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Resoconto d'Aula della Seduta n. 58 di mercoledì 28 marzo 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   FALZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                         Congedo e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Manzullo è in congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che sono  in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio, gli onorevoli:

   Rizzotto,  dal 29 al 31 marzo 2007;
   Cristaldi, dal 28 al 31 marzo 2007;
   Caputo, dal 28 marzo al 2 aprile 2007.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato, in data  27  marzo
  2007, il seguente disegno di legge:

    Istituzione  del  Difensore  civico  della  Regione  siciliana.
  Norme  guida  per  i difensori civici operanti  presso  gli  enti
  locali dell'Isola  (n. 555)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo,  Ammatuna,  Culicchia,
  Fiorenza,  Galletti,  Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Mattarella,
  Manzullo, Ortisi, Rinaldi, Tumino, Vitrano, Zangara.

   Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
  legge alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data  27 marzo 2007, alla  Commissione  legislativa
  SAffari istituzionali  (I):

    Modifiche  ed  integrazioni alla legge regionale  13  settembre
  1999, n. 20  Nuove norme in materia di interventi contro la mafia
  e  di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
  dei   loro   familiari'  e  norme  di  prevenzione  e   contrasto
  dell'usura  (n. 554)
   di iniziativa parlamentare.

                Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute dal Governo ed assegnate, in data 27 marzo 2007,   alla
  competente Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Consorzio  di  ricerca  sul rischio  biologico  in  agricoltura
  (Co.Ri.Bi.A) - Designazione componenti del collegio dei revisori
  (n. 37/I)
   pervenuta in data 26 marzo 2007

    Consorzio  di  ricerca filiera carni - Designazione  presidente
  del collegio dei revisori   (n. 38/I)
   pervenuta in data 26 marzo 2007

    Consorzio  di ricerca G.B. Ballatore - Designazione  componenti
  del comitato dei consorziati   (n. 39/I)
   pervenuta in data 26 marzo 2007

    Consorzio  di  ricerca filiera carni - Designazione  componenti
  del comitato dei consorziati   (n. 40/I)
   pervenuta in data 26 marzo 2007

    Ente  di  sviluppo agricolo (E.S.A.) - Designazione  componente
  del consiglio di amministrazione   (n. 41/I)
   pervenuta in data 26 marzo 2007.

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  reso  dalla   Commissione
  legislativa  Ambiente e Territorio  (IV) il seguente parere:

    Piano di propaganda turistica 2007  (n. 33/IV).
   reso in data 27 marzo 2007
   inviato in data  28 marzo 2007.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FALZONE, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   il  personale  medico impegnato nel servizio di  guardia  medica
  della  frazione S. Martino delle Scale-Monreale (PA) ha informato
  i  residenti  che  sta  per  essere soppressa  l'unica  struttura
  sanitaria esistente nella frazione;

   la  frazione  S.  Martino delle Scale,  nota  per  la  splendida
  Abbazia Benedettina, ha una popolazione residente di oltre  4.000
  abitanti, che diventano oltre ventimila nei mesi estivi;

   l'intera  frazione in atto vive un momento di grande difficoltà,
  in  quanto la scuola dell'obbligo rischia di chiudere per  motivi
  di  inadeguatezza dei locali, mentre molte imprese commerciali  e
  imprenditoriali da tempo hanno cessato la loro attività;
   la  chiusura della guardia medica rischia di determinare  disagi
  pesantissimi  ai cittadini residenti aumentando  il  già  diffuso
  senso di malessere che vive l'intera frazione montana;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per  evitare
  la  chiusura  del presidio medico sanitario citato in  premessa.»
  (1009)
                                                             CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e  le  foreste, premesso che da tempo gli allevatori e le aziende
  del settore zootecnico vivono una grave crisi economica e per  le
  avverse  condizioni di mercato e per la complessità  delle  norme
  che impongono costi insostenibili per la messa in sicurezza delle
  aziende e per l'adeguamento alla legislazione comunitaria;

   considerato  che  da  oltre due anni gli operatori  del  settore
  hanno  chiesto all'Amministrazione comunale di Monreale  (PA)  di
  inserire nel relativo bilancio un capitolo di spesa per sostenere
  i  costi  di  gestione e per promuovere attività  finalizzate  al
  rilancio commerciale delle aziende;

   rilevato  che  fino  ad oggi nessun provvedimento  di  carattere
  economico o di sostegno è stato adottato dal Comune di Monreale e
  che   numerosi   produttori   del   settore   hanno   manifestato
  l'intendimento di chiudere le aziende e che alcuni di essi stanno
  procedendo al licenziamento di personale dipendente;

   valutato  che  la  zootecnia  è una  della  attività  principali
  dell'agricoltura  monrealese, che, oltre che  creare  economia  e
  sviluppo, garantisce ottimi prodotti e contribuisce a sostenere i
  livelli occupazionali;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno intervenire presso  il  Comune  di
  Monreale  affinché  promuova  iniziative  economiche  a  sostegno
  dell'importante settore produttivo;

   altresì,   se   il   Governo  della  Regione  intenda   adottare
  interventi  per  risolvere la crisi del  settore  zootecnico  nel
  territorio del Comune di Monreale.» (1010)
                                                             CAPUTO

   «All'Assessore  per  i beni culturali ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione,  premesso che  la  responsabile  del  Museo
  archeologico regionale di Agrigento, dott.sa Armida  De  Miro,  è
  stata  spostata in altra sede ponendo fine in modo anticipato  al
  suo  mandato,  che  avrebbe dovuto concludersi nel  dicembre  del
  2007;

   ricordato  che un simile provvedimento è già stato adottato  nel
  settembre  del  2005 nei confronti dell'allora  responsabile  del
  servizio  Museo,  dr. Castellana, che è oggi proprio  la  persona
  incaricata di sostituire la dott.sa De Miro, la quale già  a  sua
  volta nel 2005 era stata spostata di sede;

   osservata la strana prassi di tali spostamenti, i quali  vengono
  comunicati  al  personale dall'esterno e  mai  attraverso  canali
  ufficiali;

   non  essendo  comprensibili le ragioni per  le  quali  nel  2005
  vennero  sollevati dai loro incarichi gli stessi  funzionari  che
  oggi vengono riammessi alle medesime funzioni;

   considerato  che il rapporto tra il personale e i funzionari  in
  questione  è  stato diverso: conflittuale nei confronti  del  dr.
  Castellana  e  collaborativo con la dott.sa  De  Miro  e  che  il
  conflitto  con il dr. Castellana verosimilmente fu tra  le  cause
  della  precedente  rimozione, ma rende incomprensibile  l'attuale
  ritorno alla situazione di partenza;

   per sapere:

   quali  ragioni  presiedano  alle  scelte  in  oggetto  e  se  le
  procedure adottate nei confronti dei funzionari Castellana  e  De
  Miro rientrino nella prassi o se non vi si ravvisino elementi  di
  discrezionalità inaccettabili per una pubblica amministrazione;

   se  non ritenga che la scelta compiuta possa riproporre elementi
  di tensione con i lavoratori del Museo;

   se   non   valuti   che  sostituzioni  così  frequenti   possano
  alimentare  un  diffuso  senso  di  precarietà  tra  i  dirigenti
  impedendo  loro  di programmare nel tempo qualcosa  di  realmente
  utile e costruttivo.» (1011)
                                                       DI BENEDETTO

   «All'Assessore  per  i beni culturali ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che nell'ultima circolare (febbraio
  2007) dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali
  e  della  pubblica  istruzione inerente  i  contributi  2007  per
  attività  musicale  (ex  legge  44/1985)  è  stabilito   che   le
  associazioni che non hanno presentato il consuntivo per  ricevere
  i  contributi  a  valere per il 2006 entro il 31  dicembre  dello
  stesso  anno,  non potranno fare richiesta di contributi  per  il
  2007;

   osservato   che  tale  circolare  avrebbe  effetto  retroattivo,
  essendo  stata emanata nel febbraio di quest'anno e che introduce
  una  repentina e inaspettata discontinuità con la prassi che  per
  anni  ha  consentito  alle associazioni di  presentare  i  propri
  consuntivi entro i primi sei mesi dell'anno successivo  a  quello
  dei contributi richiesti;

   ricordato  che  tale  prassi  consegue  al  sistematico  ritardo
  nell'assegnazione  dei  fondi  per attività  musicale  (ex  legge
  44/1985)  e per attività teatrali e culturali (ex legge  16/1979)
  ed  alla ritardata predisposizione delle circolari attuative,  in
  dispregio  alla  necessità delle associazioni  di  programmare  e
  fissare  per  tempo  i  calendari e  gli  impegni  degli  artisti
  coinvolti in attività di serio spessore culturale;

   per sapere:

   se  non ritenga per gli anni pregressi di dover ritornare  sulle
  disposizioni   emanate   nella  circolare   del   febbraio   2007
  riservandole agli anni successivi;

   quali  ragioni rendano sistematico il ritardo nella assegnazione
  dei  fondi e quali misure intenda adottare per riportare entro  i
  termini del bilancio di competenza la loro assegnazione;

   quale  sia l'effettiva e definitiva disponibilità dei  fondi  ex
  l.r.16/1979 e l.r.44/1985 per l'anno 2006.» (1012)
         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                            VILLARI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le    politiche   di   razionalizzazione   della   spesa    sono
  unidirezionali  e riguardano esclusivamente il Mezzogiorno  e  la
  Sicilia;

   nell'ambito  delle  cosiddette  politiche  di  razionalizzazione
  concretamente  portate  avanti  da  Trenitalia,  intere  comunità
  vengono sostanzialmente isolate;

   considerato che:

   questa  politica  sta colpendo in particolare i  comuni  interni
  della  Sicilia,  come  il  comune di  Vallelunga  (CL),  dove  la
  soppressione  giornaliera  di diverse  corse  sta  creando  gravi
  disagi  alla  mobilità di numerosi lavoratori  che  non  riescono
  altrimenti a raggiungere il luogo di lavoro;

   tutto  ciò  sta avvenendo nell'assoluto silenzio  da  parte  del
  Governo  regionale, il quale appare insensibile o complice  delle
  scelte di Trenitalia;

   per  sapere  se non ritenga di intervenire con urgenza  affinché
  si eviti la soppressione delle corse ed il conseguente isolamento
  di importanti comunità, quale quella di Vallelunga.» (1013)

                                                           SPEZIALE

   PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   FALZONE, segretario f.f.:

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali  ed  ambientali e per la pubblica istruzione,  premesso
  che:

   con  decreto  del Dirigente generale dell'Assessorato  regionale
  dei  beni  culturali, ambientali e della pubblica istruzione,  la
  Soprintendente  di Catania, dott.ssa Maria Grazia Branciforti,  è
  stata rimossa dall'incarico e retrocessa a dirigente del Servizio
  beni archeologici della stessa Soprintendenza;

   il  decreto  non indica alcuna motivazione posta  a  base  della
  decisione con ciò contravvenendo ad un preciso obbligo di legge;

   il  ricorso allo spoyl sistem, richiamato nel decreto di  revoca
  e  previsto dall'art. 9, comma 7 bis, della l.r. 15 maggio  2000,
  n. 10, come introdotto dall'art. 96 della l.r. 2/02, non esime il
  Dirigente generale dal predetto obbligo;
   considerato che:

   la  revoca  dell'incarico è stata disposta senza  la  prescritta
  concertazione con le OO.SS., che non hanno fornito, pertanto,  il
  parere preventivo;

   il  provvedimento è stato adottato alla vigilia  della  scadenza
  del termine di 90 giorni dall'insediamento del Dirigente generale
  dell'Assessorato,   in  sostanza  l'ultimo   giorno   utile   per
  effettuare revoche o modifiche agli incarichi dirigenziali;

   ritenuto che:

   il  contratto  con la dott.ssa Branciforti era  stato  rinnovato
  nel 2006 ed era valido fino al 2008;

   non  è stata, pertanto, rispettata la naturale scadenza né si  è
  proceduto  alla verifica circa il raggiungimento degli  obiettivi
  programmati;

   l'operato  della dott.ssa Branciforti è sempre stato  improntato
  al  massimo rispetto della legge e al più scrupoloso assolvimento
  dei compiti d'istituto;

   la revoca, pertanto, appare viziata nella forma e nel merito;

   per    sapere    se   non   si   ritenga   doveroso    procedere
  all'annullamento in autotutela del provvedimento di revoca  della
  dott.ssa Branciforti.» (1007)
                                                         BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le  pubbliche amministrazioni operanti in Sicilia sono tenute ad
  istituire  l'anagrafe  dei  procedimenti  penali  e  disciplinari
  emessi a carico del proprio personale;

   l'Assemblea  regionale  siciliana,  con  legge  n.  17/2004,  ha
  limitato  l'applicazione dell'anagrafe patrimoniale solamente  ai
  dirigenti, previa emanazione, entro 90 giorni dalla pubblicazione
  della  legge,  di  un  apposito  regolamento  che  disciplini  le
  modalità di accesso alla medesima anagrafe patrimoniale;

   considerato che:

   il  predetto  regolamento, a distanza di oltre due anni,  non  è
  stato ancora adottato;

   i   ritardi   accumulati   non  possono   essere   ulteriormente
  tollerati,  poiché  si tratta di una disposizione  di  innegabile
  valore  morale e civile, finalizzata ad assicurare  pubblicità  e
  trasparenza;

   ritenuto    che    l'istituzione   dell'anagrafe    patrimoniale
  rappresenti  una valida intuizione del legislatore regionale  che
  ha  voluto  emanare  norme  adeguate  per  evitare  infiltrazioni
  degenerative nella pubblica amministrazione;
   per  sapere  quali siano le ragioni per le quali il  regolamento
  predisposto dal Dirigente generale del dipartimento del personale
  non  abbia ricevuto la giusta attenzione e non sia stato adottato
  nonostante siano scaduti abbondantemente i termini previsti dalla
  legge.» (1008)

      (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                     BARBAGALLO-FIORENZA-GUCCIARDI-
                                        MATTARELLA-TUMINO-AMMATUNA-
                                GALLETTI-ORTISI-MANZULLO-CULICCHIA-
                                   GALVAGNO-LACCOTO-RINALDI-ZANGARA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'articolo  7  della legge n. 157, dell'11 febbraio  1992,  così
  come  in  precedenza previsto nell'articolo  35  della  legge  27
  dicembre  1977,  n.  968, prevedeva che l'Istituto  nazionale  di
  biologia   della   selvaggina  (INFS),  operasse   quale   organo
  scientifico,  tecnico, di ricerca e consulenza per lo  Stato,  le
  regioni e le province;

   l'Istituto  nazionale per la fauna selvatica, con sede  centrale
  in  Ozzano  dell'Emilia (BO), è sottoposto     alla     vigilanza
  del      Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio  e
  del  mare. Esso ha il compito di censire il patrimonio ambientale
  costituito dalla fauna selvatica, studiare lo stato e i  rapporti
  con altre componenti ambientali, elaborare progetti di intervento
  ricostituivo e migliorativo sia delle comunità animali sia  degli
  ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio
  nazionale,  effettuare e coordinare l'attività d'inanellamento  a
  scopo scientifico sull'intero territorio italiano collaborare con
  gli  organismi stranieri ed in particolare con quelli  dei  Paesi
  della Comunità economica europea, collaborare con le università e
  gli  altri organismi di ricerca nazionali, controllare e valutare
  gli  interventi faunistici operati dalle regioni e dalle province
  autonome,  esprimere pareri tecnico-scientifici  richiesti  dallo
  Stato, dalle regioni e dalle province autonome;

   nella  recente legge finanziaria nazionale, con l'articolo 1230,
  comma  730  bis,  il  Ministro  per  l'Ambiente  ha  tolto   alla
  Presidenza  del Consiglio dei Ministri la vigilanza sull'Istituto
  nazionale  per la fauna selvatica (INFS) affidandola al Ministero
  dell'Ambiente, stravolgendo dunque, quanto previsto  nella  legge
  quadro 968 del 1977 e nella n. 157 del 1992;

   questo  Istituto, che potrebbe rappresentare un valido strumento
  scientifico,  deve necessariamente mantenere un alto  profilo  di
  autonomia svincolato dai condizionamenti politici o peggio di chi
  accanitamente conduce battaglie ideologiche esautorando  ruolo  e
  funzioni;

   ritenendo  che  l'assegnazione  ed  il  controllo  dell'Istituto
  nazionale  per  la fauna selvatica al Ministero dell'Ambiente  si
  configura  come  un grave e prevaricatorio attacco  all'autonomia
  della  ricerca  scientifica,  annullando  nella  fattispecie,  la
  preventiva  intesa  formale prevista nella  precedente  normativa
  (Conferenza Stato Regioni);

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa indicato;
   se  non intenda intervenire affinché l'Istituto nazionale per la
  fauna  selvatica  possa svolgere i compiti  che  gli  sono  stati
  assegnati.» (1014)
        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   il  manto  stradale dissestato e la presenza di tombini rialzati
  o  affossati  in una pubblica via rappresentano un rischio  reale
  per l'incolumità degli utenti;

   le  vie  San  Nullo  e  Giuseppe Fava a Catania  necessitano  di
  interventi   urgenti  per  il  ripristino  del   manto   stradale
  dissestato   e   per  la  presenza  di  tombini   non   livellati
  all'asfalto;

   per  sapere quali iniziative intenda porre in essere per far  sì
  che  i  dissesti  rappresentati in premessa  vengano  eliminati.»
  (1015)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   «All'Assessore    per    i    lavori    pubblici,  all'Assessore
  per  la  famiglia,  le politiche sociali e le  autonomie  locali,
  premesso che:

   gli  alloggi  di  Via Rocco La Porta a Riposto  (CT)  presentano
  gravi  segni  di  degrado, dovuti all'usura  del  tempo  ed  alla
  mancanza  di  manutenzione nelle strutture  dei  ballatoi,  nelle
  grondaie, nei muri perimetrali e negli scantinati;

   la  manutenzione degli alloggi di cui trattasi è  di  competenza
  dell'IACP di Catania, che è a conoscenza della situazione;

   il  degrado  strutturale  in cui versano  gli  alloggi  suddetti
  mette quotidianamente a repentaglio l'incolumità dei residenti;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  porre  in  essere  per
  garantire gli interventi di manutenzione straordinaria nelle case
  popolari di Via Rocco La porta a Riposto (CT).» (1016)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   l'incolumità  dei  pedoni  è una condizione  che  ogni  pubblica
  amministrazione deve necessariamente tutelare e garantire;

   il  degrado  dei marciapiedi di Piazza S. M. di Gesù nel  comune
  di   Catania  rappresenta  un  pericolo  reale  per  l'incolumità
  pubblica;

   nei   pressi  della  Piazza  suddetta  insistono  varie  scuole;
  conseguentemente  la  zona  è  interessata  da   un   un   flusso
  consistente di ragazzi,

   per sapere

   quali  iniziative  intenda adottare affinché si  realizzino  gli
  interventi manutentivi necessari al ripristino dell'integrità dei
  marciapiedi indicati in premessa.» (1017)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,  l'artigianato
  e la pesca, premesso che:

   con  decreto  interministeriale del  7  dicembre  1989  è  stata
  istituita la Riserva naturale marina Isole Ciclopi»; con  decreto
  ministeriale  del 27 febbraio 2001 è stata affidata al  Consorzio
  di gestione
   dell'area   marina   protetta   denominato     Isole
   Ciclopi»,   costituito   tra  il   comune   di   Acicastello   e
  l'Università  di  Catania,  la gestione  della  riserva  naturale
  marina Isole Ciclopi»;

   con  decreto  istitutivo ministeriale del 9  novembre  2004,  il
  decreto  interministeriale del 7 dicembre 1989, istitutivo  della
  Riserva  naturale  marina Isole Ciclopi», è  stato  integralmente
  sostituito;

   l'amministrazione  del  Consorzio di gestione  dell'area  marina
  protetta  in  questione ha istituito, per  i  non  residenti,  un
  canone  annuo  per  il  rilascio dell'autorizzazione  alla  pesca
  sportiva nella zona C;

   detto canone è l'unica discriminante a salvaguardia dell'area;

   il  canone annuo è di euro 100,00 per la pesca da riva e di euro
  500,00 per la pesca da barca;

   per sapere:

   se   ritenga  legittima  l'istituzione  di  una  tassa  per   la
  concessione dell'autorizzazione alla pesca sportiva nella zona  C
  dell'area marina protetta Isole Ciclopi ;

   quali  azioni  intenda  adottare  per  eliminare,  nel  caso  la
  ritenesse  illegittima,  la tassa sulla  pesca  sportiva  imposta
  dall'area  marina protetta Isole Ciclopi ai soli non  residenti.»
  (1018)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni, ora annunziate, saranno  inviate
  al Governo.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.
         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   FALZONE, segretario f.f.:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che

   l'ospedale Barone Lombardo di Canicattì (AG) serve un'utenza  di
  circa  200.000 abitanti che risiedono in un hinterland  di  paesi
  compresi fra le province di Agrigento e Caltanissetta;

   il  servizio  offerto ha sempre mantenuto degli  ottimi  livelli
  qualitativi,  fra  i quali spiccano una Ginecologia  con  annessa
  Pediatria  -  Neonatologia  che  registra  circa  mille   nascite
  all'anno,   un   reparto  di  Chirurgia  generale  che   assicura
  un'adeguata  risposta  alle  varie  patologie  mediche   (700-800
  interventi)  specificamente nel settore addominale,  vascolare  e
  polmonare, una Cardiologia dotata di terapia intensiva di UTIC di
  primo livello che annualmente salva centinaia di vite e che copre
  il fabbisogno del territorio;

   considerato che la popolazione pone particolare attenzione  alle
  sorti  dell'ospedale  ed  in questo è  coinvolta  anche  l'intera
  classe  di  amministratori che ha dedicato riunioni  di  consigli
  comunali  sulla valorizzazione ed accrescimento di servizi  dello
  stesso;

   valutato   che,  nelle  more  della  ridefinizione  della   rete
  ospedaliera  regionale  e  quindi di un  nuovo  contesto  in  cui
  l'ospedale  Barone Lombardo di Canicattì verrà inserito,  occorre
  intervenire  per  la  sala  operatoria  chirurgica  e   la   sala
  rianimazione,   ancora   chiusa,  per  un   aggiornamento   della
  strumentazione  diagnostica al fine di una pronta  ed  efficiente
  cura,

                  impegna il Governo della Regione
                          e in particolare
                      l'Assessore per la sanità

   a  reperire  le  risorse  finanziarie necessarie  per  porre  in
  essere  le soluzioni atte a garantire gli standard qualitativi  e
  di  eccellenza garantiti ad oggi dall'ospedale Barone Lombardo di
  Canicattì, e, all'uopo, indire una conferenza di servizio con  il
  vertice aziendale dell'AUSL 1 di Agrigento.» (183)

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che  la  statua del Satiro danzante,  rinvenuta  nella
  primavera  del  1998 durante una battuta di pesca nel  canale  di
  Sicilia, è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca;

   ricordato  che dopo il lungo restauro è stata riconsegnata  alla
  Sicilia,  alla città di Mazara del Vallo (TP), che ha lì attirato
  numerosissimi visitatori;

   visto che il prezioso reperto è stato già spostato a Roma  e  in
  Giappone per esposizioni e che recentemente altre preziose opere,
  come  i  dipinti di Antonello da Messina, sono state inviate  per
  esposizioni in Italia e all'estero;

   considerati  i  rischi e lo scarso ritorno scientifico-culturale
  ed  economico  che  tali  operazioni  comportano  per  la  nostra
  Regione;

   ritenendo  più  utile impegnarsi per ospitare i nostri  gioielli
  artistici  in  sedi moderne e adeguate sul nostro territorio  per
  valorizzarne la fruizione in sede locale,

                  impegna il Governo della Regione

   a  limitare le trasferte delle nostre opere d'arte e predisporre
  interventi  urgenti  per  valorizzarne  l'esposizione,  anche  in
  chiave turistica, sul territorio regionale;

   a  preferire l'esportazione, con fini didattici e di promozione,
  per  manifestazioni  ed esposizioni presso istituti  e  musei  di
  copie di qualità.» (184)

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, nell'abrogare la  norma
  che   consentiva   l'estensione  ai  pensionati   regionali   dei
  miglioramenti  economici concessi al personale  in  servizio,  ha
  fatto  nascere  vive  preoccupazioni agli interessati  che  hanno
  visto svanire una disposizione legislativa che rappresentava  una
  conquista  del  lavoratore  in  quanto  consentiva  un   costante
  adeguamento  dei  trattamenti di quiescenza alla  dinamica  delle
  retribuzioni;

   in  sostituzione  della  predetta norma è  stato  introdotto  un
  meccanismo  di  adeguamento dei trattamenti di pensione  in  base
  agli indici ISTAT;

   rilevato che:

   a  distanza di dieci anni dalla predetta modifica legislativa si
  constata  un  notevole divario tra retribuzioni del personale  in
  servizio e trattamenti pensionistici;

   la  Corte  dei  Conti  si  è  più  volte  dichiarata  in  favore
  dell'agganciamento  delle pensioni alle retribuzioni,  sostenendo
  che  ai  pensionati ed alle loro famiglie deve essere  assicurata
  'una  esistenza libera e dignitosa' e, conseguentemente,  tra  la
  pensione  e  la  retribuzione  deve  esistere  costantemente  una
  'ragionevole  corrispondenza', garantendo la proporzionalità  del
  trattamento  pensionistico alla remunerazione del  dipendente  in
  servizio attivo,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  adottando un provvedimento  atto  ad  eliminare
  tale  disparità  nel  trattamento  economico  fra  dipendenti  in
  quiescenza e dipendenti in atto in servizio, in modo da garantire
  la    proporzionalità   del   trattamento   pensionistico    alla
  remunerazione del dipendente in servizio.» (185)

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  legge regionale 30 aprile 1991, n.10, comunemente denominata
  legge   sulla   trasparenza  amministrativa,  ha   recepito   con
  significativi  arricchimenti l'analoga normativa nazionale  e  si
  fonda sull'esigenza di modernizzare la pubblica Amministrazione e
  renderne effettivi i principi costituzionali di buon andamento  e
  imparzialità dell'azione;

   si  tratta, pertanto, di una normativa di grande rilievo il  cui
  obiettivo  è  il  ribaltamento  del  tradizionale  rapporto   del
  cittadino   con   i   pubblici   poteri,   realizzando    modelli
  organizzativi il più possibile partecipati e democratici;

   considerato che:

   la  Commissione  di garanzia per la trasparenza,  l'imparzialità
  della  pubblica  Amministrazione e la verifica  delle  situazioni
  patrimoniali,  in attuazione del comma 4, art.  31,  della  legge
  regionale n. 10 del 1991 e del comma 8, art. 21, della l.r. n. 10
  del   2000,   ha   presentato   la  relazione   sull'applicazione
  nell'ambito dell'Amministrazione regionale, della legge suddetta;

   a  sedici  anni  dall'entrata in vigore della  normativa,  molti
  istituti  giuridici previsti hanno trovato un'attuazione limitata
  che  rallenta  il dispiegamento degli effetti più  significativi,
  impedendo l'effettiva innovazione della p.a.;

   a  norma dell'articolo 2, comma 2, della legge regionale  n.  10
  del  1991, le amministrazioni avrebbero dovuto determinare, entro
  sei  mesi  dall'entrata in vigore della stessa legge, il  termine
  entro il quale ogni tipo di procedimento deve concludersi;

   tale    disposizione   comportava   l'obbligo,   per    ciascuna
  Amministrazione   regionale,  di  emanazione   di   un   apposito
  regolamento  con l'indicazione dei procedimenti amministrativi  e
  dei relativi tempi di conclusione;

   i  vari  rami  dell'Amministrazione regionale  hanno  provveduto
  all'adozione  dei regolamenti, ma la maggior parte di  essi  sono
  stati  emanati con decreto assessoriale, mentre era richiesto  il
  decreto  presidenziale  e,  pertanto, sono  illegittimi,  con  la
  conseguenza che la norma rimane, in larga parte, inapplicata;

   l'art.  13  della  legge regionale n. 10  del  1991  obbliga  le
  amministrazioni pubbliche a predeterminare criteri e modalità cui
  le  stesse devono attenersi nell'erogazione di fondi a favore  di
  persone o enti, e l'applicazione di tale norma risulta del  tutto
  omessa;

   ritenuto che:

   sostanzialmente ignorate sono state le norme che coinvolgono  il
  cittadino  nel procedimento amministrativo tramite la conclusione
  di  accordi al fine di determinare il contenuto discrezionale del
  provvedimento finale;

   la  puntuale  applicazione della norma  in  questione,  oltre  a
  rendere  più  veloce  il procedimento, consentirebbe  di  ridurre
  notevolmente il contenzioso in sede giurisdizionale;
   considerato, ancora, che:

   l'articolo 18 della legge regionale n. 10 del 1991 prevedeva,  a
  carico  della  Regione, dei Comuni, delle Province e  degli  Enti
  regionali,  l'obbligo  di  istituire  il  registro  delle   opere
  pubbliche  contenente  l'indicazione  dell'opera  in  corso,  gli
  estremi della gara di appalto, la ditta esecutrice dell'opera, il
  direttore, l'importo dei lavori a base d'asta, eccetera;

   è  di  tutta  evidenza l'importanza che riveste l'attuazione  di
  tale norma finalizzata ad assicurare pubblicità e trasparenza;

   il  registro  delle opere pubbliche doveva essere istituito  nel
  termine  di 60 giorni dall'entrata in vigore della legge,  quindi
  entro  il  20 luglio 1991; tale termine è trascorso invano  e  a,
  tutt'oggi, la complessa materia resta da definire;

   ritenuto, infine, che:

   parte  essenziale della legge n. 10 del 1991 è costituita  dalle
  norme per il diritto di accesso ai documenti amministrativi;

   la  Regione  si  è dotata di apposito regolamento contenente  la
  disciplina del diritto di accesso;

   permangono,  tuttavia, resistenze ad una piena esplicazione  del
  diritto di accesso, ritenuto subordinato alle limitazioni imposte
  dalla legge sulla privacy;

   la  giurisprudenza  amministrativa ha  più  volte  sottolineato,
  viceversa,  che  a  prevalere sia il diritto  di  accesso  e  che
  l'imposizione   del   segreto   d'ufficio   costituisca    sempre
  l'eccezione,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  riferire all'Assemblea regionale siciliana circa l'attuazione
  della legge regionale n. 10 del 1991;

   a  rimuovere tutti gli ostacoli che tuttora si frappongono  alla
  piena esecuzione della suddetta legge.» (186)

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che moltissime coste siciliane sono state  interessate
  dal  fenomeno  dell'alga  tossica che ha  determinato  gravissimi
  problemi  di inquinamento, pericoli per la salute dei bagnanti  e
  gravissimi   danni  economici  per  gli  operatori  turistici   e
  commerciali   delle   aree   costiere  coinvolte   dal   fenomeno
  inquinante;

   ritenuto  che la Commissione legislativa 'Ambiente e territorio'
  dell'Assemblea   regionale   ha   approvato   all'unanimità    un
  emendamento  che impegnava la somma di 800 mila euro  per  studi,
  ricerche ed interventi finalizzati a ripristinare l'equilibro eco-
  ambientale,  e  per  sostenere  i danni  subiti  dagli  operatori
  turistici;

   considerato    che    l'Assemblea   regionale    ha    approvato
  all'unanimità  un  ordine del giorno, con parere  favorevole  del
  Governo,   per  attivare  tutte  le  iniziative  finalizzate   ad
  eliminare i fenomeni di inquinamento, bonificare le aree costiere
  e  prevedere  risorse  a  favore degli  operatori  commerciali  e
  turistici;

   ritenuto  inoltre  che  tra  i comuni interessati  non  figurava
  quello  di  S.  Flavia, che invece risulta essere interessato  ai
  medesimi fenomeni inquinanti;

   considerato  infine che trattasi di un comune a forte  vocazione
  turistica e con un'economia legata al settore della pesca e delle
  attività connesse,

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
             l'Assessore per il Territorio e l'ambiente

   a  inserire  il Comune di S. Flavia, provincia di  Palermo,  tra
  quelli interessati al fenomeno di bonifica dal fattore inquinante
  dell'alga tossica.» (187)

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.

  Discussione  del disegno di legge numero «Norma per la  convalida
  dei  concorsi banditi in attuazione dell'articolo 4  della  legge
  regionale  27  aprile 1999 n. 8, concernente la  rideterminazione
  delle dotazioni organiche del ruolo tecnico dei beni culturali ed
  ambientali» (538/A)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
  Si  procede con la discussione del disegno di legge «Norma per la
  convalida  dei  concorsi  banditi in attuazione  dell'articolo  4
  della  legge  regionale  27  aprile 1999  n.  8,  concernente  la
  rideterminazione delle dotazioni organiche del ruolo tecnico  dei
  beni culturali ed ambientali» (538/A), posto al  numero 1).
  Invito  i  componenti la quinta  Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
  Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Gianni, per svolgere la relazione.

   GIANNI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rimetto  al  testo   della
  relazione; pur tuttavia, vorrei aggiungere qualcosa. Credo sia  a
  conoscenza di tutti che si tratti di una mera irregolarità a cui,
  con  questo disegno di legge, vogliamo rimediare, perché  più  di
  settecento persone aspettano questo provvedimento per poter  dare
  il  loro  contributo  nella  gestione dei  beni  culturali  della
  Sicilia.  E'  presumibilmente una dimenticanza. Pertanto,  invito
  l'Assemblea a votarlo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
  disegno  di  legge  al  nostro esame  è  stato  esitato  dalla  V
  Commissione  all'unanimità, quindi, anche  i  rappresentanti  del
  nostro  Gruppo in Commissione hanno espresso  parere  favorevole.
  Conseguentemente,  è ben accetto che in Aula  si  discuta  di  un
  provvedimento che - credo -  in molti attendono.
   Ci  sarà  modo di entrare nel merito dell'articolato  quando  il
  Presidente  porrà  in  votazione il   passaggio  all'esame  degli
  articoli.  Tuttavia,   mi sembra opportuno sottolineare  come  in
  molti   attendono   questo  provvedimento  e   come,   da   anni,
  l'Amministrazione  regionale  si  sia  bloccata  intorno  a  tale
  problema.
     Saluto  con  favore  questa iniziativa  del  Parlamento  e  mi
  dispiace  che,  ancora  una  volta,  in  questa  circostanza   in
  particolare, l'Aula non presti la necessaria attenzione e nemmeno
  la  presenza  che  meriterebbe questo  provvedimento,  attesa  la
  grande quantità di banchi vuoti che è possibile vedere.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del  Regolamento  interno  per  la
  presentazione  degli emendamenti e che tale termine  scadrà  alle
  ore 10.00 di domani, 29 marzo 2007.

  Seguito  della discussione del disegno di legge «Disposizioni  in
  materia  di  esercizi  di attività nei beni demaniali  marittimi»
  (510/A bis)

    PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  «Disposizioni in materia di esercizi di  attività  nei
  beni demaniali marittimi» (510/A bis), posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la quarta Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che, ai sensi   dell'articolo  121
  quater  del  Regolamento interno, il disegno di legge  era  stato
  inviato alla Commissione di merito per un approfondimento.

   ADAMO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ricordo  che  l'articolo  2  era
  stato  bocciato dall'Aula. La Commissione ha pensato che non  era
  possibile riproporlo all'Aula. Viste le reazioni generali,  si  è
  deciso  -  e  l'Assessore era d'accordo su  questo  -  che  fosse
  opportuno trasformarlo in un ordine del giorno,  che verrà da noi
  presentato.
      L'ordine  del  giorno  invita  il  Governo  ad  attivare  una
  procedura che consente di attuare in Sicilia ciò che avviene  nel
  resto   d'Italia.   L'articolo  riguardava  la   possibilità   di
  organizzare    dei    concerti    e   manifestazioni    chiedendo
  l'autorizzazione al sindaco del luogo. Il sindaco è l'espressione
  del  territorio  e, dunque, può essere autorizzato  a  farlo,  in
  tutta  Italia è così. In Sicilia, invece, c'è una procedura molto
  complessa.
   La  legge  nazionale norma la materia; la Commissione  intendeva
  modellarla per dare un segnale forte, ma, a questo punto, abbiamo
  convenuto  di  ripiegare sulla presentazione di   un  ordine  del
  giorno  che  invita  l'Assessore a procedere,  in  tempi  veloci,
  all'attivazione   della   legge  nazionale.   Infine,   chiediamo
  all'Assessore di riferire, entro sessanta giorni, sull'attuazione
  e sugli obiettivi raggiunti.
   Per  quanto  concerne,  invece, l'articolo  2,  ex  articolo  3,
  l'Aula  ricorderà  che  per le strutture  che  si  trovano  sulla
  spiaggia  e che sono smontabili e sono provviste delle necessarie
  autorizzazioni,   prevede  che  non  vengano   considerate   come
  strutture abusive ma strettamente in regola con la legge,  perché
  autorizzate secondo la legge vigente in quel periodo.
   Oggi,  però,  alla  luce delle nuove disposizioni  rischiano  di
  trovarsi in difficoltà.
   Pertanto,  proponiamo che le nuove disposizioni  si  applichino,
  soltanto, per le nuove strutture.
   Onorevoli  colleghi ricordo che l'articolo 3 è  stato  riportato
  in  Aula  e discusso,  ed è stato presentato anche un emendamento
  allo stesso approvato all'unanimità.
   L'emendamento chiarisce il senso dell'articolo 3: specifica  che
  non  si  applica  per  quanto  riguarda le  norme  di  sicurezza.
  Chiaramente,  non  si riferisce a norme di sicurezza  che  devono
  essere, anche se rinnovate, applicate; qui si tratta di strutture
  che sono state autorizzate e quindi non abusive, pertanto  non si
  chiede  alcuna  deroga,  ma l'applicazione  di  un  principio  di
  civiltà  giuridica: se un cittadino ha ricevuto  l'autorizzazione
  per  realizzare  un'opera, essa è perfettamente   legale;  se  la
  legge  cambia dovrà essere applicata alle strutture che  verranno
  realizzate successivamente.
   L'articolo  3,  emendato secondo quanto poco fa  ho  esposto,  è
  passato a maggioranza, con una sola obiezione.

   PRESIDENTE. L'articolo 2 nella precedente  formulazione è  stato
  bocciato, quindi non può essere riproposto.
   Dichiaro  decaduti  gli  emendamenti 2.1  e  2.2  dell'onorevole
  Adamo  e 2.3 dell'onorevole Falzone.
   Si  passa all'articolo 2 il cui testo coincide con l'articolo  3
  del disegno di legge n. 510/A. Ne do lettura:

                              «Art. 2.
            Disposizioni in materia di manufatti precari
                        sul demanio marittimo

   1.   I   manufatti  precari  esistenti  sul  demanio  marittimo,
  destinati all'esercizio delle attività di cui alle lettere  a)  e
  b)  del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 29 novembre
  2005, n. 15, realizzati alla data del 2 dicembre 2005, oggetto di
  concessione  demaniale marittima e che siano  stati  riconosciuti
  conformi  agli  strumenti urbanistici alla stessa  data  vigenti,
  sono autorizzati anche in deroga ai parametri di altezza, sagoma,
  cubatura, superficie coperta e fronte mare, previsti dai Piani di
  utilizzo  delle aree demaniali marittime approvati ai  sensi  del
  decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per il territorio
  e l'ambiente.
   2.   Resta   ferma   l'osservanza,   da   parte   dei   soggetti
  concessionari  dei  beni di cui al comma  1,  delle  disposizioni
  previste  dalle norme vigenti in materia di sicurezza,  igiene  e
  barriere architettoniche».

   DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS  .  Signor  Presidente,  innanzitutto  volevo  un
  chiarimento: essendo tornato il disegno di legge  in Commissione,
  non si dovrebbe riaprire la discussione generale, come mi risulta
  essere stato concordato in Conferenza dei capigruppo?

   PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, ero presente in  Conferenza
  dei  capigruppo e non è stato disposto di riaprire la discussione
  generale. Le ho dato la parola sull'articolo 2.  Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS  .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  al
  riguardo vorrei esprimere la mia posizione. Mi sembra di  capire,
  anche  dalle  parole del Presidente della IV  Commissione  che  è
  poc'anzi  intervenuta, che si intende risolvere un  problema  per
  via legislativa.
     Faccio presente che questo problema che si pone è risolvibile,
  comunque, per via amministrativa, perché i Piani di gestione  che
  i  comuni  debbono  redigere  possono  prevedere  delle  deroghe,
  proprio  per  venire incontro al  problema che l'onorevole  Adamo
  sottolineava,  e  la   Regione  nell'approvare  questi  Piani  di
  gestione può asseverare tali deroghe.
   Naturalmente,  questo non è soltanto un principio da  rispettare
  perché  consente, caso per caso, di applicare le deroghe là  dove
  servono   e   non  in  maniera  generalizzata  e   acritica   ma,
  soprattutto,  di farlo sulle basi delle valutazioni  dei  comuni,
  quindi  dei  sindaci dei consigli comunali, che sono  i  titolari
  della gestione del territorio, ai quali noi, con questa norma, ci
  sostituiremmo, tradendo totalmente quelli che sono i principi  di
  gestione  del  territorio  che  rimangono  nelle  competenze  dei
  comuni.
   Pertanto,  questa norma, da un lato, è inutile, perché  ciò  che
  vuole   ottenere  è  tranquillamente  ottenibile  a   prescindere
  dall'approvazione  della  norma  stessa,  solo   che   i   comuni
  esercitano i loro ruoli; dall'altro lato, è una norma che sottrae
  ai  comuni  la  potestà di governo del proprio territorio  ed  io
  ritengo,  da  questo punto di vista, che è una norma  sicuramente
  impugnabile  dal Commissario dello Stato e che,  quindi,  qui  si
  stia compiendo un esercizio di mera propaganda politica ai danni,
  ritengo,  dei  gestori delle strutture che,  invece,  sicuramente
  hanno  diritti  da  fare valere e, certamente,  meriterebbero  un
  Parlamento  più attento e non un Parlamento che gioca  su  questi
  bisogni.

   LEANZA  NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo  una  breve
  sospensione dei lavori d'Aula.

      (La seduta, sospesa alle ore 17. 35, è ripresa  alle ore
                               17.45)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   ADAMO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  presidente, onorevoli colleghi e signori della Giunta,  siamo qui
  per l'ennesima volta e siamo in grande difficoltà.
   Io  sono  in  difficoltà  con  i membri  della  Commissione,  in
  particolare  con  l'onorevole  Ammatuna  che  oggi  aveva,   come
  sindaco,  una  visita  importante: doveva  ricevere  il  ministro
  Pecoraro Scanio ed è qui con noi, per il suo senso del dovere.
   A  questo  punto, non è possibile che, noi che vogliamo prendere
  le  cose  sul  serio, siamo qui ogni giorno pern  non  concludere
  niente.  Quindi, le chiedo di sospendere per qualche  giorno,  al
  fine  di  chiarire  la  situazione  con  i  Capigruppo  per   poi
  convocarci tra una settimana.
   Non  è accettabile  che chi ritiene di dover svolgere seriamente
  il  proprio  dovere si ritrova, qui,  a non concludere  nulla  e,
  francamente, mi chiedo, dove sono i deputati.
   Siamo   alle   soglie   della   campagna   elettorale   per   le
  amministrative,  ognuno  di  noi  ha,  sicuramente,  qualcosa  di
  importante da fare nel proprio territorio.
   Quindi,  o   siamo messi tutti nelle condizioni di lavorare,  di
  impegnarci, di raggiungere degli obiettivi, oppure è bene che  si
  dica  che l'Aula non si riunisce e in questo modo ognuno  di  noi
  sarà libero di occupare diversamente il proprio tempo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, l'onorevole Adamo è  riuscita
  con il suo intervento a farmi essere d'accordo con lei.
   Aggiungo  che   il problema non è soltanto che siamo  oggi  poco
  più  di  15  o  16  deputati  in Aula, il che è  già  di  per  se
  riprovevole,  ma  il fatto è che siamo in numero insufficiente  a
  legiferare  già da mesi. Qui esiste un  problema politico  che  è
  opportuno sottolineare.
   In  questo momento sono in corso, per quanto riguarda il  nostro
  gruppo parlamentare, i congressi del partito, e questo certamente
  crea  a  noi un problema. Ma non capisco quali possano essere  le
  ragioni   per   cui   l'Aula  sia  disertata  soprattutto   dalla
  maggioranza  che  oggi  ha,  sette o otto parlamentari  in  Aula.
  Questo  è  un fatto grave  E lo  voglio rimarcare perché,  ancora
  una  volta,  ripropone una gravissima crisi  politica  di  questa
  maggioranza che pesa sui siciliani.
   Non voglio tornare nel merito della questione dell'articolo.  Io
  e l'onorevole Adamo possiamo avere opinioni diverse, so anche che
  altri  colleghi  della maggioranza la pensano come  lei  e  siamo
  tutti rispettosi ciascuno del pensiero degli altri.
   Il  problema è che, comunque, un Parlamento è quel luogo dove ci
  si  confrontano  differenti opinioni e a maggioranza  si  decide.
  Questo  Parlamento decide una cosa piuttosto che un'altra  perché
  non  ha  la  maggioranza per potere decidere e questa maggioranza
  sta  veramente facendo un torto a questo Paese e a questa Regione
  che,  forse, attende il provvedimento dell'onorevole Adamo, forse
  ne  attenderebbe degli altri ma, sicuramente, è paralizzata da se
  stessa.  Questa  è  una  vergogna  sulla  quale,  per  quanto  mi
  riguarda, non sono disposto a passare sopra o a nascondere.

   VILLARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con il collega De Benedictis perché l'obiezione e il ragionamento
  sono ben motivati. Lo dico per una ragione che mi riguarda: io ho
  votato in Commissione, insieme ad altri colleghi, il testo di cui
  stiamo  parlando perché ritengo che un approfondimento sia  stato
  utile  per  capire  meglio,  con  l'apporto  dell'Assessore,  dei
  tecnici,  dei colleghi, il senso più profondo della norma  e,  in
  particolare, mi riferisco all'articolo 3 o ex articolo 3.
   Il  problema  che  pone  l'onorevole De Benedictis  riguarda  il
  fatto che l'Assemblea, che ha prodotto finora - compresa la legge
  finanziaria  e  il  bilancio  - sei o  sette  leggi,  adesso  non
  ricordo, non può continuare ad operare in questo modo.
   Si  pone  un  problema politico, e mi rivolgo a tutti  i  gruppi
  parlamentari,  soprattutto  a quelli  assenti,  perché  ne   vedo
  presenti  solo alcuni come ad esempio l'MPA e qualche altro,  poi
  per il resto si registrano solo assenze: è una situazione che  va
  assolutamente affrontata perché è lesiva per la dignità di questo
  Parlamento  alla  quale teniamo tutti, prima  di  tutto  dovrebbe
  tenerci  la  maggioranza ma noi ci teniamo quanto la  maggioranza
  perché siamo legati alle istituzioni.
   Quindi,  vorrei  pregarla,  in  questo  senso,  perché   lei   è
  Presidente  di  questa  Assemblea in  questo  momento,  di  farsi
  autorevolmente  portatore  di  un intervento  nei  confronti  dei
  gruppi parlamentari, dei partiti,  perché così  non si può andare
  avanti.  Si  tratta  di  leggine', mi permetto  di  usare  questo
  termine  senza  volere per questo dare un valore diminutivo  alla
  legge  sul  demanio, ma si tratta di alcune norme importanti  che
  devono  procedere  nel  loro  iter   celermente,  altrimenti   ci
  impantaniamo.
   Il  clima  non  va,  per  questo  concordo  con  l'onorevole  De
  Benedictis, rimarcando il fatto che io ho votato questo testo, lo
  affermo  anche a ragione di questo.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   vorrei   esprimere    tre
  considerazioni:  la  Presidenza ha convocato una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  tenutasi  ieri,  che   ha
  predisposto   un   calendario  ben  nutrito  che   prevedeva   la
  convocazione  dell'Aula per oggi, domani, la settimana  prossima,
  per  il  18 aprile, fino al 4 maggio consentendo alle Commissioni
  di  riunirsi. La Presidenza non può che prendere atto  di  questa
  situazione  perché  i  capigruppo,  tutti  presenti   ieri   alla
  Conferenza  e  che conoscono il programma dei lavori   comunicato
  all'Aula, devono farsi carico di un intervento ai propri  gruppi,
  non credo lo debba fare la Presidenza.
     La seconda considerazione,  onorevole Villari, è che  se vi  è
  la  unanimità dei consensi - come lei ha detto  -  e dato che  in
  qualsiasi Parlamento, e quindi anche nel nostro, il numero legale
  è  presunto, si può lavorare indipendentemente da tutte le  altre
  considerazioni.
   Terzo  argomento,  dato che mi è stato richiesto  di  rilevarlo,
  noto che anche nei  banchi  del suo Gruppo non ci sono molti  più
  parlamentari di quanti ve ne siano nei banchi della  maggioranza
  I parlamentari hanno il dovere di stare in Aula a prescindere dal
  ruolo che rivestono; quindi, non facciamo simili considerazioni.
   La  Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un programma.  Spetta
  ai capigruppo e ai gruppi parlamentari  essere presenti in Aula.

   LEANZA  NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di  parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.   Onorevoli
  colleghi,   ritengo  che  le  parole  del  Presidente,  onorevole
  Stancanelli, corrispondano ovviamente a verità e ci dispiace  che
  la  riunione  di  ieri sera della Conferenza dei  Capigruppo  non
  abbia  sortito  quell'effetto che tutti quanti noi  desideravamo,
  quello,  cioè,   di  proseguire nell'iter dei  disegni  di  legge
  posti   in calendario in modo da giungere a martedì prossimo  con
  il  voto finale.
   Voglio  fare una proposta, al signor Presidente e all'Assemblea:
  rinviamo i lavori  a martedì 3  aprile in maniera tale che  nelle
  sedute  del   3  e  4  aprile  si   possano  avere   in  Aula   i
  parlamentari  di  tutti  e  due  gli  schieramenti   per   potere
  affrontare  i quattro disegni di legge, in calendario,   in  modo
  che proficuamente, dopo Pasqua, si possa tornare a lavorare nelle
  Commissioni  ed  entro  il 4 maggio, se  le  commissioni  avranno
  esitato per l'Aula dei disegni di legge, possano essere approvati
  prima della pausa elettorale.
     Lo dobbiamo certamente ai cittadini, lo dobbiamo a noi stessi,
  perché  è  corretto  che  il Parlamento funzioni  e  funzioni  al
  meglio.
   Quindi,  signor  Presidente, formulo  questa  proposta  affinché
  ogni  Gruppo possa seriamente riflettere  al proprio interno   e,
  martedì  e  mercoledì prossimi,   avere i Gruppi parlamentari  al
  gran  completo presenti in Aula per lavorare  nell'interesse  dei
  siciliani.
   PRESIDENTE.  Onorevole  Villari, le  volevo  chiedere,  dopo  la
  precisazione   del   Presidente   della   Commissione   e     del
  Vicepresidente della Regione, se lei ritiene, in quanto  è  stato
  votato   all'unanimità  il  disegno  di  legge  di   cui   stiamo
  discutendo,  che si possa proseguire presumendo, come prevede  il
  Regolamento, il numero legale. Altrimenti la Presidenza  non  può
  che  prendere  atto  della  vostra richiesta  di  numero  legale,
  ufficiosamente  annunziata  e,  per evitare  che  questo  accada,
  rinviare i lavori  alla prossima settimana.
   Sospendo la seduta brevemente.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 17.55)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                              510/A bis

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 3.3, 1.1, 2.5;

   emendamento 3.3 «E' abrogato l'articolo 3»;

      emendamento 1.1
   « Aggiungere il seguente articolo:
   1.  I  termini  previsti dagli articoli 1, 7 e  13  della  legge
  regionale 24 luglio 1997 n. 25 già prorogati dall'art.  31  della
  legge  regionale  5  novembre  2004  n.  15,  sono  ulteriormente
  prorogati  al  31  dicembre 2008 limitatamente  alle  cooperative
  edilizie  in  possesso di attestazione di revisione in  corso  di
  validità secondo le procedure previste dal decreto legislativo n.
  220/2002,  che  per gli effetti del combinato disposto  dell'art.
  31, legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e dell'art. 67 commi 2
  e  3,  della  legge  regionale 28 dicembre  2004,  n.  17,  hanno
  mantenuto   l'inclusione   nei  piani  di   utilizzazione   degli
  stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n.  79
  e 5 dicembre 1977, n. 95.
  2. Per le cooperative edilizie, i termini previsti dall'artticolo
  66,  comma  2  della legge regionale 2004, n. 17, sono  prorogati
  entro  il 31 dicembre 2008 per l'utilizzazione degli stanziamenti
  di  cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre
  1977, n. 95.
  3. I termini di scadenza previsti dall'articolo 67 comma 3, della
  legge  regionale 2004 n. 17, sono prorogati entro e non oltre  90
  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  3  bis.  E'  abrogato  il  comma 3 dell'articolo  7  della  legge
  regionale 24 luglio 1997, n. 25.
   4.  Il  comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31  agosto
  2000 n. 19 e così sostituito:  I requisiti come sopra determinati
  devono  essere  posseduti  al momento dell'emanazione  del  primo
  decreto  di  concessione  dell'agevolazione  e  sussisterà  anche
  all'atto  dell'assegnazione dell'alloggio. Ai fini della predetta
  assegnazione  non  si  tiene conto delle  variazioni  di  reddito
  frattanto intervenute»;

  emendamento 2.5
  «Aggiungere il seguente articolo:
   Art   -  I termini per le imprese e le cooperative per pervenire
  all'inizio  dei lavori, relativi alla realizzazione di  programmi
  di  edilizia  agevolata-convenzionata, previsti nelle graduatorie
  di  definizione de bandi redatti ai sensi delle leggi 5, 8, 1978,
  n.  457 e 11 marzo 1988 n. 67 e della legge regionale 1 settembre
  1993 n. 25 sono prorogati al 31 dicembre 2008 .
   - dall'onorevole Barbagallo: 3.4».
   - dagli onorevoli Borsellino e Cracolici:3.2;

   emendamento 3.2
   «  All'articolo  3 sono soppresse le parole da   anche   sino  a
   l'ambiente ».

   - dalla Commissione:

   emendamento 3.1
  « Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
    1 bis. - Nelle more che si preceda all'istituzione degli uffici
  periferici    del    demanio   marittimo   regionale,    previsti
  dall'articolo 6 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, si
  intendono  prorogate  per  la durata  di  due  anni,  con  tacito
  rinnovo,  ove non esistano motivi ostativi, tutte le  concessioni
  demaniali marittime in scadenza ».

   - dagli onorevoli Fleres ed altri:
   emendamento A1
  « Aggiungere il seguente articolo:
    Art.    - I termini previsti dagli articoli 1, 7, 13 e 16 della
  legge  regionale 24 luglio 1997, n. 25 e successive modifiche  ed
  integrazioni sono ulteriormente prorogati al 31 dicembre 2009 .»

   - dall'onorevole Confalone:
   emendamento A 2
  « Aggiungere il seguente articolo:
   Art.       -   Sanatoria   nelle   aree   soggette   a   vincoli
  (interpretazione del comma 27 lett. d) dell'art. 32  della  legge
  23  novembre  2003  n. 326) - 1. Nelle aree  soggette  a  vincoli
  imposti  sulla base di leggi statali e regionali a  tutela  degli
  interessi idrogeologici e delle falde acquifere, nonché dei  beni
  ambientali  e  paesaggistici le opere abusive non  sono  comunque
  suscettibili   di   sanatoria,  qualora   il   vincolo   comporti
  inedificabilità    assoluta   e   sia   stato    imposto    prima
  dell'esecuzione delle opere.
   2.  Ai fini della sanatoria delle opere abusive realizzate nelle
  aree  di cui al comma 1, fatte salve le fattispecie di esclusione
  ivi  contemplate,  si applica la disciplina  dell'art.  32  della
  legge 47/85 con le modifiche introdotte dalla l.r. 37/85. ».

   -dal Governo:
   emendamento A3
  « Aggiungere il seguente articolo:
   Art.     -  1. Al fine di verificare l'attuazione dei  piani  di
  comunicazione  e  missioni  dei progetti  Paese   Romania,  Stati
  Uniti,  Tunisia ,  previsti dalla misura 6.06 POR  Sicilia  2000-
  2006,  e  tutte  le  iniziative concernenti la  internalizzazione
  delle  imprese,  l'Assessore regionale per  la  Cooperazione,  il
  Commercio, l'artigianato e la Pesca è autorizzato a nominare, con
  proprio   decreto,  un  consulente  quale  esperto  in  marketing
  internazionale per la verifica, sia preventiva che consuntiva, ed
  il controllo dell'attuazione dei progetti.
  2.  Al  predetto  consulente è applicato  lo  stesso  trattamento
  normativo  ed  economico  previsto  per  i  consulenti   di   cui
  all'articolo 52 della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41.
   3.  Per  la copertura della spesa di cui al precedente comma  si
   provvederà con i fondi previsti nel capitolo 742011 del bilancio
   della Regione esercizio finanziario 2007 »

   -dall'onorevole Di Mauro ed altri:
   emendamento 2.6
   «All'articolo  2  sostituire  le  parole   e  che  siano   stati
   riconosciuti  conformi  agli strumenti urbanistici  alla  stessa
   vigenti  con  la cui destinazione d'uso sia compatibile con  gli
   stumenti urbanistici»

   Dichiaro decaduti gli  emendamenti 3.3, 3.4 e 3.2.
   Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Adamo.

   ADAMO,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, all'emendamento 3.1 è stata posta
  la firma di tutti i membri della Commissione. Si ritiene di dover
  riprendere il tema che era stato posto all'Assemblea e che non  è
  stato possibile approvare per vari motivi.
   In  ogni  parte  d'Italia  è possibile organizzare  un  concerto
  sulla    spiaggia,   una   serie   di   iniziative,     chiedendo
  l'autorizzazione al sindaco.
   Invece, in Sicilia, bisogna avviare un iter con la Questura  per
  le autorizzazioni, e ciò  appesantisce terribilmente i tempi.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato  dal   Governo
  l'emendamento  3.1.1  sostitutivo  dell'emendamento   3.1   della
  Commissione:

      «Nelle more dell'avvio operativo degli uffici periferici  per
  la   gestione   del   demanio   marittimo   regionale,   previsti
  dall'articolo 6 della legge regionale n. 15/2005, le  concessioni
  demaniali  marittime  di  durata  annuale  e/o  quadriennale,  in
  scadenza  negli  anni  2006  e  2007,  se  non  risultano  motivi
  ostativi,  sono  automaticamente rinnovate  per  sei  anni,  come
  previsto dal comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale n.  15
  del    29    novembre   2005,   senza   ulteriori   provvedimenti
  amministrativi,  previa apposita domanda  in  bollo  e  pagamento
  degli oneri concessori, erariali e tassa di registrazione.»

   INTERLANDI, assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INTERLANDI,  assessore per il Territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, il Governo ha presentato  questo
  subemendamento per consentire di operare nelle more  che  vengano
  istituiti  gli  Uffici  periferici per la  gestione  del  demanio
  marittimo.
   Oggi  abbiamo  un  problema  di tempestività  di  risposta  nei
  rinnovi  delle  concessioni demaniali  della  durata  annuale  o
  quadriennale.
   Vorremmo aumentare la durata della concessione a sei anni, così
  come  prevede  la  legge  15/2005, e  se  non  risultano  motivi
  ostativi  dopo  la presentazione della domanda  e  il  pagamento
  degli  oneri accessori, (la Capitaneria ci comunica  che  non  è
  cambiato niente rispetto alla concessione precedentemente data),
  si  procede   ad un rinnovo automatico proprio per  snellire  la
  procedura,  visto  che  la  stagione balneare  è  alle  porte  e
  l'Ufficio del demanio marittimo è estremamente ingolfato.
   Proponiamo,  quindi, all'Assemblea regionale di  votare  questo
  subemendamento  di  ulteriore snellimento delle  procedure   per
  cui,  laddove  non ci sono motivi ostativi per il rinnovo  della
  concessione, si procede  al rinnovo automatico per sei anni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Benedictis,  lei  aveva  fatto   la
  considerazione  che questo emendamento sostitutivo  del  Governo
  all'emendamento  della Commissione fosse la  riproposizione  del
  vecchio articolo 2 abrogato,  ma gli uffici mi garantiscono  che
  così non è.
   E'  un  emendamento che si riallaccia all'ex articolo  3,  oggi
  diventato articolo 2. Pertanto,  l'emendamento della Commissione
  3.1 è sostituito dall'emendamento 3.1.1 del Governo.
   Pongo in votazione l'emendamento 3.1.1 del Governo. Il parere
  della Commissione?

   ADAMO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 2.6 degli  onorevoli   Di
  Mauro ed altri.

   DI  MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la
  questione, posta stasera all'articolo 2, sia mal indicata  poiché
  dal  quarto  rigo  in  poi  si  cita il  termine   conforme  agli
  strumenti  urbanistici alla stessa data vigenti   quasi  a  voler
  dire  che  le  costruzioni  non sono in  regola,  in  quanto  non
  rispondenti, in parte, alle norme urbanistiche, e credo  che  sia
  in contraddizione.
   Se  è  vero  che la premessa è caratterizzata da una sostanziale
  incompatibilità con gli strumenti urbanistici, perché  si  tratta
  di  altezza, sagoma, cubatura, superficie coperta, ritengo che la
  parte  relativa al riconoscimento della conformità agli strumenti
  urbanistici  debba  essere  cambiata  con  il  termine   la   cui
  destinazione d'uso sia compatibile con gli strumenti urbanistici
  ed è utile per  chiarire lo spirito della legge e a dare idoneità
  allo strumento legislativo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo,
  dopo la discussione svolta precedentemente, che quest'Aula,  che
  conta  venti presenze - e lo sottolineo ancora - sarebbe  andata
  avanti  sulla  scorta di ciò che era stato esaminato  in  Quarta
  Commissione.
   E  questo poteva trovare una sua giustificazione in una volontà
  politica  nel  proseguire i lavori parlamentari,  ma  se  questa
  deve, invece, essere l'occasione per esaminare nuovi emendamenti
  che  non sono stati esaminati in Commissione, come quello appena
  approvato e presentato dal Governo, per quanto mi riguarda o  la
  Commissione  li  ha  già visti - e così non  è  stato  -  oppure
  quest'Aula non è in condizione e nel numero per poterli  esitare
  e, quindi, chiederò la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, gli unici due emendamenti
  presentati   riguardano   un   subemendamento   di   riscrittura
  dell'emendamento  approvato  dalla  Commissione,   il   3.1,   e
  l'emendamento   2.6 illustrato dall'onorevole Di  Mauro  che  ha
  una natura lessicale, e  non ci sono altri emendamenti.
   Gli  emendamenti che lei vede nella carpetta saranno dichiarati
  inammissibili perché non  attinenti alla materia.  La  seduta  è
  sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli    colleghi,   comunico   che    l'emendamento    2.6
  dell'onorevole Di Mauro è stato ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  alla votazione dell'articolo 2, ex articolo  3,  nel
  testo risultante dopo l'approvazione dell'emendamento 3.1.1. del
  Governo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
  parola per spiegare il mio voto contrario a questo articolo.
   Con  questa norma si sta affrontando il caso di quei  manufatti
  precari  che,  ancorché  riconosciuti  conformi  allo  strumento
  urbanistico  e  insistenti  in  base  a  concessioni   demaniale
  marittima  rilasciata, sono oggi presenti su  aree  che  debbono
  essere disciplinate dal Piano spiaggia dei comuni.
   Pertanto, può verificarsi che i Piani spiaggia debbano  normare
  diversamente  il governo del territorio in questi  spazi  e  che
  questi  manufatti,  oggetto di concessioni  precedenti,  possano
  essere in contrasto con gli stessi Piani.
   L'Assessore    per    il   territorio   e   l'ambiente    molto
  opportunamente, in questa Aula, in una delle precedenti  sedute,
  ci  ha ricordato - e lo ha fatto anche in commissione  - che ciò
  non  costituisce  un problema perché il comune, nella  redazione
  del  Piano spiaggia, può chiedere deroga per quei manufatti  che
  insistono in virtù di precedenti concessioni.
   Per  esempio, se esiste un manufatto che è troppo  vicino  alla
  spiaggia, troppo vicino al mare o troppo alto rispetto ai  nuovi
  criteri  che  il  comune  vuole  adottare  per  il  governo   di
  quell'area di territorio, si può salvaguardare ugualmente questo
  diritto acquisito chiedendo una deroga specifica.
   Intanto voglio precisare che questo diritto acquisito lo  è  in
  maniera relativa perché si tratta sempre di manufatti precari e,
  quindi,   quando  si  ha  l'autorizzazione  per  realizzare   un
  manufatto  precario,  poiché  smontabile,  l'amministrazione  in
  qualunque  momento potrà traslarlo, spostarlo o eliminarlo.  Per
  questo  motivo  il manufatto è precario, altrimenti  non  ce  ne
  sarebbe ragione.
   In  secondo  luogo, questa evenienza può essere  salvaguardata,
  caso  per  caso, lasciando ai comuni la possibilità di mantenere
  sul  posto quella tale struttura che è troppo vicina al  mare  o
  quella  tale  struttura che è più alta di quanto non  si  voglia
  concedere a tutte le altre che possono essere realizzate con  il
  Piano  spiaggia che si va formando, con una intelligente  azione
  mirata.
   Invece,  con questa norma, tutte le strutture indipendentemente
  dalla  loro  altezza, dalla loro vicinanza al mare,  dalla  loro
  volumetria, vengono sottratte al governo dei comuni e, in quanto
  oggetto di precedenti concessioni, mantenute per legge.
   Ritengo  questo  un elemento in contrasto  con  i  criteri   di
  governo del territorio, con la facoltà e la libertà che i comuni
  hanno,  e  che viene riconosciuta per legge, di amministrare  il
  proprio   territorio  sulla  base  delle  proprie  esigenze   e,
  soprattutto,  non necessaria per venire incontro  alle  esigenze
  dei proprietari di quelle strutture i cui diritti possono essere
  salvaguardati  con i Piani spiaggia e le deroghe  che  i  Comuni
  possono   chiedere   e  che  l'Amministrazione   regionale   può
  concedere.
   Credo   che  questa  sia  una  norma  dirigista  che  mette   in
  condizione la Regione di decidere acriticamente per tutti  ed   è
  una  norma  che  fa venire meno il principio e la  cultura  della
  pianificazione del territorio.
   Per  queste  ragioni, penso che questa norma  non  farà  parlare
  bene  sui  giornali  di questo Parlamento e la  ritengo  inutile,
  pertanto esprimo il mio voto contrario.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO   CAMILLO.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   le
  dichiarazioni di voto ci permettono di esplicitare alcune  nostre
  convinzioni rispetto ai lavori parlamentari.
   Che  il  periodo  è molto triste lo sappiamo,  è  triste  perché
  purtroppo  non c'è una strategia da parte del Governo e,  quindi,
  spesso  si  naviga a vista e ciò  può andar bene, ma non  sempre.
  Ritengo che sia necessario smettere di procedere in questo modo.
   Non  scandalizziamoci tra di noi, mettiamo un  punto,  onorevole
  Governo
   Siamo  stati  pochi  giorni  fa accusati,  lo  dico  in  maniera
  civile,  con  il Presidente della Quarta Commissione,  di  essere
  stati  coloro  che  sono  contrari allo sviluppo  della  Sicilia,
  perché   un  emendamento  abrogativo  dell'articolo  2  è   stato
  sostanzialmente  cassato dall'Aula e, quindi, siamo  passati  per
  coloro   i  quali  non  vogliono  che  i  comuni  rilascino    le
  autorizzazioni   -  non concessioni come Lei sa  Assessore,  -  e
  che,  invece,  vogliamo che si torni o che  si  continui  con  le
  concessioni   rilasciate dai Commissariati;  e noi  siamo  quelli
  contrari  allo sviluppo della Sicilia, cioè quella  sinistra  che
  non  comprende  quali  siano   le  leve  dello  sviluppo,  perché
  mettiamo  in  discussione il profilo rispetto  alla  finalità  di
  questa legge.
   Mi  pongo  un problema molto più serio di quanto si  pensi,   si
  deve  riflettere se votare o meno il testo del disegno di  legge,
  il  mio vice capogruppo ha già annunciato quello che è bene  fare
  come  Gruppo parlamentare, rispetto anche alla sua partecipazione
  nella Commissione competente, però mi preoccupa una cosa.
   Non  ho capito cosa si vuole fare con questo tipo di scelta,  se
  il  problema  è  quello di articolare bene sulle  nostre  spiagge
  attività  già  normate -  ed è un bene che  lo  si  faccia,  -  e
  articolare    bene   significa   anche   seguire   percorsi    di
  pianificazione.
   E  se  si  vogliono  seguire  percorsi  di  pianificazione,  non
  comprendo   cosa  significhi  l'inserimento  di   una   struttura
  precaria in un contesto già esistente, perché quando si scrive  i
  manufatti  precari  già  esistenti    non  si  sta  parlando   di
  strutture  precarie,  perché  le  strutture  precarie,   lei   sa
  assessore  che  con  l'ultimo  D.P.R.,  se  non  erro,  sono  ben
  selettive   e  su  queste,  piuttosto,   c'è  stata  un'ulteriore
  frenata.
   Si  è  detto,  ancora  una volta, cosa sia   configurabile  come
   precario  e mi chiedo come si può  scrivere  i manufatti precari
  esistenti .  La   prima  questione è che   se  sono  precari  non
  possono  essere  esistenti, a  meno che non  ci  siano  strutture
  precarie con concessioni pluriennali tali che, in questo momento,
  sono  già  esistenti e allora  lo si deve  specificare, viceversa
  non  si  fa una buona legge, si sta scrivendo qualcosa che,  poi,
  già da domani mattina, sarà da interpretare.
   Seconda   considerazione.   Non  comprendo   perché   si   abbia
  l'esigenza, per avviare lo sviluppo in Sicilia, di fare  i  conti
  con  questioni  riguardanti le sagome, le altezze  e  quanto  qui
  scritto per quanto concerne il problema di questi manufatti.
   Non  vorrei  che,  invece,  si  facesse  riferimento  a  singole
  questioni,  che  sono pure importanti, perché è ovvio  che  tutti
  sono  cittadini  siciliani, nessuno escluso, - su questo  abbiamo
  una  forte convinzione molto più radicata di quanto non si pensi,
  -  ma non vorrei che, riferendoci ad alcuni casi, anziché mettere
  in   moto   processi  che  possono  dare  qualche  risposta,   si
  privilegiano solo alcuni.
   Non  ho  problemi,   e  concludo, sul testo riguardante  sia  la
  legge  regionale  numero 15 del  29.11.2005, a  cui  si  richiama
  l'articolo,  sia  su  tutta la questione riguardante  la  giungla
  della normativa urbanistica siciliana, se si vuole piazzare sulle
  spiagge  qualcosa in più, per rendere anche ai  bagnanti,  e  non
  solo  a  loro,  la vita un po' più serena,  e  se  qualcuno,  nel
  contempo,  fa reddito , -  lo dico in  maniera pedagogica così ci
  comprendiamo, -  non vi è alcun  problema.
   Mi  pongo, però, il problema di sapere quanti siano e questo non
  c'entra con lo sviluppo della Sicilia.
   Sviluppo  significa  fare, soprattutto,  interventi  legislativi
  che  diano la possibilità, ad ampio spettro, di avere un riflesso
  per quanto concerne i meccanismi di sviluppo economico-sociale.
   Mi  sembra  che si stia dando una importanza maggiore di  quella
  che merita  e, purtroppo, ci riferiamo a pochi  casi.
   Onorevole Governo, non è importante se stasera siamo più o  meno
  convinti,   ma farei uno sforzo maggiore se dobbiamo  parlare  di
  questi  problemi, non andrei a misurare la questione  su  singoli
  casi  che,  appunto,  confliggono con  quello  che  chiamiamo  un
  processo  vero che dobbiamo avviare per andare verso lo  sviluppo
  per  quanto concerne l'utilizzo delle nostre spiagge, i  piani  a
  cui si riferisce, gli strumenti urbanistici.

   MAIRA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  interverrò
  rapidamente su due punti. Il primo riguarda l'articolo in esame.
   Credo   che  non sia stata data adeguata attenzione  all'aspetto
  principale  di  questa   norma,  dove  si  specifica  che  si  fa
  riferimento   a   manufatti   precari  che,   nell'autorizzazione
  originaria,  espressamente,  prevedono  tutti  che,  a   semplice
  richiesta  dell'amministrazione comunale, o  dell'amministrazione
  di   competenza,   visto  che  per  alcune   cose   parliamo   di
  amministrazione marittima, i manufatti vadano smontati.
        Pertanto,  se  sono  stati  conformemente  autorizzati,  se
  parliamo di manufatti di natura precaria, questa norma ha il solo
  effetto e per l'aspetto che riguarda l'eventuale revoca per nuova
  normativa  o  per  nuova visione di gestione del  territorio,  di
  impedire che vengano in tutto o in parte revocati.
   Quindi,  soltanto per questo aspetto, i manufatti, precari,  non
  lo sarebbero più.
   Se  così  impostata, io credo che non scandalizzi nessuno  e  se
  dovessimo  finire  sulla  stampa, ci sono  argomenti  per  potere
  giustificare  quello che stiamo facendo, se la  interpretiamo  in
  questa  maniera.  Aggiungo che non è una norma che  sottrae  alle
  amministrazioni comunali e ai comuni la gestione del  territorio,
  perché è una norma di carattere generale, una norma quadro,  come
  quasi  tutte  le  norme  di  natura urbanistica  e  di  edilizia,
  conseguenzialmente    i  comuni  si  conformeranno   alla   norma
  generale.
   Questo è:  una norma generale e non vedo dove sia lo scandalo.
   Secondo  aspetto  che  riguarda la  dichiarazione  di  voto  che
  naturalmente   è   positiva  per  il  Gruppo  dell'UDC,   da   me
  rappresentato, in tutti i sensi, e che riguarda in generale -  ed
  io   voglio  sottolineare  una  cosa  che  ha  già  espresso   il
  Presidente dell'Assemblea poc'anzi - .
   Ieri  si  è  tenuta  la Conferenza dei capigruppo,  tra  l'altro
  allargata ai presidenti di commissione, hanno partecipato  alcuni
  deputati  che  magari non avevano titolo per   parteciparvi,    e
  sono  state fatte dichiarazioni di grande impegno per il  futuro:
  un articolato di riunioni di Aula, particolarmente sostanzioso  e
  che  rispondeva alle critiche che una certa opinione pubblica  ci
  ha rivolto in questo periodo. Sembrava quasi che volessimo uscire
  da quella riunione per iniziare i  lavori ieri notte.
   Oggi  siamo punto e a capo. Se queste cose sono vere e lo  sono,
  e  se  dobbiamo  individuare il malessere perché  quest'Assemblea
  lavora   male  e  poco,  è  nell'assenteismo  cronico  di  alcuni
  colleghi, di qualunque colore politico e partito.
   Mentre  alcuni deputati sono sempre presenti, ce ne  sono  altri
  che  non partecipano  mai ai lavori d'Aula, e quelle poche  volte
  che  vengono  c'è un passaparola  chi è quello? , perché  nemmeno
  noi li conosciamo.
   Se  queste cose sono vere si realizza  una forma di disparità di
  trattamento in negativo per chi è presente e garantisce i  lavori
  d'Aula e questo è un modo di comportarsi che è indegno per chi  è
  cronicamente  assente. Ci sono alcuni colleghi  che,  forse,  per
  impegni   istituzionali possono partecipare  con  difficoltà,  ma
  coloro  i quali non hanno impegni istituzionali, parlo ad esempio
  dei  sindaci dei grossi comuni, dovrebbero avere il dovere morale
  nei  confronti di tutti noi che siamo presenti, di esserlo  anche
  loro.
   Signor  Presidente,  nel ringraziare quei colleghi  che  avevano
  minacciato   legittimamente  di far  ricorso  alla  richiesta  di
  verifica  del  numero  legale ma che  non  hanno  più  fatto,  li
  ringrazio  perché  la  considero una forma di  rispetto  per  noi
  presenti. Ma si registra un'altra giornata d'Aula a vuoto, per un
  fatto formale, quale quello della richiesta del numero legale che
  sarebbe stato disdoro per tutti.
   Nel  ringraziare questi colleghi che opportunamente,  in  questo
  caso,  non  hanno  chiesto il numero legale,  mi  permetterei  di
  suggerire  una  modifica del Regolamento interno: dopo  un  certo
  numero  di  sedute  d'Aula il deputato  che  continua  nella  sua
  assenza, così come per gli enti locali,  si preveda la decadenza.
     So  che  è  una  proposta forte, un pugno  nello  stomaco,  ma
  dobbiamo  pur  fare qualcosa, altrimenti l'Aula  sarà  sempre  di
  pochi deputati, anche se questo è un fatto positivo, perché chi è
  presente fa strada però chi è assente, resta tale.  Ma è un fatto
  di poca sensibilità istituzionale nei confronti di chi è presente
  e nei confronti del popolo  siciliano.
   Principalmente, quindi, occorre una sterzata,  perché  i  lavori
  d'Aula  vanno male, per le assenze croniche e questo è  un  fatto
  che, se è possibile, bisogna evitare per il futuro e siccome  non
  è   rimesso,   perché  la  prova  è  negativa,   alla   cosciente
  responsabilità  dei deputati, si individui un sistema  normativo,
  interno, di regolamento, al fine di ovviare a tale problematica.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio, onorevole Maira  anche  per  le  sue
  sollecitazioni  ma riguardo l'assenza cronica di alcuni  deputati
  le  debbo dire che non è nell'autonomia dell'Assemblea dichiarare
  la  decadenza  perché l'argomento è di natura costituzionale.  E'
  chiaro  che  il  Regolamento interno dovrà essere adattato  anche
  alle nuove esigenze.
   Onorevoli  colleghi,   pongo  in votazione  l'articolo  2,   nel
  testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Gli  emendamenti  1.1,  2.5,  A.1,  A.2,  A.3,  A.4   vengono
  dichiarati inammissibili.
   Si passa all'articolo 3.
   Ne do lettura:
                               «Art. 3
                          entrata in vigore

   1.   La   presente  legge  sarà  pubblicata  nella   Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di
  farla osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  n.
  510/A-bis avverrà successivamente.

   Onorevoli  colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari aveva stabilito che l'Assemblea venisse convocata
  per domani, giovedì 29 marzo alle ore 17.00 con all'ordine del
  giorno  il  disegno di legge n. 539/A:  Modifiche  alla  legge
  regionale   16   aprile  1986,  n.  19  recante  l'istituzione
  dell'ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini  di
  Catania'.
   Tuttavia,   faccio  presente  che  il  Vicepresidente   della
  Regione, onorevole Leanza, ha chiesto il rinvio dell'esame del
  disegno  di legge n. 539/A alla seduta prevista per martedì  3
  aprile 2007.

   Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 3  aprile
  2007,  alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


      I   - Comunicazioni

  II   - Discussione di disegni di legge:
       Norma  per la convalida dei concorsi banditi in attuazione
            dell'articolo 4 della legge regionale 27 aprile  1999
            n.   8,   concernente   la   rideterminazione   delle
            dotazioni  organiche  del  ruolo  tecnico  dei   beni
            culturali ed ambientali (538/A) (Seguito).

       Modifiche  alla  legge regionale 16 aprile  1986,  n.  19,
            recante   istituzione  dell'Ente   lirico   regionale
            Teatro   Massimo    Vincenzo  Bellini    di   Catania
            (539/A).

       Riordino  delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca  e
            Acireale.  Modifica all'articolo 3,  comma  2,  della
            legge   regionale   15   settembre   2005,   n.   10.
            Disposizioni    in    materia    di    programmazione
            dell'attività  turistica  ed  in  materia  di   spese
            dell'Assessorato   regionale   del   turismo,   delle
            comunicazioni e dei trasporti ( 499-329/A).

      III   -  Votazione finale di disegni di legge:

  1) Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale 23  dicembre
     2000,   n.   30,   in   materia  di  rimborso   spese   agli
     amministratori degli enti locali (n. 311/A).

  2)   Disposizioni in materia di esercizio di attività nei  beni
     demaniali marittimi (n. 510/A bis).

                  La seduta è tolta alle ore 18.38

               Licenziato dei Resoconti alle ore 20.40

                     DAL SERVIZIO dei Resoconti
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli