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Resoconto d'Aula della Seduta n. 41 di sabato 20 gennaio 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.    Onorevoli  colleghi,  la  lettura  dei   processi
  verbali delle sedute precedenti avverrà nelle successive sedute.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.
   Invito  pertanto  i  deputati  a munirsi  tempestivamente  della
  tessera personale di voto.
   Ricordo  che  anche la richiesta di verifica del numero  legale,
  ovvero  richieste di votazione per scrutinio nominale  o  segreto
  verranno effettuate mediante procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera  d)
  e   153   del   Regolamento  interno,  della   mozione   n.   150
   Inquadramento dei giornalisti precari degli Uffici Stampa  delle
  pubbliche  amministrazioni siciliane   a  firma  degli  onorevoli
  Caputo ed altri.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   a   dieci   anni   dall'emanazione  della  normativa   regionale
  specifica  ed  a  sei  anni  da quella  nazionale,  le  pubbliche
  Amministrazioni siciliane sono, nella quasi totalità,  del  tutto
  inadempienti nei confronti dei giornalisti impegnati negli Uffici
  Stampa;

   in  moltissimi casi i giornalisti impegnati quali addetti stampa
  presso   le   pubbliche  Amministrazioni  oltre  a   non   godere
  dell'applicazione   del  Contratto  nazionale   di   lavoro   dei
  giornalisti,  a  fronte di rapporti di consulenza  rinnovati  nel
  tempo,   non   usufruiscono   della   contribuzione   I.N.P.G.I.,
  espressamente prevista da una circolare del Ministero del  Lavoro
  del 2001;

   a  partire  dalla primavera 2007 molte Amministrazioni  andranno
  in  scadenza con il rischio che i giornalisti precari,  impegnati
  negli Uffici Stampa, si trasformino in altrettanti disoccupati,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  adoperarsi, prioritariamente ed unitariamente,  affinché  in
  applicazione  del comma 1 dell'art. 127 della legge regionale  26
  marzo   2002,  n.  2,  l'inquadramento  giuridico,  normativo   e
  retributivo,  del  personale giornalistico  di  cui  al  comma  2
  dell'art.  9  della  Legge 7 giugno 2000,  n.  50,  in  tutte  le
  Amministrazioni pubbliche - Province regionali, Comuni  capoluogo
  o  con popolazione superiore ai diecimila abitanti o inferiore se
  tra  loro  consorziati,  enti pubblici  regionali,  territoriali,
  economici,  strumentali, controllati e/o vigilati dalla  Regione,
  enti   locali  dotati  di  personalità  giuridica  pubblica   con
  autonomia   tecnica,  gestionale,  amministrativa  e   contabile,
  Aziende  sanitarie ed ospedaliere - si conformi in via  esclusiva
  nell'osservanza  del  CNLG  FIEG-FNSI nella  sua  interezza,  nel
  rispetto della Legge l 3 febbraio 1963, n.69;

   a  formulare un provvedimento legislativo, urgente e  condiviso,
  che porti al riconoscimento dei diritti acquisiti dai giornalisti
  precari  degli  Uffici  Stampa  delle  pubbliche  Amministrazioni
  siciliane,  con  il loro definitivo inquadramento,  nel  rispetto
  delle  normative  specifiche regionali e nazionali  e  del  CNLG,
  all'interno  delle  dotazioni organiche  delle  stesse  pubbliche
  Amministrazioni;

   all'applicazione  di quanto espressamente previsto  dalla  legge
  regionale  n.33 del 1996 e successive modifiche ed  integrazioni,
  in tema di concorsi pubblici per gli Uffici Stampa, e cioè che la
  copertura  delle  dotazioni organiche negli Uffici  Stampa  delle
  pubbliche  Amministrazioni siciliane, non statali, si svolge  per
  selezioni  professionali  pubbliche per  titoli,  sulla  base  di
  criteri  e  valutazioni esclusivamente derivanti  dalla  Legge  3
  febbraio 1963, n. 69 e dal CNLG FNSI-FIEG edizione 2001-2005;

   a  definire  un'intesa formale in base alla  quale  ultimato  il
  riassorbimento  del  precariato nelle  pubbliche  Amministrazioni
  siciliane  e  nelle more dell'avvio delle procedure  concorsuali,
  venga fatto espresso divieto a tutte le pubbliche Amministrazioni
  siciliane,  non statali, di costituire, con giornalisti  iscritti
  all'Ordine  professionale, nuovi e generici  rapporti  di  lavoro
  sotto   forma   di  collaborazione  coordinata  e   continuativa,
  consulenze  e/o capitolati d'incarico o quant'altro  estraneo  al
  CNLG.  In  quest'ottica vanno considerati totalmente confliggenti
  con le norme deontologiche gli incarichi assunti esplicitamente a
  titolo  gratuito.  Nelle more dell'adeguamento  dei  rapporti  di
  lavoro sulla base del CNLG e della conclusione delle procedure di
  stabilizzazione,  1'Assostampa dovrà  svolgere  ampia  azione  di
  vigilanza affinché le Amministrazioni continuino ad avvalersi del
  personale giornalistico attualmente in servizio». (150)

   Avverto che la data di determinazione della discussione di  tale
  mozione  è  demandata, secondo consuetudine, alla Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Onorevoli  colleghi, il III punto dell'ordine del  giorno  viene
  rinviato.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito  della  discussione del disegno di legge    Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2007'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno
   Discussione dei disegni di legge  Bilancio di previsione per  la
  Regione siciliana per l'anno finanzio 2007 e bilancio pluriennale
  per  il  triennio  2007 -2009' e   Disposizioni programmatiche  e
  finanziarie per l'anno 2007' .
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta di  ieri  è  stata
  chiusa la discussione generale sul disegno di legge  Disposizioni
  programmatiche  e finanziarie per l'anno 2007   e  si  è  passati
  all'esame degli articoli.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono le  13.30
  e  stiamo appena iniziando, malgrado ieri sera, ancora una volta,
  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  sia  stata
  sostenuta la tesi che si poteva lavorare, già a partire da questa
  notte, ad oltranza.
   Si  dimostra invece che non si procede ad oltranza e che non  si
  riesce  a  procedere  poiché vi sono problemi  all'interno  della
  maggioranza.
   Vorrei  porre una questione alla Presidenza. Prima di  procedere
  a  qualunque  articolato,  desidero  che  tutti  gli  emendamenti
  depositati  entro  le  ore 12.00, compresi  quelli  alle  tabelle
  allegate  alla  finanziaria, che costituiscono  parte  integrante
  della  finanziari stessa, vengano messi a disposizione  di  tutti
  noi.  La  finanziaria comprende le tabelle. Dico ciò perché,  per
  avere   una   visione   globale  del  procedimento   da   seguire
  nell'elaborato  del  testo  della finanziaria,  occorre  prendere
  visione di tutti gli emendamenti.
   Alcuni  emendamenti  non sono stati distribuiti  ai  deputati  e
  pertanto chiedo che l'Aula venga messa in condizione di sapere di
  che  cosa  dovremmo  discutere, non quando si arriva  al  momento
  della  relativa  trattazione, ma prima. Dobbiamo sapere  di  cosa
  dobbiamo cosa discutere.
   Malgrado  i buoni propositi di lavorare speditamente,  rischiamo
  continuamente   di  fare  il  passo del  gambero.  Non  si  vuole
  accettare  il buon senso che non c'entra nulla con la logica  del
  braccio di ferro politico, è solo buon senso.
   Bisogna  seguire  la  migliore  organizzazione  del  lavoro  che
  consenta a tutti noi di procedere speditamente ed entro i  tempi,
  attraverso  un esame approfondito ed il più possibile  condiviso,
  all'approvazione  della finanziaria.
   In  ogni  caso,  chiedo che la Presidenza, prima  di  procedere,
  metta  i  deputati  nelle  condizioni  di  conoscere  tutti   gli
  emendamenti  che sono stati presentati al testo ed alle  tabelle;
  lo ribadisco.

   ANTINORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stanotte,  alla
  conclusione della prima maratona, il Presidente dell'Assemblea ci
  aveva  spiegato che il  malloppo  degli emendamenti che era stato
  distribuito  era  il   malloppo   degli  emendamenti   dichiarati
  ammissibili.
   Ha  spiegato,  inoltre, che forse vi erano state  delle  sviste,
  degli errori, dei momenti di valutazione e aveva raccomandato  ai
  deputati  di  verificare, ognuno per la  propria  parte,  se  gli
  emendamenti  presentati entro le ore 12.00 del giorno  precedente
  fossero  contenuti  o  meno, e ove non fossero  contenuti  capire
  perché non lo erano.
   Per  quanto  mi  riguarda - lo hanno detto anche altri  deputati
  nel  corso  di  questa mattinata - non mi sono  ritrovato  alcuni
  emendamenti    che   potrebbero   avere   il   carattere    della
  proponibilità.
   Considerato    che   ne   ho   visionati   altri   assolutamente
  sovrapponibili, similari, pressoché simili, vorrei chiedere  alla
  Presidenza chiarimenti in merito all'ordine da seguire. Dico  ciò
  per  avere  chiarezza sulla prosecuzione dei lavori, per  evitare
  cioè  che,  nelle  ore notturne tra sabato  e  domenica,  si  sia
  costretti  ad  accelerare  i lavori con  la  conseguenza  di  non
  raccapezzarsi più rispetto all'atteggiamento da tenere.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  è  la  prima
  volta  che  accade  un fatto simile. In passato,  vi  sono  state
  sedute  nelle  quali sono stati esaminati non 800 emendamenti  ma
  2000 e tutti i deputati hanno avuto contezza di tutta la manovra.
   E'  preoccupante pensare che le tabelle arrivano con  ritardo  e
  che  altri articoli vengono in qualche modo ancora esaminati. Non
  vorrei che vi fossero delle compensazioni.
   Si  deve  agire  alla  luce  del sole  sapendo  quali  sono  gli
  emendamenti.
   Ho  presentato degli emendamenti alla tabella e non so che  fine
  abbiano  fatto. Prima di cominciare la trattazione  dell'articolo
  1, vorrei sapere che fine hanno fatto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oltre   ad
  associarmi   a  quanto  detto  dal  Presidente  del  mio   Gruppo
  parlamentare,  onorevole Barbagallo, vorrei  far  notare  che  la
  dignità   di   ogni  parlamentare,  nella  sua  funzione,   viene
  mortificata continuamente.
   Nel  corso della nottata, abbiamo atteso pazientemente il quinto
  foglio - quello mancante - di un emendamento del Governo, il  Gov
  2 e lo abbiamo fatto con senso di responsabilità per un'ora.
   Si   insiste  nel  voler  continuare  senza  che  vi  siano   le
  condizioni  minime.  Sulla vicenda di questi  emendamenti  -  che
  siano  ammissibili  o  no  - non vi è più  chiarezza   e  non  ci
  rendiamo  più  conto di ciò che stiamo facendo;  addirittura,  vi
  sono emendamenti che rinnovano totalmente leggi di settore.
   Nei  maxiemendamenti  Gov 1 e Gov 2, vi sono  delle  rivoluzioni
  legislative che non hanno niente a che vedere con la finanziaria.
   Si   ha   la   fretta   di   andare  avanti   su   provvedimenti
  importantissimi per la Regione siciliana che non  possono  essere
  esaminati se non si ha fino in fondo la consapevolezza di  quello
  che stiamo facendo.
   Ritengo  che,  così facendo, si stia lavorando male  e  ciò  non
  serve nemmeno al Governo.
   Non  credo  che vi siano oggi le condizioni - almeno  in  questo
   momento   -  per  potere  andare  avanti.   Lo  dicevano   prima
   l'onorevole Barbagallo e l'onorevole Cracolici.
   Di cosa stiamo parlando?
   Di quale finanziaria?
   Quali sono gli emendamenti?
   Quali i provvedimenti che si stanno portando avanti?
   Penso   che  volere  insistere,  anche  per  una  questione   di
  principio,  su   esercizio provvisorio sì, esercizio  provvisorio
  no ,  sia   un fatto eclatante perché si stanno approvando  delle
  norme  che  stanno  fuori  dalle normali regole.  Si  stravolgono
  totalmente  delle leggi con degli emendamenti  senza  sapere  che
  quello che si propone è ancora peggio della legge precedente
   Ricordo  a  tutti  i  deputati,  sia  di  maggioranza   che   di
  minoranza, che non facendo ostruzionismo noi questa notte abbiamo
  dimostrato senso di responsabilità. Stiamo chiedendo che, ad ogni
  parlamentare,  sia  concessa la possibilità  di  capire  di  cosa
  stiamo parlando. C'è un momento parlamentare fondamentale  che  è
  quello  dell'approvazione  della  finanziaria.  Ritengo  che,  in
  questo  momento,  con una forzatura, si voglia togliere  ad  ogni
  parlamentare la possibilità di esprimere il parere su materie  di
  competenza  di questo Parlamento. Se è questo il fine,  diciamolo
  pure  e  continuiamo in queste condizioni;  tanto vale  affermare
  che  si tratta della mortificazione dell'esercizio della funzione
  di parlamentare.
   Non  vogliamo  fare ostruzionismo e lo abbiamo  dimostrato  ieri
  sera; dobbiamo però avere contezza di ciò che si discute.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questa
  notte  è  stato raggiunto un accordo, ritengo di natura politica,
  che  ha  mostrato  un'opposizione dotata di un  grande  senso  di
  responsabilità, rispondente ai doveri istituzionali che riteniamo
  si  debbano  esercitare in questo momento così grave e complicato
  della istituzione parlamentare in questa Regione.
   Si  era  convenuto  che  questa mattina si procedesse  all'esame
  dell'articolato,  degli emendamenti ritenuti  ammissibili,  delle
  tabelle;  insomma,  del corpus organico della legge  finanziaria.
  Siamo qui, invece, con notevole ritardo, con un nulla di fatto.
   Signor  Presidente,  mi rivolgo a lei, visto  che  si  è  svolto
  l'incontro  tra  l'Ufficio  di Presidenza  e  la  Conferenza  dei
  Capigruppo,   per  sapere se quell'accordo, dal  punto  di  vista
  politico, dal punto di vista istituzionale, è da ritenersi ancora
  valido, oppure se è stato messo in mora. La conseguenza sarà  che
  l'opposizione valuterà, autonomamente, le iniziative politiche da
  assumere.

   DINA. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza  dei
  Capigruppo di ieri sera ha tracciato un percorso che ha già avuto
  un  momento  di concretezza con la presentazione da  parte  della
  Presidenza degli emendamenti ammissibili, nonché dell'emendamento
  di riscrittura da parte del Governo.
   Partiamo  da  questo punto. Ci sono gli emendamenti in Aula,  il
  maxiemendamento del Governo e c'era, invece, qualche  perplessità
  annunciata  dalla  Presidenza per capire se  vi  erano  ulteriori
  emendamenti  che potevano essere resi ammissibili e,  quindi,  si
  procedeva,  nella  notte, ad uno studio per  capire  se  potevano
  arrivare in Aula come proponibili o ammissibili.
   Se  questo lavoro è stato fatto, partiamo da questo. Intanto,  a
  nome  del  mio  Gruppo - UDC - annuncio il ritiro  di  tutti  gli
  emendamenti.

   DI  MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI  MAURO, Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  i
  lavori  interrotti  ieri abbiano avuto lo  scopo  di  avviare  un
  percorso  di  intesa con gli altri Capigruppo, nel senso  che  la
  Conferenza  dei  Capigruppo  doveva  stabilire   il  percorso  da
  adottare  per  approvare la finanziaria.  Credo  che  questo  sia
  l'obiettivo di tutto il Parlamento.
   Ieri,  dopo  un  ragionamento avviato, tutti abbiamo  concordato
  che  stamattina  avremmo ripreso i lavori e avremmo,  ognuno  per
  proprio  conto,  assunto le proprie responsabilità  adottando  le
  necessarie   linee   politiche  per   approvare    lo   strumento
  finanziario.
   La  maggioranza, in questo senso, ha assunto l'impegno di essere
  molto  solidale  con il Governo: condivide la  finanziaria  ed  è
  dell'avviso che ciascun Gruppo parlamentare- in questo senso,  il
  Movimento  per  l'autonomia è in sintonia con  gli  altri  Gruppi
  politici  -  ritiri  tutti gli emendamenti  e  si  proceda  molto
  celermente all'esame di questo strumento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi di  Alleanza
  Nazionale,  da  tempo e con la coerenza che ci  contraddistingue,
  abbiamo sempre affermato che siamo per una finanziaria di  rigore
  e che garantisca lo sviluppo della Sicilia.    cHIEDO
   In  Commissione bilancio, ci siamo impegnati e lo abbiamo  fatto
  successivamente a ritirare tutti gli emendamenti  presentati  dal
  Gruppo  di  Alleanza Nazionale - sia nelle Commissioni di  merito
  che  in  Commissione bilancio - per consentire un varo celere  di
  questa  finanziaria,  così  come  l'ha  approvata  la  Giunta  di
  Governo, nella seduta di Giunta.
   Coerentemente  con  i  nostri impegni  e  coerentemente  con  il
  nostro modo di intendere la crescita di questa Sicilia, a nome di
  Alleanza  Nazionale  dichiaro di ritirare tutti  gli  emendamenti
  presentati dal Gruppo parlamentare e che sono stati presentati  e
  dichiarati ammissibili in quest'Aula.

   CRISTALDICRIIC. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDICRIIC.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  poichè
  il  mio Capogruppo ha già  espresso la posizione del mio partito,
  intervengo soltanto per una precisazione. Desidero intervenire su
  alcuni  emendamenti  che  vengono  ritirati;  desidero  esprimere
  alcune considerazioni, per quanto riguarda quelli a mia firma.
   Confermo, quindi, che la linea del Gruppo è quella espressa  dal
  Capogruppo,  ma  desidero intervenire su alcuni  emendamenti  che
  comunque saranno ritirati.

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  Gruppo  di
  Forza Italia, anche in riferimento alla Conferenza dei Capigruppo
  di  questa  notte,  dichiara la propria disponibilità  al  ritiro
  degli emendamenti presentati.
   Anche   in   riferimento  alla  dichiarazione   del   Presidente
  dell'Assemblea  di stanotte, rispetto alla proponibilità  o  meno
  rimasta  sostanzialmente a galla - stanotte, credo, che  l'ultimo
  intervento sia stato effettuato nel senso di una proponibilità  o
  meno,   ancora  da  definire,  su  molti  emendamenti   -     pur
  manifestando   la  disponibilità  al  ritiro  degli  emendamenti,
  sarebbe  il caso, e per questo chiedo una sospensione dei lavori,
  di capire, in effetti, il giudizio sugli emendamenti ufficiale  e
  definitivo da parte della Presidenza dell'Assemblea.

   AULICINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poco   fa,
  ascoltando le dichiarazioni dei rappresentanti della maggioranza,
  mi ero illuso che, in qualche modo, stava prevalendo una linea di
  chiarezza,  anche  per  noi  dell'opposizione:  si  ritirano  gli
  emendamenti; c'è il maxiemendamento del Governo e si discute.
   Ma  sostenere  qua,  da  una parte la propria  disponibilità  al
  ritiro  degli emendamenti e dall'altra parte l'esigenza di capire
  se  rispetto  all'ultima posizione di stanotte,  gli  emendamenti
  presentati  dal  proprio Gruppo sono stati,  ed  in  che  misura,
  ammessi o non ammessi, eventualmente con l'esigenza di  conoscere
  le motivazioni di quelli  non ammessi, significa impantanarsi.
   Ogni  Gruppo  faccia quindi una riflessione  rigorosa.  Non  sto
  entrando  nel  merito delle decisioni dei singoli  Gruppi,  però,
  sostenere qua che siamo pronti a ritirare gli emendamenti ma  che
  gradiremmo  conoscere, nel merito, le decisioni della  Presidenza
  dell'Assemblea,   relativamente  al  blocco   degli   emendamenti
  ammissibili  ed a quelli non ammissibili, mi porta  a  porre  una
  domanda:  nella ipotesi che il lavoro sia stato fatto stanotte  e
  stamattina e che gli Uffici siano oggi, in questo momento,  nella
  condizione di proporci il malloppo degli emendamenti ammissibili,
  i  Gruppi  che hanno dichiarato la loro disponibilità - parlo  di
  quelli  della  maggioranza  - a ritirare  i  propri  emendamenti,
  qualora dovesse venire fuori che da questo lavoro risulti che  ci
  sono  100  emendamenti  per l'UDC, 30 per un  altro  Gruppo,  che
  comportamento terrebbero?
   Gradirei  più chiarezza. Metteteci nella condizione di  valutare
  la posizione del Governo e della maggioranza.
   Questa è una maggioranza schizofrenica.
   Dicevo  l'altra  volta  una maggioranza è un  bersaglio  mobile.
  Immaginiamo   che   si  trovi  qua;  ci  state   devastando,   ci
  scombussolate, non abbiamo parametri per seguirvi.
   Volete  per  cortesia, fermarvi? Fare una riflessione?  Fate  un
  vertice  di  maggioranza?  Decidete una  posizione  perché  possa
  essere apprezzata da questa opposizione.
   Ecco  il mio appello: il Governo governi, la maggioranza  decida
  di  supportare  il  Governo  con una  linea  chiara  e  si  metta
  l'opposizione nella condizione di capire.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   siamo
  disponibili a non essere disponibili. E' già un bel passo avanti,
  rispetto alla posizione del Capogruppo di Forza Italia. Credo che
  noi siamo più ragionevoli.
   A  me pare che in questo vi sia una analogia con il discorso del
  carciofo,  nel  quale   il reduce dalla  guerra  di  Russia  che,
  normalmente  ripassava due volte,  mangiava una volta  e  poi  di
  nuovo...
   Questa  richiesta del Capogruppo di Forza Italia, perché noi  ci
  si atteggi di conseguenza, prelude ad un'ulteriore trattativa per
  riammettere emendamenti di Forza Italia che, inopinatamente,  non
  sono  stati  ammessi  fra  i  privilegiati  di  stanotte,  riapre
  trattative di fondo.
   Ritengo  che  l'Aula,  prima  di  aderire  alla  possibilità  di
  sviluppo  dei  lavori,  regolarmente, linearmente,  come  abbiamo
  dimostrato  ieri  sera, voglia sapere se il lavoro  svolto  dalla
  Presidenza   e   quindi,  il  giudizio  di  ammissibilità   degli
  emendamenti  consegnati  a noi, questa  notte,  sia  un  giudizio
  definitivo  o  un  giudizio che, in gergo, si  chiama  perplesso,
  fluttuante,  dipendente, endo ed eterodipendente,  se  prelude  a
  trattative  di  fondo  -  riaperture  -  o  soltanto  a   piccoli
  cabotaggi; se prelude ad una BIT, a una borsa internazionale o  a
  un mercato delle vacche di periferia?
   Vorremmo saperlo.
   Dico  ciò anche perché, dal punto di vista delle procedure,  non
  accetteremo che, durante i lavori, signor Presidente, le dico che
  se,  notoriamente,  sono un mite, mi spoglierò  in  Aula  fino  a
  quando ...

   PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, il suo eloquio é simpatico, ma  il
  tempo sta per scadere.

   ORTISI.   Sono  stato  disturbato  e  devo  recuperare,   signor
  Presidente.  Dovrò recuperare chissà quante volte durante  questa
  lunga maratona che ci apprestiamo ad intraprendere.
   Il  mio  collega  di Forza Italia dice, giustamente,  di  essere
  disponibile  al  ritiro  ma assomiglia  a  Protagora  che  diceva
   figlio   di  cane .   Figlio  di  cane  a  me? ,  si  rispondeva
  dall'altra  parte.   No, no volevo dire  figlio  di  Cane,  della
  costellazione del Cane
   In  questo caso, é il contrario. L'amico, onorevole Cascio, dice
   figlio  della costellazione del Cane  però sottintende   se  non
  viene accettato quello che propongo , l'altra versione, quella un
  po' più brutale.
   Vorremmo,  quindi,  pregiudizialmente sapere  se  la  Presidenza
  riesaminerà al ribasso gli emendamenti lasciati fuori e che  fine
  hanno  fatto gli emendamenti alle tabelle, visto che parliamo  di
  finanziaria.
   So  che,  in quest'Aula, ormai vi è una divaricazione  manichea:
  il  Presidente  della  Regione ci da  subito  la  possibilità  di
  lavorare e questa Presidenza impedisce di lavorare.

   CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  voglio ringraziare i Capigruppo della maggioranza  per
  avere  accettato l'invito del Governo a ritirare gli  emendamenti
  e, quindi, attivare un processo di velocizzazione di approvazione
  della finanziaria.
   Voglio  ringraziarli soprattutto perché, avendo  avuto  modo  di
  visionare  parte di questo malloppo di emendamenti, mi sono  reso
  conto   che  i  parlamentare  avevano  fatto  un  ottimo   lavoro
  individuando   problemi  che  meritano   di   essere   affrontati
  legislativamente  da  questo Parlamento  e  che,   se  approvati,
  aiuterebbero la Sicilia nel suo processo di crescita e, comunque,
  a risolvere alcune tematiche da tanto tempo ferme.
   Ai  Capigruppo della maggioranza voglio dare assicurazione,  per
  quel che riguarda il Governo, che questi emendamenti diventeranno
  parte del disegno di legge dello sviluppo che il Governo chiederà
  al  Presidente  dell'Assemblea  di  calendarizzare  perché  possa
  essere affrontato dalle Commissioni ed approvato dall'Aula.  Dico
  ciò proprio perché ci rendiamo conto che vi sono molti temi che è
  giusto che vengano affrontati.
   Oggi,  però, è prioritario dotare il Governo e, quindi, dare  ai
  siciliani  la possibilità di avere un bilancio ed una finanziaria
  operanti  ed  avere  scelto di rimanere rigidamente  ancorati  al
  testo  che  è  uscito dalla Commissione bilancio e un emendamento
  riassuntivo  delle tematiche non più importanti, ma alcune  delle
  tematiche  che  il  Governo  ha presentato,  aiuterà  chiaramente
  l'iter dell'approvazione di questa finanziaria.
   Signor  Presidente,  credo  che  procedere  ad  un  giudizio  di
  presentabilità  degli emendamenti sia superfluo; se  questi  sono
  stati ritirati, non servirebbe. Per cui scelta questa via per  la
  maggioranza, noi riteniamo che si possa andare avanti;  è  giusto
  invece che gli emendamenti presentati dalle opposizioni, che  non
  vengono  ritirati - se ve ne sono non ritirati -  possano  essere
  messi in discussione e portati alla valutazione del Parlamento.
   Così    si   può   andare   alla   discussione,   al   passaggio
  all'articolato  ed andare avanti per cominciare a  dare  risposte
  anche  in  termini  di  documento  finanziario  a  quello  che  i
  siciliani, in questo momento, stanno aspettando.
   Non  entro  nel  merito delle costellazioni  perchè  rischierei,
  onorevole   Ortisi,   di  essere  messo  sotto   giudizio   dalle
  associazioni ambientalistiche - e mi guarderei bene dal  farlo  -
  ma  mi  è sembrato che, dalla dichiarazione fatta dai Capigruppo,
  compresa quella del Capogruppo di Forza Italia, emerga un  grande
  senso  di  responsabilità e, soprattutto, vi  sia  la  scelta  di
  procedere velocemente per dotare questo Parlamento, il Governo  e
  la Sicilia, di un bilancio e di una finanziaria.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  un
  passo  avanti sia costituito dal ritiro di tutti gli  emendamenti
  della  maggioranza e non posso che essere d'accordo  con  il  mio
  Presidente   di  Gruppo,  l'onorevole  Dina,  sul  ritiro   degli
  emendamenti, ma volevo aggiungere due considerazioni.
   La  prima  considerazione. Considerato che tutti gli emendamenti
  vengono   ritirati   dalla   maggioranza,   la   Presidenza    di
  quest'Assemblea ha un compito,  quello di comprendere quali degli
  emendamenti dell'opposizione che restano siano ammissibili o  non
  ammissibili,  in modo da potere avere anche qui una  certezza  in
  assoluto.
   La  seconda  considerazione. Si tratta di  un  suggerimento  che
  faccio  in  punta  di  piedi al Governo, al  mio  Presidente,  ad
  entrambi nello stesso interesse, e cioè se non ritenga il Governo
  che,  come noi ritiriamo tutti gli emendamenti, anche il  Governo
  ritiri il maxiemendamento.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
  che  da  diversi giorni ci stiamo avvitando nella  ostinazione  a
  volere  condurre  un esame di questo disegno di legge,  anzi,  di
  questi  due disegni di legge congiunti che, in realtà,  si  vanno
  modellando  via  via  che  le  ore passano,  si  scompongono  con
  emendamenti che scompaiono altri che vi si aggiungono.  Credo che
  questa  sia  la  maniera  peggiore  di  rendere  un  servizio  ai
  siciliani.
   Non  siamo  in  condizione - lo abbiamo detto - ci sembra  anche
  patetico  che  ci  si  opponga una protervia,  un  silenzio,  una
  ostinazione ad una norma elementare di buon senso.
     Un Parlamento eletto è chiamato ad esprimersi ed a valutare un
  testo  di  legge se questo disegno di legge esiste  ed  è  certo;
  ancora non sappiamo se così è
      Faccio  riferimenti  a  due  elementi  ben  precisi.  Abbiamo
  assistito  ad  una annunciata volontà di ritiro  di  emendamenti,
  visto che lavoriamo su cose che debbono succedere, almeno che  ci
  si  dia  il quadro completo delle cose che debbono o non  debbono
  succedere  e  che, quindi, il Governo ci faccia  sapere,  con  un
  impegno,  se  intende,  a fronte degli emendamenti  che  verranno
  ritirati alle Tabelle, presentare un maxiemendamento, così  com'é
  suo costume, nell'orgia legislativa che governa questi lavori.
     Questo  da  solo non ci basta e voglio sapere dalla Presidenza
  se  intende  applicare il Regolamento, perché ieri ha distribuito
  un maxiemendamento..

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, non lo deve  chiedere   La
  Presidenza non può non applicare il Regolamento

   DE  BENEDICTIS.  Allora, visto che così avrebbe  dovuto  essere,
  invito   la   Presidenza  a  tenere  conto  del  fatto   che   il
  maxiemendamento distribuito ieri contiene materie  che  non  sono
  rielaborazione  di emendamenti o di materie trattate  e  presenti
  negli  atti  di  questo Parlamento, quindi, non presenti  né  nel
  testo  della  finanziaria, né nel testo degli emendamenti  o  dei
  subemendamenti fino a quel momento presentati. E poiché il  comma
  7  dell'articolo  112  è  espressamente  chiaro  nell'individuare
  questa  possibilità  per  la Commissione  o  per  il  Governo  di
  presentare  emendamenti in quanto rielaborazione di  materie  già
  presenti,   la   Presidenza  non  avrebbe   dovuto   mettere   in
  distribuzione  questo maxiemendamento perché  contiene  argomenti
  totalmente ex novo.
   Quindi, signor Presidente, sia consequenziale rispetto alle  sue
  stesse dichiarazioni, al suo stesso impegno di cui sono sicuro  e
  metta  in  condizione quest'Aula di sapere di  cosa  ci  dobbiamo
  occupare  e  se  questo Regolamento è una spugna a piacimento  di
  qualcuno.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor  Presidente,  desidero  appoggiare  la  proposta
  dell'onorevole Cintola. Credo che il ritiro degli emendamenti  da
  parte della maggioranza sia stato un atto di responsabilità e  di
  serietà.
   Probabilmente,  abbiamo fatto tutti un errore  iniziale,  quello
  di caricare la Finanziaria di tanti progetti e di tante proposte.
  Sicuramente,  c'é  un  ingorgo  in cui  è  difficilissimo  capire
  qualcosa  e  il  ritiro da parte del Governo del  maxiemendamento
  sarebbe un elemento di serenità.
     Nel  maxiemendamento del Governo c'é una proposta a cui  tengo
  molto,  quella sull'ATO a cui ho lavorato; però, mi  rendo  conto
  ora  che  non  è possibile ridurlo ad un emendamento  e  che   la
  proposta di legge deve essere portata in Commissione, deve essere
  discussa, emendata, rivista e rielaborata, così come tante altre.
   Ci  sono proposte che sono scritte in un linguaggio burocratico,
  difficile  da  comprendere,  per  cui  ci  troveremmo  a   dovere
  approvare,  disapprovare o discutere proposte che non conosciamo.
  Quindi, quella di tornare tutti assieme con serenità a quella che
  è  la  funzione  del  Parlamento, cioè fare le  leggi  organiche,
  presentarle e discuterle è certamente un'ottima proposta.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   intervengo
  per  chiedere due chiarimenti al fine di capire davvero cosa  sta
  facendo l'Aula oggi e di cosa stiamo discutendo.
   Il  primo  chiarimento. Sono stati distribuiti  tempestivamente,
  dopo  le  nostre richieste, gli emendamenti alla  tabella  H.  La
  ritengo  una precisazione di non poco conto, capire cioè   se  la
  maggioranza  intende  - in questo senso dovrebbero  esprimersi  i
  capigruppo  -   ritirare anche gli emendamenti  alle  tabelle  e,
  quindi,  capire  se  in  questo senso si  possa  arrivare  ad  un
  chiarimento  anche  per  quanto  riguarda  l'ammissibilità  degli
  emendamenti   dell'opposizione,  come  ha  detto  la   Presidenza
  stanotte.
   L'altro  punto.  Mi  trovo perfettamente  d'accordo  con  quanto
  sostenuto dall'onorevole Adamo a proposito degli emendamenti  del
  Governo.  Considerato che nessuno può disconoscere  -  credo  che
  l'argomento  sia importante - di dover trattare nell'emendamento,
  per esempio, Gov 2,  di commi sui quali sfido chiunque a dire che
  sono  commi  di  un emendamento. Ci sono riforme di  settore  che
  meriterebbero l'attenzione di questo Parlamento chissà per quanti
  giorni (per esempio - lo ricordava prima l'onorevole Adamo  -  la
  riforma  per gli ambiti territoriali ottimali, per i  quali  sono
  stati  già  depositati  da  tempo  e  sono  all'attenzione  della
  Commissione  di  merito competente disegni di  legge  di  riforma
  organica degli ambiti territoriali ottimali).
   E  poichè  ritengo poco rispettoso della complessità  di  questi
  argomenti e, quindi, dei cittadini siciliani trattare di  materie
  così  complesse di riforme organiche di interi settori che stanno
  creando problemi seri ai cittadini di questa Regione, ritengo che
  anche  il  Governo  avrebbe il dovere istituzionale  di  ritirare
  commi  di emendamenti che sono riforme di settore. Avendo  questi
  chiarimenti  credo che il Parlamento, in maniera  certamente  più
  serena, potrà continuare i lavori nonostante il tour de force cui
  siamo  stati sottoposti senza, peraltro, aver cominciato  neppure
  la trattazione della Finanziaria.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli  emendamenti
  della  maggioranza saranno ritirati perché ieri sera quando siamo
  venuti a conoscenza degli emendamenti che erano stati considerati
  ammissibili  c'è  stato da parte di tutti, a onor  del  vero  sia
  della  maggioranza che  dell'opposizione,  un  senso  di  disagio
  perchè  tutti  abbiamo la perfetta sicurezza, non consapevolezza,
  la  sicurezza che ingiustamente molti degli emendamenti non erano
  stati  considerati ammissibili e, in particolare credo più  degli
  altri, gli emendamenti dell'opposizione.
   Tra  gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili  ve
  ne è uno, Assessore  Lagalla che prevede la soppressione di tutti
  i  Registri tumori della Sicilia, perché i Registri tumori  della
  Sicilia  sono  cose serie. Ve n'è uno quasi per  ogni  provincia,
  tranne  le  province di Enna, Caltanissetta e  Agrigento.  Io  ho
  proposto di sopprimerli tutti

   CUFFARO, presidente della Regione. Dove è scritto?

   TUMINO     l'ho   presentato   io,   ma   è   stato   dichiarato
  inammissibile

   CUFFARO, presidente della Regione. La soppressione?

   TUMINO  Sì.

   CUFFARO, presidente della Regione. Hanno fatto bene

   TUMINO    ...No,    perché   il   mio   emendamento    prevedeva
  contestualmente la creazione di un unico Registro tumori  per  la
  Sicilia  con  la possibilità di avvalersi delle sedi  periferiche
  delle  ASL,  niente  spese  se  non centralizzate.  Non  è  stato
  considerato   ammissibile;   e   poi   è   un   emendamento    di
  razionalizzazione.
   Presidente Cuffaro, lei dice rinviamo alle norme sullo  sviluppo
  perché  queste norme le portiamo in Aula. Ma non ha l'impressione
  che   dicendo   così,  è  come  se  dicesse   facciamo   un'altra
  finanziaria nel senso antico del termine, un'altra legge  omnibus
  dove  mettiamo  di tutto e di più e consentire  così  a  tutti  i
  deputati  che  sono rimasti delusi perché i loro emendamenti  non
  sono  entrati  in circuito, di poter trovare in quella  legge  il
  tram su cui salire?

   CUFFARO, presidente della Regione. Sì, certo.

   TUMINO.   Bravo  Presidente,  mi  fa  piacere  che  con   grande
  franchezza,  lei ammette questo. Ma sa qual è la  conseguenza  di
  questa  affermazione? E' che ancora una volta  questo  Parlamento
  non riuscirà a fare riforme di settore. E' il grande limite della
  legislazione passata
   L'altra  volta   gliel'ho contestato dicendogli  che  era  stato
  eletto  per cinque anni, e da lei la Sicilia si aspettava  grandi
  cose.  Lei  avrebbe avuto il tempo di affrontare con  coraggio  i
  grandi  nodi  dello sviluppo siciliano, le leggi di settore.  Non
  abbiamo visto niente  Ogni volta che ci siamo messi a lavorare su
  un  segmento  di  qualche legge di settore,  siamo  stati  sempre
  fermati.
   Cosa  voglio  dire,  presidente  Cuffaro?  Non  vorrei  che  lei
  dicesse che faremo la legge sullo sviluppo. Mi creda, vorrei  che
  lei dicesse che faremo le normative di settore perché la risposta
  la considererei estremamente più corretta ...

   PRESIDENTE.  Onorevole Tumino, il tempo  a  sua  disposizione  è
  abbondantemente scaduto.

   TUMINO. Ha ragione, ma mi faccia concludere il discorso.
   Onorevole presidente Cuffaro, vorrei che lei portasse avanti  le
  leggi di settore e vorrei che dicesse che nel maxiemendamento che
  ha  presentato (dove ci stanno delle cose egregie dai consorzi di
  bonifica, agli ATO, anche all'ESA, anche se è accennata, credo di
  leggere dietro le righe un pensiero di riforma), gradirei che lei
  dicesse  Io Governo mi impegno a portare avanti queste norme  che
  sono  nel  maxiemendamento, ma che sono norme che introducono  un
  ragionamento che si andrà ad evolvere, a definire con le leggi di
  settore che io farò con questi tempi, con questi impegni .
   Questa  sarebbe  una  legge finanziaria e  di  programma  ed  io
  apprezzerei  tanto questo sforzo, rispetto al quale potrei  anche
  essere  contrario,  ma  sarebbe lo sforzo  di  uno  che  vorrebbe
  governare.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli: Incardona, Savarino e Sanzarello.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'opposizione  ha  fatto  molte
  richieste,  alcune  sono state esaurite, le  tabelle  sono  state
  regolarmente distribuite.
   Per  quanto riguarda l'ammissibilità degli emendamenti, dopo  la
  dichiarazione dei Capigruppo della maggioranza del  ritiro  degli
  emendamenti,  è  chiaro che il lavoro da fare rimane  limitato  a
  pochissimi emendamenti dell'opposizione che sono stati dichiarati
  inammissibili. Si sta procedendo in questo senso.
     Per  quanto riguarda gli accordi presi ieri sera in Conferenza
  dei    Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari,   la   richiesta
  dell'onorevole Ballistreri, si va avanti per come si  era  detto,
  si  deve  approvare entro oggi, questo è l'accordo  che  è  stato
  raggiunto, quindi non è cambiato nulla.
   Ritengo,  sia opportuno, in considerazione del lavoro che  dovrà
  essere  fatto,  se  siamo d'accordo incominciamo sull'articolato.
  Manca  soltanto  sapere  quali sono gli emendamenti  che  possono
  essere  considerati ammissibili da parte dell'opposizione, quindi
  sarà fatto nel corso della mezz'ora di sospensione per il pranzo.

   CRACOLICI. Signor Presidente, a che ora dobbiamo sospendere?

   PRESIDENTE.  Io  direi, se siamo d'accordo, di  sospendere  alle
  ore 15.00 per il pranzo e riprendere i lavori alle ore 16.00.
   Onorevoli  colleghi, la Presidenza ha fornito tutte le  risposte
  che  l'opposizione  ha  chiesto, abbiamo  garantito  che  andiamo
  avanti,  poiché ci siamo impegnati a sospendere alle  ore  15.00,
  sospendiamo alle ore 15.00 per un'ora, alle ore 16.00 riprendiamo
  i lavori.

   CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  i  primi
  tre  articoli della Finanziaria sono tecnici. Propongo, pertanto,
  di  votare  i  primi tre articoli  sui quali non mi pare  che  ci
  siano problemi, si sospende per andare a pranzo e si ritorna  poi
  a lavorare.
   Se  c'è la volontà del Parlamento di lavorare il Governo non  ha
  interesse a  violentare  chi sceglierà di andare alla S. Messa e,
  quindi,  non  può  andarci per rimanere qui. Non  abbiamo  questo
  interesse,  vorremmo  soltanto capire  che  c'è  la  volontà  del
  Parlamento di lavorare, come c'è stata sino adesso.
     Quindi,  i  primi  tre articoli si possono votare,  andiamo  a
  pranzo e ritorniamo a lavorare alle ore 16.00.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ieri  si   è
  dimostrato  che  andando  a pranzo senza  forzature  subito  dopo
  abbiamo lavorato ed anche bene. Sospendere alle ore  15.00 non  è
  un  grande  problema, il problema è di altro tipo: se è possibile
  trovare  un accordo per il quale si lavora fino ad un'ora decente
  che  noi  identifichiamo per le ore 18.00, trattabili, in maniera
  tale  che  questo  consenta, non solo agli amici  e  colleghi  di
  Palermo di andare alla S. Messa o alla partita, ma anche a chi di
  noi viaggia di rientrare ad un'ora decente, l'opposizione, credo,
  non farà alcun problema perché questo ci consentirebbe lunedì  di
  completare in un orario civile, cioè cominciando alle  ore  10.30
  per tutto l'intero pomeriggio, l'intera Finanziaria.
   Credo  che sia una proposta di buon senso generale - ho  parlato
  anche  con  i  colleghi  di maggioranza e di  opposizione  -  che
  riscuote un certo consenso, onorevole Presidente dell'Assemblea e
  onorevole  Presidente della Regione e Governo, se su questo  loro
  vo9gliono  darci una risposta rassicurante, lavoriamo  fino  alle
  ore 15.00, ci assentiamo per quaranta minuti e poi proseguiamo  i
  lavori per due ore, due ore e trenta.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ortisi,  la  ringrazio   e   le   posso
  assicurare  che  alla  ripresa, alle ore  16.00,  stabiliremo  il
  termine entro cui finire. Immagino che possa essere intorno  alle
  ore 19.00, 19.30...

   ORTISI..Noi dobbiamo avere il tempo di andare a casa...

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ortisi,  non  limiti   i   lavori   del
  Parlamento in relazione alle sue esigenze.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              TITOLO I
           Disposizioni finanziarie, contabili ed in  materia
           di
                               entrate

                               «Articolo  1
                       Risultati differenziali

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti  della
  presente  legge, il saldo netto da impiegare per  l'anno  2007  è
  determinato in termini di competenza in 326.249 migliaia di euro.

   2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
  pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2008 è determinato
  un  saldo  netto  da impiegare pari a 299.354 migliaia  di  euro,
  mentre  per l'anno 2009 è determinato un saldo netto da impiegare
  pari a 140.582 migliaia di euro

   3.  L'Assessorato  regionale  del bilancio  e  delle  finanze  è
  autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per cofinanziare
  gli  interventi previsti nel Programma operativo regionale  2007-
  2013.

   4.  Per l'esercizio finanziario 2007 continuano ad applicarsi le
  disposizioni  previste dall'articolo 2 della legge  regionale  30
  gennaio 2006, n. 1.

   5.  Il  ragioniere  generale della Regione  è  autorizzato,  per
  l'esercizio  finanziario 2007, a contrarre mutui e ad  effettuare
  altre    operazioni     finanziarie     per l'attualizzazione  di
  entrate  derivanti  da  trasferimenti  poliennali  dello   Stato,
  compresi quelli derivanti da trasferimenti previsti dall'articolo
  1,   comma  114,  della  legge  23  dicembre  2005,  n.   266   e
  dall'articolo 5, comma 3 ter, della legge 2 dicembre 2005, n. 248
  di  conversione  con  modifiche del decreto  legge  30  settembre
  2005».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli onorevoli Stancanelli e Caputo:
   - emendamento 1.2;
   - emendamento 1.1 .

   CAPUTO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Articolo 2
                          Disposizioni in materia di  residui
                attivi

   1.        Le     entrate    accertate    contabilmente      fino
  all'esercizio   2005   a  fronte  delle  quali,   alla   chiusura
  dell'esercizio 2006, non corrispondono crediti da riscuotere  nei
  confronti  di  debitori  certi, sono  eliminate  dalle  scritture
  contabili della Regione dell'esercizio medesimo.

   2.  Con  decreto del ragioniere generale della Regione,       su
  indicazione     delle      competenti
   amministrazioni, si procede all'individuazione  delle  somme  da
  eliminare ai sensi del comma 1. Copia di detto decreto è allegata
  al  rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
  2006.

   3.  Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del presente
  articolo,  sussistano  eventuali crediti,  si  provvede  al  loro
  accertamento all'atto della riscossione con imputazione al  conto
  della competenza dei pertinenti capitoli di entrata».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Articolo 3
                 Disposizioni in materia di residui passivi e
           di residui perenti

   1.  Le  somme  perenti agli effetti amministrativi  relative  ad
  impegni   assunti  fino  all'esercizio  finanziario   1996,   non
  reiscritte   in   bilancio   entro  la  chiusura   dell'esercizio
  finanziario 2006, sono eliminate dalle scritture contabili  della
  Regione dell'esercizio medesimo.

   2.   Con  successivi  decreti  del  ragioniere  generale   della
  Regione,  si procede all'individuazione delle somme da  eliminare
  ai  sensi  del  comma  1. Copia di detti decreti  è  allegata  al
  rendiconto  generale  della Regione per  l'esercizio  finanziario
  2006.

   3.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
  della  Regione fino all'esercizio 2005 e quelli di conto capitale
  assunti  fino all'esercizio 2004, per i quali    alla    chiusura
  dell'esercizio        2006    non   corrispondono    obbligazioni
  giuridicamente   vincolanti,  sono  eliminati   dalle   scritture
  contabili della Regione dell'esercizio medesimo.

   4.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di opere qualora il  progetto  dell'opera
  finanziata  sia  esecutivo  e  gli enti  appaltanti  abbiano  già
  adottato  le  deliberazioni che indicono la gara,  stabilendo  le
  modalità di appalto.

   5.   Con  successivi  decreti  del  ragioniere  generale   della
  Regione,  su  indicazione  delle competenti  amministrazioni,  si
  procede all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi  del
  comma 3. Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale
  della Regione per l'esercizio finanziario 2006.

   6.  Qualora,  a  fronte  delle  somme  eliminate  ai  sensi  dei
  precedenti commi, sussista l'obbligo della Regione e nel caso  di
  eliminazione di somme perenti da eliminare ai sensi del  comma  1
  sia  documentata  l'interruzione dei termini di prescrizione,  si
  provvede  al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli
  aventi    finalità   analoghe   a   quelli   su   cui   gravavano
  originariamente  le  spese  o,  in  mancanza  di   disponibilità,
  mediante   iscrizione  in  bilancio  delle  relative  somme,   da
  effettuarsi  con  successivi decreti del ragioniere  generale  ai
  sensi  degli articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468,  e
  successive  modifiche  ed integrazioni e dell'articolo  47  della
  legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.

   7.  Le  disposizioni  del presente articolo si  applicano  anche
  all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo  4. Ne do lettura:

                               «Articolo  4
            Tasse sulle concessioni governative regionali

   1.      Dopo   il   comma 1 ter, dell'articolo  6,  della  legge
  regionale  24  agosto  1993,  n. 24  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, è aggiunto il seguente:

   1  quater.  A  decorrere dall'entrata in vigore  della  presente
  legge  sono  abrogate le seguenti voci della tariffa allegata  al
  decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230:

   a) Voce di cui al numero d'ordine 22 che comprende:

   1)  autorizzazione  rilasciata ai sensi  dell'articolo  2  delle
  legge 21 marzo 1958, n. 326, per l'apertura e l'esercizio di  uno
  dei   seguenti  complessi  ricettivi  complementari  a  carattere
  turistico  sociale: alberghi e ostelli per la gioventù, campeggi,
  villaggi turistici, case per ferie, altri allestimenti in genere,
  senza  le  caratteristiche  volute dal  regio  decreto  legge  18
  gennaio 1937, n. 975, convertito nella legge 30 dicembre 1937, n.
  2651 e successive modificazioni, autostelli;

   2)  autorizzazione rilasciata ai titolari o gestori di  uno  dei
  predetti  complessi ricettivi complementari per la nomina  di  un
  proprio rappresentante.

   b) Voce di cui al numero d'ordine 26:

   1)  autorizzazione per impiantare vivai di piante,  stabilimenti
  orticoli e stabilimenti per la produzione e selezione dei semi od
  esercitare  il commerciodi piante,  parti  di piante  e  semi  di
  cui  all'articolo l della legge 18 giugno 1931, n.987, e articolo
  11 regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700.

   c) Voce di cui al numero d'ordine 35:

   1)   concessione  della  costruzione  e  dell'esercizio  di  vie
  funicolari  aeree,  funivie,  di  interesse regionale in servizio
  pubblico,  per trasporto di persone e di cose di cui all'articolo
  20 del decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n.
  771'.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo  5. Ne do lettura:

                               «Articolo 5.
                            Contabilità economica degli enti

   1.  Gli  enti  di  cui  all'articolo 18, comma  4,  della  legge
  regionale  22 dicembre 2005, n. 19, che applicano il  regolamento
  contabile  emanato con il decreto del Presidente della Repubblica
  27  febbraio 2003, n. 97, e quelli di cui al predetto  comma  che
  devono  adeguare i propri regolamenti contabili  ai  principi  di
  detto  decreto,  possono prorogare l'adozione  della  contabilità
  economica all' l gennaio 2009».

   Onorevoli   colleghi,  all'articolo  5  è  stato  impropriamente
  presentato   un   emendamento  che   si   trova   al   comma   25
  dell'emendamento  del Governo Gov 1. Si trova  nel  blocco  degli
  emendamenti - Parte prima, pag. 4.
   Il  comma  25  recita  :   Al comma 1  dell'art.  5,  le  parole
   l'adozione della contabilità economica  sono sostituite  con  le
  parole   l'applicazione delle disposizioni  del  citato  comma  4
  dell'art. 18 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 .
   A   questo  emendamento  del  Governo  è  stato  presentato   un
  subemendamento soppressivo a firma degli onorevoli Barbagallo   e
  Laccoto.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 25.

   ODDO. Vorrei chiarimenti dall'Assessore.

   PRESIDENTE. Si tratta di una norma tecnica.

   LACCOTO. Ma di quale norma tecnica si tratta?

   PRESIDENTE. Se ha presentato  l'emendamento dovrebbe  sapere  di
  quale norma tecnica si tratta.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, il richiamo non può essere fatto  al
  deputato che magari non sa cosa è quell'emendamento, per  cui  io
  devo sapere qual è la norma tecnica e non il Governo che, invece,
  dovrebbe venire ad illustrarla all'Aula
   Abbiamo  totalmente  cambiato  le  regole  minime  del  rapporto
  Governo-Aula. Il Governo ha presentato una norma, se  io  non  la
  capisco,  prima  di tutto ne chiedo la soppressione,  poi  se  il
  Governo  mi  spiega  di cosa si tratta e io la  comprendo  potrei
  anche  decidere di ritirare l'emendamento. In quest'Aula,  signor
  Presidente, sono state commesse le più grandi disparità, rispetto
  a  quelle  che sono state le riforme, con piccoli emendamenti  di
  norme tecniche

   CUFFARO, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,   presidente   della   Regione.    Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, qui nessuno è tuttologo,  né  il  Presidente
  della  Regione né l'onorevole Laccoto, nonostante  si  sforzi  di
  esserlo. Chiarisco il problema. Questa norma sposta di un anno la
  nuova  contabilità degli enti, perché nessun ente è in condizione
  di  poterlo  fare  e quindi, verrebbero messi in  difficoltà.  La
  stanno  spostando  di un anno per dare il   tempo  agli  enti  di
  potersi attrezzare a poter fare questo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento  della  proposta
  governativa. Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in votazione l'articolo 5,  nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                    Patto di stabilità regionale

     1.    Al   fine   di   assicurare   il   conseguimento   degli
  obiettivi   di   finanza pubblica  stabiliti  dal   Documento  di
  programmazione  economico finanziaria  per  gli  anni  2007-2011'
  adottato dalla Regione nonché il rispetto dei vincoli imposti dal
  patto  di  stabilità  interno,  la  spesa  complessiva  di  parte
  corrente,  sia  in  termini di competenza  che  di  cassa,  delle
  società  partecipate  dalla  Regione,  degli  istituti,  aziende,
  agenzie,   consorzi,   organismi  ed  enti   regionali   comunque
  denominati, fatta eccezione per le aziende unità sanitarie locali
  e  le  aziende  ospedaliere,  che usufruiscono  di  trasferimenti
  diretti  o  indiretti  della Regione non  può  superare,  per  il
  triennio 2007-2009, il limite massimo degli impegni di competenza
  assunti e dei relativi pagamenti effettuati nel 2005, ridotti del
  10  per  cento,  fatta  eccezione  per  le  spese  relative  agli
  stipendi, assegni, pensioni ed altre spese fisse o aventi  natura
  obbligatoria.

  2.  Per l'anno 2007 è fatto divieto, ai soggetti di cui al  comma
  1, di procedere all'assunzione di personale. I medesimi soggetti,
  nell'anno  2007  possono procedere alla stipula di  contratti  di
  lavoro a tempo determinato nelle forme giuridiche previste  dalla
  vigente normativa, posti in essere anche sulla base di specifiche
  convenzioni, fermo restando che il relativo costo non  superi  il
  limite  massimo  del 50 per cento della spesa  sostenuta  a  tale
  titolo nel corso dell'anno 2005.

  3.  Per  l'anno  2007 i soggetti di cui al comma  1  non  possono
  effettuare  spese di ammontare superiore al 40  per  cento  della
  spesa impegnata nell'anno 2005 per relazioni pubbliche, convegni,
  mostre,   fiere,  manifestazioni,  pubblicità  e  per  spese   di
  rappresentanza.

  4.   Per  l'anno  2007,  i soggetti di cui  al  comma  1  possono
  conferire incarichi di studio e di consulenza a soggetti  esterni
  in  misura  non  superiore al 50 per cento della  relativa  spesa
  sostenuta  nell'anno 2005. E' fatto obbligo ai predetti  soggetti
  di  adottare  le  relative misure di  pubblicità  e  trasparenza,
  comunicando  l'elenco  dei  propri consulenti  con  l'indicazione
  dell'oggetto,  della  durata  e  del  compenso  alla   competente
  amministrazione di tutela e vigilanza ed alla Corte dei conti.

  5.  Per  i  soggetti  individuati nel comma 1  che  adottano  una
  contabilità  esclusivamente civilistica le  limitazioni  previste
  dal  presente  articolo si intendono riferite alle corrispondenti
  voci  dei costi della produzione, individuati all'articolo  2425,
  numeri 6), 7) e 8), del codice civile.

  6. Gli organi di controllo interno sono obbligati a denunciare al
  competente organo tutorio il  mancato rispetto delle disposizioni
  del presente articolo.

  7.  Per  quei soggetti che non realizzano le riduzioni  di  spesa
  previste  nel presente articolo, i trasferimenti ed i  contributi
  regionali   dell'esercizio  successivo  sono   ridotti   di   una
  percentuale pari al rapporto tra l'eccedenza di spesa e la  spesa
  complessiva,   al   netto  delle  partite  di   giro,   impegnata
  nell'esercizio  in  cui  non  sono stati  rispettati  i  predetti
  vincoli.  Per  i soggetti individuati nel comma 1,  che  adottano
  esclusivamente   una   contabilità   economico-patrimoniale,    i
  contributi  regionali dell'esercizio successivo, sono ridotti  di
  una  percentuale pari al rapporto tra i maggiori costi  sostenuti
  rispetto  ai limiti stabiliti nel presente articolo e  il  totale
  dei  costi della produzione sostenuti nell'esercizio in  cui  non
  sono stati rispettati i predetti vincoli.

  8.   I   soggetti  individuati  nel  comma  1,  entro  30  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  provvedono  ad
  adeguare   i  propri  bilanci  alle  disposizioni  del   presente
  articolo,  ed a comunicare ai competenti organi regionali  tutori
  ed alla Ragioneria generale della regione i  risparmi conseguiti.

  9.    Le   amministrazioni  regionali,  all'atto  di   assunzione
  dell'impegno  delle  somme da trasferire ai soggetti  individuati
  nel    comma   1,   tengono  conto  dei  predetti  risparmi   che
  costituiscono  economie  di  spesa  nel  bilancio  della  Regione
  destinati al miglioramento del risultato di gestione.

  10.  Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
  ai  soggetti istituiti successivamente all'anno 2004 che comunque
  sono  tenuti  ad  adottare comportamenti mirati  al  contenimento
  della  spesa.  I  predetti soggetti, nell'espletamento  dei  lori
  compiti istituzionali, sono tenuti ad avvalersi esclusivamente di
  professionalità      in      atto     esistenti       nell'ambito
  dell'Amministrazione regionale».

   Comunico  che  all'articolo 6 è stato  presentato  l'emendamento
  6.1 a firma dell'onorevole Dina.

   DINA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  sia
  opportuno,   alla  luce anche degli emendamenti  che  sono  stati
  dichiarati   ammissibili   dalla   Presidenza,   che    attengono
  all'articolato  e  che sono stati, invece,  impropriamente  messi
  come  aggiuntivi.  Faccio  un esempio:  tra  l'articolo  7,  dove
  parliamo  della  riduzione  dei  costi,  ci  sono  una  serie  di
  emendamenti a mia firma che hanno come obiettivo la riduzione dei
  costi, non capisco perché siano aggiuntivi.
   Ho  convenuto  con  il Presidente di fare gli articoli  che  non
  hanno problemi di natura tecnica, ma il 6 il 7 sono articoli  per
  i  quali  chiederò  di  spostare  alcuni  emendamenti  dichiarati
  aggiuntivi all'articolato.
   Le  chiedo  a questo punto, sono le ore 14.30, di sospendere  la
  seduta per andare a pranzo e riprendere alle ore 15.30.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  mi  dicono  gli  uffici  che
  l'emendamento  per  come è formulato e con un subemendamento  del
  Governo  il  6.3, che vi è stato consegnato, che  sostituisce  il
  comma  10  dell'articolo 6, nella sua eventuale approvazione  non
  preclude,  non  pregiudica gli emendamenti  aggiuntivi  che  sono
  stati presentati. Quindi, poiché si tratta di fatti tecnici e gli
  uffici mi dicono che non preclude nulla

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io non  ho  problemi  sui  fatti
  tecnici che propongono gli uffici.
     Esplicito  il  senso di quello che ho detto.  Stiamo  parlando
  dell'articolo 6, il patto di stabilità regionale, le modalità  di
  rapporto  tra  la  Regione e gli enti sottoposti  a  vigilanza  e
  controllo.  Ci  sono emendamenti che attengono  ai  compensi,  ai
  rapporti  degli  enti  locali,  ai  costi  per  le  attività   di
  promozione  comunicazione delle autonomie  locali  o  degli  enti
  sottoposti  a  vigilanza e controllo. Sono emendamenti  che  sono
  stati messi tra gli emendamenti aggiuntivi ma che fanno parte,  a
  mio  avviso, del patto di stabilità, perché sono coerenti con  la
  politica  di risparmio complessiva della macchina regionale.  Ciò
  che le chiedevo era di soprassedere.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici  potremmo   fare   nel   modo
  seguente:  per  quanto riguarda l'articolo 6 diamo  atto  che  il
  Governo ha presentato un subemendamento che riscrive il comma 10;
  diamo  atto  che  sono  ritirati i sub emendamenti  6.1  a  firma
  dell'onorevole  Dina  e   6.2 a firma degli  onorevoli  Fleres  e
  Cascio;  l'emendamento A719 è aggiuntivo,  lo  sospendiamo  e  lo
  verificheremo dopo.
   Sospendo,  pertanto, la seduta  avvertendo che  riprenderà  alle
  ore 15.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.30, è ripresa alle ore 16.11)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   si    riprende    l'esame
  dell'articolo 6, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  all'articolo  6 è stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 6.3 che sostituisce il comma 10.
   Il comma 10 dell'articolo 6 è così sostituito:
   6)  Le  disposizioni del presente articolo non si applicano  ai
  soggetti   che   hanno  concluso  le  procedure   di   selezione
  all'entrata  in vigore della presente legge, per il rinnovo  dei
  contratti a tempo determinato già in essere al 31 dicembre  2006
  ed  ai  soggetti  istituiti successivamente  all'anno  2004  che
  comunque  sono  tenuti  ad  adottare  comportamenti  mirati   al
  contenimento della spesa. I predetti soggetti, nell'espletamento
  dei   loro  compiti  istituzionali,  sono  tenuti  ad  avvalersi
  esclusivamente di professionalità in atto esistenti  nell'ambito
  dell'Amministrazione regionale e di cui all'articolo 2, comma 1,
  della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4, e dall'articolo  35
  della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 .

   Comunico,  altresì,  che  è stato presentato  il  subemendamento
  6.3.1:
   Subemendamento 6.3.1:

  Al terzo rigo sostituire le parole  gia in essere al 31 dicembre
  2006  con le parole  stipulati nel 2006 .

  Al  settimo  rigo sostituire la parola  esclusivamente   con  la
  parola  principalmente .

   Gli  emendamenti  6.1  e  6.2,  in precedenza  comunicati,  sono
  ritirati.

   Nell'attesa  che venga distribuito l'emendamento 6.3,  si  passa
  all'emendamento   A719,  comunicato  precedentemente,   a   firma
  dell'onorevole Galvagno ed altri.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  vuole  mettere  ordine  nel settore, un  settore  nel  quale,   a
  seguito  dell'entrata  in  vigore  della  legge  9  del  1986  di
  istituzione  delle nuove province e della 142,  sono  proliferate
  le società miste.
   Tutti noi sappiamo che non hanno obblighi per quanto compete  le
  indennità,   se  non  fissate esclusivamente  per  legge,  quindi
  possono  attribuire, così come fanno, le indennità più disparate.
  Qui  si  vuole  porre un tetto rapportandolo alle  indennità  del
  sindaco  o  del presidente della provincia sia per il  presidente
  della  società che per quanto riguarda i componenti dei  consigli
  di amministrazione.
   Tengo  solo  a  precisare  che  l'emendamento  ha  avuto  parere
  favorevole,  all'unanimità, in I Commissione  e  il  Governo,  su
  questo  stesso  emendamento,  in  Commissione,  si  è  dichiarato
  favorevole.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  l'iniziativa dell'onorevole Galvagno è apprezzabile, tanto è vero
  che  il  Governo  nel suo emendamento tecnico di  recepimento  di
  norme  già  inserite  nella finanziaria nazionale  ha  affrontato
  anche  questo  problema,  per cui sarebbe  già  quasi  assorbito.
  Pertanto,  vorrei  chiedere  all'onorevole  Galvagno  -  valutata
  l'ipotesi che il Governo ha già previsto nell'emendamento tecnico
  - di ritirare l'emendamento perché già compreso.

   BARBAGALLO. Non lo conosciamo questo emendamento tecnico

   CUFFARO,   presidente   della  Regione.  Onorevole   Barbagallo,
  abbiamo recepito quello nazionale.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Pongo in  votazione  il
  subemendamento  6.3.1,  a  firma del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.3, a firma del Governo, sostitutivo
  del comma 10 dell'articolo 6.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente,  onorevoli
  colleghi, preannunziamo il voto contrario per il semplice  motivo
  che,  così  come  è  formulato, a noi  pare  che  sia  il  tipico
  provvedimento ad personam o ad personas, in quanto i profili  che
  si  delineano nella formulazione credo siano destinati a soggetti
  pregiudizialmente individuati.
   Non  vedo  perché  si  debba approvare  questo  emendamento  che
  deroga  all'indirizzo generale del comma 10. Mi  volete  spiegare
  perché deroga alla deroga?. Ribadisco il voto  contrario.

   PRESIDENTE.   Lo   pongo   in  votazione.    Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   ORTISI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Gli   onorevoli   Barbagallo,  De   Benedictis,   Villari,   Di
  Benedetto,  Zago,  Cracolici, Apprendi, Cantafia,  Panarello   si
  associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.3

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 6.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            77
   Votanti             76
   Maggioranza         39
   Favorevoli          42
   Contrari            34

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, così come  emendato.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7.  Ne do lettura.

                               «Articolo 7
                         Riduzione compensi

   1.  Per  il  triennio 2007-2009 i compensi da  corrispondere  ai
  direttori  generali delle aziende unità sanitarie  locali,  delle
  aziende ospedaliere, delle aziende universitarie policlinico, del
  centro  di  formazione permanente e l'aggiornamento del personale
  del  servizio  sanitario (CEFPAS) e dell'istituto zooprofìlattico
  sperimentale con sede in Sicilia, restano fissati nelle misure in
  atto stabilite ridotte del 10 per cento.

   2.  Entro  30  giorni dalla pubblicazione della  presente  legge
  devono  essere  rinegoziati i contratti in essere  ai  sensi  del
  comma 1 del presente articolo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.  Ne do lettura.

                             «Articolo 8
                  Contenimento della spesa corrente

   1.  I  dirigenti regionali responsabili della spesa, nonché  gli
  amministratori  ed i dirigenti degli enti ed organismi  regionali
  che  usufruiscono  di  trasferimenti diretti  o  indiretti  della
  Regione,  devono  adottare  comportamenti  selettivi  mirati   al
  contenimento della spesa nella gestione delle spese ed  escludere
  o riprogrammare le iniziative che comportano aumento degli oneri,
  ovvero devono porre in essere tutte le opportune attività  che  a
  parità   di  costi  possono  migliorare  l'azione  amministrativa
  medesima.

   2.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2007 è istituito  nel
  bilancio della Regione - Dipartimento regionale bilancio e tesoro
  un  fondo  per  provvedere  ad  eventuali  sopravvenute  maggiori
  esigenze di spesa per consumi intermedi.

   3.  Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato  ad
  apportare   le   necessarie  variazioni  di   bilancio   per   il
  trasferimento  delle  somme dal predetto  fondo  alle  pertinenti
  unità previsionali di base, su richiesta del competente Dirigente
  generale o del dirigente responsabile della gestione della spesa,
  sulla   base  di  specifiche  documentate  esigenze   di   natura
  strettamente  obbligatoria e collegate a  contratti  per  utenze,
  previa  dichiarazione  della  impossibilità  di  procedere   alle
  variazioni di cui all'articolo 1, comma 21, della legge regionale
  8 luglio 1997, n. 47.

   4.  Il  fondo di cui al comma 2 è determinato in 13.000 migliaia
  di  euro per l'esercizio finanziario 2007, in 15.000 migliaia  di
  euro  per  l'esercizio  2008 ed in 18.000 migliaia  di  euro  per
  l'esercizio 2009.

   5.   Per   l'Amministrazione  regionale  le  riduzioni  previste
  dall'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio  2006,
  n.  1,  incrementate del 10 per cento, sono applicate  anche  per
  l'anno 2007.

   6.  Per  l'anno  2007 l'Amministrazione regionale può  conferire
  incarichi   di   studio  e  di  consulenza  a  soggetti   esterni
  all'Amministrazione in misura non superiore al 50 per cento della
  relativa  spesa sostenuta nell'anno 2005, con l'esclusione  della
  spesa  relativa  alle indagini inserite nel Programma  statistico
  regionale.

   7.  A  decorrere  dall'esercizio finanziario  2007,  gli  uffici
  dell'Amministrazione   regionale  possono  assumere   mensilmente
  impegni  per  importi non superiori ad un dodicesimo della  spesa
  prevista  da ciascuna unità previsionale di base, con  esclusione
  delle  spese  per stipendi, retribuzioni, pensioni e altre  spese
  fisse  o  aventi  natura obbligatoria ovvero non frazionabili  in
  dodicesimi, nonché per interessi, poste correttive e compensative
  delle   entrate,  comprese  le  regolazioni  contabili,  obblighi
  derivanti  dalla normativa comunitaria o da accordi di  programma
  stipulati con lo Stato, annualità relative ai limiti di impegno e
  rate di ammortamento mutui.

   8.  Qualora  nel  corso  dell'esercizio la  Ragioneria  generale
  della Regione verifichi che l'andamento della spesa regionale non
  rispetta  i  limiti  di  cui al comma  7.  Con  decreto  a  firma
  dell'Assessore per il bilancio e le finanze viene disposta, anche
  in  via temporanea, la sospensione dell'assunzione di impegni  di
  spesa  o dell'emissione di titoli di pagamento a carico di uno  o
  più capitoli di bilancio

   9.  Il  mancato rispetto dei limiti di spesa annuali autorizzati
  con  la  legge di bilancio effettuato attraverso l'assunzione  di
  obbligazioni  con  oneri  a carico del  bilancio  negli  esercizi
  successivi  rileva agli effetti della responsabilità contabile  e
  comporta l'obbligo da parte degli organi di controllo interno  di
  denuncia  alla  Procura della Corte dei Conti per  l'accertamento
  delle eventuali responsabilità.

   10.  Le  misure di contenimento previste dal presente  articolo,
  ivi  comprese le misure di contenimento della spesa  per  consumi
  intermedi,  costituiscono obiettivi prioritari da trasferire  nei
  contratti   individuali  sottoscritti  con  i   Dirigenti   delle
  strutture di massima dimensione e degli Uffici equiparati».

   Comunico che sono stati presentati gli emendamenti: 8.1 a  firma
  degli  onorevoli   Speziale e Cracolici  e   8.2  a  firma  degli
  onorevoli Cascio, Cimino e Fleres.
   Onorevoli colleghi, l'emendamento 8.2 è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 8.1. Onorevole Speziale, la Presidenza
  ravvisa  elementi  di  incostituzionalità in questo  emendamento,
  laddove  dice  che  l'Assemblea e gli  enti  locali  non  possono
  effettuare  spese  per  relazioni  pubbliche,  convegni,  mostre,
  fiere,  manifestazioni, pubblicità per opere  di  rappresentanza;
  manca forse il pagamento degli stipendi

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, non ho un furore anti enti  locali,
  sono  mosso da un'altra esigenza, quella di evitare che gli  enti
  locali si trasformino, oltre che la Regione e i vari assessorati,
  in  un luogo della duplicazione inutile della spesa e di sprechi.
  Per  cui,  capendo perfettamente che questo potrebbe  violare  il
  principio  di autonomia costituzionale che regola i rapporti  con
  gli  enti  locali,  il mio emendamento, essendo  stato  fatto  al
  testo,   manca   di  un  pezzo  che  riguarda  il   rapporto   ai
  trasferimenti della Regione.
   Capisco  perfettamente che noi non abbiamo alcuna  competenza  e
  non   possiamo   interferire  sull'autonomia   costituzionalmente
  garantita  da  parte  degli enti locali, ma possiamo  intervenire
  nella   parte   di   trasferimenti  e   di   finalizzazione   dei
  trasferimenti  da parte della Regione. Per cui, se  permette,  un
  subemendamento relativo ai trasferimenti che la Regione  dà  agli
  enti locali.
   Per   questa  parte,  ritengo  che  non  ci  siano  profili   di
  costituzionalità   e   che   l'emendamento   invece   tenti    di
  razionalizzare l'utilizzo delle risorse regionali.   Cosa  voglio
  dire?  Noi  non  possiamo dire ai comuni come spendere,  possiamo
  dire  però come spendere i  nostri soldi e questo non viola alcun
  principio autonomistico anche perché, mi permetto e se  vuole  lo
  formalizzo  anche  per  iscritto, di  aggiungere   per  le  somme
  trasferite dalla Regione'.

   PRESIDENTE.     Onorevole   Speziale,     allora    accantoniamo
  l'articolo 8, in attesa che lei prepari il subemendamento  e  poi
  ne riprenderemo l'esame.

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono nettamente
  contrario  sia  all'emendamento sia  al  subemendamento,  intanto
  perché   non   si   può  assolutamente,  dal   punto   di   vista
  costituzionale,  limitare una spesa e  tra  l'altro  trattasi  di
  spese indistinte.
   Quando  avvengono  i trasferimenti della Regione  non  avvengono
  per uno scopo laddove vi sono state incorporate nella spesa della
  Regione tutte quelle che erano le competenze della legge 1, tutte
  quelle  che erano altre  competenze.  Quindi,  annuncio  il  voto
  contrario mio e del Gruppo parlamentare cui appartengo, a  questo
  emendamento e al subemendamento.
   Le  spese  devono  essere limitate laddove vi  sono  esattamente
  sprechi;  vi sono sprechi negli enti regionali, laddove si  cerca
  di  creare enti che non hanno alcuna valenza dal punto  di  vista
  formale  e istituzionale. Quindi, ribadisco che voterò  contro  e
  dico  che non vi sono i termini della costituzionalità,  a  parte
  che  ora,  col  Titolo  V della Costituzione,  sarebbe  veramente
  inconcepibile una questione posta in questi termini.

   VICARI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VICARI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  all'onorevole  Speziale  di  ritirare  questa  proposta  e  farlo
  ragionare. Già la Regione siciliana, avendo abolito la legge 1  -
  lo diceva l'onorevole Laccoto -  e la legge 22, ha dato autonomia
  e  libertà  alle autonomie locali di programmarsi  rispetto  alle
  proprie  esigenze.  In più, rispetto alle preoccupazioni  che  ha
  l'onorevole Speziale, di poter sperperare denaro, già  interviene
  il  patto  di  stabilità che è abbastanza  rigido  per  gli  enti
  locali, dove la tipologia della spesa è relazionata alle entrate.
   Credo,  quindi, che sia un eccesso di controllo e  di  ingerenza
  che  questo  Parlamento  non  può assolutamente  permettersi  nei
  confronti  degli  enti  locali, per cui  la  invito  a  fare  una
  riflessione,  visto  che  anche una parte  della  sinistra  si  è
  dichiarata contraria a ritirarlo.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  per
  tutti  quei  colleghi  deputati che sono  anche   sindaci  e  che
  pertanto si muovono nella direzione opposta. E siccome non  posso
  neppure presentare emendamenti, dato che ci siamo impegnati a non
  presentarne, esprimo voto favorevole su quell'emendamento, perché
  ritengo  che sia un emendamento giusto e correttivo di una  spesa
  insensata che spesso i comuni fanno.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  provocazione dell'onorevole Speziale sia opportuna nel senso  che
  una  razionalizzazione su queste spese ci deve  essere  da  parte
  degli  enti locali e soprattutto delle province, però la  invito,
  signor  Presidente,  a valutare l'ammissibilità  dell'emendamento
  all'articolo 8 del testo della finanziaria.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sul  punto
  avevamo già discusso nella Commissione di merito. Il ragionamento
  fatto in precedenza dall'onorevole Laccoto mi trova perfettamente
  d'accordo.  Questo emendamento è in contrasto  con  il  Titolo  V
  della  Costituzione,  in  particolare con  l'articolo  114  della
  Costituzione  che  è  stato  interamente  riscritto  dalla  legge
  costituzionale  3  del 2001 e che pone i comuni  e  le  autonomie
  locali,  come sono ridefinite in generale, su un piano di  parità
  costituzionale con lo Stato per la prima volta. Tanto è vero  che
  ormai  sappiamo bene che la Repubblica è costituita dallo  Stato,
  oltre che dalle Regioni, dai Comuni, dalle Province e dalle città
  metropolitane.  Pertanto,  credo  che  questa  norma,  così  come
  riscritta,  sia  in  contrasto  con  la  Costituzione,  e  questo
  Parlamento  non  può  assolutamente  permettersi  di  entrare  in
  conflitto  con la Costituzione della Repubblica. Per tale  motivo
  il mio voto è contrario.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    mentre
  l'onorevole Speziale parlava l'ho visto, per un attimo,  con  una
  feluca  e un paio di coulotte, con una coccarda tricolore  rossa,
  bianca  e  blu  e  l'ho immaginato nella piazza  della  Bastiglia
  mentre tentava di portare alla ghigliottina un po' di sindaci dei
  comuni della Sicilia.

   CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Era   Danton,   Murat   o
  Robespierre?

   FLERES. Era Robespierre, lo voglio nobilitare.
   Cosa  intendo  dire, onorevole Speziale, al di là  della  ironia
  che  -  dato  i  nostri rapporti - mi permetto? Voglio  dire  che
  l'onorevole Speziale solleva una questione che è sotto gli  occhi
  di tutti.
   Non  c'è  alcun  dubbio  che esistono fenomeni  di  spreco,  che
  esistono fenomeni di malcostume, che esistono fenomeni di cattivo
  utilizzo delle risorse pubbliche, che esistono fenomeni di scarsa
  qualificazione dell'intervento pubblico relativamente ai  temi  a
  cui  l'onorevole Speziale si riferiva. Non per questo,  però,  il
  sistema,  nel  suo  insieme, merita di essere cancellato,  semmai
  meritano   di   essere   cancellati   quei   Sindaci   o   quelle
  Amministrazioni che non utilizzano proficuamente le  risorse  che
  la Regione trasferisce loro.
     E  poi,  voglio fare soltanto un esempio: sulla base di  quale
  criterio  noi stabiliamo quali siano gli interventi utili  ad  un
  Comune,  per  esempio,  relativamente alle attività  culturali  o
  turistiche?  Possiamo considerare alla stessa stregua  un  comune
  come  Ramacca,  al  centro della Sicilia, che  è  prevalentemente
  agricolo e che, quindi, probabilmente, utilizzerà le risorse  per
  promuovere  le  attività di natura agricola, con un  comune  come
  Cefalù  o  come  Taormina dove, invece, si  vive  di  turismo  e,
  dunque,  è necessario e indispensabile utilizzare le risorse  per
  promuovere il turismo?
   Allora,  cosa  intendo  dire, onorevole Speziale?  Intendo  fare
  salvi i principi che ispirano il suo emendamento ma non certo  il
  contenuto,  perché  il  contenuto,  operando  chirurgicamente  in
  maniera  netta, non interviene a determinare una soluzione  equa,
  anzi,  rischia  di peggiorare la situazione attuale  determinando
  una  soluzione ed un intervento del tutto privo di  logica.  Ecco
  perché all'inizio, ironizzando, onorevole Speziale, ho parlato di
  Robespierre, della Rivoluzione francese e della ghigliottina.
   Non  è  intervenendo in maniera indistinta  che  si  risolve  un
  problema  di  questo  genere e non è pensando  di  sostituire  la
  politica  con  una  norma  di questo genere  che  si  risolve  il
  problema.
   Il  tema  che  lei  solleva  è  sicuramente  importante,  ma  va
  affrontato  nelle sedi politiche e, soprattutto, va  affidato  ai
  cittadini  il  compito  di giudicare. Io credo  che  i  cittadini
  sappiano giudicare se una Amministrazione li rappresenta  bene  e
  svolge  bene il suo compito utilizzando proficuamente le  risorse
  di cui lei parla oppure le utilizza male.
   Resta   inteso   che,  nel  caso  in  cui  si   votasse   questo
  emendamento, il mio voto sarebbe contrario.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  rischiamo  di  morire  con  questa demagogia  sfrenata  e  voglio
  portare  la  mia esperienza di modesto sindaco di una  metropoli,
  dico sempre, di 1.200 abitanti.
   Io,  già  da  quando  mi  sono insediato, faccio  sagre,  faccio
  feste,  però da quando mi sono insediato ho rinunciato  alla  mia
  indennità  di sindaco, ha rinunciato la Giunta, ha rinunciato  il
  Consiglio  comunale  e ci possiamo, quindi,  permettere  di  fare
  qualche  sagra  e  qualche promozione visto  che  questi  piccoli
  centri rischiano di morire.
   E  dico  che rischiamo di morire di demagogia perché,  per  come
  colgo,  noto  - e potremmo anche nominarne tante di cose rispetto
  alle  nefandezze che spesso noi votiamo in questa Assemblea,  che
  spesso   noi  votiamo  anche  col  silenzio  complice  di   tante
  componenti   -  credo che, oggi, puntare il dito  esattamente  su
  alcune  spese  di rappresentanza degli enti locali,  arrivando  a
  fare questa demagogia all'estrema conseguenza, credo che sia - mi
  permetto di dire - molto vergognoso.
   Come  d'altronde sono vergognose, rispetto ad alcune  questioni,
  rispetto ad alcune vicende, gli atteggiamenti che vengono tenuti

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, sono tesi,  non  usiamo  questi
  aggettivi

   DE LUCA. Chiedo scusa, ritiro  vergognoso
   Dicevo,   rispetto  ad alcune questioni che spesso  poi  vengono
  sbandierate  in  questa  Assemblea  e  sui  giornali,  mi   sento
  particolarmente  toccato  più nella qualità  di  sindaco  che  di
  deputato; ecco perché, signor Presidente, mi sono lasciato andare
  in  questa  mia  filippica, perché già si è tentato  con  qualche
  norma di condizionare quella che è la spesa dei sindaci.
   Nella  prima  versione  della  Finanziaria  era  contenuto,   mi
  sembra, un vincolo del 30  per cento per le spese sociali che  il
  nostro  Assessore   - in una logica, per carità,  intelligente  -
  aveva  proposto.  Noi, però, avevamo detto  che,  purtroppo,  per
  quelle che erano le situazioni dei singoli enti locali non poteva
  essere  all'improvviso calata una scure del genere.  Figuriamoci,
  rispetto  già  a  una questione così nobile - spese  nel  settore
  sociale,  ci  siamo ribellati e abbiamo chiesto poi  che  venisse
  cassata  -   se si potesse mai immaginare di vincolare  i  centri
  sulla  scorta della demagogia che viene spesso sollevata rispetto
  a delle spese in ogni caso legittime e che in ogni caso ogni ente
  prende dal proprio bilancio.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido
  gli  interventi degli onorevoli Laccoto e Gucciardi, però  questo
  ci consente di fare una riflessione più articolata.
   L'onorevole Speziale pone un problema giusto dal punto di  vista
  dell'esigenza  di una razionalizzazione della spesa  nel  settore
  delle  manifestazioni, dei convegni, delle sagre  e,  quindi,  di
  un'esigenza  di  coordinamento e di più rigorosa  programmazione.
  Ovviamente,  però, sbaglia quando limita l'attività  di  un  ente
  locale che - come ha detto benissimo l'onorevole Gucciardi  -  fa
  parte dell'ordinamento dello Stato e, quindi, nessuno può imporre
  ad altri scelte che riguardano la loro legittima autonomia.
   Io,  però, penso che come Regione potremmo fare; infatti,   alla
  Regione tocca anche limitare la propria capacità di incidenza  in
  un  settore  che  spesso  non  ha alcun  ritorno  in  termini  di
  occupazione produttiva o di flussi turistici . Quindi, in qualche
  altra  occasione  -  il  Presidente Cuffaro  sono  sicuro  che  è
  d'accordo  - dobbiamo vedere come la Regione investe  le  proprie
  risorse per questo tipo di attività. Ad esempio, l'esagerazione -
  il  collega  Speziale forse si riferiva a questo - dell'assessore
  imprenditore, dell'assessore che gestisce, dell'assessore che non
  lascia  libera la cultura o il momento delle attività  del  tempo
  libero    diventa   imbarazzante,   perché   si   realizza    una
  prevaricazione  della politica nei confronti delle  attività  che
  devono essere svolte da parte degli operatori culturali.
   Quindi,  credo  che la provocazione dell'onorevole  Speziale  ci
  deve  portare  ad  una  riflessione che riguarda  innanzitutto  i
  compiti di coordinamento e di controllo da parte della Regione.

   BALLISTRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BALLISTRERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'onorevole  Speziale  abbia posto  un  tema  corretto,  un  tema
  giusto. D'altronde sotto gli occhi di tutti c'è una pubblicistica
  diffusa  che  parla di feste, di sagre, di iniziative  mondane  a
  carico del bilancio pubblico a vario tipo distribuito.
     Pur  tuttavia,  la questione va analizzata  nel  contesto  del
  rapporto  con l'ordinamento costituzionale del nostro  Paese.  In
  particolare,  qualcuno  ricordava  il  Titolo  V  in  materia  di
  federalismo  sussidiario,  quindi allargamento  delle  competenze
  degli enti locali.
   La  norma  andrebbe  analizzata cum  grano  salis,  contando  su
  amministratori probi che non utilizzano le risorse pubbliche,  ad
  esempio, per promuovere gli intellettuali organici o di regime  e
  per   costruire  anche  clientele  politiche  attraverso   questo
  strumento. Ovviamente, però,  nel campo della politica spesso ciò
  che  appare  ovvio e scontato in regime di buona  amministrazione
  non si attua e, quindi, occorrono le prescrizioni.
   Credo  che  facendo riferimento all'articolo  6  in  materia  di
  stabilità,  che abbiamo già approvato, si potrebbe  prevedere  in
  via   analogica   all'ordinamento   della  Regione,  per   quanto
  riguarda  il  patto di stabilità per la Regione,  di  apporre  un
  tetto  alle  spese nella fattispecie che stiamo analizzando.  Con
  una  integrazione, che non può far parte di una  norma  in  legge
  finanziaria, che è demandata alla intelligenza e alla correttezza
  dei  pubblici amministratori ad evitare iniziative folcloristiche
  che  offendono i cittadini siciliani in tempo in cui  le  risorse
  sono sempre minori e si va incontro a tagli e a rigore.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,    intanto
  eviterei  i toni forti: demagogia,  vergognoso. Bisogna  dare  la
  possibilità  a  chi la pensa in maniera diversa di  esprimere  la
  propria opinione.
     D'altra  parte, credo che l'onorevole Speziale, che  ha  fatto
  anche  l'amministratore, nel proporre il suo emendamento, pur  su
  una  esperienza limitata, avrà avuto i suoi motivi e  i  colleghi
  che  sono  intervenuti  a favore, evidentemente,  hanno  le  loro
  ragioni.
   E  tuttavia,  nel merito io direi che queste spese molto  spesso
  per  fiere, manifestazioni, sagre, sono produttive, nel senso che
  il  saldo tra l'investimento e l'incasso nella collettività è  un
  saldo positivo.
   Non  so  a quanti di voi sarà capitato di organizzare  -  io  ho
  fatto il sindaco per nove anni consecutivi - eventi nella propria
  città  a  costo  limitatissimo e di vedere entrare  nel  circuito
  della   collettività,   non  certo  nell'ente   Comune,   incassi
  decuplicati, centuplicati qualche volta.
   A  volte   si organizzano eventi con pochi soldi e vuoi  per  la
  vicinanza della città, vuoi per la concomitanza di altre   eventi
  che  si  intrecciano ti vedi frequentare la cittadina da migliaia
  di persone che non ci sarebbero mai venuti nella cittadina.
   Terza  osservazione  marginale. Ragazzi, ma  davvero,  a  fronte
  delle spese di rappresentanza che abbiamo aumentato al Presidente
  della  Regione,  noi vogliamo che consistono in  miliardi  -  per
  carità,    nulla   quaestio   -  noi  vogliamo   tagliuzzare   la
  disponibilità,  costituzionalmente fra  l'altro  prevista,  delle
  amministrazione  locali  di organizzarsi?  Mi  sembra   una  cosa
  assolutamente  assurda.  Peraltro,  come  diceva  la  Presidenza,
  sarebbe  un  intervento  assolutamente incostituzionale  dopo  la
  rivisitazione del  Titolo III della Costituzione.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  -
  così  come  ha detto il collega che mi ha preceduto -  quando  un
  deputato di questa Assemblea solleva un problema gli è dovuto  un
  rispetto assoluto e, quindi, non si può apostrofare l'intervento,
  così come ha fatto il collega De Luca. Certo, raccolgo in lui  la
  posizione di un sindaco di 1.200 abitanti che gestisce pochissime
  risorse.  Però, ci sono casi, come quelli di Palermo,  che  hanno
  fato  indignare l'Italia e non solo, perchè se un sindaco  spende
  un milione e 400 mila euro in promozione per dire che  Palermo  è
  la  città più cool  d'Italia , ha ragione l'onorevole Speziale  a
  sollevare questo problema.
   Credo  che  aprire una discussione seria su come si  spendono  i
  soldi  pubblici  per  promuovere la propria persona,  la  propria
  attività in vista della campagna elettorale, questo va affrontato
  e va affrontato creando dei paletti.
     Penso  che  l'onorevole  Speziale abbia  voluto  dire  questo.
  Quindi, io sostengo una discussione su questo argomento, non  per
  chiudere,  perchè probabilmente è una provocazione, ma perchè  va
  discusso ed affrontato. Spesso, infatti,  alcuni sindaci  a  fine
  mandato  concentrano  tutta la spesa in  promozione,  convegni  e
  pubblicità.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI   BENEDETTO.   Signor  Presidente,  credo  che  l'emendamento
  dell'onorevole Speziale incontri un fatto di buon senso  rispetto
  alla eliminazione di sprechi che nei comuni ci sono.
   D'altra  parte, c'è un aspetto, quello di non limitare in  senso
  assoluto l'autonomia dei comuni ma di ricondurli ad un equilibrio
  ad  una  oculatezza  nella spesa. Ragione  per  cui  propongo  un
  subemendamento al subemendamento dell'onorevole Speziale  in  cui
  si  dice  che non si possono effettuare spese in misura superiore
  al 60 per cento della spesa effettuata nell'anno 2005.

   SPEZIALE Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SPEZIALE.  Signor Presidente, avevo già detto che non ero  preso
  da  furore anticomune. Fra l'altro, la mia esperienza è stata per
  venti   anni   in  Consiglio  comunale,  vengo  qui  sulla   base
  dell'esperienza  fatta  e  a  difesa  dell'autonomia  degli  enti
  locali.
   Noi  abbiamo unificato il trasferimento con la legge 6 del 1997,
  durante il Governo Provenzano, i trasferimenti ai comuni. Lo dico
  ai   sindaci   ed   ai  colleghi,  i  comuni  godevano   di   due
  trasferimenti: uno legato alla legge 22 ed uno alla legge  1  del
  1979.
   Il  trasferimento  legato alla legge 22 imponeva  ai  comuni  di
  fare servizi socio-assistenziali. La legge 1 del 1979 imponeva ai
  comuni di fare due investimenti: una politica di investimenti  ed
  una   politica di assistenza e servizi. Poi avevamo una serie  di
  trasferimenti  riconducibili al personale che di volta  in  volta
  veniva stabilizzato.
     la  Regione  disse  diamo tutti questi soldi ; ma la  finalità
  principe  per  la  quale furono trasferiti i soldi  rimanevano  i
  servizi    socio-assistenziali  - che  sono  compiti  propri  dei
  comuni   -    gli  interventi  per  investimenti  e  quelli   per
  assistenza.
   Nel  corso  di questi anni, nei comuni, in rapporto  anche  alla
  loro  autonomia, si è trasformata la natura del trasferimento  ed
  il trasferimento può essere sempre più diventato un'altra cosa.
   Poichè  non  posso giudicare i sindaci virtuosi  ed  i  consigli
  comunali  virtuosi rispetto a quelli meno virtuosi, la  questione
  che pongo è non di non mandare i soldi ai comuni - io sono perché
  vengano  mandati  più soldi ai comuni, perché  i  comuni  possano
  meglio  rispondere  -  la questione che pongo  è  che  nei  soldi
  trasferiti dalla Regione si mantenga una finalità, che  è  quella
  di  fare  servizi, investimenti ed interventi socio-assistenziali
  che sono i tre cardini per cui nascono i comuni.
   Quindi,  nessuno  ha  posto  un problema  di  riduzione,  perché
  quando  faremo  la  battaglia per aumentare il  trasferimento  ai
  comuni sarò il primo a sostenere questa tesi.
   Circa  l'obiezione sollevata della violazione  di  un  principio
  che è quello dell'autonomia statutaria, costituzionale dei comuni
  in  virtù del Titolo V, non stiamo intervenendo nell'ambito delle
  competenze  proprie  dei comuni, stiamo dicendo  soltanto  che  i
  soldi  che  noi  trasferiamo non debbono  essere  utilizzati  per
  queste finalità.
   Detto  questo, onorevole Presidente della Regione, ho apprezzato
  - e l'Assemblea forse non se ne è accorta - che in una situazione
  di  razionalizzazione delle spese il Governo, all'articolo 6 - lo
  dico ai colleghi - aveva predisposto un comma che voglio leggere:
   Per  l'anno  2007  i  soggetti di cui al  comma  1  non  possono
  effettuare  spese di ammontare superiore al 40  per  cento  della
  spesa  impegnata  nel  2005  per relazioni  pubbliche,  convegni,
  mostre,   fiere,   manifestazioni,   pubblicità   e   spese    di
  rappresentanza .
   Il  Governo si è posto l'esigenza che, per l'anno in corso, alla
  luce  del  bisogno e della necessità di razionalizzare la  spesa,
  non  si  sconfini  rispetto  ad  alcune  questioni  ed  ha  detto
   riduciamo al 40 per cento .
   C'è  un  emendamento presentato adesso dal collega Di Benedetto.
  Il  rifiuto non capisco; questa lesa maestà come se ci fosse  una
  violazione  di  chissà quale sancito diritto non capisco,  che  è
  quello di dire che anche nei comuni e nelle province si riduce la
  spesa per convegni nella misura non superiore al 40 per cento  di
  quella che è stata effettuata nel 2005.
   Onorevoli  colleghi,  la  si può approvare,  non  approvare,  il
  Presidente può dichiararla improponibile, comunque la si vuole la
  questione   che  riguarda  la  razionalizzazione   della   spesa,
  l'eliminazione  di sprechi, perché io non posso  trovarmi  l'anno
  prossimo  in  estate a vedere sette spettacoli di un  personaggio
  famoso che guadagna 55 mila euro a serata di comuni e, poi, negli
  stessi   comuni,  leggere  sulla  stampa  che  ci  sono  famiglie
  bisognose  alle  quali non si può dare il  contributo.  E  non  è
  demagogia,  purtroppo  è  la  realtà. Quindi,  vorrei  utilizzare
  meglio le spese e i soldi pubblici.
   Ecco  perché  mi  ero  permesso di fare questo  emendamento.  Mi
  scuso con i colleghi sindaci. La   teoria delle  3 f   la conosco
  perfettamente.  Quando non si è in grado di  fare  la  festa,  la
  forca  e  la  farina, perché la forca non possiamo  darla,  molte
  volte  non riusciamo a dare la farina. Forse, per vincere qualche
  elezione  qualche  festa  fa  pure  bene,  ma,  vivaddio,  questo
  comunque  passa attraverso uno spreco e noi non possiamo sprecare
  i soldi pubblici.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  pur apprezzando il contenuto  e
  la  sostanza  del  suo  intervento, la  Presidenza  non  può  che
  dichiarare  il  suo emendamento improponibile, non soltanto  alla
  luce  del principio costituzionale che anche lei ha riconosciuto,
  ma  tenendo presente che la natura dei trasferimenti ai comuni  è
  una natura giuridica che non parla di trasferimenti effettivi, in
  quanto  siamo  in un regime transitorio, visto che  il  Titolo  V
  della  Costituzione dà parità ai comuni, alle  province  ed  alla
  regioni  di  prelievo fiscale. Siamo ancora in regime transitorio
  per cui il suo emendamento è improponibile.
   Come,  ovviamente,  è  improponibile,  perché  incostituzionale,
  l'emendamento 8.1.1.1 degli onorevoli Cristaldi, Vicari,  Cascio,
  Turano,  che  così  recita:  dopo la parola   comune'  aggiungere
   limitatamente a Gela' .
   Pongo  in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                 Soppressione indennità di trasferta

   A   decorrere  dall'esercizio  finanziario  2007,  ai   soggetti
  previsti  dal  comma 1 dell'articolo 1 della legge  regionale  15
  maggio  2000,  n. 10, si applicano le disposizioni  previste  dai
  commi 213, 214, 215 e 216 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre
  2005,  n.  266.  Sono  soppresse  le  disposizioni  regionali  in
  contrasto con quanto previsto dal presente comma».

   Comunico  che  è  stato  presentato, dagli  onorevoli  Caputo  e
  Stancanelli, l'emendamento 9.1.

   CAPUTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
     Pongo  in  votazione  l'articolo 9.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
             Riorganizzazione Amministrazione regionale

   1.  Al  fine  di  ridurre le spese a carico del  bilancio  della
  Regione,  l'Assessore regionale alla Presidenza, di concerto  con
  l'Assessore  regionale  per il bilancio e le  finanze,  presenta,
  entro  120  giorni  dalla  data di pubblicazione  della  presente
  legge,   un   piano   di   riorganizzazione  dell'Amministrazione
  regionale  rivolto ad eliminare le duplicazioni  organizzative  e
  funzionali  e  razionalizzare le competenze delle  strutture  che
  svolgono funzioni omogenee, da sottoporre all'approvazione  della
  Giunta regionale.

   2.  Il  predetto piano viene predisposto, sentiti i dipartimenti
  regionali    interessati,   dalla   Segreteria   generale,    dal
  dipartimento personale e dalla ragioneria generale della Regione.

   3.  Il  piano di cui al comma 1 deve essere accompagnato da  una
  dettagliata  relazione  tecnica  che  specifichi,  per   ciascuna
  modifica  organizzativa, le riduzioni di spesa  conseguibili  nel
  triennio di avvio del piano stesso e da un proposta operativa che
  indichi   gli   obiettivi  da  raggiungere,  le   azioni,   anche
  legislative, da porre in essere ed i relativi tempi e termini  di
  attuazione.

    4.  Nelle more della completa riorganizzazione di cui ai  commi
   1,  2  e 3 è fatto divieto di procedere all'istituzione di nuovi
   uffici  previsti  dal  comma  7  dell'articolo  4  della   legge
   regionale 15 maggio 2000, n. 10».

   Comunico  che sono stati presentati i seguenti  emendamenti:

   - dagli onorevoli Oddo ed altri:
     emendamento  10.2.
   Dopo   le   parole   funzioni  omogenee   al  primo   capoverso,
  aggiungere   le   parole    migliorandone   la   funzionalità   e
  l'efficienza .

   - dall'onorevole Cracolici:
      emendamento 10.3:
   Al  primo  comma, dell'articolo 10, dopo le parole  del bilancio
  dellaRregione , aggiungere le parole   E' fatto obbligo, all'  ;
   sempre   al  primo  comma,  dopo  le  parole    e  le  finanze ,
  sostituire   presenta  con   presentare .

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  penso  che  una  norma  del  genere
  potrebbe  indubbiamente  essere apprezzata  dall'opposizione.  Le
  spiego il perché.
   Per  quanto  concerne  la razionalizzazione dell'Amministrazione
  regionale   e   il  funzionamento  complessivo  della   medesima,
  l'opposizione  aveva formulato una serie anche  di  proposte  che
  miravano  a  razionalizzare tutto ciò che organizza  la  macchina
  regionale.  Non solo gli uffici speciali cosiddetti  che  con  la
  legge  10  si  possono realmente istituire  ma  che  spesso  sono
  diventati  qualcosa anche di incontrollabile, tenendo  conto  che
  spesso  ci sono uffici che non dispongono del personale per  come
  evidentemente  si  dovrebbe  e altri che,  invece,  abbondano  di
  personale  - con tutto il rispetto ai dipendenti della Regione  -
  ma  che  non  riescono  a  produrre ciò che  ci  si  aspetta.  La
  razionalizzazione, quindi, non è solo un contenimento reale della
  spesa, è anche e soprattutto un guardare ad uffici più efficienti
  che  possono  realisticamente dare  una  immagine  della  Regione
  diversa  da  quella  che  è  stata  data  fino  ad  oggi,  perchè
  nell'immaginario  collettivo(mi dispiace che il Presidente  della
  Regione non possa un attimo ascoltare, non dico cose estremamente
  importanti, ma comunque uno sforzo per venire incontro e per fare
  prevalere  quel  confronto che sempre abbiamo detto  democratico,
  chiaro, schietto e mi permetto di dire anche leale, ovviamente su
  piani  diversi  a  volte anche di analisi, di  riflessioni  e  di
  elaborazioni).
   Chiudo  la  parentesi. Penso che nell'immaginario collettivo  la
  macchina regionale è vista come qualcosa che è assolutamente  non
  del tutto interfacciabile alle esigenze dei cittadini stessi.
     Ieri  sera si parlava di centraloni, centralini, di  personale
  che  dovevano fare o meno turni ed essere pagati sull'utilità  di
  questi  turni,  sull'utilità dell'H24 , del filo diretto  tra  il
  cittadino  siciliano e l'Amministrazione regionale. Questa  sera,
  mi  pare  che stiamo toccando - lo dico con estrema umiltà  -  un
  argomento molto più serio, che è quello di come si interfaccia  -
  ripeto  - la macchina regionale rispetto al siciliano che  chiede
  che ci sia un po' di maggiore attenzione alle esigenze che spesso
  sottopone alla, ormai definiamola, macchina regionale stessa.
   Allora,  lo  sforzo  fatto nella scrittura  di  questo  articolo
  riteniamo  che sia uno sforzo accettabile. L'avremmo  scritto  in
  maniera diversa, con un po' più di coraggio; ma è inutile girarci
  attorno, questo è uno sforzo che può portare a dei risultati.  Mi
  permetto  di aggiungere  che se non l'ancoriamo anche ad  aspetti
  d'obbligo, senza virgolette, d'obbligo, dove entro 120  giorni  è
  fatto  obbligo  all'Assessore entro un  margine  x  di  tempo  di
  presentare questo piano di razionalizzazione.
   Allora, noi ci permettiamo di introdurre l'espressione  è  fatto
  obbligo all'assessore , perchè una norma senza alcun allineamento
  sanzionatorio  è una norma cartella,  si potrebbe intendere  come
  norma  propagandistica, in questo momento,  per  poi  domani  far
  spirare  i 120 giorni, far spirare anche ulteriori mesi,  abbiamo
  anche  purtroppo, da questo punto di vista la Regione  non  è  la
  prima  volta che dimostra che rispetto a termini fissati da norme
  si fa finta di niente e niente accade.
   Noi  vogliamo,  invece, che questo lavoro sia fatto  seriamente,
  che  ci  sia  la  possibilità, appunto, anche di esprimere  anche
  tramite le commissioni competenti il parere del Parlamento e  che
  si  possa  dare  al cittadino siciliano non solo  l'immagine,  ma
  anche  concretamente risposte più adeguate e che  possa  cambiare
  nell'immaginario  collettivo  il giudizio  dei  cittadini  stessi
  sulla Regione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   credo  che
  ,al   di  là  delle  questioni  poste  dall'onorevole  Oddo,  con
  l'emendamento  presentato dallo stesso,  si   voglia  rendere  la
  norma perentoria.
   Allo  stato attuale, tale norma sembra  un atto di mera  volontà
  e  con  l'emendamento  dell'onorevole Oddo non  solo  si  intende
  introdurre  il  concetto  di  obbligo  perentorio,  ma  anche  la
  previsione della redazione del Piano di riorganizzazione  tenendo
  conto  del dimezzamento delle funzioni apicali attorno alle quali
  si è costruita la macchina regionale.
   Vorrei  ricordare che oggi, tra dipartimenti ed uffici speciali,
  l'amministrazione regionale dispone di 44 strutture.
   L'emendamento  da me presentato - già presentato in  Commissione
  Bilancio  - tende a  dimezzare questo numero di strutture  ad  un
  massimo  di  20  uffici,  prevedendo l'iter  da  seguire  per  il
  raggiungimento di tale obiettivo.
   Non  vorremmo, inoltre, che in nome del contenimento della spesa
  succeda  quanto  accaduto  nella scorsa  legislatura  quando  nel
  settembre  2002  il  Governo  emanò   un  decreto  sulla  sanità,
  denominato   Decreto  taglia spese , che produsse  alla  fine  un
  saldo  positivo  definitivo  di  300  miliardi  di  vecchie  lire
  rispetto alla spesa fin da allora realizzata.
   Quindi,   non   vorremmo  che  il  Piano   di   riorganizzazione
  dell'Amministrazione  regionale produca alla  fine,  non  più  44
  uffici, ma  60
   Spesso,   infatti,  in  questa  Regione  si  opera  come   negli
  ospedali,  dove  spesso i reparti vengono fatti per  nominare  il
  primario  piuttosto  che per le esigenze dell'utenza  e,  quindi,
  anche  gli  uffici spesso si istituiscono per potere nominare  un
  Direttore anziché per la loro finalità.
   Quest'emendamento  ha  come obiettivo di  rendere  credibile  il
  Piano  di  riorganizzazione che comporti una maggiore  efficienza
  all'Amministrazione regionale e una reale capacità di  ridurre  i
  costi di  funzionamento.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione  non so se  lei  ha  letto  l'articolo
  presentato  dal  Governo -  ovviamente  formulato   da  un  abile
  funzionario   -   che   mira   a   riorganizzare    gli    uffici
  dell'Amministrazione  regionale  sulla  base   dei   criteri   di
  efficienza  e  di  economicità,  però  l'articolo,   così    come
  formulato, sembrerebbe poco utile
   Al  comma 1, infatti, si stabilisce l'obiettivo di eliminare  le
  duplicazioni organizzative per razionalizzare le competenze delle
  strutture,  però  al  comma 2, si sancisce  che  per  raggiungere
  quest'obiettivo  ci  si deve rivolgere agli  stessi  dipartimenti
  duplicati.
   Onorevole Presidente della Regione, ritenendo indispensabile  la
  rivisitazione   radicale  della  macchina   e   della   struttura
  amministrativa  della Regione, è necessario  stabilire  obiettivi
  puntuali e precisi.
   L'emendamento  -   già  presentato in Commissione  di  merito  -
  stabiliva  che  si  arrivasse  ad  un  numero  massimo  di  venti
  dipartimenti  e  nel corso di questi ultimi anni,  invece,  si  è
  assistito  ad  una duplicazione degli uffici - come prima  diceva
  l'onorevole Cracolici - arrivando a quarantaquattro dipartimenti,
  rendendo  meno efficiente l'apparato amministrativo con  relativi
  costi altissimi.
   Onorevole  Presidente  della Regione,  questa  legislatura  deve
  essere  una  sfida per rendere questa  Regione più efficiente  ed
  economicamente  compatibile  e,  per  tale  motivo,  non  bisogna
  considerare   i   nostri  emendamenti  come   un   tentativo   di
  opposizione.
   L'emendamento,  presentato dal Gruppo  parlamentare  Democratici
  di  Sinistra,  prevede  di ridurre i dipartimenti  a  venti  come
  obiettivo intermedio  raggiungibile e per questo le chiediamo  di
  inserirlo nella norma per evitare - così come spesso è avvenuto -
  che  dopo  centoventi  giorni  l'Assessore  per  il  bilancio   e
  l'Assessore alla Presidenza, incaricati di predisporre  il  Piano
  di  riorganizzazione  degli  uffici  della  Regione,  ci  possano
  presentare     anziché    quarantaquattro    dipartimenti     una
  moltiplicazione  elefantiaca delle strutture con  un  conseguente
  appesantimento di costi che, ormai, la Regione ed il suo bilancio
  non può più sopportare.
   Inoltre,    vorrei    chiederle    una    maggiore    puntualità
  nell'esaminare gli atti ispettivi e il nostro gruppo parlamentare
  ha   presentato  diversi emendamenti ritenuti  ammissibili  e  ci
  aspettiamo  una  risposta  positiva, viceversa  ricorreremo  alla
  richiesta del voto segreto.

   TUMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  norma,
  nella  sue  formulazione,  è inutile poiché si poteva  provvedere
  mediante una circolare a firma del Presidente della Regione.
   Si rende, quindi, necessario dare un contenuto a questa norma  e
  ad  impegnare  il  Governo  ad operare la  razionalizzazione  con
  obiettivi e linee ben definite.
   Ritengo,   pertanto,   esauriente   la   proposta   del   gruppo
  parlamentare Democratici di Sinistra di prevedere il paletto  dei
  20    dipartimenti   nella   razionalizzazione   della   Pubblica
  amministrazione.
   Sorprende  il  fatto  che  né  il Presidente  Cuffaro  né  altro
  componente  del  Governo  senta  il  bisogno  di  dare  un  senso
  specifico a questa norma stabilendo i criteri che ne ispirano  la
  funzione  e, a tal proposito, vorrei comprendere quali siano  gli
  intendimenti del Governo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.3.

   DE BENEDICTIS.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo per argomentare sull'emendamento comunicato perché  la
  ratio di questo comma è volta al contenimento delle spese, ma nel
  testo  non  è  riportato che gli uffici erogano un  servizio  nei
  confronti dell'utenza e della stessa amministrazione e che questa
  deve essere la loro funzione principale.
   Il  testo  dell'emendamento, quindi, non  è  pleonastico,  ma  è
  utile  per ricordare che il perseguimento del contenimento  della
  spesa  non  deve  essere a discapito della qualità  del  servizio
  reso,   bensì  riorganizzando  la  spesa  e  le  funzioni  stesse
  contemperando riduzione di costi e qualità del servizio stesso.
   Pertanto,  ritengo  utile scrivere nel testo  di  legge  che  il
  tutto  deve  avvenire migliorando la funzionalità e  l'efficienza
  delle    strutture    amministrative   per   il    raggiungimento
  dell'obiettivo principale della nostra azione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 10.2. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO,  presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.1.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  non si può presentare un emendamento per stabilire  la
  diminuzione dei dipartimenti della Regione senza una legge.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, credo che la sua  considerazione
  sia ingenerosa verso chi ha presentato l'emendamento.
   Nella  norma  finanziaria si stabilisce che, entro  120  giorni,
  l'Assessorato  presenterà un programma di riorganizzazione  della
  struttura della Regione e, personalmente, ho previsto un  paletto
  prevedendo un numero massimo di venti tra dipartimenti  e  uffici
  speciali.

   CUFFARO, presidente della Regione. Non è proponibile.

   CRACOLICI. Per quale motivo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se con norma si da mandato  per
  la  riorganizzazione dell'Amministrazione regionale, non  si  può
  porre  ad  esso  un  limite di venti dipartimenti,  sarebbe   una
  contraddizione della norma stessa.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, è semmai   un  obiettivo  ed  un
  paletto  che  si  vuole dare alla programmazione  della  macchina
  regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  non  si  può  stabilire   un
  paletto  di  questo tipo, semmai si può definire   un  indirizzo.
  Pertanto, dichiaro improponibile l'emendamento.
   Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne dò lettura:

                            «Articolo 11
         Trasferimenti personale con qualifica dirigenziale

   1.  Il  comma  2  dell'articolo  13  della  legge  regionale  10
  dicembre  2001,  n. 21 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  sostituito dal seguente:

   2.   Nel  caso  di  trasferimento  di  personale  con  qualifica
  dirigenziale  da  una  struttura della Regione  ad  un'altra,  si
  provvede  alle variazioni di bilancio compensative ai  sensi  del
  comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio 2001,  n.
  6 e successive modifiche ed integrazioni, previo assenso da parte
  del   dirigente  generale  preposto  alla  struttura  di  massima
  dimensione  o equiparata di provenienza attestato dal  competente
  dipartimento del personale.'

   2.  L'articolo 7 della legge regionale 31 maggio 2004, n.  9,  è
  soppresso.»

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo 12
    Norme per la razionalizzazione e il contenimento della spesa
                              sanitaria

   1.  L'Assessore regionale per la sanità determina e attribuisce,
  entro il mese di marzo, alle Aziende unità sanitarie locali, alle
  Aziende  ospedaliere, alle Aziende ospedaliere universitarie,  al
  Centro  di  formazione permanente e l'aggiornamento del  servizio
  sanitario  (CEFPAS)  e all'Istituto zooprofilattico  sperimentale
  con  sede in Sicilia, le risorse per l'anno 2007, necessarie  per
  rispettare  le strategie e gli obiettivi previsti  nel  piano  di
  risanamento del sistema sanitario regionale per il triennio 2007-
  2009,  previa  negoziazione con i rispettivi Direttori  generali,
  nell'ambito delle risorse destinate al Fondo sanitario  regionale
  derivanti  dal  riparto  annuale del Fondo  sanitario  nazionale,
  effettuato  con  delibera  del CIPE, ai sensi  dell'articolo  12,
  comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché
  delle  integrazioni di cui all'articolo 6, comma 5,  della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 19.

   2.  Con le medesime procedure, e nel rispetto delle scadenze  di
  cui  al  comma  1,  l'Assessore regionale per la sanità  provvede
  all'assegnazione delle risorse per gli anni 2008 e 2009.

   3.  La negoziazione di cui al comma 1 per la determinazione  dei
  rispettivi   budget  è  estesa  anche  all'Ospedale  classificato
  Buccheri  La  Ferla di Palermo, all'Istituto Mediterraneo  per  i
  Trapianti  e  Terapie ad Alta Specializzazione  (Is.Me.TT),  alla
  Fondazione  San Raffaele Giglio di Cefalù, all'IRCCS Associazione
  Oasi  Maria SS. ed alla Fondazione Oasi Salute - da essa derivata
  -  entrambe con sede in Troina, al Centro neurolesi Bonino Pulejo
  di Messina.

   4.  Nel caso in cui, entro il termine di cui al comma 1, non sia
  stata  ancora adottata dal CIPE la delibera di riparto del  Fondo
  sanitario nazionale, il limite delle risorse destinate al sistema
  sanitario regionale viene commisurato provvisoriamente  e,  salvo
  conguaglio,  sulla  base delle sole risorse del  fondo  sanitario
  regionale assegnate nell'anno precedente .

   5.  La  spesa per l'acquisizione di beni e servizi nel  triennio
  2007-2009  deve  essere  ridotta  del  3%  rispetto  alla   spesa
  sostenuta nell'anno 2005. La spesa complessiva regionale  per  le
  consulenze, escluse quelle a carattere assistenziale e sanitario,
  assunta  dalle Aziende di cui al comma 1 deve essere ridotta  nel
  triennio 2007-2009 del 50 per cento rispetto alla spesa sostenuta
  nell'anno 2005.

   6.  La  quota di fondo sanitario regionale disponibile destinata
  alla assistenza ospedaliera non può superare il 46 per cento  per
  l'anno  2007, il 45 per cento per l'anno 2008 ed il 44 per  cento
  per l'anno 2009.

   7.  L'importo  dell'aggregato di spesa  relativo  all'assistenza
  ospedaliera    preaccreditata,   già    fissato    con    decreto
  interassessoriale 13 luglio 2004, n. 3787, così come ripartito  a
  livello  provinciale per l'anno 2005, è ridotto, rispettivamente,
  del  2 per cento per l'anno 2007, di un ulteriore 1 per cento per
  l'anno  2008 e di un ulteriore 1 per cento per l'anno 2009;  sono
  nulle  le autorizzazioni di spesa in eccedenza rispetto ai valori
  complessivi  provinciali rideterminati  con  la  presente  norma.
  L'Assessore  regionale  per  la  sanità,  con  proprio   decreto,
  determina,  per il triennio 2007-2009, i criteri di remunerazione
  delle  prestazioni  effettuate in  extra  budget  nell'ottica  di
  ottenere  risparmi  di  spesa. Le eventuali  economie,  derivanti
  dalla  differenza  tra  l'aggregato  di  spesa  per  l'assistenza
  ospedaliera  preaccreditata  per  singola  provincia   e   quello
  realmente utilizzato, possono essere destinate, sulla base  delle
  direttive   emanate  dall'Assessorato  regionale  della   sanità,
  all'abbattimento   delle   liste  di  attesa,   con   particolare
  riferimento   a   quelle  riguardanti  prestazioni   di   elevata
  specializzazione carenti sul territorio.

   8.  L'importo  dell'aggregato di spesa  relativo  all'assistenza
  specialistica   preaccreditata,   già   fissato    con    decreto
  interassessoriale 13 luglio 2004, n. 3787, così come ripartito  a
  livello  provinciale per l'anno 2005, è ridotto, rispettivamente,
  del  2 per cento per l'anno 2007, di un ulteriore 1 per cento per
  l'anno  2008 e di un ulteriore 1 per cento per l'anno 2009;  sono
  nulle  le autorizzazioni di spesa in eccedenza rispetto ai valori
  complessivi  provinciali rideterminati  con  la  presente  norma.
  L'Assessore  regionale  per  la  sanità,  con  proprio   decreto,
  determina,  per il triennio 2007-2009, i criteri di remunerazione
  delle  prestazioni  effettuate in  extra  budget  nell'ottica  di
  ottenere risparmi di spesa. Le eventuali economie derivanti dalla
  differenza    tra   l'aggregato   di   spesa   per   l'assistenza
  specialistica  preaccreditata  per  singola  provincia  e  quello
  realmente utilizzato, possono essere destinate, sulla base  delle
  direttive   emanate  dall'Assessorato  regionale  della   sanità,
  all'attuazione  di  piani su base provinciale per  l'abbattimento
  delle   liste   di  attesa,  con  particolare  riferimento   alle
  prestazioni di elevata specialità carenti sul territorio e  avuta
  considerazione  della tipologia e del livello  tecnologico  delle
  attrezzature utilizzate.

   9.  I  Direttori generali delle Aziende unità sanitarie  locali,
  entro  trenta giorni dalla definizione della negoziazione di  cui
  al  comma  1,  devono provvedere alla contrattazione  dei  budget
  delle    strutture   private   preaccreditate    ospedaliere    e
  specialistiche,  tenuto  conto  delle  effettive  esigenze  della
  popolazione    di   riferimento,   e   dei   criteri    stabiliti
  dall'Assessore regionale per la sanità. L'importo complessivo dei
  budget assegnati alle singole strutture non può superare i  tetti
  di    spesa   provinciali   fissati   annualmente   con   decreto
  dell'Assessore regionale per la sanità.

   10.  Fermo  restando il regime di compartecipazione  alla  spesa
  sanitaria fissato dalla normativa nazionale e regionale,  per  il
  triennio  2007/2009, per adempiere agli obblighi di cui ai  piani
  di rientro derivanti dal Nuovo Patto per la salute Stato-Regioni,
  l'Assessore regionale per la sanità, previa delibera della Giunta
  regionale di Governo e previo parere della competente Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale, può provvedere, con proprio
  decreto,  a  fissare  l'importo di eventuali ulteriori  quote  di
  compartecipazione e le modalità di applicazione a carico di tutti
  gli assistiti per le prestazioni sanitarie e/o farmaceutiche.

   11. Nell'attribuzione delle risorse agli enti di cui ai commi  1
  e   3   l'Assessorato   regionale  della  sanità   determina   un
  accantonamento da destinare al finanziamento della quota di parte
  regionale   degli   interventi  per  la  riqualificazione   della
  assistenza sanitaria previsti ai sensi dell'articolo 71, comma 1,
  della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

   12.  In  coerenza con il patto di stabilità regionale e  secondo
  quanto  previsto dall'articolo 3 del decreto legge  18  settembre
  2001,  n.  347,  convertito  con  modificazioni  dalla  legge  16
  novembre  2001,  n.  405 e successive modifiche  e  integrazioni,
  nonché  con l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, le  Aziende
  unità  sanitarie  locali,  le  Aziende  ospedaliere,  le  Aziende
  ospedaliere  universitarie, il Centro di formazione permanente  e
  l'aggiornamento  del  servizio sanitario  (CEFPAS)  e  l'Istituto
  zooprofilattico sperimentale con sede in Sicilia, sono  tenuti  a
  garantire  l'equilibrio economico di bilancio in  relazione  alle
  risorse negoziate, nel rispetto degli obiettivi fissati dal Piano
  di rientro derivante dal nuovo patto per la salute StatoRegioni.

   13.  Nel caso che il bilancio di esercizio delle Aziende di  cui
  al  comma  1 registri un risultato economico positivo,  questo  è
  iscritto  in  apposita voce del patrimonio netto con  indicazione
  dell'anno  in  cui  si è prodotto. Il risparmio  di  esercizio  è
  destinato  in  via  prioritaria  alla  copertura  delle   perdite
  eventualmente registrate negli esercizi precedenti. Il  Direttore
  generale  in  sede di adozione del bilancio di esercizio  formula
  proposte    per   l'utilizzazione   del   risparmio   conseguito.
  L'Assessore  regionale  per  la sanità  valuta  le  proposte  dei
  Direttori   generali   e   decide,  nel  rispetto   delle   linee
  programmatiche  regionali,  la  destinazione  dei   risparmi   di
  esercizio.

   14.  L'Assessore  regionale per la sanità, entro  quarantacinque
  giorni  dalla  chiusura della negoziazione di  cui  al  comma  1,
  assegna   a   ciascun  Direttore  generale  specifici  obiettivi,
  fissando  le  cadenze  delle  verifiche  periodiche;  il  mancato
  raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio in relazione
  alle  risorse negoziate nel rispetto degli obiettivi fissati  dal
  Piano  di  rientro di cui al comma 10, dell'Intesa  Stato-Regioni
  del  23 marzo 2005, e della normativa vigente di cui all'articolo
  52,  comma 4, lettera d) della legge 27 dicembre 2002, n.  289  e
  dell'articolo 1, comma 173, lettera f), della legge  30  dicembre
  2004,  n.  311,  comporta la decadenza automatica  del  Direttore
  generale delle Aziende di cui al comma 1.

   15.    L'Assessorato   regionale   della   sanità,    ai    fini
  dell'espletamento dell'attività di vigilanza e di controllo della
  gestione,    finalizzata   alla   salvaguardia   dell'efficienza,
  dell'efficacia  e  dell'economicità, esercita  il  controllo  sui
  seguenti atti delle Aziende unità sanitarie locali, delle Aziende
  ospedaliere, delle Aziende ospedaliere universitarie, del  Centro
  di formazione permanente e l'aggiornamento del servizio sanitario
  (CEFPAS) e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale:

   a) il bilancio di esercizio;

   b) l'atto aziendale;

   c) le dotazioni organiche complessive.

   16. L'attività di controllo sugli atti deve espletarsi entro  90
  giorni dal ricevimento e può essere interrotta una sola volta con
  la  richiesta di chiarimenti, integrazioni o verifiche in  luogo;
  in  tal  caso  i termini del controllo sono sospesi.  Si  applica
  altresì  quanto previsto dall'articolo 53, comma 13, della  legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17.

   17.  L'esercizio del controllo deve fare riferimento, oltre alla
  verifica contabile, ai risultati di gestione e alla coerenza  dei
  medesimi  con gli atti di programmazione nazionale e regionale  e
  ogni  altra  disposizione in merito. Sono  abrogati  il  comma  5
  dell'articolo 28 della legge regionale 26 marzo 2002,  n.  2;  il
  comma  8 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997,  n.
  6; l'articolo 27 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.

   18.  Il  divieto  di cui all'articolo 1, comma  6,  della  legge
  regionale 5 novembre 2004, n. 15 è prorogato fino al 31  dicembre
  2007.

   19.  Le gestioni liquidatorie costituite presso le Aziende unità
  sanitarie  locali  cessano  a  decorrere  dal  1  gennaio   2007;
  l'Assessorato  regionale  della sanità determina,  entro  novanta
  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  i
  criteri e le modalità di chiusura delle predette contabilità  con
  il   trasferimento  delle  situazioni  debitorie  residue   sulle
  contabilità ordinarie delle Aziende.

   20.  La  Giunta  regionale, una volta definito  il  processo  di
  condivisione  con il Governo dello Stato, sentita  la  competente
  Commissione  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  approva   gli
  obiettivi  e  le misure di contenimento del piano di  risanamento
  del  sistema  sanitario regionale per il triennio 2007/2009;  gli
  obiettivi   e   le  misure  deliberate,  nonché   i   conseguenti
  provvedimenti di attuazione che saranno adottati dall'Assessorato
  regionale della sanità, impegnano tutte le strutture del  sistema
  sanitario   regionale   agli   adempimenti   necessari   per   il
  raggiungimento delle finalità contenute dal piano stesso.

   21.  All'articolo  66,  comma  9,  primo  periodo,  della  legge
  regionale 1 settembre 1993, n. 25, dopo le parole
   alle  attività  a destinazione vincolata individuate  nel  piano
  sanitario   regionale'  sono  aggiunte   le   seguenti:   ed   al
  finanziamento    dei   progetti   elaborati   dai    Dipartimenti
  dell'Assessorato   regionale   della   sanità,   finalizzati   al
  monitoraggio  della  spesa  sanitaria  ed  alla  verifica   delle
  iniziative  di  razionalizzazione dei servizi aziendali  e  delle
  misure di contenimento della spesa .

   22.  Al  fine  di ridurre i tempi di intervento sul contenimento
  della  spesa  sanitaria, in aggiunta alle misure già  individuate
  nei precedenti commi:

   a)  è  sospesa l'efficacia, sino alla approvazione delle  misure
  di  contenimento del piano di risanamento regionale, di tutti gli
  accordi intervenuti e le convenzioni stipulate con i soggetti  di
  cui al comma 3, che abbiano determinato incrementi aggiuntivi  di
  budget  per il sistema sanitario regionale rispetto al 2005;  gli
  accordi  e  le  convenzioni sono rinegoziati tenendo  come  tetto
  massimo  di  spesa i valori di budget dell'anno 2005,  maggiorati
  dell'incremento ISTAT;

   b)  è  sospesa l'efficacia, sino alla approvazione delle  misure
  di  contenimento del piano di risanamento regionale, di tutti gli
  atti  deliberativi delle Aziende sanitarie adottati nel 2006  che
  prevedono  il  conferimento di nuovi incarichi  di  direzione  di
  strutture complesse autorizzate e non ancora attivate.

   23.  Al  comma  17  dell'articolo 25 della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, n. 19, le parole  in misura non inferiore al 3 per
  mille' sono sostituite dalle seguenti  in misura non inferiore al
  2,3 per mille'.

   24.   La  spesa  per  le  borse  di  studio  ulteriori  di   cui
  all'articolo 1 della legge regionale 20 agosto 1994, n.  33,  non
  può  superare  l'importo complessivo dell'anno 2006.  Il  60  per
  cento delle risorse disponibili deve essere assegnato nell'ambito
  delle  discipline carenti individuate con decreto  dell'Assessore
  regionale  per  la  sanità,  sentita  la  competente  Commissione
  legislativa  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  tenuto  conto
  anche  degli indirizzi formulati dall'Osservatorio regionale  per
  le  scuole  di  specializzazione  delle  facoltà  di  medicina  e
  chirurgia. Il decreto di individuazione delle discipline  carenti
  è adottato entro il 30 giugno di ogni anno.

   25.  Al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 30  marzo
  1998, n. 5, le parole tre dodicesimi sono sostituite dalle parole
  quattro dodicesimi.

   26.  Al  fine  di pervenire a sensibili economie di scala  nella
  fornitura  e  gestione  di  beni  e  servizi,  le  Aziende  unità
  sanitarie  locali, le Aziende ospedaliere, le Aziende ospedaliere
  universitarie sono tenute a procedere all'acquisizione di beni  e
  servizi   in   forma   consorziata,  in  ambito   provinciale   o
  extraprovinciale, nel rispetto delle direttive che sono impartite
  dall'Assessorato  regionale della Sanità entro  60  giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge.  A  tale  scopo
  l'Assessorato avvia il monitoraggio delle procedure espletate  in
  forma  consorziata  per  la  verifica  delle  economie  di  scala
  conseguite. L'ottemperanza alle predette disposizioni, unitamente
  a quelle di cui all'articolo 42 della legge regionale 28 dicembre
  2004,  n.  17,  è  condizione necessaria  per  l'ammissione  alla
  valutazione  dei risultati di gestione ai sensi del  decreto  del
  Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 1995, n. 502.

   27.  Al  fine  del contenimento e della razionalizzazione  della
  spesa  sanitaria per il triennio 2007-2009 è fatto  divieto  alle
  Aziende  unità  sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere,  alle
  Aziende  ospedaliere universitarie di corrispondere al  personale
  dipendente  somme  per prestazioni lavorative aggiuntive,  al  di
  fuori  dei  fondi  determinati ai sensi dei contratti  collettivi
  nazionali  di  lavoro  vigenti. I fondi  relativi  agli  istituti
  contrattuali  connessi  alla  produttività  collettiva   per   il
  miglioramento  dei  servizi  ed alla  retribuzione  di  risultato
  devono essere prioritariamente finalizzati alla remunerazione  di
  prestazioni orarie aggiuntive del personale svolte per  garantire
  la  copertura  delle attività assistenziali, o a  supporto  delle
  stesse, nel rispetto delle modalità che verranno definite in sede
  di contrattazione aziendale.

   28.  Per  finalità  connesse  al  controllo  della  spesa,  alla
  programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza
  sanitaria nonché per il monitoraggio dello stato di salute  della
  popolazione   e   la  sorveglianza  delle       malattie,      il
  Dipartimento       osservatorio  epidemiologico  dell'Assessorato
  regionale  della  sanità è autorizzato al  trattamento  dei  dati
  anagrafici  e  dei  dati sullo stato di salute dei  residenti  in
  Sicilia  e  dei soggetti assistiti nel territorio della  Regione,
  raccolti  dal Registro nominativo delle cause di morte  (ReNCaM),
  dai  registri  di  patologia di cui ai  precedenti  commi,  dalle
  Aziende  sanitarie, dai soggetti convenzionati  con  il  Servizio
  sanitario   nazionale   e  dai  soggetti  privati   che   erogano
  prestazioni  sanitarie, oltre che dei dati veicolati dal  Sistema
  informativo  sanitario  ai  sensi dell'articolo  18  della  legge
  regionale  30  novembre 1993, n. 30. Il Dipartimento osservatorio
  epidemiologico   è  individuato  quale  struttura   tecnica   per
  l'assegnazione   del   codice  univoco  che   non   consente   la
  identificazione dell'interessato durante il trattamento dei dati,
  ad  eccezione  dei  casi  strettamente indispensabili  e  secondo
  procedure formalmente definite.

   29.  Il  ReNCaM  della  Regione siciliana,  contenente  l'elenco
  nominativo  dei  deceduti  nell'anno nell'ambito  del  territorio
  regionale  e la relativa causa di morte, i registri di  patologia
  regionali   di  Talassemia,  delle  Malformazioni,   dei   Tumori
  tiroidei,    già   istituiti   edoperanti         presso       il
  Dipartimento      osservatorio   epidemiologico   della   Regione
  siciliana, sono individuati quale strumento fondamentale  per  il
  monitoraggio dello stato di salute della popolazione regionale  e
  riconosciuti  parte integrante del Sistema informativo  sanitario
  regionale.

   30.  I Registri tumori provinciali di Catania, Messina, Palermo,
  Ragusa,  e  Trapani,  il  registro provinciale  di  patologia  di
  Siracusa, già istituiti ed operanti nel territorio regionale sono
  individuati  quale  strumento fondamentale  per  il  monitoraggio
  dello  stato di salute della popolazione regionale e riconosciuti
  parte integrante del Sistema informativo sanitario regionale.

   31.  Per  finalità connesse alla sorveglianza delle malattie  ed
  al   monitoraggio   dello  stato  di  salute  della   popolazione
  regionale,  il  ReNCaM ed i registri di cui ai  precedenti  commi
  sono  autorizzati al trattamento dei dati individuali  nominativi
  dei  residenti in Sicilia, e alla interconnessione di  tali  dati
  con  i  dati veicolati dal Sistema informativo sanitario  di  cui
  all'articolo 18 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30.

   32.  Per  finalità  connesse  al  controllo  della  spesa,  alla
  programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza
  sanitaria nonché per il monitoraggio dello stato di salute  della
  popolazione   e   la  sorveglianza  delle       malattie,      il
  Dipartimento       osservatorio  epidemiologico  dell'Assessorato
  regionale  della  sanità  è autorizzato all'interconnessione  dei
  dati  anagrafici e di quelli relativi allo stato  di  salute  dei
  residenti  in  Sicilia  raccolti  dal  ReNCaM,  dai  registri  di
  patologia  di  cui ai precedenti commi, dalle Aziende  sanitarie,
  dai soggetti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale  e
  dai soggetti privati che erogano prestazioni sanitarie, oltre che
  dei  dati  veicolati dal Sistema informativo sanitario  ai  sensi
  dell'articolo 18 della legge regionale 30 novembre 1993, n. 30.

   33.   Ai   fini   del   rilascio  del  riconoscimento   previsto
  dall'articolo  4 del Regolamento (Ce) n. 853/2004 del  29  aprile
  2004,  del  Parlamento europeo e del Consiglio,  è  istituita  la
  tassa   di   concessione   regionale  per   l'attivazione   degli
  stabilimenti da adibire alla produzione, alla trasformazione e al
  commercio all'ingrosso degli alimenti di origine animale  il  cui
  importo  è  fissato in 600,00. La tassa è dovuta  all'atto  della
  richiesta  di  un  nuovo riconoscimento  o  di  una  modifica  di
  elementi essenziali dell'impresa.

   34.   Per  l'iscrizione  nell'elenco  regionale  dei  laboratori
  che    effettuano    analisi     ai     fini dell'autocontrollo e
  dell'applicazione del sistema HACCP ai sensi dei Regolamenti (Ce)
  n. 852/2004, n. 853/2004, n. 854/2004 e n. 882/2004 del 29 aprile
  2004,  del  Parlamento europeo e del Consiglio, ed in  conformità
  con  quanto stabilito dall'Accordo tra il Ministro della  salute,
  le  Regioni  e  le Province Autonome di Trento e Bolzano  del  17
  giugno   2004   recante  Requisiti  minimi  e  criteri   per   il
  riconoscimento  dei  laboratori  di  analisi  non  annessi   alle
  industrie  alimentari ai fini dell'autocontrollo è  istituita  la
  tassa  di  concessione  regionale il cui  importo  è  fissato  in
  600,00.  La  tassa è dovuta all'atto della richiesta della  prima
  iscrizione   e  nei  casi  di  modifica  di  elementi  essenziali
  dell'impresa.

   35.  Le  voci  di tassa sulle concessioni regionali  di  cui  ai
  commi  33  e  34 si applicano a far data dall'entrata  in  vigore
  della   presente   legge   e   trovano   regolamentazione   nelle
  disposizioni di cui alla legge regionale 24 agosto 1993, n. 24.

   36.  All'articolo 2 della legge regionale 9 dicembre 1996 n. 49,
  sono  aggiunti  i  seguenti periodi: Nonché  per  acquisizioni  e
  realizzazioni di immobili da adibire alla ricerca scientifica. Il
  contributo  può  essere utilizzato anche con  rendicontazione  in
  esercizi successivi a quello di riferimento.»


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   proporrei  di
  accantonare  l'articolo 12 con i relativi emendamenti  e  passare
  all'esame degli altri articoli.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  parlare  contro la proposta dell'onorevole Ortisi, perché  questa
  legge  finanziaria,  almeno nel suo articolato,   ha  una  natura
  tecnico-contabile tranne per quanto riguarda l'articolo 12 che ha
  una natura di tipo politico-finanziario.
   Ritengo  sia  più  utile esaminare questo  articolo  nel  merito
  adesso  con un confronto  sereno, tanto più che allo stesso  sono
  stati   presentati  una  serie  di  emendamenti  che  tendono   a
  modificare la proposta del Governo.
   Inoltre,  esaminare l'articolo può essere d'aiuto  per  chiudere
  la  discussione sull'articolato della finanziaria, piuttosto  che
  rinviarla ad un altro momento.
   Propongo,   pertanto,  di  affrontare  subito   la   discussione
  sull'articolo 12.

   CRISTALDI.   C'è   una   proposta  formale  di   accantonamento.
  Mettiamola in votazione

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  conoscere  l'esito degli impegni presi precedentemente  circa  la
  rielaborazione  degli emendamenti che devono  essere  considerati
  ammissibili o meno.
   Il    problema    rimarrà   anche   questa   sera    allorquando
  interromperemo  i  lavori  d'Aula  senza  avere,  purtroppo,  una
  visione chiara di quanto rimane da esaminare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, le posso confermare  quanto  già
  detto  stamattina,  essendoci  stato  il  ritiro  di  tutti   gli
  emendamenti  presentati  dai  partiti  della  maggioranza,   sono
  rimasti  quelli  presentati dall'opposizione, che  devono  essere
  valutati  perché  erano stati accantonati come inammissibili,  ma
  tra questi nessuno riguardante questa norma.
   Onorevole  Presidente della Regione chiede  l'accantonamento  su
  questa norma?

   CUFFARO, presidente della Regione. No.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si   procede   con   l'esame
  dell'articolo 12.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   stato
  apprezzato  il  contenuto dell'intervento  dell'onorevole  Ortisi
  tendente in qualche maniera a far lavorare l'Assemblea.
   Ciò  non  significa  che le cose dette dall'onorevole  Cracolici
  non  siano legate ad un ragionamento serio,  ma mi pare che sulla
  proposta   dell'onorevole  Ortisi  ci   sia   stata   anche   una
  disponibilità del Governo.
   Essendo   formalizzata   la  proposta   dell'onorevole   Ortisi,
  chiediamo  che  la  stessa venga posta  in  votazione  se  non  è
  adottata dalla Presidenza con propria determinazione.

   PRESIDENTE.   Considerata  la  disponibilità  del   Governo   di
  esaminare  questo  articolo, non ritengo di doverlo  accantonare,
  tanto più che non vi è una richiesta da porre in votazione.

   CRISTALDI.    Formalizzo   la   richiesta   di    accantonamento
  dell'articolo 12.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   l'articolo   12     viene
  accantonato.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
                               (389/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13

      Norme sul finanziamento integrativo della spesa sanitaria
           per gli esercizi sino al 2005 e per l'anno 2007

   1.  Il  comma  7,  dell'articolo 9,  della  legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17, è sostituito dal seguente:

   7.  Le  risorse  derivanti dalla valorizzazione  del  patrimonio
  delle   aziende   sanitarie   ed  ospedaliere   sono   destinate,
  nell'esercizio finanziario 2007, fino all'importo massimo di  250
  milioni  di  euro,  al finanziamento del maggior  fabbisogno  del
  sistema  sanitario  regionale rispetto a quello  complessivamente
  quantificato per la Regione Siciliana per l'anno medesimo, di cui
  all'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22 dicembre  2005,
  n.  19.  Le  ulteriori risorse sono destinate alla compensazione,
  fino all'intero importo trasferito, delle perdite e dei disavanzi
  ripianati dalla Regione negli esercizi precedenti.'

   2.  Il  comma  8,  dell'articolo 9,  della  legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17 è abrogato.

   3.  Nella Tabella A di cui all'articolo 13 della legge regionale
  30 gennaio 2006, n. 1, sono soppressi l'accantonamento positivo e
  l'accantonamento   negativo   relativi   alle   dismissioni   del
  patrimonio disponibile delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.

   4.  Per  la  copertura delle perdite delle Aziende sanitarie  ed
  ospedaliere  cumulativamente registrate  fino  all'anno  2005,  è
  autorizzato,  a  decorrere dall'esercizio  finanziario  2007,  il
  limite  di  impegno  ventennale di  84  milioni  di  euro  annui.
  L'erogazione  delle somme di cui al presente comma è  subordinata
  alla  verifica  della  situazione creditoria  e  debitoria  delle
  aziende sanitarie ed ospedaliere.

   5.  Alla copertura della spesa di cui al comma 4 è destinata una
  quota   di  pari  importo  del  gettito  derivante  dalle   tasse
  automobilistiche di spettanza regionale.

   6.  A seguito del raggiungimento dell'intesa preliminare di  cui
  all'articolo1, comma 831, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,
  all'emanazione  delle  nuove norme di  attuazione  dello  Statuto
  della  Regione  siciliana  in materia  sanitaria,  il  Ragioniere
  generale  della Regione è autorizzato ad iscrivere,  con  proprio
  provvedimento,   al   pertinente  capitolo   del   corrispondente
  accantonamento  positivo, le somme derivanti  dal  gettito  delle
  accise sui prodotti petroliferi immessi in consumo nel territorio
  regionale  da  destinare  al concorso della  Regione  alla  spesa
  sanitaria  di  cui  all'articolo 1, comma  830,  della  legge  27
  dicembre  2006, n. 296, per il quale viene disposto, nel bilancio
  di  previsione  della  Regione  per  l'anno  2007,  lo  specifico
  accantonamento  negativo previsto dalla Tabella A  allegata  alla
  presente legge.»

   Comunico  che  allo  stesso  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -emendamento 13.1, a firma degli onorevoli Caputo e Stancanelli:

   «Il comma 2 dell'articolo 13 è soppresso.»

   -emendamento   13.2,  a  firma  degli  onorevoli   Gucciardi   e
      Barbagallo:

   «All'articolo  13,  comma  1, dopo  le  parole   negli  esercizi
   precedenti'  aggiungere le parole  salvo una quota  pari  al  50
   per     cento    delle    risorse    medesime    da    destinare
   all'ammodernamento del patrimonio edilizio-sanitario'».

   Dichiaro aperta la discussione generale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  uno
  degli  artifici  contabili con il quale si vuole chiudere  questo
  disegno  di  legge, cercando di dare copertura ai diversi  debiti
  che  la  sanità  produce in Sicilia vendendosi sempre  la  stessa
   Fontana  di Trevi'  Forse perché il Presidente della Regione  ha
  lo stesso  nome di battesimo di un glorioso artista  napoletano

   CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, il  nome
  di battesimo dell'artista da lei ricordato è Antonio.

   CRACOLICI. Sì, è vero, Antonio De Curtis,  in arte Totò,  e  lei
  onorevole   Presidente,  come  il più  importante  e  famoso  suo
  predecessore, cerca di emularlo sulla tecnica  della  Fontana  di
  Trevi', solo che a differenza del film lo fa ogni anno.
   Già   nel  2004,  infatti,  il  Presidente  della  Regione,  con
  l'assessore  per il bilancio,  onorevole Pagano,   nella  manovra
  finanziaria,   precorrendo un'ipotesi di  Lease-back,   intendeva
  vendere gli ospedali per poi  pagarne l'affitto.
     Tale  operazione,  che doveva avere come obiettivo  l'introito
  nelle  casse  della  Regione  di liquidità  finanziaria  per  far
  quadrare il  bilancio, si trasformava in spesa corrente, cioè  in
  patrimonio.
   Questa  tecnica  evolutiva  di  fantasia  finanziaria  ha  avuto
  diversi  passaggi e, nel 2004, il Governo iscrisse  nel  bilancio
  della  Regione  250  milioni  di  euro  di  entrate  dovute  alla
  dismissione  del  patrimonio sanitario e vi fu una  battaglia  in
  quest'Aula,  guidata dal gruppo parlamentare dei  Democratici  di
  Sinistra  insieme  al  centrosinistra, affinché  tale  patrimonio
  non venisse  utilizzato per fini istituzionali.
   Oggi,   il  Governo  fa una doppia operazione,  utilizza  quanto
  previsto  dalla  vendita del patrimonio del 2004 per  coprire  il
  disavanzo  nel  2007, ma, ricordo, è sempre lo stesso  patrimonio
  che  viene  dismesso:   prima è servito a coprire il 2004  adesso
  serve  a  coprire  il 2007. Ecco perché citavo l'episodio   della
   Fontana di Trevi' del film di Totò.
   Ma  nell'abrogazione di norme si aboliva il  vincolo  posto  nel
  2003 che prevedeva  il divieto di dismissione del patrimonio  con
  fini  istituzionali,  cioè  gli  ospedali  ed  il  Governo  aveva
  proposto   un   emendamento  che  rimuoveva  tale   vincolo   per
  consentire la vendita degli ospedali.
   Adesso, lo stesso Governo regionale - che di giorno contesta  il
  Governo nazionale,  ma di sera cerca di raccoglierne i benefici -
  intende  utilizzare  una  norma della finanziaria  nazionale  che
  autorizza le regioni a ripianare le perdite del biennio 2004-2005
  attraverso  il ricorso, autorizzato dallo Stato, di  un  mutuo  o
  della  cartolarizzazione  di un credito  riconosciuto  nel  corso
  degli anni, nello specifico quello della RC auto.
   Quindi,  per  lo  stesso biennio  2004-2005 il  Governo  intende
  dare  copertura finanziaria al disavanzo utilizzando  i  benefici
  della legge finanziaria nazionale ricorrendo al mutuo.
   In  altre parole, si vuole dismettere il  patrimonio ospedaliero
  per finanziare la  spesa corrente della Regione attraverso questo
  l'articolo  13  ed  oltre i 900 milioni della valorizzazione  del
  patrimonio  della  Regione si vuole iscrivere,  in  entrata,  250
  milioni e chiedo al Governo se sia corretto farlo considerato che
  queste   somme   provengono  dalla  dismissione  del   patrimonio
  ospedaliero e sanitario quando lo stesso appartiene alle  aziende
  sanitarie ospedaliere.
   Mi   chiedo,  infatti,   come  si  può   vendere  o,   comunque,
  introitare risorse da un patrimonio che non è nostro
   Come  vede,  onorevole Speziale, non c'è solo la  vendita  della
  fontana  di Trevi, ma qui si vende anche ciò che non  è   nostro,
  ossia   il  patrimonio  sanitario  che  appartiene  alle  aziende
  ospedaliere e non  alla Regione.
   Ecco  perché credo che questo norma introduce, in qualche  modo,
  elementi di illegittimità nella manovra contabile della Regione.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  13.2  a  mia firma, ha il senso di rispettare il contenuto  della
  norma  destinando queste risorse, derivanti dalla  valorizzazione
  del   patrimonio   delle   aziende  sanitarie   ospedaliere,   al
  finanziamento  del  maggior  fabbisogno  del  sistema   sanitario
  nazionale.
   Tuttavia, il mio emendamento vuole riservare una quota  pari  al
  50   per   cento   all'ammodernamento  del  patrimonio   edilizio
  sanitario,  rispetto al limite previsto dalla norma  che  vengono
  destinate  al  ripianamento delle perdite e dei  disavanzi  delle
  aziende sanitarie.
   Ritengo  questa norma estremamente importante per il  patrimonio
  sanitario   dell'edilizia  sanitaria  della  nostra   Regione   e
  rendendomi  conto che limitare la quota al 50 per cento  potrebbe
  determinare   delle  conseguenze  che  il  Parlamento   non   può
  prevedere, annuncio, signor Presidente, la presentazione del  sub
  emendamento  13.2.1 con il quale si chiede  di    sopprimere   le
  parole   una quota pari al 50 per cento' e aggiungere  le  parole
   una  quota  da  individuare per l'ammodernamento del  patrimonio
  edilizio sanitario .

   LAGALLA, assessore  per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA,  assessore per la sanità. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il parere del Governo è favorevole al  sub emendamento
  dell'onorevole Gucciardi.
   Mi  corre  l'obbligo di dire che le osservazioni  dell'onorevole
  Cracolici  attengono  ad  una  fattispecie  contabile  ampiamente
  prevista  e  normativamente corretta, sia per quanto riguarda  la
  valorizzazione  del  patrimonio  ospedaliero,  sia   per   quanto
  riguarda le modalità di impiego della stessa valorizzazione.
   Vorrei  fare osservare che la previsione di 250 milioni di  euro
  a  copertura  del fabbisogno sanitario, per il 2007,  che  deriva
  ovviamente  dalle considerazioni legate al piano  di  rientro  e,
  quindi,   alla   modulazione   complessiva   dell'articolo    12,
  momentaneamente  accantonato, è  sicuramente inferiore  a  quelle
  esposizioni  che la Regione ha dovuto sopportare  fino  a  questo
  momento  e,  quindi, vanno nel senso di una politica virtuosa  di
  rimodulazione del servizio sanitario adottata dal Governo.
   In  ogni caso confermo alla Presidenza l'orientamento favorevole
  per il sub emendamento presentato dall'onorevole Gucciardi.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, volevo che lei chiarisse  all'Aula
  il  senso del comma 6 dell'articolo 13  considerato che lo stesso
  è poco comprensibile, anche alla stampa siciliana.
   C'è  stato un gran parlare da parte del Presidente della Regione
  e  da  parte  del  centrodestra sulla vicenda che  ha  visto   il
  Presidente   della  Regione  minacciare  le  proprie  dimissioni,
  legarsi   davanti al Parlamento nazionale, protestare davanti  al
  Quirinale,  minacciare, anche, di entrare   nudo   al  Parlamento
  regionale, il massimo delle minacce

   CUFFARO, presidente della Regione. Questo non l'ho mai detto

   SPEZIALE.  Anche  nella stampa si è letto che nella  finanziaria
  nazionale si poteva cogliere  un atteggiamento avverso al Governo
  regionale, in ragione al differente colore di questo Governo.
   Il  Governo nazionale,  recependo una norma giusta - e  lo  dico
  non  solo a lei che conosce perfettamente la vicenda, mi  rivolgo
  all'intera  platea,  ai  colleghi parlamentari,   ma  soprattutto
  affinché  la  stampa  ne  prenda atto - ha previsto  nella  legge
  finanziaria, al comma 831, l'utilizzo,  tra il 20  e  il  50  per
  cento,   delle  accise  dei  prodotti consumati  in  Sicilia  per
  coprire  il disavanzo del bilancio della sanità in Sicilia,  dopo
  che  si  procederà  all'accordo, entro il  mese  di   aprile,  in
  Commissione paritetica Stato-Regione.
   Si  tratta  di somme di  oltre 200 miliardi  delle vecchie  lire
  che,  sommate  agli  altri  trasferimenti  previsti  dalla  legge
  finanziaria  nazionale, insieme all'articolo 831  e  all'articolo
  833,   unitamente   ai   crediti  d'imposta,   comporteranno   un
  trasferimento di somme  al bilancio della Regione pari  ad  oltre
  400  milioni  in  più  rispetto a quelli attribuiti  dal  Governo
  Berlusconi.

   CUFFARO, presidente della Regione. Ma dove si rinvengono  queste
  somme, onorevole Speziale?

   SPEZIALE.  Le  ho  citate, onorevole Presidente,  al  comma  831
  della   legge   finanziaria  nazionale  si  stabilisce   che   in
  Commissione  paritetica sarà definito, per coprire  il  disavanzo
  del  bilancio della Regione, il pieno utilizzo tra  il  20  e  il
  50%  dei prodotti consumati in Sicilia, per un totale di circa  1
  miliardo e 200 milioni di euro.
   Quindi,  come  vede  ha  sollevato  una  polemica  istituzionale
  contro   il  Governo  nazionale,  accusandolo  di   atteggiamenti
  vessatori  nei  confronti della Sicilia  perché  qui  governa  il
  centrodestra,  ma  adesso  lei  introduce  le  previsioni   della
  normativa nazionale con il comma che dà copertura al disavanzo di
  bilancio della sanità siciliana.
   L'altra  questione  sulla quale intendo  dare  una  informazione
  corretta  concerne  le entrate e i trasferimenti  che  riceveremo
  dallo  Stato,  grazie  al  governo Prodi,  per  complessivi   400
  milioni  di  euro in più  rispetto a quanto previsto e trasferito
  dal governo Berlusconi.
   Avrei  preferito intaccare le accise e che le risorse  venissero
  trasferiti  ai  comuni che sono stati dissestati  dalla  presenza
  degli impianti petroliferi, ma il Governo nazionale ha fatto  una
  scelta,  che  personalmente  posso  non  condividere,  quella  di
  coprire  il  disavanzo sanitario,  anche se al  comma  833  della
  finanziaria nazionale sono stati previsti 60 milioni di euro  che
  vengono  reperiti  dalle  accise  nazionali  per  interventi   di
  risanamento  nelle aree classificate ad alto rischio  ambientale,
  di Gela, Milazzo e Siracusa ed anche questi sono stanziamenti che
  rientrano nel bilancio della Regione.
   Quindi,  inviterei il Presidente della Regione di  evitare  toni
  polemici,   mi   auguro che il Governo Prodi duri cinque  anni  e
  che  lei  si relazioni con il Governo nazionale  con un  corretto
  rapporto  di  natura istituzionale senza sollevare polveroni  che
  possono alimentare scontri istituzionali che non servono né  alla
  Sicilia né al Governo nazionale.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,   la   mia  indole  di  rivoluzionario  è   palesemente
  riconosciuta da tutti.
   Onorevole  Speziale  può stare tranquillo, se il  Governo  Prodi
  non  porrà problemi alla Sicilia, il sottoscritto non farà né  il
  rivoluzionario né il protestante, però venire a contrabbandare in
  questo Parlamento, a parlamentari che conoscono quello che  si  è
  fatto,  una soluzione di ripiego ancora non definita,   dopo  che
  artatamente il Governo Prodi aveva posto e causato una questione,
  è dire qualcos'altro
   Non   vi   era  un  problema  nel  recuperare  250  milioni   di
  compartecipazione alla spesa sanitaria e le assicuro  che  non  è
  successo nessun miracolo, lo ha fatto Prodi artatamente,  creando
  un  problema.
   Abbiamo   impiegato  tre  mesi  per  spiegare  che  questa   era
  un'ingiustizia  fatta alla Sicilia, ma   non all'Emilia  Romagna,
  perché, onorevole Speziale, se Prodi avesse voluto, così come  ha
  scelto di caricare una compartecipazione di 250 milioni per  anno
  alla  regione  siciliana,  aumentando  tra  l'altro  sino  a  600
  milioni,   avrebbe dovuto  farlo anche con l'Emilia Romagna,  con
  la Toscana, le Marche, l'Umbria e invece non l'ha fatto.
   Non  l'ha  fatto  a nessuna delle altre regioni  italiane,  l'ha
  fatto  solo  alla  Sicilia e ancora nessuno  ci  ha  spiegato  le
  motivazioni,   adesso  lei  viene a  contrabbandare,   in  questo
  Parlamento, una sorta di benevolenza del Governo Prodi per  avere
  tentato di porre rimedio dopo tre mesi di protesta.
   Tra  l'altro,  vi  sono   anche   suoi  autorevoli  parlamentari
  rappresentanti  del  suo  schieramento  al  Senato,  compreso  la
  senatrice Finocchiaro, che si sono impegnati per rimediare ad  un
  disastro  che  il presidente Prodi aveva determinato.  E  lei  lo
  vuole  far  passare  come  un atto di benevolenza  nei  confronti
  della Sicilia
     La  stessa benevolenza, purtroppo, il Governo Prodi  non  l'ha
  potuta  porre  - e neanche i parlamentari del suo partito  -  nei
  confronti del centro di ricerche dimezzato nel suo finanziamento.
  Addirittura,  il centro ricerche di Acireale, mi  dispiace  anche
  per  qualche  parlamentare del suo partito, è stato  cassato    E
  potrei continuare ancora, onorevole Speziale
   Il  Governo  nazionale  ha  posto un  problema  che  ora  stiamo
  tentando  di  risolvere,  dato che la  norma,  cui  si  riferisce
  l'onorevole  Speziale,   dispone  un  aumento  delle  accise  sul
  prodotto consumato, non su quello lavorato, che sarebbe stata ben
  altra  cosa,  sino  a raggiungere la corrispondente   quota   per
  coprire le  risorse  sottratte.
   La  Commissione paritetica dovrà stabilirlo entro il  30  aprile
  2007  e poi dovrà seguire una delibera del Consiglio dei Ministri
  che   farà   diventare  legge  costituzionale  il  lavoro   della
  Commissione paritetica.
   Non si contrabbandi quello che il governo Prodi  non  ha dato
   Le  assicuro  che  se  il prossimo anno  il  Governo  Prodi  non
  trasferirà  queste risorse -   e  nel prosieguo della discussione
  scopriremo che non è avvenuto  -  il sottoscritto non farà né  il
  rivoluzionario e neanche il barricadero, starò qui a  tentare  di
  governare  questa  Terra  così come hanno  voluto  i   siciliani,
  invece  di recarmi a Roma per spiegare ciò che non doveva  essere
  fatto.
   Abbia  il  buon  senso  di  non umiliare  la  buona  volontà  e,
  soprattutto, l'intelligenza dei parlamentari e dei siciliani  che
  hanno capito perfettamente l'azione vessatoria del governo Prodi,
  anche  se,  in certo senso, sta tentando di recuperare - e glielo
  riconosco  -  anche  grazie all'intervento di  alcuni  autorevoli
  dirigenti del suo partito.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  considero
  sbagliata  la scelta fatta dal Presidente Cuffaro di sottolineare
  il  profilo  di  una  Sicilia vittima delle  scelte  del  Governo
  nazionale.
   Capisco  che,  dal  punto di vista politico  e  propagandistico,
  questo può essere utile, ma vorrei ricordare al Presidente ed  al
  Parlamento che questo è un vecchio limite delle classi  dirigenti
  meridionali che alimentano il vittimismo per sottrarsi  a  scelte
  che  siano effettivamente funzionali ad una politica di  crescita
  economico-sociale.
   Credo che l'onorevole Speziale abbia voluto sottolineare che  la
  polemica  sollevata  ha  trovato una  soluzione  nel  comma   che
  ricordava anche lei, onorevole Presidente.
   Quella  soluzione  non elimina il problema posto  dall'onorevole
  Cracolici  rispetto alla utilizzazione del patrimonio immobiliare
  delle ASL e, soprattutto, non può offuscare il tema del disavanzo
  sanitario in Sicilia.
   L'assessore Lagalla ha risposto che, dal punto di visto tecnico-
  contabile,  il  problema  non si pone  e   prendo  per  buona  la
  considerazione fatta dall'Assessore per la sanità che avrà avuto,
  da  questo punto di vista, un supporto da parte degli Uffici  del
  bilancio, ma credo che il problema posto dall'onorevole Cracolici
  persista,  poiché  siamo in presenza di un'operazione di  finanza
  creativa  che  ripropone in termini seri il  tema  di  fondo  che
  questo articolo pone a tutto il Parlamento siciliano.
   Siamo  in presenza di un disavanzo che, a settembre, gli  uffici
  della  Regione  avevano  quantificato, per  l'anno  2006,  a  750
  milioni di euro ed era una tendenza ipotizzata al rialzo.
   Credo  che,  nonostante  il  decreto  dell'Assessore  Lagalla  e
  considerato   che  gran  parte  delle  spese  erano   state   già
  autorizzate,  avremo un deficit, a consuntivo, stimabile  attorno
  al miliardo di euro, anche se so che l'assessore si è impegnato a
  contenerlo.
   Il  punto  sul  quale  il  Parlamento si  dovrebbe  interrogare,
  rispetto  al  quale  la stessa finanziaria dovrebbe  fornire  una
  risposta, è come si sia determinato questo disavanzo, sopratutto,
  il  rapporto che c'è fra questo disavanzo - due mila miliardi  su
  un  bilancio  della  sanità di 16 mila  miliardi  -  e  l'offerta
  sanitaria  che,  certamente,  è  al  di  sotto  non  solo   delle
  aspettative, ma anche dei bisogni dei siciliani.
   Ritengo di non dire niente di stravagante se sottolineo  che  la
  percezione dei siciliani circa la sanità è molto negativa e ciò è
  evidente  se si fa attenzione all'indice di migrazione  sanitaria
  non  solo  per  patologie  gravi, ma  anche  per  patologie  meno
  significative.  Lo dice anche il sentire comune sul funzionamento
  delle ASL e di  molti presidi sanitari.
   Non  voglio richiamare, anche se devono essere presenti a tutti,
  i  numerosi casi di malasanità verificatisi nell'anno trascorso e
  la  stessa indagine dei Nas, che, secondo me, l'assessore Lagalla
  ha  liquidato troppo frettolosamente come una ispezione  che  non
  aveva  fatto  rilevare irregolarità molto gravi, pur comprendendo
  l'azione di difesa del suo operato.
   Credo   che  queste  circostanze  hanno  confermato  i  problemi
  esistenti nella sanità siciliana che potrebbero aggravarsi con le
  proposte della finanziaria perché non toccano minimamente il tema
  degli  sprechi nella sanità, di una spesa che cresce a  dismisura
  senza offrire servizi migliori ai siciliani ed è il nodo posto da
  questo  articolo,  perché si tende a coprire un  disavanzo  senza
  affrontare  un piano di rientro, neanche con le misure  contenute
  nell'articolo 12, al di là della volontà dell'assessore Lagalla e
  delle   questioni   di  fondo  che  hanno   determinato   e   che
  determineranno  il  disavanzo  sanitario  e  nello  stesso  tempo
  un'offerta sanitaria chiaramente insoddisfacente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.  Essendo
  lo  stesso   assente  in Aula, ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Oddo Camillo, iscritto a parlare.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, speravo di sentire
  stasera  una  versione  diversa da  parte  del  Presidente  della
  Regione,  sia  sotto un profilo finanziario -  parlo  di  respiro
  nazionale - e sia sotto un profilo legato alla spesa sanitaria in
  Sicilia,  rispetto  a  quanto accaduto in  questi  mesi  circa  i
  rapporti e le decisioni che sono state assunte nell'ambito  della
  discussione   della  finanziaria  nazionale  relativamente   alla
  copartecipazione  della  nostra  Regione  alla  spesa  sanitaria,
  speravamo in un maggiore equilibrio e in una maggiore espressione
  di saggezza politica.
   Non  dico  che  ci aspettavamo che l'onorevole Presidente  della
  Regione si pentisse rispetto a quanto fatto in questi mesi,  però
  lo  pensavamo  visto quanto ci aspetta il 30 aprile 2007,  quando
  nella  Commissione paritetica, sostanzialmente,  sancirà   quanto
  già   sappiamo perché è noto - e lo sa anche il Presidente  della
  Regione  -  quanto  sia  stata grande la disponibilità  e  quanta
  attenzione c'è stata da parte della deputazione siciliana.
   Sollevo,   invece,   una  critica  alla  deputazione   nazionale
  siciliana  e al ruolo svolto da alcuni deputati del centrodestra,
  perché  non mi è sembrata molto attenta a svolgere una  battaglia
  intelligente,  spesso perdiamo di vista il  merito  e  lo  voglio
  tratteggiare in maniera più o meno pedagogica.
   La  spesa sanitaria in Sicilia ha sforato, per dirla in  termini
  molto pragmatici e comprensibili, il famoso tetto di cui tanto si
  parla e questi tetti sono più comprensibili all'opinione pubblica
  e,  lasciando  perdere   come vengono stabiliti  tali  tetti,  mi
  chiedo quali siano i motivi.
   In  un  precedente confronto, anche alla presenza del Presidente
  della Regione in Commissione, si sosteneva che la Sicilia non era
  la sola a sforare il tetto, lo stesso problema era presente anche
  nelle regioni governate dal centrosinistra.
   Personalmente,  non  ho fatto una media  ponderale   rispetto  a
  quanto  è accaduto nelle altre regioni e, quindi, non  mi invento
  niente,   però  sottopongo  alla  vostra  attenzione,   onorevoli
  colleghi,  una questione fondamentale che riguarda e caratterizza
  negativamente la nostra Regione.
   Non  ci troviamo dinanzi ad un sistema sanitario efficiente  con
  un  punti di eccellenza diffusi, non dico che non ce ne sono,  ma
  non  sono  diffusi  capillarmente, e purtroppo  non  ci  troviamo
  dinanzi ad una Regione pilota nel settore della sanità.
   Quando  si parla di questi argomenti, non si può teorizzare  con
  il  senso del  mal comune, mezzo gaudio , il  problema è che  noi
  sforiamo  con  un  sistema che presenta deficienze  di  un  certo
  livello. Ed è  questo il vero punto politico.
   Nel  contempo,  rispetto  ai  rapporti  con  Roma,  sa  bene  il
  Presidente della Regione  che  i  dati - non li cito, perché sono
  stati citati dall'onorevole Speziale e dall'onorevole Cracolici -
  confermano una volontà precisa di venire, comunque, incontro alle
  difficoltà presenti nella  gestione della spesa sanitaria e della
  sanità in Sicilia ed è il prodotto finale della discussione della
  finanziaria nazionale.
   Quindi,  onorevole  Presidente  della  Regione,  non  intendiamo
  contrabbandare  niente, stiamo sostenendo che  i  dati,  rispetto
  anche  alla manovra finanziaria in esame,  fanno finalmente  luce
  su  quanto  accaduto e sulla discussione condotta,  più  o  meno,
  con  strafalcioni  e  penso che alla fine il  Governo  di  questa
  nazione  ha  tenuto  conto anche dei limiti  di  come  sia  stata
  governata  la  spesa in Sicilia e lo sappiamo  anche  analizzando
  quest'articolo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

   CANTAFIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   voglio
  ringraziare  l'onorevole Presidente Cuffaro per avere   messo  in
  relazione  la sua azione politica con la finanziaria del  Governo
  nazionale,  poiché le situazioni della Sicilia e del  Paese  sono
  simili.
   Il  Governo  Berlusconi ha lasciato, come è noto,  questo  Paese
  stremato   con   parametri  macro-economici  fondamentali   fuori
  controllo,   circa il 4,5%  -  sono atti pubblici  -   e  con  un
  debito pubblico del Paese di un punto e mezzo fuori dal parametro
  di Maastricht.
   Il  Governo Berlusconi aveva firmato un accordo con la  Comunità
  europea  per  rientrare  entro  il  2007  entro  i  parametri  di
  Maastricht e la situazione economica del Paese era, praticamente,
  allo  sbando, più o meno le stesse condizioni in cui si trova  la
  Sicilia.
   L'indebitamento della nostra Regione è altissimo e lei  è  stato
  costretto  a  vendere  gli ospedali, non so cos'altro  venderemo,
  l'ho   già  espresso  in  sede  di  discussione  generale   sulla
  finanziaria.
   E'  una  condizione simile, ma l'approccio è diverso  perché  il
  Governo  nazionale sta provando a rientrare rapidamente  da  quei
  disastri  ed approfitta dell'inizio di una legislatura perché  si
  può   osare   di   più,   evitando  di   guardare   costantemente
  all'elettorato  ed  ai risultati elettorali  e,  quindi,  si  può
  essere  più  parsimoniosi. E' quello  che  ha  fatto  il  Governo
  nazionale ed è quello che sarebbe necessario per la  Sicilia.
   Sono  stato  tra  quelli preoccupati che  il  Governo  nazionale
  mantenesse  il rigore nei confronti della nostra Regione,  perché
  se   avesse  mantenuto  quell'atteggiamento  non  avremmo  potuto
  esitare questa finanziaria, non so come avremmo potuto fare senza
  quei  250  milioni  e, soprattutto, senza gli altri  180  che  il
  Governo  ha inserito in più rispetto alle finanziarie  fatte  nei
  precedenti   governi   guidati  dall'onorevole   Berlusconi   nei
  confronti della Sicilia.
   Avremo più risorse, ma  il problema è il modo di utilizzo ed  il
  rischio  è che si perdano nei rivoli degli sprechi ed il  settore
  della sanità lo ha già dimostrato.
   Sarebbe  necessaria  una  linea rigorosa  smettendo  con  queste
  politiche  di spreco nella sanità e non è detto che quanto  verrà
  stabilito con la finanziaria sarà la spesa finale perché  nessuno
  sa  come  andrà  a finire, così come è già accaduto  negli  altri
  anni.
   Personalmente, do per scontato che ci possa essere una  polemica
  politica  ed   è  giusto  che lei, che appartiene  ad  un  blocco
  politico  contrapposto  a quello nazionale,  abbia  una  polemica
  costante nei confronti del centrosinistra e del Governo nazionale
  ed   è   ragionevole   che  ci  sia  anche   una   rivendicazione
  territoriale.
   E'  giusto che un governatore chieda al Governo nazionale sempre
  di  più,   ciò che  non è possibile è che questo si trasformi  in
  una contrapposizione istituzionale.
   Ciò   che  più  mi  impressiona,  visto  che  sono  alla   prima
  esperienza  in  questa Aula, è  il clima rissoso  che  spesso  si
  vive  e  l'abbassamento del valore delle istituzioni, e lo  trovo
  pericoloso.
   I  cittadini  devono sapere che le istituzioni sono  importanti,
  possono  avere  contrasti anche forti, contenziosi  rumorosi,  ma
  devono  mantenersi nei limiti e nel buon senso,  viceversa  viene
  rimandata   l'immagine  di  istituzioni  che  si   contrappongono
  ferocemente, perdendo l'orientamento in una Regione  come  questa
  così complicata e così pericolosa, e non è un bene.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   avrei
  rinunciato  volentieri ad intervenire, ma   il  Presidente  della
  Regione  ha  spostato il dibattito sulle questioni  di  carattere
  nazionale   e   non  vuole  ammettere   che  non  esiste   questo
  atteggiamento vessatorio da parte del Governo Prodi nei confronti
  della Sicilia.
   Tra  l'altro,  non ricordo che ci fosse da parte sua,  onorevole
  Presidente,  lo  stesso atteggiamento nei confronti  del  Governo
  Berlusconi  e  non sono molto d'accordo con il compagno  Cantafia
  che  giustifica  questa rivendicazione da  parte  del  Presidente
  della Regione.
   Quando  si  ha  una  cultura  di  Governo  adeguata,  i  livelli
  istituzionali  concorrono  per  un  impegno  che   riguarda   gli
  interessi  generali  e   non sempre si contrappongono  perché  su
  quanto  deve  essere  fatto e sui problemi  da  risolvere,  anche
  quando  il colore politico del Governo è diverso, ciascuno   deve
  cercare  di  fare il bene comune. Ecco perché  non giustifico  le
  prese di posizione del Presidente Cuffaro.
   Ma  voglio   fermarmi  alle questioni  sanitarie,   il  problema
  dell'indebitamento  è stato affrontato in  sede   di  discussione
  generale  sulla finanziaria ed è noto che   vi è  un  deficit  di
  2.886 milioni di euro nei confronti delle banche e che la Sicilia
  è la Regione più indebitata del Meridione.
   Non  intendo  attribuirlo  al Presidente Cuffaro,   ma è  chiaro
  che  la  situazione  della  Regione non  è  florida,  il  deficit
  tendenziale  della sanità per il 2007 è pari a 1.550  milioni  di
  euro.
   Ammesso  che  vi  siano  una  serie  di  risorse,  quali  quelle
  derivanti dall'aumento dell'aliquota fiscale, quali IRPEF e IRAP,
  che  consentiranno di incassare circa 300 milioni  di  euro,   si
  dovrà provvedere ad un ripiano di un disavanzo che ammonta a  796
  milioni di euro ed è tantissimo.
   Potremmo  arrivare  a  570 milioni di euro  di  deficit,  ma  si
  tratta  sempre di enormi somme di denaro che dobbiamo  realizzare
  per contenere una spesa sanitaria che in questi anni ha avuto  un
  aumento crescente e costante.
   Quindi,  o   siamo  in  grado di  fare una  politica  sanitaria,
  iniziando  un progetto  di recupero senza penalizzare  i  servizi
  essenziali  della  sanità pubblica, oppure è  inutile  attribuire
  colpe  al  Governo Prodi, poiché questo disavanzo è frutto  delle
  mancate politiche di risanamento del Governo Cuffaro ed è un dato
  reale  che  viene  riconosciuto  da  tutti  gli  osservatori  più
  attenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  ritornare  nel merito delle questioni dell'articolo 13 e  leggevo
  la settimana scorsa, in un articolo regionale, l'intervista di un
  ex  assessore  al  bilancio, deputato di questo  Parlamento,  che
  rimproverava  all'opposizione di non  essere   vigile  su  alcune
  questioni,  principalmente sulla cartolarizzazione, quindi  sulla
  vendita degli immobili.
   Questo  articolo  recitava:  un'opposizione  troppo  disattenta,
  non si accorge che nelle altre parti d'Italia e nelle altri parti
  d'Europa  le  cartolarizzazioni,  quindi  l'ammodernamento  e  la
  vendita degli immobili, sono state fatte tutte con un massimo del
  6  per  cento,  invece, nel bando della Regione siciliana  questi
  immobili sono stati venduti con l'obbligo di un affitto dell'8,50
  per  cento,  circa  almeno il 2,50 per cento in  più  rispetto  a
  quello   pagato  dalle  altre  regioni  e  dalle    altre   parti
  nell'Europa .
   Non  voglio  entrare  in  polemica,  ma  voglio  affrontare   il
  problema.  Nell'articolo 13  esiste,   a  mio  avviso,  oltre  al
  rimprovero  dell'opposizione per avere  permesso  questi  affitti
  all'8,50  per cento, piuttosto che al  6 per cento, una questione
  di tipo tecnico.
   Si  è  prevista,  con  la   legge del  2004,  la  vendita  degli
  immobili   delle unità sanitarie locali, degli  ospedali  e  così
  via,  ma  non si è previsto a chi graveranno le relative spese di
  affitto di questi ospedali.
   L'altra  questione  ��  stata  posta  in  Commissione  Sanità   e
  riguarda  i  fondi  dell'articolo 20;  il  Ministro  Bindi  aveva
  previsto,  con  la  norma  229,  che   le  strutture  ospedaliere
  potevano essere ammodernate con quelle somme.
   Mi  chiedo, però,  se gli immobili venduti possono rientrare  in
  quella norma e di chi sono questi immobili rispetto a quella  che
  è oggi l'attuale proprietà.
   Signor  Presidente,  non mi occupo di grande  politica  e  avrei
  evitato in questa sede di affrontare il problema dello scontro  a
  livello  nazionale, anche perché vi è una dispersione delle  vere
  motivazioni.
   Mi  chiedo,   però, rispetto ai 250 milioni, quanto  incideranno
  in  più  nella  spesa  sanitaria  di  questa  Regione   le  nuove
  strutture  che sono da accreditare, uscite in Gazzetta  Ufficiale
  anche  con  la  verifica,  rispetto  a  quelle  che  erano  state
  previste;  perché in un periodo di divieto sono stati  consentiti
  alcuni    accreditamenti,   laddove   la   norma    ne    vietava
  l'accreditamento
   Quando  con  la legge finanziaria Tremonti furono stanziati  980
  milioni,  quell'articolo,  simultaneamente,  aveva  costretto  la
  Regione  a  non poter prendere quelle somme perché doveva  pagare
  altre  incombenze  che lo Stato pagava per conto  della  Regione;
  quei  980 milioni sbandierati in tutti i giornali come un  grande
  successo del governo regionale sono rimasti sulla carta e,  oggi,
  ne piangiamo le conseguenze.
   Onorevole   Presidente, la inviterei  ad una politica di  rigore
  che  non può essere la politica del continuo annuncio perché così
  facendo  non metteremo in riga la Sicilia con quelli che  sono  i
  dettati   delle  leggi  finanziarie  nazionali  di  Tremonti,  di
  Berlusconi,  oggi di Prodi e di quelli che sono gli indirizzi  in
  politica economica e sanitaria.

   ZAPPULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAPPULLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  oltre  che  per l'importanza dell'articolo 13 in questione  anche
  per il tipo di discussione in atto.
   Sento di dare ragione al Presidente Cuffaro, non somiglia né  ad
  un rivoluzionario né ad un Masaniello, il tentativo o il tentarci
  rappresenta semmai una sorta di caricatura della realtà, lo  dico
  simpaticamente.
   Non  credo, però, onorevole Presidente, cheProdi in questi pochi
  mesi, con tutta la buona volontà,  possa avere fatto il danno che
  ha  fatto  il  Governo Berlusconi  per il Mezzogiorno  e  per  la
  Sicilia  nei  cinque anni precedenti  Ma lo vedremo nei  prossimi
  mesi.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Intanto, ha  fatto  la  base
  NATO

   ZAPPULLA. Quando il Presidente della Regione rivendica  maggiori
  risorse  allo Stato centrale, credo - come sosteneva  giustamente
  il collega onorevole Cantafia - che faccia il proprio dovere, non
  mi  scandalizza quando fa le sue rivendicazione anche con  forza,
  indipendentemente dal colore politico del Governo  nazionale,  ma
  credo  che  assolva  esattamente al proprio dovere,  non  lo  fa,
  invece,  quando utilizza questo genere di polemica per nascondere
  le proprie responsabilità.
   Probabilmente la Sicilia riceverà maggiori risorse dallo  Stato,
  sia  in  termini  economici  che in  termini  di  incentivi,  ma,
  personalmente,  sono  fra  quelli  che  aspetta  le  leggi  sullo
  sviluppo della Sicilia e che sono pronti a dare atto se le scelte
  saranno importanti, ma anche a criticare se saremo in presenza di
  involucri vuoti.
   Devo  dire  al Presidente Cuffaro, però, che mi ha profondamente
  deluso su un punto.
   Perché  dopo aver conclamato i guasti e i danni prodotti  da  un
  certo modo di fare industria in Sicilia, in particolar modo dalle
  raffinerie,  alla  fine non ha concluso circa il  recupero  delle
  accise  per  eventuali nuovi tributi, cioè l'utilizzo  di  quelle
  entrate  nei territori in cui si sono determinati questi  guasti,
  rilanciando   il   piano   di  disinquinamento   ambientale,   di
  risanamento ambientale e non  per coprire i buchi della sanità.
   Premesso  tutto  ciò,  pur essendoci  punti di eccellenza  della
  sanità,  non  c'è  dubbio che i Siciliani pagano  di  più  per  i
  disservizi in tale settore.
   Mi  aspettavo  più  coraggio nel ridurre le  convenzioni  con  i
  privati,  nel razionalizzare la spesa farmaceutica e  dell'intero
  sistema sanitario.
   Siamo  davvero messi male se per sanare il bilancio della sanità
  si  deve  far  riferimento  al  petrolio,  alle  accise  ed  alle
  raffinerie

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   mio
  intervento si limitava al merito dell'articolo 13.
   Il  Presidente della Regione ha utilizzato l'articolo 13  ancora
  una volta pensando che il Parlamento sia un palchetto dove fare i
  comizi,   però,  dovrebbe  ricordare,  visto  che  è   stato   in
  Commissione bilancio, che la campagna elettorale è finita.
   Onorevole Presidente, capisco che lei nel continuare a  ribadire
  la  promessa  che  si  dimette, già pensa di essere  in  campagna
  elettorale e non so per quale istituzione...

   CUFFARO, presidente della Regione. Per il Parlamento mondiale

   CRACOLICI.  Però,  vorrei  ricordarle che  lei,  in  Commissione
  Bilancio,  ha  preso atto che la finanziaria nazionale  prevedeva
  146 milioni di euro di maggiori entrate per la Regione.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Sono le nostre  entrate  che
  aumentano, no la finanziaria nazionale.

   CRACOLICI.  Vede  onorevole Presidente, sono colpito  del  fatto
  che non ricorda gran parte delle norme che lei sostiene.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Non vedo perché le cose  che
  non sono vere le fate diventare tali

   CRACOLICI. Onorevole Presidente, non vorrei che lei faccia  oggi
  quanto  ha fatto ieri

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è un colloquio  tra  lei  e
  il  Presidente della Regione. Lei sta parlando all'Assemblea,  la
  prego di continuare.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, non  vorrei  che  il  Presidente
  della  Regione,  così come ieri si è inventato il centralone  per
  rispondere  ad  una grande questione politica  del  dibattito  di
  questo  Parlamento, oggi si inventi il centralino, nel senso  che
  fa diventare una notizia una ennesima non notizia.
   La  favoletta che la legge finanziaria nazionale ha creato danni
  alla Sicilia è stata smentita dal Governo regionale atteso che lo
  stesso, con questa finanziaria, ha potuto attuare tre operazioni.
   Innanzitutto,  ha  iscritto 147 milioni  di  euro  nel  bilancio
  della Regione; successivamente, dopo avere contestato il Ministro
  Schioppa,  ha  iscritto 280 milioni di euro di  maggiori  entrate
  provenienti dalla maggiorazione IRPEF e IRAP; infine, con  questa
  norma,  iscrive,  seppure  con una partita  a  costo  zero,   180
  milioni  di  euro  in  più  di  entrate  e  di  uscite  perché  a
  compensazione  del maggiore contributo che la  Regione  dovrà  al
  Fondo  sanitario nazionale, la Sicilia riceverà  dallo  Stato  in
  maniera   simmetrica  -  e  sulla  simmetria   c'è   una   grande
  letteratura,  come  ricorderà il Presidente della  Regione  e  il
  maestro  della simmetria si chiamava Tremonti - un eguale importo
  tale  da  compensare il maggiore onere dovuto al Fondo  sanitario
  nazionale.
   Il   Presidente   Cuffaro  ha  contestato  al   Governo    Prodi
  un'operazione di 607 milioni di euro e poi discuteremo sul  patto
  di  stabilità che il Governo non ha sottoscritto con  il  Governo
  nazionale.

   CUFFARO,  presidente  della Regione.  Allora  ho  fatto  bene  a
  protestare

   CRACOLICI.  Non  so se ha fatto bene, però dimostra  che  ancora
  una volta lei sceglie la propaganda, mentre gli altri si occupano
  di costruire i risultati

   PRESIDENTE.  Comunico che l'emendamento 13.1 è  stato  ritirato.
  Onorevole  Presidente, l'emendamento 13.2 necessita di  copertura
  finanziaria.

   CUFFARO, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  tecnicamente  è così, se può servire all'onorevole Gucciardi,  il
  Governo  si assume l'impegno davanti al Parlamento che una  quota
  di queste risorse saranno utilizzate per l'edilizia sanitaria.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  13,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.

                            «Articolo 14
      Restituzione assegnazioni e finanziamento maggiore spesa
                              sanitaria

   1.  Le assegnazioni per il finanziamento del maggiore fabbisogno
  del  sistema  sanitario  regionale per  l'anno  2005  autorizzate
  dall'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005,
  n.   19,   pari   a  645.276  migliaia  di  euro,  nell'esercizio
  finanziario  2007,  sono  restituite alla  Regione  dai  soggetti
  beneficiari.

   2.  Le entrate di cui al comma 1 sono destinate al finanziamento
  degli  interventi di cui alla Tabella M' allegata  alla  presente
  legge.

   3.  Il  gettito  derivante dall'applicazione delle  disposizioni
  previste  dall'articolo  1, comma 277, della  legge  23  dicembre
  2005,  n.  266,  è destinato nell'esercizio finanziario  2007  al
  finanziamento della maggiore spesa sanitaria regionale 2005.

   4.   Per   il   finanziamento  della  maggiore  spesa  sanitaria
  derivante  dall'attuazione del comma 1, al netto dell'importo  di
  cui  al  comma  3,  è  autorizzato,  a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario  2007,  il  limite  di impegno  decennale  di  35.800
  migliaia di euro annui.

   5.  Alla  copertura della spesa di cui al comma 4,  è  destinata
  una  quota  di  pari  importo del gettito derivante  dalle  tasse
  automobilistiche di spettanza regionale.

   6.  Le  somme  accertate  a chiusura dell'esercizio  finanziario
  2006 relative al gettito dell'addizionale all'imposta sul reddito
  delle  persone  fisiche e dell'imposta regionale  sulle  attività
  produttive,  al  netto di quelle destinate al  finanziamento  del
  Fondo  sanitario nazionale 2006 di cui alla delibera CIPE del  17
  novembre 2006, sono iscritte, nell'esercizio finanziario 2007, in
  un apposito Fondo, a destinazione vincolata, per essere destinate
  alle  regolazioni contabili di cui all'articolo 39, comma 1,  del
  decreto  legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ed al finanziamento
  previsto dal comma 3 del presente articolo.

   7.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale  della  Regione  si
  provvede ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio».

   Dichiaro aperta la discussione generale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  quest'articolo  non possa trovare applicazione poiché  lo  stesso
  sostiene  che  le  assegnazioni per il  finanziamento  a  maggior
  fabbisogno del sistema sanitario regionale per l'anno  2005  sono
  restituite dai soggetti beneficiari alla Regione.
   Queste entrate vengono destinate alla Tabella M e significa  che
  queste  somme  erano già state destinate alle  aziende  sanitarie
  locali e ora devono essere restituite alla Regione per finanziare
  la tabella.
   Questo è un marchingegno che, di fatto, mette in crisi anche  il
  sistema  delle  aziende  sanitarie locali che,  chiaramente,  non
  possono  chiudere i bilanci perché sono somme di cui  le  aziende
  hanno già  beneficiato e che oggi vengono sottratte.
   Credo  che  debba  esserci un limite negli  artifici  contabili,
  gradirei, quindi, avere alcuni chiarimenti a tal proposito.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                            «Articolo 15
       Designazioni dei sindaci degli enti del settore Sanità

   1.  Le  disposizioni  dell'articolo 47,  comma  3,  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004, n. 17, si applicano  anche  per  i
  sindaci  delle Aziende ospedaliere, dell'Istituto zooprofilattico
  sperimentale  per  la  Sicilia,  del  Centro  per  la  formazione
  permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario
  (CEFPAS) e dei Policlinici universitari della Sicilia».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.

                            «Articolo 16
   Assegnazioni in favore degli enti locali per il triennio 2007-
                                2009

   1.  Nelle  more  della  definizione della compartecipazione  dei
  comuni  al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
  riscosse  nel territorio della Regione, da attuare ai  sensi  dei
  commi da 189 a 193 dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 2006,
  n.  296,  per il triennio 2007-2009, le assegnazioni  annuali  in
  favore   dei   comuni,   per   lo  svolgimento   delle   funzioni
  amministrative conferite in base alla legislazione vigente  ed  a
  titolo  di sostegno allo sviluppo, sono quantificate nella misura
  stabilita  dall'articolo  8, comma 1, della  legge  regionale  30
  gennaio 2006, n. 1, da iscrivere in una o più soluzioni,  e  sono
  destinate,  per  i  comuni  con  popolazione  superiore  a  5.000
  abitanti,  ad esclusione dei comuni delle isole minori,  per  una
  quota  non  inferiore  al 7 per cento con obbligo  di  incremento
  annuale  della stessa di almeno lo 0,5 per cento o nella maggiore
  misura  che  sarà  deliberata nella Conferenza  Regione-Autonomie
  locali, a spese di investimento.

   2.  Per  l'attuazione  dei commi da 189 a 192  dell'articolo  1,
  della  legge  27 dicembre 2006, n. 296, è istituito  un  apposito
  tavolo  di  concertazione composta dalla Segreteria generale  del
  Dipartimento regionale della famiglia, delle politiche sociali  e
  delle autonomie locali, dal Dipartimento delle finanze e credito,
  dalla Ragioneria generale della Regione e dall'ANCI Sicilia.

   3.  La ripartizione delle risorse di cui al comma 1 è effettuata
  ai  sensi del comma 1, dell'articolo 76, della legge regionale 26
  marzo  2002, n. 2, e del comma 17, dell'articolo 21, della  legge
  regionale  22  dicembre  2005, n. 19 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   4.  L'iscrizione in bilancio e la relativa erogazione, al  netto
  delle  quote  destinate  a  spese di  investimento  e  di  quella
  derivante dall'applicazione del comma 17, dell'articolo 21, della
  legge  regionale  22  dicembre 2005, n. 19, è effettuata  tenendo
  conto  delle  disposizioni previste dall'articolo 18 della  legge
  regionale 5 novembre 2004, n. 15».

   Comunico  che  allo  stesso  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -emendamento A.844 a firma del Governo:

   «All'articolo 13 è aggiunto il seguente comma:
    Al  fine  di  consentire  il  reinserimento  lavorativo  ed  il
   recupero  sociale di soggetti a rischio, l'Assessorato regionale
   della  Famiglia,  delle  Politiche  sociali  e  delle  autonomie
   locali  è  autorizzato a concedere, per l'esercizio  finanziario
   2007,  a  valere sulle risorse di cui al comma 1, un  contributo
   straordinario  di  2.000 migliaia di euro  per  l'attuazione  di
   misure  finalizzate all'emergenza occupazionale a  sostegno  dei
   soggetti manifestamente indigenti ed ex carcerati ».

   -emendamento A.775 a firma degli onorevoli Laccoto e Tumino:

   «Il  comma 17 dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre
  2005, numero 19 è abrogato»;

   -emendamento A.11 a firma dell'onorevole Ardizzone:

   «A  decorrere dal 2007, per i Comuni con meno di 5.000 abitanti,
  le  assegnazioni per lo svolgimento delle funzioni amministrative
  conferite  in  base  alla legislazione vigente  ed  a  titolo  di
  sostegno allo sviluppo, sono erogate, in deroga alle prescrizioni
  di  cui  all'articolo 18 della legge regionale numero  15  del  5
  novembre 2004 in quattro trimestralità anticipate.
   L'erogazione della prima trimestralità è effettuata entro il  31
  gennaio dell'anno di riferimento».

   -emendamento A.235 a firma dell'onorevole Sanzarello:

   «A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, per  i
  comuni   con   popolazione  inferiore  a   5.000   abitanti,   le
  assegnazioni  per  lo  svolgimento delle funzioni  amministrative
  conferite  in  base  alla legislazione vigente  ed  a  titolo  di
  sostegno allo sviluppo, sono erogate, in deroga alle prescrizioni
  di cui all'articolo 18 della legge regionale del 5 novembre 2004,
  numero  15,  in  quattro  trimestralità anticipate.  L'erogazione
  della  prima  trimestralità  è effettuata  entro  il  31  gennaio
  dell'anno di riferimento».

   Si passa all'emendamento A.844.

   CUFFARO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A.775.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  un
  emendamento condiviso dall'Assessore per la famiglia ed  in  sede
  di variazione di bilancio è stato istituito un Fondo di rotazione
  di  circa 50 milioni di euro per gli ATO prelevando le somme  dal
  Fondo delle autonomie locali.
   Credo  che  questa sia stata una svista perché così  facendo  si
  mettono  in crisi gli stessi comuni i quali sono costretti,  come
  soci  degli  ATO,  a pagare i debiti di tutti gli  ATO  e  devono
  rispondere in solido.
   Chiediamo  l'abrogazione perché i Fondi di rotazione non  devono
  gravare sul Fondo delle autonomie locali, bensì sull'Agenzia  dei
  rifiuti  all'uopo  determinata, senza  così  gravare  sugli  enti
  locali.
   L'effetto di questo articolo è stato che i comuni superiori a  5
  mila abitanti - nella fascia fra i 5 mila e i 10 mila abitanti  -
  hanno  avuto, alla fine dell'anno, circa  il 15-20 per  cento  in
  meno delle somme assegnate nell'anno 2005.
   Credo  vi sia una volontà generale delle diverse forze politiche
  di  abrogare questa norma  e, invece, nell'emendamento  Gov.2  si
  intendono  togliere questi ATO e lasciare in piedi la norma  che,
  di fatto, penalizza ancora gli enti locali a favore dei privati.
   Gli  unici a beneficiare di questi ATO sono, infatti, i  privati
  che  hanno  avuto assegnati i servizi attraverso gare e  non  con
  norme legislative, servizi che, alla fine,  sono disservizi,  con
  il  relativo aumento delle tariffe che i cittadini, ancora  oggi,
  pagano,   mettendo  i  comuni  nelle  condizioni   del   dissesto
  finanziario.
   Su questo chiedo il voto segreto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  sia  necessario  accantonare  l'articolo  16,  in  quanto  vorrei
  ricordare  che  questo articolo fa riferimento ad  una  copertura
  contabile  che non risulta compatibile con la copertura  prevista
  dalla   Tabella,  nel  senso  che  la  previsione  di   copertura
  finanziaria  per l'anno 2007, relativa ai comuni,  approvata  dal
  Governo  anche  con successiva nota di variazione,  manteneva  un
  trasferimento ridotto del 10 per cento agli enti locali.
   Successivamente,  il  Governo,  in  sede  di   Commissione,   ha
  proposto  -  anche  su  nostra iniziativa -  un  emendamento  che
  cancellava  la riduzione del 10 per cento, mantenendo per  l'anno
  2007 la quota di trasferimenti già effettuata nel corso del 2006,
  salvo  che  lasciare  la  copertura  finanziaria  prevista  nella
  prima  approvazione, cioè il trasferimento  ridotto  del  10  per
  cento rispetto all'anno precedente.
   Quindi,   la  norma  non  essendo  coerente  con  la  previsione
  finanziaria,   determina  una  scopertura  nella  previsione   di
  bilancio  2007  con il rischio di una impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato perché viola le norme sulla contabilità.
   Non  vorrei che questa vicenda venisse sottovalutata, così  come
  accaduto per il Fondo sanitario nazionale che, per dare copertura
  ad  altri  capitoli del bilancio, era stato ridotto del nove  per
  cento rispetto all'anno precedente, malgrado vi sia un obbligo di
  legge.
   Infatti   nel   Fondo   sanitario   nazionale,   la   quota   di
  compartecipazione  della  Regione  è  il  42,5   per   cento,   a
  legislazione vigente, e con la nota di variazione è stato ridotto
  al  36  per  cento, adesso, con la finanziaria si vuole prevedere
  una  quota di assegnazione ai comuni inferiore a quella  prevista
  dalla  legge.
   Quindi,  signor  Presidente, credo  che  questa  norma  non  può
  essere  votata,  c'è  l'esigenza che  il  Governo  dia  copertura
  finanziaria alla intera quota di trasferimenti dovuta  agli  enti
  locali  perché  da  questa norma mancano oltre cento  milioni  di
  euro,   appunto  la quota del 10 per cento in più,  non  rispetto
  all'anno precedente, ma rispetto alla finanziaria approvata dalla
  Giunta che con l'articolo 16 prevediamo di riconoscere.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   CRISTALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prima  di
  mettere  in  votazione questo emendamento, vorrei  esprimere  una
  valutazione  di  opportunità che, spero, possa  essere  condivisa
  dalla Presidenza e dal Governo.
   L'emendamento  è  agganciabile ad una parte  del  contenuto  del
  cosiddetto   maxiemendamento  del   Governo   che   prevede   una
  riorganizzazione  degli  ATO, quindi, lo si  potrebbe  trasferire
  come    subemendamento    di   quell'emendamento    e    parlarne
  successivamente,  anziché  porlo  in  votazione  adesso,   se   i
  firmatari sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cristaldi, la sua è una  proposta  seria,
  ma  il  comma  3  parla di ripartizione e non sarà più  possibile
  esaminare  la  ripartizione del fondo,  quindi  non  è  possibile
  accettare la sua proposta.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
                               (389/A)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A.775.  Il  parere
  del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   LACCOTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Gli  onorevoli Borsellino, Cantafia, Cracolici,  Culicchia,  Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Galletti,  Lombado,  Termine,   Villari,
  Vitrano e Zago si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.775

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento A775.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono  parte  alla  votazione:  Adamo,  Antinoro,  Ardizzone,
  Ballistreri,  Barbagallo, Basile, Beninati, Borsellino,  Calanna,
  Cantafia,   Cappadona,   Caputo,  Cascio,   Cintola,   Confalone,
  Cracolici,  Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,  Culicchia,  Currenti,
  D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro,  Dina,
  Fagone,  Falzone,  Fleres, Formica, Galletti, Galvagno,  Gennuso,
  Gianni,  Granata, Gucciardi,  Laccoto,  La Manna, Leanza  Nicola,
  Limoli,  Lo  Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco,  Manzullo,  Oddo,
  Parlavecchio,   Pogliese,  Ragusa,  Regina,  Rinaldi,   Rizzotto,
  Ruggirello,  Savona,  Scoma,  Speziale,   Stancanelli,   Termine,
  Terrana,    Tumino,  Turano,  Vicari,  Villari,  Vitrano,   Zago,
  Zangara, Zappulla.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          30
   Contrari            38

                      (L'Assemblea non approva)

   Comunico   che  gli  emendamenti  A.235  e  A.11,  di   identico
  contenuto, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante.

   LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ricordo  che
  l'anno scorso, in sede di approvazione della  Finanziaria,  dissi
  che mancavano le risorse per gli enti locali.
   Siamo  arrivati  a fine anno e non è stato possibile  pagare  la
  terza trimestralità perché mancavano 400 milioni di Euro.
   Mi  meraviglia,  quindi, il voto contrario del  Governo  al  mio
  emendamento che ha creato e crea un problema per gli enti  locali
  anche perché l'Assessore per la  Famiglia in una  riunione con  i
  Sindaci, in tutte le province, si era dichiarato favorevole  alla
  soppressione di questo Fondo di rotazione.
   Per  tali  motivi,   ritengo  che l'articolo  non  possa  essere
  votato  se  non  dando  copertura  a  quel  10  per  cento   che,
  giustamente, è stato chiesto in Commissione quale incremento  del
  Fondo  per  le  autonomie  locali rispetto  a  quello  che  aveva
  previsto  il Governo e ritengo indispensabile una riflessione  su
  questo articolo e non votarlo in questa seduta.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                              «Articolo 17.
              Assegnazioni in favore delle province regionali

   1.  Per il triennio 2007-2009, le assegnazioni annuali in favore
  delle  province, per lo svolgimento delle funzioni amministrative
  conferite  in  base  alla legislazione vigente  ed  a  titolo  di
  sostegno  allo sviluppo, sono determinate in 65.000  migliaia  di
  euro e sono destinate, per una quota non inferiore al 7 per cento
  con  obbligo di incremento annuale della stessa di almeno lo  0,5
  per  cento  o  nella  maggiore misura che sarà  deliberata  nella
  Conferenza Regione-Autonomie locali, a spese di investimento.

   2.   La  ripartizione  delle  risorse  di  cui  al  comma  1   è
  effettuata,  ai  sensi  dell'articolo 76, comma  1,  della  legge
  regionale  26 marzo 2002, n. 2, tenendo anche conto  del  gettito
  sull'imposta  sulle  assicurazioni di cui all'articolo  10  della
  legge  regionale  26  marzo 2002, n. 2, riscosso  negli  esercizi
  precedenti».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                              «Articolo 18
                      Orto botanico di Palermo

   1.  Al  comma  2  dell'articolo  101  della  legge  regionale  1
  settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
  soppresse le parole  ed all'Assessore regionale per il bilancio e
  le finanze'.

   2.  Al  contributo di cui all'articolo 101 della legge regionale
  1  settembre  1993, n. 25 e successive modifiche ed  integrazioni
  continuano ad applicarsi le disposizioni dell'articolo  23  della
  legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23 e successive modifiche ed
  integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Articolo 19
                              Trasporto pubblico locale

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 27 della legge regionale
  22  dicembre  2005, n.19, a partire dall'anno 2007,  al  relativo
  onere  si  provvede ai sensi dell'articolo 3, lettera  g),  della
  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche  ed
  integrazioni. (U.P.B. 12.3.1.1.2 - capitolo 476521)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, il Governo desidera  ringraziare i parlamentari per  il
  lavoro  svolto  nell'esame del disegno di legge sul   bilancio  -
  praticamente  già  approvato - e della Finanziaria  da  parte  di
  tutto il Parlamento, sia maggioranza che opposizione.
   Sono  ben  felice  di  riprendere i lavori   nella  giornata  di
  lunedì,  anche   nel primo pomeriggio piuttosto che  di  mattina,
  chiedendo,  ai parlamentari tutti, di essere puntuali in  maniera
  tale  che  non  sia  necessaria l'approvazione,  se  non  in  via
  tecnica,  dell'esercizio  provvisorio e  che  si  possano  pagare
  regolarmente  gli  stipendi, soprattutto  quelli  dei  dipendenti
  regionali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a  lunedì
  22  gennaio  2007,  alle ore 16.00, con il  seguente  ordine  dei
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     I -Comunicazioni.

     II  -Progetto  di  bilancio  interno dell'Assemblea  regionale
       siciliana per l'esercizio finanziario 2007 (doc. n. 130).

     III - Discussione dei disegni di legge:

       1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
        finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
        (nn. 390-458/A) (Seguito);

       2) Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 (n.
        389/A) (Seguito).

                  La seduta è tolta alle ore 19.02

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.20

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli