Presidenza del vicepresidente Stancanelli
FALZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo e missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Manzullo è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli:
Rizzotto, dal 29 al 31 marzo 2007;
Cristaldi, dal 28 al 31 marzo 2007;
Caputo, dal 28 marzo al 2 aprile 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, in data 27 marzo
2007, il seguente disegno di legge:
Istituzione del Difensore civico della Regione siciliana.
Norme guida per i difensori civici operanti presso gli enti
locali dell'Isola (n. 555)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ammatuna, Culicchia,
Fiorenza, Galletti, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Mattarella,
Manzullo, Ortisi, Rinaldi, Tumino, Vitrano, Zangara.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 27 marzo 2007, alla Commissione legislativa
SAffari istituzionali (I):
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 settembre
1999, n. 20 Nuove norme in materia di interventi contro la mafia
e di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari' e norme di prevenzione e contrasto
dell'usura (n. 554)
di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate, in data 27 marzo 2007, alla
competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura
(Co.Ri.Bi.A) - Designazione componenti del collegio dei revisori
(n. 37/I)
pervenuta in data 26 marzo 2007
Consorzio di ricerca filiera carni - Designazione presidente
del collegio dei revisori (n. 38/I)
pervenuta in data 26 marzo 2007
Consorzio di ricerca G.B. Ballatore - Designazione componenti
del comitato dei consorziati (n. 39/I)
pervenuta in data 26 marzo 2007
Consorzio di ricerca filiera carni - Designazione componenti
del comitato dei consorziati (n. 40/I)
pervenuta in data 26 marzo 2007
Ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) - Designazione componente
del consiglio di amministrazione (n. 41/I)
pervenuta in data 26 marzo 2007.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso dalla Commissione
legislativa Ambiente e Territorio (IV) il seguente parere:
Piano di propaganda turistica 2007 (n. 33/IV).
reso in data 27 marzo 2007
inviato in data 28 marzo 2007.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FALZONE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
il personale medico impegnato nel servizio di guardia medica
della frazione S. Martino delle Scale-Monreale (PA) ha informato
i residenti che sta per essere soppressa l'unica struttura
sanitaria esistente nella frazione;
la frazione S. Martino delle Scale, nota per la splendida
Abbazia Benedettina, ha una popolazione residente di oltre 4.000
abitanti, che diventano oltre ventimila nei mesi estivi;
l'intera frazione in atto vive un momento di grande difficoltà,
in quanto la scuola dell'obbligo rischia di chiudere per motivi
di inadeguatezza dei locali, mentre molte imprese commerciali e
imprenditoriali da tempo hanno cessato la loro attività;
la chiusura della guardia medica rischia di determinare disagi
pesantissimi ai cittadini residenti aumentando il già diffuso
senso di malessere che vive l'intera frazione montana;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per evitare
la chiusura del presidio medico sanitario citato in premessa.»
(1009)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che da tempo gli allevatori e le aziende
del settore zootecnico vivono una grave crisi economica e per le
avverse condizioni di mercato e per la complessità delle norme
che impongono costi insostenibili per la messa in sicurezza delle
aziende e per l'adeguamento alla legislazione comunitaria;
considerato che da oltre due anni gli operatori del settore
hanno chiesto all'Amministrazione comunale di Monreale (PA) di
inserire nel relativo bilancio un capitolo di spesa per sostenere
i costi di gestione e per promuovere attività finalizzate al
rilancio commerciale delle aziende;
rilevato che fino ad oggi nessun provvedimento di carattere
economico o di sostegno è stato adottato dal Comune di Monreale e
che numerosi produttori del settore hanno manifestato
l'intendimento di chiudere le aziende e che alcuni di essi stanno
procedendo al licenziamento di personale dipendente;
valutato che la zootecnia è una della attività principali
dell'agricoltura monrealese, che, oltre che creare economia e
sviluppo, garantisce ottimi prodotti e contribuisce a sostenere i
livelli occupazionali;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire presso il Comune di
Monreale affinché promuova iniziative economiche a sostegno
dell'importante settore produttivo;
altresì, se il Governo della Regione intenda adottare
interventi per risolvere la crisi del settore zootecnico nel
territorio del Comune di Monreale.» (1010)
CAPUTO
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che la responsabile del Museo
archeologico regionale di Agrigento, dott.sa Armida De Miro, è
stata spostata in altra sede ponendo fine in modo anticipato al
suo mandato, che avrebbe dovuto concludersi nel dicembre del
2007;
ricordato che un simile provvedimento è già stato adottato nel
settembre del 2005 nei confronti dell'allora responsabile del
servizio Museo, dr. Castellana, che è oggi proprio la persona
incaricata di sostituire la dott.sa De Miro, la quale già a sua
volta nel 2005 era stata spostata di sede;
osservata la strana prassi di tali spostamenti, i quali vengono
comunicati al personale dall'esterno e mai attraverso canali
ufficiali;
non essendo comprensibili le ragioni per le quali nel 2005
vennero sollevati dai loro incarichi gli stessi funzionari che
oggi vengono riammessi alle medesime funzioni;
considerato che il rapporto tra il personale e i funzionari in
questione è stato diverso: conflittuale nei confronti del dr.
Castellana e collaborativo con la dott.sa De Miro e che il
conflitto con il dr. Castellana verosimilmente fu tra le cause
della precedente rimozione, ma rende incomprensibile l'attuale
ritorno alla situazione di partenza;
per sapere:
quali ragioni presiedano alle scelte in oggetto e se le
procedure adottate nei confronti dei funzionari Castellana e De
Miro rientrino nella prassi o se non vi si ravvisino elementi di
discrezionalità inaccettabili per una pubblica amministrazione;
se non ritenga che la scelta compiuta possa riproporre elementi
di tensione con i lavoratori del Museo;
se non valuti che sostituzioni così frequenti possano
alimentare un diffuso senso di precarietà tra i dirigenti
impedendo loro di programmare nel tempo qualcosa di realmente
utile e costruttivo.» (1011)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che nell'ultima circolare (febbraio
2007) dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali
e della pubblica istruzione inerente i contributi 2007 per
attività musicale (ex legge 44/1985) è stabilito che le
associazioni che non hanno presentato il consuntivo per ricevere
i contributi a valere per il 2006 entro il 31 dicembre dello
stesso anno, non potranno fare richiesta di contributi per il
2007;
osservato che tale circolare avrebbe effetto retroattivo,
essendo stata emanata nel febbraio di quest'anno e che introduce
una repentina e inaspettata discontinuità con la prassi che per
anni ha consentito alle associazioni di presentare i propri
consuntivi entro i primi sei mesi dell'anno successivo a quello
dei contributi richiesti;
ricordato che tale prassi consegue al sistematico ritardo
nell'assegnazione dei fondi per attività musicale (ex legge
44/1985) e per attività teatrali e culturali (ex legge 16/1979)
ed alla ritardata predisposizione delle circolari attuative, in
dispregio alla necessità delle associazioni di programmare e
fissare per tempo i calendari e gli impegni degli artisti
coinvolti in attività di serio spessore culturale;
per sapere:
se non ritenga per gli anni pregressi di dover ritornare sulle
disposizioni emanate nella circolare del febbraio 2007
riservandole agli anni successivi;
quali ragioni rendano sistematico il ritardo nella assegnazione
dei fondi e quali misure intenda adottare per riportare entro i
termini del bilancio di competenza la loro assegnazione;
quale sia l'effettiva e definitiva disponibilità dei fondi ex
l.r.16/1979 e l.r.44/1985 per l'anno 2006.» (1012)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VILLARI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
le politiche di razionalizzazione della spesa sono
unidirezionali e riguardano esclusivamente il Mezzogiorno e la
Sicilia;
nell'ambito delle cosiddette politiche di razionalizzazione
concretamente portate avanti da Trenitalia, intere comunità
vengono sostanzialmente isolate;
considerato che:
questa politica sta colpendo in particolare i comuni interni
della Sicilia, come il comune di Vallelunga (CL), dove la
soppressione giornaliera di diverse corse sta creando gravi
disagi alla mobilità di numerosi lavoratori che non riescono
altrimenti a raggiungere il luogo di lavoro;
tutto ciò sta avvenendo nell'assoluto silenzio da parte del
Governo regionale, il quale appare insensibile o complice delle
scelte di Trenitalia;
per sapere se non ritenga di intervenire con urgenza affinché
si eviti la soppressione delle corse ed il conseguente isolamento
di importanti comunità, quale quella di Vallelunga.» (1013)
SPEZIALE
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
FALZONE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
con decreto del Dirigente generale dell'Assessorato regionale
dei beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione, la
Soprintendente di Catania, dott.ssa Maria Grazia Branciforti, è
stata rimossa dall'incarico e retrocessa a dirigente del Servizio
beni archeologici della stessa Soprintendenza;
il decreto non indica alcuna motivazione posta a base della
decisione con ciò contravvenendo ad un preciso obbligo di legge;
il ricorso allo spoyl sistem, richiamato nel decreto di revoca
e previsto dall'art. 9, comma 7 bis, della l.r. 15 maggio 2000,
n. 10, come introdotto dall'art. 96 della l.r. 2/02, non esime il
Dirigente generale dal predetto obbligo;
considerato che:
la revoca dell'incarico è stata disposta senza la prescritta
concertazione con le OO.SS., che non hanno fornito, pertanto, il
parere preventivo;
il provvedimento è stato adottato alla vigilia della scadenza
del termine di 90 giorni dall'insediamento del Dirigente generale
dell'Assessorato, in sostanza l'ultimo giorno utile per
effettuare revoche o modifiche agli incarichi dirigenziali;
ritenuto che:
il contratto con la dott.ssa Branciforti era stato rinnovato
nel 2006 ed era valido fino al 2008;
non è stata, pertanto, rispettata la naturale scadenza né si è
proceduto alla verifica circa il raggiungimento degli obiettivi
programmati;
l'operato della dott.ssa Branciforti è sempre stato improntato
al massimo rispetto della legge e al più scrupoloso assolvimento
dei compiti d'istituto;
la revoca, pertanto, appare viziata nella forma e nel merito;
per sapere se non si ritenga doveroso procedere
all'annullamento in autotutela del provvedimento di revoca della
dott.ssa Branciforti.» (1007)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
le pubbliche amministrazioni operanti in Sicilia sono tenute ad
istituire l'anagrafe dei procedimenti penali e disciplinari
emessi a carico del proprio personale;
l'Assemblea regionale siciliana, con legge n. 17/2004, ha
limitato l'applicazione dell'anagrafe patrimoniale solamente ai
dirigenti, previa emanazione, entro 90 giorni dalla pubblicazione
della legge, di un apposito regolamento che disciplini le
modalità di accesso alla medesima anagrafe patrimoniale;
considerato che:
il predetto regolamento, a distanza di oltre due anni, non è
stato ancora adottato;
i ritardi accumulati non possono essere ulteriormente
tollerati, poiché si tratta di una disposizione di innegabile
valore morale e civile, finalizzata ad assicurare pubblicità e
trasparenza;
ritenuto che l'istituzione dell'anagrafe patrimoniale
rappresenti una valida intuizione del legislatore regionale che
ha voluto emanare norme adeguate per evitare infiltrazioni
degenerative nella pubblica amministrazione;
per sapere quali siano le ragioni per le quali il regolamento
predisposto dal Dirigente generale del dipartimento del personale
non abbia ricevuto la giusta attenzione e non sia stato adottato
nonostante siano scaduti abbondantemente i termini previsti dalla
legge.» (1008)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO-FIORENZA-GUCCIARDI-
MATTARELLA-TUMINO-AMMATUNA-
GALLETTI-ORTISI-MANZULLO-CULICCHIA-
GALVAGNO-LACCOTO-RINALDI-ZANGARA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'articolo 7 della legge n. 157, dell'11 febbraio 1992, così
come in precedenza previsto nell'articolo 35 della legge 27
dicembre 1977, n. 968, prevedeva che l'Istituto nazionale di
biologia della selvaggina (INFS), operasse quale organo
scientifico, tecnico, di ricerca e consulenza per lo Stato, le
regioni e le province;
l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, con sede centrale
in Ozzano dell'Emilia (BO), è sottoposto alla vigilanza
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare. Esso ha il compito di censire il patrimonio ambientale
costituito dalla fauna selvatica, studiare lo stato e i rapporti
con altre componenti ambientali, elaborare progetti di intervento
ricostituivo e migliorativo sia delle comunità animali sia degli
ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio
nazionale, effettuare e coordinare l'attività d'inanellamento a
scopo scientifico sull'intero territorio italiano collaborare con
gli organismi stranieri ed in particolare con quelli dei Paesi
della Comunità economica europea, collaborare con le università e
gli altri organismi di ricerca nazionali, controllare e valutare
gli interventi faunistici operati dalle regioni e dalle province
autonome, esprimere pareri tecnico-scientifici richiesti dallo
Stato, dalle regioni e dalle province autonome;
nella recente legge finanziaria nazionale, con l'articolo 1230,
comma 730 bis, il Ministro per l'Ambiente ha tolto alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri la vigilanza sull'Istituto
nazionale per la fauna selvatica (INFS) affidandola al Ministero
dell'Ambiente, stravolgendo dunque, quanto previsto nella legge
quadro 968 del 1977 e nella n. 157 del 1992;
questo Istituto, che potrebbe rappresentare un valido strumento
scientifico, deve necessariamente mantenere un alto profilo di
autonomia svincolato dai condizionamenti politici o peggio di chi
accanitamente conduce battaglie ideologiche esautorando ruolo e
funzioni;
ritenendo che l'assegnazione ed il controllo dell'Istituto
nazionale per la fauna selvatica al Ministero dell'Ambiente si
configura come un grave e prevaricatorio attacco all'autonomia
della ricerca scientifica, annullando nella fattispecie, la
preventiva intesa formale prevista nella precedente normativa
(Conferenza Stato Regioni);
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa indicato;
se non intenda intervenire affinché l'Istituto nazionale per la
fauna selvatica possa svolgere i compiti che gli sono stati
assegnati.» (1014)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
il manto stradale dissestato e la presenza di tombini rialzati
o affossati in una pubblica via rappresentano un rischio reale
per l'incolumità degli utenti;
le vie San Nullo e Giuseppe Fava a Catania necessitano di
interventi urgenti per il ripristino del manto stradale
dissestato e per la presenza di tombini non livellati
all'asfalto;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere per far sì
che i dissesti rappresentati in premessa vengano eliminati.»
(1015)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per i lavori pubblici, all'Assessore
per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,
premesso che:
gli alloggi di Via Rocco La Porta a Riposto (CT) presentano
gravi segni di degrado, dovuti all'usura del tempo ed alla
mancanza di manutenzione nelle strutture dei ballatoi, nelle
grondaie, nei muri perimetrali e negli scantinati;
la manutenzione degli alloggi di cui trattasi è di competenza
dell'IACP di Catania, che è a conoscenza della situazione;
il degrado strutturale in cui versano gli alloggi suddetti
mette quotidianamente a repentaglio l'incolumità dei residenti;
per sapere quali iniziative intendano porre in essere per
garantire gli interventi di manutenzione straordinaria nelle case
popolari di Via Rocco La porta a Riposto (CT).» (1016)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
l'incolumità dei pedoni è una condizione che ogni pubblica
amministrazione deve necessariamente tutelare e garantire;
il degrado dei marciapiedi di Piazza S. M. di Gesù nel comune
di Catania rappresenta un pericolo reale per l'incolumità
pubblica;
nei pressi della Piazza suddetta insistono varie scuole;
conseguentemente la zona è interessata da un un flusso
consistente di ragazzi,
per sapere
quali iniziative intenda adottare affinché si realizzino gli
interventi manutentivi necessari al ripristino dell'integrità dei
marciapiedi indicati in premessa.» (1017)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca, premesso che:
con decreto interministeriale del 7 dicembre 1989 è stata
istituita la Riserva naturale marina Isole Ciclopi»; con decreto
ministeriale del 27 febbraio 2001 è stata affidata al Consorzio
di gestione
dell'area marina protetta denominato Isole
Ciclopi», costituito tra il comune di Acicastello e
l'Università di Catania, la gestione della riserva naturale
marina Isole Ciclopi»;
con decreto istitutivo ministeriale del 9 novembre 2004, il
decreto interministeriale del 7 dicembre 1989, istitutivo della
Riserva naturale marina Isole Ciclopi», è stato integralmente
sostituito;
l'amministrazione del Consorzio di gestione dell'area marina
protetta in questione ha istituito, per i non residenti, un
canone annuo per il rilascio dell'autorizzazione alla pesca
sportiva nella zona C;
detto canone è l'unica discriminante a salvaguardia dell'area;
il canone annuo è di euro 100,00 per la pesca da riva e di euro
500,00 per la pesca da barca;
per sapere:
se ritenga legittima l'istituzione di una tassa per la
concessione dell'autorizzazione alla pesca sportiva nella zona C
dell'area marina protetta Isole Ciclopi ;
quali azioni intenda adottare per eliminare, nel caso la
ritenesse illegittima, la tassa sulla pesca sportiva imposta
dall'area marina protetta Isole Ciclopi ai soli non residenti.»
(1018)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate
al Governo.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni
Invito il deputato segretario a darne lettura.
FALZONE, segretario f.f.:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che
l'ospedale Barone Lombardo di Canicattì (AG) serve un'utenza di
circa 200.000 abitanti che risiedono in un hinterland di paesi
compresi fra le province di Agrigento e Caltanissetta;
il servizio offerto ha sempre mantenuto degli ottimi livelli
qualitativi, fra i quali spiccano una Ginecologia con annessa
Pediatria - Neonatologia che registra circa mille nascite
all'anno, un reparto di Chirurgia generale che assicura
un'adeguata risposta alle varie patologie mediche (700-800
interventi) specificamente nel settore addominale, vascolare e
polmonare, una Cardiologia dotata di terapia intensiva di UTIC di
primo livello che annualmente salva centinaia di vite e che copre
il fabbisogno del territorio;
considerato che la popolazione pone particolare attenzione alle
sorti dell'ospedale ed in questo è coinvolta anche l'intera
classe di amministratori che ha dedicato riunioni di consigli
comunali sulla valorizzazione ed accrescimento di servizi dello
stesso;
valutato che, nelle more della ridefinizione della rete
ospedaliera regionale e quindi di un nuovo contesto in cui
l'ospedale Barone Lombardo di Canicattì verrà inserito, occorre
intervenire per la sala operatoria chirurgica e la sala
rianimazione, ancora chiusa, per un aggiornamento della
strumentazione diagnostica al fine di una pronta ed efficiente
cura,
impegna il Governo della Regione
e in particolare
l'Assessore per la sanità
a reperire le risorse finanziarie necessarie per porre in
essere le soluzioni atte a garantire gli standard qualitativi e
di eccellenza garantiti ad oggi dall'ospedale Barone Lombardo di
Canicattì, e, all'uopo, indire una conferenza di servizio con il
vertice aziendale dell'AUSL 1 di Agrigento.» (183)
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che la statua del Satiro danzante, rinvenuta nella
primavera del 1998 durante una battuta di pesca nel canale di
Sicilia, è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca;
ricordato che dopo il lungo restauro è stata riconsegnata alla
Sicilia, alla città di Mazara del Vallo (TP), che ha lì attirato
numerosissimi visitatori;
visto che il prezioso reperto è stato già spostato a Roma e in
Giappone per esposizioni e che recentemente altre preziose opere,
come i dipinti di Antonello da Messina, sono state inviate per
esposizioni in Italia e all'estero;
considerati i rischi e lo scarso ritorno scientifico-culturale
ed economico che tali operazioni comportano per la nostra
Regione;
ritenendo più utile impegnarsi per ospitare i nostri gioielli
artistici in sedi moderne e adeguate sul nostro territorio per
valorizzarne la fruizione in sede locale,
impegna il Governo della Regione
a limitare le trasferte delle nostre opere d'arte e predisporre
interventi urgenti per valorizzarne l'esposizione, anche in
chiave turistica, sul territorio regionale;
a preferire l'esportazione, con fini didattici e di promozione,
per manifestazioni ed esposizioni presso istituti e musei di
copie di qualità.» (184)
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, nell'abrogare la norma
che consentiva l'estensione ai pensionati regionali dei
miglioramenti economici concessi al personale in servizio, ha
fatto nascere vive preoccupazioni agli interessati che hanno
visto svanire una disposizione legislativa che rappresentava una
conquista del lavoratore in quanto consentiva un costante
adeguamento dei trattamenti di quiescenza alla dinamica delle
retribuzioni;
in sostituzione della predetta norma è stato introdotto un
meccanismo di adeguamento dei trattamenti di pensione in base
agli indici ISTAT;
rilevato che:
a distanza di dieci anni dalla predetta modifica legislativa si
constata un notevole divario tra retribuzioni del personale in
servizio e trattamenti pensionistici;
la Corte dei Conti si è più volte dichiarata in favore
dell'agganciamento delle pensioni alle retribuzioni, sostenendo
che ai pensionati ed alle loro famiglie deve essere assicurata
'una esistenza libera e dignitosa' e, conseguentemente, tra la
pensione e la retribuzione deve esistere costantemente una
'ragionevole corrispondenza', garantendo la proporzionalità del
trattamento pensionistico alla remunerazione del dipendente in
servizio attivo,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire adottando un provvedimento atto ad eliminare
tale disparità nel trattamento economico fra dipendenti in
quiescenza e dipendenti in atto in servizio, in modo da garantire
la proporzionalità del trattamento pensionistico alla
remunerazione del dipendente in servizio.» (185)
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la legge regionale 30 aprile 1991, n.10, comunemente denominata
legge sulla trasparenza amministrativa, ha recepito con
significativi arricchimenti l'analoga normativa nazionale e si
fonda sull'esigenza di modernizzare la pubblica Amministrazione e
renderne effettivi i principi costituzionali di buon andamento e
imparzialità dell'azione;
si tratta, pertanto, di una normativa di grande rilievo il cui
obiettivo è il ribaltamento del tradizionale rapporto del
cittadino con i pubblici poteri, realizzando modelli
organizzativi il più possibile partecipati e democratici;
considerato che:
la Commissione di garanzia per la trasparenza, l'imparzialità
della pubblica Amministrazione e la verifica delle situazioni
patrimoniali, in attuazione del comma 4, art. 31, della legge
regionale n. 10 del 1991 e del comma 8, art. 21, della l.r. n. 10
del 2000, ha presentato la relazione sull'applicazione
nell'ambito dell'Amministrazione regionale, della legge suddetta;
a sedici anni dall'entrata in vigore della normativa, molti
istituti giuridici previsti hanno trovato un'attuazione limitata
che rallenta il dispiegamento degli effetti più significativi,
impedendo l'effettiva innovazione della p.a.;
a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge regionale n. 10
del 1991, le amministrazioni avrebbero dovuto determinare, entro
sei mesi dall'entrata in vigore della stessa legge, il termine
entro il quale ogni tipo di procedimento deve concludersi;
tale disposizione comportava l'obbligo, per ciascuna
Amministrazione regionale, di emanazione di un apposito
regolamento con l'indicazione dei procedimenti amministrativi e
dei relativi tempi di conclusione;
i vari rami dell'Amministrazione regionale hanno provveduto
all'adozione dei regolamenti, ma la maggior parte di essi sono
stati emanati con decreto assessoriale, mentre era richiesto il
decreto presidenziale e, pertanto, sono illegittimi, con la
conseguenza che la norma rimane, in larga parte, inapplicata;
l'art. 13 della legge regionale n. 10 del 1991 obbliga le
amministrazioni pubbliche a predeterminare criteri e modalità cui
le stesse devono attenersi nell'erogazione di fondi a favore di
persone o enti, e l'applicazione di tale norma risulta del tutto
omessa;
ritenuto che:
sostanzialmente ignorate sono state le norme che coinvolgono il
cittadino nel procedimento amministrativo tramite la conclusione
di accordi al fine di determinare il contenuto discrezionale del
provvedimento finale;
la puntuale applicazione della norma in questione, oltre a
rendere più veloce il procedimento, consentirebbe di ridurre
notevolmente il contenzioso in sede giurisdizionale;
considerato, ancora, che:
l'articolo 18 della legge regionale n. 10 del 1991 prevedeva, a
carico della Regione, dei Comuni, delle Province e degli Enti
regionali, l'obbligo di istituire il registro delle opere
pubbliche contenente l'indicazione dell'opera in corso, gli
estremi della gara di appalto, la ditta esecutrice dell'opera, il
direttore, l'importo dei lavori a base d'asta, eccetera;
è di tutta evidenza l'importanza che riveste l'attuazione di
tale norma finalizzata ad assicurare pubblicità e trasparenza;
il registro delle opere pubbliche doveva essere istituito nel
termine di 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, quindi
entro il 20 luglio 1991; tale termine è trascorso invano e a,
tutt'oggi, la complessa materia resta da definire;
ritenuto, infine, che:
parte essenziale della legge n. 10 del 1991 è costituita dalle
norme per il diritto di accesso ai documenti amministrativi;
la Regione si è dotata di apposito regolamento contenente la
disciplina del diritto di accesso;
permangono, tuttavia, resistenze ad una piena esplicazione del
diritto di accesso, ritenuto subordinato alle limitazioni imposte
dalla legge sulla privacy;
la giurisprudenza amministrativa ha più volte sottolineato,
viceversa, che a prevalere sia il diritto di accesso e che
l'imposizione del segreto d'ufficio costituisca sempre
l'eccezione,
impegna il Presidente della Regione
a riferire all'Assemblea regionale siciliana circa l'attuazione
della legge regionale n. 10 del 1991;
a rimuovere tutti gli ostacoli che tuttora si frappongono alla
piena esecuzione della suddetta legge.» (186)
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che moltissime coste siciliane sono state interessate
dal fenomeno dell'alga tossica che ha determinato gravissimi
problemi di inquinamento, pericoli per la salute dei bagnanti e
gravissimi danni economici per gli operatori turistici e
commerciali delle aree costiere coinvolte dal fenomeno
inquinante;
ritenuto che la Commissione legislativa 'Ambiente e territorio'
dell'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità un
emendamento che impegnava la somma di 800 mila euro per studi,
ricerche ed interventi finalizzati a ripristinare l'equilibro eco-
ambientale, e per sostenere i danni subiti dagli operatori
turistici;
considerato che l'Assemblea regionale ha approvato
all'unanimità un ordine del giorno, con parere favorevole del
Governo, per attivare tutte le iniziative finalizzate ad
eliminare i fenomeni di inquinamento, bonificare le aree costiere
e prevedere risorse a favore degli operatori commerciali e
turistici;
ritenuto inoltre che tra i comuni interessati non figurava
quello di S. Flavia, che invece risulta essere interessato ai
medesimi fenomeni inquinanti;
considerato infine che trattasi di un comune a forte vocazione
turistica e con un'economia legata al settore della pesca e delle
attività connesse,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il Territorio e l'ambiente
a inserire il Comune di S. Flavia, provincia di Palermo, tra
quelli interessati al fenomeno di bonifica dal fattore inquinante
dell'alga tossica.» (187)
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Discussione del disegno di legge numero «Norma per la convalida
dei concorsi banditi in attuazione dell'articolo 4 della legge
regionale 27 aprile 1999 n. 8, concernente la rideterminazione
delle dotazioni organiche del ruolo tecnico dei beni culturali ed
ambientali» (538/A)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Si passa al punto III all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Norma per la
convalida dei concorsi banditi in attuazione dell'articolo 4
della legge regionale 27 aprile 1999 n. 8, concernente la
rideterminazione delle dotazioni organiche del ruolo tecnico dei
beni culturali ed ambientali» (538/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la quinta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Gianni, per svolgere la relazione.
GIANNI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della
relazione; pur tuttavia, vorrei aggiungere qualcosa. Credo sia a
conoscenza di tutti che si tratti di una mera irregolarità a cui,
con questo disegno di legge, vogliamo rimediare, perché più di
settecento persone aspettano questo provvedimento per poter dare
il loro contributo nella gestione dei beni culturali della
Sicilia. E' presumibilmente una dimenticanza. Pertanto, invito
l'Assemblea a votarlo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
disegno di legge al nostro esame è stato esitato dalla V
Commissione all'unanimità, quindi, anche i rappresentanti del
nostro Gruppo in Commissione hanno espresso parere favorevole.
Conseguentemente, è ben accetto che in Aula si discuta di un
provvedimento che - credo - in molti attendono.
Ci sarà modo di entrare nel merito dell'articolato quando il
Presidente porrà in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Tuttavia, mi sembra opportuno sottolineare come in
molti attendono questo provvedimento e come, da anni,
l'Amministrazione regionale si sia bloccata intorno a tale
problema.
Saluto con favore questa iniziativa del Parlamento e mi
dispiace che, ancora una volta, in questa circostanza in
particolare, l'Aula non presti la necessaria attenzione e nemmeno
la presenza che meriterebbe questo provvedimento, attesa la
grande quantità di banchi vuoti che è possibile vedere.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti e che tale termine scadrà alle
ore 10.00 di domani, 29 marzo 2007.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di esercizi di attività nei beni demaniali marittimi»
(510/A bis)
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge «Disposizioni in materia di esercizi di attività nei
beni demaniali marittimi» (510/A bis), posto al numero 2).
Invito i componenti la quarta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che, ai sensi dell'articolo 121
quater del Regolamento interno, il disegno di legge era stato
inviato alla Commissione di merito per un approfondimento.
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che l'articolo 2 era
stato bocciato dall'Aula. La Commissione ha pensato che non era
possibile riproporlo all'Aula. Viste le reazioni generali, si è
deciso - e l'Assessore era d'accordo su questo - che fosse
opportuno trasformarlo in un ordine del giorno, che verrà da noi
presentato.
L'ordine del giorno invita il Governo ad attivare una
procedura che consente di attuare in Sicilia ciò che avviene nel
resto d'Italia. L'articolo riguardava la possibilità di
organizzare dei concerti e manifestazioni chiedendo
l'autorizzazione al sindaco del luogo. Il sindaco è l'espressione
del territorio e, dunque, può essere autorizzato a farlo, in
tutta Italia è così. In Sicilia, invece, c'è una procedura molto
complessa.
La legge nazionale norma la materia; la Commissione intendeva
modellarla per dare un segnale forte, ma, a questo punto, abbiamo
convenuto di ripiegare sulla presentazione di un ordine del
giorno che invita l'Assessore a procedere, in tempi veloci,
all'attivazione della legge nazionale. Infine, chiediamo
all'Assessore di riferire, entro sessanta giorni, sull'attuazione
e sugli obiettivi raggiunti.
Per quanto concerne, invece, l'articolo 2, ex articolo 3,
l'Aula ricorderà che per le strutture che si trovano sulla
spiaggia e che sono smontabili e sono provviste delle necessarie
autorizzazioni, prevede che non vengano considerate come
strutture abusive ma strettamente in regola con la legge, perché
autorizzate secondo la legge vigente in quel periodo.
Oggi, però, alla luce delle nuove disposizioni rischiano di
trovarsi in difficoltà.
Pertanto, proponiamo che le nuove disposizioni si applichino,
soltanto, per le nuove strutture.
Onorevoli colleghi ricordo che l'articolo 3 è stato riportato
in Aula e discusso, ed è stato presentato anche un emendamento
allo stesso approvato all'unanimità.
L'emendamento chiarisce il senso dell'articolo 3: specifica che
non si applica per quanto riguarda le norme di sicurezza.
Chiaramente, non si riferisce a norme di sicurezza che devono
essere, anche se rinnovate, applicate; qui si tratta di strutture
che sono state autorizzate e quindi non abusive, pertanto non si
chiede alcuna deroga, ma l'applicazione di un principio di
civiltà giuridica: se un cittadino ha ricevuto l'autorizzazione
per realizzare un'opera, essa è perfettamente legale; se la
legge cambia dovrà essere applicata alle strutture che verranno
realizzate successivamente.
L'articolo 3, emendato secondo quanto poco fa ho esposto, è
passato a maggioranza, con una sola obiezione.
PRESIDENTE. L'articolo 2 nella precedente formulazione è stato
bocciato, quindi non può essere riproposto.
Dichiaro decaduti gli emendamenti 2.1 e 2.2 dell'onorevole
Adamo e 2.3 dell'onorevole Falzone.
Si passa all'articolo 2 il cui testo coincide con l'articolo 3
del disegno di legge n. 510/A. Ne do lettura:
«Art. 2.
Disposizioni in materia di manufatti precari
sul demanio marittimo
1. I manufatti precari esistenti sul demanio marittimo,
destinati all'esercizio delle attività di cui alle lettere a) e
b) del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 29 novembre
2005, n. 15, realizzati alla data del 2 dicembre 2005, oggetto di
concessione demaniale marittima e che siano stati riconosciuti
conformi agli strumenti urbanistici alla stessa data vigenti,
sono autorizzati anche in deroga ai parametri di altezza, sagoma,
cubatura, superficie coperta e fronte mare, previsti dai Piani di
utilizzo delle aree demaniali marittime approvati ai sensi del
decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per il territorio
e l'ambiente.
2. Resta ferma l'osservanza, da parte dei soggetti
concessionari dei beni di cui al comma 1, delle disposizioni
previste dalle norme vigenti in materia di sicurezza, igiene e
barriere architettoniche».
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, innanzitutto volevo un
chiarimento: essendo tornato il disegno di legge in Commissione,
non si dovrebbe riaprire la discussione generale, come mi risulta
essere stato concordato in Conferenza dei capigruppo?
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, ero presente in Conferenza
dei capigruppo e non è stato disposto di riaprire la discussione
generale. Le ho dato la parola sull'articolo 2. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, al
riguardo vorrei esprimere la mia posizione. Mi sembra di capire,
anche dalle parole del Presidente della IV Commissione che è
poc'anzi intervenuta, che si intende risolvere un problema per
via legislativa.
Faccio presente che questo problema che si pone è risolvibile,
comunque, per via amministrativa, perché i Piani di gestione che
i comuni debbono redigere possono prevedere delle deroghe,
proprio per venire incontro al problema che l'onorevole Adamo
sottolineava, e la Regione nell'approvare questi Piani di
gestione può asseverare tali deroghe.
Naturalmente, questo non è soltanto un principio da rispettare
perché consente, caso per caso, di applicare le deroghe là dove
servono e non in maniera generalizzata e acritica ma,
soprattutto, di farlo sulle basi delle valutazioni dei comuni,
quindi dei sindaci dei consigli comunali, che sono i titolari
della gestione del territorio, ai quali noi, con questa norma, ci
sostituiremmo, tradendo totalmente quelli che sono i principi di
gestione del territorio che rimangono nelle competenze dei
comuni.
Pertanto, questa norma, da un lato, è inutile, perché ciò che
vuole ottenere è tranquillamente ottenibile a prescindere
dall'approvazione della norma stessa, solo che i comuni
esercitano i loro ruoli; dall'altro lato, è una norma che sottrae
ai comuni la potestà di governo del proprio territorio ed io
ritengo, da questo punto di vista, che è una norma sicuramente
impugnabile dal Commissario dello Stato e che, quindi, qui si
stia compiendo un esercizio di mera propaganda politica ai danni,
ritengo, dei gestori delle strutture che, invece, sicuramente
hanno diritti da fare valere e, certamente, meriterebbero un
Parlamento più attento e non un Parlamento che gioca su questi
bisogni.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo una breve
sospensione dei lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17. 35, è ripresa alle ore
17.45)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
presidente, onorevoli colleghi e signori della Giunta, siamo qui
per l'ennesima volta e siamo in grande difficoltà.
Io sono in difficoltà con i membri della Commissione, in
particolare con l'onorevole Ammatuna che oggi aveva, come
sindaco, una visita importante: doveva ricevere il ministro
Pecoraro Scanio ed è qui con noi, per il suo senso del dovere.
A questo punto, non è possibile che, noi che vogliamo prendere
le cose sul serio, siamo qui ogni giorno pern non concludere
niente. Quindi, le chiedo di sospendere per qualche giorno, al
fine di chiarire la situazione con i Capigruppo per poi
convocarci tra una settimana.
Non è accettabile che chi ritiene di dover svolgere seriamente
il proprio dovere si ritrova, qui, a non concludere nulla e,
francamente, mi chiedo, dove sono i deputati.
Siamo alle soglie della campagna elettorale per le
amministrative, ognuno di noi ha, sicuramente, qualcosa di
importante da fare nel proprio territorio.
Quindi, o siamo messi tutti nelle condizioni di lavorare, di
impegnarci, di raggiungere degli obiettivi, oppure è bene che si
dica che l'Aula non si riunisce e in questo modo ognuno di noi
sarà libero di occupare diversamente il proprio tempo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, l'onorevole Adamo è riuscita
con il suo intervento a farmi essere d'accordo con lei.
Aggiungo che il problema non è soltanto che siamo oggi poco
più di 15 o 16 deputati in Aula, il che è già di per se
riprovevole, ma il fatto è che siamo in numero insufficiente a
legiferare già da mesi. Qui esiste un problema politico che è
opportuno sottolineare.
In questo momento sono in corso, per quanto riguarda il nostro
gruppo parlamentare, i congressi del partito, e questo certamente
crea a noi un problema. Ma non capisco quali possano essere le
ragioni per cui l'Aula sia disertata soprattutto dalla
maggioranza che oggi ha, sette o otto parlamentari in Aula.
Questo è un fatto grave E lo voglio rimarcare perché, ancora
una volta, ripropone una gravissima crisi politica di questa
maggioranza che pesa sui siciliani.
Non voglio tornare nel merito della questione dell'articolo. Io
e l'onorevole Adamo possiamo avere opinioni diverse, so anche che
altri colleghi della maggioranza la pensano come lei e siamo
tutti rispettosi ciascuno del pensiero degli altri.
Il problema è che, comunque, un Parlamento è quel luogo dove ci
si confrontano differenti opinioni e a maggioranza si decide.
Questo Parlamento decide una cosa piuttosto che un'altra perché
non ha la maggioranza per potere decidere e questa maggioranza
sta veramente facendo un torto a questo Paese e a questa Regione
che, forse, attende il provvedimento dell'onorevole Adamo, forse
ne attenderebbe degli altri ma, sicuramente, è paralizzata da se
stessa. Questa è una vergogna sulla quale, per quanto mi
riguarda, non sono disposto a passare sopra o a nascondere.
VILLARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con il collega De Benedictis perché l'obiezione e il ragionamento
sono ben motivati. Lo dico per una ragione che mi riguarda: io ho
votato in Commissione, insieme ad altri colleghi, il testo di cui
stiamo parlando perché ritengo che un approfondimento sia stato
utile per capire meglio, con l'apporto dell'Assessore, dei
tecnici, dei colleghi, il senso più profondo della norma e, in
particolare, mi riferisco all'articolo 3 o ex articolo 3.
Il problema che pone l'onorevole De Benedictis riguarda il
fatto che l'Assemblea, che ha prodotto finora - compresa la legge
finanziaria e il bilancio - sei o sette leggi, adesso non
ricordo, non può continuare ad operare in questo modo.
Si pone un problema politico, e mi rivolgo a tutti i gruppi
parlamentari, soprattutto a quelli assenti, perché ne vedo
presenti solo alcuni come ad esempio l'MPA e qualche altro, poi
per il resto si registrano solo assenze: è una situazione che va
assolutamente affrontata perché è lesiva per la dignità di questo
Parlamento alla quale teniamo tutti, prima di tutto dovrebbe
tenerci la maggioranza ma noi ci teniamo quanto la maggioranza
perché siamo legati alle istituzioni.
Quindi, vorrei pregarla, in questo senso, perché lei è
Presidente di questa Assemblea in questo momento, di farsi
autorevolmente portatore di un intervento nei confronti dei
gruppi parlamentari, dei partiti, perché così non si può andare
avanti. Si tratta di leggine', mi permetto di usare questo
termine senza volere per questo dare un valore diminutivo alla
legge sul demanio, ma si tratta di alcune norme importanti che
devono procedere nel loro iter celermente, altrimenti ci
impantaniamo.
Il clima non va, per questo concordo con l'onorevole De
Benedictis, rimarcando il fatto che io ho votato questo testo, lo
affermo anche a ragione di questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei esprimere tre
considerazioni: la Presidenza ha convocato una Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, tenutasi ieri, che ha
predisposto un calendario ben nutrito che prevedeva la
convocazione dell'Aula per oggi, domani, la settimana prossima,
per il 18 aprile, fino al 4 maggio consentendo alle Commissioni
di riunirsi. La Presidenza non può che prendere atto di questa
situazione perché i capigruppo, tutti presenti ieri alla
Conferenza e che conoscono il programma dei lavori comunicato
all'Aula, devono farsi carico di un intervento ai propri gruppi,
non credo lo debba fare la Presidenza.
La seconda considerazione, onorevole Villari, è che se vi è
la unanimità dei consensi - come lei ha detto - e dato che in
qualsiasi Parlamento, e quindi anche nel nostro, il numero legale
è presunto, si può lavorare indipendentemente da tutte le altre
considerazioni.
Terzo argomento, dato che mi è stato richiesto di rilevarlo,
noto che anche nei banchi del suo Gruppo non ci sono molti più
parlamentari di quanti ve ne siano nei banchi della maggioranza
I parlamentari hanno il dovere di stare in Aula a prescindere dal
ruolo che rivestono; quindi, non facciamo simili considerazioni.
La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un programma. Spetta
ai capigruppo e ai gruppi parlamentari essere presenti in Aula.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Onorevoli
colleghi, ritengo che le parole del Presidente, onorevole
Stancanelli, corrispondano ovviamente a verità e ci dispiace che
la riunione di ieri sera della Conferenza dei Capigruppo non
abbia sortito quell'effetto che tutti quanti noi desideravamo,
quello, cioè, di proseguire nell'iter dei disegni di legge
posti in calendario in modo da giungere a martedì prossimo con
il voto finale.
Voglio fare una proposta, al signor Presidente e all'Assemblea:
rinviamo i lavori a martedì 3 aprile in maniera tale che nelle
sedute del 3 e 4 aprile si possano avere in Aula i
parlamentari di tutti e due gli schieramenti per potere
affrontare i quattro disegni di legge, in calendario, in modo
che proficuamente, dopo Pasqua, si possa tornare a lavorare nelle
Commissioni ed entro il 4 maggio, se le commissioni avranno
esitato per l'Aula dei disegni di legge, possano essere approvati
prima della pausa elettorale.
Lo dobbiamo certamente ai cittadini, lo dobbiamo a noi stessi,
perché è corretto che il Parlamento funzioni e funzioni al
meglio.
Quindi, signor Presidente, formulo questa proposta affinché
ogni Gruppo possa seriamente riflettere al proprio interno e,
martedì e mercoledì prossimi, avere i Gruppi parlamentari al
gran completo presenti in Aula per lavorare nell'interesse dei
siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Villari, le volevo chiedere, dopo la
precisazione del Presidente della Commissione e del
Vicepresidente della Regione, se lei ritiene, in quanto è stato
votato all'unanimità il disegno di legge di cui stiamo
discutendo, che si possa proseguire presumendo, come prevede il
Regolamento, il numero legale. Altrimenti la Presidenza non può
che prendere atto della vostra richiesta di numero legale,
ufficiosamente annunziata e, per evitare che questo accada,
rinviare i lavori alla prossima settimana.
Sospendo la seduta brevemente.
(La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 17.55)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
510/A bis
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 3.3, 1.1, 2.5;
emendamento 3.3 «E' abrogato l'articolo 3»;
emendamento 1.1
« Aggiungere il seguente articolo:
1. I termini previsti dagli articoli 1, 7 e 13 della legge
regionale 24 luglio 1997 n. 25 già prorogati dall'art. 31 della
legge regionale 5 novembre 2004 n. 15, sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 2008 limitatamente alle cooperative
edilizie in possesso di attestazione di revisione in corso di
validità secondo le procedure previste dal decreto legislativo n.
220/2002, che per gli effetti del combinato disposto dell'art.
31, legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e dell'art. 67 commi 2
e 3, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, hanno
mantenuto l'inclusione nei piani di utilizzazione degli
stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79
e 5 dicembre 1977, n. 95.
2. Per le cooperative edilizie, i termini previsti dall'artticolo
66, comma 2 della legge regionale 2004, n. 17, sono prorogati
entro il 31 dicembre 2008 per l'utilizzazione degli stanziamenti
di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre
1977, n. 95.
3. I termini di scadenza previsti dall'articolo 67 comma 3, della
legge regionale 2004 n. 17, sono prorogati entro e non oltre 90
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3 bis. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 7 della legge
regionale 24 luglio 1997, n. 25.
4. Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000 n. 19 e così sostituito: I requisiti come sopra determinati
devono essere posseduti al momento dell'emanazione del primo
decreto di concessione dell'agevolazione e sussisterà anche
all'atto dell'assegnazione dell'alloggio. Ai fini della predetta
assegnazione non si tiene conto delle variazioni di reddito
frattanto intervenute»;
emendamento 2.5
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - I termini per le imprese e le cooperative per pervenire
all'inizio dei lavori, relativi alla realizzazione di programmi
di edilizia agevolata-convenzionata, previsti nelle graduatorie
di definizione de bandi redatti ai sensi delle leggi 5, 8, 1978,
n. 457 e 11 marzo 1988 n. 67 e della legge regionale 1 settembre
1993 n. 25 sono prorogati al 31 dicembre 2008 .
- dall'onorevole Barbagallo: 3.4».
- dagli onorevoli Borsellino e Cracolici:3.2;
emendamento 3.2
« All'articolo 3 sono soppresse le parole da anche sino a
l'ambiente ».
- dalla Commissione:
emendamento 3.1
« Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1 bis. - Nelle more che si preceda all'istituzione degli uffici
periferici del demanio marittimo regionale, previsti
dall'articolo 6 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, si
intendono prorogate per la durata di due anni, con tacito
rinnovo, ove non esistano motivi ostativi, tutte le concessioni
demaniali marittime in scadenza ».
- dagli onorevoli Fleres ed altri:
emendamento A1
« Aggiungere il seguente articolo:
Art. - I termini previsti dagli articoli 1, 7, 13 e 16 della
legge regionale 24 luglio 1997, n. 25 e successive modifiche ed
integrazioni sono ulteriormente prorogati al 31 dicembre 2009 .»
- dall'onorevole Confalone:
emendamento A 2
« Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Sanatoria nelle aree soggette a vincoli
(interpretazione del comma 27 lett. d) dell'art. 32 della legge
23 novembre 2003 n. 326) - 1. Nelle aree soggette a vincoli
imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli
interessi idrogeologici e delle falde acquifere, nonché dei beni
ambientali e paesaggistici le opere abusive non sono comunque
suscettibili di sanatoria, qualora il vincolo comporti
inedificabilità assoluta e sia stato imposto prima
dell'esecuzione delle opere.
2. Ai fini della sanatoria delle opere abusive realizzate nelle
aree di cui al comma 1, fatte salve le fattispecie di esclusione
ivi contemplate, si applica la disciplina dell'art. 32 della
legge 47/85 con le modifiche introdotte dalla l.r. 37/85. ».
-dal Governo:
emendamento A3
« Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al fine di verificare l'attuazione dei piani di
comunicazione e missioni dei progetti Paese Romania, Stati
Uniti, Tunisia , previsti dalla misura 6.06 POR Sicilia 2000-
2006, e tutte le iniziative concernenti la internalizzazione
delle imprese, l'Assessore regionale per la Cooperazione, il
Commercio, l'artigianato e la Pesca è autorizzato a nominare, con
proprio decreto, un consulente quale esperto in marketing
internazionale per la verifica, sia preventiva che consuntiva, ed
il controllo dell'attuazione dei progetti.
2. Al predetto consulente è applicato lo stesso trattamento
normativo ed economico previsto per i consulenti di cui
all'articolo 52 della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41.
3. Per la copertura della spesa di cui al precedente comma si
provvederà con i fondi previsti nel capitolo 742011 del bilancio
della Regione esercizio finanziario 2007 »
-dall'onorevole Di Mauro ed altri:
emendamento 2.6
«All'articolo 2 sostituire le parole e che siano stati
riconosciuti conformi agli strumenti urbanistici alla stessa
vigenti con la cui destinazione d'uso sia compatibile con gli
stumenti urbanistici»
Dichiaro decaduti gli emendamenti 3.3, 3.4 e 3.2.
Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Adamo.
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, all'emendamento 3.1 è stata posta
la firma di tutti i membri della Commissione. Si ritiene di dover
riprendere il tema che era stato posto all'Assemblea e che non è
stato possibile approvare per vari motivi.
In ogni parte d'Italia è possibile organizzare un concerto
sulla spiaggia, una serie di iniziative, chiedendo
l'autorizzazione al sindaco.
Invece, in Sicilia, bisogna avviare un iter con la Questura per
le autorizzazioni, e ciò appesantisce terribilmente i tempi.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 3.1.1 sostitutivo dell'emendamento 3.1 della
Commissione:
«Nelle more dell'avvio operativo degli uffici periferici per
la gestione del demanio marittimo regionale, previsti
dall'articolo 6 della legge regionale n. 15/2005, le concessioni
demaniali marittime di durata annuale e/o quadriennale, in
scadenza negli anni 2006 e 2007, se non risultano motivi
ostativi, sono automaticamente rinnovate per sei anni, come
previsto dal comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale n. 15
del 29 novembre 2005, senza ulteriori provvedimenti
amministrativi, previa apposita domanda in bollo e pagamento
degli oneri concessori, erariali e tassa di registrazione.»
INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il Governo ha presentato questo
subemendamento per consentire di operare nelle more che vengano
istituiti gli Uffici periferici per la gestione del demanio
marittimo.
Oggi abbiamo un problema di tempestività di risposta nei
rinnovi delle concessioni demaniali della durata annuale o
quadriennale.
Vorremmo aumentare la durata della concessione a sei anni, così
come prevede la legge 15/2005, e se non risultano motivi
ostativi dopo la presentazione della domanda e il pagamento
degli oneri accessori, (la Capitaneria ci comunica che non è
cambiato niente rispetto alla concessione precedentemente data),
si procede ad un rinnovo automatico proprio per snellire la
procedura, visto che la stagione balneare è alle porte e
l'Ufficio del demanio marittimo è estremamente ingolfato.
Proponiamo, quindi, all'Assemblea regionale di votare questo
subemendamento di ulteriore snellimento delle procedure per
cui, laddove non ci sono motivi ostativi per il rinnovo della
concessione, si procede al rinnovo automatico per sei anni.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, lei aveva fatto la
considerazione che questo emendamento sostitutivo del Governo
all'emendamento della Commissione fosse la riproposizione del
vecchio articolo 2 abrogato, ma gli uffici mi garantiscono che
così non è.
E' un emendamento che si riallaccia all'ex articolo 3, oggi
diventato articolo 2. Pertanto, l'emendamento della Commissione
3.1 è sostituito dall'emendamento 3.1.1 del Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.6 degli onorevoli Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
questione, posta stasera all'articolo 2, sia mal indicata poiché
dal quarto rigo in poi si cita il termine conforme agli
strumenti urbanistici alla stessa data vigenti quasi a voler
dire che le costruzioni non sono in regola, in quanto non
rispondenti, in parte, alle norme urbanistiche, e credo che sia
in contraddizione.
Se è vero che la premessa è caratterizzata da una sostanziale
incompatibilità con gli strumenti urbanistici, perché si tratta
di altezza, sagoma, cubatura, superficie coperta, ritengo che la
parte relativa al riconoscimento della conformità agli strumenti
urbanistici debba essere cambiata con il termine la cui
destinazione d'uso sia compatibile con gli strumenti urbanistici
ed è utile per chiarire lo spirito della legge e a dare idoneità
allo strumento legislativo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo,
dopo la discussione svolta precedentemente, che quest'Aula, che
conta venti presenze - e lo sottolineo ancora - sarebbe andata
avanti sulla scorta di ciò che era stato esaminato in Quarta
Commissione.
E questo poteva trovare una sua giustificazione in una volontà
politica nel proseguire i lavori parlamentari, ma se questa
deve, invece, essere l'occasione per esaminare nuovi emendamenti
che non sono stati esaminati in Commissione, come quello appena
approvato e presentato dal Governo, per quanto mi riguarda o la
Commissione li ha già visti - e così non è stato - oppure
quest'Aula non è in condizione e nel numero per poterli esitare
e, quindi, chiederò la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, gli unici due emendamenti
presentati riguardano un subemendamento di riscrittura
dell'emendamento approvato dalla Commissione, il 3.1, e
l'emendamento 2.6 illustrato dall'onorevole Di Mauro che ha
una natura lessicale, e non ci sono altri emendamenti.
Gli emendamenti che lei vede nella carpetta saranno dichiarati
inammissibili perché non attinenti alla materia. La seduta è
sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 2.6
dell'onorevole Di Mauro è stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla votazione dell'articolo 2, ex articolo 3, nel
testo risultante dopo l'approvazione dell'emendamento 3.1.1. del
Governo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola per spiegare il mio voto contrario a questo articolo.
Con questa norma si sta affrontando il caso di quei manufatti
precari che, ancorché riconosciuti conformi allo strumento
urbanistico e insistenti in base a concessioni demaniale
marittima rilasciata, sono oggi presenti su aree che debbono
essere disciplinate dal Piano spiaggia dei comuni.
Pertanto, può verificarsi che i Piani spiaggia debbano normare
diversamente il governo del territorio in questi spazi e che
questi manufatti, oggetto di concessioni precedenti, possano
essere in contrasto con gli stessi Piani.
L'Assessore per il territorio e l'ambiente molto
opportunamente, in questa Aula, in una delle precedenti sedute,
ci ha ricordato - e lo ha fatto anche in commissione - che ciò
non costituisce un problema perché il comune, nella redazione
del Piano spiaggia, può chiedere deroga per quei manufatti che
insistono in virtù di precedenti concessioni.
Per esempio, se esiste un manufatto che è troppo vicino alla
spiaggia, troppo vicino al mare o troppo alto rispetto ai nuovi
criteri che il comune vuole adottare per il governo di
quell'area di territorio, si può salvaguardare ugualmente questo
diritto acquisito chiedendo una deroga specifica.
Intanto voglio precisare che questo diritto acquisito lo è in
maniera relativa perché si tratta sempre di manufatti precari e,
quindi, quando si ha l'autorizzazione per realizzare un
manufatto precario, poiché smontabile, l'amministrazione in
qualunque momento potrà traslarlo, spostarlo o eliminarlo. Per
questo motivo il manufatto è precario, altrimenti non ce ne
sarebbe ragione.
In secondo luogo, questa evenienza può essere salvaguardata,
caso per caso, lasciando ai comuni la possibilità di mantenere
sul posto quella tale struttura che è troppo vicina al mare o
quella tale struttura che è più alta di quanto non si voglia
concedere a tutte le altre che possono essere realizzate con il
Piano spiaggia che si va formando, con una intelligente azione
mirata.
Invece, con questa norma, tutte le strutture indipendentemente
dalla loro altezza, dalla loro vicinanza al mare, dalla loro
volumetria, vengono sottratte al governo dei comuni e, in quanto
oggetto di precedenti concessioni, mantenute per legge.
Ritengo questo un elemento in contrasto con i criteri di
governo del territorio, con la facoltà e la libertà che i comuni
hanno, e che viene riconosciuta per legge, di amministrare il
proprio territorio sulla base delle proprie esigenze e,
soprattutto, non necessaria per venire incontro alle esigenze
dei proprietari di quelle strutture i cui diritti possono essere
salvaguardati con i Piani spiaggia e le deroghe che i Comuni
possono chiedere e che l'Amministrazione regionale può
concedere.
Credo che questa sia una norma dirigista che mette in
condizione la Regione di decidere acriticamente per tutti ed è
una norma che fa venire meno il principio e la cultura della
pianificazione del territorio.
Per queste ragioni, penso che questa norma non farà parlare
bene sui giornali di questo Parlamento e la ritengo inutile,
pertanto esprimo il mio voto contrario.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
dichiarazioni di voto ci permettono di esplicitare alcune nostre
convinzioni rispetto ai lavori parlamentari.
Che il periodo è molto triste lo sappiamo, è triste perché
purtroppo non c'è una strategia da parte del Governo e, quindi,
spesso si naviga a vista e ciò può andar bene, ma non sempre.
Ritengo che sia necessario smettere di procedere in questo modo.
Non scandalizziamoci tra di noi, mettiamo un punto, onorevole
Governo
Siamo stati pochi giorni fa accusati, lo dico in maniera
civile, con il Presidente della Quarta Commissione, di essere
stati coloro che sono contrari allo sviluppo della Sicilia,
perché un emendamento abrogativo dell'articolo 2 è stato
sostanzialmente cassato dall'Aula e, quindi, siamo passati per
coloro i quali non vogliono che i comuni rilascino le
autorizzazioni - non concessioni come Lei sa Assessore, - e
che, invece, vogliamo che si torni o che si continui con le
concessioni rilasciate dai Commissariati; e noi siamo quelli
contrari allo sviluppo della Sicilia, cioè quella sinistra che
non comprende quali siano le leve dello sviluppo, perché
mettiamo in discussione il profilo rispetto alla finalità di
questa legge.
Mi pongo un problema molto più serio di quanto si pensi, si
deve riflettere se votare o meno il testo del disegno di legge,
il mio vice capogruppo ha già annunciato quello che è bene fare
come Gruppo parlamentare, rispetto anche alla sua partecipazione
nella Commissione competente, però mi preoccupa una cosa.
Non ho capito cosa si vuole fare con questo tipo di scelta, se
il problema è quello di articolare bene sulle nostre spiagge
attività già normate - ed è un bene che lo si faccia, - e
articolare bene significa anche seguire percorsi di
pianificazione.
E se si vogliono seguire percorsi di pianificazione, non
comprendo cosa significhi l'inserimento di una struttura
precaria in un contesto già esistente, perché quando si scrive i
manufatti precari già esistenti non si sta parlando di
strutture precarie, perché le strutture precarie, lei sa
assessore che con l'ultimo D.P.R., se non erro, sono ben
selettive e su queste, piuttosto, c'è stata un'ulteriore
frenata.
Si è detto, ancora una volta, cosa sia configurabile come
precario e mi chiedo come si può scrivere i manufatti precari
esistenti . La prima questione è che se sono precari non
possono essere esistenti, a meno che non ci siano strutture
precarie con concessioni pluriennali tali che, in questo momento,
sono già esistenti e allora lo si deve specificare, viceversa
non si fa una buona legge, si sta scrivendo qualcosa che, poi,
già da domani mattina, sarà da interpretare.
Seconda considerazione. Non comprendo perché si abbia
l'esigenza, per avviare lo sviluppo in Sicilia, di fare i conti
con questioni riguardanti le sagome, le altezze e quanto qui
scritto per quanto concerne il problema di questi manufatti.
Non vorrei che, invece, si facesse riferimento a singole
questioni, che sono pure importanti, perché è ovvio che tutti
sono cittadini siciliani, nessuno escluso, - su questo abbiamo
una forte convinzione molto più radicata di quanto non si pensi,
- ma non vorrei che, riferendoci ad alcuni casi, anziché mettere
in moto processi che possono dare qualche risposta, si
privilegiano solo alcuni.
Non ho problemi, e concludo, sul testo riguardante sia la
legge regionale numero 15 del 29.11.2005, a cui si richiama
l'articolo, sia su tutta la questione riguardante la giungla
della normativa urbanistica siciliana, se si vuole piazzare sulle
spiagge qualcosa in più, per rendere anche ai bagnanti, e non
solo a loro, la vita un po' più serena, e se qualcuno, nel
contempo, fa reddito , - lo dico in maniera pedagogica così ci
comprendiamo, - non vi è alcun problema.
Mi pongo, però, il problema di sapere quanti siano e questo non
c'entra con lo sviluppo della Sicilia.
Sviluppo significa fare, soprattutto, interventi legislativi
che diano la possibilità, ad ampio spettro, di avere un riflesso
per quanto concerne i meccanismi di sviluppo economico-sociale.
Mi sembra che si stia dando una importanza maggiore di quella
che merita e, purtroppo, ci riferiamo a pochi casi.
Onorevole Governo, non è importante se stasera siamo più o meno
convinti, ma farei uno sforzo maggiore se dobbiamo parlare di
questi problemi, non andrei a misurare la questione su singoli
casi che, appunto, confliggono con quello che chiamiamo un
processo vero che dobbiamo avviare per andare verso lo sviluppo
per quanto concerne l'utilizzo delle nostre spiagge, i piani a
cui si riferisce, gli strumenti urbanistici.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò
rapidamente su due punti. Il primo riguarda l'articolo in esame.
Credo che non sia stata data adeguata attenzione all'aspetto
principale di questa norma, dove si specifica che si fa
riferimento a manufatti precari che, nell'autorizzazione
originaria, espressamente, prevedono tutti che, a semplice
richiesta dell'amministrazione comunale, o dell'amministrazione
di competenza, visto che per alcune cose parliamo di
amministrazione marittima, i manufatti vadano smontati.
Pertanto, se sono stati conformemente autorizzati, se
parliamo di manufatti di natura precaria, questa norma ha il solo
effetto e per l'aspetto che riguarda l'eventuale revoca per nuova
normativa o per nuova visione di gestione del territorio, di
impedire che vengano in tutto o in parte revocati.
Quindi, soltanto per questo aspetto, i manufatti, precari, non
lo sarebbero più.
Se così impostata, io credo che non scandalizzi nessuno e se
dovessimo finire sulla stampa, ci sono argomenti per potere
giustificare quello che stiamo facendo, se la interpretiamo in
questa maniera. Aggiungo che non è una norma che sottrae alle
amministrazioni comunali e ai comuni la gestione del territorio,
perché è una norma di carattere generale, una norma quadro, come
quasi tutte le norme di natura urbanistica e di edilizia,
conseguenzialmente i comuni si conformeranno alla norma
generale.
Questo è: una norma generale e non vedo dove sia lo scandalo.
Secondo aspetto che riguarda la dichiarazione di voto che
naturalmente è positiva per il Gruppo dell'UDC, da me
rappresentato, in tutti i sensi, e che riguarda in generale - ed
io voglio sottolineare una cosa che ha già espresso il
Presidente dell'Assemblea poc'anzi - .
Ieri si è tenuta la Conferenza dei capigruppo, tra l'altro
allargata ai presidenti di commissione, hanno partecipato alcuni
deputati che magari non avevano titolo per parteciparvi, e
sono state fatte dichiarazioni di grande impegno per il futuro:
un articolato di riunioni di Aula, particolarmente sostanzioso e
che rispondeva alle critiche che una certa opinione pubblica ci
ha rivolto in questo periodo. Sembrava quasi che volessimo uscire
da quella riunione per iniziare i lavori ieri notte.
Oggi siamo punto e a capo. Se queste cose sono vere e lo sono,
e se dobbiamo individuare il malessere perché quest'Assemblea
lavora male e poco, è nell'assenteismo cronico di alcuni
colleghi, di qualunque colore politico e partito.
Mentre alcuni deputati sono sempre presenti, ce ne sono altri
che non partecipano mai ai lavori d'Aula, e quelle poche volte
che vengono c'è un passaparola chi è quello? , perché nemmeno
noi li conosciamo.
Se queste cose sono vere si realizza una forma di disparità di
trattamento in negativo per chi è presente e garantisce i lavori
d'Aula e questo è un modo di comportarsi che è indegno per chi è
cronicamente assente. Ci sono alcuni colleghi che, forse, per
impegni istituzionali possono partecipare con difficoltà, ma
coloro i quali non hanno impegni istituzionali, parlo ad esempio
dei sindaci dei grossi comuni, dovrebbero avere il dovere morale
nei confronti di tutti noi che siamo presenti, di esserlo anche
loro.
Signor Presidente, nel ringraziare quei colleghi che avevano
minacciato legittimamente di far ricorso alla richiesta di
verifica del numero legale ma che non hanno più fatto, li
ringrazio perché la considero una forma di rispetto per noi
presenti. Ma si registra un'altra giornata d'Aula a vuoto, per un
fatto formale, quale quello della richiesta del numero legale che
sarebbe stato disdoro per tutti.
Nel ringraziare questi colleghi che opportunamente, in questo
caso, non hanno chiesto il numero legale, mi permetterei di
suggerire una modifica del Regolamento interno: dopo un certo
numero di sedute d'Aula il deputato che continua nella sua
assenza, così come per gli enti locali, si preveda la decadenza.
So che è una proposta forte, un pugno nello stomaco, ma
dobbiamo pur fare qualcosa, altrimenti l'Aula sarà sempre di
pochi deputati, anche se questo è un fatto positivo, perché chi è
presente fa strada però chi è assente, resta tale. Ma è un fatto
di poca sensibilità istituzionale nei confronti di chi è presente
e nei confronti del popolo siciliano.
Principalmente, quindi, occorre una sterzata, perché i lavori
d'Aula vanno male, per le assenze croniche e questo è un fatto
che, se è possibile, bisogna evitare per il futuro e siccome non
è rimesso, perché la prova è negativa, alla cosciente
responsabilità dei deputati, si individui un sistema normativo,
interno, di regolamento, al fine di ovviare a tale problematica.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Maira anche per le sue
sollecitazioni ma riguardo l'assenza cronica di alcuni deputati
le debbo dire che non è nell'autonomia dell'Assemblea dichiarare
la decadenza perché l'argomento è di natura costituzionale. E'
chiaro che il Regolamento interno dovrà essere adattato anche
alle nuove esigenze.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 2, nel
testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.1, 2.5, A.1, A.2, A.3, A.4 vengono
dichiarati inammissibili.
Si passa all'articolo 3.
Ne do lettura:
«Art. 3
entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n.
510/A-bis avverrà successivamente.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari aveva stabilito che l'Assemblea venisse convocata
per domani, giovedì 29 marzo alle ore 17.00 con all'ordine del
giorno il disegno di legge n. 539/A: Modifiche alla legge
regionale 16 aprile 1986, n. 19 recante l'istituzione
dell'ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di
Catania'.
Tuttavia, faccio presente che il Vicepresidente della
Regione, onorevole Leanza, ha chiesto il rinvio dell'esame del
disegno di legge n. 539/A alla seduta prevista per martedì 3
aprile 2007.
Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 3 aprile
2007, alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni
II - Discussione di disegni di legge:
Norma per la convalida dei concorsi banditi in attuazione
dell'articolo 4 della legge regionale 27 aprile 1999
n. 8, concernente la rideterminazione delle
dotazioni organiche del ruolo tecnico dei beni
culturali ed ambientali (538/A) (Seguito).
Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, n. 19,
recante istituzione dell'Ente lirico regionale
Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania
(539/A).
Riordino delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca e
Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della
legge regionale 15 settembre 2005, n. 10.
Disposizioni in materia di programmazione
dell'attività turistica ed in materia di spese
dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti ( 499-329/A).
III - Votazione finale di disegni di legge:
1) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 dicembre
2000, n. 30, in materia di rimborso spese agli
amministratori degli enti locali (n. 311/A).
2) Disposizioni in materia di esercizio di attività nei beni
demaniali marittimi (n. 510/A bis).
La seduta è tolta alle ore 18.38
Licenziato dei Resoconti alle ore 20.40
DAL SERVIZIO dei Resoconti
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli