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Resoconto d'Aula della Seduta n. 5 di giovedì 20 luglio 2006
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   Presidenza del presidente Miccichè


   RINALDI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del presidente Miccichè


    Comunicazione di nomina di cariche interne da parte di Gruppo
                            parlamentare

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico   che   il   Gruppo
  parlamentare Movimento per l'Autonomia ha proceduto  alla  nomina
  delle cariche interne, che risultano essere le seguenti:

   Presidente:   onorevole   Giovanni  Di  Mauro;   Vicepresidente:
  onorevole Angelo Lombardo; Segretario: onorevole Cateno De Luca.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di nomina di Presidente di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Antonino  DINA  è  stato
  eletto   Presidente   del   Gruppo   parlamentare    Unione   dei
  Democraticicristiani e di centro'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, invito ulteriormente i Gruppi  che  non  lo
  avessero ancora fatto ad integrare le proprie cariche interne, ai
  sensi dell'articolo 25 del Regolamento interno, dandone immediata
  comunicazione alla Presidenza.

   Comunicazione  di  decreto di sostituzione di  componente  della
  Commissione Regolamento

   PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 10 del 13 luglio  2006,
  l'onorevole  Giovanni  Di  Mauro  è  nominato  componente   della
  Commissione  per  il Regolamento, in sostituzione  dell'onorevole
  Nicola Leanza, nominato Assessore regionale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9  del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè


   Discussione  della proposta di modifica del Regolamento  interno
  dell'Assemblea regionale siciliana concernente gli articoli 32  e
  69  bis, in materia di composizione delle Commissioni legislative
  permanenti  e  della  Commissione permanente  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea (Doc. I)

   PRESIDENTE,  relatore  della  proposta  di  modifica.  Onorevoli
  colleghi, si passa al primo punto all'ordine del giorno che reca:
  Discussione della proposta di modifica del Regolamento interno in
  materia  di composizione delle Commissioni legislative permanenti
  e  della  Commissione  permanente  per  l'esame  delle  questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea (Doc. I).
   Invito  i  componenti  la  Commissione  per  il  Regolamento   a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli   colleghi,  quale  relatore  illustro   la   presente
  proposta  di  modifica al Regolamento interno, che  si  sottopone
  all'attenzione   dell'Assemblea,  si  propone  di   adeguare   la
  struttura  delle  Commissioni  legislative  permanenti  e   della
  Commissione  permanente Unione Europea a  seguito  della  riforma
  costituzionale del 2001 che ha introdotto la possibilità, per  il
  Presidente  della Regione, di nominare Assessori  esterni ,  cioè
  non facenti parte dell'ARS.
   Mi  preme  fare  questo chiarimento perché tanti giornali  hanno
  riportato   questa  nostra,  credo  obbligatoria,   modifica   di
  Regolamento come una moltiplicazione di poltrone all'ARS.
      Intanto,   diamo  notizia  alla  stampa  che  la   cosiddetta
   poltrona  di Commissione non produce alcun effetto benefico  nei
  confronti  della  famiglia  e  del singolo  deputato  perché  non
  comporta  alcun gettone. In più, credo sia stata fatta giustizia,
  al livello di Commissione per il Regolamento, con la speranza che
  l'Aula   oggi   possa   approvarla,  in   maniera   assoluta   ed
  obbligatoria.
   Infatti,  mentre  fino agli anni precedenti i  componenti  delle
  commissioni  erano 78, in quanto i dodici assessori  erano  tutti
  parlamentari,  quindi deputati dell'ARS, nel momento  in  cui  la
  nuova  legge elettorale prevede che gli assessori possano  essere
  esterni,  bisogna  far sì che, teoricamente,  tutti  i  deputati,
  esclusi  soltanto  il Presidente della Regione ed  il  Presidente
  dell'Assemblea,  quindi  88 deputati,  debbano  far  parte  delle
  Commissioni.
   Ricordo,  inoltre,  che  quello delle Commissioni  è  il  lavoro
  principe  di  un  Parlamento e non avrebbe logica  (infatti,  non
  avviene in alcun Parlamento del mondo) che un deputato non faccia
  parte di alcuna Commissione legislativa.
   Mi  premeva  fare  tale preciso chiarimento  prima  di  dare  la
  parola ai deputati che ne facessero richiesta, proprio perché  mi
  sembra  che  all'esterno  di  questa  Assemblea  non  sia   stato
  percepito  il  valore  e l'impegno che questa eventuale  modifica
  comporterà.  Non  si  tratta quindi di una  mera  spartizione  di
  poltrone che di fatto - ripeto -  non esiste.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intendo
  svolgere  il  mio  intervento  in  due  parti.  Una  parte  è  un
  intervento di servizio, che consentirà all'Aula di essere  pronta
  ad affrontare la questione; e la seconda  parte di merito.
   La  modifica di Regolamento al nostro esame certamente  è  utile
  alla  funzionalità del Parlamento non soltanto per  le  questioni
  che   lei  stessa,  Presidente,  ha  poc'anzi  indicato  e   che,
  certamente,  rappresentano  il  fulcro  della  decisione  che  ha
  portato la Commissione Regolamento a predisporre questa modifica,
  ma  anche  perché  consente  di  svincolare  un'altra  parte  del
  Regolamento  altrettanto importante, anche alla luce  delle  cose
  che   sia  lei  sia  il  Presidente  della  Regione  avete  detto
  all'inizio di questa XIV Legislatura: l'esigenza di consentire al
  Parlamento  di lavorare meglio, di lavorare sui testi  unici,  di
  lavorare  anche sui cosiddetti disegni di legge che  giungono  in
  Aula  dopo  essere  stati  discussi in Commissione  in  sede  non
  soltanto referente ma anche redigente.
   L'ampliamento  del  numero  dei  componenti  delle   Commissioni
  infatti consentirà, insieme e in uno con la riduzione del  numero
  dei  Gruppi  parlamentari venutasi a determinare a seguito  della
  legge  di riforma elettorale, una presenza proporzionata di tutti
  i  Gruppi  parlamentari  all'interno delle  commissioni,  venendo
  quindi incontro alla logica di rappresentatività che è alla  base
  delle  modifiche regolamentari che furono adottate dal precedente
  Parlamento.  Tra  le  altre modifiche si è  introdotta  anche  la
  possibilità  di legiferare in sede redigente con la  possibilità,
  inoltre,  di predisporre testi unici che dovessero passare  dalle
  commissioni nelle quali fossero però rappresentati tutti i Gruppi
  parlamentari e nel caso in cui, appunto, ciò sarebbe avvenuto  in
  maniera  sperequata  rispetto alla loro composizione  si  sarebbe
  dovuto procedere ad una integrazione, ovvero al computo ponderale
  della rappresentanza di ciascun membro.
   Pertanto, questa modifica regolamentare viene incontro  anche  a
  tale  esigenza  e,  dunque,  è  certamente  auspicabile  che   il
  Parlamento la voti rapidamente.
     Il mio intervento - che, come dicevo all'inizio, è in parte di
  servizio  per  consentire all'Aula di essere nelle condizioni  di
  votare  -,  mi  pare che abbia svolto questo compito;  credo,  in
  linea  di  massima,  che  l'Aula  in  questo  momento  sia  nelle
  condizioni  di potere approvare questo testo e soprattutto  se  i
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari saranno  tutti  presenti  e
  garantiranno il quorum previsto di 46 deputati. Pertanto  non  mi
  dilungo  oltre  e la ringrazio, Presidente, per  avermi  dato  la
  parola.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  oggi
  questa modifica regolamentare sottoposta all'attenzione dell'Aula
  sia opportuna sotto certi aspetti e, sotto altri,  invece ritengo
  che sia monca.
   Vi  è  la  necessità  di una rivisitazione del  Regolamento,  al
  punto  in  cui  siamo.  Intanto, per tentare,  a  posteriori,  di
  modificare un vulnus che è già avvenuto e che ha bisogno  di  una
  norma  regolamentare per potere restare in piedi, ed è necessario
  che  la  Commissione per il Regolamento discuta dell'argomento  e
  che  l'Aula  poi torni a legiferare. Infatti, se dobbiamo  tenere
  conto  anche  dei  Gruppi  in deroga  in  seno  al  Consiglio  di
  Presidenza  dell'Assemblea, dovremo  pure  tenere  conto  che  il
  Regolamento interno recita che nessun Gruppo, se non regolarmente
  costituito  (la cui composizione non è mai inferiore  a  cinque),
  non  può  avere una presenza in tale organo e, quindi, un  gruppo
  composto  da quattro deputati rimarrebbe  fuori. Ciò non  sarebbe
  una cosa di poco conto.
   Voglio  sottolinearlo  perché è necessario  che  questo  Gruppo,
  anche  in  deroga,  per  quel che il Regolamento  prevede,  abbia
  possibilità di ingresso.
   Inoltre,  occorre  modificare ulteriormente il Regolamento,  nel
  momento  in  cui i componenti delle Commissioni diventeranno  15,
  in  considerazione  del fatto che, allora, si  decise  -  tenendo
  conto anche di alcune esigenze che noi, come maggioranza, abbiamo
  dovuto  subire nella scorsa legislatura  - che bastava   che  due
  deputati in Commissione chiedessero la verifica del numero legale
  per bloccare i lavori.
   Tale  principio  è necessario ed opportuno che  sia  confermato.
  Ciò  significa  anche che i due deputati che chiedono  il  numero
  legale  in Commissione, lo fanno per non bloccare i lavori  della
  stessa.
   Da  un  lato,  con  la  previsione  di  quindici  componenti  in
  ciascuna  Commissione cerchiamo di agevolare l'iter  legislativo,
  ma  dall'altro, se manteniamo la norma regolamentare  secondo  la
  quale i due richiedenti il numero legale in Commissione non  sono
  computati  agli  effetti  del  numero  legale  stesso,   rendiamo
  difficile  il percorso ancorché nelle Commissioni la  maggioranza
  abbia  una  rappresentanza di nove componenti  a  fronte  di  sei
  dell'opposizione.
   Invito  quindi  la sinistra a riflettere - per  tanto  tempo  ha
  pensato di essere maggioranza, purtroppo ciò non è avvenuto; però
  nei  prossimi cinque anni chissà cosa avverrà -; la sinistra deve
  tenere  conto  che ci potrebbe essere un avvenire consacrato  dal
  Regolamento  e  non dalla idealità di esserci o  non  esserci  in
  quest'Aula.
   Ciò  significa che in Commissione bisogna essere almeno in otto,
  come  maggioranza,  nel  momento in cui  i  componenti  diventano
  quindici;  questo  è  utile per esprimere  pareri  e  definire  i
  lavori.
   Con  ciò  non  intendo  alimentare  scontri  che  non  esistono,
  piuttosto vorrei invitare serenamente l'intera Assemblea a  farsi
  carico  delle problematiche che ho sottolineato per una  modifica
  concreta  del Regolamento che consenta di procedere con  celerità
  nei  lavori  di Commissione per poi avere un riscontro  anche  in
  Aula.
   Apprezzo    quanto   espresso   dall'onorevole   Fleres    sulla
  Commissione  redigente e quasi deliberante sui testi unici,  cosa
  che   abbiamo   fatto  nella  precedente  sessione  parlamentare.
  Aggiungo, però, che non siamo riusciti a cavare un solo ragno dal
  buco.  E  il  discorso  di  portare a quindici  i  componenti  le
  commissioni  per  dare modo a tutti i gruppi politici  di  essere
  rappresentati,     agevolerebbe    sicuramente    il     percorso
  legislativo.
   Invito  il  Presidente  dell'Assemblea  a  sollecitare  in  modo
  risoluto  perché  i testi unici possano essere portati  all'esame
  dell'Aula  dando  loro concreta operatività  attraverso  il  voto
  finale  d'Aula e concludendo così una vertenza che è assurda,  se
  si  pensa,  ad esempio, a tutte le norme sull'urbanistica  o  sui
  lavori pubblici sparpagliate in leggi omnibus.
     Mi  auguro che tutto questo non avvenga mai più, che le  leggi
  abbiano dei testi dei quali si tenga conto senza  aggravamenti ed
  assurdità  che  li traduca in un bailamme di norme  e  di  rinvii
  legislativi   che  poi  si  devono  andare  a  cercare,   creando
  confusione e comportando spreco di energie per il cittadino,  per
  l'amministratore  locale,  per  i  sindaci,  per  i   consiglieri
  provinciali o comunali.
   Signor  Presidente, ribadisco, infine, la necessità   -  il  mio
  intervento tende a questo - di sollecitare  una rivisitazione del
  Regolamento in tempi brevissimi che tenga conto di alcune  realtà
  che  devono essere modificate per accelerare i lavori  sia  nelle
  Commissioni che in Aula.
     La invito, pertanto, signor Presidente, a riflettere su questo
  per  arrivare ad una decisione che consenta, in tempi brevi, alla
  Commissione   per   il   Regolamento  di  riunirsi   e   proporre
  all'Assemblea  modifiche anche sostanziali,  laddove  necessario,
  perché  i  lavori  di Commissione e d'Aula - ripeto  -  procedano
  speditamente,   ma   con  l'approfondimento   necessario,   senza
  dividerci  sulle leggi da fare ma costruendo insieme un  percorso
  per rendere un servizio alla nostra terra di Sicilia.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il cambio di legge  elettorale
  -  volevo  sottolinearlo prima di dare la  parola  ad  altri  che
  desiderino  intervenire  - comporta, secondo  me,  una  revisione
  importante  del  Regolamento,  per  cui  quello  che  l'onorevole
  Cintola  ha  appena chiesto è già oggetto del nostro  lavoro  per
  potere, poi, fare una proposta anche più completa.
   Adesso  dobbiamo  portare avanti i lavori di  questa  Assemblea,
  dobbiamo  cominciare a lavorare. In ogni caso, le  do  pienamente
  ragione.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  per  contestare in un certo senso quanto affermato dall'onorevole
  Cintola.   Il  problema, a mio avviso, infatti, non è  quello  di
  dover  chiedere o meno il numero legale; il problema è che  nelle
  Commissioni legislative la maggioranza deve esserci.
   Credo,  anche per l'esperienza passata, che la minoranza non  ha
  mai  fatto  ostruzionismo sui problemi  generali  e  sulle  leggi
  particolari. Snellire le procedure non vuol dire da  parte  della
  maggioranza non assicurare la presenza nelle Commissioni.
   Il  vero  problema  è questo: se vi deve essere  una  svolta  in
  questa  legislatura  per quanto riguarda i  lavori  d'Aula  e  di
  Commissione  non  è  certo diminuendo il numero  che  si  possono
  affrontare leggi di interesse generale. Allora, io credo  che  si
  possano  apportare le modifiche del Regolamento, ma  credo  anche
  che  non si possa tentare di dire che il numero legale  non debba
  essere richiesto.
   La  minoranza  non  ha  mai creato grossi  problemi  all'interno
  delle  Commissioni legislative nella passata legislatura. E credo
  che  lo spirito non debba essere quello, bensì di assicurare  non
  solo  la  presenza, ma la discussione di leggi che possono  avere
  anche  il consenso della minoranza laddove bisogna, come dice  il
  Presidente,  secondo  lo  spirito della  nuova  legge  elettorale
  assicurare  un 60 per cento alla maggioranza e un  40  per  cento
  all'opposizione.  Pertanto,  al di  là  delle  modifiche,  queste
  modifiche non possono stravolgere l'impostazione per cui in  sei,
  in  cinque deputati si riesce ad esitare delle proposte di  legge
  da portare in  Aula.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, chiedo che  non  si  inizi  un
  dibattito  su  un  argomento  che di  fatto  non  esiste,  perché
  eventuali  discussioni  del genere le svolgeremo  -  se  dovranno
  essere  svolte  -  in  altro momento, allorquando  saranno  poste
  ufficialmente all'ordine del giorno.
   Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione generale.
   Si  passa  alla proposta di  Modifica alla Sezione III  bis  del
  Capo V del Titolo II . Ne do lettura:

    -All'articolo 39 bis sostituire il comma 2 con il seguente:

     2.  La Commissione è costituita da quindici membri. Nella  sua
    prima  riunione,  la  Commissione  procede,  secondo  le  norme
    dell'articolo  31,  alla  elezione  del  presidente,   di   due
    vicepresidenti e del segretario. .
      La  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
    contrario si alzi.

                           (E' approvata)

    Si passa alla proposta di modifica dell'articolo 62:
     Sostituire il comma 2 con il seguente:

     2.  Ciascuna  di  dette  commissioni si  compone  di  quindici
    membri. .

    La  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
    contrario si alzi.

                           (E' approvata)

  Votazione  finale  della  proposta di  modifica  del  Regolamento
  interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  della  proposta  di modifica  del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea regionale siciliana concernente gli articoli 32  e
  69 bis (Doc. I).
   Onorevoli  colleghi, prima di procedere alla  votazione  finale,
  pongo in votazione la delega alla Presidenza per il coordinamento
  formale del testo approvato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Ricordo  che, ai sensi dell'articolo 39 del Regolamento interno,
  per  l'approvazione  delle modifiche del Regolamento  occorre  la
  maggioranza  assoluta dei deputati assegnati all'Assemblea,  cioè
  46 deputati.
   Indìco,  quindi, la votazione finale per scrutinio nominale,  ai
  sensi dell'art. 122 del Regolamento interno.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Onorevoli  colleghi, comunico che a causa di un  errore  tecnico
  la votazione è annullata.
   Pertanto,  indìco nuovamente la votazione finale  per  scrutinio
  nominale, ai sensi dell'art. 122 del Regolamento interno.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Adamo,  Ammatuna,  Antinoro,  Apprendi,  Aulicino,
  Barbagallo, Cantafia, Caputo, Cascio, Cimino, Cintola, Cracolici,
  Culicchia,  Correnti, D'Aquino, De Benedictis, Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Fagone,  Falzone,  Fiorenza,  Fleres,
  Formica,  Galvagno,  Gennuso,  Granata,  Gucciardi,  Laccoto,  La
  Manna,  Limoli,  Maira, Mancuso, Maniscalco,  Ortisi,  Panarello,
  Panepinto, Parlavecchio, Parrinello, Piccione, Pugliese,  Ragusa,
  Regina,  Rizzotto, Ruggirello, Savona, Scoma, Speziale,  Terrana,
  Tumino, Villari, Zago, Zappulla.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  il  risultato  della
  votazione.

   Presenti e votanti          54
   Maggioranza                 46
   Favorevoli                  54

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  affinché resti agli  atti  della  presente
  seduta, dichiaro di non avere partecipato alla votazione per mero
  errore  tecnico ma che avrei votato favorevolmente alla  proposta
  di modifica.
   Ricordo,  inoltre,  a tutti i deputati che  domani,  venerdì  21
  giugno  2006,  è  prevista una seduta nella quale  il  Presidente
  della  Regione, onorevole Cuffaro, presenterà il  suo  Governo  e
  renderà   le   dichiarazioni  programmatiche.  Data  l'importanza
  dell'occasione, vi invito ad essere tutti presenti.
   Onorevoli  colleghi, per consentire una riunione dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari presso il mio studio al fine di definire
  la composizione delle Commissione legislative, sospendo la seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.00, è ripresa alle ore 18.00)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


              Presidenza del Vicepresidente Stancanelli

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  poiché  è  in  corso  il   Consiglio   di
  Presidenza,  sospendo la seduta, avvertendo che  riprenderà  alle
  ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 19.00)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  sia  anche  buona  abitudine far conoscere  l'orientamento  della
  Presidenza.

    PRESIDENTE  Lei mi ha interrotto.

    CRACOLICI   Se mi ascolta capirà, ma credo che  lei  abbia  già
  capito.  Bisogna  far conoscere l'orientamento  della  Presidenza
  qualche secondo prima.
   Ho   appreso,  grazie  ai  commessi  d'Aula,  che  sarebbe   sua
  intenzione  rinviare la seduta a domani; l'ho appreso  grazie  ai
  commessi  d'Aula  perchè hanno ritirato i  cartellini  che  erano
  stati   distribuiti  ai  singoli  deputati   per   la   votazione
  elettronica. Prendo atto, quindi, che c'è qualcuno che  ha  fatto
  trapelare la notizia in qualche modo.
   Al di là delle battute, mi sembra che si stia andando oltre.
   Oggi,   sono   stato   onorato   di   ricevere   il   Presidente
  dell'Assemblea nei locali del Gruppo DS. Gli abbiamo  manifestato
  il  nostro apprezzamento per la sua intenzione di dare rigore  ai
  lavori  d'Aula,  per la puntualità nell'iniziare  i  lavori,  uno
  stile   che,  in  qualche  modo,  dia   autorevolezza   a  questo
  Parlamento.
   Se  la  puntualità però consiste nel fatto che siamo puntuali  a
  rinviare,  si  tratta  di una puntualità  che  non  ha  efficacia
  alcuna.
   Stiamo  parlando  di  un  adempimento.  Abbiamo  modificato   un
  Regolamento  che  prevede  che  ogni  Commissione  legislativa  è
  composta  da  quindici deputati;  quindici per  sei  fa  novanta.
  Siamo novanta deputati, quindi è certo che ogni deputato fa parte
  almeno di una Commissione; non credo che occorra un ingegnere per
  stabilire   la  modalità  di  ripartizione  dei  deputati   nelle
  Commissioni.
   Siamo  qui  da  dodici ore, sostanzialmente, in  attesa  non  ho
  capito di cosa. Vorrei, quindi, che fosse esplicita la ragione di
  un rinvio.
   Quello  che  dovevamo compiere oggi era un adempimento  tecnico;
  addirittura,  ipotizzavo lavori d'Aula alle  ore  13,00,  con  la
  possibilità di disporre del pomeriggio libero, in attesa  che  il
  Presidente  della  Regione, domani,  sia  presente  in  Aula  per
  portare a conoscenza il  programma con il quale intende governare
  in Sicilia.
   Abbiamo  appreso  che lei si appresterebbe, in qualche  modo,  a
  rinviare   a  domani  i  lavori.  Avevamo  escluso  peraltro   la
  possibilità  di  trattare  in  Aula  la  relazione  programmatica
  insieme alla questione delle Commissioni.
   Adesso, invece, sembra che su quella esclusione ci sia stato  un
  ripensamento.
   Credo  che  la  maggioranza non possa  coprire  di  ridicolo  il
  Parlamento. Evitiamo di fare ciò; evitiamo di fare delle cose che
  offendono  tutti. Se c'è bisogno di un ulteriore  approfondimento
  di  mezz'ora,  possiamo  chiudere questa  partita  relativa  alla
  nomina delle Commissioni perché sono certo che domani ce ne  sarà
  un'altra. Non si può, ogni volta, per un motivo o di fronte ad un
  problema pensare che la scelta obbligata è il rinvio.
   C'è  un  momento  in  cui  bisogna  decidere.  La  nomina  delle
  Commissioni  è un atto obbligatorio. La Presidenza dica,  quindi,
  quali  deputati  non faranno parte delle Commissioni  e  si  vada
  avanti.

    CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, i buoni  inizi:
  cominciare  alle  10.30  del mattino, alle  10.29  il  Presidente
  dell'Assemblea   apriva   la   seduta   ma   stiamo   cominciando
  diversamente.  Ero lieto che si trattasse di una forma  forte  di
  dare dignità e ruolo all'Assemblea.
   Anche  in  data odierna, debbo dire, avevo chiesto sommessamente
  di  evitare  di incontrarci di nuovo oggi e di fare tutto  domani
  mattina  in  maniera tale che la notte potesse portare  consiglio
  all'intera maggioranza ma anche all'opposizione.
   No, è urgente e bisogna farlo subito.
   Il  fatto che si debba fare ciò subito, iniziando alle 18.00  e,
  con  un'ora di ritardo - alle diciannove - si torni per  dire  di
  rinviare  a  domani  mattina, mi convince che stiamo  cominciando
  peggio  o  di  bene in peggio. Ciò sta a significare  che  stiamo
  cominciando seguendo la vecchia abitudine.
   E  se  la  vecchia abitudine non ha portato risultati  esemplari
  per  i  lavori  d'Aula,  devo  dire  oggi  che  non  comincio   a
  scandalizzarmi troppo del fatto che si rinvii a domani ma che  il
  rinvio sia ultimo; che le forze presenti in Aula, la maggioranza,
  se  si  deve  compattare su un segretario, un  segretariato,  una
  vicepresidenza o presidenza e non so cos'altro, non tenendo conto
  che  senza questi adempimenti l'Aula non può iniziare il suo iter
  normale legislativo...
   Siamo  noi  involontariamente,  signor  Presidente  e  onorevoli
  colleghi,  a  non  dare  a  noi stessi  il  principio  di  quella
  continuità di inizio puntuale di esaminare l'ordine del giorno  e
  definirlo.
   I  tre  rinvii non suonano bene e se il giorno si vede dal  buon
  mattino,  vedo  che  piove  e piove a dirotto:  Governo  assente,
  certamente non ladro, ma assente che non consentirebbe neppure di
  aprire i lavori dell'Assemblea - i regolamenti non ce li possiamo
  pestare  sotto  i piedi - ed è statuito in termini inequivocabili
  che  senza la presenza del Governo le sedute non si possono fare.
  Il  Governo  ha dimenticato che c'è un inadempimento di  fatto  e
  deve  rispettarlo, altrimenti, non possiamo andare avanti secondo
  le regole.
   Si  è  fatto lo strappo? Chiedo di ricucirlo anche a posteriori,
  modificando  il  Regolamento in modo da dare  la  possibilità  al
  Presidente   dell'Assemblea   di  insediare   realisticamente   e
  seriamente   il   segretario  che  abbiamo   eletto   contro   il
  Regolamento. Bene.
   Vogliamo  modificare  il Regolamento? Modifichiamolo  e  diciamo
  che senza il Governo possiamo andare avanti.
   Facciamo  però una modifica regolamentare. Non possiamo lasciare
  tutto  all'arbitrio: ogni volta che siamo qui, veniamo  chiamati,
  aspettiamo e poi si rinvia.
   Non  è  per questioni contenutistiche relativamente ad una legge
  da affinare, e così via.
   E'  una piccola bottega, con piccole vacche, mentre la realtà  è
  che  la  Sicilia  aspetta provvedimenti molto più  importanti  di
  conoscere  chi  sarà  presidente  di  una  Commissione,  chi   il
  vicepresidente  o  il  segretario  o  chi  sarà  Segretario   del
  Consiglio  di  Presidenza pur avendo già  un  vicepresidente  nel
  Consiglio di Presidenza.
   Credo  che  queste cose alla Sicilia interessino  poco  e  molto
  poco possono interessare ai deputati; molto di più interessa alla
  Sicilia che si ponga inizio al volano dello sviluppo e del lavoro
  da assicurare a questa Regione.
   Vorrei  tanto  che  non  diventasse uso e  consuetudine,  signor
  Presidente,   continuare  su  questa  strada.   Vorrei   che   si
  riprendesse  quel cammino che il Presidente Miccichè,  ha  voluto
  iniziare  con  la  puntualità dell'apertura  della  seduta  senza
  aprire  e  rinviare  - perchè non basta - ma  aprire,  discutere,
  esaurire  l'ordine del giorno e rinviare a dopo,  altrimenti,  si
  cade dalla padella alla brace.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è  un
  problema  di  metodo: l'Aula è stata aperta alle 19.00  meno  due
  minuti  ed  io,  insieme  ad  alcuni  colleghi,  ho  cercato   di
  comprendere,  pensavamo che fosse stato risolto tutto  perchè  si
  tratta  di un adempimento assolutamente tecnico e propedeutico  a
  qualsiasi iniziativa legislativa.
   Credo,  quindi,  che  si  possa operare  anche  in  assenza  del
  Governo.
   Non  conosciamo  le ragioni del rinvio. Certamente,  smentiscono
  tutti  i  buoni propositi del Presidente che sono stati  ribaditi
  negli incontri che ha avuto con i Gruppi parlamentari.
   Non  ci  è  stato  comunicato,  né come  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  né  come parlamentari, che  ci  sarebbe  stato  un
  rinvio.  Mi auguro che lo stesso non sia determinato dal  mancato
  accordo su qualche presidenza o vicepresidenza. Ciò sarebbe grave
  ed indicherebbe un degrado della politica che, anzichè parlare di
  progettualità, di  valori e di promozione dello sviluppo  per  la
  nostra  Terra, si ridurrebbe a contrattare anche le  cariche  che
  non hanno avuto mai rilievo dal punto di vista politico.
   Siamo  contrari  al  rinvio anche perchè vi è  una  mancanza  di
  rispetto  nei confronti di parlamentari che vivono a quattro  ore
  di  distanza  da  Palermo.   Vi sono  deputati  di  Pozzallo,  di
  Siracusa.
   Esprimere  il  voto  sulle Commissioni è diverso  rispetto  alla
  partecipazione alle dichiarazioni programmatiche, quindi,  ognuno
  si organizza secondo le cose che ritiene prioritarie.
   Questo  è  un  incidente di percorso grave ed  una  mancanza  di
  impegno da parte del Presidente nei confronti dell'Assemblea
   Vorrei  che  il  Presidente venisse ad esprimere quali  sono  le
  ragioni di un rinvio immotivato che noi contestiamo apertamente.

    PRESIDENTE  Vorrei fare due considerazioni: la prima è  che  il
  Governo   è   tenuto  ad  essere  in  Aula  quando  si  discutono
  provvedimenti  legislativi  o provvedimenti  che  interessano  il
  Governo e non quando si discutono atti interni all'Assemblea;  la
  seconda  è  che  il  rinvio  è riconducibile  alla  modifica  del
  Regolamento approvata in mattinata.
   La  Presidenza  attende le indicazioni dei  Gruppi  parlamentari
  per la composizione delle Commissioni; infatti, se le indicazioni
  non  sono  complete, per il doveroso rispetto dell'autonomia  dei
  Gruppi, è necessario attendere.

    CRACOLICI   Signor Presidente, quali Gruppi  non  hanno  ancora
  inviato le designazioni?

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, assicuro che nel  caso  in  cui
  le   designazioni  non  perverranno  entro  domani  mattina,   la
  Presidenza  compilerà autonomamente le liste  dei  componenti  le
  singole Commissioni da sottoporre al voto dell'Assemblea.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  venerdì  21
  luglio 2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      I  - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
      Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
      l'attività dell'Unione europea.

      II  - Comunicazione del programma di governo da parte del
      Presidente della Regione.
                  La seduta è tolta alle ore 19.15