Presidenza del vicepresidente Stancanelli
CINTOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Leontini, Scoma,
Termine, Falzone e Incardona sono in congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 4 aprile 2007 è stato
presentato il seguente disegno di legge:
«Contributi in favore delle famiglie numerose» (numero 562) a
firma degli onorevoli Vicari, Pagano, Leontini, Cimino,
D'Aquino, Gonfalone, Cascio.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
competenti
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
«AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)
«Istituzione dell'ente Parco Erice'» (numero 558);
di iniziativa parlamentare;
inviato in data 4 aprile 2007.
«CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)
«Modifiche alla legge regionale 4 giugno 1980, numero 55, in
materia di emigrazione. Istituzione del Consiglio regionale dei
lavoratori migranti» (numero 557);
di iniziativa parlamentare;
inviato in data 4 aprile 2007.
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
«Istituzione del Difensore civico della Regione siciliana.
Norme guida per i difensori civici operanti presso gli enti
locali dell'Isola» (numero 555);
di iniziativa parlamentare;
inviato in data 4 aprile 2007.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico che dalla Commissione Affari
Istituzionali sono stati resi i seguenti pareri, inviati in
data 4 aprile 2007:
«Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Gaspare
Rodolico' di Catania - Nomina Direttore generale» (numero
36/I);
reso in data 3 aprile 2007;
«Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura
(Co.Ri.Bi.A.) - Designazione componenti del collegio dei
revisori» (numero 37/I);
reso in data 3 aprile 2007;
«Consorzio di ricerca filiera carni - Designazione presidente
del collegio dei revisori» (numero 38/I);
reso in data 3 aprile 2007;
«Consorzio di ricerca G. P. Ballatore - Designazione
componenti del comitato dei consorziati» (numero 39/I);
reso in data 3 aprile 2007;
«Consorzio di ricerca filiera carni - Designazione componenti
del comitato dei consorziati»
(numero 40/I);
reso in data 3 aprile 2007;
«Ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) - Designazione componente
del consiglio di amministrazione» (numero 41/I);
reso in data 3 aprile 2007.
Comunicazione di trasmissione della previsione e situazione
trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione, previsione 2007 e situazione
provvisoria al 31 dicembre 2006
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore per il Bilancio e le
Finanze ha trasmesso, in data 29 marzo 2007, copia della
previsione e situazione trimestrale di cassa e di tesoreria
della Regione, previsione 2007 e situazione provvisoria al
31.12.2006.
Informo, altresì, che copia della sopracitata relazione è
stata trasmessa alla II Commissione.
Comunicazione relativa a delibere della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della
Giunta regionale dalla numero 440 del 7 novembre 2006 al
numero 574 del 22 dicembre 2006.
Informa, altresì, che copie delle medesime e il relativo
elenco recante l'oggetto di ciascuna è disponibile all'archivio
del Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«All'Assessore per la sanità, premesso che domenica 25 marzo
2007, ancora una volta, un incidente in territorio di
Chiaramonte Gulfi (RG) (nel quale sono rimasti feriti due
giovani e un terzo è morto durante il trasporto all'ospedale di
Comiso con ambulanza di base) ha evidenziato gravi limiti della
centrale operativa 118 di Catania (che faceva intervenire
un'ambulanza con due soccorritori con uno stimato maggiore
rispetto all'ambulanza medicalizzata di Chiaramonte stesso), già
segnalati in precedenti atti parlamentari;
osservato che in questo incidente le difficoltà di
comunicazione sono state causa non secondaria dell'inefficacia
dell'intervento;
ricordato che il sistema radio è preso in prestito dalla Croce
Rossa della Sicilia sud orientale, ma spesso non riesce a
coprire l'intero territorio, come accade per la rete dei
cellulari;
ricordato, altresì, che la centrale operativa del 118 copre
un'area vastissima con soli tre operatori per tre province,
filtrati in orario diurno da un operatore, ed è gravata dalle
chiamate dei singoli equipaggi che, per chiudere le schede di
intervento, comunicano attraverso il numero di emergenza 118,
intasando la linea;
accertate, inoltre, la limitata conoscenza del territorio
ragusano da parte degli operatori e la scarsità di adeguati
mezzi di emergenza;
per sapere:
se non ritenga urgente procedere alla creazione di un apposito
servizio in provincia di Ragusa, come già richiesto in un
precedente atto parlamentare;
se non valuti opportuna un'ispezione per accertare in
dettaglio le cause delle disfunzioni segnalate;
se, intanto, non ritenga necessario:
- inserire operatori addetti alla movimentazione dei mezzi e
operatori addetti alla chiusura schede interventi nella misura
di uno per provincia (già esiste in diurno, ma è un'ulteriore
perdita di tempo prezioso in molti casi);
- usare le linee telefoniche ISDN (già esistenti), codificate
e dirette;
- assegnare un medico 118 (e non un anestesista
contemporaneamente medico della CMR di Catania) con copertura
h24;
- l'adozione di protocolli operativi di intesa tra medici di
centrale ed infermieri del territorio laddove esistono soltanto
ambulanze con soccorritori ed infermiere;
- l'adeguamento della centrale operativa come centro di
smistamento dei vari mezzi medicalizzati negli ospedali più
adeguati;
- adottare quelle ulteriori misure per il miglioramento del
servizio che dovessero scaturire dagli accertamenti
dell'attività di ispezione» (1034)
ZAGO
«All'Assessore per la sanità, premesso che i dirigenti medici
della UO di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera
Villa Sofia e Cto di Palermo hanno fatto rilevare da mesi alla
Direzione Aziendale la carenza di personale medico e paramedico
nonché le carenze strutturali del nosocomio senza ricevere
alcuna concreta risposta;
osservato in particolare che la pianta organica prevede 22
posti di dirigente medico di I livello ed 1 di II livello e che
tale situazione, a regime fino a 2 anni fa, si è
progressivamente ridotta per successivi pensionamenti e
licenziamenti, così che attualmente sono in servizio 15
dirigenti di I livello, di cui 3 non effettuano servizio di
guardia notturna e reperibilità per motivi di salute;
visto che il servizio di guardia è composto da 2 persone (uno
di sala parto ed uno di pronto soccorso, distaccato per ragioni
di opportunità presso la Divisione) e che tale numero non può
in alcun modo essere diminuito, risultando talvolta già
insufficiente in quanto l'urgenza ostetrica o ginecologica non
può attendere l'arrivo del reperibile per approntare l'equipe
chirurgica, per cui la turnazione h 24 prevede almeno 8 unità
che ruotano;
considerato che nei prossimi sei mesi almeno tre unità
andranno in pensione e che nei mesi estivi almeno 15 giorni
continuativi di ferie vanno goduti ad esclusiva discrezione del
dipendente, almeno quattro unità mediche vanno assunte al più
presto per garantire la normale turnazione;
ricordato, per inciso, come da circa un anno e mezzo a più
riprese sia stata promessa l'assunzione a brevissimo termine di
personale medico attraverso la mobilità, con incarico
temporaneo e l'espletamento di un concorso già bandito nel
2005;
considerato, poi, che non sono presenti in organico le
ostetriche, uniche figure professionali deputate all'assistenza
al parto fisiologico, e che l'assunzione delle stesse non può
più essere procrastinata né, in ogni caso, essere considerata
alternativa a quella dei medici;
visto il Contratto nazionale di lavoro della dirigenza medica
nel quale è previsto che il monte orario di ogni medico non può
essere utilizzato per l'esclusiva copertura dei turni di
guardia, ma anche per l'espletamento degli incarichi
professionali assegnati e per l'aggiornamento;
rilevate per di più, nel contesto sopra riportato, alcune
situazioni anomale, quali:
un dirigente dirottato presso altra UO a cui vanno i DRG della
produttività effettuata dallo stesso, ma ancora a carico della
UO dell'Azienda Ospedaliera Villa Sofia e Cto di Palermo;
un dirigente assunto con contratto 15 septies (che normalmente
viene stipulato per incarichi di alta specializzazione) che
svolge attività ambulatoriale che potrebbe essere svolta da
qualsiasi dirigente medico della divisione stessa, come nel
passato;
un dirigente medico da tempo impiegato presso le sedi
amministrative aziendali con altre mansioni, ma ancora facente
parte della pianta organica dell'UO dell'Azienda Ospedaliera
Villa Sofia e Cto di Palermo;
ricordate inoltre le gravi carenze strutturali emerse in
seguito all'ispezione dei NAS nel mese di gennaio u.s. a
seguito della quale, in autotutela, la Divisione è stata chiusa
dalla dirigenza aziendale;
osservato, tuttavia, che le misure attuate in emergenza e
provvisoriamente sembrano essere diventate definitive, mentre
nessuna delle ipotesi alternative ventilate sembra del tutto
soddisfacente, quale, per esempio, la destinazione presso
l'attuale sede della chirurgia così come si trova e senza che
sia prevista alcuna opera di ristrutturazione, circostanza che
comporterebbe la riduzione del numero delle stanze di degenza a
5 più una stanza DH; inoltre verrebbero a mancare le stanze
destinate ai medici di guardia, al direttore dell'U.O., al
personale parasanitario, stanze di riunione e informatiche
necessarie all'espletamento delle attività imposte dalla
direzione aziendale per il raggiungimento degli obiettivi di
budget (peer review etc.), stanze per la degenza in
intramuraria;
vista la mancata volontà di un'adeguata ristrutturazione,
tralasciando qualsiasi considerazione sul mancato rispetto
della dignità del personale medico e paramedico, abbandonato in
una situazione di degrado francamente non motivabile da
presunte carenze di fondi, occorre segnalare la mancanza di
rispetto per l'utenza, anche in considerazione del fatto che
nell'ambito dello stesso padiglione sono presenti realtà
assolutamente differenti per confort, logistica, casermaggio e
adeguatezza;
ricordato, altresì, come la U.O. in oggetto sia stata negli
anni sempre ai primi posti per produttività, risentendo di un
calo solo negli ultimi anni proprio per la riduzione del
personale e per la carenza strutturale (esempio: sala
operatoria chiusa per ristrutturazione da più di un anno nella
vecchia palazzina che ha portato ad una riduzione degli
interventi di elezione con conseguente aumento del tempo di
attesa ed esodo delle pazienti presso altre strutture);
per sapere:
quali misure intenda adottare per porre rimedio ad una
situazione che limita e mortifica la cura in un settore
particolarmente delicato e sensibile anche per la pubblica
opinione;
se non ritenga di dovere avviare una verifica rapida delle
soluzioni possibili, ascoltando la rappresentanza dei medici
che nel reparto operano e che del reparto sono importante
risorsa;
se non ritenga che le misure di contenimento della spesa
debbano riguardare rami secchi, servizi inessenziali, doppioni
e sprechi piuttosto che servizi qualificati e qualificanti come
l'UO di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera Villa
Sofia e Cto di Palermo.» (1035)
CRACOLICI
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 3 aprile 2007,
l'onorevole Zago ha comunicato di volere ritirare
l'interrogazione numero 1031 dallo stesso presentata in data 29
marzo 2007 ed annunziata nella seduta numero 59 del 3 aprile
2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
CINTOLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che gli allevatori del
settore bovino versano in una drammatica situazione a causa di
un intollerabile regime di monopolio instauratosi tra gli
industriali del latte, che acquistano sotto costo il prodotto
lattiero siciliano;
premesso, inoltre che:
nel corso degli ultimi anni il comparto zootecnico è stato
pesantemente tormentato da diversi fattori che hanno
determinato una notevole contrazione del numero degli
allevamenti e del complessivo numero di capi;
l'inasprimento delle norme igienico - sanitarie, il
susseguirsi di eventi calamitosi, sia meteorici che sanitari, e
la crescente competizione hanno sottoposto le imprese ad enormi
sforzi di ristrutturazione che in molti casi hanno assunto il
carattere della conversione aziendale;
rilevato che:
il prezzo di acquisto del latte bovino prodotto nell'Isola
risulta addirittura inferiore rispetto alla media nazionale,
pur essendo riconosciuto che tale latte è qualitativamente
superiore rispetto a quelli proposti dal mercato;
gli industriali dovrebbero saper moderare la giusta ricaduta
in termini di profitto, salvaguardando e riconoscendo un prezzo
giusto alla produzione del latte bovino, se non si vuole
favorire il definitivo spopolamento delle nostre terre e
l'abbandono totale del settore zootecnico, magari introducendo
incontrollate importazioni di latte;
considerato che:
tutte le istituzioni sono chiamate ad agire con tempestività e
determinazione, per fare in modo che questa economia millenaria
esca dallo stato di agonia e sottosviluppo nella quale versa,
individuando strumenti e mezzi idonei e moderni, per
consentirle di affrontare con successo i sempre più crescenti
livelli concorrenziali dei mercati;
la Regione non può sottrarsi a queste responsabilità ma, al
contrario, ha l'obbligo di guidare questo processo;
atteso che l'attività dell'allevamento e il comparto
produttivo del settore agro-alimentare, che costituiscono
un'asse portante della nostra economia, svolgono nell'Isola
anche una funzione sociale indispensabile, contribuendo in modo
determinante, grazie alla presenza delle loro attività diffuse
e radicate in tutto il territorio, a contenere il triste
fenomeno dello spopolamento delle zone interne;
considerato inoltre che negli ultimi anni il mercato (ed il
conseguente prezzo) del latte, alla stalla non ha visto momenti
di contrattazione, né a livello nazionale né a livello
territoriale, e che stiamo assistendo ad un mercato selvaggio
con poche regole, dove la forbice tra prezzi della materia
prima e prezzi al consumo si fa, anche in questo settore, più
marcata a tutto svantaggio della parte produttiva;
evidenziato che appare giunto il momento, non più rinviabile,
che tutti gli attori della filiera, tralasciando interessi di
parte, realizzino una strategia complessiva di indirizzi che
permettano alle aziende di avere concrete certezze per il
futuro e margini di sviluppo, appare opportuno avviare al più
presto un momento di confronto tra organizzazioni economiche
dei produttori, sistema allevatoriale e organizzazioni
professionali per la costruzione di uno strumento unitario
'cabina di regia' del settore;
vista l'attività della Giunta e dell'Assessorato
dell'agricoltura e delle foreste in un momento così delicato e
drammatico;
per conoscere:
se la Giunta e l'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste
intendano attivare e coordinare una cabina di regia per
favorire il dialogo fra il settore della produzione ed il mondo
della trasformazione e della vendita, al fine di adeguare il
prezzo di vendita del prodotto lattiero almeno ai livelli
nazionali;
se l'Assessorato competente, considerata la crisi del settore,
l'aumento dei costi di produzione, la riforma del Pac,
l'accresciuta concorrenza internazionale, la riduzione del
prezzo del latte che ha generato enormi difficoltà in un
settore gravemente compromesso dal susseguirsi di eventi
calamitosi a carattere meteorologico e sanitario, il grande
sforzo compiuto per adeguamenti di strutture e attrezzature
finalizzate al miglioramento qualitativo delle produzioni, non
riesca a trovare il ritorno non solo in termini di redditività
economica, ma anche in termini di garanzia per l'impresa. In
più, considerato che i danni derivanti dalle misure sanitarie
adottate nella lotta alla Blue Tongue rischiano di generare uno
strisciante malcontento che potrebbe facilmente sfociare in
forme di contestazione, se non ritenga urgente che si concerti
rapidamente un intervento del Governo regionale con le
organizzazioni di rappresentanza del settore al fine di
verificare la possibilità di accordi interprofessionali e
definire:
le modalità di determinazione del prezzo, i tempi di pagamento
del latte;
la definizione di tabelle di riferimento in grado di precisare
premi e penalità collegati a parametri qualitativi ed alla
consistenza della partita, anche a seconda delle destinazioni
del prodotto e delle differenze locali;
il meccanismo di indicizzazione e la sua possibile
applicazione flessibile in ambito locale;
la possibilità di intraprendere azioni finalizzate alla
riduzione del rischio di inadempienza contrattuale;
se, infine, non ritenga necessario dare ulteriori contribuiti
ai fondi per il sostegno al credito per le imprese in
sofferenza, intervenendo presso i consorzi fidi di garanzia al
credito.» (34)
GENNUSO
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze
o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
CINTOLA, segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
ricordato che i risultati di un'apposita indagine, effettuata
da un gruppo tecnico composto da funzionari statali e regionali
e condotto dal Prof. Antonio Brancasi dell'Università di
Firenze, facevano emergere una reciproca situazione debitoria e
creditoria fra lo Stato e la Regione siciliana fin dal 1947 e
che i risultati del gruppo di lavoro della Regione
evidenziavano una situazione creditoria della Regione
siciliana; mentre quelle del gruppo di lavoro proposto dallo
Stato evidenziavano, invece, crediti di esso verso la Regione
siciliana. Si ritenne che il risultato proposto dal relatore
fosse accettabile stante che esso rappresentava un equo
compromesso fra le diverse risultanze. Il debito dello Stato
verso la Regione siciliana a tutto il 1996 fu quantificato in
lire 508 miliardi, pari ad euro 262 milioni;
precisato in proposito che successivamente si ravvisò la
necessità di definire il contenzioso fra Stato e Regione
siciliana a tutto il 2001, con la rideterminazione delle
reciproche situazioni creditorie-debitorie, in data 18 ottobre
2001 si costituì un apposito comitato tecnico presieduto dal
Capo Dipartimento per gli affari regionali, Dr. Sebastiano
Piana, che, in una tabella riepilogativa redatta con la stessa
metodologia del Prof. Brancasi, espose i risultati del proprio
lavoro;
ricordato che, in attesa che il Comitato addivenisse ai propri
risultati, vennero fatte altre analisi. Furono quantificati
dalla Struttura di gestione crediti dello Stato nei confronti
della Sicilia, per rimborsi in conto fiscale, per euro 375
milioni che si ritenne opportuno considerare in detrazione
dalle valutazioni del Comitato stesso; così come si ritenne, di
converso, di dovere riconoscere alla Sicilia un contributo per
anticipazioni alle assunzioni del personale degli enti locali
di euro 253 milioni, pari al 14,18 per cento della somma
anticipata dalla Regione a tutto il 31 dicembre 2001, di euro
1.784 milioni;
visto che le conclusioni di questa fase istruttoria portarono
alla stesura del primo Protocollo di intesa del 10 maggio 2003
fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentata dal
Ministro per gli Affari regionali Senatore Enrico La Loggia,
dal vice Ministro dell'Economia e delle Finanze Onorevole
Gianfranco Miccichè, dal Sottosegretario di Stato Senatore
Giuseppe Vegas, e la Regione siciliana rappresentata dal
Presidente onorevole Salvatore Cuffaro e dall'Assessore per il
bilancio e le finanze onorevole Alessandro Pagano, con cui si
convenne, fra l'altro:
- di approvare la situazione creditoria e debitoria tra lo
Stato e la Regione siciliana a tutto il 31 dicembre 2001, dalla
quale emergeva un credito della Regione di euro 794 milioni
(A);
- di decurtare e riconoscere allo Stato la somma di euro 375
milioni (B) per rimborsi in conto fiscale, salvo una migliore e
più puntuale successiva verifica e relativi conguagli;
- di riconoscere alla Sicilia la somma di euro 253 milioni (C)
(pari al 14,18 per cento di 1.784 milioni di euro) a titolo di
credito per anticipi della Regione agli enti locali;
ricordato che per effetto di tali conteggi la somma totale che
lo Stato si impegnò a versare alla Regione siciliana a tutto il
31 dicembre 2001 fu quantificata in euro 672 milioni (A-B+C) da
corrispondere mediante il limite di impegno quindicennale di
importo annuo di 65 milioni di euro a partire dall'anno 2004;
ritenuta la necessità di definire le reciproche situazioni di
debito e, credito a tutto il 31 dicembre 2004, e a fronte di
richieste regionali per euro 1.495 milioni, su proposta di
detto Comitato tecnico, con Protocollo di intesa del 28 ottobre
2005, si convenne che poteva essere attribuito alla Regione un
congruo acconto di euro 953 milioni circa, attinto dalle
spettanze 1989/2003 della stessa Regione relative all'imposta
sulle assicurazioni R.C. Auto e derivanti dalla Sentenza della
Corte Costituzionale numero 306 del 2004. Si convenne che tale
somma doveva essere corrisposta dallo Stato alla Regione
mediante limite di impegno quindicennale di importo annuo pari
ad euro 10 milioni a decorrere dall'anno 2006;
accertato che con tale sentenza la Corte Costituzionale ha
ritenuto infondata la tesi dello Stato che limitava la
spettanza regionale sulle entrate tributarie ad un ristretto
criterio di territorialità della riscossione e che, nell'ambito
della ripartizione delle entrate tributarie fra Stato e
Regione, il gettito tributario deve essere attribuito alla
Regione non solo quando è riscosso in Sicilia ma anche quando
in essa si verifica il presupposto del tributo, cioè quel fatto
ipotizzato dalla norma come idoneo a far sorgere l'obbligazione
di imposta (principio della territorialità dell'imposta). Di
fatto la Corte ha sancito il principio che non è solo e sempre
decisivo il luogo fisico in cui avviene l'operazione contabile
della riscossione; è decisiva anche la 'capacità fiscale', che
si manifesta nel territorio della Regione stessa per rapporti
giuridici che hanno in tale territorio il proprio radicamento;
tenuto conto degli articoli 36 e 37 dello Statuto regionale e
delle norme di attuazione in materia finanziaria di cui al
D.P.R. 26 luglio 1965, numero 1074, art. 4, che recita: '..
nelle entrate spettanti alla Regione sono comprese anche quelle
che sebbene relative a fattispecie tributarie maturate
nell'ambito regionale, affluiscono, per esigenze
amministrative, ad uffici finanziari situati fuori dal
territorio della Regione', la Regione siciliana, per il tramite
dell'Assessorato 'Bilancio e Finanze', con note del 6 aprile
2006, ha sollecitato lo Stato:
- ad applicare la norma oltre che per la R.C. Auto anche per
ogni altra fattispecie contrattuale assicurativa maturata
nell'ambito territoriale regionale, chiedendo di adottare tutti
i provvedimenti necessari al fine di consentire ad essa
l'acquisizione delle entrate di propria spettanza, derivanti
dalle imposte sulle assicurazioni (Legge 29 ottobre 1961,
numero 1216 'Nuove disposizioni tributarie in materia di
assicurazioni private e di contratti vitalizi' dovute dagli
assicuratori che hanno il domicilio fiscale o la rappresentanza
fuori dal territorio regionale, per i premi riscossi non solo
per le R.C. Auto ma per tutte le fattispecie contrattuali
assicurative maturate nell'ambito regionale;
- ad applicare la norma anche per l'I.V.A versata dai depositi
periferici di vendita di generi di monopolio ubicati in
Sicilia, e più in generale, il riconoscimento della spettanza
del gettito dell'I.V.A. su tutte le operazioni imponibili come
configurate dall'art. 1 del D.P.R. 26 ottobre 1972 numero 633
(Decreto I.V.A.);
- ad applicare la norma anche per le ritenute (delle imposte)
operate sugli interessi, premi, ed altri frutti, ai sensi
dell'art. 26, c. 2, del D.P.R. numero 600 del 1973 con il
riconoscimento della spettanza del gettito delle ritenute
operate dagli sportelli postali e da quelli delle banche aventi
sede fuori dal territorio regionale, in atto versate all'erario
statale attraverso la sezione di tesoreria provinciale dello
Stato ove sono fiscalmente domiciliati;
- ad applicare la norma anche per le ritenute (delle imposte)
operate sugli emolumenti percepiti dai dipendenti dello Stato o
di altri enti pubblici, ai sensi dell'art. 26 del D.P.R. numero
600 del 1973, per ciò la Regione siciliana ha chiesto allo
Stato il riconoscimento della spettanza del gettito delle
ritenute operate dalle Amministrazioni dello Stato o di altri
enti pubblici con sede centrale fuori del territorio regionale
su stipendi ed altri emolumenti corrisposti in favore di
dipendenti o altri soggetti che abbiano espletato stabilmente
la propria attività lavorativa nel territorio della Regione;
constatato che:
a seguito del silenzio-rifiuto del Ministero dell'Economia e
delle Finanze alle sopra descritte note (formatosi dopo il
decorso di 90 giorni e consolidatosi fra il 12 luglio ed il 17
luglio del 2006), tendenti ad ottenere l'acquisizione delle
entrate di spettanza della Regione siciliana, l'Assessorato
regionale Bilancio e finanze, con istanza del 18 luglio 2006,
investiva la Presidenza della Regione e chiedeva di assumere
tutte le iniziative necessarie ad assicurare il gettito
derivante dalle quattro tipologie di entrate su indicate;
la Presidenza della Regione, attraverso il proprio ufficio
legale, con nota del 31 luglio 2006, riferiva che il
comportamento del Ministero dell'Economia e delle Finanze era
lesivo delle prerogative statutarie della Regione siciliana e
pertanto, avverso ad esso, era possibile proporre alla Corte
Costituzionale il rimedio del conflitto di attribuzione avverso
il silenzio-rifiuto del Ministero, per violazione degli
articoli 36 e 37 dello Statuto regionale e per la conseguente
attribuzione alla Regione dei tributi il cui presupposto si sia
verificato nell'ambito del territorio regionale;
sotto l'aspetto procedurale detti ricorsi vanno proposti dal
Presidente della Regione in seguito a deliberazione di Giunta
regionale (art.39 L. 11 marzo 1953, numero 57) e vanno poi
notificati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entro 60
giorni dalla formazione del silenzio - rifiuto. Poiché nella
specie il silenzio in questione si è formato, come detto, fra
il 12 ed il 17 luglio 2006, i suddetti termini scadevano dal 10
al 15 settembre 2006;
con deliberazione numero 314 del 3 agosto 2006 la Giunta
regionale autorizzava il Presidente della Regione a proporre
detto conflitto di attribuzione;
verificato che ad oggi resta aperto il contenzioso con lo
Stato e nessuna decisione è stata presa dalla Corte
Costituzionale in merito al conflitto di attribuzione,
impegna il Governo della Regione
a) a riferire sullo stato della vertenza con il Governo e
sugli atti prodotti, sui conti effettivamente riscontrati,
accertati e definiti;
b) ad adoperarsi per l'effettiva definizione del contenzioso;
c) a sottoporre all'Assemblea entro 30 giorni
dall'approvazione della presente mozione, ai fini del confronto
con il Governo e col Parlamento, una proposta organica per la
piena esplicazione della potestà impositiva della Regione;
d) a porre in atto, di concerto con le altre Regioni a Statuto
speciale, ogni azione utile per assicurare che ogni processo di
devoluzione di funzioni da parte dello Stato non si traduca in
uno strumento di divaricazione e perché sia definito un sistema
fiscale che abbia alla base la perequazione delle risorse
necessarie a garantire sull'intero territorio nazionale la
parità di accesso e l'uguaglianza di trattamento nei servizi
alle persone e alle collettività.» (189)
FAGONE - ANTINORO
CAPPADONA-MAIRA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge regionale numero 11 del 2004 prevede il rimborso del
60 per cento degli interessi sui mutui accesi dagli
imprenditori e chiesti attraverso i consorzi fidi;
vi sono oltre 20 mila istanze del settore artigianato e
commercio rimaste bloccate perché mancano le risorse; dal 2005
non è previsto alcun capitolo di spesa in bilancio per
liquidare queste somme;
considerato che il 19 per cento delle imprese siciliane
ottiene credito attraverso i consorzi di garanzia e fino ad
oggi i finanziamenti attivati sono di due miliardi di euro
grazie ad una rete di 79 consorzi con 75 mila imprese
associate,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative necessarie per recepire le
risorse finanziarie atte a sostenere la legge regionale numero
11 del 2004.» (190)
POGLIESE - CAPUTO - CURRENTI
FALZONE - GRANATA - INCARDONA
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché
se ne determini la data di discussione.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio
nominale o di scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate
mediante procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 188.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana,
premesso che la legge del 22 dicembre 2005, numero 19, con
l'art. 4 stanziava 100 milioni di euro per la viticoltura
siciliana;
ricordato che in piena campagna elettorale regionale del 2006
è stato pubblicato dall'Assessorato Agricoltura e foreste un
bando per la presentazione delle istanze al fine di erogare un
contributo di 420 ad ettaro (misura F1a - riduzione
fitofarmaci);
osservato che, dopo circa un anno, il 12 marzo 2007, è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
dall'Assessorato Agricoltura e foreste un comunicato che
rinviava di un anno l'applicazione del bando sopracitato;
visto che ad oggi non risultano attribuiti i fondi stanziati
dall'art. 4 della legge numero 19 del 2005 e non risultano
nemmeno corrisposti i contributi per i danni provocati dalla
siccità degli anni 2000, 2001 e 2002, e ciò, nonostante
l'intervenuta erogazione da parte dello Stato della quota di
propria competenza;
non essendo chiaro se la disponibilità finanziaria, relativa
ai 100 milioni di euro destinati con l'articolo 4 della legge
regionale numero 19 del 2005, ci sia ancora;
considerato che con il vecchio piano di sviluppo rurale
l'agricoltura siciliana ha già perso circa 30.000 addetti
correndo seriamente il rischio di arrivare al 2010, quando sarà
istituita l'area di libero scambio europeo, con l'agricoltura
siciliana in ginocchio,
impegna il Governo della Regione
a pagare i danni della siccità relativa agli anni 2000, 2001 e
2002 tenuto conto che lo Stato da tempo ha accreditato alla
Regione le quote di propria competenza;
a riformulare il nuovo Piano di sviluppo rurale in modo tale
che gli interventi destinati al settore vitivinicolo siano
perlomeno uguagliati agli interventi per la formazione e per le
aree marginali della Sicilia che attualmente risultano
privilegiati.» (188)
CAMILLO ODDO -CRACOLICI
APPRENDI - CALANNA - CANTAFIA
DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DI GUARDO
PANEPINTO - PANARELLO - SPEZIALE
TERMINE - VILLARI - ZAGO - ZAPPULLA
Dispongo che la mozione testé annunziata venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico.
Onorevoli colleghi, non essendo presente in Aula l'Assessore
regionale alla cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, competente per materia, si procede con il successivo
punto dell'ordine del giorno.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge numero 539/A
«Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero 19,
recante istituzione dell'Ente lirico regionale Teatro Massimo
Vincenzo Bellini di Catania»
PRESIDENTE. Si passa al punto IV all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numero 539/A «Modifiche alla legge regionale 16 aprile
1986, numero 19, recante istituzione dell'Ente lirico regionale
Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania», posto al numero
1).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era
stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa, quindi, all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini'
All'Ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini'
con sede in Catania non si applicano le disposizioni
dell'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2,
e successive modifiche ed integrazioni.
All'Ente lirico di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le
disposizioni della legge regionale 16 aprile 1986, numero 19, e
successive modifiche ed integrazioni».
Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo 1. Non
avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero 19
1. Il primo comma dell'articolo 8 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
Alla nomina del Sovrintendente provvede il Presidente della
Regione su proposta dell'Assessore regionale per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, previa
designazione del consiglio di amministrazione dell'Ente, che
delibera a maggioranza tra nominativi di chiara fama e
comprovata esperienza in campo amministrativo e teatrale'.
Il terzo comma dell'articolo 8 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
Il Sovrintendente può essere esonerato dall'incarico per
gravi motivi, con decreto del Presidente della Regione su
proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, previa richiesta,
obbligatoria e vincolante, espressa dal consiglio di
amministrazione dell'Ente, che delibera a maggioranza'.
3. Il quinto comma dell'articolo 8 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
5. In caso di mancata designazione, entro il termine di cui al
quarto comma da parte del consiglio di amministrazione
dell'Ente, l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione propone al Presidente
della Regione la nomina del Sovrintendente, scelto tra persone
di chiara fama e comprovata esperienza in campo amministrativo
e teatrale'.
4. Il primo comma dell'articolo 9 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
1. Il consiglio di amministrazione è nominato con decreto del
Presidente della Regione ed è composto:
a) dal sindaco pro-tempore della città di Catania, che lo
presiede;
b) da due componenti designati dalla Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione;
c) da un componente designato dal presidente della provincia
regionale di Catania;
d) da un rappresentante dei lavoratori eletto tra i lavoratori
stabilizzati del Teatro Massimo Vincenzo Bellini' di Catania.'
Il terzo comma dell'articolo 9 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è soppresso.
Il sesto comma dell'articolo 9 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
6. Ai componenti del consiglio di amministrazione spettano per
ogni seduta il trattamento di missione, se dovuto, a norma
delle vigenti disposizioni, nonché un gettone di presenza il
cui importo è determinato con decreto del Presidente della
Regione, sentita la Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione'.
Il secondo comma dell'articolo 10 della legge regionale 16
aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
2. Le deliberazioni relative alle lettere a), b) e d), sono
inviate all'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione entro il termine di
cinque giorni dalla loro adozione e si intendono
definitivamente approvate scaduto il termine di trenta giorni
senza che sia stato adottato alcun provvedimento.'
8. L'articolo 11 della legge regionale 16 aprile 1986, numero
19, è sostituito dal seguente:
Articolo 11. - 1. Il collegio dei revisori è nominato con
decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, ed è composto da tre membri di cui
due designati dall'Assessore proponente e uno dall'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, scelto fra i dirigenti
in servizio nell'Assessorato medesimo.
I componenti devono essere iscritti nel registro dei revisori
contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, numero
88, durano in carica quattro anni e possono essere confermati.
Col decreto di nomina è stabilita la misura dei compensi
spettanti ai componenti il collegio dei revisori.'
9. L'articolo 13 della legge regionale 16 aprile 1986, numero
19 è sostituito dal seguente:
Articolo 13. - 1. Il personale dell'Ente è assunto
esclusivamente per concorso pubblico. Il trattamento economico
e giuridico del personale artistico, tecnico e amministrativo è
disciplinato dal contratto collettivo nazionale di lavoro
applicato ai dipendenti dei teatri lirici e sinfonici ed
eventualmente da accordi integrativi aziendali deliberati dal
Consiglio di amministrazione ed inviati per l'approvazione,
previo parere dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione, al Presidente della
Regione, che provvede entro trenta giorni».
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Modifiche all'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre
2003,
numero 20 e successive modifiche ed integrazioni
All'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre 2003, numero
20, sono soppresse le parole nonché dell'Ente autonomo
regionale Teatro Massimo Bellini di Catania».
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento aggiuntivo A.1 è inammissibile in
quanto estraneo alla materia.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la votazione finale del disegno di legge
sarà svolta nell'ambito di questa stessa seduta.
Quindi, invito i Gruppi parlamentari a sollecitare la
presenza in Aula dei propri deputati per il voto finale.
Seguito della discussione del disegno di legge numero 499-
329/A «Riordino delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca
ed Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge
regionale 15 settembre 2005, numero 10. Disposizioni in materia
di programmazione dell'attività turistica ed in materia di
spese dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti»
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge numero 499-329/A «Riordino delle aziende autonome
delle Terme di Sciacca ed Acireale. Modifica all'articolo 3,
comma 2, della legge regionale 15 settembre 2005, numero 10.
Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti», posto al numero
2) del punto IV dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era
stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Disposizioni in materia di riordino delle Aziende autonome
delle Terme di Sciacca e Acireale
L'Azienda autonoma Terme di Sciacca e l'Azienda autonoma
Terme di Acireale sono poste in liquidazione e le
partecipazioni azionarie dalle stesse detenute
rispettivamente nelle società Terme di Sciacca S.p.A. e nelle
Terme di Acireale S.p.A., sono cedute entro il 31 dicembre 2009
alla Regione siciliana, nell'ambito dei diritti corporativi di
cui all'articolo 23, comma 1, della legge regionale 27 aprile
1999, numero 10. Per gli adempimenti inerenti alle stesse
procedure di liquidazione, l'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti è autorizzato a
nominare, fra i dipendenti dell'Amministrazione regionale, un
commissario straordinario incaricato di svolgere le relative
attività. Per le medesime finalità, il Collegio dei revisori
dei conti delle Aziende è ricostituito entro quindici giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge e dello
stesso devono essere chiamati a far parte esclusivamente i
dipendenti dell'Amministrazione regionale, purché in possesso
dei requisiti soggettivi prescritti.
Nell'esercizio dei diritti corporativi previsti dall'articolo
23 della legge regionale 27 aprile 1999, numero 10, l'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti è
autorizzato a sottoscrivere incrementi del capitale sociale
delle società Terme di Sciacca S.p.A. e delle Terme di Acireale
S.p.A., rispettivamente per l'importo di 5.502 migliaia di euro
e di 15.375 migliaia di euro, al netto delle somme per
trattamento di fine rapporto che restano intestate alla
gestione liquidatoria delle Aziende autonome termali. Entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti emana specifiche direttive gestionali per il rilancio
delle società. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata, per il triennio 2007-2009, la spesa annua di 6.960
migliaia di euro, di cui 1.835 migliaia di euro in favore della
Terme di Sciacca S.p.A. e 5.125 migliaia di euro in favore
della Terme di Acireale S.p.A., cui si provvede, per
l'esercizio finanziario 2007, quanto a 4.000 migliaia di euro
con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, di cui
2.000 migliaia di euro - accantonamento 1002 - e 2.000 migliaia
di euro - accantonamento 1003 - e quanto a 2.960 migliaia di
euro a valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.2.6.3 -
capitolo 742403. Per gli esercizi finanziari 2008 e 2009 la
relativa spesa trova riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione U.P.B. 4.2.1.3.99.
Al comma 1 dell'articolo 119 della legge regionale 28
dicembre 2004, numero 17, dopo le parole il personale' è
cassata la parola eccedente'. Al comma 3 dell'articolo 119
della legge regionale 28 dicembre 2004, numero 17, dopo le
parole di provenienza' sono aggiunte le parole Il personale
inserito nel ruolo di cui al precedente comma 1 sarà
utilizzato, in forza della presente legge, in posizione di
comando presso le Terme di Sciacca S.p.A. e le Terme di
Acireale S.p.A. che, in ragione delle proprie esigenze
organizzative e gestionali, scelgono i dipendenti a tal fine
necessari in relazione alle specifiche competenze dagli stessi
individualmente possedute. Tutti gli oneri del personale in
comando sono assunti dalle società Terme di Sciacca S.p.A. e
Terme di Acireale S.p.A., che non possono procedere ad
assunzione di personale, ove non siano state preventivamente
esperite le procedure di utilizzazione del personale transitato
nel ruolo previsto dall'articolo 119 della legge regionale del
28 dicembre 2004, numero 17, fino a quando la maggioranza del
capitale sociale non sarà privatizzata'.Tutti i provvedimenti,
ivi compresi quelli di spesa, inerenti all'applicazione del
presente comma, sono adottati dalla Presidenza della Regione
siciliana - Dipartimento del personale. Il ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare le necessarie
variazioni di bilancio in attuazione del presente comma.
Per le finalità di cui al comma 3, limitatamente al personale
non utilizzato presso la Terme di Sciacca S.p.A. e la Terme di
Acireale S.p.A., sono apportate allo stato di previsione della
spesa del bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2007 - 2009, le seguenti variazioni in migliaia di euro:
2007 2008 2009
- U.P.B. capitolo 473301 +1.480 +1.600 +1.600
12.2.1.3.4
- U.P.B. capitolo 473302 +1.408 +1.528 +1.528
12.2.1.3.4
Al relativo onere, pari a complessivi 2.888 migliaia di euro,
si provvede, per l'esercizio finanziario 2007, quanto a 600
migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
7.2.1.3.1 - capitolo 312522, quanto a 1.500 con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 9.4.1.1.3 - capitolo 381702 e quanto
a 788 migliaia di euro con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1003, del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi
finanziari 2008 e 2009 la relativa spesa trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2 -
accantonamento 1002.
Al comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
1999, numero 10, sono5. Al comma 1 dell'articolo 23 della
legge regionale 27 aprile 1999, numero 10, sono aggiunti i
seguenti periodi: Alle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme
di Acireale S.p.A. si applicano le previsioni dell'articolo 2
della legge regionale 20 gennaio 1999, numero 5, nell'ambito
dei diritti corporativi previsti dall'articolo 23 della legge
regionale 27 aprile 1999, numero 10. Per la definizione delle
relative procedure, l'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti è autorizzato ad avvalersi di un
advisor, nominato mediante procedure di evidenza pubblica e che
provveda al collocamento sul mercato della partecipazione
azionaria dell'Amministrazione regionale. Nelle procedure di
cessione delle partecipazioni azionarie delle società Terme di
Sciacca S.p.A. e Terme di Acireale S.p.A. devono preferirsi le
offerte che garantiscano il più elevato livello di assorbimento
dei dipendenti dell'Azienda autonoma Terme di Sciacca e
dell'Azienda autonoma Terme di Acireale'.
Per le finalità del comma 6 è autorizzata, nell'esercizio
finanziario 2007, la spesa di 240 migliaia di euro, cui si
provvede, quanto a 200 migliaia di euro con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 1.1.1.5.2 capitolo 100306 e quanto a
40 migliaia di euro a valere sulle disponibilità dell'U.P.B.
8.2.2.6.3 - capitolo 742403, del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo.»
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Di Mauro, Basile e Lombardo:
emendamento 1.1:
Al comma 3, dell'articolo 1, dopo la parola possedute
aggiungere il seguente comma:
Le stesse misure si applicano anche al personale delle
società già partecipate, in data antecedente all'entrata in
vigore dell'articolo 119 della legge regionale 28 dicembre
2004, numero 17 dalle Aziende autonome delle Terme di Acireale
e Sciacca.
emendamento 1.3:
Al comma 5 aggiungere il seguente comma:
Il passaggio definitivo dei dipendenti dell'Azienda autonoma
delle Terme di Sciacca e dell'Azienda autonoma delle Terme di
Acireale alle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme di
Acireale S.p.A. potrà avvenire soltanto con il consenso dei
dipendenti medesimi .
- dagli onorevoli Fleres, Confalone, Cascio, Scoma, Cimino:
emendamento 1.2:
Al comma 3, secondo periodo, dopo le parole Terme di
Acireale S.p.A.., che aggiungere l'inciso salvo che per le
qualifiche non disponibili tra i dipendenti transitati .
- dagli onorevoli Manzullo e Ammatuna:
emendamento 1.4:
Al comma 5 aggiungere il seguente comma:
Il passaggio definitivo dei dipendenti dell'Azienda autonoma
Terme di Sciacca e dell'Azienda autonoma Terme di Acireale
alle società Terme di Sciacca S.p.A. e Terme di Acireale
S.p.A. potrà avvenire soltanto con il consenso dei dipendenti
medesimi .
FLERES. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per precisare il senso dell'emendamento a mia
firma.
Durante i lavori della Commissione si è convenuto
all'unanimità su un dato ed in questa fase è ovvio che bisogna
evitare che le S.p.a. utilizzino personale diverso da quello
che in questo momento è in carico alle Aziende autonome, tanto
più che con il comma 3, dell'articolo 1 e, precisamente, nel
secondo periodo, è stato disciplinato tale divieto.
Il mio emendamento punta a rendere operative le Terme nel
momento in cui si dovesse registrare un'assenza, tra il
personale in servizio, di qualifiche necessarie, poiché tale
situazione rischierebbe di bloccarne l'attività, paralizzandole
ed impedendo l'opera virtuosa che stiamo tentando di realizzare
con questo disegno di legge.
Si condivide, quindi, il blocco delle assunzioni, ma questo
deve riguardare qualifiche esistenti e non certo quelle non
esistenti, perché in quel caso rischieremmo di bloccare
l'attività e non soltanto le assunzioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento dell'onorevole Fleres, perché credo che
l'emendamento da lui proposto, nella sua formulazione,
rappresenta il classico modo per aggirare il divieto.
Vorrei ricordare che stiamo parlando di società che in
Commissione hanno dichiarato di avere la necessita di
utilizzare, per le esigenze aziendali, un decimo della forza-
lavoro in atto nelle aziende stesse, ovvero cinque
amministrativi per tutto l'anno e qualche decina di lavoratori
stagionali a fronte dei circa duecento lavoratori tra Sciacca e
Acireale e questo personale, in atto, ha svolto attività per le
Terme, per cui non si capisce a quali qualifiche si fa
riferimento.
FLERES. Dovrebbero fermare la loro attività, nel caso in cui
dovessero servire qualifiche che in atto non ci sono, come ad
esempio l'addetto alle inalazioni?
CRACOLICI. Onorevole Fleres, stiamo esaminando una legge che
ha carattere di eccezionalità e di straordinarietà, si tratta
di una norma che è l'esatto contrario di quanto si fa
normalmente.
Solitamente, si mette sul mercato ciò che è pubblico per
cercare di farlo vivere con le proprie gambe, al contrario,
adesso, si vuole liberare una società dai debiti collegati alle
spese per il personale, facendoci carico del personale che
utilizzerà la società solo per la parte inerente i costi.
Si tratta, quindi, di un'operazione impegnativa per la
Regione e mi sembra una contraddizione l'utilizzo di
meccanismi che aggirino le modalità di ulteriore ampliamento
della forza lavoro di queste aziende.
Capisco che una società deve vivere secondo le logiche di
mercato, di libertà relativa anche su come assumere e quanta
forza lavoro necessita, ma questo in un regime veramente
liberale, ma qui la concezione liberale con cui si sta operando
rispecchia il famoso motto secondo il quale si privatizzano i
profitti e si pubblicizzano le perdite.
Visto che stiamo operando ancora secondo siffatto regime, sono
contrario alla clausola dell'onorevole Fleres e ritengo che
questa norma, col compromesso con il quale è stata esitata
dalla Commissione, possa essere accettabile, ma nulla di più.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento
1.1 è stato presentato il subemendamento 1.5, a firma
dell'onorevole Nicotra:
«Dopo la parola personale' aggiungere le seguenti parole ad
oggi in servizio'.»
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VILLARI, vicepresidente della Commissione Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento 1.1 riguarda il personale
delle società già partecipate e penso che sia necessaria fare
una valutazione in merito prima di passare alla votazione del
subemendamento appena proposto.
Nel corso delle discussioni svoltesi in IV Commissione ed in
II Commissione è stato posto un problema legato
all'inopportunità di affrontare questo tema nell'ambito del
disegno di legge che stiamo discutendo.
Si fa riferimento, infatti, a società partecipate che sotto il
profilo giuridico corrispondono a società private.
Un'operazione di questa natura, che salvaguarderebbe i
lavoratori della Pozzillo Acireale o della MEDITERM di Sciacca,
aprirebbe un problema molto delicato e di difficile soluzione,
e questo è stato detto, credo unanimemente, dai componenti
della Commissione Bilancio, secondo me giustamente.
So che a tal proposito c'è un impegno da parte del Governo - e
credo che debba essere l'impegno oltre che dell'intero Governo
anche del Parlamento - ad esitare una norma appropriata
affinché questo problema trovi soluzione in un altro testo da
costruire appositamente.
Chiedo, pertanto, al Governo di confermare l'impegno assunto e
la mia proposta è di non apprezzare l'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Onorevole Villari, in seguito al suo intervento,
dagli uffici mi riferiscono che l'emendamento 1.1 richiede la
copertura finanziaria. Pertanto è improponibile.
Dichiaro, altresì, improponibile il subemendamento 1.5
dell'onorevole Nicotra.
Si passa all'emendamento 1.2.
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VILLARI, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto
all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
replicare brevemente in merito all'osservazione dell'onorevole
Cracolici nel tentativo di spiegare esattamente il senso
dell'emendamento.
Noi stiamo favorendo la costituzione di Spa per la gestione
dei servizi termali e le Spa hanno presentato i Piani di
sviluppo industriale per dimostrare che il loro progetto di
sviluppo è fondato dal punto di vista economico.
Se limitiamo la possibilità per le Terme di esercitare
pienamente la loro attività perché impediamo il reintegro e
l'utilizzo del personale di cui non dispone nell'attuale
organico delle aziende, limitiamo l'attività delle Spa medesime
e, dunque, miniamo la loro possibilità di determinare un
equilibrio di bilancio o addirittura utili di bilancio, come
noi tutti auspichiamo, perché non potrebbero attivare una serie
di servizi.
Il problema non è quello di aggiungere personale, ma nel caso
in cui ci fosse un servizio - e potrebbe esserci - non
attivabile, penso a servizi specialistici come quelli dei
fanghini o dei massagini che sono qualifiche non presenti,
eccetera
CRACOLICI. Signor Presidente, avevo chiesto il voto segreto
FLERES. Sto facendo una dichiarazione di voto
sull'emendamento.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei doveva verificare se la
richiesta di voto segreto era appoggiata
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'onorevole Fleres sta
facendo una dichiarazione di voto sull'emendamento.
