Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
ZAGO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa I
Affari Istituzionali':
<<Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale dei
cittadini stranieri immigrati>> (numero 482)
di iniziativa parlamentare
degli onorevoli Di Mauro, De Luca, Lombardo, Gennuso,
Ruggirello, Basile, Maniscalco, Rizzotto, Nicotra, in data 18
gennaio 2007
inviato in data 18 gennaio 2007
parere V e VI..
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere presentate
dal Governo ed assegnate alla competente Commissione legislativa
I Affari Istituzionali':
<<I.A.C.P. di Acireale - Designazione componente del collegio
sindacale: rag. Giuffrida Tito Antonio>> (numero 24/I),
pervenuta in data 17 gennaio 2007
inviata in data 18 gennaio 2007;
<<Istituto regionale dell'olivo e dell'olio - Costituzione del
consiglio di amministrazione>> (numero 25/I)
pervenuta in data 17 gennaio 2007
inviata in data 18 gennaio 2007;
<<Opera pia cardinale Ernesto Ruffini di Palermo. Designazione
componente del consiglio di amministrazione: dott. Sorce Pier
Paolo>> (n. 26/I).
pervenuta in data 17 gennaio 2007
inviata in data 18 gennaio 2007.
Comunicazione relativa a decisioni della Commissione Europea
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Europea:
con decisione C(2006) 7072 del 19 dicembre 2006 ha dichiarato
compatibile con il mercato comune l'articolo 134 della legge
regionale 23 dicembre 2000, numero 32, Aiuti agli allevatori.
(Aiuto numero. 158/2006);
con decisione C(2006) 7148 del 21 dicembre 2006 ha dichiarato
compatibile con il mercato comune l'articolo 4, comma 1, lettera
a) della legge regionale 22 dicembre 2005, numero 19, Interventi
a sostegno del comparto vitivinicolo. (Aiuto numero. 224/2006),
autorizzando la dotazione finanziaria richiesta, pari a 50
milioni di euro.
Onorevoli colleghi, ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi, tempestivamente, della
tessera personale di voto.
Al fine di consentire agli Uffici di completare la
classificazione dei numerosi emendamenti presentati, si rende
necessario sospendere i lavori d'Aula fino alle ore 12.00 di
oggi.
Sospendo, pertanto, la seduta ed avverto che riprenderà alle
ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore 12.20)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che sia completato
l'esame dei subemendamenti presentati stamattina, comunico che
sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
numero 65 - <<Completamento dell'opera metropolitana
catanese>>, a firma degli onorevoli Villari, Termine, Mancuso,
Basile, Fleres, Barbagallo, Lombardo, Panarello, Cantafia, Di
Guardo, Stancanelli, La Manna, Fiorenza e Fagone;
numero 66 - <<Criteri per la predisposizione di uno schema di
piano energetico regionale>>, a firma dell'onorevole Turano;
numero 67 - <<Istituzione di un dipartimento interaziendale di
oncologia e di servizio PET e risonanza magnetica nella provincia
di Siracusa>>, a firma degli onorevoli Gianni e Cappadona;
numero 68 - <<Istituzione di unità emodinamiche nelle province
siciliane>> a firma degli onorevoli Gianni e Cappadona;
numero 69 - <<Iniziative inerenti l'imprenditoria femminile>>,
a firma dell'onorevole Gianni;
numero 70 - <<Istituzione Premio dottor Giulio Giuseppe
Castellino'>>, a firma degli onorevoli Cimino, Cascio, Fleres,
Pagano, D'Aquino;
numero 71 - <<Recepimento legge 9 dicembre 1986, n. 896
riguardante fonti alternative per la produzione dell'energia
elettrica>>, a firma degli onorevoli Cimino, Cascio, Fleres,
Pagano D'Aquino;
numero 72 - <<Misure per l'installazione di gruppi elettrogeni
per la produzione di energia elettrica alimentati a olio
vegetale>>, a firma degli onorevoli Cimino, Cascio, Fleres,
Pagano D'Aquino;
numero 73 - <<Applicazione della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16 nella parte riguardante la sala operativa regionale
di protezione civile (SORIS)>>, a firma degli onorevoli Cimino,
Cascio, Fleres, Pagano D'Aquino.
Ne do lettura:
<<L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la nostra Regione necessita di un sistema infrastrutturale e di
servizi sempre più all'altezza delle grandi sfide dell'Europa e
del bacino del Mediterraneo e che tale ambizioso obiettivo si
deve coniugare con una sempre più forte azione di coordinamento
tra le misure sostenute dalla Regione con gli interventi assunti
a livello statale. Ciò con l'obiettivo di creare quelle maggiori
convenienze e livelli di efficienza, fondamentali ai fini del
rilancio dell'economia e di un moderno sviluppo del sistema
produttivo e delle imprese, a partire da un robusto sistema dei
trasporti e della mobilità delle persone e delle merci;
le aree metropolitane, in modo particolare, nel quadro di
quanto sopra richiamato, si trovano di fronte a problematiche che
richiedono interventi decisi e puntali, sostenuti da risorse
finanziarie che privilegino i soggetti istituzionali e non
impegnati nella concretizzazione di tali processi;
visto che nella realtà metropolitana catanese la FCE (Ferrovia
Circum-Etnea), grazie anche all'impegno, soprattutto di questi
ultimi mesi, del suo commissario governativo, ha fortemente
accelerato ogni progetto volto al completamento dei programmi
previsti per la metropolitana catanese. Ciò grazie anche
all'apporto delle Amministrazioni locali (come per esempio
l'ordine del giorno di sostegno approvato all'unanimità dal
Consiglio comunale di Catania in data 15 gennaio 2007);
assunto l'impegno, in varie occasioni manifestato, sia in sedi
formali, (come nella convenzione tra l'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti e la FCE del 30
aprile 2002), che informali, da parte delle più alte cariche del
Governo della Regione di sostenere il processo in atto al fine di
accelerarne l'iter, anche in considerazione dell'esistenza di
progetti definitivi e cantierabili, come è il caso del
completamento della tratta di metropolitana della FCE Nesima-
Misterbianco e Stesicoro-Aeroporto Fontana Rossa,
impegna il Governo della Regione
ad anticipare, in tempi brevissimi, attraverso l'utilizzo dei
fondi di adeguamento per le aree sottoutilizzate (FAS) -
disponibili nell'ambito degli interventi previsti per la Regione
siciliana - il finanziamento della somma necessaria al
completamento delle tratte sopra menzionate, stimate intorno a
115 milioni di euro;
ad individuare tutte le risorse necessarie al completamento
dell'opera metropolitana catanese, prevedendo i finanziamenti
occorrenti a favore della ferrovia CircumEtnea nella
programmazione 2007-2013>>. (65)
VILLARI - TERMINE - MANCUSO
- BASILE - FLERES
BARBAGALLO - LOMBARDO - PANARELLO -
CANTAFIA
DI GUARDO - STANCANELLI - LA MANNA - FIORENZA -
FAGONE
<<L'Assemblea regionale siciliana
viste:
la legge 9 gennaio 1991, n. 9, 'Norme per l'attuazione del
nuovo piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali
idroelettriche ed
elettrodotti, idrocarburi e geotermia,
autoproduzione e disposizioni fiscali';
la legge 9 gennaio 1991, n. 10 'Norme per l'attuazione del
piano energetico nazionale in materia di uso razionale
dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia'
visti:
il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 'Conferimento di funzioni e
compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti
locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.
59';
l'articolo 23 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, per la
parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative permanenti
dell'Assemblea regionale siciliana in ordine a criteri generali
relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e alle
nomine e designazioni, rientranti nella competenza del Governo
regionale e degli enti, aziende ed istituti sottoposti a
vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;
l'articolo 44, comma 1, della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4, relativo agli atti di programmazione economico-finanziaria;
l'articolo 73 bis.2 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana;
considerato che la Regione siciliana, dall'entrata in vigore
del sopra citato D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, che ha attribuito
alle regioni competenze in materia energetica, non ha ancora
definito un Piano energetico regionale (PER) che disciplini l'uso
razionale dell'energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili;
considerato che il superiore Piano energetico regionale (PER)
per la Regione siciliana si configura come uno strumento
essenziale al fine di programmare la spesa per investimenti,
soprattutto con riferimento alle fonti rinnovabili, in materia di
energia;
ritenuto pertanto che sia necessario che il Governo provveda a
definire al più presto - nelle more dell'elaborazione di un
disegno di legge organico in materia di energia che individui gli
obiettivi principali e le direttrici di sviluppo e potenziamento
del sistema energetico regionale, definendo linee di indirizzo e
coordinamento, criteri, parametri ed interventi dell'azione
regionale in materia - uno schema di piano energetico regionale
(PER) che operi, tra l'altro, una ricognizione delle risorse
energetiche presenti nel territorio, nonché delle
relative infrastrutture, e disciplini nella Regione siciliana
l'uso razionale dell'energia e lo sviluppo delle fonti
rinnovabili, da sottoporre alla competente Commissione
legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana per il
relativo parere, così come previsto dalla vigente legislazione
regionale in materia di programmazione di spesa anche settoriale,
impegna il Presidente della Regione
a definire celermente, nelle more
dell'elaborazione di un disegno di legge organico in materia di
energia che individui gli obiettivi principali e le direttrici di
sviluppo e potenziamento del sistema energetico regionale,
definendo linee di indirizzo coordinamento, criteri, parametri ed
interventi dell'azione regionale in materia, uno schema di Piano
energetico regionale (PER) che operi, tra l'altro, una
ricognizione delle risorse energetiche presenti nel territorio,
nonché delle relative infrastrutture, e disciplini nella Regione
siciliana l'uso razionale dell'energia e lo sviluppo delle fonti
rinnovabili, da sottoporre alla competente Commissione
legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana per il
relativo parere, così come previsto dalla vigente legislazione
regionale in materia di programmazione di spesa anche
settoriale>>. (66)
TURANO
<<L'Assemblea regionale siciliana,
atteso che la provincia di Siracusa è la provincia a più alta
densità industriale di Europa;
considerato che è stata riconosciuta la provincia con maggiore
densità di patologie tumorali della Sicilia;
visto che detta provincia è stata fortemente penalizzata per
finanziamenti alla sanità pubblica,
impegna il Governo della Regione
ad istituire un Dipartimento interaziendale di Oncologia e a
realizzare un servizio PET e Risonanza Magnetica>>. (67)
GIANNI - CAPPADONA
<<L'Assemblea regionale siciliana
per rendere uniformi i livelli di assistenza sanitaria nel
territorio Regione siciliana,
impegna il Governo della Regione
ad istituire in ciascuna delle Province siciliane almeno una
(1) Unità di Emodinamica operativa nell'arco delle 24 ore>>. (68)
GIANNI - CAPPADONA
<<L'Assemblea regionale siciliana
al fine di supportare le iniziative inerenti l'imprenditoria
femminile,
impegna il Governo della Regione
a promuovere e finanziare progetti, presentati da
organizzazioni o associazioni che abbiano sedi periferiche nelle
province oggetto dell'intervento e che siano diretta emanazione
di organizzazioni o associazioni riconosciute di livello
nazionale, che devono prevedere:
la realizzazione in almeno tre province siciliane;
l'apertura di sportelli in rete integrata;
l'apertura di centri servizi e risorse locali con
caratteristiche di incubatore di impresa a totale favore delle
donne;
azioni di accompagnamento allo start-up>>. (69)
GIANNI
<<L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Dott. Giulio Giuseppe Castellino, stimato
medico di Palma di Montechiaro, rimase ucciso perché vittima di
un vile agguato mafioso, come si evince dalla breve biografia
allegata;
considerato che la diffusione della cultura della legalità e
della lotta alla mafia è uno degli obiettivi che sia il Governo
della Regione siciliana che l'Assemblea regionale intendono
perseguire al fine di combattere e debellare la piaga della
mafia;
ritenuto opportuno porre in essere tutte quelle iniziative che,
in modo significativo, incidano, in particolare nelle zone della
Sicilia più colpite dal fenomeno criminale della mafia;
ritenuto altresì utile, agli scopi sopra detti, istituire una
manifestazione denominata 'Premio Dott. Giulio Giuseppe
Castellino', come peraltro significativamente proposto
dall'associazione culturale giovanile 'Nuova Alba' con sede in
Palma Montechiaro (AG),
impegna il Governo della Regione
perchè provveda, nell'ambito delle iniziative finalizzate a
promuovere la cultura della lotta alla mafia ed in favore della
legalità, ad istituire un Premio Dott. Giulio Giuseppe Castellino
, affidandone la realizzazione all'associazione culturale
giovanile Nuova Alba con sede in Palma Montechiaro (AG)>>. (70)
CIMINO -
CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO
<<L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge nazionale 9 dicembre 1986, n. 896, norma e incentiva
l'utilizzo di fonti alternative e rinnovabili,
promuovendo l'utilizzazione delle risorse geotermiche, in
particolare, per la produzione di energia elettrica;
il fabbisogno energetico nazionale deve, in una logica di
mercato mondiale, essere quanto più contenuto possibile riguardo
agli approvvigionamenti dall'estero di combustibili;
considerato che :
la Regione siciliana, così come il resto del territorio
italiano, dispone di fonti rinnovabili e non inquinanti quale la
geotermia;
le emissioni che contribuiscono ulteriormente al così detto
'effetto serra' devono essere limitate al massimo, oltre che per
fattori economici, anche per la salvaguardia dell'ambiente
mondiale oltre che nazionale, ed il dovuto rispetto, da parte
dell'Italia, degli impegni assunti su scala mondiale si rende non
solo necessario ma non più differibile,
impegna il Governo della Regione
al fine di promuovere l'utilizzazione delle risorse
geotermiche, anche per usi elettrici, ed a recepire, entro il 30
giugno 2007, la legge 9 dicembre 1986, n. 896>>. (71)
CIMINO -
CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO
<<L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il fabbisogno energetico nazionale deve, in una
logica di mercato mondiale, essere quanto più contenuto possibile
riguardo agli approvvigionamenti dall'estero di combustibili;
considerato che :
la Regione siciliana, così come il resto del territorio
italiano, può disporre di fonti meno inquinanti e onerose dal
punto di vista economico;
la produzione di energia elettrica alimentata ad olio vegetale
o etanolo, ai sensi e per gli effetti del comma 14 dell'art. 269
del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, va incentivata anche
attraverso lo snellimento e la semplificazione delle procedure
burocratiche autorizzative,
impegna il Governo della Regione
affinché, con apposito provvedimento da emanarsi entro il 30
giugno 2007, faccia sì che l'installazione e l'esercizio di
gruppi elettrogeni per la produzione di energia elettrica
alimentati ad olio vegetale o etanolo, ai sensi e per gli effetti
del comma 14 dell'art. 269 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, non
siano soggetti ad autorizzazione>>. (72)
CIMINO -
CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO
<<L'Assemblea regionale siciliana
premesso che :
con legge regionale 14 aprile 2006, n. 16 e, più
specificatamente al comma 8 dell'art. 4, l'Assemblea regionale
siciliana dava mandato al Dirigente generale del Dipartimento
regionale della Protezione civile di avviare le procedure per
poter stipulare contratti con quei soggetti che avessero lavorato
per la sala operativa regionale di Protezione civile (SORIS) o
per attività collegate alla stessa entro la data del 31 dicembre
2005;
il Dirigente generale del Dipartimento regionale della
Protezione civile ha avviato, tramite avviso pubblico sul sito
internet e relativa comunicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana - serie speciale concorsi, una ricognizione
pubblica su quanti, ritenendo di averne i requisiti richiesti ed
interesse, si proponessero per la
contrattualizzazione già detta;
sono pervenute numerose richieste con dichiarazione di
interesse ed è stata effettuata una prima disamina delle stesse
da parte degli uffici competenti del Dipartimento regionale della
Protezione civile;
considerato che:
la pubblica Amministrazione in generale e la Regione siciliana,
nello specifico caso, devono doverosamente dare seguito alle
norme esitate dall'Assemblea regionale siciliana ed alle
legittime aspettative degli aventi diritto e interesse, già
manifestato;
il periodo già trascorso non consente ulteriori dilazioni
temporali;
ritenuto che la sala operativa SORIS non possa interrompere la
propria attività e i soggetti che vi hanno già lavorato abbiano
diritto alla contrattualizzazione, così come gli altri aventi
diritto ex lege,
impegna il Governo della Regione
a provvedere, entro il 31 marzo 2007, alla piena applicazione
del comma 8 dell'art. 4 della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16, con particolare riguardo a chi abbia prestato servizio per le
attività connesse di cui al citato comma>>. (73)
CIMINO -
CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ANTINORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ad inizio di
seduta, ha comunicato che gli Uffici stanno collazionando i
subemendamenti. Si tratta di subemendamenti alle tabelle o alla
finanziaria?
Per potere presentare i subemendamenti, infatti, è necessario
conoscere gli emendamenti, che non sono stati distribuiti.
A tal proposito, vorrei dei chiarimenti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, stiamo per iniziare la
discussione del bilancio. Sono stati presentati dei
subemendamenti agli emendamenti già presentati - ovviamente,
stiamo parlando di bilancio - e si sta procedendo all'esame.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'ordine, anche mentale oltre che procedurale, attraverso il
quale si esaminano i tre documenti fondamentali per lo sviluppo
del nostro territorio sia: DPEF, finanziaria e bilancio.
Abbiamo esaminato il Documento di programmazione economico-
finanziaria. Ognuno ha espresso le proprie opinioni. Attendiamo
di conoscere quale sia l'indirizzo di attuazione del Documento
di programmazione economico-finanziaria, attraverso la proposta
della cosiddetta finanziaria, il cui strumento operativo diventa
il bilancio.
La proposta di iniziare con il bilancio, dunque, in attesa
dell'ultima versione che sappiamo ancora discussa - come è giusto
che sia - dalle forze della maggioranza, mi sembra, per lo meno,
bislacca. I Gruppi parlamentari, infatti, su cosa devono
esprimersi se non su una visione complessiva proposta dal Governo
e dalla maggioranza, rispetto alla quale possono opporsi in
maniera differenziata?
Possono dividersi all'interno dell'opposizione; possono avere
opinioni diverse, anche all'interno dei vari Gruppi; possono
decidere di votare i singoli provvedimenti e, altresì, decidere
che, pur votando i singoli provvedimenti, alla fine, esprimano
un giudizio complessivamente positivo, negativo o di astensione.
Se non abbiamo però il quadro complessivo del percorso da
seguire, poveri viaggiatori diurni e, soprattutto, notturni, di
cosa volete che parliamo?
Volete che trasformiamo l'Aula in uffici tecnici?
Se si trattasse, infatti, di intervenire in ordine a qualche
correzione sul disegno di legge di bilancio, si potrebbero
attivare gli uffici ma siamo tenuti a dare un giudizio politico,
non tecnico, sugli strumenti sui quali ci avviamo a discutere.
Mi pare, quindi, che, in attesa di una finanziaria che non si
conosce, non sia possibile - e sarebbe anche sciocco dal punto
di vista politico e procedurale - cominciare a discutere di
alcunché; altro che di disegno di legge di bilancio.
La proposta che avanziamo, quindi, è quella di fornire ai
deputati il quadro complessivo di finanziaria e bilancio, dare
loro non più di un'ora per discuterne nei Gruppi e cominciare a
parlarne, evitando, magari, quella seduta notturna alla quale si
faceva riferimento ieri sera e razionalizzando i lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, volevo rassicurarla - in attesa
che arrivi il Governo o il Presidente o l'Assessore per il
bilancio - che tutti gli strumenti sono a disposizione del
Parlamento. Il disegno di legge finanziaria è stato esitato dalla
Commissione; tutti gli emendamenti sono stati presentati entro il
termine stabilito e gli strumenti sono tutti lì; non ve ne sono
altri.
Ciò significa che le precisazioni fatte, nei giorni scorsi,
relativamente all'impossibilità procedurale di presentare altra
cosa estranea o diversa da quella esitata dalla Commissione o da
ciò che è stato presentato entro le ore 12.00 di ieri, fugano
ogni dubbio.
In questo momento, aspettiamo che arrivi il Governo; non vedo,
quindi, per quale motivo dovremmo ritardare di un'ora quando ci
sono tutti gli strumenti a disposizione.
ORTISI. Vorrei una copia della finanziaria con gli emendamenti
annessi, visto che non ne sono in possesso.
PRESIDENTE. La finanziaria è quella esitata dalla Commissione.
ORTISI. Dove sono gli 841 emendamenti?
PRESIDENTE. Gli emendamenti presentati saranno discussi, di
volta in volta, insieme ai relativi articoli.
ORTISI. Si, ma non è così. Vorrei vederli. Se non ho il quadro
completo, come faccio a discutere?
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, lei sta proponendo un nuovo
sistema di valutazione. In attesa che arrivi il Governo,
iniziamo con il disegno di legge di bilancio.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Ortisi non va sottovalutato perché, per quella che è la mia
conoscenza, quando parla dice cose sagge.
Signor Presidente, come fa a dire che l'apprezzamento
complessivo sulla manovra può essere dato prescindendo da una
conoscenza di tutto il corpo degli emendamenti?
Prima di dare un giudizio, anche sui primi emendamenti, ho
bisogno, per realizzare un approccio consapevole e serio che si
faccia carico dei contesti finanziari, degli impatti, delle
situazioni normative che, in progress, poi, andrò incontrando,
di avere il quadro complessivo.
Non si può nascondere un dato evidente. Se fosse vero, infatti,
quanto affermato dal Presidente, quando dice che tutto è pronto,
egli non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad avviare la
discussione, esattamente, secondo lo schema ribadito
dall'onorevole Ortisi, cioè DPEF, finanziaria, bilancio.
In questo momento, se volessimo affondare il bisturi e, quindi,
chiedere comportamenti conseguenti, dovremmo chiedere,
esattamente, che si apra la discussione sulla finanziaria e sul
corpo degli emendamenti presentati alle ore 12.00 di ieri.
La verità è un'altra e la conosciamo tutti. Non ci scandalizza
l'idea che ci sia un travaglio dentro questa maggioranza ma
negare che vi sia questo travaglio e chiedere che il Parlamento
non lo veda è eccessivo.
Personalmente, non avevo intenzione di intervenire perché non
ne ho voglia - intervengo raramente - ma occorre un po' di
rispetto per i presenti.
Non rappresenteremo nulla ma abbiamo la sensazione netta di
avere un mandato che vorremmo qualificare con comportamenti seri.
Sentivo il bisogno - e concludo il mio intervento - di dire al
Presidente, dopo il chiarimento dell'onorevole Ortisi, che a me
questa procedura crea qualche problema perché non è rispettosa
del Regolamento, nasconde al Parlamento una serie di situazioni
che si stanno gestendo nei tunnel del Palazzo - sappiamo come va
- e nega l'evidenza che, in questo momento, la cosa più saggia
sarebbe di sospendere, acquisire tutta la documentazione -
ammesso che vi sia una documentazione definitiva, se c'è
l'accordo, diteci cosa c'è e di che cosa dobbiamo discutere -
dopodiché il Parlamento potrebbe utilmente iniziare ad entrare
nel merito.
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2007 e
bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009» (390-458/A)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge .
Onorevoli colleghi, si procede con il seguito della discussione
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per
il triennio 2007-2009» (390-458/A), posto al numero 1).
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto,
nella seduta numero 37 del 17 gennaio 2007, dopo la votazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
passare all'esame dell'articolo 1, ribadisco la necessità della
presenza del Governo, quindi, la prego di sospendere la seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il
Governo, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.35, è ripresa alle ore 12.37)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione per l'anno
finanziario 2007 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
ogni altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
dell'entrata (Tabella A)».
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo alla
Presidenza che, in applicazione dell'articolo 113 del Regolamento
interno, rinvii tutti gli emendamenti, presentati dal Governo ed
anche dagli onorevoli colleghi, alla Commissione Bilancio ,
anche perché è avvenuta una cosa inedita.
Il Governo, in Commissione Bilancio, aveva presentato alcuni
emendamenti; in corso d'opera, aveva ritirato gli stessi,
sostenendo che il bilancio non aveva più bisogno di quegli
emendamenti. Arriviamo in Aula e scopriamo che gli emendamenti
che non sono stati discussi, perché ritirati dalla Commissione
Bilancio vengono ripresentati in Aula. Si può fare ma si deve
ritornare in Commissione Bilancio, ai sensi dell'articolo 113 del
Regolamento perché - come lei sa - emendamenti di minori o
maggiori entrate e minori o maggiori spese devono avere, entro le
24 ore, il parere della Commissione di merito.
A tutto ciò, si poteva ovviare discutendone in Commissione
Bilancio, così come stavamo facendo. Se il Governo ha scelto di
ritirare gli emendamenti, ciò non implica che la Commissione
Bilancio non debba esprimersi sugli emendamenti che, comunque,
sono stati presentati.
Delle due l'una: o il Governo ribadisce l'intenzione espressa
in Commissione Bilancio, cioè di ritirare gli emendamenti Gov 1 e
Gov 2 oppure la Commissione si dovrà esprimere sugli emendamenti
Gov 1 e Gov 2, così come stava per fare quando si è proceduto
all'esame degli emendamenti.
Sono, oltretutto, degli emendamenti di una certa complessità;
non si tratta di emendamentini che si possono approvare,
semplicemente, con un atto d'Aula.
Chiedo, pertanto, che la Presidenza, in applicazione
dell'articolo 113 del Regolamento interno, rinvii gli emendamenti
in questione alla Commissione Bilancio per il relativo parere.
CRISTALDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che si
stia generando un po' di confusione: il bilancio è una cosa, la
finanziaria è un'altra cosa; si tratta di due disegni di legge
diversi.
Per la prima volta, si sarebbe innescato un meccanismo secondo
il quale, per approvare un disegno di legge, dobbiamo discutere
degli altri disegni di legge. Per il momento, c'è in esame il
bilancio; se il Governo decidesse di non presentare alcun disegno
di legge di Finanziaria, si avvarrebbe di ciò che è imposto dallo
Statuto e dalle leggi dello Stato.
In questo momento, discutiamo del bilancio. E' stato
distribuito ai deputati il testo del bilancio con i relativi
emendamenti.
La questione della Finanziaria, se si vuole conoscere la
manovra complessiva, quello che si intende fare, non riguarda
questa fase del dibattito. Non c'è alcuna violazione
regolamentare, anzi, penso che innescare le due vicende al punto
tale da posizionare il proprio ruolo sul bilancio, tenendo conto
di ciò che dovremo fare - se lo faremo - sembra, questa sì, una
violazione regolamentare.
Intanto, le chiedo, signor Presidente, è stato distribuito il
testo del bilancio? Sono stati distribuiti tutti gli emendamenti
presentati al bilancio da parte dei deputati? E' vero che il
Governo può presentare emendamenti in qualunque momento della
seduta?
Questo è l'oggetto della discussione. Il resto diventa
confusione.
Vorremmo pregarla, quindi, signor Presidente, di andare avanti,
di discutere del bilancio, di accertarsi che gli emendamenti
siano stati formalmente e correttamente presentati, dopodiché,
della Finanziaria, iscritta al punto successivo dell'ordine del
giorno, ne parleremo quando avremo approvato il primo punto.
Se i disegni presentati e iscritti all'ordine del giorno
fossero 7 o 8, chiederemmo di aprire una discussione generale su
tutti i disegni di legge?
In conclusione, anche dal punto di vista regolamentare, c'è il
disegno di legge del bilancio; è stato formalmente presentato; si
vada avanti sul bilancio e della finanziaria ne parleremo al
momento opportuno.
Sull'ordine dei lavori
AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cristaldi ha fatto un intervento tecnico, freddo e non politico.
Le cose che ha detto avrebbero avuto un significato se fossimo in
una fase della legislatura in cui non decidessimo di affondare il
bisturi sulla manovra finanziaria e, quindi, sul profilo
progettuale del Governo.
Non possiamo immaginare che la politica esca da quest'Aula e
che l'approccio possa essere solo tecnico. Il discorso che fa
l'onorevole Cristaldi è chiarissimo. Potrei sottoscriverlo ma c'è
una premessa che mi crea problemi e imbarazzo. La premessa è:
Non facciamo politica e discutiamo freddamente strumenti e di
disegni di legge .
A me sembra che, fuori dal Palazzo, la gente voglia sapere qual
è il profilo progettuale di questo Governo; cosa intende fare per
quanto riguarda la lotta agli sprechi, per intercettare le cose
che non vanno in questa Regione. Non possiamo, quindi, essere
indifferenti rispetto al contesto.
Ribadisco, dunque, l'inopportunità di entrare nel merito, non
perché, dal punto di vista tecnico, il discorso che fa
l'onorevole Cristaldi non abbia fondamento ma perché,
politicamente, è leggero e non tiene conto dell'esigenza che
abbiamo di dialogare con chi ci guarda, avendo grande attenzione
al profilo progettuale del dialogo.
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, a me dispiace che la mia proposta,
invece di essere letta in termini propositivi, sia stata letta,
per un pregiudizio di visione tra i banchi, in termini
ostruzionistici. E' l'intervento dell'onorevole Cristaldi che, di
fatto, è ostruzionista perché, se guardiamo i banchi, è chiaro
che, nel momento in cui si passerà al voto, chiederemo il numero
legale e si andrà ad un'ora e poi ad un'altra ora, sino a quando
non troverete l'accordo.
Ricordo, peraltro, all'onorevole Cristaldi che l'articolo 3,
comma 2 della legge 10 del 1999 impone la legge finanziaria come
legge. Non vale il discorso che si può o non si può discutere o,
addirittura, presentare una finanziaria.
Credo, infatti, che, se sull'orlo della contrapposizione, ci
fermiamo e - come diceva l'onorevole Aulicino - permettiamo ai
Gruppi una visione complessiva del processo che stiamo
introducendo in Aula per dare dei giudizi documentati,
linearizzeremo il percorso. Ogni altra via di muro contro muro,
possibile materialmente - abbiamo assistito a queste cose quando
c'è il trattore del numero etc. - non è praticabile; va contro il
Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confermo che
non c'è alcuna volontà di fare ostruzionismo. L'onorevole
Cracolici però ha posto un tema, secondo me, corretto dal punto
di vista regolamentare.
La maggioranza ha ritirato i propri emendamenti in Commissione
Bilancio; è legittimo che li ripresenti in Aula. Il deputato che
non fa parte della Commissione Bilancio però apprende
dell'emendamento adesso. Qualcuno mi può dire che la Commissione
è già insediata e che può esprimere un parere in Aula.
Tuttavia, poiché in quegli emendamenti di minori entrate o di
maggiori spese - l'onorevole Leanza che mi segue lo sa - c'è un
intervento che riguarda i fondi per il buono scuola ed altre
cose, avendolo ritirato in Commissione Bilancio, dovremmo andare,
a norma di Regolamento, non solo in Commissione Bilancio, ma
anche in quella di merito perché si incide su capitoli di
bilancio che riguardano settori sui quali non c'è stato
l'approfondimento della Commissione. Chiedo, pertanto, che si
rispetti il Regolamento e di rinviare il bilancio in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza rispetta il
Regolamento e risponde a tutti e due i problemi che sono stati
posti.
In riferimento al primo problema, posto dall'onorevole Ortisi,
ricordo che l'articolo 121 sexies del Regolamento prevede
espressamente che l'Assemblea procede, nell'ordine, all'esame
degli articoli del disegno di legge di bilancio, iniziando da
quello di approvazione dello stato di previsione dell'entrata,
degli articoli del disegno di legge finanziaria ed alla sua
votazione finale .
Stiamo, quindi, procedendo correttamente.
Per quanto riguarda la conoscenza degli atti al nostro esame da
parte dei parlamentari, il disegno di legge di bilancio è stato
distribuito con tutti gli emendamenti presentati entro il termine
assegnato dalla Presidenza.
Per quanto riguarda il secondo problema, quello posto
dall'onorevole Cracolici, ricordo che l'articolo 113 del
Regolamento interno prevede, effettivamente, che gli emendamenti
che comportano aumento di spesa o diminuzione di entrata debbono
essere trasmessi alla Commissione Bilancio. Questo si riferisce,
per prassi consolidata in questa Assemblea, a tutti gli
emendamenti di spesa delle leggi, quando non vi è la Commissione
Bilancio insediata e, quindi, è necessario, ovviamente, che la
stessa dia la copertura necessaria ed il parere necessario.
In questo caso, poiché il Governo si è avvalso della facoltà
prevista dal Regolamento, cioè di presentare gli emendamenti che
aveva ritirato in Commissione entro l'orario previsto, il
Parlamento è a conoscenza degli emendamenti e, quindi, li può
discutere tranquillamente e la Commissione può dare il parere in
Aula, come è sempre avvenuto.
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende, pertanto, la
discussione del disegno di legge 390/A.
Avverto che l'approvazione delle Unità previsionali di base
dell'entrata e dell'articolo 1 avverrà tenendo conto delle
eventuali modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Sospendo l'esame dell'articolo 1 per passare all'esame della
Tabella A del bilancio annuale.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata, avanzo
finanziario presunto.
Avverto che si procederà a votare le UPB dell'entrata,
considerando le singole Amministrazioni ed i titoli.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, intervengo per formulare una
richiesta. Le chiedo, man mano che si procede, di indicare a
tutti noi su quale testo stiamo lavorando e di citare,
contemporaneamente, il numero di pagina corrispondente.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, si tratta della tabella A relativa
all'Entrata che potete trovare nel bozzone; pur tuttavia, per
ogni voce, citerò anche la relativa pagina.
Do lettura delle seguenti Rubriche:
- Bilancio e Finanze , Entrate correnti, in conto capitale e per
accensione di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.3.8.3,
pagg. 224-228.
- Presidenza della Regione , Entrate correnti ed in conto
capitale: dalla UPB 1.3.1.4.1 alla UPB 1.7.1.4.2.
- Agricoltura e Foreste , Entrate correnti ed in conto
capitale: dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.4.2.6.1.
- Famiglia, Politiche sociali e autonomie locali , Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB
3.2.2.6.2.
- Industria , Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
- Lavori Pubblici , Entrate correnti ed in conto capitale:
dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.
- Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione , Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1
- Cooperazione, commercio, artigianato e pesca , Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 8.2.1.4.1 alla UPB
8.3.2.6.1.
- Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione , Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB
9.3.2.6.1.
- Sanità , Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
10.2.1.4.1 alla UPB 10.7.2.6.1.
- Territorio ed ambiente , Entrate correnti ed in conto
capitale: dalla UPB 11.2.1.2.1 alla UPB 11.3.2.6.1.
- Turismo, comunicazioni e trasporti , Entrate correnti ed in
conto capitale, dalla UPB 12.2.1.4.1 alla UPB 12.3.2.6.1.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, il
subemendamento Gov 1.
Ne do lettura:
(importi in migliaia di euro)
TABELLA A - ENTRATA
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
BILANCIO E 4.2.2 CAPITOLO 4753: FONDO DI 10.0 80.00 80.00
FINANZE .6.1 SOLIDARIETA' NAZIONALE DI CUI 00 0 0
ALL'ART.38 DELLO STATUTO DELLA
REGIONE SICILIANA.
BILANCIO E 4.2.3 CAPITOLO 6003: SOMMA DA 33.0 34.00 0
FINANZE .8.3 RICAVARSI MEDIANTE OPERAZIONI 00 0
FINANZIARIE DI ATTUALIZZAZIONE
A FRONTE DEI CONTRIBUTI DOVUTI
DALLO STATO EX ARTICOLO 38
DELLO STATUTO DELLA REGIONE.
LAVORO 7.3.1 CAPITOLO 3591: ASSEGNAZIONE 21.0 0 0
.5.2 PER LE ATTIVITA' FORMATIVE 00
RIVOLTE AI GIOVANI FINO AL
DICIOTTESIMO ANNO DI ETA'.
Richiesta di verifica del numero legale
ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Calanna, Cracolici,
Galvagno, Panarello, Tumino)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
Sono presenti: Adamo, Antinoro, Ardizzone, Caputo, Cimino,
Cintola, Confalone, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, Di
Mauro, Dina, Formica, Gianni, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Maira, Maniscalco, Nicotra, Pogliese, Ragusa,
Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona, Stancanelli, Turano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale:
Presenti 35
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto, la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore12.55, è ripresa alle ore 14.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta
per consentire che giunga in Aula il Presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Cimino.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 14.07, è ripresa alle ore 14.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Invito i componenti della Commissione Bilancio a
prendere posto al banco delle Commissioni.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
rilevare che, nel corso della precedente verifica del numero
legale, il sistema elettronico non ha rilevato la mia presenza.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, ricordo che prima della verifica del numero
legale, che ha prodotto il rinvio della seduta, l'Assemblea era
all'esame della Tabella A.
Richiesta di verifica del numero legale
ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, Cracolici,
Oddo, Panarello, Zago)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
Sono presenti: Ardizzone, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cristaldi, Cuffaro, Di Mauro, Dina, Falzone, Formica,
Leanza Nicola, Mancuso, Parlavecchio, Pogliese, Rizzotto,
Sansarello.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale:
Presenti 24
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto, la seduta è
rinviata di un'ora.
CRACOLICI. Signor Presidente, a termini del Regolamento
interno, la seduta dovrebbe essere rinviata di ventiquattro ore.
(Proteste dai banchi di sinistra)
(La seduta, sospesa alle ore 14.12, è ripresa alle ore 15.29)
La seduta è ripresa.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una sospensione dei
lavori d'Aula per consentire una breve riunione della Giunta
regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni,
dispongo nel senso richiesto. La seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.30, è ripresa alle ore 16,10)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Scoma, Vicari e
Incardona sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al subemendamento Gov.
1:
«Amministrazione Bilancio e finanze - UPB 4.2.2.6.1,
cap. 4753 - 2007 10.000
2008 80.000
2009 80.000».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla «Tabella A - Bilancio e Finanze - UPB 4.2.3.8.3,
cap. 6003: 2007 33 mila
200834 mila
2009 ------».
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Rubrica «Lavoro - UPB 7.3.1.5.2
cap. 3591: 2007 + 21 mila
2008----------
2009-------- ».
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intera tabella A, così come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo1 del disegno di legge, fatte
salve le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della spesa.
Do lettura dell'articolo 2:
«Articolo 2.
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
Regione siciliana per 'anno finanziario 2007, in conformità dello
stato di previsione della spesa annesso alla presente legge
(Tabella B)».
Si sospende la discussione dell'articolo 2 per passare
all'esame della Tabella B del bilancio annuale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricordare che stiamo trattando, con l'articolo 2 e la tabella B
di spesa, il bilancio della Regione a legislazione vigente nel
quale sono previsti tagli per oltre 800 milioni di euro.
Questo emendamento del Governo, lo ricordo, presentato in una
prima versione, è, poi, stato negoziato con una forza politica
della Commissione e, quindi, si è composto di un'ulteriore
aggiunta. Alla fine, lo stesso emendamento presentato, ritirato
in Commissione, è stato ripresentato contrassegnato dal numero
Gov 2, i cui 39 milioni di euro stanziati vengono prelevati dal
Fondo di riserva per finanziare una serie di interventi che non
ritengo, onestamente, essere meritevoli di urgenza e di
indifferibilità.
Cito un esempio per tutti: tra le ragioni di urgenza e di
indifferibilità vi è l'aumento del Fondo di riserva del
Presidente della Regione o dei fondi riservati.
Tra gli interventi di urgenza, inoltre, vi sono una serie di
attività tipiche dell'attività di spesa di una Regione florida,
dal punto di vista finanziario, e non di una Regione che sta
facendo il suo bilancio, a legislazione vigente, con tagli per
800 milioni di euro.
Il Governo, quindi, ha contraddetto, con questo emendamento, sé
stesso perché, da un lato, ha teorizzato che bisognava approvare
un bilancio prelevando dai capitoli a legislazione vigente più di
quello che la legge, in qualche modo, obbligava a spendere;
dall'altro, si ridà, ad alcuni capitoli, una copertura che non fa
parte di quella filosofia di una legislazione vigente.
Ve n'è poi uno singolare. Nell'emendamento del Governo in
argomento, una operazione, in particolare, operata dal Governo
la dice lunga su quale sia l'impostazione e la filosofia dello
stesso.
In quest'Aula, nella scorsa legislatura, è stata approvata una
legge denominata buono scuola'. Nel corso del relativo
dibattito, vi fu un duro confronto poiché tale legge destinava
una parte delle risorse del bilancio della Regione alle scuole
private e a coloro che scelgono di mandare i propri figli nelle
scuole private.
Quella legge, alla fine, fu approvata anche grazie alla
battaglia dell'opposizione ma, soprattutto, alla battaglia
portata avanti da una parte della maggioranza; si individuò,
infatti, anche una modalità di intervento e di sostegno per le
famiglie bisognose che decidevano di mandare i propri figli nella
scuola pubblica, il cosiddetto provvedimento una tantum'.
Bene, il Governo, con questo emendamento, fa la seguente
operazione: preleva 23 milioni di euro dal capitolo che finanzia
l'una tantum per i figli della povera gente che vanno nella
scuola pubblica; lì, azzera il capitolo - anzi no, perchè poi ha
lasciato soltanto 2 milioni di euro (da 25 siamo arrivati a 2
milioni quattrocentomila euro sul capitolo relativo all'una
tantum) e, di contro, lascia inalterato il capitolo sul buono
scuola per la scuola privata in Sicilia.
Tutto ciò, per finanziare anche un'opera meritoria: la messa in
sicurezza delle scuole in Sicilia che riteniamo essere una cosa
importante.
Oltretutto, queste risorse servono a cofinanziare l'intervento
previsto dalla finanziaria nazionale, la quale assegna una serie
di risorse alle regioni e soltanto quelle regioni che attiveranno
un processo virtuoso potranno andare in deroga ai termini
stabiliti dalla scadenza sulla sicurezza e sulle condizioni di
sicurezza della scuola, la messa a norma.
Non si può utilizzare una giusta iniziativa, tra l'altro
obbligatoria, perché atta a garantire la sicurezza nelle scuole
e, anziché prendere le risorse, almeno in maniera equa, dal
capitolo della scuola privata, così come da quello della scuola
pubblica, si utilizzano soltanto le risorse per chi manda i figli
in una scuola pubblica e si lascia intatto il capitolo sulla
scuola privata.
Credo che ciò sia la conferma di un Governo che non ha
interesse a sostenere il diritto allo studio in Sicilia ma che
ha, semmai, l'interesse a sostenere il diritto allo studio
soltanto per alcuni.
Considero che, nell'emendamento, nel suo complesso, via sia,
pertanto, anche per la frammentazione della spesa in esso
prevista, una concezione sbagliata, una visione che non tiene
conto, ancora una volta, di scelte di fondo ma si limita a
dividere quei pochi spiccioli fra i tanti che reclamano,
all'interno di questo Governo.
Questo emendamento è lo specchio del Governo che ho definito
una società posta in liquidazione'.
Con questo emendamento, la maggioranza - o una parte di essa -
si è divisa le poche spoglie rimaste. I 39 milioni di euro sono
distribuiti tra Forza Italia, MPA e, forse, anche Alleanza
Nazionale - visto che non ho compreso, infatti, se Alleanza
nazionale, alla fine, abbia partecipato alla redistribuzione dei
pani e dei pesci.
Questo è l'emendamento che doveva consentire a questa
maggioranza di trovare un'intesa per approvare il bilancio.
Credo, dunque, che l'Aula debba essere messa nelle condizioni -
e, in questo senso, abbiamo presentato tanti subemendamenti - di
votare su ogni singola modifica, in modo tale che ciascun
parlamentare si assuma la propria responsabilità nei confronti
dei siciliani per le scelte che qui verranno consumate, anche
grazie a questo emendamento: dare più risorse alla scuola privata
e cancellare le risorse per la scuola pubblica e per quei ragazzi
e quelle famiglie che hanno maggiore difficoltà.
Invito, pertanto, il Governo a fare ciò che ha fatto in
Commissione: ritirare questo emendamento, considerato che non si
comprende perché, dopo averlo ritirato in Commissione per
impedire alla sua maggioranza di discuterlo, lo ripropone,
adesso, in Aula pensando che, nella disattenzione generale, esso
possa essere approvato.
Non consentiremo ciò.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho partecipato
alle riunioni della Commissione Bilancio e ricordo che, in quella
sede, allorquando, dopo tanti rinvii, il Governo presentò un
emendamento - il Gov 1 - che, in qualche maniera, rappresentava
il punto di equilibrio all'interno della maggioranza poiché dava
l'opportunità di andare avanti nell'esame del bilancio in
Commissione.
Su questo emendamento, sembrava tutto risolto ma, ad un certo
punto, invece, Forza Italia fece una notevole pressione e, alla
fine, fu presentato il subemendamento denominato Gov 2.
Onorevoli colleghi, desidero sottoporre alla vostra attenzione
ciò che riguarda l'UPB 1152 che prevede 1,5 milioni di euro, cioè
tre miliardi di vecchie lire, per spese di rappresentanza,
cerimoniale e relazioni pubbliche; 600 mila euro per la
partecipazione alla costituzione di organismi comunque denominati
o società; 450 mila euro in più per le spese di partecipazione ad
organismi comunque denominati o società per la stipula di
convenzioni o altro. Queste ultime due, sono UPB che riguardano
spese per voci similari.
Con questa norma, stiamo aumentando di 2,5 milioni di euro i
tanti capitoli della Presidenza che riguardano spese dove
l'arbitrio è, sostanzialmente, totale. Ripeto, 2,5 milioni di
euro in più rispetto a quelle preventivate. E l'Assessorato alla
Presidenza appartiene ad una forza politica la cui discrezione è
assoluta. Vi sono stanziate, inoltre, altre somme che riguardano
spese per fitti o leasing di locali ed oneri accessori per 360
mila euro in più.
E vi sono anche altre somme stanziate che riguardano altri
assessorati - quali, in particolare, l'agricoltura, il bilancio,
i lavori pubblici - per voci rispetto alle quali ci sarebbe
molto da dire e che riguardano l'emendamento Gov 2. E qui fino a
giungere al finanziamento della norma relativa all'Assessorato
del lavoro per le attività formative rivolte ai giovani fino al
diciottesimo anno di età (21 milioni di euro). Ciò riguarda - per
capire - l'obbligo formativo. Si tratta di una voce particolare,
cioè, rispetto alla quale già lo Stato trasferisce alla Regione
53 milioni di euro che dovrebbero andare anche alle scuole
statali e che vengono, invece, utilizzati tutti dalla formazione
perché la formazione è una voragine senza fondo.
Dico ciò perché sarebbe stato estremamente coerente - credo
che, alla fine, l'opposizione su questo potrebbe essere anche
d'accordo - approvare la finanziaria negli stessi termini in cui
è stata esitata dalla Commissione Bilancio. Il Governo, infatti,
dinanzi ad una lite furiosa in Commissione Bilancio - che sarebbe
continuata fino alla fine della riunione - e, dinanzi ad una
situazione così esasperata, ritirò quegli emendamenti che oggi ci
ripropone e rispetto ai quali, evidentemente, si erano trovati,
con tanta fatica, dei punti di convergenza.
La logica - mi rivolgo ai componenti del Governo - è questa, se
si vuole compiere davvero un'operazione coraggiosa per la
riduzione di sprechi, per tutto un impegno di programma, di
progetto?
So che la finanziaria esitata dalla Commissione Bilancio non è
stata il massimo, tuttavia, la Commissione ha elaborato un testo,
condiviso in ampia parte, che, nella sua povertà - diciamo così
-, rappresentava sicuramente un segnale grande per la Sicilia
rispetto a finanziarie precedenti.
Invito, pertanto, il Governo a ritornare all'esito finale dei
lavori della Commissione Bilancio. Sono convinto che
l'opposizione, su quella linea, sarà convergente.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE, Ne ha facoltà .
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare, nel
merito, che l'indirizzo generale del bilancio soffra di
schizofrenia, nel senso che, da una parte, prevede o presuppone
anche, in qualche caso, come dirò, un indirizzo e, dall'altro, un
indirizzo di segno opposto.
Da un parte, infatti, abbiamo approvato, nel dicembre scorso,
la dismissione del patrimonio immobiliare indisponibile della
Regione - operazione Pirelli-Re per intenderci -, in cui, sotto
l'espressione Valorizzazione del patrimonio immobiliare , in
effetti, facevamo cassa, e, poi, prendevamo in affitto gli stessi
locali; dall'altra, alla tabella B - come ho già detto in
Commissione - all'UPB 9.2.2.6.3, prevediamo 5 milioni di euro per
costruzione, ampliamento, completamento, acquisto e riattamento
di edifici destinati alle istituzioni scolastiche, eccetera. Da
una parte, prevediamo di dismettere quello che abbiamo;
dall'altra, compriamo per realizzare edifici nuovi. Tra l'altro,
con 5 milioni di euro si compra un edificio, con 10 miliardi di
vecchie lire.
A me pare che questo non sia un modo con il quale ci si possa
confrontare perché non sappiamo se confrontarci con il dicembre
delle dismissioni o con la proposta che il Governo fa, di segno
opposto del Governo.
Il secondo punto riguarda un argomento tabù per la sinistra ma
ognuno esprime le proprie idee. A me pare che, ormai, questi
stanziamenti per aggiornamento docenti - borse di studio e
iniziative legate alla lotta alla mafia, quattrocentomila euro -
siano datati; essi infatti, molto spesso, finiscono per
applaudire e dare premi ai temini in classe o alle iniziative di
tipo teorico, legate alle petizioni di principio; i temi ,
spesso, sono svolti dai genitori, non dai ragazzi.
Non solo, come ogni studioso di didattica può verificare
confrontandosi soprattutto con la scuola anglosassone, questi
stessi temi sono superati, tanto é vero che, anche sul piano
curriculare, non sono più previsti questi temini in cui tutti
siamo bravi e buoni, in cui la mafia non esiste. Vi invito a
leggere questi lavori legati alla lotta alla mafia e ditemi se
ne trovate uno, eppure, la Sicilia é una Terra in cui ancora
impera la mafia.
Bisogna organizzare, sostituire, promuovere e finanziare altri
tipi di interventi che premino l'esempio piuttosto che la
petizione di principio.
L'assessore, forse, mi risponderà che i cinque milioni di euro
sono legati ad un fenomeno di contribuzione anche nazionale, ma i
quattrocentomila euro vanno almeno ridimensionati a favore di
altro tipo di intervento, anche perché voi capite che questo può
essere un altro segnale che va ad affiancarsi a questa vicenda
dell'abrogazione dell'una tantum alle famiglie bisognose, mentre
non si toccano le scuole private, così come ribadito dagli
onorevoli Cracolici e Tumino.
Potrei anche capire se, effettivamente, la scelta della scuola
privata avvenisse per motivi ideologici, di formazione, così come
avviene in altre parti del mondo e d'Italia ma, in Sicilia, così
non é.
Sappiamo che, tranne alcuni istituti in genere legati ad
ambienti ecclesiastici, la stragrande maggioranza delle scuole
private - e non vi attingo voti - sono diplomifici, come
dimostrano le vicende giudiziarie che si succedono, di mese in
mese, sull'argomento.
Se mancasse il valore legale del titolo di studio, nulla
quaestio, nel senso che poi il mercato deciderebbe in ordine ai
diplomati, siano essi provenienti dalle scuole private o dalle
scuole pubbliche.
Fino a quando però il valore legale del titolo di studio
esiste, chi si diploma al diplomificio e chi si diploma al Liceo
classico X, dove magari avrà perso qualche anno perché ha trovato
professori che lo stancavano, quando fanno domanda sul mercato
del lavoro o altrove, valgono alla stessa maniera; con lo stesso
tipo di raccomandazione e con la stessa entità di soldi che danno
ai diplomifici, ottengono gratificazione, essendo scelti e
impiegati nell'azienda e anche nell'Ente pubblico a scapito di
chi ha fatto sacrifici per ottenere un diploma.
Questo non é grave in sé ma é grave come segnale per chi
cresce.
Mi permetto, pertanto, di suggerire al Governo una riflessione
sull'argomento e, per quanto ci riguarda, siamo fortemente
motivati a votare contro il provvedimento.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'é
solo da condividere quanto testé espresso dai colleghi che mi
hanno preceduto ma c'é da fare chiarezza su un punto che
riteniamo essenziale sull'emendamento Gov 2.
Durante i precedenti interventi, facevo dei calcoli e vorrei
che l'Assessore regionale per il lavoro mi chiarisse le
operazioni assolutamente prive di ogni raziocinio fatte per
quanto riguarda il capitolo che fa riferimento all'assegno una
tantum per le famiglie disagiate.
Quando si parla di disagio in Sicilia, si fa riferimento non
soltanto a quello di natura economica ma si dà un'interpretazione
più ampia.
Nel capitolo cui facevo riferimento prima, non rientrano
soltanto le famiglie a basso reddito ma anche quelle che si
trovano in una particolare situazione di disagio.
Si vuole parlare di scuola privilegiando la logica del buono
scuola , lasciando inalterato il relativo capitolo che prevede
circa 30 miliardi di vecchie lire per intervenire,
successivamente, sul capitolo che prevede l'una tantum per le
famiglie disagiate, quasi azzerandolo, lasciando proprio qualche
piccola cifra.
E' un modo attraverso il quale questo Governo si presenta con
un volto che, personalmente, definisco non solo conservatore;
mentre si decanta il famoso indirizzo politico del diritto allo
studio per tutti, con interventi specifici seri, dall'altro lato,
si elimina uno stanziamento di fondi che permette a molte
famiglie di mandare i propri ragazzi a scuola.
Questa non è demagogia.
In Sicilia, vi è un'elevata dispersione scolastica e vi è una
situazione particolare che dovrebbe essere maggiormente
analizzata da questo Parlamento e dal Governo.
La cosa che, soprattutto, salta agli occhi è lo stanziamento di
fondi, al capitolo 318103, in maniera criptica e ciò deve essere
posto al Governo con una richiesta specifica, onorevole assessore
per il lavoro.
CUFFARO, Presidente della Regione. Non parli con l'assessore
Formica, parli con me.
ODDO CAMILLO. Onorevole Presidente, vorrei parlare anche con
l'assessore al ramo poiché quest'ultimo riesce a seguire le
problematiche dell'assessorato, anche se mi rendo conto che il
Presidente della Regione conosce tutti i rami
dell'Amministrazione.
Tornando allo stanziamento di circa 42 miliardi di vecchie lire
da destinare alle attività formative rivolte ai giovani sino al
18 anno di età, credo che ci troviamo in uno stato di
schizofrenia unica poiché la scelta formativa deve essere
inquadrata in un contesto più o meno organico. Da un lato,
eliminiamo una quota per evitare che vi siano fenomeni di
dispersione, famiglie disagiate che non hanno spesso la
possibilità di mandare i propri figli a scuola; dall'altro,
prevediamo uno stanziamento di 42 miliardi per i giovani sino ai
18 anni, cioè adolescenti.
Nel contempo, possiamo analizzare anche il capitolo riguardante
la formazione, la cui riforma è annunciata da anni, soprattutto
durante le tornate elettorali, ma si sa bene che si è trattato
solo di un annuncio propagandistico e nulla di più.
Se si fa attenzione, quindi, ai capitoli 717910 e 717911,
onorevole Presidente e onorevole assessore per il lavoro, trovo,
giustamente, in assenza di interventi anche di tipo riformatore
seri, lo stanziamento di centomila che, considerato il
moltiplicatore, diventano circa 103.616, pari a circa 200
miliardi di vecchie lire.
E' chiaro, quindi, che facciamo i conti con le esigenze della
formazione professionale in Sicilia.
Mi chiedo - come faceva e come fa un certo senatore della
repubblica - se questi 21 milioni di euro siano il frutto di
quelle ulteriori operazioni fatte nel corso di una certa
esperienza di Governo precedente, per quanto concerne l'ulteriore
sbracamento della cosiddetta formazione professionale il
Sicilia.
Viceversa, non solo vi è una visione schizofrenica, ma si sta
manifestando sempre di più la logica di un Governo che lottizza
continuamente questa Regione, che governa i pezzetti di questa
Regione in maniera blindata e, spesso, poco trasparente, a meno
che non mi stia sbagliando nel leggere le carte.
Ritengo necessaria una risposta chiara, soprattutto quando si
sollevano questioni di questo tipo, onorevoli componenti del
Governo; spesso e volentieri, si fa una buona scelta da parte
vostra, non apprezzata dai cittadini, che è quella di stare muti
e di far finta di niente affinché il dibattito vada avanti e si
possa arrivare ad una decisione.
La situazione - non voglio drammatizzare - rispetto a queste
cifre è forse più seria di quanto si pensi. Più si approfondisce
la questione e più penso che la stessa sia frutto di quella
logica lottizzatrice che, in queste ore, abbiamo denunciato e che
dobbiamo continuare a denunciare. Nella fase in cui ci troviamo -
un Presidente eletto direttamente - questi, oramai, ha prestato
il fianco per divenire ostaggio di una maggioranza che vuole
lottizzare e che vuole gestire l'amministrazione pubblica
regionale, non nell'interesse dei cittadini siciliani.
Spero che, che, da parte del Governo, vi sia una risposta
convincente e che non si tratti di quelle operazioni,
politicamente molto discutibili, fatte nel corso dell'esperienza
del Governo precedente, che non riguardano l'aumento della
qualità dell'offerta formativa in Sicilia.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
rilevare - e sono sicuro che l'assessore per i beni culturali
saprà darmi delle spiegazioni - all'U.P.B. 93132, spese per
iniziative di carattere culturale, artistico e scientifico di
particolare rilevanza, circa quattro milioni di euro in più.
Considerato che lei ha annunciato un disegno di legge sulle
politiche culturali per la razionalizzazione della spesa e per il
riordino di questo settore delicato, tanto più che le discipline
dello spettacolo, in Sicilia, sono molteplici e che, spesso, non
si interviene con equilibrio ma con delle logiche che si devono
superare, assumendo la regola della programmazione e del rigore,
mi chiedo se questi quattro milioni di euro possono essere
trasferiti in un successivo disegno di legge, piuttosto che
affidarli alla discrezionalità dell'assessore, in aggiunta a
quelli che già detiene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che l'approvazione
delle Unità previsionali di base della spesa e dell'articolo 2
avverrà facendo salve le modifiche conseguenti all'approvazione
della legge finanziaria.
Avverto, inoltre, che si procederà a votare le Unità
previsionali di base secondo l'amministrazione ed il dipartimento
o ufficio equiparato cui compete la gestione delle relative
spese.
Si passa all'esame della rubrica Presidenza della Regione ,
dalla UPB 1.1.1.1.2 alla UPB 1.11.12.6.99: Gabinetto, uffici di
diretta collaborazione all'opera del Presidente e alle dirette
dipendenze del Presidente; Gabinetto e uffici di diretta
collaborazione all'opera dell'Assessore; Segreteria Generale;
Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
quiescenza, previdenza ed assistenza del personale; Dipartimento
regionale della programmazione; Dipartimento regionale della
protezione civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali;
Ufficio della Segreteria di Giunta; Ufficio di Bruxelles; Ufficio
del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti presidenziali.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, l'emendamento
Gov 2, che sarà posto in votazione per parti separate.
Ne do lettura:
<<TABELLA B - SPESA
PRESIDENZA
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
PRESIDENZA 1.1.1 Modifica denominazione 100 0 0
.1.2 CAPITOLO 100309: ABBONAMENTI
AD AGENZIE DI INFORMAZIONE
GIORNALISTICHE ITALIANE ED
ESTERE, MEDIA ON LINE E
SATELLITARI
PRESIDENZA 1.1.1 Modifica denominazione 800
.1.2 CAPITOLO 100317: SPESE PER LA
PUBBLICIZZAZIONE E LA
PUBBLICAZIONE DI ARGOMENTI
RIGUARDANTI LA REGIONE
SICILIANA.
PRESIDENZA 1.1.1 Capitolo 100303: SPESE PER GLI 16 0 0
.5.2 ESPERTI DEL PRESIDENTE DELLA
REGIONE. SPESE PER I
CONSULENTI ESPERTI IN MATERIE
GIURIDICHE, ECONOMICHE,
SOCIALI OD ATTINENTI AI
COMPITI DI ISTITUTO DI CUI SI
AVVALE IL PRESIDENTE, NONCHE'
PER I PORTAVOCE.
PRESIDENZA 1.1.1 Capitolo 100306: SPESE DI 1.50
.5.2 RAPPRESENTANZA, DI CERIMONIALE 0
E DI RELAZIONI PUBBLICHE PER
LA PARTECIPAZIONE E
L'ORGANIZZAZIONE DI INCONTRI
DI STUDIO, LAVORI, CONVEGNI,
CONGRESSI, MOSTRE ED ALTRE
MANIFESTAZIONI ANCHE A
CARATTERE SOLIDARISTICO E
RELATIVE PUBB.
PRESIDENZA 1.1.1 Modifica denominazione 215 0 0
.5.2 CAPITOLO 100310: SPESE PER IL
FUNZIONAMENTO E LE ATTIVITA'
DELL'UFFICIO STAMPA E
DOCUMENTAZIONE DELLA REGIONE.
PRESIDENZA 1.2.1 Capitolo 102302: SPESE PER 30 0 0
.1.2 MISSIONI DEL PERSONALE IN
SERVIZIO ALL'UFFICIO DI
GABINETTO
PRESIDENZA 1.2.1 Capitolo 102301: SPESE PER I 20 0 0
.5.2 VIAGGI DELL'ASSESSORE.
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104004: SPECIALE 1.09 0 0
.1.1 INDENNITA' DI PRESENZA PER IL 4
PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
ALL'ART 16 COMMA 2 DELLA LEGGE
REGIONALE 15/05/2000, N. 10 E
SUCCESSSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104503:SPESE PER 200 0 0
.1.2 MISSIONI DEL PERSONALE.
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104534: SPESE PER IL 120 120 120
.1.2 FUNZIONAMENTO DEL COMITATO
REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104519: SPESE PER LA 52 52 52
.3.1 PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE
SICILIANA ALL'ASSOCIAZIONE
ITALIANA PER IL CONSIGLIO DEI
COMUNI D'EUROPA.
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104520: SPESE PER 54 0 0
.3.1 L'ADESIONE E LA PARTECIPAZIONE
DELLA REGIONE SICILIANA ALLE
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
DI ENTI LOCALI CHE SVOLGONO
ATTIVITA' CONSULTIVA NEI
CONFRONTI DELLA COMUNITA'
EUROPEA.
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 105702: SOMMA DA 16 0 0
.3.1 VERSARE ALL'UNIVERSITA' DI
CATANIA, DESTINATA ALLA
CORRESPONSIONE DI EMOLUMENTI
AL PERSONALE ASSUNTO CON
CONTRATTO A TEMPO
INDETERMINATO PER LO
SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' DI
RICERCA SCIENTIFICA A NORMA
DELL'ART. 14, COMMA 4, DELLA
PRESIDENZA 1.3.1 CAPITOLO 104538: SPESE PER LA 450 0 0
.3.3. PARTECIPAZIONE AD ORGANISMI
COMUNQUE DENOMINATI O
SOCIETA', PER LA STIPULA DI
CONVENZIONI O ACCORDI, NONCHE'
DI CONVENZIONI PER STUDI E
RICERCHE.
PRESIDENZA 1.3.1 Capitolo 104540: SPESE PER IL 450 0 0
.3.99 FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO DEL
"GARANTE DELLA TUTELA DEI
DIRITTI FONDAMENTALI DEI
DETENUTI E PER IL LORO
REINSERIMENTO SOCIALE.
PRESIDENZA 1.3.2 CAPITOLO 505901: FONDO DA 600 0 0
.7.1 UTILIZZARE PER LA
PARTECIPAZIONE ALLA
COSTITUZIONE DI ORGANISMI
COMUNQUE DENOMINATI O
SOCIETA'.
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108006: ONERI SOCIALI 517 517 517
.1.1 A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE
REGIONALE. (SPESE
OBBLIGATORIE).
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108024 - art.2: SPESA 76 76 76
.1.1 PER LA PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
DA QUELLA DIRIGENZIALE PRESSO
GLI UFFICI DI DIRETTA
COLLABORAZIONE ALL'OPERA DEL
PRESIDENTE DELLA REGIONE,
DESTINATA AL MIGLIORAMENT
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108031- art.2: SPESA 30 30 30
.1.1 PER LA PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
DA QUELLA DIRIGENZIALE PRESSO
GLI UFFICI DI DIRETTA
COLLABORAZIONE ALL'OPERA
DELL'ASSESSORE, DESTINATA AL
MIGLIORAMENTO DELL'EFFICACIA
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108091: SPESE PER IL -31 -31 -31
.1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE IN
SERVIZIO PRESSO L'UFFICIO
SPECIALE PER LA COOPERAZIONE
DECENTRATA ALLO SVILUPPO E
ALLA SOLIDARIETA'
INTERNAZIONALE.
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108093: SPESE PER LA -70 -70 -70
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE IN SERVIZIO
PRESSO L'UFFICIO SPECIALE PER
LA COOPERAZIONE DECENTRATA
ALLO SVILUPPO E ALLA
SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE.
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108118: STIPENDI ED 2.30 2.309 2.309
.1.1 ALTRI ASSEGNI FISSI AL 9
PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO
GLI UFFICI DELLA PRESIDENZA
DELLA REGIONE CON CONTRATTO A
TEMPO DETERMINATO. (SPESE
OBBLIGATORIE) )
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 109001:IMPOSTA 178 178 178
.1.1 REGIONALE SULLE ATTIVITA'
PRODUTTIVE (I.R.A.P.) (SPESE
OBBLIGATORIE) .
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108539: INDENNITA' DI 58 58 58
.1.2 MENSA AL PERSONALE IN SERVIZIO
PRESSO GLI UFFICI DELLA
PRESIDENZA DELLA REGIONE.
PRESIDENZA 1.4.1 CAPITOLO 108005: INDENNITA' 2.54 2.541 2.541
.2.1 INTEGRATIVA DI QUIESCENZA 1
SPETTANTE AL PERSONALE DELLE
SOPPRESSE AZIENDE AUTONOME DI
SOGGIORNO E TURISMO E DELLE
AAPPTT (SPESE OBBLIGATORIE).
PRESIDENZA 1.4.1 Capitolo 108521: SPESE PER 366 366 366
.5.4 FITTO O LEASING DI LOCALI,
ONERI ACCESSORI E CONDOMINIALI
PER IMMOBILI DI PROPRIETA'
PRIVATA E REGIONALE UTILIZZATI
PER UFFICI DELLA REGIONE E DI
QUELLI ADIBITI A SEDE DEL
CONSIGLIO DI GIUSTIZIA
AMMINISTRATIVA E DELLE SEZIONI
DE
PRESIDENZA 1.4.2 CAPITOLO 508015: ACQUISTO 100 100 100
.6.99 ATTREZZATURE DI ATTREZZATURE
ALL'AMMINISTRAZIONE DELLA
GIUSTIZIA ORDINARIA E DELLE
GIURISDIZIONI SPECIALI ECC..
PRESIDENZA 1.6.1 Capitolo 116504: SPESE PER IL 150 150 150
.1.2 PERSONALE DEGLI ENTI LOCALI
COMANDATO PRESSO IL
DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA
PROTEZIONE CIVILE.
PRESIDENZA 1.6.1 Capitolo 116506: SPESE PER IL 50 0 0
.1.2 COMITATO REGIONALE DI
PROTEZIONE CIVILE.
PRESIDENZA 1.7.1 Capitolo 120005: SPECIALE 30
.1.1 INDENNITO DI PRESENZA PER IL
PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
ART.16, COMMA 2, L.R.
15/5/2000, N. 10
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124356: SPESE PER SOPP -1 -1 -1
.1.7 ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE R.
OBBLIGATORIE)
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124357: SPESE PER SOPP -17 -17 -17
.1.7 MISSIONI DEL PERSONALE. R.
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124358: SPESE PER SOPP -1 -1 -1
.1.7 LITI, ARBITRAGGI, RISARCIMENTI R.
ED ACCESSORI, NONCHE' PER
L'ASSISTENZA LEGALE AI
DIPENDENTI ED AI PUBBLICI
AMMINISTRATORI. (SPESE
OBBLIGATORIE).
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124359: UTENZE, SOPP
.1.7 SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI R.
PULIZIA.
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124360: SPESE SOPP -1 -1 -1
.1.7 POSTALI, TELEGRAFICHE E R.
SERVIZIO TELEX. (SPESE
OBBLIGATORIE)
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124361: ACQUISTO DI SOPP -1 -1 -1
.1.7 LIBRI, RIVISTE E GIORNALI R.
ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO.
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124362: SPESE DI SOPP -1 -1 -1
.1.7 COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA, R.
REGISTRAZIONE E VARIE,
INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
OBBLIGATORIE)
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124363: SPESE PER SOPP -3 -3 -3
.1.7 L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO R.
PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
UFFICI.
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124364: SPESE URGENTI SOPP -2 -2 -2
.1.7 ED INDIFFERIBILI PER IL R.
RIPRISTINO DI CONDIZIONI DI
IGIENE E SICUREZZA, ECC.
(SPESE OBBLIGATORIE).
PRESIDENZA 1.8.1 CAPITOLO 124365: MANUTENZIONI SOPP -1 -1 -1
.1.7 ORDINARIE E RIPARAZIONI. R.
PRESIDENZA 1.8.2 CAPITOLO 524008:SPESE PER SOPP -2 -2 -2
.6.7 L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI, R.
MACCHINE ED ATTREZZATURE.
PRESIDENZA 1.8.2 CAPITOLO 524009:SPESE PER SOPP -4 -4 -4
.6.7 L'ACQUISTO DI APPARECCHIATURE R.
DI TIPO INFORMATICO E DEI
PROGRAMMI RELATIVI ALLE
APPARECCHIATURE MEDESIME.
PRESIDENZA 1.9.1 CAPITOLO 126002: SPECIALE 30 0 0
.1.1 INDENNITA' DI PRESENZA PER IL
PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
ALL'ART 16 COMMA 2 DELLA LEGGE
REGIONALE 15/05/2000, N. 10 E
SUCCESSSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI
AGRICOLTURA
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
AGRICOLTURA 2.2.1 Capitolo 142010: SPESE PER LA 31 31 31
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
AGRICOLTURA 2.2.1 CAPITOLO 142533: SPESE PER LA 250 0 0
.1.2 STIPULA DELLA CONVENZIONE CON
L'AGENZIA PER L'EROGAZIONE IN
AGRICOLTURA (AGEA) PER
L'AGGIORNAMENTO
DELL'INVENTARIO VITIVINICOLO.
AGRICOLTURA 2.3.1 CAPITOLO 146518: SPESE PER LA 110 0 0
.3.99 CONDUZIONE, IVI COMPRESI I
CANONI DEI TERRENI, DEI VIVAI
DI VITI AMERICANE E DI PIANTE
FRUTTIFERE.
AGRICOLTURA 2.3.2 CAPITOLO 546059: SPESE PER 200 0 0
.6.99 L'IMPIANTO DEI VIVAI DI VITI
AMERICANE E DI PIANTE
FRUTTIFERE.
AGRICOLTURA 2.4.2 CAPITOLO: 550003: SPESE PER LA 250 0 0
.6.2 REALIZZAZIONE DI OPERE,
NONCHE' PER L'ACQUISTO DI
MEZZI ED ATTREZZATURE PER LA
PREVENZIONE DEGLI INCENDI
( ).
AGRICOLTURA 2.4.2 CAPITOLO 551903: SPESE PER LA 4.50 4.500 0
.6.3 REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA 0
TRIENNALE DI INTERVENTI
IDRAULICO-FORESTALI.
FAMIGLIA
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
FAMIGLIA 3.2.2 Capitolo 582001: SPESE PER 10
.6.88 L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI,
MACCHINE ED ATTREZZATURE.
LAVORI PUBBLICI
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
LAVORI 6.2.1 CAPITOLO 272005: SPESE PER IL -9 -9 -9
PUBBLICI .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
LAVORI 6.2.1 CAPITOLO 272008: SPESE PER LA -23 -23 -23
PUBBLICI .1.1 PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
LAVORI 6.2.1 CAPITOLO 274103.: ONERI P.M.
PUBBLICI .3.4 DERIVANTI DALLA GARANZIA
PRESTATA DALLA REGIONE IN
FORZA DEL COMMA 2
DELL'ARTICOLO 23 DELLA LEGGE
REGIONALE 5 NOVEMBRE 2004,
N.15. (SPESE OBBLIGATORIE).
LAVORI 6.3.1 CAPITOLO 276003: SPESE PER IL 14 14 14
PUBBLICI .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
LAVORI 6.3.1 CAPITOLO 276015: STIPENDI ED 68 68 68
PUBBLICI .1.1 ALTRI ASSEGNI FISSI AL
PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO
L'ISPETTORATO TECNICO DEI
LAVORI PUBBLICI CON CONTRATTO
A TEMPO DETERMINATO. (SPESE
OBBLIGATORIE)
LAVORI 6.3.1 CAPITOLO 277001: IMPOSTA 5 5 5
PUBBLICI .1.1 REGIONALE SULLE ATTIVITA'
PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2
DELL'ART. 16 DEL DECRETO
LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
LAVORI 6.3.1 CAPITOLO 276514: INDENNITA' DI 2 2 2
PUBBLICI .1.2 MENSA
LAVORI 6.4.1 CAPITOLO 280005: SPESE PER IL 14 14 14
PUBBLICI .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
LAVORI 6.4.1 CAPITOLO 280008: SPESE PER IL 32 32 32
PUBBLICI .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
LAVORO
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
LAVORO 7.3.1 CAPITOLO 316503: SPESE PER 150 0 0
.1.2 MISSIONI DEL PERSONALE IN
SERVIZIO AL DIPARTIMENTO
LAVORO 7.3.1 CAPITOLO 316511: SPESE PER 12 12 12
.1.2 NOLEGGIO O LEASING DI MACCHINE
ED ATTREZZATURE.
LAVORO 7.3.1 CAPITOLO 318103: FINANZIAMENTI 21.0 0 0
.3.1 PER LE ATTIVITA' FORMATIVE 00
RIVOLTE AI GIOVANI FINO AL
DICIOTTESIMO ANNO D'ETA'.
LAVORO 7.4.1 Capitolo 320006: SPESE PER IL 7 7 7
.1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE IN
SERVIZIO CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
LAVORO 7.4.1 Capitolo 320008: SPESE PER LA 15 15 15
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
LAVORO 7.4.1 CAPITOLO 321301: FONDO UNICO - - -2.309
.3.1 PER IL PRECARIATO NONCHE' PER 2.30 2.309
LE MISURE DI FUORIUSCITA DAL 9
BACINO DEI LAVORI SOCIALMENTE
UTILI FINANZIATI CON ONERI A
CARICO DEL BILANCIO REGIONALE.
LAVORO 7.4.1 CAPITOLO 320517: SPORTELLI 15.0 0 0
.3.99 MULTIFUNZIONALI. 00
COOPERAZIONE
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
COOPERAZIONE 8.2.1 CAPITOLO 342006: SPESE PER IL 5 5 5
, COMMERCIO .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
E RISULTATO AL PERSONALE CON
ARTIGIANATO QUALIFICA DIRIGENZIALE.
COOPERAZIONE 8.2.1 CAPITOLO 342008: SPESE PER LA 9 9 9
, COMMERCIO .1.1 PARTE VARIABILE DELLA
E RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
ARTIGIANATO PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350001: STIPENDI ED SOPP -94 -94 -94
.1.1 ALTRI ASSEGNI FISSI AL R.
PERSONALE. (SPESE
OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350002: ONERI SOCIALI SOPP -4 -4 -4
.1.1 A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE R.
REGIONALE. (SPESE
OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350003: SPESE PER IL SOPP -10 -10 -10
.1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI R.
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350004: SPESE PER LA SOPP 0 0 0
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA R.
RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
DA QUELLA DIRIGENZIALE,
DESTINATA AL MIGLIORAMENTO
DELL'EFFICACIA E
DELL'EFFICENZA DEI SERVIZI
ISTITUZIONALI (F.A.M.P.).
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350005: SPESE PER LA SOPP -24 -24 -24
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA R.
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350501: SPESE PER SOPP 0 0 0
.1.1 ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE R.
OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350502: SPESE PER SOPP -8 -8 -8
.1.1 MISSIONI DEL PERSONALE. R.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350503: SPESE PER SOPP 0 0 0
.1.1 LITI, ARBITRAGGI, RISARCIMENTI R.
ED ACCESSORI, NONCHE' PER
L'ASSISTENZA LEGALE AI
DIPENDENTI ED AI PUBBLICI
AMMINISTRATORI. (SPESE
OBBLIGATORIE).
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350504: UTENZE, SOPP -10 -10 -10
.1.1 SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI R.
PULIZIA.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350505: SPESE SOPP -1 -1 -1
.1.1 POSTALI, TELEGRAFICHE E R.
SERVIZIO TELEX. (SPESE
OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350506: ACQUISTO DI SOPP -1 -1 -1
.1.1 LIBRI, RIVISTE E GIORNALI R.
ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350507: SPESE DI SOPP -3 -3 -3
.1.1 COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA, R.
REGISTRAZIONE E VARIE,
INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350508: SPESE PER SOPP -5 -5 -5
.1.1 L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO R.
PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
UFFICI.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350509: SPESE URGENTI SOPP 0 0 0
.1.1 ED INDIFFERIBILI PER IL R.
RIPRISTINO DI CONDIZIONI DI
IGIENE E SICUREZZA, ECC.
(SPESE OBBLIGATORIE).
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350510: MANUTENZIONI SOPP -2 -2 -2
.1.1 ORDINARIE E RIPARAZIONI. R.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 350511: INDENNITA' DI SOPP -5 -5 -5
.1.1 MENSA R.
COOPERAZIONE 8.4.1 CAPITOLO 351001: IMPOSTA SOPP -14 -14 -14
.1.1 REGIONALE SULLE ATTIVITA' R.
PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2,
DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO
LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
COOPERAZIONE 8.4.2 CAPITOLO 750001:SPESE PER SOPP 0 0 0
.6.1 L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI, R.
MACCHINE ED ATTREZZATURE.
BENI CULTURALI
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
BENI 9.2.1 CAPITOLO 372539: INTERVENTI 400 400 400
CULTURALI, .3.2 PER LA PROMOZIONE DI
AMBIENTALI E INIZIATIVE DI COOPERAZIONE
PUBBLICA EDUCATIVE, SCIENTIFICA E
ISTRUZIONE CULTURALE, PER L'ATTUAZIONE DI
SCAMBI, DI RICERCHE, DI VIAGGI
DIDATTICI, DI STUDI E DI
GEMELLAGGI DI SCUOLE, ETC
BENI 9.2.1 CAPITOLO 372522: SPESE PER LE 600 600 600
CULTURALI, .3.2 ATTIVITA' RELATIVE
AMBIENTALI E ALL'ISTRUZIONE RICORRENTE ED
PUBBLICA ALLA SPERIMENTAZIONE NELLE
ISTRUZIONE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
BENI 9.2.1 CAPITOLO 373713: AGGIORNAMENTO 400 400 400
CULTURALI, .3.2 DOCENTI, BORSE DI STUDIO ED
AMBIENTALI E INIZIATIVE LEGATE ALLA LOTTA
PUBBLICA ALLA MAFIA .
ISTRUZIONE
BENI 9.2.2 Capitolo 772003: COSTRUZIONE, 5.00 5.000 5.000
CULTURALI, .6.3 AMPLIAMENTO, COMPLETAMENTO, 0
AMBIENTALI E ACQUISTO E RIATTAMENTO DI
PUBBLICA EDIFICI DESTINATI AD
ISTRUZIONE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI
OGNI ORDINE E GRADO.
ACQUISIZIONE DELLE AREE ED
ESECUZIONE ECC.
BENI 9.2.2 CAP. 772004: INTERVENTI PER 20.0 20.00 20.000
CULTURALI, .6.3 L'ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI 00 0
AMBIENTALI E SCOLASTICI ALLA VIGENTE
PUBBLICA NORMATIVA ANTI-INFORTUNISTICA.
ISTRUZIONE
BENI 9.3.1 CAP.376007: SPESE PER IL -4 -4 -4
CULTURALI, .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
AMBIENTALI E RISULTATO AL PERSONALE IN
PUBBLICA SERVIZIO CON QUALIFICA
ISTRUZIONE DIRIGENZIALE.
BENI 9.3.1 CAPITOLO 376009: SPESE PER LA -5 -5 -5
CULTURALI, .1.1 PARTE VARIABILE DELLA
AMBIENTALI E RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PUBBLICA PERSONALE CON QUALIFICA
ISTRUZIONE DIRIGENZIALE.
BENI 9.3.1 Modifica denominazione: 4.00 0 0
CULTURALI, .3.2 0
AMBIENTALI E Capitolo 376528 "SPESE PER
PUBBLICA INIZIATIVE DI CARATTERE
ISTRUZIONE CULTURALE, ARTISTICO E
SCIENTIFICO DI PARTICOLARE
RILEVANZA"
BENI 9.3.2 CAP.776016 SPESA PER LA 800 0 0
CULTURALI, .6.3 TUTELA, LA CUSTODIA, LA
AMBIENTALI E MANUTENZIONE ED IL RESTAURO,
PUBBLICA ETC.
ISTRUZIONE
BENI 9.4.1 CAPITOLO 381702: SOMMA - - -
CULTURALI, .1.3 DESTINATA ALL' EROGAZIONE 23.0 23.00 23.000
AMBIENTALI E DELL'ASSEGNO UNA TANTUM DA 00 0
PUBBLICA DESTINARE IN FAVORE DELLE
ISTRUZIONE FAMIGLIE E DI ALTRI SOGGETTI
CHE VERSANO IN CONDIZIONI DI
DISAGIO ECONOMICO.
SANITA'
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
ASS.TO 10.2. CAPITOLO 412016: RIMBORSO ALLE 1.38
SANITA' 1.1.1 AZIENDE SANITARIE ED 6
OSPEDALIERE PER IL PERSONALE
COMANDATO AI SENSI
DELL'ARTICOLO 1, COMMA 10,
DELLA LEGGE REGIONALE 5
NOVEMBRE 2004, N. 15.
ART. 1 Trattamento da
corrispondere al personale
dirigenziale (1.084)
ART. 2 Trattamento da
corrispondere al personale del
comparto ( 302)
TERRITORIO
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
TERRITORIO 11.2.1. CAPITOLO 442005: SPESE PER -5 -5 -5
ED AMBIENTE 1.1 IL TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
TERRITORIO 11.2.1. CAITOLO 442008: SPESE PER LA -9 -9 -9
ED AMBIENTE 1.1 PARTE VARIABILE DELLA
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE
DEL PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
TURISMO
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 2009
ONE
TURISMO, 12.2.1 CAP.472006: SPESE PER IL 13 13 13
COMUNICAZION .1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
I E RISULTATO AL PERSONALE IN
TRASPORTI SERVIZIO CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
TURISMO, 12.2.1 CAPITOLO 472008: SPESE PER LA 28 28 28
COMUNICAZION .1.1 PARTE VARIABILE DELLA
I E RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
TRASPORTI PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
TURISMO, 12.2.1 CAPITOLO 472513: SPESE 104
COMUNICAZION .1.2 URGENTI ED INDIFFERIBILI PER
I E LA SICUREZA SUI LUOGHI DI
TRASPORTI LAVORO
TURISMO, 12.2.1 CAP. 472515: SPESE PER LA 670 0 0
COMUNICAZION .3.3 STIPULA DI CONVENZIONI CON LE
I E SOCIETA' SPORTIVE SICILIANE,
TRASPORTI ECC.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480001: STIPENDI ED SOPP -385 -385 -
.1.1 ALTRI ASSEGNI FISSI AL R. 385
PERSONALE. (SPESE
OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480002: ONERI SOPP -153 -153 -
.1.1 SOCIALI A CARICO R. 153
DELL'AMMINISTRAZIONE
REGIONALE. (SPESE
OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480004: SPESE PER IL SOPP -29 -29 -29
.1.1 TRATTAMENTO ACCESSORIO DI R.
RISULTATO AL PERSONALE CON
QUALIFICA DIRIGENZIALE.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480005: SPESE PER LA SOPP 0 0 0
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA R.
RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
SERVIZIO CON QUALIFICA
DIVERSA DA QUELLA
DIRIGENZIALE, DESTINATA AL
MIGLIORAMENTO DELL'EFFICACIA
E DELL'EFFICENZA DEI SERVIZI
ISTITUZIONALI (F.A.M.P.).
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480006: SPESE PER LA SOPP -60 -60 -60
.1.1 PARTE VARIABILE DELLA R.
RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
PERSONALE CON QUALIFICA
DIRIGENZIALE.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480301: SPESE PER SOPP 0 0 0
.1.1 ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE R.
OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480302: SPESE PER SOPP -10 -10 -10
.1.1 MISSIONI DEL PERSONALE. R.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480303: SPESE PER SOPP 0 0 0
.1.1 LITI, ARBITRAGGI, R.
RISARCIMENTI ED ACCESSORI,
NONCHE' PER L'ASSISTENZA
LEGALE AI DIPENDENTI ED AI
PUBBLICI AMMINISTRATORI.
(SPESE OBBLIGATORIE).
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480304: UTENZE, SOPP -19 -19 -19
.1.1 SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI R.
PULIZIA.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480305: SPESE SOPP -1 -1 -1
.1.1 POSTALI, TELEGRAFICHE E R.
SERVIZIO TELEX. (SPESE
OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480306: ACQUISTO DI SOPP -1 -1 -1
.1.1 LIBRI, RIVISTE E GIORNALI R.
ANCHE SU SUPPORTO
INFORMATICO.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480307: SPESE DI SOPP -1 -1 -1
.1.1 COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA, R.
REGISTRAZIONE E VARIE,
INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480308: SPESE PER SOPP -2 -2 -2
.1.1 L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO R.
PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
UFFICI.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480309: SPESE SOPP -5 -5 -5
.1.1 URGENTI ED INDIFFERIBILI PER R.
IL RIPRISTINO DI CONDIZIONI
DI IGIENE E SICUREZZA, ECC.
(SPESE OBBLIGATORIE).
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480310: MANUTENZIONI SOPP -1 -1 -1
.1.1 ORDINARIE E RIPARAZIONI. R.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480311: INDENNITA' SOPP -7 -7 -7
.1.1 DI MENSA R.
TURISMO 12.4.1 CAPITOLO 480601: IMPOSTA SOPP -41 -41 -41
.1.1 REGIONALE SULLE ATTIVITA' R.
PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2,
DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO
LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
TURISMO 12.4.2 CAPITOLO 880001:SPESE PER SOPP -2 -2 -2
.6.1 L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI, R.
MACCHINE ED ATTREZZATURE.
BILANCIO
AMMINISTRAZI UPB CAPITOLO 2007 2008 200
ONE 9
BILANCIO E 4.2.1 CAPITOLO 212030: FONDO PER LE 5.000 0 0
FINANZE .5.3 SPESE RELATIVE AL PERSONALE
DELLE SOPPRESSE AZIENDE
AUTONOME PROVINCIALI PER
L'INCREMENTO TURISTICO.
BILANCIO E 4.2.2 CAPITOLO 613941: SOMME DA - 30.50 0
FINANZE .6.2 TRASFERIRE ALL'AZIENDA 4.500 0
FORESTE DEMANIALI PER LA
REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA
TRIENNALE DI INTERVENTI
IDRAULICO-FORESTALI E PER IL
PIANO DI ACQUISIZIONE DEI
TERRENI.
BILANCIO E 4.2.2 CAPITOLO 613905: FONDO PER LA 35.04 1.556 1.0
FINANZE .8.1 RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI 2 27
PASSIVI DELLE SPESE IN CONTO
CAPITALE, ELIMINATI NEGLI
ESERCIZI PRECEDENTI PER
PERENZIONE AMMINISTRATIVA, E
PER LA UTILIZZAZIONE DELLE
ECONOMIE DI SPESA DERIVANTI
DA STANZIAMENTI CON VINCOLO
DI SPEC
BILANCIO E 4.2.2 CAPITOLO 613928: FONDO PER 0 60.00 60.
FINANZE .8.99 IL FINANZIAMENTO DI 0 000
INVESTIMENTI FINALIZZATI
ALL'AUMENTO DEL RAPPORTO TRA
PRODOTTO INTERNO LORDO
REGIONALE E PRODOTTO INTERNO
LORDO NAZIONALE.
BILANCIO E 4.2.3 CAPITOLO 900013: QUOTA 4.329 9.758 10.
FINANZE .9.1 CAPITALE DI AMMORTAMENTO 639
RELATIVE ALLE OPERAZIONI
FINANZIARIE DI
ATTUALIZZAZIONE A FRONTE DEI
CONTRIBUTI DOVUTI DALLO STATO
EX ARTICOLO 38 DELLO STATUTO
DELLA REGIONE.
Non sorgendo osservazioni, si procede all'esame degli
emendamenti presentati.
Si passa alla UPB 1.1.1.1.2 e, in particolare, al capitolo
100309.
Comunico che è stato presentato il subemendamento Gov 2.12, a
firma dell'onorevole Cracolici:
<<UPB 1.1.1.1.2 - 100.000 CAPITOLO 100309>>.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento del Governo.
Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla UPB 1.1.1.1.2 e, in particolare, al capitolo
10317.
Il Governo, nell'emendamento Gov 2, ha proposto la seguente
modifica:
«Amministrazione Presidenza - UPB 1.1.1.1.2,
cap. 100317 - 2007 800.000
2008---
2009---».
Comunico, inoltre, che è stato presentato il subemendamento Gov
2.11, a firma dell'onorevole Cracolici:
<<UPB 1.1.1.1.2 - 800.000 CAP.100317>>.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo
ricordare che questo subemendamento del Governo porta,
complessivamente, a due milioni di euro le spese previste per la
pubblicazione e la pubblicizzazione degli argomenti riguardanti
la Regione siciliana.
Credo che questo potrebbe anche non costituire uno scandalo, ma
mi sembra assolutamente inopportuno pensare che, oggi, ci
possiamo permettere di aggiungere 800 mila euro per portare a due
milioni di euro la somma destinata a questa spesa, quando ci si
trova in una condizione drammatica di carenza di fondi e in una
situazione disastrosa di cassa del nostro bilancio, tanto più
che, con successivi emendamenti che presenteremo alla legge
finanziaria, andremo a sanare situazioni in cui i lavoratori
rischiano di non potere proseguire la loro attività per poche
decine di migliaia di euro.
La spesa, inoltre, riguarda la pubblicizzazione e la
pubblicazione di argomenti riguardanti la Regione siciliana, cioè
libri che servono a farsi gli amici e che, poi, vengono riposti
nel cassetto o in qualche sottoscala.
Ritengo che, una volta tanto, potremmo dire no e contenere
questo spreco, proprio per una forma di rispetto nei confronti
dei siciliani che sono qui e che ci ascoltano e dei tanti
soggetti che, da fuori, sperano che possiamo veramente imboccare
una strada dignitosa.
Chiedo, pertanto, che sia votato il subemendamento soppressivo
proposto a quello del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.11.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Barbagallo, Calanna, Cristaldi, De
Benedictis, Falzone, Gucciardi, Ortisi, Panarello, Tumino
si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 2.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Partecipano alla votazione: Antinoro, Apprendi, Ardizzone,
Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,
Currenti, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Formica, Galvagno,
Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza
Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Misuraca, Oddo Camillo, Panarello, Parlavecchio,
Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello,
Sansarello, Savarino, Scoma, Stancanelli, Termine, Terrana,
Tumino, Vicari, Zangara, Zappulla.
E' in congedo: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 70
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 30
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di modifica di cui
all'emendamento del Governo. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla UPB 1.1.1.5.2 e, in particolare, al capitolo
100303.
Il Governo ha presentato la seguente proposta di modifica, di
cui all'emendamento Gov 2:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAPITOLO 1003030 + 16.000>>.
Comunico che allo stesso è stato presentato il subemendamento
Gov 2.10, a firma dell'onorevole Cracolici:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAP. 100303 -16.000>>.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento del Governo. Il parere della
Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggiornza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla UPB 1.1.1.5.2 e, in particolare, al capitolo
100306.
Comunico che è stata presentata, dal Governo, la proposta di
modifica di cui all'emendamento Gov 2:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAP. 100306 +1.500.000>>.
Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento Gov
2.9, a firma dell'onorevole Cracolici:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAP 100306 -1.500.000>>.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per fare rilevare un'anomalia sul capitolo 100306, riguardante le
spese di rappresentanza del Presidente della Regione.
Il bilancio presenta una serie di tagli - in alcuni casi,
effettuati in maniera assolutamente burocratica e senza fare
alcun discernimento - ma, soltanto su questo capitolo, rispetto
all'anno 2006, viene aumentata la previsione di spesa.
In Sicilia, quindi, devono risparmiare tutti, tranne il
Presidente della Regione, onorevole Cuffaro. La previsione
finale, infatti, con questo aumento di 1.500.000 euro, alla
fine, porta il capitolo ad una somma complessiva di 5.500.000
di euro, cioè oltre 11 miliardi delle vecchie lire per le spese
di rappresentanza del Presidente della Regione.
Credo che a tutto debba esserci un limite.
Mi chiedo come può non essere d'esempio chi chiede agli altri
di fare sacrifici, piuttosto che far crescere la spesa rispetto
all'anno precedente.
Mi chiedo, inoltre, se quest'Aula può consentire, in un
bilancio che chiamerà molti dei siciliani a lacrime e sangue,
un'attività di questa Regione non sottoposta ad alcun regime di
controllo dove si può spendere quello che si vuole e mi riferisco
alle spese di rappresentanza del Presidente della Regione.
Ritengo, come atto di buon senso, adottare la stessa
percentuale di tagli degli altri capitoli su quelli relativi al
Presidente della Regione. Non vi possono essere figli e
figliastri.
Da questo punto di vista, credo che debba essere lo stesso
Presidente della Regione a compiete un tale gesto verso questo
Parlamento, chiedendo che questo emendamento, da lui presentato,
possa essere ritirato per utilizzare quel milione e mezzo di
euro per finalità più utili alla Sicilia e non al suo Presidente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento Gov 2.9?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Aulicino, Calanna, Cantafia, Di
Benedetto, Galvagno, Oddo, Ortisi, Panarello si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Gov 2.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Partecipano alla votazione: Antinoro, Apprendi, Ardizzone,
Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cimino, Cracolici, Cristaldi,
Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Formica, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore
Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello,
Savarino, Savona, Scoma, Stancanelli, Terrana, Tumino, Turano,
Vicari, Zangara, Zappulla.
E' in congedo: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 72
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 32
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla proposta di modifica di cui
all'emendamento del Governo.
Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla UPB 1.1.1.5.2 e, in particolare, al capitolo
100310.
Comunico che è stato presentato, dal Governo, la proposta di
modifica di cui all'emendamento Gov 2:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAPITOLO 100310 +215.000>>.
Comunico, altresì', che è stato presentato il subemendamento
Gov 2.8, a firma dell'onorevole Cracolici:
<<UPB 1.1.1.5.2 CAP. 100310 -215.000>>.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la proposta di modifica di cui
all'emendamento del Governo.
Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla UPB 1.2.1.1.2 e, in particolare, al capitolo
102302.
E' stata presentata, dal Governo, la seguente proposta di
modifica di cui all'emendamento Gov 2:
«Amministrazione Presidenza - UPB 1.2.1.1.2,
cap. 102302 - 2007 30
2008---
2009---».
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, il
subemendamento Gov 2.5:
«Amministrazione Presidenza - UPB 1.2.1.1.2,
cap. 102302 - 2007 20
2008---
2009---».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CUFFARO, Presidente della Regione. Dichiaro di ritirare
l'emendamento del Governo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, se
l'emendamento del Governo è uno, perché si procede alla votazione
per parti separate?
PRESIDENTE Onorevole Presidente, a seguito della
presentazione di subemendamenti, la votazione dell'emendamento
governativo deve avvenire per parti separate.
CUFFARO Presidente della Regione. Non devo chiedere nulla di
più; quest'Aula deve applicare rigidamente il Regolamento. Il
Governo ha presentato un emendamento che si dovrà votare per
intero. Se ci sono dei subemendamenti saranno posti tutti in
votazione. Ma non è corretto che lei ponga in votazione
l'emendamento del Governo per parti separate. Non è corretto.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
che il Presidente abbia vergogna dell'emendamento da lui
presentato e, quindi, mostri un po' di imbarazzo a discuterlo
nei dettagli e per parti separate.
Vorrei che la Presidenza dell'Assemblea informasse il
Presidente della Regione che, relativamente all'emendamento Gov
2, nel quale vengono modificati tanti capitoli, esistono
subemendamenti, a mia firma, corrispondenti ai capitoli che si
vorrebbero modificare con questo emendamento.
Il fatto che si proceda all'esame e alla votazione dei singoli
emendamenti, pertanto, è obbligatorio, visto che sono stati
presentati i corrispondenti subemendamenti.
Invito, dunque, il Presidente a restare tranquillo:
discuteremo su tutti i punti affrontati dall'emendamento Gov 2 e,
soprattutto, faremo conoscere all'opinione pubblica il fatto
che, in tempi di magra, il Presidente della Regione aumenta i
fondi per i suoi assessorati.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, reitero
la mia richiesta.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, per ogni emendamento
presentato dal Governo, è stato presentato un subemendamento
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, contesto
la soluzione adottata nella votazione dell'emendamento del
Governo.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, stiamo votando i
subemendamenti dell'opposizione.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, lei pone
in votazione parti dell'emendamento Gov 2.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, per ogni unità previsionale,
esiste un subemendamento. Se pongo in votazione il
subemendamento, la sua mancata approvazione conferma
l'emendamento del Governo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
naturalmente, non è mio né nostro compito venire in soccorso
della Presidenza che, a nostro avviso, si sta comportando
applicando il Regolamento interno dell'Assemblea. Colgo
l'occasione però per chiedere al Presidente Cuffaro di
rasserenarsi. Ciò che stiamo facendo, infatti, è totalmente
aderente al Regolamento.
Se l'onorevole Cuffaro conosce un articolo del Regolamento che
impone di accorpare i subemendamenti in un'unica votazione, lo
citi; diversamente, ammetta che è nervoso per ben altre ragioni.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non c'è nessun nervosismo. Vorrei fornire
soltanto una spiegazione all'onorevole Cracolici che ha sollevato
qualche dubbio sulla linea di condotta del Governo.
Onorevole Cracolici, se si rinviene un aumento di spesa in
ciascuna parte di questo emendamento, sono pronto a ritirare
l'intero articolato dell'emendamento.
Se così non fosse però lei dovrebbe avere la bontà di chiedere
scusa per le cose che ha detto, dato che il Governo e il
Presidente della Regione non hanno aumentato di un solo euro
questi capitoli.
Si tratta di un emendamento che riscrive e, per questa ragione,
sto continuando a spiegare al Presidente dell'Assemblea che non
possiamo votare questo emendamento per parti separate. Non si
tratta di un emendamento aggiuntivo ma che riscrive
complessivamente. In quei capitoli, era stato previsto 800' e
abbiamo riscritto 800', non + 800'.
Si tratta della riscrittura di una parte del bilancio, ritirata
in Commissione Bilancio e ripresentata in Aula. E' un unico
emendamento del Governo.
Signor Presidente, la prego di porre in votazione i trecento
subemendamenti ma di non far votare l'emendamento del Governo per
parti separate. Lo stesso, infatti, potrà essere messo in
votazione dopo che avremo bocciato tutti i subemendamenti.
Diversamente, se qualche subemendamento sarà approvato,
l'emendamento del Governo sarà, di conseguenza, modificato.
Ciò è previsto dal Regolamento interno dell'Assemblea.
In questo emendamento, non c'è un euro in più ma ve ne sono in
meno rispetto a quanto il Presidente della Regione ha avuto per
il 2006.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare, a seguito di quanto affermato dall'onorevole
Presidente Cuffaro, che gli interventi in tabella riguardano le
singole Unità previsionali di base. Se, poi, tecnicamente, il
Governo vuole presentare un emendamento in cui modifica
l'appostazione di più unità previsionali di base, è tutt'altra
cosa. Quanto affermato dall'onorevole Cracolici è sancito dai
numeri.
Vi dico subito che l'Unità previsionale di base 1.1.1.5.2,
votata qualche minuto fa, presentava, nel bilancio di previsione,
la spesa di 5 milioni e 500 mila euro.
Nel bilancio presentato in Aula questa era prevista nella
misura di 4 milioni e 50 mila euro; vi è stata aggiunta la somma
di 1 milione e 500 mila euro che porta, complessivamente, la
spesa a 5 milioni e 550 mila euro - più di quanto era stato
destinato, l'anno scorso, per spese di rappresentanza -, oltre 11
miliardi di cui il Presidente Cuffaro ritiene di non poter fare a
meno.
Questa ne è la dimostrazione.
Votandolo in blocco, forse, non ci saremmo accorti di tutto
ciò.
Mi dispiace, onorevole Presidente, ma vogliamo che queste cose
si sappiano una per una.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte le
considerazioni di merito qui riproposte dall'onorevole De
Benedictis, che mi sembrano ineccepibili, credo che questo modo
di procedere sia singolare, in rapporto alla possibilità che il
Parlamento ed i singoli parlamentari diano un voto consapevole,
così come prevede la nostra funzione.
Il Presidente Cuffaro dovrebbe spiegare come mai ha presentato
un testo - immagino meditato - alle Commissioni di merito ed al
Parlamento e, in un breve arco di tempo - dalla presentazione
alla discussione -, abbia presentato, successivamente, questi
emendamenti che definisce di riscrittura.
Basterebbe spiegarli e credo che avere sottratto alla
Commissione Bilancio e finanze che, nella sua funzione,
rappresenta tutto il Parlamento, la possibilità di discutere le
ragioni della riscrittura, obblighino, comunque, il Presidente
della Regione ad illustrare al Parlamento le ragioni di questa
riscrittura, piuttosto che sollecitare un voto al buio, come si
sta tentando di fare in questo momento.
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo
conto che la presentazione, in Aula, di bilancio e finanziaria,
costituisca il momento politico più alto e, quindi, una certa
tensione esista; occorre però anche una certa elasticità che la
Presidenza sta applicando correttamente ma - mi si permetta di
dire - eccessivamente legata alla possibilità di dialogare.
Non credo che questa seduta possa essere trasformata in un
chiacchiericcio continuo di chi sale e di chi scende dagli Uffici
della Presidenza perché, altrimenti, vengono a mancare alcune
regole.
La questione che si è presentata, signor Presidente, si
presenterà anche successivamente ed è chiaro che si tratta di
un problema procedurale.
Personalmente, credo sia molto più semplice votare i
subemendamenti. Il mantenimento di parti di un emendamento è
un'interpretazione che può portare a momenti esasperanti.
Per assurdo, onorevole Presidente, applicando questa regola,
potrebbe accadere che il Governo, nell'accettare una proposta
che viene dall'opposizione, presenti, esso stesso, un emendamento
ad una parte di un suo emendamento. A questo punto, mi chiedo
cosa dovrebbe fare la Presidenza: porre in votazione il
mantenimento della parte che si vuole sopprimere con la richiesta
di soppressione dello stesso proponente?
E' il caso di procedere nel rispetto delle regole. Va votato il
mantenimento quando c'è la soppressione totale e va, invece,
votato il subemendamento per semplicità dei lavori. Non voglio
dire che sia scorretto quanto da lei fatto - lungi da me pensarlo
- e non voglio neppure aprire questioni con la Presidenza. Credo
però che, anche per un migliore coordinamento dei lavori, si
debba procedere in questo modo.
Questo è il mio pensiero.
Al tempo stesso, signor Presidente, mi permetta di dire che le
regole sono necessarie. Chi chiede di parlare, lo faccia per
illustrare l'emendamento perché ne è firmatario o chieda di
intervenire per esprimere il proprio voto; diversamente, non si
andrà avanti e non si combinerà nulla.
Dico ciò nel pieno rispetto delle regole parlamentari, anche
per dare a tutti noi la possibilità di seguire perché, in questo
modo, si riesce a seguire l'andamento dei lavori.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo
tempestati di emendamenti. Ho notato che molti di essi sono
improponibili, in quanto non compensati e per, questo motivo,
invito la Presidenza ad attenzionarli; anche se ciò può sembrare
pleonastico, mi permetto di farlo.
Sono stati presentati una serie di emendamenti ostruzionistici
- la maggior parte - e di altri non ne conosco il contenuto,
dato che stanno arrivando come gli ufo; gran parte degli stessi
sono da dichiarare improponibili:
Credo che le stesse regole applicate, in modo ferreo,
all'interno della Commissione Bilancio valgano e, a maggior
ragione, in quest'Aula. O si procede, dunque, ad selezione
preventiva o si dichiarano improponibili, in base alle regole
elementari della compensazione; diversamente, credo che si stia
avviando un gioco all'emendamento selvaggio che non giova a
questa Assemblea e che ci distoglie dagli obiettivi che ci
accingiamo a raggiungere.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condiviso
pienamente le affermazioni dell'onorevole De Luca, tanto è vero
che mi ritrovo, negli ultimi dieci secondi, due emendamenti a
firma dell'Assessore Lo Porto, non compensati: lavoro + 1.500 e
+ 400 .
Ricordo a voi tutti che, quando stamattina chiedevamo di
discutere, carte alle mani, di finanziaria e bilancio,
esprimevamo una perplessità. Chi di voi, infatti, soprattutto chi
si trova ad essere alla prima legislatura, non si sta
confondendo con tutto ciò che gli piove addosso e mentre si
discute di altro?
Non fosse altro perché viene distratto.
Concordo con l'onorevole De Luca, anche in ordine al discorso
preventivo dell'inammissibilità, valido, anche e soprattutto,
per i nostri subemendamenti. Su questo, dobbiamo metterci
d'accordo. Come ho detto stamattina, non so neppure di quale
finanziaria parleremo e queste sono le avvisaglie dell'assalto
selvaggio notturno, nel quale nessuno comprenderà nulla.
Vorrei dire, inoltre, al Presidente della Regione che dovremo
essere tutti perdonati se, in certi momenti, non comprenderemo se
si tratta di emendamenti, di subemendamento o di procedure. Non
si può lavorare in queste condizioni. Negli ultimi dodici minuti,
siamo stati subissati - fra emendamenti del Governo e
subemendamenti - da almeno un centinaio di foglietti.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Non del
Governo. Il Governo ne ha aggiunti soltanto due.
ORTISI. Sì, ha ragione, assessore Lo Porto. Non c'è dubbio però
che, da qui a poco, saremo subissati in fieri dalla proiezione di
tutti i subemendamenti quando, invece, chiedevamo che prima si
dichiarasse l'ammissibilità o l'inammissibilità degli 841
emendamenti presentati, in maniera tale che ognuno di noi,
avendo un quadro complessivo, esprimesse compiutamente - nei
singoli emendamenti, nei subemendamenti o, come discorso
generale -, il proprio giudizio di deputato e di Gruppo.
Ma di cosa stiamo parlando?
Il disegno di legge del bilancio e, poi, della finanziaria,
infatti, è in fieri, ancora adesso. Un Governo, inoltre, che si
riduce, in fieri, in progress, a modificare quello che lo stesso
Governo ha presentato, quale garanzia di progettualità può dare?
Siamo alla estemporaneità
Lo ripeto, siamo, a volte, alla schizofrenia politica,
naturalmente, e di indirizzo.
Ciascuno di noi, come può giudicare, in ordine ai foglietti
che vengono presentati?
Signor Presidente, le chiedo - perché qui accursat allungat e
allungat accursat -, innanzitutto, di consegnarci, in copia,
tutti gli emendamenti e subemendamenti dichiarati ammissibili e,
poi, di cominciare a lavorare.
Se, ogni volta che si deve votare qualcosa, chiediamo che la
votazione avvenga per scrutinio segreto, non arriviamo neanche ad
approvare il bilancio. Non adottiamo il sistema del muro contro
muro perchè non serve a nessuno, nè ai deputati che lavoreranno
di notte nè a chiunque altro si trovi nel Palazzo. E' una forma
di massacro stupida, masochista per tutti.
Diversamente, preannuncio che costringerò i miei colleghi -
anche malvolentieri -, sin dal prossimo subemendamento, a
chiedere, ogni volta, il voto segreto.
Consideri e calcoli che, per 841 emendamenti, sono stati
stampati 84.100 fogli e, se con scrutinio segreto, per ogni
subemendamento, calcoli quanti minuti saranno necessari.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi se esiste qualche emendamento del Governo che si era
voluto offrire all'Aula nella generosità che, evidentemente, non
può esserci, visto che mancano le risorse, tutti gli emendamenti
non a firma del Governo, nell'emendamento generale, vengono
ritirati.
L'emendamento relativo alla Rubrica Lavoro verrà ritirato,
come tutti gli altri.
Per quanto riguarda, invece, la mia rubrica - vorrei dare i
dati ufficiali e confermo quanto da me affermato prima -,
ancorché l'onorevole De Benedictis dica cose diverse, che,
purtroppo per lui, non sono vere, rispondo soltanto su tre delle
rubriche attenzionate che sono poi le più importanti.
Sulla rubrica appena votata che si riferiva al capitolo 100317
Spese per la pubblicizzazione e la pubblicazione di argomenti
riguardanti la Regione siciliana , ricordo che, l'anno scorso,
la Presidenza della Regione aveva 2 milioni e 400 mila euro;
quest'anno, risultano appostati, complessivamente, 2 milioni di
euro. Si passa, infatti, da 2 milioni e 400 mila euro a 2
milioni di euro. Si diminuisce il capitolo; non mi pare che si
aumenti.
Per quanto riguarda le spese di rappresentanza, rimane tutto
immutato.
Voglio citare un altro grosso capitolo, il 104538, in cui
vengono appostati 900 mila euro, mentre, l'anno scorso, lo stesso
capitolo conteneva un milione e 600 mila euro.
Non voglio stilare un elenco completo ma chiedo all'Aula di
consentirmi di riferire il totale che, come ben sanno gli
onorevoli Cracolici e De Benedictis, costituisce la somma
algebrica, nel senso che non é possibile che la somma possa dare
un numero diverso se fatta correttamente.
L'anno scorso, nelle sue rubriche, la Presidenza aveva
destinato, complessivamente, 15 milioni 223 mila euro.
Quest'anno, nonostante la svalutazione dell'euro, dovuta al
Governo Prodi, vengono destinati 11 milioni e 411 mila euro,
quindi, 4 milioni di euro in meno.
Dico ciò perché lo sappiano i parlamentari che lo potranno
utilizzare, un milione e 100 mila euro serviranno, a partire da
quest'anno, ad avere un centralone' della Regione che funzionerà
24 ore su 24. Mi riferisco alla rubrica che contiene l'U.P.B.
1.3.1.1.1, capitolo 1004004. L'abbiamo istituita per la comodità
di tutti; si tratta di una rubrica che funzionerà 24 ore su 24.
Come vede, onorevole Cracolici, ribadisco che, se é previsto un
euro in più, ritiro l'emendamento; se sono previsti 4 milioni di
euro in meno, sarete voi e l'onorevole De Benedictis a scegliere
come procedere.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI . Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto che il Presidente
della Regione ha chiesto di parlare mentre ero io che mi
accingevo a farlo.
PRESIDENTE Il Presidente della Regione aveva chiesto la
parola prima di lei, onorevole Cracolici.
CRACOLICI Il Presidente della Regione parla sempre per
ultimo. Mi sembra che la precisazione abbia sconfessato la
dichiarazione perentoria fatta qualche minuto fa - quando il
Presidente della Regione, si è mostrato innervosito per il fatto
che lo abbiamo beccato con le mani dentro il barattolo della
marmellata - volendomi riferire simpaticamente alle spese di
rappresentanza.
Onorevole Cuffaro, accetto la sfida che mi ha lanciato quando
ha affermato che, qualora avessi trovato un solo capitolo - tra
quelli relativi alla dotazione del Presidente della Regione -
con un euro in più rispetto all'anno precedente, avrebbe ritirato
l'intero emendamento.
Le posso assicurare che è stato approvato un capitolo di spesa
con una maggiorazione di 50 mila euro rispetto all'anno
precedente.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, abbiamo ridotto i costi
delle Presidenza della Regione di 4 milioni di euro.
CRACOLICI Lei ha cambiato versione adesso perché, come vede,
le sue versioni dipendono dal consulto che lei ha fatto con i
suoi Uffici che le avevano fornito una notizia imprecisa; lei é
stato costretto, quindi, a fare una precisazione. La sfida che
aveva lanciato non poteva che avere un esito e, proprio perché
aveva lanciato una sfida al Parlamento, la invito ad essere
coerente e di parola.
Lei ha dichiarato che, se fosse aumentato di un solo euro la
dotazione finanziaria della Presidenza della Regione, avrebbe
ritirato l'intero emendamento. Lo ritiri, dunque, perché da 5
milioni e mezzo di euro, dell'anno precedente, per spese di
rappresentanza relative al suo Ufficio, col voto d'Aula ha fatto
approvare un capitolo che lo porta a 5.550.000 euro; si parla,
quindi, di cinquantamila euro di incremento.
Lei ha aperto una sfida, onorevole Presidente della Regione e
l'Aula potrà giudicare su chi dice la verità e chi le bugie.
La invito ad essere coerente. Sarebbe un bel gesto che, per il
rispetto della sfida lanciata, lei ritirasse quel
maxiemendamento, per consentire di approvare il bilancio nel giro
di pochi minuti.
Lei sa che l'unico emendamento composto da un centinaio di
subemendamenti è il suo.
L'opposizione ha presentato solo cinque emendamenti; il
Governo, invece, cento.
Questo è il rapporto di forza con il quale ci si misura nel
confronto in quest'Aula.
Onorevole Presidente della Regione, se vuole accelerare
l'approvazione del bilancio, ritiri il maxiemendamento.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo passati
da un problema tecnico, sollevato dal Presidente della Regione,
direi opportunamente, ad un attacco politico al Presidente della
Regione, senza precedenti, nel momento in cui si è fatto
riferimento alla somma di 50 mila euro in più o in meno e si è
chiesto al Governo il ritiro del maxiemendamento di riordino dei
capitoli.
Ritengo che si sia chiarito il problema tecnico sollevato
all'inizio del dibattito e invito, quindi, il Presidente del
Gruppo parlamentare dei DS, onorevole Cracolici, ad addivenire ad
una contrapposizione leale in Aula e, come affermato giustamente
dagli onorevoli Ortisi e De Luca, ad evitare la presentazione di
emendamenti che non possono essere accettati dall'intera
Assemblea per il proseguo dei lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che il Regolamento
impone che si voti rubrica per rubrica. L'emendamento Gov 2, a
firma del Governo, si riferisce a tutte le rubriche. Sono stati
presentati dei subemendamenti alle singole Unità previsionali di
base e vi sono anche degli emendamenti presentati entro i termini
- entro le ore 12.00 di ieri - che dobbiamo esaminare
singolarmente. E' chiaro che si inizi con l'esame dei
subemendamenti.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 2.2, a
firma della Commissione:
<<UPB 1.2.1.5.2 CAPITOLO 102301 + 20;
UPB 4.2.1.5.1 CAPITOLO 215702 - 20>> .
CIMINO, Presidente della Commissione bilancio. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.6:
<<UPB 1.3.1.1.1 Cap.104004 -1.094>>;
subemendamento Gov 2.7:
<<UPB 1.3.1.1.2 Cap.104534 - 120.000>>;
subemendamento Gov 2.16:
<<UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312522 + 1.500>>;
subemendamento Gov 2.13:
<<UPB 1.3.1.3.9.9 Cap. 104540 - 450.000>>;
subemendamento Gov 2.15:
<<UPB 1.3.2.7.1 Cap. 505901 - 600.000>>;
subemendamento Gov 2.17:
<<UPB 1.4.1.1.1 Cap. 108024 - 76.000>>;
subemendamento Gov 2.18:
<<UPB 1.4.1.1.1 Cap. 108031 - 30.000>>;
subemendamento Gov 2.14:
<<UPB 1.4.1.1.1 Cap. 108118 - 2.309.000>>;
-dagli onorevoli Fleres, Cascio, Confalone, Cimino:
subemendamento Gov 2.1:
«Amministrazione Presidenza - UPB 1.3.1.3.99,
cap. 104540 - 2007 ----
2008450
2009450».
«Bilancio e Finanze - UPB 4.2.1.5.1,
cap. 215701 - 2007 -----
2008- 450
2010- 450».
Si passa al subemendamento Gov 2.6.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prendo atto che l'onorevole Cracolici - spero
che lo faccia a titolo personale e non a nome del suo Gruppo - è
contrario alla istituzione di un centralino al servizio di tutti
i cittadini siciliani ventiquattro ore su ventiquattro.
Questa è la volontà soppressiva che sta manifestando
l'onorevole Cracolici. Per quanto mi riguarda, signor Presidente,
resto fermo nelle mie intenzioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, se questo capitolo, così come recita: Speciale
indennità di presenza per il personale degli uffici di cui
all'articolo 16, comma 2 della legge numero 10 del 2000 e
successive modifiche ed integrazioni è relativo all'istituzione
di un nuovo servizio, deve fare riferimento a spese per
investimento e non a spese correnti. Vorrei ricordare che,
trattandosi di spesa per il personale - tranne che il Presidente
della Regione non abbia, oltre al telefono, la sfera di cristallo
-, dalla dizione che recita il capitolo, non si fa riferimento
all'istituzione di nuovi servizi ma si parla di indennità per il
personale di cui alla legge numero 10 del 2000.
Potrei sbagliarmi ma potrebbe trattarsi, molto probabilmente,
di indennità relativa agli Uffici di Gabinetto della Presidenza e
non dell'istituzione di un servizio non attinente. Mi chiedo
come si possa istituire un servizio con un capitolo che non lo
prevede e come fa la Regione a prevedere, in un capitolo di spesa
per il personale, l'istituzione di un servizio di telefonia,
piuttosto che altro.
Delle due l'una: o il Presidente della Regione propone, con un
emendamento, la modifica della denominazione del capitolo o,
ancora una volta, ha affermato una cosa imprecisa, suggerita da
persone che, a mio avviso, fanno fare brutta figura al Presidente
in Aula.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, il centralone della Regione, adesso, funziona per meno
di 24 ore ma si prevede di farlo funzionare 24 ore su 24. Se un
cittadino vuole mettersi in contatto con gli Uffici
dell'amministrazione regionale, in genere, trova grandissime
difficoltà. Onorevole Presidente, forse, non le è mai capitato
ma, mi creda, è estremamente improbabile riuscire a parlare con
qualche funzionario.
Credo che il servizio ai cittadini vada migliorato. Oggi, c'è
Internet e vi sono delle opportunità straordinarie. Ritengo però
assolutamente inutile attuare un servizio 24 ore su 24, quando si
sa che sarebbe già un risultato eccezionale il buon funzionamento
di questo servizio per 6 ore su 24 al giorno, se tutti i
cittadini della Sicilia si trovassero in condizione di potersi
collegare o di parlare con gli Uffici.
Penso, quindi, che questo emendamento serva a fornire un
servizio inutile, superato. Oggi, infatti, si lavora via
Internet.
Secondo me, questa voce serve a trovare un po' di amici in più.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono favorevole
e lo sono a tal punto che vorrei che - a parte lo sfogatoio che
diventerà, visto che spesso non si ha la possibilità di
contattare gli Uffici, come afferma l'onorevole Tumino - non oso
immaginare le brutte parole per le altre 18 ore. Sono talmente
favorevole, signor Presidente, che suggerirei, nelle risposte che
si daranno ai cittadini - immaginate la moltiplicazione - di
operare come si opera oggi, per convocare i deputati, cioè via
telefono, via SMS, via e-mail e via fax.
In questo modo, anziché fare operazioni algebriche, come si
potrebbe proporre, toglieremmo il sovrappiù. Basterebbe convocare
i deputati attraverso uno strumento, anziché quattro che servono
o possono servire, evidentemente, a creare amici e amici degli
amici.
Anziché fare operazioni algebriche, quindi, facciamo operazioni
aritmetiche, cioè, nelle risposte allo sfogatoio, rispondiamo -
mi raccomando - attraverso quattro strumenti, come per i
deputati, quantomeno per una forma di democrazia, signor
Presidente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che, da
parte del Presidente della Regione, vi sia stata una
dimenticanza. Il comma 2 dell'articolo 16 così recita: L'Ufficio
di Segreteria di Giunta, la Segreteria generale, gli Uffici alle
dirette dipendenze del Presidente della Regione, l'Ufficio
legislativo e legale e gli Uffici costituiti, ai sensi
dell'articolo 4, comma 7, della presente legge, alle dipendenze
del Presidente della Regione con sede a Palazzo d'Orleans sono
organizzati in conformità... .
Non è pertinente.
Si può poi stabilire ciò che si vuole ma dobbiamo dare
un'informazione corretta all'Aula che, successivamente, sulla
base di ciò che è scritto e di quanto previsto dalla legge...
CUFFARO, Presidente della Regione. Onorevole Speziale, sta
affermando che ho detto una bugia all'Aula?
Serve per fare funzionare, 24 ore su 24, il centralino della
Presidenza della Regione che è alle dipendenze della Segreteria
generale.
SPEZIALE. Non è esattamente così
SPEZIALE. Onorevole Presidente, come dice un personaggio a lei
noto: mi consenta
La norma recita nel modo che le ho detto; non fa alcun
riferimento al centralone della Regione siciliana. Una cosa,
quindi, è incrementare di mille - non ricordo a quanto ammonta la
cifra prevista - per quanto riguarda gli Uffici alle dirette
dipendenze dell'Assemblea e un'altra cosa è l'Ufficio del
centralone. Si tratta di due cose completamente diverse che, in
questo caso, non sono neanche connesse.
Lei sta facendo riferimento, quindi, all'emendamento relativo
soltanto al rifinanziamento del comma 2 dell'articolo 16 che,
così come avevo letto prima, prevede: agli Uffici alle dirette
dipendenze del Presidente della Regione .
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, non posso
accettare che un parlamentare, seppure amico, mi dia del
bugiardo, senza che vi sia una mia replica.
La norma è esattamente quella scritta. L'onorevole Speziale
dimentica che, in quella norma e all'interno di questo capitolo,
rientrano il sovrintendente di Palazzo d'Orleans e i suoi uffici.
A Palazzo d'Orleans, fra qualche giorno, funzionerà 24 ore su 24,
un centralone di cui si potrà verificarne il funzionamento. Il
centralino già esistente a Palazzo d'Orleans - che funzionava in
orari d'ufficio - adesso funzionerà 24 ore su 24. Vi sono una
ventina di persone, in quanto devono turnare ed è chiaro che
queste persone devono essere retribuite con uno straordinario.
Questa è la verità.
Non si tratta di una spesa di investimento perché il centralino
esisteva già; è una spesa utile a tenere in piedi una struttura
di persone che risponderanno al telefono 24 ore su 24. Questa è
la giustificazione. Non ho motivo di dire una cosa che non
corrisponda a verità e che, tra l'altro, sarà verificabile. Mi
dispiace che l'onorevole Speziale mi abbia dato del bugiardo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
polemizzare ma mi chiedo se il centralino della Regione sia
quello del 118 o del Pronto soccorso; credo sia sufficiente che
funzioni 12 ore.
Onorevoli colleghi, non vedo a cosa possa servire una norma che
preveda un milione di euro per far funzionare 24 ore il
centralino della Regione. Sarei felice - e come me, tantissimi
colleghi - se lo facessimo funzionare 12 ore in perfetta regola,
rispetto a quella che è l'efficienza dei funzionari e degli
uffici che spesso fa diventare noi deputati dei questuanti e,
visto che non li troviamo mai nei loro uffici, non riusciamo
nemmeno ad adempiere al nostro ruolo di parlamentari.
Non voglio entrare nella polemica di questo o di quell'altro,
lo ribadisco, ma non vedo la necessità di spendere un milione di
euro - 50.000 euro ogni anno - per tenere aperto, nelle ore
notturne, un centralone.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Speziale ha semplicemente letto l'articolo cui si
riferiva la posta di bilancio e non c'è alcun cenno ad aspetti
che riguardano il funzionamento o il miglioramento di servizi
alla Regione.
Abbiamo già il centralino dell'ARS che funziona 24 su 24 per
ogni emergenza ed è già funzionante, operativo ed efficiente. Non
si comprende a cosa potrebbe servire attivare anche il centralino
della Presidenza della Regione, ammesso che questi soldi servano
a raggiungere tale obiettivo.
Il Presidente diceva che ci saranno 20 dipendenti del
centralino che turneranno e questi soldi servono a pagare queste
persone. Si tratta di dipendenti che, già, percepiscono uno
stipendio; un milione di euro diviso venti significa 50.000 euro
ciascuno di servizio straordinario. Stiamo parlando di dare
50.000 euro in più, per solo straordinario, a 20 dipendenti,
oltre lo stipendio che già percepiscono e lo straordinario che,
forse, già percepiscono.
Stiamo parlando di pagare due stipendi di cittadini normali,
per solo straordinario, a 20 dipendenti del centralino della
Presidenza della Regione. Di questo stiamo discutendo. Per questa
ragione, voteremo assolutamente contro uno spreco di questo tipo
perché il servizio non serve; consente soltanto di regalare dei
soldi, di elargire prebende.
Voteremo contro e chiederemo il voto segreto.
CANTAFIA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come già
qualcuno sa, ho fatto il sindacalista fino a pochi mesi fa.
Guardando le spese di bilancio dell'anno scorso, per questa voce,
risultavano 1.498.000 euro; nella bozza di bilancio, vi erano
1.498.000 euro e si chiede di aggiungere altri 1.094 migliaia di
euro, cioè un milione di euro.
Tecnicamente, non è possibile che si tratti di un'indennità.
Ammesso e non concesso che serva istituire un centralino attivo
24 ore su 24 ore - e qui molti hanno detto, ragionevolmente, che
non si capisce perché vi siano così tante persone che abbiano
bisogno di telefonare di notte al Presidente della Regione o agli
Uffici della Presidenza -, ma ammesso e non concesso che ciò
fosse possibile ed utile, neanche utilizzando le norme più
remunerative possibili di tutti i contratti nazionali, compreso
il contratto dei regionali, si arriverebbe ad una tale somma.
Delle due l'una: o hanno sbagliato a fare i conti, cosa
possibile...
CUFFARO, Presidente della Regione. Con questo capitolo si
facevano già altre cose...
CANTAFIA. A maggior ragione, onorevole Presidente. Nel
capitolo, c'è scritto 1.494.
CUFFARO Presidente della Regione. Abbiamo aggiunto 700 mila
euro per fare ciò. L'anno scorso, la cifra era di 1.500 e,
quest'anno, è di 1.300.
CANTAFIA. Onorevole Presidente, abbiamo guardato i numeri e
risultano: 1.498 prima e 1.498 nel bilancio che ci avete dato.
In più, naturalmente, 1.094 migliaia di euro.
Onorevole Presidente, ritengo che il suo Ufficio di Gabinetto
abbia sbagliato i conti; le conviene, quindi, ritirare
l'emendamento, così riportiamo un po' di ordine. Se, poi, va
pagata l'indennità di turno, saranno necessarie poche decine di
migliaia di euro e credo che una piccola variazione, all'interno
di quella unità previsionale, si possa trovare.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, parlo agli onorevoli colleghi
perché, evidentemente, il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro non è nella disponibilità di rivedere quello che sta
sostenendo. La Gazzetta Ufficiale pubblica il bilancio del 2006.
1) In questa UPB, l'ammontare previsto è di 1.498.000 euro.
Nel bilancio che staremmo votando, con l'emendamento che il
Presidente chiede di approvare, questa cifra passa a
duemilioniseicentomila euro, quindi, unmilionecentomila euro in
più. Vi è un aumento dell'80 per cento che porta la cifra a
1.100.000 euro in più rispetto a quello che c'è nel bilancio
scritto, nonostante il Presidente Cuffaro abbia detto, poco fa,
all'onorevole Cantafia che non è così.
La copia è, ovviamente, a vostra disposizione.
2) Fa riferimento ad un articolo della legge numero 10 del 2000
che non parla, assolutamente, delle motivazioni per cui
l'onorevole Cuffaro chiederebbe l'aumento. Non parla,
assolutamente, di centralini.
3) Anche quando così fosse e se si dovessero pagare, con queste
somme, degli straordinari, un incremento dell'80 per cento, come
sapete benissimo tutti, non giustifica il pagamento di
straordinari.
4) Nel merito e assumendocene tutta la responsabilità - e qui
parliamo a titolo del Gruppo e non a titolo personale -, non
crediamo necessario che si spendano due miliardi in più per
assolvere alla preoccupazione che, di notte, qualche siciliano
debba parlare, urgentemente, con gli Uffici della Presidenza.
Basterebbe, con i soldi che già sprechiamo, che la gente avesse
riscontro di giorno.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, immagino che
il Presidente della Regione, nel prevedere questo incremento
nella dotazione di quel capitolo, immagini che i siciliani, di
notte, abbiano difficoltà a prendere sonno.
Se facciamo riferimento alle condizioni drammatiche in cui
vivono le famiglie siciliane che, per fortuna, non seguono i
lavori di quest'Aula - non so se definire deprimente questo
dibattito, alienante dal punto di vista psicologico per una
persona normale come me - giungo alla conclusione che stiamo
discutendo di una cosa un po' strana. Immaginiamo, infatti, che,
nella testa della gente, una cosa che non funziona in Sicilia sia
il collegamento tra il Presidente della Regione e la gente che,
immagino, possa avere l'esigenza di esercitare pressioni e
chiedere chiarimenti 24 ore su 24, ad esempio, relativamente alle
opportunità di stabilizzare il lavoro precario; agli itinerari
che la gente, in qualche modo, immagina di dover percorrere, per
esempio, per poter essere assunta all'interno di quel progetto
dei tirocini annuali che l'ASI di Palermo avrebbe dovuto attuare.
Considerato che la gente, poi, non va tanto per il sottile, a
chi si rivolge?
Si rivolge al Presidente.
Ho fatto una interpellanza e anche una conferenza stampa con
Leoluca Orlando, l'altra volta, per cui credo che, in qualche
modo, vi sia un fondamento in questa richiesta del Presidente.
Immaginate che, appena 42 mila giovani e non giovani hanno
formalizzato la richiesta per fare un concorso strano per essere
inseriti nei 1800 tirocini dell'ASI.
Comprendete, quindi, che c'è una pressione fortissima. La
gente, certo, non pensa di rivolgersi ad Armando Aulicino. Non
esiste. A tutto pensano tranne che a chiamare me.
E' chiaro, quindi, che, nella mia valutazione, dal punto di
vista della domanda, è come quando la Fiat non vende più un
prodotto e da incarico ai suoi centri di ricerca di immaginare un
altro prodotto, non più la 500 ma la 126. Si rimane nel mercato
se si riesce a riconvertire il processo e il prodotto, in modo
tale che il mercato possa apprezzare.
In una realtà economicamente debole come la Sicilia, in cui la
propensione allo scambio è direttamente proporzionale alla
debolezza economica delle famiglie, lo scambio, per
perfezionarsi, ha bisogno di strumenti.
So che il telefono si usa con grande prudenza, in Sicilia, ma
vorrei chiedere al Presidente - e amico - Totò Cuffaro, che senso
ha, in una manovra finanziaria e mentre discutiamo del bilancio,
evidenziare un'esigenza che, per la forza con la quale l'ha
difesa, pare un'esigenza oggettiva, quella cioè di tenere il
collegamento tra il Palazzo e la gente 24 ore su 24.
A parte l'ironia - che è di breve momento - di alcune mie
affermazioni, comprenderete che non penso seriamente che il
disoccupato strutturale, di massa, in Sicilia, a Palermo, abbia
l'esigenza di collegarsi con l'Assessore o con il Presidente
della Regione 24 ore su 24; è sufficiente che il Presidente o
chi al posto suo trovi il modo di riceverlo.
Dico però che mi sembra eccessivo che si preveda una spesa così
forte, peraltro, per ricorrere allo straordinario.
Differentemente dal collega Cantafia, ho finito di fare il
sindacalista nel '93. Ho diretto, per parecchi anni, un
importante ufficio vertenze. Penso che si possa scambiare in due
modi: o ti assumo o, quando c'è una famiglia monoreddito, anche
di pubblico dipendente, e dipendente regionale - so che spesso
fanno la fame perché, anche una retribuzione di un pubblico
dipendente, se paghi l'affitto e tieni i figli a studiare...
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Aulicino.
AULICINO. Signor Presidente, stavo accelerando la mia
conclusione. La ringrazio perché lei è sempre tempestivo e
interviene quando è giusto.
Vi risparmio, quindi, ciò che stavo dicendo sulla mia vita da
ex sindacalista. Dico però che, per ricorrere allo straordinario,
immagino che il Presidente Cuffaro, visto che non credo davvero
che possa immaginare essenziale quel servizio, abbia avuto delle
pressioni.
E' possibile che, su un fatto sindacale che meritava
un'attenzione specifica, nella trattativa tra il datore di
lavoro, i sindacati e i lavoratori dipendenti del pubblico
impiego regionale, dobbiamo discutere qua se assegnare...
PRESIDENTE Onorevole Aulicino, non le ho detto che era fuori
tema perché aveva già esaurito il suo tempo ma è fuori tema
perché stiamo discutendo dell'emendamento.
AULICINO. Concludo ma, sul fuori tema, signor Presidente, ho la
sensazione che lei non sia in sintonia con i ragionamenti che
stiamo facendo.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
APPRENDI. Io già ho difficoltà a pensare che alla centrale
telefonica dell'ARS prestino servizio la notte, poi penso che
c'è già una sala operativa della Protezione civile della
Presidenza della Regione che opera continuativamente nell'arco
della giornata... Per quanto mi riguarda, il problema non sono i
soldi, un milione di euro - anche di più se è necessario - ma mi
chiedo alle due, alle tre, alle quattro, alle cinque di notte,
quali risposte dovrà dare al cittadino il centralinista?
Se qualcuno ci spiega quali sono questi servizi, sono convinto
che il centrosinistra sarà disponibile. Non c è un pompiere, là
dietro, che risponde ad una richiesta di soccorso
Qualcuno ci deve spiegare quali sono i servizi offerti la notte
ai cittadini siciliani che tempesteranno il centralone della
Presidenza della Regione per avere una risposta da un ufficio
Spiegatecelo, può darsi che ci convincerete
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho molto di
più da aggiungere rispetto a quello che hanno già evidenziato i
colleghi intervenuti.
Intanto, vorrei esprimere un disagio, il disagio di un'Aula
parlamentare che non so da quanto tempo, da quante ore, discute
di un problema in sé piccolo, ma che rischia di diventare
grottesco, con una battuta, si diceva poc'anzi, che si tratta di
argomenti dibattuti in un Consiglio comunale. Mi permetto di
correggere, chiedendo scusa ai Consigli comunali, perché spesso
all'interno di essi, si discutono argomenti importanti, degni di
nota.
Qui, invece, mi pare che stiamo un po' scadendo
Cerco di utilizzare questa occasione per porre due problemi. Il
primo è già stato evidenziato dal mio collega Apprendi, quando
ha chiesto quale servizio potrà essere offerto al cittadino che
telefona al centralino alle due di notte: quale problema potrà,
infatti, risolvere se alle due di notte risponde qualcuno
all'altro capo del telefono? Cosa può chiedere il cittadino
siciliano alle due di notte per giustificare l'istituzione del
centralone della Regione? Vuole parlare con il Presidente della
Regione? Bene, gli diranno di telefonare l'indomani, verso le
nove, le dieci, le undici, non credo che sia questo il servizio,
e non credo che possa essere quello di andare a svegliare gli
uomini del Governo della nostra Regione o, addirittura, mettere
in collegamento il cittadino con i responsabili dei vari uffici
regionali
La seconda cosa che volevo dire - e concludo - è che,
effettivamente, non solo è uno spreco per l'Assemblea questo tipo
di rapporto con i parlamentari, aspetto cui faceva riferimento
l'onorevole Ortisi, ma mi permetto di dire che è anche una
perdita di tempo per i deputati che, in quattro occasioni,
vengono coinvolti per avere sottoposta la stessa problematica.
Siamo, pertanto, naturalmente contrari a questo ampliamento,
anzi mi chiedo se non si debba mettere in discussione anche il
servizio esistente all'Assemblea regionale siciliana.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò
brevemente per evidenziare che questo provvedimento rischia
davvero di diventare più importante e più simbolico di quanto
probabilmente chi l'ha scritto e pensato volesse.
Uno dei temi fondamentali che abbiamo in Sicilia e nel resto
d'Italia - ma parliamo della nostra terra - è quello della
difficoltà di comunicazione, e non solo telefonica, che i
cittadini hanno con le Istituzioni regionali.
Se ne parla spesso, non solo in termini sociologici ed
economici, in riferimento al distacco che c'è tra le Istituzioni
regionali e la gente, i problemi, le tematiche.
Quasi a mo' di battuta, onorevole Presidente Cuffaro, pensavo
che, probabilmente, qualche contributo dovremmo darlo per mettere
meglio in comunicazione lei e il Governo regionale con i tanti
lavoratori e le tante lavoratrici che spesso vengono a Palermo
per cortei e manifestazioni. Magari, pensavo ad un'operazione di
questa natura, cioè contribuire alle spese che vengono sostenute
Penso davvero che nessun siciliano comprenderebbe e comprenderà
l'aumento di spesa, se é questa la ragione vera ovviamente,
perché se ci sono altre motivazioni ne prenderemo atto: ma se è
questa la ragione vera, non ci sarà un solo siciliano in grado di
comprendere e, soprattutto, di condividere un aumento della spesa
perché lui possa telefonare alle due, tre di notte, per mettersi
in contatto con il centralinista e poi non poter fare nulla,
ovviamente, perché a quell'ora ci sarà soltanto lui
Quindi, quale funzionalità e quale efficacia? Credo che il buon
senso e il buon gusto impongano di ritirare questa proposta; in
ogni caso, se questo non avverrà, credo che il minimo che si
possa chiedere è il voto segreto, affinché ognuno si esprima come
meglio crede e come coscienza gli imponga.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.6. Il
parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
CRACOLICICCRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Aulicino,
Cantafia, De Benedictis, Laccoto, Zappulla, Ortisi e Panarello)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto del
subemendamento Gov 2.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Antinoro, Apprendi, Ardizzone,
Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, D'Aquino,
D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Fagone, Falzone, Formica, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Manzullo,
Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale,
Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Vicari, Villari, Vitrano,
Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 37
Contrari 38
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge
numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.7, alla UPB
1.3.1.12, cap. 104534.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov 2.16 alla UPB 1.3.1.3.3.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa alla UPB 1.3.1.3.99.
Comunico che il subemendamento Gov. 2.1 è stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento Gov 2.13 è superato.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 2.12, a firma degli
onorevoli Fleres ed altri.
CASCIO. Signor Presidente, anche a nome degli altri firmatari,
dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov 2.16, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
CUFFARO, presidente della Regione. Io vorrei capire. Non ci
sono emendamenti, non si capisce più nulla
PRESIDENTE, Onorevole Presidente della Regione, essendo stato
presentato un unico emendamento da parte del Governo, il Gov. 2,
e riferendosi lo stesso a tutte le rubriche e dovendosi votare
tutte le rubriche, una per una, non poteva che succedere questo
Si passa al subemendamento Gov 2.13. Comunico che lo stesso
s'intende superato.
Si passa al subemendamento Gov. 2.15 alla UPB 1.3.2.7.1, al
capitolo 505901.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo capitolo, che aveva una previsione pari a zero, possa
essere mantenuto tale: perché dobbiamo ancora fare nuove società?
Dobbiamo partecipare a nuovi organismi? Per tutti quelli ai quali
partecipiamo, infatti, ci sono i relativi capitoli di bilancio.
Possiamo evitare di utilizzare risorse cosiddette a mare
aperto ? Com'è noto, ci sono capitoli che servono ad essere
finanziati, ma, in realtà, poi, con variazioni di bilancio, che
compie il singolo dirigente o direttamente la Giunta, lo
stanziamento si sposta da un capitolo ad un altro.
Pertanto, chiedo all'Aula di evitare l'approvazione di questa
previsione di 600.000 euro che non si capisce a quale finalità
sia diretta; tanto più, che era una previsione per memoria ,
nella bozza di bilancio approvato dalla Giunta.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, è giusto
fornire una spiegazione.
Il capitolo recita: Fondo da utilizzare per la partecipazione
alla costituzione di organismi comunque denominati o società . Il
capitolo é più ampio, perché con queste risorse paghiamo, per
esempio, la partecipazione al FORMEZ, la partecipazione allo
SVIMEZ, a tutta una serie di iniziative per le quali, altrimenti,
bisognerebbe, tutte le volte, tornare in Aula per fare una legge.
Attingiamo a questo capitolo per partecipare a tutta una serie
di organismi nazionali delle Regioni, tutta una serie di società,
a cui concorriamo e paghiamo la quota annuale: non si tratta
soltanto di una previsione per fare delle nuove società, ma anche
per continuare a pagare annualmente la quota associativa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.15 alla
UPB 1.3.2.7.1. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Si passa al subemendamento Gov 2.17.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov. 2.18, alla UPB 1.4.1.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Si passa al subemendamento Gov 2.14, alla UPB 1.4.1.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Pongo in votazione la Tabella B' - Gov 2, per la parte
relativa alla Rubrica Presidenza', così come emendata.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Borsellino, Cantafia, Zappulla, Panarello, Di Benedetto, Oddo,
Tumino e Zago)
Votazione per scrutinio segreto della Tabella B' - Gov 2 -
Rubrica Presidenza'
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto della
Tabella B' - Gov 2, per la parte relativa alla Rubrica
Presidenza'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cuffaro, Culicchia,
Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore
Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
Tumino, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 82
Maggioranza 42
Favorevoli 47
Contrari 35
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.23)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Agricoltura e foreste ,
dalla UPB 2.1.1.1.1 alla UPB 2.5.2.6.1: Gabinetto e uffici di
diretta collaborazione all'opera dell'Assessore; Dipartimento
regionale interventi infrastrutturali; Dipartimento regionale
delle foreste; Uffici speciali.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov. 2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.35:
«UPB 2.2.1.1.1 Cap. 142010 -30.000»;
subemendamento Gov 2.36:
«UPB 2.2.1.1.2 Cap. 142533 -150.000»;
subemendamento Gov 2.37:
«UPB 2.3.1.3.99 Cap. 146518 -100.000»;
subemendamento Gov 2.38:
«UPB 2.3.2.6.99 Cap. 546059 -100.000»;
subemendamento Gov 2.39:
«UPB 2.4.2.6.2 Cap. 550003 -150.000»;
subemendamento Gov 2.40:
«UPB 2.4.2.6.3 Cap. 551903 -4.100.000»;
-dall'onorevole Ragusa:
subemendamento 2.7:
«UPB 2.2.1.3.2
Cap. 143705 +45 (Centro regionale faunistico venatorio
Comiso)
Cap. 143706 - 45»;
-dall'onorevole Gianni:
subemendamento 2.8:
«Cap. 146514 +1.500.000 Euro (Manutenzioni Consorzio
Bonifica)»;
-dall'onorevole Oddo ed altri:
subemendamento Gov 2.113:
«UPB 2.4.2.6.2 Cap. 550003 +500
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -500».
Onorevoli colleghi, si procede con il subemendamento 2.7.
RAGUSA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2.8.
GIANNI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov. 2.35.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo, nel ribadire...
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prestare un po' di
silenzio...
CRACOLICI. Signor Presidente, rinuncio a parlare.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, considerato che i lavori d'Aula stanno procedendo
speditamente e, di fatto, devo dare atto all'opposizione di
essersi adoperata in una manovra molto intelligente per
instaurare un dibattito serio e vero, cosa che puntualmente è
avvenuta, desidero semplicemente fare una proposta, di continuare
a mantenere, cioè, questo clima molto costruttivo, molto
importante.
Ritengo, con molta serietà, che finalmente stiamo lavorando
bene. C'era un clima positivo in Commissione Bilancio , un
dibattito continuo
CRACOLICI. Ci siete tutti Adesso il numero legale c'è
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione. Dicevo, credo che questo clima sia il
modo più opportuno per fare una finanziaria rigorosa, importante,
una finanziaria che consenta veramente di uscire, finalmente,
dalla legge omnibus che abbiamo sempre combattuto, che abbiamo
sempre detto non era il luogo ideale; finalmente, oggi, la
finanziaria diventa un luogo in cui si può discutere seriamente e
serenamente nell'interesse - come diceva sempre l'onorevole
Cintola - della Sicilia e dei siciliani.
E' questo lo spirito. Ecco perché vi chiediamo con molta
partecipazione, con molta umiltà, con modestia, di continuare
questo lavoro costruttivo. Do atto a questa opposizione di non
avere accettato alcuna azione di consociativismo; avete fatto
veramente un'azione intelligente in piena libertà, in piena
serenità e in piena correttezza.
Lo dico con orgoglio e chiedo agli onorevoli colleghi e al
Governo di continuare in questo livello di altissimo spessore.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non posso darle la parola
perché lei poc'anzi vi ha rinunciato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, stiamo parlando del
subemendamento...
CRACOLICI. Lei ha chiara la posizione del Governo?
PRESIDENTE. Perfettamente, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io no. Posso avere una spiegazione?
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.35.
Richiesta di verifica del numero legale
ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Calanna,
Cracolici, Culicchia, Galvagno, Termine, Tumino e Zappulla)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
Sono presenti: Adamo, Antinoro, Ardizzone, Basile, Beninati,
Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaldi,
Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Luca, Di Mauro, Dina,
Fagone, Falzone, Formica, Gennuso, Gianni, Incardona, Leanza
Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Nicotra, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino,
Savona, Scoma, Terrana, Vicari.
Richiedenti non votanti: Apprendi, Calanna, Cracolici,
Culicchia, Galvagno, Termine, Tumino, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 56
L'Assemblea è in numero legale.
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.35. Il
parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'esame del subemendamento Gov 2.36.
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
i complimenti del Governo all'opposizione, ringrazio anche se ho
capito che la maggioranza è così sfasciata che ha costretto il
Governo a fare l'intervento che, in genere, fa la stessa
maggioranza, al fine di perdere tempo in Aula e consentire ai
deputati di rientrare di corsa
Il Governo, quindi, fa ostruzionismo a se stesso: non avendo la
maggioranza, ricorre agli interventi alla Pannella per cercare
di fare da cuscinetto fra i colleghi che vanno via e quelli che
rimangono.
Nell'illustrare questo subemendamento, vorrei ricordare che
questi capitoli che stanno per essere impinguati con
l'emendamento del Governo non nascono da esigenze urgenti ed
indifferibili da parte dell'assessorato dell'Agricoltura. Queste
risorse che sono state inserite con l'emendamento del Governo
sono, infatti, il frutto della distribuzione che
quest'emendamento fa delle disponibilità che la maggioranza si è
divisa in Commissione.
Ci sono capitoli che sono stati inventati da impinguare,
malgrado non ci fosse la richiesta Credo che ci sia,
addirittura, per alcuni partiti della maggioranza, la difficoltà
ad avere impinguati i capitoli, proprio perché non c'era la
richiesta C'erano le risorse che facevano parte della
distribuzione, ma non si è capito dove siano andate a finire,
perché gli Assessori da loro controllati non avevano fatto
neanche la richiesta di impinguare i capitoli.
Vorrei sapere se la stipula della convenzione con l'Agenzia per
l'erogazione in agricoltura, l'AGEA, per l'aggiornamento
dell'inventario vitivinicolo, è una spesa obbligatoria e se è
così, visto che c'è una convenzione, presumo ci sia un rapporto
contrattuale; ma se è così, mi può spiegare l'Assessore al ramo
com'è possibile che ci sia una previsione diversa da quella che
era stata approvata in bilancio?
Se è una spesa obbligatoria, è obbligatoria in quanto c'è un
rapporto contrattuale. Perché questi 250.000 euro in più? Da cosa
nascono? Dall'esigenza di metterli per ora qui, poi vedremo, in
corso d'opera, dove andranno a finire?
Credo che sia questa la modalità con la quale è stata fatta
questa previsione finanziaria, tanto più che l'AGEA, come si sa,
è un rapporto che si è consolidato nel tempo: l'aggiornamento
dell'inventario vitivinicolo, è un rapporto che nasce tra le
parti e quindi è una spesa obbligatoria. Credo, pertanto, che
non possiamo mettere né un euro in più né un euro in meno
rispetto a quanto scaturito dal rapporto contrattuale.
Qui ci sono, invece, 250.000 euro in più che non si capisce per
che cosa dovranno essere spesi, tanto più che il contratto è già
stato stipulato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.36. Il
parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Cantafia,
Culicchia, Di Benedetto, Gucciardi, Manzullo, Ortisi, Panarello e
Tumino)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.36
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Gov 2.36.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Formica, Galletti,
Galvagno, Gennuso, Gianni, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La
Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo
Salvatore Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello,
Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli,
Terrana, Tumino, Vicari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti .......76
Maggioranza...............39
Favorevoli...................33
Contrari.......................43
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.37. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.38. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov 2.39.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov 2.113.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare per illustrare il
subemendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parliamo
di una materia su cui, secondo una nostra valutazione, dovremmo
essere un po' più attenti rispetto alla piega che stanno
prendendo i lavori d'Aula, dal momento che stiamo parlando di
prevenzione incendi, con ciò non intendendo dire che i lavori
d'Aula non siano espletati con estrema attenzione.
La prevenzione incendi in Sicilia, infatti, rispetto allo stato
del patrimonio arboreo - mi rivolgo, in particolare, al
Presidente della Regione e all'Assessore al ramo - è una materia
molto complessa, tanto è vero che quest'anno, purtroppo, è stato
dimostrato che anche la larghezza dei viali parafuoco, rispetto
ad alcuni incendi, non è bastata, tanto che coloro che operano
nel settore stanno cominciando a proporre ulteriori interventi,
non solo per allargare gli stessi viali parafuoco, appunto, ma
per porre maggiormente in sicurezza i nostri boschi. Qualcuno
dice, a tal proposito, quel poco di bosco che rimane in alcune
zone , per la verità; lasciamo stare, poi, la superficie
complessiva siciliana rispetto ai protocolli internazionali,
citiamo Kioto ad esempio.
Dico, piuttosto, che ci sono realtà nella nostra provincia
dove, anche quest'anno, incendi devastanti hanno lasciato
veramente pochissime tracce anche in zone, dal punto di vista
ambientale, abbastanza interessanti.
Io non guarderei, in questo caso, come poco fa è stato
dimostrato - ed è bene che l'Aula lo faccia - i centomila euro in
bilancio, ma mi riferirei, piuttosto, a quest'opera che deve
essere compiuta bene dagli ispettorati forestali, facendo,
evidentemente, anche uno sforzo per razionalizzare gli interventi
con mezzi propri. Sapete meglio di me, infatti, che spesso i
mezzi impiegati, con i sistemi previsti dalla nostra
legislazione, tramite gare ad evidenza pubblica, sono messi a
disposizione da privati.
Incentivare questo nostro piccolo parco mezzi e cominciare
seriamente a pensare come mettere in sicurezza i nostri boschi,
non è cosa di poco conto, perché prevenire è meglio, decisamente
meglio, di attrezzarci solo per spegnere gli incendi: ormai è
risaputo che gli incendi, spesso e volentieri, non riusciamo a
spegnerli come una volta, onorevole Apprendi, lei se ne intende
più di me.
Una volta, forse anche adottando sistemi non del tutto
leciti , si riusciva a spegnere gli incendi. Oggi, nemmeno con i
Canadair riusciamo a spegnerli e poco, a volte, fanno gli
elicotteri del Corpo forestale.
Vi parlo per esperienza personale: ho assistito a incendi a
poca distanza dal luogo dove vivo: la montagna di Erice, per
intenderci, era una torcia e tutto è andato distrutto
PRESIDENTE La invito a concludere.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, ho concluso. Mi appassiono un
po'...
PRESIDENTE Gradirei il rispetto dei tempi, onorevole Oddo.
ODDO CAMILLO. Le ho semplicemente sottratto un minuto, signor
Presidente. Ho in questo momento la pretesa di pensare di
convincervi, perché voi comprendete meglio di me che quello è un
appostamento che non basta a dotarci di quel minimo di strumenti
per fare un buon lavoro.
Se è possibile, dato che stiamo svolgendo una discussione sul
bilancio, anche con riferimento all'appostamento di 100 mila
euro, facciamo uno sforzo, perché si tratta di risorse che non
sarebbero assolutamente sprecate.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.113. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov 2.40. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la parte dell'emendamento Gov 2, riferita
alla Rubrica Agricoltura'.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Ballistreri, Calanna, Cimino, Fagone, La Manna, Manzullo, Di
Benedetto, Oddo Salvatore Antonino e Tumino)
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei tentare di capire, insieme all'opposizione, che
- lo ammetto - ha svolto un lavoro costruttivo: mi domando,
tuttavia, se il Parlamento dovesse scegliere di bocciare questa
Rubrica, cosa facciamo? Non mandiamo al lavoro gli operai
forestali? Stiamo parlando di questo, infatti
E' giusto che l'opposizione svolga il proprio ruolo, che chieda
il voto segreto, però, se per caso dovessimo bocciare questa
Rubrica dell'agricoltura, dove sono contenute anche le risorse
per l'avviamento degli operai forestali, cosa vuol dire? Ci sono
5 milioni di euro per i lavori idraulici forestali.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2, nella
parte relativa alla Rubrica Agricoltura'
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov.2, relativamente alla Rubrica Agricoltura'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,
Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore
Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
Tumino, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti .......82
Maggioranza...............42
Favorevoli...................54
Contrari.......................28
(E' approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Famiglia, politiche sociali
ed autonomie locali', dalla UPB 3.1.1.1.1 alla UPB 3.2.2.8.1:
Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; Dipartimento regionale della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.41:
«UPB 3.2.2.6.8.8 Cap. 582001 -10»;
-dall'onorevole Barbagallo:
subemendamento 2.1:
«UPB 3.2.1.3.1 Cap. 182526 +17.526 migliaia di euro
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -17.526 migliaia di euro».
Si passa al subemendamento 2.1.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che avrebbe dovuto firmare l'Assessore per la
famiglia. Il Governo può decidere di fare ciò che vuole, io l'ho
presentato per senso di responsabilità, perché si rivolge non ai
soggetti più deboli, ma ai più deboli tra i più deboli, i minori
dismessi dagli ospedali psichiatrici e i minori a rischio.
Nei due capitoli che i comuni utilizzano per dare 2 mila euro
per bambino alle comunità alloggio, mancano questi 18 milioni di
euro
L'Aula ritiene di non erogare tali somme? Mi affido alla
volontà del Governo e dell'intera Aula. Non è un mio emendamento,
si tratta di una previsione che colma una lacuna. Siccome ci sono
tremila ragazzi - abbiamo fatto un censimento - e non tutte le
comunità alloggio sono convenzionate con la Regione, i comuni
devono far fronte a queste spese destinate ai più deboli.
Il Presidente Cristaldi conosce benissimo l'argomento, la prima
Commissione, «Affari istituzionali», l'ha approvato
all'unanimità, l'Aula e il Governo si atteggino come vogliono.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.1. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.41.
CRACOLICI. Lo ritiro, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché, non più tardi di un quarto d'ora
fa, l'onorevole Leanza, non soltanto plaudiva all'atteggiamento
dell'opposizione, ma invitava a continuare in questi termini.
L'onorevole Barbagallo ha presentato un emendamento e ne ha
esplicitato i contenuti, non solo dal punto di vista della forma,
in maniera molto soft, ma anche nel merito, esplicitando che
andava a colmare, probabilmente, una lacuna tecnica di somme e
non di indirizzo.
Credo che questa era l'occasione per verificare la sincerità
dell'espressione dell'onorevole Leanza, a meno che poco fa non
l'abbia fatto - e si sia ridotto a questo ruolo - per consentire
l'operazione tattica del rientro in Aula dei deputati della
maggioranza, la qual cosa mi deluderebbe moltissimo.
A fronte di questo atteggiamento, di apertura formale e
chiusura sostanziale, vorrei invitare i colleghi dell'opposizione
- Si vis pacem para bellum - ad assumere un atteggiamento
consequenziale. Chiediamo il voto segreto per ogni
subemendamento, così la letizia, la cui derivazione spiegheremo,
del Presidente Cuffaro, a momenti alterni, scomparirà del tutto,
nella constatazione che il muro contro muro non serve a chi
governa.
Mi dispiace, onorevole Presidente: c'è stata l'occasione,
formale e sostanziale, per verificare che il suo invito non era
che tattico.
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Gov 2,
relativamente alla parte che riguarda la Rubrica Famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali'.
ORTISI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Barbagallo, Calanna, Cracolici, Di Benedetto, Galletti,
Gucciardi, Tumino e Zago)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2,
relativamente alla Rubrica Famiglia, politiche sociali ed
autonomie locali'
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov 2, relativamente alla Rubrica Famiglia,
politiche sociali ed autonomie locali'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,
Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza,
Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Termine, Terrana, Tumino, Vicari, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 82
Votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 41
Contrari 40
(E' approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Bilancio e finanze'. La
Presidenza avverte che l'esame dell'amministrazione Bilancio e
finanze' avverrà, come di consueto, a conclusione dell'esame
delle altre amministrazioni.
Si passa, pertanto, alla Rubrica Lavori pubblici', dalla UPB
6.1.1.1.1 alla UPB 6.5.2.6.2: Gabinetto e uffici di diretta
collaborazione all'opera dell'Assessore; Dipartimento regionale
lavori pubblici; Ispettorato tecnico; Ispettorato tecnico
regionale; Uffici speciali.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
CRACOLICI. Signor Presidente, ritiro tutti i subemendamenti da
me presentati alla Rubrica Lavori pubblici'.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento Gov 2, nella parte relativa
alla Rubrica Lavori pubblici'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale ed emigrazione', dalla UPB 7.1.1.1.1 alla UPB
7.4.2.6.99: Gabinetto e uffici di diretta collaborazione
all'opera dell'Assessore; Dipartimento regionale lavoro;
Dipartimento regionale formazione professionale; Agenzia
regionale per l'impiego e la formazione professionale.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dal Governo:
subemendamento 2.17:
«UPB 7.1.1.5.2 Cap. 310306 +400»;
subemendamento 2.16:
«UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312522 +1.500»;
subemendamento Gov 2 ter:
«UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312522 +1.050
UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312524 +1.400
UPB 7.4.1.1.2 Cap. 320515 +50
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -2.500»;
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.59:
«UPB 7.3.1.1.2 Cap. 316503 -140.000»;
subemendamento Gov 2.60:
«UPB 7.3.1.1.2 Cap. 316511 -11.000»;
subemendamento Gov 2.61:
«UPB 7.3.1.3.1 Cap. 318103 -20.000.000»;
subemendamento Gov 2.62:
«UPB 7.4.1.1.1 Cap. 320006 -5.000»;
subemendamento Gov 2.63:
«UPB 7.4.1.1.1 Cap. 320008 -14.000»;
subemendamento Gov 2.64:
«UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +2.308.000»;
subemendamento Gov 2.65:
«UPB 7.4.1.3.99 Cap. 320517 -10.000.000»;
-dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:
subemendamento Gov 2.114:
«UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +14.900
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -14.900»;
-dall'onorevole Cracolici ed altri:
subemendamento Gov 2.5:
«UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +10.000.000
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215704 -10.000.000»;
subemendamento Gov 2.3
«UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301
-2.309 (2007) -2.309 (2008) -2.309 (2009)»;
-dall'onorevole Gianni:
subemendamento 2.11:
«UPB 7.3.1.3.1 Cap. 316514 +90.000».
Onorevoli colleghi, si procede con il subemendamento del
Governo 2.17.
CUFFARO presidente della Regione. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, quindi, al subemendamento 2.16.
CUFFARO, presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al
subemendamento Gov 2 ter.
CUFFARO presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa ai subemendamenti 2.59 e 2.60.
CRACOLICI. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al
subemendamento 2.61 dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
aspettato che, relativamente a questo capitolo - dove abbiamo
iscritto in entrata 21 milioni di euro e, adesso, iscriviamo tra
le spese lo stesso importo - ebbene, mi sarei atteso un
intervento che non è mai stato spiegato neppure in Commissione,
non c'era neanche nel famoso emendamento del Governo che poi è
stato ritirato.
E' un intervento ex novo. Vorremmo almeno sapere di cosa stiamo
parlando, visto che c'è un'entrata, quindi un trasferimento, si
tratta probabilmente di soldi dello Stato
CUFFARO, presidente della Regione. Obbligo formativo,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Perfetto Ma perché in entrata in questo momento
CUFFARO, presidente della Regione. Perché lo Stato ha approvato
il bilancio e i fondi li ha dati adesso...
CRACOLICI. No, non è questo
PRESIDENTE, Onorevole Cracolici, parli all'Assemblea...
CRACOLICI. No, non è questo, dicevo: in Commissione Bilancio,
lo dico perché bisogna avere rispetto del lavoro di noi tutti,
anche dell'Assessore, abbiamo chiesto che nella legge di bilancio
venissero calati tutti gli interventi e tutti i trasferimenti per
gli effetti della legge finanziaria.
Il Governo ha presentato un emendamento ed è stato inserito
puntualmente. Dopo di che, questo non c'era. Quindi, vorremmo
soltanto capire la ragione di questo intervento, subito dopo,
sono disponibile a ritirare il subemendamento. L'importante è che
lo capiamo.
FORMICA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questa somma iscritta in bilancio è relativa
all'obbligo formativo, appostamento contenuto tutti gli anni
nello stesso capitolo.
Questo importo non poteva entrare in bilancio, onorevole
Cracolici, perché è da ripartire fra le varie regioni. La
Conferenza Stato-Regioni, per la ripartizione della somma di che
trattasi, si svolgerà il 25. La somma è stata inclusa dopo per
questo, perché la Commissione nazionale competente per la
ripartizione si riunisce solo dopo la finanziaria.
Anzi, questa somma iscritta in bilancio, è inferiore di circa 4
milioni rispetto a quella dell'anno prima. Altrimenti, avremmo
dovuto iscrivere in bilancio i 204 milioni previsti nella
finanziaria
CRACOLICI. Signor Presidente, ritiro il subemendamento 2.61.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, chiedo la sospensione dei lavori
dell'Aula, perché la presentazione di questi emendamenti, che non
sono ordinati né per Rubrica né per ordine di bilancio, non mi
sembra un modo regolare di procedere.
Chiedo, quindi, la sospensione dei lavori per porre ordine a
tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, tutti gli emendamenti sono nel
relativo fascicolo a vostra disposizione.
RINALDI. Signor Presidente, non è così. Gli emendamenti non
sono in ordine di Rubrica...
PRESIDENTE. Le posso garantire che tutti gli emendamenti sono
contenuti nel fascicolo che abbiamo tutti e poi ci sono i
subemendamenti che, ovviamente, i deputati hanno presentato dopo
la redazione del fascicolo stesso.
Chiedo scusa per la confusione che posso creare, ma le assicuro
che se sospendessimo i lavori, non risolveremmo il problema.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 2.62.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Il subemendamento 2.62 é ritirato dall'onorevole
Cracolici e fatto proprio dall'onorevole Ortisi.
ORTISI. Chiedo di parlare per illustrarne le ragioni.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
dell'argomento per trattarlo una volta soltanto.
Le leggi Bassanini affidarono la gestione di ogni ente ai
dirigenti e, comunque, ai dipendenti, ai capiservizio, ai
capisettore eccetera. Esse prolusero a una legislazione di
incoraggiamento del lavoro dei responsabili della gestione,
attraverso la previsione di due forme di gratificazione, una
legata all'indennità di posizione e una legata all'indennità di
risultato.
Vorrei chiedere al Governo se, con questo incremento, intende
far propria una pessima abitudine, di attuare, cioè, a
prescindere dal risultato, il massimo riconoscibile a ognuno dei
responsabili della gestione, in appoggio all'indennità di
posizione dovuta: si rischia di erogare un'indennità di risultato
che troppo spesso, anzi quasi sempre, diamo per scontata a
priori, rispetto ad una valutazione che invece dovrebbe avvenire
a posteriori. In altri termini, se qui si prevede il massimo,
senza fare valutazioni in ordine ad una media, sono assolutamente
contrario; se invece questa è una media, voto a favore.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, desidero dare una risposta all'onorevole
Ortisi. I 7 mila euro sono motivati dalla circostanza che c'é una
persona che ha cambiato Dipartimento e, quindi, si stanno
spostando, altresì, le relative risorse da un Dipartimento
all'altro.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 2.62. Il
parere del Governo?
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi é contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.63.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2.64.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo non è
un subemendamento che si limita a cancellare la previsione di
riduzione che opera il Governo: assieme a questo mio
subemendamento, ve n'è un altro in merito a questo stesso
capitolo, su cui richiamo l'attenzione, e sul quale vorrei una
risposta del Governo. Il mio emendamento prevede una
maggiorazione di 10 milioni di euro.
Trovo incredibile che il Governo, invece, abbia presentato un
emendamento di riduzione di questo capitolo quando, avendo
approvato nel 2006 la legge n. 16, erano stati previsti,
rispettivamente, ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 11, contratti di
stabilizzazione di 24 ore per il personale precario; per il
personale che aveva già un contratto di 18 ore, al terzo comma,
era prescritto che le 24 ore potevano essere integrate sulla base
della capienza del Fondo.
Ritengo vi sia una ingiustizia che si sta perpetrando nei
confronti di lavoratori LSU che hanno un contratto uguale a
quello di altri colleghi, ma svolgendo un orario diverso.
Delle due l'una C'è bisogno, ci fanno sapere gli Uffici, di 10
milioni di euro per consentire la copertura finanziaria anche per
il personale che ha un contratto di 24 ore, pertanto, non
comprendiamo il motivo per cui il Governo riduca di quasi 2
milioni e 400 mila euro il Fondo per il precariato.
Chiedo, quindi, non soltanto di cancellare la riduzione operata
dal Governo ma, altresì, di prevedere l'incremento di 10 milioni
di euro per consentire al personale precario di avere un
rapporto di lavoro a 24 ore, così come per gli altri colleghi.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, nessuna distrazione da parte degli Uffici e,
quindi, del Governo, e nessun timore che vengano tolte risorse
dai Fondi per il precariato.
Questo Governo sta continuando l'opera di stabilizzazione che
era stata già avviata nella precedente esperienza: adesso, alcuni
di questi precari vengono pagati con le risorse trasferite su
capitoli di altri Dipartimenti. Qui sottraiamo i 2 milioni e
trecento mila euro, trasferiti in altri capitoli, lasciando
soltanto le somme occorrenti per far fronte agli stipendi del
personale che ancora viene pagato con lo stanziamento di questo
capitolo.
Si tratta di conti fatti dal Direttore del Dipartimento che
emette i mandati di pagamento: non c'è alcuno storno, non abbiamo
sottratto risorse, le abbiamo soltanto spostate nei rispettivi
capitoli di pertinenza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questo capitolo esistano due problemi: uno, riguardante la
circolare già emanata al 31 dicembre 2006, senza che ancora vi
fossero i fondi, l'altro è che qui non sono state previste le
somme per gli aumenti contrattuali.
La verità è che nel calcolo elaborato dagli Uffici, non sono
stati previsti gli aumenti contrattuali che riguardano una parte
non coperta dalla Regione, circostanza che crea gravi problemi
agli Enti locali.
Sarebbe, pertanto, auspicabile, in questo momento, non
sottrarre i 2 milioni e 400 mila euro dal capitolo, poiché -
almeno in parte - si potrebbero coprire le spese concernenti i
citati aumenti contrattuali che, nell'anno 2007, dovranno essere
pagati; altrimenti, gli stessi aumenti contrattuali, saranno un
problema per gli Enti locali o la Regione. Lo ribadisco, gli
Uffici hanno confermato che gli aumenti contrattuali non sono
stati contemplati nei conteggi.
CANTAFIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è già chiara
la natura dei nostri emendamenti. Lei, onorevole Presidente della
Regione, ha detto che queste somme, pur essendo state tolte da
questo capitolo, non mettono in discussione le leggi che abbiamo
fin qui approvato.
Le ricordo che per il personale per il quale era già stato
fatto un contratto di diritto privato per 18 ore, mancavano le
risorse. Allora, se lei sostiene che le risorse rimaste nel Fondo
per il precariato sono sufficienti, comunque, a portare a 24 ore
tutti i lavoratori così stabilizzati, non c'è problema. Ma lo
deve dire, altrimenti mancano quelle risorse che sono necessarie
vengano lasciate, come peraltro integrate con il nostro
emendamento successivo.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che - rispetto all'esperienza che stiamo vivendo - il Governo,
purtroppo, è chiuso a riccio e ritiene che su alcuni argomenti,
come quello posto poco fa e che non voglio ricordare, bisogna
necessariamente andare avanti con questa impostazione. E capisco
che il Governo è chiuso a riccio, dicevo, e che sostanzialmente
ha oramai deciso, tranne poi declamare, con il vicepresidente
della Regione, per perdere un po' di tempo e fare entrare i
colleghi della maggioranza per ricostituire così il numero
legale: ma a parte questa declamazione, senza finalità precise,
senza credere in quanto detto, vorrei far notare che la legge
approvata a fine della legislatura precedente recita, in maniera
abbastanza chiara, che tutto ciò che significa processi di
stabilizzazione e che riguarda la contrattualizzazione, si rifà
alla logica di almeno 24 ore.
Ricorderete che allora ci fu una lunga discussione in Aula,
tanto che si approvò la tesi delle 24 ore da noi sostenuta.
Sappiamo pure quali sono state le difficoltà di una reale
copertura finanziaria di quel provvedimento legislativo.
Abbiamo quindi stabilito con legge, dicevo, che tutto ciò che
riguarda i processi di stabilizzazione contrattualizzata e così
via, va inquadrato nell'ambito di almeno 24 ore. Almeno 24 ore
significa che, per il calcolo predisposto dagli Uffici (che
credo, da questo punto di vista, facciano quasi sempre il loro
dovere, nel fornire informazioni ai deputati e non solo al
Governo) ebbene, per quanto ci risulta, onorevole Presidente
della Regione, il fondo, sostanzialmente, andrebbe impinguato
ancora per 14 milioni 809 mila euro, cifra che permetterebbe di
applicare, come vogliamo meglio definire, la legge da noi
approvata, la numero 14 del 2006.
Tranne che non vogliamo sostenere questa sera il contrario Vi
ricordate quanto accaduto nella scorsa legislatura? Lo dico ai
colleghi deputati: nella tredicesima legislatura, vi ricordate
quando sulla copertura finanziaria ci fu tutto un confronto
particolare con il Governo che ci garantiva la copertura
finanziaria che non c'era?
Ebbene, non vorrei che questa sera, per passare il guado , ci
diciamo che i calcoli sono stati fatti come sono stati fatti
Chiedo pertanto che su questo emendamento si voti per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa unità previsionale vi
sono parecchi emendamenti e subemendamenti rispetto alla proposta
del Governo.
Si procede, pertanto, con la votazione del subemendamento
2.114. Il Governo assicura la necessaria copertura finanziaria?
CUFFARO, presidente della Regione. No.
PRESIDENTE. Se non c'è copertura, il subemendamento è
inammissibile e, quindi, non si può procedere alla relativa
votazione.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, l'emendamento è compensato...
PRESIDENTE. Il Governo non ha dato la copertura finanziaria al
subemendamento.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, non facciamo forzature, lei
non può chiudere così la vicenda, sta scherzando? La Presidenza
deve procedere come prescrive il Regolamento, altrimenti è ovvio
che sta facendo una forzatura.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, intanto la Presidenza non procede a
forzature: quanto al subemendamento, per poter essere posto in
votazione, deve avere la copertura finanziaria, ed è il Governo
che l'assicura.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
rivolgermi alla Presidenza, occorre chiarire una questione
dirimente. Se qualunque collega in quest'Aula presenta un
emendamento che formalmente è compensato, cioè che preleva da un
capitolo e ne sposta lo stanziamento in altro capitolo, il tema
della copertura non riguarda il fatto che il Governo decide se la
stessa va data o meno sulla base di un orientamento o di
un'opinione; il Governo, infatti, può riferire che, in quel
preciso capitolo, non può essere fatto alcun prelievo perché si
tratta di spese obbligatorie. Se, nel caso specifico, il fondo di
riserva è stato utilizzato dal Governo per dare copertura per
oltre 39 milioni di euro al suo stesso emendamento, è evidente,
allora, che qualunque deputato può utilizzare il Fondo di riserva
per compensare qualunque spesa.
Sarà poi l'Aula a bocciare l'emendamento, ma non può essere
argomentato il fatto che il Governo decida di approvare o meno il
prelievo dal fondo di riserva. Se l'Aula approva il prelievo dal
fondo di riserva, infatti, quest'ultimo avrà una minore
previsione e quel capitolo avrà il corrispettivo ammontare
trasferito.
Pertanto, è evidente che se il fondo di riserva non è vincolato
al momento, la copertura non può che esserci, visto che l'ha già
utilizzato il Governo e può anche usarlo qualunque altro
deputato.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il ragionamento dell'onorevole Cracolici, è un
ragionamento che va interpretato: il Governo nelle sue previsioni
programmatiche, utilizza il Fondo fino a quando esso è
utilizzabile, perché al di sotto di quella previsione non si può
eccedere. E' chiaro che il Governo può farlo, dovendo
ridistribuire le risorse, così come abbiamo fatto nei vari
capitoli, perché lo riteniamo essenziale, e abbiamo dunque
utilizzato il fondo di riserva.
Se potessimo utilizzarlo ancora, perché riterremmo vi fossero
ulteriori margini di disponibilità, avremmo tanti altri capitoli
da impinguare, compreso uno di quelli che poc'anzi non abbiamo
potuto incrementare, mi riferisco, cioè, all'emendamento
presentato dall'onorevole Barbagallo.
Il fondo di riserva pertanto, per quel che ci riguarda, così
come è risultato, non può essere più utilizzato, perché è al
minimo delle disponibilità. Prima, vi erano risorse che, nella
sua programmazione, il Governo ha ritenuto di poter distribuire e
l'ha fatto: siccome l'onorevole Oddo, tra l'altro, è stato uno
tra i deputati che, in Commissione Bilancio, giustamente, ha
posto l'attenzione sul fatto che il fondo di riserva, dopo il
prelievo dei 39 milioni di euro era già al minimo, mi parrebbe
strano che sia adesso proprio lui, dopo avercelo ricordato, a
continuare a farlo diminuire ulteriormente.
Pertanto, invito i deputati a presentare gli emendamenti che
riterranno opportuni, ma utilizzando le dovute compensazioni
all'interno del bilancio, senza ricorrere ancora al fondo di
riserva che, trovandosi al minimo delle disponibilità, non può
ridursi al di sotto della cifra stimata.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per richiamo al Regolamento
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc'anzi
la Presidenza stava tentando di dichiarare improponibile un
emendamento e, a norma di Regolamento, ribadisco che non può
farlo. Intendo qui spiegare il motivo.
In parte, l'ha già detto l'onorevole Cracolici nel corso del
suo intervento, quando, ovviamente, ha fatto notare che tutte le
operazioni sulle tabelle sono compiute proprio a decremento del
fondo di riserva.
E' vero che noi abbiamo sollevato in Commissione Bilancio la
questione relativa al fondo di riserva, rilievo rispetto al quale
ci hanno riferito che non c'è nemmeno, come per gli Enti locali,
una cosiddetta soglia percentuale minima su cui calcolare il
fondo di riserva stesso; l'obiezione è stata fatta,
personalmente, non sono andato ad approfondire la questione.
Mi è stato detto in Commissione Bilancio che non c'era e che
non c'è detta soglia: è ovvio, quindi, che se il Governo ritiene
che può fare nelle tabelle variazioni diminutive di quasi 40
milioni di euro, è assolutamente inconcepibile che si discuta ora
se un deputato possa analogamente compensare un emendamento,
ricorrendo al medesimo fondo di riserva
Mi permetta di dire, pertanto, signor Presidente, che il
Regolamento in quest'Aula vale per tutti: Governo e deputati,
maggioranza ed opposizione La Presidenza ha dichiarato in Aula
come dovevano essere e come dovevano articolarsi gli emendamenti:
ha riferito che gli emendamenti dovevano contenere l'UPB, il
capitolo e la relativa compensazione. Benissimo, ci siamo
attenuti scrupolosamente a ciò che è stato deciso, in ossequio al
Regolamento
Pertanto, se c'è un problema politico, lo si lasci al confronto
politico, ma non mi si dichiari l'improponibilità, perché il
Regolamento può essere invocato soltanto quando non vi è
compensazione: nel caso specifico, quest'ultima, è fatta a valere
del fondo di riserva che, politicamente, il Presidente della
Regione ritiene stia raggiungendo una soglia che definisce di
guardia, ma non sicuramente dal punto di vista regolamentare
CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che il
problema sia serio, ma non posto correttamente. I due milioni di
euro di cui si parla, infatti, nient'altro sono che una
diminuzione del fondo di riserva ma che, in realtà, non
diminuisce affatto, perché va a sanare e compensare i precari di
un settore, motivo per cui non è vero che si è ridotta tale
soglia.
Aggiungerei ora, e vorrei sentire in proposito l'Assessore per
il lavoro, se la cifra messa a copertura del fondo unico per i
precari, è sufficiente a stabilizzare tutti quanti, giustamente,
devono ancora esserlo in base alle leggi che questo Parlamento
ha approvato.
Vorrei quindi capire come mai il Governo, che sa di avere due
leggi da attuare, sostiene che con la cifra che ha posto in
essere riesce a dare copertura ai due provvedimenti. Se, invece,
così non è, e difficoltà di bilancio dovessero imporre che in
questo momento il Governo sceglie la strada di lasciare nel fondo
unico meno di quanto è previsto, sapendo però che, nel corso
dell'anno, può rimpinguarlo per arrivare a definizione in ogni
caso entro l'esercizio finanziario, bene, eviterei allora di fare
oggi una forzatura e una contrapposizione in seno all'Assemblea
(personalmente, sono tra quelli che lo vorrebbero aumentato, se è
necessario, indipendentemente dalla valutazione del Governo).
Tuttavia, nello stesso tempo, dico che se il Governo fornisce,
attraverso l'Assessore per il lavoro, la certezza che quel fondo
riesca a soddisfare le esigenze previste dalla legge, a me sta
bene Ribadisco il concetto, nella speranza che qualcuno mi
ascolti e poi mi dia una risposta puntuale e concreta. Fino ad
ora, non sono intervenuto, perché ritengo che il Governo abbia
seguito una strada che sta portando ad una finanziaria e ad un
bilancio seri e corretti.
Delle due l'una: o l'Assessore per il lavoro, che sa
esattamente che deve portare a termine due leggi che gli
impongono la stabilizzazione dei precari, conosce che con quella
cifra può riuscirci - e, allora, si assuma la responsabilità e lo
dica -, altrimenti, se non c'è la necessaria copertura, si potrà
ovviare durante il corso dell'anno con l'assestamento di
bilancio. Tutto ciò significa che il Governo si è posto il
problema, e in questo momento, anche se non sta provvedendo per
intero alla copertura finanziaria, è consapevole, comunque, di
doverlo fare in futuro.
Fare una forzatura sul fondo di riserva, in questo momento, è
una cosa delicatissima e non invito il Governo a prelevare
ancora, perché ciò avrebbe sicuramente delle ripercussioni nel
momento in cui dovessero sorgere dei problemi nella società
siciliana, senza sapere come farvi fronte. Vorrei, piuttosto, che
il Governo ci dicesse se la cifra stanziata sia sufficiente o
meno e, in quest'ultimo caso, si impegnasse ad indicare da dove
attingerà le nuove risorse per provvedere all'ulteriore
stanziamento.
Se così fosse, ritengo che non può più essere presentato un
emendamento contro una volontà che intende, piuttosto, realizzare
e portare a compimento la stabilizzazione dei precari in Sicilia.
E' diverso, invece, se il Governo dichiari che manca la
disponibilità finanziaria.
Personalmente, ritengo che, dal punto di vista esclusivamente
tecnico, l'emendamento non possa essere posto in votazione,
indipendentemente dal fatto se il Governo mi abbia ascoltato;
diversamente, sarà mia conseguenza agire con il mio voto, così
come credo opportuno e doveroso.
BARBAGALLO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente della Regione ha detto una cosa giusta e, cioè, che
il fondo di riserva non può essere utilizzato: ciò non lo
prescrive il Regolamento, bensì la legge di bilancio. Ma, assunta
questa premessa, non doveva utilizzarlo nemmeno il Governo,
perché non vi ha fatto ricorso per un evento eccezionale o
straordinario, ritenendo il prelievo dal fondo di riserva una
della forme più cospicue di entrate.
Il fondo di riserva è di 350 milioni di euro e, in atto,
abbiamo nel fondo risorse per circa 100-135 milioni di euro.
Il prelievo fatto dal Governo, quindi, è di una gravità
straordinaria, perché per primo esso ha violato la legge di
bilancio e, sulla scorta di questa violazione, i deputati hanno a
loro volta impegnato gli emendamenti sul fondo di riserva,
commettendo un ulteriore errore, certo, ma è molto più grave che
l'abbia fatto il Governo Fra qualche mese, il fondo dovrà essere
rimpinguato nuovamente, non essendo possibile restare, in una
Regione come la Sicilia, con riserve così seriamente intaccate.
CUFFARO presidente della Regione. Il fondo di riserva è 300
milioni di euro. Ci sono due titoli: titolo I e titolo II. Lei ha
guardato il titolo I, dove vi sono risorse per 100 milioni, ma in
questo momento il fondo di riserva è, complessivamente, di 300
milioni di euro.
BARBAGALLO Penso che la situazione, dal punto di vista
legale, sia delicata e considero, comunque, impropria e sbagliata
questa utilizzazione.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato dall'onorevole Oddo è perfettamente legittimo e,
sostanzialmente, cerca di recuperare una grossa svista del
Governo rispetto a una fascia di precariato che verrebbe
penalizzata rispetto a tutti gli altri soggetti che oggi
stipulano i contratti.
Peraltro, il richiamo fatto dall'onorevole Cintola al fondo di
riserva, a questa pericolosità di attingere al fondo di riserva,
contraddice tutto quanto è stato fatto sino ad ora dal Governo e
dalla maggioranza.
E bene diceva l'onorevole Barbagallo che, oramai, il prelievo
dal fondo di riserva ha costituito una fonte di entrata maggiore
o, comunque, la fonte di compensazione di tutte le esigenze, le
più svariate e bizzarre, che la maggioranza, in Commissione e in
Aula, abbia avuto sino adesso.
Ci sono, pertanto, tutti i presupposti regolamentari e
normativi perché l'emendamento dell'onorevole Oddo venga messo ai
voti ed è chiaro che sarebbe opportuna una presa di coscienza
generale, da parte dell'Aula, affinché l'emendamento venga
votato, appunto, per evitare, in un mondo difficile quale è
quello del precariato, figli e figliastri.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che il subemendamento
Gov 2.114 non presenta la necessaria copertura finanziaria, come
dichiarato dal Governo. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Ammatuna,
Calanna, Cantafia, Di Benedetto, Galletti, Gucciardi, Tumino e
Zago)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.114
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov 2.114.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Antinoro, Apprendi, Ardizzone,
Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cristaldi, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leontini, Limoli,
Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Manzullo, Misuraca, Nicotra,
Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi,
Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma,
Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Vicari,
Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 83
Votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 39
Contrari 42
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.5, anche questo
compensato dal fondo di riserva. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Calanna,
Cantafia, De Benedictis, Di Benedetto, Galletti, Gucciardi,
Termine e Zago)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Gov 2.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Antinoro, Apprendi, Ardizzone,
Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza, Fleres,
Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Incardona, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini,
Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,
Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 83
Maggioranza 42
Favorevoli 35
Contrari 48
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.3. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CALANNA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Cristaldi, De Benedictis, Di Benedetto, Galletti, Gucciardi,
Ortisi, Panarello e Rizzotto)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Gov 2.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Antinoro, Apprendi, Aulicino,
Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Cristaldi,
Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, La Manna, Laccoto, Leanza
Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo
Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Ruggirello,
Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Termine, Terrana,
Tumino, Turano, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara,
Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 82
Votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli 34
Contrari 45
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.64. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è
approvato)
Si passa all'emendamento 2.11.
GIANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, quindi, al subemendamento Gov 2.65. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
TUMINO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Barbagallo, Borsellino, Cantafia, Culicchia, Di Benedetto,
Galletti, Gucciardi, e La Manna)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.65
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov 2.65.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,
Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca,
Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,
Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo,
Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira,
Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo,
Oddo Salvatore Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto,
Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale,
Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Vicari, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 86
Maggioranza 44
Favorevoli 40
Contrari 46
(Non è approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2 ter. Il parere
della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Gov 2, riguardante la tabella
per la parte relativa alla Rubrica Lavoro .
CRACOLICI . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Aulicino,
Borsellino, Calanna, Di Benedetto, La Manna, Panepinto, Termine,
Zago e Zappulla)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2
relativamente alla Rubrica Lavoro'
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov 2, relativamente alla Rubrica Lavoro'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,
Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza,
Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata,
Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore
Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
Tumino, Turano, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara,
Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 84
Maggioranza 43
Favorevoli 50
Contrari 34
(E' approvato)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Cooperazione, commercio,
artigianato e pesca , dalla UPB 8.1.1.1.1 alla UPB 8.4.2.6.1:
Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; Dipartimento regionale cooperazione, commercio e
artigianato; Dipartimento regionale della pesca; Uffici speciali.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dall'onorevole Cascio ed altri:
subemendamento 2.6:
«Per l'esercizio finanziario 2007, il Capitolo 342530 UPB
8.2.1.1.2 Spese per la stipula di convenzioni con consorzi
universitari per l'istituzione di master è incrementato di
200 migliaia di euro. A tale incremento si farà fronte con
detrazione di pari importo dal Capitolo 347703 UPB 8.3.1.3.99
previsto in tabella H del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 »;
-dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:
subemendamento 2.9:
«UPB 8.2.2.6.3 Cap. 742403 +10.000 opere urbanizzazione zone
artigianali
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -10.000 (fondo riserva)»;
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.66:
«UPB 8.2.1.1.1 Cap. 342006 -4.000»;
subemendamento Gov 2.67:
«UPB 8.2.1.1.1 Cap. 342008 -8.900»;
subemendamento Gov 2.68:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350001 +93.000»;
subemendamento Gov 2.69:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350002 +3.000»;
subemendamento Gov 2.70:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350003 +9.900»;
subemendamento Gov 2.71:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350005 +23.000»;
subemendamento Gov 2.72:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350502 +7.800»;
subemendamento Gov 2.73:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350504 +10.900»;
subemendamento Gov 2.74:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350505 +1.000»;
subemendamento Gov 2.75:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350506 +1.000»;
subemendamento Gov 2.76:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350507 +2.900»;
subemendamento Gov 2.77:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350508 +4.900»;
subemendamento Gov 2.78:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350510 +1.900»;
subemendamento Gov 2.79:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350511 +5.000»;
subemendamento Gov 2.80:
«UPB 8.4.1.1.1 Cap. 351001 +13.000».
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.66.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo, unitamente al subemendamento
Gov 2.67.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Il subemendamento 2.6 è improponibile. Si passa, pertanto,
all'esame del subemendamento 2.9.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo
già posto in Commissione Bilancio l'esigenza di valutare
l'opportunità - lo chiediamo, ovviamente, al Governo - di tenere
conto che, rispetto, ad esempio, all'ultimo bando POR,
riguardante Opere di urbanizzazione zone artigianali (cioè i
famosi Piani di insediamento produttivo che i Comuni devono fare
e che sempre più speriamo facciano in maniera attenta dal punto
di vista urbanistico) sono rimaste fuori cento e più richieste
avanzate dagli Enti locali.
Oggi, se si vogliono urbanizzare le zone artigianali, bisogna
convenzionarsi con il privato e, il tutto, a spese dell'artigiano
siciliano.
Se ritenete che questo sia un fatto a cui abituarci, faremo
ciò che riteniamo più opportuno e il Governo si assuma questa
responsabilità; non è possibile, tuttavia, prevedere solo 4
milioni di euro in questo capitolo, perché gli stessi non bastano
nemmeno a organizzare un PIP del comune di Catania, uno a caso.
Naturalmente, qualcuno potrebbe sostenere che il problema non
viene risolto con un aumento di 10 milioni di euro, però, così
facendo, diamo un segnale, operando valutazioni opportune su
questioni fondamentali - e lo dico anche all'Assessore al ramo -
rispetto alle cento istanze rimaste fuori, anche in relazione a
chi presenta determinate specificità: ci sono zone artigianali
che sostanzialmente sono quasi pronte, ma non si possono mettere
in funzione perché mancano le opere di urbanizzazione e ciò
significa posti di lavoro, crescita e produzione in Sicilia
Mi sono preoccupato - e non voglio insistere perché non
ritengo giusto assumere toni che, alla fine, possono essere anche
ripetitivi - di presentare una correzione al subemendamento in
esame, modificando la compensazione, non più a valere sul fondo
di riserva, ma su quello per lo sviluppo.
Non credo che su questo aspetto, quindi, dovrebbero esserci
dubbi, a meno che la questione del fondo di riserva non sia solo
un alibi per non toccar niente e per dire che, quando si trova un
equilibrio, anche precario, questa maggioranza si limita
aggrappandosi semplicemente ad esso
Se vogliamo, invece, parlare di questioni di merito e dei
bisogni della nostra Isola, e se non vogliamo parlare di sviluppo
solo per fare chiacchiere e blaterare, credo allora che questa
possa essere una buona opportunità.
Invito i colleghi, ma soprattutto lo chiedo al Governo e,
ripeto, ancora una volta, al Presidente della Regione e
all'Assessore al ramo, a dare un segnale che vada verso
un'inversione di tendenza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
principalmente al Presidente della Regione, poiché questo è uno
degli argomenti che merita tanta attenzione: abbiamo finora visto
una Rubrica solo di spese per il personale, mi riferisco
all'aumento di un milione per il centralino, di 500 mila euro per
altro personale, all'aumento di altre indennità di missione e
così via.
L'anno precedente, onorevole Presidente della Regione, forse
lei non lo sa, sono avvenute cose molto gravi, poiché sono stati
emanati bandi, su questi fondi PIP, ad uso e misura, senza
trasparenza, basandosi su uno studio che non era conosciuto dalla
maggior parte dei Comuni.
Oggi c'é una spesa qualificante che può essere presa dalla
rimodulazione dei POR: qui, allora, il problema non é il fondo
di riserva, quanto, piuttosto, se si vuole davvero parlare di
sviluppo. Occorrono, quindi, due impostazioni.
Una prima impostazione, riguarda la trasparenza dei bandi per
tutti i Comuni, affinché possano partecipare con regole certe e
non con la modalità che, a seconda chi sia l'Assessore, fa
conoscere prima a determinati Comuni.
L'altra impostazione riguarda l'impinguamento del capitolo,
così come diceva l'onorevole Oddo: se vogliamo veramente un certo
sviluppo, la Sicilia non ha solo bisogno di 10 milioni di euro,
ma avrebbe bisogno, altresì, di spese ancora più qualificate,
perché se vogliamo dare sviluppo e occupazione, non possiamo
pensare di farlo sempre parlando di precari, di assunzioni
clientelari e altro del genere. Il vero sviluppo e la vera
occupazione avvengono attraverso la creazione di industrie o di
altri insediamenti che possono dare da soli occupazione, senza
pesare sulla spesa ordinaria del Governo regionale.
Onorevole Presidente della Regione, questo é un argomento che
merita molta attenzione e la nostra preoccupazione é che, al di
là delle somme, si arrivi ad un impinguamento di questo capitolo
che possa essere fatto o con la rimodulazione o con i fondi del
2007/2013, ma soprattutto, che si arrivi a bandi trasparenti, con
regole certe e non con richiami ad alcuni studi fatti da privati
che, poi, non sono portati a conoscenza di tutti i Comuni.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, intervengo per confermare di
aver cambiato la compensazione: questa non avviene più, come
detto, utilizzando il fondo di riserva, ma il fondo per lo
sviluppo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento
2.9 è stato presentato il subemendamento 2.9.1 a firma
dell'onorevole Oddo Camillo. Ne do lettura:
«Sostituire UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -10.000
con UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215704 -10.000».
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(proteste dai banchi della sinistra)
CRACOLICI Signor Presidente, l'onorevole Panepinto aveva
chiesto la votazione per scrutinio segreto...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il voto segreto deve essere
richiesto prima che l'emendamento venga posto in votazione ed io
avevo già avviato la votazione...
ODDO CAMILLO. Avevamo chiesto il voto segreto Non è questo il
modo di condurre i lavori d'Aula, le furbizie non pagano
PRESIDENTE Si procede alla votazione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
CRACOLICI Signor Presidente, non può procedere alla
votazione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza si sforza di
essere imparziale e spera di esserlo. Dobbiamo rispettare le
regole. Avevo già indetto la votazione.
ODDO CAMILLO. Onorevole Presidente, deve rispettare le regole
Lei mi aveva chiamato per sapere quali fossero i subemendamenti e
l'onorevole Panepinto aveva chiesto la votazione per scrutinio
segreto.
CRACOLICI Onorevole Presidente, lei deve spiegare di cosa si
stava parlando.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, eravate disattenti, avevo già
detto che ponevo in votazione il subemendamento 2.9
congiuntamente all'ulteriore subemendamento, dello stesso
onorevole Oddo, che cambiava la compensazione.
CRACOLICI Signor Presidente, non può porre congiuntamente in
votazione i due subemendamenti.
PRESIDENTE Io non forzo le regole, onorevole Cracolici.
ODDO CAMILLO. L'onorevole Panepinto aveva chiesto lo scrutinio
segreto e lei ha fatto finta di non sentire
PRESIDENTE Onorevole Oddo si calmi
ODDO CAMILLO. Questo avviene perché vi siete messi d'accordo
CUFFARO presidente della Regione. Gridate l'inciucio
ODDO CAMILLO. Siete voi abituati all'inciucio
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, stia tranquillo. Lei ha un problema con
Forza Italia?
CUFFARO presidente della Regione. No.
CRACOLICI Allora, perché si agita tanto con Forza Italia?
Signor Presidente, intervengo per fare rilevare a quest'Aula
che non si è proceduto correttamente alla votazione poiché c'era
un emendamento a firma Oddo, Cracolici e altri, e a
quell'emendamento era stato presentato un altro subemendamento
che modificava il capitolo di spesa su cui operare la
compensazione.
La Presidenza, allora, può soltanto far votare disgiuntamente i
due subemendamenti: pertanto, la votazione che lei ha indetto
concerneva uno dei due subemendamenti, ma, ancora, ci si deve
esprimere sul secondo.
Le chiedo, pertanto, al fine di ristabilire un clima di
serenità in quest'Aula, prendendo atto che è stato respinto solo
un subemendamento, di mettere in votazione l'altro, nel testo
originario, prelevando piuttosto che dal fondo dello sviluppo,
dal fondo di riserva. E' l'unico modo per rasserenare l'Aula. Ci
sono due votazioni, la prima si è fatta, ora bisogna fare la
seconda. Per la seconda votazione, reiteriamo la richiesta di
scrutinio segreto.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
un'interpretazione letterale del Regolamento interno sia chiara.
La modalità del voto si chiede nell'atto in cui il Presidente
pone in votazione. Non si può chiedere preventivamente, poiché
prima si parla del merito del provvedimento Nel momento in cui
la Presidenza pone ai voti un subemendamento, un emendamento, un
articolo, una Rubrica eccetera, è diritto del deputato chiedere
di intervenire sulla modalità di voto.
Questa polemica per la quale facciamo a corsa per decidere,
secondo la formula chi è favorevole resti seduto... , che noi
conosciamo da altre precedenti esperienze, non mi pare che sia
tipica dell'equilibrio di questa Presidenza e credo che sarebbe
opportuno, anche per il prosieguo sereno dei lavori, di metterci
subito d'accordo sull'argomento.
Signor Presidente, lei stesso, a me personalmente, questa
mattina ha chiesto ma, onorevole, cosa vuole? , precisandomi di
non aver ancora posto in votazione l'articolo, giustamente
osservando (ma io lo facevo per paradosso) che non potevo
richiedere una modalità di voto, ancor prima che la Presidenza
ponesse in votazione il provvedimento trattato.
Nel momento in cui lei decide, senza nessuna fretta, di
sottoporre al voto l'argomento del quale si parla, abbia la
pazienza di ascoltare, o meglio, di notare visivamente la
richiesta della particolare modalità di voto, la più varia, che
l'Aula le richiede. Altrimenti, prima che si cominci a trattare
dell'argomento, io le chiederò la modalità di votazione. Ma,
così facendo, si rischia di fare più confusione, o no, signor
Presidente?
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che
ci dilungassimo su una questione che ritengo essere superata, se
si accetta di avere già votato.
PANEPINTO. Onorevole Cintola, non si è ancora votato
ORTISI. Noi abbiamo chiesto la votazione per scrutinio segreto.
Non abbiamo ancora votato
CINTOLA. Scusatemi, se abbiamo già votato un emendamento, non è
più possibile rivotarlo. Nel momento in cui il firmatario ha
modificato la voce dalla quale fare il prelievo, quando è stato
bocciato il secondo prelievo, non si può più ritornare sul fondo
di riserva. Se abbiamo già votato, dal punto di vista
regolamentare, la questione è chiusa.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il subemendamento al
subemendamento 2.9 dell'onorevole Oddo è una precisazione. Non si
può mettere in votazione un subemendamento che prevede meno 10
e meno 10 .
La verità è che questo subemendamento tenta, anzi riesce a
chiarire il significato dell'altro subemendamento, il 2.9:
ponendo congiuntamente in votazione i due subemendamenti, l'uno
compensa l'altro. Cosa si vuol fare diversamente? Mettere in
votazione la volontà di realizzare un altro tipo di
compensazione? Ciò non è possibile
Gli Uffici mi fanno sapere, però - io avevo già posto in
votazione il subemendamento e ho visto, soltanto dopo,
l'onorevole Tumino alzare la mano, per questo non ho concesso il
voto segreto - che l'onorevole Panepinto aveva chiesto di
parlare prima ancora che lo ponessi in votazione. Quindi,
onorevole Tumino, le porgo le mie scuse. Dico ciò, anche per
specificare all'onorevole Oddo che non c'è alcuna intenzione di
procedere con colpi di mano o altro.
Pongo, pertanto, congiuntamente in votazione i subemendamenti
2.9 e 2.9.1.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi,
Borsellino, Cracolici, Culicchia, Di Benedetto, Galletti,
Speziale e Tumino)
Votazione per scrutinio segreto dei subemendamenti 2.9 e 2.9.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta dell'onorevole Panepinto
appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dei subemendamenti 2.9 e 2.9.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo,
Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi,
Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Fagone, Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno,
Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La
Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca,
Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,
Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Congedi: Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 87
Maggioranza 44
Favorevoli 51
Contrari 36
(E' approvato)
(applausi)
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che i subemendamenti
Gov 2.68, Gov 2.69, Gov 2.70, Gov 2.71, Gov 2.72, Gov 2.73, Gov
2.74, Gov 2.75, Gov 2.76, Gov 2.77, Gov 2.78, Gov 2.79, Gov 2.80,
a firma dell'onorevole Cracolici, sono stati ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che con l'emendamento
approvato da quest'Aula a scrutinio segreto, si dimostra che
esiste un problema... c'è un po' di tensione. Non capisco
l'agitazione tra i banchi del Governo...
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici è da
due mesi che ci dice che non fa inciuci e ora ha sancito
l' inciucio e mi chiede anche perché mi agito Abbia il buon
senso, almeno, di ammettere che c'è stato un inciucio , punto e
basta
CRACOLICI. Onorevole Presidente della Regione, lei ha un'idea
alquanto bizzarra dell'Aula parlamentare.
Il Gruppo parlamentare dei DS ha presentato un emendamento in
maniera leggibile e chiara, presumo che anche una parte dei
colleghi che sostengono il Governo, ha scelto di approvare
l'emendamento dei Democratici di Sinistra e di esprimere
un'opinione diversa rispetto al giudizio dato dall'Esecutivo.
E' un suo problema, onorevole Presidente, qui non c'è alcun
inciucio', ma un atto di assoluta trasparenza che riguarda una
categoria, la possibilità cioè di consentire, piuttosto che usare
i soldi per le sue spese di rappresentanza, di farvi ricorso, ad
esempio, in favore degli artigiani.
CUFFARO, presidente della regione. Onorevole Cracolici, la
invito a non fare alcuna sceneggiata, lei si trova nel
Parlamento siciliano, non in televisione, non insista con questa
sceneggiata
CRACOLICI. Signor Presidente, continuo a pensare che il
nervosismo del Presidente della Regione sia la spia di un dato,
che il bilancio che sta per vararsi, cioè, è un bilancio
attaccato con gli spilli: è evidente che c'è un bilancio,
infatti, in cui gli elementi di sofferenza di intere categorie di
questa Regione rimangono tutti
Credo che il nostro emendamento abbia teso, in qualche, modo a
recuperare un deficit presente nel bilancio, a dare, cioè, un
contributo alle aree artigianali per consentire le opere di
urbanizzazione e porle in attività, permettendo di localizzare le
imprese artigiane nel territorio siciliano.
Se lei ritiene tutto ciò un inciucio', probabilmente sarà
così, ma lo avremo fatto per lo sviluppo della Sicilia
Pensavamo, ad esempio, che anche su altri capitoli di questo
bilancio occorrerebbe sì un inciucio, per togliere risorse che
voi, con il vostro Governo, state per sperperare, mi riferisco
alle spese di rappresentanza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Gov 2, nella parte
relativa alla Rubrica Cooperazione'. Ricordo che vi è stata una
richiesta di voto segreto.
TUMINO. Ritiro la richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'emendamento Gov 2, relativamente alla Rubrica Cooperazione'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica Beni culturali ed ambientali e pubblica
istruzione , dalla UPB 9.1.1.1.1 alla UPB 9.5.2.6.88: Gabinetto e
uffici di diretta collaborazione all'opera dell'Assessore;
Dipartimento regionale pubblica istruzione; Dipartimento
regionale beni culturali e ambientali ed educazione permanente;
Uffici speciali; Dipartimento regionale per l'architettura e
l'arte contemporanea.
Ricordo che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento Gov 2.81:
«UPB 9.2.1.3.2 Cap. 372539 -390.000»;
subemendamento Gov 2.82:
«UPB 9.2.1.3.2 Cap. 372522 -590.000»;
subemendamento Gov 2.83:
«UPB 9.2.1.3.2 Cap. 373713 -390.000»;
subemendamento Gov 2.84:
«UPB 9.2.2.6.3 Cap. 772003 -5.900»;
subemendamento Gov 2.85:
«UPB 9.2.2.6.3 Cap. 772004 -19.000»;
subemendamento Gov 2.86:
«UPB 9.3.1.1.1 Cap. 376007 +3.000»;
subemendamento Gov 2.87:
«UPB 9.3.1.1.1 Cap. 376009 +5.200»;
subemendamento Gov 2.88:
«UPB 9.3.1.3.2 Cap. 376528 -4.000»;
subemendamento Gov 2.89:
«UPB 9.3.2.6.3 Cap. 776016 -790.000»;
subemendamento Gov 2.90:
«UPB 9.4.1.1.3 Cap. 381702 +23.000»;
-dall'onorevole Cracolici ed altri:
subemendamento Gov 2.4:
«cassare la previsione -23.000 all'UPB 9.4.1.1.3 cap.
381702, annualità 2007-
2008-2009»;
subemendamento Gov 2.19:
«Prelevare UPB 9.4.1.1.3 capitolo 381701 -14.220,
annualità 2007-2008-2009»;
-dall'onorevole Gianni:
subemendamento Gov 2.4:
«UPB 9.3.1.1.2 Cap. 376546 +3.000 migliaia da destinare
all'assorbimento di
personale nella Beni Culturali spa'»;
-dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:
subemendamento Gov 2.10:
«UPB 9.3.2.6.3 Cap. 776016 +15.000 migliaia di euro (beni
monumentali)
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -15.000 migliaia di euro
(fondo di riserva)»;
-dall'onorevole Gianni ed altri:
subemendamento Gov 2.2:
«UPB 9.3.2.6.3 Cap. 777303 +2.500».
Si procede con il subemendamento Gov 2.81. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.82.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2.83.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
ORTISI. Signor Presidente, nel dichiarare di far proprio il
subemendamento, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ritorno
sull'argomento sul quale sono già intervenuto, però, a mo' di
esposizione collaterale, mi permetto di segnalare al Governo e ai
colleghi deputati che, su questo stesso argomento, finanziamo già
delle Fondazioni che si occupano di lotta alla mafia, attraverso
la diffusione di iniziative sul territorio.
Questo capitolo, fondamentalmente, diventa un capitolo di
finanziamento di retorica ottocentesca, per cui prego l'Aula di
votarne la soppressione e, sottolineo, che è un argomento tabù
per la sinistra, lo sapete, ma, ripeto, già finanziamo queste
attività attraverso altre vie. Perché aggiungere tonnellate di
carta straccia?
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Ortisi pone un tema molto importante, però io mi
riferisco a una nuova iniziativa, che ha avuto una grande
rilevanza, l'iniziativa, cioè, i pizzini della legalità, non
barattare i diritti con i favori . Si tratta di un evento che
interesserà tutte le scuole della Sicilia e del territorio
nazionale e che, attraverso una serie di iniziative, di concerto
con un'associazione importantissima presieduta da magistrati (che
fa della lotta alla mafia e dello studio della lotta alla mafia
il suo potere fondante) intende far parlare i ragazzi, fare in
modo che essi comincino dalla scuola a conoscere la cultura della
legalità. Debbo dire onestamente, tra l'altro, che il primo
incontro ha riscosso un grandissimo successo.
E' una iniziativa importante che finirà entro il 31 maggio:
ripeto, le scuole hanno risposto diffusamente all'iniziativa e,
soprattutto, se mi consentite, hanno risposto in maniera forte e
molto seria i ragazzi.
Nessuno vuol dare ai ragazzi idee già preconfezionate su cosa
sia la legalità e la cultura contro la mafia. Mi auguro soltanto
che queste iniziative, all'interno delle scuole, possano in
qualche modo stimolare nei ragazzi, nella loro voglia di
cambiamento, nella loro genuinità, la cultura della legalità fin
dall'inizio, diffondendo la lotta alla mafia e alla illegalità.
Si tratta, pertanto, di un'iniziativa mirata, e mi auguro che
quest'Aula possa votare favorevolmente il provvedimento in esame
che non incrementa le risorse, ma si limita a stanziare
nuovamente i fondi dell'anno scorso.
CANTAFIA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
contro il subemendamento perché, in questo caso, mi sembra
ragionevole non sprecare nessuna possibilità di fare cultura
antimafia nelle nostre scuole. Qualche volta, non tutte le
risorse che destiniamo a queste operazioni rientrano
dall'investimento realizzato, non sempre sono perfette, non
sempre sono le migliori possibili, però, in questi casi, è
preferibile rischiare di spendere un euro in più piuttosto che un
euro in meno per agire dentro le scuole.
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, l'onorevole Ortisi solleva una
questione molto seria, che non è liquidabile con la solita
dichiarazione che può essere interpretata come demagogica.
Naturalmente, io voterò favorevolmente all'orientamento del
Governo, voterò come la mia maggioranza, però, onorevole
Assessore, lei deve rendersi conto che la gran parte di questi
fondi finisce solitamente per essere destinata ad integrazione
salariale per i docenti.
Allora, Assessore, gradirei che lei s'impegnasse con l'Aula, di
fronte alla questione sollevata da un docente, quale è il
professore Ortisi, perché nel disporre con la circolare la
distribuzione di dette somme, si specifichi chiaramente che le
stesse devono essere destinate alla realizzazione di progetti
pertinenti con l'iniziativa: non un euro, quindi, potrà essere
destinato quale integrazione salariale a chi predispone il
progetto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRISTALDI. Signor Presidente, l'onorevole Ortisi solleva una
questione molto seria che non è liquidabile con la solita
dichiarazione, che può essere interpretata come demagogica,
perché io voterò come vorrà il Governo, come vorrà la mia
maggioranza, però lei assessore Leanza deve rendersi conto che
la gran parte di questi fondi finiscono come integrazione
salariale per i docenti.
Pertanto, io gradirei che lei si impegnasse di fronte a tutta
l'Aula, di fronte ad una questione sollevata da un uomo di scuola
quale il professore Ortisi, che lei si impegnasse affinché nel
disporre con la circolare lo stanziamento si specifichi che le
somme devono essere destinate alla realizzazione di progetti, per
l'acquisto di materiale, per diffondere propaganda, e che non un
euro deve andare come integrazione salariale a chi predispone il
progetto.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è per
contraddire una persona che stimo come il collega Ortisi, ma
l'argomento non è tabù della sinistra, in quanto il capogruppo
dei DS ha presentato l'emendamento, in questo capitolo di
bilancio, soppressivo dei fondi. Ritengo che il Governo, invece,
così come ha fatto bene nella passata legislatura e come sta
ripetendo in questo inizio di legislatura, deve certamente
investire su iniziative nel campo della lotta alla mafia.
Penso che siamo tutti quanti d'accordo, non sto facendo nessun
tipo di polemica, sto solo registrando che il Capogruppo dei DS
ha chiesto di sopprimere il capitolo per le iniziative di lotta
alla mafia e poi l'ha fatto suo l'onorevole Ortisi, con le
motivazioni che possono essere anche in parte condivise.
Per quanto mi riguarda, mi sembra che il Governo stia lavorando
bene su queste iniziative e lo invito a continuare su questa
strada.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
questo è un tema che va affrontato senza demagogia, col cuore in
mano, con la mente libera.
Nei progetti che realizzeremo, gli insegnanti saranno i
carabinieri, i magistrati, tutti coloro che i ragazzi chiederanno
di incontrare. In questa associazione, e nel protocollo di intesa
che abbiamo stipulato con tutti gli organismi istituzionali dello
Stato, se i giovani vorranno incontrare la Curia, un vescovo, un
politico, chiunque vorranno, ciò, ovviamente, sarà a titolo
gratuito, perché non ci sono somme destinate ai docenti.
Abbiamo chiesto alle scuole di fare un'opera importante,
proprio perché quanto diceva l'onorevole Ortisi - con il quale ci
siamo già confrontati e che io rispetto tantissimo -, so
perfettamente esser vero, perché molto spesso si tratta di
occasioni per fare soltanto della propaganda e nient'altro.
In qualche occasione, ad esempio, quando abbiamo fatto quel
primo incontro a Catania, sono intervenuti in tantissimi, tra i
quali l'Arcivescovo, il Prefetto, magistrati, tantissimi
rappresentanti delle Istituzioni: in punta di piedi, anche chi vi
parla; ebbene, in quell'occasione, c'era un cartello sul quale
stava scritto la mafia è un mondo di merda, noi siamo contro'.
I ragazzi, quindi, con molta forza, testimoniavano la loro
contrarietà ad un modo di operare: c'erano questi ragazzini con
la scritta sulla maglietta, magari attirati dalla cantante che,
in quel momento, si esibiva ma, certamente, tutto ciò può
servire a stimolare questa cultura che parte dal basso,
traducendosi in un fatto importante.
Siamo d'accordo, tuttavia, a fare un dibattito serio su questa
problematica, perché sono assolutamente convinto delle cose
dette dall'onorevole Ortisi.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a titolo
personale vorrei annunciare il mio voto contrario a qualunque
previsione di spesa che finanzi attività superficiali, cosiddette
formative', per contrastare il fenomeno mafioso.
E' chiaro che qui, non mi pare di avere colto negli interventi
di qualcuno una perplessità sul fenomeno, siamo tutti
organicamente contro la mafia.
Ho avuto un qualche disagio nel registrare l'intervento
dell'onorevole Mancuso che, addirittura, ha colto la palla al
balzo, quasi per sottolineare che l'opposizione Onorevole
Mancuso, stiamo sereni, qui stabiliamo che siamo tutti contro la
mafia, non facciamoci attraversare dalle divisioni di una norma,
di una finanziaria... Ripeto, siamo tutti contro la mafia, siamo
coerentissimamente contro la mafia
Ho un piccolo problema, per questo mi vorrei giustificare, non
mi sono consultato con il mio Gruppo. Riflettevo, mentre
ascoltavo gli interventi, e mi sono detto che non facciamo nulla
contro la disoccupazione, o facciamo comunque poco: nelle
famiglie, anche in quelle del ceto medio, con due salari e casa
in affitto, è altamente probabile che si vada in black-list e
nelle mani degli usurai; la condizione economica della Sicilia è
di un degrado disarmante; il livello di esasperazione dei giovani
è sotto gli occhi di tutti
La predisposizione alla deroga, rispetto ai codici di
comportamento civile, è per le strade, perché c'è davvero una
condizione di esasperazione enorme.
La lotta alla mafia, questo Parlamento, la deve fare,
onorevole assessore Leanza, non con le parole, ma approvando una
manovra finanziaria che non sia ordinaria o di lottizzazione o di
mantenimento degli sprechi, ma lanciando un segnale all'opinione
pubblica, consentendo alla gente di capire che i palazzi del
potere' sono sintonizzati con i bisogni della gente
Ho motivo di ritenere che questo Palazzo non sia in perfetta
sintonia con i bisogni della gente, quindi, voto contro questa
scelta
Attenzione, io sono a favore di azioni antimafia, anche noi
organizziamo seminari: personalmente, con la mia associazione
culturale, ne ho svolto parecchi e gratuitamente, senza
finanziamenti. Nel mondo del volontariato, so di tanta gente che
non ha bisogno di finanziamenti per realizzare queste iniziative;
nella scuola, so di tanti docenti che la mattina fanno il loro
dovere e trasmettono messaggi di alta moralità e di alta tensione
ideale
La verità è che la vera cancrena, spesso, sta là dove si
immagina di fare qualcosa per la gente
Questo Parlamento si interroghi davvero sulla sua funzione ed
evitiamo di spararci addosso facendo i primi della classe, perché
per essere i primi, bisogna studiare, essere bravi, presentarsi
sempre e scegliersi buoni compagni.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, devo dire che, mentre ascoltavo gli
interventi su un tema che è di apparente interesse generale, non
solo nella realtà siciliana, ma a quest'Aula tutta - e spiegherò
perché dico di apparente interesse - ebbene, riflettevo sul
fatto che, conoscendo la pulizia e l'onestà intellettuale
dell'assessore Leanza, avendolo avuto come compagno di viaggio in
V Commissione nella passata legislatura, so quante iniziative
abbiamo assunte per superare il problema del lavoro, della
precarietà in Sicilia, quindi la lotta alla mafia, proprio nel
senso pedagogico del termine. Iniziative in cui altri organismi
dello Stato fanno bene il loro servizio, e continuano a farlo
bene: sono certo che questa, pur modesta somma - perché alla
fine parliamo di 400 mila euro, non di più - verrà spesa bene,
verrà spesa nel modo più corretto possibile.
Mi permetto solo di suggerire all'assessore Leanza, proprio
per le cose che ha detto, siccome leggo che la denominazione del
capitolo comprende la voce aggiornamento docenti , ebbene,
proprio per le considerazioni che ha fatto l'Assessore rispetto
agli insegnanti che verranno arruolati, nel senso buono della
parola, probabilmente è una dizione che va tolta.
Ma, tornando al problema della mafia, anche rispetto
all'intervento dell'onorevole Aulicino, che fa politica da tanti
anni (anche lui è stato democratico cristiano, 20, 25 anni fa, ed
ha scelto i suoi compagni di viaggio, poi magari li ha
ripudiati, poi c'è ritornato...) al di là di tutto - qui ognuno è
bravo a prendere la parola -, vorrei ricordare a questa Aula, a
questo Governo, ma soprattutto alla Presidenza dell'Assemblea,
che oggi stiamo parlando di un fatto paradossale, parliamo di
lotta alla mafia e abbiamo un'Assemblea regionale siciliana che,
per tutta una serie di veti crociati e incrociati, alla fine, non
ha ancora eletto la Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, fatto paradossale,
lo ripeto
Veti crociati e incrociati, dicevo, non so neanche da dove
cominciare Premetto che ho già comunicato - lo dico
ufficialmente in questa sede - al Segretario regionale del mio
partito, come pure al Presidente della Regione, relativamente
alla mia candidatura iniziale (ricorderete alcuni mesi fa, come
Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia in Sicilia) che non sono più interessato
perché, tra l'altro, quanto diceva l'onorevole Borsellino mi ha
convinto, forse serve a poco quella Commissione, perché doveva
essere migliorata.
Adesso, però, stiamo parlando di lotta alla mafia e non
ricordiamo che la Commissione preposta non si è mai insediata
anzi, addirittura, credo che ci siano stati anche partiti che, a
tutt'oggi, non hanno indicato i componenti che dovevano farne
parte.
Allora, predichiamo bene, ma razzoliamo altrettanto Apprezzo
l'iniziativa dell'Assessore Leanza. Spero che questa
denominazione venga parzialmente corretta e che poi, nelle
circolari, così come suggeriva sapientemente l'onorevole
Cristaldi, compaiano gli indirizzi giusti per non sprecare
risorse, seppur una modesta somma, sempre, comunque,
considerevole.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero che
non si apra un dibattito sulla mafia, sulle ragioni sociali, sui
comportamenti della classe dirigente, perché non mi sembra la
seduta adatta.
La riflessione che ha posto l'onorevole Ortisi è seria, caro
Assessore. C'è un problema che riguarda la formazione dei
giovani, ma c'è anche l'esigenza di un supplemento di rigore e di
intransigenza, anche della classe dirigente.
A tal proposito, devo dire che non è pertinente né il
riferimento alla Democrazia cristiana, caro onorevole Antinoro,
della quale mi onoro di aver fatto parte, né il riferimento alla
Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia.
Sono partite diverse: abbiamo ritenuto che la Commissione
parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia debba essere migliorata, potenziata e resa più
efficiente, ma ritengo che questa non sia la sede per aprire un
dibattito; quindi, mi auguro che su questo argomento ci sia molta
sobrietà, prendendo quanto di giusto c'era nel segnale del
collega Ortisi. Una classe dirigente non può fare solo formazione
ad altri, prima deve avere le carte in regola per essere
credibile, per dare esempi, per proporre un modello positivo alla
società siciliana.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
su questo tema sia opportuna una riflessione e non posso che
ribadire il giudizio politico e morale espresso dal collega
Aulicino.
La lotta alla mafia è cosa troppo seria per essere combattuta
a parole, peggio ancora con comportamenti parolai, o soltanto
ricorrendo a strumenti formali che, rispetto alla esigenza di
cambiare, non incidono profondamente nel tessuto economico e
sociale di questa Regione.
E' troppo noto a tutti, e non soltanto per gli studi compiuti,
che per combattere questo dramma endemico della nostra società
occorre dare una prospettiva diversa, profondamente diversa alle
giovani generazioni, un futuro di lavoro produttivo e non invece
alimentare sistematicamente la realtà del precariato che fa
vergogna alle classi dirigenti di questa Regione.
Insediare imprese produttive, cambiare mentalità e dare
prospettive di avvenire. Altro che Commissione parlamentare
d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
Altro che strumenti formali, discutiamo su questo
Signor Presidente dell'Assemblea, le propongo, dopo la
finanziaria, di aprire un grande dibattito su questo tema;
discuteremmo assieme su come dare una prospettiva diversa a
questa Terra, partendo da una lotta seria alla mafia che si fa
rinforzando gli strumenti di legalità e di controllo nel
territorio, riformando profondamente la Pubblica amministrazione,
parlando nelle scuole, parlando con i ragazzi, indicando che c'è
da parte dei gruppi dirigenti e delle elite politiche isolane un
modo diverso di concepire la politica, perché essa torni ad
essere concepita nel senso più nobile della sua essenza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.83, a firma
dell'onorevole Ortisi. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa ai subemendamenti 2.84, 2.85, 2,86 e 2.87, a firma
dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2.88, a firma dell'onorevole
Cracolici. Onorevole Cracolici, l'emendamento è 4 milioni 900
mila o 4 milioni?
CRACOLICI. Signor Presidente, è 4 milioni, perché tale è la
previsione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Calanna, Cantafia, De Benedictis, Di
Benedetto, Fagone, Gucciardi, Oddo Camillo, Panarello,
Speziale,Termine, Tumino si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.88
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 2.88.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo,
Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,
De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza
Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo
Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Ragusa, Regina, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine,
Terrana, Tumino, Turano,Vicari, Vitrano, Zago, Zangara,
Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 2.88.
Presenti e votanti: 84
Maggioranza: 43
Favorevoli: 40
Contrari: 43
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Si passa al subemendamento 2.89, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2.90, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi pare evidente che questo
subemendamento non vada ritirato, in quanto credo che sia uno dei
punti dirimenti nel ragionamento che fin qui abbiamo fatto.
Ritengo inaccettabile che il Governo utilizzi, per dare
copertura alle spese conseguenti dal suo emendamento, il
capitolo relativo all'una tantum prevista, in materia di
istruzione, a favore di ragazzi che frequentano la scuola
pubblica e che appartengono a famiglie bisognose. Con questo
emendamento si restituiscono al capitolo i 23 milioni di euro che
il Governo intende prelevare.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lotta alla
mafia si fa probabilmente a partire dalla garanzia di alcuni
diritti fondamentali, per esempio, il diritto al lavoro e, prima
ancora, il diritto all'istruzione. Ognuno di noi che occupa, come
in questo momento, posti di responsabilità politica sa bene che
ci sono file di persone che chiedono aiuto per tante cose ed una
di queste - lo posso testimoniare - è la possibilità di comprare
i libri di testo ai loro figliuoli. Ebbene, guardate che noi le
somme le abbiamo appostate.
Quando fu approvata la legge sul buono scuola, furono appostati
50 milioni di euro che poi sono diventati 40 milioni di euro per
l'una tantum per il buono libro.
Una organizzazione burocratica, accentratrice dei procedimenti
con cui realizzare questo tipo di intervento ha fatto sì che
questi soldi non fossero utilizzati. E, pertanto, abbiamo ancora
le somme relative al 2002 e al 2003, anni nei quali non é stato
dato, da parte della Regione, alcunché alle famiglie. E inoltre,
successivamente, tali procedimenti sono stati affidati alle
scuole, anche su nostro consiglio; e in modo farraginoso e con
errori materiali (sui codici fiscali o altre storture varie),
quando le famiglie sono riuscite ad avere qualcosa, hanno
percepito meno di cento euro.
Noi, piuttosto che modificare i procedimenti per far funzionare
meglio questa macchina, cosa pensiamo? Di tirare indietro 23
milioni di euro da questa voce, semplicemente perché
l'assessorato non riesce a spenderli. La verità é questa. Se
l'Assessorato avesse organizzato bene i meccanismi di spesa, le
famiglie avrebbero avuto il contributo previsto.
E pertanto ho fatto una proposta all'onorevole Lenza - e la
ripeto al Governo -, e cioè propongo di mantenere questi fondi
per questa voce di spesa. Tutt'al più, caro Assessore,
modifichiamo i criteri di attribuzione.
Eventualmente, abbassiamo ulteriormente il livello di reddito
delle famiglie che possono accedere a questo beneficio. Facciamo
in modo che esso vada veramente alle famiglie bisognose, in modo
tale che invece di ricevere 78 euro per ogni figlio, ne possano
ricevere 300 o 400, consentendo così il diritto allo studio.
Il problema va letto sempre in termini generali. Non é un
problema di destra o di sinistra. E' un problema di rispetto
delle fasce deboli della popolazione, é un problema di diritto
fondamentale che viene compresso e non rispettato.
L'onorevole Leanza ha fatto una cosa meritevole. Ha preso 20
milioni di euro per la sicurezza delle scuole, ma non deve
prenderli dall'una tantum. E' certamente necessario garantire la
sicurezza nelle scuole, ma é necessario garantire anche questo
diritto primario dei nostri figli
Mi appello all'attenzione e, in particolare, all'animo del
presidente Cuffaro, che so essere profondamente sensibile a
queste tematiche e profondamente sensibile alle problematiche
relative alla scuola e al diritto che hanno le famiglie di
mandare i loro figli nelle scuole dove vogliono, tanto é vero che
é nata la legge sul buono scuola, ma anche il diritto delle
famiglie di mandare i loro figli fino alle scuole superiori.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi raccomando un santo
inciucio', un santissimo inciucio'.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
segnalare all'Assemblea che la questione che stiamo affrontando é
la fusione sbagliata di due questioni vere: da un lato abbiamo un
tema, quello del diritto allo studio e del contributo una tantum
che era previsto nelle modalità che la legge stabiliva e che poi
è stato erogato nel modo che conosciamo, dall'altro la necessità
di operare interventi per la sicurezza nelle scuole.
Non c'è dubbio che entrambe le istanze siano apprezzabili. Oggi
discutiamo e nessuno sta mettendo in conto che non sia giusto
investire per le scuole e questo stesso Parlamento, naturalmente
nella legislatura precedente, si è trovato concorde nel ritenere
che quella fosse una misura di aiuto alle famiglie.
Però, accade - credo di avere parlato di questo anche
direttamente con l'Assessore Leanza - che la insufficiente,
nonché errata applicazione di questa norma ha portato ad un
dispendio improduttivo di energie, ha portato alla erogazione in
quantità irrilevanti da dovere costare, per le procedure che
comportava l'erogazione stessa, più del contributo attribuito.
Tutto questo è quanto basta per dire che quelle modalità
applicative del contributo sono state sicuramente sbagliate. Non
è una maniera per dire che quella norma è sbagliata o che il
diritto allo studio non deve avvalersi di un sussidio. C'è da
rimodulare quella norma, modificarla, migliorarla, renderla più
settoriale, più mirata e più efficace, ma non si può intervenire
dicendo che non serve più e quindi traggo pure la conclusione di
azzerare il capitolo sottraendo i 23 milioni di euro.
Assessore Colianni, la chiamo in causa perché, se questo fosse
il principio, dovremmo dire che in Sicilia la legge numero 328
non si deve applicare tanto è il fallimento, l'incapacità di
spesa che la Regione siciliana ha mostrato, stante un 60 per
cento di fondi del primo triennio ancora totalmente non
utilizzati. E potremmo ben dire, quindi, che i fondi per
l'assistenza alle famiglie, ai disabili, ai minori non si devono
più spendere perché non siamo stati capaci di spenderli, o perché
li abbiamo spesi male, e invece possono essere destinati a parchi
giochi per i bambini.
Questo è un ragionamento, nel migliore dei casi, di natura
strettamente contabile che non fa onore a una programmazione
politica e ad una intenzione del Governo che ha due questioni
davanti e, anziché risolverle, le affronta entrambe in maniera
sbagliata.
Faccio una breve parentesi per fare notare che il Presidente
della Regione è appassionato da una lite interna alla coalizione
di maggioranza, come tutti possiamo constatare e come è bene
segnalare in questa occasione.
Riprendo per affermare che non c'è dubbio che questa vicenda ha
un fondamento di realtà. Non c'è altresì dubbio che questa sia la
maniera più errata di affrontarla. Ecco il perché della proposta
che il Gruppo DS ha fatto, proposta che sosterremo.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo
che non più di qualche anno fa il Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro, aveva sbandierato come uno degli elementi
fondamentali del suo operato di Governo, nell'azione di aiuto
alle famiglie, l'avere introdotto l'una tantum per il buono
scuola.
Signor Presidente, vorrei aspettare la fine della lite.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettiamo all'onorevole Di
Benedetto di svolgere il suo intervento.
DI BENEDETTO. Mi pare che sia un aiuto e un sostegno alle
famiglie che viene spesso sbandierato nelle campagne elettorali,
ma finiti i periodi pre-elettorali si ritorna ad utilizzare
risorse, somme, per altri fini e altri obiettivi.
Vorrei ricordare che stiamo parlando del sostegno alle famiglie
più deboli. Per accedere all'una tantum occorre presentare il
modello ISE, avere un reddito basso, essere famiglia in una
situazione di bisogno. A queste famiglie, dopo mesi, in alcuni
casi anni, per la lentezza della burocrazia, vengono concesse
alcune somme. Lentezza della burocrazia che non c'è sempre,
perché quando si hanno interessi da salvaguardare la macchina
regionale funziona e anche con grande celerità. Quando si guarda
ai bisogni della gente e delle famiglie lo si fa invece con
lentezza, ritardando gli interventi, facendo spesso diventare
favori dei diritti, che vanno sollecitati alle scuole, che vanno
sollecitati agli assessorati, perché vengano liquidate le somme
alle famiglie di questa o di quella scuola.
Si arriva al punto che alcune frazioni di Agrigento hanno avuto
liquidato solo un mese fa le somme relative al 2003 E allora qua
si fa una scelta ben precisa Le somme per la scuola privata, di
sostegno alle famiglie che mandano i figli alla scuola privata
vengono mantenute. E bisogna ricordare e sapere che per mantenere
un figlio alla scuola privata la copertura non è sufficiente.
Incide per il 10, 15 per cento e la famiglia che decide di
mandare il figlio alla scuola privata è una famiglia che ha la
capacità di integrare il contributo della Regione con altri 3, 4,
5 mila euro.
Sostanzialmente, viene rivolta a famiglie agiate, che hanno le
somme per mandare i figli nella scuola privata ed invece viene
tagliato il contributo alle famiglie che invece sono in una reale
situazione di indigenza. Per questo occorre che venga mantenuta
la somma di 23 mila euro nel capitolo. Per questo noi come
Democratici di Sinistra, abbiamo presentato l'emendamento e ci
impegniamo a votarlo e chiediamo a tutto il Parlamento, al di là
delle appartenenze, di sostenerlo.
Cosa diversa è l'adeguamento delle scuole che è un capitolo che
abbiamo già votato. E' già stato approvato dall'Assemblea. Qui
stiamo parlando del diritto di decine di migliaia di famiglie
siciliane a cui l'integrazione al reddito, l'integrazione al
miglioramento, il diritto allo studio dei propri figli, non può
essere negato, seppure interviene con un piccolo ristoro ma va,
da questo punto di vista, mantenuto.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
un'operazione insensata mettere in contrapposizione, come fa
questo emendamento, l'esigenza di cofinanziare il piano di
sicurezza nazionale per le scuole con la sottrazione di uno
strumento modesto, discutibile, ma significativo per le famiglie
meno abbienti siciliane.
Lo dico ai colleghi parlamentari, e spero che non mi si
risponda che le esigenze di bilancio obbligano ad una scelta di
questo genere, perché in rapporto al bilancio complessivo della
Regione è del tutto evidente che una cifra di questo genere non
sia una cifra decisiva.
Quindi, se tanto mi dà tanto, siamo in presenza di una scelta
che non può essere giustificata con l'approssimazione dello
strumento che è stato a suo tempo individuato dal Parlamento, che
può essere corretto, anzi deve essere corretto per essere più
efficace rispetto all'esigenza di sostenere le famiglie siciliane
meno abbienti. Concorrere, per esempio, alla lotta contro
l'esclusione scolastica che, credo dovrebbe essere, e so essere,
un obiettivo dello stesso Assessore Leanza.
D'altro canto, siamo in presenza di un'occasione nella quale
era possibile rimodulare anche lo stesso strumento e renderlo più
efficace attraverso un confronto nella Commissione di merito che
consentisse alle famiglie siciliane meno abbienti di avere dalla
Regione un sostegno rispetto ad un diritto, peraltro
costituzionalmente garantito, che è il diritto appunto
all'istruzione.
Proprio per questa ragione, penso che il Parlamento farebbe
bene a sopprimere questo taglio ingiustificato e, nello stesso
tempo l'assessore e il Governo potrebbero impegnarsi a
predisporre una modifica di questa norma per renderla più
efficace rispetto allo scopo per la quale è nata, scopo che credo
sia, oggi più di ieri, ancor più necessario anche perché, com'è
noto, i livelli di povertà in Sicilia sono aumentati e ciò ha una
incidenza anche in rapporto ai processi di esclusione scolastica
che siamo tutti interessati - ritengo - a contrastare
efficacemente.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la fortuna di
vivere ogni giorno un'esperienza che forse buona parte di voi non
vive. La differenza tra il diritto allo studio, che è una cosa
sulla quale il Governo deve riflettere perché deve cercare di
garantire, e la sicurezza nelle scuole è la differenza che c'è
tra il prevedibile e l'imprevedibile.
Allora, lo dico con il cuore in mano e con franchezza, quando
vado a lasciare i miei figli a scuola e ci sono portoni di
mussoliniana' memoria, del 1930 o 1940 che pesano 300, 400, 500
chili, che sono alti 5 metri e che non si possono spingere, e li
vedo senza maniglioni antipanico, mi viene la pelle d'oca.
Cosa sto cercando di dire? Onorevole Assessore, il diritto allo
studio è una cosa seria e pertanto lei deve trovare le somme per
questo e per quello; però, se una scelta si deve fare, io sono
per privilegiare la sicurezza nelle scuole.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il
problema vada posto in tutt'altra maniera. Qui nessuno contesta
che le somme per l'antinfortunistica o per la messa...
Onorevoli colleghi, vi pregherei di lasciarmi parlare...
Vedete questo è un argomento qualificante per un Governo, per
un'intera Assemblea.
Il fatto è che la nostra normativa ci impone di rendere
antisismiche tutte le scuole entro un determinato anno.
Ogni anno sono state fatte delle scelte di 5 milioni di euro, e
per me sono insufficienti; certamente sono anche necessarie le
misure antinfortunistiche, ma non mi si venga a dire che i 23
milioni di euro devono essere per forza tolti da questo
stanziamento, stante che l'avere elevato a sedici anni l'obbligo
scolastico impone alle famiglie un sacrificio sempre maggiore.
E, quindi, proprio con questa riforma scolastica vi sono famiglie
che hanno più esigenze, anche perché hanno più figli a scuola.
E' uno strumento piccolo, ma è uno strumento di speranza. E lo
so bene io che vivo in trincea l'esperienza di sindaco e ho la
possibilità, nel mio comune, di accorgermi con quanta aspettativa
le famiglie attendono questi piccoli contributi.
Penso che niente sia immodificabile; i 23 milioni di euro non
necessariamente devono essere tolti da lì.
Se facessimo veramente uno screening di questo bilancio, e
bisognerebbe farlo attraverso ogni Assessorato, vedremmo che ci
sono tanti sprechi, sprechi per questa richiesta o per l'altra
richiesta, ma sempre per personale, per missione e per altro.
Il problema serio è che bisognerebbe qualificare questa spesa e
la spesa per la scuola è una delle più qualificate. Non è
possibile pensare che si debba dire che per mettere in sicurezza
le scuole bisogna togliere i fondi dal contributo alle famiglie.
Questo è veramente una cosa grave, Presidente
Penso che ci siano le possibilità e le volontà per modificare
questa scelta. E' una scelta anche nel segno della civiltà. Se
vivessimo tra la gente, se vivessimo in trincea l'esperienza
giornaliera e vedessimo quanti padri di famiglia non riescono ad
arrivare a fine mese, non riescono a comprare i libri, non
riescono a fornire il minimo anche di vestiario per i loro figli
che devono andare a scuola, credo che noi tutti ci ribelleremmo
all'idea di togliere questi 23 milioni proprio da lì.
Non dico nemmeno che bisogna toglierli da quelli destinati per
garantire la messa in sicurezza delle scuole, perché sarebbe
anche questo un fatto grave e peraltro ritengo che quelle somme
sono pure insufficienti.
Se i Comuni, onorevole Assessore, lei lo sa bene, dovessero
provvedere a mettere entro brevissimo tempo in sicurezza le
scuole, non so dove dovrebbero prendere i fondi, ma non mi si
venga a dire che i capitoli dai quali stornare debbono essere
proprio quelli.
Penso di potere scrivere, alla fine di questo bilancio, un
libro bianco sugli sprechi che esso contiene per invitare
successivamente quest'Aula a riflettere serenamente al fine di
qualificare la spesa. E' questo l'aspetto più importante. Ci si
appiglia alle polemiche, ai vari inciuci', alle varie lotte tra
le fazioni di maggioranze, ai vari problemi, mentre ciò che ava
fatta è una riflessione seria.
L'anno scorso, all'inizio di questa legislatura, avevo chiesto
al Presidente della Regione - eletto Governatore per la seconda
volta direttamente dal popolo - se volesse qualificare veramente
la spesa facendo un taglio netto di quelle che sono le spese di
interesse, anche particolare, che non è che condanno, ma
bisogna cercare di dare una riqualificazione alla spesa
regionale
Solo così ci può essere un'inversione di tendenza, altrimenti
ritorniamo al passato e il ritorno al passato non è segno di
futuro.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Leanza sa quale stima ho per lui e del mio giudizio pubblico
sulle positività dei suoi sei mesi di gestione dell'Assessorato.
Vorrei quindi invitarlo ad una riflessione di quanto sto per
dire.
Mi piacciono quei puntini di sospensione che penso permetteranno
ad ogni deputato di adire alla sua presenza per suggerire quello
che abbiamo in testa in ordine all'utilizzo delle somme sulle
quali parlammo. Anziché borse di studio alle mammine molto brave,
proporrei borse di studio a chi dimostra di essere bravo
riuscendo, invece, per esempio, a contrapporsi ad episodi di
bullismo; anziché premiare i temini fatti a casa, proporrei di
premiare le azioni.
A fronte di questo, cioè del premio che diamo a bambine molto
brave, appartenenti, in genere al ramo degli insegnanti, o
comunque medio alto della nostra società, vorrei sottolineare che
togliamo ai figli dei diseredati.
Veda, Assessore, quando lei prevede quattromilioni di euro in
più per iniziative di carattere culturale, scientifico, penso che
lo preveda perché crede che ci sia un target di fruitori di
queste iniziative, non penso che lo preveda per la
gratificazione dei figli di laureati, per la gratificazione di
chi le realizza.
L'artista magari realizzerà, a me va bene, ma se non c'è un
fruitore, la Regione, l'ente pubblico che c'entra? Ma se lei
toglie al figlio di un disoccupato la possibilità di studiare,
che ha fatto? Se si modifica il regolamento, come suggeriva il
collega Turi, nel senso di non dare un contributo di 50 mila
lire a chissà quante persone, ma di 500 mila lire, cioè 250
euro, ad un numero più limitato di persone, alla categoria la
più disagiata possibile, lei permette a questa gente di poter
diventare un diplomato, un laureato come molti di noi sono
diventati
Perché non tutti siamo laureati figli di laureati, molti di
noi sono figli di artigiani, di contadini. Perché si è diventati
diplomati, laureati,a parte il fenomeno sociologico generale?
Perché ci sono state anche negli anni 60 e 70 possibilità di
borse di studio, il presalario, che ci hanno permesso, non solo
di laurearci, ma anche di fruire della bellezza di quelle
iniziative.
Veda Assessore, se lei fa la statistica fra di noi, si
accorgerà che a visitare la mostra di Madè dei presenti ci sarà
andato forse il 3 per cento. E' serio il discorso, perché quello
che i ragazzi perdono nell'età della formazione non lo recuperano
più. Il sottoscritto, mentre un collega di Firenze o di Roma
ascoltava Fo o Albertazzi, ascoltava Celentano e Mina nella tivù
del prete, (ricordo che guardare la televisione pagavo 20 lire).
E quando mi invitano a concerti di musica classica - come quelli
che magari lei finanzierà - seppure vedrei la partita della
nazionale che è concomitante, io vado al concerto perché devo
dare l'impressione di essere una persona colta. E lo confesso
qui, ciò mi succede perché non ho gli strumenti per capire in
maniera definitiva, perché non ho potuto frequentare, a parte gli
studi curriculari, e non ho avuto la possibilità di elevare la
qualità del mio apprendimento. Io non recupererò più anche se
studiassi notte e giorno - come ho fatto in un periodo della mia
vita in cui ero una persona seria - non recupererò mai più sui
miei anni, 10 o 12 o 14, mai più
E quindi, quando lei Assessore procura, con quattro milioni
di euro in più rispetto al suo badget, occasioni di fruizione di
elevazione del gusto, della qualità della nostra vita, se non ha
i fruitori, perché alla base c'è un assenteismo e una mancanza di
apprendimento, non solo diamo gente e bracciantato alla mafia,
non solo questo, ma impediamo alla classe dirigente di domani di
essere classe dirigente vera E la classe dirigente è vera se è
colta, altrimenti è sbrigafaccende come spesso accade ai nostri
ruoli.
Pertanto, ritengo che va fatta una riflessione sull'argomento,
per permettere ai poveri di studiare, di avere la possibilità di
apprendere. E lo dico al Governo, lo dico ai colleghi di
maggioranza e di opposizione.
Per questo io preannuncio il voto favorevole al sub emendamento
e comunque mi auguro una riflessione ulteriore su questo aspetto.
Lo ripeto: non diamo soldi alle mammine che sanno fare i temini,
diamo soldi a chi ha la possibilità così, attraverso essi, di
proseguire o di continuare e a volte di iniziare studi che
altrimenti non comincerebbe mai. Insieme ai Comuni e agli altri
enti potremmo salvare non solo tanti individui, ma elevare la
qualità della vita della società del futuro.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con le cose dette dai colleghi quando hanno rilevato che è
inopportuna la scelta del Governo di prelevare i fondi per
mettere in sicurezza le scuole da quel capitolo sulla cosiddetta
una tantum perché rappresenta in qualche modo una misura per il
diritto allo studio.
Rispetto all'onorevole Ortisi - nei confronti del quale mi
sento un nano soprattutto quando parla di scuole di formazione,
e lo dico sinceramente, perché ho molta stima per le qualità
intellettuali dell'onorevole Ortisi e per il ruolo e la
competenza che ha sempre dimostrato rispetto a queste tematiche -
voglio dire, però, e con altrettanta forza perchè questa è la mia
opinione - che la scelta di impinguare il capitolo della
sicurezza delle scuole è una scelta giusta, anche se è sbagliata
la fonte da cui si preleva. Non possiamo rischiare di appellarci
a un diritto allo studio - che io ritengo giusto come fatto
teorico - che, però, non si esprime pienamente nei tempi e nei
modi in cui la gente e le famiglie, soprattutto quelle povere,
vorrebbero che si potesse esprimere. Non si realizza pienamente
con un'assegnazione una tantum.
Le faccio una proposta, assessore Leanza, anche se non so se
sia possibile. La scelta di destinare più fondi per la messa in
sicurezza della scuola io la ritengo giusta. Ciò premesso, chiedo
se è possibile che il Governo presenti un emendamento che
ripristini i fondi per la cosiddetta una tantum, in modo tale da
soddisfare le due esigenze. Potremmo, a tal fine, sospendere
brevemente la seduta per consentire al Governo di formulare
l'emendamento considerato che questo è un argomento importante.
Parlare di sicurezza delle scuole significa parlare di un aspetto
del modo in cui si esercita il diritto allo studio. E' possibile
per il Governo?
Sono due esigenze che vanno di pari passo e ritengo che il
Governo possa fare tale scelta che darebbe un bel segnale dal
punto di vista del principio politico. E' brutto che un giovane,
come giustamente ricordava l'onorevole Ortisi, perda, nella fase
importante e delicata della propria formazione, la possibilità di
studiare, perché questo peserà sul futuro della sua vita; ma è
anche vero che rischiamo - come è avvenuto in alcune tragedie
che si sono verificate in questo Paese - di non potere garantire
la sicurezza della vita ai giovani che frequentano le scuole che
devono essere sicure, specie in una realtà ad alto rischio
sismico, come quella siciliana, dove è maggiore l'esigenza di
garantire la sicurezza.
E poiché condivido le cose dette dai colleghi su questo punto,
invito l'Assessore ad individuare fondi, da reperire in altri
capitoli, per garantire quell'altro diritto, quello della
sicurezza degli edifici scolastici.
CRACOLICI. Signor Presidente, le preannuncio, sin da ora, che
chiederemo il voto segreto.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, mi riallaccio alla battuta
dell'onorevole Cracolici sul voto segreto. Io mi auguro che non
si voti su questo tema, che il Governo sia in condizioni di
offrire il terreno per una discussione su tematiche che non sono
di parte, che non possono comportare una dialettica tra
maggioranza e opposizione, perché credo che i valori della
sicurezza nelle scuole e il diritto allo studio, alla promozione
sociale, all'emancipazione delle famiglie più deboli siano valori
condivisi da tutti, rispetto ai quali non ci può essere né un
problema di tecnicismo di bilancio, né un problema relativo alla
strumentazione burocratica che lo stesso predispone, questa sorta
di camicia di Nesso che caratterizza la spesa della nostra
Regione.
Io condivido le cose che hanno detto i colleghi e non ci
ritorno. Ma certamente sottrarre i fondi relativi alla
possibilità che tante famiglie, che vivono sotto la soglia di
povertà, oltre il 30 per cento - come è stato più volte
richiamato in questa Aula - nella nostra Regione, possano
concretamente fare studiare i propri figli, cercare di superare
una condizione terribile di subalternità sociale, credo che sia
una questione troppo importante perché problemi di tecnica
contabile o di rimodulazione della spesa siano da ostruzione o da
impedimento.
Mi permetto di ribadire una proposta al Governo: su questo tema
non si faccia l'errore di illustrare ai cittadini siciliani
l'idea che ci sia un'antinomia tra valori fondamentali.
E' un invito, come dire, una discussione bipartisan, su questa
questione ad un intervento immediato per quanto riguarda la
proposta di bilancio.
Poiché è acclarato da tutti che sia lo strumento bilancio che
lo strumento finanziario appaiono certamente superati, si discuta
anche dopo questa tornata, che appare rivolta al passato, su
come avere strumenti più seri, più cogenti, più aperti alle
esigenze di riforma che questa Regione invoca.
LEANZA Nicola, , assessore per i beni culturali e ambientali
e per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola, , assessore per i beni culturali e ambientali
e per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'argomento merita certamente un po' di attenzione,
anche per il livello del dibattito e, soprattutto, perché questo
argomento è stato in più parti evidenziato in tutte le
Commissioni.
Dal momento dell'insediamento, in merito alla decisione da
operare all'interno della mia Rubrica, mi sono ritrovato nella
condizione di dover scegliere tra l'una e l'altra finalità. Alla
fine ho scelto a favore della sicurezza nelle scuole. Ritengo che
la prima misura del diritto allo studio è la sicurezza nelle
scuole, è la sicurezza dei nostri figli e della popolazione
scolastica.
Se due o tre anni fa a Macchia di Giarre, il buon Dio non
avesse fatto un miracolo a diciotto bambini, forse avremmo avuto
un' altra San Giuliano; infatti, in quella scuola la porta non
era dotata di maniglione a spinta, peculiarità che durante il
terremoto sarebbe potuta essere fatale.
Ho fatto questa scelta perché, per la mia Rubrica, avevo una
disponibilità economica limitata; pertanto, ho dovuto fare una
scelta, forse impopolare.
Ripeto, ho fatto tale scelta dopo avere visto i capitoli del
bilancio e dopo che ho visitato tantissimi posti; e, l'ho sempre
detto, soprattutto riguardo al mondo della scuola, non ho trovato
questo muro del pianto che, invece, ho sentito qui stasera, molto
spesso in maniera demagogica.
Voglio assicurare tutti che la Regione siciliana garantisce
per il diritto allo studio le stesse somme della Calabria.
Paghiamo la cedola libraria, i buoni libri, financo alle scuole
superiori. Nella peggiore delle ipotesi, siamo come la Calabria o
il Trentino, nei fatti, invece, la Regione siciliana dà qualcosa
in più.
Ultimamente abbiamo aperto dieci scuole carcerarie, oltre le
due già esistenti, e sono totalmente a carico della Regione.
Pertanto, non ho voluto fare la scelta demagogica, scontata.
Abbiamo 330 mila famiglie che prendono 80 Euro all'anno. Nel
2002, considerato il numero enorme di domande, non li hanno
neanche presi. Successivamente, avevamo deciso di fare gestire il
tutto alle scuole. Si tratta di un meccanismo di contributo a
pioggia che umilia persino chi li prende. Si prendono dopo sei/
sette mesi e sono 330 mila domande.
Non è solo colpa di un meccanismo certamente non
particolarmente funzionale, e secondo me, dovremmo destinare
una parte di tali somme - come diceva l'onorevole Ortisi - per
fare in modo che i giovani continuino a studiare, ma non possiamo
andare avanti né con la propaganda né con la demagogia.
Il diritto allo studio è assolutamente assicurato da questo
punto di vista, fermo restando che comunque abbiamo lasciato
delle somme da rivedere insieme e per fare anche un regolamento
che possa arrivare alle famiglie più povere.
Abbiamo bisogno di una legge sul diritto allo studio, una legge
vera, che consenta veramente un reale diritto allo studio, per
fare le cose che diceva l'onorevole Ortisi.
Da quando sono assessore - non sono un esperto l'ho detto fin
dall'inizio - mi occupo di questa rubrica dal punto di vista
politico, ce la metto tutta, lavoro tantissimo, lavoro 15, 16, 17
ore al giorno e, se è possibile, cammino molto per rendermi conto
di persona. E, mi sono accorto, onorevole Ortisi e carissimi
colleghi, di tantissimi ragazzi che lasciano la Sicilia, giovani
artisti, archeologi, musicisti; se ne vanno fuori dalla nostra
Terra perché qui non hanno alcuna opportunità ed alcuna
occasione.
In merito a ciò, aggiungo che certamente abbiamo bisogno di
fare immediatamente una legge sul teatro - come diceva poco fa
l'onorevole Barbagallo - e ciò per evitare la discrezionalità
eventuale di un Assessore o di un funzionario; dobbiamo cercare
di garantire quei luoghi aperti, straoridinari che sono le
Accademie, i teatri, che sono i punti di cultura, e dobbiamo fare
in modo che i nostri ragazzi ci possano andare e non ci possono
andare con 80 euro all'anno.
Dobbiamo fare qualcosa di più, si chiamava una tantum per la
sua eccezionalità, abbiamo lasciato delle somme, voglio anche
ricordare - e lo dico per una forma di correttezza - che in V
Commissione quest'emendamento è passato all'unanimità.
Dopo un ampio dibattito, tutto l'emendamento relativo alla
rubrica beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione è
passato all'unanimità. Non vogliamo addossare ad alcuni colleghi
chissà quale responsabilità o quale atto demagogico o criminale,
abbiamo parlato, discusso e abbiamo fatto questa scelta e
l'abbiamo fatta con molta convinzione.
Mi rendo conto che se avessi avuto nella rubrica più somme
avrei operato diversamente; forse avremmo lasciato una parte di
questo, ma certamente questo meccanismo, questo modalità di
contributo a pioggia non è il migliore. E allora, la riflessione
qual è?
Ho cercato di fare la cosa più giusta, e la cosa più giusta è
cercare di mettere delle somme per garantire il diritto allo
studio in modo concreto. I miei uffici hanno fatto una ricerca e
si è visto che, nel giro di tre anni con le somme che abbiamo
messo a disposizione, possiamo mettere a norma tutte le scuole
della Sicilia. Cittadinanza Attiva , che non è un'associazione
qualunque, ma è un'associazione costituita da genitori,
un'associazione che si occupa di scuola e di tante altre
iniziative, ha individuato una scuola siciliana come la scuola
più pericolosa d'Italia. La Sicilia ha bisogno di scelte
coraggiose. Nell'arco di tre anni, certamente possiamo mettere a
norma tutte le scuole della Sicilia ed è certamente un fatto
straordinariamente importante.
Ho sentito dire anche che il buono scuola è un sostegno alle
famiglie, non attiene direttamente al diritto allo studio, ma è
un sostengo alla famiglia e alla libera scelta della famiglia,
certamente non è una misura di diritto allo studio. Volevo anche
dare un voto di fiducia a questo tipo di politica che mi piace.
Certamente sarà un atto importante. Certamente sarà uno di
quegli atti che potrà dimostrare che molto spesso dobbiamo uscire
dalla demagogia o dal fatto che tutti quanti vogliamo che i
nostri figli possano avere molto di più. Tutti quanti sappiamo
che in Sicilia c'è la disoccupazione. Ma non è questo che risolve
il problema.
Noi lasciamo tre milioni e mezzo di euro per cercare insieme
alla Commissione una modalità di investimento che possa
raggiungere i più bisognosi, coloro che in qualche modo, magari
prendendo qualcosa di più, non 80 euro ma molto di più, in
qualche modo possano avere garantito maggiormente il diritto allo
studio.
Quindi, cari colleghi, è con molta serenità, senza alcuna
titubanza, che confermo quest'emendamento e ringrazio tutti
coloro che lo vorranno votare.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, potrà parlare sicuramente, ma
non posso non richiamare l'attenzione sua e degli altri colleghi
sul fatto che mi sta chiedendo la parola dopo la replica del
Governo. E' ovvio che quest'ultimo interviene a chiusura del
dibattito, altrimenti dovrebbe anche controreplicare. Pertanto,
invito tutti gli onorevoli colleghi a darci una tale regola. Pur
non di meno, poiché lei non è intervenuto nel corso del
dibattito, le darò la parola, ma volevo - ripeto - che ci dessimo
una regola, salvo a costringermi ogni volta ad aprire e chiudere
le iscrizioni a parlare. Ripeto, il Governo prima di parlare ha
aspettato che tutti i deputati che volevano intervenire
l'avessero fatto.
Onorevole Aulicino, ha facoltà di parlare.
AULICINO. Signor Presidente, nessuno vuole controreplicare. Io
immaginavo che un percorso razionale dovesse avere esattamente
queste caratteristiche. Non è stato detto, avevo in animo di
iscrivermi, ad un certo punto è stata data la parola
all'Assessore.
PRESIDENTE. Vi è stato chiesto se c'era ancora qualcuno che
volesse parlare. Non avete risposto e ho dato la parola
all'Assessore.
AULICINO. Sono convinto della bontà di quanto lei dice, ma
ritenevo di potere ancora intervenire. La ringrazio per questa
tolleranza.
PRESIDENTE. Ma può intervenire, ci mancherebbe altro.
AULICINO. Poche parole. Io giudico un errore grave mettere in
competizione il principio della sicurezza con il principio della
solidarietà. Ho ascoltata con attenzione ed ho compreso che lei
si è mosso all'interno di un contesto rigido. Credo che anche
tanti colleghi forse hanno capito ciò, che lei abbia dovuto fare
i conti con la rigidità delle risorse del suo Assessorato. Quindi
deduco che il Governo, nella sua collegialità, non ha riflettuto
sull' opportunità di fare in modo che, nel momento in cui c'è da
individuare un percorso come quello della messa a norma degli
edifici, sul quale concordiamo tutti, si possano trovare delle
soluzioni ragionevoli, da buoni padri di famiglia, attraverso un
dialogo all'interno del Governo.
Io faccio appello - sto intervenendo solo per fare un appello
- perché credo che questi sono i momenti in cui una classe
dirigente dimostra di essere matura. Lasciamo stare maggioranza
ed opposizione.
Ad ottobre, prima di avere qualche problema personale, avevo
fatto un appello: Mettiamoci d'accordo, facciamo due-tre cose
insieme, perché il rischio è che - dissi allora - dovremo
prendere atto di non avere fatto nulla di buono .
Ora dico: Stiamo discutendo la manovra .. ma è concepibile che
non si trovi un attimo di riflessione? Il Presidente della
Regione, insieme all'Assessore, possono prendersi una pausa di
cinque minuti per concordare di non togliere questi soldi alle
famiglie?
Diversamente, è come dire che in Sicilia non ci sono famiglie
che hanno bisogno di un aiuto per esercitare il diritto allo
studio. Ma è gravissimo
E' possibile che per fare una cosa buona dobbiamo
necessariamente fare una cosa cattiva? Io concordo quindi con
l'obiettivo, ma faccio un appello al Governo: mi impegno già a
votare l'eventuale soluzione. Fate voi.
E' possibile che spendiamo migliaia di euro per finanziare, ad
esempio, lo spreco dello Jato?
Di sprechi ve ne sono in questo bilancio. Non riusciamo ad
individuare qualcosa e poi facciamo l'operazione pulita, messa a
norma e possibilmente non interrompiamo il flusso di solidarietà
nei confronti dei deboli?
Onorevole Assessore, posso assicurarle che di deboli, in
Sicilia, ve ne sono. Se lei sottovaluta questo problema, la
informo che si tratta di una grossa questione che dobbiamo
affrontare, cioè di come il Parlamento aiuta i deboli. La
politica, infatti, non serve ai forti ma ai deboli e chi fa
politica, decide e governa, deve porsi il problema di come si
trasferiscono risorse dalle aree forti alle aree deboli, di come
si consente alla gente di esercitare il diritto alla vita.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non potevo
esimermi da questo intervento perchè mi pare che la demagogia
abbia raggiunto il livello massimo.
Onorevole Aulicino, non credo che con otto euro al mese, le
famiglie fragili e deboli possano trovare una soluzione. Abbiamo
condiviso la scelta coraggiosa dell'Assessore sapendo che poteva
essere più importante la debolezza di tanti bambini che non
avevano la sicurezza di tornare a casa. Questo era un atto
dovuto, signor Presidente. Sono stato rapidissimo ma non potevo
esimermi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.4
modificativo dell'emendamento 2.90, relativo al capitolo 381702,
a firma degli onorevoli Cracolici e altri: «Cassare la previsione
- 23.000 all'UPB 94113 capitolo 381702, annualità 2007-2008-
2009.»
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare il subemendamento 2.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 2.90 all'UPB 94113
capitolo 381702, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione del subemendamento 2.90
avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Calanna, Cantafia, , Di Benedetto, Di
Guardo, Galletti, Manzull, Oddo, Panepinto, Speziale e Termine
si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.90
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 2.90.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo,
Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi,
Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Asero, De Benedictis,
De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno,
Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La
Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca,
Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona,
Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,Vicari,
Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 86
Maggioranza 44
Favorevoli 41
Contrari 45
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2.19, a firma dell'onorevole
Cracolici, all'UPB 94113 capitolo 381701 -14220 .
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Calanna, Cantafia, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Gucciardi, Maira, Manzulllo, Oddo
Camillo, Panepinto, Rinaldi, Termine e Zappulla si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 2.19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo,
Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Asero, De Benedictis, De Luca,
Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,
Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza
Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo
Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto,
Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona, Speziale,
Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,Vicari, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 85
Maggioranza 43
Favorevoli 40
Contrari 45
(Non è approvato)
Si passa all'subemendamento 2.4, relativo al capitolo376546, a
firma dell'onorevole Gianni: «UPB 9.3.1.1.2 - capitolo 376546 -
+ 3.000 migliaia da destinare all'assorbimento di personale nella
Beni Culturali spa.»
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, perché sta
mantenendo l'impegno assunto in campagna elettorale relativo alla
stabilizzazione dei precari.
Preannuncio il ritiro di questo emendamento perché sono certo
che lei, continuando a mantenere l'impegno assunto in campagna
elettorale, saprà trovare la soluzione per queste ottantasei
famiglie che aspettano da qualche anno di essere inserite nel
settore dei beni culturali, così come sono certo che la stessa
cosa sarà riservata ai tecnici dell'ARPA e a quelli della PON
ATAS, professionisti che hanno dato un grande supporto alla
Regione e che con grande capacità e serietà si sono dedicati a
svolgere la loro funzione e mansione.
Dichiaro di ritirare l'emendamento e chiedo che sia trasformato
in ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.4 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Oddo.
ODDO Camillo. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO Camillo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cambia la
compensazione perché aprire nuovamente il discorso sul fondo di
riserva non mi sembra opportuno.
Vorrei illustrare l'emendamento nei pochi minuti che ho a
disposizione.
L'emendamento tende a ristabilire un minimo di disponibilità
finanziaria per quanto concerne la tutela, la custodia, la
manutenzione, la conservazione ed il restauro dei beni
monumentali, naturalistici, etc.
Fino al bilancio 2005 - i colleghi lo sanno già - cioè in tutti
gli esercizi pregressi, l'appostamento, per quanto concerne
questo capitolo, si attestava dai 200 ai 250 milioni di euro.
La discussione tenuta in Commissione bilancio ha introdotto un
altro argomento obiettivamente realistico. Il Presidente della
Regione, in Commissione bilancio, disse che il motivo era legato
anche all'utilizzo dei fondi POR per quanto concerne questo tipo
di interventi.
Vorrei dare alcune cifre, quindi, e non andare oltre.
A partire dal 2006, purtroppo, si deve necessariamente
constatare che più del 50 per cento, rispetto anche
all'appostamento fino al 2005, riguarda monumenti - e non solo -
assolutamente in stato di degrado.
Vorrei citare, per esempio, i decreti assessoriali dell'agosto
del 2002. Basta citare questi decreti per dire che restavano
fuori, fra progetti istruiti e acquisiti ed istruttorie
incomplete, più del 50 per cento dei monumenti più o meno
degradati.
Obiettivamente, dobbiamo riconoscere che, anche con le somme
messe a disposizione da Agenda 2000 e con le rimodulazioni che il
Governo ha fatto, ci troviamo in una situazione molto seria dal
punto di vista del mancato intervento sui beni di questa natura.
Ritenendo che tutti siamo convinti che rappresentano uno dei
tanti fiori all'occhiello della nostra Isola e che potrebbero
innescare seriamente, in un circuito turistico culturale di un
certo livello, anche una crescita vera dal punto di vista
economico e culturale, penso che si debba tentare di dare a
questo capitolo un minimo di disponibilità. Non parlo neppure di
dare allo stesso quanto era stato previsto fino al 2005.
Dico che potrebbe essere possibile, per istituire una cassetta
di pronto soccorso , per rispondere alle perizie di somma
urgenza che le Soprintendenze presentano, come il Presidente
della Regione e l'Assessore al ramo sanno già, che non vengono
purtroppo prese in considerazione per mancanza totale di fondi.
Ritengo, quindi, ragionevole ciò.
Da parte mia, il discorso relativo al fondo di riserva può
essere considerato chiuso.
Il subemendamento all'emendamento tende a cambiare anche la
copertura finanziaria e spero che, su questa vicenda, questa
sera, il Governo, per la prima volta, dia parere favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.10.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
ODDO Camillo. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Borsellino, Calanna, Cracolici, Di
Benedetto, Galletti, Gucciardi, Manzullo, Rinaldi e Zappulla si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.10
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza, Formica, Galletti,
Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona,
Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini,
Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Ortisi, Pagano,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona,
Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,Vicari,
Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 30
Contrari 51
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.2, a firma
dell'onorevole Gianni:
«Sono abrogate le parole: E' istituita presso l'Assessorato
Agricoltura e foreste, l'autorità per la vigilanza e il controllo
dei consorzi di bonifica con compiti di cui all'art. 32 comma 2
della legge 25 maggio 1995, n.45. »
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento del Governo, Gov 2, limitatamente alla
parte relativa alla Rubrica Beni culturali . Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Di Benedetto, Galletti, Galvagno,
Gucciardi, Oddo Camillo, Ortisi, Panepinto, Rinaldi, Termine e
Zappulla si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Gov 2, rubrica Beni culturali .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone,
Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,
Currenti, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Formica, Galletti,
Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona,
Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini,
Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore,
Pagano, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa,
Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino,
Savona, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino,
Turano,Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 52
Contrari 28
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'esame della Rubrica Sanità .
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
lavoriamo ormai da sette ore consecutive, vorrei chiedere una
sospensione dei lavori anche di mezz'ora soltanto, non di più.
CUFFARO, presidente della Regione. Per quale motivo dobbiamo
sospendere?
ORTISI. Cominciamo col dire che la risposta all'Aula sul mio
intervento deve darla il Presidente dell'Assemblea e nessun altro
e, naturalmente, ciò dimostra rispetto per il Parlamento...
Che lei mi ascolti, rispetto alla considerazione che ho di me,
non cambia niente. Che sia una somma di individualità, mi fa
piacere.
Volevo farle notare - al di là della battuta di risposta che mi
posso permettere - che non è un comportamento di stile quello di
rispondere, da parte del Presidente della Regione, ad una domanda
che un deputato ha rivolto al Presidente dell'Assemblea, seppure
la domanda riguarda la possibilità di procurarsi un breve
intervallo. Non è molto elegante e uso un alitote, cioè nego il
contrario.
Se poi, il Presidente della Regione vuole fare la sfida, anche
noi ci attrezziamo a panini.
Il Presidente della Regione dovrebbe avere molti ricordi di
sfide notturne e, siccome noi non abbiamo dimenticato il 7000
a.c., se lui vuole, possiamo ricominciare dal 7000 a.c.; non ci
sono problemi.
Chiedo al Presidente dell'Assemblea.
CRACOLICI. Dopo aver trattato la rubrica Sanità , si sospende.
ORTISI. Signor Presidente, dopo aver trattato la rubrica
Sanità , è possibile sospendere?
Vorrei che lei rispondesse ufficialmente, se necessario, dopo
aver consultato il Governo.
Se lei mi dà una risposta ufficiale, ci atteggeremo di
conseguenza.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, penso che potremmo completare le
uniche due rubriche che rimangono perché non vi sono molti
emendamenti. Finite quelle, si potrà procedere alla sospensione.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende l'esame del disegno di legge n. 390-458/A
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Sanità , dalla UPB
10.1.1.1.1 alla UPB 10.7.2.6.99: Gabinetto e uffici di diretta
collaborazione all'opera dell'Assessore; Dipartimento regionale
per l'assistenza sanitaria ed ospedaliera e la programmazione e
la gestione delle risorse correnti del fondo sanitario;
Ispettorato veterinario; Ispettorato sanitario; Osservatorio
epidemiologico; Dipartimento regionale per le infrastrutture, lo
sviluppo e l'innovazione, per la comunicazione e per
l'informazione del settore sanitario.
Comunico che sono state presentate dal Governo le proposte di
modifica di cui all'emendamento Gov 2.
Comunico, altresì, che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici il seguente subemendamento 2.91:
«UPB 10.2.111 - Capitolo 412016 - meno 1.380.000».
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.91.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento Gov 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per quaranta minuti ed
informo che la stessa riprenderà alle ore 22.30.
(La seduta, sospesa alle ore 21.49, è ripresa alle ore 23.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica Territorio ed ambiente .
Dall'UPB 1.1.1.1.1 all'UPB 1.1.4.2.6.2, pagine 377-383.
Comunico che sono stati presentati all'emendamento GOV. 2 i
seguenti subemendamenti GOV 2.92 e Gov 2.93 a firma
dell'onorevole Cracolici:
GOV 2.92: «UPB 11.2.111 - Capitolo 442005 - + 4.000».
GOV 2.93: «UPB 11.2.111 - Capitolo 442008 - + 8.000».
Si passa al subemendamento GOV 2.92.
CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.93 a firma dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO. presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Si passa all'emendamento 2.3 a firma dell'onorevole Barbagallo.
«UPB 11.2.1.3.2 - Capitolo 443308 - + 250 migliaia di euro
UPB 4.2.1.5.1 - Capitolo 215701 - - 250 migliaia di
euro».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo ha inserito nella finanziaria, che
approveremo nel prosieguo, la norma affinchè l'ARP possa
continuare il monitoraggio sull'inquinamento elettromagnetico.
Per errore, non sono state riportate anche le risorse
necessarie, tra l'altro l'ARP è finanziata anche dallo Stato, ma
queste sono le risorse che deve appostare la Regione. E' una
pura dimenticanza degli Uffici dell'Assessorato per il bilancio
e le finanze, per cui il Governo non può che prendere atto
dell'errore; esiste la norma ma abbiamo dimenticato di appostare
le risorse.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento GOV 2 relativamente
alla Rubrica Territorio e Ambiente .
Chi è favorevole resti seduto; Chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica Turismo, Comunicazione e Trasporti .
Dalla UPB 12111 alla UPB 124261 pagine 384-390. Comunico che sono
state presentate dal Governo le proposte di modifica di cui
all'emendamento Gov 2.
Comunico che all'emendamento GOV 2 del Governo sono stati
presentati i seguenti subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici:
subemendamento GOV 2.94:
«UPB 12.2.1.1.1. Capitolo 472006 - 12.000»;
subemendamento GOV 2.95:
«UPB 12.2.1.1.1. Capitolo 472008 - 28.000»;
subemendamento GOV 2.96:
«UPB 12.2.1.1.2. Capitolo 472513 - 100.000».
subemendamento GOV 2.97:
«UPB 12.2.1.3.3. Capitolo 472515 - 660.000».
i subemendamenti GOV 2.98, GOV 2.99 e GOV 2.100,
dell'onorevole Cracolici, sono ritirati;
- dagli onorevoli Sanzarello e altri:
subemendamento GOV 2.101:
«Alla fine del comma 3, dopo le parole approvati dalla
Regione , aggiungere il seguente periodo: In sede di prima
applicazione le disposizioni della presente legge non si
applicano agli ambiti territoriali ottimali costituiti da un
numero di comuni superiore a 30 e ricadenti nelle province con
più di 60 comuni, salva diversa determinazione adottata dalla
maggioranza dell'assemblea dei soci. »;
- dall'onorevole Maira:
subemendamento GOV 2.102
«Al comma 1, alla fine del 2 periodo, dopo le parole legge
regionale 25 maggio 1995, numero 45 aggiungere l'autorità di
vigilanza di cui sopra provvede inoltre, entro lo stesso termine
di 180 giorni, ad approvare il Regolamento di elezione degli
organi del consorzio ai sensi della legge regionale 45/95 ;
al comma 1, settimo rigo, le parole entro 30 giorni sono
sostituite con entro 90 giorni
al comma 3, 9 rigo sostituire le parole tre membri con le
parole cinque membri e aggiungere secondo il principio del
rispetto delle minoranze rappresentate nei consigli comunali e
provinciali costituenti il consorzio »;
subemendamento GOV 2.103:
al comma 3, dopo e le parole tipo approvati dalla Regione
aggiungere il seguente periodo Gli aggiornamenti che vanno a
scadere sino alla costituzione ed all'operatività gestionale dei
Consorzi di cui al presente articolo restano prorogati agli
stessi patti e condizioni contrattuali sino all'entrata in vigore
dei consorzi ed alla applicazione dei criteri di cui al bando e
al capitolato che saranno approvati dalla Regione. »;
- dall'onorevole Cimino:
subemendamento GOV 2.104:
«All'articolo 17 della legge n. 109 del 1994, come sostituito
dall'articolo 11 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 è
introdotto il seguente comma:
9 bis. Gli incarichi relativi alle prestazioni di cui al coma
1, il cui importo stimato sia pari o superiore alla
corrispondente soglia comunitaria, IVA esclusa, possono essere
affidati a professionisti, società di professionisti, società di
ingegneria, consorzi stabili di società di professionisti in
grado di dimostrare le capacità economiche, finanziarie e
tecniche anche attraverso l'affidamento alle capacità di altri
soggetti, a prescindere dalla natura giuridica dei loro legami
con questi ultimi. In questo caso, gli operatori devono provare
l'impegno di tali soggetti a mettere a disposizione le risorse
finanziarie e i mezzi tecnici necessari.
9 ter. Nell'affidamento degli incarichi di cui al comma 1
costituisce titolo di preferenza l'impiego, da parte dei soggetti
in possesso dei requisiti economici, finanziari e tecnici per la
partecipazione ai bandi, di professionisti iscritti agli albi
professionali da meno di cinque anni. »;
subemendamento GOV 2.105:
«All'articolo 32 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
aggiungere il seguente comma:
1 bis. Agli appalti di servizi possono partecipare gli
operatori in grado di dimostrare le capacità economiche,
finanziarie e tecniche anche attraverso l'affidamento alle
capacità di altri soggetti, a prescindere dalla natura giuridica
dei loro legami con questi ultimi. In questo caso, l'operatore
economico deve provare l'impegno di tali soggetti a mettere a
disposizione le risorse finanziarie e i mezzi tecnici necessari.
1 ter. Nell'aggiudicazione degli appalti di servizi di cui al
comma 1, costituisce titolo di preferenza l'impiego, da parte
dei soggetti in possesso dei requisiti economici, finanziari e
tecnici per la partecipazione ai bandi, di società costituite da
meno di cinque anni. »;
- dagli onorevoli Cracolici, Panepinto, Borsellino, Cantafia e
altri:
subemendamento GOV 2.106:
«Il comma 3 dell'emendamento Governo 2 è sostituito dal
seguente:
Il Governo della regione, entra sessanta giorni dalla data di
approvazione della presente legge, definisce le nuove
perimetrazioni degli ATO idrici secondo i bacini idrografici e
non più sulla base dei confini provinciali.
In attesa della riperimetrazione degli ATO idrici è sospeso
ogni affidamento e stipula di contratto con società private per
la gestione delle acque. »;
- dall'onorevole Cimino:
subemendamento GOV 2.107:
«Al comma 8 sopprimere l'ultimo periodo»;
subemendamento GOV 2.108:
«Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
Gli enti locali, nell'ambito delle proprie disponibilità
finanziarie, sono autorizzati effettuare assunzioni atempo
indeterminato di lavoratori già impegnati presso la stessa
amministrazione con convenzioni per la esternalizzazione di
servizi, ai sensi del comma 7 dell'articolo 5 della legge
regionale 26 novembre 2000, n. 24. I relativi oneri restano a
totale carico degli enti locali stessi. »
il subemendamento GOV 2.109, degli onorevoli Cracolici e altri,
è ritirato;
- dall'onorevole Cimino:
subemendamento GOV 2.110:
«Alla fine del comma 2 inserire le seguenti parole: fatti
salvi quelli autorizzati con valutazione di impatto ambientale
(VIA) alla data di entrata in vigore della presente legge. »
i subemendamenti GOV 2.111 e GOV 2.112, dell'onorevole Cimino,
sono ritirati.
S passa al subemendamento GOV 2.94 dell'onorevole Cracolici:
«UPB 12.2.1.1.1. Cap. 472006 - 12.000»
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento GOV 2.95.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento GOV 2.96.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento GOV 2.97.
CRACOLICI. Chiedo la parola per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Dichiaro di non ritirare questo emendamento e chiedo
il voto segreto per coerenza, senza apparire dispettoso nei
confronti di una rubrica piuttosto che di un'altra. E ciò perchè
riguarda quell'emendamento del Governo che fa parte di quel
pacchetto di lottizzazione definito tra Forza Italia, MPA, UDC e
Alleanza Nazionale. Più precisamente, ci si è inventati una
modalità di utilizzazione di risorse diventate tali per le
società sportive, sebbene in prima battuta, nessuno le avesse
chieste. In seguito è diventata una modalità attuativa della
lottizzazione che si è determinata nella maggioranza.
Credo che l'Aula con questo emendamento ristabilisca, quanto
meno, un principio. E, peraltro, visto che l'Assessore non
l'aveva chiesto, non si capisce perché gli si stiano dando.
Per l'emendamento 2.97 chiedo il voto segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Aulicino, Calanna, Cantafia, Di
Benedetto,Fiorenza, Gucciardi, Manzullo, Oddo Camillo,
Panarello,Speziale, Termine e Tumino si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.97
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.97.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo,
Basile, Beninati, Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona,
Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici,
Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Fagone, Falzone, Fiorenza, Formica, Galletti, Galvagno,
Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La
Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo
Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Pogliese, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello,
Sansarello, Savarino, Savona, Speziale, Stancanelli, Termine,
Terrana, Tumino, Turano,Vicari, Villari, Vitrano, Zago,
Zangara, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 37
Contrari 44
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro già comunicato,
degli emendamenti dal 2.98 al 2.112.
Pongo in votazione l'emendamento GOV2, a firma del Governo,
relativamente alla rubrica Turismo .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna alla rubrica Bilancio , precedentemente accantonata,
dalla UPB 4.1.1 alla UPB 4.3.271 pagg. 321-326.
Comunico che, all'emendamento GOV2 del Governo, è stato
presentato il subemendamento GOV 2.42, a firma dell'onorevole
Cracolici. Ne do lettura:
«UPB 42141 Capitolo 214912 -3.6288.000»
CRACOLICI Chiedo la parola per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, mi permetto di porre un serio
problema. In questo capitolo il Governo propone, con un
emendamento, di stanziare una quota per il pagamento di
interessi sulle spese e sulle operazioni di attualizzazione dei
fondi ex articolo 38.
Vi chiedo, e mi chiedo, se sia possibile che il bilancio di
previsione della Giunta non abbia previsto un'operazione di
attualizzazione dei fondi ex articolo 38 e degli oneri finanziari
relativi.
Come è possibile che si arrivi alla presentazione di un
emendamento che in commissione era stato ritirato? Non lo
ricordo solo a me stesso, ma se siamo in presenza di oneri
obbligatori che in qualche modo sono legati alle attività di
gestione finanziaria della Regione, come è possibile che tutto
questo lo si scopra attraverso un emendamento?
Tenete conto che in questa rubrica del bilancio ci sono anche
altre questioni che in qualche modo suscitano più di
un'inquietudine.
Mi auguro che il Governo abbia una risposta esaustiva, e la
attendo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, si
tratta delle risorse dell'attualizzazione ex articolo 38 che gli
Uffici hanno fatto a dicembre. Queste sono risorse che appostiamo
in bilancio per pagare le annualità 2007, 2008 e 2009.
Non la potevano prevedere prima perché è stata fatta a
dicembre.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 2.42.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Comunico che è stato
presentato il seguente subemendamento 2.43, a firma
dell'onorevole Cracolici:
«UPB 4.2.1.5.1 capitolo 215701 +39.016.000».
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non solo su questo non chiedo il
ritiro ma chiedo, anche su questo, il voto segreto. L'emendamento
è logico, nel senso che si muove all'interno di quel ragionamento
in base al quale, qualche ora fa, il Presidente della Regione,
sostenendo una tesi alquanto bizzarra, aveva annunciato di non
dare copertura finanziaria perché si interveniva sul Fondo di
riserva. Il Governo con questo emendamento interviene per 39
milioni di euro sul Fondo di riserva che è il più basso del
Bilancio di previsione rispetto a quello degli ultimi anni. Credo
che a saldo arriveremo a meno 300 milioni di euro.
CUFFARO, presidente della Regione. Con i 10 milioni in meno del
Fondo di riserva.
CRACOLICI. Intanto non è Fondo di riserva, onorevole Cuffaro.
E, pertanto, tale emendamento intende proprio garantire la buona
amministrazione e le spese obbligatorie che sono dovute per
l'esercizio finanziario, nonché impedire quello che con questo
bilancio noi rischiamo di determinare, e cioè che buona parte
delle spese nel corso del 2007 saranno anticipazioni allo
scoperto, cioè si sta costruendo un bilancio dove una parte delle
risorse che noi dovremo utilizzare, nel corso del 2007, saranno
di fatto debiti fuori bilancio. Ecco, anche per impedire che la
gestione ordinaria si mangi ogni giorno un pezzo di futuro,
l'emendamento intende ripristinare il Fondo di riserva così come
originariamente previsto, per garantire che lo stesso venga
utilizzato secondo previsione di legge per le spese obbligatorie
e per gli atti per i quali vi è assoluta indifferibilità dei
provvedimenti amministrativi. Per questo chiedo il voto segreto
su questo mio subemendamento.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, abbiamo
lavorato fino ad ora e si sono approvate tutte le rubriche. Gli
emendamenti del Governo, che questo Parlamento ha approvato,
prevedono la copertura tramite questo fondo e il Parlamento ha
già espresso il voto. Non so se può essere emendato un articolo
le cui risorse sono già state assegnate e votate dal Parlamento.
Se il Parlamento dovesse accettare l'emendamento dell'onorevole
Cracolici, tutti i voti che sono stati dati precedentemente e che
hanno dato copertura verrebbero annullati. Credo che questo non
possa essere emendato, signor Presidente, perché fa parte del
Fondo di riserva che abbiamo utilizzato e su cui il Parlamento si
è già pronunciato.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, si procede alla votazione finale di
un disegno di legge dopo avere votato tutti gli articoli
separatamente. E, seppure tutti gli articoli sono stati
approvati, si procede al voto finale del disegno di legge nel
suo complesso. Che bisogno ci sarebbe, onorevole Cintola, di
votare i disegni di leggi nel loro complesso dopo avere votato
tutti insieme gli articoli?
CINTOLA. Non c'entra niente.
TUMINO. Se si boccia la legge nel suo complesso, avendo
approvato tutti i singoli articoli, la legge non viene approvata.
E' una norma dello stesso tipo: è una norma di saldatura, di
chiusura. L'opposizione ritiene che tutto l'emendamento Gov 2
andava ritirato, così com'era stato ritirato in Commissione.
E', quindi, legittimo da parte dell'opposizione chiedere il
voto a scrutinio segreto sulla madre di tutto il Gov 2. E la
madre di tutto il Gov 2 è questo punto. Oltretutto, onorevole
Presidente, avverto che molte delle entrate previste in questo
bilancio sono entrate che noi non vedremo mai. Ragione per la
quale ritengo che molto probabilmente ci saranno delle sorprese
rispetto alle quali diventerà prezioso dovere ricorrere ad un
fondo di riserva che abbia una certa consistenza. Ecco perché,
non solo ritengo legittimo e giusto che l'opposizione affronti
questo tema con determinazione chiedendo lo scrutinio segreto, ma
credo che anche la maggioranza debba fare una riflessione su
questo.
Ricordo, altresì, che in Commissione il Gov.2 era stato
ritirato perché, tutto sommato, la finanziaria potrebbe benissimo
reggere anche senza questo emendamento. E allora, visto che
abbiamo un fondo di riserva che si aggira intorno ai 300 milioni
di euro, anzi di meno - e non solo perché 10 milioni sono saltati
questa sera, ma è molto meno, siamo intorno ai 260, per quelle
che sono le mie informazioni, sicuramente inadeguate, e ritengo
che il fondo di riserva sarà ulteriormente saccheggiato durante
la discussione della legge finanziaria - credo sia opportuno che
questo punto venga respinto da parte del Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo emendamento è
improponibile per il semplice fatto che, questa sera, abbiamo già
votato l'utilizzazione di 39.016 migliaia di euro per poste che
sono state già stanziate. Se lo votassimo, rischieremmo di
deliberare in contrasto con decisioni già prese, cosa che non
possiamo fare ai sensi dell'articolo 111, comma 2 del Regolamento
interno. L'emendamento 2.43 è pertanto improponibile.
Comunico che dall'onorevole Cracolici sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
subemendamento 2.44:
«UPB 4.2.1.5.3 capitolo 212019: -214.000»
subemendamento 2.45:
«UPB 4.2.1.5.3 capitolo 212028: +151.000»
subemendamento 2.46:
«UPB 4.2.1.5.3 capitolo 212028: +2.380.000»
subemendamento 2.47:
«UPB 4.2.1.5.3 capitolo 212030: -3.000.000»
subemendamento 2.48:
«UPB 4.2.2.6.2 capitolo 613941: +4.400.000»
subemendamento 2.49:
«UPB 4.2.2.8.1 capitolo 613905: -35.041.400.000»
subemendamento 2.50:
«UPB 4.2.3.9.1 capitolo 900013: -4.320.000»
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento Gov.2 del Governo, relativo
alla Rubrica Bilancio e Finanze.Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intera tabella B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel suo complesso, fatte salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Elenchi
1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli
effetti di cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
successive modifiche ed integrazioni, quelle descritte
nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione della spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte del
Presidente della Regione la facoltà di cui all'articolo 9,
secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni, sono descritte nell'elenco n. 2
annesso allo stato di previsione della spesa.
3. I capitoli di spesa a favore dei quali è data facoltà al
Presidente della Regione di iscrivere somme con decreti da
emanare in applicazione dell'articolo 12, primo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni, sono quelli descritti nell'elenco n. 3 annesso allo
stato di previsione della spesa.
4. I capitoli di spesa a favore dei quali è data facoltà
all'Assessore regionale per il bilancio e le finanze di iscrivere
somme con decreti da emanare in applicazione dell'articolo 12,
secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni, sono quelli descritti nell'elenco n. 4
annesso allo stato di previsione della spesa.»
Si procede alla votazione degli elenchi annessi.
Pongo in votazione l'elenco n. 1: Spese obbligatorie e
d'ordine iscritte nello stato di previsione della spesa ai
sensi dell'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
successive modifiche ed integrazioni'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'elenco n. 2: Spese per le quali può
esercitarsi da parte del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, la facoltà
di cui all'articolo 9, secondo comma, della legge 5 agosto 1978,
n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'elenco n. 3: Capitoli per i quali è
concessa al Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze e sentita la Giunta
regionale, la facoltà di cui all'articolo 12, primo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'elenco n. 4: Capitoli per i quali è
concessa all'Assessore regionale per il bilancio e le finanze la
facoltà di cui all'articolo 12, secondo comma, della legge 5
agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel suo complesso. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
«Articolo 4
Oneri del personale
1. Gli oneri da destinare alla contrattazione collettiva
regionale di lavoro per il personale della Regione siciliana con
qualifica dirigenziale a tempo indeterminato e determinato,
comprensivi degli oneri sociali e dell'I.R.A.P. a carico
dell'Amministrazione regionale, sono quantificati per il triennio
2007-2009, in relazione al biennio economico 2006-2007, in 10.283
migliaia di euro annui.
2. Gli oneri da destinare alla contrattazione collettiva
regionale di lavoro per il biennio economico 2006-2007,
comprensivi degli oneri sociali e dell'I.R.A.P. a carico
dell'Amministrazione regionale, per il personale della Regione
siciliana con qualifica non dirigenziale, a tempo indeterminato e
determinato, sono quantificati per il triennio 2007-2009, in
31.326 migliaia di euro annui.
3. Gli oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale da
destinare alla contrattazione collettiva regionale di lavoro per
il personale con qualifica dirigenziale degli enti regionali, di
cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
sono quantificati, per il triennio 2007-2009, in relazione al
biennio economico 2006-2007, in 721 migliaia di euro; gli oneri
aggiuntivi a carico del bilancio regionale da destinare alla
contrattazione collettiva regionale di lavoro per il personale
con qualifica non dirigenziale dei medesimi enti regionali sono
quantificati, per il triennio 2007- 2009, in relazione al biennio
economico 2006-2007, in 510 migliaia di euro annui».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Articolo 5
Ripartizione territoriale delle spese in conto capitale
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma 1, n. 4,
della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, gli assessori regionali,
ciascuno per la parte di propria competenza, presentano alla
Giunta regionale le proposte di ripartizione territoriale dei
fondi stanziati per le spese in conto capitale dello stato di
previsione della spesa del bilancio regionale e relativa
appendice per l'anno finanziario 2007, con riferimento agli
indici demografici, di disoccupazione, di emigrazione e di
reddito medio pro-capite.
2. Copia della delibera di ripartizione territoriale dei fondi
è trasmessa alla Commissione bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana entro il termine di dieci giorni dalla sua adozione.
3. Dopo il comma 4, dell'articolo 4, della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni è
inserito il seguente:
4 bis. Il piano di riparto dei fondi assegnati dallo Stato in
attuazione dell'art. 38 dello Statuto è trasmesso alla
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana per
l'espressione del relativo parere. Il suddetto parere deve essere
reso entro il termine di 10 giorni dalla data di ricevimento».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Articolo 6
Totale generale del bilancio annuale
1. E' approvato in 23.249.676 migliaia di euro in termini di
competenza ed in 17.183.353 migliaia di euro in termini di cassa,
il totale generale dell'entrata ed il totale generale della spesa
del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
2007».
Si pone in votazione l'articolo 6 tenendo conto dell'eventuale
modifica agli importi indicati connessi all'approvazione degli
emendamenti e fatte salve le ulteriori modifiche conseguenti
all'approvazione della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
«Articolo 7
Allegati
1. Per l'anno finanziario 2007 le unità previsionali di base e
le funzioni-obiettivo sono individuate, rispettivamente, negli
allegati n. 1 e 2 alla presente legge».
Pongo in votazione l'allegato 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'allegato 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio di previsione pluriennale 2007-2009 .
Do lettura dell'articolo 8:
«Articolo 8
Bilancio pluriennale
1. E' approvato in 52.458.377 migliaia di euro il totale
generale dell'entrata ed il totale generale della spesa del
bilancio pluriennale della Regione siciliana per il triennio 2007-
2009, nelle risultanze di cui alle Tabelle C e D allegate alla
presente legge.
2. Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5 relativo
agli oneri a carico del triennio 2007-2009 per far fronte a nuovi
provvedimenti legislativi».
Onorevoli colleghi, ne sospendo la discussione per passare
all'esame delle tabelle C e D del bilancio pluriennale.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata
Si passa all'avanzo finanziario presunto. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio e finanze. Entrate correnti, in conto
capitale, per accensione di prestiti.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alle Entrate di pertinenza di altre amministrazioni.
Entrate correnti, entrate in conto capitale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'entrata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della spesa. Rubriche:
Presidenza, Agricoltura e Foreste, Famiglia, Bilancio e Finanze,
Industria, Lavori Pubblici, Lavoro, Previdenza sociale,
Formazione ed Emigrazione, Cooperazione, Commercio, Artigianato e
Pesca, Beni culturali ed ambientali, Pubblica istruzione, Sanità,
Territorio ed ambiente, Turismo, Comunicazione e Trasporti con le
relative UPB. Elenco numero 5 - Fonti occorrenti per far fronte
ad oneri dipendenti da nuovi provvedimenti legislativi.
Pongo in votazione la Tabella C.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella D.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'elenco numero 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, fatte salve le modifiche
conseguenti all'approvazione della legge finanziaria. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
«Articolo 9
Quadri
1. Sono approvati il quadro generale riassuntivo del bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2007 e per il
triennio 2007-2009, in termini di competenza, con i relativi
allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2007».
Prima di porlo ai voti preciso che i quadri riassuntivi sono
quelli risultanti dalle modifiche approvate dall'Aula nel corso
dell'esame del bilancio a legislazione vigente. Sono fatte salve
le ulteriori modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
«Articolo 10
Azienda delle foreste demaniali
1. E' allegato, in appendice al bilancio della Regione, il
bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2007 e per il triennio 2007-
2009».
Onorevoli colleghi, ne sospendo la discussione per passare
all'esame del bilancio di previsione 2007 dell'Azienda delle
Foreste demaniali.
Si passa allo Stato di previsione dell'entrata. Avanzo
finanziario presunto. Titolo I - Entrate correnti. Titolo II -
Entrate in conto capitale.
Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'entrata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della spesa.Titolo I - Spese
correnti. Titolo II - Spese in conto capitale.
Si passa allo stato di previsione della spesa. Spese correnti,
spese in conto capitale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 10 il Governo ha
presentato i seguenti emendamenti:
«UPB 2.0.0.6.1 capitolo 2009 Somme da versare
dall'assessorato regionale bilancio - dipartimento bilancio - per
la realizzazione del programma triennale di interventi idraulico-
forestali e per il piano di acquisizione dei terreni , 2007:
30.500, 2008: 30.500. 2009:0»;
«UPB 00263 capitolo 2056 Interventi per la realizzazione del
programma triennale di interventi idraulico-forestali e per il
piano di acquisizione dei terreni , 2007: 30.500, 2008: 30.500.
2009:0»
Pongo in votazione il subemendamento all' UPB 2.0.0.6.1
capitolo 2009.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento all' UPB 00263 capitolo
2056.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione lo Stato di previsione della spesa. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il bilancio di previsione 2007 dell'Azienda
delle Foreste demaniali. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
dell'Azienda delle Foreste demaniali.
Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'entrata. Avanzo
finanziario presunto. Entrate correnti. Entrate in conto
capitale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione lo Stato di previsione della spesa - Titolo
I - Spese correnti e Titolo II - Spese in conto capitale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il bilancio pluriennale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
«Articolo 11
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2007.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Seguito della discussione del disegno di legge numero 389/A
«Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007»
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge numero 389/A «Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2007», posto al numero 2 del secondo punto all'ordine
del giorno.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'esame del disegno di legge del
bilancio è stato completato. Adesso ci attende l'esame della
legge finanziaria. Io credo che sia opportuno che ognuno di noi
conosca l'organizzazione dei tempi dei nostri lavori, in maniera
tale che ci si attrezza, tenuto conto che andiamo incontro ad un
esame dell'articolato congruo: sono stati annunciati oltre 800
emendamenti Credo sia opportuno, signor Presidente, così come
tra l'altro eravamo d'accordo, che si sospenda la seduta e si
convochi una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
per decidere le modalità con le quali organizzare i nostri lavori
delle prossime ore.
Tenuto conto che non mi pare che ci sia soltanto la legge
finanziaria - c'è ancora, infatti, il bilancio dell'Assemblea da
approvare ed una serie di adempimenti -, credo sia utile sapere
da parte di tutti come organizzarci. Quindi, la invito a
sospendere la seduta per definire il calendario e
l'organizzazione delle prossime ore.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è chiaro che se dobbiamo
sospendere per dieci minuti per definire il calendario, la
Presidenza non può essere contraria. Per quanto riguarda invece
la decisione di proseguire i lavori, continueremo perché questo
era stato l'accordo raggiunto anche in sede di Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari. Continueremo ad oltranza, al
fine di completare entro stanotte l'esame della legge
finanziaria. Se, perrò, serve ai fini di una migliore
organizzazione, una sospensione di un quarto d'ora
CRACOLICI. Convochi una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. Non mi pare che sia necessario convocare la
Conferenza, pur non di meno,possiamo sospendere per concordare in
maniera informale l'andamento dei lavori.
l'andamento dei lavori.
CRISTALDI Concordare chi?
PRESIDENTE. I Presidenti dei Gruppi parlamentari, ovviamente.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
stiamo ragionando sul rispetto delle prerogative di questo
Parlamento, c'é una richiesta che viene dall'opposizione, non
soltanto dall'onorevole Cracolici, di provvedere a disciplinare
il prosieguo dei nostri lavori relativamente ad un aspetto
fondamentale che è la legge finanziaria, attraverso la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma formalmente convocata.
Non mi risultano accordi stipulati in altre Conferenze
pregresse rispetto a quelle che dovremmo realizzare.
Formalizzo la richiesta di convocazione della Conferenza.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato
dichiarato più volte che ci sono 840 emendamenti. Il Presidente
Micciché ha comunicato che avrebbe fatto un esame preventivo.
C'é stato riferito che questi 840 emendamenti si potrebbero
ridurre di un 20 per cento.
Però, ad oggi, non abbiamo né il quadro degli 840 né quelli dei
120.
Vorrei chiedere se gli Uffici hanno pronti tutti questi
elementi. Mi pare, infatti, giusto fare la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché a me non risulta che
ci sia stata un'altra Conferenza nella quale si sia deciso di
andare ad oltranza.
Io non credo che ci sia stata una sede nella quale qualcuno si
è impegnato. Non siamo ovviamente contrari a continuare i nostri
lavori, ma dopo che i Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiano
valutato serenamente qual é il percorso da fare.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è da qualche giorno che nel corso dei lavori
si è detto, sia in Commissione bilancio che adesso in Aula, che
il 19 si sarebbe fatta la votazione finale del bilancio e della
finanziaria.
Non so se era un accordo o una tacita intesa. Questo era quello
che in questi giorni, si è continuato a ripetere anche nelle
Commissioni, man mano che andavamo avanti.
Il Governo è dell'idea di continuare a lavorare. Abbiamo
predisposto una finanziaria semplice e rigorosa, nel senso che
sono pochi articoli, assolutamente tecnici.
Abbiamo voluto evitare che la finanziaria diventasse, come nel
passato, una sorta di carrozzone dove si metteva tutto e il
contrario di tutto. Non ci sono norme di spesa.
Tra l'altro è stata ampiamente discussa e dibattuta in
Commissione bilancio, dove tutti gli articoli sono stati
opportunamente valutati e ognuno ha potuto esprimere le proprie
convinzioni.
Credo che sia giusto che anche l'Aula torni a discutere sugli
articoli. Però, è una finanziaria che si presta ad una
discussione serena, senza toni concitati dal momento che non ci
sono quei temi che spesso hanno messo in condizione questo
Parlamento di aprire contenziosi.
Per queste ragioni, siamo dell'idea di continuare a lavorare.
Quale sarebbe l'alternativa?Forse riprendere la prossima
settimana? Perderemmo alcuni giorni e vanificheremmo lo sforzo e
il sacrificio di tanti parlamentari rimasti qui a discutere e a
votare affinché non si arrivasse all'esercizio provvisorio
Presidenza del Presidente Miccichè
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione...
CUFFARO, presidente della Regione ...e, contestualmente,
affinché nessuno dovesse pagare per un esercizio provvisorio non
fatto. Ripeto, siamo assolutamente in tempo per approvare sia la
finanziaria che il bilancio...
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, la ringrazio per il suo
intervento ma, se non le dispiace, sui lavori dell'Assemblea
decide l'Assemblea. Pertanto, convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
CUFFARO presidente della Regione. Considerato che io,
presidente della Regione, stavo ancora parlando, avrebbe dovuto
avere il buon senso di farmi finire per poi dire quello che deve
dire, Presidente....
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, è un argomento che purtroppo
non le compete.
CUFFARO presidente della Regione. Quando finisco di parlare
lei dice quello che deve dire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa ed è
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 23.52, è ripresa alle ore 00.50 di
sabato 20 gennaio 2007)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari si è svolta ma non è ancora pronta la
fotocopia di tutti gli emendamenti presentati. Per questo motivo,
sono costretto a sospendere la seduta per un'ora.
La stessa riprenderà con la lettura degli emendamenti
proponibili ed improponibili e, in base a quanto stabilito dalla
Conferenza stessa, a seguito della presentazione - annunciata dal
Governo - di un emendamento di riscrittura di alcuni emendamenti
già presentati, i lavori d'Aula saranno aggiornati a domani
mattina, alle ore 11.00 e proseguiranno ad oltranza sino
all'approvazione della finanziaria.
Sospendo la seduta per un'ora ed avverto che la stessa
riprenderà alle ore 02.00.
(La seduta, sospesa alle ore 00.55, è ripresa alle ore 02.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, come avete potuto notare il
lavoro su questi emendamenti, che sono moltissimi, è difficile e
lungo; nel prendere visione, adesso, del pacco degli emendamenti
ammissibili e del gran pacco degli emendamenti che dovrebbero
essere dichiarati improponibili, mi accorgo che c'è qualche cosa
che va esaminata più attentamente. Ho scorto, infatti, tra gli
improponibili qualche emendamento che invece non ha motivo di
essere ritenuto tale e, al contrario, ho visto tra gli
ammissibili emendamenti che forse una lettura più accurata
farebbe dichiarare improponibili.
Il Governo ha intanto presentato il maxi emendamento. Sono
state distribuite le copie degli emendamenti ammissibili secondo
una mia prima visione, ma non mi sento di considerarla definitiva
perché c'è qualcosa che va rivista. Questo è uno dei motivi per
cui è meglio non lavorare la notte. Pertanto, se tutti siete
d'accordo si procede alla distribuzione del maxi emendamento del
Governo.
Ripeto che è possibile che di tutti questi emendamenti il
Presidente domani mattina, all'apertura della seduta, dichiari
ammissibili emendamenti che in questo momento non lo sono e
viceversa.
Mi riservo, peraltro, di verificare con gli uffici se il maxi
emendamento del Governo, che è stato presentato ora, sia
perfettamente rispondente, come deve essere, agli emendamenti che
sono già stati presentati e che sono ammissibili; quindi, come
deciso dalla Conferenza dei Capigruppo, non leggeremo
materialmente tutti questi emendamenti, ma li considereremo sin
da stasera già ammissibili o improponibili. Ci sono momenti n
cui la premura crea problemi, come sicuramente è accaduto stasera
che gli uffici sono stati sottoposti a un certo stress per fare
le fotocopie di tutti gli emendamenti e ciò può aver creato un
ulteriore piccolo problema.
Onorevoli colleghi, sono dell'avviso di togliere la seduta
adesso per consentire a ognuno di visionare tutti gli emendamenti
e, laddove lo ritenesse opportuno, può segnalare alla Presidenza
la mancanza di uno o più emendamenti tra quelli proponibili. Ciò
consentirebbe un'analisi più precisa e puntuale.
Quello che è stato consegnato in linea di massima è quanto è
stato considerato ammissibile, però non mi sento di mettere la
parola fine.
La seduta è rinviata domani, alle ore 11.00. Ad inizio della
seduta l'Assemblea darà una più puntuale informazione sugli
emendamenti resi ammissibili.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei apparire
eccessivamente pignolo, però sono le 2.20, e lei si è preso
un'ulteriore riserva sull'esame dell'ammissibilità o meno degli
emendamenti. Le chiedo di spostare la convocazione a domani alle
ore 12.00, anche se un'ora non cambia nulla, però la scrittura di
eventuali subemendamenti comporta la necessità di studiare,
controllare le norme, quindi chiedo cortesemente di fissare
l'orario della seduta alle ore 12.00
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se tutti siamo d'accordo, la
seduta rimane convocata per le ore 11.00, e dato che anch'io ho
la necessità di procedere ad alcune verifiche, con grandissima
serenità, mi renderò conto se vi è bisogno di un ulteriore
pausa, eventualmente spostando l'inizio dei lavori di qualche
minuto. Però, resta convocata per le ore 11.00, così come
stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
difficoltà a dire che va bene anche cominciare a mezzogiorno ed
accettare l'ulteriore proposta del Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta rimane convocata per
le ore le 11.00.
CINTOLA. Le chiedo, signor Presidente, se domani si procederà
con una seduta non-stop fino a conclusione dell'iter dei due
disegni di legge in discussione. Allora, a quel punto, anche se
andiamo oltre, non è un problema se questo serve sia alla
maggioranza che all'opposizione per vagliare meglio. Però
dovremmo stabilire ora, signor Presidente, se lei lo ritiene e
l'Aula lo ritiene , se domani si chiude la sessione malgrado
impegni agonistici.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, questo è già stato chiarito in
precedenza.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, manca un foglio al
maxiemendamento
PRESIDENTE. Questo è quello che mi è stato dato, onorevole
Leanza, se c'è la certezza che manca un foglio, pregherei di non
considerarlo per evitare ulteriore confusione: aspettiamo che
venga distribuito quello nuovo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, poco fa lei suggeriva di darle una
mano per verificare gli emendamenti che possono essere errati, ma
ci dovrebbe dire come e quando farlo, e quando inviarli, se
prima, durante o dopo la convocazione di domani, perché si dà il
caso che ho letto tutti gli emendamenti e quelli presentati dal
partito dell'UDC sono stati dichiarati inammissibili, ma forse è
un caso.
PRESIDENTE. La prego, onorevole Gianni, di non pensare male;
tale lavoro è stato svolto da personale che nel lavorare non ha
partiti politici in testa.
Ho già detto di essermi reso conto che qualcosa non va e non
perché ci possa essere stato qualcuno in mala fede, ma soltanto
perché l'improvvisa accelerazione che è stata chiesta agli uffici
può avere provocato questa situazione.
Ritengo che non sia il caso di continuare ad oltranza finché
non sarà tutto chiaro, tuttavia chiudo la seduta aspettando da
voi stessi qualche indicazione in merito.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, se deve intervenire sullo stesso
argomento, possiamo farlo in altro momento, comunque, ne ha
facoltà.
Non posso dare la parola a tutti per un dibattito su qualcosa
che credo sia abbastanza chiaro, non sono personalmente certo del
lavoro appena concluso, per cui vi posso dire che lo rivedrò
personalmente e che lo esamineremo domattina, non credo che sia
il caso di intervenire tutti per dire qualcosa di diverso su ciò.
MAIRA. Signor Presidente, soltanto per una premessa. So
perfettamente quali sono le norme regolamentari e qual è la
prassi d'Aula allorquando il suo potere estremamente autonomo e
discrezionale porta a ritenere gli emendamenti ammissibili o
meno.
La pregherei, però, stante la mole degli emendamenti ed anche
il numero e l'entità di quelli non ammessi, di metterci nelle
condizioni di conoscere il motivo della inammissibilità perché
non si tratta solo di un rapporto fra noi e la Presidenza - fermo
restando la bravura e l'esperienza dei funzionari - ma serve, o
quantomeno serve a me per capire dove ho sbagliato per non
ripetere l'errore; per rendere conto al mio collegio elettorale
del perché gli emendamenti, che non hanno nulla di personale, ma
che sono proposti nell'interesse generale - almeno credo - non
sono stati ammessi e questo perché ognuno di noi ha un rapporto
di fiducia con il proprio elettorato.
Vorremmo conoscere - e lo voglio sapere in ogni caso io,
anche con scrittura sui miei emendamenti - i motivi della
inammissibilità per avere chiarezza e trasparenza dei nostri
rapporti.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, era già stato comunicato che
sarebbero stati considerati improponibili tutti gli emendamenti
che prevedevano maggiorazione di spesa, materia di personale o di
precariato, materia estranea o materia elettorale.
Questo era il criterio che ci eravamo dati all'inizio e che
avevamo già comunicato ai Gruppi parlamentari. Non capisco che
altro dibattito si debba fare
E' chiaro che c'è qualcosa che non quadra e che va rivista, non
credo sia possibile trovare soluzioni alternative.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, l'emendamento del Governo non è
completo perché mancante di una pagina.
Domani dobbiamo presentare i subemendamenti all'emendamento e
quindi desideravamo averlo - se possibile - nei tempi
ragionevoli che lei stesso ha stabilito.
Ho apprezzato il suo impegno, però, le devo fare osservare,
signor Presidente, che su quelli ammessi ce ne sono moltissimi
che non hanno rispettato quei criteri che lei ha enunciato.
PRESIDENTE. Ripeto che va rivista l'analisi di questi
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, intervengo per chiedere un
chiarimento. Ho sicuramente compreso male, e lei infatti mi sarà
d'aiuto, la procedura che seguiremo sugli emendamenti, e cioè se
gli stessi saranno portati tutti in Aula per essere visionati dai
parlamentari per essere poi dichiarati ammissibili o meno con
giudizio insindacabile del Presidente in Aula.
La possibilità, da parte del parlamentare, di vedere gli
emendamenti è legata anche al fatto che molti di essi non ci sono
in quanto inammissibili, come molti degli emendamenti da me
presentati - che presumo non rientrino nel criterio della
inammissibilità - che non vedo e dei quali mi chiedo quindi
quale sia la ragione del giudizio di improponibilità.
Quindi ritengo che l'inammissibilità possa essere dichiarata in
Aula.
Si potrebbe verificare una svista da parte degli uffici, una
svista tecnica nella fotocopiatura, un problema nel consegnarli
in Commissione Vorrei capire cosa è successo.
PRESIDENTE. Onorevole Villari, lei ha detto una cosa giusta, ma
gli emendamenti anche quelli della seconda parte, non mi permetto
di dichiararli improponibili; il pacchetto dei seicento è
arrivato in Aula ma solo in tre copie perché in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, poco fa, pur sapendo che non
si era stati in grado di fotocopiarli tutti, si è detto che, per
accelerare i lavori ed andare via stasera, avremmo esaminato in
Aula quello che si riusciva a fotocopiare. In ogni caso domani
saranno consegnati tutti.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che valga
la pena approfondire questi argomenti. Li ho letti velocemente,
vi è di tutto in questi emendamenti ammissibili. Ci sono leggi di
settore, ci sono leggi che stravolgono la legge urbanistica...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Laccoto, abbiamo già detto che ci
sono, è inutile che li andiamo a rivedere e a cercare gli errori,
abbiamo già detto che vanno rivisti, quindi la prego, abbia la
bontà di non...
LACCOTO. Io vorrei dire che purtroppo anche i parlamentari
hanno la necessità di approfondire questi temi. Lo stress anche
d'Aula, lo stress a cui si vuole arrivare certamente non è
indicativo di un lavoro sereno da parte ei deputati.
Vi sono sviste che sono anche sviste enormi rispetto agli
interessi generali della Sicilia, vi sono...
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non ho mai parlato di sviste, ho
detto che è possibile sia stata fatta materialmente confusione
fra gli emendamenti.
LACCOTO. Domani ci vorrà un approfondimento più serio.
PRESIDENTE. Se tutti ascoltaste quello che il Presidente dice,
non ci ripeteremmo. C'è qualcuno che ha notizie del
maxiemendamento del Governo?
Onorevoli colleghi, il Governo ha portato adesso la quinta
pagina, per cui sospendo la seduta tre minuti al fine di fare le
90 fotocopie da distribuire
(La seduta, sospesa alle ore 02.33, è ripresa alle ore 02.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Il maxiemendamento del Governo è stato
distribuito, pertanto rinvio la seduta ad oggi, 20 gennaio 2007,
alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
(390-458/A) (Seguito)
2) - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
(389/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 02.40
Dal SERVIZIO dei RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli