Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la lettura dei processi
verbali delle sedute precedenti avverrà nelle successive sedute.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Invito pertanto i deputati a munirsi tempestivamente della
tessera personale di voto.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale,
ovvero richieste di votazione per scrutinio nominale o segreto
verranno effettuate mediante procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 150
Inquadramento dei giornalisti precari degli Uffici Stampa delle
pubbliche amministrazioni siciliane a firma degli onorevoli
Caputo ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
a dieci anni dall'emanazione della normativa regionale
specifica ed a sei anni da quella nazionale, le pubbliche
Amministrazioni siciliane sono, nella quasi totalità, del tutto
inadempienti nei confronti dei giornalisti impegnati negli Uffici
Stampa;
in moltissimi casi i giornalisti impegnati quali addetti stampa
presso le pubbliche Amministrazioni oltre a non godere
dell'applicazione del Contratto nazionale di lavoro dei
giornalisti, a fronte di rapporti di consulenza rinnovati nel
tempo, non usufruiscono della contribuzione I.N.P.G.I.,
espressamente prevista da una circolare del Ministero del Lavoro
del 2001;
a partire dalla primavera 2007 molte Amministrazioni andranno
in scadenza con il rischio che i giornalisti precari, impegnati
negli Uffici Stampa, si trasformino in altrettanti disoccupati,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad adoperarsi, prioritariamente ed unitariamente, affinché in
applicazione del comma 1 dell'art. 127 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, l'inquadramento giuridico, normativo e
retributivo, del personale giornalistico di cui al comma 2
dell'art. 9 della Legge 7 giugno 2000, n. 50, in tutte le
Amministrazioni pubbliche - Province regionali, Comuni capoluogo
o con popolazione superiore ai diecimila abitanti o inferiore se
tra loro consorziati, enti pubblici regionali, territoriali,
economici, strumentali, controllati e/o vigilati dalla Regione,
enti locali dotati di personalità giuridica pubblica con
autonomia tecnica, gestionale, amministrativa e contabile,
Aziende sanitarie ed ospedaliere - si conformi in via esclusiva
nell'osservanza del CNLG FIEG-FNSI nella sua interezza, nel
rispetto della Legge l 3 febbraio 1963, n.69;
a formulare un provvedimento legislativo, urgente e condiviso,
che porti al riconoscimento dei diritti acquisiti dai giornalisti
precari degli Uffici Stampa delle pubbliche Amministrazioni
siciliane, con il loro definitivo inquadramento, nel rispetto
delle normative specifiche regionali e nazionali e del CNLG,
all'interno delle dotazioni organiche delle stesse pubbliche
Amministrazioni;
all'applicazione di quanto espressamente previsto dalla legge
regionale n.33 del 1996 e successive modifiche ed integrazioni,
in tema di concorsi pubblici per gli Uffici Stampa, e cioè che la
copertura delle dotazioni organiche negli Uffici Stampa delle
pubbliche Amministrazioni siciliane, non statali, si svolge per
selezioni professionali pubbliche per titoli, sulla base di
criteri e valutazioni esclusivamente derivanti dalla Legge 3
febbraio 1963, n. 69 e dal CNLG FNSI-FIEG edizione 2001-2005;
a definire un'intesa formale in base alla quale ultimato il
riassorbimento del precariato nelle pubbliche Amministrazioni
siciliane e nelle more dell'avvio delle procedure concorsuali,
venga fatto espresso divieto a tutte le pubbliche Amministrazioni
siciliane, non statali, di costituire, con giornalisti iscritti
all'Ordine professionale, nuovi e generici rapporti di lavoro
sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa,
consulenze e/o capitolati d'incarico o quant'altro estraneo al
CNLG. In quest'ottica vanno considerati totalmente confliggenti
con le norme deontologiche gli incarichi assunti esplicitamente a
titolo gratuito. Nelle more dell'adeguamento dei rapporti di
lavoro sulla base del CNLG e della conclusione delle procedure di
stabilizzazione, 1'Assostampa dovrà svolgere ampia azione di
vigilanza affinché le Amministrazioni continuino ad avvalersi del
personale giornalistico attualmente in servizio». (150)
Avverto che la data di determinazione della discussione di tale
mozione è demandata, secondo consuetudine, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, il III punto dell'ordine del giorno viene
rinviato.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2007'
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione per la
Regione siciliana per l'anno finanzio 2007 e bilancio pluriennale
per il triennio 2007 -2009' e Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2007' .
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta di ieri è stata
chiusa la discussione generale sul disegno di legge Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 e si è passati
all'esame degli articoli.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono le 13.30
e stiamo appena iniziando, malgrado ieri sera, ancora una volta,
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari sia stata
sostenuta la tesi che si poteva lavorare, già a partire da questa
notte, ad oltranza.
Si dimostra invece che non si procede ad oltranza e che non si
riesce a procedere poiché vi sono problemi all'interno della
maggioranza.
Vorrei porre una questione alla Presidenza. Prima di procedere
a qualunque articolato, desidero che tutti gli emendamenti
depositati entro le ore 12.00, compresi quelli alle tabelle
allegate alla finanziaria, che costituiscono parte integrante
della finanziari stessa, vengano messi a disposizione di tutti
noi. La finanziaria comprende le tabelle. Dico ciò perché, per
avere una visione globale del procedimento da seguire
nell'elaborato del testo della finanziaria, occorre prendere
visione di tutti gli emendamenti.
Alcuni emendamenti non sono stati distribuiti ai deputati e
pertanto chiedo che l'Aula venga messa in condizione di sapere di
che cosa dovremmo discutere, non quando si arriva al momento
della relativa trattazione, ma prima. Dobbiamo sapere di cosa
dobbiamo cosa discutere.
Malgrado i buoni propositi di lavorare speditamente, rischiamo
continuamente di fare il passo del gambero. Non si vuole
accettare il buon senso che non c'entra nulla con la logica del
braccio di ferro politico, è solo buon senso.
Bisogna seguire la migliore organizzazione del lavoro che
consenta a tutti noi di procedere speditamente ed entro i tempi,
attraverso un esame approfondito ed il più possibile condiviso,
all'approvazione della finanziaria.
In ogni caso, chiedo che la Presidenza, prima di procedere,
metta i deputati nelle condizioni di conoscere tutti gli
emendamenti che sono stati presentati al testo ed alle tabelle;
lo ribadisco.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stanotte, alla
conclusione della prima maratona, il Presidente dell'Assemblea ci
aveva spiegato che il malloppo degli emendamenti che era stato
distribuito era il malloppo degli emendamenti dichiarati
ammissibili.
Ha spiegato, inoltre, che forse vi erano state delle sviste,
degli errori, dei momenti di valutazione e aveva raccomandato ai
deputati di verificare, ognuno per la propria parte, se gli
emendamenti presentati entro le ore 12.00 del giorno precedente
fossero contenuti o meno, e ove non fossero contenuti capire
perché non lo erano.
Per quanto mi riguarda - lo hanno detto anche altri deputati
nel corso di questa mattinata - non mi sono ritrovato alcuni
emendamenti che potrebbero avere il carattere della
proponibilità.
Considerato che ne ho visionati altri assolutamente
sovrapponibili, similari, pressoché simili, vorrei chiedere alla
Presidenza chiarimenti in merito all'ordine da seguire. Dico ciò
per avere chiarezza sulla prosecuzione dei lavori, per evitare
cioè che, nelle ore notturne tra sabato e domenica, si sia
costretti ad accelerare i lavori con la conseguenza di non
raccapezzarsi più rispetto all'atteggiamento da tenere.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi è la prima
volta che accade un fatto simile. In passato, vi sono state
sedute nelle quali sono stati esaminati non 800 emendamenti ma
2000 e tutti i deputati hanno avuto contezza di tutta la manovra.
E' preoccupante pensare che le tabelle arrivano con ritardo e
che altri articoli vengono in qualche modo ancora esaminati. Non
vorrei che vi fossero delle compensazioni.
Si deve agire alla luce del sole sapendo quali sono gli
emendamenti.
Ho presentato degli emendamenti alla tabella e non so che fine
abbiano fatto. Prima di cominciare la trattazione dell'articolo
1, vorrei sapere che fine hanno fatto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre ad
associarmi a quanto detto dal Presidente del mio Gruppo
parlamentare, onorevole Barbagallo, vorrei far notare che la
dignità di ogni parlamentare, nella sua funzione, viene
mortificata continuamente.
Nel corso della nottata, abbiamo atteso pazientemente il quinto
foglio - quello mancante - di un emendamento del Governo, il Gov
2 e lo abbiamo fatto con senso di responsabilità per un'ora.
Si insiste nel voler continuare senza che vi siano le
condizioni minime. Sulla vicenda di questi emendamenti - che
siano ammissibili o no - non vi è più chiarezza e non ci
rendiamo più conto di ciò che stiamo facendo; addirittura, vi
sono emendamenti che rinnovano totalmente leggi di settore.
Nei maxiemendamenti Gov 1 e Gov 2, vi sono delle rivoluzioni
legislative che non hanno niente a che vedere con la finanziaria.
Si ha la fretta di andare avanti su provvedimenti
importantissimi per la Regione siciliana che non possono essere
esaminati se non si ha fino in fondo la consapevolezza di quello
che stiamo facendo.
Ritengo che, così facendo, si stia lavorando male e ciò non
serve nemmeno al Governo.
Non credo che vi siano oggi le condizioni - almeno in questo
momento - per potere andare avanti. Lo dicevano prima
l'onorevole Barbagallo e l'onorevole Cracolici.
Di cosa stiamo parlando?
Di quale finanziaria?
Quali sono gli emendamenti?
Quali i provvedimenti che si stanno portando avanti?
Penso che volere insistere, anche per una questione di
principio, su esercizio provvisorio sì, esercizio provvisorio
no , sia un fatto eclatante perché si stanno approvando delle
norme che stanno fuori dalle normali regole. Si stravolgono
totalmente delle leggi con degli emendamenti senza sapere che
quello che si propone è ancora peggio della legge precedente
Ricordo a tutti i deputati, sia di maggioranza che di
minoranza, che non facendo ostruzionismo noi questa notte abbiamo
dimostrato senso di responsabilità. Stiamo chiedendo che, ad ogni
parlamentare, sia concessa la possibilità di capire di cosa
stiamo parlando. C'è un momento parlamentare fondamentale che è
quello dell'approvazione della finanziaria. Ritengo che, in
questo momento, con una forzatura, si voglia togliere ad ogni
parlamentare la possibilità di esprimere il parere su materie di
competenza di questo Parlamento. Se è questo il fine, diciamolo
pure e continuiamo in queste condizioni; tanto vale affermare
che si tratta della mortificazione dell'esercizio della funzione
di parlamentare.
Non vogliamo fare ostruzionismo e lo abbiamo dimostrato ieri
sera; dobbiamo però avere contezza di ciò che si discute.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
notte è stato raggiunto un accordo, ritengo di natura politica,
che ha mostrato un'opposizione dotata di un grande senso di
responsabilità, rispondente ai doveri istituzionali che riteniamo
si debbano esercitare in questo momento così grave e complicato
della istituzione parlamentare in questa Regione.
Si era convenuto che questa mattina si procedesse all'esame
dell'articolato, degli emendamenti ritenuti ammissibili, delle
tabelle; insomma, del corpus organico della legge finanziaria.
Siamo qui, invece, con notevole ritardo, con un nulla di fatto.
Signor Presidente, mi rivolgo a lei, visto che si è svolto
l'incontro tra l'Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei
Capigruppo, per sapere se quell'accordo, dal punto di vista
politico, dal punto di vista istituzionale, è da ritenersi ancora
valido, oppure se è stato messo in mora. La conseguenza sarà che
l'opposizione valuterà, autonomamente, le iniziative politiche da
assumere.
DINA. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza dei
Capigruppo di ieri sera ha tracciato un percorso che ha già avuto
un momento di concretezza con la presentazione da parte della
Presidenza degli emendamenti ammissibili, nonché dell'emendamento
di riscrittura da parte del Governo.
Partiamo da questo punto. Ci sono gli emendamenti in Aula, il
maxiemendamento del Governo e c'era, invece, qualche perplessità
annunciata dalla Presidenza per capire se vi erano ulteriori
emendamenti che potevano essere resi ammissibili e, quindi, si
procedeva, nella notte, ad uno studio per capire se potevano
arrivare in Aula come proponibili o ammissibili.
Se questo lavoro è stato fatto, partiamo da questo. Intanto, a
nome del mio Gruppo - UDC - annuncio il ritiro di tutti gli
emendamenti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
lavori interrotti ieri abbiano avuto lo scopo di avviare un
percorso di intesa con gli altri Capigruppo, nel senso che la
Conferenza dei Capigruppo doveva stabilire il percorso da
adottare per approvare la finanziaria. Credo che questo sia
l'obiettivo di tutto il Parlamento.
Ieri, dopo un ragionamento avviato, tutti abbiamo concordato
che stamattina avremmo ripreso i lavori e avremmo, ognuno per
proprio conto, assunto le proprie responsabilità adottando le
necessarie linee politiche per approvare lo strumento
finanziario.
La maggioranza, in questo senso, ha assunto l'impegno di essere
molto solidale con il Governo: condivide la finanziaria ed è
dell'avviso che ciascun Gruppo parlamentare- in questo senso, il
Movimento per l'autonomia è in sintonia con gli altri Gruppi
politici - ritiri tutti gli emendamenti e si proceda molto
celermente all'esame di questo strumento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi di Alleanza
Nazionale, da tempo e con la coerenza che ci contraddistingue,
abbiamo sempre affermato che siamo per una finanziaria di rigore
e che garantisca lo sviluppo della Sicilia. cHIEDO
In Commissione bilancio, ci siamo impegnati e lo abbiamo fatto
successivamente a ritirare tutti gli emendamenti presentati dal
Gruppo di Alleanza Nazionale - sia nelle Commissioni di merito
che in Commissione bilancio - per consentire un varo celere di
questa finanziaria, così come l'ha approvata la Giunta di
Governo, nella seduta di Giunta.
Coerentemente con i nostri impegni e coerentemente con il
nostro modo di intendere la crescita di questa Sicilia, a nome di
Alleanza Nazionale dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti
presentati dal Gruppo parlamentare e che sono stati presentati e
dichiarati ammissibili in quest'Aula.
CRISTALDICRIIC. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDICRIIC. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poichè
il mio Capogruppo ha già espresso la posizione del mio partito,
intervengo soltanto per una precisazione. Desidero intervenire su
alcuni emendamenti che vengono ritirati; desidero esprimere
alcune considerazioni, per quanto riguarda quelli a mia firma.
Confermo, quindi, che la linea del Gruppo è quella espressa dal
Capogruppo, ma desidero intervenire su alcuni emendamenti che
comunque saranno ritirati.
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo di
Forza Italia, anche in riferimento alla Conferenza dei Capigruppo
di questa notte, dichiara la propria disponibilità al ritiro
degli emendamenti presentati.
Anche in riferimento alla dichiarazione del Presidente
dell'Assemblea di stanotte, rispetto alla proponibilità o meno
rimasta sostanzialmente a galla - stanotte, credo, che l'ultimo
intervento sia stato effettuato nel senso di una proponibilità o
meno, ancora da definire, su molti emendamenti - pur
manifestando la disponibilità al ritiro degli emendamenti,
sarebbe il caso, e per questo chiedo una sospensione dei lavori,
di capire, in effetti, il giudizio sugli emendamenti ufficiale e
definitivo da parte della Presidenza dell'Assemblea.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa,
ascoltando le dichiarazioni dei rappresentanti della maggioranza,
mi ero illuso che, in qualche modo, stava prevalendo una linea di
chiarezza, anche per noi dell'opposizione: si ritirano gli
emendamenti; c'è il maxiemendamento del Governo e si discute.
Ma sostenere qua, da una parte la propria disponibilità al
ritiro degli emendamenti e dall'altra parte l'esigenza di capire
se rispetto all'ultima posizione di stanotte, gli emendamenti
presentati dal proprio Gruppo sono stati, ed in che misura,
ammessi o non ammessi, eventualmente con l'esigenza di conoscere
le motivazioni di quelli non ammessi, significa impantanarsi.
Ogni Gruppo faccia quindi una riflessione rigorosa. Non sto
entrando nel merito delle decisioni dei singoli Gruppi, però,
sostenere qua che siamo pronti a ritirare gli emendamenti ma che
gradiremmo conoscere, nel merito, le decisioni della Presidenza
dell'Assemblea, relativamente al blocco degli emendamenti
ammissibili ed a quelli non ammissibili, mi porta a porre una
domanda: nella ipotesi che il lavoro sia stato fatto stanotte e
stamattina e che gli Uffici siano oggi, in questo momento, nella
condizione di proporci il malloppo degli emendamenti ammissibili,
i Gruppi che hanno dichiarato la loro disponibilità - parlo di
quelli della maggioranza - a ritirare i propri emendamenti,
qualora dovesse venire fuori che da questo lavoro risulti che ci
sono 100 emendamenti per l'UDC, 30 per un altro Gruppo, che
comportamento terrebbero?
Gradirei più chiarezza. Metteteci nella condizione di valutare
la posizione del Governo e della maggioranza.
Questa è una maggioranza schizofrenica.
Dicevo l'altra volta una maggioranza è un bersaglio mobile.
Immaginiamo che si trovi qua; ci state devastando, ci
scombussolate, non abbiamo parametri per seguirvi.
Volete per cortesia, fermarvi? Fare una riflessione? Fate un
vertice di maggioranza? Decidete una posizione perché possa
essere apprezzata da questa opposizione.
Ecco il mio appello: il Governo governi, la maggioranza decida
di supportare il Governo con una linea chiara e si metta
l'opposizione nella condizione di capire.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
disponibili a non essere disponibili. E' già un bel passo avanti,
rispetto alla posizione del Capogruppo di Forza Italia. Credo che
noi siamo più ragionevoli.
A me pare che in questo vi sia una analogia con il discorso del
carciofo, nel quale il reduce dalla guerra di Russia che,
normalmente ripassava due volte, mangiava una volta e poi di
nuovo...
Questa richiesta del Capogruppo di Forza Italia, perché noi ci
si atteggi di conseguenza, prelude ad un'ulteriore trattativa per
riammettere emendamenti di Forza Italia che, inopinatamente, non
sono stati ammessi fra i privilegiati di stanotte, riapre
trattative di fondo.
Ritengo che l'Aula, prima di aderire alla possibilità di
sviluppo dei lavori, regolarmente, linearmente, come abbiamo
dimostrato ieri sera, voglia sapere se il lavoro svolto dalla
Presidenza e quindi, il giudizio di ammissibilità degli
emendamenti consegnati a noi, questa notte, sia un giudizio
definitivo o un giudizio che, in gergo, si chiama perplesso,
fluttuante, dipendente, endo ed eterodipendente, se prelude a
trattative di fondo - riaperture - o soltanto a piccoli
cabotaggi; se prelude ad una BIT, a una borsa internazionale o a
un mercato delle vacche di periferia?
Vorremmo saperlo.
Dico ciò anche perché, dal punto di vista delle procedure, non
accetteremo che, durante i lavori, signor Presidente, le dico che
se, notoriamente, sono un mite, mi spoglierò in Aula fino a
quando ...
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, il suo eloquio é simpatico, ma il
tempo sta per scadere.
ORTISI. Sono stato disturbato e devo recuperare, signor
Presidente. Dovrò recuperare chissà quante volte durante questa
lunga maratona che ci apprestiamo ad intraprendere.
Il mio collega di Forza Italia dice, giustamente, di essere
disponibile al ritiro ma assomiglia a Protagora che diceva
figlio di cane . Figlio di cane a me? , si rispondeva
dall'altra parte. No, no volevo dire figlio di Cane, della
costellazione del Cane
In questo caso, é il contrario. L'amico, onorevole Cascio, dice
figlio della costellazione del Cane però sottintende se non
viene accettato quello che propongo , l'altra versione, quella un
po' più brutale.
Vorremmo, quindi, pregiudizialmente sapere se la Presidenza
riesaminerà al ribasso gli emendamenti lasciati fuori e che fine
hanno fatto gli emendamenti alle tabelle, visto che parliamo di
finanziaria.
So che, in quest'Aula, ormai vi è una divaricazione manichea:
il Presidente della Regione ci da subito la possibilità di
lavorare e questa Presidenza impedisce di lavorare.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, voglio ringraziare i Capigruppo della maggioranza per
avere accettato l'invito del Governo a ritirare gli emendamenti
e, quindi, attivare un processo di velocizzazione di approvazione
della finanziaria.
Voglio ringraziarli soprattutto perché, avendo avuto modo di
visionare parte di questo malloppo di emendamenti, mi sono reso
conto che i parlamentare avevano fatto un ottimo lavoro
individuando problemi che meritano di essere affrontati
legislativamente da questo Parlamento e che, se approvati,
aiuterebbero la Sicilia nel suo processo di crescita e, comunque,
a risolvere alcune tematiche da tanto tempo ferme.
Ai Capigruppo della maggioranza voglio dare assicurazione, per
quel che riguarda il Governo, che questi emendamenti diventeranno
parte del disegno di legge dello sviluppo che il Governo chiederà
al Presidente dell'Assemblea di calendarizzare perché possa
essere affrontato dalle Commissioni ed approvato dall'Aula. Dico
ciò proprio perché ci rendiamo conto che vi sono molti temi che è
giusto che vengano affrontati.
Oggi, però, è prioritario dotare il Governo e, quindi, dare ai
siciliani la possibilità di avere un bilancio ed una finanziaria
operanti ed avere scelto di rimanere rigidamente ancorati al
testo che è uscito dalla Commissione bilancio e un emendamento
riassuntivo delle tematiche non più importanti, ma alcune delle
tematiche che il Governo ha presentato, aiuterà chiaramente
l'iter dell'approvazione di questa finanziaria.
Signor Presidente, credo che procedere ad un giudizio di
presentabilità degli emendamenti sia superfluo; se questi sono
stati ritirati, non servirebbe. Per cui scelta questa via per la
maggioranza, noi riteniamo che si possa andare avanti; è giusto
invece che gli emendamenti presentati dalle opposizioni, che non
vengono ritirati - se ve ne sono non ritirati - possano essere
messi in discussione e portati alla valutazione del Parlamento.
Così si può andare alla discussione, al passaggio
all'articolato ed andare avanti per cominciare a dare risposte
anche in termini di documento finanziario a quello che i
siciliani, in questo momento, stanno aspettando.
Non entro nel merito delle costellazioni perchè rischierei,
onorevole Ortisi, di essere messo sotto giudizio dalle
associazioni ambientalistiche - e mi guarderei bene dal farlo -
ma mi è sembrato che, dalla dichiarazione fatta dai Capigruppo,
compresa quella del Capogruppo di Forza Italia, emerga un grande
senso di responsabilità e, soprattutto, vi sia la scelta di
procedere velocemente per dotare questo Parlamento, il Governo e
la Sicilia, di un bilancio e di una finanziaria.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che un
passo avanti sia costituito dal ritiro di tutti gli emendamenti
della maggioranza e non posso che essere d'accordo con il mio
Presidente di Gruppo, l'onorevole Dina, sul ritiro degli
emendamenti, ma volevo aggiungere due considerazioni.
La prima considerazione. Considerato che tutti gli emendamenti
vengono ritirati dalla maggioranza, la Presidenza di
quest'Assemblea ha un compito, quello di comprendere quali degli
emendamenti dell'opposizione che restano siano ammissibili o non
ammissibili, in modo da potere avere anche qui una certezza in
assoluto.
La seconda considerazione. Si tratta di un suggerimento che
faccio in punta di piedi al Governo, al mio Presidente, ad
entrambi nello stesso interesse, e cioè se non ritenga il Governo
che, come noi ritiriamo tutti gli emendamenti, anche il Governo
ritiri il maxiemendamento.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
che da diversi giorni ci stiamo avvitando nella ostinazione a
volere condurre un esame di questo disegno di legge, anzi, di
questi due disegni di legge congiunti che, in realtà, si vanno
modellando via via che le ore passano, si scompongono con
emendamenti che scompaiono altri che vi si aggiungono. Credo che
questa sia la maniera peggiore di rendere un servizio ai
siciliani.
Non siamo in condizione - lo abbiamo detto - ci sembra anche
patetico che ci si opponga una protervia, un silenzio, una
ostinazione ad una norma elementare di buon senso.
Un Parlamento eletto è chiamato ad esprimersi ed a valutare un
testo di legge se questo disegno di legge esiste ed è certo;
ancora non sappiamo se così è
Faccio riferimenti a due elementi ben precisi. Abbiamo
assistito ad una annunciata volontà di ritiro di emendamenti,
visto che lavoriamo su cose che debbono succedere, almeno che ci
si dia il quadro completo delle cose che debbono o non debbono
succedere e che, quindi, il Governo ci faccia sapere, con un
impegno, se intende, a fronte degli emendamenti che verranno
ritirati alle Tabelle, presentare un maxiemendamento, così com'é
suo costume, nell'orgia legislativa che governa questi lavori.
Questo da solo non ci basta e voglio sapere dalla Presidenza
se intende applicare il Regolamento, perché ieri ha distribuito
un maxiemendamento..
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, non lo deve chiedere La
Presidenza non può non applicare il Regolamento
DE BENEDICTIS. Allora, visto che così avrebbe dovuto essere,
invito la Presidenza a tenere conto del fatto che il
maxiemendamento distribuito ieri contiene materie che non sono
rielaborazione di emendamenti o di materie trattate e presenti
negli atti di questo Parlamento, quindi, non presenti né nel
testo della finanziaria, né nel testo degli emendamenti o dei
subemendamenti fino a quel momento presentati. E poiché il comma
7 dell'articolo 112 è espressamente chiaro nell'individuare
questa possibilità per la Commissione o per il Governo di
presentare emendamenti in quanto rielaborazione di materie già
presenti, la Presidenza non avrebbe dovuto mettere in
distribuzione questo maxiemendamento perché contiene argomenti
totalmente ex novo.
Quindi, signor Presidente, sia consequenziale rispetto alle sue
stesse dichiarazioni, al suo stesso impegno di cui sono sicuro e
metta in condizione quest'Aula di sapere di cosa ci dobbiamo
occupare e se questo Regolamento è una spugna a piacimento di
qualcuno.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, desidero appoggiare la proposta
dell'onorevole Cintola. Credo che il ritiro degli emendamenti da
parte della maggioranza sia stato un atto di responsabilità e di
serietà.
Probabilmente, abbiamo fatto tutti un errore iniziale, quello
di caricare la Finanziaria di tanti progetti e di tante proposte.
Sicuramente, c'é un ingorgo in cui è difficilissimo capire
qualcosa e il ritiro da parte del Governo del maxiemendamento
sarebbe un elemento di serenità.
Nel maxiemendamento del Governo c'é una proposta a cui tengo
molto, quella sull'ATO a cui ho lavorato; però, mi rendo conto
ora che non è possibile ridurlo ad un emendamento e che la
proposta di legge deve essere portata in Commissione, deve essere
discussa, emendata, rivista e rielaborata, così come tante altre.
Ci sono proposte che sono scritte in un linguaggio burocratico,
difficile da comprendere, per cui ci troveremmo a dovere
approvare, disapprovare o discutere proposte che non conosciamo.
Quindi, quella di tornare tutti assieme con serenità a quella che
è la funzione del Parlamento, cioè fare le leggi organiche,
presentarle e discuterle è certamente un'ottima proposta.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiedere due chiarimenti al fine di capire davvero cosa sta
facendo l'Aula oggi e di cosa stiamo discutendo.
Il primo chiarimento. Sono stati distribuiti tempestivamente,
dopo le nostre richieste, gli emendamenti alla tabella H. La
ritengo una precisazione di non poco conto, capire cioè se la
maggioranza intende - in questo senso dovrebbero esprimersi i
capigruppo - ritirare anche gli emendamenti alle tabelle e,
quindi, capire se in questo senso si possa arrivare ad un
chiarimento anche per quanto riguarda l'ammissibilità degli
emendamenti dell'opposizione, come ha detto la Presidenza
stanotte.
L'altro punto. Mi trovo perfettamente d'accordo con quanto
sostenuto dall'onorevole Adamo a proposito degli emendamenti del
Governo. Considerato che nessuno può disconoscere - credo che
l'argomento sia importante - di dover trattare nell'emendamento,
per esempio, Gov 2, di commi sui quali sfido chiunque a dire che
sono commi di un emendamento. Ci sono riforme di settore che
meriterebbero l'attenzione di questo Parlamento chissà per quanti
giorni (per esempio - lo ricordava prima l'onorevole Adamo - la
riforma per gli ambiti territoriali ottimali, per i quali sono
stati già depositati da tempo e sono all'attenzione della
Commissione di merito competente disegni di legge di riforma
organica degli ambiti territoriali ottimali).
E poichè ritengo poco rispettoso della complessità di questi
argomenti e, quindi, dei cittadini siciliani trattare di materie
così complesse di riforme organiche di interi settori che stanno
creando problemi seri ai cittadini di questa Regione, ritengo che
anche il Governo avrebbe il dovere istituzionale di ritirare
commi di emendamenti che sono riforme di settore. Avendo questi
chiarimenti credo che il Parlamento, in maniera certamente più
serena, potrà continuare i lavori nonostante il tour de force cui
siamo stati sottoposti senza, peraltro, aver cominciato neppure
la trattazione della Finanziaria.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli emendamenti
della maggioranza saranno ritirati perché ieri sera quando siamo
venuti a conoscenza degli emendamenti che erano stati considerati
ammissibili c'è stato da parte di tutti, a onor del vero sia
della maggioranza che dell'opposizione, un senso di disagio
perchè tutti abbiamo la perfetta sicurezza, non consapevolezza,
la sicurezza che ingiustamente molti degli emendamenti non erano
stati considerati ammissibili e, in particolare credo più degli
altri, gli emendamenti dell'opposizione.
Tra gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili ve
ne è uno, Assessore Lagalla che prevede la soppressione di tutti
i Registri tumori della Sicilia, perché i Registri tumori della
Sicilia sono cose serie. Ve n'è uno quasi per ogni provincia,
tranne le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento. Io ho
proposto di sopprimerli tutti
CUFFARO, presidente della Regione. Dove è scritto?
TUMINO l'ho presentato io, ma è stato dichiarato
inammissibile
CUFFARO, presidente della Regione. La soppressione?
TUMINO Sì.
CUFFARO, presidente della Regione. Hanno fatto bene
TUMINO ...No, perché il mio emendamento prevedeva
contestualmente la creazione di un unico Registro tumori per la
Sicilia con la possibilità di avvalersi delle sedi periferiche
delle ASL, niente spese se non centralizzate. Non è stato
considerato ammissibile; e poi è un emendamento di
razionalizzazione.
Presidente Cuffaro, lei dice rinviamo alle norme sullo sviluppo
perché queste norme le portiamo in Aula. Ma non ha l'impressione
che dicendo così, è come se dicesse facciamo un'altra
finanziaria nel senso antico del termine, un'altra legge omnibus
dove mettiamo di tutto e di più e consentire così a tutti i
deputati che sono rimasti delusi perché i loro emendamenti non
sono entrati in circuito, di poter trovare in quella legge il
tram su cui salire?
CUFFARO, presidente della Regione. Sì, certo.
TUMINO. Bravo Presidente, mi fa piacere che con grande
franchezza, lei ammette questo. Ma sa qual è la conseguenza di
questa affermazione? E' che ancora una volta questo Parlamento
non riuscirà a fare riforme di settore. E' il grande limite della
legislazione passata
L'altra volta gliel'ho contestato dicendogli che era stato
eletto per cinque anni, e da lei la Sicilia si aspettava grandi
cose. Lei avrebbe avuto il tempo di affrontare con coraggio i
grandi nodi dello sviluppo siciliano, le leggi di settore. Non
abbiamo visto niente Ogni volta che ci siamo messi a lavorare su
un segmento di qualche legge di settore, siamo stati sempre
fermati.
Cosa voglio dire, presidente Cuffaro? Non vorrei che lei
dicesse che faremo la legge sullo sviluppo. Mi creda, vorrei che
lei dicesse che faremo le normative di settore perché la risposta
la considererei estremamente più corretta ...
PRESIDENTE. Onorevole Tumino, il tempo a sua disposizione è
abbondantemente scaduto.
TUMINO. Ha ragione, ma mi faccia concludere il discorso.
Onorevole presidente Cuffaro, vorrei che lei portasse avanti le
leggi di settore e vorrei che dicesse che nel maxiemendamento che
ha presentato (dove ci stanno delle cose egregie dai consorzi di
bonifica, agli ATO, anche all'ESA, anche se è accennata, credo di
leggere dietro le righe un pensiero di riforma), gradirei che lei
dicesse Io Governo mi impegno a portare avanti queste norme che
sono nel maxiemendamento, ma che sono norme che introducono un
ragionamento che si andrà ad evolvere, a definire con le leggi di
settore che io farò con questi tempi, con questi impegni .
Questa sarebbe una legge finanziaria e di programma ed io
apprezzerei tanto questo sforzo, rispetto al quale potrei anche
essere contrario, ma sarebbe lo sforzo di uno che vorrebbe
governare.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli: Incardona, Savarino e Sanzarello.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'opposizione ha fatto molte
richieste, alcune sono state esaurite, le tabelle sono state
regolarmente distribuite.
Per quanto riguarda l'ammissibilità degli emendamenti, dopo la
dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza del ritiro degli
emendamenti, è chiaro che il lavoro da fare rimane limitato a
pochissimi emendamenti dell'opposizione che sono stati dichiarati
inammissibili. Si sta procedendo in questo senso.
Per quanto riguarda gli accordi presi ieri sera in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la richiesta
dell'onorevole Ballistreri, si va avanti per come si era detto,
si deve approvare entro oggi, questo è l'accordo che è stato
raggiunto, quindi non è cambiato nulla.
Ritengo, sia opportuno, in considerazione del lavoro che dovrà
essere fatto, se siamo d'accordo incominciamo sull'articolato.
Manca soltanto sapere quali sono gli emendamenti che possono
essere considerati ammissibili da parte dell'opposizione, quindi
sarà fatto nel corso della mezz'ora di sospensione per il pranzo.
CRACOLICI. Signor Presidente, a che ora dobbiamo sospendere?
PRESIDENTE. Io direi, se siamo d'accordo, di sospendere alle
ore 15.00 per il pranzo e riprendere i lavori alle ore 16.00.
Onorevoli colleghi, la Presidenza ha fornito tutte le risposte
che l'opposizione ha chiesto, abbiamo garantito che andiamo
avanti, poiché ci siamo impegnati a sospendere alle ore 15.00,
sospendiamo alle ore 15.00 per un'ora, alle ore 16.00 riprendiamo
i lavori.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, i primi
tre articoli della Finanziaria sono tecnici. Propongo, pertanto,
di votare i primi tre articoli sui quali non mi pare che ci
siano problemi, si sospende per andare a pranzo e si ritorna poi
a lavorare.
Se c'è la volontà del Parlamento di lavorare il Governo non ha
interesse a violentare chi sceglierà di andare alla S. Messa e,
quindi, non può andarci per rimanere qui. Non abbiamo questo
interesse, vorremmo soltanto capire che c'è la volontà del
Parlamento di lavorare, come c'è stata sino adesso.
Quindi, i primi tre articoli si possono votare, andiamo a
pranzo e ritorniamo a lavorare alle ore 16.00.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri si è
dimostrato che andando a pranzo senza forzature subito dopo
abbiamo lavorato ed anche bene. Sospendere alle ore 15.00 non è
un grande problema, il problema è di altro tipo: se è possibile
trovare un accordo per il quale si lavora fino ad un'ora decente
che noi identifichiamo per le ore 18.00, trattabili, in maniera
tale che questo consenta, non solo agli amici e colleghi di
Palermo di andare alla S. Messa o alla partita, ma anche a chi di
noi viaggia di rientrare ad un'ora decente, l'opposizione, credo,
non farà alcun problema perché questo ci consentirebbe lunedì di
completare in un orario civile, cioè cominciando alle ore 10.30
per tutto l'intero pomeriggio, l'intera Finanziaria.
Credo che sia una proposta di buon senso generale - ho parlato
anche con i colleghi di maggioranza e di opposizione - che
riscuote un certo consenso, onorevole Presidente dell'Assemblea e
onorevole Presidente della Regione e Governo, se su questo loro
vo9gliono darci una risposta rassicurante, lavoriamo fino alle
ore 15.00, ci assentiamo per quaranta minuti e poi proseguiamo i
lavori per due ore, due ore e trenta.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, la ringrazio e le posso
assicurare che alla ripresa, alle ore 16.00, stabiliremo il
termine entro cui finire. Immagino che possa essere intorno alle
ore 19.00, 19.30...
ORTISI..Noi dobbiamo avere il tempo di andare a casa...
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, non limiti i lavori del
Parlamento in relazione alle sue esigenze.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
TITOLO I
Disposizioni finanziarie, contabili ed in materia
di
entrate
«Articolo 1
Risultati differenziali
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti della
presente legge, il saldo netto da impiegare per l'anno 2007 è
determinato in termini di competenza in 326.249 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2008 è determinato
un saldo netto da impiegare pari a 299.354 migliaia di euro,
mentre per l'anno 2009 è determinato un saldo netto da impiegare
pari a 140.582 migliaia di euro
3. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze è
autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per cofinanziare
gli interventi previsti nel Programma operativo regionale 2007-
2013.
4. Per l'esercizio finanziario 2007 continuano ad applicarsi le
disposizioni previste dall'articolo 2 della legge regionale 30
gennaio 2006, n. 1.
5. Il ragioniere generale della Regione è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2007, a contrarre mutui e ad effettuare
altre operazioni finanziarie per l'attualizzazione di
entrate derivanti da trasferimenti poliennali dello Stato,
compresi quelli derivanti da trasferimenti previsti dall'articolo
1, comma 114, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e
dall'articolo 5, comma 3 ter, della legge 2 dicembre 2005, n. 248
di conversione con modifiche del decreto legge 30 settembre
2005».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Stancanelli e Caputo:
- emendamento 1.2;
- emendamento 1.1 .
CAPUTO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni in materia di residui
attivi
1. Le entrate accertate contabilmente fino
all'esercizio 2005 a fronte delle quali, alla chiusura
dell'esercizio 2006, non corrispondono crediti da riscuotere nei
confronti di debitori certi, sono eliminate dalle scritture
contabili della Regione dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti
amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
eliminare ai sensi del comma 1. Copia di detto decreto è allegata
al rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2006.
3. Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del presente
articolo, sussistano eventuali crediti, si provvede al loro
accertamento all'atto della riscossione con imputazione al conto
della competenza dei pertinenti capitoli di entrata».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Disposizioni in materia di residui passivi e
di residui perenti
1. Le somme perenti agli effetti amministrativi relative ad
impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1996, non
reiscritte in bilancio entro la chiusura dell'esercizio
finanziario 2006, sono eliminate dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
2. Con successivi decreti del ragioniere generale della
Regione, si procede all'individuazione delle somme da eliminare
ai sensi del comma 1. Copia di detti decreti è allegata al
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2006.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2005 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2004, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2006 non corrispondono obbligazioni
giuridicamente vincolanti, sono eliminati dalle scritture
contabili della Regione dell'esercizio medesimo.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già
adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le
modalità di appalto.
5. Con successivi decreti del ragioniere generale della
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, si
procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del
comma 3. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2006.
6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei
precedenti commi, sussista l'obbligo della Regione e nel caso di
eliminazione di somme perenti da eliminare ai sensi del comma 1
sia documentata l'interruzione dei termini di prescrizione, si
provvede al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli
aventi finalità analoghe a quelli su cui gravavano
originariamente le spese o, in mancanza di disponibilità,
mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con successivi decreti del ragioniere generale ai
sensi degli articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della
legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche
all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Tasse sulle concessioni governative regionali
1. Dopo il comma 1 ter, dell'articolo 6, della legge
regionale 24 agosto 1993, n. 24 e successive modifiche ed
integrazioni, è aggiunto il seguente:
1 quater. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge sono abrogate le seguenti voci della tariffa allegata al
decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230:
a) Voce di cui al numero d'ordine 22 che comprende:
1) autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 2 delle
legge 21 marzo 1958, n. 326, per l'apertura e l'esercizio di uno
dei seguenti complessi ricettivi complementari a carattere
turistico sociale: alberghi e ostelli per la gioventù, campeggi,
villaggi turistici, case per ferie, altri allestimenti in genere,
senza le caratteristiche volute dal regio decreto legge 18
gennaio 1937, n. 975, convertito nella legge 30 dicembre 1937, n.
2651 e successive modificazioni, autostelli;
2) autorizzazione rilasciata ai titolari o gestori di uno dei
predetti complessi ricettivi complementari per la nomina di un
proprio rappresentante.
b) Voce di cui al numero d'ordine 26:
1) autorizzazione per impiantare vivai di piante, stabilimenti
orticoli e stabilimenti per la produzione e selezione dei semi od
esercitare il commerciodi piante, parti di piante e semi di
cui all'articolo l della legge 18 giugno 1931, n.987, e articolo
11 regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700.
c) Voce di cui al numero d'ordine 35:
1) concessione della costruzione e dell'esercizio di vie
funicolari aeree, funivie, di interesse regionale in servizio
pubblico, per trasporto di persone e di cose di cui all'articolo
20 del decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n.
771'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Contabilità economica degli enti
1. Gli enti di cui all'articolo 18, comma 4, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19, che applicano il regolamento
contabile emanato con il decreto del Presidente della Repubblica
27 febbraio 2003, n. 97, e quelli di cui al predetto comma che
devono adeguare i propri regolamenti contabili ai principi di
detto decreto, possono prorogare l'adozione della contabilità
economica all' l gennaio 2009».
Onorevoli colleghi, all'articolo 5 è stato impropriamente
presentato un emendamento che si trova al comma 25
dell'emendamento del Governo Gov 1. Si trova nel blocco degli
emendamenti - Parte prima, pag. 4.
Il comma 25 recita : Al comma 1 dell'art. 5, le parole
l'adozione della contabilità economica sono sostituite con le
parole l'applicazione delle disposizioni del citato comma 4
dell'art. 18 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 .
A questo emendamento del Governo è stato presentato un
subemendamento soppressivo a firma degli onorevoli Barbagallo e
Laccoto.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 25.
ODDO. Vorrei chiarimenti dall'Assessore.
PRESIDENTE. Si tratta di una norma tecnica.
LACCOTO. Ma di quale norma tecnica si tratta?
PRESIDENTE. Se ha presentato l'emendamento dovrebbe sapere di
quale norma tecnica si tratta.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, il richiamo non può essere fatto al
deputato che magari non sa cosa è quell'emendamento, per cui io
devo sapere qual è la norma tecnica e non il Governo che, invece,
dovrebbe venire ad illustrarla all'Aula
Abbiamo totalmente cambiato le regole minime del rapporto
Governo-Aula. Il Governo ha presentato una norma, se io non la
capisco, prima di tutto ne chiedo la soppressione, poi se il
Governo mi spiega di cosa si tratta e io la comprendo potrei
anche decidere di ritirare l'emendamento. In quest'Aula, signor
Presidente, sono state commesse le più grandi disparità, rispetto
a quelle che sono state le riforme, con piccoli emendamenti di
norme tecniche
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, qui nessuno è tuttologo, né il Presidente
della Regione né l'onorevole Laccoto, nonostante si sforzi di
esserlo. Chiarisco il problema. Questa norma sposta di un anno la
nuova contabilità degli enti, perché nessun ente è in condizione
di poterlo fare e quindi, verrebbero messi in difficoltà. La
stanno spostando di un anno per dare il tempo agli enti di
potersi attrezzare a poter fare questo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento della proposta
governativa. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Patto di stabilità regionale
1. Al fine di assicurare il conseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica stabiliti dal Documento di
programmazione economico finanziaria per gli anni 2007-2011'
adottato dalla Regione nonché il rispetto dei vincoli imposti dal
patto di stabilità interno, la spesa complessiva di parte
corrente, sia in termini di competenza che di cassa, delle
società partecipate dalla Regione, degli istituti, aziende,
agenzie, consorzi, organismi ed enti regionali comunque
denominati, fatta eccezione per le aziende unità sanitarie locali
e le aziende ospedaliere, che usufruiscono di trasferimenti
diretti o indiretti della Regione non può superare, per il
triennio 2007-2009, il limite massimo degli impegni di competenza
assunti e dei relativi pagamenti effettuati nel 2005, ridotti del
10 per cento, fatta eccezione per le spese relative agli
stipendi, assegni, pensioni ed altre spese fisse o aventi natura
obbligatoria.
2. Per l'anno 2007 è fatto divieto, ai soggetti di cui al comma
1, di procedere all'assunzione di personale. I medesimi soggetti,
nell'anno 2007 possono procedere alla stipula di contratti di
lavoro a tempo determinato nelle forme giuridiche previste dalla
vigente normativa, posti in essere anche sulla base di specifiche
convenzioni, fermo restando che il relativo costo non superi il
limite massimo del 50 per cento della spesa sostenuta a tale
titolo nel corso dell'anno 2005.
3. Per l'anno 2007 i soggetti di cui al comma 1 non possono
effettuare spese di ammontare superiore al 40 per cento della
spesa impegnata nell'anno 2005 per relazioni pubbliche, convegni,
mostre, fiere, manifestazioni, pubblicità e per spese di
rappresentanza.
4. Per l'anno 2007, i soggetti di cui al comma 1 possono
conferire incarichi di studio e di consulenza a soggetti esterni
in misura non superiore al 50 per cento della relativa spesa
sostenuta nell'anno 2005. E' fatto obbligo ai predetti soggetti
di adottare le relative misure di pubblicità e trasparenza,
comunicando l'elenco dei propri consulenti con l'indicazione
dell'oggetto, della durata e del compenso alla competente
amministrazione di tutela e vigilanza ed alla Corte dei conti.
5. Per i soggetti individuati nel comma 1 che adottano una
contabilità esclusivamente civilistica le limitazioni previste
dal presente articolo si intendono riferite alle corrispondenti
voci dei costi della produzione, individuati all'articolo 2425,
numeri 6), 7) e 8), del codice civile.
6. Gli organi di controllo interno sono obbligati a denunciare al
competente organo tutorio il mancato rispetto delle disposizioni
del presente articolo.
7. Per quei soggetti che non realizzano le riduzioni di spesa
previste nel presente articolo, i trasferimenti ed i contributi
regionali dell'esercizio successivo sono ridotti di una
percentuale pari al rapporto tra l'eccedenza di spesa e la spesa
complessiva, al netto delle partite di giro, impegnata
nell'esercizio in cui non sono stati rispettati i predetti
vincoli. Per i soggetti individuati nel comma 1, che adottano
esclusivamente una contabilità economico-patrimoniale, i
contributi regionali dell'esercizio successivo, sono ridotti di
una percentuale pari al rapporto tra i maggiori costi sostenuti
rispetto ai limiti stabiliti nel presente articolo e il totale
dei costi della produzione sostenuti nell'esercizio in cui non
sono stati rispettati i predetti vincoli.
8. I soggetti individuati nel comma 1, entro 30 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, provvedono ad
adeguare i propri bilanci alle disposizioni del presente
articolo, ed a comunicare ai competenti organi regionali tutori
ed alla Ragioneria generale della regione i risparmi conseguiti.
9. Le amministrazioni regionali, all'atto di assunzione
dell'impegno delle somme da trasferire ai soggetti individuati
nel comma 1, tengono conto dei predetti risparmi che
costituiscono economie di spesa nel bilancio della Regione
destinati al miglioramento del risultato di gestione.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
ai soggetti istituiti successivamente all'anno 2004 che comunque
sono tenuti ad adottare comportamenti mirati al contenimento
della spesa. I predetti soggetti, nell'espletamento dei lori
compiti istituzionali, sono tenuti ad avvalersi esclusivamente di
professionalità in atto esistenti nell'ambito
dell'Amministrazione regionale».
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento
6.1 a firma dell'onorevole Dina.
DINA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
opportuno, alla luce anche degli emendamenti che sono stati
dichiarati ammissibili dalla Presidenza, che attengono
all'articolato e che sono stati, invece, impropriamente messi
come aggiuntivi. Faccio un esempio: tra l'articolo 7, dove
parliamo della riduzione dei costi, ci sono una serie di
emendamenti a mia firma che hanno come obiettivo la riduzione dei
costi, non capisco perché siano aggiuntivi.
Ho convenuto con il Presidente di fare gli articoli che non
hanno problemi di natura tecnica, ma il 6 il 7 sono articoli per
i quali chiederò di spostare alcuni emendamenti dichiarati
aggiuntivi all'articolato.
Le chiedo a questo punto, sono le ore 14.30, di sospendere la
seduta per andare a pranzo e riprendere alle ore 15.30.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi dicono gli uffici che
l'emendamento per come è formulato e con un subemendamento del
Governo il 6.3, che vi è stato consegnato, che sostituisce il
comma 10 dell'articolo 6, nella sua eventuale approvazione non
preclude, non pregiudica gli emendamenti aggiuntivi che sono
stati presentati. Quindi, poiché si tratta di fatti tecnici e gli
uffici mi dicono che non preclude nulla
CRACOLICI. Signor Presidente, io non ho problemi sui fatti
tecnici che propongono gli uffici.
Esplicito il senso di quello che ho detto. Stiamo parlando
dell'articolo 6, il patto di stabilità regionale, le modalità di
rapporto tra la Regione e gli enti sottoposti a vigilanza e
controllo. Ci sono emendamenti che attengono ai compensi, ai
rapporti degli enti locali, ai costi per le attività di
promozione comunicazione delle autonomie locali o degli enti
sottoposti a vigilanza e controllo. Sono emendamenti che sono
stati messi tra gli emendamenti aggiuntivi ma che fanno parte, a
mio avviso, del patto di stabilità, perché sono coerenti con la
politica di risparmio complessiva della macchina regionale. Ciò
che le chiedevo era di soprassedere.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici potremmo fare nel modo
seguente: per quanto riguarda l'articolo 6 diamo atto che il
Governo ha presentato un subemendamento che riscrive il comma 10;
diamo atto che sono ritirati i sub emendamenti 6.1 a firma
dell'onorevole Dina e 6.2 a firma degli onorevoli Fleres e
Cascio; l'emendamento A719 è aggiuntivo, lo sospendiamo e lo
verificheremo dopo.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.30, è ripresa alle ore 16.11)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato dal Governo
l'emendamento 6.3 che sostituisce il comma 10.
Il comma 10 dell'articolo 6 è così sostituito:
6) Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai
soggetti che hanno concluso le procedure di selezione
all'entrata in vigore della presente legge, per il rinnovo dei
contratti a tempo determinato già in essere al 31 dicembre 2006
ed ai soggetti istituiti successivamente all'anno 2004 che
comunque sono tenuti ad adottare comportamenti mirati al
contenimento della spesa. I predetti soggetti, nell'espletamento
dei loro compiti istituzionali, sono tenuti ad avvalersi
esclusivamente di professionalità in atto esistenti nell'ambito
dell'Amministrazione regionale e di cui all'articolo 2, comma 1,
della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, e dall'articolo 35
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 .
Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento
6.3.1:
Subemendamento 6.3.1:
Al terzo rigo sostituire le parole gia in essere al 31 dicembre
2006 con le parole stipulati nel 2006 .
Al settimo rigo sostituire la parola esclusivamente con la
parola principalmente .
Gli emendamenti 6.1 e 6.2, in precedenza comunicati, sono
ritirati.
Nell'attesa che venga distribuito l'emendamento 6.3, si passa
all'emendamento A719, comunicato precedentemente, a firma
dell'onorevole Galvagno ed altri.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
vuole mettere ordine nel settore, un settore nel quale, a
seguito dell'entrata in vigore della legge 9 del 1986 di
istituzione delle nuove province e della 142, sono proliferate
le società miste.
Tutti noi sappiamo che non hanno obblighi per quanto compete le
indennità, se non fissate esclusivamente per legge, quindi
possono attribuire, così come fanno, le indennità più disparate.
Qui si vuole porre un tetto rapportandolo alle indennità del
sindaco o del presidente della provincia sia per il presidente
della società che per quanto riguarda i componenti dei consigli
di amministrazione.
Tengo solo a precisare che l'emendamento ha avuto parere
favorevole, all'unanimità, in I Commissione e il Governo, su
questo stesso emendamento, in Commissione, si è dichiarato
favorevole.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
l'iniziativa dell'onorevole Galvagno è apprezzabile, tanto è vero
che il Governo nel suo emendamento tecnico di recepimento di
norme già inserite nella finanziaria nazionale ha affrontato
anche questo problema, per cui sarebbe già quasi assorbito.
Pertanto, vorrei chiedere all'onorevole Galvagno - valutata
l'ipotesi che il Governo ha già previsto nell'emendamento tecnico
- di ritirare l'emendamento perché già compreso.
BARBAGALLO. Non lo conosciamo questo emendamento tecnico
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Barbagallo,
abbiamo recepito quello nazionale.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione il
subemendamento 6.3.1, a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo, sostitutivo
del comma 10 dell'articolo 6.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, preannunziamo il voto contrario per il semplice motivo
che, così come è formulato, a noi pare che sia il tipico
provvedimento ad personam o ad personas, in quanto i profili che
si delineano nella formulazione credo siano destinati a soggetti
pregiudizialmente individuati.
Non vedo perché si debba approvare questo emendamento che
deroga all'indirizzo generale del comma 10. Mi volete spiegare
perché deroga alla deroga?. Ribadisco il voto contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
ORTISI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Barbagallo, De Benedictis, Villari, Di
Benedetto, Zago, Cracolici, Apprendi, Cantafia, Panarello si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 77
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 42
Contrari 34
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
«Articolo 7
Riduzione compensi
1. Per il triennio 2007-2009 i compensi da corrispondere ai
direttori generali delle aziende unità sanitarie locali, delle
aziende ospedaliere, delle aziende universitarie policlinico, del
centro di formazione permanente e l'aggiornamento del personale
del servizio sanitario (CEFPAS) e dell'istituto zooprofìlattico
sperimentale con sede in Sicilia, restano fissati nelle misure in
atto stabilite ridotte del 10 per cento.
2. Entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge
devono essere rinegoziati i contratti in essere ai sensi del
comma 1 del presente articolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
«Articolo 8
Contenimento della spesa corrente
1. I dirigenti regionali responsabili della spesa, nonché gli
amministratori ed i dirigenti degli enti ed organismi regionali
che usufruiscono di trasferimenti diretti o indiretti della
Regione, devono adottare comportamenti selettivi mirati al
contenimento della spesa nella gestione delle spese ed escludere
o riprogrammare le iniziative che comportano aumento degli oneri,
ovvero devono porre in essere tutte le opportune attività che a
parità di costi possono migliorare l'azione amministrativa
medesima.
2. A decorrere dall'esercizio finanziario 2007 è istituito nel
bilancio della Regione - Dipartimento regionale bilancio e tesoro
un fondo per provvedere ad eventuali sopravvenute maggiori
esigenze di spesa per consumi intermedi.
3. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
apportare le necessarie variazioni di bilancio per il
trasferimento delle somme dal predetto fondo alle pertinenti
unità previsionali di base, su richiesta del competente Dirigente
generale o del dirigente responsabile della gestione della spesa,
sulla base di specifiche documentate esigenze di natura
strettamente obbligatoria e collegate a contratti per utenze,
previa dichiarazione della impossibilità di procedere alle
variazioni di cui all'articolo 1, comma 21, della legge regionale
8 luglio 1997, n. 47.
4. Il fondo di cui al comma 2 è determinato in 13.000 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2007, in 15.000 migliaia di
euro per l'esercizio 2008 ed in 18.000 migliaia di euro per
l'esercizio 2009.
5. Per l'Amministrazione regionale le riduzioni previste
dall'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio 2006,
n. 1, incrementate del 10 per cento, sono applicate anche per
l'anno 2007.
6. Per l'anno 2007 l'Amministrazione regionale può conferire
incarichi di studio e di consulenza a soggetti esterni
all'Amministrazione in misura non superiore al 50 per cento della
relativa spesa sostenuta nell'anno 2005, con l'esclusione della
spesa relativa alle indagini inserite nel Programma statistico
regionale.
7. A decorrere dall'esercizio finanziario 2007, gli uffici
dell'Amministrazione regionale possono assumere mensilmente
impegni per importi non superiori ad un dodicesimo della spesa
prevista da ciascuna unità previsionale di base, con esclusione
delle spese per stipendi, retribuzioni, pensioni e altre spese
fisse o aventi natura obbligatoria ovvero non frazionabili in
dodicesimi, nonché per interessi, poste correttive e compensative
delle entrate, comprese le regolazioni contabili, obblighi
derivanti dalla normativa comunitaria o da accordi di programma
stipulati con lo Stato, annualità relative ai limiti di impegno e
rate di ammortamento mutui.
8. Qualora nel corso dell'esercizio la Ragioneria generale
della Regione verifichi che l'andamento della spesa regionale non
rispetta i limiti di cui al comma 7. Con decreto a firma
dell'Assessore per il bilancio e le finanze viene disposta, anche
in via temporanea, la sospensione dell'assunzione di impegni di
spesa o dell'emissione di titoli di pagamento a carico di uno o
più capitoli di bilancio
9. Il mancato rispetto dei limiti di spesa annuali autorizzati
con la legge di bilancio effettuato attraverso l'assunzione di
obbligazioni con oneri a carico del bilancio negli esercizi
successivi rileva agli effetti della responsabilità contabile e
comporta l'obbligo da parte degli organi di controllo interno di
denuncia alla Procura della Corte dei Conti per l'accertamento
delle eventuali responsabilità.
10. Le misure di contenimento previste dal presente articolo,
ivi comprese le misure di contenimento della spesa per consumi
intermedi, costituiscono obiettivi prioritari da trasferire nei
contratti individuali sottoscritti con i Dirigenti delle
strutture di massima dimensione e degli Uffici equiparati».
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti: 8.1 a firma
degli onorevoli Speziale e Cracolici e 8.2 a firma degli
onorevoli Cascio, Cimino e Fleres.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 8.2 è ritirato.
Si passa all'emendamento 8.1. Onorevole Speziale, la Presidenza
ravvisa elementi di incostituzionalità in questo emendamento,
laddove dice che l'Assemblea e gli enti locali non possono
effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
fiere, manifestazioni, pubblicità per opere di rappresentanza;
manca forse il pagamento degli stipendi
SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, non ho un furore anti enti locali,
sono mosso da un'altra esigenza, quella di evitare che gli enti
locali si trasformino, oltre che la Regione e i vari assessorati,
in un luogo della duplicazione inutile della spesa e di sprechi.
Per cui, capendo perfettamente che questo potrebbe violare il
principio di autonomia costituzionale che regola i rapporti con
gli enti locali, il mio emendamento, essendo stato fatto al
testo, manca di un pezzo che riguarda il rapporto ai
trasferimenti della Regione.
Capisco perfettamente che noi non abbiamo alcuna competenza e
non possiamo interferire sull'autonomia costituzionalmente
garantita da parte degli enti locali, ma possiamo intervenire
nella parte di trasferimenti e di finalizzazione dei
trasferimenti da parte della Regione. Per cui, se permette, un
subemendamento relativo ai trasferimenti che la Regione dà agli
enti locali.
Per questa parte, ritengo che non ci siano profili di
costituzionalità e che l'emendamento invece tenti di
razionalizzare l'utilizzo delle risorse regionali. Cosa voglio
dire? Noi non possiamo dire ai comuni come spendere, possiamo
dire però come spendere i nostri soldi e questo non viola alcun
principio autonomistico anche perché, mi permetto e se vuole lo
formalizzo anche per iscritto, di aggiungere per le somme
trasferite dalla Regione'.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, allora accantoniamo
l'articolo 8, in attesa che lei prepari il subemendamento e poi
ne riprenderemo l'esame.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono nettamente
contrario sia all'emendamento sia al subemendamento, intanto
perché non si può assolutamente, dal punto di vista
costituzionale, limitare una spesa e tra l'altro trattasi di
spese indistinte.
Quando avvengono i trasferimenti della Regione non avvengono
per uno scopo laddove vi sono state incorporate nella spesa della
Regione tutte quelle che erano le competenze della legge 1, tutte
quelle che erano altre competenze. Quindi, annuncio il voto
contrario mio e del Gruppo parlamentare cui appartengo, a questo
emendamento e al subemendamento.
Le spese devono essere limitate laddove vi sono esattamente
sprechi; vi sono sprechi negli enti regionali, laddove si cerca
di creare enti che non hanno alcuna valenza dal punto di vista
formale e istituzionale. Quindi, ribadisco che voterò contro e
dico che non vi sono i termini della costituzionalità, a parte
che ora, col Titolo V della Costituzione, sarebbe veramente
inconcepibile una questione posta in questi termini.
VICARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
all'onorevole Speziale di ritirare questa proposta e farlo
ragionare. Già la Regione siciliana, avendo abolito la legge 1 -
lo diceva l'onorevole Laccoto - e la legge 22, ha dato autonomia
e libertà alle autonomie locali di programmarsi rispetto alle
proprie esigenze. In più, rispetto alle preoccupazioni che ha
l'onorevole Speziale, di poter sperperare denaro, già interviene
il patto di stabilità che è abbastanza rigido per gli enti
locali, dove la tipologia della spesa è relazionata alle entrate.
Credo, quindi, che sia un eccesso di controllo e di ingerenza
che questo Parlamento non può assolutamente permettersi nei
confronti degli enti locali, per cui la invito a fare una
riflessione, visto che anche una parte della sinistra si è
dichiarata contraria a ritirarlo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace per
tutti quei colleghi deputati che sono anche sindaci e che
pertanto si muovono nella direzione opposta. E siccome non posso
neppure presentare emendamenti, dato che ci siamo impegnati a non
presentarne, esprimo voto favorevole su quell'emendamento, perché
ritengo che sia un emendamento giusto e correttivo di una spesa
insensata che spesso i comuni fanno.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
provocazione dell'onorevole Speziale sia opportuna nel senso che
una razionalizzazione su queste spese ci deve essere da parte
degli enti locali e soprattutto delle province, però la invito,
signor Presidente, a valutare l'ammissibilità dell'emendamento
all'articolo 8 del testo della finanziaria.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul punto
avevamo già discusso nella Commissione di merito. Il ragionamento
fatto in precedenza dall'onorevole Laccoto mi trova perfettamente
d'accordo. Questo emendamento è in contrasto con il Titolo V
della Costituzione, in particolare con l'articolo 114 della
Costituzione che è stato interamente riscritto dalla legge
costituzionale 3 del 2001 e che pone i comuni e le autonomie
locali, come sono ridefinite in generale, su un piano di parità
costituzionale con lo Stato per la prima volta. Tanto è vero che
ormai sappiamo bene che la Repubblica è costituita dallo Stato,
oltre che dalle Regioni, dai Comuni, dalle Province e dalle città
metropolitane. Pertanto, credo che questa norma, così come
riscritta, sia in contrasto con la Costituzione, e questo
Parlamento non può assolutamente permettersi di entrare in
conflitto con la Costituzione della Repubblica. Per tale motivo
il mio voto è contrario.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre
l'onorevole Speziale parlava l'ho visto, per un attimo, con una
feluca e un paio di coulotte, con una coccarda tricolore rossa,
bianca e blu e l'ho immaginato nella piazza della Bastiglia
mentre tentava di portare alla ghigliottina un po' di sindaci dei
comuni della Sicilia.
CUFFARO, presidente della Regione. Era Danton, Murat o
Robespierre?
FLERES. Era Robespierre, lo voglio nobilitare.
Cosa intendo dire, onorevole Speziale, al di là della ironia
che - dato i nostri rapporti - mi permetto? Voglio dire che
l'onorevole Speziale solleva una questione che è sotto gli occhi
di tutti.
Non c'è alcun dubbio che esistono fenomeni di spreco, che
esistono fenomeni di malcostume, che esistono fenomeni di cattivo
utilizzo delle risorse pubbliche, che esistono fenomeni di scarsa
qualificazione dell'intervento pubblico relativamente ai temi a
cui l'onorevole Speziale si riferiva. Non per questo, però, il
sistema, nel suo insieme, merita di essere cancellato, semmai
meritano di essere cancellati quei Sindaci o quelle
Amministrazioni che non utilizzano proficuamente le risorse che
la Regione trasferisce loro.
E poi, voglio fare soltanto un esempio: sulla base di quale
criterio noi stabiliamo quali siano gli interventi utili ad un
Comune, per esempio, relativamente alle attività culturali o
turistiche? Possiamo considerare alla stessa stregua un comune
come Ramacca, al centro della Sicilia, che è prevalentemente
agricolo e che, quindi, probabilmente, utilizzerà le risorse per
promuovere le attività di natura agricola, con un comune come
Cefalù o come Taormina dove, invece, si vive di turismo e,
dunque, è necessario e indispensabile utilizzare le risorse per
promuovere il turismo?
Allora, cosa intendo dire, onorevole Speziale? Intendo fare
salvi i principi che ispirano il suo emendamento ma non certo il
contenuto, perché il contenuto, operando chirurgicamente in
maniera netta, non interviene a determinare una soluzione equa,
anzi, rischia di peggiorare la situazione attuale determinando
una soluzione ed un intervento del tutto privo di logica. Ecco
perché all'inizio, ironizzando, onorevole Speziale, ho parlato di
Robespierre, della Rivoluzione francese e della ghigliottina.
Non è intervenendo in maniera indistinta che si risolve un
problema di questo genere e non è pensando di sostituire la
politica con una norma di questo genere che si risolve il
problema.
Il tema che lei solleva è sicuramente importante, ma va
affrontato nelle sedi politiche e, soprattutto, va affidato ai
cittadini il compito di giudicare. Io credo che i cittadini
sappiano giudicare se una Amministrazione li rappresenta bene e
svolge bene il suo compito utilizzando proficuamente le risorse
di cui lei parla oppure le utilizza male.
Resta inteso che, nel caso in cui si votasse questo
emendamento, il mio voto sarebbe contrario.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
rischiamo di morire con questa demagogia sfrenata e voglio
portare la mia esperienza di modesto sindaco di una metropoli,
dico sempre, di 1.200 abitanti.
Io, già da quando mi sono insediato, faccio sagre, faccio
feste, però da quando mi sono insediato ho rinunciato alla mia
indennità di sindaco, ha rinunciato la Giunta, ha rinunciato il
Consiglio comunale e ci possiamo, quindi, permettere di fare
qualche sagra e qualche promozione visto che questi piccoli
centri rischiano di morire.
E dico che rischiamo di morire di demagogia perché, per come
colgo, noto - e potremmo anche nominarne tante di cose rispetto
alle nefandezze che spesso noi votiamo in questa Assemblea, che
spesso noi votiamo anche col silenzio complice di tante
componenti - credo che, oggi, puntare il dito esattamente su
alcune spese di rappresentanza degli enti locali, arrivando a
fare questa demagogia all'estrema conseguenza, credo che sia - mi
permetto di dire - molto vergognoso.
Come d'altronde sono vergognose, rispetto ad alcune questioni,
rispetto ad alcune vicende, gli atteggiamenti che vengono tenuti
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sono tesi, non usiamo questi
aggettivi
DE LUCA. Chiedo scusa, ritiro vergognoso
Dicevo, rispetto ad alcune questioni che spesso poi vengono
sbandierate in questa Assemblea e sui giornali, mi sento
particolarmente toccato più nella qualità di sindaco che di
deputato; ecco perché, signor Presidente, mi sono lasciato andare
in questa mia filippica, perché già si è tentato con qualche
norma di condizionare quella che è la spesa dei sindaci.
Nella prima versione della Finanziaria era contenuto, mi
sembra, un vincolo del 30 per cento per le spese sociali che il
nostro Assessore - in una logica, per carità, intelligente -
aveva proposto. Noi, però, avevamo detto che, purtroppo, per
quelle che erano le situazioni dei singoli enti locali non poteva
essere all'improvviso calata una scure del genere. Figuriamoci,
rispetto già a una questione così nobile - spese nel settore
sociale, ci siamo ribellati e abbiamo chiesto poi che venisse
cassata - se si potesse mai immaginare di vincolare i centri
sulla scorta della demagogia che viene spesso sollevata rispetto
a delle spese in ogni caso legittime e che in ogni caso ogni ente
prende dal proprio bilancio.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
gli interventi degli onorevoli Laccoto e Gucciardi, però questo
ci consente di fare una riflessione più articolata.
L'onorevole Speziale pone un problema giusto dal punto di vista
dell'esigenza di una razionalizzazione della spesa nel settore
delle manifestazioni, dei convegni, delle sagre e, quindi, di
un'esigenza di coordinamento e di più rigorosa programmazione.
Ovviamente, però, sbaglia quando limita l'attività di un ente
locale che - come ha detto benissimo l'onorevole Gucciardi - fa
parte dell'ordinamento dello Stato e, quindi, nessuno può imporre
ad altri scelte che riguardano la loro legittima autonomia.
Io, però, penso che come Regione potremmo fare; infatti, alla
Regione tocca anche limitare la propria capacità di incidenza in
un settore che spesso non ha alcun ritorno in termini di
occupazione produttiva o di flussi turistici . Quindi, in qualche
altra occasione - il Presidente Cuffaro sono sicuro che è
d'accordo - dobbiamo vedere come la Regione investe le proprie
risorse per questo tipo di attività. Ad esempio, l'esagerazione -
il collega Speziale forse si riferiva a questo - dell'assessore
imprenditore, dell'assessore che gestisce, dell'assessore che non
lascia libera la cultura o il momento delle attività del tempo
libero diventa imbarazzante, perché si realizza una
prevaricazione della politica nei confronti delle attività che
devono essere svolte da parte degli operatori culturali.
Quindi, credo che la provocazione dell'onorevole Speziale ci
deve portare ad una riflessione che riguarda innanzitutto i
compiti di coordinamento e di controllo da parte della Regione.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Speziale abbia posto un tema corretto, un tema
giusto. D'altronde sotto gli occhi di tutti c'è una pubblicistica
diffusa che parla di feste, di sagre, di iniziative mondane a
carico del bilancio pubblico a vario tipo distribuito.
Pur tuttavia, la questione va analizzata nel contesto del
rapporto con l'ordinamento costituzionale del nostro Paese. In
particolare, qualcuno ricordava il Titolo V in materia di
federalismo sussidiario, quindi allargamento delle competenze
degli enti locali.
La norma andrebbe analizzata cum grano salis, contando su
amministratori probi che non utilizzano le risorse pubbliche, ad
esempio, per promuovere gli intellettuali organici o di regime e
per costruire anche clientele politiche attraverso questo
strumento. Ovviamente, però, nel campo della politica spesso ciò
che appare ovvio e scontato in regime di buona amministrazione
non si attua e, quindi, occorrono le prescrizioni.
Credo che facendo riferimento all'articolo 6 in materia di
stabilità, che abbiamo già approvato, si potrebbe prevedere in
via analogica all'ordinamento della Regione, per quanto
riguarda il patto di stabilità per la Regione, di apporre un
tetto alle spese nella fattispecie che stiamo analizzando. Con
una integrazione, che non può far parte di una norma in legge
finanziaria, che è demandata alla intelligenza e alla correttezza
dei pubblici amministratori ad evitare iniziative folcloristiche
che offendono i cittadini siciliani in tempo in cui le risorse
sono sempre minori e si va incontro a tagli e a rigore.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
eviterei i toni forti: demagogia, vergognoso. Bisogna dare la
possibilità a chi la pensa in maniera diversa di esprimere la
propria opinione.
D'altra parte, credo che l'onorevole Speziale, che ha fatto
anche l'amministratore, nel proporre il suo emendamento, pur su
una esperienza limitata, avrà avuto i suoi motivi e i colleghi
che sono intervenuti a favore, evidentemente, hanno le loro
ragioni.
E tuttavia, nel merito io direi che queste spese molto spesso
per fiere, manifestazioni, sagre, sono produttive, nel senso che
il saldo tra l'investimento e l'incasso nella collettività è un
saldo positivo.
Non so a quanti di voi sarà capitato di organizzare - io ho
fatto il sindaco per nove anni consecutivi - eventi nella propria
città a costo limitatissimo e di vedere entrare nel circuito
della collettività, non certo nell'ente Comune, incassi
decuplicati, centuplicati qualche volta.
A volte si organizzano eventi con pochi soldi e vuoi per la
vicinanza della città, vuoi per la concomitanza di altre eventi
che si intrecciano ti vedi frequentare la cittadina da migliaia
di persone che non ci sarebbero mai venuti nella cittadina.
Terza osservazione marginale. Ragazzi, ma davvero, a fronte
delle spese di rappresentanza che abbiamo aumentato al Presidente
della Regione, noi vogliamo che consistono in miliardi - per
carità, nulla quaestio - noi vogliamo tagliuzzare la
disponibilità, costituzionalmente fra l'altro prevista, delle
amministrazione locali di organizzarsi? Mi sembra una cosa
assolutamente assurda. Peraltro, come diceva la Presidenza,
sarebbe un intervento assolutamente incostituzionale dopo la
rivisitazione del Titolo III della Costituzione.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che -
così come ha detto il collega che mi ha preceduto - quando un
deputato di questa Assemblea solleva un problema gli è dovuto un
rispetto assoluto e, quindi, non si può apostrofare l'intervento,
così come ha fatto il collega De Luca. Certo, raccolgo in lui la
posizione di un sindaco di 1.200 abitanti che gestisce pochissime
risorse. Però, ci sono casi, come quelli di Palermo, che hanno
fato indignare l'Italia e non solo, perchè se un sindaco spende
un milione e 400 mila euro in promozione per dire che Palermo è
la città più cool d'Italia , ha ragione l'onorevole Speziale a
sollevare questo problema.
Credo che aprire una discussione seria su come si spendono i
soldi pubblici per promuovere la propria persona, la propria
attività in vista della campagna elettorale, questo va affrontato
e va affrontato creando dei paletti.
Penso che l'onorevole Speziale abbia voluto dire questo.
Quindi, io sostengo una discussione su questo argomento, non per
chiudere, perchè probabilmente è una provocazione, ma perchè va
discusso ed affrontato. Spesso, infatti, alcuni sindaci a fine
mandato concentrano tutta la spesa in promozione, convegni e
pubblicità.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI BENEDETTO. Signor Presidente, credo che l'emendamento
dell'onorevole Speziale incontri un fatto di buon senso rispetto
alla eliminazione di sprechi che nei comuni ci sono.
D'altra parte, c'è un aspetto, quello di non limitare in senso
assoluto l'autonomia dei comuni ma di ricondurli ad un equilibrio
ad una oculatezza nella spesa. Ragione per cui propongo un
subemendamento al subemendamento dell'onorevole Speziale in cui
si dice che non si possono effettuare spese in misura superiore
al 60 per cento della spesa effettuata nell'anno 2005.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPEZIALE. Signor Presidente, avevo già detto che non ero preso
da furore anticomune. Fra l'altro, la mia esperienza è stata per
venti anni in Consiglio comunale, vengo qui sulla base
dell'esperienza fatta e a difesa dell'autonomia degli enti
locali.
Noi abbiamo unificato il trasferimento con la legge 6 del 1997,
durante il Governo Provenzano, i trasferimenti ai comuni. Lo dico
ai sindaci ed ai colleghi, i comuni godevano di due
trasferimenti: uno legato alla legge 22 ed uno alla legge 1 del
1979.
Il trasferimento legato alla legge 22 imponeva ai comuni di
fare servizi socio-assistenziali. La legge 1 del 1979 imponeva ai
comuni di fare due investimenti: una politica di investimenti ed
una politica di assistenza e servizi. Poi avevamo una serie di
trasferimenti riconducibili al personale che di volta in volta
veniva stabilizzato.
la Regione disse diamo tutti questi soldi ; ma la finalità
principe per la quale furono trasferiti i soldi rimanevano i
servizi socio-assistenziali - che sono compiti propri dei
comuni - gli interventi per investimenti e quelli per
assistenza.
Nel corso di questi anni, nei comuni, in rapporto anche alla
loro autonomia, si è trasformata la natura del trasferimento ed
il trasferimento può essere sempre più diventato un'altra cosa.
Poichè non posso giudicare i sindaci virtuosi ed i consigli
comunali virtuosi rispetto a quelli meno virtuosi, la questione
che pongo è non di non mandare i soldi ai comuni - io sono perché
vengano mandati più soldi ai comuni, perché i comuni possano
meglio rispondere - la questione che pongo è che nei soldi
trasferiti dalla Regione si mantenga una finalità, che è quella
di fare servizi, investimenti ed interventi socio-assistenziali
che sono i tre cardini per cui nascono i comuni.
Quindi, nessuno ha posto un problema di riduzione, perché
quando faremo la battaglia per aumentare il trasferimento ai
comuni sarò il primo a sostenere questa tesi.
Circa l'obiezione sollevata della violazione di un principio
che è quello dell'autonomia statutaria, costituzionale dei comuni
in virtù del Titolo V, non stiamo intervenendo nell'ambito delle
competenze proprie dei comuni, stiamo dicendo soltanto che i
soldi che noi trasferiamo non debbono essere utilizzati per
queste finalità.
Detto questo, onorevole Presidente della Regione, ho apprezzato
- e l'Assemblea forse non se ne è accorta - che in una situazione
di razionalizzazione delle spese il Governo, all'articolo 6 - lo
dico ai colleghi - aveva predisposto un comma che voglio leggere:
Per l'anno 2007 i soggetti di cui al comma 1 non possono
effettuare spese di ammontare superiore al 40 per cento della
spesa impegnata nel 2005 per relazioni pubbliche, convegni,
mostre, fiere, manifestazioni, pubblicità e spese di
rappresentanza .
Il Governo si è posto l'esigenza che, per l'anno in corso, alla
luce del bisogno e della necessità di razionalizzare la spesa,
non si sconfini rispetto ad alcune questioni ed ha detto
riduciamo al 40 per cento .
C'è un emendamento presentato adesso dal collega Di Benedetto.
Il rifiuto non capisco; questa lesa maestà come se ci fosse una
violazione di chissà quale sancito diritto non capisco, che è
quello di dire che anche nei comuni e nelle province si riduce la
spesa per convegni nella misura non superiore al 40 per cento di
quella che è stata effettuata nel 2005.
Onorevoli colleghi, la si può approvare, non approvare, il
Presidente può dichiararla improponibile, comunque la si vuole la
questione che riguarda la razionalizzazione della spesa,
l'eliminazione di sprechi, perché io non posso trovarmi l'anno
prossimo in estate a vedere sette spettacoli di un personaggio
famoso che guadagna 55 mila euro a serata di comuni e, poi, negli
stessi comuni, leggere sulla stampa che ci sono famiglie
bisognose alle quali non si può dare il contributo. E non è
demagogia, purtroppo è la realtà. Quindi, vorrei utilizzare
meglio le spese e i soldi pubblici.
Ecco perché mi ero permesso di fare questo emendamento. Mi
scuso con i colleghi sindaci. La teoria delle 3 f la conosco
perfettamente. Quando non si è in grado di fare la festa, la
forca e la farina, perché la forca non possiamo darla, molte
volte non riusciamo a dare la farina. Forse, per vincere qualche
elezione qualche festa fa pure bene, ma, vivaddio, questo
comunque passa attraverso uno spreco e noi non possiamo sprecare
i soldi pubblici.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, pur apprezzando il contenuto e
la sostanza del suo intervento, la Presidenza non può che
dichiarare il suo emendamento improponibile, non soltanto alla
luce del principio costituzionale che anche lei ha riconosciuto,
ma tenendo presente che la natura dei trasferimenti ai comuni è
una natura giuridica che non parla di trasferimenti effettivi, in
quanto siamo in un regime transitorio, visto che il Titolo V
della Costituzione dà parità ai comuni, alle province ed alla
regioni di prelievo fiscale. Siamo ancora in regime transitorio
per cui il suo emendamento è improponibile.
Come, ovviamente, è improponibile, perché incostituzionale,
l'emendamento 8.1.1.1 degli onorevoli Cristaldi, Vicari, Cascio,
Turano, che così recita: dopo la parola comune' aggiungere
limitatamente a Gela' .
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Soppressione indennità di trasferta
A decorrere dall'esercizio finanziario 2007, ai soggetti
previsti dal comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, si applicano le disposizioni previste dai
commi 213, 214, 215 e 216 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266. Sono soppresse le disposizioni regionali in
contrasto con quanto previsto dal presente comma».
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Caputo e
Stancanelli, l'emendamento 9.1.
CAPUTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Riorganizzazione Amministrazione regionale
1. Al fine di ridurre le spese a carico del bilancio della
Regione, l'Assessore regionale alla Presidenza, di concerto con
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, presenta,
entro 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge, un piano di riorganizzazione dell'Amministrazione
regionale rivolto ad eliminare le duplicazioni organizzative e
funzionali e razionalizzare le competenze delle strutture che
svolgono funzioni omogenee, da sottoporre all'approvazione della
Giunta regionale.
2. Il predetto piano viene predisposto, sentiti i dipartimenti
regionali interessati, dalla Segreteria generale, dal
dipartimento personale e dalla ragioneria generale della Regione.
3. Il piano di cui al comma 1 deve essere accompagnato da una
dettagliata relazione tecnica che specifichi, per ciascuna
modifica organizzativa, le riduzioni di spesa conseguibili nel
triennio di avvio del piano stesso e da un proposta operativa che
indichi gli obiettivi da raggiungere, le azioni, anche
legislative, da porre in essere ed i relativi tempi e termini di
attuazione.
4. Nelle more della completa riorganizzazione di cui ai commi
1, 2 e 3 è fatto divieto di procedere all'istituzione di nuovi
uffici previsti dal comma 7 dell'articolo 4 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo ed altri:
emendamento 10.2.
Dopo le parole funzioni omogenee al primo capoverso,
aggiungere le parole migliorandone la funzionalità e
l'efficienza .
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 10.3:
Al primo comma, dell'articolo 10, dopo le parole del bilancio
dellaRregione , aggiungere le parole E' fatto obbligo, all' ;
sempre al primo comma, dopo le parole e le finanze ,
sostituire presenta con presentare .
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, penso che una norma del genere
potrebbe indubbiamente essere apprezzata dall'opposizione. Le
spiego il perché.
Per quanto concerne la razionalizzazione dell'Amministrazione
regionale e il funzionamento complessivo della medesima,
l'opposizione aveva formulato una serie anche di proposte che
miravano a razionalizzare tutto ciò che organizza la macchina
regionale. Non solo gli uffici speciali cosiddetti che con la
legge 10 si possono realmente istituire ma che spesso sono
diventati qualcosa anche di incontrollabile, tenendo conto che
spesso ci sono uffici che non dispongono del personale per come
evidentemente si dovrebbe e altri che, invece, abbondano di
personale - con tutto il rispetto ai dipendenti della Regione -
ma che non riescono a produrre ciò che ci si aspetta. La
razionalizzazione, quindi, non è solo un contenimento reale della
spesa, è anche e soprattutto un guardare ad uffici più efficienti
che possono realisticamente dare una immagine della Regione
diversa da quella che è stata data fino ad oggi, perchè
nell'immaginario collettivo(mi dispiace che il Presidente della
Regione non possa un attimo ascoltare, non dico cose estremamente
importanti, ma comunque uno sforzo per venire incontro e per fare
prevalere quel confronto che sempre abbiamo detto democratico,
chiaro, schietto e mi permetto di dire anche leale, ovviamente su
piani diversi a volte anche di analisi, di riflessioni e di
elaborazioni).
Chiudo la parentesi. Penso che nell'immaginario collettivo la
macchina regionale è vista come qualcosa che è assolutamente non
del tutto interfacciabile alle esigenze dei cittadini stessi.
Ieri sera si parlava di centraloni, centralini, di personale
che dovevano fare o meno turni ed essere pagati sull'utilità di
questi turni, sull'utilità dell'H24 , del filo diretto tra il
cittadino siciliano e l'Amministrazione regionale. Questa sera,
mi pare che stiamo toccando - lo dico con estrema umiltà - un
argomento molto più serio, che è quello di come si interfaccia -
ripeto - la macchina regionale rispetto al siciliano che chiede
che ci sia un po' di maggiore attenzione alle esigenze che spesso
sottopone alla, ormai definiamola, macchina regionale stessa.
Allora, lo sforzo fatto nella scrittura di questo articolo
riteniamo che sia uno sforzo accettabile. L'avremmo scritto in
maniera diversa, con un po' più di coraggio; ma è inutile girarci
attorno, questo è uno sforzo che può portare a dei risultati. Mi
permetto di aggiungere che se non l'ancoriamo anche ad aspetti
d'obbligo, senza virgolette, d'obbligo, dove entro 120 giorni è
fatto obbligo all'Assessore entro un margine x di tempo di
presentare questo piano di razionalizzazione.
Allora, noi ci permettiamo di introdurre l'espressione è fatto
obbligo all'assessore , perchè una norma senza alcun allineamento
sanzionatorio è una norma cartella, si potrebbe intendere come
norma propagandistica, in questo momento, per poi domani far
spirare i 120 giorni, far spirare anche ulteriori mesi, abbiamo
anche purtroppo, da questo punto di vista la Regione non è la
prima volta che dimostra che rispetto a termini fissati da norme
si fa finta di niente e niente accade.
Noi vogliamo, invece, che questo lavoro sia fatto seriamente,
che ci sia la possibilità, appunto, anche di esprimere anche
tramite le commissioni competenti il parere del Parlamento e che
si possa dare al cittadino siciliano non solo l'immagine, ma
anche concretamente risposte più adeguate e che possa cambiare
nell'immaginario collettivo il giudizio dei cittadini stessi
sulla Regione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
,al di là delle questioni poste dall'onorevole Oddo, con
l'emendamento presentato dallo stesso, si voglia rendere la
norma perentoria.
Allo stato attuale, tale norma sembra un atto di mera volontà
e con l'emendamento dell'onorevole Oddo non solo si intende
introdurre il concetto di obbligo perentorio, ma anche la
previsione della redazione del Piano di riorganizzazione tenendo
conto del dimezzamento delle funzioni apicali attorno alle quali
si è costruita la macchina regionale.
Vorrei ricordare che oggi, tra dipartimenti ed uffici speciali,
l'amministrazione regionale dispone di 44 strutture.
L'emendamento da me presentato - già presentato in Commissione
Bilancio - tende a dimezzare questo numero di strutture ad un
massimo di 20 uffici, prevedendo l'iter da seguire per il
raggiungimento di tale obiettivo.
Non vorremmo, inoltre, che in nome del contenimento della spesa
succeda quanto accaduto nella scorsa legislatura quando nel
settembre 2002 il Governo emanò un decreto sulla sanità,
denominato Decreto taglia spese , che produsse alla fine un
saldo positivo definitivo di 300 miliardi di vecchie lire
rispetto alla spesa fin da allora realizzata.
Quindi, non vorremmo che il Piano di riorganizzazione
dell'Amministrazione regionale produca alla fine, non più 44
uffici, ma 60
Spesso, infatti, in questa Regione si opera come negli
ospedali, dove spesso i reparti vengono fatti per nominare il
primario piuttosto che per le esigenze dell'utenza e, quindi,
anche gli uffici spesso si istituiscono per potere nominare un
Direttore anziché per la loro finalità.
Quest'emendamento ha come obiettivo di rendere credibile il
Piano di riorganizzazione che comporti una maggiore efficienza
all'Amministrazione regionale e una reale capacità di ridurre i
costi di funzionamento.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione non so se lei ha letto l'articolo
presentato dal Governo - ovviamente formulato da un abile
funzionario - che mira a riorganizzare gli uffici
dell'Amministrazione regionale sulla base dei criteri di
efficienza e di economicità, però l'articolo, così come
formulato, sembrerebbe poco utile
Al comma 1, infatti, si stabilisce l'obiettivo di eliminare le
duplicazioni organizzative per razionalizzare le competenze delle
strutture, però al comma 2, si sancisce che per raggiungere
quest'obiettivo ci si deve rivolgere agli stessi dipartimenti
duplicati.
Onorevole Presidente della Regione, ritenendo indispensabile la
rivisitazione radicale della macchina e della struttura
amministrativa della Regione, è necessario stabilire obiettivi
puntuali e precisi.
L'emendamento - già presentato in Commissione di merito -
stabiliva che si arrivasse ad un numero massimo di venti
dipartimenti e nel corso di questi ultimi anni, invece, si è
assistito ad una duplicazione degli uffici - come prima diceva
l'onorevole Cracolici - arrivando a quarantaquattro dipartimenti,
rendendo meno efficiente l'apparato amministrativo con relativi
costi altissimi.
Onorevole Presidente della Regione, questa legislatura deve
essere una sfida per rendere questa Regione più efficiente ed
economicamente compatibile e, per tale motivo, non bisogna
considerare i nostri emendamenti come un tentativo di
opposizione.
L'emendamento, presentato dal Gruppo parlamentare Democratici
di Sinistra, prevede di ridurre i dipartimenti a venti come
obiettivo intermedio raggiungibile e per questo le chiediamo di
inserirlo nella norma per evitare - così come spesso è avvenuto -
che dopo centoventi giorni l'Assessore per il bilancio e
l'Assessore alla Presidenza, incaricati di predisporre il Piano
di riorganizzazione degli uffici della Regione, ci possano
presentare anziché quarantaquattro dipartimenti una
moltiplicazione elefantiaca delle strutture con un conseguente
appesantimento di costi che, ormai, la Regione ed il suo bilancio
non può più sopportare.
Inoltre, vorrei chiederle una maggiore puntualità
nell'esaminare gli atti ispettivi e il nostro gruppo parlamentare
ha presentato diversi emendamenti ritenuti ammissibili e ci
aspettiamo una risposta positiva, viceversa ricorreremo alla
richiesta del voto segreto.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma,
nella sue formulazione, è inutile poiché si poteva provvedere
mediante una circolare a firma del Presidente della Regione.
Si rende, quindi, necessario dare un contenuto a questa norma e
ad impegnare il Governo ad operare la razionalizzazione con
obiettivi e linee ben definite.
Ritengo, pertanto, esauriente la proposta del gruppo
parlamentare Democratici di Sinistra di prevedere il paletto dei
20 dipartimenti nella razionalizzazione della Pubblica
amministrazione.
Sorprende il fatto che né il Presidente Cuffaro né altro
componente del Governo senta il bisogno di dare un senso
specifico a questa norma stabilendo i criteri che ne ispirano la
funzione e, a tal proposito, vorrei comprendere quali siano gli
intendimenti del Governo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.3.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per argomentare sull'emendamento comunicato perché la
ratio di questo comma è volta al contenimento delle spese, ma nel
testo non è riportato che gli uffici erogano un servizio nei
confronti dell'utenza e della stessa amministrazione e che questa
deve essere la loro funzione principale.
Il testo dell'emendamento, quindi, non è pleonastico, ma è
utile per ricordare che il perseguimento del contenimento della
spesa non deve essere a discapito della qualità del servizio
reso, bensì riorganizzando la spesa e le funzioni stesse
contemperando riduzione di costi e qualità del servizio stesso.
Pertanto, ritengo utile scrivere nel testo di legge che il
tutto deve avvenire migliorando la funzionalità e l'efficienza
delle strutture amministrative per il raggiungimento
dell'obiettivo principale della nostra azione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.1.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, non si può presentare un emendamento per stabilire la
diminuzione dei dipartimenti della Regione senza una legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che la sua considerazione
sia ingenerosa verso chi ha presentato l'emendamento.
Nella norma finanziaria si stabilisce che, entro 120 giorni,
l'Assessorato presenterà un programma di riorganizzazione della
struttura della Regione e, personalmente, ho previsto un paletto
prevedendo un numero massimo di venti tra dipartimenti e uffici
speciali.
CUFFARO, presidente della Regione. Non è proponibile.
CRACOLICI. Per quale motivo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se con norma si da mandato per
la riorganizzazione dell'Amministrazione regionale, non si può
porre ad esso un limite di venti dipartimenti, sarebbe una
contraddizione della norma stessa.
CRACOLICI. Signor Presidente, è semmai un obiettivo ed un
paletto che si vuole dare alla programmazione della macchina
regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non si può stabilire un
paletto di questo tipo, semmai si può definire un indirizzo.
Pertanto, dichiaro improponibile l'emendamento.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne dò lettura:
«Articolo 11
Trasferimenti personale con qualifica dirigenziale
1. Il comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 10
dicembre 2001, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni è
sostituito dal seguente:
2. Nel caso di trasferimento di personale con qualifica
dirigenziale da una struttura della Regione ad un'altra, si
provvede alle variazioni di bilancio compensative ai sensi del
comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6 e successive modifiche ed integrazioni, previo assenso da parte
del dirigente generale preposto alla struttura di massima
dimensione o equiparata di provenienza attestato dal competente
dipartimento del personale.'
2. L'articolo 7 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, è
soppresso.»
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Norme per la razionalizzazione e il contenimento della spesa
sanitaria
1. L'Assessore regionale per la sanità determina e attribuisce,
entro il mese di marzo, alle Aziende unità sanitarie locali, alle
Aziende ospedaliere, alle Aziende ospedaliere universitarie, al
Centro di formazione permanente e l'aggiornamento del servizio
sanitario (CEFPAS) e all'Istituto zooprofilattico sperimentale
con sede in Sicilia, le risorse per l'anno 2007, necessarie per
rispettare le strategie e gli obiettivi previsti nel piano di
risanamento del sistema sanitario regionale per il triennio 2007-
2009, previa negoziazione con i rispettivi Direttori generali,
nell'ambito delle risorse destinate al Fondo sanitario regionale
derivanti dal riparto annuale del Fondo sanitario nazionale,
effettuato con delibera del CIPE, ai sensi dell'articolo 12,
comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché
delle integrazioni di cui all'articolo 6, comma 5, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
2. Con le medesime procedure, e nel rispetto delle scadenze di
cui al comma 1, l'Assessore regionale per la sanità provvede
all'assegnazione delle risorse per gli anni 2008 e 2009.
3. La negoziazione di cui al comma 1 per la determinazione dei
rispettivi budget è estesa anche all'Ospedale classificato
Buccheri La Ferla di Palermo, all'Istituto Mediterraneo per i
Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (Is.Me.TT), alla
Fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù, all'IRCCS Associazione
Oasi Maria SS. ed alla Fondazione Oasi Salute - da essa derivata
- entrambe con sede in Troina, al Centro neurolesi Bonino Pulejo
di Messina.
4. Nel caso in cui, entro il termine di cui al comma 1, non sia
stata ancora adottata dal CIPE la delibera di riparto del Fondo
sanitario nazionale, il limite delle risorse destinate al sistema
sanitario regionale viene commisurato provvisoriamente e, salvo
conguaglio, sulla base delle sole risorse del fondo sanitario
regionale assegnate nell'anno precedente .
5. La spesa per l'acquisizione di beni e servizi nel triennio
2007-2009 deve essere ridotta del 3% rispetto alla spesa
sostenuta nell'anno 2005. La spesa complessiva regionale per le
consulenze, escluse quelle a carattere assistenziale e sanitario,
assunta dalle Aziende di cui al comma 1 deve essere ridotta nel
triennio 2007-2009 del 50 per cento rispetto alla spesa sostenuta
nell'anno 2005.
6. La quota di fondo sanitario regionale disponibile destinata
alla assistenza ospedaliera non può superare il 46 per cento per
l'anno 2007, il 45 per cento per l'anno 2008 ed il 44 per cento
per l'anno 2009.
7. L'importo dell'aggregato di spesa relativo all'assistenza
ospedaliera preaccreditata, già fissato con decreto
interassessoriale 13 luglio 2004, n. 3787, così come ripartito a
livello provinciale per l'anno 2005, è ridotto, rispettivamente,
del 2 per cento per l'anno 2007, di un ulteriore 1 per cento per
l'anno 2008 e di un ulteriore 1 per cento per l'anno 2009; sono
nulle le autorizzazioni di spesa in eccedenza rispetto ai valori
complessivi provinciali rideterminati con la presente norma.
L'Assessore regionale per la sanità, con proprio decreto,
determina, per il triennio 2007-2009, i criteri di remunerazione
delle prestazioni effettuate in extra budget nell'ottica di
ottenere risparmi di spesa. Le eventuali economie, derivanti
dalla differenza tra l'aggregato di spesa per l'assistenza
ospedaliera preaccreditata per singola provincia e quello
realmente utilizzato, possono essere destinate, sulla base delle
direttive emanate dall'Assessorato regionale della sanità,
all'abbattimento delle liste di attesa, con particolare
riferimento a quelle riguardanti prestazioni di elevata
specializzazione carenti sul territorio.
8. L'importo dell'aggregato di spesa relativo all'assistenza
specialistica preaccreditata, già fissato con decreto
interassessoriale 13 luglio 2004, n. 3787, così come ripartito a
livello provinciale per l'anno 2005, è ridotto, rispettivamente,
del 2 per cento per l'anno 2007, di un ulteriore 1 per cento per
l'anno 2008 e di un ulteriore 1 per cento per l'anno 2009; sono
nulle le autorizzazioni di spesa in eccedenza rispetto ai valori
complessivi provinciali rideterminati con la presente norma.
L'Assessore regionale per la sanità, con proprio decreto,
determina, per il triennio 2007-2009, i criteri di remunerazione
delle prestazioni effettuate in extra budget nell'ottica di
ottenere risparmi di spesa. Le eventuali economie derivanti dalla
differenza tra l'aggregato di spesa per l'assistenza
specialistica preaccreditata per singola provincia e quello
realmente utilizzato, possono essere destinate, sulla base delle
direttive emanate dall'Assessorato regionale della sanità,
all'attuazione di piani su base provinciale per l'abbattimento
delle liste di attesa, con particolare riferimento alle
prestazioni di elevata specialità carenti sul territorio e avuta
considerazione della tipologia e del livello tecnologico delle
attrezzature utilizzate.
9. I Direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali,
entro trenta giorni dalla definizione della negoziazione di cui
al comma 1, devono provvedere alla contrattazione dei budget
delle strutture private preaccreditate ospedaliere e
specialistiche, tenuto conto delle effettive esigenze della
popolazione di riferimento, e dei criteri stabiliti
dall'Assessore regionale per la sanità. L'importo complessivo dei
budget assegnati alle singole strutture non può superare i tetti
di spesa provinciali fissati annualmente con decreto
dell'Assessore regionale per la sanità.
10. Fermo restando il regime di compartecipazione alla spesa
sanitaria fissato dalla normativa nazionale e regionale, per il
triennio 2007/2009, per adempiere agli obblighi di cui ai piani
di rientro derivanti dal Nuovo Patto per la salute Stato-Regioni,
l'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della Giunta
regionale di Governo e previo parere della competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale, può provvedere, con proprio
decreto, a fissare l'importo di eventuali ulteriori quote di
compartecipazione e le modalità di applicazione a carico di tutti
gli assistiti per le prestazioni sanitarie e/o farmaceutiche.
11. Nell'attribuzione delle risorse agli enti di cui ai commi 1
e 3 l'Assessorato regionale della sanità determina un
accantonamento da destinare al finanziamento della quota di parte
regionale degli interventi per la riqualificazione della
assistenza sanitaria previsti ai sensi dell'articolo 71, comma 1,
della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
12. In coerenza con il patto di stabilità regionale e secondo
quanto previsto dall'articolo 3 del decreto legge 18 settembre
2001, n. 347, convertito con modificazioni dalla legge 16
novembre 2001, n. 405 e successive modifiche e integrazioni,
nonché con l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, le Aziende
unità sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, le Aziende
ospedaliere universitarie, il Centro di formazione permanente e
l'aggiornamento del servizio sanitario (CEFPAS) e l'Istituto
zooprofilattico sperimentale con sede in Sicilia, sono tenuti a
garantire l'equilibrio economico di bilancio in relazione alle
risorse negoziate, nel rispetto degli obiettivi fissati dal Piano
di rientro derivante dal nuovo patto per la salute StatoRegioni.
13. Nel caso che il bilancio di esercizio delle Aziende di cui
al comma 1 registri un risultato economico positivo, questo è
iscritto in apposita voce del patrimonio netto con indicazione
dell'anno in cui si è prodotto. Il risparmio di esercizio è
destinato in via prioritaria alla copertura delle perdite
eventualmente registrate negli esercizi precedenti. Il Direttore
generale in sede di adozione del bilancio di esercizio formula
proposte per l'utilizzazione del risparmio conseguito.
L'Assessore regionale per la sanità valuta le proposte dei
Direttori generali e decide, nel rispetto delle linee
programmatiche regionali, la destinazione dei risparmi di
esercizio.
14. L'Assessore regionale per la sanità, entro quarantacinque
giorni dalla chiusura della negoziazione di cui al comma 1,
assegna a ciascun Direttore generale specifici obiettivi,
fissando le cadenze delle verifiche periodiche; il mancato
raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio in relazione
alle risorse negoziate nel rispetto degli obiettivi fissati dal
Piano di rientro di cui al comma 10, dell'Intesa Stato-Regioni
del 23 marzo 2005, e della normativa vigente di cui all'articolo
52, comma 4, lettera d) della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e
dell'articolo 1, comma 173, lettera f), della legge 30 dicembre
2004, n. 311, comporta la decadenza automatica del Direttore
generale delle Aziende di cui al comma 1.
15. L'Assessorato regionale della sanità, ai fini
dell'espletamento dell'attività di vigilanza e di controllo della
gestione, finalizzata alla salvaguardia dell'efficienza,
dell'efficacia e dell'economicità, esercita il controllo sui
seguenti atti delle Aziende unità sanitarie locali, delle Aziende
ospedaliere, delle Aziende ospedaliere universitarie, del Centro
di formazione permanente e l'aggiornamento del servizio sanitario
(CEFPAS) e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale:
a) il bilancio di esercizio;
b) l'atto aziendale;
c) le dotazioni organiche complessive.
16. L'attività di controllo sugli atti deve espletarsi entro 90
giorni dal ricevimento e può essere interrotta una sola volta con
la richiesta di chiarimenti, integrazioni o verifiche in luogo;
in tal caso i termini del controllo sono sospesi. Si applica
altresì quanto previsto dall'articolo 53, comma 13, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
17. L'esercizio del controllo deve fare riferimento, oltre alla
verifica contabile, ai risultati di gestione e alla coerenza dei
medesimi con gli atti di programmazione nazionale e regionale e
ogni altra disposizione in merito. Sono abrogati il comma 5
dell'articolo 28 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2; il
comma 8 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n.
6; l'articolo 27 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.
18. Il divieto di cui all'articolo 1, comma 6, della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 è prorogato fino al 31 dicembre
2007.
19. Le gestioni liquidatorie costituite presso le Aziende unità
sanitarie locali cessano a decorrere dal 1 gennaio 2007;
l'Assessorato regionale della sanità determina, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i
criteri e le modalità di chiusura delle predette contabilità con
il trasferimento delle situazioni debitorie residue sulle
contabilità ordinarie delle Aziende.
20. La Giunta regionale, una volta definito il processo di
condivisione con il Governo dello Stato, sentita la competente
Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, approva gli
obiettivi e le misure di contenimento del piano di risanamento
del sistema sanitario regionale per il triennio 2007/2009; gli
obiettivi e le misure deliberate, nonché i conseguenti
provvedimenti di attuazione che saranno adottati dall'Assessorato
regionale della sanità, impegnano tutte le strutture del sistema
sanitario regionale agli adempimenti necessari per il
raggiungimento delle finalità contenute dal piano stesso.
21. All'articolo 66, comma 9, primo periodo, della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25, dopo le parole
alle attività a destinazione vincolata individuate nel piano
sanitario regionale' sono aggiunte le seguenti: ed al
finanziamento dei progetti elaborati dai Dipartimenti
dell'Assessorato regionale della sanità, finalizzati al
monitoraggio della spesa sanitaria ed alla verifica delle
iniziative di razionalizzazione dei servizi aziendali e delle
misure di contenimento della spesa .
22. Al fine di ridurre i tempi di intervento sul contenimento
della spesa sanitaria, in aggiunta alle misure già individuate
nei precedenti commi:
a) è sospesa l'efficacia, sino alla approvazione delle misure
di contenimento del piano di risanamento regionale, di tutti gli
accordi intervenuti e le convenzioni stipulate con i soggetti di
cui al comma 3, che abbiano determinato incrementi aggiuntivi di
budget per il sistema sanitario regionale rispetto al 2005; gli
accordi e le convenzioni sono rinegoziati tenendo come tetto
massimo di spesa i valori di budget dell'anno 2005, maggiorati
dell'incremento ISTAT;
b) è sospesa l'efficacia, sino alla approvazione delle misure
di contenimento del piano di risanamento regionale, di tutti gli
atti deliberativi delle Aziende sanitarie adottati nel 2006 che
prevedono il conferimento di nuovi incarichi di direzione di
strutture complesse autorizzate e non ancora attivate.
23. Al comma 17 dell'articolo 25 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19, le parole in misura non inferiore al 3 per
mille' sono sostituite dalle seguenti in misura non inferiore al
2,3 per mille'.
24. La spesa per le borse di studio ulteriori di cui
all'articolo 1 della legge regionale 20 agosto 1994, n. 33, non
può superare l'importo complessivo dell'anno 2006. Il 60 per
cento delle risorse disponibili deve essere assegnato nell'ambito
delle discipline carenti individuate con decreto dell'Assessore
regionale per la sanità, sentita la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, tenuto conto
anche degli indirizzi formulati dall'Osservatorio regionale per
le scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e
chirurgia. Il decreto di individuazione delle discipline carenti
è adottato entro il 30 giugno di ogni anno.
25. Al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 30 marzo
1998, n. 5, le parole tre dodicesimi sono sostituite dalle parole
quattro dodicesimi.
26. Al fine di pervenire a sensibili economie di scala nella
fornitura e gestione di beni e servizi, le Aziende unità
sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, le Aziende ospedaliere
universitarie sono tenute a procedere all'acquisizione di beni e
servizi in forma consorziata, in ambito provinciale o
extraprovinciale, nel rispetto delle direttive che sono impartite
dall'Assessorato regionale della Sanità entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. A tale scopo
l'Assessorato avvia il monitoraggio delle procedure espletate in
forma consorziata per la verifica delle economie di scala
conseguite. L'ottemperanza alle predette disposizioni, unitamente
a quelle di cui all'articolo 42 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, è condizione necessaria per l'ammissione alla
valutazione dei risultati di gestione ai sensi del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 1995, n. 502.
27. Al fine del contenimento e della razionalizzazione della
spesa sanitaria per il triennio 2007-2009 è fatto divieto alle
Aziende unità sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere, alle
Aziende ospedaliere universitarie di corrispondere al personale
dipendente somme per prestazioni lavorative aggiuntive, al di
fuori dei fondi determinati ai sensi dei contratti collettivi
nazionali di lavoro vigenti. I fondi relativi agli istituti
contrattuali connessi alla produttività collettiva per il
miglioramento dei servizi ed alla retribuzione di risultato
devono essere prioritariamente finalizzati alla remunerazione di
prestazioni orarie aggiuntive del personale svolte per garantire
la copertura delle attività assistenziali, o a supporto delle
stesse, nel rispetto delle modalità che verranno definite in sede
di contrattazione aziendale.
28. Per finalità connesse al controllo della spesa, alla
programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza
sanitaria nonché per il monitoraggio dello stato di salute della
popolazione e la sorveglianza delle malattie, il
Dipartimento osservatorio epidemiologico dell'Assessorato
regionale della sanità è autorizzato al trattamento dei dati
anagrafici e dei dati sullo stato di salute dei residenti in
Sicilia e dei soggetti assistiti nel territorio della Regione,
raccolti dal Registro nominativo delle cause di morte (ReNCaM),
dai registri di patologia di cui ai precedenti commi, dalle
Aziende sanitarie, dai soggetti convenzionati con il Servizio
sanitario nazionale e dai soggetti privati che erogano
prestazioni sanitarie, oltre che dei dati veicolati dal Sistema
informativo sanitario ai sensi dell'articolo 18 della legge
regionale 30 novembre 1993, n. 30. Il Dipartimento osservatorio
epidemiologico è individuato quale struttura tecnica per
l'assegnazione del codice univoco che non consente la
identificazione dell'interessato durante il trattamento dei dati,
ad eccezione dei casi strettamente indispensabili e secondo
procedure formalmente definite.
29. Il ReNCaM della Regione siciliana, contenente l'elenco
nominativo dei deceduti nell'anno nell'ambito del territorio
regionale e la relativa causa di morte, i registri di patologia
regionali di Talassemia, delle Malformazioni, dei Tumori
tiroidei, già istituiti edoperanti presso il
Dipartimento osservatorio epidemiologico della Regione
siciliana, sono individuati quale strumento fondamentale per il
monitoraggio dello stato di salute della popolazione regionale e
riconosciuti parte integrante del Sistema informativo sanitario
regionale.
30. I Registri tumori provinciali di Catania, Messina, Palermo,
Ragusa, e Trapani, il registro provinciale di patologia di
Siracusa, già istituiti ed operanti nel territorio regionale sono
individuati quale strumento fondamentale per il monitoraggio
dello stato di salute della popolazione regionale e riconosciuti
parte integrante del Sistema informativo sanitario regionale.
31. Per finalità connesse alla sorveglianza delle malattie ed
al monitoraggio dello stato di salute della popolazione
regionale, il ReNCaM ed i registri di cui ai precedenti commi
sono autorizzati al trattamento dei dati individuali nominativi
dei residenti in Sicilia, e alla interconnessione di tali dati
con i dati veicolati dal Sistema informativo sanitario di cui
all'articolo 18 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30.
32. Per finalità connesse al controllo della spesa, alla
programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza
sanitaria nonché per il monitoraggio dello stato di salute della
popolazione e la sorveglianza delle malattie, il
Dipartimento osservatorio epidemiologico dell'Assessorato
regionale della sanità è autorizzato all'interconnessione dei
dati anagrafici e di quelli relativi allo stato di salute dei
residenti in Sicilia raccolti dal ReNCaM, dai registri di
patologia di cui ai precedenti commi, dalle Aziende sanitarie,
dai soggetti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e
dai soggetti privati che erogano prestazioni sanitarie, oltre che
dei dati veicolati dal Sistema informativo sanitario ai sensi
dell'articolo 18 della legge regionale 30 novembre 1993, n. 30.
33. Ai fini del rilascio del riconoscimento previsto
dall'articolo 4 del Regolamento (Ce) n. 853/2004 del 29 aprile
2004, del Parlamento europeo e del Consiglio, è istituita la
tassa di concessione regionale per l'attivazione degli
stabilimenti da adibire alla produzione, alla trasformazione e al
commercio all'ingrosso degli alimenti di origine animale il cui
importo è fissato in 600,00. La tassa è dovuta all'atto della
richiesta di un nuovo riconoscimento o di una modifica di
elementi essenziali dell'impresa.
34. Per l'iscrizione nell'elenco regionale dei laboratori
che effettuano analisi ai fini dell'autocontrollo e
dell'applicazione del sistema HACCP ai sensi dei Regolamenti (Ce)
n. 852/2004, n. 853/2004, n. 854/2004 e n. 882/2004 del 29 aprile
2004, del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in conformità
con quanto stabilito dall'Accordo tra il Ministro della salute,
le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 17
giugno 2004 recante Requisiti minimi e criteri per il
riconoscimento dei laboratori di analisi non annessi alle
industrie alimentari ai fini dell'autocontrollo è istituita la
tassa di concessione regionale il cui importo è fissato in
600,00. La tassa è dovuta all'atto della richiesta della prima
iscrizione e nei casi di modifica di elementi essenziali
dell'impresa.
35. Le voci di tassa sulle concessioni regionali di cui ai
commi 33 e 34 si applicano a far data dall'entrata in vigore
della presente legge e trovano regolamentazione nelle
disposizioni di cui alla legge regionale 24 agosto 1993, n. 24.
36. All'articolo 2 della legge regionale 9 dicembre 1996 n. 49,
sono aggiunti i seguenti periodi: Nonché per acquisizioni e
realizzazioni di immobili da adibire alla ricerca scientifica. Il
contributo può essere utilizzato anche con rendicontazione in
esercizi successivi a quello di riferimento.»
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proporrei di
accantonare l'articolo 12 con i relativi emendamenti e passare
all'esame degli altri articoli.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
parlare contro la proposta dell'onorevole Ortisi, perché questa
legge finanziaria, almeno nel suo articolato, ha una natura
tecnico-contabile tranne per quanto riguarda l'articolo 12 che ha
una natura di tipo politico-finanziario.
Ritengo sia più utile esaminare questo articolo nel merito
adesso con un confronto sereno, tanto più che allo stesso sono
stati presentati una serie di emendamenti che tendono a
modificare la proposta del Governo.
Inoltre, esaminare l'articolo può essere d'aiuto per chiudere
la discussione sull'articolato della finanziaria, piuttosto che
rinviarla ad un altro momento.
Propongo, pertanto, di affrontare subito la discussione
sull'articolo 12.
CRISTALDI. C'è una proposta formale di accantonamento.
Mettiamola in votazione
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
conoscere l'esito degli impegni presi precedentemente circa la
rielaborazione degli emendamenti che devono essere considerati
ammissibili o meno.
Il problema rimarrà anche questa sera allorquando
interromperemo i lavori d'Aula senza avere, purtroppo, una
visione chiara di quanto rimane da esaminare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, le posso confermare quanto già
detto stamattina, essendoci stato il ritiro di tutti gli
emendamenti presentati dai partiti della maggioranza, sono
rimasti quelli presentati dall'opposizione, che devono essere
valutati perché erano stati accantonati come inammissibili, ma
tra questi nessuno riguardante questa norma.
Onorevole Presidente della Regione chiede l'accantonamento su
questa norma?
CUFFARO, presidente della Regione. No.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con l'esame
dell'articolo 12.
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato
apprezzato il contenuto dell'intervento dell'onorevole Ortisi
tendente in qualche maniera a far lavorare l'Assemblea.
Ciò non significa che le cose dette dall'onorevole Cracolici
non siano legate ad un ragionamento serio, ma mi pare che sulla
proposta dell'onorevole Ortisi ci sia stata anche una
disponibilità del Governo.
Essendo formalizzata la proposta dell'onorevole Ortisi,
chiediamo che la stessa venga posta in votazione se non è
adottata dalla Presidenza con propria determinazione.
PRESIDENTE. Considerata la disponibilità del Governo di
esaminare questo articolo, non ritengo di doverlo accantonare,
tanto più che non vi è una richiesta da porre in votazione.
CRISTALDI. Formalizzo la richiesta di accantonamento
dell'articolo 12.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 12 viene
accantonato.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
(389/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Norme sul finanziamento integrativo della spesa sanitaria
per gli esercizi sino al 2005 e per l'anno 2007
1. Il comma 7, dell'articolo 9, della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, è sostituito dal seguente:
7. Le risorse derivanti dalla valorizzazione del patrimonio
delle aziende sanitarie ed ospedaliere sono destinate,
nell'esercizio finanziario 2007, fino all'importo massimo di 250
milioni di euro, al finanziamento del maggior fabbisogno del
sistema sanitario regionale rispetto a quello complessivamente
quantificato per la Regione Siciliana per l'anno medesimo, di cui
all'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19. Le ulteriori risorse sono destinate alla compensazione,
fino all'intero importo trasferito, delle perdite e dei disavanzi
ripianati dalla Regione negli esercizi precedenti.'
2. Il comma 8, dell'articolo 9, della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 è abrogato.
3. Nella Tabella A di cui all'articolo 13 della legge regionale
30 gennaio 2006, n. 1, sono soppressi l'accantonamento positivo e
l'accantonamento negativo relativi alle dismissioni del
patrimonio disponibile delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.
4. Per la copertura delle perdite delle Aziende sanitarie ed
ospedaliere cumulativamente registrate fino all'anno 2005, è
autorizzato, a decorrere dall'esercizio finanziario 2007, il
limite di impegno ventennale di 84 milioni di euro annui.
L'erogazione delle somme di cui al presente comma è subordinata
alla verifica della situazione creditoria e debitoria delle
aziende sanitarie ed ospedaliere.
5. Alla copertura della spesa di cui al comma 4 è destinata una
quota di pari importo del gettito derivante dalle tasse
automobilistiche di spettanza regionale.
6. A seguito del raggiungimento dell'intesa preliminare di cui
all'articolo1, comma 831, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
all'emanazione delle nuove norme di attuazione dello Statuto
della Regione siciliana in materia sanitaria, il Ragioniere
generale della Regione è autorizzato ad iscrivere, con proprio
provvedimento, al pertinente capitolo del corrispondente
accantonamento positivo, le somme derivanti dal gettito delle
accise sui prodotti petroliferi immessi in consumo nel territorio
regionale da destinare al concorso della Regione alla spesa
sanitaria di cui all'articolo 1, comma 830, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, per il quale viene disposto, nel bilancio
di previsione della Regione per l'anno 2007, lo specifico
accantonamento negativo previsto dalla Tabella A allegata alla
presente legge.»
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-emendamento 13.1, a firma degli onorevoli Caputo e Stancanelli:
«Il comma 2 dell'articolo 13 è soppresso.»
-emendamento 13.2, a firma degli onorevoli Gucciardi e
Barbagallo:
«All'articolo 13, comma 1, dopo le parole negli esercizi
precedenti' aggiungere le parole salvo una quota pari al 50
per cento delle risorse medesime da destinare
all'ammodernamento del patrimonio edilizio-sanitario'».
Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è uno
degli artifici contabili con il quale si vuole chiudere questo
disegno di legge, cercando di dare copertura ai diversi debiti
che la sanità produce in Sicilia vendendosi sempre la stessa
Fontana di Trevi' Forse perché il Presidente della Regione ha
lo stesso nome di battesimo di un glorioso artista napoletano
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, il nome
di battesimo dell'artista da lei ricordato è Antonio.
CRACOLICI. Sì, è vero, Antonio De Curtis, in arte Totò, e lei
onorevole Presidente, come il più importante e famoso suo
predecessore, cerca di emularlo sulla tecnica della Fontana di
Trevi', solo che a differenza del film lo fa ogni anno.
Già nel 2004, infatti, il Presidente della Regione, con
l'assessore per il bilancio, onorevole Pagano, nella manovra
finanziaria, precorrendo un'ipotesi di Lease-back, intendeva
vendere gli ospedali per poi pagarne l'affitto.
Tale operazione, che doveva avere come obiettivo l'introito
nelle casse della Regione di liquidità finanziaria per far
quadrare il bilancio, si trasformava in spesa corrente, cioè in
patrimonio.
Questa tecnica evolutiva di fantasia finanziaria ha avuto
diversi passaggi e, nel 2004, il Governo iscrisse nel bilancio
della Regione 250 milioni di euro di entrate dovute alla
dismissione del patrimonio sanitario e vi fu una battaglia in
quest'Aula, guidata dal gruppo parlamentare dei Democratici di
Sinistra insieme al centrosinistra, affinché tale patrimonio
non venisse utilizzato per fini istituzionali.
Oggi, il Governo fa una doppia operazione, utilizza quanto
previsto dalla vendita del patrimonio del 2004 per coprire il
disavanzo nel 2007, ma, ricordo, è sempre lo stesso patrimonio
che viene dismesso: prima è servito a coprire il 2004 adesso
serve a coprire il 2007. Ecco perché citavo l'episodio della
Fontana di Trevi' del film di Totò.
Ma nell'abrogazione di norme si aboliva il vincolo posto nel
2003 che prevedeva il divieto di dismissione del patrimonio con
fini istituzionali, cioè gli ospedali ed il Governo aveva
proposto un emendamento che rimuoveva tale vincolo per
consentire la vendita degli ospedali.
Adesso, lo stesso Governo regionale - che di giorno contesta il
Governo nazionale, ma di sera cerca di raccoglierne i benefici -
intende utilizzare una norma della finanziaria nazionale che
autorizza le regioni a ripianare le perdite del biennio 2004-2005
attraverso il ricorso, autorizzato dallo Stato, di un mutuo o
della cartolarizzazione di un credito riconosciuto nel corso
degli anni, nello specifico quello della RC auto.
Quindi, per lo stesso biennio 2004-2005 il Governo intende
dare copertura finanziaria al disavanzo utilizzando i benefici
della legge finanziaria nazionale ricorrendo al mutuo.
In altre parole, si vuole dismettere il patrimonio ospedaliero
per finanziare la spesa corrente della Regione attraverso questo
l'articolo 13 ed oltre i 900 milioni della valorizzazione del
patrimonio della Regione si vuole iscrivere, in entrata, 250
milioni e chiedo al Governo se sia corretto farlo considerato che
queste somme provengono dalla dismissione del patrimonio
ospedaliero e sanitario quando lo stesso appartiene alle aziende
sanitarie ospedaliere.
Mi chiedo, infatti, come si può vendere o, comunque,
introitare risorse da un patrimonio che non è nostro
Come vede, onorevole Speziale, non c'è solo la vendita della
fontana di Trevi, ma qui si vende anche ciò che non è nostro,
ossia il patrimonio sanitario che appartiene alle aziende
ospedaliere e non alla Regione.
Ecco perché credo che questo norma introduce, in qualche modo,
elementi di illegittimità nella manovra contabile della Regione.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
13.2 a mia firma, ha il senso di rispettare il contenuto della
norma destinando queste risorse, derivanti dalla valorizzazione
del patrimonio delle aziende sanitarie ospedaliere, al
finanziamento del maggior fabbisogno del sistema sanitario
nazionale.
Tuttavia, il mio emendamento vuole riservare una quota pari al
50 per cento all'ammodernamento del patrimonio edilizio
sanitario, rispetto al limite previsto dalla norma che vengono
destinate al ripianamento delle perdite e dei disavanzi delle
aziende sanitarie.
Ritengo questa norma estremamente importante per il patrimonio
sanitario dell'edilizia sanitaria della nostra Regione e
rendendomi conto che limitare la quota al 50 per cento potrebbe
determinare delle conseguenze che il Parlamento non può
prevedere, annuncio, signor Presidente, la presentazione del sub
emendamento 13.2.1 con il quale si chiede di sopprimere le
parole una quota pari al 50 per cento' e aggiungere le parole
una quota da individuare per l'ammodernamento del patrimonio
edilizio sanitario .
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il parere del Governo è favorevole al sub emendamento
dell'onorevole Gucciardi.
Mi corre l'obbligo di dire che le osservazioni dell'onorevole
Cracolici attengono ad una fattispecie contabile ampiamente
prevista e normativamente corretta, sia per quanto riguarda la
valorizzazione del patrimonio ospedaliero, sia per quanto
riguarda le modalità di impiego della stessa valorizzazione.
Vorrei fare osservare che la previsione di 250 milioni di euro
a copertura del fabbisogno sanitario, per il 2007, che deriva
ovviamente dalle considerazioni legate al piano di rientro e,
quindi, alla modulazione complessiva dell'articolo 12,
momentaneamente accantonato, è sicuramente inferiore a quelle
esposizioni che la Regione ha dovuto sopportare fino a questo
momento e, quindi, vanno nel senso di una politica virtuosa di
rimodulazione del servizio sanitario adottata dal Governo.
In ogni caso confermo alla Presidenza l'orientamento favorevole
per il sub emendamento presentato dall'onorevole Gucciardi.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, volevo che lei chiarisse all'Aula
il senso del comma 6 dell'articolo 13 considerato che lo stesso
è poco comprensibile, anche alla stampa siciliana.
C'è stato un gran parlare da parte del Presidente della Regione
e da parte del centrodestra sulla vicenda che ha visto il
Presidente della Regione minacciare le proprie dimissioni,
legarsi davanti al Parlamento nazionale, protestare davanti al
Quirinale, minacciare, anche, di entrare nudo al Parlamento
regionale, il massimo delle minacce
CUFFARO, presidente della Regione. Questo non l'ho mai detto
SPEZIALE. Anche nella stampa si è letto che nella finanziaria
nazionale si poteva cogliere un atteggiamento avverso al Governo
regionale, in ragione al differente colore di questo Governo.
Il Governo nazionale, recependo una norma giusta - e lo dico
non solo a lei che conosce perfettamente la vicenda, mi rivolgo
all'intera platea, ai colleghi parlamentari, ma soprattutto
affinché la stampa ne prenda atto - ha previsto nella legge
finanziaria, al comma 831, l'utilizzo, tra il 20 e il 50 per
cento, delle accise dei prodotti consumati in Sicilia per
coprire il disavanzo del bilancio della sanità in Sicilia, dopo
che si procederà all'accordo, entro il mese di aprile, in
Commissione paritetica Stato-Regione.
Si tratta di somme di oltre 200 miliardi delle vecchie lire
che, sommate agli altri trasferimenti previsti dalla legge
finanziaria nazionale, insieme all'articolo 831 e all'articolo
833, unitamente ai crediti d'imposta, comporteranno un
trasferimento di somme al bilancio della Regione pari ad oltre
400 milioni in più rispetto a quelli attribuiti dal Governo
Berlusconi.
CUFFARO, presidente della Regione. Ma dove si rinvengono queste
somme, onorevole Speziale?
SPEZIALE. Le ho citate, onorevole Presidente, al comma 831
della legge finanziaria nazionale si stabilisce che in
Commissione paritetica sarà definito, per coprire il disavanzo
del bilancio della Regione, il pieno utilizzo tra il 20 e il
50% dei prodotti consumati in Sicilia, per un totale di circa 1
miliardo e 200 milioni di euro.
Quindi, come vede ha sollevato una polemica istituzionale
contro il Governo nazionale, accusandolo di atteggiamenti
vessatori nei confronti della Sicilia perché qui governa il
centrodestra, ma adesso lei introduce le previsioni della
normativa nazionale con il comma che dà copertura al disavanzo di
bilancio della sanità siciliana.
L'altra questione sulla quale intendo dare una informazione
corretta concerne le entrate e i trasferimenti che riceveremo
dallo Stato, grazie al governo Prodi, per complessivi 400
milioni di euro in più rispetto a quanto previsto e trasferito
dal governo Berlusconi.
Avrei preferito intaccare le accise e che le risorse venissero
trasferiti ai comuni che sono stati dissestati dalla presenza
degli impianti petroliferi, ma il Governo nazionale ha fatto una
scelta, che personalmente posso non condividere, quella di
coprire il disavanzo sanitario, anche se al comma 833 della
finanziaria nazionale sono stati previsti 60 milioni di euro che
vengono reperiti dalle accise nazionali per interventi di
risanamento nelle aree classificate ad alto rischio ambientale,
di Gela, Milazzo e Siracusa ed anche questi sono stanziamenti che
rientrano nel bilancio della Regione.
Quindi, inviterei il Presidente della Regione di evitare toni
polemici, mi auguro che il Governo Prodi duri cinque anni e
che lei si relazioni con il Governo nazionale con un corretto
rapporto di natura istituzionale senza sollevare polveroni che
possono alimentare scontri istituzionali che non servono né alla
Sicilia né al Governo nazionale.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la mia indole di rivoluzionario è palesemente
riconosciuta da tutti.
Onorevole Speziale può stare tranquillo, se il Governo Prodi
non porrà problemi alla Sicilia, il sottoscritto non farà né il
rivoluzionario né il protestante, però venire a contrabbandare in
questo Parlamento, a parlamentari che conoscono quello che si è
fatto, una soluzione di ripiego ancora non definita, dopo che
artatamente il Governo Prodi aveva posto e causato una questione,
è dire qualcos'altro
Non vi era un problema nel recuperare 250 milioni di
compartecipazione alla spesa sanitaria e le assicuro che non è
successo nessun miracolo, lo ha fatto Prodi artatamente, creando
un problema.
Abbiamo impiegato tre mesi per spiegare che questa era
un'ingiustizia fatta alla Sicilia, ma non all'Emilia Romagna,
perché, onorevole Speziale, se Prodi avesse voluto, così come ha
scelto di caricare una compartecipazione di 250 milioni per anno
alla regione siciliana, aumentando tra l'altro sino a 600
milioni, avrebbe dovuto farlo anche con l'Emilia Romagna, con
la Toscana, le Marche, l'Umbria e invece non l'ha fatto.
Non l'ha fatto a nessuna delle altre regioni italiane, l'ha
fatto solo alla Sicilia e ancora nessuno ci ha spiegato le
motivazioni, adesso lei viene a contrabbandare, in questo
Parlamento, una sorta di benevolenza del Governo Prodi per avere
tentato di porre rimedio dopo tre mesi di protesta.
Tra l'altro, vi sono anche suoi autorevoli parlamentari
rappresentanti del suo schieramento al Senato, compreso la
senatrice Finocchiaro, che si sono impegnati per rimediare ad un
disastro che il presidente Prodi aveva determinato. E lei lo
vuole far passare come un atto di benevolenza nei confronti
della Sicilia
La stessa benevolenza, purtroppo, il Governo Prodi non l'ha
potuta porre - e neanche i parlamentari del suo partito - nei
confronti del centro di ricerche dimezzato nel suo finanziamento.
Addirittura, il centro ricerche di Acireale, mi dispiace anche
per qualche parlamentare del suo partito, è stato cassato E
potrei continuare ancora, onorevole Speziale
Il Governo nazionale ha posto un problema che ora stiamo
tentando di risolvere, dato che la norma, cui si riferisce
l'onorevole Speziale, dispone un aumento delle accise sul
prodotto consumato, non su quello lavorato, che sarebbe stata ben
altra cosa, sino a raggiungere la corrispondente quota per
coprire le risorse sottratte.
La Commissione paritetica dovrà stabilirlo entro il 30 aprile
2007 e poi dovrà seguire una delibera del Consiglio dei Ministri
che farà diventare legge costituzionale il lavoro della
Commissione paritetica.
Non si contrabbandi quello che il governo Prodi non ha dato
Le assicuro che se il prossimo anno il Governo Prodi non
trasferirà queste risorse - e nel prosieguo della discussione
scopriremo che non è avvenuto - il sottoscritto non farà né il
rivoluzionario e neanche il barricadero, starò qui a tentare di
governare questa Terra così come hanno voluto i siciliani,
invece di recarmi a Roma per spiegare ciò che non doveva essere
fatto.
Abbia il buon senso di non umiliare la buona volontà e,
soprattutto, l'intelligenza dei parlamentari e dei siciliani che
hanno capito perfettamente l'azione vessatoria del governo Prodi,
anche se, in certo senso, sta tentando di recuperare - e glielo
riconosco - anche grazie all'intervento di alcuni autorevoli
dirigenti del suo partito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero
sbagliata la scelta fatta dal Presidente Cuffaro di sottolineare
il profilo di una Sicilia vittima delle scelte del Governo
nazionale.
Capisco che, dal punto di vista politico e propagandistico,
questo può essere utile, ma vorrei ricordare al Presidente ed al
Parlamento che questo è un vecchio limite delle classi dirigenti
meridionali che alimentano il vittimismo per sottrarsi a scelte
che siano effettivamente funzionali ad una politica di crescita
economico-sociale.
Credo che l'onorevole Speziale abbia voluto sottolineare che la
polemica sollevata ha trovato una soluzione nel comma che
ricordava anche lei, onorevole Presidente.
Quella soluzione non elimina il problema posto dall'onorevole
Cracolici rispetto alla utilizzazione del patrimonio immobiliare
delle ASL e, soprattutto, non può offuscare il tema del disavanzo
sanitario in Sicilia.
L'assessore Lagalla ha risposto che, dal punto di visto tecnico-
contabile, il problema non si pone e prendo per buona la
considerazione fatta dall'Assessore per la sanità che avrà avuto,
da questo punto di vista, un supporto da parte degli Uffici del
bilancio, ma credo che il problema posto dall'onorevole Cracolici
persista, poiché siamo in presenza di un'operazione di finanza
creativa che ripropone in termini seri il tema di fondo che
questo articolo pone a tutto il Parlamento siciliano.
Siamo in presenza di un disavanzo che, a settembre, gli uffici
della Regione avevano quantificato, per l'anno 2006, a 750
milioni di euro ed era una tendenza ipotizzata al rialzo.
Credo che, nonostante il decreto dell'Assessore Lagalla e
considerato che gran parte delle spese erano state già
autorizzate, avremo un deficit, a consuntivo, stimabile attorno
al miliardo di euro, anche se so che l'assessore si è impegnato a
contenerlo.
Il punto sul quale il Parlamento si dovrebbe interrogare,
rispetto al quale la stessa finanziaria dovrebbe fornire una
risposta, è come si sia determinato questo disavanzo, sopratutto,
il rapporto che c'è fra questo disavanzo - due mila miliardi su
un bilancio della sanità di 16 mila miliardi - e l'offerta
sanitaria che, certamente, è al di sotto non solo delle
aspettative, ma anche dei bisogni dei siciliani.
Ritengo di non dire niente di stravagante se sottolineo che la
percezione dei siciliani circa la sanità è molto negativa e ciò è
evidente se si fa attenzione all'indice di migrazione sanitaria
non solo per patologie gravi, ma anche per patologie meno
significative. Lo dice anche il sentire comune sul funzionamento
delle ASL e di molti presidi sanitari.
Non voglio richiamare, anche se devono essere presenti a tutti,
i numerosi casi di malasanità verificatisi nell'anno trascorso e
la stessa indagine dei Nas, che, secondo me, l'assessore Lagalla
ha liquidato troppo frettolosamente come una ispezione che non
aveva fatto rilevare irregolarità molto gravi, pur comprendendo
l'azione di difesa del suo operato.
Credo che queste circostanze hanno confermato i problemi
esistenti nella sanità siciliana che potrebbero aggravarsi con le
proposte della finanziaria perché non toccano minimamente il tema
degli sprechi nella sanità, di una spesa che cresce a dismisura
senza offrire servizi migliori ai siciliani ed è il nodo posto da
questo articolo, perché si tende a coprire un disavanzo senza
affrontare un piano di rientro, neanche con le misure contenute
nell'articolo 12, al di là della volontà dell'assessore Lagalla e
delle questioni di fondo che hanno determinato e che
determineranno il disavanzo sanitario e nello stesso tempo
un'offerta sanitaria chiaramente insoddisfacente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Essendo
lo stesso assente in Aula, ha facoltà di parlare l'onorevole
Oddo Camillo, iscritto a parlare.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, speravo di sentire
stasera una versione diversa da parte del Presidente della
Regione, sia sotto un profilo finanziario - parlo di respiro
nazionale - e sia sotto un profilo legato alla spesa sanitaria in
Sicilia, rispetto a quanto accaduto in questi mesi circa i
rapporti e le decisioni che sono state assunte nell'ambito della
discussione della finanziaria nazionale relativamente alla
copartecipazione della nostra Regione alla spesa sanitaria,
speravamo in un maggiore equilibrio e in una maggiore espressione
di saggezza politica.
Non dico che ci aspettavamo che l'onorevole Presidente della
Regione si pentisse rispetto a quanto fatto in questi mesi, però
lo pensavamo visto quanto ci aspetta il 30 aprile 2007, quando
nella Commissione paritetica, sostanzialmente, sancirà quanto
già sappiamo perché è noto - e lo sa anche il Presidente della
Regione - quanto sia stata grande la disponibilità e quanta
attenzione c'è stata da parte della deputazione siciliana.
Sollevo, invece, una critica alla deputazione nazionale
siciliana e al ruolo svolto da alcuni deputati del centrodestra,
perché non mi è sembrata molto attenta a svolgere una battaglia
intelligente, spesso perdiamo di vista il merito e lo voglio
tratteggiare in maniera più o meno pedagogica.
La spesa sanitaria in Sicilia ha sforato, per dirla in termini
molto pragmatici e comprensibili, il famoso tetto di cui tanto si
parla e questi tetti sono più comprensibili all'opinione pubblica
e, lasciando perdere come vengono stabiliti tali tetti, mi
chiedo quali siano i motivi.
In un precedente confronto, anche alla presenza del Presidente
della Regione in Commissione, si sosteneva che la Sicilia non era
la sola a sforare il tetto, lo stesso problema era presente anche
nelle regioni governate dal centrosinistra.
Personalmente, non ho fatto una media ponderale rispetto a
quanto è accaduto nelle altre regioni e, quindi, non mi invento
niente, però sottopongo alla vostra attenzione, onorevoli
colleghi, una questione fondamentale che riguarda e caratterizza
negativamente la nostra Regione.
Non ci troviamo dinanzi ad un sistema sanitario efficiente con
un punti di eccellenza diffusi, non dico che non ce ne sono, ma
non sono diffusi capillarmente, e purtroppo non ci troviamo
dinanzi ad una Regione pilota nel settore della sanità.
Quando si parla di questi argomenti, non si può teorizzare con
il senso del mal comune, mezzo gaudio , il problema è che noi
sforiamo con un sistema che presenta deficienze di un certo
livello. Ed è questo il vero punto politico.
Nel contempo, rispetto ai rapporti con Roma, sa bene il
Presidente della Regione che i dati - non li cito, perché sono
stati citati dall'onorevole Speziale e dall'onorevole Cracolici -
confermano una volontà precisa di venire, comunque, incontro alle
difficoltà presenti nella gestione della spesa sanitaria e della
sanità in Sicilia ed è il prodotto finale della discussione della
finanziaria nazionale.
Quindi, onorevole Presidente della Regione, non intendiamo
contrabbandare niente, stiamo sostenendo che i dati, rispetto
anche alla manovra finanziaria in esame, fanno finalmente luce
su quanto accaduto e sulla discussione condotta, più o meno,
con strafalcioni e penso che alla fine il Governo di questa
nazione ha tenuto conto anche dei limiti di come sia stata
governata la spesa in Sicilia e lo sappiamo anche analizzando
quest'articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
ringraziare l'onorevole Presidente Cuffaro per avere messo in
relazione la sua azione politica con la finanziaria del Governo
nazionale, poiché le situazioni della Sicilia e del Paese sono
simili.
Il Governo Berlusconi ha lasciato, come è noto, questo Paese
stremato con parametri macro-economici fondamentali fuori
controllo, circa il 4,5% - sono atti pubblici - e con un
debito pubblico del Paese di un punto e mezzo fuori dal parametro
di Maastricht.
Il Governo Berlusconi aveva firmato un accordo con la Comunità
europea per rientrare entro il 2007 entro i parametri di
Maastricht e la situazione economica del Paese era, praticamente,
allo sbando, più o meno le stesse condizioni in cui si trova la
Sicilia.
L'indebitamento della nostra Regione è altissimo e lei è stato
costretto a vendere gli ospedali, non so cos'altro venderemo,
l'ho già espresso in sede di discussione generale sulla
finanziaria.
E' una condizione simile, ma l'approccio è diverso perché il
Governo nazionale sta provando a rientrare rapidamente da quei
disastri ed approfitta dell'inizio di una legislatura perché si
può osare di più, evitando di guardare costantemente
all'elettorato ed ai risultati elettorali e, quindi, si può
essere più parsimoniosi. E' quello che ha fatto il Governo
nazionale ed è quello che sarebbe necessario per la Sicilia.
Sono stato tra quelli preoccupati che il Governo nazionale
mantenesse il rigore nei confronti della nostra Regione, perché
se avesse mantenuto quell'atteggiamento non avremmo potuto
esitare questa finanziaria, non so come avremmo potuto fare senza
quei 250 milioni e, soprattutto, senza gli altri 180 che il
Governo ha inserito in più rispetto alle finanziarie fatte nei
precedenti governi guidati dall'onorevole Berlusconi nei
confronti della Sicilia.
Avremo più risorse, ma il problema è il modo di utilizzo ed il
rischio è che si perdano nei rivoli degli sprechi ed il settore
della sanità lo ha già dimostrato.
Sarebbe necessaria una linea rigorosa smettendo con queste
politiche di spreco nella sanità e non è detto che quanto verrà
stabilito con la finanziaria sarà la spesa finale perché nessuno
sa come andrà a finire, così come è già accaduto negli altri
anni.
Personalmente, do per scontato che ci possa essere una polemica
politica ed è giusto che lei, che appartiene ad un blocco
politico contrapposto a quello nazionale, abbia una polemica
costante nei confronti del centrosinistra e del Governo nazionale
ed è ragionevole che ci sia anche una rivendicazione
territoriale.
E' giusto che un governatore chieda al Governo nazionale sempre
di più, ciò che non è possibile è che questo si trasformi in
una contrapposizione istituzionale.
Ciò che più mi impressiona, visto che sono alla prima
esperienza in questa Aula, è il clima rissoso che spesso si
vive e l'abbassamento del valore delle istituzioni, e lo trovo
pericoloso.
I cittadini devono sapere che le istituzioni sono importanti,
possono avere contrasti anche forti, contenziosi rumorosi, ma
devono mantenersi nei limiti e nel buon senso, viceversa viene
rimandata l'immagine di istituzioni che si contrappongono
ferocemente, perdendo l'orientamento in una Regione come questa
così complicata e così pericolosa, e non è un bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei
rinunciato volentieri ad intervenire, ma il Presidente della
Regione ha spostato il dibattito sulle questioni di carattere
nazionale e non vuole ammettere che non esiste questo
atteggiamento vessatorio da parte del Governo Prodi nei confronti
della Sicilia.
Tra l'altro, non ricordo che ci fosse da parte sua, onorevole
Presidente, lo stesso atteggiamento nei confronti del Governo
Berlusconi e non sono molto d'accordo con il compagno Cantafia
che giustifica questa rivendicazione da parte del Presidente
della Regione.
Quando si ha una cultura di Governo adeguata, i livelli
istituzionali concorrono per un impegno che riguarda gli
interessi generali e non sempre si contrappongono perché su
quanto deve essere fatto e sui problemi da risolvere, anche
quando il colore politico del Governo è diverso, ciascuno deve
cercare di fare il bene comune. Ecco perché non giustifico le
prese di posizione del Presidente Cuffaro.
Ma voglio fermarmi alle questioni sanitarie, il problema
dell'indebitamento è stato affrontato in sede di discussione
generale sulla finanziaria ed è noto che vi è un deficit di
2.886 milioni di euro nei confronti delle banche e che la Sicilia
è la Regione più indebitata del Meridione.
Non intendo attribuirlo al Presidente Cuffaro, ma è chiaro
che la situazione della Regione non è florida, il deficit
tendenziale della sanità per il 2007 è pari a 1.550 milioni di
euro.
Ammesso che vi siano una serie di risorse, quali quelle
derivanti dall'aumento dell'aliquota fiscale, quali IRPEF e IRAP,
che consentiranno di incassare circa 300 milioni di euro, si
dovrà provvedere ad un ripiano di un disavanzo che ammonta a 796
milioni di euro ed è tantissimo.
Potremmo arrivare a 570 milioni di euro di deficit, ma si
tratta sempre di enormi somme di denaro che dobbiamo realizzare
per contenere una spesa sanitaria che in questi anni ha avuto un
aumento crescente e costante.
Quindi, o siamo in grado di fare una politica sanitaria,
iniziando un progetto di recupero senza penalizzare i servizi
essenziali della sanità pubblica, oppure è inutile attribuire
colpe al Governo Prodi, poiché questo disavanzo è frutto delle
mancate politiche di risanamento del Governo Cuffaro ed è un dato
reale che viene riconosciuto da tutti gli osservatori più
attenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ritornare nel merito delle questioni dell'articolo 13 e leggevo
la settimana scorsa, in un articolo regionale, l'intervista di un
ex assessore al bilancio, deputato di questo Parlamento, che
rimproverava all'opposizione di non essere vigile su alcune
questioni, principalmente sulla cartolarizzazione, quindi sulla
vendita degli immobili.
Questo articolo recitava: un'opposizione troppo disattenta,
non si accorge che nelle altre parti d'Italia e nelle altri parti
d'Europa le cartolarizzazioni, quindi l'ammodernamento e la
vendita degli immobili, sono state fatte tutte con un massimo del
6 per cento, invece, nel bando della Regione siciliana questi
immobili sono stati venduti con l'obbligo di un affitto dell'8,50
per cento, circa almeno il 2,50 per cento in più rispetto a
quello pagato dalle altre regioni e dalle altre parti
nell'Europa .
Non voglio entrare in polemica, ma voglio affrontare il
problema. Nell'articolo 13 esiste, a mio avviso, oltre al
rimprovero dell'opposizione per avere permesso questi affitti
all'8,50 per cento, piuttosto che al 6 per cento, una questione
di tipo tecnico.
Si è prevista, con la legge del 2004, la vendita degli
immobili delle unità sanitarie locali, degli ospedali e così
via, ma non si è previsto a chi graveranno le relative spese di
affitto di questi ospedali.
L'altra questione �� stata posta in Commissione Sanità e
riguarda i fondi dell'articolo 20; il Ministro Bindi aveva
previsto, con la norma 229, che le strutture ospedaliere
potevano essere ammodernate con quelle somme.
Mi chiedo, però, se gli immobili venduti possono rientrare in
quella norma e di chi sono questi immobili rispetto a quella che
è oggi l'attuale proprietà.
Signor Presidente, non mi occupo di grande politica e avrei
evitato in questa sede di affrontare il problema dello scontro a
livello nazionale, anche perché vi è una dispersione delle vere
motivazioni.
Mi chiedo, però, rispetto ai 250 milioni, quanto incideranno
in più nella spesa sanitaria di questa Regione le nuove
strutture che sono da accreditare, uscite in Gazzetta Ufficiale
anche con la verifica, rispetto a quelle che erano state
previste; perché in un periodo di divieto sono stati consentiti
alcuni accreditamenti, laddove la norma ne vietava
l'accreditamento
Quando con la legge finanziaria Tremonti furono stanziati 980
milioni, quell'articolo, simultaneamente, aveva costretto la
Regione a non poter prendere quelle somme perché doveva pagare
altre incombenze che lo Stato pagava per conto della Regione;
quei 980 milioni sbandierati in tutti i giornali come un grande
successo del governo regionale sono rimasti sulla carta e, oggi,
ne piangiamo le conseguenze.
Onorevole Presidente, la inviterei ad una politica di rigore
che non può essere la politica del continuo annuncio perché così
facendo non metteremo in riga la Sicilia con quelli che sono i
dettati delle leggi finanziarie nazionali di Tremonti, di
Berlusconi, oggi di Prodi e di quelli che sono gli indirizzi in
politica economica e sanitaria.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
oltre che per l'importanza dell'articolo 13 in questione anche
per il tipo di discussione in atto.
Sento di dare ragione al Presidente Cuffaro, non somiglia né ad
un rivoluzionario né ad un Masaniello, il tentativo o il tentarci
rappresenta semmai una sorta di caricatura della realtà, lo dico
simpaticamente.
Non credo, però, onorevole Presidente, cheProdi in questi pochi
mesi, con tutta la buona volontà, possa avere fatto il danno che
ha fatto il Governo Berlusconi per il Mezzogiorno e per la
Sicilia nei cinque anni precedenti Ma lo vedremo nei prossimi
mesi.
CUFFARO, presidente della Regione. Intanto, ha fatto la base
NATO
ZAPPULLA. Quando il Presidente della Regione rivendica maggiori
risorse allo Stato centrale, credo - come sosteneva giustamente
il collega onorevole Cantafia - che faccia il proprio dovere, non
mi scandalizza quando fa le sue rivendicazione anche con forza,
indipendentemente dal colore politico del Governo nazionale, ma
credo che assolva esattamente al proprio dovere, non lo fa,
invece, quando utilizza questo genere di polemica per nascondere
le proprie responsabilità.
Probabilmente la Sicilia riceverà maggiori risorse dallo Stato,
sia in termini economici che in termini di incentivi, ma,
personalmente, sono fra quelli che aspetta le leggi sullo
sviluppo della Sicilia e che sono pronti a dare atto se le scelte
saranno importanti, ma anche a criticare se saremo in presenza di
involucri vuoti.
Devo dire al Presidente Cuffaro, però, che mi ha profondamente
deluso su un punto.
Perché dopo aver conclamato i guasti e i danni prodotti da un
certo modo di fare industria in Sicilia, in particolar modo dalle
raffinerie, alla fine non ha concluso circa il recupero delle
accise per eventuali nuovi tributi, cioè l'utilizzo di quelle
entrate nei territori in cui si sono determinati questi guasti,
rilanciando il piano di disinquinamento ambientale, di
risanamento ambientale e non per coprire i buchi della sanità.
Premesso tutto ciò, pur essendoci punti di eccellenza della
sanità, non c'è dubbio che i Siciliani pagano di più per i
disservizi in tale settore.
Mi aspettavo più coraggio nel ridurre le convenzioni con i
privati, nel razionalizzare la spesa farmaceutica e dell'intero
sistema sanitario.
Siamo davvero messi male se per sanare il bilancio della sanità
si deve far riferimento al petrolio, alle accise ed alle
raffinerie
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento si limitava al merito dell'articolo 13.
Il Presidente della Regione ha utilizzato l'articolo 13 ancora
una volta pensando che il Parlamento sia un palchetto dove fare i
comizi, però, dovrebbe ricordare, visto che è stato in
Commissione bilancio, che la campagna elettorale è finita.
Onorevole Presidente, capisco che lei nel continuare a ribadire
la promessa che si dimette, già pensa di essere in campagna
elettorale e non so per quale istituzione...
CUFFARO, presidente della Regione. Per il Parlamento mondiale
CRACOLICI. Però, vorrei ricordarle che lei, in Commissione
Bilancio, ha preso atto che la finanziaria nazionale prevedeva
146 milioni di euro di maggiori entrate per la Regione.
CUFFARO, presidente della Regione. Sono le nostre entrate che
aumentano, no la finanziaria nazionale.
CRACOLICI. Vede onorevole Presidente, sono colpito del fatto
che non ricorda gran parte delle norme che lei sostiene.
CUFFARO, presidente della Regione. Non vedo perché le cose che
non sono vere le fate diventare tali
CRACOLICI. Onorevole Presidente, non vorrei che lei faccia oggi
quanto ha fatto ieri
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è un colloquio tra lei e
il Presidente della Regione. Lei sta parlando all'Assemblea, la
prego di continuare.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che il Presidente
della Regione, così come ieri si è inventato il centralone per
rispondere ad una grande questione politica del dibattito di
questo Parlamento, oggi si inventi il centralino, nel senso che
fa diventare una notizia una ennesima non notizia.
La favoletta che la legge finanziaria nazionale ha creato danni
alla Sicilia è stata smentita dal Governo regionale atteso che lo
stesso, con questa finanziaria, ha potuto attuare tre operazioni.
Innanzitutto, ha iscritto 147 milioni di euro nel bilancio
della Regione; successivamente, dopo avere contestato il Ministro
Schioppa, ha iscritto 280 milioni di euro di maggiori entrate
provenienti dalla maggiorazione IRPEF e IRAP; infine, con questa
norma, iscrive, seppure con una partita a costo zero, 180
milioni di euro in più di entrate e di uscite perché a
compensazione del maggiore contributo che la Regione dovrà al
Fondo sanitario nazionale, la Sicilia riceverà dallo Stato in
maniera simmetrica - e sulla simmetria c'è una grande
letteratura, come ricorderà il Presidente della Regione e il
maestro della simmetria si chiamava Tremonti - un eguale importo
tale da compensare il maggiore onere dovuto al Fondo sanitario
nazionale.
Il Presidente Cuffaro ha contestato al Governo Prodi
un'operazione di 607 milioni di euro e poi discuteremo sul patto
di stabilità che il Governo non ha sottoscritto con il Governo
nazionale.
CUFFARO, presidente della Regione. Allora ho fatto bene a
protestare
CRACOLICI. Non so se ha fatto bene, però dimostra che ancora
una volta lei sceglie la propaganda, mentre gli altri si occupano
di costruire i risultati
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 13.1 è stato ritirato.
Onorevole Presidente, l'emendamento 13.2 necessita di copertura
finanziaria.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
tecnicamente è così, se può servire all'onorevole Gucciardi, il
Governo si assume l'impegno davanti al Parlamento che una quota
di queste risorse saranno utilizzate per l'edilizia sanitaria.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.
«Articolo 14
Restituzione assegnazioni e finanziamento maggiore spesa
sanitaria
1. Le assegnazioni per il finanziamento del maggiore fabbisogno
del sistema sanitario regionale per l'anno 2005 autorizzate
dall'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19, pari a 645.276 migliaia di euro, nell'esercizio
finanziario 2007, sono restituite alla Regione dai soggetti
beneficiari.
2. Le entrate di cui al comma 1 sono destinate al finanziamento
degli interventi di cui alla Tabella M' allegata alla presente
legge.
3. Il gettito derivante dall'applicazione delle disposizioni
previste dall'articolo 1, comma 277, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, è destinato nell'esercizio finanziario 2007 al
finanziamento della maggiore spesa sanitaria regionale 2005.
4. Per il finanziamento della maggiore spesa sanitaria
derivante dall'attuazione del comma 1, al netto dell'importo di
cui al comma 3, è autorizzato, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2007, il limite di impegno decennale di 35.800
migliaia di euro annui.
5. Alla copertura della spesa di cui al comma 4, è destinata
una quota di pari importo del gettito derivante dalle tasse
automobilistiche di spettanza regionale.
6. Le somme accertate a chiusura dell'esercizio finanziario
2006 relative al gettito dell'addizionale all'imposta sul reddito
delle persone fisiche e dell'imposta regionale sulle attività
produttive, al netto di quelle destinate al finanziamento del
Fondo sanitario nazionale 2006 di cui alla delibera CIPE del 17
novembre 2006, sono iscritte, nell'esercizio finanziario 2007, in
un apposito Fondo, a destinazione vincolata, per essere destinate
alle regolazioni contabili di cui all'articolo 39, comma 1, del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ed al finanziamento
previsto dal comma 3 del presente articolo.
7. Con decreto del Ragioniere generale della Regione si
provvede ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio».
Dichiaro aperta la discussione generale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quest'articolo non possa trovare applicazione poiché lo stesso
sostiene che le assegnazioni per il finanziamento a maggior
fabbisogno del sistema sanitario regionale per l'anno 2005 sono
restituite dai soggetti beneficiari alla Regione.
Queste entrate vengono destinate alla Tabella M e significa che
queste somme erano già state destinate alle aziende sanitarie
locali e ora devono essere restituite alla Regione per finanziare
la tabella.
Questo è un marchingegno che, di fatto, mette in crisi anche il
sistema delle aziende sanitarie locali che, chiaramente, non
possono chiudere i bilanci perché sono somme di cui le aziende
hanno già beneficiato e che oggi vengono sottratte.
Credo che debba esserci un limite negli artifici contabili,
gradirei, quindi, avere alcuni chiarimenti a tal proposito.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Designazioni dei sindaci degli enti del settore Sanità
1. Le disposizioni dell'articolo 47, comma 3, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, si applicano anche per i
sindaci delle Aziende ospedaliere, dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale per la Sicilia, del Centro per la formazione
permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario
(CEFPAS) e dei Policlinici universitari della Sicilia».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.
«Articolo 16
Assegnazioni in favore degli enti locali per il triennio 2007-
2009
1. Nelle more della definizione della compartecipazione dei
comuni al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
riscosse nel territorio della Regione, da attuare ai sensi dei
commi da 189 a 193 dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, per il triennio 2007-2009, le assegnazioni annuali in
favore dei comuni, per lo svolgimento delle funzioni
amministrative conferite in base alla legislazione vigente ed a
titolo di sostegno allo sviluppo, sono quantificate nella misura
stabilita dall'articolo 8, comma 1, della legge regionale 30
gennaio 2006, n. 1, da iscrivere in una o più soluzioni, e sono
destinate, per i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti, ad esclusione dei comuni delle isole minori, per una
quota non inferiore al 7 per cento con obbligo di incremento
annuale della stessa di almeno lo 0,5 per cento o nella maggiore
misura che sarà deliberata nella Conferenza Regione-Autonomie
locali, a spese di investimento.
2. Per l'attuazione dei commi da 189 a 192 dell'articolo 1,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è istituito un apposito
tavolo di concertazione composta dalla Segreteria generale del
Dipartimento regionale della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali, dal Dipartimento delle finanze e credito,
dalla Ragioneria generale della Regione e dall'ANCI Sicilia.
3. La ripartizione delle risorse di cui al comma 1 è effettuata
ai sensi del comma 1, dell'articolo 76, della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, e del comma 17, dell'articolo 21, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e successive modifiche ed
integrazioni.
4. L'iscrizione in bilancio e la relativa erogazione, al netto
delle quote destinate a spese di investimento e di quella
derivante dall'applicazione del comma 17, dell'articolo 21, della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è effettuata tenendo
conto delle disposizioni previste dall'articolo 18 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15».
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-emendamento A.844 a firma del Governo:
«All'articolo 13 è aggiunto il seguente comma:
Al fine di consentire il reinserimento lavorativo ed il
recupero sociale di soggetti a rischio, l'Assessorato regionale
della Famiglia, delle Politiche sociali e delle autonomie
locali è autorizzato a concedere, per l'esercizio finanziario
2007, a valere sulle risorse di cui al comma 1, un contributo
straordinario di 2.000 migliaia di euro per l'attuazione di
misure finalizzate all'emergenza occupazionale a sostegno dei
soggetti manifestamente indigenti ed ex carcerati ».
-emendamento A.775 a firma degli onorevoli Laccoto e Tumino:
«Il comma 17 dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre
2005, numero 19 è abrogato»;
-emendamento A.11 a firma dell'onorevole Ardizzone:
«A decorrere dal 2007, per i Comuni con meno di 5.000 abitanti,
le assegnazioni per lo svolgimento delle funzioni amministrative
conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di
sostegno allo sviluppo, sono erogate, in deroga alle prescrizioni
di cui all'articolo 18 della legge regionale numero 15 del 5
novembre 2004 in quattro trimestralità anticipate.
L'erogazione della prima trimestralità è effettuata entro il 31
gennaio dell'anno di riferimento».
-emendamento A.235 a firma dell'onorevole Sanzarello:
«A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, per i
comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, le
assegnazioni per lo svolgimento delle funzioni amministrative
conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di
sostegno allo sviluppo, sono erogate, in deroga alle prescrizioni
di cui all'articolo 18 della legge regionale del 5 novembre 2004,
numero 15, in quattro trimestralità anticipate. L'erogazione
della prima trimestralità è effettuata entro il 31 gennaio
dell'anno di riferimento».
Si passa all'emendamento A.844.
CUFFARO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.775.
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento condiviso dall'Assessore per la famiglia ed in sede
di variazione di bilancio è stato istituito un Fondo di rotazione
di circa 50 milioni di euro per gli ATO prelevando le somme dal
Fondo delle autonomie locali.
Credo che questa sia stata una svista perché così facendo si
mettono in crisi gli stessi comuni i quali sono costretti, come
soci degli ATO, a pagare i debiti di tutti gli ATO e devono
rispondere in solido.
Chiediamo l'abrogazione perché i Fondi di rotazione non devono
gravare sul Fondo delle autonomie locali, bensì sull'Agenzia dei
rifiuti all'uopo determinata, senza così gravare sugli enti
locali.
L'effetto di questo articolo è stato che i comuni superiori a 5
mila abitanti - nella fascia fra i 5 mila e i 10 mila abitanti -
hanno avuto, alla fine dell'anno, circa il 15-20 per cento in
meno delle somme assegnate nell'anno 2005.
Credo vi sia una volontà generale delle diverse forze politiche
di abrogare questa norma e, invece, nell'emendamento Gov.2 si
intendono togliere questi ATO e lasciare in piedi la norma che,
di fatto, penalizza ancora gli enti locali a favore dei privati.
Gli unici a beneficiare di questi ATO sono, infatti, i privati
che hanno avuto assegnati i servizi attraverso gare e non con
norme legislative, servizi che, alla fine, sono disservizi, con
il relativo aumento delle tariffe che i cittadini, ancora oggi,
pagano, mettendo i comuni nelle condizioni del dissesto
finanziario.
Su questo chiedo il voto segreto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sia necessario accantonare l'articolo 16, in quanto vorrei
ricordare che questo articolo fa riferimento ad una copertura
contabile che non risulta compatibile con la copertura prevista
dalla Tabella, nel senso che la previsione di copertura
finanziaria per l'anno 2007, relativa ai comuni, approvata dal
Governo anche con successiva nota di variazione, manteneva un
trasferimento ridotto del 10 per cento agli enti locali.
Successivamente, il Governo, in sede di Commissione, ha
proposto - anche su nostra iniziativa - un emendamento che
cancellava la riduzione del 10 per cento, mantenendo per l'anno
2007 la quota di trasferimenti già effettuata nel corso del 2006,
salvo che lasciare la copertura finanziaria prevista nella
prima approvazione, cioè il trasferimento ridotto del 10 per
cento rispetto all'anno precedente.
Quindi, la norma non essendo coerente con la previsione
finanziaria, determina una scopertura nella previsione di
bilancio 2007 con il rischio di una impugnativa da parte del
Commissario dello Stato perché viola le norme sulla contabilità.
Non vorrei che questa vicenda venisse sottovalutata, così come
accaduto per il Fondo sanitario nazionale che, per dare copertura
ad altri capitoli del bilancio, era stato ridotto del nove per
cento rispetto all'anno precedente, malgrado vi sia un obbligo di
legge.
Infatti nel Fondo sanitario nazionale, la quota di
compartecipazione della Regione è il 42,5 per cento, a
legislazione vigente, e con la nota di variazione è stato ridotto
al 36 per cento, adesso, con la finanziaria si vuole prevedere
una quota di assegnazione ai comuni inferiore a quella prevista
dalla legge.
Quindi, signor Presidente, credo che questa norma non può
essere votata, c'è l'esigenza che il Governo dia copertura
finanziaria alla intera quota di trasferimenti dovuta agli enti
locali perché da questa norma mancano oltre cento milioni di
euro, appunto la quota del 10 per cento in più, non rispetto
all'anno precedente, ma rispetto alla finanziaria approvata dalla
Giunta che con l'articolo 16 prevediamo di riconoscere.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
mettere in votazione questo emendamento, vorrei esprimere una
valutazione di opportunità che, spero, possa essere condivisa
dalla Presidenza e dal Governo.
L'emendamento è agganciabile ad una parte del contenuto del
cosiddetto maxiemendamento del Governo che prevede una
riorganizzazione degli ATO, quindi, lo si potrebbe trasferire
come subemendamento di quell'emendamento e parlarne
successivamente, anziché porlo in votazione adesso, se i
firmatari sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Cristaldi, la sua è una proposta seria,
ma il comma 3 parla di ripartizione e non sarà più possibile
esaminare la ripartizione del fondo, quindi non è possibile
accettare la sua proposta.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
(389/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.775. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
LACCOTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Borsellino, Cantafia, Cracolici, Culicchia, Di
Benedetto, Di Guardo, Galletti, Lombado, Termine, Villari,
Vitrano e Zago si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.775
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A775.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Ardizzone,
Ballistreri, Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cintola, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Fagone, Falzone, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso,
Gianni, Granata, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Leanza Nicola,
Limoli, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Oddo,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto,
Ruggirello, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine,
Terrana, Tumino, Turano, Vicari, Villari, Vitrano, Zago,
Zangara, Zappulla.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 30
Contrari 38
(L'Assemblea non approva)
Comunico che gli emendamenti A.235 e A.11, di identico
contenuto, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante.
LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che
l'anno scorso, in sede di approvazione della Finanziaria, dissi
che mancavano le risorse per gli enti locali.
Siamo arrivati a fine anno e non è stato possibile pagare la
terza trimestralità perché mancavano 400 milioni di Euro.
Mi meraviglia, quindi, il voto contrario del Governo al mio
emendamento che ha creato e crea un problema per gli enti locali
anche perché l'Assessore per la Famiglia in una riunione con i
Sindaci, in tutte le province, si era dichiarato favorevole alla
soppressione di questo Fondo di rotazione.
Per tali motivi, ritengo che l'articolo non possa essere
votato se non dando copertura a quel 10 per cento che,
giustamente, è stato chiesto in Commissione quale incremento del
Fondo per le autonomie locali rispetto a quello che aveva
previsto il Governo e ritengo indispensabile una riflessione su
questo articolo e non votarlo in questa seduta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17.
Assegnazioni in favore delle province regionali
1. Per il triennio 2007-2009, le assegnazioni annuali in favore
delle province, per lo svolgimento delle funzioni amministrative
conferite in base alla legislazione vigente ed a titolo di
sostegno allo sviluppo, sono determinate in 65.000 migliaia di
euro e sono destinate, per una quota non inferiore al 7 per cento
con obbligo di incremento annuale della stessa di almeno lo 0,5
per cento o nella maggiore misura che sarà deliberata nella
Conferenza Regione-Autonomie locali, a spese di investimento.
2. La ripartizione delle risorse di cui al comma 1 è
effettuata, ai sensi dell'articolo 76, comma 1, della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, tenendo anche conto del gettito
sull'imposta sulle assicurazioni di cui all'articolo 10 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, riscosso negli esercizi
precedenti».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Orto botanico di Palermo
1. Al comma 2 dell'articolo 101 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
soppresse le parole ed all'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze'.
2. Al contributo di cui all'articolo 101 della legge regionale
1 settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni
continuano ad applicarsi le disposizioni dell'articolo 23 della
legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23 e successive modifiche ed
integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Trasporto pubblico locale
1. Per le finalità di cui all'articolo 27 della legge regionale
22 dicembre 2005, n.19, a partire dall'anno 2007, al relativo
onere si provvede ai sensi dell'articolo 3, lettera g), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni. (U.P.B. 12.3.1.1.2 - capitolo 476521)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo desidera ringraziare i parlamentari per il
lavoro svolto nell'esame del disegno di legge sul bilancio -
praticamente già approvato - e della Finanziaria da parte di
tutto il Parlamento, sia maggioranza che opposizione.
Sono ben felice di riprendere i lavori nella giornata di
lunedì, anche nel primo pomeriggio piuttosto che di mattina,
chiedendo, ai parlamentari tutti, di essere puntuali in maniera
tale che non sia necessaria l'approvazione, se non in via
tecnica, dell'esercizio provvisorio e che si possano pagare
regolarmente gli stipendi, soprattutto quelli dei dipendenti
regionali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì
22 gennaio 2007, alle ore 16.00, con il seguente ordine dei
giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I -Comunicazioni.
II -Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'esercizio finanziario 2007 (doc. n. 130).
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
(nn. 390-458/A) (Seguito);
2) Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 (n.
389/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 19.02
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.20
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli