaia di persone
che non sono in questo momento nelle condizioni se non rispetto
alla copertura 2006 - che esiste - di andare al rinnovo dei
contratti andando verso le 24 ore come abbiamo stabilito con la
legge e così via.
C'è scritto che noi dovremmo autorizzare l'Assessore per il
lavoro a fare cosa non si capisce, perché ci vogliono 31 milioni
circa di copertura finanziaria per il 2007.
Quindi o ritenevate anche questo un motivo urgente e lo
inserivate in questa variazione di bilancio e si discuteva per
assicurare nel 2007 tutto ciò che è giusto che si assicuri a quel
personale oppure ci stiamo prendendo in giro.
Ma è possibile affrontare le questioni in questo modo?
Con questo ordine del giorno domani diremo a migliaia di
persone che cosa?
Che per il 2007 non c'è copertura finanziaria e che tutto sarà
discusso nell'ambito del bilancio della Regione di quello che noi
abbiamo all'ordine del giorno.
Siete maggioranza, volete assicurare un livello di Governo in
questa Regione o volete prendere in giro le persone?
Ve lo chiedo in maniera vibrante
Un ordine del giorno di questo tipo significa letteralmente
prendere in giro migliaia di persone
Ci vuole la copertura finanziaria per il 2007
Ci vogliono circa 31 milioni
Non li avete appostati? Allora si rimanda tutto al bilancio,
assumetevi le vostre responsabilità perché altrimenti approvare
gli ordini del giorno diventa veramente ridicolo in quest'Aula.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
numero 34.
L'ordine del giorno ha un valore politico importante, peraltro
la quinta commissione già se ne sta occupando e se ne è occupata
anche nella precedente legislatura.
C'è scritto: impegna il governo della regione ad assumere ogni
utile iniziativa volta a dare attuazione e decreti dell'assessore
regionale al lavoro del 28 settembre 2006 e del 16 ottobre 2006
in premessa richiamati'. Non si tratta di fare promesse per
l'anno che verrà; dovrà arrivare la legge finanziaria e siamo
certi che il governo responsabilmente darà corso a quella
copertura finanziaria, perché la legge fatta nella precedente
legislatura è una legge che parlava chiaro e continua a parlar
chiaro. Bisognava intervenire per il 2006 ma anche per gli anni a
venire perché il superamento della vicenda del precariato degli
enti locali, in particolare degli LSU e quant'altro è un impegno
che questa maggioranza ha assunto, che il presidente della
regione ha assunto nel presentare il suo programma.
Ne abbiamo già stabilizzati parecchi e parecchie migliaia e
dobbiamo continuare su questo percorso.
Pertanto, deridere quest'ordine del giorno credo sia poco
responsabile e assolutamente fuori luogo perché non è uno di quei
pezzi di carta scritti per mantenere promesse.
Vi è stato qualche problema di ordine amministrativo tra
bilancio e assessorato al lavoro, so che ieri vi è stata una
giunta di governo in cui sono state assunte alcune decisioni
responsabili verso la stabilizzazione di questi lavoratori, so
che oggi uno dei membri del governo, credo l'assessore Leanza ha
incontrato già una delegazione di questi lavoratori dandone
notizia rispetto alla delibera di giunta di ieri, credo che sia
opportuno votarlo e poi stare lì tutti a verificare che i
percorsi siano compiuti nel senso più opportuno.
TUMINO Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno
n. 25.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
voluto presentare quest'ordine del giorno, che fra l'altro era
aperto a diversi parlamentari, aperto quindi a chi voleva
partecipare, credo che sia una necessità emersa in questo
Parlamento più volte anche da parte di alcuni colleghi
parlamentari che in commissione bilancio con diligenza avevano
presentato anche degli emendamenti, a proposito della questione
dei precari che tante volte è stata sollecitata e che non ha
trovato recentemente disponibilità nel bilancio, proprio perché
tutti si aspettavano che questo problema fosse risolto e che,
come diceva poc'anzi il mio predecessore per alcune questioni di
carattere tecnico non è stato risolto, noi abbiamo voluto fare in
modo che il governo ulteriormente prendesse coscienza e
consapevolezza di questa problematica, perché la affrontasse
decisamente e la risolvesse.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contento
che ci sia un ordine del giorno su un argomento che è stato
trattato con un emendamento da me firmato assieme al collega
Antinoro in commissione bilancio e che il governo ha ritenuto di
non dovere apprezzare, allo stato attuale, per mancanza di fondi.
E' un'iniziativa che impegna il governo a dover dire che per il
prossimo anno e nel bilancio vanno aggiunte queste somme.
Aggiungo, alla fine posso anche confermarlo, ma mi accorgo che ci
sono degli errori formidabili, perché non è vero che sono stati
pagati fino al 31 dicembre con le leggi precedenti perché
purtroppo i decreti fatti dall'assessore sono tornati indietro
perché non c'era disponibilità finanziaria.
E' esattamente quello che dissi da assessore al bilancio quando
ugualmente l'Aula votò senza avere una copertura adeguata.
Pertanto, il tema non è di stabilire oggi con un ordine del
giorno che approverò, che voterò, che non firmerò perché l'hanno
già firmato tanti altri colleghi, assolutamente non lo firmo.
No, non lo firmo seppure lo ritengo giusto, ma ritengo che
l'impegno del Governo sia quello di trovare soluzione per l'anno
2007, nei limiti di quelle che saranno, e di questo mi posso far
carico, onorevole Assessore al bilancio, le disponibilità
finanziarie, alla piaga della stabilizzazione di tutti i precari
in Sicilia. Chiudere questa vertenza, lo ritengo un obbligo del
Governo. Il Governo Cuffaro può ascrivere a suo merito di non
avere fatto nei cinque anni neppure un precario in più, come da
impegni assunti e così ha mantenuto.
Oggi c'è la necessità di chiudere questo precariato, e allora
al Governo vadano più voti perché possa trovare le risorse
necessarie perché questa piaga abbia a finire e non si riapra mai
più.
PRESIDENTE. Si prende atto che hanno sottoscritto l'ordine del
giorno gli onorevoli Granata, Caputo, Falsone, Pugliese, Formica.
Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
ODDO Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 26 Liquidazione somme
spettanti ai membri dell'ex CORECO , a firma dell'onorevole
Ortisi.
Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 28 Iniziative per l'avvio
della fase attuativa dell'accordo di programma sulla chimica
dell'area industriale siracusana , a firma dell'onorevole De
Benedictis ed altri.
Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Questo ordine
del giorno si può accettare come raccomandazione, perché è un
invito a un ruolo di protagonismo al quale noi aderiamo sì, ma
come raccomandazione.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Al di là del freddo ordine del giorno, c'è da
ricordare che stiamo parlando di un accordo di programma che è
stato siglato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 21
dicembre del 2005 e porta la firma anche del Presidente della
Regione siciliana, che anche allora era l'onorevole Cuffaro.
Quell'accordo prevedeva le dismissioni di alcuni impianti, e
prevedeva investimenti in ammodernamento di altri, in
riconversione di altri e investimenti nuovi, e vede peraltro la
Regione siciliana direttamente interessata.
Ebbene, signor Presidente, onorevoli colleghi, dovete sapere,
dobbiamo sapere tutti, che in questi mesi - da quando è stato
siglato l'accordo, da quel 21 dicembre 2005 - tutto ciò che
riguarda le dismissioni di impianti, come per esempio, della
chiusura di un impianto inquinante, cioè quello degli arresti a
Priolo, per capirci bene, sullo smaltimento dei reflui di
mercurio, sì in quell'anno, che tanto danno produsse anche da un
punto di vista mediatico, quell'impianto che produceva mercurio,
grazie a questo accordo è stato chiuso, non esiste più, non c'è
più quella produzione, è stata fatta un'operazione non solo di
dismissione ma anche di forte impatto ambientale.
Però quell'accordo prevedeva anche investimenti, ammodernamenti
ed interventi importanti. Fra questi investimenti si prevedeva un
impianto glicoetilenico, l'ho letto perché è complicato, e un
impianto di clorosoda a membrana , ma di questi due impianti non
ce ne sono, c'è ritardo assoluto.
Considerato quindi che l'accordo di programma è stato siglato
anche dallaRegione siciliana e che dalla firma dell'accordo non
è seguita nessuna iniziativa per il suo concreto avvio, né sono
chiari i tempi in cui il Governo regionale intende procedere con
il Ministro dello sviluppo economico e con l'Osservatorio
nazionale sulla chimica per la verifica astringente dello stato
di attuazione dell'accordo di programma sulla chimica stessa, c'è
da considerare pure che le organizzazioni sindacali hanno
proclamato lo sciopero per giorno 11 dicembre proprio per
chiedere e pretendere il confronto, la verifica.
Allora noi chiediamo l'impegno del Governo regionale e lo
chiediamo in una duplice direzione: assumere presso il Ministero
dell'Economia un ruolo di protagonista nell'avvio della fase di
confronto per l'accordo di programma col Ministro e con tutti i
soggetti interessati, tenendo presente che è già partita una
richiesta di incontro a firma delle organizzazione sindacali,
delle istituzioni locali, delle rappresentanze parlamentari
regionali e nazionali, ed impegnarsi a garantire gli impegni di
natura finanziaria che già si era assunto in quell'accordo.
Ciò detto, data l'importanza dell'accordo di programma, informo
che è stato firmato da tutti i sette deputati della provincia di
Siracusa, di tutte le forze politiche rappresentate al Parlamento
regionale. Questo ad ulteriore dimostrazione della delicatezza e
dell'estrema importanza dell'argomento che stiamo trattando.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
materia è stata già illustrata dall'onorevole Zappulla, ma io
volevo comunque tranquillizzare il Governo perché,
sostanzialmente, quello che gli chiediamo di assumere come
impegno è ancor meno di ciò che ha sottoscritto nell'accordo
stesso. Sarebbe veramente incomprensibile che non ritenesse di
doversi impegnare a sostenere un'azione per la quale ha già
sottoscritto l'accordo: la necessità che assuma un ruolo di
protagonista è legata al fatto che il Ministero dell'Economia è
sollecitato da altre Regioni italiane per analoghi accordi di
programma.
Quindi, se solo la Regione siciliana dimentica di interessarsi
di un suo problema, difficilmente questo accordo di programma
potrà essere portato avanti.
Per questo, avendo ascoltato le parole dell'onorevole Assessore
Lo Porto, chiedo che si insista nel votare questo ordine del
giorno.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 28.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 29, a firma dell'onorevole
Villari.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che l'argomento trattato in questo ordine del giorno è
già stato oggetto di una mia interrogazione, della quale risposta
dell'Assessore peraltro mi ero dichiarato soddisfatto poiché, in
quella occasione, si è chiarito che esiste una norma comunitaria,
nel frattempo intervenuta, che pone alcuni limiti rispetto alla
fattispecie di cui si discute.
Pertanto, dichiaro di ritirare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro.
Si passa all'ordine del giorno n. 30, a firma degli onorevoli
Nicotra ed altri.
L'ordine del giorno è superato.
Si passa all'ordine del giorno n. 31, «Riconoscimento a livello
europeo del festival Sete Sois Sete Luas' quale strumento
privilegiato per favorire il dialogo interculturale tra il sud
Europa ed i Paesi non europei del bacino mediterraneo», a firma
dell'onorevole Gianni.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
Premesso che:
il festival 'Sete Sois Sete Luas', istituito nel 1993 e promosso
dall'omonima associazione legalmente riconosciuta in tre Paesi
europei (Italia, Spagna, Portogallo) ed uno africano (Capo
Verde), si è affermato quale strumento che promuove l'arte e la
cultura dei cinque Paesi in cui fino ad oggi è stato realizzato:
Capo Verde, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna ed ha ricevuto, in
ambito europeo prestigiosi riconoscimenti per l'alta qualità
culturale dei programmi presentati;
il festival si è consolidato in tredici anni di esistenza quale
progetto dalle caratteristiche esemplari, manifestando la
capacità di perseguire un obiettivo di interesse generale
europeo, con particolare riferimento alla creazione di originali
politiche culturali di coesione e decentramento tra Paesi e
Municipi del sud Europa, e proprio per queste sue caratteristiche
si pone come valido e competente interlocutore delle istituzioni
europee per allargare la propria azione anche ai Paesi del
Maghreb e dell'area medio-orientale;
presidenti onorari del festival 'Sete Sois Sete Luas' sono lo
scrittore portoghese José Saramago (Premio Nobel per la
letteratura nel 1998) e Dario Fo (Premio Nobel per la letteratura
nel 1997) a testimonianza della validità internazionale del
progetto;
il 6 febbraio 2000 è stato firmato a Pontedera (Pisa) l'atto di
fondazione della Rete culturale del festival 'Sete Sois Sete
Luas', con l'adesione di più di trenta città ed istituzioni da
Capo Verde, dalla Grecia, dall'Italia, dal Portogallo, dalla
Spagna;
la rete culturale del festival 'Sete Sois Sete Luas' si pone
