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Resoconto d'Aula della Seduta n. 31 di martedì 05 dicembre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   CINTOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                         Missioni e congedo

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del  loro
  ufficio, gli onorevoli: Cracolici, il 5 dicembre 2006; Scoma, dal
  5 all'8 dicembre 2006; Speziale, dal 4 al 9 dicembre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che  l'onorevole  Piccione  ha  chiesto  30
  giorni di congedo a far data dal 26 novembre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Famiglia:

   numero  103  «Misure  per  il  ripristino  delle  condizioni  di
  sicurezza   sulla  autostrada  Catania-Palermo»,   dell'onorevole
  Fleres Salvatore;

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro:

   numero  2  «Interventi  volti  a  garantire  le  qualità   delle
  procedure di sicurezza sul lavoro e il potenziamento degli uffici
  e  servizi ispettivi di controllo», degli onorevoli De Benedictis
  Roberto e Zappulla Giuseppe;

   numero  115 «Notizie circa l'aumento degli incidenti sul  lavoro
  in Sicilia», dell'onorevole Fleres Salvatore;

   - da parte dell'Assessore per il  Turismo:

   numero  96  «Interventi  urgenti per il potenziamento  dell'asse
  viario   Catania-Gela  e  Catania-Ragusa  e  per   una   regolare
  manutenzione  delle  strade  statali ricadenti  nel  comprensorio
  calatino», dell'onorevole Fleres Salvatore;

   numero    420  «Notizie  circa  i  comportamenti  amministrativi
  riguardanti l'avvio di attività di bed and breakfast in Sicilia»,
  dell'onorevole Fleres Salvatore.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono  stati   presentati  i  seguenti
  disegni di legge:
   «Norme in materia di immigrazione» (numero 452),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli  onorevoli  Dina,  Turano,  Antinoro,  Gianni,
  Fagone,  Mancuso,  Savarino,  Parlavecchio,  Terrana,  Cappadona,
  Savona,  Santarello, Ragusa, Maira, Regina, Ardizzone in data  29
  novembre 2006;

   «Interventi   in  favore  dei  siciliani  emigrati   all'estero»
  (numero 453),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Vitrano in data 29 novembre 2006;

   «Norme  per  la disciplina della musicoterapica e  della  figura
  professionale del musicoterapista» (numero 455),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato  dagli  onorevoli  Ammatuna,  Barbagallo,  Culicchia,
  Fiorenza,   Galletti,  Gucciardi,  Galvagno,  Laccoto,  Manzullo,
  Ortisi,  Tumino,  Rinaldi, Vitrano, Zangara in data  29  novembre
  2006;

   «Norme   per   la  promozione  e  valorizzazione  dei   percorsi
  turistico-culturali  e  del patrimonio  d'arte  contemporanea  di
  Gibellina» (numero 456),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dall'onorevole Gucciardi in data 30 novembre 2006;

   «Istituzione  del garante regionale per i diritti  dell'infanzia
  e dell'adolescenza» (numero 457),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato   dagli  onorevoli  onorevoli  Cracolici,   Speziale,
  Apprendi,  Calanna,  Cantafia, De Benedictis,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Oddo,   Panarello, Panepinto,  Termine,  Villari,  Zago,
  Zappulla  in data 30 novembre 2006.

   Annunzio  di  presentazione di disegni di  legge  e  contestuale
  invio alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                            BILANCIO (II)

   «Norme  finanziarie urgenti in favore degli Enti fiera»  (numero
  454.1),
   d'iniziativa governativa,
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca (Beninati)  in data 29 novembre 2006,
   inviato in data 29 novembre 2006;

   «Nota  di variazioni al disegno di legge  Bilancio di previsione
  della Regione per l'anno finanziario 2007 e per il triennio 2007-
  2009'» (numero 458),
   d'iniziativa governativa,
   presentato  dal  Presidente della Regione (Cuffaro)  in  data  1
  dicembre 2006,
   inviato in data 1 dicembre 2006,
   PARERE I, III, IV, V e VI.

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Interventi   urgenti  e  snellimento  procedure   cooperazione»
  (numero 454),
   d'iniziativa governativa,
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca (Beninati)  in data 29 novembre 2006,
   inviato in data 29 novembre 2006,
   PARERE V.

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Recepimento  del  decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.  152,
   Parte quarta', recante  Norme in materia di gestione dei rifiuti
  e di bonifica dei siti inquinati» (numero 451),
   d'iniziativa parlamentare,
   presentato dagli onorevoli Adamo, Confalone, Fleres in  data  23
  novembre 2006,
   inviato in data 28 novembre 2006,
   PARERE I.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Riconoscimento  e  sostegno all'Associazione italiana  sclerosi
  multipla» (numero 443),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006,
   PARERE VI;

   «Interventi   regionali  per  la  promozione   dell'integrazione
  europea ed euromediterranea» (numero 444) ,
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006;

   «Norme  per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione  e
  lo  sviluppo  turistico-culturale del comune  di  Erice»  (numero
  446),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006,
   PARERE III e IV;

   «Promozione  delle politiche a favore delle giovani  generazioni
  e istituzione di centri di incontro ed iniziativa» (numero 447),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006;

   «Istituzione del garante per l'infanzia» (numero 450),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006.
                            BILANCIO (II)

   «Disposizioni  programmatiche  e finanziarie  per  l'anno  2007»
  (numero 389),
   di iniziativa governativa,
   PARERE I, III, IV, V, VI COMMISSIONE,
   inviato in data 16 novembre 2006;

   «Bilancio  di  previsione  della Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2007  e bilancio pluriennale per il  triennio  2007-
  2009» (numero 390),
   di iniziativa governativa,
   PARERE I, III, IV, V, VI COMMISSIONE,
   inviato in data 16 novembre 2006.

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Disposizioni applicative dell'articolo 2, comma 3, della  legge
  regionale n. 15 del 29 novembre 2005» (numero 448),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006,
   PARERE I;

   «Sistemi produttivi locali» (numero 449),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006.

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Interventi  ulteriori  per la valorizzazione  storico-culturale
  dei  mulini a vento e per la coltivazione tradizionale  del  sale
  marino» (numero 445),
   d'iniziativa parlamentare,
   inviato in  data 28 novembre 2006,
   PARERE III.

         Comunicazione di trasmissione di proposta di legge
                           costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Ministro per gli Affari  regionali,
  onorevole Linda Lanzillotta, con nota protocollo numero 2188/Gab.
  del   14  novembre  2006,  ha  trasmesso  la  proposta  di  legge
  costituzionale   numero   1606   di   iniziativa    parlamentare,
  concernente   la  procedura per la modifica degli  statuti  delle
  Regioni a statuto speciale'.
   La  stessa  è  stata  trasmessa  il  24  novembre  2006  alla  I
  Commissione  legislativa permanente  Affari  istituzionali'  che,
  nella  seduta  numero  15  del  28  novembre  2006,  ha  espresso
  all'unanimità parere contrario. La Commissione ha nominato, quale
  relatore per l'Aula, l'onorevole Maira.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Cimino,  in   data   30
  novembre 2006, ha chiesto di apporre la propria firma al  disegno
  di legge numero 451 «Recepimento del decreto legislativo 3 aprile
  2006,  numero  152, Parte quarta», recante «Norme in  materia  di
  gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinanti», a  firma
  degli onorevoli Adamo, Confalone, Fleres.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di ritiro di firma da disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Angelo Lombardo,  in  data
  30  novembre  2006,  ha dichiarato di voler ritirare  la  propria
  firma  ai  disegni di legge numero 386 «Modifiche ed integrazioni
  delle   norme   per   l'edilizia  economica  e  popolare.   Norme
  d'interpretazione» e numero 387 «Modifiche all'articolo  2  della
  legge regionale 6 maggio 1981, numero 86».
   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'Azienda  Poste  Italiane  S.p.A. di  recente  ha  avviato  una
  riorganizzazione del servizio postale che prevede in  Sicilia  la
  chiusura di uffici nei comuni più piccoli e la riduzione di oltre
  duecento  zone di recapito con il conseguente concentramento  del
  recapito,  nei  cosiddetti CPD (Centri Primari di  Distribuzione)
  allontanando il servizio di recapiti dai comuni stessi;

   nella  Regione le Poste hanno già deciso di ridurre  siti  (CUAS
  di  Palermo  Centro  Postel) e di trasferire la  lavorazione  del
  prodotto  nel  Nord  Italia, compromettendo oltre  400  posti  di
  lavoro;

   le  decisioni  di  Postel, oltre che compromettere  il  servizio
  pubblico postale, hanno penalizzato la Regione Sicilia,  ad  alto
  tasso  di disoccupazione, con la perdita di oltre mille posti  di
  lavoro;

   considerato il notevole contributo dato al raggiungimento ed  al
  rilancio  della Società e che il nostro territorio si è attestato
  tra le prime regioni d'Italia;

   rilevato  che,  malgrado i tanti pensionamenti,  solo  in  parte
  rimpiazzati per effetto dei reintegrati ricorsisti, si continua a
  sopprimere  posti  di  lavoro  essenziali  per  erogare  un  buon
  servizio pubblico (bancoposta/recapito);

   visti  gli innumerevoli reclami per continui disservizi da parte
  dei cittadini;

   rilevato  che  la  riorganizzazione del  servizio  di  recapito,
  oltre  che  aumentare in modo sproporzionato i carichi di  lavoro
  dei  dipendenti, certifica la soppressione di ulteriori  duecento
  posti  ed  il licenziamento di altre trecento unità che  in  atto
  operano presso le agenzie di recapito;

   considerato  che  l'attuale organizzazione  ha  sollevato  forti
  critiche da parte di molti sindaci e dei sindacati,i quali  hanno
  promosso  un  sit-in  di  protesta giorno  21  novembre  prossimo
  venturo presso la Direzione centrale di Poste Italiane;

   per   sapere   se   non   intenda  intervenire   nei   confronti
  dell'amministratore  delegato di Poste Italiane  S.p.A.  per  una
  modifica del progetto di riorganizzazione del servizio postale in
  Sicilia  a  tutela  dell'universalità  del  servizio  postale   e
  dell'occupazione». (747)

                                      LOMBARDO - DI MAURO - GENNUSO
                                     BASILE - RIZZOTTO - RUGGIRELLO
                                     MANISCALCO - NICOTRA - DE LUCA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   l'AUSL  6  di  Palermo ha indetto gare per  un  totale  di  euro
  8.406.000,00 per le seguenti coperture assicurative triennali:

   responsabilità civile,

   responsabilità patrimoniale dipendenti amministrativi,

   responsabilità patrimoniale dipendenti tecnici,

   infortuni,

   incendio e furto,

   RC auto,

   kasko;

   il  bando sembrerebbe redatto secondo il vecchio modello  e  non
  in   base  alle  disposizioni  del  Decreto  Legislativo   numero
  163/2006;

   nella  polizza  di  Responsabilità Civile  -  che  è  quella  di
  maggiore importo, avendo una base d'asta di euro 6.060.000,00 - è
  prevista  la clausola di  aggregato' e cioè che restano a  carico
  dell'AUSL i risarcimenti fino alla concorrenza di euro 500.000,00
  per ogni anno;

   nella  stessa  polizza è prevista la clausola di   claims  made'
  che  prevede  la  non  risarcibilità  da  parte  della  compagnia
  assicuratrice  dei sinistri che - pur accaduti  nel  corso  della
  validità  della polizza - vengono denunziati dopo la sua scadenza
  (a parte una breve postuma di tre mesi);

   l'AUSL  dichiara di aver usufruito dell'assistenza  della  Viras
  International  Insurance Broker con sede  in  Napoli,  assistenza
  ottenuta,  pare,  tramite  un  incarico  diretto,  senza   alcuna
  selezione  pubblica  e  quindi privandosi  di  una  verifica  del
  mercato;

   considerato che già la possibile erronea compilazione del  bando
  sarebbe di per sé motivo sufficiente per annullare la gara;

   ritenuto  che  in  merito  alla clausola  di   aggregato'  nella
  polizza  Responsabilità Civile, si potrebbe avere l'ingestibilità
  della  stessa polizza dal momento che la definizione dei sinistri
  derivanti  da  Responsabilità Civile nella sanità richiede  molto
  tempo,  ancora di più in caso di contenzioso, e che  pertanto  la
  funzione dell'aggregato potrebbe essere fuorviante in quanto, nel
  tempo,    potrebbe   trovarsi   eccessivamente   ridotto   ovvero
  esageratamente ampio;

   rilevato che:

   al  premio  che  scaturirà dalla gara bisognerà aggiungere  euro
  1.500.000,00  (euro 500.000,00 ogni anno) per i risarcimenti  che
  restano in ogni caso a carico dell'AUSL;

   se  si  prevede  una  sinistrosità superiore a  euro  500.000,00
  l'anno,  lascia  perplessi  il fatto  che  non  si  attui  alcuna
  politica di prevenzione;

   al  contrario, se non vi è certezza di raggiungere questa soglia
  di risarcimenti nell'anno, non si vede il motivo di impegnare per
  questo  scopo somme così rilevanti, rendendole indisponibili  per
  le altre esigenze dell'AUSL;

   non  appare  chiaro  se  queste somme (euro  500.000,00  l'anno)
  siano  state stanziate nei bilanci dell'AUSL per gli  anni  2007-
  2008-2009;

   l'imputazione  in  aggregato' rende imprecisa la quantificazione
  degli  oneri  per l'Ente dal momento che è noto  che  i  sinistri
  gravi  si  appalesano  dopo  parecchio  tempo  ed  è  impossibile
  richiedere  una nuova articolazione della gestione dell'aggregato
  alterando così l'onere del risarcimento;

   da  tutto  quanto esposto potrebbero scaturire gravi  danni  per
  l'erario;

   valutato, altresì, che:

   la   clausola   di   claims  made'  nella  stessa   polizza   di
  Responsabilità   Civile  potrebbe  anch'essa  avere   conseguenze
  nefaste, in quanto, in un'azienda che gestisce servizi di  pronto
  soccorso,  chirurgia d'urgenza, ostetricia e simili,  i  sinistri
  differiti   rappresentano  la  gran  parte  delle  richieste   di
  risarcimento  e  pervengono,  come  minimo,  dopo  uno-due   anni
  dall'evento,  necessitando quasi sempre di un  lungo  periodo  di
  valutazione per la presenza di postumi invalidanti e,  ancora  di
  più, nel caso di sinistri di particolare gravità, quali lesioni o
  sinistri  con esito mortale, quasi sempre demandati per  la  loro
  definizione al contenzioso giudiziario;

   ciò  avrebbe come conseguenza che la quasi totalità dei sinistri
  del  terzo anno, gran parte di quelli del secondo e qualcuno  del
  primo anno resterebbero comunque a carico della AUSL;

   anche  sotto  questo  profilo potrebbero verificarsi  danni  per
  l'erario;

   considerato  pertanto  che  la  correlazione  tra   il   sistema
  dell'aggregato  e  quella  del  claims  made  rende  estremamente
  complicata e inquietante la gestione della polizza Responsabilità
  Civile  e  dei  correlati flussi finanziari e che  tale  gestione
  sarebbe  demandata  nei  fatti a privati,  dal  momento  che  non
  sembrano   esservi  tra  il  personale  della   AUSL   specifiche
  competenze in materia;

   ritenuto  ancora che per presentare un'offerta con le condizioni
  di  polizza  Responsabilità Civile prima descritte, le  compagnie
  hanno  bisogno di dati dettagliati che sembra non possano  essere
  agevolmente messi a disposizione del mercato;

   considerato infine che:

   è  inconcepibile aver affidato un incarico diretto senza  alcuna
  selezione   pubblica  per  verificare  che  l'affidamento   fosse
  conferito  ad  un soggetto con requisiti tecnici ed economici  di
  assoluto rilievo;

   ciò  è  ancora  più  grave in considerazione  dell'entità  delle
  provvigioni scaturenti dalle citate gare;

   per sapere:

   in   quali  capitoli  dei  bilanci  2007-2008-2009  siano  state
  imputate  le somme (euro 500.000,00 l'anno) per i risarcimenti  a
  carico della AUSL;

   se  ritengano  il bando conforme alla normativa e  adeguatamente
  motivata  la scelta del livello di risarcimento (euro  500.000,00
  l'anno)  da  mantenere  a  carico  della  AUSL,  di  poter   dare
  assicurazioni  sulle capacità della stessa  AUSL  di  gestire  la
  polizza  Responsabilità Civile, di garantire che non  vi  saranno
  danni all'erario in conseguenza di quanto qui denunciato;

   se  non  ritengano indispensabile ed urgente intervenire  presso
  l'AUSL  6  di  Palermo perché revochi in autotutela la  gara  per
  coperture  assicurative indetta con tale leggerezza  e  con  tali
  errori  procedurali (in merito alla compilazione del bando  e  al
  contenuto  tecnico)  che  possono portare all'annullamento  della
  gara;

   se  non  ritengano necessario chiedere copia di  un  dettagliato
  rapporto  della sinistrosità e delle relazioni che hanno  indotto
  la  AUSL 6 a bandire la gara di Responsabilità Civile con  quelle
  specifiche  modalità  di  aggregato', con quella  quantificazione
  dello stesso e con la formula  claims made';

   quali  considerazioni  ritengano  di  formulare  nel  caso  tali
  relazioni non esistano o siano superficiali e, pertanto, la  AUSL
  6  sia  stata indotta a bandire la gara di Responsabilità  Civile
  con  modalità  e  conseguenze di cui non ha  piena  conoscenza  e
  consapevolezza;

   quali  valutazioni esprimono in merito alle modalità  di  scelta
  del  broker anche in relazione alle peculiarità del rischio della
  AUSL  6  e se, nell'ambito dell'esercizio di autotutela, non  sia
  opportuno  che  l'AUSL revochi tale incarico diretto  e  bandisca
  un'asta  pubblica per la scelta di un broker che abbia un livello
  adeguato ad una delle più grandi AUSL d'Italia;

   quali   attività   di  indirizzo  il  Governo  regionale   abbia
  espletato  presso  le  AUSL  e gli altri  enti  pubblici  su  cui
  esercita la vigilanza perché la scelta dei broker avvenga  con  i
  citati  criteri di pubblicità e trasparenza, così come più  volte
  sollecitato da questo gruppo parlamentare». (752)

                                   DI GUARDO - CRACOLICI - APPRENDI
                                 CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
                                    DI BENEDETTO - ODDO - PANARELLO
                                     PANEPINTO - SPEZIALE - TERMINE
                                          VILLARI - ZAGO - ZAPPULLA

