Presidenza del vicepresidente Stancanelli
RINALDI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Di Benedetto, di
Guardo, Termine, Calanna e Zappulla hanno chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che per ragioni del loro ufficio gli
onorevoli: Zago, dal 19 al 21 aprile e dal 26 al 28 aprile 2007;
e Scoma, il 19 aprile 2007.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
da parte dell'Assessore per il Bilancio:
-N. 674 - Notizie circa i criteri adottati per l'erogazione di
alcuni finanziamenti deliberati dal CIPE in regime di Accordo di
Programma Quadro in favore della Sicilia.
-Firmatario: Ballistreri Gandolfo
da parte del Presidente della Regione:
- n. 760 Notizie a proposito della procedura di
privatizzazione del servizio di gestione posta in essere
dall'ATO idrico della Provincia di Agrigento',
dell'onorevole Di Benedetto, avente richiesta di risposta
orale.
L'onorevole interrogante, con nota del 17 aprile 2007, ha
comunicato di considerare esaustiva la risposta ricevuta.
Pertanto, l'iter dell'interrogazione n. 760 è da ritenersi
concluso.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e relativo invio
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati e inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per l'elezione del sindaco e del presidente della
provincia regionale e per l'attribuzione dei seggi nei consigli
comunali e provinciali. Incompatibilità e ineleggibilità (n.
570)
-presentato dall'onorevole Fagone in data 12 aprile 2007
-inviato in data 16 aprile 2007
- Modifica trattamento economico dirigenti in quiescenza (n.
575)
-presentato dall'onorevole Caputo ed altri in data 13 aprile
2007
-inviato in data 18 aprile 2007
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per il recupero e il riconoscimento della valenza
storica dei mercati sulle aree pubbliche nella Regione (n. 569)
-presentato dall'onorevole Caputo in data 12 aprile 2007
-inviato in data 18 aprile 2007
-PARERE I
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
-- Disciplina delle modalità di affidamento di impianti
sportivi da parte degli enti pubblici territoriali della Regione
(n. 572)
-presentato dall'onorevole Adamo in data 12 aprile 2007
-inviato in data 18 aprile 2007
-PARERE I
- Proroghe attività estrattive (n. 573)
-presentato dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
(Interlandi) in data 12 aprile 2007
-inviato in data 16 aprile 2007
- Procedure per l'attuazione del decreto del Presidente della
Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, recante regolamento di
attuazione della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione
degli habitat naturali (n. 574)
-presentato dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
(Interlandi) in data 12 aprile 2007
-inviato in data 16 aprile 2007
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Diritto al lavoro dei soggetti audiolesi (n. 571)
presentato dall'onorevole Ballistreri in data 12
aprile 2007
inviato in data 18 aprile 2007
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Contributi in favore delle famiglie numerose (n. 562)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007
- Riconoscimento della lingua dei segni italiana (n. 564)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007
PARERE V e VI
- Norme in materia di protezione civile (n. 565)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in Agenzia
regionale per l'erogazione in agricoltura e certificazione di
qualità della filiera agroalimentare (n. 566)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 16 aprile 2007
PARERE I
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14, e alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, recanti norme
sul riordino della legislazione in materia forestale (n. 563)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Iniziative tendenti a creare collaborazione tra le università
ed alla conoscenza delle culture e dei sistemi giuridici dei
Paesi del Mediterraneo (n. 567)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007
PARERE I
- Provvedimenti concernenti il Dipartimento regionale per
l'architettura e l'arte contemporanea (n. 568)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 13 aprile 2007.
Comunicazione di richiesta di pareri
PRESIDENTE Comunico che da parte del Governo sono pervenute
le seguenti richieste di parere, trasmesse alla Commissione
legislativa Affari Istituzionali (I):
- Camera di commercio di Catania - Designazione
componente effettivo del collegio dei revisori
(n. 42/I)
pervenuta in data 12 aprile 2007
inviata in data 13 aprile 2007
- Consorzio per le Autostrade siciliane -
Costituzione del consiglio direttivo (n. 43/I)
pervenuta in data 12 aprile 2007
inviata in data 13 aprile 2007
- Consorzio di ricerca G. P. Ballatore -
Designazione presidente del Collegio dei revisori
(n. 44/I)
pervenuta in data 17 aprile 2007
inviata il 17 aprile 2007.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
RINALDI, segretario:
-N. 1052 - Notizie circa la paventata realizzazione di un
rigassificatore nell'area antistante il porto del comune di Porto
Empedocle (AG).
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Borsellino Rita;
-N. 1053 - Interventi per la riapertura dell'ufficio postale
della frazione Calderà del comune di Barcellona Pozzo di Gotto
(ME).
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Ballistreri Gandolfo
-N. 1054 - Notizie sui motivi che impediscono la
realizzazione dell'area industriale nella zona Matarocco del
comune di Marsala (TP).
-Assessore Territorio
-Firmatario: Oddo Camillo
-N. 1055 - Motivi del mancato espletamento dei concorsi per
psicologo autorizzati presso le ASL di Agrigento, Palermo, Enna e
Siracusa.
-Assessore Sanità
-Firmatario: Di Benedetto Giacomo
-N. 1056 - Notizie sui motivi che ostano alla definizione
dell'iter procedurale per il dimensionamento delle
istituzioni scolastiche provinciali.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Di Benedetto Giacomo
-N. 1057 - Interventi presso l'ASL 1 di Agrigento per la piena e
corretta applicazione del DPCM 8 marzo 2001.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Di Benedetto Giacomo
-N. 1058 - Interventi per garantire il completo esaurimento del
programma di espropri nella Valle dei Templi di Agrigento e per
assicurare la piena operatività dell'Ente Parco omonimo.
-Assessore Turismo
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Di Benedetto Giacomo
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
RINALDI, segretario:
-N. 1048 - Interventi per la rimozione di una serie di
costruzioni in legno ubicate su un'area vincolata a totale
inedificabilità del parco archeologico di Siracusa.
-Assessore Beni Culturali
-Assessore Turismo
-Firmatario: De Benedictis Roberto
-N. 1049 - Interventi urgenti per il ripristino del manto
stradale in numerose zone del Villaggio Dusmet a Catania.
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Fleres Salvatore
-N. 1050 - Notizie circa il mancato finanziamento ai consorzi
fidi.
-Presidente Regione
-Assessore Cooperazione
-Firmatario: Fleres Salvatore
-N. 1051 - Interventi per eliminare la discarica abusiva
presente in Via Enrico Cialdini nel quartiere 'San Leone' del
comune di Catania.
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Fleres Salvatore
-N. 1059 - Provvedimenti per risolvere lo stato di paralisi del
Dipartimento regionale della Protezione Civile.
-Presidente Regione
-Firmatari: Zangara Andrea; Galvagno Michele; Mattarella
Bernardo; Laccoto Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Rinaldi
Francesco.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
RINALDI segretario:
-N. 35 - Iniziativa urgente del Governo regionale per
scongiurare la chiusura, disposta dalla Direzione generale
dell'AUSL n. 9 di Trapani, del reparto di Ostetricia e
Ginecologia e del reparto di Pediatria del presidio ospedaliero
di Salemi (TP), ubicato in zona sismica di prima categoria.
Riordino della rete ospedaliera.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Gucciardi Baldassare;
-N. 36 - Interventi per poter proseguire l'attività di
apposizione di protesi e di sistemi impiantabili vertebrali
presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: La Manna Salvatore.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate in data 4 aprile 2007.
RINALDI segretario:
-N. 194 Ristrutturazione e riapertura delle Terme di Sclafani
Bagni (PA) , degli onorevoli Caputo Salvino; Currenti Carmelo;
Granata Giancarlo, Incardona Carmelo; Pogliese Salvatore;
-Presentata il 11/04/07
-N. 195 Adeguamento delle pensioni dei dipendenti regionali ,
degli onorevoli Caputo Salvino; Falzone Dario; Granata Giancarlo;
Pugliese, Salvatore; Currenti Carmelo
-Presentata il 16/04/07
PRESIDENTE Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Comunicazione di trasmissione di copia di documentazione
Por Sicilia 2000/2006
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso in data 10 aprile 2007 copia della documentazione
relativa alla proposta di modifica alle misure 3.12 e 3.19 del
Complemento di programmazione - POR Sicilia 2000/2006.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE Comunico che, con nota dell'11 aprile 2007,
pervenuta alla Segreteria generale il 12 aprile successivo,
l'on. Giuseppe Gianni ha chiesto di apporre la propria firma
alla mozione n. 189 «Chiarimenti circa il contenzioso Stato -
Regione», dell'onorevole Fagone ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, dà il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricorda, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che le giovani coppie, legate da vincolo matrimoniale
o che stanno per unirsi in matrimonio si trovano sin troppo
spesso ad affrontare notevoli difficoltà economiche che rendono
particolarmente difficoltosa l'organizzazione e la normale
conduzione della vita familiare, nonostante quanto disposto
dall'art. 1 della l.r. n. 10/2003;;
Visto che tali difficoltà divengono
particolarmente gravose allorquando le famiglie siano costrette a
sopportare il carico di un familiare non autosufficiente;
Considerato che la Sicilia è una Regione guidata da un Governo
particolarmente sensibile a tutte le tematiche inerenti la
salvaguardia dei valori della famiglia, alla possibile
risoluzione di tutte le problematiche che ne ostacolano la
costituzione e il sano sviluppo all'interno del tessuto sociale
in cui sono inserite;
Atteso che l'art. 3 della legge regionale n. 10 del 2003, che
ha prodotto nel passato i suoi benefici effetti in materia di
agevolazione al pagamento di interessi relativi al credito
bancario erogato alle giovani coppie, ha esaurito i suoi benefici
a partire dall'anno 2006, e tutto ciò a causa della mancanza dei
fondi necessari al pagamento della quota parte di interessi
debitori a carico delle stesse famiglie,
impegna il Governo della Regione
ed in particolare
l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali
ad adottare tutte le misure di carattere legislativo e/o
amministrativo necessarie al rimpinguamento del capitolo di spesa
riguardante l'art. 3 della legge regionale n. 10 del 2003.» (191)
RAGUSA-ANTINORO-FAGONE-MAIRA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che l'art. 47, comma 2, della l.r. n. 14 del 2006,
aveva previsto l'inclusione nell'elenco speciale dei lavoratori
forestali, anche i lavoratori che potevano far valere un solo
turno di lavoro alle dipendenze dell'Amministrazione forestale;
Visto Che il comma di cui sopra è stato impugnato dal
Commissario dello Stato in quanto, non essendo stato individuato
un arco temporale, non era possibile quantificare il numero di
questa tipologia di lavoratori, includendo così tutti quelli che
avevano in qualsiasi tempo svolto un turno di lavoro alle
dipendenze dell'Amministrazione forestale;
Considerato che nell'anno 2005 circa 400 lavoratori hanno
svolto attività lavorativa alle dipendenze dell'Amministrazione
forestale e che tali lavoratori, dopo aver prestato la loro
attività lavorativa, si sono visti preclusi, per sempre, la
possibilità di continuare a prestare servizio presso la stessa
amministrazione a causa del mancato inserimento nell'elenco
speciale;
Rilevato che:
l'inserimento di questi lavoratori nell'elenco speciale non
aggraverebbe ulteriormente la spesa, considerato che tale numero,
quantificabile per l'anno 2006 in poco più di 30.700 unità,
diminuisce di anno in anno;
i 400 nuovi lavoratori hanno svolto attività in comuni con
nuovi insediamenti forestali e che la presenza degli stessi negli
elenchi speciali garantirebbe lo svolgimento dei lavori nei nuovi
insediamenti forestali,
impegna il Governo della Regione
ad inserire nell'elenco speciale dei lavoratori forestali di
cui all'art. 43 della legge regionale n. 14 del 2006 i lavoratori
che hanno svolto attività lavorativa alle dipendenze
dell'Amministrazione forestale nel corso dell'anno 2005.» (192)
CAPUTO-GRANATA-CURRENTI-
FALZONE-POGLIESE
«L'Assemblea regionale siciliana
Considerato che:
l'art. 43 della l.r. n. 14 del 2006 ha istituito l'elenco
speciale dei lavoratori forestali e che il comma 2 dello stesso
articolo individua i lavoratori facenti parte dell'elenco
speciale, ivi compresi i lavoratori di cui all'ex art. 56 della
l.r. n. 16 del 1996;
il comma 6 dell'art. 43 della l.r. n. 14 del 2006 ha
individuato i criteri per la formulazione delle graduatorie di
tutti i lavoratori aventi titolo ad essere inseriti nell'elenco
speciale;
Rilevato che le graduatorie dei contingenti antincendio ex art.
56 l.r. n. 16 del 1996 sono ordinate secondo i criteri dell'art.
59 l.r. n. 16 del 1996 e che la normativa sul collocamento è
cambiata e non prevede più l'anzianità di iscrizione al
collocamento,
impegna il Governo della Regione
ad uniformare anche le graduatorie del contingente antincendio
con i criteri indicati dal comma 6 dell'art. 43, della l.r. n. 14
del 2006.» (193)
CAPUTO-GRANATA-CURRENTI-
FALZONE-POGLIESE
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Rinvio della discussione della mozione n. 114
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 114 «Iniziativa a sostegno dei
lavoratori della SMA - POSTA CELERE R.R. di Capaci (PA)», degli
onorevoli Caputo, Stancanelli, Falzone, Currenti e Granata.
Onorevoli colleghi, a seguito dell'assenza dell'Assessore per
il lavoro, onorevole Formica, che ha comunicato la sua
impossibilità a presenziare alla seduta odierna per impegni
improrogabili precedentemente assunti, la discussione della
mozione è rinviata.
Discussione unificata della mozione n. 163 e della
interpellanza n. 33
PRESIDENTE Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata della mozione n. 163 e della interpellanza
n. 33 riguardanti il comparto agricolo.
Questo punto dell'ordine del giorno viene momentaneamente
accantonato perché l'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
prof. La Via, non è ancora giunto in Aula.
Rinvio della discussione unificata delle mozioni nn. 84, 85, 98
e 107
e della interpellanza n. 1
PRESIDENTE Si passa al V punto all'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni nn. 84, 85, 98 e 107 e
della interpellanza n. 1
A seguito dell'assenza dell'Assessore per la Presidenza, dr.
Torrisi, che ha comunicato la sua impossibilità a presenziare
alla seduta odierna per improrogabili impegni istituzionali
precedentemente assunti, il V punto dell'ordine del giorno è
rinviato.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
favore dell'esercizio di attività economiche in zone SIC e ZPS.
Disposizioni in favore dell'esercizio di attività sciistica
nell'area del Parco delle Madonne di Piano Battaglia (513/A)
PRESIDENTE Si passa al VI punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
513/A: «Disposizioni in favore dell'esercizio di attività
economiche in zone SIC e ZPS. Disposizioni in favore
dell'esercizio di attività sciistica nell'area del Parco delle
Madonne di Piano Battaglia», posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio»,
a prendere posto al banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che si era concordato che la
discussione generale si sarebbe svolta in sede di esame
dell'articolo 1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, le ricordo che ha rinviato il
testo in Commissione poiché il Governo aveva preannunciato, nella
stessa materia, un apposito disegno di legge e, comunque,
provvedimenti amministrativi che, in parte o in toto, superavano
le ragioni che avevano ispirato alcuni colleghi su tale disegno e
che era stato così esitato dalla Commissione.
Pertanto, credo che lei , signor Presidente, debba verificare
preventivamente se le ragioni che hanno portato quel testo in
Commissione sono state, in qualche modo, superate dall'esame del
provvedimento o se permangono. Mi pare, infatti, che tale
materia presenti alcune contraddittorietà tra quello che è
contenuto nelle norme e quello che, in genere, dovrebbe essere
l'ordinaria gestione amministrativa da parte degli Assessorati
della Regione.
Voglio dire che buona parte delle questioni che sono qui
disciplinate da norme in realtà attengono ad aspetti che
riguardano la responsabilità amministrativa degli Assessorati, in
particolare dell'Assessorato del territorio.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, ricordo benissimo che nella
seduta precedente il rinvio in Commissione era stato deciso
perché l'Assessore al ramo aveva chiesto di poter incontrare i
Capigruppo per spiegare le ragioni per le quali il Governo aveva
in corso dei provvedimenti; quindi pregherei l'Assessore
Interlandi, che è presente, di dare qualche chiarimento in
materia, anche per rispondere ai chiarimenti richiesti
dall'onorevole Cracolici.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, signori deputati, è stata effettuata quella
sospensione e quel rinvio alla IV Commissione e, in effetti, la
Commissione si è riunita. C'è stata la possibilità anche di un
confronto con alcuni dei Capigruppo che sono intervenuti; il
confronto si è avviato proprio sui provvedimenti amministrativi,
sono stati presentati due decreti che riguardano, appunto, da un
lato, le prime disposizioni di urgenza sulle procedure di
valutazione di incidenza e poi un secondo decreto che fa venir
meno l'equiparazione tra ZPS ed aree naturali protette, così come
correttamente è, e facendo praticamente cadere il vincolo di
inedificabilità assoluta in ZPS riportando tutto all'interno
dell'alveo della valutazione di incidenza. Sono stati espresse
delle perplessità del Governo sull'impostazione del disegno di
legge e si è pure detto che alcuni degli articoli presenti erano
stati sostanzialmente anticipati da questi provvedimenti
amministrativi.
La Commissione IV in quell'occasione ha preso atto di tutto
ciò, rinviando alla seduta d'Aula l'opportunità o meno di
ritirare il disegno di legge o, invece, continuare nella sua
proposizione.
VILLARI vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo subito chiarire che la
Commissione ha già svolto una prima discussione nella seduta che
si è svolta la scorsa settimana proprio alla presenza
dell'Assessore Interlandi ed ha, insieme all'Assessore Interlandi
e - la Commissione era quasi totalmente presente - ha valutato
l'opportunità di estrapolare alcune parti di quello che era il
testo originario del disegno di legge n. 513/A.
Vorrei aggiungere che questa mattina la Commissione si è
nuovamente riunita ed ha rielaborato un testo, ritenendo alcune
parti del vecchio testo assorbite dai decreti che l'Assessore ha
annunciato in quell'occasione e che la stessa Commissione ha
avuto la possibilità di valutare; motivo per cui il testo che
viene fuori, è quello rielaborato attraverso l'emendamento che è
stato appena consegnato agli onorevoli deputati, l'emendamento di
riscrittura 18.1. Quest'ultimo credo risolva i problemi che si
pongono nel momento in cui sono stati emanati due decreti e, non
solo, tiene conto anche del dibattito che si è svolto in Aula,
nella scorsa seduta, in particolare per quanto attiene alla parte
per la quale si riteneva di demandare agli enti, ai soggetti
interessati, le competenze in materia di incidenza di valutazione
ambientale, comuni, enti parco e così via.
Da questo punto di vista mi permetto di dire che la Commissione
ha fatto un grande passo avanti durante la discussione di questa
mattina ed ha espresso all'unanimità un voto su questo testo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
avessimo chiaro per davvero le cose di cui stiamo parlando.
L'articolo 1 così com'era stato successivamente rielaborato dalla
IV Commissione, se ho capito bene dall'onorevole Villari, sarebbe
ulteriormente modificato a seguito dei provvedimenti emanati dal
Governo qualche giorno fa.
Se capisco bene, l'unica cosa che rimane in vita dell'articolo
1 è la procedura che trasferisce ai comuni la responsabilità
sulla valutazione di incidenze, perché il quarto comma è superato
dal decreto. Se, infatti, le zone SIC e ZPS, così come il decreto
ha stabilito, sono stralciate dalla disciplina delle aree
protette, per le zone SIC e le ZPS si applica la disciplina della
normativa urbanistica vigente.
Il quarto comma cosa prevede? Prevede che, per le zone SIC e
ZPS, nelle more dell'emanazione. ai fini di non penalizzare le
attività economiche, sono consentiti il rilascio delle
autorizzazioni delle concessioni nonché il proseguimento e
l'ampliamento delle attività esistenti, nel rispetto degli
strumenti urbanistici vigenti , ovvero si applica quello che è
già stabilito dal decreto perché, se non è più una zona protetta,
cioè non ha i vincoli della zona protetta, si applica lo
strumento urbanistico vigente. L'autorizzazione non fa venir meno
la valutazione d'incidenza.
Allora, in soldoni l'unica cosa che rimane in vita è il
terzo comma, cioè quello che trasferisce ai sindaci la
competenza. Credo, allora, che siamo di fronte ad un braccio di
ferro tra il Governo che, almeno in Commissione, ha dichiarato
che non intende in questa fase procedere ad un trasferimento di
competenze ai comuni, perché i comuni non sono attrezzati, non
hanno le figure professionali necessarie per addivenire con
competenza alla valuta di incidenza e il Parlamento, almeno la
Commissione IV, che intende invece assegnare questo compito
amministrativo di valutazione di incidenza ai comuni e non più
all'Assessorato al territorio. Non possiamo rimanere prigionieri
delle volontà individuali. Credo che questa vicenda sia sanabile.
Sono d'accordo sul trasferimento ai comuni. Fatta questa
premessa, credo che il Governo debba capire fino a che punto può
tirare la corda. Scegliere di trasferire competenze, insomma
alleggerire una funzione di una Regione accentratrice,
costituisce un obiettivo per il quale non si può far finta e
dire ma, intanto vediamo' Il Governo con un provvedimento può
trasferire le competenze ai Comuni. Poi vedremo l'articolo 3,
anch'esso superato
Fare una legge per stabilire che le valutazioni di incidenza
sono trasferite ai comuni non mi sembra proprio un'operazione ;
dopodiché, se il Governo insiste, sono pronto a sostenere la tesi
che bisogna fare la norma che sostiene il trasferimento della
valutazione di incidenza ai Comuni.
Onorevoli colleghi, stiamo veramente facendo una legge per un
procedimento di decentramento amministrativo?
Credo - lo ripeto - che nella fattispecie stiamo arrivando alla
emanazione della legge - lo diceva qualche collega in Commissione
- per esasperazione Questa materia non ha bisogno di norme, in
quanto già esistono.
Il problema è come l'esecutivo, e quindi la struttura
amministrativa, sia in grado concretamente di dare attuazione
alle norme. Noi stiamo ricorrendo alla norma per superare un
blocco amministrativo, ma capite bene che i blocchi
amministrativi si superano mettendo le mani sull'Amministrazione,
non forzando con la legge e scrivendo un'altra norma.
Gli articoli 1 e 2, ad oggi, non ci sono più con l'emendamento
della Commissione. Ritengo, inoltre, che anche il quarto e il
quinto comma non ci siano più, in quanto superati di fatto dal
decreto. Rimane il terzo comma. Basterebbe che il Governo facesse
una dichiarazione di intento nella quale dichiara di trasferire i
compiti ai Comuni e non ci sarebbe bisogno di fare una legge. La
valutazione di incidenza è un procedimento amministrativo. Se il
Governo ritiene che questo non si debba fare, a questo punto,
facciamo una norma, però invito la Commissione a scrivere la
norma che vogliamo fare, evitando di scrivere norme già superate
nei fatti dagli atti amministrativi.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ad ulteriore chiarimento.
Intanto il Governo è proteso tutto verso lo snellimento e
l'accelerazione dei tempi di esitazione delle pratiche giacenti
in Amministrazione ed in Assessorato. Abbiamo proprio preso atto
che c'è una situazione di grande blocco, di diritti virtuali che
oggi vengono esercitati dai cittadini e proprio per questo siamo
intervenuti con i provvedimenti amministrativi, al fine appunto
di snellire, accelerare, dare la certezza delle procedure e dei
tempi di risposta.
Non c'è una resistenza da parte del Governo al trasferimento
delle competenze comuni, bensì è stato semplicemente e
responsabilmente sollevato il fatto che questo trasferimento,
tout court, come la norma vorrebbe fare, non è strada
praticabile perché ostano le norme, perché sulla gestione delle
zone SIC e ZPS c'è un procedimento già individuato dalle
direttive comunitarie che fa capo ad una redazione dei piani di
gestione che deve avvenire attraverso il concorso delle province
e di conseguenza non è norma.
Il Governo, responsabilmente, è tenuto a dire tutto ciò, poi
chiaramente l'Aula è sovrana, può trasferire ciò che vuole, può
fare ciò che vuole, ma personalmente devo dire quali sono i
limiti di una norma di questo tipo che può andare incontro ad
impugnativa da parte del Commissario dello Stato e di
conseguenza la posizione del Governo, da questo punto di vista,
è quella di affidarsi all'Aula.
Non si dica, assolutamente, che c'è un freno ed una resistenza
al trasferimento, perché il Governo è per il decentramento, è
per il principio di sussidiarietà e per quanti altri principi
sono stati espressi anche in questa sede in precedenti
occasioni.
Di conseguenza, lungi dal mostrare questo, il Governo,
sulla norma in parola, si affida all'Aula, però è doveroso e
responsabile, chiaramente, dire come stanno esattamente le
cose.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole
Ammatuna. Ne ha facoltà.
AMMATUNA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
che più passa il tempo, meno comprendiamo di che cosa stiamo
parlando. Mi sembra che il problema - è per capirlo anch'io,
in quanto dopo averlo studiato per parecchi mesi non l'ho
ancora compreso - sia quello della individuazione di siti di
importanza comunitaria, profondamente errati.
Faccio solo un esempio, a me molto caro, perché a me anche
molto vicino, cioè quello dell'area Modica-Pozzallo.
E' evidente a tutti - ci possono essere anche altri problemi
quali la città di Messina, il polo marmifero, la zona del
pomodorino di Pachino e così via -, comunque, parliamo della
zona Modica-Pozzallo, la quale è stata individuata come un
sito di importanza comunitaria.
Ebbene, come è possibile? Lì non c'è fauna, non ci sono
laghetti, non atterranno gli uccelli migratori; c'è una grande
zona industriale che, secondo una statistica, è la più
effervescente, la più dinamica zona industriale della Sicilia.
E poiché è stata individuata come zona SIC, quindi sito di
importanza comunitaria, c'è un blocco di tutte le attività
commerciali ed industriali. Ecco, mi sembra che questo sia il
motivo per cui abbiamo fatto questo disegno di legge.
Allora, qual è il problema? Il problema è quello di porre
rimedio a questa situazione che sta provocando un blocco
terribile in tutte le attività commerciali. Vi sono parecchie
imprese che hanno chiesto un piccolo ampliamento, conforme
agli strumenti urbanistici, approvato dai comuni, dal
consorzio ASI, dall'Assessorato regionale territorio ed
ambiente, e si vuole continuare in questo ampliamento, in
queste concessioni in questa zona industriale. Ebbene, col
disegno di legge che la Commissione ha presentato e con il
subemendamento, si fanno salve queste zone, questi siti di
importanza comunitaria.
Onorevole Assessore, sempre in merito a questa area, il
problema è che viene individuata come sito di importanza
comunitaria una zona industriale e magari accanto, nella zona
dove ci sono i laghetti, dove vi sono le dune, dove atterranno
gli uccelli migratori, dove c'è la fauna selvatica, si
permette la costruzione di alberghi, di strutture ricettive. E
questo è ciò che dobbiamo impedire.
Qui non si vuole cementificare, non si è contro l'ambiente,
noi siamo a favore dell'ambiente per preservare le zone vere,
i siti di importanza comunitaria. Ecco, quindi, il senso di
questa legge.
Condivido quanto detto dall'onorevole Cracolici.
Il Governo ha tardato - mi deve scusare assessore, se ripeto
ancora una volta quanto già detto in altre occasioni -; per la
legge sul demanio marittimo, lei poteva fare un decreto e
poteva, quindi, evitarci mesi e mesi di lavoro in quest'Aula,
ma non l'ha fatto.
Lei poteva fare dei provvedimenti amministrativi, già da
qualche mese, per quanto riguarda questa importante questione,
ma non l'ha fatto.
Quando eravamo sul punto di votare il disegno di legge, che
salvava un po' questa attività commerciale, ha presentato il
decreto e quindi, di fatto, ha bloccato l'iter.
Lei dice di essere per il decentramento, ma non è
assolutamente vero
La Sicilia è la regione più centralista di tutta Italia.
La regione Sicilia accumula una serie di competenze
veramente impressionanti, per questo poi nessuna pratica,
nessun iter tecnico e burocratico va avanti, perché si ammassa
tutto nella regione Sicilia.
Occorre, dunque, decentrare ai Comuni, così come abbiamo
fatto sul demanio marittimo, così come abbiamo proposto con
questo subemendamento, perché le valutazioni di incidenza non
debbano più andare all'Assessorato regionale territorio ed
ambiente, dove passano non settimane, non mesi, ma anni.
Questo subemendamento salva queste attività commerciali e
cerca di proteggere, cerca di stimolare il Governo a
proteggere i veri siti di importanza comunitaria.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne
ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,
su questa materia, si stia facendo tanta confusione. Abbiamo
cercato di comprendere.
La Commissione ha presentato un emendamento che stravolge,
totalmente, quello che era il disegno di legge arrivato in
Aula.
Ci rendiamo conto che vi sono dei problemi per quanto
riguarda questa perimetrazione, che è stata fatta dal Governo
regionale per prendere più soldi dalla Comunità economica
europea, diciamocelo pure; quindi se non teniamo conto di
questo non comprendiamo il problema.
Il problema è che queste perimetrazioni, specialmente in
alcune città, sono state allargate perché più erano ampie, più
soldi prendeva il Governo dalla Comunità economica europea.
Qui, c'è il Governo che è perplesso sulla procedura di
legge che viene portata in Aula; vedo anche un emendamento,
tra l'altro, che sconvolgerebbe anche l'impostazione.
Ora, assessore Interlandi, lei presenta un altro emendamento
- e mi meraviglia che lo firmi lei - sulle cave, dando la
possibilità di proroga, senza tener conto che i problemi
principali, in questa fase, sono delle città, come Messina,
che hanno avuto un allargamento di questa perimetrazione e che
scontano la superficialità del Governo che non ha cercato di
approfondire le questioni.
Altra problematica riguarda il trasferimento ai Comuni.
Fin quando si trasferisce ai Comuni con un provvedimento che
tiene conto delle possibilità dei Comuni, anche piccoli, di
poter avere gli strumenti per fare i piani di incidenza,
allora è possibile, ma se facciamo una norma così - a parte
il fatto che ritengo che il Commissario dello Stato non potrà
farla passare in questi termini - aggraveremo, ancora di più,
le situazioni che abbiamo oggi.
Allora, a mio avviso, il Governo dovrebbe impegnarsi a
rivedere, immediatamente, le perimetrazioni che sono state
fatte, senza tener conto delle realtà locali. Non so da chi
sono state fatte e perché, ma il problema di potere fare e di
bloccare, imbalsamare alcune città, principalmente per cercare
di prendere più soldi - lo Stato alla Comunità economica
europea, la Regione alla Comunità economica europea -, crea ed
ha creato questi danni.
Se noi questa sera, con la fregola e l'ansia di andare
incontro a queste situazioni, mettiamo tutto nel mucchio,
realizzeremo un provvedimento di legge che, certamente, avrà
delle conseguenze peggiori, per cui avremo ancora per molto
tempo il blocco di questa attività.
Allora, mi permetto di suggerire che l'impegno del Governo
dovrebbe essere quello di procedere, intanto, con un decreto,
fatto in maniera molto celere, ad una riperimetrazione di
queste zone.
L'altro problema che mi permetto di sottoporre, dal momento
che anche l'Assessore ha manifestato alcune perplessità, è che
da cinque sedute abbiamo avuto questi provvedimenti, uno
diverso dall'altro ed abbiamo trovato sempre una posizione
diversa del Governo rispetto a quella della Commissione.
Penso sia giusto riflettere su questo e che attraverso il
decreto si possano trovare quelle soluzioni atte a sbloccare
quelle situazioni che si debbono sbloccare. Però, assessore
Interlandi, mi meraviglio che lei abbia firmato l'emendamento
atto a sbloccare sic et simpliciter il problema delle cave,
considerato che i problemi maggiori esistono proprio per le
cave che sono fatte in deroga ad alcune disposizioni e che
fanno un danno ambientale enorme, specialmente le cave di
pietra. Questo è il problema.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ballistreri. Ne
ha facoltà.
BALLISTERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
colleghi, in modo particolare i colleghi della Commissione,
abbiano sottolineato un aspetto che, francamente, appare in
qualche modo paradossale. Noi giornalmente assistiamo a
dichiarazioni di tutti gli esponenti politici circa l'esigenza di
decentrare le competenze, di snellire la burocrazia, di dare uno
stimolo all'economia attraverso la deregulation delle procedure e
naturalmente siamo qui, in questa Aula, da settimane, a discutere
circa una questione che appare francamente kafchiana e cioè
costringere quest'Aula ad intervenire con norma di legge su un
problema che invece il buon senso e le dichiarazioni di
principio, sulle quali tutti gli esponenti politici (figuriamoci
in questa campagna elettorale a cosa assisteremo) si cimentano.
Allora, con molta franchezza, l'invito è al Governo di
delegare, attraverso procedure amministrative, i Comuni ad
intervenire su questa materia. Mi sembrerebbe un fatto non
soltanto conforme ad un indirizzo generale sulla materia del
Paese ed in Europa, ma mi sembrerebbe un fatto di buon senso.
Ci sono qui dei ragazzi che stanno osservando come funziona il
procedimento legislativo e come funziona un'Assemblea sovrana in
questa nostra Regione a Statuto speciale; diamo un segnale
positivo e dimostriamo come i parlamentari lavorino
nell'interesse della collettività.
Qui, ce ne sono in gioco due: il primo è la promozione e lo
sviluppo dell'economia, senza bardature burocratiche che
discendono (lo diceva il collega della Commissione) da una
visione centralistica, absit iniuria verbis', insomma quello che
ti parla di federalismo e di sussidiarietà in questa Regione. La
seconda ragione è il mostro, dal punto di vista urbanistico, che
ha generato l'attuale condizione normativa. Quindi, l'invito è al
Governo di provvedere a muoversi in questa direzione, recependo
la posizione bipartisan che si registra in quest'Aula.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
dobbiamo esplicitare meglio l'intenzione di ognuno di noi
rispetto a quanto detto dal Governo e i ai quali limiti,
purtroppo, stiamo andando incontro.
La prima considerazione che voglio fare è la seguente: credo
che dovremmo dire basta al fatto che si possa comunque, in
assenza anche di specifiche consulenze dei vari dipartimenti,
mettere mani a testi di legge che poi scopriamo che possono
essere carenti sotto il profilo della costituzionalità.
Secondo argomento: il Governo ha già emanato dei decreti. Da
quello che si è potuto capire il contenuto dei decreti,
sostanzialmente, confligge con quelli che sono i contenuti della
norma che stiamo trattando o dell'ipotesi normativa che stiamo
trattando. Se così è, facciamo le due ipotesi, il Governo ha il
dovere di chiedere che questa discussione venga sospesa perché
così non si può fare un buon lavoro, perché se ci sono parti
dell'ipotesi normative che confliggono con i decreti già emanati
è un problema serio.
Allora, se è così, bisogna avere chiaramente la determinatezza
(non voglio esprimermi in un altro modo) di chiedere la
sospensione di questa trattazione e andare oltre, con l'altro
testo all'ordine del giorno, altrimenti non ne usciamo.
Terza questione: voi sapete che esiste una norma nella
finanziaria nazionale che obbliga, sostanzialmente, le regioni a
procedere entro termini stabiliti - non ricordo se sono sei mesi
- per quanto concerne i piani di gestione. Non siamo più nella
fase in cui è inutile nasconderci dal ritardo accumulato da parte
del Governo della Regione, oggi continuiamo a perpetrare quel
ritardo considerando i tempi in due o tre anni, perché di questo
si trattava. Pertanto, deve essere possibile adempiere entro i
termini previsti dalla ultima finanziaria nazionale, la numero
296 del 27 dicembre 2006.
Come si può, da questo punti di vista, armonizzare il testo?
Prima di tutto chiamando i dipartimenti attorno al tavolo della
famosa Commissione - mi permetto di dirlo con grande rispetto per
i colleghi che hanno lavorato, di opposizione e di maggioranza -
e adeguando il tutto rispetto ai decreti emanati fino ad ora e a
tutto quello che è a nostra conoscenza sia per quanto stabilito
dalla finanziaria nazionale, sia per anche per cose ancora più
delicate, che devono assolutamente essere ben normate, altrimenti
non solo ci sarà il problema Commissario dello Stato, ma non
risolveremo la questione, perché sul fatto di avere come
obiettivo fondamentale la volontà di superare le difficoltà che
incontrano le attività economiche qua e là, non ci piove. Nessuno
di noi è contrario, anzi devo dire, se per un attimo mi tolgo la
veste di colui che vuole fare una opposizione costruttiva e vado
ad interpretare quello che fanno i colleghi del centrodestra,
quando apprezzano demagogie di un certo livello, potremmo dire
che il Governo non solo è in ritardo, lo è stato nella precedente
legislatura, e non mi pare che fosse di segno diverso, lo è
ancora oggi a distanza di circa un anno dalle ultime elezioni
regionali.
La responsabilità quindi, caro Assessore, mi pare assolutamente
ben chiara. Lei potrà anche dissentire, ma mi pare che sia lì
anche per fare i piani di gestione e il Governo precedente era lì
anche per assicurare i piani di gestione e non per arrivare ad
oggi affermando che ci sono alcuni salvatori della patria che
diranno che finalmente oggi si metterà mano ad un testo e si
risolverà il problema, quando non è così, anzi si ingarbuglia
tutto.
Credo che abbiamo un dovere preciso, poi concordiamo, vorrei
elencarlo in un minuto. Noi concordiamo sul fatto che dobbiamo
necessariamente trovare il modo, a parte l'approvazione dei
piani di gestione
Personalmente, sono d'accordo per delegare le competenze ai
comuni e alle province, ma bisogna capire cosa accadrà nei vari
comuni e nelle varie province.
Penso che nei grandi comuni accadrà qualcosa di più funzionale
perché dispongono di figure professionali in grado di potere
mettere mano a valutazioni di incidenza o valutazioni di altro
tipo. Se invece parliamo dei comuni più piccoli dobbiamo anche
capire che non possiamo delegare competenze se non mettiamo
qualche soldino a disposizione di questi comuni, a meno che non
vogliamo che tirino fuori rapporti - non si capisce bene, ma non
è un problema perché le formule si trovano, anche dal punto di
vista tecnico-giuridico - che comportano comunque una spesa per i
comuni più piccoli, perché si devono dotare di quelle figure
essenziali per fare le valutazioni di incidenza, altrimenti non
sono in grado di farle.
Quindi, cosa devono fare? Devono tirare fuori i consulenti,
devono fare il rapporto di prestazione professionale? Non so.
Devono inventarsi qualcosa, in quanto non è possibile che ci
illudiamo che delegando soprattutto ai piccoli comuni abbiamo
risolto il problema. Questo va bene per i grandi comuni.
Faccio una ultima considerazione. Per quanto concerne la
questione della famosa via d'uscita nelle more , ma nelle more
se noi non richiamiamo quello che contiene la finanziaria
nazionale che ora ha cambiato un po' il volto imponendo, entro
termini certi, l'approvazione dei piani di gestione, è chiaro che
la norma viene impugnata. Non mi pare che abbiamo altre
esperienze alle spalle che riguardavano altri settori. E' ovvio
che quando ci mettiamo in testa di andare in deroga, nelle
more , a tutti quelli che sono i contenuti dei pronunciamenti a
cui facciamo riferimento, mi pare ovvio che sappiamo di andare
incontro a morte sicura rispetto a quello che è la norma in sé e
per sé.
Caro Assessore, noi che vogliamo risolvere il problema, stiamo
soffrendo più di altri perché noi dovremmo chiedervi di essere
più efficienti, più capaci ad affrontare queste questioni e vi
stiamo ponendo il problema di fare attenzione a non creare una
miscellanea che poi non si può applicare o addirittura viene
bloccata. Voi sapete cosa contengono i decreti; in queste ore
potremmo leggerli, ma voi sapete cosa contengono, quindi
armonizziamo questo testo, andiamo in Aula e approviamolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Oddo mi fa esprimere una considerazione. Questo
disegno di legge più volte è andato e venuto dalla Commissione
per l'Aula e viceversa. Penso che oggi la Commissione si sia più
che soffermata ad approfondire il problema ed ha cercato,
obiettivamente, di armonizzare le complesse vicende che vengono
manifestate sia attraverso gli atti amministrativi che sono stati
posti in essere, anche gli ultimi da parte dell'Assessorato
territorio ed ambiente, con le direttive comunitarie. Penso che
la Commissione all'unanimità sia arrivata alla determinazione che
la legislazione di oggi sia una legislazione di emergenza.
Tutti noi sappiamo che vi è una perimetrazione sbagliata; oggi,
infatti, l'onorevole Gennuso evidenziava con forza, in
Commissione, l'esigenza di superare, andare oltre, cioè che non
era il caso di esitare una legge perché il problema era a monte
ed era, appunto, la perimetrazione sbagliata.
Allora, come siamo usciti fuori dalla Commissione. Abbiamo il
dovere di intervenire. Partiamo dal presupposto che questa è una
legislazione di emergenza e dobbiamo intervenire perché tutte le
attività in questo momento risultano essere bloccate. Poi, che le
competenze vengano trasferite ai comuni, in base al principio di
sussidiarietà, non vi è alcun dramma; tutt'altro. E' giusto che i
comuni che sono i più diretti, non dico interessati perché
interessato è sì il pubblico, ma il singolo cittadino e il
privato sono le grosse aziende e quello che è il rapporto diretto
con il cittadino, senza bisogno di alcuna mediazione, che faccia
le necessarie valutazioni.
Ma guardate, io sfido tutti a leggere la norma che è stata
esitata dalla Commissione, laddove si dice che le determinazioni
sulle valutazioni di incidenza sui singoli progetti rimangono e
sono pertinenza dei comuni, quelle che invece è di pertinenza e
rimane all'Assessorato territorio e ambiente sono le valutazioni
di incidenza che riguardano l'intera pianificazione comunale, che
riguardano gli strumenti programmatori, ivi compresi i piani
agricoli e faunisti-venatori che non sono stati ancora approvati
alla data di entrata in vigore della presente legge.
Quindi, bisogna in qualche modo dare atto alla Commissione di
avere cercato di uniformare, di rendere leggibile la serie di
interventi e provvedimenti che sono stati adottati.
A questo punto, invece, inviterei l'Assessorato, fino a quando
non esiteremo una legge, di astenersi dall'adottare atti
amministrativi, pur sapendo che vi sono grosse difficoltà, perché
vede Assessore, quando io in un decreto vado a scrivere che nono
sono soggetti a valutazioni di incidenza ambientale i muretti a
secco significa, ad esempio, che le opere interrate sono soggette
a valutazione ambientale. E' assurdo perché la specificazione che
lei ha fatto, cioè che i muretti a secco non sono soggetti a
valutazione di incidenza ambientale, significa che tutto il resto
lo è. E questo è un aggravamento del procedimento.
Per cui, ritengo che l'Assemblea, stasera, abbia il dovere, nei
confronti dei siciliani di compiere due atti. Il primo, quello di
esitare questa legge (tutti noi ci rendiamo conto di essere in
presenza di una legislazione di emergenza); successivamente,
quello di votare una risoluzione, così come esitata dalla
Commissione, sulla base anche dell'input dato dall'onorevole
Gennuso, che impegni a compiere un atto amministrativo forte,
d'intesa con il Ministero dell'ambiente e riconsiderare la
perimetrazione di queste aree definite SIC e ZPS, solo così
sarà stato fatto un buon servizio alla Sicilia ed ai siciliani,
per dirla alla maniera dell'onorevole Cintola.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Villari. Ne ha
facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento la
necessità di rimarcare e, nello stesso tempo, chiarire alcuni
aspetti sui quali alcuni colleghi non hanno riflettuto
abbastanza, altri invece lo hanno fatto.
Intanto, la IV Commissione, esitando il disegno di legge,
questa mattina, ha risposto al mandato ricevuto dall'Assemblea
quando si è deciso il rinvio in Commissione.
Questo testo dirime alcune questioni che sono rimaste insolute
secondo la valutazione fatta dalla Commissione, può anche essere
dimostrato il contrario, ma riteniamo che il testo esitato
all'unanimità abbia tenuto conto dei due decreti assessoriali.
Il testo, esitato dalla Commissione, ha introdotto dei limiti
temporali circa le determinazioni sulla valutazione di incidenza,
prevedendo che i comuni e gli enti parco, cioè i soggetti ai
quali si demanda la valutazione di incidenza, debbano fornire
questo parere entro sessanta giorni, successivamente,
l'Assessorato interverrà in via sostitutiva entro gli ulteriori
sessanta giorni, solo in quel momento si intenderà data la
valutazione.
L'Assemblea regionale siciliana, signor Presidente, deve
semplificare le procedure, dando tempi certi in ordine ad
alcune materie, viceversa si rischia di continuare a parlarci
addosso invece di approvare leggi e trattare questioni che
probabilmente non sono state pienamente comprese.
Aggiungo, inoltre, che se la IV Commissione ha votato
all'unanimità ed è stata riunita dalle ore 10.30 - il Presidente,
onorevole Adamo, purtroppo non era presente e non ha potuto dare
il suo preziosissimo contributo - fino alle ore 14.30,
valutando approfonditamente ogni questione.
L'opinione della Commissione, la mia soprattutto, è quella di
operare per decentrare quei poteri, così come è previsto dal
comma 1; definire i limiti previsti dei sessanta giorni di cui
al comma 3; il comma 2 specifica meglio la questione riguardante
la valutazione dei piani agricoli e faunistico-venatori e la loro
armonizzazione.
Dobbiamo chiudere una partita che è stata abbastanza
travagliata rispetto al dibattito dell'Aula, nessuno vuole
forzare alcuno, si tratta di approvare una legge che regoli
alcuni aspetti che non possono essere affidati ad atti
amministrativi, pur tuttavia la Commissione ha preso atto degli
atti amministrativi posti in essere dall'Assessore al ramo con
gli articoli 1 e 2, che non sono stati più trattati.
Volevo sottolineare che sul testo la Commissione si è permessa
- seguendo i programmi dell'attività d'Aula - di proporre
emendamenti che hanno carattere di urgenza ed è necessario che
l'Assemblea, prima della sospensione dei lavori, affronti e voti
prima della chiusura dei lavori d'Aula.
RAGUSA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAGUSA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ultima volta
che ci siamo riuniti, considerata la presentazione del decreto
dell'Assessore, è stata chiesta una pausa di riflessione
accettata da tutti noi di buon grado nella speranza che questi
decreti ponessero fine a questa diatriba ed anche per potere dare
una risposta al territorio.
Visti i decreti, ci siamo resi conto, come componenti della
Commissione, che gli stessi non sono esaustivi e che restano
molte lacune sul territorio regionale.
Riteniamo di portare avanti il nostro atto legislativo
elaborato dalla Commissione perché se è vero che la legislazione
fin qui effettuata ha commesso degli errori, noi oggi abbiamo il
dovere morale di dare risposte a coloro che le attendono per
crescere, per sviluppare e per far si che l'economia siciliana
vada avanti.
E, come diceva il mio collega, trattandosi di una legislazione
di emergenza, chiediamo che l'Aula prenda atto di questa attività
legislativa qui presentate - che riguarderanno sicuramente anche
la mia zona, l'area industriale di Modica - e che la porti avanti
poiché il nostro disegno di legge chiarirà, in modo chiaro e
netto, quelle lacune che il decreto non è riuscito a colmare.
E' importante altresì che la componente riguardante il
territorio di Messina venga sanata con il quinto comma.
Pertanto, si è pensato di chiudere il cerchio dando valore e
importanza in modo omogeneo al territorio regionale siciliano.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente. Onorevoli
colleghi, da diversi mesi, sull'argomento, ho cercato di dare
alla collega Assessore, delegata dal Governo, un mio
contributo sulla discussione e su quanto è stato fatto e
l'Assessore ha cercato di risolvere alcuni problemi; però,
effettivamente, le argomentazioni che stiamo trattando,
essendoci dei ritardi accumulati negli anni, stanno portando
correttamente ad affrettare le discussioni per risolvere
urgentemente i problemi.
Ci troviamo in una situazione paradossale che è avvenuta in
questi mesi, anzi in questi anni, è vero che ci affidiamo
spesso agli uffici, però è anche vero che bisogna capire che
l'ufficio della Regione, purtroppo, tende sempre a mantenere
competenze che non gli toccano ed è rivisto e riscritto nei
decreti che, oltretutto, l'Assessore ha firmato in una buona
logica e nel principio di risolvere alcuni problemi, ma credo
che così facendo non verranno risolti perché ci sono alcune
situazioni di natura urbanistica che bisogna risolvere
nell'immediato ed altre situazioni di natura ambientalistica
che vanno risolte con il tempo.
Ho letto attentamente questa riscrittura fatta dalla
Commissione ed inizialmente il testo del disegno di legge
poteva avere qualche imperfezione, per esempio sulle deroghe -
ed è corretto che queste non devono essere inserite perché non
possono essere fatte sui principi comunitari - ma nel momento
in cui l'Aula o la Commissione decide che le determinazione
di valutazione di incidenza previste dal DPR 5, articolo 5,
vengano attribuite ai comuni nel cui territorio insistono i
SIC e le ZPS, cosa c'entra l'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato.
Si tratta di competenze che la Regione ha stabilito di
affidare ad una certa figura che ha titolo per farle.
Lo stesso vale per i parchi che, come voi tutti sapete,
hanno un nucleo di persone, detto nucleo scientifico, un
personale qualificato, e mi chiedo perché non devono farle
loro queste valutazioni di incidenza.
Considerato che si vogliono semplificare ed agevolare i
percorsi, ritengo fattibile il primo comma così come è stato
formulato e, quindi, non si può pensare a eventuali
impugnative.
Certo, sarebbe stato giusto sostenere che la Regione se ne
faceva carico, però ritengo - e sono convinto - che
l'Assessorato regionale deve fare le valutazioni di incidenza
poiché ha personale qualificato per farlo, ma per altri tipi
di attività, che sono citate dall'articolo 2, ossia le
pianificazioni - le pianificazioni dei comuni, le
pianificazioni delle province, le pianificazioni territoriali
di tutti i tipi -, le valutazioni sui piani faunistico-
venatori, su tutto ciò che riguarda la competenza regionale;
è impensabile che la Regione possa occuparsi delle piccole
realtà dei comuni, singolarmente, ed intervenire per fare le
valutazioni di incidenza.
Può farlo, ma non può risolvere il nostro problema di dare
risposte a quanti attendono soluzioni non da mesi, ma da anni.
E vi dico di più, c'è un'aggravante che non va sottovalutata:
a breve partiremo con i prossimi fondi comunitari e pensate a
quante iniziative saranno intaccate dalle SIC e ZPS della
Regione: iniziative produttive, iniziative artigianali,
dell'agricoltura; e invece si dovrà attendere che la Regione
dia il parere su ogni singolo progetto. I tempi sono talmente
lunghi che perderemo i finanziamenti e non potremo fare le
opere pubbliche che vogliamo.
Si deve, quindi, cercare di accelerare nel più breve
possibile queste valutazioni e non vuol dire che l'opera non
possa essere fatta, significa semplicemente porre
un'attenzione maggiore da parte di organi preposti a farlo e
non vedo perché i comuni non lo possono fare
Personalmente, sposo pienamente il primo ed il secondo
comma.
Ritengo che la Commissione ha fatto un buon servizio e
credo che l'Assessore non può che esserne convinta, perché si
è stabilito che venivano lasciate all'Assessorato le
competenze per la pianificazione in generale; quindi sui piani
regolatori darà le valutazioni di incidenza, ma non sulla
singola opera, altrimenti l'Assessorato non risponderà mai
alle esigenze di tutta la Regione e si concentreranno, di ogni
comune, tutti quei progetti che sono incappati nella SIC e
ZPS.
Pensate alla mole di progetti che arriveranno
all'Assessorato Una cosa infinita, non risponderanno e non si
faranno le opere.
Sono totalmente contrario a questo principio, quindi ben
venga per i comuni, non è niente di stravolgente.
Detto questo, non aggiungo altro, perché è scritto in modo
semplice; forse si potrebbe aggiungere qualcosa al quarto
comma - e questa è una valutazione condivisibile - se
l'Assessore ritiene di volerlo sistemare per evitare che possa
essere oggetto di discrezionalità perché le valutazioni non
sono previste in queste aree.
Sinceramente credo - e concludo - che anche il quarto comma,
così come è scritto, può andare perché si richiama ad una
emanazione che l'Assessorato dovrà fare e che ha come oggetto
i piani di gestione, e mi rendo conto che non sarà cosa
semplice; sento parlare di regolamenti, di piani di gestione,
ma per farli, ve lo dico per la competenza della pesca,
occorrono un anno, un anno e mezzo, non nel giro di qualche
mese.
Se noi scriviamo nelle more è perché ci sono un insieme
di attività che continuano ad operare in Sicilia, con i
finanziamenti della Comunità europea.
Siamo disposti a perderli? E' una scelta, è una
responsabilità che alcuni si prenderanno, però è ovvio tentare
di salvare anche questa parte di iniziative che sono in corso
e che ora sono bloccate da queste sopraggiunte perimetrazioni
di aree, altrimenti è inutile.
Mi vengono trasmesse, anche, delle interrogazioni sul
mancato utilizzo dei fondi della Comunità Procedendo in tal
senso, peggioreremmo il nostro problema perché sarà necessario
un maggior tempo per avere ulteriori pareri. E questo è un
tema serio
Credo che il contenuto di questi commi voglia semplificare
ed accelerare la procedura, non dicono altro, è una scelta
dell'Assemblea che non inficia il Regolamento interno.
Aggiungo che l'assessore si è sforzato ed ha fatto del suo
meglio.
Sinceramente, avendo avuto modo di leggere il testo, mi
sento di dire all'assessore che la valutazione d'incidenza mi
sembra un qualcosa che si fa per arrivare in Paradiso C'è,
però qualcosa che bisogna fare prima, che nella legge non è
prevista, paradossalmente, è stata inserita nel decreto.
Sono convinto e conosco la buona fede dell'assessore,
tant'è vero che mi ha detto di avere risolto la tematica del
silenzio-assenso sulle valutazioni d'incidenza, ma non è così,
il silenzio-assenso si trova in una parte antecedente la
valutazione d'incidenza Abbiamo, cioè, peggiorato
ulteriormente la tempistica.
PRESIDENTE Onorevole assessore, devo interpretare il suo
intervento come un intervento del Governo?
BENINATI assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Intervengo in qualità di deputato.
PRESIDENTE Onorevole assessore, lei ha già superato i
limiti temporali per svolgere il suo intervento.
BENINATI, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Ritengo che il quinto comma
dell'emendamento - e in molti, giustamente, si allarmano -
costituisce un problema importante che non va sottovalutato,
spiegatemi cosa vuol dire, cosa c'è scritto e cosa si
potrebbe danneggiare.
C'è scritto che tutto ciò che è perimetrato nei centri
abitati, - quando parlo di centri abitati si parla di zone
A) e di zone B) perimetrate da strade, non vi è la
possibilità di fare SIC e ZPS, anche se hanno avuto la
sfortuna, per un errore di perimetrazione, di avere la ZPS in
questi centri, cioè negli isolati, nei centri già urbanizzati
- non può essere fatta una valutazione di incidenza perché
sono già aree antropizzate.
Mi chiedo che valutazione di incidenza può essere fatta lì
dove già esistono le abitazioni e le strade. Credo che la
Commissione abbia fatto bene ad attenzionare la questione e
credo che l'assessore su questo non potrà che essere
d'accordo.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo sull'ordine dei lavori perché, sinceramente, sono
confuso su come procedere in questa discussione.
E' stato inviato questo testo in Commissione due volte e la
Commissione, giusto o sbagliato, ha elaborato un testo per
l'Aula, lo ha approvato ed esitato; l'Aula lo discuterà, lo
approverà o meno, ma noto un ulteriore proliferare di
emendamenti, compresi quelli del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lei non si può permettere.
CRACOLICI Mi permetta di dire che esiste un problema di
stile: il Governo ha chiesto di rinviare il testo in
Commissione e poteva fare le sue proposte in quella sede e non
in Aula, con la presentazioni di nuovi emendamenti
Inoltre, signor Presidente, l'Aula deve essere diretta non
soltanto da chi presiede - e non è un rilievo alla Presidenza
- anche perché quando si distribuiscono gli emendamenti si
crea confusione, anche rispetto agli obiettivi che si vogliono
raggiungere.
Vorrei ricordare che l'11 o il 12 aprile ci è stato
comunicato che vi era un provvedimento urgentissimo da
esaminare entro il 20 aprile.
Abbiamo superato il vincolo che era stato stabilito dalla
conferenza dei Capigruppo per tenere una seduta specifica al
fine di consentire l'esame di questo provvedimento urgente ed
importante; invece arriviamo al 18 aprile in Aula e di quel
testo - di cui c'era urgenza - non ne parla nessuno.
PRESIDENTE E' inserito nell'ordine del giorno.
CRACOLICI Anche le mozioni erano all'ordine del giorno Se
si riteneva che non c'era questa urgenza, mi chiedo perché è
stata convocata l'Aula.
S è fatta la discussione sul disegno di legge, ci sono cose
che condivido altre meno, ma limitiamoci ai testi che sono
stati varati dalla Commissione, è inutile continuare ad
infilare altre cose.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, la Presidenza farà votare
sui testi della Commissione, la ringrazio per il suo
intervento.
Per una richiesta di prelievo del disegno di legge n. 546
«Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, anche per raccogliere la sollecitazione
dell'onorevole Cracolici, il Governo aveva già raggiunto la
determinazione di farlo ed, infatti, chiedo il prelievo del
disegno di legge n. 546 «Norme per il risanamento del sistema
sanitario regionale», posto al numero 2) del VI punto
dell'ordine del giorno.
ADAMO presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO presidente della Commissione. Signor Presidente,
intervengo veramente con estrema difficoltà, sono costretta ad
essere d'accordo con l'onorevole Cracolici e a prendere le
distanze dall'atteggiamento del Governo.
Noi lavoriamo da mesi ad una legge che abbiamo discusso,
emendata, che viene sostenuta e richiesta a gran voce dal
Governo stesso, dai cittadini e dai lavoratori siciliani.
E' una legge che, e gli interventi lo hanno dimostrato,
nasce all'interno della Commissione e non ha divisioni
ideologiche, è una legge attorno alla quale con estrema fatica
ci siamo trovati tutti d'accordo.
E' una legge che oggi riceve una nota positiva dell'ANCI che
ci chiede di procedere velocemente, quindi chiedo di porla ai
voti. La prego, signor Presidente, di mettere senza indugi ai
voti questa legge.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Speravo
che venisse colta la essenza della mia proposta di prelievo,
ma così non è.
Noi abbiamo dei tempi da rispettare, con tutto il rispetto
onorevole Adamo per i lavori della sua Commissione, del
Parlamento, per l'urgenza del provvedimento, però come Governo
devo sottolineare che siamo in una condizione di do ut des
nel senso che scadendo la data del 20 aprile il Governo
regionale, e per esso la sanità siciliana, perde 300 milioni
di Euro, e non può rientrare nel piano di rientro della spesa
sanitaria.
E' un provvedimento da approvare necessariamente entro il 20
di aprile. E' inutile sottolinearne l'importanza, con tutta la
comprensione che ho per i lavori svolti, considerate che
l'Aula oggi completa i suoi lavori per i congressi dei Partiti
che cominciano domani e per la campagna elettorale che
incombe, mi pare che sussistano tutti gli elementi perché il
prelievo venga accettato all'unanimità pena fortissime perdite
per la nostra Sicilia.
PRESIDENTE Metto ai voti la proposta del Governo, pur non
avendo registrato alcuna richiesta di intervento a favore
della tesi del Governo.
Chi è favorevole alla richiesta di prelievo si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvata)
BARBAGALLO Signor Presidente, l'opposizione si è astenuta,
bisogna rifare il conteggio.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, bisogna ripetere la
votazione. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore18.26, è ripresa alle ore 18.40)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo ritira la propria
richiesta di prelievo del disegno di legge n. 546/A.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende la discussione del disegno di legge n. 513/A
PRESIDENTE Si riprende il seguito della discussione del
disegno di legge n. 513/A.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
emendamento A.18.1, a firma dell'onorevole Villari, il quale
sostituisce integralmente l'emendamento A.18 che a sua volta
sostituiva gli articoli 1 e 2 del disegno di legge.
Comunico che allo stesso è stato presentato il
subemendamento A.18.2, a firma dell'onorevole Barbagallo.
Pongo in votazione il subemendamento A.18.2. Il parere del
Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Il
Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione. Contrario, questo
emendamento è incredibile
LACCOTO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Non può intervenire siamo in votazione.
LACCOTO Lo faccio mio.
PRESIDENTE Ma che cosa fa suo? Non è decaduto. L'emendamento
esiste, caso mai può aggiungere la sua firma. Siamo in votazione,
onorevole Laccoto Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
I subemendamenti A.18.1.1, a firma del Governo e A.18.2 a firma
dell'onorevole Oddo sono dichiarati inammissibili.
LACCOTO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Lo chiederà quando metterò in votazione gli altri
emendamenti.
Si passa all'emendamento A.18.1.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo mi
devo rammaricare con lei per due cose, mi perdoni, ma lo devo
dire, nei confronti dell'Aula: la prima, in corso di votazione
ha sospeso i lavori d'Aula. Io avevo chiesto la parola perché qui
stiamo affrontando un argomento importante: qui mentre stiamo
discutendo del problema delle perimetrazioni, in verità, si vuole
per forza difendere coloro che hanno le cave.
Caro Presidente, questo emendamento non era quello che si era
concordato, si era parlato di approvare un emendamento sulle zone
perimetrali senza parlare di cave ed altro, la verità è che
questa sera io ho visto l'assessore Beninati diventare
improvvisamente assessore anche al territorio e ambiente, ho
visto difendere le cave che non possono essere difese Io mi
chiedo se il fine di questo provvedimento sia quello di
sbloccare le zone di perimetrazione o è quello di venire incontro
ad alcune situazioni, che vi sono in Sicilia, che sono
paradossali e pericolose e riguardano le cave. Questa è la
verità Io non ho visto che l'emendamento è stato ritirato, ho
solo visto un interesse particolare dell'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca che ha
difeso a spada tratta come se avesse una delega, che a me non
risulta, come assessore al territorio.
Allora, in questa Aula, per rispetto, credo che ognuno debba
fare il proprio dovere secondo la delega assegnatagli e secondo
le istituzioni che rappresenta. Vorrei sapere se esistono
assessori di prima, di seconda e terza categoria. Io ritengo che
questo emendamento porti con sé gravi perplessità e induca al
sospetto che vi possano essere interessi particolari da
salvaguardare. Lo voglio dire molto chiaramente e lo ripeterò
così si finisce di giocare con le perimetrazioni dei parchi
urbani della città, mentre altra cosa sono le cave che a
qualsiasi costo si vogliono inserire in questo disegno di legge.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, io purtroppo le devo
rispondere. Lei non è stato attento ai lavori d'Aula perché se
lei fosse stato attento e non si fosse fatto prendere dall'ira
avrebbe ascoltato che l'emendamento A.18.1.1, che riguarda le
cave, la Presidenza lo ha dichiarato inammissibile. Pertanto, lei
ha fatto un intervento inutile in quanto l'emendamento era stato
già dichiarato inammissibile.
LACCOTO Non l'ha detto nessuno.
PRESIDENTE Ma l'ho detto io
LACCOTO Lei non mi ha dato la parola nel momento in cui io
dovevo parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento Questa
seduta è tutta particolare
PRESIDENTE Onorevole Laccoto Non le ho dato la parola, lei è
intervenuto dopo che l'emendamento era stato dichiarato
inammissibile ritenendo che era stato votato Lei non è attento,
la prego di stare più attento, così si creano meno incidenti
d'Aula.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
sottoposto poco fa all'Aula - a parte la discussione di carattere
generale che abbiamo già tenuto per la verità per due volte sullo
stesso argomento - la questione di come seriamente si affronta il
decentramento o la delega di competenza. Se la Regione vuole
delegare le competenze ai comuni e agli enti parco, noi siamo
d'accordo, siamo però per non prenderci in giro. Non possiamo
però delegare senza trasferire le risorse. Siccome voi sapete
meglio di me, onorevole Beninati, che nel bilancio della Regione
c'è un capitolo che contiene quanto il privato interessato
evidentemente alla valutazione di incidenza o l'attività
economica - come vogliamo definirla - è tenuto a versare nelle
casse della Regione, quel capitolo ammonta a un tot, se non
sbaglio, dovrebbe essere attorno ad un milione e ottocentomila
euro, delega di competenza ha un serio significato perché se noi
deleghiamo le competenze solo per potere dire che finalmente la
Regione siciliana sta delegando qualche competenza - e comunque
dobbiamo essere tutti contenti che finalmente non è più la
Regione accentratrice e poi sappiamo che entro 60 giorni ci sono
la maggior parte dei comuni che non potrà assicurare la
valutazione di incidenza perché non dispone per esempio delle
figure professionali che occorrono necessariamente per fare una
valutazione di incidenza.
Onorevole Beninati, i comuni non hanno le figure
professionali? E alla Regione cosa importa?
Vorrei sottolineare che se noi, delegando le competenze, non
trasferiamo le risorse, quelle che evidentemente la Regione ha
incassato per fare questo tipo di lavoro, non solo non
garantiremo quello che stiamo scrivendo nella norma perché
sappiamo che i comuni non possono procedere perché non hanno le
figure professionali - che possono effettuare la valutazione di
incidenza, articolo 5 del DPR e così via - ma c'è anche un altro
problema: ossia, delegando semplicemente senza porsi il problema
a norma del titolo V di cosa comporta come spesa al comune,
evidentemente. Non mi pare che siamo in linea per quanto concerne
i profili di costituzionalità.
Ci sarà qualcuno che si stupisce ma penso che da questo punto
di vista è chiaro che da legislatori abbiamo il dovere di
prevedere il trasferimento delle risorse necessarie a fare le
valutazioni di incidenza ai comuni e agli enti parco.
PRESIDENTE Il subemendamento A18.1 dell'onorevole Oddo, che
prevede il trasferimento delle risorse ai comuni in funzione dei
nuovi compiti, necessita di un parere della Commissione bilancio
perché verrebbero ad essere trasferite delle risorse e non ci
sarebbe copertura finanziaria.
Assessore Lo Porto, su questo subemendamento l'onorevole Oddo
ha posto un serio problema.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Se il
subemendamento in argomento deve tornare in Commissione,
l'Assessore non può che prenderne atto. La Commissione o si
riunisce immediatamente - come spesso è avvenuto - oppure il
Governo dovrà rimettersi all'Aula.
ADAMO presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ADAMO presidente della Commissione. Non vi è dubbio che la
proposta dell'onorevole Oddo sia sensata, ma credo che la
questione possa essere risolta semplicemente dal fatto che chi
chiede la valutazione di incidenza paga una certa somma, e se
viene chiesta alla Regione, resta alla Regione, altrimenti resta
ai comuni.
Credo quindi che il problema posto dall'onorevole Oddo sia
risolvibile in questo modo.
Vorrei anche ricordare una nota dell'ANCI che recita con
chiarezza che i comuni si sentono super attrezzati e sono in
grado di affrontare il problema.
Nella norma del disegno di legge si specifica che qualora i
comuni non sono in condizione di farlo, la competenza passa alla
Regione,quindi non vi è nulla che non sia stato previsto. E' una
norma molto semplice E' difficile invece capire quali siano le
obiezioni a questa norma che dà la possibilità ai comuni che sono
attrezzati di intervenire. E l'ANCI ci dice che sono attrezzati e
sono contenti. Tale norma dà la possibilità a coloro che lavorano
di continuare a lavorare, tutti, agricoltori, operai delle cave,
eccetera. Risulta difficile capire l'aggressività nei confronti
delle cave siciliane.
Credo che il bacino marmifero di Custonaci sia una zona
industriale tra le più importanti della Sicilia. Non capisco
quali interessi stiamo trattando se non quelli del popolo
siciliano. E lo diciamo con orgoglio e serenità.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo
per una osservazione tecnica. Alla fine del terzo comma
dell'emendamento A.18.1 è previsto, dopo una serie di rimandi
successivi, che: trascorso il termine di 60 giorni, la
determinazione sulla valutazione di incidenza si intende
adottata'. Ciò non implica automaticamente nel dettato normativo
che sia adottata positivamente o negativamente. Se non si
specifica la norma si autoparalizza. Rivolgo questa osservazione
alla Commissione perché in qualche modo espliciti meglio quello
che ha inteso dire.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, poiché la legge attuale prevede
un introito per il bilancio della Regione di X' euro, una volta
che si dovesse effettuare questo trasferimento verrebbe meno la
relativa somma, quindi il subemendamento non ha copertura
finanziaria.
PRESIDENTE Il Governo dichiara che non c'è copertura
finanziaria. Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione nel suo complesso dell'emendamento
A18.1; si intende adottato positivamente il subemendamento
dell'onorevole De Benedictis.
Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Il
Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione.. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro pertanto decaduti gli emendamenti 1.4, 1.8, 1.9,
1.15, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.2 e 1.14.
Dichiaro assorbiti gli emendamenti A.5, A.15, A.6, A.7, 2.1,
2.2 (poichè l'articolo 2 è superato dall'emendamento in quanto
sostituiva gli articoli 1 e 2), A.1, A.2, A.3, A.16.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Norme per interventi di sostituzione e rinnovamento
degli impianti
di risalita di Piano Battaglia'
1. Nell'area del Parco delle Madonie, nella stazione sciistica
di Piano Battaglia su cui insistono gli impianti di risalita, le
piste di sci alpino e relative pertinenze annesse, si applica la
normativa prevista per le zone 'C estese alto montane', così
come definite dall'articolo 7 della legge regionale 9 agosto
1988, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Sono ammessi gli interventi previsti dagli articoli 8, 9,
10 e 11 del decreto 18 aprile 1996 dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente. Per gli interventi di sostituzione e
rinnovamento degli impianti di risalita e per l'adeguamento
delle piste di sci alpino alle norme di sicurezza, dipendenti
dalla legge 24 dicembre 2003, n. 363, la presente disciplina si
applica esclusivamente ai tracciati esistenti la cui larghezza
può variare complessivamente fino ad un massimo di ml 60. I
progetti devono prevedere contestualmente interventi di recupero
ambientale dell'area anche non direttamente interessata dal
tracciato.
3. Nella limitrofa area denominata Battaglietta' ricadente in
zona B' del parco delle Madonie, è consentita la realizzazione
di una pista di sci di fondo nel rispetto della morfologia dei
luoghi e con impiego di tecniche di ingegneria naturalistica,
previo rilascio del nulla osta di cui all'articolo 24 della
legge regionale 9 agosto 1988, n. 14 e successive modifiche e
integrazioni. I progetti devono contenere contestualmente
interventi di recupero ambientale dell'area anche non
direttamente interessata dal tracciato.
4. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione
nel piano territoriale di coordinamento dell'ente parco delle
Madonne.»
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe
il caso che su questo articolo il Governo o l'Assessore per il
territorio e l'ambiente facessero conoscere all'Aula qual è il
loro pensiero. Poiché si tratta del Parco delle Madonie, penso
sia nota a tutti l'importanza anche sotto il profilo
naturalistico.
In linea di massima non si deve essere contrari a fare in modo
che si possano ottimizzare impianti, che si possano pensare
risalite, però, credo che il dovere del Governo sia quello di
dirci in che modo questo intervento possa avere una ricaduta
in termini di maggiore funzionamento, di maggiori flussi, di che
cosa significherà domani e se ci siano o meno, per quanto
concerne il contenuto della norma, alcuni limiti.
Ne individuo uno - lo dico e concludo - perché, signor
Presidente, ho assistito poco fa ad una decisione di quest'Aula
sull'osservazione fatta dall'Assessore per il bilancio che mi ha
meravigliato sotto due profili.
Il primo è che stiamo facendo sostanzialmente, o meglio state
assumendovi la responsabilità di tirar fuori una norma che non
funzionerà, non potrà essere attuata.
A parte il fatto dell'apprezzamento del Commissario dello
Stato, che dovrà verificare se noi possiamo delegare competenze
senza delegare soldini , se noi possiamo, anche in virtù di una
precisa disposizione della legge numero 17, operare in questa
maniera, se noi possiamo, anche da questo punto di vista, fare in
modo e pretendere che entro sessanta giorni si dovranno dare le
valutazioni di incidenza senza comprendere che i comuni non sono
attrezzati per le varie figure professionali occorrenti.
Mi pare che ci sia materiale per dire che non stiamo facendo,
purtroppo per noi, un buon lavoro. Comunque, assumetevi anche
quest'altra responsabilità
Poi, magari, ci direte che siamo quelli che non vogliono
venire incontro alle attività economiche, alle difficoltà che si
presentano. Noi vi stiamo semplicemente dicendo che bisogna fare
delle buone leggi per venire incontro alle attività economiche
Con leggi inapplicabili ed inattuabili non si può assolutamente
dare risposta alle imprese. Anzi i tempi saranno ancor più tempi
maledetti e non riusciremo a dare risposte al mondo produttivo
siciliano.
L'altro profilo - e concludo, signor Presidente - è che noi
diciamo .nella limitrofa area denominata Battaglietta'
ricadente in zona B del Parco delle Madonne è consentita la
realizzazione di una pista di sci di fondo nel rispetto della
morfologia dei luoghi e con l'impiego di tecniche di ingegneria
naturalistica, previo rilascio del nulla-osta di cui all'articolo
24 della legge numero 14 del 1988 e successive modificazioni.
I progetti devono contenere contestualmente interventi di
recupero ambientale dell'area anche non direttamente interessata
dal tracciato .
Cioè stiamo parlando di corda in casa dell'impiccato.
Quella è, in buona parte, una zona, un sito di rilevanza
comunitaria. O qualcosa è sfuggita oppure oggi si vuole
semplicemente far qualcosa per dire che quest'Aula sta
lavorando.
Ma con quale riuscita, con quale successo domani questo non si
sa
Noi sinceramente sottolineiamo che siamo ancora una volta
assolutamente contrari a questo modo di lavorare.
Questo non è un modo di lavorare, non fa onore a quest'Aula e
sicuramente non fa onore al legislatore siciliano, perché le
leggi devono essere buone ed applicabili.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Norme per interventi di sostituzione e rinnovamento
degli
impianti di risalita di Piano Battaglia
1. Nell'area del Parco delle Madonie, nella stazione sciistica
di Piano Battaglia su cui insistono gli impianti di risalita, le
piste di sci alpino e relative pertinenze annesse, si applica la
normativa prevista per le zone 'C estese alto montane', così come
definite dall'articolo 7 della legge regionale 9 agosto 1988, n.
14 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Sono ammessi gli interventi previsti dagli articoli 8, 9, 10
e 11 del decreto 18 aprile 1996 dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente. Per gli interventi di sostituzione e
rinnovamento degli impianti di risalita e per l'adeguamento delle
piste di sci alpino alle norme di sicurezza, dipendenti dalla
legge 24 dicembre 2003, n. 363, la presente disciplina si applica
esclusivamente ai tracciati esistenti la cui larghezza può
variare complessivamente fino ad un massimo di ml 60. I progetti
devono prevedere contestualmente interventi di recupero
ambientale dell'area anche non direttamente interessata dal
tracciato.
3. Nella limitrofa area denominata Battaglietta' ricadente in
zona B' del parco delle Madonie, è consentita la realizzazione di
una pista di sci di fondo nel rispetto della morfologia dei
luoghi e con impiego di tecniche di ingegneria naturalistica,
previo rilascio del nulla osta di cui all'articolo 24 della legge
regionale 9 agosto 1988, n. 14 e successive modifiche e
integrazioni. I progetti devono contenere contestualmente
interventi di recupero ambientale dell'area anche non
direttamente interessata dal tracciato.
4. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione
nel piano territoriale di coordinamento dell'ente parco delle
Madonne».
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Cracolici, Apprendi, Cantafia,
Villari: 3.3;
-dagli onorevoli Apprendi, Parlavecchio, Villari, Termine: 3.1,
3.2;
-dagli onorevoli Gucciardi e Barbagallo: 3.4;
-dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Cracolici, Apprendi, Cantafia,
Villari: A 9;
-dall'onorevole Confalone: A10;
-dal Governo: A 11;
-dall'onorevole Santarello: A 13;
-dall'onorevole Dina. A 14;
Si passa all'emendamento 3.3 a firma dell'onorevole Oddo ed
altri.
Dichiaro aperta la discussione generale sull'emendamento 3.3.
BARBAGALLO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
CASCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Barbagallo, intervengo nel tentativo di convincerla a non
chiedere lo scrutinio segreto.
Questa non è altro che una norma che consente ad un parco,
dove esiste il secondo polo sciistico della Sicilia - il polo di
Piano Battaglia - di potere ammodernare gli impianti.
BARBAGALLO Onorevole Cascio, non mi ha convinto.
CASCIO Esiste un finanziamento statale che consente di
adeguare gli impianti alle normative di sicurezza presenti oggi
nel resto del mondo su impianti già esistenti.
Voglio ricordare a chi parla di eventuale scempio ambientale,
onorevoli Oddo e De Benedictis, che il Parco delle Madonne ha
all'interno un ufficio tecnico, un Comitato tecnico scientifico,
e che questa norma nasce da una deliberazione assunta
all'unanimità da tutti i sindaci che ricadono all'interno del
territorio del Parco delle Madonne, quindi
DE BENEDICTIS . Si tratta di voto segreto, lo sta spiegando ai
colleghi della maggioranza?
CASCIO Lo sto spiegando per evitare che l'onorevole
Barbagallo continui a chiedere il voto segreto. Spero di averlo
convinto. Se non l'ho convinto ci ho provato
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 3.3.
BARBAGALLO Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli De Beneditis, Fiorenza, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, La Manna, Rinaldi, Tumino si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo
3.3 dell'articolo 3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.3 soppressivo dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 40
Maggioranza 31
Favorevoli 16
Contrari 7
Astenuti 0
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale. La
seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10,, è ripresa alle ore
20.10)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Cristaldi, Incardona, Savarino, Mancuso,
Turano, Fagone, Leontini, Scoma e D'Aquino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 513/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo in fase di votazione
dell'emendamento 3.3, a firma degli onorevoli Oddo ed altri,
soppressivo dell'articolo 3.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente delle Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro decaduti tutti gli altri
emendamenti all'articolo 3.
Comunica che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dal Governo: A 19, A 20;
- dagli onorevoli Villari, Aprrendi e Gonfalone. A 21;
- dall'onorevole Falzone: A.8 e A 21.1;
- dagli onorevoli Confalone, Falzone, Fleres e Villari: A 23;
- dall'onorevole Fleres: A 24;
Si passa all'emendamento A.8.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.19, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.20, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.21, a firma degli onorevoli Villari
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.21.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.23, a firma degli onorevoli
Confalone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.24, a firma dell'onorevole
Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il Territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
ci sono euforie di velocità, tant'è che siamo riusciti ad
approvare cose che c'entrano come i cavoli a merenda' con il
testo che stiamo discutendo.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, le ho dato la parola
sull'emendamento A.24. Io ho indicato soltanto gli emendamenti
che sono stati approvati dalla Commissione. Gli altri che sono
arrivati successivamente e che ora vedremo, sono sicuramente
arrivati fuori tempo.
CRACOLICI Signor Presidente, io non stavo discutendo degli
altri, ma di quelli approvati dalla Commissione, perché non è
detto che la Commissione, siccome li ha approvati, abbia ragione.
PRESIDENTE Senza dubbio. Ora discutiamo dell'emendamento
A.24.
CRACOLICI Vorrei che qualcuno mi spiegasse come è stata data
copertura finanziaria all'emendamento A.19; chi l'ha data la
copertura prima di metterlo in votazione? Poi, vorrei che mi
spiegaste tutte queste cose sul piano tecnico per favore, così
come sull'emendamento A.24. O sbaglio, signor Presidente.
PRESIDENTE Normalmente lei non sbaglia, onorevole Cracolici
CRACOLICI Le mie domande sono pertinenti? Non vorrei essere
fuori tema.
PRESIDENTE Appena lei sarà fuori tema, le toglierò la parola.
CRACOLICI Quindi, la copertura finanziaria sugli emendamenti
è un requisito essenziale per essere posto ai voti. Vedremo in
futuro se c'è stata copertura.
Detto questo, signor Presidente, siccome non capisco
l'emendamento A.24, in particolare, perché le deroghe si
applicano al volume degli edifici ancorché demoliti. Infatti, se
ci sono degli edifici, ancorché demoliti, le volumetrie rimangono
perché sono catastate, quindi si applicano; le volumetrie sono in
essere non sull'edificio in quanto tale, ma sull'edificio che è
in regola con la legge, cioè catastato e quindi ha le volumetrie
previste dalla legge. Chiedo che qualcuno me lo spieghi in linea
tecnica.
PRESIDENTE La sua richiesta mi pare assolutamente legittima.
Siccome il firmatario dell'emendamento è l'onorevole Fleres, lo
invito ad intervenire per spiegarlo all'Aula.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, l'emendamento integra sostanzialmente una legge già
esistente e precisa quali sono le volumetrie a cui fa riferimento
perché la legge, nella formulazione attuale, dice volumi
esistenti'. Allora, le interpretazioni che sono state date al
termine esistenti' sono molteplici.
C'è chi ritiene che esistente vuol dire esistente al momento
dell'approvazione della legge; c'è chi ritiene che esistente
voglia dire invece esistente al momento dell'effettuazione della
ricostruzione; c'è chi ritiene che esistente voglia dire invece
esistente, come lei giustamente ha detto poc'anzi, nel momento in
cui fu edificata, negli anni la costruzione in questione.
Questo emendamento serve a chiarire che il volume di
riferimento è quello esistente quando l'opera fu realizzata e non
dopo o parzialmente demolita, ovviamente si è determinata una
compressione o una riduzione.
Quindi, è sostanzialmente un chiarimento che viene richiesto
proprio perché questa definizione, questa dizione contenuta nella
legge vigente, aveva determinato delle imprecisioni
interpretative da parte degli organismi competenti.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Per un richiamo al Regolamento
BARBAGALLO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, io ho ascoltato poco fa la
richiesta di congedo dei colleghi. Sono stati dichiarati in
congedo 15 colleghi. E' chiaro che ai fini della votazione sono
al massimo 9. La cosa singolare è che di questi 15 colleghi 6
risultano firmati.
Vorrei che il Segretario generale, gli Uffici, mi chiarissero
se si può essere contemporaneamente assenti e presenti. O si è in
congedo o si è presenti. Siccome ci sono alcuni colleghi che non
ho visto, mi sembra singolare che abbiano chiesto congedo e
risulti la loro firma negli elenchi. Quindi, vorrei una risposta
su questa procedura.
PRESIDENTE Onorevole Barbagallo, la richiesta di congedo non
può essere chiesta da chi è in congedo, la chiede il Presidente
del Gruppo parlamentare. Se il collega prima aveva firmato vuol
dire che dopo che ha firmato ha ritenuto di essere in congedo.
Alla fine, fa fede, in ogni caso, il voto, quindi, la sua domanda
è legittima, ma le assicuro che il problema va risolto in questo
modo.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 513/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dopo il chiarimento
dell'onorevole Fleres, pongo in votazione l'emendamento A.24 . Il
parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ADAMO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento A.26, a firma Caputo ed altri
è dichiarato inammissibile perché presentato fuori termini ed
estraneo alla materia. L'emendamento 5.B, a firma degli onorevoli
Sanzarello ed altri è dichiarato inammissibile perché presentato
fuori termine. L'emendamento 1, a firma degli onorevoli Oddo ed
altri è stato precedentemente dichiarato inammissibile.
L'emendamento A.25, a firma degli onorevoli Gianni ed altri è
dichiarato inammissibile perché presentato fuori termine.
L'emendamento A.21.2, a firma degli onorevoli Apprendi ed altri è
superato.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Sull'ordine dei lavori
GIANNI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNI Signor Presidente, devo constatare, con molta
amarezza, che lei ha una gestione dell'Aula assolutamente
faziosa. Lei non può fare quello che le pare
PRESIDENTE Onorevole Gianni, lei è intervenuto sull'ordine
dei lavori.
GIANNI Signor Presidente, lei gestisce l'Aula in maniera
indecente.
PRESIDENTE Onorevole Gianni, ritiri quello che ha detto La
richiamo all'ordine
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 513/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'esame
dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI Signor Presidente, aspetto una risposta: la
copertura finanziaria agli emendamenti che ne avevano bisogno chi
l'ha data?
PRESIDENTE L'ha data il Governo perché ha dato parere
favorevole; ho chiesto in tutti gli emendamenti il parere del
Governo. Il Governo ha dato parere favorevole, perché la
copertura era indicata; mi riferisco all'emendamento A.19.
Onorevoli colleghi, il voto finale su questo disegno di legge
sarà dato successivamente.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Seguito della discussione del disegno di legge numero 546/A
«Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»
PRESIDENTE Si passa al seguito del disegno di legge numero
546/A «Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»,
posto al numero 2) del VI punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti della VI Commissione a prendere posto al
banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, avevamo rinviato la discussione del disegno
di legge all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1
Innalzamento dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito
delle
persone fisiche e dell'aliquota dell'imposta regionale sulle
attività produttive
1. In coerenza con il patto nazionale per la salute per il
triennio 2007-2009 e ai fini dell'accesso al fondo transitorio di
cui al comma 796, lettera b), dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, con decorrenza dall'anno di imposta 2008:
a) l'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito
delle persone fisiche di cui all'articolo 50, comma 3, del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 è fissata all'1,4
per cento;
b) le aliquote dell'imposta regionale sulle attività produttive
(Irap) vigenti nella Regione, ai sensi del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche e integrazioni, e
delle disposizioni regionali di cui all'articolo 7 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e all'articolo 60 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, fatti salvi comunque i regimi
di esenzione, sono innalzate al limite massimo del 5,25 per
cento.
2. Le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche e
dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al comma
1, stimate in euro 287 milioni per ciascun anno, sono destinate
al finanziamento della maggiore spesa sanitaria 2007 - 2009.
3. In attuazione dell'articolo 1, comma 796, lettera b), della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, qualora si verifichino le
condizioni ivi previste, l'Assessore regionale per la sanità ne
dà comunicazione all'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, il quale è autorizzato ad adottare, con riferimento
all'anno di imposta successivo, il provvedimento di riduzione
delle aliquote di cui al comma 1».
Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, le anticipo
che chiedo qualche minuto in più rispetto al tempo previsto
perché non stiamo discutendo un provvedimento che è solo figlio
di un'urgenza temporale.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, siccome avevamo rinviato la
discussione generale, è chiaro che ha facoltà di parlare per
dieci minuti.
CRACOLICI Signor Presidente, le chiedo di andare oltre i
dieci minuti, perché credo che stiamo affrontando una questione
decisiva per questa Regione, e mi permetto di dire che sono
venuti al pettine tutti i nodi degli anni nei quali il Governo ha
scelto di non scegliere, anzi, il Governo di questa Regione ha
fatto finta di non vedere e ha favorito una condizione per la
quale si firmavano gli accordi a Roma, sottoscrivendo patti di
stabilità, impegnandosi a illuministiche previsioni di rientro
del disavanzo e puntualmente, ogni anno, aumentava e aumenta il
disavanzo del sistema sanitario in Sicilia e adesso siamo a un
punto di non ritorno.
Questo provvedimento sostanzialmente dice: per i prossimi anni,
chi vive in Sicilia e chi fa impresa in Sicilia sarà sottoposto
ad un onere del fare impresa e del vivere in Sicilia più caro e
più alto rispetto a qualunque altro cittadino che vive in altre
regioni italiane.
Stiamo decidendo, infatti, che anche i benefici previsti dalla
finanziaria nazionale, ad esempio quelli relativi al cuneo
fiscale che abbattono di diecimila euro il costo del lavoro per
ogni lavoratore assunto da un'impresa, non avranno nessuna
efficacia in Sicilia perché l'onere finanziario delle imprese che
operano nella nostra Regione sarà più alto rispetto a qualunque
altra regione che opera nel Mezzogiorno.
Stiamo decidendo di fare pagare sull'economia reale, sia di chi
produce ricchezza che di chi consuma ricchezza, il disastro della
gestione della sanità siciliana; un'IRAP che per i prossimi tre
anni arriverà al 5.25 per cento, il massimo previsto dalla legge;
una quota addizionale dell'IRPEF che la porterà all'1.4 per
cento, il massimo previsto dalla legge
E questa è la prima scelta che si sta facendo.
DINA Si tratta di una scelta obbligata
CRACOLICI Obbligata, come dice l'onorevole Dina, dal fatto che
in questi anni abbiamo chiuso gli occhi di fronte a quanto stava
avvenendo nel sistema sanitario siciliano.
L'altra operazione riguardo l'annuncio di futuri tagli che però
nessuno di noi conosce; si parla di un fantomatico piano di
rientro che nessuno di noi conosce, un piano che, da qui al 2010,
azzererà il disavanzo nella sanità, ma non si sa con quale
modalità.
Abbiamo già visto i primi modelli di azzeramento del disavanzo
per quanto riguarda la copertura al disavanzo 2006 Abbiamo visto
che con un colpo di matita si è scoperto che il sistema
sanitario, i bilanci delle aziende sanitarie, i bilanci delle
aziende ospedaliere avevano, ed hanno, una previsione nei loro
bilanci di oltre duecentottanta milioni di euro di passività e
che non sono più tali perché con questa legge non esisteranno più
i debiti, ovvero stiamo azzerando i debiti delle aziende che
avevano ed hanno iscritto nei loro bilanci.
Altro che fantasia tremontiana', siamo al falso in bilancio
prima o al falso in bilancio dopo; in qualche modo qualcuno sta
producendo un falso in bilancio: o c'era prima, perché c'erano
delle passività nei bilanci, sapendo che non c'erano più, o si
sta facendo ora, scrivendo e stabilendo con un colpo di matita
che non ci sono più debiti. Probabilmente, successivamente,
saranno aperti contenziosi di natura giuridica e saranno i
tribunali a stabilire chi avrà ragione e chi torto.
Si stabilisce che una parte del disavanzo che si è creato nel
sistema sanitario, in realtà, è opera dell'Assessorato della
sanità che non avrebbe trasferito, in tutti questi anni, una
serie di oneri che dovevano essere trasferiti alle Aziende e
considerato che non è stato fatto, vengono tenuti nel bilancio
senza erogarli e si cancella una parte del disavanzo dando
copertura, con queste risorse, al disavanzo gestionale.
La manovra è questa, una manovra che nasce al buio', onorevole
Assessore per la sanità.
Lei aveva l'obbligo, entro la fine di marzo, di produrre il
piano di rientro e di sottoscriverlo con lo Stato. E' da mesi che
lo aspettiamo e mi risulta che siamo all'ottava, alla nona
elaborazione e che ve ne sarebbe un'ultima di cui soltanto in
pochi ne sono a conoscenza.
Avremmo, tuttavia, voluto affrontare questa materia sapendo che
una parte delle coperture da voi previste con il famoso piano di
rientro sono effettivamente possibili e che non si tratti di
numeri scritti per fare finta di dare copertura, sapendo che non
la darete, e mantenere lo stato attuale.
Voglio però sottolineare un aspetto di questa manovra. Stasera
stiamo esaminando questa legge con la pistola puntata alla
tempia' perché l'argomento che si sta usando, nei confronti dei
colleghi, è che se non esitiamo questa legge, non solo non
potremo utilizzare il cosiddetto fondino' previsto dalla
finanziaria nazionale che attribuisce mille miliardi alle regioni
per dare copertura al disavanzo se si faranno operazioni virtuose
di rientro, ma sforando il patto di stabilità avremo ulteriori
sanzioni nell'assegnazione delle risorse da parte dello Stato.
Ed è una pistola puntata alla tempia, perché non c'è dubbio che
nessuno di noi intende recare un danno alla Sicilia e ai
siciliani, ma ancora una volta si sta discutendo di un
provvedimento sapendo che ci stiamo prendendo in giro.
E' una operazione in gran parte cartacea, dal punto di vista
finanziario, tranne su un punto chiaro: ai siciliani costerà di
più fare impresa e produrre reddito in Sicilia, a causa del
fatto che in Sicilia operano oltre 1900 strutture private
convenzionate ed è questa l'unica cosa che dobbiamo far sapere
alla Sicilia.
Non l'aveva prescritto il medico questo primato tutto siciliano
di un numero spropositato di convenzionamento esterno del
rapporto con il sistema pubblico in Sicilia.
A causa del fatto che siamo la Regione con il più alto indice di
ospedalizzazione in Italia da parte dei cittadini siciliani; a
causa del fatto che non solo siamo la Regione che ha il consumo
medio più alto d'Italia dei farmaci, ma, in alcune province di
questa nostra Regione, il consumo è inspiegabilmente il 30-40 per
cento in più rispetto alla media regionale.
A tutto questo si assiste come ad un dato statistico, come
elemento di conoscenza di dati, ma non sono stati mai messi in
moto quei provvedimenti che potessero evitare lo stato attuale.
Mi chiedo come spiegheremo alle imprese in Sicilia che devono
assumere e creare lavoro. Perché vorrei ricordare che una voce
che concorre all'IRAP è costituita dall'impresa che ha rapporti
di lavoro dipendente regolari e che paga l'IRAP sugli oneri dei
lavoratori.
Stiamo sostenendo che non conviene assumere perché altrimenti si
rischia di pagare un'IRAP più alta rispetto ad altre regioni,
stiamo sostenendo la tesi che non conviene farsi mettere in
regola per il lavoratore, perché se il lavoratore è messo in
regola pagherà l'IRPEF, la quota addizionale prevista da questa
manovra, più alta.
Voglio fare un esempio a tal proposito. Proprio stamattina ho
incontrato un ex dipendente INPS che da una decina di anni è in
pensione, mille, millecento euro di pensione al mese dopo
trentacinque anni di lavoro.
Questa mattina si è recato all'INPS chiedendo di aver modificato
il CUD perché pensava ci fosse stato un errore, ritenendo
impossibile aver ricevuto nell'anno 2006 un reddito inferiore
rispetto al 2005.
Tra le voci che determinavano una minore quantità di pensione
erogata, si era accorto di aver pagato una quota addizionale di
circa 360 euro in più rispetto all'anno prima, in quanto la quota
addizionale era passata dallo 0,9 all'1,4, cioè una persona con
una pensione di 1000 euro al mese, per tredici mensilità, alla
fine ha pagato lo 0,5 in più di IRPEF (dallo 0,9 all'1,4) di 360
euro.
Stiamo parlando di un pensionato a reddito fisso di 1000 euro al
mese e 360 euro non sono poca cosa. Aggiungete a questo che lo
stesso pensionato va pagare il ticket che in Sicilia è diventato
il più caro d'Italia.
Questa è la situazione che si è determinata e mi chiedo come si
può far finta di niente e a lasciare le cose così come stanno.
C'era il dovere di presentare il piano di rientro in
quest'Aula, di discuterlo con i Siciliani, di far capire a tutti
quella che è la situazione drammatica che si è ereditato come
persona, ma il Governo che siede tra questi banchi è lo stesso di
quello che ha prodotto questa situazione.
E mi chiedo se sia possibile far finta che la vicenda diventi
un aspetto contabile, una matita rossa e blu con cui si stabilire
da dove prendere i soldi e dove portarli per fare finta di far
pareggiare i conti. Qui stiamo pareggiando i conti penalizzando
l'economia di questa Regione.
Da domani, dopo questa legge, la ricchezza in Sicilia sarà
inferiore, la possibilità di creare sviluppo sarà inferiore,
altro che legge sullo sviluppo
Dopo la finanziaria, il Governo aveva annunciato - e concludo -
la legge sullo sviluppo. Finalmente abbiamo capito qual è l'idea
di sviluppo di questo Governo
La vera legge sullo sviluppo è stata prodotta oggi in Sicilia
pagando più tasse e che la sanità continuerà a produrre
sperperi, che la gente continuerà ad avere una sanità mediamente
non buona; il risultato sarà che la Sicilia sarà la regione dove
vivere e lavorare costerà più che altrove.
PRESIDENTE Volevo comunicare all'Aula, prima di dare la parola
all'onorevole Fiorenza, che l'onorevole Cracolici ha parlato per
sette minuti, oltre i dieci.
Chiedo, pertanto, ai parlamentari DS che sono iscritti a parlare
se possono fare recuperare all'Aula questi sette minuti. E'
iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha facoltà.
FIORENZA Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimanendo in
assoluta linea di continuità con l'intervento precedente,
aggiungerei che il Governo, oltre ad occuparsi giustamente di un
tentativo di risanamento dei conti, dovrebbe anche occuparsi, in
previsione di quelli che potrebbero essere gli sperperi che
nell'ambito della sanità pubblica continuano ad effettuarsi, del
numero dei convenzionati esterni, così com'è stato detto fino ad
ora.
Occuparsi, per esempio, delle innumerevoli quantità di
certificazioni ISEE che producono, a mio avviso, in modo
drammatico, un contributo enorme a quello che è lo sperpero in
sanità, ma, quello che mi lascia particolarmente colpito è come
una legge di questo genere riesca ad approdare in Aula attraverso
il sistema legislativo.
I provvedimenti inseriti nel testo potrebbero essere promulgati
attraverso atti amministrativi e vorrei chiedere ai colleghi
deputati quanti di loro sono a conoscenza della categoria dei
farmaci ATC4C09AA, ACE inibitori non associati
Vorrei sapere quanti dei colleghi in Aula sono a conoscenza del
fatto che da oggi, se questa legge verrà approvata, parecchi
medici di base non consultati
LAGALLA assessore per la sanità. Consultati, onorevole
Fiorenza.
FIORENZA Ci risulta anche dalla stampa di oggi che le diverse
organizzazioni sindacali, compresa la FING non hanno gradito
genere di provvedimenti, contrariamente, invece, a quanto
l'assessore aveva riferito in Commissione.
Questa è una proposta di legge assolutamente illiberale e
proviene proprio dal centrodestra. Questo è un genere di
promulgazione di legge che non consentirà più ai medici di
famiglia di potere prescrivere farmaci E' questo il dato vero e
se voi pensate che attraverso provvedimenti illiberali si potrà
ridurre la spesa farmaceutica, credo che il dado sia ormai
tratto . Non è il metodo migliore, non è un percorso
accettabile dall'Aula.
Non credo che in quest'Aula siano passati provvedimenti di
questo tipo attraverso una legge, mi chiedo il perché di questa
manovra, ma è facilmente intuibile.
Si tratta di una manovra tattica, di un tatticismo
amministrativo perché la legge, in questo modo, non potrà essere
impugnata dalle aziende farmaceutiche, invece, il provvedimento
potrebbe essere impugnato dalle aziende farmaceutiche attraverso
un ricorso al TAR che potrebbe concedere la sospensiva.
Credo che i tatticismi debbano avere una logica quando non
prevedono che, nel mezzo, ci sia la salute della gente
Credo che bisogna passarsi prima una mano sulla coscienza e,
successivamente, potere promulgare atti amministrativi non
passando dalla buona fede dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge vuole porre la nostra Regione nelle condizioni di
accedere al fondo transitorio e, quindi, recuperare una certa
quantità di quattrini dallo Stato.
Nella relazione al disegno di legge c'è un'argomentazione molto
interessante riguardante l'applicazione della legge del 2004,
numero 311, la quale prevedeva che in presenza di disavanzi
bisognava aumentare l'addizionale del reddito, aumentare
l'aliquota e così via, in mancanza di provvedimenti di ripiano
per l'esercizio 2005 nella Regione - e limitatamente all'anno
d'imposta 2006 - si provvede all'aumento dell'IRPEF e dell'IRAP.
Tutto questo non è avvenuto e, per quanto riguarda questa norma
che stiamo approvando, improvvisamente ci accorgiamo di non
avere fatto niente nel passato e che si deve correre ai ripari e
l'Assessore La Galla giustamente propone questa nota.
La prima cosa da dire è che il Governo ammette di non avere
fatto niente per affrontare il problema della sanità in Sicilia,
non l'Assessore La Galla.
La seconda questione che si evidenzia è che improvvisamente,
proprio per venire incontro a questa drammatica situazione,
alcune categorie che abbiamo cercato di favorire applicando loro
una aliquota IRAP del 3,25 per cento, si vedranno aumentare di
due punti il loro contributo, quasi raddoppiata.
Una forma estremamente grave che disincentiva le imprese ad
operare nel nostro territorio.
Vi è anche una strana norma che dimostra che la Sicilia non ha
tutto questo debito per quanto riguarda la sanità, ma ha 273
milioni di Euro di debito in meno perché si fa riferimento ai
conti precedenti al 2002, debiti che riguardano gestioni di
contabilità finanziaria precedenti e, quindi, si cancellano.
Cito solo gli ospedali di Palermo: il Policlinico Universitario
ha 12 milioni di questi debiti, il Cervello ne ha 500 mila euro,
Villa Sofia ha 0, il Civico ha 592 mila euro.
Come si spiega queste differenze dell'ordine di venti volte per
strutture sostanzialmente paragonabili.
Si scopre che l'AUSL n. 3 di Catania ha 74 milioni di debiti che
vengono cancellati, mentre l'AUSL n. 6 di Palermo, altrettanto
grande, ne ha solo due milioni, un rapporto di uno a trenta.
Ci sono delle anomalie difficile da comprendere e rispetto alle
quali sarebbe interessante sapere se l'Assessorato ha fatto delle
indagini particolari per capirne le ragioni.
L'altra questione riguarda la spesa farmaceutica.
Sul merito, credo che si tratti di una questione che vada
gestita con decreto e credo che l'Aula non debba intervenire, né
vale l'affermazione secondo la quale con un intervento
legislativo si potrebbero superare i ricorsi al Tar e, quindi, la
possibilità di rendere sostanzialmente non applicabile la
disposizione.
Ma, caro Assessore, i ricorsi al Tar sono fatti per garantire
ai cittadini il rispetto dei diritti, quindi è di estrema gravità
fare una norma di questo tipo con l'intento di impedire ai
cittadini di difendersi.
Sul piano sostanziale è una norma fatta per impedire ai
cittadini di ricorrere al Tar ed è gravissimo.
La prego di chiarire, quindi, se effettivamente le cose stanno
così, in caso contrario ci aiuti a capire perché una norma, che
oggettivamente è di profilo tecnico, debba essere fatta per legge
e non per decreto amministrativo.
Per quanto riguarda la terza questione, mi risulta che la spesa
farmaceutica corrisponde al 13- 14 per cento della spesa
sanitaria complessiva.
LAGALLA assessore per la sanità. Corrisponde al 19.6 per
cento, l'unica regione che sfora del 50 per cento in Italia.
TUMINO E' molto grave, con questa norma si punta a contenere
la spesa farmaceutica, ma il Governo non quantifica il risparmio
che verrebbe da essa.
Supponiamo che ci sia un risparmio consistente, assessore La
Galla, non c'è nessuna norma che preveda di contenere la spesa
relativa a tutte le attività convenzionate. Non mi pare che le
convenzioni con i privati siano state attenzionate in questo
disegno di legge ed anche quelle hanno una percentuale notevole
nel quadro complessivo, il problema è se la nostra Regione fa
delle scelte strategiche nel campo dello sviluppo.
Ricordo che prima di approvare la finanziaria si fece un gran
discutere su una norma generale sullo sviluppo da approvare in
tempi brevi ed il Governo si appellò a questo obiettivo facendo
ritirare tutta una serie di norme che puntavano alla eliminazione
degli enti inutili, quali ad esempio l'ente di sviluppo agricolo.
Si disse che tutto questo sarebbe rientrato nella legge per lo
sviluppo, una legge che dovrebbe trovare nella norma sulla sanità
il quadro di riferimento perché la sanità assorbe più del 50%
delle risorse.
Mi sembra che quanto si sta facendo ha la sola funzione di
tamponamento, è completamente monco perché manca di un quadro
strategico, non abbiamo modificato le traiettorie, questa nostra
Regione si troverà ad essere in condizione ancora peggiore nei
prossimi anni.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
gli interventi dell'opposizione che mi hanno preceduto, mi auguro
che anche la maggioranza partecipi a questo dibattito perché non
è svolto su un disegno di legge qualsiasi, ma indica anche un
metodo, un modello di sviluppo che il centro-destra sta portando
in Sicilia.
E' stato detto, con grande efficacia che, in questo primo anno
di legislatura, non sono stati approvati disegni di legge
significativi; erano stati annunciati disegni di legge sullo
sviluppo, sulla riforma del mercato del lavoro, non sono mai
arrivati e non sono in uno stato avanzato di discussione nemmeno
nelle Commissioni legislative.
La sanità rappresenta un elemento fondamentale delle politiche
di bilancio e del risanamento della spesa in Sicilia e tutti
sanno che, senza un riordino della spesa sanitaria, sarà
difficile incidere sulla crescita e sullo sviluppo di una Regione
che paga ritardi ed inadempienze macroscopiche.
Noi siamo contrari, fortemente contrari, all'impostazione del
disegno di legge per le cose che sono state dette, non ha nessun
respiro strategico, non c'è una pianificazione, non c'è una
programmazione, un piano serio di rientro deve essere fatto
contestualmente al nuovo piano sanitario regionale, a una serie
di atti che sono fondamentali per incidere sugli sprechi e sulle
risorse della sanità che non sono solo nel settore farmaceutico.
E a questo proposito l'onorevole Fiorenza ha detto una cosa
estremamente importante.
Vedete, fare un provvedimento di quel tipo con un provvedimento
legislativo e giustificarlo col fatto che, poi, gli operatori non
possono appellarsi perché noi gli imponiamo un criterio per legge
perché se fosse stato fatto un decreto potevano ricorrere,
significa limitare la libertà sul piano costituzionale, sul piano
della democrazia e questo intervento dell'assessore Lagalla non è
condiviso da alcuno degli operatori sanitari, non è vero che i
medici di base sono a favore, non è vero che gli operatori della
sanità pubblica sono a favore perché non si indica, qui, una
scelta.
Il primato che noi abbiamo sulle strutture convenzionate o
preaccreditate - e ora ne verranno accreditate altre perché,
come molti di voi sanno, in Commissione è passato il piano per
l'RSA e in Sicilia occidentale non sono presenti e quindi ci
saranno, ora, nuovi posti e nuove spese per il sistema sanitario
così come ci sono anche altri problemi che riguardano i posti
letto, ma riguardano anche le tante inefficienze i ritardi, i
cittadini attendono mesi e mesi in settori specialistici che
incidono sui livelli essenziali di assistenza.
Allora, noi esprimiamo sul disegno di legge un giudizio
negativo e lo diciamo, con grande franchezza, ora all'assessore
Lagalla ed al Governo perché esso aumenta le tasse e non indica
nessuna strada seria di riordino e del risanamento della spesa
sanitaria; non ci sarà nessuna complicità da parte delle
opposizioni, non solo con il nostro voto contrario, ma neanche
con il mantenimento del numero legale perché noi ci rendiamo
conto che si perdono risorse per la Sicilia ed è un fatto
gravissimo ma i ritardi non attengono alla responsabilità
dell'opposizione.
Questo provvedimento poteva venire prima in Aula, ha già
ottenuto dal Governo nazionale una proroga sui termini entro il
quale doveva essere presentato e viene fatto un giorno prima per
cercare di coinvolgerci Occorre che il provvedimento cambi
radicalmente, ad esempio ritirando tutti gli emendamenti e, in
primo luogo, quello che riguarda la spesa farmaceutica e
discutendo, in termini di valutazione, su quello che è uscito
dalla Commissione Bilancio e accogliendo anche alcune proposte
che sono di riordino e di controllo serio di un settore nel quale
tutto è nelle mani del Governo e della maggioranza.
La sanità deve servire per i cittadini e per i cittadini più
deboli, non soltanto per ottenere consensi e larghi consensi e la
gestione clientelare della sanità in alcuni ambienti; in alcune
province è estremamente scandalosa, basti pensare che nella
provincia di Siracusa i posti della sanità privata hanno superato
i posti letto della sanità pubblica.
Allora, c'è un problema centrale di impostazione di un
provvedimento che riguarda il complesso di un mondo che è un
mondo nel quale alle inefficienze, agli sprechi e alla mala
sanità si intersecano alcuni centri di interesse che, poi,
diventano elementi centrali di un sistema di potere.
Pertanto, se c'è una rete di interessi che non viene
minimamente toccata da questo provvedimento, perché quest'ultimo
si basa sull'eliminazione dei 200 milioni di euro, tagliati con
una penna o con un colpo di matita, con dei revisori dei conti
complici, e si basa poi sull'aumento delle tasse e
sull'intervento della spesa farmaceutica che incide anche sui
cittadini che hanno maggiori difficoltà, che non hanno la
possibilità di comprare alcuni farmaci perché il tetto sui
farmaci è un provvedimento che è stato fatto in Puglia ed in
altre regioni, ma in Sicilia è stato aggravato ulteriormente
perché appesantito da una serie di circostanze che certamente non
lo rendono un provvedimento che si può fare in una seduta serale
o all'una di notte. Su questo provvedimento occorre confrontarci
con un esame approfondito, serio perché innanzitutto, tutti gli
operatori della sanità ed i cittadini siciliani sappiano di che
cosa stiamo parlando.
Io credo che le inadempienze ed i ritardi siano tutti di questo
Governo e del centro-destra che ha avuto una continuità
amministrativa e non può scaricare su altri responsabilità che
sono totalmente proprie. Pertanto, annuncio che il Gruppo de La
Margherita interverrà su tutti gli emendamenti, farà il proprio
dovere fino in fondo e si esprimerà in maniera nettamente
contraria rispetto ad un provvedimento che non condivide.
GUCCIARDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GUCCIARDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato già
detto questa sera, in questi pochi interventi, la dimensione del
disastro dei conti della sanità nella nostra regione. E' stato
detto non soltanto stasera. In sede di approvazione dell'articolo
24 della legge finanziaria del 2007 si è tentato di intervenire,
è stato lanciato l'allarme su una spesa sanitaria che nell'arco
dell'esercizio del 2006 si era quasi per incanto triplicata.
Avevamo sperato, pur da una posizione estremamente critica di
opposizione, che, a seguito dell'annuncio, che una svolta doveva
esserci nella gestione della sanità disastrosa della nostra
regione. Si poteva davvero sperare che l'atto di indirizzo di
politica sanitaria, a questo punto, vorrei dire tanto
strombazzato dal governo della Regione, è rimasto ad oggi,
purtroppo, una mera enunciazione tendenziale.
Il piano di rientro e la relazione al piano di rientro che
questa sera è portato all'attenzione del parlamento è la prova
che quell'atto di indirizzo sulla politica sanitaria è
sostanzialmente una mera enunciazione e segna il fallimento della
politica sanitaria avviata nel 2006 da questo Governo.
Io mio chiedo se a fronte di tanti punti condivisibili di
quell'atto di indirizzo che l'opposizione, tanti deputati di
opposizione, in questa sede, in sede di discussione di legge
finanziaria, hanno sottolineato oggi che il Governo e l'assessore
al ramo avevano l'opportunità, la prima straordinaria opportunità
di dimostrare che quell'atto di indirizzo era davvero il cardine
di un nuovo modo di concepire la sanità nella nostra regione,
invece, la relazione al piano di rientro che stasera è
all'attenzione del parlamento regionale è a dir poco
insufficiente. E' insufficiente perché? Io chiedo al Governo dove
sono indicate le modalità del rientro? Signor Presidente, è stato
detto che da questo piano di rientro risultino penalizzati
soltanto i cittadini della Regione e le imprese della regione,
non si interviene per razionalizzare e modernizzare la sanità
come pure l'Assessore in quell'atto di indirizzo aveva indicato e
in qualche modo avevamo detto che era condivisibile quel
percorso.
Mi chiedo allora dove sia la reingegnerizzazione', così è
detto in quell'atto di indirizzo della rete ospedaliera
regionale, mi chiedo dove stia la rimodulazione e la
razionalizzazione della spesa sanitaria, dove stia il piano
strategico della nuova rete di servizi sanitario che in questa
Regione avrebbe dovuto cambiare non soltanto la qualità dei
servizi in senso positivo, ma avrebbe dovuto far rientrare la
sanità e la spesa sanitaria sotto il controllo del Governo e
delle istituzioni.
Interverremo diceva il Presidente Barbagallo, perché ci
sentiamo tutta intera la responsabilità di fronte ai cittadini
della Sicilia, di liquidare un Piano di rientro che è
semplicemente una finzione ed è persino offensivo per i cittadini
di questa Regione che continuano ad aspettare il Piano di
sviluppo che il Governo aveva annunciato in sede di adozione
della legge finanziaria 2007 nel mese di gennaio ed ancora il
Parlamento aspetta quel disegno di legge sullo sviluppo che,
invece, non esiste.
I colleghi deputati, prima di me, hanno riferito di questa
scelta del disegno di legge e della legge per porre in essere,
per adottare provvedimenti che sono tipici di un atto
amministrativo. Il Parlamento questo lo deve sapere, lo dobbiamo
sottolineare ed è un fatto molto grave che nei verbali della
Commissione di merito si dica espressamente che venga adottato
il provvedimento legislativo per intercettare un rimedio che
l'ordinamento giuridico e costituzionale, del nostro Paese,
concede a qualunque cittadino di questa Regione e di questo Paese
per portare in sede di tutela giudiziaria dei diritti, appunto i
propri diritti.
E' davvero una aberrazione giuridica, ed è davvero una
sottovalutazione della valenza del provvedimento legislativo che
non può semplicemente essere un espediente a mio parere in un
momento tardivo, estremamente tardivo, dell'incapacità del
Governo e della maggioranza di tenere sotto controllo la spesa
sanitaria nella nostra Regione. Intercettare la possibilità di
un rimedio giuridico attraverso una sottovalutazione della
funzione e della nobiltà del provvedimento legislativo.
Io chiedo a questo Parlamento e al Governo della Regione: il
disavanzo del 2006 chi lo ha determinato? Il Parlamento ha il
diritto di sapere. I cittadini della Regione hanno il diritto di
sapere.
Lo ha determinato la Regione o la hanno determinato le Aziende
sanitarie? Tutto questo non si evince. Io mi chiedo: chi risponde
sul piano politico ed istituzionale del disastro dei conti della
sanità in Sicilia? Finora ne rispondono soltanto i cittadini e le
imprese della nostra Regione. E l'Assessore al ramo in sede di
Piano di rientro dovrebbe illustrare al Parlamento il risultato
del controllo sulla gestione del 2006 che le norme dello Stato
hanno posto con il decreto legislativo n. 502 del l992 e con le
successive modifiche ed integrazioni. Io stesso - in sede di
modifca alla finanziaria - avevo posto il problema; invece tutto
ciò rimane semplicemente ancorato ad un anacronistico e superato
controllo sugli atti peraltro, a mio avviso, superato, con le
Aziende che funzionano a regime economico patrimoniale. Il
Governo sa bene, che il controllo sulla gestione sarebbe lo
strumento per poter intervenire sul controllo dei conti della
Regione ed invece quest'ultima non interviene e si ostina,
attraverso il comma 17 dell'art. 24 della legge finanziaria, a
riproporre un controllo sugli atti assolutamente insufficiente
per potere parare e controllare i conti della Regione, e questa
sera, in quattro paginette, ci si viene a proporre il Piano di
rientro di circa 2.000 miliardi di vecchie lire. La Regione, io
mi chiedo, come ha valutato, signor Assessore, l'efficacia della
gestione delle Aziende? Verificando il rapporto tra obiettivi
prefissati e obiettivi raggiunti? Sapete perché non lo fanno?
Perché gli obiettivi non vengono prefissati se non con una mera
enunciazione di intenti e gli obiettivi non possono essere
verificati perché gli obiettivi non sono mai stati dati davvero,
come lo spirito della legge che prevede la gestione economico-
patrimoniale delle Aziende sanitarie e quindi, come dicevo prima,
il controllo sulla gestione.
La Regione, come prevede la legge dello Stato, ha mai
determinato seri criteri di verifica dei risultati della gestione
come prescrive il decreto legislativo n. 502?
Io mi riferisco a norme dello Stato che avrebbero concesso alla
Regione di poter intervenire in questo senso, l'Assessore non è
stato conseguente rispetto all'atto di indirizzo che pure era
stato in qualche misura apprezzato, non sono stati mai introdotti
e non lo sono neppure stasera, dei seri indicatori di qualità
delle prestazioni erogate, non sono stati mai introdotti
indicatori di rendimento per verificare, assessore, il rapporto
tra i fattori della produzione che lei attribuisce alle aziende
ed i risultati del processo produttivo. Io dico che la relazione
di presentazione al Piano di rientro che stasera è all'attenzione
del Parlamento testimonia il fallimento di questa svolta che
doveva esserci e non c'è stata nella politica sanitaria della
Regione.
E per questo, siamo molto rattristati e molto delusi.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal tenore degli
interventi fatti da chi mi ha preceduto, oltre a valutazioni
politiche mirate al disegno di legge attuale vengono poste in
essere valutazioni più complessive evidenziando una carenza quasi
di governance generale di tutti i provvedimenti che in un mosaico
complessivo dovrebbero contenere e avviarsi verso il risanamento
della spesa sanitaria in questa Regione. E questo disegno di
legge non può essere considerato da solo, va inquadrato in un
contesto più generale che parte sicuramente dalla finanziaria
regionale.
L'articolo 24 già pone sicuramente uno scenario, un percorso
nel quale avviarsi per invertire la tendenza e per aggredire i
nodi strutturali di una spesa che è cresciuta a dismisura, il
disegno di legge attuale interviene anche in questa direzione,
nel mezzo ci sono quei provvedimenti amministrativi del piano di
risanamento che non possono essere oggetto di un momento
legislativo sicuramente e per la peculiarità e per la
specificità, viene criticato, tra parentesi, un intervento sui
farmaci che deriva, discende sicuramente dall'impossibilità di
provvedere con un provvedimento amministrativo perché si espone
ad impugnative non tanto dei cittadini ma anche delle case
farmaceutiche che potrebbero veramente vanificare l'intervento
che vuole fare la Regione.
Non è il cittadino o il medico che è messo al di fuori di una
impugnativa ma sono le case farmaceutiche che sono poteri forti
che possono intervenire in questo contesto. Quindi, noi
critichiamo questa scelta un po' strana ad intervenire sul piano
legislativo o su un provvedimento che deve essere amministrativo,
ma è sicuramente mutuato da questo ragionamento che sto facendo.
A maggior ragione gli interventi complessivi del piano di
risanamento non possono essere oggetto di interventi legislativi,
l'assessore poi ne parlerà nel dettaglio è stata fatta una
delibera di giunta sono stati programmati diversi interventi
sull'assistenza farmaceutica, sull'assistenza specialistica
territoriale, sull'assistenza ospedaliera, sui costi del
personale e sui costi di beni e servizi e non entro nel dettaglio
perché ritengo non sia la sede adatta in questo momento, non
stiamo facendo un dibattito complessivo sul piano di risanamento
ma nel piano di risanamento il disegno di legge attuale ha una
posizione centrale fondamentale: noi partiamo dal deficit, da un
disavanzo che è un disavanzo che non è solo siciliano, tutte le
regioni anche le regioni rosse più ricche e anche le meno ricche
come la Campania hanno questo grave problema del disavanzo
sanitario che in proporzione raggiunge livelli più alti nelle
altre regioni. La Sicilia al confronto ha un deficit che è
sicuramente minore ed essa ha anche avuto la possibilità nel 2004
di poterlo risanare con propri fondi.
Tutte le altre regioni stanno cercando ora di accedere a questo
fondo transitorio con un piano di risanamento che va programmato
nei dettagli.
Il deficit strutturale c'è, va aggredito, siamo convinti che
l'insieme dei provvedimenti potrà darci la strada e la
consapevolezza che un nuovo senso di responsabilità deve entrare
anche nelle scelte sanitarie e nella conduzione della spesa
sanitaria perché l'economia sanitaria ci impone questo: non solo
gli obiettivi di salute che sono fondamentali ma anche i criteri
di efficacia e di efficienza che devono entrare nella gestione
delle nostre strutture sanitarie.
Il disegno di legge in esame lo ritengo obbligatorio perché
discende anche da norme nazionali.
Se andiamo, a ritroso, ad un'analisi delle fonti giuridiche di
questa scelta troviamo la legge 311 del 2004, la finanziaria del
2004, che impone tale meccanismo che ritengo importante perché
responsabilizza le regioni nella spesa sanitaria, introduce il
meccanismo di intervenire con le addizionali regionali.
La legge n. 266 del 2005 impone l'1 per cento di aumento e ce
lo siamo ritrovati nel 2006.
La legge n. 296 del 2006, l'ultima finanziaria, ha reso
permanente questo meccanismo e anzi ha imposto, per potere
accedere al fondo transitorio, l'innalzamento al limite massimo.
Siamo in un'evoluzione legislativa in cui per accedere al fondo
transitorio vi è l'obbligo di innalzare le addizionali regionali.
E' una scelta indispensabile, obbligata portarla a quel livello
per rientrare nel fondo transitorio che sarebbe quella ciambella
di salvataggio che ci aiuterebbe a risanare il disavanzo
sanitario insieme a tutti gli altri provvedimenti. Senza gli
altri provvedimenti di cui abbiamo parlato, l'articolo 24 della
finanziaria, i nuovi provvedimenti amministrativi che
l'Assessorato sta ponendo in essere sicuramente sarebbero una
guerra già persa perché il fondo transitorio è un aiuto, bisogna
aggredire alla radice una spesa strutturale che è sempre
crescente.
Lo stiamo facendo con questo disegno di legge e ritengo che
ogni demagogia, ogni populismo vada messo da parte
Questo disavanzo c'è e probabilmente c'è stato un momento di
disattenzione anche nella gestione complessiva ma è un fenomeno -
e non è una consolazione sicuramente - che ha riguardato la
sanità in tutta Italia.
La sanità è un sistema complesso dove la domanda del bisogno e
dell'offerta è regolata molto spesso da una variabile
incomprensibile che è la prescrizione del medico che rivendica
spesso coscienza e scienza e quindi non può essere richiamato a
protocolli terapeutici, a protocolli diagnostici.
Su questo versante l'Assessorato sta cercando di intervenire
con provvedimenti amministrativi che potranno consentire di
evitare quei paradossi del 19 per cento di incidenza della spesa
farmaceutica nel complesso della spesa generale che è molto
lontano dal 13 per cento che dovrebbe essere che può consentire
anche di mettere fine ad un luogo comune che - a mio avviso - è
frutto di populismo e di demagogia ossia il numero dei
convenzionati elevato in Sicilia è un fatto positivo, è una
presenza capillare, è una presenza precisa in territori che
presentano difficoltà orografiche di collegamento.
Ciò che va valutato è il macroaggregato delle spese dei
convenzionati, che non è sicuramente maggiore degli altri
macroaggregati omogenei delle altre regioni, è lo stesso
macroaggregato di spesa. La spesa è la stessa, se non inferiore,
ma divisa per più parti, per più strutture. Ci sono più strutture
ma la spesa complessiva è la stessa
Questo momento di critica complessiva al numero dei
convenzionati, come se fosse il segno di un degrado, il segno di
un clientelismo lo ritengo fuori luogo e frutto di una
impostazione ideologizzata della visione del problema.
BALLISTRERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALLISTRERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
premessa devo esprimere il mio rammarico per la reiterazione di
un metodo, di una vecchia tecnica politica che è quella che a
fronte di difficoltà della maggioranza, di esigenze di
velocizzare decisioni su questioni importanti, di portare in Aula
i provvedimenti in articulo mortis' e sostanzialmente di porre
l'Assemblea di fronte al fatto compiuto di dovere comunque
pronunciarsi e decidere.
In questo caso, su una questione fondamentale e vitale per i
cittadini e le cittadine di questa Regione quale è quella della
sanità pubblica e l'accesso al fondo straordinario per
intervenire su una condizione di disastro che è sotto gli occhi
di tutti.
Da questo punto di vista, il provvedimento in questione, il
provvedimento presentato dal Governo ci dice una cosa molto
semplice: è come il bambino della fiaba di Andersen che dice
mentre tutti fanno finta di nulla, il re è nudo'. C'è un
colossale buco nero nella finanza pubblica di questa Regione, c'è
un colossale buco nero nella sanità di questa Regione. Sanità
pubblica per modo di dire.
La sanità è ormai una sorta di Caporetto'; una Caporetto dei
conti pubblici regionali. E questo avviene in presenza di un
dibattito nazionale che ha riguardato in questi anni il rispetto
dei parametri di Maastricht, il rispetto dei conti pubblici, del
risanamento pubblico. Come se il trattato di Maastricht non fosse
mai esistito e come se esso dovesse ricadere per intero soltanto
sui soliti noti impegnati a risanare le finanze pubbliche in
questo Paese, in questa Regione.
Cosa viene fuori dal dibattito sulla sanità in Sicilia? C'è un
povero cittadino, un cittadino medio di questa Regione, qualcuno
citava le retribuzioni medie di dipendenti intorno a mille euro,
che viene penalizzato due volte. La prima volta perché si vede
aumentate le imposte attraverso l'aumento dell'IRAP che arriva al
massimo e questo alla faccia dei tanti dibattiti che il centro-
destra fa nel Paese, di ridurre le imposte, di ridurre le tasse:
meno tasse per tutti era lo slogan di qualche candidato premier,
le imposte invece aumentano; aumentano per i cittadini e
aumentano per le imprese. Alla faccia della fiscalità di
vantaggio che viene propagandata e strombazzata da tutti ai
quattro venti Ma quale imprenditore verrà mai in questa Regione
quando le infrastrutture sono a livello che conosciamo; la
Pubblica Amministrazione Dio ci salvi Le imposte aumentano,
andranno sicuramente ad investire in altre parti del Paese, anche
del Mezzogiorno, certamente non in Sicilia.
Lo sviluppo, le leggi per lo sviluppo rappresentano pie
intenzioni. Altro che opportunità per quanto riguarda questa
nostra Regione
Il povero cittadino siciliano poi viene tormentato una seconda
volta perché diminuiscono le prestazioni con questo disegno di
legge. I ticket saranno più alti, come è noto già adesso, e
avremo tagli alle prescrizioni dei medicinali. Per alcune
categorie di medicinali ci saranno le file per arrivare prima dai
medici convenzionati per farsi prescrivere - perché c'è un
accontingentamento dei medicinali stessi - avremo una sorta di
condizione che è quella che evoca la fila davanti ai magazzini
sovietici. Altro che liberal-liberalismo da parte di questo
Governo
Insomma c'è un ulteriore impoverimento delle persone ed un
ulteriore scadimento del già basso livello di prestazione Welfare
complessivo di questa nostra Regione.
E la famiglia, poi, non parliamo della famiglia Molti amici
parteciperanno al family day, il Presidente della Regione la
evoca continuamente come una grande istituzione da tutelare, lo
stesso fa la maggioranza di governo, ma non sarà Cuffaro a
doversi appellare alla Madonna, ma i cittadini di questa Regione
ad invocare la Madonna per proteggersi da quello che sta
avvenendo con questi provvedimenti legislativi.
Ciò avviene mentre si sviluppa un dibattito che culminerà con
grandi celebrazioni per il 60 della prima seduta di questa
nostra Assemblea ed un giorno fa uno storico come Francesco
Renda, in un dibattito, ci ricordava che il problema non è
tanto nell'articolo 14, nella potestà legislativa, ma è nel modo
con cui si utilizza questa potestà legislativa e, se si utilizza
in questo modo, sicuramente finirà per fare molto male alla
gente di Sicilia.
Questo è il dato che emerge dal provvedimento in questione e
ciò a prescindere dall'impegno, dalla professionalità
dell'assessore La Galla che ce ne mette tanto, che è tanto
disponibile ma che deve sottostare alle ragioni della politica e
della sua maggioranza.
Ciò avviene tra l'altro mentre il Presidente della Regione ha
sottoscritto un protocollo d'intesa con il Governo nazionale, il
tanto vituperato Governo nazionale, che prevede 3 miliardi per la
sanità per le regioni meridionali.
Ma quei 3 miliardi destinati alla regioni meridionali si dice
testualmente che saranno per investimenti e dice quel protocollo
d'intesa che bisogna porre fine alla spirale di un debito che
alimenta altro debito e cambiare ora le cifre destinate alle
regioni con la conseguenza che bisogna cambiare anche i piani di
rientro già approvati'.
Questo è il dato che emerge dal rapporto con il Governo
nazionale, che mette risorse ma fa una raccomandazione: di
utilizzarle non per le spese, magari private, ma per investimenti
per potenziare la sanità nel Mezzogiorno.
Un altro profilo che mi preme mettere in evidenza - e l'ho già
esposto all'assessore La Galla in Commissione - è che non è
possibile che non risponda mai nessuno dei danni provocati in
questa Regione all'erario pubblico, non è possibile che le
aziende sanitarie locali adesso denuncino debiti non iscritti nei
precedenti bilanci - e ricordiamo che le ASL hanno la forma
dell'ente pubblico che risponde, dal punto di vista patrimoniale
contabile alla Corte di conti - e che tali debiti vengano
improvvisamente cancellati attraverso questo provvedimento
legislativo.
E' una cosa intollerabile per rispetto alle persone che vivono
con mille euro al mese, quando va bene, in questa nostra Regione
Si rimuovano i responsabili dei debiti non presenti negli
scorso bilanci, si rimuovano i direttori generali, perché c'è un
principio di etica pubblica che deve essere rispettato assieme ai
revisori dei conti che, sicuramente, quanto meno, avevano
qualche problema dal punto di vista della capacità di penetrare
nella struttura dei bilanci che sono stati approvati.
Concludo. Stiamo attenti perché poi alla fine tutta questa
nostra velocità ed il senso di responsabilità anche da parte
dell'opposizione nel discutere di questo provvedimento potrebbe
infrangersi con rilievi su questa materia da parte del
Commissario dello Stato.
Cerchiamo di lavorare bene, di lavorare nell'interesse
collettivo per riformare la sanità.
Questo provvedimento, onorevole assessore, non può essere un
altro provvedimento tampone, bisogna cominciare in termini
strutturali ad aggredire i nodi della sanità.
Questo è il dato, ci saremmo aspettati, e concludo, un
intervento sullo scandalo dei convenzionamenti con i privati. Non
può andare avanti oltre, non è consentito dallo stato della
finanza pubblica di questa Regione, non è consentito per il
rispetto ai cittadini e cittadine della Regione siciliana
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis.
Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi , è di
tutta evidenza che stiamo consumando un rito assolutamente fine a
sè stesso e, questo, credo sia l'indice del disdoro, del
decadimento di questo Parlamento, perché un provvedimento di
tale importanza, ritengo pari almeno a quella che è stata
l'importanza della legge finanziaria per le implicazioni che
avrà per i cittadini e per le imprese siciliane, sta avendo una
presenza in Aula assolutamente inadeguata, non soltanto nella
quantità ma anche nella qualità.
Credo che ciò sia veramente vergognoso Consiglierei,
assessore, in una circostanza futura ed analoga, di inserire un
emendamento che destini 10 milioni di euro attraverso una tabella
a contributi e ad associazioni varie, vedrà che, forse, la
presenza dei suoi colleghi in Aula sarà più stimolata perché qua
il tema è che nessuno ha interesse alla sorte dei siciliani sulla
quale stiamo facendo ricadere l'imposizione fiscale più alta
d'Italia attraverso una sorta di stato di necessità di cui - è
bene dirlo - è responsabile probabilmente questa maggioranza
assente.
Ritengo sia onesto dire che è incolpevole l'assessore. Stiamo
parlando di un disavanzo del 2006 in grandissima parte maturato e
consumato durante la campagna elettorale per le regionali scorse
e qui c'è un dato politico di cui trovo vergognoso che non sia
venuta ad assumersi la responsabilità in pieno il Presidente
della Regione, l'onorevole Cuffaro, perché di questo si tratta
Noi stiamo celebrando una sorta di disastro e le parole
dell'onorevole Dina, da questo punto di vista, sono reticenti e
veramente incredibili, come se fosse sì, oggi, inevitabile la
cura ma non riconoscesse che sarebbe stato possibile, doveroso ed
evitabile la malattia, la malattia di questa spesa sanitaria
cresciuta a dismisura.
E non è una novità Noi ce ne siamo resi conto strada facendo a
partire dal 2001 fino ad ora. Il patto di stabilità in materia
sanitaria, quindi, l'accordo Stato - Regioni dell'agosto del 2001
già in quel momento ha fissato la regola che possiamo
sintetizzare nel chi sfora, paga .
Che cosa è avvenuto da allora? Da allora è avvenuto che il
disavanzo nel 2001 è stato di 508 milioni di euro, il disavanzo
nel 2002 di 380 milioni di euro, il disavanzo nel 2003 di 460
milioni di euro, nel 2004 di 720 milioni di euro, nel 2005 di 645
milioni di euro e nel 2006 di 1 miliardo 150 milioni di euro.
Lo so che l'assessore mi correggerà Queste sono le perdite di
un miliardo 150 milioni di euro, altro è il disavanzo e ci
ritorno. Questo, onorevole Dina, perché mai dovrebbe essere
inevitabile? Perché mai dovrebbe essere assimilato a condizioni
delle altre Regioni italiane che sono, in realtà, in ben altro
Stato. Questo è il frutto - è stato detto altre volte - di una
assenza di controllo degli strumenti che sono stati messi in atto
dal precedente esercizio di Governo e da una mala ingerenza della
politica nella spesa sanitaria che non è stata rilevata solamente
dalle opposizioni e da molti osservatori, ma dalla stessa Corte
dei Conti e ripetutamente.
Oggi noi stiamo riconoscendo la necessità di imporre ai
siciliani il pagamento di una gestione sanitaria scellerata e
questo lo stiamo facendo con una disattenzione, con una
irresponsabilità da parte del Parlamento, che è sostanzialmente
assente e disinteressato.
Abbiamo cominciato a mettere un freno, alla maniera di questo
Governo, alla spesa farmaceutica, che anziché essere al 13 per
cento è di oltre il 19 per cento. Voglio solo dire, a proposito
di tasse, perché di questo stiamo parlando stasera, che questa è
un'ulteriore tassa, quella dei tickets sanitari, perché noi
abbiamo aggiunto un quota di ticket a quelli già esistenti che
porta le previsioni complessive a circa 190 milioni di euro e
se dividete questo introito per i 2,8 milioni di cittadini
siciliani che in realtà sono assoggettati al ticket - perchè
gli altri ne sono esenti - arriviamo ad un pagamento pro-
capite di circa 67 euro.
Se fate i conti, per una famiglia di quattro persone
mediamente, e considerate che non tutti sono malati e quindi i
malati pagano per quelli sani, per chi ha la sventura di
ammalarsi ed ha semplicemente un reddito superiore ai 9 mila euro
ISE equivalenti, si tratta di pagare complessivamente circa 500
euro all'anno, perché così soltanto si ottengono quei 190
milioni di euro previsti dall'ultimo provvedimento sui ticket
farmaceutici. Il che significa un'altra tassa che forse non aveva
avuto la nostra attenzione, ma che stiamo aggiungendo ai
siciliani.
Questo provvedimento è certamente inevitabile, ma in quale modo
e con quale ritardo arriviamo a questo provvedimento? Arriviamo
all'ultimo giorno possibile anzi, non all'ultimo giorno
possibile, ma oltre la misura ed il giorno previsto e oltre ogni
possibile livello di decenza.
C'è un passo nella relazione introduttiva al disegno di legge
che specifica come la copertura finanziaria al piano di rientro -
questo non è il piano di rientro ma fissa le condizioni
necessarie per la copertura finanziaria - deve essere approvata
entro il 28 febbraio 2007.
E questo disegno di legge è stato presentato il 4 aprile del
2007. Cioè rende assolutamente ridicola anche la funzione
stessa del Parlamento, direi offensiva Non è possibile
ricondurci a ragionare negli ultimi scampoli possibili di cose
che non hanno più margini di discutibilità.
La copertura finanziaria sarà condizione per un piano di
rientro, per l'accettazione del piano di rientro 2007-2009 che -
è stato detto - nessuno di noi conosce e ciò è condizione
indispensabile per l'accesso al fondo transitorio.
Ora, di queste perdite complessive, considerando il
finanziamento aggiuntivo previsto dall'articolo 1, il comma 797
della Finanziaria nazionale, di 168 milioni di euro - perché
questo prevede il disegno di legge in esame - immaginando -
perché si è detto che si può ragionevolmente supporre che non
sussistono più i debiti delle aziende sanitarie ante 2002 - e
quindi sottraendo altri 273 milioni di euro, rimane questo
disavanzo di 708 milioni di euro.
Allora vorrei precisare, almeno per avere la consapevolezza
di quello che stiamo facendo in danno dei siciliani,
inevitabilmente dirà qualcuno, stiamo utilizzando economie degli
anni precedenti, per un importo di circa 202 milioni di euro,
stiamo utilizzando un gettito delle tasse automobilistiche pari a
81 milioni di euro circa, svincolandolo dal ripianamento dei
disavanzi fino al 2005, previsto nella precedente nostra
finanziaria.
Ebbene, tanto per aggiungere chiarezza, questi 81 milioni di
euro che provengono da tasse automobilistiche sono soldi
anch'essi sottratti allo sviluppo perché nella nostra Regione i
proventi dalle tasse automobilistiche che possono essere
incamerati dalla Regione possono essere destinati ad iniziative
di qualunque genere sia per finanziamenti in conto corrente o per
investimenti, per iniziative allo sviluppo, questi 81 milioni di
euro sono anch'essi soldi sottratti.
E naturalmente prevediamo in questo modo poi di utilizzare la
quota del fondo transitorio per la parte che toccherà alla
Regione siciliana e che - ci dice il Governo - consisterà in
circa 153 milioni di euro.
Naturalmente tutto ciò sarebbe insufficiente, anzi non può
nemmeno mettersi in conto senza elevare alle misure massime
possibili l'aliquota IRAP e l'addizionale IRPEF. E' stato già
detto molto e non voglio ripetermi.
Qualcuno dovrà spiegare ai siciliani, e veramente trovo
politicamente inaccettabile che il Presidente della Regione
non sia venuto qui stasera, in questo momento, a sostenere le
proprie responsabilità. E certamente, tutto ciò ci vede presenti
qui per il dovere di testimonianza e di affermazione della
verità, perchè le cose che stiamo dicendo risiedono tutte quante
in elementi documentali certi. Naturalmente, non ci può vedere
corresponsabili di ciò che è stata la malattia cui oggi si
impone questa cura incosciente.
Dico un'ultima cosa, signor Presidente. Questo Parlamento non
può essere chiamato a ripianare disavanzi dovuti ad una gestione
della sanità di cui non ha alcun controllo.
C'è qualche cosa di perverso e di, assolutamente,
inaccettabile, in questo. Il disavanzo e la spesa sanitaria sono
gestiti dal Governo.
Il Governo ha creato questa perdita incredibile, non può, il
Parlamento, essere chiamato semplicemente a rifondere sulla pelle
dei cittadini questa mala gestione della sanità. Occorre - e,
credo che sarà un argomento su cui dovremo fermarci, perché un
emendamento specifico lo preveda - che il Parlamento si doti di
propri strumenti di controllo di una spesa sanitaria oggi
totalmente fuori da ogni logica e da ogni correttezza.
ODDO Camillo . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Camillo . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
prima cosa che credo, ognuno di noi, questa sera, debba valutare
con estrema attenzione è che, in una fase molto convulsa e
delicata della vita di questa Assemblea, sempre più si tocca
con mano una mancanza di direzione politica complessiva ; è
una strategia di questo Governo, ci troviamo ad affrontare temi
che hanno un' immediata refluenza sui cittadini siciliani e mi
permetto di sottolineare, assessore Lagalla, soprattutto, su
coloro che ancora oggi pensano che il diritto alla salute sia un
fatto estremamente importante.
Signor Presidente, c'è un Regolamento di quest'Aula che dice
che il deputato che parla si deve rivolgere alla Presidenza, e
nel contempo la Presidenza deve avere l'amabilità di rispettare
a sua volta i colleghi che parlano.
Per la verità, Presidente, dato che lei si irrigidisce, debbo
dire che questa sera lei la logica dei « due pesi e due misure »
l'ha adottata abbastanza, dichiarando ammissibili cose che non lo
erano, ed invece cose che non erano ammissibili le ha dichiarate
ammissibili nel precedente disegno di legge. Ci sarà,
evidentemente, modo di discuterne nel momento in cui si darà il
voto su quel, su come ognuno di noi deve trovarsi qui dentro ad
espletare una funzione con le prerogative che il Regolamento di
quest'Aula stabilisce.
Stavo dicendo, signor Presidente, ci troviamo dinanzi ad una
situazione in cui non è possibile far finta di niente, né
sottovalutare quanto questo Governo sta facendo.
Ricordo i momenti in cui era in discussione, al Parlamento
nazionale, la legge finanziaria. La prima legge finanziaria del
Governo Prodi.
E mi ricordo l'atteggiamento aggressivo, a volte inutilmente
aggressivo - il collega Dina parlava di demagogia, poco fa, e
parlava di populismo - credo che, in quel caso, i colleghi che
questa sera fanno parte della maggioranza dovrebbero chiedersi
come in quelle ore si lanciavano messaggi all'opinione pubblica,
in che modo si lanciavano e se ciò fosse demagogia e popolismo,
addirittura, scadeva nella strumentalizzazione più becera per
quanto concerne anche i contenuti e lo sforzo di risanamento che
si stava compiendo e che si sta compiendo in Italia.
E mi ricordo quei momenti con estrema tristezza perché erano
momenti in cui il dibattito scemava nei contenuti, c'era
semplicemente la logica, sempre più campeggiava la logica
dell'attacco spietato a quelle che erano le formule politiche
messe in campo e, quasi, quasi, l'insofferenza nel trattare anche
le questioni che riguardano la nostra Isola.
Io ricordo i tanti annunci fatti dal Presidente della Regione,
sulla Stampa quasi ogni mattina in quel periodo, di grande
lungimiranza politica, perché era un attacco quotidiano al
Governo della nostra Nazione, un attacco quotidiano al Governo
nemico, un attacco quotidiano alle, cosiddette, prerogative
statutarie della nostra Regione, chissà quali danni stavano
provocando questi signori del centro-sinistra che stanno
governando l'Italia nel mettere la Sicilia proprio in condizioni
di estreme difficoltà.
Io, signor Presidente, mi ricordo quei momenti e mi viene da
piangere perché denotano lo scarso livello di maturità politica
della maggioranza di centro-destra che sta governando questa
Regione e, soprattutto, mi viene da piangere perché in questo
momento voi pretendete che noi, su un argomento di questo tipo,
siamo, dovremmo anzi, essere magnanimi.
Dovremmo essere l'opposizione che fa finta di non capire che,
mentre in Sicilia accade che si chiudono reparti che funzionano,
che rispettano tutti i parametri, che sono, assolutamente, con i,
cosiddetti fra virgolette, bilanci in attivo, bisogna tagliare
per risparmiare.
Vi siete illusi che bisogna tagliare per risparmiare, poi, a
volte, si scopre che tagliando non si risparmia niente.
Però, questo Governo procede convinto che tagliando si fa
risparmio, poi, nel contempo - se me lo spiegate sarebbe una
buona cosa - giorni fa un amico mio medico, qui dentro
sicuramente altri colleghi avranno avuto modo di avere fatto gli
stessi esempi, mi raccontava dei contenuti della famosa ultima
direttiva, circolare, come la vogliamo definire, del Governo e mi
diceva: Supponi che tu hai una patologia che riguarda una
tracheite, una cosa normale, dove ci vuole un antibiotico,ogni
compressa di Klacid i costa attorno a 4 euro e qualche cosa.
Io debbo fare i conti con un livello, invece, di spesa, rispetto
anche alla, cosiddetta, compressa di 0,90 centesimi. Allora o ti
do il chinino, come si dava una volta, o ti do lo Zimox, che so
che, possibilmente, non ti farà assolutamente niente.E mi diceva:
Io non so come fare .
Qualcuno penserà che sto facendo questo esempio perché
vorrei buttarla in politica. Io, guardate, vorrei fare, invece,
assieme a questo esempio concreto un altro esempio ancora.
Come si fa a pensare che un ciclo di terapia può essere legato,
nella formula che voi avete messo in campo che riguarda il medico
generico e il farmacista, con le logiche che imponete, sia dal
lato del medico generico, sia dal lato del farmacista;
l'assessore, chiaramente, me lo spiegherà, io comprenderò bene di
che cosa si tratta e dirò che non c'è confusione, che tutto è
chiaro e che noi non cureremo determinate patologie col chinino.
Perché è possibile che si vanno a curare col chinino, assessore
Lagalla ,
LAGALLA assessore per la sanità. E' ancora efficace.
ODDO Un tempo per qualsiasi tipo di febbre ci davano il
chinino. L'importante è che non diamo le purghe, ma speriamo di
non arrivarci alle purghe
Detto ciò. Avete fatto l'altro colpo magico: mentre
gridavate a quelle che erano le logiche del Governo nazionale sui
ticket - vi ricordate cari colleghi, quante ne abbiamo ascoltato
in quelle ore - il Governo della Regione, che era stato
criticato aspramente dall'opposizione per aver introdotto i
ticket in Sicilia, chiaramente a quel livello forse tra i
primi, oggi ci fa assistere ad un miracolo alla siciliana:
quello di avere ticket in alcuni casi triplicati. Facciamo finta
di niente, addirittura in Sicilia è arrivata ad intervenire la
Chiesa, Assessore Lo Porto, perché tutto sommato ha detto state
attenti, riflettete .
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. In quel caso
non era ingerente.
ODDO Camillo . A me non fanno paura le ingerenze, io sono per
il dialogo e la Chiesa può dire quello che vuole, fa il suo
dovere ed il suo mestiere, io ho il dovere da laico di pensarla
come dico io, pur essendo un laico credente, onorevole Lo Porto,
lei forse no, io invece sì.
Dopodiché noi abbiamo un problema: chi è che l'ha devastata
questa benedetta spesa sanitaria in Sicilia? Chi è che non l'ha
saputa governare? Chi non ha saputo, da questo punto di vista,
trarre quelli che sono gli insegnamenti.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, Le manca un minuto. Siamo partiti
in ritardo di due minuti e tre secondi.
ODDO Camillo . Il problema che mi pongo è: negli anni che la
spesa sanitaria non veniva assolutamente governata, che non
venivano posti in essere quegli elementi che correggevano quelle
che erano le degenerazioni della spesa, sia sotto il profilo
farmaceutico, sia sotto il profilo dell'assistenza ospedaliera,
sia sotto l'aspetto che riguarda i costi dei beni e servizi, sia
per quanto riguarda la convenzionata, ma scusate, non vi ha
insegnato niente tutto ciò?
Vi vorrei ricordare che è da molto tempo che come centro-destra
governate quest'Isola - purtroppo per i siciliani - ma ogni
anno che passa vi insegna qualche cosa? Fate esperienza?
Comprendete quali sono le questioni che non vanno
assolutamente, dal punto di vista anche delle voragini che
state creando? O siete convinti che dopo che avete creato il
disastro finanziario a partire dalla sanità, oggi, come se nulla
fosse, voi, puntate su quelli che sono i meccanismi e le
ingegnerie finanziarie, che a volte sono anche ben studiati, lo
debbo riconoscere
La Regione siciliana ha bravi funzionari, di ingegneria
finanziaria se ne intendono, il problema è che possono fare tutti
gli sforzi possibili, quando si fa un artifizio finanziario o
un'ingegneria finanziaria, la più avanzata possibile, e ci si
ritrova poi con un governo che gestisce in questa maniera, vi
immaginate poi come si deve sentire quel bravo funzionario che ha
fatto quel tipo di lavoro?
Evidentemente si sente un fallito, uno che non riesce a dare il
contributo per come potrebbe dare, perché non vede per niente
valorizzato il suo lavoro.
Allora, voi parlate di attività economiche di sviluppo; ma come
fate a parlare di attività economiche di sviluppo? E' da quattro-
cinque mesi che annunciate la legge sullo sviluppo e portate
stasera un prodotto che dice sostanzialmente che tutto si deve
reggere sulla questione dell'IRAP e dell'IRPEF.
Non ci si può discostare da questi canoni fondamentali che
riguardano le norme lette in un modo o in un altro e guai a
pensare che c'è qualcuno in quest'Aula che pone un'altra
questione di non applicare i maniera ..
Come si fa a pensare che dopo aver fatto un ragionamento su
come evitare l'inasprimento ulteriore dell'IRPF, l'inasprimento
dell'IRAP rispetto al piano di rientro, ci si meraviglia perché
noi vogliamo chissà in che modo interpretare le cose?
Parliamone, se è possibile, a meno che non pretendete che oggi
noi, muti muti, vi facciamo passare un provvedimento del genere
che è veramente gravoso per i cittadini siciliani e altresì che
l'assessore Lagalla eviti di far passare logiche per cui,
tagliando qua e là, potrebbe parlare di rimodulare in maniera
saggia la spesa ospedaliera, perché non è così che si rimodula in
maniera saggia la spesa ospedaliera, garantendo servizi rispetto
ai bacini di utenza che dobbiamo assolutamente andare a guardare
con attenzione.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevole colleghi, la discussione
si protrae, purtroppo, anche stancamente rispetto a quelli che
sono i temi importanti di questa norma.
Diceva poco fa l'onorevole Dina abbiamo il 19 per cento della
spesa farmaceutica in Sicilia.
Bene, io vorrei fare alcuni conti: se noi in Sicilia
tagliassimo la spesa farmaceutica del 50 per cento avremmo un
risparmio dell'8,5 per cento; resta l'81 per cento di altre
spese, laddove, se noi ancora facessimo un altro conto rispetto a
quelli che sono state gli ultimi provvedimenti presi durante il
periodo delle regionali in Sicilia e, subito dopo, in un periodo
di assenza di assessori, noi stiamo per accreditare altri 1200
convenzionati esterni.
Credo che noi dovremmo fare un po' di conti seriamente.
Sono convinto che, purtroppo, così come è stato sottolineato
dai colleghi intervenuti prima di me, vi sono state, nel tempo,
alcune leggerezze del Governo regionale che hanno portato a
questo disavanzo della sanità in Sicilia.
Oggi noi andiamo a fare la norma finanziaria ed io potrei
accettarlo pur capendo che è una responsabilità del Governo che
si vada a fare la norma finanziaria.
Dicevano altri colleghi medici che sembra una follia andare a
decidere per legge, a stabilire per legge le prescrizioni quali
debbano essere, per quali farmaci, anche perché io prevengo
quello che ha detto l'assessore Lagalla in commissione, altre
regioni lo hanno fatto per legge.
Però, io mi chiedo una cosa: voi pensate che se noi dovessimo
fare oggi una norma di legge per riammettere di nuovo un farmaco
che oggi si mette per legge, questa assemblea, nelle condizioni
in cui ha operato, già da un anno o negli ultimi cinque anni, voi
pensate che sarebbe così facile.
Arrivati anche a quest'ora, con un dibattito che si protrae
stancamente su temi essenziali per i cittadini siciliani, perchè
poi, vedete, in fondo, chi pagherà? Chi ha le somme va a pagarsi
direttamente il farmaco con il brevetto perché pensa che, fra
l'altro - alcuni medici lo dicono - abbia un'efficacia maggiore,
vi sono esempi e noi lo sappiamo, i medici lo sanno, l'Assessore
lo sa, anche eccipienti che provocano delle allergie, degli
shock anafilattici ecc.
Ora, noi entriamo in un sistema che è molto complesso rispetto
a quello che è il volere normare per legge, quello che il medico
deve prescrivere.
Io dico che noi, questa sera, con un atto di buona volontà,
riusciremmo a fare la norma finanziaria di risanamento, però
demandando a decreti dell'assessore le norme sulle prescrizioni
farmaceutiche, non limitando quelle che sono anche le libertà
etiche, libertà di coscienza, libertà professionali dei singoli
medici, delle patologie che possono essere rappresentate in
determinati momenti.
Penso che il volere anche per forza, in questo momento,
insistere per fare con norma di legge in una Assemblea, che per
fare una legge a volte sta mesi e mesi, l'abbiamo visto con i
precedenti provvedimenti portati in Aula, sia in effetti una
forzatura che certamente non serve né ai medici, né ai cittadini
siciliani, né al sistema sanitario regionale per quanto riguarda
il risparmio della spesa.
Assessore, lei ha trovato queste cose, però le voglio dire che
il risparmio della spesa si fa anche con altre condizioni di
gestione delle aziende sanitarie locali, si fa impedendo che si
facciano i concorsi, laddove non si possono fare, si fa impedendo
che i primari vengano nominati sotto elezioni, anche non avendo i
titoli, perché hanno quella tessera, o perché debbono votare per
quel partito. Si dà anche per quei concorsi che vengono fatti in
deroga alle disposizioni.
Io non sono uno che pensa sempre di non trovare le soluzioni.
Ma questa soluzione di fare per legge qui in Sicilia, con
quest'Assemblea che, nell'ultimo periodo, abbiamo visto poco fa
in Aula, quello che è avvenuto, ha perso la regia del Governo,
dove un assessore parla per l'altro, dove vi è un contrasto fra
gli assessori, dove vi è un contrasto fra il Presidente della
Commissione e l'Assessore competente, voi pensate che sui farmaci
dove noi non siamo competenti possiamo legiferare per poi
bloccare, un domani, queste norme così sempre stabilmente.
Credo che sia giusto e doveroso, Assessore, fare una
riflessione e non insistere sul provvedimento. Facciamo la norma
finanziaria con un atto di buona volontà perché abbiamo dei
termini anche perché credo che questa sera questa norma
salterebbe e faremmo un ulteriore danno a quello che è il
disavanzo della sanità in Sicilia. Facciamo un incontro con il
Presidente della Regione. Stabilite di ritirare la norma
riguardante le prescrizioni mediche e cerchiamo un punto di
incontro per uscire da questa impasse in cui si trova questa
sera l'Aula.
LAGALLA assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LAGALLA assessore per la Sanità. Signor Presidente,
onorevole Presidente della Regione, onorevoli deputati, ho
ascoltato con grande attenzione il dibattito parlamentare che si
è svolto e gli interventi degli onorevoli deputati che si sono
succeduti al podio e debbo dire che, prima di tutto, desidero
fugare una confusione di fondo che ha attraversato ampiamente gli
interventi di qualcuno, nel senso che probabilmente non si è
compreso o si è compreso male che il provvedimento di questa sera
non è il piano di rientro della Regione siciliana. Il piano di
rientro della Regione siciliana è stato presentato, per come
norma nazionale prevede, alla Giunta regionale di Governo, che lo
ha approvato per le sue linee generali, delegando l'Assessore
competente a proseguire i rapporti presso i tavoli ministeriali a
Roma e ha contestualmente destinato all'esame della competente
Commissione di merito il provvedimento di cui si tratta.
La norma che questa sera viene proposta e che ha addentellati
precisi con il piano di rientro di cui costituisce una parte
fondante, è la parte che riguarda le prescrizioni farmaceutiche
ed il consumo farmaceutico e su esse tornerò da qui a pochi
minuti.
Il provvedimento è, quindi, un provvedimento di copertura del
maggiore fabbisogno sanitario determinatosi nel corso del 2006 e
molte delle cause di inefficienza del sistema sono state
ricordate.
Il piano di rientro opera e intende operare per la rimozione di
queste cause intervenendo sugli assetti e sugli assi fondamentali
del sistema sanitario regionale.
Prima di tutto vorrei ricordare a chi ha raccomandato a sua
volta al Governo di passare una mano sulla coscienza che almeno
per quanto mi riguarda la mano sulla coscienza la passo
costantemente e con serena coscienza posso affermare che i
provvedimenti proposti non penalizzano i cittadini e non
spogliano di prerogative la classe medica.
Confermo che il provvedimento riguardante la farmaceutica è
stato discusso con i responsabili regionali della Fimmg e da essi
stessi emendato in alcuni punti, assolutamente condivisibili,
così come confermo quanto è stato detto a proposito della
compartecipazione della spesa sanitaria. E' misura assolutamente
inadeguata, è misura di breve periodo, almeno in termini di
efficacia, è misura alla quale siamo stati costretti proprio
perché non avevamo avviato e né potevamo aver avviato a quel
momento, misure di riordino strutturale del sistema.
Mi sembra, per lo meno contraddittorio, sotto il profilo
politico, affermare, da un lato, l'esosità della
compartecipazione alla spesa e dall'altro mettere in discussione
provvedimenti di intervento strutturale sul contenimento della
spesa farmaceutica; e sono misure di contenimento adottate in
tutte le regioni italiane che hanno analogo problema di
sforamento della spesa farmaceutica e adottate in quelle regioni
non per provvedimento amministrativo, ma per provvedimento
legislativo e questo non per decurtare o eliminare la possibilità
che un cittadino si appelli al tribunale amministrativo, perché
guardate in tutta la storia di questa vicenda nessun cittadino si
è rivolto ai Tribunali Amministrativi Regionali, ma sono i
grandi gruppi farmaceutici che, evidentemente, non modificano la
molecola né escono dalla classe dei farmaci, ma dentro la classe
dei farmaci fanno delle modifiche assolutamente marginali
rispetto all'efficacia terapeutica stessa del farmaco.
Ma prima di ogni cosa vorrei dire qual è la situazione delle
regioni che hanno adottato un provvedimento legislativo
assolutamente analogo riferendosi ai consumi farmaceutici del
mese di gennaio. Il Lazio, che l'ha approvato con legge, -7,04%,
la Puglia -11,91%, la Sardegna -4,69%, l'Abruzzo -18,83%, la
Campania -18,76%, e poi tutte le altre variabili in misura
differente partendo però da un dato completamente diverso da
quello della Sicilia.
La Sicilia che non ha adottato provvedimenti rispetto a questo,
registra nel mese di gennaio un ulteriore incremento delle
prescrizioni di 2,66% e ricordiamo che la spesa farmaceutica è la
più elevata nel contesto della spesa sanitaria regionale essendo
l'unica che ha segnato uno scostamento del 50% rispetto ai
massimi previsti a livello nazionale e non si è registrata in
nessuna delle regioni italiane dove il provvedimento legislativo
è stato applicato, una penalizzazione del cittadino. Perché il
provvedimento, per spiegarlo in pochissime battute, fissa per una
categoria di farmaci il prezzo di riferimento e lo fa in ossequio
ad una nota dell'AIFA, la nota n. 1874 del 21 febbraio 2007 che
autorizza la determinazione del prezzo di riferimento per gli
inibitori di pompa protonica, cosiddetti gastroprotettori
individuando il prezzo di riferimento per compressa e dall'altro
lato abbiamo avviato un altro braccio di sperimentazione del
contenimento della spesa, che è quello che fa sì di adottare il
70% di consumo, di indirizzare i medici di medicina generale
attraverso piani diagnostico-terapeutici, di indirizzare, non
obbligare, i medici al consumo del 70% del generico e al 30% del
farmaco griffato. Questo 30% non è inventato, perché, ovviamente,
è la statistica basata sulla medicina dell'evidenza scientifica
che identifica le coorti in misura massima di pazienti che
possono e devono essere trattati con farmaci di categoria diversa
da quella generica.
Introduce la norma un altro strumento fondamentale che è
l'osservatorio regionale per l'appropriatezza prescrittivi dove
sono presenti i medici di medicina generale oltre i farmacologi
e oltre le industrie di settore e, quindi, credo che sia un
intervento, realmente il primo, innovativo e strutturalmente
significativo rispetto alla manovra di rientro ed al piano di
rientro che viene bocciato senza essere conosciuto da chi ha fin
qui parlato.
Allora, vorrei aggiungere solo alcune ulteriori e brevi
considerazioni, invece, sul valore fondamentale della manovra che
è quella del ripiano del deficit 2006. Il ripiano del deficit
2006 viene operato dall'assessorato e dagli uffici del bilancio,
ma io, ancora una volta, voglio ricordare a tutela di quello
stesso cittadino siciliano che sta a cuore alla stessa maniera,
in pari misura, a tutti coloro che hanno parlato e a chi adesso
vi parla, e proprio le misure di contenimento della spesa
farmaceutica sono legate al fatto di potere abbattere sin da
luglio i ticket perché è giusto che questo avvenga e credo che
sia stata anche volontà dell'opposizione che deve trovare
coerenza rispetto alle scelte politiche in questo settore. Per
quanto riguarda il dato del contenimento della spesa
CRACOLICI. Può spiegare meglio questa storia della coerenza?
LAGALLA. La coerenza Non si può discutere contro il ticket e
discutere contro i provvedimenti strutturali di contenimento del
consumo farmaceutico. Bisogna scegliere.
FIORENZA. Ma li faccia lei , assessore Perché portarli in
Aula
LAGALLA. Io li ho fatti e li ho proposti, onorevole Fiorenza e
li propongo alla sua attenzione. Lei li valuterà nella libertà
parlamentare per come crede. Per quanto riguarda il contenimento
della spesa, vorrei ricordare soltanto un dato: quegli stessi
cittadini noi li stiamo condannando nel caso in cui non vengano
adottate queste misure pesanti, sicuramente, significative ed
importanti, li condanniamo in previsione di una legge finanziaria
nazionale che prevede che, se non vengono adottate le misure di
rientro, l'IRAP e l'IRPEF potranno essere portate in misura anche
superiore a quella del tetto massimo previsto dalle addizionali.
Questo, ovviamente, non è misura compatibile per essere sostenuta
dal nostro sistema e dai nostri cittadini.
Qualcuno ha ricordato che, in qualche provincia di questa
regione, i posti letto pubblici sarebbero inferiori ai posti
letto privati. I dati che ci sono consegnati dal ministero della
salute attestano che in quella stessa provincia cui lei ha fatto
riferimento, onorevole Barbagallo, sono 885 i posti pubblici e
377 i posti del privato.
Per quanto riguarda il problema dei convenzionati esterni non
si potrà dimenticare che questo Governo è il primo che in legge
finanziaria ha proposto - e il parlamento ha approvato - un
contenimento della spesa per i convenzionati esterni e per
l'ospedalità privata, ma debbo aggiungere ancora che nel piano di
rientro è ovviamente prevista l'aderenza alla diminuzione delle
tariffe previste dal nomenclatore nazionale così come recita la
finanziaria nazionale. E, ancora, voglio ricordare che noi
spendiamo per tutto il comporta che va incontro alle procedure di
accreditamento ma non all'apertura di nuove convenzioni se non
limitatamente alla vicenda delle RSA che ovviamente tendono a
diminuire i ricoveri inappropriati che nella nostra regione sono
242 per mille abitanti a fronte di 166 della media nazionale,
volevo ricordare, dicevo, che il convenzionamento esterno pesa
per il 5% del fondo sanitario regionale e che in altre regioni,
compresa l'Emilia, dove il numero di accreditati è enormemente
inferiore a quello della regione Sicilia prevalgono queste
percentuali perché, ovviamente, si tratta di grossi gruppi che
svolgono una grande attività di tipo sanitario, contrariamente al
modello di tipo frammentario e di piccola attività professionale
che in gran parte viene ancora svolto in Sicilia.
Ultimissime riflessioni sul controllo di gestione: credo che
noi quest'anno abbiamo introdotto un modello assolutamente nuovo
di gestione e di controllo di gestione, negoziando, per come
questo Parlamento ha approvato, le risorse con tutte le aziende
entro il 31 marzo di quest'anno ed attribuendo a ciascuna di esse
un budget invalicabile di qua alla fine dell'anno perché questa
invalicabilità è condizione necessaria ed indispensabile per
l'adozione del piano di rientro e per il successo della manovra
complessiva.
La manovra di rientro sulla ospedalità, ovviamente, prevederà
tutti quei passaggi, anche a livello di negoziazione provinciale,
come è stato giustamente richiamato dall'onorevole Oddo, per
quanto riguarda il riposizionamento degli ospedali, ma non esiste
una voglia bieca di tagliare con la scure, esiste la necessità di
intervenire laddove vi sono costi esosi e laddove esistono
ridondanze, e non sono poche.
Non credo di avere molto da aggiungere agli interventi che sono
stati fatti. Credo che si tratti di un provvedimento necessitato
e credo che insieme alla necessità ed all'esigenza del
provvedimento amministrativo vi è un'opportunità di cogliere
finalmente il senso e l'analogia con altre regioni per quanto
riguarda l'avvio delle manovre strutturali di sistema.
Se queste non saranno adottate sono certo che potremo scriverle
nel novero delle grandi occasioni perdute.
Voglio fare una sola, piccola, brevissima, ultima
considerazione e cioè il fatto che oggi Farmindustria ha posto
problemi di grande attenzione - cosa che non era avvenuta mai -
rispetto alla previsione legislativa delle Regione Sicilia,
perché quella interlocuzione con disponibilità alla
collaborazione che ha dato in questi mesi a tutte le altre
regioni non le aveva mai date alla Sicilia che riteneva pascolo
assoluto per potere concludere affari di ogni genere.
Credo che queste manovre siano importanti, significative,
strutturali per intervenire su un nodo che ha costituito un
elemento di spesa straordinario e spaventoso nel panorama,
certamente da correggere, su molti aspetti della nostra sanità.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 1.1, 1.2 e 1.3.
Gli emendamenti 1.1 e 1.2 sono dichiarati improponibili.
Si passa all'emendamento 1.3.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato l'assessore che ha fatto un intervento anche con
l'enfasi con la quale ha spiegato il senso di questo
provvedimento e ci ha fatto quasi sentire in colpa, perché non
stiamo cogliendo le opportunità che questa legge assegna alla
Sicilia, opportunità nuove e inedite.
Probabilmente, noi abbiamo qualche limite perché non riusciamo
a cogliere queste opportunità.
Avvertiamo, invece, che l'assessore ha brillantemente sorvolato
sul perché siamo arrivati al punto in cui siamo perché sembra che
il mondo sia iniziato da quando l'assessore Lagalla è diventato
assessore, nel senso che il mondo è iniziato prima e,
soprattutto, il governo di questa regione da quando c'è
l'elezione diretta vede lo stesso Presidente, che è seduto al suo
fianco, da prima che lei fosse nominato assessore, professore
Lagalla.
Quindi, se siamo oggi al punto in cui siamo, ovvero come lei le
chiamava le opportunità che noi non comprendiamo, lo siamo perché
non si sono fatte molte delle scelte, comprese alcune sui farmaci
di cui, per essere chiaro; io non ho paura, lei sa quali sono le
opinioni e anche gli emendamenti che sono stati presentati in
quest'Aula da parte del gruppo dei Democratici di Sinistra
LAGALLA, assessore per la Sanità. Gliene do atto.
CRACOLICI. Quindi, su questo terreno quando bisogna mettere in
mano il bisturi e bisogna tagliare, bisogna avere il coraggio di
farlo senza guardare in faccia nessuno.
Il problema, assessore Lagalla, che voi state facendo oggi un
piano, un mezzo piano di rientro, ma non conosciamo il resto del
piano di rientro. Perché a me sarebbe piaciuto che oggi lei
presentasse qui una manovra che prevedeva un rimodulazione
dell'arredo ospedaliero, quali sono le procedure che lei prevede
che si determineranno a seguito dell'entrata in vigore della
norma sull'accreditamento. Vorrei dire ai colleghi che forse
molti non lo sanno, siamo al 18 aprile, domani 19, e soltanto con
l'annunciata ispezione di qualche provincia della Sicilia ci sono
cliniche private che in autotutela si sono chiuse e non credo che
in due mesi si risolveranno i problemi.
Allora, aver mantenuto il sistema attuale è servito a gestire
la sanità in termini di consenso. Quello che contesto è proprio
questo cioè che la sanità è diventata solo una macchina
elettorale. La conseguenza di questa macchina elettorale sono i
provvedimenti che voi ci avete proposto.
Voi non cogliete, soprattutto voi dell'opposizione, cari
colleghi, non cogliete l'opportunità che avranno i siciliani
quando il prossimo anno pagheranno l'Irap e la pagheranno di più
rispetto a quella che hanno pagato fino ad oggi, non cogliete il
fatto che verranno cancellati i benefici previsti dal cuneo
fiscale e da altri provvedimenti che dovevano incentivare nuovi
posti di lavoro e che in Sicilia queste disopportunità saranno
fortunatamente cancellate dalle opportunità che sono presenti in
questa legge.
E allora andiamo all'emendamento: l'emendamento, onorevole
Presidente, stabilisce un punto di verità.
Vediamo se siamo d'accordo, professore Lagalla. Lei deve
presentare un piano di rientro al Ministero della Sanità, dovrà
concordarlo, dovrà essere verificato e accettato.
Noi per il 2007 non possiamo che prendere atto dell'automatismo
dell'applicazione dell'Irap e dell'Irpef maggiorata. Ma possiamo
fare un patto? Se la sente di fare un patto, professore Lagalla?
Il patto che le propongo è il seguente: che per il 2008 e per
il 2009 in questa norma non deve essere previsto l'applicazione
al massimale dell'Irap e dell'Irpef.
Usate il piano di rientro per tagliare e compensare nel 2008 e
nel 2009 il disavanzo della sanità. Se mi dà 30 secondi spiego
perché.
La norma nazionale stabilisce che le regioni possono utilizzare
il fondo ex articolo della legge finanziaria, il famoso
fondino', sulla base di due presupposti, che si sottoscriva un
piano di rientro e che prima di sottoscrivere il piano di
rientro, e addirittura di presentarlo, le regioni, nel caso
specifico la Sicilia, in via automatica, applicano le
maggiorazioni previste dalla legge finanziaria 2005, cioè il
5,25% e l'1,4%.
L'aumento automatico dell'Irap e dell'Irpef è, quindi, un
presupposto per discutere il Piano di rientro, lo strumento
attraverso il quale si programma, fino al 2010, l'azzeramento
del disavanzo. La legge non stabilisce che siano le
maggiorazioni a determinare le minori perdite ma che le
maggiorazioni si applicano automaticamente per cominciare a
discutere il Piano di rientro.
Assessore Lagalla, vorrei affidare al Piano di rientro, la
possibilità di tagliare gli sprechi della sanità. Evitiamo, in
questa fase, di applicare le sanzioni che, invece, dovrebbero
pagare quei cittadini che non hanno alcuna colpa, cioè le
imprese, i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non hanno colpa
del fatto che si spendono 2 mila miliardi di vecchie lire in
più, ogni anno, per la sanità in Sicilia.
Concordi il Piano di rientro con il Ministero, affrontando col
bisturi, se occorre, quei tagli necessari per portare a pareggio
il sistema.
Sta cominciando per quanto riguarda la farmacia. Vada avanti su
questo terreno, assessore.
Il punto però è che non si può far gravare, con nuove tasse, il
costo della gestione dissennata del sistema sanitario.
Ecco il senso dell'emendamento.
Bisogna limitare al solo 2007 l'applicazione delle
maggiorazioni e lasciare al Piano di rientro, per il 2008 e per
il 2009, il meccanismo delle eventuali perdite del sistema
sanitario.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per eccepire
esigenza regolamentare. Questo emendamento, stante le
circostanze in cui opera questo Piano di risanamento, è da
dichiarare inammissibile.
Così recita esattamente la condizione posta dal Governo
nazionale: che sia stato attivato l'innalzamento ai livelli
massimi dell'addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle
persone fisiche e dell'aliquota dell'imposta regionale sulle
attività produttive .
E' una norma e non possiamo, con un emendamento, violare una
norma che è vincolante ai fini delle trattative.
CRACOLICI Leggiamo tutti le stesse norme. Qui si può dire di
non essere d'accordo. Vorrei leggerla anch'io.
LO PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Legga pure
la norma, onorevole Cracolici, ma è questa. Le ho letto il testo
della norma.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, ritengo che il senso dell'emendamento proposto
dall'onorevole Cracolici sia superato dal comma 3 dell'articolo
1 che così recita: in attuazione del comma 796, lettera b),
dell'articolo 1 della legge 296/2006, qualora si verifichino le
condizioni ivi previste, l'assessore regionale per la sanità ne
dà comunicazione all'assessore regionale per il bilancio e le
finanze, il quale è autorizzato ad adottare, con riferimento
all'anno d'imposta successivo, il provvedimento di riduzione
dell'aliquota di cui al comma 1 .
Vi è, quindi, questa facoltà di modulare il rapporto ed i
risultati che si raggiungono.
Mi pare che sia già superato nel testo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge
296, all'articolo 1, comma 796, lettera b, ad un certo punto,
così recita: tale accesso presuppone che sia scattata
formalmente in modo automatico o che sia stato attivato
l'innalzamento ai livelli massimi dell'addizionale regionale
all'imposta sul reddito e all'Irap .
Il presupposto, quindi, per accedere al fondino è l'aumento
automatico delle aliquote.
Qualora nel procedimento di verifica annuale del Piano, si
prefigurasse il mancato rispetto da parte degli obiettivi
intermedi di riduzione del disavanzo contenuti nel Piano di
rientro. Il presupposto è che accedo al fondino se applico, in
maniera automatica, le aliquote. Stabilisco, poi, col Piano di
rientro, le modalità di recupero delle perdite. Se, rispetto a
quanto concordato, vado fuori i parametri, applico addirittura
ulteriori misure, andando anche oltre gli eventuali massimali.
Cosa vuol dire? Ciascuno di noi può interpretarlo come
desidera.
Vuol dire che il sistema sanzionatorio dei massimali è un
sistema che si applica per accedere al fondino e per determinare
la discussione del piano di rientro. Quest'ultimo non presuppone
l'obbligatorietà di utilizzare i massimali IRPEF ed IRAP per
compensare le perdite, perché il piano di ritentro mi può
servire, sulle misure strutturali che vado a determinare nel
sistema, a ridurre le perdite o addirittura ad azzerarle e, a
quel punto, non utilizzo né l'IRPEF né l'IRAP.
Se si vuole procedere in tal senso, quindi, la proposta che
viene avanzata è semplice.
Per il 2007 - non c'è trippa per gatti - si applica il
sistema automatico della maggioranza IRPEF ed IRAP; per il 2008
ed il 2009, la proposta che faccio io, cioè che non sia né
l'IRAP né l'IRPEF il sistema attraverso il quale compensiamo le
perdite; deve essere, invece, il Piano di rientro, ovvero, le
misure strutturali che agiscono sul sistema sanitario. Questa è
la proposta.
Si può, poi, dire: non lo vogliamo fare , ma per favore non
dite non si può fare
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Cracolici, c'è un
unico problema: e se, poi, il Piano strutturale non funziona?
Scatta l'aliquota soltanto se non funziona, infatti. Il comma 3
dell'articolo 1 dice esattamente questo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA relatore. Contrario.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
approfittando anche della presenza del Presidente della Regione.
Le affermazioni dell'assessore Lagalla hanno confermato le
nostre preoccupazioni perché, se dobbiamo applicare le aliquote
al massimo, è perché il deficit della sanità è altissimo.
La responsabilità non è neutra. C'è qualcuno che, in questi
anni, ha gestito in maniera non efficiente tutto il sistema
sanitario. Se siamo arrivati, infatti, all'aumento dell'IRAP e
dobbiamo utilizzarlo soltanto per coprire il deficit della
sanità, qualcosa non ha funzionato.
Vorrei però ricordare all'Aula che, quando abbiamo approvato la
Finanziaria, qualcuno ha evidenziato queste difficoltà.
Il Presidente ed altri ancora hanno dichiarato: va bene, c'è
un problema di contenimento della spesa; ci sono una serie di
iniziative che dobbiamo assumere .
Ad oggi, nessuna di queste iniziative annunciate è stata
assunta.
Sul capitolo per nuove iniziative legislative abbiamo 0 euro.
Approvando il provvedimento relativo alle Terme - per il quale
mi sono espresso favorevolmente, abbiamo azzerato totalmente il
capitolo e non abbiamo più fondi.
Sono state quantificate le risorse finanziarie che potevamo
ricavare dalla dismissione degli enti inutili?
Sono stati approvati dal Governo disegni di legge e testi
unici, così come è stato annunciato, sulla semplificazione
legislativa?
Ciò significa avere una strategia ed un modello di sviluppo,
non dire: Dobbiamo aumentare le tasse al massimo, perché
abbiamo un disavanzo alto .
Mi aspetto una strategia, dal Governo, che finora non ho visto
e credo che, su questo provvedimento, le riserve
dell'opposizione siano estremamente fondate.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
(Gli onorevoli Barbagallo, De Benedictis,
Galvagno, Gucciardi, Oddo Camillo e Tumino si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento
1.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 13
Contrari 33
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Cancellazione dei debiti delle Aziende sanitarie
1. Le passività delle Aziende sanitarie della Regione
derivanti dalla contabilità finanziaria e risultanti ancora in
essere al 31 dicembre 2006 sono dichiarate insussistenti ai fini
della redazione del bilancio relativo all'esercizio 2006.
2. E' istituito nel bilancio della Regione - dipartimento
regionale per l'assistenza sanitaria ed ospedaliera e la
programmazione e la gestione delle risorse correnti del fondo
sanitario - un apposito fondo a destinazione vincolata per il
pagamento dei debiti pregressi delle Aziende sanitarie, per il
rimborso alle stesse degli oneri derivanti da eventuali pagamenti
sui debiti cancellati ai sensi del comma 1.
3. Per le finalità di cui al comma 2 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2007, la spesa di euro 15.000 migliaia,
cui si provvede mediante utilizzo di parte delle economie di
spesa dei capitoli finanziati con risorse del fondo sanitario
regionale di cui all'Elenco M', allegato al presente disegno di
legge. Con circolare del dipartimento regionale per l'assistenza
sanitaria ed ospedaliera e la programmazione e la gestione delle
risorse correnti del fondo sanitario di concerto con la
ragioneria generale della Regione vengono stabilite le modalità
di utilizzo del predetto fondo».
MAIRA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE, Ne ha facoltà.
MAIRA Signor Presidente, mi consentirà di spaziare, seppure
brevemente, in questo intervento, così come è avvenuto per gli
interventi riguardanti il precedente articolo 1.
So che possibilmente ripeterò alcuni concetti che sono stati
espressi dal Presidente del mio Gruppo parlamentare, onorevole
Dina, però, in certi casi, repetita juvant.
Su questo disegno di legge, credo necessario operare una sorta
di inversione di verità. I colleghi dell'opposizione che hanno
preso la parola hanno, sostanzialmente, scaricato sul Governo
regionale e sulla maggioranza la responsabilità dell'adozione di
questo provvedimento e, soprattutto, anche la responsabilità
sull'aumento delle tassazioni.
L'opposizione dimentica - artatamente - ma, non secondo me,
credo che sia la verità - che, se oggi, siamo costretti ad
applicare degli aumenti così consistenti, questa è diretta
conseguenza e responsabilità del Governo nazionale che ci ha
impedito un riequilibrio della spesa sanitaria, impedendoci di
applicare dei sistemi, dei criteri, dei canoni, che avrebbero
consentito di risparmiare proprio quella enorme somma di cui
stasera siamo alla ricerca di pareggio.
E l'opposizione, il centrosinistra, ha una doppia
responsabilità: la prima, di natura morale, ed indiretta che
riguarda proprio l'adozione di un criterio da parte del Governo
nazionale in sede di Finanziaria scorsa; la seconda, diretta
perché, allorquando il Presidente della Regione, in tutte le
sedi, anche sulle prime pagine di tutti i giornali d'Italia, ebbe
ad anticipare quali sarebbero state le conseguenze della manovra
implacabile e penalizzante del Governo nazionale, non una sola
voce dell'opposizione di questo Parlamento si è sollevata per
dire: Alt, Governo nazionale, le conseguenze saranno enormemente
penalizzanti per i cittadini siciliani .
Ciò non è avvenuto e non credo sia giusto; non credo sia
corretto, leale, soprattutto, non credo corrisponda alla verità
il sentir dire, come avviene stasera, che la responsabilità di
questo provvedimento è tutto della gestione, della cattiva sanità
del Governo e della maggioranza.
Sento dire - ciò si riferisce soprattutto all'articolo 2, che
stiamo trattando - che è inaudito che, per norma di legge,
vengano azzerati i debiti dell'amministrazione regionale, ramo
sanità. E' una cosa errata. E' stato affermato da un paio di
colleghi che hanno preceduto questo mio intervento ed è sbagliato
perché è una prassi. E' una prassi azzerare per legge i debiti
della pubblica amministrazione. Ricordo a me stesso che anche con
l'adozione della legge 502 del 1992, relativa alla
ristrutturazione del Servizio sanitario nazionale, venne fatta la
stessa operazione. Ricordo a me stesso che questa Assemblea
regionale, nel momento in cui ha ottemperato alle norme nazionali
sul nuovo sistema sanitario, ha approvato delle norme che
azzeravano i debiti delle aziende ospedaliere e delle aziende
territoriali. Si tratta, quindi, di una prassi corretta di natura
normativa azzerare debiti della pubblica amministrazione con
norme di legge.
Sento dire che questa idea, questo nuovo strumento di adottare
con norma di legge delle particolari regolamentazioni per il
controllo della spesa sia una cosa impropria perché dovrebbe
essere soltanto un provvedimento di natura amministrativa.
Un collega che mi ha preceduto mi ha anche detto - in effetti,
sono stati in due a farlo - che, così operando, impediremmo al
cittadino di ricorrere, per la difesa dei propri diritti, al TAR.
Mi permetto di segnalare a questi miei colleghi che c'è un
riparto di giurisdizione. Il TAR non tratta mai della difesa dei
diritti ma quella di interessi legittimi, di diritti affievoliti.
Mai potrà impugnarsi davanti al TAR una legge regionale. Potranno
impugnarsi davanti al Tar soltanto dei provvedimenti
amministrativi. Ed è qui la novità positiva di questa normativa
che, stasera, è all'esame dell'Assemblea.
Finalmente, con una norma che ha valenza di legge cogente, si
mette mano ad un sistema di controllo della spesa farmaceutica
che, fino ad ora, era affidata a provvedimenti amministrativi che
comportavano nessuna conseguenza nel momento in cui venivano
violati. Oggi, si parla di una norma di legge e credo che, così
facendo, abbiamo imboccato la strada giusta per controllare
veramente la spesa farmaceutica che è il buco nero della spesa
sanitaria di questa Regione.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: 2, 1.3; 2.3;
-dagli onorevoli Rizzotto, Di Mauro, Gennuso: 2.2.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, possiamo
rovesciare le parti in questa commedia però vorrei che si
evitasse di giocare con le parole. La maggioranza e l'onorevole
Maira vengono qui a farci una lezioncina', sostenendo la tesi
secondo la quale la colpa di ciò che stiamo facendo è del
Governo nazionale perché avrebbe tagliato Comprendo che si possa
fare propaganda ma, visto che sappiamo tutti quantomeno leggere e
scrivere, evitiamo di farcela fra di noi.
Capisco che lei, fuori da qui, possa dire questo ma evitiamo di
farlo qui. Ciò, con i provvedimenti nazionali, non c'entra nulla.
Vorrei ricordarle, onorevole Maira, che la maggiorazione IRPEF
ed IRAP non è una invenzione del Governo Prodi. E' stata varata,
nel 2005, con la legge finanziaria del 2005, Governo Berlusconi.
Mi dispiace, assessore Lagalla, da quando sono in quest'Aula,
gli assessori alla sanità che l'hanno preceduta, hanno avuto
tutti una sorta di pedigree; si facevano ascoltare molto ma
impedivano agli altri di parlare, nel senso che c'era uno
scioglilingua molto diffuso. Credo però che lei mantenga questa
tradizione.
Qui stiamo facendo un'altra bellissima operazione che poi la si
può chiamare come si vuole; stiamo stabilendo, con legge, che
non esistono più debiti.
Lo ribadisco: o siamo in presenza di falsi in bilancio che si
sono perpetrati, negli ultimi cinque anni, da parte delle aziende
sanitarie e per i quali, assessore Lagalla, c'è una
responsabilità da parte di chi esercita un potere di controllo e
la legge 229 assegna al Collegio sindacale il compito di vigilare
sulla correttezza contabile delle poste iscritte in bilancio da
parte delle aziende.
Se oggi scopriamo che, nel 2007, fino al 31 dicembre 2006, ci
sono passività che non esistono e che quindi possono essere
cancellate, delle due l'una: o i revisori non hanno fatto il loro
lavoro così come il compito professionale e la legge gli
assegnava o noi stiamo commettendo un'operazione di trucco
contabile, per far finta di ripianare una perdita sapendo che non
lo stiamo facendo.
Voglio credere alla prima ipotesi: può esserci una Regione dove
i revisori, che avevano il compito di vigilare sulle aziende, non
hanno vigilato a tal punto che stiamo scoprendo, ad aprile 2007,
che 280 milioni di euro, cioè oltre 550 miliardi delle vecchie
lire, erano poste fittizie iscritte nei bilanci delle aziende? E
non ci devono essere quindi sanzioni? Può succedere tutto ciò
fingendo che nulla sia avvenuto?
L'emendamento che ho presentato, signor Presidente, ha un
valore, come dire, di spartiacque perché, da un lato, credo che,
nell'amministrazione, chi ha delle responsabilità deve essere
chiamato ad esercitarle e a rispondere delle responsabilità per
le quali è stato chiamato.
Passo ad un'altra questione. Signor Presidente della Regione,
la legge assegna alla Regione il compito di nominare due
componenti del Collegio sindacale.
Voi vi siete assunti il compito di sostituire la Regione con
l'Assessore per il bilancio e quello per la sanità che fanno
parte della Regione. C'è però un'illogicità nel provvedimento con
il quale avete operato la nomina del Collegio dei revisori, dei
due componenti del Collegio dei revisori. Dall'alto, la Giunta
regionale nomina i direttori delle aziende e, dall'altro lato,
sempre la stessa Giunta regionale nomina chi deve controllare i
direttori delle aziende. Le sembra una cosa logica che lo stesso
soggetto nomini il controllato ed il controllore?
CUFFARO presidente della Regione. Per tutti i
sottogoverni è così.
CRACOLICI Non si tratta di sottogoverno; i revisori non
formano un sottogoverno.
CUFFARO presidente della Regione. Il principio vale
per tutti.
CRACOLICI Sono revisori, sono professionisti iscritti in un
albo, hanno un compito e qui stiamo parlando delle aziende
sanitarie, stiamo parlando di direttori monocratici; il
direttore delle aziende è un organo monocratico che risponde
direttamente alla Giunta regionale. Voi gli stilate un contratto
e nel contratto gli fissate gli obiettivi.
Signor Presidente, credo che quest'Aula, di fronte ad una cosa
illogica sul piano finanziario ma che, quanto meno, ristabilisce
la decenza della legittimità, dia l'incarico ad un altro organo.
In questo caso, la mia proposta è chiara perché dovrebbe essere
l'Assemblea, attraverso il suo Presidente, l'organo che determina
la nomina dei componenti il Collegio dei revisori previsti per la
Regione. Non può essere la Giunta regionale lo stesso organo che
nomina i revisori.
Si faccia questo spartiacque; si stabilisca questa differenza,
fermo restando che ciò che è previsto da questo articolo 2 è
quanto meno singolare perché stabilire per legge che i debiti non
ci sono più potrebbe indurre persino la Telecom a stabilire, in
questo momento, con provvedimento del Consiglio di
amministrazione, che non ha più debiti. Credo, purtroppo, che i
debiti ci siano ancora.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento, che ha la sua ratio, credo
debba essere obiettivamente valutato perché quest'Assemblea che,
in passato, si è contraddistinta nel fare delle scelte
importanti - prima fra tutte, ad esempio, quella dell'elezione
diretta del sindaco - pare che abbia scelto una filosofia di
governo
PRESIDENTE Mi scusi se la interrompo, signor Presidente, lei
parla dell'emendamento 2.1 e, per evitare una discussione,
vorrei dirle che, per quanto riguarda il primo comma, la
Presidenza lo dichiarerà inammissibile perché in contrasto con
la legge nazionale che prevede una durata triennale.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, siccome
la sostanza sta nel secondo comma e non nel primo, il mio
intervento lo faccio lo stesso.
Quest'Assemblea ha già fatto delle scelte importanti, credo. Il
Parlamento è sovrano. Qui stiamo rivisitando una filosofia che è
quella di tenere distinto il momento esecutivo dal momento
legislativo.
Vorrei rassicurare l'onorevole Cracolici sul fatto che questa è
l'intenzione che condivido. Il Collegio dei revisori delle ASL
non è formato soltanto dai due nominati dal Governo perché ce ne
sono altri due: uno nominato dal Ministero della sanità, uno dal
Ministero del tesoro ed un terzo nominato, addirittura, dai
comuni, dall'ANCI, come si è fatto usualmente negli ultimi anni.
Non credo che il Parlamento nazionale intenderà avocare a sé la
nomina che, nelle ASL, va fatta dal Ministero del tesoro. Credo
che, obiettivamente, confondere queste due filosofie
significherebbe, onestamente, fare qualche passo indietro.
D'altronde, se il Parlamento volesse fare ciò, sarebbe più
logico che tutti i revisori di tutti gli enti fossero nominati
dal Parlamento perché il Governo regionale nomina i consigli
d'amministrazione e poi nomina anche i revisori.
Vado oltre, onorevole Cracolici, lei, insieme a me e ad altri
deputati, quando abbiamo approvato la legge relativa ai sindaci,
abbiamo previsto che i revisori dei consigli comunali e dei
consigli provinciali venissero nominati dai consigli provinciali
e dai consigli comunali che poi devono controllare i bilanci dei
consigli comunali e dei consigli provinciali.
Qui non possiamo fare di tutto ma credo, obiettivamente, che,
se abbiamo fatto una scelta - e credo sia quella giusta - se
l'onorevole Cracolici ritiene - capisco che sia la Regione, come
organo collettivo, e non gli Assessorati, e quindi il Governo a
fare le nomine non c'è bisogno neanche di una legge, perché
l'interpretazione che dà l'onorevole Cracolici credo sia quella
giusta. Quando la legge parla di Regione non parla di
Assessorati, parla di Governo. Se l'onorevole Cracolici ritiene
che ci voglia un controllo del Parlamento, come è giusto che
sia, allora questo emendamento trasformiamolo nel dire che ci
vuole un parere obbligatorio della Commissione. Perché è così
che si esercita il controllo sulle nomine del Governo, non
riportando al Parlamento regionale la nomina di revisori
sottraendola all'esecutivo, che non ha assolutamente alcun
senso. Quindi, pregherei l'onorevole Cracolici di ritirare
l'emendamento perché credo che non abbia obiettivamente nessun
senso, a meno che non vogliamo stravolgere tutte le regole: ma
il Parlamento è sovrano, lo può fare.
E poi, signor Presidente, credo che questo emendamento sia
completamente irricevibile, non soltanto la prima parte, perché
obiettivamente qui noi apriamo una maglia e domani mattina il
Parlamento, teoricamente, si può riprendere, e lo può fare perché
nulla glielo vieta, tante altre prerogative. Ma sono prerogative
come nella filosofia della politica che abbiamo scelto, vadano
all'esecutivo. Se apriamo questa maglia, signor Presidente
dell'Assemblea, apriamo una maglia complicata e difficilissima;
non voglio difendere prerogative del Governo perché ne sono il
Presidente, ma qui si tratta di difendere scelte che questo
Parlamento ha fatto e che ha il dovere di difendere perché, se
apriamo questa maglia, da domani il Parlamento si può
riappropriare di tutti quelli che sono gli atti dell'esecutivo.
Se è questo quello che vuole il Parlamento mi chiedo perché mai
si è votata una legge che sceglie l'elezione diretta del
Presidente della Regione? Tanto vale che il Parlamento si
riappropri della prerogativa massima, che è quella di nominare
il Governo. Non ha senso inventare queste sceneggiate quando si
vuole tornare ad una scelta politica diversa. Troviamo una
soluzione che credo sia giusta. Il Parlamento deve esercitare il
controllo, è giusto che lo eserciti, ma trasformiamo
l'emendamento in un parere obbligatorio delle Commissioni di
merito e non la scelta di dare all'Assemblea, al suo Presidente,
tra l'altro, auditi i Gruppi parlamentari, il potere di nomina
dei revisori.
RIZZOTTO Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RIZZOTTO Presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, probabilmente si è ingenerato un equivoco nel
senso che si era posto in votazione l'emendamento 2.2 e poi si è
iniziata la discussione sul 2.1.
PRESIDENTE Si è aperta la discussione sugli emendamenti.
RIZZOTTO Presidente della Commissione. Ho sentito nominare
l'emendamento 2.2 e poi si è parlato dell'emendamento 2.1 quindi
siamo sul 2.2 o sul 2.1?
PRESIDENTE L'illustrazione degli emendamenti avviene assieme
alla discussione.
RIZZOTTO Presidente della Commissione. Siccome ho presentato
l'emendamento 2.2, l'illustro brevemente. E' una norma tecnica
che chiaramente non comporta nessuna spesa aggiuntiva, è
semplicemente uno snellimento di procedura, nel senso che i
debiti vengono direttamente, così come avviene, pagati dalla
Regione e non vengono accollati alle Aziende, creando disagi nei
bilanci delle stesse.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si era
ingenerato l'equivoco sul quale emendamento fosse posto in
discussione. Dopo l'intervento del Presidente della Regione è
superfluo, oggettivamente, continuare. Qualche considerazione,
visto che avevo chiesto la parola prima dell'intervento del
Presidente della Regione, volevo farla. Il senso dell'emendamento
dell'onorevole Cracolici potrebbe ancora avere una logica così
come diceva il Presidente della Regione, qualora ci fosse una
condizione diversa della politica degli ultimi anni, quando
prioritariamente si eleggeva l'Assemblea, successivamente c'era
l'elezione di un Governo, c'era, quindi, un sistema che,
complessivamente, funzionava in modo diverso. Ma l'emendamento
dell'onorevole Cracolici che dice che il Presidente
dell'Assemblea nomina sentita la Conferenza dei Capigruppo,
oggettivamente, mi sembra aberrante e fuori da qualunque logica,
anche democratica e di democrazia parlamentare. Il Presidente
della Regione ha già letto il mio subemendamento nel quale
proponevo l'elezione da parte dell'Aula dei revisori dei conti.
E' chiaro che la mia diventa una provocazione, perché non
condivido il mio emendamento. Era una provocazione. Un
subemendamento di provocazione rispetto all'emendamento
dell'onorevole Cracolici. Fermo restando che, come ha detto il
Presidente della Regione poca fa, ritengo assolutamente
irricevibile l'intero emendamento Cracolici perché contrario alla
norma nazionale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cintola.
CINTOLA. Rinuncio al mio intervento.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Perché il Parlamento non
nomina direttamente i direttori generali?
CRACOLICI. Lei non conosce la legge nazionale. La legge
nazionale già lo prevede.
Definire l'emendamento una sceneggiata non mi è mai capitato
di sentirlo dire
CUFFARO, presidente della Regione. Il Parlamento regionale è
cosa diversa dalla Regione
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi la invito a procedere nel suo
intervento.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sulla questione per dire - la dialettica dell'Aula me ne da
occasione ulteriore - che l'articolo 3 ter del decreto
legislativo 502 del 92 modificato dal 229 prevede appunto che è
la Regione che detta le regole per la nomina dei revisori dei
conti quindi questo Parlamento potrebbe davvero disciplinare in
maniera diversa il meccanismo di nomina, perché la norma detta
le regole generali ma non detta le regole nel dettaglio per la
nomina del collegio sindacale, per altro è una nuova dizione, non
riferendosi più al collegio dei revisori, ma, appunto, di
sindaci, l'articolo 3 ter della 502 modificato. Ma il mio
intervento non voleva vertere su un aspetto tecnico di competenza
della Stato o della Regione, ma verte ancora una volta perché io
mi ostino a parlare di questo, l'ho detto durante la sessione di
approvazione della legge Finanziaria, l'ho detto nell'intervento
di qualche ora fa, e adesso che ci occupiamo della sanità,
onorevole Presidente, ne abbiamo discusso anche dicevo, in sede
di finanziaria, è imperniato su un sistema di controlli che ha
visto la rivoluzione del sistema per tutto l'apparato
dell'ordinamento giuridico del paese dalla legge 241 ad oggi, e
nel settore specifico della sanità con una ulteriore rivoluzione
dal punto di vista normativo e gestionale che introduce
nell'ordinamento la contabilità economico patrimoniale, la
gestione a contabilità analitica, sottolineo tutto ciò per far
comprendere come la sanità non si gestisce più, e non entro nel
merito, se ciò è giusto o sbagliato, ma non si gestisce più con
i metodi della contabilità finanziaria ma con un metodo
manageriale, altrimenti non ci comprendiamo.
Ostinarsi non strumentalmente ma perché siamo profondamente
convinti che questa è la strada e quindi qualche punta di
delusione deriva dalla sensazione data dagli atti da noi letti,
dagli atti del Governo, dalla sensazione che quella strada, che
avevamo intravisto, non è la strada che vuole percorrere il
Governo: un controllo che non sia modificato in maniera
fittizia, attraverso il comma 17 dell'art. 24 della legge
regionale 2 del 2007, cioè la legge Finanziaria vigente, che è
un controllo anacronistico sugli atti, il controllo preventivo di
legittimità che non è sufficiente oggi ed è sì opportuno ma non
sufficiente a garantire un meccanismo di controllo sulla gestione
della sanità che oggi assessore, lei lo sa bene, richiede altri
meccanismi di controllo.
Sottolineo ancora una volta questo problema.
Il tema della nomina dei revisori, anzi del collegio dei
sindaci delle aziende sanitarie, siano esse territoriali o
ospedaliere, è un tema serio che possiamo discutere sul come
risolvere, ma certamente è un problema che va affrontato e la
soluzione va da individuare non può ancora una volta essere
trovata nel dichiarare improponibile o irricevibile un
emendamento, perché, comunque, il problema rimane.
E questo perché, ad avviso di chi vi parla, l'assessorato
regionale alla sanità nella sua struttura, onorevole Assessore,
- non è per ragioni di tempistica dato che la contabilità
finanziaria è stata abbandonata nel 2002, - ma perché non è ad
oggi attrezzato culturalmente e professionalmente ad un
controllo sulla gestione, e che quindi non realizza e questo mi
preoccupa davvero, perché senza il controllo sulla gestione tutto
ciò che noi facciamo, dalla nomina dei direttori generali e da
ciò che i direttori generali debbono assolvere per legge, ivi
compreso la verifica dell'efficienza dell'economicità delle
prestazione e della qualità dei servizi erogati, rimane una mera
enunciazione di principio, perché i direttori generali non sono
attrezzati neppure al controllo interno di gestione.
Il fatto che la Regione non sia nelle condizioni di esercitare
sugli atti e, quindi, sul bilancio di esercizio che è l'atto
fondamentale su cui si può esercitare il primo controllo - non
sto parlando del controllo di gestione - è, a mio avviso, uno
degli elementi più preoccupanti del percorso che il Governo non
ha ad oggi fatto sul controllo della spesa sanitaria.
E' questa la ragione per cui l'onorevole Cracolici ha tentato
di porvi rimedio. Se a tutto questo si aggiunge che c'è una
commistione - onorevole assessore, il Parlamento, in questo
senso, potrebbe intervenire a disciplinare il meccanismo di
nomina - tra chi, all'interno dell'assessorato svolge la
funzione di controllo sugli atti, prevista dalla legge regionale
e svolge, successivamente, la verifica contabile amministrativa,
nella qualità di sindaco nominato dalla Regione, il quadro è
sufficientemente chiaro, altro che sceneggiata, onorevole
Cracolici.
Il problema è profondamente serio, è un problema che, noi, da
mesi poniamo all'attenzione di questo Governo. Lo poniamo in
maniera non strumentale, gradiremmo che ci fosse una proposta
davvero organica e razionale che riguardasse il riordino delle
norme sui controlli, altrimenti i piani di rientro, assessore,
nei quali, lei ha detto bene, probabilmente non ci si è compresi,
che devono rimuovere le cause del deficit di cui stiamo parlando
diventano ancora una volta enunciazione di principio,
l'anelazione del desiderio, assessore, che ci farà ritrovare qui,
fra qualche mese, a discutere ancora una volta di una spesa fuori
controllo.
Quindi, noi riproponiamo con forza il problema dei controlli e,
ripeto, dichiarare irricevibile o improponibile un emendamento
non risolve il problema.
Il Parlamento poteva intervenire, discutere e, comunque, porre
all'attenzione di quella che è la politica istituzionale del
Parlamento regionale un problema così grave e delicato qual è
quello dei controlli.
Noi li riteniamo insufficienti, in seguito ci saranno ulteriori
emendamenti che tratteranno dei controlli, proveremo a capire se
il Governo ha davvero l'intenzione seria di interventi
strutturali oppure questi interventi strutturali sono
semplicemente per tamponare un'esigenza che è data dal deficit
insopportabile del 2006.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per
polemizzare ma semplicemente per capire fino in fondo.
L'emendamento proposto dall'onorevole Cracolici veniva fatto
discendere da presunte colpe o responsabilità degli attuali
revisori che non avrebbero evidenziato le passività di bilancio e
le avrebbero omesse o fatto finta che non esistessero, quindi ora
il disegno di legge verrebbe a cancellare passività inesistenti.
Io ritengo che il tenore dell'articolo sia diverso.
Le passività delle aziende sanitarie della Regione derivanti
dalla contabilità finanziaria risultanti ancora emessi al 31
dicembre 2006 sono passività esistenti e certificate, forse non
esigibili perché è subentrato un contenzioso: i creditori non
possono venir in possesso del credito e quindi per le procedure o
per contenziosi quelle passività non sono diventare per le
aziende crediti diretti per i legittimi creditori.
Il fatto che vengano mese da parte e venga istituito un fondo
per ottemperare a una eventuale attualizzazione quando si saranno
chiusi i contenziosi per liquidare queste somme, ritengo che sia
una norma di buon governo e di attenzione contabile, forte, per
il delicato momento che stiamo attraversando in sanità.
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 23.20, è ripresa alle ore 00.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'eravamo fermati, un'ora fa,
all'emendamento 2.2 sul quale c'era il parere favorevole del
Governo.
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, per
comodità e per economia dei lavori, prima di procedere alla
verifica del numero legale, ricordo all'Aula che la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva fissato come ultima
data utile per i lavori d'Aula l'11 aprile. L'Aula, poi, l'11
aprile si è pronunciata per rinviare ad oggi. Siccome si
conoscono i motivi per i quali il disegno di legge sulla sanità
deve essere approvato entro il 20 aprile, comunico all'Aula,
considerato che l'Aula si può determinare per proseguire i lavori
della stessa, che se mancasse il numero legale - ovviamente, la
responsabilità non è dell'onorevole Cracolici che lo chiede o di
chi lo sostiene -, il Presidente si avvarrà dell'articolo 87 del
Regolamento interno, rinviando l'Aula a domani mattina; se invece
il numero legale c'è, si continuerà questa sera, perché la legge
deve essere approvata.
A questo punto procediamo alla verifica del numero legale.
L'onorevole Cracolici l'ha richiesta.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
invito gli onorevoli deputati a registrare la presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale.
Presenti ..41
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 2.3
aggiuntivo al comma 1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.1 è stato subemendato dall'onorevole Cracolici
con il subemendamento 2.1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 2.4 dell'onorevole Antinoro è superato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Modifiche alla legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2
1. Al comma 5 dell'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sono aggiunte le parole: A parziale copertura della
prima annualità è destinata la quota, pari a 80.868 migliaia di
euro, assegnata alla Regione a valere sul contributo per il
ripiano dei disavanzi 2002-2004 di cui all'articolo 279 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266.'
2. Al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sostituire le parole del patrimonio delle aziende
unità sanitarie locali ed ospedaliere' con le parole di cui
all'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17'.
3. Al comma 3 dell'articolo 24 della legge regionale 8 febbraio
2007, n. 2, sono aggiunte le seguenti parole nonché ai centri di
eccellenza costituiti in fondazione'».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Finanziamento della maggiore spesa sanitaria per l'anno 2006
1. Per il finanziamento del maggior fabbisogno del sistema
sanitario regionale per l'anno 2006, quantificato
complessivamente in euro 708.342 migliaia, al netto delle
variazioni positive derivanti dall'applicazione dell'articolo 2,
hanno effetto in Sicilia le disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive
modifiche ed integrazioni e allo stesso si provvede con le
modalità di seguito indicate:
a) quanto ad euro 153.000 migliaia mediante utilizzo della quota
assegnata alla Regione a valere sul finanziamento di cui
all'articolo 1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
b) quanto ad euro 80.868 migliaia mediante utilizzo di pari
importo del gettito derivante dalle tasse automobilistiche di
spettanza regionale;
c) quanto ad euro 187.474 migliaia mediante utilizzo delle
economie di spesa dei capitoli finanziati con risorse del fondo
sanitario regionale di cui all'Elenco M', allegato alla presente
legge;
d) quanto ad euro 287.000 migliaia mediante utilizzo del gettito
derivante dalle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 174,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.1. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella A'».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 5.1.
Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Variazioni alla Tabella H'
1. Alla Tabella H' di cui all'articolo 59, comma 7, della legge
regionale 8 febbraio 2007, n. 2 sono apportate, per l'esercizio
finanziario 2007, le seguenti modifiche in migliaia di euro:
U.P.B. 9.2.1.3.3 capitolo 373703 -200
e sono eliminate le parole di cui 200 migliaia di euro
all'Istituto Annibale di Francia di Palermo'.
Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le variazioni di
cui all'annessa Tabella B'
U.P.B. 9.2.1.3.3 capitolo 373705 +200
da destinare all'Istituto Annibale di Francia di Palermo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Variazioni al quadro di previsione di cassa del bilancio della
Regione
1. Al quadro di previsione di cassa del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2007 sono apportate le seguenti
variazioni in migliaia di euro:
ENTRATE
BILANCIO E FINANZE Centro di responsabilità:
FINANZE E CREDITO Interventi regionali + 287.000
BILANCIO E TESORO Interventi Comunitari, Statali e connessi
cofinanziamenti + 153.000
Interventi regionali
+ 80.868
SPESA
BILANCIO E FINANZE
Centro di responsabilità:
BILANCIO E TESORO
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215710 -
Interventi comunitari, statali e connessi
- 202.474
cofinanziamenti
SANITA'
Centro di responsabilità:
DIPARTIMENTO REGIONALE PER L'ASSISTENZA
SANITARIA ED OSPEDALIERA E LA PROGRAMMAZIONE
E LA GESTIONE DELLE RISORSE CORRENTI DEL FONDO SANITARIO
Interventi regionali + 367.868
Interventi comunitari, statali e connessi cofinanziamenti
+ 355.474»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 8.1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41.
L'Assemblea è in numero legale.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione votazione l'emendamento
8.1 del Governo. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
All'emendamento A.1 del Governo sono stati presentati
numerosi subemendamenti.
Si passa al subemendamento A.1.2 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.1 a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.3 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.4 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.5 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.6 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.7 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emdamento A.1.8 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.1.9 a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.1.10 a firma degli onorevoli
Gucciardi ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento A.1.11 a firma
del Governo, un subemendamento all'emendamento A.1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.1 a firma del Governo nel
testo risultante dalla votazione degli emendamenti. Il parere
della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che all'emendamento A.2 è stato presentato
l'emendamento del Governo A.2.1 che dà la copertura finanziaria
all'emendamento A.2 . Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
CRACOLICI Vi sono due coperture finanziarie. Mi spiegate qual
è quella esatta?
LAGALLA assessore per la sanità. Per i concorsi farmaceutici.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.2 a firma del Governo nel
testo risultante dalla precedente votazione del subemendamento.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CIMINO presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento A.3. Lo dichiaro
improponibile.
Comunico che è stato presentato l'emendamento A.4 a firma
dell'onorevole Vicari. Chiedo al Governo se c'è la copertura
finanziaria.
LAGALLA assessore per la sanità. L'emendamento A.4 non è
accoglibile perché le strutture in funzione devono avere aderito
comunque alla normativa regionale sul preaccreditamento, quindi
non è accoglibile.
PRESIDENTE Questo è un problema di merito, lo decide il
Parlamento. Le chiedo se c'è la copertura finanziaria.
LAGALLA assessore per la sanità. La copertura finanziaria non
c'è. E' dentro il macro aggregato quindi non c'è.
PRESIDENTE Dichiaro pertanto l'emendamento A.4 improponibile.
Si passa agli emendamenti A.10 e A.5, a firma Cracolici.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento A.6 dell'onorevole Gucciardi ed altri. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della II Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.7 che dichiaro
improponibile perché manca la copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento A.8 a firma Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi auguro che questo emendamento
dopo che il Governo ha presentato l'emendamento A.1, che è un
emendamento corposo, che in qualche modo raccoglie alcune delle
questioni che nel tempo il gruppo dei DS ha posto in materia di
Penso che il governo non può che dichiararsi favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.8. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, presidente della II Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti A.9 e A.11.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento A.12. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO. C'è un problema di contabilità finanziaria. E' per
consentire ad un istituto che afferisce alla rubrica dei beni
culturali di potere fare la sua attività.
PRESIDENTE. L'emendamento A.13 è improponibile.
Si passa all'emendamento A.15 a cui è stato presentato un
subemendamento dal Governo, A.15.1.
Lo dichiaro improponibile, pertanto l'emendamento A.15 decade.
Si passa all'emendamento A.14 che dichiaro improponibile
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A.16.
LO PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi,questo emendamento aggiuntivo
tratta una materia assai delicata, apparentemente semplice, nel
senso che si propone di abbattere del 50 per cento il trattamento
dei consulenti nell'ambito degli assessorati, ma sostanzialmente
è estremamente pericoloso intanto perché bisogna decidere se fare
di una materia del genere una materia politica contro o a favore
del Governo o stabilire normativamente un principio sano, di
buona amministrazione.
La finanziaria, purtroppo, introdusse un principio che sarà
sfuggito non solo all'assessore a quei tempi, ma a tutto il
Governo credo, cioè il principio di abbattimento degli emolumenti
ai consulenti degli assessorati.
Voi sapete che sono tre persone assessorato per assessorato,
gli assessorati oggi sono diretti da me, domani saranno diretti
da altri, dobbiamo loro assicurare soltanto una scelta di
funzionalità e di efficienza.
Abbattere del 50 per cento questa possibilità, significa
abbattere il livello di professionalità e di efficienza dei
rispettivi uffici.
Io, pertanto, invito l'Assemblea a votare questo emendamento
perché esso si propone di normare una materia che non può essere
lasciata ad una vaga impostazione demagogica, ma viceversa ad un
criterio di efficienza e di responsabilità.
Se non è stato chiaro, signor Presidente, posso scendere anche
nei dettagli. I consulenti oggi come oggi vengono pagati con una
cifra sostanzialmente irrisoria rispetto alle professionalità che
richiedono.
Abbattere ulteriormente...
BARBAGALLO Qua non vi è spesa.
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Come non
c'è spesa?
Non sto dicendo che è improponibile per mancanza di copertura,
sto dicendo che è un proposito sbagliato quello di abbattere i
livelli di professionalità attraverso l'abbattimento del reddito
che bisogna corrispondere ai consulenti, delle due una.
Una volta stabilito il budget assessorato per assessorato o
abbatti gli emolumenti o abbatti il numero dei consulenti.
Abbatterlo della metà su tre uno e mezzo naturalmente non è
possibile, bisogna ricorrere all'abbattimento degli emolumenti,
significa sicuramente produrre e provocare oggi, ma anche per
domani abbattere il livello di professionalità all'interno degli
assessorati.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
ricordare che la finanziaria l'abbiamo fatta qualche settimana
fa.
Il Governo ha presentato la proposta dove prevedeva una serie
di tagli alle strutture, agli assessorati, quindi è stato il
Governo a fare questa proposta.
Se il Governo intende modificare la proposta - io ritengo poco
elegante che mentre stiamo facendo una legge dove ci sono lacrime
e sangue si faccia un provvedimento di questo tipo - aggiungo
che, in ogni caso, bisognava metterci la copertura finanziaria,
perché se abbiamo tagliato del 50 per cento, questo 50 per cento
per ridarlo da qualche parte bisogna prenderlo.
Chiedo al Governo di ritirarlo e di ripresentarlo con un
provvedimento successivo.
PRESIDENTE Lo ritira, onorevole assessore?
LO PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Il problema
della copertura è risolto, se si ritiene improponibile per altri
aspetti lo dichiarate improponibile, ma la copertura c'è.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'onorevole Lo Porto ha ragione, mi dicono
gli uffici che non c'è problema di copertura.
Però, siccome abbiamo fatto una legge specificatamente che
riguarda un impegno del Governo e del Parlamento a ripianare il
deficit della sanità, io credo che questa legge debba rimanere
così per com'è.
Il Governo - perché condividiamo la filosofia delle cose che
dice l'onorevole Lo Porto, non si possono pagare consulenti a
mille euro al mese perché obiettivamente è meglio evitare di
farlo perché nessun professionista di qualità farà mai il
consulente per mille euro al mese. Già duemila erano pochi.
Per cui noi lo ritiriamo adesso perché questa legge rimanga per
come è e lo porteremo nella prossima legge.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A17, A18, A19 e A20 sono dichiarati
improponibili perché presentati fuori termini e non hanno
copertura finanziaria.
Si passa all'articolo 9. ù
Ne do lettura:
«Articolo 9
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Ci sono delle tabelle.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per evitare che ci siano
equivoci,l'emendamento A14 a firma dell'onorevole Caputo faceva
riferimento all'elenco M, abbiamo dichiarato improponibile
l'emendamento A14 perché faceva riferimento a delle spese
sacrosante ma che non possono entrare in questa legge perché è
materia estranea.
CRACOLICI. Questa è una sua opinione.
PRESIDENTE. Questa è una opinione politica, ma siccome faccio
il Presidente lo dichiaro improponibile.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
n. 141 «Applicazione dei criteri previsti dalla L.r. 14/2006
per la formazione delle graduatorie dei contingenti antincendio»
dell'onorevole Caputo ed altri.
n. 142 «Riconoscimento di garanzie lavorative ai lavoratori
forestali aventi la mansione di autobottista», dell'onorevole
Caputo ed altri.
n. 143 a firma dell'onorevole Cascio ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo li accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.58, è ripresa alle ore 01.00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, considerato che l'Aula è stata fissata per
oggi e che il voto finale al disegno di legge sarà espresso nella
successiva seduta, pongo in votazione, per alzata e seduta, la
proposta della Presidenza di rinvio dei lavori d'Aula alle ore
12.00.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
che stiamo esaminando un testo sulla base di una data che è stata
assunta, già comunicata dall'Assessore, prima in Commissione e
poi in Aula, di una fantomatica scadenza, che non risulta
contenuta in alcun provvedimento amministrativo ma vorrei
comunicare che non voteremo il testo, non condividendolo, ma quel
che vorrei far rilevare è che lei sta convocando una seduta
d'Aula nella giornata di domani - e ne prendiamo atto - dopo che
si era deciso di non tenere seduta, non per una volontà assunta
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in
funzione dell'organizzazione dei lavori d'Aula, ma perché, da
domani, i due principali Partiti - domani, quello dei DS e,
dopodomani, quello de La Margherita - DL , terranno i loro
Congressi nazionali. Già, questa stasera, diversi colleghi
parlamentari risultano assenti poiché sono già partiti.
Si tratta di una prassi che si viene a consolidare. Ne prendo
atto. Siamo qui, fino alla fine dei lavori, per esaminare gli
articoli del disegno di legge.
E' evidente che, in sede di votazione finale, non potremo
esprimere un voto favorevole e vorrei far rilevare che sarà da
lei convocata una seduta d'Aula in concomitanza con un Congresso
nazionale di un Partito.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, comprendo le motivazioni dell'onorevole
Cracolici e ritengo sia giusto che i parlamentari possano
attivarsi per partecipare ad un Congresso del loro Partito ma,
francamente, onorevole Cracolici, non comprendo per quale motivo,
questa sera, non si intenda esprimere il voto finale chiedendo
all'opposizione di garantire il numero legale, esprimendo anche
un voto contrario perché è giusto farlo se si ritiene.
L'onorevole Cracolici non può chiedere di non convocare la
seduta d'Aula domani - oggi - per votare un disegno di legge
importante che ha, peraltro, una scadenza imposta dal suo Governo
nazionale, adducendo la motivazione di un Congresso nazionale del
suo Partito quando sa che potrebbe benissimo consentire un voto
stasera, con il previsto numero legale, salvando quindi la
possibilità di prendere parte al Congresso.
Onorevole Cracolici, le chiedo di farci comprendere i motivi di
questa scelta. Saremmo felici di evitare che vi siano - non
voglio chiamarli accordi - procedure che vengano in qualche modo
disattese. Stasera, non si comprende per quale ragione non si
debba votare il disegno di legge.
Abbiamo il diritto di chiedere che i lavori d'Aula siano
aggiornati a oggi - ore 12.00 - per la votazione finale,
consentendo alla maggioranza di far pervenire i suoi parlamentari
perché intendiamo rispettare un impegno assunto nei confronti
del Governo nazionale che, tra l'altro, se non rispettato,
creerebbe condizioni di disagio ai siciliani perchè scatterebbero
dei meccanismi che ci priverebbero della possibilità di accedere
al fondo di circa 3 miliardi di euro che il Governo nazionale ha
messo a disposizione della Regione per tentare di ripianare il
deficit.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ha già parlato l'onorevole Cracolici. Posso darle
la parola soltanto se intende esprimere una posizione favorevole
nei confronti della proposta della Presidenza.
BARBAGALLO No.
PRESIDENTE Pongo in votazione la proposta della Presidenza di
rinvio dei lavori a oggi, alle ore 12.00. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
giovedì 19 aprile 2007, alle ore 12.00, con il seguente ordine
del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 194 - Ristrutturazione e riapertura delle Terme di
Sclafani Bagni (PA).
CAPUTO - CURRENTI -
GRANATA INCARDONA - POGLIESE
N. 195 - Adeguamento delle pensioni dei dipendenti
regionali.
CAPUTO - FALZONE -
GRANATA - POGLIESE CURRENTI
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale
(n. 546/A);
2) - Disposizioni in favore e dell'esercizio di attività
economiche in zone SIC e ZPS. Disposizioni in favore
dell'esercizio di attività sciistica nell'area del Parco delle
Madonie di Piano Battaglia (n. 513/A).
La seduta è tolta alle ore 1.05
ALLEGATO
DI BENEDETTO - PANEPINTO. - «Al Presidente della Regione,
premesso che:
l'ATO idrico della Provincia di Agrigento ha in corso la
procedura di privatizzazione del servizio di gestione per la
durata di 30 anni;
per ben 4 volte l'assemblea dei Sindaci ha modificato il bando
di gara per consentire che pervenissero offerte, considerato che
le precedenti gare erano andate deserte;
è stata presentata una sola offerta da parte di un consorzio di
imprese di cui fa parte il Voltano S.p.A.;
dell'assemblea dell'ATO idrico fanno parte i Sindaci dei comuni
di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto
Empedocle, Raffadali, San Biagio Platani, Santa Elisabetta e
Sant'Angelo Muxaro, che sono contemporaneamente azionisti del
Voltano SPA;
i predetti Sindaci, che hanno già approvato gli atti
preliminari, compresa l'approvazione del bando di gara e la
nomina della commissione esaminatrice, dovranno procedere
all'affidamento della concessione posta in gara;
si ravvisa un evidente conflitto di interessi per i sindaci che
sono contemporaneamente amministratori ed azionisti sia del
soggetto appaltante che di quello appaltatore;
un parere richiesto dal Consorzio d'ambito allo studio legale
Armao di Palermo in ordine alla procedura di affidamento del
servizio recita: 'ritenere pienamente incompatibile con la
partecipazione alla riunione del Consiglio di Amministrazione di
codesto consorzio per la nomina della commissione di gara la
posizione degli amministratori Sindaci dei comuni azionisti di
una delle società che in raggruppamento con altre imprese ha
presentato l'unica offerta in sede di gara per l'aggiudicazione
dell'appalto';
un altro parere richiesto dal Voltano SpA allo studio legale
Immordino di Palermo recita: Pertanto, gli atti eventualmente
adottati dal Consiglio d'Amministrazione del consorzio d'ambito,
nella cui compagine figurano n. 4 legali rappresentanti dei
Comuni azionisti della Voltano SpA non ritengo possano essere
consentiti, per la paventata incompatibilità di tutte le figure
istituzionali ;
l'assemblea dei sindaci dell'ATO di Agrigento nella seduta del
18/11 ha deliberato a maggioranza, su proposta del Presidente
della Provincia regionale di Agrigento, di richiedere un
ulteriore parere all'ufficio del commissario delegato per
l'emergenza idrica in Sicilia, rinviando le decisioni dell'
assemblea all'acquisizione di questo ulteriore parere;
considerato che:
il Sindaco del consiglio comunale di Favara si è dimesso da
vice presidente dell'ATO idrico;
i consigli comunali dei Comuni di Alessandria, Bivona,
Calamonaci, Canicattì, Cattolica Eraclea, Cianciana, Grotte,
Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro,
Racalmuto, Ravanusa, Realmonte, Ribera, S. Biagio Platani,
Sambuca, S. Stefano Quisquina e Siculiana hanno deliberato per la
non privatizzazione del servizio idrico;
per sapere:
se ritenga essere l'ufficio del commissario delegato per
l'emergenza idrica in Sicilia soggetto competente ad esprimere
parere di ordine giuridico ed interpretativo;
se non ritenga di dover impegnare il commissario delegato per
l'emergenza idrica a sottoporre il parere richiestogli al
giudizio del CGA;
quali provvedimenti intenda adottare qualora il commissario per
l'emergenza idrica esprima comunque un parere;
quali provvedimenti intenda adottare qualora l'eventuale parere
espresso dal commissario per l'emergenza idrica non dovesse
trovare condivisione da parte dell'assemblea dei Sindaci dell'ATO
idrico di Agrigento.» (760)
Risposta. «In riferimento alle notizie richieste con
l'interrogazione n. 760 degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto,
questa Presidenza ha interessato l'Agenzia Regionale per i
Rifiuti e le Acque, istituzionalmente competente a fornire gli
elementi di informazione utili per la trattazione dell'atto
ispettivo in questione.
Per quanto sopra, ritenendone esaustivo il contenuto, si
trasmette, per brevità la risposta inoltrata dalla citata Agenzia
con nota prot. 2770 del 12/02/07».
Il Presidente CUFFARO
Regione Siciliana
PRESIDENZA
SEGRETERIA GENERALE
Area 2
Unità Operativa
"Rapporti con l'Assemblea Regionale Siciliana"
OGGETTO: Interrogazione n. 760 degli onorevoli Di Benedetto e
Panepinto.
ALL'UFFICIO DI GABINETTO
DELL' ON.LE PRESIDENTE DELLA REGIONE
SEDE
Per il seguito di competenza, si trasmette copia della nota
della Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque, prot. n.2727
del 12.02.2007, con la quale sono stati forniti chiarimenti ed
elementi utili di risposta per l'interrogazione di cui in
oggetto, di cui si allega copia, diretta al Presidente della
Regione.
Questa Unità Operativa, con il presente atto, in virtù di
quanto alla stessa attribuito, giusta Atto di indirizzo
presidenziale di cui alla nota prot. n. 12037 dell'8 ottobre 2004
di codesto Ufficio di Gabinetto, esaurisce l'attività istruttoria
prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
Quanto sopra si rimette a codesto Ufficio per le conseguenti
valutazioni e le determinazioni finali proprie dell'On.le
Presidente, ai sensi dell'art.2, comma 8, del D.P. 10 maggio
2001.
IL DIRIGENTE PREPOSTO
(Dott.ssa Maria Accardi)
Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
1 Settore Regolazione delle
Acque
Alla Presidenza della
Regione Siciliana
Segreteria Generale -
Area 2
Unità Operativa "Rapporti con
l'ARS"
OGGETTO: A.T.O. Idrico di Agrigento - interrogazione n. 760
dell'onorevole Di Benedetto Giacomo.
In riscontro alla nota a margine, si ribadisce quanto
comunicato con Ns. nota n. 7 dell'8/01/2007 che ad ogni buon fine
qui si allega integrata con la successiva Deliberazione n. 1 del
Commissario ad acta adottata il 18/01/2007 per l'aggiudicazione
del servizio idrico integrato ATO Agrigento.
IL DIRETTORE DI SETTORE
(Ing. Marcello Loria)
Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
1 Settore Regolazione delle
Acque
Alla Presidenza della
Regione Siciliana
Segreteria Generale -
Area 2
Unità Operativa "Rapporti con
l'ARS"
OGGETTO: A.T.O. Idrico di Agrigento - interrogazione n. 688
dell'onorevole Di Benedetto Giacomo.
In riscontro alla nota a margine, si trasmette copia del D.D.G.
n. 440 del 28.12.2006 di nomina del Commissario ad acta per
l'affidamento del servizio idrico integrato presso il Consorzio
di Ambito territoriale di Agrigento.
IL DIRETTORE DI SETTORE
(Ing. Marcello Loria)
Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
Direzione
Generale
IL DIRETTORE GENERALE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTA la legge 5 gennaio 1994 n.36 che detta disposizioni in
materia di risorse idriche;
VISTO l'art. 69 della L.R. 27 aprile 1999 n. 10 che disciplina
il governo e l'uso delle risorse idriche in Sicilia;
VISTO l'art. 7 della L.R. n. 19/2005 con il quale è stata
istituita l'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque alla
quale la Regione siciliana ha trasferito le competenze nelle
materie indicate ai commi 3 e 4, attribuite da disposizioni
normative a singoli rami dell'Amministrazione Regionale;
VISTO in particolare, il comma 3 dell'art. 7 della L.R. n.
19/2005 secondo cui: l'Agenzia esercita forme di controllo
efficienti ed efficaci, provvedendo a sviluppare e sostenere
azioni per la gestione integrata quali-quantitativa delle
risorse idriche e a controllare e regolare il servizio reso dai
gestori del sistema idrico integrato;
VISTO altresì, il comma 5 dell'art. 7 della L.R. n. 19/2005 il
quale riconosce all'Agenzia poteri sostitutivi, d'ispezione e
d'acceso agli atti degli Enti ed Amministrazioni coinvolti
nell'esercizio delle proprie competenze;
VISTO il Decreto del Presidente della Regione Siciliana n.
59/area l/S.G. del 27 febbraio 2006 con cui, ai sensi dell'art.
7 della L. R. 19/2005, è stato nominato l'Avv. Felice Crosta
quale Direttore Generale dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti e
le Acque;
VISTO il Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 1 del
28 febbraio 2006 pubblicato sulla GURS n. 22 del 28 aprile 2006,
con il quale è stata avviata la costituzione dell'Agenzia
Regionale per i rifiuti e le Acque;
VISTO il D.D.G. n. 1 del 16.03.2006 con il quale il Direttore
Generale dell'Agenzia ha nominato l'Ing Marcello Loria Direttore
del Settore "Regolazione delle Acque";
VISTA la nota n. 1422 del 22.11.2006 con la quale il Consorzio
di Ambito Territoriale di Agrigento, in ragione della presunta
incompatibilità di alcuni sindaci membri del Consorzio, ha
chiesto un parere sulla proposta di affidamento del servizio
idrico integrato;
VISTA la nota n. 12751 del 13/12/2006 di questa Agenzia con la
quale è stata inoltrata, per il tramite della Presidenza della
Regione Siciliana giusta nota n. 12751 del 13/12/2006, la
richiesta di parere all'Ufficio legislativo e legale della
Regione Siciliana;
VISTO il parere dell'Ufficio legislativo e legale della Regione
Siciliana reso con nota n. 21477 335/06 11 del 21/12/2006;
VISTA la nota n. 16520 RA del 21/12/2006 di questa Agenzia con
la quale è stato inoltrato al Consorzio il superiore parere
invitando altresì lo stesso a convocare urgentemente l'assemblea
dei rappresentanti entro e non otre il 24.12.2006 al fine di
deliberare sull'affidamento del servizio in oggetto;
VISTA la nota n. 1493 del 23/12/2006 con la quale il Consorzio
di Ambito Territoriale di Agrigento, ha comunicato che la seduta
dell'Assemblea dei sindaci, riunita in seconda convocazione
giorno 23/12/2006, è stata rinviata a data da destinarsi per
mancanza di numero legale;
RITENUTO dover esercitare i poteri sostitutivi indicati in
narrativa e attribuiti a questa Agenzia con la già citata legge
regionale 19/2005 nominando un commissario che, previa verifica
degli atti afferenti, ponga in essere, in nome e per conto
dell'Ente inadempiente gli atti necessari per l'affidamento del
servizio idrico integrato;
DECRETA
Art. 1
Il Dirigente Ing. Ignazio Puccio è nominato Commissario ad acta
presso il Consorzio di Ambito Territoriale di Agrigento con il
compito di valutare e deliberare in ordine agli esiti di gara
inerenti l'affidamento del servizio idrico integrato.
Art. 2
Il presente incarico dovrà essere portato a compimento entro il
termine di 15 giorni dalla data di notifica del presente
provvedimento.
Art. 3
Le spese relative all'espletamento del presente incarico sono
poste a totale carico del Consorzio di Ambito Territoriale di
Agrigento.
Palermo, 28 dicembre 2006
Il Direttore
Il Direttore Generale
Ing. Marcello Loria
Avv. Felice Crosta
L'anno duemilasette il giorno 18 del mese di gennaio alle ore
18.00
IL COMMISSARIO AD ACTA
VI STO lo statuto del Consorzio di Ambito Agrigento;
CONSlDERATO CHE:
-con delibera del Consiglio di Amministrazione del 31.10.03 n.
07 è stato deliberato l'atto di indirizzo per la redazione degli
schemi di bando e di capitolato relativi all'affidamento in
concessione a terzi della gestione del Servizio Idrico Integrato;
-con delibera dell'Assemblea del Consorzio di Ambito Agrigento
del 21.6.04 n. 13 sono stati approvati gli schemi del
disciplinare di gara per l'affidamento del S.I.I. e di
convenzione di gestione corredata del disciplinare tecnico;
-il Consorzio di Ambito Agrigento ha indetto una gara pubblica
scaduta il 15.2.05, una procedura negoziata scaduta il 23.5.05 ed
altra gara pubblica scaduta il 28.2.06, tutte andate deserte;
-con delibera del C. di A. del 28.2.06 n. 9 sono stati
riapprovati lo schema di disciplinare di gara per l'affidamento
dei S.I.I. e la convenzione di gestione corredata del
disciplinare tecnico;
-con delibera dell'Assemblea del Consorzio di Ambito Agrigento
dell'11.4.06 n. 3 è stato confermato di procedere all'erogazione
del servizio idrico integrato dell'ATO di Agrigento attraverso
idoneo concessionario da individuare mediante l'espletamento di
gara per l'affidamento del S.I.I. e la convenzione di gestione
corredata del disciplinare tecnico;
-a seguito della trasmissione del disciplinare di gara per
l'affidamento del S.I.I. alla G.U.C.E. in data 16.4.06 SO75 e
della pubblicazione nella G.U.R.S. n. 18 del 5.05.06 è pervenuta
entro i termini fissati alle ore 12.00 del 7.06.06, una sola
offerta dal seguente Raggruppamento Temporaneo d'imprese: ACOSET
S.p.A. Capogruppo con sede a Catania viale Rapisardi 164,
mandanti IBI Idrobioimpianti S.p.A., Voltano S.p.A., Galva
S.p.A., G. Campione S.p.A., Serf Srl, Tecnofin Group S.p.A.,
Edilmeccanica G. Campione srl, L. Costruzioni Salamone srl,
A.I.E.M. srl, Aipa S.p.A., Delta Ingegneria srl;
-con delibera del C. di A. del Consorzio del 6.07.06 n. 26 è
stata nominata la Commissione per giudicare sull'ammissibilità
delle offerte ricevute e sulla attribuzione dei punteggi, così
come previsto dall'art. 12 del disciplinare di gara;
-la Commissione di Gara, espletate le procedure di rito, nella
seduta dell'1.9.06 ha espresso unanime giudizio di regolarità
della documentazione esibita, valutando positiva l'unica offerta
pervenuta, proposta dall'ATI "Girgenti Acque" Capogruppo ACOSET
S.p.A., sia sotto il profilo tecnico che economico ed ha
formulato la graduatoria;
ESAMINATI i verbali dona Commissione di gara, allegati alla
presenti per farne parte integrante e sostanziale;
VISTO il verbale n. 15 della seduta del C. di A. del 30.10.06
nel quale sono riportate considerazioni in merito ad entrate
"extra Piano" riferite ai punti: 7.5.3 e 9.2.2 allegato C
della proposta e richiamate nel punto 4.1 dell'offerta
economica;
PRESO ATTO della nota del Presidente del Consorzio di Ambito
del 22.11.06 n. 1422 nella quale viene rappresentata la
incompatibilità di alcuni Sindaci, componenti dell'assemblea
del Consorzio e, al contempo, componenti dell'Assemblea del
Voltano S.p.A. - ditta mandante dell'ATI - a deliberare in
merito all'affidamento del S.I.I. dell'ATO;
VISTA la nota n. 21477 del 21.12.06 con cui l'Ufficio
Legislativo e Legale della Regione Siciliana ha espresso il
proprio parere in ordine al conflitto di interesse dei Sindaci
riferito alla loro coesistente posizione di amministratori
dell'ATO e di azionisti della società aggiudicataria - Voltano
S.p.A.;
VISTA la nota dei Direttore Generale dell'Agenzia per i rifiuti
e le acque del 21.12.06 n. 16520 con la quale, tra l'altro, il
Consorzio viene diffidato a proseguire nello stato di inerzia;
ATTESO che il testo coordinato ed integrativo dell'Accordo di
Programma Quadro, Tutela delle Acque e gestione integrata
dell'APQ R.I. del 21.3.05 e successivi atti integrativi,
prevede la rendicontazione degli investimenti a carico del POR
Sicilia 2000-2006 entro i 31.12.05;
VISTO il Decreto del Direttore Generale dell'Agenzia Regionale
per i Rifiuti e le Acque del 28.12.08 n. 440 così come
integrato con successivo Decreto dell'11.1.07 n. 01 con il
quale, a seguito del permanere dello stato di inerzia in ordine
alle decisioni sull'affidamento del servizio idrico integrato
ed in ragione dei poteri sostitutivo attribuito all'Agenzia ex
art. 7 comma 5 l.r. 18/06, è stato nominato l'ing. Ignazio
Puccio Commissario ad acta presso il Consorzio d'Ambito
territoriale di Agrigento con il compito di valutare e
deliberare in ordine agli esiti di gara inerenti l'affidamento
del Servizio idrico integrato;
VISTA la nota del presidente del Consorzio d'Ambito n. 03 del
3.01.07 con la quale viene comunicata la richiesta di alcuni
sindaci dei comuni consorziati di convocazione dell'assemblea
per decidere sull'affidamento del S.I.I.;
VISTA la nota n. 05 del 3.1.07 del Commissario ad acta, con
quale viene espresso parere di opportunità in ordine
all'esercizio delle competenze assembleari sull'affidamento del
S.I.I.;
VISTA la nota del Presidente del Consorzio d'Ambito del 12.1.07
n. 25 con la quale è stato comunicato che nel corso della
seduta 9.1.07 l'Assemblea non ha proceduto all'affidamento del
S.I.I. dell'ATO di Agrigento;
RITENUTO di dovere dar corso alla definizione della procedura
intrapresa dal Consorzio per l'affidamento del S.I.I. tenendo
conto di quanto espresso dell'Ufficio Legislativo e Legale
della Regione nel parere sopra citato e in ordine al conflitto
di interesse;
PRESO ATTO che a norma dell'art. 18, comma 4 del disciplinare
di gara, "l'Autorità d'Ambito, per gli adempimenti di
competenza, prenderà atto della graduatoria per l'approvazione
dell'affidamento in concessione del S.I.I nell'ATO di Agrigento
al concorrente la cui offerta è risultata la migliore nella
selezione avvenuta ;
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO il D.L.vo del 3.4.06 n. 152;
VISTO l'art. 69 della L.R. 27.4.1999 n.10 che disciplina il
governo e l'uso delle risorse idriche in Sicilia;
VISTO l'art. 7 della L.R. 22 dicembre 2005 n. 19, istitutivo
dell'Agenzia Regionale per Rifiuti e le Acque;
VISTO il D. Lgs. 267/2000;
VISTO il vigente O. R. EE. LL;
DEL1BERA
APPROVARE gli esiti di gara come risultanti dai verbali della
Commissione all'uopo costituita e allegati alla presente per
farne parte integrale e sostanziale;
RIGETTARE, con riferimento al verbale 15/2006 della seduta del
C. d. A., la parte di proposta che prevede entrate extra
Piano riferite ai punti: 7.5.3 e 9.2.2 allegato C della
proposta e richiamate nel punto 4.1 dell'offerta economica e
specificamente:
1) l'ipotesi d entrate extra Piano previste dall'offerente e
relative al pagamento, a carico delle amministrazioni comunali,
dei costi di gestione delle reti miste;
2) il pagamento, da parte dei comuni, di contributi per le
manutenzioni delle reti nere che trasportano acque bianche;
STABILIRE che gli oneri per il pagamento dei canoni di
concessione per le derivazioni di acqua devono essere posti a
carico del gestore;
AGGIUDICARE in via definitiva, con le modifiche sopra
riportate, a favore dell'A.T.I. "Girgenti Acque" Capogruppo
ACOSET S.p.A. la gestione del Servizio idrico integrato e
lavori connessi nell'Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento;
DARE mandato agli Uffici del Consorzio di Ambito Agrigento di
provvedere agli adempimenti di competenza conseguenti
all'adozione del presente atto.
Il Commissario ad acta
(Ing. Ignazio Puccio)
BALLISTRERI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il bilancio e le finanze, premesso che:
con la delibera CIPE del 9 maggio 2003 n. 17 Ripartizione
delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate -
rifinanziamento legge 208/98 per il triennio 2003/2005 (legge
finanziaria 2003, art. 61) , sono stati destinati 740 milioni di
euro a programmi di sviluppo nel Mezzogiorno nei settori della
Ricerca e della Società dell'Informazione;
nell'ambito delle suddette risorse, con delibera CIPE n. 81 del
20 dicembre 2004, è stata approvata la destinazione programmatica
di 140 milioni di euro per il finanziamento di distretti
tecnologici nelle regioni del Mezzogiorno, 33,6 dei quali
destinati alla Regione Sicilia, in regime di APQ;
in data 14/06/05 è stato sottoscritto l'Accordo di Programma
Quadro per la Ricerca tra la Regione siciliana, il Ministero
dell'Università e della Ricerca Scientifica ed il Ministero
dell'Economia che prevedeva, tra gli altri, la realizzazione
dell'intervento denominato PROREPLUS - ALIF, Laboratori di
testing per dispositivi elettroacustici, sensori oceanografici e
metodologie finalizzati al monitoraggio dello stato delle risorse
biologiche del mare, promosso dalla Sede di Mazara del Vallo del
CNR - Istituto per l'Ambiente Marino Costiero (CNRIAMC) dal costo
complessivo di euro 5.426.155, di cui euro 3.000.000 con
copertura CIPE, delibera del 9 maggio 2003, n. 17;
con delibera n. 174 del 28 aprile 2005, la Giunta regionale ha
preso atto dell'Accordo di Programma Quadro stipulato il 7 marzo
2005 tra il Dipartimento Bilancio e Tesoro Ragioneria Generale
della Regione ed il Dipartimento Programmazione, il Ministero
dell'Economia e delle Finanze - Servizio per le Politiche di
sviluppo territoriale e le Intese e, per la Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Ministro per l'Innovazione e le
Tecnologie, il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie ed
il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica
Amministrazione;
il 23 novembre 2005 è stata stipulata convenzione tra, per la
Regione siciliana, il Dipartimento Bilancio e Tesoro Generale
della Regione dell'Assessorato Bilancio e Finanze, e per il CNR,
l'Istituto Ambiente marino Costiero IAMC di Napoli (Sede di
Mazara del Vallo), con la quale il CNR si è impegnato a
realizzare tutto il complesso di azioni per attuare il progetto
ICT-E3 (Piano ICT per l'eccellenza nella Sicilia occidentale del
settore innovazione imprenditoriale a partire dalla ricerca
marina);
con la suddetta convenzione il CNR e la Regione si sono
impegnati a creare il Distretto Tecnologico Agro-Bio e Pesca
Ecocompatibile in Sicilia;
nel dicembre 2005 è stato sottoscritto l'Accordo Quadro tra il
Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Presidente
della Giunta regionale, all'uopo delegato sulla base della
deliberazione della Giunta regionale n. 2112 del 02/08/2005, i
quali hanno concordato, nell'ambito dei compiti e delle funzioni
attribuite loro dalle leggi, di cooperare per l'attuazione di
programmi di ricerca e sviluppo finalizzati ai bisogni sociali ed
economici della Regione;
per sapere quali siano i criteri stabiliti per erogare i
finanziamenti destinati ai programmi di sviluppo della Regione
Sicilia, deliberati dal CIPE, in regime di APQ, esposti e
dettagliati in premessa». (674)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione n. 674
dell'onorevole Ballistreri, prioritariamente appare opportuno
evidenziare che, tra le delibere CIPE citate nell'interrogazione
in argomento, la delibera che attiene alle competenze
dell'Assessorato Bilancio e Finanze in tema di Società
dell'Informazione risulta essere la delibera n. 17/2003 e,
conseguentemente, l'Accordo di Programma Quadro (APQ) di
pertinenza risulta essere l'APQ stipulato il 7 marzo 2005 ed
apprezzato dalla Giunta Regionale di Governo con delibera n. 174
del 18 aprile 2005 e pertanto a tali atti il presente riscontro
afferisce.
Per quel che attiene gli interventi inseriti nell'Accordo di
Programma Quadro sulla Società dell'Informazione nella Regione
Siciliana, si allega uno specifico prospetto che riporta ogni
singolo intervento (con il relativo acronimo) ed il Programma
CIPE od altro che lo finanzia ed il cofinanziamento regionale o
di altri soggetti.
Conseguentemente alla stipula deIl'APQ, nella considerazione che,
quale Responsabile dell'attuazione dello stesso, è stato
individuato il Ragioniere Generale della Regione, tutto l'insieme
delle risorse previste dallo stesso APQ sono state attribuite al
Dipartimento Bilancio e Tesoro di questo Assessorato.
Con eccezione degli interventi previsti dal Programma "ICT per
l'eccellenza dei Territori", con acronimi: ICT-E1, proposto dalla
Provincia, dal Comune e dall'Università di Catania che, pertanto,
sono stati incaricati della relativa realizzazione con apposita
convenzione, ICT-E2, proposto dall'ISMETT di Palermo che,
pertanto, è stato incaricato della relativa realizzazione con
apposita convenzione, ed ICT-E3, proposto dal IAMC-CNR di Mazara
del Vallo che, pertanto, è stato incaricato della relativa
realizzazione con apposita convenzione, per la realizzazione di
tutti i rimanenti interventi il Dipartimento Bilancio e Tesoro,
ai sensi dell'art. 78 della L.R. 6/2001, ha stipulato una
specifica convenzione con la Società Sicilia e-Innovazione
S.p.A., creata dal Dipartimento, per le attività informatiche
dell'Amministrazione Regionale.
Sulla base delle predette indicazioni, pertanto, il Dipartimento
Bilancio e Tesoro non ha erogato finanziamenti a soggetti esterni
ma, al fine della realizzazione degli interventi dell'APQ, quale
ente appaltante, ha stipulato appositi rapporti convenzionali con
il soggetto istituzionalmente a ciò preposto ovvero, nel caso dei
progetti di "ICT per l'eccellenza", con i soggetti proponenti».
L'Assessore LO PORTO
Seduta n. 62 del 18-19 aprile 2007
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 513/A DISPOSIZIONI IN FAVORE DELL'ESERCIZIO
DI ATTIVITà ECONOMICHE IN ZONE SIC E ZPS. DISPOSIZIONI IN FAVORE
DELL'ESERCIZIO DI ATTIVITà SCIISTICA NELL'AREA DEL PARCO DELLE
MADONIE DI PIANO BATTAGLIA
-All'articolo 1:
Subemendamento all'emendamento A.18.1:
Alla fine del comma 3, dopo la parola adottata , aggiungere la
parola positivamente .
Emendamento A.18.1:
1. Le determinazioni sulle valutazioni di incidenza, previste
dall'articolo 5 del D.P.R. n. 357/1997, sono attribuite ai comuni
nel cui territorio insistono i siti SIC e ZPS. Le valutazioni di
incidenza che interessino siti SIC e ZPS, ricadenti all'interno
dei parchi naturali sono di competenza dell'Ente parco.
2. Sono di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente le valutazioni di incidenza che riguardano l'intera
pianificazione comunale, provinciale e territoriale, ivi compresa
i piani agricoli e faunistico-venatori che non sono stati ancora
approvati alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. I comuni e gli enti parco sono tenuti ad adottare le
determinazioni sulle valutazioni di incidenza entro il termine di
60 giorni. Decorso il predetto termine, la pronuncia sulla
valutazione di incidenza è rilasciata in via sostitutiva
dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, che
dovrà adottarla entro il successivo termine di 60 giorni decorsi
i quali la determinazione sulla valutazione di incidenza si
intende adottata.
4. Nelle more dell'emanazione delle misure di conservazione e
dell'approvazione dei piani di gestione previsti dal decreto del
Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, per le
aree designate ai sensi delle direttive n. 79/409/CEE e n.
92/43/CEE, al fine di non penalizzare le attività economiche,
sono consentiti il rilascio delle autorizzazioni e delle
concessioni, nonché il proseguimento e l'ampliamento delle
attività esistenti, nel rispetto degli strumenti urbanistici
vigenti.
5. Gli interventi all'interno dei centri abitati, delimitati ai
sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 285/1992,
ricadenti in zone SIC e ZPS, non sono soggetti a valutazioni di
incidenza .
-All'articolo 3:
Emendamento 3.3:
Sopprimere l'articolo 3.
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Emendamento A 8:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Aree contigue - 1. Per gli effetti di cui all'articolo
32, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, vengono
definite quali aree contigue nei parchi regionali quelle
previste dal comma 3, dell'articolo 7 della legge regionale 6
maggio 1981, n. 98, come sostituito dall'articolo 6 della legge
regionale 9 agosto 1988, n. 14.
2. In dette aree è consentita l'attività venatoria secondo le
modalità stabilite per gli ambiti territoriali di caccia in cui
le stesse aree contigue ricadono .
Emendamento A 19:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - 1. Per la promozione e lo sviluppo dell'attività
turistica in Sicilia, ivi compresa la realizzazione di studi e
ricerche di settore nonché di iniziative turistiche e di
rilevanza turistica, l'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti è autorizzato a costituire una
società di capitali, con sede in Sicilia, a totale
partecipazione pubblica, ed alla quale potranno successivamente
partecipare, in forma minoritaria, altri enti pubblici.
2. La Regione siciliana esercita nei confronti della stessa
Società un controllo analogo a quello operato sui propri
servizi. I diritti del socio sono attribuiti all'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti che può
affidare direttamente alla Società medesima i servizi, le
forniture ed i lavori funzionali al raggiungimento delle
finalità di cui al comma 1.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2007 la spesa di 250.000,00, cui si
provvede mediante riduzione delle disponibilità del capitolo
472514 - Dipartimento Turismo - esercizio finanziario 2007.
Emendamento A 20:
Art - I termini di efficacia della dichiarazione di pubblica
utilità finalizzati alla definizione, da parte dell'Assessorato
regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti,
delle procedure ablatorie delle aree di cui all'art. 2 della
legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, sono fissati al 3 luglio
2008 .
Emendamento A 21.1:
Art - Al comma 7, dell'emendamento A.21, dopo le parole
presente articolo aggiungere le seguenti per le cooperative
edilizie che comprovino, attraverso la revisione ordinaria, di
essere in possesso dei requisiti di legge, ivi compresa
l'assegnazione o il diritto di proprietà dell'area .
Emendamento A 21:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - 1. All'art. 22, comma 1, della legge regionale 22
dicembre 2005 n. 19, sostituire le parole 31 dicembre 2006 con
31 dicembre 2011 .
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 3
novembre 1994, n. 43, è aggiunto il seguente: 1 bis. Il prezzo
di cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica è
aumentato dei costi sostenuti per gli interventi di manutenzione
straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o di
ristrutturazione effettuati nell'edificio nei cinque anni
antecedenti la stipula dell'atto di vendita'.
3. Il coniuge, i discendenti entro il terzo grado e gli
ascendenti conviventi con l'aspirante deceduto, conservano la
facoltà di acquistare gli alloggi dei quali abbiano acquisito il
diritto alla locazione.
4. Il diritto di opzione all'acquisto dell'alloggio può essere,
altresì, esercitato, in caso del decesso del conduttore
assegnatario, dal convivente more uxorio', purché la durata
della convivenza sia stata di almeno sette anni.
5. I termini previsti dagli articoli 1, 7, 13 e 16 dalla legge
regionale 24 luglio 1997, n. 25, già prorogati dall'art. 31
della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 2008, limitatamente alle cooperative
edilizie in possesso di attestazione di revisione in corso di
validità che per gli effetti del combinato disposto dell'art. 31
della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e dell'art. 67,
comma 3, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, hanno
mantenuto l'inclusione nei piani di utilizzazione degli
stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79
e 5 dicembre 1977, n. 95.
6. Per le cooperative edilizie, i termini previsti dall'art. 66,
comma 2, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono
prorogati al 31 dicembre 2008 per l'utilizzazione degli
stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79
e 5 dicembre 1977, n. 95 e per l'utilizzazione degli
stanziamenti di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457.
7. I termini di scadenza previsti dall'art. 67, comma 3, della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono prorogati entro e
non oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
articolo.
8. Il comma 3 dell'art. 3 della legge regionale 31 agosto 2000,
n. 19 è così sostituito: I requisiti come sopra determinati
devono essere posseduti al momento dell'emanazione del primo
decreto di concessione dell'agevolazione e sussistere anche
all'atto dell'assegnazione dell'alloggio, ad eccezione del
reddito'.
Emendamento A 23:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - All'articolo, comma 1, del DDL n. 510/A approvato con
legge regionale del 4 aprile 2007 le parole ai sensi del
decreto 25 maggio 2006' sono sostituite dalle parole con
decreto'.
2. All'articolo 3, comma 1 del DDL n. 510/A approvato con legge
regionale del 4 aprile 2007 le parole negli anni 2006 e 2007'
sono sostituite dalle parole dalla data di entrata in vigore
della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15. .
Emendamento A 24:
Aggiungere il seguente articolo:
Alla fine del comma 15 della l.r. n. 12/2006 è aggiunto il
seguente comma:
16. Le disposizioni di cui al comma 15 si applicano comunque al
volume degli edifici, esistenti in epoca antecedente alla legge
6 agosto 1967 n. 765, ancorché in atto parzialmente demoliti' .
DISEGNO DI LEGGE N. 546/A NORME PER IL RISANAMENTO DEL SISTEMA
SANITARIO REGIONALE
-All'articolo 2:
Emendamento 2.2:
Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Le passività delle Aziende sanitarie della Regione derivanti
dalla contabilità finanziaria, comprese le esposizioni verso le
gestioni liquidatorie, e risultanti ancora in essere al 31
dicembre 2006, sono dichiarate insussistenti ai fini della
redazione dei bilanci delle singole Aziende sanitarie relativi
all'esercizio 2006 .
Emendamento 2.3:
All'articolo 2, comma 1 è aggiunto il seguente periodo: A tal
fine il termine di presentazione dei bilanci 2006, previsto
dall'articolo 51, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
è prorogato al 30 giugno 2007 ed il termine di trasmissione
all'Assessorato regionale Sanità è prorogato al 31 luglio
2007. .
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
Aggiungere i seguenti commi:
2. Alla tabella A' di cui all'articolo 59, comma 1, della
legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono aggiunti i seguenti
accantonamenti per l'esercizio finanziario 2007:
OGGETTO
2007 2008 2009
Quota assegnata alla Regione siciliana a 153.000
--- ---
valere sul finanziamento di cui all'art. 1,
comma 278, legge 23 dicembre 2005,
n. 266, collegata al corrispondente
accantonamento negativo.
Gettito derivante dalle disposizioni di cui 287.000
--- ---
all'articolo 1, comma 174, della legge 30
dicembre 2004, n. 311 e successive modi-
fiche ed integrazioni, collegata al corrispon-
dente accantonamento negativo. ---------------
---------------------
Totale accantonamenti positivi 440.000
--- ---
Quota assegnata alla Regione Siciliana 153.000 ---
---
a valere sul finanziamento di cui all'articolo 1, comma 278,
legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Gettito derivante dalle disposizioni di cui 287.000
--- ---
all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311
e successive modifiche ed integrazioni. ---------------
---------------------
Totale accantonamenti negativi 440.000
--- ---
3. In relazione all'accertamento delle entrate di cui alle
lettere a) e d) del comma 1 del presente articolo, per le quali
vengono disposti gli specifici accantonamenti negativi previsti
dalla tabella "A" di cui al comma 2, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad iscrivere con proprio
provvedimento le relative somme ai pertinenti capitoli dei
corrispondenti accantonamenti positivi.
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Sostituire la tabella A' con la seguente:
U.P.B. Denominazione Variazioni
Nomenclatore
Bilancio e Finanze
Dipartimento regionale Bilan-
cio e Tesoro
4.2.1.4.2 .Restituzioni, recuperi, rimborsi
e partite che si compensano nel-
la spesa (cap.4199 Modificata 80.868
l.r. 0/07
denominazione). Rimborso dello
art. 3, comma 1
Stato quale concorso al ripiano
Disavanzi sanitari per gli eserci-
zi pregressi. --------
---
Totale variazione entrata 80.868
=======
-All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Sostituire la tabella B con la seguente:
UPB Denominazione Variazioni
Nomenclatore
Bilancio e finanze
Dipartimento
Regionale bilancio
e tesoro
4.2.1.5. Fondi di riserva - 202.474
- cap. 215703
- cap. 613905 -
202.474
SANITA'
dipartimento regionale Fondo sanitario, assistenza sanitaria ed
ospedaliera -igiene pubblica
10.2.1.3.1 fondo sanitario regionale 202.474
- cap. 413304 integrazione del finanziamento del fondo sanitario
relativo ad anni precedenti - fondi v. ( 187.474 migliaia) -
l.r. 0/07, art. 4, comma 1, lett. c).
- cap. n. i. Fondo per il pagamento dei debiti pregressi delle
aziende sanitarie, per il rimborso degli oneri derivanti da
eventuali pagamenti sui debiti cancellati ai sensi dell'articolo
2, comma 1, della l.r. 0/07 ( 15.000 migliaia) - l.r. 0/07,
art. 2, commi 2 e 3.
- cap. 413342 somme da erogare alle aziende del settore
sanitario per la copertura delle perdite cumulativamente
registrate fino all'anno 2005. l.r. 0/07, art. 3, comma 1.
10.2.1.2.2 Assistenza sanitaria ed
Ospedaliera
80.868
Cap. 413333 ripiano dei disavanzi del-
le aziende sanitarie ed ospedaliere
l.r. 0/07, art. 4, comma 1, lett. B)
Totale variazioni spesa --------
-
80.868
=======
Emendamento 8.1:
Sostituire l'articolo con il seguente:
Al quadro di previsione di cassa del bilancio della regione per
l'esercizio finanziario 2007 sono apportate le seguenti
variazioni in migliaia di euro:
Entrate
Bilancio e finanze
Centro di responsabilità:
bilancio e tesoro interventi regionali +
80.868
Spesa
Bilancio e finanze
Centro di responsabilità:
Bilancio e tesoro
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215710 - interventi comunitari,
statali e connessi cofinanziamenti -
202.474
Sanità
Centro di responsabilità:
Dipartimento regionale per l'assistenza
Sanitaria ed ospedaliera e la programmazione
e la gestione delle risorse correnti del fondo
Sanitario
Interventi regionali
+ 80.868
Interventi comunitari statali e connessi
cofinanziamenti.
+ 202.474
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Subemendamento A.1.11:
Al comma 14 sostituire il periodo Agli oneri relativi della
Regione con il seguente Alla maggiore spesa derivante dal
presente comma valutata in 10 migliaia di euro annui si provvede
con riduzione di pari importo della spesa iscritta nella U.P.B.
10.2.1.3.2 (capitolo 413314) del bilancio della Regione per il
triennio 2007-2009. .
Emendamento A.1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Interventi in materia di assistenza farmaceutica
convenzionata -
1. Ai fini della razionalizzazione dell'assistenza farmaceutica
convenzionata tutti i medici prescrittori dipendenti del
servizio sanitario nazionale e/o operanti per conto dello
stesso, compresi i medici degli ospedali pubblici e
convenzionati accreditati e i medici specialisti convenzionati e
accreditati con il SSN, medici di medicina generale e pediatri
di libera scelta, dovranno attenersi, nelle prescrizioni a
carico del SSN all'utilizzo, in via prioritaria, dei principi
attivi relativi ai farmaci con brevetto scaduto e riportati
nelle liste di trasparenza AIFA (c.d. equivalenti), per quelle
specialità medicinali che, all'interno della stessa categoria
terapeutica e a parità di indicazioni e profilo di sicurezza,
presentino il migliore rapporto costo/beneficio; la dicitura di
non sostituibilità del farmaco potrà essere apposta solo in
particolari casi adeguatamente suffragati da documentazione
clinica.
Sono inoltre adottate, a decorrere dal 2 maggio 2007 ed
applicate ai farmaci erogati tramite le farmacie aperte al
pubblico in regime convenzionale, le iniziative di seguito
riportate:
a) Applicazione del prezzo di rimborso di riferimento
all'interno della categoria terapeutica degli inibitori della
pompa acida (ATC 4 A02BC);
b) Indirizzi che conformino i comportamenti prescrittivi
all'interno di alcune categorie terapeutiche, ivi compresa la
categoria di cui al punto a) con l'individuazione di parametri
limite di consumo annuo di riferimento in ambito regionale.
2. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC
4 AO2BC - inibitori della pompa protonica - devono essere
osservate le seguenti modalità:
a) Le prescrizioni a carico del SSN dei farmaci compresi nella
categoria A02BC devono rientrare nei parametri di consumo medi
nazionali relativi alla stessa categoria, nel rispetto della
pesatura della popolazione assistita.
I farmaci a base di principi attivi non coperti da brevetto
devono raggiungere almeno il 50 per cento per il 2007 e del 60
per cento per il 2008 del totale del gruppo A02BC, in termini
di confezioni erogate, su base annua.
Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo superiore
al 10 per cento in termini di confezioni erogate, rispetto al
limite individuato, e/o un consumo in termini di percentuale di
impiego dei farmaci con brevetto scaduto inferiore di oltre il
10 per cento rispetto al limite sopra indicato, devono
presentare all'Assessorato alla Sanità un articolato piano di
rientro.
b) I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta
devono effettuare prescrizioni di farmaci il cui costo per dose
definita al giorno (DDD), riferito al prezzo al pubblico, non
sia superiore al prezzo minimo di riferimento calcolato in euro
0,90.
c) Qualora il medico di medicina generale o pediatra di libera
scelta, in caso di intolleranza, insufficiente risposta clinica
o possibili interazioni farmacologiche, ritenga che sia
necessario prescrivere una specialità il cui costo per giorno di
terapia riferito al prezzo al pubblico sia superiore al valore
di cui al punto 2) deve giustificare la diversa scelta
terapeutica nell'ambito dell'aggiornamento della scheda
sanitaria individuale del paziente, come disposto dall'articolo
45, comma 2, lettera b), dell'Accordo Collettivo Nazionale. In
tal caso il medico appone sulla ricetta la dicitura di
insostituibilità limitatamente alle condizioni di cui sopra ed
il cittadino non paga alcuna differenza di prezzo.
d) I medici di cui al comma 1 del presente articolo, all'atto
della prescrizione su ricettario SSN o anche nella sola proposta
di prescrizione, sono tenuti ad indicare i farmaci il cui costo
per giorno di terapia riferito al prezzo al pubblico non sia
superiore a quanto indicato al punto 2).
Qualora gli stessi ritengano necessario prescrivere farmaci di
prezzo superiore a quello di riferimento devono predisporre
opportuno Piano terapeutico, su modello predisposto dalla
Regione.
Nel Piano devono essere riportate le motivazioni della diversa
scelta terapeutica che, comunque, non può prescindere dai
criteri di appropriatezza derivanti dalle evidenze scientifiche
in osservanza delle Note AIFA 1 o 48.
In tal caso il cittadino non paga alcuna differenza di prezzo.
e) I medici della continuità assistenziale devono prescrivere
unicamente il farmaco alle condizioni di cui al punto 2).
f) Nella ricetta ove sono prescritti farmaci il cui prezzo
supera quello di riferimento, in assenza della dicitura di
insostituibilità di cui al punto 3) o di Piano terapeutico di
cui al punto 4) i farmacisti devono richiedere all'utente la
differenza tra il prezzo di riferimento e quello del farmaco
dispensato.
g) Il ricorso alle deroghe di cui ai punti 3) e 4) dovrà essere
oggetto di monitoraggio in ambito aziendale con il pieno
coinvolgimento dei medici prescrittori.
h) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali,
secondo le limitazioni e le indicazioni riportate nelle note
AIFA nn. 1 e 48;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati;
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
i) I servizi farmaceutici ospedalieri, indipendentemente dal
principio attivo presente allo stato attuale nei P.T.O .- e
nelle more della rivalutazione degli stessi- e dalla specialità
aggiudicata nell'ambito delle gare ospedaliere ed utilizzata
all'interno della struttura ospedaliera, in caso di pazienti che
all'atto della dimissione da un ricovero o da una visita
specialistica ambulatoriale necessitano di terapia con inibitori
di pompa protonica, possono dispensare esclusivamente farmaci il
cui costo al pubblico per giorno di terapia non sia superiore a
0,90 euro.
3. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC
4 C10AA - inibitori della HMG CoA Reduttasi - devono essere
osservate le seguenti modalità:
a) I medici di cui al comma 1 del presente articolo, all'atto
della prescrizione di inibitori della HMG CoA Reduttasi (ATC4
C10AA), devono attenersi pedissequamente alle indicazioni
previste dalla Nota AIFA 13.
b) I Servizi farmaceutici territoriali devono porre particolare
attenzione all'analisi dei consumi degli inibitori della HMG CoA
Reduttasi collaborando con i medici prescrittori per la verifica
dell'aderenza terapeutica.
c) Nell'ambito di tale classe, i farmaci a base di principi
attivi non coperti da brevetto, devono rappresentare, su base
annua, a livello di ogni singola Azienda USL, in termini di
confezioni erogate, almeno il 50 per cento del totale delle
confezioni erogate del gruppo C10AA, privilegiando la copertura
dei pazienti in prevenzione secondaria e quelli ad alto rischio
in primaria (RCVG-ISS).
Sulla base delle analisi dei consumi, le Aziende USL che faranno
registrare un consumo inferiore di oltre il 10 per cento
rispetto al limite sopra indicato, in termini di percentuale di
consumi di farmaci a brevetto scaduto, devono presentare
all'Assessorato alla Sanità, un articolato piano di rientro.
d) Le prescrizioni a carico del SSN dei farmaci compresi nella
categoria A02BC devono rientrare nei parametri di consumo medi
nazionali relativi alla stessa categoria, nel rispetto della
pesatura della popolazione assistita.
e) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le limitazioni e le indicazioni riportate nella nota
AIFA n 13
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati;
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
4. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC4
N06AB - antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione
della serotonina - devono essere osservate le seguenti modalità:
a) Nell'ambito di tali classi, i farmaci a base di principi
attivi non coperti da brevetto, devono rappresentare, su base
annua, a livello regionale e di ogni singola Azienda USL, in
termini di confezioni erogate almeno il 60 per cento per il 2007
e il 70 per cento per il 2008 del totale delle confezioni
erogate del gruppo N06AB.
b) Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo in
termini di percentuale di impiego dei farmaci con brevetto
scaduto inferiore di oltre il 10 per cento rispetto al limite
sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
articolato piano di rientro.
c) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le condizioni e limitazioni d'uso riportate nelle
relative schede tecniche;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati;
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
5. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria e
N06AX - altri antidepressivi- devono essere osservate le
seguenti modalità:
a) Nell'ambito di tali classi, i farmaci a base di principi
attivi non coperti da brevetto, devono rappresentare, su base
annua, a livello regionale e di ogni singola Azienda USL, in
termini di confezioni erogate almeno il 15 per cento del totale
delle confezioni erogate del gruppo N06AX.
b) Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo in
termini di percentuale di impiego dei farmaci con brevetto
scaduto inferiore di oltre il 10 per cento rispetto al limite
sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
articolato piano di rientro.
c) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le condizioni e limitazioni d'uso riportate nelle
relative schede tecniche;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati.
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
6. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC4
G04CA - antagonisti dei recettori alfa adrenergici - devono
essere osservate le seguenti modalità:
a) Nell'ambito di tali classi, i farmaci a base di principi
attivi non coperti da brevetto, devono rappresentare, su base
annua, a livello regionale e di ogni singola Azienda USL, in
termini di confezioni erogate almeno il 70% del totale delle
confezioni erogate del gruppo G04CA.
b) Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo in
termini di percentuale di impiego dei farmaci con brevetto
scaduto inferiore di oltre il 10 per cento rispetto al limite
sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
articolato piano di rientro.
c) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le condizioni e limitazioni d'uso riportate nelle
relative schede tecniche;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati.
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
7. Per la prescrizione di farmaci compresi nella categoria ATC4
C09AA - Ace-inibitori non associati - devono essere osservate le
seguenti modalità:
a) Nell'ambito di tale classe, i farmaci a base di principi
attivi non coperti da brevetto, devono rappresentare, su base
annua, a livello di ogni singola Azienda USL, in termini di
confezioni erogate, almeno il 40 per cento del totale delle
confezioni erogate per il gruppo terapeutico C09AA.
b) Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo in
termini di percentuale di impiego dei farmaci con brevetto
scaduto inferiore di oltre il 10 per cento rispetto al limite
sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
articolato piano di rientro.
c) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le condizioni e limitazioni d'uso riportate nelle
relative schede tecniche;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati.
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
8. Per la prescrizione di farmaci compresi nella categoria ATC4
C09CA e C09DA - antagonisti dell'angiotensina II associati e non
associati - devono essere osservate le seguenti modalità:
a) Nell'ambito di tali classi, l'utilizzo dei farmaci, a
livello regionale ed in ogni singola Azienda USL, deve essere
mantenuto entro il limite del 20 per cento in termini di
confezioni, del totale delle confezioni erogate per il gruppo
terapeutico C09.
b) Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo in
termini di percentuale di impiego dei farmaci con brevetto
scaduto inferiore di oltre il 10 per cento rispetto al limite
sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
articolato piano di rientro.
c) E' fatto obbligo ai Direttori Generali delle Aziende USL,
attraverso i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
e di Distretto di:
- rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
secondo le condizioni e limitazioni d'uso riportate nelle
relative schede tecniche;
- effettuare, mensilmente, la verifica del rispetto dei
parametri sopra assegnati.
- trasmettere eventuali inappropriatezze entro 30 giorni
all'Osservatorio Regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie istituito con D.A. 3625 dell'11 giugno
2004.
9. Per la prescrizione dei farmaci a base di morfina compresi
nella categoria ATC5 N02AA01 devono essere osservate le seguenti
modalità:
a) Il consumo dei farmaci a base di morfina a carico del SSN, a
livello regionale ed in ogni Azienda USL, non dovrebbe essere
inferiore a 7 milligrammi pro-capite calcolato sulla popolazione
assistibile.
Sulla base delle analisi dei consumi, le Aziende USL che faranno
registrare consumi inferiori di oltre il 10% rispetto al limite
sopra indicato, devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
piano di interventi per la promozione della terapia del dolore.
10. Per la razionalizzazione dei consumi dei farmaci e per la
informazione/formazione al corretto uso degli stessi, la Regione
promuove le seguenti iniziative di formazione e informazione
rivolte ai medici e ai cittadini:
a) campagne d'informazione e sensibilizzazione rivolte alla
popolazione sull'uso corretto del farmaco;
b) iniziative di formazione per i medici attraverso:
- "formazione a distanza" sull'appropriatezza prescrittiva -
maggiore aderenza alle evidenze scientifiche e maggiore
attenzione alle interazioni farmacologiche - e sulla conseguente
razionalizzazione della spesa farmaceutica;
- percorsi diagnostico-terapeutici condivisi tra i medici
prescrittori sulle patologie a maggiore impatto economico e
sociale;
- iniziative di informazione indipendente sul farmaco per i
medici prescrittori.
11. A seguito di valutazione periodica degli effetti degli
interventi di cui al presente articolo e al fine di contenere,
comunque, la spesa farmaceutica entro i parametri previsti dalla
vigente normativa, la Regione adotta ulteriori provvedimenti,
che interessino anche altre categorie terapeutiche in relazione
all'andamento della spesa ed all'analisi dei consumi, ai sensi
dell'articolo 6 del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347
(Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria), convertito,
con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405.
12. L'Assessore regionale per la sanità provvede con proprio
decreto, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, a disciplinare le modalità di attuazione delle
disposizioni contenute nella medesima.
13. L'Assessore regionale della sanità è autorizzato con proprio
decreto ad introdurre eventuali modifiche ed integrazioni alle
disposizioni contenute nel presente articolo, sentito il parere
dell'Osservatorio regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie.
14. Ai componenti dell'Osservatorio regionale per
l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie è corrisposto oltre
alle spese di missione ove spettanti un gettone di presenza pari
ad euro 100 lordi per ogni seduta utile dell'Osservatorio
stesso. Agli oneri relativi al presente comma si provvede con le
somme disponibili nel capitolo 420504 del Bilancio della
Regione.
15. L'importo relativo alle prescrizioni giudicate inappropriate
dall'Osservatorio regionale per l'appropriatezza delle
prestazioni sanitarie è posto, dall'A.U.S.L. di residenza del
paziente, interamente a carico del medico prescrittore. Nel caso
di prescrizioni inappropriate effettuate su indicazioni dello
specialista l'importo viene ripartito in egual misura tra i due
medici .
Subemendamento A 2.1:
Al comma 1 sostituire il periodo Per la copertura 10.4.1.2.1
con il seguente: Per le finalità di cui al presente articolo è
autorizzata, per il triennio 2007-2009, la spesa di 20 migliaia
di euro annui, cui si provvede mediante riduzione di pari
importo della spesa iscritta nella U.P.B. 10.2.1.3.2 (capitolo
413314) del bilancio della Regione per il triennio 2007-2009.
Emendamento A 2:
Aggiungere il seguente articolo:
Ar t Al fine di portare a compimento le procedure concorsuali
di assegnazione di sedi farmaceutiche previste dal D.P.C.M. 30
marzo 1994, n. 298, l'Assessorato regionale della Sanità -
Dipartimento Ispettorato Regionale Sanitario - è autorizzato a
svolgere apposita procedura concorsuale per l'affidamento del
servizio di svolgimento della prova attitudinale prevista
dall'art. 7 del predetto D.P.C.M.
Per la copertura degli oneri derivanti dal precedente comma è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2007 la spesa di 250
mila euro, U.P.B. 10.4.1.2.1 .
Emendamento A 8:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Le Aziende provvedono all'acquisto dalle case
farmaceutiche e alla distribuzione diretta di farmaci le cui
molecole, individuate entro trenta giorni con decreto
dell'Assessorato della sanità, siano funzionali alla cura di
specifiche patologie ad alto rischio di vita .