Presidenza del vicepresidente Stancanelli
CINTOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missioni e congedo
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Cracolici, il 5 dicembre 2006; Scoma, dal
5 all'8 dicembre 2006; Speziale, dal 4 al 9 dicembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Piccione ha chiesto 30
giorni di congedo a far data dal 26 novembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia:
numero 103 «Misure per il ripristino delle condizioni di
sicurezza sulla autostrada Catania-Palermo», dell'onorevole
Fleres Salvatore;
- da parte dell'Assessore per il Lavoro:
numero 2 «Interventi volti a garantire le qualità delle
procedure di sicurezza sul lavoro e il potenziamento degli uffici
e servizi ispettivi di controllo», degli onorevoli De Benedictis
Roberto e Zappulla Giuseppe;
numero 115 «Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro
in Sicilia», dell'onorevole Fleres Salvatore;
- da parte dell'Assessore per il Turismo:
numero 96 «Interventi urgenti per il potenziamento dell'asse
viario Catania-Gela e Catania-Ragusa e per una regolare
manutenzione delle strade statali ricadenti nel comprensorio
calatino», dell'onorevole Fleres Salvatore;
numero 420 «Notizie circa i comportamenti amministrativi
riguardanti l'avvio di attività di bed and breakfast in Sicilia»,
dell'onorevole Fleres Salvatore.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Norme in materia di immigrazione» (numero 452),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Dina, Turano, Antinoro, Gianni,
Fagone, Mancuso, Savarino, Parlavecchio, Terrana, Cappadona,
Savona, Santarello, Ragusa, Maira, Regina, Ardizzone in data 29
novembre 2006;
«Interventi in favore dei siciliani emigrati all'estero»
(numero 453),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Vitrano in data 29 novembre 2006;
«Norme per la disciplina della musicoterapica e della figura
professionale del musicoterapista» (numero 455),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Ammatuna, Barbagallo, Culicchia,
Fiorenza, Galletti, Gucciardi, Galvagno, Laccoto, Manzullo,
Ortisi, Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara in data 29 novembre
2006;
«Norme per la promozione e valorizzazione dei percorsi
turistico-culturali e del patrimonio d'arte contemporanea di
Gibellina» (numero 456),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Gucciardi in data 30 novembre 2006;
«Istituzione del garante regionale per i diritti dell'infanzia
e dell'adolescenza» (numero 457),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli onorevoli Cracolici, Speziale,
Apprendi, Calanna, Cantafia, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Oddo, Panarello, Panepinto, Termine, Villari, Zago,
Zappulla in data 30 novembre 2006.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e contestuale
invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
BILANCIO (II)
«Norme finanziarie urgenti in favore degli Enti fiera» (numero
454.1),
d'iniziativa governativa,
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Beninati) in data 29 novembre 2006,
inviato in data 29 novembre 2006;
«Nota di variazioni al disegno di legge Bilancio di previsione
della Regione per l'anno finanziario 2007 e per il triennio 2007-
2009'» (numero 458),
d'iniziativa governativa,
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 1
dicembre 2006,
inviato in data 1 dicembre 2006,
PARERE I, III, IV, V e VI.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Interventi urgenti e snellimento procedure cooperazione»
(numero 454),
d'iniziativa governativa,
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Beninati) in data 29 novembre 2006,
inviato in data 29 novembre 2006,
PARERE V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Recepimento del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
Parte quarta', recante Norme in materia di gestione dei rifiuti
e di bonifica dei siti inquinati» (numero 451),
d'iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Adamo, Confalone, Fleres in data 23
novembre 2006,
inviato in data 28 novembre 2006,
PARERE I.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Riconoscimento e sostegno all'Associazione italiana sclerosi
multipla» (numero 443),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006,
PARERE VI;
«Interventi regionali per la promozione dell'integrazione
europea ed euromediterranea» (numero 444) ,
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006;
«Norme per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione e
lo sviluppo turistico-culturale del comune di Erice» (numero
446),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006,
PARERE III e IV;
«Promozione delle politiche a favore delle giovani generazioni
e istituzione di centri di incontro ed iniziativa» (numero 447),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006;
«Istituzione del garante per l'infanzia» (numero 450),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006.
BILANCIO (II)
«Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007»
(numero 389),
di iniziativa governativa,
PARERE I, III, IV, V, VI COMMISSIONE,
inviato in data 16 novembre 2006;
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-
2009» (numero 390),
di iniziativa governativa,
PARERE I, III, IV, V, VI COMMISSIONE,
inviato in data 16 novembre 2006.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Disposizioni applicative dell'articolo 2, comma 3, della legge
regionale n. 15 del 29 novembre 2005» (numero 448),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006,
PARERE I;
«Sistemi produttivi locali» (numero 449),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Interventi ulteriori per la valorizzazione storico-culturale
dei mulini a vento e per la coltivazione tradizionale del sale
marino» (numero 445),
d'iniziativa parlamentare,
inviato in data 28 novembre 2006,
PARERE III.
Comunicazione di trasmissione di proposta di legge
costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per gli Affari regionali,
onorevole Linda Lanzillotta, con nota protocollo numero 2188/Gab.
del 14 novembre 2006, ha trasmesso la proposta di legge
costituzionale numero 1606 di iniziativa parlamentare,
concernente la procedura per la modifica degli statuti delle
Regioni a statuto speciale'.
La stessa è stata trasmessa il 24 novembre 2006 alla I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali' che,
nella seduta numero 15 del 28 novembre 2006, ha espresso
all'unanimità parere contrario. La Commissione ha nominato, quale
relatore per l'Aula, l'onorevole Maira.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cimino, in data 30
novembre 2006, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno
di legge numero 451 «Recepimento del decreto legislativo 3 aprile
2006, numero 152, Parte quarta», recante «Norme in materia di
gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinanti», a firma
degli onorevoli Adamo, Confalone, Fleres.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di firma da disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Angelo Lombardo, in data
30 novembre 2006, ha dichiarato di voler ritirare la propria
firma ai disegni di legge numero 386 «Modifiche ed integrazioni
delle norme per l'edilizia economica e popolare. Norme
d'interpretazione» e numero 387 «Modifiche all'articolo 2 della
legge regionale 6 maggio 1981, numero 86».
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'Azienda Poste Italiane S.p.A. di recente ha avviato una
riorganizzazione del servizio postale che prevede in Sicilia la
chiusura di uffici nei comuni più piccoli e la riduzione di oltre
duecento zone di recapito con il conseguente concentramento del
recapito, nei cosiddetti CPD (Centri Primari di Distribuzione)
allontanando il servizio di recapiti dai comuni stessi;
nella Regione le Poste hanno già deciso di ridurre siti (CUAS
di Palermo Centro Postel) e di trasferire la lavorazione del
prodotto nel Nord Italia, compromettendo oltre 400 posti di
lavoro;
le decisioni di Postel, oltre che compromettere il servizio
pubblico postale, hanno penalizzato la Regione Sicilia, ad alto
tasso di disoccupazione, con la perdita di oltre mille posti di
lavoro;
considerato il notevole contributo dato al raggiungimento ed al
rilancio della Società e che il nostro territorio si è attestato
tra le prime regioni d'Italia;
rilevato che, malgrado i tanti pensionamenti, solo in parte
rimpiazzati per effetto dei reintegrati ricorsisti, si continua a
sopprimere posti di lavoro essenziali per erogare un buon
servizio pubblico (bancoposta/recapito);
visti gli innumerevoli reclami per continui disservizi da parte
dei cittadini;
rilevato che la riorganizzazione del servizio di recapito,
oltre che aumentare in modo sproporzionato i carichi di lavoro
dei dipendenti, certifica la soppressione di ulteriori duecento
posti ed il licenziamento di altre trecento unità che in atto
operano presso le agenzie di recapito;
considerato che l'attuale organizzazione ha sollevato forti
critiche da parte di molti sindaci e dei sindacati,i quali hanno
promosso un sit-in di protesta giorno 21 novembre prossimo
venturo presso la Direzione centrale di Poste Italiane;
per sapere se non intenda intervenire nei confronti
dell'amministratore delegato di Poste Italiane S.p.A. per una
modifica del progetto di riorganizzazione del servizio postale in
Sicilia a tutela dell'universalità del servizio postale e
dell'occupazione». (747)
LOMBARDO - DI MAURO - GENNUSO
BASILE - RIZZOTTO - RUGGIRELLO
MANISCALCO - NICOTRA - DE LUCA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
l'AUSL 6 di Palermo ha indetto gare per un totale di euro
8.406.000,00 per le seguenti coperture assicurative triennali:
responsabilità civile,
responsabilità patrimoniale dipendenti amministrativi,
responsabilità patrimoniale dipendenti tecnici,
infortuni,
incendio e furto,
RC auto,
kasko;
il bando sembrerebbe redatto secondo il vecchio modello e non
in base alle disposizioni del Decreto Legislativo numero
163/2006;
nella polizza di Responsabilità Civile - che è quella di
maggiore importo, avendo una base d'asta di euro 6.060.000,00 - è
prevista la clausola di aggregato' e cioè che restano a carico
dell'AUSL i risarcimenti fino alla concorrenza di euro 500.000,00
per ogni anno;
nella stessa polizza è prevista la clausola di claims made'
che prevede la non risarcibilità da parte della compagnia
assicuratrice dei sinistri che - pur accaduti nel corso della
validità della polizza - vengono denunziati dopo la sua scadenza
(a parte una breve postuma di tre mesi);
l'AUSL dichiara di aver usufruito dell'assistenza della Viras
International Insurance Broker con sede in Napoli, assistenza
ottenuta, pare, tramite un incarico diretto, senza alcuna
selezione pubblica e quindi privandosi di una verifica del
mercato;
considerato che già la possibile erronea compilazione del bando
sarebbe di per sé motivo sufficiente per annullare la gara;
ritenuto che in merito alla clausola di aggregato' nella
polizza Responsabilità Civile, si potrebbe avere l'ingestibilità
della stessa polizza dal momento che la definizione dei sinistri
derivanti da Responsabilità Civile nella sanità richiede molto
tempo, ancora di più in caso di contenzioso, e che pertanto la
funzione dell'aggregato potrebbe essere fuorviante in quanto, nel
tempo, potrebbe trovarsi eccessivamente ridotto ovvero
esageratamente ampio;
rilevato che:
al premio che scaturirà dalla gara bisognerà aggiungere euro
1.500.000,00 (euro 500.000,00 ogni anno) per i risarcimenti che
restano in ogni caso a carico dell'AUSL;
se si prevede una sinistrosità superiore a euro 500.000,00
l'anno, lascia perplessi il fatto che non si attui alcuna
politica di prevenzione;
al contrario, se non vi è certezza di raggiungere questa soglia
di risarcimenti nell'anno, non si vede il motivo di impegnare per
questo scopo somme così rilevanti, rendendole indisponibili per
le altre esigenze dell'AUSL;
non appare chiaro se queste somme (euro 500.000,00 l'anno)
siano state stanziate nei bilanci dell'AUSL per gli anni 2007-
2008-2009;
l'imputazione in aggregato' rende imprecisa la quantificazione
degli oneri per l'Ente dal momento che è noto che i sinistri
gravi si appalesano dopo parecchio tempo ed è impossibile
richiedere una nuova articolazione della gestione dell'aggregato
alterando così l'onere del risarcimento;
da tutto quanto esposto potrebbero scaturire gravi danni per
l'erario;
valutato, altresì, che:
la clausola di claims made' nella stessa polizza di
Responsabilità Civile potrebbe anch'essa avere conseguenze
nefaste, in quanto, in un'azienda che gestisce servizi di pronto
soccorso, chirurgia d'urgenza, ostetricia e simili, i sinistri
differiti rappresentano la gran parte delle richieste di
risarcimento e pervengono, come minimo, dopo uno-due anni
dall'evento, necessitando quasi sempre di un lungo periodo di
valutazione per la presenza di postumi invalidanti e, ancora di
più, nel caso di sinistri di particolare gravità, quali lesioni o
sinistri con esito mortale, quasi sempre demandati per la loro
definizione al contenzioso giudiziario;
ciò avrebbe come conseguenza che la quasi totalità dei sinistri
del terzo anno, gran parte di quelli del secondo e qualcuno del
primo anno resterebbero comunque a carico della AUSL;
anche sotto questo profilo potrebbero verificarsi danni per
l'erario;
considerato pertanto che la correlazione tra il sistema
dell'aggregato e quella del claims made rende estremamente
complicata e inquietante la gestione della polizza Responsabilità
Civile e dei correlati flussi finanziari e che tale gestione
sarebbe demandata nei fatti a privati, dal momento che non
sembrano esservi tra il personale della AUSL specifiche
competenze in materia;
ritenuto ancora che per presentare un'offerta con le condizioni
di polizza Responsabilità Civile prima descritte, le compagnie
hanno bisogno di dati dettagliati che sembra non possano essere
agevolmente messi a disposizione del mercato;
considerato infine che:
è inconcepibile aver affidato un incarico diretto senza alcuna
selezione pubblica per verificare che l'affidamento fosse
conferito ad un soggetto con requisiti tecnici ed economici di
assoluto rilievo;
ciò è ancora più grave in considerazione dell'entità delle
provvigioni scaturenti dalle citate gare;
per sapere:
in quali capitoli dei bilanci 2007-2008-2009 siano state
imputate le somme (euro 500.000,00 l'anno) per i risarcimenti a
carico della AUSL;
se ritengano il bando conforme alla normativa e adeguatamente
motivata la scelta del livello di risarcimento (euro 500.000,00
l'anno) da mantenere a carico della AUSL, di poter dare
assicurazioni sulle capacità della stessa AUSL di gestire la
polizza Responsabilità Civile, di garantire che non vi saranno
danni all'erario in conseguenza di quanto qui denunciato;
se non ritengano indispensabile ed urgente intervenire presso
l'AUSL 6 di Palermo perché revochi in autotutela la gara per
coperture assicurative indetta con tale leggerezza e con tali
errori procedurali (in merito alla compilazione del bando e al
contenuto tecnico) che possono portare all'annullamento della
gara;
se non ritengano necessario chiedere copia di un dettagliato
rapporto della sinistrosità e delle relazioni che hanno indotto
la AUSL 6 a bandire la gara di Responsabilità Civile con quelle
specifiche modalità di aggregato', con quella quantificazione
dello stesso e con la formula claims made';
quali considerazioni ritengano di formulare nel caso tali
relazioni non esistano o siano superficiali e, pertanto, la AUSL
6 sia stata indotta a bandire la gara di Responsabilità Civile
con modalità e conseguenze di cui non ha piena conoscenza e
consapevolezza;
quali valutazioni esprimono in merito alle modalità di scelta
del broker anche in relazione alle peculiarità del rischio della
AUSL 6 e se, nell'ambito dell'esercizio di autotutela, non sia
opportuno che l'AUSL revochi tale incarico diretto e bandisca
un'asta pubblica per la scelta di un broker che abbia un livello
adeguato ad una delle più grandi AUSL d'Italia;
quali attività di indirizzo il Governo regionale abbia
espletato presso le AUSL e gli altri enti pubblici su cui
esercita la vigilanza perché la scelta dei broker avvenga con i
citati criteri di pubblicità e trasparenza, così come più volte
sollecitato da questo gruppo parlamentare». (752)
DI GUARDO - CRACOLICI - APPRENDI
CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - ODDO - PANARELLO
PANEPINTO - SPEZIALE - TERMINE
VILLARI - ZAGO - ZAPPULLA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso che:
il Ministero dell'Ambiente, fatta eseguire un'indagine
all'ICRAM (l'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare,
dipendente dallo stesso Ministero), ha concluso che nei fondali
del porto di Augusta (SR) c'è del mercurio, sversato dagli
stabilimenti industriali negli anni passati;
il mercurio, che è un metallo pesante, si troverebbe mescolato
ai fanghi che ricoprono i fondali della rada, quasi
esclusivamente nei primi 50 cm circa del sedimento, e secondo lo
studio dell'ICRAM rappresenta un potenziale rischio sanitario,
soprattutto se specie (di pesci e molluschi) prelevate in
quest'area venissero consumate da persone a rischio quali bambini
o donne in gravidanza ;
il Ministero dell'Ambiente ha deciso di avviare la messa in
sicurezza della rada attraverso il dragaggio dell'area
interessata, cioè asportando uno strato di fango dello spessore
di due metri per stoccarlo altrove;
considerato che:
nella pratica viene ordinato di spostare dal fondo del mare
qualcosa come 18 milioni di metri cubi di materiale, vista la
dimensione della rada, equivalente al volume di 50 mila
appartamenti da 120 mq ciascuno, quanti ne servirebbero ad
alloggiare 200.000 abitanti;
in molti obiettano che il dragaggio smuove i fondali e non è
mai a tenuta stagna, provocando una risospensione dei sedimenti e
diffondendo così nell'acqua il mercurio adesso contenuto nel
fango;
visto che durante una seduta della Commissione Ambiente
dell'ARS, il direttore dell'ARPA di Siracusa, dottor Angelo
Stoli, ha fatto osservare al direttore del Ministero che:
a) l'ARPA, sebbene competente per legge, sarebbe stata
bypassata e tenuta all'oscuro delle indagini eseguite;
b) le indagini fatte fare sono limitate a poche zone non
rappresentative dell'intera rada ed i risultati poco attendibili
sia in ordine alla ubicazione che alla concentrazione delle
quantità di mercurio;
c) l'ingestione di mercurio è certamente dannosa per
l'organismo umano ma lo studio dell'ICRAM non misura la
correlazione fra tale pericolo e la presenza di mercurio nei
fondali, atteso che la contaminazione può avvenire solo mangiando
pesci e molluschi che, fra l'altro, nella rada è proibito
pescare;
visto, per maggiore dettaglio, il verbale della Commissione IV,
seduta numero 9 del 6.11.06, dove si legge: L'ingegnere Marino,
Dirigente generale dell'ARPA Sicilia, ricorda come l'ARPA Sicilia
non sia stata coinvolta dal Ministero dell'Ambiente nelle
rilevazioni tecniche condotte ad Augusta ed esprime perplessità
di natura tecnica sugli accertamenti condotti dall'ICRAM.
L'ingegnere Stoli, Dirigente dell'ARPA di Siracusa, nel
riprendere le considerazioni dell'ing. Marino, esprime dubbi sul
progetto preliminare di bonifica redatto dall'ICRAM, anche in
relazione all'asserita pericolosità del mercurio e dei presunti
danni di natura cerebrale che esso arrecherebbe. Afferma, a tale
riguardo, che studi condotti a Grado e a Marano sono pervenuti a
risultanze che contrastano con le deduzioni dell'ICRAM. Auspica,
in tal senso, che il Ministero voglia avvalersi del contributo
tecnico dell'ARPA Sicilia.
rilevato che alle osservazioni dell'ingegnere Stoli, tecnico di
grande onestà, competenza ed indipendenza, provate nella sua
pluridecennale attività in difesa dell'ambiente, argomentate
scientificamente nella qualità di organo competente della Regione
siciliana, alla presenza di tutti i Sindaci dei comuni
interessati, dei membri della commissione parlamentare, della
deputazione regionale e nazionale, del rappresentante del Governo
regionale e di vari presidenti, il direttore del Ministero,
dottor Mascazzini, non ha ritenuto di riservare nemmeno una
smentita o un commento, - cosa che ho trovato sconcertante -
lasciando cadere l'intervento per passare ad ascoltare i
successivi, così come nessuno degli astanti è più tornato sulla
cosa;
considerato che o l'ingegnere Stoli ha detto cose non vere e
quindi, per la loro gravità, le sue affermazioni imponevano
quantomeno una contestazione, oppure ha detto la verità ed allora
il silenzio in cui sono state fatte cadere è quantomeno
inquietante;
constatato invece che stiamo proseguendo in direzione
esattamente inversa, e quindi può nascere il dubbio di
un'indagine confezionata per giustificare una decisione già presa
e quantomeno contestabile, finalizzata semplicemente a spendere
ben 105 milioni di euro, ma solo i primi, per dragare una piccola
parte dei fondali della rada, a cui devono seguire i fondi a
carico delle industrie;
per sapere se:
non ritengano che le osservazioni dell'ARPA Sicilia meritino
consequenziali riscontri e approfondimenti;
la Regione sia in possesso di dati oggettivi e studi
qualificati sull'inquinamento della rada di Augusta, sulle
patologie verificatesi nella popolazione residente nell'area
interessata e sul nesso di causalità tra l'inquinamento e
l'insorgenza di tali patologie;
ad assumere la responsabilità dell'intera operazione di messa
in sicurezza della rada di Augusta sarà il dottor Felice Crosta,
direttore dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque». (753)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione, premesso che nel corso degli
ultimi anni diversi lavoratori siciliani sono stati assunti, a
varie riprese, presso le Poste Italiane con contratti a tempo
determinato (Ctd);
considerato che il 13 gennaio è stato sottoscritto un accordo
tra le Poste e i sindacati del settore per il consolidamento del
rapporto di lavoro degli ex-Ctd riammessi attualmente in servizio
con sentenza del giudice del lavoro;
visto che l'accordo prevede per gli ex-Ctd riammessi che
vogliono entrare in pianta stabile:
la rinuncia agli effetti giuridici/economici delle sentenze di
riammissione in servizio;
la restituzione degli importi liquidati dall'Azienda Poste in
conseguenza delle sentenze e percepite per il periodo non
lavorato fino alla data di adesione all'accordo del 13 gennaio;
la decorrenza di 60 giorni per l'adesione all'accordo (salvo
per gli eventuali ricorsi in Appello e in Cassazione di quanti
non aderiscono in prima istanza), cioè entro il 15 marzo
successivo;
per gli altri lavoratori che non hanno ancora avuto la sentenza
è stata prevista una graduatoria nazionale valida fino al 2009;
rilevato che, comunque, per entrare in pianta stabile si dovrà
accettare la sede assegnata e si dovrà rinunciare alla indennità
di trasferimento;
considerato che risulterebbero già offerte sedi lontane dalla
regione e, comunque, dai luoghi di residenza;
visto che vengono segnalati casi di pressioni, indebite
interferenze e raccomandazioni nell'assegnazione delle località
più vicine;
per sapere se non ritenga di dovere intervenire nelle sedi
opportune a tutela dei lavoratori siciliani e per il
miglioramento dei servizi postali nell'isola, nel rispetto delle
normative sul lavoro e sui diritti sindacali». (754)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ZAGO
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione,
vista la legge regionale numero 16 del 14 aprile 2006 che
prevede misure per la stabilizzazione del personale precario;
considerato che per alcuni precari l'attivazione dei contratti
di lavoro deve avvenire attraverso il conferimento della dote
finanziaria ai soggetti collocati nelle graduatorie provinciali
redatte ai sensi della legge regionale 85/95, già predisposte
dagli uffici competenti attraverso apposito decreto assessoriale;
visto che per gli stessi l'elevazione a 24 ore dei contratti di
diritto privato di cui agli articoli 11 e 12 della legge
regionale 85/95 e successive modifiche ed integrazioni è
subordinata all'emanazione dei decreti di attuazione
dell'Assessore regionale per il lavoro;
considerato inoltre che i decreti assessoriali sono stati
pubblicati rispettivamente nella GURS di venerdì 20 ottobre 2006
(decreto del 28.09.2006) e nella GURS di venerdì 3 novembre 2006
(decreto 16 ottobre 2006);
considerato infine che l'attivazione dei contratti di diritto
privato decorre dal 16 novembre 2006 e che l'elevazione a 24 ore
dei contratti di diritto privato già stipulati ai sensi degli
articoli. 11 e 12 della legge regionale numero 85/95 decorre
dalla medesima data;
tenendo conto che alla data attuale le suddette misure non
hanno ancora trovato applicazione con grave nocumento per i
soggetti destinatari e che non sono state autorizzate le
richieste di finanziamento per la stabilizzazione dei precari
avanzate dai comuni;
visto anche che l'Assessore per il lavoro ha riaperto i
termini per la richiesta di stabilizzazione fino al 31/10,
affermando di avere reperito ulteriori risorse da destinare
all'estensione della stabilizzazione;
per sapere:
per quali ragioni non si sia previsto di autorizzare le
richieste di stabilizzazione dei comuni;
quali provvedimenti intenda adottare per la piena attuazione
dell'articolo 11 della legge regionale numero 16/2006». (755)
ZAPPULLA - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che l'Azienda Poste
Italiane nella Regione siciliana, seppure non ha brillato in
termini di efficienza e qualità dei servizi, ha comunque
rappresentato una risposta all'esigenza di comunicazione postale
dei cittadini utenti;
considerato che:
l'attuale management aziendale, sia a livello nazionale che in
Sicilia, opera in controtendenza rispetto al passato,
compromettendo di fatto tale rapporto, quando mette in atto tagli
degli uffici postali, ma soprattutto tagli di personale in un
territorio dove già si registra un tasso di disoccupazione
preoccupante;
rilevato lo scenario rovinoso che riguarda la nostra Regione,
nella quale si è assistito alla chiusura del CUAS (Centro di
Lavorazione Bollettini) con la perdita di 180 posti di lavoro,
nonché alla riduzione di organico del centro Postel con un taglio
di 220 unità, ed infine all'annunciata riorganizzazione del
settore recapito, che comunque aveva già subito 320 tagli di
unità addette al recapito, senza contare le ricadute negative che
per effetto della riorganizzazione subiranno le agenzie private
collegate con 150 applicati;
constatato che l'amministratore delegato di Poste Italiane
parla di rilanciare il servizio riducendo uffici e personale,
basandosi su calcoli strettamente numerici anziché su strategie
di politiche industriali ed, al contempo, annuncia attivi di
bilancio;
ritenuto che il processo di trasformazione dell'Azienda Poste
Italiane, inizialmente elemento di unità del nostro Paese, ha
rappresentato via via un soggetto di cambiamento organizzativo,
tecnologico e culturale in grado di erogare servizi di migliore
qualità e coerenti con gli standard europei e comunque
competitivi sul mercato;
preso atto che allo stato gli unici soggetti sacrificati
sull'altare di questi nuovi principi sembrerebbero essere solo i
lavoratori interessati, che, in realtà, sono i principali fautori
di quei bilanci positivi vantati dall'Azienda;
visto il caso dei lavoratori di Catania del gruppo Palma
s.r.l., ai quali nelle scorse settimane è stata consegnata
lettera di licenziamento collettivo per sessantasei lavoratori,
provvedimento determinato dalla decisione di Poste Italiane di
non affidare più a questo gruppo dall'1.1.2007 il servizio di
recapito di raccomandate e assicurate;
ritenuto questo un evento particolarmente grave in una realtà
come quella catanese e siciliana;
considerato che il gruppo Palma s.r.l. ha garantito questo
servizio a partire dal 2001 e che oggi è costretto a licenziare
non potendo operare neppure nel mercato in quanto il processo di
liberalizzazione del settore è previsto solo dal 2009;
visto che Poste Italiane, contraddicendo un processo avviato
parecchi anni fa, sta riprendendo il controllo diretto di alcuni
servizi allargando, di conseguenza, il proprio organico di
migliaia di unità, senza tenere in alcun modo conto di quei
lavoratori che in questi anni hanno operato proprio in quei
servizi, lavoratori che invece potrebbero essere produttivamente
utilizzati dalle stesse Poste Italiane beneficiando
dell'esperienza da essi maturata;
preso atto ancora che le organizzazioni sindacali confederali e
di categoria dei lavoratori si stanno attivando per contrastare
questo piano aziendale che appare assurdo e capace di colpire
diritti e occupazione in Sicilia, mentre invece lo sviluppo del
sistema postale garantirebbe occupazione e crescita;
per sapere quali iniziative ritenga opportuno mettere in atto
affinché le istituzioni pubbliche siciliane facciano sentire la
loro voce autorevole presso il Governo nazionale, il Ministro
delle Comunicazioni e i responsabili aziendali al fine di trovare
una soluzione equa e convincente al problema». (756)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
VILLARI - CRACOLICI - SPEZIALE
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca, premesso che le cooperative di abitazione che hanno
realizzato alloggi per i propri soci nel territorio del Comune di
Catania stanno ricevendo in questi giorni, da parte
dell'amministrazione comunale, richieste di pagamento al prezzo
definitivo di cessione delle aree edificate che si inseriscono
nell'ambito di convenzioni-contratto sottoscritte tra le
cooperative e l'amministrazione in un lungo arco temporale
risalente a circa trent'anni fa;
considerato che:
il fenomeno provoca un impatto negativo considerevole che,
secondo stime delle associazioni di categoria, interessa oltre
400 cooperative che hanno realizzato in diversi quartieri della
città di Catania circa 15.000 alloggi i cui 60.000 soci circa non
possono essere certo considerati come appartenenti a categorie
agiate;
ancora, a queste famiglie l'amministrazione comunale sta
chiedendo importi variabili tra 5 mila e 8 mila euro con effetti
evidentemente dirompenti sui già difficili bilanci familiari, sia
per la loro entità che per il loro impatto imprevisto;
constatato che i pareri legali delle associazioni di categoria
evidenziano che le richieste in questione si riferiscono ad
importi ben maggiori rispetto a quelli stabiliti dalle
convenzioni a suo tempo stipulate e intervengono a modificare
unilateralmente rapporti contrattuali che dovrebbero essere
modificati solo con il consenso di ambedue le parti;
preso atto che in seguito alla richiesta delle associazioni di
categoria il confronto avuto con l'amministrazione comunale sui
criteri da adottare per la definizione degli oneri non ha portato
ad alcuna risposta ma semplicemente alla istituzione di un tavolo
tecnico i cui tempi di definizione non potranno essere
oggettivamente veloci;
per sapere se, considerata la rilevanza sociale del fenomeno e
l'evidente caratterizzazione politica e di 'giustizia', non
ritenga opportuno intervenire sollecitamente nei confronti
dell'amministrazione comunale di Catania per quanto di propria
competenza affinché siano definiti tra l'amministrazione stessa e
le cooperative di abitazione in oggetto criteri improntati al
rispetto dei diritti dei soci attraverso la individuazione dei
prezzi definitivi di cessione delle aree edificate interessate
tali da non creare impatti negativi nei confronti dei soggetti
interessati». (757)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VILLARI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che nei giorni scorsi è stato reiterato il
commissariamento straordinario del Consorzio ASI (Area di
Sviluppo Industriale) di Messina, sostituendo contestualmente il
precedente commissario;
considerato che
il Consorzio ASI era già commissariato da oltre due anni
(luglio 2004), un periodo talmente lungo da apparire
ingiustificato oltre che scandaloso;
il primo commissariamento fu giustificato con l'imminente
riforma della legge sulle ASI;
successivamente, tramontata qualunque ipotesi di riforma, il
commissariamento fu prorogato in vista della ricostituzione degli
organi statutari, nel frattempo, ad ogni cambio di Assessore,
faceva seguito la nomina di un nuovo commissario;
le associazioni sindacali e imprenditoriali e gli enti locali
furono, come prevede la legge, invitati a designare i propri
rappresentanti;
le designazioni, a quanto risulta, sono state fatte, mentre in
altri consorzi ASI (ultimo Palermo), a suo tempo commissariati,
sono stati ripristinati gli organi statutari (Assemblea, Comitato
Direttivo, Presidenza);
l'incomprensibile reiterazione del commissariamento ha
suscitato allarme tra gli amministratori locali e le
organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori;
per sapere:
quali ragioni abbiano determinato un atto che si configura come
un esproprio delle prerogative, sancite dalla legge, degli enti e
delle associazioni territoriali messinesi;
se non valutino necessario revocare, urgentemente, il predetto
commissariamento e ripristinare gli organi statutari, al fine di
evitare il protrarsi di comportamenti che appaiono omissivi e
abnormi in relazione alle norme vigenti e soprattutto per
restituire agli enti locali e ai rappresentanti delle imprese e
dei lavoratori la titolarità della gestione del Consorzio ASI di
Messina». (758)
PANARELLO
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca, premesso che con legge regionale numero 10 del
15.09.2005 sono state emanate norme per lo sviluppo turistico
della Sicilia che hanno inteso riorganizzare oltre che le misure
finanziarie anche l'assetto degli enti preposti a livello locale
alla promozione turistica;
ricordato che tale legge ha previsto agli articoli 4 e 5 la
soppressione delle AAST e delle AAPT e la istituzione dei Servizi
turistici regionali, quali servizi del dipartimento regionale
turismo, le Conferenze provinciali del turismo e i Distretti
turistici;
constatato che ad oggi non risulta attuato alcuno di questi
provvedimenti;
per sapere:
se risulti all'Assessorato un quadro aggiornato dello stato di
attuazione della legge 10/2005;
quali misure intenda adottare per garantire la rapida
soppressione delle AAST e delle AAPT e per la creazione dei nuovi
strumenti di governo e promozione del turismo in Sicilia». (759)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'ATO idrico della Provincia di Agrigento ha in corso la
procedura di privatizzazione del servizio di gestione per la
durata di 30 anni;
per ben 4 volte l'assemblea dei Sindaci ha modificato il bando
di gara per consentire che pervenissero offerte, considerato che
le precedenti gare erano andate deserte;
è stata presentata una sola offerta da parte di un consorzio di
imprese di cui fa parte il Voltano S.p.A.;
dell'assemblea dell'ATO idrico fanno parte i Sindaci dei comuni
di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto
Empedocle, Raffadali, San Biagio Platani, Santa Elisabetta e
Sant'Angelo Muxaro, che sono contemporaneamente azionisti del
Voltano SPA;
i predetti Sindaci, che hanno già approvato gli atti
preliminari, compresa l'approvazione del bando di gara e la
nomina della commissione esaminatrice, dovranno procedere
all'affidamento della concessione posta in gara;
si ravvisa un evidente conflitto di interessi per i sindaci che
sono contemporaneamente amministratori ed azionisti sia del
soggetto appaltante che di quello appaltatore;
un parere richiesto dal Consorzio d'ambito allo studio legale
Armao di Palermo in ordine alla procedura di affidamento del
servizio recita: ritenere pienamente incompatibile con la
partecipazione alla riunione del Consiglio di Amministrazione di
codesto consorzio per la nomina della commissione di gara la
posizione degli amministratori Sindaci dei comuni azionisti di
una delle società che in raggruppamento con altre imprese ha
presentato l'unica offerta in sede di gara per l'aggiudicazione
dell'appalto';
un altro parere richiesto dal Voltano S.p.A. allo studio legale
Immordino di Palermo recita: Pertanto, gli atti eventualmente
adottati dal Consiglio d'Amministrazione del consorzio d'ambito,
nella cui compagine figurano n. 4 legali rappresentanti dei
Comuni azionisti della Voltano S.p.A. non ritengo possano essere
consentiti, per la paventata incompatibilità di tutte le figure
istituzionali ;
l'assemblea dei sindaci dell'ATO di Agrigento nella seduta del
18/11 ha deliberato a maggioranza, su proposta del Presidente
della Provincia regionale di Agrigento, di richiedere un
ulteriore parere all'ufficio del commissario delegato per
l'emergenza idrica in Sicilia, rinviando le decisioni dell'
assemblea all'acquisizione di questo ulteriore parere;
considerato che:
il Sindaco del consiglio comunale di Favara si è dimesso da
vice presidente dell'ATO idrico;
i consigli comunali dei Comuni di Alessandria, Bivona,
Calamonaci, Canicattì, Cattolica Eraclea, Cianciana, Grotte,
Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro,
Racalmuto, Ravanusa, Realmonte, Ribera, S. Biagio Platani,
Sambuca, S. Stefano Quisquina e Siculiana hanno deliberato per la
non privatizzazione del servizio idrico;
per sapere:
se ritenga essere l'ufficio del commissario delegato per
l'emergenza idrica in Sicilia soggetto competente ad esprimere
parere di ordine giuridico ed interpretativo;
se non ritenga di dover impegnare il commissario delegato per
l'emergenza idrica a sottoporre il parere richiestogli al
giudizio del CGA;
quali provvedimenti intenda adottare qualora il commissario per
l'emergenza idrica esprima comunque un parere;
quali provvedimenti intenda adottare qualora l'eventuale parere
espresso dal commissario per l'emergenza idrica non dovesse
trovare condivisione da parte dell'assemblea dei Sindaci dell'ATO
idrico di Agrigento». (760)
DI BENEDETTO - PANEPINTO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il settore agricolo siciliano è attraversato da profondi
processi di ristrutturazione e che interi settori rischiano di
essere travolti da una gravissima crisi produttiva e finanziaria;
le ricadute sul terreno occupazionale rischiano di essere
devastanti;
con una norma regionale del 2005 si impone agli imprenditori
agricoli di pagare i Consorzi di Bonifica in base ai loro conti e
non sulla base del servizio effettivamente erogato e ricevuto;
i Consorzi di Bonifica sono commissariati da oltre dieci anni e
stanno emettendo i ruoli contributivi istituzionali che
assicurano la copertura delle spese che non vengono sostenute
direttamente dalla Regione siciliana;
il pagamento viene richiesto sulla base delle superfici del
consorziato e non anche delle colture e del reddito;
considerato che le attuali situazioni di disagio economico, di
cattivo funzionamento e di disservizio non possono essere
imputate certamente ai lavoratori che, pur tra mille difficoltà e
spesso nella precarietà, continuano ad assicurare agli utenti
l'erogazione di un minimo di servizi per garantire loro la
salvaguardia delle colture e del reddito economico;
precisata la contrarietà ad ogni ipotesi di smantellamento dei
consorzi di bonifica;
rilevata, invece, la necessità dell'avvio di una fase urgente e
risolutiva di riforma dei consorzi di bonifica che comporti la
loro riqualificazione operativa e finanziaria e il recupero della
fondamentale gestione democratica;
verificate le reiterate proteste delle associazioni delle
categorie interessate;
per sapere quali iniziative intenda assumere per evitare il
pagamento ai consorzi di bonifica in base ai su indicati
parametri giudicati inaccettabili e quali percorsi legislativi
intenda avviare per procedere verso la riforma dei consorzi di
bonifica». (762)
ZAPPULLA - DE BENEDICTIS
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca, premesso che:
la CRIAS è un ente pubblico economico sottoposto al controllo
dell'Assessorato cooperazione, commercio, artigianato e pesca;
di recente, l'Ente ha proceduto all'assunzione di 4 nuove unità
di personale con una procedura che appare a dir poco anomala;
la CRIAS, infatti, non ha bandito alcun concorso né ha
ottemperato all'obbligo di rendere pubblica la selezione di nuovo
personale, omettendo perfino di darne comunicazione alle OO.SS.;
le assunzioni sono state effettuate nell'ambito della legge
12.03.1999, numero 68, recante Norme per il diritto al lavoro dei
disabili , ma con l'intermediazione di una società privata;
tutti i soggetti assunti, due destinati alla sede di Catania,
uno a quella di Agrigento e l'altro a Messina, rivestono
attualmente cariche elettive o sono stati candidati;
le assunzioni effettuate sono state comunicate al personale in
data odierna;
per sapere:
quali criteri siano stati adottati nell'assunzione del suddetto
personale presso la CRIAS;
se siano state esperite tutte le procedure previste dalla legge
68/1999;
quale azienda privata abbia curato la selezione, quando è stata
eseguita e quali criteri siano stati adottati;
come valuti la vicenda e quali provvedimenti intenda adottare
per riportare la legalità nella CRIAS». (771)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA - LACCOTO - BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali non ha ancora provveduto ad erogare i contributi
straordinari ai comuni, malgrado le pressanti sollecitazioni
esercitate da tutti i sindaci, anche al fine di consentire ai
consigli comunali di deliberare gli assestamenti di bilancio
entro i termini stabiliti dalla legge;
per sapere:
se tale indisponibilità dell'Assessore sia dovuta alla mancanza
di stanziamenti adeguati, considerato che l'Assessore uscente,
secondo fonti attendibili, senza la dovuta programmazione
d'intesa con gli uffici dell'Assessorato, avrebbe impegnato circa
il 70 per cento dei fondi stessi soltanto per un terzo dei comuni
a lui particolarmente vicini, lasciando i restanti due terzi
fuori da qualsiasi finanziamento;
se l'Assessore in carica abbia correttamente ritenuto di
revocare le lettere di impegno già anzitempo notificate ai
predetti comuni, anche al fine di procedere alla ridistribuzione
dei fondi con criteri di assoluta equità e rigorosamente
rispondenti alle necessità e alle urgenze dei comuni stessi;
se risponda al vero che alcuni di questi comuni hanno impugnato
il provvedimento di revoca al TAR, ottenendo la sospensiva;
se nell'ipotesi affermativa, l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali abbia fatto ricorso al
CGA;
se, in attesa di un pronunciamento definitivo da parte del CGA,
i comuni (circa 300) potranno avere soltanto un terzo dello
stanziamento, assolutamente inadeguato considerata la pesante
situazione economica in cui versano;
se il Governo della Regione non ritenga di dover assumere
immediate iniziative, anche legislative, volte a superare, con un
nuovo stanziamento integrativo, le difficoltà in cui versano i
comuni penalizzati dalle predette pesanti iniziative clientelari;
se non ritenga, altresì, di dover trasmettere la presente
interrogazione parlamentare all'Autorità Giudiziaria al fine di
verificare la sussistenza di eventuali reati». (772)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CULICCHIA -AMMATUNA
«All'Assessore per la sanità, premesso che il reparto di
neonatologia e di terapia intensiva neonatale dell'Azienda
ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani rischia di chiudere per
mancanza di personale; durante l'ultimo anno il personale
infermieristico è passato da trenta a venti unità e quello medico
da dieci a otto;
con la riduzione del numero degli operatori sanitari, per poter
garantire gli standard assistenziali previsti dalla legge, è
stato diminuito anche il numero dei posti letto per il ricovero
dei bambini che nel dettaglio sono passati da sei a tre per la
Terapia intensiva neonatale e da nove a sette per la
neonatologia;
la situazione è quindi di estrema gravità, poiché nel caso di
nascita prematura di un quarto bambino questo dovrebbe essere
trasferito in ambulanza a Palermo o Catania diminuendone la
possibilità di sopravvivenza, considerato che le cure tempestive,
in questi casi, sono di fondamentale importanza;
il reparto di neonatologia è stato ristrutturato lo scorso
anno, eseguendo anche lavori di adeguamento alle norme per una
razionalizzazione degli spazi;
il personale che attualmente manca è andato via per ragioni
varie che vanno dalla maternità a motivi personali;
la direzione sanitaria, sollecitata più volte dal primario con
la richiesta di sostituzione del personale mancante, ha risposto
con un rifiuto avvalorando la tesi che, di fatto, si intende
operare anche una riduzione del personale in servizio, mettendo
in discussione l'efficienza del reparto e il suo futuro;
continuando con questa politica si butta via il lavoro finora
svolto, si sprecano le professionalità create all'interno
dell'ospedale e si creano ulteriori disagi per chi vive una
situazione difficile perché ha un figlio prematuro;
per sapere:
se non ritenga necessario ed urgente un intervento per il
mantenimento del reparto di neonatologia e di terapia intensiva
neonatale dell'Azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani;
se non valuti, invece, ragionevole sostenere il potenziamento e
miglioramento del reparto, considerato che rappresenta un ottimo
ed indispensabile servizio per il territorio e la collettività
trapanese e siciliana». (774)
ODDO CAMILLO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che in
applicazione della legge numero 14 del 14.04.2006, riguardante il
riordino della materia forestale, è stato pubblicato l'elenco
speciale dei lavoratori forestali;
sulla base di tale normativa sono stati avviati al lavoro per
cinquantuno giornate i braccianti forestali che ne avevano i
requisiti, nonostante non ci fosse ancora la copertura
finanziaria;
con la successiva copertura finanziaria sono state anche
garantite 27 giornate in più, necessarie per ottenere la piena
applicazione della normativa previdenziale a favore dei suddetti
forestali;
ciò nonostante non sarebbero stati ancora autorizzati
dall'Assessorato i relativi turni;
per sapere quali ragioni e in base a quale normativa non si dia
immediata attuazione a quanto previsto dagli accordi sindacali e
dalla vigente legislazione in materia». (775)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che il
Comune di Limina è un piccolo centro di circa mille abitanti
della Provincia di Messina;
nelle liste elettorali risultano iscritti circa 900 residenti e
oltre 740 residenti all'estero, i quali in virtù della normativa
vigente, sono inseriti nei registri dell'Anagrafe italiani
residenti all'estero per avere diritto al voto;
ad ogni competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio
comunale e per l'elezione del Sindaco, strano ma vero, i
residenti all'estero da anni rientrano nella cittadina per votare
e rientrano nel luogo dove vivono, quasi sempre in giornata;
è inutile evidenziare quello che si evince da una lettura
attenta di quanto esposto sopra, e cioè che i residenti
all'estero sono quasi la metà della popolazione attiva, e quanto
sia determinante il loro voto per il rinnovo del Consiglio
comunale e la scelta del Sindaco;
risulta alquanto inverosimile questo eccesso di zelo da parte
degli emigranti, che, pur vivendo e lavorando all'estero,
rientrano a Limina soltanto il giorno delle consultazioni
elettorali sostenendo le gravose spese di viaggio e che questo
sia l'unico motivo di rientro in Italia;
per sapere se non intendano verificare quali siano i motivi di
questo rientro di massa nel Comune di Limina soltanto il giorno
della consultazione elettorale per il rinnovo del consiglio
comunale e per l'elezione del Sindaco e chi sostenga le loro
spese di viaggio». (776)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
BALLISTRERI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
all'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
nel sito web istituzionale del Comune di Calatafimi-Segesta
(TP) spicca la notizia, del 7 novembre 2006, della definizione
del progetto per la realizzazione della sentieristica all'interno
del Parco archeologico di Segesta che consentirà l'accesso
all'area di Mango';
il progetto prevede anche la realizzazione di un piccolo
terminale dal quale potrà partire un mini treno gommato';
la Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Trapani
ha provveduto alla perimetrazione del Parco archeologico di
Segesta in area archeologica zona A', area di rispetto zona B',
area di interesse paesaggistico zona C';
in virtù della costituzione del Parco archeologico è stata
sempre negata l'autorizzazione per la realizzazione della Strada
di collegamento tra la zona archeologica di c/da Mango, il
terminal della sentieristica di c/da Kaggera ed il relativo
collegamento con la strada provinciale di accesso alla zona
archeologica di Segesta', poiché le opere previste ricadono nella
zona A' del parco;
da tutta la documentazione relativa alle richieste, effettuate
negli ultimi anni, del Comune di Calatafimi-Segesta agli organi
preposti alla tutela del territorio si evince il chiaro dissenso,
di questi ultimi, ad acconsentire alla variante allo strumento
urbanistico del progetto suddetto;
considerato che il 24 maggio 2005, a seguito di segnalazione
del Comune, il funzionario della U.O.B del Dipartimento regionale
della Protezione Civile di Trapani ha effettuato un sopralluogo,
congiuntamente al tecnico comunale, in località Mango e in
contrada Conche del Comune Calatafimi-Segesta e, riscontrando un
vasto movimento franoso, ha disposto uno studio geomorfologico
per poter stabilire il tipo di intervento da progettare per la
messa in sicurezza del versante;
per sapere:
se non intendano verificare quali siano i motivi della notizia
diffusa dall'organo di informazione on line del Comune di
Calatafimi-Segesta e se sussista l'annunciato pericolo di danno
ambientale e paesaggistico;
quali provvedimenti intendano adottare al fine di tutelare e
difendere il patrimonio archeologico del Parco di Segesta da
eventuali tentativi di consentire opere che incidano pesantemente
sullo stato dei luoghi». (777)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PARRINELLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
l'Assemblea del Consorzio ATO 2 di Catania, con deliberazione
numero 4 del 24 gennaio 2004, ha scelto, quale modello gestionale
del servizio idrico integrato, l'affidamento a società mista a
prevalente capitale pubblico, con partner selezionato con
procedura ad evidenza pubblica;
su iniziativa della Provincia regionale di Catania è stata
costituita la S.I.E., Servizi idrici etnei S.p.A., alla quale
affidare in modo diretto la gestione del servizio idrico
integrato, dopo la scelta del socio privato;
il Consiglio di amministrazione dell'ATO ha bandito la gara per
la scelta del socio privato di minoranza, ma la gara è andata
deserta;
il TAR ha respinto il ricorso presentato da alcuni sindaci
della provincia contro le suddette delibere;
il Consiglio di Giustizia amministrativa, in sede di appello,
ha dichiarato illegittimo l'affidamento diretto alla società
mista Servizi idrici etnei S.p.A. del servizio di
approvvigionamento idrico e depurazione delle acque per la
provincia di Catania;
il CGA ha censurato, in particolare, la violazione delle norme
comunitarie in materia di concorrenza;
dette norme avrebbero imposto l'esperimento della gara sia per
l'affidamento del servizio che per la scelta del socio privato;
considerato che:
la sentenza del CGA azzera tutto il percorso seguito
dall'amministrazione provinciale, rendendo impossibile l'accesso
ai 168 milioni di euro di fondi europei;
tali somme dovevano servire per realizzare le opere necessarie
per centrare gli obiettivi del piano d'ambito in merito al
rifacimento della rete idrica, al completamento della rete
fognaria e dei depuratori;
non sarà possibile perseguire, inoltre, l'obiettivo di ridurre
al 35 per cento in cinque anni le perdite d'acqua lungo la rete
idrica;
ritenuto che:
la Provincia di Catania era consapevole dei rischi derivanti
dal procedimento adottato;
la circolare emanata dal Ministro per l'Ambiente del 6 dicembre
2004 chiariva, inequivocabilmente, che la procedura in corso
violava l'articolo 113 del T.U. numero 267/2000 e le norme
europee;
il direttore del Dipartimento regionale per la Programmazione,
con nota 120 del 14 gennaio 2005, esprimeva forte preoccupazione
per le problematiche sollevate da alcuni comuni in ordine ai
paventati risvolti di illegittimità;
anche l'impugnativa al giudice amministrativo avrebbe dovuto
indurre l'amministrazione provinciale a sospendere gli atti in
attesa della conclusione del processo;
l'esito attuale appare, pertanto, ampiamente annunciato e pone
interrogativi sulle ragioni di comportamenti amministrativi di
dubbia legittimità;
per sapere quali iniziative si ritiene di dovere adottare al
fine di evitare danni patrimoniali all'ente pubblico e
conseguenze negative per i cittadini». (748)
BARBAGALLO
«All'Assessore alla famiglia, alle politiche sociali ed alle
autonomie locali, premesso che:
condizioni di degrado, come quelli presenti in via Nuovalucello
a Catania nell'area dove sorgeva il limoneto di Verga e vi era
anche l'abitazione estiva dell'insigne scrittore, oltre che
essere indice di inciviltà, rappresentano un rischio per la
salubrità della zona;
il comune ha già ricevuto diverse sollecitazioni, da parte dei
cittadini che abitano nella zona, a ripulire dai detriti e
dall'immondizia l'area in questione;
la pubblica amministrazione ha l'obbligo di intervenire
tempestivamente, a risoluzione di simili problematiche, anche per
scoraggiare atteggiamenti incivili che altrimenti verrebbero
assecondati dallo stato di abbandono in cui versano determinate
aree;
per sapere quali iniziative intendano porre in essere per
risolvere in modo definitivo il problema rappresentato in
premessa». (749)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la sanità e all'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
il diritto inalienabile del bambino-scolaro è quello di vivere
in un ambiente salubre e privo di rischi ambientali e sanitari;
i topi - come è noto - sono portatori di malattie infettive;
problematiche come quelle verificatesi nell'I.c. G. Verga d
Acicastello (CT) non devono essere risolte a posteriori bensì
prevenute;
per sapere:
come intendano agire affinché situazioni come quelle descritte
in premessa non si verifichino più;
quali azioni preventive intendano implementare affinché le
scuole siciliane non incorrano in futuro in problematiche simili
a quelle descritte in premessa». (750)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
il piacere di godere a pieno dei parchi pubblici di Catania è
costantemente compromesso dall'atteggiamento di pochi incivili;
soprattutto nelle zone periferiche della città le condizioni di
degrado e sporcizia rendono i parchi pubblici ambienti non del
tutto idonei al gioco spensierato dei bambini;
è compito della pubblica amministrazione garantire il giusto
controllo affinché non prendano piede atteggiamenti distruttivi
dei beni pubblici;
per sapere:
quali iniziative intenda porre in essere affinché venga
ripristinato il giusto stato di pulizia e decoro in tutti i
parchi pubblici catanesi;
quali azioni si vuole implementare per reprimere gli
atteggiamenti incivili che alcuni cittadini hanno nei confronti
dei beni pubblici». (751)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
il sig. Antonio Buscemi è stato sottoposto ad un intervento
urgente di angioplastica eseguito presso l'Ospedale Buccheri La
Ferla di Palermo;
a seguito di tale intervento si è reso necessario il ricovero
urgente in Rianimazione;
considerato che in nessuna struttura ospedaliera di Palermo si
è reso disponibile un posto;
tenuto conto che:
a causa delle gravi condizioni di salute del sig. Antonio
Buscemi, si rendeva necessario il ricovero in Rianimazione;
l'unico posto resosi disponibile è stato quello dell'Ospedale
Sant'Antonio Abate di Trapani;
l'unico mezzo di trasporto attrezzato di defibrillatore è
l'ambulanza e non l'elisoccorso;
perdura ormai da tempo l'esiguità dei posti di ricovero presso
le strutture ospedaliere della città di Palermo;
tale esiguità di posti pone la Sicilia agli ultimi posti tra le
regioni italiane per quanto riguarda l'assistenza sanitaria;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per
scongiurare il ripetersi di tali circostanze». (761)
VICARI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla famiglia,
alle politiche sociali e alle autonomie locali, premesso che nel
capitolo 182526 (spese per le comunità per minori sottoposti a
provvedimenti dall'autorità giudiziaria minorile nell'ambito
della competenza civile e amministrativa) sono previste soltanto
10.747 migliaia di euro;
considerato che:
i minori da assistere in Sicilia sono 1500, di cui oltre 1000
sono ospitati in comunità che non hanno nessun rapporto di
convenzione con la Regione;
le comunità direttamente convenzionate con la regione sono
soltanto 56;
ritenuto che si tratta di spese essenziali ed obbligatorie;
le ragioni per le quali lo stanziamento non venga adeguato in
rapporto al numero degli utenti;
per sapere le ragioni per le quali non vengano effettuate più
diffide nei confronti dei comuni che non erogano tali risorse
finanziarie». (763)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO - AMMATUNA - FIORENZA
TUMINO - GALVAGNO - CULICCHIA
LACCOTO - VITRANO - ORTISI
GUCCIARDI - MANZULLO - ZANGARA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla famiglia,
alle politiche sociali e alle autonomie locali, premesso che:
nel capitolo 182519 (spese per le comunità alloggio per il
ricovero dei pazienti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici, con
esclusione dei soggetti ricoverati presso il CTA) sono previsti,
nel bilancio di previsione per il 2007, soltanto 7.747 migliaia
di euro;
tali risorse finanziarie, da corrispondere ai comuni per
l'assistenza ai disabili mentali, sono assolutamente
insufficienti;
considerato che per assistere 1400 utenti sono necessari circa
28 milioni di euro poiché i comuni erogano un contributo pari a
2000 euro per ciascun disabile mentale;
ritenuto che gli operatori delle predette comunità alloggio non
percepiscono gli stipendi da oltre un anno;
per sapere:
le ragioni per le quali lo stanziamento previsto nel bilancio
di previsione per l'anno 2007, trattandosi di un servizio
essenziale, non venga adeguato in rapporto al numero degli
utenti;
le ragioni per le quali non vengano effettuate più diffide nei
confronti dei comuni che non erogano tali risorse». (764)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO - AMMATUNA - FIORENZA
TUMINO - GALVAGNO - CULICCHIA
LACCOTO - VITRANO - ORTISI
GUCCIARDI - MANZULLO - ZANGARA
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con circolare assessoriale numero 1020 del 12/04/2000,
pubblicata sulla GURS numero 27 del 09/06/2000, è stato avviato
nella Regione Sicilia il Progetto Regionale su Prevenzione
Morbillo - Parotite - Rosolia con l'obiettivo di ridurre il
numero dei suscettibili per contenere la circolazione del virus
del morbillo;
ai sensi della circolare sopra citata, per la riuscita del
progetto, in data 05/07/2000 veniva stipulato tra Assessorato
regionale della sanità e le OO.SS. dei pediatri di libera scelta
(PLS), l'atto d'intesa indispensabile per il coinvolgimento
attivo degli stessi nel Progetto di prevenzione;
con nota numero 12dip/631 Assegnazione quota di bilancio di
parte corrente - anno 2001' veniva assegnata alla Azienda USL 5
la somma di lire 534.000.000 (euro 275.787,97), con vincolo di
destinazione per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla
circolare assessoriale numero 1020/2000 - progetto Morbillo';
la realtà della copertura vaccinale per il morbillo nell'ambito
territoriale dell'azienda USL 5 risulta la più bassa della
Regione Sicilia con valori inferiori anche al 10 per cento e
persino punte di assoluta scopertura uguale e che pertanto in
detti distretti sarà assolutamente improbabile il raggiungimento
di livelli di copertura uguali o superiori all'80 per cento;
in base a quanto previsto dal protocollo d'intesa tra Regione
siciliana. e pediatri di libera scelta, i distretti dell'Azienda
USL 5 per la copertura vaccinale del morbillo si collocano
nell'ambito della tabella A, che prevede un tasso iniziale di
copertura vaccinale nella popolazione target inferiore al 50 per
cento;
l'Azienda USL 5 riteneva convocare le rappresentanze sindacali
della provincia di Messina, in particolare la federazione
Italiana Medici Pediatri, in rappresentanza di 84 pediatri di
famiglia associati sui 95 operanti tra Messina e provincia, allo
scopo di stipulare un protocollo d'intesa finalizzato, da un
lato, a sensibilizzare i pediatri soprattutto attraverso incontri
di natura informativa e formativa, dall'altro, con il preciso
obiettivo di raggiungere i livelli di copertura vaccinale
previsti dalla succitata circolare numero 1020;
nonostante le numerose perplessità sollevate dai rappresentanti
dei pediatri di famiglia, su molte incongruenze circa le modalità
organizzative ma soprattutto sulle carenti garanzie giuridiche di
tutela medico - legali, la stragrande maggioranza dei pediatri di
Messina e provincia ha aderito, proprio per l'alto senso del
dovere professionale, nel sacro rispetto della mission' del
pediatra di famiglia, che trova nell'adesione alle campagne
vaccinali, finalizzate alla diffusione delle vaccinazioni
facoltative, l'elemento più qualificante nel legittimare il ruolo
irrinunciabile che la pediatria di famiglia ha assunto nella
tutela della salute dell'infanzia. Questo ha permesso il
raggiungimento dell'obiettivo, con il risultato che in Sicilia, e
quindi anche a Messina, una delle poche regioni d'Italia e
d'Europa, non si registrano epidemie di morbillo da circa sei
anni;
due anni or sono, un bimba, assistita dal dottor Fabio
Guglielmo, pediatra di famiglia di S. Agata di Militello (ME), in
seguito a crisi comiziali ingravescenti, iniziate nel mese di
luglio, nonostante le cure della N.P.I prima e dell'unità T.I.N.
del policlinico di Messina, giungeva a morte nel successivo mese
di ottobre. La mamma della piccola ha inteso agire legalmente,
affinché le venga riconosciuto il risarcimento del danno subito,
nella convinzione, fino ad ora smentita, che la patologia ad
esito infausto insorta nella propria figlia sia stata cagionata
dalla vaccinazione contro morbillo - parotite - rosolia,
effettuata nel mese di giugno, a circa un mese di distanza
dall'inizio dell'evento patologico; per tale convinzione è stato
aperto, da parte del magistrato, un procedimento nei confronti
di:
Ministero della Salute; Assessorato regionale della sanità;
Azienda USL 5; Policlinico Universitario di Messina; Azienda
produttrice del vaccino;
l'Azienda USL 5, in qualità di parte in causa, nell'eventualità
fosse chiamata a rispondere del danno, attraverso un suo legale
esterno, ha ritenuto chiamare in causa, a garanzia economica, la
dottoressa Cantalanotte, dipendente dell'ufficio vaccinale
dell'Azienda USL 5, in qualità di esecutore del vaccino, ed il
dottor Fabio Guglielmo, nella qualità di pediatra di famiglia
della bambina, che aveva consigliato la vaccinazione;
la FIMP Messina, ha subito investito tutte le autorità di
riferimento, ovvero il professor Barberi, consulente scientifico
per l'area vaccini presso l'Assessorato, e proprio l'attuale
Assessore regionale per la sanità, professor La Galla;
nel frattempo, i vertici nazionali della FIMP hanno incaricato
il proprio consulente legale a dare corso a tutte le iniziative a
sostegno del dottor Fabio Guglielmo;
per sapere se intenda assumere la tutela del dottor Fabio
Guglielmo in relazione a quanto sopra esposto». (765)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
«All'Assessore per l'industria, premesso che:
la provincia di Messina conta una novantina di aziende
impegnate nella costruzione di yacth di lusso, imbarcazioni da
lavoro, gozzi, gommoni e quant'altro riguarda il variegato mondo
della nautica;
la tradizione nautica messinese ha consentito, nel corso degli
anni, lo sviluppo di professionalità altamente specializzate nel
settore in questione, ragion per cui è da ritenere il territorio
della provincia peloritana il più adatto alla costituzione di un
distretto della nautica';
nel settore della cantieristica navale operano sette-otto
aziende messinesi, le quali occupano posizioni di primissimo
piano nel suddetto settore, tuttavia alcune di esse sono state
costrette a delocalizzare l'attività produttiva a causa della
mancanza, nell'ambito della provincia, di strutture adeguate;
le aziende che operano in questo settore necessitano di aree
appositamente attrezzate, di una rete di servizi che risponda
alle complesse esigenze della cantieristica navale;
allo stato attuale, le uniche aree disponibili per lo
svolgimento dell'attività in questione sono quelle gestite
dall'ASI, che però non sono attrezzate per rispondere appieno
alle necessità della cantieristica navale;
la realizzazione del distretto 'nautico' consentirebbe di
mettere in rete le decine di aziende del comparto e che ciò
comporterebbe una razionalizzazione dell'attività imprenditoriale
con conseguente abbattimento dei costi e la possibilità da parte
della aziende di pianificare investimenti ed assunzioni, creando
così delle concrete possibilità di sviluppo per il territorio;
un paio di anni fa l'Assessorato per l'industria sottoscrisse
con gli addetti del settore un protocollo d'intesa, che però è
rimasto una semplice dichiarazione d'intenti, solo sulla carta;
infatti nel corso degli anni di quel documento si sono perse le
tracce;
nel settore in questione si registra una progressiva crescita,
che nel corso degli ultimi anni non ha conosciuto momenti di
crisi.
per sapere se intenda dare vita ad un tavolo tecnico, con lo
scopo di elaborare un piano concreto e dettagliato per la
realizzazione di un distretto della cantieristica navale', il
quale sarebbe indispensabile per dare vivacità imprenditoriale ad
un territorio, quello della provincia di Messina, che sotto il
profilo occupazionale da anni ormai vive una situazione
asfittica». (766)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti e
all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
la rassegna internazionale Taormina Arte', la più importante
di tutto il meridione, da diversi anni ormai riceve da parte del
Governo regionale il medesimo contributo;
l'ammontare di quest'ultimo è assolutamente insufficiente per
far fronte all'organizzazione di una manifestazione di valenza
internazionale;
la manovra finanziaria del 2007 prevede un ulteriore taglio dei
fondi destinati alla suddetta rassegna;
non si capisce quale sia la logica che sta alla base di tali
decisioni, in quanto altre istituzioni culturali siciliane hanno
visto nel corso degli ultimi anni aumentare in maniera
esponenziale i fondi ad esse destinate;
si rischia, comunque, di dare vita ad un programma improvvisato
che finirebbe per dequalificare la rassegna e la stessa offerta
turistica di Taormina, con grave danno per l'immagine della città
e dell'intera Isola;
diventa sempre più urgente e pressante l'esigenza di assicurare
una seria programmazione assistita da un impegno di spesa
pluriennale da parte del Governo regionale;
per sapere se intendano intervenire con la massima urgenza al
fine di assicurare alla rassegna in questione un sostegno
economico adeguato all'importanza della stessa, la quale
costituisce una delle poche risorse promozionali di cui dispone
la capitale' del turismo siciliano». (767)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione e all'Assessore per il bilancio e finanze,
premesso che:
l'Ente autonomo regionale Teatro di Messina ormai da anni è
costretto a svolgere la propria attività artistico - culturale in
condizioni di assoluta precarietà ed inadeguatezza sotto il
profilo economico; infatti da diversi anni ormai il suddetto ente
riceve da parte del Governo regionale il medesimo finanziamento;
nel corso degli anni altre importanti istituzioni culturali
siciliane hanno visto, contrariamente a quanto accaduto a
Messina, crescere in maniera esponenziale i finanziamenti da
parte del Governo regionale;
da sempre il teatro ha rappresentato la massima espressione
dell'arte, della storia e della cultura di un popolo, una forma
di comunicazione artistica antica ma attuale complessa e
concreta;
il Teatro Vittorio Emanuele svolge la propria attività di
promozione culturale non soltanto nell'ambito cittadino ma ha un
bacino d'utenza che si estende a tutta la provincia;
il Teatro promuove l'educazione, la conoscenza e la diffusione
della cultura nelle sue più variegate espressioni;
tale istituzione è l'unico punto di riferimento per migliaia di
giovani studenti che ogni anno durante la stagione teatrale vi
affluiscono per conoscere, per incontrarsi e crescere
culturalmente insieme;
il taglio dei fondi è contrario ad ogni logica di sviluppo ed è
inaccettabile sotto il profilo socio-culturale, in quanto
andrebbe ad incidere su una realtà che a Messina e provincia è
già abbastanza degradata;
per sapere se intendano intervenire con la massima urgenza onde
evitare i tagli annunciati, i quali arrecherebbero gravi
pregiudizi all'istituzione culturale in questione e un danno
notevole al tessuto culturale di Messina e provincia». (768)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
«All'Assessore per la famiglia, per le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti, premesso che:
circa 50 lavoratori dell'ATM (Azienda Trasporti
Municipalizzata) di Messina, con una clamorosa azione di
protesta, si sono astenuti dal lavoro a causa della mancata
corresponsione dello stipendio di ottobre;
a causa della protesta il 60 per cento degli autobus è rimasto
fermo in deposito e ciò ha mandato in tilt il traffico cittadino
causando notevoli disagi alla popolazione;
l'ATM giustifica la mancata erogazione degli stipendi con la
carenza di liquidità di cassa;
negli ultimi tempi il ritardo nell'erogazione degli stipendi è
diventato una regola;
il parco mezzi presenta delle carenze strutturali; autobus
vecchi di 15 anni con scarsa manutenzione mettono seriamente a
repentaglio la sicurezza sia dei passeggeri che dei dipendenti
dell'ATM;
gli stipendi verosimilmente verranno pagati con
un'anticipazione che la Montepaschi-Serit effettuerà al Comune,
il quale successivamente provvederà a girare i fondi alla Banca
Nazionale del Lavoro, tesoriere dell'ATM, e che queste acrobazie
contabili comporteranno un ulteriore aggravio di spesa che
inevitabilmente si ripercuoterà sulla collettività;
in una città come Messina, perennemente congestionata dal
traffico, il servizio di trasporto pubblico deve ispirarsi a
criteri di massima efficienza;
è opportuno esperire accertamenti sulla gestione dell'ATM;
per sapere se intendano disporre, con urgenza, accertamenti
ispettivi in ordine alla gestione dell'ATM di Messina». (769)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CURRENTI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'industria e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
la ELMEC Elettromeccanica S.p.A. è un'azienda catanese che
opera nel settore delle costruzioni elettromeccaniche ed in
particolare nella progettazione e produzione di sistemi ed
apparecchiature per la distribuzione dell'energia in media
tensione per l'ENEL e per aziende estere che operano nel campo
dell'energia elettrica;
è dotata, pertanto, di un cospicuo patrimonio di brevetti,
certificazioni di qualità e know how, anche grazie ad un valido
laboratorio di ricerca;
considerato che:
la ELMEC è sorta nel 1986 da alcuni privati e dall'IMER,
società del gruppo ESPI di proprietà della Regione siciliana, che
ha conferito il complesso immobiliare di Piano Tavola dove è
ubicato lo stabilimento; nel 1993 la Regione ha proceduto alla
dismissione della propria partecipazione;
a partire dal 2004, l'assetto societario della ELMEC è mutato
con la cessione dell'80 per cento delle quote ad un unico
azionista;
nel 2005 la società ha trasferito i dipendenti, attraverso il
meccanismo della cessione di ramo d'azienda, ad una nuova società
appositamente costituita che ha assunto in affitto le attività
della ELMEC;
contemporaneamente, il patrimonio immobiliare è stato venduto,
passando di mano più volte;
la ELMEC è diventata, in tal modo, una scatola vuota;
l'attività produttiva è stata interrotta dal gennaio 2006,
nonostante un portafoglio ordini cospicuo;
il personale (circa 120 unità) è stato prima messo in mobilità,
poi in CIG/O, alla scadenza della quale la proprietà fa trovare
chiusi i cancelli dell'azienda;
i lavoratori non percepiscono lo stipendio da oltre cinque
mesi;
premesso, inoltre, che:
il 27 settembre ultimo scorso si è tenuto presso l'Ufficio
iniziative imprese in crisi del Ministero dello sviluppo
economico un incontro per il salvataggio del sito produttivo di
Piano Tavola;
il Ministero ha assunto l'impegno di favorire la realizzazione
di un programma di rilancio dell'attività e di trovare soggetti
imprenditoriali nuovi;
è stato, inoltre, conferito ad un esperto l'incarico di
certificare lo stato patrimoniale dell'azienda;
nel frattempo, i lavoratori presidiano lo stabilimento con
l'obiettivo di tutelare le attrezzature esistenti da atti
vandalici;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere per la
positiva soluzione della vertenza in corso alla ELMEC». (770)
GALVAGNO - BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
qualsiasi ipotesi di sviluppo in Sicilia si interseca con il
tema della disponibilità e del costo dell'energia;
la nostra isola è già una grande piattaforma per le politiche
energetiche. La quantità di gas estratto nella nostra Regione si
attesta intorno ai 340 milioni di metri cubi; la quantità di
greggio estratto è di circa 740.000 metri cubi;
accanto all'attività estrattiva si svolge pure un'intensa
attività di raffinazione: basti pensare alle tre raffinerie di
Siracusa, Milazzo e Gela;
considerato che:
la Sicilia fornisce il 2,7 per cento dell'estrazione nazionale
di gas; il 12,9 per cento dell'estrazione nazionale di greggio;
il 40 per cento degli idrocarburi raffinati che il Paese consuma
e, a breve, tratterà il 73 per cento del gas importato
dall'Italia;
nella nostra regione si produce anche circa 9.900.000 mw annui
di energia elettrica legata ai processi di raffinazione;
il bilancio tra import ed export di energia elettrica è in atto
positivo per la Sicilia e il valore dei prodotti petroliferi
esportati dalla Sicilia oscilla intorno all'80 per cento del
valore di tutto l'export Sicilia;
ritenuto che:
a seguito delle prestazioni e dello sfruttamento del territorio
la Sicilia dovrebbe trarre almeno il vantaggio di un costo
dell'energia destinata ai fini industriali più basso di quello
attuale e praticato per territori che non subiscono sfruttamenti
con insediamenti ad alto impatto ambientale;
solo così verrebbero compensati gli svantaggi che hanno le
imprese siciliane in termini di servizi e di infrastrutture:
basti pensare, ad esempio, all'elevato costo dei trasporti;
lo sviluppo idroelettrico, quale fonte di energia e di
accumulo, debba essere perseguito anche attraverso la razionale
utilizzazione degli invasi oggi poco sfruttati a tale scopo;
la promozione di apposite politiche di sviluppo per
l'agricoltura siciliana potrebbe favorire il recupero di terreni
incolti o la sostituzione del seminativo tradizionale con colture
per l'uso energetico delle biomasse;
per conoscere:
quali siano i motivi per cui, nonostante gli impegni assunti,
il Governo della Regione non abbia ancora adottato il Piano
energetico regionale;
se e quali iniziative siano state finora assunte dal Governo
per la modernizzazione ed il potenziamento della rete di
distribuzione elettrica esistente, le cui carenze costituiscono
motivo di gravi disagi per le popolazioni e per lo sviluppo
imprenditoriale;
se non ritengano di dover attivarsi con le opportune iniziative
per la creazione in Sicilia di un centro di eccellenza per la
ricerca di fonti energetiche non inquinanti;
quali iniziative siano state avviate al fine di contemperare
l'esigenza di insediare i rigassificatori previsti con la
insopprimibile esigenza di garantire al contempo uno sviluppo dei
territori compatibile con i valori ambientali, paesaggistici e
culturali propri della regione Sicilia». (773)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO - ORTISI
TUMINO - RINALDI - VITRANO - ZANGARA
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
diversi progetti collettivi riferibili a circa 18 cantine
sociali della provincia di Trapani (Cantina sociale Santa Ninfa,
Cantina sociale Torretta, Cantina sociale produttori vinicoli
riuniti, Cantina sociale Casale, Cantina sociale Avanti, Cantina
sociale Giacco, eccetera), e talune della provincia di Palermo
(Cantina sociale Vitivinicola Corleonese), non sono rientrati nei
benefici del Bando OCM VINO 2004 di cui al Decreto 7 ottobre 2004
Bando per la selezione e successiva predisposizione della
graduatoria di cui al piano regionale per la ristrutturazione e
riconversione dei vigneti' e successiva rettifica, solo per
mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
perfettamente ammissibili sotto il profilo amministrativo e
tecnico;
i progetti in argomento sono ad oggi giacenti presso gli uffici
IPA territorialmente competenti, perfettamente ammissibili a
finanziamento;
dal finanziamento di detti progetti dipende in gran parte il
futuro di circa 1.500 viticoltori ormai messi in ginocchio da una
crisi del settore che sta mortificando, appunto, i produttori di
una delle aree della Sicilia maggiormente vocate;
risulta al sottoscritto interpellante che i rappresentanti
delle cantine sociali di riferimento di detti progetti collettivi
delle province di Trapani e Palermo hanno avuto modo di esporre a
rappresentanti del Governo regionale ed a Dirigenti
dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste la gravissima
problematica derivante dal mancato finanziamento dei predetti
1.500 produttori viticoli, esclusi dal finanziamento non per
carenza tecnica o amministrativa dei progetti medesimi, bensì per
insufficienza del finanziamento;
in data 13 ottobre e 14 novembre 2006 sono pervenuti presso
l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, come
inequivocabilmente risulta dal timbro in entrata apposto
dall'Assessorato medesimo, documenti delle predette cantine
sociali di riferimento dei progetti collettivi esclusi dal
finanziamento, contenenti, fra l'altro, formali richieste di
intervento dell'Assessore competente e del Presidente della
Regione siciliana;
le richieste contenute nei documenti appena citati
comprendevano innanzitutto lo scorrimento della graduatoria per i
citati progetti collettivi non rientranti nel finanziamento
relativamente al Bando OCM VINO 2004, ovvero, in subordine, la
previsione di una priorità nel nuovo Bando OCM VINO 2006 per gli
stessi progetti non finanziati con il Bando 2004, ovvero ancora,
qualora non fossero accoglibili le precedenti istanze, un
intervento diretto della Regione siciliana teso a coprire, con
risorse proprie, le pratiche aventi diritto ma che, per
insufficienza di fondi, potrebbero rimanere sempre escluse dal
finanziamento;
considerato che:
in data 24 novembre 2006 è stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana - Parte I n. 54 - il Decreto 10
novembre 2006 dell' Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste recante il Bando per la selezione e la successiva
predisposizione della graduatoria di cui al piano regionale per
la ristrutturazione e riconversione dei vigneti', adottato a
norma del Regolamento CE numero 1493 del 17 maggio 1999, che
istituisce un regime di sostegno per la ristrutturazione e la
riconversione dei vigneti, nonché del regolamento CE numero 1227
del 31 maggio 2000, che stabilisce modalità di applicazione del
regolamento CE numero 1493/99, ed in particolare disciplina le
modalità di attuazione del regime di sostegno per la
ristrutturazione e riconversione di vigneti;
con la pubblicazione da parte dell'Amministrazione regionale
dell'appena richiamato nuovo recente bando OCM VINO 2006, qualora
il Governo della Regione dovesse continuare a non tenere in alcun
conto le richieste in precedenza descritte delle cantine di
riferimento dei progetti collettivi non beneficiari di
finanziamento nel precedente Bando del 2004 per carenza di
risorse, abbandonerebbe, di fatto, al proprio destino oltre 1.500
viticoltori, non rientrati appunto nel finanziamento OCM VINO
2004 e quasi certamente esclusi anche dal beneficiare delle
risorse del 2006, di una delle aree a maggiore vocazione
vitivinicola, e cioè il territorio che, da Mazara del Vallo e
parte di Marsala, investe la Valle del Belice, da Salemi a
Salaparuta, da Santa Ninfa a Castelvetrano e si spinge fino a
Calatafimi ed Alcamo;
ritenuto che:
è inimmaginabile ed inaccettabile che la Regione siciliana
possa rendersi responsabile di quella che certamente sarebbe
un'autentica frattura sociale in una delle aree maggiormente
vocate alla viticoltura, mortificando forse per sempre le
speranze di tantissimi piccoli e medi produttori che
costituiscono tuttora uno degli elementi essenziali del tessuto
economico e produttivo di quel territorio;
appare indispensabile, urgente ed improcrastinabile una
risposta concreta del Governo della Regione ad un'esigenza di
tanto vasta portata e di così immediato interesse generale;
la salvaguardia di un patrimonio sociale ed economico tanto
rilevante, quale è quello di oltre 1.500 viticoltori, deve
avvenire non certamente attraverso la concessione di inesistenti
e, peraltro, non richiesti privilegi, ma semplicemente
riconoscendo ai predetti cittadini siciliani gli stessi identici
diritti che vengono riconosciuti ai viticoltori delle altre
regioni italiane;
per conoscere:
quali siano, innanzitutto, le ragioni che hanno impedito di
tenere in considerazione la richiesta, in premessa citata, di
scorrimento della graduatoria dei progetti collettivi non
beneficiari di finanziamento, conseguente al Bando OCM VINO 2004,
solo per mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
perfettamente ammissibili sotto il profilo amministrativo e
tecnico;
per quale ragione non siano state tenute in considerazione le
richieste subordinate degli stessi soggetti presentatori dei
progetti collettivi non finanziati, e cioè l'inserimento nel
Bando pubblicato nella GURS - Parte I - numero 54, approvato con
Decreto 10 novembre 2006 dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, di criteri che concedessero
possibili e legittime priorità ai progetti presentati con il
Bando OCM VINO del 2004, perfettamente ammissibili sotto il
profilo amministrativo e tecnico e non finanziati solo per
carenza di risorse;
se non ritengano, qualora consentito dalla normativa
comunitaria, di abbassare la superficie massima ammissibile per
progetto, onde consentire una più ampia copertura del
finanziamento con le limitate risorse disponibili;
se non ritengano, qualora le istanze precedenti non fossero
oggettivamente suscettibili di accoglimento, di impegnare anche
risorse della Regione siciliana ad integrazione di quelle
comunitarie, al fine di impedire che ancora una volta, solo per
carenza di risorse finanziarie, migliaia di viticoltori rimangano
privi degli aiuti di cui avrebbero certamente diritto;
quali eventuali iniziative ulteriori o diverse da quelle prima
indicate intendano porre in essere, tempestivamente e con
urgenza, per salvaguardare un patrimonio tanto rilevante ed
irrinunciabile quale è certamente quello di oltre 1.500
viticoltori della provincia di Trapani ed in parte della
provincia di Palermo che, se non adeguatamente salvaguardati,
sarebbero messi irreparabilmente in ginocchio dall'esclusione dal
finanziamento dell'OCM VINO 2006 relative al Bando per la
selezione e la successiva predisposizione della graduatoria di
cui al piano regionale per la ristrutturazione e riconversione
dei vigneti, dopo non aver potuto beneficiare del finanziamento
OCM VINO 2004». (15)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
la legge nazionale 16 marzo 1987, numero 115, all'articolo3, e
le successive circolari esplicative numero 469 del 19 gennaio
1989 e numero 529 del 17 marzo 1990 stabiliscono le modalità di
cura per i soggetti affetti da diabete mellito, con particolare
riferimento a coloro che si trovano in età evolutiva;
la gran parte delle Regioni d'Italia ha già da tempo legiferato
in conformità con quanto previsto dalla legge nazionale numero
115 del 1987 e, viceversa, la Regione siciliana non ha ancora
provveduto in tal senso, determinando elementi di criticità nelle
modalità di assistenza, nonché accertato aggravio dei costi per
la cura della patologia sopra richiamata;
il decreto ministeriale 27 agosto 1999, numero 332, articolo I,
comma 6, ribadisce quanto già previsto dalla circolare numero 469
del 19 gennaio 1989, con particolare riferimento
all'utilizzazione dei microinfusori' che devono essere affidati
ai soggetti beneficiari in comodato d'uso, in modo da poter
essere riacquisiti dal servizio diabetologico competente per
territorio per essere riutilizzati nei casi in cui ciò sia
possibile e opportuno;
considerato che:
con il decreto regionale del 30 aprile 2002, predisposto
dall'Assessorato regionale della sanità, grande spazio viene
dedicato al diabete in età evolutiva' e ad una diversa
organizzazione delle strutture diabetologiche siciliane;
tra gli obiettivi del decreto regionale di cui sopra rientrano
il miglioramento della qualità di vita, il normale accrescimento
psicofisico e l'accettazione della condizione diabete',
,evitando che il bambino con diabete venga trattato da malato,
considerato che attraverso un'adeguata assistenza ed un efficace
sostegno psico-pedagogico il bambino può crescere in salute al
pari dei suoi coetanei;
visto che la nota dell'IRS numero 0454 del 25 marzo 2004,
avente come oggetto microinfusori di insulina per pazienti
diabetici' così recita: ... pertanto si ritiene che le Aziende
UU.SS.LL. debbano dare seguito, qualora se ne verifichino le
condizioni, alla fornitura di microinfusori per l'infusione
programmata di insulina in comodato d'uso anche a tempo
protratto, stante l'evoluzione avvenuta di recente nel settore e
la messa in commercio di apparecchi più sicuri ed idonei alle
necessità terapeutiche dei pazienti, nonché degli accessori
indispensabili per l'attuazione e l'efficacia della terapia.';
per conoscere quali provvedimenti vogliano porre in essere per
migliorare la qualità del servizio di cui sopra, anche attraverso
il recepimento della legge nazionale 16 marzo 1987, numero 115 e
un'adeguata regolamentazione delle modalità di assistenza per i
soggetti affetti dalla patologia richiamata sopra». (16)
BORSELLINO
«All'Assessore per la sanità, premesso che la Croce Rossa
Italiana (CRI) ha eletto democraticamente, con la partecipazione
e rappresentanza di tutta l'Associazione (Comitati locali), il
suo nuovo presidente;
l'elezione intende segnare una svolta, nella prospettiva di una
gestione più aderente ai fini istituzionali ed alla missione
umanitaria nazionale ed internazionale della CRI;
attualmente la CRI si trova ad affrontare gli effetti
disastrosi della precedente gestione commissariale, con
particolare riferimento all'equilibrio del bilancio ed alla
trasparenza di alcuni atti gestionali;
tale situazione - oggetto di un'ispezione del Ministero
dell'Economia e delle Finanze - ha avuto, tra l'altro
ripercussione negativa sui dipendenti relativamente al saldo e
all'acconto dei compensi incentivanti degli anni 2005 e 2006;
la passata gestione commissariale ha, tra l'altro, avviato un
processo di sostanziale privatizzazione della CRI attraverso la
costituzione - per il momento in Sicilia - di una società di
capitale denominata SI.S.S.A. s.r.l. (Siciliana Servizi
SocioAssistenziali), i cui proprietari sono la SI.S.E. S.p.A.
(Siciliana Servizi Emergenza) e il Consorzio per la formazione e
la ricerca in materia di servizi sociali;
la SI.S.E. S.p.A. - costituita nel 1999 tra soggetti privati ed
il Comitato regionale della CRI della Sicilia ed attualmente di
proprietà del Sottocomitato di Borgo San Dalmazzo della CRI in
provincia di Cuneo - ha finalità di gestione diretta dei servizi
pubblici di assistenza e del pronto intervento 118 all'interno
dell'ambito territoriale della regione Sicilia....in convenzione,
concessione e/o appalto' di promozione, organizzazione e
gestione di corsi di formazione professionali nell'ambito socio-
sanitario-assistenziale a favore dei propri dipendenti e per
conto terzi, corsi per disoccupati da inserire nel mercato del
lavoro utilizzando fondi regionali, nazionali e comunitari',
nonché 'lo svolgimento di attività socio-sanitario-assistenziale
in genere anche in occasione di calamità e di emergenze sia
all'interno della Comunità europea che in campo internazionale';
scopo della SI.S.S.A. s.r.l. è la gestione di servizi pubblici
e privati in materia di servizi socio-assistenziali-sanitari, e
di formazione e riqualificazione professionale sempre in materia
dei servizi socio-assistenziali-sanitari, all'interno dell'ambito
territoriale della regione Sicilia';
per il perseguimento di tale finalità, la SI.S.S.A. s.r.l.
svolgerà, tra l'altro, compiti di natura organizzativo-
gestionale nell'ambito del servizio nazionale e regionale
sanitario e di protezione civile' e potrà promuovere la
costituzione di società controllate nel caso in cui tali attività
risultassero utili e/o necessarie per il raggiungimento
dell'oggetto sociale, in particolare modo per lo svolgimento di
attività inerenti il settore istituzionale e/o operativo della
Croce Rossa Italiana';
ritenuto che la scelta di aver costituito tali società, i cui
scopi sono sovrapponibili a quelli della CRI, prefiguri lo
svuotamento del ruolo della CRI in quanto ente di diritto
pubblico caratterizzato statutariamente, tra l'altro, dal
principio del disinteresse e della volontarietà, in quanto le
suddette società, nel perseguimento delle proprie finalità,
assorbono le risorse pubbliche destinate alla CRI, come nel caso
del servizio di 118, che in Sicilia viene svolto dalla SI.S.E.
S.p.A., che incamera i finanziamenti stabiliti nell'appalto tra
Regione siciliana e CRI;
per conoscere se:
non si ritenga opportuno verificare se i fatti sopra descritti
non configurino un'elusione dell'articolo 11, comma 1, dello
Statuto della CRI, laddove si stabilisce l'incompatibilità tra
cariche associative e incarichi retribuiti, incompatibilità non
espressamente prevista dallo Statuto, eppure implicita, quando le
stesse persone siano designate dalla CRI a far parte di consigli
di amministrazione di società controllate;
non si ritenga incompatibile con i principi di cui all'articolo
1 dello Statuto la partecipazione della CRI a società con fini di
lucro;
non si ritenga necessario tornare all'affidamento in Sicilia
del servizio 118 alla CRI, al fine di tutelare il diritto alla
salute dei cittadini salvaguardando altresì la posizione dei
lavoratori precari della CRI attualmente in carico alla SI.S.E.
S.p.A.». (17)
BORSELLINO
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 15 dicembre 2005 sono scaduti i termini per adempiere ai
versamenti degli obblighi tributari derivanti dall'articolo 4,
comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 maggio 2004, numero 3354, a favore dei soggetti residenti,
ovvero aventi sede legale od operativa, alla data del 29 ottobre
2002, in taluni comuni della provincia di Catania, tra cui il
comune di Santa Venerina, interessati direttamente dall'eruzione
del vulcano Etna e da ordinanze sindacali di sgombero a seguito
dello sciame sismico;
con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 17
maggio 2005 si disponeva la sospensione dei tributi fino al 15
dicembre 2005, stabilendo che i versamenti non eseguiti per
effetto della sospensione (che decorre dal 29 ottobre 2002 fino
alla suddetta data del 15 dicembre 2005) sono effettuati in unica
soluzione entro il 16 dicembre 2005, ovvero, a decorrere da tale
ultima data e senza aggravio di sanzioni e di interessi, mediante
rateizzazione mensile pari, al massimo, ad otto volte il periodo
di sospensione ;
allo scadere del 15 dicembre 2005, al contribuente delle zone
colpite dall'evento calamitoso che ha inteso scegliere il
rimborso rateale di quanto goduto con tale sospensione, non è
stato dato riferimento concreto per poter effettuare il
versamento della prima rata e poi delle successive;
l'Agenzia delle entrate non ha fornito alcuna indicazione sulle
modalità di pagamento e sui codici tributo da utilizzare per i
diversi versamenti sospesi;
la prospettiva dell'ulteriore proroga del beneficio della
sospensione sino al dicembre 2006 pareva assistita dalla
ragionevole logica attraverso la quale negli anni precedenti
veniva riconosciuto quasi simultaneamente il prosieguo dello
stato di calamità, quindi della sospensione dei tributi, per le
zone dell'Etna e per quelle del Molise, ciò in ultimo sino al
dicembre 2005;
a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
22 dicembre 2005, ai comuni dell'Etna, è stato prorogato lo stato
di calamità per tutto il 2006;
con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri numero
3496 del 17 febbraio 2006 sono stati differiti al 31 dicembre
2006 gli obblighi tributari e previdenziali sospesi;
con successiva Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri numero 3507 del 5 aprile 2006 (Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana numero 87 del 13 aprile 2006) taluni
contenuti sono stati ulteriormente variati onde evitare aggravi,
sanzioni ed interessi sulla popolazione;
l'Agenzia delle Entrate, motivata da un'interpretazione della
Direzione regionale sulla materia, ha voluto sancire l'immediata
decadenza del beneficio narrato per i contribuenti che non hanno
provveduto al versamento della prima rata già dal 16 dicembre
2005;
il mancato pagamento della prima rata non è imputabile al
contribuente, poiché ad esso l'Amministrazione, non emanando ìn
materia alcuna istruzione o circolare con annessa modulistica,
non ha dato dei riferimenti certi ed univoci da seguire per
adempiere a quanto dovuto;
gli uffici dell' Agenzia delle Entrate, nel tempo interpellati
dai cittadini contribuenti interessati, non sono stati in grado
di dare adeguate indicazioni sia sui codici tributo da utilizzare
per i versamenti, sia sulle eventuali conseguenze per il
pagamento effettuato successivamente alla data stabilita che per
l'individuazione del sostituto o del sostituito d'imposta quale
soggetto tenuto ai versamenti;
solo nel marzo 2006 sono pervenuti agli uffici operativi gli
indirizzi attesi per i quali: i versamenti facevano capo al
sostituito e non al sostituto d'imposta; i codici tributo da
utilizzare erano quelli ordinari; la massima rateizzazione veniva
fissata in 304 rate; alla data del 16 dicembre 2005 doveva essere
versato l'intero carico sospeso o almeno la prima rata;
alla data odierna non ci pare sia stata emanata alcuna
circolare, od altro strumento per i cittadini contribuenti che
esplicitasse dette questioni applicative, ragione per la quale i
cittadini interessati non hanno tutt'ora la certezza sull'esatta
operatività adottata o su quella da adottare per i versamenti in
questione;
in un primo tempo la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
(Ufficio sostituti d'imposta) aveva risposto ad un singolo
contribuente, che presentò interpello per conoscere le modalità
di versamento in qualità di sostituto , che avrebbe dovuto
effettuare il versamento delle ritenute;
l'indicazione prodotta a suo tempo dalla Direzione Centrale
Normativa e Contenzioso (Ufficio sostituti d'imposta) in merito
al soggetto tenuto ai versamenti di rimborso che indicava nel
sostituto d'imposta' il soggetto tenuto ai versamenti, ha
causato il diffondersi di notizie diverse da quelle più recenti
che sembrano oggi riferirsi al sostituito di imposta';
alcune specifiche categorie di beneficiari, tra questi i
pensionati che hanno richiesto la sospensione, non avendo
necessità nell'ordinario di avvalersi di un consulente, non sono
stati messi in condizione di regolarizzare la propria situazione
debitoria, credendo che a tale adempimento avrebbe provveduto
l'Ente pensionistico sostituto d'imposta', mentre, taluni
pensionati che hanno ricevuto dopo il 15 dicembre 2005 gli
arretrati di ritenute per le quali avevano in precedenza
richiesto la sospensione, anche volendo non avrebbero comunque
potuto adempiere al versamento di somme di cui non avevano ancora
consapevolezza della reale riscossione e consistenza;
la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate ha poi
sancito che il mancato pagamento della prima rata, o dell'intero
importo, alla scadenza del 16 dicembre 2005 comporta l'iscrizione
a ruolo a titolo definitivo dell'intera somma sospesa nonché
l'applicazione delle relative sanzioni, dovendosi considerare
decaduti dal pieno beneficio coloro che non hanno rispettato il
termine, e che tale soluzione pare non venga supportata da chiara
base giuridica;
l'Agenzia delle Entrate sta procedendo all'invio delle
comunicazioni di irregolarità per la conseguente iscrizione a
ruolo del carico definitivo inerente i tributi sospesi e della
relativa sanzione; ciò accade per quasi tutti i contribuenti che
hanno usufruito della sospensione dei termini poiché quasi
nessuno di essi può aver rispettato la scadenza del 15 dicembre
2005 per il pagamento della prima rata;
come specificato, non erano previste nel decreto di sospensione
le modalità di versamento, giunte poi tardive alla conoscenza dei
cittadini;
tributi sospesi maggiorati della sanzione per la mancata
previsione normativa e le necessarie indicazioni in materia;
sempre più cittadini, disorientati su come versare quanto
dovuto, hanno comunque provveduto ai suddetti pagamenti rateali,
adottando l'applicabilità dell'istituto del ravvedimento operoso
di cui all'articolo 13 del Decreto legislativonumero 472/97 per
quanto non pagato dal 16 dicembre 2005 ad oggi, oppure hanno
provveduto a tali versamenti quando siano stati loro notificati
atti impositivi, ovvero taluni contribuenti hanno iniziato a
pagare le rate da quando sono state fornite loro indicazioni
sulle modalità di pagamento,
impegna il Governo della Regione
ad adottare un provvedimento urgente di richiesta di proroga al
31 dicembre 2006 del termine per gli adempimenti derivati
dall'articolo 1, comma 2, del Decreto ministeriale 17 maggio
2005, riguardante gli eventi calamitosi 2002 nella provincia di
Catania, così da ricreare elementi di uguale trattamento tra
parti del territorio nazionale segnati da analogo evento e simili
fenomeni distruttivi;
relativamente ai versamenti non eseguiti, ad intervenire perché
gli stessi possano essere effettuati, da parte dei soggetti
interessati, senza aggravio di sanzioni ed interessi, a decorrere
dal primo gennaio 2007 mediante rateizzazione mensile pari, al
massimo, ad otto volte il periodo di sospensione, oppure entro il
31 gennaio 2007 in unica soluzione. Gli importi comunque già
erogati non sono ripetibili;
rispetto agli adempimenti tributari diversi dai versamenti, a
richiedere che essi siano effettuati entro la medesima data;
a prevedere, in alternativa, l'applicabilità dell'istituto del
ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Decreto
legislativo numero 472/97, per quei cittadini che debbano ancora
procedere con i versamenti a rateizzazioni mensili, per quelli
cui siano già stati notificati atti impositivi e per coloro che
hanno iniziato a pagare le rate da quando sono state fornite le
indicazioni sulle modalità di pagamento; ciò alla luce del fatto
che molti cittadini manifestano, senza esitazione alcuna, la
volontà di iniziare a versare le somme dovute;
a chiedere per l'anno 2007 lo stato di calamità». (132)
FLERES - CONFALONE - ADAMO
PAGANO - SAVONA -TURANO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la situazione meteoclimatica registrata in queste
ultime settimane, caratterizzata da temperature elevate oltre i
valori medi stagionali, mancanza di precipitazioni e conseguente
rischio di siccità, rischia di lasciare il segno sulla produzione
di quest'anno e, soprattutto, su quella della prossima stagione;
considerato che il perdurare di tale stato di difficoltà può
determinare problemi per l'approvvigionamento idrico a scopo
irriguo per l'agricoltura con il rischio di un forte abbassamento
del reddito degli agricoltori costretti, per irrigare
artificialmente i campi, ad affrontare spese enormi per il
gasolio;
ritenuto altresì che il Governo della Regione, ed in
particolare l'Assessore per l'agricoltura e le foreste, può
intraprendere tutte le iniziative necessarie al fine di
salvaguardare il più possibile i raccolti,
impegna il Governo della Regione
ed in particolare
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a predisporre tempestivamente un provvedimento per autorizzare
gli Ispettori agrari provinciali all'assegnazione di un maggiore
quantitativo di gasolio agricolo per l'irrigazione, rispetto a
quello normalmente concesso, al fine di limitare così
l'incremento dei costi alle aziende». (133)
FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nelle Comunità terapeutiche assistite che operano
in regime di convenzione sono previsti appositi standard sia per
il personale medico che per quello paramedico e infermieristico;
osservato che tali standard mirano a garantire quel minimo di
assistenza che giustifica l'esborso di denaro pubblico per il
servizio svolto;
considerato che la particolare funzione dei CTA rende
indispensabile una continuità e stabilità dei medici, come nel
caso degli psichiatri, mentre in molti casi (soprattutto nella
provincia di Catania) proprio questo livello dirigenziale è
volutamente tenuto in uno stato di precarietà per poterlo
allontanare quando non sufficientemente subalterno ai criteri
direzionali del gestore privato del CTA;
ricordato, invece, che l'Assessorato regionale della sanità,
con decreto assessoriale 13 ottobre 1997 (Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana numero 70 del 13 dicembre 1997) ha
istituito l'Albo regionale degli enti privati che intendono
concorrere all'attività riabilitativa in regime residenziale,
fissando contestualmente gli standard strutturali e funzionali
delle Comunità terapeutiche assistite riferiti a moduli tipo;
ricordato ancora che, con nota protocollo numero 691 del 26
novembre 2001, l'Assessorato ha precisato che è inequivocabile
il vincolo degli Enti in questione ad assumere tutto il personale
di cui allo standard, inclusi i dirigenti sanitari, nel rispetto
del contratto di lavoro in analogia al rapporto di lavoro
dipendente del personale operante nelle strutture riabilitative
psichiatriche direttamente gestite dalle Aziende USL della
Regione' e ancora che qualora non applichino detta condizione
decadono automaticamente dall'Albo';
visto che lo stesso Assessorato, con nota protocollo numero
0584 del 24 aprile 2003 dell'Ispettorato regionale sanitario, ha
ribadito quanto prima affermato, invitando l'ASL 3 di Catania a
comunicare urgentemente i nominativi di quegli enti che non
avessero stipulato un rapporto di lavoro subordinato con i
professionisti, al fine di prendere gli opportuni provvedimenti;
sottolineato che con D.A. 29 aprile 1998 (GURS numero 44 del 5
settembre 1998) di approvazione di note esplicative del D.A. 13
ottobre 1997 si è tra l'altro puntualizzato che per direttore
medico psichiatra, in analogia al servizio pubblico, viene inteso
il medico psichiatra individuato come responsabile della CTA. Il
personale medico psichiatra dovrà comunque garantire una presenza
settimanale di 38 ore' intendendo l'obbligo per entrambi gli
psichiatri previsti dallo standard di assicurare detta presenza
nella misura prevista, confermando così l'obbligo di assumere a
tempo indeterminato tutti i medici operanti nelle CTA;
constatato che, nonostante i provvedimenti inequivocabili
dell'Assessorato, in moltissime CTA (soprattutto in provincia di
Catania) gli enti gestori continuano a mantenere nel precariato e
a non assumere in via definitiva il personale medico-
dirigenziale,
impegna il Governo della Regione
a riportare ordine nel settore facendo rispettare, pena la
effettiva decadenza dall'albo e l'impossibilità a continuare a
percepire fondi pubblici, le norme e gli standard previsti a
tutela della salute dei ricoverati e dell'efficienza del
servizio». (134)
VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI
CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO
PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE
TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testè annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota protocollo numero 77/06 del
16 novembre 2006, l'onorevole Fleres ha ritirato l'interrogazione
numero 110 «Notizie ed interventi a proposito della
situazione gestionale dell'Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni'
di Catania», a risposta orale, dallo stesso presentata in data
29 giugno 2006 ed annunziata nella seduta numero 8 del 12
settembre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 15 novembre 2006,
l'onorevole Ballistreri ha ritirato l'interpellanza numero 7
«Verifica della legittimità delle cartelle di pagamento
notificate agli agricoltori di alcuni comuni della provincia di
Messina su ruoli emessi dal consorzio di bonifica numero 11»,
dallo stesso presentata in data 25 ottobre 2006 ed annunziate
nella seduta numero 21 del 30 ottobre 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di elezione di vicepresidente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta numero 17 del 29
novembre 2006, la III Commissione legislativa permanente
Attività produttive' ha proceduto all'elezione del
Vicepresidente ed è risultato eletto l'onorevole Giacomo Di
Benedetto, in sostituzione dell'onorevole Antonio Parrinello,
dimessosi dalla stessa carica in pari data.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, essendo convocata la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per le ore 12.45, la seduta è
rinviata ad oggi, martedì 5 dicembre 2006, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 129 - Interventi volti a garantire le attività
antropiche nelle aree di pertinenza e di confine
dei parchi e delle riserve naturali siciliane.
FLERES - CIMINO - CONFALONE
D'AQUINO - TURANO - SAVONA
N. 130 -Espletamento dei concorsi banditi per il
conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti.
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO
ORTISI - TUMINO - RINALDI
VITRANO - ZANGARA
N. 131 -Interventi per la ripresa dei lavori attualmente
sospesi nella diga Pietrarossa al fine di
completare e mettere in funzione un'opera
importante per l'agricoltura.
FAGONE - MAIRA - TERRANA - RAGUSA
N. 132 - Interventi al fine di prorogare gli sgravi
tributari per i comuni del catanese colpiti dal
sisma dell'ottobre 2002.
FLERES - CONFALONE - ADAMO
PAGANO - SAVONA - TURANO
N. 133 - Interventi urgenti per l'assegnazione agli
agricoltori di un quantitativo maggiore di gasolio
agricolo agevolato per irrigare artificialmente i
campi.
FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA
N. 134 - Interventi per assicurare il rispetto delle
norme e degli standard per la gestione delle
Comunità terapeutiche assistite che operano in
regime di convenzione a tutela della salute dei
ricoverati e dell'efficienza del servizio.
VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI
CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO
PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE
TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA
III - GIURAMENTO DEL DEPUTATO ONOREVOLE SALVATORE ANTONINO
ODDO
IV - ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 TER,
COMMA 3, DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI LEGGE
COSTITUZIONALE NUMERI 206, 980 E 1241, 1606 DI INIZIATIVA
PARLAMENTARE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME
RELATIVE ALLA MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.
Relatore: on. Maira
V - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-Norme urgenti in favore del personale degli Enti Fiera (numero
454.1/A)
Relatore: on. Cimino
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE NUMERO 86 DELL'ONOREVOLE
BORSELLINO ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE
La seduta è tolta alle ore 12.34
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e per i trasporti e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
lo stato complessivo dell'autostrada Catania-Palermo non è
certo dei migliori: in troppi punti la carreggiata presenta
avvallamenti, in altri il guard rail è divelto;
in particolare desta preoccupazione il tratto fra Agira e
Catenanuova nel quale si sono verificati, sia nelle stagioni
calde che in quelle fredde, troppi incidenti mortali;
la frequenza dei sinistri induce a ritenere che non si tratti
di semplice causalità, bensì dell'esistenza di un vero e proprio
nesso di causalità fra lo stato dell'autostrada e il verificarsi
di sinistri;
nel mese di agosto 2003 nel tratto in oggetto l'incendio di
erbacce nei pressi dell'autostrada ha causato un maxi
tamponamento che ha coinvolto oltre venti veicoli e ha prodotto
un bilancio drammatico;
in precedenza, nella stagione invernale, si sono verificati due
incidenti mortali nel giro di pochi giorni e sempre nel tratto
citato;
considerato che:
in caso di incendio o forte vento, la presenza di vegetazione
lungo l'intera autostrada rischia di rappresentare un serio ed
evidente pericolo per chiunque si trovi a transitare, soprattutto
qualora non si provveda tempestivamente alla dovuta manutenzione;
in caso di pioggia, troppo spesso dai terreni confinanti con
l'autostrada, soprattutto nel tratto in questione, si riversano
quantità consistenti di terra e fango, che rappresentano fattori
di gravissimo pericolo per il transito dei veicoli, soprattutto
in un'arteria a scorrimento veloce quale l'autostrada;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti si intendano porre in essere
affinché l'autostrada A19 Catania-Palermo sia sottoposta ad
interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (stato manto
stradale, segnaletica orizzontale e verticale, guard rail,
eccetera) per ripristinarne le condizioni minime di sicurezza;
quali progetti o finanziamenti siano stati programmati affinché
vengano posti in essere interventi strutturali sull'autostrada
A19 Catania-Palermo, migliorandone lo stato globale a tutto
vantaggio della sicurezza di chi vi transita;
quali interventi urgenti ed indifferibili si intendano porre in
essere nel tratto fra Agira e Catenanuova (in entrambi i sensi di
marcia) affinché vengano ristabilite le condizioni minime di
sicurezza, considerato l'alto tasso di incidenti avvenuti in
questo particolare punto, con particolare riferimento alla
manutenzione della vegetazione circostante e al controllo dei
sistemi di contenimento dei fondi attigui;
quale autorità o ente avrebbe dovuto provvedere e/o vigilare
sulla regolare manutenzione dell'intera autostrada, con
particolare riferimento al rischio incendi e alle drammatiche
conseguenze derivanti da questa circostanza;
se non si ritenga di dover disporre un'apposita ispezione,
quantomeno nel tratto Agira-Catenanuova, in entrambi i sensi di
marcia, per meglio valutare e vagliare l'effettivo stato di
pericolo». (103)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 103, si
rappresenta quanto segue.
In primo luogo, si segnala che la manutenzione ordinaria e
straordinaria dell'autostrada A/19 rientra nelle competenze
dell'ANAS.
In particolare, sotto il profilo del rischio derivante dagli
incendi a margine della sede stradale, si rileva che l'osservanza
di tali fenomeni rientra oltre che nei compiti dell'ente gestore
dell'infrastruttura anche tra quelli competenti alla difesa del
territorio (Vigili del fuoco, Corpo Forestale, eccetera).
Per quanto riguarda il tratto Agira/Catenanuova, sarà cura di
questo Dipartimento segnalare il ripetersi del fenomeno agli enti
preposti, per un maggiore controllo del tratto in questione.
Per quanto riguarda gli interventi strutturali programmati
sull'asse autostradale in questione, si riportano di seguito
quelli inseriti nel Piano decennale degli interventi che la
Società predispone ed aggiorna periodicamente sulla base delle
necessità riscontrate e riportati nel Piano attuativo del
trasporto stradale del PRTM.
Avanzamento e
Intervento costo stimato Fonte
Piano
Decennale
ANAS
Previsione Nuovi
Riqualificazionee di interventi
adeguamento dell'intero spesa Autostrade
tratto autostradale 600,000 M in
concessione
e
gestione
diretta
Lavori per il telecontrollo e la
realizzazione di Opera Legge
un sistema di telecamerea cantierata Obiettivo
circuito chiuso 5,046 ME ANAS
compresa la fornitura e posa in
opera di cavo in
fibra ottica.
Progetto per il ripristino e
l'adeguamento alle Opera Legge
normative vigenti di illuminazione Cantierata Obiettivo
tra il Km. 7,661 M ANAS
0+000 ed il Km. 57+000, compreso il
raccordo
per via Giafar.
PRTM
Ripristino e adeguamento normativo Piano
di alcuni Direttore,
viadotti Allegato E
Contratto
di
Lavoridi manutenzione Progetto programma
straordinaria del esecutivo triennale
viadotto Fichera 21,557 M ANAS
2003-05
(interventi
non
appaltati)
Realizzazione svincolo Preliminare Rimodulazion
autostradale per il in e
collegamento di Polizzi Generosa corso POR
con l'A19. 25,000 M 000/2006
Nodo per Piano Battaglia Parere ANAS
26793/04
Lavori di messa in sicurezza Contratto
mediante interventi di di
pavimentazione tra il Km. 112+500 e Progetto programma
il Km. 141+200 esecutivo triennale
3,549 M ANAS
2003-05
(interventi
non
appaltati)
Riqualifica del tratto autostradale Piano
tra il Km. 120+000 ed il Km. 31,000 M decennale
157+000 mediante la sostituzione di ANAS
giunti, degli appoggi e dei ritegni
antisismici ed il rifacimento delle Progettazion
testate degli impalcati i da
attivare
Fonti: Piani Attuativi del Trasporto stradale, ferroviario,
marittimo ed aereo. D.A. 17.11.2004.
Piano decennale ANAS 2003-2012».
L'Assessore MISURACA
DE BENEDICTIS - ZAPPULLA - «Al Presidente della Regione,
premesso che:
sabato 24 giugno, alle ore 11.30, è crollata parte del viadotto
in costruzione in località Castelluccio, territorio di Augusta,
dell'autostrada Siracusa-Catania;
il gravissimo incidente ha avuto effetti disastrosi, causando
la morte di un giovane operaio di Messina, Antonio Veneziano di
28 anni (da soli tre giorni al lavoro) ed il ferimento di altri
14 operai ricoverati negli ospedali di Catania (Cannizzaro),
Lentini, Augusta e Siracusa;
la dinamica dell'incidente poteva produrre, soprattutto se si
fosse verificato in un'altra qualsiasi giornata di lavoro,
effetti ancora più devastanti e determinare una strage di
dimensioni inimmaginabili;
i lavori in questione sono stati affidati dal General
Contractor, la società Pizzarotti, in subappalto all'impresa Spic
di Treviso ed in esse operano circa un centinaio di operai, in
tutta l'opera quasi un migliaio;
si esprime dolore e solidarietà alla vittima e ai suoi
familiari, auspicando piena e pronta guarigione a tutti gli
operai feriti, con pieno e convinto sostegno alla magistratura
affinché bene e in fretta si accertino le cause dell'incidente e
le eventuali responsabilità,
per sapere:
quali impegni e provvedimenti il Governo intenda assumere per
elevare la qualità delle procedure di sicurezza sul lavoro, per
affermare la cultura della prevenzione nei cantieri e per
impedire altri incidenti e vittime del lavoro;
quali impegni, in particolare, voglia assumere il Governo in
direzione del potenziamento, in organici e in mezzi, degli uffici
e dei servizi ispettivi di controllo e verifica operanti nei
territori, con specifico riferimento a quello della provincia di
Siracusa;
quale ruolo il Governo tenda a svolgere per evitare
rallentamenti o sospensioni dei lavori di un'opera che si
conferma essere strategica per l'economia e la stessa qualità
della vita di milioni di persone». (2)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione numero 2, si
rappresenta quanto segue.
Per quanto di propria pertinenza, ed in particolare per
l'aspetto afferente al potenziamento dell'organico e dei mezzi
degli uffici ispettivi, questo Assessorato - attraverso il
Progetto FORMISPE, avviatosi nel 2006 grazie al cofinanziamento
dell'Unione Europea - ha inteso operare sia sul potenziamento che
sul rafforzamento dell'azione di contrasto nella sua accezione
più ampia.
In particolare:
- nella prima fase, conclusasi nel mese di luglio scorso, è
stato pensato e realizzato l'aggiornamento e riqualificazione
dell'attuale Corpo Ispettivo' (compreso il contingente dell'Arma
dei Carabinieri operante attraverso il Nucleo dell'Ispettorato
Lavoro);
- nella seconda fase, la cui conclusione si prevede entro il
2007, invece, l'obiettivo ambizioso in chiave di potenziamento è
l'inserimento di ulteriori 300 nuovi ispettori del lavoro,
provenienti per lo più dagli uffici Provinciali del Lavoro, in
seguito al completamento di un apposito percorso formativo
condiviso anche con il Ministero del Lavoro.
Il disegno di legge sul mercato del lavoro, presentato in
questi giorni alla Giunta di Governo, inoltre, prevede,
all'articolo 6:
che il datore di lavoro presenti al competente Centro per
l'impiego la dichiarazione dell'instaurazione del rapporto di
lavoro antecedentemente all'effettivo inizio del rapporto di
lavoro stesso;
all'articolo 8: l'istituzione presso l'Assessorato regionale
del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione del ruolo degli ispettori del
lavoro che consterà di 500 unità;
destinazione del 25 per cento delle somme provenienti dalle
sanzioni comminate alle aziende per le violazioni delle leggi sul
lavoro a corsi di formazioni e aggiornamento del personale,
nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e
delle attrezzature necessarie allo svolgimento dell'attività
ispettiva».
L'Assessore SCALIA
FLERES - «Al Presidente della Regione, premesso che:
dall'esame dei dati, apparsi anche sulla stampa, il numero di
incidenti sul lavoro è in costante aumento;
il comparto maggiormente interessato è quello dell'edilizia,
seguono il comparto metallurgico e poi quello dei trasporti;
altro dato emerso è quello del lavoro nero' ed i conseguenti
incidenti che all'interno di questo mondo si verificano;
infine, la città nella quale si registrano il maggior numero di
incidenti è la città di Catania;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa esposto;
se non intenda comunque procedere ad un'adeguata campagna di
informazione, partendo dalle scuole, sulla sicurezza e su tutte
le norme che la regolamentano». (115)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione numero 115, si
rappresenta quanto segue.
Le attuali disposizioni legislative afferenti il tema degli
incidenti sul lavoro ed, in specie, la prevenzione e la sicurezza
sui posti di lavoro, demandano alle Regioni, ed in particolare
alle Aziende Sanitarie Locali, la maggior parte delle competenze
in materia, mentre per gli effetti del D.P.C.M. numero 412 del 14
ottobre1997 agli Ispettorati del Lavoro è stata attribuita la
competenza a svolgere attività di prevenzione e sicurezza in
taluni specifici settori.
Nell'ambito della definizione del campo di azione strategica
del Dipartimento Lavoro, recentemente, questo tipo di attività di
controllo e di verifica è stato oggetto di particolare
attenzione, con l'obiettivo di innalzare la vigilanza specifica
in un contesto, come quello isolano, caratterizzato dalle
criticità socio-economico ampiamente note.
A riprova di tali attenzioni, nel corso del primo semestre del
2006, sono state effettuate su tutto il territorio regionale ben
4.305 ispezioni tecniche, con un incremento rispetto allo stesso
periodo osservato nel 2005 pari a quasi il 100 per cento.
Il disegno di legge in materia di mercato del lavoro presentato
in questi giorni, inoltre, prevede all'articolo 8 del Titolo II
l'istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro, che consta di
500 unità, che sarà via via potenziato grazie all'investimento di
parte dei proventi provenienti dalle sanzioni comminate dagli
stessi ispettori per le violazioni delle leggi sul lavoro.
Per quanto concerne la campagna informativa sulla sicurezza del
lavoro, si sta predisponendo una circolare che sarà inviata a
tutti i Provveditorati agli Studi nella quale verrà richiesto di
destinare appositi spazi per la cultura della sicurezza, legalità
e non discriminazione nell'ambito del lavoro».
L'Assessore SCALIA
FLERES - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti, premesso che:
le strade statali di collegamento Catania-Gela e Catania-Ragusa
sono ormai sottodimensionate rispetto al flusso veicolare che vi
si riversa;
le arterie viarie in oggetto avrebbero bisogno di interventi
strutturali tali da rendere più agevole e sicuro il transito
delle migliaia di autoveicoli che giornalmente le percorrono;
troppo alto è il dazio pagato in termini di vite umane negli
ultimi anni a causa di incidenti, troppo spesso derivanti
dall'assenza di primarie misure di sicurezza, quali gli sparti-
traffico centrali e i guard-rail;
considerato che:
il precario stato della arterie in oggetto rischia di causare
un parziale isolamento dei comuni del Calatino che,
indubbiamente, sono quelli maggiormente penalizzati;
il mancato completamento della Licodia-Libertinia, peraltro,
aggrava il precario stato dei collegamenti fra gli stessi centri
del Calatino;
è in itinere la costituzione di un coordinamento dei consigli
comunali dell'area del Calatino al fine di dare maggiore
incisività alle richieste avanzate per il potenziamento e la
ristrutturazione dei collegamenti stradali e ferroviari sull'asse
Catania-Gela e Catania-Ragusa;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano porre in essere affinché
l'asse viario Catania-Gela e quello Catania-Ragusa possano essere
interessati da interventi di potenziamento al fine di renderne
più agevole e sicuro il transito;
quali interventi siano stati previsti nel piano regionale dei
trasporti per migliorare i collegamenti su strada e su linea
ferrata fra l'area del Calatino e la città di Catania;
quali interventi urgenti si intendano compiere per garantire la
corretta e regolare manutenzione della strade statali ricadenti
nel comprensorio del Calatino». (96)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 96, si
rappresenta quanto segue.
Si segnala, preliminarmente, che la manutenzione ordinaria
delle strade statali rientra nelle competenze dell'ANAS.
Gli interventi di manutenzione sono inseriti nel Piano
decennale degli interventi che la Società predispone ed aggiorna
periodicamente sulla base delle necessità riscontrate.
Sarà cura del dipartimento trasporti accertare quali interventi
nel triennio in corso sono previsti nel comprensorio del calatino
ed indicare sulla base di specifiche segnalazioni eventuali
interventi urgenti.
Per quanto riguarda gli ulteriori due quesiti, si segnala che
il Piano Regionale dei Trasporti - Piano Direttore ed in
particolare il Piano attuativo del trasporto stradale, prevede
una serie di interventi minori' sulla rete stradale siciliana,
peraltro, previsti nell'A.P.Q. strade e dal Programma decennale
ANAS e su itinerari prioritari appartenenti alla rete del Sistema
Nazionale Integrato dei Trasporti (rete S.N.I.T.) di primo o
secondo livello.
L' obiettivo generale del Piano è quello di garantire gli
scambi con i mercati del nord (italiani ed europei), attraverso
il potenziamento della SS 640, di alcuni tratti della SS 115,
della 117bis e dell'itinerario SS 194-SS 514 (a parziale
sostituzione della SS 417, di cui lo studio delle merci e della
logistica suggerisce il potenziamento), creando una rete
capillare con buone caratteristiche funzionali tale da facilitare
i collegamenti di tutta la Sicilia meridionale con i grandi porti
della costa orientale e settentrionale e con gli assi viari di
grande comunicazione.
Tra gli interventi considerati dal Piano figura 1'intervento
sull'itinerario Caltagirone-Catania (SS 417 di Caltagirone)
consistente nell'adeguamento strutturale dei viadotti Crocilla,
Castellazzo, Simeto e del viadotto al km. 41+600 (previsto dal
Piano Triennale ANAS per 2.8 M ).
Ulteriore intervento previsto è quello sull'itinerario Gela-
Caltagirone (SS 117bis). L'itinerario preso in considerazione è
formato dal tratto della SS 117bis da Gela fino all'innesto sulla
SS 417 di Caltagirone e del tratto della SS 417 fino a
Caltagirone, dove l'infrastruttura si connetterà alla SSV Licodia
Eubea-Libertina, nel tratto di prossima costruzione.
La SS 417 ha inizio presso Passo di Piazza all'innesto con la
SS 117 bis, incrocia la SS 124 presso Caltagirone e poi prosegue
attraverso il territorio dei comuni di Caltagirone, Mineo,
Ramacca e Palagonia e termina presso Catania, innestandosi sulla
SS 192.
Il Piano prevede l'adeguamento della SS 124 al tipo C1 della
sezione stradale, predisposto al successivo adeguamento al tipo
B, al fine di realizzare la prima parte di un collegamento Gela-
Catania attraverso l'itinerario Catania-Lentini-Vizzini-
Caltagirone-Gela, alternativo a quello lungo la SS 417, e che
possa, quindi, sottrarre traffico di attraversamento alla Piana
di Catania.
Il Piano prevede, quindi, la messa a sistema della SS 417 con
gli interventi di adeguamento previsti sulla Ragusa-Lentini-
Catania (SS 514 da Ragusa a Vizzini e SS 194 da Vizzini a
Lentini, itinerario appartenente alla rete SNIT di II livello),
alla realizzazione della SSV Licodia Eubea (SNIT II livello) e
del tronco autostradale Catania-Lentini.
Si segnala, infine, la previsione del potenziamento della SS
514 tramite la realizzazione della doppia carreggiata a due
corsie, la variante del tracciato della SS 115 che con inizio
dall'abitato di Comiso raggiunge il tratto terminale della
costruendo autostrada Catania-Siracusa-Gela, ed il potenziamento
delle SP numero 7 e numero 9 in considerazione dei carichi
stradali attuali e futuri in previsione della messa in esercizio
dello scalo aeroportuale di Comiso/Magliocco.
Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, il piano prevede
1'elettrificazioni e la velocizzazione mediante rettifiche di
tracciato e conseguenti modifiche alla linea di alimentazione
elettrica delle linee di collegamento tra i principali nodi
urbani: Palermo-Agrigento, Palermo-Trapani, Catania-Palermo,
Catania-Gela, Gela-Siracusa».
L'Assessore MISURACA
FLERES - «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti, premesso che:
con l'articolo 88 della legge regionale numero 32 del 2000 e
successive modifiche ed integrazioni è stata disciplinata in
Sicilia l'attività di bed and breakfast;
tale normativa, lungi dal volere appesantire le procedure
miranti all'avvio di detta attività, ha voluto prevedere percorsi
burocratici molto semplificati che riducono al minimo i diversi
passaggi, anche in virtù della particolare tipologia di settore;
gli organi preposti all'applicazione delle citate disposizioni
di legge, sia in sede regionale, sia in sede di AA.PP.I.T. hanno
invece interpretato in maniera assai soggettiva la lettera della
legge, introducendo oneri di natura istruttoria del tutto assenti
nel testo di riferimento, complicando surrettiziamente l'avvio di
tale attività, rallentandone le procedure;
è necessario armonizzare dette indicazioni di natura meramente
burocratica, evitando di appesantire le procedure relative
all'avvio dell'attività di bed and breakfast in Sicilia,
limitandosi ad applicare le prescrizioni normative;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere al fine di
procedere all'emanazione delle necessarie disposizioni miranti a
non appesantire le procedure relative all'avvio dell'attività di
bed and breakfast in Sicilia, limitandosi ad applicare le
prescrizioni normative». (420)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 420, si
rappresenta quanto segue.
L'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero 32
ha istituito nell'ambito della Regione Siciliana il bed and
breakfast, definendolo attività ricettiva esercitata da soggetti
che, avvalendosi della propria organizzazione familiare,
utilizzano parte della loro abitazione, ..., fornendo alloggio e
prima colazione .
L'esercizio di tale attività comporta per i proprietari
dell'unità abitativa l'obbligo di adibire ad abitazione personale
l'immobile medesimo (comma 4) e non necessita del rilascio di
apposita licenza da parte del Comune, ma di una semplice
comunicazione di inizio attività al Comune e all'A.A.P.I.T., dopo
che quest'ultima ha provveduto ad effettuare un apposito
sopralluogo al fine del rilascio dell'idoneità dell'esercizio
all'attività ed alla classificazione della stessa nel numero di
stelle confacente.
In relazione a ciò, infatti, il legislatore ha previsto
esplicitamente, al comma 6 dell'articolo 88, per tale forma di
attività ricettiva una disciplina più semplice rispetto a quella
applicata alle strutture alberghiere ed extra-alberghiere.
Tale disposizione di carattere speciale che prevede la denuncia
in luogo dell'autorizzazione è, tra l'altro, espressamente
prevista dall'articolo 19 della legge 537/1993, che consente di
intraprendere l'esercizio di un'attività sulla base di una mera
denuncia, detta dichiarazione sostitutiva, senza dover conseguire
il prescritto titolo autorizzativo. In tali casi spetta
all'Amministrazione competente verificare la sussistenza dei
requisiti di legge e disporre, entro 60 giorni, con provvedimento
motivato, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione
degli effetti .
Nella considerazione che questa Amministrazione si è sempre
attenuta al dettato normativo e che le A.A.P.I.T. della Sicilia
sono state sensibilizzate affinché l'applicazione della legge non
venisse rallentata da interpretazioni soggettive delle norme
riguardanti l'attività di bed and breakfast, si rappresenta che,
nel caso in cui si venisse a conoscenza di fatti o circostanze
che rallentino il corretto iter amministrativo per l'avvio
dell'attività in argomento, questa Amministrazione sarà pronta ad
impartire ulteriori disposizioni affinché gli organismi preposti
non appesantiscano l'attività amministrativa stessa».
L'Assessore MISURACA