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la sanità, premesso che:

   il   Ministero   dell'Ambiente,   fatta   eseguire   un'indagine
  all'ICRAM (l'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al  Mare,
  dipendente  dallo stesso Ministero), ha concluso che nei  fondali
  del  porto  di  Augusta  (SR) c'è del  mercurio,  sversato  dagli
  stabilimenti industriali negli anni passati;

   il  mercurio, che è un metallo pesante, si troverebbe  mescolato
  ai   fanghi   che   ricoprono  i  fondali   della   rada,   quasi
  esclusivamente nei primi 50 cm circa del sedimento, e secondo  lo
  studio  dell'ICRAM  rappresenta un potenziale rischio  sanitario,
  soprattutto  se  specie  (di  pesci  e  molluschi)  prelevate  in
  quest'area venissero consumate da persone a rischio quali bambini
  o donne in gravidanza ;

   il  Ministero  dell'Ambiente ha deciso di avviare  la  messa  in
  sicurezza   della   rada   attraverso  il   dragaggio   dell'area
  interessata,  cioè asportando uno strato di fango dello  spessore
  di due metri per stoccarlo altrove;

   considerato che:

   nella  pratica  viene ordinato di spostare dal  fondo  del  mare
  qualcosa  come  18 milioni di metri cubi di materiale,  vista  la
  dimensione  della  rada,  equivalente  al  volume  di   50   mila
  appartamenti  da  120  mq  ciascuno, quanti  ne  servirebbero  ad
  alloggiare 200.000 abitanti;

   in  molti obiettano che il dragaggio smuove i fondali  e  non  è
  mai a tenuta stagna, provocando una risospensione dei sedimenti e
  diffondendo  così  nell'acqua il mercurio  adesso  contenuto  nel
  fango;

   visto   che  durante  una  seduta  della  Commissione   Ambiente
  dell'ARS,  il  direttore  dell'ARPA di  Siracusa,  dottor  Angelo
  Stoli, ha fatto osservare al direttore del Ministero che:

   a)   l'ARPA,   sebbene  competente  per  legge,  sarebbe   stata
  bypassata e tenuta all'oscuro delle indagini eseguite;

   b)  le  indagini  fatte  fare sono limitate  a  poche  zone  non
  rappresentative dell'intera rada ed i risultati poco  attendibili
  sia  in  ordine  alla  ubicazione che alla  concentrazione  delle
  quantità di mercurio;

   c)   l'ingestione   di   mercurio  è  certamente   dannosa   per
  l'organismo  umano  ma  lo  studio  dell'ICRAM  non   misura   la
  correlazione  fra  tale pericolo e la presenza  di  mercurio  nei
  fondali, atteso che la contaminazione può avvenire solo mangiando
  pesci  e  molluschi  che,  fra l'altro,  nella  rada  è  proibito
  pescare;

   visto, per maggiore dettaglio, il verbale della Commissione  IV,
  seduta  numero 9 del 6.11.06, dove si legge: L'ingegnere  Marino,
  Dirigente generale dell'ARPA Sicilia, ricorda come l'ARPA Sicilia
  non   sia  stata  coinvolta  dal  Ministero  dell'Ambiente  nelle
  rilevazioni  tecniche condotte ad Augusta ed esprime  perplessità
  di   natura   tecnica  sugli  accertamenti  condotti  dall'ICRAM.
  L'ingegnere   Stoli,  Dirigente  dell'ARPA   di   Siracusa,   nel
  riprendere le considerazioni dell'ing. Marino, esprime dubbi  sul
  progetto  preliminare  di bonifica redatto dall'ICRAM,  anche  in
  relazione  all'asserita pericolosità del mercurio e dei  presunti
  danni di natura cerebrale che esso arrecherebbe. Afferma, a  tale
  riguardo, che studi condotti a Grado e a Marano sono pervenuti  a
  risultanze che contrastano con le deduzioni dell'ICRAM.  Auspica,
  in  tal  senso, che il Ministero voglia avvalersi del  contributo
  tecnico dell'ARPA Sicilia.

   rilevato che alle osservazioni dell'ingegnere Stoli, tecnico  di
  grande  onestà,  competenza ed indipendenza,  provate  nella  sua
  pluridecennale  attività  in  difesa  dell'ambiente,  argomentate
  scientificamente nella qualità di organo competente della Regione
  siciliana,   alla  presenza  di  tutti  i  Sindaci   dei   comuni
  interessati,  dei  membri della commissione  parlamentare,  della
  deputazione regionale e nazionale, del rappresentante del Governo
  regionale  e  di  vari  presidenti, il direttore  del  Ministero,
  dottor  Mascazzini,  non  ha ritenuto di  riservare  nemmeno  una
  smentita  o  un  commento, - cosa che ho trovato  sconcertante  -
  lasciando   cadere  l'intervento  per  passare  ad  ascoltare   i
  successivi,  così come nessuno degli astanti è più tornato  sulla
  cosa;

   considerato  che o l'ingegnere Stoli ha detto cose  non  vere  e
  quindi,  per  la  loro  gravità, le sue  affermazioni  imponevano
  quantomeno una contestazione, oppure ha detto la verità ed allora
  il   silenzio  in  cui  sono  state  fatte  cadere  è  quantomeno
  inquietante;

   constatato   invece   che   stiamo  proseguendo   in   direzione
  esattamente   inversa,  e  quindi  può  nascere  il   dubbio   di
  un'indagine confezionata per giustificare una decisione già presa
  e  quantomeno contestabile, finalizzata semplicemente a  spendere
  ben 105 milioni di euro, ma solo i primi, per dragare una piccola
  parte  dei  fondali della rada, a cui devono seguire  i  fondi  a
  carico delle industrie;

   per sapere se:

   non  ritengano  che le osservazioni dell'ARPA  Sicilia  meritino
  consequenziali riscontri e approfondimenti;

   la   Regione  sia  in  possesso  di  dati  oggettivi   e   studi
  qualificati  sull'inquinamento  della  rada  di  Augusta,   sulle
  patologie  verificatesi  nella  popolazione  residente  nell'area
  interessata  e  sul  nesso  di  causalità  tra  l'inquinamento  e
  l'insorgenza di tali patologie;

   ad  assumere la responsabilità dell'intera operazione  di  messa
  in  sicurezza della rada di Augusta sarà il dottor Felice Crosta,
  direttore dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque». (753)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                      DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente  della Regione, premesso  che  nel  corso  degli
  ultimi  anni diversi lavoratori siciliani sono stati  assunti,  a
  varie  riprese,  presso le Poste Italiane con contratti  a  tempo
  determinato (Ctd);

   considerato  che il 13 gennaio è stato sottoscritto  un  accordo
  tra  le Poste e i sindacati del settore per il consolidamento del
  rapporto di lavoro degli ex-Ctd riammessi attualmente in servizio
  con sentenza del giudice del lavoro;

   visto  che  l'accordo  prevede  per  gli  ex-Ctd  riammessi  che
  vogliono entrare in pianta stabile:

   la  rinuncia agli effetti giuridici/economici delle sentenze  di
  riammissione in servizio;

   la  restituzione degli importi liquidati dall'Azienda  Poste  in
  conseguenza  delle  sentenze  e  percepite  per  il  periodo  non
  lavorato fino alla data di adesione all'accordo del 13 gennaio;

   la  decorrenza  di  60 giorni per l'adesione all'accordo  (salvo
  per  gli  eventuali ricorsi in Appello e in Cassazione di  quanti
  non  aderiscono  in  prima  istanza),  cioè  entro  il  15  marzo
  successivo;

   per  gli altri lavoratori che non hanno ancora avuto la sentenza
  è stata prevista una graduatoria nazionale valida fino al 2009;

   rilevato  che, comunque, per entrare in pianta stabile si  dovrà
  accettare  la sede assegnata e si dovrà rinunciare alla indennità
  di trasferimento;

   considerato  che risulterebbero già offerte sedi  lontane  dalla
  regione e, comunque, dai luoghi di residenza;

   visto   che  vengono  segnalati  casi  di  pressioni,   indebite
  interferenze  e raccomandazioni nell'assegnazione delle  località
  più vicine;

   per  sapere  se  non  ritenga di dovere intervenire  nelle  sedi
  opportune   a   tutela  dei  lavoratori  siciliani   e   per   il
  miglioramento dei servizi postali nell'isola, nel rispetto  delle
  normative sul lavoro e sui diritti sindacali». (754)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               ZAGO

   «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione professionale e l'emigrazione,

   vista  la  legge  regionale numero 16 del  14  aprile  2006  che
  prevede misure per la stabilizzazione del personale precario;

   considerato  che per alcuni precari l'attivazione dei  contratti
  di  lavoro  deve avvenire attraverso il conferimento  della  dote
  finanziaria  ai soggetti collocati nelle graduatorie  provinciali
  redatte  ai  sensi della legge regionale 85/95,  già  predisposte
  dagli uffici competenti attraverso apposito decreto assessoriale;

   visto che per gli stessi l'elevazione a 24 ore dei contratti  di
  diritto  privato  di  cui  agli articoli  11  e  12  della  legge
  regionale   85/95  e  successive  modifiche  ed  integrazioni   è
  subordinata    all'emanazione   dei   decreti    di    attuazione
  dell'Assessore regionale per il lavoro;
   considerato  inoltre   che  i decreti  assessoriali  sono  stati
  pubblicati rispettivamente nella GURS di venerdì 20 ottobre  2006
  (decreto del 28.09.2006) e nella GURS di venerdì 3 novembre  2006
  (decreto 16 ottobre 2006);

   considerato infine  che l'attivazione dei contratti  di  diritto
  privato decorre dal 16 novembre 2006 e che l'elevazione a 24  ore
  dei  contratti  di diritto privato già stipulati ai  sensi  degli
  articoli.  11  e  12 della legge regionale numero  85/95  decorre
  dalla medesima data;

   tenendo  conto  che  alla data attuale le  suddette  misure  non
  hanno  ancora  trovato  applicazione con grave  nocumento  per  i
  soggetti  destinatari  e  che  non  sono  state  autorizzate   le
  richieste  di  finanziamento per la stabilizzazione  dei  precari
  avanzate dai comuni;

   visto  anche   che  l'Assessore per  il  lavoro  ha  riaperto  i
  termini  per  la  richiesta  di stabilizzazione  fino  al  31/10,
  affermando  di  avere  reperito ulteriori  risorse  da  destinare
  all'estensione della stabilizzazione;

   per sapere:

   per  quali  ragioni  non  si  sia  previsto  di  autorizzare  le
  richieste di stabilizzazione dei comuni;

   quali  provvedimenti  intenda adottare per la  piena  attuazione
  dell'articolo 11 della legge regionale numero 16/2006». (755)

                            ZAPPULLA - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della  Regione, premesso  che  l'Azienda  Poste
  Italiane  nella  Regione siciliana, seppure non  ha  brillato  in
  termini   di  efficienza  e  qualità  dei  servizi,  ha  comunque
  rappresentato una risposta all'esigenza di comunicazione  postale
  dei cittadini utenti;

   considerato che:

   l'attuale management aziendale, sia a livello nazionale  che  in
  Sicilia,   opera   in   controtendenza   rispetto   al   passato,
  compromettendo di fatto tale rapporto, quando mette in atto tagli
  degli  uffici  postali, ma soprattutto tagli di personale  in  un
  territorio  dove  già  si  registra un  tasso  di  disoccupazione
  preoccupante;

   rilevato  lo  scenario rovinoso che riguarda la nostra  Regione,
  nella  quale  si  è assistito alla chiusura del CUAS  (Centro  di
  Lavorazione  Bollettini) con la perdita di 180 posti  di  lavoro,
  nonché alla riduzione di organico del centro Postel con un taglio
  di  220  unità,  ed  infine all'annunciata  riorganizzazione  del
  settore  recapito,  che comunque aveva già subito  320  tagli  di
  unità addette al recapito, senza contare le ricadute negative che
  per  effetto della riorganizzazione subiranno le agenzie  private
  collegate con 150 applicati;

   constatato  che  l'amministratore  delegato  di  Poste  Italiane
  parla  di  rilanciare il servizio riducendo uffici  e  personale,
  basandosi  su calcoli strettamente numerici anziché su  strategie
  di  politiche  industriali ed, al contempo,  annuncia  attivi  di
  bilancio;

   ritenuto  che  il processo di trasformazione dell'Azienda  Poste
  Italiane,  inizialmente elemento di unità del  nostro  Paese,  ha
  rappresentato  via via un soggetto di cambiamento  organizzativo,
  tecnologico  e culturale in grado di erogare servizi di  migliore
  qualità   e   coerenti  con  gli  standard  europei  e   comunque
  competitivi sul mercato;

   preso  atto  che  allo  stato  gli  unici  soggetti  sacrificati
  sull'altare di questi nuovi principi sembrerebbero essere solo  i
  lavoratori interessati, che, in realtà, sono i principali fautori
  di quei bilanci positivi vantati dall'Azienda;

   visto  il  caso  dei  lavoratori di  Catania  del  gruppo  Palma
  s.r.l.,  ai  quali  nelle  scorse settimane  è  stata  consegnata
  lettera  di  licenziamento collettivo per sessantasei lavoratori,
  provvedimento  determinato dalla decisione di Poste  Italiane  di
  non  affidare  più a questo gruppo dall'1.1.2007 il  servizio  di
  recapito di raccomandate e assicurate;

   ritenuto  questo un evento particolarmente grave in  una  realtà
  come quella catanese e siciliana;

   considerato  che  il  gruppo Palma s.r.l.  ha  garantito  questo
  servizio  a  partire dal 2001 e che oggi è costretto a licenziare
  non potendo operare neppure nel mercato in quanto il processo  di
  liberalizzazione del settore è previsto solo dal 2009;

   visto  che  Poste  Italiane, contraddicendo un processo  avviato
  parecchi anni fa, sta riprendendo il controllo diretto di  alcuni
  servizi  allargando,  di  conseguenza,  il  proprio  organico  di
  migliaia  di  unità,  senza tenere in alcun modo  conto  di  quei
  lavoratori  che  in  questi anni hanno operato  proprio  in  quei
  servizi,  lavoratori che invece potrebbero essere produttivamente
  utilizzati    dalle    stesse   Poste    Italiane    beneficiando
  dell'esperienza da essi maturata;

   preso atto ancora che le organizzazioni sindacali confederali  e
  di  categoria dei lavoratori si stanno attivando per  contrastare
  questo  piano  aziendale che appare assurdo e capace  di  colpire
  diritti  e occupazione in Sicilia, mentre invece lo sviluppo  del
  sistema postale garantirebbe occupazione e crescita;

   per  sapere quali iniziative ritenga opportuno mettere  in  atto
  affinché  le istituzioni pubbliche siciliane facciano sentire  la
  loro  voce  autorevole presso il Governo nazionale,  il  Ministro
  delle Comunicazioni e i responsabili aziendali al fine di trovare
  una soluzione equa e convincente al problema». (756)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                     VILLARI - CRACOLICI - SPEZIALE

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,  l'artigianato
  e  la  pesca, premesso che le cooperative di abitazione che hanno
  realizzato alloggi per i propri soci nel territorio del Comune di
  Catania   stanno   ricevendo   in   questi   giorni,   da   parte
  dell'amministrazione comunale, richieste di pagamento  al  prezzo
  definitivo  di  cessione delle aree edificate che si  inseriscono
  nell'ambito   di   convenzioni-contratto  sottoscritte   tra   le
  cooperative  e  l'amministrazione  in  un  lungo  arco  temporale
  risalente a circa trent'anni fa;

   considerato che:

   il  fenomeno  provoca  un  impatto negativo  considerevole  che,
  secondo  stime  delle associazioni di categoria, interessa  oltre
  400  cooperative che hanno realizzato in diversi quartieri  della
  città di Catania circa 15.000 alloggi i cui 60.000 soci circa non
  possono  essere certo considerati come appartenenti  a  categorie
  agiate;

   ancora,   a  queste  famiglie  l'amministrazione  comunale   sta
  chiedendo importi variabili tra 5 mila e 8 mila euro con  effetti
  evidentemente dirompenti sui già difficili bilanci familiari, sia
  per la loro entità che per il loro impatto imprevisto;

   constatato  che i pareri legali delle associazioni di  categoria
  evidenziano  che  le  richieste in questione  si  riferiscono  ad
  importi   ben   maggiori  rispetto  a  quelli   stabiliti   dalle
  convenzioni  a  suo tempo stipulate e intervengono  a  modificare
  unilateralmente  rapporti  contrattuali  che  dovrebbero   essere
  modificati solo con il consenso di ambedue le parti;

   preso  atto che in seguito alla richiesta delle associazioni  di
  categoria  il confronto avuto con l'amministrazione comunale  sui
  criteri da adottare per la definizione degli oneri non ha portato
  ad alcuna risposta ma semplicemente alla istituzione di un tavolo
  tecnico   i   cui  tempi  di  definizione  non  potranno   essere
  oggettivamente veloci;

   per  sapere se, considerata la rilevanza sociale del fenomeno  e
  l'evidente  caratterizzazione  politica  e  di  'giustizia',  non
  ritenga   opportuno  intervenire  sollecitamente  nei   confronti
  dell'amministrazione comunale di Catania per  quanto  di  propria
  competenza affinché siano definiti tra l'amministrazione stessa e
  le  cooperative  di abitazione in oggetto criteri  improntati  al
  rispetto  dei  diritti dei soci attraverso la individuazione  dei
  prezzi  definitivi  di cessione delle aree edificate  interessate
  tali  da  non creare impatti negativi nei confronti dei  soggetti
  interessati». (757)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            VILLARI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso   che   nei   giorni  scorsi  è   stato   reiterato   il
  commissariamento  straordinario  del  Consorzio  ASI   (Area   di
  Sviluppo Industriale) di Messina, sostituendo contestualmente  il
  precedente commissario;

   considerato che

   il  Consorzio  ASI  era  già commissariato  da  oltre  due  anni
  (luglio   2004),   un   periodo  talmente   lungo   da   apparire
  ingiustificato oltre che scandaloso;

   il   primo  commissariamento  fu  giustificato  con  l'imminente
  riforma della legge sulle ASI;

   successivamente,  tramontata qualunque ipotesi  di  riforma,  il
  commissariamento fu prorogato in vista della ricostituzione degli
  organi  statutari,  nel frattempo, ad ogni cambio  di  Assessore,
  faceva seguito la nomina di un nuovo commissario;

   le  associazioni sindacali e imprenditoriali e gli  enti  locali
  furono,  come  prevede la legge, invitati a  designare  i  propri
  rappresentanti;

   le  designazioni, a quanto risulta, sono state fatte, mentre  in
  altri  consorzi  ASI (ultimo Palermo), a suo tempo commissariati,
  sono stati ripristinati gli organi statutari (Assemblea, Comitato
  Direttivo, Presidenza);

   l'incomprensibile    reiterazione   del   commissariamento    ha
  suscitato   allarme   tra   gli  amministratori   locali   e   le
  organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori;

   per sapere:

   quali ragioni abbiano determinato un atto che si configura  come
  un esproprio delle prerogative, sancite dalla legge, degli enti e
  delle associazioni territoriali messinesi;

   se  non  valutino necessario revocare, urgentemente, il predetto
  commissariamento e ripristinare gli organi statutari, al fine  di
  evitare  il  protrarsi di comportamenti che appaiono  omissivi  e
  abnormi  in  relazione  alle  norme  vigenti  e  soprattutto  per
  restituire agli enti locali e ai rappresentanti delle  imprese  e
  dei lavoratori la titolarità della gestione del Consorzio ASI  di
  Messina». (758)

                                                          PANARELLO

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,  l'artigianato
  e  la  pesca,  premesso  che con legge regionale  numero  10  del
  15.09.2005  sono  state emanate norme per lo  sviluppo  turistico
  della  Sicilia che hanno inteso riorganizzare oltre che le misure
  finanziarie anche l'assetto degli enti preposti a livello  locale
  alla promozione turistica;

   ricordato  che tale legge ha previsto agli articoli  4  e  5  la
  soppressione delle AAST e delle AAPT e la istituzione dei Servizi
  turistici  regionali,  quali servizi del  dipartimento  regionale
  turismo,  le  Conferenze provinciali del turismo  e  i  Distretti
  turistici;

   constatato  che  ad oggi non risulta attuato  alcuno  di  questi
  provvedimenti;

   per sapere:

   se  risulti all'Assessorato un quadro aggiornato dello stato  di
  attuazione della legge 10/2005;

   quali   misure   intenda  adottare  per  garantire   la   rapida
  soppressione delle AAST e delle AAPT e per la creazione dei nuovi
  strumenti di governo e promozione del turismo in Sicilia». (759)

                                                          PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'ATO  idrico  della  Provincia di  Agrigento  ha  in  corso  la
  procedura  di  privatizzazione del servizio di  gestione  per  la
  durata di 30 anni;

   per  ben 4 volte l'assemblea dei Sindaci ha modificato il  bando
  di  gara per consentire che pervenissero offerte, considerato che
  le precedenti gare erano andate deserte;

   è  stata presentata una sola offerta da parte di un consorzio di
  imprese di cui fa parte il Voltano S.p.A.;

   dell'assemblea dell'ATO idrico fanno parte i Sindaci dei  comuni
  di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto
  Empedocle,  Raffadali,  San Biagio Platani,  Santa  Elisabetta  e
  Sant'Angelo  Muxaro,  che sono contemporaneamente  azionisti  del
  Voltano SPA;

   i   predetti   Sindaci,  che  hanno  già  approvato   gli   atti
  preliminari,  compresa l'approvazione del  bando  di  gara  e  la
  nomina   della   commissione  esaminatrice,  dovranno   procedere
  all'affidamento della concessione posta in gara;

   si  ravvisa un evidente conflitto di interessi per i sindaci che
  sono  contemporaneamente  amministratori  ed  azionisti  sia  del
  soggetto appaltante che di quello appaltatore;

   un  parere  richiesto dal Consorzio d'ambito allo studio  legale
  Armao  di  Palermo  in ordine alla procedura di  affidamento  del
  servizio  recita:   ritenere  pienamente  incompatibile  con   la
  partecipazione alla riunione del Consiglio di Amministrazione  di
  codesto  consorzio  per la nomina della commissione  di  gara  la
  posizione  degli amministratori Sindaci dei comuni  azionisti  di
  una  delle  società che in raggruppamento con  altre  imprese  ha
  presentato  l'unica offerta in sede di gara per  l'aggiudicazione
  dell'appalto';

   un  altro parere richiesto dal Voltano S.p.A. allo studio legale
  Immordino  di  Palermo recita: Pertanto, gli  atti  eventualmente
  adottati  dal Consiglio d'Amministrazione del consorzio d'ambito,
  nella  cui  compagine  figurano n. 4  legali  rappresentanti  dei
  Comuni  azionisti della Voltano S.p.A. non ritengo possano essere
  consentiti, per la paventata incompatibilità di tutte  le  figure
  istituzionali ;

   l'assemblea dei sindaci dell'ATO di Agrigento nella  seduta  del
  18/11  ha  deliberato a maggioranza, su proposta  del  Presidente
  della   Provincia  regionale  di  Agrigento,  di  richiedere   un
  ulteriore   parere  all'ufficio  del  commissario  delegato   per
  l'emergenza  idrica  in  Sicilia, rinviando  le  decisioni  dell'
  assemblea all'acquisizione di questo ulteriore parere;

   considerato che:

   il  Sindaco  del consiglio comunale di Favara si  è  dimesso  da
  vice presidente dell'ATO idrico;

   i   consigli   comunali  dei  Comuni  di  Alessandria,   Bivona,
  Calamonaci,  Canicattì,  Cattolica  Eraclea,  Cianciana,  Grotte,
  Lucca  Sicula,  Menfi,  Montevago, Naro,  Palma  di  Montechiaro,
  Racalmuto,  Ravanusa,  Realmonte,  Ribera,  S.  Biagio   Platani,
  Sambuca, S. Stefano Quisquina e Siculiana hanno deliberato per la
  non privatizzazione del servizio idrico;

   per sapere:

   se   ritenga  essere  l'ufficio  del  commissario  delegato  per
  l'emergenza  idrica in Sicilia soggetto competente  ad  esprimere
  parere di ordine giuridico ed interpretativo;

   se  non  ritenga di dover impegnare il commissario delegato  per
  l'emergenza  idrica  a  sottoporre  il  parere  richiestogli   al
  giudizio del CGA;

   quali provvedimenti intenda adottare qualora il commissario  per
  l'emergenza idrica esprima comunque un parere;

   quali  provvedimenti intenda adottare qualora l'eventuale parere
  espresso  dal  commissario  per l'emergenza  idrica  non  dovesse
  trovare condivisione da parte dell'assemblea dei Sindaci dell'ATO
  idrico di Agrigento». (760)

                                           DI BENEDETTO - PANEPINTO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il   settore  agricolo  siciliano  è  attraversato  da  profondi
  processi  di  ristrutturazione e che interi settori rischiano  di
  essere travolti da una gravissima crisi produttiva e finanziaria;

   le  ricadute  sul  terreno  occupazionale  rischiano  di  essere
  devastanti;

   con  una  norma  regionale del 2005 si impone agli  imprenditori
  agricoli di pagare i Consorzi di Bonifica in base ai loro conti e
  non sulla base del servizio effettivamente erogato e ricevuto;

   i  Consorzi di Bonifica sono commissariati da oltre dieci anni e
  stanno   emettendo   i  ruoli  contributivi   istituzionali   che
  assicurano  la  copertura delle spese che non  vengono  sostenute
  direttamente dalla Regione siciliana;

   il  pagamento  viene  richiesto sulla base delle  superfici  del
  consorziato e non anche delle colture e del reddito;

   considerato  che le attuali situazioni di disagio economico,  di
  cattivo  funzionamento  e  di  disservizio  non  possono   essere
  imputate certamente ai lavoratori che, pur tra mille difficoltà e
  spesso  nella  precarietà, continuano ad assicurare  agli  utenti
  l'erogazione  di  un  minimo di servizi  per  garantire  loro  la
  salvaguardia delle colture e del reddito economico;

   precisata  la contrarietà ad ogni ipotesi di smantellamento  dei
  consorzi di bonifica;

   rilevata, invece, la necessità dell'avvio di una fase urgente  e
  risolutiva  di riforma dei consorzi di bonifica che  comporti  la
  loro riqualificazione operativa e finanziaria e il recupero della
  fondamentale gestione democratica;

   verificate  le  reiterate  proteste  delle  associazioni   delle
  categorie interessate;

   per  sapere  quali iniziative intenda assumere  per  evitare  il
  pagamento  ai  consorzi  di  bonifica  in  base  ai  su  indicati
  parametri  giudicati  inaccettabili e quali percorsi  legislativi
  intenda  avviare per procedere verso la riforma dei  consorzi  di
  bonifica». (762)

                                           ZAPPULLA - DE BENEDICTIS

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,  l'artigianato
  e la pesca, premesso che:

   la  CRIAS  è un ente pubblico economico sottoposto al  controllo
  dell'Assessorato cooperazione, commercio, artigianato e pesca;
   di  recente, l'Ente ha proceduto all'assunzione di 4 nuove unità
  di personale con una procedura che appare a dir poco anomala;

   la   CRIAS,  infatti,  non  ha  bandito  alcun  concorso  né  ha
  ottemperato all'obbligo di rendere pubblica la selezione di nuovo
  personale, omettendo perfino di darne comunicazione alle OO.SS.;

   le  assunzioni  sono  state effettuate nell'ambito  della  legge
  12.03.1999, numero 68, recante Norme per il diritto al lavoro dei
  disabili , ma con l'intermediazione di una società privata;

   tutti  i  soggetti assunti, due destinati alla sede di  Catania,
  uno  a  quella  di  Agrigento  e  l'altro  a  Messina,  rivestono
  attualmente cariche elettive o sono stati candidati;

   le  assunzioni effettuate sono state comunicate al personale  in
  data odierna;

   per sapere:

   quali  criteri siano stati adottati nell'assunzione del suddetto
  personale presso la CRIAS;

   se  siano state esperite tutte le procedure previste dalla legge
  68/1999;

   quale  azienda privata abbia curato la selezione, quando è stata
  eseguita e quali criteri siano stati adottati;

   come  valuti  la vicenda e quali provvedimenti intenda  adottare
  per riportare la legalità nella CRIAS». (771)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                    FIORENZA - LACCOTO - BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le   politiche  sociali  e  le  autonomie  locali,  premesso  che
  l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali   non   ha  ancora  provveduto  ad  erogare  i  contributi
  straordinari  ai  comuni,  malgrado le  pressanti  sollecitazioni
  esercitate  da  tutti i sindaci, anche al fine di  consentire  ai
  consigli  comunali  di  deliberare gli assestamenti  di  bilancio
  entro i termini stabiliti dalla legge;

   per sapere:

   se  tale indisponibilità dell'Assessore sia dovuta alla mancanza
  di  stanziamenti  adeguati, considerato che l'Assessore  uscente,
  secondo   fonti   attendibili,  senza  la  dovuta  programmazione
  d'intesa con gli uffici dell'Assessorato, avrebbe impegnato circa
  il 70 per cento dei fondi stessi soltanto per un terzo dei comuni
  a  lui  particolarmente vicini, lasciando i  restanti  due  terzi
  fuori da qualsiasi finanziamento;

   se   l'Assessore  in  carica  abbia  correttamente  ritenuto  di
  revocare  le  lettere  di  impegno già  anzitempo  notificate  ai
  predetti  comuni, anche al fine di procedere alla ridistribuzione
  dei   fondi  con  criteri  di  assoluta  equità  e  rigorosamente
  rispondenti alle necessità e alle urgenze dei comuni stessi;
   se  risponda al vero che alcuni di questi comuni hanno impugnato
  il provvedimento di revoca al TAR, ottenendo la sospensiva;

   se  nell'ipotesi  affermativa, l'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali abbia fatto  ricorso  al
  CGA;

   se,  in attesa di un pronunciamento definitivo da parte del CGA,
  i  comuni  (circa  300) potranno avere soltanto  un  terzo  dello
  stanziamento,  assolutamente inadeguato  considerata  la  pesante
  situazione economica in cui versano;

   se  il  Governo  della  Regione non ritenga  di  dover  assumere
  immediate iniziative, anche legislative, volte a superare, con un
  nuovo  stanziamento integrativo, le difficoltà in cui  versano  i
  comuni penalizzati dalle predette pesanti iniziative clientelari;

   se  non  ritenga,  altresì,  di dover  trasmettere  la  presente
  interrogazione parlamentare all'Autorità Giudiziaria al  fine  di
  verificare la sussistenza di eventuali reati». (772)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                CULICCHIA -AMMATUNA

   «All'Assessore  per  la  sanità,  premesso  che  il  reparto  di
  neonatologia   e  di  terapia  intensiva  neonatale  dell'Azienda
  ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani rischia di chiudere per
  mancanza   di  personale;  durante  l'ultimo  anno  il  personale
  infermieristico è passato da trenta a venti unità e quello medico
  da dieci a otto;

   con  la riduzione del numero degli operatori sanitari, per poter
  garantire  gli  standard assistenziali previsti  dalla  legge,  è
  stato  diminuito anche il numero dei posti letto per il  ricovero
  dei  bambini che nel dettaglio sono passati da sei a tre  per  la
  Terapia   intensiva  neonatale  e  da  nove  a   sette   per   la
  neonatologia;

   la  situazione è quindi di estrema gravità, poiché nel  caso  di
  nascita  prematura  di un quarto bambino questo  dovrebbe  essere
  trasferito  in  ambulanza  a Palermo o  Catania  diminuendone  la
  possibilità di sopravvivenza, considerato che le cure tempestive,
  in questi casi, sono di fondamentale importanza;

   il  reparto  di  neonatologia è stato  ristrutturato  lo  scorso
  anno,  eseguendo anche lavori di adeguamento alle norme  per  una
  razionalizzazione degli spazi;

   il  personale  che attualmente manca è andato  via  per  ragioni
  varie che vanno dalla maternità a motivi personali;

   la  direzione sanitaria, sollecitata più volte dal primario  con
  la  richiesta di sostituzione del personale mancante, ha risposto
  con  un  rifiuto  avvalorando la tesi che, di fatto,  si  intende
  operare  anche una riduzione del personale in servizio,  mettendo
  in discussione l'efficienza del reparto e il suo futuro;

   continuando  con questa politica si butta via il  lavoro  finora
  svolto,   si   sprecano  le  professionalità  create  all'interno
  dell'ospedale  e  si creano ulteriori disagi  per  chi  vive  una
  situazione difficile perché ha un figlio prematuro;

   per sapere:

   se  non  ritenga  necessario ed urgente  un  intervento  per  il
  mantenimento  del reparto di neonatologia e di terapia  intensiva
  neonatale dell'Azienda ospedaliera Sant'Antonio Abate di Trapani;

   se non valuti, invece, ragionevole sostenere il potenziamento  e
  miglioramento del reparto, considerato che rappresenta un  ottimo
  ed  indispensabile servizio per il territorio e  la  collettività
  trapanese e siciliana». (774)

                                                       ODDO CAMILLO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso  che  in
  applicazione della legge numero 14 del 14.04.2006, riguardante il
  riordino  della  materia forestale, è stato  pubblicato  l'elenco
  speciale dei lavoratori forestali;

   sulla  base  di tale normativa sono stati avviati al lavoro  per
  cinquantuno  giornate i braccianti forestali  che  ne  avevano  i
  requisiti,   nonostante  non  ci  fosse   ancora   la   copertura
  finanziaria;

   con   la  successiva  copertura  finanziaria  sono  state  anche
  garantite  27 giornate in più, necessarie per ottenere  la  piena
  applicazione della normativa previdenziale a favore dei  suddetti
  forestali;

   ciò   nonostante   non   sarebbero  stati   ancora   autorizzati
  dall'Assessorato i relativi turni;

   per  sapere quali ragioni e in base a quale normativa non si dia
  immediata attuazione a quanto previsto dagli accordi sindacali  e
  dalla vigente legislazione in materia». (775)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                          CRACOLICI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le  politiche  sociali  e le autonomie locali,  premesso  che  il
  Comune  di  Limina  è un piccolo centro di circa  mille  abitanti
  della Provincia di Messina;

   nelle liste elettorali risultano iscritti circa 900 residenti  e
  oltre  740 residenti all'estero, i quali in virtù della normativa
  vigente,   sono  inseriti  nei  registri  dell'Anagrafe  italiani
  residenti all'estero per avere diritto al voto;

   ad  ogni  competizione elettorale per il rinnovo  del  Consiglio
  comunale  e  per  l'elezione  del  Sindaco,  strano  ma  vero,  i
  residenti all'estero da anni rientrano nella cittadina per votare
  e rientrano nel luogo dove vivono, quasi sempre in giornata;

   è  inutile  evidenziare  quello che si  evince  da  una  lettura
  attenta   di  quanto  esposto  sopra,  e  cioè  che  i  residenti
  all'estero sono quasi la metà della popolazione attiva, e  quanto
  sia  determinante  il  loro  voto per il  rinnovo  del  Consiglio
  comunale e la scelta del Sindaco;

   risulta  alquanto inverosimile questo eccesso di zelo  da  parte
  degli   emigranti,  che,  pur  vivendo  e  lavorando  all'estero,
  rientrano   a  Limina  soltanto  il  giorno  delle  consultazioni
  elettorali  sostenendo le gravose spese di viaggio e  che  questo
  sia l'unico motivo di rientro in Italia;

   per  sapere se non intendano verificare quali siano i motivi  di
  questo  rientro di massa nel Comune di Limina soltanto il  giorno
  della  consultazione  elettorale per  il  rinnovo  del  consiglio
  comunale  e  per  l'elezione del Sindaco e chi sostenga  le  loro
  spese di viaggio». (776)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        BALLISTRERI

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per   i   beni
  culturali   ed   ambientali   e  per  la   pubblica   istruzione,
  all'Assessore  per  i  lavori pubblici  e  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel  sito  web  istituzionale del Comune  di  Calatafimi-Segesta
  (TP)  spicca  la notizia, del 7 novembre 2006, della  definizione
  del progetto per la realizzazione della sentieristica all'interno
  del  Parco  archeologico  di  Segesta  che  consentirà  l'accesso
  all'area di Mango';

   il  progetto  prevede   anche  la realizzazione  di  un  piccolo
  terminale dal quale potrà partire un mini treno gommato';

   la  Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Trapani
  ha  provveduto  alla  perimetrazione del  Parco  archeologico  di
  Segesta in area archeologica zona  A', area di rispetto zona  B',
  area di interesse paesaggistico zona  C';

   in  virtù  della  costituzione del Parco  archeologico  è  stata
  sempre negata l'autorizzazione per la realizzazione della  Strada
  di  collegamento  tra  la zona archeologica  di  c/da  Mango,  il
  terminal  della  sentieristica di c/da  Kaggera  ed  il  relativo
  collegamento  con  la  strada provinciale di  accesso  alla  zona
  archeologica di Segesta', poiché le opere previste ricadono nella
  zona  A' del parco;

   da  tutta  la documentazione relativa alle richieste, effettuate
  negli  ultimi anni, del Comune di Calatafimi-Segesta agli  organi
  preposti alla tutela del territorio si evince il chiaro dissenso,
  di  questi  ultimi, ad acconsentire alla variante allo  strumento
  urbanistico del progetto suddetto;

   considerato  che  il 24 maggio 2005, a seguito  di  segnalazione
  del Comune, il funzionario della U.O.B del Dipartimento regionale
  della  Protezione Civile di Trapani ha effettuato un sopralluogo,
  congiuntamente  al  tecnico comunale,  in  località  Mango  e  in
  contrada Conche del Comune Calatafimi-Segesta e, riscontrando  un
  vasto  movimento  franoso, ha disposto uno studio  geomorfologico
  per  poter stabilire il tipo di intervento da progettare  per  la
  messa in sicurezza del versante;

   per sapere:

   se  non  intendano verificare quali siano i motivi della notizia
  diffusa  dall'organo  di  informazione  on  line  del  Comune  di
  Calatafimi-Segesta e se sussista l'annunciato pericolo  di  danno
  ambientale e paesaggistico;

   quali  provvedimenti intendano adottare al fine  di  tutelare  e
  difendere  il  patrimonio archeologico del Parco  di  Segesta  da
  eventuali tentativi di consentire opere che incidano pesantemente
  sullo stato dei luoghi». (777)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         PARRINELLO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno  iscritte
  all'ordine del giorno  per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   l'Assemblea  del  Consorzio ATO 2 di Catania, con  deliberazione
  numero 4 del 24 gennaio 2004, ha scelto, quale modello gestionale
  del  servizio idrico integrato, l'affidamento a società  mista  a
  prevalente   capitale  pubblico,  con  partner  selezionato   con
  procedura ad evidenza pubblica;

   su  iniziativa  della Provincia regionale  di  Catania  è  stata
  costituita  la  S.I.E., Servizi idrici etnei S.p.A.,  alla  quale
  affidare  in  modo  diretto  la  gestione  del  servizio   idrico
  integrato, dopo la scelta del socio privato;

   il  Consiglio di amministrazione dell'ATO ha bandito la gara per
  la  scelta  del socio privato di minoranza, ma la gara  è  andata
  deserta;

   il  TAR  ha  respinto il ricorso presentato  da  alcuni  sindaci
  della provincia contro le suddette delibere;

   il  Consiglio di Giustizia amministrativa, in sede  di  appello,
  ha  dichiarato  illegittimo l'affidamento  diretto  alla  società
  mista    Servizi   idrici   etnei   S.p.A.   del   servizio    di
  approvvigionamento  idrico  e  depurazione  delle  acque  per  la
  provincia di Catania;

   il  CGA ha censurato, in particolare, la violazione delle  norme
  comunitarie in materia di concorrenza;

   dette  norme avrebbero imposto l'esperimento della gara sia  per
  l'affidamento del servizio che per la scelta del socio privato;

   considerato che:

   la   sentenza   del   CGA  azzera  tutto  il  percorso   seguito
  dall'amministrazione provinciale, rendendo impossibile  l'accesso
  ai 168 milioni di euro di fondi europei;

   tali  somme  dovevano servire per realizzare le opere necessarie
  per  centrare  gli  obiettivi del piano  d'ambito  in  merito  al
  rifacimento  della  rete  idrica,  al  completamento  della  rete
  fognaria e dei depuratori;

   non  sarà possibile perseguire, inoltre, l'obiettivo di  ridurre
  al  35 per cento in cinque anni le perdite d'acqua lungo la  rete
  idrica;

   ritenuto che:

   la  Provincia  di  Catania era consapevole dei rischi  derivanti
  dal procedimento adottato;

   la  circolare emanata dal Ministro per l'Ambiente del 6 dicembre
  2004  chiariva,  inequivocabilmente, che la  procedura  in  corso
  violava  l'articolo  113  del T.U. numero  267/2000  e  le  norme
  europee;

   il  direttore  del Dipartimento regionale per la Programmazione,
  con  nota 120 del 14 gennaio 2005, esprimeva forte preoccupazione
  per  le  problematiche sollevate da alcuni comuni  in  ordine  ai
  paventati risvolti di illegittimità;

   anche  l'impugnativa  al giudice amministrativo  avrebbe  dovuto
  indurre  l'amministrazione provinciale a sospendere gli  atti  in
  attesa della conclusione del processo;

   l'esito attuale appare, pertanto, ampiamente annunciato  e  pone
  interrogativi  sulle ragioni di comportamenti  amministrativi  di
  dubbia legittimità;

   per  sapere  quali iniziative si ritiene di dovere  adottare  al
  fine   di   evitare  danni  patrimoniali  all'ente   pubblico   e
  conseguenze negative per i cittadini». (748)

                                                         BARBAGALLO

   «All'Assessore  alla famiglia, alle politiche  sociali  ed  alle
  autonomie locali, premesso che:

   condizioni  di degrado, come quelli presenti in via Nuovalucello
  a  Catania nell'area dove sorgeva il limoneto di Verga e  vi  era
  anche  l'abitazione  estiva  dell'insigne  scrittore,  oltre  che
  essere  indice  di  inciviltà, rappresentano un  rischio  per  la
  salubrità della zona;

   il  comune ha già ricevuto diverse sollecitazioni, da parte  dei
  cittadini  che  abitano  nella zona, a  ripulire  dai  detriti  e
  dall'immondizia l'area in questione;

   la   pubblica   amministrazione  ha  l'obbligo  di   intervenire
  tempestivamente, a risoluzione di simili problematiche, anche per
  scoraggiare  atteggiamenti  incivili  che  altrimenti  verrebbero
  assecondati  dallo stato di abbandono in cui versano  determinate
  aree;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  porre  in  essere  per
  risolvere  in  modo  definitivo  il  problema  rappresentato   in
  premessa». (749)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  sanità  e  all'Assessore  per  i   beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il  diritto inalienabile del bambino-scolaro è quello di  vivere
  in un ambiente salubre e privo di rischi ambientali e sanitari;

   i topi - come è noto - sono portatori di malattie infettive;

   problematiche  come  quelle verificatesi nell'I.c.  G.  Verga  d
  Acicastello  (CT)  non devono essere risolte a  posteriori  bensì
  prevenute;

   per sapere:

   come  intendano agire affinché situazioni come quelle  descritte
  in premessa non si verifichino più;

   quali  azioni  preventive  intendano  implementare  affinché  le
  scuole  siciliane non incorrano in futuro in problematiche simili
  a quelle descritte in premessa». (750)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   il  piacere di godere a pieno dei parchi pubblici di  Catania  è
  costantemente compromesso dall'atteggiamento di pochi incivili;

   soprattutto nelle zone periferiche della città le condizioni  di
  degrado  e sporcizia rendono i parchi pubblici ambienti  non  del
  tutto idonei al gioco spensierato dei bambini;

   è  compito  della pubblica amministrazione garantire  il  giusto
  controllo  affinché non prendano piede atteggiamenti  distruttivi
  dei beni pubblici;

   per sapere:

   quali   iniziative  intenda  porre  in  essere  affinché   venga
  ripristinato  il  giusto stato di pulizia e  decoro  in  tutti  i
  parchi pubblici catanesi;
   quali   azioni   si   vuole  implementare  per   reprimere   gli
  atteggiamenti  incivili che alcuni cittadini hanno nei  confronti
  dei beni pubblici». (751)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   il  sig.  Antonio  Buscemi è stato sottoposto ad  un  intervento
  urgente  di angioplastica eseguito presso l'Ospedale Buccheri  La
  Ferla di Palermo;

   a  seguito  di tale intervento si è reso necessario il  ricovero
  urgente in Rianimazione;

   considerato che in nessuna struttura ospedaliera di  Palermo  si
  è reso disponibile un posto;

   tenuto conto che:

   a  causa  delle  gravi  condizioni di salute  del  sig.  Antonio
  Buscemi, si rendeva necessario il ricovero in Rianimazione;

   l'unico  posto  resosi disponibile è stato quello  dell'Ospedale
  Sant'Antonio Abate di Trapani;

   l'unico  mezzo  di  trasporto  attrezzato  di  defibrillatore  è
  l'ambulanza e non l'elisoccorso;

   perdura  ormai da tempo l'esiguità dei posti di ricovero  presso
  le strutture ospedaliere della città di Palermo;

   tale esiguità di posti pone la Sicilia agli ultimi posti tra  le
  regioni italiane per quanto riguarda l'assistenza sanitaria;

   per   sapere   quali   iniziative  intenda   intraprendere   per
  scongiurare il ripetersi di tali circostanze». (761)

                                                             VICARI

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  famiglia,
  alle politiche sociali e alle autonomie locali, premesso che  nel
  capitolo  182526 (spese per le comunità per minori  sottoposti  a
  provvedimenti  dall'autorità  giudiziaria  minorile   nell'ambito
  della  competenza civile e amministrativa) sono previste soltanto
  10.747 migliaia di euro;

   considerato che:

   i  minori  da assistere in Sicilia sono 1500, di cui oltre  1000
  sono  ospitati  in  comunità che non  hanno  nessun  rapporto  di
  convenzione con la Regione;

   le  comunità  direttamente convenzionate  con  la  regione  sono
  soltanto 56;

   ritenuto che si tratta di spese essenziali ed obbligatorie;

   le  ragioni  per le quali lo stanziamento non venga adeguato  in
  rapporto al numero degli utenti;

   per  sapere  le ragioni per le quali non vengano effettuate  più
  diffide  nei  confronti dei comuni che non erogano  tali  risorse
  finanziarie». (763)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                   BARBAGALLO - AMMATUNA - FIORENZA
                                      TUMINO - GALVAGNO - CULICCHIA
                                         LACCOTO - VITRANO - ORTISI
                                     GUCCIARDI - MANZULLO - ZANGARA

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  alla  famiglia,
  alle politiche sociali e alle autonomie locali, premesso che:

   nel  capitolo  182519  (spese per le comunità  alloggio  per  il
  ricovero dei pazienti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici, con
  esclusione dei soggetti ricoverati presso il CTA) sono  previsti,
  nel  bilancio di previsione per il 2007, soltanto 7.747  migliaia
  di euro;

   tali  risorse  finanziarie,  da  corrispondere  ai  comuni   per
  l'assistenza    ai    disabili   mentali,   sono    assolutamente
  insufficienti;

   considerato  che per assistere 1400 utenti sono necessari  circa
  28  milioni di euro poiché i comuni erogano un contributo pari  a
  2000 euro per ciascun disabile mentale;

   ritenuto che gli operatori delle predette comunità alloggio  non
  percepiscono gli stipendi da oltre un anno;

   per sapere:

   le  ragioni  per le quali lo stanziamento previsto nel  bilancio
  di  previsione  per  l'anno  2007,  trattandosi  di  un  servizio
  essenziale,  non  venga  adeguato in  rapporto  al  numero  degli
  utenti;

   le  ragioni per le quali non vengano effettuate più diffide  nei
  confronti dei comuni che non erogano tali risorse». (764)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                   BARBAGALLO - AMMATUNA - FIORENZA
                                      TUMINO - GALVAGNO - CULICCHIA
                                         LACCOTO - VITRANO - ORTISI
                                     GUCCIARDI - MANZULLO - ZANGARA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con   circolare   assessoriale  numero  1020   del   12/04/2000,
  pubblicata  sulla GURS numero 27 del 09/06/2000, è stato  avviato
  nella  Regione  Sicilia  il  Progetto  Regionale  su  Prevenzione
  Morbillo  -  Parotite  - Rosolia con l'obiettivo  di  ridurre  il
  numero  dei suscettibili per contenere la circolazione del  virus
  del morbillo;

   ai  sensi  della  circolare sopra citata, per  la  riuscita  del
  progetto,  in  data 05/07/2000 veniva stipulato  tra  Assessorato
  regionale della sanità e le OO.SS. dei pediatri di libera  scelta
  (PLS),  l'atto  d'intesa  indispensabile  per  il  coinvolgimento
  attivo degli stessi nel Progetto di prevenzione;

   con  nota  numero 12dip/631  Assegnazione quota di  bilancio  di
  parte  corrente - anno 2001' veniva assegnata alla Azienda USL  5
  la  somma  di lire 534.000.000 (euro 275.787,97), con vincolo  di
  destinazione per il raggiungimento degli obiettivi  di  cui  alla
  circolare assessoriale numero 1020/2000 -  progetto Morbillo';

   la  realtà della copertura vaccinale per il morbillo nell'ambito
  territoriale  dell'azienda  USL 5  risulta  la  più  bassa  della
  Regione  Sicilia con valori inferiori anche al  10  per  cento  e
  persino  punte  di assoluta scopertura uguale e che  pertanto  in
  detti  distretti sarà assolutamente improbabile il raggiungimento
  di livelli di copertura uguali o superiori all'80 per cento;

   in  base  a quanto previsto dal protocollo d'intesa tra  Regione
  siciliana.  e pediatri di libera scelta, i distretti dell'Azienda
  USL  5  per  la  copertura vaccinale del  morbillo  si  collocano
  nell'ambito  della  tabella A, che prevede un tasso  iniziale  di
  copertura vaccinale nella popolazione target inferiore al 50  per
  cento;

   l'Azienda  USL 5 riteneva convocare le rappresentanze  sindacali
  della   provincia  di  Messina,  in  particolare  la  federazione
  Italiana  Medici Pediatri, in rappresentanza di  84  pediatri  di
  famiglia associati sui 95 operanti tra Messina e provincia,  allo
  scopo  di  stipulare  un protocollo d'intesa finalizzato,  da  un
  lato, a sensibilizzare i pediatri soprattutto attraverso incontri
  di  natura  informativa e formativa, dall'altro, con  il  preciso
  obiettivo   di  raggiungere  i  livelli  di  copertura  vaccinale
  previsti dalla succitata circolare numero 1020;

   nonostante  le numerose perplessità sollevate dai rappresentanti
  dei pediatri di famiglia, su molte incongruenze circa le modalità
  organizzative ma soprattutto sulle carenti garanzie giuridiche di
  tutela medico - legali, la stragrande maggioranza dei pediatri di
  Messina  e  provincia ha aderito, proprio per  l'alto  senso  del
  dovere  professionale,  nel sacro rispetto  della   mission'  del
  pediatra  di  famiglia,  che  trova nell'adesione  alle  campagne
  vaccinali,   finalizzate  alla  diffusione   delle   vaccinazioni
  facoltative, l'elemento più qualificante nel legittimare il ruolo
  irrinunciabile  che  la pediatria di famiglia  ha  assunto  nella
  tutela   della  salute  dell'infanzia.  Questo  ha  permesso   il
  raggiungimento dell'obiettivo, con il risultato che in Sicilia, e
  quindi  anche  a  Messina,  una delle poche  regioni  d'Italia  e
  d'Europa,  non si registrano epidemie di morbillo  da  circa  sei
  anni;

   due   anni  or  sono,  un  bimba,  assistita  dal  dottor  Fabio
  Guglielmo, pediatra di famiglia di S. Agata di Militello (ME), in
  seguito  a  crisi comiziali ingravescenti, iniziate nel  mese  di
  luglio, nonostante le cure della N.P.I prima e dell'unità  T.I.N.
  del  policlinico di Messina, giungeva a morte nel successivo mese
  di  ottobre.  La mamma della piccola ha inteso agire  legalmente,
  affinché le venga riconosciuto il risarcimento del danno  subito,
  nella  convinzione,  fino ad ora smentita, che  la  patologia  ad
  esito  infausto insorta nella propria figlia sia stata  cagionata
  dalla   vaccinazione  contro  morbillo  -  parotite  -   rosolia,
  effettuata  nel  mese  di giugno, a circa  un  mese  di  distanza
  dall'inizio dell'evento patologico; per tale convinzione è  stato
  aperto,  da  parte del magistrato, un procedimento nei  confronti
  di:

   Ministero  della  Salute;  Assessorato regionale  della  sanità;
  Azienda  USL  5;  Policlinico Universitario di  Messina;  Azienda
  produttrice del vaccino;

   l'Azienda  USL 5, in qualità di parte in causa, nell'eventualità
  fosse  chiamata a rispondere del danno, attraverso un suo  legale
  esterno, ha ritenuto chiamare in causa, a garanzia economica,  la
  dottoressa   Cantalanotte,  dipendente   dell'ufficio   vaccinale
  dell'Azienda  USL 5, in qualità di esecutore del vaccino,  ed  il
  dottor  Fabio  Guglielmo, nella qualità di pediatra  di  famiglia
  della bambina, che aveva consigliato la vaccinazione;

   la  FIMP  Messina,  ha  subito investito tutte  le  autorità  di
  riferimento, ovvero il professor Barberi, consulente  scientifico
  per  l'area  vaccini  presso l'Assessorato, e  proprio  l'attuale
  Assessore regionale per la sanità, professor La Galla;

   nel  frattempo, i vertici nazionali della FIMP hanno  incaricato
  il proprio consulente legale a dare corso a tutte le iniziative a
  sostegno del dottor Fabio Guglielmo;

   per  sapere  se  intenda  assumere la tutela  del  dottor  Fabio
  Guglielmo in relazione a quanto sopra esposto». (765)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «All'Assessore per l'industria, premesso che:

   la   provincia  di  Messina  conta  una  novantina  di   aziende
  impegnate  nella  costruzione di yacth di lusso, imbarcazioni  da
  lavoro, gozzi, gommoni e quant'altro riguarda il variegato  mondo
  della nautica;

   la  tradizione nautica messinese ha consentito, nel corso  degli
  anni, lo sviluppo di professionalità altamente specializzate  nel
  settore  in questione, ragion per cui è da ritenere il territorio
  della provincia peloritana il più adatto alla costituzione di  un
   distretto della nautica';

   nel   settore  della  cantieristica  navale  operano  sette-otto
  aziende  messinesi,  le  quali occupano posizioni  di  primissimo
  piano  nel  suddetto settore, tuttavia alcune di esse sono  state
  costrette  a  delocalizzare l'attività produttiva a  causa  della
  mancanza, nell'ambito della provincia, di strutture adeguate;

   le  aziende  che operano in questo settore necessitano  di  aree
  appositamente  attrezzate, di una rete di  servizi  che  risponda
  alle complesse esigenze della cantieristica navale;

   allo   stato  attuale,  le  uniche  aree  disponibili   per   lo
  svolgimento  dell'attività  in  questione  sono  quelle   gestite
  dall'ASI,  che  però  non sono attrezzate per rispondere  appieno
  alle necessità della cantieristica navale;

   la   realizzazione  del  distretto  'nautico'  consentirebbe  di
  mettere  in  rete  le decine di aziende del comparto  e  che  ciò
  comporterebbe una razionalizzazione dell'attività imprenditoriale
  con  conseguente abbattimento dei costi e la possibilità da parte
  della  aziende di pianificare investimenti ed assunzioni, creando
  così delle concrete possibilità di sviluppo per il territorio;
   un  paio  di  anni fa l'Assessorato per l'industria sottoscrisse
  con  gli addetti del settore un protocollo d'intesa, che  però  è
  rimasto  una semplice dichiarazione d'intenti, solo sulla  carta;
  infatti  nel corso degli anni di quel documento si sono perse  le
  tracce;

   nel  settore in questione si registra una progressiva  crescita,
  che  nel  corso  degli ultimi anni non ha conosciuto  momenti  di
  crisi.

   per  sapere  se intenda dare vita ad un tavolo tecnico,  con  lo
  scopo  di  elaborare  un  piano concreto  e  dettagliato  per  la
  realizzazione  di un  distretto della cantieristica  navale',  il
  quale sarebbe indispensabile per dare vivacità imprenditoriale ad
  un  territorio, quello della provincia di Messina, che  sotto  il
  profilo   occupazionale  da  anni  ormai  vive   una   situazione
  asfittica». (766)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti  e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   la  rassegna  internazionale  Taormina Arte', la più  importante
  di  tutto il meridione, da diversi anni ormai riceve da parte del
  Governo regionale il medesimo contributo;

   l'ammontare  di  quest'ultimo è assolutamente insufficiente  per
  far  fronte  all'organizzazione di una manifestazione di  valenza
  internazionale;

   la  manovra finanziaria del 2007 prevede un ulteriore taglio dei
  fondi destinati alla suddetta rassegna;

   non  si  capisce quale sia la logica che sta alla base  di  tali
  decisioni, in quanto altre istituzioni culturali siciliane  hanno
  visto   nel   corso  degli  ultimi  anni  aumentare  in   maniera
  esponenziale i fondi ad esse destinate;

   si  rischia, comunque, di dare vita ad un programma improvvisato
  che  finirebbe per dequalificare la rassegna e la stessa  offerta
  turistica di Taormina, con grave danno per l'immagine della città
  e dell'intera Isola;

   diventa  sempre più urgente e pressante l'esigenza di assicurare
  una  seria  programmazione  assistita  da  un  impegno  di  spesa
  pluriennale da parte del Governo regionale;

   per  sapere  se intendano intervenire con la massima urgenza  al
  fine  di  assicurare  alla  rassegna  in  questione  un  sostegno
  economico   adeguato  all'importanza  della  stessa,   la   quale
  costituisce  una delle poche risorse promozionali di cui  dispone
  la  capitale' del turismo siciliano». (767)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «All'Assessore  per  i beni culturali ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione e all'Assessore per il bilancio  e  finanze,
  premesso che:

   l'Ente  autonomo  regionale Teatro di Messina ormai  da  anni  è
  costretto a svolgere la propria attività artistico - culturale in
  condizioni  di  assoluta  precarietà ed  inadeguatezza  sotto  il
  profilo economico; infatti da diversi anni ormai il suddetto ente
  riceve da parte del Governo regionale il medesimo finanziamento;

   nel  corso  degli  anni  altre importanti istituzioni  culturali
  siciliane  hanno  visto,  contrariamente  a  quanto  accaduto   a
  Messina,  crescere  in maniera esponenziale  i  finanziamenti  da
  parte del Governo regionale;

   da  sempre  il  teatro  ha rappresentato la massima  espressione
  dell'arte, della storia e della cultura di un popolo,  una  forma
  di   comunicazione  artistica  antica  ma  attuale  complessa   e
  concreta;

   il  Teatro  Vittorio  Emanuele svolge  la  propria  attività  di
  promozione culturale non soltanto nell'ambito cittadino ma ha  un
  bacino d'utenza che si estende a tutta la provincia;

   il  Teatro  promuove l'educazione, la conoscenza e la diffusione
  della cultura nelle sue più variegate espressioni;

   tale istituzione è l'unico punto di riferimento per migliaia  di
  giovani  studenti che ogni anno durante la stagione  teatrale  vi
  affluiscono   per   conoscere,   per   incontrarsi   e   crescere
  culturalmente insieme;

   il taglio dei fondi è contrario ad ogni logica di sviluppo ed  è
  inaccettabile  sotto  il  profilo  socio-culturale,   in   quanto
  andrebbe  ad  incidere su una realtà che a Messina e provincia  è
  già abbastanza degradata;

   per  sapere se intendano intervenire con la massima urgenza onde
  evitare   i  tagli  annunciati,  i  quali  arrecherebbero   gravi
  pregiudizi  all'istituzione culturale in  questione  e  un  danno
  notevole al tessuto culturale di Messina e provincia». (768)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «All'Assessore per la famiglia, per le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni
  e i trasporti, premesso che:

   circa     50     lavoratori    dell'ATM    (Azienda    Trasporti
  Municipalizzata)  di  Messina,  con  una  clamorosa   azione   di
  protesta,  si  sono  astenuti dal lavoro a  causa  della  mancata
  corresponsione dello stipendio di ottobre;

   a  causa  della protesta il 60 per cento degli autobus è rimasto
  fermo  in deposito e ciò ha mandato in tilt il traffico cittadino
  causando notevoli disagi alla popolazione;

   l'ATM  giustifica la mancata erogazione degli  stipendi  con  la
  carenza di liquidità di cassa;
   negli  ultimi tempi il ritardo nell'erogazione degli stipendi  è
  diventato una regola;

   il  parco  mezzi  presenta  delle carenze  strutturali;  autobus
  vecchi  di  15 anni con scarsa manutenzione mettono seriamente  a
  repentaglio  la  sicurezza sia dei passeggeri che dei  dipendenti
  dell'ATM;

   gli     stipendi    verosimilmente    verranno    pagati     con
  un'anticipazione che la Montepaschi-Serit effettuerà  al  Comune,
  il  quale successivamente provvederà a girare i fondi alla  Banca
  Nazionale  del Lavoro, tesoriere dell'ATM, e che queste acrobazie
  contabili  comporteranno  un  ulteriore  aggravio  di  spesa  che
  inevitabilmente si ripercuoterà sulla collettività;

   in  una  città  come  Messina,  perennemente  congestionata  dal
  traffico,  il  servizio di trasporto pubblico  deve  ispirarsi  a
  criteri di massima efficienza;

   è opportuno esperire accertamenti sulla gestione dell'ATM;

   per  sapere  se  intendano disporre, con  urgenza,  accertamenti
  ispettivi in ordine alla gestione dell'ATM di Messina». (769)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per  l'industria  e
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che:

   la  ELMEC  Elettromeccanica  S.p.A. è  un'azienda  catanese  che
  opera  nel  settore  delle  costruzioni elettromeccaniche  ed  in
  particolare  nella  progettazione  e  produzione  di  sistemi  ed
  apparecchiature  per  la  distribuzione  dell'energia  in   media
  tensione  per l'ENEL e per aziende estere che operano  nel  campo
  dell'energia elettrica;

   è  dotata,  pertanto,  di  un cospicuo patrimonio  di  brevetti,
  certificazioni di qualità e know how, anche grazie ad  un  valido
  laboratorio di ricerca;

   considerato che:

   la  ELMEC  è  sorta  nel  1986 da alcuni  privati  e  dall'IMER,
  società del gruppo ESPI di proprietà della Regione siciliana, che
  ha  conferito  il complesso immobiliare di Piano  Tavola  dove  è
  ubicato  lo  stabilimento; nel 1993 la Regione ha proceduto  alla
  dismissione della propria partecipazione;

   a  partire dal 2004, l'assetto societario della ELMEC  è  mutato
  con  la  cessione  dell'80  per cento delle  quote  ad  un  unico
  azionista;

   nel  2005  la società ha trasferito i dipendenti, attraverso  il
  meccanismo della cessione di ramo d'azienda, ad una nuova società
  appositamente  costituita che ha assunto in affitto  le  attività
  della ELMEC;

   contemporaneamente, il patrimonio immobiliare è  stato  venduto,
  passando di mano più volte;

   la   ELMEC  è  diventata,  in  tal  modo,  una  scatola   vuota;
  l'attività  produttiva  è  stata  interrotta  dal  gennaio  2006,
  nonostante un portafoglio ordini cospicuo;

   il  personale (circa 120 unità) è stato prima messo in mobilità,
  poi  in  CIG/O, alla scadenza della quale la proprietà fa trovare
  chiusi i cancelli dell'azienda;

   i  lavoratori  non  percepiscono lo stipendio  da  oltre  cinque
  mesi;

   premesso, inoltre, che:

   il  27  settembre  ultimo  scorso si è tenuto  presso  l'Ufficio
  iniziative   imprese  in  crisi  del  Ministero  dello   sviluppo
  economico  un incontro per il salvataggio del sito produttivo  di
  Piano Tavola;

   il  Ministero  ha assunto l'impegno di favorire la realizzazione
  di  un  programma di rilancio dell'attività e di trovare soggetti
  imprenditoriali nuovi;

   è   stato,  inoltre,  conferito  ad  un  esperto  l'incarico  di
  certificare lo stato patrimoniale dell'azienda;

   nel  frattempo,  i  lavoratori presidiano  lo  stabilimento  con
  l'obiettivo  di  tutelare  le  attrezzature  esistenti  da   atti
  vandalici;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  intraprendere  per  la
  positiva soluzione della vertenza in corso alla ELMEC». (770)

                                              GALVAGNO - BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che:

   qualsiasi  ipotesi di sviluppo in Sicilia si  interseca  con  il
  tema della disponibilità e del costo dell'energia;

   la  nostra  isola è già una grande piattaforma per le  politiche
  energetiche. La quantità di gas estratto nella nostra Regione  si
  attesta  intorno  ai 340 milioni di metri cubi;  la  quantità  di
  greggio estratto è di circa 740.000 metri cubi;

   accanto   all'attività  estrattiva  si  svolge  pure  un'intensa
  attività  di  raffinazione: basti pensare alle tre raffinerie  di
  Siracusa, Milazzo e Gela;

   considerato che:

   la  Sicilia fornisce il 2,7 per cento dell'estrazione  nazionale
  di  gas;  il 12,9 per cento dell'estrazione nazionale di greggio;
  il  40 per cento degli idrocarburi raffinati che il Paese consuma
  e,   a  breve,  tratterà  il  73  per  cento  del  gas  importato
  dall'Italia;

   nella  nostra regione si produce anche circa 9.900.000 mw  annui
  di energia elettrica legata ai processi di raffinazione;

   il  bilancio tra import ed export di energia elettrica è in atto
  positivo  per  la  Sicilia e il valore dei  prodotti  petroliferi
  esportati  dalla  Sicilia oscilla intorno all'80  per  cento  del
  valore di tutto l'export Sicilia;

   ritenuto che:

   a  seguito delle prestazioni e dello sfruttamento del territorio
  la  Sicilia  dovrebbe  trarre almeno il  vantaggio  di  un  costo
  dell'energia  destinata ai fini industriali più basso  di  quello
  attuale  e praticato per territori che non subiscono sfruttamenti
  con insediamenti ad alto impatto ambientale;

   solo  così  verrebbero  compensati gli svantaggi  che  hanno  le
  imprese  siciliane  in  termini di servizi e  di  infrastrutture:
  basti pensare, ad esempio, all'elevato costo dei trasporti;

   lo   sviluppo  idroelettrico,  quale  fonte  di  energia  e   di
  accumulo,  debba essere perseguito anche attraverso la  razionale
  utilizzazione degli invasi oggi poco sfruttati a tale scopo;

   la   promozione   di   apposite  politiche   di   sviluppo   per
  l'agricoltura siciliana potrebbe favorire il recupero di  terreni
  incolti o la sostituzione del seminativo tradizionale con colture
  per l'uso energetico delle biomasse;

   per conoscere:

   quali  siano  i motivi per cui, nonostante gli impegni  assunti,
  il  Governo  della  Regione non abbia ancora  adottato  il  Piano
  energetico regionale;

   se  e  quali  iniziative siano state finora assunte dal  Governo
  per  la  modernizzazione  ed  il  potenziamento  della  rete   di
  distribuzione  elettrica esistente, le cui carenze  costituiscono
  motivo  di  gravi  disagi per le popolazioni e  per  lo  sviluppo
  imprenditoriale;

   se  non ritengano di dover attivarsi con le opportune iniziative
  per  la  creazione in Sicilia di un centro di eccellenza  per  la
  ricerca di fonti energetiche non inquinanti;

   quali  iniziative  siano state avviate al fine  di  contemperare
  l'esigenza  di  insediare  i  rigassificatori  previsti  con   la
  insopprimibile esigenza di garantire al contempo uno sviluppo dei
  territori  compatibile con i valori ambientali,  paesaggistici  e
  culturali propri della regione Sicilia». (773)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                             GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO - ORTISI
                               TUMINO - RINALDI - VITRANO - ZANGARA

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni, ora annunziate, saranno  inviate
  al Governo.
                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   diversi  progetti  collettivi  riferibili  a  circa  18  cantine
  sociali della provincia di Trapani (Cantina sociale Santa  Ninfa,
  Cantina  sociale  Torretta, Cantina sociale  produttori  vinicoli
  riuniti, Cantina sociale Casale, Cantina sociale Avanti,  Cantina
  sociale  Giacco, eccetera), e talune della provincia  di  Palermo
  (Cantina sociale Vitivinicola Corleonese), non sono rientrati nei
  benefici del Bando OCM VINO 2004 di cui al Decreto 7 ottobre 2004
   Bando  per  la  selezione  e  successiva  predisposizione  della
  graduatoria  di cui al piano regionale per la ristrutturazione  e
  riconversione  dei  vigneti'  e successiva  rettifica,  solo  per
  mancanza   di   adeguata  copertura  finanziaria,   pur   essendo
  perfettamente  ammissibili  sotto  il  profilo  amministrativo  e
  tecnico;

   i  progetti in argomento sono ad oggi giacenti presso gli uffici
  IPA  territorialmente  competenti,  perfettamente  ammissibili  a
  finanziamento;

   dal  finanziamento di detti progetti dipende in  gran  parte  il
  futuro di circa 1.500 viticoltori ormai messi in ginocchio da una
  crisi del settore che sta mortificando, appunto, i produttori  di
  una delle aree della Sicilia maggiormente vocate;

   risulta  al  sottoscritto  interpellante  che  i  rappresentanti
  delle cantine sociali di riferimento di detti progetti collettivi
  delle province di Trapani e Palermo hanno avuto modo di esporre a
  rappresentanti   del   Governo   regionale   ed    a    Dirigenti
  dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste  la  gravissima
  problematica  derivante  dal mancato finanziamento  dei  predetti
  1.500  produttori  viticoli, esclusi dal  finanziamento  non  per
  carenza tecnica o amministrativa dei progetti medesimi, bensì per
  insufficienza del finanziamento;

   in  data  13  ottobre e 14 novembre 2006 sono  pervenuti  presso
  l'Assessorato  regionale dell'agricoltura e delle  foreste,  come
  inequivocabilmente   risulta  dal  timbro  in   entrata   apposto
  dall'Assessorato  medesimo,  documenti  delle  predette   cantine
  sociali  di  riferimento  dei  progetti  collettivi  esclusi  dal
  finanziamento,  contenenti,  fra l'altro,  formali  richieste  di
  intervento  dell'Assessore  competente  e  del  Presidente  della
  Regione siciliana;

   le    richieste   contenute   nei   documenti   appena    citati
  comprendevano innanzitutto lo scorrimento della graduatoria per i
  citati  progetti  collettivi  non  rientranti  nel  finanziamento
  relativamente  al Bando OCM VINO 2004, ovvero, in  subordine,  la
  previsione di una priorità nel nuovo Bando OCM VINO 2006 per  gli
  stessi  progetti non finanziati con il Bando 2004, ovvero ancora,
  qualora  non  fossero  accoglibili  le  precedenti  istanze,   un
  intervento  diretto della Regione siciliana teso a  coprire,  con
  risorse   proprie,  le  pratiche  aventi  diritto  ma  che,   per
  insufficienza  di fondi, potrebbero rimanere sempre  escluse  dal
  finanziamento;

   considerato che:

   in  data  24  novembre  2006 è stato pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana - Parte I n. 54 - il Decreto 10
  novembre  2006  dell'  Assessorato regionale  dell'agricoltura  e
  delle  foreste recante il  Bando per la selezione e la successiva
  predisposizione della graduatoria di cui al piano  regionale  per
  la  ristrutturazione  e riconversione dei  vigneti',  adottato  a
  norma  del  Regolamento CE numero 1493 del 17  maggio  1999,  che
  istituisce  un  regime di sostegno per la ristrutturazione  e  la
  riconversione dei vigneti, nonché del regolamento CE numero  1227
  del  31 maggio 2000, che stabilisce modalità di applicazione  del
  regolamento  CE numero 1493/99, ed in particolare  disciplina  le
  modalità   di   attuazione  del  regime  di   sostegno   per   la
  ristrutturazione e riconversione di vigneti;

   con  la  pubblicazione  da parte dell'Amministrazione  regionale
  dell'appena richiamato nuovo recente bando OCM VINO 2006, qualora
  il Governo della Regione dovesse continuare a non tenere in alcun
  conto  le  richieste  in precedenza descritte  delle  cantine  di
  riferimento   dei   progetti  collettivi   non   beneficiari   di
  finanziamento  nel  precedente Bando  del  2004  per  carenza  di
  risorse, abbandonerebbe, di fatto, al proprio destino oltre 1.500
  viticoltori,  non  rientrati appunto nel finanziamento  OCM  VINO
  2004  e  quasi  certamente esclusi anche  dal  beneficiare  delle
  risorse  del  2006,  di  una  delle  aree  a  maggiore  vocazione
  vitivinicola,  e cioè il territorio che, da Mazara  del  Vallo  e
  parte  di  Marsala,  investe la Valle del  Belice,  da  Salemi  a
  Salaparuta,  da Santa Ninfa a Castelvetrano e si  spinge  fino  a
  Calatafimi ed Alcamo;

   ritenuto che:

   è  inimmaginabile  ed  inaccettabile che  la  Regione  siciliana
  possa  rendersi  responsabile di quella  che  certamente  sarebbe
  un'autentica  frattura  sociale in una  delle  aree  maggiormente
  vocate  alla  viticoltura,  mortificando  forse  per  sempre   le
  speranze   di   tantissimi  piccoli   e   medi   produttori   che
  costituiscono tuttora uno degli elementi essenziali  del  tessuto
  economico e produttivo di quel territorio;

   appare   indispensabile,   urgente  ed   improcrastinabile   una
  risposta  concreta  del Governo della Regione ad  un'esigenza  di
  tanto vasta portata e di così immediato interesse generale;

   la  salvaguardia  di  un patrimonio sociale ed  economico  tanto
  rilevante,  quale  è  quello  di oltre  1.500  viticoltori,  deve
  avvenire  non certamente attraverso la concessione di inesistenti
  e,   peraltro,   non   richiesti  privilegi,   ma   semplicemente
  riconoscendo ai predetti cittadini siciliani gli stessi  identici
  diritti  che  vengono  riconosciuti ai  viticoltori  delle  altre
  regioni italiane;

   per conoscere:

   quali  siano,  innanzitutto, le ragioni che  hanno  impedito  di
  tenere  in  considerazione la richiesta, in premessa  citata,  di
  scorrimento   della  graduatoria  dei  progetti  collettivi   non
  beneficiari di finanziamento, conseguente al Bando OCM VINO 2004,
  solo  per mancanza di adeguata copertura finanziaria, pur essendo
  perfettamente  ammissibili  sotto  il  profilo  amministrativo  e
  tecnico;

   per  quale  ragione non siano state tenute in considerazione  le
  richieste  subordinate  degli stessi  soggetti  presentatori  dei
  progetti  collettivi  non finanziati, e  cioè  l'inserimento  nel
  Bando pubblicato nella GURS - Parte I - numero 54, approvato  con
  Decreto    10    novembre    2006   dell'Assessorato    regionale
  dell'agricoltura  e  delle foreste, di criteri  che  concedessero
  possibili  e  legittime priorità ai progetti  presentati  con  il
  Bando  OCM  VINO  del  2004, perfettamente ammissibili  sotto  il
  profilo  amministrativo  e  tecnico e  non  finanziati  solo  per
  carenza di risorse;

   se   non   ritengano,   qualora   consentito   dalla   normativa
  comunitaria,  di abbassare la superficie massima ammissibile  per
  progetto,   onde   consentire  una  più   ampia   copertura   del
  finanziamento con le limitate risorse disponibili;

   se  non  ritengano,  qualora le istanze precedenti  non  fossero
  oggettivamente  suscettibili di accoglimento, di impegnare  anche
  risorse  della  Regione  siciliana  ad  integrazione  di   quelle
  comunitarie, al fine di impedire che ancora una volta,  solo  per
  carenza di risorse finanziarie, migliaia di viticoltori rimangano
  privi degli aiuti di cui avrebbero certamente diritto;

   quali  eventuali iniziative ulteriori o diverse da quelle  prima
  indicate  intendano  porre  in  essere,  tempestivamente  e   con
  urgenza,  per  salvaguardare  un patrimonio  tanto  rilevante  ed
  irrinunciabile   quale  è  certamente  quello  di   oltre   1.500
  viticoltori  della  provincia  di  Trapani  ed  in  parte   della
  provincia  di  Palermo  che, se non adeguatamente  salvaguardati,
  sarebbero messi irreparabilmente in ginocchio dall'esclusione dal
  finanziamento  dell'OCM  VINO  2006  relative  al  Bando  per  la
  selezione  e  la successiva predisposizione della graduatoria  di
  cui  al  piano  regionale per la ristrutturazione e riconversione
  dei  vigneti,  dopo non aver potuto beneficiare del finanziamento
  OCM VINO 2004». (15)

                                                          GUCCIARDI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   la  legge nazionale 16 marzo 1987, numero 115, all'articolo3,  e
  le  successive  circolari esplicative numero 469 del  19  gennaio
  1989  e numero 529 del 17 marzo 1990 stabiliscono le modalità  di
  cura  per  i soggetti affetti da diabete mellito, con particolare
  riferimento a coloro che si trovano in età evolutiva;

   la  gran parte delle Regioni d'Italia ha già da tempo legiferato
  in  conformità  con quanto previsto dalla legge nazionale  numero
  115  del  1987 e, viceversa, la Regione siciliana non  ha  ancora
  provveduto in tal senso, determinando elementi di criticità nelle
  modalità  di assistenza, nonché accertato aggravio dei costi  per
  la cura della patologia sopra richiamata;

   il  decreto ministeriale 27 agosto 1999, numero 332, articolo I,
  comma 6, ribadisce quanto già previsto dalla circolare numero 469
  del    19    gennaio    1989,    con   particolare    riferimento
  all'utilizzazione dei  microinfusori' che devono essere  affidati
  ai  soggetti  beneficiari in comodato d'uso,  in  modo  da  poter
  essere  riacquisiti  dal  servizio diabetologico  competente  per
  territorio  per  essere riutilizzati nei  casi  in  cui  ciò  sia
  possibile e opportuno;

   considerato che:

   con  il  decreto  regionale  del  30  aprile  2002,  predisposto
  dall'Assessorato  regionale  della sanità,  grande  spazio  viene
  dedicato  al   diabete  in  età  evolutiva'  e  ad  una   diversa
  organizzazione delle strutture diabetologiche siciliane;

   tra  gli  obiettivi del decreto regionale di cui sopra rientrano
  il  miglioramento della qualità di vita, il normale accrescimento
  psicofisico   e   l'accettazione  della    condizione   diabete',
  ,evitando  che il bambino con diabete venga trattato  da  malato,
  considerato che attraverso un'adeguata assistenza ed un  efficace
  sostegno  psico-pedagogico il bambino può crescere in  salute  al
  pari dei suoi coetanei;

   visto  che  la  nota  dell'IRS numero 0454 del  25  marzo  2004,
  avente  come  oggetto   microinfusori di  insulina  per  pazienti
  diabetici'  così recita:  ... pertanto si ritiene che le  Aziende
  UU.SS.LL.  debbano  dare seguito, qualora se  ne  verifichino  le
  condizioni,  alla  fornitura  di  microinfusori  per  l'infusione
  programmata  di  insulina  in  comodato  d'uso  anche   a   tempo
  protratto, stante l'evoluzione avvenuta di recente nel settore  e
  la  messa  in  commercio di apparecchi più sicuri ed idonei  alle
  necessità  terapeutiche  dei  pazienti,  nonché  degli  accessori
  indispensabili per l'attuazione e l'efficacia della terapia.';

   per  conoscere quali provvedimenti vogliano porre in essere  per
  migliorare la qualità del servizio di cui sopra, anche attraverso
  il recepimento della legge nazionale 16 marzo 1987, numero 115  e
  un'adeguata regolamentazione delle modalità di assistenza  per  i
  soggetti affetti dalla patologia richiamata sopra». (16)

                                                         BORSELLINO

   «All'Assessore  per  la  sanità, premesso  che  la  Croce  Rossa
  Italiana  (CRI) ha eletto democraticamente, con la partecipazione
  e  rappresentanza di tutta l'Associazione (Comitati  locali),  il
  suo nuovo presidente;

   l'elezione intende segnare una svolta, nella prospettiva di  una
  gestione  più  aderente ai fini istituzionali  ed  alla  missione
  umanitaria nazionale ed internazionale della CRI;

   attualmente   la  CRI  si  trova  ad  affrontare   gli   effetti
  disastrosi   della   precedente   gestione   commissariale,   con
  particolare  riferimento  all'equilibrio  del  bilancio  ed  alla
  trasparenza di alcuni atti gestionali;

   tale   situazione  -  oggetto  di  un'ispezione  del   Ministero
  dell'Economia   e   delle  Finanze  -  ha  avuto,   tra   l'altro
  ripercussione negativa sui dipendenti relativamente  al  saldo  e
  all'acconto dei compensi incentivanti degli anni 2005 e 2006;

   la  passata  gestione commissariale ha, tra l'altro, avviato  un
  processo  di sostanziale privatizzazione della CRI attraverso  la
  costituzione  -  per il momento in Sicilia - di  una  società  di
  capitale   denominata   SI.S.S.A.   s.r.l.   (Siciliana   Servizi
  SocioAssistenziali),  i cui proprietari sono  la  SI.S.E.  S.p.A.
  (Siciliana Servizi Emergenza) e il Consorzio per la formazione  e
  la ricerca in materia di servizi sociali;

   la  SI.S.E. S.p.A. - costituita nel 1999 tra soggetti privati ed
  il  Comitato regionale della CRI della Sicilia ed attualmente  di
  proprietà  del Sottocomitato di Borgo San Dalmazzo della  CRI  in
  provincia di Cuneo - ha finalità di gestione diretta  dei servizi
  pubblici  di  assistenza e del pronto intervento 118  all'interno
  dell'ambito territoriale della regione Sicilia....in convenzione,
  concessione   e/o  appalto'  di   promozione,  organizzazione   e
  gestione di corsi di formazione professionali nell'ambito  socio-
  sanitario-assistenziale  a favore dei  propri  dipendenti  e  per
  conto  terzi, corsi per disoccupati da inserire nel  mercato  del
  lavoro  utilizzando  fondi  regionali, nazionali  e  comunitari',
  nonché  'lo svolgimento di attività socio-sanitario-assistenziale
  in  genere  anche  in occasione di calamità e  di  emergenze  sia
  all'interno della Comunità europea che in campo internazionale';

   scopo  della SI.S.S.A. s.r.l. è  la gestione di servizi pubblici
  e  privati in materia di servizi socio-assistenziali-sanitari,  e
  di  formazione e riqualificazione professionale sempre in materia
  dei servizi socio-assistenziali-sanitari, all'interno dell'ambito
  territoriale della regione Sicilia';

   per  il  perseguimento  di tale finalità,  la  SI.S.S.A.  s.r.l.
  svolgerà,   tra   l'altro,   compiti  di  natura   organizzativo-
  gestionale   nell'ambito  del  servizio  nazionale  e   regionale
  sanitario  e  di  protezione  civile'  e   potrà  promuovere   la
  costituzione di società controllate nel caso in cui tali attività
  risultassero   utili   e/o  necessarie  per   il   raggiungimento
  dell'oggetto  sociale, in particolare modo per lo svolgimento  di
  attività  inerenti il settore istituzionale e/o  operativo  della
  Croce Rossa Italiana';

   ritenuto  che la scelta di aver costituito tali società,  i  cui
  scopi  sono  sovrapponibili  a quelli  della  CRI,  prefiguri  lo
  svuotamento  del  ruolo  della CRI  in  quanto  ente  di  diritto
  pubblico   caratterizzato  statutariamente,  tra   l'altro,   dal
  principio  del disinteresse e della volontarietà,  in  quanto  le
  suddette  società,  nel  perseguimento  delle  proprie  finalità,
  assorbono le risorse pubbliche destinate alla CRI, come nel  caso
  del  servizio  di 118, che in Sicilia viene svolto dalla  SI.S.E.
  S.p.A.,  che incamera i finanziamenti stabiliti nell'appalto  tra
  Regione siciliana e CRI;

   per conoscere se:

   non  si  ritenga opportuno verificare se i fatti sopra descritti
  non  configurino  un'elusione dell'articolo 11,  comma  1,  dello
  Statuto  della  CRI, laddove si stabilisce l'incompatibilità  tra
  cariche  associative e incarichi retribuiti, incompatibilità  non
  espressamente prevista dallo Statuto, eppure implicita, quando le
  stesse  persone siano designate dalla CRI a far parte di consigli
  di amministrazione di società controllate;

   non  si ritenga incompatibile con i principi di cui all'articolo
  1 dello Statuto la partecipazione della CRI a società con fini di
  lucro;

   non  si  ritenga necessario tornare all'affidamento  in  Sicilia
  del  servizio  118 alla CRI, al fine di tutelare il diritto  alla
  salute  dei  cittadini salvaguardando altresì  la  posizione  dei
  lavoratori  precari della CRI attualmente in carico alla  SI.S.E.
  S.p.A.». (17)

                                                         BORSELLINO

   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  15  dicembre  2005 sono scaduti i termini per  adempiere  ai
  versamenti  degli  obblighi tributari derivanti dall'articolo  4,
  comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
  del  7 maggio 2004, numero 3354, a favore dei soggetti residenti,
  ovvero  aventi sede legale od operativa, alla data del 29 ottobre
  2002,  in  taluni comuni della provincia di Catania, tra  cui  il
  comune  di Santa Venerina, interessati direttamente dall'eruzione
  del  vulcano Etna e da ordinanze sindacali di sgombero a  seguito
  dello sciame sismico;

   con  Decreto  del  Ministero dell'Economia e  delle  Finanze  17
  maggio  2005 si disponeva la sospensione dei tributi fino  al  15
  dicembre  2005,  stabilendo  che i versamenti  non  eseguiti  per
  effetto  della sospensione (che decorre dal 29 ottobre 2002  fino
  alla suddetta data del 15 dicembre 2005) sono effettuati in unica
  soluzione entro il 16 dicembre 2005, ovvero, a decorrere da  tale
  ultima data e senza aggravio di sanzioni e di interessi, mediante
  rateizzazione mensile pari, al massimo, ad otto volte il  periodo
  di sospensione ;

   allo  scadere del 15 dicembre 2005, al contribuente  delle  zone
  colpite  dall'evento  calamitoso  che  ha  inteso  scegliere   il
  rimborso  rateale  di quanto goduto con tale sospensione,  non  è
  stato   dato   riferimento  concreto  per  poter  effettuare   il
  versamento della prima rata e poi delle successive;

   l'Agenzia delle entrate non ha fornito alcuna indicazione  sulle
  modalità  di pagamento e sui codici tributo da utilizzare  per  i
  diversi versamenti sospesi;

   la   prospettiva  dell'ulteriore  proroga  del  beneficio  della
  sospensione   sino  al  dicembre  2006  pareva  assistita   dalla
  ragionevole  logica  attraverso la quale  negli  anni  precedenti
  veniva  riconosciuto  quasi simultaneamente  il  prosieguo  dello
  stato  di calamità, quindi della sospensione dei tributi, per  le
  zone  dell'Etna  e per quelle del Molise, ciò in ultimo  sino  al
  dicembre 2005;

   a  seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
  22 dicembre 2005, ai comuni dell'Etna, è stato prorogato lo stato
  di calamità per tutto il 2006;

   con  Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  numero
  3496  del  17  febbraio 2006 sono stati differiti al 31  dicembre
  2006 gli obblighi tributari e previdenziali sospesi;

   con  successiva  Ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri numero 3507 del 5 aprile 2006 (Gazzetta Ufficiale  della
  Repubblica  italiana  numero  87  del  13  aprile  2006)   taluni
  contenuti sono stati ulteriormente variati onde evitare  aggravi,
  sanzioni ed interessi sulla popolazione;

   l'Agenzia  delle  Entrate, motivata da un'interpretazione  della
  Direzione  regionale sulla materia, ha voluto sancire l'immediata
  decadenza del beneficio narrato per i contribuenti che non  hanno
  provveduto  al  versamento della prima rata già dal  16  dicembre
  2005;

   il  mancato  pagamento  della prima rata  non  è  imputabile  al
  contribuente, poiché ad esso l'Amministrazione, non  emanando  ìn
  materia  alcuna  istruzione o circolare con annessa  modulistica,
  non  ha  dato  dei riferimenti certi ed univoci  da  seguire  per
  adempiere a quanto dovuto;

   gli  uffici  dell' Agenzia delle Entrate, nel tempo interpellati
  dai  cittadini contribuenti interessati, non sono stati in  grado
  di dare adeguate indicazioni sia sui codici tributo da utilizzare
  per  i  versamenti,  sia  sulle  eventuali  conseguenze  per   il
  pagamento effettuato successivamente alla data stabilita che  per
  l'individuazione del sostituto o del sostituito  d'imposta  quale
  soggetto tenuto ai versamenti;

   solo  nel  marzo 2006 sono pervenuti agli uffici  operativi  gli
  indirizzi  attesi  per  i quali: i versamenti  facevano  capo  al
  sostituito  e  non  al sostituto d'imposta; i codici  tributo  da
  utilizzare erano quelli ordinari; la massima rateizzazione veniva
  fissata in 304 rate; alla data del 16 dicembre 2005 doveva essere
  versato l'intero carico sospeso o almeno la prima rata;

   alla   data  odierna  non  ci  pare  sia  stata  emanata  alcuna
  circolare,  od  altro strumento per i cittadini contribuenti  che
  esplicitasse dette questioni applicative, ragione per la quale  i
  cittadini  interessati non hanno tutt'ora la certezza sull'esatta
  operatività adottata o su quella da adottare per i versamenti  in
  questione;

   in  un primo tempo la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
  (Ufficio  sostituti  d'imposta)  aveva  risposto  ad  un  singolo
  contribuente, che presentò interpello per conoscere  le  modalità
  di  versamento  in  qualità di sostituto  ,  che  avrebbe  dovuto
  effettuare il versamento delle ritenute;

   l'indicazione  prodotta  a  suo tempo dalla  Direzione  Centrale
  Normativa  e Contenzioso (Ufficio sostituti d'imposta) in  merito
  al  soggetto  tenuto ai versamenti di rimborso che  indicava  nel
   sostituto  d'imposta'  il  soggetto  tenuto  ai  versamenti,  ha
  causato  il diffondersi di notizie diverse da quelle più  recenti
  che sembrano oggi riferirsi al  sostituito di imposta';

   alcune  specifiche  categorie  di  beneficiari,  tra  questi   i
  pensionati  che  hanno  richiesto  la  sospensione,  non   avendo
  necessità nell'ordinario di avvalersi di un consulente, non  sono
  stati  messi in condizione di regolarizzare la propria situazione
  debitoria,  credendo  che a tale adempimento  avrebbe  provveduto
  l'Ente   pensionistico   sostituto  d'imposta',  mentre,   taluni
  pensionati  che  hanno  ricevuto dopo il  15  dicembre  2005  gli
  arretrati   di  ritenute  per  le  quali  avevano  in  precedenza
  richiesto  la  sospensione, anche volendo non avrebbero  comunque
  potuto adempiere al versamento di somme di cui non avevano ancora
  consapevolezza della reale riscossione e consistenza;

   la   Direzione  regionale  dell'Agenzia  delle  Entrate  ha  poi
  sancito  che il mancato pagamento della prima rata, o dell'intero
  importo, alla scadenza del 16 dicembre 2005 comporta l'iscrizione
  a  ruolo  a  titolo definitivo dell'intera somma  sospesa  nonché
  l'applicazione  delle  relative sanzioni,  dovendosi  considerare
  decaduti  dal pieno beneficio coloro che non hanno rispettato  il
  termine, e che tale soluzione pare non venga supportata da chiara
  base giuridica;

   l'Agenzia   delle   Entrate  sta  procedendo   all'invio   delle
  comunicazioni  di  irregolarità per la conseguente  iscrizione  a
  ruolo  del carico definitivo inerente i tributi sospesi  e  della
  relativa sanzione; ciò accade per quasi tutti i contribuenti  che
  hanno  usufruito  della  sospensione  dei  termini  poiché  quasi
  nessuno  di essi può aver rispettato la scadenza del 15  dicembre
  2005 per il pagamento della prima rata;
   come  specificato, non erano previste nel decreto di sospensione
  le modalità di versamento, giunte poi tardive alla conoscenza dei
  cittadini;

   tributi   sospesi  maggiorati  della  sanzione  per  la  mancata
  previsione normativa e le necessarie indicazioni in materia;

   sempre  più  cittadini,  disorientati  su  come  versare  quanto
  dovuto,  hanno comunque provveduto ai suddetti pagamenti rateali,
  adottando l'applicabilità dell'istituto del ravvedimento  operoso
  di  cui all'articolo 13 del Decreto legislativonumero 472/97  per
  quanto  non  pagato  dal 16 dicembre 2005 ad oggi,  oppure  hanno
  provveduto  a tali versamenti quando siano stati loro  notificati
  atti  impositivi,  ovvero taluni contribuenti  hanno  iniziato  a
  pagare  le  rate  da quando sono state fornite  loro  indicazioni
  sulle modalità di pagamento,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare un provvedimento urgente di richiesta di proroga al
  31  dicembre  2006  del  termine  per  gli  adempimenti  derivati
  dall'articolo  1,  comma  2, del Decreto ministeriale  17  maggio
  2005,  riguardante gli eventi calamitosi 2002 nella provincia  di
  Catania,  così  da  ricreare elementi di uguale  trattamento  tra
  parti del territorio nazionale segnati da analogo evento e simili
  fenomeni distruttivi;

   relativamente ai versamenti non eseguiti, ad intervenire  perché
  gli  stessi  possano  essere effettuati, da  parte  dei  soggetti
  interessati, senza aggravio di sanzioni ed interessi, a decorrere
  dal  primo gennaio 2007 mediante rateizzazione mensile  pari,  al
  massimo, ad otto volte il periodo di sospensione, oppure entro il
  31  gennaio  2007  in unica soluzione. Gli importi  comunque  già
  erogati non sono ripetibili;

   rispetto  agli  adempimenti tributari diversi dai versamenti,  a
  richiedere che essi siano effettuati entro la medesima data;

   a  prevedere, in alternativa, l'applicabilità dell'istituto  del
  ravvedimento   operoso  di  cui  all'articolo  13   del   Decreto
  legislativo numero 472/97, per quei cittadini che debbano  ancora
  procedere  con i versamenti a rateizzazioni mensili,  per  quelli
  cui  siano già stati notificati atti impositivi e per coloro  che
  hanno  iniziato a pagare le rate da quando sono state fornite  le
  indicazioni sulle modalità di pagamento; ciò alla luce del  fatto
  che  molti  cittadini  manifestano, senza esitazione  alcuna,  la
  volontà di iniziare a versare le somme dovute;

   a chiedere per l'anno 2007 lo stato di calamità». (132)

                                         FLERES - CONFALONE - ADAMO
                                            PAGANO - SAVONA -TURANO

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la situazione meteoclimatica registrata in  queste
  ultime  settimane, caratterizzata da temperature elevate oltre  i
  valori  medi stagionali, mancanza di precipitazioni e conseguente
  rischio di siccità, rischia di lasciare il segno sulla produzione
  di quest'anno e, soprattutto, su quella della prossima stagione;

   considerato  che  il perdurare di tale stato di  difficoltà  può
  determinare  problemi  per l'approvvigionamento  idrico  a  scopo
  irriguo per l'agricoltura con il rischio di un forte abbassamento
  del   reddito   degli   agricoltori   costretti,   per   irrigare
  artificialmente  i  campi,  ad affrontare  spese  enormi  per  il
  gasolio;

   ritenuto   altresì  che  il  Governo  della   Regione,   ed   in
  particolare  l'Assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste,  può
  intraprendere  tutte  le  iniziative  necessarie   al   fine   di
  salvaguardare il più possibile i raccolti,

                  impegna il Governo della Regione

   ed in particolare

             l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   a  predisporre tempestivamente un provvedimento per  autorizzare
  gli  Ispettori agrari provinciali all'assegnazione di un maggiore
  quantitativo  di gasolio agricolo per l'irrigazione,  rispetto  a
  quello   normalmente   concesso,  al  fine   di   limitare   così
  l'incremento dei costi alle aziende». (133)

                                  FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che nelle Comunità terapeutiche assistite che  operano
  in  regime di convenzione sono previsti appositi standard sia per
  il personale medico che per quello paramedico e infermieristico;

   osservato  che tali standard mirano a garantire quel  minimo  di
  assistenza  che  giustifica l'esborso di denaro pubblico  per  il
  servizio svolto;

   considerato   che  la  particolare  funzione   dei   CTA   rende
  indispensabile  una continuità e stabilità dei medici,  come  nel
  caso  degli  psichiatri, mentre in molti casi (soprattutto  nella
  provincia  di  Catania)  proprio questo  livello  dirigenziale  è
  volutamente  tenuto  in  uno  stato  di  precarietà  per  poterlo
  allontanare  quando  non sufficientemente subalterno  ai  criteri
  direzionali del gestore privato del CTA;

   ricordato,  invece,  che l'Assessorato regionale  della  sanità,
  con  decreto  assessoriale  13 ottobre 1997  (Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana  numero 70 del  13  dicembre  1997)  ha
  istituito  l'Albo  regionale  degli enti  privati  che  intendono
  concorrere  all'attività  riabilitativa in  regime  residenziale,
  fissando  contestualmente gli standard strutturali  e  funzionali
  delle Comunità terapeutiche assistite riferiti a moduli tipo;

   ricordato  ancora  che, con nota protocollo numero  691  del  26
  novembre  2001,  l'Assessorato ha precisato che  è inequivocabile
  il vincolo degli Enti in questione ad assumere tutto il personale
  di  cui allo standard, inclusi i dirigenti sanitari, nel rispetto
  del  contratto  di  lavoro  in analogia  al  rapporto  di  lavoro
  dipendente  del personale operante nelle strutture  riabilitative
  psichiatriche  direttamente  gestite  dalle  Aziende  USL   della
  Regione'  e  ancora che  qualora non applichino detta  condizione
  decadono automaticamente dall'Albo';
   visto  che  lo  stesso Assessorato, con nota  protocollo  numero
  0584 del 24 aprile 2003 dell'Ispettorato regionale sanitario,  ha
  ribadito  quanto prima affermato, invitando l'ASL 3 di Catania  a
  comunicare  urgentemente i nominativi  di  quegli  enti  che  non
  avessero  stipulato  un  rapporto di  lavoro  subordinato  con  i
  professionisti, al fine di prendere gli opportuni provvedimenti;

   sottolineato che con D.A. 29 aprile 1998 (GURS numero 44  del  5
  settembre 1998) di approvazione di note esplicative del  D.A.  13
  ottobre  1997  si è tra l'altro puntualizzato che  per  direttore
  medico psichiatra, in analogia al servizio pubblico, viene inteso
  il  medico psichiatra individuato come responsabile della CTA. Il
  personale medico psichiatra dovrà comunque garantire una presenza
  settimanale  di  38 ore' intendendo l'obbligo  per  entrambi  gli
  psichiatri  previsti dallo standard di assicurare detta  presenza
  nella  misura prevista, confermando così l'obbligo di assumere  a
  tempo indeterminato tutti i medici operanti nelle CTA;

   constatato   che,  nonostante  i  provvedimenti   inequivocabili
  dell'Assessorato, in moltissime CTA (soprattutto in provincia  di
  Catania) gli enti gestori continuano a mantenere nel precariato e
  a   non   assumere   in  via  definitiva  il  personale   medico-
  dirigenziale,

                  impegna il Governo della Regione

   a  riportare  ordine  nel settore facendo  rispettare,  pena  la
  effettiva  decadenza dall'albo e l'impossibilità a  continuare  a
  percepire  fondi  pubblici, le norme e gli  standard  previsti  a
  tutela   della  salute  dei  ricoverati  e  dell'efficienza   del
  servizio». (134)

                                     VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI
                                 CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
                                    DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO
                                   PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE
                                          TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le mozioni testè  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota protocollo numero  77/06  del
  16 novembre 2006, l'onorevole Fleres ha ritirato l'interrogazione
  numero   110  «Notizie   ed   interventi   a   proposito    della
  situazione gestionale dell'Istituto per ciechi  Ardizzone Gioeni'
  di  Catania», a risposta orale,  dallo stesso presentata in  data
  29  giugno  2006  ed  annunziata nella seduta  numero  8  del  12
  settembre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione di ritiro di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  15  novembre  2006,
  l'onorevole  Ballistreri  ha ritirato  l'interpellanza  numero  7
  «Verifica   della   legittimità  delle  cartelle   di   pagamento
  notificate  agli agricoltori di alcuni comuni della provincia  di
  Messina  su  ruoli emessi dal consorzio di bonifica  numero  11»,
  dallo  stesso  presentata in data 25 ottobre  2006 ed  annunziate
  nella seduta numero 21 del 30 ottobre 2006.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di elezione di vicepresidente di Commissione
                             legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  nella  seduta  numero  17  del   29
  novembre   2006,  la   III   Commissione  legislativa  permanente
   Attività    produttive'    ha   proceduto    all'elezione    del
  Vicepresidente  ed  è  risultato eletto  l'onorevole  Giacomo  Di
  Benedetto,  in  sostituzione dell'onorevole  Antonio  Parrinello,
  dimessosi dalla stessa carica  in pari data.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Onorevoli   colleghi,  essendo  convocata  la   Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per le ore 12.45, la seduta  è
  rinviata ad oggi,  martedì 5 dicembre  2006, alle ore 16.00,  con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 129    -  Interventi  volti  a  garantire  le  attività
                 antropiche  nelle aree di pertinenza e di  confine
                 dei parchi e delle riserve naturali siciliane.

                                        FLERES - CIMINO - CONFALONE
                                         D'AQUINO - TURANO - SAVONA

         N. 130     -Espletamento  dei  concorsi  banditi  per   il
                 conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti.

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                      GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO
                                          ORTISI - TUMINO - RINALDI
                                                  VITRANO - ZANGARA

         N. 131  -Interventi  per la ripresa dei lavori attualmente
                 sospesi   nella  diga  Pietrarossa  al   fine   di
                 completare   e   mettere  in   funzione   un'opera
                 importante per l'agricoltura.

                                  FAGONE - MAIRA - TERRANA - RAGUSA

         N. 132    -   Interventi al fine di prorogare  gli  sgravi
                 tributari  per i comuni del catanese  colpiti  dal
                 sisma dell'ottobre 2002.

                                         FLERES - CONFALONE - ADAMO
                                           PAGANO - SAVONA - TURANO

         N. 133 -   Interventi  urgenti  per  l'assegnazione   agli
                 agricoltori di un quantitativo maggiore di gasolio
                 agricolo agevolato per irrigare artificialmente  i
                 campi.

                                  FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA

         N. 134  -  Interventi  per  assicurare il  rispetto  delle
                 norme  e degli  standard  per  la  gestione  delle
                 Comunità  terapeutiche assistite  che  operano  in
                 regime  di  convenzione a tutela della salute  dei
                 ricoverati e dell'efficienza del servizio.

                                     VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI
                                 CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS
                                    DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO
                                   PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE
                                          TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA

       III   -  GIURAMENTO DEL DEPUTATO ONOREVOLE SALVATORE ANTONINO
        ODDO
  IV   - ESPRESSIONE DEL PARERE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 TER,
  COMMA 3, DELLO STATUTO SICILIANO, SUI PROGETTI DI LEGGE
  COSTITUZIONALE NUMERI 206, 980 E 1241, 1606 DI INIZIATIVA
  PARLAMENTARE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, LIMITATAMENTE ALLE NORME
  RELATIVE ALLA MODIFICA DELLO STATUTO SICILIANO.

            Relatore:  on. Maira

       V   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
        -Norme urgenti in favore del personale degli Enti Fiera (numero
           454.1/A)

            Relatore: on. Cimino

       VI    -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE NUMERO 86  DELL'ONOREVOLE
        BORSELLINO ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE

                  La seduta è tolta alle ore 12.34

                     DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES - «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le   autonomie   locali,  all'Assessore  per   il   turismo,   le
  comunicazioni  e  per i trasporti e all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   lo  stato  complessivo  dell'autostrada  Catania-Palermo  non  è
  certo  dei  migliori:  in  troppi punti la  carreggiata  presenta
  avvallamenti, in altri il guard rail è divelto;

   in  particolare  desta  preoccupazione il  tratto  fra  Agira  e
  Catenanuova  nel  quale si sono verificati,  sia  nelle  stagioni
  calde che in quelle fredde, troppi incidenti mortali;

   la  frequenza dei sinistri induce a ritenere che non  si  tratti
  di  semplice causalità, bensì dell'esistenza di un vero e proprio
  nesso  di causalità fra lo stato dell'autostrada e il verificarsi
  di sinistri;

   nel  mese  di  agosto 2003 nel tratto in oggetto  l'incendio  di
  erbacce   nei   pressi  dell'autostrada  ha   causato   un   maxi
  tamponamento che ha coinvolto oltre venti veicoli e  ha  prodotto
  un bilancio drammatico;

   in  precedenza, nella stagione invernale, si sono verificati due
  incidenti  mortali nel giro di pochi giorni e sempre  nel  tratto
  citato;

   considerato che:

   in  caso  di  incendio o forte vento, la presenza di vegetazione
  lungo  l'intera autostrada rischia di rappresentare un  serio  ed
  evidente pericolo per chiunque si trovi a transitare, soprattutto
  qualora non si provveda tempestivamente alla dovuta manutenzione;

   in  caso  di  pioggia, troppo spesso dai terreni confinanti  con
  l'autostrada, soprattutto nel tratto in questione,  si  riversano
  quantità consistenti di terra e fango, che rappresentano  fattori
  di  gravissimo pericolo per il transito dei veicoli,  soprattutto
  in un'arteria a scorrimento veloce quale l'autostrada;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  urgenti  si  intendano  porre  in  essere
  affinché  l'autostrada  A19  Catania-Palermo  sia  sottoposta  ad
  interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (stato manto
  stradale,  segnaletica  orizzontale  e  verticale,  guard   rail,
  eccetera) per ripristinarne le condizioni minime di sicurezza;

   quali  progetti o finanziamenti siano stati programmati affinché
  vengano  posti  in essere interventi strutturali  sull'autostrada
  A19  Catania-Palermo,  migliorandone lo  stato  globale  a  tutto
  vantaggio della sicurezza di chi vi transita;

   quali interventi urgenti ed indifferibili si intendano porre  in
  essere nel tratto fra Agira e Catenanuova (in entrambi i sensi di
  marcia)  affinché  vengano ristabilite le  condizioni  minime  di
  sicurezza,  considerato  l'alto tasso di  incidenti  avvenuti  in
  questo  particolare  punto,  con  particolare  riferimento   alla
  manutenzione  della vegetazione circostante e  al  controllo  dei
  sistemi di contenimento dei fondi attigui;

   quale  autorità  o ente avrebbe dovuto provvedere  e/o  vigilare
  sulla   regolare   manutenzione   dell'intera   autostrada,   con
  particolare  riferimento al rischio incendi  e  alle  drammatiche
  conseguenze derivanti da questa circostanza;

   se  non  si  ritenga  di  dover disporre un'apposita  ispezione,
  quantomeno nel tratto Agira-Catenanuova, in entrambi i  sensi  di
  marcia,  per  meglio  valutare e vagliare  l'effettivo  stato  di
  pericolo». (103)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 103,   si
  rappresenta quanto segue.
   In  primo  luogo,  si  segnala che la manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria  dell'autostrada  A/19  rientra  nelle   competenze
  dell'ANAS.
   In  particolare,  sotto il profilo del rischio  derivante  dagli
  incendi a margine della sede stradale, si rileva che l'osservanza
  di  tali fenomeni rientra oltre che nei compiti dell'ente gestore
  dell'infrastruttura anche tra quelli competenti alla  difesa  del
  territorio (Vigili del fuoco, Corpo Forestale, eccetera).
   Per  quanto riguarda il tratto Agira/Catenanuova, sarà  cura  di
  questo Dipartimento segnalare il ripetersi del fenomeno agli enti
  preposti, per un maggiore controllo del tratto in questione.
   Per  quanto  riguarda  gli  interventi  strutturali  programmati
  sull'asse  autostradale  in questione, si  riportano  di  seguito
  quelli  inseriti  nel  Piano decennale degli  interventi  che  la
  Società  predispone ed aggiorna periodicamente sulla  base  delle
  necessità  riscontrate  e  riportati  nel  Piano  attuativo   del
  trasporto stradale del PRTM.

                                      Avanzamento e
  Intervento                          costo stimato Fonte

                                                     Piano
                                                     Decennale
                                                     ANAS
                                       Previsione    Nuovi
  Riqualificazionee                   di             interventi
  adeguamento  dell'intero             spesa         Autostrade
   tratto autostradale                 600,000 M    in
                                                     concessione
                                                    e
                                                     gestione
                                                    diretta
  Lavori per il telecontrollo e la
  realizzazione di                     Opera         Legge
   un sistema  di       telecamerea   cantierata     Obiettivo
   circuito chiuso                     5,046 ME      ANAS
   compresa la fornitura e posa in
   opera di cavo in
   fibra ottica.
  Progetto per il ripristino e
  l'adeguamento alle                   Opera         Legge
  normative vigenti di illuminazione  Cantierata     Obiettivo
  tra il Km.                           7,661 M       ANAS
  0+000 ed il Km. 57+000, compreso il
  raccordo
  per via Giafar.
                                                      PRTM
  Ripristino e adeguamento normativo                 Piano
  di alcuni                                         Direttore,
   viadotti                                          Allegato E

                                                     Contratto
                                                    di
  Lavoridi manutenzione                Progetto      programma
  straordinaria        del             esecutivo     triennale
   viadotto Fichera                    21,557 M     ANAS
                                                     2003-05
                                                     (interventi
                                                   non
                                                    appaltati)

  Realizzazione      svincolo          Preliminare  Rimodulazion
  autostradale       per       il     in            e
   collegamento di Polizzi Generosa    corso         POR
   con l'A19.                          25,000 M      000/2006
   Nodo per Piano Battaglia                          Parere ANAS
                                                     26793/04
  Lavori di messa in sicurezza                       Contratto
  mediante interventi di                            di
  pavimentazione tra il Km. 112+500 e  Progetto      programma
  il  Km. 141+200                      esecutivo     triennale
                                       3,549 M      ANAS
                                                     2003-05
                                                     (interventi
                                                   non
                                                    appaltati)
  Riqualifica del tratto autostradale                Piano
  tra il Km. 120+000 ed il Km.         31,000 M     decennale
  157+000 mediante la sostituzione di               ANAS
  giunti, degli appoggi e dei ritegni
  antisismici ed il rifacimento delle               Progettazion
  testate degli impalcati                           i da
                                                    attivare

  Fonti: Piani Attuativi del Trasporto stradale, ferroviario,
  marittimo ed aereo. D.A. 17.11.2004.
  Piano decennale ANAS 2003-2012».

                                               L'Assessore MISURACA

   DE  BENEDICTIS  -  ZAPPULLA  -  «Al  Presidente  della  Regione,
  premesso che:

   sabato  24 giugno, alle ore 11.30, è crollata parte del viadotto
  in  costruzione in località Castelluccio, territorio di  Augusta,
  dell'autostrada Siracusa-Catania;

   il  gravissimo  incidente ha avuto effetti disastrosi,  causando
  la  morte di un giovane operaio di Messina, Antonio Veneziano  di
  28  anni (da soli tre giorni al lavoro) ed il ferimento di  altri
  14  operai  ricoverati  negli ospedali di  Catania  (Cannizzaro),
  Lentini, Augusta e Siracusa;

   la  dinamica dell'incidente poteva produrre, soprattutto  se  si
  fosse  verificato  in  un'altra  qualsiasi  giornata  di  lavoro,
  effetti  ancora  più  devastanti  e  determinare  una  strage  di
  dimensioni inimmaginabili;

   i   lavori   in  questione  sono  stati  affidati  dal   General
  Contractor, la società Pizzarotti, in subappalto all'impresa Spic
  di  Treviso  ed in esse operano circa un centinaio di operai,  in
  tutta l'opera quasi un migliaio;

   si   esprime  dolore  e  solidarietà  alla  vittima  e  ai  suoi
  familiari,  auspicando  piena e pronta  guarigione  a  tutti  gli
  operai  feriti,  con pieno e convinto sostegno alla  magistratura
  affinché bene e in fretta si accertino le cause dell'incidente  e
  le eventuali responsabilità,
   per sapere:

   quali  impegni e provvedimenti il Governo intenda  assumere  per
  elevare  la qualità delle procedure di sicurezza sul lavoro,  per
  affermare  la  cultura  della  prevenzione  nei  cantieri  e  per
  impedire altri incidenti e vittime del lavoro;

   quali  impegni, in particolare, voglia assumere  il  Governo  in
  direzione del potenziamento, in organici e in mezzi, degli uffici
  e  dei  servizi  ispettivi di controllo e verifica  operanti  nei
  territori, con specifico riferimento a quello della provincia  di
  Siracusa;

   quale   ruolo   il   Governo  tenda  a  svolgere   per   evitare
  rallentamenti  o  sospensioni  dei  lavori  di  un'opera  che  si
  conferma  essere  strategica per l'economia e la  stessa  qualità
  della vita di milioni di persone». (2)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  numero  2,  si
  rappresenta quanto segue.
   Per   quanto  di  propria  pertinenza,  ed  in  particolare  per
  l'aspetto  afferente al potenziamento dell'organico e  dei  mezzi
  degli  uffici  ispettivi,  questo  Assessorato  -  attraverso  il
  Progetto  FORMISPE, avviatosi nel 2006 grazie al  cofinanziamento
  dell'Unione Europea - ha inteso operare sia sul potenziamento che
  sul  rafforzamento dell'azione di contrasto nella  sua  accezione
  più ampia.
   In particolare:
   -  nella  prima  fase, conclusasi nel mese di luglio  scorso,  è
  stato  pensato  e  realizzato l'aggiornamento e  riqualificazione
  dell'attuale  Corpo Ispettivo' (compreso il contingente dell'Arma
  dei  Carabinieri  operante attraverso il Nucleo  dell'Ispettorato
  Lavoro);
   -  nella  seconda fase, la cui conclusione si prevede  entro  il
  2007, invece, l'obiettivo ambizioso in chiave di potenziamento  è
  l'inserimento  di  ulteriori  300  nuovi  ispettori  del  lavoro,
  provenienti  per lo più dagli uffici Provinciali del  Lavoro,  in
  seguito  al  completamento  di  un  apposito  percorso  formativo
  condiviso anche con il Ministero del Lavoro.
   Il  disegno  di  legge  sul mercato del  lavoro,  presentato  in
  questi   giorni   alla  Giunta  di  Governo,  inoltre,   prevede,
  all'articolo 6:
   che  il  datore  di  lavoro presenti al  competente  Centro  per
  l'impiego  la  dichiarazione dell'instaurazione del  rapporto  di
  lavoro  antecedentemente all'effettivo  inizio  del  rapporto  di
  lavoro stesso;
   all'articolo  8:  l'istituzione presso  l'Assessorato  regionale
  del   lavoro,   della   previdenza  sociale,   della   formazione
  professionale  e dell'emigrazione del ruolo degli  ispettori  del
  lavoro che consterà di 500 unità;
   destinazione  del  25  per cento delle somme  provenienti  dalle
  sanzioni comminate alle aziende per le violazioni delle leggi sul
  lavoro  a  corsi  di  formazioni e aggiornamento  del  personale,
  nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale  e
  delle  attrezzature  necessarie  allo  svolgimento  dell'attività
  ispettiva».

                                                 L'Assessore SCALIA

   FLERES - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   dall'esame  dei dati, apparsi anche sulla stampa, il  numero  di
  incidenti sul lavoro è in costante aumento;

   il  comparto  maggiormente interessato è  quello  dell'edilizia,
  seguono il comparto metallurgico e poi quello dei trasporti;

   altro  dato  emerso è quello del  lavoro nero' ed i  conseguenti
  incidenti che all'interno di questo mondo si verificano;

   infine, la città nella quale si registrano il maggior numero  di
  incidenti è la città di Catania;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa esposto;

   se  non  intenda comunque procedere ad un'adeguata  campagna  di
  informazione, partendo dalle scuole, sulla sicurezza e  su  tutte
  le norme che la regolamentano». (115)

   Risposta.  - «In riferimento all'interrogazione numero  115,  si
  rappresenta quanto segue.
   Le  attuali  disposizioni legislative afferenti  il  tema  degli
  incidenti sul lavoro ed, in specie, la prevenzione e la sicurezza
  sui  posti  di lavoro, demandano alle Regioni, ed in  particolare
  alle  Aziende Sanitarie Locali, la maggior parte delle competenze
  in materia, mentre per gli effetti del D.P.C.M. numero 412 del 14
  ottobre1997  agli  Ispettorati del Lavoro è stata  attribuita  la
  competenza  a  svolgere attività di prevenzione  e  sicurezza  in
  taluni specifici settori.
   Nell'ambito  della  definizione del campo di  azione  strategica
  del Dipartimento Lavoro, recentemente, questo tipo di attività di
  controllo   e   di  verifica  è  stato  oggetto  di   particolare
  attenzione,  con l'obiettivo di innalzare la vigilanza  specifica
  in   un  contesto,  come  quello  isolano,  caratterizzato  dalle
  criticità socio-economico ampiamente note.
   A  riprova di tali attenzioni, nel corso del primo semestre  del
  2006, sono state effettuate su tutto il territorio regionale  ben
  4.305  ispezioni tecniche, con un incremento rispetto allo stesso
  periodo osservato nel 2005 pari a quasi il 100 per cento.
   Il  disegno di legge in materia di mercato del lavoro presentato
  in  questi giorni, inoltre, prevede all'articolo 8 del Titolo  II
  l'istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro, che consta di
  500 unità, che sarà via via potenziato grazie all'investimento di
  parte  dei  proventi provenienti dalle sanzioni  comminate  dagli
  stessi ispettori per le violazioni delle leggi sul lavoro.
   Per  quanto concerne la campagna informativa sulla sicurezza del
  lavoro,  si  sta predisponendo una circolare che sarà  inviata  a
  tutti i Provveditorati agli Studi nella quale verrà richiesto  di
  destinare appositi spazi per la cultura della sicurezza, legalità
  e non discriminazione nell'ambito del lavoro».

                                                 L'Assessore SCALIA

   FLERES  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni ed i trasporti, premesso che:

   le  strade statali di collegamento Catania-Gela e Catania-Ragusa
  sono ormai sottodimensionate rispetto al flusso veicolare che  vi
  si riversa;

   le  arterie  viarie in oggetto avrebbero bisogno  di  interventi
  strutturali  tali  da rendere più agevole e  sicuro  il  transito
  delle migliaia di autoveicoli che giornalmente le percorrono;

   troppo  alto  è il dazio pagato in termini di vite  umane  negli
  ultimi  anni  a  causa  di  incidenti,  troppo  spesso  derivanti
  dall'assenza di primarie misure di sicurezza, quali  gli  sparti-
  traffico centrali e i guard-rail;

   considerato che:

   il  precario stato della arterie in oggetto rischia  di  causare
  un   parziale   isolamento   dei   comuni   del   Calatino   che,
  indubbiamente, sono quelli maggiormente penalizzati;

   il  mancato  completamento  della Licodia-Libertinia,  peraltro,
  aggrava il precario stato dei collegamenti fra gli stessi  centri
  del Calatino;

   è  in  itinere la costituzione di un coordinamento dei  consigli
  comunali   dell'area  del  Calatino  al  fine  di  dare  maggiore
  incisività  alle  richieste avanzate per il  potenziamento  e  la
  ristrutturazione dei collegamenti stradali e ferroviari sull'asse
  Catania-Gela e Catania-Ragusa;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano porre in essere  affinché
  l'asse viario Catania-Gela e quello Catania-Ragusa possano essere
  interessati  da interventi di potenziamento al fine  di  renderne
  più agevole e sicuro il transito;

   quali  interventi siano stati previsti nel piano  regionale  dei
  trasporti  per  migliorare i collegamenti su strada  e  su  linea
  ferrata fra l'area del Calatino e la città di Catania;

   quali interventi urgenti si intendano compiere per garantire  la
  corretta  e regolare manutenzione della strade statali  ricadenti
  nel comprensorio del Calatino». (96)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero  96,   si
  rappresenta quanto segue.
   Si  segnala,  preliminarmente,  che  la  manutenzione  ordinaria
  delle strade statali rientra nelle competenze dell'ANAS.
   Gli   interventi  di  manutenzione  sono  inseriti   nel   Piano
  decennale degli interventi che la Società predispone ed  aggiorna
  periodicamente sulla base delle necessità riscontrate.
   Sarà  cura del dipartimento trasporti accertare quali interventi
  nel triennio in corso sono previsti nel comprensorio del calatino
  ed  indicare  sulla  base  di specifiche  segnalazioni  eventuali
  interventi urgenti.
   Per  quanto  riguarda gli ulteriori due quesiti, si segnala  che
  il  Piano  Regionale  dei  Trasporti  -  Piano  Direttore  ed  in
  particolare  il  Piano attuativo del trasporto stradale,  prevede
  una  serie  di interventi  minori' sulla rete stradale siciliana,
  peraltro,  previsti nell'A.P.Q. strade e dal Programma  decennale
  ANAS e su itinerari prioritari appartenenti alla rete del Sistema
  Nazionale  Integrato  dei Trasporti (rete S.N.I.T.)  di  primo  o
  secondo livello.
   L'  obiettivo  generale  del Piano è  quello  di  garantire  gli
  scambi  con  i mercati del nord (italiani ed europei), attraverso
  il  potenziamento della SS 640, di alcuni tratti  della  SS  115,
  della   117bis  e  dell'itinerario  SS  194-SS  514  (a  parziale
  sostituzione della SS 417, di cui lo studio delle merci  e  della
  logistica   suggerisce  il  potenziamento),  creando   una   rete
  capillare con buone caratteristiche funzionali tale da facilitare
  i collegamenti di tutta la Sicilia meridionale con i grandi porti
  della  costa orientale e settentrionale e con gli assi  viari  di
  grande comunicazione.
   Tra  gli  interventi  considerati dal Piano figura  1'intervento
  sull'itinerario  Caltagirone-Catania  (SS  417  di   Caltagirone)
  consistente  nell'adeguamento strutturale dei viadotti  Crocilla,
  Castellazzo,  Simeto e del viadotto al km. 41+600  (previsto  dal
  Piano Triennale ANAS per 2.8 M ).
   Ulteriore  intervento  previsto è quello  sull'itinerario  Gela-
  Caltagirone  (SS 117bis). L'itinerario preso in considerazione  è
  formato dal tratto della SS 117bis da Gela fino all'innesto sulla
  SS  417  di  Caltagirone  e  del  tratto  della  SS  417  fino  a
  Caltagirone, dove l'infrastruttura si connetterà alla SSV Licodia
  Eubea-Libertina, nel tratto di prossima costruzione.
   La  SS  417 ha inizio presso Passo di Piazza all'innesto con  la
  SS  117 bis, incrocia la SS 124 presso Caltagirone e poi prosegue
  attraverso  il  territorio  dei  comuni  di  Caltagirone,  Mineo,
  Ramacca e Palagonia e termina presso Catania, innestandosi  sulla
  SS 192.
   Il  Piano  prevede l'adeguamento della SS 124 al tipo  C1  della
  sezione  stradale, predisposto al successivo adeguamento al  tipo
  B,  al fine di realizzare la prima parte di un collegamento Gela-
  Catania    attraverso    l'itinerario    Catania-Lentini-Vizzini-
  Caltagirone-Gela, alternativo a quello lungo la  SS  417,  e  che
  possa,  quindi, sottrarre traffico di attraversamento alla  Piana
  di Catania.
   Il  Piano prevede, quindi, la messa a sistema della SS  417  con
  gli  interventi  di  adeguamento previsti  sulla  Ragusa-Lentini-
  Catania  (SS  514  da  Ragusa a Vizzini e SS  194  da  Vizzini  a
  Lentini,  itinerario appartenente alla rete SNIT di II  livello),
  alla  realizzazione della SSV Licodia Eubea (SNIT II  livello)  e
  del tronco autostradale Catania-Lentini.
   Si  segnala,  infine, la previsione del potenziamento  della  SS
  514  tramite  la  realizzazione della doppia  carreggiata  a  due
  corsie,  la  variante del tracciato della SS 115 che  con  inizio
  dall'abitato  di  Comiso  raggiunge  il  tratto  terminale  della
  costruendo  autostrada Catania-Siracusa-Gela, ed il potenziamento
  delle  SP  numero  7  e  numero 9 in considerazione  dei  carichi
  stradali  attuali e futuri in previsione della messa in esercizio
  dello scalo aeroportuale di Comiso/Magliocco.
   Per  quanto riguarda i collegamenti ferroviari, il piano prevede
  1'elettrificazioni  e  la velocizzazione mediante  rettifiche  di
  tracciato  e  conseguenti modifiche alla linea  di  alimentazione
  elettrica  delle  linee  di collegamento tra  i  principali  nodi
  urbani:   Palermo-Agrigento,  Palermo-Trapani,   Catania-Palermo,
  Catania-Gela, Gela-Siracusa».

                                               L'Assessore MISURACA

   FLERES  - «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni  ed  i
  trasporti, premesso che:

   con  l'articolo 88 della legge regionale numero 32  del  2000  e
  successive  modifiche  ed integrazioni è  stata  disciplinata  in
  Sicilia l'attività di bed and breakfast;

   tale  normativa,  lungi  dal  volere  appesantire  le  procedure
  miranti all'avvio di detta attività, ha voluto prevedere percorsi
  burocratici molto semplificati che riducono al minimo  i  diversi
  passaggi, anche in virtù della particolare tipologia di settore;

   gli  organi  preposti all'applicazione delle citate disposizioni
  di  legge, sia in sede regionale, sia in sede di AA.PP.I.T. hanno
  invece interpretato in maniera assai soggettiva la lettera  della
  legge, introducendo oneri di natura istruttoria del tutto assenti
  nel testo di riferimento, complicando surrettiziamente l'avvio di
  tale attività, rallentandone le procedure;

   è  necessario armonizzare dette indicazioni di natura  meramente
  burocratica,  evitando  di  appesantire  le  procedure   relative
  all'avvio   dell'attività  di  bed  and  breakfast  in   Sicilia,
  limitandosi ad applicare le prescrizioni normative;

   per  sapere  quali iniziative intenda intraprendere al  fine  di
  procedere all'emanazione delle necessarie disposizioni miranti  a
  non appesantire le procedure relative all'avvio dell'attività  di
  bed  and  breakfast  in  Sicilia,  limitandosi  ad  applicare  le
  prescrizioni normative». (420)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero  420,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, numero  32
  ha  istituito  nell'ambito della Regione  Siciliana  il  bed  and
  breakfast, definendolo  attività ricettiva esercitata da soggetti
  che,   avvalendosi   della   propria  organizzazione   familiare,
  utilizzano parte della loro abitazione, ..., fornendo alloggio  e
  prima colazione .
   L'esercizio   di  tale  attività  comporta  per  i   proprietari
  dell'unità abitativa l'obbligo di adibire ad abitazione personale
  l'immobile  medesimo (comma 4) e non necessita  del  rilascio  di
  apposita  licenza  da  parte  del  Comune,  ma  di  una  semplice
  comunicazione di inizio attività al Comune e all'A.A.P.I.T., dopo
  che   quest'ultima  ha  provveduto  ad  effettuare  un   apposito
  sopralluogo  al  fine  del rilascio dell'idoneità  dell'esercizio
  all'attività ed alla classificazione della stessa nel  numero  di
  stelle confacente.
   In   relazione  a  ciò,  infatti,  il  legislatore  ha  previsto
  esplicitamente, al comma 6 dell'articolo 88, per  tale  forma  di
  attività ricettiva una disciplina più semplice rispetto a  quella
  applicata alle strutture alberghiere ed extra-alberghiere.
   Tale  disposizione di carattere speciale che prevede la denuncia
  in   luogo  dell'autorizzazione  è,  tra  l'altro,  espressamente
  prevista dall'articolo 19 della legge 537/1993, che consente   di
  intraprendere l'esercizio di un'attività sulla base di  una  mera
  denuncia, detta dichiarazione sostitutiva, senza dover conseguire
  il   prescritto  titolo  autorizzativo.  In  tali   casi   spetta
  all'Amministrazione  competente  verificare  la  sussistenza  dei
  requisiti di legge e disporre, entro 60 giorni, con provvedimento
  motivato, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione
  degli effetti .
   Nella  considerazione  che questa Amministrazione  si  è  sempre
  attenuta  al dettato normativo e che le A.A.P.I.T. della  Sicilia
  sono state sensibilizzate affinché l'applicazione della legge non
  venisse  rallentata  da  interpretazioni soggettive  delle  norme
  riguardanti l'attività di bed and breakfast, si rappresenta  che,
  nel  caso  in  cui si venisse a conoscenza di fatti o circostanze
  che  rallentino  il  corretto  iter  amministrativo  per  l'avvio
  dell'attività in argomento, questa Amministrazione sarà pronta ad
  impartire ulteriori disposizioni affinché gli organismi  preposti
  non appesantiscano l'attività amministrativa stessa».

                                               L'Assessore MISURACA