FLERES. Onorevole Cracolici, non volevo suscitare tutta
questa polemica, concludo subito.
Dicevo che se impediamo assunzioni per personale le cui
qualifiche sono già presenti, non si interrompe l'attività
delle Terme, ma se impediamo di dotarsi del personale
necessario per svolgere l'attività, allora blocchiamo la loro
attività.
Quindi, ripeto, il senso dell'emendamento non è quello di
favorire nuove assunzioni, ma, nel permettere il prosieguo
dell'attività delle Spa nel caso in cui dovessero esserci
problemi di questo tipo.
Non c'è in alcun senso l'interesse a determinare una
dilatazione del personale perché sappiamo che devono andare a
pareggio di bilancio e, quindi, non possono fare le follie che
tutti si possono aspettare poiché, a questo punto, non
interviene più la Regione a sanare i debiti di questa Azienda
perché devono essere autosufficienti ed autonomi dal punto di
vista finanziario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 1.2.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Oddo Camillo, Di Benedetto, De Benedictis,
Apprendi, Zago, Di Guardo, Barbagallo, Rinaldi,, Laccoto si
associano alla richiesta)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli Pagano,
D'Asero, Limoli, Cristaudo, Rizzotto, Ruggirello, Mancuso e
Antinoro.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo scusa, ma a causa di un
intoppo nel sistema informatico, determinato dal ritardo con
cui sono arrivate le richieste di congedo, dobbiamo verificare
il numero dei richiedenti il voto segreto.
(Gli onorevoli Oddo Camillo, Di Benedetto, De Benedictis,
Apprendi, Zago, Di Guardo, Barbagallo, Rinaldi,, Laccoto si
associano alla richiesta)
La richiesta è appoggiata. Essendo la richiesta appoggiata a
termini di Regolamento, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Apprendi, Ardizzone,
Barbagallo, Basile, Cappadona, Caputo, Cascio, Cintola,
Cracolici, Cristaldi, Culicchia, Currenti, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Fleres, Gennuso,
Gianni, Granata, Laccoto, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Maira,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Savarino, Stancanelli, Terrana, Tumino, Turano,
Vicari, Villari, Zago, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 44
Votanti .. 43
Maggioranza . 22
Favorevole 16
Contrari . 26
Astenuti . 01
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.6 a firma
dell'onorevole Villari:
«All'articolo 1 a seguire al comma 1, sono aggiunte le
seguenti parole: I provvedimenti di nomina di cui al presente
comma non possono comportare oneri aggiuntivi a carico del
bilancio della Regione'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 1.3 ed 1.4, di identico contenuto.
Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 15
settembre 2005, numero 10.
Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
turistica.
Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 15 settembre
2005 numero 10, e successive modifiche ed integrazioni, le
parole Conferenza regionale del turismo' sono sostituite dalle
parole Consiglio regionale del turismo'. Per l'esercizio
finanziario 2007 e comunque fino alla costituzione del
Consiglio regionale del turismo, la programmazione delle
attività turistiche è realizzata con le modalità previste
dall'articolo 34 della legge regionale 12 febbraio 1967, numero
46, e successive modifiche ed integrazioni, ed il piano ivi
previsto è adottato entro il 1 aprile 2007.»
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Disposizioni finanziarie ed in materia di spese
dell'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti
1. Lo stanziamento del capitolo 472514 UPB 12.2.1.3.1 Spese
dirette ad incrementare il movimento turistico verso la Regione
ed il turismo interno, per l'esercizio finanziario 2007 è
incrementato dell'importo di 120 migliaia di euro, cui si
provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 9.4.1.1.3
capitolo 381701.
L'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio 2006,
numero 1 e successive modifiche ed integrazioni non si applica
alle attività dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti.»
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Comunico che allo stesso è stato presentato l'emendamento 3.1
del Governo:
Al comma 1 dell'articolo 3 sostituire le parole 120 migliaia
di euro cui si provvede con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 9.4.1.1.3, capitolo 381701 con le parole 7.500
migliaia di euro cui si provvede con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 12.3.1.3.1, capitolo 478109 .
Il parere della Commissione?
VILLARI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Disposizioni relative al patrimonio della Fondazione Taormina
Arte
Per la partecipazione della Regione siciliana alla costituenda
Fondazione Taormina Arte, prevista all'articolo 35 della legge
regionale 26 marzo 2002, numero 2, è autorizzato il
conferimento straordinario della somma di euro 250.000,00 a
titolo di concorso alla formazione del patrimonio dell'Ente, da
prelevarsi dallo stanziamento previsto al capitolo 473702 -
U.P.B. 2 Rubrica dipartimento turismo, esercizio finanziario
2007.»
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A1 e A2 del Governo.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
numero 136 Interventi a favore degli agricoltori aderenti al
consorzio di bonifica Catania 9 , a firma dell'onorevole
Fleres:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'assenza di piogge ed il clima troppo caldo da un canto,
piogge torrenziali e gelate notturne dall'altro, hanno
danneggiato le coltivazioni agricole della piana di Catania;
in molti casi gli agricoltori, proprio per la scarsa
produzione, si trovano nella situazione di non potere far
fronte alla normale gestione delle loro aziende;
considerato che il Consorzio di bonifica Catania 9 deve
sostenere ingenti spese per il mantenimento del servizio
irriguo e che queste devono necessariamente essere recuperate,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere interventi a favore degli agricoltori
catanesi, concedendo loro l'esonero o la sospensione dei
tributi per il 2006 dovuti al Consorzio;
ad intervenire per la copertura delle spese sostenute dal
Consorzio di bonifica Catania 9 per il mantenimento del
servizio idrico.» (136)
numero 137 Iniziativa al fine di istituire un'unità di Stoke
Unit presso l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania , a
firma dell'onorevole Fleres:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
negli ultimi tempi la stampa locale e nazionale si è più volte
soffermata sul fatto che in Sicilia si registra il trenta per
cento in più di morti per ictus, rispetto alla media nazionale;
inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che la morte per ictus
è la seconda - terza causa di morte e che la Regione siciliana
è l'unica regione d'Italia dove non è ancora stata istituita
un'unità di Stroke Unit (unità di emergenza) per gli accidenti
acuti cerebrovascolari;
in data 15 ottobre 2004 l'Ispettorato regionale sanitario ha
espresso il proprio assenso all'istituzione dell'unità
specialistica di neurologia (Stroke Unit) per la neurologia
dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro, confermato peraltro
dall'Assessorato Sanità;
è da tenere presente che la pianta organica del Cannizzaro
prevede già tale unità di emergenza;
infine, il Consiglio comunale di Catania, in data 19 gennaio
2007, ha votato un ordine del giorno pronunciandosi
favorevolmente rispetto a quanto sopra esposto,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure ritenute utili affinché si
possa procedere in tempi brevi all'attivazione dell'unità di
Stroke Unit presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di
Catania.» (137)
numero 138 Interventi per garantire la realizzazione della
tratta Nesi-Misterbianco della Circumetnea , a firma
dell'onorevole Fleres:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in sede di approvazione della manovra finanziaria molti
capitoli di bilancio hanno subìto delle variazioni in
diminuzione, tra questi anche quello destinato alla
realizzazione della tratta Nesima - Misterbianco della
Circumetnea;
tale tratto ferroviario rappresenta un importante
potenziamento nei collegamenti tra la città ed il suo
hinterland, dunque un mezzo a garanzia dei lavoratori pendolari
e degli studenti;
la drastica riduzione del capitolo destinato alla
realizzazione di quest'opera pone alcuni comuni del catanese e
Catania stessa in una condizione di svantaggio che è opportuno
colmare;
è pertanto necessario procedere al rimpinguamento del capitolo
di spesa onde consentire la realizzazione del più volte citato
tratto ferroviario anche con riferimento all'ordine del giorno
approvato dal Consiglio comunale di Catania in data 15 gennaio
2007,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere quanto necessario affinché il capitolo di
spesa destinato alla realizzazione del tratto della Circumetnea
Nesima-Misterbianco venga rimpinguato per consentire l'inizio
dei lavori.» (138)
numero 139 Interventi per la costituzione dell'Avvocatura
militare , a firma dell'onorevole Fleres:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il principio costituzionalmente sancito e cristallizzato negli
articoli 24 e 111, parimenti garantito nel concetto della
cosiddetta 'difesa dei diritti' civili del cittadino italiano,
civile o militare che sia, assume una configurazione
particolarmente sofisticata;
ciò non può e non deve far distogliere l'attenzione verso
quelle aree del mondo del lavoro assai esposte, specie per i
rischi cui si va incontro, in cui, purtroppo, sembrano o
comunque appaiono negate o quantomeno ridotte le più elementari
regole e cautele personali, che invece costituiscono sicuro
appannaggio di una società civile ed evoluta, giuridicamente
parlando;
in questo panorama, sicuramente scottante, la scelta di far
nascere, in seno alla struttura statale militare, un Ufficio
'legale' od 'Ufficio affari legali', od 'Avvocatura militare' o
consimile, con pieni ed effettivi poteri rappresentativi e di
mandato, non può e non deve apparire, quale che sia, una sorta
di riaffermazione di una corporazione, anche se con le
stellette, con assurde connotazioni egoistiche e di chiusura,
od addirittura arrivare a pensare che possa essere una larvata
forma di sindacalismo;
al contrario, invece, sulla scorta delle complesse e delicate
problematiche di ogni giorno, vi è la necessità di affermazione
di un organismo di tutela, con carattere di stabilità,
unitarietà e di base, con sue logiche diramazioni decentrate
(progetto pilota) che significherebbe inesorabilmente l'accesso
del singolo 'utente in divisa' ad un sistema di agognata e
auspicata tutela giuridica, nel grande crogiolo chiamato
Giustizia;
si tutelerebbe così, il singolo militare, dal Cc. ausiliare
fino ad arrivare al Generale comandante soggetti tutti, questi,
di diritto, titolari, non di meno, di interessi non minori
rispetto ad un cosiddetto 'civile', che ancora oggi, sono
incardinati nella categoria sociale cosiddetta meno favorita ,
giuslavoristicamente, penalmente, civilmente e processualmente
parlando;
si é chiesto, ovviamente, un importante ed innovatore
intervento legislativo;
la domanda di 'specificità e di tecnicismo legale', in un
mondo fatto di ordini freddi, asettici, di stellette, di
divise, trova, almeno ad oggi, come risposta, solo una
burocrazia distaccata, inadeguata, impreparata, la qualcosa è
illogica ed irragionevole, sotto il profilo sia utilitaristico
che funzionale del sistema della tutela legale e si vanno, poi,
a ledere profondamente i diritti più basilari e fisiologici del
singolo, minando gravemente l'aspettativa di tanti singoli
utenti 'in divisa';
innumerevoli sono ormai le voci (co.ba.r, c.o.i.r., co.ce.r,
associazioni d'Arma) di tutti coloro i quali invocano la
nascita di un organismo, appunto, che faccia in concreto fronte
a detta problematica;
bisogna far nascere il convincimento che in un qualsiasi Stato
moderno ed evoluto, ancor di più di diritto, (specie il nostro,
culla di diritto per eccellenza, specie se già incardinato nel
sistema europeistico di Maastrikt e di Schengen), devono essere
create strutture, in seno all'Istituzione, che diano risposte
rapide, pronte, efficaci, proporzionate alle tematiche legali
che colpiscono i suoi appartenenti (per l'appunto i militari);
il cosiddetto 'non assistenzialismo', anche nel mondo
militare, produce solo moltiplicatori di disagio che la nostra
società, sia civile che anche in divisa, non può assolutamente
permettersi; l'Avvocatura militare, ove fosse finalmente
capita, concepita e posta in essere, colmerebbe di fatto tutte
le grosse lacune, sinora esistenti, e potrebbe appieno spendere
le proprie energie perché il personale da impiegare è già di
fatto presente, su tutto il territorio nazionale ed aspetta
l'avvio da parte del legislatore, con conseguente
organizzazione della struttura operativa;
gli 'avvocati in divisa' sono, possono e rappresentano
indubbiamente una carta vincente, un contraente forte, che
combatte solo nell'interesse della struttura stessa, come anche
quello dei singoli miliari, nell'unico alto e nobile interesse
della tutela della legalità, sotto ogni singolo aspetto e forma
(anche sotto il profilo economico), che andrebbe sicuramente a
non pesare sul bilancio dello Stato, o democratico della legge,
specie perché il nostro Paese ha sempre rappresentato e
costituito il modello per eccellenza del diritto, fin dai tempi
dell'antica Roma imperiale, nonché repubblicana;
l'ufficio legale o 'Avvocatura militare', che dir si voglia,
per l'Arma dei Carabinieri, deve nascere con l'unico scopo di
fornire, in concreto, la tutela legale fattiva in favore sia
della Amministrazione di appartenenza come per le stesse classi
lavorative, sia per i militari,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Parlamento ed il Governo nazionale,
nonché presso le sedi competenti, affinché venga avviato un
confronto politico, parlamentare ed istituzionale mirante a dar
vita agli strumenti necessari per la costituzione della
'Avvocatura militare' nelle forme e con le modalità che saranno
individuate dalla legge.» (139)
numero 140 Erogazione di contributi all'istituto regionale di
sordi di Sicilia , a firma dell'onorevole Cascio:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato lo stato di dissesto contabile in cui versa
l'Istituto regionale dei sordi di Sicilia,
impegna il Governo della Regione
ad autorizzare l'Assessore regionale per i beni culturali e
ambientali e per la pubblica istruzione, nelle more della
definizione delle scritture contabili degli anni dal 2003 al
2006, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 32, comma
6, della legge regionale 7 marzo 1997, numero 6 e successive
modifiche e integrazioni, ad erogare all'Istituto regionale dei
sordi di Sicilia:
a) le somme impegnate a titolo di seconda semestralità dei
contributi annui dal 2003 al 2006;
b) la seconda semestralità del contributo di cui al capitolo
372528, a partire dall'esercizio 2007, entro il 3 giugno di
ciascun anno.» (140)
Si procede alla votazione degli ordini del giorno cominciando
da quelli presentati nella seduta precedente.
Si passa all'ordine del giorno numero 131 Istituzione di una
commissione di indagine sui Cantieri navali di Palermo , a
firma degli onorevoli Borsellino, Barbagallo, Caputo, Maira.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio
voto contrario all'ordine del giorno.
Non credo, infatti, sia necessario istituire una Commissione
di indagine per capire come siano stati utilizzati i soldi per
la ristrutturazione dei bacini dei Cantieri navali di Palermo e
dico ciò per due diverse ragioni.
Innanzitutto la Commissione Attività Produttive, che ho
l'onore di presiedere, ha anche questo compito; inoltre,
esprimo il mio apprezzamento per l'attenzione posta
dall'onorevole Borsellino su questo argomento e lo dico perché
ho memoria del fatto che, fin dalla scorsa legislatura,
l'Assemblea regionale siciliana ha avuto modo di parlare della
vicenda dei bacini di carenaggio ed ha avuto modo di verificare
- onorevole Borsellino, spero di potere avere la sua
collaborazione in Commissione per fare chiarezza su questo -
come una società della Fincantieri abbia venduto un bacino per
un miliardo di vecchie lire ad una società partecipata dalla
Fincantieri e dalla Regione siciliana, e la Regione stessa ha
messo 16 miliardi per ristrutturare quel bacino che è stato
gestito sempre dalla società partecipata dalla Fincantieri.
Vi sono atti parlamentari che lo confermano Sono vecchie
battaglie, onorevole Borsellino, la ringrazio per la sua
attenzione su questo argomento.
Sono contrario alla istituzione di una Commissione di
indagine, ma sono contento che i colleghi, finalmente, pongono
l'attenzione sullo sperpero di denaro pubblico verificatosi
alla Fincantieri di Palermo, non rispettando, signor
Presidente, il protocollo di intesa sottoscritto e con il
quale la società della Fincantieri si impegnava ad assumere 246
lavoratori, che puntualmente non sono stati assunti.
Sulla gestione della Fincantieri, onorevole Borsellino,
onorevoli colleghi che hanno firmato l'emendamento, si può
fare una lunga ed articolata discussione per fare chiarezza su
un punto che merita essere attenzionato e si potrebbe anche
parlare della procedura di dismissione e di come sono stati
venduti i Cantieri navali di Palermo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
suggerire ai colleghi che presiedono le Commissioni di non
essere gelosi del fatto che l'Aula, su qualunque materia, possa
decidere di nominare una Commissione di indagine per un tempo
limitato, così come previsto dal Regolamento: la Commissione
legislativa ha determinate competenze e la Commissione di
indagine ne ha altre e, comunque, svolge un lavoro mirato
assegnato dallo stesso Parlamento.
L'onorevole Turano ha ringraziato l'onorevole Borsellino
perché si è occupata di una partita che fa la storia della
nostra Regione, ma vorrei dirle, onorevole Turano, che ce ne
siamo occupati con dovizia e che siamo in grado di produrre
tomi di letteratura sul rapporto tra la Fincantieri, la
Sicilia, lo stabilimento di Palermo ed i rapporti tra le
aziende ESPI, in particolare la società Bacini Palermo e
Fincantieri.
TURANO. Chiami il Commissario liquidatore e si faccia
raccontare la vicenda.
CRACOLICI. Onorevole Turano, lei che fa parte della
maggioranza che sostiene questo Governo, potrebbe promuovere
gli atti necessari per rimuovere il Commissario liquidatore,
quindi si assuma la responsabilità di quanto esprime in Aula;
noi proponiamo uno strumento che è la Commissione di indagine
e se ci saranno responsabilità da parte del Commissario
liquidatore proporremo, assieme a lei, la rimozione dello
stesso.
Non vorrei, però, che lei ragioni in base al possesso della
tessera dell'U.D.C. da parte del Commissario liquidatore e che
lo consideri un nemico per tale ragione.
Ci sono tantissime persone per bene, in Sicilia, che non hanno
la tessera dell'U.D.C. e questo non vuol dire che non lo siano,
onorevole Turano
Credo che l'ordine del giorno proposto sia chiaro e semplice,
è sottoscritto da tutti i colleghi Presidenti dei gruppi
parlamentari di maggioranza e di opposizione e ritengo che
l'Aula possa decidere in merito.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo la mia
perplessità poiché vi sono alcuni colleghi del gruppo
parlamentare a cui appartengo che votano e presentano
emendamenti ed altri, invece, che votano contro.
Non comprendendo più le ragioni di tale comportamento, chiedo
il rinvio della votazione di questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, rientra nella libertà del
Parlamento.
CINTOLA. Signor Presidente, si tratta, infatti, di una
difficoltà personale che sto esternando ufficialmente, chiedo
tuttavia di riflettere sull'ordine del giorno e ritornare in
Commissione per approfondire la questione e, se è il caso,
istituire la Commissione di indagine parlamentare, anche
perché ormai il Governo è sempre assente, i tecnici sono sempre
meno tecnici ed è inutile che io ripeta l'osservanza e
l'ossequio a questo Governo inesistente ed incapace.
Se su un ordine del giorno come questo vi sono contrasti
interni ed esterni, ritengo che in Aula non vi potrà essere
la possibilità di esprimere un giudizio positivo.
A seguire vi è, inoltre, un disegno di legge riguardante i
Sindaci che trovo vergognoso e dichiaro fin da adesso che
personalmente uscirò dall'Aula durante la votazione dello
stesso perché non sto al giochetto di chi a parole si oppone
perchè venga scritto sui giornali, come fanno i Democratici di
Sinistra, quanto in effetti favoriscono l'istituzione della
doppia indennità per i Sindaci.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CINTOLA. Mi astengo.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto dell'astensione
dell'onorevole Cintola e del voto contrario dell'onorevole
Turano.
Si passa all'ordine del giorno numero 132. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 133. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 134.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sottolineare che il tema sollevato in quest'ordine del giorno
non riguarda solamente la filiale di Messina.
Ritengo improprio, infatti, che il Parlamento, consapevole del
fatto che questa tematica investe tutte le filiali delle
province siciliane, voti un ordine del giorno soltanto per la
provincia di Messina ed invito il presentatore a modificare
l'emendamento in tal senso.
Sia io che l'onorevole Cracolici abbiamo proposto una
interrogazione al Presidente della Regione con la quale si
chiede quali siano le iniziative e i provvedimenti che si
vogliono assumere per scongiurare la chiusura delle filiali
della Banca d'Italia in tutte le province che non siano
capoluogo di Regione.
Non ritengo errato il voto su questo ordine del giorno, ma
tale votazione darebbe l'impressione che il Parlamento abbia a
cuore, come nelle intenzioni spero non volute del presentatore,
solamente la filiale della Banca d'Italia nella provincia di
Messina.
Per questo motivo, dichiaro di non essere contrario in linea
di principio, ma ritengo di dovermi astenere perché il senso di
questo ordine del giorno tradisce la battaglia per mantenere un
presidio importante sia per le funzioni del credito che per i
lavoratori, nonché per la funzionalità dell'intero sistema
bancario nell'intera Regione siciliana.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far
presente all'Assemblea che è stata presentata una mozione per
affrontare il problema della chiusura delle sedi della Banca
d'Italia.e, peraltro, mi risulta che in conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari si era stabilito di
incardinarla per la prossima seduta
Diceva bene l'onorevole De Benedictis che si tratta di un
problema di carattere generale, anche perché, in questi ultimi
giorni, il governatore Draghi è andato avanti procedendo con la
stipula di un piano.
Considerato che vi è una mozione presentata e che il
Presidente della Regione ha già preso un impegno in tal senso,
interessando tutta la Giunta, chiedo che venga incardinata per
discutere seriamente sull'argomento.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi presentatori di questo ordine
del giorno, alla luce delle considerazioni svolte dagli
onorevoli De Benedictis e Ardizzone, se intendono ritirare
l'ordine del giorno.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, penso che la proposta degli
onorevoli De Benedictis e Ardizzone e del vicepresidente
Stancanelli debba essere accolta perché la giunta di Governo ha
già deliberato su questo argomento, trattandosi di una
iniziativa che interessa la Sicilia in sette province su nove,
mentre inaspettatamente, in tutte le altre parti d'Italia, non
vi è questa stessa condizione.
Pertanto, ritengo che vada discussa la mozione nell'interesse
di tutta la Regione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la Presidenza ritira
l'ordine del giorno numero 134 in attesa di discutere la
mozione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 135. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 136.
AMMATUNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
aggiungere un altro territorio che si trova nelle medesime
condizioni.
PRESIDENTE. Onorevole Ammatua, l'ordine del giorno non è
emendabile, può presentare un altro ordine del giorno nella
prossima seduta. Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 137.
Comunico che gli onorevoli Villari, Pogliese, La Manna e
Lombardo hanno chiesto di apporre la propria firma al suddetto
ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 138. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 139. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 140. Il parere del
Governo?
LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numero 311/A
«Modifiche ed integrazione alla legge regionale 23 dicembre
2000, numero 30,
in materia di rimborso spese agli amministratori degli enti
locali»
PRESIDENTE. Si passa al punto V dell'ordine del giorno:
Votazione finale dei disegni di legge.
Si passa alla votazione finale del disegno di legge numero
311/A «Modifiche ed integrazione alla legge regionale 23
dicembre 2000, numero 30, in materia di rimborso spese agli
amministratori degli enti locali», posto al numero 1).
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Borsellino, Calanna, Cantafia,
Cracolici, De benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Manzullo,
Oddo, Zago, Zappulla si associano alla richiesta)
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'avevo
annunziato prima e lo ribadisco adesso. Innanzitutto, ritengo
improprio sia quanto scritto nel disegno di legge, sia la
votazione del medesimo, trattandosi di una materia diversa ed
avulsa.
Aggiungo, altresì, che questa è una di quelle vicende assurde
e inique che questa Assemblea è costretta a gestire.
Personalmente non mi inserisco nella richiesta di una
votazione nel segreto dell'urna, democratica o antidemocratica
che sia, perché questa proceduta è ormai una prassi che ormai
distingue e contraddistingue il Gruppo parlamentare dei
Democratici di Sinistra che ne fanno richiesta quando hanno un
piccolo accordo sottobanco con alcuni dei deputati della
maggioranza per cercare un tornaconto che non conosco.
E' una vergogna attribuire una doppia indennità a deputati che
svolgono anche il ruolo di sindaci, considerato che avremmo già
dovuto deliberare sulla ineleggibilità dei sindaci a deputato
della Regione siciliana
Pertanto, non solo dichiaro la mia astensione al voto, ma
personalmente mi allontanerò dall'Aula durante la votazione
Mi vergogno di essere presente ad una votazione iniqua, con
interessi privati in atti d'ufficio anche perché, alcuni
deputati, essendo sindaci, avrebbero dovuto uscire dall'Aula
anziché essere tra i proponenti e tra i più attenti. A questa
vergogna, io non partecipo
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 dicembre
2000, numero 30, in
materia di rimborso spese agli amministratori degli enti
locali» (311/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto del
disegno di legge «Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 23 dicembre 2000, numero 30, in materia di rimborso
spese agli amministratori degli enti locali» (311/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Prendono parte alla votazione: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone,
Barbagallo, Basile, Borsellino, Calanna, Cappadona, Caputo,
Cascio, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Culicchia, Currenti, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, Laccoto, La Manna, Leanza
Edoardo, Lenza Nicola, Lombardo, Maira, Manzullo, Misuraca,
Nicotra, Oddo, Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi, Sansarello,
Savarino, Stancanelli, Terrana, Tumino, Turano, Vicari,
Villari, Zago, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 50
Votanti .. 49
Maggioranza . 25
Favorevoli . 21
Contrari . 28
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni in materia di esercizio di attività dei
beni demaniali marittimi» (510 A/bis)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni in materia di
esercizio di attività nei beni demaniali marittimi» (510 A/bis)
posto al numero 2).
Comunico che è stato presentato un emendamento, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, che così recita:
«All'articolo 2, primo comma, sostituire sono autorizzati'
con possono essere autorizzati'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 510 A/bis, nel testo risultante.
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Ardizzone, Basile, Cappadona, Caputo,
Cascio, Cintola, Confalone, Cristaldi, Culicchia, Dina,
Fagone, Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, Leanza Edoardo, Lenza
Nicola, Lombardo, Maira, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Pogliese,
Ragusa, Regina, Sansarello, Savarino, Stancanelli, Tumino,
Vicari.
Votano no: Apprendi, Borsellino, Calanna, Cracolici, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, La Manna, Oddo, Villari,
Zago, Zappulla.
Si astengono: Barbagallo, Di Mauro.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 31
Contrari 12
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norma per la convalida dei concorsi banditi in attuazione
dell'articolo 4 della legge regionale 27 aprile 1999, numero
8, concernente la rideterminazione delle dotazioni organiche
del ruolo tecnico dei beni culturali ed ambientali (538/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Norma per la convalida dei
concorsi banditi in attuazione dell'articolo 4 della legge
regionale 27 aprile 1999, numero 8, concernente la
rideterminazione delle dotazioni organiche del ruolo tecnico
dei beni culturali ed ambientali (538/A).
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ardizzone, Barbagallo, Basile, Borsellino, Calanna,
Cappadona, Caputo, Cascio, Cintola, Confalone, Cracolici,
Cristaldi, Culicchia, Correnti, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Fleres, Gennuso, Gianni,
Granata, Laccoto, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Lombardo, Maira,
Manzullo, Misuraca, Nicotra, Oddo, Pogliese, Ragusa, Regina,
Rinaldi, Sansarello, Savarino, Stancanelli, Tumino, Vicari,
Villari, Zago, Zappulla.
Vota no: La Manna.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti . 46
Maggioranza 24
Favorevoli 45
Contrari 1
(L'Assemblea approva)
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
fosse evidente che non c'è la maggioranza in Aula; che il senso
di responsabilità ci sta portando a rimanere in Aula, convinti,
come eravamo, di bocciare il primo disegno di legge, così come
fortunatamente è avvenuto; continuiamo a rimanere in Aula anche
per avere uno scatto di dignità viste le settimane di
difficoltà a legiferare di questi ultimi mesi.
Il nostro senso di responsabilità ci porterà fino alla fine,
pur mantenendo un giudizio diversificato sui singoli disegni di
legge e ciò per consentire all'Aula di chiudere questa giornata
con la produzione di atti legislativi, ma facendo rilevare che
la maggioranza non è neanche numerica, nel senso che, rispetto
ai presenti, noi deputati dell'opposizione siamo più numerosi
rispetto a quelli della maggioranza.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero 19,
recante istituzione dell'Ente lirico regionale Teatro Massimo
Vincenzo Bellini' di Catania (539/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Modifiche alla legge regionale
16 aprile 1986, numero 19, recante istituzione dell'Ente
lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini' di Catania .
(539/A).
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano si: Apprendi, Ardizzone, Barbagallo, Basile,
Borsellino, Calanna, Cantafia, Cappadona, Caputo, Cascio,
Cintola, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Culicchia, Currenti,
De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, La Manna, Leanza Edoardo,
Lenza Nicola, Lombardo, Maira, Manzullo, Misuraca, Nicotra,
Oddo, Pogliese, Ragusa, Regina, Sansarello, Stancanelli, Tumino,
Vicari, Villari, Zago, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti . 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Riordino delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca e
Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge
regionale 15 settembre 2005, numero 10.
Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti . (499-329/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Riordino delle Aziende autonome
delle Terme di Sciacca e Acireale. Modifica all'articolo 3,
comma 2, della legge regionale 15 settembre 2005, numero 10.
Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
turismo, delle comunicazioni e dei trasporti (499-329/A).
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
VILLARI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che sia i componenti della Commissione che i
componenti del Gruppo parlamentare a cui appartengo, ed io
personalmente, ci siamo dati da fare con l'Assessore e con il
Governo perché finalmente questo disegno di legge approdasse in
Aula per il voto.
Vorrei però fare rilevare, pur condividendo il disegno di
legge, un'incongruenza che rappresenta, secondo me, una
contraddizione rispetto al voto che abbiamo espresso in
quest'ultima ora, e che rappresenta un vero e proprio vulnus
rispetto al contenuto del testo stesso.
Il Parlamento ha bocciato un emendamento dell'onorevole Fleres
riguardante l'impossibilità di attingere a qualifiche non
disponibili nel bacino del cosiddetto ruolo unico ad
esaurimento' ma, nello stesso tempo, l'Aula ha votato un altro
emendamento che affida al consenso dei lavoratori l'eventuale
passaggio dal ruolo unico ad esaurimento alla società per
azioni.
Il problema che mi pongo è che se nessun lavoratore, in via
teorica, non dovesse accettare il passaggio alla S.p.a. e
avendo bloccato le assunzioni - al di là delle posizioni che,
su questo, ognuno ha assunto - le S.p.a. non potranno svolgere
la loro attività perché mancano le figure professionali, non
potendo attingere né da un bacino esterno, quindi, dal mercato
del lavoro, né da un bacino interno, cioè dagli ex lavoratori
iscritti al ruolo unico ad esaurimento.
Per tali ragioni, annuncio il mio voto contrario, nella
qualità di deputato di Catania e di componente della
Commissione.
POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole
e del Gruppo di Alleanza Nazionale su questo importante disegno
di legge che ha conosciuto un iter molto travagliato, ma che
finalmente, oggi, viene votato da questa Assemblea.
Un disegno di legge che finalmente pone fine ad una situazione
e, soprattutto, l'inizio di un nuovo percorso che, mi auguro,
possa portare al rilancio delle Aziende termali di Sciacca e di
Acireale, riuscendo, al tempo stesso, a conciliare varie
esigenze: dalla tutela dei lavoratori alla ricapitalizzazione
necessaria per le due società per azioni, nonché alla
liquidazione delle Aziende termali, ancora, di fatto,
esistenti.
Voglio ringraziare l'assessore Misuraca che, insieme
all'assessore Lo Porto, ha avviato un confronto molto
importante con le Commissioni competenti, al termine del quale
si è predisposto questo disegno di legge.
Credo che oggi vi sia la necessità di dar seguito a quanto
stabilito con questo disegno di legge, soprattutto alla
privatizzazione di queste strutture termali entro il 31
dicembre 2009.
Ho condiviso le motivazioni che hanno portato il Governo a
diluire in tre anni le somme necessarie per ricapitalizzare le
società per azioni, ma mi auguro che questo percorso possa
concretizzarsi prima del 31 dicembre 2009 perché credo che
l'unica strada possibile per il rilancio delle due strutture
termali sia quella della privatizzazione.
Si tratta di un'esperienza già avviata in altre realtà
italiane che ha prodotto eccezionali risultati. Cito l'esempio
di Sirmione, dove si è passati da 7.200 presenze a 35 mila
presenze annue; quello di Castrocaro, dove si è passati da 16
mila presenze a 43 mila presenze annue, dopo il processo di
privatizzazione; infine, quello di Porretto, dove si è passati
da 4.600 presenze a 20 mila presenze, dopo tre anni di
privatizzazione.
Credo, quindi, che quello sia il naturale approdo verso il
quale dobbiamo tendere la nostra azione, soprattutto da parte
dell'Assessorato regionale.
Condivido, invece, le perplessità, esternate dal collega
Villari, in merito ad una incongruenza, di fatto, sancita
all'interno di quest'Aula e mi auguro che, per quanto riguarda
le vicende dei lavoratori della Pozzillo e della società
collegata a Mediterm di Sciacca, si possa trovare un'altra
soluzione che, ovviamente, non era opportuno, in questa fase,
inserire in questo disegno di legge e per questo motivo
l'assessore Misuraca si è impegnato all'interno della
Commissione Bilancio e finanze.
Concludo questo breve intervento confermando, quindi, il voto
favorevole di Alleanza Nazione su questo importante disegno di
legge che potrà permettere il rilancio di queste due strutture
termali di fondamentale importanza per la nostra Terra.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico anche perché, in tal senso, mi sono già espresso
con il Presidente del mio Gruppo parlamentare per evitare che
vi possano essere ulteriori défaillances.
Mi associo integralmente alle dichiarazioni sia dell'onorevole
Villari sia dell'onorevole Pogliese.
Ovviamente, voterò a favore di questo disegno di legge, non
senza sottolineare però come l'episodio cui hanno fatto
riferimento l'onorevole Villari e Pugliese, riguardante il
blocco delle assunzioni anche per le qualifiche mancanti,
rappresenti, in maniera fotografica, lo stato precomatoso di
questo Parlamento che ha rinunciato a ragionare e questo è
certamente l'effetto di un'assenza di politica che sta
producendo fenomeni di questo tipo.
Per fortuna, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ci aiuta
il Codice civile circa le competenze attribuite alle S.p.a.,
che può fare a meno delle indicazioni fornite in un disegno di
legge come quello che stiamo per votare.
APPRENDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il
mio voto contrario a questo disegno di legge perché si è fatto
un grande pasticcio e, in questi emendamenti, vi sono alcuni
stratagemmi.
Di fatto, non si è voluto far passare quella parte del disegno
di legge, già esitato dalla Commissione, nella quale veniva
specificato il passaggio al ruolo speciale di una parte del
personale eccedente, mentre quella riguardante specifiche
personalità passava alle Terme S.p.A.
In questa maniera, è stato raggirato l'ostacolo. Non so quante
siano le unità, saranno una paio di centinaia, e saranno messe
a disposizione soltanto della Regione.
Per questo motivo, annuncio il mio voto contrario.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'onorevole Cracolici, oggi, abbia detto una grande verità.
Senza i voti dell'opposizione, non abbiamo maggioranza in Aula
e non è poco. Bisogna fare qualche riflessione importante e
forte.
Mancano i deputati Assessori che dovrebbero essere presenti
nel momento della votazione finale dei disegni di legge;
mancano anche i cosiddetti tecnici, anche se non votano; manca
anche la maggioranza e l'opposizione fa la sua parte per
consentire a questo Governo ed a questa maggioranza di
vivacchiare.
E' necessario però fare una puntualizzazione.
Voterò questo disegno di legge favorevolmente, ma non è
positivo per l'andamento dei lavori in Aula che vengano
apprezzati disegni di legge di piccole parti, senza tener conto
del disegno di legge sullo Sviluppo che non è stato più
approvato per mancanza di risorse economiche, quando invece le
stesse sono disponibili perché gli assessori vadano
costantemente in missione e perché li sperperino, anche
attraverso gli Uffici di gabinetto
BASILE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BASILE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
innanzitutto ringraziare i componenti della II e della IV
Commissione ed i colleghi dell'Aula per aver definito, questa
sera, la lunga e tormentata vicenda delle Terme di Sciacca e di
Acireale.
Rivolgo un ringraziamento anche agli assessori competenti -
onorevoli Misuraca, Lo Porto e Lenza Nicola - che hanno
contribuito, in Commissione, a trovare il finanziamento per
chiudere una vicenda molto importante per la storia dei nostri
enti, delle nostre aziende e auspico che ciò possa determinare
il rilancio del termalismo in Sicilia.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, annuncio
il mio voto favorevole al disegno di legge che ci accingiamo a
votare perché lo stesso fornisce una sicurezza ai lavoratori,
ma non ho però nessuna certezza che questo comporti un rilancio
del settore termale in Sicilia.
Credo che gli interventi previsti nella norma, da questo punto
di vista, siano insufficienti e ritengo, soprattutto, che il
divieto delle assunzioni per il personale mancante comporti un
blocco della possibilità di sviluppo del settore termale.
Sono d'accordo sul consenso dei lavoratori per il passaggio
definitivo e mi pare chiaro che questo consenso non sia utile
per le posizione di comando perché, se così fosse, rischieremmo
di non avere lavoratori disponibili a prestare attività
lavorativa presso le Terme s.p.a., potremmo avere lavoratori
fermi nel bacino dell'articolo 119, le Terme s.p.a. private
della possibilità di effettuare assunzioni e ciò
significherebbe il fallimento e la chiusura del patrimonio
termale in Sicilia.
Ciò riguarda soltanto il definitivo trasferimento, nel senso
che i lavoratori rimangono nel bacino dell'articolo 119,
prestano l'attività lavorativa presso la S.p.a., pur rimanendo
in quel bacino e non transitando nei ruoli della stessa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per annunciare il mio voto di astensione in
occasione della votazione finale ma, nello stesso tempo,
intendo sottolineare come, anche dal mio punto di vista, il
Parlamento abbia compiuto un errore.
Credo che l'emendamento dell'onorevole Fleres poteva essere
essere apprezzato positivamente perché circoscrive alcune
fattispecie che potevano essere ammesse nella legge e, invece,
il disposto degli emendamenti 1.3 e 1.4 che abbiamo votato fa
sì che, leggo testualmente, cosicché non si possa procedere
all'assunzione di personale ove non vengano preventivamente
esperite le procedure di utilizzazione del personale transitato
nel ruolo .
Questa norma viene pacificamente inficiata non appena il
personale si rifiuta di transitare alle S.p.a. e non si capisce
per quale ragione una norma di legge si dovrebbe preoccupare
del diniego o del mancato consenso di questo personale a cui,
tutto sommato, si sta offrendo un servizio con risorse
pubbliche.
Questa norma, quindi, rimette in piedi la possibilità, solo
apparentemente esclusa, di assunzione di nuovo personale.
Per queste ragioni, credo che il Parlamento stia compiendo un
errore ed il minimo che possiamo fare, pur nell'assunzione di
responsabilità che tutto il resto della legge prevede, è di
astenersi come io stesso sto dichiarando di fare.
AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per annunciare il mio voto favorevole a questo disegno di legge
che riesce a contemplare un rilancio delle terme di Sciacca e
di Acireale - pur in maniera insufficiente - e, nello stesso
tempo, perché si cerca di fare in modo di preservare uno status
giuridico dei lavoratori di diritto pubblico e non certamente
di diritto privato.
Si è trattato, quindi, di un buon lavoro svolto nelle
Commissioni che non si può fare a meno di sottolineare; così
come non si può non sottolineare che, ancora una volta, senza
la presenza dei componenti della minoranza, questa legge, oggi,
non sarebbe in Aula.
La conclusione dell'iter di questo disegno di legge che, ieri,
è pervenuto alla IV Commissione per il parere, è stato
possibile soltanto per la presenza del cinquanta per cento dei
componenti di questa Commissione che apparteneva
all'opposizione.
Condivido, dunque, ciò che ha detto l'onorevole Cintola a
proposito del fatto che, ancora una volta, vi è un problema
politico in questa maggioranza che non riesce a governare
senza il supporto dell'opposizione o minoranza.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
mio voto favorevole, pur con parecchie perplessità, per il
rilancio di un comparto che sconta ritardi, inadempienze e
mancanza di piani industriali adeguati.
Mi pare che, tuttavia, vi sia una garanzia in più per i
lavoratori e per il patrimonio delle due Aziende e, quindi,
ritengo giusto fornire una risposta positiva.
Il mio intervento tende, soprattutto, a formulare due
richieste alla Presidenza. Oggi, è stato esitato, dalla
Commissione Bilancio, un disegno di legge fondamentale, quello
riguardante le misure del risanamento della sanità in Sicilia.
In Sicilia, vi è una situazione sempre più deprecabile, anche
dal punto di vista del mantenimento dei servizi minimi
essenziali e, quindi, chiedo che questo disegno di legge abbia
una corsia privilegiata e, se possibile, che venga inserito
all'ordine del giorno del prossimo mercoledì.
Oggi, la IV Commissione ha esitato il disegno di legge
riguardante le zone SIC e ZPS e chiedo, così come previsto dal
Regolamento, che il prossimo mercoledì venga inserito
all'ordine del giorno.
GRANATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere compiacimento e soddisfazione per l'esito favorevole
della vicenda che riguarda le Terme di Acireale e di Sciacca.
Intendo mettere in evidenza gli aspetti che hanno
caratterizzato questo iter: il reperimento delle somme
necessarie per la ricapitalizzazione delle Terme e lì è
apprezzabile il lavoro svolto dall'Assessore per il Bilancio e
le finanze insieme alla Commissione.
E' chiaro che, accanto a questo, vi è un percorso di
privatizzazione che va ulteriormente attenzionato e migliorato.
Certamente, rimane il rammarico per la mancata possibilità di
eventuali nuove assunzioni laddove il percorso di
privatizzazione va a buon fine, che avrebbe consentito il
rilancio del percorso e del cosiddetto turismo termale .
Voglio esprimere soddisfazione per quanto riguarda il
riconoscimento dello stato giuridico dei lavoratori delle
Aziende termali di Sciacca e di Acireale.
Si è assistito, in alcuni casi, a lavoratori che hanno avuto,
a volte, l'idea di transitare da altri uffici regionali
dell'Amministrazione regionale presso queste Aziende termali
perché hanno riconosciuto la prospettiva di una realizzazione
professionale nei territorio di appartenenza; si è trattato di
lavoratori che hanno subìto, ovviamente, effetti traumatici,
dal punto di vista delle ricadute, della tranquillità e della
serenità da dare alle loro famiglie.
Bene, con l'inserimento in questo articolo 119 del ruolo
regionale , abbiamo avuto la possibilità di dare loro
tranquillità perché loro restano negli organici dei ruoli
regionali e, quindi, ciò consente di sanare questa vicenda, ma,
al tempo stesso, dobbiamo preoccuparci anche del rilancio del
turismo termale e sono sicuro che le Commissioni permanenti
competenti, assieme al Governo e all'Assessore al ramo,
sapranno, con questo percorso di privatizzazione, trovare il
percorso giusto.
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge Riordino delle Aziende autonome delle Terme
di Sciacca e Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della
legge regionale 15 settembre 2005, n. 10. Disposizioni in
materia di programmazione dell'attività turistica ed in materia
di spese dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti (499-329/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il
pulsante vede; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano si: Ammatuna, Ardizzone, Barbagallo, Basile, Cappadona,
Caputo, Cascio, Cintola, Confalone, Cristaldi, Culicchia,
Currenti, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, La Manna, Leanza Edoardo,
Lenza Nicola, Lombardo, Lo Porto, Maira, Manzullo, Misuraca,
Nicotra, Pogliese, Ragusa, Regina, Sansarello, Savarino, Savona,
Stancanelli, Terrana, Tumino, Vicari, Villari.
Votano no: Apprendi.
Si astengono: Borsellino, Cantafia, Cracolici, De Benedictis,
Oddo, Zappulla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti. . 48
Maggioranza 25
Favorevoli 41
Contrari 1
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volevo precisare che l'assessore al ramo, onorevole
Beninati, si scusa per non essere presente alla seduta odierna
per le comunicazioni in ordine al fermo biologico perché
impegnato fuori sede, lo stesso fornirà una relazione
dettagliata sull'argomento in questione per tranquillizzare i
richiedenti e già nella seduta che si terrà domani in Giunta
si affronterà tale problematica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì, 11 aprile 2007, alle ore 17.00, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 189 «Chiarimenti circa il contenzioso Stato-Regione.» a
firma degli onorevoli Fagone, Antinoro, Cappadona, Maira;
numero 190 «Interventi al fine di recepire le risorse
economiche previste dalla legge regionale numero 11 del 2004 a
favore degli imprenditori.» a firma degli onorevoli Pugliese,
Caputo, Correnti, Falzone, Granata, Incardona.
III - Discussione della mozione numero 114 «Iniziativa a
sostegno dei lavoratori della SMA - POSTA CELERE R.R. di Capaci
(PA).» a firma degli onorevoli Caputo, Stancanelli, Falzone,
Correnti, Granata.
IV - Discussione della mozione numero 123 «Iniziativa a tutela
del personale del Consorzio per le autostrade siciliane.» a
firma degli onorevoli Caputo, Falzone, Granata, Correnti,
Pugliese.
V - Discussione unificata di mozione ed interpellanza:
Mozione numero 163 «Interventi per il comparto agricolo.» a
firma degli onorevoli Ragusa, Ardizzone, Termine, Antinoro;
Interpellanza numero 33 «Interventi per il rilancio del
comparto agricolo e per la rimodulazione del Piano di
sviluppo rurale 2007-2013.» a firma degli onorevoli Gucciardi,
Barbagallo.
VI - Discussione della mozione numero 175 «Istituzione di
apposite strutture per i soggetti con incontinenza di varia
origine, portatori di stomie per patologie di diversa natura.»
a firma degli onorevoli Ragusa, Maira, Terrana, Fagone.
VII - Discussione unificata di mozione ed interrogazione:
Mozione numero 177 «Interventi per il settore navigazione
delle Ferrovie dello Stato.» a firma degli onorevoli Ardizzone,
Gianni, Parlavecchio, Ragusa, Cintola;
Interrogazione numero 978 «Interventi per scongiurare
l'ipotesi avanzata da Rete Ferrovie Italiane di soppressione
del servizio di traghettamento dei treni nello Stretto di
Messina.» a firma dell'onorevole Ballistreri.
VIII - Discussione della mozione numero 181 «Riconoscimento
dello status di vittima della mafia a Giuseppe La Franca.» a
firma degli onorevoli Caputo, Correnti, Falzone, Granata,
Pugliese.
IX - Discussione unificata di mozione ed interpellanza:
Mozione numero 84 «Iniziative per migliorare e rendere più
economico il servizio di raccolta e di smaltimento dei
rifiuti.» a firma degli onorevoli Barbagallo, Ammatuna,
Culicchia, Fiorenza, Galletti, Gucciardi, Galvagno, Laccato,
Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara.
Mozione numero 85 «Iniziative per un'approfondita
rivisitazione del piano rifiuti della Regione siciliana.» a
firma degli onorevoli Borsellino, Ballistreri, Barbagallo,
Cracolici;
Mozione numero 98 «Iniziative per migliorare e rendere più
economico il servizio di raccolta e di smaltimento dei
rifiuti.» a firma degli onorevoli Fleres, Savona, Cimino,
Confalone, Turano;
Mozione numero 107 «Iniziative urgenti per chiedere al
Presidente della Regione di revocare l'accordo con cui si
autorizza l'arrivo di altre navi cariche di rifiuti.» a firma
degli onorevoli Di Mauro, Gennuso, Ruggierello, Rizzotto, De
Luca, Lombardo, Basile, Maniscalco;
Interpellanza numero 1 «Riconsiderazione del piano regionale
di gestione dei rifiuti.» a firma dell'onorevole La Manna.
X - Discussione dei disegni di legge:
1) «Disposizioni in favore dell'esercizio di attività
economiche in zone SIC e ZPS. Disposizioni in favore
dell'esercizio di attività sciistica nell'area del Parco delle
Madonie di Piano Battaglia» (513/A) (Seguito);
2) «Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»
(546/A).
XI - Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico.
La seduta è tolta alle ore 18.28.
Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21.10
DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli