Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
n. 129 «Interventi volti a garantire le attività antropiche
nelle aree di pertinenza e di confine dei parchi e delle riserve
naturali siciliane», degli onorevoli Fleres Salvatore, Cimino
Michele, Confalone Giancarlo, D'Aquino Antonio, Turano Girolamo,
Savona Riccardo;
n. 130 «Espletamento dei concorsi banditi per il conferimento
delle sedi farmaceutiche vacanti», degli onorevoli Barbagallo
Giovanni, Ammatuna Roberto, Culicchia Vicenzino, Fiorenza Cataldo,
Galletti Giuseppe, Gucciardi Baldassare, Galvagno Francesco,
Vitrano Gaspare, Zangara Andrea;
n. 131 «Interventi per la ripresa dei lavori attualmente sospesi
nella diga Pietrarossa al fine di completare e mettere in funzione
un' opera importante per l' agricoltura», degli onorevoli Fagone
Fausto, Maira Raimondo, Terrana Decio, Ragusa Orazio;
n. 132 «Interventi al fine di prorogare gli sgravi tributari per
i comuni del catanese colpiti dal sisma dell'ottobre 2002» degli
onorevoli Fleres Salvatore, Confalone Giancarlo, Adamo Giulia,
Pagano Alessandro, Savona Riccardo, Turano Girolamo;
n. 133 « Interventi urgenti per l'assegnazione agli agricoltori
di un quantitativo maggiore di gasolio agricolo agevolato per
irrigare artificialmente i campi», degli onorevoli Fagone Fausto,
Maira Raimondo, Ragusa Orazio, Terrana Decio;
n. 134 «Interventi per assicurare il rispetto delle norme e degli
standard previsti per la gestione delle Comunità terapeutiche
assistite che operano in regime di convenzione a tutela della
salute dei ricoverati e dell'efficienza del servizio», degli
onorevoli Villari Giovanni, Cracolici Antonino, Apprendi Giuseppe,
Calanna Francesco, Cantafia Francesco, De Benedictis Roberto, Di
Benedetto Giacomo, Di Guardo Antonino, Oddo Camillo, Panarello
Filippo, Panepinto Giovanni, Speziale Calogero, Termine Salvatore,
Zago Salvatore, Zappulla Giuseppe.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
FLERES, segretario:
«Assemblea Regionale Siciliana
Premesso che:
in Sicilia le aree sottoposte a vincolo naturalistico, parchi e
riserve naturali, ammontano a circa 2.825 Kmq e che buona parte di
questa grande fetta del territorio siciliano è da considerarsi
come cintura di perimetrazione dell'effettiva area protetta;
le attività antropiche esercitate all'interno delle aree protette
o nelle aree limitrofe sono di notevole importanza per l'economia
della Regione;
le eccessive restrizioni normative nelle aree in questione
ostacolano il normale proseguimento delle attività imprenditoriali
esistenti;
in molti casi le attività agricole nelle aree perimetrali dei
parchi e delle riserve naturali sono minacciate da una mancanza di
controllo numerico e sanitario della fauna interna alle aree
protette, coniglio in particolare;
Considerato che:
è necessario tutelare dagli eccessi legislativi le attività
agricole e artigianali ricadenti nelle aree poste a vincolo
naturalistico ed in quelle loro confinanti;
sarebbe auspicabile regolamentare degli interventi di
contenimento della fauna dove quest'ultima arreca danno sia
all'eco sistema che alle attività antropiche;
l'attività venatoria controllata, in determinate zone, potrebbe
essere una soluzione alla sovrappopolazione di specie animali
infestanti,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere azioni a tutela delle attività antropiche
esistenti all'interno dei parchi e delle riserve naturali della
Regione e nelle zone di cintura e confine delle stesse;
ad attivare sistemi di contenimento delle specie animali, il cui
numero diventa dannoso per l'agricoltura;
a verificare la possibilità di riperimetrare le aree in questione
e le relative zone di rispetto, tenendo conto dell'antropizzazione
delle medesime.» (129)
FLERES-CIMINO-CONFALONE-
D'AQUINO-TURANO-SAVONA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con D.A del 27 giugno 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana del 28 luglio 2000, sono stati banditi i
concorsi, per titoli ed esami, per il conferimento di sedi
farmaceutiche nelle nove Province regionali dell'Isola, modificato
successivamente con nuovo D.A. del 22 agosto 2000, n. 9,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 25
agosto 2000;
numerose iniziative sono state promosse da talune importanti
associazioni di categoria e, fra queste, vanno senz'altro
ricordate le 'nove regole della trasparenza per la formazione
delle commissioni giudicatrici, approvate, tra l'altro,
dall'assemblea dei farmacisti di Catania nell'anno 1999,
consegnate all'Assessore per la sanità protempore nell'agosto
2000, nonché recepite, per una migliore diffusione, dalla
Federazione nazionale dei farmacisti non titolari nell'anno 2001,
come riportato anche dagli organi di stampa;
Visto che:
al fine di garantire la speditezza e celerità del concorso,
l'art. 4 della Legge 8 novembre 1991, n. 362, al comma 3, impone
persino la nomina da parte del Ministro della Sanità di un
commissario ad acta incaricato dell'indizione del concorso e della
nomina della commissione giudicatrice nel caso in cui non si
provveda, entro i 10 giorni successivi alla pubblicazione del
bando, alla nomina della commissione stessa;
il comma 8 del richiamato articolo 4 recita 'qualora le
commissioni non provvedano ad espletare il concorso nei termini di
cui al comma 6 (entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del
bando), le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano o
il commissario ad acta di cui al comma 3 provvedono entro 10
giorni alla nomina di una nuova commissione';
sono trascorsi infruttuosamente più di 6 anni senza che le nuove
farmacie siano state aperte e persino senza che la stessa prova di
concorso sia stata espletata;
Ritenuto che:
il rallentamento delle procedure concorsuali danneggia un'ampia
fascia della popolazione (stimabile intorno ai 210 mila abitanti)
in quanto ogni farmacia deve servire un bacino di utenza fissato
dall'art. 1 della Legge 8 novembre 1991, n. 362, in modo che vi
sia una farmacia ogni 5.000 abitanti nei comuni con popolazione
fino a 12.500 abitanti ed una farmacia ogni 5.000 abitanti negli
altri comuni;
in atto in moltissimi comuni siciliani non è, pertanto, possibile
garantire quelle condizioni minime per fornire un'adeguata
assistenza farmaceutica;
il celere e regolare svolgimento del concorso garantirebbe anche
un soddisfacimento delle aspettative occupazionali della categoria
ed, in particolare, delle fasce oggi più deboli, quali i giovani
ed i farmacisti non titolari, determinando l'occupazione di circa
100 nuovi farmacisti e degli altri operatori della filiera;
ulteriori ingiustificati ritardi nell'espletamento dei
concorsi banditi svilirebbero quell'impegno in questi anni profuso
per porre fine alle pratiche clientelari che hanno fatto della
mancata assegnazione delle sedi farmaceutiche vacanti uno dei
principali terreni di scambio politico, con grave depauperamento
del diritto dei cittadini ad un'assistenza farmaceutica adeguata
ed omogenea su tutto il territorio;
Atteso che l'Ordine dei Farmacisti della provincia di Catania ha
presentato, con delibera del consiglio direttivo dell'1 aprile
2005, punto 3, un esposto alla Procura della Repubblica di Catania
ed alla Procura della Repubblica di Palermo per denunciare proprio
dette lungaggini e gli inspiegabili ritardi che finiscono per
depauperare la stessa efficienza del servizio farmaceutico,
impegna il Governo della Regione
a completare, entro 30 giorni dall'approvazione della presente
mozione, le procedure necessarie per una rapida conclusione dei
concorsi banditi per il conferimento delle sedi farmaceutiche
vacanti, nominando nelle commissioni persone di elevato profilo,
di specchiata moralità e di prima nomina, onde evitare
quell'insopportabile groviglio di interessi o di intrecci
incrociati che minano la trasparenza dei concorsi e la stessa
credibilità delle istituzioni, garanti di equità, di legalità e
del rispetto delle regole;
a ristabilire il giusto rapporto farmacie-
popolazione fissato dalla legge 8 novembre 1991, n. 362, parametro
oggi largamente disatteso, a causa delle numerose sedi di farmacie
che risultano essere vacanti, perseguendo, quindi, l'obiettivo di
migliorare l'efficienza e la qualità dell'assistenza farmaceutica,
con carattere di omogeneità nel territorio regionale.» (130)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA -
GALLETTI - GUCCIARDI - FIORENZA -
GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO -
ORTISI - TUMINO - RINALDI - VITRANO -
ZANGARA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
recentemente si è appreso dalla stampa che l' invaso di
Pietrarossa viene definito dai sindacati CGIL, CISL e UIL come una
delle eterne opere incompiute siciliane ;
l'invaso, che si trova nei comprensori di Caltagirone, Catania e
Siracusa, fu appaltato nel 1988 e nel 1989 iniziarono i lavori;
oggi l' invaso è ultimato al 95 per cento e mancano da 5 a 7
metri di materiale per completare il corpo-diga;
Ritenuto che la realizzazione di quest'opera rappresenta una
risorsa economica fondamentale per la popolazione del
comprensorio, che vive esclusivamente di agricoltura, e darebbe un
enorme aiuto, con l'afflusso d'acqua convogliata, alle piantagioni
di ortaggi, carciofeti, frutteti e agrumeti;
Ritenuto ancora che la denuncia dei sindacati è infondata dal
momento che l'opera non è stata ancora ultimata non perché
ignorata dal Governo regionale, ma perché la Soprintendenza di
Enna ha posto il veto sulla stessa, anche se quasi interamente
realizzata,
impegna il Governo della Regione
nell' ambito della propria autonomia statuaria e legislativa, ad
intervenire tempestivamente per ultimare i lavori di un'opera di
vitale importanza per la salvaguardia del futuro dell' economia
agricola del comprensorio Calatino e per continuare a costruire il
futuro della Sicilia.» (131)
FAGONE - MAIRA - TERRANA - RAGUSA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il 15 dicembre 2005 sono scaduti i termini per adempiere ai
versamenti degli obblighi tributari derivanti dall'articolo 4,
comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 7 maggio 2004, n. 3354, a favore dei soggetti residenti,
ovvero aventi sede legale od operativa, alla data del 29 ottobre
2002, in taluni comuni della provincia di Catania, tra cui il
comune di Santa Venerina, interessati direttamente
dall'eruzione del vulcano Etna e da ordinanze sindacali di
sgombero a seguito dello sciame sismico;
con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 17 maggio
2005 si disponeva la sospensione dei tributi fino al 15 dicembre
2005, stabilendo che i versamenti non eseguiti per effetto della
sospensione (che decorre dal 29 ottobre 2002 fino alla suddetta
data del 15 dicembre 2005) sono effettuati in unica soluzione
entro il 16 dicembre 2005, ovvero, a decorrere da tale ultima data
e senza aggravio di sanzioni e di interessi, mediante
rateizzazione mensile pari, al massimo, ad otto volte il periodo
di sospensione;
allo scadere del 15 dicembre 2005, al contribuente delle zone
colpite dall'evento calamitoso che ha inteso scegliere il rimborso
rateale di quanto goduto con tale sospensione, non è stato dato
riferimento concreto per poter effettuare il versamento della
prima rata e poi delle successive;
l'Agenzia delle entrate non ha fornito alcuna indicazione sulle
modalità di pagamento e sui codici tributo da utilizzare per i
diversi versamenti sospesi;
la prospettiva dell'ulteriore proroga del beneficio della
sospensione sino al dicembre 2006 pareva assistita dalla
ragionevole logica attraverso la quale negli anni precedenti
veniva riconosciuto quasi simultaneamente il prosieguo dello stato
di calamità, quindi della sospensione dei tributi, per le zone
dell'Etna e per quelle del Molise, ciò in ultimo sino al dicembre
2005;
a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
22 dicembre 2005, ai comuni dell'Etna, è stato prorogato lo stato
di calamità per tutto il 2006;
con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3496
del 17 febbraio 2006 sono stati differiti al 31 dicembre 2006 gli
obblighi tributari e previdenziali sospesi;
con successiva Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3507 del 5 aprile 2006 (Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 87 del 13 aprile 2006) taluni contenuti
sono stati ulteriormente variati onde evitare aggravi, sanzioni ed
interessi sulla popolazione;
l'Agenzia delle Entrate, motivata da un'interpretazione della
Direzione regionale sulla materia, ha voluto sancire l'immediata
decadenza del beneficio narrato per i contribuenti che non hanno
provveduto al versamento della prima rata già dal 16 dicembre
2005;
il mancato pagamento della prima rata non è imputabile al
contribuente, poichè ad esso l'Amministrazione, non emanando ìn
materia alcuna istruzione o circolare con annessa modulistica, non
ha dato dei riferimenti certi ed univochi da seguire per adempiere
a quanto dovuto;
gli uffici dell' Agenzia delle Entrate, nel tempo interpellati
dai cittadini contribuenti interessati, non sono stati in grado di
dare adeguate indicazioni sia sui codici tributo da utilizzare per
i versamenti, sia sulle eventuali conseguenze per il pagamento
effettuato successivamente alla data stabilita che per
l'individuazione del sostituto o del sostituito d'imposta quale
soggetto tenuto ai versamenti;
solo nel marzo 2006 sono pervenuti agli uffici operativi gli
indirizzi attesi per i quali: i versamenti facevano capo al
sostituito e non al sostituto d'imposta; i codici tributo da
utilizzare erano quelli ordinari; la massima rateizzazione veniva
fissata in 304 rate; alla data del 16 dicembre 2005 doveva essere
versato l'intero carico sospeso o almeno la prima rata;
alla data odierna non ci pare sia stata emanata alcuna circolare,
od altro strumento per i cittadini contribuenti che esplicitasse
dette questioni applicative, ragione per la quale i cittadini
interessati non hanno tutt'ora la certezza sull'esatta operatività
adottata o su quella da adottare per i versamenti in questione;
in un primo tempo la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
(Ufficio sostituti d'imposta) aveva risposto ad un singolo
contribuente, che presentò interpello per conoscere le modalità di
versamento in qualità di sostituto, che avrebbe dovuto effettuare
il versamento delle ritenute;
l'indicazione prodotta a suo tempo dalla Direzione Centrale
Normativa e Contenzioso (Ufficio sostituti d'imposta) in merito al
soggetto tenuto ai versamenti di rimborso che indicava nel
'sostituto d'imposta' il soggetto tenuto ai versamenti, ha causato
il diffondersi di notizie diverse da quelle più recenti che
sembrano oggi riferirsi al 'sostituito di imposta';
alcune specifiche categorie di beneficiari, tra questi i
pensionati che hanno richiesto la sospensione, non avendo
necessità nell'ordinario di avvalersi di un consulente, non sono
stati messi in condizione di regolarizzare la propria situazione
debitoria, credendo che a tale adempimento avrebbe provveduto
l'Ente pensionistico 'sostituto d'imposta', mentre, taluni
pensionati che hanno ricevuto dopo il 15 dicembre 2005 gli
arretrati di ritenute per le quali avevano in precedenza richiesto
la sospensione, anche volendo non avrebbero comunque potuto
adempiere al versamento di somme di cui non avevano ancora
consapevolezza della reale riscossione e consistenza;
la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate ha poi sancito
che il mancato pagamento della prima rata, o dell'intero importo,
alla scadenza del 16 dicembre 2005 comporta l'iscrizione a ruolo a
titolo definitivo dell'intera somma sospesa nonché l'applicazione
delle relative sanzioni, dovendosi considerare decaduti dal pieno
beneficio coloro che non hanno rispettato il termine, e che tale
soluzione pare non venga supportata da chiara base giuridica;
l'Agenzia delle Entrate sta procedendo all'invio delle
comunicazioni di irregolarità per la conseguente iscrizione a
ruolo del carico definitivo inerente i tributi sospesi e della
relativa sanzione; ciò accade per quasi tutti i contribuenti che
hanno usufruito della sospensione dei termini poiché quasi nessuno
di essi può aver rispettato la scadenza del 15 dicembre 2005 per
il pagamento della prima rata;
come specificato, non erano previste nel decreto di sospensione
le modalità di versamento, giunte poi tardive alla conoscenza dei
cittadini;
tributi sospesi maggiorati della sanzione per la mancata
previsione normativa e le necessarie indicazioni in materia;
sempre più cittadini, disorientati su come versare quanto dovuto,
hanno comunque provveduto ai
suddetti pagamenti rateali , adottando l'applicabilità
dell'istituto del ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del
D.lgs n. 472/97 per quanto non pagato dal 16 dicembre 2005 ad
oggi, oppure hanno provveduto a tali versamenti quando siano stati
loro notificati atti impositivi, ovvero taluni contribuenti hanno
iniziato a pagare le rate da quando sono state fornite loro
indicazioni sulle modalità di pagamento,
impegna il Governo della Regione
ad adottare un provvedimento urgente di richiesta di proroga al
31 dicembre 2006 del termine per gli adempimenti derivati
dall'art. 1, comma 2, del Decreto ministeriale 17 maggio 2005,
riguardante gli eventi calamitosi 2002 nella provincia di Catania,
così da ricreare elementi di uguale trattamento tra parti del
territorio nazionale segnati da analogo evento e simili fenomeni
distruttivi;
relativamente ai versamenti non eseguiti, ad intervenire perchè
gli stessi possano essere effettuati, da parte dei soggetti
interessati, senza aggravio di sanzioni ed interessi, a decorrere
dal 1 gennaio 2007 mediante rateizzazione mensile pari, al
massimo, ad otto volte il periodo di sospensione, oppure entro il
31 gennaio 2007 in unica soluzione. Gli importi comunque già
erogati non sono ripetibili;
rispetto agli adempimenti tributari diversi dai versamenti, a
richiedere che essi siano effettuati entro la medesima data;
a prevedere, in alternativa, l'applicabilità dell'istituto del
ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del D.lgs n. 472/97, per
quei cittadini che debbano ancora procedere con i versamenti a
rateizzazioni mensili, per quelli cui siano già stati notificati
atti impositivi e per coloro che hanno iniziato a pagare le rate
da quando sono state fornite le indicazioni sulle modalità di
pagamento; ciò alla luce del fatto che molti cittadini
manifestano, senza esitazione alcuna, la volontà di iniziare a
versare le somme dovute;
a chiedere per l'anno 2007 lo stato di calamità.» (132)
FLERES - CONFALONE - ADAMO -
PAGANO - SAVONA -TURANO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la situazione meteoclimatica registrata in queste
ultime settimane, caratterizzata da temperature elevate oltre i
valori medi stagionali, mancanza di precipitazioni e conseguente
rischio di siccità, rischia di lasciare il segno sulla produzione
di quest'anno e, soprattutto, su quella della prossima stagione;
Considerato che il perdurare di tale stato di difficoltà può
determinare problemi per l'approvvigionamento idrico a
scopo irriguo per l'agricoltura con il rischio di un forte
abbassamento del reddito degli agricoltori costretti, per irrigare
artificialmente i campi, ad affrontare spese enormi per il
gasolio;
Ritenuto altresì che il Governo della Regione, ed in particolare
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste, può intraprendere
tutte le iniziative necessarie al fine di salvaguardare il più
possibile i raccolti,
impegna il Governo della Regione
ed in particolare
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a predisporre tempestivamente un provvedimento per autorizzare
gli Ispettori agrari provinciali all'assegnazione di un maggiore
quantitativo di gasolio agricolo per l'irrigazione, rispetto a
quello normalmente concesso, al fine di limitare così l'incremento
dei costi alle aziende.»(133)
FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nelle Comunità terapeutiche assistite che operano in
regime di convenzione sono previsti appositi standard sia per il
personale medico che per quello paramedico e infermieristico;
Osservato che tali standard mirano a garantire quel minimo di
assistenza che giustifica l'esborso di denaro pubblico per il
servizio svolto;
Considerato che la particolare funzione dei CTA rende
indispensabile una continuità e stabilità dei medici, come nel
caso degli psichiatri, mentre in molti casi (soprattutto nella
provincia di Catania) proprio questo livello dirigenziale è
volutamente tenuto in uno stato di precarietà per poterlo
allontanare quando non sufficientemente subalterno ai criteri
direzionali del gestore privato del CTA;
Ricordato, invece, che l'Assessorato regionale della sanità, con
decreto assessoriale 13 ottobre 1997 (Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana n. 70 del 13 dicembre 1997) ha istituito l'Albo
regionale degli enti privati che intendono concorrere all'attività
riabilitativa in regime residenziale, fissando contestualmente gli
standard strutturali e funzionali delle Comunità terapeutiche
assistite riferiti a moduli tipo;
Ricordato ancora che, con nota prot. n. 691 del 26 novembre 2001,
l'Assessorato ha precisato che 'è inequivocabile il vincolo degli
Enti in questione ad assumere tutto il personale di cui allo
standard, inclusi i dirigenti sanitari, nel rispetto del contratto
di lavoro in analogia al rapporto di lavoro dipendente del
personale operante nelle strutture riabilitative psichiatriche
direttamente gestite dalle Aziende USL della Regione' e ancora che
'qualora non applichino detta condizione decadono automaticamente
dall'Albo';
Visto che lo stesso Assessorato, con nota prot. n. 0584 del 24
aprile 2003 dell'Ispettorato regionale sanitario, ha ribadito
quanto prima affermato, invitando l'ASL 3 di Catania a comunicare
urgentemente i nominativi di quegli enti che non avessero
stipulato un rapporto di lavoro subordinato con i professionisti,
al fine di prendere gli opportuni provvedimenti;
Sottolineato che con D.A. 29 aprile 1998 (G.U.R.S. n 44 del 5
settembre 1998) di approvazione di note esplicative del D.A. 13
ottobre 1997 si è tra l'altro puntualizzato che 'per direttore
medico psichiatra, in analogia al servizio pubblico, viene inteso
il medico psichiatra individuato come responsabile della CTA. Il
personale medico psichiatra dovrà comunque garantire una presenza
settimanale di 38 ore' intendendo l'obbligo per entrambi gli
psichiatri previsti dallo standard di assicurare detta presenza
nella misura prevista, confermando così l'obbligo di assumere a
tempo indeterminato tutti i medici operanti nelle CTA;
Constatato che, nonostante i provvedimenti inequivocabili
dell'Assessorato, in moltissime CTA (soprattutto in provincia di
Catania) gli enti gestori continuano a mantenere nel precariato e
a non assumere in via definitiva il personale medico-dirigenziale,
impegna il Governo della Regione
a riportare ordine nel settore facendo rispettare, pena la
effettiva decadenza dall'albo e l'impossibilità a continuare a
percepire fondi pubblici, le norme e gli standard previsti a
tutela della salute dei ricoverati e dell'efficienza del
servizio.» (134)
VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI -
CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS -
DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO -
PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE -
TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Giuramento del deputato onorevole Salvatore Antonino Oddo
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
«Giuramento del deputato onorevole Salvatore Antonino Oddo».
Comunico che la Corte di Appello di Palermo, sezione I civile,
con sentenza n. 1264/2006 depositata il 1 dicembre 2006,
pervenuta a questa Assemblea regionale siciliana il 4 dicembre
2006, ha dichiarato l'ineleggibilità dell'onorevole Antonio
Giuseppe Parrinello alla carica di deputato regionale ed ha
proclamato eletto in sua vece il candidato Salvatore Antonino
Oddo.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che, dalla data del deposito della citata sentenza,
decorre il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali
proteste o reclami ai sensi dell'articolo 61, terzo comma, della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive modifiche ed
integrazioni.
Poiché l'onorevole Salvatore Antonino Oddo è presente in Aula, lo
invito a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello
Statuto siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo 6
delle norme di attuazione dello Statuto siciliano (Decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
204):
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione, di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti ver al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
ODDO Salvatore Antonino. Lo giuro.
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Salvatore Antonino Oddo
nelle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sui progetti di legge costituzionale numeri
206, 980, 1241 e 1606, d'iniziativa parlamentare della Camera dei
Deputati, limitatamente alle norme relative alla modifica dello
Statuto siciliano
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sui progetti di legge costituzionale numeri
206, 980, 1241 e 1606, di iniziativa parlamentare della Camera dei
Deputati, limitatamente alle norme relative alla modifica dello
Statuto siciliano .
Invito i componenti la I Commissione Affari istituzionali' a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al relatore,
onorevole Maira, comunico all'Assemblea che giorno 2 dicembre 2006
si è tenuta ad Aosta un'audizione dei Presidenti di Consiglio e
dei Presidenti di Giunta delle cinque regioni a Statuto speciale.
Io ho rappresentato quest'Assemblea.
Il presidente Violante e il presidente Bianco hanno espressamente
chiesto a tutti i Consigli regionali di dare il parere sui disegni
di legge costituzionale per potere procedere alle modifiche
necessarie agli Statuti delle 5 regioni a Statuto speciale; a nome
dell'Assemblea regionale siciliana ho dichiarato, in audizione,
che la stessa si sarebbe riunita oggi, 5 dicembre 2006, per dare i
pareri sui quattro disegni di legge costituzionale. Dico ciò
perché a Roma stanno aspettando questi pareri da parte delle 5
regioni a Statuto speciale per procedere all'esame ed,
eventualmente, all'approvazione di un disegno di legge che
costituzionalizza l'istituto dell'intesa tra Regioni e Parlamento
nazionale prima di procedere alla modifica degli Statuti.
Ritengo che ciò sia un fatto importante sia da un punto di vista
politico che giuridico, in quanto finalmente costituzionalizza
quel principio pattizio di cui il Parlamento siciliano si onora di
essere portatore da quando è entrato in vigore lo Statuto della
Regione siciliana.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira per svolgere la
relazione.
MAIRA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
chiaramente mi rifaccio al testo della relazione già distribuito.
Tuttavia, la delicatezza e l'importanza dell'argomento, anche per
gli influssi che ha sulla vicenda delle procedure di modifica del
nostro Statuto, mi inducono a ritenere che qualche parola vada
spesa, considerando anche il fatto che in I Commissione tutti i
componenti hanno affrontato in modo approfondito questo tema.
Di cosa si tratta? Nella Commissione Affari Costituzionali'
della Camera giacciono quattro progetti di legge di iniziativa
parlamentare tesi a modificare le singole norme degli Statuti
delle regioni a Statuto speciale e della provincia di Bolzano,
inerenti la procedura per la modifica dei singoli Statuti.
Naturalmente, ogni Statuto ha delle norme similari, ma
sostanzialmente sono tutte nello stesso senso. Quale? Oggi la
materia è regolamentata da un sistema di pareri, nel senso che,
fermo restando che la modifica dei singoli Statuti - e quindi
anche di quello della Regione siciliana - può essere di iniziativa
sia parlamentare che delle singole Assemblee, il procedimento
vigente prevede che alle Regioni a Statuto speciale venga soltanto
richiesto un parere su quei progetti di legge in materia di
iniziativa del Parlamento nazionale. Ciò comporta che, non essendo
specificata nella normativa, come nel nostro articolo 41 ter dello
Statuto, quale deve essere la natura del parere (se vincolante,
obbligatorio, consultivo), sull'interpretazione e
sull'applicazione di tale articolo c'è un limbo all'interno del
quale i suddetti pareri vengono solitamente individuati come
pareri non vincolanti.
Ciò è certamente a detrimento della parità legislativa tra le
Regioni a Statuto speciale e soprattutto quello della Regione
siciliana e gli organismi legislativi nazionali.
Su almeno tre di questi progetti di legge, sul quarto la
Commissione ha espresso parere negativo - si tende opportunamente
ad attribuire al semplice parere un aspetto pattizio, in quanto
viene espressamente indicato dalla nuova normativa - che dovrebbe
essere varata con la procedura della revisione delle leggi
costituzionali - che adesso occorrerà un'intesa tra le Regioni a
Statuto speciale, la provincia di Bolzano e le Camere nazionali.
In questo senso, la procedura consentirà - in atto non lo
consente - che, ove le singole assemblee dovessero non essere
d'accordo sul progetto di legge nazionale, avrebbero la
possibilità entro 90 giorni di dare un parere negativo e
quest'ultimo bloccherebbe il procedimento di revisione
costituzionale di iniziativa parlamentare. Pertanto, ciò dà alle
Assemblee regionali a Statuto speciale una forza contrattuale
particolarmente intensa che, teoricamente, mette alla pari le
assemblee delle Regioni a statuto speciale con il Parlamento.
Questa nuova normativa ha, altresì, la peculiarità di inibire
eventuali procedimenti di referendum popolari, consultivi e non,
nell'eventualità che, emanata la norma nazionale, le Regioni siano
in disaccordo con la legislazione nazionale che modifica i singoli
Statuti.
Fermo restando che il procedimento avanti le Camere è un
procedimento che deve seguire l'impostazione del procedimento di
revisione delle leggi costituzionali, per il quale occorrono due
letture a distanza di tre mesi l'una dall'altra e con la
maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti della
Camera, a mio avviso, ritengo non sia opportuno richiedere in ogni
caso il quorum dei due terzi per esprimere un parere negativo.
Infatti, nei progetti di legge di cui stiamo discutendo il quorum
comunque previsto per il dissenso da parte delle singole Assemblee
legislative regionali è anch' esso in ragione dei due terzi.
Il sottoscritto, invece, dopo un' ampia discussione e dopo aver
ascoltato pareri diversi, e non contrari, sia degli stessi
componenti la Commissione, sia anche di altri colleghi
appartenenti alle varie parti politiche, si è convinto che le
Assemblee dovrebbero fissare il quorum per esprimere il proprio
diniego in ragione della maggioranza assoluta, cioè del 50 per
cento più 1. Ciò al fine di consentire una pari dignità, una
maggiore forza alle Assemblee nell'eventualità che il legislatore
nazionale abbia idee diverse su come modificare gli Statuti.
Mi permetto di rivolgere un invito che è anche un auspicio: noi
forse oggi non parleremmo di rendere questi pareri se il
Parlamento siciliano si fosse già attivato - e l'invito è di
attivarsi quanto prima - per procedere in autonomia alla revisione
del nostro Statuto regionale.
E comunque, proprio per dare maggiore forza e dignità a questo
Parlamento, è parere di chi vi parla che bisognerebbe suggerire -
come raccomandazione alle Camere - di abbassare il quorum, da
qualificato a maggioranza assoluta.
In questo senso, ho preparato un ordine del giorno, che credo sia
stato distribuito ai colleghi e che consentirà agli stessi di
esprimere il proprio parere sul quale, mi auguro, si aggiunga la
firma anche della maggioranza di questo Parlamento, così come per
l'altro ordine del giorno, a firma del Presidente Cristaldi e di
tutti i membri della I Commissione, che è stato preparato e
distribuito in Aula. Dico così in quanto il voto su questo tipo
di pareri è un voto secco, o sì o no; non si possono proporre
emendamenti, si possono soltanto, attraverso gli ordini del
giorno, auspicare modifiche nella sede competente che è il
Parlamento nazionale.
Se i colleghi lo ritengono, posso leggere l'ordine del giorno da
me predisposto, del quale sono anche primo firmatario, che
riguarda principalmente gli aspetti del quorum, ovvero lo possiamo
dare per letto, visto che è stato già distribuito o possono
leggere l'ordine del giorno finale che esprime parere favorevole
sui primi tre disegni di legge. Per quanto riguarda il quarto
disegno di legge, il 1606, la Commissione ha dato parere
contrario all'unanimità perché è un disegno di legge che non ha
ragione di essere applicato nell'ambito della nostra Regione, in
quanto è un disegno di legge, oserei dire, specifico, che si
preoccupa di creare le condizioni di equilibrio tra le varie etnie
della regione Trentino Alto-Adige. E' un problema specifico
soltanto di quella Regione e, quindi, non potendo essere
sostanzialmente applicabile, non avendo in ogni caso ragion
d'essere per quanto riguarda la Regione siciliana, il parere reso
dalla Commissione è stato sfavorevole all'unanimità.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. E' iscritto
a parlare l'onorevole Cristaldi. Ne ha facoltà.
CRISTALDI presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, esprimo, intanto, anche la soddisfazione
personale, oltre che dell'intera Commissione, per il solenne
momento che sta vivendo questa Assemblea, in quanto dopo tanti
anni l'Assemblea regionale comincia a dare risposte concrete
relativamente a chi sostiene che la specialità del nostro Statuto
debba essere eliminata, soppressa, comunque attenuata.
Chi mi conosce sa con quanta passione ho sempre difeso le
prerogative statutarie e per me la soddisfazione è legata al fatto
che il mio convincimento personale è stato il convincimento di
tutti i componenti della Commissione e sono certo sarà anche il
convincimento dell'intero Parlamento regionale.
L'onorevole Maira, pur succintamente, ha voluto esprimere questa
soddisfazione e questo orgoglio attraverso il ragionamento e la
predisposizione della relazione illustrativa, ma sono certo che
questa sia la premessa per un passo successivo.
Ristabilire regole certe, garantiste per il nostro potere
autonomistico è sempre stato una nostra aspirazione. Non c'è
dubbio che esprimere un parere favorevole sui tre disegni di legge
significhi riaffermare la natura pattizia dello Statuto siciliano.
Si badi che il concetto di intesa potrebbe essere anche
interpretato in maniera distorta, ma non c'è dubbio che alcune
delle soluzioni trovate garantiscono l'autonomia piena del nostro
Statuto, attraverso la possibilità di esprimere il diniego ad una
proposta che proviene dal Parlamento nazionale.
E' vero che c'è una posizione rispettosa e rispettabile del
relatore che ha tentato, in qualche modo, di mettere in moto un
processo secondo il quale questo diniego - a parere del relatore e
di molti altri componenti della Commissione - avrebbe potuto
essere espresso soltanto con la maggioranza assoluta.
Per la verità, non ci siamo sentiti di andare oltre e, quindi,
anche il mio intervento è nel pieno rispetto delle posizioni del
relatore, ma in qualche maniera maggiormente collegato al
principio dell'unanimità dell'Assemblea e, per tale ragione, mi
fermo soprattutto sul contenuto dell'ordine del giorno che porta
la firma di tutti i componenti della Commissione.
Se si dovesse tentare, in qualunque modo, di ledere gli interessi
dell'Autonomia siciliana, non c'è dubbio che in Parlamento ci
sarebbe la sollevazione. E allora, poter dire di no con 2/3,
piuttosto che dire di no con il 50 per cento più 1 ci sembra più
autorevole; il 50 per cento più 1, a volte, può essere
interpretato come una sorta di maggioranza, anche casuale. Si
potrebbe persino dire la metà dice di no e la metà dice di sì.
Invece, creare le condizioni per cui si vota con i due terzi sulla
proposta del Parlamento nazionale consentirebbe di affermare che
il Parlamento, con una maggiore rappresentatività, dice di no al
tentativo di modificare lo Statuto regionale siciliano.
Desidero soffermarmi, particolarmente, sul fatto che finalmente
torna al Parlamento regionale un potere che, a parole, è stato
sempre sancito ma che, nei fatti, non è stato mai esercitato.
Signor Presidente, mi auguro che questa sia l'occasione per
aprire la stagione del rinnovamento delle istituzioni siciliane e
mi auguro che questa stagione di rinnovamento parta con una
modifica dello Statuto siciliano che - lo dico con franchezza -
non potrà essere quello della scorsa legislatura.
Ho studiato con grande rispetto il testo esitato dall'Assemblea
regionale siciliana, l'ho studiato anche in quanto componente, in
quel momento, della Commissione Affari Costituzionali' della
Camera dei Deputati e, francamente, mi è sembrato che l'Assemblea
regionale, forse per la fretta di giungere ad un risultato, abbia
saltato alcuni passaggi fondamentali, passaggi che oggi devono
essere invece garantiti. Credo, quindi, che queste affermazioni
possano creare il presupposto affinché la modifica del nostro
Statuto costituisca una sua modernizzazione e non sia, piuttosto,
l'allontanamento dai principi che portarono alla nascita dello
Statuto.
Non so adesso cosa succederà. Abbiamo saputo che il Presidente
dell'Assemblea intende farsi promotore di una iniziativa di cui è
il primo firmatario, fatto che consentirebbe alla nostra
Commissione di lavorare su un testo base e non su un testo
presentato - per quanto in maniera autorevole - da singoli
parlamentari o da più parlamentari; un testo base di natura
istituzionale, caratterizzato da un livello istituzionale sarebbe
un elemento positivo.
Signor Presidente, so bene che la politica non è fatta soltanto
dalle istituzioni, ma è fatta anche dai ruoli che si occupano,
che erano stati presi impegni che possono essere rispettati, ma
credo - e lo dico con grande umiltà a quelle forze politiche che
legittimamente aspirano, per esempio, ad occupare ruoli sempre
maggiori all'interno dell'Assemblea regionale siciliana - che
questa partita non la possiamo perdere e che dovremmo giocare con
la massima celerità.
Mi auguro, quindi, di trovare in questa sede un adeguato consenso
di ratifica delle operazioni che stiamo facendo, che stiamo
tentando di portare avanti, tendenti a creare una condizione molto
positiva dell'applicazione del nostro Statuto.
Per queste ragioni, signor Presidente, ribadisco l'unanimità
della Commissione su questo provvedimento e mi auguro che il
dibattito caratterizzato - così com'è stato in Commissione - da
grande serietà, possa essere un ulteriore segnale, soprattutto
alle nuove generazioni, delle motivazioni che portarono i nostri
padri ad approvare con orgoglio lo Statuto autonomistico
siciliano.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo un
argomento di questo genere meritava forse un'attenzione maggiore
dal nostro Parlamento e meritava un'attenzione maggiore
soprattutto perché, forse, non ci si rende conto sufficientemente
che nel caso in cui il Parlamento nazionale dovesse approvare
queste leggi, che noi - visto il contesto che stiamo
attraversando, consideriamo, appunto, un buon viatico verso le
garanzie autonomistiche che ci derivano dall'attuale formulazione
statutaria e costituzionale. In realtà, stiamo confermando di
avere perduto quella autonomia pattizia che determinò
l'approvazione del nostro Statuto. L'espressione di un parere,
peraltro sul cui uso non è definito l'esito, certamente non può
considerarsi pienamente sostitutivo di quel percorso pattizio che,
invece, determinò l'approvazione dell'attuale Statuto.
Il paradosso che stiamo vivendo è proprio questo. Nell'epoca del
federalismo si comincia a consolidare un centralismo assai
preoccupante che, peraltro, trova negli stessi soggetti che
dovrebbero sostenere questo modello federalistico quasi
un'accondiscendenza rassegnata. Costoro infatti non lo ancorano
all'unico modello preesistente, che è quello autonomistico e delle
altre regioni a Statuto speciale.
Mi rendo conto che il mio è un intervento reso in questo momento
al Parlamento, perché resti soltanto agli atti parlamentari; non
credo infatti ci sia un clima adeguatamente attento verso
problematiche di questo genere, tuttavia lo svolgo ugualmente.
Forse sarebbe stato meglio se avessimo discusso su un contributo
da attribuire a qualche società sportiva, a qualche teatro o a
qualche associazione di categoria, perché in quelle circostanze
questo Parlamento mostra il meglio di sé, mostra le capacità che
ha di sapere rappresentare in pieno le esigenze dei siciliani; non
certo, onorevole Maira e onorevole Cristaldi, che tanto avete
lavorato attorno a questo parere, rispetto ad argomenti come
quello in discussione.
Stiamo partecipando ad una rappresentazione teatrale - questo lo
dico a futura memoria, non per il Parlamento - che non garantirà
nulla e ci farà dire sì ad un percorso che, nel momento stesso in
cui diciamo sì - e diremo sì, anch'io dirò sì - stravolge, cambia
quello che è stato sinora il senso del percorso pattizio del
nostro Statuto.
Tuttavia, questo è il momento che noi viviamo; questo è il
Parlamento in cui operiamo; queste sono le sensibilità per le
quali esercitiamo la nostra azione politica o non la esercitiamo
affatto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne
ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere un apprezzamento intanto per il lavoro svolto dalla
Commissione che ha concluso il suo operato con una utile disamina
della questione pervenendo all'unanimità alla proposta di un
parere che credo di poter dire di condividere anche a nome del
Gruppo dei Democratici di sinistra.
Va sottolineato che l'argomento posto in discussione -
purtroppo, come giustamente sottolineava prima di me l'onorevole
Fleres - non sta riscuotendo l'attenzione del Parlamento come
forse meriterebbe - affronta il cuore del nostro modello
autonomistico, cioè proprio quell'intesa pattizia che qui viene
espressamente citata e proposta in un articolo che, pertanto,
credo anch'io meriti il nostro parere favorevole.
L'avere introdotto una sorta di silenzio-assenso che però trova
in un istituto che entro i tre mesi dalla proposta può vedere il
Parlamento esprimersi in maniera contraria, credo sia un ribadire,
anzi un precisare forse quanto non era precisato, anzi certamente
non era precisato prima, la possibilità che questo Parlamento
esprima in forma compiuta, piena, avvalendosi delle sue
prerogative, ma qui con una maggioranza qualificata, il che non è
indifferente, l'adesione o meno a una proposta che può venire di
modificazione dal Parlamento nazionale.
Credo che avere sostituito l'intesa alla generica espressione del
parere dia qualità al rapporto pattizio e confermi un rapporto
che, proprio in questo momento di trasformazione istituzionale, da
parte della Regione siciliana e dello Stato possa essere
convenientemente sottolineato.
L'intesa espressa in questo caso per accettazione tacita oppure
negata per maggioranza qualificata - passatemi il bisticcio di
parole - qualifica l'espressione autonomistica del nostro
Parlamento e dà sicuramente una prospettiva di maggiore fermezza
alla nostra Carta costituzionale.
Credo per questo che sia da condividere il parere favorevole ai
tre disegni di legge che vengono qui ad essere posti in
discussione, così come per analoghe ragioni - non mi soffermo per
non sottrarre tempo al dibattito e non ripetere cose dette e che
condivido - sia da condividere il parere contrario al disegno di
legge n. 1606 che altro istituto propone e a questo punto,
evidentemente, in contrasto con quello che i tre precedenti
disegni di legge invece sostengono.
Quindi, sottolineo ancora il lavoro svolto in Commissione che ha
prodotto questo risultato all'unanimità e annuncio in questo senso
il parere conforme da parte del nostro Gruppo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
ragionamento svolto questa sera meriti davvero l'attenzione del
Parlamento intero.
Qualche lagnanza in questo senso fatta prima di me da parte
dell'onorevole Fleres certamente ha la sua ragion d'essere.
Ritengo che sottovalutare un passaggio come quello che stasera si
sta apprestando a svolgere il Parlamento regionale, sottovalutarlo
come un mero adempimento tecnico, una mera modifica tecnica e
procedurale dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto, sarebbe
un grande errore sul piano storico e culturale che questo
Parlamento certamente non può compiere e certamente non compirà.
La modifica del comma terzo dell'articolo 41 ter del nostro
Statuto attraverso il parere che noi stiamo esprimendo alle
proposte di legge costituzionale numeri 203, 980 e 1241,
rappresenta invece un ulteriore passaggio molto qualificante per
il popolo siciliano verso quel riconoscimento formale della natura
pattizia dello Statuto che ancora non è stata pienamente
realizzata e consacrata.
Non è semplicemente un piccolo passo; credo sia davvero un grande
passo verso tale riconoscimento che, in qualche modo, una regione
a Statuto speciale, qual è la nostra, ha oggi più che mai bisogno,
dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, con la legge
costituzionale n. 3 del 2001, che in qualche modo ha dato maggiori
prerogative alle regioni a Statuto ordinario rispetto alla nostra
e alle quattro regioni a Statuto speciale.
Detto questo, io immagino che la sacralità del rapporto pattizio
tra Stato e Regioni in questi sessant'anni abbia compiuto notevoli
passi in avanti.
La possibilità che la revisione costituzionale, attraverso
l'applicazione dell'articolo 138 della Costituzione potesse avere
anche la partecipazione della Regione, già con la legge
costituzionale n. 2 del 2003, ha fatto un passo avanti che è
appunto l'istituto del parere che, introdotto nel 2001, oggi ci
consente comunque di essere presenti in questo processo di
revisione costituzionale.
Passare dal parere all'intesa non è cosa da poco. Aver dato a
questo Parlamento la possibilità del diniego, anche a maggioranza
dei due terzi, che come bene ha detto l'onorevole Maira potrebbe
essere in qualche modo ridotta, anch'io sono stato di questo
parere in Commissione, tuttavia tale possibilità di esprimere un
diniego, pur a maggioranza dei due terzi, dà a questo Parlamento
finalmente dopo sessant'anni, la possibilità di intervenire ed in
maniera determinante, addirittura di bloccare persino il
procedimento di revisione costituzionale del Parlamento
nazionale.
Per questa ragione e per la ragione che con l'introduzione del
regionalismo differenziato, di cui al terzo comma dell'articolo
116, probabilmente la specialità della nostra Regione merita
presto qualcos'altro - ed in questo senso condivido parte del
ragionamento che faceva il Presidente Cristaldi - ritengo che ci
siano tantissime ragioni per cui il Parlamento regionale questa
sera dia tutta la solennità e sacralità del momento ad un voto su
un parere di questo tipo e di siffatta natura.
Esistono tantissime ragioni perché questa sera il Parlamento
siciliano possa a testa alta dire che ha compiuto un passo
importante verso quella revisione e quell'avanzamento
costituzionale e verso quel riconoscimento formale e pieno della
natura pattizia dello Statuto che - come ha riferito, il
presidente Cristaldi - mi auguro molto presto il Parlamento possa
esitare pur con le diversità di posizioni.
Pertanto, a mio modo di vedere, e ritengo di poterlo esprimere
anche a nome del Gruppo della Margherita, vi sono tutte le ragioni
perché il Parlamento possa esprimere un parere pienamente e
consapevolmente favorevole.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
aggiungere nulla alle cose dette dall'onorevole De Benedictis.
Vorrei semplicemente soffermarmi su un aspetto che ritengo molto
importante. A parte le questioni che hanno sollevato altri
colleghi, in special modo l'onorevole Fleres che si rifà al modo
in cui quest'Aula e, mi permetto di dire, il Governo della
Regione siciliana affrontano con più o meno attenzione un
passaggio di questo tipo, debbo dire che si è fatto quasi di tutto
per banalizzarlo, il che non depone a favore del prestigio
complessivo di questa istituzione.
Quando ho tirato in ballo il Governo, non l'ho fatto per una
polemica sterile o perché a tutti i costi bisogna attrezzare in
ogni occasione l'opposizione. Non mi pare che sia assolutamente
nel nostro spirito fare questo. Lo dico perché le cose che sono
state dette - ed ecco perché sarò brevissimo - sono sicuramente
non solo importanti, ma avranno un seguito e lo avranno
soprattutto in relazione a ciò che ha detto il Presidente della
Commissione Affari Istituzionali , l'onorevole Cristadi..
Egli poc'anzi ha messo in evidenza, in particolare, un aspetto
che è stato frutto di un lavoro particolarmente lungo ed intenso
nella passata legislatura in ordine alla revisione dello Statuto
della Regione siciliana, con maggioranza e minoranza impegnate a
confrontarsi in un dibattito anche abbastanza acceso. A
conclusione del quale si è raggiunto un equilibrio tra le forze in
campo che aveva come obiettivo strategico la revisione del nostro
Statuto.
Io non faccio fatica a dire che sulla questione riguardante la
possibilità del Parlamento nazionale di rifiutare l'approvazione
della relativa legge costituzionale possa esserci e riaprirsi un
confronto, fra di noi, fra coloro cioè che sono convinti che il
profilo autonomistico siciliano sia un valore e non sicuramente -
spesso definito anche per comportamenti di questa Assemblea e non
solo di questa Assemblea anche della Regione complessivamente e
quindi del Governo - qualcosa invece da considerare come una palla
al piede.
Non vorrei scomodare aspetti che riguardano anche questioni
culturali, però, io non so fino a che punto i nostri giovani
siciliani avvertono per intero l'importanza di questo strumento,
del modo in cui negli anni è stato interpretato, dal modo in cui
è stato utilizzato, o male interpretato. A volte la
rappresentazione delle cose importanti è fondamentale perché
quella rappresentazione può, effettivamente, non solo rendere
quello strumento uno strumento non tanto importante come noi lo
definiamo, ma può renderlo, perchè no, uno strumento spesso di cui
liberarsi. Quante volte abbiamo sentito che bisognava liberarsi di
questa Autonomia speciale, di questi poteri esclusivi
Quando dicevo che non voglio scomodare aspetti culturali, lo
dicevo perchè necessariamente, invece, credo che il dibattito
debba svolgersi anche attraverso profili culturali e convinzioni
più o meno profonde dal punto di vista politico. Sul lavoro svolto
nella precedente legislatura, al lavoro che ho detto e a quel
punto di equilibrio cui mi riferivo. Sostenere che noi comunque da
questo punto di vista riteniamo e chiediamo di avere, rispetto al
Parlamento nazionale per quanto concerne le modifiche che sappiamo
hanno rilevanza costituzionale, un ruolo paritetico è molto
impegnativo.
Ecco perché questa sera mi sarebbe piaciuto che il Presidente
della Regione anche rispetto a questo assumesse una sua posizione
all'interno di quest'Aula. Io non so che cosa pensi il Presidente
della Regione. Personalmente sulla filosofia dell'ordine del
giorno, signor Presidente, sono molto scettico. Capisco che un
ordine del giorno su una materia di questo tipo assuma un
significato diverso, ma se ci dobbiamo rifare al valore che
spesso quest'Aula ed il Governo hanno dato agli ordini del giorno
siamo nei guai Perché il valore che si dà spesso agli ordini del
giorno è quello che l'ordine del giorno non si nega a nessuno,
tanto poi non si è conseguenti; serve semplicemente per
sbandierarlo qualche mezz'oretta per farlo arrivare
PRESIDENTE Onorevole Oddo, la prego di concludere il suo
intervento.
ODDO. Signor Presidente, ho finito, lei, però, mi deve
permettere, considerato che stiamo parlando di una cosa che spesso
e volentieri se non rischiamo di fare retorica io le cose in
genere le faccio sul serio, altrimenti, non mi piace farle.
PRESIDENTE. No, onorevole Oddo, le ricordavo che sono passati
dieci minuti, la tolleranza della Presidenza su argomenti del
genere è ampia.
ODDO. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione, però volevo
soltanto esplicitare - se lei mi permette - in trenta secondi
questo concetto.
Onorevoli colleghi, io sono fra coloro i quali ritengono che la
Commissione allora abbia lavorato in maniera discreta, abbia
svolto un buon lavoro, ma se l'ordine del giorno solleva la
questione che poneva poc'anzi l'onorevole Cristalli e passa perché
vi è un Parlamento distratto, un Governo scarsamente
rappresentato, in quanto è presente solo l'autorevole Assessore
Beninati, allora Perchè l'altra volta abbiamo rinviato? Perchè
volevamo ci fosse maggiore attenzione.
Ora, vorrei capire cosa pensa il Governo, perché se noi iniziamo
la discussione su quel vecchio testo frutto di quel lavoro, la
concentriamo su punti così qualificanti ed oggi risolviamo la
partita solo con quest'ordine del giorno, permettetemi di dire che
sono molto scettico.
Se invece il rappresentante del Governo presente ci dice qual è
il suo pensiero, l'Aula potrebbe prendere anche la decisione di
ritornare su questo punto in maniera specifica ed aprire intanto
una discussione all'interno della Commissione competente,
esprimendo parere favorevole ai progetti di legge numeri 206,
980, 1241, e parere non favorevole al 1606, visto che l'altra
volta abbiamo rinviato il tutto e adesso stiamo facendo uno sforzo
per chiudere la partita. Diversamente, non ci siamo compresi
l'altra volta né ci comprenderemo stasera.
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adamo ha chiesto di essere
posto in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo Parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Antonino Oddo ha
dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Uniti per la
Sicilia , ai sensi e per gli effetti del Regolamento vigente.
Riprende la discussione sul parere, ai sensi dell'art. 41 ter,
comma 3, dello Statuto siciliano, sui progetti di legge
costituzionale numeri 206, 980, 1241 e 1606, di iniziativa
parlamentare della Camera dei deputati, limitatamente alle norme
relative alla modifica dello Statuto siciliano
PRESIDENTE. Riprende la discussione sul parere, ai sensi
dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto siciliano, sui progetti
di legge costituzionale numeri 206, 980, 1241 e 1606, di
iniziativa parlamentare della Camera dei deputati, limitatamente
alle norme relative alla modifica dello Statuto siciliano.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 37
Iniziative riguardanti il procedimento di approvazione dei
progetti di legge costituzionale concernenti la modifica dello
Statuto siciliano , degli onorevoli Maira, Cristaldi, Gucciardi e
Oddo Camillo, di cui do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Nel considerare favorevolmente i progetti di legge costituzionale
nn. 203, 980 e 1241, depositati presso la Camera dei Deputati,
recanti 'Disposizioni concernenti la procedura per la modifica
degli statuti delle Regioni a Statuto speciale', ed in particolare
sugli articoli 1 di tali progetti di legge recanti 'Modifica allo
Statuto della Regione siciliana';
Ritenuto che la procedura di modifica dello Statuto, che con tali
progetti di legge s'intende introdurre, rappresenti un passo
avanti nella valorizzazione dell'autonomia siciliana rispetto
all'attuale normativa vigente;
Ritenuto tuttavia che, anche in considerazione delle recenti
riforme costituzionali, che si ispirano ad una pari ordinazione
tra lo Stato e gli altri Enti territoriali, sia necessario
assicurare all'Assemblea regionale siciliana un ruolo paritario
rispetto a quello del Parlamento nazionale, nell'ambito del
procedimento di revisione statutaria;
Considerato che a tal fine sarebbe auspicabile prevedere un
quorum più basso rispetto a quello di due terzi dei componenti
dell'Assemblea sancito nei progetti di legge costituzionale
suddetti; o addirittura stabilire la necessità che l'Assemblea
esprima con apposito voto l'intesa sulle ipotesi di modifica
statutaria, anziché riservarle la facoltà di negare, con la
maggioranza prescritta un'intesa che altrimenti si dà per
presunta;
Considerato altresì che il disegno di legge-voto per la modifica
dello Statuto siciliano, approvato dall'Assemblea regionale
siciliana la scorsa legislatura, intestava in capo all'Assemblea
regionale siciliana l'iniziativa per la modifica dello Statuto
siciliano, con la possibilità del Parlamento nazionale di
rifiutare l'approvazione della relativa legge costituzionale,
impegna il Presidente ed il Governo della Regione
ed
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
ad assumere le opportune iniziative presso le sedi istituzionali
competenti affinché, nel corso del procedimento di approvazione
dei suddetti progetti di legge costituzionale concernenti la
modifica dello Statuto siciliano, sia assicurato all'Assemblea
regionale siciliana, un ruolo paritario rispetto a quello del
Parlamento nazionale, nell'ambito del procedimento di revisione
statutaria attraverso gli strumenti sopra individuati o altri che
fossero all'uopo ritenuti idonei». (37)
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi rispetto a
questa magra consolazione che ci viene proposta non potremmo che
essere favorevoli, considerato che il problema riteniamo, come
Movimento per l'Autonomia, non sia semplicemente quello di
affrontare la nostra autonomia, la nostra specialità.
Pur apprezzando il lavoro svolto nella precedente legislatura in
merito alla modifica del nostro Statuto, evidenziamo che,
probabilmente, non c'è stato il coraggio di andare oltre e
soprattutto alla luce di quello che sta succedendo oggi col
Governo nazionale, dobbiamo ribadire con forza che, non essendoci
stato quel coraggio, noi oggi ci ritroviamo in una situazione che
alla fine ci porta a dire che, forse, l'unico Statuto reale
speciale che ha un segno significativo di autonomia è quello del
Trentino Alto-Adige che a monte ha avuto una clausola che lo ha
garantito dalle eventuali modifiche unilaterali. Di questo poi si
tratta, perché noi possiamo parlare di autonomia, di specialità,
ma nel momento in cui l'iniziativa delle modifiche viene in ogni
caso garantita al Parlamento nazionale, cosa diversa rispetto allo
Statuto del Trentino Alto-Adige, allora credo che il nostro
Statuto stia realmente regredendo ad un livello di ordinarietà, di
cui noi in modo cieco ne consentiamo di fatto questa regressione.
E qui intendo riallacciarmi anche al tema della Commissione
speciale per la riforma dello Statuto. Perchè la ritengo
indispensabile? Perché non è pensabile affrontare tale argomento
in una ulteriore Commissione permanente già esistente impegnata in
altri lavori, in quanto riteniamo che un'analisi concreta di
questa vicenda vada fatta oltre ai confini che la precedente
Commissione si è stabilita.
Faccio un esempio molto pratico. Io non so se la precedente
Commissione si sia posta un problema molto semplice che è quello
dell'autonomia patrimoniale e finanziaria. Io non so se sia stata
fatta un'analisi concreta di quelle che sono poi le nostre reali
potenzialità di Sicilia e dei siciliani in merito a questo
argomento: parlare di autonomia e di specialità rispetto ad una
schiavitù economica e finanziaria credo sia soltanto demagogico.
Oggi quindi una nuova Commissione per la riforma dello Statuto
deve avere anche questo compito: partire da argomentazioni molto
più ampie al fine di giungere anche a questo concetto perché lo
ritengo imprescindibile. A tal fine, ribadisco, a nome del
Movimento per l'Autonomia, così come peraltro è stato sancito
negli accordi di inizio legislatura, la richiesta di nominare la
Commissione speciale per la revisione dello Statuto. Anzi, questa
Assemblea dovrebbe darle un indirizzo ancora più pregnante,
dobbiamo avere il coraggio di andare oltre, soprattutto alla luce
degli atti che questo Governo nazionale sta adoperando
quotidianamente nei confronti della Sicilia.
Onorevoli colleghi, noi veniamo spogliati quotidianamente delle
nostre competenze. Noi veniamo messi quotidianamente in ginocchio
da un Governo di centrosinistra che ci colpisce nel nostro punto
più debole; la nostra debolezza non ci mette in condizione di
reagire in modo altrettanto serio. E probabilmente, noi non
abbiamo ancora acquisito quella rigorosa capacità di reazione a
questi continui tentativi del Governo nazionale.
Allora, affrontiamolo in modo definitivo questo argomento
partendo non solo semplicemente da un aspetto culturale, che è
dignitoso e che sicuramente ha la sua valenza, ma dobbiamo anche
avere il coraggio una volta per tutte di individuare un percorso
serio, riguardante anche quell'argomento che è la tematica
economica, finanziaria e patrimoniale della nostra Regione che
ancora credo non sia stato affrontato in termini esaustivi.
Una Commissione deve avere anche quell'obiettivo; quindi, è un
lavoro sicuramente non semplice, è un lavoro che sicuramente non è
meramente legislativo, ma diventa anche un lavoro di censimento,
di individuazione, di obiettivi, ma soprattutto delle risorse
definitive che quest'Isola ha rispetto ai grandi obiettivi che si
pone e cioè all'ambizioso obiettivo di essere quasi - mi permetto
di dire - Stato nello Stato o, quanto meno, di essere in
condizioni in modo paritetico di trattare con lo Stato centrale.
Noi non potremo fare questo se non ci rendiamo conto
definitivamente anche di quelle che sono le nostri reali
debolezze economiche, patrimoniali e finanziarie.
Credo sia doveroso, anzi necessario che questa Commissione faccia
anche un'azione di verità profonda e da quella partano
definitivamente anche le direttrici di un'azione politico-
finanziaria rigorosa della quale noi ultimamente abbiamo,
probabilmente, perso il vero senso e il vero obiettivo per il
futuro della nostra azione politica. Ciò dovrebbe comportare una
modifica di quelle che sono le nostre azioni quotidiane e cioè
smettere di governare alla giornata e di non pensare realmente a
quelli che sono poi gli strumenti indispensabili per questo grande
obiettivo che ci poniamo e che è l'Autonomia. Autonomia è allora
sinonimo anche di questo. Ecco quali sono i grandi obiettivi che
deve avere una Commissione speciale per la riforma dello Statuto:
deve essere impegnata esclusivamente su queste tematiche in modo
coraggioso e in modo definitivo affinché si assuma una volta per
tutte un ruolo paritetico nei confronti dello Stato centrale.
Diversamente, quando in Sicilia cambierà il colore politico e
magari a livello nazionale ci sarà un colore politico
contrapposto, saremo continuamente ricattati come lo siamo
attualmente, rispetto a quelli che sono poi gli inganni o le
vendette di un Governo centrale nei confronti del popolo
siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io farò un
intervento breve perché l'onorevole Gucciardi ha espresso la
posizione della Margherita in ordine al parere favorevole di
questi primi tre punti che condividiamo perché rafforzano
l'autonomia della Sicilia e rappresentano lo sviluppo positivo del
regime pattizio che ci deve essere fra la Regione siciliana e lo
Stato.
Colgo l'occasione però per far conoscere che abbiamo assunto
l'iniziativa di scrivere una nota al Presidente Miccichè in ordine
all'esigenza di approvare in tempi brevi il nuovo Statuto.
Certamente, la Commissione speciale per lo Statuto, nella scorsa
legislatura, ha svolto un lavoro ampio - mi rendo conto che
potrebbero esserci delle necessità di miglioramento - ma il
lavoro è stato svolto dopo aver ascoltato tutte le organizzazioni
sociali, le università siciliane ed altri, e ciò ha prodotto il
risultato di approvare una legge quasi all'unanimità di questa
Assemblea - se non ricordo male con la sola astensione di due
deputati di Rifondazione comunista.
C'è innanzitutto un rispetto per quest'Aula che era composta da
autorevolissimi rappresentanti, così come è composta da
autorevolissimi rappresentanti l'attuale prima commissione
legislativa permanente Affari istituzionali , con il
Presidente, onorevole Cristalli, che ci ha onorato del suo
prestigio, negli anni passati anni durante la presidenza
dell'Assemblea regionale, ed ora che presiede una delle
Commissioni più importanti; c'è il Capogruppo di Forza Italia, ci
sono altri autorevoli deputati, tutto ciò che può fare la
Commissione speciale per la revisione dello Statuto lo può
benissimo fare già la I Commissione legislativa permanente
Affari Istituzionali .
Siamo contrari all'istituzione della Commissione speciale per lo
Statuto, non solo perché la competenza è tutta della I
Commissione e non ne vogliamo essere espropriati - e non credo
che un organismo di 30 deputati possa essere più snello e ci possa
fare realizzare l'obiettivo -, ma anche perché abbiamo visto che
nella passata legislatura, pur avendo approvato lo Statuto un
paio di anni prima della fine della legislatura regionale, non
siamo stati in grado di conseguire l'obiettivo pieno, cioè quello
della doppia lettura da parte del Senato della Repubblica e
della Camera dei Deputati.
Pertanto, se vogliamo operare concretamente e seriamente,
iniziamo la discussione subito senza creare commissioni superflue
che rappresentano uno spreco rispetto ad accordi che non sono
stati fatti con l'opposizione. A noi non interessa se ci sono
accordi che riguardano presidenti, prebende, vicepresidenti o
altre cose, a noi interessa che la Sicilia dia una risposta
immediata in ordine all'approvazione del nuovo Statuto.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIENTE Ne ha facoltà
LEANZA Nicola, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, desidero semplicemente esprimere il parere
favorevole sui progetti di modificazione dello Statuto siciliano
di cui alle proposte di legge costituzionale numeri 203, 980 e
1241.
Ritengo che proprio questi disegni di legge esaltino in maniera
importante e rafforzino la natura pattizia dello Statuto
siciliano, ed è questo certamente un fatto estremamente
significativo.
Pertanto, nell'esprimere parere favorevole ai suddetti
provvedimenti, mi auguro che il Parlamento all'unanimità possa
condividere tale percorso che ovviamente non potrà che esaltare in
maniera seria ed importante la nostra Autonomia.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 37, degli onorevoli
Maira, Cristaldi ed altri Iniziative riguardanti il procedimento
di approvazione dei progetti di legge costituzionale concernenti
la modifica dello Statuto siciliano in cui si impegna il
Presidente ed il Governo della Regione e si invita il Presidente
dell'Assemblea ad assumere le opportune iniziative presso le sedi
istituzionali competenti affinché, nel corso del procedimento di
approvazione dei suddetti progetti di legge costituzionale
concernenti la modifica dello Statuto siciliano, sia assicurato
all'Assemblea regionale siciliana un ruolo paritario rispetto a
quello del Parlamento nazionale nell'ambito del procedimento di
revisione statutaria attraverso gli strumenti sopra individuati o
altri che fossero all'uopo ritenuti idonei.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FLERES. Signor Presidente, dichiaro di astenermi.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al documento predisposto dalla I Commissione Affari
istituzionali per esprimere il parere sui quattro disegni di
legge costituzionale, a firma degli onorevoli Cristaldi e di
tutti i componenti della stessa Commissione.
Il documento esprime parere favorevole ai progetti di
modificazione dello Statuto siciliano di cui alle proposte di
legge costituzionale numeri 203, 980, 1241 depositate presso la
Camera dei deputati, recanti: Disposizioni concernenti la
procedura per la modifica degli statuti delle regioni a statuto
speciale .
Esprime invece parere contrario sul progetto di modificazione
dello Statuto siciliano di cui alla proposta di legge
costituzionale numero 1606, depositata presso la Camera dei
deputati recante: Disposizioni concernenti la procedura per la
modifica degli statuti delle regioni a statuto speciale ,
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Discussione del disegno di legge Norme urgenti in favore del
personale degli
Enti Fiera' (n. 454.1/A)
PRESIDENTE Si passa al V punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegno di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge n. 454.1/A Norme
urgenti in favore del personale degli Enti Fiera'.
Invito i componenti la II Commissione 'Bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
Cimino, a svolgere la relazione.
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale:
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Invito il deputato segretario
a darne lettura.
FLERES, segretario:
Articolo 1
Enti fiera
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, nell'esercizio
finanziario 2006, ad erogare un contributo straordinario di 1200
migliaia di euro in favore dell'Ente autonomo fiera del
Mediterraneo di Palermo finalizzato al pagamento dei salari,
stipendi, oneri riflessi e per eventuali arretrati del personale e
un contributo straordinario di 300 migliaia di euro per l'Ente
autonomo fiera di Messina.
2. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
pari a complessivi 1.500 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2006, mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.2.6.5, capitolo 742802, del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, voterò a
favore dell'articolo previsto, mi preme però sottolineare, a lei,
agli esponenti del Governo presenti, all'assessore al ramo, nonchè
a tutta l'Assemblea, che presenterò un ordine del giorno che
impegni il Governo e l'assessore al ramo a vigilare con
particolare attenzione sulla gestione degli Enti fiera, perchè
siamo in presenza di strutture da anni commissariate, con
l'obiettivo di procedere alla trasformazione in società per
azioni.
Tale processo non si concretizza, ci saranno pure difficoltà
oggettive, non lo metto in dubbio, ma intanto questo processo
appare sempre più lontano dal realizzarsi e nel contempo abbiamo
assistito, nel corso di questi anni, almeno per quello che risulta
dagli articoli di stampa, per quello che risulta da segnalazioni e
denunce dei sindacati aziendali e dei dipendenti, da
atteggiamenti da parte dei commissari che si sono succeduti nel
corso degli anni, molto discutibili dal punto di vista di un
esponente nominato dal Governo che avrebbe dovuto avere attenzione
massima alla trasparenza nella gestione e soprattutto
all'economicità della gestione, e invece ci siamo trovati nel
corso di questi anni a reclutamento di personale prescindendo da
ogni selezione pubblica, mentre il personale esistente spesso non
veniva utilizzato adeguatamente, a tutta una serie di atti che
secondo me gettano discredito non solo su chi li ha commessi, ma
anche sulla Regione che ha nominato queste persone e che è
chiamata peraltro a rifondere periodicamente le perdite economiche
gravi che si sono determinate.
Ecco perché penso che, assieme alla votazione di questa norma,
sia necessario approvare l'ordine del giorno di cui parlavo, che
impegna ad una particolare vigilanza l'assessore competente e
soprattutto a riferire periodicamente all'Assemblea sulla
condizione, sul mandato dei commissari e sullo stato della
situazione economica.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere soddisfazione per questo atto che ci accingiamo a
compiere e a votare, seppure consapevoli del fatto che questo non
sia esaustivo della risoluzione dei problemi delle fiere. Mi
riferisco alla fiera del Mediterraneo di Palermo la cui gestione
scellerata ha portato al decadimento dell'ente, non solo sul
piano amministrativo, ma proprio sul piano strutturale. La fiera
del Mediterraneo nel 2010 l'area del Mediterraneo sarà area di
libero scambio, e quindi la nostra terra potrebbe essere attraente
per il commercio della medesima area. Invece, siamo impreparati ed
abbiamo fatto fallire quello che poteva essere un momento decisivo
per partecipare a questo importante appuntamento.
Diceva il collega Panarello assunzioni facili, gestioni
allegre'. Noi crediamo che debba intanto sciogliersi il nodo se si
tratti di enti economici o enti non economici.
Noi crediamo che siano enti non economici e quindi come tali
devono essere trattati, anche e soprattutto nella gestione delle
risorse umane. Pertanto, auspichiamo che questo sia il primo atto
concreto per ripartire e far ripartire con serenità l' attività
della fiera, mettendo i lavoratori in uno stato di serenità,
sperando che il nuovo commissario, ma soprattutto un nuovo
consiglio di amministrazione metta in moto l'ente fiera per dare
un futuro sereno.
FALZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FALZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento breve, tuttavia ritengo sia doveroso da palermitano
intervenire nel merito di una questione così importante che oggi
l'Assemblea sta affrontando in questo momento. Si tratta, a mo
avviso, di dare un giusto riconoscimento ai lavoratori dell'Ente
fiera di Palermo, ma anche a quelli dell'Ente fiera di Messina,
che attendono con ansia, naturalmente, di sapere da questa
Assemblea quale sarà il loro futuro.
L'intervento che certamente l'Assemblea oggi si appresta a varare
è un intervento condiviso dalla maggioranza di questo Parlamento,
ma che certamente deve farci riflettere sulla necessità di
rilanciare la Fiera del Mediterraneo di Palermo, che è sempre
stata parte integrante e parte della storia produttiva della città
e della Regione intera.
Mi auguro che questo momento, anche alla presenza dell'assessore
Beninati, possa farci riflettere e farci trovare una strada, se
possibile condivisa da tutti quanti, che possa rilanciare un
importante strumento, che ritengo l'economia siciliana ha, come
quello dell'Ente fiera di Palermo.
Mi auguro altresì che si possano dare risposte adeguate ai
lavoratori che le hanno atteso trepidanti in questi giorni.
Ritengo tuttavia necessario anche rivedere il problema nel suo
complesso. E mi auguro che il Commissario dell'Ente fiera appena
nominato possa effettivamente trovare le soluzioni perchè la Fiera
del Mediterraneo possa essere nuovamente un fiore all'occhiello
della città di Palermo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
tragicommedia, anzi una tragedia perchè è da anni che stiamo
lavorando per tentare di dare una definitiva sistemazione ai
problemi della Fiera.
L'abbiamo fatto facendo un mutuo garantito, che non si è potuto
portare avanti e non si è potuto avviare in quanto le condizioni
del personale assunto, degli innumerevoli personaggi che erano
all'interno della Fiera non hanno consentito di fare un piano
industriale degno di tale nome.
Il fatto che oggi, anche in virtù di un emendamento, presentato
dal collega vicepresidente della Commissione Bilancio', onorevole
Savona, si arrivi a dire una parola nuova, diversa per pagare gli
stipendi da qui a dicembre non risolve i problemi della Fiera, né
del suo personale; è un altro pannicello caldo, altri soldi
buttati al vento se non ha la consequenzialità seria di dare un
impulso nuovo e più forte.
E' necessario che il Governo non consideri di avere già risolto
il problema; oggi non si risolve il problema della Fiera, né dei
lavoratori della Fiera, adottando la soluzione di un ulteriore
commissariamento.
Il commissario Porretto ha lavorato una vita, poverino,
guadagnando quei pochi soldi che guadagnano i manager in Sicilia e
viene ricondotto di nuovo ad occuparsi, senza denaro e con tanti
sacrifici, ad assumere ulteriori incarichi che servono solo ed
esclusivamente come pannicello caldo, e non servono all'avvenire
della Fiera, né all'avvenire dei lavoratori della Fiera
Vi è la necessità invece di un intervento che sia forte e
stabile, che rilanci la Fiera e si vada a creare una vera Fiera,
come quella della Bandita di Milano.
Se bisogna salvaguardare i lavoratori non lo si fa pagando loro
quattro stipendi, essi si salvaguardano privatizzando la Fiera e
corresponsabilizzando i lavoratori e i sindacati. Alla fiera di
Milano non è mai successo che tale Cosentino un giorno abbia
fatto delle assunzioni, così come poi l'ha seguito Stapino Greco
E' stata fatta finora soltanto una politica delle assunzioni
facili, ma non c'è stata mai una vera e propria politica di
rilancio.
Ancora una volta stiamo intervenendo - abbiamo il dovere di
farlo e lo stiamo facendo, è giusto che lo si faccia - ma è
necessario che il Governo si intesti realisticamente per la Fiera
un approccio nuovo e diverso, un'azione che possa dare maggiore
propulsione alla Fiera di Sicilia, alla stessa stregua di quella
di Milano .
Questo chiedo all'Assessore, onorevole Beninati, ed al Governo
nella sua interezza: di non spendere inutilmente i soldi. Adesso
superiamo l'ostacolo del momento, ma cerchiamo una programmazione
seria, che dia un impulso nuovo per la costruzione di un patto
serio. Almeno che non ci si vieti di sognare. Non bisogna restare
abbarbicati a fatti che sono piccoli, asfittici e che danno quasi
un colpo di spugna a chi ha sperperato inutilmente il denaro
pubblico per la Fiera del Mediterraneo di Palermo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voglia
di esclamare iniziando questo breve intervento chi è senza
peccato, scagli la prima pietra perché il precedente oratore,
l'onorevole Cintola, con cui forse per la prima volta ci troviamo
d'accordo, fa quasi una questione scontata e comunque
probabilmente non è scontato che ogni tanto noi dovremmo evitare
di fare una guerra tra poveri e del falso moralismo rispetto ad un
sistema che obiettivamente è la brutta copia di questa vergognosa
vicenda. E' vergognosa perché rispetto alle legittime aspettative
dei lavoratori, verso i quali tutti siamo rispettosi, non vogliamo
entrare nel merito in quale campagna elettorale sono diventati
dipendenti, non vogliamo entrare nel merito su chi era
commissario in quel momento, d'altronde questa è la nostra
vergogna complessiva che subiamo - credo - quotidianamente; ma
altrettanta vergogna è quella per la quale siamo messi con le
spalle al muro rispetto a tanti padri di famiglia che
legittimamente aspettano uno stipendio.
Colleghi, la vogliamo finire? Questo è il vero teatrino che non è
più condivisibile e poi mi trovo ad assistere, l'intero popolo
siciliano si trova ad assistere, a delle guerre di bottega, mi
permetto di dire quasi squisitamente palermitane solo sul perché
non c'è stata una suddivisione, chissà quando, su queste
assunzioni e di queste società.
Finiamola Io mi vergogno. Lo dico sinceramente, ma nello stesso
tempo dico: votiamo favorevolmente, non tanto perché qualcuno si
permette di aprire una guerra tra poveri; votiamo favorevolmente
perché questa è un'altra vergogna come tante altre vergogne che
spesso in modo trasversale ci troviamo ad approvare in quest'Aula.
Questa è la verità triste
Assessore Beninati, prima di fare un appello per rilanciare la
Fiera dovremmo forse resettare i nostri cervelli su alcuni
argomenti e tematiche. L'invito è rivolto all'intera Assemblea e
soprattutto all'intero Governo: che la finisca con l'invenzione di
queste agenzie, società satelliti, e tutta una serie di strumenti
finalizzati a spostare la spesa dal centro al territorio in modo
capillare, perché poi si nascondono queste vergogne cui
assistiamo e cui poi siamo costretti - per amor di patria, ma più
che altro da cristiani - a far fronte, considerato che ci sono
padri di famiglia in difficoltà.
L'appello è questo: smettiamola in termini complessivi con questa
logica perché non è possibile né pensabile che continuiamo a far
fronte ad emergenze vergognose che ci vengono propinate, guarda
caso, nei momenti particolari, di fine anno, dopo che si è
approfittato della situazione precaria di questi lavoratori, cha
li porta a volte ad estreme conseguenze.
Concludo, signor Presidente, esprimendo, nonostante le amare
riflessioni, il parere favorevole al disegno di legge in esame
con l'invito accorato di cambiare sistema tutti quanti assieme.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ci
propone oggi un disegno di legge che proviene da una giusta
esigenza, lo dico più da ex sindacalista che da parlamentare.
C'è però un problema, una ferita che rimane aperta. Noi che
abbiamo bisogno di rilanciare la Sicilia, noi che abbiamo bisogno
di pensare anche ad un modello di sviluppo che ci proietti nei
mercati internazionali. E noi che avremmo bisogno di sostenere la
nostra imprenditoria debole, spesso povera rispetto alle sfide
della globalizzazione, cosa siamo riusciti a fare in questi anni?
Siamo riusciti a chiudere quello che normalmente è la vetrina di
un mercato. Le fiere servono a collegarsi con i mercati
internazionali. E noi cosa abbiamo fatto? Siamo riusciti a farle
fallire miseramente
Certamente la Fiera del Mediterraneo, che già il solo nome
dovrebbe evocare la nostra intenzione di sviluppare i commerci nel
Mediterraneo, è stata dissestata, si è banchettato sulle sue
risorse, si è banchettato non soltanto con qualche assunzione, ma
con sprechi inauditi, utilizzando quelle risorse per le macchine,
per gli uffici, per le missioni, tutte cose che non hanno portato
un solo cliente in più alla Fiera e non hanno portato soprattutto
alcun affare in più alla Sicilia.
Mi chiedo: dopo avere approvato questa legge faremo anche una
richiesta di risarcimento nei confronti degli amministratori che
hanno dilapidato queste risorse? Io non presento oggi un
emendamento in tal senso a questo provvedimento perché è troppo
grande il bisogno delle persone interessate, ma annuncio sin da
adesso che nella prossima finanziaria intendo presentare un
emendamento che chieda agli amministratori colpevoli,
evidentemente colpevoli dei dissesti delle aziende che vengono
loro affidate, di rispondere in solido come vorrebbe non soltanto
il buon senso ma anche il codice civile.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
essere telegrafico perché il provvedimento legislativo che oggi
stiamo per approvare credo non meriti di essere commentato con
particolare enfasi.
Si prende atto di una situazione difficile, per certi versi
catastrofica, e lo si approva, sapendo che è giusto pagare i
dipendenti che sono stati assunti. Tuttavia, credo che il Governo
si debba porre il problema di una attenta riflessione sull'ente
fiera. Perché, badate bene, se non ricordo male, nel corso del
2005 è stato approvato un articolo di legge con il quale si
stanziavano, attraverso una fideiussione a favore dell'Ente fiera
di Palermo, ben 10 milioni di euro.
Devo dedurre che quell'articolo non ha fattivamente operato,
perché, se così fosse stato, vorrebbe dire che la Regione avrebbe
garantito diecimilioni di euro che sono stati impegnati alla Fiera
e sono stati spesi chissà come. Ma sono certo che quell'articolo
non ha operato.
La situazione è più grave di come in verità si presenta, nel
senso che non c'è neanche un istituto di credito disposto a
concedere dieci milioni di euro non garantiti dalle prestazioni
della Fiera, ma dalla Regione, perché non crede in questo Ente.
Allora, delle due l'una: noi dobbiamo scegliere che strategia
politica usare nei confronti dell'Ente Fiera di Palermo.
Leggo sulla stampa che ci sono tante iniziative. E chiedo oggi al
Governo di assumere un impegno forte, corale, di risolvere non
solo il problema dei dipendenti della Fiera, che vanno sì pagati,
ma di risolvere il problema più generale della Fiera di Palermo,
di ciò che significa per la Sicilia e per un'area metropolitana
come Palermo, e di ciò che può significare nel bacino del
Mediterraneo.
Vorrei che su questo il Governo fosse attento e riferisse in
Aula, e se possibile nella Commissione legislativa di merito,
affinché capissimo con precisione le direttive che vuole
utilizzare per uno strumento così importante.
Concludo annunziando il mio voto favorevole al provvedimento in
esame.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio. Ne ha
facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo che il
percorso di questo provvedimento fosse abbastanza pianificato, per
cui non ritenevo di dovere intervenire, e in effetti, dai
precedenti interventi, sembrava così.
Ma poiché oggi ci apprestiamo a varare un atto che potrebbe
significare tanto per lo sviluppo delle fiere di Palermo e di
Messina, è giusto, anche se in maniera breve, ricordare alcuni
interventi fatti in questa Aula, nella precedente legislatura.
Purtroppo, negli ultimi anni, la Fiera del Mediterraneo negli
ultimi anni ha scontato un problema legato alle questioni
politiche di una coalizione, piuttosto che affrontare i problemi
reali che guardavano al merito e alle potenzialità di sviluppo di
questo importante Ente. Ogni qualvolta si è parlato di iniziative
legislative, di interventi straordinari, di interventi che
potessero dare una svolta definitiva alle potenzialità della Fiera
di Palermo, la figura del Commissario di turno faceva sì che
l'intervento dell'Assemblea non ci fosse.
L'unico atto che negli anni il nostro Parlamento ha portato
avanti a favore della Fiera del Mediterraneo - e mi riferisco
all'argomento sollevato dall'onorevole Turano, cioè la
fideiussione di dieci milioni di euro -, non ha avuto seguito
perché le banche non hanno ritenuto sufficiente come garanzia la
legge regionale, cioè hanno ritenuto che non fosse da ritenersi
una garanzia accessoria.
Così come è successo per altri Enti - mi riferisco all'Ente
autonomo orchestra sinfonica siciliana, all'Ente autonomo Teatro
Massimo di Palermo - le banche non hanno ritenuto di potersi
fidare di una legge della Regione, e hanno chiesto maggiori
garanzie, cosa che questo Parlamento, comunque, non ha fatto.
Oggi, finalmente e responsabilmente, ci apprestiamo a votare il
provvedimento in esame utilizzando una finestra legislativa, cosa
di per sé inconsueta, ma importante da un punto di vista politico
considerato che siamo già in sessione di bilancio, al fine di dare
un contributo straordinario alle due fiere siciliane: la Fiera di
Palermo e la Fiera di Messina.
Tutti sanno che questi interventi non sono la panacea di tutti i
mali. Sappiamo perfettamente che, per esempio, lo stanziamento di
un milione e duecento mila euro alla Fiera del Mediterraneo di
Palermo non risolveranno tutti i problemi, perché il debito è
molto più gravoso. Sappiamo perfettamente che i dipendenti della
Fiera non prendono lo stipendio da 11 mesi; sappiamo altrettanto
bene che i fornitori non vengono pagati da quattro anni. Sappiamo
bene, pertanto, che questa è soltanto una goccia d'acqua nel
mare. Tuttavia, sappiamo altrettanto bene che in queste ultime
settimane qualcosa è cambiato. Intanto, è cambiato il vertice
amministrativo di questa struttura; è stato nominato un nuovo
commissario, non che il predecessore fosse inadeguato, ma in tal
modo si è voluto voltare pagina, e si è nominata una persona che
comunque in questa Regione negli ultimi quarant'anni ha dimostrato
di volere risolvere i problemi. E' cambiato, a mio avviso,
soprattutto l'approccio politico rispetto ai problemi dell'ente
Fiera: in questi ultimi giorni tutti noi abbiamo letto sulla
stampa che i segnali dati da questo Parlamento hanno risvegliato
l'attenzione nei confronti della Fiera da parte degli imprenditori
siciliani.
Ho appreso, per esempio, che la Sicilindustria, riunita per il
sessantesimo anniversario della Costituzione, ha parlato del
rilancio della Fiera del Mediterraneo come di uno snodo
fondamentale per lo sviluppo delle attività economiche della
provincia di Palermo; ed anche importanti imprenditori siciliani
si sono ufficialmente offerti di investire per l'Ente Fiera. Tutto
ciò sta a significare che c'è una nuova sensibilità, una nuova
attenzione nei confronti dello sviluppo della Fiera del
Mediterraneo e, quindi, l'intervento della politica, unito alle
energie e alle risorse della imprenditoria locale, potrà
determinare una buona volta il rilancio delle due Fiere siciliane
che, da un punto di vista economico e produttivo, possono
significare veramente tanto per questa regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, credo che il dibattito parlamentare evidenzi una certa
sofferenza e la difficoltà di tutto il Parlamento a votare una
forma assistenziale che purtroppo si ripete ogni anno. Ma ciò che
è ancor più grave è che noi non possiamo accettare, con la scusa
degli stipendi, che si continui ancora a tenere in piedi un Ente
che evidentemente è stato famoso in tutta Italia e in tutto il
mondo non per il rilancio del Mediterraneo, ma è stato famoso per
ben altri elementi che hanno fatto gridare allo scandalo. Eppure
si continua a parlare di Enti amministrati non secondo criteri di
economicità e trasparenza.
Io ritengo sia giunto il momento, onorevole Assessore, di mettere
un punto fermo: bisogna avere il coraggio di non perpetrare
all'infinito uno stato di sofferenza. La Regione vende i suoi
immobili, che poi deve comunque prendere in affitto, per risanare
il suo bilancio, vi sono enti locali che da otto mesi non hanno la
terza trimestralità; vi sono lavoratori che da dieci mesi non
ricevono il pagamento delle spettanze; vi sono farmacie alle quali
da dieci mesi non sono erogate le somme minime, eppure noi
continuiamo a consentire uno sperpero di denaro pubblico.
Adesso il Parlamento, così come è stato evidenziato da alcuni
colleghi della maggioranza, si trova in difficoltà perché, da un
lato, si rende conto che questi Enti stanno diventando inutili e
che non hanno più la dignità di esistere, dall'altro, ci si rende
conto che c'è il problema dei dipendenti che va risolto, anche se
qualche collega ha sollevato il caso di quando e come questi
lavoratori sono stati assunti.
Il problema è reale. E allora noi diciamo che in questa fase
siamo costretti a votare a denti stretti ma con un avvertimento,
onorevole Assessore, e cioè che lei, permanendo in carica
nell'attuale Governo fino alla fine del 2007, non torni a
chiedere altre somme per la Fiera di Palermo Perché delle due
l'una: o si fa un rifinanziamento ed un rilancio serio, e quindi
si fa una politica finanziaria ed economica dell'Ente che possa
metterlo nelle condizioni di un rilancio senza le continue
assistenze della Regione, oppure, si opera una trasformazione
seria in base alla quale i dipendenti potrebbero transitare in
altri enti dove sarebbero più utili. In tal modo, non si
continuerebbe a fare sempre assistenza. Infatti, il momento che
sta vivendo la nostra Regione dal punto di vista economico e
finanziario - alle banche non è bastata la garanzia di una legge
regionale - è piuttosto delicato e non permette di andare avanti
facendo finta di niente.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
FLERES, segretario:
«Art. 2.
Convenzione con la Multiservizi S.p.A.
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2006, sono introdotte le
seguenti variazioni in migliaia di euro:
- U.P.B. 4.2.1.1.2 capitolo 212524 - 33
- U.P.B. 5.2.1.1.2 capitolo 242522 - 100
- U.P.B. 5.3 1.1.2 capitolo 246517 - 30
- U.P.B. 1.7.1.1.2 capitolo 120517 + 14
- U.P.B. 6.2.1.1.2 capitolo 272528 + 70
- U.P.B. 7.4.1.1.2 capitolo 320518 + 30
- U.P.B. 8.2 1.1.2 capitolo 342533 + 7
- U.P.B. 8.3 1.1.2 capitolo 346524 + 42»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
all'Aula che la Presidenza aveva assunto un impegno, e
precisamente che nelle variazioni di bilancio si sarebbe discusso
un emendamento presentato dal Governo sul problema delle proroghe
della richiesta di integrazione delle sanatorie edilizie.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, ha chiesto di parlare sull'ordine
dei lavori, sta invece intervenendo nel merito.
Per quanto riguarda gli impegni assunti, la Presidenza ha
stabilito che si vota, si discute, si delibera sugli atti
presentati e, stasera è in discussione soltanto il disegno di
legge n. 454.1/A al quale non è stato presentato alcun
emendamento.
Riprende il seguito della discussione sul disegno di legge
454.1/A
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ringrazio per l'opportunità che mi avete dato di fare chiarezza su
tutta la vicenda che mi ha visto impegnato fin dai primi mesi del
mio insediamento.
Condivido molti degli interventi, ma aggiungo per chiarezza che
spesso, impropriamente, si fa confusione tra l'Ente Fiera, che
possa essere di Palermo o di Messina, enti riconosciuti a livello
nazionale, e la struttura stessa della fiera. Infatti, queste
strutture, per un insieme di motivi, necessitano oggi di
accertamenti nei confronti degli amministratori, compito questo
che ritengo essere della Corte dei Conti, o di altri organi al di
fuori dell'amministrazione.
Io mi sono trovato a dovere intervenire in una vicenda piuttosto
spinosa, dove mese dopo mese andavano sempre più incrinandosi i
rapporti tra il Commissario e il personale dell'Ente fiera.
Effettivamente, stabilire da quale parte sia la ragione non è cosa
facile. Ma di certo il fatto che nell'ultimo periodo la Fiera è
stata occupata dal personale ed alcune manifestazioni già
programmate non si sono potute svolgere, comprenderete bene che
ciò ha fatto sì che l'Ente fiera non potesse pagare il personale.
Si è detto che la Regione, da chissà quanti anni, finanzia la
Fiera. Non è così Non c'è un capitolo di bilancio, non c'è nulla.
La Regione, quando può e quando è stato richiesto, ha dato degli
aiuti che servivano a finanziare determinate iniziative e
manifestazioni. E quindi, non come accade per altri enti che la
Regione, invece, finanzia annualmente. Oggi stiamo intervenendo
perché i due Enti stanno attraversando una situazione critica, in
particolare, l'Ente fiera di Palermo è in difficoltà con il
personale.
Mi assumo la responsabilità della nuova nomina del Commissario,
avendolo nominato io, ritengo sia una persona qualificata, che ha
piena conoscenza del suo ruolo amministrativo.
Io credo che i due enti possano avere un futuro, e certamente pur
pagando per la posizione geografica in cui si trovano Messina e
Palermo, possano sperare in uno sviluppo importante che potrebbe
esserci stante l'insularità; infatti, essi potrebbero incrementare
gli scambi e il commercio avvalendosi del fatto di appartenere
nell'area del Mediterraneo ed essendo crocevia per il nord Europa.
Tuttavia, questi due enti vanno reimpostati totalmente. Ed in
questo senso, vi anticipo che ho proposto nelle misure dei fondi
comunitari prossimi, l'opportunità e la possibilità di
intervenire con delle risorse comunitarie per fare di questi due
Enti due grandi cittadelle fieristiche della Sicilia. Lo dico
perché altrimenti sarebbe sterile intervenire per supportare un
momento di difficoltà, per poi ritornare nel baratro subito dopo.
Questa norma è da considerarsi come il punto di partenza e non il
punto di arrivo.
Sono convinto che, se il Commissario della Fiera del Mediterraneo
e quello di Messina condividono il percorso del Governo, si
potranno raggiungere obiettivi importanti. Si deve inserire - e vi
anticipo che la proposta è condivisa dalla programmazione - una
misura nel futuro complemento di programmazione, cioè il POR, per
i due Enti fiera, per avere un finanziamento importante, per
individuare nuovi siti e per la realizzazione di quanto necessario
per inventare queste due nuove realtà.
Se vogliamo continuare a mantenere la Fiera di Palermo nel suo
periodo, si può fare benissimo in quell'area, e lo stesso vale
anche per la Fiera di Messina, ma l'Ente Fiera, che è ben altra
cosa, deve avere un nuovo sito dove svolgere la propria attività
economica, perché deve necessariamente essere un ente economico
che si occupi di commercio e commercializzazione dei prodotti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti ordini del giorno:
- n. 36 Conferimento incarichi di dirigenti delle Camere di
commercio , degli onorevoli Cimino e Panarello;
- n. 38 Vigilanza avverso gli Enti Fiera di Messina e di
Palermo , degli onorevoli Panarello, Apprendi, Cantafia, di cui do
lettura.
«L'Assemblea regionale siciliana
Esaminata la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ed in
particolare l'art. 9, comma 3, che disciplina lo spoil system per
i dirigenti generali della Regione, ovvero che gli stessi possono
essere confermati, revocati, modificati o rinnovati entro 90
giorni dall' elezione del Presidente e della Giunta regionale;
Considerato che tale disposizione è stata emanata solo per gli
organi elettivi: Regione, Provincia regionale, Comune;
Esaminata altresì la legge regionale n. 29 del 1995 sulla riforma
delle Camere di Commercio, ed in particolare l'art. 20, che
dispone che l'Assessorato regionale della cooperazione, del
commercio, dell'argianato e della pesca nomina i Segretari
generali delle Camere di Commercio su designazione della Giunta
camerale;
Considerato altresì che la nomina del Segretario generale avviene
attraverso una procedura concorsuale seppur limitata agli iscritti
nell'elenco nazionale ai sensi della legge n. 580 del 1993;
Preso atto della copiosa giurisprudenza intervenuta nel
regolamentare e meglio specificare l'operatività dell'istituto
dello spoil system;
Esaminati i propri lavori d'Aula relativi alla approvazione delle
norme avanti richiamate;
Ritenuto che:
la scelta del Segretario Generale investe esclusivamente la
valutazione della professionalità degli interessati e non la
fiducia 'intuito personae' come avviene per i dirigenti generali
della Regione;
il potere di nomina e/o di revoca del Segretario generale è di
esclusiva competenza dell'Assessore regionale per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, mentre alla Giunta
camerale è riservata rispettivamente la mera proposta di
designazione di nomina e/o di revoca,
impegna il Governo della Regione
ad emettere ogni utile provvedimento che:
1. esplichi in maniera più esaustiva il principio che l'incarico
di Segretario Generale delle Camere di Commercio dell'Isola,
regolato dall'art. 20 della l.r. n. 29 del 1995, fin dalla sua
emanazione, è di natura esclusivamente professionale e non
fiduciaria, conferito a seguito di procedura concorsuale;
2. ribadisca la competenza esclusiva dell'Assessore
regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca di nominare e/o revocare il Segretario generale rimanendo,
invece, riservato alla Giunta camerale rispettivamente la mera
proposta di designare, quale momento endoprocedimentale». (36)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il disegno di legge n. 4541/A destina risorse agli
Enti fiera;
Considerato che:
i predetti enti sono da anni commissariati per determinarne la
trasformazione in società per azioni;
nel frattempo le condizioni economiche sono fortemente
peggiorate;
le gestione commissariali precedenti si sono contraddistinte per
un notevole sperpero di denaro pubblico e atteggiamenti
discutibili riguardo alle forniture, agli appalti ed al
reclutamento di personale, come denunciato dagli esposti dei
dipendenti e da numerosi articoli comparsi sulla stampa regionale,
impegna il Presidente della Regione
a sollecitare i commissari, recentemente nominati, alla revoca di
tutti i rapporti di lavoro attivati al di fuori di criteri di
necessità, di professionalità e di trasparenza; a riferire entro
tre mesi all'Assemblea regionale siciliana». (38)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
«Articolo 3
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che è stato presentato dal Governo un emendamento
aggiuntivo che, ai sensi del Regolamento interno, dichiaro
inammissibile in quanto presentato dopo la chiusura della
discussione generale.
LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Governo ha presentato l'emendamento aggiuntivo ..
PRESIDENTE Onorevole Assessore Leanza, considerato che
l'emendamento è stato dichiarato inammissibile, lei non può
intervenire sull'emendamento.
LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, a nome del Governo
invito la Presidenza a ritornare sui suoi passi.
PRESIDENTE Onorevole Assessore Leanza, qui non si tratta di
passi bensì di Regolamento. Se la Presidenza dovesse stravolgere
il Regolamento, non sarebbe una Presidenza credibile.
Sull'emendamento aggiuntivo non c'è discussione; se lei deve
parlare su qualcos'altro, ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, chiedo una breve
sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 17.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 36. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 38. Il parere del Governo?
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
il Governo, se l'onorevole Panarello non ha nulla in contrario,
in via di principio accetterebbe l'ordine del giorno come
raccomandazione. Ci sarà un commissario che si occuperà anche di
questo, ed è ovvio che, su tutto ciò che è avvenuto, se ne
occuperanno la Corte dei Conti e la Magistratura.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, è d'accordo sul fatto che il
Governo lo accolga come raccomandazione?
PANARELLO. Signor Presidente, desidero puntualizzare che non c'è
alcun tentativo di limitare i poteri del Commissario, o peggio
ancora di chiedere al Governo cose che non può fare.
Credo che l'ordine del giorno sia sufficientemente chiaro e che
rientri nell'ambito delle competenze del Governo. C'è la
richiesta, credo legittima, che entro tre mesi si riferisca al
Parlamento su quello che è avvenuto, nelle forme e nei modi in cui
è possibile, anche in termini di informazione.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Forse non sono stato chiaro. Essendo
stati nominati da un mese i nuovi Commissari non ha senso
promuovere su di loro una rigorosa ispezione. Condivido però la
seconda parte dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si prende atto che l'onorevole
Cintola ha apposto la sua firma all'ordine del giorno.
Con il parere favorevole del Governo sull'ordine del giorno,
cassata la prima parte e d'accordo anche i proponenti, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme urgenti in favore del personale degli enti fiera»
(454.1/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme urgenti in favore del
personale degli enti fiera» (454.1/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Apprendi, De Luca, Pagano, Ardizzone, Di Mauro,
Panarello, Basile, Dina, Pogliese, Beninati, Falzone, Ragusa,
Calanna, Fleres, Rinaldi, Cantafia, Formica, Rizzotto, Cappadona,
Gennuso, Sanzarello, Cascio, Granata, Savona, Cimino, Laccoto,
Turano, Cintola, Leanza Edoardo, Vicari, Confalone, Leanza Nicola,
Villari, Cristaldi, Limoli, Vitrano, Correnti, Maira, Zago,
D'Aquino, Misuraca, Zappulla, D'Asero, Nicotra, De Benedictis,
Oddo.
Astenuto: Stancanelli.
Congedi: Adamo, Piccione, Speziale, Cracolici, Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Si dà atto che hanno votato a favore gli onorevoli Barbagallo e
Gianni.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 19 dicembre
2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-
2009. (nn. 390-458)
2) - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2007. (n. 389)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 86 DELL'ONOREVOLE BORSELLINO
ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione'
V - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'
La seduta è tolta alle ore 18.03.
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli