Presidenza del presidente Miccichè
RINALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del presidente Miccichè
Comunicazione di nomina di cariche interne da parte di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Gruppo
parlamentare Movimento per l'Autonomia ha proceduto alla nomina
delle cariche interne, che risultano essere le seguenti:
Presidente: onorevole Giovanni Di Mauro; Vicepresidente:
onorevole Angelo Lombardo; Segretario: onorevole Cateno De Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di Presidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonino DINA è stato
eletto Presidente del Gruppo parlamentare Unione dei
Democraticicristiani e di centro'.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, invito ulteriormente i Gruppi che non lo
avessero ancora fatto ad integrare le proprie cariche interne, ai
sensi dell'articolo 25 del Regolamento interno, dandone immediata
comunicazione alla Presidenza.
Comunicazione di decreto di sostituzione di componente della
Commissione Regolamento
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 10 del 13 luglio 2006,
l'onorevole Giovanni Di Mauro è nominato componente della
Commissione per il Regolamento, in sostituzione dell'onorevole
Nicola Leanza, nominato Assessore regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Discussione della proposta di modifica del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana concernente gli articoli 32 e
69 bis, in materia di composizione delle Commissioni legislative
permanenti e della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea (Doc. I)
PRESIDENTE, relatore della proposta di modifica. Onorevoli
colleghi, si passa al primo punto all'ordine del giorno che reca:
Discussione della proposta di modifica del Regolamento interno in
materia di composizione delle Commissioni legislative permanenti
e della Commissione permanente per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea (Doc. I).
Invito i componenti la Commissione per il Regolamento a
prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, quale relatore illustro la presente
proposta di modifica al Regolamento interno, che si sottopone
all'attenzione dell'Assemblea, si propone di adeguare la
struttura delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione permanente Unione Europea a seguito della riforma
costituzionale del 2001 che ha introdotto la possibilità, per il
Presidente della Regione, di nominare Assessori esterni , cioè
non facenti parte dell'ARS.
Mi preme fare questo chiarimento perché tanti giornali hanno
riportato questa nostra, credo obbligatoria, modifica di
Regolamento come una moltiplicazione di poltrone all'ARS.
Intanto, diamo notizia alla stampa che la cosiddetta
poltrona di Commissione non produce alcun effetto benefico nei
confronti della famiglia e del singolo deputato perché non
comporta alcun gettone. In più, credo sia stata fatta giustizia,
al livello di Commissione per il Regolamento, con la speranza che
l'Aula oggi possa approvarla, in maniera assoluta ed
obbligatoria.
Infatti, mentre fino agli anni precedenti i componenti delle
commissioni erano 78, in quanto i dodici assessori erano tutti
parlamentari, quindi deputati dell'ARS, nel momento in cui la
nuova legge elettorale prevede che gli assessori possano essere
esterni, bisogna far sì che, teoricamente, tutti i deputati,
esclusi soltanto il Presidente della Regione ed il Presidente
dell'Assemblea, quindi 88 deputati, debbano far parte delle
Commissioni.
Ricordo, inoltre, che quello delle Commissioni è il lavoro
principe di un Parlamento e non avrebbe logica (infatti, non
avviene in alcun Parlamento del mondo) che un deputato non faccia
parte di alcuna Commissione legislativa.
Mi premeva fare tale preciso chiarimento prima di dare la
parola ai deputati che ne facessero richiesta, proprio perché mi
sembra che all'esterno di questa Assemblea non sia stato
percepito il valore e l'impegno che questa eventuale modifica
comporterà. Non si tratta quindi di una mera spartizione di
poltrone che di fatto - ripeto - non esiste.
Dichiaro aperta la discussione generale.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo
svolgere il mio intervento in due parti. Una parte è un
intervento di servizio, che consentirà all'Aula di essere pronta
ad affrontare la questione; e la seconda parte di merito.
La modifica di Regolamento al nostro esame certamente è utile
alla funzionalità del Parlamento non soltanto per le questioni
che lei stessa, Presidente, ha poc'anzi indicato e che,
certamente, rappresentano il fulcro della decisione che ha
portato la Commissione Regolamento a predisporre questa modifica,
ma anche perché consente di svincolare un'altra parte del
Regolamento altrettanto importante, anche alla luce delle cose
che sia lei sia il Presidente della Regione avete detto
all'inizio di questa XIV Legislatura: l'esigenza di consentire al
Parlamento di lavorare meglio, di lavorare sui testi unici, di
lavorare anche sui cosiddetti disegni di legge che giungono in
Aula dopo essere stati discussi in Commissione in sede non
soltanto referente ma anche redigente.
L'ampliamento del numero dei componenti delle Commissioni
infatti consentirà, insieme e in uno con la riduzione del numero
dei Gruppi parlamentari venutasi a determinare a seguito della
legge di riforma elettorale, una presenza proporzionata di tutti
i Gruppi parlamentari all'interno delle commissioni, venendo
quindi incontro alla logica di rappresentatività che è alla base
delle modifiche regolamentari che furono adottate dal precedente
Parlamento. Tra le altre modifiche si è introdotta anche la
possibilità di legiferare in sede redigente con la possibilità,
inoltre, di predisporre testi unici che dovessero passare dalle
commissioni nelle quali fossero però rappresentati tutti i Gruppi
parlamentari e nel caso in cui, appunto, ciò sarebbe avvenuto in
maniera sperequata rispetto alla loro composizione si sarebbe
dovuto procedere ad una integrazione, ovvero al computo ponderale
della rappresentanza di ciascun membro.
Pertanto, questa modifica regolamentare viene incontro anche a
tale esigenza e, dunque, è certamente auspicabile che il
Parlamento la voti rapidamente.
Il mio intervento - che, come dicevo all'inizio, è in parte di
servizio per consentire all'Aula di essere nelle condizioni di
votare -, mi pare che abbia svolto questo compito; credo, in
linea di massima, che l'Aula in questo momento sia nelle
condizioni di potere approvare questo testo e soprattutto se i
Presidenti dei Gruppi parlamentari saranno tutti presenti e
garantiranno il quorum previsto di 46 deputati. Pertanto non mi
dilungo oltre e la ringrazio, Presidente, per avermi dato la
parola.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
questa modifica regolamentare sottoposta all'attenzione dell'Aula
sia opportuna sotto certi aspetti e, sotto altri, invece ritengo
che sia monca.
Vi è la necessità di una rivisitazione del Regolamento, al
punto in cui siamo. Intanto, per tentare, a posteriori, di
modificare un vulnus che è già avvenuto e che ha bisogno di una
norma regolamentare per potere restare in piedi, ed è necessario
che la Commissione per il Regolamento discuta dell'argomento e
che l'Aula poi torni a legiferare. Infatti, se dobbiamo tenere
conto anche dei Gruppi in deroga in seno al Consiglio di
Presidenza dell'Assemblea, dovremo pure tenere conto che il
Regolamento interno recita che nessun Gruppo, se non regolarmente
costituito (la cui composizione non è mai inferiore a cinque),
non può avere una presenza in tale organo e, quindi, un gruppo
composto da quattro deputati rimarrebbe fuori. Ciò non sarebbe
una cosa di poco conto.
Voglio sottolinearlo perché è necessario che questo Gruppo,
anche in deroga, per quel che il Regolamento prevede, abbia
possibilità di ingresso.
Inoltre, occorre modificare ulteriormente il Regolamento, nel
momento in cui i componenti delle Commissioni diventeranno 15,
in considerazione del fatto che, allora, si decise - tenendo
conto anche di alcune esigenze che noi, come maggioranza, abbiamo
dovuto subire nella scorsa legislatura - che bastava che due
deputati in Commissione chiedessero la verifica del numero legale
per bloccare i lavori.
Tale principio è necessario ed opportuno che sia confermato.
Ciò significa anche che i due deputati che chiedono il numero
legale in Commissione, lo fanno per non bloccare i lavori della
stessa.
Da un lato, con la previsione di quindici componenti in
ciascuna Commissione cerchiamo di agevolare l'iter legislativo,
ma dall'altro, se manteniamo la norma regolamentare secondo la
quale i due richiedenti il numero legale in Commissione non sono
computati agli effetti del numero legale stesso, rendiamo
difficile il percorso ancorché nelle Commissioni la maggioranza
abbia una rappresentanza di nove componenti a fronte di sei
dell'opposizione.
Invito quindi la sinistra a riflettere - per tanto tempo ha
pensato di essere maggioranza, purtroppo ciò non è avvenuto; però
nei prossimi cinque anni chissà cosa avverrà -; la sinistra deve
tenere conto che ci potrebbe essere un avvenire consacrato dal
Regolamento e non dalla idealità di esserci o non esserci in
quest'Aula.
Ciò significa che in Commissione bisogna essere almeno in otto,
come maggioranza, nel momento in cui i componenti diventano
quindici; questo è utile per esprimere pareri e definire i
lavori.
Con ciò non intendo alimentare scontri che non esistono,
piuttosto vorrei invitare serenamente l'intera Assemblea a farsi
carico delle problematiche che ho sottolineato per una modifica
concreta del Regolamento che consenta di procedere con celerità
nei lavori di Commissione per poi avere un riscontro anche in
Aula.
Apprezzo quanto espresso dall'onorevole Fleres sulla
Commissione redigente e quasi deliberante sui testi unici, cosa
che abbiamo fatto nella precedente sessione parlamentare.
Aggiungo, però, che non siamo riusciti a cavare un solo ragno dal
buco. E il discorso di portare a quindici i componenti le
commissioni per dare modo a tutti i gruppi politici di essere
rappresentati, agevolerebbe sicuramente il percorso
legislativo.
Invito il Presidente dell'Assemblea a sollecitare in modo
risoluto perché i testi unici possano essere portati all'esame
dell'Aula dando loro concreta operatività attraverso il voto
finale d'Aula e concludendo così una vertenza che è assurda, se
si pensa, ad esempio, a tutte le norme sull'urbanistica o sui
lavori pubblici sparpagliate in leggi omnibus.
Mi auguro che tutto questo non avvenga mai più, che le leggi
abbiano dei testi dei quali si tenga conto senza aggravamenti ed
assurdità che li traduca in un bailamme di norme e di rinvii
legislativi che poi si devono andare a cercare, creando
confusione e comportando spreco di energie per il cittadino, per
l'amministratore locale, per i sindaci, per i consiglieri
provinciali o comunali.
Signor Presidente, ribadisco, infine, la necessità - il mio
intervento tende a questo - di sollecitare una rivisitazione del
Regolamento in tempi brevissimi che tenga conto di alcune realtà
che devono essere modificate per accelerare i lavori sia nelle
Commissioni che in Aula.
La invito, pertanto, signor Presidente, a riflettere su questo
per arrivare ad una decisione che consenta, in tempi brevi, alla
Commissione per il Regolamento di riunirsi e proporre
all'Assemblea modifiche anche sostanziali, laddove necessario,
perché i lavori di Commissione e d'Aula - ripeto - procedano
speditamente, ma con l'approfondimento necessario, senza
dividerci sulle leggi da fare ma costruendo insieme un percorso
per rendere un servizio alla nostra terra di Sicilia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il cambio di legge elettorale
- volevo sottolinearlo prima di dare la parola ad altri che
desiderino intervenire - comporta, secondo me, una revisione
importante del Regolamento, per cui quello che l'onorevole
Cintola ha appena chiesto è già oggetto del nostro lavoro per
potere, poi, fare una proposta anche più completa.
Adesso dobbiamo portare avanti i lavori di questa Assemblea,
dobbiamo cominciare a lavorare. In ogni caso, le do pienamente
ragione.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per contestare in un certo senso quanto affermato dall'onorevole
Cintola. Il problema, a mio avviso, infatti, non è quello di
dover chiedere o meno il numero legale; il problema è che nelle
Commissioni legislative la maggioranza deve esserci.
Credo, anche per l'esperienza passata, che la minoranza non ha
mai fatto ostruzionismo sui problemi generali e sulle leggi
particolari. Snellire le procedure non vuol dire da parte della
maggioranza non assicurare la presenza nelle Commissioni.
Il vero problema è questo: se vi deve essere una svolta in
questa legislatura per quanto riguarda i lavori d'Aula e di
Commissione non è certo diminuendo il numero che si possono
affrontare leggi di interesse generale. Allora, io credo che si
possano apportare le modifiche del Regolamento, ma credo anche
che non si possa tentare di dire che il numero legale non debba
essere richiesto.
La minoranza non ha mai creato grossi problemi all'interno
delle Commissioni legislative nella passata legislatura. E credo
che lo spirito non debba essere quello, bensì di assicurare non
solo la presenza, ma la discussione di leggi che possono avere
anche il consenso della minoranza laddove bisogna, come dice il
Presidente, secondo lo spirito della nuova legge elettorale
assicurare un 60 per cento alla maggioranza e un 40 per cento
all'opposizione. Pertanto, al di là delle modifiche, queste
modifiche non possono stravolgere l'impostazione per cui in sei,
in cinque deputati si riesce ad esitare delle proposte di legge
da portare in Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, chiedo che non si inizi un
dibattito su un argomento che di fatto non esiste, perché
eventuali discussioni del genere le svolgeremo - se dovranno
essere svolte - in altro momento, allorquando saranno poste
ufficialmente all'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa alla proposta di Modifica alla Sezione III bis del
Capo V del Titolo II . Ne do lettura:
-All'articolo 39 bis sostituire il comma 2 con il seguente:
2. La Commissione è costituita da quindici membri. Nella sua
prima riunione, la Commissione procede, secondo le norme
dell'articolo 31, alla elezione del presidente, di due
vicepresidenti e del segretario. .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla proposta di modifica dell'articolo 62:
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Ciascuna di dette commissioni si compone di quindici
membri. .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Votazione finale della proposta di modifica del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale della proposta di modifica del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana concernente gli articoli 32 e
69 bis (Doc. I).
Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione finale,
pongo in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
formale del testo approvato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 39 del Regolamento interno,
per l'approvazione delle modifiche del Regolamento occorre la
maggioranza assoluta dei deputati assegnati all'Assemblea, cioè
46 deputati.
Indìco, quindi, la votazione finale per scrutinio nominale, ai
sensi dell'art. 122 del Regolamento interno.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Onorevoli colleghi, comunico che a causa di un errore tecnico
la votazione è annullata.
Pertanto, indìco nuovamente la votazione finale per scrutinio
nominale, ai sensi dell'art. 122 del Regolamento interno.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Antinoro, Apprendi, Aulicino,
Barbagallo, Cantafia, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Cracolici,
Culicchia, Correnti, D'Aquino, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Falzone, Fiorenza, Fleres,
Formica, Galvagno, Gennuso, Granata, Gucciardi, Laccoto, La
Manna, Limoli, Maira, Mancuso, Maniscalco, Ortisi, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Parrinello, Piccione, Pugliese, Ragusa,
Regina, Rizzotto, Ruggirello, Savona, Scoma, Speziale, Terrana,
Tumino, Villari, Zago, Zappulla.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico il risultato della
votazione.
Presenti e votanti 54
Maggioranza 46
Favorevoli 54
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, affinché resti agli atti della presente
seduta, dichiaro di non avere partecipato alla votazione per mero
errore tecnico ma che avrei votato favorevolmente alla proposta
di modifica.
Ricordo, inoltre, a tutti i deputati che domani, venerdì 21
giugno 2006, è prevista una seduta nella quale il Presidente
della Regione, onorevole Cuffaro, presenterà il suo Governo e
renderà le dichiarazioni programmatiche. Data l'importanza
dell'occasione, vi invito ad essere tutti presenti.
Onorevoli colleghi, per consentire una riunione dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari presso il mio studio al fine di definire
la composizione delle Commissione legislative, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.00, è ripresa alle ore 18.00)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Presidenza del Vicepresidente Stancanelli
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, poiché è in corso il Consiglio di
Presidenza, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle
ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 19.00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sia anche buona abitudine far conoscere l'orientamento della
Presidenza.
PRESIDENTE Lei mi ha interrotto.
CRACOLICI Se mi ascolta capirà, ma credo che lei abbia già
capito. Bisogna far conoscere l'orientamento della Presidenza
qualche secondo prima.
Ho appreso, grazie ai commessi d'Aula, che sarebbe sua
intenzione rinviare la seduta a domani; l'ho appreso grazie ai
commessi d'Aula perchè hanno ritirato i cartellini che erano
stati distribuiti ai singoli deputati per la votazione
elettronica. Prendo atto, quindi, che c'è qualcuno che ha fatto
trapelare la notizia in qualche modo.
Al di là delle battute, mi sembra che si stia andando oltre.
Oggi, sono stato onorato di ricevere il Presidente
dell'Assemblea nei locali del Gruppo DS. Gli abbiamo manifestato
il nostro apprezzamento per la sua intenzione di dare rigore ai
lavori d'Aula, per la puntualità nell'iniziare i lavori, uno
stile che, in qualche modo, dia autorevolezza a questo
Parlamento.
Se la puntualità però consiste nel fatto che siamo puntuali a
rinviare, si tratta di una puntualità che non ha efficacia
alcuna.
Stiamo parlando di un adempimento. Abbiamo modificato un
Regolamento che prevede che ogni Commissione legislativa è
composta da quindici deputati; quindici per sei fa novanta.
Siamo novanta deputati, quindi è certo che ogni deputato fa parte
almeno di una Commissione; non credo che occorra un ingegnere per
stabilire la modalità di ripartizione dei deputati nelle
Commissioni.
Siamo qui da dodici ore, sostanzialmente, in attesa non ho
capito di cosa. Vorrei, quindi, che fosse esplicita la ragione di
un rinvio.
Quello che dovevamo compiere oggi era un adempimento tecnico;
addirittura, ipotizzavo lavori d'Aula alle ore 13,00, con la
possibilità di disporre del pomeriggio libero, in attesa che il
Presidente della Regione, domani, sia presente in Aula per
portare a conoscenza il programma con il quale intende governare
in Sicilia.
Abbiamo appreso che lei si appresterebbe, in qualche modo, a
rinviare a domani i lavori. Avevamo escluso peraltro la
possibilità di trattare in Aula la relazione programmatica
insieme alla questione delle Commissioni.
Adesso, invece, sembra che su quella esclusione ci sia stato un
ripensamento.
Credo che la maggioranza non possa coprire di ridicolo il
Parlamento. Evitiamo di fare ciò; evitiamo di fare delle cose che
offendono tutti. Se c'è bisogno di un ulteriore approfondimento
di mezz'ora, possiamo chiudere questa partita relativa alla
nomina delle Commissioni perché sono certo che domani ce ne sarà
un'altra. Non si può, ogni volta, per un motivo o di fronte ad un
problema pensare che la scelta obbligata è il rinvio.
C'è un momento in cui bisogna decidere. La nomina delle
Commissioni è un atto obbligatorio. La Presidenza dica, quindi,
quali deputati non faranno parte delle Commissioni e si vada
avanti.
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, i buoni inizi:
cominciare alle 10.30 del mattino, alle 10.29 il Presidente
dell'Assemblea apriva la seduta ma stiamo cominciando
diversamente. Ero lieto che si trattasse di una forma forte di
dare dignità e ruolo all'Assemblea.
Anche in data odierna, debbo dire, avevo chiesto sommessamente
di evitare di incontrarci di nuovo oggi e di fare tutto domani
mattina in maniera tale che la notte potesse portare consiglio
all'intera maggioranza ma anche all'opposizione.
No, è urgente e bisogna farlo subito.
Il fatto che si debba fare ciò subito, iniziando alle 18.00 e,
con un'ora di ritardo - alle diciannove - si torni per dire di
rinviare a domani mattina, mi convince che stiamo cominciando
peggio o di bene in peggio. Ciò sta a significare che stiamo
cominciando seguendo la vecchia abitudine.
E se la vecchia abitudine non ha portato risultati esemplari
per i lavori d'Aula, devo dire oggi che non comincio a
scandalizzarmi troppo del fatto che si rinvii a domani ma che il
rinvio sia ultimo; che le forze presenti in Aula, la maggioranza,
se si deve compattare su un segretario, un segretariato, una
vicepresidenza o presidenza e non so cos'altro, non tenendo conto
che senza questi adempimenti l'Aula non può iniziare il suo iter
normale legislativo...
Siamo noi involontariamente, signor Presidente e onorevoli
colleghi, a non dare a noi stessi il principio di quella
continuità di inizio puntuale di esaminare l'ordine del giorno e
definirlo.
I tre rinvii non suonano bene e se il giorno si vede dal buon
mattino, vedo che piove e piove a dirotto: Governo assente,
certamente non ladro, ma assente che non consentirebbe neppure di
aprire i lavori dell'Assemblea - i regolamenti non ce li possiamo
pestare sotto i piedi - ed è statuito in termini inequivocabili
che senza la presenza del Governo le sedute non si possono fare.
Il Governo ha dimenticato che c'è un inadempimento di fatto e
deve rispettarlo, altrimenti, non possiamo andare avanti secondo
le regole.
Si è fatto lo strappo? Chiedo di ricucirlo anche a posteriori,
modificando il Regolamento in modo da dare la possibilità al
Presidente dell'Assemblea di insediare realisticamente e
seriamente il segretario che abbiamo eletto contro il
Regolamento. Bene.
Vogliamo modificare il Regolamento? Modifichiamolo e diciamo
che senza il Governo possiamo andare avanti.
Facciamo però una modifica regolamentare. Non possiamo lasciare
tutto all'arbitrio: ogni volta che siamo qui, veniamo chiamati,
aspettiamo e poi si rinvia.
Non è per questioni contenutistiche relativamente ad una legge
da affinare, e così via.
E' una piccola bottega, con piccole vacche, mentre la realtà è
che la Sicilia aspetta provvedimenti molto più importanti di
conoscere chi sarà presidente di una Commissione, chi il
vicepresidente o il segretario o chi sarà Segretario del
Consiglio di Presidenza pur avendo già un vicepresidente nel
Consiglio di Presidenza.
Credo che queste cose alla Sicilia interessino poco e molto
poco possono interessare ai deputati; molto di più interessa alla
Sicilia che si ponga inizio al volano dello sviluppo e del lavoro
da assicurare a questa Regione.
Vorrei tanto che non diventasse uso e consuetudine, signor
Presidente, continuare su questa strada. Vorrei che si
riprendesse quel cammino che il Presidente Miccichè, ha voluto
iniziare con la puntualità dell'apertura della seduta senza
aprire e rinviare - perchè non basta - ma aprire, discutere,
esaurire l'ordine del giorno e rinviare a dopo, altrimenti, si
cade dalla padella alla brace.
BARBAGALLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un
problema di metodo: l'Aula è stata aperta alle 19.00 meno due
minuti ed io, insieme ad alcuni colleghi, ho cercato di
comprendere, pensavamo che fosse stato risolto tutto perchè si
tratta di un adempimento assolutamente tecnico e propedeutico a
qualsiasi iniziativa legislativa.
Credo, quindi, che si possa operare anche in assenza del
Governo.
Non conosciamo le ragioni del rinvio. Certamente, smentiscono
tutti i buoni propositi del Presidente che sono stati ribaditi
negli incontri che ha avuto con i Gruppi parlamentari.
Non ci è stato comunicato, né come Presidenti dei Gruppi
parlamentari, né come parlamentari, che ci sarebbe stato un
rinvio. Mi auguro che lo stesso non sia determinato dal mancato
accordo su qualche presidenza o vicepresidenza. Ciò sarebbe grave
ed indicherebbe un degrado della politica che, anzichè parlare di
progettualità, di valori e di promozione dello sviluppo per la
nostra Terra, si ridurrebbe a contrattare anche le cariche che
non hanno avuto mai rilievo dal punto di vista politico.
Siamo contrari al rinvio anche perchè vi è una mancanza di
rispetto nei confronti di parlamentari che vivono a quattro ore
di distanza da Palermo. Vi sono deputati di Pozzallo, di
Siracusa.
Esprimere il voto sulle Commissioni è diverso rispetto alla
partecipazione alle dichiarazioni programmatiche, quindi, ognuno
si organizza secondo le cose che ritiene prioritarie.
Questo è un incidente di percorso grave ed una mancanza di
impegno da parte del Presidente nei confronti dell'Assemblea
Vorrei che il Presidente venisse ad esprimere quali sono le
ragioni di un rinvio immotivato che noi contestiamo apertamente.
PRESIDENTE Vorrei fare due considerazioni: la prima è che il
Governo è tenuto ad essere in Aula quando si discutono
provvedimenti legislativi o provvedimenti che interessano il
Governo e non quando si discutono atti interni all'Assemblea; la
seconda è che il rinvio è riconducibile alla modifica del
Regolamento approvata in mattinata.
La Presidenza attende le indicazioni dei Gruppi parlamentari
per la composizione delle Commissioni; infatti, se le indicazioni
non sono complete, per il doveroso rispetto dell'autonomia dei
Gruppi, è necessario attendere.
CRACOLICI Signor Presidente, quali Gruppi non hanno ancora
inviato le designazioni?
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, assicuro che nel caso in cui
le designazioni non perverranno entro domani mattina, la
Presidenza compilerà autonomamente le liste dei componenti le
singole Commissioni da sottoporre al voto dell'Assemblea.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, venerdì 21
luglio 2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea.
II - Comunicazione del programma di governo da parte del
Presidente della Regione.
La seduta è tolta alle ore 19.15