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Resoconto d'Aula della Seduta n. 61 di mercoledì 11 aprile 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   CINTOLA,  segretario  f.f.,  dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che, non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Leontini,   Scoma,
  Termine,  Falzone  e Incardona sono in congedo  per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in data  4  aprile  2007  è  stato
  presentato il seguente disegno di legge:
   «Contributi in favore delle famiglie numerose» (numero  562) a
  firma   degli  onorevoli  Vicari,  Pagano,  Leontini,   Cimino,
  D'Aquino, Gonfalone, Cascio.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
                             competenti

   PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti disegni  di  legge  sono
  stati  inviati alle competenti Commissioni legislative:
                    «AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)

   «Istituzione dell'ente  Parco Erice'» (numero  558);
   di iniziativa parlamentare;
   inviato in data 4 aprile 2007.

                 «CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)

   «Modifiche alla legge regionale 4 giugno 1980, numero  55,  in
  materia di emigrazione. Istituzione del Consiglio regionale dei
  lavoratori migranti» (numero  557);
   di iniziativa parlamentare;
   inviato in data 4 aprile 2007.

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

   «Istituzione  del  Difensore civico della  Regione  siciliana.
  Norme  guida  per i difensori civici operanti presso  gli  enti
  locali dell'Isola» (numero  555);
   di iniziativa parlamentare;
   inviato in data 4 aprile 2007.

                    Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.    Comunico   che   dalla   Commissione     Affari
  Istituzionali   sono stati resi i seguenti pareri,  inviati  in
  data 4 aprile 2007:

   «Azienda    ospedaliero-universitaria   Policlinico    Gaspare
  Rodolico'  di  Catania  -  Nomina Direttore  generale»  (numero
  36/I);
   reso in data 3 aprile 2007;

   «Consorzio  di  ricerca sul rischio biologico  in  agricoltura
  (Co.Ri.Bi.A.)  -  Designazione  componenti  del  collegio   dei
  revisori» (numero  37/I);
   reso in data 3 aprile 2007;

   «Consorzio  di ricerca filiera carni - Designazione presidente
  del collegio dei revisori» (numero  38/I);
   reso in data 3 aprile 2007;

   «Consorzio   di   ricerca  G.  P.  Ballatore  -   Designazione
  componenti del comitato dei consorziati» (numero  39/I);
   reso in data 3 aprile 2007;

   «Consorzio  di ricerca filiera carni - Designazione componenti
  del comitato dei consorziati»
   (numero  40/I);
   reso in data 3 aprile 2007;

   «Ente  di sviluppo agricolo (E.S.A.) - Designazione componente
  del consiglio di amministrazione» (numero  41/I);
   reso in data 3 aprile 2007.

     Comunicazione di trasmissione della previsione e situazione
                      trimestrale di cassa e di
        tesoreria della Regione, previsione 2007 e situazione
                   provvisoria al 31 dicembre 2006

   PRESIDENTE.  Comunico che l'Assessore per  il  Bilancio  e  le
  Finanze   ha  trasmesso,  in data 29 marzo  2007,  copia  della
  previsione  e  situazione trimestrale di cassa e  di  tesoreria
  della  Regione,  previsione  2007 e situazione  provvisoria  al
  31.12.2006.
   Informo,  altresì,  che  copia della sopracitata  relazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione.

      Comunicazione relativa a delibere della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  delibere  della
  Giunta  regionale  dalla numero  440 del  7  novembre  2006  al
  numero 574 del 22 dicembre 2006.
   Informa,  altresì,  che  copie delle medesime  e  il  relativo
  elenco recante l'oggetto di ciascuna è disponibile all'archivio
  del Servizio Commissioni.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per la sanità, premesso che domenica  25  marzo
  2007,   ancora   una  volta,  un  incidente  in  territorio   di
  Chiaramonte  Gulfi  (RG)  (nel quale  sono  rimasti  feriti  due
  giovani e un terzo è morto durante il trasporto all'ospedale  di
  Comiso con ambulanza di base) ha evidenziato gravi limiti  della
  centrale  operativa  118  di  Catania  (che  faceva  intervenire
  un'ambulanza  con  due  soccorritori con  uno  stimato  maggiore
  rispetto all'ambulanza medicalizzata di Chiaramonte stesso), già
  segnalati in precedenti atti parlamentari;

   osservato   che   in   questo  incidente  le   difficoltà   di
  comunicazione  sono state causa non secondaria dell'inefficacia
  dell'intervento;

   ricordato che il sistema radio è preso in prestito dalla Croce
  Rossa  della  Sicilia  sud orientale, ma spesso  non  riesce  a
  coprire  l'intero  territorio, come  accade  per  la  rete  dei
  cellulari;

   ricordato,  altresì, che la centrale operativa del  118  copre
  un'area  vastissima con soli tre operatori  per  tre  province,
  filtrati  in orario diurno da un operatore, ed è gravata  dalle
  chiamate  dei singoli equipaggi che, per chiudere le schede  di
  intervento,  comunicano attraverso il numero di emergenza  118,
  intasando la linea;

   accertate,  inoltre,  la  limitata conoscenza  del  territorio
  ragusano  da  parte degli operatori e la scarsità  di  adeguati
  mezzi di emergenza;

   per sapere:

   se non ritenga urgente procedere alla creazione di un apposito
  servizio  in  provincia di Ragusa, come  già  richiesto  in  un
  precedente atto parlamentare;

   se   non  valuti  opportuna  un'ispezione  per  accertare   in
  dettaglio le cause delle disfunzioni segnalate;

   se, intanto, non ritenga necessario:

   -  inserire operatori addetti alla movimentazione dei mezzi  e
  operatori addetti alla chiusura schede interventi nella  misura
  di  uno  per provincia (già esiste in diurno, ma è un'ulteriore
  perdita di tempo prezioso in molti casi);

   -  usare le linee telefoniche ISDN (già esistenti), codificate
  e dirette;

   -   assegnare   un   medico   118  (e   non   un   anestesista
  contemporaneamente medico della CMR di Catania)  con  copertura
  h24;

   -  l'adozione di protocolli operativi di intesa tra medici  di
  centrale ed infermieri del territorio laddove esistono soltanto
  ambulanze con soccorritori ed infermiere;

   -  l'adeguamento  della  centrale  operativa  come  centro  di
  smistamento  dei  vari mezzi medicalizzati negli  ospedali  più
  adeguati;

   -  adottare  quelle ulteriori misure per il miglioramento  del
  servizio    che    dovessero   scaturire   dagli   accertamenti
  dell'attività di ispezione» (1034)

                                                             ZAGO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che i dirigenti  medici
  della  UO  di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera
  Villa Sofia e Cto di Palermo hanno fatto rilevare da mesi  alla
  Direzione Aziendale la carenza di personale medico e paramedico
  nonché  le  carenze  strutturali del nosocomio  senza  ricevere
  alcuna concreta risposta;

   osservato  in  particolare che la pianta organica  prevede  22
  posti di dirigente medico di I livello ed 1 di II livello e che
  tale   situazione,  a  regime  fino  a  2   anni   fa,   si   è
  progressivamente   ridotta  per  successivi   pensionamenti   e
  licenziamenti,  così  che  attualmente  sono  in  servizio   15
  dirigenti  di  I livello, di cui 3 non effettuano  servizio  di
  guardia notturna e reperibilità per motivi di salute;

   visto che il servizio di guardia è composto da 2 persone  (uno
  di sala parto ed uno di pronto soccorso, distaccato per ragioni
  di  opportunità presso la Divisione) e che tale numero non  può
  in   alcun  modo  essere  diminuito,  risultando  talvolta  già
  insufficiente in quanto l'urgenza ostetrica o ginecologica  non
  può  attendere l'arrivo del reperibile per approntare  l'equipe
  chirurgica, per cui la turnazione h 24 prevede almeno  8  unità
  che ruotano;

   considerato  che  nei  prossimi  sei  mesi  almeno  tre  unità
  andranno  in  pensione e che nei mesi estivi almeno  15  giorni
  continuativi di ferie vanno goduti ad esclusiva discrezione del
  dipendente, almeno quattro unità mediche vanno assunte  al  più
  presto per garantire la normale turnazione;

   ricordato,  per inciso, come da circa un anno e  mezzo  a  più
  riprese sia stata promessa l'assunzione a brevissimo termine di
  personale   medico   attraverso  la  mobilità,   con   incarico
  temporaneo  e  l'espletamento di un concorso  già  bandito  nel
  2005;

   considerato,  poi,  che  non  sono  presenti  in  organico  le
  ostetriche, uniche figure professionali deputate all'assistenza
  al  parto fisiologico, e che l'assunzione delle stesse non  può
  più  essere  procrastinata né, in ogni caso, essere considerata
  alternativa a quella dei medici;

   visto  il Contratto nazionale di lavoro della dirigenza medica
  nel quale è previsto che il monte orario di ogni medico non può
  essere  utilizzato  per  l'esclusiva  copertura  dei  turni  di
  guardia,   ma   anche   per  l'espletamento   degli   incarichi
  professionali assegnati e per l'aggiornamento;

   rilevate  per  di  più, nel contesto sopra  riportato,  alcune
  situazioni anomale, quali:

   un dirigente dirottato presso altra UO a cui vanno i DRG della
  produttività effettuata dallo stesso, ma ancora a carico  della
  UO dell'Azienda Ospedaliera Villa Sofia e Cto di Palermo;

   un dirigente assunto con contratto 15 septies (che normalmente
  viene  stipulato  per  incarichi di alta specializzazione)  che
  svolge  attività  ambulatoriale che potrebbe essere  svolta  da
  qualsiasi  dirigente medico della divisione  stessa,  come  nel
  passato;

   un   dirigente  medico  da  tempo  impiegato  presso  le  sedi
  amministrative aziendali con altre mansioni, ma ancora  facente
  parte  della  pianta organica dell'UO dell'Azienda  Ospedaliera
  Villa Sofia e Cto di Palermo;

   ricordate  inoltre  le  gravi carenze  strutturali  emerse  in
  seguito  all'ispezione  dei NAS nel  mese  di  gennaio  u.s.  a
  seguito della quale, in autotutela, la Divisione è stata chiusa
  dalla dirigenza aziendale;

   osservato,  tuttavia,  che le misure attuate  in  emergenza  e
  provvisoriamente  sembrano essere diventate definitive,  mentre
  nessuna  delle ipotesi alternative ventilate sembra  del  tutto
  soddisfacente,  quale,  per  esempio,  la  destinazione  presso
  l'attuale  sede della chirurgia così come si trova e senza  che
  sia  prevista alcuna opera di ristrutturazione, circostanza che
  comporterebbe la riduzione del numero delle stanze di degenza a
  5  più  una  stanza DH; inoltre verrebbero a mancare le  stanze
  destinate  ai  medici  di guardia, al direttore  dell'U.O.,  al
  personale  parasanitario,  stanze di  riunione  e  informatiche
  necessarie   all'espletamento  delle  attività  imposte   dalla
  direzione  aziendale per il raggiungimento degli  obiettivi  di
  budget   (peer   review  etc.),  stanze  per  la   degenza   in
  intramuraria;

   vista  la  mancata  volontà  di un'adeguata  ristrutturazione,
  tralasciando  qualsiasi  considerazione  sul  mancato  rispetto
  della dignità del personale medico e paramedico, abbandonato in
  una  situazione  di  degrado  francamente  non  motivabile   da
  presunte  carenze di fondi, occorre segnalare  la  mancanza  di
  rispetto  per l'utenza, anche in considerazione del  fatto  che
  nell'ambito  dello  stesso  padiglione  sono  presenti   realtà
  assolutamente differenti per confort, logistica, casermaggio  e
  adeguatezza;

   ricordato,  altresì, come la U.O. in oggetto sia  stata  negli
  anni  sempre ai primi posti per produttività, risentendo di  un
  calo  solo  negli  ultimi anni proprio  per  la  riduzione  del
  personale   e   per  la  carenza  strutturale  (esempio:   sala
  operatoria chiusa per ristrutturazione da più di un anno  nella
  vecchia  palazzina  che  ha  portato  ad  una  riduzione  degli
  interventi  di elezione con conseguente aumento  del  tempo  di
  attesa ed esodo delle pazienti presso altre strutture);

   per sapere:

   quali  misure  intenda  adottare  per  porre  rimedio  ad  una
  situazione  che  limita  e mortifica  la  cura  in  un  settore
  particolarmente  delicato e sensibile  anche  per  la  pubblica
  opinione;

   se  non  ritenga di dovere avviare una verifica  rapida  delle
  soluzioni  possibili, ascoltando la rappresentanza  dei  medici
  che  nel  reparto  operano  e che del reparto  sono  importante
  risorsa;

   se  non  ritenga  che  le misure di contenimento  della  spesa
  debbano  riguardare rami secchi, servizi inessenziali, doppioni
  e sprechi piuttosto che servizi qualificati e qualificanti come
  l'UO di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera Villa
  Sofia e Cto di Palermo.» (1035)

                                                        CRACOLICI

   PRESIDENTE.   Le   interrogazioni  testé  annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 3 aprile 2007,
  l'onorevole    Zago   ha   comunicato   di   volere    ritirare
  l'interrogazione numero 1031 dallo stesso presentata in data 29
  marzo  2007 ed annunziata nella seduta numero 59 del  3  aprile
  2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
  interpellanza presentata.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che gli allevatori del
  settore bovino versano in una drammatica situazione a causa  di
  un  intollerabile  regime  di monopolio  instauratosi  tra  gli
  industriali  del latte, che acquistano sotto costo il  prodotto
  lattiero siciliano;

   premesso, inoltre che:

   nel  corso  degli ultimi anni il comparto zootecnico  è  stato
  pesantemente   tormentato   da  diversi   fattori   che   hanno
  determinato   una   notevole  contrazione  del   numero   degli
  allevamenti e del complessivo numero di capi;

   l'inasprimento   delle   norme  igienico   -   sanitarie,   il
  susseguirsi di eventi calamitosi, sia meteorici che sanitari, e
  la crescente competizione hanno sottoposto le imprese ad enormi
  sforzi  di ristrutturazione che in molti casi hanno assunto  il
  carattere della conversione aziendale;

   rilevato che:

   il  prezzo  di  acquisto del latte bovino prodotto  nell'Isola
  risulta  addirittura inferiore rispetto alla  media  nazionale,
  pur  essendo  riconosciuto  che tale latte  è  qualitativamente
  superiore rispetto a quelli proposti dal mercato;

   gli  industriali dovrebbero saper moderare la giusta  ricaduta
  in termini di profitto, salvaguardando e riconoscendo un prezzo
  giusto  alla  produzione  del latte bovino,  se  non  si  vuole
  favorire  il  definitivo  spopolamento  delle  nostre  terre  e
  l'abbandono  totale del settore zootecnico, magari introducendo
  incontrollate importazioni di latte;

   considerato che:

   tutte le istituzioni sono chiamate ad agire con tempestività e
  determinazione, per fare in modo che questa economia millenaria
  esca  dallo stato di agonia e sottosviluppo nella quale  versa,
  individuando   strumenti  e  mezzi  idonei   e   moderni,   per
  consentirle  di affrontare con successo i sempre più  crescenti
  livelli concorrenziali dei mercati;

   la  Regione non può sottrarsi a queste responsabilità  ma,  al
  contrario, ha l'obbligo di guidare questo processo;

   atteso   che   l'attività  dell'allevamento  e   il   comparto
  produttivo   del  settore  agro-alimentare,  che  costituiscono
  un'asse  portante  della nostra economia,  svolgono  nell'Isola
  anche una funzione sociale indispensabile, contribuendo in modo
  determinante, grazie alla presenza delle loro attività  diffuse
  e  radicate  in  tutto  il territorio, a  contenere  il  triste
  fenomeno dello spopolamento delle zone interne;

   considerato  inoltre che negli ultimi anni il mercato  (ed  il
  conseguente prezzo) del latte, alla stalla non ha visto momenti
  di   contrattazione,  né  a  livello  nazionale  né  a  livello
  territoriale,  e che stiamo assistendo ad un mercato  selvaggio
  con  poche  regole,  dove la forbice tra prezzi  della  materia
  prima  e prezzi al consumo si fa, anche in questo settore,  più
  marcata a tutto svantaggio della parte produttiva;

   evidenziato  che appare giunto il momento, non più rinviabile,
  che  tutti gli attori della filiera, tralasciando interessi  di
  parte,  realizzino una strategia complessiva di  indirizzi  che
  permettano  alle  aziende  di avere concrete  certezze  per  il
  futuro  e margini di sviluppo, appare opportuno avviare al  più
  presto  un  momento di confronto tra organizzazioni  economiche
  dei   produttori,   sistema  allevatoriale   e   organizzazioni
  professionali  per  la  costruzione di uno  strumento  unitario
  'cabina di regia' del settore;

   vista    l'attività    della   Giunta    e    dell'Assessorato
  dell'agricoltura e delle foreste in un momento così delicato  e
  drammatico;

   per conoscere:

   se  la Giunta e l'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste
  intendano  attivare  e  coordinare  una  cabina  di  regia  per
  favorire il dialogo fra il settore della produzione ed il mondo
  della  trasformazione e della vendita, al fine di  adeguare  il
  prezzo  di  vendita  del prodotto lattiero  almeno  ai  livelli
  nazionali;

   se l'Assessorato competente, considerata la crisi del settore,
  l'aumento  dei  costi  di  produzione,  la  riforma  del   Pac,
  l'accresciuta  concorrenza  internazionale,  la  riduzione  del
  prezzo  del  latte  che  ha generato enormi  difficoltà  in  un
  settore  gravemente  compromesso  dal  susseguirsi  di   eventi
  calamitosi  a  carattere meteorologico e sanitario,  il  grande
  sforzo  compiuto  per adeguamenti di strutture  e  attrezzature
  finalizzate al miglioramento qualitativo delle produzioni,  non
  riesca  a trovare il ritorno non solo in termini di redditività
  economica,  ma  anche in termini di garanzia per l'impresa.  In
  più,  considerato che i danni derivanti dalle misure  sanitarie
  adottate nella lotta alla Blue Tongue rischiano di generare uno
  strisciante  malcontento che potrebbe  facilmente  sfociare  in
  forme  di contestazione, se non ritenga urgente che si concerti
  rapidamente  un  intervento  del  Governo  regionale   con   le
  organizzazioni  di  rappresentanza  del  settore  al  fine   di
  verificare  la  possibilità  di  accordi  interprofessionali  e
  definire:

   le modalità di determinazione del prezzo, i tempi di pagamento
  del latte;

   la definizione di tabelle di riferimento in grado di precisare
  premi  e  penalità  collegati a parametri qualitativi  ed  alla
  consistenza  della partita, anche a seconda delle  destinazioni
  del prodotto e delle differenze locali;

   il   meccanismo   di   indicizzazione  e  la   sua   possibile
  applicazione flessibile in ambito locale;

   la   possibilità  di  intraprendere  azioni  finalizzate  alla
  riduzione del rischio di inadempienza contrattuale;

   se,  infine, non ritenga necessario dare ulteriori contribuiti
  ai  fondi  per  il  sostegno  al  credito  per  le  imprese  in
  sofferenza, intervenendo presso i consorzi fidi di garanzia  al
  credito.» (34)

                                                          GENNUSO

   PRESIDENTE.  Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze
  o  abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
  mozioni presentate.

   CINTOLA, segretario f.f.:

   «L'Assemblea regionale siciliana

   ricordato  che i risultati di un'apposita indagine, effettuata
  da un gruppo tecnico composto da funzionari statali e regionali
  e  condotto  dal  Prof.  Antonio  Brancasi  dell'Università  di
  Firenze, facevano emergere una reciproca situazione debitoria e
  creditoria fra lo Stato e la Regione siciliana fin dal  1947  e
  che   i   risultati   del  gruppo  di  lavoro   della   Regione
  evidenziavano   una   situazione   creditoria   della   Regione
  siciliana;  mentre quelle del gruppo di lavoro  proposto  dallo
  Stato  evidenziavano, invece, crediti di esso verso la  Regione
  siciliana.  Si ritenne che il risultato proposto  dal  relatore
  fosse  accettabile  stante  che  esso  rappresentava  un   equo
  compromesso  fra le diverse risultanze. Il debito  dello  Stato
  verso  la Regione siciliana a tutto il 1996 fu quantificato  in
  lire 508 miliardi, pari ad euro 262 milioni;

   precisato  in  proposito  che successivamente  si  ravvisò  la
  necessità  di  definire  il contenzioso  fra  Stato  e  Regione
  siciliana  a  tutto  il  2001, con  la  rideterminazione  delle
  reciproche situazioni creditorie-debitorie, in data 18  ottobre
  2001  si  costituì un apposito comitato tecnico presieduto  dal
  Capo  Dipartimento  per  gli affari regionali,  Dr.  Sebastiano
  Piana,  che, in una tabella riepilogativa redatta con la stessa
  metodologia del Prof. Brancasi, espose i risultati del  proprio
  lavoro;

   ricordato che, in attesa che il Comitato addivenisse ai propri
  risultati,  vennero  fatte altre analisi.  Furono  quantificati
  dalla  Struttura di gestione crediti dello Stato nei  confronti
  della  Sicilia,  per rimborsi in conto fiscale,  per  euro  375
  milioni  che  si  ritenne opportuno considerare  in  detrazione
  dalle valutazioni del Comitato stesso; così come si ritenne, di
  converso, di dovere riconoscere alla Sicilia un contributo  per
  anticipazioni alle assunzioni del personale degli  enti  locali
  di  euro  253  milioni,  pari al 14,18 per  cento  della  somma
  anticipata dalla Regione a tutto il 31 dicembre 2001,  di  euro
  1.784 milioni;

   visto  che le conclusioni di questa fase istruttoria portarono
  alla  stesura del primo Protocollo di intesa del 10 maggio 2003
  fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentata dal
  Ministro  per gli Affari regionali Senatore  Enrico La  Loggia,
  dal  vice  Ministro  dell'Economia e  delle  Finanze  Onorevole
  Gianfranco  Miccichè,  dal Sottosegretario  di  Stato  Senatore
  Giuseppe  Vegas,  e  la  Regione  siciliana  rappresentata  dal
  Presidente onorevole Salvatore Cuffaro e dall'Assessore per  il
  bilancio e le finanze onorevole Alessandro Pagano, con  cui  si
  convenne, fra l'altro:

   -  di  approvare la situazione creditoria e debitoria  tra  lo
  Stato e la Regione siciliana a tutto il 31 dicembre 2001, dalla
  quale  emergeva  un credito della Regione di euro  794  milioni
  (A);

   -  di decurtare e riconoscere allo Stato la somma di euro  375
  milioni (B) per rimborsi in conto fiscale, salvo una migliore e
  più puntuale successiva verifica e relativi conguagli;

   - di riconoscere alla Sicilia la somma di euro 253 milioni (C)
  (pari al 14,18 per cento di 1.784 milioni di euro) a titolo  di
  credito per anticipi della Regione agli enti locali;

   ricordato che per effetto di tali conteggi la somma totale che
  lo Stato si impegnò a versare alla Regione siciliana a tutto il
  31 dicembre 2001 fu quantificata in euro 672 milioni (A-B+C) da
  corrispondere  mediante il limite di impegno  quindicennale  di
  importo annuo di 65 milioni di euro a partire dall'anno 2004;

   ritenuta la necessità di definire le reciproche situazioni  di
  debito  e,  credito a tutto il 31 dicembre 2004, e a fronte  di
  richieste  regionali  per euro 1.495 milioni,  su  proposta  di
  detto Comitato tecnico, con Protocollo di intesa del 28 ottobre
  2005, si convenne che poteva essere attribuito alla Regione  un
  congruo  acconto  di  euro  953 milioni  circa,  attinto  dalle
  spettanze  1989/2003 della stessa Regione relative  all'imposta
  sulle  assicurazioni R.C. Auto e derivanti dalla Sentenza della
  Corte Costituzionale numero  306 del 2004. Si convenne che tale
  somma  doveva  essere  corrisposta  dallo  Stato  alla  Regione
  mediante limite di impegno quindicennale di importo annuo  pari
  ad euro 10 milioni a decorrere dall'anno 2006;

   accertato  che  con  tale sentenza la Corte Costituzionale  ha
  ritenuto  infondata  la  tesi  dello  Stato  che  limitava   la
  spettanza  regionale sulle entrate tributarie ad  un  ristretto
  criterio di territorialità della riscossione e che, nell'ambito
  della  ripartizione  delle  entrate  tributarie  fra  Stato   e
  Regione,  il  gettito  tributario deve essere  attribuito  alla
  Regione  non solo quando è riscosso in Sicilia ma anche  quando
  in essa si verifica il presupposto del tributo, cioè quel fatto
  ipotizzato dalla norma come idoneo a far sorgere l'obbligazione
  di  imposta  (principio della territorialità dell'imposta).  Di
  fatto  la Corte ha sancito il principio che non è solo e sempre
  decisivo  il luogo fisico in cui avviene l'operazione contabile
  della riscossione; è decisiva anche la 'capacità fiscale',  che
  si  manifesta nel territorio della Regione stessa per  rapporti
  giuridici che hanno in tale territorio il proprio radicamento;

   tenuto conto degli articoli 36 e 37 dello Statuto regionale  e
  delle  norme  di attuazione in materia finanziaria  di  cui  al
  D.P.R.  26  luglio 1965, numero  1074, art. 4, che recita:  '..
  nelle entrate spettanti alla Regione sono comprese anche quelle
  che   sebbene   relative  a  fattispecie  tributarie   maturate
  nell'ambito     regionale,    affluiscono,     per     esigenze
  amministrative,   ad  uffici  finanziari  situati   fuori   dal
  territorio della Regione', la Regione siciliana, per il tramite
  dell'Assessorato 'Bilancio e Finanze', con note  del  6  aprile
  2006, ha sollecitato lo Stato:

   -  ad applicare la norma oltre che per la R.C. Auto anche  per
  ogni   altra  fattispecie  contrattuale  assicurativa  maturata
  nell'ambito territoriale regionale, chiedendo di adottare tutti
  i  provvedimenti  necessari  al  fine  di  consentire  ad  essa
  l'acquisizione  delle  entrate di propria spettanza,  derivanti
  dalle  imposte  sulle  assicurazioni (Legge  29  ottobre  1961,
  numero   1216  'Nuove  disposizioni tributarie  in  materia  di
  assicurazioni  private  e di contratti vitalizi'  dovute  dagli
  assicuratori che hanno il domicilio fiscale o la rappresentanza
  fuori  dal territorio regionale, per i premi riscossi non  solo
  per  le  R.C.  Auto  ma  per tutte le fattispecie  contrattuali
  assicurative maturate nell'ambito regionale;

   - ad applicare la norma anche per l'I.V.A versata dai depositi
  periferici  di  vendita  di  generi  di  monopolio  ubicati  in
  Sicilia,  e più in generale, il riconoscimento della  spettanza
  del  gettito dell'I.V.A. su tutte le operazioni imponibili come
  configurate dall'art. 1 del D.P.R. 26 ottobre 1972 numero   633
  (Decreto I.V.A.);

   -  ad applicare la norma anche per le ritenute (delle imposte)
  operate  sugli  interessi, premi, ed  altri  frutti,  ai  sensi
  dell'art.  26,  c. 2, del D.P.R. numero  600 del  1973  con  il
  riconoscimento  della  spettanza  del  gettito  delle  ritenute
  operate dagli sportelli postali e da quelli delle banche aventi
  sede fuori dal territorio regionale, in atto versate all'erario
  statale  attraverso la sezione di tesoreria  provinciale  dello
  Stato ove sono fiscalmente domiciliati;

   -  ad applicare la norma anche per le ritenute (delle imposte)
  operate sugli emolumenti percepiti dai dipendenti dello Stato o
  di altri enti pubblici, ai sensi dell'art. 26 del D.P.R. numero
  600  del  1973,  per ciò la Regione siciliana ha  chiesto  allo
  Stato  il  riconoscimento  della spettanza  del  gettito  delle
  ritenute  operate dalle Amministrazioni dello Stato o di  altri
  enti  pubblici con sede centrale fuori del territorio regionale
  su  stipendi  ed  altri  emolumenti corrisposti  in  favore  di
  dipendenti  o altri soggetti che abbiano espletato  stabilmente
  la propria attività lavorativa nel territorio della Regione;

   constatato che:

   a  seguito del silenzio-rifiuto del Ministero dell'Economia  e
  delle  Finanze  alle  sopra descritte note (formatosi  dopo  il
  decorso di 90 giorni e consolidatosi fra il 12 luglio ed il  17
  luglio  del  2006),  tendenti ad ottenere l'acquisizione  delle
  entrate  di  spettanza  della Regione siciliana,  l'Assessorato
  regionale  Bilancio e finanze, con istanza del 18 luglio  2006,
  investiva  la Presidenza della Regione e chiedeva  di  assumere
  tutte   le  iniziative  necessarie  ad  assicurare  il  gettito
  derivante dalle quattro tipologie di entrate su indicate;

   la  Presidenza  della Regione, attraverso il  proprio  ufficio
  legale,  con  nota  del  31  luglio  2006,  riferiva   che   il
  comportamento del Ministero dell'Economia e delle  Finanze  era
  lesivo  delle prerogative statutarie della Regione siciliana  e
  pertanto,  avverso ad esso, era possibile proporre  alla  Corte
  Costituzionale il rimedio del conflitto di attribuzione avverso
  il   silenzio-rifiuto  del  Ministero,  per  violazione   degli
  articoli  36  e 37 dello Statuto regionale e per la conseguente
  attribuzione alla Regione dei tributi il cui presupposto si sia
  verificato nell'ambito del territorio regionale;

   sotto  l'aspetto procedurale detti ricorsi vanno proposti  dal
  Presidente della Regione in seguito a deliberazione  di  Giunta
  regionale  (art.39 L. 11 marzo 1953, numero  57)  e  vanno  poi
  notificati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entro 60
  giorni  dalla  formazione del silenzio - rifiuto. Poiché  nella
  specie  il silenzio in questione si è formato, come detto,  fra
  il 12 ed il 17 luglio 2006, i suddetti termini scadevano dal 10
  al 15 settembre 2006;

   con  deliberazione  numero  314 del 3 agosto  2006  la  Giunta
  regionale  autorizzava il Presidente della Regione  a  proporre
  detto conflitto di attribuzione;

   verificato  che  ad  oggi resta aperto il contenzioso  con  lo
  Stato   e   nessuna  decisione  è  stata  presa   dalla   Corte
  Costituzionale in merito al conflitto di attribuzione,

                  impegna il Governo della Regione

   a)  a  riferire sullo stato della vertenza con  il  Governo  e
  sugli  atti  prodotti,  sui  conti effettivamente  riscontrati,
  accertati e definiti;

   b) ad adoperarsi per l'effettiva definizione del contenzioso;

   c)    a    sottoporre    all'Assemblea   entro    30    giorni
  dall'approvazione della presente mozione, ai fini del confronto
  con  il Governo e col Parlamento, una proposta organica per  la
  piena esplicazione della potestà impositiva della Regione;

   d) a porre in atto, di concerto con le altre Regioni a Statuto
  speciale, ogni azione utile per assicurare che ogni processo di
  devoluzione di funzioni da parte dello Stato non si traduca  in
  uno strumento di divaricazione e perché sia definito un sistema
  fiscale  che  abbia  alla  base la perequazione  delle  risorse
  necessarie  a  garantire  sull'intero territorio  nazionale  la
  parità  di  accesso e l'uguaglianza di trattamento nei  servizi
  alle persone e alle collettività.» (189)