l'obiettivo di realizare nei prossimi anni una politica di forte
dialogo interculturale tra i Paesi delle due rive del bacino del
Mediterraneo, con particolare riferimento alla realizzazione di
azioni culturali ed artistiche nei Paesi del nord Africa al fine
di contribuire con un'incisiva azione culturale ad una migliore
comprensione dei relativi problemi sociali, politici, culturali e
demografici;
Considerato che:
il festival 'Sete Sois Sete Luas' è stabilmente promosso da
prestigiose istituzioni europee quali la Commissione europea
(tramite i programmi comunitari Caleidoscopio, Cultura 2000,
Interreg III B Medocc), il Ministero della cultura del
Portogallo, il Ministero della cultura di Capo Verde, la Regione
Toscana, la Junta de Andalucia, la Fondazione José Saramago di
Castril, la Provincia di Pisa, la Provincia di Lecce, l'Istituto
italiano di cultura in Portogallo, il Comune di Roma e oltre 30
Municipi da Capo Verde, dalla Grecia, dall'Italia, dal
Portogallo, dalla Spagna ed ha tutte le caratteristiche per
essere riconosciuto dal Parlamento europeo quale strumento
privilegiato per favorire il dialogo interculturale tra il sud
Europa e i Paesi non europei del bacino mediterraneo, favorendo
così la creazione di nuove ed originali azioni culturali di
coesione e decentramento;
il Parlamento dell'Andalusia, il Parlamento portoghese ed il
Consiglio regionale della Toscana hanno già aderito al progetto
di riconoscimento europeo del festival assumendo iniziative in
tal senso ed è prevista per la fine del mese di novembre prossimo
la sottoscrizione di un protocollo da parte di tutte le
istituzioni aderenti al progetto da presentare al Parlamento
Europeo in vista delle imminenti decisioni di carattere
finanziario dell'Unione europea;
VISTA la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio
dell'Unione europea del 21 aprile 2004, n. 792/CE, che istituisce
un programma di azione comunitaria per la promozione degli
organismi attivi a livello europeo nel settore della cultura con
validità fino al 31 dicembre 2006,
Invita il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana
ad aderire all'iniziativa di promuovere il riconoscimento europeo
del Festival Sete Sois Sete Luas quale strumento privilegiato per
favorire il dialogo interculturale tra il sud Europa e i Paesi
non europei del bacino mediterraneo, nonché per contemplare lo
stesso Festival tra gli organismi di cui all'allegato I, capitolo
3, sezione 2, punto 2, della decisione del Parlamento europeo e
del Consiglio dell'Unione europea del 21 aprile 2004, n. 792/CE.»
Considerato che l'ordine del giorno richiede un impegno del
Presidente dell'Assemblea, e non del Governo, il Presidente si
rimette all'Aula.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 32, «Stanziamento di somme
necessarie per l'adozione di provvedimenti riguardanti il
Development Center di Palermo», a firma dell'onorevole Cracolici.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la STMicroelectronics, società multinazionale italo-
francese a compartecipazione pubblica (la parte italiana fa capo
alla Cassa Depositi e Prestiti del Ministero del Tesoro e
Finmeccanica) con i suoi 45.000 dipendenti in 27 Paesi nel mondo,
17 centri di produzione, 55 centri eccellenti di ricerca e
progettazione è tra i primi 10 leader mondiali di microchip, da
circa 20 anni alla guida dell'innovazione nel settore della
microelettronica, fornitore di aziende prestigiose come Nokia,
Ericsson, Sony, Maxtor, Thomson, Philips, Bosch, Mercedes;
Considerato che nel 2002 è sorto a Palermo il Development Center,
cioè di un sito che ha l'ambizione di coniugare la progettazione
con l'attività di Product Engineer, che con i suoi 180 addetti
nell'arco di un biennio ha come missione quella di Diventare
leader e creare innovazione nella realizzazione di applicazioni
di memorie Flash non volatili nel settore della telefonia e dei
personal computers ;
Ritenuto che a dimostrazione dell'alto livello qualitativo
operante nel centro di Palermo, i 48 professionisti (ingegneri,
fisici e informatici) che vi lavorano vantano una esperienza
specifica nel campo della progettazione microelettronica, i cui
esiti sono riscontrabili nel numero dei loro brevetti (28 USA, 35
Europa, 20 Pending), registrati a nome di STMicroelectronics in
Europa e negli Stati Uniti durante la loro carriera in azienda;
Ricordato che la Regione Siciliana, in considerazione
dell'importanza dell'investimento di STMicroelectronics in
Sicilia nel polo di Catania, aveva assicurato per l'ulteriore
creazione di un centro di ricerca a Palermo particolare
attenzione e disponibilità ad approntare adeguati investimenti
finanziari;
Confermato che:
dopo il 26 gennaio 2005, quando viene ufficialmente annunciata
la chiusura del centro ed il trasferimento a Catania dei 48
professionisti (ingegneri, fisici e informatici) e il 9 Febbraio
quando il Rettore dell'Università di Palermo esprime «estremo
rammarico» per la decisione di ST di chiudere il centro di
Palermo, si ha il 18 Febbraio un primo incontro tra la Presidenza
della Regione Siciliana, rappresentata dallo stesso Presidente
Cuffaro, l'Assessore al Lavoro, Universita' e i vertici di ST. al
fine di individuare iniziative utili al mantenimento del Design
Center palermitano;
in questo incontro ST pone come pregiudiziale l'erogazione dei
contributi gia' previsti dalla L. R. 30/97 e resi non
finanzaibili dalla L. R 9/02. e che il 7 Luglio 2005 si raggiunge
un accordo tra ST e Presidenza della Regione per il mantenimento
del Centro di ricerca di Palermo in cambio del riconoscimento dei
contributi alle assunzioni previsti dalla 30/97 sbloccato da
Bruxelles;
nel settembre 2005 la DirezioneAziendale minaccia di spedire le
lettere di trasferimento visto che la Presidenza della Regione
non ha rispettato gli impegni assunti durante l'incontro del 7
luglio 2005.e che, a seguito di questa presa di posizione, il 28
settembre 2005 il Presidente della Regione siciliana scrive al
presidente dell'ARS, (prot. n. 388), all'Assessore al Bilancio e
all'Assessore al Lavoro affinché "nell'ambito dei lavori
parlamentari in corso e con il carattetre di urgenza, dettato
dalla revisione del piano di attivitá che la Stmicroelectronics
ha in corso di definizione, le idonee soluzioni di legge che
possano garantire il superamento della problematica rassegata"
(erogazione dei fondi relativi alla legge regionale 30/97);
Visto che:
il CIPE alla vigilia delle elezioni del 9 Aprile delibera, con lo
strumento dell'accordo di programma, un finanziamento per la
costruzione del modulo M6 e il potenziamento della ricerca a
Catania, e che la Regione siciliana decide di investire su asset
assistenziali, dimendicando la ricerca e l'innovazione;
il 29 giugno 2006 il "neo" Presidente della Regione siciliana,
con lettera alla ST (prot. N. 730), conferma la volontá di
risolvere la situazione dopo l'insediamento dell'ARS e che uno
dei primi impegni del nuovo Governo sará l'attivazione di ogni
iniziativa utile a trovare soluzioni alla vicenda;
Ricordato ancora che:
l'impegno della Regione Siciliana per l'attivazione di sinergie
tra pubblico e privato aveva determinato l'avvio della
realizzazione del DT dei micro e nano sistemi, con relativa
costituzione di una societá consortile insieme ad ST, con la
partecipazione della Regione con una quota non inferiore al 20%;
il 4 settembre 2006, ST torna a chiedere un incontro alla
Presidenza della Regione per trovare una soluzione al problema
dei fondi relativi alla legge 30/97;
Visto che a tuttoggi nessuna delle promesse e degli impegni
assunti dal Governo regionale per il Development Center di
Palermo ha avuto seguito, mettendo così a rischio l'intera
operazione;
Considerato che l'inaspettata chiusura del centro è in forte
contrasto sia con le aspettative di crescita del sito (fino a
circa 200 dipendenti) che con la strategia aziendale di radicarsi
nel territorio in connubio con le universita' locali, anche
concordando i programmi di studio, per poter formare
professionisti all'altezza dell'attuale domanda di mercato;
Impegna il Governo della Regione
a dare immediato e positivo seguito agli impegni assunti
stanziando già nei prossimi provvedimenti finanziari tutte le
somme necessarie per la adozione dei conseguenti provvedimenti
amministrativi.»
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
comunicare che questo ordine del giorno è stato appena
sottoscritto dai deputati Dina, Cintola, Vitrano, Rizzotto,
Maniscalco, e spero anche dai colleghi di Palermo di Alleanza
Nazionale e di Forza Italia.
E' evidente che la vicenda ST Microelettronics riguarda la
Sicilia, però a Palermo in particolare c'è una emergenza che
attiene al centro di ricerca aperto quattro anni fa, dove in atto
lavorano 50 persone fra fisici, matematici ed ingegneri, che
dovrebbe svilupparsi sino a circa 200 ricercatori. Questo centro,
però, non ha molte attività che il Governo si è impegnato a
realizzare con la Microelettronics relativamente sia agli assetti
societari, attraverso l'uso di alcune risorse dei fondi
comunitari, sia attraverso lo sblocco autorizzato da Bruxelles
sull'attivazione dei finanziamenti della legge 30/97, cioè i
benefici dei sei anni per le assunzioni
C'è la necessità di dare attuazione a questo accordo, che il
Presidente della Regione ha già assunto. Con questo ordine del
giorno si chiede al Governo la garanzia che già in sede di
finanziaria si possa dare una prima risposta per impedire che la
ST Elettronics vada via da Palermo.
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Cimino, Villari e
Incardona hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del
giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo
lo accetta come raccomandazione.
CRACOLICI Chiedo che venga messo in votazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 32.
Chi è favorevole si alzi. Chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 33, «Proroga dei contratti
quinquennali relativi alla stabilizzazione dei lavoratori delle
università di Palermo, Catania e Messina», a firma dell'
onorevole Formica.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nel novembre 2006 scadono i contratti quinquennali
relativi alla stabilizzazione dei lavoratori impiegati dalle
università di Palermo, Catania e Messina;
Visto che tali stabilizzazioni sono per ottanta per cento a
carico delle tre università e per il rimanente venti per cento a
carico della regione fondo unico per l'occupazione;
Ritenuto che è indispensabile prorogare tali progetti al fine di
non privare le università siciliane dell'apporto di lavoratori
impiegati e allo stesso tempo di impedire il loro licenziamento
impegna il Governo della Regione
a prorogare per un ulteriore quinquennio i contributi già
concessi alle unviersità di Palermo, Catania e Messina ai sensi
dell'articolo 2 della legge 26 novembre 2000, n. 24 e successive
modifiche e integrazioni imputando la relativa copertura sulle
risorse all'uopo previste nel fondo unico per il precariato di
cui all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17.»
Lo pongo in votazione. Il Parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto. Chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 34 «Revoca dell'incarico a
Direttore e Presidente delle Terme di Sciacca ed Acireale».
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
ATTESE le negative risultanze di gestione delle società Terme
di Sciacca S.p.A. e Terme di Acireale S.p.A.',
impegna il Governo della Regione
alla revoca dell'incarico dei rispettivi Presidenti e Direttori
e C.D.A.»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
ordine del giorno altro non chiede - a valle della discussione
che abbiamo fatto, dove sono stati sollevati i problemi di
gestione e di malamministrazione di questa società, avendo in
questo momento impegnato la Regione a contribuire ulteriormente
con risorse pubbliche al risanamento di questi enti - che il
Governo riferisse, entro 12 mesi, a che punto siamo con questo
risanamento di bilancio.
Se poi il Governo si dichiara contrario a questa ovvia misura
di igiene, questo ci risulta assolutamente incomprensibile.
Pertanto chiedo che, ancorché col voto contrario del Governo,
il Parlamento si esprima a favore di quelle che sono le sue
prerogative, perché è stato questo Parlamento che ha concesso un
credito a queste società.
PRESIDENTE Con il parere negativo del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'ordine del giorno n. 34.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 35, a firma dell'onorevole
Cimino.
CIMINO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole rimanga
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avrà luogo
successivamente.
Onorevoli colleghi, vorrei ricordare all'Aula che la Conferenza
dei Capigruppo ha stabilito una finestra legislativa per il 21 e
il 22 di novembre per poi entrare nella sessione di bilancio.
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni all'art. 7 ter ed all'art. 26 della legge 11/2/1994,
n. 109, come recepito dalla legge regionale 2/8/2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni» (425/A)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Modifiche ed integrazioni all'art. 7 ter ed
all'art. 26 della legge 11/2/1994, n. 109, come recepito dalla
legge regionale 2/8/2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni (n. 425/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
L'onorevole Cintola fa rilevare che manca l'assessore
competente, ma vorrei far presente che questo disegno di legge è
stato approvato all'unanimità dalla Commissione e non sono stati
presentati emendamenti.
Pertanto ritengo che, per economia dei lavori parlamentari ed
avendo un consenso quasi generale, si possa proseguire.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Costituzione di una seconda commissione di gara
presso
le sezioni provinciali dell'ufficio regionale per
l'espletamento
di gare per l'appalto di lavori pubblici
1. All'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive
modifiche e integrazioni, dopo il comma 9 sono aggiunti i
seguenti commi:
9 bis. Il Presidente di ciascuna sezione provinciale, in caso di
indifferibile necessità ed urgenza di espletamento di gara in
ragione delle richieste pervenute, costituisce una seconda
commissione di gara, la cui composizione deve essere pubblicata
sul sito internet dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
9 ter. Fatto salvo quanto previsto dal comma 9, nell'ipotesi
della costituzione di una seconda commissione di gara, le stesse
sono così composte:
a) la prima:
1) dal componente di cui alla lettera a) del comma 9, che la
presiede;
2) da un altro dirigente della segreteria tecnicoamministrativa
della Sezione provinciale;
3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 9;
b) la seconda:
1) dal componente di cui alla lettera b) del comma 9, che la
presiede;
2) da un altro dirigente della Segreteria tecnico-amministrativa
della Sezione provinciale;
3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 9.
9 quater. Nessun ulteriore compenso è dovuto per la
partecipazione alla seconda commissione costituita ai sensi del
comma 9 bis.'
2. Al comma 13 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto il seguente
inciso: Fatto salvo quanto previsto dal comma 9 bis'.
3. Al comma 16 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
e successive modifiche e integrazioni, dopo le parole ai
componenti delle commissioni' sono aggiunte le parole di cui ai
commi 9 e 10 del presente articolo'.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Composizione della commissione di gara della sezione
centrale dell'ufficio regionale per l'espletamento di gare
per l'appalto di lavori pubblici
1. Il comma 10 dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n.
109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente:
10. La commissione di gara della Sezione centrale dell'ufficio
è costituita dai presidenti delle sezioni provinciali
territorialmente interessate dai lavori inviati in gara ed è
composta da non meno di tre componenti, compreso il presidente di
turno. Nel caso in cui questi sia anche presidente di una sezione
territorialmente interessata, le funzioni di presidenza del
seggio sono assunte da altro presidente di sezione provinciale,
individuato nell'ordine previsto dall'art. 7 del decreto del
Presidente della Regione 14 gennaio 2005, n. 1, recante il
Regolamento per il funzionamento dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Svolgimento del procedimento di gara presso le commissioni
delle sezioni centrale e provinciali
1. Dopo il comma 17 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio
1994, n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto il
seguente:
17 bis. Il procedimento di gara si svolge senza soluzione di
continuità, salve le interruzioni stabilite dal regolamento di
cui al comma 17 del presente articolo. La gara è espletata nella
seduta ordinaria successiva al termine di due giorni a partire
dalla scadenza del termine fissato nel bando per la presentazione
delle domande di partecipazione'.»
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Affidamento dell'attività di espletamento della gara diappalto
1. Dopo il comma 5 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio
1994, n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto il
seguente:
5 bis. Il presidente di turno della Sezione centrale, su
richiesta motivata del presidente di una Sezione provinciale, può
disporre l'affidamento dell'attività di espletamento della gara
di appalto di competenza di questa ad altra Sezione provinciale.
La facoltà di affidare ad altra sezione provinciale
l'espletamento di una gara va esercitata all'inizio della
procedura, mediante pubblicazione sul sito internet
dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici.'»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Modifica dell'articolo 26, comma 4-quinquies, della legge11
febbraio 1994, n. 109,
come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
e successive modifiche e integrazioni
1. Al comma 4 quinquies dell'articolo 26 della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, le
parole lavori eseguiti e contabilizzati dall'1 gennaio 2005' sono
sostituite con le parole lavori eseguiti e contabilizzati dall'1
gennaio 2004'.»
DE BENEDICTIS Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'articolo 5 non è della stessa materia degli articoli
precedenti. Quindi, stiamo parlando di un'altra cosa. Mentre
tutti gli altri articoli riguardano la stazione unica appaltante
e le modalità di esercizio di questi uffici, l'articolo 5
riguarda ben altra materia.
Noi abbiamo recepito una norma nazionale che consentiva, a
partire da quando l'abbiamo applicata, cioè alla fine del 2005,
che tutti i lavori contabilizzati ed eseguiti a partire da 1
gennaio 2005, questi, nel caso in cui fossero stati eseguiti con
materiali ed opere che avessero nel frattempo aumentato i loro
costi, fosse riconosciuto un maggior compenso alle imprese che
avrebbero dovuto eseguire i lavori.
Non si capisce come è possibile e con quale ratio oggi, nel
novembre del 2006, portiamo l'orologio indietro e rendiamo questa
norma retroattiva a partire dal 1 gennaio 2004.
Io ho letto la relazione al disegno di legge e devo dire che
conteneva una motivazione inapplicabile, perché si diceva lì che
così la equiparavamo alla norma nazionale. Ma la norma nazionale
era stata applicata un anno prima e, quindi, era ragionevole che
la decorrenza fosse 1 gennaio 2004, noi l'abbiamo approvata un
anno dopo e coerentemente l'abbiamo fatta decorrere dal 1
gennaio 2005.
Che adesso a novembre 2006 portiamo l'orologio indietro
significa semplicemente intervenire su misura a vantaggio di
qualcuno.
Non mi sembra un buon modo di legiferare.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio, l'
artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Assessore per la cooperazione. Signor Presidente
onorevoli colleghi, mi assumo la responsabilità di rispondere.
Non è così onorevoli, mi dispiace dover contraddire il collega.
Questa è una norma giustissima ed è bene farla, perché
nell'ultima legge che abbiamo fatto noi in quest'Aula, questa è
la norma sul caro ferro' che ha una valenza se si mette 1
gennaio 2004, perché il caro ferro' è avvenuto solo in quel
periodo. Se si mette 1 gennaio 2005 non ha nessuna valenza.
Quindi, è correttissimo che sia stata inserita questa norma,
perché nella norma che abbiamo approvato, l'ultima in questa
seduta d'Assemblea, per errore fu scritto 1 gennaio 2005, doveva
essere scritto 1 gennaio 2004.
Quindi, è corretto ed hanno fatto bene il Governo e la
Commissione ad inserirla.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Articolo 6
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello di pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il voto finale sarà dato successivamente.
Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3,
dello Statuto siciliano, su progetti di legge costituzionale
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sui progetti di legge costituzionale nn. 206,
980 e 1241, di iniziativa parlamentare della Camera dei Deputati,
limitatamente alle norme relative alla modifica dello Statuto
siciliano.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, intervengo per chiedere un rinvio con
l'impegno di tutti i capigruppo che si esprimono in merito di
portarlo in discussione la prossima settimana.
PRESIDENTE Si prende atto della richiesta.
CRISTALDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
personalmente parlo come Presidente della commissione competente
sulla materia oggetto della richiesta.
Non ho alcuna difficoltà ad accettare per quel che riguarda me
e la Commissione lo slittamento della trattazione, non ho
difficoltà allo slittamento, tengo però a precisare che se non si
dovesse esprimere parere sul provvedimento, il parere si intende
reso, ora su una materia relativamente alle modifiche statutarie
se si hanno delle perplessità si affronta si discute la
questione, si cerca di trovare la soluzione, ma se non esprimiamo
un parere e come se esprimessimo un parere positivo, a parte che
non è una bella figura per il Parlamento regionale non esprimere
un parere su un argomento di questa natura.
A mio parere il provvedimento è favorevole all'autonomia ed è
favorevole alle funzioni del Parlamento regionale, quindi se c'è
da parte della presidente l'impegno a trovare un successivo
momento, un ulteriore finestra....
PRESIDENTE Presidente Cristalli, può dire che tempi abbiamo
per esprimere il parere?
CRISTALDI Ci sono 60 giorni di tempo dalla ricezione, quindi
entro il 9 gennaio all'incirca, ma se c'è quest'impegno io non ho
alcuna difficoltà.
PRESIDENTE C'è questa richiesta di rinvio del terzo punto
dell'ordine del giorno, il Presidente Cristaldi ci ha chiarito
l'importanza che il Parlamento si esprima per non farsi
espropriare. Pertanto, appena predisporremo l'ordine del giorno,
valuteremo anche questa eventualità, chiaramente è necessario
convocare la Conferenza dei capigruppo per poter fare l'altra
seduta d'Aula. Ho anticipato il suo intervento, onorevole
Cracolici. La Conferenza dei capigruppo ha già deciso il
calendario e l'Assemblea ha approvato il calendario, mi rendo
conto della necessità del passaggio alla Conferenza dei
capigruppo, ma la Presidenza si sarebbe riservata alla fine della
seduta di dare la propria opinione.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, io chiedo scusa perchè siamo
tutti stanchi e non voglio ulteriormente appesantire la
discussione, però vorrei porre una questione: noi abbiamo
accettato tutti, all'unanimità che ci fosse una finestra per
consentire l'assestamento tecnico e la variazione di bilancio e
le legge di bilancio ed anche il parere, io sono per renderlo
adesso.
Detto questo, voglio porre un'altra questione.
Capisco che la Conferenza dei capigruppo si tornerà a riunire
perrdecidere, però non vorrei che noi abbiamo aperto la sessione
di bilancio per finta, per non discutere del bilancio per
davvero, cioè nel senso, mi potete dire in quale sede si
discuteranno la finanziaria ed il bilancio, in quali giorni le
commissioni sono state convocate.
Non mi risulta che le Commissioni di merito sono attrezzate
per dare parere entro sabato.
Abbiamo fatto finta di aprire la sessione di bilancio? Siccome
avevo proposto al Governo di evitare questo dibattito finto,
strozzato sui tempi, garantendo e l'impegno del Governo di
annunciare la sessione di bilancio contemporaneamente al fatto
che si preparava il provvedimento dell'esercizio provvisorio e il
Governo ha detto di no.
Vorrei che i deputati abbiano la possibilità di andare nelle
Commissioni a lavorare perché non si può fare Aula e Commissione.
Per quanto mi riguarda, sui provvedimenti chiesti
dall'onorevole Cristaldi, sono pronto a dare parere questa sera
anche perché il parere positivo è una prerogativa in più che ci
diamo come Regione nella procedura di riforma degli Statuti.
MAIRA relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MAIRA relatore. Signor Presidente, onorevoli assessori,
onorevoli deputati, questo parere apparentemente è un semplice
parere perché trattiamo di una materia che è essenziale per la
vita e la dignità di questa Assemblea.
Credo che dovremmo decidere in modo secco, o sì o no, non
possono esserci emendamenti che provengono da questa Aula ai
disegni di legge di provenienza parlamentare.
Ciò non toglie che anche ribadendo alcuni principi che erano
stati già prospettati nella scorsa legislatura con la legge voto
sullo Statuto della Regione, sia per anticipare eventuali nostre
visioni su questa vicenda in generale, credo che questo parere
vada accompagnato da una serie di ordini del giorno, almeno due,
che ha bisongo di uno sfogo di dibattito in questa Aula.
E' una materia delicata, importante ed essenziale per la vita
dell'Assemblea e della regione siciliana.
Non ritengo che faremmo cosa buona e giusta a sbrigarci in meno
di dieci minuti, siccome è una di quelle materie obbligatorie
perché ci sono delle scadenze che maturano il 7 gennaio, credo
che la finestra ulteriore sia, per la Conferenza dei capigruppo,
un fatto dovuto.
Ci sono degli obblighi di natura legislativa da rispettare. Per
cui suggerisco all'Aula il mio parere, anche come relatore, e
sarei pronto a relazionare stasera con relazione scritta, ci sono
delle bozze degli ordini del giorno.
E' una materia che ha bisogno di essere dibattuta. Pregherei
l'Aula e quindi i capigruppo di chiedere, in sede di Conferenza,
una finestra limitata soltanto a questa disegno di legge seppure
nell'ambito della sessione di bilancio.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
deputati, faccio mie le parole dell'onorevole Maira che ha appena
concluso il suo intervento.
Una cosa deve essere chiara. Questa Assemblea deve esprimere il
parere, nel senso che il tema posto dalle modifiche di Statuto
suggerite dai tre disegni di legge che sono stati sottoposti alla
nostra attenzione, sono estremamente importanti e sicuramente noi
non possiamo lasciare trascorrere il termine previsto per
l'espressione del relativo parere.
Per altro, i tre disegni di legge sono identici nel contenuto
che riguarda l'Assemblea regionale siciliana.
Signor Presidente, siccome credo che noi siamo ad un bivio,
forse è opportuno che diamo seguito all'ordine del giorno ,
anche se mi sembra talmente essenziale il testo che ci è
sottoposto che poi in fondo non possiamo che essere favorevoli ad
un'ipotesi di questo genere. Non credo che nessuno sarà mai
contrario ad un'ipotesi di questo genere che riporta
all'attenzione dell'Assemblea qualsiasi ipotesi di modifica di
Statuto, anche perché i tre disegni di legge provengono da tutte
le forze politiche presenti nel Parlamento nazionale e quindi non
credo che ci siano distinguo di natura politica rispetto a questo
tema. Tuttavia comprendo l'esigenza dell'onorevole Maira e del
suo Gruppo relativamente ad un momento di approfondimento, purché
ci sia però una finestra d'Aula prevista per questo tipo di
argomento. Perché se invece lasciamo decorrere i termini per una
questione così importante noi rischiamo veramente di perdere la
faccia, nel qual caso io, mi perdonerà l'onorevole Maira, sono
per esprimere il parere immediatamente. Se c'è il rischio di non
aprire la finestra, bisogna prendere atto che non c'è da perdere
un solo minuto.
PRESIDENTE Vorrei chiedere all'onorevole Dina, che ha fatto
la richiesta di rinvio, se potesse - visto che il relatore pur
apprezzando le motivazioni che lo porterebbero al rinvio ha dato
disponibilità, considerato anche che è stato votato dalla
Commissione all'unanimità e lui ha pronta la relazione, se
l'onorevole Dina volesse tornare indietro o specificare meglio
perché questa richiesta di rinvio. Forse si potrebbe risolvere il
problema stasera stesso.
DINA La proposta da me avanzata è dettata anche da una
richiesta del relatore
PRESIDENTE Ma il relatore ha detto che è pronto anche stasera
a svolgere la relazione. Onorevole Maira, si sta discutendo anche
sulle sue affermazioni.
DINA Mantengo questa richiesta nella consapevolezza che si
può fissare un giorno, con la condivisione di tutti i Capigruppo,
per aprire una finestra limitatamente a questa problematica. Un
approfondimento ulteriore non credo possa pregiudicare i tempi, i
sessanta giorni scadrebbero a gennaio, ma se si è d'accordo
sull'apertura di una finestra limitata, penso che si possa
procedere serenamente in questa direzione, ossia sul rinvio.
PRESIDENTE Aderendo alla richiesta dell'onorevole Cristaldi,
propongo che il giorno 5 dicembre
SPEZIALE C'è una richiesta di rinvio, la faccia votare
all'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non sto decidendo, stavo
ponendo un problema alla luce - lei non mi ascolta perché è
prevenuto - della richiesta fatta dall'onorevole Cristaldi di
fissare una data e far decidere l'Aula. Siccome la Presidenza
stava per proporre la data del 5 dicembre, come Aula tecnica per
gli eventuali ordini del giorno che dovremmo approvare, qualora
ce ne fosse bisogno, propongo all'Aula, aderendo alla richiesta
dell'onorevole Cristalli, di votare sulla possibilità di inserire
all'ordine del giorno del 5 dicembre l'esame di questo parere e
il voto sul parere stesso.
SPEZIALE Chiedo di parlare sulla proposta dell'onorevole
Cristaldi.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Si potrà intervenire uno a favore e
uno contro.
SPEZIALE La seduta tecnica sarà valutata in base alle
decisioni del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE La seduta tecnica, onorevole Speziale, la valuta
la Presidenza che ha il potere di regolare l'ordine dei lavori.
SPEZIALE La Conferenza dei Capigruppo dovrebbe ridefinire un
nuovo programma di lavori che, come lei ben sa, non può essere
ridefinito all'interno della sessione di bilancio che da qualche
giorno è già aperta.
C'è un'altra proposta fatta da diversi parlamentari - di cui
non ha tenuto conto -, cioè di discutere stasera visto che era
stato deciso di aprire questa finestra e all'interno di questa
finestra ci sono quattro provvedimenti. Inoltre, prima di aprire
un'altra finestra; ritengo sia giusto chiudere questa.
Nella chiusura di questa finestra esprimiamo il parere.
Tra le proposte c'era anche questa, Presidente, ma lei ha
tenuto conto di altri autorevoli proposte fatte da parlamentari.
Il Capogruppo dei DS, il capogruppo della Margherita e tanti
altri hanno detto di chiudere questa finestra.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ad un parlamentare attento
come lei non devo ricordare che non c'è bisogno di votare per
farlo stasera in quanto già all'ordine del giorno.
Stasera possiamo votare per decidere un'altra data, non per
votare e di questo investo l'Assemblea.
SPEZIALE Il mio parere è di andare avanti con l'ultimo punto,
sul quale c'è una larga condivisione, fra l'altro afferma poteri
aggiuntivi all'Assemblea regionale siciliana. Non penso che ci
sia qualcuno contrario.
Diamo autorevolezza con un voto unanime, stasera, e chiudiamo
la finestra che avevamo aperto con i quattro provvedimenti.
FLERES Chiedo di parlare a favore.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Anche io ero del parere che si sarebbe potuto votare
stasera ma condivido e comprendo le ragioni di alcuni colleghi
che sentono l'esigenza di approfondire la questione che
obiettivamente merita di essere approfondita.
Desidero intervenire a favore dell'onorevole Cristaldi anche
per una semplice ragione che serve a rassicurare l'onorevole
Speziale.
Questo voto non altera le nostre procedure riguardanti la
sessione di bilancio perché non stiamo esprimendo un voto su una
legge di spesa, stiamo esprimendo un parere su un provvedimento
che ci viene trasferito per competenza dal Parlamento nazionale.
E come noi tutti sappiamo, il problema della finestra o della non
finestra in sessione di bilancio riguarda esclusivamente le
questioni che determinano nuova spesa. L'Assemblea potrebbe
continuare a legiferare fino all'ultimo giorno su leggi che non
prevedono spese perché questo non altererebbe assolutamente la
procedura e l'iter di bilancio, il senso del blocco dell'attività
legislativa relativamente alla sessione di bilancio è connessa al
fatto che in corso d'opera ovviamente non si possono disporre
nuovi provvedimenti di legge che impegnano risorse, ma tutti
quelli che non impegnano risorse teoricamente questa Assemblea
potrebbe esaminarli e discuterli come in passato ha regolarmente
fatto.
Qui ci troviamo di fronte addirittura ad un semplice parere che
certamente non altererebbe in modo assoluto l'andamento della
discussione riguardante il bilancio e la finanziaria, però
condivido la proposta dell'onorevole Cristaldi che questa
decisione avvenga a data certa, proprio perché ci sono
responsabilità politiche, storiche, attenzioni dell'opinione
pubblica e soprattutto delle forze politiche rispetto a questo
tema. E dunque, signor Presidente, io desidero sollecitare un
voto di quest'Aula favorevole alla individuazione di una data
fissa nella quale l'ordine del giorno della seduta possa
contenere eventuali provvedimenti conseguenti all'esame dei
disegni di legge che ci accingiamo a votare da parte del
Commissario dello stato e il parere riguardante l'argomento in
questione.
PRESIDENTE Informo l'Aula, prima di porre in votazione la
proposta dell'onorevole Cristaldi con la indicazione della data
del 5 dicembre, che è pervenuto oggi agli uffici dell'Assemblea
un altro disegno di legge, oltre al 206, 980 e 1241 da parte del
Parlamento nazionale su cui dovremo esprimere parere. Quindi, a
questo punto, io ritengo che fissare la data del 5 dicembre ci
mette in condizione di esprimere invece di un parere su tre
disegni di legge, anche sul quarto, anche perché su quello
dovremmo darlo anche, quindi ritengo che se i colleghi avessero
avuto prima questa notizia, avrebbero sicuramento evitato di
intervenire per continuare a discutere questa sera.
Pongo in votazione la proposta dell'onorevole Cristaldi di
fissare l'aula il 5 dicembre per dare il parere a questi disegni
di legge. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Variazione al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
delle foreste - assestamento tecnico (393/A)
PRESIDENTE Si passa al quarto punto all'ordine del
giorno:Votazione finale dei disegni di legge.
Si procede alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge «Variazione al bilancio della regione e al
bilancio dell'Azienda delle foreste - assestamento tecnico»
(393/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 31
Favorevoli 60
Contrari 0
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Provvedimenti urgenti per il finanziamento dell'amministrazione
regionale e interventi finanziari» (440/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Provvedimenti urgenti per il
finanziamento dell'amministrazione regionale e interventi
finanziari» (440/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 41
Contrari 23
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter e all'articolo 26
della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come recepito dalla legge
regionale 2 agosto 2002 n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni (425/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni
all'articolo 7 ter e all'articolo 26 della legge 11 febbraio 1994
n. 109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002 n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni» (425/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 57
Contrari 0
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
La seduta è rinviata a martedì 5 dicembre 2006, alle ore 12,00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 129 - Interventi volti a garantire le attività
antropiche nelle aree di pertinenza e di confine
dei parchi e delle riserve naturali siciliane.
FLERES - CIMINO - CONFALONE -
D'AQUINO TURANO - SAVONA
N. 130 - Espletamento dei concorsi banditi per il
conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti.
BARBAGALLO - AMMATUNA -
CULICCHIA FIORENZA - GALLETTI -
GUCCIARDI - GALVAGNO LACCOTO -
MANZULLO - ORTISI - TUMINO RINALDI -
VITRANO - ZANGARA
N. 131 - Interventi per la ripresa dei lavori
attualmente sospesi nella diga Pietrarossa al fine
di completare e mettere in funzione un'opera
importante per l'agricoltura.
FAGONE - MAIRA - TERRANA - RAGUSA
III - ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER,
COMMA 3, DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI LEGGE
COSTITUZIONALE NN. 206, 980 E 1241, DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME RELATIVE ALLA
MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 86 DELL'ONOREVOLE BORSELLINO
ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE
La seduta è tolta alle ore 00.08 del 23 novembre 2006
Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 14.50 del 23
novembre 2006
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIV LEGISLATURA
Seduta n. 30 del 22 - 23 novembre 2006
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NUMERO 440/A PROVVEDIMENTI URGENTI PER IL
FUNZIONAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE ED INTERVENTI
FINANZIARI
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
All'articolo 4, comma 1, dopo le parole beni immobili
destinati , aggiungere le seguenti ad attività produttive o
commerciali di pertinenza delle ASI
Emendamento 4.7:
Il comma 1 quater è così sostituito:
La Giunta regionale trasmette la delibera di cui al comma
precedente, con gli atti allegati, alle competenti Commissioni
legislative alle quali risultano attribuite le relative
attività, per l'acquisizione del parere obbligatorio .
Emendamento 4.2:
Alla fine del comma 2 dell'articolo 4 aggiungere la cifra 24
di cui al comma 9 dell'articolo 6 della legge regionale n.
17/2004 è sostituita dalla cifra 48 .
Le parole 30 dicembre 2004 di cui all'articolo 8, comma 2
della legge regionale n. 15/2005 sono sostituite dalle parole
31 dicembre 2005 .
Le parole 31 dicembre 2005 di cui al comma 1 dell'articolo 8
della legge regionale n. 15/2005 sono sostituite
dalle parole 30 giugno 2007 .
-All'articolo 5:
Emendamento 5.7 R:
L'articolo 5 è sostituito dal seguente:
Art. 5 - Interventi in favore delle aziende termali -
1. Alla tabella H di cui al comma 7 dell'articolo 13 della
legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1, sono apportate, per
l'esercizio finanziario 2006, le seguenti modifiche in migliaia
di euro:
U.P.B. 12.2.1.3.4 capitolo 473301 + 1.700;
U.P.B. 12.2.1.3.4 capitolo 473302 + 1.000.
2. All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma,
pari a complessivi 2.700 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2006, quanto a 2.000 migliaia di euro
mediante riduzione delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.1 -
capitolo 613910 - del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo e quanto a 700 migliaia di euro mediante
riduzione della spesa autorizzata, per il medesimo esercizio,
dal comma 1, lett. c), dell'articolo 36 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 (U.P.B. 12.3.1.3.1 - capitolo 478109).
-All'articolo 6:
Subemendamento 6.1.4R:
Al comma 2 sostituire le parole procedure di selezione
pubbliche con le parole procedure di evidenza pubbliche .
Subemendamento 6.1.2R:
Alla fine del comma 2 aggiungere effettuate dalla stessa
azienda .
Subemendamento 6.1.1R:
Al comma 3 sostituire la parola prioritariamente con in
sede di prima applicazione .
Emendamento 6.1R (di riscrittura):
1. Per l'attuazione, e nei limiti del piano industriale
dell'Azienda siciliana trasporti, non si applica il comma 2
dell'articolo 33 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
2. Nel caso di assunzione di nuovo personale, l'Azienda
siciliana trasporti procede nel rispetto del proprio piano
industriale e con procedure di selezione pubbliche.
3. Al fine di garantire il regolare esercizio dei servizi
affidati, l'Azienda siciliana trasporti, nell'ambito del
medesimo piano industriale, prioritariamente procede alla
trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in
atto vigenti in contratti di lavoro a tempo indeterminato.