Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 30 di mercoledì 22 novembre 2006
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                               Congedi

  PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
  l'onorevole Ammatuna.

  L'Assemblea ne prende atto.

                    Annunzio di disegni di legge

  PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   Istituzione del garante per l'infanzia  (n. 450)
  d'iniziativa parlamentare
    presentato dagli onorevoli Fleres, Confalone, Adamo in data 21
  novembre 2006.

         Comunicazione di trasmissione di copia di relazione

  PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in data  14
  novembre  2006,  ha trasmesso copia della decisione  e  relazione
  della Corte dei conti - Sezioni riunite in sede di controllo  per
  la  Regione  siciliana  - sul rendiconto generale  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2005.

  Comunico, altresì, che copia della sopraccitata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                     Annunzio di interrogazioni

  PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

  - con richiesta di risposta orale

  N. 738 - Interventi per assicurare l'assistenza pediatrica presso
  l'ASL di competenza a numerosi bambini dei comuni di Cammarata  e
  S.  Giovanni  Gemini (AG) non accolti dalla stessa  a  causa  del
  raggiungimento  del numero massimo di assistiti consentito  dalla
  legge.
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Di Benedetto Giacomo

  N.  739  -  Interventi  per la modifica  o  l'annullamento  degli
  accertamenti  emersi dall'Agenzia delle Entrate nei confronti  di
  alcuni  soggetti  destinatari di finanziamenti  per  progetti  di
  formazione all'autoimpiego.
  - Presidente Regione
  - Assessore Lavoro
  Firmatario: Villari Giovanni

  N.  741  -  Interventi urgenti per reprimere  il  fenomeno  dello
  sfruttamento  della  manodopera  extracomunitaria nell'Isola.
  - Assessore Agricoltura
  - Assessore Lavoro
  Firmatario: Zappulla Giuseppe

  N.  742  - Interventi urgenti per il ritiro dei ruoli emessi  dal
  Consorzio di Bonifica n. 11 nei confronti degli agricoltori di 36
  comuni della provincia di Messina.
  - Presidente Regione
  - Assessore Agricoltura
  Firmatario: Ballistreri Gandolfo

  N.   743  -  Notizie  a  proposito  della  variazione  del  Piano
  Regolatore  Generale da parte del Consiglio comunale  di  Lentini
  (SR).
  - Presidente Regione
  - Assessore Beni Culturali
  Firmatario:  Parrinello  Antonio; La  Manna  Salvatore;  Aulicino
  Armando

  N.   745  -  Motivi  del  mancato  completamento  dei  lavori  di
  ristrutturazione  degli scali di alaggio nel porto  di  Acitrezza
  (CT).
  - Presidente Regione
  Firmatari: Nicotra Raffaele; Ruggirello Paolo

  N.  746  -  Motivi del ritardo nel passaggio delle competenze  da
  parte del comune di Catania alla società di ATO.
  - Presidente Regione
  Firmatario: Di Guardo Antonino.

  Le  interrogazioni,  ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

  con richiesta di risposta scritta

  N.  732  -  Notizie  circa  la fuoruscita  di  acqua  sporca  dai
  rubinetti   nella   frazione   Canalicchio    del    comune    di
  Tremestieri Etneo (CT).
  - Assessore Famiglia
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.  733  -  Interventi atti a garantire il trasporto dei pazienti
  dializzati.
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.  734  -  Notizie  circa  il degrado ambientale  causato  dalle
  discariche  a  cielo aperto presenti nelle strade  che  conducono
  all'Etna.
  - Assessore Famiglia
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.   735  -  Interventi  per  la  revoca  dei  nullaosta  per  la
  costruzione  di  alloggi in cooperative edilizie ad  Acireale  da
  parte della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania.
  - Assessore Beni Culturali
  - Assessore Cooperazione
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.  736  - Notizie circa la mancata ultimazione di un marciapiede
  in via Bronte a Catania.
  - Assessore Famiglia
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.  737 - Interventi per evitare situazioni di degrado ambientale
  in via Abate nel comune di Catania.
  - Assessore Famiglia
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.     740    -   Notizie   circa   disservizi   e   inadempienze
  all'ospedale di Militello Val di Catania (CT).
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Fleres Salvatore

  N.  744 - Interventi per accertare la responsabilità per la morte
  della piccola Maria Angelica Quartarone.
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Tumino Carmelo.

  Le interrogazioni, ora annunziate, saranno trasmesse al Governo.

                         Annunzio di mozioni

  PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
  mozioni:

  numero  129   Interventi volti a garantire le attività antropiche
  nelle  aree di pertinenza e di confine dei parchi e delle riserve
  naturali  siciliane ,  degli onorevoli Fleres  Salvatore;  Cimino
  Michele;  Confalone Giancarlo;D'Aquino Antonio; Turano  Girolamo;
  Savona Riccardo;
  Presentata il 16/11/06

  numero 130  Espletamento dei concorsi banditi per il conferimento
  delle  sedi  farmaceutiche vacanti , degli  onorevoli  Barbagallo
  Giovanni;   Ammatuna   Roberto;  Culicchia  Vincenzino;  Fiorenza
  Cataldo;   Galletti  Giuseppe;  Gucciardi  Baldassare;   Galvagno
  Michele;  Laccoto  Giuseppe; Manzullo  Giovanni;  Ortisi  Egidio;
  Tumino  Carmelo;  Rinaldi  Francesco;  Vitrano  Gaspare;  Zangara
  Andrea
  Presentata il 21/11/06

  numero  131   Interventi  per la ripresa dei  lavori  attualmente
  sospesi nella diga Pietrarossa al fine di completare e mettere in
  funzione  un'opera importante per l'agricoltura , degli onorevoli
  Fagone Fausto; Maira Raimondo; Terrana Decio; Ragusa Orazio.
  Presentata il 21/11/06.

  Le mozioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine del
  giorno perché se ne determini la data di discussione.

  Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

  Onorevoli  colleghi,  comunico che  il  Governo  ha  chiesto  una
  sospensione  dei  lavori d'Aula al fine di  poter  esaminare  gli
  emendamenti  presentati entro le ore 20.00 di  ieri,  martedì  21
  novembre 2006, al disegno di legge numero  440/A.
  Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 16.03 )

  La seduta è ripresa.

   Seguito  della  discussione  del disegno di legge  Provvedimenti
  urgenti  per  il funzionamento dell'Amministrazione regionale  ed
  interventi finanziari  (440/A)

     PRESIDENTE   Si  passa  al punto II  dell'ordine  del  giorno:
   Discussione di disegni di legge .


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge      Provvedimenti    urgenti    per    il    funzionamento
  dell'Amministrazione  regionale  ed  interventi  finanziari   (n.
  440/A), posto al numero 1).
   Ricordo  che  nella  seduta  precedente  era  stata  chiusa   la
  discussione  generale ed era stato votato il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Si passa, quindi, all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
                           Fermo biologico

   1.  Alla Tabella I di cui all'articolo 13, comma 8, della  legge
  regionale  30  gennaio 2006, n. 1, è apportata,  per  l'esercizio
  finanziario 2006, la seguente modifica in migliaia di euro:

   UPB  8.3.1.3.2      Capitolo      348105     +  16.000

   2.  All'onere derivante dall'attuazione del precedente comma  si
  provvede,  per  l'esercizio  finanziario  2006,  quanto  a  6.400
  migliaia  di euro mediante riduzione di pari importo della  spesa
  autorizzata  dall'articolo 22 della legge regionale 21  settembre
  2005, n. 11, per le finalità previste dall'articolo 4 della legge
  medesima  (U.P.B. 4.3.2.6.2 - capitolo 616806) e quanto  a  9.600
  migliaia  di  euro  con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.
  4.2.1.3.99  -  capitolo  212527 del bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

          (La seduta sospesa alle ore 16.05,  riprende alle
                             ore 16.09)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  passare  all'esame
  dell'articolo 2, comunico gli ordini del giorno presentati:
   n.  26:  Liquidazione somme spettanti ai membri dell'ex CORECO ,
  a firma degli onorevoli Ortisi ed altri;
   n.  27:  Iniziative, in collaborazione con il Governo nazionale,
  per il rilancio del settore della pesca , a firma degli onorevoli
  Cristaldi ed altri;
   n.   28:    Iniziative   per  l'avvio   della   fase   attuativa
  dell'Accordo di programma sulla chimica dell'area industriale  di
  Siracusa , a firma degli onorevoli De Benedictis ed altri.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del  giorno
  a mia firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor Presidente, naturalmente l'ordine del  giorno
  è  collegato  con  il  voto di qualche attimo  fa  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  e credo di non fare  offesa  a  nessuno  se
  ringrazio  il  Governo  e  la maggioranza,  in  primo  luogo,  ma
  l'intero Parlamento, per il voto poc'anzi espresso.

   PRESIDENTE. Volevo ricordare che ha votato maggioranza e
  opposizione.

   CRISTALDI.  E  infatti, lo stavo dicendo, signor Presidente.  Ma
  se  permette, comincio in via  gerarchica , intanto per  l'organo
  proponente,  che  è il Governo, poi per la maggioranza  che  l'ha
  sostenuto  e anche per l'opposizione che, naturalmente,  consente
  di  dare  a questo voto un significato assembleare e unanime.  E'
  sicuramente un momento positivo per la nostra Sicilia.
   E   appunto  perché  c'è  questo  spirito  unitario,  noi  della
  maggioranza abbiamo presentato,   come Casa delle Libertà - ma mi
  auguro  ci  possa  essere anche l'assenso  della  minoranza,  del
  centrosinistra -, un ordine del giorno tendente a creare una fase
  di  collaborazione  con  il Governo nazionale  per  sviluppi  che
  ultimamente sta avendo proprio il settore della pesca.
   L'ordine  del  giorno  fa  riferimento  al  recente  deliberato,
  recentissimo  deliberato, proprio ieri, da  parte  dell'Assemblea
  dei Ministri dell'Unione Europea.
   In  questa  riunione,  i  Ministri della  pesca  d'Europa  hanno
  siglato  una sorta di intesa per consentire, si dice - e noi  non
  dubitiamo di questo -,  il rilancio del settore pesca in Europa.
   Poiché  l'esperienza  porta  me personalmente,  ma  credo  anche
  coloro che si sono trovati ad occuparsi di pesca, a ricordare che
  non  sempre le intese e i protocolli europei sono stati a  favore
  del  Meridione  d'Europa,  a  favore  della  pesca  mediterranea,
  chiediamo  che il Governo possa aprire una fase di collaborazione
  con  quello  nazionale - quindi, tra l'assessore  Beninati  e  il
  ministro De Castro - per cercare, in qualche maniera, di  mettere
  ordine   all'interno  dell'intesa  e  della   Direttiva   che   è
  sicuramente molto generica per quanto riguarda, soprattutto,  gli
  aspetti della pesca mediterranea.
   E,  ancora, l'esperienza mi porta a dire che, all'interno  delle
  discussioni che si tengono a Bruxelles, sulla pesca c'è una sorta
  di  mentalità  eccessivamente nordista, c'è una  sottovalutazione
  della  pesca  mediterranea e di quella siciliana in  particolare.
  Tralascio dell'ordine del giorno la parte relativa alla premessa,
  perché sicuramente sta per essere distribuito il testo e, quindi,
  ciascun collega deputato può esprimere la propria considerazione;
  mi  soffermo,  tuttavia, sulla parte impegnativa dell'ordine  del
  giorno,  perché secondo me si tratta di affrontare gli  argomenti
  fondamentali che riguardano la situazione della pesca siciliana.
   Nella  parte  impegnativa dell'ordine del giorno, si  legge  che
  «L'Assemblea regionale siciliana impegna il Governo  regionale ad
  aprire  con  il Governo nazionale un tavolo di collaborazione  in
  guisa  tale  da consentire l'avvio di iniziative  legislative  ed
  amministrative tendenti ad assicurare principalmente:
   -l'adozione  della  politica di riposo biologico  come  elemento
      strategico  per  il rilancio del settore, assicurando  idonee
      indennità sia ai marittimi che agli armatori;
  -l'ammodernamento della flotta peschereccia siciliana, la più
  numerosa del Mediterraneo ma anche la più vetusta d'Europa;
  -la nascita di adeguate strutture di commercializzazione del
  prodotto ittico, in linea con le esigenze del nuovo mercato
  internazionale;
  -l'adeguamento e l'ammodernamento delle strutture portuali
  siciliane che, da decenni, non sono state oggetto di seri
  interventi.
   L'Assemblea  regionale siciliana impegna altresì il  Governo   a
   creare  strumenti collaborativi con il Parlamento regionale  sia
   per   la  costante  informazione  dell'azione  svolta  sia   per
   concordare gli opportuni atti tendenti a raggiungere  gli  scopi
   previsti nel presente ordine del giorno.»

   Ribadisco  che  hanno firmato l'ordine del giorno vari  colleghi
  che  appartengono  all'intera coalizione che sostiene   l'attuale
  Governo.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi,  una  cosa  è
  evidentemente  ascoltare  la  lettura  dell'onorevole  Cristaldi,
  altra  cosa  è dagli ora una lettura più attenta, non  appena  ci
  forniranno la copia che ancora non abbiamo.
   Per quanto ho sentito, evidentemente, mi pare che vada messo  in
  luce  un  aspetto.  Questa sera è presente l'Assessore  al  ramo,
  quindi  la discussione potrebbe essere rapida e, per certi versi,
  molto  efficace; io non voglio fare alcuna critica  e,  da  parte
  nostra,  deve  esserci la massima attenzione,  stiamo  scoprendo,
  dopo  cinque  anni  che  governate la  Sicilia,  che  abbiamo  un
  problema serio: non mi dite  in base anche al modo di come  state
  facendo  la  vostra opposizione a Roma, per carità,  noi  abbiamo
  esperienza  di opposizione  e sappiamo bene cosa significhi  fare
  un  certo tipo di opposizione. Ma un altro tipo di opposizione la
  state facendo voi: demolendo, picchiando in maniera seria. Ma noi
  vogliamo  distinguerci e non intendiamo né demolire né picchiare,
  né tanto meno generalizzare
   Però,  onorevole Assessore, nel rivolgermi a lei, dico  che  non
  c'è  dubbio  che lei meglio di  noi sa parlare di FEP,  di  Fondi
  europei  pesca, appunto, meglio di noi sa parlare della legge  n.
  32,    perché   nella  precedente  legislatura  era  deputato   e
  presidente  di  una  Commissione e lei sa  bene  che  il  Governo
  nazionale in carica, fino a poco tempo fa, fino a maggio  scorso,
  era  proprio il Governo di centrodestra, con a capo il Presidente
  del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi.
   Lei  sa  bene,  quindi,  che le questioni che  hanno  riguardato
  Bruxelles, e tutto ciò che è stata una trattativa particolarmente
  impegnativa   per  quanto  concerne  anche  i  deliberati   della
  competente  Commissione,  è  stata e doveva  essere  seguita  dal
  Governo  nazionale e da quello regionale: ma questo, mi  pare,  è
  stato   fatto  in  maniera  assolutamente  inadeguata,  lo   dico
  soprattutto   per  quanto  concerne  il  Governo  della   Regione
  siciliana che aveva le stesse caratteristiche, sia politiche  che
  d'impostazione, che ha questo Governo.
   In  altri  termini, non mi pare che ci siano grandi  differenze,
  per la verità.
   Ebbene,  il FEP è un'occasione importantissima, lei sa bene  che
  dovrebbe esserci un lavoro in corso: spero che quel lavoro  ormai
  racchiuda  tutti  i possibili interventi che la Regione  dovrebbe
  proporre seriamente, sia in concerto con il Governo nazionale, ma
  soprattutto, negoziando seriamente con gli uffici di Bruxelles  e
  della Commissione competente.
     Sapendo bene il Governo tutto questo, sono favorevole a dare a
  quell'ordine  del  giorno,  mi  permetterà  signor  Presidente  e
  onorevole  Cristaldi,  un nostro contributo,  anche  al  fine  di
  valutarlo,   se  voi ritenete come maggioranza che l'opposizione,
  appunto, possa dare un contributo per  sposarne  i contenuti.
   Se  riusciamo in questa fase ad essere costruttivi, bene; ma  se
  la  maggioranza deve fare opposizione a se stessa, è qualcosa che
  andrebbe,  secondo  la  nostra, la  mia  valutazione,  un  attimo
  considerata attentamente, perché siamo un po' stanchi,  onorevole
  assessore Beninati, siamo stanchi del fatto che ci siamo limitati
  fino ad ora, in cinque anni, con una legge discreta che avevamo -
  e  non la cito per una questione di brevità, perché la conosciamo
  tutti  -  ebbene, dicevo, con una legge discreta  che  permetteva
  moltissimi  interventi  in un settore strategico  per  l'economia
  siciliana.
   Lo  dicevo  ieri  pomeriggio  e devo ripeterlo  stasera,  perché
  eravamo  in  un'Aula semivuota e con l'attenzione, evidentemente,
  solo  di  alcuni colleghi della Presidenza: noi abbiamo  avuto  a
  disposizione  strumenti  legislativi inseriti  nel  POR  Sicilia,
  anche   abbastanza  interessanti,  e  alla  fine  l'elefante   ha
  partorito il topolino
   Di   fatto,  cioè,  ci  siamo  limitati  al  solo  triennio  con
  l'accompagnamento  sociale ai marittimi: 50 euro  al  giorno  per
  trenta  giorni, è l'ultimo prodotto che stiamo tirando  fuori  ed
  abbiamo  chiuso  la  partita, come  se  il  settore  della  pesca
  meritasse solo questo  Merita molto di più, questa è una  piccola
  cosa  in mezzo a tantissimi aspetti che andrebbero valorizzati  e
  su cui bisognerebbe impostare una strategia vera, forte, seria da
  parte del Governo della Regione siciliana
   Se  si  apre  una discussione di merito forte e seria,  dove  la
  maggioranza  non  vuole fare opposizione a  se  stessa,  dove  si
  confluisce  seriamente attorno a un ragionamento che possa  anche
  riguardare l'ordine del giorno, bene, però vogliamo sentire anche
  che  cosa sta facendo il Governo. In che modo sta affrontando  la
  programmazione? Cosa significa per il Governo FEP? Cosa significa
  il  rapporto  vero,  reale ed anche costruttivo  con  il  Governo
  nazionale?  Siamo  stanchi di vedervi fare,  in  un  certo  modo,
  l'opposizione,  come abbiamo registrato e registriamo  in  queste
  ore.

   CIMINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  soltanto  per  una
  brevissima considerazione. Innanzitutto, desidero apporre la  mia
  firma  all'ordine del giorno dell'onorevole Cristaldi,  perché  è
  un  ordine del giorno che condivido pienamente e devo dirle  che,
  francamente,  questo provvedimento va nella stessa  ottica,  caro
  onorevole  Oddo: anche con il Governo Berlusconi si era  attivato
  un  confronto  serio  con  la Comunità Europea,  quindi  bene  fa
  l'Assessore  alla Pesca, onorevole Beninati, a poter  rendere  un
  rapporto  di  collaborazione con l'Assemblea  regionale,  con  il
  Governo  regionale,  per i problemi attinenti  la  piccola  pesca
  siciliana  dove  un rapporto difficile e, devo  dire,  come  bene
  diceva   l'onorevole  Cristaldi,  contraddittorio   con   l'Unità
  Europea, ha visto la nostra pesca molte volte marginale.

   PRESIDENTE.   Volevo  chiarire  all'onorevole   Cracolici,   che
  legittimamente  ha  chiesto  di cosa  stiamo  parlando,  che  dal
  momento  che  avevamo  votato  l'articolo  1,  prima  di  passare
  all'esame   dell'articolo   2,  non   essendo   ancora   presente
  l'assessore al Bilancio, abbiamo ritenuto di porre in discussione
  l'ordine  del giorno a firma dell'onorevole Cristaldi, avviandone
  l'esame con l'illustrazione e le dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.

   BENINATI,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  premetto  che l'ordine del giorno che ho avuto modo di leggere  è
  condiviso e quindi il parere del Governo è certamente favorevole;
  vorrei  dire,  anche perché mi è stato chiesto  dagli  interventi
  dell'onorevole Oddo e anche da quanto è stato scritto nell'ordine
  del  giorno, che il Governo in questi mesi ha lavorato,  a  pieno
  ritmo,  proprio per essere pronto a quanto già -  dico  ciò   per
  riconoscere  il lavoro svolto con continuità dal mio predecessore
  - si era attivato nella scorsa legislatura.
   Non  più  lontano  di  lunedì  scorso,  sono  stato  proprio  al
  Ministero,  dove  c'era il Sottosegretario,  nell'ambito  di  una
  riunione organizzata da tutte le Regioni d'Italia. Posso dire,  a
  merito  di questa Regione, che la Sicilia è stata la più  pronta,
  proprio   in  conseguenza  dell'evoluzione  del  nuovo  programma
  europeo, del nuovo fondo che si chiama FEP. Devo dire che ho  già
  incontrato  in maniera ufficiosa il Presidente della Commissione,
  l'onorevole  Turano, e a giorni  presenterò, per la prima  volta,
  il Piano regionale della pesca siciliana.
   Questo  Piano è uno strumento importantissimo che doveva  essere
  fatto  per legge e che, purtroppo, si è fatto solo adesso, ma  in
  questi  mesi  devo dire anche che, avendo gli Uffici  sollecitato
  alcuni incontri con tutte le parti scientifiche, abbiamo prodotto
  uno  strumento importantissimo che abbiamo già dato in  anteprima
  al  Sottosegretario del Governo nazionale, in quanto nello stesso
  è  calata la parte proprio relativa al FEP. Si tratta, quindi, di
  uno   strumento  che  pianifica,  programma  tutto   quello   che
  giustamente    l'onorevole   Cristaldi    ha    voluto    portare
  all'attenzione  dell'Aula  ed è, altresì,   importantissimo  che,
  proprio  noi, siamo la prima Regione in Italia ad avere  prodotto
  questo strumento.
   Tutte   le  raccomandazioni  che  sono  all'ordine  del  giorno,
  quindi,  sono  accolte molto bene, anzi condivise, in  quanto  la
  parte che già il Governo avrebbe dovuto fare, l'ha già svolta.
   Abbiamo  quindi  questo strumento che ci  permetterà  di  essere
  pronti.  Al  riguardo, devo dire che, nella giornata  di  lunedì,
  siamo  stati  ascoltati quale Regione Sicilia  (forse  non  tutti
  sanno  che  nel  settore pesca in Italia, la quota della  Regione
  incide  per  quasi il 30%); ebbene, essendo una riunione  proprio
  sulla programmazione del FEP, vi posso dire che ho chiesto, ed il
  Sottosegretario lo ha condiviso, un rinvio. E ciò perché  si  era
  iniziato un po' a voler accentrare alcune competenze, togliendole
  alla  Regione  Sicilia;  me ne dispiace,  ma  certamente  il  mio
  intervento è stato utile in quella sede.
   E  devo dire che, secondo me, questo sarebbe stato, ed è  se  si
  va  avanti su questa strada, un errore: vedete, su tutte le  cose
  si  può accentrare, ma non  sulla pesca  condividendo la proposta
  che la Regione Sicilia ha formulato; ogni Regione, infatti, ha le
  sue  specifiche competenze, anche perché il mare che ci circonda,
  non  solo della Sicilia, ma dell'Italia, è differente da  zona  a
  zona;  e pertanto, sarebbe inusuale inserire interventi unici  in
  settori totalmente differenti l'uno dall'altro.
   Condividendo  questa linea, allora, si è rinviato l'incontro  di
  una  quindicina  di  giorni: ritengo  e  devo  dire  che  con  il
  Sottosegretario  si è raggiunta una condivisione  della  proposta
  che  la  Regione  ha  formulato, circa  la  revisione  di  alcune
  competenze  da  lasciare,  appunto,  alla  Regione,   in   quanto
  paradossalmente non potrebbe altrimenti dare risposte alle nostre
  marinerie, se la qual cosa si accentrasse in sede statale.
   Condividendo  questo  aspetto  (è  stato  anche  un   modo   per
  informare che il Governo, sull'argomento, è attentissimo) per  la
  prima  volta,  negli  unici  due incontri  che  il  Ministero  ha
  attenzionato  ed  ha voluto con le Regioni di  tutta  Italia,  la
  Sicilia  è  stata sempre presente, non ultimo nella  giornata  di
  lunedì.
   Posso, quindi, dire che in questo momento la nostra linea  è  di
  attenzione e di condivisione con buona parte delle iniziative che
  il Governo sta per fare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei mi  ha  un
  po' disorientato con una procedura inusuale

   PRESIDENTE.   Le   ho  spiegato  i  motivi  tecnici,   onorevole
  Cracolici

   CRACOLICI.  L'ordine  del giorno - diciamo  -  è  una  sorta  di
  tappabuchi, in attesa che arrivi l'Assessore al bilancio

   PRESIDENTE.  Per  speditezza  dei  lavori,  tecnicamente  ciò  è
  possibile  in  quanto  lo  stesso  si  aggancia  all'articolo  1,
  precedentemente approvato.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, lei sa che se  tecnicamente  non
  fosse  stato  possibile,  avrei  sollevato  obiezioni  di  natura
  regolamentare. Io mi sto semplicemente limitando  a  cogliere  la
  novità  sul piano procedurale, non è che sia fuori dalle  regole,
  ma  è una novità.
   Al  di  là  della  procedura, andiamo  al  profilo  sostanziale.
  Voglio dire subito che l'ordine del giorno in questione è scritto
  in  maniera tale che può essere votato dall'Aula, non solo  dalla
  maggioranza.
   Ritengo  che,  infatti, così come l'articolo 1  del  disegno  di
  legge  è stato votato nell'insieme, dal Parlamento siciliano,  da
  maggioranza  e opposizione,  anche questo ordine del  giorno  può
  avere  una  accettazione  collettiva, almeno  del  mio  Gruppo  e
  presumo anche dei colleghi della Margherita.
   Voglio sottolinearne un aspetto, anzitutto: è scritto anche  con
  garbo  istituzionale. Devo fare plauso anche a chi  ha  usato  il
  garbo istituzionale in una Regione dove, negli ultimi mesi, tutto
  c'è  stato, tranne il garbo. Persino il garbo, infatti,  è  stato
  messo in discussione nel rapporto tra Istituzioni. Non ultimo, in
  queste   ore,   un   Governo  regionale  che  sta   continuamente
  manifestando  una  alterità che non so dove  porterà.  Credo  che
  tutta  questa  grande sceneggiata che ha messo in piedi  Cuffaro,
  alla  fine,  avrà come conseguenza un meno e non un  più  per  la
  Sicilia.
   Fatto  quindi  salvo  l'aspetto legato al garbo  e  al  galateo,
  ritenuto  che,  probabilmente,  sarebbe  stato  anche  più  utile
  chiedere  addirittura  la sottoscrizione dell'Aula,  annuncio  di
  apporre   la  mia firma e quella dei colleghi del Gruppo.  Voglio
  però   sottolineare  una  cosa,  e  cioè  che    è   giusto   che
  rivendichiamo  e chiediamo al Governo nazionale di  fare  la  sua
  parte.  Per  la  verità, faremmo  anche bene a  dare  i  giudizi,
  perché  quando  si dice che da decenni non ci sono,  ad  esempio,
  interventi   sulla  portualità,  vorrei  ricordare  all'onorevole
  Cristaldi,  che ha fatto il parlamentare nazionale  nella  scorsa
  legislatura  e  che  nella precedente ancora  era  Presidente  di
  questa  Assemblea, che proprio  mentre appunto era presidente  di
  questa   Assemblea,  il  Governo  nazionale  varò,  con  l'allora
  ministro  Burlando, un Piano sulla portualità che coinvolgeva  la
  Regione  Sicilia  e  che  prevedeva  una  serie  di  misure   per
  l'ammodernamento e per la messa in sicurezza di alcuni dei nostri
  porti.
   Se  in  questi  cinque anni, sostanzialmente,  non  si  è  fatto
  nulla,  non  è  che  si  può dare un giudizio  generalizzato  sui
  decenni   Negli  ultimi cinque anni, la Regione Sicilia  è  stata
  dimenticata  sulle attività infrastrutturali e sulla  possibilità
  di mettere in sicurezza e in manutenzione i nostri porti.
   Anche  noi  avremo sempre le carte in regola, pure nel  rapporto
  con  il  Governo  nazionale, se la Sicilia, appunto,  fa  la  sua
  parte.
   Faccio  un  esempio:  noi  stiamo  varando  una  variazione   di
  bilancio  per dare copertura al riposo biologico dell'anno  2005
  Questa Regione, cioè

   CRISTALDI. Non è così, onorevole Cracolici...

   BENINATI,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. No...

   CRACOLICI.  Come  no?  E  il 2005 che  fine  fa?  E'  già  stato
  erogato?

   BENINATI,   assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. No, ancora no.

   CRACOLICI.  E, quindi, non è stato fino ad oggi erogato.  Parli.
  Ci sarà pure un motivo. E' chiaro che ci sarà un motivo se non  è
  stato  erogato. Ed è chiaro che ci sarà un motivo se non è  stato
  erogato.  Voglio  dire che certamente uno dei  problemi  che  noi
  abbiamo nel rapporto con il mondo della pesca siciliana è  questa
  certezza  del  diritto.  Qual è il  luogo  ove  si  manifesta  la
  certezza  e il riconoscimento di un corrispettivo dovuto?  Stiamo
  arrivando  a fine novembre per riconoscere una cosa che  sapevamo
  esserci ad inizio di gennaio.
   Dico  questo perchè noi siamo per tenere aperto un livello forte
  di  vertenzialità  tra la Regione e lo Stato.  Ma  per  avere  un
  livello  adeguato  e  consapevole  ed  essere  una  vertenzialità
  propositiva  ed  innovativa la Sicilia deve  avere  le  carte  in
  regola.
   Noi  su  molte  questioni - e la pesca è una tra  queste  -  non
  abbiamo le carte in regola. Ecco perchè pur votando l'ordine  del
  giorno  dell'onorevole Cristaldi non posso che  sottolineare  gli
  aspetti  e i limiti comportamentali di questo Governo che  ancora
  oggi, rispetto alle questioni che riguardano la pesca, e non solo
  il   riposo   biologico,   rispetto  al  problema   dell'utilizzo
  innovativo  delle risorse comunitarie per l'ammodernamento  della
  flotta,  questo è un problema che riguarda anche la Regione,  non
  solo Roma.
   Votiamo  pure  l'ordine del giorno ma rimane  il  fatto  che  la
  Sicilia deve capire fino in fondo come intende affrontare  questo
  tema e come lo vuole risolvere per davvero.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  soltanto
  per  dichiarare il voto della Margherita sull'ordine  del  giorno
  presentato dall'onorevole Cristaldi, non aggiungo altre cose.
   E'  chiaro che i ritardi in materia di pesca sono notevoli. Devo
  fare  un  plauso al Governo nazionale. Il problema che la Regione
  debba avere le carte in regola per essere credibile nei confronti
  dell'Europa  e  nei confronti del Governo nazionale  è  un  fatto
  dovuto,  ma  ne  discuteremo allorquando  parleremo  di  politica
  economica.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  di
  parlare non per esprimere il mio voto favorevole sull'ordine  del
  giorno,  che  peraltro  mi vede cofirmatario,  ma  per  un  fatto
  tecnico:  nell'ultimo  capoverso   c'è  scritto  che  l'Assemblea
  regionale siciliana impegna altresì il Governo a creare strumenti
  collaborativi con il Parlamento regionale. Presumo si  intendesse
  dire con la Commissione competente?

    CRISTALDI  Non solo ad integrazione della Commissione.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 27.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Articolo  2
                    Interventi in favore dell'ESA

   1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 4, della legge
  regionale 31 agosto 1998, n. 16, trovano applicazione nel biennio
  2006-2007 e gli oneri conseguenti sono assicurati dall'Ente
  sviluppo agricolo (ESA) entro l'esercizio finanziario 2007.

   2. Alla Tabella H di cui all'articolo 13, comma 7, della legge
  regionale 30 gennaio 2006, n. 1, sono apportate, per l'esercizio
  finanziario 2006, le seguenti modifiche in migliaia di euro:

        UPB    2.3.2.6.5.        Capitolo      546401       +
        6.500;

        UPB    2.3.2.6.5.        Capitolo      546403       +
        3.610.

   3.  All'onere  derivante dall'attuazione del presente  articolo,
  pari  a  complessivi  10.110 migliaia di euro,  si  provvede  per
  l'esercizio  finanziario 2006 mediante riduzione di pari  importo
  delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.1. - capitolo 613910  del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.'

   Onorevoli  colleghi, siccome è stato presentato  un  emendamento
  del  Governo,  ed   è opportuno che gli Uffici  ne  esaminino  il
  contenuto  per evitare che ci siano norme che già sono  contenute
  negli emendamenti e nel testo presentato, sospendo la seduta  per
  cinque minuti.

          (La seduta, sospesa alle 16.35, è ripresa alle ore
                               16.37)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Sospendo la trattazione dell'articolo 2.
    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
                       Riscossione Sicilia SpA

   1.  Al  fine  di  garantire  le  finalità  di  cui  al  disposto
  dell'articolo  3,  comma 3, del decreto legge n.  203  del  2005,
  convertito,  con modificazioni, dalla legge 7 dicembre  2005,  n.
  248,  recepito dall'articolo 2 della legge regionale 22  dicembre
  2005, n. 19, avendo le parti optato per il sistema dualistico  di
  cui  agli  articoli  2409 octies codice  civile  e  seguenti,  il
  revisore   contabile   deve  essere  scelto  dall'Amministrazione
  regionale  tra  i magistrati della Corte dei Conti,  in  servizio
  presso  gli uffici della Corte dei Conti aventi sede in  Sicilia,
  in  possesso,  per tutta la durata del mandato, dei requisiti  di
  cui all'articolo 2409 quinquies codice civile».

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   colgo
  l'occasione  di questo articolo che riguarda la Riscossione  Spa,
  Società  appena  costituita  dalla Regione  col  Ministero  delle
  Finanze  e con il soggetto che gestirà la riscossione in Sicilia,
  per  porre un tema a proposito di tagli alla spesa - e mi rivolgo
  in  particolare  all'Assessore per il bilancio e le  finanze,  il
  quale ha il dovere della vigilanza.
   Mi  risulta  che questa mattina vi sia stato un  atto,  in  nome
  dell'efficienza e dell'efficacia, della nuova società Riscossione
  Sicilia  Spa,  che  prevede  l'assunzione  di  due  addetti   del
  Consiglio  di  Amministrazione della stessa:  un  autista  e  una
  segretaria.
   Far  partire questa società, che ha il compito di gestire  tutta
  la   materia  della  riscossione  in  applicazione  della   legge
  nazionale, con questa modalità, sostanzialmente, dà il segnale di
  un  ennesimo carrozzone in mano alla brutta politica. E credo che
  tutto ciò sia veramente una vergogna.
   Invito  il  Governo, quale soggetto che in qualche  modo  svolge
  funzioni  di vigilanza nei confronti delle Società che  hanno  il
  compito di gestire la riscossione in Sicilia, di bloccare  questa
   vergogna . In queste società infatti sono previste delle figure,
  degli  addetti che nonostante siano società per azioni costituite
  con capitale pubblico, si tenta di farle diventare società in cui
  ciascuno decide di assumere a titolo personale chi vuole.
   Lo  dico  all'onorevole Assessore perché, purtroppo,  il  timore
  iniziale  che  avevamo  manifestato si è  verificato  dopo  avere
  costatato  che molte delle nomine fatte in questi  enti  più  che
  essere  legate  a funzioni tecniche e capacità scientifiche  sono
  state  appannaggio delle seconde linee di una politica  sconfitta
  dagli elettori e premiata da questo Governo.
   Se  queste  società devono servire a dare spazio ovvero  a  dare
  qualche gettone o appannaggio a questi signori, credo che qui  si
  sta facendo un pessimo servizio alla Sicilia.
   Ho  voluto  cogliere  l'occasione di questo articolo  sul  quale
  siamo  d'accordo  per  porre all'attenzione ufficialmente,  nella
  sede  del  Parlamento,  i rischi che fin dall'origine  si  stanno
  determinando nella nuova società appena costituita.
   Spero  che  il  Governo  senta  l'esigenza  di  rispondere  alla
  questione da me posta in questo momento in Aula.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  confermo  di
  essere  d'accordo,  però, date le cose che ha  detto  l'onorevole
  Cracolici, chiedo che il Governo sull'argomento intervenga  e  ci
  dia   qualche  significativa  certezza.  Infatti,  se   dovessimo
  iniziare  e fosse vero - io mi auguro che non sia vero, anzi  non
  ci  credo  -,  significherebbe che  stiamo  preparando  un  altro
  carrozzone tipo ente minerario. A questo punto, io mi vergogno di
  aver  dato, col mio lavoro, la stura a fare una società  pubblica
  di  questa natura. Io mi sono speso perché si facesse una società
  pubblica  che abbia la capacità di  riscuotere di più  e  meglio,
  non  perché  assuma di più e peggio  Altrimenti, davvero  sarebbe
  una cosa inqualificabile sulla quale ritengo che il Governo abbia
  il dovere di darci un chiarimento.
   Se  poi  do  uno sguardo all'Aula e comincio ad interrogarmi  su
  ciò che sta avvenendo, proprio perché non sono stati rispettati i
  termini,  penso che mi allontanerò per protesta e non voterò,  in
  quanto  vuol  dire  che sono stato preso in giro  in  Commissione
  bilancio.

    LO  PORTO  , assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  voglio
  sottrarmi agli inviti così pressanti degli onorevoli Cracolici  e
  Cintola,  anche  se  qualche  parola  è  stata  di  troppo  e  la
  terminologia  utilizzata  così  dura   che  mi  porta  a  qualche
  resistenza.
   Il  Governo non ha compiuto nessuna porcheria, il Governo  si  è
  assunta  la  responsabilità di alcune scelte, le fa assolutamente
  proprie   e,   per   quanto  riguarda  la  riscossione   Sicilia,
  l'onorevole Cracolici ma, soprattutto, l'onorevole Cintola, che è
  stato   il  mio  immediato  predecessore,  sa  che  il  Consiglio
  d'amministrazione  non  è  ancora  del  tutto  composto:  c'è  un
  presidente,  ci sono dei consiglieri designati ma bisogna  tenere
  presente  il regime dualistico cui è sottoposta la vicenda  della
  riscossione in Sicilia.
   Una  cosa  è  Serit Sicilia, la cui composizione è  completa  ed
  operante, altra cosa è la Riscossione Sicilia che è  una  holding
  dalla quale dipende la gestione vera e propria della riscossione.
   Che  nell'ambito della holding, cioè a dire della vera e propria
  finanziaria  che  partecipa,  che  promuove  e  produce  l'organo
  esecutivo,  quindi,  una  società  di  diretta  emanazione  della
  politica,  vi sia qualche rappresentante della politica,  io  non
  ci vedo niente di strano. Si potrà giudicare non idoneo il tale o
  talaltro  uomo politico immesso in questa struttura,  ma  che  la
  metodologica  sia  davvero di tale livello da  comportare  parole
  così inopportune, mi sembra ci stia di mezzo il mare.
   Riscossione  Sicilia  è  - ripeto - una holding  finanziaria  di
  diretta  emanazione del Governo regionale, che opera   come  ente
  produttore  dell'ente  di gestione vero e proprio,  che  è  Serit
  Sicilia.  Quindi,  altra cosa è Serit Sicilia, i cui organi  sono
  al completo e la cui composizione è altamente qualificata.
   Onorevole  Cracolici, ciò è quanto dovevo  dirle  invitandola  a
  non  cadere nella tentazione del comizietto sulla base del  quale
  tutto  è  decaduto e tutto è brutto. Dietro alcune manifestazioni
  che  possono  apparire  inopportune  si  cela,  come  sempre,  un
  quotidiano  sforzo di adeguamento del Governo alle  esigenze  del
  momento.
   E'  a questa logica che abbiamo ceduto, ma essa non è una logica
  che  rappresenta  un passo indietro rispetto al  passato,  è  una
  logica  semmai  coerente  che  si colloca  nella  lucida,  nobile
  tradizione della nostra Autonomia siciliana.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si riprende l'articolo 2, in precedenza
  accantonato..

                             «Articolo 2
                        Interventi in favore dell'ESA

        1.  Le  disposizioni di cui all'articolo 1, comma  4,
      della  legge  regionale 31 agosto 1998, n. 16,  trovano
      applicazione  nel  biennio  2006-2007   e   gli   oneri
      conseguenti   sono   assicurati   dall'Ente    sviluppo
      agricolo (ESA) entro l'esercizio finanziario 2007.

        2.  Alla  Tabella H di cui all'articolo 13, comma  7,
      della  legge  regionale 30 gennaio  2006,  n.  1,  sono
      apportate,   per  l'esercizio  finanziario   2006,   le
      seguenti modifiche in migliaia di euro:

        UPB    2.3.2.6.5.        Capitolo      546401       +
        6.500;

        UPB    2.3.2.6.5.        Capitolo      546403       +
        3.610.

        3.  All'onere derivante dall'attuazione del  presente
      articolo, pari a complessivi 10.110 migliaia  di  euro,
      si  provvede per l'esercizio finanziario 2006  mediante
      riduzione   di   pari   importo   delle   disponibilità
      dell'U.P.B.  4.2.2.8.1. - capitolo 613910 del  bilancio
      della Regione per l'esercizio finanziario medesimo».

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente,  ancora prima della  discussione
  generale sull'articolo 2, poiché lei ha sospeso l'articolo  2  in
  attesa  che il Governo presentasse un emendamento, avevo  capito,
  di riscrittura dell'articolo 2.

    PRESIDENTE   La  Presidenza ha sospeso perché  ancora  non  era
  presente l'assessore per il bilancio e le finanze.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, come già successo  a  proposito
  dell'ordine  del giorno, subito dopo,  lei è passato all'articolo
  3  perché  ha  annunciato che il Governo stava per presentare  un
  emendamento.
   Ho   visto   che   ci   è  stato  distribuito   un   emendamento
  contrassegnato  con  il  numero 6AR.  Se  capisco  bene,  essendo
  numerato  con  il numero 6, presumo si tratti di  un  emendamento
  all'articolo  6.  Non ho capito, quindi, perché  abbiamo  sospeso
  l'articolo 2.
   In  ogni  caso,  desidero  sapere, in  via  preliminare,  se  le
  affermazioni  asserite ieri dalla Presidenza  a  quest'Aula  sono
  affermazioni frutto di una estemporanea valutazione del momento o
  un orientamento assunto dalla Presidenza.
   Onorevoli  colleghi,  vorrei sapere  se  questo  emendamento  fa
  parte  di una trattazione fatta in Commissione, cioè se  è  stato
  esaminato da alcuni colleghi e da altri no. Diteci almeno da cosa
  trae  origine  visto  che  il Governo  aveva  addirittura   fatto
  appello  ai  colleghi della maggioranza e della minoranza  perché
  non   presentassero  emendamenti. L'emendamento  6Ar  contiene  i
  soliti   tredici  commi che saranno tredici  norme  non  solo  di
  natura finanziaria. Il Governo quindi si è smentito 24 ore dopo.
     Pertanto,  se  questo emendamento sarà dichiarato  ammissibile
  dalla  Presidenza  ancora  prima  di  discutere  dell'articolo  2
  perché,  cari  colleghi,  non è che  possiamo  andare  avanti  in
  maniera schizofrenica.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, le volevo confermare  che  la
  Presidenza  ieri  ha  dichiarato,  aderendo  alla  richiesta  del
  Governo  e  degli altri intervenuti, che non riterrà  proponibili
  gli emendamenti che esulano dal testo del disegno di legge.
   Per  quanto riguarda questo emendamento, così come per tutti gli
  altri emendamenti presentati, ce ne sono molti improponibili, non
  sono stati ancora dichiarati improponibili perché lo saranno  nel
  momento  in cui si passerà alla relativa discussione sui  singoli
  articoli. Pertanto, non cambia nulla. Se, però, con la lettura di
  questo  emendamento  -  che la Presidenza  ha  fatto  distribuire
  appunto perché se ne avesse conoscenza da parte del Parlamento  -
  sarà opportuno  avere una ulteriore lettura e si dovesse ritenere
  utile  sospendere per cinque minuti, la Presidenza  sospenderà  i
  lavori in modo tale da consentirne la disamina.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  suggerisco  un metodo più agevole:  arriviamo  oltre
  l'indicazione del disegno di legge 440 e poi ne parliamo  poiché,
  in  questo  emendamento,  gran  parte  delle  modifiche  che  noi
  chiediamo  di apportare sono frutto degli emendamenti che  adesso
  via  via  analizzeremo considerandone la proponibilità o  meno  e
  che  abbiamo  voluto coordinare ed inglobare nel  maxiemendamento
  del  Governo. Questa, se volete, è una verifica che si potrà fare
  con  la sospensione annunciata dal Presidente per evitare che  si
  proceda   disordinatamente  e quindi accorpando  i  contenuti  di
  molti emendamenti che via, via andremo a constatare e verificare.
  Ho  cercato  di dimostrare che non è un emendamento al  di  fuori
  degli  accordi   pregressi, è un emendamento che raccoglie  tutti
  gli  argomenti presentati sotto forma di emendamenti  individuali
  che rimangono, almeno nella quasi totalità, coerenti con il testo
  del disegno di legge 440. Se credete, con la sospensione, potremo
  fare la collazione ...

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la ratio  della  volontà  della
  sospensione  è  questa, verificare che non vi  siano  emendamenti
  estranei alla materia in discussione.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  che
  gli  accordi  non  sono  da conservare e c'è  poco  da  chiarire;
  tuttavia,  capisco  le  difficoltà dell'onorevole  Lo  Porto,  in
  qualità  di assessore per il bilancio e le finanze, e non  vorrei
  essere  al  suo posto. Comprendo altresì  che quando  l'Assessore
  per  il  bilancio  e le finanze viene posto nelle  condizioni  di
  conoscere  le esigenze degli altri assessori, a gioco  e  partita
  già  abbondantemente iniziati, allora non mi rendo conto  più  di
  nulla. Io, allora, in qualità di assessore al ramo feci una  cosa
  semplice:  avendo convissuto per un anno e mezzo con questo  modo
  di giocare a rimpiattino tra gli assessori, diedi disposizioni di
  non   fare  entrare  nessuno  nella  mia  stanza  per  sottopormi
  emendamenti a discussione già inoltrata del disegno di legge.
   Oggi  faccio una cosa più semplice: mi vergogno di avere esitato
  quel disegno di legge in commissione bilancio. In punta di piedi,
  abbandono questi lavori perché ho compreso di avere preso in giro
  me stesso
   Tra  le  tante norme qui io trovo: gli allevatori,  l'ISMEA,  le
  spese  per  le  missioni  dell'assessore,  del  suo  ufficio   di
  gabinetto    A  questo  punto, questo non  è  più  l'accordo  che
  abbiamo  fatto  E' una bufala  E di fronte alle bufale, in  punta
  di  piedi, vi lascio continuare a divertirvi, ma per protesta non
  sto più in Aula. Abbiamo lasciato i precari al loro destino

     FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri  sera,  il
  sottoscritto  ha  reso  un intervento a quest'Aula,  subito  dopo
  quello dell'onorevole Cracolici, proprio perché avendo l'esigenza
  di  dovere  disciplinare il proprio tempo e la propria  attività,
  aveva    chiesto   l'orientamento   della   Presidenza   rispetto
  all'ammissibilità di materie più o meno compatibili con il  testo
  del  disegno  di  legge.  La risposta  che  è  stata  data  dalla
  Presidenza  è  stata, devo dire, assolutamente, condivisa  perché
  riguardava la non ammissibilità di materie estranee al testo.
   Questa  stessa  linea è stata tenuta dal Governo che,  anzi,  ha
  invitato  l'Aula, lo ha ribadito lei  poc'anzi, a non esercitarsi
  nella   presentazione   di  emendamenti  che   sarebbero   stati,
  successivamente, dichiarati improponibili.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il  tema  è  uno  ed  è
  semplice, o per meglio dire, può essere semplice. L'atteggiamento
  dell'Aula mi sembra abbastanza vivace ed uso un eufemismo  quando
  affermo ciò. E' vivace perché naturalmente nessun collega o pochi
  colleghi  hanno  forzato  la mano e hanno presentato  emendamenti
  estranei  al  testo.   Alcuni lo hanno fatto, probabilmente,  per
  argomentare la loro posizione politica, anche rispetto  a  terzi,
  ed  io lo comprendo, ma la stragrande maggioranza dei colleghi si
  è attenuta alla indicazione di ieri fornita dalla Presidenza.
   Dicevo   che  il  problema  può  essere  semplice,  ma  potrebbe
  diventare estremamente complesso. E' semplice se la Presidenza si
  esprime, non rispetto a questo emendamento soltanto, ma, rispetto
  all'intero  corpo  di emendamenti presentati.  E  lo  fa  in  via
  preventiva,  perché,  signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la
   logica  del carciofo' non dico che l'ho inventata io, ma  spesso
  mi  ci  sono rifatto e, quindi, la conosco molto bene. Ed  è  una
  logica  che  se  la  trasferiamo all'ultimo  articolo  di  questo
  disegno  di  legge, difficilmente, produrrà l'approvazione  della
  legge.
   Nel  caso  in cui la Presidenza - onorevole Cintola sto parlando
  per  lei e anche per tutti gli altri colleghi - dovesse ritenere,
  cosa  assolutamente legittima, che ci siano materie urgenti  -  è
  possibile,  capita  -  e  ci  sarebbe  una  sola  via,  onorevole
  Presidente   della  Commissione  Cimino,  quella  di   trasferire
  l'intero  pacchetto  degli emendamenti  alla  Commissione  perché
  quest'ultima  possa  valutarlo e quindi rinviare  il  disegno  di
  legge   in  Commissione  bilancio  perché  in  tale  sede   venga
  riformulato  un testo di legge che tenga conto di  questi   o  di
  altri emendamenti in modo che il testo pervenga completo in  Aula
  in una successiva seduta. O questi emendamenti, così come è stato
  stabilito,  sono  tutti  quelli  estranei  al  testo,   e   sono,
  ovviamente,  espunti  e dichiarati improponibili,  ovvero  questi
  emendamenti  tornano in Commissione bilancio  e  quest'ultima  li
  riesamina  e   predispone  un  altro  testo  o  un  pacchetto  di
  emendamenti  aggiuntivo  allo  stesso  testo  ma  attraverso  unl
  percorso istituzionalmente stabilito.
   Presidente   Stancanelli,  concludo  nel  dirle   che   potremmo
  perseguire  anche  altre  strade  sempre  che  il  Governo  e  la
  Presidenza  dell'Assemblea decidano se questo  disegno  di  legge
  debba essere  approvato o meno.
   A  mio avviso, nel caso si dovesse decidere di approvarlo, forse
  è  meglio  tornare  alla tesi di ieri sera;  se  non  si  dovesse
  approvare  stasera ma  lo si potrà fare fra 15 giorni,  un  mese,
  non  ci  sono  problemi noi siamo qua, siamo tutti presenti  e  a
  disposizione,   allora  possiamo  assolutamente  affrontare   gli
  emendamenti uno per uno.
     Ritengo  che ci sia un dibattito piuttosto animato e piuttosto
  articolato  su ciascuno emendamento. Non so se però i  tempi  poi
  dell'approvazione della legge siano compatibili con le  emergenze
  reali che sono state manifestate in apertura e dal Governo.

    CIMINO   presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      CIMINO   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  soltanto  per ribadire il lavoro  della  Commissione
  Bilancio  che  si è concretizzato non in un accordo di  carattere
  politico,   bensì  in  un accordo tecnico che deve  probabilmente
  essere  meglio  specificato  nella  dizione  e  nell'oggetto  del
  disegno  di  legge;  gli  interventi  dell'onorevole  Cintola   e
  dell'onorevole   Fleres   sono   interventi   interessanti    che
  probabilmente hanno portato il Governo a ritenere la dizione  del
  disegno  di  legge  Provvedimenti urgenti  un momento  che  possa
  trovare il coinvolgimento di altri articoli.
   Per   questo  chiedo  al  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Stancanelli, che nel testo del disegno di legge venga inserita la
  dizione  specifica  che  non è soltanto una  materia  concernente
  provvedimenti  urgenti, ma che riguarda il  fermo  biologico,  le
  aziende di Sciacca e di Acireale, l'ESA e gli argomenti che  sono
  stati  affrontati,  in modo tale da dare anche  alla  dizione  al
  testo  del  disegno di legge una propria natura  ben  definita  e
  circoscritta.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  non  oso
  immaginare   cosa  potrebbe  succedere  quando   discuteremo   di
  Finanziaria  nel  momento  in  cui  dovessimo  creare  il   grave
  precedente  di  determinare  che  le  emergenze  che  sono  state
  individuate  diventano emergenze a giornate. Perché  se  c'è  una
  emergenza a giornata potrei capire.
   Non   entro  nel  merito  dell'emendamento  distribuito   -   mi
  riservavo   di   farlo  dopo  -  che  contiene   una   norma   di
  interpretazione  autentica di una legge di  dodici  anni  fa.  Mi
  chiedo   se  questa  può  essere  definita  un'emergenza,  signor
  Presidente e, quindi, dovremmo chiederci  cosa abbiamo fatto fino
  ad oggi.
   Ieri  sera  si  è  tenuto  un incontro tra  i  presidenti  delle
  commissioni  legislative permanenti, un  incontro  pubblico,  non
  segreto  onorevole Oddo, ed era un incontro in cui si è fatto  un
  ragionamento serio; e dico questo perché penso di interpretare il
  pensiero dell'onorevole Gianni e dell'onorevole  Adamo.
   Si  è  detto  di accelerare i lavori parlamentari e di  produrre
  una  buona  legge  di variazione di bilancio e  una  buona  legge
  finanziaria, però cerchiamo di capire, al contempo,  di  cosa  si
  parla  e  di  come  si  affrontano certi argomenti.  Diversamente
  saremmo costretti a rincorrere il tutto e il contrario di  tutto,
  diventando soggetti passivi.
   Signor  Presidente,  ho  già detto che non  voglio  entrare  nel
  merito,  però  noto  che adesso c'è l'emergenza  della  Fiera  di
  Messina  Vorrei che l'Aula seguisse, sopratutto i colleghi  della
  mia  Commissione,  quando ho trattato la legge di  variazione  di
  bilancio  in Commissione, ho detto che ero latore degli interessi
  della  Commissione  che individuava una serie  di  emergenze  che
  dovevano  essere  trattate  e che avrei  portato  in  Commissione
  Bilancio  soltanto  due articoli secchi, così  come  erano  stati
  individuati,  perché questo corrispondeva alle decisioni  assunte
  dal Governo.
   Se  il  Governo  rivede questa soluzione,  fa  bene  l'onorevole
  Fleres  a  sostende  che il testo deve ritornare  in  Commissione
  Bilancio, personalmente credo che deve essere inviato a tutte  le
  Commissioni legislative per  svolgere un ragionamento  articolato
  punto su punto.
   E  stia  tranquillo, signor Presidente, che  non  avremmo  delle
  emergenze da individuare, bensì si tratterà di  capire  perché  i
  fatti ordinari sono diventati emergenza.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa riprenderà alle 17.30.

   (La seduta, sospesa alle  ore 17.05, è ripresa alle ore 18.43)

   Riprende  il  seguito  della discussione del  disegno  di  legge
   Provvedimenti  urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione
  regionale ed interventi finanziari  (440/A)

  La seduta è ripresa

    PRESIDENTE  Si riprende l'esame dell'articolo 2.

    Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dall'onorevole Tumino: 2.2, 2.1, 2.3;
  -dagli onorevoli  Cracolici, Oddo e Panepinto: 2.4.
  -dal Governo: emendamento 6AR.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  auguro  che
  questa  sospensione,   assai  più  lunga  di  quanto  era   stato
  previsto,    sia servita al Governo e alla maggioranza  per  fare
  chiarezza su cosa si vuole portare avanti.
   In   sede  di  Commissione   Bilancio'   c'è  stata  una   lunga
  discussione,   durata quasi un mese attorno a questo  disegno  di
  legge e con tante contraddizioni e contorsioni; alla fine è stato
  partorito  questo testo di legge con la consapevolezza che  c'era
  da  parte  dei  Gruppi  politici  la  condivisione,  sui    punti
  concordati, affinché si uscisse da questo difficile pantano  e si
  iniziasse - così come di fatto in maniera anomala è iniziata - la
  sessione di bilancio.
   Oggi  si torna a parlare di nuovi emendamenti; spero che vengano
  ritirati  e  si giochi la partita solo su quello che è  il  testo
  esitato per l'Aula.
   Entrando   nel   merito   del  mio  emendamento   al   comma   1
  dell'articolo 2, di cui  propongo la soppressione,   dichiaro che
  è  provocatorio  perchè   questo comma  si  rifà  ad  una   legge
  regionale del 1998, la legge n. 16,  e al comma 4, il quale comma
  prevede  che  un certo finanziamento di 15 miliardi,  di  cui  al
  comma  1   dello  stesso articolo, serve perché entro  90  giorni
  l'Ente    di    Sviluppo   Agricolo   dovrà    provvedere    alla
  riorganizzazione del servizio di meccanizzazione sulla  base  dei
  principi di efficienza, efficacia, economicità, eccetera.
   Queste   somme    allora   -    parliamo   della   campagna   di
  meccanizzazione agricola  del 1997-1998 - furono  date  per  tali
  obiettivi, poi nel 2005 fu fatta  un'altra legge e,  all'articolo
  20,   comma   29,    della  legge   n.  19  del  2005,    vennero
  sostanzialmente  prorogati questi termini  per  cui  la  presente
  disposizione trova applicazione anche nel biennio 2005-2006 e gli
  oneri  conseguenti sono assicurati dall'Ente di Sviluppo Agricolo
  entro l'esercizio finanziario 2006.
   Come   dire   che    legittimiamo  la   sopravvivenza   dell'ESA
  attraverso una norma base del 1998  che via via andiamo  portando
  avanti e che ora,  con la norma che   vogliamo approvare,   viene
  formalmente riproposta.
   Vedete,   non  sono  contrario che vengano pagati  i  dipendenti
  dell'ESA  e,  pertanto,   la  mia  proposta  di  abrogazione,  di
  soppressione  di questo comma è in qualche modo provocatoria   in
  quanto  mi rendo conto che   se si sopprimesse questo comma   non
  si  potrebbero neanche pagare i dipendenti;  però è  provocatoria
  perchè     ritengo  che sia giunto il momento di chiudere  questo
  carrozzone,  perchè è un grande carrozzone,  del  tutto  inutile,
  che umilia gli stessi dipendenti.
   Per   cui,   signor   Presidente,   all'emendamento   successivo
  propongo  -   e  così non intervengo più,  parlo  ora  anche  del
  successivo emendamento-  propongo che tutto il personale dell'ESA
  venga   spostato   su  altri  uffici  (al  riguardo   do   alcune
  indicazioni),   ossia  entro il primo giugno  del  prossimo  anno
  tutto  il  personale  dell'ESA andrebbe presso   l'Azienda  delle
  Foreste   demaniali   o presso comuni, province,  enti  pubblici,
  che  ne facciano richiesta e l'Assessore  per l'agricoltura e  le
  foreste dovrebbe emanare un apposito decreto per dare indicazioni
  sulle  modalità  e sui tempi   per attribuire queste  persone  ai
  vari enti entro febbraio del 2007.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  per  finire,
  brevemente  vorrei  dire che queste variazioni di  bilancio  sono
  l'anticamera  di  una finanziaria che dovrebbe essere  fortemente
  centrata  sul principio di austerità e il principio di  austerità
  dovrebbe  essere  fondato  sul  principio  di  eliminazione   del
  superfluo, che contiene sicuramente l'ESA.
     Io ritengo che su tutto ciò, come su tante altre cose, in atto
  non  c'è  stata  alcuna  proposta  del  Governo,  io  so  che  in
  finanziaria -  me lo diceva l'Assessore La Via -  ci sono volontà
  in  tal  senso, ma in Commissione  Bilancio' non è stata  portata
  alcuna  indicazione nel senso di assicurare i finanziamento per i
  dipendenti, pagare gli stipendi ai dipendenti dell'ESA, esprimere
  la  volontà  del  Governo che dal 2007 succederanno  altre  cose
  Questo non è stato detto e io gradirei...

    LO  PORTO ,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   La
  finanziaria ancora non è venuta.

    TUMINO  Sì,   d'accordo, ma credo   che,   quando si chiede  al
  Parlamento   di  attribuire  10  milioni  di  euro   per   questa
  operazione,  sarebbe  stato  gradito  sicuramente  conoscere   la
  volontà del Governo   ...comunque questo è il mio parere.
   Signor Presidente, prima di concludere, posso chiederle quale  è
  stato  il risultato di questa sospensione?

    PRESIDENTE  Non è stato un dialogo tra noi.

                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, si  è  sospesa
  l'Aula  e  desidero sapere quali sono le conclusioni   cui  si  è
  pervenuti,  perchè    si  è fatto un lungo lavoro  di  mediazione
  politica  -   mi è stata comunicato dai Capigruppo -   in  questa
  Assemblea,   che riguardava l'approvazione di un testo presentato
  in   Aula   come  provvedimento  urgente  e  si  era   addivenuti
  correttamente   alla  conclusione che  il  testo  andava  esitato
  soltanto con emendamenti strettamente riconducibili allo stesso.
   Sarebbe    dunque    utile   che   l'Aula   venisse    informata
  sull'orientamento  della  Presidenza,  e  rivolgo   l'invito   al
  Governo,  in  particolare, ed anche ai  colleghi  parlamentari  a
  ritirare gli emendamenti rispettivamente presentati, in modo  che
  l'Aula  possa andare speditamente all'approvazione dei quattro  o
  cinque  articoli del testo ed esitarlo, entro stasera  anche  col
  voto finale.
   Signor  Presidente,  farebbe una cortesia se  potesse  informare
  l'Aula circa l'orientamento della presidenza.

     PRESIDENTE  Onorevole Speziale, la Presidenza non  ha  che  da
  ribadire  quanto ha già detto precedentemente, e cioè  che  tutti
  gli emendamenti che dovessero essere non compatibili con il testo
  saranno dichiarati inammissibili. Non posso che confermare questa
  volontà della Presidenza.

    LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la sospensione   non ha avuto una
  motivazione,  per  cui é nel pieno diritto dei deputati  avanzare
  richiesta di chiarimento, ma non per questo bisogna darne  conto,
  perché  non  c'é  stato un riferimento preciso  ai  motivi  della
  sospensione ed io stesso non  li conoscevo nel momento in cui  si
  é verificata.
   Se  avessi  capito  che la sospensione era legata  al  nodo  del
  famoso  maxi o mini emendamento del Governo, avrei evitato quest'
  ora  di  sospensione,   perché non era  possibile  da  parte  mia
  immaginare che eravamo al punto 2 degli emendamenti, all'articolo
  2 e saremmo arrivati all'articolo 6 con il relativo emendamento.
   Non potevo immaginare che si scavalcasse completamente tutto  il
  corpo  della  legge  per  entrare nel  merito  di  una  questione
  sollevata dall'onorevole Cracolici,  che era nel pieno diritto di
  farlo,   e  cioè questo emendamento, cosiddetto maxi  emendamento
  del Governo, avrebbe violato l'accordo e l'impegno del Governo di
  non  andare oltre il merito degli articoli del  disegno di  legge
  n. 440.
   Bene,  se  l'avessimo  discusso quando  fosse  arrivato  il  suo
  turno, sarebbero potute accadere tante cose. Poteva accadere  che
  il  Presidente, come ha preannunciato, dichiarasse improponibili,
  o  meno,  gran parte dei punti dell'emendamento stesso  e  poteva
  accadere, cosa che vi posso assicurare come molto probabile,  che
  il Governo lo ritirasse.
   Onorevole  Speziale, lei ha ripetuto questo argomento  principe:
  la  violazione degli accordi. Non mi appello alla sua  esperienza
  in materia di violazione degli accordi perché tutti qui siamo più
  o  meno  responsabili di qualche piccola o grande violazione,  ma
  anche  lei  si  é  appoggiato  a  questa  tesi,  come  del  resto
  l'onorevole Cracolici, l'onorevole Fleres, gran parte  di  quest'
  Aula.
   Probabilmente, se avessimo discusso il punto 6, nel  momento  in
  cui  andava  discusso,  tutto  ciò non  sarebbe  accaduto  perché
  avremmo potuto cambiare, avremmo potuto ritirare, avremmo  subìto
  la non proponibilità.
   A  questo  punto,  perché non l'ho ritirato  subito?  Perché  in
  questo  maxi  emendamento e continuo a crederlo,  ci  sono  degli
  argomenti  secondo  me  fuori dell'accordo,  ma  suscettibili  di
  un'intesa obiettiva, reale, condivisa da noi e dalla minoranza.
   Se  sono  recuperabili questi punti di coesione,  compio  l'atto
  di  generosità  parlamentare di non ritirarlo, in attesa,  quando
  arriveremo  al nostro punto,  che si trovi un'intesa, un  accordo
  perché ci sono dei punti essenziali.
   Vi  faccio  fra  i tanti un esempio: la Fiera di  Messina  e  la
  Fiera  di  Palermo  il cui personale ci preme  per  la   risposta
  immediata  dell'emergenza occupazionale. Se credete, invece,  che
  questa é materia che deve appartenere ad altro ambito e ad  altra
  occasione,  non ho alcuna difficoltà a ritirarlo  sin  da  questo
  momento  e,   ripeto,  se  non l'ho fatto  ad  inizio  di  questo
  dibattito e non l'ho fatto ancora, è  perché nutrivo la  speranza
  che  qualche  cosa  del  cosiddetto maxi emendamento  si  potesse
  salvare.
   Quindi, signor Presidente, io sono pronto ad agevolare i  lavori
  dell'Aula,  a dichiarare di ritirarlo tutto quanto, inteso  dalla
  prima all'ultima parola, con la riserva, se mi consentite, da qui
  alla chiusura della discussione, di riscriverlo secondo eventuali
  intese  che  possono  intercorrere tra  la  nostra  posizione  di
  Governo, tra quella della maggioranza e quella della minoranza.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici,   non vorrei che  si  aprisse
  un  dibattito sulla necessità o l'opportunità di ritirare, o  no,
  un  emendamento, quindi se lei deve intervenire su  un  argomento
  specifico benissimo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,     purtroppo
  sono costretto a reintervenire per riproporre la questione che ho
  rappresentato qualche ora fa.
   Ribadisco,   ieri  il  Governo  ha  comunicato  di  non   volere
  presentare  alcun emendamento e ha fatto appello ai  colleghi  di
  maggioranza e un invito a quelli di minoranza a non presentarli.
   La  Presidenza  ha  confermato l'intendimento  di  non  ritenere
  emendamenti  ammissibili  quelli difformi,  non  da  un  accordo,
  perchè anche qui, usiamo le parole in maniera appropriata.
   Mi  scuserà la Presidenza se rubo qualche secondo. Abbiamo avuto
  una  manovra di assestamento tecnico ed il Governo ci ha proposto
  di farla diventare una variazione di bilancio; abbiamo convenuto,
  in  sede  di Commissione  Bilancio', e quindi in sede d'Aula,  di
  consentire,  perchè  c'erano  due emergenze,  il  Governo  ce  ne
  proponeva quattro, la Commissione, giustamente o non giustamente,
  ha fatto una scelta - che ha proposto all'Aula - di ritenere solo
  due   le   emergenze   che  potevano  essere   considerate   tali
  nell'assestamento  tecnico;  tutti  insieme  abbiamo  chiesto  al
  Governo    di    predisporre   un   atto    separato,    rispetto
  all'assestamento  tecnico, dove fossero definite,  da  parte  del
  Governo, quali fossero  le cosiddette emergenze.
   Il  Governo ci ha comunicato che le emergenze che meritavano, in
  questa  fase  di difficoltà finanziarie e di tutto il  resto,  di
  essere   prese   in  considerazione   sarebbero  state   quattro;
  l'opposizione ha concordato le quattro emergenze, il  Governo  ci
  ha  detto: ci sono queste quattro emergenze,  e si è convenuto di
  fare un provvedimento urgente per queste quattro emergenze. Se il
  Governo  conosceva altre emergenze prima, ce  lo  poteva  dire  e
  avremmo  risolto il problema; se il Governo ce lo dice  in  corso
  d'opera non può fare impazzire questo Parlamento.
   Questo  è  il  punto,  signor   Presidente,  non  c'entrano  gli
  accordi,  c'è una procedura che ci siamo dati tutti  insieme  per
  rendere trasparente il percorso delle variazioni di bilancio, per
  non  farla  diventare una legge  omnibus ,  perchè  questa  è  la
  prassi e la pratica di altre fasi del Parlamento.
   Allora,  e  concludo,   desidero sapere dalla  Presidenza  quali
  sono gli emendamenti dichiarati inammissibili prima di cominciare
  l'esame dell'articolato, perchè ciò è fondamentale.
   Il  Governo  ha  detto  una cosa molto grave,  ha  detto  che  è
  disponibile a ritirare, però, se ci rendessimo conto,   in  corso
  d'opera,    che   gli  emendamenti   ritirabili   o   addirittura
  inammissibili  li possiamo fare, li ripresenterebbe. Ma  qui  non
  siamo al suk, che si apre una trattativa, dobbiamo sapere di  che
  morte dobbiamo morire, cioè le procedure
   La  Presidenza  ci dica, dunque, rispetto agli emendamenti  2.1,
  2.2, 3.0, faccia l'elenco degli emendamenti  e ci dica quali sono
  inammissibili, così sappiamo cosa dobbiamo votare e,  soprattuto,
  a che ora.

    CRISTALDI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'onorevole
  Cracolici ripete da giorni la stessa lezione e, per quel  che  mi
  riguarda, io l'ho imparata a memoria. C'è una novità: il Governo,
  attraverso  l'Assessore Lo Porto, ha detto che  il  Governo,   in
  questo caso,  è un contenitore di tutta una serie di esigenze che
  nel  tempo sono state espresse e si è trasformato in veicolo  nel
  tentativo di dare risposta a problemi che da tutte le parti  sono
  stati sollevati nel tempo.
   Il  Governo qui riconosce che immaginava che quest' argomento si
  sarebbe trattato  successivamente  e non ora; non si comprende la
  ragione per la quale quest' argomento è stato anticipato.  Perché
  non  spostare  l'argomento  alla  fine  dei  punti  che  sono  in
  trattazione  e  successivamente, alla  fine,  se  esisteranno  le
  condizioni  per  approvarlo,  si approva? Se non  esisteranno  le
  condizioni,  lo  si  vedrà. Il Parlamento non  perde  la  propria
  autonomia, la propria capacità di intendere e di volere.
   Presidente,   ci  sono  motivi  tecnici  per  mantenere   questo
  argomento?  Non lo si può vedere in ultimo? Il Governo  ha  detto
  che  è  disponibile  a ritirarlo. Credo che  non  sia  tanto  una
  necessità   del   Governo  legata  all'approvazione   di   questo
  emendamento,  credo  che  siano  delle  motivazioni   emerse   in
  Commissione  ,  e  che  siano  state abbozzate  delle  soluzioni.
  Intanto  propongo formalmente di spostare questo  argomento  alla
  fine  degli  altri  punti,  sicché manteniamo  intanto  la  linea
  concordata e poi si vedrà se ci saranno le condizione per poterli
  approvare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cristaldi, la  Presidenza  si  era  già
  pronunziata   nel  senso  che,   man  mano  che   si   presenterà
  l'occasione,    saranno   dichiarati  inammissibili   tutti   gli
  emendamenti,  seppure  di  iniziativa  del  Governo,    che   non
  rientrano nella materia del disegno di legge.
   Rassicuro   l'onorevole  Cracolici   che   la   Presidenza   non
  ammetterà,  anche se ci fosse l'unanimità dell'Aula,  emendamenti
  che esulano dalla materia del disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà.

    FORMICA    Presidente   io   resto  allibito,   stupito   dalle
  discussioni  che in questa Aula si stanno affrontando.  Siamo  in
  presenza  di  un Parlamento che a priori  decide di  staccare  la
  spina,  di rinunciare alla discussione, di rinunciare a discutere
  gli argomenti, rinunciare ad utilizzare il proprio discernimento,
  la   propria  valutazione,  rinunciare  alla  propria   funzione,
  appellandosi ad un cosiddetto accordo che è stato fatto   tra  le
  forze  politiche per l'introduzione di queste norme al  dibattito
  parlamentare.
   Fermi  restando  tutti  gli  accordi che  possano  essere  stati
  fatti,  chiedo,  come diceva anche  l'onorevole Cristaldi,  quale
  è  il  dato  ostativo per il quale, man mano che  si arriva  agli
  emendamenti  che  sono stati presentati  - e voglio  ricordare  a
  quest'Aula  che  in  genere  per le  variazioni  di  bilancio  si
  presentavano centinaia di emendamenti, qua siamo in  presenza  di
  pochi  emendamenti  -quest'Aula, di volta in  volta,   non  possa
  decidere cosa fare, anche bocciarli.
   Voglio  ricordare che stiamo discutendo su un disegno  di  legge
  che  si  intitola   Provvedimenti urgenti  per  il  funzionamento
  dell'Amministrazione ;  ma  di che  parliamo?  Come  li  possiamo
  dichiarare  improponibili? Bisognerebbe  cambiare  il  titolo  di
  questo  disegno  di  legge  perché  con  questo  titolo  non  c'è
  emendamento che possa essere dichiarato improponibile. Allora  io
  faccio  una  proposta che è una proposta di buon senso.  Si  vada
  avanti  nella  discussione  degli  emendamenti  che  sono   stati
  presentati e si boccino gli emendamenti che si ritiene di  dovere
  bocciare.

    ANTINORO  Parla di quelli contenuti nel fascicolo?

    FORMICA  Di tutti quelli contenuti nel fascicolo. Io  parlo  di
  tutti gli emendamenti contenuti qua.
   Riguarda proprio il modo di procedere. Dopodiché, il Governo  ha
  già manifestato la disponibilità al ritiro ed è nella facoltà del
  Governo  ritirare un emendamento, ripresentarlo quando lo ritiene
  opportuno   ed   è   poi   nella   facoltà   dell'Aula   emendare
  quell'emendamento, accoglierlo, bocciarlo.
   Pertanto,   suggerisco alla Presidenza, come  avevo  annunciato,
  di continuare con la discussione, quando si arriverà all'articolo
  6 si stabilirà il da farsi.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Onorevoli colleghi, parlo a nome dei 17.500  elettori
  che  mi  hanno  eletto in questo Parlamento e parlo  anche  senza
  problemi  né  di schiavitù né di sottoschiavitù,  né  tanto  meno
  intendo  tradire il mandato che ho avuto sia popolare sia  quello
  che  abbiamo  discusso in Commissione Bilancio. Per cui,  siccome
  non debbo fare nessun torto a questo Governo che ha il diritto  e
  il  dovere di agire come ritiene, non debbo dare torto a  nessuno
  tranne  che  a  me stesso per aver detto a qualunque  collega  mi
  abbia  chiesto in Aula se potevano essere presentati  emendamenti
  che  non  era  possibile, ho detto no  Perché  il  Governo  vuole
  andare avanti secondo una direttiva che ci ha dato e i punti  che
  il Governo vuole che siano esaminati sono chiari.
     E  mi  rendo  conto  che  il  Governo  questa  sera  ha  altre
  sollecitazioni,  ci  sono  le missioni,  comprendo  bene,  e  c'è
  qualcun  altro  che  deve andare in missione  urgentemente  ed  è
  giusto  che  ci  vada. Allora io ritengo che  se  dovessi  ancora
  partecipare  a  questi lavori sarei colpevole  di  avere  tradito
  anche  la  mia  impostazione di carattere morale,  quella  stessa
  impostazione  che mi ha portato a tirare fuori e  non  presentare
  più l'emendamento per la stabilizzazione degli Lsu in Sicilia;  e
  l'ho fatto con lo spirito di chi ha creduto che il Governo stesse
  facendo una manovra rigorosa. E così per altri emendamenti,  come
  quello  di  Cracolici,  separatamente ma che  avevano  lo  stesso
  contenuto  di quello sulla Fiera del Mediterraneo in  Commissione
  Bilancio.
     In  Commissione  Bilancio dal Governo ho saputo  che  in  quel
  momento non c'erano le disponibilità tant'è che quell'emendamento
  è  stato  ritirato,  anzi quello dell'onorevole  Cracolici  forse
  addirittura  bocciato,  adesso  non  ricordo  bene,  ma  non   ha
  importanza.
     Me lo rivedo presentato in Aula dal mio Governo e, siccome non
  posso  votare  contro il mio Governo essendo un  uomo  di  questa
  maggioranza, faccio una cosa molto semplice: non posso tradire me
  stesso,  non posso tradire la mia moralità, non posso tradire  il
  percorso  che  ho  fatto assieme al Presidente della  Commissione
  Bilancio, ai colleghi della Commissione Bilancio ed al Governo, e
  allora,   in  cambio  di andare dietro con il  carciofo,  levando
  foglia  dopo foglia, io dico che  lascio il Governo  con  la  sua
  maggioranza,  sarà  di  opposizione, ed io  stesso  ho  una  sola
  necessità. Mi si impedisce di restare qui presente a potere  fare
  il  contrario di quello che ho fatto in Commissione Bilancio.  Il
  contrario di quello che la Commissione Bilancio ha emanato e  poi
  mi vedo che qui gli impegni di spesa, ancorché siano compensativi
  o  meno,  li  dovrà fare una Commissione Bilancio che  all'ultimo
  momento  in  Aula dice un sì o un no. Non è un modo corretto   di
  operare   e  lungi  da  me  l'idea  di  dare  la  benché   minima
  responsabilità all'onorevole Assessore al bilancio perché  io  mi
  rendo  conto  di che cosa significa fare l'Assessore al  bilancio
  nel momento in cui non c'è neanche una lira
   Voglio,  però,  dire  che  con questo non  intendo  fare  né  un
  compromesso con la mia coscienza, né diventare un uomo  di  tutte
  le stagioni. Io sono costretto ad abbandonare quest'Aula e a dire
  che  non sono affatto convinto che in questo modo stiamo servendo
  gli interessi della Sicilia.

    LO  PORTO , assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO   PORTO ,   assessore  per  il  bilancio   e   le   finanze.
  Naturalmente  sono  stato infelice, scusi onorevole  Cintola,  mi
  illudo di avere argomenti che possano farle cambiare opinione sul
  proposito  di  abbandonare  l'Aula. Mi dispiacerebbe  molto.  Per
  quanto  le  parole abbiano una loro importanza, alcune volte  può
  capitare  di  non  corrispondere a quello che  chi  le  pronuncia
  intende dire.
   Avevo detto che pronuncio la mia disponibilità a ritirarlo.
   Lo preciso meglio: lo ritiro

                 (Brusio di approvazione dai banchi)

     Ma lo ritiro nella convinzione che è stato un errore madornale
  discutere fuori posto questo benedetto argomento dell'articolo 6
  Infatti,  se l'avessimo, secondo Regolamento, discusso nella  sua
  sede, cioè dopo avere finito l'iter del disegno di legge, e  dopo
  avere  fatto  tutto  quanto  fu  oggetto  del  fatidico  accordo,
  probabilmente non avremmo dato adito a questa azione parlamentare
  che  non  può,  anche se involontariamente, che  essere  definita
  ostruzionistica.  E  siccome  involontariamente  ostruzionistica
  significa   cosa totalmente inutile , abbiamo creato una  vera  e
  propria tempesta in un bicchiere d'acqua
     Se  credete, ne dovremmo discutere alla fine. Ma, poiché  vedo
  che   il  dibattito  di  tutto  il  pomeriggio  verte  su  questo
  argomento,  io  vi  tolgo questa opportunità di  rimproverare  al
  Governo  di  non essere coerente, di rimproverare al  Governo  di
  avere violato un accordo. Niente di tutto questo  Il Governo,  lo
  ha riconosciuto l'onorevole Cintola, può avere avuto la debolezza
  di  cedere  alle pressioni varie ma, a questo punto,  il  Governo
  avverte  perfettamente la responsabilità di togliere di mezzo  un
  argomento così ghiotto per le azioni di rinvio del voto finale  e
  a  questo  punto  lo  ritiro,  però,  non  senza  ricordarvi  che
  rimangono  i  nodi  delle  due fiere  siciliane,  delle  due  più
  importanti  fiere  siciliane. Il Governo  peraltro  ha  il  pieno
  diritto di potere presentare emendamenti persino all'ultimo.
   Lo  vedremo  all'ultimo  come finirà  Ma  la  mia  remora  sulla
  tempestività del ritiro è dovuta solo a quello, alla speranza  di
  potere  alla  fine  riuscire a trovare un'intesa.  No,  onorevole
  Cracolici,  lei  dice  gravissimamente , lei  usa  sempre  parole
  truculenti, gravissimamente ho tentato di trovare una intesa, non
  l'ho  raggiunta  e non c'è niente di grave. Grave  è  non  averla
  raggiunta, no non averla pensata.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor  Presidente,  questa  sera   sto   intanto
  assistendo  al fatto che non si rispetta il ruolo del Parlamento.
  Avevamo stabilito una sospensione di dieci minuti. La sospensione
  è  durata  un'ora  e mezza. L'onorevole Cracolici  ha  posto  una
  pregiudiziale  e  sulla pregiudiziale non si  è  espresso  uno  a
  favore ed uno contro; si è aperto un dibattito. Un dibattito  che
  non  ci  convince perché il ruolo dell'Assemblea, caro  onorevole
  Formica,  non è quello di patteggiare

    FORMICA  Di ragionare.

    BARBAGALLO   No,  l'Assemblea fa le leggi, non  fa  accordi  su
  emendamenti estranei alla materia

    FORMICA  Di ragionare.

    BARBAGALLO   Lei è presentatore di due emendamenti all'articolo
  6  che  non c'entrano niente con i trasporti e con l'AST.  Allora
  dobbiamo dire le cose come stanno.
   Non  c'è  il  problema  dell'emendamento  del  Governo,  c'è  un
  problema  di  altri  quindici emendamenti  sui  quali  noi  siamo
  contrari.  Allora  o si fa il testo oppure La  Margherita  questa
  sera si attrezza per fare la vera ostruzione.

    PRESIDENTE   Onorevole  Barbagallo,  lei  si  bagna  prima  che
  piova.

    CRACOLICI  Fuori sta piovendo, Presidente

    PRESIDENTE  In Aula non piove, onorevole Cracolici.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 440

      PRESIDENTE  Si riprende la discussione del disegno  di  legge
  n.  440.  Comunico che è stato presentato l'emendamento  2.2.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  2.1.,  degli  onorevoli  Tumino   e
  Barbagallo.

   TUMINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.4.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il  parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è  un
  emendamento  che nel merito si limita a prelevare  4  milioni  di
  euro  da  quelli destinati all'Agenzia delle acque e dei  rifiuti
  alla  quale  sono  stati  destinati dal  bilancio  di  previsione
  prelevandoli  dall'ESA. E poichè all'ESA  sono  state  trasferite
  competenze per circa 2 milioni di euro non si capisce  perchè  ne
  sono  stati  prelevati 10 milioni di euro, quindi i 4 milioni  di
  euro  che oggi si propongono con l'emendamento di riportare dalla
  Agenzia  delle  acque  all'ESA  per  finanziare  i  provvedimenti
  necessari alla meccanizzazione ecc., quindi è un emendamento  che
  trasferisce  dal  capitolo dell'Agenzia delle  acque  all'ESA  le
  risorse. Chiedo che su questo si voti a scrutinio segreto.

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore, se il Governo  dà  un  parere
  tecnico   sulla   non   presenza  dei  fondi,   l'emendamento   è
  improponibile.

    LO  PORTO, assessore per il bilancio e le finanze, sì,  secondo
  me, è improponibile, per mancanza di copertura.

    PRESIDENTE   L'emendamento è improponibile perché  privo  della
  necessaria copertura finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento  2.3. Lo  dichiaro  improponibile  in
  quanto estraneo alla materia in discussione.
   Pongo  in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.

                            «Art. 4.
              Valorizzazione del patrimonio immobiliare

   1.  Dopo  il  comma 1 dell'articolo 9 della legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, sono
  inseriti i seguenti:

   1  bis. I beni immobili strumentali all'attività della Regione e
  degli  enti  di cui al comma 1, con esclusione dei beni  immobili
  destinati a civile abitazione di proprietà degli IACP,  anche  se
  costituenti patrimonio indisponibile e sempre che gli stessi  non
  abbiano vincoli di natura storica, ambientale, culturale ai sensi
  della  legislazione  vigente,  possono  essere  conferiti  in  un
  apposito  fondo  immobiliare, ferma restando la  destinazione  di
  essi  a  sede  di  pubblici  uffici o  di  attività  di  pubblico
  servizio,  salvo il consenso dell'ente conferente,  a  condizione
  che  alla  Regione,  in qualità di quotista del  fondo  medesimo,
  venga assicurato il diritto di esprimere i pareri obbligatori sui
  principali  atti  di  gestione ed  i  pareri  vincolanti  per  le
  decisioni gestionali di particolare rilievo».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 4.4, 4.5;
  -dagli onorevoli Fleres e Cimino: 4.1, 4.2;
  -dagli onorevoli Turano, Cimino, Adamo, Gianni: 4.7;
  -dall'onorevole Turano: 4.8;
  -dagli onorevoli Cracolici, Tumino e Oddo: 4.6.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   si   sta
  assistendo a tutto, ma quello che è il merito di questo  articolo
  4  dovrebbe fare riflettere questo Parlamento, il quale  dovrebbe
  per un attimo considerare quello che si propone di fare.
     Io vorrei fare delle riflessioni, vedete si può capire che non
  vi  sono  soldi,  che la Regione ormai è al limite  di  qualsiasi
  possibilità di cassa, però credo che mentre da una parte  con  la
  scusa  degli  stipendi, di aumentare sempre le spese  per  alcuni
  Enti  là  dove sono state fatte anche assunzioni in certi periodi
  sospetti,  oggi si propone a questo Parlamento di dismettere  gli
  immobili, ma la cosa grave non è dismettere gli immobili, la cosa
  grave è che questi stessi immobili dovrebbero essere poi di nuovo
  affittati alla Regione siciliana. E allora noi stiamo facendo una
  operazione che qualsiasi fantasista dal punto di vista  economico
  non potrebbe nemmeno accettare.
     Qual è il problema di fondo? Noi non sappiamo se è stata  data
  una  valutazione complessiva di circa 900 milioni di euro, ma chi
  l'ha   data?  Effettivamente  noi  non  sappiamo  quali  immobili
  veramente  servono per la Regione, ma ancora più grave è  questo,
  chi  ha  fatto il conto economico di quanto costerà,  ammesso  in
  cinque  anni,  l'affitto di questi immobili che la Regione  dovrà
  pagare?
     Io  credo, colleghi parlamentari, signor Presidente,  che  una
  riflessione andrebbe fatta seriamente. Noi non abbiamo uno studio
  serio di quello che dovrà affrontare la Regione in questi 5 anni.
  Abbiamo solo un motivo per dire che  siamo costretti a fare cassa
  oggi,  magari questi 900 milioni', poi non sappiamo perché  dalle
  notizie dei giornali che sono notizie tra l'altro strane,  mentre
  noi  discutiamo  di  una  legge, si sa  che  altri  tre  si  sono
  ritirati,  resta  un solo gruppo per potere concorrere  a  questa
  fondazione.  Ma la cosa seria è che il Governo doveva  venire  in
  quest'Aula  a  dirci che noi stiamo dismettendo questi  immobili.
  Questi  immobili servono e dovranno servire ancora per gli uffici
  della  Regione siciliana. Questi immobili costeranno alla Regione
  siciliana  una  somma   x  per  l'affitto.  Pertanto,  penso  che
  arrivare  a questo punto, al di là di quelle che sono le  giacche
  tirate  di qua o di là, al di là di quella che è la corda che  si
  tira di qua e di là, significa che siamo oramai alla fine.
   Faccio  un  esempio:  io, padre di famiglia, abito in  una  casa
  che  a  un  certo  punto sono costretto a vendere.  Ma  prima  di
  venderla  devo farmi il conto che  lascio i miei figli  fuori  di
  casa  e  se potrò pagare l'affitto negli anni a venire (in questo
  caso,   5  anni). Se io oggi la vendo 10 mila e per l'affitto  ho
  bisogno di 15, 20 mila, qual è l'affare che ho fatto?
   La  Regione  siciliana  in questo momento  si  trova  in  queste
  condizioni, ma la cosa grave è che tutte queste procedure vengono
  fatte  senza  che nessuno si chieda  quali saranno gli  effettivi
  costi  o  gli effettivi benefici? Il costo-beneficio  per  questa
  operazione che si sta facendo qual è?
     Ecco,  abbiamo  perso  settimane  e  settimane  aspettando  di
  risolvere questi problemi. Abbiamo tentato in queste settimane di
  trovare  fondi per questo e quest'altro motivo. Poi si presentano
  naturalmente  gli emendamenti. Perché? Perché si  presentano  gli
  emendamenti?  Perché si pensa che con questo sistema  di  vendita
  degli immobili,  dei gioielli di famiglia' qualcuno ha detto,  si
  possono trovare quelle somme per continuare a spendere e  a  fare
  sistemi  clientelari. Ora vi sono degli enti, cari colleghi,  che
  non possono ancora continuare in queste condizioni.
   Noi  abbiamo visto testé ritirato l'emendamento sulla Fiera  del
  Mediterraneo  con la scusa di dovere pagare gli stipendi.  Ma  la
  gestione  di  questa  Fiera  del Mediterraneo  che  è  stata  sui
  giornali  per  anni  e anni attraverso la gestione  commissariale
  dominata da questo Governo passato, a che cosa ha portato, a  che
  cosa sono serviti questi soldi?
     Si  è mai chiesto nessuno se era il periodo pre-elettorale   e
  quindi  sono state fatte altre assunzioni? Il personale  dell'ESA
  doveva  essere  trasferito a Siciliana Acque  o  ad  altri  Enti,
  eppure  ancora è là. Allora qual è il problema vero? Il  problema
  vero  è  quello  che io aveva fatto con un appello al  Presidente
  della Regione. Noi siamo arrivati oramai al limite di quella  che
  è  la  situazione finanziaria. Dobbiamo oggi contestarci rispetto
  ai  5  anni  di  una attività legislativa, una azione  di  rigore
  economico partendo dalla dismissione di quegli enti inutili o che
  non  riescono a pareggiare i bilanci attraverso la loro gestione.
  Se  noi  continuiamo  a fare gestioni clientelari  attraverso  le
  promozioni, promozioni del personale, assunzioni che sono  sempre
  assunzioni  e che portano il nuovo precariato, queste  condizioni
  della Regione si aggraveranno sempre di più.
   Siamo  arrivati  oramai al fondo del barile.  Ma  la  situazione
  grave  è che nessuno ha riferito a quest'Aula una valutazione  di
  quelle  che  saranno  le somme che la Regione  spenderà  per  gli
  affitti dei suoi stessi immobili che oggi sta vendendo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  il
  lavoro  che è stato fatto in Commissione è certamente  un  lavoro
  che ha contribuito a migliorare il testo.
     L'originario  era  un testo che prevedeva una  indicazione  di
  carattere  generale  che  consentiva alla  Regione  siciliana  di
  avviare  procedure  per la vendita dei beni immobili,  invece  la
  norma  che  alla  fine  è  venuta  fuori,  credo  di  poter  dire
  all'unanimità  con  tutti i componenti della Commissione,  è  una
  norma  rigorosa  che  ha escluso anche le  civili  abitazioni  di
  proprietà  degli  IACP e anche immobili che hanno  una  struttura
  storica, ambientale e culturale e viene posta anche una sorta  di
  verifica a tempo, nel senso che si è voluto verificare attraverso
  il  coinvolgimento  anche  della Commissione  bilancio  di  tutta
  l'attività   che la competente società ha attivato e attiverà  in
  futuro per quanto riguarda la vendita di immobili attraverso  una
  sorta di controllo dell'attività.
   Vedo  dagli  orientamenti  che c'è anche  qualche  tentativo  di
  migliorare  ulteriormente qualche indicazione data in Commissione
  bilancio;  passeremo più tardi all'esame degli emendamenti  e  ci
  pronunzieremo   come   Movimento   per   l'Autonomia.    Intanto,
  esprimiamo  tutto  sommato  su  questi  articoli  di  legge   una
  valutazione positiva, perchè  in un  momento in cui certamente la
  Regione ha difficoltà, la via che è stata intrapresa per un verso
  con  attenzione, per altro verso anche attraverso un monitoraggio
  attento di quello che sarà l'esito di questa prima vendita, credo
  che possiamo esprimere un parere assolutamente favorevole.

   ODDO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       ODDO.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  siamo
  dinanzi  ad un fatto cosiddetto di ordinaria amministrazione,  ma
  siamo  dinanzi ad una scelta molto grave che fa il Governo  della
  Regione  siciliana rispetto ai cosiddetti  gioielli di famiglia'.
  Per  giunta,  devo  dire che l'impianto iniziale  della  proposta
  della  maggioranza  del Governo era sostanzialmente  un  impianto
  molto  superficiale.  Non lo voglio dire apprezzando ragionamenti
  complicati, vorrei fare un esempio molto semplice.
   Quando  un  governo che ha governato per cinque anni la  Sicilia
  si  ritrova  ad avere il bilancio che ci ritroviamo  e  cerca  di
  recuperare  a  tutti i costi risorse per pareggiare il  bilancio,
  qualcuno  dice   siamo  alla frutta'. E il fatto  è  estremamente
  serio.

   LO PORTO.  Frutta secca

   ODDO.   Frutta  secca, ma sempre frutta è  Onorevole  Assessore,
  vorrei  ricordarle visto che è stato anche presidente  di  questa
  Assemblea  che  il ragionamento su come, evidentemente,  venivano
  gli immobili della Regione trattati come elemento per fare cassa,
  è stato frutto di lunghe discussioni e anche di scontri in questa
  Aula.
   Il   primo  tentativo  concerne  gli  ospedali  non  utilizzati,
  chiamiamoli  dimessi,   che  comunque  riguardano  il  patrimonio
  immobiliare  della  nostra  Regione.   Quando  li   si  definisce
   gioielli di famiglia' secondo me non è che si ecceda   Quando si
  mettono  in  campo i  gioielli di famiglia' si  è  comunque  alla
  frutta, sarà secca, sarà meno secca, ma sicuramente si tratta  di
  un fatto eccezionale.  In più, abbiamo dovuto comunque convincere
  la   maggioranza  in  Commissione  bilancio  con  un  emendamento
  specifico a salvaguardare i beni che erano chiaramente utilizzati
  e  che  hanno un carattere storico, culturale, architettonico,  e
  così  via.   Non  diciamo  che  siamo  soddisfatti.   Attenzione
  Abbiamo  cercato  in corso d'opera di modificare  quell'impianto,
  debbo  dire  non  solo superficiale ma che un po'  racchiude  uno
  stile,  una  filosofia  di  governo  che  sinceramente  non  devo
  enfatizzarlo,  ma  mi  pare abbastanza  preoccupante,  perché  le
  responsabilità  non possono essere che sottolineate.  Noi,  cioè,
  veniamo  da  cinque  anni  - durante la discussione  rispetto  al
  Documento di programmazione economica e finanziaria abbiamo avuto
  modo  di discuterne - dove evidentemente anche la spesa di Agenda
  2000  ha un basso moltiplicatore, critica la situazione economica
  complessiva   della  nostra  Regione...  ebbene,  arriviamo   ora
  all'ultimo vagone, che è quello in cui dobbiamo tirare  in  ballo
  addirittura il patrimonio immobiliare per tentare di far quadrare
  i conti
   Guardate, non è che stiamo discutendo di  cosucce , in  più  del
  famoso  lease beck - non per usare a tutti i costi un  linguaggio
  tecnico, perché credo che i colleghi sanno bene di cosa si tratti
  -  non  c'è  traccia  anche rispetto ad  altre  operazioni  fatte
  altrove, non sicuramente soltanto dalla Regione siciliana, se non
  destinato a nuovi investimenti.
   Noto,  addirittura, che nel fascicolo sono contenuti emendamenti
  di  colleghi  della maggioranza che si sono posti  questo  stesso
  problema. Il modo di come gestiste anche questa maggioranza - non
  ve  lo  debbo  dire io, per carità di Dio, più male  la  gestite,
  secondo   me,  meglio  è,  se  no  questa  opposizione  o   altre
  opposizioni,  anche  quelle  dei  Paesi  anglosassoni,   cambiano
  mestiere - ebbene, la gestite con i piedi
   Onorevole  Turano, siccome è firmatario e si è  reso  conto  che
  non  si  possono utilizzare questi sistemi per fare semplicemente
  cassa  e far pareggiare il bilancio, dovrebbe un attimo lasciarmi
  dire  che  anche  parte  della  maggioranza  si  è  posta  questo
  problema.
   Signor  Presidente, vorrei mi prestasse attenzione, dal  momento
  che  peraltro  abbiamo  rivolto la tribuna verso  la  Presidenza,
  insomma  vorrei  dire  che  il lease  back,  per  fare  cassa,  è
  un'ulteriore anomalia.
   Abbiamo  discusso  in  Commissione se fosse possibile  destinare
  una  percentuale  anche a nuovi investimenti; non  abbiamo  fatto
  solo ostruzionismo, non abbiamo fatto demagogia, abbiamo detto di
  trovare   un  accordo,  vediamo  se  è  possibile  non  destinare
  l'intero, ma una parte dei 900 milioni di euro che, in tempi   di
  vacche  magre,  non  sono  cose di poco  conto   Allora,  abbiamo
  sostenuto  che  quella massa di denaro, piuttosto che  destinarla
  semplicemente a tentare di pareggiare i conti, possiamo   cercare
  di  destinarla  a  nuovi  investimenti; alla  fine  il  prodotto,
  onorevole  Assessore,  lei  si  ricorderà,  lo  stavamo  un   po'
  banalizzando.
   Il  frutto  di  quella discussione era che, alla fine,  dovevamo
  aggiungere  l'espressione   anche  a  nuovi  investimenti :   ciò
  significherebbe  che  possiamo  utilizzare  un  euro  anche   per
  comprare  qualcosa di nuovo in qualche importante  ufficio  della
  Regione siciliana.
   Altra  cosa  ci saremmo aspettati, cioè un'attenzione  per  dire
  che  una  parte  - mi permetto di dire -  consistente  di  quella
  entrata,  che  è dettata dal ragionamento molto, ma molto  serio,
  grave e preoccupante, fosse destinata a nuovi investimenti.
   Siamo  ancora  in  tempo?  E  ci poniamo  questo  problema  come
  opposizione, perché vogliamo fare veramente un'opposizione con un
  profilo   riformista,  non  vogliamo  fare   un'opposizione   che
  demolisce, come quella che state facendo voi a livello nazionale.
   Non  si  capisce mai quello che dite  Dite sempre che c'è  tutto
  che  va  male, non c'è niente che va bene  Se un giornalista   vi
  chiede,  intervistandovi, se c'è qualcosa  che  magari  si  possa
  condividere  in  quella  Finanziaria,  ebbene,  voi  non   sapete
  rispondere
   Noi   non   vogliamo  fare  quell'opposizione,   vogliamo   fare
  un'opposizione riformista, vera. Siamo oggi nelle  condizioni  di
  raggiungere  un'intesa  in Aula, dopo un dibattito  serio,  senza
  attrezzare alcun ostruzionismo stupido, di trovare un'intesa  per
  dire che buona parte di quelle risorse (anche inferiore al 50 per
  cento)  possa  essere  utilizzata per nuovi  investimenti,  debba
  essere utilizzata per nuovi investimenti?
   Lo  ripeto, noi ce lo poniamo questo problema, e non  vi  stiamo
  solo  dicendo che siete incoscienti a mettere mano al  patrimonio
  della Regione, a mettere mano ai gioielli di famiglia  Vi diciamo
  di  prestare  attenzione, pur comprendendo  che  dopo  che  avete
  sfasciato  il  bilancio della Regione siciliana, dopo  che  avete
  governato  la  spesa nella maniera che sapete  bene,  alimentando
  quello  che non andava alimentato, ebbene, siamo qui  a  dire  di
  trovare  un  punto  d'equilibrio, perché è  ovvio  che  anche  ai
  siciliani, in questo modo, invieremo un segnale che non è  quello
  che ci stiamo impegnando i gioielli di famiglia
   E  guardate che questo lo facciamo nella consapevolezza che  non
  è  vero  che  la Sicilia non sta guardando, anche con  una  certa
  attenzione, a questa stessa operazione: siamo illusi se  pensiamo
  che  qui  dentro,  facendo  questa operazione  da  voi  proposta,
  liquidiamo  la  partita  con l'argomento che  non  possiamo  fare
  altro, perché diversamente il bilancio non quadrerebbe
   Ma  ci pensiamo a quello che significa, anche da questo punto di
  vista,  l'orgoglio  di  essere Siciliani  che  possono  avere  un
  patrimonio invidiabile, pur se in parte lo abbiamo salvaguardato?
  Ci  pensiamo  che  abbiamo anche strutture su cui  dovremmo  fare
  altri  ragionamenti, e non sicuramente quello di  impegnarli  per
  fare un'operazione di lease beck?
   Allora,  e  concludo  signor Presidente, faccio  un  appello  al
  Governo  e  lo faccio anche a nome di un'opposizione,  come  l'ho
  definita poc'anzi, e non mi ripeto: se siamo nelle condizioni, in
  due  minuti, possiamo trattare l'argomento e chiudere la vicenda,
  facciamo un sforzo e destiniamo parte di queste risorse  a  nuovi
  investimenti di cui tanto ha bisogno la nostra Terra.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  telegrafico,  perché  desidero soltanto  richiamare  l'attenzione
  dell'Aula,  dei colleghi tutti, della Presidenza e  del  Governo,
  relativamente  ai due emendamenti di cui avevo già parlato  nella
  seduta di ieri: mi riferisco agli emendamenti 4.1 e 4.2.
   Relativamente   all'emendamento   4.1,   desidero    illustrarlo
  brevemente, esso è dettato da una esigenza, e cioè quella di  non
  sovraccaricare  le aziende, ospiti dei capannoni  nelle  ASI,  di
  oneri aggiuntivi frutto della applicazione dell'articolo 4.
   Cosa  accadrebbe infatti? Una valutazione di mercato  di  questi
  immobili  imporrebbe una locazione dei medesimi non più a  canoni
  agevolati,  come  oggi,  bensì  a canoni  di  mercato,  cosa  che
  naturalmente  determinerebbe  un  danno  non  indifferente   alle
  imprese   che   operano  all'interno  delle  Aree   di   sviluppo
  industriale.
   Credo     che     sia     abbastanza    chiaro    l'intendimento
  dell'emendamento.
   Relativamente,  invece,  all'emendamento  4.2,   è   molto   più
  semplice:  nell'ultimo comma dell'articolo 4, abbiamo giustamente
  spostato  in  avanti  il termine riguardante l'attivazione  della
  definizione del contenzioso esistente tra la Regione siciliana  e
  tutta  una  serie  di  soggetti  terzi,  contenzioso  riguardante
  l'utilizzazione del demanio, dei beni demaniali. Perché,  allora,
  si  rende  necessario approvare anche l'emendamento 4.2?  Avendo,
  infatti,  spostato  il  termine riguardante  l'attivazione  delle
  pratiche  risolutorie del contenzioso, è necessario  spostare  in
  avanti,  di  conseguenza, i termini che la legge sul  contenzioso
  prevedeva  e  cioè quello riguardante la durata della commissione
  che si occupa del contenzioso, quello relativo alla data entro la
  quale  è ammissibile il ricorso al contenzioso agevolato e quello
  a cui è necessario chiudere la vicenda del contenzioso stesso.
   Lo  ripeto,  l'ho  già detto in Commissione, tale  previsione  è
  indispensabile per liberare tutti i beni che sono sottoposti alla
  disciplina di cui all'articolo 4 di eventuali situazioni  che  ne
  comprometterebbero l'acquisizione e la utilizzazione ai fini  del
  medesimo articolo 4.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.

   TUMINO. Chiedo di parlare sul l'emendamento 4.4 a mia firma.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  dire  che  si tratta di una norma, quella che  propongo,  di
  soppressione  dell'articolo, che vuole sottolineare l'improprietà
  e  l'inopportunità che si giunga alla vendita degli immobili  più
  sacri,  per  noi  più  importanti, per  tamponare  situazioni  di
  bisogno,  rispetto  alle quali andava fatta  una  previsione  più
  lungimirante negli anni passati, intaccando tutta la politica  di
  spesa,  cosa  invece che non é stata fatta: oggi non  si  propone
  un'ulteriore  attenzione alla politica di spesa  e  si  cerca  la
  scorciatoia degli immobili
   Per  questo  é stato proposto l'emendamento soppressivo  che  io
  mantengo.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento. Chi é  favorevole
  si alzi; chi é contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    CRACOLICI  Chiedo la riprova.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, si procede alla riprova.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 4.1.

    SPEZIALE  Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.

    PRESIDENTE  Analogamente, l'onorevole Zago dichiara di  apporre
  la propria firma all'emendamento. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 4.1. Chi é  favorevole  resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento    4.5    a    firma
  dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento sottolinea un aspetto delicato. Esso prevede che  non
  possano essere valorizzati, per poi essere venduti, gli ospedali,
  le  scuole  e  gli  uffici della Regione che poi  debbano  essere
  nuovamente    ripresi    in   affitto,    perché    assolutamente
  indispensabili. Io non escludo la vendita di tutto  ciò  che  poi
  non saremmo costretti a riprendere in affitto.
   Sarebbe  davvero  una  dimostrazione di  grandissima  leggerezza
  quella  di dovere vendere per poi riaffittare, perché,  non  solo
  come  diceva l'onorevole  Laccoto, non è stato neanche  fatto  il
  calcolo  di  quanto  verrebbe a costare  l'affitto  degli  stessi
  immobili  -  e  non  sarebbe  cosa da  poco  -  ma  anche  perché
  l'immagine   che   la  Regione  darebbe  di  se  stessa   sarebbe
  devastante, per cui questo emendamento vuole evitare tutto ciò.
   Dall'altro  lato,  se  ci  pensate,  con  le  norme  precedenti,
  abbiamo  previsto l'impossibilità di vendere beni  che  hanno  un
  valore  archeologico, per esempio; ebbene, credo  che  sul  piano
  della  opportunità, paradossalmente, sarebbe  meglio  vendere  il
  Teatro  Greco di Taormina o la Villa Romana del Casale, piuttosto
  che  vendere  un  ospedale  per  poi  riaffittarlo   Avverto  che
  sarebbe,  sul  piano della logica, più logico e più coerente   E'
  meglio, ovviamente, che non vendiamo né l'uno e né l'altro
   Signor  Presidente,  per  questo  emendamento,  chiedo  che   la
  votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Alla  richiesta si associano gli onorevoli Cracolici,  Calanna,
  Di  Benedetto,  Galvagno,  Gucciardi, Laccoto,  Oddo,  Panarello,
  Rinaldi, Zangara  e Zappulla)

   PRESIEDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indico   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento.
   Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario,  a
  maggioranza dei suoi componenti.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi è favorevole  preme  il
  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Proclamo l'esito della votazione a scrutinio segreto:

   Presenti        58
   Votanti         58
   Maggioranza      30
   Favorevoli       27
   Contrari        30
   Astenuti          1

                                                               (Non
  è approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.7. Onorevoli colleghi, comunico  che
  gli   onorevoli  Fiorenza  e  Laccoto  hanno  apposto  la   firma
  sull'emendamento. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo  spirito  con
  il  quale ho presentato questo emendamento che, peraltro, è stato
  condiviso   dagli   altri  Presidenti  di  Commissione,   nasceva
  dall'intervento dell'onorevole Fleres.
   L'onorevole Fleres, ieri, parlando in quest'Aula, spiegava  come
  l'eventuale  dismissione  delle ASI, o di  porzioni  di  immobili
  delle  ASI,  che  erano destinate ad attività produttive,  poteva
  creare il meccanismo per il quale la Regione non svolgeva più una
  funzione  sociale, che è giusta, perché rivolta ad  una  attività
  produttiva.
   Quando  l'onorevole Fleres ha svolto quell'intervento,  mi  sono
  posto il problema  di come potessero lavorare le Commissioni,  se
  non avessero avuto cognizione piena dell'attività che svolgeva il
  Governo  per ogni  singolo ramo dell'amministrazione e ho pensato
  giusto  e  corretto  sentire  ogni Commissione;  del  resto,  non
  occorrono  molti anni, ma cinque giorni,  per rendere un  parere,
  affinché  si  sapesse come il Governo decidesse  di  svolgere  la
  propria attività, per ciascun ramo di Amministrazione.
   Questa  è la ragione per la quale ho presentato l'emendamento  e
  credo   che   possa   essere  apprezzata,  spero  favorevolmente,
  dall'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.7. Il parere  del
  Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.8.

   TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende    atto.    Si    passa
  all'emendamento 4.6.

   CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  più  che  ad
  illustralo,  mi limito a ricordarlo. Questo è un emendamento  che
  considero  di buon senso, nel senso che, fare un'operazione  come
  quella che ci stiamo apprestando a fare, di vendita di fatto o di
  valorizzazione,  assai ridotta, dei beni della  Regione;   quanto
  meno,  allora, finalizziamo i proventi dell'alienazione  e  della
  valorizzazione  a  nuovi  interventi di investimenti  che  creino
  sviluppo, e non al ripiano perdite.
   Il  manuale dell'attività finanziaria, diciamo classica, prevede
  infatti che, quanto meno, le entrate straordinarie debbano essere
  finalizzate   a   uscite  straordinarie  e,   quindi,   a   nuovi
  investimenti.
   Pertanto,  chiedo che anche questo emendamento  venga  votato  a
  scrutinio segreto.

   LO  PORTO,  assessore  al  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   PORTO,   assessore  al  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente,  intervengo per motivare il mio  parere  contrario  e
  invitare l'Assemblea a un momento di riflessione su quanto stiamo
  operando e realizzando, su una materia delicatissima, in  cui  un
  emendamento apparentemente leggero può, invece, rappresentare  un
  vero  e  proprio stravolgimento della legge, come è già  accaduto
  almeno per una volta.
   Questo emendamento, se approvato, è di ostacolo alla manovra  in
  atto,  che si può criticare quanto si vuole, potendosi criticare,
  per  esempio, il fatto  che i proventi della valorizzazione degli
  immobili   sono già impegnati dal punto di vista della previsione
  della  spesa:  certo,  questo  è un argomento,  ma  dovevamo  pur
  ovviare all'improvvisa carenza di soldi per i Comuni, quando  gli
  introiti  previsti  dallo Stato, per le  note  vicende,  ci  sono
  venuti meno.
   Io  vi avverto, onorevoli colleghi, che parte di questi proventi
  sono  destinati  ai Comuni. Se si approva questo emendamento,  la
  manovra  viene  stravolta  e i Comuni,  anche  parzialmente,  non
  potranno essere coperti nelle loro spese.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  stato  un
  appello accorato da parte dell'Assessore, il quale, nel tentativo
  e  nella  foga di argomentare, ha detto una cosa di  una  gravità
  inaudita.
   Abbiamo  appreso dall'Assessore quello che più volte, in  questi
  giorni,  mi sono limitato a mettere in evidenza in Aula e,  cioè,
  che  il  disegno di legge sull'assestamento è privo di  copertura
  finanziaria.  Perché l'Assessore ha finito  di  dire,  in  questo
  momento,   che   l'approvazione  di   questo   emendamento,   che
  finalizzerebbe  agli investimenti i proventi dell'articolo  4  di
  cui  stiamo  discutendo,  non darebbe copertura  a  provvedimenti
  precedentemente  approvati. E' un fatto  gravissimo  per  cui  io
  voglio capire.
   Signor  Presidente, non faccia finta di non sentire, perché  lei
  è  in Aula e deve sentire. Non ha risposto ancora alla domanda di
  fondo che avevo fatto io circa la copertura finanziaria.

   PRESIDENTE.  Lei non era in Aula nel pomeriggio quando  ho  dato
  la risposta. Vada a vedere il verbale.

   SPEZIALE.  Il  Governo ha puntualizzato in  questo  momento  che
  l'assestamento relativo alla copertura finanziaria per i comuni è
  privo  di  copertura.  Per  cui, penso che  dobbiamo  andare  con
  cautela.
   Per  quanto riguarda l'emendamento in corso di approvazione,  mi
  permetta  di  apporre la mia firma e di ricordare che,  anche  se
  questi proventi debbono essere destinati agli enti locali,  nulla
  impedisce  che  nei  trasferimenti agli Enti  locali  ci  sia  un
  vincolo di destinazione, finalizzato agli investimenti.
   Ed  ascolti, onorevole Assessore, siccome siamo un'Aula che deve
  legiferare, spinta non da ragioni ideologiche, ma sulla  base  di
  una  buona  amministrazione,  penso che  l'emendamento  che  deve
  essere  sottoposto  alla  valutazione dei colleghi  parlamentari,
  deve   travalicare   i   confini  dello  schieramento   politico.
  L'emendamento  è  giusto nella lettera e nello  spirito  e  nella
  finalità,  perché  questo  emendamento  destina  una  parte   dei
  proventi  alla  possibilità di fare investimenti e può  vincolare
  tutte le destinazioni del finanziamento agli investimenti, sia  a
  livello  della  Regione, sia quando queste stesse  somme  vengono
  trasferite  ad altri enti, ad enti comunque vigilati, controllati
  o supportati da parte della Regione.
   Per  cui,  io  chiederei,  visto che il  Governo  si  accanisce,
  tranne se non si sostiene un'altra cosa, che la vendita dei  beni
  patrimoniali  serve a coprire buchi di bilancio, il  che  sarebbe
  gravissimo,  che  noi  spendiamo  cioè  e  facciamo   una   spesa
  straordinaria per coprire buchi ordinari, della spesa ordinaria.
   Perché  in quel caso lì, caro onorevole Assessore, si interviene
  attraverso  interventi  strutturali,  tendenti  a  ridurre  e   a
  contenere  la  spesa, non attraverso il fatto che  si  utilizzano
  proventi per coprire buchi di bilancio. Quindi, invito i colleghi
  tutti,  a prescindere dallo schieramento di appartenenza, a  fare
  una  valutazione  libera  dalla logica  degli  schieramenti  e  a
  valutare  la  portata  dell'emendamento  per  quello  che  è.  Un
  emendamento che ha una finalità ben precisa: destinare una  parte
  dei  proventi  straordinari per finalità legate agli investimenti
  che, secondo me, è lo strumento più adeguato di cui la Sicilia ha
  bisogno.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor Presidente, alle volte mi confondo   Noi  non
  ci  troviamo di fronte a una situazione nella quale abbiamo degli
  immobili e li dobbiamo vendere  Non è nata così la questione  Non
  è  che  ci siamo resi conto che abbiamo una quantità innumerevole
  di  immobili  inutilizzati e pertanto decidiamo  di  venderli  e,
  successivamente,  decidiamo di utilizzare le somme  ricavate  per
  comprare  Bot, Cct. O altro. No, la logica è diversa. La  Regione
  siciliana  ha problemi economici. Come un privato va in  banca  e
  porta la propria proprietà in garanzia, chiede un prestito, si fa
  una operazione, avendo necessità di avere del denaro.
   Quindi  non  è  che  il  vincolo, che  è  stato  annunciato  dal
  Governo,  può in qualche maniera essere modificato,  perché  alla
  base  della proposta c'è questa necessità, si condivide,  non  si
  condivide. Ma non è questo il problema e non intervengo tanto  su
  questo argomento quanto sull'errore che si potrebbe commettere  a
  seguito dell'intervento dell'onorevole Speziale, il quale ritiene
  che   questi  fondi  devono  essere  destinati  ad  investimenti;
  addirittura,  inventa la politica secondo la quale  si  può   non
  soltanto  legarli e vincolarli agli investimenti per la  Regione,
  ma,  addirittura, trasferirli a province e comuni, ai  cosiddetti
  enti locali, si può obbligare a metterle agli investimenti.
   Forse  l'onorevole Speziale è lontano da tempo,  ma  sicuramente
  nel  suo  schieramento ci sono dei sindaci che sanno che i  soldi
  non   possono  essere  vincolati  dalla  Regione  siciliana  come
  investimenti perché, se anche lo facesse, i comuni sono obbligati
  dalla  legge  finanziaria regionale a spendere il denaro  secondo
  delle  regole, non possono utilizzarli per le spese correnti,  se
  non in una certa misura, non possono utilizzarli per investimenti
  se non in una altra misura.
   Non   c'è  dubbio  che  -  rispetto  l'idea  di  chiunque  sulla
  considerazione  del merito dell'emendamento  -  rimane  il  fatto
  che,se  si  mettono  una serie di vincoli su questi fondi,  salta
  non  soltanto  la manovra  di bilancio perché non tornano  più  i
  conti, ma se li vincoliamo con investimenti o altro,  bisogna pur
  prendere questi soldi per rispondere alle esigenze della Regione.
   Quindi,  intervengo perché l'onorevole Speziale  in  particolare
  non  riferisca  all'Aula che è possibile operare  in  tal  senso,
  creando problemi ai  sindaci. E parlo per difendere il mio  ruolo
  di  sindaco,  ma  anche quello dei  sindaci  presenti  in  questa
  Aula.
   Queste  somme  non possono essere vincolate in  questa  maniera,
  sono  in  contrasto  con la legge finanziaria  e  per  quanto  la
  Regione  abbia  un potere autonomistico speciale  in  materia  di
  finanza  siamo  legati alle disposizioni della legge  finanziaria
  nazionale.
   Se  l'onorevole  Speziale  motiva il suo  intervento  e  la  sua
  posizione  con questi argomenti è una causa persa  che  rovina  i
  comuni.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ricordi  ai  colleghi  che  siamo   in   sede   di
  scrutinio segreto.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

    CRACOLICI      Signor    Presidente,    volevo    semplicemente
  sottolineare  un aspetto che non può essere banalizzato.  Come  è
  noto,  le  disposizioni  costituzionali  del  nostro  ordinamento
  prevedono   che   le   entrate  straordinarie,   a   seguito   di
  provvedimenti   come  questi,  conferiscono  ed  obbligano   alle
  attività di tipo straordinario e, quindi, per investimenti.
   Vorrei fare rilevare che c'è stata una polemica a proposito  dei
  fondi  trasferiti sulle RC auto dallo Stato alla  Regione  e  sul
  fatto  che  quest'ultima ha motivato la copertura  del  disavanzo
  della   sanità nel corso dell'anno 2005. E come è noto  questa  è
  una materia che non consentiva alla Regione, essendo proventi  di
  altra natura, l'utilizzo per copertura di disavanzo.
   Assessore  Lo  Porto, siamo tutti consapevoli che questa  è  una
  operazione  di  finanziamento  nel  mercato  senza  ricorrere  al
  classico  prestito, aggirando quindi i meccanismi  del  patto  di
  stabilità,  aggirando  i  sistemi che in qualche  modo  obbligano
  l'indebitamento  in  una  condizione  percentuale  rispetto  alla
  capacità di spesa della Regione stessa.
   Però,  vorrei  farvi  una  domanda  circa  l'autorizzazione  con
  norma, così come sarà fatta, ad esempio, con la finanziaria.
   Con  la finanziaria, infatti, l'Assessore per il bilancio  e  le
  finanze  sarà  autorizzato,  almeno  questa  è  la  proposta,   a
  ricorrere al mercato per cofinanziare i fondi europei al fine  di
  attivare  i  sette  anni  di  finanziamento,  quindi  ricorreremo
  all'attività finanziaria e al mercato finanziario per  finanziare
  investimenti  e  ciò è, nel manuale della finanza,  una  attività
  ordinariamente corretta: si ricorre al mercato per finanziare una
  opera pubblica, una strada un ponte o altro.
   Qui  stiamo  di  fatto ricorrendo al mercato con  meccanismi  di
  altro  tipo,  ma  non c'è dubbio che queste entrate  non  possono
  avere  come  finalità l'attività ordinaria della  Regione,   ecco
  perché   considero  l'emendamento  un  atto   di   coerenza   con
  l'ordinamento vigente nel nostro Paese sulle modalità di utilizzo
  dei fondi provenienti da prestiti.

    PRESIDENTE  La verifica della richiesta di scrutinio segreto  è
  appoggiata.  Con  il  parere  contrario  del  governo   e   della
  commissione.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          28
   Contrari            39
   Astenuti            0

                         (Non è  approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO     presidente   della   commissione.    Favorevole    a
  maggioranza.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  4,   nel   testo
  risultante.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, strasera  ho
  assistito  ad  una  dichiarazione  dell'onorevole  Lo  Porto  che
  conferma quanto abbiamo detto in questo giorni: il bilancio della
  Regione non è politicamente sostenibile
   Questi  900  milioni  di  euro  previsti  dalla  vendita   degli
  immobili,  600  gli  attuali, più 300 della valorizzazione  degli
  ospedali, non sono illustrati dal Governo in maniera analitica.
   In  termini vaghi, presenta una previsione di spesa  che  non  è
  quantificata  e  non c'è una relazione tecnica  rigorosa,  quindi
  potrebbe  finire come la valorizzazione del bilancio 2004  quando
  abbiamo  coperto  il deficit della sanità con  la  vendita  degli
  ospedali che non sono stati venduti.
   Grave  è  anche  il  fatto che il Governo  sostenga  che  queste
  difficoltà di bilancio provengano dalle minore entrate  derivanti
  dalle   politiche  del  Governo  nazionale,  in  realtà   bisogna
  riconoscere che in questi anni non è stata fatta una politica  di
  contenimento della spesa nè una politica di riforma radicale.
   Cito  due esempi che l'Aula conosce: l'ESA, che potrebbe  essere
  messa  in  liquidazione,  ma il Governo non  ha  il  coraggio  di
  farlo;  e  la  liquidazione l'AST SISTEMI che è un carrozzone  in
  questo  momento, inservibile a seguito del decreto Bersani poiché
  non  potrebbe avere più le commesse che la stessa Regione,  sulla
  protezione  civile, fornisce all'AST SISTEMI e la soluzione  sarà
  che  questa  società verrà  incorporata all'AST,  continuando  ad
  avere queste risorse sul groppone.
   La  verità  è  che  non siete in grado di fare riforme  radicali
  perché non si vuole rompere il nesso tra il potere e il consenso.
   Quindi, dovete dire tutto: 900 milioni di entrate derivanti  dal
  patrimonio della Regione, 1200 milioni derivanti da tagli a tutti
  i  settori produttivi - 150 milioni di euro agli enti locali  per
  il 2007, 100 milioni di euro tolti al fondo trasporti, 62 milioni
  di  euro  tolti dalle tabelle senza entrare nel merito  di  quali
  siano  gli  sprechi e quali siano le risorse   che  invece  vanno
  investiti in maniera produttiva.
   Stasera  c'è stata l'ammissione di un Governo che ha considerato
  il  proprio  bilancio  politicamente insostenibile  e  quindi  il
  nostro voto è fortemente contrario.
   Sono   stati  aggiunti  degli  elementi  migliorativi,  che   le
  Commissioni  in  qualche modo possono controllare l'operato,  c'è
  qualche  piccola novità e, purtroppo, per due voti abbiamo  perso
  su  un  emendamento  fondamentale riguardante  la  vendita  degli
  ospedali e di altre strutture importanti.
   Tuttavia, questa battaglia continua perché il fatto che  abbiamo
  perso   questa  sera  non  significa  che  non  vigileremo  sulla
  finanziaria.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione
  di  voto e francamente non avrei pensato di doverlo fare,  ma  le
  dichiarazioni dell'Assessore del Governo, in Aula,  questa  sera,
  ci hanno veramente costernato.
   Ho  provato sincero imbarazzo, come credo molti dei colleghi qui
  presenti in Aula, di fronte alle parole che rilevavano una totale
  ammissione di insufficienza e di incapacità programmatoria.
   Siamo  di fronte ad un articolo, questo va sottolineato,  che  è
  di  pura  disperazione contabile di fronte al bisogno  di  questa
  Regione  che  non  è,  voglio  sottolinearlo  ai  colleghi  della
  maggioranza  che sono intervenuti prima, un bisogno  soltanto  di
  cassa.
   Qui  abbiamo bisogno di politiche e di fronte ad un  bisogno  di
  politiche  mascherato  con la mancata entrata  di  risorse  dello
  Stato,  quando  questa  Aula ricorda  bene  che  di  fronte  alla
  previsione  di  entrate  dell'articolo 37, proprio  l'opposizione
  dimostrò  come sarebbero state false, ed erano già false  allora,
  le  previsioni di entrate, voi continuate ad insistere in  questa
  strada  dimostrando semplicemente l'ottusità che porta  a  questa
  manovra disperata e sciagurata
   Credo  che in nessuna famiglia si potrebbe immaginare, di fronte
  ad  un  bisogno,  di vendere la propria casa per pensare  poi  di
  riaffittarla e, soprattutto, non si potrebbe pensare di fare  una
  cosa  del  genere  solo  e  soltanto sapendo  che  questa  è  una
  opportunità che si consuma una volta e basta.
   Un  intervento per recuperare in questo momento, alla disperata,
  delle  risorse, svendendo e umiliandosi di fronte alla Regione  e
  al  Paese,  svendendo  il  proprio  patrimonio  senza  avere  uno
  straccio di idea di politica che è quella che manca.
   Vendendo  il  patrimonio  della  Regione,  riuscirete  forse   a
  recuperare  denaro  per  tappare le falle  della  incapacità  che
  questo  Governo  ha  prodotto per 5 anni,  ma  non  riuscirete  a
  tappare le falle di una politica inconcludente.
   Non  sto sottolineando questo per esprimere soltanto il mio voto
  contrario,  ma per esprimere il disagio civile, morale,  politico
  di  una parte di questo Parlamento che vorrebbe lavorare per  gli
  interessi  dei  siciliani e che si vede  costretta  ad  ascoltare
  dichiarazioni del Governo di totale inammissibilità, disperazione
  e ottusità.
   Per  tali  motivi  esprimo il mio  voto contrario  e  credo  che
  davvero siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
   Se   questa   maggioranza   pensa  di  potere   coprire   ancora
  l'incapacità del Governo, fa un torto a se stessa e al dovere cui
  i siciliani l'hanno chiamata.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  4,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute richieste  di  congedo
  relative  agli onorevoli: Savarino, Mancuso, Sanzarello,  Pagano,
  Limoli e De Luca.

         Riprende l'esame del disegno di legge numero 440/A

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 5.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Tumino e Barbgallo: 5.3 e 5.4;
   - dal Governo: 5.6 e 5.7 R;
   - dagli onorevoli Di Benedetto, Zappulla e Di Guardo: 5.5.

    MISURACA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.7 R.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    MISURACA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ricorderete
  certamente  che  la  legge  10 del  1999  oltre  a  prevedere  la
  liquidazione    delle   aziende  termali,  prevedeva   anche   la
  costituzioni  delle  due  società  di  gestione  delle  terme  di
  Acireale e di Sciacca. Venivano, quindi, trasferiti beni immobili
  alle nuove società e venivano trasferiti crediti e debiti, mentre
  il   personale  rimaneva  in capo alle  aziende  termali  già  in
  liquidazione  e  con un rapporto di convenzione veniva  comandato
  presso le due S.p.A. - trattasi quindi di Acireale e Sciacca.
   Quindi, la Regione in questi anni ha provveduto a trasferire  le
  somme  per assicurare gli stipendi al personale delle ex aziende,
  mentre le due S.p.A. svolgevano la gestione imprenditoriale delle
  terme.
   Non  sfugge  il fatto che doveva prevedersi un piano industriale
  e  che  il  trasferimento del personale alle due  società  doveva
  avvalersi,  dopo  la valutazione di un piano industriale,  di  un
  progetto che prevedeva la economicità delle due S.p.A..
   Ho  attivato  questa procedura ed ho sollecitato le  due   nuove
  società a redigere un piano industriale, e così è stato fatto.
   Il  piano  è stato trasferito al dipartimento per il turismo,  e
  per  evitare  che  la Regione si caricasse di ulteriori  spese  e
  quindi di nominare un advisor - con quel che costa - ho preferito
  trasferire  due piani industriali,  perché fossero  valutati,  al
  nucleo    di    valutazione   presso   il   dipartimento    della
  programmazione.  Fermo restando  il problema del personale che va
  sanato  nel momento in cui è approvato il piano industriale,  con
  la compatibilità e la sostenibilità economica di questo piano.
   Si  dovrà  prevedere  comunque quanto  del  personale  delle  ex
  aziende  dovrà  essere trasferito nelle nuove  società  e  quanto
  dovrà  invece  rimanere o essere trasferito nel ruolo  unico  che
  questa Regione dovrà avere.
   Intanto  rimane  il  problema del personale che  ha  svolto,  in
  comando, presso le due nuove società il servizio e che da  alcuni
  mesi non riceve lo stipendio.
   E'   opportuno implementare i due capitoli, sia di Acireale  che
  di  Sciacca,  e lavorando con gli uffici del dipartimento abbiamo
  previsto  che  le somme che consentono il pagamento  fino  al  31
  dicembre  di  quest'anno vengano quantificati per un  milione  di
  euro  ad  Acireale  e  in  un milione e settecentomila  euro  per
  Sciacca.
   Abbiamo  modificato  l'assetto iniziale che era  stato  proposto
  anche  alla Commissione e quindi l'emendamento adesso distribuito
  sostituisce, come diceva correttamente il Presidente,  l'articolo
  5,  in maniera tale che viene anche ritirato l'emendamento 5.6  a
  firma del Governo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, sono al quanto  imbarazzato,  in
  quanto componente della Commissione bilancio, a dover chiedere in
  Aula cosa vuol dire prelevare 700 mila euro dal capitolo 478109.
   E'  evidente  che  ancora una volta stiamo affrontando  un  tema
  riguardante il bilancio della Regione non nella sede appropriata,
  che  è  la  Commissione e, a tal proposito, vorrei  una  risposta
  dell'Assessore.
   Questo  articolo fa riferimento a due emergenze,  definite  tali
  dal  Governo,  e  che  abbiamo  ascoltato  adesso  dall'Assessore
  Misuraca essere emergenze ed ascoltiamo che ci sono delle Aziende
  pubbliche  della Regione che, di fatto, affittano  lavoratori  ad
  una società fatta dalle stesse aziende.
   E'   una  questione  complicatissima,   siamo  anche  al  lavoro
  interinale  in  questa  Regione, non lo  sapevamo,  ma  siamo  in
  presenza  di fatto di società di lavoro interinale che  affittano
  ad altri soggetti i lavoratori della regione, pagati dalla stessa
  ma  usati  da  altri  soggetti se pur partecipati  dalla  Regione
  stessa.
   Mi   sarei  aspettato,  Assessore  Misuraca,  che  lei   insieme
  all'emergenza  ci proponesse una norma per affrontare  il  merito
  della  questione, ma come al solito affrontiamo  soltanto  quello
  che emerge, non il problema che determina un'emergenza.
   Voglio  continuare  a  porre  la  questione  che  ho  posto  sin
  dall'inizio  e  a  cui  non riesco ad avere risposta:  in  questo
  Governo  come  funzione la definizione di emergenza?  Sulla  base
  dell'Assessore  se  è  più  simpatico,  antipatico,  se  fa   più
  telefonate, se ne fa meno.
   Vorrei  sapere  se  l'Assessore  Misuraca  è  stato  più   bravo
  dell'Assessore Beninati che non è stato capace di  far  diventare
  un'emergenza  quella dei lavoratori dell'Ente fiera di Palermo al
  pari dei lavoratori delle Terme di Sciacca e di Acireale.
   Qui  non  si dice una cosa  detta in Commissione, non  so  se  è
  vera  o  meno.  In  Commissione,  il  Governo  ha  presentato  un
  emendamento  che  toglieva  il  milione  di  euro  previsto   per
  l'Azienda  termale di Sciacca con la motivazione che non  vi  era
  un'emergenza di lavoratori che non ricevono lo stipendio,  invece
  all'Azienda di Acireale c'è un'emergenza legata al fatto che  c'è
  un  disavanzo, ma questo, nella nostra Regione, purtroppo, è  una
  costante  di  tantissimi soggetti vigilati  e  controllati  dalla
  Regione stessa.
   Pertanto, l'Azienda di Acireale diviene un'emergenza non  perché
  ce  l'ha  veramente, ma visto che si deve affrontare il  problema
  dell'azienda di Sciacca, si offre una soluzione pure  all'azienda
  di  Acireale,  somiglia  molto al  giochino  che  si  vuole  fare
  sull'Ente  fiera  di Palermo che la si vuole affiancate  all'Ente
  Fiera di Messina.
   Non  ho  nulla  contro l'ente di Messina, ma mi  chiedo  se  c'è
  un'emergenza legata al fatta che ci sono lavoratori  non  pagati.
  Ad oggi il Governo non ce l'ha mai detto.
   In  ogni  caso  prendo  atto che l'Assessore  Beninati   è  meno
  capace dell'Assessore Misuraca, perché quest'ultimo è riuscito  a
  farla  sentire come un'emergenza a tutto il Governo,  mentre  lei
  no.
   In  ogni  caso,  ho  presentato emendamento, signor  Presidente,
  visto  che  il  Governo intendeva  togliere il  milione  di  euro
  all'Azienda termale di Acireale - nulla quaestio contro Acireale,
  lo  dico ai colleghi della provincia di Catania, vorrei che fosse
  chiaro che non c'è nessuna ragione geografica o campanilista,   -
  che  lo si faccia  visto che non c'è un'emergenza e che lo stesso
  Governo  ha dichiarato in Commissione che non c'era,  e diamo  le
  risorse  a chi ha un'emergenza, cioè all'Ente fiera di Palermo.
   Trattiamo  almeno  le emergenze alla pari, così  come  trattiamo
  l'Azienda  di Sciacca, trattiamo con la stessa logica l'emergenza
  dell'Ente fiera di Palermo.
   Pertanto   chiedo  con  il  mio  emendamento,  che  in   maniera
  impropria  è  stato  considerato emendamento all'articolo  6,  in
  realtà  è  un  emendamento all'articolo  5  perché  si  limita  a
  prendere  i  fondi  del capitolo 473302, di  istituire  un  nuovo
  capitolo  per l'Ente Fiera di Palermo al fine di  dare  copertura
  all'emergenza dei lavoratori.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  approfitto  di
  questo intervento per esprimere due concetti.
   Il   primo  è  un  ringraziamento  nei  confronti  del  Governo,
  dell'assessore Misuraca in particolare, dell'assessore  Lo  Porto
  rispetto  all'opportunità di mantenere in piedi la previsione  di
  attribuzione di un milione di euro per le Terme di Acireale e  di
  1.700.000 euro per le Terme di Sciacca.
   Entrambe  le  somme indispensabili per far sì  che  il  percorso
  avviato nella legge che prevede la costituzione delle società per
  azioni  che devono gestire i due stabilimenti possa continuare  e
  possa continuare abbastanza serenamente.
   Come  ho  avuto  modo  di  spiegare  lungamente  in  Commissione
  finanze  -  l'onorevole  Cracolici se fa  un  piccolo  sforzo  di
  memoria se lo dovrebbe ricordar - la situazione patrimoniale  dei
  due   enti   è  particolarmente  difficile  e  questo  intervento
  sicuramente  determina un miglioramento sia pure  parziale  della
  medesima  e,  dunque,  desidero dare atto  al  Governo  di  avere
  risposto al grido di dolore proveniente da Sciacca e da Acireale.
   Ma   approfitto,  lo  dicevo  prima,  per  lanciare  un'ipotesi,
  onorevole  Cracolici, da anziano di questa Aula,  mi  sembra   di
  avere   percepito,   onorevole  Lo   Porto,   una   disponibilità
  complessiva ad affrontare il tema dell'Ente Fiera di Palermo e di
  Messina.
   Non  credo  che se si espungesse dal cosiddetto maxi emendamento
  la   questione  dell'Ente  Fiera  di  Palermo  e  di  Messina  ci
  dovrebbero essere particolari difficoltà e questo senza inficiare
  la  manovra  contenuta  nell'emendamento interamente  sostitutivo
  dell'onorevole Misuraca testè illustrato.
   Può   darsi   che  la  mia  sia  soltanto  una  sensazione,   ma
  difficilmente  mi  sono  sbagliato, come ho  pure  riferito  alle
   Iene , una volta, che mi accusavano di percepire preventivamente
  l'esito  di  una  votazione ed  ho spiegato che se  uno  presiede
  l'Aula  e non percepisce questi effetti è difficile che si  possa
  andare avanti
   Quindi,  onorevoli colleghi, onorevole assessore al  bilancio  e
  al   turismo,  e  soprattutto  onorevole  Cracolici,  credo   che
  l'orientamento della Presidenza sia stato molto coerente rispetto
  alle  dichiarazioni di improponibilità almeno fin qui incontrate,
  considerato  che  credo si possa confidare  nel  mantenimento  di
  questo   impegno  che  era  stato  annunziato  dall'assessore   e
  condiviso  dal Presidente dell'Assemblea riguardante  appunto  la
  non  espansione del contenuto di questo disegno di  legge,  credo
  che  si  possa  trovare una ipotesi di soluzione per  la  vicenda
  degli  enti  fiera  e concludere rapidamente  la  trattazione  di
  questo disegno di legge per tentare di arrivare al voto finale.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  vicenda
  delle  Terme  di  Sciacca  e  di Acireale  è  stata  una  vicenda
  ondivaga.
   Ho  letto  la prima relazione dell'Assessore per il  turismo  da
  cui  si  evinceva chiaramente che c'era una grande  necessità  su
  Sciacca  ed  invece   una necessità di gran  lunga  inferiore  su
  Acireale.
   In  Commissione   Bilancio   il Governo,  giustamente,  presentò
  l'emendamento  in cui si prevedeva un milione e  settecento   per
  Sciacca  e  trecento mila per l'altra (prima  aveva  previsto  un
  milione  per  una ed un milione per l'altra e poi ha previsto  un
  milione  e  settecento per una e trecentomila per l'altra).  Meno
  male  che  in  Commissione  Bilancio  era  presente   l'onorevole
  Fleres,  il  quale essendo di Catania conosce bene i problemi  di
  Acireale,   ed ha detto che non era possibile e che vi era  stato
  un errore, ed allora in Commissione si disse  mille e mille, così
  chiudiamo la partita .
   Mi  accorgo invece che questa partita continua. Ed é una partita
  dalla  quale  c'é la necessità da un lato di azienda  marciscenti
  che  noi  consentiamo  di  tentare  e  di  continuare  ad  essere
  marciscenti  da  un  lato  e dall'altro lato  di  piangere  dalla
  mattina alla sera perché non abbiamo i soldi.
   Allora,  diventa grave. Io in quella poltrona ci  sono  stato  e
  comprendo  l'onorevole   Lo  Porto  perché  quando  chiedevo   ai
  colleghi  assessori o ai colleghi direttori  di dare le  priorità
  prima  ancora  che  uscisse  fuori il  disegno  di  legge,  c'era
  l'assurda convinzione di tacere.
   Così  come  si  é taciuto su Messina e sulla Fiera  di  Palermo,
  perché  altrimenti non ci sarebbero stati problemi, dato  che  il
  Governo  annunziò  alcune emergenze forti ed a  quelle  emergenze
  forti  la  Commissione   Bilancio  ha dato un  seguito  altamente
  qualificato e da condividere.
   Il  fatto  che  non  appena  si  arriva  in  Aula  le  emergenze
  diventano  più emergenti dell'emergenza, senza tenere  conto  che
  soldi  non ce ne sono, che é un bel dire  abbiamo votato,  sì  le
  perle  che  abbiamo  ce le stiamo vendendo e dobbiamo  farlo  per
  investire .  L'opposizione  sa bene  cosa  significa   farlo  per
  investire ,  perché sa come il Governo nazionale  ha  ridotto  la
  Sicilia  ad  oggi,  con  lo  stato della  sanità,  per  la  quale
  interveniamo  col  50  per  cento,  unica  regione   in   Italia;
  l'opposizione  sa esattamente che non ci sono  più  i  mezzi  per
  arrivare ad una conclusione.
   Io  voglio dire al Governo, però, che un'attenzione maggiore può
  essere  data,  perché  se  con  la Finanziaria  e  col  Bilancio,
  onorevole Assessore e  onorevole Governo, voi volete atteggiarvi,
  così come vi state atteggiando, per quattro cose su quello che  é
  l'assestamento   di  bilancio  e  allora,  portate   a   sbattere
  l'Assessore per il  Bilancio, l'intera Commissione e  poi  l'Aula
  che  non  comprende più, perché il Governo all'ultimo momento  ha
  potere,  mettendo  una  firma, senza avere  ancora  l'avallo  del
  Governo  stesso sulla disponibilità delle somme che  subito  dopo
  l'Assessore dovrà pur dare.
   La  sola firma dell'Assessore in Aula non basta per potere  dire
   questo  è  l'emendamento che ha tutta la sua idoneità ad  essere
  presentato, discusso ed emanato perché ci vuole la copertura,  da
  parte  del  Governo . E quando le coperture si  danno  all'ultimo
  momento   ci  siamo  trovati  a  dire  che  con  17  milioni   da
  cinquantunisti  l'abbiamo  fatto  diventare  settantottisti,   da
  centounisti a centocinquantunisti, da centocinquantunisti a tempo
  indeterminato, con 17 milioni di euro che bastavano soltanto  per
  pagare all'antica e avremmo dovuto cercare altri soldi.
   Noi, in contemporanea, abbiamo anche votato di stabilizzare  gli
  LSU e tutto il precariato in Sicilia, sempre con quei 17 milioni;
  ed oggi siamo arrivati al punto di non dare un solo euro a quelli
  che  abbiamo detto: articolo 23, adesso  diamo 4 ore in  più,  li
  diamo a tutti
     Non  é  vero   E  di  fronte a queste  tragedie  io  trovo  il
  Governatore  che  a  Roma fa le battaglie,  fino  in  fondo,  per
  cercare  di  far comprendere che la Sicilia non può essere  retta
  con   questi   interventi  nazionali   e   poi   vedo   Assessori
  disimpegnati,  altamente qualificati a darsi le strette  di  mani
  senza  comprendere  il  grave danno che c'è  e  che  si  perpetua
  ancora.
   Ed  allora,  che  c'è di male? Atro milione e  duecentomila  per
  fiera  di  Messina, l'ha detto l'onorevole Savona in  Commissione
   Bilancio  e, in quella occasione, glielo abbiamo bocciato.
   Adesso  qui lo rievochiamo, perché è giusto rievocarlo,  abbiamo
  mandato  Porretto,  che  è  andato in  pensione,  e  lo  facciamo
  lavorare  ancora perchè gli diamo ulteriori incarichi,  ulteriori
  incombenze.
   E'  giusto  che i nostri direttore continuino oltre la  pensione
  ad essere utilizzati e spendono e spandono, come se fossero stati
  bravissimi a reggere quello che non hanno retto
   Io  voterò a favore soltanto per un principio di osservanza e di
  ossequio  ad  un  Governo e ad una maggioranza, però  basta,  non
  cercate  di tirare ancora la corda, altrimenti quel 30 e  27  che
  avete  visto  nel  segreto dell'urna, la prossima  volta  non  lo
  troviamo  così  e il danno che facciamo alla Sicilia  è  ben  più
  ampio  di quello che con la facilità di come scriviamo e di  come
  vogliamo le cose cerchiamo di potere portare avanti.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  sono
  preoccupato dal fatto che qui si rischia di fare una guerra tra i
  poveri.  L'emergenza  non  l'ho scelta io;  sono  stati  proposti
  alcuni  provvedimenti,  nessuno mai si è pronunciato  contro  gli
  stipendi  dei  lavoratori della Fiera di Palermo  o  di  Messina,
  perché  quando  un  servizio è stato svolto,  gli  stipendi  sono
  sacrosanti, non   stiamo facendo una graduatoria su  chi  ha  più
  legittimità e chi ne ha meno.
   Il  problema delle terme di Acireale e di Sciacca ha  la  stessa
  drammaticità, ammesso che il presidente delle Terme  di  Acireale
  non  abbia  fatto  la richiesta per gli stipendi.  Il  presidente
  delle  Terme  di  Acireale fra un mese deve portare  i  libri  in
  tribunale perché fallisce. Non lo sto dicendo io, lo dicono tutti
  quelli che hanno partecipato alle riunioni che settimanalmente ci
  sono  in  Prefettura  a Catania. Non solo ci sono  stati  ritardi
  negli  stipendi, ma c'è un problema di pagamento di  mutui  e  di
  pagamento   di  debiti;  senza  questi  soldi  l'Azienda   è   in
  fallimento.
   Allora,  un settore come il turismo termale, nel quale  noi  non
  abbiamo  investito, può essere diviso tra Sciacca e Acireale  con
  una  differenza di valutazione soltanto perché qualche presidente
  non è stato tempestivo nella richiesta?
   Noi   sappiamo   che   le   Terme  di   Acireale   rappresentano
  un'emergenza  dal  punto  di vista  sociale  e  i  colleghi  e  i
  sindacalisti hanno partecipato a decine di riunioni, compreso  un
  tavolo tecnico fatto dal sindaco di Acireale che, certamente, non
  è del mio partito.
   Allora, io sono a favore sia di quelle di Sciacca che di  quelle
  di Acireale.

    PRESIDENTE   Comunico  che gli onorevoli  Barbagallo  e  Tumino
  hanno  ritirato  l'emendamento soppressivo  5.3.  L'Assemblea  ne
  prende atto.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  sottolineare una discordanza, un'anomalia, una discrepanza che si
  sta  verificando rispetto al dibattito che si è aperto ad  inizio
  di  seduta  sull'opportunità o meno che  alcuni  emendamenti  che
  erano  nel  testo  ma  che, appunto, erano  aggiuntivi  al  testo
  stesso,  potessero  essere discussi da  quest'Aula  oppure,  come
  aveva   manifestato  il  Presidente  dell'Assemblea,   dichiarati
  inammissibili.
   Poichè  mi  è  parso di sentire in quest'Aula la riproposizione,
  il  tentativo  che  alcuni di questi emendamenti,  bypassando  la
  decisione  presa  ad  inizio di seduta dalla Presidenza,  possano
  essere  riammessi  alla  discussione  perché  magari  l'onorevole
  Cracolici, piuttosto che qualche altro deputato di quest'Aula, ne
  sollecita l'approvazione, io voglio ricordare che avevo dato  una
  via  d'uscita intervenendo all'inizio della seduta e consigliando
  a  quest'Aula  ed  alla Presidenza di evitare di  privarsi  della
  propria capacità di giudizio sugli emendamenti presentati.
     Visto  che la Presidenza invece ha deciso sull'improponibilità
  degli  emendamenti che non hanno nulla a che vedere con il  testo
  concordato,   la   prego  di  giudicare  tutti  gli   emendamenti
  ammissibili o tutti inammissibili.

    PRESIDENTE   Onorevole  Formica,  l'ho  tranquillizzata   tante
  volte:  tutti  gli  emendamenti improponibili saranno  dichiarati
  improponibili.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Turano. Non essendo  presente
  in Aula, decade dalla facoltà di parlare.

    DI BENEDETTO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    Di   BENEDETTO .   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'Assessore,  onorevole Misuraca, ha fatto una breve  cronistoria
  della  vicenda  delle  terme e ha parlato dell'istituzione  delle
  Terme S.p.A.
   Di  fatto  noi ci troviamo con le aziende Terme da un lato,  con
  le  Terme S.p.A. da un altro lato. Questo è un percorso  che  non
  sta  assolutamente  funzionando, in quanto le  Terme  S.p.A.  non
  stanno svolgendo il loro compito nella maniera più assoluta.  Non
  a  caso  l'Assessore  ha dovuto più volte  sollecitare  le  Terme
  S.p.A.  a  predisporre un piano industriale perché a distanza  di
  più  di un anno della loro esistenza non hanno predisposto  alcun
  piano   industriale.  Hanno  presentato  un  piano  occupazionale
  spacciandolo per piano industriale.
   Ci  si  è  resi conto che così non era. Si è dovuto ritornare  a
  chiedere il piano industriale.
   C'è   un  piano  industriale  presentato  dall'Assessorato,  che
  ancora  pare  assolutamente segreto, che non è  stato  consegnato
  alle   Organizzazioni  sindacali  né  alle  aziende  delle  terme
  rispettive.
   Qui  c'è  un'assoluta incognita su quello che  le  Terme  S.p.A.
  hanno  predisposto; ma d'altra parte perché chiedere  alle  Terme
  S.p.A uno sforzo di questo tipo.
   Noi  ci troviamo in una situazione peggiore di quella operazione
  che  ha  fatto Caligola il quale  ha nominato il proprio  cavallo
  senatore.  Qui  stiamo chiedendo a soggetti,  nominati  solo  per
  ragioni  politiche  e  non di competenza,  non  solo  di  fare  i
  componenti  dei  consigli di amministrazione e i  presidenti  dei
  consigli  di  amministrazione, ma gli stiamo  chiedendo  di  fare
  persino un piano industriale, come se Caligola avesse chiesto  al
  proprio cavallo di intervenire in Senato
   Questo  è  ciò che sta succedendo attorno alle terme.  Questo  è
  ciò che sta facendo il Governo regionale.
   Ci   troviamo  con  emendamenti  che  vanno,  che  vengono,  con
  proposte  del Governo in cui prima propone mille euro all'Azienda
  delle  Terme di Sciacca che ha una sofferenza vera. Non si pagano
  gli  stipendi  di  ottobre, novembre  e  dicembre;  si  è  pagato
  settembre solo utilizzando le somme sottratte agli LSU che  erano
  state  già  predisposte fino a dicembre e si sono  utilizzate  le
  somme  di  altri  lavoratori, che  già avevano  una  garanzia  di
  reddito, per pagare altri lavoratori sottraendola.
   Si  sta  pagando anche in parte, perché se andiamo a  vedere  le
  buste  paga alcune parti che vengono trattenute per il  pagamento
  di  mutui, di prestiti, non sono state versate alle banche,  sono
  state   trattenute  dalla  busta  paga  dei  lavoratori  ma   non
  concretamente versate.
   Quindi,  rispetto  alle mensilità pagate continuano  ad  esserci
  profonde sofferenze per cui non 1.000 euro, ma 1.500, 1.700  euro
  servono per le Terme di Sciacca.
   Allo  stesso modo non riesco a capire quale utilizzo viene fatto
  del  milione di euro per le Terme di Acireale, dove non  c'è  una
  sofferenza di stipendio e dove c'è una sofferenza debitoria.
   Onorevole  Assessore,  con  la costituzione  delle  S.p.A.  sono
  stati  trasferiti alle società per azioni i beni immobili e anche
  i   debiti.  Questi  debiti  di  cui  parliamo  non  sono  debiti
  dell'Azienda Terme, ma sono debiti delle Terme S.p.A.
   Io  vorrei capire con quale meccanismo, dando un milione di euro
  all'Azienda Terme, si pagano i debiti delle Terme S.p.A.
      E   su   questo  è  continuato  il  balletto.   Il   Governo,
  probabilmente, si è accorto di questo ed ha presentato  un  primo
  emendamento  in  cui,  giustamente, aumentava  ad  un  milione  e
  settecento  le  somme destinate all'Azienda terme di  Sciacca  ed
  eliminava  le  somme per l'Azienda terme di Acireale.  Dopodiché,
  forse per pressioni, per perpetuare un sistema di sprechi vengono
  rintrodotte le somme per le Terme S.p.A.
     Così  non  si  può  andare avanti  Questa non  è  l'emergenza,
  questo è il perpetuare sprechi e scelte di sostegno a consigli di
  amministrazione che sicuramente non hanno come funzione e compito
  quello del rilancio delle terme in Sicilia.

    CIMINO   presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIMINO    presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per una breve
  considerazione  di  ringraziamento per  l'Assessore  Lo  Porto  e
  l'Assessore  Misuraca  in  quanto hanno  saputo  approfondire  un
  argomento  che, francamente, gli stessi responsabili delle  terme
  non avevano bene individuato.
     Infatti,  la Commissione  Bilancio , proprio per  operare  con
  grande  trasparenza e rigore, aveva convocato i presidenti  delle
  terme in audizione. Il responsabile delle terme di Acireale si  è
  fatto  rappresentare dal responsabile delle terme  di  Sciacca  e
  devo dirvi che la situazione che era stata messa in evidenza alla
  Commissione   Bilancio  non era così tragica e così bisognosa  di
  aiuti  finanziari come bene il Governo quest'oggi sta ponendo.  E
  per questo ritengo anche di attivare le strutture del Governo per
  sensibilizzare  gli interlocutori che vengono a rappresentare  le
  proprie   istanze   in   Commissione    Bilancio ,   di   poterle
  rappresentare   nella  propria  completezza   e   nella   propria
  compostezza perché non è possibile ed immaginabile che il Governo
  o  alcuni  parlamentari  che ho avuto  modo  di  ascoltare,  come
  l'onorevole  Fleres,  debbano supplire  ad  alcune  mancanze  dei
  rappresentanti.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente per giustificare il mio emendamento soppressivo che ho
  ritirato  perché  non  si tratta di non  volere  dare  le  giuste
  retribuzioni ai dipendenti di queste terme, bensì di sottolineare
  un percorso ancora una volta sbagliato così come è stato in tanti
  modi fatto evidenziare questa sera. Cioè quello di rincorrere una
  emergenza senza dare prospettive.
     Noi  stasera non abbiamo alcuna prospettiva per queste  terme.
  Oggi  l'Assessore  Misuraca avrebbe fatto bene a  dire   dobbiamo
  pagare  questi  soldi  però  domani le  terme  seguiranno  questo
  percorso .  Invece,  tutto  questo non  è  avvenuto,  quindi  noi
  manteniamo in vita carrozzoni assolutamente inadeguati, nel  caso
  particolare  non  è  escluso  io ritengo  anche  una  particolare
  attenzione  del  Commissario del Governo perché credo  che  siano
  interventi  impropri quelli che questa Assemblea  si  appresta  a
  votare.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io credo che qui non si  tratta  di
  fare la guerra dei poveri. Io credo che il Governo una volta  che
  dà  questi  soldi  sia  alle Terme di Sciacca  o  alle  Terme  di
  Acireale  debba  vigilare affinché vi sia un piano  serio  perché
  altrimenti queste somme continuano ad essere erogate rispetto  ad
  un ente che certamente va in deficit.
   Allora,  il  mio  unico  pensiero è questo:  stiamo  dismettendo
  ospedali, stiamo dismettendo scuole, non capisco perché se  vi  è
  un  ente  come le terme, di una o dell'altra parte,  che  possono
  rappresentare  un  patrimonio immobiliare non si  vendano  queste
  aziende che certamente sono negative.
     Il  problema  allora è questo. Il Governo dovrà  vigilare  non
  attraverso  le  nomine, come si diceva di gente che  non  possono
  presentare  nemmeno un piano industriale e non  possono  arrivare
  alle  attività in pareggio. Bisognerà nominare nuovi manager  che
  abbiano  la  competenza  per portare avanti  delle  attività  che
  possono anche dare un significato a questa Sicilia.
   Il  problema,  quindi, non lo dobbiamo spostare.  La  guerra  in
  questo momento non serve come guerra dei poveri, bisognerà invece
  pretendere,  come  Assemblea, che queste  terme,  sia  l'una  che
  l'altra, abbiano un serio piano industriale e arrivino a  finirla
  con questo assistenzialismo da parte della Regione.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  annunciare la presentazione  di  un  ordine  del
  giorno dopo le cose che sono state dette.
     Mi  hanno  molto colpito le parole dell'onorevole  Cintola  e,
  molto  di  più,  l'incoerenza delle sue  conclusioni,  perché  di
  fronte a tanta veemente presa di distanza etica da quello  a  cui
  stavamo  assistendo ha detto  Va beh, però mi adeguo . Ha,  però,
  detto  delle  cose  giuste  perché qua  abbiamo  fondamentalmente
  all'atto  del  Parlamento l'evidenza di una  gestione  scellerata
  sulla  quale,  e  non è la prima volta, torniamo continuamente  a
  rimetterci   soldi  dei  cittadini  a  fronte  di  una   gestione
  assolutamente incongrua.
   Allora,  molto semplicemente per essere minimamente  congruenti,
  per essere minimamente coerenti, stiamo presentando un ordine del
  giorno  che,  a fronte delle negative risultanze di  gestione  di
  queste  due società per azioni, impegna il Governo della  Regione
  alla  immediata  revoca dell'incarico dei rispettivi  presidenti,
  direttori  e consigli di amministrazione perché non è  consentito
  ad alcuno

    FLERES   Dobbiamo  revocare  i commissari  che  ha  mandato  la
  Regione  che  hanno  creato il danno,  non  questi  che  si  sono
  insediati sei mesi fa e stanno sistemando la situazione

    DE BENEDICTIS . Lo discuteremo nell'ordine del giorno.

    GRANATA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere  il mio apprezzamento per questo emendamento concordato
  e   presentato   dal   Governo,   dall'Assessore   Lo   Porto   e
  dall'Assessore Misuraca, proprio per la situazione che riteniamo,
  per  quello  che  riguarda  le Terme  di  Sciacca,  assolutamente
  indispensabile per poi avviare una politica di rilancio che passa
  anche da una valutazione del piano industriale medesimo.
   Oggi,  la  situazione  che attraversano  le  terme,  sicuramente
  quelle  di Sciacca, ma immagino, signor Presidente, anche  quelle
  di   Acireale.  Sono  in  una  fase  nella  quale  non   si   può
  assolutamente  parlare  di un rilancio  o  di  una  politica  sul
  turismo  termale se non viene garantito il minimo  indispensabile
  nell'applicazione di quelli che sono i contratti  collettivi  che
  riguardano  gli operatori che vi lavorano. Quindi,  assolutamente
  una posizione di apprezzamento per questo emendamento.

    DI MAURO  . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
  con  molta  attenzione gli interventi che mi  hanno  preceduto  e
  credo che, soprattutto, per quanto riguarda la realtà di Sciacca,
  che  io  conosco,  credo  che dobbiamo, quanto meno  il  Governo,
  procedere  sì  all'erogazione di questa sorta di contributo  alle
  aziende  perché  i dipendenti non percepiscono lo  stipendio  dal
  mese  di ottobre, lo dovranno percepire certamente a novembre,  a
  dicembre ed hanno anche una serie di debiti da pagare e credo che
  bene  abbia  fatto il Governo ad aggiungere anche 700 milioni  di
  euro  perché i debiti mi pare che ammontino esattamente  a questa
  somma.
   E',   però,  anche  vero,  onorevole  Assessore,  che  lei  deve
  sollecitare   con   forza  la  presentazione  di   questo   piano
  industriale  perché altrimenti noi ci troveremo nelle condizioni,
  fra quattro mesi, fra cinque mesi, a riparlare dello stesso tema,
  ad  affrontare la stessa gravità dell'argomento senza che si  sia
  provveduto a individuare un percorso che faccia uscire da  questa
  situazione difficile e precaria e ad attivare processi che  siano
  certamente non solo sul piano occupazionale certi, ma siano fatti
  anche  nell'interesse  di  arrecare  un  servizio  alla  comunità
  agrigentina.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  5.7R.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   A  seguito  dell'approvazione di questo  emendamento  tutti  gli
  altri si intendono superati.
     Pongo  in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                            «Articolo 6.
                          Abrogazione di norme

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 26  marzo
  2002, n. 2, è abrogato.»

        Comunica   che   sono   stati   presentati   i   seguenti
      emendamenti:

        -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo:  6.3, 6.4;
  -dagli onorevoli Adamo, Parlavecchio e Ragusa: 6.1
  -dagli onorevoli Cracolici ed altri: 6.1 bis;
  -dagli onorevoli Villari ed altri: 6.1 ter;
  -dal Governo: 4.3;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Ammatuna: 6.2;
  -dagli onorevoli Adamo ed altri: 6.1 R;
  -dall'onorevole Adamo: subemendamento 6.1.1 R (all'emendamento
  6.1R).
  -dagli onorevoli Cascio, D'Aquino e Fleres: 6 A3;
  -dall'onorevole Savona: 6 A1,  6 A2;
  -dall'onorevole Leanza Edoardo: 6 A4, 6 A5, 6 A6;
  -dagli onorevoli Cracolici ed altri: 6 A7, 6 A8;
  -dagli onorevoli Di Benedetto ed altri: 6 A9, 6 A12;
  -dal Governo: 6 A13; 6 A18 e 6 A19;
  -dagli onorevoli Oddo ed altri: 6 A10;
  -dagli onorevoli Panarello ed altri: 6 A11;
  -dall'onorevole Formica:  6 A14,  6 A15, 6 A16, 6 A17;
  -dagli onorevoli Cristaldi ed altri: 6 A20;
        -     dagli onorevoli Tumino, Barbagallo e Oddo:   5.1  e
      5.2.

    TUMINO   Anche  a nome dell'onorevole Barbagallo,  dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 6.3.

    PRESIDENTE  L'assemblea ne prende atto.

     TURANO    Signor  Presidente,  qual  è  l'orientamento   della
  Presidenza?

     BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  settore
  del  trasporto pubblico locale in Sicilia vive una situazione  di
  estrema difficoltà.
   Questa  Assemblea con la legge numero 19 ha cercato di adeguarsi
  alla  normativa nazionale e sta tentando di dare una svolta.  Gli
  onorevoli  colleghi  ricordino che con la legge  19  si  dovrebbe
  passare dalle concessioni ai contratti di servizio.
   E'  un  passaggio fondamentale perchè firmando un  contratto  ci
  sono degli impegni che devono rispettare i contraenti. Ma c'è una
  cosa  molto  importante: nella legge 19 abbiamo previsto  che  la
  Regione  deve individuare i servizi minimi essenziali e le  unità
  di rete, perchè fino a quando  non razionalizziamo il settore dei
  trasporti c'è il rischio di sprechi, di duplicazione. Per fare un
  esempio:   se quattro vettori fanno la stessa linea è chiaro  che
  la  Regione non può dare concessioni sullo stesso percorso  e  il
  passaggio ai contratti di servizio certamente tenta di  far  fare
  un salto di qualità.
   Allora,  c'è  un problema che riguarda il diritto alla  mobilità
  dei  cittadini  più  deboli. Nelle previsioni  della  finanziaria
  regionale abbiamo visto che sono stati tolti 100 milioni di euro,
  il  40  per  cento  del  fondo trasporti  previsto  nel  bilancio
  tendenziale del 2007.
   Allora,   o  la  Regione  ritiene  che  questo  sia  un  settore
  superfluo e dovete riflettere sul fatto che in questo settore non
  ci  sono  solo le aziende provate, perchè il contributo in  conto
  esercizio previsto dalla legge 68 riguarda al 50 per cento  circa
  le aziende pubbliche e le aziende private.
   Nelle  aziende pubbliche c'è la ATM di Messina, c'è  la  AMT  di
  Catania, l'azienda della città di Palermo, la SAO di Trapani,  ci
  sono  aziende  che non possono essere competitive sul  piano  del
  mercato,  perchè  la  velocità  commerciale  degli  autobus   nel
  trasporto urbano non consente di essere competitivi.
   Allora,  in  tutto  il  mondo  il trasporto  pubblico  locale  è
  assistito.  Il  problema  è  finalizzare  i  contributi  ad   una
  razionalizzazione dell'intero sistema e i contratti  di  servizio
  devono  andare  avanti; nessuno pensi di  abrogare  la  legge  19
  perché   è  l'unica  opportunità  per  disciplinare  una  materia
  estremamente complessa.
   C'è  la  questione  dell'AST. Come  voi  sapete  l'AST  è  stata
  trasformata  in  S.p.A.;  soltanto per un  paio  di  anni  ancora
  copriremo  il  bilancio  dell'AST che  con  la  nostra  copertura
  finanziaria riesce ad essere in equilibrio, riesce a chiudere  il
  bilancio in pareggio.
   L'azienda AST ha una scopertura di conducenti di linea di  circa
  trecento addetti.
   Nel   passato  sono  state  fatte  assunzioni  con  le   agenzie
  interinali e poi sono stati trasformati i contratti diventando  a
  tempo determinato.
   Per   quello   che  mi  risulta  i  conducenti  di  linea   sono
  assolutamente  indispensabili per non chiudere  il  servizio,  in
  particolare il servizio urbano di Siracusa, di Ragusa e di  altre
  città.
   Non  so  se  noi  riusciremo fra due anni a rendere  competitiva
  l'AST  ma  uno  sforzo deve essere fatto anche  sul  piano  della
  capacità  di  un'impresa  di  stare sul  mercato  e,  quindi,  di
  svolgere  un  lavoro che non sia solo un aggravio  per  le  casse
  della Regione.
   Da  questo punto di vista, alcuni strumenti che nel passato sono
  stati individuati, sono  assolutamente fallimentare perché i  120
  consulenti  dell'AST sistemi, i 10 componenti  del  Consiglio  di
  Amministrazione, con quello che percepiscono (circa  100  milioni
  di  euro l'anno, il Presidente e l'Amministratore delegato), sono
  sicuramente una palla al piede per le finanze della Regione.
   Ho   chiesto   in  un'apposita  interrogazione  di  mettere   in
  liquidazione  l'AST  sistemi e di abolire ormai  quel  territorio
  perché  gli  stessi servizi dell'AST sistemi li potrebbe  fornire
  benissimo l'AST.
   C'è  un  problema  che  i  colleghi  hanno  posto  e  sul  quale
  manifesto la più grande attenzione: una cosa è la stabilizzazione
  del  personale  pregresso,  altra cosa  è  aprire  un  varco  che
  potrebbe anche determinare logiche estranee alla mentalità mia  e
  del mio gruppo.
   Non  so  se  possiamo,  in qualche modo,  incidere  per  legare,
  quanto  meno, le nuove assunzioni alla pianta organica, al  piano
  industriale, cioè cercare di rendere più trasparente un  percorso
  sul quale i deputati devono essere estremamente consapevoli.

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  tornare
  per un momento sul giudizio di proponibilità che la Presidenza ha
  fatto nella discussione generale sull'articolo 6.
   Dalla  Presidenza  è  stato  dato un giudizio  di  proponibilità
  sugli emendamenti aggiuntivi in linea assolutamente generica, nel
  senso  che  è  stato  detto  che tutti gli  emendamenti  che  non
  afferiscono  alle  argomentazioni di cui stiamo parlando  saranno
  dichiarati improponibili.
   Intervengo  per  fare  una forzatura parlamentare  e  quindi  un
  appello alla Presidenza da rivolgere all'intera Aula che riguarda
  l'emendamento  da  me sottoscritto che reca il numero  6A.3  cioè
  l'emendamento che interviene sulla Fiera di Palermo e  su  quella
  di  Messina, argomento che è stato ripreso in questa lunga seduta
  di  Aula più volte da diverse parti dell'Aula, compreso anche dai
  banchi del Governo.
   Voglio  ricordare a me stesso e all'Aula che  si  tratta  di  un
  emendamento che non è entrato nel bozzone iniziale, è un articolo
  che  non è entrato nei sei articoli iniziali prodotti dal Governo
  per una semplice svista.
   Penso  che  se l'Assessore Beninati quella sera fosse stato  nel
  Palazzo  questo articolo sarebbe entrato con pari  dignità  nella
  bozza  del Governo, così come è entrato l'articolo che riguardava
  le  terme  di Acireale e di Sciacca. L'Assessore Beninati  quella
  sera  non  era  presente perché era, per motivi inerenti  il  suo
  mandato,  da un'altra parte e, quindi, quell'emendamento  non  fu
  inserito,  ma  ha  lo  stesso tipo di  urgenza  che  hanno  altri
  argomenti contenuti in questa legge di variazione di bilancio.
   Voglio  ricordare che i lavoratori della Fiera  di  Palermo  non
  prendono  lo stipendio da 13 mesi e credo che, essendo lavoratori
  assunti  a  norma di legge e quindi dipendenti non  regionali  ma
  controllati  dalla  Regione,  hanno  pari  dignità  rispetto   ai
  lavoratori  delle  Terme  di Sciacca, pari  dignità  rispetto  ai
  lavoratori delle Terme di Acireale e, quindi,  con questa  norma,
  che  non è il tentativo di fare una furbizia da parte di qualcuno
  ma  il riconoscimento di una parte di un sacrosanto diritto,  con
  un  milione e 200 mila euro riusciremmo a pagare forse quattro  o
  cinque mensilità.
   Questi lavoratori attendono ancora 13 mensilità dall'Ente  Fiera
  e  allora il Presidente dell'Assemblea dovrebbe chiedere all'Aula
  una   disponibilità  a  potere  considerare  proponibile   questo
  emendamento per affrontare una buona volta il problema delle  due
  fiere  della Sicilia che potrebbero essere rilanciate  a  partire
  anche da questo emendamento.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   è   sempre
  antipatico provare a fare il forte con i deboli e il debole con i
  forti,  però sulla vicenda dell'ente fiera di Messina  intervengo
  per  sostenere  l'Assessore Beninati  perché  non  ho  apprezzato
  l'intervento dell'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, stiamo parlando sull'articolo  6.
  Quello  è  un  emendamento aggiuntivo sul quale  a  tempo  debito
  parleremo.  La  invito,  quindi, a non continuare.  Non  possiamo
  aprire una discussione su un articolo che non è in discussione.

   ADAMO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

       ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dire  che  la
  Commissione  ha  approvato il testo di legge è un  po'  improprio
  perché  in  realtà la Commissione ha esaminato con attenzione  il
  testo  di legge, ha ascoltato l'AST  ed ha dato parere favorevole
  però  ad  alcune  condizioni:  a condizione,  cioè,  che  vengano
  inserite  nella  proposta di legge criteri di  trasparenza  e  di
  controllo della spesa pubblica.
     Quindi la nostra proposta è stata, in pratica, riscritta e  di
  questo è stato informato il Governo, con delle condizioni e  cioè
  le  assunzione possono essere fatte soltanto in base ad un  piano
  industriale  il  che significa - rispondo anche alle  perplessità
  dell'onorevole  Barbagallo -  che chiunque fa una  assunzione,  i
  dirigenti  se  ne assumono la responsabilità, non possono  l'anno
  prossimo  venire  qua per chiedere il ripianamento   dei  debiti,
  naturalmente,  essendo un'attività pubblica, con delle  procedure
  di evidenza pubblica.
   Riteniamo,  inoltre,  che per quello che riguarda  i  lavoratori
  che  da  anni sono già inseriti stabilmente nell'AST, che  stanno
  lavorando  e assicurano un servizio indispensabile, sia possibile
  in sede di prima presentazione il passaggio dal tempo determinato
  al tempo indeterminato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, l'emendamento di  riscrittura  che
  avevamo  letto poc'anzi  risponde, appunto, alle sue osservazione
  e lei è la prima firmataria.

   PRESIDENTE.   Si   prende   atto  che  l'onorevole   Granata   e
  l'onorevole   Falzone  chiedono  di  apporre  la  propria   firma
  all'emendamento di riscrittura.

   VILLARI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   VILLARI.  Signor  Presidente, onorevole  colleghi,  in  premessa
  vorrei dire che ritiro l'emendamento 6.1 ter che è quello che  si
  limita  alla  stabilizzazione del personale dell'AST  attualmente
  con  contratto  di lavoro a tempo determinato. Lo  ritiro  perché
  condivido  l'emendamento  che è stato  presentato  e  per  questo
  chiedo  di  apporre la mia firma sull'emendamento  6.1  R  perché
  ritengo sia comprensivo di alcune questioni  oggetto di dibattito
  sia in Commissione che in Aula e voglio anche spiegare perché.
   Credo  che sia necessaria una riflessione: l'emendamento  6.1  R
  sostiene   sostanzialmente  l'abrogazione   del   divieto   delle
  assunzioni. Io condivido  la soppressione del divieto  del  comma
  2,  dell'articolo  33  qui  citato,  perché  questo  permette  la
  stabilizzazione  dei  lavoratori  che  in  atto  operano   presso
  l'Azienda  AST  a  tempo  determinato,  trasformandoli  a   tempo
  indeterminato.
   Condivido,  inoltre, l'emendamento perchè si pone l'esigenza  di
  proseguire  con  eventuali nuove assunzioni  alla  condizione  di
  utilizzare il criterio della evidenza pubblica.
   Questo  credo che sia giusto e, soprattutto, è giusto  il  fatto
  che   questo  venga  legato  alla  presentazione  di   un   piano
  industriale  da  parte dell'Azienda. Vorrei dire, condividendo  i
  criteri  e i punti contenuti nell'emendamento presentato  da  più
  colleghi,  che  dobbiamo metterci d'accordo in questo  Parlamento
  sul  fatto  che  vadano utilizzati criteri, per  quanto  riguarda
  società  per  azioni  a totale partecipazione  pubblica  come  in
  questo  caso e, comunque, in generale le società per azioni  dove
  la  partecipazione  pubblica è maggioritaria, metterci  d'accordo
  sull'unico   criterio,  perché  questo  Parlamento  è   diventato
  schizofrenico dove non si capisce bene ognuno cosa voglia, a cosa
  miri e quale tipo di problemi ha.
   Ho  visto firmare emendamenti che non hanno francamente né testa
  né  coda, perchè si limitano ad una particolare questione, il che
  mi  fa pensare che a volte qualche collega abbia qualche problema
  particolare  che  non  riesce  a collegare  nel  contesto  di  un
  criterio generale che dobbiamo adottare.
   Quindi,  ritiro l'emendamento 6.1 ter a mia firma e  sottoscrivo
  l'emendamento  6.1  R,  perché  lo  condivido  e  penso  che   il
  Parlamento   si   debba   orientare   verso   l'approvazione   di
  quest'ultimo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido
  l'emendamento  presentato dalla collega Adamo e lo condivido  per
  due  ragioni:  una di merito, l'altra di metodo, nel  senso   che
  ritengo  doveroso da parte della collega Adamo, a nome  della  IV
  Commissione, che proponesse un emendamento in forza della volontà
  espressa  dalla  stessa Commissione che,  in  sede  di  esame  di
  merito,  ha  proceduto  a modificare la proposta  originaria  del
  Governo.
   Secondo  me,  in maniera impropria, la Commissione  bilancio  ha
  esercitato  una  funzione che non doveva esercitare,  quindi,  da
  questo  punto di vista considero giusto che l'onorevole Adamo,  a
  nome  della  Commissione, ribadisse il principio e il lavoro  che
  era stato svolto.
   Lo  condivido anche per una ragione di merito, nel senso che  la
  norma che era stata proposta si limitava a cancellare un divieto,
  ma  non  a fissare - oltretutto in un momento in cui è necessario
  avere  principi di contenimento della spesa - criteri che possano
  consentire, nello stesso tempo, la funzionalità dell'Azienda,  ma
  anche l'economicità del sistema.
   Ecco perché questo emendamento si limita a prendere atto di  una
  condizione   che  sappiamo  che  esiste,  tant'è  che   è   stata
  considerata  un'emergenza il fatto che all'AST  dal  10  dicembre
  scadranno  i  contratti a tempo determinato che hanno  consentito
  l'attività  della stessa Azienda e dall'11 dicembre - mi  risulta
  anche  che  l'AST  abbia già comunicato,  ad  esempio  ad  alcuni
  sindaci soprattutto del catanese - ha comunicato l'intenzione  di
  dismettere  i  servizi poiché se non ha il  personale  non  potrà
  garantire i servizi.
   Ritengo   del   tutto  necessario  consentire   all'Azienda   di
  trasformare  e avere il personale per garantire i servizi  poiché
  non  si  può  continuare con un rapporto a  tempo  determinato  è
  necessario procedere alla trasformazione ancorché nell'ambito del
  piano industriale approvato dalla stessa Azienda.
   Mi  permetto, però, e considero una positiva novità che  ritengo
  noi  dobbiamo estendere, onorevole Assessore, e mi piacerebbe che
  questa  proposta  la facesse il Governo erga omnes,  a  tutte  le
  Aziende  partecipate dalla stessa Regione, il  principio  che  le
  immissioni  di  forza lavoro debbano avvenire  con  procedure  di
  selezione pubblica e non con procedure di selezione molto privata
  con  cui  si  è  operato in tantissime aziende in  questa  nostra
  Regione.
   Vi  è  un  subemendamento  che  presento  all'emendamento  della
  Commissione,  che spero  possiate apprezzare,  e  ho  chiesto  al
  Presidente  della  Commissione  bilancio  di  sottoscriverlo.  Il
  subemendamento, sostanzialmente, aggiunge al II  comma,  dove  si
  dice  procedure di selezione pubbliche ,  effettuate dalla stessa
  azienda ,  cioè non vorrei che noi prevedessimo le  procedure  di
  selezione pubbliche, però, magari l'azienda si avvale di  società
  di  lavoro interinale che, sostanzialmente, diventa l'avviso  del
  fatto  che  si sta avvalendo di società di lavoro interinale,  la
  modalità   di  selezione  pubblica.  Certamente  questo   sarebbe
  inaccettabile.
   La  stessa azienda potrà, con avvisi e con le procedure previste
  dalle  norme, determinare le garanzie perché qualunque  cittadino
  possa  avere  la possibilità di trovare un lavoro  presso  l'AST,
  così  come mi auguro presso tutte le aziende, e sarebbe una bella
  cosa   se  il  Governo  si  impegnasse   a  prevederlo   già   in
  finanziaria, questo come una norma che riguarda l'intero  sistema
  Regione e non solo l'AST.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  visto  che  in
  Aula  c'è  molta confusione,  al fine di accelerare i lavori,  la
  inviterei a tagliare una volta per tutte questo  nodo gordiano  e
  cioè  stabilire sugli emendamenti aggiuntivi quale è la decisione
  che questa Presidenza intende prendere.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho in  mano  il
  testo  dell'emendamento  illustrato  egregiamente  dall'onorevole
  Adamo  che, dal mio punto di vista, può essere una buona base  di
  partenza  indulgendo a qualche correttivo per potere arrivare  ad
  una conclusione positiva della discussione in Aula.
   Mi  rivolgo all'Aula, se c'è un po' d'attenzione, perché  vorrei
  evitare  poi  che  fossimo  presi  tutti  da  furore  particolare
  ricordandoci  che  alle  aziende  va  assicurata  un  minimo   di
  flessibilità nella gestione del personale, soprattutto quando  le
  aziende, come le aziende pubbliche, come le aziende di trasporti,
  hanno una sorta di polmone nel senso che nell'effettuare i lavori
  c'è  una  parte che, a regime, effettua lavori per tutto  l'anno,
  poi c'è una fase di lavori stagionali, per esempio, alle quali le
  aziende  devono ricorrere perché è nella natura dell'azienda,  ma
  noi non possiamo imporre assunzioni dirette all'azienda.
   Voglio  fare  un  esempio  specifico:  se  all'AST  di  Siracusa
  l'azienda  ha  dei servizi, poi assume dei servizi stagionali  in
  competizione con altri, quando prende il lavoro stagionale per il
  trasporto  degli alunni che si fa da ottobre a giugno, in  quella
  fase  l'azienda  deve  ricorrere  alle  normative  generali   che
  riguardano  il reclutamento del personale, non  possiamo  imporre
  all'azienda il reclutamento diretto del personale.
   Quindi,  partendo da questa buona base di valutazione  eviterei,
  comunque,  furore  ideologico. Poi,   magari   predisporrò  degli
  emendamenti.  Mi  rivolgo all'onorevole Adamo:  Per  l'attuazione
  del limite del piano industriale dell'azienda siciliana trasporti
  non  si applica il comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale
  26 marzo 2002 n. 2 .
    Quando  venne approvato questo articolo, era per stabilire  che
  nella  fase  di  trasformazione dell'azienda a società  bisognava
  impedire il divieto dell'assunzione.
   Quella  norma  aveva  una ratio: voleva  collocare  le  aziende,
  prima  della possibilità che venissero appesantite le  assunzione
  pubbliche.
   Ora,  anziché dire  nei  limiti', scriviamolo così come andrebbe
  scritto.  Si  dice:  il comma 2 dell'articolo 33 è abrogato'    e
  poi mettiamo i vincoli al testo del Governo.
   Per  quanto  riguarda il secondo comma,  nel caso di  assunzione
  di  nuovo  personale, l'azienda siciliana trasporti  procede  nel
  rispetto  del  proprio  piano  industriale  e  con  procedure  di
  selezioni   pubbliche',  è  stato  preannunciato  un  emendamento
  dell'onorevole Cracolici. Vorrei specificare, nel caso  di  piano
  industriale  a  regime, ma nel caso in cui un'azienda  assuma  un
  servizio  stagionale,  quell'azienda deve ricorrere  alle  regole
  generali  del mercato e della flessibilità, per esempio ricorrere
  a personale interinale, così come tutte le azienda, perché non si
  può  prevedere a regime e introdurre e appesantire un'azienda che
  deve   fare   lavoro  stagionale  con  l'obbligo  di  assunzione,
  addirittura, con l'evidenza pubblica.
   Io   vedrei   di  inserire  qualche  correttivo  che   sia   più
  ragionevole,  mantenendo lo spirito, comunque, nel  caso  in  cui
  l'assunzione  venga fatta a regime. Allora,  è  evidente  che  si
  proceda all'assunzione pubblica.
   Per  quanto  riguarda il terzo comma, mi sembra che ancor  prima
  di garantire i lavoratori, garantisce il servizio, perché oggi la
  situazione è questa: se non dovessimo approvare l'emendamento  di
  trasformazione  del  rapporto di lavoro da  tempo  determinato  a
  tempo   indeterminato,  interi  servizi  del   trasporto   locale
  andrebbero eliminati.
   Mi   riferisco  alla  mia  città,  ma  anche  a  Siracusa.   Noi
  bloccheremmo  interi servizi. Quindi, è chiaro che c'è  l'urgenza
  di  un intervento in questa materia e c'è l'urgenza attraverso la
  possibilità di una trasformazione del rapporto contrattuale.
   Pertanto,  signor Presidente, partendo da questa  base,  sarebbe
  utile  interloquire sia con il Presidente della  Commissione  che
  con  gli  altri  colleghi,  in modo tale  da  introdurre  qualche
  correttivo  che  non  provochi rigidità  nell'emendamento  e  che
  permetta alle aziende di mantenere quella necessaria flessibilità
  nell'agire  che permetterebbe anche all'AST di poter  liberamente
  stare nel mercato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che  noi
  stiamo  parlando  senza avere i dati. Si applica  una  norma,  si
  vuole  fare  un  emendamento obbligando, quasi, all'assunzione  a
  tempo  indeterminato, senza che sappiamo quante sono  le  persone
  assunte a tempo indeterminato, quanti costi avrà  per l'azienda o
  per la Regione, la trasformazione a tempo indeterminato.
   Tra  l'altro, mi permetto, molto sommessamente, di ricordare che
  siamo in presenza di una norma finanziaria che impedisce di  fare
  nuove assunzioni, rispetto ai  budget degli anni precedenti.
   Questa  norma  vale  specialmente per gli enti  locali,  ma  per
  tutte le aziende controllate dalla Regione.
   E'  anche vero il discorso che, essendo una società per  azioni,
  non possiamo obbligare a fare le assunzioni a tempo indeterminato
  perché oggi qui non abbiamo i dati.
   Vorrei capire, prima di dire: trasformiamo il personale a  tempo
  determinato  in prima applicazione, con la finzione  della  prima
  applicazione   e   poi  dell'evidenza  pubblica,   senza   avere,
  effettivamente, né la pianta organica né i numeri di quante  sono
  le persone a tempo determinato né i costi della trasformazione di
  questo personale da tempo determinato a tempo indeterminato.
   Ma  questi  costi,  questi maggiori oneri a cui  andrà  incontro
  l'azienda o la Regione su chi gravano?
   Oggi  l'Azienda AST quanto costa alla Regione siciliana?  Quanto
  è   il   contributo  che  dà  alla  Regione  siciliana   per   il
  funzionamento dell'Azienda AST?
   Quindi,  credo che si arrivi anche qui a portare una  norma  che
  certamente   può   avere   effetti    deflagranti   rispetto   al
  contenimento della spesa.
   Siamo  d'accordo  che  si facciano i servizi,  siamo  d'accordo,
  così come diceva anche l'onorevole Speziale, che ci siano servizi
  stagionali,  ma  se  noi facciamo una norma generale  e  diciamo:
  trasformiamo tutto il personale a tempo determinato in  personale
  a  tempo  indeterminato, credo che certamente questi nuovi  costi
  ricadranno  principalmente sulla Regione ma penso che questo  non
  possa essere fatto specialmente, ho sentito qua, che qualcuno  ha
  detto che questa è una società per azioni.
   Quindi, andrei cauto nel valutare tutte queste osservazioni.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  materia  che  stiamo  trattando sia  di  grandissima  delicatezza
  perché può costituire un precedente che è devastante nel rapporto
  tra la Pubblica amministrazione e le aziende private.
   Noi  non  possiamo,  in  via legislativa,  imporre  alcunché  ai
  soggetti  di  diritto  privato  ed  alle  S.p.A.  in  materia  di
  trasformazione  del  rapporto  da  tempo  determinato   a   tempo
  indeterminato e, soprattutto, sulle procedure di assunzione.
   Ostano   ad  ipotesi  di  questo  genere:  1)  la  Costituzione,
  laddove,  credo che l'articolo sia il 28 o il 29, viene precisato
  che  l'organizzazione dell'impresa privata è  libera  e  non  può
  essere  sottoposta  ad alcun vincolo; 2) andremmo  a  violare  la
  legge  n. 104 del 1966 sulle assunzioni e sui licenziamenti delle
  ditte  private;  3) andremmo a violare l'intera  normativa  della
  legge  Biagi, che viaggia in altro orientamento rispetto a quello
  che  si  vorrebbe imporre; 4)  credo che gran parte dei  colleghi
  avranno  letto  ieri in prima pagina sul Corriere della  Sera  il
  commento  di Iachino sulla falsità e sulla ipocrisia dei concorsi
  pubblici,  che  invita  la  Pubblica amministrazione,  e  non  le
  aziende  private,  ad  abolire, in quanto  il  concorso  pubblico
  oramai,  per esperienza e per consolidato dato, non è il  sistema
  migliore   per  le  assunzioni  ottimali  nel  pubblico  impiego,
  figuriamoci nelle aziende private.
   Tra  l'altro  mi  permetterei  di  sottoporre  agli  uffici  una
  incongruenza  perché  leggo nel precedente emendamento  6.1,  che
  comprendeva  due  commi e dove non era prevista l'assunzione  per
  pubblico impiego.
   Consiglio  di ritirare l'emendamento perché non si  può  ad  una
  società per azioni  dare il vincolo legislativo e quindi l'invito
  al ritiro per problemi di incostituzionalità.
   Non  riesco  a capire perché lo stesso parere non è  stato  dato
  all'emendamento 6.1.R che è ancora più incostituzionale di quello
  precedente.
   Pregherei    gli   uffici   di   procedere   ad    un    riesame
  dell'emendamento che stiamo trattando perché - ripeto - credo che
  il   profilo   di  incostituzionalità  sia  ancora  più   marcato
  nell'emendamento  6.1.R rispetto al 6.1 precedentemente  indicato
  come incostituzionale dagli stessi uffici.

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI MAURO . Signor Presidente, volevo fare alcune precisazioni.
   Credo  che la questione che viene posta qui stasera riguardi  il
  tema  della  scadenza  del 10 dicembre, relativa  alla  necessità
  ovviamente  di assicurare un servizio all'AST e credo  che  tutto
  risalga  all'applicazione di un articolo, adesso non ricordo,  il
  decreto  legislativo numero 368, che impone alla  società privata
  -   in questo caso l'AST - di assumere  tutti coloro i quali sono
  incaricati  a  tempo  determinato  di  un  servizio,  che,   alla
  scadenza, siano nuovamente incaricati nel giro di dieci giorni.
   Io  ritengo  che  sia assolutamente corretta  la  posizione  del
  Governo,  onorevole Lo Porto, perché il Governo, giustamente  non
  volendo entrare nel merito di un'azienda privata, dispone che  il
  secondo   comma  dell'articolo  33  venga  dichiarato   decaduto,
  lasciando   all'azienda  la  possibilità  di  procedere   secondo
  valutazioni che appartengono all'azienda.
   Se   noi   invece   procediamo  ad  una  forte   sollecitazione,
  attraverso la norma legislativa, ad assumere tutti coloro i quali
  si  trovano  in una certa situazione, ovviamente imponiamo  senza
  che   l'azienda   possa  trovarsi  nelle  condizioni   di   avere
  atteggiamenti, nei confronti di qualcuno,   magari  di  carattere
  diverso.
   Essendo   questa,  credo,  un'azienda  privata  non  si  possono
  imporre né selezioni né altro, ma il Governo ha il dovere,  anche
  per  risolvere  un problema sociale,  di abrogare quel comma  che
  impedisce  qualsiasi  tipo  di assunzione  e  lasciare  l'azienda
  libera di procedere secondo la normativa attualmente vigente.

    CANTAFIA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CANTAFIA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che
  non sfugga ad alcuno che siamo di fronte non ad un dettaglio,  ma
  al  processo  che  fa intercettare all'Aula il  rapporto  tra  la
  Regione e le sue aziende.
   Ricordo  a tutti che qualche anno fa la Regione siciliana  avviò
  un  processo  di  privatizzazione,  sostenendo  la  necessità  di
  modernizzare e pubblicizzare il sistema delle imprese.
   Credo  che,   se  oggi  facessimo il conto di  quante  erano  le
  aziende  di proprietà della Regione  dieci anni fa e quante  sono
  le  aziende  di proprietà della Regione di oggi, ci  accorgeremmo
  che  sono  aumentate. Sono aumentate nel campo  dei  servizi,  in
  particolare, ma sono aumentate in generale.
   Ora  non c'è dubbio che noi non possiamo sottostimare il sistema
  che  deve regolare queste imprese, quindi lo intercettiamo adesso
  per  un  apparente dettaglio, quello della  stabilizzazione   del
  personale  che  attualmente  è  in  forza  all'AST,  per  la  cui
  immissione nella stessa azienda, ricordo, sono state operate  una
  serie di forzature.
   Sono  stati  forzati contratti, blocchi, sono stati  aggirati  i
  blocchi  che  la  Regione  aveva dato  a  quell'azienda  per  non
  aumentare le spese di personale, perché vi ricordo che  il  primo
  articolo  di  quest' emendamento dichiara la soppressione  di  un
  comma  che diceva che non si poteva assumere e tutte queste norme
  sono state aggirate per necessità.
   Adesso non voglio mettere in discussione le necessità che  erano
  legate al servizio che l'AST doveva erogare, non c'è dubbio  però
  che   qualcosa  dobbiamo fare immediatamente per evitare  che  lo
  stato  di  degrado dal punto di vista politico,  etico  ed  anche
  sociale  sta  avvenendo nei rapporti di lavoro tra i siciliani  e
  queste aziende.
   In  queste  aziende  si  entra sempre  in  maniera  opaca  ed  è
  indispensabile ridare trasparenza a questi rapporti. Questo è uno
  dei  momenti  che può essere utilizzato per avviare  una  svolta.
  Quando,    in  uno  degli  emendamenti  che  abbiamo  presentato,
  chiediamo che ci sia la selezione pubblica, il concorso pubblico,
  ma  comunque  la  selezione pubblica per  entrare  dentro  queste
  aziende,  lo facciamo perché sono aziende pubbliche che hanno  la
  possibilità  di  utilizzare il vantaggio di  essere  società  per
  azioni ma il loro unico azionista è il pubblico.
   Dette  aziende  vengono  continuamente  a  battere  cassa   alla
  Regione.   Lo   abbiamo  visto  prima  con  le  aziende   termali
  nell'articolo  precedente, lo vediamo adesso con le  aziende  dei
  trasporti,  lo  vedremo  ogni volta che  intercetteremo  un  ATO,
  un'azienda  ospedaliera, un'azienda sanitaria. Tutti questi  sono
  manager  che  hanno spesso libertà di manovra  perché  in  teoria
  hanno,  nel caso di società per azioni,  il massimo della libertà
  ma  anche il massimo della responsabilità, la responsabilità  non
  se la prendono mai ed i soldi li vengono a chiedere continuamente
  alla  Regione;   è  indispensabile  dunque  che  noi  in  qualche
  maniera normiamo.
   Ecco  perché  certamente  diminuendo  i  poteri  che  in  teoria
  dovrebbero   avere  gli  amministratori,  dobbiamo  chiedere   la
  selezione pubblica, nell'ambito naturalmente delle necessità  che
  quell'azienda dovrà avere, ma smettendola una volta per tutte  di
  sanare tutte le cose che vengono fatte in deroga alle leggi della
  Regione,  perché in questo caso stiamo sanando  una  cosa  che  è
  stata fatta in deroga alle leggi della Regione.

   FORMICA  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
         richiamare  l'attenzione degli uffici e del Governo
         sull'emendamento presentato,  che è in discussione,
    sull'incostituzionalità dell'emendamento -  così come è stato
  sottolineato prima dall'onorevole Maira -  ma anche sull'assoluta
  incongruenza dell'emendamento stesso rispetto a ciò che si vuole
                            raggiungere.
     Primo  punto, siamo in presenza di una S.p.A. e   interveniamo
  con  una  legge  per impedire alla S.p.A.  stessa,  creata  dalla
  Regione per essere successivamente immessa nel mercato, e diciamo
  a  tale  S.p.A.     Sì, tu sei S.p.A.,  devi essere  immessa  sul
  mercato,  però non puoi usufruire delle regole del codice  civile
  per le società per azioni  .
     Secondo punto nell'emendamento si dice che sostanzialmente  le
  procedure  di  assunzione  devono  seguire  criteri  di  evidenza
  pubblica  e  di concorsi come nella pubblica Amministrazione.  Ma
  nello  stesso  emendamento si dice che l'azienda  è  obbligata  a
  trasformare  i  rapporti  che  ha  a  tempo  determinati  con   i
  lavoratori  assunti  a  tempo determinato a tempo  indeterminato,
  cioè aggirando la legge.
     Cioè  si  dice in quell'emendamento  Tu azienda va bene,   hai
  assunto delle persone a tempo determinato e le hai assunte perché
  avevi  una  motivazione tua specifica, secondo  criteri  che  hai
  stabilito  tu,  però ora questo tipo di persone che  hai  assunto
  senza  concorso  trasformiamolo  a  tempo  indeterminato .  Nello
  stesso  tempo  si  obbliga legislativamente  un'azienda  privata,
  una  S.p.A.  -   come  veniva sottolineato anche  dell'intervento
  dell'onorevole Speziale -  che per stare sul mercato  ha  proprio
  necessità di assunzioni stagionali,  perché appunto offre servizi
  stagionali,   a non potere assolvere i servizi stagionali  perché
  non può  assumere a tempo indeterminato delle persone che servono
  per   servizi stagionali.
   Per   cui     invito   veramente   i   proponenti   a   ritirare
  l'emendamento ed  a votare il testo che era stato votato.  Se  si
  vuole  aggiungere  seguendo il piano industriale' lo si può  fare
  perché  è  una logica che appartiene al codice civile che  regola
  appunto  le S.p.A.,  ma non andare oltre,  come è stato detto  in
  Commissione,  così come il Governo in Commissione  ha  più  volte
  sottolineato.

    LO  PORTO , assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, questo tema,  come  l'onorevole
  Adamo  ricorderà sicuramente, lo abbiamo dibattuto in Commissione
  con   un   risultato  finale  che  ci  portò  alla  presentazione
  dell'articolo così come proposto nel testo degli emendamenti.
   C'è  una esigenza,      prego l'Aula -  poichè  fra poco votiamo
  ed  è argomento che si presta a tante suggestioni ed io comprendo
  che l'ora è tarda e magari un po' di stanchezza che  ci impedisce
  di seguire il filo conduttore di questo mio ragionamento che sarà
  breve -  vi prego di dedicarmi qualche momento di attenzione.
     Noi  dobbiamo  osservare  un principio  di  economicità  della
  legislazione,   nel  senso che una legge  può  essere  giusta  ma
  pleonastica,  piena di argomenti possibilmente  persino  estranei
  all'argomento che si prefigge di disciplinare.
   Nell'esprimere  il  parere sull' emendamento 6.1.1R  devo  dire,
  cominciando dal comma 3, che si tratta di un testo giusto,  tutto
  sommato,  ma pleonastico. Mi appello  - ripeto - al principio  di
  economicità  della  legislazione. Nessuna  azienda  può  assumere
  personale  a  tempo  indeterminato e definitivo  in  presenza  di
  personale  assunto a tempo determinato. Se si fa  l'uno  si  deve
  fare obbligatoriamente, onorevole Cracolici, anche l'altro.
   Ma  poiché  quod abundat non nocet',  si può pure tenere;  ma  è
  pleonastico  questo  punto,  è  assolutamente  inutile   e   crea
  condizioni  di  confusione  nel momento  dell'applicazione  della
  legge.
   Il  secondo  punto  è  stato  egregiamente  già  sviluppato  sia
  dall'onorevole Speziale, sia dall'onorevole Maira, sia  da  tanti
  altri  colleghi  che  ne  hanno dimostrato  la  pericolosità,  in
  quanto     viola fatalmente e gravemente il principio di  libertà
  di impresa.
   Se  fosse  un  documento, a livello di  ordine  del  giorno  che
  impegna  il  Governo  ai fini della trasparenza  e  del  pubblico
  interesse,   lo capirei, anzi, colgo l'occasione per  invitare  i
  proponenti a trasformarlo in ordine del giorno. Ma che nel  testo
  di  una legge si obblighi un' impresa privata a determinate norme
  di comportamento è incostituzionale.
   Non mi dilungo, è stato detto ed è stato spiegato. Insistere  su
  questo  principio significa incorrere nel reale  rischio  di  una
  impugnativa del Commissario dello Stato.
   Il  comma  1,  infine,  è identico se non nella  lettera,  nella
  sostanza, al testo della legge.
     Come  vedete questo è un documento suggestivo che  appaga  un'
  esigenza  di presenza nel dibattito,  che io capisco e condivido,
  ma  che,  alla fine,  tutto sommato,  è del tutto inutile  perché
  l'articolo 6,  così come proposto, comprende sicuramente il comma
  1 di quest' emendamento.

    ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa piacere  che
  spesso e volentieri ci dedichiamo anche ai profili costituzionali
  delle  norme,  che,   ovviamente,    per  quel  poco  che  ho  di
  esperienza anche dal punto di vista giuridico, vengono  sempre  e
  comunque analizzate rispetto a casi specifici.
   Vorrei chiedere all'onorevole assessore Lo Porto se c'è un  solo
  lavoratore definito  stagionale che ha fatto meno di 365  giorni,
  nel caso in specie, perchè penso -  ripeto per la poca esperienza
  che  ho  -  che  il giudice costituzionale  - in questo  caso  il
  Commissario dello Stato -  si deve comunque porre prima  di  fare
  l'analisi relativa alle norme di natura costituzionale,   se  no,
  siamo  fuori  dal  mondo; non c'è - lo ripeto  -   un  lavoratore
  dell'azienda   di  cui  stiamo  discutendo  che  non   abbia   la
  stagionalizzazione cosiddetta se non pari a 365 giorni.
   Adito  il giudice del lavoro non ci sarà un lavoratore di questo
  tipo che non avrà una sentenza per l'immediata trasformazione  in
  lavoro a tempo indeterminato.
   Non  credo  dunque  che  il profilo di costituzionalità  si  può
  porre  in  questa  maniera, perchè si può solo porre  rispetto  a
  tutto  quello che c'è ed e stato prodotto e, per quanto  concerne
  la definizione di lavoro stagionale o meno.
   Mi  pare  ragionevole,  giacchè  la norma  di  per  sè  si  deve
  ispirare a criteri di economicità ma deve ispirarsi a criteri  di
  ragionevolezza,  e  soprattutto  deve  fare  i   conti   con   le
  fattispecie che  mi hanno comunque molto tempo fa insegnato.
   Secondo  argomento,  stiamo  quasi quasi  argomentando  che  non
  dobbiamo  discutere  di  quelle aziende che  sono  in  atto,  per
  rispetto  al  codice civile,  S.p.A, però sono  o  interamente  o
  parzialmente a partecipazione pubblica.
   Vedete  questa sicurezza espressa  anche nei concetti di  alcuni
  colleghi  -  lo voglio dire con estrema umiltà -  non  mi  lascia
  solo  molto perplesso, andrebbe sicuramente approfondita e non  è
  il  caso,   secondo  me,   di pensare ad un   approfondimento  in
  questa  Aula,  non perchè voglia disprezzare l'Aula,  ma  non  mi
  pare   che   sia   un'Aula  parlamentare   in   grado   di   fare
  approfondimenti di questa natura.
   Onorevole  Formica  mi permetto  dissentire quello  che  lei  ha
  detto  in  maniera abbastanza elegante; lei sa che io la  ascolto
  perchè ha una cultura giuridica indubbiamente maggiore della mia,
  però  c'è  un  punto  che ci appassiona e mi appassiona,  intanto
  parliamo  un attimo di principi di carattere generale,  io  credo
  che  contino:  noi  siamo  contro la  precarizzazione,  che   non
  significa  essere contro  la flessibilità, ma che la flessibilità
  diventi  precarizzazione è assolutamente un dato anomalo,  essere
  contro  la  precarietà  non significa assolutamente,   da  questo
  punto  di vista,  far niente o attestarsi semplicemente a  quelle
  che  sono le tortuose elucubrazioni che ognuno di noi può fare  -
  sto parlando di me evidentemente,  non sto parlando dei colleghi,
  ci mancherebbe altro,  di cui ho tanto di rispetto -.
   Allora  se  e  vero  che noi crediamo alla  stabilizzazione,  ad
  evitare  gli  elementi di precarizzazione, l'emendamento  scritto
  invece  dai  colleghi  Adamo ed altri, è un  emendamento  che  va
  tenuto  assolutamente  in debita considerazione, perchè  affronta
  la  questione su punti assolutamente importanti rispetto a quello
  che   stiamo analizzando nel merito.
   Non  stiamo  parlando  delle aziende,  in questo  caso,   stiamo
  parlando di un' azienda di cui sappiamo su per giù vita  morte  e
  miracoli,  di cui sappiamo anche un' altra cosa,  che  e  inutile
  che   neghiamo in questa Aula,  che spesso e volentieri  e  stata
  costretta  anche  ad  operare con criteri che sono  assolutamente
  discutibili.
   Non  mi  dite  che il lavoro in affitto va trattato  come  viene
  spesso  trattato  in  Sicilia, perchè  quello  non  è  lavoro  in
  affitto, quello e altra cosa, quello è pararsi una parte delicata
  del  corpo  -   e sto parlando di anatomia e non sto parlando  di
  altro  -   ricorrendo a società di questo tipo  che  si  chiamano
  società di lavoro interinale.
   Smettiamo  di prenderci in giro perchè se vogliamo continuamente
  prenderci in giro abbiamo qualche problema psicologico,  dobbiamo
  chiarirlo o con un psichiatra o con un psicologo, non è possibile
  che  facciamo finta di niente, e parliamo un linguaggio  a  volte
  incomprensibile rispetto a vicende di cui sappiamo vita, morte  e
  miracoli,  i limiti,  i vizi e le virtù. Per carità  di  Dio,  io
  spero che ci siano anche tante virtù
   Altro  argomento ed ho concluso, signor Presidente.  L'onorevole
  Cracolici,   Presidente   del  Gruppo   parlamentare   al   quale
  appartengo,  poneva  un problema molto più serio  di  quanto  noi
  pensiamo.  Smettiamola di arzigogolare. Nelle società partecipate
  interamente  o parzialmente, con l'articolo 15 della finanziaria,
  voi   proponete una ricapitalizzazione pari a 60 milioni di euro,
  pari  a  100 miliardi di vecchie lire,  in tre anni al  di  fuori
  della massa di denaro che noi investiamo.
   Noi  parliamo  di aziende partecipate interamente o parzialmente
  e mi volete dire che introdurre il principio che si deve andare a
  procedure di evidenza pubblica è incostituzionale?
   Io  mi permetto dire -   in questo caso ci sono altre esperienze
  in  quest'  Assemblea -  rischierei la incostituzionalità  perché
  intanto  introduciamo  in  Sicilia  un  principio  che  tutte  le
  aziende,  guardate c'è lo strumento per farlo, ed è l'emendamento
  6.1  bis  che  erroneamente l'ufficio, ma è stata  responsabilità
  nostra,  ha incanalato nel testo come primo firmatario  Antonello
  Cracolici.
   Ecco   perché  l'onorevole  Cracolici  non  aveva,   quando   ha
  parlato,   la  dimensione della cosa. Perché quell'emendamento  è
  fatto  per  tutte le aziende e quindi è questa sera che  potremmo
  decidere  di  cambiare realmente fase e sapete  bene  a  cosa  mi
  riferisco,  per  tutte  le  aziende  partecipate  interamente   o
  parzialmente  dal pubblico noi introduciamo la  selezione  che  è
  quella  del  pubblico, io lo chiamo come si chiamava  una  volta,
  quella del pubblico concorso.
   Facciamolo,      perché     dovrebbe     qualcuno      rilevarne
  l'incostituzionalità?   Io rischierei,  tante  volte  qui  dentro
  abbiamo fatto norme di un certo tipo. Tutti hanno avuto la  netta
  sensazione  che stavamo discutendo anche   facendo  i  conti  con
  profili  di incostituzionalità,  ma siamo andati avanti.  Sarebbe
  un  segnale  importante per tanti giovani,  e non  solo  giovani,
  che  aspettano  l'opportunità di lavoro  e  noi  ci  preoccupiamo
  eventualmente dell'incostituzionalità
   Mi  preoccuperei  meno  di  quest'  incostituzionalità  e  senza
  populismo andrei avanti,  dando un segnale alla Sicilia  e  dando
  un segnale soprattutto ai nostri giovani.

    PRESIDENTE    Comunico   che  è  stato   presentato   il    sub
  emendamento 6.1.3R al comma 2 dell'emendamento 6.1.R  che  recita
   cassare il comma 2', a firma dell'onorevole Formica.
   Sospendo  la seduta per 5 minuti per permettere la distribuzione
  dell'emendamento.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.55, è ripresa alle ore
                               22.05).

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato   presentato   un
  subemendamento al comma 2 dell'emendamento 6.1 R che  prevede  la
  cassazione del secondo comma.
   Sull'articolo  6  si è chiaramente visto che  vi  è  la  volontà
  unanime  dell'Aula  di  arrivare ad  una  definizione  che  possa
  permettere l'effettiva stabilizzazione e nello stesso tempo  fare
  una selezione che risponda ai crismi della legalità.
   Vorrei,  quindi, contribuire a trovare una soluzione comunicando
  che  vi  è  una recente sentenza della Corte Costituzionale  che,
  riferendosi  espressamente  ad assunzioni  da  parte  di  enti  o
  società  private  che  siano gestite completamente  da  una  ente
  pubblico, prevede l'affidamento dei servizi con gare di  evidenza
  pubblica, ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione, che  cita
  il buon andamento dell'amministrazione.
   Questa  sentenza  consente di superare tutti i  dubbi  che,  pur
  serenamente,  sono  stati  posti  in  quest'Aula;  per   cui   la
  formulazione del 2  comma dell'emendamento è una formulazione che
  va incontro alla espressione della Corte Costituzionale.
   Pertanto,   se  questa  mia  indicazione  può  essere   d'aiuto,
  lasciando  libero  ovviamente  il  Parlamento  di  decidere  come
  ritiene opportuno, preciso che la sentenza è la n. 22 del 2006  e
  riguarda  precisamente una controversia tra la  Regione  Abruzzo,
  che aveva previsto le gare di evidenza pubblica, e lo Stato.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio  e  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO   PORTO ,  assessore  per  il  bilancio  e  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, prendo atto di  questa  sentenza
  della Corte Costituzionale, che chiaramente fa giustizia ai tanti
  discorsi di questa sera.
   Pertanto    propongo   una   modifica   all'emendamento    testè
  presentato,  sostituendo  le parole  selezioni  pubbliche'con  le
  parole  evidenza pubblica'.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente  la  seduta
  per consentire agli Uffici di riscrivere gli emendamenti.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.08, è ripresa alle ore 22.16)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Comunico  che  è stato  presentato  dall'onorevole
  Formica l'emendamento 6.1.4 R.:

   «Sostituire le parole  procedure di selezione pubblica'  con  le
  parole  procedure selettive di evidenza pubblica'».

    MAIRA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MAIRA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,    non   mi
  affeziono  mai  alle  mie  convinzioni,  soprattutto  di   natura
  giuridica,  però  non facilmente mi convinco del contrario  delle
  conclusioni  cui sono arrivato.
   Questo  mio intervento, oltre che per dichiarazione  di  voto  è
  soprattutto  per  gli aspetti dell'interpretazione  della  norma,
  visto  che  i lavori parlamentari sono una delle fonti giuridiche
  di interpretazione di una norma.
   Piuttosto  le  argomentazioni che sostengo hanno  il  senso  del
  lavoro parlamentare: non potrebbe essere altrimenti
   Credo  che questa sentenza della Corte Costituzionale, che tanto
  premurosamente  è  saltata fuori, non sposti molto  le  cose  che
  alcuni  deputati,  tra  i quali l'onorevole Formica,  l'onorevole
  Speziale e chi vi parla hanno detto in precedenza. Intanto vorrei
  sottolineare  che stiamo precipitosamente votando una  norma  che
  rende  obbligatoria l'evidenza pubblica quando la stessa sentenza
  della Corte Costituzionale non parla di obbligatorietà; anzi,  se
  i  colleghi  avessero  la  sentenza  e  volessero  leggerla,  nel
  quintultimo  rigo  viene  espressamente  detto       può   essere
  assimilata'.   La  parola   può'  non  è  un   obbligo   ma   una
  discrezionalità  che  di volta in volta  la  singola  S.p.a.  può
  applicare e può non applicare.
   Questa   è   la   formulazione   della   massima   della   Corte
  Costituzionale.  Faremmo bene, in verità, a leggere  il  contesto
  della  motivazione della sentenza ma anche a fermarci all'arresto
  giurisprudenziale   è   questo   quello   che   dice   la   Corte
  Costituzionale,  ossia  un  fatto discrezionale  che  può  essere
  demandato ad ogni S.p.a..
   Noi  parliamo di evidenza pubblica, che è una cosa diversa dalla
  procedura concorsuale. L'evidenza pubblica impone, e anche questo
  sia  oggetto di interpretazione sulla base della fonte dei lavori
  preparatori  al disegno di legge e alla legge; evidenza  pubblica
  significa  che  la S.p.a. deve dare pubblico avviso  che  intende
  assumere   uno,   dieci,  o  cento  autisti  e  non   che   debba
  necessariamente procedersi ad una funzione concorsuale selettiva.
  E'  questa l'interpretazione che io intendo dare e mi auguro  che
  la maggioranza di questa Assemblea ottemperi allo stesso criterio
  di    interpretazione   di   questo   subemendamento   e   quindi
  dell'argomento che andiamo a trattare.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido  le
  considerazioni  della  Presidenza che ha ricordato  che  l'intera
  Assemblea,  al  di  là  dei  diversi accenti,  era  concorde  nel
  sottolineare la necessità di consentire all'AST di uscire da  una
  condizione di difficoltà, perché di questo si tratta.
   Questa  norma consente all'Azienda Siciliana Trasporti di uscire
  da una condizione di difficoltà nella quale si è venuta a trovare
  dopo  la  norma  che bloccava le assunzioni, fatta dall'Assemblea
  Regionale  Siciliana,  e  dovendo erogare  obbligatoriamente  dei
  servizi.
   E'  evidente che tutta l'Aula è orientata a fare in modo che chi
  gestisce un'azienda con il capitale pubblico, ancorché in termini
  di  S.p.a.,  recluti  il  personale con sistemi  trasparenti.  La
  sentenza  di  cui si parla risolve un dubbio che  l'assessore  Lo
  Porto  aveva  sollevato nella discussione e cioè che  sollecitare
  procedure  di  evidenza  pubblica  alle  S.p.a.  potesse   essere
  incostituzionale.
   Ora,  ci  possiamo dividere su chi vuole che l'azienda  pubblica
  operi  con  criteri non evidenti dal punto di vista pubblico,  in
  maniera  assolutamente  privatistica e  quindi  non  trasparente?
  Credo  che questo sarebbe un errore madornale perché questa  sarà
  la divisione all'interno dell'Assemblea.
   Chi  ritiene  che  il  soggetto  pubblico  possa  reclutare   il
  personale  senza  alcun criterio di trasparenza  e  chi,  invece,
  ritiene  che le aziende pubbliche hanno un obbligo di trasparenza
  nei  confronti  anzitutto del suo azionista: in  questo  caso  la
  Regione.
   Penso  che l'emendamento sia giusto e consenta di uscire da  una
  condizione  di  difficoltà e di impasse  che  altrimenti  darebbe
  dell'Assemblea   un'immagine  sbagliata,   oltre   che   smentire
  clamorosamente  il  lavoro fatto dalla  Commissione  trasporti  e
  dalla Commissione Bilancio.

    MISURACA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazione  e  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  ricordare che nel 1999 l'Assemblea Regionale Siciliana decise  di
  avviare  la  trasformazione dell'AST in  S.p.a.  e  nel  2002  si
  stabilisce  un  termine per la conclusione  delle  operazioni  di
  trasformazione dell'AST e l'avvio di una procedura per cui  l'AST
  stessa venga messa sul mercato.
   Faccio questo riferimento alla norma del 2002 perché è di  tutta
  evidenza  che  mi  riferisco a ciò che questa Regione,  anno  per
  anno,  ha riversato sul bilancio dell'AST per portarlo a pareggio
  considerandosi  azionista  unica  e,  sostanzialmente,   avviando
  questa  operazione  di  contribuzione  per  portare  il  bilancio
  dell'AST a pareggio.
   Ritenevo  che avessimo operato in questi anni per avviare  delle
  procedure  che lasciassero il privato da una parte e  la  Regione
  dall'altra,   ritenevo  che  avessimo  avviato,  appunto,   delle
  procedure  perché  la  Regione  dimenticasse  la  stagione  della
  Regione imprenditrice, soprattutto dal punto di vista culturale.
   Nel 2002 viene approvavate così una legge che impone all'AST  di
  non potere assumere personale.
   Il  2  maggio  del  2006 - ricordo quella data  perché  è  stata
  l'ultima   seduta  dell'Assemblea  regionale  siciliana   -   fui
  firmatario,  insieme ad altri colleghi, di un ordine  del  giorno
  che  imponeva all'allora Governo della regione, sebbene si stesse
  sciogliendo,  a  presentare  un disegno  di  legge  per  abrogare
  l'articolo  33 della legge 2 del 2002, quella che sostanzialmente
  vietava  le  assunzioni. E questo perché dall'AST  ci  giungevano
  forti  pressioni visto che erano in scadenza i contratti a  tempo
  determinato, i contratti di somministrazione che in quegli  anni,
  da  quando  vigeva  il divieto di assunzione, avevano  consentito
  all'AST,  intanto  diventata  S.p.a.,  di  svolgere  un  servizio
  sociale ma anche da azienda.
   Questa  sera  stiamo  discutendo se  quella  norma  deve  essere
  abrogata, mentre niente si aggiunge invece se la Regione,  che  è
  azionista unica dell'AST, deve applicare le modifiche del  Codice
  civile  che  intanto  sono intervenute,  e  poi  applicare  forse
  all'AST  le  stesse procedure di governance che il  bilancio  sta
  applicando  forse alle nuove società che nel contempo sono  state
  costituite: quindi questo rapporto di controllore-controllato.
   Di  questo certamente non ne parliamo e non parliamo neanche  di
  cosa avverrà nel 2009, quando avremo terminato di partecipare  al
  ripiano delle perdite dell'AST; stiamo invece dibattendo su chi è
  più  legittimista  e  c'è  qualcuno  -  anche  all'interno  della
  maggioranza, ed è cosa che mi dispiace - che pensa che  revocando
  quella  norma e consentendo all'AST di procedere alle  assunzioni
  risolviamo  il  problema. Noi dobbiamo, rispetto ad  una  società
  privata,  abolire  quella norma che ha vietato  le  assunzioni  e
  adesso  dobbiamo declinare fino alla fine come queste  assunzioni
  debbono  essere  fatte, come se ci siano modi  diversi  per  fare
  assunzioni  in una S.p.a., per cui forse arriveremo  a  stabilire
  anche quale sarà il colore dei capelli degli assunti dell'AST.
   Bene,  il  Governo  aveva  preparato  una  norma  che  prevedeva
  l'abrogazione  della  norma del 2002 che consentisse  all'AST  di
  fare intanto il suo percorso.
   Infatti, non ci preoccupa tanto cosa succederà da oggi  sino  al
  2009,  quando finirà l'intervento della Regione, ma noi  dobbiamo
  vincolare  l'AST,  fosse anche declinando fino  all'ultimo  comma
  come devono essere fatte le assunzioni, perché c'è qualcuno che è
  più bravo di un altro, che pensa che le assunzione debbano essere
  fatte in un modo; c'è un solo criterio di assunzione, ed è quello
  che   tiene  conto  dell'interesse  dell'azienda  e,  certamente,
  dell'interesse delle Regioni.
   Quindi  rimane il testo proposto dal Governo e propongo il  voto
  per appello nominale.

    ADAMO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  con
  estrema difficoltà perché non comprendo.
   Mi  pare  di  capire  che  l'Aula sia  venuta  incontro  ad  una
  proposta  del  Governo, tra l'altro, dopo avere discusso  e  dopo
  aver  riflettuto,  e  dopo aver  chiesto di  conoscere  semplici,
  banali elementi di decenza, di decenza assessore...

     MISURACA    assessore   al  turismo,   le   comunicazione   ei
  trasporti. In che senso, nel senso che siamo indecenti?

    ADAMO   No, decenza significa che stiamo discutendo un bilancio
  che  non  riusciamo a chiudere se non ci vendiamo le case  e  gli
  uffici; significa che quando parliamo di un ente pubblico che  ha
  un  unico  socio,  che  è  la Regione,  dobbiamo  capire  che  il
  proprietario di questo ente pubblico è il cittadino, sovrano, che
  ci ha eletto per difendere i propri interessi.
   Chiedo  perché a questo cittadino  dobbiamo dire che il  divieto
  di  assumere   viene tolto senza alcun controllo, neanche  quelli
  che la legge, la più banale, prevede?
   Aggiungere  una procedura di evidenza pubblica è quanto  di  più
  banale si possa fare  E poco fa l'intervento dell'onorevole Maira
  lo ha chiarito.
   Lo  stesso Assessore aveva alleggerito questa nostra proposta di
  estrema decenza -  ribadisco il concetto di decenza - e tutti noi
  lo  abbiamo approvato e con  estrema decenza  vorremmo votare  un
  emendamento che non vuole cambiare il mondo - peraltro,  siamo in
  ritardo  per  fare  grossi cambiamenti - ma  che,  almeno,  vuole
  assumere la responsabilità di cominciare poco, poco a cambiare.
   E  allora  la  legge  parla  chiaramente  di  società  pubbliche
  partecipate; e qua abbiamo una serie di società pubbliche con  un
  solo socio che è la Regione. Come possiamo, quindi,  continuare a
  sostenere queste spese senza un minimo di legge, senza un  minimo
  di controllo?
   Desidero,  tra l'altro, ribadire che i responsabili dell'AST,  i
  quali hanno avviato un faticoso processo di privatizzazione - del
  quale  vedremo i risultati - non hanno minimamente contestato  la
  riscrittura del testo accettando quegli elementi di controllo che
  sono  stati inseriti in base alla legge e nell'interesse generale
  di tutti.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire
  che  trovo davvero eccessivo il tono ed anche la sfida che  viene
  proposta dalle parole dell'assessore Misuraca a quest'Aula.
   Vorrei  ricordare  che  questo  Parlamento,  attraverso  le  sue
  Commissioni, ha votato all'unanimità  in Commissione  di  merito,
  dopo  aver discusso, incontrato, approfondito con i tecnici,  con
  l'AST, con i Direttori, con i Presidenti, con tutti; quanto  meno
  io  chiederei  all'Assessore di avere  rispetto  del  Parlamento;
  oltre  tutto - e però  gatta ci cova  Assessore - si è posta  una
  grande  discussione:  se  le società a  partecipazione  pubblica,
  ancorchè a partecipazione pubblica ma regolate dal codice civile,
  debbano  essere sottoposte a regimi vincolistici sulle  procedure
  di assunzione.
     A  tal  proposito,  è  stata resa nota una  sentenza,   emessa
  qualche  tempo fa,  in cui si dice una cosa che sembra  scontata,
  ma  non  in  Sicilia, perché non solo dice che bisogna  ricorrere
  alle  procedure  di evidenza pubblica che ci stiamo  limitando  a
  prevedere, ma dice una cosa che, secondo me è più importante,   e
  cioè   che   le   società   per   azioni   ancorchè   partecipate
  esclusivamente  o  in  via maggioritaria  dalla  parte  dell'Ente
  pubblico,  poiché  sono sottoposte a regime  di  vigilanza  della
  Corte  dei  Conti,  sono per sentenza della Corte  Costituzionale
  assimilate  agli Enti pubblici e, quindi, come tali, regolate  da
  leggi  e  da discipline normative non solo per quanto attiene  le
  procedure di selezione del personale ma anche per quanto  attiene
  le   procedure  di  affidamento  dei  servizi,  di  gara   e   di
  acquisizione di beni.
   Stiamo   tentando  di  mettere  in  discussione   un   principio
  affermato dalla giurisprudenza.
   Lei  ha  parlato del 2009, quando andrà in Europa  questa  legge
  che dovevamo approvare, vorrei ricordarle che lei che fa parte di
  questo Governo ed oggi fa l'Assessore per i trasporti che l'AST è
  una delle società in cui quando approvammo quella norma nel 2002,
  quella norma fu fatta - lo ricordo perché ero appena arrivato  in
  questa  Assemblea  -  per  bloccare,  giusto  o  sbagliato,   una
  procedura concorsuale che si era fatta durante la fine del 2000 e
  l'inizio del 2001 alla vigilia delle elezioni regionali del  2001
  e  quella  norma  fu  inserita  perché  in  qualche  modo  voleva
  obbligare  l'azienda, prima di procedere a  nuove  assunzioni  di
  trasformarsi  e  di  avviare le procedure  di  trasformazione  in
  S.p.A..
   L'opposizione  in questo Parlamento nella scorsa legislatura  si
  è battuta con norma per favorire la trasformazione.
   Quella legge prevedeva che entro il 2003 dovevamo completare  le
  procedure   di   trasformazione  e  di  capitalizzazione   e   di
  ricapitalizzazione  della  società,  siamo  al  2007   e   stiamo
  prevedendo la prima rata di capitalizzazione con il bilancio  del
  2007 per un processo che si concluderà nel 2009.
   Il  pulpito dal quale viene la predica è un pulpito quanto  meno
  non   idoneo  ad  affrontare  in  termini  di  efficienza  e   di
  economicità  un ritardo che è stato gestito e voluto dal  Governo
  regionale  nella  trasformazione dell'AST che  non  si  è  ancora
  completata.
   Quindi  onorevole Assessore credo che questa Aula faccia bene  a
  ribadire,  non  a  prevedere,  una  cosa  che  è  prevista  dalla
  giurisprudenza,  noi  siamo  un  Parlamento  che  legifera  e  la
  giurisprudenza  deve  anche essere supporto del  legislatore  nel
  definire  il  provvedimento normativo; quindi ribadire  oggi  che
  l'AST è un'Azienda S.p.A., ma poiché partecipata dalla Regione  è
  un  ente  sottoposto alla disciplina ma non significa mettere  il
  piombo alle ali dell'AST, significa gestire un ente con procedure
  di trasparenza e di evidenza.
   Ecco  perché non solo ribadisco il consenso all'emendamento  dei
  colleghi  della Commissione, ma anche a quel sub emendamento  che
  ribadisce  le cose legate alla sentenza ed aggiungo   quell'altro
  sub emendamento che comunque prevede che le procedure di evidenza
  pubblica devono essere gestite dall'azienda stessa.

    PANEPINTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANEPINTO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente per dichiarare il mio voto che non può che  essere  in
  linea  con  quanto  dichiarato  dal  mio  capogruppo  perché   le
  dichiarazioni   finali   dell'Assessore   Misuraca    mi    hanno
  profondamente reso perplesso; peraltro non siamo in Trentino Alto
  Adige, non siamo in una Regione dove c'è la disoccupazione al  3,
  al  2  per cento, dove sotto elezione non è mai accaduto  che  si
  procedesse ad assunzioni a tempo determinato, non è mai  accaduto
  che  fortune  politiche venissero legate a strutture pubbliche  o
  società,  visto che negli ultimi anni si è passati dalle  aziende
  pubbliche alle società avente forma privata e quasi sempre con un
  azionista unico di maggioranza che è la Regione.
   Stasera  la  lunga elencazione di queste rimesse continue  è  la
  dimostrazione  che  esistono  sostanzialmente  solo   possibilità
  occupazionali in strutture che vengono finanziate dalla  Regione.
  Non  ne  comprendo peraltro la perplessità quando l'azionista  di
  maggioranza  o  unico azionista che è la Regione  possa  chiedere
  garanzie.  L'evidenza pubblica non è solo un modo di selezione  e
  garantire  personale  di  qualità.  Non  capisco  perché  aziende
  private  spesso  sottopongono i nuovi assunti  a  questionari,  a
  quiz, a selezioni vere e proprie e poi ci si scandalizza, come ha
  fatto  Lei  signor Assessore, se quest'Aula, se questa  Assemblea
  vuole  procedere a dare un minimo di rigore a quelle che sono  le
  future  assunzioni che l'AST farà.  Peraltro mi  pare  che  anche
  stasera  si  è andati a rimpinguare le casse di una  S.p.a.,  non
  ricordo   esattamente  gli  importi,  ma  si  sta  procedendo   a
  finanziare  a  società  che non riescono a  bilanciare  i  propri
  bilanci se con le risorse della Regione.
   Credo  che se dovesse passare, come mi auguro, sia l'emendamento
  che  il sub emendamento, rientreremmo leggermente nella normalità
  di una Regione che fa del rispetto delle regole, della legge, una
  minima  ragion  d'essere  delle  sue  prerogative.  Per  cui  non
  comprendo  esattamente  lo  spirito del  suo  intervento,  signor
  Assessore,  e  soprattutto questa idea  di  avere  violato  norme
  aventi  carattere di diritto privato, e mi pare che  siamo  nelle
  regole  delle norme del codice civile e delle norme di  carattere
  pubblicistico.

    INCARDONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA  Signor Presidente,   onorevoli colleghi,  intervengo
  perché ritengo opportuna una precisazione. Nell'intervento che ha
  fatto  poco fa l'onorevole Cracolici è come se la sentenza  della
  Corte Costituzionale imponesse l'obbligo per la Regione siciliana
  o  per  qualsiasi  altra regione nelle società a  capitale  anche
  unico,  pubblico, della regola di selezione con norme di evidenza
  pubblica.
   La  sentenza, numero 22 del 2006, mi pare che non impone  questo
  obbligo.  La  Corte  Costituzionale è stata  interrogata  su  una
  questione  precisa  e  cioè  se la norma   votata  dalla  Regione
  Abruzzo era una norma incostituzionale o meno.
   Ebbene  la  Corte Costituzionale ha semplicemente detto  che  la
  norma  non è incostituzionale e quindi ha riconosciuto il  potere
  del  legislatore di scegliere l'una o l'altra strada, dicendo che
  la  norma non è incostituzionale perché trattandosi di società  a
  capitale  pubblico è assimilabile alla pubblica  amministrazione.
  Di   conseguenza  è  nella  facoltà  del  legislatore   regionale
  scegliere  l'una  o l'altra via. Non è quindi un  obbligo,  anche
  perché  se  la  Corte  Costituzionale  avesse  detto  quello  che
  l'onorevole Cracolici qui ha cercato di fare capire sarebbe stata
  già legge, perché la norma della Corte Costituzionale è legge per
  l'intero  ordinamento  dello  Stato  compreso  quello  regionale.
  Conseguentemente  noi non potremmo, sarebbe  pleonastico,  votare
  una  norma  quando  già ci sarebbe stata la norma  dettata  dalla
  sentenza  della Corte Costituzionale; quindi l'una o l'altra  via
  sono entrambe legittime.
   Io  voterò  secondo l'orientamento del Governo  anche  se,  devo
  dire  che noi dovremmo essere un po' più coerenti. Abbiamo scelto
  qualche  anno  addietro, che quella è una  azienda  che  si  deve
  regolare  con le norme di diritto privato, quindi di  intervenire
  nel   bilancio   perché  ritenevamo  opportuno   contribuire   al
  risanamento del bilancio di quell'ente.
   Oggi  coerentemente  dovremmo  proseguire  lungo  quella  via  e
  conseguentemente  non  dovremmo imporre  nessun  vincolo,  perché
  introducendo  un elemento di diritto pubblico nell'ordinamento  o
  nelle  regole  attraverso  le quali si  deve  muovere  l'AST  noi
  introdurremmo   un   elemento  nuovo   incoerente   rispetto   ad
  un'impostazione che la Regione e quest'Assemblea  aveva  dato  in
  passato.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il sub emendamento 6.1.4 R.
   Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Con il voto contrario dell'assessore Misuraca,  lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il sub emendamento 6.1.2 R. Il parere del
  Governo?

    LO PORTO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura  6.1.R, così
  come sub emendato, a firma degli onorevoli Adamo ed altri. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Essendo  stato approvato l'articolo 6, così come modificato,  si
  ritengono superati gli emendamenti 6.1, 6.1 bis, 6.1 ter, 6.4.
   Si  passa  agli  emendamenti aggiuntivi. La Presidenza  dichiara
  improponibili gli emendamenti 4.3, 6.2, 6.A3, 6.A1,  6.A7,  6.A4,
  6.A5, 6.A6, 6.A8, 6.A9, 6.A10, 6.A11, 6.A12, 6.A13.

    FORMICA   Dichiaro di ritirare gli emendamenti 6.A14,  6.A15  e
  6.A16,

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Sono,  inoltre,  improponibili gli emendamenti  6.A20,  5.2,  6.
  A19, 5.1, 6.A2, 6.A17, 6.A18 perché non attinenti al testo.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  sono  stato  diligentemente in Aula, ma quale  membro  di  questo
  Governo - io mi rivolgo in particolare ad una improponibilità  da
  lei posta - giornalmente vivo dentro l'assessorato una situazione
  di disagio di quaranta persone.
   Io  capisco che forse in questo momento il tenore dell'argomento
  può  anche far pensare che alcuni emendamenti potevano non essere
  di pertinenza.
   Ciò  nonostante  non  posso non rilasciare questa  dichiarazione
  perché  l'Ente fiera di Palermo è occupato da venticinque  giorni
  da quaranta persone.
   Il  problema  è  stato detto sia in II Commissione  che  in  III
  Commissione; purtroppo il giorno in cui si è riscritta una  legge
  non   ero  presente  in  quanto  impegnato  presso  il  Ministero
  dell'agricoltura   per   motivi   dell'Assessorato   e    si    è
  frettolosamente  fatta una norma giustamente  condivisa,  ma  che
  comunque  non  ha  potuto per una questione di tempo  comprendere
  questa situazione.
   Ora  non  posso  uscire  da quest'Aula  senza  aver  minimamente
  affrontato questo tema. Non mi è stata concessa l'opportunità.
   Avrei  gradito,  almeno,  che  l'Aula  si  pronunciasse  su   un
  problema  di questo tipo, perchè è una situazione certamente  non
  creata da nessuno, infatti ci sono quaranta persone che da più di
  undici mesi non prendono uno stipendio.
   Io,  pertanto,  almeno,  ritornerò a casa  questa  sera  con  la
  coscienza a posto, ma non è possibile che un'Assemblea non  possa
  discutere un problema serio come lo è questo

    CASCIO  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   riprendo
  l'argomento  di  cui avevo parlato qualche ora fa,  che  è  stato
  ripreso in questo momento dall'assessore al ramo.
   Avevo  chiesto  nel mio intervento che ci fosse quanto  meno  un
  pronunciamento  dell'Assemblea rispetto alla proposta  di  deroga
  all'eventuale inammissibilità dell'argomento. Avevo cercato anche
  di  motivarlo con il fatto che in questo disegno di legge che  ci
  apprestiamo  ad  approvare, all'articolo  5  c'è  una  norma  che
  prevede  un  trasferimento di risorse alle  aziende  termali  che
  consentirà di pagare gli stipendi.
   Siccome  quest'emendamento che a mio avviso  inopportunamente  è
  stato    inserito   nell'articolo   6   sarebbe   potuto   andare
  nell'articolo 5 trattandosi esattamente di materia identica, cioè
  pagamento  di stipendi arretrati, avevo chiesto quanto meno  alla
  Presidenza,   prima  della  pronuncia  della   dichiarazione   di
  inammissibilità, di valutare se in Aula ci fosse il clima che  ci
  potesse   portare   all'approvazione  dell'emendamento   di   cui
  trattasi.
   Vedo  che  la  Presidenza  non ha minimamente  posto  attenzione
  sulla mia proposta, che io ripeto per la seconda volta alla  luce
  anche dell'appello dell'assessore al ramo.
   E'  un  emendamento  che  per altro non necessità  di  copertura
  finanziaria,  perchè  la copertura è assolutamente  prevista  nel
  disegno di legge che il sottoscritto ha presentato che il Governo
  credo che in Aula potrebbe dichiarare coperto.
   Per  cui  Le chiedo per l'ennesima ed ultima volta di verificare
  se  ci sia in Aula una possibile convergenza sull'approvazione di
  quest'emendamento   che  potremmo  eventualmente   riscrivere   o
  potremmo tornare sulla sua dichiarazione di proponibilità.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  lo
  sfogo  dell'assessore, però mi permetto di dire che è  uno  sfogo
  tardivo, perché in tutta questa vicenda dall'assestamento tecnico
  alla  variazione  di  bilancio, noi, come opposizione,  ci  siamo
  rimessi   al   Governo  nella  valutazione  delle  emergenze   ed
  esclusivamente   su   quelle,  per   consentire   di   avere   un
  provvedimento  snello, operativo, che avesse  una  procedura  che
  consentisse  all'Aula di evitare quelle legge omnibus  tanto  più
  con una situazione finanziaria a tutti nota.
   Nel  momento  in  cui  si  è  deciso di separare  l'assestamento
  tecnico,  che voglio ricordare per memoria, è stato  impedito  in
  quest'Aula  di poter votare l'assestamento tecnico non  fidandosi
  del  fatto  che  sarebbe  andata a buon  fine  la  variazione  di
  bilancio.
   La   variazione   di   bilancio  è  stata   approvata   con   un
  provvedimento di  Giunta; la Giunta ha approvato un testo  con  6
  articoli;  in  questi  6 articoli c'erano  le  emergenze  che  la
  Giunta,  non  il  singolo assessore, ha ritenuto  tali  da  poter
  portare.
   Malgrado  ciò,  in commissione, persino in Aula, anche   qualche
  ora fa, io ed altri colleghi abbiamo riproposto il tema.
   Ci  sono  emergenze  di serie A ed emergenze  di  serie  B.  Noi
  consideriamo l'emergenza Fiera un'emergenza vera, di pari dignità
  alle aziende di soggiorno, dell'ESA, del fermo biologico,  perché
  ci  sono  lavoratori  che  sono dipendenti  che  hanno  vinto  un
  concorso  all'Ente Fiera di Palermo, non sono stati  assunti  per
  chiamata  diretta, hanno vinto un concorso, sono di ruolo  in  un
  Ente  pubblico e da dieci mesi non ricevono lo stipendio. E'  una
  vergogna  di  questa  Regione, l'abbiamo considerato  ed  abbiamo
  detto che era un'emergenza.
     Il  Governo  non l'ha fatto prima, non l'ha fatto durante.  Mi
  permetto di dire che c'era anche un emendamento che prevedeva  di
  scegliere le priorità tra le emergenze.
   Ci  sono  anche qui opinioni discordi. Ad esempio, sulla vicenda
  dell'Azienda  di  soggiorno di Acireale.   Per  l'Ente  Fiera  si
  poteva trovare una soluzione. Non si è voluto fare.
   Voglio  ribadire  un impegno: mi è stato chiesto,  nella  logica
  dei  rapporti  di Aula, su quell'intesa che si era raggiunta  sui
  sei punti, di consentire di affrontare questa emergenza.
   Per   la   parte  che  noi  rappresentiamo,  abbiamo   dato   la
  disponibilità ad affrontare in Parlamento la soluzione per l'Ente
  Fiera di Palermo. Questo impegno per me rimane intatto.
   E'  evidente,  tuttavia, onorevole assessore Beninati,  che  non
  c'è nessuno che possa andare a dormire con la coscienza a posto.
   Perché  mettersi la coscienza a posto, non basta.  Averlo  detto
  ora, non basta
   Bisognava  dirlo  prima  e nei momenti  in  cui  era  necessario
  poterlo fare e poterlo inserire in un provvedimento.
   Onorevole  Assessore, la differenza tra me  e  lei  -  nulla  di
  personale  -  è  che  lei  fa  parte  di  una  Giunta  ed  ha  la
  responsabilità  di  Governo  di questa  Regione,  io   faccio  il
  parlamentare.

     BENINATI    assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Non mi è stata data la possibilità.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ribadisco
  la  disponibilità ad affrontare e trovare la soluzione in  questa
  legge   per  risolvere  un'emergenza  vera  ma  non  si  facciano
  interventi  per  mettersi la coscienza  a  posto  perché  qui  la
  coscienza  a posto non ce l'ha nessuno, tanto meno chi  aveva  la
  responsabilità di trovare la soluzione.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO   Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,  onorevoli
  deputati,   avevo  detto  che dissentivo  da  quanto  l'onorevole
  Cracolici voleva insinuare.
   L'assessore  Beninati  è  una  persona  seria  e  corretta,  che
  conosce e capisce i problemi che stiamo affrontando.
   Non è vero che la colpa non è di nessuno perché l'Ente Fiera  di
  Palermo  è  stato  amministrato  e  noi  non  sappiamo  da   chi.
  L'Assemblea regionale non sa da chi.
   Onorevole  Speziale, ho l'onestà intellettuale di dire  le  cose
  che penso, a prescindere se sono gradite o meno.

     TURANO   Onorevole  Oddo  non bisogna  fare  il  forte  con  i
  deboli.

      ODDO  I Commissari chi li ha mandati?.

     TURANO  I lavoratori dell'Ente Fiera meritano di avere  pagati
  gli  emolumenti arretrati. Dobbiamo, però, capire se  l'Assemblea
  regionale  ha  dato dei fondi all'Ente Fiera e  come  sono  stati
  spesi.
   Siccome   ho  la  fortuna  di  essere  stato,  nella  precedente
  legislatura, componente della Commissione  Attività produttive  e
  in quella precedente ancora, oramai mi sono convinto di avere una
  sorta di memoria storica che riguarda la gestione di alcuni  enti
  su  cui la Commissione ha, non dico un potere di controllo, ma un
  potere di attenzione.
   L'assessore  è  più  volte  venuto a dire  che  si  trattava  di
  provvedimenti  straordinari  che  servivano  per   tamponare   le
  necessità dei dipendenti.
   Con  la  legge finanziaria del 2005, soltanto dell'anno  scorso,
  questa  Assemblea  regionale  ha  garantito  con  fideiussione  e
  stabilito,  nell'articolo 82 comma 1, l'importo di 10 milioni  di
  Euro a favore dell'Ente Fiera.
   Quindi,   delle  due  l'una:  forse  questi  soldi  sono   stati
  impegnati, trovati e la Regione ha garantito? Non conosco  queste
  notizie e ho bisogno di saperle, pur essendo vero che lei  me  lo
  ha spiegato.

    PRESIDENTE   Onorevole Turano, le ho dato la parola  così  come
  fatto  con  gli  altri deputati, purtuttavia quell'emendamento  è
  stato  dichiarato  inammissibile. Quindi,  stiamo  dibattendo  un
  argomento che non è più all'ordine del giorno.
   Stiamo  facendo  un dibattito inutile,  non vedo  a  cosa  serve
  parlare  della  Fiera  di  Palermo e di Messina  se  il  relativo
  emendamento è stato dichiarato inammissibile

    TURANO   Signor  Presidente, sto parlando da  pochi  secondi  e
  vorrei  concludere.  Capisco  la decisione  della  Presidenza  di
  dichiararlo inammissibile, ma mi addolora perché stiamo facendo i
  forti con i deboli
   Vorremmo  sapere  se  è  stato  nominato  il  nuovo  Commissario
  all'Ente Fiera                                  .

    PRESIDENTE  Ritengo si possa andare avanti con l'articolo 7.
   Siccome  l'onorevole Cascio ha posto un problema alla Presidenza
  ho il dovere di rispondere.
   La  Presidenza si è attenuta a quanto ha detto ininterrottamente
  sia  il Presidente Miccichè che il sottoscritto in quest'Aula che
  non   sarebbero  stati  ammessi  e  sarebbero  stati   dichiarati
  improponibili tutti gli emendamenti non attinenti al testo.
   Debbo  dire  per onestà che l'onorevole Cascio mi aveva  chiesto
  di  fare un raccordo se ci fosse stata in Aula una unanimità e  a
  questo  punto  avremmo  potuto  con  le  ragioni  della  politica
  superare  l'inammissibilità. Fatto questo accertamento ho  saputo
  personalmente   che  vi  erano  delle  opposizioni,   quindi   la
  Presidenza non  poteva che comportarsi in questo modo. Non vorrei
  che passasse il messaggio che i lavoratori della Fiera di Messina
  e  della Fiera di Palermo hanno purtroppo le loro difficoltà  per
  colpa  della Presidenza. Vorrei chiarirlo perché sarebbe assurdo.
  Purtroppo  ci  sono delle colpe e mi rammarico   come  tutti  gli
  altri  colleghi per il fatto che non c'è stata la possibilità  di
  inserire in questo disegno di legge anche le giuste spettanze dei
  dipendenti della Fiera di Messina e della Fiera di Palermo.

   Si passa all'articolo 7.
   Ne do lettura:

                            «Art. 7.

        1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
      ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
      il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

        2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
      e di farla osservare come legge della Regione».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo  il  seguente
  emendamento:
    L'Assessorato regionale cooperazione, commercio, artigianato  e
  pesca è autorizzato nell'esercizio finanziario 2006 ad erogare un
  contributo  straordinario  di 1200 migliaia  di  euro  in  favore
  dell'Ente  autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo  e  di  300
  migliaia di euro per l'Ente autonomo Fiera di Messina .
   Lo dichiaro improponibile.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti ordini del giorno:

   -   n.  29   Interventi  a  sostegno  degli  agricoltori  e  dei
  lavoratori   colpiti  dalla  grandinata  del  luglio   2006   nel
  territorio   calatino ,  degli  onorevoli   Villari,   Cracolici,
  Speziale, Di Guardo, Panarello, Oddo, Cantafia, Panepinto;
   -  n.  30   Attivazione delle procedure necessarie al ripristino
  della  conduzione delle aziende termali di Acireale  e  Sciacca ,
  degli onorevoli Nicotra,Villari, Di Guardo, Di Benedetto, Cimino,
  Barbagallo, Basile, Fleres;
   -   n.  31  Riconoscimento a livello europeo del festival   Sete
  Sois  Sete  Luas'  quale strumento privilegiato per  favorire  il
  dialogo  interculturale tra il sud Europa ed i Paesi non  europei
  del bacino mediterraneo , degli onorevoli Gianni, Correnti, Dina,
  Falzone;
   -    n.  32  Stanziamento di somme necessarie per l'adozione  di
  provvedimenti  riguardanti  il development  center  di  Palermo ,
  degli onorevoli Cracolici, Apprendi e Cantafia;
   -   n.   33   Proroga dei contratti quinquiennali relativi  alla
  stabilizzazione dei lavori delle Università di Palermo, Catania e
  Messina , dell'onorevole Formica;
   -    n.   34  Notizie riguardanti la gestione delle società  per
  azioni terme di Acireale e Terme di Sciacca , degli onorevole  De
  Benedictis, Di Benedetto e Villari.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Il  modo in cui vengono trattati gli ordini  del  giorno
  può  evidentemente meravigliare alcuni colleghi rispetto al fatto
  che uno decida di parlare, non voglio svilire niente ma purtroppo
  è così
   Questo  ordine del giorno non è un ordine del giorno, se  ci  si
  vuole  soffermare, non è come tutti gli altri non perché  voglio,
  in  maniera  assoluta, togliere importanza agli altri ordini  del
  giorno  ma  questa è una maggioranza curiosa infatti volete  fare
  sostanzialmente l'opposizione a voi stessi.
   State  proponendo  la questione che riguarda la  stabilizzazione
  rispetto  alla legge 14, stiamo parlando di migliaia  di  persone
  che  non  sono in questo momento nelle condizioni se non rispetto
  alla  copertura  2006 - che esiste -  di andare  al  rinnovo  dei
  contratti andando verso le 24 ore come abbiamo stabilito  con  la
  legge e così via.
   C'è  scritto  che  noi dovremmo autorizzare l'Assessore  per  il
  lavoro  a fare cosa non si capisce, perché ci vogliono 31 milioni
  circa di copertura finanziaria per il 2007.
   Quindi  o  ritenevate  anche  questo  un  motivo  urgente  e  lo
  inserivate  in  questa variazione di bilancio e si discuteva  per
  assicurare nel 2007 tutto ciò che è giusto che si assicuri a quel
  personale oppure ci stiamo prendendo in giro.
   Ma è possibile affrontare le questioni in questo modo?
   Con  questo  ordine  del  giorno domani  diremo  a  migliaia  di
  persone che cosa?
   Che  per il 2007 non c'è copertura finanziaria e che tutto  sarà
  discusso nell'ambito del bilancio della Regione di quello che noi
  abbiamo all'ordine del giorno.
   Siete  maggioranza, volete assicurare un livello di  Governo  in
  questa Regione o volete prendere in giro le persone?
   Ve lo chiedo in maniera vibrante
   Un  ordine  del  giorno  di questo tipo significa  letteralmente
  prendere in giro migliaia di persone
   Ci vuole la copertura finanziaria per il 2007
   Ci vogliono circa 31 milioni
   Non  li  avete  appostati? Allora si rimanda tutto al  bilancio,
  assumetevi  le vostre responsabilità perché altrimenti  approvare
  gli ordini del giorno diventa veramente ridicolo in quest'Aula.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Chiedo  di  apporre la firma all'ordine  del  giorno
  numero 34.
   L'ordine  del giorno ha un valore politico importante,  peraltro
  la  quinta commissione già se ne sta occupando e se ne è occupata
  anche nella precedente legislatura.
   C'è  scritto:  impegna il governo della regione ad assumere ogni
  utile iniziativa volta a dare attuazione e decreti dell'assessore
  regionale  al lavoro del 28 settembre 2006 e del 16 ottobre  2006
  in  premessa  richiamati'. Non si tratta  di  fare  promesse  per
  l'anno  che  verrà; dovrà arrivare la legge finanziaria  e  siamo
  certi  che  il  governo  responsabilmente  darà  corso  a  quella
  copertura  finanziaria,  perché la legge fatta  nella  precedente
  legislatura  è una legge che parlava chiaro e continua  a  parlar
  chiaro. Bisognava intervenire per il 2006 ma anche per gli anni a
  venire  perché il superamento della vicenda del precariato  degli
  enti  locali, in particolare degli LSU e quant'altro è un impegno
  che  questa  maggioranza  ha assunto,  che  il  presidente  della
  regione ha assunto nel presentare il suo programma.
   Ne  abbiamo  già  stabilizzati parecchi e parecchie  migliaia  e
  dobbiamo continuare su questo percorso.
   Pertanto,  deridere  quest'ordine  del  giorno  credo  sia  poco
  responsabile e assolutamente fuori luogo perché non è uno di quei
  pezzi di carta scritti per mantenere promesse.
   Vi  è  stato  qualche  problema  di  ordine  amministrativo  tra
  bilancio  e  assessorato al lavoro, so che ieri vi  è  stata  una
  giunta  di  governo  in cui sono state assunte  alcune  decisioni
  responsabili  verso la stabilizzazione di questi  lavoratori,  so
  che oggi uno dei membri del governo, credo l'assessore Leanza  ha
  incontrato  già  una  delegazione di  questi  lavoratori  dandone
  notizia  rispetto alla delibera di giunta di ieri, credo che  sia
  opportuno  votarlo  e  poi  stare lì tutti  a  verificare  che  i
  percorsi siano compiuti nel senso più opportuno.

    TUMINO  Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del  giorno
  n. 25.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  abbiamo
  voluto  presentare quest'ordine del giorno, che fra  l'altro  era
  aperto  a  diversi  parlamentari,  aperto  quindi  a  chi  voleva
  partecipare,  credo  che  sia  una  necessità  emersa  in  questo
  Parlamento   più   volte  anche  da  parte  di  alcuni   colleghi
  parlamentari  che  in commissione bilancio con diligenza  avevano
  presentato  anche degli emendamenti, a proposito della  questione
  dei  precari  che tante volte è stata sollecitata e  che  non  ha
  trovato  recentemente disponibilità nel bilancio, proprio  perché
  tutti  si  aspettavano che questo problema fosse risolto  e  che,
  come diceva poc'anzi il mio predecessore per alcune questioni  di
  carattere tecnico non è stato risolto, noi abbiamo voluto fare in
  modo   che   il  governo  ulteriormente  prendesse  coscienza   e
  consapevolezza  di  questa problematica,  perché  la  affrontasse
  decisamente e la risolvesse.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  contento
  che  ci  sia  un ordine del giorno su un argomento  che  è  stato
  trattato  con  un  emendamento da me firmato assieme  al  collega
  Antinoro in commissione bilancio e che il governo ha ritenuto  di
  non dovere apprezzare, allo stato attuale, per mancanza di fondi.
   E'  un'iniziativa che impegna il governo a dover dire che per il
  prossimo  anno  e  nel  bilancio  vanno  aggiunte  queste  somme.
  Aggiungo, alla fine posso anche confermarlo, ma mi accorgo che ci
  sono  degli errori formidabili, perché non è vero che sono  stati
  pagati  fino  al  31  dicembre  con le  leggi  precedenti  perché
  purtroppo  i  decreti fatti dall'assessore sono tornati  indietro
  perché non c'era disponibilità finanziaria.
   E'  esattamente quello che dissi da assessore al bilancio quando
  ugualmente l'Aula votò senza avere una copertura adeguata.
  Pertanto, il tema non è di stabilire oggi con un ordine del
  giorno che approverò, che voterò, che non firmerò perché l'hanno
  già firmato tanti altri colleghi, assolutamente non lo firmo.

   No,   non  lo  firmo seppure  lo ritengo giusto, ma ritengo  che
  l'impegno del Governo sia quello di trovare soluzione per  l'anno
  2007, nei limiti di quelle che saranno, e di questo mi posso  far
  carico,   onorevole  Assessore  al  bilancio,   le  disponibilità
  finanziarie, alla piaga della stabilizzazione di tutti i  precari
  in  Sicilia. Chiudere questa vertenza, lo ritengo  un obbligo del
  Governo.  Il  Governo Cuffaro può ascrivere a suo merito  di  non
  avere  fatto nei cinque anni neppure un precario in più, come  da
  impegni assunti e così ha mantenuto.
   Oggi  c'è  la necessità di chiudere questo precariato, e  allora
  al  Governo  vadano  più  voti  perché possa trovare  le  risorse
  necessarie perché questa piaga abbia a finire e non si riapra mai
  più.

   PRESIDENTE. Si prende  atto che hanno sottoscritto l'ordine  del
  giorno gli onorevoli Granata, Caputo, Falsone, Pugliese, Formica.
   Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

    ODDO  Dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  26   Liquidazione  somme
  spettanti  ai  membri  dell'ex CORECO ,  a  firma  dell'onorevole
  Ortisi.
   Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo ai voti. Chi è favorevole si alzi,  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 28  Iniziative  per  l'avvio
  della  fase  attuativa  dell'accordo di programma  sulla  chimica
  dell'area  industriale  siracusana , a  firma  dell'onorevole  De
  Benedictis ed altri.
   Lo pongo ai voti. Il parere del Governo?

   LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Questo ordine
  del  giorno  si può accettare come raccomandazione, perché  è  un
  invito  a un ruolo di protagonismo al quale noi aderiamo  sì,  ma
  come raccomandazione.

   ZAPPULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   ZAPPULLA.  Al  di  là  del  freddo ordine  del  giorno,  c'è  da
  ricordare  che stiamo parlando di un accordo di programma  che  è
  stato  siglato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri  il  21
  dicembre  del  2005 e porta la firma anche del  Presidente  della
  Regione siciliana, che anche allora era l'onorevole  Cuffaro.
   Quell'accordo  prevedeva le dismissioni di  alcuni  impianti,  e
  prevedeva   investimenti   in   ammodernamento   di   altri,   in
  riconversione di altri e investimenti nuovi, e vede  peraltro  la
  Regione siciliana direttamente interessata.
   Ebbene,  signor  Presidente, onorevoli colleghi, dovete  sapere,
  dobbiamo  sapere tutti, che in questi mesi  - da quando  è  stato
  siglato  l'accordo, da quel 21 dicembre 2005  -   tutto  ciò  che
  riguarda  le   dismissioni di impianti, come per  esempio,  della
  chiusura di un impianto inquinante,  cioè quello degli arresti  a
  Priolo,  per  capirci  bene,  sullo  smaltimento  dei  reflui  di
  mercurio, sì in quell'anno, che tanto danno produsse anche da  un
  punto di vista mediatico, quell'impianto che produceva  mercurio,
  grazie  a questo accordo è stato chiuso, non esiste più, non  c'è
  più  quella produzione, è stata fatta un'operazione non  solo  di
  dismissione ma anche di forte impatto ambientale.
   Però  quell'accordo prevedeva anche investimenti, ammodernamenti
  ed interventi importanti. Fra questi investimenti si prevedeva un
  impianto  glicoetilenico, l'ho letto perché è  complicato,  e  un
  impianto di clorosoda a membrana , ma di questi due impianti  non
  ce ne sono, c'è ritardo assoluto.
   Considerato  quindi che l'accordo di programma è  stato  siglato
  anche dallaRegione siciliana e che dalla  firma dell'accordo  non
  è  seguita nessuna iniziativa per il suo concreto avvio, né  sono
  chiari i tempi in cui il Governo regionale intende procedere  con
  il   Ministro  dello  sviluppo  economico  e  con  l'Osservatorio
  nazionale  sulla chimica per la verifica astringente dello  stato
  di attuazione dell'accordo di programma sulla chimica stessa, c'è
  da   considerare  pure  che  le  organizzazioni  sindacali  hanno
  proclamato  lo  sciopero  per  giorno  11  dicembre  proprio  per
  chiedere e pretendere il confronto, la verifica.
   Allora  noi  chiediamo  l'impegno del  Governo  regionale  e  lo
  chiediamo  in una duplice direzione: assumere presso il Ministero
  dell'Economia un ruolo di protagonista nell'avvio della  fase  di
  confronto per l'accordo di programma col Ministro e con  tutti  i
  soggetti  interessati, tenendo presente che  è  già  partita  una
  richiesta  di  incontro  a firma delle organizzazione  sindacali,
  delle   istituzioni  locali,  delle  rappresentanze  parlamentari
  regionali  e nazionali, ed impegnarsi a garantire gli impegni  di
  natura finanziaria che già si era assunto in quell'accordo.
   Ciò  detto, data l'importanza dell'accordo di programma, informo
  che è stato firmato da tutti i sette deputati della provincia  di
  Siracusa, di tutte le forze politiche rappresentate al Parlamento
  regionale. Questo ad ulteriore dimostrazione della delicatezza  e
  dell'estrema importanza dell'argomento che stiamo trattando.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la
  materia  è  stata già illustrata dall'onorevole Zappulla,  ma  io
  volevo    comunque    tranquillizzare    il    Governo    perché,
  sostanzialmente,  quello  che  gli  chiediamo  di  assumere  come
  impegno  è  ancor  meno  di ciò che ha sottoscritto  nell'accordo
  stesso.  Sarebbe veramente incomprensibile che non  ritenesse  di
  doversi  impegnare  a sostenere un'azione per  la  quale  ha  già
  sottoscritto  l'accordo: la necessità  che  assuma  un  ruolo  di
  protagonista  è legata al fatto che il Ministero dell'Economia  è
  sollecitato  da  altre Regioni italiane per analoghi  accordi  di
  programma.
   Quindi,  se  solo la Regione siciliana dimentica di interessarsi
  di  un  suo  problema, difficilmente questo accordo di  programma
  potrà essere portato avanti.
   Per  questo, avendo ascoltato le parole dell'onorevole Assessore
  Lo  Porto,  chiedo  che si insista nel votare questo  ordine  del
  giorno.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 28.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno n. 29, a firma dell'onorevole
  Villari.

      VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  precisare che l'argomento trattato in questo ordine del giorno  è
  già stato oggetto di una mia interrogazione, della quale risposta
  dell'Assessore peraltro mi ero dichiarato soddisfatto poiché,  in
  quella occasione, si è chiarito che esiste una norma comunitaria,
  nel  frattempo intervenuta, che pone alcuni limiti rispetto  alla
  fattispecie di cui si discute.
   Pertanto, dichiaro di ritirare l'ordine del giorno.

    PRESIDENTE  L'Assemblea  prende atto del  ritiro.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 30, a firma degli  onorevoli
  Nicotra ed altri.
   L'ordine del giorno è superato.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 31, «Riconoscimento a livello
  europeo  del  festival   Sete  Sois Sete  Luas'  quale  strumento
  privilegiato per favorire il dialogo interculturale  tra  il  sud
  Europa  ed i Paesi non europei del bacino mediterraneo», a  firma
  dell'onorevole Gianni.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

  Premesso che:

   il festival 'Sete Sois Sete Luas', istituito nel 1993 e promosso
  dall'omonima  associazione legalmente riconosciuta in  tre  Paesi
  europei  (Italia,  Spagna,  Portogallo)  ed  uno  africano  (Capo
  Verde), si è affermato quale strumento che promuove l'arte  e  la
  cultura  dei cinque Paesi in cui fino ad oggi è stato realizzato:
  Capo Verde, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna ed ha ricevuto, in
  ambito  europeo  prestigiosi riconoscimenti  per  l'alta  qualità
  culturale dei programmi presentati;

  il  festival si è consolidato in tredici anni di esistenza  quale
  progetto   dalle   caratteristiche  esemplari,  manifestando   la
  capacità   di  perseguire  un  obiettivo  di  interesse  generale
  europeo,  con particolare riferimento alla creazione di originali
  politiche  culturali  di  coesione e decentramento  tra  Paesi  e
  Municipi del sud Europa, e proprio per queste sue caratteristiche
  si  pone come valido e competente interlocutore delle istituzioni
  europee  per  allargare  la propria azione  anche  ai  Paesi  del
  Maghreb e dell'area medio-orientale;

  presidenti  onorari del festival 'Sete Sois Sete  Luas'  sono  lo
  scrittore   portoghese  José  Saramago  (Premio  Nobel   per   la
  letteratura nel 1998) e Dario Fo (Premio Nobel per la letteratura
  nel  1997)  a  testimonianza  della validità  internazionale  del
  progetto;

  il  6 febbraio 2000 è stato firmato a Pontedera (Pisa) l'atto  di
  fondazione  della  Rete culturale del festival  'Sete  Sois  Sete
  Luas',  con  l'adesione di più di trenta città ed istituzioni  da
  Capo  Verde,  dalla  Grecia, dall'Italia, dal  Portogallo,  dalla
  Spagna;

  la  rete  culturale del festival  'Sete Sois Sete Luas'  si  pone
  l'obiettivo di realizare nei prossimi anni una politica di  forte
  dialogo interculturale tra i Paesi delle due rive del bacino  del
  Mediterraneo,  con particolare riferimento alla realizzazione  di
  azioni culturali ed artistiche nei Paesi del nord Africa al  fine
  di  contribuire con un'incisiva azione culturale ad una  migliore
  comprensione dei relativi problemi sociali, politici, culturali e
  demografici;

  Considerato che:

  il  festival  'Sete  Sois  Sete Luas' è stabilmente  promosso  da
  prestigiose  istituzioni  europee quali  la  Commissione  europea
  (tramite  i  programmi  comunitari Caleidoscopio,  Cultura  2000,
  Interreg   III  B  Medocc),  il  Ministero  della   cultura   del
  Portogallo, il Ministero della cultura di Capo Verde, la  Regione
  Toscana,  la  Junta de Andalucia, la Fondazione José Saramago  di
  Castril,  la Provincia di Pisa, la Provincia di Lecce, l'Istituto
  italiano  di cultura in Portogallo, il Comune di Roma e oltre  30
  Municipi   da   Capo   Verde,  dalla  Grecia,  dall'Italia,   dal
  Portogallo,  dalla  Spagna  ed ha tutte  le  caratteristiche  per
  essere   riconosciuto  dal  Parlamento  europeo  quale  strumento
  privilegiato per favorire il dialogo interculturale  tra  il  sud
  Europa  e  i Paesi non europei del bacino mediterraneo, favorendo
  così  la  creazione  di nuove ed originali  azioni  culturali  di
  coesione e decentramento;

  il  Parlamento  dell'Andalusia, il Parlamento  portoghese  ed  il
  Consiglio  regionale della Toscana hanno già aderito al  progetto
  di  riconoscimento europeo del festival assumendo  iniziative  in
  tal senso ed è prevista per la fine del mese di novembre prossimo
  la   sottoscrizione  di  un  protocollo  da  parte  di  tutte  le
  istituzioni  aderenti  al  progetto da presentare  al  Parlamento
  Europeo   in   vista  delle  imminenti  decisioni  di   carattere
  finanziario dell'Unione europea;

  VISTA  la  decisione  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio
  dell'Unione europea del 21 aprile 2004, n. 792/CE, che istituisce
  un  programma  di  azione  comunitaria per  la  promozione  degli
  organismi attivi a livello europeo nel settore della cultura  con
  validità fino al 31 dicembre 2006,

                        Invita il Presidente
                 dell'Assemblea regionale siciliana

  ad aderire all'iniziativa di promuovere il riconoscimento europeo
  del Festival Sete Sois Sete Luas quale strumento privilegiato per
  favorire  il dialogo interculturale tra il sud Europa e  i  Paesi
  non  europei  del bacino mediterraneo, nonché per contemplare  lo
  stesso Festival tra gli organismi di cui all'allegato I, capitolo
  3,  sezione 2, punto 2, della decisione del Parlamento europeo  e
  del Consiglio dell'Unione europea del 21 aprile 2004, n. 792/CE.»

   Considerato  che  l'ordine del giorno richiede  un  impegno  del
  Presidente  dell'Assemblea, e non del Governo, il  Presidente  si
  rimette all'Aula.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 32, «Stanziamento  di  somme
  necessarie   per  l'adozione  di  provvedimenti  riguardanti   il
  Development Center di Palermo», a firma dell'onorevole Cracolici.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

  Premesso che la STMicroelectronics, società multinazionale italo-
  francese a compartecipazione pubblica (la parte italiana fa  capo
  alla   Cassa  Depositi  e Prestiti  del Ministero  del  Tesoro  e
  Finmeccanica) con i suoi 45.000 dipendenti in 27 Paesi nel mondo,
  17  centri  di  produzione, 55 centri  eccellenti  di  ricerca  e
  progettazione  è tra i primi 10 leader mondiali di microchip,  da
  circa  20  anni  alla guida dell'innovazione  nel  settore  della
  microelettronica,  fornitore di aziende prestigiose  come  Nokia,
  Ericsson, Sony, Maxtor, Thomson, Philips, Bosch, Mercedes;

  Considerato che nel 2002 è sorto a Palermo il Development Center,
  cioè  di un sito che ha l'ambizione di coniugare la progettazione
  con  l'attività di Product Engineer, che con i suoi  180  addetti
  nell'arco  di  un biennio ha come  missione quella di   Diventare
  leader  e  creare innovazione nella realizzazione di applicazioni
  di  memorie Flash non volatili nel settore della telefonia e  dei
  personal computers  ;

  Ritenuto   che  a  dimostrazione  dell'alto  livello  qualitativo
  operante  nel centro di Palermo, i 48 professionisti  (ingegneri,
  fisici  e  informatici)  che vi lavorano vantano  una  esperienza
  specifica nel campo della progettazione microelettronica,  i  cui
  esiti sono riscontrabili nel numero dei loro brevetti (28 USA, 35
  Europa,  20 Pending), registrati a nome di STMicroelectronics  in
  Europa e negli Stati Uniti durante la loro carriera in azienda;

  Ricordato   che   la   Regione   Siciliana,   in   considerazione
  dell'importanza   dell'investimento  di   STMicroelectronics   in
  Sicilia  nel  polo di Catania, aveva assicurato  per  l'ulteriore
  creazione   di  un  centro  di  ricerca  a  Palermo   particolare
  attenzione  e  disponibilità ad approntare adeguati  investimenti
  finanziari;

  Confermato che:

    dopo  il 26 gennaio 2005, quando viene ufficialmente annunciata
  la  chiusura  del  centro ed il trasferimento a  Catania  dei  48
  professionisti (ingegneri, fisici e informatici) e il 9  Febbraio
  quando  il  Rettore dell'Università di Palermo  esprime  «estremo
  rammarico»  per  la  decisione di ST di  chiudere  il  centro  di
  Palermo, si ha il 18 Febbraio un primo incontro tra la Presidenza
  della  Regione  Siciliana, rappresentata dallo stesso  Presidente
  Cuffaro, l'Assessore al Lavoro, Universita' e i vertici di ST. al
  fine  di individuare iniziative utili al mantenimento del  Design
  Center palermitano;

  in  questo  incontro ST pone come pregiudiziale l'erogazione  dei
  contributi   gia'  previsti  dalla  L.  R.  30/97  e   resi   non
  finanzaibili dalla L. R 9/02. e che il 7 Luglio 2005 si raggiunge
  un  accordo tra ST e Presidenza della Regione per il mantenimento
  del Centro di ricerca di Palermo in cambio del riconoscimento dei
  contributi  alle  assunzioni previsti dalla  30/97  sbloccato  da
  Bruxelles;

  nel  settembre 2005 la DirezioneAziendale minaccia di spedire  le
  lettere  di  trasferimento visto che la Presidenza della  Regione
  non  ha rispettato gli impegni assunti durante l'incontro  del  7
  luglio 2005.e che, a seguito di questa presa di posizione, il  28
  settembre  2005 il Presidente della Regione siciliana  scrive  al
  presidente dell'ARS, (prot. n. 388), all'Assessore al Bilancio  e
  all'Assessore   al  Lavoro  affinché  "nell'ambito   dei   lavori
  parlamentari  in  corso e con il carattetre di  urgenza,  dettato
  dalla  revisione  del piano di attivitá che la Stmicroelectronics
  ha  in  corso  di definizione, le idonee soluzioni di  legge  che
  possano  garantire  il superamento della problematica  rassegata"
  (erogazione dei fondi relativi alla legge regionale 30/97);

  Visto che:

  il CIPE alla vigilia delle elezioni del 9 Aprile delibera, con lo
  strumento  dell'accordo  di programma, un  finanziamento  per  la
  costruzione  del  modulo M6 e il potenziamento  della  ricerca  a
  Catania, e che la Regione siciliana decide di investire su  asset
  assistenziali, dimendicando la ricerca e l'innovazione;

  il  29  giugno 2006 il "neo" Presidente della Regione  siciliana,
  con  lettera  alla  ST  (prot. N. 730), conferma  la  volontá  di
  risolvere  la situazione dopo l'insediamento dell'ARS e  che  uno
  dei  primi impegni del nuovo Governo sará l'attivazione  di  ogni
  iniziativa utile a trovare soluzioni alla vicenda;

  Ricordato ancora che:

    l'impegno della Regione Siciliana per l'attivazione di sinergie
  tra   pubblico   e  privato  aveva  determinato   l'avvio   della
  realizzazione  del  DT  dei micro e nano  sistemi,  con  relativa
  costituzione  di una societá consortile insieme  ad  ST,  con  la
  partecipazione della Regione con una quota non inferiore al 20%;

  il  4  settembre  2006,  ST  torna a chiedere  un  incontro  alla
  Presidenza  della Regione per trovare una soluzione  al  problema
  dei fondi relativi alla legge 30/97;

  Visto  che  a  tuttoggi nessuna delle promesse  e  degli  impegni
  assunti  dal  Governo  regionale per  il  Development  Center  di
  Palermo  ha  avuto  seguito, mettendo  così  a  rischio  l'intera
  operazione;

  Considerato  che  l'inaspettata chiusura del centro  è  in  forte
  contrasto  sia con le aspettative di crescita del  sito  (fino  a
  circa 200 dipendenti) che con la strategia aziendale di radicarsi
  nel  territorio  in  connubio con le  universita'  locali,  anche
  concordando   i   programmi   di  studio,   per   poter   formare
  professionisti all'altezza dell'attuale domanda di mercato;

                  Impegna il Governo della Regione

  a   dare  immediato  e  positivo  seguito  agli  impegni  assunti
  stanziando  già  nei prossimi provvedimenti finanziari  tutte  le
  somme  necessarie  per la adozione dei conseguenti  provvedimenti
  amministrativi.»

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  comunicare   che  questo  ordine  del  giorno  è   stato   appena
  sottoscritto  dai  deputati  Dina,  Cintola,  Vitrano,  Rizzotto,
  Maniscalco,  e spero anche dai colleghi di  Palermo  di  Alleanza
  Nazionale e di Forza Italia.
   E'  evidente  che  la  vicenda ST Microelettronics  riguarda  la
  Sicilia,  però  a  Palermo in particolare c'è una  emergenza  che
  attiene al centro di ricerca aperto quattro anni fa, dove in atto
  lavorano  50  persone fra fisici, matematici  ed  ingegneri,  che
  dovrebbe svilupparsi sino a circa 200 ricercatori. Questo centro,
  però,  non  ha  molte attività che il Governo si  è  impegnato  a
  realizzare con la Microelettronics relativamente sia agli assetti
  societari,   attraverso  l'uso  di  alcune  risorse   dei   fondi
  comunitari,  sia attraverso lo sblocco autorizzato  da  Bruxelles
  sull'attivazione  dei finanziamenti della  legge  30/97,  cioè  i
  benefici dei sei anni per le assunzioni
     C'è  la necessità di dare attuazione a questo accordo, che  il
  Presidente  della Regione ha già assunto. Con questo  ordine  del
  giorno  si  chiede  al Governo la garanzia che  già  in  sede  di
  finanziaria si possa dare una prima risposta per impedire che  la
  ST Elettronics vada via da Palermo.

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli  Cimino,  Villari  e
  Incardona  hanno  chiesto  di apporre  la  firma  all'ordine  del
  giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    LO  PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Il  Governo
  lo accetta come raccomandazione.

    CRACOLICI  Chiedo che venga messo in votazione.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 32.
   Chi è favorevole si alzi. Chi è contrario resti seduto.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 33, «Proroga  dei  contratti
  quinquennali  relativi alla stabilizzazione dei lavoratori  delle
  università  di  Palermo,  Catania  e  Messina»,  a  firma   dell'
  onorevole Formica.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

  Premesso  che  nel novembre 2006 scadono i contratti quinquennali
  relativi  alla  stabilizzazione dei  lavoratori  impiegati  dalle
  università di Palermo, Catania  e Messina;

  Visto  che  tali  stabilizzazioni sono per ottanta  per  cento  a
  carico delle tre università e per il rimanente venti per cento  a
  carico della regione fondo unico per  l'occupazione;

  Ritenuto  che è indispensabile prorogare tali progetti al fine di
  non  privare  le università siciliane dell'apporto di  lavoratori
  impiegati e allo stesso tempo di impedire il loro licenziamento

                  impegna il Governo della Regione

  a  prorogare   per  un  ulteriore quinquennio  i  contributi  già
  concessi  alle unviersità di Palermo, Catania e Messina ai  sensi
  dell'articolo 2 della legge 26 novembre 2000, n. 24 e  successive
  modifiche  e  integrazioni imputando la relativa copertura  sulle
  risorse  all'uopo previste nel fondo unico per il  precariato  di
  cui  all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre  2004,  n.
  17.»

   Lo pongo in votazione. Il Parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto. Chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 34 «Revoca  dell'incarico  a
  Direttore e Presidente delle Terme di Sciacca ed Acireale».

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   ATTESE  le negative risultanze di gestione delle società   Terme
  di Sciacca S.p.A. e Terme di Acireale S.p.A.',

                  impegna il Governo della Regione

   alla  revoca dell'incarico dei rispettivi Presidenti e Direttori
  e C.D.A.»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo
  ordine  del  giorno altro non chiede - a valle della  discussione
  che  abbiamo  fatto,  dove  sono stati sollevati  i  problemi  di
  gestione  e  di malamministrazione di questa società,  avendo  in
  questo  momento impegnato la Regione a contribuire  ulteriormente
  con  risorse  pubbliche al risanamento di questi enti  -  che  il
  Governo  riferisse, entro 12 mesi, a che punto siamo  con  questo
  risanamento di bilancio.
   Se  poi  il Governo si dichiara contrario a questa ovvia  misura
  di igiene, questo ci risulta assolutamente incomprensibile.
   Pertanto  chiedo che, ancorché col voto contrario  del  Governo,
  il  Parlamento  si esprima a favore di quelle  che  sono  le  sue
  prerogative, perché è stato questo Parlamento che ha concesso  un
  credito a queste società.

    PRESIDENTE   Con  il  parere  negativo  del  Governo  e   della
  Commissione, pongo in votazione l'ordine del giorno n. 34.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario rimanga seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 35, a firma  dell'onorevole
  Cimino.

    CIMINO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 7.  Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto che la votazione finale del disegno di legge avrà  luogo
  successivamente.

   Onorevoli  colleghi, vorrei ricordare all'Aula che la Conferenza
  dei Capigruppo ha stabilito una finestra legislativa per il 21  e
  il 22 di novembre per poi entrare nella sessione di bilancio.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
  integrazioni all'art. 7 ter ed all'art. 26 della legge 11/2/1994,
    n. 109, come recepito dalla legge regionale 2/8/2002, n. 7 e
            successive modifiche ed integrazioni» (425/A)

    PRESIDENTE   Si  procede con il seguito della  discussione  del
  disegno  di legge «Modifiche ed integrazioni all'art.  7  ter  ed
  all'art.  26  della legge 11/2/1994, n. 109, come recepito  dalla
  legge  regionale  2/8/2002,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  (n. 425/A) posto al numero 2).
   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   L'onorevole   Cintola   fa  rilevare   che   manca   l'assessore
  competente, ma vorrei far presente che questo disegno di legge  è
  stato  approvato all'unanimità dalla Commissione e non sono stati
  presentati emendamenti.
   Pertanto  ritengo che, per economia dei lavori  parlamentari  ed
  avendo un consenso quasi generale, si possa proseguire.

     Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1
           Costituzione di una seconda commissione di gara
                               presso
          le sezioni provinciali dell'ufficio regionale per
                           l'espletamento
               di gare per l'appalto di lavori pubblici

  1. All'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
  introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive
  modifiche e integrazioni, dopo il comma 9 sono aggiunti i
  seguenti commi:

  9 bis. Il Presidente di ciascuna sezione provinciale, in caso di
  indifferibile necessità ed urgenza di espletamento di gara in
  ragione delle richieste pervenute, costituisce una seconda
  commissione di gara, la cui composizione deve essere pubblicata
  sul sito internet dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici.

  9 ter. Fatto salvo quanto previsto dal comma 9, nell'ipotesi
  della costituzione di una seconda commissione di gara, le stesse
  sono così composte:

  a) la prima:

  1) dal componente di cui alla lettera a) del comma 9, che la
  presiede;
  2) da un altro dirigente della segreteria tecnicoamministrativa
  della Sezione provinciale;
  3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 9;

  b) la seconda:

  1) dal componente di cui alla lettera b) del comma 9, che la
  presiede;
  2) da un altro dirigente della Segreteria tecnico-amministrativa
  della Sezione provinciale;
  3) dal componente di cui alla lettera c) del comma 9.

  9 quater. Nessun ulteriore compenso è dovuto per la
  partecipazione alla seconda commissione costituita ai sensi del
  comma 9 bis.'

  2. Al comma 13 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,
  n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
  e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto il seguente
  inciso: Fatto salvo quanto previsto dal comma 9 bis'.

  3. Al comma 16 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,
  n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
  e successive modifiche e integrazioni, dopo le parole ai
  componenti delle commissioni' sono aggiunte le parole di cui ai
  commi 9 e 10 del presente articolo'.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
        Composizione della commissione di gara della sezione
     centrale dell'ufficio regionale per l'espletamento di gare
                  per l'appalto di lavori pubblici

   1.  Il comma 10 dell'articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n.
  109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7  e
  successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente:

   10.  La  commissione di gara della Sezione centrale dell'ufficio
  è   costituita   dai   presidenti   delle   sezioni   provinciali
  territorialmente  interessate dai lavori inviati  in  gara  ed  è
  composta da non meno di tre componenti, compreso il presidente di
  turno. Nel caso in cui questi sia anche presidente di una sezione
  territorialmente  interessata,  le  funzioni  di  presidenza  del
  seggio  sono  assunte da altro presidente di sezione provinciale,
  individuato  nell'ordine previsto dall'art.  7  del  decreto  del
  Presidente  della  Regione 14 gennaio  2005,  n.  1,  recante  il
  Regolamento  per  il  funzionamento  dell'Ufficio  regionale  per
  l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
     Svolgimento del procedimento di gara presso le commissioni
                delle sezioni centrale e provinciali

   1.  Dopo il comma 17 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio
  1994,  n.  109,  come introdotto dalla legge regionale  2  agosto
  2002,  n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto  il
  seguente:

   17  bis.  Il  procedimento di gara si svolge senza soluzione  di
  continuità,  salve le interruzioni stabilite dal  regolamento  di
  cui  al comma 17 del presente articolo. La gara è espletata nella
  seduta  ordinaria successiva al termine di due giorni  a  partire
  dalla scadenza del termine fissato nel bando per la presentazione
  delle domande di partecipazione'.»

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
   Affidamento dell'attività di espletamento della gara diappalto

   1.  Dopo  il comma 5 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio
  1994,  n.  109,  come introdotto dalla legge regionale  2  agosto
  2002,  n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto  il
  seguente:

   5  bis.  Il  presidente  di  turno della  Sezione  centrale,  su
  richiesta motivata del presidente di una Sezione provinciale, può
  disporre  l'affidamento dell'attività di espletamento della  gara
  di  appalto di competenza di questa ad altra Sezione provinciale.
  La   facoltà   di   affidare   ad   altra   sezione   provinciale
  l'espletamento  di  una  gara  va  esercitata  all'inizio   della
  procedura,    mediante   pubblicazione    sul    sito    internet
  dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici.'»

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
     Modifica dell'articolo 26, comma 4-quinquies, della legge11
                       febbraio 1994, n. 109,
      come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
                e successive modifiche e integrazioni

   1.  Al  comma  4  quinquies  dell'articolo  26  della  legge  11
  febbraio  1994, n. 109, come introdotto dalla legge  regionale  2
  agosto  2002,  n.  7 e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  parole lavori eseguiti e contabilizzati dall'1 gennaio 2005' sono
  sostituite con le parole lavori eseguiti e contabilizzati  dall'1
  gennaio 2004'.»

    DE BENEDICTIS  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'articolo   5   non  è  della  stessa  materia  degli   articoli
  precedenti.  Quindi,  stiamo parlando di  un'altra  cosa.  Mentre
  tutti  gli altri articoli riguardano la stazione unica appaltante
  e  le  modalità  di  esercizio  di questi  uffici,  l'articolo  5
  riguarda ben altra materia.
   Noi  abbiamo  recepito  una norma nazionale  che  consentiva,  a
  partire  da quando l'abbiamo applicata, cioè alla fine del  2005,
  che  tutti  i lavori contabilizzati ed eseguiti a partire  da  1
  gennaio 2005, questi, nel caso in cui fossero stati eseguiti  con
  materiali  ed opere che avessero nel frattempo aumentato  i  loro
  costi,  fosse riconosciuto un maggior compenso alle  imprese  che
  avrebbero dovuto eseguire i lavori.
   Non  si  capisce  come è possibile e con quale ratio  oggi,  nel
  novembre del 2006, portiamo l'orologio indietro e rendiamo questa
  norma retroattiva a partire dal 1  gennaio 2004.
   Io  ho  letto la relazione al disegno di legge e devo  dire  che
  conteneva una motivazione inapplicabile, perché si diceva lì  che
  così  la equiparavamo alla norma nazionale. Ma la norma nazionale
  era  stata applicata un anno prima e, quindi, era ragionevole che
  la  decorrenza fosse 1  gennaio 2004, noi l'abbiamo approvata  un
  anno  dopo  e  coerentemente l'abbiamo  fatta  decorrere  dal  1
  gennaio 2005.
   Che   adesso  a  novembre  2006  portiamo  l'orologio   indietro
  significa  semplicemente intervenire su  misura  a  vantaggio  di
  qualcuno.
   Non mi sembra un buon modo di legiferare.

    BENINATI   assessore  per la cooperazione,  il  commercio,   l'
  artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Assessore  per  la cooperazione.  Signor  Presidente
  onorevoli colleghi, mi assumo la responsabilità di rispondere.
   Non  è così onorevoli, mi dispiace dover contraddire il collega.
  Questa   è  una  norma  giustissima  ed  è  bene  farla,   perché
  nell'ultima legge che abbiamo fatto noi in quest'Aula,  questa  è
  la  norma  sul   caro ferro' che ha una valenza se  si  mette  1
  gennaio  2004,  perché il  caro ferro' è avvenuto  solo  in  quel
  periodo. Se si mette 1  gennaio 2005 non ha nessuna valenza.
   Quindi,  è  correttissimo che sia stata inserita  questa  norma,
  perché  nella  norma  che abbiamo approvato, l'ultima  in  questa
  seduta d'Assemblea, per errore fu scritto 1  gennaio 2005, doveva
  essere scritto 1  gennaio 2004.
   Quindi,  è  corretto  ed  hanno  fatto  bene  il  Governo  e  la
  Commissione ad inserirla.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

  (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                            «Articolo 6

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello di pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Il voto finale sarà dato successivamente.

     Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3,
    dello Statuto siciliano, su progetti di legge costituzionale

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
  Statuto siciliano, sui progetti di legge costituzionale nn.  206,
  980 e 1241, di iniziativa parlamentare della Camera dei Deputati,
  limitatamente  alle  norme relative alla modifica  dello  Statuto
  siciliano.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA  Signor Presidente, intervengo per chiedere un rinvio  con
  l'impegno  di  tutti i capigruppo che si esprimono in  merito  di
  portarlo in discussione la prossima settimana.

    PRESIDENTE  Si prende atto della richiesta.

    CRISTALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI      Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  personalmente parlo come Presidente della commissione  competente
  sulla materia oggetto della richiesta.
   Non  ho alcuna difficoltà ad accettare per quel che riguarda  me
  e  la  Commissione  lo  slittamento  della  trattazione,  non  ho
  difficoltà allo slittamento, tengo però a precisare che se non si
  dovesse  esprimere parere sul provvedimento, il parere si intende
  reso,  ora su una materia relativamente alle modifiche statutarie
  se   si  hanno  delle  perplessità  si  affronta  si  discute  la
  questione, si cerca di trovare la soluzione, ma se non esprimiamo
  un  parere e come se esprimessimo un parere positivo, a parte che
  non  è una bella figura per il Parlamento regionale non esprimere
  un parere su un argomento di questa natura.
   A  mio parere il provvedimento è favorevole all'autonomia  ed  è
  favorevole alle funzioni del Parlamento regionale, quindi se  c'è
  da  parte  della  presidente l'impegno a  trovare  un  successivo
  momento, un ulteriore finestra....

    PRESIDENTE   Presidente Cristalli,  può dire che tempi  abbiamo
  per esprimere il parere?

    CRISTALDI   Ci sono 60 giorni di tempo dalla ricezione,  quindi
  entro il 9 gennaio all'incirca, ma se c'è quest'impegno io non ho
  alcuna difficoltà.

    PRESIDENTE   C'è  questa richiesta di rinvio  del  terzo  punto
  dell'ordine  del giorno, il Presidente Cristaldi ci  ha  chiarito
  l'importanza  che  il  Parlamento  si  esprima  per   non   farsi
  espropriare. Pertanto,  appena predisporremo l'ordine del giorno,
  valuteremo  anche  questa eventualità, chiaramente  è  necessario
  convocare  la  Conferenza dei capigruppo per poter  fare  l'altra
  seduta   d'Aula.  Ho  anticipato  il  suo  intervento,  onorevole
  Cracolici.  La  Conferenza  dei  capigruppo  ha  già  deciso   il
  calendario  e  l'Assemblea ha approvato il calendario,  mi  rendo
  conto   della   necessità  del  passaggio  alla  Conferenza   dei
  capigruppo, ma la Presidenza si sarebbe riservata alla fine della
  seduta di dare la propria opinione.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, io chiedo  scusa  perchè  siamo
  tutti   stanchi   e  non  voglio  ulteriormente  appesantire   la
  discussione,  però  vorrei  porre  una  questione:  noi   abbiamo
  accettato  tutti,  all'unanimità che ci fosse  una  finestra  per
  consentire  l'assestamento tecnico e la variazione di bilancio  e
  le  legge  di  bilancio ed anche il parere, io sono per  renderlo
  adesso.
   Detto questo, voglio porre un'altra questione.
   Capisco  che la Conferenza dei capigruppo si tornerà  a  riunire
  perrdecidere, però non vorrei che noi abbiamo aperto la  sessione
  di  bilancio  per  finta,  per  non discutere  del  bilancio  per
  davvero,  cioè  nel  senso,  mi potete  dire  in  quale  sede  si
  discuteranno  la finanziaria ed il bilancio, in quali  giorni  le
  commissioni sono state convocate.
     Non  mi  risulta che le Commissioni di merito sono  attrezzate
  per dare parere entro sabato.
   Abbiamo  fatto finta di aprire la sessione di bilancio?  Siccome
  avevo  proposto  al  Governo di evitare questo  dibattito  finto,
  strozzato  sui  tempi,  garantendo e  l'impegno  del  Governo  di
  annunciare  la sessione di bilancio contemporaneamente  al  fatto
  che si preparava il provvedimento dell'esercizio provvisorio e il
  Governo ha detto di no.
   Vorrei  che  i  deputati abbiano la possibilità di andare  nelle
  Commissioni a lavorare perché non si può fare Aula e Commissione.
   Per    quanto    mi   riguarda,   sui   provvedimenti    chiesti
  dall'onorevole Cristaldi, sono pronto a dare parere  questa  sera
  anche  perché il parere positivo è una prerogativa in più che  ci
  diamo come Regione nella procedura di riforma degli Statuti.

    MAIRA  relatore.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MAIRA    relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,
  onorevoli  deputati,  questo parere apparentemente è un  semplice
  parere  perché trattiamo di una materia che è essenziale  per  la
  vita e la dignità di questa Assemblea.
   Credo  che  dovremmo decidere in  modo secco, o  sì  o  no,  non
  possono  esserci  emendamenti che provengono da  questa  Aula  ai
  disegni di legge di provenienza parlamentare.
   Ciò  non  toglie che anche ribadendo alcuni principi  che  erano
  stati già prospettati nella scorsa legislatura con la legge  voto
  sullo  Statuto della Regione, sia per anticipare eventuali nostre
  visioni  su  questa vicenda in generale, credo che questo  parere
  vada  accompagnato da una serie di ordini del giorno, almeno due,
  che ha bisongo di uno sfogo di dibattito in questa Aula.
   E'  una  materia delicata, importante ed essenziale per la  vita
  dell'Assemblea e della regione siciliana.
   Non  ritengo che faremmo cosa buona e giusta a sbrigarci in meno
  di  dieci  minuti,  siccome è una di quelle materie  obbligatorie
  perché  ci  sono delle scadenze che maturano il 7 gennaio,  credo
  che  la finestra ulteriore sia, per la Conferenza dei capigruppo,
  un fatto dovuto.
   Ci  sono degli obblighi di natura legislativa da rispettare. Per
  cui  suggerisco all'Aula il  mio parere, anche come  relatore,  e
  sarei pronto a relazionare stasera con relazione scritta, ci sono
  delle bozze degli ordini del giorno.
   E'  una  materia  che ha bisogno di essere dibattuta.  Pregherei
  l'Aula  e quindi i capigruppo di chiedere, in sede di Conferenza,
  una  finestra limitata soltanto a questa disegno di legge seppure
  nell'ambito della sessione di bilancio.

     FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES   Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,  onorevoli
  deputati, faccio mie le parole dell'onorevole Maira che ha appena
  concluso il suo intervento.
   Una cosa deve essere chiara. Questa Assemblea deve esprimere  il
  parere,  nel senso che il tema posto dalle modifiche  di  Statuto
  suggerite dai tre disegni di legge che sono stati sottoposti alla
  nostra attenzione, sono estremamente importanti e sicuramente noi
  non   possiamo  lasciare  trascorrere  il  termine  previsto  per
  l'espressione del relativo parere.
   Per  altro,  i tre disegni di legge sono identici nel  contenuto
  che riguarda l'Assemblea regionale siciliana.
   Signor  Presidente,  siccome credo che noi siamo  ad  un  bivio,
  forse  è  opportuno  che diamo seguito all'ordine  del  giorno  ,
  anche  se  mi  sembra  talmente essenziale  il  testo  che  ci  è
  sottoposto che poi in fondo non possiamo che essere favorevoli ad
  un'ipotesi  di  questo  genere. Non credo che  nessuno  sarà  mai
  contrario   ad   un'ipotesi   di  questo   genere   che   riporta
  all'attenzione  dell'Assemblea qualsiasi ipotesi di  modifica  di
  Statuto, anche perché i tre disegni di legge provengono da  tutte
  le forze politiche presenti nel Parlamento nazionale e quindi non
  credo che ci siano distinguo di natura politica rispetto a questo
  tema.  Tuttavia comprendo l'esigenza dell'onorevole Maira  e  del
  suo Gruppo relativamente ad un momento di approfondimento, purché
  ci  sia  però  una finestra d'Aula prevista per  questo  tipo  di
  argomento. Perché se invece lasciamo decorrere i termini per  una
  questione  così importante noi rischiamo veramente di perdere  la
  faccia,  nel  qual caso io, mi perdonerà l'onorevole Maira,  sono
  per  esprimere il parere immediatamente. Se c'è il rischio di non
  aprire  la finestra, bisogna prendere atto che non c'è da perdere
  un solo minuto.

    PRESIDENTE   Vorrei chiedere all'onorevole Dina, che  ha  fatto
  la  richiesta  di rinvio, se potesse - visto che il relatore  pur
  apprezzando le motivazioni che lo porterebbero al rinvio ha  dato
  disponibilità,  considerato  anche  che  è  stato  votato   dalla
  Commissione  all'unanimità  e lui  ha  pronta  la  relazione,  se
  l'onorevole  Dina  volesse tornare indietro o specificare  meglio
  perché questa richiesta di rinvio. Forse si potrebbe risolvere il
  problema stasera stesso.

    DINA   La  proposta  da  me avanzata è  dettata  anche  da  una
  richiesta del relatore

    PRESIDENTE  Ma il relatore ha detto che è pronto anche  stasera
  a svolgere la relazione. Onorevole Maira, si sta discutendo anche
  sulle sue affermazioni.

    DINA   Mantengo  questa richiesta nella consapevolezza  che  si
  può fissare un giorno, con la condivisione di tutti i Capigruppo,
  per  aprire una finestra limitatamente a questa problematica.  Un
  approfondimento ulteriore non credo possa pregiudicare i tempi, i
  sessanta  giorni  scadrebbero a gennaio, ma  se  si  è  d'accordo
  sull'apertura  di  una  finestra limitata,  penso  che  si  possa
  procedere serenamente in questa direzione, ossia sul rinvio.

    PRESIDENTE   Aderendo alla richiesta dell'onorevole  Cristaldi,
  propongo che il giorno 5 dicembre

    SPEZIALE   C'è  una  richiesta  di  rinvio,  la  faccia  votare
  all'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  non  sto  decidendo,   stavo
  ponendo  un  problema  alla luce - lei non mi  ascolta  perché  è
  prevenuto  -  della richiesta fatta dall'onorevole  Cristaldi  di
  fissare  una  data e far decidere l'Aula. Siccome  la  Presidenza
  stava per proporre la data del 5 dicembre, come Aula tecnica  per
  gli  eventuali ordini del giorno che dovremmo approvare,  qualora
  ce  ne  fosse bisogno, propongo all'Aula, aderendo alla richiesta
  dell'onorevole Cristalli, di votare sulla possibilità di inserire
  all'ordine del giorno del 5 dicembre l'esame di questo  parere  e
  il voto sul parere stesso.

    SPEZIALE   Chiedo  di  parlare  sulla  proposta  dell'onorevole
  Cristaldi.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà. Si potrà intervenire uno a favore  e
  uno contro.

    SPEZIALE   La  seduta  tecnica  sarà  valutata  in  base   alle
  decisioni del Commissario dello Stato.

    PRESIDENTE   La seduta tecnica, onorevole Speziale,  la  valuta
  la Presidenza che ha il potere di regolare l'ordine dei lavori.

    SPEZIALE   La Conferenza dei Capigruppo dovrebbe ridefinire  un
  nuovo  programma di lavori che, come lei ben sa, non  può  essere
  ridefinito all'interno della sessione di bilancio che da  qualche
  giorno è già aperta.
   C'è  un'altra proposta fatta da diversi parlamentari  -  di  cui
  non  ha  tenuto conto -, cioè di discutere stasera visto che  era
  stato  deciso di aprire questa finestra e all'interno  di  questa
  finestra ci sono quattro provvedimenti. Inoltre,  prima di aprire
  un'altra finestra; ritengo sia giusto chiudere questa.
   Nella chiusura di questa finestra esprimiamo il parere.
   Tra  le  proposte  c'era  anche questa, Presidente,  ma  lei  ha
  tenuto conto di altri autorevoli proposte fatte da parlamentari.
   Il  Capogruppo  dei DS, il capogruppo della Margherita  e  tanti
  altri hanno detto di chiudere questa finestra.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, ad  un  parlamentare  attento
  come  lei  non devo ricordare che non c'è bisogno di  votare  per
  farlo stasera in quanto già all'ordine del giorno.
   Stasera  possiamo  votare per decidere un'altra  data,  non  per
  votare e di questo investo l'Assemblea.

    SPEZIALE  Il mio parere è di andare avanti con l'ultimo  punto,
  sul  quale c'è una larga condivisione, fra l'altro afferma poteri
  aggiuntivi  all'Assemblea regionale siciliana. Non penso  che  ci
  sia qualcuno contrario.
   Diamo  autorevolezza con un voto unanime, stasera,  e  chiudiamo
  la finestra che avevamo aperto con i quattro provvedimenti.

    FLERES  Chiedo di parlare a favore.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Anche io ero del parere che si sarebbe  potuto  votare
  stasera  ma  condivido e comprendo le ragioni di alcuni  colleghi
  che   sentono   l'esigenza  di  approfondire  la  questione   che
  obiettivamente merita di essere approfondita.
   Desidero  intervenire  a favore dell'onorevole  Cristaldi  anche
  per  una  semplice  ragione che serve a  rassicurare  l'onorevole
  Speziale.
   Questo  voto  non  altera  le nostre  procedure  riguardanti  la
  sessione di bilancio perché non stiamo esprimendo un voto su  una
  legge  di  spesa, stiamo esprimendo un parere su un provvedimento
  che  ci viene trasferito per competenza dal Parlamento nazionale.
  E come noi tutti sappiamo, il problema della finestra o della non
  finestra  in  sessione  di  bilancio riguarda  esclusivamente  le
  questioni  che  determinano  nuova  spesa.  L'Assemblea  potrebbe
  continuare a legiferare fino all'ultimo giorno su leggi  che  non
  prevedono  spese  perché questo non altererebbe assolutamente  la
  procedura e l'iter di bilancio, il senso del blocco dell'attività
  legislativa relativamente alla sessione di bilancio è connessa al
  fatto  che  in  corso d'opera ovviamente non si possono  disporre
  nuovi  provvedimenti  di legge che impegnano  risorse,  ma  tutti
  quelli  che  non impegnano risorse teoricamente questa  Assemblea
  potrebbe  esaminarli e discuterli come in passato ha regolarmente
  fatto.
   Qui  ci troviamo di fronte addirittura ad un semplice parere che
  certamente  non  altererebbe in modo assoluto  l'andamento  della
  discussione  riguardante  il  bilancio  e  la  finanziaria,  però
  condivido   la  proposta  dell'onorevole  Cristaldi  che   questa
  decisione   avvenga  a  data  certa,  proprio  perché   ci   sono
  responsabilità  politiche,  storiche,  attenzioni   dell'opinione
  pubblica  e soprattutto delle forze politiche rispetto  a  questo
  tema.  E  dunque, signor Presidente, io desidero  sollecitare  un
  voto  di  quest'Aula favorevole alla individuazione di  una  data
  fissa   nella  quale  l'ordine  del  giorno  della  seduta  possa
  contenere  eventuali  provvedimenti  conseguenti  all'esame   dei
  disegni  di  legge  che  ci accingiamo  a  votare  da  parte  del
  Commissario  dello stato e il parere riguardante  l'argomento  in
  questione.

    PRESIDENTE   Informo  l'Aula, prima di porre  in  votazione  la
  proposta  dell'onorevole Cristaldi con la indicazione della  data
  del  5  dicembre, che è pervenuto oggi agli uffici dell'Assemblea
  un  altro disegno di legge, oltre al 206, 980 e 1241 da parte del
  Parlamento nazionale su cui dovremo esprimere parere.  Quindi,  a
  questo  punto, io ritengo che fissare la data del 5 dicembre   ci
  mette  in  condizione di esprimere invece di  un  parere  su  tre
  disegni  di  legge,  anche sul quarto,  anche  perché  su  quello
  dovremmo  darlo anche, quindi ritengo che se i colleghi  avessero
  avuto  prima  questa  notizia, avrebbero sicuramento  evitato  di
  intervenire per continuare a discutere questa sera.
   Pongo  in  votazione  la  proposta dell'onorevole  Cristaldi  di
  fissare  l'aula il 5 dicembre per dare il parere a questi disegni
  di legge. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvata)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Variazione al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
            delle foreste - assestamento tecnico (393/A)

    PRESIDENTE  Si passa al quarto punto all'ordine del
  giorno:Votazione finale dei disegni di legge.

   Si  procede   alla votazione finale per scrutinio  nominale  del
  disegno  di  legge  «Variazione al bilancio della  regione  e  al
  bilancio  dell'Azienda  delle  foreste  -  assestamento  tecnico»
  (393/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         31
   Favorevoli          60
   Contrari             0
   Astenuti             1

                        (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Provvedimenti urgenti per il finanziamento dell'amministrazione
             regionale e interventi finanziari» (440/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Provvedimenti  urgenti  per  il
  finanziamento   dell'amministrazione   regionale   e   interventi
  finanziari» (440/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          41
   Contrari            23
   Astenuti              1

                        (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Modifiche ed integrazioni all'articolo 7 ter e all'articolo 26
   della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come recepito dalla legge
       regionale 2 agosto 2002 n. 7 e successive modifiche ed
                        integrazioni (425/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale   del   disegno  di  legge  «Modifiche  ed  integrazioni
  all'articolo 7 ter e all'articolo 26 della legge 11 febbraio 1994
  n. 109, come recepito dalla legge regionale 2 agosto 2002 n. 7  e
  successive modifiche ed integrazioni» (425/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          57
   Contrari            0
   Astenuti            7

                        (L'Assemblea approva)

  La seduta è rinviata a martedì 5 dicembre 2006, alle ore 12,00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       I   - COMUNICAZIONI

  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

        N. 129   -   Interventi  volti  a garantire  le  attività
               antropiche  nelle aree di pertinenza e di  confine
               dei parchi e delle riserve naturali siciliane.

                                    FLERES - CIMINO - CONFALONE -
                                         D'AQUINO TURANO - SAVONA

        N. 130   -  Espletamento  dei  concorsi  banditi  per  il
              conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti.

                                          BARBAGALLO - AMMATUNA -
                                  CULICCHIA FIORENZA - GALLETTI -
                                 GUCCIARDI - GALVAGNO   LACCOTO -
                           MANZULLO - ORTISI - TUMINO   RINALDI -
                                                VITRANO - ZANGARA

        N. 131   -    Interventi  per  la  ripresa   dei   lavori
              attualmente sospesi nella diga Pietrarossa al  fine
              di   completare  e  mettere  in  funzione  un'opera
              importante per l'agricoltura.

                               FAGONE - MAIRA -  TERRANA - RAGUSA

       III   -  ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER,
        COMMA  3,  DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI  LEGGE
        COSTITUZIONALE NN. 206, 980 E 1241, DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
        DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME RELATIVE ALLA
        MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.

  IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 86 DELL'ONOREVOLE BORSELLINO
  ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE

        La seduta è tolta alle ore 00.08 del 23 novembre 2006

    Licenziato dal Servizio dei Resoconti  alle ore 14.50 del 23
                            novembre 2006

                     DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                           XIV LEGISLATURA

               Seduta n. 30 del 22 - 23 novembre 2006

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE NUMERO 440/A  PROVVEDIMENTI  URGENTI  PER  IL
  FUNZIONAMENTO   DELL'AMMINISTRAZIONE  REGIONALE  ED   INTERVENTI
  FINANZIARI

    -All'articolo 4:

   Emendamento 4.1:

  All'articolo  4,  comma  1,  dopo  le  parole   beni   immobili
  destinati ,  aggiungere le seguenti  ad attività  produttive  o
  commerciali di pertinenza delle ASI

   Emendamento 4.7:

  Il comma 1 quater è così sostituito:

   La  Giunta  regionale trasmette la delibera di  cui  al  comma
  precedente,  con gli atti allegati, alle competenti Commissioni
  legislative   alle  quali  risultano  attribuite  le   relative
  attività, per l'acquisizione del parere obbligatorio .

   Emendamento 4.2:

  Alla fine del comma 2 dell'articolo 4 aggiungere   la cifra  24
  di  cui  al  comma 9 dell'articolo 6 della legge  regionale  n.
  17/2004  è sostituita dalla cifra   48 .

  Le  parole   30 dicembre 2004  di cui all'articolo 8,  comma  2
  della  legge regionale n. 15/2005 sono sostituite dalle  parole
   31 dicembre 2005 .

  Le parole  31 dicembre 2005  di cui al comma 1 dell'articolo  8
  della  legge regionale              n. 15/2005 sono  sostituite
  dalle parole   30 giugno 2007 .

    -All'articolo 5:

   Emendamento 5.7 R:

  L'articolo 5 è sostituito dal seguente:

  Art. 5 - Interventi in favore delle aziende termali -

  1.  Alla  tabella H di cui al comma  7 dell'articolo  13  della
  legge regionale 30 gennaio 2006,      n. 1, sono apportate, per
  l'esercizio finanziario 2006, le seguenti modifiche in migliaia
  di euro:

    U.P.B. 12.2.1.3.4    capitolo 473301    + 1.700;

    U.P.B. 12.2.1.3.4    capitolo 473302    + 1.000.

  2.  All'onere  derivante dall'attuazione del precedente  comma,
  pari  a  complessivi 2.700 migliaia di euro, si  provvede,  per
  l'esercizio finanziario 2006, quanto a 2.000 migliaia  di  euro
  mediante riduzione delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.1  -
  capitolo  613910  - del bilancio della Regione per  l'esercizio
  finanziario  medesimo e quanto a 700 migliaia di euro  mediante
  riduzione  della spesa autorizzata, per il medesimo  esercizio,
  dal comma 1, lett. c), dell'articolo 36 della legge regionale 3
  maggio 2001, n. 6 (U.P.B. 12.3.1.3.1 - capitolo 478109).

    -All'articolo 6:

   Subemendamento  6.1.4R:

  Al  comma  2  sostituire  le parole    procedure  di  selezione
  pubbliche  con le parole   procedure di evidenza pubbliche .

   Subemendamento  6.1.2R:

  Alla  fine  del  comma 2 aggiungere   effettuate  dalla  stessa
  azienda .

   Subemendamento  6.1.1R:

  Al  comma 3 sostituire la parola   prioritariamente   con    in
  sede di prima applicazione .

   Emendamento  6.1R  (di riscrittura):

   1.  Per  l'attuazione,  e  nei limiti  del  piano  industriale
  dell'Azienda  siciliana trasporti, non si applica  il  comma  2
  dell'articolo 33 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

  2.  Nel  caso  di  assunzione  di  nuovo  personale,  l'Azienda
  siciliana  trasporti  procede nel rispetto  del  proprio  piano
  industriale e con procedure di selezione pubbliche.

  3.  Al  fine  di  garantire il regolare esercizio  dei  servizi
  affidati,   l'Azienda  siciliana  trasporti,  nell'ambito   del
  medesimo  piano  industriale,  prioritariamente  procede   alla
  trasformazione  dei contratti di lavoro a tempo determinato  in
  atto vigenti in contratti di lavoro a tempo indeterminato.