                                                FAGONE - ANTINORO
                                                  CAPPADONA-MAIRA

   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la legge regionale numero  11 del 2004 prevede il rimborso del
  60   per   cento   degli  interessi  sui  mutui  accesi   dagli
  imprenditori e chiesti attraverso i consorzi fidi;

   vi  sono  oltre  20  mila  istanze del settore  artigianato  e
  commercio rimaste bloccate perché mancano le risorse; dal  2005
  non  è  previsto  alcun  capitolo  di  spesa  in  bilancio  per
  liquidare queste somme;

   considerato  che  il  19  per cento  delle  imprese  siciliane
  ottiene  credito attraverso i consorzi di garanzia  e  fino  ad
  oggi  i  finanziamenti attivati sono di due  miliardi  di  euro
  grazie  ad  una  rete  di  79  consorzi  con  75  mila  imprese
  associate,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte le iniziative necessarie per  recepire  le
  risorse finanziarie atte a sostenere la legge regionale  numero
  11 del 2004.» (190)

                                     POGLIESE - CAPUTO - CURRENTI
                                    FALZONE - GRANATA - INCARDONA

   PRESIDENTE.  Avverto che le mozioni testé  annunziate  saranno
  iscritte  all'ordine del giorno della seduta successiva  perché
  se ne determini la data di discussione.

   Ai  sensi dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento interno,
  dà  il  preavviso  di  trenta minuti al  fine  delle  eventuali
  votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì,  che  anche la richiesta  di  verifica  del
  numero  legale  (articolo 85) ovvero la  domanda  di  scrutinio
  nominale  o di scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate
  mediante procedimento elettronico.

         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto II dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 188.
   Ne do lettura:

   «L'Assemblea regionale siciliana,

   premesso  che la legge del 22 dicembre 2005, numero   19,  con
  l'art.  4  stanziava  100 milioni di euro  per  la  viticoltura
  siciliana;

   ricordato che in piena campagna elettorale regionale del  2006
  è  stato  pubblicato dall'Assessorato Agricoltura e foreste  un
  bando per la presentazione delle istanze al fine di erogare  un
  contributo   di   420  ad  ettaro  (misura  F1a   -   riduzione
  fitofarmaci);

   osservato che, dopo circa un anno, il 12 marzo 2007,  è  stato
  pubblicato  sulla  Gazzetta Ufficiale della  Regione  siciliana
  dall'Assessorato  Agricoltura  e  foreste  un  comunicato   che
  rinviava di un anno l'applicazione del bando sopracitato;

   visto  che  ad oggi non risultano attribuiti i fondi stanziati
  dall'art.  4  della legge numero  19 del 2005 e  non  risultano
  nemmeno  corrisposti i contributi per i danni  provocati  dalla
  siccità  degli  anni  2000,  2001 e  2002,  e  ciò,  nonostante
  l'intervenuta  erogazione da parte dello Stato della  quota  di
  propria competenza;

   non  essendo chiaro se la disponibilità finanziaria,  relativa
  ai  100 milioni di euro destinati con l'articolo 4 della  legge
  regionale numero 19 del 2005, ci sia ancora;

   considerato  che  con  il  vecchio piano  di  sviluppo  rurale
  l'agricoltura  siciliana  ha  già perso  circa  30.000  addetti
  correndo seriamente il rischio di arrivare al 2010, quando sarà
  istituita  l'area di libero scambio europeo, con  l'agricoltura
  siciliana in ginocchio,

                  impegna il Governo della Regione

   a pagare i danni della siccità relativa agli anni 2000, 2001 e
  2002  tenuto  conto che lo Stato da tempo ha  accreditato  alla
  Regione le quote di propria competenza;

   a  riformulare il nuovo Piano di sviluppo rurale in modo  tale
  che  gli  interventi  destinati al settore  vitivinicolo  siano
  perlomeno uguagliati agli interventi per la formazione e per le
  aree  marginali   della  Sicilia   che  attualmente   risultano
  privilegiati.» (188)

                                          CAMILLO ODDO -CRACOLICI
                                    APPRENDI - CALANNA - CANTAFIA
                         DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DI GUARDO
                                 PANEPINTO - PANARELLO - SPEZIALE
                              TERMINE - VILLARI - ZAGO - ZAPPULLA

   Dispongo che la mozione testé annunziata venga demandata  alla
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.

       Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto III dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico.
   Onorevoli  colleghi, non essendo presente in Aula  l'Assessore
  regionale alla cooperazione, il commercio, l'artigianato  e  la
  pesca,  competente  per materia, si procede con  il  successivo
  punto dell'ordine del giorno.

     Seguito della discussione del disegno di legge numero 539/A
     «Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero 19,
    recante istituzione dell'Ente lirico regionale Teatro Massimo
                    Vincenzo Bellini  di Catania»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto IV  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con il seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero 539/A «Modifiche alla legge regionale  16  aprile
  1986, numero 19, recante istituzione dell'Ente lirico regionale
  Teatro  Massimo  Vincenzo Bellini  di Catania», posto al numero
  1).
   Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  precedente  era
  stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa, quindi, all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
       Ente lirico regionale Teatro Massimo  Vincenzo Bellini'

     All'Ente lirico regionale Teatro Massimo  Vincenzo  Bellini'
  con   sede   in   Catania  non  si  applicano  le  disposizioni
  dell'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2,
  e successive modifiche ed integrazioni.
    All'Ente lirico di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le
  disposizioni della legge regionale 16 aprile 1986, numero 19, e
  successive modifiche ed integrazioni».

   Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo  1.  Non
  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa  la
  discussione generale.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
      Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero  19

   1.  Il  primo  comma dell'articolo 8 della legge regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
     Alla  nomina del Sovrintendente provvede il Presidente della
  Regione  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali  ed  ambientali e per la pubblica istruzione,  previa
  designazione  del consiglio di amministrazione  dell'Ente,  che
  delibera  a  maggioranza  tra  nominativi  di  chiara  fama   e
  comprovata esperienza in campo amministrativo e teatrale'.
     Il  terzo  comma  dell'articolo 8 della legge  regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
     Il  Sovrintendente  può essere esonerato  dall'incarico  per
  gravi  motivi,  con  decreto del Presidente  della  Regione  su
  proposta  dell'Assessore  regionale per  i  beni  culturali  ed
  ambientali  e  per  la pubblica istruzione,  previa  richiesta,
  obbligatoria   e   vincolante,  espressa   dal   consiglio   di
  amministrazione dell'Ente, che delibera a maggioranza'.

   3.  Il  quinto comma dell'articolo 8 della legge regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
   5. In caso di mancata designazione, entro il termine di cui al
  quarto   comma   da  parte  del  consiglio  di  amministrazione
  dell'Ente,  l'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali  ed
  ambientali  e per la pubblica istruzione propone al  Presidente
  della  Regione la nomina del Sovrintendente, scelto tra persone
  di  chiara fama e comprovata esperienza in campo amministrativo
  e teatrale'.

   4.  Il  primo  comma dell'articolo 9 della legge regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:
   1.  Il consiglio di amministrazione è nominato con decreto del
  Presidente della Regione ed è composto:
   a)  dal  sindaco  pro-tempore della città di Catania,  che  lo
  presiede;
   b)  da  due  componenti designati dalla  Giunta  regionale  su
  proposta  dell'Assessore  regionale per  i  beni  culturali  ed
  ambientali e per la pubblica istruzione;
   c)  da  un componente designato dal presidente della provincia
  regionale di Catania;
   d) da un rappresentante dei lavoratori eletto tra i lavoratori
  stabilizzati del Teatro Massimo  Vincenzo Bellini' di Catania.'
     Il  terzo  comma  dell'articolo 9 della legge  regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è soppresso.
     Il  sesto  comma  dell'articolo 9 della legge  regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:

   6. Ai componenti del consiglio di amministrazione spettano per
  ogni  seduta  il  trattamento di missione, se dovuto,  a  norma
  delle  vigenti disposizioni, nonché un gettone di  presenza  il
  cui  importo  è  determinato con decreto del  Presidente  della
  Regione,    sentita   la   Giunta   regionale,   su    proposta
  dell'Assessore regionale per i beni culturali ed  ambientali  e
  per la pubblica istruzione'.
     Il  secondo comma dell'articolo 10 della legge regionale  16
  aprile 1986, numero 19, è sostituito dal seguente:

   2.  Le  deliberazioni relative alle lettere a), b) e d),  sono
  inviate  all'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   ed
  ambientali  e  per la pubblica istruzione entro il  termine  di
  cinque    giorni   dalla   loro   adozione   e   si   intendono
  definitivamente approvate scaduto il termine di  trenta  giorni
  senza che sia stato adottato alcun provvedimento.'

   8.  L'articolo 11 della legge regionale 16 aprile 1986, numero
  19, è sostituito dal seguente:
   Articolo  11.  -  1. Il collegio dei revisori è  nominato  con
  decreto    del   Presidente   della   Regione,   su    proposta
  dell'Assessore regionale per i beni culturali ed  ambientali  e
  per  la pubblica istruzione, ed è composto da tre membri di cui
  due  designati  dall'Assessore proponente e uno  dall'Assessore
  regionale  per il bilancio e le finanze, scelto fra i dirigenti
  in servizio nell'Assessorato medesimo.
    I componenti devono essere iscritti nel registro dei revisori
  contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, numero
  88, durano in carica quattro anni e possono essere confermati.
     Col  decreto  di nomina è stabilita la misura  dei  compensi
  spettanti ai componenti il collegio dei revisori.'

   9.  L'articolo 13 della legge regionale 16 aprile 1986, numero
  19 è sostituito dal seguente:
   Articolo   13.   -  1.  Il  personale  dell'Ente   è   assunto
  esclusivamente per concorso pubblico. Il trattamento  economico
  e giuridico del personale artistico, tecnico e amministrativo è
  disciplinato  dal  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro
  applicato  ai  dipendenti  dei teatri  lirici  e  sinfonici  ed
  eventualmente  da accordi integrativi aziendali deliberati  dal
  Consiglio  di  amministrazione ed inviati  per  l'approvazione,
  previo parere dell'Assessorato regionale dei beni culturali  ed
  ambientali  e  della pubblica istruzione, al  Presidente  della
  Regione, che provvede entro trenta giorni».

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
     Modifiche all'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre
                                2003,
          numero 20 e successive modifiche ed integrazioni

   All'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre 2003,  numero
  20,   sono   soppresse  le  parole  nonché  dell'Ente  autonomo
  regionale Teatro Massimo Bellini di Catania».

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che l'emendamento aggiuntivo A.1 è inammissibile  in
  quanto estraneo alla materia.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4

   1.  La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.
   2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la votazione finale del disegno  di  legge
  sarà svolta nell'ambito di questa stessa seduta.
   Quindi,   invito  i  Gruppi  parlamentari  a  sollecitare   la
  presenza in Aula dei propri deputati  per il voto finale.

     Seguito della discussione del disegno di legge numero 499-
    329/A «Riordino delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca
     ed Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge
   regionale 15 settembre 2005, numero 10. Disposizioni in materia
     di programmazione dell'attività turistica ed in materia di
         spese dell'Assessorato regionale del turismo, delle
                   comunicazioni e dei trasporti»


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno
  di  legge  numero  499-329/A «Riordino delle  aziende  autonome
  delle  Terme  di Sciacca ed Acireale. Modifica all'articolo  3,
  comma  2,  della legge regionale 15 settembre 2005, numero  10.
  Disposizioni   in   materia  di  programmazione   dell'attività
  turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
  turismo, delle comunicazioni e dei trasporti», posto al  numero
  2) del punto IV dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la IV Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  precedente  era
  stato approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
     Disposizioni in materia di riordino delle Aziende autonome
                  delle Terme di Sciacca e Acireale

     L'Azienda  autonoma  Terme di Sciacca e  l'Azienda  autonoma
  Terme   di   Acireale   sono  poste  in   liquidazione   e   le
  partecipazioni     azionarie     dalle      stesse     detenute
  rispettivamente nelle società Terme di Sciacca S.p.A.  e  nelle
  Terme di Acireale S.p.A., sono cedute entro il 31 dicembre 2009
  alla Regione siciliana, nell'ambito dei diritti corporativi  di
  cui  all'articolo 23, comma 1, della legge regionale 27  aprile
  1999,  numero   10.  Per gli adempimenti inerenti  alle  stesse
  procedure  di  liquidazione,  l'Assessore  regionale   per   il
  turismo,  le  comunicazioni  ed i  trasporti  è  autorizzato  a
  nominare,  fra i dipendenti dell'Amministrazione regionale,  un
  commissario  straordinario incaricato di svolgere  le  relative
  attività.  Per le medesime finalità, il Collegio  dei  revisori
  dei  conti  delle Aziende è ricostituito entro quindici  giorni
  dalla  data di entrata in vigore della presente legge  e  dello
  stesso  devono  essere  chiamati a far parte  esclusivamente  i
  dipendenti  dell'Amministrazione regionale, purché in  possesso
  dei requisiti soggettivi prescritti.
    Nell'esercizio dei diritti corporativi previsti dall'articolo
  23 della legge regionale 27 aprile 1999, numero 10, l'Assessore
  regionale  per  il turismo, le comunicazioni ed i  trasporti  è
  autorizzato  a  sottoscrivere incrementi del  capitale  sociale
  delle società Terme di Sciacca S.p.A. e delle Terme di Acireale
  S.p.A., rispettivamente per l'importo di 5.502 migliaia di euro
  e  di  15.375  migliaia  di  euro, al  netto  delle  somme  per
  trattamento  di  fine  rapporto  che  restano  intestate   alla
  gestione  liquidatoria  delle Aziende autonome  termali.  Entro
  novanta  giorni  dall'entrata in vigore della  presente  legge,
  l'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  ed  i
  trasporti emana specifiche direttive gestionali per il rilancio
  delle  società.  Per  le finalità di cui al  presente  comma  è
  autorizzata, per il triennio 2007-2009, la spesa annua di 6.960
  migliaia di euro, di cui 1.835 migliaia di euro in favore della
  Terme  di  Sciacca S.p.A. e 5.125 migliaia di  euro  in  favore
  della   Terme   di  Acireale  S.p.A.,  cui  si  provvede,   per
  l'esercizio finanziario 2007, quanto a 4.000 migliaia  di  euro
  con  parte  delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2,  di  cui
  2.000 migliaia di euro - accantonamento 1002 - e 2.000 migliaia
  di  euro  - accantonamento 1003 - e quanto a 2.960 migliaia  di
  euro  a  valere  sulle  disponibilità dell'U.P.B.  8.2.2.6.3  -
  capitolo  742403. Per gli esercizi finanziari 2008  e  2009  la
  relativa  spesa trova riscontro nel bilancio pluriennale  della
  Regione U.P.B. 4.2.1.3.99.
     Al  comma  1  dell'articolo 119  della  legge  regionale  28
  dicembre  2004,  numero   17, dopo le parole  il  personale'  è
  cassata  la  parola  eccedente'. Al comma 3  dell'articolo  119
  della  legge  regionale 28 dicembre 2004, numero  17,  dopo  le
  parole  di  provenienza' sono aggiunte le parole  Il  personale
  inserito  nel  ruolo  di  cui  al  precedente  comma   1   sarà
  utilizzato,  in  forza della presente legge,  in  posizione  di
  comando  presso  le  Terme di Sciacca  S.p.A.  e  le  Terme  di
  Acireale   S.p.A.  che,  in  ragione  delle  proprie   esigenze
  organizzative e gestionali, scelgono i dipendenti  a  tal  fine
  necessari in relazione alle specifiche competenze dagli  stessi
  individualmente  possedute. Tutti gli oneri  del  personale  in
  comando  sono assunti dalle società Terme di Sciacca  S.p.A.  e
  Terme  di  Acireale  S.p.A.,  che  non  possono  procedere   ad
  assunzione  di  personale, ove non siano state  preventivamente
  esperite le procedure di utilizzazione del personale transitato
  nel  ruolo previsto dall'articolo 119 della legge regionale del
  28  dicembre 2004, numero  17, fino a quando la maggioranza del
  capitale  sociale non sarà privatizzata'.Tutti i provvedimenti,
  ivi  compresi  quelli  di spesa, inerenti all'applicazione  del
  presente  comma, sono adottati dalla Presidenza  della  Regione
  siciliana - Dipartimento del personale. Il ragioniere  generale
  della   Regione  è  autorizzato  ad  apportare  le   necessarie
  variazioni di bilancio in attuazione del presente comma.
    Per le finalità di cui al comma 3, limitatamente al personale
  non utilizzato presso la Terme di Sciacca S.p.A. e la Terme  di
  Acireale S.p.A., sono apportate allo stato di previsione  della
  spesa  del  bilancio pluriennale della Regione per il  triennio
  2007 - 2009, le seguenti variazioni in migliaia di euro:

                                        2007     2008      2009
   - U.P.B.          capitolo 473301   +1.480   +1.600    +1.600
   12.2.1.3.4
   - U.P.B.          capitolo 473302   +1.408   +1.528    +1.528
   12.2.1.3.4

   Al  relativo onere, pari a complessivi 2.888 migliaia di euro,
  si  provvede,  per l'esercizio finanziario 2007, quanto  a  600
  migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
   7.2.1.3.1  -  capitolo 312522, quanto a 1.500 con parte  delle
  disponibilità dell'U.P.B. 9.4.1.1.3 - capitolo 381702 e  quanto
  a   788   migliaia  di  euro  con  parte  delle   disponibilità
  dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1003, del bilancio  della
  Regione  per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi
  finanziari  2008 e 2009 la relativa spesa trova  riscontro  nel
  bilancio   pluriennale  della  Regione   U.P.B.   4.2.1.5.2   -
  accantonamento 1002.
     Al  comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
  1999,  numero   10,  sono5. Al comma 1 dell'articolo  23  della
  legge  regionale  27 aprile 1999, numero  10, sono  aggiunti  i
  seguenti periodi: Alle società Terme di Sciacca S.p.A. e  Terme
  di  Acireale S.p.A. si applicano le previsioni dell'articolo  2
  della  legge  regionale 20 gennaio 1999, numero  5, nell'ambito
  dei  diritti corporativi previsti dall'articolo 23 della  legge
  regionale 27 aprile 1999, numero  10. Per la definizione  delle
  relative  procedure, l'Assessore regionale per il  turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti è autorizzato ad avvalersi  di  un
  advisor, nominato mediante procedure di evidenza pubblica e che
  provveda  al  collocamento  sul  mercato  della  partecipazione
  azionaria  dell'Amministrazione regionale. Nelle  procedure  di
  cessione delle partecipazioni azionarie delle società Terme  di
  Sciacca S.p.A. e Terme di Acireale S.p.A. devono preferirsi  le
  offerte che garantiscano il più elevato livello di assorbimento
  dei  dipendenti  dell'Azienda  autonoma  Terme  di  Sciacca   e
  dell'Azienda autonoma Terme di Acireale'.
     Per  le  finalità del comma 6 è autorizzata,  nell'esercizio
  finanziario  2007, la spesa di 240 migliaia  di  euro,  cui  si
  provvede,  quanto  a  200  migliaia di  euro  con  parte  delle
  disponibilità dell'U.P.B. 1.1.1.5.2 capitolo 100306 e quanto  a
  40  migliaia  di euro a valere sulle disponibilità  dell'U.P.B.
  8.2.2.6.3  -  capitolo 742403, del bilancio della  Regione  per
  l'esercizio finanziario medesimo.»

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.

   Comunico  che all'articolo 1 sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

   -    dagli onorevoli Di Mauro, Basile e Lombardo:

   emendamento 1.1:

    Al  comma  3,  dell'articolo 1, dopo  la  parola   possedute
  aggiungere il seguente comma:
    Le  stesse  misure  si  applicano anche  al  personale  delle
  società  già  partecipate, in data antecedente  all'entrata  in
  vigore  dell'articolo  119 della legge  regionale  28  dicembre
  2004, numero  17 dalle Aziende autonome delle Terme di Acireale
  e Sciacca.

   emendamento 1.3:

    Al comma 5 aggiungere il seguente comma:
    Il  passaggio definitivo dei dipendenti dell'Azienda autonoma
  delle  Terme di Sciacca e dell'Azienda autonoma delle Terme  di
  Acireale  alle  società  Terme di Sciacca  S.p.A.  e  Terme  di
  Acireale  S.p.A.  potrà avvenire soltanto con il  consenso  dei
  dipendenti medesimi .

   - dagli onorevoli Fleres, Confalone, Cascio, Scoma, Cimino:

   emendamento 1.2:

      Al  comma  3,  secondo periodo, dopo le  parole   Terme  di
  Acireale  S.p.A.., che  aggiungere l'inciso  salvo che  per  le
  qualifiche non disponibili tra i dipendenti transitati .

   - dagli onorevoli Manzullo e Ammatuna:

   emendamento 1.4:

    Al comma 5 aggiungere il seguente comma:
    Il  passaggio definitivo dei dipendenti dell'Azienda autonoma
  Terme  di  Sciacca e dell'Azienda autonoma  Terme  di  Acireale
  alle  società   Terme  di Sciacca S.p.A. e  Terme  di  Acireale
  S.p.A.  potrà avvenire soltanto con il consenso dei  dipendenti
  medesimi .

     FLERES. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  per  precisare  il senso  dell'emendamento  a  mia
  firma.
   Durante   i   lavori  della  Commissione    si   è   convenuto
  all'unanimità su un dato ed in  questa fase è ovvio che bisogna
  evitare  che le S.p.a. utilizzino personale diverso  da  quello
  che  in questo momento è in carico alle Aziende autonome, tanto
  più  che  con il comma 3, dell'articolo 1 e, precisamente,  nel
  secondo periodo, è stato disciplinato tale divieto.
   Il  mio  emendamento punta a rendere operative  le  Terme  nel
  momento  in  cui  si  dovesse  registrare  un'assenza,  tra  il
  personale  in servizio, di qualifiche necessarie,  poiché  tale
  situazione rischierebbe di bloccarne l'attività, paralizzandole
  ed impedendo l'opera virtuosa che stiamo tentando di realizzare
  con questo disegno di legge.
   Si  condivide, quindi, il blocco delle assunzioni,  ma  questo
  deve  riguardare  qualifiche esistenti e non certo  quelle  non
  esistenti,  perché  in  quel  caso  rischieremmo  di   bloccare
  l'attività e non soltanto le assunzioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'emendamento  dell'onorevole   Fleres,  perché  credo   che
  l'emendamento   da   lui  proposto,  nella  sua   formulazione,
  rappresenta il classico modo per aggirare il  divieto.
   Vorrei  ricordare  che  stiamo  parlando  di  società  che  in
  Commissione   hanno  dichiarato  di  avere  la   necessita   di
  utilizzare, per le esigenze aziendali,  un decimo della  forza-
  lavoro   in   atto   nelle   aziende  stesse,   ovvero   cinque
  amministrativi per tutto l'anno e qualche decina di  lavoratori
  stagionali a fronte dei circa duecento lavoratori tra Sciacca e
  Acireale e questo personale, in atto, ha svolto attività per le
  Terme,  per  cui  non  si  capisce a  quali  qualifiche  si  fa
  riferimento.

   FLERES. Dovrebbero fermare la loro attività, nel caso  in  cui
  dovessero servire qualifiche che in atto non ci sono,  come  ad
  esempio l'addetto alle inalazioni?

   CRACOLICI. Onorevole Fleres, stiamo esaminando una  legge  che
  ha  carattere di eccezionalità e di straordinarietà, si  tratta
  di  una  norma  che  è  l'esatto  contrario  di  quanto  si  fa
  normalmente.
   Solitamente,  si  mette sul mercato ciò  che  è  pubblico  per
  cercare  di  farlo vivere con le proprie gambe,  al  contrario,
  adesso, si vuole liberare una società dai debiti collegati alle
  spese  per  il  personale, facendoci carico del  personale  che
  utilizzerà la società solo per la parte inerente i costi.
   Si  tratta,  quindi,  di  un'operazione  impegnativa  per   la
  Regione    e  mi  sembra  una   contraddizione  l'utilizzo   di
  meccanismi  che  aggirino le modalità di ulteriore  ampliamento
  della forza lavoro di queste aziende.
   Capisco  che  una società deve vivere secondo  le  logiche  di
  mercato,   di libertà relativa anche su come assumere e  quanta
  forza  lavoro  necessita,  ma questo  in  un  regime  veramente
  liberale, ma qui la concezione liberale con cui si sta operando
  rispecchia  il famoso motto secondo il quale si privatizzano  i
  profitti e si pubblicizzano le perdite.
   Visto che stiamo operando ancora secondo siffatto regime, sono
  contrario  alla clausola dell'onorevole Fleres  e  ritengo  che
  questa  norma,  col compromesso con il quale  è  stata  esitata
  dalla Commissione, possa essere accettabile, ma nulla di più.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  all'emendamento
  1.1   è   stato  presentato  il  subemendamento  1.5,  a  firma
  dell'onorevole Nicotra:

   «Dopo la parola  personale' aggiungere le seguenti parole   ad
  oggi in servizio'.»

   Il parere del Governo?

   LEANZA Nicola, assessore per i beni culturali, ambientali e la
  pubblica istruzione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VILLARI,  vicepresidente della Commissione Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  l'emendamento 1.1 riguarda  il  personale
  delle  società già partecipate e penso che sia necessaria  fare
  una  valutazione in merito prima di passare alla votazione  del
  subemendamento appena proposto.
   Nel  corso delle discussioni svoltesi in IV Commissione ed  in
  II    Commissione   è   stato   posto   un   problema    legato
  all'inopportunità  di  affrontare questo tema  nell'ambito  del
  disegno di legge che stiamo discutendo.
   Si fa riferimento, infatti, a società partecipate che sotto il
  profilo giuridico corrispondono a società private.
   Un'operazione   di  questa  natura,  che  salvaguarderebbe   i
  lavoratori della Pozzillo Acireale o della MEDITERM di Sciacca,
  aprirebbe  un problema molto delicato e di difficile soluzione,
  e  questo  è  stato detto, credo unanimemente,  dai  componenti
  della Commissione Bilancio, secondo me giustamente.
   So che a tal proposito c'è un impegno da parte del Governo - e
  credo  che debba essere l'impegno oltre che dell'intero Governo
  anche  del  Parlamento  -  ad  esitare  una  norma  appropriata
  affinché  questo problema trovi soluzione in un altro testo  da
  costruire appositamente.
   Chiedo, pertanto, al Governo di confermare l'impegno assunto e
  la mia proposta è di non apprezzare l'emendamento 1.1.

   PRESIDENTE.  Onorevole Villari, in seguito al suo  intervento,
  dagli uffici mi riferiscono  che l'emendamento 1.1 richiede  la
  copertura finanziaria. Pertanto è improponibile.
   Dichiaro,   altresì,   improponibile  il  subemendamento   1.5
  dell'onorevole Nicotra.
   Si passa all'emendamento 1.2.
   Il parere del Governo?

   LEANZA Nicola, assessore per i beni culturali, ambientali e la
  pubblica istruzione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VILLARI,   vicepresidente   della  Commissione.   Mi   rimetto
  all'Aula.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  replicare  brevemente in merito all'osservazione dell'onorevole
  Cracolici  nel  tentativo  di  spiegare  esattamente  il  senso
  dell'emendamento.
   Noi  stiamo  favorendo la costituzione di Spa per la  gestione
  dei  servizi  termali  e  le Spa hanno presentato  i  Piani  di
  sviluppo  industriale per dimostrare che il  loro  progetto  di
  sviluppo è fondato dal punto di vista economico.
   Se  limitiamo  la  possibilità  per  le  Terme  di  esercitare
  pienamente  la  loro attività perché impediamo il  reintegro  e
  l'utilizzo  del  personale  di  cui  non  dispone  nell'attuale
  organico delle aziende, limitiamo l'attività delle Spa medesime
  e,  dunque,  miniamo  la  loro possibilità  di  determinare  un
  equilibrio  di  bilancio o addirittura utili di bilancio,  come
  noi tutti auspichiamo, perché non potrebbero attivare una serie
  di servizi.
   Il  problema non è quello di aggiungere personale, ma nel caso
  in  cui  ci  fosse  un  servizio - e  potrebbe  esserci  -  non
  attivabile,  penso  a  servizi specialistici  come  quelli  dei
  fanghini  o  dei  massagini che sono qualifiche  non  presenti,
  eccetera

   CRACOLICI. Signor Presidente, avevo chiesto il voto segreto

   FLERES.    Sto    facendo    una   dichiarazione    di    voto
  sull'emendamento.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, lei doveva  verificare  se  la
  richiesta di voto segreto era appoggiata

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  l'onorevole   Fleres   sta
  facendo una dichiarazione di voto sull'emendamento.

   FLERES.  Onorevole  Cracolici,  non  volevo  suscitare   tutta
  questa polemica,  concludo subito.
   Dicevo  che  se  impediamo assunzioni  per  personale  le  cui
  qualifiche  sono  già  presenti, non si  interrompe  l'attività
  delle   Terme,  ma  se  impediamo  di  dotarsi  del   personale
  necessario per svolgere l'attività, allora blocchiamo  la  loro
  attività.
   Quindi,  ripeto,  il senso dell'emendamento non  è  quello  di
  favorire  nuove  assunzioni, ma, nel  permettere  il  prosieguo
  dell'attività  delle  Spa  nel caso in  cui  dovessero  esserci
  problemi di questo tipo.
   Non   c'è  in  alcun  senso  l'interesse  a  determinare   una
  dilatazione del personale perché sappiamo che devono  andare  a
  pareggio di bilancio e, quindi, non possono fare le follie  che
  tutti  si  possono  aspettare  poiché,  a  questo  punto,   non
  interviene  più la Regione a sanare i debiti di questa  Azienda
  perché  devono essere autosufficienti ed autonomi dal punto  di
  vista finanziario.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   pongo   in    votazione
  l'emendamento 1.2.

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Oddo  Camillo, Di Benedetto,  De  Benedictis,
  Apprendi,  Zago,  Di Guardo, Barbagallo, Rinaldi,,  Laccoto  si
  associano alla richiesta)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli Pagano,
  D'Asero,  Limoli,  Cristaudo, Rizzotto, Ruggirello,  Mancuso  e
  Antinoro.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo scusa, ma a causa di un
  intoppo  nel  sistema informatico, determinato dal ritardo  con
  cui  sono arrivate le richieste di congedo, dobbiamo verificare
  il numero dei richiedenti il voto segreto.

   (Gli  onorevoli  Oddo  Camillo, Di Benedetto,  De  Benedictis,
  Apprendi,  Zago,  Di Guardo, Barbagallo, Rinaldi,,  Laccoto  si
  associano alla richiesta)

   La  richiesta è appoggiata. Essendo la richiesta appoggiata  a
  termini  di  Regolamento,  indìco la  votazione  per  scrutinio
  segreto dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Prendono    parte   alla   votazione:   Apprendi,    Ardizzone,
  Barbagallo,   Basile,   Cappadona,  Caputo,   Cascio,   Cintola,
  Cracolici,  Cristaldi, Culicchia, Currenti,  De  Benedictis,  Di
  Benedetto,  Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone, Fleres,  Gennuso,
  Gianni, Granata, Laccoto,  Leanza Edoardo, Lenza Nicola,  Maira,
  Manzullo,  Misuraca,  Nicotra, Oddo, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi,  Savarino,   Stancanelli,  Terrana,   Tumino,   Turano,
  Vicari, Villari, Zago,  Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

  Presenti       . 44
  Votanti       .. 43
  Maggioranza     . 22
  Favorevole       16
  Contrari      .  26
   Astenuti      .  01

                          (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento  1.6   a  firma
  dell'onorevole Villari:

     «All'articolo  1  a  seguire al comma 1,  sono  aggiunte  le
  seguenti  parole:  I provvedimenti di nomina di cui al presente
  comma  non  possono comportare oneri aggiuntivi  a  carico  del
  bilancio della Regione'».

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti 1.3 ed 1.4, di identico contenuto.
   Li  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Sono approvati)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  1,  nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
     Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 15
                     settembre 2005, numero  10.
       Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
                             turistica.

   Al  comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 15 settembre
  2005  numero   10,  e successive modifiche ed integrazioni,  le
  parole Conferenza regionale del turismo' sono sostituite  dalle
  parole   Consiglio  regionale  del  turismo'.  Per  l'esercizio
  finanziario   2007  e  comunque  fino  alla  costituzione   del
  Consiglio  regionale  del  turismo,  la  programmazione   delle
  attività  turistiche  è  realizzata con  le  modalità  previste
  dall'articolo 34 della legge regionale 12 febbraio 1967, numero
  46,  e  successive modifiche ed integrazioni, ed il  piano  ivi
  previsto è adottato entro il 1 aprile 2007.»

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
           Disposizioni finanziarie ed in materia di spese
    dell'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e
                            dei trasporti

   1.  Lo  stanziamento del capitolo 472514 UPB 12.2.1.3.1  Spese
  dirette ad incrementare il movimento turistico verso la Regione
  ed  il  turismo  interno, per l'esercizio  finanziario  2007  è
  incrementato  dell'importo di 120  migliaia  di  euro,  cui  si
  provvede  con  parte delle disponibilità dell'U.P.B.  9.4.1.1.3
  capitolo 381701.
    L'articolo 6, comma 4, della legge regionale 30 gennaio 2006,
  numero  1 e successive modifiche ed integrazioni non si applica
  alle  attività  dell'Assessorato regionale del  turismo,  delle
  comunicazioni e dei trasporti.»

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.

   Comunico che allo stesso è stato presentato l'emendamento  3.1
  del Governo:

    Al comma 1 dell'articolo 3 sostituire le parole  120 migliaia
  di   euro   cui  si  provvede  con  parte  delle  disponibilità
  dell'U.P.B.  9.4.1.1.3, capitolo 381701  con le  parole   7.500
  migliaia  di euro cui si provvede con parte delle disponibilità
  dell'U.P.B. 12.3.1.3.1, capitolo 478109 .

   Il parere della Commissione?

   VILLARI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                             «Articolo 4
    Disposizioni relative al patrimonio della Fondazione Taormina
                                Arte

   Per la partecipazione della Regione siciliana alla costituenda
  Fondazione Taormina Arte, prevista all'articolo 35 della  legge
  regionale   26   marzo  2002,  numero   2,  è  autorizzato   il
  conferimento  straordinario della somma di  euro  250.000,00  a
  titolo di concorso alla formazione del patrimonio dell'Ente, da
  prelevarsi  dallo  stanziamento previsto al capitolo  473702  -
  U.P.B.  2  Rubrica dipartimento turismo, esercizio  finanziario
  2007.»

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro inammissibili gli emendamenti A1 e A2 del Governo.

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
                            Norma finale

   1.  La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.
   2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Dichiaro  aperta  la discussione generale.  Non  avendo  alcun
  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


           Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   numero 136  Interventi a favore degli agricoltori aderenti  al
  consorzio  di  bonifica  Catania  9 ,  a  firma  dell'onorevole
  Fleres:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'assenza  di  piogge ed il clima troppo caldo  da  un  canto,
  piogge   torrenziali  e  gelate  notturne   dall'altro,   hanno
  danneggiato le coltivazioni agricole della piana di Catania;

   in   molti  casi  gli  agricoltori,  proprio  per  la   scarsa
  produzione,  si  trovano nella situazione  di  non  potere  far
  fronte alla normale gestione delle loro aziende;

   considerato  che  il  Consorzio di  bonifica  Catania  9  deve
  sostenere  ingenti  spese  per  il  mantenimento  del  servizio
  irriguo e che queste devono necessariamente essere recuperate,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  interventi a  favore  degli  agricoltori
  catanesi,  concedendo  loro  l'esonero  o  la  sospensione  dei
  tributi per il 2006 dovuti al Consorzio;

   ad  intervenire  per  la copertura delle spese  sostenute  dal
  Consorzio  di  bonifica  Catania  9  per  il  mantenimento  del
  servizio idrico.» (136)

   numero 137  Iniziativa al fine di istituire un'unità di  Stoke
  Unit  presso  l'azienda ospedaliera Cannizzaro di  Catania ,  a
  firma dell'onorevole Fleres:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   negli ultimi tempi la stampa locale e nazionale si è più volte
  soffermata  sul fatto che in Sicilia si registra il trenta  per
  cento in più di morti per ictus, rispetto alla media nazionale;

   inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che la morte per  ictus
  è  la seconda - terza causa di morte e che la Regione siciliana
  è  l'unica  regione d'Italia dove non è ancora stata  istituita
  un'unità  di Stroke Unit (unità di emergenza) per gli accidenti
  acuti cerebrovascolari;

   in  data 15 ottobre 2004 l'Ispettorato regionale sanitario  ha
  espresso   il   proprio   assenso  all'istituzione   dell'unità
  specialistica  di  neurologia (Stroke Unit) per  la  neurologia
  dell'Azienda   ospedaliera  Cannizzaro,   confermato   peraltro
  dall'Assessorato Sanità;

   è  da  tenere  presente che la pianta organica del  Cannizzaro
  prevede già tale unità di emergenza;

   infine,  il Consiglio comunale di Catania, in data 19  gennaio
  2007,   ha   votato   un   ordine  del  giorno   pronunciandosi
  favorevolmente rispetto a quanto sopra esposto,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte  le procedure ritenute utili  affinché  si
  possa  procedere in tempi brevi all'attivazione  dell'unità  di
  Stroke   Unit   presso  l'Azienda  ospedaliera  Cannizzaro   di
  Catania.» (137)

   numero  138   Interventi per garantire la realizzazione  della
  tratta   Nesi-Misterbianco   della   Circumetnea ,    a   firma
  dell'onorevole Fleres:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  sede  di  approvazione  della  manovra  finanziaria  molti
  capitoli   di   bilancio  hanno  subìto  delle  variazioni   in
  diminuzione,   tra   questi   anche   quello   destinato   alla
  realizzazione   della  tratta  Nesima  -   Misterbianco   della
  Circumetnea;

   tale    tratto    ferroviario   rappresenta   un    importante
  potenziamento  nei  collegamenti  tra  la  città  ed   il   suo
  hinterland, dunque un mezzo a garanzia dei lavoratori pendolari
  e degli studenti;

   la    drastica   riduzione   del   capitolo   destinato   alla
  realizzazione di quest'opera pone alcuni comuni del catanese  e
  Catania  stessa in una condizione di svantaggio che è opportuno
  colmare;

   è pertanto necessario procedere al rimpinguamento del capitolo
  di  spesa onde consentire la realizzazione del più volte citato
  tratto  ferroviario anche con riferimento all'ordine del giorno
  approvato dal Consiglio comunale di Catania in data 15  gennaio
  2007,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre  in essere quanto necessario affinché il capitolo  di
  spesa destinato alla realizzazione del tratto della Circumetnea
  Nesima-Misterbianco  venga rimpinguato per consentire  l'inizio
  dei lavori.» (138)

   numero  139   Interventi  per la costituzione  dell'Avvocatura
  militare , a firma dell'onorevole Fleres:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il principio costituzionalmente sancito e cristallizzato negli
  articoli  24  e  111,  parimenti garantito nel  concetto  della
  cosiddetta 'difesa dei diritti' civili del cittadino  italiano,
  civile   o   militare   che  sia,  assume  una   configurazione
  particolarmente sofisticata;

   ciò  non  può  e  non deve far distogliere l'attenzione  verso
  quelle  aree del mondo del lavoro assai esposte, specie  per  i
  rischi  cui  si  va  incontro, in cui,  purtroppo,  sembrano  o
  comunque appaiono negate o quantomeno ridotte le più elementari
  regole  e  cautele  personali, che invece costituiscono  sicuro
  appannaggio  di  una società civile ed evoluta,  giuridicamente
  parlando;

   in  questo panorama, sicuramente scottante, la scelta  di  far
  nascere,  in seno alla struttura statale militare,  un  Ufficio
  'legale' od 'Ufficio affari legali', od 'Avvocatura militare' o
  consimile, con pieni ed effettivi poteri rappresentativi  e  di
  mandato, non può e non deve apparire, quale che sia, una  sorta
  di   riaffermazione  di  una  corporazione,  anche  se  con  le
  stellette,  con assurde connotazioni egoistiche e di  chiusura,
  od  addirittura arrivare a pensare che possa essere una larvata
  forma di sindacalismo;

   al  contrario, invece, sulla scorta delle complesse e delicate
  problematiche di ogni giorno, vi è la necessità di affermazione
  di   un  organismo  di  tutela,  con  carattere  di  stabilità,
  unitarietà  e  di base, con sue logiche diramazioni  decentrate
  (progetto pilota) che significherebbe inesorabilmente l'accesso
  del  singolo  'utente in divisa' ad un sistema  di  agognata  e
  auspicata  tutela  giuridica,  nel  grande  crogiolo   chiamato
  Giustizia;

   si  tutelerebbe così, il singolo militare, dal  Cc.  ausiliare
  fino ad arrivare al Generale comandante soggetti tutti, questi,
  di  diritto,  titolari, non di meno, di  interessi  non  minori
  rispetto  ad  un  cosiddetto 'civile', che  ancora  oggi,  sono
  incardinati nella categoria sociale cosiddetta  meno favorita ,
  giuslavoristicamente,  penalmente, civilmente e processualmente
  parlando;

   si   é   chiesto,  ovviamente,  un  importante  ed  innovatore
  intervento legislativo;

   la  domanda  di  'specificità e di tecnicismo legale',  in  un
  mondo  fatto  di  ordini  freddi, asettici,  di  stellette,  di
  divise,  trova,  almeno  ad  oggi,  come  risposta,  solo   una
  burocrazia  distaccata, inadeguata, impreparata, la qualcosa  è
  illogica  ed irragionevole, sotto il profilo sia utilitaristico
  che funzionale del sistema della tutela legale e si vanno, poi,
  a ledere profondamente i diritti più basilari e fisiologici del
  singolo,  minando  gravemente l'aspettativa  di  tanti  singoli
  utenti 'in divisa';

   innumerevoli  sono ormai le voci (co.ba.r, c.o.i.r.,  co.ce.r,
  associazioni  d'Arma)  di  tutti coloro  i  quali  invocano  la
  nascita di un organismo, appunto, che faccia in concreto fronte
  a detta problematica;

   bisogna far nascere il convincimento che in un qualsiasi Stato
  moderno ed evoluto, ancor di più di diritto, (specie il nostro,
  culla di diritto per eccellenza, specie se già incardinato  nel
  sistema europeistico di Maastrikt e di Schengen), devono essere
  create  strutture, in seno all'Istituzione, che diano  risposte
  rapide,  pronte, efficaci, proporzionate alle tematiche  legali
  che colpiscono i suoi appartenenti (per l'appunto i militari);

   il   cosiddetto  'non  assistenzialismo',  anche   nel   mondo
  militare, produce solo moltiplicatori di disagio che la  nostra
  società,  sia civile che anche in divisa, non può assolutamente
  permettersi;   l'Avvocatura  militare,  ove  fosse   finalmente
  capita, concepita e posta in essere, colmerebbe di fatto  tutte
  le grosse lacune, sinora esistenti, e potrebbe appieno spendere
  le  proprie energie perché il personale da impiegare è  già  di
  fatto  presente,  su tutto il territorio nazionale  ed  aspetta
  l'avvio    da    parte   del   legislatore,   con   conseguente
  organizzazione della struttura operativa;

   gli   'avvocati  in  divisa'  sono,  possono  e  rappresentano
  indubbiamente  una  carta vincente, un  contraente  forte,  che
  combatte solo nell'interesse della struttura stessa, come anche
  quello  dei singoli miliari, nell'unico alto e nobile interesse
  della tutela della legalità, sotto ogni singolo aspetto e forma
  (anche sotto il profilo economico), che andrebbe sicuramente  a
  non pesare sul bilancio dello Stato, o democratico della legge,
  specie  perché  il  nostro  Paese  ha  sempre  rappresentato  e
  costituito il modello per eccellenza del diritto, fin dai tempi
  dell'antica Roma imperiale, nonché repubblicana;

   l'ufficio  legale o 'Avvocatura militare', che dir si  voglia,
  per  l'Arma dei Carabinieri, deve nascere con l'unico scopo  di
  fornire,  in concreto, la tutela legale fattiva in  favore  sia
  della Amministrazione di appartenenza come per le stesse classi
  lavorative, sia per i militari,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire presso il Parlamento ed il Governo  nazionale,
  nonché  presso  le sedi competenti, affinché venga  avviato  un
  confronto politico, parlamentare ed istituzionale mirante a dar
  vita   agli  strumenti  necessari  per  la  costituzione  della
  'Avvocatura militare' nelle forme e con le modalità che saranno
  individuate dalla legge.» (139)

   numero 140  Erogazione di contributi all'istituto regionale di
  sordi di Sicilia , a firma dell'onorevole Cascio:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato  lo  stato  di dissesto  contabile  in  cui  versa
  l'Istituto regionale dei sordi di Sicilia,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  autorizzare l'Assessore regionale per i beni  culturali  e
  ambientali  e  per  la pubblica istruzione,  nelle  more  della
  definizione  delle scritture contabili degli anni dal  2003  al
  2006, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 32, comma
  6,  della  legge regionale 7 marzo 1997, numero  6 e successive
  modifiche e integrazioni, ad erogare all'Istituto regionale dei
  sordi di Sicilia:
   a)  le  somme  impegnate a titolo di seconda semestralità  dei
  contributi annui dal 2003 al 2006;
   b)  la  seconda semestralità del contributo di cui al capitolo
  372528,  a  partire dall'esercizio 2007, entro il 3  giugno  di
  ciascun anno.» (140)

   Si  procede alla votazione degli ordini del giorno cominciando
  da quelli presentati nella seduta precedente.
   Si passa all'ordine del giorno numero  131  Istituzione di una
  commissione  di  indagine sui Cantieri navali  di  Palermo ,  a
  firma degli onorevoli Borsellino, Barbagallo, Caputo, Maira.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, intervengo per annunciare  il  mio
  voto contrario all'ordine del giorno.
   Non  credo,  infatti, sia necessario istituire una Commissione
  di  indagine per capire come siano stati utilizzati i soldi per
  la ristrutturazione dei bacini dei Cantieri navali di Palermo e
  dico ciò per due diverse ragioni.
   Innanzitutto  la  Commissione  Attività  Produttive,  che   ho
  l'onore  di  presiedere,  ha  anche  questo  compito;  inoltre,
  esprimo   il   mio   apprezzamento   per   l'attenzione   posta
  dall'onorevole Borsellino su questo argomento e lo dico  perché
  ho  memoria  del  fatto  che,  fin  dalla  scorsa  legislatura,
  l'Assemblea regionale siciliana ha avuto modo di parlare  della
  vicenda dei bacini di carenaggio ed ha avuto modo di verificare
  -   onorevole  Borsellino,  spero  di  potere  avere   la   sua
  collaborazione in Commissione per fare chiarezza  su  questo  -
  come una società della Fincantieri abbia venduto un bacino  per
  un  miliardo  di vecchie lire ad una società partecipata  dalla
  Fincantieri e dalla Regione siciliana, e la Regione  stessa  ha
  messo  16 miliardi per ristrutturare quel bacino  che  è  stato
  gestito sempre dalla società partecipata dalla Fincantieri.
   Vi  sono  atti  parlamentari che lo confermano   Sono  vecchie
  battaglie,  onorevole  Borsellino,  la  ringrazio  per  la  sua
  attenzione su questo argomento.
   Sono   contrario  alla  istituzione  di  una  Commissione   di
  indagine, ma sono contento che i colleghi, finalmente,  pongono
  l'attenzione  sullo  sperpero di denaro  pubblico  verificatosi
  alla   Fincantieri   di   Palermo,  non   rispettando,   signor
  Presidente,   il protocollo di intesa sottoscritto  e   con  il
  quale la società della Fincantieri si impegnava ad assumere 246
  lavoratori, che  puntualmente non sono stati assunti.
   Sulla   gestione  della  Fincantieri,  onorevole   Borsellino,
  onorevoli  colleghi   che hanno firmato l'emendamento,  si  può
  fare una lunga ed articolata discussione per fare chiarezza  su
  un  punto  che  merita essere attenzionato e si potrebbe  anche
  parlare  della procedura di dismissione  e di come  sono  stati
  venduti i Cantieri navali di Palermo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  suggerire  ai  colleghi che presiedono le  Commissioni  di  non
  essere gelosi del fatto che l'Aula, su qualunque materia, possa
  decidere  di nominare una Commissione di indagine per un  tempo
  limitato,  così  come previsto dal Regolamento: la  Commissione
  legislativa  ha  determinate competenze  e  la  Commissione  di
  indagine   ne  ha  altre e, comunque, svolge un  lavoro  mirato
  assegnato dallo stesso Parlamento.
   L'onorevole  Turano  ha  ringraziato  l'onorevole   Borsellino
  perché  si  è  occupata di una partita che fa la  storia  della
  nostra  Regione, ma vorrei dirle, onorevole Turano, che  ce  ne
  siamo  occupati  con dovizia e che siamo in grado  di  produrre
  tomi  di  letteratura  sul rapporto  tra  la   Fincantieri,  la
  Sicilia,  lo  stabilimento di Palermo  ed  i  rapporti  tra  le
  aziende  ESPI,  in  particolare la  società  Bacini  Palermo  e
  Fincantieri.

   TURANO.   Chiami  il  Commissario  liquidatore  e  si   faccia
  raccontare la vicenda.

   CRACOLICI.   Onorevole  Turano,  lei  che   fa   parte   della
  maggioranza  che  sostiene questo Governo, potrebbe  promuovere
  gli  atti  necessari per rimuovere il Commissario  liquidatore,
  quindi  si assuma la responsabilità di quanto esprime in  Aula;
  noi  proponiamo uno strumento che è la  Commissione di indagine
  e  se  ci  saranno  responsabilità  da  parte  del  Commissario
  liquidatore  proporremo,  assieme a  lei,  la  rimozione  dello
  stesso.
   Non  vorrei,  però, che lei ragioni in base al possesso  della
  tessera dell'U.D.C. da parte del Commissario liquidatore e  che
  lo consideri un nemico per tale ragione.
   Ci sono tantissime persone per bene, in Sicilia, che non hanno
  la tessera dell'U.D.C. e questo non vuol dire che non lo siano,
  onorevole Turano
   Credo  che l'ordine del giorno proposto sia chiaro e semplice,
  è  sottoscritto  da  tutti  i colleghi  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  di  maggioranza e di opposizione  e  ritengo  che
  l'Aula possa decidere in merito.

   CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo la mia
  perplessità  poiché   vi  sono   alcuni  colleghi  del   gruppo
  parlamentare   a  cui  appartengo  che  votano   e   presentano
  emendamenti ed altri, invece, che votano contro.
   Non  comprendendo più le ragioni di tale comportamento, chiedo
  il rinvio della votazione di questo ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cintola,  rientra  nella  libertà  del
  Parlamento.

   CINTOLA.  Signor  Presidente,  si  tratta,  infatti,  di   una
  difficoltà  personale che sto esternando ufficialmente,  chiedo
  tuttavia  di  riflettere sull'ordine del giorno e ritornare  in
  Commissione  per approfondire la questione e,  se  è  il  caso,
  istituire  la   Commissione  di  indagine  parlamentare,  anche
  perché ormai il Governo è sempre assente, i tecnici sono sempre
  meno  tecnici  ed  è  inutile  che  io  ripeta  l'osservanza  e
  l'ossequio a questo Governo inesistente ed incapace.
   Se  su  un  ordine  del giorno come questo vi  sono  contrasti
  interni  ed  esterni, ritengo che in  Aula non vi potrà  essere
  la possibilità di esprimere un giudizio positivo.
   A  seguire  vi  è, inoltre, un disegno di legge riguardante  i
  Sindaci  che  trovo vergognoso  e  dichiaro fin da  adesso  che
  personalmente  uscirò  dall'Aula  durante  la  votazione  dello
  stesso  perché non sto al giochetto di chi a parole  si  oppone
  perchè venga scritto sui giornali, come fanno i Democratici  di
  Sinistra,  quanto  in  effetti favoriscono l'istituzione  della
  doppia indennità per i Sindaci.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEANZA   NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   CINTOLA. Mi astengo.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   prende    atto    dell'astensione
  dell'onorevole  Cintola  e  del voto  contrario  dell'onorevole
  Turano.
   Si  passa  all'ordine del giorno numero  132.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno numero  133.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Si passa all'ordine del giorno numero  134.

   DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
  sottolineare che il  tema sollevato in quest'ordine del  giorno
  non riguarda solamente la filiale di Messina.
   Ritengo improprio, infatti, che il Parlamento, consapevole del
  fatto  che  questa  tematica investe  tutte  le  filiali  delle
  province siciliane, voti un ordine del giorno soltanto  per  la
  provincia  di Messina ed  invito  il presentatore a  modificare
  l'emendamento in tal senso.
   Sia   io  che  l'onorevole  Cracolici  abbiamo  proposto   una
  interrogazione  al Presidente della Regione  con  la  quale  si
  chiede  quali  siano  le iniziative e i  provvedimenti  che  si
  vogliono  assumere  per scongiurare la chiusura  delle  filiali
  della  Banca  d'Italia  in  tutte le  province  che  non  siano
  capoluogo di Regione.
   Non  ritengo  errato il voto su questo ordine del  giorno,  ma
  tale votazione darebbe l'impressione che il Parlamento abbia  a
  cuore, come nelle intenzioni spero non volute del presentatore,
  solamente  la  filiale della Banca d'Italia nella provincia  di
  Messina.
   Per  questo motivo, dichiaro di non essere contrario in  linea
  di principio, ma ritengo di dovermi astenere perché il senso di
  questo ordine del giorno tradisce la battaglia per mantenere un
  presidio importante sia per le funzioni del credito che  per  i
  lavoratori,  nonché  per  la funzionalità  dell'intero  sistema
  bancario nell'intera Regione siciliana.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo   far
  presente  all'Assemblea che è stata presentata una mozione  per
  affrontare  il problema della chiusura delle sedi  della  Banca
  d'Italia.e,   peraltro,  mi  risulta  che  in  conferenza   dei
  Presidenti   dei  gruppi  parlamentari  si  era  stabilito   di
  incardinarla per la prossima seduta
   Diceva  bene  l'onorevole De Benedictis che si  tratta  di  un
  problema di carattere generale, anche perché, in questi  ultimi
  giorni, il governatore Draghi è andato avanti procedendo con la
  stipula di un piano.
   Considerato  che  vi  è  una  mozione  presentata  e  che   il
  Presidente della Regione ha già preso un impegno in tal  senso,
  interessando tutta la Giunta, chiedo che venga incardinata  per
  discutere seriamente sull'argomento.

   PRESIDENTE.  Chiedo ai colleghi presentatori di questo  ordine
  del   giorno,  alla  luce  delle  considerazioni  svolte  dagli
  onorevoli  De  Benedictis e Ardizzone,  se  intendono  ritirare
  l'ordine del giorno.

   LEANZA   NICOLA,  vicepresidente  della  Regione.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA    NICOLA,   vicepresidente   della   Regione.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, penso che  la  proposta  degli
  onorevoli  De  Benedictis  e  Ardizzone  e  del  vicepresidente
  Stancanelli debba essere accolta perché la giunta di Governo ha
  già   deliberato  su  questo  argomento,  trattandosi  di   una
  iniziativa che interessa la  Sicilia in sette province su nove,
  mentre inaspettatamente, in tutte le altre parti d'Italia,  non
  vi è questa stessa condizione.
   Pertanto,  ritengo che vada discussa la mozione nell'interesse
  di tutta la Regione.

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, la  Presidenza  ritira
  l'ordine  del  giorno  numero  134 in attesa  di  discutere  la
  mozione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine del giorno numero  135.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero  136.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  di
  aggiungere  un  altro  territorio che si trova  nelle  medesime
  condizioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ammatua, l'ordine  del  giorno  non  è
  emendabile,  può  presentare un altro ordine del  giorno  nella
  prossima seduta. Il parere del Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero  137.
   Comunico  che  gli  onorevoli Villari, Pogliese,  La  Manna  e
  Lombardo  hanno chiesto di apporre la propria firma al suddetto
  ordine del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   LEANZA NICOLA,  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno numero  138.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA,  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno numero  139.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno numero  140.  Il  parere  del
  Governo?

   LEANZA NICOLA, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                            numero  311/A
     «Modifiche ed integrazione alla legge regionale 23 dicembre
                          2000, numero  30,
     in materia di rimborso spese agli amministratori degli enti
                               locali»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto V  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale dei disegni di legge.
   Si  passa  alla votazione finale del disegno di  legge  numero
  311/A  «Modifiche  ed  integrazione  alla  legge  regionale  23
  dicembre  2000, numero  30, in materia di rimborso  spese  agli
  amministratori degli enti locali», posto al numero 1).

   CRACOLICI.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.
   (Gli   onorevoli  Apprendi,  Borsellino,  Calanna,   Cantafia,
  Cracolici,  De  benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,  Manzullo,
  Oddo, Zago, Zappulla si associano alla richiesta)

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'avevo
  annunziato  prima e lo ribadisco adesso. Innanzitutto,  ritengo
  improprio  sia  quanto scritto nel disegno  di  legge,  sia  la
  votazione  del medesimo, trattandosi di una materia diversa  ed
  avulsa.
   Aggiungo, altresì, che questa è una di quelle vicende  assurde
  e inique che questa Assemblea è costretta a gestire.
   Personalmente  non  mi  inserisco  nella  richiesta   di   una
  votazione  nel segreto dell'urna, democratica o antidemocratica
  che  sia, perché questa proceduta è ormai una prassi che  ormai
  distingue   e  contraddistingue  il  Gruppo  parlamentare   dei
  Democratici di Sinistra  che ne fanno richiesta quando hanno un
  piccolo  accordo  sottobanco  con  alcuni  dei  deputati  della
  maggioranza per cercare un tornaconto che non conosco.
   E' una vergogna attribuire una doppia indennità a deputati che
  svolgono anche il ruolo di sindaci, considerato che avremmo già
  dovuto  deliberare sulla ineleggibilità dei sindaci a  deputato
  della Regione siciliana
   Pertanto,  non  solo dichiaro la mia astensione  al  voto,  ma
  personalmente mi allontanerò dall'Aula durante la votazione
   Mi  vergogno  di essere presente ad una votazione iniqua,  con
  interessi  privati  in  atti  d'ufficio  anche  perché,  alcuni
  deputati,  essendo sindaci, avrebbero dovuto  uscire  dall'Aula
  anziché  essere tra i proponenti e tra i più attenti. A  questa
  vergogna, io non partecipo


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
     «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 dicembre
                        2000, numero  30, in
      materia di rimborso spese agli amministratori degli enti
                           locali» (311/A)

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indico  la votazione per  scrutinio  segreto  del
  disegno   di  legge  «Modifiche  ed  integrazioni  alla   legge
  regionale 23 dicembre 2000, numero  30, in materia di  rimborso
  spese agli amministratori degli enti locali» (311/A).
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Prendono  parte alla votazione: Ammatuna, Apprendi,  Ardizzone,
  Barbagallo,  Basile,  Borsellino,  Calanna,  Cappadona,  Caputo,
  Cascio, Confalone, Cracolici, Cristaldi, Culicchia, Currenti, De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, Di Mauro,  Dina,  Fagone,
  Fleres,  Gennuso,  Gianni, Granata, Laccoto,  La  Manna,  Leanza
  Edoardo,  Lenza  Nicola,  Lombardo, Maira,  Manzullo,  Misuraca,
  Nicotra,  Oddo,  Pogliese, Ragusa, Regina, Rinaldi,  Sansarello,
  Savarino,    Stancanelli,  Terrana,   Tumino,  Turano,   Vicari,
  Villari, Zago,  Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti    . 50
   Votanti    .. 49
   Maggioranza  . 25
   Favorevoli   . 21
   Contrari    . 28

                      (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        «Disposizioni in materia di esercizio di attività dei
                beni demaniali marittimi» (510 A/bis)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Disposizioni  in  materia  di
  esercizio di attività nei beni demaniali marittimi» (510 A/bis)
  posto al numero 2).
   Comunico  che  è  stato  presentato un emendamento,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento, che così recita:

   «All'articolo  2,  primo comma, sostituire  sono  autorizzati'
  con  possono essere autorizzati'.

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione finale per scrutinio  nominale  del
  disegno di legge numero 510 A/bis, nel testo risultante.
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Ammatuna,  Ardizzone, Basile,  Cappadona,  Caputo,
  Cascio,   Cintola,   Confalone,   Cristaldi,  Culicchia,   Dina,
  Fagone, Fleres, Gennuso, Gianni, Granata, Leanza Edoardo,  Lenza
  Nicola,  Lombardo, Maira, Manzullo, Misuraca, Nicotra, Pogliese,
  Ragusa,  Regina,  Sansarello,  Savarino,   Stancanelli,  Tumino,
  Vicari.

   Votano   no:  Apprendi,  Borsellino,  Calanna,  Cracolici,   De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Di Guardo, La Manna, Oddo,  Villari,
  Zago, Zappulla.

   Si astengono: Barbagallo, Di Mauro.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti    . 45
   Maggioranza .    ... 23
   Favorevoli        31
   Contrari         12
   Astenuti          2

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Norma per la convalida dei concorsi banditi in attuazione
    dell'articolo 4 della legge regionale 27 aprile 1999, numero
    8, concernente la rideterminazione delle dotazioni organiche
    del ruolo tecnico dei beni culturali ed ambientali   (538/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge  Norma per  la  convalida  dei
  concorsi  banditi  in attuazione dell'articolo  4  della  legge
  regionale   27   aprile  1999,  numero    8,   concernente   la
  rideterminazione  delle dotazioni organiche del  ruolo  tecnico
  dei beni culturali ed ambientali  (538/A).
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Votano  sì: Ardizzone, Barbagallo, Basile, Borsellino, Calanna,
  Cappadona,  Caputo,  Cascio,  Cintola,   Confalone,   Cracolici,
  Cristaldi, Culicchia, Correnti, De Benedictis, Di Benedetto,  Di
  Guardo,   Di  Mauro,  Dina,  Fagone,  Fleres,  Gennuso,  Gianni,
  Granata, Laccoto, Leanza Edoardo, Lenza Nicola, Lombardo, Maira,
  Manzullo,  Misuraca,  Nicotra, Oddo, Pogliese,  Ragusa,  Regina,
  Rinaldi,  Sansarello,  Savarino,  Stancanelli,  Tumino,  Vicari,
  Villari, Zago, Zappulla.

   Vota no: La Manna.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti    . 46
   Maggioranza       24
   Favorevoli        45
   Contrari           1

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che
  fosse evidente che non c'è la maggioranza in Aula; che il senso
  di responsabilità ci sta portando a rimanere in Aula, convinti,
  come  eravamo, di bocciare il primo disegno di legge, così come
  fortunatamente è avvenuto; continuiamo a rimanere in Aula anche
  per  avere  uno  scatto  di  dignità  viste  le  settimane   di
  difficoltà a legiferare di  questi ultimi mesi.
   Il  nostro senso di responsabilità ci porterà fino alla  fine,
  pur mantenendo un giudizio diversificato sui singoli disegni di
  legge e ciò per consentire all'Aula di chiudere questa giornata
  con  la produzione di atti legislativi, ma facendo rilevare che
  la  maggioranza non è neanche numerica, nel senso che, rispetto
  ai  presenti, noi  deputati dell'opposizione siamo più numerosi
  rispetto a quelli della maggioranza.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, numero  19,
    recante istituzione dell'Ente lirico regionale Teatro Massimo
                Vincenzo Bellini' di Catania  (539/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del disegno di legge  Modifiche alla legge  regionale
  16  aprile  1986,  numero   19, recante  istituzione  dell'Ente
  lirico regionale Teatro Massimo  Vincenzo Bellini' di Catania .
  (539/A).
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Votano    si:   Apprendi,   Ardizzone,   Barbagallo,    Basile,
  Borsellino,   Calanna,  Cantafia,  Cappadona,  Caputo,   Cascio,
  Cintola,  Confalone, Cracolici, Cristaldi, Culicchia,  Currenti,
  De  Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Fagone,
  Fleres,  Gennuso,  Gianni, Granata, La  Manna,  Leanza  Edoardo,
  Lenza  Nicola,  Lombardo, Maira, Manzullo,  Misuraca,   Nicotra,
  Oddo, Pogliese, Ragusa, Regina, Sansarello, Stancanelli, Tumino,
  Vicari, Villari, Zago,  Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:

   Presenti e votanti    . 45
   Maggioranza       23
   Favorevoli        45

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       Riordino delle Aziende autonome delle Terme di Sciacca e
       Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della legge
              regionale 15 settembre 2005, numero  10.
       Disposizioni in materia di programmazione dell'attività
   turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
     turismo, delle comunicazioni e dei trasporti . (499-329/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del disegno di legge  Riordino delle Aziende autonome
  delle  Terme  di  Sciacca e Acireale. Modifica all'articolo  3,
  comma  2, della legge regionale 15 settembre 2005, numero   10.
  Disposizioni   in   materia  di  programmazione   dell'attività
  turistica ed in materia di spese dell'Assessorato regionale del
  turismo, delle comunicazioni e dei trasporti  (499-329/A).


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   VILLARI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto per dire che sia i componenti della Commissione che  i
  componenti  del  Gruppo parlamentare a cui  appartengo,  ed  io
  personalmente, ci siamo dati da fare con l'Assessore e  con  il
  Governo perché finalmente questo disegno di legge approdasse in
  Aula per il voto.
   Vorrei  però  fare rilevare, pur condividendo  il  disegno  di
  legge,   un'incongruenza  che  rappresenta,  secondo  me,   una
  contraddizione  rispetto  al  voto  che  abbiamo  espresso   in
  quest'ultima  ora, e che rappresenta un vero e  proprio  vulnus
  rispetto al contenuto del testo stesso.
   Il Parlamento ha bocciato un emendamento dell'onorevole Fleres
  riguardante   l'impossibilità di  attingere  a  qualifiche  non
  disponibili   nel  bacino  del  cosiddetto   ruolo   unico   ad
  esaurimento' ma, nello stesso tempo, l'Aula ha votato un  altro
  emendamento  che affida al consenso dei lavoratori  l'eventuale
  passaggio  dal  ruolo  unico ad esaurimento  alla  società  per
  azioni.
   Il  problema che mi pongo è che se nessun lavoratore,  in  via
  teorica,  non  dovesse  accettare il passaggio  alla  S.p.a.  e
  avendo bloccato le assunzioni -  al di là delle posizioni  che,
  su questo, ognuno ha assunto -  le S.p.a. non potranno svolgere
  la  loro  attività perché mancano le figure professionali,  non
  potendo  attingere né da un bacino esterno, quindi, dal mercato
  del  lavoro, né da un bacino interno, cioè dagli ex  lavoratori
  iscritti al ruolo unico ad esaurimento.
   Per  tali  ragioni,  annuncio il  mio  voto  contrario,  nella
  qualità   di   deputato  di  Catania  e  di  componente   della
  Commissione.

   POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onorevoli
  assessori,  intervengo per preannunciare il mio voto favorevole
  e del Gruppo di Alleanza Nazionale su questo importante disegno
  di  legge che ha conosciuto un iter molto travagliato,  ma  che
  finalmente, oggi, viene votato da questa Assemblea.
   Un disegno di legge che finalmente pone fine ad una situazione
  e,  soprattutto, l'inizio di un nuovo percorso che, mi  auguro,
  possa portare al rilancio delle Aziende termali di Sciacca e di
  Acireale,  riuscendo,  al  tempo  stesso,  a  conciliare  varie
  esigenze:  dalla  tutela dei lavoratori alla ricapitalizzazione
  necessaria   per  le  due  società  per  azioni,  nonché   alla
  liquidazione   delle  Aziende  termali,   ancora,   di   fatto,
  esistenti.
   Voglio   ringraziare   l'assessore   Misuraca   che,   insieme
  all'assessore   Lo  Porto,  ha  avviato  un   confronto   molto
  importante con le Commissioni competenti, al termine del  quale
  si è predisposto questo disegno di legge.
   Credo  che  oggi vi sia la necessità di dar seguito  a  quanto
  stabilito  con  questo  disegno  di  legge,  soprattutto   alla
  privatizzazione  di  queste  strutture  termali  entro  il   31
  dicembre 2009.
   Ho  condiviso  le motivazioni che hanno portato il  Governo  a
  diluire in tre anni le somme necessarie per ricapitalizzare  le
  società  per  azioni,  ma mi auguro che questo  percorso  possa
  concretizzarsi  prima  del 31 dicembre 2009  perché  credo  che
  l'unica  strada possibile per il rilancio delle  due  strutture
  termali sia quella della privatizzazione.
   Si  tratta  di  un'esperienza  già  avviata  in  altre  realtà
  italiane  che ha prodotto eccezionali risultati. Cito l'esempio
  di  Sirmione,  dove si è passati da 7.200 presenze  a  35  mila
  presenze annue; quello di Castrocaro, dove si è passati  da  16
  mila  presenze a  43 mila presenze annue, dopo il  processo  di
  privatizzazione; infine, quello di Porretto, dove si è  passati
  da  4.600  presenze  a  20  mila presenze,  dopo  tre  anni  di
  privatizzazione.
   Credo,  quindi,  che quello sia il naturale approdo  verso  il
  quale  dobbiamo tendere la nostra azione, soprattutto da  parte
  dell'Assessorato regionale.
   Condivido,  invece,  le  perplessità,  esternate  dal  collega
  Villari,  in  merito  ad una incongruenza,  di  fatto,  sancita
  all'interno di quest'Aula e mi auguro che, per quanto  riguarda
  le  vicende  dei  lavoratori della  Pozzillo  e  della  società
  collegata  a  Mediterm  di Sciacca, si possa  trovare  un'altra
  soluzione  che, ovviamente, non era opportuno, in questa  fase,
  inserire  in  questo  disegno di  legge  e  per  questo  motivo
  l'assessore   Misuraca   si  è  impegnato   all'interno   della
  Commissione Bilancio e finanze.
   Concludo questo breve intervento confermando, quindi, il  voto
  favorevole di Alleanza Nazione su questo importante disegno  di
  legge  che potrà permettere il rilancio di queste due strutture
  termali di fondamentale importanza per la nostra Terra.

   FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  telegrafico  anche perché, in tal senso, mi sono  già  espresso
  con  il Presidente del mio Gruppo parlamentare per evitare  che
  vi possano essere ulteriori défaillances.
   Mi associo integralmente alle dichiarazioni sia dell'onorevole
  Villari sia dell'onorevole Pogliese.
   Ovviamente,  voterò a favore di questo disegno di  legge,  non
  senza   sottolineare  però  come  l'episodio  cui  hanno  fatto
  riferimento  l'onorevole  Villari e  Pugliese,  riguardante  il
  blocco  delle  assunzioni  anche per  le  qualifiche  mancanti,
  rappresenti,  in maniera fotografica, lo stato  precomatoso  di
  questo  Parlamento  che ha rinunciato a ragionare  e  questo  è
  certamente  l'effetto  di  un'assenza  di   politica  che   sta
  producendo fenomeni di questo tipo.
   Per fortuna, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ci aiuta
  il  Codice  civile circa le competenze attribuite alle  S.p.a.,
  che può fare a meno delle indicazioni fornite in un disegno  di
  legge come quello che stiamo per votare.

   APPRENDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il
  mio  voto contrario a questo disegno di legge perché si è fatto
  un  grande  pasticcio e, in questi emendamenti, vi sono  alcuni
  stratagemmi.
   Di fatto, non si è voluto far passare quella parte del disegno
  di  legge,  già esitato dalla Commissione, nella  quale  veniva
  specificato il passaggio al ruolo speciale di  una   parte  del
  personale   eccedente,  mentre  quella  riguardante  specifiche
  personalità passava alle Terme S.p.A.
   In questa maniera, è stato raggirato l'ostacolo. Non so quante
  siano  le unità, saranno una paio di centinaia, e saranno messe
  a disposizione soltanto della Regione.
   Per questo motivo, annuncio il mio voto contrario.

   CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  l'onorevole Cracolici, oggi, abbia detto una grande verità.
   Senza i voti dell'opposizione, non abbiamo maggioranza in Aula
  e  non  è  poco. Bisogna fare qualche riflessione importante  e
  forte.
   Mancano  i  deputati Assessori che dovrebbero essere  presenti
  nel  momento  della  votazione finale  dei  disegni  di  legge;
  mancano anche i cosiddetti tecnici, anche se non votano;  manca
  anche  la  maggioranza e l'opposizione  fa  la  sua  parte  per
  consentire  a  questo  Governo  ed  a  questa  maggioranza   di
  vivacchiare.
   E' necessario però fare una puntualizzazione.
   Voterò  questo  disegno  di  legge favorevolmente,  ma  non  è
  positivo  per  l'andamento  dei  lavori  in  Aula  che  vengano
  apprezzati disegni di legge di piccole parti, senza tener conto
  del   disegno  di  legge sullo Sviluppo che  non  è  stato  più
  approvato per mancanza di risorse economiche, quando invece  le
  stesse   sono   disponibili   perché   gli   assessori   vadano
  costantemente  in  missione  e  perché  li  sperperino,   anche
  attraverso gli Uffici di gabinetto

   BASILE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BASILE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   voglio
  innanzitutto  ringraziare i componenti  della  II  e  della  IV
  Commissione  ed i colleghi dell'Aula per aver definito,  questa
  sera, la lunga e tormentata vicenda delle Terme di Sciacca e di
  Acireale.
   Rivolgo  un  ringraziamento anche agli assessori competenti  -
  onorevoli  Misuraca,  Lo  Porto e  Lenza  Nicola  -  che  hanno
  contribuito,  in  Commissione, a trovare il  finanziamento  per
  chiudere una  vicenda molto importante per la storia dei nostri
  enti, delle nostre aziende e auspico  che ciò possa determinare
  il rilancio del termalismo in Sicilia.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, annuncio
  il mio voto favorevole al disegno di legge che ci accingiamo  a
  votare  perché lo stesso fornisce una sicurezza ai  lavoratori,
  ma non ho però nessuna certezza che questo comporti un rilancio
  del settore termale in Sicilia.
   Credo che gli interventi previsti nella norma, da questo punto
  di  vista, siano insufficienti e ritengo, soprattutto,  che  il
  divieto delle assunzioni per il personale mancante comporti  un
  blocco della possibilità di sviluppo del settore termale.
   Sono  d'accordo sul consenso dei lavoratori per  il  passaggio
  definitivo e mi pare chiaro che questo consenso non  sia  utile
  per le posizione di comando perché, se così fosse, rischieremmo
  di   non  avere  lavoratori  disponibili  a  prestare  attività
  lavorativa  presso le Terme s.p.a., potremmo  avere  lavoratori
  fermi  nel  bacino dell'articolo 119, le Terme  s.p.a.  private
  della    possibilità   di   effettuare   assunzioni    e    ciò
  significherebbe  il  fallimento e la  chiusura  del  patrimonio
  termale in Sicilia.
   Ciò  riguarda soltanto il definitivo trasferimento, nel  senso
  che  i  lavoratori  rimangono  nel  bacino  dell'articolo  119,
  prestano  l'attività lavorativa presso la S.p.a., pur rimanendo
  in quel bacino e non transitando  nei ruoli della stessa.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  annunciare  il  mio  voto  di  astensione   in
  occasione  della  votazione  finale  ma,  nello  stesso  tempo,
  intendo  sottolineare come, anche dal mio punto  di  vista,  il
  Parlamento abbia compiuto un errore.
   Credo  che  l'emendamento dell'onorevole Fleres poteva  essere
  essere   apprezzato  positivamente  perché  circoscrive  alcune
  fattispecie che potevano essere ammesse nella legge e,  invece,
  il  disposto degli emendamenti 1.3 e 1.4 che abbiamo votato  fa
  sì  che,  leggo testualmente,  cosicché non si possa  procedere
  all'assunzione  di  personale ove non  vengano  preventivamente
  esperite le procedure di utilizzazione del personale transitato
  nel ruolo .
   Questa  norma  viene  pacificamente inficiata  non  appena  il
  personale si rifiuta di transitare alle S.p.a. e non si capisce
  per  quale  ragione  una norma di legge si dovrebbe preoccupare
  del  diniego o del mancato consenso di questo personale a  cui,
  tutto   sommato,  si  sta  offrendo  un  servizio  con  risorse
  pubbliche.
   Questa   norma, quindi, rimette in piedi la possibilità,  solo
  apparentemente esclusa, di  assunzione di nuovo personale.
   Per queste ragioni, credo che il Parlamento stia compiendo  un
  errore  ed il minimo che possiamo fare, pur nell'assunzione  di
  responsabilità  che tutto il resto della legge  prevede,  è  di
  astenersi come io stesso sto dichiarando di fare.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per annunciare il mio voto favorevole a questo disegno di legge
  che  riesce a contemplare un rilancio delle terme di Sciacca  e
  di  Acireale  - pur in maniera insufficiente - e, nello  stesso
  tempo, perché si cerca di fare in modo di preservare uno status
  giuridico  dei lavoratori  di diritto pubblico e non certamente
  di diritto privato.
   Si  è  trattato,  quindi,  di  un  buon  lavoro  svolto  nelle
  Commissioni  che  non si può fare a meno di sottolineare;  così
  come  non si può non sottolineare che, ancora una volta,  senza
  la presenza dei componenti della minoranza, questa legge, oggi,
  non sarebbe in Aula.
   La conclusione dell'iter di questo disegno di legge che, ieri,
  è  pervenuto  alla  IV  Commissione  per  il  parere,  è  stato
  possibile soltanto per la presenza  del cinquanta per cento dei
  componenti    di    questa    Commissione    che    apparteneva
  all'opposizione.
   Condivido,  dunque,  ciò che ha detto  l'onorevole  Cintola  a
  proposito  del  fatto che, ancora una volta, vi è  un  problema
  politico   in  questa  maggioranza che non riesce  a  governare
  senza il supporto dell'opposizione o minoranza.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
  mio  voto  favorevole, pur con parecchie  perplessità,  per  il
  rilancio  di  un  comparto che sconta ritardi,  inadempienze  e
  mancanza di piani industriali adeguati.
   Mi  pare  che,  tuttavia, vi sia una garanzia  in  più  per  i
  lavoratori  e  per il patrimonio delle due Aziende  e,  quindi,
  ritengo giusto fornire una risposta positiva.
   Il   mio  intervento  tende,  soprattutto,  a  formulare   due
  richieste  alla  Presidenza.  Oggi,  è  stato  esitato,   dalla
  Commissione Bilancio, un disegno di legge fondamentale,  quello
  riguardante le misure del risanamento della sanità in Sicilia.
   In  Sicilia, vi è una situazione sempre più deprecabile, anche
  dal   punto  di  vista  del  mantenimento  dei  servizi  minimi
  essenziali e, quindi, chiedo che questo disegno di legge  abbia
  una  corsia  privilegiata e, se possibile, che  venga  inserito
  all'ordine del giorno del prossimo mercoledì.
   Oggi,  la  IV  Commissione  ha esitato  il  disegno  di  legge
  riguardante le zone SIC e ZPS e chiedo, così come previsto  dal
  Regolamento,   che   il  prossimo  mercoledì   venga   inserito
  all'ordine del giorno.

   GRANATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  esprimere  compiacimento e soddisfazione per l'esito favorevole
  della vicenda che riguarda le Terme di Acireale e di Sciacca.
   Intendo   mettere   in   evidenza  gli   aspetti   che   hanno
  caratterizzato   questo  iter:  il  reperimento   delle   somme
  necessarie  per  la  ricapitalizzazione  delle  Terme  e  lì  è
  apprezzabile il lavoro svolto dall'Assessore per il Bilancio  e
  le finanze insieme alla Commissione.
   E'  chiaro  che,  accanto  a  questo,  vi  è  un  percorso  di
  privatizzazione che va ulteriormente attenzionato e migliorato.
   Certamente, rimane il rammarico per la mancata possibilità  di
  eventuali    nuove   assunzioni   laddove   il   percorso    di
  privatizzazione  va  a  buon fine, che  avrebbe  consentito  il
  rilancio del percorso e del cosiddetto  turismo termale .
   Voglio   esprimere  soddisfazione  per  quanto   riguarda   il
  riconoscimento  dello  stato  giuridico  dei  lavoratori  delle
  Aziende termali di Sciacca e di Acireale.
   Si  è assistito, in alcuni casi, a lavoratori che hanno avuto,
  a  volte,  l'idea   di  transitare da  altri  uffici  regionali
  dell'Amministrazione regionale  presso queste  Aziende  termali
  perché  hanno  riconosciuto la prospettiva di una realizzazione
  professionale nei territorio di appartenenza; si è trattato  di
  lavoratori  che  hanno subìto, ovviamente, effetti  traumatici,
  dal  punto di vista delle ricadute, della tranquillità e  della
  serenità da dare alle loro famiglie.
   Bene,  con  l'inserimento in questo articolo  119  del   ruolo
  regionale ,   abbiamo  avuto  la  possibilità  di   dare   loro
  tranquillità  perché  loro  restano negli  organici  dei  ruoli
  regionali e, quindi, ciò consente di sanare questa vicenda, ma,
  al  tempo stesso, dobbiamo preoccuparci anche del rilancio  del
  turismo  termale  e  sono sicuro che le Commissioni  permanenti
  competenti,  assieme  al  Governo  e  all'Assessore  al   ramo,
  sapranno,   con questo percorso di privatizzazione, trovare  il
  percorso giusto.

   PRESIDENTE  Indìco  la  votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno  di legge  Riordino delle Aziende autonome delle  Terme
  di  Sciacca e Acireale. Modifica all'articolo 3, comma 2, della
  legge  regionale  15  settembre 2005, n.  10.  Disposizioni  in
  materia di programmazione dell'attività turistica ed in materia
  di   spese   dell'Assessorato  regionale  del  turismo,   delle
  comunicazioni e dei trasporti  (499-329/A).
   Chiarisco  il  significato del voto:  chi  vota  si  preme  il
  pulsante  vede;  chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Votano  si: Ammatuna, Ardizzone, Barbagallo, Basile, Cappadona,
  Caputo,   Cascio,  Cintola,  Confalone,   Cristaldi,  Culicchia,
  Currenti,   Di  Benedetto, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,  Fagone,
  Fleres,  Gennuso,  Gianni, Granata, La  Manna,  Leanza  Edoardo,
  Lenza  Nicola,  Lombardo, Lo Porto, Maira,  Manzullo,  Misuraca,
  Nicotra, Pogliese, Ragusa, Regina, Sansarello, Savarino, Savona,
  Stancanelli, Terrana, Tumino, Vicari, Villari.

   Votano no: Apprendi.

   Si  astengono: Borsellino, Cantafia, Cracolici, De  Benedictis,
  Oddo, Zappulla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

       PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti.   . 48
   Maggioranza       25
   Favorevoli        41
   Contrari           1
   Astenuti           6

                        (L'Assemblea approva)

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA, assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per   la  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  volevo precisare che l'assessore al ramo,  onorevole
  Beninati, si scusa per non essere presente alla seduta  odierna
  per  le  comunicazioni  in  ordine al  fermo  biologico  perché
  impegnato   fuori  sede,  lo  stesso  fornirà   una   relazione
  dettagliata  sull'argomento in questione per tranquillizzare  i
  richiedenti e già  nella seduta che si terrà domani  in  Giunta
  si affronterà tale problematica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata   a
  mercoledì,  11  aprile 2007, alle ore 17.00,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   I - Comunicazioni.

   II  -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   numero 189 «Chiarimenti circa il contenzioso Stato-Regione.» a
  firma degli onorevoli Fagone, Antinoro, Cappadona, Maira;

   numero   190  «Interventi  al  fine  di  recepire  le  risorse
  economiche previste dalla legge regionale numero  11 del 2004 a
  favore  degli imprenditori.» a firma degli onorevoli  Pugliese,
  Caputo, Correnti, Falzone, Granata, Incardona.

   III  -  Discussione  della mozione numero  114  «Iniziativa  a
  sostegno dei lavoratori della SMA - POSTA CELERE R.R. di Capaci
  (PA).»  a  firma degli onorevoli Caputo, Stancanelli,  Falzone,
  Correnti, Granata.

   IV - Discussione della mozione numero 123 «Iniziativa a tutela
  del  personale  del Consorzio  per le autostrade siciliane.»  a
  firma  degli  onorevoli  Caputo,  Falzone,  Granata,  Correnti,
  Pugliese.

   V - Discussione unificata di mozione ed interpellanza:

   Mozione  numero 163 «Interventi per il comparto  agricolo.»  a
  firma degli onorevoli Ragusa, Ardizzone, Termine, Antinoro;

   Interpellanza  numero  33  «Interventi  per  il  rilancio  del
  comparto   agricolo  e  per  la  rimodulazione   del  Piano  di
  sviluppo  rurale 2007-2013.» a firma degli onorevoli Gucciardi,
  Barbagallo.

   VI  -  Discussione  della mozione numero 175  «Istituzione  di
  apposite  strutture  per i soggetti con incontinenza  di  varia
  origine,  portatori di stomie per patologie di diversa natura.»
  a firma degli onorevoli Ragusa, Maira, Terrana, Fagone.

   VII - Discussione unificata di mozione ed interrogazione:

   Mozione  numero  177  «Interventi per il  settore  navigazione
  delle Ferrovie dello Stato.» a firma degli onorevoli Ardizzone,
  Gianni, Parlavecchio, Ragusa, Cintola;

   Interrogazione   numero  978  «Interventi    per   scongiurare
  l'ipotesi   avanzata da Rete Ferrovie Italiane di  soppressione
  del  servizio  di  traghettamento dei treni  nello  Stretto  di
  Messina.» a firma dell'onorevole Ballistreri.

   VIII  -  Discussione della mozione numero  181 «Riconoscimento
  dello status di  vittima  della mafia  a Giuseppe La Franca.» a
  firma  degli   onorevoli  Caputo, Correnti,  Falzone,  Granata,
  Pugliese.

   IX -  Discussione unificata di mozione ed interpellanza:

   Mozione  numero 84 «Iniziative per migliorare  e  rendere  più
  economico  il  servizio  di  raccolta  e  di  smaltimento   dei
  rifiuti.»   a  firma  degli  onorevoli  Barbagallo,   Ammatuna,
  Culicchia,  Fiorenza, Galletti, Gucciardi,  Galvagno,  Laccato,
  Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara.

   Mozione    numero    85   «Iniziative   per    un'approfondita
  rivisitazione  del  piano rifiuti della Regione  siciliana.»  a
  firma  degli  onorevoli  Borsellino,  Ballistreri,  Barbagallo,
  Cracolici;

   Mozione  numero 98 «Iniziative per migliorare  e  rendere  più
  economico  il  servizio  di  raccolta  e  di  smaltimento   dei
  rifiuti.»  a  firma  degli  onorevoli Fleres,  Savona,  Cimino,
  Confalone,  Turano;

   Mozione  numero  107  «Iniziative  urgenti  per  chiedere   al
  Presidente  della  Regione di revocare  l'accordo  con  cui  si
  autorizza l'arrivo di altre navi cariche di rifiuti.»  a  firma
  degli  onorevoli Di Mauro, Gennuso, Ruggierello,  Rizzotto,  De
  Luca, Lombardo, Basile, Maniscalco;

   Interpellanza  numero 1 «Riconsiderazione del piano  regionale
  di gestione dei rifiuti.» a firma dell'onorevole La Manna.

   X - Discussione dei disegni di legge:

   1)   «Disposizioni  in  favore  dell'esercizio   di   attività
  economiche   in  zone  SIC  e  ZPS.  Disposizioni   in   favore
  dell'esercizio di attività sciistica nell'area del Parco  delle
  Madonie di Piano Battaglia» (513/A) (Seguito);

   2)  «Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»
  (546/A).

   XI - Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico.

                  La seduta è tolta alle ore 18.28.

        Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21.10

                     DAL SERVIZIO DEI RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli