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Resoconto d'Aula della Seduta n. 39 di venerdì 19 gennaio 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   ZAGO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
            legge alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato  ed inviato alla competente Commissione legislativa  I
   Affari Istituzionali':

       <<Norme  per  l'accoglienza  e  l'integrazione  sociale  dei
    cittadini stranieri immigrati>> (numero 482)
    di iniziativa parlamentare
    degli   onorevoli   Di  Mauro,  De  Luca,  Lombardo,   Gennuso,
    Ruggirello, Basile, Maniscalco, Rizzotto, Nicotra, in  data  18
    gennaio 2007
    inviato in data 18 gennaio 2007
    parere V e VI..

                Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere  presentate
  dal  Governo ed assegnate alla competente Commissione legislativa
  I  Affari Istituzionali':

   <<I.A.C.P.  di Acireale - Designazione componente  del  collegio
  sindacale: rag. Giuffrida Tito Antonio>>  (numero 24/I),
   pervenuta in data 17 gennaio 2007
   inviata in data 18 gennaio 2007;

   <<Istituto  regionale dell'olivo e dell'olio - Costituzione  del
  consiglio di amministrazione>>  (numero 25/I)
   pervenuta in data 17 gennaio 2007
   inviata in data 18 gennaio 2007;

   <<Opera  pia  cardinale Ernesto Ruffini di Palermo. Designazione
  componente  del  consiglio di amministrazione: dott.  Sorce  Pier
  Paolo>>  (n. 26/I).
   pervenuta in data 17 gennaio 2007
   inviata in data 18 gennaio 2007.

    Comunicazione relativa a decisioni  della Commissione Europea

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Europea:

     con  decisione C(2006) 7072 del 19 dicembre 2006 ha dichiarato
  compatibile  con  il mercato comune l'articolo  134  della  legge
  regionale  23  dicembre 2000, numero 32, Aiuti  agli  allevatori.
  (Aiuto numero. 158/2006);

     con  decisione C(2006) 7148 del 21 dicembre 2006 ha dichiarato
  compatibile con il mercato comune l'articolo 4, comma 1,  lettera
  a)  della legge regionale 22 dicembre 2005, numero 19, Interventi
  a  sostegno  del comparto vitivinicolo. (Aiuto numero. 224/2006),
  autorizzando  la  dotazione  finanziaria  richiesta,  pari  a  50
  milioni di euro.

   Onorevoli colleghi, ai sensi del comma 9 dell'articolo  127  del
  Regolamento  interno, do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
   Invito,  pertanto, i deputati a munirsi, tempestivamente,  della
  tessera personale di voto.
   Al   fine   di   consentire  agli  Uffici   di   completare   la
  classificazione  dei  numerosi emendamenti presentati,  si  rende
  necessario  sospendere i lavori d'Aula fino  alle  ore  12.00  di
  oggi.
   Sospendo,  pertanto,  la seduta ed avverto che  riprenderà  alle
  ore 12.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore 12.20)

              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STANCANELLI

    PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

           Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, in attesa che  sia  completato
  l'esame  dei  subemendamenti presentati stamattina, comunico  che
  sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
   numero    65   -    <<Completamento   dell'opera   metropolitana
  catanese>>,  a  firma degli onorevoli Villari, Termine,  Mancuso,
  Basile,  Fleres,  Barbagallo, Lombardo, Panarello,  Cantafia,  Di
  Guardo, Stancanelli, La Manna, Fiorenza e Fagone;
   numero  66  - <<Criteri per la predisposizione di uno schema  di
  piano energetico regionale>>, a firma dell'onorevole Turano;
   numero  67 - <<Istituzione di un dipartimento interaziendale  di
  oncologia e di servizio PET e risonanza magnetica nella provincia
  di Siracusa>>, a firma degli onorevoli Gianni e Cappadona;
   numero  68 - <<Istituzione di unità emodinamiche nelle  province
  siciliane>> a firma degli onorevoli Gianni e Cappadona;
   numero  69 - <<Iniziative  inerenti l'imprenditoria femminile>>,
  a firma dell'onorevole Gianni;
   numero   70  -  <<Istituzione   Premio  dottor  Giulio  Giuseppe
  Castellino'>>,  a firma degli onorevoli Cimino,  Cascio,  Fleres,
  Pagano, D'Aquino;
   numero  71  -  <<Recepimento  legge  9  dicembre  1986,  n.  896
  riguardante  fonti  alternative per  la  produzione  dell'energia
  elettrica>>,  a  firma  degli onorevoli Cimino,  Cascio,  Fleres,
  Pagano D'Aquino;
   numero  72  - <<Misure per l'installazione di gruppi elettrogeni
  per   la  produzione  di  energia  elettrica  alimentati  a  olio
  vegetale>>,  a  firma  degli onorevoli Cimino,   Cascio,  Fleres,
  Pagano D'Aquino;
   numero  73  -  <<Applicazione della legge  regionale  14  aprile
  2006,  n.  16 nella parte riguardante la sala operativa regionale
  di  protezione civile (SORIS)>>,  a firma degli onorevoli Cimino,
  Cascio, Fleres, Pagano D'Aquino.

   Ne do lettura:

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  nostra Regione necessita di un sistema infrastrutturale e di
  servizi  sempre più all'altezza delle grandi sfide dell'Europa  e
  del  bacino  del Mediterraneo e che tale ambizioso  obiettivo  si
  deve  coniugare con una sempre più forte azione di  coordinamento
  tra  le misure sostenute dalla Regione con gli interventi assunti
  a  livello statale. Ciò con l'obiettivo di creare quelle maggiori
  convenienze  e livelli di efficienza, fondamentali  ai  fini  del
  rilancio  dell'economia  e  di un moderno  sviluppo  del  sistema
  produttivo  e delle imprese, a partire da un robusto sistema  dei
  trasporti e della mobilità delle persone e delle merci;

   le  aree  metropolitane,  in  modo particolare,  nel  quadro  di
  quanto sopra richiamato, si trovano di fronte a problematiche che
  richiedono  interventi  decisi e puntali,  sostenuti  da  risorse
  finanziarie  che  privilegino  i  soggetti  istituzionali  e  non
  impegnati nella concretizzazione di tali processi;

   visto  che  nella realtà metropolitana catanese la FCE (Ferrovia
  Circum-Etnea),  grazie anche all'impegno, soprattutto  di  questi
  ultimi  mesi,  del  suo  commissario governativo,  ha  fortemente
  accelerato  ogni  progetto volto al completamento  dei  programmi
  previsti   per  la  metropolitana  catanese.  Ciò  grazie   anche
  all'apporto  delle  Amministrazioni  locali  (come  per   esempio
  l'ordine  del  giorno  di  sostegno approvato  all'unanimità  dal
  Consiglio comunale di Catania in data 15 gennaio 2007);

   assunto  l'impegno, in varie occasioni manifestato, sia in  sedi
  formali, (come nella convenzione tra l'Assessorato regionale  del
  turismo,  delle comunicazioni e dei trasporti e  la  FCE  del  30
  aprile 2002), che informali, da parte delle più alte cariche  del
  Governo della Regione di sostenere il processo in atto al fine di
  accelerarne  l'iter,  anche in considerazione  dell'esistenza  di
  progetti   definitivi  e  cantierabili,  come  è  il   caso   del
  completamento  della tratta di metropolitana  della  FCE  Nesima-
  Misterbianco e Stesicoro-Aeroporto Fontana Rossa,

                         impegna il Governo della Regione

   ad  anticipare,  in tempi brevissimi, attraverso l'utilizzo  dei
  fondi  di  adeguamento  per  le  aree  sottoutilizzate  (FAS)   -
  disponibili nell'ambito degli interventi previsti per la  Regione
  siciliana   -   il  finanziamento  della  somma   necessaria   al
  completamento  delle tratte sopra menzionate, stimate  intorno  a
  115 milioni di euro;

   ad  individuare  tutte  le risorse necessarie  al  completamento
  dell'opera  metropolitana  catanese, prevedendo  i  finanziamenti
  occorrenti   a   favore   della   ferrovia   CircumEtnea    nella
  programmazione 2007-2013>>. (65)

                                        VILLARI - TERMINE - MANCUSO
                                                  - BASILE - FLERES
                                BARBAGALLO - LOMBARDO - PANARELLO -
                                                           CANTAFIA
                    DI GUARDO - STANCANELLI - LA MANNA - FIORENZA -
                                                             FAGONE

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   viste:

   la  legge  9  gennaio  1991, n. 9, 'Norme per  l'attuazione  del
  nuovo piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali
  idroelettriche ed
   elettrodotti,     idrocarburi      e      geotermia,
   autoproduzione e disposizioni fiscali';

   la  legge  9  gennaio  1991, n. 10 'Norme per  l'attuazione  del
  piano   energetico   nazionale  in  materia  di   uso   razionale
  dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo  delle  fonti
  rinnovabili di energia'

   visti:

   il  D.Lgs.  31  marzo 1998, n. 112 'Conferimento di  funzioni  e
  compiti  amministrativi dello Stato alle  regioni  ed  agli  enti
  locali,  in attuazione del capo I della legge 15 marzo  1997,  n.
  59';

   l'articolo 23 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6,  per  la
  parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative permanenti
  dell'Assemblea  regionale siciliana in ordine a criteri  generali
  relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e  alle
  nomine  e  designazioni, rientranti nella competenza del  Governo
  regionale  e  degli  enti,  aziende  ed  istituti  sottoposti   a
  vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;

   l'articolo  44, comma 1, della legge regionale 16  aprile  2003,
  n. 4, relativo agli atti di programmazione economico-finanziaria;

   l'articolo  73  bis.2  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea
  regionale siciliana;

   considerato  che  la Regione siciliana, dall'entrata  in  vigore
  del  sopra citato D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, che ha attribuito
  alle  regioni  competenze in materia energetica,  non  ha  ancora
  definito un Piano energetico regionale (PER) che disciplini l'uso
  razionale dell'energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili;

   considerato  che  il superiore Piano energetico regionale  (PER)
  per   la  Regione  siciliana  si  configura  come  uno  strumento
  essenziale  al  fine  di programmare la spesa  per  investimenti,
  soprattutto con riferimento alle fonti rinnovabili, in materia di
  energia;

   ritenuto  pertanto che sia necessario che il Governo provveda  a
  definire  al  più  presto  - nelle more dell'elaborazione  di  un
  disegno di legge organico in materia di energia che individui gli
  obiettivi  principali e le direttrici di sviluppo e potenziamento
  del sistema energetico regionale, definendo linee di indirizzo  e
  coordinamento,  criteri,  parametri  ed  interventi   dell'azione
  regionale  in materia - uno schema di piano energetico  regionale
  (PER)  che  operi,  tra l'altro, una ricognizione  delle  risorse
  energetiche  presenti  nel     territorio,      nonché      delle
  relative  infrastrutture, e disciplini  nella  Regione  siciliana
  l'uso   razionale   dell'energia  e  lo  sviluppo   delle   fonti
  rinnovabili,   da   sottoporre   alla   competente    Commissione
  legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana per  il
  relativo  parere,  così come previsto dalla vigente  legislazione
  regionale in materia di programmazione di spesa anche settoriale,

                 impegna il Presidente della Regione

   a         definire         celermente,        nelle         more
  dell'elaborazione di un disegno di legge organico in  materia  di
  energia che individui gli obiettivi principali e le direttrici di
  sviluppo   e  potenziamento  del  sistema  energetico  regionale,
  definendo linee di indirizzo coordinamento, criteri, parametri ed
  interventi dell'azione regionale in materia, uno schema di  Piano
  energetico   regionale  (PER)  che  operi,   tra   l'altro,   una
  ricognizione  delle risorse energetiche presenti nel  territorio,
  nonché  delle relative infrastrutture, e disciplini nella Regione
  siciliana l'uso razionale dell'energia e lo sviluppo delle  fonti
  rinnovabili,   da   sottoporre   alla   competente    Commissione
  legislativa permanente dell'Assemblea regionale siciliana per  il
  relativo  parere,  così come previsto dalla vigente  legislazione
  regionale   in   materia  di  programmazione   di   spesa   anche
  settoriale>>. (66)

                                                          TURANO

   <<L'Assemblea regionale siciliana,

   atteso  che la provincia di Siracusa è la provincia a  più  alta
  densità industriale di Europa;

   considerato  che è stata riconosciuta la provincia con  maggiore
  densità di patologie tumorali della Sicilia;

   visto  che  detta  provincia è stata fortemente penalizzata  per
  finanziamenti alla sanità pubblica,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  istituire  un Dipartimento interaziendale di Oncologia  e  a
  realizzare un servizio PET e Risonanza Magnetica>>. (67)

                                               GIANNI - CAPPADONA

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   per  rendere  uniformi  i  livelli di assistenza  sanitaria  nel
  territorio Regione siciliana,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  istituire  in ciascuna delle Province siciliane  almeno  una
  (1) Unità di Emodinamica operativa nell'arco delle 24 ore>>. (68)

   GIANNI - CAPPADONA

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   al  fine  di  supportare le iniziative inerenti  l'imprenditoria
  femminile,

                         impegna il Governo della Regione

   a    promuovere    e   finanziare   progetti,   presentati    da
  organizzazioni o associazioni che abbiano sedi periferiche  nelle
  province  oggetto dell'intervento e che siano diretta  emanazione
  di   organizzazioni  o  associazioni  riconosciute   di   livello
  nazionale, che devono prevedere:

   la realizzazione in almeno tre province siciliane;

   l'apertura di sportelli in rete integrata;

   l'apertura   di   centri   servizi   e   risorse   locali    con
  caratteristiche  di incubatore di impresa a totale  favore  delle
  donne;

   azioni di accompagnamento allo start-up>>. (69)

   GIANNI

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il  Dott.  Giulio  Giuseppe  Castellino,  stimato
  medico  di Palma di Montechiaro, rimase ucciso perché vittima  di
  un  vile  agguato  mafioso, come si evince dalla breve  biografia
  allegata;

   considerato  che  la diffusione della cultura della  legalità  e
  della  lotta alla mafia è uno degli obiettivi che sia il  Governo
  della  Regione  siciliana  che  l'Assemblea  regionale  intendono
  perseguire  al  fine  di combattere e debellare  la  piaga  della
  mafia;

   ritenuto opportuno porre in essere tutte quelle iniziative  che,
  in  modo significativo, incidano, in particolare nelle zone della
  Sicilia più colpite dal fenomeno criminale della mafia;

   ritenuto  altresì utile, agli scopi sopra detti,  istituire  una
  manifestazione   denominata   'Premio   Dott.   Giulio   Giuseppe
  Castellino',    come    peraltro   significativamente    proposto
  dall'associazione culturale giovanile 'Nuova Alba'  con  sede  in
  Palma Montechiaro (AG),

                      impegna il Governo della Regione

   perchè  provveda,  nell'ambito delle  iniziative  finalizzate  a
  promuovere  la cultura della lotta alla mafia ed in favore  della
  legalità, ad istituire un Premio Dott. Giulio Giuseppe Castellino
  ,   affidandone   la  realizzazione  all'associazione   culturale
  giovanile Nuova Alba con sede in Palma Montechiaro (AG)>>. (70)

                                                         CIMINO   -
  CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  legge  nazionale 9 dicembre 1986, n. 896, norma e  incentiva
  l'utilizzo   di   fonti   alternative       e        rinnovabili,
  promuovendo   l'utilizzazione  delle  risorse   geotermiche,   in
  particolare, per la produzione di energia elettrica;

   il  fabbisogno  energetico nazionale  deve,  in  una  logica  di
  mercato  mondiale, essere quanto più contenuto possibile riguardo
  agli approvvigionamenti dall'estero di combustibili;

   considerato che :

   la   Regione  siciliana,  così  come  il  resto  del  territorio
  italiano, dispone di fonti rinnovabili e non inquinanti quale  la
  geotermia;

   le  emissioni  che contribuiscono ulteriormente  al  così  detto
  'effetto serra' devono essere limitate al massimo, oltre che  per
  fattori   economici,  anche  per  la  salvaguardia  dell'ambiente
  mondiale  oltre  che nazionale, ed il dovuto rispetto,  da  parte
  dell'Italia, degli impegni assunti su scala mondiale si rende non
  solo necessario ma non più differibile,

                  impegna il Governo della Regione

   al    fine   di   promuovere   l'utilizzazione   delle   risorse
  geotermiche, anche per usi elettrici, ed a recepire, entro il  30
  giugno 2007, la legge 9 dicembre 1986, n. 896>>. (71)

                                                         CIMINO   -
  CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il fabbisogno energetico nazionale deve,  in  una
  logica di mercato mondiale, essere quanto più contenuto possibile
  riguardo agli approvvigionamenti dall'estero di combustibili;

   considerato che :

   la   Regione  siciliana,  così  come  il  resto  del  territorio
  italiano,  può  disporre di fonti meno inquinanti e  onerose  dal
  punto di vista economico;

   la  produzione di energia elettrica alimentata ad olio  vegetale
  o  etanolo, ai sensi e per gli effetti del comma 14 dell'art. 269
  del  D.  Lgs.  3  aprile  2006,  n.  152,  va  incentivata  anche
  attraverso  lo  snellimento e la semplificazione delle  procedure
  burocratiche autorizzative,

                       impegna il Governo della Regione

   affinché,  con apposito provvedimento da emanarsi  entro  il  30
  giugno  2007,  faccia  sì che l'installazione  e  l'esercizio  di
  gruppi   elettrogeni  per  la  produzione  di  energia  elettrica
  alimentati ad olio vegetale o etanolo, ai sensi e per gli effetti
  del comma 14 dell'art. 269 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, non
  siano soggetti ad autorizzazione>>. (72)

                                                         CIMINO   -
  CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO

   <<L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che :

   con   legge   regionale  14  aprile   2006,   n.   16   e,   più
  specificatamente  al  comma 8 dell'art. 4, l'Assemblea  regionale
  siciliana  dava  mandato al Dirigente generale  del  Dipartimento
  regionale  della  Protezione civile di avviare le  procedure  per
  poter stipulare contratti con quei soggetti che avessero lavorato
  per  la  sala operativa regionale di Protezione civile (SORIS)  o
  per  attività collegate alla stessa entro la data del 31 dicembre
  2005;

   il   Dirigente   generale  del  Dipartimento   regionale   della
  Protezione  civile ha avviato, tramite avviso pubblico  sul  sito
  internet e relativa comunicazione sulla Gazzetta Ufficiale  della
  Regione  siciliana  - serie speciale concorsi,  una  ricognizione
  pubblica su quanti, ritenendo di averne i requisiti richiesti  ed
  interesse,         si        proponessero         per          la
  contrattualizzazione già detta;

   sono   pervenute   numerose  richieste  con   dichiarazione   di
  interesse  ed è stata effettuata una prima disamina delle  stesse
  da parte degli uffici competenti del Dipartimento regionale della
  Protezione civile;

   considerato che:

   la  pubblica Amministrazione in generale e la Regione siciliana,
  nello  specifico  caso, devono doverosamente  dare  seguito  alle
  norme   esitate  dall'Assemblea  regionale  siciliana   ed   alle
  legittime  aspettative  degli aventi  diritto  e  interesse,  già
  manifestato;

   il  periodo  già  trascorso  non  consente  ulteriori  dilazioni
  temporali;

   ritenuto  che la sala operativa SORIS non possa interrompere  la
  propria  attività e i soggetti che vi hanno già lavorato  abbiano
  diritto  alla  contrattualizzazione, così come gli  altri  aventi
  diritto ex lege,

                     impegna il Governo della Regione

   a  provvedere,  entro il 31 marzo 2007, alla piena  applicazione
  del comma 8 dell'art. 4 della legge regionale 14 aprile 2006,  n.
  16, con particolare riguardo a chi abbia prestato servizio per le
  attività connesse di cui al citato comma>>. (73)

                                                         CIMINO   -
  CASCIO - FLERES - PAGANO - D'AQUINO


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   ANTINORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ad  inizio  di
  seduta,  ha  comunicato  che gli Uffici  stanno  collazionando  i
  subemendamenti. Si tratta di  subemendamenti alle tabelle o  alla
  finanziaria?
   Per  potere  presentare i subemendamenti, infatti, è  necessario
  conoscere gli emendamenti, che  non sono stati distribuiti.
   A tal proposito, vorrei dei chiarimenti.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  stiamo  per   iniziare   la
  discussione    del   bilancio.   Sono   stati   presentati    dei
  subemendamenti  agli  emendamenti già  presentati  -  ovviamente,
  stiamo parlando di bilancio - e si sta procedendo all'esame.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'ordine,  anche  mentale oltre che procedurale,   attraverso  il
  quale  si  esaminano i tre documenti fondamentali per lo sviluppo
  del nostro territorio sia: DPEF, finanziaria e bilancio.
   Abbiamo  esaminato  il  Documento di  programmazione  economico-
  finanziaria.  Ognuno ha espresso le proprie opinioni.  Attendiamo
  di  conoscere quale sia  l'indirizzo di attuazione del  Documento
  di  programmazione economico-finanziaria, attraverso la  proposta
  della  cosiddetta finanziaria, il cui strumento operativo diventa
  il bilancio.
   La  proposta  di  iniziare con il bilancio,  dunque,  in  attesa
  dell'ultima versione che sappiamo ancora discussa - come è giusto
  che sia - dalle forze della maggioranza,  mi sembra, per lo meno,
  bislacca.   I  Gruppi  parlamentari,  infatti,  su  cosa   devono
  esprimersi se non su una visione complessiva proposta dal Governo
  e  dalla  maggioranza,  rispetto alla quale  possono  opporsi  in
  maniera differenziata?
   Possono  dividersi all'interno dell'opposizione;  possono  avere
  opinioni  diverse,  anche all'interno dei  vari  Gruppi;  possono
  decidere  di votare i singoli provvedimenti e, altresì,  decidere
  che,   pur  votando i singoli provvedimenti, alla fine, esprimano
  un giudizio complessivamente positivo, negativo o di astensione.
   Se  non  abbiamo  però  il quadro complessivo  del  percorso  da
  seguire,  poveri viaggiatori diurni e, soprattutto, notturni,  di
  cosa volete che parliamo?
   Volete che trasformiamo l'Aula in uffici tecnici?
   Se  si  trattasse, infatti, di intervenire in ordine  a  qualche
  correzione  sul  disegno  di  legge di  bilancio,  si  potrebbero
  attivare  gli uffici ma siamo tenuti a dare un giudizio politico,
  non tecnico, sugli strumenti sui quali ci avviamo a discutere.
   Mi  pare, quindi, che, in attesa di una finanziaria che  non  si
  conosce,  non sia possibile -  e sarebbe anche sciocco dal  punto
  di  vista  politico  e procedurale - cominciare  a  discutere  di
  alcunché; altro che di disegno di legge di bilancio.
   La  proposta  che  avanziamo, quindi, è  quella  di  fornire  ai
  deputati  il  quadro complessivo di finanziaria e bilancio,  dare
  loro  non più di un'ora per discuterne nei Gruppi e cominciare  a
  parlarne, evitando, magari, quella seduta notturna alla quale  si
  faceva riferimento ieri sera e razionalizzando i lavori d'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ortisi, volevo rassicurarla -  in  attesa
  che  arrivi  il  Governo o il Presidente  o  l'Assessore  per  il
  bilancio  -  che  tutti  gli strumenti sono  a  disposizione  del
  Parlamento. Il disegno di legge finanziaria è stato esitato dalla
  Commissione; tutti gli emendamenti sono stati presentati entro il
  termine stabilito e gli strumenti sono tutti lì; non ve ne   sono
  altri.
   Ciò  significa  che le precisazioni  fatte, nei  giorni  scorsi,
  relativamente  all'impossibilità procedurale di presentare  altra
  cosa estranea o diversa da quella esitata dalla Commissione o  da
  ciò  che  è  stato presentato entro le ore 12.00 di ieri,  fugano
  ogni dubbio.
   In  questo momento, aspettiamo che arrivi il Governo; non  vedo,
  quindi,  per quale motivo dovremmo ritardare di un'ora quando  ci
  sono tutti gli strumenti a disposizione.

   ORTISI.  Vorrei una copia della finanziaria con gli  emendamenti
  annessi, visto che non ne sono in possesso.

   PRESIDENTE. La finanziaria è quella esitata dalla Commissione.

   ORTISI. Dove sono gli 841 emendamenti?

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti presentati  saranno  discussi,  di
  volta in volta, insieme ai relativi articoli.

   ORTISI.  Si, ma non è così. Vorrei vederli. Se non ho il  quadro
  completo, come faccio a discutere?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, lei   sta  proponendo  un  nuovo
  sistema  di  valutazione.  In  attesa  che  arrivi   il  Governo,
  iniziamo con il disegno di legge di bilancio.

   AULICINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   AULICINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Ortisi  non  va sottovalutato perché,  per quella che  è  la  mia
  conoscenza, quando parla dice cose sagge.
   Signor   Presidente,   come  fa  a  dire   che   l'apprezzamento
  complessivo  sulla  manovra può essere dato prescindendo  da  una
  conoscenza di tutto il corpo degli emendamenti?
   Prima  di  dare  un  giudizio, anche sui primi  emendamenti,  ho
  bisogno,  per realizzare un approccio consapevole e serio che  si
  faccia  carico  dei  contesti finanziari,  degli  impatti,  delle
  situazioni  normative che, in progress, poi,  andrò  incontrando,
  di avere il quadro complessivo.
   Non  si può nascondere un dato evidente. Se fosse vero, infatti,
  quanto affermato dal  Presidente, quando dice che tutto è pronto,
  egli   non  dovrebbe  avere  alcuna  difficoltà  ad  avviare   la
  discussione,    esattamente,   secondo   lo    schema    ribadito
  dall'onorevole Ortisi, cioè DPEF, finanziaria, bilancio.
   In  questo momento, se volessimo affondare il bisturi e, quindi,
  chiedere    comportamenti   conseguenti,    dovremmo    chiedere,
  esattamente, che si apra la discussione sulla finanziaria  e  sul
  corpo degli emendamenti presentati alle ore 12.00 di ieri.
   La  verità  è un'altra e la conosciamo tutti. Non ci scandalizza
  l'idea  che  ci  sia  un travaglio dentro questa  maggioranza  ma
  negare  che  vi sia questo travaglio e chiedere che il Parlamento
  non lo veda è eccessivo.
   Personalmente,  non avevo intenzione di intervenire  perché  non
  ne  ho  voglia  -  intervengo raramente - ma occorre  un  po'  di
  rispetto per i presenti.
   Non  rappresenteremo  nulla ma abbiamo la  sensazione  netta  di
  avere un mandato che vorremmo qualificare con comportamenti seri.
   Sentivo  il bisogno - e concludo il mio intervento - di dire  al
  Presidente, dopo il chiarimento dell'onorevole Ortisi, che  a  me
  questa  procedura crea qualche problema perché non  è  rispettosa
  del  Regolamento, nasconde al Parlamento una serie di  situazioni
  che si stanno gestendo nei tunnel del Palazzo - sappiamo come  va
  -  e  nega l'evidenza che, in questo momento, la cosa più  saggia
  sarebbe  di  sospendere,  acquisire  tutta  la  documentazione  -
  ammesso  che  vi  sia  una  documentazione  definitiva,  se   c'è
  l'accordo,  diteci  cosa c'è e di che cosa dobbiamo  discutere  -
  dopodiché  il Parlamento potrebbe utilmente iniziare  ad  entrare
  nel merito.

     Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2007 e
     bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009» (390-458/A)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  all'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge .
   Onorevoli  colleghi, si procede con il seguito della discussione
  del  disegno  di  legge  «Bilancio di  previsione  della  Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale  per
  il triennio 2007-2009» (390-458/A), posto al numero 1).
   Ricordo  che  l'esame del disegno di legge  si  era  interrotto,
  nella seduta numero 37 del 17 gennaio 2007, dopo la votazione del
  passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prima  di
  passare  all'esame dell'articolo 1, ribadisco la necessità  della
  presenza del Governo, quindi, la prego di sospendere la seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  in  attesa  che   arrivi   il
  Governo, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.35, è ripresa alle ore 12.37)

    La seduta è ripresa.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1
                  Stato di previsione dell'entrata

   1.  L'ammontare  delle  entrate che  si  prevede  di  accertare,
  riscuotere  e  versare  nelle  casse  della  Regione  per  l'anno
  finanziario  2007  in forza di leggi, decreti, regolamenti  e  di
  ogni  altro  titolo,  risulta dall'annesso  stato  di  previsione
  dell'entrata (Tabella A)».

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  alla
  Presidenza che, in applicazione dell'articolo 113 del Regolamento
  interno,  rinvii tutti gli emendamenti, presentati dal Governo ed
  anche  dagli  onorevoli   colleghi, alla Commissione   Bilancio ,
  anche perché è avvenuta una cosa inedita.
   Il  Governo,  in  Commissione Bilancio, aveva presentato  alcuni
  emendamenti;  in  corso  d'opera,  aveva  ritirato  gli   stessi,
  sostenendo  che  il  bilancio non aveva  più  bisogno  di  quegli
  emendamenti.  Arriviamo in Aula e scopriamo che  gli  emendamenti
  che  non  sono stati discussi, perché ritirati dalla  Commissione
  Bilancio  vengono ripresentati in Aula. Si può fare ma  si   deve
  ritornare in Commissione Bilancio, ai sensi dell'articolo 113 del
  Regolamento  perché  -  come lei sa -  emendamenti  di  minori  o
  maggiori entrate e minori o maggiori spese devono avere, entro le
  24 ore, il parere della Commissione di merito.
   A  tutto  ciò,  si  poteva ovviare discutendone  in  Commissione
  Bilancio,  così come stavamo facendo. Se il Governo ha scelto  di
  ritirare  gli  emendamenti, ciò non implica  che  la  Commissione
  Bilancio  non  debba esprimersi sugli emendamenti che,  comunque,
  sono stati presentati.
   Delle  due  l'una: o il Governo ribadisce l'intenzione  espressa
  in Commissione Bilancio, cioè di ritirare gli emendamenti Gov 1 e
  Gov  2 oppure la Commissione si dovrà esprimere sugli emendamenti
  Gov  1  e  Gov 2, così come stava per fare quando si è  proceduto
  all'esame degli emendamenti.
   Sono,  oltretutto,  degli emendamenti di una certa  complessità;
  non  si  tratta  di    emendamentini   che si possono  approvare,
  semplicemente, con un atto d'Aula.
   Chiedo,   pertanto,   che   la   Presidenza,   in   applicazione
  dell'articolo 113 del Regolamento interno, rinvii gli emendamenti
  in questione alla Commissione Bilancio per il relativo parere.

    CRISTALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  si
  stia  generando un po' di confusione: il bilancio è una cosa,  la
  finanziaria  è un'altra cosa; si tratta di due disegni  di  legge
  diversi.
   Per  la  prima volta, si sarebbe innescato un meccanismo secondo
  il  quale,  per approvare un disegno di legge, dobbiamo discutere
  degli  altri  disegni di legge. Per il momento, c'è in  esame  il
  bilancio; se il Governo decidesse di non presentare alcun disegno
  di legge di Finanziaria, si avvarrebbe di ciò che è imposto dallo
  Statuto e dalle leggi dello Stato.
   In   questo   momento,   discutiamo  del  bilancio.   E'   stato
  distribuito  ai  deputati  il testo del bilancio con  i  relativi
  emendamenti.
   La  questione  della  Finanziaria,  se  si  vuole  conoscere  la
  manovra  complessiva, quello che si intende  fare,  non  riguarda
  questa   fase   del   dibattito.   Non  c'è   alcuna   violazione
  regolamentare, anzi, penso che innescare le due vicende al  punto
  tale  da posizionare il proprio ruolo sul bilancio, tenendo conto
  di  ciò che dovremo fare - se lo faremo - sembra, questa sì,  una
  violazione regolamentare.
   Intanto,  le  chiedo, signor Presidente, è stato distribuito  il
  testo  del bilancio? Sono stati distribuiti tutti gli emendamenti
  presentati  al  bilancio da parte dei deputati? E'  vero  che  il
  Governo  può  presentare emendamenti in qualunque  momento  della
  seduta?
   Questo   è   l'oggetto  della  discussione.  Il  resto   diventa
  confusione.
   Vorremmo pregarla, quindi, signor Presidente, di andare  avanti,
  di  discutere  del  bilancio, di accertarsi che  gli  emendamenti
  siano  stati  formalmente e correttamente presentati,  dopodiché,
  della  Finanziaria, iscritta al punto successivo dell'ordine  del
  giorno, ne parleremo quando avremo approvato il primo punto.
   Se  i  disegni  presentati  e  iscritti  all'ordine  del  giorno
  fossero 7 o 8, chiederemmo di aprire una discussione generale  su
  tutti i disegni di legge?
   In  conclusione,  anche dal punto di vista regolamentare, c'è il
  disegno di legge del bilancio; è stato formalmente presentato; si
  vada  avanti  sul  bilancio e della finanziaria ne  parleremo  al
  momento opportuno.

                       Sull'ordine dei lavori

   AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AULICINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Cristaldi  ha fatto un intervento tecnico, freddo e non politico.
  Le cose che ha detto avrebbero avuto un significato se fossimo in
  una fase della legislatura in cui non decidessimo di affondare il
  bisturi   sulla  manovra  finanziaria  e,  quindi,  sul   profilo
  progettuale del Governo.
   Non  possiamo  immaginare che la politica esca da  quest'Aula  e
  che  l'approccio  possa essere solo tecnico. Il discorso  che  fa
  l'onorevole Cristaldi è chiarissimo. Potrei sottoscriverlo ma c'è
  una  premessa  che mi crea problemi e imbarazzo. La  premessa  è:
   Non  facciamo politica e discutiamo freddamente strumenti  e  di
  disegni di legge .
   A  me sembra che, fuori dal Palazzo, la gente voglia sapere qual
  è il profilo progettuale di questo Governo; cosa intende fare per
  quanto  riguarda la lotta agli sprechi, per intercettare le  cose
  che  non  vanno  in questa Regione. Non possiamo, quindi,  essere
  indifferenti rispetto al contesto.
   Ribadisco, dunque,  l'inopportunità di entrare nel merito,   non
  perché,  dal  punto  di  vista  tecnico,  il  discorso   che   fa
  l'onorevole   Cristaldi   non   abbia   fondamento   ma   perché,
  politicamente,  è  leggero e non tiene  conto  dell'esigenza  che
  abbiamo  di dialogare con chi ci guarda, avendo grande attenzione
  al profilo progettuale del dialogo.

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, a me dispiace che la  mia  proposta,
  invece  di  essere letta in termini propositivi, sia stata letta,
  per   un   pregiudizio  di  visione  tra  i  banchi,  in  termini
  ostruzionistici. E' l'intervento dell'onorevole Cristaldi che, di
  fatto,  è  ostruzionista perché, se guardiamo i banchi, è  chiaro
  che,  nel momento in cui si passerà al voto, chiederemo il numero
  legale  e si andrà ad un'ora e poi ad un'altra ora, sino a quando
  non troverete l'accordo.
   Ricordo,  peraltro, all'onorevole Cristaldi  che  l'articolo  3,
  comma 2 della legge 10 del 1999 impone la legge finanziaria  come
  legge. Non vale il discorso che si può o non si può discutere  o,
  addirittura, presentare una finanziaria.
   Credo,  infatti,  che,  se sull'orlo della contrapposizione,  ci
  fermiamo  e  - come diceva l'onorevole Aulicino - permettiamo  ai
  Gruppi   una   visione  complessiva  del  processo   che   stiamo
  introducendo   in   Aula   per  dare  dei  giudizi   documentati,
  linearizzeremo il percorso. Ogni altra via di muro  contro  muro,
  possibile materialmente - abbiamo assistito a queste cose  quando
  c'è il trattore del numero etc. - non è praticabile; va contro il
  Governo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confermo  che
  non   c'è  alcuna  volontà  di  fare  ostruzionismo.  L'onorevole
  Cracolici  però ha posto un tema, secondo me, corretto dal  punto
  di vista regolamentare.
   La  maggioranza ha ritirato i propri emendamenti in  Commissione
  Bilancio; è legittimo che li ripresenti in Aula. Il deputato  che
  non   fa   parte   della  Commissione  Bilancio   però   apprende
  dell'emendamento adesso. Qualcuno mi può dire che la  Commissione
  è già insediata e che può esprimere un parere in Aula.
   Tuttavia,  poiché in quegli emendamenti di minori entrate  o  di
  maggiori spese - l'onorevole Leanza che mi segue lo sa -  c'è  un
  intervento  che  riguarda i fondi per il buono  scuola  ed  altre
  cose, avendolo ritirato in Commissione Bilancio, dovremmo andare,
  a  norma  di  Regolamento, non solo in Commissione  Bilancio,  ma
  anche  in  quella  di  merito perché si  incide  su  capitoli  di
  bilancio   che  riguardano  settori  sui  quali  non  c'è   stato
  l'approfondimento della Commissione. Chiedo,  pertanto,   che  si
  rispetti   il   Regolamento  e  di  rinviare   il   bilancio   in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  rispetta   il
  Regolamento  e risponde a tutti e due i problemi che  sono  stati
  posti.
   In  riferimento al primo problema, posto dall'onorevole  Ortisi,
  ricordo   che  l'articolo  121  sexies  del  Regolamento  prevede
  espressamente  che   l'Assemblea procede, nell'ordine,  all'esame
  degli  articoli  del disegno di legge di bilancio,  iniziando  da
  quello  di  approvazione dello stato di previsione  dell'entrata,
  degli  articoli  del  disegno di legge finanziaria  ed  alla  sua
  votazione finale .
   Stiamo, quindi, procedendo correttamente.
   Per quanto riguarda la conoscenza degli atti al nostro esame  da
  parte  dei parlamentari, il disegno di legge di bilancio è  stato
  distribuito con tutti gli emendamenti presentati entro il termine
  assegnato dalla Presidenza.
   Per   quanto   riguarda  il  secondo  problema,   quello   posto
  dall'onorevole   Cracolici,  ricordo  che  l'articolo   113   del
  Regolamento  interno prevede, effettivamente, che gli emendamenti
  che  comportano aumento di spesa o diminuzione di entrata debbono
  essere  trasmessi alla Commissione Bilancio. Questo si riferisce,
  per   prassi  consolidata  in  questa  Assemblea,  a  tutti   gli
  emendamenti di spesa delle leggi,  quando non vi è la Commissione
  Bilancio  insediata e, quindi, è necessario, ovviamente,  che  la
  stessa  dia la copertura necessaria ed il parere necessario.
   In  questo  caso, poiché il Governo si è avvalso  della  facoltà
  prevista dal Regolamento, cioè di presentare gli emendamenti  che
  aveva  ritirato  in  Commissione  entro  l'orario  previsto,   il
  Parlamento  è  a conoscenza degli emendamenti e, quindi,  li  può
  discutere tranquillamente e la Commissione può dare il parere  in
  Aula, come è sempre avvenuto.

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  riprende,  pertanto,   la
  discussione del disegno di legge 390/A.
   Avverto  che  l'approvazione delle Unità  previsionali  di  base
  dell'entrata  e  dell'articolo  1  avverrà  tenendo  conto  delle
  eventuali  modifiche  conseguenti  all'approvazione  della  legge
  finanziaria.
   Sospendo  l'esame  dell'articolo 1 per passare  all'esame  della
  Tabella  A del bilancio annuale.
   Si   passa   allo  Stato  di  previsione  dell'Entrata,   avanzo
  finanziario presunto.
   Avverto   che   si  procederà  a  votare  le  UPB  dell'entrata,
  considerando le singole Amministrazioni ed i titoli.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, intervengo per formulare  una
  richiesta.   Le  chiedo, man mano che si procede, di  indicare  a
  tutti   noi  su  quale  testo  stiamo  lavorando  e  di   citare,
  contemporaneamente, il numero di pagina corrispondente.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, si tratta della tabella  A  relativa
  all'Entrata  che  potete trovare nel bozzone; pur  tuttavia,  per
  ogni voce, citerò anche la relativa pagina.
   Do lettura delle seguenti Rubriche:

   - Bilancio e Finanze , Entrate correnti, in conto capitale e per
  accensione  di prestiti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla  UPB 4.2.3.8.3,
  pagg. 224-228.

   -       Presidenza della Regione , Entrate correnti ed in  conto
  capitale: dalla UPB 1.3.1.4.1 alla UPB 1.7.1.4.2.

   -    Agricoltura  e  Foreste ,  Entrate  correnti  ed  in  conto
  capitale: dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB 2.4.2.6.1.

   -   Famiglia,  Politiche  sociali e autonomie  locali ,  Entrate
  correnti  ed  in  conto capitale: dalla UPB  3.2.1.4.1  alla  UPB
  3.2.2.6.2.

   -   Industria , Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
  5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.

   -   Lavori  Pubblici , Entrate correnti ed  in  conto  capitale:
  dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.

   -   Lavoro,  previdenza  sociale,  formazione  professionale  ed
  emigrazione ,  Entrate correnti ed in conto capitale:  dalla  UPB
  7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1

   -    Cooperazione,  commercio,  artigianato  e  pesca ,  Entrate
  correnti  ed  in  conto capitale: dalla UPB  8.2.1.4.1  alla  UPB
  8.3.2.6.1.

   -   Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione , Entrate
  correnti  ed  in  conto capitale: dalla UPB  9.2.1.4.1  alla  UPB
  9.3.2.6.1.

   -   Sanità ,  Entrate correnti ed in conto capitale:  dalla  UPB
  10.2.1.4.1 alla UPB 10.7.2.6.1.

   -   Territorio  ed  ambiente ,  Entrate  correnti  ed  in  conto
  capitale: dalla UPB 11.2.1.2.1 alla UPB 11.3.2.6.1.

   -   Turismo, comunicazioni e trasporti , Entrate correnti ed  in
  conto capitale, dalla  UPB 12.2.1.4.1 alla UPB 12.3.2.6.1.

   Comunico   che   è   stato   presentato,    dal   Governo,    il
  subemendamento Gov 1.
   Ne do lettura:

                                           (importi in migliaia di euro)
                            TABELLA  A - ENTRATA
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO                2007 2008  2009
       ONE
   BILANCIO E   4.2.2 CAPITOLO 4753: FONDO DI             10.0 80.00 80.00
   FINANZE       .6.1 SOLIDARIETA' NAZIONALE DI CUI         00    0     0
                     ALL'ART.38 DELLO STATUTO DELLA
                     REGIONE SICILIANA.
   BILANCIO E   4.2.3 CAPITOLO 6003: SOMMA DA             33.0 34.00     0
   FINANZE       .8.3 RICAVARSI MEDIANTE OPERAZIONI         00    0
                     FINANZIARIE DI ATTUALIZZAZIONE
                     A FRONTE DEI CONTRIBUTI DOVUTI
                     DALLO STATO EX ARTICOLO 38
                     DELLO STATUTO DELLA REGIONE.
   LAVORO       7.3.1 CAPITOLO 3591: ASSEGNAZIONE         21.0    0     0
                 .5.2 PER LE ATTIVITA' FORMATIVE            00
                     RIVOLTE AI GIOVANI FINO AL
                     DICIOTTESIMO ANNO DI ETA'.

               Richiesta di verifica del numero legale

   ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Calanna, Cracolici,
                    Galvagno, Panarello, Tumino)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Sono  presenti:   Adamo,  Antinoro, Ardizzone,  Caputo,  Cimino,
  Cintola,  Confalone, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti,  Di
  Mauro,  Dina,  Formica,  Gianni, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini,  Limoli, Maira, Maniscalco, Nicotra, Pogliese,  Ragusa,
  Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona, Stancanelli, Turano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo l'esito della votazione per  la  verifica
  del numero legale:

   Presenti            35

   L'Assemblea  non  è  in numero legale,  pertanto,  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore12.55, è ripresa alle ore 14.05)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente  la  seduta
  per consentire che giunga in Aula il Presidente della Commissione
  Bilancio, onorevole Cimino.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta sospesa alle ore 14.07, è ripresa alle ore 14.10)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Invito i componenti della Commissione  Bilancio  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  fare
  rilevare  che,  nel  corso della precedente verifica  del  numero
  legale, il sistema elettronico non ha rilevato la mia presenza.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, ricordo che prima della verifica del  numero
  legale,  che ha prodotto il rinvio della seduta, l'Assemblea  era
  all'esame della Tabella A.

               Richiesta di verifica del numero legale

   ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Apprendi, Cracolici,
                       Oddo, Panarello, Zago)

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Sono  presenti:  Ardizzone,  Caputo,  Cascio,  Cimino,  Cintola,
  Confalone, Cristaldi, Cuffaro, Di Mauro, Dina, Falzone,  Formica,
  Leanza   Nicola,   Mancuso,  Parlavecchio,  Pogliese,   Rizzotto,
  Sansarello.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo l'esito della votazione per  la  verifica
  del numero legale:

   Presenti            24

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale, pertanto,  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  a  termini   del   Regolamento
  interno, la seduta dovrebbe essere rinviata di ventiquattro ore.

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

    (La seduta, sospesa alle ore 14.12, è ripresa alle ore 15.29)

   La seduta è ripresa.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  PORTO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo  una   sospensione  dei
  lavori  d'Aula  per  consentire una breve riunione  della  Giunta
  regionale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni,
  dispongo  nel  senso richiesto. La seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.30, è ripresa alle ore 16,10)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Scoma,   Vicari   e
  Incardona sono in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al subemendamento  Gov.
  1:

   «Amministrazione Bilancio e finanze - UPB 4.2.2.6.1,
    cap. 4753 -    2007                   10.000
                          2008                   80.000
             2009  80.000».

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole  resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla «Tabella A - Bilancio e Finanze - UPB 4.2.3.8.3,
    cap. 6003:          2007   33 mila
              200834 mila
  2009 ------».

   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvata)

      Si passa alla Rubrica «Lavoro - UPB 7.3.1.5.2
      cap. 3591:              2007     + 21 mila
                2008----------
  2009--------  ».

   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvata)

     Pongo in votazione l'intera tabella A, così come emendata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione l'articolo1 del disegno di legge, fatte
  salve le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
  finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa allo Stato di previsione della spesa.
   Do lettura dell'articolo 2:

                            «Articolo 2.
                   Stato di previsione della spesa

   1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
  Regione siciliana per 'anno finanziario 2007, in conformità dello
  stato di previsione della spesa annesso alla presente legge
  (Tabella B)».

   Si   sospende   la  discussione  dell'articolo  2  per   passare
  all'esame della Tabella B del bilancio annuale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  ricordare  che stiamo trattando, con l'articolo 2 e la tabella  B
  di  spesa,  il bilancio della Regione a legislazione vigente  nel
  quale sono previsti tagli per oltre 800 milioni di euro.
   Questo  emendamento del Governo, lo ricordo, presentato  in  una
  prima  versione, è, poi, stato negoziato con una  forza  politica
  della  Commissione  e,  quindi, si  è  composto  di  un'ulteriore
  aggiunta.  Alla fine, lo stesso emendamento presentato,  ritirato
  in  Commissione, è stato ripresentato contrassegnato  dal  numero
  Gov  2, i cui 39 milioni di euro stanziati vengono prelevati  dal
  Fondo  di riserva per finanziare una serie di interventi che  non
  ritengo,   onestamente,  essere  meritevoli  di  urgenza   e   di
  indifferibilità.
   Cito  un  esempio  per tutti:  tra le ragioni di  urgenza  e  di
  indifferibilità  vi  è  l'aumento  del  Fondo  di   riserva   del
  Presidente della Regione o dei fondi riservati.
   Tra  gli  interventi di urgenza, inoltre, vi sono una  serie  di
  attività  tipiche dell'attività di spesa di una Regione  florida,
  dal  punto  di  vista finanziario, e non di una Regione  che  sta
  facendo  il suo bilancio, a legislazione vigente, con  tagli  per
  800 milioni di euro.
   Il  Governo, quindi, ha contraddetto, con questo emendamento, sé
  stesso  perché, da un lato, ha teorizzato che bisognava approvare
  un bilancio prelevando dai capitoli a legislazione vigente più di
  quello  che  la  legge,  in qualche modo, obbligava  a  spendere;
  dall'altro, si ridà, ad alcuni capitoli, una copertura che non fa
  parte di quella filosofia di una legislazione vigente.
   Ve  n'è  poi  uno  singolare. Nell'emendamento  del  Governo  in
  argomento,   una operazione, in particolare, operata dal  Governo
  la  dice lunga su quale sia  l'impostazione e la filosofia  dello
  stesso.
   In  quest'Aula, nella scorsa legislatura, è stata approvata  una
  legge   denominata   buono  scuola'.  Nel  corso   del   relativo
  dibattito,  vi  fu un duro confronto poiché tale legge  destinava
  una  parte  delle risorse del bilancio della Regione alle  scuole
  private  e a coloro che scelgono di mandare i propri figli  nelle
  scuole private.
   Quella  legge,  alla  fine,  fu  approvata  anche  grazie   alla
  battaglia   dell'opposizione  ma,  soprattutto,  alla   battaglia
  portata  avanti  da  una parte della maggioranza;  si  individuò,
  infatti,  anche una modalità di intervento e di sostegno  per  le
  famiglie bisognose che decidevano di mandare i propri figli nella
  scuola pubblica, il cosiddetto provvedimento  una tantum'.
   Bene,  il  Governo,  con  questo  emendamento,  fa  la  seguente
  operazione: preleva 23 milioni di euro dal capitolo che  finanzia
  l'una  tantum  per  i figli della povera gente  che  vanno  nella
  scuola pubblica; lì, azzera il capitolo - anzi no, perchè poi  ha
  lasciato  soltanto 2 milioni di euro (da 25 siamo  arrivati  a  2
  milioni  quattrocentomila  euro  sul  capitolo  relativo  all'una
  tantum)  e,  di contro, lascia inalterato il capitolo  sul  buono
  scuola per la scuola privata in Sicilia.
   Tutto ciò, per finanziare anche un'opera meritoria: la messa  in
  sicurezza delle scuole in Sicilia che riteniamo essere  una  cosa
  importante.
   Oltretutto,  queste risorse servono a cofinanziare  l'intervento
  previsto dalla finanziaria nazionale, la quale assegna una  serie
  di risorse alle regioni e soltanto quelle regioni che attiveranno
  un  processo  virtuoso  potranno  andare  in  deroga  ai  termini
  stabiliti  dalla scadenza sulla sicurezza e sulle  condizioni  di
  sicurezza della scuola, la messa a norma.
   Non  si  può  utilizzare  una  giusta  iniziativa,  tra  l'altro
  obbligatoria, perché atta a garantire la sicurezza  nelle  scuole
  e,  anziché  prendere  le risorse, almeno in  maniera  equa,  dal
  capitolo  della scuola privata, così come da quello della  scuola
  pubblica, si utilizzano soltanto le risorse per chi manda i figli
  in  una  scuola  pubblica e si lascia intatto il  capitolo  sulla
  scuola privata.
   Credo  che  ciò  sia  la  conferma di  un  Governo  che  non  ha
  interesse  a sostenere il diritto allo studio in Sicilia  ma  che
  ha,  semmai,  l'interesse  a sostenere  il  diritto  allo  studio
  soltanto per  alcuni.
   Considero  che,  nell'emendamento, nel suo complesso,  via  sia,
  pertanto,  anche  per  la  frammentazione  della  spesa  in  esso
  prevista,  una  concezione sbagliata, una visione che  non  tiene
  conto,  ancora  una  volta, di scelte di fondo  ma  si  limita  a
  dividere   quei  pochi  spiccioli  fra  i  tanti  che  reclamano,
  all'interno di questo Governo.
   Questo  emendamento è lo specchio del Governo  che  ho  definito
   una società posta in liquidazione'.
   Con  questo emendamento, la maggioranza - o una parte di essa  -
  si  è  divisa le poche spoglie rimaste. I 39 milioni di euro sono
  distribuiti  tra  Forza  Italia, MPA  e,  forse,  anche  Alleanza
  Nazionale  -  visto  che non ho compreso,  infatti,  se  Alleanza
  nazionale, alla fine, abbia partecipato alla redistribuzione  dei
  pani e dei pesci.
   Questo   è   l'emendamento  che  doveva  consentire   a   questa
  maggioranza di trovare un'intesa per approvare il bilancio.
   Credo, dunque, che l'Aula debba essere messa nelle condizioni  -
  e,  in questo senso, abbiamo presentato tanti subemendamenti - di
  votare  su  ogni  singola  modifica, in  modo  tale  che  ciascun
  parlamentare  si assuma la propria responsabilità  nei  confronti
  dei  siciliani  per le  scelte che qui verranno consumate,  anche
  grazie a questo emendamento: dare più risorse alla scuola privata
  e cancellare le risorse per la scuola pubblica e per quei ragazzi
  e quelle famiglie che hanno maggiore difficoltà.
   Invito,  pertanto,  il  Governo a  fare  ciò  che  ha  fatto  in
  Commissione: ritirare questo emendamento, considerato che non  si
  comprende  perché,  dopo  averlo  ritirato  in  Commissione   per
  impedire  alla  sua  maggioranza  di  discuterlo,  lo  ripropone,
  adesso, in Aula pensando che, nella disattenzione generale,  esso
  possa essere approvato.
   Non consentiremo ciò.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  partecipato
  alle riunioni della Commissione Bilancio e ricordo che, in quella
  sede,  allorquando,  dopo tanti rinvii, il  Governo  presentò  un
  emendamento  -  il Gov 1 - che, in qualche maniera, rappresentava
  il  punto di equilibrio all'interno della maggioranza poiché dava
  l'opportunità  di  andare  avanti  nell'esame  del  bilancio   in
  Commissione.
   Su  questo emendamento, sembrava tutto risolto ma, ad  un  certo
  punto, invece,  Forza Italia fece una notevole pressione e,  alla
  fine, fu presentato il subemendamento denominato Gov 2.
     Onorevoli colleghi, desidero sottoporre alla vostra attenzione
  ciò che riguarda l'UPB 1152 che prevede 1,5 milioni di euro, cioè
  tre  miliardi  di  vecchie  lire, per  spese  di  rappresentanza,
  cerimoniale  e  relazioni  pubbliche;  600  mila  euro   per   la
  partecipazione alla costituzione di organismi comunque denominati
  o società; 450 mila euro in più per le spese di partecipazione ad
  organismi  comunque  denominati  o  società  per  la  stipula  di
  convenzioni  o altro. Queste ultime due, sono UPB che  riguardano
  spese per voci similari.
   Con  questa norma,  stiamo aumentando di 2,5 milioni di  euro  i
  tanti  capitoli  della  Presidenza   che  riguardano  spese  dove
  l'arbitrio  è,  sostanzialmente, totale. Ripeto, 2,5  milioni  di
  euro  in più rispetto a quelle preventivate. E l'Assessorato alla
  Presidenza appartiene ad una forza politica la cui discrezione  è
  assoluta.  Vi sono stanziate, inoltre, altre somme che riguardano
  spese  per fitti o leasing di locali ed oneri accessori  per  360
  mila euro in più.
     E  vi  sono  anche altre somme stanziate che riguardano  altri
  assessorati - quali, in particolare, l'agricoltura, il  bilancio,
  i  lavori  pubblici - per  voci rispetto alle  quali  ci  sarebbe
  molto da dire e che riguardano l'emendamento Gov 2. E qui fino  a
  giungere  al  finanziamento della norma relativa  all'Assessorato
  del  lavoro per le attività formative rivolte ai giovani fino  al
  diciottesimo anno di età (21 milioni di euro). Ciò riguarda - per
  capire  - l'obbligo formativo. Si tratta di una voce particolare,
  cioè,  rispetto alla quale già lo Stato trasferisce alla  Regione
  53  milioni  di  euro  che dovrebbero andare  anche  alle  scuole
  statali  e che vengono, invece, utilizzati tutti dalla formazione
  perché la formazione è una voragine senza fondo.
     Dico  ciò perché sarebbe stato estremamente coerente  -  credo
  che,  alla  fine, l'opposizione su questo potrebbe  essere  anche
  d'accordo - approvare la finanziaria negli stessi termini in  cui
  è  stata esitata dalla Commissione Bilancio. Il Governo, infatti,
  dinanzi ad una lite furiosa in Commissione Bilancio - che sarebbe
  continuata  fino  alla fine della riunione - e,  dinanzi  ad  una
  situazione così esasperata, ritirò quegli emendamenti che oggi ci
  ripropone  e rispetto ai quali, evidentemente, si erano  trovati,
  con tanta fatica, dei punti di convergenza.
   La  logica - mi rivolgo ai componenti del Governo - è questa, se
  si  vuole  compiere  davvero   un'operazione  coraggiosa  per  la
  riduzione  di  sprechi,  per tutto un impegno  di  programma,  di
  progetto?
   So  che la finanziaria esitata dalla Commissione Bilancio non  è
  stata il massimo, tuttavia, la Commissione ha elaborato un testo,
  condiviso in ampia parte, che, nella sua  povertà  - diciamo così
  -,  rappresentava sicuramente un segnale grande  per  la  Sicilia
  rispetto a finanziarie precedenti.
   Invito,  pertanto, il Governo a ritornare all'esito  finale  dei
  lavori   della   Commissione   Bilancio.   Sono   convinto    che
  l'opposizione, su quella linea, sarà convergente.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE, Ne ha facoltà .

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me  pare,  nel
  merito,   che  l'indirizzo  generale  del  bilancio   soffra   di
  schizofrenia, nel senso che, da una parte, prevede  o  presuppone
  anche, in qualche caso, come dirò, un indirizzo e, dall'altro, un
  indirizzo di segno opposto.
     Da  un parte, infatti, abbiamo approvato, nel dicembre scorso,
  la  dismissione  del  patrimonio immobiliare indisponibile  della
  Regione  - operazione Pirelli-Re per intenderci -, in cui,  sotto
  l'espressione   Valorizzazione del  patrimonio  immobiliare ,  in
  effetti, facevamo cassa, e, poi, prendevamo in affitto gli stessi
  locali;  dall'altra,  alla tabella  B  - come  ho  già  detto  in
  Commissione - all'UPB 9.2.2.6.3, prevediamo 5 milioni di euro per
  costruzione,  ampliamento, completamento, acquisto e  riattamento
  di  edifici destinati alle istituzioni scolastiche, eccetera.  Da
  una   parte,   prevediamo  di  dismettere  quello  che   abbiamo;
  dall'altra, compriamo per realizzare edifici nuovi. Tra  l'altro,
  con  5 milioni di euro si compra un edificio, con 10 miliardi  di
  vecchie lire.
   A  me  pare che questo non sia un modo con il quale ci si  possa
  confrontare  perché non sappiamo se confrontarci con il  dicembre
  delle  dismissioni o con la proposta che il Governo fa, di  segno
  opposto del Governo.
   Il  secondo punto riguarda un argomento tabù per la sinistra  ma
  ognuno  esprime  le  proprie idee. A me pare che,  ormai,  questi
  stanziamenti  per  aggiornamento docenti  -  borse  di  studio  e
  iniziative legate alla lotta alla mafia, quattrocentomila euro  -
  siano   datati;   essi  infatti,  molto  spesso,  finiscono   per
  applaudire e dare premi ai temini in classe o alle iniziative  di
  tipo  teorico,  legate  alle petizioni di  principio;  i  temi  ,
  spesso, sono svolti dai genitori, non dai ragazzi.
   Non  solo,  come  ogni  studioso  di  didattica  può  verificare
  confrontandosi  soprattutto  con la scuola  anglosassone,  questi
  stessi  temi  sono superati, tanto é vero che,  anche  sul  piano
  curriculare,  non sono più previsti questi temini  in  cui  tutti
  siamo  bravi  e buoni, in cui la mafia non esiste.  Vi  invito  a
  leggere  questi lavori legati alla lotta alla mafia e ditemi   se
  ne  trovate  uno, eppure, la Sicilia é una Terra  in  cui  ancora
  impera la mafia.
   Bisogna  organizzare, sostituire, promuovere e finanziare  altri
  tipi  di  interventi  che  premino  l'esempio  piuttosto  che  la
  petizione di principio.
   L'assessore, forse, mi risponderà che i cinque milioni  di  euro
  sono legati ad un fenomeno di contribuzione anche nazionale, ma i
  quattrocentomila  euro vanno almeno ridimensionati  a  favore  di
  altro tipo di intervento, anche perché voi capite che questo  può
  essere  un  altro segnale che va ad affiancarsi a questa  vicenda
  dell'abrogazione dell'una tantum alle famiglie bisognose,  mentre
  non  si  toccano  le  scuole private, così  come  ribadito  dagli
  onorevoli  Cracolici e Tumino.
   Potrei  anche capire se, effettivamente, la scelta della  scuola
  privata avvenisse per motivi ideologici, di formazione, così come
  avviene in altre parti del mondo e d'Italia ma, in Sicilia,  così
  non é.
   Sappiamo  che,  tranne  alcuni  istituti  in  genere  legati  ad
  ambienti  ecclesiastici, la stragrande maggioranza  delle  scuole
  private  -  e  non  vi  attingo voti  -  sono  diplomifici,  come
  dimostrano  le vicende giudiziarie che si succedono, di  mese  in
  mese, sull'argomento.
   Se  mancasse  il  valore  legale del  titolo  di  studio,  nulla
  quaestio,  nel senso che poi il mercato deciderebbe in ordine  ai
  diplomati,  siano essi provenienti dalle scuole private  o  dalle
  scuole pubbliche.
   Fino  a  quando  però  il valore legale  del  titolo  di  studio
  esiste, chi si diploma al diplomificio e chi si diploma al  Liceo
  classico X, dove magari avrà perso qualche anno perché ha trovato
  professori  che lo stancavano, quando fanno domanda  sul  mercato
  del lavoro  o altrove, valgono alla stessa maniera; con lo stesso
  tipo di raccomandazione e con la stessa entità di soldi che danno
  ai  diplomifici,  ottengono  gratificazione,  essendo  scelti   e
  impiegati  nell'azienda e anche nell'Ente pubblico a  scapito  di
  chi ha fatto sacrifici per ottenere un diploma.
   Questo  non  é  grave  in sé ma é grave  come  segnale  per  chi
  cresce.
   Mi  permetto, pertanto, di suggerire al Governo una  riflessione
  sull'argomento  e,  per  quanto  ci  riguarda,  siamo  fortemente
  motivati a votare contro il provvedimento.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  c'é
  solo  da  condividere quanto testé espresso dai colleghi  che  mi
  hanno  preceduto  ma  c'é  da  fare chiarezza  su  un  punto  che
  riteniamo essenziale sull'emendamento Gov 2.
   Durante  i  precedenti interventi, facevo dei calcoli  e  vorrei
  che   l'Assessore  regionale  per  il  lavoro  mi  chiarisse   le
  operazioni  assolutamente  prive di  ogni  raziocinio  fatte  per
  quanto  riguarda  il capitolo che fa riferimento all'assegno  una
  tantum per le famiglie disagiate.
   Quando  si  parla di  disagio in Sicilia, si fa riferimento  non
  soltanto a quello di natura economica ma si dà un'interpretazione
  più ampia.
   Nel   capitolo  cui  facevo  riferimento  prima,  non  rientrano
  soltanto  le  famiglie a basso reddito ma  anche  quelle  che  si
  trovano in una particolare situazione di disagio.
   Si  vuole  parlare di scuola privilegiando la logica del   buono
  scuola ,  lasciando inalterato il  relativo capitolo che  prevede
  circa    30   miliardi   di   vecchie   lire   per   intervenire,
  successivamente,  sul capitolo che prevede l'una  tantum  per  le
  famiglie disagiate, quasi azzerandolo, lasciando proprio  qualche
  piccola cifra.
   E'  un  modo attraverso il quale questo Governo si presenta  con
  un  volto  che,  personalmente, definisco non solo  conservatore;
  mentre  si decanta il famoso indirizzo politico del diritto  allo
  studio per tutti, con interventi specifici seri, dall'altro lato,
  si  elimina  uno  stanziamento di  fondi  che  permette  a  molte
  famiglie di mandare i propri ragazzi a scuola.
   Questa non è demagogia.
   In  Sicilia, vi è un'elevata dispersione scolastica e vi  è  una
  situazione   particolare   che   dovrebbe   essere   maggiormente
  analizzata da questo Parlamento e dal Governo.
   La  cosa che, soprattutto, salta agli occhi è lo stanziamento di
  fondi,  al capitolo 318103, in maniera criptica e ciò deve essere
  posto al Governo con una richiesta specifica, onorevole assessore
  per il lavoro.

   CUFFARO,  Presidente  della Regione. Non parli  con  l'assessore
  Formica, parli con me.

   ODDO  CAMILLO.  Onorevole Presidente, vorrei parlare  anche  con
  l'assessore  al  ramo  poiché quest'ultimo riesce  a  seguire  le
  problematiche dell'assessorato, anche se mi rendo  conto  che  il
  Presidente    della    Regione    conosce    tutti     i     rami
  dell'Amministrazione.
   Tornando allo stanziamento di circa 42 miliardi di vecchie  lire
  da  destinare alle attività formative rivolte ai giovani sino  al
  18   anno  di  età,  credo  che  ci  troviamo  in  uno  stato  di
  schizofrenia  unica  poiché  la  scelta  formativa  deve   essere
  inquadrata  in  un  contesto più o meno  organico.  Da  un  lato,
  eliminiamo  una  quota  per  evitare che  vi  siano  fenomeni  di
  dispersione,   famiglie  disagiate  che  non  hanno   spesso   la
  possibilità  di  mandare  i propri figli  a  scuola;  dall'altro,
  prevediamo uno stanziamento di 42 miliardi per i giovani sino  ai
  18 anni, cioè adolescenti.
   Nel  contempo, possiamo analizzare anche il capitolo riguardante
  la  formazione, la cui riforma è annunciata da anni,  soprattutto
  durante  le  tornate elettorali, ma si sa bene che si è  trattato
  solo di un annuncio propagandistico e nulla di più.
   Se  si  fa  attenzione,  quindi, ai capitoli  717910  e  717911,
  onorevole Presidente e onorevole assessore per il lavoro,  trovo,
  giustamente,  in assenza di interventi anche di tipo  riformatore
  seri,   lo   stanziamento  di  centomila  che,   considerato   il
  moltiplicatore,  diventano  circa   103.616,  pari  a  circa  200
  miliardi di vecchie lire.
   E'  chiaro,  quindi, che facciamo i conti con le esigenze  della
  formazione professionale in Sicilia.
   Mi  chiedo  -  come  faceva e come fa un  certo  senatore  della
  repubblica  -  se questi 21 milioni di euro siano  il  frutto  di
  quelle  ulteriori  operazioni  fatte  nel  corso  di  una   certa
  esperienza di Governo precedente, per quanto concerne l'ulteriore
   sbracamento    della  cosiddetta  formazione  professionale   il
  Sicilia.
   Viceversa, non solo vi è una visione schizofrenica,  ma  si  sta
  manifestando  sempre di più la logica di un Governo che  lottizza
  continuamente  questa Regione, che governa i pezzetti  di  questa
  Regione in maniera blindata e, spesso, poco trasparente,  a  meno
  che non mi stia sbagliando nel leggere le carte.
   Ritengo  necessaria una risposta chiara, soprattutto  quando  si
  sollevano  questioni  di  questo tipo, onorevoli  componenti  del
  Governo;  spesso  e volentieri, si fa una buona scelta  da  parte
  vostra, non apprezzata dai cittadini, che è quella di stare  muti
  e  di far finta di niente affinché il dibattito vada avanti e  si
  possa arrivare ad una decisione.
   La  situazione  - non voglio drammatizzare - rispetto  a  queste
  cifre  è forse più seria di quanto si pensi. Più si approfondisce
  la  questione  e  più penso che la stessa sia  frutto  di  quella
  logica lottizzatrice che, in queste ore, abbiamo denunciato e che
  dobbiamo continuare a denunciare. Nella fase in cui ci troviamo -
  un  Presidente eletto direttamente - questi, oramai, ha  prestato
  il  fianco  per  divenire ostaggio di una maggioranza  che  vuole
  lottizzare   e  che  vuole  gestire  l'amministrazione   pubblica
  regionale, non nell'interesse dei cittadini siciliani.
   Spero  che,  che,  da  parte del Governo, vi  sia  una  risposta
  convincente   e   che   non  si  tratti  di  quelle   operazioni,
  politicamente  molto discutibili, fatte nel corso dell'esperienza
  del  Governo  precedente,  che  non  riguardano  l'aumento  della
  qualità dell'offerta formativa in Sicilia.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare
  rilevare  -  e  sono sicuro che l'assessore per i beni  culturali
  saprà  darmi  delle spiegazioni -  all'U.P.B.  93132,  spese  per
  iniziative  di  carattere culturale, artistico e  scientifico  di
  particolare rilevanza, circa quattro milioni di euro in più.
   Considerato  che  lei ha annunciato un disegno  di  legge  sulle
  politiche culturali per la razionalizzazione della spesa e per il
  riordino  di questo settore delicato, tanto più che le discipline
  dello spettacolo, in Sicilia, sono molteplici e che, spesso,  non
  si  interviene con equilibrio ma con delle logiche che si  devono
  superare, assumendo la regola della programmazione e del  rigore,
  mi  chiedo  se  questi  quattro milioni di  euro  possono  essere
  trasferiti  in  un  successivo disegno di  legge,  piuttosto  che
  affidarli  alla  discrezionalità dell'assessore,  in  aggiunta  a
  quelli che già detiene.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  l'approvazione
  delle  Unità  previsionali di base della spesa e dell'articolo  2
  avverrà  facendo  salve le modifiche conseguenti all'approvazione
  della legge finanziaria.
   Avverto,   inoltre,  che  si  procederà  a   votare   le   Unità
  previsionali di base secondo l'amministrazione ed il dipartimento
  o  ufficio  equiparato  cui compete la  gestione  delle  relative
  spese.
   Si  passa  all'esame della rubrica  Presidenza  della  Regione ,
  dalla  UPB 1.1.1.1.2 alla UPB 1.11.12.6.99: Gabinetto, uffici  di
  diretta  collaborazione all'opera del Presidente e  alle  dirette
  dipendenze   del  Presidente;  Gabinetto  e  uffici  di   diretta
  collaborazione  all'opera  dell'Assessore;  Segreteria  Generale;
  Dipartimento  regionale del personale, dei servizi  generali,  di
  quiescenza,  previdenza ed assistenza del personale; Dipartimento
  regionale  della  programmazione;  Dipartimento  regionale  della
  protezione civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali;
  Ufficio della Segreteria di Giunta; Ufficio di Bruxelles; Ufficio
  del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti presidenziali.

   Comunico  che  è  stato  presentato, dal Governo,  l'emendamento
  Gov 2, che sarà posto in votazione per parti separate.
   Ne do lettura:

                                 <<TABELLA  B - SPESA

                                 PRESIDENZA
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007   2008 2009
       ONE
   PRESIDENZA   1.1.1  Modifica denominazione               100      0    0
               .1.2   CAPITOLO 100309: ABBONAMENTI
                     AD AGENZIE DI INFORMAZIONE
                     GIORNALISTICHE ITALIANE ED
                     ESTERE, MEDIA ON LINE  E
                     SATELLITARI
   PRESIDENZA   1.1.1  Modifica denominazione               800
               .1.2   CAPITOLO 100317: SPESE PER LA
                     PUBBLICIZZAZIONE E LA
                     PUBBLICAZIONE DI ARGOMENTI
                     RIGUARDANTI LA REGIONE
                     SICILIANA.
   PRESIDENZA   1.1.1  Capitolo 100303: SPESE PER GLI        16      0    0
               .5.2   ESPERTI DEL PRESIDENTE DELLA
                     REGIONE. SPESE PER I
                     CONSULENTI ESPERTI IN MATERIE
                     GIURIDICHE, ECONOMICHE,
                     SOCIALI OD ATTINENTI AI
                     COMPITI DI ISTITUTO  DI CUI SI
                     AVVALE IL PRESIDENTE, NONCHE'
                     PER I PORTAVOCE.
   PRESIDENZA   1.1.1  Capitolo 100306: SPESE DI           1.50
               .5.2   RAPPRESENTANZA, DI CERIMONIALE        0
                     E DI  RELAZIONI PUBBLICHE PER
                     LA PARTECIPAZIONE E
                     L'ORGANIZZAZIONE DI INCONTRI
                     DI STUDIO, LAVORI, CONVEGNI,
                     CONGRESSI, MOSTRE ED ALTRE
                     MANIFESTAZIONI ANCHE A
                     CARATTERE SOLIDARISTICO E
                     RELATIVE  PUBB.
   PRESIDENZA   1.1.1  Modifica denominazione               215      0    0
               .5.2   CAPITOLO 100310: SPESE PER IL
                     FUNZIONAMENTO E LE ATTIVITA'
                     DELL'UFFICIO STAMPA E
                     DOCUMENTAZIONE DELLA REGIONE.
   PRESIDENZA   1.2.1  Capitolo 102302: SPESE PER            30      0    0
               .1.2   MISSIONI DEL PERSONALE IN
                     SERVIZIO ALL'UFFICIO DI
                     GABINETTO
   PRESIDENZA   1.2.1  Capitolo 102301: SPESE PER I          20      0    0
               .5.2   VIAGGI DELL'ASSESSORE.
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104004: SPECIALE           1.09      0    0
               .1.1   INDENNITA' DI PRESENZA PER IL         4
                     PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
                     ALL'ART 16 COMMA 2 DELLA LEGGE
                     REGIONALE 15/05/2000, N. 10 E
                     SUCCESSSIVE MODIFICHE ED
                     INTEGRAZIONI
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104503:SPESE PER            200      0    0
               .1.2   MISSIONI DEL PERSONALE.
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104534: SPESE PER IL        120    120  120
               .1.2   FUNZIONAMENTO DEL COMITATO
                     REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104519: SPESE PER LA         52     52   52
               .3.1   PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE
                     SICILIANA ALL'ASSOCIAZIONE
                     ITALIANA PER IL CONSIGLIO DEI
                     COMUNI D'EUROPA.
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104520: SPESE PER            54      0    0
               .3.1   L'ADESIONE E LA PARTECIPAZIONE
                     DELLA REGIONE SICILIANA ALLE
                     ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
                     DI ENTI LOCALI CHE SVOLGONO
                     ATTIVITA' CONSULTIVA NEI
                     CONFRONTI DELLA COMUNITA'
                     EUROPEA.
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 105702: SOMMA DA             16      0    0
               .3.1   VERSARE ALL'UNIVERSITA' DI
                     CATANIA, DESTINATA ALLA
                     CORRESPONSIONE DI EMOLUMENTI
                     AL PERSONALE ASSUNTO CON
                     CONTRATTO A TEMPO
                     INDETERMINATO PER LO
                     SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' DI
                     RICERCA SCIENTIFICA A NORMA
                     DELL'ART. 14, COMMA 4, DELLA
   PRESIDENZA   1.3.1  CAPITOLO 104538: SPESE PER LA        450      0    0
               .3.3.  PARTECIPAZIONE AD ORGANISMI
                     COMUNQUE DENOMINATI O
                     SOCIETA', PER LA STIPULA DI
                     CONVENZIONI O ACCORDI, NONCHE'
                     DI CONVENZIONI PER STUDI E
                     RICERCHE.
   PRESIDENZA   1.3.1  Capitolo 104540: SPESE PER IL        450      0    0
               .3.99  FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO DEL
                     "GARANTE DELLA TUTELA DEI
                     DIRITTI FONDAMENTALI DEI
                     DETENUTI E PER IL LORO
                     REINSERIMENTO SOCIALE.
   PRESIDENZA   1.3.2  CAPITOLO 505901: FONDO DA            600      0    0
               .7.1   UTILIZZARE PER  LA
                     PARTECIPAZIONE ALLA
                     COSTITUZIONE DI  ORGANISMI
                     COMUNQUE DENOMINATI O
                     SOCIETA'.
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108006: ONERI SOCIALI       517    517  517
               .1.1   A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE
                     REGIONALE. (SPESE
                     OBBLIGATORIE).
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108024 - art.2: SPESA        76     76   76
               .1.1   PER LA PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
                     SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
                     DA QUELLA DIRIGENZIALE PRESSO
                     GLI UFFICI DI DIRETTA
                     COLLABORAZIONE ALL'OPERA  DEL
                     PRESIDENTE DELLA REGIONE,
                     DESTINATA AL MIGLIORAMENT
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108031- art.2: SPESA         30     30   30
               .1.1   PER LA PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
                     SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
                     DA QUELLA DIRIGENZIALE PRESSO
                     GLI UFFICI DI DIRETTA
                     COLLABORAZIONE ALL'OPERA
                     DELL'ASSESSORE, DESTINATA AL
                     MIGLIORAMENTO DELL'EFFICACIA
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108091: SPESE PER IL        -31    -31  -31
               .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE IN
                     SERVIZIO PRESSO  L'UFFICIO
                     SPECIALE PER LA COOPERAZIONE
                     DECENTRATA ALLO SVILUPPO E
                     ALLA SOLIDARIETA'
                     INTERNAZIONALE.
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108093: SPESE PER LA        -70    -70  -70
               .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                     PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE IN SERVIZIO
                     PRESSO L'UFFICIO SPECIALE PER
                     LA COOPERAZIONE DECENTRATA
                     ALLO SVILUPPO E ALLA
                     SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE.
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108118: STIPENDI ED        2.30  2.309 2.309
               .1.1   ALTRI ASSEGNI FISSI AL                9
                     PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO
                     GLI UFFICI DELLA PRESIDENZA
                     DELLA REGIONE CON CONTRATTO A
                     TEMPO DETERMINATO.  (SPESE
                     OBBLIGATORIE) )
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 109001:IMPOSTA              178    178  178
               .1.1   REGIONALE SULLE ATTIVITA'
                     PRODUTTIVE (I.R.A.P.) (SPESE
                     OBBLIGATORIE) .
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108539: INDENNITA' DI        58     58   58
               .1.2   MENSA AL PERSONALE IN SERVIZIO
                     PRESSO GLI UFFICI DELLA
                     PRESIDENZA DELLA REGIONE.
   PRESIDENZA   1.4.1  CAPITOLO 108005: INDENNITA'         2.54  2.541 2.541
               .2.1   INTEGRATIVA  DI QUIESCENZA            1
                     SPETTANTE AL PERSONALE DELLE
                     SOPPRESSE AZIENDE AUTONOME DI
                     SOGGIORNO E TURISMO E DELLE
                     AAPPTT  (SPESE OBBLIGATORIE).
   PRESIDENZA   1.4.1  Capitolo 108521: SPESE PER           366    366  366
               .5.4   FITTO O LEASING DI LOCALI,
                     ONERI ACCESSORI E CONDOMINIALI
                     PER IMMOBILI DI PROPRIETA'
                     PRIVATA E REGIONALE UTILIZZATI
                     PER UFFICI DELLA REGIONE E DI
                     QUELLI ADIBITI A SEDE DEL
                     CONSIGLIO DI GIUSTIZIA
                     AMMINISTRATIVA E DELLE SEZIONI
                     DE
   PRESIDENZA   1.4.2  CAPITOLO 508015: ACQUISTO            100    100  100
               .6.99  ATTREZZATURE DI ATTREZZATURE
                     ALL'AMMINISTRAZIONE DELLA
                     GIUSTIZIA ORDINARIA E DELLE
                     GIURISDIZIONI SPECIALI ECC..
   PRESIDENZA   1.6.1  Capitolo 116504: SPESE PER IL        150    150  150
               .1.2   PERSONALE DEGLI ENTI LOCALI
                     COMANDATO PRESSO IL
                     DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA
                     PROTEZIONE CIVILE.
   PRESIDENZA   1.6.1  Capitolo 116506: SPESE PER IL         50      0    0
               .1.2   COMITATO REGIONALE DI
                     PROTEZIONE CIVILE.
   PRESIDENZA   1.7.1  Capitolo 120005: SPECIALE             30
               .1.1   INDENNITO DI PRESENZA PER IL
                     PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
                     ART.16, COMMA 2, L.R.
                     15/5/2000, N. 10
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124356: SPESE PER     SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE  R.
                     OBBLIGATORIE)
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124357: SPESE PER     SOPP  -17    -17  -17
               .1.7   MISSIONI DEL PERSONALE.        R.
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124358: SPESE PER     SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   LITI, ARBITRAGGI, RISARCIMENTI R.
                     ED ACCESSORI, NONCHE' PER
                     L'ASSISTENZA LEGALE AI
                     DIPENDENTI ED AI PUBBLICI
                     AMMINISTRATORI. (SPESE
                     OBBLIGATORIE).
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124359: UTENZE,       SOPP
               .1.7   SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI    R.
                     PULIZIA.
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124360: SPESE         SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   POSTALI, TELEGRAFICHE E        R.
                     SERVIZIO TELEX. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124361: ACQUISTO DI   SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   LIBRI, RIVISTE E GIORNALI      R.
                     ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO.
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124362: SPESE DI      SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA,  R.
                     REGISTRAZIONE E VARIE,
                     INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124363: SPESE PER     SOPP   -3     -3   -3
               .1.7   L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO  R.
                     PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
                     UFFICI.
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124364: SPESE URGENTI SOPP   -2     -2   -2
               .1.7   ED INDIFFERIBILI PER IL        R.
                     RIPRISTINO DI CONDIZIONI DI
                     IGIENE E SICUREZZA, ECC.
                     (SPESE OBBLIGATORIE).
   PRESIDENZA   1.8.1  CAPITOLO 124365: MANUTENZIONI  SOPP   -1     -1   -1
               .1.7   ORDINARIE E RIPARAZIONI.       R.
   PRESIDENZA   1.8.2  CAPITOLO 524008:SPESE PER      SOPP   -2     -2   -2
               .6.7   L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI,  R.
                     MACCHINE ED ATTREZZATURE.
   PRESIDENZA   1.8.2  CAPITOLO 524009:SPESE PER      SOPP   -4     -4   -4
               .6.7   L'ACQUISTO DI APPARECCHIATURE  R.
                     DI TIPO INFORMATICO E DEI
                     PROGRAMMI RELATIVI ALLE
                     APPARECCHIATURE MEDESIME.
   PRESIDENZA   1.9.1  CAPITOLO 126002: SPECIALE             30      0    0
               .1.1   INDENNITA' DI PRESENZA PER IL
                     PERSONALE DEGLI UFFICI DI CUI
                     ALL'ART 16 COMMA 2 DELLA LEGGE
                     REGIONALE 15/05/2000, N. 10 E
                     SUCCESSSIVE MODIFICHE ED
                     INTEGRAZIONI

                                AGRICOLTURA
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   AGRICOLTURA  2.2.1  Capitolo 142010: SPESE PER LA         31   31     31
               .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                     PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   AGRICOLTURA  2.2.1  CAPITOLO 142533: SPESE PER LA        250    0      0
               .1.2   STIPULA DELLA CONVENZIONE CON
                     L'AGENZIA PER L'EROGAZIONE IN
                     AGRICOLTURA (AGEA) PER
                     L'AGGIORNAMENTO
                     DELL'INVENTARIO VITIVINICOLO.
   AGRICOLTURA  2.3.1  CAPITOLO 146518: SPESE PER LA        110    0      0
               .3.99  CONDUZIONE, IVI COMPRESI I
                     CANONI DEI TERRENI, DEI VIVAI
                     DI VITI AMERICANE E DI PIANTE
                     FRUTTIFERE.
   AGRICOLTURA  2.3.2  CAPITOLO 546059: SPESE PER           200    0      0
               .6.99  L'IMPIANTO DEI VIVAI DI VITI
                     AMERICANE E DI PIANTE
                     FRUTTIFERE.
   AGRICOLTURA  2.4.2  CAPITOLO: 550003: SPESE PER LA       250    0      0
               .6.2   REALIZZAZIONE DI OPERE,
                     NONCHE' PER L'ACQUISTO DI
                     MEZZI ED ATTREZZATURE PER LA
                     PREVENZIONE DEGLI  INCENDI
                     ( ).
   AGRICOLTURA  2.4.2  CAPITOLO 551903: SPESE PER LA       4.50 4.500      0
               .6.3   REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA           0
                     TRIENNALE DI INTERVENTI
                     IDRAULICO-FORESTALI.

                                  FAMIGLIA
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   FAMIGLIA     3.2.2  Capitolo 582001: SPESE PER            10
               .6.88  L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI,
                     MACCHINE ED ATTREZZATURE.

                               LAVORI PUBBLICI
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   LAVORI       6.2.1  CAPITOLO 272005: SPESE PER IL         -9   -9     -9
   PUBBLICI     .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   LAVORI       6.2.1  CAPITOLO 272008: SPESE PER LA        -23  -23    -23
   PUBBLICI     .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                     PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   LAVORI       6.2.1  CAPITOLO 274103.: ONERI        P.M.
   PUBBLICI     .3.4   DERIVANTI DALLA GARANZIA
                     PRESTATA DALLA REGIONE IN
                     FORZA DEL COMMA 2
                     DELL'ARTICOLO 23 DELLA LEGGE
                     REGIONALE 5 NOVEMBRE 2004,
                     N.15. (SPESE OBBLIGATORIE).
   LAVORI       6.3.1  CAPITOLO 276003: SPESE PER IL         14   14     14
   PUBBLICI     .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   LAVORI       6.3.1  CAPITOLO 276015: STIPENDI ED          68   68     68
   PUBBLICI     .1.1   ALTRI ASSEGNI FISSI AL
                     PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO
                     L'ISPETTORATO TECNICO DEI
                     LAVORI PUBBLICI CON CONTRATTO
                     A TEMPO DETERMINATO.  (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   LAVORI       6.3.1  CAPITOLO 277001: IMPOSTA               5    5      5
   PUBBLICI     .1.1   REGIONALE SULLE ATTIVITA'
                     PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
                     VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2
                     DELL'ART.  16 DEL DECRETO
                     LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
                     N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
   LAVORI       6.3.1  CAPITOLO 276514: INDENNITA' DI         2    2      2
   PUBBLICI     .1.2   MENSA
   LAVORI       6.4.1  CAPITOLO 280005: SPESE PER IL         14   14     14
   PUBBLICI     .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   LAVORI       6.4.1  CAPITOLO 280008: SPESE PER IL         32   32     32
   PUBBLICI     .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE.

                                  LAVORO
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   LAVORO       7.3.1  CAPITOLO 316503: SPESE PER           150    0      0
               .1.2   MISSIONI DEL PERSONALE IN
                     SERVIZIO AL DIPARTIMENTO
   LAVORO       7.3.1  CAPITOLO 316511: SPESE PER            12   12     12
               .1.2   NOLEGGIO O LEASING DI MACCHINE
                     ED ATTREZZATURE.
   LAVORO       7.3.1  CAPITOLO 318103: FINANZIAMENTI      21.0    0      0
               .3.1   PER LE ATTIVITA' FORMATIVE           00
                     RIVOLTE AI GIOVANI FINO AL
                     DICIOTTESIMO ANNO D'ETA'.
   LAVORO       7.4.1  Capitolo 320006: SPESE PER IL          7    7      7
               .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                     RISULTATO AL PERSONALE IN
                     SERVIZIO CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   LAVORO       7.4.1  Capitolo 320008: SPESE PER LA         15   15     15
               .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
                     RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                     PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   LAVORO       7.4.1  CAPITOLO 321301: FONDO UNICO           -    - -2.309
               .3.1   PER IL PRECARIATO NONCHE' PER      2.30 2.309
                     LE  MISURE DI FUORIUSCITA DAL         9
                     BACINO DEI LAVORI SOCIALMENTE
                     UTILI FINANZIATI CON ONERI A
                     CARICO DEL BILANCIO REGIONALE.
   LAVORO       7.4.1  CAPITOLO 320517: SPORTELLI          15.0    0      0
               .3.99  MULTIFUNZIONALI.                     00

                               COOPERAZIONE
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   COOPERAZIONE 8.2.1  CAPITOLO 342006: SPESE PER IL          5    5      5
   , COMMERCIO  .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
   E                  RISULTATO AL PERSONALE CON
   ARTIGIANATO        QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   COOPERAZIONE 8.2.1  CAPITOLO 342008: SPESE PER LA          9    9      9
   , COMMERCIO  .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
   E                  RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
   ARTIGIANATO        PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350001: STIPENDI ED   SOPP  -94  -94    -94
               .1.1   ALTRI ASSEGNI FISSI AL         R.
                     PERSONALE. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350002: ONERI SOCIALI SOPP   -4   -4     -4
               .1.1   A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE  R.
                     REGIONALE. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350003: SPESE PER IL  SOPP  -10  -10    -10
               .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI      R.
                     RISULTATO AL PERSONALE CON
                     QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350004: SPESE PER LA  SOPP    0    0      0
               .1.1   PARTE VARIABILE DELLA          R.
                     RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
                     SERVIZIO CON QUALIFICA DIVERSA
                     DA QUELLA DIRIGENZIALE,
                     DESTINATA AL MIGLIORAMENTO
                     DELL'EFFICACIA E
                     DELL'EFFICENZA DEI SERVIZI
                     ISTITUZIONALI (F.A.M.P.).
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350005: SPESE PER LA  SOPP  -24  -24    -24
               .1.1   PARTE VARIABILE DELLA          R.
                     RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                     PERSONALE CON QUALIFICA
                     DIRIGENZIALE.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350501: SPESE PER     SOPP    0    0      0
               .1.1   ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE  R.
                     OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350502: SPESE PER     SOPP   -8   -8     -8
               .1.1   MISSIONI DEL PERSONALE.        R.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350503: SPESE PER     SOPP    0    0      0
               .1.1   LITI, ARBITRAGGI, RISARCIMENTI R.
                     ED ACCESSORI, NONCHE' PER
                     L'ASSISTENZA LEGALE AI
                     DIPENDENTI ED AI PUBBLICI
                     AMMINISTRATORI. (SPESE
                     OBBLIGATORIE).
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350504: UTENZE,       SOPP  -10  -10    -10
               .1.1   SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI    R.
                     PULIZIA.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350505: SPESE         SOPP   -1   -1     -1
               .1.1   POSTALI, TELEGRAFICHE E        R.
                     SERVIZIO TELEX. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350506: ACQUISTO DI   SOPP   -1   -1     -1
               .1.1   LIBRI, RIVISTE E GIORNALI      R.
                     ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350507: SPESE DI      SOPP   -3   -3     -3
               .1.1   COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA,  R.
                     REGISTRAZIONE E VARIE,
                     INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
                     OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350508: SPESE PER     SOPP   -5   -5     -5
               .1.1   L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO  R.
                     PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
                     UFFICI.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350509: SPESE URGENTI SOPP    0    0      0
               .1.1   ED INDIFFERIBILI PER IL        R.
                     RIPRISTINO DI CONDIZIONI DI
                     IGIENE E SICUREZZA, ECC.
                     (SPESE OBBLIGATORIE).
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350510: MANUTENZIONI  SOPP   -2   -2     -2
               .1.1   ORDINARIE E RIPARAZIONI.       R.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 350511: INDENNITA' DI SOPP   -5   -5     -5
               .1.1   MENSA                          R.
   COOPERAZIONE 8.4.1  CAPITOLO 351001: IMPOSTA       SOPP  -14  -14    -14
               .1.1   REGIONALE SULLE ATTIVITA'      R.
                     PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
                     VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2,
                     DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO
                     LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
                     N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
   COOPERAZIONE 8.4.2  CAPITOLO 750001:SPESE PER      SOPP    0    0      0
               .6.1   L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI,  R.
                     MACCHINE ED ATTREZZATURE.

                                BENI CULTURALI
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   BENI         9.2.1  CAPITOLO 372539: INTERVENTI          400  400    400
   CULTURALI,   .3.2   PER LA PROMOZIONE DI
   AMBIENTALI E       INIZIATIVE DI COOPERAZIONE
   PUBBLICA           EDUCATIVE, SCIENTIFICA E
   ISTRUZIONE         CULTURALE, PER L'ATTUAZIONE DI
                     SCAMBI, DI RICERCHE, DI VIAGGI
                     DIDATTICI, DI STUDI E DI
                     GEMELLAGGI DI SCUOLE, ETC
   BENI         9.2.1  CAPITOLO 372522: SPESE PER LE        600  600    600
   CULTURALI,   .3.2   ATTIVITA' RELATIVE
   AMBIENTALI E       ALL'ISTRUZIONE RICORRENTE ED
   PUBBLICA           ALLA SPERIMENTAZIONE NELLE
   ISTRUZIONE         SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
   BENI         9.2.1  CAPITOLO 373713: AGGIORNAMENTO       400  400    400
   CULTURALI,   .3.2   DOCENTI, BORSE DI STUDIO ED
   AMBIENTALI E       INIZIATIVE LEGATE ALLA LOTTA
   PUBBLICA           ALLA MAFIA .
   ISTRUZIONE
   BENI         9.2.2  Capitolo 772003: COSTRUZIONE,       5.00 5.000  5.000
   CULTURALI,   .6.3   AMPLIAMENTO, COMPLETAMENTO,           0
   AMBIENTALI E       ACQUISTO E RIATTAMENTO DI
   PUBBLICA           EDIFICI DESTINATI AD
   ISTRUZIONE         ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI
                     OGNI ORDINE E GRADO.
                     ACQUISIZIONE DELLE AREE ED
                     ESECUZIONE ECC.
   BENI         9.2.2  CAP. 772004: INTERVENTI PER         20.0 20.00 20.000
   CULTURALI,   .6.3   L'ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI          00    0
   AMBIENTALI E       SCOLASTICI ALLA VIGENTE
   PUBBLICA           NORMATIVA ANTI-INFORTUNISTICA.
   ISTRUZIONE
   BENI         9.3.1  CAP.376007: SPESE PER IL              -4   -4     -4
   CULTURALI,   .1.1   TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
   AMBIENTALI E       RISULTATO AL PERSONALE IN
   PUBBLICA           SERVIZIO CON QUALIFICA
   ISTRUZIONE         DIRIGENZIALE.
   BENI         9.3.1  CAPITOLO 376009: SPESE PER LA         -5   -5     -5
   CULTURALI,   .1.1   PARTE VARIABILE DELLA
   AMBIENTALI E       RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
   PUBBLICA           PERSONALE CON QUALIFICA
   ISTRUZIONE         DIRIGENZIALE.
   BENI         9.3.1  Modifica denominazione:             4.00    0      0
   CULTURALI,   .3.2                                         0
   AMBIENTALI E       Capitolo 376528 "SPESE PER
   PUBBLICA           INIZIATIVE DI CARATTERE
   ISTRUZIONE         CULTURALE, ARTISTICO E
                     SCIENTIFICO  DI PARTICOLARE
                     RILEVANZA"
   BENI         9.3.2  CAP.776016 SPESA PER LA              800    0      0
   CULTURALI,   .6.3   TUTELA, LA CUSTODIA, LA
   AMBIENTALI E       MANUTENZIONE ED IL RESTAURO,
   PUBBLICA           ETC.
   ISTRUZIONE
   BENI         9.4.1  CAPITOLO 381702: SOMMA                 -    -      -
   CULTURALI,   .1.3   DESTINATA ALL' EROGAZIONE          23.0 23.00 23.000
   AMBIENTALI E       DELL'ASSEGNO UNA TANTUM DA           00    0
   PUBBLICA           DESTINARE IN FAVORE DELLE
   ISTRUZIONE         FAMIGLIE E DI ALTRI SOGGETTI
                     CHE VERSANO IN CONDIZIONI DI
                     DISAGIO ECONOMICO.

                                 SANITA'
  AMMINISTRAZI  UPB            CAPITOLO                2007 2008  2009
      ONE
  ASS.TO       10.2. CAPITOLO 412016: RIMBORSO ALLE       1.38
  SANITA'      1.1.1 AZIENDE SANITARIE ED                   6
                   OSPEDALIERE PER IL PERSONALE
                   COMANDATO AI SENSI
                   DELL'ARTICOLO 1, COMMA 10,
                   DELLA LEGGE REGIONALE 5
                   NOVEMBRE 2004, N. 15.
                   ART. 1 Trattamento da
                   corrispondere al personale
                   dirigenziale         (1.084)
                   ART. 2 Trattamento da
                   corrispondere al personale del
                   comparto             (   302)

                                TERRITORIO
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   TERRITORIO   11.2.1.  CAPITOLO 442005: SPESE PER          -5   -5     -5
   ED AMBIENTE  1.1      IL TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
                       RISULTATO AL PERSONALE CON
                       QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   TERRITORIO   11.2.1.  CAITOLO 442008: SPESE PER LA        -9   -9     -9
   ED AMBIENTE  1.1      PARTE VARIABILE DELLA
                       RETRIBUZIONE DI POSIZIONE
                       DEL PERSONALE CON QUALIFICA
                       DIRIGENZIALE.

                                  TURISMO
   AMMINISTRAZI  UPB             CAPITOLO               2007 2008   2009
       ONE
   TURISMO,     12.2.1  CAP.472006: SPESE PER IL               13   13 13
   COMUNICAZION .1.1    TRATTAMENTO ACCESSORIO DI
   I E                 RISULTATO AL PERSONALE IN
   TRASPORTI           SERVIZIO CON QUALIFICA
                      DIRIGENZIALE.
   TURISMO,     12.2.1  CAPITOLO 472008: SPESE PER LA          28   28 28
   COMUNICAZION .1.1    PARTE VARIABILE DELLA
   I E                 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
   TRASPORTI           PERSONALE CON QUALIFICA
                      DIRIGENZIALE.
   TURISMO,     12.2.1  CAPITOLO 472513: SPESE                104
   COMUNICAZION .1.2    URGENTI ED INDIFFERIBILI PER
   I E                 LA SICUREZA SUI LUOGHI DI
   TRASPORTI           LAVORO
   TURISMO,     12.2.1  CAP. 472515: SPESE PER LA             670    0  0
   COMUNICAZION .3.3    STIPULA DI CONVENZIONI CON LE
   I E                 SOCIETA' SPORTIVE SICILIANE,
   TRASPORTI           ECC.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480001: STIPENDI ED  SOPP   -385 -385  -
               .1.1    ALTRI ASSEGNI FISSI AL        R.               385
                      PERSONALE. (SPESE
                      OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480002: ONERI        SOPP   -153 -153  -
               .1.1    SOCIALI A CARICO              R.               153
                      DELL'AMMINISTRAZIONE
                      REGIONALE. (SPESE
                      OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480004: SPESE PER IL SOPP    -29  -29 -29
               .1.1    TRATTAMENTO ACCESSORIO DI     R.
                      RISULTATO AL PERSONALE CON
                      QUALIFICA DIRIGENZIALE.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480005: SPESE PER LA SOPP      0    0  0
               .1.1    PARTE VARIABILE DELLA         R.
                      RETRIBUZIONE DEL PERSONALE IN
                      SERVIZIO CON QUALIFICA
                      DIVERSA DA QUELLA
                      DIRIGENZIALE, DESTINATA AL
                      MIGLIORAMENTO DELL'EFFICACIA
                      E DELL'EFFICENZA DEI SERVIZI
                      ISTITUZIONALI (F.A.M.P.).
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480006: SPESE PER LA SOPP    -60  -60 -60
               .1.1    PARTE VARIABILE DELLA         R.
                      RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEL
                      PERSONALE CON QUALIFICA
                      DIRIGENZIALE.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480301: SPESE PER    SOPP      0    0  0
               .1.1    ACCERTAMENTI SANITARI. (SPESE R.
                      OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480302: SPESE PER    SOPP    -10  -10 -10
               .1.1    MISSIONI DEL PERSONALE.       R.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480303: SPESE PER    SOPP      0    0  0
               .1.1    LITI, ARBITRAGGI,             R.
                      RISARCIMENTI ED ACCESSORI,
                      NONCHE' PER L'ASSISTENZA
                      LEGALE AI DIPENDENTI ED AI
                      PUBBLICI AMMINISTRATORI.
                      (SPESE OBBLIGATORIE).
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480304: UTENZE,      SOPP    -19  -19 -19
               .1.1    SERVIZI AUSILIARI, SPESE DI   R.
                      PULIZIA.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480305: SPESE        SOPP     -1   -1 -1
               .1.1    POSTALI, TELEGRAFICHE E       R.
                      SERVIZIO TELEX. (SPESE
                      OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480306: ACQUISTO DI  SOPP     -1   -1 -1
               .1.1    LIBRI, RIVISTE E GIORNALI     R.
                      ANCHE SU SUPPORTO
                      INFORMATICO.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480307: SPESE DI     SOPP     -1   -1 -1
               .1.1    COPIA, STAMPA, CARTA BOLLATA, R.
                      REGISTRAZIONE E VARIE,
                      INERENTI AI CONTRATTI. (SPESE
                      OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480308: SPESE PER    SOPP     -2   -2 -2
               .1.1    L'ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO R.
                      PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI
                      UFFICI.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480309: SPESE        SOPP     -5   -5 -5
               .1.1    URGENTI ED INDIFFERIBILI PER  R.
                      IL RIPRISTINO DI CONDIZIONI
                      DI IGIENE E SICUREZZA, ECC.
                      (SPESE OBBLIGATORIE).
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480310: MANUTENZIONI SOPP     -1   -1 -1
               .1.1    ORDINARIE E RIPARAZIONI.      R.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480311: INDENNITA'   SOPP     -7   -7 -7
               .1.1    DI MENSA                      R.
   TURISMO      12.4.1  CAPITOLO 480601: IMPOSTA      SOPP    -41  -41 -41
               .1.1    REGIONALE SULLE ATTIVITA'     R.
                      PRODUTTIVE (I.R.A.P.) DA
                      VERSARE AI SENSI DEL COMMA 2,
                      DELL'ARTICOLO 16 DEL DECRETO
                      LEGISLATIVO 15 DICEMBRE 1997,
                      N. 446. (SPESE OBBLIGATORIE)
   TURISMO      12.4.2  CAPITOLO 880001:SPESE PER     SOPP     -2   -2 -2
               .6.1    L'ACQUISTO DI MOBILI, ARREDI, R.
                      MACCHINE ED ATTREZZATURE.

                                 BILANCIO
   AMMINISTRAZI   UPB            CAPITOLO                 2007 2008 200
       ONE                                                           9
   BILANCIO E   4.2.1  CAPITOLO 212030: FONDO PER LE        5.000    0  0
   FINANZE      .5.3   SPESE RELATIVE AL PERSONALE
                     DELLE SOPPRESSE AZIENDE
                     AUTONOME PROVINCIALI PER
                     L'INCREMENTO TURISTICO.
   BILANCIO E   4.2.2  CAPITOLO 613941: SOMME DA                - 30.50  0
   FINANZE      .6.2   TRASFERIRE ALL'AZIENDA              4.500    0
                     FORESTE DEMANIALI PER LA
                     REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA
                     TRIENNALE DI INTERVENTI
                     IDRAULICO-FORESTALI E PER IL
                     PIANO DI ACQUISIZIONE DEI
                     TERRENI.
   BILANCIO E   4.2.2  CAPITOLO 613905: FONDO PER LA        35.04 1.556 1.0
   FINANZE      .8.1   RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI              2      27
                     PASSIVI DELLE SPESE IN CONTO
                     CAPITALE, ELIMINATI NEGLI
                     ESERCIZI PRECEDENTI PER
                     PERENZIONE AMMINISTRATIVA, E
                     PER LA UTILIZZAZIONE DELLE
                     ECONOMIE DI SPESA DERIVANTI
                     DA STANZIAMENTI CON VINCOLO
                     DI SPEC
   BILANCIO E   4.2.2  CAPITOLO 613928: FONDO PER               0 60.00 60.
   FINANZE      .8.99  IL FINANZIAMENTO DI                          0 000
                     INVESTIMENTI FINALIZZATI
                     ALL'AUMENTO DEL RAPPORTO TRA
                     PRODOTTO INTERNO LORDO
                     REGIONALE E PRODOTTO INTERNO
                     LORDO NAZIONALE.
   BILANCIO E   4.2.3  CAPITOLO 900013: QUOTA               4.329 9.758 10.
   FINANZE      .9.1   CAPITALE DI AMMORTAMENTO                       639
                     RELATIVE ALLE OPERAZIONI
                     FINANZIARIE DI
                     ATTUALIZZAZIONE A FRONTE DEI
                     CONTRIBUTI DOVUTI DALLO STATO
                     EX ARTICOLO 38 DELLO STATUTO
                     DELLA REGIONE.

   Non   sorgendo   osservazioni,  si   procede   all'esame   degli
  emendamenti presentati.

   Si  passa  alla  UPB  1.1.1.1.2 e, in particolare,  al  capitolo
  100309.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento Gov  2.12,   a
  firma dell'onorevole Cracolici:
   <<UPB 1.1.1.1.2   - 100.000    CAPITOLO 100309>>.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

       CIMINO,   Presidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

      PRESIDENTE.  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento del Governo.
   Il parere della Commissione?

        CIMINO,   Presidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole a maggioranza.

      PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla  UPB  1.1.1.1.2 e, in particolare,  al  capitolo
   10317.
   Il  Governo,  nell'emendamento Gov 2, ha  proposto  la  seguente
   modifica:
   «Amministrazione Presidenza - UPB 1.1.1.1.2,
    cap. 100317 -   2007                   800.000
              2008---
  2009---».

   Comunico, inoltre, che è stato presentato il subemendamento  Gov
  2.11, a firma dell'onorevole Cracolici:
   <<UPB 1.1.1.1.2   - 800.000   CAP.100317>>.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intendo
  ricordare   che   questo  subemendamento   del   Governo   porta,
  complessivamente, a due milioni di euro le spese previste per  la
  pubblicazione  e la pubblicizzazione degli argomenti  riguardanti
  la Regione siciliana.
   Credo che questo potrebbe anche non costituire uno scandalo,  ma
  mi   sembra  assolutamente  inopportuno  pensare  che,  oggi,  ci
  possiamo permettere di aggiungere 800 mila euro per portare a due
  milioni di euro la somma destinata a questa spesa, quando  ci  si
  trova  in una condizione drammatica di carenza di fondi e in  una
  situazione  disastrosa di cassa del nostro  bilancio,  tanto  più
  che,  con   successivi  emendamenti che presenteremo  alla  legge
  finanziaria,  andremo a sanare situazioni  in  cui  i  lavoratori
  rischiano  di  non potere proseguire la loro attività  per  poche
  decine di migliaia di euro.
   La   spesa,   inoltre,   riguarda  la  pubblicizzazione   e   la
  pubblicazione di argomenti riguardanti la Regione siciliana, cioè
  libri  che servono a farsi gli amici e che, poi, vengono  riposti
  nel cassetto o in qualche sottoscala.
   Ritengo  che,  una  volta tanto, potremmo dire  no  e  contenere
  questo  spreco, proprio per una forma di rispetto  nei  confronti
  dei  siciliani  che  sono  qui e che ci  ascoltano  e  dei  tanti
  soggetti  che, da fuori, sperano che possiamo veramente imboccare
  una strada dignitosa.
   Chiedo,  pertanto, che sia votato il subemendamento  soppressivo
  proposto a quello del Governo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.11.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

        (Gli   onorevoli  Barbagallo,  Calanna,   Cristaldi,   De
      Benedictis,  Falzone, Gucciardi, Ortisi, Panarello,  Tumino
      si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.11
   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento 2.11.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Partecipano  alla  votazione:  Antinoro,  Apprendi,   Ardizzone,
  Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
  Calanna,  Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,  Cimino,  Cintola,
  Confalone,  Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,  Culicchia,
  Currenti,  D'Asero,  De  Benedictis, De Luca,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Fagone, Falzone,  Formica,  Galvagno,
  Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna,  Leanza
  Edoardo,  Leanza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
  Maira,  Mancuso, Misuraca, Oddo Camillo, Panarello, Parlavecchio,
  Pogliese,   Ragusa,   Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,   Ruggirello,
  Sansarello,  Savarino,  Scoma,  Stancanelli,  Termine,   Terrana,
  Tumino, Vicari, Zangara, Zappulla.

   E' in congedo: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            70
   Votanti             69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          30
   Contrari            39
   Astenuti              0

                         (Non è  approvato)


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la proposta di modifica  di  cui
  all'emendamento del Governo. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  La  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Si  passa  alla  UPB  1.1.1.5.2 e, in particolare,  al  capitolo
  100303.
   Il  Governo  ha presentato la seguente proposta di modifica,  di
  cui all'emendamento Gov 2:
   <<UPB 1.1.1.5.2    CAPITOLO 1003030  + 16.000>>.

   Comunico  che  allo stesso è stato presentato il  subemendamento
  Gov 2.10, a firma dell'onorevole Cracolici:
   <<UPB 1.1.1.5.2   CAP. 100303   -16.000>>.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa  al  subemendamento  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di  maggiornza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla UPB 1.1.1.5.2 e, in particolare, al capitolo
  100306.
   Comunico che è stata presentata, dal Governo, la proposta di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2:
   <<UPB 1.1.1.5.2  CAP. 100306     +1.500.000>>.
   Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento  Gov
  2.9, a firma dell'onorevole Cracolici:
   <<UPB 1.1.1.5.2   CAP 100306    -1.500.000>>.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per fare rilevare un'anomalia sul capitolo 100306, riguardante le
  spese di rappresentanza del Presidente della Regione.
   Il  bilancio  presenta  una serie di tagli  -  in  alcuni  casi,
  effettuati  in  maniera assolutamente burocratica  e  senza  fare
  alcun  discernimento - ma, soltanto su questo capitolo,  rispetto
  all'anno 2006, viene aumentata la previsione di spesa.
   In   Sicilia,  quindi,  devono  risparmiare  tutti,  tranne   il
  Presidente   della  Regione,  onorevole  Cuffaro.  La  previsione
  finale,  infatti,  con  questo aumento  di 1.500.000  euro,  alla
  fine,  porta il  capitolo ad una somma complessiva di   5.500.000
  di  euro, cioè oltre 11 miliardi delle vecchie lire per le  spese
  di rappresentanza del Presidente della Regione.
   Credo che a tutto debba esserci un limite.
   Mi  chiedo  come può non essere d'esempio chi chiede agli  altri
  di  fare  sacrifici, piuttosto che far crescere la spesa rispetto
  all'anno precedente.
   Mi  chiedo,  inoltre,  se quest'Aula  può  consentire,   in   un
  bilancio  che  chiamerà molti dei siciliani a lacrime  e  sangue,
  un'attività di questa Regione non sottoposta ad alcun  regime  di
  controllo dove si può spendere quello che si vuole e mi riferisco
  alle spese di rappresentanza del Presidente della Regione.
   Ritengo,   come   atto  di  buon  senso,  adottare   la   stessa
  percentuale  di tagli degli altri capitoli su quelli relativi  al
  Presidente  della  Regione.   Non  vi  possono  essere  figli   e
  figliastri.
   Da  questo  punto  di vista, credo che debba  essere  lo  stesso
  Presidente  della Regione a compiete un tale gesto  verso  questo
  Parlamento,  chiedendo che questo emendamento, da lui presentato,
  possa  essere ritirato per utilizzare  quel milione  e  mezzo  di
  euro per finalità più utili alla Sicilia e non al suo Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento Gov 2.9?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

        (Gli onorevoli Apprendi, Aulicino, Calanna, Cantafia,  Di
      Benedetto, Galvagno, Oddo, Ortisi, Panarello  si  associano
      alla richiesta)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento  Gov 2.9

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento Gov 2.9.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Partecipano  alla  votazione:  Antinoro,  Apprendi,   Ardizzone,
  Aulicino,  Ballistreri,  Barbagallo, Basile,  Beninati,  Calanna,
  Cantafia,   Cappadona,  Caputo,  Cimino,  Cracolici,   Cristaldi,
  Cristaudo,  Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Falzone,  Formica, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto,  La  Manna, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini,   Lombardo,  Lo  Porto,  Maira,  Mancuso,   Maniscalco,
  Manzullo,   Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Oddo   Salvatore
  Antonino,  Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,  Pogliese,
  Ragusa,   Regina,  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,   Sansarello,
  Savarino,  Savona, Scoma, Stancanelli, Terrana,  Tumino,  Turano,
  Vicari, Zangara, Zappulla.

   E' in congedo: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            72
   Votanti             71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          32
   Contrari            39
   Astenuti              0

                         (Non è  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.   Si  passa  alla  proposta  di  modifica   di   cui
  all'emendamento del Governo.
   Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  La  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Si  passa  alla  UPB  1.1.1.5.2 e, in particolare,  al  capitolo
  100310.
   Comunico  che  è stato presentato, dal Governo, la  proposta  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2:
   <<UPB 1.1.1.5.2   CAPITOLO 100310   +215.000>>.
   Comunico,  altresì',  che è stato presentato  il  subemendamento
  Gov 2.8, a firma dell'onorevole Cracolici:
   <<UPB 1.1.1.5.2    CAP. 100310    -215.000>>.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione   la  proposta   di   modifica   di   cui
  all'emendamento del Governo.
   Il parere della Commissione?

   CIMINO,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Si passa alla UPB 1.2.1.1.2 e, in particolare, al capitolo
  102302.
   E' stata  presentata, dal Governo, la seguente proposta di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2:
   «Amministrazione Presidenza - UPB 1.2.1.1.2,
    cap. 102302 -   2007              30
              2008---
  2009---».

   Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, il
  subemendamento Gov 2.5:
   «Amministrazione Presidenza - UPB 1.2.1.1.2,
    cap. 102302 -   2007              20
              2008---
  2009---».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   CUFFARO, Presidente della Regione. Dichiaro di ritirare
  l'emendamento del Governo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    CUFFARO   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   se
  l'emendamento del Governo è uno, perché si procede alla votazione
  per parti separate?

    PRESIDENTE     Onorevole   Presidente,    a    seguito    della
  presentazione  di  subemendamenti, la votazione  dell'emendamento
  governativo deve avvenire per parti separate.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Non devo chiedere  nulla  di
  più;  quest'Aula  deve applicare rigidamente il  Regolamento.  Il
  Governo  ha  presentato un emendamento che si  dovrà  votare  per
  intero.  Se  ci  sono dei subemendamenti saranno posti  tutti  in
  votazione.  Ma  non  è  corretto  che  lei  ponga  in   votazione
  l'emendamento del Governo per parti separate. Non è corretto.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  comprendo
  che   il  Presidente  abbia  vergogna  dell'emendamento  da   lui
  presentato  e, quindi, mostri  un po' di imbarazzo  a  discuterlo
  nei dettagli e per parti separate.
   Vorrei    che   la   Presidenza  dell'Assemblea  informasse   il
  Presidente della Regione  che, relativamente all'emendamento  Gov
  2,   nel   quale  vengono  modificati  tanti  capitoli,  esistono
  subemendamenti,  a mia firma, corrispondenti ai capitoli  che  si
  vorrebbero modificare con  questo emendamento.
   Il  fatto che si proceda all'esame e alla votazione dei  singoli
  emendamenti,  pertanto,  è obbligatorio,  visto  che  sono  stati
  presentati i corrispondenti  subemendamenti.
   Invito,   dunque,   il   Presidente   a   restare    tranquillo:
  discuteremo su tutti i punti affrontati dall'emendamento Gov 2 e,
  soprattutto,   faremo conoscere all'opinione  pubblica  il  fatto
  che,  in  tempi di magra, il Presidente della Regione  aumenta  i
  fondi per i suoi assessorati.

    CUFFARO   Presidente della Regione. Signor Presidente,  reitero
  la mia richiesta.

    PRESIDENTE    Onorevole  Presidente,   per   ogni   emendamento
  presentato dal Governo, è stato presentato un subemendamento

    CUFFARO  Presidente della Regione. Signor Presidente,  contesto
  la   soluzione  adottata  nella  votazione  dell'emendamento  del
  Governo.

    PRESIDENTE     Onorevole   Presidente,   stiamo    votando    i
  subemendamenti dell'opposizione.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Signor Presidente, lei  pone
  in votazione parti dell'emendamento Gov 2.

    PRESIDENTE   Onorevole Presidente, per ogni unità previsionale,
  esiste   un   subemendamento.   Se   pongo   in   votazione    il
  subemendamento,    la   sua   mancata   approvazione     conferma
  l'emendamento del Governo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  naturalmente,  non  è mio né nostro compito  venire  in  soccorso
  della  Presidenza  che,  a  nostro  avviso,  si  sta  comportando
  applicando   il   Regolamento   interno   dell'Assemblea.   Colgo
  l'occasione   però   per  chiedere  al  Presidente   Cuffaro   di
  rasserenarsi.  Ciò  che  stiamo facendo,  infatti,  è  totalmente
  aderente al Regolamento.
   Se  l'onorevole Cuffaro conosce un articolo del Regolamento  che
  impone  di  accorpare i subemendamenti in un'unica votazione,  lo
  citi; diversamente, ammetta che è nervoso per ben  altre ragioni.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CUFFARO    Presidente   della  Regione.    Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  non c'è nessun nervosismo.  Vorrei  fornire
  soltanto una spiegazione all'onorevole Cracolici che ha sollevato
  qualche dubbio sulla linea di condotta del Governo.
   Onorevole  Cracolici,  se si rinviene un  aumento  di  spesa  in
  ciascuna  parte  di questo emendamento, sono pronto  a   ritirare
  l'intero articolato dell'emendamento.
   Se  così  non fosse però lei dovrebbe avere la bontà di chiedere
  scusa  per  le  cose  che ha detto, dato che   il  Governo  e  il
  Presidente  della Regione non hanno  aumentato di  un  solo  euro
  questi capitoli.
   Si  tratta di un emendamento che riscrive e, per questa ragione,
  sto  continuando a spiegare al Presidente dell'Assemblea che  non
  possiamo  votare  questo emendamento per parti separate.  Non  si
  tratta   di   un   emendamento   aggiuntivo   ma   che   riscrive
  complessivamente. In quei capitoli, era stato  previsto   800'  e
  abbiamo riscritto  800', non  + 800'.
   Si  tratta della riscrittura di una parte del bilancio, ritirata
  in  Commissione  Bilancio e  ripresentata in Aula.  E'  un  unico
  emendamento del Governo.
   Signor  Presidente,  la prego di porre in votazione  i  trecento
  subemendamenti ma di non far votare l'emendamento del Governo per
  parti  separate.  Lo  stesso,  infatti,  potrà  essere  messo  in
  votazione dopo che avremo bocciato tutti i subemendamenti.
   Diversamente,   se   qualche  subemendamento   sarà   approvato,
  l'emendamento del Governo sarà, di conseguenza, modificato.
   Ciò è previsto dal Regolamento interno dell'Assemblea.
   In  questo emendamento, non c'è un euro in più ma ve ne sono  in
  meno  rispetto a quanto il Presidente della Regione ha avuto  per
  il 2006.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  precisare,   a   seguito   di  quanto  affermato   dall'onorevole
  Presidente  Cuffaro, che gli interventi in tabella riguardano  le
  singole  Unità  previsionali di base. Se, poi,  tecnicamente,  il
  Governo   vuole  presentare  un  emendamento  in   cui   modifica
  l'appostazione  di più unità previsionali di base,  è  tutt'altra
  cosa.  Quanto  affermato dall'onorevole Cracolici è  sancito  dai
  numeri.
   Vi  dico  subito  che  l'Unità previsionale di  base  1.1.1.5.2,
  votata qualche minuto fa, presentava, nel bilancio di previsione,
  la spesa di 5 milioni e 500 mila euro.
   Nel  bilancio  presentato  in Aula  questa  era  prevista  nella
  misura di 4 milioni e 50 mila euro; vi è stata aggiunta la  somma
  di  1  milione  e  500 mila euro che porta, complessivamente,  la
  spesa  a  5  milioni e 550 mila euro -  più di quanto  era  stato
  destinato, l'anno scorso, per spese di rappresentanza -, oltre 11
  miliardi di cui il Presidente Cuffaro ritiene di non poter fare a
  meno.
   Questa ne è la dimostrazione.
   Votandolo  in  blocco, forse, non ci saremmo  accorti  di  tutto
  ciò.
   Mi  dispiace, onorevole Presidente, ma vogliamo che queste  cose
  si sappiano una per una.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  parte  le
  considerazioni   di  merito  qui  riproposte  dall'onorevole   De
  Benedictis,  che mi sembrano ineccepibili, credo che questo  modo
  di  procedere sia singolare, in rapporto alla possibilità che  il
  Parlamento  ed i singoli parlamentari diano un voto  consapevole,
  così come prevede la nostra funzione.
   Il  Presidente Cuffaro dovrebbe spiegare come mai ha  presentato
  un  testo - immagino meditato - alle Commissioni  di merito ed al
  Parlamento  e,  in  un breve arco di tempo - dalla  presentazione
  alla  discussione  -,  abbia presentato, successivamente,  questi
  emendamenti che definisce di riscrittura.
   Basterebbe   spiegarli   e  credo  che  avere   sottratto   alla
  Commissione   Bilancio  e  finanze  che,  nella   sua   funzione,
  rappresenta  tutto il Parlamento, la possibilità di discutere  le
  ragioni  della  riscrittura, obblighino, comunque, il  Presidente
  della  Regione ad illustrare  al Parlamento le ragioni di  questa
  riscrittura, piuttosto che sollecitare un voto al buio,  come  si
  sta tentando di fare in questo momento.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rendo
  conto  che  la presentazione, in Aula, di bilancio e finanziaria,
  costituisca  il  momento politico più alto e, quindi,  una  certa
  tensione esista; occorre però anche una certa elasticità  che  la
  Presidenza  sta applicando correttamente ma - mi si  permetta  di
  dire - eccessivamente legata alla possibilità di dialogare.
   Non  credo  che  questa seduta possa essere  trasformata  in  un
  chiacchiericcio continuo di chi sale e di chi scende dagli Uffici
  della  Presidenza perché, altrimenti,  vengono a  mancare  alcune
  regole.
   La   questione  che  si  è  presentata,  signor  Presidente,  si
  presenterà  anche successivamente ed  è chiaro che si  tratta  di
  un  problema procedurale.
   Personalmente,   credo   sia  molto  più   semplice   votare   i
  subemendamenti.  Il  mantenimento di parti di  un  emendamento  è
  un'interpretazione che può portare a momenti esasperanti.
   Per  assurdo,   onorevole Presidente, applicando questa  regola,
  potrebbe  accadere che il Governo,  nell'accettare  una  proposta
  che viene dall'opposizione, presenti, esso stesso, un emendamento
  ad  una  parte di un suo emendamento. A questo punto,  mi  chiedo
  cosa   dovrebbe  fare  la  Presidenza:  porre  in  votazione   il
  mantenimento della parte che si vuole sopprimere con la richiesta
  di soppressione dello stesso proponente?
   E'  il caso di procedere nel rispetto delle regole. Va votato il
  mantenimento  quando c'è la soppressione totale   e  va,  invece,
  votato  il subemendamento  per semplicità dei lavori. Non  voglio
  dire che sia scorretto quanto da lei fatto - lungi da me pensarlo
  - e non voglio neppure  aprire questioni con la Presidenza. Credo
  però  che,  anche per un migliore coordinamento dei  lavori,   si
  debba procedere in questo modo.
   Questo è il mio pensiero.
   Al  tempo stesso, signor  Presidente, mi permetta di dire che le
  regole  sono  necessarie. Chi chiede di parlare,  lo  faccia  per
  illustrare  l'emendamento perché ne è  firmatario   o  chieda  di
  intervenire  per esprimere il proprio voto;  diversamente, non si
  andrà avanti e non si combinerà nulla.
   Dico  ciò  nel  pieno rispetto delle regole parlamentari,  anche
  per  dare a tutti noi la possibilità di seguire perché, in questo
  modo, si riesce a seguire l'andamento dei lavori.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   siamo
  tempestati  di  emendamenti. Ho  notato che molti  di  essi  sono
  improponibili,  in  quanto non compensati e per,  questo  motivo,
  invito la Presidenza ad attenzionarli;  anche se ciò può sembrare
  pleonastico,  mi permetto di farlo.
   Sono  stati presentati una  serie di emendamenti ostruzionistici
  -   la  maggior  parte - e di altri non ne conosco il  contenuto,
  dato  che stanno arrivando come gli ufo; gran parte degli  stessi
  sono da dichiarare improponibili:
   Credo   che   le  stesse  regole  applicate,  in  modo   ferreo,
  all'interno  della  Commissione Bilancio  valgano  e,  a  maggior
  ragione,  in  quest'Aula.  O  si procede,  dunque,  ad  selezione
  preventiva  o si dichiarano  improponibili, in base  alle  regole
  elementari della compensazione; diversamente, credo che  si  stia
  avviando  un  gioco all'emendamento selvaggio  che  non  giova  a
  questa  Assemblea  e  che  ci distoglie dagli  obiettivi  che  ci
  accingiamo a raggiungere.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   condiviso
  pienamente le affermazioni dell'onorevole De Luca, tanto  è  vero
  che  mi  ritrovo, negli ultimi dieci secondi, due  emendamenti  a
  firma dell'Assessore Lo Porto, non compensati:  lavoro + 1.500  e
   + 400 .
   Ricordo  a  voi  tutti  che,  quando  stamattina  chiedevamo  di
  discutere,   carte  alle  mani,   di  finanziaria   e   bilancio,
  esprimevamo una perplessità. Chi di voi, infatti, soprattutto chi
  si   trova  ad  essere  alla  prima  legislatura,   non  si   sta
  confondendo  con  tutto ciò  che gli piove addosso  e  mentre  si
  discute di altro?
   Non fosse altro perché viene distratto.
   Concordo  con l'onorevole De Luca, anche in ordine  al  discorso
  preventivo  dell'inammissibilità,  valido, anche  e  soprattutto,
  per   i  nostri  subemendamenti.  Su  questo,  dobbiamo  metterci
  d'accordo.  Come  ho detto stamattina, non so  neppure  di  quale
  finanziaria  parleremo  e queste sono le avvisaglie  dell'assalto
  selvaggio notturno, nel quale  nessuno comprenderà nulla.
   Vorrei  dire, inoltre, al Presidente della Regione  che  dovremo
  essere tutti perdonati se, in certi momenti, non comprenderemo se
  si  tratta di emendamenti, di subemendamento o  di procedure. Non
  si può lavorare in queste condizioni. Negli ultimi dodici minuti,
  siamo   stati  subissati   -  fra  emendamenti  del   Governo   e
  subemendamenti - da almeno un centinaio di foglietti.

   LO  PORTO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Non  del
  Governo. Il  Governo ne ha aggiunti soltanto due.

   ORTISI. Sì, ha ragione, assessore Lo Porto. Non c'è dubbio  però
  che, da qui a poco, saremo subissati in fieri dalla proiezione di
  tutti  i  subemendamenti quando, invece, chiedevamo che prima  si
  dichiarasse   l'ammissibilità  o  l'inammissibilità   degli   841
  emendamenti  presentati,  in maniera tale   che  ognuno  di  noi,
  avendo  un  quadro  complessivo, esprimesse compiutamente  -  nei
  singoli   emendamenti,  nei   subemendamenti  o,  come   discorso
  generale -, il proprio giudizio di deputato e di Gruppo.
    Ma di cosa stiamo parlando?
   Il  disegno  di  legge del bilancio e, poi,  della  finanziaria,
  infatti, è  in fieri, ancora adesso. Un Governo, inoltre, che  si
  riduce,  in fieri, in progress, a modificare quello che lo stesso
  Governo ha presentato, quale garanzia di progettualità può dare?
   Siamo alla estemporaneità
   Lo  ripeto,  siamo,    a   volte,  alla  schizofrenia  politica,
  naturalmente, e di indirizzo.
   Ciascuno  di   noi, come può giudicare, in ordine  ai  foglietti
  che vengono presentati?
   Signor  Presidente, le chiedo -  perché qui accursat allungat  e
  allungat  accursat  -,  innanzitutto, di consegnarci,  in  copia,
  tutti gli emendamenti e subemendamenti dichiarati ammissibili  e,
  poi, di cominciare a lavorare.
   Se,  ogni volta che si deve votare qualcosa,  chiediamo  che  la
  votazione avvenga per scrutinio segreto, non arriviamo neanche ad
  approvare  il bilancio. Non adottiamo il sistema del muro  contro
  muro  perchè  non serve a nessuno, nè ai deputati che lavoreranno
  di  notte nè a chiunque altro si trovi nel Palazzo. E' una  forma
  di massacro stupida, masochista  per tutti.
   Diversamente,  preannuncio che costringerò  i  miei  colleghi  -
  anche  malvolentieri  -,  sin   dal  prossimo  subemendamento,  a
  chiedere, ogni volta, il voto segreto.
   Consideri  e  calcoli  che,  per  841  emendamenti,  sono  stati
  stampati   84.100  fogli e,  se con scrutinio segreto,  per  ogni
  subemendamento, calcoli quanti minuti saranno necessari.

   CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi  se esiste  qualche emendamento del Governo che  si  era
  voluto offrire all'Aula nella generosità che, evidentemente,  non
  può  esserci, visto che mancano le risorse, tutti gli emendamenti
  non  a  firma  del  Governo, nell'emendamento  generale,  vengono
  ritirati.
   L'emendamento  relativo  alla Rubrica  Lavoro   verrà  ritirato,
  come tutti gli altri.
   Per  quanto  riguarda, invece, la mia rubrica  - vorrei  dare  i
  dati  ufficiali  e  confermo quanto  da  me  affermato  prima  -,
  ancorché   l'onorevole  De  Benedictis dica  cose  diverse,  che,
  purtroppo per lui, non sono vere,  rispondo soltanto su tre delle
  rubriche attenzionate che sono poi le più importanti.
   Sulla  rubrica appena votata che si riferiva al capitolo  100317
   Spese  per  la pubblicizzazione e la pubblicazione di  argomenti
  riguardanti  la  Regione siciliana , ricordo che, l'anno  scorso,
  la  Presidenza  della Regione aveva 2 milioni e  400  mila  euro;
  quest'anno, risultano appostati, complessivamente, 2  milioni  di
  euro.  Si  passa,  infatti, da 2 milioni e  400  mila  euro  a  2
  milioni  di euro. Si diminuisce il capitolo; non mi pare  che  si
  aumenti.
   Per  quanto  riguarda le spese di rappresentanza,  rimane  tutto
  immutato.
   Voglio  citare  un   altro grosso capitolo, il  104538,  in  cui
  vengono appostati 900 mila euro, mentre, l'anno scorso, lo stesso
  capitolo conteneva un milione e 600 mila euro.
   Non  voglio  stilare  un elenco completo ma chiedo  all'Aula  di
  consentirmi  di  riferire  il totale  che,  come  ben  sanno  gli
  onorevoli  Cracolici  e  De  Benedictis,  costituisce  la   somma
  algebrica, nel senso che non é possibile che la somma possa  dare
  un numero diverso se fatta correttamente.
   L'anno   scorso,   nelle  sue  rubriche,  la  Presidenza   aveva
  destinato,   complessivamente,  15   milioni   223   mila   euro.
  Quest'anno,  nonostante  la  svalutazione  dell'euro,  dovuta  al
  Governo  Prodi,  vengono destinati 11 milioni e  411  mila  euro,
  quindi, 4 milioni di euro in meno.
   Dico  ciò  perché  lo sappiano i parlamentari  che  lo  potranno
  utilizzare, un milione e 100 mila euro serviranno, a  partire  da
  quest'anno, ad avere un  centralone' della Regione che funzionerà
  24  ore  su  24. Mi riferisco alla rubrica che contiene  l'U.P.B.
  1.3.1.1.1, capitolo 1004004. L'abbiamo istituita per la  comodità
  di tutti; si tratta di una rubrica che funzionerà 24 ore su 24.
   Come vede, onorevole Cracolici, ribadisco che, se é previsto  un
  euro in più, ritiro l'emendamento; se sono previsti 4 milioni  di
  euro  in meno, sarete voi e l'onorevole De Benedictis a scegliere
  come procedere.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI . Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, prendo atto  che  il  Presidente
  della  Regione  ha  chiesto  di parlare  mentre  ero  io  che  mi
  accingevo a farlo.

    PRESIDENTE   Il  Presidente  della  Regione  aveva  chiesto  la
  parola  prima di lei, onorevole Cracolici.

    CRACOLICI    Il  Presidente  della  Regione  parla  sempre  per
  ultimo.  Mi  sembra  che  la precisazione  abbia  sconfessato  la
  dichiarazione  perentoria fatta qualche minuto  fa  -  quando  il
  Presidente della Regione, si è mostrato innervosito per il  fatto
  che  lo  abbiamo  beccato con le mani dentro il  barattolo  della
  marmellata  -  volendomi riferire simpaticamente  alle  spese  di
  rappresentanza.
   Onorevole  Cuffaro, accetto la sfida che mi ha  lanciato  quando
  ha affermato che, qualora avessi trovato  un solo capitolo -  tra
  quelli   relativi alla dotazione del  Presidente della Regione  -
  con un euro in più rispetto all'anno precedente, avrebbe ritirato
  l'intero emendamento.
   Le  posso assicurare che è stato approvato un capitolo di  spesa
  con   una   maggiorazione  di  50  mila  euro  rispetto  all'anno
  precedente.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,   abbiamo  ridotto  i  costi
  delle Presidenza della Regione di  4 milioni di euro.

    CRACOLICI  Lei ha cambiato versione adesso perché,  come  vede,
  le  sue  versioni dipendono dal consulto che lei ha fatto  con  i
  suoi Uffici che le avevano fornito  una notizia imprecisa; lei  é
  stato  costretto, quindi, a fare una precisazione. La  sfida  che
  aveva  lanciato  non poteva che avere un esito e, proprio  perché
  aveva  lanciato  una  sfida al Parlamento, la  invito  ad  essere
  coerente e di parola.
   Lei  ha  dichiarato che, se fosse aumentato di un solo  euro  la
  dotazione  finanziaria  della Presidenza della  Regione,  avrebbe
  ritirato  l'intero emendamento. Lo ritiri, dunque, perché   da  5
  milioni  e  mezzo di euro, dell'anno precedente,  per   spese  di
  rappresentanza relative al suo Ufficio,  col voto d'Aula ha fatto
  approvare   un capitolo che lo porta a 5.550.000 euro; si  parla,
  quindi, di cinquantamila euro di incremento.
   Lei  ha  aperto una sfida, onorevole Presidente della Regione  e
  l'Aula potrà giudicare su chi dice la verità e chi le bugie.
   La  invito ad essere coerente. Sarebbe un bel gesto che, per  il
  rispetto    della    sfida   lanciata,   lei    ritirasse    quel
  maxiemendamento, per consentire di approvare il bilancio nel giro
  di pochi minuti.
   Lei  sa  che  l'unico emendamento composto da  un  centinaio  di
  subemendamenti è il suo.
   L'opposizione   ha  presentato  solo  cinque   emendamenti;   il
  Governo, invece, cento.
   Questo  è  il  rapporto di forza con il quale ci si  misura  nel
  confronto in quest'Aula.
   Onorevole   Presidente  della  Regione,  se   vuole   accelerare
  l'approvazione del bilancio, ritiri il maxiemendamento.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  passati
  da un problema tecnico,   sollevato dal Presidente della Regione,
  direi  opportunamente, ad un attacco politico al Presidente della
  Regione,  senza  precedenti,  nel  momento  in  cui  si  è  fatto
  riferimento alla somma di 50 mila euro in più o in meno  e  si  è
  chiesto al Governo il ritiro del maxiemendamento di riordino  dei
  capitoli.
   Ritengo  che  si  sia  chiarito il  problema  tecnico  sollevato
  all'inizio  del  dibattito e invito, quindi,  il  Presidente  del
  Gruppo parlamentare dei DS, onorevole Cracolici, ad addivenire ad
  una  contrapposizione leale in Aula e, come affermato giustamente
  dagli onorevoli Ortisi e De Luca, ad evitare la presentazione  di
  emendamenti   che   non  possono  essere  accettati   dall'intera
  Assemblea per il proseguo dei lavori.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, preciso  che  il  Regolamento
  impone  che si voti rubrica per rubrica. L'emendamento Gov  2,  a
  firma  del Governo, si riferisce a tutte le rubriche. Sono  stati
  presentati dei subemendamenti alle singole Unità previsionali  di
  base e vi sono anche degli emendamenti presentati entro i termini
  -   entro   le  ore  12.00  di  ieri  -  che  dobbiamo  esaminare
  singolarmente.   E'  chiaro  che  si  inizi   con   l'esame   dei
  subemendamenti.
   Comunico  che  è  stato  presentato il subemendamento  2.2,    a
  firma della Commissione:

   <<UPB 1.2.1.5.2     CAPITOLO 102301       +     20;
       UPB 4.2.1.5.1     CAPITOLO  215702      -      20>> .

   CIMINO,  Presidente  della  Commissione  bilancio.  Dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
  -dall'onorevole Cracolici:

         subemendamento Gov 2.6:
    <<UPB 1.3.1.1.1   Cap.104004   -1.094>>;

         subemendamento Gov 2.7:
    <<UPB 1.3.1.1.2   Cap.104534   - 120.000>>;

    subemendamento Gov 2.16:
    <<UPB 7.2.1.3.1  Cap. 312522   + 1.500>>;

    subemendamento Gov 2.13:
    <<UPB  1.3.1.3.9.9  Cap. 104540    - 450.000>>;

    subemendamento Gov 2.15:
    <<UPB  1.3.2.7.1   Cap. 505901   - 600.000>>;

        subemendamento Gov 2.17:
        <<UPB  1.4.1.1.1   Cap. 108024    - 76.000>>;

        subemendamento Gov 2.18:
        <<UPB  1.4.1.1.1   Cap. 108031    - 30.000>>;

        subemendamento Gov 2.14:
        <<UPB  1.4.1.1.1   Cap. 108118    - 2.309.000>>;

  -dagli onorevoli Fleres, Cascio, Confalone, Cimino:

         subemendamento Gov 2.1:
   «Amministrazione Presidenza - UPB 1.3.1.3.99,
    cap. 104540 -   2007              ----
              2008450
  2009450».

   «Bilancio e Finanze - UPB 4.2.1.5.1,
    cap. 215701 -   2007                -----
              2008- 450
              2010- 450».

   Si passa al subemendamento  Gov 2.6.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CUFFARO    Presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, prendo atto che l'onorevole Cracolici - spero
  che lo faccia a titolo personale e non a nome del suo Gruppo -  è
  contrario alla istituzione di un centralino al servizio di  tutti
  i cittadini siciliani ventiquattro ore su ventiquattro.
   Questa   è   la   volontà  soppressiva  che   sta   manifestando
  l'onorevole Cracolici. Per quanto mi riguarda, signor Presidente,
  resto fermo nelle mie intenzioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente,  onorevole Presidente,  onorevoli
  colleghi,   se  questo  capitolo,  così  come  recita:   Speciale
  indennità  di  presenza  per il personale  degli  uffici  di  cui
  all'articolo  16,  comma  2 della legge  numero  10  del  2000  e
  successive  modifiche ed integrazioni  è relativo all'istituzione
  di   un  nuovo  servizio,  deve  fare  riferimento  a  spese  per
  investimento  e  non  a  spese correnti.  Vorrei  ricordare  che,
  trattandosi di spesa per il personale - tranne che il  Presidente
  della Regione non abbia, oltre al telefono, la sfera di cristallo
  -,  dalla  dizione che recita il capitolo, non si fa  riferimento
  all'istituzione di nuovi servizi ma si parla di indennità per  il
  personale di cui alla legge numero 10 del 2000.
   Potrei  sbagliarmi  ma potrebbe trattarsi, molto  probabilmente,
  di indennità relativa agli Uffici di Gabinetto della Presidenza e
  non  dell'istituzione  di un servizio non attinente.  Mi   chiedo
  come  si possa istituire un servizio con un capitolo che  non  lo
  prevede e come fa la Regione a prevedere, in un capitolo di spesa
  per  il  personale,  l'istituzione di un servizio  di  telefonia,
  piuttosto che altro.
   Delle  due l'una: o il Presidente della Regione propone, con  un
  emendamento,  la  modifica della denominazione  del  capitolo  o,
  ancora  una volta, ha affermato una cosa imprecisa, suggerita  da
  persone che, a mio avviso, fanno fare brutta figura al Presidente
  in Aula.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente,  onorevoli
  colleghi, il centralone della Regione, adesso, funziona per  meno
  di 24 ore ma si prevede di farlo funzionare  24 ore su 24.  Se un
  cittadino   vuole   mettersi   in   contatto   con   gli   Uffici
  dell'amministrazione  regionale,  in  genere,  trova  grandissime
  difficoltà.  Onorevole Presidente, forse, non le è  mai  capitato
  ma,  mi creda, è estremamente improbabile riuscire a parlare  con
  qualche funzionario.
   Credo  che  il servizio ai cittadini vada migliorato. Oggi,  c'è
  Internet e vi sono delle opportunità straordinarie. Ritengo  però
  assolutamente inutile attuare un servizio 24 ore su 24, quando si
  sa che sarebbe già un risultato eccezionale il buon funzionamento
  di  questo  servizio  per  6 ore su 24  al  giorno,  se  tutti  i
  cittadini  della Sicilia si trovassero in condizione  di  potersi
  collegare o di parlare con gli Uffici.
   Penso,  quindi,  che  questo emendamento  serva   a  fornire  un
  servizio   inutile,  superato.  Oggi,  infatti,  si  lavora   via
  Internet.
   Secondo me, questa voce serve a trovare un po' di amici in più.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  favorevole
  e  lo sono a tal punto che vorrei  che - a parte lo sfogatoio che
  diventerà,  visto  che  spesso  non  si  ha  la  possibilità   di
  contattare gli Uffici, come afferma l'onorevole Tumino - non  oso
  immaginare  le  brutte parole per le altre 18 ore. Sono  talmente
  favorevole, signor Presidente, che suggerirei, nelle risposte che
  si  daranno  ai  cittadini - immaginate la moltiplicazione  -  di
  operare  come si opera oggi, per convocare i deputati,  cioè  via
  telefono, via SMS, via e-mail e via fax.
   In  questo  modo,  anziché fare operazioni algebriche,  come  si
  potrebbe proporre, toglieremmo il sovrappiù. Basterebbe convocare
  i  deputati attraverso uno strumento, anziché quattro che servono
  o  possono  servire, evidentemente, a creare amici e amici  degli
  amici.
   Anziché  fare operazioni algebriche, quindi, facciamo operazioni
  aritmetiche,  cioè, nelle risposte allo sfogatoio, rispondiamo  -
  mi  raccomando  -  attraverso  quattro  strumenti,  come  per   i
  deputati,   quantomeno  per  una  forma  di  democrazia,   signor
  Presidente.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che,  da
  parte   del   Presidente  della  Regione,  vi   sia   stata   una
  dimenticanza. Il comma 2 dell'articolo 16 così recita:  L'Ufficio
  di  Segreteria di Giunta, la Segreteria generale, gli Uffici alle
  dirette   dipendenze  del  Presidente  della  Regione,  l'Ufficio
  legislativo   e  legale  e  gli  Uffici  costituiti,   ai   sensi
  dell'articolo  4, comma 7, della presente legge, alle  dipendenze
  del  Presidente  della Regione con sede a Palazzo d'Orleans  sono
  organizzati in conformità... .
   Non è pertinente.
   Si  può  poi  stabilire  ciò  che  si  vuole  ma  dobbiamo  dare
  un'informazione  corretta  all'Aula che,  successivamente,  sulla
  base di ciò che è scritto e di quanto previsto dalla legge...

   CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Onorevole  Speziale,  sta
  affermando che ho detto una bugia all'Aula?
   Serve  per  fare  funzionare, 24 ore su 24, il centralino  della
  Presidenza  della Regione che è alle dipendenze della  Segreteria
  generale.

   SPEZIALE. Non è esattamente così

   SPEZIALE. Onorevole Presidente, come dice un personaggio  a  lei
  noto:  mi consenta
   La  norma  recita  nel  modo  che le  ho  detto;  non  fa  alcun
  riferimento  al  centralone della Regione  siciliana.  Una  cosa,
  quindi, è incrementare di mille - non ricordo a quanto ammonta la
  cifra  prevista  -  per quanto riguarda gli Uffici  alle  dirette
  dipendenze  dell'Assemblea  e   un'altra  cosa  è  l'Ufficio  del
  centralone. Si tratta di due cose completamente diverse  che,  in
  questo caso, non sono neanche connesse.
   Lei  sta  facendo riferimento, quindi, all'emendamento  relativo
  soltanto  al  rifinanziamento del comma 2 dell'articolo  16  che,
  così  come avevo letto prima, prevede:  agli Uffici alle  dirette
  dipendenze del Presidente della Regione .

   CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, non  posso
  accettare  che  un  parlamentare,  seppure  amico,  mi  dia   del
  bugiardo, senza che vi sia una mia replica.
   La  norma  è  esattamente quella scritta.  L'onorevole  Speziale
  dimentica  che, in quella norma e all'interno di questo capitolo,
  rientrano il sovrintendente di Palazzo d'Orleans e i suoi uffici.
  A Palazzo d'Orleans, fra qualche giorno, funzionerà 24 ore su 24,
  un  centralone  di cui si potrà verificarne il funzionamento.  Il
  centralino già esistente a Palazzo d'Orleans - che funzionava  in
  orari  d'ufficio - adesso funzionerà 24 ore su 24.  Vi  sono  una
  ventina  di  persone, in quanto devono turnare ed  è  chiaro  che
  queste persone devono essere retribuite con uno straordinario.
   Questa è la verità.
   Non  si tratta di una spesa di investimento perché il centralino
  esisteva  già; è una spesa utile a tenere in piedi una  struttura
  di  persone che risponderanno al telefono 24 ore su 24. Questa  è
  la  giustificazione.  Non ho motivo di  dire  una  cosa  che  non
  corrisponda  a  verità e che, tra l'altro, sarà verificabile.  Mi
  dispiace che l'onorevole Speziale mi abbia dato del bugiardo.

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  polemizzare  ma  mi  chiedo se il centralino  della  Regione  sia
  quello del 118 o del Pronto soccorso;  credo sia sufficiente  che
  funzioni 12 ore.
   Onorevoli colleghi, non vedo a cosa possa servire una norma  che
  preveda  un  milione  di  euro  per  far  funzionare  24  ore  il
  centralino  della Regione. Sarei felice - e come  me,  tantissimi
  colleghi - se lo facessimo funzionare 12 ore in perfetta  regola,
  rispetto  a  quella  che è l'efficienza dei  funzionari  e  degli
  uffici  che  spesso fa diventare noi deputati dei  questuanti  e,
  visto  che  non  li troviamo mai nei loro uffici,  non  riusciamo
  nemmeno ad adempiere al nostro ruolo di parlamentari.
   Non  voglio  entrare nella polemica di questo o di  quell'altro,
  lo  ribadisco, ma non vedo la necessità di spendere un milione di
  euro  -  50.000  euro ogni anno - per tenere  aperto,  nelle  ore
  notturne, un centralone.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI    BENEDETTO.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'onorevole  Speziale ha semplicemente letto  l'articolo  cui  si
  riferiva  la posta di bilancio e non c'è alcun cenno  ad  aspetti
  che  riguardano  il funzionamento o il miglioramento  di  servizi
  alla Regione.
   Abbiamo  già il centralino dell'ARS che funziona 24  su  24  per
  ogni emergenza ed è già funzionante, operativo ed efficiente. Non
  si comprende a cosa potrebbe servire attivare anche il centralino
  della  Presidenza della Regione, ammesso che questi soldi servano
  a raggiungere tale obiettivo.
   Il   Presidente   diceva  che  ci  saranno  20  dipendenti   del
  centralino che turneranno e questi soldi servono a pagare  queste
  persone.  Si  tratta  di  dipendenti che, già,  percepiscono  uno
  stipendio; un milione di euro diviso venti significa 50.000  euro
  ciascuno  di  servizio  straordinario. Stiamo  parlando  di  dare
  50.000  euro  in  più, per solo straordinario, a  20  dipendenti,
  oltre  lo stipendio che già percepiscono e lo straordinario  che,
  forse, già percepiscono.
   Stiamo  parlando  di  pagare due stipendi di cittadini  normali,
  per  solo  straordinario, a 20 dipendenti  del  centralino  della
  Presidenza della Regione. Di questo stiamo discutendo. Per questa
  ragione, voteremo assolutamente contro uno spreco di questo  tipo
  perché  il servizio non serve; consente soltanto di regalare  dei
  soldi, di elargire prebende.
   Voteremo contro e chiederemo il voto segreto.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come   già
  qualcuno  sa,  ho  fatto il sindacalista fino a  pochi  mesi  fa.
  Guardando le spese di bilancio dell'anno scorso, per questa voce,
  risultavano  1.498.000 euro; nella bozza di  bilancio,  vi  erano
  1.498.000 euro e si chiede di aggiungere altri 1.094 migliaia  di
  euro, cioè un milione di euro.
   Tecnicamente,  non  è possibile che si tratti  di  un'indennità.
  Ammesso e non concesso che serva istituire  un centralino  attivo
  24  ore su 24 ore - e qui molti hanno detto, ragionevolmente, che
  non  si  capisce perché vi siano così tante persone  che  abbiano
  bisogno di telefonare di notte al Presidente della Regione o agli
  Uffici  della  Presidenza -, ma ammesso e non  concesso  che  ciò
  fosse  possibile  ed  utile, neanche  utilizzando  le  norme  più
  remunerative  possibili di tutti i contratti nazionali,  compreso
  il contratto dei regionali, si arriverebbe ad una tale somma.
   Delle  due  l'una:  o  hanno sbagliato  a  fare  i  conti,  cosa
  possibile...

   CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Con  questo  capitolo  si
  facevano già altre cose...

   CANTAFIA.   A   maggior  ragione,  onorevole   Presidente.   Nel
  capitolo, c'è scritto 1.494.

    CUFFARO   Presidente della Regione. Abbiamo aggiunto  700  mila
  euro  per  fare  ciò. L'anno scorso, la cifra  era  di  1.500  e,
  quest'anno, è di 1.300.

   CANTAFIA.  Onorevole  Presidente, abbiamo guardato  i  numeri  e
  risultano:  1.498 prima e 1.498 nel bilancio che ci  avete  dato.
  In più, naturalmente, 1.094 migliaia di euro.
   Onorevole  Presidente, ritengo che il suo Ufficio  di  Gabinetto
  abbia   sbagliato   i  conti;  le   conviene,  quindi,   ritirare
  l'emendamento,  così  riportiamo un po' di ordine.  Se,  poi,  va
  pagata  l'indennità di turno, saranno necessarie poche decine  di
  migliaia  di euro e credo che una piccola variazione, all'interno
  di quella unità  previsionale,  si possa trovare.

   DE BENEDICTIS.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, parlo agli onorevoli colleghi
  perché,  evidentemente,  il Presidente della  Regione,  onorevole
  Cuffaro  non  è  nella disponibilità di rivedere quello  che  sta
  sostenendo.  La Gazzetta Ufficiale pubblica il bilancio del 2006.
   1)  In  questa  UPB, l'ammontare previsto è di  1.498.000  euro.
  Nel  bilancio  che  staremmo votando, con  l'emendamento  che  il
  Presidente    chiede   di  approvare,  questa   cifra   passa   a
  duemilioniseicentomila euro, quindi, unmilionecentomila  euro  in
  più.  Vi  è  un aumento dell'80 per cento che porta  la  cifra  a
  1.100.000  euro  in più rispetto a quello che  c'è  nel  bilancio
  scritto,  nonostante il Presidente Cuffaro abbia detto, poco  fa,
  all'onorevole Cantafia che non è così.
   La copia è, ovviamente,  a vostra disposizione.
   2)  Fa riferimento ad un articolo della legge numero 10 del 2000
  che   non   parla,  assolutamente,  delle  motivazioni  per   cui
  l'onorevole   Cuffaro   chiederebbe   l'aumento.    Non    parla,
  assolutamente, di centralini.
   3)  Anche quando così fosse e se si dovessero pagare, con queste
  somme, degli straordinari, un incremento dell'80 per cento,  come
  sapete   benissimo  tutti,   non  giustifica  il   pagamento   di
  straordinari.
   4)  Nel merito e assumendocene tutta la responsabilità -  e  qui
  parliamo  a  titolo del Gruppo e non a titolo  personale  -,  non
  crediamo  necessario  che si spendano due  miliardi  in  più  per
  assolvere  alla  preoccupazione che, di notte, qualche  siciliano
  debba  parlare,  urgentemente, con gli Uffici  della  Presidenza.
  Basterebbe,  con i soldi che già sprechiamo, che la gente  avesse
  riscontro di giorno.

   AULICINO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   AULICINO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, immagino  che
  il  Presidente  della  Regione, nel prevedere  questo  incremento
  nella  dotazione di quel capitolo, immagini che i  siciliani,  di
  notte, abbiano difficoltà a prendere sonno.
   Se  facciamo  riferimento  alle condizioni  drammatiche  in  cui
  vivono  le  famiglie siciliane che, per fortuna,  non  seguono  i
  lavori  di  quest'Aula  -  non so se definire  deprimente  questo
  dibattito,  alienante  dal punto di vista  psicologico  per   una
  persona   normale  come me - giungo alla conclusione  che  stiamo
  discutendo di una cosa un po' strana. Immaginiamo, infatti,  che,
  nella testa della gente, una cosa che non funziona in Sicilia sia
  il  collegamento tra il Presidente della Regione e la gente  che,
  immagino,  possa  avere  l'esigenza  di  esercitare  pressioni  e
  chiedere chiarimenti 24 ore su 24, ad esempio, relativamente alle
  opportunità  di  stabilizzare il lavoro precario; agli  itinerari
  che  la gente, in qualche modo, immagina di dover percorrere, per
  esempio,  per  poter essere assunta all'interno di quel  progetto
  dei tirocini annuali che l'ASI di Palermo avrebbe dovuto attuare.
   Considerato  che la gente, poi, non va tanto per il  sottile,  a
  chi si rivolge?
   Si rivolge al Presidente.
   Ho  fatto  una interpellanza e anche una conferenza  stampa  con
  Leoluca  Orlando, l'altra volta, per cui credo  che,  in  qualche
  modo,  vi  sia un fondamento in questa richiesta del  Presidente.
  Immaginate  che,  appena  42 mila giovani  e  non  giovani  hanno
  formalizzato la richiesta per fare un concorso strano per  essere
  inseriti nei 1800 tirocini dell'ASI.
     Comprendete,  quindi,  che c'è una  pressione  fortissima.  La
  gente,  certo,  non pensa di rivolgersi ad Armando Aulicino.  Non
  esiste. A tutto pensano tranne che a chiamare me.
   E'  chiaro,  quindi, che, nella mia valutazione,  dal  punto  di
  vista  della  domanda, è come quando la Fiat  non  vende  più  un
  prodotto e da incarico ai suoi centri di ricerca di immaginare un
  altro  prodotto, non più la 500 ma la 126. Si rimane nel  mercato
  se  si  riesce a riconvertire il processo e il prodotto, in  modo
  tale che il mercato possa apprezzare.
   In  una realtà economicamente debole come la Sicilia, in cui  la
  propensione  allo  scambio  è  direttamente  proporzionale   alla
  debolezza    economica   delle   famiglie,   lo   scambio,    per
  perfezionarsi, ha bisogno di strumenti.
   So  che  il telefono si usa con grande prudenza, in Sicilia,  ma
  vorrei chiedere al Presidente - e amico - Totò Cuffaro, che senso
  ha,  in una manovra finanziaria e mentre discutiamo del bilancio,
  evidenziare  un'esigenza  che, per la forza  con  la  quale  l'ha
  difesa,  pare  un'esigenza oggettiva, quella cioè  di  tenere  il
  collegamento tra il Palazzo e la gente 24 ore su 24.
   A  parte  l'ironia  - che è di breve momento  -  di  alcune  mie
  affermazioni,  comprenderete  che non  penso  seriamente  che  il
  disoccupato  strutturale, di massa, in Sicilia, a Palermo,  abbia
  l'esigenza  di  collegarsi con l'Assessore o  con  il  Presidente
  della  Regione 24 ore su 24; è sufficiente che il  Presidente   o
  chi al posto suo trovi il modo di riceverlo.
   Dico  però che mi sembra eccessivo che si preveda una spesa così
  forte, peraltro, per ricorrere allo straordinario.
   Differentemente  dal collega Cantafia,  ho  finito  di  fare  il
  sindacalista  nel  '93.  Ho  diretto,  per  parecchi   anni,   un
  importante ufficio vertenze. Penso che si possa scambiare in  due
  modi:  o ti assumo o, quando c'è una famiglia monoreddito,  anche
  di  pubblico dipendente, e dipendente regionale -  so che  spesso
  fanno  la  fame  perché, anche una retribuzione  di  un  pubblico
  dipendente, se paghi l'affitto e tieni i figli a studiare...

   PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Aulicino.

   AULICINO.   Signor   Presidente,  stavo   accelerando   la   mia
  conclusione.  La  ringrazio  perché lei  è  sempre  tempestivo  e
  interviene quando è giusto.
   Vi  risparmio, quindi, ciò che stavo dicendo sulla mia  vita  da
  ex sindacalista. Dico però che, per ricorrere allo straordinario,
  immagino  che il Presidente Cuffaro, visto che non credo  davvero
  che  possa immaginare essenziale quel servizio, abbia avuto delle
  pressioni.
   E'   possibile   che,  su  un  fatto  sindacale   che   meritava
  un'attenzione  specifica,  nella  trattativa  tra  il  datore  di
  lavoro,  i  sindacati  e  i  lavoratori dipendenti  del  pubblico
  impiego regionale, dobbiamo discutere qua se assegnare...

    PRESIDENTE  Onorevole Aulicino, non le ho detto che  era  fuori
  tema   perché  aveva già esaurito il suo tempo ma  è  fuori  tema
  perché  stiamo discutendo dell'emendamento.

   AULICINO. Concludo ma, sul fuori tema, signor Presidente, ho  la
  sensazione  che  lei non sia in sintonia con i  ragionamenti  che
  stiamo facendo.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Io  già  ho difficoltà a pensare  che  alla  centrale
  telefonica  dell'ARS  prestino servizio la notte, poi  penso  che
  c'è   già  una  sala  operativa  della  Protezione  civile  della
  Presidenza  della  Regione che opera continuativamente  nell'arco
  della giornata... Per quanto mi riguarda, il problema non sono  i
  soldi, un milione di euro - anche di più se è necessario - ma  mi
  chiedo  alle due, alle tre, alle quattro, alle cinque  di  notte,
  quali risposte dovrà dare al cittadino il centralinista?
   Se  qualcuno ci spiega quali sono questi servizi, sono  convinto
  che  il centrosinistra sarà disponibile. Non c è un pompiere,  là
  dietro, che risponde ad una richiesta di soccorso
   Qualcuno ci deve spiegare quali sono i servizi offerti la  notte
  ai  cittadini  siciliani che tempesteranno il  centralone   della
  Presidenza  della Regione per avere una risposta da  un  ufficio
  Spiegatecelo, può darsi che ci convincerete

   ZAGO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAGO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ho  molto  di
  più  da aggiungere rispetto a quello che hanno già evidenziato  i
  colleghi intervenuti.
   Intanto,  vorrei  esprimere un disagio, il  disagio  di  un'Aula
  parlamentare  che non so da quanto tempo, da quante ore,  discute
  di  un  problema  in  sé  piccolo, ma che  rischia  di  diventare
  grottesco, con una battuta, si diceva poc'anzi, che si tratta  di
  argomenti  dibattuti  in un Consiglio comunale.  Mi  permetto  di
  correggere,  chiedendo scusa ai Consigli comunali, perché  spesso
  all'interno di essi, si discutono argomenti importanti, degni  di
  nota.
   Qui, invece, mi pare che stiamo un po' scadendo
   Cerco di utilizzare questa occasione per porre due problemi.  Il
  primo  è  già stato evidenziato dal mio collega Apprendi,  quando
  ha  chiesto quale servizio potrà essere offerto al cittadino  che
  telefona  al centralino alle due di notte: quale problema  potrà,
  infatti,  risolvere  se  alle  due  di  notte  risponde  qualcuno
  all'altro  capo  del  telefono? Cosa può  chiedere  il  cittadino
  siciliano  alle  due di notte per giustificare l'istituzione  del
   centralone  della Regione? Vuole parlare con il Presidente della
  Regione?  Bene,  gli diranno di telefonare l'indomani,  verso  le
  nove,  le dieci, le undici, non credo che sia questo il servizio,
  e  non  credo  che possa essere quello di andare a svegliare  gli
  uomini  del Governo della nostra Regione o, addirittura,  mettere
  in  collegamento il cittadino con i  responsabili dei vari uffici
  regionali
   La  seconda  cosa  che  volevo  dire  -  e  concludo  -  è  che,
  effettivamente, non solo è uno spreco per l'Assemblea questo tipo
  di  rapporto  con i parlamentari, aspetto cui faceva  riferimento
  l'onorevole  Ortisi,  ma mi permetto di  dire  che  è  anche  una
  perdita  di  tempo  per  i deputati che,  in  quattro  occasioni,
  vengono coinvolti per avere sottoposta la stessa problematica.
   Siamo,  pertanto,  naturalmente contrari a  questo  ampliamento,
  anzi  mi  chiedo se non si debba mettere in discussione anche  il
  servizio esistente all'Assemblea regionale siciliana.

   ZAPPULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAPPULLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  interverrò
  brevemente  per  evidenziare  che  questo  provvedimento  rischia
  davvero  di  diventare più importante e più simbolico  di  quanto
  probabilmente chi l'ha scritto e pensato volesse.
   Uno  dei  temi fondamentali che abbiamo in Sicilia e  nel  resto
  d'Italia  -  ma  parliamo della nostra terra  -  è  quello  della
  difficoltà  di  comunicazione,  e  non  solo  telefonica,  che  i
  cittadini hanno con le Istituzioni regionali.
     Se  ne  parla  spesso,  non  solo in  termini  sociologici  ed
  economici, in riferimento al distacco che c'è  tra le Istituzioni
  regionali e la gente, i problemi, le tematiche.
   Quasi  a  mo' di battuta, onorevole Presidente Cuffaro,  pensavo
  che, probabilmente, qualche contributo dovremmo darlo per mettere
  meglio  in comunicazione lei e il Governo regionale con  i  tanti
  lavoratori e le  tante lavoratrici che spesso vengono  a  Palermo
  per cortei e  manifestazioni. Magari, pensavo ad un'operazione di
  questa natura, cioè contribuire alle spese che vengono sostenute
   Penso  davvero che nessun siciliano comprenderebbe e comprenderà
  l'aumento  di  spesa,  se  é questa la ragione  vera  ovviamente,
  perché se ci sono altre motivazioni ne prenderemo atto: ma  se  è
  questa la ragione vera, non ci sarà un solo siciliano in grado di
  comprendere e, soprattutto, di condividere un aumento della spesa
  perché  lui possa telefonare alle due, tre di notte, per mettersi
  in  contatto  con  il centralinista e poi non poter  fare  nulla,
  ovviamente, perché a quell'ora ci sarà soltanto lui
   Quindi, quale funzionalità e quale efficacia? Credo che il  buon
  senso  e il buon gusto impongano di ritirare questa proposta;  in
  ogni  caso,  se  questo non avverrà, credo che il minimo  che  si
  possa chiedere è il voto segreto, affinché ognuno si esprima come
  meglio crede e come coscienza gli imponga.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento  Gov  2.6.  Il
  parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    CRACOLICICCRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio segreto.

   (Si  associano alla richiesta gli  onorevoli Apprendi, Aulicino,
  Cantafia,  De Benedictis, Laccoto, Zappulla, Ortisi e Panarello)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.6

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  a  scrutinio   segreto   del
  subemendamento Gov 2.6.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla votazione: Antinoro, Apprendi,  Ardizzone,
  Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile, Borsellino,  Calanna,
  Cantafia,  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone,
  Cracolici,  Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,  Culicchia,  D'Aquino,
  D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro,  Dina,
  Fagone,  Falzone,  Formica, Galvagno, Gennuso,  Gianni,  Granata,
  Incardona,  Laccoto,  La  Manna, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini,  Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso,  Manzullo,
  Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi, Rizzotto, Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale,
  Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Vicari, Villari,  Vitrano,
  Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          37
   Contrari             38

                          (Non è approvato)

           Seguito  della  discussione dei disegni  di  legge
           numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  subemendamento  Gov  2.7,  alla  UPB
  1.3.1.12, cap. 104534.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov 2.16 alla UPB 1.3.1.3.3.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa alla UPB 1.3.1.3.99.
   Comunico  che  il  subemendamento Gov.  2.1  è  stato  ritirato.
  L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento Gov 2.13 è superato.

   Si   passa  all'emendamento  aggiuntivo  2.12,  a  firma   degli
  onorevoli Fleres ed altri.

   CASCIO.  Signor Presidente, anche a nome degli altri  firmatari,
  dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento Gov 2.16, a  firma  dell'onorevole
  Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                        (Non è approvato)

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Io vorrei  capire.  Non  ci
  sono emendamenti, non si capisce più nulla

   PRESIDENTE,  Onorevole Presidente della Regione,  essendo  stato
  presentato un unico emendamento da parte del Governo, il Gov.  2,
  e  riferendosi  lo stesso a tutte le rubriche e dovendosi  votare
  tutte le rubriche, una per una, non poteva che succedere questo
   Si  passa  al  subemendamento Gov 2.13. Comunico che  lo  stesso
  s'intende superato.
   Si  passa  al  subemendamento Gov. 2.15 alla UPB  1.3.2.7.1,  al
  capitolo 505901.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che
  questo  capitolo,  che aveva una previsione pari  a  zero,  possa
  essere mantenuto tale: perché dobbiamo ancora fare nuove società?
  Dobbiamo partecipare a nuovi organismi? Per tutti quelli ai quali
  partecipiamo, infatti, ci sono i relativi capitoli di  bilancio.
   Possiamo  evitare  di  utilizzare  risorse  cosiddette   a  mare
  aperto ?   Com'è  noto, ci sono capitoli che  servono  ad  essere
  finanziati,  ma, in realtà, poi, con variazioni di bilancio,  che
  compie  il  singolo  dirigente  o  direttamente  la  Giunta,   lo
  stanziamento si sposta da un capitolo ad un altro.
     Pertanto, chiedo all'Aula di evitare l'approvazione di  questa
  previsione  di  600.000 euro che non si capisce a quale  finalità
  sia  diretta;  tanto più, che era una previsione   per  memoria ,
  nella bozza di bilancio approvato dalla Giunta.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, è  giusto
  fornire una spiegazione.
     Il capitolo recita:  Fondo da utilizzare per la partecipazione
  alla costituzione di organismi comunque denominati o società . Il
  capitolo  é  più ampio, perché con queste risorse  paghiamo,  per
  esempio,  la  partecipazione al FORMEZ,  la  partecipazione  allo
  SVIMEZ, a tutta una serie di iniziative per le quali, altrimenti,
  bisognerebbe, tutte le volte, tornare in Aula per fare una legge.
   Attingiamo a questo capitolo per partecipare a tutta  una  serie
  di organismi nazionali delle Regioni, tutta una serie di società,
  a  cui  concorriamo e paghiamo la quota annuale:  non  si  tratta
  soltanto di una previsione per fare delle nuove società, ma anche
  per continuare a pagare annualmente la quota associativa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov  2.15  alla
  UPB 1.3.2.7.1. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole si alzi; chi é  contrario  resti
  seduto.

                          (Non é approvato)

   Si passa al subemendamento Gov 2.17.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento Gov. 2.18, alla UPB 1.4.1.1.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole si alzi; chi é  contrario  resti
  seduto.

                          (Non é approvato)

   Si passa al subemendamento Gov 2.14, alla UPB 1.4.1.1.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole si alzi; chi é  contrario  resti
  seduto.

                          (Non é approvato)

   Pongo  in  votazione   la Tabella  B' -  Gov  2,  per  la  parte
  relativa alla Rubrica  Presidenza', così come emendata.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta   gli   onorevoli   Apprendi,
  Borsellino,  Cantafia,  Zappulla, Panarello, Di Benedetto,  Oddo,
  Tumino e Zago)

     Votazione per scrutinio segreto della Tabella  B' - Gov 2 -
                        Rubrica  Presidenza'

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  della
  Tabella   B'  -  Gov  2,  per  la  parte  relativa  alla  Rubrica
   Presidenza'.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone,  Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
  Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
  Cintola,  Confalone,  Cracolici, Cristaldi,  Cuffaro,  Culicchia,
  Currenti,   D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis,  De   Luca,   Di
  Benedetto,  Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,  Formica,
  Galletti,   Galvagno,   Gennuso,  Gianni,   Granata,   Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto,  La  Manna, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
  Manzullo,   Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Oddo   Salvatore
  Antonino,  Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,  Pogliese,
  Ragusa,   Regina,  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,   Sanzarello,
  Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
  Tumino, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  82
   Maggioranza         42
   Favorevoli          47
   Contrari             35

                           (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.23)

   La seduta è ripresa.

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla Rubrica   Agricoltura  e  foreste ,
  dalla  UPB  2.1.1.1.1 alla UPB 2.5.2.6.1: Gabinetto e  uffici  di
  diretta  collaborazione  all'opera  dell'Assessore;  Dipartimento
  regionale  interventi  infrastrutturali;  Dipartimento  regionale
  delle foreste; Uffici speciali.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov. 2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici:

      subemendamento Gov 2.35:
      «UPB 2.2.1.1.1 Cap. 142010 -30.000»;

      subemendamento Gov 2.36:
      «UPB 2.2.1.1.2 Cap. 142533 -150.000»;

      subemendamento Gov 2.37:
      «UPB 2.3.1.3.99 Cap. 146518 -100.000»;

      subemendamento Gov 2.38:
      «UPB 2.3.2.6.99 Cap. 546059 -100.000»;

      subemendamento Gov 2.39:
      «UPB 2.4.2.6.2 Cap. 550003 -150.000»;

      subemendamento Gov 2.40:
      «UPB 2.4.2.6.3 Cap. 551903 -4.100.000»;

   -dall'onorevole Ragusa:

      subemendamento 2.7:
      «UPB 2.2.1.3.2
      Cap.   143705  +45  (Centro  regionale  faunistico  venatorio
      Comiso)
      Cap. 143706 - 45»;

   -dall'onorevole Gianni:

       subemendamento 2.8:
      «Cap.   146514   +1.500.000   Euro  (Manutenzioni   Consorzio
      Bonifica)»;

   -dall'onorevole Oddo ed altri:

      subemendamento Gov 2.113:
      «UPB 2.4.2.6.2 Cap. 550003 +500
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -500».

   Onorevoli colleghi, si procede con il subemendamento 2.7.

   RAGUSA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 2.8.

   GIANNI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento Gov. 2.35.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, volevo, nel ribadire...

   PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prestare un  po'  di
  silenzio...

   CRACOLICI. Signor Presidente, rinuncio a parlare.

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA,  assessore per i beni culturali e  ambientali  e
  per   la   pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi,  considerato  che  i lavori  d'Aula  stanno  procedendo
  speditamente  e,  di  fatto, devo dare  atto  all'opposizione  di
  essersi   adoperata  in  una  manovra  molto   intelligente   per
  instaurare  un  dibattito serio e vero, cosa che  puntualmente  è
  avvenuta, desidero semplicemente fare una proposta, di continuare
  a   mantenere,  cioè,  questo  clima  molto  costruttivo,   molto
  importante.
   Ritengo,  con  molta  serietà, che finalmente  stiamo  lavorando
  bene.  C'era  un  clima  positivo in Commissione   Bilancio ,  un
  dibattito continuo

   CRACOLICI. Ci siete tutti  Adesso il numero legale c'è

   LEANZA  NICOLA,  assessore per i beni culturali e  ambientali  e
  per la pubblica istruzione. Dicevo, credo che questo clima sia il
  modo più opportuno per fare una finanziaria rigorosa, importante,
  una  finanziaria  che  consenta veramente di uscire,  finalmente,
  dalla  legge  omnibus che abbiamo sempre combattuto, che  abbiamo
  sempre  detto  non  era  il luogo ideale;  finalmente,  oggi,  la
  finanziaria diventa un luogo in cui si può discutere seriamente e
  serenamente  nell'interesse  -  come  diceva  sempre  l'onorevole
  Cintola -  della Sicilia e dei siciliani.
   E'  questo  lo  spirito.  Ecco perché  vi  chiediamo  con  molta
  partecipazione,  con  molta umiltà, con modestia,  di  continuare
  questo  lavoro costruttivo. Do atto a questa opposizione  di  non
  avere  accettato  alcuna azione di consociativismo;  avete  fatto
  veramente  un'azione  intelligente in  piena  libertà,  in  piena
  serenità e in piena correttezza.
   Lo  dico  con  orgoglio e chiedo agli onorevoli  colleghi  e  al
  Governo di continuare in questo livello di altissimo spessore.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, non  posso  darle  la  parola
  perché lei poc'anzi vi ha  rinunciato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, la prego, stiamo parlando  del
  subemendamento...

   CRACOLICI. Lei ha chiara la posizione del Governo?

   PRESIDENTE. Perfettamente, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Io no. Posso avere una spiegazione?

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.35.

               Richiesta di verifica del numero legale

   ORTISI. Chiedo la verifica del numero legale.

   (Si  associano alla richiesta gli  onorevoli Apprendi,  Calanna,
  Cracolici, Culicchia, Galvagno, Termine, Tumino e Zappulla)

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Sono  presenti:  Adamo, Antinoro, Ardizzone,  Basile,  Beninati,
  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaldi,
  Cuffaro,  Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Luca, Di  Mauro,  Dina,
  Fagone,  Falzone,  Formica,  Gennuso, Gianni,  Incardona,  Leanza
  Edoardo,  Leanza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
  Maira,  Mancuso,  Maniscalco,  Nicotra,  Parlavecchio,  Pogliese,
  Ragusa,   Regina,  Rizzotto,  Ruggirello,  Sanzarello,  Savarino,
  Savona, Scoma, Terrana, Vicari.

   Richiedenti   non   votanti:   Apprendi,   Calanna,   Cracolici,
  Culicchia, Galvagno, Termine, Tumino, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti           56

   L'Assemblea è in numero legale.

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov   2.35.  Il
  parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'esame del subemendamento Gov 2.36.

   CRACOLICI . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato
  i  complimenti del Governo all'opposizione, ringrazio anche se ho
  capito  che  la maggioranza è così sfasciata che ha costretto  il
  Governo  a  fare  l'intervento  che,  in  genere,  fa  la  stessa
  maggioranza,  al  fine di perdere tempo in Aula e  consentire  ai
  deputati di rientrare di corsa
   Il  Governo, quindi, fa ostruzionismo a se stesso: non avendo la
  maggioranza, ricorre agli interventi  alla Pannella  per  cercare
  di  fare da cuscinetto fra i colleghi che vanno via e quelli  che
  rimangono.
   Nell'illustrare  questo  subemendamento,  vorrei  ricordare  che
  questi   capitoli   che   stanno  per   essere   impinguati   con
  l'emendamento  del  Governo non nascono da  esigenze  urgenti  ed
  indifferibili da parte dell'assessorato dell'Agricoltura.  Queste
  risorse  che  sono state inserite con l'emendamento  del  Governo
  sono,    infatti,    il    frutto   della    distribuzione    che
  quest'emendamento fa delle disponibilità che la maggioranza si  è
  divisa in Commissione.
   Ci  sono  capitoli  che  sono  stati  inventati  da  impinguare,
  malgrado   non  ci  fosse  la  richiesta   Credo  che   ci   sia,
  addirittura, per alcuni partiti della maggioranza, la  difficoltà
  ad  avere  impinguati  i capitoli, proprio perché  non  c'era  la
  richiesta    C'erano   le  risorse  che  facevano   parte   della
  distribuzione,  ma non si è capito dove siano  andate  a  finire,
  perché  gli  Assessori  da  loro controllati  non  avevano  fatto
  neanche la richiesta di impinguare i capitoli.
   Vorrei sapere se la stipula della convenzione con l'Agenzia  per
  l'erogazione   in   agricoltura,  l'AGEA,   per   l'aggiornamento
  dell'inventario  vitivinicolo, è una spesa obbligatoria  e  se  è
  così,  visto che c'è una convenzione, presumo ci sia un  rapporto
  contrattuale; ma se è così, mi può spiegare l'Assessore  al  ramo
  com'è  possibile che ci sia una previsione diversa da quella  che
  era stata approvata in bilancio?
   Se  è  una spesa obbligatoria, è obbligatoria in quanto  c'è  un
  rapporto contrattuale. Perché questi 250.000 euro in più? Da cosa
  nascono? Dall'esigenza di metterli per ora qui, poi  vedremo,  in
  corso d'opera, dove andranno a finire?
   Credo  che  sia  questa la modalità con la quale è  stata  fatta
  questa previsione finanziaria, tanto più che l'AGEA, come si  sa,
  è  un  rapporto  che si è consolidato nel tempo:  l'aggiornamento
  dell'inventario  vitivinicolo, è un rapporto  che  nasce  tra  le
  parti  e  quindi è una spesa obbligatoria. Credo,  pertanto,  che
  non  possiamo  mettere  né un euro in più  né  un  euro  in  meno
  rispetto a quanto scaturito dal rapporto contrattuale.
   Qui  ci sono, invece, 250.000 euro in più che non si capisce per
  che  cosa dovranno essere spesi, tanto più che il contratto è già
  stato stipulato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento Gov  2.36.  Il
  parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Cantafia,
  Culicchia, Di Benedetto, Gucciardi, Manzullo, Ortisi, Panarello e
  Tumino)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.36

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento Gov 2.36.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone,  Aulicino,  Barbagallo, Basile, Beninati,  Borsellino,
  Calanna,  Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,  Cimino,  Cintola,
  Confalone,  Cracolici, Cristaldi, Cuffaro,  Culicchia,  Currenti,
  D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis, De Luca,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Fagone, Falzone,  Formica,  Galletti,
  Galvagno,  Gennuso,  Gianni, Gucciardi,  Incardona,  Laccoto,  La
  Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Limoli, Lombardo, Lo Porto,
  Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo
  Salvatore  Antonino, Ortisi, Panarello, Panepinto,  Parlavecchio,
  Pogliese,   Ragusa,   Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,   Ruggirello,
  Sanzarello,   Savarino,  Savona,  Scoma,  Speziale,  Stancanelli,
  Terrana, Tumino, Vicari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la  votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti .......76
   Maggioranza...............39
   Favorevoli...................33
   Contrari.......................43

                          (Non è approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si passa al subemendamento Gov 2.37.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa al subemendamento Gov 2.38.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov 2.39.

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento Gov 2.113.

   ODDO   CAMILLO.   Chiedo   di   parlare   per   illustrare    il
  subemendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  parliamo
  di  una  materia su cui, secondo una nostra valutazione, dovremmo
  essere  un  po'  più  attenti  rispetto  alla  piega  che  stanno
  prendendo  i  lavori d'Aula, dal momento che stiamo parlando   di
  prevenzione  incendi, con ciò non intendendo dire  che  i  lavori
  d'Aula non siano espletati con estrema attenzione.
   La  prevenzione incendi in Sicilia, infatti, rispetto allo stato
  del   patrimonio  arboreo  -  mi  rivolgo,  in  particolare,   al
  Presidente della Regione e all'Assessore al ramo - è una  materia
  molto  complessa, tanto è vero che quest'anno, purtroppo, è stato
  dimostrato  che anche la larghezza dei viali parafuoco,  rispetto
  ad  alcuni  incendi, non è bastata, tanto che coloro che  operano
  nel  settore  stanno cominciando a proporre ulteriori interventi,
  non  solo  per allargare gli stessi viali parafuoco, appunto,  ma
  per  porre  maggiormente in sicurezza i nostri  boschi.  Qualcuno
  dice,  a tal proposito,  quel poco di bosco che rimane in  alcune
  zone ,   per  la  verità;  lasciamo  stare,  poi,  la  superficie
  complessiva  siciliana  rispetto  ai  protocolli  internazionali,
  citiamo Kioto ad esempio.
   Dico,  piuttosto,  che  ci sono realtà  nella  nostra  provincia
  dove,   anche  quest'anno,  incendi  devastanti  hanno   lasciato
  veramente  pochissime tracce anche in zone, dal  punto  di  vista
  ambientale, abbastanza  interessanti.
   Io  non  guarderei,  in  questo  caso,  come  poco  fa  è  stato
  dimostrato - ed è bene che l'Aula lo faccia - i centomila euro in
  bilancio,  ma  mi  riferirei, piuttosto, a quest'opera  che  deve
  essere   compiuta  bene  dagli  ispettorati  forestali,  facendo,
  evidentemente, anche uno sforzo per razionalizzare gli interventi
  con  mezzi  propri. Sapete meglio di me, infatti,  che  spesso  i
  mezzi   impiegati,   con   i  sistemi   previsti   dalla   nostra
  legislazione,  tramite gare ad evidenza pubblica,  sono  messi  a
  disposizione da privati.
   Incentivare  questo  nostro piccolo  parco  mezzi  e  cominciare
  seriamente  a pensare come mettere in sicurezza i nostri  boschi,
  non  è cosa di poco conto, perché prevenire è meglio, decisamente
  meglio,  di  attrezzarci solo per spegnere gli incendi:  ormai  è
  risaputo  che gli incendi, spesso e volentieri, non  riusciamo  a
  spegnerli come una volta, onorevole Apprendi, lei  se ne  intende
  più di me.
   Una   volta,  forse  anche  adottando  sistemi  non  del   tutto
   leciti , si riusciva a spegnere gli incendi. Oggi, nemmeno con i
  Canadair   riusciamo  a  spegnerli e poco,  a  volte,  fanno  gli
  elicotteri del Corpo forestale.
   Vi  parlo  per esperienza personale: ho assistito  a  incendi  a
  poca  distanza  dal luogo dove vivo: la montagna  di  Erice,  per
  intenderci, era una torcia e tutto è andato distrutto

    PRESIDENTE  La invito a concludere.

   ODDO  CAMILLO. Signor Presidente, ho concluso. Mi appassiono  un
  po'...

    PRESIDENTE  Gradirei il rispetto dei tempi, onorevole Oddo.

   ODDO  CAMILLO.  Le ho semplicemente sottratto un minuto,  signor
  Presidente.  Ho  in  questo  momento la  pretesa  di  pensare  di
  convincervi, perché voi comprendete meglio di me che quello è  un
  appostamento che non basta a dotarci di quel minimo di  strumenti
  per fare un buon lavoro.
   Se  è  possibile, dato che stiamo svolgendo una discussione  sul
  bilancio,  anche  con riferimento all'appostamento  di  100  mila
  euro,  facciamo uno sforzo, perché si tratta di risorse  che  non
  sarebbero assolutamente sprecate.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento Gov 2.113.  Il
  parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento Gov 2.40. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione la parte dell'emendamento Gov  2,  riferita
  alla Rubrica   Agricoltura'.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Apprendi,
  Ballistreri,  Calanna,  Cimino, Fagone, La  Manna,  Manzullo,  Di
  Benedetto, Oddo Salvatore Antonino e Tumino)

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, vorrei tentare di capire, insieme all'opposizione,  che
  -  lo  ammetto  -  ha svolto un lavoro costruttivo:  mi  domando,
  tuttavia,  se il Parlamento dovesse scegliere di bocciare  questa
  Rubrica,  cosa  facciamo?  Non  mandiamo  al  lavoro  gli  operai
  forestali? Stiamo parlando di questo, infatti
   E'  giusto che l'opposizione svolga il proprio ruolo, che chieda
  il  voto  segreto,  però, se per caso dovessimo  bocciare  questa
  Rubrica  dell'agricoltura, dove sono contenute anche  le  risorse
  per  l'avviamento degli operai forestali, cosa vuol dire? Ci sono
  5 milioni di euro per i lavori idraulici forestali.

   Votazione  per scrutinio segreto dell'emendamento Gov  2,  nella
  parte relativa alla Rubrica  Agricoltura'

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento Gov.2, relativamente alla Rubrica  Agricoltura'.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone, Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
  Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
  Cintola,  Confalone,  Cracolici, Cristaldi,  Cristaudo,  Cuffaro,
  Culicchia,   Currenti,  D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,  Formica,
  Galletti,   Galvagno,   Gennuso,  Gianni,   Granata,   Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto,  La  Manna, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,
  Manzullo,   Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Oddo   Salvatore
  Antonino,  Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,  Pogliese,
  Ragusa,   Regina,  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,   Sanzarello,
  Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
  Tumino, Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti .......82
   Maggioranza...............42
   Favorevoli...................54
   Contrari.......................28

                           (E' approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla rubrica  Famiglia, politiche  sociali
  ed  autonomie  locali', dalla UPB 3.1.1.1.1 alla  UPB  3.2.2.8.1:
  Gabinetto   e   uffici   di   diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore;  Dipartimento  regionale  della  famiglia,  delle
  politiche sociali  e delle autonomie locali.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici:

      subemendamento Gov 2.41:
      «UPB 3.2.2.6.8.8 Cap. 582001 -10»;

   -dall'onorevole Barbagallo:

      subemendamento 2.1:
      «UPB 3.2.1.3.1 Cap. 182526 +17.526 migliaia di euro
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -17.526 migliaia di euro».

   Si passa al subemendamento 2.1.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  un
  emendamento  che  avrebbe  dovuto  firmare  l'Assessore  per   la
  famiglia. Il Governo può decidere di fare ciò che vuole, io  l'ho
  presentato per senso di responsabilità, perché si rivolge non  ai
  soggetti più deboli, ma ai più deboli tra i più deboli, i  minori
  dismessi dagli ospedali psichiatrici e i minori a rischio.
   Nei  due  capitoli che i comuni utilizzano per dare 2 mila  euro
  per bambino alle comunità alloggio, mancano questi 18 milioni  di
  euro
   L'Aula  ritiene  di  non  erogare tali  somme?  Mi  affido  alla
  volontà del Governo e dell'intera Aula. Non è un mio emendamento,
  si tratta di una previsione che colma una lacuna. Siccome ci sono
  tremila  ragazzi - abbiamo fatto un censimento - e non  tutte  le
  comunità  alloggio  sono convenzionate con la Regione,  i  comuni
  devono far fronte a  queste spese destinate ai più deboli.
   Il  Presidente Cristaldi conosce benissimo l'argomento, la prima
  Commissione,     «Affari    istituzionali»,    l'ha     approvato
  all'unanimità, l'Aula e il Governo si atteggino come vogliono.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  Gov  2.1.  Il
  parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento  2.41.

   CRACOLICI. Lo ritiro, signor Presidente.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

                       Sull'ordine dei lavori

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei lavori perché, non più tardi di un quarto  d'ora
  fa,  l'onorevole  Leanza, non soltanto plaudiva all'atteggiamento
  dell'opposizione, ma invitava a continuare in questi termini.
   L'onorevole  Barbagallo ha presentato un  emendamento  e  ne  ha
  esplicitato i contenuti, non solo dal punto di vista della forma,
  in  maniera  molto  soft, ma anche nel merito,  esplicitando  che
  andava  a colmare, probabilmente, una lacuna tecnica di  somme  e
  non di indirizzo.
   Credo  che  questa era l'occasione per verificare  la  sincerità
  dell'espressione dell'onorevole Leanza, a meno che  poco  fa  non
  l'abbia  fatto - e si sia ridotto a questo ruolo - per consentire
  l'operazione  tattica  del rientro in  Aula  dei  deputati  della
  maggioranza, la qual cosa mi deluderebbe  moltissimo.
   A   fronte  di  questo  atteggiamento,  di  apertura  formale  e
  chiusura sostanziale, vorrei invitare i colleghi dell'opposizione
  -  Si  vis   pacem  para bellum -  ad assumere  un  atteggiamento
  consequenziale.    Chiediamo   il   voto   segreto    per    ogni
  subemendamento, così la letizia, la cui derivazione  spiegheremo,
  del  Presidente Cuffaro, a momenti alterni, scomparirà del tutto,
  nella  constatazione  che il muro contro muro  non  serve  a  chi
  governa.
   Mi   dispiace,  onorevole  Presidente:  c'è  stata  l'occasione,
  formale  e sostanziale, per verificare che il suo invito non  era
  che tattico.

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   Gov    2,
  relativamente  alla  parte  che riguarda  la  Rubrica   Famiglia,
  politiche sociali ed autonomie locali'.

     ORTISI    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Apprendi,
  Barbagallo,   Calanna,   Cracolici,   Di   Benedetto,   Galletti,
  Gucciardi, Tumino e Zago)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2,
     relativamente alla Rubrica  Famiglia, politiche sociali ed
                          autonomie locali'

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento  Gov  2, relativamente alla  Rubrica   Famiglia,
  politiche sociali ed autonomie locali'.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone, Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
  Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
  Cintola,  Confalone,  Cracolici, Cristaldi,  Cristaudo,  Cuffaro,
  Culicchia,   Currenti,  D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,  Fiorenza,
  Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto,  La  Manna, Leanza Edoardo,  Leanza  Nicola,
  Leontini, Limoli, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
  Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,  Sanzarello,  Savarino,  Savona,
  Scoma,  Speziale,  Termine,  Terrana,  Tumino,  Vicari,  Villari,
  Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti           82
   Votanti            81
   Maggioranza        41
   Favorevoli         41
   Contrari           40

                           (E' approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla Rubrica  Bilancio  e  finanze'.  La
  Presidenza  avverte che l'esame dell'amministrazione  Bilancio  e
  finanze'  avverrà,  come  di consueto, a  conclusione  dell'esame
  delle altre amministrazioni.
   Si  passa,  pertanto, alla Rubrica  Lavori pubblici', dalla  UPB
  6.1.1.1.1  alla  UPB  6.5.2.6.2: Gabinetto e  uffici  di  diretta
  collaborazione  all'opera dell'Assessore; Dipartimento  regionale
  lavori   pubblici;   Ispettorato  tecnico;  Ispettorato   tecnico
  regionale; Uffici speciali.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ritiro tutti i subemendamenti  da
  me presentati alla Rubrica  Lavori pubblici'.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento Gov 2, nella  parte  relativa
  alla Rubrica  Lavori pubblici'.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla Rubrica  Lavoro, previdenza sociale,  formazione
  professionale  ed  emigrazione', dalla  UPB  7.1.1.1.1  alla  UPB
  7.4.2.6.99:   Gabinetto   e  uffici  di  diretta   collaborazione
  all'opera   dell'Assessore;   Dipartimento   regionale    lavoro;
  Dipartimento   regionale   formazione   professionale;    Agenzia
  regionale per l'impiego e la formazione professionale.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.

   Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
  subemendamenti:

   -dal Governo:

      subemendamento 2.17:
      «UPB 7.1.1.5.2 Cap. 310306 +400»;

      subemendamento 2.16:
      «UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312522 +1.500»;

      subemendamento Gov 2 ter:
      «UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312522 +1.050
      UPB 7.2.1.3.1 Cap. 312524 +1.400
      UPB 7.4.1.1.2 Cap. 320515 +50
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -2.500»;

   -dall'onorevole Cracolici:

      subemendamento Gov 2.59:
      «UPB 7.3.1.1.2 Cap. 316503 -140.000»;

      subemendamento Gov 2.60:
      «UPB 7.3.1.1.2 Cap. 316511 -11.000»;

      subemendamento Gov 2.61:
      «UPB 7.3.1.3.1 Cap. 318103 -20.000.000»;

      subemendamento Gov 2.62:
      «UPB 7.4.1.1.1 Cap. 320006 -5.000»;

      subemendamento Gov 2.63:
      «UPB 7.4.1.1.1 Cap. 320008 -14.000»;

      subemendamento Gov 2.64:
      «UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +2.308.000»;

      subemendamento Gov 2.65:
      «UPB 7.4.1.3.99 Cap. 320517 -10.000.000»;

   -dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:

      subemendamento Gov 2.114:
      «UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +14.900
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -14.900»;

   -dall'onorevole Cracolici ed altri:

      subemendamento Gov 2.5:
      «UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301 +10.000.000
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215704 -10.000.000»;

      subemendamento Gov 2.3
      «UPB 7.4.1.3.1 Cap. 321301
      -2.309 (2007) -2.309 (2008) -2.309 (2009)»;

   -dall'onorevole Gianni:

      subemendamento 2.11:
      «UPB 7.3.1.3.1 Cap. 316514 +90.000».

   Onorevoli colleghi, si procede con il subemendamento del
   Governo 2.17.

    CUFFARO  presidente della Regione. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa, quindi, al subemendamento 2.16.

   CUFFARO, presidente della Regione. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende   atto.   Si   passa   al
  subemendamento Gov 2 ter.

    CUFFARO  presidente della Regione. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa ai subemendamenti  2.59 e  2.60.

   CRACOLICI. Li ritiro.

      PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.   Si   passa   al
  subemendamento  2.61 dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  sarei
  aspettato  che,  relativamente a questo capitolo -  dove  abbiamo
  iscritto in entrata 21 milioni di euro e, adesso, iscriviamo  tra
  le  spese  lo  stesso  importo  -  ebbene,  mi  sarei  atteso  un
  intervento  che non è mai stato spiegato neppure in  Commissione,
  non  c'era neanche nel famoso emendamento del Governo che  poi  è
  stato ritirato.
   E'  un intervento ex novo. Vorremmo almeno sapere di cosa stiamo
  parlando,  visto che c'è un'entrata, quindi un trasferimento,  si
  tratta probabilmente di soldi dello Stato

   CUFFARO,   presidente   della   Regione.    Obbligo   formativo,
  onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Perfetto  Ma perché in entrata in questo momento

   CUFFARO,  presidente della Regione. Perché lo Stato ha approvato
  il bilancio e i fondi li ha dati adesso...

   CRACOLICI. No, non è questo

   PRESIDENTE, Onorevole Cracolici, parli all'Assemblea...

   CRACOLICI.  No,  non è questo, dicevo: in Commissione  Bilancio,
  lo  dico  perché bisogna avere rispetto del lavoro di noi  tutti,
  anche dell'Assessore, abbiamo chiesto che nella legge di bilancio
  venissero calati tutti gli interventi e tutti i trasferimenti per
  gli effetti della legge finanziaria.
   Il  Governo  ha  presentato un emendamento ed è  stato  inserito
  puntualmente.  Dopo  di che, questo non c'era.  Quindi,  vorremmo
  soltanto  capire  la ragione di questo intervento,  subito  dopo,
  sono disponibile a ritirare il subemendamento. L'importante è che
  lo capiamo.

   FORMICA,  assessore  per  il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA,  assessore  per  il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, questa somma iscritta in bilancio è  relativa
  all'obbligo  formativo,  appostamento contenuto  tutti  gli  anni
  nello stesso capitolo.
   Questo   importo  non  poteva  entrare  in  bilancio,  onorevole
  Cracolici,  perché  è  da  ripartire fra  le  varie  regioni.  La
  Conferenza Stato-Regioni, per la ripartizione della somma di  che
  trattasi,  si svolgerà il 25. La somma è stata inclusa  dopo  per
  questo,  perché  la  Commissione  nazionale  competente  per   la
  ripartizione si riunisce solo dopo la finanziaria.
   Anzi, questa somma iscritta in bilancio, è inferiore di circa  4
  milioni  rispetto  a quella dell'anno prima. Altrimenti,  avremmo
  dovuto  iscrivere  in  bilancio  i  204  milioni  previsti  nella
  finanziaria

   CRACOLICI. Signor Presidente, ritiro il subemendamento 2.61.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, chiedo la sospensione  dei  lavori
  dell'Aula, perché la presentazione di questi emendamenti, che non
  sono  ordinati né per Rubrica né per ordine di bilancio,  non  mi
  sembra un modo regolare di procedere.
   Chiedo,  quindi, la sospensione dei lavori per  porre  ordine  a
  tutti gli emendamenti presentati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, tutti gli emendamenti  sono  nel
  relativo fascicolo a vostra disposizione.

   RINALDI.  Signor  Presidente, non è così.  Gli  emendamenti  non
  sono in ordine di Rubrica...

   PRESIDENTE.  Le  posso garantire che tutti gli emendamenti  sono
  contenuti  nel  fascicolo che abbiamo  tutti  e  poi  ci  sono  i
  subemendamenti che, ovviamente, i deputati hanno presentato  dopo
  la redazione del fascicolo stesso.
   Chiedo  scusa per la confusione che posso creare, ma le assicuro
  che se sospendessimo i lavori, non risolveremmo il problema.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 2.62.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE   Il  subemendamento 2.62 é ritirato  dall'onorevole
  Cracolici e fatto proprio dall'onorevole Ortisi.

   ORTISI. Chiedo di parlare per illustrarne le ragioni.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  approfitto
  dell'argomento per trattarlo una volta soltanto.
   Le  leggi  Bassanini  affidarono la gestione  di  ogni  ente  ai
  dirigenti  e,  comunque,  ai  dipendenti,  ai  capiservizio,   ai
  capisettore  eccetera.  Esse  prolusero  a  una  legislazione  di
  incoraggiamento  del  lavoro  dei  responsabili  della  gestione,
  attraverso  la  previsione di due forme  di  gratificazione,  una
  legata  all'indennità di posizione e una legata all'indennità  di
  risultato.
     Vorrei  chiedere al Governo se, con questo incremento, intende
  far   propria  una  pessima  abitudine,  di  attuare,   cioè,   a
  prescindere dal risultato, il massimo riconoscibile a ognuno  dei
  responsabili   della  gestione,  in  appoggio  all'indennità   di
  posizione dovuta: si rischia di erogare un'indennità di risultato
  che  troppo  spesso,  anzi quasi sempre,  diamo  per  scontata  a
  priori,  rispetto ad una valutazione che invece dovrebbe avvenire
  a  posteriori.  In altri termini, se qui si prevede  il  massimo,
  senza fare valutazioni in ordine ad una media, sono assolutamente
  contrario; se invece questa è una media, voto a favore.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  desidero dare  una  risposta  all'onorevole
  Ortisi. I 7 mila euro sono motivati dalla circostanza che c'é una
  persona  che  ha  cambiato  Dipartimento  e,  quindi,  si  stanno
  spostando,  altresì,  le  relative  risorse  da  un  Dipartimento
  all'altro.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione il  subemendamento  2.62.  Il
  parere del Governo?

   LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi é contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 2.63.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 2.64.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo non  è
  un  subemendamento che si limita a cancellare  la  previsione  di
  riduzione   che   opera  il  Governo:  assieme   a   questo   mio
  subemendamento,  ve  n'è  un  altro in  merito  a  questo  stesso
  capitolo,  su cui  richiamo l'attenzione, e sul quale vorrei  una
  risposta   del   Governo.   Il  mio   emendamento   prevede   una
  maggiorazione di 10 milioni di euro.
   Trovo  incredibile che il Governo, invece, abbia  presentato  un
  emendamento  di  riduzione  di  questo  capitolo  quando,  avendo
  approvato  nel  2006  la  legge  n.  16,  erano  stati  previsti,
  rispettivamente, ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 11, contratti di
  stabilizzazione  di  24  ore per il personale  precario;  per  il
  personale  che aveva già un contratto di 18 ore, al terzo  comma,
  era prescritto che le 24 ore potevano essere integrate sulla base
  della capienza del Fondo.
   Ritengo  vi  sia  una  ingiustizia che si  sta  perpetrando  nei
  confronti  di  lavoratori LSU che hanno  un  contratto  uguale  a
  quello di altri colleghi, ma svolgendo un orario diverso.
   Delle due l'una  C'è bisogno, ci fanno sapere gli Uffici, di  10
  milioni di euro per consentire la copertura finanziaria anche per
  il  personale  che  ha  un contratto di  24  ore,  pertanto,  non
  comprendiamo  il  motivo per cui il Governo  riduca  di  quasi  2
  milioni e 400 mila euro il Fondo per il precariato.
   Chiedo,  quindi, non soltanto di cancellare la riduzione operata
  dal  Governo ma, altresì, di prevedere l'incremento di 10 milioni
  di  euro  per  consentire  al  personale  precario  di  avere  un
  rapporto di lavoro a 24 ore, così come per gli altri colleghi.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.    Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, nessuna distrazione da parte degli Uffici  e,
  quindi,  del  Governo, e nessun timore che vengano tolte  risorse
  dai Fondi per il precariato.
   Questo  Governo  sta continuando l'opera di stabilizzazione  che
  era stata già avviata nella precedente esperienza: adesso, alcuni
  di  questi  precari vengono pagati con le risorse  trasferite  su
  capitoli  di  altri Dipartimenti. Qui sottraiamo i  2  milioni  e
  trecento  mila  euro,  trasferiti in  altri  capitoli,  lasciando
  soltanto  le  somme occorrenti per far fronte agli  stipendi  del
  personale  che ancora viene pagato con lo stanziamento di  questo
  capitolo.
   Si  tratta  di  conti fatti dal Direttore del  Dipartimento  che
  emette i mandati di pagamento: non c'è alcuno storno, non abbiamo
  sottratto  risorse, le abbiamo soltanto spostate  nei  rispettivi
  capitoli di pertinenza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  su
  questo  capitolo  esistano  due  problemi:  uno,  riguardante  la
  circolare  già emanata al 31 dicembre 2006, senza che  ancora  vi
  fossero  i  fondi, l'altro  è che qui non sono state previste  le
  somme per gli aumenti contrattuali.
   La  verità  è che nel calcolo elaborato dagli Uffici,  non  sono
  stati  previsti gli aumenti contrattuali che riguardano una parte
  non  coperta  dalla Regione, circostanza che crea gravi  problemi
  agli Enti locali.
   Sarebbe,   pertanto,   auspicabile,  in  questo   momento,   non
  sottrarre  i  2  milioni e 400 mila euro dal capitolo,  poiché  -
  almeno  in  parte - si potrebbero coprire le spese concernenti  i
  citati aumenti contrattuali  che, nell'anno 2007, dovranno essere
  pagati;  altrimenti, gli stessi aumenti contrattuali, saranno  un
  problema  per  gli  Enti locali o la Regione. Lo  ribadisco,  gli
  Uffici  hanno  confermato che gli aumenti contrattuali  non  sono
  stati contemplati nei conteggi.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANTAFIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  già  chiara
  la natura dei nostri emendamenti. Lei, onorevole Presidente della
  Regione,  ha detto che queste somme, pur essendo state  tolte  da
  questo  capitolo, non mettono in discussione le leggi che abbiamo
  fin qui approvato.
     Le  ricordo che per il  personale per il quale era  già  stato
  fatto  un  contratto di diritto privato per 18 ore, mancavano  le
  risorse. Allora, se lei sostiene che le risorse rimaste nel Fondo
  per  il precariato sono sufficienti, comunque, a portare a 24 ore
  tutti  i  lavoratori così stabilizzati, non c'è problema.  Ma  lo
  deve dire, altrimenti mancano quelle risorse che sono  necessarie
  vengano   lasciate,  come  peraltro  integrate  con   il   nostro
  emendamento successivo.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire
  che  -  rispetto all'esperienza che stiamo vivendo - il  Governo,
  purtroppo,  è chiuso a riccio e ritiene che su alcuni  argomenti,
  come  quello  posto  poco fa e che non voglio ricordare,  bisogna
  necessariamente andare avanti con questa impostazione. E  capisco
  che  il  Governo è chiuso a riccio, dicevo, e che sostanzialmente
  ha  oramai  deciso,  tranne poi declamare, con il  vicepresidente
  della  Regione,  per perdere un po' di tempo  e  fare  entrare  i
  colleghi  della  maggioranza  per  ricostituire  così  il  numero
  legale:  ma a parte questa declamazione, senza finalità  precise,
  senza  credere in quanto detto, vorrei far notare  che  la  legge
  approvata a fine della legislatura precedente recita, in  maniera
  abbastanza  chiara,  che  tutto ciò  che  significa  processi  di
  stabilizzazione e che riguarda la contrattualizzazione,  si  rifà
  alla logica di almeno 24 ore.
   Ricorderete  che  allora ci fu una lunga  discussione  in  Aula,
  tanto  che  si  approvò la tesi delle 24 ore  da  noi  sostenuta.
  Sappiamo  pure  quali  sono  state le  difficoltà  di  una  reale
  copertura finanziaria di quel provvedimento legislativo.
   Abbiamo  quindi stabilito con legge, dicevo, che tutto  ciò  che
  riguarda i processi di stabilizzazione contrattualizzata  e  così
  via,  va inquadrato nell'ambito di almeno 24 ore. Almeno  24  ore
  significa  che,  per  il calcolo predisposto  dagli  Uffici  (che
  credo,  da questo punto di vista, facciano quasi sempre  il  loro
  dovere,  nel  fornire  informazioni ai deputati  e  non  solo  al
  Governo)  ebbene,  per  quanto ci risulta,  onorevole  Presidente
  della  Regione,    il fondo, sostanzialmente, andrebbe impinguato
  ancora  per 14 milioni 809 mila euro, cifra che permetterebbe  di
  applicare,  come  vogliamo  meglio  definire,  la  legge  da  noi
  approvata, la numero 14 del 2006.
   Tranne  che non vogliamo sostenere questa sera il contrario   Vi
  ricordate  quanto accaduto nella scorsa legislatura? Lo  dico  ai
  colleghi  deputati: nella tredicesima legislatura,  vi  ricordate
  quando  sulla  copertura finanziaria ci  fu  tutto  un  confronto
  particolare  con  il  Governo  che  ci  garantiva  la   copertura
  finanziaria che non c'era?
   Ebbene,  non vorrei che questa sera, per  passare il guado ,  ci
  diciamo che i calcoli sono stati fatti come sono stati fatti
   Chiedo  pertanto che su questo emendamento si voti per scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa unità previsionale  vi
  sono parecchi emendamenti e subemendamenti rispetto alla proposta
  del Governo.
   Si  procede,  pertanto,  con  la  votazione  del  subemendamento
  2.114. Il Governo assicura la necessaria copertura finanziaria?

   CUFFARO, presidente della Regione. No.

   PRESIDENTE.   Se   non  c'è  copertura,  il   subemendamento   è
  inammissibile  e,  quindi,  non si può  procedere  alla  relativa
  votazione.

   ODDO CAMILLO. Signor Presidente, l'emendamento è compensato...

   PRESIDENTE.  Il Governo non ha dato la copertura finanziaria  al
  subemendamento.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, non facciamo  forzature,  lei
  non  può  chiudere così la vicenda, sta scherzando? La Presidenza
  deve  procedere come prescrive il Regolamento, altrimenti è ovvio
  che sta facendo una forzatura.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, intanto la Presidenza non procede  a
  forzature:  quanto al subemendamento, per poter essere  posto  in
  votazione,  deve avere la copertura finanziaria, ed è il  Governo
  che l'assicura.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    nel
  rivolgermi  alla  Presidenza,  occorre  chiarire  una   questione
  dirimente.  Se  qualunque  collega  in  quest'Aula  presenta   un
  emendamento che formalmente è compensato, cioè che preleva da  un
  capitolo e ne sposta lo stanziamento in altro capitolo,  il  tema
  della copertura non riguarda il fatto che il Governo decide se la
  stessa  va  data  o  meno  sulla base di  un  orientamento  o  di
  un'opinione;  il  Governo, infatti, può  riferire  che,  in  quel
  preciso  capitolo, non può essere fatto alcun prelievo perché  si
  tratta di spese obbligatorie. Se, nel caso specifico, il fondo di
  riserva  è  stato utilizzato dal Governo per dare  copertura  per
  oltre  39  milioni di euro al suo stesso emendamento, è evidente,
  allora, che qualunque deputato può utilizzare il Fondo di riserva
  per compensare qualunque spesa.
   Sarà  poi  l'Aula a bocciare l'emendamento, ma  non  può  essere
  argomentato il fatto che il Governo decida di approvare o meno il
  prelievo dal fondo di riserva. Se l'Aula approva il prelievo  dal
  fondo   di   riserva,  infatti,  quest'ultimo  avrà  una   minore
  previsione  e  quel  capitolo  avrà  il  corrispettivo  ammontare
  trasferito.
   Pertanto,  è evidente che se il fondo di riserva non è vincolato
  al  momento, la copertura non può che esserci, visto che l'ha già
  utilizzato  il  Governo  e  può  anche  usarlo  qualunque   altro
  deputato.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,   il  ragionamento  dell'onorevole  Cracolici,   è   un
  ragionamento che va interpretato: il Governo nelle sue previsioni
  programmatiche,  utilizza  il  Fondo  fino  a   quando   esso   è
  utilizzabile, perché al di sotto di quella previsione non si  può
  eccedere.   E'   chiaro  che  il  Governo  può   farlo,   dovendo
  ridistribuire  le  risorse,  così come  abbiamo  fatto  nei  vari
  capitoli,  perché  lo  riteniamo  essenziale,  e  abbiamo  dunque
  utilizzato il fondo di riserva.
   Se  potessimo utilizzarlo ancora, perché riterremmo  vi  fossero
  ulteriori margini di disponibilità, avremmo tanti altri  capitoli
  da  impinguare, compreso uno di quelli che poc'anzi  non  abbiamo
  potuto   incrementare,   mi  riferisco,   cioè,   all'emendamento
  presentato dall'onorevole Barbagallo.
   Il  fondo  di  riserva pertanto, per quel che ci riguarda,  così
  come  è  risultato, non può essere più utilizzato,  perché  è  al
  minimo  delle disponibilità. Prima, vi erano risorse  che,  nella
  sua programmazione, il Governo ha ritenuto di poter distribuire e
  l'ha  fatto: siccome l'onorevole Oddo, tra l'altro, è  stato  uno
  tra  i  deputati  che, in Commissione Bilancio,  giustamente,  ha
  posto  l'attenzione sul fatto che il fondo di  riserva,  dopo  il
  prelievo  dei 39 milioni di euro era già al minimo,  mi  parrebbe
  strano  che  sia adesso proprio lui, dopo avercelo  ricordato,  a
  continuare a farlo diminuire ulteriormente.
   Pertanto,  invito  i deputati a presentare gli  emendamenti  che
  riterranno  opportuni,  ma utilizzando  le  dovute  compensazioni
  all'interno  del  bilancio, senza ricorrere ancora  al  fondo  di
  riserva  che, trovandosi al minimo delle disponibilità,  non  può
  ridursi al di sotto della cifra stimata.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                     Per richiamo al Regolamento

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  poc'anzi
  la  Presidenza  stava  tentando di  dichiarare  improponibile  un
  emendamento  e,  a norma di Regolamento, ribadisco  che  non  può
  farlo. Intendo qui spiegare il motivo.
   In  parte,  l'ha già detto l'onorevole Cracolici nel  corso  del
  suo intervento, quando, ovviamente, ha fatto notare che tutte  le
  operazioni  sulle tabelle sono compiute proprio a decremento  del
  fondo di riserva.
   E'  vero  che  noi abbiamo sollevato in Commissione Bilancio  la
  questione relativa al fondo di riserva, rilievo rispetto al quale
  ci  hanno riferito che non c'è nemmeno, come per gli Enti locali,
  una  cosiddetta  soglia percentuale minima su  cui  calcolare  il
  fondo   di   riserva   stesso;   l'obiezione   è   stata   fatta,
  personalmente, non sono andato ad approfondire la questione.
   Mi  è  stato detto in Commissione Bilancio che non c'era  e  che
  non c'è detta soglia:  è ovvio, quindi, che se il Governo ritiene
  che  può  fare nelle tabelle variazioni diminutive di   quasi  40
  milioni di euro, è assolutamente inconcepibile che si discuta ora
  se  un  deputato  possa analogamente compensare  un  emendamento,
  ricorrendo al medesimo fondo di riserva
   Mi  permetta  di  dire,  pertanto,  signor  Presidente,  che  il
  Regolamento  in  quest'Aula vale per tutti: Governo  e  deputati,
  maggioranza ed opposizione  La Presidenza ha dichiarato  in  Aula
  come dovevano essere e come dovevano articolarsi gli emendamenti:
  ha  riferito  che  gli emendamenti dovevano contenere  l'UPB,  il
  capitolo  e  la  relativa  compensazione.  Benissimo,  ci   siamo
  attenuti scrupolosamente a ciò che è stato deciso, in ossequio al
  Regolamento
   Pertanto,  se c'è un problema politico, lo si lasci al confronto
  politico,  ma  non  mi si dichiari l'improponibilità,  perché  il
  Regolamento  può  essere  invocato  soltanto  quando  non  vi   è
  compensazione: nel caso specifico, quest'ultima, è fatta a valere
  del  fondo  di  riserva che, politicamente, il  Presidente  della
  Regione  ritiene  stia raggiungendo una soglia che  definisce  di
  guardia, ma non sicuramente dal punto di vista regolamentare

   CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che  il
  problema sia serio, ma non posto correttamente. I due milioni  di
  euro  di  cui  si  parla,  infatti,  nient'altro  sono  che   una
  diminuzione  del  fondo  di  riserva  ma  che,  in  realtà,   non
  diminuisce affatto,  perché va a sanare e compensare i precari di
  un  settore,  motivo per cui non è vero che  si  è  ridotta  tale
  soglia.
   Aggiungerei  ora, e vorrei sentire in proposito l'Assessore  per
  il  lavoro, se la cifra messa a copertura del fondo unico  per  i
  precari,  è sufficiente a stabilizzare tutti quanti, giustamente,
  devono  ancora esserlo in base alle leggi che  questo  Parlamento
  ha approvato.
   Vorrei  quindi capire come mai il Governo, che sa di  avere  due
  leggi  da  attuare, sostiene che con la cifra  che  ha  posto  in
  essere riesce a dare copertura ai due provvedimenti. Se,  invece,
  così  non  è, e difficoltà di bilancio dovessero imporre  che  in
  questo momento il Governo sceglie la strada di lasciare nel fondo
  unico  meno  di  quanto è previsto, sapendo però che,  nel  corso
  dell'anno,  può rimpinguarlo per arrivare a definizione  in  ogni
  caso entro l'esercizio finanziario, bene, eviterei allora di fare
  oggi  una  forzatura e una contrapposizione in seno all'Assemblea
  (personalmente, sono tra quelli che lo vorrebbero aumentato, se è
  necessario, indipendentemente dalla valutazione del Governo).
   Tuttavia,  nello stesso tempo, dico che se il Governo  fornisce,
  attraverso  l'Assessore per il lavoro, la certezza che quel fondo
  riesca  a soddisfare le esigenze previste dalla legge, a  me  sta
  bene   Ribadisco  il  concetto, nella speranza  che  qualcuno  mi
  ascolti  e poi mi dia una risposta puntuale e concreta.  Fino  ad
  ora,  non sono intervenuto, perché ritengo  che il Governo  abbia
  seguito una strada che sta portando ad  una finanziaria e  ad  un
  bilancio seri  e corretti.
   Delle   due  l'una:  o  l'Assessore  per  il  lavoro,   che   sa
  esattamente  che  deve  portare  a  termine  due  leggi  che  gli
  impongono la stabilizzazione dei precari, conosce che con  quella
  cifra può riuscirci - e, allora, si assuma la responsabilità e lo
  dica -,  altrimenti, se non c'è la necessaria copertura, si potrà
  ovviare   durante  il  corso  dell'anno  con  l'assestamento   di
  bilancio.  Tutto  ciò  significa che il Governo  si  è  posto  il
  problema,  e in questo momento, anche se non sta provvedendo  per
  intero  alla  copertura finanziaria, è consapevole, comunque,  di
  doverlo fare in futuro.
   Fare  una  forzatura sul fondo di riserva, in questo momento,  è
  una  cosa  delicatissima  e non invito  il  Governo  a  prelevare
  ancora,  perché  ciò avrebbe sicuramente delle ripercussioni  nel
  momento  in  cui  dovessero sorgere dei  problemi  nella  società
  siciliana, senza sapere come farvi fronte. Vorrei, piuttosto, che
  il  Governo  ci dicesse  se la cifra stanziata sia sufficiente  o
  meno  e, in quest'ultimo caso, si impegnasse ad indicare da  dove
  attingerà   le   nuove   risorse  per  provvedere   all'ulteriore
  stanziamento.
   Se  così  fosse,  ritengo che non può più essere  presentato  un
  emendamento contro una volontà che intende, piuttosto, realizzare
  e portare a compimento la stabilizzazione dei precari in Sicilia.
  E'   diverso,  invece,  se  il  Governo  dichiari  che  manca  la
  disponibilità finanziaria.
   Personalmente,  ritengo che, dal punto di  vista  esclusivamente
  tecnico,  l'emendamento  non  possa essere  posto  in  votazione,
  indipendentemente  dal fatto se il Governo  mi  abbia  ascoltato;
  diversamente,  sarà mia conseguenza agire con il mio  voto,  così
  come credo opportuno e doveroso.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   il
  Presidente  della Regione ha detto una cosa giusta e,  cioè,  che
  il  fondo  di  riserva  non può essere  utilizzato:  ciò  non  lo
  prescrive il Regolamento, bensì la legge di bilancio. Ma, assunta
  questa  premessa,  non  doveva utilizzarlo  nemmeno  il  Governo,
  perché  non  vi  ha  fatto ricorso per un  evento  eccezionale  o
  straordinario,  ritenendo il prelievo dal fondo  di  riserva  una
  della forme più cospicue di entrate.
   Il  fondo  di  riserva è di 350 milioni di  euro  e,  in   atto,
  abbiamo nel fondo risorse per circa 100-135 milioni di euro.
   Il  prelievo  fatto  dal  Governo,  quindi,  è  di  una  gravità
  straordinaria,  perché  per primo esso ha  violato  la  legge  di
  bilancio e, sulla scorta di questa violazione, i deputati hanno a
  loro  volta  impegnato  gli emendamenti  sul  fondo  di  riserva,
  commettendo un ulteriore errore, certo, ma è molto più grave  che
  l'abbia fatto il Governo  Fra qualche mese, il fondo dovrà essere
  rimpinguato  nuovamente, non essendo possibile  restare,  in  una
  Regione come la Sicilia, con riserve così seriamente intaccate.

    CUFFARO   presidente della Regione. Il fondo di riserva  è  300
  milioni di euro. Ci sono due titoli: titolo I e titolo II. Lei ha
  guardato il titolo I, dove vi sono risorse per 100 milioni, ma in
  questo  momento il fondo di riserva è, complessivamente,  di  300
  milioni di euro.

    BARBAGALLO   Penso  che  la  situazione,  dal  punto  di  vista
  legale, sia delicata e considero, comunque, impropria e sbagliata
  questa utilizzazione.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  presentato  dall'onorevole  Oddo  è  perfettamente  legittimo  e,
  sostanzialmente,  cerca  di  recuperare  una  grossa  svista  del
  Governo   rispetto  a  una  fascia  di  precariato  che  verrebbe
  penalizzata   rispetto  a  tutti  gli  altri  soggetti  che  oggi
  stipulano i contratti.
   Peraltro, il richiamo  fatto dall'onorevole Cintola al fondo  di
  riserva,  a questa pericolosità di attingere al fondo di riserva,
  contraddice tutto quanto è stato fatto sino ad ora dal Governo  e
  dalla maggioranza.
   E  bene  diceva l'onorevole Barbagallo che, oramai, il  prelievo
  dal  fondo di riserva ha costituito una fonte di entrata maggiore
  o,  comunque, la fonte di compensazione di tutte le esigenze,  le
  più svariate e bizzarre, che la maggioranza, in Commissione e  in
  Aula, abbia avuto sino adesso.
   Ci   sono,   pertanto,  tutti  i  presupposti  regolamentari   e
  normativi perché l'emendamento dell'onorevole Oddo venga messo ai
  voti  ed  è  chiaro che sarebbe opportuna una presa di  coscienza
  generale,  da  parte  dell'Aula,  affinché  l'emendamento   venga
  votato,  appunto,   per evitare, in un mondo  difficile  quale  è
  quello del precariato, figli e figliastri.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ricordo che il  subemendamento
  Gov  2.114 non presenta la necessaria copertura finanziaria, come
  dichiarato dal Governo. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Si  associano alla richiesta gli  onorevoli Apprendi, Ammatuna,
  Calanna,  Cantafia, Di Benedetto, Galletti, Gucciardi,  Tumino  e
  Zago)

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.114

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento Gov 2.114.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla votazione: Antinoro, Apprendi,  Ardizzone,
  Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
  Calanna,  Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,  Cimino,  Cintola,
  Confalone,  Cristaldi,  Cuffaro, Culicchia,  Currenti,  D'Aquino,
  D'Asero,  De  Benedictis, De Luca, Di Benedetto,  Di  Guardo,  Di
  Mauro,   Dina,   Fagone,  Falzone,  Fiorenza,  Fleres,   Formica,
  Galletti,   Galvagno,   Gennuso,  Gianni,   Granata,   Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leontini,  Limoli,
  Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Manzullo, Misuraca,  Nicotra,
  Oddo   Camillo,  Oddo  Salvatore  Antonino,  Ortisi,   Panarello,
  Panepinto,  Parlavecchio,  Pogliese,  Ragusa,  Regina,   Rinaldi,
  Rizzotto,   Ruggirello,  Sanzarello,  Savarino,  Savona,   Scoma,
  Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,  Vicari,
  Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            83
   Votanti             81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          39
   Contrari            42

                         (Non è  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento Gov 2.5,  anche  questo
  compensato dal fondo di riserva. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PANEPINTO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si  associano alla richiesta gli  onorevoli Apprendi,  Calanna,
  Cantafia,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,  Galletti,  Gucciardi,
  Termine e Zago)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.5

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento Gov 2.5.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla votazione: Antinoro, Apprendi,  Ardizzone,
  Aulicino,  Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
  Calanna,  Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,  Cimino,  Cintola,
  Confalone,  Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,  Culicchia,  Currenti,
  D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis, De Luca,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Fagone,  Falzone,  Fiorenza,  Fleres,
  Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
  Incardona,  La  Manna, Leanza Edoardo, Leanza  Nicola,  Leontini,
  Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
  Misuraca, Nicotra, Oddo Camillo, Oddo Salvatore Antonino, Ortisi,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,  Sanzarello,  Savarino,  Savona,
  Scoma,  Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino,  Turano,
  Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  83
   Maggioranza         42
   Favorevoli          35
   Contrari            48

                         (Non è  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si passa al subemendamento Gov 2.3. Il  parere  del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CALANNA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Apprendi,
  Cristaldi,  De  Benedictis,  Di Benedetto,  Galletti,  Gucciardi,
  Ortisi, Panarello e Rizzotto)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.3

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento Gov 2.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla  votazione: Antinoro, Apprendi,  Aulicino,
  Ballistreri,  Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,  Calanna,
  Cantafia,  Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Cristaldi,
  Cristaudo,  Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  De  Luca,  Di  Benedetto, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Falzone,  Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
  Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona, La Manna, Laccoto,  Leanza
  Edoardo,  Leanza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
  Maira,  Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Misuraca,  Nicotra,  Oddo
  Camillo,  Oddo Salvatore Antonino, Ortisi, Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio,  Pogliese,  Ragusa, Regina,  Rinaldi,   Ruggirello,
  Sanzarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Termine,  Terrana,
  Tumino,   Turano,  Vicari,  Villari,  Vitrano,   Zago,   Zangara,
  Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            82
   Votanti             79
   Maggioranza         40
   Favorevoli          34
   Contrari            45

                         (Non è  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.64. Il  parere  del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                                                             (Non è
  approvato)

   Si passa all'emendamento 2.11.

   GIANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa,  quindi, al subemendamento Gov 2.65.  Il  parere  del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

    TUMINO  Chiedo  che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Apprendi,
  Barbagallo,   Borsellino,  Cantafia,  Culicchia,  Di   Benedetto,
  Galletti, Gucciardi,  e La Manna)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 2.65

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento Gov 2.65.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla  votazione: Ammatuna, Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone,  Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
  Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
  Cintola,  Confalone,  Cracolici, Cristaldi,  Cristaudo,  Cuffaro,
  Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,  De  Luca,
  Di  Benedetto,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Fagone,  Falzone,
  Fiorenza,  Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,  Gianni,
  Granata, Gucciardi, Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo,
  Leanza  Nicola,  Leontini,  Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,  Maira,
  Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo  Camillo,
  Oddo    Salvatore   Antonino,   Ortisi,   Panarello,   Panepinto,
  Parlavecchio,   Pogliese,  Ragusa,  Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,
  Ruggirello,   Sanzarello,  Savarino,  Savona,  Scoma,   Speziale,
  Stancanelli,  Termine, Terrana, Tumino, Turano, Vicari,  Villari,
  Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  86
   Maggioranza         44
   Favorevoli          40
   Contrari            46

                         (Non è  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento Gov 2 ter.   Il  parere
  della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento Gov 2, riguardante la  tabella
  per la parte relativa alla Rubrica  Lavoro .

   CRACOLICI .  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli    onorevoli   Aulicino,
  Borsellino, Calanna, Di Benedetto, La Manna, Panepinto,  Termine,
  Zago e Zappulla)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2
                 relativamente alla Rubrica  Lavoro'

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento Gov 2, relativamente alla Rubrica  Lavoro'.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla  votazione: Ammatuna, Antinoro,  Apprendi,
  Ardizzone,  Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
  Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
  Confalone,  Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,  Culicchia,
  Currenti,   D'Aquino,  D'Asero,  De  Benedictis,  De   Luca,   Di
  Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone,  Fiorenza,
  Fleres,  Formica,  Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,  Granata,
  Gucciardi,  Incardona, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo,  Leanza
  Nicola,  Leontini,  Limoli, Lombardo, Lo Porto,  Maira,  Mancuso,
  Manzullo,   Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Oddo   Salvatore
  Antonino,  Ortisi, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,  Pogliese,
  Ragusa,   Regina,  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,   Sanzarello,
  Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,
  Tumino,   Turano,  Vicari,  Villari,  Vitrano,   Zago,   Zangara,
  Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  84
   Maggioranza         43
   Favorevoli          50
   Contrari            34

                           (E'  approvato)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  Rubrica  Cooperazione,  commercio,
  artigianato  e  pesca ,  dalla UPB 8.1.1.1.1 alla UPB  8.4.2.6.1:
  Gabinetto   e   uffici   di   diretta  collaborazione   all'opera
  dell'Assessore; Dipartimento regionale cooperazione, commercio  e
  artigianato; Dipartimento regionale della pesca; Uffici speciali.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:
   -dall'onorevole Cascio ed altri:

      subemendamento 2.6:
      «Per  l'esercizio  finanziario 2007, il Capitolo  342530  UPB
      8.2.1.1.2   Spese per la stipula di convenzioni con  consorzi
      universitari  per l'istituzione di master  è incrementato  di
      200  migliaia di euro. A tale incremento si farà  fronte  con
      detrazione di pari importo dal Capitolo 347703 UPB 8.3.1.3.99
      previsto  in  tabella  H del disegno di  legge   Disposizioni
      programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 »;

   -dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:

      subemendamento 2.9:
      «UPB  8.2.2.6.3 Cap. 742403 +10.000 opere urbanizzazione zone
      artigianali
      UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -10.000 (fondo riserva)»;

   -dall'onorevole Cracolici:

      subemendamento Gov 2.66:
      «UPB 8.2.1.1.1 Cap. 342006 -4.000»;

      subemendamento Gov 2.67:
      «UPB 8.2.1.1.1 Cap. 342008 -8.900»;

      subemendamento Gov 2.68:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350001 +93.000»;

      subemendamento Gov 2.69:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350002 +3.000»;

      subemendamento Gov 2.70:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350003 +9.900»;

      subemendamento Gov 2.71:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350005 +23.000»;

      subemendamento Gov 2.72:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350502 +7.800»;

      subemendamento Gov 2.73:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350504 +10.900»;

      subemendamento Gov 2.74:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350505 +1.000»;

      subemendamento Gov 2.75:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350506 +1.000»;

      subemendamento Gov 2.76:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350507 +2.900»;

      subemendamento Gov 2.77:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350508 +4.900»;

      subemendamento Gov 2.78:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350510 +1.900»;

      subemendamento Gov 2.79:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 350511 +5.000»;

      subemendamento Gov 2.80:
      «UPB 8.4.1.1.1 Cap. 351001 +13.000».

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento Gov 2.66.

   CRACOLICI.  Dichiaro di ritirarlo, unitamente al  subemendamento
  Gov 2.67.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Il  subemendamento  2.6  è improponibile.  Si  passa,  pertanto,
  all'esame del subemendamento 2.9.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  avevamo
  già   posto  in  Commissione  Bilancio  l'esigenza  di   valutare
  l'opportunità - lo chiediamo, ovviamente, al Governo - di  tenere
  conto   che,   rispetto,  ad  esempio,  all'ultimo   bando   POR,
  riguardante   Opere di urbanizzazione zone artigianali   (cioè  i
  famosi Piani di insediamento produttivo che i Comuni devono  fare
  e  che  sempre più speriamo facciano in maniera attenta dal punto
  di  vista  urbanistico) sono rimaste fuori cento e più  richieste
  avanzate dagli Enti locali.
   Oggi,  se  si vogliono urbanizzare le zone artigianali,  bisogna
  convenzionarsi con il privato e, il tutto, a spese dell'artigiano
  siciliano.
   Se   ritenete  che questo sia un fatto a cui abituarci,   faremo
  ciò  che  riteniamo più opportuno e il Governo si  assuma  questa
  responsabilità;   non  è possibile, tuttavia,  prevedere  solo  4
  milioni di euro in questo capitolo, perché gli stessi non bastano
  nemmeno a organizzare un PIP del comune di Catania,  uno a caso.
   Naturalmente,  qualcuno potrebbe sostenere che il  problema  non
  viene  risolto con  un aumento di 10 milioni di euro, però,  così
  facendo,  diamo  un  segnale, operando valutazioni  opportune  su
  questioni fondamentali - e lo dico anche all'Assessore al ramo  -
  rispetto  alle cento istanze rimaste fuori, anche in relazione  a
  chi  presenta  determinate specificità: ci sono zone  artigianali
  che  sostanzialmente sono quasi pronte, ma non si possono mettere
  in  funzione  perché  mancano le opere di  urbanizzazione  e  ciò
  significa posti di lavoro, crescita e produzione in Sicilia
     Mi  sono  preoccupato  -  e non voglio  insistere  perché  non
  ritengo giusto assumere toni che, alla fine, possono essere anche
  ripetitivi  -  di presentare una correzione al subemendamento  in
  esame,  modificando la compensazione, non più a valere sul  fondo
  di riserva, ma su quello per lo sviluppo.
   Non  credo  che  su  questo aspetto, quindi, dovrebbero  esserci
  dubbi, a meno che la questione del fondo di riserva non sia  solo
  un alibi per non toccar niente e per dire che, quando si trova un
  equilibrio,   anche  precario,  questa  maggioranza   si   limita
  aggrappandosi semplicemente ad esso
   Se  vogliamo,  invece,  parlare di questioni  di  merito  e  dei
  bisogni della nostra Isola, e se non vogliamo parlare di sviluppo
  solo  per  fare chiacchiere e blaterare, credo allora che  questa
  possa essere una buona opportunità.
   Invito  i  colleghi,  ma soprattutto lo  chiedo  al  Governo  e,
  ripeto,   ancora  una  volta,  al  Presidente  della  Regione   e
  all'Assessore  al  ramo,  a  dare  un  segnale  che  vada   verso
  un'inversione di tendenza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi   rivolgo
  principalmente al Presidente della Regione, poiché questo  è  uno
  degli argomenti che merita tanta attenzione: abbiamo finora visto
  una  Rubrica  solo  di  spese  per  il  personale,  mi  riferisco
  all'aumento di un milione per il centralino, di 500 mila euro per
  altro  personale, all'aumento di altre indennità  di  missione  e
  così via.
   L'anno  precedente,  onorevole Presidente della  Regione,  forse
  lei  non lo sa, sono avvenute cose molto gravi, poiché sono stati
  emanati  bandi,  su  questi fondi PIP, ad  uso  e  misura,  senza
  trasparenza, basandosi su uno studio che non era conosciuto dalla
  maggior parte dei Comuni.
   Oggi  c'é  una  spesa  qualificante che può essere  presa  dalla
  rimodulazione dei POR:  qui, allora, il problema non é  il  fondo
  di  riserva,  quanto, piuttosto, se si vuole davvero  parlare  di
  sviluppo. Occorrono, quindi, due impostazioni.
   Una  prima  impostazione, riguarda la trasparenza dei bandi  per
  tutti i Comuni, affinché possano  partecipare con regole certe  e
  non  con  la  modalità  che, a seconda chi sia  l'Assessore,   fa
  conoscere prima a determinati Comuni.
   L'altra  impostazione  riguarda  l'impinguamento  del  capitolo,
  così come diceva l'onorevole Oddo: se vogliamo veramente un certo
  sviluppo, la Sicilia non ha solo bisogno di 10 milioni  di  euro,
  ma  avrebbe  bisogno, altresì, di spese ancora  più  qualificate,
  perché  se  vogliamo  dare sviluppo e occupazione,  non  possiamo
  pensare  di  farlo  sempre  parlando di  precari,  di  assunzioni
  clientelari  e  altro  del genere. Il vero  sviluppo  e  la  vera
  occupazione avvengono attraverso la creazione di industrie  o  di
  altri  insediamenti  che possono dare da soli occupazione,  senza
  pesare sulla spesa ordinaria del Governo regionale.
   Onorevole  Presidente della Regione, questo é un  argomento  che
  merita molta attenzione e la nostra preoccupazione é che,  al  di
  là  delle somme, si arrivi ad un impinguamento di questo capitolo
  che  possa essere fatto o con la rimodulazione o con i fondi  del
  2007/2013, ma soprattutto, che si arrivi a bandi trasparenti, con
  regole certe e non con richiami ad alcuni  studi fatti da privati
  che, poi, non sono portati a conoscenza di tutti i Comuni.

   ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, intervengo per confermare  di
  aver  cambiato  la compensazione: questa non  avviene  più,  come
  detto,   utilizzando  il fondo di riserva, ma  il  fondo  per  lo
  sviluppo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che  all'emendamento
  2.9   è   stato  presentato  il  subemendamento  2.9.1  a   firma
  dell'onorevole Oddo Camillo. Ne do lettura:
   «Sostituire UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -10.000
   con UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215704 -10.000».

   Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                (proteste dai banchi della sinistra)

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  l'onorevole  Panepinto  aveva
  chiesto la votazione per scrutinio segreto...

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il voto  segreto  deve  essere
  richiesto prima che l'emendamento venga posto in votazione ed  io
  avevo già avviato la votazione...

   ODDO  CAMILLO. Avevamo chiesto il voto segreto  Non è questo  il
  modo di condurre i lavori d'Aula, le furbizie non pagano

    PRESIDENTE    Si  procede alla votazione. Chi è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

    CRACOLICI     Signor   Presidente,  non  può   procedere   alla
  votazione

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, la Presidenza  si  sforza  di
  essere  imparziale  e  spera di esserlo. Dobbiamo  rispettare  le
  regole. Avevo già indetto la votazione.

   ODDO  CAMILLO. Onorevole Presidente, deve rispettare le  regole
  Lei mi aveva chiamato per sapere quali fossero i subemendamenti e
  l'onorevole  Panepinto aveva chiesto la votazione  per  scrutinio
  segreto.

    CRACOLICI  Onorevole Presidente, lei deve spiegare di  cosa  si
  stava parlando.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, eravate disattenti,  avevo  già
  detto   che   ponevo   in   votazione   il   subemendamento   2.9
  congiuntamente   all'ulteriore   subemendamento,   dello   stesso
  onorevole Oddo, che cambiava la compensazione.

    CRACOLICI   Signor Presidente, non può porre congiuntamente  in
  votazione i due subemendamenti.

    PRESIDENTE  Io non forzo le regole, onorevole Cracolici.

   ODDO  CAMILLO. L'onorevole Panepinto aveva chiesto lo  scrutinio
  segreto e lei ha fatto finta di non sentire

    PRESIDENTE  Onorevole Oddo si calmi

   ODDO CAMILLO. Questo avviene perché vi siete messi d'accordo

    CUFFARO  presidente della Regione. Gridate l'inciucio

   ODDO CAMILLO.  Siete voi abituati all'inciucio

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente della Regione, stia tranquillo. Lei ha un problema con
  Forza Italia?

    CUFFARO  presidente della Regione. No.

    CRACOLICI  Allora, perché si agita tanto con Forza Italia?
   Signor  Presidente,  intervengo per fare rilevare  a  quest'Aula
  che  non si è proceduto correttamente alla votazione poiché c'era
  un   emendamento  a  firma  Oddo,  Cracolici   e   altri,   e   a
  quell'emendamento  era stato presentato un  altro  subemendamento
  che   modificava  il  capitolo  di  spesa  su  cui   operare   la
  compensazione.
   La Presidenza, allora, può soltanto far votare disgiuntamente  i
  due  subemendamenti: pertanto, la votazione che  lei  ha  indetto
  concerneva  uno dei due subemendamenti, ma, ancora,  ci  si  deve
  esprimere sul secondo.
   Le  chiedo,  pertanto,  al  fine  di  ristabilire  un  clima  di
  serenità in quest'Aula, prendendo atto che è stato respinto  solo
  un  subemendamento,  di mettere in votazione l'altro,  nel  testo
  originario,  prelevando piuttosto che dal fondo  dello  sviluppo,
  dal fondo di riserva. E' l'unico modo per rasserenare l'Aula.  Ci
  sono  due  votazioni, la prima si è fatta, ora  bisogna  fare  la
  seconda.  Per  la seconda votazione, reiteriamo la  richiesta  di
  scrutinio segreto.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  un'interpretazione letterale  del Regolamento interno sia chiara.
  La  modalità  del voto si chiede nell'atto in cui  il  Presidente
  pone  in votazione. Non si può chiedere preventivamente,   poiché
  prima si parla del merito del provvedimento  Nel momento  in  cui
  la  Presidenza pone ai voti un subemendamento, un emendamento, un
  articolo,  una Rubrica eccetera, è diritto del deputato  chiedere
  di intervenire sulla modalità di voto.
   Questa  polemica  per  la quale facciamo a corsa  per  decidere,
  secondo  la formula  chi è favorevole resti seduto... ,  che  noi
  conosciamo  da altre precedenti esperienze, non mi pare  che  sia
  tipica  dell'equilibrio di questa Presidenza e credo che  sarebbe
  opportuno, anche per il prosieguo sereno dei lavori, di  metterci
  subito d'accordo sull'argomento.
   Signor  Presidente,  lei  stesso,  a  me  personalmente,  questa
  mattina ha chiesto  ma, onorevole,  cosa vuole? , precisandomi di
  non  aver  ancora  posto  in  votazione  l'articolo,  giustamente
  osservando  (ma  io  lo  facevo per  paradosso)  che  non  potevo
  richiedere  una modalità di voto, ancor prima  che la  Presidenza
  ponesse in votazione il provvedimento trattato.
   Nel  momento  in  cui  lei  decide,  senza  nessuna  fretta,  di
  sottoporre  al  voto  l'argomento del quale si  parla,  abbia  la
  pazienza  di  ascoltare,  o  meglio,  di  notare  visivamente  la
  richiesta  della particolare modalità di voto, la più varia,  che
  l'Aula  le richiede. Altrimenti, prima che si cominci a  trattare
  dell'argomento,  io  le chiederò la modalità  di  votazione.  Ma,
  così  facendo, si rischia di fare più confusione,  o  no,  signor
  Presidente?

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei  che
  ci  dilungassimo su una questione che ritengo essere superata, se
  si  accetta di avere già votato.

   PANEPINTO. Onorevole Cintola, non si è ancora votato

   ORTISI.  Noi abbiamo chiesto la votazione per scrutinio segreto.
  Non abbiamo ancora votato

   CINTOLA. Scusatemi, se abbiamo già votato un emendamento, non  è
  più  possibile  rivotarlo. Nel momento in cui  il  firmatario  ha
  modificato la voce dalla quale fare il prelievo, quando  è  stato
  bocciato il secondo prelievo, non si può più ritornare sul  fondo
  di   riserva.  Se  abbiamo  già  votato,  dal  punto   di   vista
  regolamentare, la questione è chiusa.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,   il   subemendamento    al
  subemendamento 2.9 dell'onorevole Oddo è una precisazione. Non si
  può  mettere in votazione un subemendamento che prevede  meno 10
  e  meno 10 .
   La  verità  è  che questo subemendamento tenta,  anzi  riesce  a
  chiarire  il  significato  dell'altro  subemendamento,  il   2.9:
  ponendo  congiuntamente in votazione i due subemendamenti,  l'uno
  compensa  l'altro.  Cosa  si vuol fare diversamente?  Mettere  in
  votazione   la   volontà  di  realizzare   un   altro   tipo   di
  compensazione? Ciò non è possibile
   Gli  Uffici  mi  fanno  sapere, però - io  avevo  già  posto  in
  votazione   il   subemendamento  e  ho  visto,   soltanto   dopo,
  l'onorevole Tumino alzare la mano,  per questo non ho concesso il
  voto  segreto  -   che  l'onorevole Panepinto  aveva  chiesto  di
  parlare  prima  ancora  che  lo  ponessi  in  votazione.  Quindi,
  onorevole  Tumino,  le porgo le mie scuse. Dico  ciò,  anche  per
  specificare  all'onorevole Oddo che non c'è alcuna intenzione  di
  procedere con colpi di mano o altro.
   Pongo,  pertanto,  congiuntamente in votazione i  subemendamenti
  2.9 e 2.9.1.

   PANEPINTO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta   gli   onorevoli   Apprendi,
  Borsellino,   Cracolici,  Culicchia,  Di   Benedetto,   Galletti,
  Speziale e Tumino)

   Votazione per scrutinio segreto dei subemendamenti 2.9 e 2.9.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  dell'onorevole   Panepinto
  appoggiata  a  termini di Regolamento, indìco  la  votazione  per
  scrutinio segreto dei subemendamenti 2.9 e 2.9.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,
  Apprendi,  Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo,  Basile,
  Beninati,  Borsellino,  Calanna,  Cantafia,  Cappadona,   Caputo,
  Cascio,   Cimino,   Cintola,  Confalone,  Cracolici,   Cristaldi,
  Cristaudo,  Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino,  D'Asero,  De
  Benedictis,  De  Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,
  Fagone,  Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti,  Galvagno,
  Gennuso,  Gianni,  Granata,  Gucciardi,  Incardona,  Laccoto,  La
  Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
  Lo   Porto,   Maira,  Mancuso,  Maniscalco,  Manzullo,  Misuraca,
  Nicotra,   Oddo   Camillo,  Oddo  Salvatore   Antonino,   Ortisi,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi,  Rizzotto,  Ruggirello,  Sanzarello,  Savarino,  Savona,
  Scoma,  Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino,  Turano,
  Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.

   Congedi: Piccione.

   Dichiaro chiusa la votazione

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  87
   Maggioranza         44
   Favorevoli          51
   Contrari            36

                           (E' approvato)
                             (applausi)

   Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 390-458/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  i  subemendamenti
  Gov  2.68, Gov 2.69, Gov 2.70, Gov 2.71, Gov 2.72, Gov 2.73,  Gov
  2.74, Gov 2.75, Gov 2.76, Gov 2.77, Gov 2.78, Gov 2.79, Gov 2.80,
  a firma dell'onorevole Cracolici, sono stati ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  credo  che  con  l'emendamento
  approvato  da  quest'Aula a scrutinio segreto,  si  dimostra  che
  esiste   un  problema...  c'è un po'  di  tensione.  Non  capisco
  l'agitazione tra i banchi del Governo...

   CUFFARO,   presidente della Regione. Onorevole  Cracolici  è  da
  due  mesi  che  ci dice che non fa  inciuci  e   ora  ha  sancito
  l' inciucio   e mi chiede anche  perché mi agito  Abbia  il  buon
  senso, almeno, di ammettere che c'è stato un  inciucio , punto  e
  basta

   CRACOLICI.  Onorevole Presidente della Regione, lei  ha  un'idea
  alquanto bizzarra dell'Aula parlamentare.
   Il  Gruppo  parlamentare dei DS ha presentato un emendamento  in
  maniera  leggibile  e  chiara, presumo che anche  una  parte  dei
  colleghi  che  sostengono  il Governo,  ha  scelto  di  approvare
  l'emendamento  dei   Democratici  di  Sinistra  e  di   esprimere
  un'opinione diversa rispetto al giudizio dato dall'Esecutivo.
   E'  un  suo  problema, onorevole Presidente, qui  non c'è  alcun
   inciucio',  ma  un atto di assoluta trasparenza che riguarda una
  categoria, la possibilità cioè di consentire, piuttosto che usare
  i  soldi per le sue spese di rappresentanza, di farvi ricorso, ad
  esempio, in favore degli artigiani.

   CUFFARO,  presidente  della  regione.  Onorevole  Cracolici,  la
  invito  a  non   fare  alcuna  sceneggiata,  lei  si  trova   nel
  Parlamento siciliano, non in televisione, non  insista con questa
  sceneggiata

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  continuo  a  pensare   che   il
  nervosismo del Presidente della Regione sia la spia di  un  dato,
  che  il  bilancio  che  sta  per vararsi,  cioè,  è  un  bilancio
  attaccato  con  gli  spilli:  è evidente  che  c'è  un  bilancio,
  infatti, in cui gli elementi di sofferenza di intere categorie di
  questa Regione rimangono tutti
   Credo  che il nostro emendamento abbia teso, in qualche, modo  a
  recuperare  un  deficit presente nel bilancio, a dare,  cioè,  un
  contributo  alle  aree  artigianali per consentire  le  opere  di
  urbanizzazione e porle in attività, permettendo di localizzare le
  imprese artigiane nel territorio siciliano.
   Se  lei  ritiene  tutto  ciò un  inciucio',  probabilmente  sarà
  così, ma lo avremo fatto  per lo sviluppo della Sicilia
   Pensavamo,  ad  esempio, che anche su altri capitoli  di  questo
  bilancio  occorrerebbe sì un inciucio, per togliere  risorse  che
  voi,  con  il vostro Governo, state per sperperare, mi  riferisco
  alle spese di rappresentanza.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Gov 2, nella  parte
  relativa alla Rubrica  Cooperazione'. Ricordo che  vi è stata una
  richiesta di voto segreto.

   TUMINO. Ritiro la richiesta di voto segreto.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende  atto.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento Gov 2, relativamente alla Rubrica  Cooperazione'.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla Rubrica  Beni culturali ed ambientali e pubblica
  istruzione , dalla UPB 9.1.1.1.1 alla UPB 9.5.2.6.88: Gabinetto e
  uffici   di   diretta  collaborazione  all'opera  dell'Assessore;
  Dipartimento    regionale   pubblica   istruzione;   Dipartimento
  regionale  beni culturali e ambientali ed educazione  permanente;
  Uffici  speciali;  Dipartimento regionale  per  l'architettura  e
  l'arte contemporanea.
   Ricordo  che  sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici:

      subemendamento Gov 2.81:
      «UPB 9.2.1.3.2 Cap. 372539 -390.000»;

      subemendamento Gov 2.82:
      «UPB 9.2.1.3.2 Cap. 372522 -590.000»;

      subemendamento Gov 2.83:
      «UPB 9.2.1.3.2 Cap. 373713 -390.000»;

      subemendamento Gov 2.84:
      «UPB 9.2.2.6.3 Cap. 772003 -5.900»;

      subemendamento Gov 2.85:
      «UPB 9.2.2.6.3 Cap. 772004 -19.000»;

      subemendamento Gov 2.86:
      «UPB 9.3.1.1.1 Cap. 376007 +3.000»;

      subemendamento Gov 2.87:
      «UPB 9.3.1.1.1 Cap. 376009 +5.200»;

      subemendamento Gov 2.88:
      «UPB 9.3.1.3.2 Cap. 376528 -4.000»;

      subemendamento Gov 2.89:
      «UPB 9.3.2.6.3 Cap. 776016 -790.000»;

      subemendamento Gov 2.90:
      «UPB 9.4.1.1.3 Cap. 381702 +23.000»;

   -dall'onorevole Cracolici ed altri:

         subemendamento Gov 2.4:
          «cassare  la  previsione -23.000 all'UPB  9.4.1.1.3  cap.
   381702, annualità 2007-
         2008-2009»;

         subemendamento Gov 2.19:
           «Prelevare   UPB  9.4.1.1.3  capitolo  381701   -14.220,
   annualità 2007-2008-2009»;

   -dall'onorevole Gianni:

            subemendamento Gov 2.4:
            «UPB 9.3.1.1.2 Cap. 376546 +3.000 migliaia da destinare
  all'assorbimento di
             personale nella  Beni Culturali spa'»;

   -dall'onorevole Oddo Camillo ed altri:
         subemendamento Gov 2.10:
          «UPB 9.3.2.6.3 Cap. 776016 +15.000 migliaia di euro (beni
   monumentali)
            UPB  4.2.1.5.1  Cap. 215701 -15.000  migliaia  di  euro
   (fondo di riserva)»;

   -dall'onorevole Gianni ed altri:

         subemendamento Gov 2.2:
         «UPB 9.3.2.6.3 Cap. 777303 +2.500».

   Si   procede  con  il  subemendamento  Gov  2.81.  Lo  pongo  in
   votazione. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 2.82.

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 2.83.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   ORTISI.  Signor  Presidente, nel dichiarare di  far  proprio  il
  subemendamento,  chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ritorno
  sull'argomento sul quale  sono già intervenuto, però,  a  mo'  di
  esposizione collaterale, mi permetto di segnalare al Governo e ai
  colleghi deputati che, su questo stesso argomento, finanziamo già
  delle Fondazioni che si occupano di  lotta alla mafia, attraverso
  la diffusione di iniziative sul territorio.
   Questo  capitolo,  fondamentalmente,  diventa  un  capitolo   di
  finanziamento di retorica ottocentesca, per cui  prego l'Aula  di
  votarne  la  soppressione e, sottolineo, che è un argomento  tabù
  per  la  sinistra,  lo sapete, ma, ripeto, già finanziamo  queste
  attività  attraverso altre vie. Perché aggiungere  tonnellate  di
  carta straccia?

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e  per
  la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e  per
  la  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  l'onorevole  Ortisi  pone un tema molto importante,  però  io  mi
  riferisco  a  una  nuova  iniziativa, che  ha  avuto  una  grande
  rilevanza,  l'iniziativa, cioè,  i pizzini  della  legalità,  non
  barattare  i  diritti con i favori . Si tratta di un  evento  che
  interesserà  tutte  le  scuole della  Sicilia  e  del  territorio
  nazionale e che, attraverso una serie di iniziative, di  concerto
  con un'associazione importantissima presieduta da magistrati (che
  fa  della lotta alla mafia e dello studio della lotta alla  mafia
  il  suo  potere fondante) intende far parlare i ragazzi, fare  in
  modo che essi comincino dalla scuola a conoscere la cultura della
  legalità.  Debbo  dire  onestamente, tra l'altro,  che  il  primo
  incontro  ha riscosso un grandissimo successo.
   E'  una  iniziativa importante che finirà entro  il  31  maggio:
  ripeto,  le scuole hanno risposto diffusamente all'iniziativa  e,
  soprattutto, se mi consentite, hanno risposto in maniera forte  e
  molto seria i ragazzi.
   Nessuno  vuol dare ai ragazzi idee già preconfezionate  su  cosa
  sia  la legalità e la cultura contro la mafia. Mi auguro soltanto
  che  queste  iniziative,  all'interno delle  scuole,  possano  in
  qualche  modo  stimolare  nei  ragazzi,  nella  loro  voglia   di
  cambiamento, nella loro genuinità, la cultura della legalità  fin
  dall'inizio, diffondendo la lotta alla mafia  e alla illegalità.
   Si  tratta,  pertanto, di un'iniziativa mirata, e mi auguro  che
  quest'Aula possa votare favorevolmente il provvedimento in  esame
  che   non  incrementa  le  risorse,  ma  si  limita  a  stanziare
  nuovamente i fondi dell'anno scorso.

   CANTAFIA. Chiedo di parlare

       PRESIDENTE.  Ne ha facoltà

   CANTAFIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  contro  il  subemendamento  perché, in  questo  caso,  mi  sembra
  ragionevole  non  sprecare nessuna possibilità  di  fare  cultura
  antimafia  nelle  nostre scuole. Qualche  volta,   non  tutte  le
  risorse    che   destiniamo   a   queste   operazioni   rientrano
  dall'investimento  realizzato,  non  sempre  sono  perfette,  non
  sempre  sono  le  migliori possibili, però,  in  questi  casi,  è
  preferibile rischiare di spendere un euro in più piuttosto che un
  euro in meno per agire dentro le scuole.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente   della  Regione,  l'onorevole  Ortisi   solleva   una
  questione  molto  seria,  che non è  liquidabile  con  la  solita
  dichiarazione  che  può  essere  interpretata  come   demagogica.
  Naturalmente,  io  voterò  favorevolmente  all'orientamento   del
  Governo,   voterò  come  la  mia  maggioranza,  però,   onorevole
  Assessore,  lei deve rendersi conto che la gran parte  di  questi
  fondi  finisce  solitamente per essere destinata ad  integrazione
  salariale per i docenti.
   Allora, Assessore, gradirei che lei s'impegnasse con l'Aula,  di
  fronte  alla  questione  sollevata da  un  docente,  quale  è  il
  professore  Ortisi,  perché  nel disporre  con  la  circolare  la
  distribuzione  di dette somme, si specifichi chiaramente  che  le
  stesse  devono  essere destinate alla realizzazione  di  progetti
  pertinenti  con l'iniziativa: non un euro, quindi,  potrà  essere
  destinato  quale  integrazione  salariale  a  chi  predispone  il
  progetto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà
   CRISTALDI.  Signor  Presidente, l'onorevole Ortisi  solleva  una
  questione  molto  seria  che  non è  liquidabile  con  la  solita
  dichiarazione,  che  può  essere  interpretata  come  demagogica,
  perché  io  voterò  come vorrà il Governo,  come  vorrà   la  mia
  maggioranza,  però lei assessore Leanza  deve rendersi conto  che
  la  gran  parte  di  questi  fondi  finiscono  come  integrazione
  salariale per i docenti.
   Pertanto,  io gradirei che lei si impegnasse di fronte  a  tutta
  l'Aula, di fronte ad una questione sollevata da un uomo di scuola
  quale  il  professore Ortisi, che lei si impegnasse affinché  nel
  disporre con la circolare lo stanziamento  si specifichi  che  le
  somme devono essere destinate alla realizzazione di progetti, per
  l'acquisto di materiale, per  diffondere propaganda, e che non un
  euro deve andare come integrazione salariale a chi predispone  il
  progetto.

    MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  è  per
  contraddire  una  persona che stimo come il  collega  Ortisi,  ma
  l'argomento  non è tabù della sinistra, in quanto  il  capogruppo
  dei  DS  ha  presentato  l'emendamento,  in  questo  capitolo  di
  bilancio, soppressivo dei fondi. Ritengo che il Governo,  invece,
  così  come  ha fatto bene nella passata legislatura  e  come  sta
  ripetendo  in  questo  inizio  di  legislatura,  deve  certamente
  investire su iniziative nel campo della lotta alla mafia.
   Penso  che siamo tutti quanti d'accordo, non sto facendo  nessun
  tipo  di polemica, sto solo registrando che il Capogruppo dei  DS
  ha  chiesto di sopprimere il capitolo per le iniziative di  lotta
  alla  mafia  e  poi  l'ha fatto suo l'onorevole  Ortisi,  con  le
  motivazioni che possono essere anche in parte condivise.
   Per  quanto mi riguarda, mi sembra che il Governo stia lavorando
  bene  su  queste iniziative e  lo invito a continuare  su  questa
  strada.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e  per
  la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali, ambientali e  per
  la  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  questo è un tema che va affrontato senza demagogia, col cuore  in
  mano, con la mente libera.
   Nei   progetti  che  realizzeremo,  gli  insegnanti  saranno   i
  carabinieri, i magistrati, tutti coloro che i ragazzi chiederanno
  di incontrare. In questa associazione, e nel protocollo di intesa
  che abbiamo stipulato con tutti gli organismi istituzionali dello
  Stato, se i giovani  vorranno incontrare la Curia, un vescovo, un
  politico,  chiunque  vorranno, ciò, ovviamente,  sarà   a  titolo
  gratuito, perché non ci sono somme destinate ai docenti.
   Abbiamo   chiesto  alle  scuole  di  fare  un'opera  importante,
  proprio perché quanto diceva l'onorevole Ortisi - con il quale ci
  siamo  già  confrontati   e  che io  rispetto  tantissimo  -,  so
  perfettamente  esser  vero, perché  molto  spesso  si  tratta  di
  occasioni per fare soltanto della propaganda e nient'altro.
   In  qualche  occasione, ad esempio, quando  abbiamo  fatto  quel
  primo incontro a Catania, sono intervenuti in tantissimi,  tra  i
  quali   l'Arcivescovo,   il  Prefetto,   magistrati,   tantissimi
  rappresentanti delle Istituzioni: in punta di piedi, anche chi vi
  parla;  ebbene, in quell'occasione, c'era un cartello  sul  quale
  stava scritto  la mafia è un mondo di merda, noi siamo contro'.
   I  ragazzi,  quindi,  con  molta forza, testimoniavano  la  loro
  contrarietà ad un modo di operare:  c'erano questi ragazzini  con
  la  scritta sulla maglietta, magari attirati dalla  cantante che,
  in  quel  momento,  si  esibiva ma, certamente,  tutto  ciò   può
  servire   a  stimolare   questa  cultura  che  parte  dal  basso,
  traducendosi in un fatto importante.
   Siamo  d'accordo, tuttavia, a fare un dibattito serio su  questa
  problematica,  perché   sono assolutamente  convinto  delle  cose
  dette dall'onorevole Ortisi.

   AULICINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a   titolo
  personale  vorrei  annunciare il mio voto contrario  a  qualunque
  previsione di spesa che finanzi attività superficiali, cosiddette
   formative', per contrastare il fenomeno mafioso.
   E'  chiaro  che qui, non mi pare di avere colto negli interventi
  di   qualcuno   una   perplessità  sul  fenomeno,   siamo   tutti
  organicamente contro la mafia.
   Ho   avuto   un  qualche  disagio  nel  registrare  l'intervento
  dell'onorevole  Mancuso che, addirittura, ha colto  la  palla  al
  balzo,   quasi  per  sottolineare  che  l'opposizione   Onorevole
  Mancuso, stiamo sereni, qui stabiliamo che siamo tutti contro  la
  mafia,  non facciamoci attraversare dalle divisioni di una norma,
  di  una finanziaria... Ripeto, siamo tutti contro la mafia, siamo
  coerentissimamente contro la mafia
   Ho  un piccolo problema, per questo mi vorrei giustificare,  non
  mi   sono  consultato  con  il  mio  Gruppo.  Riflettevo,  mentre
  ascoltavo gli interventi, e mi sono detto che non facciamo  nulla
  contro  la  disoccupazione,  o  facciamo  comunque  poco:   nelle
  famiglie, anche in quelle del ceto medio, con due salari  e  casa
  in  affitto,  è altamente probabile che si vada in  black-list  e
  nelle mani degli usurai; la condizione economica della Sicilia  è
  di un degrado disarmante; il livello di esasperazione dei giovani
  è sotto gli occhi di tutti
   La   predisposizione  alla  deroga,  rispetto   ai   codici   di
  comportamento  civile, è per le strade,  perché c'è  davvero  una
  condizione di esasperazione enorme.
      La  lotta  alla  mafia,  questo  Parlamento,  la  deve  fare,
  onorevole assessore Leanza, non con le parole, ma approvando  una
  manovra finanziaria che non sia ordinaria o di lottizzazione o di
  mantenimento  degli sprechi, ma lanciando un segnale all'opinione
  pubblica,  consentendo alla gente di capire che  i   palazzi  del
  potere' sono sintonizzati con i bisogni della gente
   Ho  motivo  di ritenere che questo Palazzo non sia  in  perfetta
  sintonia  con  i bisogni della gente, quindi, voto contro  questa
  scelta
   Attenzione,  io  sono  a favore di azioni antimafia,  anche  noi
  organizziamo  seminari: personalmente, con  la  mia  associazione
  culturale,  ne  ho  svolto  parecchi  e   gratuitamente,    senza
  finanziamenti. Nel mondo del volontariato, so di tanta gente  che
  non ha bisogno di finanziamenti per realizzare queste iniziative;
  nella  scuola, so di tanti docenti che la mattina fanno  il  loro
  dovere e trasmettono messaggi di alta moralità e di alta tensione
  ideale
   La  verità  è  che  la vera cancrena, spesso,  sta  là  dove  si
  immagina di fare qualcosa per la gente
   Questo  Parlamento si interroghi davvero sulla sua  funzione  ed
  evitiamo di spararci addosso facendo i primi della classe, perché
  per  essere  i primi, bisogna studiare, essere bravi, presentarsi
  sempre e scegliersi buoni compagni.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione, devo dire che, mentre  ascoltavo  gli
  interventi su un tema che è di apparente interesse generale,  non
  solo  nella realtà siciliana, ma a quest'Aula tutta - e spiegherò
  perché  dico   di apparente  interesse - ebbene,  riflettevo  sul
  fatto   che,  conoscendo  la  pulizia  e  l'onestà  intellettuale
  dell'assessore Leanza, avendolo avuto come compagno di viaggio in
  V  Commissione  nella passata legislatura, so  quante  iniziative
  abbiamo  assunte  per  superare il  problema  del  lavoro,  della
  precarietà  in Sicilia, quindi la lotta alla mafia,  proprio  nel
  senso  pedagogico del termine. Iniziative in cui altri  organismi
  dello  Stato    fanno bene il loro servizio, e continuano a farlo
  bene:   sono  certo che questa, pur modesta somma -  perché  alla
  fine  parliamo di 400 mila euro, non di più - verrà  spesa  bene,
  verrà spesa nel modo più corretto possibile.
     Mi  permetto  solo di suggerire all'assessore Leanza,  proprio
  per  le cose che ha detto, siccome leggo che la denominazione del
  capitolo  comprende  la  voce   aggiornamento  docenti ,  ebbene,
  proprio  per le considerazioni che ha fatto l'Assessore  rispetto
  agli  insegnanti  che verranno arruolati, nel senso  buono  della
  parola, probabilmente è una dizione che va tolta.
   Ma,   tornando   al   problema  della  mafia,   anche   rispetto
  all'intervento dell'onorevole Aulicino, che fa politica da  tanti
  anni (anche lui è stato democratico cristiano, 20, 25 anni fa, ed
  ha  scelto  i  suoi  compagni   di viaggio,   poi  magari  li  ha
  ripudiati, poi c'è ritornato...) al di là di tutto - qui ognuno è
  bravo  a prendere la parola -, vorrei ricordare a questa Aula,  a
  questo  Governo,  ma soprattutto alla Presidenza  dell'Assemblea,
  che  oggi  stiamo parlando di un fatto paradossale,  parliamo  di
  lotta alla mafia e abbiamo un'Assemblea regionale siciliana  che,
  per tutta una serie di veti crociati e incrociati, alla fine, non
  ha  ancora  eletto  la  Commissione  parlamentare  d'inchiesta  e
  vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, fatto paradossale,
  lo ripeto
   Veti  crociati  e  incrociati, dicevo, non so  neanche  da  dove
  cominciare    Premetto   che  ho  già  comunicato   -   lo   dico
  ufficialmente  in questa sede - al Segretario regionale  del  mio
  partito,  come  pure  al Presidente della Regione,  relativamente
  alla  mia candidatura iniziale (ricorderete alcuni mesi fa,  come
  Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza
  sul fenomeno della mafia in Sicilia) che non sono più interessato
  perché, tra l'altro, quanto diceva l'onorevole Borsellino  mi  ha
  convinto,  forse serve a poco quella Commissione,  perché  doveva
  essere migliorata.
   Adesso,  però,  stiamo  parlando  di  lotta  alla  mafia  e  non
  ricordiamo  che  la Commissione preposta non si è  mai  insediata
  anzi, addirittura, credo che ci siano stati anche partiti che,  a
  tutt'oggi,  non  hanno indicato i componenti che  dovevano  farne
  parte.
   Allora,  predichiamo  bene, ma razzoliamo altrettanto   Apprezzo
  l'iniziativa    dell'Assessore   Leanza.   Spero    che    questa
  denominazione  venga  parzialmente  corretta  e  che  poi,  nelle
  circolari,   così   come   suggeriva  sapientemente   l'onorevole
  Cristaldi,  compaiano  gli  indirizzi  giusti  per  non  sprecare
  risorse,    seppur   una   modesta   somma,   sempre,   comunque,
  considerevole.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  spero  che
  non si apra un dibattito  sulla mafia, sulle ragioni sociali, sui
  comportamenti  della classe dirigente, perché non  mi  sembra  la
  seduta adatta.
   La  riflessione che ha posto l'onorevole Ortisi è  seria,   caro
  Assessore.  C'è  un  problema  che  riguarda  la  formazione  dei
  giovani, ma c'è anche l'esigenza di un supplemento di rigore e di
  intransigenza, anche della classe dirigente.
   A   tal  proposito,  devo  dire  che  non  è  pertinente  né  il
  riferimento  alla Democrazia cristiana, caro onorevole  Antinoro,
  della quale mi onoro di aver fatto parte, né il riferimento  alla
  Commissione  parlamentare d'inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della mafia in Sicilia.
   Sono  partite  diverse:  abbiamo  ritenuto  che  la  Commissione
  parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia  in
  Sicilia   debba  essere  migliorata,  potenziata   e   resa   più
  efficiente, ma ritengo che questa non sia la sede per  aprire  un
  dibattito; quindi, mi auguro che su questo argomento ci sia molta
  sobrietà,  prendendo  quanto  di giusto  c'era  nel  segnale  del
  collega Ortisi. Una classe dirigente non può fare solo formazione
  ad  altri,  prima  deve  avere  le carte  in  regola  per  essere
  credibile, per dare esempi, per proporre un modello positivo alla
  società siciliana.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  su  questo  tema sia opportuna una riflessione e  non  posso  che
  ribadire  il  giudizio  politico e morale  espresso  dal  collega
  Aulicino.
     La  lotta alla mafia è cosa troppo seria per essere combattuta
  a  parole,  peggio ancora con comportamenti parolai,  o  soltanto
  ricorrendo  a  strumenti formali che, rispetto alla  esigenza  di
  cambiare,  non  incidono profondamente nel  tessuto  economico  e
  sociale di questa Regione.
   E'  troppo  noto a tutti, e non soltanto per gli studi compiuti,
  che  per  combattere questo dramma endemico della nostra  società
  occorre dare una prospettiva diversa, profondamente diversa  alle
  giovani generazioni, un futuro di lavoro produttivo e non  invece
  alimentare  sistematicamente  la realtà  del  precariato  che  fa
  vergogna alle classi dirigenti di questa Regione.
   Insediare   imprese  produttive,  cambiare  mentalità   e   dare
  prospettive  di  avvenire.  Altro  che  Commissione  parlamentare
  d'inchiesta  e  vigilanza sul fenomeno della  mafia  in  Sicilia
  Altro che strumenti formali, discutiamo su  questo
   Signor   Presidente   dell'Assemblea,  le  propongo,   dopo   la
  finanziaria,  di  aprire  un  grande dibattito  su  questo  tema;
  discuteremmo  assieme  su  come dare una  prospettiva  diversa  a
  questa  Terra, partendo da una lotta seria alla mafia che  si  fa
  rinforzando  gli  strumenti  di  legalità  e  di  controllo   nel
  territorio, riformando profondamente la Pubblica amministrazione,
  parlando nelle scuole, parlando con i ragazzi, indicando che  c'è
  da  parte dei gruppi dirigenti e delle elite politiche isolane un
  modo  diverso  di  concepire la politica, perché  essa  torni  ad
  essere concepita nel senso più nobile della sua essenza.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.83,  a  firma
  dell'onorevole Ortisi. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si   passa ai subemendamenti 2.84, 2.85, 2,86 e  2.87,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   al  subemendamento  2.88,  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici.  Onorevole Cracolici, l'emendamento è  4  milioni  900
  mila o 4 milioni?

   CRACOLICI.  Signor Presidente, è 4 milioni,  perché  tale  è  la
  previsione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Apprendi, Calanna, Cantafia, De Benedictis,  Di
  Benedetto,    Fagone,   Gucciardi,   Oddo   Camillo,   Panarello,
  Speziale,Termine, Tumino si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.88

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento 2.88.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

     Prendono  parte  alla  votazione: Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,
   Apprendi,  Ardizzone, Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati,
   Borsellino,   Calanna,  Cantafia,  Cappadona,  Caputo,   Cascio,
   Cimino,  Cintola,  Confalone, Cracolici,  Cristaldi,  Cristaudo,
   Cuffaro,  Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,
   De  Luca,  Di  Benedetto,  Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
   Falzone,  Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Gennuso,  Gianni,
   Granata,  Gucciardi,  Incardona,   Laccoto,   La  Manna,  Leanza
   Edoardo,  Lenza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
   Maira, Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra,   Oddo
   Camillo,  Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano, Panarello,  Panepinto,
   Parlavecchio, Ragusa, Regina, Rizzotto, Ruggirello,  Sansarello,
   Savarino,   Savona,  Scoma,   Speziale,  Stancanelli,   Termine,
   Terrana,    Tumino,  Turano,Vicari,  Vitrano,   Zago,   Zangara,
   Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto dell'emendamento 2.88.

   Presenti e votanti:                  84
   Maggioranza:                         43
   Favorevoli:                             40
   Contrari:                           43
   Astenuti                                    1

                            (L'Assemblea non approva)

     Si  passa  al  subemendamento  2.89,  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   al  subemendamento  2.90,  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  mi  pare  evidente  che  questo
  subemendamento non vada ritirato, in quanto credo che sia uno dei
  punti dirimenti nel ragionamento che fin qui abbiamo fatto.
     Ritengo  inaccettabile  che  il  Governo  utilizzi,  per  dare
  copertura  alle  spese  conseguenti  dal   suo  emendamento,   il
  capitolo  relativo  all'una  tantum  prevista,   in  materia   di
  istruzione,   a  favore  di  ragazzi che  frequentano  la  scuola
  pubblica  e  che  appartengono a famiglie bisognose.  Con  questo
  emendamento si restituiscono al capitolo i 23 milioni di euro che
  il Governo intende prelevare.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  lotta  alla
  mafia  si  fa  probabilmente a partire dalla garanzia  di  alcuni
  diritti  fondamentali, per esempio, il diritto al lavoro e, prima
  ancora, il diritto all'istruzione. Ognuno di noi che occupa, come
  in  questo momento,  posti di responsabilità politica sa bene che
  ci  sono file di persone che chiedono aiuto per tante cose ed una
  di  queste - lo posso testimoniare - è la possibilità di comprare
  i  libri di testo ai loro figliuoli. Ebbene, guardate che noi  le
  somme le abbiamo appostate.
   Quando  fu approvata la legge sul buono scuola, furono appostati
  50  milioni di euro che poi sono diventati 40 milioni di euro per
  l'una tantum per il buono libro.
   Una  organizzazione burocratica, accentratrice dei  procedimenti
  con  cui  realizzare questo tipo di intervento ha  fatto  sì  che
  questi soldi non fossero utilizzati. E, pertanto,  abbiamo ancora
  le  somme relative al 2002 e al 2003, anni nei quali non é  stato
  dato,  da parte della Regione, alcunché alle famiglie. E inoltre,
  successivamente,  tali  procedimenti  sono  stati  affidati  alle
  scuole, anche su nostro consiglio;  e in modo farraginoso e   con
  errori  materiali  (sui codici fiscali o altre  storture  varie),
  quando  le  famiglie  sono   riuscite ad  avere  qualcosa,  hanno
  percepito meno di cento euro.
   Noi,  piuttosto che modificare i procedimenti per far funzionare
  meglio  questa  macchina, cosa pensiamo? Di  tirare  indietro  23
  milioni   di   euro   da   questa  voce,   semplicemente   perché
  l'assessorato  non  riesce a spenderli. La verità  é  questa.  Se
  l'Assessorato avesse organizzato bene i meccanismi di  spesa,  le
  famiglie avrebbero avuto il contributo previsto.
   E  pertanto  ho fatto una proposta all'onorevole Lenza  -  e  la
  ripeto  al  Governo -, e cioè propongo di mantenere questi  fondi
  per   questa   voce  di  spesa.  Tutt'al  più,  caro   Assessore,
  modifichiamo i criteri di attribuzione.
   Eventualmente,  abbassiamo ulteriormente il livello  di  reddito
  delle  famiglie che possono accedere a questo beneficio. Facciamo
  in  modo che esso vada veramente alle famiglie bisognose, in modo
  tale  che invece di ricevere 78 euro per ogni figlio, ne  possano
  ricevere 300 o 400, consentendo così il diritto allo studio.
   Il  problema  va  letto sempre in termini  generali.  Non  é  un
  problema  di  destra  o di sinistra. E' un problema  di  rispetto
  delle  fasce deboli della popolazione, é un problema  di  diritto
  fondamentale che viene compresso e non rispettato.
   L'onorevole  Leanza ha fatto una cosa meritevole.  Ha  preso  20
  milioni  di  euro  per  la sicurezza delle scuole,  ma  non  deve
  prenderli dall'una tantum. E' certamente necessario garantire  la
  sicurezza  nelle scuole, ma é necessario garantire  anche  questo
  diritto primario dei nostri figli
   Mi  appello  all'attenzione  e, in  particolare,  all'animo  del
  presidente  Cuffaro,  che  so essere  profondamente  sensibile  a
  queste  tematiche  e  profondamente sensibile alle  problematiche
  relative  alla  scuola  e al diritto che  hanno  le  famiglie  di
  mandare i loro figli nelle scuole dove vogliono, tanto é vero che
  é  nata  la  legge  sul buono scuola, ma anche il  diritto  delle
  famiglie di mandare i loro figli fino alle scuole superiori.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vi raccomando un   santo
  inciucio', un  santissimo inciucio'.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  segnalare all'Assemblea che la questione che stiamo affrontando é
  la fusione sbagliata di due questioni vere: da un lato abbiamo un
  tema,  quello del diritto allo studio e del contributo una tantum
  che  era previsto nelle modalità che la legge stabiliva e che poi
  è  stato erogato nel modo che conosciamo, dall'altro la necessità
  di operare interventi per la sicurezza nelle scuole.
   Non  c'è dubbio che entrambe le istanze siano apprezzabili. Oggi
  discutiamo  e  nessuno sta mettendo in conto che non  sia  giusto
  investire  per le scuole e questo stesso Parlamento, naturalmente
  nella  legislatura precedente, si è trovato concorde nel ritenere
  che quella fosse una misura di aiuto alle famiglie.
   Però,   accade  -  credo  di  avere  parlato  di  questo   anche
  direttamente  con  l'Assessore Leanza  -  che  la  insufficiente,
  nonché  errata  applicazione di questa norma  ha  portato  ad  un
  dispendio improduttivo di energie,  ha portato alla erogazione in
  quantità  irrilevanti  da dovere costare, per  le  procedure  che
  comportava l'erogazione stessa, più del contributo attribuito.
   Tutto  questo  è  quanto  basta per  dire  che  quelle  modalità
  applicative del contributo sono state sicuramente sbagliate.  Non
  è  una  maniera per dire che quella norma è sbagliata  o  che  il
  diritto  allo  studio non deve avvalersi di un sussidio.  C'è  da
  rimodulare  quella norma, modificarla, migliorarla, renderla  più
  settoriale,  più mirata e più efficace, ma non si può intervenire
  dicendo che non serve più e quindi traggo pure la conclusione  di
  azzerare il capitolo sottraendo i 23 milioni di euro.
   Assessore Colianni, la chiamo in causa perché, se  questo  fosse
  il  principio, dovremmo dire che in Sicilia la legge  numero  328
  non  si  deve  applicare tanto è il fallimento,  l'incapacità  di
  spesa  che  la Regione siciliana ha mostrato, stante  un  60  per
  cento   di  fondi  del  primo  triennio  ancora  totalmente   non
  utilizzati.  E  potremmo  ben  dire,  quindi,  che  i  fondi  per
  l'assistenza alle famiglie, ai disabili, ai minori non si  devono
  più spendere perché non siamo stati capaci di spenderli, o perché
  li abbiamo spesi male, e invece possono essere destinati a parchi
  giochi per i bambini.
   Questo  è  un  ragionamento, nel migliore dei  casi,  di  natura
  strettamente  contabile  che non fa onore  a  una  programmazione
  politica  e  ad  una intenzione del Governo che ha due  questioni
  davanti  e,  anziché risolverle, le affronta entrambe in  maniera
  sbagliata.
   Faccio  una  breve parentesi per fare notare che  il  Presidente
  della  Regione è appassionato da una lite interna alla coalizione
  di  maggioranza, come tutti possiamo constatare  e  come  è  bene
  segnalare in questa occasione.
   Riprendo per affermare che non c'è dubbio che questa vicenda  ha
  un fondamento di realtà. Non c'è altresì dubbio che questa sia la
  maniera  più errata di affrontarla. Ecco il perché della proposta
  che il Gruppo DS ha fatto, proposta che sosterremo.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  ricordo
  che  non  più  di  qualche anno fa il Presidente  della  Regione,
  onorevole  Cuffaro,  aveva sbandierato come  uno  degli  elementi
  fondamentali  del  suo operato di Governo, nell'azione  di  aiuto
  alle  famiglie,  l'avere introdotto l'una  tantum  per  il  buono
  scuola.
   Signor Presidente, vorrei aspettare la fine della lite.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, permettiamo  all'onorevole  Di
  Benedetto di svolgere il suo intervento.

   DI  BENEDETTO.  Mi  pare che sia un aiuto  e  un  sostegno  alle
  famiglie  che viene spesso sbandierato nelle campagne elettorali,
  ma  finiti  i  periodi  pre-elettorali si ritorna  ad  utilizzare
  risorse, somme, per altri fini e altri obiettivi.
   Vorrei  ricordare che stiamo parlando del sostegno alle famiglie
  più  deboli.  Per accedere all'una tantum occorre  presentare  il
  modello  ISE,  avere  un reddito basso, essere  famiglia  in  una
  situazione  di bisogno. A queste famiglie, dopo mesi,  in  alcuni
  casi  anni,  per  la lentezza della burocrazia, vengono  concesse
  alcune  somme.  Lentezza della burocrazia  che  non  c'è  sempre,
  perché  quando  si hanno interessi da salvaguardare  la  macchina
  regionale funziona e anche con grande celerità. Quando si  guarda
  ai  bisogni  della  gente e delle famiglie lo si  fa  invece  con
  lentezza,  ritardando gli interventi,  facendo  spesso  diventare
  favori dei diritti, che vanno sollecitati alle scuole, che  vanno
  sollecitati agli assessorati, perché vengano liquidate  le  somme
  alle famiglie di questa o di quella scuola.
   Si  arriva al punto che alcune frazioni di Agrigento hanno avuto
  liquidato solo un mese fa le somme relative al 2003  E allora qua
  si  fa una scelta ben precisa  Le somme per la scuola privata, di
  sostegno  alle  famiglie che mandano i figli alla scuola  privata
  vengono mantenute. E bisogna ricordare e sapere che per mantenere
  un  figlio  alla  scuola privata la copertura non è  sufficiente.
  Incide  per  il  10,  15 per cento e la famiglia  che  decide  di
  mandare  il figlio alla scuola privata è una famiglia che  ha  la
  capacità di integrare il contributo della Regione con altri 3, 4,
  5 mila euro.
     Sostanzialmente, viene rivolta a famiglie agiate, che hanno le
  somme  per  mandare i figli nella scuola privata ed invece  viene
  tagliato il contributo alle famiglie che invece sono in una reale
  situazione  di indigenza. Per questo occorre che venga  mantenuta
  la  somma  di  23  mila euro nel capitolo. Per  questo  noi  come
  Democratici  di Sinistra, abbiamo presentato l'emendamento  e  ci
  impegniamo a votarlo e chiediamo a tutto il Parlamento, al di  là
  delle appartenenze, di sostenerlo.
   Cosa diversa è l'adeguamento delle scuole che è un capitolo  che
  abbiamo  già  votato. E' già stato approvato dall'Assemblea.  Qui
  stiamo  parlando  del diritto di decine di migliaia  di  famiglie
  siciliane  a  cui  l'integrazione al reddito,  l'integrazione  al
  miglioramento, il diritto allo studio dei propri figli,  non  può
  essere  negato, seppure interviene con un piccolo ristoro ma  va,
  da questo punto di vista, mantenuto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   credo  sia
  un'operazione  insensata   mettere in contrapposizione,  come  fa
  questo  emendamento,  l'esigenza  di  cofinanziare  il  piano  di
  sicurezza  nazionale  per le scuole con  la  sottrazione  di  uno
  strumento modesto, discutibile, ma significativo per le  famiglie
  meno abbienti siciliane.
   Lo  dico  ai  colleghi  parlamentari,  e spero  che  non  mi  si
  risponda  che le esigenze di bilancio obbligano ad una scelta  di
  questo  genere, perché in rapporto al bilancio complessivo  della
  Regione  è del tutto evidente che una cifra di questo genere  non
  sia una cifra decisiva.
     Quindi, se tanto mi dà tanto, siamo in presenza di una  scelta
  che  non  può  essere  giustificata con  l'approssimazione  dello
  strumento che è stato a suo tempo individuato dal Parlamento, che
  può  essere  corretto, anzi deve essere corretto per  essere  più
  efficace rispetto all'esigenza di sostenere le famiglie siciliane
  meno   abbienti.  Concorrere,  per  esempio,  alla  lotta  contro
  l'esclusione scolastica che, credo dovrebbe essere, e so  essere,
  un obiettivo dello stesso Assessore Leanza.
   D'altro  canto,  siamo in presenza di un'occasione  nella  quale
  era possibile rimodulare anche lo stesso strumento e renderlo più
  efficace attraverso un confronto nella Commissione di merito  che
  consentisse alle famiglie siciliane meno abbienti di avere  dalla
  Regione   un   sostegno   rispetto  ad   un   diritto,   peraltro
  costituzionalmente   garantito,  che   è   il   diritto   appunto
  all'istruzione.
   Proprio  per  questa  ragione, penso che il  Parlamento  farebbe
  bene  a  sopprimere questo taglio ingiustificato e, nello  stesso
  tempo   l'assessore   e  il  Governo  potrebbero   impegnarsi   a
  predisporre  una  modifica  di  questa  norma  per  renderla  più
  efficace rispetto allo scopo per la quale è nata, scopo che credo
  sia,  oggi più di ieri, ancor più necessario anche perché,  com'è
  noto, i livelli di povertà in Sicilia sono aumentati e ciò ha una
  incidenza  anche in rapporto ai processi di esclusione scolastica
  che   siamo   tutti  interessati  -  ritengo  -   a   contrastare
  efficacemente.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la fortuna  di
  vivere ogni giorno un'esperienza che forse buona parte di voi non
  vive.  La  differenza tra il diritto allo studio, che è una  cosa
  sulla  quale  il Governo deve riflettere perché deve  cercare  di
  garantire,  e la sicurezza nelle scuole è la differenza  che  c'è
  tra il prevedibile e l'imprevedibile.
   Allora,  lo  dico con il cuore in mano e con franchezza,  quando
  vado  a  lasciare  i  miei figli a scuola e ci  sono  portoni  di
   mussoliniana' memoria, del 1930 o 1940 che pesano 300, 400,  500
  chili, che sono alti 5 metri e che non si possono spingere, e  li
  vedo senza maniglioni antipanico, mi viene  la pelle d'oca.
   Cosa  sto cercando di dire? Onorevole Assessore, il diritto allo
  studio è una cosa seria e pertanto lei deve trovare le somme  per
  questo e per quello;   però, se una scelta si deve fare, io  sono
  per privilegiare  la sicurezza nelle scuole.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  il
  problema  vada posto in tutt'altra maniera. Qui nessuno  contesta
  che le somme per l'antinfortunistica o per la messa...
   Onorevoli colleghi, vi pregherei di lasciarmi parlare...
   Vedete  questo è un argomento qualificante per un  Governo,  per
  un'intera Assemblea.
   Il  fatto  è  che  la  nostra normativa  ci  impone  di  rendere
  antisismiche tutte le scuole entro un determinato anno.
   Ogni anno sono state fatte delle scelte di 5 milioni di euro,  e
  per  me  sono insufficienti; certamente sono anche necessarie  le
  misure  antinfortunistiche, ma non mi si venga a dire  che  i  23
  milioni  di  euro  devono  essere  per  forza  tolti  da   questo
  stanziamento, stante che l'avere elevato a sedici anni  l'obbligo
  scolastico   impone alle famiglie un sacrificio sempre  maggiore.
  E, quindi, proprio con questa riforma scolastica vi sono famiglie
  che hanno più esigenze, anche perché hanno più figli a scuola.
   E'  uno strumento piccolo, ma è uno strumento di speranza. E  lo
  so  bene io che vivo in trincea l'esperienza di sindaco e  ho  la
  possibilità, nel mio comune, di accorgermi con quanta aspettativa
  le famiglie attendono questi piccoli contributi.
   Penso  che niente sia immodificabile; i 23 milioni di  euro  non
  necessariamente devono essere tolti da lì.
   Se    facessimo  veramente uno screening di questo  bilancio,  e
  bisognerebbe farlo attraverso ogni Assessorato, vedremmo  che  ci
  sono  tanti  sprechi, sprechi per questa richiesta o per  l'altra
  richiesta, ma sempre per personale, per missione e per altro.
   Il problema serio è che bisognerebbe qualificare questa spesa  e
  la  spesa  per  la   scuola è una delle più  qualificate.  Non  è
  possibile  pensare che si debba dire che per mettere in sicurezza
  le scuole bisogna togliere  i fondi dal contributo alle famiglie.
  Questo è veramente una cosa grave, Presidente
   Penso  che  ci siano le possibilità e le volontà per  modificare
  questa  scelta. E' una scelta anche nel segno della  civiltà.  Se
  vivessimo  tra  la  gente, se vivessimo in trincea   l'esperienza
  giornaliera e vedessimo quanti padri di famiglia non riescono  ad
  arrivare  a  fine  mese,  non riescono a comprare  i  libri,  non
  riescono a fornire il minimo anche di vestiario per i loro  figli
  che  devono andare a scuola,  credo che noi tutti ci ribelleremmo
  all'idea di togliere questi 23 milioni proprio da lì.
   Non  dico nemmeno  che bisogna toglierli da quelli destinati per
  garantire  la  messa  in sicurezza delle scuole,  perché  sarebbe
  anche  questo un fatto grave e peraltro ritengo che quelle  somme
  sono pure insufficienti.
   Se  i  Comuni,  onorevole Assessore, lei lo sa  bene,  dovessero
  provvedere  a  mettere  entro brevissimo tempo  in  sicurezza  le
  scuole,  non so dove dovrebbero prendere i fondi, ma  non  mi  si
  venga  a  dire che i capitoli dai quali stornare  debbono  essere
  proprio quelli.
   Penso  di  potere  scrivere, alla fine di  questo  bilancio,  un
  libro  bianco  sugli  sprechi  che esso  contiene   per  invitare
  successivamente quest'Aula  a riflettere  serenamente al fine  di
  qualificare la spesa. E' questo l'aspetto più importante.  Ci  si
  appiglia alle polemiche, ai vari  inciuci', alle varie lotte  tra
  le  fazioni di maggioranze, ai vari problemi, mentre ciò che  ava
  fatta è una riflessione seria.
   L'anno  scorso, all'inizio di questa legislatura, avevo  chiesto
  al Presidente della Regione -   eletto Governatore per la seconda
  volta direttamente dal popolo - se volesse  qualificare veramente
  la  spesa facendo un taglio netto di quelle che sono le spese  di
  interesse,   anche  particolare,  che  non  è  che  condanno,  ma
  bisogna   cercare  di  dare  una  riqualificazione   alla   spesa
  regionale
   Solo  così  ci può essere un'inversione di tendenza,  altrimenti
  ritorniamo  al  passato e il ritorno al passato non  è  segno  di
  futuro.

      ORTISI. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'onorevole
  Leanza  sa  quale  stima ho per lui e del mio  giudizio  pubblico
  sulle positività dei suoi sei mesi di gestione dell'Assessorato.
  Vorrei  quindi  invitarlo ad una riflessione di  quanto  sto  per
  dire.
  Mi  piacciono quei puntini di sospensione che penso permetteranno
  ad  ogni deputato di adire alla sua presenza per suggerire quello
  che  abbiamo  in testa in ordine all'utilizzo delle  somme  sulle
  quali parlammo. Anziché borse di studio alle mammine molto brave,
  proporrei   borse  di  studio  a chi  dimostra  di  essere  bravo
  riuscendo,  invece,  per esempio, a contrapporsi  ad  episodi  di
  bullismo;   anziché premiare i temini fatti a casa, proporrei  di
  premiare le azioni.
   A  fronte di questo, cioè del premio che  diamo  a bambine molto
  brave,  appartenenti,  in  genere al  ramo  degli  insegnanti,  o
  comunque medio alto della nostra società, vorrei sottolineare che
  togliamo ai figli dei diseredati.
   Veda,  Assessore, quando lei prevede quattromilioni di  euro  in
  più per iniziative di carattere culturale, scientifico, penso che
  lo  preveda  perché  crede che ci sia un target  di  fruitori  di
  queste   iniziative,   non   penso  che   lo   preveda   per   la
  gratificazione dei figli di laureati,   per la gratificazione  di
  chi le realizza.
   L'artista  magari realizzerà, a me va bene, ma  se  non  c'è  un
  fruitore,  la  Regione, l'ente pubblico che c'entra?  Ma  se  lei
  toglie  al  figlio di un disoccupato la possibilità di  studiare,
  che  ha fatto? Se si  modifica il regolamento, come suggeriva  il
  collega  Turi, nel senso di non dare un contributo  di   50  mila
  lire  a  chissà  quante persone, ma di 500 mila lire,   cioè  250
  euro,   ad  un numero più limitato di persone, alla categoria  la
  più  disagiata possibile,  lei permette a questa gente  di  poter
  diventare  un  diplomato, un laureato  come  molti  di  noi  sono
  diventati
   Perché  non  tutti siamo  laureati figli di laureati,  molti  di
  noi  sono figli di artigiani, di contadini. Perché si è diventati
  diplomati,  laureati,a  parte il fenomeno  sociologico  generale?
  Perché  ci  sono state anche negli anni  60 e  70 possibilità  di
  borse di studio, il presalario,  che ci hanno permesso,  non solo
  di  laurearci,   ma  anche  di fruire della  bellezza  di  quelle
  iniziative.
   Veda  Assessore,  se  lei  fa  la statistica  fra  di  noi,   si
  accorgerà che a visitare la mostra di Madè dei presenti  ci  sarà
  andato  forse il 3 per cento. E' serio il discorso, perché quello
  che i ragazzi perdono nell'età della formazione non lo recuperano
  più.  Il  sottoscritto, mentre un collega di Firenze  o  di  Roma
  ascoltava Fo o Albertazzi, ascoltava Celentano e Mina nella  tivù
  del prete, (ricordo che guardare la televisione pagavo  20 lire).
  E quando mi invitano a concerti di musica classica -  come quelli
  che  magari  lei  finanzierà  - seppure vedrei la  partita  della
  nazionale  che è concomitante, io  vado al concerto  perché  devo
  dare  l'impressione di essere una persona colta.  E  lo  confesso
  qui,  ciò  mi succede perché non ho gli strumenti per  capire  in
  maniera definitiva, perché non ho potuto frequentare, a parte gli
  studi  curriculari, e non ho avuto la possibilità di  elevare  la
  qualità  del  mio apprendimento. Io non recupererò più  anche  se
  studiassi notte e giorno -  come ho fatto in un periodo della mia
  vita  in  cui ero una persona seria - non recupererò mai più  sui
  miei anni, 10 o 12 o 14, mai più
   E  quindi,   quando lei Assessore procura,  con quattro  milioni
  di euro in più rispetto al suo badget,  occasioni di fruizione di
  elevazione del gusto, della qualità della nostra vita, se non  ha
  i fruitori, perché alla base c'è un assenteismo e una mancanza di
  apprendimento,  non solo diamo gente e bracciantato  alla  mafia,
  non solo questo, ma impediamo alla classe dirigente di domani  di
  essere classe dirigente vera  E la classe dirigente è vera  se  è
  colta,   altrimenti è sbrigafaccende come spesso accade ai nostri
  ruoli.
   Pertanto,  ritengo  che va fatta una riflessione sull'argomento,
  per  permettere ai poveri di studiare, di avere la possibilità di
  apprendere.  E  lo  dico  al Governo,  lo  dico  ai  colleghi  di
  maggioranza e di opposizione.
   Per  questo io preannuncio il voto favorevole al sub emendamento
  e comunque mi auguro una riflessione ulteriore su questo aspetto.
  Lo ripeto: non  diamo soldi alle mammine che sanno fare i temini,
  diamo  soldi a chi ha la possibilità così, attraverso  essi,   di
  proseguire  o  di  continuare e a volte  di  iniziare  studi  che
  altrimenti  non comincerebbe mai. Insieme ai Comuni e agli  altri
  enti  potremmo salvare  non solo tanti individui,  ma elevare  la
  qualità della vita  della società  del futuro.

   VILLARI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con  le  cose  dette  dai colleghi quando hanno  rilevato  che  è
  inopportuna  la  scelta  del Governo di  prelevare  i  fondi  per
  mettere  in sicurezza le scuole da quel capitolo sulla cosiddetta
  una  tantum perché rappresenta in qualche modo una misura per  il
  diritto allo studio.
   Rispetto  all'onorevole  Ortisi - nei  confronti  del  quale  mi
  sento  un  nano soprattutto quando parla di scuole di formazione,
  e  lo  dico  sinceramente, perché ho molta stima per  le  qualità
  intellettuali  dell'onorevole  Ortisi  e  per  il  ruolo   e   la
  competenza che ha sempre dimostrato rispetto a queste tematiche -
  voglio dire, però, e con altrettanta forza perchè questa è la mia
  opinione  -   che    la  scelta di impinguare il  capitolo  della
  sicurezza  delle scuole è una scelta giusta, anche se è sbagliata
  la  fonte da cui si preleva. Non possiamo rischiare di appellarci
  a  un  diritto  allo studio -  che io ritengo giusto  come  fatto
  teorico -  che, però, non si esprime pienamente nei tempi  e  nei
  modi  in  cui la gente e le famiglie, soprattutto quelle  povere,
  vorrebbero  che  si potesse esprimere. Non si realizza pienamente
  con un'assegnazione una tantum.
   Le  faccio  una proposta, assessore Leanza, anche se non  so  se
  sia  possibile. La scelta di destinare più fondi per la messa  in
  sicurezza della scuola io la ritengo giusta. Ciò premesso, chiedo
  se  è  possibile  che  il  Governo presenti  un  emendamento  che
  ripristini i fondi per la cosiddetta una tantum, in modo tale  da
  soddisfare  le  due esigenze. Potremmo, a tal  fine,   sospendere
  brevemente  la  seduta  per consentire al  Governo  di  formulare
  l'emendamento  considerato che questo è un argomento  importante.
  Parlare di sicurezza delle scuole significa parlare di un aspetto
  del modo in cui  si esercita il diritto allo studio. E' possibile
  per il Governo?
   Sono  due  esigenze che vanno di pari passo  e  ritengo  che  il
  Governo  possa  fare tale scelta che darebbe un bel  segnale  dal
  punto  di vista del principio politico. E' brutto che un giovane,
  come giustamente ricordava l'onorevole Ortisi, perda,  nella fase
  importante e delicata della propria formazione, la possibilità di
  studiare, perché questo peserà sul futuro della sua vita;   ma  è
  anche  vero  che rischiamo -  come è avvenuto in alcune  tragedie
  che si sono verificate in questo Paese -  di non potere garantire
  la  sicurezza della vita ai giovani che frequentano le scuole che
  devono  essere  sicure, specie    in una realtà ad  alto  rischio
  sismico,  come quella siciliana, dove   è maggiore l'esigenza  di
  garantire la sicurezza.
   E  poiché condivido le cose dette dai colleghi su questo  punto,
  invito  l'Assessore ad individuare fondi, da  reperire  in  altri
  capitoli,  per  garantire  quell'altro  diritto,  quello    della
  sicurezza degli edifici scolastici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, le preannuncio, sin da  ora,  che
  chiederemo il voto segreto.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor  Presidente,  mi  riallaccio  alla  battuta
  dell'onorevole Cracolici sul voto segreto. Io mi auguro  che  non
  si  voti  su  questo tema, che il Governo sia  in  condizioni  di
  offrire il terreno per una discussione su tematiche che non  sono
  di   parte,  che  non  possono  comportare  una  dialettica   tra
  maggioranza  e  opposizione, perché  credo  che  i  valori  della
  sicurezza  nelle scuole e il diritto allo studio, alla promozione
  sociale, all'emancipazione delle famiglie più deboli siano valori
  condivisi  da tutti,  rispetto ai quali non ci può essere  né  un
  problema di tecnicismo di bilancio, né un problema relativo  alla
  strumentazione burocratica che lo stesso predispone, questa sorta
  di  camicia  di  Nesso  che caratterizza la  spesa  della  nostra
  Regione.
   Io  condivido  le  cose che hanno detto  i  colleghi  e  non  ci
  ritorno.   Ma   certamente  sottrarre  i  fondi   relativi   alla
  possibilità  che tante famiglie,  che vivono sotto la  soglia  di
  povertà,  oltre  il  30  per  cento -  come  è  stato  più  volte
  richiamato  in  questa  Aula   - nella  nostra  Regione,  possano
  concretamente fare studiare i propri figli, cercare  di  superare
  una  condizione terribile di subalternità sociale, credo che  sia
  una  questione  troppo  importante  perché  problemi  di  tecnica
  contabile o di rimodulazione della spesa siano da ostruzione o da
  impedimento.
   Mi  permetto di ribadire una proposta al Governo: su questo tema
  non  si  faccia  l'errore  di illustrare ai  cittadini  siciliani
  l'idea che ci sia un'antinomia tra valori fondamentali.
   E'  un  invito, come dire, una discussione bipartisan, su questa
  questione  ad  un  intervento immediato per  quanto  riguarda  la
  proposta di bilancio.
   Poiché  è  acclarato da tutti che sia lo strumento bilancio  che
  lo strumento finanziario appaiono certamente superati, si discuta
  anche  dopo  questa tornata,  che appare rivolta al  passato,  su
  come  avere  strumenti  più seri, più cogenti,  più  aperti  alle
  esigenze di riforma che questa Regione invoca.

    LEANZA  Nicola,  , assessore per i beni culturali e  ambientali
  e per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
    LEANZA  Nicola,  , assessore per i beni culturali e  ambientali
  e  per  la  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'argomento merita certamente un  po'  di  attenzione,
  anche  per il livello del dibattito e, soprattutto, perché questo
  argomento  è  stato  in  più  parti  evidenziato  in   tutte   le
  Commissioni.
   Dal  momento  dell'insediamento, in  merito  alla  decisione  da
  operare  all'interno della mia Rubrica, mi sono  ritrovato  nella
  condizione di dover scegliere tra l'una e l'altra finalità.  Alla
  fine ho scelto a favore della sicurezza nelle scuole. Ritengo che
  la  prima  misura  del diritto allo studio è la  sicurezza  nelle
  scuole,  è  la  sicurezza dei nostri figli  e  della  popolazione
  scolastica.
   Se  due  o   tre  anni fa a Macchia di Giarre, il buon  Dio  non
  avesse fatto un miracolo a diciotto bambini, forse avremmo  avuto
  un'  altra  San Giuliano; infatti, in quella scuola la porta  non
  era  dotata di  maniglione a spinta, peculiarità che  durante  il
  terremoto sarebbe potuta essere fatale.
   Ho  fatto  questa scelta perché, per la mia Rubrica,  avevo  una
  disponibilità  economica limitata; pertanto, ho dovuto  fare  una
  scelta, forse impopolare.
   Ripeto,  ho  fatto tale scelta dopo avere visto i  capitoli  del
  bilancio e dopo che ho visitato tantissimi posti; e, l'ho  sempre
  detto, soprattutto riguardo al mondo della scuola, non ho trovato
  questo muro del pianto che, invece, ho sentito qui stasera, molto
  spesso in maniera demagogica.
   Voglio   assicurare  tutti che la Regione  siciliana  garantisce
  per il diritto allo studio  le stesse somme  della  Calabria.
   Paghiamo la cedola libraria, i buoni libri, financo alle  scuole
  superiori. Nella peggiore delle ipotesi, siamo come la Calabria o
  il Trentino, nei fatti, invece,  la Regione siciliana dà qualcosa
  in più.
   Ultimamente  abbiamo  aperto dieci scuole carcerarie,  oltre  le
  due  già  esistenti,  e sono totalmente a carico  della  Regione.
  Pertanto,  non  ho  voluto fare la scelta  demagogica,  scontata.
  Abbiamo  330  mila famiglie che prendono  80 Euro  all'anno.  Nel
  2002,  considerato  il  numero enorme di domande,  non  li  hanno
  neanche presi. Successivamente, avevamo deciso di fare gestire il
  tutto  alle  scuole. Si tratta di un meccanismo di  contributo  a
  pioggia  che umilia persino chi li prende. Si prendono dopo  sei/
  sette mesi e sono 330 mila domande.
   Non   è   solo   colpa   di   un   meccanismo   certamente   non
  particolarmente  funzionale,  e secondo me,   dovremmo  destinare
  una parte di tali somme  -  come diceva l'onorevole Ortisi  - per
  fare in modo che i giovani continuino a studiare, ma non possiamo
  andare avanti né con la propaganda né con la demagogia.
   Il  diritto  allo  studio è assolutamente assicurato  da  questo
  punto  di  vista,  fermo restando che comunque  abbiamo  lasciato
  delle  somme  da rivedere insieme e per fare anche un regolamento
  che possa arrivare alle famiglie più povere.
   Abbiamo bisogno di una legge sul diritto allo studio, una  legge
  vera,  che  consenta veramente un reale diritto allo studio,  per
  fare le cose che diceva l'onorevole Ortisi.
   Da  quando  sono assessore - non sono un esperto l'ho detto  fin
  dall'inizio   -  mi occupo di questa rubrica dal punto  di  vista
  politico, ce la metto tutta, lavoro tantissimo, lavoro 15, 16, 17
  ore al giorno e, se è possibile, cammino molto per rendermi conto
  di  persona.  E,  mi sono accorto, onorevole Ortisi  e  carissimi
  colleghi, di tantissimi ragazzi che lasciano la Sicilia,  giovani
  artisti,  archeologi, musicisti; se ne vanno fuori  dalla  nostra
  Terra   perché  qui  non  hanno  alcuna  opportunità  ed   alcuna
  occasione.
   In  merito  a  ciò, aggiungo che certamente abbiamo  bisogno  di
  fare  immediatamente una legge sul teatro -  come diceva poco  fa
  l'onorevole  Barbagallo - e ciò   per evitare  la discrezionalità
  eventuale  di un Assessore o di un funzionario; dobbiamo  cercare
  di  garantire  quei  luoghi  aperti, straoridinari  che  sono  le
  Accademie, i teatri, che sono i punti di cultura, e dobbiamo fare
  in  modo che i nostri ragazzi ci possano andare  e non ci possono
  andare con 80 euro all'anno.
   Dobbiamo  fare  qualcosa di più, si chiamava una tantum  per  la
  sua  eccezionalità,  abbiamo lasciato delle somme,  voglio  anche
  ricordare -  e lo dico per una forma di correttezza -  che  in  V
  Commissione quest'emendamento è passato all'unanimità.
   Dopo  un  ampio  dibattito,  tutto l'emendamento  relativo  alla
  rubrica beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione  è
  passato all'unanimità.  Non vogliamo addossare ad alcuni colleghi
  chissà  quale responsabilità o quale atto demagogico o criminale,
  abbiamo  parlato,  discusso  e abbiamo  fatto   questa  scelta  e
  l'abbiamo fatta con molta convinzione.
   Mi  rendo  conto che se avessi avuto nella   rubrica  più  somme
  avrei  operato diversamente; forse avremmo lasciato una parte  di
  questo,  ma  certamente  questo meccanismo,  questo  modalità  di
  contributo  a pioggia non è il migliore. E allora, la riflessione
  qual è?
   Ho  cercato di fare la cosa più giusta, e la cosa più  giusta  è
  cercare  di  mettere delle somme per garantire  il  diritto  allo
  studio in modo concreto. I miei uffici hanno fatto una ricerca  e
  si  è  visto  che, nel giro di tre anni con le somme che  abbiamo
  messo  a  disposizione, possiamo mettere a norma tutte le  scuole
  della  Sicilia.  Cittadinanza Attiva ,  che non è un'associazione
  qualunque,   ma   è  un'associazione  costituita   da   genitori,
  un'associazione  che  si  occupa  di  scuola  e  di  tante  altre
  iniziative,  ha individuato una scuola siciliana come  la  scuola
  più   pericolosa  d'Italia.  La  Sicilia  ha  bisogno  di  scelte
  coraggiose. Nell'arco di tre anni, certamente possiamo mettere  a
  norma  tutte  le  scuole della Sicilia ed è certamente  un  fatto
  straordinariamente importante.
   Ho  sentito  dire anche che  il buono scuola è un sostegno  alle
  famiglie, non attiene direttamente al diritto allo studio,  ma  è
  un  sostengo  alla famiglia e alla libera scelta della  famiglia,
  certamente non è una misura di diritto allo studio. Volevo  anche
  dare un voto di fiducia a questo tipo di politica che mi piace.
   Certamente  sarà  un  atto importante. Certamente  sarà  uno  di
  quegli atti che potrà dimostrare che molto spesso dobbiamo uscire
  dalla  demagogia  o  dal fatto che tutti quanti  vogliamo  che  i
  nostri  figli  possano avere molto di più. Tutti quanti  sappiamo
  che in Sicilia c'è la disoccupazione. Ma non è questo che risolve
  il problema.
   Noi  lasciamo  tre milioni e mezzo di euro per  cercare  insieme
  alla   Commissione  una  modalità  di  investimento   che   possa
  raggiungere  i più bisognosi, coloro che in qualche modo,  magari
  prendendo  qualcosa  di più, non 80 euro  ma  molto  di  più,  in
  qualche modo possano avere garantito maggiormente il diritto allo
  studio.
   Quindi,   cari  colleghi,   è con molta serenità,  senza  alcuna
  titubanza,   che  confermo quest'emendamento  e  ringrazio  tutti
  coloro che lo vorranno votare.

   AULICINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aulicino, potrà parlare  sicuramente,  ma
  non  posso non richiamare l'attenzione sua e degli altri colleghi
  sul  fatto  che  mi sta chiedendo la parola dopo la  replica  del
  Governo.  E'  ovvio che quest'ultimo interviene  a  chiusura  del
  dibattito,  altrimenti dovrebbe anche controreplicare.  Pertanto,
  invito tutti gli onorevoli colleghi a darci una tale regola.  Pur
  non  di  meno,  poiché  lei  non  è  intervenuto  nel  corso  del
  dibattito, le darò la parola, ma volevo - ripeto - che ci dessimo
  una regola, salvo a  costringermi ogni volta ad aprire e chiudere
  le  iscrizioni a parlare. Ripeto, il Governo prima di parlare  ha
  aspettato   che  tutti  i  deputati  che  volevano    intervenire
  l'avessero fatto.
   Onorevole Aulicino, ha facoltà di parlare.

   AULICINO.  Signor Presidente, nessuno vuole controreplicare.  Io
  immaginavo  che  un percorso razionale dovesse avere  esattamente
  queste  caratteristiche. Non è stato detto,  avevo  in  animo  di
  iscrivermi,   ad   un  certo  punto  è  stata  data   la   parola
  all'Assessore.

   PRESIDENTE.  Vi  è  stato chiesto se c'era ancora  qualcuno  che
  volesse   parlare.  Non  avete risposto  e   ho  dato  la  parola
  all'Assessore.

   AULICINO.  Sono  convinto della bontà di  quanto  lei  dice,  ma
  ritenevo  di potere ancora intervenire. La ringrazio  per  questa
  tolleranza.

   PRESIDENTE. Ma può intervenire, ci mancherebbe altro.

   AULICINO.  Poche parole. Io giudico un errore grave  mettere  in
  competizione il principio della sicurezza con il principio  della
  solidarietà. Ho ascoltata con attenzione  ed ho compreso che  lei
  si  è  mosso all'interno di un contesto rigido. Credo  che  anche
  tanti colleghi forse hanno capito ciò, che lei abbia dovuto  fare
  i conti con la rigidità delle risorse del suo Assessorato. Quindi
  deduco  che il Governo, nella sua collegialità, non ha riflettuto
  sull' opportunità di fare in modo che, nel momento in cui c'è  da
  individuare  un percorso come quello della messa  a  norma  degli
  edifici,  sul  quale concordiamo tutti, si possano trovare  delle
  soluzioni ragionevoli, da buoni padri di famiglia, attraverso  un
  dialogo all'interno del Governo.
   Io  faccio appello -  sto intervenendo solo per fare un  appello
  -  perché  credo  che questi sono i momenti  in  cui  una  classe
  dirigente  dimostra di essere matura. Lasciamo stare  maggioranza
  ed opposizione.
     Ad  ottobre, prima di avere qualche problema personale,  avevo
  fatto  un  appello:  Mettiamoci d'accordo, facciamo due-tre  cose
  insieme,  perché  il  rischio è che  -  dissi  allora  -  dovremo
  prendere atto di non avere fatto nulla di buono .
   Ora  dico:  Stiamo discutendo la manovra .. ma è concepibile che
  non  si  trovi  un  attimo di riflessione?  Il  Presidente  della
  Regione,  insieme all'Assessore, possono prendersi una  pausa  di
  cinque  minuti per concordare di non togliere questi  soldi  alle
  famiglie?
   Diversamente,  è come  dire che in Sicilia non ci sono  famiglie
  che  hanno  bisogno di un aiuto per esercitare  il  diritto  allo
  studio. Ma è gravissimo
   E'   possibile   che   per   fare  una   cosa   buona   dobbiamo
  necessariamente  fare una cosa cattiva? Io  concordo  quindi  con
  l'obiettivo,  ma faccio un appello al Governo: mi impegno  già  a
  votare l'eventuale soluzione. Fate voi.
   E'  possibile che spendiamo migliaia di euro per finanziare,  ad
  esempio, lo spreco dello Jato?
   Di  sprechi  ve  ne  sono in questo bilancio. Non  riusciamo  ad
  individuare qualcosa e poi facciamo l'operazione pulita, messa  a
  norma  e possibilmente non interrompiamo il flusso di solidarietà
  nei confronti dei deboli?
   Onorevole  Assessore,  posso  assicurarle  che  di  deboli,   in
  Sicilia,  ve  ne  sono. Se lei sottovaluta  questo  problema,  la
  informo  che  si  tratta   di una grossa questione  che  dobbiamo
  affrontare,  cioè  di  come  il Parlamento  aiuta  i  deboli.  La
  politica,  infatti,  non serve ai forti ma ai  deboli  e  chi  fa
  politica,  decide e governa, deve porsi il problema  di  come  si
  trasferiscono risorse dalle aree forti alle aree deboli, di  come
  si consente alla gente di esercitare il diritto alla vita.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   potevo
  esimermi  da  questo intervento perchè mi pare che  la  demagogia
  abbia raggiunto il livello massimo.
   Onorevole  Aulicino, non credo che con otto  euro  al  mese,  le
  famiglie fragili e deboli possano trovare una soluzione.  Abbiamo
  condiviso la scelta coraggiosa dell'Assessore sapendo che  poteva
  essere  più  importante la debolezza di tanti   bambini  che  non
  avevano  la  sicurezza  di tornare a casa.  Questo  era  un  atto
  dovuto,  signor Presidente. Sono stato rapidissimo ma non  potevo
  esimermi.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   il   subemendamento   2.4
  modificativo dell'emendamento 2.90, relativo al capitolo  381702,
  a firma degli onorevoli Cracolici e altri: «Cassare la previsione
   -  23.000   all'UPB 94113 capitolo 381702, annualità  2007-2008-
  2009.»

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare il subemendamento 2.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in  votazione  il  subemendamento  2.90  all'UPB   94113
  capitolo 381702, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la votazione  del  subemendamento  2.90
  avvenga per scrutinio segreto.

   (Gli  onorevoli Apprendi, Calanna, Cantafia, , Di Benedetto,  Di
  Guardo,  Galletti, Manzull,  Oddo, Panepinto, Speziale e  Termine
  si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.90

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento 2.90.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

     Prendono  parte  alla  votazione: Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,
   Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo,  Basile,
   Beninati,  Borsellino,  Calanna,  Cantafia,  Cappadona,  Caputo,
   Cascio,   Cimino,  Cintola,  Confalone,  Cracolici,   Cristaldi,
   Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Asero, De Benedictis,
   De  Luca,  Di  Benedetto,  Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
   Falzone,   Fiorenza,   Fleres,  Formica,   Galletti,   Galvagno,
   Gennuso,  Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona,   Laccoto,   La
   Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
   Lo  Porto,  Maira,  Mancuso,   Maniscalco,  Manzullo,  Misuraca,
   Nicotra,    Oddo   Camillo,  Oddo  Salvatore,  Ortisi,   Pagano,
   Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese, Ragusa,  Regina,
   Rinaldi,   Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino,   Savona,
   Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,  Tumino, Turano,Vicari,
   Villari, Vitrano, Zago, Zangara,  Zappulla.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti            86
   Maggioranza                   44
   Favorevoli                       41
   Contrari                           45

                          (Non è approvato)

   Si   passa   al  subemendamento  2.19,  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici,  all'UPB 94113 capitolo 381701  -14220 .
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli   onorevoli  Apprendi,  Calanna,  Cantafia,   D'Asero,   De
  Benedictis,  Di  Benedetto,  Gucciardi,  Maira,  Manzulllo,  Oddo
  Camillo, Panepinto, Rinaldi, Termine e Zappulla si associano alla
  richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2.19

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento 2.19.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

     Prendono  parte alla votazione: Ammatuna, Antinoro,  Apprendi,
   Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,  Beninati,
   Borsellino,   Calanna,  Cantafia,  Cappadona,  Caputo,   Cascio,
   Cimino,  Cintola,  Confalone, Cracolici,  Cristaldi,  Cristaudo,
   Cuffaro,  Culicchia, Currenti, D'Asero, De Benedictis, De  Luca,
   Di  Benedetto,  Di  Guardo, Di Mauro,  Dina,  Fagone,   Falzone,
   Fiorenza, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno,  Gennuso, Gianni,
   Granata,  Gucciardi,  Incardona,   Laccoto,   La  Manna,  Leanza
   Edoardo,  Lenza  Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,  Lo  Porto,
   Maira, Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra,   Oddo
   Camillo,  Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano, Panarello,  Panepinto,
   Parlavecchio,  Pogliese,  Ragusa,  Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,
   Ruggirello,    Sansarello,   Savarino,     Savona,     Speziale,
   Stancanelli, Termine, Terrana,  Tumino, Turano,Vicari,  Villari,
   Vitrano, Zago, Zangara,  Zappulla.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti            85
   Maggioranza                   43
   Favorevoli                       40
   Contrari                           45

                          (Non è approvato)

   Si passa all'subemendamento  2.4, relativo al capitolo376546,  a
  firma dell'onorevole Gianni: «UPB 9.3.1.1.2  - capitolo 376546  -
  + 3.000 migliaia da destinare all'assorbimento di personale nella
  Beni Culturali spa.»

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
  il  Presidente  della  Regione,  onorevole  Cuffaro,  perché  sta
  mantenendo l'impegno assunto in campagna elettorale relativo alla
  stabilizzazione dei precari.
   Preannuncio  il ritiro di questo emendamento perché  sono  certo
  che  lei,  continuando a mantenere l'impegno assunto in  campagna
  elettorale,  saprà  trovare la soluzione  per  queste  ottantasei
  famiglie  che  aspettano da qualche anno di essere  inserite  nel
  settore  dei beni culturali, così come sono certo che  la  stessa
  cosa  sarà  riservata ai tecnici dell'ARPA e a quelli  della  PON
  ATAS,   professionisti  che hanno dato un  grande  supporto  alla
  Regione  e  che con grande capacità e serietà si sono dedicati  a
  svolgere la loro funzione e mansione.
   Dichiaro  di ritirare l'emendamento e chiedo che sia trasformato
  in ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.4 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Oddo.

   ODDO Camillo. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  Camillo. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cambia  la
  compensazione perché aprire nuovamente il discorso sul  fondo  di
  riserva non mi sembra opportuno.
   Vorrei  illustrare  l'emendamento nei  pochi  minuti  che  ho  a
  disposizione.
   L'emendamento  tende  a ristabilire un minimo  di  disponibilità
  finanziaria  per  quanto  concerne la  tutela,  la  custodia,  la
  manutenzione,    la  conservazione  ed  il  restauro   dei   beni
  monumentali, naturalistici, etc.
   Fino  al bilancio 2005 - i colleghi lo sanno già - cioè in tutti
  gli  esercizi  pregressi, l'appostamento,  per   quanto  concerne
  questo capitolo, si attestava dai 200 ai 250 milioni di euro.
   La  discussione tenuta in Commissione bilancio ha introdotto  un
  altro  argomento  obiettivamente realistico. Il Presidente  della
  Regione, in Commissione bilancio, disse che il motivo era  legato
  anche all'utilizzo dei fondi POR per quanto concerne questo  tipo
  di interventi.
   Vorrei dare alcune cifre, quindi, e non andare oltre.
   A   partire   dal   2006,  purtroppo,  si  deve  necessariamente
  constatare   che   più   del  50  per   cento,   rispetto   anche
  all'appostamento fino al 2005, riguarda monumenti - e non solo  -
  assolutamente in stato di degrado.
   Vorrei  citare, per esempio, i decreti assessoriali  dell'agosto
  del  2002.  Basta  citare questi decreti per dire  che  restavano
  fuori,   fra   progetti  istruiti  e  acquisiti  ed   istruttorie
  incomplete,  più  del  50  per cento dei  monumenti  più  o  meno
  degradati.
   Obiettivamente,  dobbiamo riconoscere che, anche  con  le  somme
  messe a disposizione da Agenda 2000 e con le rimodulazioni che il
  Governo  ha fatto, ci troviamo in una situazione molto seria  dal
  punto di vista del mancato intervento sui beni di questa natura.
   Ritenendo  che tutti siamo convinti  che rappresentano  uno  dei
  tanti  fiori  all'occhiello della nostra Isola e  che  potrebbero
  innescare  seriamente, in un circuito turistico culturale  di  un
  certo  livello,  anche  una crescita  vera  dal  punto  di  vista
  economico  e  culturale,  penso che si debba tentare  di  dare  a
  questo capitolo un minimo di disponibilità. Non parlo neppure  di
  dare allo stesso quanto era stato previsto fino al 2005.
   Dico  che potrebbe essere possibile, per  istituire una cassetta
  di   pronto  soccorso ,  per rispondere  alle  perizie  di  somma
  urgenza  che  le  Soprintendenze presentano, come  il  Presidente
  della  Regione e  l'Assessore al ramo sanno già, che non  vengono
  purtroppo prese in considerazione per mancanza totale di fondi.
   Ritengo, quindi, ragionevole ciò.
   Da  parte  mia,  il discorso relativo al fondo  di  riserva  può
  essere considerato chiuso.
   Il  subemendamento  all'emendamento tende a  cambiare  anche  la
  copertura  finanziaria  e spero che, su  questa  vicenda,  questa
  sera, il Governo, per la prima volta, dia parere favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.10.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   ODDO  Camillo.   Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Apprendi, Borsellino,  Calanna,  Cracolici,  Di
  Benedetto, Galletti,  Gucciardi, Manzullo, Rinaldi e Zappulla  si
  associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.10

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento  2.10.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,
   Apprendi,  Ardizzone,  Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,
   Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Confalone,
   Cracolici,  Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,  Currenti,
   D'Asero,  De  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di  Guardo,  Di
   Mauro,  Dina,  Fagone,   Falzone, Fiorenza,  Formica,  Galletti,
   Galvagno,    Gennuso,  Gianni,  Granata,  Gucciardi,  Incardona,
   Laccoto,   La  Manna,  Leanza Edoardo, Lenza  Nicola,  Leontini,
   Limoli,   Lombardo,  Lo  Porto,  Maira,  Mancuso,    Maniscalco,
   Manzullo,  Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Ortisi,  Pagano,
   Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese, Ragusa,  Regina,
   Rinaldi,   Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino,   Savona,
   Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana,  Tumino, Turano,Vicari,
   Villari, Vitrano, Zago, Zangara,  Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          30
   Contrari            51

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   2.2,    a    firma
  dell'onorevole Gianni:
   «Sono  abrogate  le  parole:  E' istituita presso  l'Assessorato
  Agricoltura e foreste, l'autorità per la vigilanza e il controllo
  dei  consorzi di bonifica con compiti di cui all'art. 32 comma  2
  della legge 25 maggio 1995, n.45. »

   Lo dichiaro improponibile.
   Si  passa all'emendamento del Governo, Gov 2, limitatamente alla
  parte  relativa  alla  Rubrica   Beni  culturali .  Lo  pongo  in
  votazione.
    Il parere della Commissione?

    CIMINO    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Favorevole.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Apprendi,   Di Benedetto,  Galletti,  Galvagno,
  Gucciardi, Oddo Camillo,  Ortisi, Panepinto, Rinaldi,  Termine  e
  Zappulla si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Gov 2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento Gov 2, rubrica  Beni culturali .
     Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla votazione: Ammatuna, Apprendi,  Ardizzone,
   Ballistreri,     Barbagallo,   Basile,   Beninati,   Borsellino,
   Calanna,  Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,  Cintola,
   Confalone,  Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,
   Currenti,  D'Asero,  De Benedictis, De Luca,  Di  Benedetto,  Di
   Guardo,  Di  Mauro,  Dina, Fagone,  Falzone, Formica,  Galletti,
   Galvagno,    Gennuso,  Gianni,  Granata,  Gucciardi,  Incardona,
   Laccoto,   La  Manna,  Leanza Edoardo, Lenza  Nicola,  Leontini,
   Limoli,   Lombardo,  Lo  Porto,  Maira,  Mancuso,    Maniscalco,
   Manzullo,  Misuraca,  Nicotra,  Oddo  Camillo,  Oddo  Salvatore,
   Pagano,  Panarello, Panepinto,  Parlavecchio, Pogliese,  Ragusa,
   Regina,  Rinaldi,   Rizzotto, Ruggirello, Sansarello,  Savarino,
   Savona,    Speziale,  Stancanelli,  Termine,  Terrana,   Tumino,
   Turano,Vicari, Villari, Vitrano, Zago, Zangara,  Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          52
   Contrari            28
   Astenuti              1

                           (E'  approvato)

   Si passa all'esame della Rubrica  Sanità .


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  lavoriamo  ormai  da sette ore consecutive, vorrei  chiedere  una
  sospensione dei lavori anche di mezz'ora soltanto, non di più.

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Per quale  motivo  dobbiamo
  sospendere?

   ORTISI.  Cominciamo col dire che la risposta  all'Aula  sul  mio
  intervento deve darla il Presidente dell'Assemblea e nessun altro
  e, naturalmente, ciò dimostra rispetto per il Parlamento...
     Che lei mi ascolti, rispetto alla considerazione che ho di me,
  non  cambia  niente.  Che sia una somma di individualità,  mi  fa
  piacere.
   Volevo farle notare - al di là della battuta di risposta che  mi
  posso permettere - che non è un comportamento di stile quello  di
  rispondere, da parte del Presidente della Regione, ad una domanda
  che  un deputato ha rivolto al Presidente dell'Assemblea, seppure
  la  domanda  riguarda  la  possibilità  di  procurarsi  un  breve
  intervallo. Non è molto elegante e uso un alitote, cioè  nego  il
  contrario.
   Se  poi, il Presidente della Regione vuole fare la sfida,  anche
  noi ci attrezziamo a panini.
   Il  Presidente  della Regione dovrebbe avere  molti  ricordi  di
  sfide  notturne  e, siccome noi non abbiamo dimenticato  il  7000
  a.c.,  se lui vuole, possiamo ricominciare dal 7000 a.c.; non  ci
  sono problemi.
   Chiedo al Presidente dell'Assemblea.

   CRACOLICI. Dopo aver trattato la rubrica  Sanità , si sospende.

   ORTISI.   Signor  Presidente,  dopo  aver  trattato  la  rubrica
   Sanità , è possibile sospendere?
   Vorrei  che  lei rispondesse ufficialmente, se necessario,  dopo
  aver consultato il Governo.
   Se   lei  mi  dà  una  risposta  ufficiale,  ci  atteggeremo  di
  conseguenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ortisi, penso che potremmo completare  le
  uniche  due  rubriche  che rimangono perché  non  vi  sono  molti
  emendamenti. Finite quelle, si potrà procedere alla sospensione.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Riprende l'esame del disegno di legge n. 390-458/A

   PRESIDENTE.   Si   passa  alla  Rubrica   Sanità ,   dalla   UPB
  10.1.1.1.1  alla UPB 10.7.2.6.99: Gabinetto e uffici  di  diretta
  collaborazione  all'opera dell'Assessore; Dipartimento  regionale
  per  l'assistenza sanitaria ed ospedaliera e la programmazione  e
  la   gestione   delle  risorse  correnti  del  fondo   sanitario;
  Ispettorato   veterinario;  Ispettorato  sanitario;  Osservatorio
  epidemiologico; Dipartimento regionale per le infrastrutture,  lo
  sviluppo   e   l'innovazione,  per   la   comunicazione   e   per
  l'informazione del settore sanitario.
   Comunico  che sono state presentate dal Governo le  proposte  di
  modifica di cui all'emendamento Gov 2.
   Comunico,   altresì,  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Cracolici il seguente subemendamento 2.91:

   «UPB 10.2.111 -  Capitolo 412016 -   meno 1.380.000».

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.91.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'emendamento Gov 2. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per quaranta  minuti  ed
  informo che la stessa riprenderà alle ore 22.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.49, è ripresa alle ore 23.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla rubrica  Territorio  ed  ambiente .
  Dall'UPB 1.1.1.1.1 all'UPB 1.1.4.2.6.2, pagine 377-383.
   Comunico  che  sono stati presentati all'emendamento  GOV.  2  i
  seguenti   subemendamenti  GOV  2.92   e   Gov   2.93   a   firma
  dell'onorevole Cracolici:

   GOV 2.92: «UPB 11.2.111 -  Capitolo 442005 -   + 4.000».
   GOV 2.93: «UPB 11.2.111 -  Capitolo 442008 -   + 8.000».
   Si passa al subemendamento GOV 2.92.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritiralo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.93 a firma dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO. presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                                                            (Non  è
  approvato)

   Si passa all'emendamento 2.3 a firma dell'onorevole Barbagallo.

   «UPB 11.2.1.3.2 -  Capitolo 443308 -   + 250 migliaia di euro
      UPB   4.2.1.5.1   -  Capitolo 215701 -   -  250  migliaia  di
  euro».

   Lo pongo in votazione. Il  parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,   il   Governo  ha  inserito  nella  finanziaria,   che
  approveremo   nel  prosieguo,  la  norma  affinchè  l'ARP   possa
  continuare  il  monitoraggio sull'inquinamento  elettromagnetico.
  Per   errore,  non  sono  state  riportate  anche    le   risorse
  necessarie, tra l'altro l'ARP è finanziata anche dallo Stato,  ma
  queste  sono le risorse che deve appostare  la Regione.   E'  una
  pura  dimenticanza degli Uffici dell'Assessorato per il  bilancio
  e  le  finanze,   per  cui il Governo non può che  prendere  atto
  dell'errore; esiste la norma ma abbiamo dimenticato di  appostare
  le risorse.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento GOV 2  relativamente
  alla Rubrica  Territorio e Ambiente .
    Chi è favorevole resti seduto; Chi è contrario  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla  Rubrica  Turismo, Comunicazione  e  Trasporti .
  Dalla UPB 12111 alla UPB 124261 pagine 384-390. Comunico che sono
  state  presentate  dal Governo le proposte  di  modifica  di  cui
  all'emendamento Gov 2.
   Comunico  che  all'emendamento GOV  2  del  Governo  sono  stati
  presentati i seguenti subemendamenti:

   -dall'onorevole Cracolici:

   subemendamento GOV 2.94:
   «UPB   12.2.1.1.1.    Capitolo 472006   - 12.000»;

   subemendamento GOV 2.95:
   «UPB   12.2.1.1.1.    Capitolo 472008   - 28.000»;

   subemendamento GOV 2.96:
   «UPB   12.2.1.1.2.    Capitolo 472513   - 100.000».

   subemendamento GOV 2.97:
   «UPB   12.2.1.3.3.    Capitolo 472515  - 660.000».

   i   subemendamenti   GOV   2.98,   GOV   2.99   e   GOV   2.100,
  dell'onorevole Cracolici, sono ritirati;

   - dagli onorevoli Sanzarello e altri:
   subemendamento GOV 2.101:
   «Alla  fine  del  comma  3,  dopo  le  parole   approvati  dalla
  Regione ,  aggiungere  il seguente periodo:   In  sede  di  prima
  applicazione  le  disposizioni  della  presente  legge   non   si
  applicano  agli  ambiti territoriali ottimali  costituiti  da  un
  numero  di  comuni superiore a 30 e ricadenti nelle province  con
  più  di  60  comuni, salva diversa determinazione adottata  dalla
  maggioranza dell'assemblea dei soci. »;

   - dall'onorevole Maira:
   subemendamento GOV 2.102
   «Al  comma  1,  alla fine del 2 periodo, dopo le  parole   legge
  regionale  25  maggio 1995, numero 45  aggiungere  l'autorità  di
  vigilanza di cui sopra provvede inoltre, entro lo stesso  termine
  di  180  giorni,  ad approvare il Regolamento di  elezione  degli
  organi del consorzio ai sensi della legge regionale 45/95 ;
   al   comma  1,  settimo rigo, le parole  entro 30  giorni   sono
  sostituite con   entro 90 giorni
   al  comma 3, 9  rigo  sostituire le parole   tre membri  con  le
  parole     cinque membri  e aggiungere  secondo il principio  del
  rispetto  delle minoranze rappresentate nei consigli  comunali  e
  provinciali costituenti il consorzio »;

   subemendamento GOV 2.103:
   al  comma  3,  dopo e le parole   tipo approvati dalla  Regione
  aggiungere  il seguente periodo  Gli aggiornamenti  che  vanno  a
  scadere sino alla costituzione ed all'operatività gestionale  dei
  Consorzi  di  cui  al presente articolo restano  prorogati   agli
  stessi patti e condizioni contrattuali sino all'entrata in vigore
  dei  consorzi ed alla applicazione dei criteri di cui al bando  e
  al capitolato che saranno approvati dalla Regione. »;

   - dall'onorevole Cimino:
   subemendamento GOV 2.104:
   «All'articolo  17 della legge n. 109 del 1994,  come  sostituito
  dall'articolo  11 della legge regionale 2 agosto  2002,  n.  7  è
  introdotto il seguente comma:
    9  bis. Gli incarichi relativi alle prestazioni di cui al  coma
  1,   il   cui   importo  stimato  sia  pari  o   superiore   alla
  corrispondente  soglia comunitaria, IVA esclusa,  possono  essere
  affidati a professionisti, società di professionisti, società  di
  ingegneria,  consorzi  stabili di società  di  professionisti  in
  grado  di  dimostrare  le  capacità  economiche,  finanziarie   e
  tecniche anche  attraverso l'affidamento  alle capacità di  altri
  soggetti,  a  prescindere dalla natura giuridica dei loro  legami
  con  questi ultimi. In questo caso, gli operatori devono  provare
  l'impegno  di tali soggetti a mettere a disposizione  le  risorse
  finanziarie e i mezzi tecnici necessari.
   9  ter.  Nell'affidamento degli incarichi  di  cui  al  comma  1
  costituisce titolo di preferenza l'impiego, da parte dei soggetti
  in  possesso dei requisiti economici, finanziari e tecnici per la
  partecipazione  ai  bandi, di professionisti iscritti  agli  albi
  professionali da meno di cinque anni. »;

   subemendamento GOV 2.105:
   «All'articolo  32  della legge regionale 2 agosto  2002,  n.  7,
  aggiungere il seguente comma:
    1   bis.  Agli  appalti  di  servizi  possono  partecipare  gli
  operatori   in  grado  di  dimostrare  le  capacità   economiche,
  finanziarie  e  tecniche  anche  attraverso  l'affidamento   alle
  capacità  di altri soggetti, a prescindere dalla natura giuridica
  dei  loro  legami con questi ultimi. In questo caso,  l'operatore
  economico  deve provare l'impegno di tali soggetti  a  mettere  a
  disposizione le risorse finanziarie e i mezzi tecnici necessari.
   1  ter.  Nell'aggiudicazione degli appalti di servizi di cui  al
  comma  1,   costituisce titolo di preferenza l'impiego, da  parte
  dei  soggetti  in possesso dei requisiti economici, finanziari  e
  tecnici per la partecipazione ai bandi, di società costituite  da
  meno di cinque anni. »;

   -  dagli onorevoli  Cracolici, Panepinto, Borsellino, Cantafia e
  altri:
   subemendamento GOV 2.106:
   «Il  comma  3  dell'emendamento  Governo  2   è  sostituito  dal
  seguente:
    Il  Governo della regione, entra sessanta giorni dalla data  di
  approvazione   della   presente   legge,   definisce   le   nuove
  perimetrazioni  degli ATO idrici secondo i bacini  idrografici  e
  non più sulla base dei confini provinciali.
   In  attesa  della  riperimetrazione degli ATO idrici  è  sospeso
  ogni  affidamento e stipula di contratto con società private  per
  la gestione delle acque. »;

   - dall'onorevole Cimino:
   subemendamento GOV 2.107:
   «Al comma 8 sopprimere l'ultimo periodo»;

   subemendamento GOV 2.108:
   «Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
    Gli   enti  locali,  nell'ambito  delle  proprie  disponibilità
  finanziarie,   sono  autorizzati  effettuare  assunzioni   atempo
  indeterminato  di  lavoratori  già  impegnati  presso  la  stessa
  amministrazione  con  convenzioni  per  la  esternalizzazione  di
  servizi,  ai  sensi  del  comma  7 dell'articolo  5  della  legge
  regionale  26  novembre 2000, n. 24. I relativi oneri  restano  a
  totale carico degli enti locali stessi. »

   il  subemendamento GOV 2.109, degli onorevoli Cracolici e altri,
  è ritirato;

   - dall'onorevole Cimino:
   subemendamento GOV 2.110:
   «Alla  fine  del  comma  2 inserire le seguenti  parole:   fatti
  salvi  quelli  autorizzati con valutazione di impatto  ambientale
  (VIA) alla data di entrata in vigore della presente legge. »

   i  subemendamenti  GOV 2.111 e GOV 2.112, dell'onorevole Cimino,
  sono ritirati.

   S passa al  subemendamento GOV 2.94 dell'onorevole Cracolici:

   «UPB 12.2.1.1.1.     Cap.  472006   - 12.000»
   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento GOV 2.95.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento GOV 2.96.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento GOV 2.97.

   CRACOLICI. Chiedo la parola per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Dichiaro di non ritirare questo emendamento e  chiedo
  il  voto  segreto  per  coerenza, senza apparire  dispettoso  nei
  confronti di una rubrica piuttosto che di un'altra.  E ciò perchè
  riguarda  quell'emendamento del Governo che   fa  parte  di  quel
  pacchetto di lottizzazione definito tra Forza Italia, MPA, UDC  e
  Alleanza  Nazionale.  Più precisamente, ci  si  è  inventati  una
  modalità  di  utilizzazione di risorse  diventate  tali   per  le
  società  sportive, sebbene in prima battuta,  nessuno  le  avesse
  chieste.  In  seguito  è diventata una modalità  attuativa  della
  lottizzazione che si è determinata nella maggioranza.
     Credo  che l'Aula con questo emendamento ristabilisca,  quanto
  meno,  un  principio.  E, peraltro,  visto  che  l'Assessore  non
  l'aveva chiesto,  non si capisce perché gli si stiano dando.
     Per l'emendamento 2.97 chiedo il voto segreto.

   (Gli   onorevoli  Apprendi,  Aulicino,  Calanna,  Cantafia,   Di
  Benedetto,Fiorenza,    Gucciardi,   Manzullo,    Oddo    Camillo,
  Panarello,Speziale, Termine e Tumino si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.97

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 2.97.
     Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
     Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte  alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,
   Apprendi,   Ardizzone,   Aulicino,  Ballistreri,     Barbagallo,
   Basile,  Beninati,  Borsellino,  Calanna,  Cantafia,  Cappadona,
   Caputo,   Cascio,   Cimino,   Cintola,   Confalone,   Cracolici,
   Cristaldi,  Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino, D'Asero,  De
   Benedictis,  De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,
   Fagone,    Falzone,   Fiorenza,  Formica,  Galletti,   Galvagno,
   Gennuso,  Gianni, Granata, Gucciardi, Incardona,   Laccoto,   La
   Manna, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo,
   Maira, Mancuso,  Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Nicotra,   Oddo
   Camillo,  Oddo Salvatore, Ortisi,  Pagano, Panarello, Panepinto,
   Parlavecchio,   Pogliese,   Rinaldi,    Rizzotto,    Ruggirello,
   Sansarello, Savarino,  Savona,  Speziale, Stancanelli,  Termine,
   Terrana,    Tumino,  Turano,Vicari,  Villari,   Vitrano,   Zago,
   Zangara,  Zappulla.

     Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 81
   Maggioranza        41
   Favorevoli         37
   Contrari           44

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro già comunicato,
  degli emendamenti dal 2.98 al 2.112.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento GOV2, a firma  del  Governo,
  relativamente alla rubrica  Turismo .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  torna  alla rubrica  Bilancio , precedentemente accantonata,
  dalla UPB 4.1.1 alla UPB 4.3.271 pagg. 321-326.
   Comunico  che,  all'emendamento  GOV2  del  Governo,   è   stato
  presentato  il  subemendamento GOV 2.42, a  firma  dell'onorevole
  Cracolici. Ne do lettura:

   «UPB 42141   Capitolo 214912    -3.6288.000»

    CRACOLICI  Chiedo la parola  per  illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, mi permetto di  porre  un  serio
  problema.  In  questo  capitolo  il  Governo  propone,   con   un
  emendamento,  di  stanziare  una  quota   per  il  pagamento   di
  interessi  sulle spese e sulle operazioni di attualizzazione  dei
  fondi ex articolo 38.
   Vi  chiedo,  e  mi chiedo, se sia possibile che il  bilancio  di
  previsione  della  Giunta  non abbia  previsto  un'operazione  di
  attualizzazione dei fondi ex articolo 38 e degli oneri finanziari
  relativi.
   Come  è  possibile  che  si  arrivi  alla  presentazione  di  un
  emendamento  che   in  commissione era stato   ritirato?  Non  lo
  ricordo  solo  a  me  stesso, ma se siamo in  presenza  di  oneri
  obbligatori  che  in qualche modo sono legati  alle  attività  di
  gestione  finanziaria della Regione, come è possibile  che  tutto
  questo lo si scopra attraverso un emendamento?
   Tenete  conto che in questa rubrica del bilancio ci  sono  anche
  altre   questioni   che  in  qualche  modo   suscitano   più   di
  un'inquietudine.
   Mi  auguro  che il Governo abbia una risposta esaustiva,   e  la
  attendo.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  si
  tratta delle risorse dell'attualizzazione  ex articolo 38 che gli
  Uffici hanno fatto a dicembre. Queste sono risorse che appostiamo
  in bilancio per pagare  le annualità 2007, 2008 e 2009.
   Non  la  potevano  prevedere  prima  perché  è  stata  fatta   a
  dicembre.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento 2.42.

    CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto. Comunico  che  è  stato
  presentato   il   seguente   subemendamento   2.43,    a    firma
  dell'onorevole Cracolici:

   «UPB 4.2.1.5.1   capitolo 215701  +39.016.000».

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non solo su questo  non chiedo  il
  ritiro ma chiedo, anche su questo, il voto segreto. L'emendamento
  è logico, nel senso che si muove all'interno di quel ragionamento
  in  base  al quale, qualche ora fa, il Presidente della  Regione,
  sostenendo  una tesi alquanto bizzarra, aveva annunciato  di  non
  dare  copertura finanziaria perché si interveniva  sul  Fondo  di
  riserva.  Il  Governo con questo emendamento  interviene  per  39
  milioni  di  euro  sul Fondo di riserva che è il  più  basso  del
  Bilancio di previsione rispetto a quello degli ultimi anni. Credo
  che a saldo arriveremo a meno 300 milioni di euro.

   CUFFARO, presidente della Regione. Con i 10 milioni in meno  del
  Fondo di riserva.

   CRACOLICI.  Intanto  non è Fondo di riserva, onorevole  Cuffaro.
  E,  pertanto, tale emendamento intende proprio garantire la buona
  amministrazione  e  le spese obbligatorie  che  sono  dovute  per
  l'esercizio finanziario, nonché  impedire quello che  con  questo
  bilancio  noi  rischiamo di determinare, e cioè che  buona  parte
  delle  spese  nel  corso  del  2007  saranno  anticipazioni  allo
  scoperto, cioè si sta costruendo un bilancio dove una parte delle
  risorse  che noi dovremo utilizzare, nel corso del 2007,  saranno
  di  fatto debiti fuori bilancio. Ecco, anche per impedire che  la
  gestione  ordinaria  si mangi ogni giorno  un  pezzo  di  futuro,
  l'emendamento intende ripristinare il Fondo di riserva così  come
  originariamente  previsto,  per garantire  che  lo  stesso  venga
  utilizzato secondo previsione di legge per le  spese obbligatorie
  e  per  gli  atti  per i quali vi è assoluta indifferibilità  dei
  provvedimenti amministrativi. Per questo chiedo il  voto  segreto
  su questo mio subemendamento.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Signor Presidente,  abbiamo
  lavorato  fino ad ora e si sono approvate tutte le rubriche.  Gli
  emendamenti  del  Governo,  che questo Parlamento  ha  approvato,
  prevedono  la  copertura tramite questo fondo e il Parlamento  ha
  già  espresso il voto. Non so se può essere emendato un  articolo
  le  cui risorse sono già state assegnate e votate dal Parlamento.
  Se  il Parlamento dovesse  accettare l'emendamento dell'onorevole
  Cracolici, tutti i voti che sono stati dati precedentemente e che
  hanno  dato copertura verrebbero annullati. Credo che questo  non
  possa  essere  emendato, signor Presidente, perché fa  parte  del
  Fondo di riserva che abbiamo utilizzato e su cui il Parlamento si
  è già pronunciato.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor Presidente, si procede alla votazione finale  di
  un  disegno  di  legge  dopo  avere  votato  tutti  gli  articoli
  separatamente.   E,  seppure  tutti  gli  articoli   sono   stati
  approvati,  si procede al  voto finale del disegno di legge   nel
  suo  complesso.  Che  bisogno ci sarebbe, onorevole  Cintola,  di
  votare  i  disegni di leggi nel loro complesso dopo avere  votato
  tutti insieme gli articoli?

   CINTOLA. Non c'entra niente.

   TUMINO.  Se  si  boccia  la  legge  nel  suo  complesso,  avendo
  approvato tutti i singoli articoli, la legge non viene approvata.
  E'  una  norma  dello stesso tipo: è una norma di  saldatura,  di
  chiusura.  L'opposizione ritiene che tutto  l'emendamento  Gov  2
  andava ritirato, così com'era stato ritirato in Commissione.
   E',  quindi,  legittimo  da parte dell'opposizione  chiedere  il
  voto  a  scrutinio segreto sulla madre di tutto il Gov  2.  E  la
  madre  di  tutto  il Gov 2 è questo punto. Oltretutto,  onorevole
  Presidente,  avverto che molte delle entrate previste  in  questo
  bilancio  sono  entrate che noi non vedremo mai. Ragione  per  la
  quale  ritengo che  molto probabilmente ci saranno delle sorprese
  rispetto  alle  quali diventerà prezioso dovere ricorrere  ad  un
  fondo  di  riserva che abbia una certa consistenza. Ecco  perché,
  non  solo  ritengo legittimo e giusto che l'opposizione  affronti
  questo tema con determinazione chiedendo lo scrutinio segreto, ma
  credo  che  anche  la maggioranza debba fare una  riflessione  su
  questo.
   Ricordo,  altresì,  che  in  Commissione  il  Gov.2  era   stato
  ritirato perché, tutto sommato, la finanziaria potrebbe benissimo
  reggere  anche  senza  questo emendamento. E  allora,  visto  che
  abbiamo  un fondo di riserva che si aggira intorno ai 300 milioni
  di euro, anzi di meno - e non solo perché 10 milioni sono saltati
  questa  sera, ma è molto meno, siamo intorno ai 260,  per  quelle
  che  sono le mie informazioni, sicuramente inadeguate, e  ritengo
  che  il  fondo di riserva sarà ulteriormente saccheggiato durante
  la  discussione della legge finanziaria - credo sia opportuno che
  questo punto venga respinto da parte del Parlamento.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   questo   emendamento    è
  improponibile per il semplice fatto che, questa sera, abbiamo già
  votato l'utilizzazione di 39.016 migliaia di euro per poste   che
  sono  state  già  stanziate.  Se lo  votassimo,  rischieremmo  di
  deliberare  in contrasto con decisioni già prese,  cosa  che  non
  possiamo fare ai sensi dell'articolo 111, comma 2 del Regolamento
  interno. L'emendamento 2.43 è pertanto  improponibile.
   Comunico  che dall'onorevole  Cracolici sono stati presentati  i
  seguenti emendamenti:

   subemendamento 2.44:
   «UPB 4.2.1.5.3    capitolo 212019: -214.000»

   subemendamento 2.45:
   «UPB 4.2.1.5.3    capitolo 212028: +151.000»

   subemendamento 2.46:
   «UPB 4.2.1.5.3    capitolo 212028: +2.380.000»

   subemendamento 2.47:
   «UPB 4.2.1.5.3    capitolo 212030: -3.000.000»

   subemendamento 2.48:
   «UPB 4.2.2.6.2    capitolo 613941: +4.400.000»

   subemendamento 2.49:
   «UPB 4.2.2.8.1    capitolo 613905: -35.041.400.000»

   subemendamento 2.50:
   «UPB 4.2.3.9.1    capitolo 900013: -4.320.000»

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento Gov.2 del  Governo,  relativo
  alla  Rubrica  Bilancio e Finanze.Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione l'intera tabella B. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E'  approvata)

   Pongo  in votazione l'articolo 2, nel suo complesso, fatte salve
  le    modifiche   conseguenti   all'approvazione   della    legge
  finanziaria.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
                               Elenchi

   1.  Sono  considerate  spese obbligatorie e  d'ordine,  per  gli
  effetti di cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
  successive   modifiche   ed   integrazioni,   quelle    descritte
  nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione della spesa.

   2.   Le  spese  per  le  quali  può  esercitarsi  da  parte  del
  Presidente  della  Regione  la facoltà  di  cui  all'articolo  9,
  secondo  comma,  della legge 5 agosto 1978, n. 468  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  sono  descritte  nell'elenco  n.  2
  annesso allo stato di previsione della spesa.

   3.  I  capitoli  di spesa a favore dei quali è data  facoltà  al
  Presidente  della  Regione  di iscrivere  somme  con  decreti  da
  emanare  in  applicazione dell'articolo 12,  primo  comma,  della
  legge   5   agosto  1978,  n.  468  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, sono quelli descritti nell'elenco n. 3 annesso allo
  stato di previsione della spesa.

   4.  I  capitoli  di  spesa a favore dei  quali  è  data  facoltà
  all'Assessore regionale per il bilancio e le finanze di iscrivere
  somme  con  decreti da emanare in applicazione dell'articolo  12,
  secondo  comma,  della legge 5 agosto 1978, n. 468  e  successive
  modifiche ed integrazioni, sono quelli descritti nell'elenco n. 4
  annesso allo stato di previsione della spesa.»

   Si procede alla votazione degli elenchi annessi.
   Pongo  in  votazione  l'elenco  n.  1:   Spese  obbligatorie   e
  d'ordine  iscritte nello stato di previsione   della   spesa   ai
  sensi   dell'articolo   7 della legge 5 agosto  1978,  n.  468  e
  successive modifiche ed integrazioni'.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'elenco n. 2:  Spese  per  le  quali  può
  esercitarsi  da parte del Presidente della Regione,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, la facoltà
  di  cui all'articolo 9, secondo comma, della legge 5 agosto 1978,
  n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'elenco n. 3:  Capitoli  per  i  quali  è
  concessa al  Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
  regionale  per  il  bilancio e le finanze  e  sentita  la  Giunta
  regionale, la facoltà di cui all'articolo 12, primo comma,  della
  legge   5   agosto  1978,  n.  468  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni'.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'elenco n. 4:  Capitoli  per  i  quali  è
  concessa all'Assessore regionale per il bilancio e le finanze  la
  facoltà  di  cui all'articolo 12, secondo comma,  della  legge  5
  agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed integrazioni'.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel  suo  complesso.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.

                             «Articolo 4
                         Oneri del personale

   1.   Gli  oneri  da  destinare  alla  contrattazione  collettiva
  regionale di lavoro per il personale della Regione siciliana  con
  qualifica  dirigenziale  a  tempo  indeterminato  e  determinato,
  comprensivi  degli  oneri  sociali  e  dell'I.R.A.P.   a   carico
  dell'Amministrazione regionale, sono quantificati per il triennio
  2007-2009, in relazione al biennio economico 2006-2007, in 10.283
  migliaia di euro annui.

   2.   Gli  oneri  da  destinare  alla  contrattazione  collettiva
  regionale   di   lavoro  per  il  biennio  economico   2006-2007,
  comprensivi  degli  oneri  sociali  e  dell'I.R.A.P.   a   carico
  dell'Amministrazione  regionale, per il personale  della  Regione
  siciliana con qualifica non dirigenziale, a tempo indeterminato e
  determinato,  sono  quantificati per il  triennio  2007-2009,  in
  31.326 migliaia di euro annui.

   3.  Gli  oneri  aggiuntivi a carico del  bilancio  regionale  da
  destinare alla contrattazione collettiva regionale di lavoro  per
  il  personale con qualifica dirigenziale degli enti regionali, di
  cui  all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,
  sono  quantificati, per il triennio 2007-2009,  in  relazione  al
  biennio  economico 2006-2007, in 721 migliaia di euro; gli  oneri
  aggiuntivi  a  carico del bilancio regionale  da  destinare  alla
  contrattazione  collettiva regionale di lavoro per  il  personale
  con  qualifica non dirigenziale dei medesimi enti regionali  sono
  quantificati, per il triennio 2007- 2009, in relazione al biennio
  economico 2006-2007, in 510 migliaia di euro annui».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                             «Articolo 5
       Ripartizione territoriale delle spese in conto capitale

   1.  Ai  fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma 1,  n.  4,
  della  legge  regionale  29 dicembre 1962,  n.  28  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, entro trenta giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, gli assessori regionali,
  ciascuno  per  la  parte di propria competenza,  presentano  alla
  Giunta  regionale  le proposte di ripartizione  territoriale  dei
  fondi  stanziati per le spese in conto capitale  dello  stato  di
  previsione   della  spesa  del  bilancio  regionale  e   relativa
  appendice  per  l'anno  finanziario 2007,  con  riferimento  agli
  indici  demografici,  di  disoccupazione,  di  emigrazione  e  di
  reddito medio pro-capite.

   2.  Copia della delibera di ripartizione territoriale dei  fondi
  è  trasmessa  alla Commissione bilancio dell'Assemblea  regionale
  siciliana entro il termine di dieci giorni dalla sua adozione.

   3.  Dopo  il  comma 4, dell'articolo 4, della legge regionale  3
  dicembre  2003,  n. 20 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  inserito il seguente:

   4  bis.  Il piano di riparto dei fondi assegnati dallo Stato  in
  attuazione   dell'art.  38  dello  Statuto   è   trasmesso   alla
  Commissione  bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana   per
  l'espressione del relativo parere. Il suddetto parere deve essere
  reso entro il termine di 10 giorni dalla data di ricevimento».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                             «Articolo 6
                Totale generale del bilancio annuale

   1.  E'  approvato in 23.249.676 migliaia di euro in  termini  di
  competenza ed in 17.183.353 migliaia di euro in termini di cassa,
  il totale generale dell'entrata ed il totale generale della spesa
  del  bilancio  della  Regione siciliana  per  l'anno  finanziario
  2007».

   Si  pone  in votazione l'articolo 6 tenendo conto dell'eventuale
  modifica  agli  importi indicati connessi all'approvazione  degli
  emendamenti  e  fatte  salve le ulteriori  modifiche  conseguenti
  all'approvazione della legge finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                             «Articolo 7
                              Allegati

   1.  Per l'anno finanziario 2007 le unità previsionali di base  e
  le  funzioni-obiettivo  sono individuate, rispettivamente,  negli
  allegati n. 1 e 2 alla presente legge».

   Pongo  in votazione l'allegato 1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'allegato 2. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al  Bilancio di previsione pluriennale  2007-2009 .
   Do lettura dell'articolo 8:

                             «Articolo 8
                        Bilancio pluriennale

   1.  E'  approvato  in  52.458.377 migliaia  di  euro  il  totale
  generale  dell'entrata  ed  il totale generale  della  spesa  del
  bilancio pluriennale della Regione siciliana per il triennio 2007-
  2009,  nelle  risultanze di cui alle Tabelle C e D allegate  alla
  presente legge.

   2.  Al  bilancio pluriennale è annesso l'elenco  n.  5  relativo
  agli oneri a carico del triennio 2007-2009 per far fronte a nuovi
  provvedimenti legislativi».

   Onorevoli  colleghi,  ne  sospendo la  discussione  per  passare
  all'esame delle tabelle C e D del bilancio pluriennale.

   Si passa  allo Stato di previsione dell'Entrata
   Si   passa   all'avanzo  finanziario  presunto.  Lo   pongo   in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  al  Bilancio e finanze. Entrate  correnti,  in  conto
  capitale, per accensione di prestiti.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alle  Entrate di pertinenza di altre amministrazioni.
  Entrate correnti, entrate in conto capitale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'entrata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  allo  Stato  di  previsione  della  spesa.  Rubriche:
  Presidenza, Agricoltura e Foreste, Famiglia, Bilancio e  Finanze,
  Industria,   Lavori   Pubblici,   Lavoro,   Previdenza   sociale,
  Formazione ed Emigrazione, Cooperazione, Commercio, Artigianato e
  Pesca, Beni culturali ed ambientali, Pubblica istruzione, Sanità,
  Territorio ed ambiente, Turismo, Comunicazione e Trasporti con le
  relative  UPB. Elenco numero 5 - Fonti occorrenti per far  fronte
  ad oneri dipendenti da nuovi provvedimenti legislativi.
   Pongo in votazione la Tabella C.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo in votazione la Tabella D.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'elenco numero 5. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 8,  fatte  salve  le  modifiche
  conseguenti  all'approvazione  della  legge  finanziaria.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.

                             «Articolo 9
                               Quadri

   1.  Sono  approvati il quadro generale riassuntivo del  bilancio
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario 2007  e  per  il
  triennio  2007-2009,  in termini di competenza,  con  i  relativi
  allegati, e il quadro delle previsioni di cassa per l'anno 2007».

   Prima  di  porlo  ai voti preciso che i quadri riassuntivi  sono
  quelli  risultanti dalle modifiche approvate dall'Aula nel  corso
  dell'esame del bilancio a legislazione vigente. Sono fatte  salve
  le  ulteriori modifiche conseguenti all'approvazione della  legge
  finanziaria.
   Pongo in votazione l'articolo 9.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.

                            «Articolo 10
                   Azienda delle foreste demaniali

   1.  E'  allegato,  in appendice al bilancio  della  Regione,  il
  bilancio  dell'Azienda  delle  Foreste  demaniali  della  Regione
  siciliana  per  l'anno finanziario 2007 e per il  triennio  2007-
  2009».

   Onorevoli  colleghi,  ne  sospendo la  discussione  per  passare
  all'esame  del  bilancio  di previsione 2007  dell'Azienda  delle
  Foreste demaniali.
   Si   passa   allo  Stato  di  previsione  dell'entrata.   Avanzo
  finanziario  presunto. Titolo I - Entrate correnti. Titolo  II  -
  Entrate in conto capitale.
   Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'entrata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa allo Stato di previsione della spesa.Titolo I -  Spese
  correnti. Titolo II - Spese in conto capitale.

   Si  passa  allo stato di previsione della spesa. Spese correnti,
  spese in conto capitale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che all'articolo 10 il Governo  ha
  presentato i seguenti  emendamenti:

   «UPB     2.0.0.6.1    capitolo   2009     Somme    da    versare
  dall'assessorato regionale bilancio - dipartimento bilancio - per
  la realizzazione del programma triennale di interventi idraulico-
  forestali  e  per  il piano di acquisizione dei  terreni ,  2007:
  30.500, 2008: 30.500. 2009:0»;
   «UPB  00263  capitolo 2056  Interventi per la realizzazione  del
  programma triennale di interventi idraulico-forestali  e  per  il
  piano  di acquisizione dei terreni , 2007: 30.500, 2008:  30.500.
  2009:0»

     Pongo  in  votazione  il subemendamento  all'  UPB   2.0.0.6.1
  capitolo 2009.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento all' UPB  00263  capitolo
  2056.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione lo Stato di previsione della spesa.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione il bilancio di  previsione 2007 dell'Azienda
  delle  Foreste  demaniali. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  al  bilancio  pluriennale per il  triennio  2007-2009
  dell'Azienda delle Foreste demaniali.
   Pongo  in votazione lo Stato di previsione dell'entrata.  Avanzo
  finanziario   presunto.  Entrate  correnti.  Entrate   in   conto
  capitale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione lo Stato di previsione della spesa -  Titolo
  I - Spese correnti e Titolo II - Spese in conto capitale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il bilancio pluriennale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.

                            «Articolo 11

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il  giorno  stesso
  della sua pubblicazione, con effetto dal primo gennaio 2007.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Seguito della discussione del disegno di legge numero 389/A
     «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007»

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge numero 389/A «Disposizioni programmatiche e finanziarie
  per  l'anno 2007», posto al numero 2 del secondo punto all'ordine
  del giorno.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, l'esame del disegno di  legge  del
  bilancio  è  stato  completato. Adesso ci attende  l'esame  della
  legge  finanziaria. Io credo che sia opportuno che ognuno di  noi
  conosca l'organizzazione dei tempi dei nostri lavori, in  maniera
  tale che ci si attrezza, tenuto conto che andiamo incontro ad  un
  esame  dell'articolato congruo: sono stati annunciati  oltre  800
  emendamenti  Credo sia opportuno, signor Presidente,   così  come
  tra  l'altro  eravamo d'accordo, che si sospenda la seduta  e  si
  convochi  una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  per decidere le modalità con le quali organizzare i nostri lavori
  delle prossime ore.
   Tenuto  conto  che  non  mi pare che ci sia  soltanto  la  legge
  finanziaria - c'è ancora, infatti, il bilancio dell'Assemblea  da
  approvare ed  una serie di adempimenti -, credo sia utile  sapere
  da  parte  di  tutti  come  organizzarci.  Quindi,  la  invito  a
  sospendere    la   seduta   per   definire   il   calendario    e
  l'organizzazione delle prossime ore.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  è  chiaro  che  se  dobbiamo
  sospendere  per  dieci  minuti per  definire  il  calendario,  la
  Presidenza  non può essere contraria. Per quanto riguarda  invece
  la  decisione di proseguire i lavori, continueremo perché  questo
  era  stato  l'accordo raggiunto anche in sede di  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi parlamentari. Continueremo  ad oltranza, al
  fine   di   completare  entro  stanotte   l'esame   della   legge
  finanziaria.   Se,  perrò,   serve  ai  fini  di   una   migliore
  organizzazione, una sospensione di un quarto d'ora

   CRACOLICI.  Convochi  una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE.  Non  mi  pare  che  sia  necessario  convocare   la
  Conferenza, pur non di meno,possiamo sospendere per concordare in
  maniera   informale l'andamento dei lavori.
  l'andamento dei lavori.

    CRISTALDI  Concordare chi?

   PRESIDENTE. I Presidenti dei Gruppi parlamentari, ovviamente.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siccome
  stiamo  ragionando  sul  rispetto  delle  prerogative  di  questo
  Parlamento,  c'é  una  richiesta che viene dall'opposizione,  non
  soltanto  dall'onorevole Cracolici, di provvedere a  disciplinare
  il  prosieguo  dei  nostri  lavori relativamente  ad  un  aspetto
  fondamentale che è la legge finanziaria, attraverso la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma formalmente convocata.
   Non   mi   risultano  accordi  stipulati  in  altre   Conferenze
  pregresse rispetto a quelle che dovremmo realizzare.
   Formalizzo la richiesta di convocazione della Conferenza.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  stato
  dichiarato  più volte che ci sono 840 emendamenti. Il  Presidente
  Micciché ha comunicato che avrebbe fatto un esame preventivo.
   C'é  stato  riferito  che questi 840 emendamenti  si  potrebbero
  ridurre di un 20 per cento.
   Però, ad oggi, non abbiamo né il quadro degli 840 né quelli  dei
  120.
   Vorrei   chiedere  se  gli  Uffici  hanno  pronti  tutti  questi
  elementi.  Mi  pare,  infatti,  giusto  fare  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari perché a  me non risulta  che
  ci  sia  stata un'altra Conferenza nella quale si sia  deciso  di
  andare ad oltranza.
   Io  non credo che ci sia stata una sede nella quale qualcuno  si
  è  impegnato. Non siamo ovviamente contrari a continuare i nostri
  lavori,  ma dopo che i Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiano
  valutato serenamente qual é il percorso da fare.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, è da qualche giorno che nel corso dei  lavori
  si  è detto, sia in Commissione bilancio che adesso in Aula,  che
  il  19  si sarebbe fatta la votazione finale del bilancio e della
  finanziaria.
   Non  so se era un accordo o una tacita intesa. Questo era quello
  che  in  questi  giorni, si è continuato a ripetere  anche  nelle
  Commissioni, man mano che andavamo avanti.
   Il  Governo  è  dell'idea  di  continuare  a  lavorare.  Abbiamo
  predisposto  una finanziaria semplice e rigorosa, nel  senso  che
  sono pochi articoli, assolutamente tecnici.
   Abbiamo  voluto evitare che la finanziaria diventasse, come  nel
  passato,  una  sorta  di carrozzone dove si metteva  tutto  e  il
  contrario di tutto. Non ci sono norme di spesa.
   Tra   l'altro  è  stata  ampiamente  discussa  e  dibattuta   in
  Commissione  bilancio,  dove  tutti  gli  articoli   sono   stati
  opportunamente valutati e ognuno ha potuto esprimere  le  proprie
  convinzioni.
   Credo  che  sia giusto che anche l'Aula torni a discutere  sugli
  articoli.  Però,  è  una  finanziaria  che  si  presta   ad   una
  discussione serena, senza toni concitati dal momento che  non  ci
  sono  quei  temi  che  spesso hanno messo  in  condizione  questo
  Parlamento di aprire contenziosi.
   Per queste ragioni,  siamo dell'idea di continuare a lavorare.
   Quale   sarebbe  l'alternativa?Forse  riprendere   la   prossima
  settimana? Perderemmo alcuni giorni e vanificheremmo lo sforzo  e
  il sacrificio di tanti parlamentari rimasti  qui a discutere e  a
  votare  affinché non si arrivasse all'esercizio provvisorio

                 Presidenza del Presidente Miccichè

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione...

   CUFFARO,   presidente   della  Regione  ...e,   contestualmente,
  affinché  nessuno dovesse pagare per un esercizio provvisorio non
  fatto. Ripeto, siamo assolutamente in tempo per approvare sia  la
  finanziaria che il bilancio...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente,  la  ringrazio  per  il  suo
  intervento  ma,  se  non  le dispiace, sui lavori  dell'Assemblea
  decide   l'Assemblea.  Pertanto,   convoco  la   Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  Considerato   che   io,
  presidente della Regione, stavo ancora parlando,  avrebbe  dovuto
  avere il buon senso di  farmi finire per poi dire quello che deve
  dire, Presidente....

   PRESIDENTE.  Onorevole Presidente, è un argomento che  purtroppo
  non le compete.

    CUFFARO   presidente della Regione. Quando finisco  di  parlare
  lei dice quello che deve dire.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  sospesa  ed  è
  convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   (La seduta, sospesa alle ore 23.52, è ripresa alle ore 00.50 di
                       sabato 20 gennaio 2007)

       PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari si è svolta ma non è ancora  pronta  la
  fotocopia di tutti gli emendamenti presentati. Per questo motivo,
  sono costretto a sospendere la seduta per un'ora.
   La   stessa   riprenderà  con  la  lettura   degli   emendamenti
  proponibili ed improponibili e, in base a quanto stabilito  dalla
  Conferenza stessa, a seguito della presentazione - annunciata dal
  Governo  - di un emendamento di riscrittura di alcuni emendamenti
  già  presentati,  i  lavori d'Aula saranno  aggiornati  a  domani
  mattina,  alle  ore  11.00  e  proseguiranno  ad  oltranza   sino
  all'approvazione della finanziaria.
   Sospendo  la  seduta  per  un'ora  ed  avverto  che  la   stessa
  riprenderà alle ore 02.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.55, è ripresa alle ore 02.15)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, come avete  potuto  notare  il
  lavoro su questi emendamenti, che sono moltissimi, è difficile  e
  lungo;  nel prendere visione, adesso, del pacco degli emendamenti
  ammissibili  e  del gran pacco degli emendamenti  che  dovrebbero
  essere dichiarati improponibili,  mi accorgo che c'è qualche cosa
  che  va esaminata più attentamente. Ho scorto, infatti,  tra  gli
  improponibili  qualche emendamento che invece non  ha  motivo  di
  essere  ritenuto  tale  e,  al   contrario,  ho  visto  tra   gli
  ammissibili  emendamenti  che  forse  una  lettura  più  accurata
  farebbe dichiarare  improponibili.
   Il  Governo  ha  intanto  presentato il maxi  emendamento.  Sono
  state  distribuite le copie degli emendamenti ammissibili secondo
  una mia prima visione, ma non mi sento di considerarla definitiva
  perché  c'è qualcosa che va rivista. Questo è uno dei motivi  per
  cui  è  meglio non lavorare la notte. Pertanto,  se  tutti  siete
  d'accordo si procede alla  distribuzione del maxi emendamento del
  Governo.
     Ripeto  che  è  possibile che di tutti questi  emendamenti  il
  Presidente  domani mattina, all'apertura della  seduta,  dichiari
  ammissibili  emendamenti  che in questo momento  non  lo  sono  e
  viceversa.
   Mi  riservo, peraltro, di verificare con gli uffici se  il  maxi
  emendamento  del  Governo,  che  è  stato  presentato  ora,   sia
  perfettamente rispondente, come deve essere, agli emendamenti che
  sono  già stati presentati e che sono ammissibili; quindi,   come
  deciso   dalla   Conferenza   dei  Capigruppo,   non    leggeremo
  materialmente tutti questi emendamenti, ma li  considereremo  sin
  da  stasera già ammissibili o improponibili.  Ci sono  momenti  n
  cui la premura crea problemi, come sicuramente è accaduto stasera
  che  gli uffici sono stati sottoposti a un certo stress per  fare
  le  fotocopie di tutti gli emendamenti e ciò  può aver creato  un
  ulteriore piccolo problema.
   Onorevoli  colleghi,  sono dell'avviso  di  togliere  la  seduta
  adesso per consentire a ognuno di visionare tutti gli emendamenti
  e, laddove lo ritenesse opportuno,  può segnalare alla Presidenza
  la mancanza di uno o più  emendamenti tra quelli proponibili. Ciò
  consentirebbe un'analisi più precisa e puntuale.
   Quello  che è stato consegnato in linea di massima è  quanto   è
  stato  considerato ammissibile, però non mi sento di  mettere  la
  parola fine.
   La  seduta  è rinviata domani,  alle ore 11.00. Ad inizio  della
  seduta  l'Assemblea  darà  una  più puntuale  informazione  sugli
  emendamenti resi ammissibili.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.    Signor    Presidente,    non    vorrei    apparire
  eccessivamente  pignolo, però sono le 2.20,  e  lei  si  è  preso
  un'ulteriore riserva sull'esame dell'ammissibilità o  meno  degli
  emendamenti. Le chiedo di spostare la convocazione a domani  alle
  ore 12.00, anche se un'ora non cambia nulla, però la scrittura di
  eventuali  subemendamenti  comporta  la  necessità  di  studiare,
  controllare  le  norme,  quindi chiedo cortesemente   di  fissare
  l'orario della seduta alle ore  12.00

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, se tutti siamo  d'accordo,  la
  seduta rimane convocata per le ore 11.00, e dato che anch'io   ho
  la  necessità di procedere ad  alcune verifiche, con  grandissima
  serenità,   mi  renderò conto se vi è  bisogno  di  un  ulteriore
  pausa,   eventualmente spostando l'inizio dei lavori di   qualche
  minuto.  Però,  resta   convocata per le ore   11.00,  così  come
  stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non  ho
  difficoltà  a dire che va bene anche cominciare a mezzogiorno  ed
  accettare l'ulteriore proposta del Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta rimane convocata  per
  le ore le 11.00.

   CINTOLA.  Le  chiedo, signor Presidente, se domani si  procederà
  con  una  seduta  non-stop fino a conclusione dell'iter  dei  due
  disegni  di legge in discussione. Allora, a quel punto, anche  se
  andiamo  oltre,  non  è  un problema se  questo  serve  sia  alla
  maggioranza   che  all'opposizione  per  vagliare  meglio.   Però
  dovremmo  stabilire ora, signor Presidente, se lei lo  ritiene  e
  l'Aula  lo  ritiene  , se domani si chiude la  sessione  malgrado
  impegni agonistici.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cintola, questo è già stato  chiarito  in
  precedenza.

   LEANZA   NICOLA.   Signor  Presidente,  manca   un   foglio   al
  maxiemendamento

   PRESIDENTE.  Questo  è  quello che mi è stato  dato,   onorevole
  Leanza,  se c'è la certezza che manca un foglio, pregherei di non
  considerarlo  per  evitare ulteriore confusione:  aspettiamo  che
  venga distribuito quello nuovo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, poco fa lei suggeriva di darle  una
  mano per verificare gli emendamenti che possono essere errati, ma
  ci  dovrebbe  dire  come e quando  farlo, e quando  inviarli,  se
  prima, durante o dopo la convocazione di domani, perché si dà  il
  caso  che ho letto tutti gli emendamenti e quelli presentati  dal
  partito dell'UDC sono stati dichiarati inammissibili, ma forse  è
  un caso.

   PRESIDENTE.  La  prego, onorevole Gianni, di non  pensare  male;
  tale lavoro è stato  svolto da personale  che nel lavorare non ha
  partiti politici in testa.
   Ho  già detto di essermi reso conto che  qualcosa non va  e  non
  perché  ci possa essere stato qualcuno in mala fede,  ma soltanto
  perché l'improvvisa accelerazione che è stata chiesta agli uffici
  può avere provocato questa  situazione.
   Ritengo  che  non  sia il caso di continuare ad oltranza  finché
  non  sarà tutto chiaro, tuttavia  chiudo la seduta aspettando  da
  voi stessi  qualche indicazione in merito.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Maira, se deve intervenire  sullo  stesso
  argomento,   possiamo  farlo in altro momento,  comunque,  ne  ha
  facoltà.
   Non  posso  dare la parola a tutti per un dibattito su  qualcosa
  che credo sia abbastanza chiaro, non sono personalmente certo del
  lavoro  appena  concluso, per cui vi posso dire  che  lo  rivedrò
  personalmente e che lo esamineremo domattina, non credo  che  sia
  il caso di intervenire tutti per dire qualcosa di diverso su ciò.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  soltanto  per  una  premessa.   So
  perfettamente  quali  sono le norme regolamentari  e  qual  è  la
  prassi  d'Aula allorquando il suo potere estremamente autonomo  e
  discrezionale  porta  a  ritenere gli emendamenti  ammissibili  o
  meno.
   La  pregherei, però, stante la mole degli emendamenti  ed  anche
  il  numero  e  l'entità di quelli non ammessi, di metterci  nelle
  condizioni  di  conoscere il motivo della inammissibilità  perché
  non si tratta solo di un rapporto fra noi e la Presidenza - fermo
  restando  la bravura e l'esperienza dei funzionari - ma serve,  o
  quantomeno  serve  a  me per capire dove  ho  sbagliato  per  non
  ripetere  l'errore;  per rendere conto al mio collegio elettorale
  del perché gli emendamenti, che non hanno nulla di personale,  ma
  che  sono proposti nell'interesse generale - almeno credo -   non
  sono  stati ammessi e questo perché ognuno di noi ha un  rapporto
  di fiducia con il proprio elettorato.
   Vorremmo  conoscere   -  e lo voglio sapere  in  ogni  caso  io,
  anche  con  scrittura  sui  miei emendamenti  -  i  motivi  della
  inammissibilità  per  avere chiarezza e  trasparenza  dei  nostri
  rapporti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maira,  era  già  stato  comunicato  che
  sarebbero  stati considerati improponibili tutti gli  emendamenti
  che prevedevano maggiorazione di spesa, materia di personale o di
  precariato, materia estranea o materia elettorale.
   Questo  era  il  criterio che ci eravamo dati all'inizio  e  che
  avevamo  già  comunicato ai Gruppi parlamentari. Non capisco  che
  altro dibattito si debba fare
   E'  chiaro che c'è qualcosa che non quadra e che va rivista, non
  credo sia possibile trovare soluzioni alternative.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, l'emendamento del Governo  non  è
  completo perché mancante di una pagina.
   Domani  dobbiamo  presentare i subemendamenti all'emendamento  e
  quindi   desideravamo  averlo   -  se  possibile  -   nei   tempi
  ragionevoli che lei stesso ha stabilito.
   Ho  apprezzato  il  suo impegno, però, le devo  fare  osservare,
  signor  Presidente, che su quelli ammessi ce ne  sono  moltissimi
  che non hanno rispettato quei criteri che lei ha enunciato.

   PRESIDENTE. Ripeto che va rivista  l'analisi di questi

   VILLARI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.   Signor   Presidente,  intervengo  per   chiedere   un
  chiarimento. Ho sicuramente compreso male, e lei infatti mi  sarà
  d'aiuto, la procedura che seguiremo  sugli emendamenti, e cioè se
  gli stessi saranno portati tutti in Aula per essere visionati dai
  parlamentari per essere poi dichiarati ammissibili   o  meno  con
  giudizio insindacabile del Presidente in Aula.
   La  possibilità,  da  parte  del  parlamentare,  di  vedere  gli
  emendamenti è legata anche al fatto che molti di essi non ci sono
  in  quanto  inammissibili, come molti  degli  emendamenti  da  me
  presentati  -  che  presumo  non  rientrino  nel  criterio  della
  inammissibilità  -  che non  vedo e dei quali mi  chiedo   quindi
  quale sia la ragione del giudizio di improponibilità.
   Quindi ritengo che l'inammissibilità possa essere dichiarata  in
  Aula.
   Si  potrebbe  verificare una svista da parte degli  uffici,  una
  svista  tecnica nella fotocopiatura, un problema nel  consegnarli
  in Commissione  Vorrei capire cosa è successo.

   PRESIDENTE. Onorevole Villari, lei ha detto una cosa giusta,  ma
  gli emendamenti anche quelli della seconda parte, non mi permetto
  di  dichiararli  improponibili;  il  pacchetto  dei  seicento   è
  arrivato  in  Aula ma solo in tre copie perché in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, poco fa, pur sapendo che  non
  si era stati in grado di fotocopiarli tutti,  si è detto che, per
  accelerare  i lavori ed andare via stasera, avremmo esaminato  in
  Aula  quello  che si riusciva a fotocopiare. In ogni caso  domani
  saranno consegnati tutti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  valga
  la  pena  approfondire questi argomenti. Li ho letti velocemente,
  vi è di tutto in questi emendamenti ammissibili. Ci sono leggi di
  settore, ci sono leggi che stravolgono la legge urbanistica...

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Laccoto, abbiamo già detto  che  ci
  sono, è inutile che li andiamo a rivedere e a cercare gli errori,
  abbiamo  già detto che vanno rivisti, quindi la prego, abbia   la
  bontà di non...

   LACCOTO.  Io  vorrei  dire che purtroppo  anche  i  parlamentari
  hanno  la necessità di approfondire questi temi. Lo stress  anche
  d'Aula,  lo  stress  a  cui si vuole arrivare  certamente  non  è
  indicativo di un lavoro sereno da parte ei deputati.
   Vi  sono  sviste  che  sono anche sviste  enormi  rispetto  agli
  interessi generali della Sicilia, vi sono...

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non ho mai parlato di sviste,  ho
  detto  che  è possibile sia stata fatta materialmente  confusione
  fra gli emendamenti.

   LACCOTO. Domani ci vorrà un approfondimento più serio.

   PRESIDENTE.  Se tutti ascoltaste quello che il Presidente  dice,
  non   ci   ripeteremmo.  C'è  qualcuno   che   ha   notizie   del
  maxiemendamento del Governo?
   Onorevoli  colleghi,  il  Governo ha portato  adesso  la  quinta
  pagina, per cui sospendo la seduta tre minuti al fine di fare  le
  90 fotocopie da distribuire

    (La seduta, sospesa alle ore 02.33, è ripresa alle ore 02.38)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Il   maxiemendamento   del   Governo   è    stato
  distribuito, pertanto rinvio la seduta ad oggi, 20 gennaio  2007,
  alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      I   - COMUNICAZIONI

  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
        1)  - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
          (390-458/A) (Seguito)

        2)  - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
          (389/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 02.40

                     Dal SERVIZIO dei RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli