Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che dei verbali delle
sedute precedenti verrà data lettura in una seduta successiva.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
«Centri minori di interesse artistico e monumentale» (numero
483),
di iniziativa parlamentare,
presentato dagli onorevoli Cristaldi, Caputo, Pogliese,
Currenti, Granata, Falzone, Incardona, Stancanelli in data 19
gennaio 2007.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione Bilancio' (II):
«Esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2007» (numero 484),
d'iniziativa governativa,
inviato in data 22 gennaio 2007.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
«All'Assessore per la sanità,
premesso che in data 9 ottobre 2006 con una interrogazione a
firma Zago erano state fatte rilevare alcune imperfezioni nel
Decreto Assessoriale 16 agosto 2006, così come pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana dell'8 settembre 2006,
numero 42, dal titolo Modalità organizzative dei corsi di
formazione per operatore socio sanitario' che rendevano
necessario il ritiro del decreto o quanto meno una sua correzione
urgente;
preso atto che il Decreto citato, come da noi espressamente
fatto rilevare, non costituisce il bando per l'avvio dei corsi di
formazione nella Regione Sicilia per l'attribuzione della
qualifica di Operatore socio sanitario, ma ne disciplina
semplicemente le modalità in attesa di un apposito bando da
pubblicare da parte del Dipartimento Osservatorio Epidemiologico
con cadenza biennale;
osservato che nonostante il Punto 9 dell'allegato 1 al decreto
(dal titolo anche questo Modalità organizzative del corso di
formazione per operatore socio sanitario ) reciti Il Dipartimento
Osservatorio Epidemiologico emette con cadenza biennale il bando
per l'attivazione dei corsi, con l'individuazione del numero dei
posti disponibili per provincia, mediante pubblicazione dello
stesso nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e sul
sito www.doesicilia.it. In fase di prima applicazione, per il
biennio 2006-2007, i posti disponibili sul territorio regionale
saranno di 1000 suddivisi per provincia distribuiti in
percentuale alla densità di popolazione', individuando già il
contingentamento previsto per il periodo 2006-2007, alla data
odierna nessun bando è stato ancora emesso e di esso non si ha
alcuna notizia;
ribadite le considerazioni circa l'inadeguatezza di alcune
disposizioni contenute nel decreto citato così come espresse
nella interrogazione presentata in data 9 ottobre 2005
all'Assessore regionale per la sanità;
considerato che il ritardo, volontario o dovuto a negligenza o
incuria da parte dell'autorità regionale, nell'emissione del
bando per l'attivazione dei corsi per Operatore socio sanitario
impedisce alla strutture sanitarie e formative operanti nel
territorio della Regione siciliana di avviare corsi legalmente
autorizzati nel rispetto del contingentamento indicato nel
suddetto Decreto Assessoriale 16 agosto 2006, con relativo
pregiudizio per i candidati interessati all'ottenimento della
qualifica;
preso atto come siano in fase di realizzazione comunque nel
territorio della regione corsi di formazione professionale a
pagamento che forniscono una qualifica di operatore
sociosanitario dichiarata valida dagli organizzatori su tutto il
territorio nazionale sfruttando convenzioni con AA.UU.SS.LL. di
altre regioni italiane e segnatamente della regione Toscana;
accertato come la regione Toscana abbia, con comunicazioni
ufficiali, escluso la possibilità di accogliere le sollecitazioni
da parte di enti formativi della regione Sicilia affinché le
Aziende Sanitarie Toscane si rendano disponibili per la
qualificazione in OSS di operatori da loro formati;
venuti a conoscenza di come per accedere ai corsi siano
richieste quote di partecipazione in denaro superiori per tre o
quattro volte i costi di mercato o quelli stabiliti con
provvedimento istituzionale, come nel caso della già citata
regione Toscana la quale fissa il limite dell'ammontare della
quota a euro 400,00, esente IVA, per l'anno scolastico 2005- 2006
in virtù del contributo erogato di euro 14 mila per corso;
data l'ingente domanda di formazione per la qualifica di
Operatore socio sanitario tali enti si trovano ad operare in
condizione estremamente vantaggiosa e assolutamente fuori
mercato, vista l'impossibilità per gli altri enti di avviare
analoghi progetti formativi;
per sapere:
se, in ragione di tutte le osservazioni sopra esposte, non
ritenga di dover accertare come sia possibile che altre regioni
italiane autorizzino nel territorio regionale l'organizzazione di
percorsi formativi la cui autorizzazione spetta per riserva di
legge alla Regione siciliana;
se non ritenga di dover procedere tempestivamente alla
rivisitazione del Decreto Assessoriale 16 Agosto 2006 che
disciplina le modalità organizzative dei corsi di formazione per
operatore socio-sanitario, sollecitando la pubblicazione del
Bando per l'avviamento dei corsi da parte del Dipartimento
Osservatorio Epidemiologico con i correttivi suggeriti;
quali azioni intenda intraprendere per accertare il rispetto
effettivo del contingentamento programmato con il Decreto
Assessoriale 16 agosto 2006 alla luce delle segnalazioni di
numerosi interventi formativi per l'ottenimento della qualifica
di operatore socio sanitario attualmente in corso sul territorio
regionale e la effettiva regolarità e liceità di tali interventi
alla luce della normativa regionale». (852)
ZAGO
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca,
premesso che sulla G.U.R.S. Parte II numero 49 del 7 dicembre
2006 è stato pubblicato il Bando di gara con procedura aperta per
l'affidamento dei servizi logistico-operativi del progetto
lapideo negli Stati Uniti d'America in attuazione del Progetto
Integrato Regionale Marmi e materiali lapidei di pregio , di cui
all'asse VI del Programma Operativo Regionale Sicilia 2000-2006,
misura 6.06, Sottomisura 6.06.a, del complemento di
programmazione;
considerato che il Progetto Integrato Regionale Marmi e
Materiali Lapidei di Pregio', in attuazione del quale il bando
sopra citato impiega risorse pubbliche per un ammontare pari a
euro 1.250.000,00 più IVA (base d'asta), prevedeva per la prima
fase di attuazione, quella relativa al periodo di programmazione
2000-2006, una serie di interventi a sostegno dello sviluppo e
competitività delle PMI della filiera dei materiali lapidei di
pregio;
osservato in particolare che nella scheda del PIR Marmi e
Materiali Lapidei di Pregio' relativa all'Obiettivo 5 dell'ambito
economico Sostegno allo sviluppo e competitività delle PMI
esistenti ed alla nascita di nuova imprenditorialità all'interno
del comparto marmi e materiali lapidei di pregio', il Progetto
Integrato Regionale prevedeva, tra le misure di sostegno
all'internazionalizzazione economica delle imprese della filiera
del territorio regionale, la realizzazione di interventi, di
concerto con la Regione Sicilia e le organizzazioni di categoria,
che prevedessero attività di promozione, comunicazione, creazione
di show-room presso i nodi e le vie centrali del commercio del
settore di riferimento, nonché l'organizzazione di missioni in
ambito internazionale;
visto che le risorse imputabili alla Sottomisura 6.06 a ed
utilizzabili nella prima fase di attuazione del PIR erano
indicate per un ammontare pari a euro 1.500.000,00 e che, in
considerazione dell'ammontare delle risorse previste a base
d'asta dal bando sopra citato, non vi è dubbio alcuno che il
bando intenda impiegare l'intera somma prevista dal PIR in
merito;
rilevato come il PIR prevedesse, in corrispondenza di tali
risorse e della Sottomisura impegnata, la realizzazione di
Progetti pilota per la sperimentazione di modalità innovative di
promozione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti di
filiera, fornendo inoltre una precisa direttiva di tipo
metodologico sulla realizzazione degli interventi affermando che
Gli interventi saranno realizzabili di concerto con la Regione
Sicilia e le organizzazioni di categoria ed i consorzi di
imprese';
preso atto che, difformemente da quanto previsto nel PIR, il
bando prevede invece l'organizzazione di un piano promozionale
integrato negli USA (concernente la realizzazione di un piano di
comunicazione, il contatto con operatori statunitensi a vario
titolo correlati con la filiera, due missioni istituzionali e 5
operative in outgoing, attività di sensibilizzazione in Sicilia,
una missione incoming e la realizzazione di tre workshop
tematici), individuando pertanto un solo Paese Obiettivo,
peraltro già interessato da analoghe iniziative già finanziate
dalla Regione Sicilia nell'ambito del Progetto Paese, e
destinando gran parte delle risorse ad attività di
sensibilizzazione e comunicazione, laddove in sede di
progettazione del PIR le imprese e le associazioni di categoria
avevano chiaramente dato indicazioni di preferire aiuti in merito
al supporto logistico per il raggiungimento di un target di
mercato già definito e ben delineato, sia nella sua collocazione
geografica che nella sua tipologia e composizione;
osservato come, sulla base dell'articolo 3 lettera B del
capitolato generale e speciale d'oneri allegato al bando, sia
prevista la realizzazione di ben due missioni istituzionali, per
un numero complessivo minimo di quaranta persone, finalizzate ad
intessere relazioni ed inserirsi in reti commerciali collegate
alla filiera, ennesima riedizione di innumerevoli iniziative
simili realizzate in passato, ma anche nel presente, con fondi
pubblici;
considerato che la descrizione di tale tipologia di servizi
lascia prevedere come almeno il venticinque per cento delle
risorse disponibili possa venire impiegato per la realizzazione
di attività di tipo genericamente relazionale e istituzionale,
con benefici limitati e soltanto indiretti per l'impresa,
soggetto beneficiario finale delle risorse secondo lo spirito del
PIR;
rilevato come nella individuazione dei soggetti ammissibili
alla gara si escluda di fatto la possibilità per i consorzi
d'imprese e/o le associazioni di categoria, che pure avrebbero
potuto garantire un contributo tecnico e contenutistico
strategico per fornire risposte concrete alle esigenze delle
imprese della filiera, di partecipare anche con ruoli marginali
ma pur nell'ambito di Raggruppamenti Temporanei d'Impresa
prevedendo per imprese e consorzi solo il ruolo di beneficiari
passivi di un'operazione dirigistica;
considerato come il PIR prevedesse esplicitamente una
realizzabilità di concerto con Regione, organizzazioni di
categoria, consorzi di imprese degli interventi, mentre il bando
individua già il Paese Target e la tipologia, il numero e la
dimensione degli interventi da realizzare, rimandando ad una fase
successiva il coinvolgimento degli attori locali, tra cui sono
comprese le organizzazioni di categoria, le Università, gli
Assessorati e i dipartimenti competenti, le Camere di commercio,
il partenariato socio-economico del PIR;
visto che per la realizzazione dell'allegato al bando
denominato Dossier Informativo Progetto Lapideo su STATI UNITI
d'America non si è avuto alcun raccordo con imprese e consorzi,
circostanza dimostrata da varie imperfezioni tra cui la scelta
della città di Orlando quale sede privilegiata per
l'organizzazione di workshop, in virtù del fatto che tale città
costituisse la sede di Coverings, evento promozionale tra i più
importanti a livello mondiale per la filiera (peccato che da
quest'anno tale evento si svolga a Chicago, circostanza ben
conosciuta dal sistema delle imprese e dei consorzi, forse meno
dalle Assistenze Tecniche della Regione Sicilia);
per sapere se, in ragione di tutte le osservazioni sopra
esposte, non ritenga di dover intervenire sul testo del bando in
questione modificandone gli aspetti considerati e la strategia
generale, ritirandolo e pubblicandone quanto prima una nuova
versione più rispondente alle logiche e alle prescrizioni del PIR
Marmi e Materiali Lapidei di Pregio e soprattutto alle esigenze
di imprese e consorzi, protagonisti reali di un comparto
produttivo trainante per l'intera economia regionale». (853)
ZAGO - ODDO C.
«All'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che a numerosi cittadini del Comune di Valderice (TP)
stanno arrivando da parte dell'EAS (Ente Acquedotti Siciliani)
avvisi di mora con preavviso di distacco per mancato pagamento di
eccedenze dal 1992 al 2001 e conguaglio 2002;
si tratta di pagamenti relativi a periodi che vanno oltre i
cinque anni e che dovrebbero già essere abbondantemente
prescritti;
comunque e certamente l'EAS non ha fatto pervenire all'epoca
alcuna richiesta di pagamento né ha informato gli utenti
dell'esistenza di eccedenze che dovrebbero essere ancorate a
verifiche contabili derivanti da specifica documentazione
comprovante l'indispensabile lettura dei relativi contatori;
il riferimento, evidenziato nelle diffide pervenute,
all'articolo 42 del vigente regolamento per la distribuzione
dell'acqua secondo il quale l'ESA procede dopo 15 giorni alla
sospensione dell'erogazione idrica e alla riscossione coattiva
delle somme a mezzo ingiunzione di pagamento appare del tutto
illegittimo;
il carattere intimidatorio di tale nota può indurre il
cittadino al pagamento di somme non dovute, prima di contestarne
la legittimità anche in termini di reale accertamento del consumo
e, comunque, obbligando il medesimo a costose perdite di tempo e
alla necessità di ricorrere all'assistenza legale;
per sapere quali misure intenda adottare per tutelare i
cittadini da richieste di riscossione non legittime e conseguenti
a pratiche amministrative approssimative e di dubbia legittimità
che non possono in alcun modo essere riversate in modo vessatorio
su cittadini già afflitti da un servizio spesso precario e molte
volte privo del giusto contraddittorio con l'utente». (854)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO C.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per la sanità,
premesso che con decreto 22.12.2004 del Ministero della Salute,
la Regione siciliana è stata autorizzata a concedere agli enti
acquedottistici catanesi (Consorzi Acoset, Sogea, Acque Sud e
Acque Carcaci) il rinnovo sino al 31.12.2005 della deroga - già
concessa col precedente Decreto 23.12.2003, scaduto il 25.12.2004
- a potere utilizzare le acque in distribuzione potabile nei
comuni interessati del massiccio etneo con una concentrazione
massima di 160 microgrammi per litro del parametro vanadio,
rispetto al limite di 50 migro g/l stabilito con DM 10.11.1999 e
D.Lgs 31 del 2.2.2001 (per valori dipendenti da parametri chimici
diversi, il fenomeno della presenza di sostanze indesiderabili,
seppur in misura variabile, interessa i comuni di Adrano, Santa
Maria di Licodia, Ragalna, Belpasso, Camporotondo Etneo, S.
Pietro Clarenza, Nicolosi, Mascalucia, Gravina, Bronte,
Biancavilla, Tremestieri, Trecastagni, Viagrande, Valverde);
considerato che l'Assessorato regionale della sanità, con
Decreto 27.5.2005 - facente seguito al precedente Decreto del
17.12.2003, scaduto il 25.12.2005 - ha rinnovato agli enti
acquedottistici catanesi la deroga a utilizzare sino al
31.12.2005 le acque asserventi i comuni interessati del massiccio
etneo con una concentrazione massima del parametro vanadio come
sopra fissata in 160 micro g/l;
tenuto conto che i suddetti provvedimenti di deroga erano stati
concessi a condizione che le aziende interessate:
a) avviassero tutti i lavori necessari e le misure correttive
per riportare il parametro vanadio nei limiti stabilii di 50
micro g/l;
b) semestralmente presentassero al Dipartimento Ispettorato
regionale Sanitario e al Ministero della Salute gli stati di
avanzamento dei lavori e quant'altro;
c) d'intesa col Servizio igiene alimenti e nutrizione (SIAN)
dell'AUSL 3, tenessero informata la popolazione sulle eventuali
refluenze sulla salute connesse all'uso prolungato delle acque
con eccedenza di vanadio;
considerato che:
dalle note intercorse tra il SIAN dell'AUSL 3 Catania e la
Federconsumatori di Mascalucia (che svolge un ruolo guida di
rappresentanza degli utenti dei numerosi comuni dell'area
pedemontana) e tra quest'ultima e l'Autorità d'Ambito - ATO 2
Acque Catania, e da numerose altre note del Comune di Mascalucia
non traspare che gli enti acquedottistici sopra menzionati
abbiano ottemperato alle prescrizioni ad essi imposte dai
suddetti provvedimenti di deroga;
il Consorzio Acoset, specificatamente richiesto di informare
gli Organi competenti sullo stato di avanzamento dei lavori, da
un lato ha inviato una nota per comunicare di avere avviato
l'attività di un impianto pilota per l'abbattimento del vanadio,
con risultati soddisfacenti , ma, dall'altro, non ha finora dato
seguito alla richiesta di sopralluogo sollecitata, tra gli altri
comuni, in particolare dal Comune di Mascalucia onde accertare lo
stato di efficienza di detto impianto;
malgrado l'entrata in attività del suddetto impianto pilota,
nel 2006 le analisi effettuate dall'ARPA DAP di Catania hanno
accertato che le acque distribuite da Acoset per il consumo umano
nei Comuni approvvigionati dalla galleria Ciapparazzo (Adrano,
Bronte, Biancavilla, S.M. di Licodia, Ragalna, Belpasso,
Camporotondo Etneo, S. Pietro Clarenza, Nicolosi, Gravina,
Mascalucia, Tremestieri, Trecastagni, Viagrande, Valverde, oltre
che il popoloso quartiere di Catania, S.G. Galermo) presentano
una persistente alta concentrazione di vanadio, o di altri
parametri chimicofisici, con valori, per quanto riguarda in
particolare il vanadio, a volte finanche superiori agli stessi
160 microgrammi per litro di cui alla deroga scaduta il
31.12.2005;
nel Comune di Mascalucia è tuttora in vigore una Ordinanza
Sindacale, emessa il 5.10.2006, che fa divieto di uso per scopi
potabili dell'acqua distribuita da Acoset;
durante detto stesso anno 2006, nonostante l'avvenuta scadenza
della deroga e gli immutati alti valori del paramero vanadio,
l'Acoset ha accluso alle bollette trimestrali una informativa
nella quale si dichiaravano la potabilità dell'acqua e la sua
sicurezza igienica;
per sapere se non ritengano di dover indagare con immediatezza
sulle presunte inadempienze da parte dei suddetti enti
acquedottistici, come nel caso del consorzio Acoset, e degli
organi sanitari preposti alla tutela della salute pubblica (SIAN,
Autorità d'Ambito ATO Acque, Comuni e Uffici della stessa
Regione), e quali provvedimenti consequenziali vorranno prendere
per una più puntuale ottemperanza delle leggi in materia e per
evitare che il crescente e giustificato allarme da parte della
popolazione interessata possa trasformarsi in forme di protesta
più pesanti in ragione della grande rilevanza e delicatezza che
il problema assume per la salute dei cittadini». (855)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
VILLARI - CRACOLICI - TERMINE - APPRENDI
DI GUARDO - DI BENEDETTO - CALANNA
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'esercizio finanziario 2007 (documento numero 130)
PRESIDETNE. Onorevoli colleghi, si passa al punto II
dell'ordine del giorno: «Progetto di bilancio interno
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2007
(Documeto numero 130)».
Ha facoltà di parlare il deputato questore e relatore ,
onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE, deputato Questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor presidente, onorevoli colleghi, credevo
che il suo avvento potesse segnare un'inversione di tendenza
anche in questo atto che ha una qualche importanza. Invece,
sistematicamente, questa Assemblea che ritarda su tutto, che
trascura ogni cosa, ha un'efficienza svizzera su un atto così
importante che, peraltro è disertato da tutti quanti i
parlamentari e che non merita nemmeno il commento del relatore di
maggioranza e nemmeno la distribuzione del testo.
L'Aula non conosce qual è l'atto sul quale si sta discutendo
Francamente, mi sembra inopportuno che si possa continuare in
un andazzo che ha tutto il sapore di voler fare di nascosto una
cosa - e ritengo non ve ne sia alcun motivo - come un atto
impudico di cui vergognarsi e da chiudere velocemente.
Ebbene, non credo che sia così; penso che questo Parlamento e
quindi per esso il suo Presidente voglia fare in modo che a
questo atto importante, che ai siciliani costa una cifra non
indifferente, si dedichi una maggiore attenzione, considerazione
e spazio.
Non è possibile che si dia sistematicamente l'impressione che
questa sia una cosa da fare di corsa e quasi di nascosto, come
avviene.
Vorrei, invece, sentire da parte di chi ha presentato questo
documento qual è il contenuto, perché non ne conosciamo gli
estremi, non so cosa contenga, che cosa stiamo andando a votare.
Credo che sia, invece, necessario o che qualcuno ce lo illustri
dettagliatamente o che si dia tempo ai deputati per esaminarlo da
soli e poi votarlo con cognizione di causa.
Diversamente, dovrei ritenere che dietro la ritualità, dietro
la regolarità delle procedure, la sostanza sia quella di non
volere esaminare un atto o di intenderlo esaminato a scatola
chiusa e per quanto mi riguarda, senza adombrare alcun dubbio al
riguardo - tuttavia a scatola chiusa -, credo di avere il dovere
di non votare nulla.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, già sabato questo bilancio
era iscritto all'ordine del giorno e per chi aveva fatto
richiesta avevamo già distribuito copia delle relazioni.
Per quel che mi riguarda, potete chiedere la parola tutti e
risponderò a tutte le possibili osservazioni. Non si vuole fare
niente di nascosto, non sono le ore 8.00 di mattina, lo stiamo
facendo alle 16.00 del pomeriggio, orario per il quale, peraltro,
era convocata la seduta, oltre che per quella che è
probabilmente l'ultima giornata della finanziaria; quindi non mi
sembra che si voglia fare niente di nascosto.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, ritengo di doverle fare una sola
domanda e cioè se questo bilancio sia stato approntato
dall'intero Consiglio di Presidenza da lei presieduto.
Se così è, come ritengo e sono certo che sia, perché è stato
sempre così, penso che qui il dubbio o la prerogativa del dubbio,
fatta in un modo che sembra tanto cortese e gentile, che lascia
però chissà quali scenari che non esistono in questo momento,
coinvolga sempre di più il fatto che non riusciamo ad andare
avanti neppure quando le Commissioni ci inviano i loro disegni di
legge o gli emendamenti all'unanimità.
Quando c'è una unanime valutazione non dico che non si possa o
non si debba avere letto dal primo fino all'ultimo punto del
bilancio - l'ho fatto e richiesto anch'io -, però una politica
del rinvio di questa Assemblea sta diventando perniciosa.
Non facciamo altro che rinviare continuamente quando se ci sono
dubbi, come si è fatto nel bilancio dell'Assemblea, ognuno ha la
possibilità di chiedere al Presidente spiegazioni in merito alla
rubrica o all'articolo che interessa.
Sembra, al contrario, che l'unica cosa che sappiamo fare è
chiedere un rinvio ad un altro giorno.
E se poi c'è un emendamento, anche per questo si chiede il
rinvio ad un altro emendamento.
Il mio invito è a proseguire con i lavori.
DE BENEDICTIS. Onorevole Cintola, chi ha chiesto il rinvio? E'
da due mesi che rinviate la finanziaria
CINTOLA. Onorevole De Benedictis non l'ho neppure nominata e
neanche disturbata.
Vorrei dire al Presidente dell'Assemblea che, ancora una volta,
si distingue favorevolmente perché inizia la seduta all'orario
stabilito, non tenendo conto se c'è una maggioranza o una
minoranza in Aula, come è suo dovere e come sta facendo da quando
si è insediato.
Ribadisco di procedere purché su tutti i dubbi vengano date
delle risposte, ma nella globalità dell'intervento
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, ha fatto una domanda per la
quale la ringrazio, ma è troppo esperto per non sapere che,
ovviamente, il bilancio interno dell'Assemblea è stato votato
dall'intero Consiglio di Presidenza e all'unanimità.
CANTAFIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTAFIA. Signor Presidente, la ringrazio per avere usato le
normali procedure per la convocazione dell'Aula e per
l'iscrizione all'ordine del giorno del bilancio interno
dell'Assemblea regionale.
Vorrei però farle notare alcune cose. Noi, costantemente
richiamiamo, l'ordinamento del Senato, la prassi, le norme; nel
bilancio che ho letto - non quello dell'anno in corso, ma quello
dello scorso anno che sono riuscito ad avere con parecchie
difficoltà solo pochi secondi fa -, ho notato che ci sono una
serie di cose che potrebbero essere migliorate, poiché questo
bilancio è incomprensibile ed ancora di più.
Il sistema con cui viene predisposto è abbastanza ermetico, sia
gli aggregati troppo larghi, sia le unità di conto talmente vaghe
e omnicomprensive che non mettono in alcuna condizione il lettore
di capire quale sia la vera distribuzione delle risorse che
l'Assemblea regionale fa.
PRESIDENTE. Onorevole Cantafia, la invito a fare degli esempi
al fine di mettere gli uffici nella condizione di risponderle.
CANTAFIA. Le partite, i titoli che sono utilizzati sono sempre
molto larghi. Mi ricordo, per esempio, quello che avevo visto sia
per il personale che per le indennità dei parlamentari, sia per
le altre risorse che venivano messe a loro disposizione, che sono
sempre generalizzate. Un bilancio pubblico deve rispondere ad
alcune caratteristiche che sono quelle che vengono utilizzate per
il bilancio della Regione, che è fatto con unità previsionali,
aggregati, eccetera, cose che rendono il bilancio molto preciso e
ci consentono di poterlo analizzare.
C'è anche una condizione di prassi, che le vorrei suggerire,
mettendola all'attenzione degli altri colleghi: al Senato, il
bilancio viene sottoposto all'esame della Commissione bilancio
proprio perché si possa, in qualche maniera, fare esaminare agli
esperti al fine di relazionare pienamente.
In allegato al bilancio c'è una relazione dei deputati Questori
che non ho, naturalmente, potuto leggere perché il testo mi è
stato fornito solo pochi secondi fa; ribadisco, però che ritengo
indispensabile che un atto di bilancio sia accompagnato da una
relazione molto dettagliata delle singole voci, in modo che tutti
possano capire la natura delle spese, le modalità con cui vengono
predisposte le spese.
Vorrei, inoltre, sottolineare che in questi mesi, in tutto il
Paese, sia a livello nazionale che a livello regionale, le
questioni della spesa della politica sono sempre state al centro
dell'attenzione dell'opinione pubblica; infatti, esaminando il
bilancio della Regione, lo stesso Governo ha presentato una serie
di emendamenti che tendono a diminuire i costi della politica,
come la riduzione degli ATO, l'attenzione relativamente alle
prerogative dei dirigenti generali e così via, norme contenute,
peraltro, nello stesso emendamento del Governo, oltre che negli
emendamenti di molti Gruppi parlamentari, tra cui il mio.
Pertanto, credo che non possiamo dire agli altri di fare le
trecce alle mosche' e poi non essere coerenti.
Vorrei pregarla, signor Presidente, di far sì che
l'approvazione del bilancio non passi come atto dovuto perché nei
nostri compiti c'è quello di avere indirizzo, controllo anche
nelle spese della stessa Assemblea regionale.
In me, come nel mio collega De Benedictis, non c'è alcun
retropensiero. Abbiamo bisogno di dare testimonianza della
trasparenza con cui vengono utilizzate le nostre risorse. Poiché
le do atto di avere fatto, per lo meno questo è quello che mi
dicono, per la prima volta in seduta pubblica la discussione su
questo documento delicato, le ripeto, la differenza è che stiamo
trattando di noi
E' abbastanza incredibile che facciamo le trecce alle mosche',
ai bilanci degli altri, a come si comportano i sindaci piuttosto
che gli amministratori e poi su di noi siamo vagamente rapidi
Pertanto, signor Presidente, le chiedo che possa essere
analizzato con più attenzione, che possa essere data a tutti la
possibilità, non soltanto di leggerlo. Così come è scritto,
rischia di essere incomprensibile.
Ci vuole una relazione al bilancio che spieghi a tutti come
stiamo utilizzando le risorse, quali novità ci sono, se ce ne
sono, e quali sono le cose che vengono mantenute.
PRESIDENTE. Onorevole Cantafia, vorrei rispondere in modo
veloce, ma esauriente alle sue osservazioni.
Per quanto riguarda il passaggio alla Commissione Bilancio,
così come avviene alla Camera, il Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana prevede il passaggio alla
Commissione Bilancio per la presa d'atto, cosa che è ovviamente
avvenuta.
Se vuole, onorevole Cantafia, le dico il giorno, comunque in
piena trattazione di finanziaria, anche perché doveva prevedere
l'importo complessivo del bilancio da inserire in finanziaria.
Il bilancio della nostra Assemblea è un bilancio che, per
quanto si tratti di cifre comunque importanti, contiene cifre che
riferite ad esempio a quelle della Regione sono sicuramente più
modeste. La maggior parte di queste cifre sono spese obbligatorie
perché rappresentano, per il 90 per cento, gli stipendi di noi
deputati e di tutti i dipendenti dell'Assemblea.
In più comprende tutte le pensioni. Per cui sui 150 milioni di
euro complessivi, la parte che va al di fuori di quelle voci che
ho già menzionato, comprende anche per esempio le spese di
telefonia, di amministrazione varia. Il tutto si riduce veramente
a centinaia di migliaia di euro.
Peraltro, queste centinaia di migliaia di euro che erano quelle
che sono state sempre messe a disposizione della Presidenza per
le spese, quest'anno ho voluto che, anziché riservate del
Presidente, diventassero riservate al Presidente. Tutto quello
che verrà speso, sarà speso formalmente, dando atto di quello che
si spende. Da sempre ho creduto che fosse più corretto così.
Da parte mia, non c'é alcun problema a fare analisi specifiche
del bilancio interno, ma le voci che ci sono, come ad esempio la
voce Personale', comprende di tutto.
Possiamo anche studiare, per il futuro, il sistema di fare dei
sottocapitoli per specificare meglio quanto va ai dirigenti,
quanto ai deputati, ai deputati in pensione.
Gli Uffici hanno la possibilità di fornire questi dati,
ovviamente, nel caso in cui qualcuno volesse conoscerli.
Quindi, in maniera riservata, lo possiamo certamente fare. Il
nostro è un bilancio particolare. E' un bilancio di un
Parlamento. Come per gli altri bilanci, non ne viene data
particolare enfasi e pubblicità.
Sono, però, a vostra disposizione perché tutte le voci, anche
singole, possano essere chiarite.
Vorrei dire, con l'occasione - visto che si è parlato anche dei
costi della politica e ringrazio l'onorevole Cantafia -, che tra
qualche giorno, appena finita la finanziaria, presenterò alla
stampa iniziative che sono state prese, non da me ma dal
Consiglio di Presidenza nella sua interezza e all'unanimità, per
quanto riguarda il risparmio, specialmente nei confronti dei
politici, delle spese della politica.
Ne ho qui un esempio. Preferirei non distribuirlo ora perché
appena finisce la finanziaria, ne vorrei fare oggetto di una
Conferenza, insieme ai colleghi del Consiglio di Presidenza, ma
credo che siano già stati fatti svariati sforzi e svariate
iniziative proprio per diminuire il cosiddetto costo della
politica.
ODDO ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal
tenore degli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e da
una cartellina, mi pare di colore turchese, che qualche collega
più fortunato ha, credo di avere capito qual è l'argomento della
discussione.
Lei poco fa ha detto, e di questo gliene diamo atto, che
quest'anno il bilancio interno dell'Assemblea viene trattato in
un orario più consono rispetto alle edizioni precedenti ed ha
anche aggiunto che questo documento ha avuto il voto favorevole
dell'intero Consiglio di Presidenza, di conseguenza i gruppi
parlamentari, in una certa misura, sono rappresentati anche da
questo voto unanime e favorevole.
Questo però non vale per chi sta parlando, non vale per il
Gruppo parlamentare Uniti per la Sicilia il quale, come lei sa
non è rappresentato in questo Consiglio di Presidenza e, per la
verità, è un gruppo che ha caratteristiche quasi extra
parlamentari perché non è rappresentato neanche in alcun ufficio
di Presidenza delle Commissioni.
Il fatto di non essere rappresentati come Gruppo parlamentare
in Consiglio di Presidenza, non ci mette nelle condizioni di
aver informazioni relative al testo di cui abbiamo avuto notizia
essere all'esame da pochissimi minuti.
Questa nostra collocazione esterna al Consiglio di Presidenza e
a quasi tutto quello che avviene nelle Commissioni parlamentari
ci autorizza a dire che abbiamo bisogno, non in modo strumentale,
di un approfondimento. La richiesta di approfondimento fatta dai
colleghi facenti parte di Gruppi parlamentari che sono
rappresentati in Consiglio di Presidenza può prestare il fianco
ad un certo rilievo di strumentalità, ma il gruppo di cui faccio
parte non è rappresentato in quel Consiglio di Presidenza che ha
approvato all'unanimità questo bilancio, quindi da parte nostra
c'è l'esigenza di questo approfondimento; non c'è il mio
capogruppo, non ci sono altri componenti del mio gruppo, credo
pertanto che la richiesta sia del tutto giustificata.
Formalmente, quindi, chiediamo di essere messi nelle condizioni
- anche se siamo un gruppo quasi extra parlamentare, visto che
non abbiamo rappresentanza in alcun tipo di organismo - di
esaminare anche da semplici parlamentari questo testo in un modo
più approfondito rispetto a quanto può essere contenuto in quella
cartellina che vedo ad alcuni colleghi più fortunati; noi siamo
meno fortunati, non abbiamo ancora avuto modo neanche di avere
questa stessa cartellina.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, come lei sa nell'ultimo Consiglio
di Presidenza è stato già deliberato l'ingresso del Gruppo Uniti
per la Sicilia in seno allo stesso Consiglio di Presidenza,
quindi è stata già presa la decisione, però è una decisione che
comporterà una modifica al Regolamento; pertanto, anche se la
decisione è stata già presa, se non avviene il passaggio in Aula,
per quella piccola modifica di Regolamento, materialmente non ho
la possibilità di venir meno alle regole prefissate, anche se
l'ingresso in Consiglio di Presidenza del Gruppo parlamentare
Uniti per la Sicilia è stato già deliberato.
Ciò anche perché tutti noi abbiamo ritenuto assolutamente
corretto che se una legge prevede che si è Partito avendo quattro
deputati - il 5 per cento di 90 non bisogna essere scienziati per
sapere che è 4 -, e che se la legge stessa prevede che la
consistenza di un partito viene valutata al 5 per cento, è
assurdo che in Aula, dove i partiti si devono esprimere, quel 5
per cento non venga riconosciuto come tale.
Purtroppo, per questo come per altre cose, ci sono passaggi
obbligatori che le regole e il Regolamento ci impongono, però le
voglio dare notizia che questa è una cosa che non solo avevo
promesso personalmente, ma che ritengo assolutamente corretta e
giusta, per cui nel giro di pochissimo, finita la finanziaria, si
provvederà anche a questo.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del documento contabile numero 130.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VII.
ENTRATA - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
TITOLO I - ENTRATE EFFETTIVE
I I Dotazione ordinaria 145.000 5.000 0,00 150.0
............................................. .000,00 .000, .000,00
......... 00
II II Contributi per l'accesso di utenti esterni
al sistema in-
formativo dell'A.R.S., etc. per per
.......................................... memoria memoria
II II Entrate varie 190.000 0,00 130.0 60.00
I I ............................................. ,00 00,00 00
..................
IV IV Interessi attivi su conto corrente bancario 760.000 0,00 0,00 760.0
...................... ,00 ,00
V - Dotazione suppletiva per l'anno 2005 2.000.0 0,00 2.000 soppr
............................ 00,00 .000, so
00
VI V Avanzo di esercizi precedenti 474.186 175.8 0,00 650.0
....................................... ,34 13,66 ,00
VI VI Ritenute ai Deputati e contributi di
I riscatto ai fini
previdenziali 2.750.0 0,00 250.0 2.500
............................................. 00,00 00,00 00,00
.................
ENTRATA - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
VI VI Ritenute al personale in servizio e
II I contributi di riscatto
ai fini del trattamento di quiescenza 2.290.0 650.0 0,00 2.94
............................. 00,00 00,00 00,00
Totale Titolo I ...... 153.464 5.825 2.380 156.91
.186,34 .813, .000, .000,00
66 00
Saldo variazioni ...... 3.445
.813,
66
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
certamente non voglio far perdere tempo all'Aula e quindi sarò
breve. Intervengo adesso, e vale per le altre votazioni che
riguardano questo punto all'ordine del giorno, con una
precisazione che mi preme fare: anche le Commissioni legislative
conservano ed esprimono le rappresentanze di tutti i Gruppi
parlamentari e, ciononostante, i parlamentari in Aula riesaminano
il testo.
Io non credo che sia mancanza di rispetto, perché altrimenti mi
imbarazzerei e non è così, prima di tutto nei confronti dei
nostri rappresentanti in Consiglio e poi nei confronti di tutti
gli altri, da parte di ciascuno di noi, obiettare o esaminare un
provvedimento, ancorché votato all'unanimità.
Vorrei esprimere ed anticipare il mio voto contrario al
provvedimento che stiamo per votare, sottolineando ed
argomentando il voto, perché non vi vedo quello spirito di
contenimento delle spese che mi sarei aspettato, in un momento
nel quale chiediamo a gran parte dei cittadini nel Paese, anzi
vedo aumentate quasi tutte le spese di rappresentanza che sono
previste in questo documento.
Posso fare riferimento a diversi capitoli: il capitolo I non è
diminuito di nulla, era 865 milioni di euro e sostanzialmente
così rimane; al capitolo VI ci sono incrementi di spesa di 500
milioni di euro per i Gruppi parlamentari; aumento del 450 per
cento per i gettoni, compensi e rimborso, da 90 mila euro a 410
mila euro; convegni, manifestazioni e relazioni esterne
cerimoniali, anche questo cresce da 400 mila di altri 140 mila.
Complessivamente questo capitolo cresce di molto. Poi c'è
l'immancabile call center che nell'esercizio precedente aveva
una voce pari a zero e che riserva in questo esercizio 980 mila
euro in più.
Potrei proseguire: le spese straordinarie hanno un incremento
per le celebrazioni dell'anniversario della prima seduta
dell'Assemblea regionale siciliana che va da 105 a un milione e
100 mila euro. Certamente, è necessario celebrare questo evento,
forse lo si sarebbe potuto fare in maniera più sobria. Insomma,
questo complesso di argomentazioni mi portano a dovere anticipare
il mio voto negativo.
ARDIZZONE, deputato Questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sarà stata probabilmente una svista di ordine
materiale da parte dell'onorevole De Benedictis, però siccome si
dà un'immagine distorta all'esterno, vorrei precisare - perché
sono poche le voci che alla fine interessano il grande pubblico
in malo modo - che le spese di rappresentanza, per onestà, sono
diminuite, sono quelle spese che diminuiscono. Invece,
concentrerei l'attenzione su due dati percentuali: il 95,57 per
cento è spesa obbligatoria, il rimanente 4,43 per cento sono
spese eventuali.
Quando si parla di spese eventuali parliamo di spese di
aggiornamenti. Ha fatto bene l'onorevole De Benedictis a fare
riferimento - parlava di gettoni e quant'altro - al costo della
politica. Nell'esitare, deliberare questo bilancio siamo
vincolati alla legge. La legge ci parametra al Senato, e questa
non vuole essere una scusa. Se questo Parlamento intende
procedere diversamente non è questa la sede di discussione.
Debbo dare atto agli Uffici che si sono parametrati rigidamente
al bilancio anche per quanto riguarda le spese dei parlamentari -
lo evidenziava il Presidente Miccichè -; noi ogni anno abbiamo
un rinnovo di parlamentari e l'aumento delle spese istituzionali
è dovuto proprio a questo. Infatti, ogni volta che si rinnovano i
parlamentari abbiamo maggiori costi perché gli assegni vitalizi
aumentano. E' questa la ragione, è un discorso puramente
matematico.
Signor Presidente, in questa sede vorrei evidenziare un aspetto
del quale si è parlato anche nei mesi scorsi, nei momenti in cui
si approntava il bilancio.
Vedete, quando si parla, ad esempio, del sessantesimo
anniversario, probabilmente, abbiamo comunicato male all'esterno
il problema; se però si legge la relazione, se si legge
effettivamente il bilancio, noi vediamo che cosa si vuole fare:
si vogliono fare degli investimenti, si vogliono praticamente
mettere a regime, o meglio, valorizzare dei beni immobili nella
disponibilità di questa Assemblea come la Chiesa - e i
palermitani lo sanno bene, certamente meno quelli delle altre
province - dei Santi Elena e Costantino, l'acquisto e la
valorizzazione di un rimessone, in ultimo, istituire un archivio
degli atti parlamentari.
Sono queste, eventualmente, le spese delle quali si parla che
non sarebbero obbligatorie. Sono queste, invece - a mio avviso -
le cose che onorano non certamente l'Ufficio di Presidenza - mi
consenta, onorevole Presidente Miccichè, non lei che è stato il
propositore -, ma certamente qualifica l'intero Parlamento
siciliano, tutti i 90 parlamentari perché, a distanza di
sessant'anni, si può istituire finalmente un archivio.
Per cui, nessun problema a distribuire il bilancio. E' stato
distribuito, si è fatto riferimento all'Ufficio di Presidenza ma
- ripeto - le spese sono semplicemente spese obbligatorie. Ciò
che ho voluto evidenziare è che non è questa la sede in cui
bisogna intervenire per la riduzione delle spese perché c'è un
aggancio parametrato direttamente al Senato.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Ardizzone; la sua
spiegazione è stata più che sufficiente.
Soltanto una battuta onorevole De Benedictis: avevo evitato di
dirlo prima perché credo sia una operazione giusta quella che è
stata fatta e, quindi, c'è poco da vantarsene o da enfatizzarla,
ma il capitolo relativo ai compensi, gettoni, manifestazioni è
aumentato di quelle centinaia di migliaia di euro, tanto quanto
è diminuito lo stesso capitolo di disponibilità del Presidente.
Quindi, è stato il Presidente che ha dato la disponibilità
togliendoli dal capitolo assegnato alla Presidenza stessa.
Purtuttavia, lei ha il diritto di fare tutte queste obiezioni,
anzi la ringrazio.
La prima volta che ci siamo visti lei aveva chiesto
quest'analisi, io le avevo promesso che non mi sarei sottratto a
questo tipo di esame.
Sono felice di farlo, ma sono ancora più felice proprio perché
è un bilancio - probabilmente, dovrà essere rivisto in tante
parti - in cui si è puntato molto al risparmio ed alla
responsabilità di tutti i parlamentari, del Consiglio di
Presidenza che ringrazio in modo particolare.
Pongo in votazione il Titolo I. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - Capitoli da VIII a
X.
ENTRATA - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I Previsi Variazioni per Previs
dei (Numero e denominazione) oni l'anno ioni
Capito per finanziario 2007 per
li l'anno l'anno
Anno An C A P I T O L I finanzi in + in - finanz
2006 no (Denominazione) ario iario
20 2006 2007
07
TITOLO II - PARTITE DI GIRO
IX VI Ritenute previdenziali,
IIassistenziali e fiscali ai
Deputati ed
ai titolari di assegni
vitalizi:
a) Ritenute previdenziali e
assistenziali ai Deputati per:
1) Prestazioni economico- 4.000,0 0,00 650,00 3.350,
previdenziali 0 00
....................
2) Assistenza sanitaria per per
integrativa volontaria, etc. .... memoria memori
a
3) Contributi
pensionistici dovuti ad altre
Amministrazioni (L. n. 160.000 0,00 0,00 160.00
488/99, art. 38) ................ ,00 0,00
Totale ...... 164.000 0,00 650,00 163.35
,00 0,00
b) Ritenute previdenziali e
assistenziali ai titolari di
assegni vitalizi per:
1) Prestazioni economico- 11.800, 200,00 0,00 12.000
previdenziali 00 ,00
....................
2) Assistenza sanitaria 250,00 0,00 0,00 250,00
integrativa volontaria, etc. ....
3) Contributo di per per
solidarietà memoria memori
................................. a
....
Totale ...... 12.050, 200,00 0,00 12.250
00 ,00
Totale ritenute previdenziali e 176.050 200,00 650,00 175.60
assistenziali ...... ,00 0,00
c) Ritenute fiscali ai 6.000.0 0,00 750.000,00 5.250.
Deputati 00,00 000,00
d) Ritenute fiscali ai 6.900.0 0,00 100.000,00 6.800.
titolari di assegni vitalizi 00,00 000,00
Totale ritenute fiscali ...... 12.900. 0,00 850.000,00 12.050
000,00 .000,0
0
Totale ritenute previdenziali, 13.076. 200,00 850.650,00 12.225
assistenziali e fiscali ...... 050,00 .600,0
0
Saldo variazioni ...... -850.450,00
ENTRATA - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
X IX Ritenute previdenziali, assistenziali e
fiscali al personale:
a) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale di
ruolo per:
1) Assistenza sanitaria per per
integrativa volontaria, etc. ... memoria memoria
2) Prestazioni economico- 8.400,0 1.600 0,00 10.000,
previdenziali .................... 0 ,00 00
3) INPGI, CASAGIT, etc. 69.000, 0,00 4.000 65.000,
.................................... 00 ,00 00
Totale ...... 77.400, 1.600 4.000 75.000,
00 ,00 ,00 00
b) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale
estraneo per prestazioni
temporanee nell'interesse
dell'A.R.S. 122.000 13.00 0,00 135.000
......................................... ,00 0,00 ,00
..................
Totale ...... 122.000 13.00 0,00 135.000
,00 0,00 ,00
c) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale in
quiescenza per:
1) Assistenza sanitaria per per
integrativa volontaria, etc. ... memoria memoria
2) Prestazioni economico- 19.000, 6.000 0,00 25.000,
previdenziali .................... 00 ,00 00
3) Contributo di solidarietà 300.000 150.0 0,00 450.000
..................................... ,00 00,00 ,00
Totale ...... 319.000 156.0 0,00 475.000
,00 00,00 ,00
Totale ritenute previdenziali e 518.400 170.6 4.000 685.000
assistenziali ...... ,00 00,00 ,00 ,00
d) Ritenute fiscali al personale di 10.300. 1.700 0,00 12.000.
ruolo . . 000,00 .000, 000,00
00
e) Ritenute fiscali al personale
estraneo per prestazioni
temporanee nell'interesse 610.000 0,00 10.00 600.000
dell'A.R.S. ..................... ,00 0,00 ,00
f) Ritenute fiscali al personale in 12.200. 800.0 0,00 13.000.
quiescenza .. 000,00 00,00 000,00
Totale ritenute fiscali ...... 23.110. 2.500 10.00 25.600.
000,00 .000, 0,00 000,00
00
Totale ritenute previdenziali, 23.628. 2.670 14.00 26.285.
assistenziali e fiscali ...... 400,00 .600, 0,00 000,00
00
ENTRATA - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
Saldo variazioni ...... 2.656
.600,
00
XI X Partite di transito varie e movimenti di 1.650.0 0,00 950.0 700.000
cassa ................. 00,00 00,00 ,00
Saldo variazioni ...... -950.000,00
Totale Titolo II ...... 38.354. 2.670 1.814 39.210.
450,00 .800, .650, 600,00
00 00
Saldo variazioni ...... 856.150,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - Capitoli da I a
XVII.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
TITOLO I - SPESE
EFFETTIVE
CAPITOLO I
Rappresentanza
1 1 Deputazioni e missioni 400.000 0,00 0,00 400.000
.......................... ,00 ,00
........................
2 2 Cerimonie, onoranze e
spese di rappresentanza
(fondi
riservati) (1) 260.000 0,00 0,00 260.000
.......................... ,00 ,00
..........................
..........
3 3 Contributi, elargizioni, 120.000 0,00 0,00 120.000
beneficenza (fondi ,00 ,00
riservati) (1) ....
(1) Modificata la denominazione.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
4 4 Uffici di rappresentanza
(locazione e spese di
funziona-
mento) 85.000, 0,00 5.000,00 80.000,
.......................... 00 00
..........................
..................
Totale ...... 865.000 0,00 5.000,00 860.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... -5.000,00
CAPITOLO II
Deputati
5 5 Indennità parlamentare 13.500. 0,00 0,00 13.500.
.......................... 000,00 000,00
......................
6 6 Diaria a titolo di 4.400.0 0,00 0,00 4.400.0
rimborso spese 00,00 00,00
..........................
.........
7 7 Indennità di ufficio 1.200.0 0,00 0,00 1.200.0
.......................... 00,00 00,00
..........................
...
8 - Competenze eccedenti la
quota non cumulabile con
l'indennità
parlamentare ai Deputati
dipendenti del-
lo Stato e di altre
pubbliche Amministrazioni,
non-
chè degli enti ed
istituti di diritto
pubblico sottoposti
alla vigilanza dello per soppres
Stato memoria so
..........................
...................
9 8 Spese per trasferte,
viaggi e di aggiornamento
inerenti lo
svolgimento delle
funzioni parlamentari,
rimborsi attrez-
zature informatiche e 2.850.0 0,00 0,00 2.850.0
rimborsi forfettari fonia 00,00 00,00
e dati (1)
Totale ...... 21.950. 0,00 0,00 21.950.
000,00 000,00
Saldo variazioni ...... 0,00
(1) Modificata la denominazione.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO III
Previdenza e assistenza per i
Deputati
10 9 Assegni vitalizi 20.200. 1.300.000,0 0,00 21.500.
.......................... 000,00 0 000,00
..........................
........
11 10 Indennità per cessazione
di mandato parlamentare ed
eventuali anticipazioni 2.000.0 0,00 1.100.000, 900.000
.......................... 00,00 00 ,00
......................
12 11 Premi di assicurazione;
contributi per prestazioni
eco-
nomico-previdenziali 145.000 5.000,00 0,00 150.000
.......................... ,00 ,00
........................
13 12 Spese per la
partecipazione dei
Deputati a corsi di lin-
gua straniera, di 42.000, 0,00 0,00 42.000,
informatica, etc. 00 00
..........................
.....
14 13 Indennità ai Deputati
cessati dal mandato
parlamentare
a titolo di 1.700.0 100.000,00 0,00 1.800.0
aggiornamento politico- 00,00 00,00
culturale
...................
15 14 Interventi a favore
dei Deputati, degli ex
Deputati
e delle loro famiglie 26.000, 0,00 0,00 26.000,
.......................... 00 00
..........................
16 15 Contributo per il
funzionamento
dell'Associazione tra i
Deputati regionali 34.000, 0,00 0,00 34.000,
della Sicilia cessati dal 00 00
mandato .......
Totale ...... 24.147. 1.405.000,0 1.100.000, 24.452.
000,00 0 00 000,00
Saldo variazioni ...... 305.000,00
CAPITOLO IV
Personale
17 16 Retribuzioni al personale 28.900. 1.600.000,0 0,00 30.500.
di ruolo 000,00 0 000,00
..........................
.........
18 17 Compensi, rimborsi spese
ed altri oneri relativi al
perso-
nale estraneo per
prestazioni temporanee
nell'interesse
dell'A.R.S. 2.050.0 0,00 50.000,00 2.000.0
.......................... 00,00 00,00
..........................
............
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
19 18 Spese per la
qualificazione,
l'aggiornamento profes-
sionale, la concessione
di borse di studio, la
parteci-
pazione a corsi di 85.000, 0,00 0,00 85.000,
lingua straniera, di 00 00
informatica, etc. ..
Totale ...... 31.035. 1.600.000,0 50.000,00 32.585.
000,00 0 000,00
Saldo variazioni ...... 1.550.000,00
CAPITOLO V
Previdenza e assistenza per
il personale
20 19 Pensioni 31.350. 450.000,00 0,00 31.800.
.......................... 000,00 000,00
..........................
..................
21 20 Contributi previdenziali
ed assistenziali per il
persona-
le di ruolo, per il 425.000 25.000,00 0,00 450.000
personale estraneo, etc. ,00 ,00
.....................
22 21 Premi di assicurazione
contro gli infortuni e
contributi
INPDAP per prestazioni 360.000 0,00 0,00 360.000
economico-previdenziali, ,00 ,00
etc ..
23 22 Sussidi 13.000, 0,00 0,00 13.000,
.......................... 00 00
..........................
....................
24 23 Contributo ordinario al
Fondo di Previdenza per il
Per-
sonale 5.500.0 0,00 1.500.000, 4.000.0
.......................... 00,00 00 00,00
..........................
..................
Totale ...... 37.648. 475.000,00 1.500.000, 36.623.
000,00 00 000,00
Saldo variazioni ...... -
1.025.000,0
0
CAPITOLO VI
Attività istituzionali
25 24 Contributi ai Gruppi 7.500.0 0,00 0,00 7.500.0
parlamentari 00,00 00,00
..........................
........
26 25 Spese per i Gruppi
parlamentari destinate a
finanziare
l'opera di ricerca,
consulenza,
documentazione, colla-
borazioni, etc., e
servizi di supporto
all'attività parla-
mentare dei Deputati 5.000.0 500.000,00 0,00 5.500.0
.......................... 00,00 00,00
......................
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
27 26 Gettoni, compensi e
rimborsi spese ai tecnici,
agli e-
sperti ed agli invitati
delle Commissioni
legislative,
speciali e di inchiesta
e per attività di
consulenza ex
D.P.A. n. 114/2006 - 90.000, 410.000,00 0,00 500.000
XIV legisl. (1) 00 ,00
..........................
.
28 27 Convegni, manifestazioni,
relazioni
esterne,cerimoniale
e rappresentanza (1) 400.000 140.000,00 0,00 540.000
.......................... ,00 ,00
........................
29 28 Spese inerenti
all'attività del Comitato
regionale per
il servizio per per
radiotelevisivo memoria memoria
..........................
...................
30 29 Spese per l'attività
dell'Intergruppo
federalista europeo
costituito presso 34.000, 0,00 0,00 34.000,
l'Assemblea regionale 00 00
siciliana ..........
31 30 Contributi per l'attività
dell'Intergruppo per i
diritti
umani e civili e per
l'Associazione
Parlamentare
"Amicizia Sicilia -
Tunisia" costituiti presso
l'Assemblea
regionale siciliana 70.000, 0,00 0,00 70.000,
.......................... 00 00
..........................
.
Totale ...... 13.094. 1.050.000,0 0,00 14.144.
000,00 0 000,00
Saldo variazioni ...... 1.050.000,00
CAPITOLO VII
Stampati e pubblicazioni
32 31 Resoconti stenografici, 115.000 0,00 0,00 115.000
notiziari, bollettini, ,00 ,00
etc. ................
33 32 Disegni di legge,
documenti, relazioni e
stampati atti-
nenti ai lavori 20.000, 0,00 0,00 20.000,
parlamentari 00 00
..........................
...............
34 33 Stampati di servizio 9.000,0 0,00 0,00 9.000,0
.......................... 0 0
..........................
..
35 34 Pubblicazioni 75.000, 0,00 0,00 75.000,
.......................... 00 00
..........................
...........
Totale ...... 219.000 0,00 0,00 219.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... 0,00
(1) Modificata la denominazione.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO VIII
Biblioteca
36 35 Acquisto di opere
librarie anche su supporto
magne-
tico 50.000, 0,00 0,00 50.000,
.......................... 00 00
..........................
.......................
37 36 Acquisto giornali e
periodici anche su
supporto ma-
gnetico, compresi quelli
per consultazione non
inventariabili 57.000, 0,00 0,00 57.000,
.......................... 00 00
..........................
.........
38 37 Rilegature e servizi
aggiuntivi a supporto
della
Biblioteca (1) 62.000, 18.000,00 0,00 80.000,
.......................... 00 00
..........................
........
39 38 Acquisto opere di pregio 25.000, 10.000,00 0,00 35.000,
storico e restauro libri 00 00
..............
- 39 Digitalizzazione atti, 0,00 25.000,00 0,00 25.000,
volumi e documenti (2) 00
...................
Totale ...... 194.000 28.000,00 0,00 247.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... 53.000,00
CAPITOLO IX
Servizi informatici, sistema
informativo
e diffusione banche dati
40 40 Acquisto, noleggio e
manutenzione attrezzature
hardware (1) 450.000 0,00 50.000,00 400.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.........
41 41 Acquisto, noleggio e 450.000 190.000,00 0,00 640.000
assistenza prodotti ,00 ,00
programma (1) ..
42 - Assistenza tecnico-
applicativa, manutenzione
attrez-
zature e prodotti 190.000 0,00 190.000,00 soppres
ausiliari ,00 so
..........................
..................
43 42 Acquisizione banche
dati, canoni ed altre
spese per
collegamenti telematici
con altre istituzioni, con
Inter-
net, etc. 210.000 0,00 65.000,00 145.000
.......................... ,00 ,00
..........................
...............
Totale ...... 1.300.0 190.000,00 305.000,00 1.185.0
00,00 00,00
Saldo variazioni ...... -115.000,00
(1) Modificata la denominazione.
(2) Di nuova istituzione.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO X
Servizi stampa e
divulgazione
televisiva dell'attività
parlamentare
44 43 Servizio informazione,
documentazione, diffusione
e
divulgazione
dell'attività
parlamentare, trasmissio-
ne dati agenzie di 400.000 0,00 0,00 400.000
stampa ,00 ,00
..........................
.................
45 44 Spese per la diffusione e
divulgazione televisiva in
di-
retta dell'attività
parlamentare su tutto il
territorio re-
gionale e per il per per
relativo materiale memoria memoria
documentario ............
46 45 Corrispettivo alla
Fondazione "Federico II"
per la pro-
mozione e la
diffusione dell'attività
istituzionale
dell'Assemblea 300.000 0,00 300.000,00 per
regionale siciliana ,00 memoria
..........................
.....
Totale ...... 700.000 0,00 300.000,00 400.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... -300.000,00
CAPITOLO XI
Servizi ausiliari
47 46 Noleggio, manutenzione e
prodotti ausiliari
concernen-
ti attrezzature per
riproduzione e
duplicazione docu-
menti; manutenzione e
prodotti ausiliari
relativi a te-
lefax, etc. 370.000 0,00 20.000,00 350.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.............
48 47 Infermeria, visite medico-
fiscali e servizi sanitari
d'urgenza 70.000, 0,00 0,00 70.000,
.......................... 00 00
..........................
.............
49 48 Caffetteria e servizi di 380.000 40.000,00 0,00 420.000
ristoro ,00 ,00
..........................
.............
Totale ...... 820.000 40.000,00 20.000,00 840.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... 20.000,00
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO XII
Amministrazione,
manutenzione e
ristrutturazione immobili
50 49 Manutenzione ordinaria
del Palazzo,
progettazioni,
esecuzione di lavori di
consolidamento e restauro
di lieve entità e di
particolare urgenza;
interventi
per il miglioramento e
la funzionalità delle aree
circostanti 500.000 600.000,00 0,00 1.100.0
.......................... ,00 00,00
..........................
.............
51 50 Ristrutturazione e
gestione del palazzo "ex
Ministeri" e
di altri immobili in 100.000 0,00 0,00 100.000
uso ,00 ,00
..........................
.......................
52 - Manutenzione e
completamento dei
lavori di ristrut-
turazione delle sale per soppres
del Duca di Montalto memoria so
....................
53 51 Impianti di 100.000 0,00 0,00 100.000
climatizzazione del ,00 ,00
Palazzo
..........................
54 52 Locazione immobili, spese
per la relativa gestione
e manutenzione 45.000, 35.000,00 0,00 80.000,
.......................... 00 00
..........................
.....
55 53 Gestione complesso
monumentale "Chiesa dei
Santi
Elena e Costantino" 50.000, 600.000,00 0,00 650.000
.......................... 00 ,00
........................
Totale ...... 795.000 1.235.000,0 0,00 2.030.0
,00 0 00,00
Saldo variazioni ...... 1.235.000,00
CAPITOLO XIII
Beni mobili ed
immobilizzazioni tecniche
56 54 Acquisto di beni mobili 150.000 0,00 50.000,00 100.000
.......................... ,00 ,00
.......................
57 55 Acquisto di mobili ed
oggetti di particolare
valore
artistico 86.000, 0,00 0,00 86.000,
.......................... 00 00
..........................
.................
Totale ...... 236.000 0,00 50.000,00 186.000
,00 ,00
Saldo variazioni ...... -50.000,00
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO XIV
Beni di consumo e servizi
58 56 Noleggio autovetture di 250.000 30.000,00 0,00 280.000
servizio ,00 ,00
..........................
.........
59 57 Acquisto di oggetti vari 25.000, 0,00 0,00 25.000,
e di arredo non 00 00
inventariabili ......
60 58 Manutenzione beni mobili
e restauro mobili ed
oggetti
di particolare valore 100.000 0,00 0,00 100.000
artistico ,00 ,00
..........................
............
61 59 Installazione,
manutenzione e gestione
degli impian-
ti tecnologici 450.000 0,00 0,00 450.000
.......................... ,00 ,00
..........................
..........
62 60 Manutenzione giardino;
interventi di riattamento
e
riqualificazione 105.000 0,00 0,00 105.000
.......................... ,00 ,00
..........................
......
63 61 Fornitura energia
elettrica, combustibile
per riscal-
damento ed acqua 320.000 10.000,00 0,00 330.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.
64 62 Confezione,
installazione e
manutenzione tendaggi,
guide e simili; 36.000, 34.000,00 0,00 70.000,
acquisto tessuti e lavori 00 00
di tappezzeria
65 63 Servizi igienici e di
pulizia, prodotti igienico-
sanitari,
generi per barberia, 450.000 50.000,00 0,00 500.000
etc. ,00 ,00
..........................
...................
66 64 Vestiario di servizio 250.000 0,00 0,00 250.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.
67 65 Gestione automezzi 215.000 5.000,00 0,00 220.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.
68 66 Trasporto beni mobili, 7.000,0 23.000,00 0,00 30.000,
traslochi e facchinaggio 0 00
..............
69 67 Spese postali, 62.000, 0,00 0,00 62.000,
telegrafiche e per 00 00
recapiti vari
.................
70 68 Canoni ed altre spese
telefoniche, manutenzione
centrale telefonica,
rete trasmissione dati e
ap-
parecchiature 2.400.0 0,00 1.350.000, 1.050.0
telematiche (1) 00,00 00 00,00
..........................
...........
- 69 Call Center e help desk 0,00 980.000,00 0,00 980.000
(2) ,00
..........................
.................
71 70 Carta, cancelleria e 160.000 0,00 0,00 160.000
lavori di tipografia ,00 ,00
..........................
72 71 Acquisto di pubblicazioni
da distribuire ai
Deputati, ai
Gruppi parlamentari e
in occasione di cerimonie
e
incontri istituzionali 78.000, 7.000,00 0,00 85.000,
(1) 00 00
..........................
.....................
73 72 Acquisto giornali,
riviste, pubblicazioni e
abbonamen-
ti per gli uffici anche 130.000 0,00 0,00 130.000
su supporto magnetico ,00 ,00
...............
74 73 Rilegatura di libri, atti 8.000,0 0,00 0,00 8.000,0
e registri per gli uffici 0 0
...................
Totale ...... 5.046.0 1.139.000,0 1.350.000, 4.835.0
00,00 0 00 00,00
Saldo variazioni ...... -211.000,00
(1) Modificata la denominazione.
(2) Di nuova istituzione.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
CAPITOLO XV
Spese varie
75 74 Premi di assicurazione 80.000, 2.000,00 0,00 82.000,
.......................... 00 00
.......................
76 75 Imposte e tasse 8.650.0 150.000,00 0,00 8.800.0
.......................... 00,00 00,00
..........................
.......
77 76 Compensi e rimborsi spese
a persone estranee all'Am-
ministrazione per
prestazioni professionali
nell'interes-
se dell'A.R.S., per
patrocini legali, per
rogiti notarili,
etc. 350.000 150.000,00 0,00 500.000
.......................... ,00 ,00
..........................
.......................
78 77 Compensi e rimborsi spese
ai componenti di
Commissioni
speciali, Comitati,
Collegio di conciliazione
ed arbitrale,
etc. ed oneri connessi 130.000 0,00 0,00 130.000
all'espletamento dei ,00 ,00
concorsi ....
79 78 Contributi e spese per
convegni, per
manifestazioni,
per pubblicazioni, etc. 400.000 100.000,00 0,00 500.000
.......................... ,00 ,00
.......................
80 79 Contributo per la
Conferenza dei Presidenti
dell'As-
semblea e dei Consigli
delle Regioni e delle
Province
autonome 45.000, 10.000,00 0,00 55.000,
.......................... 00 00
..........................
.............
81 80 Spese per la
evidenziazione delle
utenze telefoniche e
per la pubblicazione a
mezzo stampa di bandi di
gara,
di concorso, etc. 70.000, 0,00 0,00 70.000,
.......................... 00 00
..........................
....
82 81 Spese per l'attività del
'Gruppo Intersettoriale di
proget-
tazione per il restauro 52.000, 0,00 52.000,00 per
del Palazzo dei Normanni' 00 memoria
..........
Totale ...... 9.777.0 412.000,00 52.000,00 10.137.
00,00 000,00
Saldo variazioni ...... 360.000,00
CAPITOLO XVI
Spese straordinarie
83 82 Iniziative per la
celebrazione
dell'anniversario della
prima
seduta dell'Assemblea 105.000 995.000,00 0,00 1.100.0
regionale siciliana ,00 00,00
....................
84 83 Spese per l'installazione
e la manutenzione di
sistemi di
sorveglianza e di
sicurezza del Palazzo dei
Normanni
e per le relative opere 300.000 0,00 0,00 300.000
murarie ,00 ,00
..........................
..........
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2007
Numero T I T O L I E C A P I Previsi Variazioni per l'annoPrevisi
degli T O L I oni finanziario 2007 oni
Articoli (Numero e denominazione) per per
l'anno l'anno
Anno Anno A R T I C O L I finanzi in + in - finanzi
2006 2007 (Denominazione) ario ario
2006 2007
85 - Ammortamento per soppres
anticipazione 'Fondo Mutui memoria so
ai Deputati' .
Totale ...... 405.000 995.000,00 0,00 1.400.0
,00 00,00
Saldo variazioni ...... 995.000,00
CAPITOLO XVII
Oneri non ripartibili
86 84 Spese eventuali e diverse 100.000 0,00 0,00 100.000
.......................... ,00 ,00
...................
87 85 Spese per eventuali oneri
contrattuali per servizi
integrati per
.......................... memoria
..........................
...............
88 86 Fondo di riserva per
l'eventuale integrazione
degli
stanziamenti di 5.133.1 0,00 416.186,34 4.717.0
bilancio (*) 86,34 00,00
..........................
...............
Totale ...... 5.233.1 0,00 416.186,34 4.817.0
86,34 00,00
Saldo variazioni ...... -416.186,34
(*) D.P.A. n. 208 del 12.12.2006
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre
2007
Numer T I T O L I E C A P I T O L I Previs Variazioni Previs
o (Numero e denominazione) ioni per l'anno ioni
per finanziario per
degli l'anno 2007 l'anno
Artic
oli
An An A R T I C O L I finanz in + in - finanz
no no (Denominazione) iario iario
20 20 2006 2007
06 07
TITOLO II - PARTITE DI GIRO
CAPITOLO XVIII
89 87 Ritenute previdenziali, assistenziali e
fiscali ai Deputati ed
ai titolari di assegni vitalizi:
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre
2007
Numer T I T O L I E C A P I T O L I Previs Variazioni Previs
o (Numero e denominazione) ioni per l'anno ioni
per finanziario per
degli l'anno 2007 l'anno
Artic
oli
An An A R T I C O L I finanz in + in - finanz
no no (Denominazione) iario iario
20 20 2006 2007
06 07
a) Ritenute previdenziali e
assistenziali ai Deputati per:
1) Prestazioni economico- 4.000, 0,00 650,0 3.350,
previdenziali .................... 00 0 00
2) Assistenza sanitaria integrativa per per
volontaria, etc. .... memori memori
a a
3) Contributi pensionistici dovuti
ad altre
Amministrazioni (L. n. 488/99, 160.00 0,00 0,00 160.00
art. 38) ................ 0,00 0,00
Totale ...... 164.00 0,00 650,0 163.35
0,00 0 0,00
b) Ritenute previdenziali e
assistenziali ai titolari di
assegni vitalizi per:
1) Prestazioni economico- 11.800 200,0 0,00 12.000
previdenziali .................... ,00 0 ,00
2) Assistenza sanitaria integrativa 250,00 0,00 0,00 250,00
volontaria, etc. ....
3) Contributo di solidarietà per per
..................................... memori memori
a a
Totale ...... 12.050 200,0 0,00 12.250
,00 0 ,00
Totale ritenute previdenziali e 176.05 200,0 650,0 175.60
assistenziali ...... 0,00 0 0 0,00
c) Ritenute fiscali ai Deputati 6.000. 0,00 750.0 5.250.
000,00 00,00 000,00
d) Ritenute fiscali ai titolari di 6.900. 0,00 100.0 6.800.
assegni vitalizi 000,00 00,00 000,00
Totale ritenute fiscali ...... 12.900 0,00 850.0 12.050
.000,0 00,00 .000,0
0 0
Totale ritenute previdenziali, 13.076 200,0 850.6 12.225
assistenziali e fiscali ...... .050,0 0 50,00 .600,0
0 0
Saldo variazioni ...... -850.450,00
CAPITOLO XIX
90 88 Ritenute previdenziali, assistenziali e
fiscali al personale:
a) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale di
ruolo per:
1) Assistenza sanitaria integrativa per per
volontaria, etc. ... memori memori
a a
2) Prestazioni economico- 8.400, 1.600 0,00 10.000
previdenziali .................... 00 ,00 ,00
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre
2007
Numer T I T O L I E C A P I T O L I Previs Variazioni Previs
o (Numero e denominazione) ioni per l'anno ioni
per finanziario per
degli l'anno 2007 l'anno
Artic
oli
An An A R T I C O L I finanz in + in - finanz
no no (Denominazione) iario iario
20 20 2006 2007
06 07
3) INPGI, CASAGIT, etc. 69.000 0,00 4.000 65.000
.................................... ,00 ,00 ,00
Totale ...... 77.400 1.600 4.000 75.000
,00 ,00 ,00 ,00
b) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale
estraneo per prestazioni temporanee
nell'interesse
dell'A.R.S. 122.00 13.00 0,00 135.00
........................................... 0,00 0,00 0,00
.................
Totale ...... 122.00 13.00 0,00 135.00
0,00 0,00 0,00
c) Ritenute previdenziali e
assistenziali al personale in
quiescenza per:
1) Assistenza sanitaria integrativa per per
volontaria, etc. ... memori memori
a a
2) Prestazioni economico- 19.000 6.000 0,00 25.000
previdenziali .................... ,00 ,00 ,00
3) Contributo di solidarietà 300.00 150.0 0,00 450.00
..................................... 0,00 00,00 0,00
Totale ...... 319.00 156.0 0,00 475.00
0,00 00,00 0,00
Totale ritenute previdenziali e 518.40 170.6 4.000 685.00
assistenziali ...... 0,00 00,00 ,00 0,00
d) Ritenute fiscali al personale di 10.300 1.700 0,00 12.000
ruolo .. .000,0 .000, .000,0
0 00 0
e) Ritenute fiscali al personale
estraneo per prestazioni
temporanee nell'interesse 610.00 0,00 10.00 600.00
dell'A.R.S. ...................... 0,00 0,00 0,00
f) Ritenute fiscali al personale in 12.200 800.0 0,00 13.000
quiescenza .000,0 00,00 .000,0
0 0
Totale ritenute fiscali ...... 23.110 2.500 10.00 25.600
.000,0 .000, 0,00 .000,0
0 00 0
Totale ritenute previdenziali, 23.628 2.670 14.00 26.285
assistenziali e fiscali ...... .400,0 .600, 0,00 .000,0
0 00 0
Saldo variazioni ...... 2.656
.600,
00
S P E S A - Per l'anno finanziario dal 1 Gennaio al 31 Dicembre
2007
Numer T I T O L I E C A P I T O L I Previs Variazioni Previs
o (Numero e denominazione) ioni per l'anno ioni
per finanziario per
degli l'anno 2007 l'anno
Artic
oli
An An A R T I C O L I finanz in + in - finanz
no no (Denominazione) iario iario
20 20 2006 2007
06 07
CAPITOLO XX
91 89 Partite di transito varie e movimenti di 1.650. 0,00 950.0 700.00
cassa ................. 000,00 00,00 0,00
Saldo variazioni ...... -
950.0
00,00
Totale Titolo II ...... 38.354 2.670 1.814 39.210
.450,0 .800, .650, .600,0
0 00 00 0
Saldo variazioni ...... 856.150,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
S P E S A - Riepilogo per capitoli
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
TITOLO I - SPESE EFFETTIVE
I I Rappresentanza 865.000 0,00 5.000 860.000
......................................... ,00 ,00 ,00
..................
II II Deputati 21.950. 0,00 0,00 21.950.
......................................... 000,00 000,00
.............................
II II Previdenza e assistenza per i Deputati 24.147. 305.0 0,00 24.452.
I I .......................... 000,00 00,00 000,00
IV IV Personale 31.035. 1.550 0,00 32.585.
......................................... 000,00 .000, 000,00
........................... 00
V V Previdenza e assistenza per il personale 37.648. 0,00 1.025 36.623.
........................ 000,00 .000, 000,00
00
VI VI Attività istituzionali 13.094. 1.050 0,00 14.144.
......................................... 000,00 .000, 000,00
.............. 00
S P E S A - Riepilogo per capitoli
Numer T I T O L I Previsi Variazioni Previsi
o (Numero e denominazione) oni per l'anno oni
dei per finanziario per
Capit l'anno 2007 l'anno
oli
An An C A P I T O L I finanzi in + in - finanzi
no no (Denominazione) ario ario
20 20 2006 2007
06 07
VI VI Stampati e pubblicazioni 219.000 0,00 0,00 219.000
I I ......................................... ,00 ,00
......
VI VI Biblioteca 194.000 53.00 0,00 247.000
II II ......................................... ,00 0,00 ,00
...........................
IX IX Servizi informatici, sistema informativo
e diffusione
banche dati 1.300.0 0,00 115.0 1.185.0
......................................... 00,00 00,00 00,00
......................
X X Servizi stampa e divulgazione televisiva
dell'attività
parlamentare 700.000 0,00 300.0 400.000
......................................... ,00 00,00 ,00
....................
XI XI Servizi ausiliari 820.000 20.00 0,00 840.000
......................................... ,00 0,00 ,00
...................
XI XI Amministrazione, manutenzione e
I I ristrutturazione im-
mobili 795.000 1.235 0,00 2.030.0
......................................... ,00 .000, 00,00
............................... 00
XI XI Beni mobili ed immobilizzazioni tecniche 236.000 0,00 50.00 186.000
II II ........................ ,00 0,00 ,00
XI XI Beni di consumo e servizi 5.046.0 0,00 211.0 4.835.0
V V ......................................... 00,00 00,00 00,00
....
XV XV Spese varie 9.777.0 412.0 52.00 10.137.
......................................... 00,00 00,00 0,00 000,00
........................
XV XV Spese straordinarie 405.000 995.0 0,00 1.400.0
I I ......................................... ,00 00,00 00,00
.............
XV XV Oneri non ripartibili 5.233.1 0,00 416.1 4.817.0
II II ......................................... 86,34 86,34 00,00
.............
Totale ...... 153.464 5.620 2.174 156.910
.186,34 .000, .186, .000,00
00 34
Saldo variazioni ...... 3.445
.813,
66
TITOLO II - PARTITE DI GIRO
XV XV Ritenute previdenziali, assistenziali e
II II fiscali ai Deputati
I I
ed ai titolari di assegni vitalizi 13.076. 0,00 850.4 12.225.
...................................... 050,00 50,00 600,00
XI XI Ritenute previdenziali, assistenziali e
X X fiscali al personale
in servizio e in quiescenza 23.628. 2.656 0,00 26.285.
......................................... 400,00 .600, 000,00
. 00
XX XX Partite di transito varie e movimenti di 1.650.0 0,00 950.0 700.000
cassa ................. 00,00 00,00 ,00
Totale ...... 38.354. 2.656 1.800 39.210.
450,00 .600, .450, 600,00
00 00
Saldo variazioni ...... 856.150,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2007-2009.
Si procede con l'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitolo da I a
VII.
ENTRATA - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
dei finanziari
Capi
toli
dell C A P I T O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
TITOLO I - ENTRATE EFFETTIVE
I Dotazione ordinaria 150.000 146.000 148.000.
.............................................. .000,00 .000,00 000,00
......
II Contributi per l'accesso di utenti esterni al
sistema in-
formativo dell'A.R.S., etc. per per per
......................................... memoriamemoriamemoria
III Entrate varie 60.000, 60.000, 60.000,0
.............................................. 00 00 0
................
IV Interessi attivi su conto corrente bancario 760.000 750.000 800.000,
.................... ,00 ,00 00
V Avanzo di esercizi precedenti 650.000 per per
...................................... ,00 memoriamemoria
VI Ritenute ai Deputati e contributi di riscatto
ai fini
previdenziali 2.500.0 2.600.0 2.700.00
.............................................. 00,00 00,00 0,00
...............
VII Ritenute al personale in servizio e
contributi di riscatto
ai fini del trattamento di quiescenza 2.940.0 3.100.0 3.200.00
........................... 00,00 00,00 0,00
Totale Titolo I ...... 156.910 152.510 154.760.
.000,00 .000,00 000,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
TITOLO I - SPESE EFFETTIVE
CAPITOLO I
Rappresentanza
1 Deputazioni e missioni 400.00 400.00 400.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
2 Cerimonie, onoranze e spese di rappresentanza 260.00 260.00 260.00
(fondi 0,00 0,00 0,00
riservati)
................................................
..................
3 Contributi, elargizioni, beneficenza (fondi 120.00 120.00 120.00
riservati) ........ 0,00 0,00 0,00
4 Uffici di rappresentanza (locazione e spese di
funziona-
mento) 80.000 82.000 85.000
................................................ ,00 ,00 ,00
.....................
Totale ...... 860.00 862.00 865.00
0,00 0,00 0,00
CAPITOLO II
Deputati
5 Indennità parlamentare 13.500 13.800 14.100
............................................... .000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
6 Diaria a titolo di rimborso spese 4.400. 4.400. 4.400.
.................................. 000,00 000,00 000,00
7 Indennità di ufficio 1.200. 1.200. 1.200.
................................................ 000,00 000,00 000,00
......
8 Spese per trasferte, viaggi e di aggiornamento
inerenti lo
svolgimento delle funzioni parlamentari,
rimborsi attrez-
zature informatiche e rimborsi forfettari 2.850. 2.900. 2.900.
fonia e dati .... 000,00 000,00 000,00
Totale ...... 21.950 22.300 22.600
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO III
Previdenza e assistenza per i Deputati
9 Assegni vitalizi 21.500 21.800 22.100
................................................ .000,0 .000,0 .000,0
........... 0 0 0
10 Indennità per cessazione di mandato
parlamentare ed
eventuali anticipazioni 900.00 900.00 900.00
............................................... 0,00 0,00 0,00
11 Premi di assicurazione; contributi per
prestazioni eco-
nomico-previdenziali 150.00 155.00 160.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.
12 Spese per la partecipazione dei Deputati a
corsi di lin-
gua straniera, di informatica, etc. 42.000 45.000 45.000
.............................. ,00 ,00 ,00
13 Indennità ai Deputati cessati dal mandato
parlamentare
a titolo di aggiornamento politico-culturale 1.800. 1.800. 1.800.
.................. 000,00 000,00 000,00
14 Interventi a favore dei Deputati, degli
ex Deputati
e delle loro famiglie 26.000 26.000 26.000
................................................ ,00 ,00 ,00
..
15 Contributo per il funzionamento
dell'Associazione tra i
Deputati regionali della Sicilia cessati dal 34.000 34.000 34.000
mandato ...... ,00 ,00 ,00
Totale ...... 24.452 24.760 25.065
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
CAPITOLO IV
Personale
16 Retribuzioni al personale di ruolo 30.500 30.800 31.100
................................. .000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
17 Compensi, rimborsi spese ed altri oneri
relativi al
personale estraneo per prestazioni temporanee
nell'interesse dell'A.R.S. 2.000. 2.050. 2.080.
........................................... 000,00 000,00 000,00
18 Spese per la qualificazione,
l'aggiornamento profes-
sionale, la concessione di borse di studio,
la parteci-
pazione a corsi di lingua straniera, di 85.000 85.000 85.000
informatica, etc. ,00 ,00 ,00
Totale ...... 32.585 32.935 33.265
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO V
Previdenza e assistenza per il personale
19 Pensioni 31.800 32.100 32.400
................................................ .000,0 .000,0 .000,0
..................... 0 0 0
20 Contributi previdenziali ed assistenziali per
il persona-
le di ruolo, per il personale estraneo, etc. 450.00 455.00 460.00
................... 0,00 0,00 0,00
21 Premi di assicurazione contro gli infortuni e
contributi
INPDAP per prestazioni economico- 360.00 362.00 365.00
previdenziali, etc 0,00 0,00 0,00
22 Sussidi 13.000 13.000 13.000
................................................ ,00 ,00 ,00
.......................
23 Contributo ordinario al Fondo di Previdenza per
il Per-
sonale 4.000. 3.000. 3.000.
................................................ 000,00 000,00 000,00
.....................
Totale ...... 36.623 35.930 36.238
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
CAPITOLO VI
Attività istituzionali
24 Contributi ai Gruppi parlamentari 7.500. 7.600. 7.700.
................................. 000,00 000,00 000,00
25 Spese per i Gruppi parlamentari destinate a
finanziare
l'opera di ricerca, consulenza,
documentazione, colla-
borazioni, etc., e servizi di supporto
all'attività parla-
mentare dei Deputati 5.500. 5.550. 5.600.
................................................ 000,00 000,00 000,00
26 Gettoni, compensi e rimborsi spese ai tecnici,
agli e-
sperti ed agli invitati delle Commissioni
legislative,
speciali e di inchiesta e per attività di
consulenza ex
D.P.A. n. 114/2006 - XIV legisl. 500.00 500.00 550.00
............................... 0,00 0,00 0,00
27 Convegni, manifestazioni, relazioni
esterne,cerimoniale
e rappresentanza 540.00 540.00 560.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.....
28 Spese inerenti all'attività del Comitato
regionale per
il servizio radiotelevisivo per per per
............................................ memorimemori memori
a a a
29 Spese per l'attività dell'Intergruppo
federalista europeo
costituito presso l'Assemblea regionale 34.000 34.000 34.000
siciliana ......... ,00 ,00 ,00
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
30 Contributi per l'attività dell'Intergruppo per
i diritti umani e civili per l'Associazione
Parlamentare
"Amicizia Sicilia - Tunisia" costituiti
presso l'Assemblea
regionale siciliana 70.000 70.000 70.000
................................................ ,00 ,00 ,00
....
Totale ...... 14.144 14.294 14.514
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
CAPITOLO VII
Stampati e pubblicazioni
31 Resoconti stenografici, notiziari, bollettini, 115.00 115.00 115.00
etc. .............. 0,00 0,00 0,00
32 Disegni di legge, documenti, relazioni e
stampati atti-
nenti ai lavori parlamentari 20.000 20.000 22.000
........................................ ,00 ,00 ,00
33 Stampati di servizio 9.000, 9.000, 9.000,
................................................ 00 00 00
.....
34 Pubblicazioni 75.000 75.000 75.000
................................................ ,00 ,00 ,00
..............
Totale ...... 219.00 219.00 221.00
0,00 0,00 0,00
CAPITOLO VIII
Biblioteca
35 Acquisto di opere librarie anche su supporto
magne-
tico 50.000 50.000 50.000
................................................ ,00 ,00 ,00
..........................
36 Acquisto giornali e periodici anche su supporto
ma-
gnetico, compresi quelli per consultazione
non
inventariabili 57.000 57.000 57.000
................................................ ,00 ,00 ,00
............
37 Rilegature e servizi aggiuntivi a supporto
della
Biblioteca 80.000 62.000 62.000
................................................ ,00 ,00 ,00
................
38 Acquisto opere di pregio storico e restauro 35.000 25.000 25.000
libri ............ ,00 ,00 ,00
39 Digitalizzazione atti, volumi e documenti 25.000 25.000 25.000
....................... ,00 ,00 ,00
Totale ...... 247.00 219.00 219.00
0,00 0,00 0,00
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO IX
Servizi informatici, sistema informativo
e diffusione banche dati
40 Acquisto, noleggio e manutenzione attrezzature
hardware 400.00 420.00 450.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.................
41 Acquisto, noleggio e assistenza prodotti 640.00 650.00 655.00
programma .... 0,00 0,00 0,00
42 Acquisizione banche dati, canoni ed altre
spese per
collegamenti telematici con altre
istituzioni, con Inter-
net, etc. 145.00 150.00 155.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
..................
Totale ...... 1.185. 1.220. 1.260.
000,00 000,00 000,00
CAPITOLO X
Servizi stampa e divulgazione
televisiva dell'attività parlamentare
43 Servizio informazione, documentazione,
diffusione e
divulgazione dell'attività parlamentare,
trasmissio-
ne dati agenzie di stampa 400.00 400.00 400.00
.......................................... 0,00 0,00 0,00
44 Spese per la diffusione e divulgazione
televisiva in di-
retta dell'attività parlamentare su tutto il
territorio re-
gionale e per il relativo materiale per per per
documentario ........... memorimemori memori
a a a
45 Corrispettivo alla Fondazione "Federico II" per
la pro-
mozione e la diffusione dell'attività
istituzionale del-
l'Assemblea regionale siciliana per per per
.................................. memorimemori memori
a a a
Totale ...... 400.00 400.00 400.00
0,00 0,00 0,00
CAPITOLO XI
Servizi ausiliari
46 Noleggio, manutenzione e prodotti ausiliari
concernenti
attrezzature per riproduzione e duplicazione
documen-
ti; manutenzione e prodotti ausiliari
relativi a telefax,
etc. 350.00 355.00 360.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
........................
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
47 Infermeria, visite medico-fiscali e servizi
sanitari
d'urgenza 70.000 70.000 70.000
................................................ ,00 ,00 ,00
.................
48 Caffetteria e servizi di ristoro 420.00 430.00 450.00
...................................... 0,00 0,00 0,00
Totale ...... 840.00 855.00 880.00
0,00 0,00 0,00
CAPITOLO XII
Amministrazione, manutenzione e
ristrutturazione immobili
49 Manutenzione ordinaria del Palazzo,
progettazioni,
esecuzione di lavori di consolidamento e
restauro
di lieve entità e di particolare urgenza;
interventi
per il miglioramento e la funzionalità delle
aree
circostanti 1.100. 500.00 500.00
................................................ 000,00 0,00 0,00
................
50 Ristrutturazione e gestione del palazzo "ex
Ministeri" e
di altri immobili in uso 100.00 100.00 100.00
............................................... 0,00 0,00 0,00
51 Impianti di climatizzazione del Palazzo 100.00 50.000 50.000
......................... 0,00 ,00 ,00
52 Locazione immobili, spese per la relativa
gestione
e manutenzione 80.000 82.000 85.000
................................................ ,00 ,00 ,00
........
53 Gestione complesso monumentale "Chiesa dei
Santi
Elena e Costantino" 650.00 50.000 50.000
................................................ 0,00 ,00 ,00
.
Totale ...... 2.030. 782.00 785.00
000,00 0,00 0,00
CAPITOLO XIII
Beni mobili ed immobilizzazioni tecniche
54 Acquisto di beni mobili 100.00 90.000 80.000
................................................ 0,00 ,00 ,00
55 Acquisto di mobili ed oggetti di particolare
valore
artistico 86.000 60.000 50.000
................................................ ,00 ,00 ,00
...................
Totale ...... 186.00 150.00 130.00
0,00 0,00 0,00
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO XIV
Beni di consumo e servizi
56 Noleggio autovetture di servizio 280.00 280.00 280.00
.................................. 0,00 0,00 0,00
57 Acquisto di oggetti vari e di arredo non 25.000 20.000 20.000
inventariabili ..... ,00 ,00 ,00
58 Manutenzione beni mobili e restauro mobili ed
oggetti
di particolare valore artistico 100.00 100.00 100.00
.................................... 0,00 0,00 0,00
59 Installazione, manutenzione e gestione degli 450.00 450.00 455.00
impianti tecnologici 0,00 0,00 0,00
60 Manutenzione giardino; interventi di
riattamento e
riqualificazione 105.00 105.00 105.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.........
61 Fornitura energia elettrica, combustibile
per riscal-
damento ed acqua 330.00 330.00 335.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
....
62 Confezione, installazione e manutenzione
tendaggi,
guide e simili; acquisto tessuti e lavori di 70.000 50.000 50.000
tappezzeria ,00 ,00 ,00
63 Servizi igienici e di pulizia, prodotti
igienico-sanitari,
generi per barberia, etc. 500.00 500.00 500.00
............................................ 0,00 0,00 0,00
64 Vestiario di servizio 250.00 250.00 250.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
....
65 Gestione automezzi 220.00 220.00 225.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.....
66 Trasporto beni mobili, traslochi e facchinaggio 30.000 20.000 15.000
............. ,00 ,00 ,00
67 Spese postali, telegrafiche e per recapiti vari 62.000 65.000 65.000
................ ,00 ,00 ,00
68 Canoni ed altre spese telefoniche, manutenzione
centrale telefonica, rete trasmissione dati e
ap-
parecchiature telematiche 1.050. 1.050. 1.050.
......................................... 000,00 000,00 000,00
69 Call Center e help desk 980.00 980.00 980.00
............................................... 0,00 0,00 0,00
70 Carta, cancelleria e lavori di tipografia 160.00 162.00 165.00
......................... 0,00 0,00 0,00
71 Acquisto di pubblicazioni da distribuire ai
Deputati, ai Gruppi parlamentari e in occasione
di cerimonie e incontri istituzionali 85.000 85.000 85.000
,00 ,00 ,00
72 Acquisto giornali, riviste, pubblicazioni e
abbonamen-
ti per gli uffici anche su supporto magnetico 130.00 132.00 135.00
.............. 0,00 0,00 0,00
73 Rilegatura di libri, atti e registri per gli 8.000, 8.000, 8.000,
uffici .................. 00 00 00
Totale ...... 4.835. 4.807. 4.823.
000,00 000,00 000,00
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO XV
Spese varie
74 Premi di assicurazione 82.000 85.000 85.000
................................................ ,00 ,00 ,00
75 Imposte e tasse 8.800. 9.000. 9.500.
................................................ 000,00 000,00 000,00
..........
76 Compensi e rimborsi spese a persone estranee
all'Am-
ministrazione per prestazioni
professionali nell'interes-
se dell'A.R.S., per patrocini legali, per
rogiti notarili,
etc. 500.00 300.00 250.00
................................................ 0,00 0,00 0,00
.........................
77 Compensi e rimborsi spese ai componenti di
Commissioni
speciali, Comitati, Collegio di conciliazione
ed arbitrale,
etc. ed oneri connessi all'espletamento dei 130.00 130.00 130.00
concorsi .. 0,00 0,00 0,00
78 Contributi e spese per convegni, per
manifestazioni,
per pubblicazioni, etc. 500.00 500.00 500.00
............................................... 0,00 0,00 0,00
79 Contributo per la Conferenza dei Presidenti
dell'As-
semblea e dei Consigli delle Regioni e delle
Province
autonome 55.000 55.000 60.000
................................................ ,00 ,00 ,00
................
80 Spese per la evidenziazione delle utenze
telefoniche e
per la pubblicazione a mezzo stampa di bandi
di gara,
di concorso, etc. 70.000 70.000 70.000
................................................ ,00 ,00 ,00
.......
81 Spese per l'attività del 'Gruppo
Intersettoriale di proget-
tazione per il restauro del Palazzo dei per per per
Normanni' ........ memorimemori memori
a a a
Totale ...... 10.137 10.140 10.595
.000,0 .000,0 .000,0
0 0 0
CAPITOLO XVI
Spese straordinarie
82 Iniziative per la celebrazione
dell'anniversario della prima
seduta dell'Assemblea regionale siciliana 1.100. 100.00 100.00
................... 000,00 0,00 0,00
83 Spese per l'installazione e la manutenzione di
sistemi di
sorveglianza e di sicurezza del Palazzo dei
Normanni
e per le relative opere murarie 300.00 300.00 300.00
................................... 0,00 0,00 0,00
Totale ...... 1.400. 400.00 400.00
000,00 0,00 0,00
S P E S A - Per il triennio 2007-2009
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
degl finanziari
i
Arti
coli
dell A R T I C O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
CAPITOLO XVII
Oneri non ripartibili
84 Spese eventuali e diverse 100.00 100.00 100.00
............................................ 0,00 0,00 0,00
85 Spese per eventuali oneri contrattuali per
servizi
integrati per per per
................................................ memorimemori memori
................... a a a
86 Fondo di riserva per l'eventuale integrazione
degli
stanziamenti di bilancio 4.717. 2.137. 2.400.
............................................. 000,00 000,00 000,00
Totale ...... 4.817. 2.237. 2.500.
000,00 000,00 000,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Si passa al riepilogo per capitoli della spesa.
S P E S A - Riepilogo per capitoli
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
dei finanziari
Capi
toli
dell C A P I T O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
TITOLO I - SPESE EFFETTIVE
I Rappresentanza 860.000 862.000 865.00
................................................ ,00 ,00 ,00
.........
II Deputati 21.950. 22.300. 22.600
................................................ 000,00 000,00 000,00
....................
III Previdenza e assistenza per i Deputati 24.452. 24.760. 25.065
......................... 000,00 000,00 000,00
IV Personale 32.585. 32.935. 33.265
................................................ 000,00 000,00 000,00
..................
V Previdenza e assistenza per il personale 36.623. 35.930. 36.238
....................... 000,00 000,00 000,00
VI Attività istituzionali 14.144. 14.294. 14.514
................................................ 000,00 000,00 000,00
.....
S P E S A - Riepilogo per capitoli
Nume T I T O L I E C A P I T O L I P R E V I S I O N E
ro (Numero e denominazione) per gli anni
dei finanziari
Capi
toli
dell C A P I T O L I 2007 2008 2009
'ann (Denominazione)
o
fina
nzia
rio
2007
VII Stampati e pubblicazioni 219.000 219.000 221.000
.............................................. ,00 ,00 ,00
VIII Biblioteca 247.000 219.000 219.00
................................................ ,00 ,00 ,00
..................
IX Servizi informatici, sistema informativo e
diffusione
banche dati 1.185.0 1.220.0 1.260.
................................................ 00,00 00,00 00,00
..............
X Servizi stampa e divulgazione televisiva
dell'attività
parlamentare 400.000 400.000 400.00
................................................ ,00 ,00 ,00
............
XI Servizi ausiliari 840.000 855.000 880.00
................................................ ,00 ,00 ,00
...........
XII Amministrazione, manutenzione e
ristrutturazione im-
mobili 2.030.0 782.000 785.00
................................................ 00,00 ,00 ,00
......................
XIII Beni mobili ed immobilizzazioni tecniche 186.000 150.000 130.00
....................... ,00 ,00 ,00
XIV Beni di consumo e servizi 4.835.0 4.807.0 4.823.
............................................ 00,00 00,00 00,00
XV Spese varie 10.137. 10.140. 10.595
................................................ 000,00 000,00 000,00
................
XVI Spese straordinarie 1.400.0 400.000 400.00
................................................ 00,00 ,00 ,00
.....
XVII Oneri non ripartibili 4.817.0 2.237.0 2.500.
................................................ 00,00 00,00 00,00
.....
Totale ...... 156.910 152.510 154.760
.000,00 .000,00 .000,00
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
Pongo in votazione il Documento numero 130, nel suo complesso.
Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente, almeno la votazione finale
avremmo potuto farla per alzata e seduta, visto che è previsto
dal Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non credo che l'alzata e
seduta debba obbligatoriamente prevedere tutto il corpo
Credo sia più logico alzare soltanto la mano, considerato che
siamo tutti stanchi e trascorrere la giornata ad alzarsi e
sedersi sarebbe massacrante.
CRACOLICI. Lei dovrebbe attenersi al Regolamento a prescindere
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.36, è ripresa alle ore 17.10)
Presidenza del Vicepresidente Stancanelli
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito dell'esame del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2007» (numero 389/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge numero 389/A «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2007».
Ricordo che nella precedente seduta si era proceduto all'esame
degli articoli da 1 a 19 e che era stato accantonato l'articolo
12.
Si riprende l'esame dell'articolo 12.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
siamo ad un punto cruciale dell'esame di questa finanziaria.
Proveniamo da anni di disastro economico, di perdite continue,
di disavanzi che sono cresciuti negli ultimi cinque anni, dagli
iniziali 200 milioni di euro agli ultimi del 2006 di 1 miliardo
150 milioni di euro, con una spesa assolutamente fuori controllo.
Non soltanto, ma vorrei dire con una serie di misure di
contenimento, di auspicato contenimento, di moralizzazione, di
controllo, che andavano dall'esame dei bilanci preventivi da
parte delle Aziende sanitarie e delle Aziende ospedaliere e
addirittura al controllo dell'efficacia della gestione da parte
dei manager, contenuti in molti elementi normativi della passata
legislatura e totalmente disattesi, vanificati, che non sono
serviti a nulla.
Bene, mentre si doveva quindi, in questa occasione, a fronte
dell'abnorme disavanzo che la spesa sanitaria ha comportato per
tutti quanti, intervenire con misure che fossero, in qualche
modo, non voglio dire più strutturali - che è parola abusata
tanto quanto inascoltata da questo Governo -, ma almeno
credibili, invece osserviamo un articolo che contiene una serie
di auspici, di intenzioni, di pie velleità e che non ha alcun
fondamento reale di credibilità in ordine all'effettiva capacità
di riduzione della spesa.
Noi sappiamo che esiste un problema complessivo di qualità e di
efficienza e, contemporaneamente, lo sforzo del Governo è quello
di assicurare ad una funzionalità del servizio un costo
compatibilmente basso.
Il problema della spesa sanitaria in Sicilia è quello di un
costo più elevato della media nazionale e di una resa, di
un'efficienza, di una qualità del servizio che è quasi superfluo
ricordare qui perché chi ci ascolta - immagino di parlare non
soltanto a quest'Aula, ma ai Siciliani - sa benissimo essere
deprimente.
Quindi, uno sforzo che doveva essere compiuto era certamente
quello di un risanamento e, nello stesso tempo, di una
riqualificazione. Ciò a maggior ragione dopo un atto che questo
Governo, nella persona del suo Assessore, ha voluto lanciare
all'inizio di questa legislatura con un atto di indirizzo che
doveva disegnare - e a parole lo fa - un nuovo corso di politica
sanitaria, un indirizzo di risanamento e di orientamento.
Bene, quello è rimasto un documento da conferenza stampa, un
documento da propaganda, per nulla calato in questa finanziaria
che ne doveva costituire, invece, l'occasione fondante.
Assistiamo, quindi, ad una serie di misure che solo in minima
parte possono conseguire il risultato voluto. Dico soltanto che
quelle riduzioni percentuali che avremo modo di rilevare durante
l'esame del testo comma per comma, complessivamente qui portano
una riduzione di circa 20-25 milioni di euro a fronte dei circa
240 milioni di euro che il piano di rientro che lo Stato ci ha
imposto dovrebbe assicurare.
Quali sono le altre misure che, in realtà, dovrebbero far
conseguire questo risparmio qui non è dato sapere e non capisco,
se non è dato saperlo nell'occasione dell'esame della legge
finanziaria regionale, in quale altra possibilità stia la
credibilità di questo Governo
Sappiamo che si è abusato, anche in maniera inopportuna e credo
istituzionalmente scorretta, della polemica politica fra Stato e
Regione con un Presidente che ha recriminato a lungo sulla
sottrazione dei fondi e sull'aumento di compartecipazione alla
spesa sanitaria che da parte del Governo nazionale sarebbe
venuta, sappiamo che così, alla fine, non è stato, sappiamo che
questo non ci sarà, ma tutto ciò non è stato colto come un
segnale di indirizzo al risparmio, è stato semplicemente colto
come il punto per dare una risposta assolutamente vana e
inconcludente.
C'è un articolo, in sostanza, che ha un solo significato:
quello di fare intendere a chi dovrebbe intendere che forse si
potrebbe risparmiare, ma da questa lettura noi vedremo che non è
un dato assolutamente certo.
Cosa c'è di sicuro o di maggiormente sicuro? C'è la dismissione
degli immobili che è stata oggetto di altro articolo, ma che è
parte integrante del recupero delle somme occorrenti a ripianare
il disavanzo finanziario.
Quindi, di sicuro c'è che la Regione, con questa finanziaria,
vara una norma con la quale parte dei soldi per coprire il buco
viene presa dalla vendita dei propri ospedali e dalla cosiddetta
valorizzazione dei beni immobiliari, anche ad uso assistenziale.
Ciò che normalmente è una politica corretta di investimento, di
dismissione delle locazioni e quindi di acquisizione, di acquisto
del proprio patrimonio immobiliare, qui viene esattamente
invertita; ciò che invece possediamo viene venduto e viene
venduto una volta e per sempre e, tuttavia, dal punto di vista
contabile, opera come una tantum, perché non possiamo vendere
ogni anno gli immobili, li vendiamo una sola volta, vendiamo gli
ospedali e pensiamo così di ripianare il debito.
In realtà le politiche strutturali, le politiche credibili, che
potrebbero ritenere che ciò può portare al funzionamento di una
migliore sanità, non ci stanno dentro. Addirittura - e colgo
qui l'occasione per dirlo - è stata introdotta al riguardo una
norma che cancella gli accantonamenti positivi e negativi e
mette queste presunte entrate, quelle delle valorizzazioni di
questi immobili, fra le entrate certe, con una fantasia contabile
degna di ben altro che non di parlamentari seri, come avremmo
dovuto invece essere bocciando quell'articolo quando l'abbiamo
posto in votazione.
Complessivamente, quindi, una serie di interventi che
esamineremo meglio più avanti e che non delineano quella svolta
che sarebbe necessario dare. Ci sono sprechi dappertutto, ci sono
sacche di privilegio che vengono mantenute e che vengono
semplicemente scalfite.
Vorrei semplicemente sottolineare quanto sia simbolica certa
riduzione di spesa e quanto invece sia totalmente reticente la
norma che il Governo propone in ordine a questioni più importanti
che incidono anche in maniera sostanziale quali, per esempio,
l'abnorme crescita della spesa farmaceutica, con l'unico ricorso
che si fa all'idea di un' ulteriore imposizione di ticket per i
pazienti, quando, invece, sappiamo bene che solo da una politica
sanitaria che privilegia il momento della prevenzione, il momento
della conoscenza, il momento della razionalizzazione della spesa
è possibile pervenire anche ad un controllo della prescrizione
sanitaria.
Tutto ciò pretende un modello diverso, pretende
un'organizzazione del rapporto fra la medicina e il territorio,
che è il vero punto debole della nostra sanità e su cui qui,
ancora una volta, non si incide.
Mi sembra che tutto ciò meriti una discussione attenta che
spero questo Parlamento voglia fare e complessivamente dispone il
nostro Gruppo parlamentare ad un atteggiamento molto critico,
molto diffidente e negativo rispetto alle reali intenzioni che il
Governo, con questo articolo, si propone.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
De Benedictis ha appena detto che questo, in realtà, è l'unico
articolo che, in qualche modo, cerca di dare un senso a questa
manovra finanziaria.
Com'è noto la stessa si fonda su due assi, general-generici',
il primo costituito, dalle nuove entrate di un miliardo di euro,
legate ai proventi delle dismissioni del patrimonio, il secondo
dalla generale riduzione dei capitoli di bilancio secondo un
obiettivo che è molto teorico, ma poco realistico.
L'articolo 12, in qualche modo, cerca di far finta, a mio
avviso, di applicare coerentemente col patto di stabilità che
ancora la Regione Sicilia non ha sottoscritto, di mettere,
quanto meno, le carte a posto.
Dal punto di vista formale, si potrebbe dire che questo è
l'articolo che cerca, come un bravo burocrate, di fare del
Governo il Governo delle carte a posto', dicendo io ci ho
provato'.
Ma la verità è che l'articolo 12, scritto due o tre volte - il
testo, oggi in Aula, è la terza riscrittura dell'emendamento che
il Governo ha predisposto -, sostanzialmente si pone degli
obiettivi, ma non si capiscono quali siano le conseguenze del non
rispetto di tali obiettivi.
Dire che la spesa ospedaliera dovrà ridursi al 46 per cento e
nel triennio al 44, è un obiettivo. Ma se la spesa ospedaliera
non si riduce, cosa accade? Qual è la conseguenza di un obiettivo
non rispettato?
Dire che si vanno a rinegoziare i budget delle strutture pre-
accreditate, sia della specialistica, che dell'ospedalità
privata, è un obiettivo. Ma quando poi si dà lo stesso parametro
di riduzione non è coerente con il fuori budget o l'extrabudget,
nel senso che lì si lascia all'Assessore o ai direttori regionali
una negoziazione che, sostanzialmente, apre ad un sistema a piè
di lista, di fatto, rimane anche quello un obiettivo che non ha
alcuna efficacia e alcuna conseguenza: non dire nulla, come fa
quest'articolo.
Sulla vicenda della spesa farmaceutica che costituisce uno dei
nodi del disavanzo gestionale delle nostre aziende, malgrado i
ticket e le dichiarazioni roboanti che sono state fatte in questi
anni, ebbene, la spesa farmaceutica continua ad oscillare attorno
al 19-20 per cento del costo sanitario. Anche lì, questa è la
dimostrazione che le cosiddette politiche di declaratorie non
hanno avuto e non hanno alcuna efficacia sulla capacità di
incedere nei nodi strutturali del sistema sanitario e lo dico
all'Assessore che, essendo un tecnico, certamente un
professionista, stimato ed apprezzato nel suo campo, il neo
Assessore per la sanità si è presentato con intenzioni, come del
resto anche i suoi predecessori, di efficienza, per mettere
finalmente le mani nel sistema, provando a riordinare; ci saremmo
aspettati che il battesimo di questo Assessore fosse stato un
battesimo di proposizione.
L'articolo 12 è un bel romanzo, probabilmente a puntate,
perché mancano ancora alcune puntate, però rimane un romanzo di
belle intenzioni.
Ma a quando gli strumenti di Governo della sanità? A quando, ad
esempio, le dichiarazioni che ha fatto l'Assessore Lagalla a
proposito della budgettizzazione dei medici di famiglia sulla
prescrizione dei farmaci verranno individuate come proposte?
Perché non vorrei che l'Assessore Lagalla, sia l'Assessore dei
comunicati stampa, perché dovrebbe seguire un'attività Una delle
cose che è molto attiva nel Gabinetto del Governo Cuffaro sono
gli addetti stampa, basta andare in qualunque redazione
giornalistica e vedere che si è inondati di quantità, quasi
industriale, di comunicati stampa che sfornano dei singoli
Assessori, dicendo tutto e il contrario di tutto
Ma vorrei sapere se ai comunicati stampa corrisponde una
proposta concreta che viene sottoposta al Parlamento; assessore
Lagalla, cosa intende fare sulla farmaceutica? In questo articolo
non c'è nulla di tutto ciò Cosa si sta facendo per ridurre
realmente la specialistica convenzionata e l'ospedalità privata?
Anche qui, si può continuare a dire che dobbiamo ridurre questa
spesa e nel frattempo non si ha certezza su quando si attiveranno
le procedure per definire l'accreditamento, senza consentire o
fare immaginare ulteriori deroghe e ulteriori rinvii.
Secondo una mia stima - fatta come la può fare un parlamentare
che non ha il supporto della struttura tecnica -, soltanto con
l'applicazione, rigorosa, delle norme sull'accreditamento
potremo avere, ogni anno, un risparmio di 150 milioni di euro,
sulla base del fatto che, prima di riorganizzare la rete
ospedaliera, si stabilisca che chi non è nelle condizioni di
essere accreditato non possa più esercitare; già questo sarebbe
un elemento di riorganizzazione. Forse qualcuno immagina di fare
o di consentire deroghe per poi riorganizzare tutto. Questo è il
classico modo per cambiare tutto per non cambiare nulla Ed è la
tecnica con la quale questo Governo intende proseguire, tanto che
nelle stesse ore nelle quali discutiamo sulla contrazione
dell'ospedalità privata, contemporaneamente si autorizzano 600
nuovi posti letto nella lungodegenza e nella riabilitazione, che
non determineranno un risparmio - a meno che l'Assessore Lagalla
non sia un mago -, ma è presumibile che alle dichiarazioni di
principio della riduzione spesa dell'ospedalità privata non potrà
seguire una coerente politica di applicazione.
Allora, Assessore, stiamo perdendo un'occasione Lei è un
tecnico; a differenza dei suoi colleghi, non ha il problema del
consenso e quindi di misurare i suoi atti dal consenso
individuale che riceverà.
Ci saremmo aspettati, proprio in virtù della sua estraneità
alla dinamica del consenso elettorale, quella forza di un
tecnico in grado di mettere le dita nella corrente elettrica, ma
come i suoi predecessori tecnici ha scelto di mettere le dita
nella corrente elettrica, prendendo precauzioni, come si fa con i
bambini, posizionando la presa elettrica, molto in alto, per
impedire che possano infilarci le dita.
Lei è alto di statura, ma ha posizionato così in alto la presa
dove dovrebbe mettere le dita che può scegliere di non toccarla.
Anche lei ha scelto di far finta di occuparsi del risanamento
della sanità continuando nel solito andazzo. Sono pronto a
scommettere, con lei, che nel 2007 il disavanzo che avremo nel
sistema sanitario sarà superiore a quello del 2006, malgrado le
sue buone intenzioni, le declaratorie che sono contenute in
questo articolo, perché, per il Governo, la sanità costituisce un
grande bacino di consenso.
Ed è questa la logica che vi ispira anche nel fare questo
articolo, poi discuteremo gli emendamenti e vedremo, veramente,
se in questo Parlamento c'è l'intenzione di mettere mano al
risanamento della sanità. Vedremo chi sta da una parte e chi
dall'altra
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlare di
sanità, un tema così complesso per il bilancio e le finanze della
nostra Regione, è davvero cosa difficile.
Come altri hanno detto prima di me, il fatto che in questi
ultimi tre mesi c'è stata consegnata almeno la terza riscrittura
delle norme in materia di sanità, per quanto riguarda la legge
finanziaria della Regione, la dice lunga su come sia discutibile
e non soltanto l'aspetto tecnico che, certamente è importante e
che discuteremo nel corso dei ragionamenti sugli emendamenti
all'articolato, ma quello che davvero stupisce, mi piacerebbe
che l'Assessore per la sanità mi ascoltasse, è l'approccio, non
condivisibile sul piano culturale ancor prima che politico e di
governo, contenuto nell'articolo 12, per quanto riguarda la
gestione del Servizio sanitario regionale nel suo complesso.
Dico l'approccio culturale, ancor prima che politico e di
governo, perché a fronte di alcuni elementi indicativi di novità
che erano introdotti nella gestione del Servizio sanitario
regionale, nella prima stesura del disegno di legge numero 389, e
mi riferisco ai termini per la contrattazione con i direttori
generali, mi riferisco ad un termine che, se pur in enunciazione,
prevedeva, entro il 31 dicembre del 2007, la predisposizione -
era scritto lì, io avevo chiesto l'adozione - del Piano sanitario
regionale.
A fronte di tutto questo, ci accorgiamo che la stesura
dell'articolo 12, presentata all'Aula, quindi le linee
strategiche che il Governo presenta al Parlamento, per quanto
concerne la sanità e la gestione della sanità nel triennio
2007/2009, è profondamente viziata sul piano culturale perché
nulla in questo articolato è contenuto, rispetto a quella che
dovrebbe essere la cosiddetta gestione manageriale aziendalizzata
del Servizio sanitario regionale.
Credo sia utile ricordare al Parlamento ed al Governo,
soprattutto, che il decreto legislativo 502 del '92 e le sue
successive modifiche ed integrazioni, fino ad arrivare alla
modifica più profonda e alla completa aziendalizzazione,
contenuta nel decreto legislativo 229 del '99, in questo
articolato, rimane lettera morta.
Ma c'è di più. Scompare l'indicazione del termine per la
predisposizione.
Personalmente, avrei voluto l'adozione del piano sanitario
regionale che è scaduto; sappiamo che quello vigente è relativo
al 2000/2002, quello approvato con decreto del Presidente della
Regione nel maggio del 2000. Ho la sensazione - e questo lo dico
da tecnico e non da politico - che il Governo dimentichi che
siamo di fronte ad ex enti, oggi aziende, invece, in questa
finanziaria c'è la sensazione che le Aziende Unità Sanitaria
Locale, le aziende ospedaliere siano strutture che vengano
governate con la contabilità finanziaria.
L'onorevole Cracolici diceva prima, e ha profondamente ragione,
che c'è in questa finanziaria il senso che tutto quello che non
può essere contenuto in una sorta di fixtio per una
razionalizzazione della spesa che non c'è, è una speranza per
chi, evidentemente, non intende costruire un sistema sanitario
regionale di valore, con una spesa razionalizzata, con il sistema
del ripianamento a piè di lista.
E' contenuta, e ne parleremo nel corso del dibattito
sull'articolato, ma tutto ciò evidentemente non può essere
accettato.
Ne dico un'altra per tutte: il termine del mese di marzo. Quel
comma 2 a cui ho proposto io stesso un emendamento, quel comma 2
dell'articolo 12 che prevede il mese di marzo anche per gli
esercizi 2008/2009, per l'assegnazione dei budget ai direttori
generali, ebbene, onorevoli Assessori, vorrei chiedere se noi sin
da adesso, in questo esercizio - per cui siamo ancora qui, a
fine gennaio, a discutere di finanziaria - togliessimo, persino,
sul piano culturale e della speranza, la possibilità che negli
anni a venire resti il mese di dicembre come mese per poter
contrattare ed assegnare il budget ai direttori generali, e
invece dessimo agli stessi l'onere di bruciare un intero
trimestre di un'azienda, che vi ricordo è a gestione economico-
patrimoniale, che trova la sua specificità nella programmazione.
Vorrei capire come, i direttori generali, possano, in maniera
accettabile, programmare il perseguimento ed il conseguimento
degli obiettivi di salute attraverso la dotazione finanziaria che
il Governo ed il Parlamento devono ai direttori generali ed alle
aziende.
Mi chiedo come possiamo immaginare di riempirci la bocca,
applicando termini così complessi e così precisi come quelli di
efficienza, efficacia, economicità e vincolo di bilancio - mi
riferisco al vincolo economico finanziario di bilancio -, quando
l'articolato e la costruzione di questa finanziaria sono
esattamente la negazione di questi principi.
Allora, è meglio dirlo con estrema chiarezza: non ci sono le
condizioni per cui le aziende sanitarie nel loro complesso, in
questa Regione, possano davvero fare della programmazione il loro
punto forte e quindi sarebbe utile che il Governo non proponesse
e riscrivesse semplicemente per enunciazione di principio i
termini efficienza' ed efficacia'.
Vorrei ricordare che cosa si intende per l'una e per l'altra:
l'efficienza è il rapporto tra le risorse impiegate ed i
risultati degli obiettivi di salute; l'efficacia è il rapporto
tra gli obiettivi predefiniti e quelli conseguiti. Quindi, come
si potranno verificare i direttori generali sugli obiettivi, se
ancora nel mese di marzo il Governo e l'Assessore per la sanità,
così come è scritto in questa finanziaria non hanno avuto la
possibilità di assegnare i budget ai direttori generali?
Il ragionamento, quindi, sarebbe davvero lungo. Mi appassiona
questo tema perché sui problemi che riguardano l'applicazione
dell'articolo 32 della Costituzione, credo che non ci possa
essere un ragionamento di parte.
Assessore, ho apprezzato davvero l'atto di indirizzo per la
politica sanitaria e per l'aggiornamento del piano sanitario
regionale che già nel titolo era un programma ed un progetto.
Apprezziamo, davvero, il professionista e l'accademico
eccellente che ha la responsabilità politica della sanità nella
nostra Regione, tuttavia leggo nel documento predisposto
dall'Assessore regionale per la sanità, che ripeto apprezzo, che
la sanità in Sicilia si dibatte scontando disfunzioni
organizzative e ritardi operativi tali da determinare una
costante crescita del fabbisogno economico, a fronte di risultati
non sempre omogenei per qualità e continuità dell'offerta
assistenziale.
Dico che lei, Assessore, ha ragione, ma dobbiamo essere
conseguenti e coerenti e dobbiamo coniugare queste enunciazioni
di principio con le norme che il Governo, di cui lei fa parte, ha
proposto a questo Parlamento.
Per questa ragione sono certo che questa sera il Parlamento,
sull'articolo 12, svolgerà una discussione franca che tenderà a
migliorare la qualità di questo articolato, in un momento
certamente complicato per il Servizio sanitario regionale.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Incardona ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge numero 389/A
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto
modo di sottoporre quanto sto per dire, in via ufficiosa,
all'Assessore regionale per la sanità, ma lo voglio fare da
questo pulpito perché venga verbalizzato e si prenda atto di
quello che a mio avviso è soltanto un errore di scrittura: mi
riferisco ad una differenza che c'è tra i commi 7 e 8
dell'articolo 12, dove si parla della redistribuzione delle
economie fra l'aggregato di spesa per l'assistenza ospedaliera e
l'aggregato di spesa per l'assistenza specialistica. La
redistribuzione deve quindi avvenire, così come è previsto per
l'assistenza specialistica, su base provinciale poiché per un
errore tecnico questo principio è saltato.
Vorrei evidenziare all'Assessore regionale per la sanità,
proprio perché appartengo alla maggioranza e mi adeguo alle
indicazioni del mio Capogruppo e non ho presentato emendamenti,
che nel caso di una riscrittura dell'articolo 12, al comma 9,
laddove si parla della contrattazione che devono attuare i
direttori generali con le strutture private, preaccreditate,
ospedaliere, occorre fare riferimento alle potenzialità espresse
da ciascuna struttura. Ritengo che da questa potenzialità non si
possa prescindere.
Mi aspetto, quindi, una risposta dell'Assessore regionale per
la sanità solo perché rimanga agli atti, perché già la conosco
in via ufficiosa.
Vorrei cogliere l'occasione, inoltre, per evidenziare anche un
altro aspetto che secondo me è pertinente e mi debbo congratulare
con l'onorevole Gucciardi che ha fatto una ricostruzione, da un
punto di vista normativo, abbastanza lineare ed efficace. In una
delle tante variazioni di bilancio, nel corso della tredicesima
legislatura ho avuto modo di presentare un ordine del giorno,
atto che spesso costituisce un contentino per i singoli deputati.
A mio avviso, però, quell'ordine del giorno che trattava del
criterio delle nomine dei direttori generali, dei direttori
amministrativi e dei direttori sanitari, per arrivare al criterio
di scelta dei primari, è stato apprezzato all'unanimità e non
accettato come raccomandazione dal Governo. Mi faceva piacere,
inoltre, che in quella seduta ad esprimere il parere del Governo
fosse proprio il Presidente della Regione perché ponevo in
evidenza la questione che come Regione siciliana si facesse
attenzione al sistema di scelta dei direttori generali.
Mi è stato risposto, certamente non dalla politica perché il
Presidente della Regione condivideva quell'ordine del giorno, ma
dagli uffici dell'Assessorato regionale alla sanità, ed ho avuto
modo di evidenziarlo, anche in una lettera alla quale la stampa
ha dato ampio risalto, che purtroppo eravamo vincolati dalla
normativa nazionale.
Non è così, noi siamo vincolati alla normativa nazionale, alla
legge Bindi che tanti mali ha prodotto, debbo dare atto.
Debbo dare atto al precedente Ministro della Sanità, il
ministro Sirchia, che aveva tentato di avviare la strategia del
governo-clinico che in qualche modo vincolava tutte le regioni.
Per quello che riguarda la possibilità di rivedere i requisiti
di nomina dei direttori generali, chiedo che siano più
stringenti, più confacenti alle varie realtà regionali. Ritengo
che la regione Sicilia possa essere all'avanguardia.
Alcune altre regioni ci hanno tentato, con più o meno successo.
Io non penso che sia la panacea di tutti i mali. Si potrebbe
prevedere, assessore Lagalla, un sistema di selezione dei primari
a livello regionale, senza lasciarlo alla contrattazione dei
singoli direttori generali.
Guardi che il governo Berlusconi tra le sue proposte per
sconfiggere le baronie universitarie, aveva proposto che si
svolgesse...
LAGALLA, assessore per la sanità. Onorevole Ardizzone, non mi
può chiedere di sconfiggere le baronie universitarie. Sarebbe un
controsenso
ARDIZZONE. Assessore Lagalla, indipendentemente dalle battute,
le stavo dicendo che molto successo ha avuto la norma proposta
dal governo Berlusconi che prevedeva la centralizzazione dei
concorsi universitari.
Allo stesso modo, poiché rientra nelle competenze della Regione
siciliana, le chiedo, con forza, di attivare gli uffici affinché
ci sia la centralizzazione dei concorsi per medici, per primari.
Questo significherebbe essere all'avanguardia
Dico ciò perché sono fiducioso. Ho avuto modo di parlare con
lei, di apprezzarla nel suo operato. E' una persona che sa andare
al di là, nonostante quanto detto in un intervento precedente, mi
riferisco all'onorevole Cracolici, dei comunicati stampa.
L'ha dimostrato anche attraverso le proposte serie che ha fatto
e che sono contenute nell'articolo 18.
Sono fiducioso e glielo dico con la massima serietà, non solo
da parlamentare e da rappresentante per almeno 1/90 del popolo
siciliano, ma da assistito che ritiene di dover avere fiducia in
chi si incontra ogni volta che ci si reca in ospedale. Bisogna
finirla con il ricorso all'esterno.
Quando, in passato, abbiamo parlato di bilanci, alla fine una
delle voci più consistenti che veniva votata dall'Aula era quella
che dava la possibilità, per i singoli assistiti, di fare ricorso
all'esterno.
Consideriamo anche che la volontà politica di quell'ordine del
giorno è stata forte proprio perché espressa dal Presidente
della Regione.
So che quell'ordine del giorno è stato stoppato dagli Uffici e
su questo sono disponibile a confrontarmi perché le dimostrerò,
meglio lo dimostra la giurisprudenza, che la Regione siciliana
può intervenire per porre dei paletti ben precisi nella nomina
dei direttori generali, dei direttori sanitari e dei direttori
amministrativi, per far sì che si centralizzi il sistema di
reclutamento dei primari.
Sono fiducioso che lei ce la farà proprio perché è un tecnico,
che considero sganciato da qualunque logica, ma soprattutto
perché è assistito da un parere forte ed autorevole qual é quello
che il Presidente della Regione, Totò Cuffaro, ha dato a
quell'ordine del giorno da me proposto.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 12
e le norme che il Governo individua per razionalizzare e
contenere la spesa sanitaria dovrebbero rappresentare la migliore
scelta, il miglior termometro per comprendere quali siano le
linee guida del Governo regionale per quanto riguarda la
razionalizzazione della spesa, in ragione del fatto che la sanità
costituisce il buco maggiore.
Invece, a mio avviso, è la migliore o peggiore
rappresentazione dello stato confusionale, per certi aspetti, in
cui versa la legge finanziaria.
Qualcuno che mi precedeva affermava che ci si aspettava un
piano sanitario regionale e questo sarebbe stato il momento
giusto per annunciarlo e per individuare le linee guida
fondamentali per affrontare una razionalizzazione ed un
risanamento della sanità in Sicilia, ma nulla di tutto questo.
E' utile rammentare all'intera Assemblea, a mio avviso, che la
sanità è uno di quei settori da cui passa l'identità
programmatica del Governo, uno di quei settori a cui i siciliani
guardano con maggiore attenzione.
Non c'è alcun territorio della Sicilia, dalle metropoli alle
grandi città, dalle zone montane ai piccoli quartieri, in cui
non si alza il grido forte, alto, di rivendicazione di migliori
servizi sanitari pubblici.
Sono molti i siciliani che pagano letteralmente - e non è
una battuta - sulla propria pelle i prezzi di una sanità
siciliana che, tranne per le dovute esigue eccezioni, è davvero
negativa, pesante, in alcuni casi disastrosa.
Nell'articolato leggo un tentativo, confesso, a volte
apprezzabile, in alcuni passaggi c'è davvero, uno sforzo
positivo per segnare passi avanti importanti nella direzione
della razionalizzazione, ma vengo immediatamente smentito da
altri passaggi, che sono patetici, alcuni strumentali, di mettere
mano alla sanità siciliana per ridurre il deficit drammatico.
Non ho letto tre questioni che ritengo davvero fondamentali.
La prima questione riguarda un forte intervento sull'intera
materia e sistema delle convenzioni private e questo rimane uno
dei grandi bubboni della sanità in Sicilia.
Personalmente, non sono contrario ideologicamente alla sanità
privata, quindi, non faccio guerre di religione di questa
natura, ma la lievitazione costante dei costi e delle convenzioni
sta facendo diventare sostitutiva e non integrativa la sanità
privata rispetto a quella pubblica, facendo lievitare
notevolmente i costi.
La seconda questione riguarda il necessario processo di
liberazione - consentitemi di usare questo termine, che può
essere forte e pesante - della sanità dall'eccessiva presenza
della politica, di una certa politica ingombrante, che vuole
decidere l'organizzazione della sanità, vuole determinare i
primari, vuole determinare l'organizzazione della sanità e degli
ospedali.
Alcuni mesi fa sul Corriere della Sera, su uno dei giornali
nazionali più importanti, sono stati pubblicati articoli
riguardanti la città di Siracusa e l'intera Sicilia, ponendole ai
primi posti del triste primato della presenza degli interessi
politici nella sanità siciliana.
E ciò non riguardava questo o quell'altro singolo politico,
non è un attacco individuale, ma sicuramente è un sistema che non
funziona ed intendo parlare di liberazione della sanità siciliana
dalla politica.
Terza ed ultima questione che intendo porre è la mancata
razionalizzazione della spesa farmaceutica, già riferito dai
colleghi.
Concludo, chiedendo all'assessore Lagalla cosa intenda fare con
la legge numero 328 del 2000 sull'assistenza, poiché una fetta
delle difficoltà della sanità siciliana deriva dal mancato
decollo di tale legge nei territori.
Sarebbe troppo semplice addebitare le responsabilità sul
mancato decollo della legge alla sola Regione siciliana ed
all'Assessore, poiché le stesse sono tante e sono distribuite in
modo equo nel territorio, ma è mancata, da parte della Regione
siciliana e da parte dell'Assessorato regionale, quella spinta
forte e propulsiva perché la legge diventasse nel territorio uno
degli strumenti nuovi per definire i sistemi di assistenza, le
politiche sociali, le politiche sanitarie nel territorio.
Mi chiedo, quindi, cosa si voglia fare e se sia utile
comprendere la volontà, le azioni, le iniziative che si intendono
assumere.
Confesso che, da questo punto di vista, sono davvero deluso,
perché c'è bisogno di cambiare rotta su questo tema, c'è bisogno
di quella efficienza, di quella trasparenza e di quel
contenimento della spesa, cioè di quel mix di iniziative
virtuose, per far fare un salto di qualità alla sanità in Sicilia
e allo stesso tempo ai conti della Regione siciliana. E,
purtroppo, questo articolo previsto dalla legge finanziaria non
li contempla, nonostante gli sforzi che ho già avuto modo di
apprezzare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Granata. Ne ha
facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
Assessori, indubbiamente si evince dall'articolo 12 lo sforzo del
Governo, ma anche della Commissione sanità, dove abbiamo
discusso, di procedere ad una razionalizzazione e ad un
contenimento della spesa sanitaria.
Diverse sono, infatti, le norme che vanno in questa direzione,
mi riferisco, per esempio, al comma 5, dell'articolo 12, che fa
riferimento ad una riduzione del 3 per cento sulla spesa
sull'acquisizione di beni e servizi; come la riduzione del 50 per
cento rispetto al budget del 2005 sulle consulenze.
Vi è anche un sistema nuovo confermato dal comma 26 e
riguardante il sistema centralizzato per l'acquisizione della
fornitura di beni e servizi, un sistema sicuramente innovativo
che va nella direzione di un monitoraggio della spesa sanitaria.
Quindi, con questa finanziaria, con questo articolo 12, vi sono
segnali precisi e concreti che vanno nella direzione di un
contenimento della spesa sanitaria e questo Assessore ha
sicuramente portato avanti un principio che è quello di un
monitoraggio del ruolo e del lavoro svolto dai direttori
generali, atteso che questo articolo 12 prevede la verifica
periodica degli obiettivi raggiunti da quest'ultimi.
Anche nell'assistenza specialistica, sia quella pre-accreditata
che l'assistenza specialistica ospedaliera convenzionata, vi è
una inversione di tendenza mirante alla riduzione della spesa.
Sicuramente questi operatori possono essere definiti
espressione di una sanità privata' perché in tante circostanze
colmano le lacune dovute anche al decentramento capillare che
hanno nel territorio della Sicilia e, quindi, assolvono ad una
funzione pubblica; però è chiaro che anche in quella direzione,
questo Parlamento e questo Governo devono fare ancora di più,
cioè andare in una delimitazione di quelli che sono il numero dei
soggetti pre-accreditati e convenzionati. Spero che su questa
tematica vi sia un certo rigore che è quello al quale si ispira
quest'articolo.
E vi sono altre iniziative che vanno nella direzione di questa
razionalizzazione della spesa sanitaria ed anche in Commissione,
durante l'esame del DPEF allegato al bilancio, vi è stato lo
sforzo, da parte dell'Assessorato alla Sanità, di un contenimento
della spesa farmaceutica e diversi colleghi hanno sollevato
questo problema.
Questo Governo ha individuato delle misure precise che vanno in
questa direzione e mi riferisco, per esempio, all'utilizzo dei
farmaci monodose, all'utilizzo dei cosiddetti medicinali non
griffati, all'acquisto del primo ciclo terapeutico direttamente
dagli ospedali. Sono tutte iniziative trasferite e che
condividiamo.
Lo stesso dicasi per quanto riguarda la programmazione più
articolata che deve, sicuramente, essere oggetto di
approfondimento e di discussione di questo Parlamento.
E' ovvio che si deve affrontare l'aggiornamento del Piano
sanitario regionale, la riforma della rete ospedaliera, la
suddivisione del ruolo della medicina di base, caro Assessore,
rispetto alla funzione dell'ospedalità vera e propria, e
dobbiamo confrontarci su questi temi per lanciare la sfida che è
quella del rispetto della sanità pubblica e del ruolo che ad essa
dobbiamo dare per la tutela dei diritti soprattutto dei più
bisognosi, di chi, quindi, deve necessariamente fare ricorso alla
sanità pubblica.
Su questi argomenti ci sarà, ovviamente, un confronto, un
dibattito; per quanto riguarda la mia posizione e quella del
Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale c'è un giudizio
favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
Assessori, credo che dagli interventi emerga un duplice aspetto:
da una parte, viene elogiato l'assessore, dall'altra, viene
criticato nel merito.
Evidentemente, l'Assessore per la Sanità è molto potente, però
effettivamente dobbiamo cercare di entrare nel merito.
Onorevole Assessore, in Commissione Sanità abbiamo assistito ad
un lungo dibattito su queste misure; abbiamo partecipato con
senso costruttivo e non di polemica o distruttivo, però credo che
in un Parlamento che si appresta ad approvare le misure sulla
Sanità, occorra fare una riflessione. Infatti, se vogliamo
veramente mettere mano alla riforma e alla razionalizzazione
della spesa sanitaria e del sistema sanitario in Sicilia,
dobbiamo smetterla di governare la sanità come partito e come
rappresentanza di partito.
Il suo problema, onorevole Assessore, anche con le buone
intenzioni, è che si sente tirato dalla giacca dall'una o
dall'altra parte partitica e, quindi, alcune riforme vengono
frenate.
Il primo problema della riforma riguarda la nomina dei
direttori generali. Non potrà mai esserci in Sicilia una sanità
razionale, efficiente, riorganizzata se non si cambia il sistema
di scelta dei direttori generali, poiché se tale sistema rimane
ancora alla tessera di partito e alla spartizione numerica, non
riusciremo ad incidere nel sistema sanitario regionale.
La sanità ormai, di anno in anno, ha sempre più deficienze
economiche rispetto a quello che è il budget annuale e non credo
che le riforme attuate in questo momento bastino, per esempio la
vendita degli immobili, che porterà anche un nuovo debito
rispetto a quello attuale perché, in effetti, la
cartolarizzazione non porta ad altro che a questo, e, tra
l'altro, non ho visto inserite, nemmeno nel bilancio di
previsione, nel bilancio pluriennale, le spese che la Regione
dovrà assumersi come affitto dell'8,5 per cento di tutti gli
ospedali o degli immobili che darà come garanzia di
cartolarizzazione o come vendita.
L'altro punto principale di cui si è dibattuto, e che è un
punto dolente della sanità in Sicilia, è la moltiplicazione delle
convenzioni esterne.
Non si può frenare la spesa se non si frena questo sistema di
moltiplicazione di convenzioni esterne che non sempre, purtroppo,
rispetta le logiche di assistenza del territorio o di ricerca di
quelle che sono le zone carenti del territorio.
Però si applicano le convenzioni attraverso il giro elettorale
di turno oppure le raccomandazioni di turno, questo è il punto
dolens e non è possibile che vi siano 1900 strutture. Vi è un
elenco che deve essere ancora approvato e se questo dovesse
aumentare si avrà sicuramente una moltiplicazione della spesa che
è già insufficiente per gli attuali convenzionati esterni.
Infine, intendo chiedere all'Assessore se vuole veramente
lasciare un segno in questa storia del sistema sanitario
regionale; se così fosse basta mettere mano a quelle che sono le
deficienze negli ospedali e nelle strutture convenzionate.
Non è possibile, infatti, che in molti ospedali per fare una
TAC occorrano 4 mesi, per fare una radiografia 3 mesi e che si
arrivi in ospedali convenzionati e si trovino gli apparecchi
guasti, cosa che costringe i cittadini a tornare indietro.
Razionalizzazione vuol dire anche efficienza ed io capisco che
non sia facile, ma se non si mettono dei punti, almeno in questa
fase, credo che il sistema sanitario regionale impazzirà e non
porterà a criteri di efficienza, economicità, ma soprattutto
trasparenza.
Veniva toccato il punto dei concorsi. Le posso dire, caro
Assessore, con prove, che sono stati fatti incarichi di direttori
anche quando non si potevano fare.
Durante le elezioni regionali e all'indomani delle elezioni
regionali, infatti, si prometteva all'uno o all'altro, anche se
non erano i primi in graduatoria o erano gli ultimi arrivati,
l'incarico di primari purché si passasse a questo o a quel
partito.
Questa è la condizione del sistema sanitario in Sicilia ed è
una vergogna
Personalmente, ho visto di tutto e per carità di patria non
voglio dirlo; ho visto anche i resoconti dei giornali quando si
parlava di queste o di quelle tariffe e di convenzioni esterne e
non vado più avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Laccoto nella parte finale del suo discorso cita i concorsi,
facendo capire, tra le righe, una situazione nota a tutti e cioè
che i concorsi pubblici fatti in modo oggettivo e serio sono,
forse, come le mosche bianche.
E, per restare nell'ambito sanitario, ma il problema va ben
oltre questo ambito, molte delle questioni che riguardano la
mala sanità in Sicilia - e probabilmente in molti altri posti in
Italia - trovano proprio nei concorsi una delle ragioni a monte
che determinano i fatti, ma non voglio affrontare questi
discorsi poiché riguardano un sistema politico nei suoi rapporti
con la società e, quindi, riguardano una cultura della politica,
argomento troppo complicato per affrontarlo in questa sede.
Assessore Lagalla, lei è un uomo sicuramente di notevole
capacità, la conosco da poco, ma ho avuto modo di verificarlo.
Lei pone una serie di obiettivi: la riduzione del 3 per cento
per le spese delle aziende ospedaliere, del 2 per cento per
quelle private, più gli interventi specialistici, tutta una serie
di riduzioni di spesa, riducendo anche del 50 per cento le
consulenze purché non si tratti di consulenze sanitarie od
assistenziali; a tal proposito non capisco cosa significhi,
atteso che le Asl hanno gli avvocati che si occupano degli
aspetti legali ed hanno i sanitari che si occupano degli aspetti
sanitari, ma ritengo che se lo ha previsto avrà le sue ragioni.
Ad un certo momento, parla di monitorare le malattie, ponendo,
quindi, il problema del controllo e della prevenzione, e su
quest'ultima fattispecie c'è una problematica legata ai tumori,
ne abbiamo accennato l'altra volta, e ritengo utile
l'individuazione del registro dei tumori, del controllo sul
territorio, della prevenzione delle malattie.
Su questo ho il dovere di chiedere scusa agli uffici perché,
non avendo visto che l'emendamento sul registro dei tumori era
stato accolto, mi ero lamentato perché era stato dichiarato
inammissibile quando invece gli uffici l'avevano dichiarato
perfettamente ammissibile.
Sui registri dei tumori fa un'ulteriore puntualizzazione
rispetto all'uso di queste strutture di prevenzione.
Mi permetto di sottolineare un punto di questa norma, lo dico
agli Uffici, ed esattamente il comma 31, quando si prevede
l'autorizzazione al trattamento dei dati individuali nominativi
dei residenti in Sicilia. Mi permetto di rilevare che forse
questa norma non sia legittima, poiché un'autorizzazione di
questo tipo non può essere concessa dalla Regione; mentre ritengo
corretto, nella sua formulazione, il comma 28 che prevede il
trattamento dei dati anagrafici e di quelli sulla salute dei
residenti. Pertanto, invito a modificare la scrittura del comma
31.
Detto ciò, vorrei proporre all'Assessore e, quindi, al Governo
una riflessione: abbiamo aziende sanitarie locali e aziende
ospedaliere e la spesa media di quest'ultime è superiore, e non
di poco, rispetto a quella delle aziende sanitarie locali.
Inoltre, nella logica di riduzione della spesa, credo che sarebbe
opportuno, se non in tutti i posti in Sicilia, ma sicuramente in
molti posti e ritengo tra questi, per esempio, la provincia di
Enna, di Caltanissetta, parte della provincia di Catania,
accorpare le aziende sanitarie ospedaliere a quelle locali,
determinando sicuramente dei risparmi notevoli per tutta una
serie di questioni, dal direttore generale fino ai funzionari,
eccetera, ma risparmi anche dal punto di vista della spesa
relativa non solo agli acquisti di cui lei già parla nella norma,
che è difficile coordinare su base provinciale, essendoci diverse
realtà amministrative, e diventa, quindi, estremamente più
semplice se le realtà amministrative si unificano.
Mi permetto, pertanto, di invitarla a valutare se non fosse
opportuna una forte contrazione delle aziende sanitarie
ospedaliere in una logica di ulteriore accentramento sul piano
amministrativo perché sul piano sanitario, ovviamente, i servizi
rimarrebbero inalterati.
Un'altra questione che vorrei chiarita riguarda le modalità di
contenimento della spesa farmaceutica e non mi sembra di averlo
rintracciato nelle norme, se non solo per la parte relativa agli
acquisti di beni e servizi, ma non credo che la spesa
farmaceutica possa essere inserita in tale contesto.
Quindi, vorrei capire, visto che la spesa farmaceutica non è
una voce secondaria nel contesto, come si vuole affrontare la
questione.
L'altra questione riguarda il problema dei medici di base, che
sono i più grossi prescrittori di farmaci, se si escludono gli
ospedali.
Vorrei capire come lei connette il problema della contrazione
farmaceutica con il problema della gestione della medicina di
base.
Un'altra questione che non emerge riguarda la medicina sociale,
nel senso della compartecipazione della Regione ai cosiddetti
piani di zona e, quindi, in che maniera si rapporta
l'assessorato alla Sanità.
Pertanto, più che contestare, vorrei che lei in questi campi
fosse così cortese da metterci nelle condizione di capire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Non
essendo presente in Aula, do la parola all'onorevole Cintola,
anch'egli iscritto a parlare. Dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare sull'articolo 12.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio
brevemente un'esortazione all'Assessore per la sanità ed un
auspicio per la Sicilia.
Abbiamo un Assessore per la sanità di alto profilo tecnico, il
compito è arduo, ma non tanto per le spese o perché non è stato
condotto bene - per alcuni aspetti anche dall'assessore Pistorio
nella precedente sua esperienza di Assessore per la sanità -, ma
perché da lei ci aspettiamo soluzioni più stringenti, più
oculate e che diano alla Sicilia quel pregio che riteniamo di
dovere avere per quanto di importante è stato fatto, dall'ISMET
al San Raffaele di Cefalù, questioni che hanno fatto sì che
dalla Sicilia si andava in Italia e adesso dall'Italia si viene
in Sicilia per alcuni interventi specifici e puntuali.
Però c'è tanta mala sanità che reputo sia da addebitare alla
responsabilità e all'incapacità di agire dei manager, perché
quando abbiamo sale operatorie sporche o le cicche di sigarette
buttate per i corridoi, quando ci si accorge di queste cose,
compresi gli asili nido, allora ci si accorge che non basta
pagarli come vengono pagati, ma dovrebbero essere puniti quando
non fanno il loro dovere fino in fondo.
Mi auguro, quindi, che i suoi interventi possano essere di
programmazione e di avvertimento.
Personalmente, mi aspetto da lei e da questo Governo i primi
interventi punitivi per chi si è reso conto che diventare manager
significava avere conquistato denaro, da un lato, e potere,
dall'altro, ed il potere di non far nulla non combacia con il
potere del denaro che si acquista senza particolari meriti.
Quindi, se c'è un emendamento, firmato dall'onorevole Fleres e
da me, in cui si dice che i manager possono viaggiare e spostarsi
da una provincia all'altra, ritengo che cominceremmo a fare
opera di disincrostazione seria, serena e forte.
Come si dice, se una penna Bic a Palermo costa 10 centesimi, ad
Agrigento 20, a Catania 1 euro e 50. Su questo tema, ho già visto
alcune cose che sono nell'emendamento governativo; vorrei capire
fino a che punto riusciamo ad incidere, con controlli severi e
che non diano responsabilità al portantino, senza tenere conto
che al di sopra del portantino c'è il manager, il quale è
responsabile di tutto. Oppure, non ci vada, si dimetta, faccia un
altro mestiere, non solo quello di presentare una domanda e farsi
segnalare, perché altrimenti, non ce la facciamo. Possiamo
parlarci addosso quanto vogliamo, ma non riusciremo a dare quella
spallata che lei è in grado di dare se si sveste totalmente dai
panni politici e indossa nuovamente i suoi panni, cioè quelli di
un tecnico preparato e serio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ammatuna. Ne ha
facoltà.
AMMATUNA. Signor presidente, onorevoli colleghi, sono contento
oggi di parlare di fronte, oltre che al Presidente della Regione,
all'Assessore per la sanità che è stato riconosciuto da tutti
persona seria e preparata. Non vorrei, però, che questo alone di
cui si è circondato in questi ultimi mesi venisse a cadere
all'improvviso.
Signor Assessore, le ho presentato, qualche mese fa,
un'interrogazione per conoscere dei dati, credo, semplici e cioè
a quanto ammontava la spesa per la medicina pubblica e a quanto
ammontava la spesa per la medicina convenzionata. Non perché
abbia qualche cosa contro la medicina convenzionata, ma perché
dall'elaborazione di quei dati si poteva fare un'analisi su cosa
porre rimedio per evitare degli sprechi.
Questo, quindi, è un atto che l'ha fatta comportare più da
politico con la p' minuscola e non da grande tecnico quale lei
é.
Ho letto attentamente questo articolato e c'è veramente il
serio sforzo, di un assessore che è anche un tecnico, di ridurre
e qualificare la spesa.
Onorevole Assessore, credo che sia uno sforzo molto timido
perché non si scende sul particolare. Lei è stato un po' nei
territori a visitare alcuni ospedali.
Mi pare che i tecnici le hanno dimostrato, in maniera concreta,
che la spesa si può ridurre e si possono qualificare i servizi,
ma tutto ciò presuppone che i direttori generali vengano nominati
secondo quei paletti che sono contemplati dal decreto Bindi, dal
decreto legislativo numero 229.
Lei lo ha ribadito, ma queste sono leggi e normative che
esistono, ormai, da tanti anni a questa parte. Spero che lei
abbia la forza, in sede di verifica, di fare rispettare quei
principi di efficienza, quei principi di bilancio sano che sono
un pilastro fondamentale per la valutazione dei dirigenti.
Per quello che so, in questi anni, pur avendo un deficit
mastodontico nella sanità, nessun direttore generale è stato
mandato a casa.
Noi abbiamo dimostrato, anche come tecnici, fino a qualche mese
fa, che con opportuni accorgimenti e qualificando il servizio si
possono raggiungere, veramente, risultati importanti.
Lei sa, Assessore, ad esempio, che negli ospedali che superano
i 25 mila accessi l'anno è obbligatoria l'istituzione
dell'osservazione breve.
Al di là delle manifestazioni di volontà, al di là degli inviti
che hanno fatto i direttori generali mi sembra che nessun passo
in avanti sia stato fatto.
Per fare comprendere bene cosa significa questo in un ospedale
in cui, ad esempio, vi sono 35 mila ricoveri l'anno, un servizio
di osservazione breve vuol dire ridurre i ricoveri di 1500-1700
l'anno e quindi ridurre notevolmente i costi.
Ma c'è ancora di più, perché la sanità non è soltanto
un'azienda che può pensare ai numeri e tutto questo porta ad una
maggiore soddisfazione dei pazienti; tutto questo porta nei
servizi di osservazione breve a fare meglio le diagnosi e quindi
ad evitare i casi di mala sanità.
Quindi, l'osservazione breve, il problema del servizio di
emergenza-urgenza, dimostra in maniera chiara e tangibile come si
può risparmiare ed aumentare l'efficienza del servizio sanitario.
La invito, ancora una volta, a fare in modo che i suoi non
debbano essere soltanto inviti ai direttori generali ma obblighi
a rispettare la legge.
E' importante fare un monitoraggio sui servizi di emergenza-
urgenza generali, sui posti dell'unità di terapia intensiva, sui
posti letto delle rianimazioni perché i maggiori casi di mala
sanità in Sicilia sono proprio questi: i pronto soccorso, i
servizi di osservazione breve, i servizi di unità di terapia
intensiva coronarica ed i servizi di rianimazione.
Credo che occorra mettere mano su questi servizi perché la loro
efficienza è condizione indispensabile per salvare vite umane.
Se si depotenziano altri servizi e non si potenziano quelli di
emergenza si compiono delle scelte sbagliate, ciò perché quando
c'è un cattivo approccio all'inizio nei pronto soccorso o nelle
unità di terapia intensiva, si muore, non si può fare
assolutamente nulla. Massima attenzione, quindi, su questi
problemi importanti.
Un'ultima questione è quella relativa alla spesa farmaceutica.
Al riguardo ritengo che debba nascere un rapporto nuovo tra
medici ospedalieri e medici della medicina di base.
Non trovo nulla di tutto ciò in questo articolato e quindi
propongo che si organizzi questo nuovo rapporto per evitare che
il medico di base, per scaricarsi il paziente, ne mandi troppi in
ospedale e che il medico ospedaliero non guardi in maniera
pregiudiziale il medico di base.
Ovviamente, su queste cose non trovo assolutamente nulla e
tutto ciò perché ritengo indispensabile che questo rapporto possa
portare ad un serio abbattimento.
Un ultimo concetto che vorrei esprimere, onorevole Assessore,
riguarda la medicina e le strutture convenzionate esterne.
Ritengo che in Sicilia ci siano delle ottime strutture e che in
molti casi i convenzionati esterni si integrino perfettamente con
la medicina pubblica, però occorre richiedere sempre maggiore
professionalità, maggiore qualità, attrezzature e servizi per
queste strutture convenzionate esterne.
Non comprendo perché un ospedale pubblico debba avere un pronto
soccorso, una rianimazione, una unità di terapia intensiva
cardiologica e le strutture convenzionate esterne non debbano
avere neanche uno di questi servizi.
Il mio invito, quindi, è quello di fare in modo di qualificare
di più queste strutture convenzionate esterne. L'articolo 12 non
prevede nulla delle cose da me dette.
I miei volevano essere soltanto inviti ad un tecnico di valore,
ma la aspettiamo al varco nel senso più positivo del termine, fra
qualche mese, a rendicontare se alle reali volontà, a quello che
è stato scritto, a tutto quello che è stato affermato, poi sono
seguiti i fatti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
un'apoteosi delle qualità di un Assessore che non conosco; non ho
conoscenza se non quella che è stata accreditata a mezzo stampa e
quindi non ho motivo di fare riflessioni e valutazioni nel merito
della persona.
Per la verità mi riservo di giudicare l'Assessore sulla base
delle cose che fa. Chi lo conosce di più potrà dare giudizi anche
sulle qualità oggettive della persona.
Parliamo di sanità, di un comparto in cui si consumano spesso
tragedie nelle famiglie che trovano muri di gomma nelle strutture
sanitarie, sia quelle pubbliche che quelle private. Non voglio
qua dire che l'assenza di risposta caratterizzi soltanto il
pubblico, ma dico invece che, purtroppo, spesso grandi
professionalità nel settore pubblico non vengono messe nelle
condizioni di esercitare ed esprimere appieno le proprie capacità
per garantire servizi qualificati.
Sappiamo di strutture pubbliche in cui macchinari costosissimi
sono stati abbandonati nei reparti. Mi ricordo che quando facevo
sindacato a Termini Imerese nell'ospedale era arrivata una
strumentazione importante e gli amici del sindacato sanità mi
dicevano che era inutilizzata. Nessuno pensava di licenziare il
capo distretto, il responsabile per quella spesa inutile,
considerato che si erano impegnati miliardi per garantire alla
struttura ospedaliera una strumentazione non utilizzata.
Mi chiedo: quando faremo monitoraggio sulla strumentazione
esistente negli ospedali, nelle strutture, e non adeguatamente
utilizzata?
Assessore Lagalla, io ho dovuto fare una verifica sulla mia
persona e ho dovuto farla in una struttura privata perché mi è
stato detto che nella struttura pubblica i tempi sarebbero stati
più lunghi. Che cosa impedisce alle strutture pubbliche di avere
gli stessi strumenti che le strutture private hanno?
L'ospedale Giglio di Cefalù, non so se è presente in quest'Aula
il Sindaco del Comune di Cefalù, onorevole Vicari, fino a quando
non è arrivato il San Raffaele era un ospedale di serie C,
bisognava elemosinare tutto, dice un mio amico anche la carta
igienica'. Si è fatta la Fondazione, l'accordo e non contiamo più
i macchinari di tecnologia elevatissima che arrivano al San
Raffaele; c'è soltanto l'imbarazzo della scelta.
Ho toccato con mano, avendo conoscenza di quella realtà, che la
struttura quando è pubblica ha difficoltà perché il suo potere di
contrattazione è basso, se invece si creano le condizioni perché
concorrano altri interessi, di colpo i problemi si risolvono.
Mi chiedo, in questa manovra che non voglio giudicare
inadeguata - inoltre attendo che rispetto alla interrogazione da
me presentata l'Assessore dia risposta rispetto all'esigenza che
abbiamo tutti di un piano organico, non si può immaginare,
infatti, che sulla sanità si possa continuare a rispondere così
parzialmente, si parla di Piano sanitario regionale dall'epoca
del senatore Firrarello -, se lei, onorevole Assessore, stia
predisponendosi mentalmente per proporre ai siciliani un Piano
organico della sanità siciliana in modo tale che, più che
procedere per finanziarie annualmente con logica congiunturale,
finalmente si dia un assetto chiaro e definitivo, si chiarisca
quale sia il rapporto tra pubblico e privato, che significa
competizione nobile e non competizione volgare.
Io cittadino non ho grandi esigenze per rivolgermi
necessariamente al pubblico o al privato. A me interessa che la
struttura privata e la struttura pubblica mi consentano di
realizzare quelle cure che voglio ad un livello di qualità
equivalente.
L'obiettivo è che chi opera, sia nel settore privato in regime
di convenzione, sia nel pubblico, possa essere messo nella
condizione di garantire un servizio di qualità.
Per quanto riguarda le liste di attesa, le cose non funzionano,
lo sa. I poveretti e i deboli devono trovare la raccomandazione
per farsi visitare.
Sottintendo e lascio intendere a lei che sa, all'Assessore che
conosce e a tutti i colleghi che sicuramente di queste cose
sanno, che rispetto a questa grande questione delle liste di
attesa, si consuma un'immoralità quotidiana che condanna tanta
gente anche a morire.
I potenti risolvono i problemi perché non hanno bisogno di
liste di attesa, perché pagano eventualmente e vanno anche, ad
esempio all'estero, laddove le cure ci sono. Mentre tanta povera
gente, che non ha con chi raccomandarsi, attende e spesso
l'attesa porta a conclusioni che lascio intendere.
Questa manovra la giudico assolutamente congiunturale.
Auspico che l'Assessore, all'interno del Governo, possa avere,
con l'autorevolezza di cui si dice ed io non dubito che ci sia,
una tale voce in capitolo da regalare ai siciliani, nel corso del
2007, un Piano sanitario regionale organico.
Questo è il mio auspicio.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, innanzitutto il personale ringraziamento per le parole
che molti di voi hanno voluto indirizzarmi.
Sono io che ringrazio sia per l'articolazione positiva della
gran parte degli interventi, sia per il lavoro che in questi mesi
è stato fatto nella Commissione di merito e dagli Uffici
dell'Assessorato per pervenire ad un articolato della legge
finanziaria che riguardasse la sanità e che fosse coerente con
l'atto di programmazione che la Giunta regionale e la VI
Commissione legislativa avevano in precedenza apprezzato e che
costituiscono entrambi, l'atto di programmazione e l'articolo 12,
così formulato, la premessa indispensabile e necessaria per
pervenire, nel corso dell'anno, alla riproposizione e alla
riformulazione del Piano sanitario regionale.
Resta da intendersi comunque, e questa è preoccupazione che
attraversa anche il Governo nazionale, cosa sia onestamente un
Piano sanitario regionale, perché sul metodo prima di ogni cosa
ci dobbiamo intendere.
Un Piano sanitario regionale è un libro dei sogni dove ognuno
trova appostata qualcosa che lo riguardi o il Piano sanitario
regionale è, piuttosto, una cornice programmatoria e di indirizzo
all'interno della quale, ovviamente, occorre opportunamente
appostare le risorse ed individuare quegli obiettivi che qui, nel
corso degli interventi, sia degli onorevoli deputati della
maggioranza che dell'opposizione, sono stati ricordati?
E' assolutamente vero che questo articolo 12 individua alcune
misure ed alcune azioni ed è altrettanto vero che questo articolo
12 non può individuare altre linee di azione e di intervento
perché queste linee di azione e di intervento attengono a momenti
programmatori diversi, siano essi di tipo amministrativo, siano
essi inseriti nella riprogrammazione e nella rimodulazione
complessiva di cui al Piano sanitario regionale e di cui alla
rimodulazione della rete ospedaliera.
E però, questo articolo 12 attesta alcuni principi fondamentali
e, direi, innovativi e di questo ringrazio sia il Governo che le
Commissioni che l'hanno esaminato.
Per la prima volta si arriva alla definizione di un tempo certo
nel quale individuare i budget da destinare alle aziende
ospedaliere e quei budget diventano il punto ed il tema di lavoro
dei direttori generali per il prosieguo dell'anno. Ed in questo
voglio rispondere all'onorevole Gucciardi.
Onorevole Gucciardi, credo che sia uno straordinario risultato
che questa Assemblea ottiene. Perché non può essere fatto prima
del 30 marzo? Le rispondo: per il semplice fatto che la
comunicazione da parte del Ministero della salute dei budget,
cioè del trasferimento del fondo, avviene entro il 28 febbraio.
Abbiamo avuto un'ulteriore precauzione, che è quella di
attribuire la gestione alle aziende per i tre mesi, per il primo
trimestre, che non possa essere superiore ad un dodicesimo della
spesa maturata nell'anno precedente. E' chiaro che questa, nel
momento in cui si determinano i budget anno per anno e
preventivamente, diventi una misura che consente di evitare lo
sforamento complessivo della spesa sanitaria.
Ho alto, per quello che voi stessi avete detto, il senso e la
responsabilità dell'Assessore regionale per la sanità di questa
Regione. Credo che nessun Assessorato, nessun Assessore possa
assimilarsi al ruolo di ufficiale pagatore a piè di lista; la
capacità che i direttori generali sapranno mettere nella gestione
del fondo attribuito al 30 marzo costituisce di per se un
elemento di valutazione straordinario di questi stessi direttori
generali, sulle cui modalità di nomina questo Parlamento, prima
di ogni altro, è titolato a pronunciarsi, anche con riferimento a
quanto l'onorevole Ardizzone poco fa ha richiamato ed io accetto
e comprendo.
Così come questo Governo ha modificato, nella percentuale di
valutazione dei direttori generali, il punteggio attribuito
discrezionalmente dalla Giunta ed assegnato invece alla
Commissione di valutazione e siamo prossimi alla nomina della
Commissione di valutazione dei direttori generali a metà del loro
percorso, e credo che questo sia un altro elemento che vada
scritto a merito di questo Governo.
Sul problema del convenzionamento esterno e dell'ospedalità
privata, nessuno, neanche tra gli intervenuti, demonizza
l'assistenza erogata dal privato, che costituisce uno dei due
pilastri di funzionamento del servizio sanitario, tra l'altro
sancito dalle leggi nazionali di riferimento, dalla 229 alla 502,
alla 517.
Abbiamo avviato e pubblicato le procedure per l'accreditamento
delle strutture sanitarie, che certamente costituisce un motivo
di verifica della qualità dell'assistenza fornita dal pubblico e
dal privato, ma abbiamo anche per la prima volta, probabilmente,
nella storia di questa Regione, proposto una misura di
contenimento della spesa, inducendo anche un meccanismo virtuoso
di utilizzazione degli eventuali risparmi sui budget e cioè
quella di assecondare le iniziative alle esigenze prevalenti dei
territori di riferimento, all'abbattimento delle liste di attesa
ed alla tecnologia utilizzata. Credo che sia la prima volta che
entra nella redistribuzione degli aggregati un criterio di
qualità e di qualificazione delle strutture.
Ancora sul problema della spesa farmaceutica: è chiaro, non
sono indicate misure analitiche e specifiche, ma non sono
indicate per motivi molti semplici, in quanto esse rientrano
complessivamente nel piano di rientro da discutere con il
Ministero e attengono a specifici elementi appena delineati che
sono quelli della compartecipazione, quelli già fissati con
decreto assessoriale dell'erogazione del primo ciclo terapeutico
da parte degli ospedali, quello di un rinnovo su basi diverse e
più convenienti per la Regione della distribuzione dei farmaci ad
alto costo, PHT, che sono quelle dei provvedimenti amministrativi
per l'incoraggiamento dell'utilizzazione degli equivalenti, che
sono quelli legati alla contrattazione decentrata con i medici di
medicina generale per l'individuazione dei tetti e dei limiti di
spesa di ciascun medico di medicina generale e che sono legati
ancora alla gestione centralizzata o su area vasta delle gare,
così come previsto, in linea generale, dallo stesso articolo 12
che oggi viene sottoposto alla vostra approvazione.
Vorrei rassicurare l'onorevole Cracolici in ordine al problema
dell'eventuale individuazione e definizione degli extra budget
per le strutture private. Gli extra budget, onorevole Cracolici,
stanno tutti dentro l'aggregato di spesa e quindi la diminuzione
dell'aggregato di spesa è un indirizzo che va a non essere
assolutamente inficiato da eventuali extra budget che stanno
all'interno di quel tetto, oggi diminuito ed abbassato.
Sul problema degli investimenti e dello stato degli ospedali e
della tecnologia. E' merito, non di questo attuale Governo, ma
dei Governi immediatamente precedenti e quindi degli Assessori
che mi hanno preceduto, il fatto di avere avviato un piano
organico, sistematico, importante di riqualificazione delle
strutture.
La nostra Regione è l'unica ad avere impiegato tutta la
provvista finanziaria di cui all'articolo 20, ma ancora di avere
innovato insieme alle infrastrutture le tecnologie. Certo, molto
resta da fare e molto potremo fare con la rassegnazione delle
risorse di cui all'articolo 20 che per meccanismo premiale ci
dovranno essere rassegnate in cospicua e significativa misura.
Vorrei rassicurare l'onorevole Zappulla, il quale facendo
riferimento alla provincia di Siracusa sosteneva come in realtà
in questa provincia fosse stato compresso probabilmente
l'investimento regionale sul pubblico. Sappia, e certamente sa,
l'onorevole Zappulla, che la distribuzione delle risorse di cui
all'articolo 20, assunta nella Giunta regionale del 22 dicembre,
ha previsto investimenti significativi, cospicui, direi organici
ed importanti, per il completamento della ospedalità pubblica
della provincia di Siracusa e ha avuto particolare attenzione a
tutte le aree a forte degrado ambientale di questa Regione, Gela
e Siracusa. E, quindi, credo che anche questo possa rassicurare
sulla volontà del Governo e sulla sua determinazione.
Accorpamenti di ospedali ed aziende che sono stati qui
richiamati, costituiscono ovviamente necessario passaggio
legislativo.
Credo di raccogliere quanto l'onorevole Laccoto qualche giorno
fa diceva lamentandosi di emendamenti che modificavano la
struttura stessa di un settore.
Bene, non ho avuto e non potevo avere la pretesa di fare una
legge-quadro di settore all'interno della legge finanziaria. E'
chiaro che la rimodulazione della rete ospedaliera, è chiaro che
la riorganizzazione delle strutture, non può che trovare
accoglimento nell'ambito di un'organica programmazione nella
rimodulazione della rete ospedaliera e nella definizione del
Piano sanitario regionale.
Intanto, pur con i limiti che sono previsti dalle norme
nazionali e regionali, è necessario intervenire su quelle aree
sulle quali proprio stiamo intervenendo, cioè le aree di
emergenza-urgenza, i complessi chirurgici che sono stati
bonificati, migliorati ed adeguati a seguito delle attività e
delle prescrizioni della cabina regionale per il rischio clinico.
Questo non significa che tutto funziona, questo non significa
che potremo naturalmente espandere il personale al di là di
quello che la norma stessa prevede, ma qui si gioca non solo la
responsabilità e la capacità dell'Assessorato ma, ovviamente, una
partita importante di responsabilità anche di questo Parlamento,
oltre che di questo Governo, nel provvedere a centrare quelle che
sono le esigenze fondamentali del sistema sanitario, riducendo
ridondanze e sprechi.
Credo che questa finanziaria vada in questo senso, credo che
questo articolo 12 colga queste criticità di sistema, credo che
si ponga con coerenza e con moderazione, ma sicuramente
determinazione, nel solco e nello iato intermedio tra l'atto di
programmazione fin qui approvato dalla Giunta e dalla Commissione
e la programmazione sanitaria regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 12
sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo:
emendamento 12.33:
«1. Al comma 1, dopo le parole Fondo sanitario nazionale' sono
soppresse le parole effettuato con delibera del CIPE' ed al
comma 4 sono soppresse le parole dal CIPE'»;
emendamento 12.39:
«Al comma 7 aggiungere dopo le parole Sulla base delle
direttive emanate dall'Assessorato regionale della sanità' le
parole e in ambito provinciale'»;
-dagli onorevoli Gucciardi e Barbagallo:
emendamento 12.5:
«Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Con le medesime procedure, ed entro il mese di gennaio,
l'Assessore regionale per la sanità provvederà all'assegnazione
delle risorse per gli anni 2008 e 2009'»;
emendamento 12.24:
«Sostituire all'ultimo periodo del comma 5 50 per cento' con
70 per cento'»;
emendamento 12.9:
«di identico contenuto dell'emendamento 12.24»;
emendamento 12.10:
«Aggiungere dopo il comma 5 il seguente:
5 bis. La spesa complessiva per le consulenze di carattere
assistenziale e sanitario è ridotta del 10 per cento rispetto
alla spesa sostenuta nell'anno 2005'»;
emendamento 12.11:
«Al comma 7 sopprimere l'intero periodo da L'Assessore
regionale per la sanità' fino a ottenere risparmi di spesa'»;
emendamento 12.4:
«Al comma 8 sostituire le parole 2 per cento per l'anno 2007'
con le parole 5 per cento per l'anno 2007', le parole 1 per
cento per l'anno 2008' con le parole 2 per cento per l'anno
2008', le parole 1 per cento per l'anno 2009' con le parole 3
per cento per l'anno 2009'»;
emendamento 12.12:
«Al comma 8 è soppresso l'intero periodo da L'assessore
regionale per la sanità' fino a ottenere risparmi di spesa'»;
emendamento 12.6:
«Aggiungere il seguente comma:
9 bis. I direttori generali delle Aziende unità sanitarie
locali possono autorizzare, entro l'ambito del territorio
provinciale e del budget contrattato, il trasferimento di
strutture private preaccreditate, purché supportato da adeguata
motivazione in riferimento alla carenza di prestazioni sul
territorio ovvero al miglioramento dei requisiti organizzativi,
strutturali, tecnologici, generali e specifici, per l'esercizio
delle attività sanitarie di cui al DPR 14 gennaio 1997'»;
emendamento 12.15:
«Al comma 14 dopo le parole specifici obiettivi' aggiungere le
seguenti con propria separata dotazione finanziaria'»;
emendamento 12.13:
«Al comma 14 dell'articolo 12 dopo le parole delle verifiche
periodiche;' aggiungere le parole il mancato conseguimento
degli obiettivi specifici predetti, ove accertato a seguito
delle prescritte verifiche, comporta la decadenza automatica
del Direttore generale delle Aziende di cui al comma 1'»;
emendamento 12.16:
«Sopprimere i commi 15, 16 e 17»;
emendamento 12.18:
«Aggiungere al comma 21 dopo le parole di contenimento della
spesa' le seguenti altre: nonché una quota dedicata
all'applicazione dei contratti di lavoro e dei rinnovi delle
convenzioni, non inferiore al tasso inflativo dell'anno
precedente, calcolata sui costi del personale dipendente del
Servizio sanitario nazionale e dei medici di medicina generale,
pediatrica, dei servizi e specialistici interni'»;
emendamento 12.26:
«Aggiungere dopo il comma 30 il seguente:
30 bis. La Giunta regionale procederà, entro il 31 dicembre
2007, alla predisposizione del PSR e di quello socio-
sanitario'»;
-dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici:
emendamento 12.8:
«Sostituire il comma 4 con il seguente:
La spesa per l'acquisizione di beni e servizi nell'anno 2007
dovrà essere ridotta del 3 per cento per ciascuna delle
strutture di cui al comma l. Per gli esercizi 2008 e 2009 tale
riduzione andrà ottenuta dall'insieme delle strutture suddette,
potendosi applicare riduzioni differenziate per ciascuna di
esse in funzione del conseguimento di obiettivi di
ottimizzazione della spesa in oggetto, secondo criteri che
saranno emanati dall'Assessore alla Sanità. entro 120 giorni
dall'approvazione della presente legge.
La spesa per le consulenze deve essere ridotta del 50 per cento
rispetto a quella sostenuta nel 2005'»;
emendamento 12.7:
«Alla fine del comma 5 aggiungere:
Per gli anni 2008 e 2009 le suddette riduzioni saranno
ottenute dall'insieme delle strutture ospedaliere interessate,
potendosi applicare riduzioni differenziate per ciascuna di
esse in funzione del conseguimento di obiettivi di
ottimizzazione del servizio assistenziale, secondo criteri che
saranno emanati dall'Assessore alla Sanità entro 120 giorni
dalla approvazione della presente legge e che dovranno
riguardare fra gli altri:
- la diminuzione dei ricoveri impropri - l'accrescimento della
dipartimentalizzazione ospedaliera - la migliore utilizzazione
dei posti letto in day-hospital - la partecipazione al
soddisfacimento dei bisogni ambulatoriali dell'utenza - la
limitazione delle prestazioni a bassa complessità clinica'»;
-dagli onorevoli Fleres e Cascio:
emendamento 12.25:
«Sostituire i commi 6 e 7 con i seguenti:
6. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 170,
della Legge 23 dicembre 2004, n. 311, il finanziamento e i
tetti di spesa relativi all'assistenza specialistica esterna,
già fissati con decreto interassessoriale n. 3787 del 13 luglio
2004, sono ridotti dell'1 per cento per l'anno 2007, di un
ulteriore 1 per cento per l'anno 2008 e di un ulteriore 1 per
cento per l'anno 2009; le autorizzazioni di spesa in eccedenza
rispetto ai valori complessivi provinciali, fissati col
medesimo decreto, sono nulle.
7. I Direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali,
entro i successivi trenta giorni dalla pubblicazione della
presente legge provvedono all'assegnazione dei budget delle
strutture pubbliche e private preacccreditate specialistiche,
secondo le effettive prestazioni erogate nell'ambito
provinciale nell'anno 2006. I budget di spesa non possono
superare i tetti di spesa di cui al precedente comma'»;
emendamento 12.1:
«Al comma 9 sostituire le parole tenuto conto delle' con le
parole secondo le'»;
emendamento 12.3:
«Al comma 9 dopo le parole stabiliti dall'Assessore regionale
per la sanità' aggiungere: con le modalità previste dalla
legge numero 229/1999'»;
emendamento 12.27:
«di identico contenuto dell'emendamento 12.1»;
-dall'onorevole Fleres:
emendamento 12.2:
«Al comma 9 aggiungere, prima delle parole importo
complessivo', il seguente periodo:
Sino alla definizione del nuovo piano territoriale di
assistenza specialistica ambulatoriale, i direttori generali
provvederanno alle assegnazioni dei budget previsti, scaturenti
dalle effettive esigenze della popolazione di riferimento e dai
criteri stabiliti dall'Assessorato per la sanità negoziati con
le organizzazioni sindacali di categoria, secondo quanto
previsto dal decreto legislativo numero 229/1999, solo ed
esclusivamente ai soggetti preaccreditati/accreditati con il
SSR alla data di pubblicazione della presente legge'»;
-dagli onorevoli Fleres e altri:
emendamento A773:
«Al comma 17 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
2005, numero 19, le parole in misura non inferiore al 3 per
mille' sono sostituite dalle seguenti: in misura non inferiore
al 2-3 per mille'. Dalla data di entrata in vigore della
presente legge, per le finalità di cui al comma 17
dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre 2005, numero
19, si applicano le disposizioni di cui al comma 12
dell'articolo 6 della Legge 15 maggio 1997, numero 127»;
-dall'onorevole Caputo:
emendamento 12.14:
«Aggiungere alla fine del comma 9 il seguente periodo:
Sino alla definizione del nuovo piano territoriale di
assistenza specialistica ambulatoriale, i Direttori Generali
provvederanno alle assegnazioni dei budget previsti nel
presente comma, scaturenti dalle effettive esigenze della
popolazione di riferimento e dai criteri stabiliti
dall'Assessorato alla Sanità negoziati con le organizzazioni
sindacali di categoria secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 229/99, solo ed esclusivamente ai soggetti ad oggi
già preaccreditati/accreditati con il S.S.R'»;
-dall'onorevole Antinoro:
emendamento 12.3.1:
«dopo legge 229/1999' aggiungere le seguenti parole: con la
formulazione di un piano che documenti la necessità di
strutture sanitarie per ogni territorio provinciale formulato
dall'Assessore regionale alla sanità con il parere vincolante
della competente Commissione legislativa'»;
emendamento 12.17:
«di identico contenuto dell'emendamento 12.14»;
-dagli onorevoli La Manna e altri:
emendamento 12.35:
«Al comma 13 aggiungere:
Le aziende sanitarie, gli istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico di diritto pubblico, gli istituti
zooprofilattici sperimentali, possono avvalersi dell'attività
professionale di una società di revisione iscritta all'albo
speciale di cui all'articolo 161 della legge 24 febbraio 1998,
numero 58 per avviare il processo di introduzione della
revisione contabile del bilancio d'esercizio attraverso lo
svolgimento di un'indagine conoscitiva secondo tempi e modalità
operative che saranno definite dalla Giunta regionale con
apposita delibera. La Giunta regionale individua, secondo
procedure di legge e con gara ad evidenza pubblica, uno o più
soggetti di provata esperienza nell'ambito della revisione
contabile per l'espletamento delle attività citate'»;
-dagli onorevoli Cracolici, De Benedictis e Apprendi:
emendamento12.34:
«Alla fine del comma 21 dopo l'emendamento 12.18 aggiungere le
seguenti parole:
L'Assessore regionale alla sanità è autorizzato ad istituire
un servizio regionale di continuità assistenziale pediatrica
nelle fasce orarie non coperte dal pediatra di famiglia in modo
da ridurre l'accesso in pronto soccorso di bambini con
patologia acuta non urgente e ridurre le prestazioni
diagnostiche ed i ricoveri inappropriati'»;
-dall'onorevoli Cracolici:
emendamento 12.19:
«Sostituire il comma 28 con il seguente:
28. All'articolo 18 della legge regionale 6 gennaio 1981,
numero 81 è aggiunto il seguente comma 15: Il Dipartimento
osservatorio epidemiologico provvede anche al trattamento ed
interconnessione dei dati raccolti dal Registro Nominativo
delle Cause di Morte (ReNCaM), dalle Aziende Sanitarie nonché
dagli altri registri istituiti con legge regionale.
Il Dipartimento Osservatorio Epidemiologico è individuato quale
struttura tecnica per l'assegnazione del codice univoco che non
consente la identificazione dell'interessato durante il
trattamento dei dati, ad eccezione dei casi strettamente
indispensabili e secondo procedure formalmente definite'»;
emendamento 12.22:
«Sopprimere il comma 32 e sostituirlo con il seguente:
32. I dati correnti necessari per la corretta erogazione e
gestione dei LEA nonché per il contenimento e controllo della
spesa e per l'appropriatezza delle prestazioni erogate dal SSR,
saranno gestiti e monitorati dal Dipartimento Ispettorato
Regionale Sanitario'»;
emendamento 12.29:
«Aggiungere dopo il comma 36 il seguente:
Le Aziende sanitarie provvedono all'acquisto dalle case
farmaceutiche e alla distribuzione diretta di farmaci le cui
molecole, individuate entro trenta giorni con decreto
dell'Assessorato della sanità, siano funzionali alla cura di
specifiche patologie ad alto rischio di vita'»;
emendamento 12.30:
«Aggiungere dopo il comma 36 il seguente:
.Le aziende sanitarie provvedono all'acquisto direttamente
dalle case farmaceutiche e alla distribuzione, dei farmaci,
previsti dalla fascia A' del prontuario farmaceutico
nazionale, il cui prezzo d'acquisto al dettaglio supera
l'importo di euro 100'»;
emendamento 12.31:
«Aggiungere dopo il comma 36 il seguente:
Ai medici di famiglia viene assegnato un budget annuo pari
alla spesa farmaceutica pro-capite per ogni cittadino siciliano
definita nell'anno precedente, per il numero degli assistiti.
Gli eventuali sforamenti vengono decurtati proporzionalmente
agli emolumenti accessori previsti dal contratto di lavoro.
Parimenti il 10 per cento dei risparmi realizzati rispetto al
budget assegnato vengono erogati quali compenso incentivante al
singolo medico.
Possono essere autorizzati dall'Azienda sanitaria deroghe al
budget assegnato per i casi di singoli assistiti, il cui
percorso terapeutico preveda la somministrazione di farmaci
salvavita e per particolari patologie individuate con
successivo decreto dell'Assessorato della sanità'»;
emendamento 12.32:
«Aggiungere dopo il comma 36 il seguente:
Tranne per i casi di emergenza ed urgenza, gli accessi al
sistema sanitario regionale sia per prestazioni diagnostiche
che per ricoveri anche in day-hospital e day-surgery devono
essere preventivamente richiesti con apposita ricetta del
proprio medico di famiglia, l'esito degli accertamenti clinici
e diagnostici deve essere esclusivamente comunicato al medico
di famiglia, il quale dovrà valutare il percorso terapeutico
appropriato.
Per ogni assistito, il medico di famiglia dovrà tenere una
cartella individuale sulla storia sanitaria e sul percorso
terapeutico adottato.
Con successivo decreto l'Assessore per la sanità definirà i
criteri sanzionatori e le modalità di verifica delle Aziende
sanitarie, affinché vengano garantiti gli obiettivi di salute e
sia garantita una maggiore razionalizzazione del sistema'»;
-dagli onorevoli Gucciardi, Galvagno, Barbagallo, Tumino e
Termine:
emendamento 12.20:
«Aggiungere al comma 30 dopo la parola Trapani' la parola
Enna'»;
-dall'onorevole Tumino:
emendamento12.21:
«Sostituire il comma 30 con il seguente:
30. Vengono aboliti i Registri Tumori Provinciali di Catania,
Messina, Palermo, Ragusa e Trapani nonché il Registro
provinciale di patologia di Siracusa. Viene istituito presso
l'Assessorato regionale alla Sanità un Registro Tumori
regionale che si avvale delle UUSSLL per le attività sul
territorio. Il Registro Tumori regionale farà parte integrante
del sistema informativo sanitario regionale ed acquisirà sia il
patrimonio che le ricerche elaborate dai Registri Tumori
provinciali precedentemente attivati'»;
-dagli onorevoli Panepinto e Cracolici:
emendamento 12.23:
«Aggiungere dopo il comma 36 il seguente:
La quota fissa dovuta per le prestazioni di assistenza
specialistica ambulatoriale degli assistiti non esentati dalla
quota di partecipazione sulla ricetta è pari ad euro due'»;
-dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici e altri:
emendamento A455 bis:
«Le risorse in oggetto saranno altresì destinate, attraverso
istituti premiali, a quelle iniziative che conseguiranno:
- l'attuazione di efficaci programmi di prevenzione sanitaria
- la riduzione del rischio clinico
- il miglioramento dell'integrazione e della continuità
assistenziale fra ospedale e territorio
- il miglioramento dell'accoglienza dei pazienti e la riduzione
dei tempi d'attesa
- il miglioramento della domanda di prestazioni sanitarie».
Si passa all'esame dell'emendamento 12.33, a firma del Governo.
CRACOLICI.. Signor Presidente, ci sono altri emendamenti a
parte questi?
PRESIDENTI. Onorevole Cracolici, ci sono molti emendamenti e
subemendamenti presentati per lo più dall'opposizione.
CRACOLICI. Desidero sapere se sono aggiuntivi a questi.
PRESIDENTE. La Presidenza dichiarerà inammissibili quelli che
non possono essere ammessi per Regolamento, stia tranquillo,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Anche quello del Governo?
PRESIDENTE. Questo del Governo è ammissibile.
Onorevoli colleghi, per gli emendamenti basta seguire il blocco
che sta per essere distribuito che comprende anche quelli nel
fascicolo.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante ci si
trascini da una settimana e nonostante le rassicurazioni fornite
da codesta Presidenza, ci riduciamo a discutere come sempre, come
peggiore tradizione insegna, sulla estemporaneità di un blocco
ulteriore di subemendamenti che sono affidati alla capacità di
decriptare del singolo deputato...
PRESIDENTE. Il blocco degli emendamenti che è stato appena
distribuito comprende tutti quelli che si trovano nel fascicolo.
Poiché la Presidenza non può impedire ai deputati di presentare
emendamenti, e se sono presentati non possiamo non prenderne
atto, sarà cura della Presidenza, nei limiti previsti dal
Regolamento, di dichiarare improponibili quelli che non rientrano
nelle regole che ci siamo dati e che detta il Regolamento, quindi
la tranquillizzo in questo senso.
ORTISI. Signor Presidente, stiamo esaminando l'emendamento
12.33 del Governo. Adesso non mi soffermo a dare un giudizio
politico su un Governo che fino all'ultimo secondo dell'ultimo
minuto dell'ultima ora, aggiunge, sostituisce, modifica, lima,
quello che dovrebbe essere, invece, un progetto organico del
Governo medesimo, ma esprimo soltanto perplessità in ordine al
metodo perché è proprio fra le grinfie' di questo metodo che si
nascondono tutti gli accordi, i subaccordi che avvengono dentro
e fuori il Governo e che, comunque, non depongono a favore di una
linearità dei lavori sulla quale abbiamo scommesso, con
atteggiamenti molto responsabili da parte dell'opposizione,
tant'è che abbiamo deciso di lavorare per ore civilmente.
Dentro queste improvvise apparizioni ci sono le insidie
peggiori, perché non tutti i deputati, anzi io per primo seppure
abbia esperienza, non riesco in tempo reale a decriptare in
riferimento ad una legge che richiama un'altra legge così come
corretta, eccetera.
E poiché vorrei con occhi aperti votare responsabilmente, a
volte anche rispetto a quello che propone il Governo, le chiedo
soltanto di decelerare i lavori per permettere ad ogni deputato
di capire di cosa sta parlando, soprattutto se dovessimo andare
avanti nelle prossime ore con i nostri lavori. Anzi, approfitto
per chiederle qual è il calendario che codesta Presidenza si
propone di rispettare.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo soltanto per rassicurare l'onorevole Ortisi
e il Parlamento che nel blocco degli emendamenti, che è stato
testé presentato, è presente soltanto un emendamento a firma del
Governo ed è un emendamento tecnico scaturito anche dal
ragionamento che alcuni deputati hanno fatto in quest'Aula e che
è stato recepito. Poiché abbiamo bisogno di programmare, se
aspettassimo che la delibera CIPE sancisca il Fondo sanitario
finiremmo per non programmare.
Abbiamo soppresso la parola CIPE per lasciare Fondo sanitario
nazionale. Era soltanto questo, poi il resto è costituito da
giusti emendamenti del Parlamento sul quale il Governo non entra
certamente nel merito.
Per quanto riguarda, invece, il prosieguo dei lavori, signor
Presidente, riteniamo che bisogna procedere per approvare la
Finanziaria; d'altronde, abbiamo l'ultimo articolo, poi restano
soltanto alcuni emendamenti aggiuntivi. Credo, pertanto, che ci
sia la disponibilità e la serenità di lavoro per potere
proseguire.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco
l'obiettivo, e lo condivido. Vorrei fare rilevare però che il
principio secondo il quale la programmazione avviene ancor prima
della delibera CIPE, rispetto a quello che ha detto l'Assessore
secondo cui nelle more si procede in dodicesimi, non è scritto da
nessuna parte.
LAGALLA, assessore per la sanità. Ho già fatto una circolare
d'intesa con il bilancio.
CRACOLICI. Ho capito, però, scusi Assessore
CUFFARO, presidente della Regione. E' un atto governativo
CRACOLICI. No, non è così.
CUFFARO, presidente della Regione. Lo ha fatto l'Assessore.
CRACOLICI. Lasci stare quello che fa l'Assessore. L'Assessore
può fare e disfare, il problema è che stiamo stabilendo che la
programmazione prescinde il piano di riparto del CIPE sulla base
di un presupposto che, comunque, nelle aziende si procede nelle
more dei dodicesimi; sarebbe bene scriverlo
LAGALLA, assessore per la sanità. Non serve; è un provvedimento
che approviamo annualmente col bilancio.
CRACOLICI. Assessore, queste sono norme di programmazione
economico-finanziaria, il fatto che non serva è un fatto
singolare. Così come lei sta dando un atto di volontà, sa bene
che l'atto di volontà o è supportato da norma o diventa un atto
interessante, una bella idea
LAGALLA, assessore per la sanità. E' fisiologico che prima di
avere l'attribuzione del budget le Aziende possano operare sui
dodicesimi dell'anno precedente.
CRACOLICI. Assessore, allora stiamo parlando di due cose
diverse, mi permetto a questo punto di rubare qualche minuto in
più.
Se noi stabiliamo, così come è scritto qui, che il piano di
riparto del Fondo sanitario nazionale nelle more si assegna sulla
base dell'anno precedente, non stiamo dicendo quello che lei ha
inteso dire nel suo intervento, perché dire che la programmazione
si fa per dodicesimi è un'altra cosa rispetto a quello che è
scritto qua. Infatti, per assurdo, una cosa è dire che nei primi
tre mesi, io azienda, assegno un budget a qualunque ente pubblico
o privato e quella struttura, nei primi tre mesi può esaurire il
budget dell'anno prima così come assegnato, altra cosa è dire per
dodicesimi. Se io ho assegnato cento, nei primi tre mesi, nelle
more che mi venga definito il piano di riparto, assegnerò i 3
dodicesimi di cento, non il piano di riparto dell'anno prima, che
è un'altra cosa.
LAGALLA, assessore per la sanità. Onorevole Cracolici, la
fattispecie che lei richiama riguarda il rapporto tra l'azienda
sanitaria e il centro accreditato o la struttura da essa
dipendente. E' tutt'altra cosa rispetto alla distribuzione dei
fondi che noi regoliamo dall'Assessorato alle aziende sanitarie.
Il budget che viene erogato economicamente alle strutture
dipendenti è un budget che, in ogni caso, fa riferimento a quello
precedente e ha valore su tutto l'anno. Quindi, la sua
preoccupazione - mi creda - è infondata.
CRACOLICI. Proprio perché ha valore per tutto l'anno mi sembra
corretto dire che, nelle more, si opera in dodicesimi.
LAGALLA, assessore per la sanità. E' pleonastico, da questo
punto di vista.
CRACOLICI. Assessore, lei lo considera pleonastico, io no
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei una
risposta tecnica. Mi sembra singolare che si possa operare per
dodicesimi con una semplice circolare dell'Assessore. Se fosse
così, tutti i rami dell'Amministrazione potrebbero fare una
circolare.
I dodicesimi sono autorizzati quando si applica la legge di
bilancio, si approva l'esercizio provvisorio e si dice: massimo
quattro mesi per dodicesimi'. In assenza dell'esercizio
provvisorio, i singoli rami dell'Amministrazione si fanno un
esercizio provvisorio? Chiedo, se è possibile avere anche una
risposta degli uffici.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'intervento del Presidente della Regione che illustrava questo
emendamento vada nella direzione giusta, nel senso di quella
direzione di cui parlavo poc'anzi nel mio intervento di sforzarsi
di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché, almeno
tendenzialmente, si addivenga ad un percorso di programmazione
serio da parte delle aziende sanitarie. Quindi, l'emendamento del
Governo illustrato dal Presidente della Regione mi trova
assolutamente d'accordo.
Quello che non va bene e che ribadisco rispetto a ciò che ho
detto in precedenza è che si continua, da parte dell'Assessorato,
a commettere un errore, un peccato originale, un vizio di fondo,
nel ragionamento come se non ci fosse stata la riforma del 2001,
cioè l'introduzione nel nostro ordinamento della gestione
economica patrimoniale delle aziende.
Quindi, fa bene il Presidente della Regione a dire che
dobbiamo andare in questa direzione perché è nella direzione
della programmazione. Non va bene quando l'Assessorato e
l'Assessore dicono che dobbiamo operare in dodicesimi.
Ci rendiamo conto che le aziende sanitarie non funzionano più
con la contabilità finanziaria di una volta, come funzionano
ancora i comuni? Ci rendiamo conto che la necessità di costruire
il bilancio annuale di previsione e i bilanci pluriennali entro
il mese di novembre - Assessore, la circolare numero 7 del 2005
la conosciamo tutti quella del bilancio della sanità - non è
supportata da questo benedetto comma 2 che, tendenzialmente, mi
rendo conto, può avere una sua ragion d'essere, ma che nel
momento in cui apprezzo lo sforzo di eliminare la delibera del
CIPE, come vincolo per la programmazione, non riesco ad
accogliere un ragionamento che si rifiuta di procedere ad
un'assegnazione provvisoria?
Allora, possiamo ragionare su tutti gli escamotages tecnici, ma
il Parlamento deve dare indirizzi che sono politici e l'indirizzo
politico che deve uscire assolutamente da questo strumento
finanziario, lo strumento politico e l'indirizzo politico, è
quello che la programmazione è prioritaria rispetto ad ogni altro
tipo di ragionamento.
Quindi, annuncio il mio voto favorevole all'emendamento 12.33,
ma con la raccomandazione che le cose dette dall'onorevole
Cracolici e dall'onorevole Barbagallo siano poste in concreto
nella realtà di quello che è lo spirito e l'anima di questo
strumento legislativo finanziario.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, abbiamo acquisito ulteriori informazioni dagli uffici i
quali, ovviamente, ci comunicano che, essendo le aziende gestite
con contabilità economico-patrimoniale e non con contabilità
finanziaria, non possono essere soggette a vincoli se non
attraverso disposizione amministrativa, limitata la spesa a
quantificazioni pari, sostanzialmente, ai dodicesimi, ma
quantificazioni determinate in via di indirizzo dall'Assessorato
e dall'Assessorato del bilancio. Ecco perché non è stato
codificato all'interno.
GUCCIARDI. E' una scelta politica, dunque
LAGALLA, assessore per la sanità. Certo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.33, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.5, a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, il fatto che noi non siamo in grado di stabilire la
programmazione entro gennaio mette in grande difficoltà le
Aziende, perché dare le certezze finanziarie a marzo o ad aprile
significa anche non poter dare un giudizio sull'attività nel
corso dell'esercizio. Quindi, dobbiamo fare di tutto perché si
approvi prima il nostro bilancio e non si aspettino queste
scadenze di marzo o di aprile, perché ci sarebbe certamente una
gestione più ordinata delle nostre aziende territoriali ed
ospedaliere.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Ortisi aveva chiesto poc'anzi alla Presidenza, con grande buon
senso, di far in modo che i lavori si svolgessero in maniera
razionale, non lenta perché l'intenzione è di procedere fino in
fondo per l'approvazione dello strumento finanziario, per
consentire ai colleghi che hanno bisogno di approfondire anche
sul piano della comprensione tecnica, ma non mi pare si vada
verso questa direzione.
Tuttavia, sul problema relativo all'emendamento e, quindi, alla
motivazione che ha portato alla presentazione di questo
emendamento è stato detto e parzialmente il Governo ha
riconosciuto la necessità di andare tendenzialmente verso questa
direzione, tanto che l'emendamento 12.33 va esattamente in questa
direzione.
Mi rendo conto che le difficoltà di comunicazione con i tecnici
possono far dare al Governo qualche parere negativo in più sugli
emendamenti rispetto a quelli che magari potrebbero essere
necessari. Tuttavia, continuo a ribadire che non è assolutamente
accettabile che per gli esercizi successivi a questo, il 2008 e
il 2009, si voglia, tendenzialmente, immaginare che non
riusciremo a procedere all'assegnazione delle risorse alle
Aziende sanitarie entro tempi che sono i tempi della riforma,
dello spirito culturale giuridico della riforma.
Posso comprendere che l'articolo 1 dica il mese di marzo per
questo esercizio già in corso, ma non riesco a comprendere la
ragione per cui già da adesso ci fasciamo la testa e non vogliamo
assolutamente che ci sia la programmazione entro tempi
tendenzialmente più corretti.
Assessore gli espedienti tecnici li conosciamo tutti, ognuno di
noi può dare le giustificazioni che crede. Certamente, io
ribadisco che apprezzo l'indicazione del Presidente della Regione
che va e deve andare verso questa direzione.
Vi chiedo di non nascondervi dietro artifici tecnici, rispetto
a questa situazione, perché non riesco ad immaginare - ripeto -
come sia possibile poter assicurare una vera programmazione delle
Aziende sanitarie, quando i direttori generali sono messi nella
condizione di programmare dopo che è trascorso un terzo
dell'esercizio finanziario, cioè come è possibile pianificare,
come è possibile realizzare quanto contenuto nella circolare che
lei ha richiamato, la numero 7 del mese di aprile 2005, quella
circolare del bilancio della sanità, dove si prevedono i
programmi di attività finalizzati ai livelli essenziali di
assistenze, programmi pluriennali di investimento, le dinamiche
del personale, le fonti finanziarie ed economiche che, entro il
mese di ottobre dell'anno precedente, dovrebbero essere indicate
nel piano di programmazione aziendale.
Diciamolo con chiarezza: in questo momento la sanità nella
Regione siciliana non è assolutamente in condizione di assicurare
alle Aziende quanto contenuto in quella circolare, in quelle
direttive per l'applicazione della contabilità generale nella
Regione siciliana.
Dire questo è un ragionamento che ci mette di fronte a quella
che è la realtà, altro che parlare di efficacia e di efficienza
E' meglio cassare dall'articolo 14 di questa finanziaria le
parole efficienza, efficacia ed economicità, perché con questi
ragionamenti non si è assolutamente nella condizione di
raggiungere risultati di efficacia e di efficienza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LAGALLA, Assessore per la sanità. Signor Presidente, il Governo
è contrario perché non vi è certezza che entro il mese di gennaio
si individui il trasferimento del Fondo sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 12.8, a firma degli
onorevoli De Benedictis ed altri.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi
rivolgo in particolare al Governo, segnalando che con questa
norma si prevede una riduzione generalizzata del 3 per cento per
le spese per beni e servizi.
In Commissione abbiamo lungamente dibattuto su questo argomento
ed abbiamo osservato che, in realtà, questa riduzione appare
abbastanza acritica perché riduce rispetto alle spese del 2005 di
una quota fissa per tutti.
Non c'è dubbio che se vi è bisogno di una riduzione questo
dipende dal fatto che in passato si è andato oltre quello che era
lecito ed ammissibile spendere.
Tuttavia, così non è stato per tutti. Ci sono state strutture
che hanno abusato delle spese di beni e servizi ed altre che,
invece, hanno attuato queste spese con parsimonia ed oculatezza.
Allora, appare acritico, veramente ragionieristico, ridurre per
tutti nella uguale misura; così si continuerebbero a premiare
quelli che hanno splafonato' negli anni precedenti e a
penalizzare coloro i quali, invece, si sono attenuti a criteri di
parsimonia.
Tuttavia, in Commissione, l'Assessore ha osservato che appare
difficile, per l'esercizio 2007, attuare criteri di merito e
differenziare le strutture fra di esse sulla base del criterio
accennato.
Allora, l'emendamento che viene proposto ha lo scopo di
contemperare entrambe le esigenze. Per il 2007 rimarrebbe una
quota estesa di riduzione del 3 per cento a ciascuna delle
strutture di cui al comma 1, così come in questo momento è,
rimandando, però, per gli esercizi 2008/2009 a un conseguimento
che, comunque, la Regione attuerebbe in maniera generalizzata per
tutti gli esercizi nel suo complesso, potendo applicare però - e
qui posso citare l'emendamento stesso - riduzioni differenziate
per ciascuna struttura in funzione di criteri di qualità e,
quindi, del conseguimento di obiettivi di ottimizzazione della
spesa in oggetto, secondo criteri che non pretendiamo possano
essere individuati in questa norma, ma che l'Assessore emanerebbe
con proprio decreto entro 120 giorni dall'approvazione della
legge.
E' quindi, una norma che da un lato non inficia sulla quantità
della riduzione della spesa, e dall'altro la slega, almeno dal
2008 e per il 2009, dai criteri meramente ragionieristici
entrando nel merito della qualità del servizio offerto ed anche
della qualità per beni e servizi che le singole strutture
attuano.
Questo è il senso dell'emendamento che mi sembra il Governo
potrebbe accogliere e che va, peraltro, nella direzione di
quanto, in diverse occasioni, lo stesso Assessore ha proposto e
illustrato anche nelle sedute di Commissione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.8. Il parere
del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Borsellino, Calanna, Cantafia, Gucciardi, La
Manna, Oddo Salvatore, Panarello, Rinaldi e Villari si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.8
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Beninati, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Currenti, D'Aquino,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza, Fleres, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Laccoto,
La Manna, Leanza E., Leanza N., Leontini, Limoli, Lombardo, Lo
Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Oddo C.,
Oddo S., Ortisi, Pagano, Panarello, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano,
Vicari, Villari, Zago, Zangara.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra, Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 34
Contrari 44
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'esame dell'emendamento 12.7, a firma
dell'onorevole Cracolici ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
raramente un Presidente della Regione ha la genialità di
individuare in una norma la possibilità di applicazione
clientelare immediata. Nel caso specifico, avendo un know how, il
Presidente Cuffaro ci ha proposto subito l'altra faccia della
medaglia.
Questa norma era di buon senso, ma comunque parliamo dell'altra
norma, considerato che questa è stata già votata.
La norma contenuta nell'emendamento 12.7 propone che per gli
anni 2008-2009, cioè i successivi anni finanziari, i minori costi
e, quindi, le riduzioni si applichino non in una logica
ragionieristica, ma in una logica organizzativa.
Capisco che darete parere contrario perché anche su questo la
norma è buona, ma è difficile da applicare...
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, non
faccia l'indovino, per favore
CRACOLICI. La norma è buona, ma è difficile da applicare: è un
classico
Nel caso specifico, la norma ha un obiettivo, quello cioè che i
tagli si costruiscano riorganizzando il sistema e non chiamando
il ragioniere per aggiustare i conti con la matita rossa e blu,
perché i conti non si aggiusteranno mai se non si mette mano
all'organizzazione del sistema.
Questo emendamento si pone l'obiettivo di ridurre i ricoveri
impropri, di organizzare al meglio l'utilizzazione dei posti
letto in day-hospital, di costruire un sistema ambulatoriale in
grado di soddisfare l'utenza e di ridurre, per così dire,
l'ospedalizzazione della cura.
Provare ad utilizzare una migliore organizzazione di sistema
perché così si possa risparmiare abbattendo le consulenze, anche
quelle funzionali a mantenere il sistema cosi com'è, per cui non
riusciremo mai a ridurre di un solo euro la spesa sanitaria.
Ecco perché una norma indirizzo. Mi fa specie che il Governo
dichiarerà che anche questa proposta è una bella norma nel
pensiero, ma difficile da attuare. Tutto è difficile se non si
governa il sistema.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa sono
intervenuto in maniera impropria perché spulciando, per paura, il
novero di emendamenti presentati e distribuiti in blocco, circa
2.000 fotocopie, mi accorgo che per giustificare l'emendamento
del Governo, che era il primo e unico che avevo già visto e un
paio di ulteriori subemendamenti, avete ristampato quello che ci
avevate già distribuito in toto'. Questo genera soltanto
confusione. Io ho perso mezz'ora per andare a vedere cose che
avevo già letto. Auspico che questo non accada più nel prosieguo,
perché ci aiuterebbe a lavorare.
Tranne l'emendamento del Governo, il primo, e due
subemendamenti, si tratta della ristampa pedissequa di quello che
abbiamo qui, tranne qualche cambio di posizione. Mi spiega perché
ciò avviene? E' un metodo che distrae i deputati che devono
leggere i documenti in tempo reale per intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, onorevoli colleghi, come ha già
ripetutamente detto la Presidenza, indipendentemente dal numero
di copie che arrivano, non possiamo impedire ai parlamentari di
presentare emendamenti.
Vi è stata una duplicazione di fotocopie, per mettere assieme
sia gli emendamenti del fascicolo che quelli presentati
successivamente, al fine di evitare che ci fosse la difficoltà,
verificatasi nel corso dell'ultima seduta, per cui si doveva
passare dal fascicolo all'emendamento presentato. Così i
parlamentari hanno tutto a disposizione.
Nel corso dell'ultima seduta era stato rilevato che i deputati
non avevano tutto a disposizione, oggi ci si rimprovera sul
perché c'è tutto.
Ci attrezzeremo in modo da prevedere una terza via.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione sul disegno di legge numero 389/A
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso proprio
che l'emendamento a firma degli onorevoli Cracolici, De
Benedictis, in discussione, non crei problemi tecnici e che
possa essere valutato positivamente, non soltanto dal Parlamento
ma anche dal Governo.
Peraltro, l'emendamento Cracolici, De Benedictis contiene
perfino alcuni, non tutti, quelli che sono gli indirizzi
contenuti nel Piano sanitario nazionale vigente, nel Piano
Sirchia per intenderci. Quindi, non dare un parere favorevole a
questa norma sarebbe contraddittorio e sarebbe difficile spiegare
ai siciliani come una norma tendenziale venga recepita dal
Governo.
Soprattutto considerato che l'emendamento prevede di dare
all'Assessore per la sanità la possibilità che le riduzioni
differenziate possano essere riferibili alla diminuzione dei
ricoveri impropri, all'accrescimento della dipartimentalizzazione
ospedaliera, alla migliore utilizzazione dei posti letto in day-
hospital, alle limitazioni di prestazione a bassa complessità
clinica.
Ritengo che il voto favorevole del Parlamento debba avere,
come voto propedeutico, anche quello del Governo, perché una
norma di questo genere va verso la direzione della
razionalizzazione della spesa nel settore della sanità, che tutti
auspichiamo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo solo per aggiungere a quanti mi hanno preceduto che,
in questo emendamento, i criteri - criteri secondo i quali
verrebbe attuata questa riduzione della spesa, la diminuzione dei
ricoveri impropri, l'accrescimento della dipartimentalizzazione
ospedaliera, la migliore utilizzazione dei posti letto in day-
hospital, la partecipazione al soddisfacimento dei bisogni
ambulatoriali dell'utenza e la limitazione delle prestazioni a
bassa complessità clinica -, non soltanto hanno la funzione di
dare un indirizzo di qualità a questa riduzione acritica in
quantità, ma sono criteri prelevati dall'atto di indirizzo di
programmazione, di politica sanitaria che pomposamente il
Governo ha varato nel settembre del 2006 e che l'Assessore ha
presentato in Commissione.
Quindi, sono parole dette dall'Assessore. Se non si vuole
smentire, il Governo ammetta che questa è l'occasione per
passare dalle parole ai fatti e dare sostanza a quanto è stato
detto.
Altrimenti, vorrebbe dire che avevamo ragione noi quando
dicevamo che erano parole e parole si voleva che restassero.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.7, a firma
degli onorevoli De Benedicits, Cracolici.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Borsellino, Calanna, Di Guardo, Gucciardi, La
Manna, Oddo Salvatore, Panarello, Rinaldi e Zappulla si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Beninati,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro,
Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca,
Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fleres,
Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Laccoto, La Manna, Leanza E., Leanza N., Leontini, Limoli,
Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Oddo C., Oddo S., Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto,
Ruggirello, Sansarello, Savarino, Savona, Scoma, Speziale,
Stancanelli, Termine, Terrana, Tumino, Turano, Vicari, Villari,
Zago, Zangara, Zappulla.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra, Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 82
Maggioranza 42
Favorevoli 38
Contrari 44
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.24, degli onorevoli
Gucciardi e Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
argomento va nella direzione auspicata da tutti, che è quella di
ridurre i costi della politica, ed in questo caso, i costi delle
consulenze.
Qualche anno fa ho presentato un'interrogazione perché
un'azienda territoriale aveva dato incarico a circa trenta
professionisti esterni anche su materie che potevano essere
espletate dagli uffici dell'azienda stessa.
Noi vorremmo che l'indirizzo del Governo - quello di ridurre
del 50 per cento le consulenze effettuate sulla base di quello
precedente - fosse ulteriormente più rigoroso, cioè arrivasse al
70 per cento
Penso che ciò vada in una giusta direzione perché, tra l'altro,
limiteremmo una discrezionalità, che a volte diventa arbitrio,
nella spesa dei Direttori generali che mi auguro sia presente
come cultura anche negli emendamenti della maggioranza.
Pertanto, insistiamo perchè l'emendamento in esame vada nella
direzione auspicata da tutti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.24.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Borsellino, Cantafia, Di Guardo, Gucciardi, La
Manna, Oddo Camillo, Panarello, Speziale e Zappulla si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.24
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Antinoro, Apprendi,
Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Beninati,
Borsellino, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola,
Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia,
Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fleres,
Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi,
Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini,
Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Oddo Camillo, Oddo salvatore, Ortisi, Pagano,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale,Termine, Terrana, Tumino, Turano, Villari,
Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 81
Votanti 80
Maggioranza 41
Favorevoli 39
Contrari 41
(Non è approvato)
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, non mi sarei deciso ad intervenire
se l'ultima votazione non avesse dato un risultato sul filo del
rasoio. E' sempre antipatico intervenire su questo tipo di
argomento, però se il risultato fosse stato 44 a 36, come poco
fa, nulla questio, ma in quest'ultima votazione il risultato è
stato 39 a 41. Pertanto, è opportuno che la Presidenza verifichi
un fenomeno eventuale di pianismo' che non appartiene ai 4
milioni di euro in più' dati all'Assessore Leanza per le grandi
manifestazioni culturali artistiche, ma a fenomeni di bassa lega,
di esibizioni pianistiche da oratorio'
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, mi
convince l'onorevole Ortisi, da questo momento chiedo che tutte
le volte che si chiede il voto segreto si proceda con l'appello
nominale, così eviteremo che ci siano pianisti' da una parte e
dall'altra, in modo da avere la massima chiarezza
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 12.9 è assorbito
dall'emendamento 12.24, essendo di uguale contenuto.
Si passa all'emendamento 12.10, a firma degli onorevoli
Gucciardi e Barbagallo.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso di
questo emendamento era esattamente nella direzione di voler
razionalizzare e ridurre la spesa sanitaria, senza voler
intaccare in nulla i livelli essenziali di assistenza.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, le chiedo la garanzia che in
quest' Aula votino i colleghi presenti; ci sono colleghi, che
sono risultati votanti ad una votazione pur non essendo stati
presenti in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quello che lei dice è grave
CRACOLICI. Sì è vero, c'è il collega Cristaudo che risulta
votante e non è presente in Aula.
Quindi decidiamo come vogliamo procedere nelle votazioni.
Intanto, le chiedo una sospensione per cinque minuti per
verificare chi ha ritirato la tessera e i colleghi che risultano
presenti in questa Aula.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19,45, è ripresa alle ore 19,48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende con l'esame dell'emendamento 12.10.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di magioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.25 dell'onorevole
Fleres.
FLERES. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.11 dell'onorevole Gucciardi e
Cracolici.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
correttezza nei confronti del Parlamento, l'emendamento, discusso
in interventi precedenti, e relativo all'articolo 12, tratta di
una norma che tendenzialmente potrebbe ingenerare qualche
equivoco.
Tutta la vita mi sono in qualche modo arrovellato il cervello a
dover interpretare le norme di un legislatore, e non soltanto
regionale, spesso pasticcione. Il fatto di trovarmi qui in
questo Parlamento mi impone qualche rigore in più prima di tutto
nei confronti di me stesso.
Pertanto, questa norma che prevede che l'Assessore regionale
per la sanità con proprio decreto determini per il triennio 2007-
2009 criteri di remunerazione delle prestazioni effettuate in
extra-budget, nell'ottica di ottenere risparmio di spesa e
considerato che ci hanno insegnato che sempre è preponderante
l'interpretazione sistematica della norma, la norma calata in
questo comma potrebbe ingenerare qualche equivoco.
Dunque, si vuole semplicemente la soppressione di questo
periodo del comma dell'articolo 12 che, in ogni caso, consentirà
all'Assessore di intervenire con atto amministrativo per svolgere
la propria funzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'
emendamento del collega Gucciardi sia giusto e non perché non sia
altrettanto corretto che l'Assessore per la sanità possa, con
proprio decreto, fissare i criteri di remunerazione dell'extra-
budget. Tuttavia, questo Parlamento ha già legiferato
nell'agosto 2002 o 2003 - non ricordo bene l'anno- approvando
un decreto che stabiliva di ridurre le spese per circa 300
miliardi di vecchie lire.
Da quando fu emanato il decreto, agosto, a quando si riaprì la
negoziazione, novembre, in quei tre mesi quel decreto da meno
300' divenne più 300' ed uno dei punti del famoso decreto
taglia-spese' era, appunto, la modalità di riconoscimento
dell'extra-budget.
Fu in quel momento una delle questioni che poi determinò il
famoso pugno nella macchina all'Assessore per la sanità del
tempo, o pugno sul vetro della macchina, insomma, anche un
rischio di aggressione all'Assessore Cittadini, il quale, in
qualche modo, aveva fissato un criterio in cui l'extra-budget era
un extra, ma diciamo governato nella logica dell'eccezionalità,
poi il decreto portò l'extra-budget a un criterio di governo
della normalità, cioè l'extra-budget diventa un procedimento
normale della gestione del budget.
Allora, delle due l'una: noi temiamo - lo dico sinceramente per
questo sostengo l'emendamento a firma del collega Gucciardi -
che la dinamica della negoziazione, pur se formalmente ha aspetti
anche condivisibili perché la concertazione costituisce uno dei
criteri guida del governo del sistema, ha dei limiti se non si
fissano chiaramente i vincoli del risparmio. Altrimenti, anche
lei sarà sottoposto ad una pressione che difficilmente sarà in
grado di reggere. Perché vede, Assessore, lei non avrà soltanto
gli operatori che legittimamente difenderanno i propri interessi
e cercheranno di farle cambiare idea, lei avrà componenti del suo
Governo che proveranno quotidianamente a farle cambiare idea,
avendo essi stessi rapporti e interessi diretti nel settore della
sanità e, quindi, lei avrà la contraddizione dentro la Giunta.
Altro che la negoziazione con le parti Assessore Leanza, ognuno
parli per sé, lei parli per sé eventualmente.
Ecco perché fissare, come dire, un criterio rigido che possa
consentire a lei di negoziare, all'interno di quel criterio, è un
elemento che rafforza il Governo, non lo indebolisce, neanche
nella prospettiva di negoziazione. Ed è questa la ragione per la
quale credo che questo emendamento debba essere sostenuto e,
spero, votato dal Parlamento.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Onorevole Cracolici, la
formulazione proposta dal Governo va proprio a garanzia di quanto
lei dice nel senso che, pur sempre nell'aggregato complessivo di
spesa previsto per il convenzionamento esterno e per l'ospedalità
privata, questa norma ci dà la possibilità di individuare
modalità di retribuzione dell'extra-budget con criteri economici
diversi da quelli del budget ordinario.
Se questo elemento non fosse introdotto, noi dovremmo pagare
tutto ciò che entra nel budget, oltre il budget e dentro
l'aggregato a tariffa piena e senza abbattimenti. Pertanto,
quindi questa formulazione va perfettamente nella linea di
rigore, voluta dalla maggioranza e dal Governo, che lei ha
finora raccomandato.
Toglierla e, quindi, accogliere il suo emendamento sarebbe in
controtendenza rispetto a quello che lei vuole ottenere. Motivo
per il quale il parere del Governo è negativo.
CRACOLICI. Raccolgo la precisazione. Fate un emendamento...
LAGALLA, assessore per la sanità. E' già chiaro, onorevole
Cracolici.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.11.
Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che al comma 7 è stato presentato dal Governo l'
emendamento 12.39: Dopo le parole Sulla base delle direttive
emanate dall'Assessorato regionale della Sanità' aggiungere le
parole e in ambito provinciale'.
Chiedo all'Assessore di illustrarlo.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, si tratta di una mera precisazione già contenuta in
buona sostanza sotto il profilo interpretativo nel comma 7, ma
per riportarlo in perfetta analogia al comma 8 evidentemente
abbiamo aggiunto in ambito provinciale' intendendo che le
economie derivanti dall'utilizzazione dei budget sono
ridistribuite in sede provinciale e non in altri ambiti. E' a
chiarimento ed esplicitazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.39. Il parere
della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.4 a firma dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.12, a firma dell'onorevole
Gucciardi.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.27, a firma degli onorevoli Fleres
ed altri.
FLERES. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.1, dell'onorevole Fleres.
FLERES. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho notato che il
Governo utilizza molto la formula sulla base ho tenuto conto
delle'. Insieme all'onorevole Ortisi stiamo costituendo la lega
per la difesa del congiuntivo: il termine tenuto conto delle'
potrebbe significare cosa diversa dal termine secondo le' ed è
la stessa differenza che esiste tra la teoria e la pratica.
Volevo approfittare anche dell'intervento su questo
emendamento - e ringrazio il Governo per averlo accettato - per
sottoporre allo stesso brevemente una questione: è palese la
manovra che il Governo sta compiendo per contenere le spese; è
una manovra che personalmente condivido anche se con qualche
sofferenza per gli effetti di ricaduta che avrà su alcune
categorie.
Sarebbe un paradosso però, signor Presidente ed onorevole
Assessore, se alle medesime categorie alle quali stiamo
determinando sostanzialmente una riduzione del volume di affari
provocassimo un ulteriore danno: quello di riaprire i margini per
il riconoscimento, per il riconvenzionamento. Ciò significherebbe
un'azione di natura schizofrenica, cioè da una parte, tentiamo
di limitare le spese riducendo i budget, cosa che è conforme e
coerente con la linea del Governo relativamente al contenimento
della spesa sanitaria, dall'altra, invece, apriamo - e ne
approfitto, onorevole Cracolici, per affrontare un altro tema -
le maglie dell'ulteriore convenzionamento.
Non ho formalizzato alcun emendamento, nessun ordine del
giorno in relazione a questo tema, tuttavia, sarebbe opportuno
che di questo punto di vista il Governo tenesse conto per evitare
di operare in maniera parallela e difforme nell'una e nell'altra
ipotesi.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, se lei ha deciso insieme agli altri
membri del Consiglio di Presidenza di stimolare le opposizioni in
funzione di un disegno di contrapposizione rispetto al Governo,
rispondo che io sto, a prescindere da quello che dice, con il
Presidente Cuffaro, come lui ha gentilmente detto nei miei
confronti.
A parte la creazione dell'Accademia per la quale siamo già agli
scritti notarili, come lei sa, onorevole Fleres, in effetti
dietro le parole non si nascondono solo le parole. Tenuto conto
di' e secondo le' sono due cose molto diverse fra loro. E non
bisogna essere professore d'italiano per capirlo. Perché tenuto
conto di' appartiene alla dimensione della discrezionalità,
secondo le' parametra ed indirizza. Per questo preannuncio il
voto favorevole.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
12.27 e il 12.1 perché di identico contenuto. Il parere della
Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.2 che è ritirato dall'onorevole
Fleres, ma è fatto proprio dagli onorevoli Cracolici e Antinoro.
ANTINORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTINORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che
si creasse confusione, e mi riferisco a quanto detto
dall'onorevole Fleres nell'intervento concluso poco fa, su un
altro emendamento. In quell'occasione, ha proprio parlato di
questo argomento, anzi ha appena finito di dire che saltava da un
argomento ad una altro, pur essendo collegati, proprio perché
voleva andare nel senso in cui va il Governo e cioè del
contenimento della spesa. Forse si è distratto un attimo e l'ha
ritirato solo per questo motivo. Non ho capito per quale ragione.
FLERES. Pensavo che fosse un duplicato.
ANTINORO. Signor Presidente, io ne approfitto, siccome nella
raccolta degli emendamenti ce n'è un altro dello stesso tenore,
questo punto è superato ed io chiedo di farlo mio. E per andare
nel senso di cui parlava il Governo, noi oggi abbiamo un tema:
in Sicilia abbiamo creato tanti ambiti territoriali, stiamo
riordinando quelli dei consorzi di bonifica, e riordineremo
tante altre cose. Probabilmente per la sanità questa è
l'occasione per un minimo di riordino. Il famoso decreto Bindi',
il 229, prevede che, entro una certa data, bisogna provvedere al
cosiddetto accreditamento istituzionale', che è cosa ben
diversa dal percorso dell'ex convenzionamento, cioè dell'acquisto
di prestazioni da parte delle ASL di prestazioni sanitarie.
L'emendamento dell'onorevole Fleres, con grande puntualità,
tende, Assessore Lagalla, a riordinare il sistema. Esso riporta
che, fermo restando che si debba agire chiaramente secondo la
Direttiva nazionale, perché non si può andare contro il decreto
n. 229, ad accompagnarlo nel percorso virtuoso
dell'accreditamento, prima di qualunque altro nuovo rapporto che
si dovesse aprire con i direttori generali, facciamo i piani -
chiamiamoli di ambito provinciale - in cui stabiliremo cosa
servirà in ogni territorio provinciale e da lì si potrà iniziare
un eventuale percorso.
Credo che ciò vada assolutamente nella direzione di ciò che il
Governo vuole: il contenimento della spesa e comunque la
razionalizzazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto,
avendo per primo chiesto di apporre la mia firma, di manifestare
qualche dubbio.
La questione che viene posta con l'emendamento, sul piano
strettamente formale, ha una logica, ma essa rischia di andare
in contrasto con un obiettivo: il tetto di spesa a livello
provinciale. I tetti di spesa provinciale con la reiscrizione di
questo emendamento vengono a saltare...
FLERES. No, i tetti di spesa non saltano, non è così
CRACOLICI. Se non saltano i tetti di spesa ne prendo atto,
perché mi sembrava che la reiscrizione in qualche modo facesse
saltare il tetto di spesa, perchè se il tetto salta è l'offerta
che fa la programmazione; il rischio sarebbe questo.
GRANATA. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non era
necessario apporre la firma perchè questo emendamento, a firma
del Presidente del mio Gruppo, l'onorevole Caputo, mi riferisco
all'emendamento 12.14, ricalca né più né meno lo stesso contenuto
e va nella direzione di quanto esplicitava l'onorevole Antinoro,
cioè è un tentativo di riordino necessario di questo regime che
riguarda l'assistenza specialistica ambulatoriale.
Pertanto, in attesa di un riordino è giusto aprire una
trattativa con le organizzazioni sindacali di categoria e,
quindi, successivamente stabilire i prossimi criteri che saranno
affidati ad una concertazione con la Commissione sanità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 12.2. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa agli emendamenti 12.3 e 12.3.1,
dell'onorevole Fleres.
FLERES. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 2.14 è assorbito.
Si passa all'emendamento 12,28, dell'onorevole Fleres.
FLERES. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12,6 dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevole colleghi, la norma ha
un obiettivo preciso che è quello di dare la possibilità alle
strutture preaccreditate, nell'ambito del budget contrattato
della stessa provincia, di trasferire l'attività. Naturalmente,
con il vincolo preciso che è riferito alla carenza delle
prestazioni sul territorio, un limite assolutamente inderogabile,
non soltanto a questo, ma anche al miglioramento dei requisiti
organizzativi, strutturali, tecnologici, generali e specifici per
l'esercizio delle attività di cui al DPR 14 gennaio 1997.
Tutto ciò ha ingenerato difficoltà di trasferimenti,
difficoltà nell'adeguamento delle strutture dei presidi sanitari
a quelli che sono ai requisiti previsti dalle leggi nazionale e
regionale.
Pertanto, la necessità di consentire, seppure in maniera
tassativamente vincolata, al trasferimento delle strutture
preaccreditate, credo sia un contributo al miglioramento dei
livelli di assistenza sul territorio, nonché un contributo
all'elevazione della qualità delle strutture assistenziali
nell'ambito della provincia.
Ritengo che la norma possa essere meritevole di accoglimento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.35. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 12.15 a firma dell'onorevole
Gucciardi.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.13, dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, hanno ragione i colleghi nel
dire che nella legge c'era, perché lo spirito del decreto 229 era
questo. In Sicilia, Presidente Cuffaro, non abbiamo
CUFFARO. Ora c'è.
BARBAGALLO. Sì, ora c'è di nuovo, e mi auguro che diventi una
norma e che verrà rispettata. Il presidente Cuffaro ricorderà
che, qualche anno fa, un direttore generale che aveva sforato di
600 milioni delle vecchie lire, lo mandammo in un'azienda
ospedaliera.
Pertanto, anziché giungere a questo, cosa che non mi auguro,
spero che questa volta la norma sia mantenuta. Pertanto, dichiaro
di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.16, dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, la soppressione di tre commi
dell'articolo 12 ha un senso, rispetto al sistema dei controlli
delle aziende sanitarie, ed è in linea con quello che è stato
detto stasera in Aula.
Abbiamo detto e ribadito che le aziende sanitarie non sono
aziende che utilizzano la contabilità finanziaria per il
perseguimento degli obiettivi di efficacia, di efficienza, di
economicità ed il vincolo dell'equilibrio economico finanziario
di bilancio impone un sistema di controlli che, per quanto
riguarda le aziende sanitarie, non è il sistema dei controlli
della vecchia Pubblica Amministrazione, ma è un sistema di
controlli mutuato dalle aziende private con particolare
riferimento al controllo più sull' attività che sugli atti.
In queste norme, nelle quali si richiamano i principi e la
verifica dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità,
tuttavia si modificano le norme precedenti della Regione
siciliana che vengono abrogate e che sono contenute sempre in
quella circolare n. 7 del 2005 che detta direttive per la
contabilità generale della Regione.
La ragione per cui si propone la soppressione è, per così dire,
una sorta di provocazione. Si chiede come sia possibile che la
Regione invece di intervenire sulla base del dettato del decreto
legislativo n. 502, che delega alle regioni la verifica
dell'attività dei direttori generali, di cui stasera hanno
parlato maggioranza e opposizione, e quindi nella direzione di
intensificare i controlli della Regione sull'attività delle
aziende sanitarie locali, come mai avvia soltanto gli atti quali
il bilancio di esercizio, l'atto aziendale, e le dotazioni
organiche complessive?
A ciò si aggiunga che il controllo sull'atto aziendale è un
controllo una tantum' perchè l'atto aziendale non è il Piano
aziendale, ma costituisce l'atto di autoorganizzazione
dell'azienda.
LAGALLA, assessore regionale per la sanità. Onorevole
Gucciardi, può essere sottoposto a verifica periodica.
GUCCIARDI. No, l'atto aziendale è quello di autoorganizzazione
delle aziende.
Quello che si propone è dunque di lasciare il sistema dei
controlli esattamente nel modo in cui è in questo momento. Il mio
punto di vista è che questa modifica dell'articolo che introduce
i commi 14, 15 e 16 indebolisce il sistema di controlli che già
esiste, piuttosto che rafforzarlo.
Pertanto, c'è la necessità di non stravolgere il già fragile
sistema dei controlli. Anzi, sarebbe necessario che la Regione
intervenisse con più determinazione nel garantire il controllo di
gestione dei direttori generali; questo sì aiuterebbe la Regione
nella direzione della razionalizzazione della spesa verso la
quale, tendenzialmente, si deve procedere. Questa è la ragione
per cui si propone la soppressione perché si ritiene che il
sistema vigente sia più efficace rispetto al sistema che si
propone con questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 12.16. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore regionale per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.18, a firma dell'onorevole
Gucciardi.
Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.34. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 12.19, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo emendamento sia assolutamente tecnico. L'Osservatorio
epidemiologico, per legge, ha dei compiti che non sono quelli né
del controllo della spesa, né del controllo dell'organizzazione;
i compiti dell'Ispettorato sanità, con questa norma, verrebbero
trasferiti all'Osservatorio. L'Osservatorio deve fare il
monitoraggio delle patologie, deve avere l'autorizzazione al
trattamento informatico. Il comma 28 è riscritto nel senso che
all'Osservatorio vengono affidati i compiti della raccolta del
Registro nominativo delle cause di morte, la possibilità di
assegnare il codice univoco per il trattamento informatico dei
dati. Pertanto, i comma 28 e 32, in qualche modo, ridefiniscono,
con il mio emendamento, i compiti dell'Osservatorio
epidemiologico, mantenendo in capo all'Ispettorato della sanità i
compiti di controllo della spesa e dell'organizzazione del
sistema.
Con questa norma rischiamo una duplicazione piuttosto che una
semplificazione.
LAGALLA, assessore regionale per la sanità. Chiedo che
l'emendamento 12.19 sia accantonato.
PRESIDENTE. Così resta stabilito.
Si passa all'emendamento A773, a firma dell'onorevole Fleres
ed altri.
FLERES. Signor Presidente, ci deve essere un errore perché
questo emendamento non c'entra niente con la sanità. Non capisco
come possa essere finito qui. Riguardava la Commissione di
conciliazione.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che chi
l'ha proposto è persona preparatissima, tuttavia, avrei bisogno
di decriptare questo emendamento per i riferimenti normativi che
a memoria non ricordo. Le chiedo di accantonarlo e di trattarlo
successivamente in uno dei numerosi intervalli cui saremo
costretti stasera perché io, attraverso gli uffici del mio
Gruppo, possa decriptare l'emendamento medesimo.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, ritira l'emendamento?
FLERES. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.20, a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.21, a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, , onorevoli colleghi, questo
emendamento vorrebbe venire incontro a due esigenze. La prima è
quella di offrire a tutti i territori siciliani, compresi quelli
della provincia di Enna, Caltanissetta e Agrigento, la
possibilità di essere posti all'attenzione attraverso un Registro
tumori, così come avviene per le rimanenti sei province della
Sicilia.
Dall'altra parte, però, piuttosto che richiedere un Registro
tumori per ognuna delle province dove ancora manchi, ritengo
opportuno, sotto molti profili, attuare un unico Registro
regionale dei tumori perché in tal modo avrebbe un unico sistema
interpretativo, un unico linguaggio.
In atto, invece, sembra che i Registri dei tumori esistenti
siano organizzati su basi non sempre coerenti l'uno con l'altro.
Questa non è cosa da poco.
La seconda questione è che un Registro unico regionale che si
avvalesse delle ASL, come strutture periferiche, determinerebbe
un grande risparmio senza interferire minimamente sulla qualità
del servizio.
Ciò sarebbe una scelta saggia. I colleghi deputati ed il
Governo sanno che l'attivazione dei Registri dei tumori, prima
in una provincia e poi in un'altra, è sempre avvenuta sulla base
di spinte localistiche, per il soddisfacimento di esigenze
specifiche.
Muoversi dunque in un ambito regionale sarebbe più confacente
sul piano tecnico e scientifico e sicuramente risponderebbe
maggiormente all'obiettivo del contenimento della spesa.
TERMINE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERMINE. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché
probabilmente ho commesso un errore nel presentare l'emendamento
che è stato poi ritirato, nel senso che potevo sottoscrivere un
emendamento con il quale istituire il Registro tumori nella
provincia di Enna.
PRESIDENTE. Onorevole Termine, l'emendamento 12.21 fa
riferimento a questo.
TERMINE. Signor Presidente, il problema nasce non soltanto
perché l'ASL 4 della provincia di Enna ha fatto richiesta anche
all'Assessorato affinché venisse inserito il Registro tumori
anche nella provincia di Enna, soprattutto per le istanze degli
stessi cittadini che, preoccupati di fenomeni degenerativi che
riguardano i tumori, hanno presentato una petizione popolare; ma
anche perché, nel passato, la Regione siciliana ha fatto una
serie di indagini nel territorio di Pasquasia, dove la presenza
di scorie nucleari ha avuto delle ripercussioni sul piano del
fenomeno tumorale che si è manifestato nella zona.
Penso, quindi, che la popolazione dell'ennese si deve
tranquillizzare favorendo un monitoraggio sul territorio, perché
questo è stato già oggetto di preoccupazione generale.
Ritengo, pertanto, l'istanza di istituzione del Registro
tumori nella provincia di Enna non solo equa rispetto agli altri
territori, ma anche giusta per eliminare le preoccupazioni che di
volta in volta sulle questioni soprattutto delle zone minerarie
vengono esposte.
Pertanto, se si istituisse il Registro regionale, in cui anche
la provincia di Enna venise monitorata, sarebbe ottima cosa in
quanto non è una fantasia, ma un'esigenza reale della
popolazione.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, se i
colleghi firmatari degli emendamenti sono d'accordo, il Governo
li accetterebbe come raccomandazione e impegnerebbe l'Assessore
per la sanità ad approfondire tale tema per trovare una
soluzione.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevole Presidente, lei ha
sostenuto che il Governo si impegnerebbe ad approfondire la
problematica di un Registro tumori regionale, però, le vorrei
chiedere se potrebbe essere ostativo, a questo proposito,
istituire un registro unico regionale.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
vorrei che questa discussione, che ha un fondamento assolutamente
comprensibile, si presti involontariamente, anche da parte di chi
propone questo emendamento, ad essere utilizzata dall'Aula e,
magari, dal Governo in maniera esattamente opposta.
Ricordo che in questa Aula, nella passata legislatura, abbiamo
ragionato molto circa l'istituzione di nuovi registri tumori,
addirittura quando si è chiesto un finanziamento specifico per il
Registro territoriale di patologia dell'AUSL di Siracusa,che è
istituito da diversi anni e che non ha praticamente un euro. Per
tutta risposta, il Governo ha nel frattempo istituito un
registro tumori, una sorta di duplicato per Siracusa.
Il problema non è quello di creare un nuovo testo normativo. Il
problema è fare effettivamente della raccolta dei dati
epidemiologici volti alla programmazione sanitaria qualcosa di
vero e non utilizzarla semplicemente per portare a casa un
risultato che può apparire significativo, ma che, in realtà, è
assolutamente vuoto. Poiché questi registri tumori non sono
finanziat, la loro necessità è dubbia.
Mi chiedo come non si possa non essere d'accordo con
l'argomentazione che tutti i cittadini della Sicilia hanno
bisogno di un monitoraggio specifico. Bisogna, invece,
ridisegnare il sistema della raccolta dei dati in tutta la
Sicilia.
Credo invece che abbia una maggiore valenza impegnare il
Governo a dare efficacia reale a questa raccolta, piuttosto che
strappare vantaggi puramente fittizi.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, credo di
cogliere e di accogliere il senso e l'invito del Presidente della
Regione delegando al Governo lo studio della materia perché non
vorrei, se mi consentite il passaggio, che venisse buttato via
il bambino con tutta l'acqua sporca'; cioè la complessità della
realizzazione dei Registri tumori è tale da prevedere l'esigenza
di personale specializzato e di competenze epidemiologiche e
statistiche di particolare rilevanza.
Abbiamo Registri tumori in Sicilia che funzionano molto bene,
uno in particolare, alcuni sono in fase di definizione ed altri
sono da costituirsi completamente. E certamente la competenza,
peraltro, può essere anche a carattere interprovinciale. Motivo
per il quale accogliendo a nome del Governo l'invito rivolto,
credo che ciò possa essere una raccomandazione per il Governo al
fine di operare in conseguenza. Tuttavia, esprimo parere
contrario all'accorpamento di tutti gli osservatori in un unico
osservatorio regionale, almeno nella fase attuale.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
rifuggire dalla logica che quando si parla di problemi così
delicati ognuno di noi, sostanzialmente, pensi alle ricadute,
chiaramente in positivo, nel proprio collegio.
Personalmente, non ho chiesto di parlare per sostenere
posizioni che riguardano la provincia di Trapani, sono contrario
a questa visione miope e di come si sta sviluppando questo
ragionamento. E per la verità non condivido il taglio che si è
dato alla discussione da parte di colleghi sia di maggioranza che
di opposizione. E dico il perché.
Affermo che i Registri tumori non sono il frutto di logiche
che, bene o male, debbono venire incontro a chissà quali esigenze
territoriali, in base al ruolo che svolge la politica. E per un
attimo, dobbiamo essere un po' più umili e un po' più distaccati;
viceversa si comincia a fare di tutta l'erba un fascio.
Credo che territorializzare il Registro tumori significhi,
rispetto anche agli aspetti epidemiologici, più punti di
osservazione nel territorio per capire cosa accade realmente in
un contesto regionale. Mi chiedo se si vuole fare diventare la
discussione sui registri tumori un qualcosa che riguardi le
singole province. Nel resto d'Italia, la mappatura del Registro
tumori è, ovviamente, legata a specificità territoriali e a
problemi particolari di una parte del territorio che si vuole
monitorare.
Se si entra, invece, nella logica dell'inserimento di una
provincia o meno, si perde di vista il significato, il ruolo e la
funzione del Registro.
Alcuni argomenti come questo andrebbero affrontati fuori dalla
logica che spesso utilizziamo un po' tutti che è quella
quotidiana di fare i conti solo - e questo è anche legittimo -
con il nostro territorio. Ed io sono contrario a questa logica.
Vorrei, invece, capire la funzione reale dei registri tumori,
in questo momento studiati su territori e porzione di territorio,
con più punti di osservazione; cosa fino ad oggi è stato
prodotto; cosa possiamo fare per vedere qual è il prodotto e il
risultato di questi anni. Se il risultato è positivo, dobbiamo
porci il problema di come andare a rifinanziare o, comunque,
razionalizzare, ma prima si deve capire il risultato ottenuto.
Si sta parlando di una delle patologie più gravi che mette a
repentaglio, ovviamente, vite umane. Pertanto, non sono
d'accordo sulla logica che riguarda il mio territorio, semmai
sono favorevole ad una logica complessiva, al superamento dei
limiti.
Quindi, se riteniamo utile questo tipo di impostazione,
interveniamo per farli funzionare, viceversa non è utile
discutere sul metterne uno in più o uno in meno, sapendo tutti
che l'Osservatorio unico non è possibile per esperienza della
sola Sicilia, ma anche dell'intera Nazione.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo tema
l'Aula è stata impegnata nel passato quando è stato affrontato il
problema dell'istituzione degli ultimi registri tumori.
Ritengo ci sia la necessità di una riflessione attenta e seria.
Perseguire l'ipotesi di un registro tumori per provincia, con la
voglia di monitorare tutta la Regione, diventa forse la ricerca
di un consenso politico, ma sicuramente non ha basi
scientifiche, in quanto i registri tumori sono sicuramente
rappresentativi di una popolazione e, quindi, basterebbe un
campione perché il registro abbia una sua validità intrinseca e
un supporto scientifico.
Ritengo che la scelta dell'Assessore di valutare il lavoro
finora svolto, di capire se la popolazione monitorata attualmente
sia sufficientemente rappresentativa della popolazione
complessiva della Regione Sicilia, ci consentirebbe di costruire
un modello che abbia basi scientifiche vere senza per questo
eliminare l'esistente né richiederne altri. Occorre, quindi,
questo approfondimento che l'Assessore potrà fare con serenità
che deve essere un approfondimento tecnico e sanitario che non
può essere lasciato alle decisioni della politica.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo tutti
gli interventi svolti in Aula perché arricchiscono la
discussione, ma mi viene da chiedere se forse in questo
Parlamento non ci sono troppi medici e, quindi, a volte anche
troppe contraddizioni.
Infatti, se da una parte l'Assessore per la sanità afferma,
così come ha affermato poco fa, che vi sono registri di tumori in
alcune province che funzionano bene..
BARBAGALLO. Onorevole Galvagno, si deve fare seguire dall'Aula.
GALVAGNO. Se vogliono farlo, viceversa parlo per la storia, non
è la prima volta perché qui qualcuno interviene cento volte,
parlando solo per il resoconto stenografico.
Mi chiedevo come possa essere possibile mettere in dubbio la
validità di un monitoraggio serio in tutta la Sicilia e
respingere l'emendamento dell'onorevole Tumino che,
sostanzialmente, prevedeva di creare un solo registro.
Presidente Cuffaro, di bilanci ne ho fatti ventotto, certamente
non alla Regione, ma in altri enti e quando volevo approfondire
un argomento lo rinviavo e veniva approfondito.
Mi chiedo, quindi, come sia possibile che in sei province sia
stato istituito il Registro e lo stesso manca solo ad Enna,
Agrigento e Caltanissetta. Ad Enna, tra l'altro, ci sono
emergenze legate non solo a Pasquasia per le scorie radioattive,
ma anche a Nissoria per la bonifica della Nissometal, ma
soprattutto c'è una forte richiesta che viene dal territorio.
Quindi, o si ritiene utile che vengano istituiti in tutta la
Sicilia, o viceversa che vengano aboliti tutti.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo a
favore o contro l'emendamento, ma solo per far notare,
approfittando dell'occasione, che il Parlamento si interessa più
degli effetti che delle cause dei fenomeni.
Qui non si tratta di discutere se è opportuno ampliare o meno
il numero dei registri dei tumori poiché tale registro è
propedeutico per lo studio e per l'intervento sulle cause dei
tumori. Pertanto, è indispensabile in quelle province dove
l'incidenza dei tumori è tale che il registro dei tumori potrebbe
indurre, su base scientifica, a una inversione di tendenza in
ordine alla politica ambientale e sanitaria - e non solo - del
Governo regionale e dello Stato.
Chiunque abbia seguito l'allarme internazionale in ordine alla
problematica ambientale anche per i riverberi di carattere
economico e finanziario, capirà il senso del mio intervento.
Il problema non è contare quanti siano i tumori o portare nella
propria provincia il registro dei tumori, la questione è
impiantare una politica che eviti l'insorgenza dei tumori e come
al solito il nostro Parlamento - l'ho detto mille volte e
qualche collega si è anche offeso - è sempre più cimitero di
elefanti', assolutamente estromesso dalle decisioni importanti a
favore di dimensioni che si decidono in ordine alla politica del
territorio e si diverte a discutere un po' di fatti legati agli
effetti piuttosto che ad approfondire le cause. E questa è
un'ulteriore dimostrazione dell'assunto.
ZAPPULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAPPULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
preoccupato per la discussione di questo emendamento. E spiego il
perché.
Non vorrei, come nella peggiore delle tradizioni politiche, che
si vada alla ricerca di una sorta di mediazione che per fare
tutti contenti, si istituisca un registro dei tumori per ogni
provincia.
Non ho nulla contro le richieste avanzate dai colleghi, ma
denuncio il fatto che i registri dei tumori, lì già dove sono
stati istituiti, non funzionano, c'è un problema di strutture,
di servizi, di risorse.
Considerato che il registro dei tumori dovrebbe avere la
funzione già esplicata dall'onorevole Ortisi, ossia di studio, di
analisi, di elaborazione, di prevenzione, bisogna mettere tutte
le province nelle condizioni di funzionare.
Non sono favorevole nel trovare un'altra mediazione che
potrebbe essere quella di istituire un registro di coordinamento
in tutta la provincia.
Guardate che il registro dei tumori non è un gioco né un
qualcosa che si può spendere elettoralmente a livello
provinciale. Si sta parlando di questioni terribilmente serie ed
in modo serio vanno affrontate.
Facciamo funzionare, quindi, questi registri per ciò che sono
ovvero per centri di studio, centri di ricerca, centri di analisi
e di elaborazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, questo argomento è tra quelli più
scottanti e le dico anche il motivo.
Lei sa che in provincia di Messina, Milazzo, San Filippo del
Mela e tutta quella zona, per un'omissione di alcuni accorgimenti
e di un piano serio, vi è stata una mortalità che è decuplicata
rispetto alla norma.
Pertanto, non si può sostenere che il Governo sia contrario e
trattare questo tema come raccomandazione, perché la questione è
seria e consiste nel fare funzionare questi registri tumori,
anche dal punto di vista statistico. Se è vero che vi è un
aumento pauroso, vertiginoso delle morti per determinate
malattie, nel contempo non si riesce ad individuare quante sono
statisticamente e quali sono.
Quindi, mi preoccuperei - così come diceva il collega che mi ha
preceduto - di fare funzionare bene questo registro perché possa
essere d'ausilio a capire e prevenire le cause che portano a
queste morti, ormai numerose, al di là del problema
campanilistico. Se serve istituiamolo dappertutto, ma ancor
prima mettiamo in funzione quelli che sono i principi
ispiratori di questo Registro, altrimenti diventa un'araba
fenice: che tutti dicono che c'è, ma nessuno sa dov'è
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia proposta
è di tipo operativo, considerato che la questione è stata sempre
oggetto di discussione perché ogni provincia ha atteso ad avere
il proprio centro per la raccolta dei dati sui tumori.
Personalmente, condivido l'impostazione dell'emendamento
dell'onorevole Tumino e penso che, all'interno di una rinnovata
attenzione sull'osservatorio epidemiologico regionale, sia
ragionevole formalizzare un coordinamento regionale, un centro
che faccia riferimento alle ASL per la raccolta dei dati sul
fenomeno dei tumori.
Vorrei chiedere, quindi, di accogliere l'impegno del Governo e
del professore Lagalla di realizzare un centro regionale per la
raccolta di dati epidemiologici sui tumori.
Se il Parlamento vuole affrontare un tema così serio, si deve
procedere in tal senso, altrimenti si innesca un meccanismo che
non è utile e a nessuno e non ci onore di fronte ai cittadini che
ascoltano questo dibattito.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
approfondire l'argomento trattato sotto due aspetti. Il primo
riguarda il piano politico, anche perché sono molti i
parlamentari della maggioranza che presentano emendamenti.
Signor Presidente, chiedo scusa, lo so, l'onorevole Leanza è il
mio capo delegazione
CUFFARO, presidente della Regione. Stiamo esagerando con
l'autonomia.
DI MAURO. Lo capisco. Signor Presidente, io credo che rispetto
alla direttiva di marcia che ci eravamo dati all'inizio del
dibattito, per questa finanziaria, credo che cammin facendo si
vada derogando.
Non voglio discutere se si tratta di cose importanti o meno,
però credo che le indicazioni che i partiti di maggioranza si
erano dati a proposito di questa finanziaria, e cioè che non
venissero presentati emendamenti e discussi da parte dei deputati
dei quattro partiti, credo sia stata una cosa buona e giusta e
che abbia determinato un'accelerazione del percorso della
finanziaria. La seconda, credo per ragioni di opportunità, come
qualcuno che mi ha preceduto, a proposito del Centro tumori, di
quello che si vorrebbe fare con questo emendamento, ritengo che
per quanto riguarda Agrigento, sia un po' fuor di luogo, almeno
in questo momento, agire per creare una istituzione di questo
tipo, perché, come forse non molti sanno, ad Agrigento ed in
provincia non esiste in questo momento un polo oncologico, né una
struttura oncologica, essa è stata recentemente autorizzata con
la copertura di spesa da parte dell'Assessore regionale per la
sanità, per cui credo che a breve saranno attivate le procedure
per istituirla.
Pertanto, vorrei che l'Assessore per la sanità per quanto
riguarda Agrigento - se vogliamo fare cose serie in questo
Parlamento e che siano utili per la collettività - assuma
l'impegno che non appena questa struttura si avvierà, nel caso in
cui le altre province dovessero trovarsi nelle condizioni di
avere un proprio registro, anche Agrigento, ovviamente, non può
restarne fuori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.21.
TUMINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Calanna,
Culicchia,
Di Guardo, Galletti, Lombardo, Ortisi, Ruggirello e Speziale)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.21
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto
dell'emendamento 12.21.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole vota verde;
chi è contrario vota rosso; chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borsellino, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo,
Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,
De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso,
Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Oddo Camillo, Oddo Salvatore,
Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Termine, Terrana, Tumino,
Turano, Vicari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Si astengono: Laccoto, Villari.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti .83
Maggioranza 42
Favorevoli 31
Contrari 50
Astenuti . 2
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
dagli onorevoli Panepinto e Barbagallo:
-subemendamento 12.21.1:
«Al comma 30 dell'art. 12, dopo la parola Trapani' aggiungere
le parole è istituito il Registro tumori nelle province di Enna,
Caltanissetta, Agrigento'»;
dall'onorevole Cimino:
-subemendamento 12.21.2: «Istituire al comma 30 anche
Agrigento».
Pongo in votazione il subemendamento 12.21.1, che assorbe
l'emendamento 12.21.2, in quanto la provincia di Agrigento è già
contenuta nell'emendamento 12.21.1.
Si passa all'emendamento 12.21.1.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il
subemendamento che stiamo votando è un emendamento collegato con
l'emendamento 12.21 che abbiamo appena bocciato.
Se è collegato al 12.21, l'emendamento decade.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, i subemendamenti che sono
12.21.1 e 12.21.2, in effetti, sono collegati all'articolo 12..
CUFFARO, presidente della Regione. Ma il subemendamento è
modificativo.
PRESIDENTE. Ma è modificativo dell'articolo, non
dell'emendamento. Non è - ripeto - modificativo dell'emendamento,
è modificativo dell'articolo, onorevole Presidente.
CUFFARO, presidente della Regione. Ma è presentato
all'emendamento.
PRESIDENTE. E' scritto modificativo dell'emendamento 12.21, ma,
in effetti, modifica il comma 30 dell'articolo 12.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per richiamo al Regolamento
ORTISI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, la Presidenza non ha certamente
bisogno del mio appoggio, però si tratta di due argomenti che,
sul piano procedurale, vanno classificati come diversi. Non è
vero che la bocciatura della riconduzione di tutti i registri
tumori delle province ad un'unica centrale operativa escluda la
possibilità di aggiungere ai registri tumori esistenti altri
registri tumori da esprimere in altre province, per cui, credo
che il Regolamento interno non solo preveda, ma imponga, in
questo caso, un'ulteriore votazione.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 389/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarire: il subemendamento
12.2.1 degli onorevoli Panepinto e Barbagallo aggiunge le
province di Agrigento, Enna e Caltanissetta', mentre il
subemendamento 12..21.1 aggiunge solo la provincia di
Agrigento'. Pertanto, questi due subemendamenti sono modificativi
del comma 30, e non decadono in quanto sono ad esso correlati al
comma 30 e non all'emendamento dell'onorevole Tumino. E quindi,
si possono porre in votazione.
Il subemendamento 12.21.2 viene assorbito dal 12.21.1.
ORTISI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Borsellino, Cantafia, Di Guardo, Gucciardi, La
Manna,
Oddo Camillo, Panarello, Speziale e Zappulla si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.21.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di votazione per scrutinio
segreto appoggiata a termini di Regolamento, indico la votazione
per scrutinio segreto dell'emendamento 12.21.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il
pulsante verde, chi vota no preme il pulsante roso, chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borsellino, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo,
Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,
De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso,
Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Oddo Camillo, Oddo Salvatore,
Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Terrana, Tumino,
Turano, Vicari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Si astengono: Villari.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti: 84
Votanti: 83
Maggioranza: 42
Favorevoli: 37
Contrari: 45
Astenuto 1
(Non è approvato)
L'emendamento 12.21.2 è superato.
Si passa all'emendamento 12.26, a firma dell'onorevole
Gucciardi.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione
l'onorevole Cracolici, noi abbiamo semplicemente riprodotto una
norma che era nella prima stesura del ddl n. 389.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.22 a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 12.22 è
coerente con il 12.19 che è stato accantonato, riguarda le
competenze dell'Osservatorio e dell'Ispettorato.
LAGALLA , assessore per la sanità. Chiedo l'accantonamento
dell'emendamento 12.22.
PRESIDENTE. Così resta stabilito.
Si passa all'emendamento 12.29, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, assieme ad altri che seguiranno, è un tentativo,
seppur timido, di provare a mettere le mani in quello che io ho
definito la corrente elettrica'; cioè, se vogliamo affrontare i
nodi strutturali del disavanzo della spesa sanitaria uno degli
elementi, ad esempio, da trattare è quello della vicenda della
spesa farmaceutica.
Che cosa stabilisce questo emendamento? Stabilisce che
l'Assessore per la sanità individui con decreto quei farmaci le
cui molecole, che sono sei o sette, sono tali, con l'acquisizione
diretta da parte delle aziende sanitarie, e con l'acquisizione
diretta da far risparmiare al sistema il 50 per cento rispetto al
costo del farmaco.
Vorrei ricordare che questo tipo di farmaco incide rispetto
alla distribuzione complessiva della farmacologia in Sicilia per
circa 300 milioni di euro. La somministrazione diretta, cioè la
possibilità che le aziende acquistino direttamente il farmaco e
lo distribuiscano direttamente ai pazienti, comporterebbe una
riduzione di circa 150 milioni di euro.
Questo è un primo tassello ed una prima modalità operativa per
far risparmiare al nostro sistema.
Mi auguro che il Governo, che dichiara di voler contenere i
costi della sanità, approvi questa norma che è una norma concreta
di contenimento dei costi.
Certo qualcuno pagherà un prezzo, in questo caso le farmacie,
che saranno private della somministrazione attraverso il sistema
sanitario regionale di questi farmaci, tuttavia, credo che in
questo momento sia prioritario per la sanità siciliana il
risparmio della distribuzione dei farmaci.
Chiedo pertanto al Governo di dare dimostrazione concreta di
voler risparmiare nel sistema sanitario.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è uno
dei casi nei quali non si può non essere d'accordo, onorevole
Cracolici.
Del resto anche in Commissione sanità abbiamo evidenziato come
questa misura rientri fra quelle che vanno nella direzione di un
contenimento della spesa sanitaria e della spesa farmaceutica.
Pertanto, l'acquisto di primo livello da parte delle aziende
sanitarie che procederanno direttamente alla distribuzione dei
farmaci rientra sicuramente in questo contesto.
Per cui il mio voto è favorevole.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono
abituato a navigare a vista, per cui chiedo alla Presidenza prima
che avvengano fatti incresciosi di comprendere quali sono i
lavori, se c'è una seduta no stop, se c'è la necessità di
arrivare ad un certo punto e fermarsi. Perchè? Perchè sta
diventando facile. Abbiamo l'esercizio provvisorio pronto, quindi
non ci sono problemi, abbiamo già approvato il bilancio, stiamo
cercando di approvare anche la legge finanziaria, tuttavia, non
possiamo fermarci sul registro dei tumori per un'ora e venti
minuti
Io capisco che c'è una minoranza insistente che vuole andare
avanti, senza fare ostruzionismo, è legittimo, però ad un certo
punto potrà dire: ora è tardi e me ne vado; può darsi pure che
ciò lo concordi prima con qualcuno che in questa Assemblea ha più
potere di quanto possa averne io, e quindi alcuni sanno che alle
ore 22.00 decideranno di andare via qualunque sia il punto in
sui si è arrivati. A qualunque punto si sia arrivati alle ore
22.00 - ripeto, mi è stato riferito - se ne andranno Ora, o la
Presidenza tale orario lo notifica ufficialmente, in modo che
tutti ci si regoli di conseguenza, ovvero viene stabilito di
continuare e ognuno di noi sa comunque come atteggiarsi.
Io, per esempio, ho la febbre alta e volevo capire se debbo
continuare a restare qui oppure no. Perchè se debbo continuare a
stare qui per sentire che il Registro dei tumori è stato assolto
in modo dignitoso, per carità, se n'è parlato per un'ora e
venticinque minuti, comprendo le ragioni di una certa parte
dell'Aula, non comprendo le ragioni dell'altra parte nel
proseguire con interventi tesi a ritardare come se questo fosse
il nostro obiettivo principale
Pertanto, siccome sono convinto che poi non basterà approvare
solo l'esercizio provvisorio per pagare gli stipendi, ogni ora
che passa, ogni giorno che passa si allargherà la platea dei
pretendenti perpetrando così uno stato di grande disagio poiché
non si sa più quale sarà la fine dei lavori, una soluzione
potrebbe essere invece quella di dire che abbiamo ancora da
esaminare gli articoli 20 e 22, ci fermiamo a questi, a costo di
giungere fino alle ore 7.00 del mattino, però, facciamo questi
due e vedrete che nel giro di mezz'ora ce ne andiamo; viceversa,
se non si stabilisce l'ora della chiusura dei lavori o gli
argomenti che devono essere discussi entro stasera, signor
Presidente, non riusciremo ad andare avanti con speditezza, ci
fermeremo sulle piccolezze e rischiamo di farci sfuggire magari
le cose più importanti
Pertanto, desidererei avere una precisa e puntuale risposta da
parte della Presidenza per comprendere quale tipo di lavoro va
ancora fatto anche se io propongo di fare il non-stop per
chiuderla stanotte questa vicenda immonda.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io capisco le ragioni dell'onorevole Cintola
d'altronde...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sta parlando il Presidente
della Regione.
CUFFARO, presidente della Regione il lavoro che stiamo facendo
è un lavoro utile nel senso che, come i colleghi parlamentari
credo abbiano avuto modo di constatare, il Governo ha accettato
di buon grado tutte le riflessioni e la possibilità di migliorare
questo disegno di legge, non ci sono stati pregiudizi
nell'accettare utili correttivi al testo del Governo. Io credo
che se il Parlamento potesse concludere il testo esitato dalla
Commissione, d'altronde restano da esaminare gli articoli 12 e
20, per quel che ci riguarda, non abbiamo nulla in contrario a
ricominciare domani mattina.
A quel punto rimarrebbero soltanto gli emendamenti aggiuntivi e
le tabelle così, credo, che ognuno possa sapere quale sarà il
programma dei prossimi minuti, speriamo.
PRESIDENTE. Grazie Presidente per la sua disponibilità, ma la
Presidenza aveva già confermato, anche in via ufficiosa, che si
sarebbe proceduto per completare il testo...
CINTOLA. In via ufficiosa da chi?
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, perché si agita?
CINTOLA. Perché sono stanco di sentirmi dire che la seduta sta
finendo e non finisce mai.
PRESIDENTE. Ma cosa è successo oggi, onorevole Cintola, non ho
capito? Siamo andati avanti regolarmente, abbiamo discusso, non
spetta a lei sindacare gli interventi e su che cosa si interviene
da parte dei colleghi, non vedo cosa sia successo di così grave,
ci siamo dati anche un orario, quindi, si calmi ora.
CINTOLA. Quando finiamo allora?
PRESIDENTE. Appena finiremo di esaminare gli articoli 12 e 20,
come ho già riferito poc'anzi. Non si tratta di argomenti più o
meno importanti, anche il Registro dei tumori merita due ore di
discussione, non lo decide lei cosa è importante...
CINTOLA. Lo decide lei?
PRESIDENTE. No, lo decidono i deputati, non lo decide lei,
onorevole Cintola, lei offende tutti i colleghi che sono
intervenuti sul registro dei tumori e ho il dovere di difenderli,
onorevole Cintola.
CINTOLA. Non faccia tragedie.
PRESIDENTE. No, le tragedie le fa solo lei, la prego...
CINTOLA. Le tragedie le fa lei. E' una vergogna quello che sta
dicendo.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola si moderi.
CINTOLA. Si calmi pure lei.
PRESIDENTE. Io sono calmissimo glielo garantisco.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 389/A
PRESIDENTE. Si riprende dall'emendamento 12.29, a firma
dell'onorevole Cracolici.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, i tre emendamenti contrassegnati con i numeri 12.29,
12.30 e 12.31, presentati dall'onorevole Cracolici, e con
particolare riferimento al 12.29, vanno nella linea della ipotesi
di contenimento della spesa farmaceutica. Tuttavia, pur essendo
in linea generale favorevole e rimettendomi comunque al giudizio
dell'Aula, vi sarebbe, comunque, da approfondire sia le
specifiche patologie sia quelle ad alto rischio di vita, proprio
per il dato che siano ad alto rischio di vita, si correrebbe il
rischio di privare, su tutto il territorio, la popolazione di
presidi medicinali fondamentali.
Proprio dunque per evitare che sull'altare di una buona ipotesi
di lavoro di tipo farmaco-economico, si arrivi poi ad una
negatività di ordine assistenziale, non mi sento di esprimere un
parere favorevole.
La distribuzione diretta ad opera delle Aziende sanitarie
avviene in alcune regioni d'Italia, limitatamente ai farmaci del
cosiddetto PHT, cioè ai farmaci contenuti in un apposito elenco
di farmaci per patologie rare e non comuni e ad alto costo.
Il problema è che in molte altre Regioni, tra queste vi è la
Sicilia, la distribuzione dei farmaci PHT avviene in forza di una
convenzione in cui l'acquisto avviene direttamente da parte delle
Aziende sanitarie e la distribuzione avviene da parte delle
farmacie, riconoscendo un aggio alle stesse sul prezzo scontato
della confezione ospedaliera.
In questo modo operiamo in Sicilia; abbiamo rinegoziato
l'accordo ed ottenuto un risparmio ulteriore del 32 per cento
sulle condizioni esistenti con Federfarma. Qui, quello che mi
preoccupa sotto il profilo tecnico, è il riferimento non tanto
alle specifiche patologie, quanto al concetto dell'alto rischio
di vita.
Vorrei evitare che un cittadino di Valledolmo o di qualunque
altro paese dove non c'è la farmacia dell'Azienda ospedaliera
potesse incorrere, per una volontà di risparmio a tutti i costi,
di venire privato di un servizio sanitario fondamentale.
Ecco perché sono a favore, sotto il profilo economico, ma ho
resistenze e perplessità sotto il profilo assistenziale. Mi
rimetto pertanto alla valutazione dell'Aula.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a titolo
personale, sono contrario a questi tre emendamenti per due ordini
di motivi: il primo è di tipo esperienziale perché quando i
pannoloni furono centralizzati nella distribuzione - pensate alla
provincia come quella di Messina con centonove Comuni - o anche
nella mia Siracusa - la fruizione da parte del cittadino fu
peggiorata perché il presidio farmaceutico nella cittadina più
lontana dal capoluogo veniva penalizzata in maniera incredibile.
Se questo discorso si proietta nel campo della distribuzione di
medicinali salvavita, pensate a che cosa possiamo andare
incontro A parte l'alea di incostituzionalità del provvedimento
perché entrerebbe nei meccanismi del diritto di una categoria di
esplicitare le funzioni a cui la categoria medesima è proposta.
Personalmente, quindi, sono contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, devo dire che il ragionamento che ha proposto
l'Assessore mi preoccuperebbe se lo ascoltassi dalla prospettiva
di un cittadino di Valledolmo piuttosto che di Isnello. Di
fronte ad un farmaco salvavita o, comunque, di fronte ad una
patologia ad alto rischio di vita non posso avere la garanzia di
trovare immediatamente e subito il farmaco. Pertanto, se il
concetto è che questo emendamento mette a rischio la possibilità
di accesso ai farmaci, per primo io non solamente mi rimetto
all'Aula ma addirittura lo ritiro Ma non è così.
La vicenda della convenzione del farmaco PHT nasce sulla base
di un decreto che fu fatto dal Ministro per la sanità, credo che
fosse il ministro Sirchia. L'assessore Cittadini, a quel tempo,
emise un decreto che aveva anche questo obiettivo: e cioè la
somministrazione di farmaci per nuove molecole attraverso quel
metodo che proponeva l'Assessore che vorrei ricordare. Qui, non è
che si propone che i siciliani andranno a Piazza Ottavio Ziino a
ritirare il farmaco; qui si propone un'altra cosa: che le
Aziende gestiscano l'acquisto centralizzato, le modalità di
somministrazione con il decreto possono essere applicate
dall'Assessore anche in una condizione che inevitabilmente ha
bisogno di una capacità di garantire il paziente e il cittadino.
Ci mancherebbe.
LAGALLA, assessore per la sanità. Ma non è diretta.
CRACOLICI. Perché non è diretta?
La modalità di gestione di somministrazione diretta non è solo
data..... Lei sa che in Sicilia non abbiamo farmacie pubbliche.
LAGALLA, assessore per la sanità. Abbiamo le farmacie negli
ospedali.
CRACOLICI. Le farmacie ospedaliere e sanitarie. Ma la modalità
con le quali somministriamo i farmaci PHT è di tipo diretta, ci
avvaliamo...
LAGALLA, assessore per la sanità. Si chiama in nome e per
conto .
CRACOLICI. ci avvaliamo delle farmacie, le quali, di fatto,
fanno il magazzino del farmaco. Questa modalità potrebbe
benissimo essere estesa anche a questo tipo di farmaci ma la
gestione del decreto qui rinvia.
Nessuno si illuda che, con legge, stabiliamo il modo in cui
distribuire un farmaco; si affida all'Assessore, cioè alla
struttura tecnica, la modalità operativa di raggiungere
l'obiettivo.
Quello che vogliamo è trasmettere, in Sicilia, il messaggio che
rimandiamo alla modalità di organizzazione della prescrizione e
della somministrazione del farmaco che, oggi, non è affidata ad
alcuno. Pensiamo infatti che questa sia la modalità giusta, fermo
restando che nessuno di noi, né tanto meno la parte politica che
rappresento, pensa di fare qualcosa che danneggi il cittadino.
Penso che la modalità da lei proposta, onorevole Assessore,
senza bisogno di rinviare il giudizio dell'Aula, ma assumendola
come Governo, possa essere già una modalità operativa che
consentirà di avere il farmaco nelle farmacie ma, nello stesso
tempo, consentirà di avere una gestione di acquisto centralizzato
per l'abbattimento dei costi di intermediazione che oggi gravano
sul farmaco.
Questo è un modo concreto di porre la questione.
Se il Governo è d'accordo, possiamo perfino aggiungere che, con
decreto dell'Assessore, si garantisce anche la somministrazione
attraverso le farmacie ...
LAGALLA, assessore per la sanità. Onorevole Cracolici, mi
scusi, non vorrei apparire pedante rispetto al tema ma si tratta
di temi di estrema delicatezza.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, le chiedo scusa ma non le ho
dato la parola. Ci sono altri oratori iscritti a parlare.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà, a
meno che l'onorevole Assessore non possa fornire ulteriori
chiarimenti.
LAGALLA, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per la sanità. Signor Presidente, le chiedo
scusa, ma il problema era proprio quello di fornire un
chiarimento tecnico prima di avvitarci in una discussione
eccessiva.
L'emendamento che viene posto all'attenzione ed alla
valutazione dell'Aula parla di distribuzione diretta dei farmaci.
Per definizione, la distribuzione diretta di farmaci è una
distribuzione che avviene da parte delle farmacie, delle aziende
ospedaliere e dei distretti sanitari.
Abbiamo un'altra modalità di distribuzione che è prevista con
acquisto di farmaci da parte delle aziende sanitarie e la
distribuzione alle farmacie. Tale modalità si chiama in nome e
per conto ed attiene a una specifica tabella: i farmaci PHT
previsti dal noto decreto Sirchia, oggetto di trattativa con le
rappresentanze dei farmacisti.
Ciò è avvenuto con un ulteriore risparmio per la Regione.
E' chiaro che se normiamo ed alla distribuzione diretta
sostituiamo in nome e per conto , ciò deve essere concordato con
la rappresentanza delle farmacie. E' ovvio infatti che non
possiamo imporre la distribuzione in nome e per conto di
farmaci che non rientrano nel nomenclatore PHT
Mi sembra, che, alla fine, la ricaduta pratica, operativa
dell'emendamento, di eccellente intuizione rispetto ai risparmi,
tende a devalorizzarsi. Questa è la mia idea.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho molto
da aggiungere alle considerazioni esposte dall'onorevole
Cracolici. L'apprezzamento espresso dall'Assessore, credo faccia
giustizia circa qualunque altra perplessità.
Resta la questione della distribuzione. Onorevole Assessore, si
trovi una formulazione, che, tenuto conto dei contenuti
dell'emendamento, determini la possibilità di renderlo
praticabile.
Presenti lei stesso un subemendamento che agevoli questo
percorso.
E' del tutto evidente - lo dico all'onorevole Ortisi - che non
si possono penalizzare i cittadini delle zone periferiche, ma è
anche evidente che siamo in presenza di una proposta.
L'apprezzamento dell'Assessore credo che discenda da questo. Il
Capogruppo dei Democratici di Sinistra, di uno dei Gruppi
dell'opposizione, proponga quindi uno strumento concreto per
abbattere una delle voci più consistenti che determinano la spesa
sanitaria ed il disavanzo sanitario in Sicilia. Si tratta di
questo e mi auguro che l'Assessore ed il Presidente della
Regione, che hanno molta competenza in materia, trovino il modo
perché ciò si concretizzi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo, per le
considerazioni fatte sia dall'Assessore sia dall'onorevole
Ortisi, che la materia esuli dalla competenza di quest'Aula; tra
l'altro, cade in un momento in cui l'Assessore ha già dismesso la
convenzione del PHT, che crea notevoli problemi nella
contrattazione con le associazioni di categoria.
Non è facile trattare un tema così delicato con un emendamento.
Come spesso avviene, al di là delle ispirazioni, ci sono delle
considerazioni pratiche della questione che esulano anche dalla
formulazione.
Ricordava il Presidente della Regione - se non ho capito male -
che non tutte le farmacie accettano questo tipo di accordo. In
alcuni comuni, ad esempio, a Floresta o in altri comuni isolati,
potremmo non ritrovarci questi farmaci salvavita.
Mi diceva poco fa un collega - ed ho apprezzato la battuta -
che dobbiamo evitare gli sprechi, ma non togliere i servizi.Gli
sprechi nella sanità - l'abbiamo detto più volte - non sono
costituiti da questi farmaci salvavita ma sappiamo tutti cosa
riguardano. Andiamo a mettere il bisturi, ad affondarlo là dove
vi è veramente spreco
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rappresentare anche a questo Gruppo - senza pretese di
tuttologia - che credo che vi sia un po' di confusione in questa
materia. Intanto i presidi ospedalieri delle Aziende territoriali
provvedono già alla distribuzione diretta di quasi tutti i
medicinali salvavita, considerato che distribuiscono i medicinali
della tabella H o perchè distribuiscono la epoetina, la
somatropina e quasi tutti i medicinali oncologici. Resterebbero
fuori soltanto gli emoderivati che, per quello che mi dicono i
farmacisti ospedalieri, sono di difficilissima distribuzione: 1)
perchè comporterebbero un sistema di refrigerazione
imponentissima e costosissima; 2) perchè abbisognerebbero di un
potenziamento del personale non soltanto farmaceutico ma
soprattutto di addetti al deposito, e nessuno degli attuali
presidi ospedalieri è in grado, in questo momento, e soprattutto
con le limitazioni esistenti, di fare fronte ad emergenze di
questo genere.
Ciò comporterebbe un aumento del personale che possibilmente
andrebbe ad annullare il guadagno sul risparmio della spesa
farmaceutica.
Se queste cose sono vere, devo evidenziare che si tratta di un
tema molto suggestivo perchè affrontiamo apparentemente un
problema di risparmio della spesa sanitaria che, in pratica,
sostanzialmente, non c'è. I presidi ospedalieri, infatti,
mostrano difficoltà ad adempiere alle previsioni dell'ultima
circolare emanata dall'Assessorato della sanità che estende la
possibilità di acquisto diretto delle case farmaceutiche per poi
consentire la distribuzione alle farmacie. Non si
tratta soltanto di un problema di accordo con le associazioni di
farmacisti, ma vi è anche il problema del trasporto e della
razionalizzazione del sistema.
Allora, se vogliamo essere sinceri con noi stessi, se vogliamo
affrontare il tema del risparmio della spesa farmaceutica,
dobbiamo andare a controllare il sistema di reversione delle
ricette da parte dei medici generici e non certamente nell'ambito
degli impegni, dei presidi ospedalieri e delle farmacie.
Ritengo, quindi, di poter tranquillamente esprimere, senza fare
suggestivi discorsi, il mio voto - e ritengo anche del mio Gruppo
- contrario a questo emendamento.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che su questo argomento gli interventi di tutti i
Gruppi abbiano dimostrato quanto sia importante e come le
riflessioni fatte vadano tutte nell'indirizzo di un risparmio ma,
contestualmente, nel non fare venire meno la possibilità di avere
pronto uso i farmaci, soprattutto quelli salvavita e ad alto
rischio.
Signor Presidente, non credo che la soluzione di questo
problema possa essere affidata ad un semplice emendamento. E'
difficile, infatti, che si possa accettare la distribuzione
diretta, considerato che non siamo tecnicamente organizzati ad
effettuare una distribuzione. Non vi è, infatti, una farmacia
comunale in ogni comune - come avviene invece in altre Regioni
ove esiste la distribuzione diretta - e non possiamo imporre per
legge alle farmacie presenti nei vari comuni di accettare
obbligatoriamente una convenzione con l'Assessorato regionale
della Sanità, anche se volessimo emendare e riscrivere
l'emendamento, onorevole Cracolici.
L'unica cosa che, teoricamente, potremmo fare - ma,
onestamente, non so se abbiamo in tal senso potestà legislativa -
è di aumentare con legge approvata da quest'Aula il numero e la
qualità dei farmaci inseriti nella cosiddetta lista PHT.
Ho forti dubbi sul fatto che si possa fare ciò e ritengo
complicato legiferare in tal senso.
Chiedo all'onorevole Cracolici di ritirare l'emendamento perchè
non faremmo cosa utile né ad un'iniziativa di risparmio economico
né, soprattutto, ai nostri cittadini. Alla fine
dell'organizzazione, rimarrebbero, infatti, molti comuni non
serviti.
Il Governo ci rifletterà e tenterà di comprendere, in termini
legislativi, se si può intervenire o addirittura se ciò può
essere fatto con decreto, tentando di incrementare la lista PHT o
trovando un accordo con l'Associazione delle farmacie per
comprendere se vi è la disponibilità a distribuire altri farmaci,
anche se ritengo che ciò sia difficile. Non si può, con
un'iniziativa legislativa, procedere all'imposizione di un
obbligo, visto che ciò, tecnicamente, non è possibile.
Chiedo, dunque, all'onorevole Cracolici di farsi carico,
responsabilmente, del fatto che il problema non è di facile
soluzione e di ritirare, quindi, l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vuole mantenere l'emendamento
o lo ritira?
CRACOLICI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti subemendamenti:
dagli onorevoli Cracolici e Di Benedetto:
subemendamento12.29.1:
«Dopo le parole alla distribuzione' sopprimere la parola
diretta' ed aggiungere le parole anche tramite convenzione con
le farmacie'»;
dagli onorevoli Ballistreri ed altri:
subemendamento12.40:
«Le ASL provvedono altresì alle autorizzazioni ed al
monitoraggio delle cosiddette parafarmacie'».
Si passa al subemendamento 12.29.1.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 12.40.
BALLISTRERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLISTRERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, com'è noto,
nel Paese si diffonde l'istituto delle cosiddette parafarmacie',
che sono dei presidi dove si vendono i farmaci da banco, i
farmaci di primo intervento e che stanno consentendo già adesso
una consistente diminuzione della spesa farmaceutica a carico
degli utenti venendo incontro alle loro esigenze di consumatori.
E' in corso, in Italia, un processo di liberalizzazione - vi è
un dibattito aperto - e credo che bisogna assecondare questo
trend e questa spinta che va nella direzione di aiutare
soprattutto le famiglie più bisognose.
Sotto questo profilo, credo che la nostra Regione non possa
muoversi in difformità da quanto sta avvenendo, sul terreno
legislativo ed amministrativo, nel resto del Paese.
Nelle altre Regioni a Statuto speciale, le cosiddette
parafarmacie' sono sottoposte alla disciplina, al controllo e al
monitoraggio delle aziende sanitarie locali.
Non si capisce perché, soltanto in Sicilia, esse sono poste
sotto il controllo e la vigilanza dell'Ordine dei farmacisti,
determinando così - è chiaro - una sorta di freno corporativo a
questo processo di liberalizzazione e di riduzione di costi per
l'utenza.
Il subemendamento va nella direzione di ripristinare, anche
nella nostra Sicilia, una tendenza che è quella in corso nel
resto d'Italia.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.29, dell'onorevole Cracolici..
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Cantafia, Di Benedetto, Di Guardo,
Manzullo, Panarello, Panepinto, Oddo Camillo e Vitrano si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.29
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.29.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Aulicino, Ballistreri, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borsellino, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cimino, Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Cristaudo,
Cuffaro, Culicchia, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Benedictis,
De Luca, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Falzone, Fleres, Formica, Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni,
Granata, Gucciardi, Laccoto, La Manna, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Leontini, Limoli, Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso,
Maniscalco, Manzullo, Misuraca, Oddo Camillo, Oddo Salvatore,
Ortisi, Pagano, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese,
Ragusa, Regina, Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello,
Savarino, Savona, Scoma, Speziale, Stancanelli, Terrana, Tumino,
Turano, Vicari, Vitrano, Zago, Zangara, Zappulla.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 75
Votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 40
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.30, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore dei
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.31, dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo due
concezioni del governo del sistema diverse.
Onorevole Presidente, non faccia terrorismo. Lei non vuole
rendersi conto che il problema del governo del sistema sanitario
non lo si affronta facendo delle prediche, ma provando a metterci
le mani Quello della budgettizzazione dei prescrittori è un
grande tema.
Lei non deve guardare a questo emendamento in maniera singola,
ma deve vederlo nell'insieme. Qui si propone, da un lato, la
budgettizzazione e, dall'altro, la figura centrale del medico di
famiglia che diventa un medico fondamentale per l'assistenza al
paziente sia nei confronti del medico specialista - in molti
casi, il medico di famiglia è quasi subordinato al medico
specialista - sia nel rapporto con il sistema ospedaliero, in cui
il medico di famiglia è il centro dell'attività, anche
nell'assistenza post-ricovero.
In un emendamento successivo, si prevede che la diagnosi e la
terapia siano sotto la responsabilità del medico di famiglia e
non del medico ospedaliero che dismette il paziente dal ricovero.
Assistiamo, quindi, in molti casi, al medico ospedaliero che
emette una sua diagnosi ed una sua terapia, al medico specialista
che emette una sua diagnosi ed una sua terapia, al medico di
famiglia che emette una sua diagnosi ed una sua terapia.
Occorre ricondurre ad una forma di unicità il governo del
sistema. Il problema è come vogliamo affrontarlo. Non vi è qui la
logica di impedire la prescrizione, ma di chiamare alla
responsabilità il medico prescrittore, nella logica complessiva
del governo del sistema.
Onorevole Cuffaro, vogliamo dire la verità? Il consumo pro-
capite di farmaci in Sicilia è uno dei più alti in Italia e c'è
un paradosso che voi continuate a nascondere
Vuole far sapere ai siciliani perché, nella provincia di
Agrigento, il consumo pro-capite dei cittadini rispetto alla
spesa farmacologica è quasi il doppio rispetto a quello della
provincia di Ragusa?
E' possibile che a Ragusa si stia meglio rispetto ad Agrigento?
Oppure vi è un problema del sistema che non è sotto controllo,
che non è governato?
Come lo si vuole affrontare tutto questo? Questa è una
modalità. Il Governo ne ha un'altra?
La proponga. Fino ad oggi non l'ha proposta. Ha solo buone
intenzioni.
Tale ipotesi postula: il medico di famiglia è un soggetto
centrale del governo del sistema sanitario, non della
somministrazione di farmaci, della gestione del sistema
sanitario . E' un'ipotesi, è un modello che, in qualche modo,
persegue due obiettivi: ridare dignità professionale al ruolo del
medico di famiglia, molto spesso costretto ad essere prescrittore
di farmaci, e, allo stesso tempo, mettere al centro il medico di
famiglia in un governo responsabile della sanità.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
vuole anticipare anche un giudizio su un altro emendamento - il
successivo l'emendamento A 24 - perchè tutti e due rispondono ad
una logica che ritengo un po' dirigistica, nel senso che non si
tiene conto che esistono altre parti in un sistema complesso come
quello sanitario.
E in questo sistema complesso, le parti sono anche i medici,
gli operatori che devono erogare le prestazioni e che sono anche
rappresentati, hanno dei contratti nazionali. Sicuramente, il
tema posto è importante, è serio e ritengo che il punto di arrivo
sia quello di porre realmente il medico al centro della sanità,
soprattutto il medico di famiglia, nel tentativo di
razionalizzare risorse e di creare quel giusto confronto tra
domanda e offerta, mettendolo al riparo da meccanismi e da
circoli viziosi, quali l'iperprescrizione, i cosiddetti
comparaggi , che sono diffusi come fenomeno deteriore
dell'iperprescrizione.
Il problema, quindi, va posto nel senso che bisognerà produrre,
adeguare, questo sistema. Costruire un modello che abbia come
punto di arrivo i protocolli farmaceutici, prescritti per i
farmaci e i protocolli diagnostici.
A ciò bisognerà giungere costruendo anche un meccanismo che può
essere premiale o di sanzione.
Io non sono per la sanzione tout court; possono essere posti in
essere dei meccanismi premiali che limitano dei fenomeni come
quelli del comparaggio e dell'iperprescrizione.
Il tema è vero perché il medico si appella alla libertà di
coscienza nella prescrizione, quindi, è una variabile
incontrollabile nella prescrizione farmaceutica. E molto del
disavanzo legato alle prescrizioni farmaceutiche è da ricondurre
a tale aspetto. Modello però che va costruito con serietà, con il
confronto fra le parti e non per legge. Altrimenti, l'approccio
sarebbe sbagliato perché non ci consentirebbe quelle
flessibilità che uno strumento più serio, più adeguato - quello
del confronto - può consentirci.
Pur essendo d'accordo, quindi, all'analisi del problema, non
sono d'accordo sulla soluzione.
Ritengo che l'Assessorato debba farsi carico nel costruire
questo modello, che è un modello complesso non ricorrendo alla
norma poiché in tal modo si ingesserebbe e si irrigidirebbe e non
consentirebbe quella elasticità che viene richiesta a questo tipo
di intervento.
MANZULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento forte il
bisogno di intervenire, non per una forma corporativa quale
medico, ma per offrire all'Assemblea una riflessione. Ho la
sensazione, infatti, parlando di sanità, che, involontariamente o
inconsciamente, qualcuno immagini che il soggetto della sanità
siano i medici, sia la politica, trascurando che il vero soggetto
è l'ammalato. La politica e i medici sono strumenti, non sono il
fine della sanità. Il fine è cercare possibilmente coscienze e
coscienza per dare i giusti supporti affinchè l'ammalato possa
guarire nei tempi più brevi possibili.
E la sanità porta già un grave errore, direi gravissimo, già
nella dizione, quando si parla di azienda.
Che senso ha immaginare un' azienda che produce salute? Le
aziende producono macchine; producono qualcosa senza anima. Come
si fa a quantificare? La politica come può permettersi di
quantificare una risposta di salute che rappresenta la vita? Come
si può immaginare, eventualmente, che un'azienda produca se in un
anno facesse più interventi?
Un'azienda produce quando non fa interventi
Il problema è che dobbiamo stabilire che la politica nella
sanità sia uno strumento che deve permettere agli operatori di
dare nei tempi adeguati e con grande professionalità risposte
adeguate.
E siccome gli operatori che sono anche uomini in carne ed ossa,
che espletano la loro funzione in settori dove sia necessaria
anche la vocazione e non soltanto essi svolgono il loro lavoro
perché devono mantenere le loro famiglie - e questo è giusto e
legittimo -, vi possono essere anche delle deviazioni, trovo
stucchevole però immaginare che venga premiato il medico che
risparmi farmaci nella cura del proprio assistito Se il medico
non fa quello che la scienza e la coscienza gli impongono, compie
un atto disonesto e va punito. Il medico non può essere
condizionato nella prescrizione nell'ottica del risparmio. Il
medico ha il dovere - lo prevede anche la legge - del continuo
aggiornamento, di utilizzare le forme che la scienza mette a
disposizione della medicina.
Il medico ha il dovere di utilizzare - lo dice anche la stessa
Costituzione in tema di diritto alla salute - tutti gli
strumenti per dare risposte nella tutela della salute.
Pertanto, immaginare meccanismi di ingessatura o,
eventualmente, di premio a chi utilizza strumenti che non
ricadono sulla propria pelle ma su quella dell'ammalato, ritengo
sia poco serio ed anche un'invasione di campo della politica.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Manzullo che, probabilmente, non ha letto bene
l'emendamento, il quale non esclude, anzi parte dal presupposto
che i problemi legati alla salute del cittadino non debbano
essere messi in discussione, neanche per quanto riguarda il
budget.
Allora, chiedo la capacità di ascoltarci tra di noi e di
evitare cadute demagogiche. Intanto, vorrei sottolineare un dato:
l'assessore Lagalla, quando si è insediato, uno dei primi atti
che ha dovuto compiere - naturalmente non era contento di farlo,
ma fa parte dei suoi doveri - è stato quello di rappresentare a
tutti un dato drammatico che si chiama disavanzo del bilancio
della sanità.
Egli ci ha comunicato peraltro che fatto il decreto, avrebbe
presentato, nel corso del suo mandato, una serie di misure tese a
contenere la spesa, partendo dall'assunto che l'offerta sanitaria
e la salute dei cittadini dovevano essere posti in primo piano
perché, fra l'altro, ciò è un obbligo costituzionale.
Lo dico anche all'onorevole Manzullo che forse ha pensato che
in quell'emendamento si volesse mettere in discussione il
principio costituzionale del diritto alla salute che, per
fortuna, non è nelle mani né della politica, né dei medici, né
di alcun altro.
L'opposizione qui sta facendo uno sforzo per tentare,
responsabilizzando i medici, perché di questo si tratta, di
definire un governo del sistema che evidentemente è andato fuori
controllo. Perchè di questo si tratta.
E' singolare che il Governo e segnatamente il Presidente della
Regione, che ha affrontato questi temi nel corso di tutti questi
anni - almeno parlo della precedente legislatura per quello che
riguarda la mia esperienza - oggi, in questa circostanza, ci
parli di difficoltà tecniche nel coniugare il diritto alla
salute, inviolabile, con la possibilità di ridurre gli sprechi -
limitiamoci a questo per non dire altro - che esistono nel campo
della sanità e nel campo farmaceutico in particolare.
Di questo si tratta. E in rapporto a questo non si può fare
demagogia perchè nessuno vuole fare il dirigista, nessuno vuole
obbligare il medico a rinunciare alla sua deontologia o al
giuramento di Ippocrate o, peggio ancora, di ridurre i diritti
dei cittadini Si tratta di misure che tendono a
responsabilizzare di più il medico, che è anche firmatario di un
contratto e quindi ha l'obbligo di assumere l'impegno
responsabilmente di rendere più semplice e più fruibile il
diritto alla salute ma, nello stesso tempo, di profondere uno
sforzo congiunto per ridurre la spesa della sanità e della spesa
farmaceutica in particolare.
Tra l'altro, in Sicilia, tale obbligo discende dal patto di
stabilità regionale che ci siamo dati, ma è anche un modo per
destinare le risorse in modo intelligente viste le carenze che ci
sono nel sistema sanitario, al fine di migliorarne l'offerta
sanitaria che, com'è noto, in Sicilia, è considerata dai
cittadini come un'offerta sanitaria inadeguata, spesso carente,
che costringe ad una forzata migrazione verso altre regioni
d'Italia.
Di questo si tratta. Un sistema sanitario più efficiente, in
grado di contenere gli sprechi sarebbe anche un sistema sanitario
più credibile da parte dei cittadini, specialmente se le risorse
attualmente sprecate venissero invece destinate a migliorare
effettivamente l'offerta sanitaria in Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 12.31.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Apprendi, Calanna,
Cantafia, Di Guardo,
Di Mauro, Oddo Camillo, Panarello e Zappulla)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.31
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cintola, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fleres, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Laccoto,
La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli,
Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Oddo Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Stancanelli, Terrana, Turano, Vicari, Villari,
Vitrano, Zangara, Zappulla.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 28
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.32, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per la sanità. Contrario.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.23, a firma degli onorevoli
Panepinto ed altri..
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i primi di
gennaio del 2007 l'Assessore per la sanità, il professore
Lagalla, ha emanato una direttiva con la quale esortava tutti i
dirigenti delle ASL ad adeguarsi immediatamente al comma 724
della Finanziaria nazionale che aumentava il ticket sulle
prestazioni ambulatoriali da 2 euro a 10 euro, tranne per quelli
esentati che per coloro che sono esentati e il cui tetto di
reddito non superi la soglia dei 9 mila euro.
E' chiaro che il recepimento sic et simpliciter della norma ha
creato non pochi problemi a quella povera gente. Qui abbiamo
discusso di grandi numeri, di macronumeri, questo che sto per
dire lo virgoletterei una cosa di puvireddi , cioè di gente che
si è trovata a dover pagare una singola prestazione 13,50-15 Euro
e ha capito che non vale più la pena andare nelle strutture
pubbliche perché con i 10 Euro di ticket anche per la più banale
delle prestazioni è costretta a ricorrere alle strutture private.
Pertanto, si chiede semplicemente una operazione di buon senso:
vale a dire riportare la situazione com'era prima che
intervenisse questa velocissima applicazione della norma, tenendo
conto che, in materia, la Regione siciliana ha potestà
legislativa esclusiva.
LAGALLA, assessore per la sanità. E' prevista specificamente
una norma nella legge finanziaria.
PANEPINTO. No, il comma 724 della finanziaria nazionale, non è
norma imperativa per le Regioni a Statuto speciale.
Per cui, il Governo della Regione siciliana può decidere,
liberamente, di mantenere a 10 Euro le prestazioni, ma in tal
modo danneggeremmo solo la povera gente che ha già un rapporto
limitatissimo con le strutture sanitarie in quanto guadagnando
400-500 Euro al mese non può permettersi tale esborso di danaro,
ed impediremmo loro così di avere un servizio pubblico
sanitario.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 12.23.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.23
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.23.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Antinoro,
Apprendi, Ardizzone, Barbagallo, Beninati, Borsellino, Calanna,
Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio, Cintola, Confalone,
Cracolici, Cristaldi, Cristaudo, Cuffaro, Culicchia, Currenti,
D'Aquino, D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fleres, Formica,
Galletti, Galvagno, Gennuso, Gianni, Granata, Gucciardi, Laccoto,
La Manna, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leontini, Limoli,
Lombardo, Lo Porto, Maira, Mancuso, Maniscalco, Manzullo,
Misuraca, Oddo Camillo, Oddo Salvatore, Ortisi, Pagano,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Rizzotto, Ruggirello, Sanzarello, Savarino, Savona,
Scoma, Speziale, Stancanelli, Terrana, Turano, Vicari, Villari,
Vitrano, Zangara, Zappulla.
Sono in congedo: Incardona, Nicotra e Piccione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . 71
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
Maggioranza 36
Favorevoli 22
Contrari 48
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento. A 454, a firma dell'onorevole Caputo.
CAPUTO. Dichiaro di ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 455 bis, a firma dell'onorevole De
Benedictis. Lo dichiaro inammissibile.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Oddo Camillo ed altri:
Emendamento 12.38:
«Al comma 10 dopo le parole di Governo e previo parere',
aggiungere la parola vincolante'»;
Emendamento 12.37:
«Al comma 3 dell'art. 12 è aggiunto il seguente periodo nonché
ai Centri di Eccellenza costituiti in fondazione'».
Si passa all'emendamento 12.38. Lo dichiaro inammissibile
perché presentato fuori termine.
Si passa all'emendamento 12.37. Lo dichiaro inammissibile
perché la firma non è leggibile ed inoltre è stato presentato
fuori termine.
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, l'articolo 12 ed
i relativi emendamenti sono accantonati.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
TITOLO III
Disposizioni varie e norme finali
«Articolo 20
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, le parole da
al netto di una quota' sino a cofinanziamento regionale' sono
soppresse.
2. Al comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 9, la parola autorizzata' è sostituita con la parola
valutata'.
3. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, le parole 1
gennaio 2006' sono sostituite con le parole 1 gennaio 2009'.
4. Al comma 24, dell'articolo 1, della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il
periodo Entro l'esercizio 2007 con decreto presidenziale, su
proposta del Ragioniere generale della Regione, sono individuati
i criteri, la metodologia relativi al passaggio alla contabilità
economica'.
5. Al comma 5 dell'articolo 26, della legge regionale 25
novembre 2002, n. 20, le parole A decorrere dall'1 settembre
successivo alla data di approvazione della presente legge,
l'ammontare della tassa regionale per il diritto allo studio
universitario è determinato in euro 62,00 , sono sostitute dalle
parole L'ammontare della tassa regionale per il diritto allo
studio universitario è determinato in euro 75,00 per l'anno
accademico 2007/2008 ed in euro 85,00 a decorrere dall'anno
accademico 2008-2009.
6. Al comma 1 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono soppresse
le parole di concerto con l'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze'.
7. Al comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono soppresse
le parole da emanarsi di concerto con l'Assessore regionale per
il bilancio e le finanze'.
8. Al comma 10 dell'articolo 76, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, sono soppresse
le parole di concerto con l'Assessore regionale per il bilancio e
le finanze'.
9. Al comma 1 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
sentita la' sono sostituite con le parole previo parere della' .
10. Al comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
sentita la' sono sostituite con le parole previo parere della .
11. Al comma 10 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni le parole
sentita la' sono sostituite con le parole previo parere della .
12. Al comma 11 bis dell'articolo 1 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le
parole l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze' sono
sostituite con le parole il Ragioniere generale della Regione'.
13. Al comma 1, dell'articolo 5, della legge regionale 31
maggio 2004, n. 9, dopo le parole dalle stesse aziende di credito
o da enti pubblici economici' sono aggiunte le parole ovvero da
Società di gestione del risparmio (SGR)'.
14. Al comma 2 dell'articolo 5, della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9, la parola stabilite' è sostituita con le parole
stabiliti i settori di intervento'.
15. Dopo il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 31
maggio 2004, n. 9, è aggiunto il seguente:
2 bis. Il fondo o i fondi da sottoscrivere vengono selezionati
dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, previo
avviso pubblico al quale viene data ampia diffusione, in base a
criteri prefissati nell'avviso stesso'.
16. Dall'Elenco n. 1 di cui al comma 4 dell'articolo 18 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, sono escluse le Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura', per le quali
trova applicazione il regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 2 novembre 2005, n. 254 e successive
modifiche ed integrazioni.
17. Al comma 1 dell'articolo 36 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
ad effettuare' sono aggiunte le parole al bilancio della
Regione siciliana nonché al bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali'.
18. Dopo la lettera i) del comma 1 dell'articolo 36 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni, è aggiunta la seguente:
i bis) compensative tra il capitolo relativo al fondo di
riserva 1603 del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali e
i pertinenti capitoli di spesa di parte corrente.'
19. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 36 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8, le parole della rubrica' sono
sostituite con la parola del'.
20. All'articolo 19 della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16, è aggiunto il seguente periodo: Con decreto del ragioniere
generale della Regione si provvede alle occorrenti variazioni di
bilancio'.
21. Al comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, dopo le parole con uffici in Sicilia' sono
aggiunte le parole e ad uffici statali, nella misura massima di
20 unità,' e sono soppresse le parole nel numero massimo di
quindici unità'».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Oddo Camillo ed
altri l'emendamento 20.1. «Il comma 5 dell'articolo 20 è
soppresso». Lo dichiaro inammissibile perché è stato presentato
fuori termine.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento riguardante i
pediatri che fine ha fatto?
PRESIDENTE. Gli emendamenti aggiuntivi non li abbiamo ancora
esaminati.
CRACOLICI. Avevo chiesto che venisse trattato all'articolo 20.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, dalla lettura dell'emendamento
aggiuntivo A26 si evince che vi è una relazione con i contratti
collettivi nazionali. E' chiaro che non possiamo legiferare in
materia, quindi, o lo ritira, ovvero lo presenta sotto forma di
ordine del giorno.
CRACOLICI. Lo trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.15, è ripresa alle ore 22.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Onorevoli colleghi, il problema è che questo ordine
dei lavori, così facendo, non segue l'iter pacifico che
c'eravamo dati.
Signor Presidente, ho dovuto notare che tra gli emendamenti
aggiuntivi, quelli presentati dal Governo e quelli presentati dai
deputati, c'è una discriminazione non accettabile. Sono stati
presentati degli emendamenti aggiuntivi su materie che
stravolgono totalmente la normativa regionale; sono state
stravolte norme di settore, leggi di settore con poche righe di
emendamento
Ci sono delle questioni fondamentali su cui ancora noi siamo in
attesa di sapere quali sono gli emendamenti aggiuntivi o quali
quelli che sono stati dichiarati decaduti e la relativa
motivazione.
Vi faccio un esempio. Nel giugno 2003 la Regione siciliana
aveva recepito una norma che dà cinque anni per i vincoli
preordinati all'esproprio. Tutto ciò viene dichiarato
inammissibile.
Vi è l'intera normativa riguardante la CIA (Confederazione
Italiana Agricoltori), riguardante tante altre norme nel settore
in contrasto con l'emendamento di norma generale che stabilisce
che i Piani regolatori approvati nel 2001 e 2002 che valevano per
dieci anni, oggi si trovano senza vincoli preordinati
all'esproprio. Non sappiamo ancora se tale emendamento sarà
accettato o meno, in ogni caso, le norme previste nel
maxiemendamento aggiuntivo del Governo stabiliscono in un sol
colpo, con due parole, entrando nel merito su situazioni molto
più pesanti di queste che stiamo trattando.
Signor Presidente, chiedo pertanto che prima di esaminare gli
emendamenti aggiuntivi, si faccia chiarezza su come si dovrà
procedere.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, finora abbiamo proceduto per
come avevamo già stabilito, cioè abbiamo visionato gli
emendamenti, e la Presidenza ha dichiarato quelli non
ammissibili.
Quando incominceremo a discutere degli emendamenti aggiuntivi
che erano - lo ripeto - 841 ma che si sono sicuramente ridotti
di molto nel numero, sia perché parecchi nel frattempo sono stati
ritirati, sia perché sono stati - ripeto - dichiarati dalla
Presidenza inammissibili, la Presidenza garantisce comunque che
anche per gli emendamenti aggiuntivi non ancora esaminati ed
estranei alla materia saranno dichiarati inammissibili e sarà
consentito, come è stato in questi giorni, a tutti i parlamentari
di intervenire e di dire la loro.
Pertanto, l'ordine dei lavori sarà come quello stabilito.
Dunque, non si preoccupi prima del tempo.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 389/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento A 773:
«Al comma 17 dell'art. 25 della l.r. 22 dicembre 2005, n. 19,
le parole in misura non inferiore al 3 per mille' sono
sostituite dalle seguenti in misura non inferiore al 2,3 per
mille. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, pe
le finalità di cui al comma 17 dell'art. 25 della l.r. 22
dicembre 2005, n. 19, si applicano le disposizioni i cui al comma
12 dell'art. 6 della legge 15 maggio 1997, n. 127'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza
. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, in attesa della riscrittura degli
emendamenti 12.19R e 12.22R, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 22.21, è ripresa alle ore 22.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dal Governo i
seguenti emendamenti di riscrittura:
Emendamento 12.19.R:
«Il comma 28 dell'articolo 12 è così sostituito:
28. Per finalità connesse alla programmazione, al monitoraggio
dello stato di salute della popolazione ed alla sorveglianza
delle malattie, il Dipartimento Osservatorio Epidemiologico
dell'Assessorato regionale della sanità è autorizzato al
trattamento dei dati anagrafici e dei dati sullo stato di salute
dei residenti in Sicilia e dei soggetti assistiti nel territorio
della Regione siciliana, raccolti dal Registro Nominativo delle
Cause di Morte (ReNCaM), dai registri di patologia di cui ai
precedenti commi, dalle Aziende sanitarie, dai soggetti
convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e dai soggetti
privati che erogano prestazioni sanitarie, oltre che dei dati
veicolati dal Sistema informativo sanitario ai sensi
dell'articolo 18 della legge regionale 30 novembre 1993, n. 30.
Il Dipartimento Osservatorio Epidemiologico è individuato quale
struttura tecnica per l'assegnazione del codice univoco che non
consente la identificazione dell'interessato durante il
trattamento dei dati, ad eccezione dei casi strettamente
indispensabili e secondo procedure formalmente definite».
Emendamento 12.22 R:
«Il comma 32 dell'articolo 12 è così sostituito:
32. Per finalità di cui al comma 28, il Dipartimento
Osservatorio Epidemiologico dell'Assessorato regionale della
sanità è autorizzato all'interconnessione dei dati anagrafici e
di quelli relativi allo stato di salute dei residenti in Sicilia
raccolti dal ReNCaM, dai registri di patologia di cui ai
precedenti commi, dalle Aziende sanitarie, dai soggetti
convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e dai soggetti
privati che erogano prestazioni sanitarie, oltre che dei dati
veicolati dal Sistema Informativo Sanitario ai sensi
dell'articolo 18 della legge regionale 30 novembre 1993, n. 30».
Assessore Lagalla, i due emendamenti vengono unificati?
LAGALLA, assessore per la sanità. No, vengono mantenuti
separati ma si modifica solo la premessa di entrambi.
Per quanto riguarda l'emendamento 12.19.R, il comma 28
dell'articolo 12 è così sostituito: «Per finalità connesse alla
programmazione, al monitoraggio dello stato di salute della
popolazione ed alla sorveglianza delle malattie...», la rimanente
parte dell'emendamento resta assolutamente immodificata.
Con riferimento all'emendamento 12.22.R, il comma 32
dell'articolo 12 è così sostituito: «Per le finalità di cui al
comma 28...», poi resta perfettamente uguale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.19.R del
Governo. Il parere della Commissione?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.32.R del Governo. Il parere
della Commissione?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, martedì 23
gennaio 2007, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009
(nn. 390-458/A) (Seguito)
2) - Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007
(n. 389/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 22.37.
DAL SERVIZIO dei RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli