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Resoconto d'Aula della Seduta n. 32 di martedì 05 dicembre 2006
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FLERES, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


          Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

     n.  129  «Interventi  volti a garantire le attività  antropiche
  nelle  aree di pertinenza e di confine dei parchi e delle  riserve
  naturali  siciliane»,  degli onorevoli  Fleres  Salvatore,  Cimino
  Michele,  Confalone Giancarlo, D'Aquino Antonio, Turano  Girolamo,
  Savona Riccardo;
     n.  130  «Espletamento dei concorsi banditi per il conferimento
  delle  sedi  farmaceutiche  vacanti», degli  onorevoli  Barbagallo
  Giovanni, Ammatuna Roberto, Culicchia Vicenzino, Fiorenza Cataldo,
  Galletti   Giuseppe,  Gucciardi  Baldassare,  Galvagno  Francesco,
  Vitrano Gaspare, Zangara Andrea;
    n. 131 «Interventi per la ripresa dei lavori attualmente sospesi
  nella diga Pietrarossa al fine di completare e mettere in funzione
  un'  opera importante per l' agricoltura», degli onorevoli  Fagone
  Fausto, Maira Raimondo, Terrana Decio, Ragusa Orazio;
    n. 132 «Interventi al fine di prorogare gli sgravi tributari per
  i  comuni del catanese colpiti dal sisma dell'ottobre 2002»  degli
  onorevoli  Fleres  Salvatore, Confalone Giancarlo,  Adamo  Giulia,
  Pagano Alessandro, Savona Riccardo, Turano Girolamo;
   n.  133  « Interventi urgenti per l'assegnazione agli agricoltori
  di  un  quantitativo  maggiore di gasolio agricolo  agevolato  per
  irrigare artificialmente i campi», degli onorevoli Fagone  Fausto,
  Maira Raimondo, Ragusa Orazio, Terrana Decio;
   n. 134 «Interventi per assicurare il rispetto delle norme e degli
  standard  previsti  per  la gestione delle  Comunità  terapeutiche
  assistite  che  operano in regime di convenzione  a  tutela  della
  salute  dei  ricoverati  e dell'efficienza  del  servizio»,  degli
  onorevoli Villari Giovanni, Cracolici Antonino, Apprendi Giuseppe,
  Calanna  Francesco, Cantafia Francesco, De Benedictis Roberto,  Di
  Benedetto  Giacomo,  Di Guardo Antonino, Oddo  Camillo,  Panarello
  Filippo, Panepinto Giovanni, Speziale Calogero, Termine Salvatore,
  Zago Salvatore, Zappulla Giuseppe.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   FLERES, segretario:

                    «Assemblea Regionale Siciliana

   Premesso che:

   in  Sicilia le aree sottoposte a vincolo naturalistico, parchi  e
  riserve naturali, ammontano a circa 2.825 Kmq e che buona parte di
  questa  grande  fetta del territorio siciliano è  da  considerarsi
  come cintura di perimetrazione dell'effettiva area protetta;

   le attività antropiche esercitate all'interno delle aree protette
  o  nelle aree limitrofe sono di notevole importanza per l'economia
  della Regione;

   le  eccessive  restrizioni  normative  nelle  aree  in  questione
  ostacolano il normale proseguimento delle attività imprenditoriali
  esistenti;

   in  molti  casi  le attività agricole nelle aree perimetrali  dei
  parchi e delle riserve naturali sono minacciate da una mancanza di
  controllo  numerico  e  sanitario della fauna  interna  alle  aree
  protette, coniglio in particolare;

   Considerato che:

   è  necessario  tutelare  dagli eccessi  legislativi  le  attività
  agricole  e  artigianali  ricadenti nelle  aree  poste  a  vincolo
  naturalistico ed in quelle loro confinanti;
   sarebbe     auspicabile    regolamentare     degli interventi  di
  contenimento  della  fauna  dove  quest'ultima  arreca  danno  sia
  all'eco sistema che alle attività antropiche;

   l'attività  venatoria controllata, in determinate zone,  potrebbe
  essere  una  soluzione alla sovrappopolazione  di  specie  animali
  infestanti,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  azioni a tutela delle  attività  antropiche
  esistenti  all'interno dei parchi e delle riserve  naturali  della
  Regione e nelle zone di cintura e confine delle stesse;

   ad  attivare sistemi di contenimento delle specie animali, il cui
  numero diventa dannoso per l'agricoltura;

   a verificare la possibilità di riperimetrare le aree in questione
  e le relative zone di rispetto, tenendo conto dell'antropizzazione
  delle medesime.» (129)

                                            FLERES-CIMINO-CONFALONE-
                                              D'AQUINO-TURANO-SAVONA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con  D.A  del 27 giugno 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
  della  Regione siciliana del 28 luglio 2000, sono stati banditi  i
  concorsi,  per  titoli  ed  esami, per  il  conferimento  di  sedi
  farmaceutiche nelle nove Province regionali dell'Isola, modificato
  successivamente  con  nuovo  D.A.  del  22  agosto  2000,  n.   9,
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 25
  agosto 2000;

   numerose  iniziative  sono state promosse  da  talune  importanti
  associazioni   di  categoria  e,  fra  queste,  vanno   senz'altro
  ricordate  le  'nove regole della trasparenza  per  la  formazione
  delle    commissioni   giudicatrici,   approvate,   tra   l'altro,
  dall'assemblea   dei   farmacisti  di  Catania   nell'anno   1999,
  consegnate  all'Assessore  per  la sanità  protempore  nell'agosto
  2000,   nonché  recepite,  per  una  migliore  diffusione,   dalla
  Federazione nazionale dei farmacisti non titolari nell'anno  2001,
  come riportato anche dagli organi di stampa;

   Visto che:

   al  fine  di  garantire  la speditezza e celerità  del  concorso,
  l'art.  4 della Legge 8 novembre 1991, n. 362, al comma 3,  impone
  persino  la  nomina  da  parte del Ministro  della  Sanità  di  un
  commissario ad acta incaricato dell'indizione del concorso e della
  nomina  della  commissione giudicatrice nel caso  in  cui  non  si
  provveda,  entro  i  10 giorni successivi alla  pubblicazione  del
  bando, alla nomina della commissione stessa;

   il   comma  8  del  richiamato  articolo  4  recita  'qualora  le
  commissioni non provvedano ad espletare il concorso nei termini di
  cui  al comma 6 (entro 180 giorni dalla data di pubblicazione  del
  bando), le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano o
  il  commissario  ad  acta di cui al comma 3  provvedono  entro  10
  giorni alla nomina di una nuova commissione';

   sono  trascorsi infruttuosamente più di 6 anni senza che le nuove
  farmacie siano state aperte e persino senza che la stessa prova di
  concorso sia stata espletata;

   Ritenuto che:

   il  rallentamento delle procedure concorsuali danneggia  un'ampia
  fascia  della popolazione (stimabile intorno ai 210 mila abitanti)
  in  quanto ogni farmacia deve servire un bacino di utenza  fissato
  dall'art.  1 della Legge 8 novembre 1991, n. 362, in modo  che  vi
  sia  una  farmacia ogni 5.000 abitanti nei comuni con  popolazione
  fino  a 12.500 abitanti ed una farmacia ogni 5.000 abitanti  negli
  altri comuni;

   in atto in moltissimi comuni siciliani non è, pertanto, possibile
  garantire   quelle  condizioni  minime  per  fornire   un'adeguata
  assistenza farmaceutica;

   il  celere e regolare svolgimento del concorso garantirebbe anche
  un soddisfacimento delle aspettative occupazionali della categoria
  ed,  in  particolare, delle fasce oggi più deboli, quali i giovani
  ed  i farmacisti non titolari, determinando l'occupazione di circa
  100 nuovi farmacisti e degli altri operatori della filiera;

   ulteriori     ingiustificati    ritardi   nell'espletamento   dei
  concorsi banditi svilirebbero quell'impegno in questi anni profuso
  per  porre  fine alle pratiche clientelari che hanno  fatto  della
  mancata  assegnazione  delle sedi farmaceutiche  vacanti  uno  dei
  principali  terreni di scambio politico, con grave  depauperamento
  del  diritto dei cittadini ad un'assistenza farmaceutica  adeguata
  ed omogenea su tutto il territorio;

   Atteso che l'Ordine dei Farmacisti della provincia di Catania  ha
  presentato,  con  delibera del consiglio direttivo  dell'1  aprile
  2005, punto 3, un esposto alla Procura della Repubblica di Catania
  ed alla Procura della Repubblica di Palermo per denunciare proprio
  dette  lungaggini  e gli inspiegabili ritardi  che  finiscono  per
  depauperare la stessa efficienza del servizio farmaceutico,

                   impegna il Governo della Regione

   a  completare,  entro 30 giorni dall'approvazione della  presente
  mozione,  le  procedure necessarie per una rapida conclusione  dei
  concorsi  banditi  per  il conferimento delle  sedi  farmaceutiche
  vacanti,  nominando nelle commissioni persone di elevato  profilo,
  di   specchiata   moralità  e  di  prima  nomina,   onde   evitare
  quell'insopportabile  groviglio  di  interessi   o   di   intrecci
  incrociati  che  minano la trasparenza dei concorsi  e  la  stessa
  credibilità  delle istituzioni, garanti di equità, di  legalità  e
  del rispetto delle regole;

   a       ristabilire      il      giusto       rapporto  farmacie-
  popolazione fissato dalla legge 8 novembre 1991, n. 362, parametro
  oggi largamente disatteso, a causa delle numerose sedi di farmacie
  che risultano essere vacanti, perseguendo, quindi, l'obiettivo  di
  migliorare l'efficienza e la qualità dell'assistenza farmaceutica,
  con carattere di omogeneità nel territorio regionale.» (130)

                                 BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA -
                                   GALLETTI - GUCCIARDI - FIORENZA -
                                     GALVAGNO - LACCOTO - MANZULLO -
                               ORTISI - TUMINO - RINALDI - VITRANO -
                                                             ZANGARA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   recentemente  si  è  appreso  dalla  stampa  che  l'  invaso   di
  Pietrarossa viene definito dai sindacati CGIL, CISL e UIL come una
  delle eterne opere incompiute siciliane ;

   l'invaso, che si trova nei comprensori di Caltagirone, Catania  e
  Siracusa, fu appaltato nel 1988 e nel 1989 iniziarono i lavori;

   oggi  l'  invaso è ultimato al 95 per cento e mancano da  5  a  7
  metri di materiale per completare il corpo-diga;

   Ritenuto  che  la  realizzazione di quest'opera  rappresenta  una
  risorsa   economica   fondamentale   per   la   popolazione    del
  comprensorio, che vive esclusivamente di agricoltura, e darebbe un
  enorme aiuto, con l'afflusso d'acqua convogliata, alle piantagioni
  di ortaggi, carciofeti, frutteti e agrumeti;

   Ritenuto  ancora  che la denuncia dei sindacati è  infondata  dal
  momento  che  l'opera  non  è  stata ancora  ultimata  non  perché
  ignorata  dal  Governo regionale, ma perché la  Soprintendenza  di
  Enna  ha  posto  il veto sulla stessa, anche se quasi  interamente
  realizzata,

   impegna il Governo della Regione

   nell' ambito della propria autonomia statuaria e legislativa,  ad
  intervenire  tempestivamente per ultimare i lavori di un'opera  di
  vitale  importanza per la salvaguardia del futuro  dell'  economia
  agricola del comprensorio Calatino e per continuare a costruire il
  futuro della Sicilia.» (131)

                                   FAGONE - MAIRA - TERRANA - RAGUSA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  15  dicembre  2005 sono scaduti i termini  per  adempiere  ai
  versamenti  degli  obblighi tributari derivanti  dall'articolo  4,
  comma  2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
  del  7  maggio  2004,  n. 3354, a favore dei  soggetti  residenti,
  ovvero  aventi sede legale od operativa, alla data del 29  ottobre
  2002,  in  taluni comuni della provincia di Catania,  tra  cui  il
  comune  di  Santa      Venerina,     interessati      direttamente
  dall'eruzione  del  vulcano  Etna  e  da  ordinanze  sindacali  di
  sgombero a seguito dello sciame sismico;

   con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 17 maggio
  2005  si  disponeva la sospensione dei tributi fino al 15 dicembre
  2005,  stabilendo che i versamenti non eseguiti per effetto  della
  sospensione  (che decorre dal 29 ottobre 2002 fino  alla  suddetta
  data  del  15  dicembre 2005) sono effettuati in  unica  soluzione
  entro il 16 dicembre 2005, ovvero, a decorrere da tale ultima data
  e   senza   aggravio   di   sanzioni  e  di  interessi,   mediante
  rateizzazione mensile pari, al massimo, ad otto volte  il  periodo
  di sospensione;

   allo  scadere  del 15 dicembre 2005, al contribuente  delle  zone
  colpite dall'evento calamitoso che ha inteso scegliere il rimborso
  rateale  di  quanto goduto con tale sospensione, non è stato  dato
  riferimento  concreto  per poter effettuare  il  versamento  della
  prima rata e poi delle successive;

   l'Agenzia  delle entrate non ha fornito alcuna indicazione  sulle
  modalità  di  pagamento e sui codici tributo da utilizzare  per  i
  diversi versamenti sospesi;

   la   prospettiva  dell'ulteriore  proroga  del  beneficio   della
  sospensione   sino  al  dicembre  2006  pareva   assistita   dalla
  ragionevole  logica  attraverso la  quale  negli  anni  precedenti
  veniva riconosciuto quasi simultaneamente il prosieguo dello stato
  di  calamità, quindi della sospensione dei tributi,  per  le  zone
  dell'Etna e per quelle del Molise, ciò in ultimo sino al  dicembre
  2005;

   a  seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri
  22  dicembre 2005, ai comuni dell'Etna, è stato prorogato lo stato
  di calamità per tutto il 2006;

   con  Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.  3496
  del  17 febbraio 2006 sono stati differiti al 31 dicembre 2006 gli
  obblighi tributari e previdenziali sospesi;

   con   successiva  Ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri  n.  3507  del  5 aprile 2006 (Gazzetta  Ufficiale  della
  Repubblica  italiana  n. 87 del 13 aprile 2006)  taluni  contenuti
  sono stati ulteriormente variati onde evitare aggravi, sanzioni ed
  interessi sulla popolazione;

   l'Agenzia delle Entrate,   motivata   da un'interpretazione della
  Direzione  regionale sulla materia, ha voluto sancire  l'immediata
  decadenza  del beneficio narrato per i contribuenti che non  hanno
  provveduto  al  versamento della prima rata già  dal  16  dicembre
  2005;

   il  mancato  pagamento  della prima  rata  non  è  imputabile  al
  contribuente,  poichè ad esso l'Amministrazione, non  emanando  ìn
  materia alcuna istruzione o circolare con annessa modulistica, non
  ha dato dei riferimenti certi ed univochi da seguire per adempiere
  a quanto dovuto;

   gli  uffici  dell' Agenzia delle Entrate, nel tempo  interpellati
  dai cittadini contribuenti interessati, non sono stati in grado di
  dare adeguate indicazioni sia sui codici tributo da utilizzare per
  i  versamenti,  sia sulle eventuali conseguenze per  il  pagamento
  effettuato   successivamente   alla   data   stabilita   che   per
  l'individuazione  del sostituto o del sostituito  d'imposta  quale
  soggetto tenuto ai versamenti;

   solo  nel  marzo  2006 sono pervenuti agli uffici  operativi  gli
  indirizzi  attesi  per  i  quali: i versamenti  facevano  capo  al
  sostituito  e  non  al sostituto d'imposta; i  codici  tributo  da
  utilizzare erano quelli ordinari; la massima rateizzazione  veniva
  fissata in 304 rate; alla data del 16 dicembre 2005 doveva  essere
  versato l'intero carico sospeso o almeno la prima rata;

   alla data odierna non ci pare sia stata emanata alcuna circolare,
  od  altro  strumento per i cittadini contribuenti che esplicitasse
  dette  questioni  applicative, ragione per la  quale  i  cittadini
  interessati non hanno tutt'ora la certezza sull'esatta operatività
  adottata o su quella da adottare per i versamenti in questione;

   in  un  primo tempo la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
  (Ufficio  sostituti  d'imposta)  aveva  risposto  ad  un   singolo
  contribuente, che presentò interpello per conoscere le modalità di
  versamento  in qualità di sostituto, che avrebbe dovuto effettuare
  il versamento delle ritenute;

   l'indicazione  prodotta  a  suo tempo  dalla  Direzione  Centrale
  Normativa e Contenzioso (Ufficio sostituti d'imposta) in merito al
  soggetto  tenuto  ai  versamenti  di  rimborso  che  indicava  nel
  'sostituto d'imposta' il soggetto tenuto ai versamenti, ha causato
  il  diffondersi  di  notizie diverse da  quelle  più  recenti  che
  sembrano oggi riferirsi al 'sostituito di imposta';

   alcune   specifiche  categorie  di  beneficiari,  tra  questi   i
  pensionati   che  hanno  richiesto  la  sospensione,  non   avendo
  necessità nell'ordinario di avvalersi di un consulente,  non  sono
  stati  messi in condizione di regolarizzare la propria  situazione
  debitoria,  credendo  che  a tale adempimento  avrebbe  provveduto
  l'Ente     pensionistico     'sostituto d'imposta', mentre, taluni
  pensionati  che  hanno  ricevuto dopo  il  15  dicembre  2005  gli
  arretrati di ritenute per le quali avevano in precedenza richiesto
  la  sospensione,  anche  volendo  non  avrebbero  comunque  potuto
  adempiere  al  versamento  di somme  di  cui  non  avevano  ancora
  consapevolezza della reale riscossione e consistenza;

   la  Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate ha poi sancito
  che  il mancato pagamento della prima rata, o dell'intero importo,
  alla scadenza del 16 dicembre 2005 comporta l'iscrizione a ruolo a
  titolo  definitivo dell'intera somma sospesa nonché l'applicazione
  delle  relative sanzioni, dovendosi considerare decaduti dal pieno
  beneficio coloro che non hanno rispettato il termine, e  che  tale
  soluzione pare non venga supportata da chiara base giuridica;

   l'Agenzia   delle   Entrate   sta  procedendo   all'invio   delle
  comunicazioni  di  irregolarità per la  conseguente  iscrizione  a
  ruolo  del  carico definitivo inerente i tributi sospesi  e  della
  relativa  sanzione; ciò accade per quasi tutti i contribuenti  che
  hanno usufruito della sospensione dei termini poiché quasi nessuno
  di  essi può aver rispettato la scadenza del 15 dicembre 2005  per
  il pagamento della prima rata;

   come  specificato, non erano previste nel decreto di  sospensione
  le  modalità di versamento, giunte poi tardive alla conoscenza dei
  cittadini;

   tributi   sospesi  maggiorati  della  sanzione  per  la   mancata
  previsione normativa e le necessarie indicazioni in materia;

   sempre più cittadini, disorientati su come versare quanto dovuto,
  hanno comunque provveduto ai
   suddetti     pagamenti    rateali  ,   adottando  l'applicabilità
  dell'istituto  del  ravvedimento operoso di cui  all'art.  13  del
  D.lgs  n.  472/97  per quanto non pagato dal 16 dicembre  2005  ad
  oggi, oppure hanno provveduto a tali versamenti quando siano stati
  loro  notificati atti impositivi, ovvero taluni contribuenti hanno
  iniziato  a  pagare  le  rate da quando sono  state  fornite  loro
  indicazioni sulle modalità di pagamento,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare un provvedimento urgente di richiesta di proroga  al
  31   dicembre  2006  del  termine  per  gli  adempimenti  derivati
  dall'art.  1,  comma 2, del Decreto ministeriale 17  maggio  2005,
  riguardante gli eventi calamitosi 2002 nella provincia di Catania,
  così  da  ricreare elementi di uguale trattamento  tra  parti  del
  territorio  nazionale segnati da analogo evento e simili  fenomeni
  distruttivi;

   relativamente  ai versamenti non eseguiti, ad intervenire  perchè
  gli  stessi  possano  essere effettuati,  da  parte  dei  soggetti
  interessati, senza aggravio di sanzioni ed interessi, a  decorrere
  dal  1   gennaio  2007  mediante rateizzazione  mensile  pari,  al
  massimo, ad otto volte il periodo di sospensione, oppure entro  il
  31  gennaio  2007  in  unica soluzione. Gli importi  comunque  già
  erogati non sono ripetibili;

   rispetto  agli  adempimenti tributari diversi dai  versamenti,  a
  richiedere che essi siano effettuati entro la medesima data;

   a  prevedere,  in alternativa, l'applicabilità dell'istituto  del
  ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del D.lgs n.  472/97,  per
  quei  cittadini  che debbano ancora procedere con i  versamenti  a
  rateizzazioni  mensili, per quelli cui siano già stati  notificati
  atti  impositivi e per coloro che hanno iniziato a pagare le  rate
  da  quando  sono  state fornite le indicazioni sulle  modalità  di
  pagamento;   ciò   alla  luce  del  fatto  che   molti   cittadini
  manifestano,  senza esitazione alcuna, la volontà  di  iniziare  a
  versare le somme dovute;

   a chiedere per l'anno 2007 lo stato di calamità.» (132)

                                        FLERES - CONFALONE - ADAMO -
                                             PAGANO - SAVONA -TURANO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che la situazione meteoclimatica registrata  in  queste
  ultime  settimane, caratterizzata da temperature elevate  oltre  i
  valori  medi  stagionali, mancanza di precipitazioni e conseguente
  rischio  di siccità, rischia di lasciare il segno sulla produzione
  di quest'anno e, soprattutto, su quella della prossima stagione;

   Considerato  che il perdurare di tale stato di difficoltà     può
  determinare     problemi      per  l'approvvigionamento  idrico  a
  scopo  irriguo  per  l'agricoltura con  il  rischio  di  un  forte
  abbassamento del reddito degli agricoltori costretti, per irrigare
  artificialmente  i  campi,  ad  affrontare  spese  enormi  per  il
  gasolio;

   Ritenuto  altresì che il Governo della Regione, ed in particolare
  l'Assessore  per  l'agricoltura e le  foreste,  può  intraprendere
  tutte  le  iniziative necessarie al fine di salvaguardare  il  più
  possibile i raccolti,

                   impegna il Governo della Regione

                           ed in particolare

              l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   a  predisporre  tempestivamente un provvedimento per  autorizzare
  gli  Ispettori agrari provinciali all'assegnazione di un  maggiore
  quantitativo  di  gasolio agricolo per l'irrigazione,  rispetto  a
  quello normalmente concesso, al fine di limitare così l'incremento
  dei costi alle aziende.»(133)

                                   FAGONE - MAIRA - RAGUSA - TERRANA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che nelle Comunità terapeutiche assistite che operano in
  regime  di convenzione sono previsti appositi standard sia per  il
  personale medico che per quello paramedico e infermieristico;

   Osservato  che  tali standard mirano a garantire quel  minimo  di
  assistenza  che  giustifica l'esborso di denaro  pubblico  per  il
  servizio svolto;

   Considerato   che   la  particolare  funzione   dei   CTA   rende
  indispensabile  una continuità e stabilità dei  medici,  come  nel
  caso  degli  psichiatri, mentre in molti casi  (soprattutto  nella
  provincia  di  Catania)  proprio  questo  livello  dirigenziale  è
  volutamente  tenuto  in  uno  stato  di  precarietà  per   poterlo
  allontanare  quando  non sufficientemente  subalterno  ai  criteri
  direzionali del gestore privato del CTA;

   Ricordato, invece, che l'Assessorato regionale della sanità,  con
  decreto  assessoriale  13 ottobre 1997 (Gazzetta  ufficiale  della
  Regione siciliana n. 70 del 13 dicembre 1997) ha istituito  l'Albo
  regionale degli enti privati che intendono concorrere all'attività
  riabilitativa in regime residenziale, fissando contestualmente gli
  standard  strutturali  e  funzionali delle  Comunità  terapeutiche
  assistite riferiti a moduli tipo;

   Ricordato ancora che, con nota prot. n. 691 del 26 novembre 2001,
  l'Assessorato ha precisato che 'è inequivocabile il vincolo  degli
  Enti  in  questione  ad assumere tutto il personale  di  cui  allo
  standard, inclusi i dirigenti sanitari, nel rispetto del contratto
  di  lavoro  in  analogia  al  rapporto di  lavoro  dipendente  del
  personale  operante  nelle  strutture riabilitative  psichiatriche
  direttamente gestite dalle Aziende USL della Regione' e ancora che
  'qualora  non applichino detta condizione decadono automaticamente
  dall'Albo';

   Visto  che lo stesso Assessorato, con nota prot. n. 0584  del  24
  aprile  2003  dell'Ispettorato regionale  sanitario,  ha  ribadito
  quanto  prima affermato, invitando l'ASL 3 di Catania a comunicare
  urgentemente  i  nominativi  di  quegli  enti  che  non   avessero
  stipulato  un rapporto di lavoro subordinato con i professionisti,
  al fine di prendere gli opportuni provvedimenti;

   Sottolineato che con D.A. 29 aprile 1998 (G.U.R.S.  n  44  del  5
  settembre  1998) di approvazione di note esplicative del  D.A.  13
  ottobre  1997  si è tra l'altro puntualizzato che  'per  direttore
  medico  psichiatra, in analogia al servizio pubblico, viene inteso
  il  medico psichiatra individuato come responsabile della CTA.  Il
  personale medico psichiatra dovrà comunque garantire una  presenza
  settimanale  di  38  ore' intendendo l'obbligo  per  entrambi  gli
  psichiatri  previsti dallo standard di assicurare  detta  presenza
  nella  misura prevista, confermando così l'obbligo di  assumere  a
  tempo indeterminato tutti i medici operanti nelle CTA;

   Constatato   che,   nonostante  i  provvedimenti   inequivocabili
  dell'Assessorato, in moltissime CTA (soprattutto in  provincia  di
  Catania) gli enti gestori continuano a mantenere nel precariato  e
  a non assumere in via definitiva il personale medico-dirigenziale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  riportare  ordine  nel  settore facendo  rispettare,  pena  la
  effettiva  decadenza dall'albo e l'impossibilità  a  continuare  a
  percepire  fondi  pubblici, le norme e  gli  standard  previsti  a
  tutela   della   salute  dei  ricoverati  e  dell'efficienza   del
  servizio.» (134)

                                    VILLARI - CRACOLICI - APPRENDI -
                                CALANNA - CANTAFIA - DE BENEDICTIS -
                                   DI BENEDETTO - DI GUARDO - ODDO -
                                  PANARELLO - PANEPINTO - SPEZIALE -
                                           TERMINE - ZAGO - ZAPPULLA

   Dispongo  che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       Giuramento del deputato onorevole Salvatore Antonino Oddo

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  «Giuramento del deputato onorevole Salvatore Antonino Oddo».
   Comunico  che la Corte di Appello di Palermo,  sezione I  civile,
  con   sentenza  n.  1264/2006  depositata  il  1   dicembre  2006,
  pervenuta  a  questa Assemblea regionale siciliana il  4  dicembre
  2006,   ha  dichiarato  l'ineleggibilità  dell'onorevole   Antonio
  Giuseppe  Parrinello  alla  carica di  deputato  regionale  ed  ha
  proclamato  eletto  in  sua vece il candidato  Salvatore  Antonino
  Oddo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto  che,  dalla  data del deposito  della  citata  sentenza,
  decorre  il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali
  proteste  o reclami ai sensi dell'articolo 61, terzo comma,  della
  legge  regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive  modifiche  ed
  integrazioni.
   Poiché l'onorevole Salvatore Antonino Oddo è presente in Aula, lo
  invito  a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5  dello
  Statuto siciliano.
   Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo  6
  delle   norme  di  attuazione  dello  Statuto  siciliano  (Decreto
  legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
  204):

     «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della  Regione,  di
  esercitare con coscienza le funzioni inerenti  ver al mio  ufficio
  al  solo  scopo del bene inseparabile dello Stato e della  Regione
  siciliana».

   ODDO Salvatore Antonino. Lo giuro.

   PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Salvatore Antonino  Oddo
  nelle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.

   Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
  Statuto  siciliano,  sui progetti di legge  costituzionale  numeri
  206, 980, 1241 e 1606, d'iniziativa parlamentare della Camera  dei
  Deputati,  limitatamente alle norme relative alla  modifica  dello
  Statuto siciliano

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Espressione del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
  Statuto  siciliano,  sui progetti di legge  costituzionale  numeri
  206, 980, 1241 e 1606, di iniziativa parlamentare della Camera dei
  Deputati,  limitatamente alle norme relative alla  modifica  dello
  Statuto siciliano .
   Invito  i  componenti la I Commissione  Affari  istituzionali'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Onorevoli   colleghi,  prima  di  dare  la  parola  al  relatore,
  onorevole Maira, comunico all'Assemblea che giorno 2 dicembre 2006
  si  è  tenuta ad Aosta un'audizione dei Presidenti di Consiglio  e
  dei  Presidenti di Giunta delle cinque regioni a Statuto speciale.
  Io ho rappresentato quest'Assemblea.
   Il presidente Violante e il presidente Bianco hanno espressamente
  chiesto a tutti i Consigli regionali di dare il parere sui disegni
  di  legge  costituzionale  per  potere  procedere  alle  modifiche
  necessarie agli Statuti delle 5 regioni a Statuto speciale; a nome
  dell'Assemblea  regionale siciliana ho dichiarato,  in  audizione,
  che la stessa si sarebbe riunita oggi, 5 dicembre 2006, per dare i
  pareri  sui  quattro  disegni di legge  costituzionale.  Dico  ciò
  perché  a  Roma stanno aspettando questi pareri da parte  delle  5
  regioni   a   Statuto   speciale  per  procedere   all'esame   ed,
  eventualmente,  all'approvazione  di  un  disegno  di  legge   che
  costituzionalizza l'istituto dell'intesa tra Regioni e  Parlamento
  nazionale prima di procedere alla modifica degli Statuti.
   Ritengo che ciò sia un fatto importante sia da un punto di  vista
  politico  che  giuridico,  in quanto finalmente  costituzionalizza
  quel principio pattizio di cui il Parlamento siciliano si onora di
  essere  portatore da quando è entrato in vigore lo  Statuto  della
  Regione siciliana.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Maira  per  svolgere   la
  relazione.

   MAIRA,   relatore.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente  mi rifaccio al testo della relazione già distribuito.
  Tuttavia, la delicatezza e l'importanza dell'argomento, anche  per
  gli  influssi che ha sulla vicenda delle procedure di modifica del
  nostro  Statuto,  mi inducono a ritenere che qualche  parola  vada
  spesa,  considerando anche il fatto che in I Commissione  tutti  i
  componenti hanno affrontato in modo approfondito questo tema.
   Di  cosa  si  tratta?  Nella Commissione  Affari  Costituzionali'
  della  Camera  giacciono quattro progetti  di legge di  iniziativa
  parlamentare  tesi  a  modificare le singole norme  degli  Statuti
  delle  regioni  a Statuto speciale e della provincia  di  Bolzano,
  inerenti la procedura per la modifica dei singoli Statuti.
   Naturalmente,   ogni   Statuto  ha  delle  norme   similari,   ma
  sostanzialmente  sono  tutte nello stesso senso.  Quale?  Oggi  la
  materia  è  regolamentata da un sistema di pareri, nel senso  che,
  fermo  restando  che la modifica dei singoli Statuti  -  e  quindi
  anche di quello della Regione siciliana - può essere di iniziativa
  sia  parlamentare  che  delle singole Assemblee,  il  procedimento
  vigente prevede che alle Regioni a Statuto speciale venga soltanto
  richiesto  un  parere  su quei progetti di  legge  in  materia  di
  iniziativa del Parlamento nazionale. Ciò comporta che, non essendo
  specificata nella normativa, come nel nostro articolo 41 ter dello
  Statuto,  quale  deve essere la natura del parere (se  vincolante,
  obbligatorio,       consultivo),      sull'interpretazione       e
  sull'applicazione di tale articolo  c'è un limbo  all'interno  del
  quale  i  suddetti  pareri  vengono solitamente  individuati  come
  pareri non vincolanti.
   Ciò  è  certamente a detrimento della parità legislativa  tra  le
  Regioni  a  Statuto  speciale e soprattutto quello  della  Regione
  siciliana e gli organismi legislativi nazionali.
   Su  almeno  tre  di  questi progetti di  legge,  sul   quarto  la
  Commissione ha espresso parere  negativo - si tende opportunamente
  ad  attribuire al semplice parere un aspetto pattizio,  in  quanto
  viene  espressamente indicato dalla nuova normativa - che dovrebbe
  essere  varata  con  la  procedura  della  revisione  delle  leggi
  costituzionali - che adesso occorrerà un'intesa tra le  Regioni  a
  Statuto speciale, la provincia di Bolzano e le Camere nazionali.
   In  questo  senso,  la procedura consentirà  -  in  atto  non  lo
  consente  -   che, ove le singole assemblee dovessero  non  essere
  d'accordo   sul   progetto  di  legge  nazionale,   avrebbero   la
  possibilità  entro  90  giorni  di  dare  un  parere  negativo   e
  quest'ultimo    bloccherebbe   il   procedimento   di    revisione
  costituzionale di iniziativa parlamentare. Pertanto, ciò  dà  alle
  Assemblee  regionali  a  Statuto speciale una  forza  contrattuale
  particolarmente  intensa che, teoricamente,  mette  alla  pari  le
  assemblee delle Regioni a statuto speciale con il Parlamento.
   Questa  nuova  normativa ha, altresì, la peculiarità  di  inibire
  eventuali procedimenti di referendum popolari, consultivi  e  non,
  nell'eventualità che, emanata la norma nazionale, le Regioni siano
  in disaccordo con la legislazione nazionale che modifica i singoli
  Statuti.
   Fermo  restando  che  il  procedimento  avanti  le  Camere  è  un
  procedimento  che deve seguire l'impostazione del procedimento  di
  revisione  delle leggi costituzionali, per il quale occorrono  due
  letture  a  distanza  di  tre  mesi  l'una  dall'altra  e  con  la
  maggioranza  qualificata  dei  due  terzi  dei  componenti   della
  Camera, a mio avviso, ritengo non sia opportuno richiedere in ogni
  caso  il   quorum dei due terzi per esprimere un parere  negativo.
  Infatti, nei progetti di legge di cui stiamo discutendo il  quorum
  comunque previsto per il dissenso da parte delle singole Assemblee
  legislative regionali è anch' esso in ragione dei due terzi.
   Il  sottoscritto, invece, dopo un' ampia discussione e dopo  aver
  ascoltato  pareri  diversi,  e  non  contrari,  sia  degli  stessi
  componenti   la   Commissione,  sia  anche   di   altri   colleghi
  appartenenti  alle varie parti politiche, si è  convinto   che  le
  Assemblee  dovrebbero fissare il quorum per esprimere  il  proprio
  diniego  in  ragione della maggioranza assoluta, cioè del  50  per
  cento  più  1.  Ciò  al fine di consentire una pari  dignità,  una
  maggiore  forza alle Assemblee nell'eventualità che il legislatore
  nazionale abbia idee diverse su come modificare gli Statuti.
   Mi  permetto di rivolgere un invito che è anche un auspicio:  noi
  forse  oggi  non  parleremmo  di  rendere  questi  pareri  se   il
  Parlamento  siciliano si fosse già attivato  -  e  l'invito  è  di
  attivarsi quanto prima - per procedere in autonomia alla revisione
  del nostro Statuto regionale.
   E  comunque, proprio per dare maggiore forza e dignità  a  questo
  Parlamento, è parere di chi vi parla che bisognerebbe suggerire  -
  come  raccomandazione  alle Camere - di abbassare  il  quorum,  da
  qualificato a maggioranza assoluta.
   In questo senso, ho preparato un ordine del giorno, che credo sia
  stato  distribuito  ai colleghi e che consentirà  agli  stessi  di
  esprimere il proprio parere sul quale, mi auguro, si aggiunga   la
  firma anche della maggioranza di questo Parlamento, così come  per
  l'altro ordine del giorno, a firma del Presidente Cristaldi  e  di
  tutti  i  membri  della I Commissione, che  è  stato  preparato  e
  distribuito  in Aula. Dico così  in quanto il voto su questo  tipo
  di  pareri  è  un  voto secco, o sì o no; non si possono  proporre
  emendamenti,  si  possono  soltanto,  attraverso  gli  ordini  del
  giorno,  auspicare  modifiche nella  sede   competente  che  è  il
  Parlamento nazionale.
   Se  i colleghi lo ritengono, posso leggere l'ordine del giorno da
  me  predisposto,  del  quale  sono  anche  primo  firmatario,  che
  riguarda principalmente gli aspetti del quorum, ovvero lo possiamo
  dare  per  letto,  visto  che è stato già  distribuito  o  possono
  leggere  l'ordine del giorno finale che esprime parere  favorevole
  sui  primi  tre  disegni di legge. Per quanto riguarda  il  quarto
  disegno  di  legge,  il  1606,   la  Commissione  ha  dato  parere
  contrario  all'unanimità perché è un disegno di legge che  non  ha
  ragione  di essere applicato nell'ambito della nostra Regione,  in
  quanto  è  un  disegno di legge, oserei dire,  specifico,  che  si
  preoccupa di creare le condizioni di equilibrio tra le varie etnie
  della  regione  Trentino  Alto-Adige.  E'  un  problema  specifico
  soltanto   di  quella  Regione  e,  quindi,  non  potendo   essere
  sostanzialmente  applicabile,  non  avendo  in  ogni  caso  ragion
  d'essere per quanto riguarda la Regione siciliana, il parere  reso
  dalla Commissione è stato sfavorevole all'unanimità.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale. E' iscritto
  a parlare l'onorevole Cristaldi. Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  esprimo,  intanto,  anche  la  soddisfazione
  personale,  oltre  che  dell'intera Commissione,  per  il  solenne
  momento  che  sta vivendo questa Assemblea, in quanto  dopo  tanti
  anni  l'Assemblea  regionale comincia  a  dare  risposte  concrete
  relativamente a chi sostiene che la specialità del nostro  Statuto
  debba essere eliminata, soppressa, comunque attenuata.
   Chi  mi  conosce  sa  con quanta passione  ho  sempre  difeso  le
  prerogative statutarie e per me la soddisfazione è legata al fatto
  che  il  mio  convincimento personale è stato il convincimento  di
  tutti  i  componenti della Commissione e sono certo sarà anche  il
  convincimento dell'intero Parlamento regionale.
   L'onorevole Maira, pur succintamente, ha voluto esprimere  questa
  soddisfazione  e questo orgoglio attraverso il ragionamento  e  la
  predisposizione della relazione illustrativa, ma  sono  certo  che
  questa sia la premessa per un passo successivo.
   Ristabilire  regole  certe,  garantiste  per  il  nostro   potere
  autonomistico  è  sempre  stato una nostra  aspirazione.  Non  c'è
  dubbio che esprimere un parere favorevole sui tre disegni di legge
  significhi riaffermare la natura pattizia dello Statuto siciliano.
   Si   badi  che  il  concetto  di  intesa  potrebbe  essere  anche
  interpretato  in  maniera distorta, ma non c'è dubbio  che  alcune
  delle  soluzioni trovate garantiscono l'autonomia piena del nostro
  Statuto, attraverso la possibilità di esprimere il diniego ad  una
  proposta che proviene dal Parlamento nazionale.
   E'  vero  che  c'è  una posizione rispettosa e  rispettabile  del
  relatore  che ha tentato, in qualche modo, di mettere in  moto  un
  processo secondo il quale questo diniego - a parere del relatore e
  di  molti  altri  componenti della Commissione  -  avrebbe  potuto
  essere espresso soltanto con la maggioranza assoluta.
   Per  la  verità, non ci siamo sentiti di andare oltre e,  quindi,
  anche  il mio intervento è nel pieno rispetto delle posizioni  del
  relatore,   ma  in  qualche  maniera  maggiormente  collegato   al
  principio  dell'unanimità dell'Assemblea e, per tale  ragione,  mi
  fermo  soprattutto sul contenuto dell'ordine del giorno che  porta
  la firma di tutti i componenti della Commissione.
   Se si dovesse tentare, in qualunque modo, di ledere gli interessi
  dell'Autonomia  siciliana, non c'è dubbio  che  in  Parlamento  ci
  sarebbe  la  sollevazione. E allora, poter dire  di  no  con  2/3,
  piuttosto  che dire di no con il 50 per cento più 1 ci sembra  più
  autorevole;  il  50  per  cento  più  1,  a  volte,   può   essere
  interpretato  come  una sorta di maggioranza,  anche  casuale.  Si
  potrebbe  persino dire la metà dice di no e la metà  dice  di  sì.
  Invece, creare le condizioni per cui si vota con i due terzi sulla
  proposta del Parlamento nazionale consentirebbe di affermare   che
  il  Parlamento, con una maggiore rappresentatività,  dice di no al
  tentativo di modificare lo Statuto regionale siciliano.
   Desidero  soffermarmi, particolarmente, sul fatto che  finalmente
  torna  al  Parlamento regionale un potere che, a parole,  è  stato
  sempre sancito ma che, nei fatti, non è stato mai esercitato.
   Signor  Presidente,  mi  auguro che questa  sia  l'occasione  per
  aprire la stagione del rinnovamento delle istituzioni siciliane  e
  mi  auguro  che  questa  stagione di rinnovamento  parta  con  una
  modifica  dello Statuto siciliano che - lo dico con  franchezza  -
  non potrà essere quello della scorsa legislatura.
   Ho   studiato con grande rispetto il testo esitato dall'Assemblea
  regionale siciliana, l'ho studiato anche in quanto componente,  in
  quel  momento,  della  Commissione  Affari  Costituzionali'  della
  Camera  dei Deputati e, francamente, mi è sembrato che l'Assemblea
  regionale, forse per la fretta di giungere ad un risultato,  abbia
  saltato  alcuni  passaggi fondamentali, passaggi che  oggi  devono
  essere  invece  garantiti. Credo, quindi, che queste  affermazioni
  possano  creare  il  presupposto affinché la modifica  del  nostro
  Statuto  costituisca una sua modernizzazione e non sia, piuttosto,
  l'allontanamento  dai principi che portarono  alla  nascita  dello
  Statuto.
   Non  so  adesso cosa succederà. Abbiamo saputo che il  Presidente
  dell'Assemblea intende farsi promotore di una iniziativa di cui  è
  il   primo  firmatario,  fatto  che   consentirebbe  alla   nostra
  Commissione  di  lavorare su un testo  base  e  non  su  un  testo
  presentato  -  per  quanto  in maniera  autorevole  -  da  singoli
  parlamentari  o  da  più parlamentari; un  testo  base  di  natura
  istituzionale, caratterizzato da un livello istituzionale  sarebbe
  un elemento positivo.
   Signor  Presidente, so bene che la politica non è fatta  soltanto
  dalle   istituzioni, ma è fatta anche dai ruoli che  si  occupano,
  che  erano  stati presi impegni che possono essere rispettati,  ma
  credo  - e lo dico con grande umiltà a quelle forze politiche  che
  legittimamente  aspirano, per esempio, ad  occupare  ruoli  sempre
  maggiori  all'interno  dell'Assemblea regionale  siciliana  -  che
  questa partita  non la possiamo perdere e che dovremmo giocare con
  la massima celerità.
   Mi auguro, quindi, di trovare in questa sede un adeguato consenso
  di  ratifica  delle  operazioni che  stiamo  facendo,  che  stiamo
  tentando di portare avanti, tendenti a creare una condizione molto
  positiva dell'applicazione del nostro Statuto.
   Per  queste  ragioni,  signor Presidente,  ribadisco  l'unanimità
  della  Commissione  su questo provvedimento e  mi  auguro  che  il
  dibattito  caratterizzato - così com'è stato in Commissione  -  da
  grande  serietà,  possa essere un ulteriore  segnale,  soprattutto
  alle  nuove generazioni, delle motivazioni che portarono i  nostri
  padri   ad   approvare  con  orgoglio  lo  Statuto   autonomistico
  siciliano.

    PRESIDENTE   Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

    FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   certo   un
  argomento  di questo genere meritava forse un'attenzione  maggiore
  dal   nostro   Parlamento   e  meritava   un'attenzione   maggiore
  soprattutto  perché, forse, non ci si rende conto sufficientemente
  che  nel  caso  in  cui il Parlamento nazionale dovesse  approvare
  queste   leggi,   che   noi  -  visto  il  contesto   che   stiamo
  attraversando,  consideriamo, appunto, un buon  viatico  verso  le
  garanzie  autonomistiche che ci derivano dall'attuale formulazione
  statutaria  e  costituzionale. In realtà,  stiamo  confermando  di
  avere    perduto   quella   autonomia   pattizia   che   determinò
  l'approvazione  del nostro Statuto. L'espressione  di  un  parere,
  peraltro  sul cui uso non è definito l'esito, certamente  non  può
  considerarsi pienamente sostitutivo di quel percorso pattizio che,
  invece, determinò l'approvazione dell'attuale Statuto.
   Il  paradosso che stiamo vivendo è proprio questo. Nell'epoca del
  federalismo  si  comincia  a  consolidare  un  centralismo   assai
  preoccupante  che,  peraltro,  trova  negli  stessi  soggetti  che
  dovrebbero   sostenere   questo   modello   federalistico    quasi
  un'accondiscendenza rassegnata. Costoro infatti  non  lo  ancorano
  all'unico modello preesistente, che è quello autonomistico e delle
  altre regioni a Statuto speciale.
   Mi  rendo conto che il mio è un intervento reso in questo momento
  al  Parlamento, perché resti soltanto agli atti parlamentari;  non
  credo   infatti  ci  sia  un  clima  adeguatamente  attento  verso
  problematiche di questo genere, tuttavia lo svolgo ugualmente.
   Forse  sarebbe stato meglio se avessimo discusso su un contributo
  da  attribuire a qualche società sportiva, a qualche  teatro  o  a
  qualche  associazione di categoria, perché in  quelle  circostanze
  questo  Parlamento mostra il meglio di sé, mostra le capacità  che
  ha di sapere rappresentare in pieno le esigenze dei siciliani; non
  certo,  onorevole  Maira e onorevole Cristaldi,  che  tanto  avete
  lavorato  attorno  a  questo parere, rispetto  ad  argomenti  come
  quello in discussione.
   Stiamo partecipando ad una rappresentazione teatrale - questo  lo
  dico  a futura memoria, non per il Parlamento -  che non garantirà
  nulla e ci farà dire sì ad un percorso che, nel momento stesso  in
  cui  diciamo sì - e diremo sì, anch'io dirò sì - stravolge, cambia
  quello  che  è  stato  sinora il senso del percorso  pattizio  del
  nostro Statuto.
   Tuttavia,  questo  è  il momento che noi  viviamo;  questo  è  il
  Parlamento  in  cui  operiamo; queste sono le sensibilità  per  le
  quali  esercitiamo la nostra azione politica o non la  esercitiamo
  affatto.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis.  Ne
  ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  esprimere un apprezzamento intanto per il lavoro svolto dalla
  Commissione  che ha concluso il suo operato con una utile disamina
  della  questione  pervenendo all'unanimità  alla  proposta  di  un
  parere  che  credo di poter dire di condividere anche a  nome  del
  Gruppo dei Democratici di sinistra.
   Va   sottolineato  che  l'argomento  posto  in   discussione    -
  purtroppo,  come giustamente sottolineava prima di me  l'onorevole
  Fleres  -  non  sta riscuotendo l'attenzione del  Parlamento  come
  forse   meriterebbe  -  affronta  il  cuore  del  nostro   modello
  autonomistico, cioè proprio quell'intesa pattizia  che  qui  viene
  espressamente  citata  e  proposta in un articolo  che,  pertanto,
  credo anch'io meriti il nostro parere favorevole.
     L'avere introdotto una sorta di silenzio-assenso che però trova
  in  un istituto che entro i tre mesi dalla proposta può vedere  il
  Parlamento esprimersi in maniera contraria, credo sia un ribadire,
  anzi  un precisare forse quanto non era precisato, anzi certamente
  non  era  precisato  prima,  la possibilità che questo  Parlamento
  esprima   in   forma  compiuta,  piena,  avvalendosi   delle   sue
  prerogative, ma qui con una maggioranza qualificata, il che non  è
  indifferente,  l'adesione o meno a una proposta che può venire  di
  modificazione dal Parlamento nazionale.
   Credo che avere sostituito l'intesa alla generica espressione del
  parere  dia  qualità al rapporto pattizio e confermi  un  rapporto
  che, proprio in questo momento di trasformazione istituzionale, da
  parte   della  Regione  siciliana  e  dello  Stato  possa   essere
  convenientemente sottolineato.
   L'intesa  espressa in questo caso per accettazione tacita  oppure
  negata  per  maggioranza qualificata - passatemi il  bisticcio  di
  parole   -   qualifica  l'espressione  autonomistica  del   nostro
  Parlamento  e dà sicuramente una prospettiva di maggiore  fermezza
  alla nostra Carta costituzionale.
   Credo  per questo che sia da condividere il parere favorevole  ai
  tre  disegni  di  legge  che  vengono  qui  ad  essere  posti   in
  discussione, così come per analoghe ragioni - non mi soffermo  per
  non  sottrarre tempo al dibattito e non ripetere cose dette e  che
  condivido  - sia da condividere il parere contrario al disegno  di
  legge  n.  1606  che  altro istituto propone  e  a  questo  punto,
  evidentemente,  in  contrasto  con quello  che  i  tre  precedenti
  disegni di legge invece sostengono.
    Quindi, sottolineo ancora il lavoro svolto in Commissione che ha
  prodotto questo risultato all'unanimità e annuncio in questo senso
  il parere conforme da parte del nostro Gruppo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  il
  ragionamento  svolto questa sera meriti davvero  l'attenzione  del
  Parlamento intero.
   Qualche  lagnanza in questo senso fatta prima  di  me  da   parte
  dell'onorevole Fleres certamente ha la sua ragion d'essere.
   Ritengo che sottovalutare un passaggio come quello che stasera si
  sta apprestando a svolgere il Parlamento regionale, sottovalutarlo
  come  un  mero  adempimento tecnico, una mera modifica  tecnica  e
  procedurale dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,  sarebbe
  un  grande  errore  sul  piano  storico  e  culturale  che  questo
  Parlamento certamente non può compiere e certamente non compirà.
   La  modifica  del  comma terzo dell'articolo 41  ter  del  nostro
  Statuto  attraverso  il  parere che  noi  stiamo  esprimendo  alle
  proposte  di  legge  costituzionale  numeri  203,  980   e   1241,
  rappresenta  invece un ulteriore passaggio molto qualificante  per
  il popolo siciliano verso quel riconoscimento formale della natura
  pattizia   dello  Statuto  che  ancora  non  è  stata   pienamente
  realizzata e consacrata.
   Non è semplicemente un piccolo passo; credo sia davvero un grande
  passo  verso tale riconoscimento che, in qualche modo, una regione
  a Statuto speciale, qual è la nostra, ha oggi più che mai bisogno,
  dopo  la  riforma del Titolo V della Costituzione,  con  la  legge
  costituzionale n. 3 del 2001, che in qualche modo ha dato maggiori
  prerogative alle regioni a Statuto ordinario rispetto alla  nostra
  e alle quattro regioni a Statuto speciale.
   Detto  questo, io immagino che la sacralità del rapporto pattizio
  tra Stato e Regioni in questi sessant'anni abbia compiuto notevoli
  passi in avanti.
   La   possibilità  che  la  revisione  costituzionale,  attraverso
  l'applicazione dell'articolo 138 della Costituzione  potesse avere
  anche   la   partecipazione  della  Regione,  già  con  la   legge
  costituzionale  n.  2 del 2003, ha fatto un  passo  avanti  che  è
  appunto  l'istituto del parere che, introdotto nel 2001,  oggi  ci
  consente  comunque  di  essere  presenti  in  questo  processo  di
  revisione costituzionale.
   Passare  dal  parere all'intesa non è cosa da poco. Aver  dato  a
  questo  Parlamento la possibilità del diniego, anche a maggioranza
  dei  due  terzi, che come bene ha detto l'onorevole Maira potrebbe
  essere  in  qualche  modo ridotta, anch'io sono  stato  di  questo
  parere  in Commissione, tuttavia tale possibilità di esprimere  un
  diniego,  pur a maggioranza dei due terzi, dà a questo  Parlamento
  finalmente dopo sessant'anni, la possibilità di intervenire ed  in
  maniera   determinante,  addirittura  di   bloccare   persino   il
  procedimento   di   revisione   costituzionale   del    Parlamento
  nazionale.
     Per questa ragione e per la ragione che con l'introduzione  del
  regionalismo  differenziato, di cui al terzo  comma  dell'articolo
  116,  probabilmente  la  specialità della  nostra  Regione  merita
  presto  qualcos'altro  - ed in questo senso  condivido  parte  del
  ragionamento che faceva il Presidente Cristaldi - ritengo  che  ci
  siano  tantissime  ragioni per cui il Parlamento regionale  questa
  sera dia tutta la solennità e sacralità del momento ad un voto  su
  un parere di questo tipo e di siffatta natura.
   Esistono  tantissime  ragioni perché questa  sera  il  Parlamento
  siciliano  possa  a  testa  alta dire che  ha  compiuto  un  passo
  importante    verso    quella   revisione   e    quell'avanzamento
  costituzionale e verso quel riconoscimento formale e  pieno  della
  natura  pattizia  dello  Statuto  che  -  come  ha  riferito,   il
  presidente Cristaldi - mi auguro molto presto il Parlamento  possa
  esitare pur con le diversità di posizioni.
   Pertanto,  a  mio modo di vedere, e ritengo di poterlo  esprimere
  anche a nome del Gruppo della Margherita, vi sono tutte le ragioni
  perché  il  Parlamento  possa esprimere  un  parere  pienamente  e
  consapevolmente favorevole.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo  Camillo.  Ne
  ha facoltà.

    ODDO CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
  aggiungere nulla alle cose dette  dall'onorevole De Benedictis.
   Vorrei semplicemente soffermarmi su un aspetto che ritengo  molto
  importante.  A  parte  le  questioni  che  hanno  sollevato  altri
  colleghi, in special modo l'onorevole Fleres che si rifà  al  modo
  in  cui  quest'Aula   e,  mi permetto di dire,  il  Governo  della
  Regione  siciliana  affrontano  con  più  o  meno  attenzione   un
  passaggio di questo tipo, debbo dire che si è fatto quasi di tutto
  per  banalizzarlo,  il  che  non depone  a  favore  del  prestigio
  complessivo di questa istituzione.
   Quando  ho  tirato in ballo il Governo, non l'ho  fatto  per  una
  polemica  sterile o perché a tutti i costi bisogna  attrezzare  in
  ogni  occasione  l'opposizione. Non mi pare che sia  assolutamente
  nel  nostro spirito fare questo. Lo dico perché le cose  che  sono
  state  dette  - ed ecco perché sarò brevissimo - sono  sicuramente
  non   solo  importanti,  ma  avranno  un  seguito  e  lo   avranno
  soprattutto  in  relazione a ciò che ha detto il Presidente  della
  Commissione  Affari Istituzionali , l'onorevole Cristadi..
   Egli  poc'anzi ha messo in evidenza, in particolare,  un  aspetto
  che  è  stato frutto di un lavoro particolarmente lungo ed intenso
  nella  passata legislatura in ordine alla revisione dello  Statuto
  della  Regione siciliana, con maggioranza e minoranza impegnate  a
  confrontarsi   in   un  dibattito  anche  abbastanza   acceso.   A
  conclusione del quale si è raggiunto un equilibrio tra le forze in
  campo  che aveva come obiettivo strategico la revisione del nostro
  Statuto.
     Io non faccio fatica a dire che sulla questione  riguardante la
  possibilità  del Parlamento nazionale di rifiutare  l'approvazione
  della  relativa legge costituzionale possa esserci e riaprirsi  un
  confronto,  fra di noi, fra coloro cioè che sono convinti  che  il
  profilo autonomistico siciliano sia un valore e non sicuramente  -
  spesso definito anche per comportamenti di questa Assemblea e  non
  solo  di  questa Assemblea anche della Regione complessivamente  e
  quindi del Governo - qualcosa invece da considerare come una palla
  al piede.
     Non  vorrei  scomodare aspetti che riguardano  anche  questioni
  culturali,  però,  io  non so fino a che punto  i  nostri  giovani
  siciliani  avvertono per intero l'importanza di questo  strumento,
  del  modo in cui  negli anni è stato interpretato, dal modo in cui
  è   stato   utilizzato,   o   male  interpretato.   A   volte   la
  rappresentazione  delle  cose  importanti  è  fondamentale  perché
  quella  rappresentazione  può, effettivamente,  non  solo  rendere
  quello  strumento uno strumento non tanto importante come  noi  lo
  definiamo, ma può renderlo, perchè no, uno strumento spesso di cui
  liberarsi. Quante volte abbiamo sentito che bisognava liberarsi di
  questa Autonomia speciale, di questi poteri esclusivi
   Quando  dicevo  che  non voglio scomodare aspetti  culturali,  lo
  dicevo  perchè  necessariamente, invece, credo  che  il  dibattito
  debba  svolgersi anche attraverso profili culturali e  convinzioni
  più o meno profonde dal punto di vista politico. Sul lavoro svolto
  nella  precedente legislatura, al lavoro che ho  detto  e  a  quel
  punto di equilibrio cui mi riferivo. Sostenere che noi comunque da
  questo punto di vista riteniamo e chiediamo di avere, rispetto  al
  Parlamento nazionale per quanto concerne le modifiche che sappiamo
  hanno  rilevanza  costituzionale,  un  ruolo  paritetico  è  molto
  impegnativo.
   Ecco  perché  questa sera mi sarebbe piaciuto che  il  Presidente
  della  Regione anche rispetto a questo assumesse una sua posizione
  all'interno di quest'Aula. Io non so che cosa pensi il  Presidente
  della  Regione.   Personalmente sulla  filosofia  dell'ordine  del
  giorno,  signor  Presidente, sono molto scettico. Capisco  che  un
  ordine  del  giorno  su  una  materia di  questo  tipo  assuma  un
  significato  diverso,   ma se ci dobbiamo  rifare  al  valore  che
  spesso quest'Aula ed  il Governo hanno dato agli ordini del giorno
  siamo nei guai   Perché il valore che si dà spesso agli ordini del
  giorno  è  quello che l'ordine del giorno non si nega  a  nessuno,
  tanto   poi   non  si  è  conseguenti;  serve  semplicemente   per
  sbandierarlo qualche mezz'oretta per farlo arrivare

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, la  prego  di  concludere  il  suo
  intervento.

   ODDO.  Signor  Presidente,   ho  finito,  lei,  però,   mi   deve
  permettere, considerato che stiamo parlando di una cosa che spesso
  e  volentieri  se non rischiamo di fare retorica  io  le  cose  in
  genere le faccio sul serio, altrimenti, non mi piace farle.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Oddo, le ricordavo che  sono  passati
  dieci  minuti,  la  tolleranza della Presidenza su  argomenti  del
  genere è ampia.

   ODDO.  Signor Presidente, mi avvio alla conclusione,  però volevo
  soltanto  esplicitare - se lei mi permette  -  in  trenta  secondi
  questo concetto.
   Onorevoli colleghi, io sono fra coloro i quali  ritengono che  la
  Commissione  allora  abbia  lavorato in  maniera  discreta,  abbia
  svolto  un  buon  lavoro, ma se l'ordine  del  giorno  solleva  la
  questione che poneva poc'anzi l'onorevole Cristalli e passa perché
  vi   è   un   Parlamento   distratto,   un   Governo   scarsamente
  rappresentato,  in  quanto è presente solo l'autorevole  Assessore
  Beninati,  allora Perchè  l'altra volta abbiamo  rinviato?  Perchè
  volevamo ci fosse maggiore attenzione.
   Ora, vorrei capire cosa pensa il Governo, perché  se noi iniziamo
  la  discussione  su quel vecchio testo frutto di quel  lavoro,  la
  concentriamo  su  punti così qualificanti ed  oggi  risolviamo  la
  partita solo con quest'ordine del giorno, permettetemi di dire che
  sono molto scettico.
   Se  invece il rappresentante del Governo presente ci dice qual  è
  il  suo  pensiero, l'Aula potrebbe prendere anche la decisione  di
  ritornare  su questo punto in maniera specifica ed aprire  intanto
  una   discussione   all'interno  della   Commissione   competente,
  esprimendo   parere  favorevole ai progetti di legge  numeri  206,
  980,  1241,  e  parere non favorevole al 1606, visto  che  l'altra
  volta abbiamo rinviato il tutto e adesso stiamo facendo uno sforzo
  per  chiudere  la  partita. Diversamente,  non ci  siamo  compresi
  l'altra volta né ci comprenderemo stasera.

   PRESIDENTE.  Avverto, ai sensi dell'articolo 127,  comma  9,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi  a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adamo ha chiesto  di  essere
  posto in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo Parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Antonino  Oddo  ha
  dichiarato  di  aderire  al  Gruppo  parlamentare   Uniti  per  la
  Sicilia , ai sensi e per gli effetti del Regolamento vigente.

   Riprende  la discussione sul parere, ai sensi dell'art.  41  ter,
  comma   3,   dello  Statuto  siciliano,  sui  progetti  di   legge
  costituzionale  numeri  206,  980,  1241  e  1606,  di  iniziativa
  parlamentare della Camera dei deputati, limitatamente  alle  norme
  relative alla modifica dello Statuto siciliano

   PRESIDENTE.  Riprende  la  discussione  sul  parere,   ai   sensi
  dell'art.  41 ter, comma 3, dello Statuto siciliano, sui  progetti
  di   legge  costituzionale  numeri  206,  980,  1241  e  1606,  di
  iniziativa  parlamentare della Camera dei deputati,  limitatamente
  alle norme relative alla modifica dello Statuto siciliano.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine  del  giorno  n.  37
   Iniziative  riguardanti  il  procedimento  di  approvazione   dei
  progetti  di  legge costituzionale concernenti la  modifica  dello
  Statuto siciliano , degli onorevoli Maira, Cristaldi, Gucciardi  e
  Oddo Camillo, di cui do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Nel considerare favorevolmente i progetti di legge costituzionale
  nn.  203,  980  e 1241, depositati presso la Camera dei  Deputati,
  recanti  'Disposizioni concernenti la procedura  per  la  modifica
  degli statuti delle Regioni a Statuto speciale', ed in particolare
  sugli articoli 1 di tali progetti di legge recanti 'Modifica  allo
  Statuto della Regione siciliana';

   Ritenuto che la procedura di modifica dello Statuto, che con tali
  progetti  di  legge  s'intende introdurre,  rappresenti  un  passo
  avanti  nella  valorizzazione  dell'autonomia  siciliana  rispetto
  all'attuale normativa vigente;

   Ritenuto  tuttavia  che,  anche in considerazione  delle  recenti
  riforme  costituzionali, che si ispirano ad una  pari  ordinazione
  tra  lo  Stato  e  gli  altri  Enti territoriali,  sia  necessario
  assicurare  all'Assemblea regionale siciliana un  ruolo  paritario
  rispetto  a  quello  del  Parlamento  nazionale,  nell'ambito  del
  procedimento di revisione statutaria;

   Considerato  che  a  tal  fine sarebbe auspicabile  prevedere  un
  quorum  più  basso rispetto a quello di due terzi  dei  componenti
  dell'Assemblea   sancito  nei  progetti  di  legge  costituzionale
  suddetti;  o  addirittura stabilire la necessità  che  l'Assemblea
  esprima  con  apposito  voto l'intesa sulle  ipotesi  di  modifica
  statutaria,  anziché  riservarle la  facoltà  di  negare,  con  la
  maggioranza  prescritta  un'intesa  che  altrimenti  si   dà   per
  presunta;

   Considerato altresì che il disegno di legge-voto per la  modifica
  dello   Statuto  siciliano,  approvato  dall'Assemblea   regionale
  siciliana  la  scorsa legislatura, intestava in capo all'Assemblea
  regionale  siciliana  l'iniziativa per la modifica  dello  Statuto
  siciliano,   con  la  possibilità  del  Parlamento  nazionale   di
  rifiutare l'approvazione della relativa legge costituzionale,

           impegna il Presidente ed il Governo della Regione
                                  ed
        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   ad  assumere le opportune iniziative presso le sedi istituzionali
  competenti  affinché, nel corso del procedimento  di  approvazione
  dei  suddetti  progetti  di  legge costituzionale  concernenti  la
  modifica  dello  Statuto  siciliano, sia assicurato  all'Assemblea
  regionale  siciliana,  un ruolo paritario rispetto  a  quello  del
  Parlamento  nazionale, nell'ambito del procedimento  di  revisione
  statutaria attraverso gli strumenti sopra individuati o altri  che
  fossero all'uopo ritenuti idonei». (37)

   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi rispetto  a
  questa  magra consolazione che ci viene proposta non potremmo  che
  essere  favorevoli,  considerato che il problema  riteniamo,  come
  Movimento  per  l'Autonomia,  non  sia  semplicemente  quello   di
  affrontare la nostra autonomia, la nostra specialità.
   Pur apprezzando il lavoro svolto nella precedente legislatura  in
  merito   alla  modifica  del  nostro  Statuto,  evidenziamo   che,
  probabilmente,  non  c'è  stato il  coraggio  di  andare  oltre  e
  soprattutto  alla  luce  di quello che  sta  succedendo  oggi  col
  Governo  nazionale, dobbiamo ribadire con forza che, non essendoci
  stato quel coraggio, noi oggi ci ritroviamo in una situazione  che
  alla  fine  ci  porta  a  dire che, forse, l'unico  Statuto  reale
  speciale  che ha un segno significativo di autonomia è quello  del
  Trentino  Alto-Adige che a monte ha avuto una clausola che  lo  ha
  garantito dalle eventuali modifiche unilaterali.  Di questo poi si
  tratta,  perché noi possiamo parlare di autonomia, di  specialità,
  ma  nel momento in cui l'iniziativa delle modifiche viene in  ogni
  caso garantita al Parlamento nazionale, cosa diversa rispetto allo
  Statuto  del  Trentino  Alto-Adige, allora  credo  che  il  nostro
  Statuto stia realmente regredendo ad un livello di ordinarietà, di
  cui noi in modo cieco ne consentiamo di fatto questa regressione.
   E  qui  intendo  riallacciarmi anche al  tema  della  Commissione
  speciale   per  la  riforma  dello  Statuto.  Perchè  la   ritengo
  indispensabile? Perché non è pensabile affrontare  tale  argomento
  in una ulteriore Commissione permanente già esistente impegnata in
  altri  lavori,  in  quanto riteniamo che  un'analisi  concreta  di
  questa  vicenda  vada  fatta oltre ai confini  che  la  precedente
  Commissione si è stabilita.
   Faccio  un  esempio  molto pratico. Io non so  se  la  precedente
  Commissione si sia  posta un problema molto semplice che è  quello
  dell'autonomia patrimoniale e finanziaria.  Io non so se sia stata
  fatta  un'analisi concreta di quelle che sono poi le nostre  reali
  potenzialità  di  Sicilia  e  dei siciliani  in  merito  a  questo
  argomento:  parlare di autonomia e di specialità rispetto  ad  una
  schiavitù economica e finanziaria credo sia soltanto demagogico.
     Oggi quindi  una nuova Commissione per la riforma dello Statuto
  deve  avere anche questo compito: partire da argomentazioni  molto
  più  ampie  al fine di giungere anche a questo concetto perché  lo
  ritengo  imprescindibile.  A  tal  fine,  ribadisco,  a  nome  del
  Movimento  per  l'Autonomia, così  come peraltro è  stato  sancito
  negli  accordi di inizio legislatura, la richiesta di nominare  la
  Commissione speciale per la revisione dello Statuto. Anzi,  questa
  Assemblea  dovrebbe  darle  un  indirizzo  ancora  più  pregnante,
  dobbiamo avere il coraggio di andare oltre, soprattutto alla  luce
  degli   atti   che   questo  Governo  nazionale   sta   adoperando
  quotidianamente nei confronti della Sicilia.
   Onorevoli colleghi,  noi veniamo spogliati quotidianamente  delle
  nostre  competenze. Noi veniamo messi quotidianamente in ginocchio
  da  un  Governo di centrosinistra che ci colpisce nel nostro punto
  più  debole;  la  nostra debolezza non ci mette in  condizione  di
  reagire  in  modo  altrettanto serio.  E  probabilmente,  noi  non
  abbiamo  ancora acquisito quella rigorosa capacità di  reazione  a
  questi continui tentativi del Governo nazionale.
   Allora,   affrontiamolo  in  modo  definitivo  questo   argomento
  partendo  non  solo semplicemente da un aspetto culturale,  che  è
  dignitoso  e che sicuramente ha la sua valenza, ma dobbiamo  anche
  avere  il  coraggio una volta per tutte di individuare un percorso
  serio,   riguardante  anche  quell'argomento  che  è  la  tematica
  economica,  finanziaria e patrimoniale della  nostra  Regione  che
  ancora credo non sia stato affrontato in termini esaustivi.
   Una  Commissione deve avere anche quell'obiettivo; quindi,  è  un
  lavoro sicuramente non semplice, è un lavoro che sicuramente non è
  meramente  legislativo, ma diventa anche un lavoro di  censimento,
  di  individuazione,  di  obiettivi, ma soprattutto  delle  risorse
  definitive che quest'Isola ha rispetto ai grandi obiettivi che  si
  pone  e cioè all'ambizioso obiettivo di essere quasi - mi permetto
  di  dire  -   Stato  nello  Stato o, quanto  meno,  di  essere  in
  condizioni in modo paritetico di trattare con lo Stato centrale.
   Noi   non   potremo  fare  questo  se  non  ci   rendiamo   conto
  definitivamente  anche  di   quelle  che  sono  le  nostri   reali
  debolezze economiche, patrimoniali e finanziarie.
   Credo sia doveroso, anzi necessario che questa Commissione faccia
  anche   un'azione  di  verità   profonda  e  da   quella   partano
  definitivamente   anche  le  direttrici  di  un'azione   politico-
  finanziaria   rigorosa   della  quale  noi  ultimamente   abbiamo,
  probabilmente,  perso il vero senso e il vero  obiettivo   per  il
  futuro della nostra azione politica. Ciò dovrebbe  comportare  una
  modifica  di  quelle che sono le nostre azioni quotidiane  e  cioè
  smettere  di governare alla giornata e di non pensare realmente  a
  quelli che sono poi gli strumenti indispensabili per questo grande
  obiettivo che ci poniamo e che è l'Autonomia.  Autonomia è  allora
  sinonimo anche di questo.  Ecco quali sono i grandi obiettivi  che
  deve  avere una Commissione speciale per la riforma dello Statuto:
  deve  essere impegnata esclusivamente su queste tematiche in  modo
  coraggioso e in modo definitivo affinché si assuma una  volta  per
  tutte  un  ruolo  paritetico nei confronti dello  Stato  centrale.
  Diversamente,  quando  in Sicilia cambierà il  colore  politico  e
  magari   a   livello   nazionale  ci  sarà  un   colore   politico
  contrapposto,  saremo  continuamente  ricattati  come   lo   siamo
  attualmente,  rispetto a quelli che sono  poi  gli  inganni  o  le
  vendette   di  un  Governo  centrale  nei  confronti  del   popolo
  siciliano.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  farò  un
  intervento  breve  perché  l'onorevole Gucciardi  ha  espresso  la
  posizione  della  Margherita in ordine  al  parere  favorevole  di
  questi   primi  tre  punti  che   condividiamo  perché  rafforzano
  l'autonomia della Sicilia e rappresentano lo sviluppo positivo del
  regime pattizio che ci deve essere fra la Regione siciliana  e  lo
  Stato.
   Colgo  l'occasione  però per far conoscere  che  abbiamo  assunto
  l'iniziativa di scrivere una nota al Presidente Miccichè in ordine
  all'esigenza di approvare in tempi brevi il nuovo Statuto.
   Certamente, la Commissione speciale per lo Statuto, nella  scorsa
  legislatura,  ha  svolto un lavoro ampio -  mi   rendo  conto  che
  potrebbero  esserci  delle necessità di  miglioramento  -   ma  il
  lavoro è stato  svolto dopo aver ascoltato tutte le organizzazioni
  sociali,  le  università siciliane ed altri, e ciò ha prodotto  il
  risultato  di  approvare una legge quasi all'unanimità  di  questa
  Assemblea  -  se non ricordo male  con la sola astensione  di  due
  deputati di Rifondazione comunista.
   C'è  innanzitutto un rispetto per quest'Aula che era composta  da
  autorevolissimi   rappresentanti,   così  come   è   composta   da
  autorevolissimi   rappresentanti   l'attuale   prima   commissione
  legislativa   permanente     Affari   istituzionali ,   con     il
  Presidente,  onorevole   Cristalli, che  ci  ha  onorato  del  suo
  prestigio,   negli  anni  passati   anni  durante  la   presidenza
  dell'Assemblea   regionale,  ed  ora   che  presiede   una   delle
  Commissioni più importanti; c'è il Capogruppo di Forza Italia,  ci
  sono  altri  autorevoli  deputati,  tutto  ciò  che  può  fare  la
  Commissione  speciale  per  la revisione  dello   Statuto  lo  può
  benissimo   fare  già  la  I  Commissione  legislativa  permanente
   Affari Istituzionali .
   Siamo contrari all'istituzione della Commissione speciale per  lo
  Statuto,   non  solo  perché  la  competenza  è  tutta   della   I
  Commissione e non  ne vogliamo essere espropriati  - e  non  credo
  che un organismo di 30 deputati possa essere più snello e ci possa
  fare realizzare l'obiettivo -,  ma anche perché abbiamo visto  che
  nella  passata  legislatura,  pur avendo approvato lo  Statuto  un
  paio  di  anni  prima della fine della legislatura regionale,  non
  siamo  stati in grado di conseguire l'obiettivo pieno, cioè quello
  della  doppia  lettura da parte del Senato  della   Repubblica   e
  della Camera dei Deputati.
   Pertanto,   se  vogliamo  operare  concretamente  e   seriamente,
  iniziamo  la discussione subito senza creare commissioni superflue
  che  rappresentano  uno spreco rispetto ad accordi  che  non  sono
  stati  fatti  con l'opposizione. A noi non interessa  se  ci  sono
  accordi  che  riguardano  presidenti, prebende,  vicepresidenti  o
  altre  cose,  a  noi  interessa che la Sicilia  dia  una  risposta
  immediata in ordine all'approvazione del nuovo Statuto.

    LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIENTE  Ne ha facoltà

    LEANZA  Nicola, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  desidero semplicemente esprimere  il  parere
  favorevole  sui progetti di modificazione dello Statuto  siciliano
  di  cui  alle proposte di legge costituzionale numeri 203,  980  e
  1241.
   Ritengo  che proprio questi disegni di legge esaltino in  maniera
  importante   e   rafforzino  la  natura  pattizia  dello   Statuto
  siciliano,   ed   è   questo  certamente  un  fatto   estremamente
  significativo.
   Pertanto,   nell'esprimere    parere   favorevole   ai   suddetti
  provvedimenti,  mi  auguro che il Parlamento  all'unanimità  possa
  condividere tale percorso che ovviamente non potrà che esaltare in
  maniera seria ed importante la nostra Autonomia.

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale.
     Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 37, degli onorevoli
  Maira, Cristaldi ed altri   Iniziative riguardanti il procedimento
  di  approvazione dei progetti di legge costituzionale  concernenti
  la  modifica  dello  Statuto  siciliano   in  cui  si  impegna  il
  Presidente  ed il Governo della Regione e si invita il  Presidente
  dell'Assemblea ad assumere le opportune iniziative presso le  sedi
  istituzionali competenti affinché,  nel corso del procedimento  di
  approvazione   dei  suddetti  progetti  di  legge   costituzionale
  concernenti  la  modifica dello Statuto siciliano, sia  assicurato
  all'Assemblea  regionale siciliana un ruolo paritario  rispetto  a
  quello  del  Parlamento nazionale nell'ambito del procedimento  di
  revisione statutaria attraverso gli strumenti sopra individuati  o
  altri che fossero all'uopo ritenuti idonei.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FLERES. Signor Presidente, dichiaro di astenermi.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  documento predisposto dalla I Commissione   Affari
  istituzionali   per  esprimere il parere sui  quattro  disegni  di
  legge  costituzionale,   a firma degli onorevoli  Cristaldi  e  di
  tutti i componenti della stessa  Commissione.
   Il   documento   esprime  parere  favorevole   ai   progetti   di
  modificazione  dello  Statuto siciliano di cui  alle  proposte  di
  legge  costituzionale numeri  203, 980, 1241 depositate presso  la
  Camera   dei  deputati,  recanti:   Disposizioni  concernenti   la
  procedura  per la modifica degli statuti delle regioni  a  statuto
  speciale .
   Esprime  invece  parere contrario sul progetto  di  modificazione
  dello   Statuto   siciliano  di  cui  alla   proposta   di   legge
  costituzionale  numero  1606,  depositata  presso  la  Camera  dei
  deputati  recante:  Disposizioni concernenti la procedura  per  la
  modifica degli statuti delle regioni a statuto speciale ,
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                                                                 (E'
  approvato)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Discussione del  disegno di legge  Norme urgenti in favore del
                            personale degli
                       Enti Fiera' (n. 454.1/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  V  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegno di legge.
   Si  procede  con  l'esame del disegno di legge n. 454.1/A   Norme
  urgenti in favore del personale degli Enti Fiera'.
   Invito i componenti la II Commissione 'Bilancio' a prendere posto
  nell'apposito banco.
   Invito  il  Presidente  della Commissione e  relatore,  onorevole
  Cimino, a svolgere la relazione.

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto  al
  testo della relazione.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale:
   Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Invito il deputato segretario
  a darne lettura.

   FLERES, segretario:

                               Articolo 1
                              Enti fiera

   1.  L'Assessorato  regionale della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della  pesca  è  autorizzato,  nell'esercizio
  finanziario 2006, ad erogare un contributo straordinario  di  1200
  migliaia   di  euro  in  favore  dell'Ente  autonomo   fiera   del
  Mediterraneo  di  Palermo  finalizzato al  pagamento  dei  salari,
  stipendi, oneri riflessi e per eventuali arretrati del personale e
  un  contributo  straordinario di 300 migliaia di euro  per  l'Ente
  autonomo fiera di Messina.

   2.  All'onere  derivante dall'attuazione del  presente  articolo,
  pari  a  complessivi  1.500 migliaia di  euro,  si  provvede,  per
  l'esercizio  finanziario 2006, mediante riduzione di pari  importo
  delle  disponibilità dell'U.P.B. 8.2.2.6.5,  capitolo 742802,  del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   voterò  a
  favore dell'articolo previsto, mi preme però sottolineare, a  lei,
  agli esponenti del Governo presenti, all'assessore al ramo, nonchè
  a  tutta  l'Assemblea,  che presenterò un ordine  del  giorno  che
  impegni   il  Governo  e  l'assessore  al  ramo  a  vigilare   con
  particolare  attenzione sulla gestione degli  Enti  fiera,  perchè
  siamo  in  presenza  di  strutture  da  anni  commissariate,   con
  l'obiettivo  di  procedere  alla  trasformazione  in  società  per
  azioni.
   Tale  processo  non si concretizza,  ci saranno  pure  difficoltà
  oggettive,  non  lo  metto in dubbio, ma intanto  questo  processo
  appare  sempre più lontano dal realizzarsi e nel contempo  abbiamo
  assistito, nel corso di questi anni, almeno per quello che risulta
  dagli articoli di stampa, per quello che risulta da segnalazioni e
  denunce   dei   sindacati  aziendali   e   dei   dipendenti,    da
  atteggiamenti  da parte dei commissari che si sono  succeduti  nel
  corso  degli  anni, molto discutibili dal punto  di  vista  di  un
  esponente nominato dal Governo che avrebbe dovuto avere attenzione
  massima    alla   trasparenza   nella   gestione   e   soprattutto
  all'economicità   della gestione, e invece ci  siamo  trovati  nel
  corso  di questi anni a reclutamento di personale prescindendo  da
  ogni selezione pubblica, mentre il personale esistente spesso  non
  veniva  utilizzato adeguatamente, a tutta una serie  di  atti  che
  secondo  me gettano discredito non solo su chi li ha commessi,  ma
  anche  sulla  Regione  che ha nominato  queste  persone  e  che  è
  chiamata peraltro a rifondere periodicamente le perdite economiche
  gravi che si sono determinate.
   Ecco  perché  penso che, assieme alla votazione di questa  norma,
  sia  necessario approvare l'ordine del giorno di cui parlavo,  che
  impegna  ad  una  particolare vigilanza l'assessore  competente  e
  soprattutto   a   riferire  periodicamente   all'Assemblea   sulla
  condizione,  sul  mandato  dei  commissari  e  sullo  stato  della
  situazione economica.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

    APPRENDI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere  soddisfazione  per questo  atto  che  ci  accingiamo  a
  compiere e a votare, seppure consapevoli del fatto che questo  non
  sia  esaustivo  della  risoluzione dei problemi  delle  fiere.  Mi
  riferisco  alla fiera del Mediterraneo di Palermo la cui  gestione
  scellerata  ha  portato al decadimento dell'ente,   non  solo  sul
  piano  amministrativo, ma proprio sul piano strutturale. La  fiera
  del  Mediterraneo nel 2010 l'area del Mediterraneo  sarà  area  di
  libero scambio, e quindi la nostra terra potrebbe essere attraente
  per il commercio della medesima area. Invece, siamo impreparati ed
  abbiamo fatto fallire quello che poteva essere un momento decisivo
  per partecipare a questo importante appuntamento.
   Diceva   il   collega  Panarello   assunzioni  facili,   gestioni
  allegre'. Noi crediamo che debba intanto sciogliersi il nodo se si
  tratti di enti economici o enti non economici.
   Noi  crediamo  che  siano enti non economici e quindi  come  tali
  devono  essere trattati, anche e soprattutto nella gestione  delle
  risorse umane. Pertanto, auspichiamo che questo sia il primo  atto
  concreto  per ripartire e far ripartire con serenità  l'  attività
  della  fiera,  mettendo  i lavoratori in uno  stato  di  serenità,
  sperando  che  il  nuovo  commissario,  ma  soprattutto  un  nuovo
  consiglio di amministrazione  metta in moto l'ente fiera per  dare
  un futuro sereno.

    FALZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FALZONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  sarà  un
  intervento  breve,  tuttavia ritengo sia doveroso  da  palermitano
  intervenire nel merito di una questione così importante  che  oggi
  l'Assemblea  sta affrontando in questo momento. Si  tratta,  a  mo
  avviso,  di dare un giusto riconoscimento ai  lavoratori dell'Ente
  fiera  di  Palermo, ma anche a quelli dell'Ente fiera di  Messina,
  che   attendono  con ansia,  naturalmente,  di  sapere  da  questa
  Assemblea quale sarà il loro futuro.
   L'intervento che certamente l'Assemblea oggi si appresta a varare
  è  un intervento condiviso dalla maggioranza di questo Parlamento,
  ma  che  certamente  deve  farci  riflettere  sulla  necessità  di
  rilanciare  la  Fiera del Mediterraneo di Palermo,  che  è  sempre
  stata parte integrante e parte della storia produttiva della città
  e della Regione intera.
   Mi  auguro che questo momento, anche alla presenza dell'assessore
  Beninati,  possa farci riflettere e farci trovare una  strada,  se
  possibile  condivisa  da  tutti quanti, che  possa  rilanciare  un
  importante strumento,  che  ritengo l'economia siciliana ha,  come
  quello dell'Ente fiera di Palermo.
   Mi  auguro  altresì  che si  possano dare  risposte  adeguate  ai
  lavoratori  che  le   hanno atteso trepidanti  in  questi  giorni.
  Ritengo  tuttavia  necessario anche rivedere il problema  nel  suo
  complesso.  E mi auguro che il Commissario dell'Ente fiera  appena
  nominato possa effettivamente trovare le soluzioni perchè la Fiera
  del  Mediterraneo  possa essere nuovamente un fiore  all'occhiello
  della città di Palermo.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Cintola.  Ne  ha
  facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa  è  una
  tragicommedia,  anzi  una tragedia perchè è  da  anni  che  stiamo
  lavorando  per  tentare  di  dare una definitiva  sistemazione  ai
  problemi della Fiera.
   L'abbiamo fatto facendo un mutuo garantito, che non si è   potuto
  portare  avanti e non si è  potuto avviare in quanto le condizioni
  del  personale  assunto, degli innumerevoli personaggi  che  erano
  all'interno  della Fiera non hanno consentito  di  fare  un  piano
  industriale degno di tale nome.
   Il  fatto che oggi, anche in virtù di un emendamento,  presentato
  dal collega vicepresidente della Commissione  Bilancio', onorevole
  Savona, si arrivi a dire una parola nuova, diversa per  pagare gli
  stipendi da qui a dicembre non risolve i problemi della Fiera,  né
  del  suo  personale;   è un altro pannicello  caldo,  altri  soldi
  buttati  al vento se non ha la  consequenzialità seria di dare  un
  impulso nuovo e più forte.
   E'  necessario che il Governo non consideri  di avere già risolto
  il  problema;  oggi non si risolve il problema della Fiera, né dei
  lavoratori  della Fiera, adottando la soluzione  di  un  ulteriore
  commissariamento.
   Il   commissario   Porretto  ha  lavorato  una  vita,   poverino,
  guadagnando quei pochi soldi che guadagnano i manager in Sicilia e
  viene  ricondotto di nuovo ad occuparsi, senza denaro e con  tanti
  sacrifici,  ad  assumere ulteriori incarichi che servono  solo  ed
  esclusivamente  come pannicello caldo, e non servono  all'avvenire
  della Fiera, né all'avvenire dei lavoratori della Fiera
   Vi  è  la  necessità  invece di un intervento  che  sia  forte  e
  stabile,  che rilanci la Fiera e si vada a creare una vera  Fiera,
  come quella della Bandita di Milano.
   Se  bisogna salvaguardare i lavoratori non lo si fa pagando  loro
  quattro  stipendi, essi si salvaguardano privatizzando la Fiera  e
  corresponsabilizzando i lavoratori e i sindacati.  Alla  fiera  di
  Milano  non  è  mai  successo che tale Cosentino un  giorno  abbia
  fatto delle assunzioni,  così come poi l'ha seguito Stapino Greco
  E'  stata  fatta  finora  soltanto una politica  delle  assunzioni
  facili,   ma  non  c'è  stata mai una vera e propria  politica  di
  rilancio.
   Ancora  una  volta stiamo  intervenendo -  abbiamo il  dovere  di
  farlo  e  lo stiamo facendo, è giusto che lo si faccia  -   ma   è
  necessario che il Governo si intesti realisticamente per la  Fiera
  un  approccio  nuovo e diverso, un'azione che possa dare  maggiore
  propulsione alla Fiera di Sicilia, alla stessa stregua  di  quella
  di Milano .
   Questo  chiedo all'Assessore, onorevole Beninati, ed  al  Governo
  nella  sua interezza:  di non spendere inutilmente i soldi. Adesso
  superiamo  l'ostacolo del momento, ma cerchiamo una programmazione
  seria,  che  dia un impulso nuovo per la costruzione di  un  patto
  serio.  Almeno che non ci si vieti di sognare. Non bisogna restare
  abbarbicati a fatti che sono piccoli, asfittici e che danno  quasi
  un  colpo  di  spugna  a chi ha sperperato inutilmente  il  denaro
  pubblico per la Fiera del Mediterraneo di Palermo.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole De  Luca.   Ne  ha
  facoltà.

    DE  LUCA . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avrei  voglia
  di  esclamare  iniziando  questo breve  intervento   chi  è  senza
  peccato,  scagli  la  prima pietra  perché il precedente  oratore,
  l'onorevole Cintola, con cui forse per la prima volta ci  troviamo
  d'accordo,   fa   quasi   una  questione   scontata   e   comunque
  probabilmente  non è scontato che ogni tanto noi dovremmo  evitare
  di fare una guerra tra poveri e del falso moralismo rispetto ad un
  sistema  che obiettivamente è la brutta copia di questa vergognosa
  vicenda.  E' vergognosa perché rispetto alle legittime aspettative
  dei lavoratori, verso i quali tutti siamo rispettosi, non vogliamo
  entrare  nel  merito in quale campagna elettorale  sono  diventati
  dipendenti,  non  vogliamo  entrare  nel  merito   su    chi   era
  commissario  in  quel  momento,  d'altronde  questa  è  la  nostra
  vergogna complessiva che   subiamo -  credo -  quotidianamente; ma
  altrettanta  vergogna è quella per la quale  siamo  messi  con  le
  spalle   al   muro  rispetto  a  tanti  padri  di   famiglia   che
  legittimamente aspettano uno stipendio.
   Colleghi, la vogliamo finire? Questo è il vero teatrino che non è
  più  condivisibile  e poi mi trovo ad assistere,  l'intero  popolo
  siciliano  si trova ad assistere,  a delle guerre di  bottega,  mi
  permetto  di dire quasi squisitamente palermitane solo sul  perché
  non   c'è  stata  una  suddivisione,  chissà  quando,  su   queste
  assunzioni e di queste società.
   Finiamola  Io mi vergogno. Lo dico sinceramente, ma nello  stesso
  tempo dico: votiamo favorevolmente,  non tanto perché qualcuno  si
  permette  di  aprire una guerra tra poveri; votiamo favorevolmente
  perché  questa è un'altra vergogna come tante altre  vergogne  che
  spesso in modo trasversale ci troviamo ad approvare in quest'Aula.
  Questa è la verità triste
   Assessore  Beninati, prima di fare un appello per  rilanciare  la
  Fiera  dovremmo  forse  resettare  i  nostri  cervelli  su  alcuni
  argomenti  e tematiche. L'invito è rivolto all'intera Assemblea  e
  soprattutto all'intero Governo: che la finisca con l'invenzione di
  queste  agenzie, società satelliti, e tutta una serie di strumenti
  finalizzati a spostare la spesa dal centro al territorio  in  modo
  capillare,   perché   poi  si  nascondono  queste   vergogne   cui
  assistiamo e  cui poi siamo costretti - per amor di patria, ma più
  che  altro  da cristiani - a far fronte, considerato che  ci  sono
  padri di famiglia in difficoltà.
   L'appello è questo: smettiamola in termini complessivi con questa
  logica perché non è possibile né pensabile che  continuiamo a  far
  fronte  ad  emergenze vergognose che ci vengono propinate,  guarda
  caso,  nei  momenti  particolari, di fine  anno,  dopo  che  si  è
  approfittato della situazione  precaria di questi lavoratori,  cha
  li porta a volte ad estreme conseguenze.
   Concludo,  signor  Presidente,  esprimendo, nonostante  le  amare
  riflessioni,   il parere favorevole al disegno di legge  in  esame
  con l'invito accorato di cambiare sistema tutti quanti assieme.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo  ci
  propone  oggi  un  disegno di legge che  proviene  da  una  giusta
  esigenza, lo dico  più da ex sindacalista che da parlamentare.
   C'è  però  un  problema, una ferita che rimane  aperta.  Noi  che
  abbiamo  bisogno di rilanciare la Sicilia, noi che abbiamo bisogno
  di  pensare  anche ad un modello di sviluppo che ci  proietti  nei
  mercati internazionali. E noi che avremmo bisogno di sostenere  la
  nostra  imprenditoria debole, spesso povera  rispetto  alle  sfide
  della  globalizzazione, cosa siamo riusciti a fare in questi anni?
  Siamo  riusciti a chiudere quello che normalmente è la vetrina  di
  un   mercato.  Le  fiere  servono  a  collegarsi  con  i   mercati
  internazionali. E noi cosa abbiamo fatto? Siamo riusciti  a  farle
  fallire miseramente
   Certamente  la  Fiera  del Mediterraneo, che  già  il  solo  nome
  dovrebbe evocare la nostra intenzione di sviluppare i commerci nel
  Mediterraneo,   è  stata  dissestata, si è banchettato  sulle  sue
  risorse, si è banchettato non soltanto con qualche assunzione,  ma
  con  sprechi inauditi, utilizzando quelle risorse per le macchine,
  per  gli uffici, per le missioni, tutte cose che non hanno portato
  un solo cliente in più alla Fiera e non hanno  portato soprattutto
  alcun affare in più alla Sicilia.
   Mi  chiedo:  dopo avere approvato questa legge faremo  anche  una
  richiesta  di risarcimento nei confronti degli amministratori  che
  hanno   dilapidato  queste  risorse?  Io  non  presento  oggi   un
  emendamento  in tal senso a questo provvedimento perché  è  troppo
  grande  il bisogno delle persone  interessate, ma annuncio sin  da
  adesso  che  nella  prossima  finanziaria  intendo  presentare  un
  emendamento    che    chieda   agli   amministratori    colpevoli,
  evidentemente  colpevoli dei dissesti delle aziende  che   vengono
  loro  affidate, di rispondere in solido come vorrebbe non soltanto
  il buon senso ma anche il codice civile.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

    TURANO   Signor   Presidente, onorevoli colleghi,   cercherò  di
  essere  telegrafico perché il provvedimento legislativo  che  oggi
  stiamo  per  approvare credo non meriti di essere  commentato  con
  particolare enfasi.
   Si  prende  atto  di una situazione difficile,  per  certi  versi
  catastrofica,   e  lo si approva, sapendo che è  giusto  pagare  i
  dipendenti che sono stati assunti. Tuttavia, credo che il  Governo
  si  debba  porre il problema di una attenta riflessione  sull'ente
  fiera.  Perché, badate bene, se non ricordo male,  nel  corso  del
  2005  è  stato  approvato un articolo di legge  con  il  quale  si
  stanziavano, attraverso una fideiussione a favore dell'Ente  fiera
  di Palermo, ben 10 milioni di euro.
   Devo  dedurre  che  quell'articolo non ha  fattivamente  operato,
  perché,  se così fosse stato, vorrebbe dire che la Regione avrebbe
  garantito diecimilioni di euro che sono stati impegnati alla Fiera
  e  sono  stati spesi chissà come. Ma sono certo che quell'articolo
  non ha operato.
   La  situazione  è  più grave di come in verità si  presenta,  nel
  senso  che  non  c'è  neanche un istituto di  credito  disposto  a
  concedere  dieci  milioni di euro non garantiti dalle  prestazioni
  della Fiera, ma dalla Regione, perché non crede in questo Ente.
   Allora,  delle  due l'una: noi dobbiamo scegliere  che  strategia
  politica usare nei confronti dell'Ente Fiera di Palermo.
   Leggo sulla stampa che ci sono tante iniziative. E chiedo oggi al
  Governo  di  assumere un impegno forte, corale, di  risolvere  non
  solo  il problema dei dipendenti della Fiera, che vanno sì pagati,
  ma  di  risolvere il problema più generale della Fiera di Palermo,
  di  ciò  che  significa per la Sicilia e per un'area metropolitana
  come  Palermo,  e  di  ciò  che  può significare  nel  bacino  del
  Mediterraneo.
   Vorrei  che  su  questo il Governo fosse attento e  riferisse  in
  Aula,  e  se  possibile nella Commissione legislativa  di  merito,
  affinché   capissimo  con  precisione  le  direttive   che   vuole
  utilizzare per uno strumento così importante.
   Concludo  annunziando il mio voto favorevole al provvedimento  in
  esame.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cascio.  Ne  ha
  facoltà.

    CASCIO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo  che  il
  percorso di questo provvedimento fosse abbastanza pianificato, per
  cui  non  ritenevo  di  dovere  intervenire,  e  in  effetti,  dai
  precedenti interventi, sembrava così.
   Ma  poiché  oggi  ci  apprestiamo a varare un atto  che  potrebbe
  significare  tanto per lo sviluppo delle fiere  di  Palermo  e  di
  Messina,  è  giusto, anche se in maniera breve,  ricordare  alcuni
  interventi fatti in questa Aula, nella precedente legislatura.
   Purtroppo,  negli  ultimi anni, la Fiera del  Mediterraneo  negli
  ultimi  anni  ha  scontato  un  problema   legato  alle  questioni
  politiche  di una coalizione, piuttosto che affrontare i  problemi
  reali che guardavano al merito e alle potenzialità di sviluppo  di
  questo  importante Ente. Ogni qualvolta si è parlato di iniziative
  legislative,   di  interventi  straordinari,  di  interventi   che
  potessero dare una svolta definitiva alle potenzialità della Fiera
  di  Palermo,  la  figura del Commissario di turno  faceva  sì  che
  l'intervento dell'Assemblea non ci fosse.
   L'unico  atto  che  negli anni il nostro  Parlamento  ha  portato
  avanti  a  favore della Fiera del Mediterraneo -  e  mi  riferisco
  all'argomento   sollevato   dall'onorevole   Turano,    cioè    la
  fideiussione  di  dieci milioni di euro -, non  ha  avuto  seguito
  perché  le banche non hanno ritenuto sufficiente come garanzia  la
  legge  regionale, cioè hanno ritenuto che non fosse  da  ritenersi
  una garanzia accessoria.
   Così  come  è  successo  per altri Enti - mi  riferisco  all'Ente
  autonomo  orchestra sinfonica siciliana, all'Ente autonomo  Teatro
  Massimo  di  Palermo  - le banche non hanno  ritenuto  di  potersi
  fidare  di  una  legge  della Regione, e  hanno  chiesto  maggiori
  garanzie, cosa che questo Parlamento, comunque, non ha fatto.
   Oggi,  finalmente e responsabilmente, ci apprestiamo a votare  il
  provvedimento in esame utilizzando una finestra legislativa,  cosa
  di  per sé inconsueta, ma importante da un punto di vista politico
  considerato che siamo già in sessione di bilancio, al fine di dare
  un  contributo straordinario alle due fiere siciliane: la Fiera di
  Palermo e la Fiera di Messina.
   Tutti sanno che questi interventi non sono la panacea di tutti  i
  mali. Sappiamo perfettamente che, per esempio, lo stanziamento  di
  un  milione  e  duecento mila euro alla Fiera del Mediterraneo  di
  Palermo  non  risolveranno tutti i problemi, perché  il  debito  è
  molto  più gravoso. Sappiamo perfettamente che i dipendenti  della
  Fiera  non  prendono lo stipendio da 11 mesi; sappiamo altrettanto
  bene  che i fornitori non vengono pagati da quattro anni. Sappiamo
  bene,  pertanto,   che questa è soltanto una  goccia  d'acqua  nel
  mare.  Tuttavia,  sappiamo altrettanto bene che in  queste  ultime
  settimane  qualcosa  è cambiato. Intanto, è  cambiato  il  vertice
  amministrativo  di questa struttura; è stato  nominato   un  nuovo
  commissario, non che il predecessore fosse inadeguato, ma  in  tal
  modo  si è voluto voltare pagina,  e si è nominata una persona che
  comunque in questa Regione negli ultimi quarant'anni ha dimostrato
  di  volere  risolvere  i  problemi. E'  cambiato,  a  mio  avviso,
  soprattutto  l'approccio politico rispetto ai  problemi  dell'ente
  Fiera:  in  questi  ultimi giorni tutti noi  abbiamo  letto  sulla
  stampa  che  i segnali dati da questo Parlamento hanno risvegliato
  l'attenzione nei confronti della Fiera da parte degli imprenditori
  siciliani.
   Ho  appreso, per esempio, che la Sicilindustria, riunita  per  il
  sessantesimo  anniversario  della  Costituzione,  ha  parlato  del
  rilancio   della  Fiera  del  Mediterraneo  come  di   uno   snodo
  fondamentale  per  lo  sviluppo delle  attività  economiche  della
  provincia  di Palermo; ed anche importanti imprenditori  siciliani
  si sono ufficialmente offerti di investire per l'Ente Fiera. Tutto
  ciò  sta  a  significare che c'è una nuova sensibilità, una  nuova
  attenzione   nei   confronti  dello  sviluppo  della   Fiera   del
  Mediterraneo  e, quindi, l'intervento della politica,  unito  alle
  energie   e   alle  risorse  della  imprenditoria  locale,   potrà
  determinare una buona volta il rilancio delle due Fiere  siciliane
  che,  da  un  punto  di  vista  economico  e  produttivo,  possono
  significare veramente tanto per questa regione.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

    LACCOTO    Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  credo che il dibattito parlamentare evidenzi una  certa
  sofferenza  e  la difficoltà di tutto il Parlamento a  votare  una
  forma assistenziale che purtroppo si ripete ogni anno. Ma ciò  che
  è  ancor più grave è che noi non possiamo accettare, con la  scusa
  degli  stipendi, che si continui ancora a tenere in piedi un  Ente
  che  evidentemente è stato famoso in tutta Italia e  in  tutto  il
  mondo non per il rilancio del Mediterraneo, ma è stato famoso  per
  ben  altri elementi che hanno fatto gridare allo scandalo.  Eppure
  si  continua a parlare di Enti amministrati non secondo criteri di
  economicità e  trasparenza.
   Io ritengo sia giunto il momento, onorevole Assessore, di mettere
  un  punto  fermo:   bisogna avere il coraggio  di  non  perpetrare
  all'infinito  uno  stato di sofferenza. La Regione  vende  i  suoi
  immobili, che poi deve comunque prendere in affitto, per  risanare
  il suo bilancio, vi sono enti locali che da otto mesi non hanno la
  terza  trimestralità; vi sono lavoratori che  da  dieci  mesi  non
  ricevono il pagamento delle spettanze; vi sono farmacie alle quali
  da  dieci  mesi  non  sono  erogate le somme  minime,  eppure  noi
  continuiamo a consentire uno sperpero di denaro pubblico.
   Adesso  il  Parlamento, così come è stato evidenziato  da  alcuni
  colleghi della maggioranza, si trova in difficoltà perché,  da  un
  lato,  si rende conto che questi Enti stanno diventando inutili  e
  che  non hanno più la dignità di esistere, dall'altro, ci si rende
  conto che c'è il problema dei dipendenti che va risolto, anche  se
  qualche  collega  ha  sollevato il caso di quando  e  come  questi
  lavoratori sono stati assunti.
   Il  problema  è  reale. E allora noi diciamo che in  questa  fase
  siamo  costretti a votare a denti stretti ma con un  avvertimento,
  onorevole  Assessore,   e  cioè  che  lei,  permanendo  in  carica
  nell'attuale     Governo  fino alla fine del  2007,  non  torni  a
  chiedere  altre  somme per la Fiera di Palermo  Perché  delle  due
  l'una:  o si fa un rifinanziamento ed un rilancio serio, e  quindi
  si  fa  una politica finanziaria ed economica dell'Ente che  possa
  metterlo  nelle  condizioni  di un   rilancio  senza  le  continue
  assistenze  della  Regione,  oppure, si opera  una  trasformazione
  seria  in  base  alla quale i dipendenti potrebbero transitare  in
  altri  enti  dove  sarebbero  più  utili.  In  tal  modo,  non  si
  continuerebbe  a fare sempre assistenza. Infatti, il  momento  che
  sta  vivendo  la  nostra Regione dal punto di  vista  economico  e
  finanziario - alle banche non è bastata la garanzia di  una  legge
  regionale  - è piuttosto delicato e non permette di andare  avanti
  facendo finta di niente.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

   FLERES, segretario:

                               «Art. 2.
                Convenzione con la Multiservizi S.p.A.

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2006,  sono  introdotte  le
  seguenti variazioni in migliaia di euro:

   -   U.P.B. 4.2.1.1.2       capitolo 212524    -   33
  -   U.P.B. 5.2.1.1.2       capitolo 242522    - 100
  -   U.P.B. 5.3 1.1.2       capitolo 246517    -   30
  -   U.P.B. 1.7.1.1.2       capitolo 120517    +  14
  -   U.P.B. 6.2.1.1.2       capitolo 272528    +  70
  -   U.P.B. 7.4.1.1.2       capitolo 320518    +  30
  -   U.P.B. 8.2 1.1.2       capitolo 342533    +    7
  -   U.P.B. 8.3 1.1.2       capitolo 346524    +  42»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

                        Sull'ordine dei lavori

    LACCOTO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  all'Aula   che   la  Presidenza  aveva  assunto  un   impegno,   e
  precisamente che nelle variazioni di bilancio si sarebbe  discusso
  un  emendamento presentato dal Governo sul problema delle proroghe
  della richiesta di integrazione delle sanatorie edilizie.

    PRESIDENTE  Onorevole Laccoto, ha chiesto di parlare sull'ordine
  dei lavori, sta invece intervenendo nel merito.
     Per  quanto  riguarda  gli impegni assunti,  la  Presidenza  ha
  stabilito  che  si  vota,  si  discute,  si  delibera  sugli  atti
  presentati  e,  stasera è in discussione soltanto  il  disegno  di
  legge   n.   454.1/A  al  quale  non  è  stato  presentato   alcun
  emendamento.

      Riprende il seguito della discussione sul disegno di legge
                                454.1/A

    BENINATI    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  ringrazio per l'opportunità che mi avete dato di fare chiarezza su
  tutta la vicenda che mi ha visto impegnato fin dai primi mesi  del
  mio insediamento.
   Condivido  molti degli interventi, ma aggiungo per chiarezza  che
  spesso,  impropriamente, si fa confusione tra  l'Ente  Fiera,  che
  possa  essere di Palermo o di Messina, enti riconosciuti a livello
  nazionale,  e  la  struttura stessa della fiera.  Infatti,  queste
  strutture,  per  un  insieme  di  motivi,  necessitano   oggi   di
  accertamenti  nei confronti degli amministratori,  compito  questo
  che ritengo essere della Corte dei Conti, o di altri organi al  di
  fuori dell'amministrazione.
   Io  mi sono trovato a dovere intervenire in una vicenda piuttosto
  spinosa,  dove  mese dopo mese andavano sempre più incrinandosi  i
  rapporti  tra  il  Commissario  e il  personale  dell'Ente  fiera.
  Effettivamente, stabilire da quale parte sia la ragione non è cosa
  facile.  Ma di certo il fatto che nell'ultimo periodo la  Fiera  è
  stata   occupata  dal  personale  ed  alcune  manifestazioni   già
  programmate  non si sono potute svolgere, comprenderete  bene  che
  ciò ha fatto sì che l'Ente fiera non potesse pagare il personale.
   Si  è  detto  che la Regione, da chissà quanti anni, finanzia  la
  Fiera. Non è così  Non c'è un capitolo di bilancio, non c'è nulla.
  La  Regione, quando può e quando è stato richiesto, ha dato  degli
  aiuti   che  servivano  a  finanziare  determinate  iniziative   e
  manifestazioni. E quindi, non come accade per altri  enti  che  la
  Regione,  invece,  finanzia annualmente. Oggi stiamo  intervenendo
  perché i due Enti stanno attraversando una situazione critica,  in
  particolare,  l'Ente  fiera di Palermo  è  in  difficoltà  con  il
  personale.
   Mi  assumo  la responsabilità della nuova nomina del Commissario,
  avendolo nominato io,  ritengo sia una persona qualificata, che ha
  piena conoscenza del suo ruolo amministrativo.
   Io credo che i due enti possano avere un futuro, e certamente pur
  pagando  per la posizione geografica in cui si trovano  Messina  e
  Palermo,  possano sperare in uno sviluppo importante che  potrebbe
  esserci stante l'insularità; infatti, essi potrebbero incrementare
  gli  scambi  e  il commercio avvalendosi del fatto di  appartenere
  nell'area del Mediterraneo ed essendo crocevia per il nord Europa.
  Tuttavia,  questi  due enti vanno reimpostati  totalmente.  Ed  in
  questo senso,  vi anticipo che ho proposto nelle misure dei  fondi
  comunitari   prossimi,  l'opportunità   e   la   possibilità    di
  intervenire con delle risorse comunitarie per fare di  questi  due
  Enti  due  grandi  cittadelle fieristiche della Sicilia.  Lo  dico
  perché  altrimenti sarebbe sterile intervenire per  supportare  un
  momento di difficoltà, per poi ritornare nel baratro subito  dopo.
  Questa norma è da considerarsi come il punto di partenza e non  il
  punto di arrivo.
   Sono convinto che, se il Commissario della Fiera del Mediterraneo
  e  quello  di  Messina  condividono il percorso  del  Governo,  si
  potranno raggiungere obiettivi importanti. Si deve inserire - e vi
  anticipo  che la proposta è condivisa dalla programmazione  -  una
  misura nel futuro complemento di programmazione, cioè il POR,  per
  i  due  Enti  fiera,  per avere un finanziamento  importante,  per
  individuare nuovi siti e per la realizzazione di quanto necessario
  per inventare queste due nuove realtà.
   Se  vogliamo continuare a mantenere la Fiera di Palermo  nel  suo
  periodo,  si  può fare benissimo in quell'area, e lo  stesso  vale
  anche  per  la Fiera di Messina, ma l'Ente Fiera, che è ben  altra
  cosa,  deve avere un nuovo sito dove svolgere la propria  attività
  economica,  perché deve necessariamente essere un  ente  economico
  che si occupi di commercio e commercializzazione dei prodotti.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  comunico  che   sono   stati
  presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  n.  36   Conferimento incarichi di dirigenti delle  Camere  di
  commercio , degli onorevoli Cimino e Panarello;

   -    n.  38   Vigilanza avverso gli Enti Fiera di  Messina  e  di
  Palermo , degli onorevoli Panarello, Apprendi, Cantafia, di cui do
  lettura.

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Esaminata  la  legge  regionale 15 maggio  2000,  n.  10,  ed  in
  particolare l'art. 9, comma 3, che disciplina lo spoil system  per
  i  dirigenti generali della Regione, ovvero che gli stessi possono
  essere  confermati,  revocati, modificati  o  rinnovati  entro  90
  giorni dall' elezione del Presidente e della Giunta regionale;
   Considerato  che tale disposizione è stata emanata solo  per  gli
  organi elettivi: Regione, Provincia regionale, Comune;

   Esaminata altresì la legge regionale n. 29 del 1995 sulla riforma
  delle  Camere  di  Commercio,  ed in particolare  l'art.  20,  che
  dispone  che  l'Assessorato  regionale  della  cooperazione,   del
  commercio,  dell'argianato  e  della  pesca  nomina  i   Segretari
  generali  delle Camere di Commercio su designazione  della  Giunta
  camerale;

   Considerato altresì che la nomina del Segretario generale avviene
  attraverso una procedura concorsuale seppur limitata agli iscritti
  nell'elenco nazionale ai sensi della legge n. 580 del 1993;

   Preso   atto   della  copiosa  giurisprudenza   intervenuta   nel
  regolamentare  e  meglio  specificare l'operatività  dell'istituto
  dello spoil system;

   Esaminati i propri lavori d'Aula relativi alla approvazione delle
  norme avanti richiamate;

   Ritenuto che:

   la  scelta  del  Segretario  Generale investe  esclusivamente  la
  valutazione  della  professionalità degli  interessati  e  non  la
  fiducia  'intuito personae' come avviene per i dirigenti  generali
  della Regione;

   il  potere di nomina e/o di revoca del Segretario generale  è  di
  esclusiva competenza dell'Assessore regionale per la cooperazione,
  il  commercio,  l'artigianato  e  la  pesca,  mentre  alla  Giunta
  camerale   è   riservata  rispettivamente  la  mera  proposta   di
  designazione di nomina e/o di revoca,

                   impegna il Governo della Regione

   ad emettere ogni utile provvedimento che:

   1.  esplichi in maniera più esaustiva il principio che l'incarico
  di  Segretario  Generale  delle Camere  di  Commercio  dell'Isola,
  regolato  dall'art. 20 della l.r. n. 29 del 1995,  fin  dalla  sua
  emanazione,  è  di  natura  esclusivamente  professionale  e   non
  fiduciaria, conferito a seguito di procedura concorsuale;

   2.     ribadisca    la    competenza     esclusiva dell'Assessore
  regionale  per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca  di  nominare e/o revocare il Segretario generale rimanendo,
  invece,  riservato  alla Giunta camerale rispettivamente  la  mera
  proposta di designare, quale momento endoprocedimentale». (36)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che il disegno di legge n. 4541/A destina risorse  agli
  Enti fiera;

   Considerato che:

   i  predetti  enti sono da anni commissariati per determinarne  la
  trasformazione in società per azioni;

   nel   frattempo   le   condizioni  economiche   sono   fortemente
  peggiorate;

   le  gestione commissariali precedenti si sono contraddistinte per
  un   notevole   sperpero  di  denaro  pubblico   e   atteggiamenti
  discutibili   riguardo  alle  forniture,  agli   appalti   ed   al
  reclutamento  di  personale,  come denunciato  dagli  esposti  dei
  dipendenti e da numerosi articoli comparsi sulla stampa regionale,

   impegna il Presidente della Regione

   a sollecitare i commissari, recentemente nominati, alla revoca di
  tutti  i  rapporti di lavoro attivati al di fuori  di  criteri  di
  necessità,  di professionalità e di trasparenza; a riferire  entro
  tre mesi all'Assemblea regionale siciliana». (38)

   Si  passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

                              «Articolo 3

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della  Regione  siciliana ed entrerà in vigore  il  giorno  stesso
  della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico  che  è  stato  presentato dal  Governo  un  emendamento
  aggiuntivo  che,  ai  sensi  del  Regolamento  interno,   dichiaro
  inammissibile   in  quanto  presentato  dopo  la  chiusura   della
  discussione generale.

    LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
  la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
  la  pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
  Governo ha presentato l'emendamento aggiuntivo  ..

    PRESIDENTE    Onorevole   Assessore  Leanza,   considerato   che
  l'emendamento  è  stato  dichiarato  inammissibile,  lei  non  può
  intervenire sull'emendamento.

    LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
  la  pubblica  istruzione. Signor Presidente, a  nome  del  Governo
  invito la Presidenza a ritornare sui suoi passi.

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore Leanza, qui non  si  tratta  di
  passi  bensì  di Regolamento. Se la Presidenza dovesse stravolgere
  il Regolamento, non sarebbe una Presidenza credibile.
   Sull'emendamento  aggiuntivo non c'è  discussione;  se  lei  deve
  parlare su qualcos'altro, ne ha facoltà.

    LEANZA NICOLA , assessore per i beni culturali, ambientali e per
  la  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  chiedo  una  breve
  sospensione dei lavori.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 17.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 36. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

    BENINATI    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 38. Il parere del Governo?

    BENINATI    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  il  Governo,  se l'onorevole Panarello non ha nulla in  contrario,
  in   via  di  principio  accetterebbe  l'ordine  del  giorno  come
  raccomandazione. Ci sarà un commissario che si occuperà  anche  di
  questo,  ed  è  ovvio  che, su tutto ciò che  è  avvenuto,  se  ne
  occuperanno la Corte dei Conti e la Magistratura.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, è d'accordo sul  fatto  che  il
  Governo lo accolga come raccomandazione?

   PANARELLO. Signor Presidente, desidero puntualizzare che non  c'è
  alcun  tentativo  di limitare i poteri del Commissario,  o  peggio
  ancora di chiedere al Governo cose che non può fare.
   Credo  che l'ordine del giorno sia sufficientemente chiaro e  che
  rientri   nell'ambito  delle  competenze  del  Governo.   C'è   la
  richiesta,  credo legittima, che entro tre mesi  si  riferisca  al
  Parlamento su quello che è avvenuto, nelle forme e nei modi in cui
  è possibile, anche in termini di informazione.

    BENINATI    assessore   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Forse non sono stato  chiaro.  Essendo
  stati  nominati  da  un  mese  i nuovi  Commissari  non  ha  senso
  promuovere  su di loro una rigorosa ispezione. Condivido  però  la
  seconda parte dell'ordine del giorno.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si prende atto che  l'onorevole
  Cintola ha apposto la sua firma all'ordine del giorno.
   Con  il  parere  favorevole del Governo sull'ordine  del  giorno,
  cassata la prima parte e d'accordo anche i proponenti, lo pongo in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Norme urgenti in favore del personale degli enti fiera»
                               (454.1/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del  disegno  di  legge «Norme  urgenti  in  favore  del
  personale degli enti fiera» (454.1/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Apprendi,  De  Luca, Pagano,  Ardizzone,  Di  Mauro,
  Panarello,  Basile,  Dina, Pogliese,  Beninati,  Falzone,  Ragusa,
  Calanna,  Fleres, Rinaldi, Cantafia, Formica, Rizzotto, Cappadona,
  Gennuso,  Sanzarello,  Cascio, Granata, Savona,  Cimino,  Laccoto,
  Turano, Cintola, Leanza Edoardo, Vicari, Confalone, Leanza Nicola,
  Villari,  Cristaldi,  Limoli,  Vitrano,  Correnti,  Maira,   Zago,
  D'Aquino,  Misuraca,  Zappulla, D'Asero, Nicotra,  De  Benedictis,
  Oddo.
   Astenuto: Stancanelli.
   Congedi: Adamo, Piccione, Speziale, Cracolici, Scoma.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46
   Astenuto              1

                         (L'Assemblea approva)

   Si  dà atto che hanno votato a favore gli onorevoli Barbagallo  e
  Gianni.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 19  dicembre
  2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   I   -    COMUNICAZIONI

   II   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
    1)  -   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario  2007 e bilancio pluriennale per il   triennio   2007-
  2009.  (nn. 390-458)

     2)   -    Disposizioni programmatiche e finanziarie per  l'anno
  2007.  (n. 389)

   III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 86 DELL'ONOREVOLE BORSELLINO
  ED ALTRI RIGUARDANTE LE POLITICHE MIGRATORIE

   IV    -    SVOLGIMENTO  DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE  DELLA
  RUBRICA:  Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale  ed
  emigrazione'

   V    -     SVOLGIMENTO  DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE  DELLA
  RUBRICA:  Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'

   La seduta è tolta alle ore 18.03.

                      DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                             Il Direttore
                         Dott. Eugenio Consoli