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Resoconto d'Aula della Seduta n. 62 di mercoledì 18 aprile 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    RINALDI   segretario,  dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che, non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli   Di  Benedetto,  di
  Guardo, Termine, Calanna e Zappulla hanno chiesto congedo per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che per ragioni  del  loro  ufficio  gli
  onorevoli: Zago, dal 19 al 21 aprile e dal 26 al 28 aprile  2007;
  e Scoma, il 19 aprile 2007.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta la risposta scritta  alla
  seguente interrogazione:

   da parte dell'Assessore per il Bilancio:

      -N. 674 - Notizie circa i criteri adottati per l'erogazione di
        alcuni finanziamenti deliberati dal CIPE in regime di Accordo di
        Programma Quadro in favore della Sicilia.
  -Firmatario: Ballistreri Gandolfo

   da parte del Presidente della Regione:

        -   n.  760   Notizie  a  proposito  della  procedura  di
      privatizzazione  del servizio di gestione posta  in  essere
      dall'ATO    idrico   della   Provincia    di    Agrigento',
      dell'onorevole Di Benedetto, avente  richiesta di  risposta
      orale.

    L'onorevole  interrogante, con nota del 17  aprile  2007,  ha
  comunicato  di  considerare  esaustiva  la  risposta  ricevuta.
  Pertanto,  l'iter  dell'interrogazione n. 760  è  da  ritenersi
  concluso.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

  Annunzio  di  presentazione di disegni di legge e relativo  invio
  alle competenti Commissioni

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati presentati e inviati alle competenti Commissioni:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - Norme  per l'elezione del sindaco e del presidente  della
        provincia regionale e per l'attribuzione dei seggi nei consigli
        comunali e provinciali. Incompatibilità e ineleggibilità  (n.
        570)
  -presentato dall'onorevole Fagone in data 12 aprile 2007
  -inviato in data 16 aprile 2007

      - Modifica trattamento economico dirigenti in quiescenza  (n.
        575)
  -presentato dall'onorevole Caputo ed altri  in data 13 aprile
  2007
  -inviato in data 18 aprile 2007

                    ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      - Norme  per il recupero e il riconoscimento della  valenza
        storica dei mercati sulle aree pubbliche nella Regione  (n. 569)
  -presentato dall'onorevole Caputo in data 12 aprile 2007
  -inviato in data 18 aprile 2007
  -PARERE I

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      --   Disciplina delle modalità di affidamento  di  impianti
        sportivi da parte degli enti pubblici territoriali della Regione
        (n. 572)
  -presentato dall'onorevole Adamo in data 12 aprile 2007
  -inviato in data 18 aprile 2007
  -PARERE I

      - Proroghe attività estrattive  (n. 573)
  -presentato dal Presidente della Regione su proposta
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
  (Interlandi)  in data 12 aprile 2007
  -inviato in data 16 aprile 2007

      - Procedure per l'attuazione del decreto del Presidente della
        Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, recante regolamento di
        attuazione della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione
        degli habitat naturali   (n. 574)
  -presentato dal Presidente della Regione su proposta
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
  (Interlandi) in data 12 aprile 2007
  -inviato in data 16 aprile 2007

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -  Diritto al lavoro dei soggetti audiolesi  (n. 571)
       presentato  dall'onorevole  Ballistreri  in  data   12
       aprile 2007
       inviato in data 18 aprile 2007

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti Commissioni:

                     AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     - Contributi in favore delle famiglie numerose  (n. 562)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007

     - Riconoscimento della lingua dei segni italiana  (n. 564)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007
       PARERE V e VI

     - Norme in materia di protezione civile  (n. 565)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007

                    ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     - Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in Agenzia
       regionale per l'erogazione in agricoltura e certificazione di
       qualità della filiera agroalimentare  (n. 566)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 16 aprile 2007
       PARERE I

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile 2006,
       n. 14, e alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, recanti norme
       sul riordino della legislazione in materia forestale  (n. 563)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     - Iniziative tendenti a creare collaborazione tra le università
       ed alla conoscenza delle culture e dei sistemi giuridici dei
       Paesi del Mediterraneo  (n. 567)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007
       PARERE I

     - Provvedimenti concernenti il Dipartimento regionale per
       l'architettura e l'arte contemporanea  (n. 568)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 13 aprile 2007.

                 Comunicazione di richiesta di pareri

     PRESIDENTE   Comunico che da parte del Governo sono  pervenute
  le   seguenti  richieste  di parere, trasmesse  alla  Commissione
  legislativa  Affari Istituzionali  (I):

         -   Camera  di  commercio di Catania -  Designazione
          componente  effettivo del   collegio dei  revisori
          (n. 42/I)
            pervenuta in data 12 aprile 2007
            inviata in data 13 aprile 2007

         -    Consorzio   per  le  Autostrade   siciliane   -
          Costituzione del consiglio direttivo   (n. 43/I)
             pervenuta in data 12 aprile 2007
             inviata in data 13 aprile 2007

         -    Consorzio   di  ricerca  G.  P.   Ballatore   -
          Designazione presidente del Collegio dei  revisori
          (n. 44/I)
             pervenuta in data 17 aprile 2007
             inviata il 17 aprile 2007.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   RINALDI, segretario:

      -N.  1052 - Notizie circa la paventata realizzazione di  un
        rigassificatore nell'area antistante il porto del comune di Porto
        Empedocle (AG).
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Borsellino Rita;

      -N. 1053 - Interventi per la riapertura dell'ufficio postale
        della frazione Calderà del comune di Barcellona Pozzo di Gotto
        (ME).
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Ballistreri Gandolfo

      -N.  1054   -   Notizie  sui  motivi  che  impediscono   la
        realizzazione dell'area industriale nella zona Matarocco del
        comune di Marsala (TP).
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Oddo Camillo

      -N. 1055 - Motivi del mancato espletamento dei concorsi per
        psicologo autorizzati presso le ASL di Agrigento, Palermo, Enna e
        Siracusa.
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Di Benedetto Giacomo

      -N.  1056  - Notizie sui motivi che ostano alla definizione
        dell'iter  procedurale   per  il  dimensionamento   delle
        istituzioni scolastiche provinciali.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Di Benedetto Giacomo

      -N. 1057 - Interventi presso l'ASL 1 di Agrigento per la piena e
        corretta applicazione del DPCM 8 marzo 2001.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Di Benedetto Giacomo

      -N. 1058 - Interventi per garantire il completo esaurimento del
        programma di espropri nella Valle dei Templi di Agrigento e per
        assicurare la piena operatività dell'Ente Parco omonimo.
  -Assessore Turismo
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Di Benedetto Giacomo

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   RINALDI, segretario:

      -N.  1048  -  Interventi per la rimozione di una  serie  di
        costruzioni in legno ubicate su un'area vincolata a totale
        inedificabilità del parco archeologico di Siracusa.
  -Assessore Beni Culturali
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: De Benedictis Roberto

      -N.  1049 - Interventi urgenti per il ripristino del  manto
        stradale in numerose zone del Villaggio Dusmet a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Fleres Salvatore

      -N. 1050 - Notizie circa il mancato finanziamento ai consorzi
        fidi.
  -Presidente Regione
  -Assessore Cooperazione
  -Firmatario: Fleres Salvatore

      -N.  1051  - Interventi per eliminare la discarica  abusiva
        presente in Via Enrico Cialdini nel quartiere 'San Leone' del
        comune di Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Fleres Salvatore

      -N. 1059 - Provvedimenti per risolvere lo stato di paralisi del
        Dipartimento regionale della Protezione Civile.
  -Presidente Regione
  -Firmatari: Zangara Andrea; Galvagno Michele; Mattarella
  Bernardo; Laccoto Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Rinaldi
  Francesco.

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

    RINALDI  segretario:

      -N.  35  -  Iniziativa  urgente del Governo  regionale  per
        scongiurare la chiusura, disposta dalla Direzione generale
        dell'AUSL  n.  9 di Trapani, del reparto di Ostetricia  e
        Ginecologia e del reparto di Pediatria del presidio ospedaliero
        di Salemi (TP), ubicato in zona sismica di prima categoria.
        Riordino della rete ospedaliera.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Gucciardi Baldassare;

      -N.  36  -  Interventi per poter proseguire  l'attività  di
        apposizione di protesi e di sistemi impiantabili vertebrali
        presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: La Manna Salvatore.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate in data 4 aprile 2007.

    RINALDI  segretario:

      -N. 194  Ristrutturazione e riapertura delle Terme di Sclafani
        Bagni (PA) , degli onorevoli Caputo Salvino; Currenti Carmelo;
        Granata Giancarlo, Incardona Carmelo; Pogliese Salvatore;
  -Presentata il 11/04/07
  -N. 195  Adeguamento delle pensioni dei dipendenti regionali ,
  degli onorevoli Caputo Salvino; Falzone Dario; Granata Giancarlo;
  Pugliese, Salvatore; Currenti Carmelo
  -Presentata il 16/04/07

    PRESIDENTE   Avverto  che le mozioni testé  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

      Comunicazione di trasmissione di copia di documentazione
                        Por Sicilia 2000/2006

     PRESIDENTE   Comunico che il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  in  data  10 aprile 2007 copia della  documentazione
  relativa alla proposta di modifica alle misure 3.12 e 3.19  del
  Complemento di programmazione - POR Sicilia 2000/2006.

           Comunicazione di apposizione di firma a mozione

     PRESIDENTE   Comunico  che, con nota  dell'11  aprile  2007,
  pervenuta  alla  Segreteria generale il 12  aprile  successivo,
  l'on.  Giuseppe Gianni ha chiesto di apporre la  propria  firma
  alla mozione n. 189 «Chiarimenti circa il contenzioso Stato   -
  Regione», dell'onorevole Fagone ed altri.

     L'Assemblea ne prende atto.

    Ai   sensi   dell'articolo  127,   comma  9  del  Regolamento
  interno,  dà  il  preavviso  di trenta  minuti  al  fine  delle
  eventuali  votazioni  mediante  procedimento  elettronico   che
  dovessero aver luogo nel corso della seduta.
    Ricorda,  altresì,  che anche la richiesta  di  verifica  del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
  o  di  scrutinio  segreto (art. 127) sono  effettuate  mediante
  procedimento elettronico.

         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  le giovani coppie, legate da vincolo matrimoniale
  o  che  stanno  per  unirsi in matrimonio si trovano  sin  troppo
  spesso  ad affrontare notevoli difficoltà economiche che  rendono
  particolarmente  difficoltosa  l'organizzazione  e   la   normale
  conduzione  della  vita  familiare,  nonostante  quanto  disposto
  dall'art. 1 della l.r. n. 10/2003;;

   Visto        che        tali        difficoltà         divengono
  particolarmente gravose allorquando le famiglie siano costrette a
  sopportare il carico di un familiare non autosufficiente;

   Considerato che la Sicilia è una Regione guidata da  un  Governo
  particolarmente  sensibile  a  tutte  le  tematiche  inerenti  la
  salvaguardia   dei   valori   della  famiglia,   alla   possibile
  risoluzione  di  tutte  le problematiche  che  ne  ostacolano  la
  costituzione  e il sano sviluppo all'interno del tessuto  sociale
  in cui sono inserite;

   Atteso  che l'art. 3 della legge regionale n. 10 del  2003,  che
  ha  prodotto  nel passato i suoi benefici effetti in  materia  di
  agevolazione  al  pagamento  di  interessi  relativi  al  credito
  bancario erogato alle giovani coppie, ha esaurito i suoi benefici
  a  partire dall'anno 2006, e tutto ciò a causa della mancanza dei
  fondi  necessari  al  pagamento della quota  parte  di  interessi
  debitori a carico delle stesse famiglie,

                  impegna il Governo della Regione
                          ed in particolare
              l'Assessore per la famiglia, le politiche
                    sociali e le autonomie locali

   ad  adottare  tutte  le  misure  di  carattere  legislativo  e/o
  amministrativo necessarie al rimpinguamento del capitolo di spesa
  riguardante l'art. 3 della legge regionale n. 10 del 2003.» (191)

                                   RAGUSA-ANTINORO-FAGONE-MAIRA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  l'art. 47, comma 2, della l.r. n.  14  del  2006,
  aveva  previsto l'inclusione nell'elenco speciale dei  lavoratori
  forestali,  anche i lavoratori che potevano far  valere  un  solo
  turno di lavoro alle dipendenze dell'Amministrazione forestale;

   Visto  Che  il  comma  di  cui  sopra  è  stato  impugnato   dal
  Commissario  dello Stato in quanto, non essendo stato individuato
  un  arco  temporale, non era possibile quantificare il numero  di
  questa tipologia di lavoratori, includendo così tutti quelli  che
  avevano  in  qualsiasi  tempo svolto  un  turno  di  lavoro  alle
  dipendenze dell'Amministrazione forestale;

   Considerato  che  nell'anno  2005  circa  400  lavoratori  hanno
  svolto  attività  lavorativa alle dipendenze dell'Amministrazione
  forestale  e  che  tali lavoratori, dopo aver  prestato  la  loro
  attività  lavorativa,  si  sono visti preclusi,  per  sempre,  la
  possibilità  di continuare a prestare servizio presso  la  stessa
  amministrazione  a  causa  del  mancato  inserimento  nell'elenco
  speciale;

   Rilevato che:

   l'inserimento  di  questi  lavoratori nell'elenco  speciale  non
  aggraverebbe ulteriormente la spesa, considerato che tale numero,
  quantificabile  per  l'anno 2006 in poco  più  di  30.700  unità,
  diminuisce di anno in anno;

   i  400  nuovi  lavoratori hanno svolto attività  in  comuni  con
  nuovi insediamenti forestali e che la presenza degli stessi negli
  elenchi speciali garantirebbe lo svolgimento dei lavori nei nuovi
  insediamenti forestali,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  inserire  nell'elenco speciale dei lavoratori  forestali  di
  cui all'art. 43 della legge regionale n. 14 del 2006 i lavoratori
  che   hanno   svolto   attività   lavorativa    alle   dipendenze
  dell'Amministrazione forestale nel corso dell'anno 2005.» (192)

                                      CAPUTO-GRANATA-CURRENTI-
                                      FALZONE-POGLIESE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato che:

   l'art.  43  della  l.r.  n. 14 del 2006  ha  istituito  l'elenco
  speciale  dei lavoratori forestali e che il comma 2 dello  stesso
  articolo   individua  i  lavoratori  facenti  parte   dell'elenco
  speciale, ivi compresi i lavoratori di cui all'ex art.  56  della
  l.r. n. 16 del 1996;

   il   comma  6  dell'art.  43  della  l.r.  n.  14  del  2006  ha
  individuato  i  criteri per la formulazione delle graduatorie  di
  tutti  i  lavoratori aventi titolo ad essere inseriti nell'elenco
  speciale;

   Rilevato che le graduatorie dei contingenti antincendio ex  art.
  56  l.r. n. 16 del 1996 sono ordinate secondo i criteri dell'art.
  59  l.r.  n.  16  del 1996 e che la normativa sul collocamento  è
  cambiata   e  non  prevede  più  l'anzianità  di  iscrizione   al
  collocamento,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  uniformare anche le graduatorie del contingente  antincendio
  con i criteri indicati dal comma 6 dell'art. 43, della l.r. n. 14
  del 2006.» (193)

                                      CAPUTO-GRANATA-CURRENTI-
                                      FALZONE-POGLIESE

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


            Rinvio della discussione della mozione n. 114

    PRESIDENTE   Si  passa  al III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n. 114 «Iniziativa  a  sostegno  dei
  lavoratori della SMA - POSTA CELERE R.R.  di Capaci (PA)»,  degli
  onorevoli Caputo, Stancanelli, Falzone, Currenti e Granata.
   Onorevoli  colleghi, a seguito dell'assenza  dell'Assessore  per
  il   lavoro,  onorevole  Formica,  che  ha  comunicato   la   sua
  impossibilità  a  presenziare alla  seduta  odierna  per  impegni
  improrogabili  precedentemente  assunti,  la  discussione   della
  mozione è rinviata.

         Discussione unificata della mozione n. 163 e della
                         interpellanza n. 33

    PRESIDENTE   Si  passa  al  IV punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  unificata della mozione n. 163 e della interpellanza
  n. 33 riguardanti il comparto agricolo.
   Questo   punto  dell'ordine  del  giorno  viene  momentaneamente
  accantonato  perché l'Assessore per l'agricoltura e  le  foreste,
  prof.  La Via, non è ancora giunto in Aula.

   Rinvio della discussione unificata delle mozioni nn. 84, 85, 98
                               e  107
                      e della interpellanza n. 1

    PRESIDENTE   Si  passa  al  V  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  unificata delle mozioni nn. 84, 85,  98  e   107   e
  della interpellanza n. 1
   A  seguito  dell'assenza dell'Assessore per la  Presidenza,  dr.
  Torrisi,  che  ha comunicato la sua impossibilità  a  presenziare
  alla  seduta  odierna  per  improrogabili  impegni  istituzionali
  precedentemente  assunti,  il V punto dell'ordine  del  giorno  è
  rinviato.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
   favore dell'esercizio di attività economiche in zone SIC e ZPS.
     Disposizioni in favore dell'esercizio di attività sciistica
    nell'area del Parco delle Madonne di Piano Battaglia (513/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  VI punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
  513/A:   «Disposizioni  in  favore  dell'esercizio  di   attività
  economiche   in   zone   SIC  e  ZPS.  Disposizioni   in   favore
  dell'esercizio  di attività sciistica nell'area del  Parco  delle
  Madonne di Piano Battaglia», posto al numero 1).
   Invito  i componenti la IV Commissione, «Ambiente e territorio»,
  a prendere posto al banco delle commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che  si  era  concordato  che  la
  discussione  generale  si  sarebbe  svolta   in  sede  di   esame
  dell'articolo 1.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, le ricordo che  ha  rinviato  il
  testo in Commissione poiché il Governo aveva preannunciato, nella
  stessa  materia,  un  apposito  disegno  di  legge  e,  comunque,
  provvedimenti amministrativi che, in parte o in toto,  superavano
  le ragioni che avevano ispirato alcuni colleghi su tale disegno e
  che era stato così esitato dalla Commissione.
   Pertanto,  credo  che lei , signor Presidente, debba  verificare
  preventivamente  se le ragioni che hanno portato  quel  testo  in
  Commissione sono state, in qualche modo, superate dall'esame  del
  provvedimento  o  se  permangono. Mi  pare,  infatti,   che  tale
  materia  presenti  alcune  contraddittorietà  tra  quello  che  è
  contenuto  nelle  norme e quello che, in genere, dovrebbe  essere
  l'ordinaria  gestione amministrativa da parte  degli  Assessorati
  della Regione.
   Voglio  dire  che  buona  parte delle  questioni  che  sono  qui
  disciplinate  da  norme  in  realtà  attengono  ad  aspetti   che
  riguardano la responsabilità amministrativa degli Assessorati, in
  particolare dell'Assessorato del territorio.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, ricordo benissimo  che  nella
  seduta  precedente  il  rinvio in Commissione  era  stato  deciso
  perché  l'Assessore al ramo aveva chiesto di poter  incontrare  i
  Capigruppo per spiegare le ragioni per le quali il Governo  aveva
  in   corso   dei  provvedimenti;  quindi  pregherei   l'Assessore
  Interlandi,  che  è  presente, di  dare  qualche  chiarimento  in
  materia,   anche   per   rispondere  ai   chiarimenti   richiesti
  dall'onorevole Cracolici.

    INTERLANDI   assessore per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore per il territorio e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,   signori   deputati,  è  stata   effettuata   quella
  sospensione  e quel rinvio alla IV Commissione e, in effetti,  la
  Commissione  si è riunita. C'è stata la possibilità anche  di  un
  confronto  con  alcuni dei Capigruppo che sono  intervenuti;   il
  confronto  si è avviato proprio sui provvedimenti amministrativi,
  sono stati presentati due decreti che riguardano, appunto, da  un
  lato,  le  prime  disposizioni  di  urgenza  sulle  procedure  di
  valutazione  di incidenza e poi un secondo decreto che  fa  venir
  meno l'equiparazione tra ZPS ed aree naturali protette, così come
  correttamente  è,  e facendo praticamente cadere  il  vincolo  di
  inedificabilità  assoluta  in  ZPS riportando  tutto  all'interno
  dell'alveo  della valutazione di incidenza. Sono  stati  espresse
  delle  perplessità del Governo sull'impostazione del  disegno  di
  legge  e si è pure detto che alcuni degli articoli presenti erano
  stati   sostanzialmente   anticipati  da   questi   provvedimenti
  amministrativi.
   La  Commissione  IV in quell'occasione ha preso  atto  di  tutto
  ciò,  rinviando  alla  seduta  d'Aula  l'opportunità  o  meno  di
  ritirare  il  disegno  di legge o, invece, continuare  nella  sua
  proposizione.

    VILLARI  vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

         VILLARI    vicepresidente   della   Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo subito  chiarire  che  la
  Commissione ha già svolto una prima discussione nella seduta  che
  si   è   svolta   la  scorsa  settimana  proprio  alla   presenza
  dell'Assessore Interlandi ed ha, insieme all'Assessore Interlandi
  e   -  la Commissione era quasi totalmente presente - ha valutato
  l'opportunità di estrapolare alcune parti di quello  che  era  il
  testo originario del disegno di legge n. 513/A.
   Vorrei  aggiungere  che  questa mattina  la   Commissione  si  è
  nuovamente  riunita ed ha rielaborato un testo, ritenendo  alcune
  parti del vecchio testo assorbite dai decreti che l'Assessore  ha
  annunciato  in  quell'occasione e che la  stessa  Commissione  ha
  avuto  la  possibilità di valutare; motivo per cui il  testo  che
  viene fuori, è quello rielaborato attraverso l'emendamento che  è
  stato appena consegnato agli onorevoli deputati, l'emendamento di
  riscrittura  18.1. Quest'ultimo credo risolva i problemi  che  si
  pongono nel momento in cui sono stati emanati due decreti e,  non
  solo,  tiene conto anche del dibattito che si è svolto  in  Aula,
  nella scorsa seduta, in particolare per quanto attiene alla parte
  per  la  quale  si riteneva di demandare agli enti,  ai  soggetti
  interessati, le competenze in materia di incidenza di valutazione
  ambientale, comuni, enti parco e così via.
   Da  questo punto di vista mi permetto di dire che la Commissione
  ha  fatto un grande passo avanti durante la discussione di questa
  mattina ed ha espresso all'unanimità un voto su questo testo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  che
  avessimo  chiaro  per  davvero le cose di  cui  stiamo  parlando.
  L'articolo 1 così com'era stato successivamente rielaborato dalla
  IV Commissione, se ho capito bene dall'onorevole Villari, sarebbe
  ulteriormente modificato a seguito dei provvedimenti emanati  dal
  Governo qualche giorno fa.
   Se  capisco  bene, l'unica cosa che rimane in vita dell'articolo
  1  è  la  procedura  che trasferisce ai comuni la  responsabilità
  sulla valutazione di incidenze, perché il quarto comma è superato
  dal decreto. Se, infatti, le zone SIC e ZPS, così come il decreto
  ha   stabilito,  sono  stralciate  dalla  disciplina  delle  aree
  protette, per le zone SIC e le ZPS si applica la disciplina della
  normativa urbanistica vigente.
   Il  quarto  comma cosa prevede? Prevede che, per le zone  SIC  e
  ZPS,  nelle more dell'emanazione.  ai fini di non penalizzare  le
  attività   economiche,   sono  consentiti   il   rilascio   delle
  autorizzazioni  delle  concessioni  nonché  il  proseguimento   e
  l'ampliamento  delle  attività  esistenti,  nel  rispetto   degli
  strumenti  urbanistici vigenti , ovvero si applica quello  che  è
  già stabilito dal decreto perché, se non è più una zona protetta,
  cioè  non  ha  i  vincoli  della zona  protetta,  si  applica  lo
  strumento urbanistico vigente. L'autorizzazione non fa venir meno
  la valutazione d'incidenza.
   Allora,    in  soldoni  l'unica cosa che rimane  in  vita  è  il
  terzo   comma,  cioè  quello  che  trasferisce  ai   sindaci   la
  competenza. Credo, allora, che  siamo di fronte ad un  braccio di
  ferro   tra  il Governo che, almeno in Commissione, ha dichiarato
  che  non intende in questa fase procedere ad un trasferimento  di
  competenze  ai  comuni, perché i comuni non sono attrezzati,  non
  hanno  le  figure  professionali necessarie  per  addivenire  con
  competenza  alla valuta di incidenza e il Parlamento,  almeno  la
  Commissione  IV,  che  intende invece  assegnare  questo  compito
  amministrativo di valutazione di incidenza ai comuni  e  non  più
  all'Assessorato al territorio.  Non possiamo rimanere prigionieri
  delle volontà individuali. Credo che questa vicenda sia sanabile.
   Sono   d'accordo  sul  trasferimento  ai  comuni.  Fatta  questa
  premessa, credo che il Governo debba capire fino a che punto  può
  tirare  la  corda.  Scegliere di trasferire  competenze,  insomma
  alleggerire   una   funzione   di  una   Regione   accentratrice,
  costituisce   un  obiettivo per il quale non si può far  finta  e
  dire   ma, intanto vediamo'  Il Governo con un provvedimento  può
  trasferire  le  competenze ai Comuni. Poi vedremo  l'articolo  3,
  anch'esso superato
   Fare  una  legge per stabilire che le valutazioni  di  incidenza
  sono  trasferite  ai comuni non mi sembra proprio un'operazione ;
  dopodiché, se il Governo insiste, sono pronto a sostenere la tesi
  che  bisogna  fare  la norma che sostiene il trasferimento  della
  valutazione di incidenza ai Comuni.
   Onorevoli  colleghi, stiamo veramente facendo una legge  per  un
  procedimento di decentramento amministrativo?
   Credo - lo ripeto - che nella fattispecie stiamo arrivando  alla
  emanazione della legge - lo diceva qualche collega in Commissione
  -  per esasperazione  Questa materia non ha bisogno di norme,  in
  quanto già esistono.
   Il   problema   è  come  l'esecutivo,  e  quindi  la   struttura
  amministrativa,  sia in grado concretamente  di  dare  attuazione
  alle  norme.  Noi  stiamo ricorrendo alla norma per  superare  un
  blocco   amministrativo,   ma   capite   bene   che   i   blocchi
  amministrativi si superano mettendo le mani sull'Amministrazione,
  non forzando con la legge e scrivendo un'altra norma.
   Gli   articoli 1 e 2, ad oggi, non ci sono più con l'emendamento
  della  Commissione. Ritengo, inoltre, che anche il  quarto  e  il
  quinto  comma non ci siano più, in quanto superati di  fatto  dal
  decreto. Rimane il terzo comma. Basterebbe che il Governo facesse
  una dichiarazione di intento nella quale dichiara di trasferire i
  compiti ai Comuni e non ci sarebbe bisogno di fare una legge.  La
  valutazione di incidenza è un procedimento amministrativo. Se  il
  Governo  ritiene  che questo non si debba fare, a  questo  punto,
  facciamo  una  norma, però invito la Commissione  a  scrivere  la
  norma  che vogliamo fare, evitando di scrivere norme già superate
  nei fatti dagli atti amministrativi.

    INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    INTERLANDI   assessore per il territorio e l'ambiente.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  ad  ulteriore   chiarimento.
  Intanto  il  Governo  è  proteso tutto verso  lo  snellimento  e
  l'accelerazione dei tempi di esitazione delle pratiche  giacenti
  in Amministrazione ed in Assessorato. Abbiamo proprio preso atto
  che c'è una situazione di grande blocco, di diritti virtuali che
  oggi vengono esercitati dai cittadini e proprio per questo siamo
  intervenuti con i provvedimenti amministrativi, al fine  appunto
  di  snellire, accelerare, dare la certezza delle procedure e dei
  tempi di risposta.
   Non  c'è  una  resistenza da parte del Governo al trasferimento
  delle   competenze  comuni,  bensì  è  stato   semplicemente   e
  responsabilmente  sollevato il fatto che  questo  trasferimento,
  tout   court,  come  la  norma  vorrebbe  fare,  non  è   strada
  praticabile perché ostano le norme, perché sulla gestione  delle
  zone  SIC   e  ZPS  c'è  un procedimento già  individuato  dalle
  direttive comunitarie che fa capo ad una redazione dei piani  di
  gestione che deve avvenire attraverso il concorso delle province
  e  di conseguenza non è norma.
   Il  Governo, responsabilmente, è tenuto a dire tutto  ciò,  poi
  chiaramente l'Aula è sovrana, può trasferire ciò che vuole,  può
  fare  ciò  che  vuole, ma personalmente devo dire quali  sono  i
  limiti  di  una norma di questo tipo che può andare incontro  ad
  impugnativa  da  parte  del  Commissario  dello   Stato   e   di
  conseguenza  la posizione del Governo, da questo punto di vista,
  è quella di affidarsi all'Aula.
   Non  si dica, assolutamente, che c'è un freno ed una resistenza
  al  trasferimento, perché il Governo è per il  decentramento,  è
  per  il  principio di sussidiarietà e per quanti altri  principi
  sono   stati   espressi  anche  in  questa  sede  in  precedenti
  occasioni.
   Di  conseguenza,  lungi  dal  mostrare  questo,  il  Governo,
  sulla  norma in parola, si affida all'Aula, però è doveroso  e
  responsabile,  chiaramente, dire come  stanno  esattamente  le
  cose.

    PRESIDENTE    E'   iscritto  a   parlare   l'onorevole
  Ammatuna. Ne ha facoltà.

    AMMATUNA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo
  che  più passa il tempo, meno comprendiamo di che cosa  stiamo
  parlando.  Mi sembra che il problema - è per capirlo  anch'io,
  in  quanto  dopo averlo studiato per parecchi  mesi  non  l'ho
  ancora  compreso - sia quello della individuazione di siti  di
  importanza comunitaria, profondamente errati.
   Faccio  solo un esempio, a me molto caro, perché a  me  anche
  molto vicino, cioè quello dell'area Modica-Pozzallo.
   E'  evidente a tutti - ci possono essere anche altri problemi
  quali  la  città di Messina, il polo marmifero,  la  zona  del
  pomodorino  di Pachino e così via -, comunque, parliamo  della
  zona  Modica-Pozzallo, la quale è stata  individuata  come  un
  sito di importanza comunitaria.
   Ebbene,  come  è  possibile? Lì non c'è fauna,  non  ci  sono
  laghetti, non atterranno gli uccelli migratori; c'è una grande
  zona  industriale  che,  secondo  una  statistica,  è  la  più
  effervescente, la più dinamica zona industriale della Sicilia.
  E  poiché  è stata individuata come zona SIC, quindi  sito  di
  importanza  comunitaria, c'è un blocco di  tutte  le  attività
  commerciali ed industriali. Ecco, mi sembra che questo sia  il
  motivo per cui abbiamo fatto questo disegno di legge.
   Allora,  qual  è il problema? Il problema è quello  di  porre
  rimedio  a  questa  situazione che sta  provocando  un  blocco
  terribile  in tutte le attività commerciali. Vi sono parecchie
  imprese  che  hanno  chiesto un piccolo ampliamento,  conforme
  agli   strumenti  urbanistici,  approvato  dai   comuni,   dal
  consorzio   ASI,  dall'Assessorato  regionale  territorio   ed
  ambiente,  e  si  vuole continuare in questo  ampliamento,  in
  queste  concessioni  in questa zona industriale.  Ebbene,  col
  disegno  di legge che la Commissione ha presentato  e  con  il
  subemendamento,  si fanno salve queste zone,  questi  siti  di
  importanza comunitaria.
   Onorevole  Assessore,  sempre in merito  a  questa  area,  il
  problema  è  che  viene individuata come  sito  di  importanza
  comunitaria una zona industriale e magari accanto,  nella zona
  dove ci sono i laghetti, dove vi sono le dune, dove atterranno
  gli  uccelli  migratori,  dove  c'è  la  fauna  selvatica,  si
  permette la costruzione di alberghi, di strutture ricettive. E
  questo è ciò che dobbiamo impedire.
   Qui  non  si vuole cementificare, non si è contro l'ambiente,
  noi  siamo a favore dell'ambiente per preservare le zone vere,
  i  siti di importanza comunitaria. Ecco, quindi,  il senso  di
  questa legge.
   Condivido quanto detto dall'onorevole Cracolici.
   Il  Governo ha tardato - mi deve scusare assessore, se ripeto
  ancora una volta quanto già detto in altre occasioni -; per la
  legge  sul  demanio marittimo, lei poteva fare  un  decreto  e
  poteva,  quindi, evitarci mesi e mesi di lavoro in quest'Aula,
  ma non l'ha fatto.
   Lei  poteva  fare  dei provvedimenti amministrativi,  già  da
  qualche mese, per quanto riguarda questa importante questione,
  ma non l'ha fatto.
   Quando  eravamo sul punto di votare il disegno di legge,  che
  salvava  un po' questa attività commerciale, ha presentato  il
  decreto e quindi, di fatto, ha bloccato l'iter.
   Lei   dice  di  essere  per  il  decentramento,  ma   non   è
  assolutamente vero
   La Sicilia è la regione più centralista di tutta Italia.
   La   regione   Sicilia  accumula  una  serie  di   competenze
  veramente  impressionanti,  per questo  poi  nessuna  pratica,
  nessun iter tecnico e burocratico va avanti, perché si ammassa
  tutto nella regione Sicilia.
   Occorre,  dunque,  decentrare ai Comuni,  così  come  abbiamo
  fatto  sul  demanio marittimo, così come abbiamo proposto  con
  questo subemendamento, perché le valutazioni di incidenza  non
  debbano  più  andare all'Assessorato regionale  territorio  ed
  ambiente, dove passano non settimane, non mesi, ma anni.
   Questo  subemendamento  salva queste attività  commerciali  e
  cerca   di  proteggere,  cerca  di  stimolare  il  Governo   a
  proteggere i veri siti di importanza comunitaria.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne
  ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che,
  su  questa materia, si stia facendo tanta confusione.  Abbiamo
  cercato di comprendere.
   La  Commissione  ha presentato un emendamento che  stravolge,
  totalmente,  quello che era il disegno di  legge  arrivato  in
  Aula.
   Ci  rendiamo  conto  che  vi sono  dei  problemi  per  quanto
  riguarda questa perimetrazione, che è stata fatta dal  Governo
  regionale  per  prendere  più soldi dalla  Comunità  economica
  europea,   diciamocelo pure; quindi se non  teniamo  conto  di
  questo non comprendiamo il problema.
   Il  problema  è  che queste perimetrazioni,  specialmente  in
  alcune città, sono state allargate perché più erano ampie, più
  soldi prendeva il Governo dalla Comunità economica europea.
   Qui,  c'è  il  Governo che è  perplesso  sulla  procedura  di
  legge  che  viene portata in Aula; vedo anche un  emendamento,
  tra l'altro, che sconvolgerebbe anche l'impostazione.
   Ora,  assessore Interlandi, lei presenta un altro emendamento
  -  e  mi  meraviglia che lo firmi lei - sulle cave,  dando  la
  possibilità  di  proroga, senza tener  conto  che  i  problemi
  principali,  in questa fase, sono delle città,  come  Messina,
  che hanno avuto un allargamento di questa perimetrazione e che
  scontano  la superficialità del Governo che non ha cercato  di
  approfondire le questioni.
   Altra problematica riguarda il trasferimento ai Comuni.
   Fin  quando si trasferisce ai Comuni con un provvedimento che
  tiene  conto  delle possibilità dei Comuni, anche piccoli,  di
  poter  avere  gli  strumenti per fare i  piani  di  incidenza,
  allora  è possibile,  ma se facciamo una norma così - a  parte
  il  fatto che ritengo che il Commissario dello Stato non potrà
  farla passare in questi termini - aggraveremo, ancora di  più,
  le situazioni che abbiamo oggi.
   Allora,  a  mio  avviso,  il Governo  dovrebbe  impegnarsi  a
  rivedere,  immediatamente, le perimetrazioni  che  sono  state
  fatte,  senza tener conto delle realtà locali.  Non so da  chi
  sono state fatte e perché, ma il problema di potere fare e  di
  bloccare, imbalsamare alcune città, principalmente per cercare
  di  prendere  più  soldi  - lo Stato alla  Comunità  economica
  europea, la Regione alla Comunità economica europea -, crea ed
  ha creato questi danni.
   Se  noi  questa  sera,  con la fregola e  l'ansia  di  andare
  incontro  a  queste  situazioni, mettiamo tutto  nel  mucchio,
  realizzeremo  un provvedimento di legge che, certamente,  avrà
  delle  conseguenze peggiori, per cui avremo ancora  per  molto
  tempo il blocco di questa attività.
   Allora,  mi  permetto di suggerire che l'impegno del  Governo
  dovrebbe  essere quello di procedere, intanto, con un decreto,
  fatto  in  maniera  molto celere, ad una  riperimetrazione  di
  queste zone.
   L'altro  problema che mi permetto di sottoporre, dal  momento
  che anche l'Assessore ha manifestato alcune perplessità, è che
  da  cinque  sedute  abbiamo  avuto questi  provvedimenti,  uno
  diverso  dall'altro  ed abbiamo trovato sempre  una  posizione
  diversa del Governo rispetto a quella della Commissione.
   Penso  sia  giusto riflettere su questo e che  attraverso  il
  decreto  si possano trovare quelle soluzioni atte a  sbloccare
  quelle  situazioni che si debbono sbloccare.  Però,  assessore
  Interlandi,  mi meraviglio che lei abbia firmato l'emendamento
  atto  a  sbloccare sic et simpliciter il problema delle  cave,
  considerato  che i problemi maggiori esistono proprio  per  le
  cave  che  sono fatte in deroga ad alcune disposizioni  e  che
  fanno  un  danno ambientale enorme, specialmente  le  cave  di
  pietra. Questo è il problema.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Ballistreri.  Ne
  ha facoltà.

    BALLISTERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  i
  colleghi,  in  modo  particolare i  colleghi  della  Commissione,
  abbiano  sottolineato  un  aspetto che,  francamente,  appare  in
  qualche   modo   paradossale.  Noi  giornalmente   assistiamo   a
  dichiarazioni di tutti gli esponenti politici circa l'esigenza di
  decentrare le competenze, di snellire la burocrazia, di dare  uno
  stimolo all'economia attraverso la deregulation delle procedure e
  naturalmente siamo qui, in questa Aula, da settimane, a discutere
  circa  una  questione  che appare francamente  kafchiana  e  cioè
  costringere  quest'Aula ad intervenire con norma di legge  su  un
  problema  che  invece  il  buon  senso  e  le  dichiarazioni   di
  principio,  sulle quali tutti gli esponenti politici (figuriamoci
  in questa campagna elettorale a cosa assisteremo) si cimentano.
   Allora,   con  molta  franchezza,  l'invito  è  al  Governo   di
  delegare,  attraverso  procedure  amministrative,  i  Comuni   ad
  intervenire  su  questa  materia. Mi  sembrerebbe  un  fatto  non
  soltanto  conforme  ad un indirizzo generale  sulla  materia  del
  Paese ed in Europa, ma mi sembrerebbe un fatto di buon senso.
   Ci  sono qui dei ragazzi che stanno osservando come funziona  il
  procedimento legislativo e come funziona un'Assemblea sovrana  in
  questa  nostra  Regione  a  Statuto speciale;  diamo  un  segnale
  positivo    e   dimostriamo   come   i   parlamentari    lavorino
  nell'interesse della collettività.
   Qui,  ce  ne  sono in gioco due: il primo è la promozione  e  lo
  sviluppo   dell'economia,   senza  bardature   burocratiche   che
  discendono  (lo  diceva  il  collega della  Commissione)  da  una
  visione centralistica,  absit iniuria verbis', insomma quello che
  ti  parla di federalismo e di sussidiarietà in questa Regione. La
  seconda ragione è il mostro, dal punto di vista urbanistico,  che
  ha generato l'attuale condizione normativa. Quindi, l'invito è al
  Governo  di provvedere a muoversi in questa direzione,  recependo
  la posizione bipartisan che si registra in quest'Aula.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo.  Ne
  ha facoltà.

    ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che
  dobbiamo  esplicitare  meglio  l'intenzione  di  ognuno  di   noi
  rispetto  a  quanto  detto  dal Governo  e  i  ai  quali  limiti,
  purtroppo, stiamo andando incontro.
   La  prima  considerazione che voglio fare è la  seguente:  credo
  che  dovremmo  dire  basta al fatto che  si  possa  comunque,  in
  assenza  anche  di  specifiche consulenze dei vari  dipartimenti,
  mettere  mani  a  testi  di legge che poi scopriamo  che  possono
  essere carenti sotto il profilo della costituzionalità.
   Secondo  argomento: il Governo ha già emanato  dei  decreti.  Da
  quello   che  si  è  potuto  capire  il  contenuto  dei  decreti,
  sostanzialmente, confligge con quelli che sono i contenuti  della
  norma  che  stiamo trattando o dell'ipotesi normativa che  stiamo
  trattando. Se così è, facciamo le due ipotesi, il Governo  ha  il
  dovere  di  chiedere che questa discussione venga sospesa  perché
  così  non  si  può fare un buon lavoro, perché se ci  sono  parti
  dell'ipotesi normative che confliggono con i decreti già  emanati
  è un problema serio.
   Allora,  se  è così, bisogna avere chiaramente la determinatezza
  (non  voglio  esprimermi  in  un  altro  modo)  di  chiedere   la
  sospensione  di  questa trattazione e andare oltre,  con  l'altro
  testo all'ordine del giorno, altrimenti non ne usciamo.
   Terza   questione:  voi  sapete  che  esiste  una  norma   nella
  finanziaria nazionale che obbliga, sostanzialmente, le regioni  a
  procedere entro termini stabiliti - non ricordo se sono sei  mesi
  -  per  quanto concerne i piani di gestione. Non siamo più  nella
  fase in cui è inutile nasconderci dal ritardo accumulato da parte
  del  Governo  della Regione, oggi continuiamo a  perpetrare  quel
  ritardo considerando i tempi in due o tre anni, perché di  questo
  si  trattava. Pertanto, deve essere possibile adempiere  entro  i
  termini  previsti dalla ultima finanziaria nazionale,  la  numero
  296 del 27 dicembre 2006.
   Come  si  può, da questo punti di vista, armonizzare  il  testo?
  Prima  di tutto chiamando i dipartimenti attorno al tavolo  della
  famosa Commissione - mi permetto di dirlo con grande rispetto per
  i  colleghi che hanno lavorato, di opposizione e di maggioranza -
  e  adeguando il tutto rispetto ai decreti emanati fino ad ora e a
  tutto  quello che è a nostra  conoscenza sia per quanto stabilito
  dalla  finanziaria nazionale, sia per anche per cose  ancora  più
  delicate, che devono assolutamente essere ben normate, altrimenti
  non  solo  ci  sarà il problema Commissario dello Stato,  ma  non
  risolveremo  la  questione,  perché  sul  fatto  di  avere   come
  obiettivo  fondamentale la volontà di superare le difficoltà  che
  incontrano le attività economiche qua e là, non ci piove. Nessuno
  di noi è contrario, anzi  devo dire, se per un attimo mi tolgo la
  veste di colui che vuole fare una opposizione costruttiva e  vado
  ad  interpretare  quello che fanno i colleghi  del  centrodestra,
  quando  apprezzano demagogie di un certo livello,  potremmo  dire
  che il Governo non solo è in ritardo, lo è stato nella precedente
  legislatura,  e  non  mi pare che fosse di segno  diverso,  lo  è
  ancora  oggi  a  distanza di circa un anno dalle ultime  elezioni
  regionali.
   La  responsabilità quindi, caro Assessore, mi pare assolutamente
  ben  chiara. Lei potrà anche dissentire, ma mi pare  che  sia  lì
  anche per fare i piani di gestione e il Governo precedente era lì
  anche  per  assicurare i piani di gestione e non per arrivare  ad
  oggi  affermando  che ci sono alcuni salvatori della  patria  che
  diranno  che  finalmente oggi si metterà mano ad un  testo  e  si
  risolverà  il  problema, quando non è così, anzi  si  ingarbuglia
  tutto.
   Credo  che  abbiamo  un dovere preciso, poi concordiamo,  vorrei
  elencarlo  in  un minuto. Noi concordiamo sul fatto che  dobbiamo
  necessariamente   trovare  il modo, a  parte  l'approvazione  dei
  piani di gestione
   Personalmente,  sono  d'accordo per delegare  le  competenze  ai
  comuni  e alle province, ma bisogna capire cosa accadrà nei  vari
  comuni e nelle varie province.
   Penso  che  nei grandi comuni accadrà qualcosa di più funzionale
  perché  dispongono  di figure professionali in  grado  di  potere
  mettere  mano a valutazioni di incidenza o valutazioni  di  altro
  tipo.  Se invece parliamo dei comuni più piccoli dobbiamo   anche
  capire  che  non  possiamo delegare competenze  se  non  mettiamo
  qualche  soldino a disposizione di questi comuni, a meno che  non
  vogliamo che tirino fuori rapporti - non si capisce bene, ma  non
  è  un  problema perché le formule si trovano, anche dal punto  di
  vista tecnico-giuridico - che comportano comunque una spesa per i
  comuni  più  piccoli, perché si devono dotare  di  quelle  figure
  essenziali  per fare le valutazioni di incidenza, altrimenti  non
  sono in grado di farle.
   Quindi,  cosa  devono  fare? Devono tirare fuori  i  consulenti,
  devono  fare  il rapporto di prestazione professionale?  Non  so.
  Devono  inventarsi qualcosa, in quanto non è  possibile  che   ci
  illudiamo  che  delegando soprattutto ai piccoli  comuni  abbiamo
  risolto il problema. Questo va bene per i grandi comuni.
   Faccio  una  ultima  considerazione.  Per  quanto  concerne   la
  questione della famosa via d'uscita  nelle more , ma  nelle more
  se  noi  non  richiamiamo  quello  che  contiene  la  finanziaria
  nazionale  che  ora ha cambiato un po' il volto imponendo,  entro
  termini certi, l'approvazione dei piani di gestione, è chiaro che
  la   norma  viene  impugnata.  Non  mi  pare  che  abbiamo  altre
  esperienze alle spalle che riguardavano altri settori.  E'  ovvio
  che  quando  ci  mettiamo in testa di andare  in  deroga,   nelle
  more ,  a tutti quelli che sono i contenuti dei pronunciamenti  a
  cui  facciamo riferimento, mi pare ovvio che sappiamo  di  andare
  incontro a morte sicura rispetto a quello che è la norma in sé  e
  per sé.
   Caro  Assessore, noi che vogliamo risolvere il problema,  stiamo
  soffrendo  più di altri perché noi dovremmo chiedervi  di  essere
  più  efficienti, più capaci ad affrontare queste questioni  e  vi
  stiamo  ponendo il problema di fare attenzione a non  creare  una
  miscellanea  che  poi  non si può applicare o  addirittura  viene
  bloccata.  Voi  sapete cosa contengono i decreti; in  queste  ore
  potremmo   leggerli,  ma  voi  sapete  cosa  contengono,   quindi
  armonizziamo questo testo, andiamo in Aula e approviamolo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole  Oddo  mi fa esprimere una considerazione.  Questo
  disegno  di  legge  più volte è andato e venuto dalla Commissione
  per  l'Aula e viceversa. Penso che oggi la Commissione si sia più
  che  soffermata  ad  approfondire  il  problema  ed  ha  cercato,
  obiettivamente, di armonizzare le complesse vicende  che  vengono
  manifestate sia attraverso gli atti amministrativi che sono stati
  posti  in  essere,  anche  gli ultimi da  parte  dell'Assessorato
  territorio ed ambiente, con le direttive comunitarie.  Penso  che
  la Commissione all'unanimità sia arrivata alla determinazione che
  la legislazione di oggi sia una legislazione di emergenza.
   Tutti  noi sappiamo che vi è una perimetrazione sbagliata; oggi,
  infatti,   l'onorevole   Gennuso  evidenziava   con   forza,   in
  Commissione, l'esigenza di superare, andare oltre, cioè  che  non
  era  il caso di esitare una legge perché il problema era a  monte
  ed era, appunto, la perimetrazione sbagliata.
   Allora,  come siamo usciti fuori dalla Commissione.  Abbiamo  il
  dovere di intervenire. Partiamo dal presupposto che questa è  una
  legislazione di emergenza e dobbiamo intervenire perché tutte  le
  attività in questo momento risultano essere bloccate. Poi, che le
  competenze vengano trasferite ai comuni, in base al principio  di
  sussidiarietà, non vi è alcun dramma; tutt'altro. E' giusto che i
  comuni  che  sono  i  più  diretti, non dico  interessati  perché
  interessato  è  sì  il pubblico, ma  il singolo  cittadino  e  il
  privato sono le grosse aziende e quello che è il rapporto diretto
  con  il cittadino, senza bisogno di alcuna mediazione, che faccia
  le necessarie valutazioni.
   Ma  guardate,  io  sfido tutti a leggere la norma  che  è  stata
  esitata  dalla Commissione, laddove si dice che le determinazioni
  sulle  valutazioni di incidenza sui singoli progetti rimangono  e
  sono  pertinenza dei comuni, quelle che invece è di pertinenza  e
  rimane  all'Assessorato territorio e ambiente sono le valutazioni
  di incidenza che riguardano l'intera pianificazione comunale, che
  riguardano  gli  strumenti programmatori, ivi  compresi  i  piani
  agricoli  e faunisti-venatori che non sono stati ancora approvati
  alla data di entrata in vigore della presente legge.
   Quindi,  bisogna in qualche modo dare atto alla  Commissione  di
  avere  cercato di uniformare, di rendere leggibile  la  serie  di
  interventi e provvedimenti che sono stati adottati.
   A  questo punto, invece, inviterei l'Assessorato, fino a  quando
  non   esiteremo  una  legge,  di  astenersi  dall'adottare   atti
  amministrativi, pur sapendo che vi sono grosse difficoltà, perché
  vede  Assessore, quando io in un decreto vado a scrivere che nono
  sono  soggetti a valutazioni di incidenza ambientale i muretti  a
  secco significa, ad esempio, che le opere interrate sono soggette
  a valutazione ambientale. E' assurdo perché la specificazione che
  lei  ha  fatto,  cioè che i muretti a secco non sono  soggetti  a
  valutazione di incidenza ambientale, significa che tutto il resto
  lo è. E questo è un aggravamento del procedimento.
   Per  cui, ritengo che l'Assemblea, stasera, abbia il dovere, nei
  confronti dei siciliani di compiere due atti. Il primo, quello di
  esitare  questa legge (tutti noi ci rendiamo conto di  essere  in
  presenza  di  una  legislazione di emergenza);   successivamente,
  quello  di  votare  una  risoluzione,  così  come  esitata  dalla
  Commissione,  sulla  base  anche dell'input  dato  dall'onorevole
  Gennuso,  che  impegni  a compiere un atto amministrativo  forte,
  d'intesa  con  il  Ministero  dell'ambiente  e  riconsiderare  la
  perimetrazione  di queste aree   definite SIC e ZPS,   solo  così
  sarà  stato  fatto un buon servizio alla Sicilia ed ai siciliani,
  per dirla alla maniera dell'onorevole Cintola.

    PRESIDENTE   Ha chiesto di parlare l'onorevole Villari.  Ne  ha
  facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sento   la
  necessità  di  rimarcare e, nello stesso tempo,  chiarire  alcuni
  aspetti   sui   quali  alcuni  colleghi  non   hanno   riflettuto
  abbastanza,  altri invece lo hanno fatto.
   Intanto,  la   IV  Commissione, esitando il  disegno  di  legge,
  questa  mattina,  ha risposto al mandato ricevuto  dall'Assemblea
  quando si è deciso il rinvio in Commissione.
   Questo  testo dirime alcune questioni che sono rimaste  insolute
  secondo la valutazione fatta dalla Commissione,  può anche essere
  dimostrato  il  contrario,  ma riteniamo  che  il  testo  esitato
  all'unanimità abbia tenuto conto dei due decreti assessoriali.
   Il  testo,  esitato dalla Commissione, ha introdotto dei  limiti
  temporali circa le determinazioni sulla valutazione di incidenza,
  prevedendo  che i comuni e gli enti parco,  cioè  i  soggetti  ai
  quali  si  demanda la valutazione di incidenza,  debbano  fornire
  questo    parere    entro   sessanta   giorni,   successivamente,
  l'Assessorato  interverrà in via sostitutiva entro gli  ulteriori
  sessanta  giorni,  solo  in quel momento  si  intenderà  data  la
  valutazione.
   L'Assemblea   regionale  siciliana,  signor   Presidente,   deve
  semplificare  le  procedure,  dando  tempi  certi  in  ordine  ad
  alcune  materie,  viceversa si rischia di continuare  a  parlarci
  addosso   invece  di  approvare leggi e  trattare  questioni  che
  probabilmente non sono state pienamente comprese.
   Aggiungo,   inoltre,  che  se  la   IV  Commissione  ha   votato
  all'unanimità ed è stata riunita dalle ore 10.30 - il Presidente,
  onorevole Adamo,  purtroppo non era presente e non ha potuto dare
  il   suo  preziosissimo  contributo  -    fino  alle  ore  14.30,
  valutando approfonditamente ogni questione.
   L'opinione  della Commissione, la mia soprattutto, è  quella  di
  operare  per  decentrare quei poteri, così come  è  previsto  dal
  comma  1; definire  i limiti previsti dei sessanta giorni di  cui
  al  comma 3; il comma 2 specifica meglio la questione riguardante
  la valutazione dei piani agricoli e faunistico-venatori e la loro
  armonizzazione.
   Dobbiamo   chiudere   una  partita  che   è   stata   abbastanza
  travagliata  rispetto  al  dibattito  dell'Aula,  nessuno   vuole
  forzare  alcuno,  si  tratta di approvare una  legge  che  regoli
  alcuni   aspetti  che  non  possono  essere  affidati   ad   atti
  amministrativi,  pur tuttavia la Commissione ha preso atto  degli
  atti  amministrativi posti in essere dall'Assessore al  ramo  con
  gli articoli 1 e 2, che non sono stati più trattati.
   Volevo  sottolineare che sul testo la Commissione si è  permessa
  -  seguendo  i  programmi  dell'attività  d'Aula  -  di  proporre
  emendamenti  che hanno carattere di urgenza ed  è necessario  che
  l'Assemblea,  prima della sospensione dei lavori, affronti e voti
  prima  della chiusura dei lavori d'Aula.

    RAGUSA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAGUSA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ultima  volta
  che  ci  siamo riuniti, considerata la presentazione del  decreto
  dell'Assessore,  è  stata  chiesta  una  pausa   di   riflessione
  accettata  da tutti noi di buon grado nella speranza  che  questi
  decreti ponessero fine a questa diatriba ed anche per potere dare
  una risposta al territorio.
   Visti  i  decreti,  ci siamo resi conto, come  componenti  della
  Commissione,  che  gli stessi non sono esaustivi  e  che  restano
  molte lacune sul territorio regionale.
   Riteniamo    di  portare  avanti  il  nostro  atto   legislativo
  elaborato dalla Commissione perché se  è vero che la legislazione
  fin qui effettuata ha commesso degli errori, noi oggi abbiamo  il
  dovere  morale  di  dare risposte a coloro che le  attendono  per
  crescere,  per  sviluppare e per far si che l'economia  siciliana
  vada avanti.
   E,  come  diceva il mio collega, trattandosi di una legislazione
  di emergenza, chiediamo che l'Aula prenda atto di questa attività
  legislativa  qui presentate - che riguarderanno sicuramente anche
  la mia zona, l'area industriale di Modica - e che la porti avanti
  poiché  il  nostro disegno di legge chiarirà, in  modo  chiaro  e
  netto, quelle lacune che il decreto non è riuscito a colmare.
   E'   importante   altresì  che  la  componente  riguardante   il
  territorio di Messina venga sanata con il quinto comma.
   Pertanto,  si è pensato  di chiudere il cerchio dando  valore  e
  importanza in modo omogeneo al territorio regionale siciliano.

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale.

    BENINATI   assessore  per la cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   assessore  per la cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato   e  la  pesca.  Signor  Presidente.   Onorevoli
  colleghi, da diversi mesi, sull'argomento, ho cercato di  dare
  alla   collega  Assessore,  delegata  dal  Governo,   un   mio
  contributo  sulla discussione e su quanto è  stato  fatto    e
  l'Assessore  ha  cercato di risolvere alcuni  problemi;  però,
  effettivamente,   le  argomentazioni  che  stiamo   trattando,
  essendoci  dei ritardi accumulati negli anni, stanno  portando
  correttamente  ad  affrettare  le  discussioni  per  risolvere
  urgentemente i problemi.
   Ci  troviamo in una situazione paradossale che è avvenuta  in
  questi  mesi,  anzi in questi anni, è vero  che  ci  affidiamo
  spesso  agli uffici, però è anche vero che bisogna capire  che
  l'ufficio  della Regione, purtroppo, tende sempre a  mantenere
  competenze  che non gli toccano ed  è rivisto e riscritto  nei
  decreti  che, oltretutto, l'Assessore ha firmato in una  buona
  logica e nel principio di risolvere alcuni problemi, ma  credo
  che  così  facendo non verranno risolti perché ci sono  alcune
  situazioni   di  natura  urbanistica  che  bisogna   risolvere
  nell'immediato  ed  altre situazioni di natura ambientalistica
  che vanno risolte con il tempo.
   Ho   letto   attentamente  questa  riscrittura  fatta   dalla
  Commissione  ed  inizialmente il testo del  disegno  di  legge
  poteva avere qualche imperfezione, per esempio sulle deroghe -
  ed è corretto che queste non devono essere inserite perché non
  possono  essere fatte sui principi comunitari - ma nel momento
  in  cui l'Aula o  la Commissione decide  che le determinazione
  di  valutazione di incidenza previste dal DPR 5,  articolo  5,
  vengano  attribuite ai comuni nel cui territorio  insistono  i
  SIC  e  le  ZPS,  cosa  c'entra  l'impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato.
   Si  tratta  di  competenze che  la Regione  ha  stabilito  di
  affidare ad una certa figura che ha titolo per farle.
   Lo  stesso  vale  per i parchi che, come  voi  tutti  sapete,
  hanno  un  nucleo  di persone, detto  nucleo  scientifico,  un
  personale  qualificato, e mi chiedo perché non  devono   farle
  loro queste valutazioni di incidenza.
   Considerato  che  si  vogliono semplificare  ed  agevolare  i
  percorsi, ritengo fattibile il primo comma così come  è  stato
  formulato    e,  quindi,  non  si  può  pensare  a   eventuali
  impugnative.
   Certo, sarebbe stato giusto sostenere  che la Regione  se  ne
  faceva  carico,  però  ritengo   -  e  sono  convinto  -   che
  l'Assessorato regionale deve fare le valutazioni di  incidenza
  poiché ha personale qualificato per  farlo, ma per altri  tipi
  di  attività,  che  sono  citate  dall'articolo  2,  ossia  le
  pianificazioni   -    le   pianificazioni   dei   comuni,   le
  pianificazioni delle province, le pianificazioni  territoriali
  di  tutti  i  tipi  -,  le valutazioni sui  piani  faunistico-
  venatori,  su tutto ciò che riguarda la competenza  regionale;
  è  impensabile  che la Regione possa occuparsi  delle  piccole
  realtà  dei comuni, singolarmente, ed intervenire per fare  le
  valutazioni di incidenza.
   Può  farlo, ma non può risolvere il nostro problema  di  dare
  risposte a quanti attendono soluzioni non da mesi, ma da anni.
  E  vi dico di più, c'è un'aggravante che non va sottovalutata:
  a breve partiremo con i prossimi fondi comunitari e  pensate a
  quante  iniziative saranno intaccate dalle  SIC  e  ZPS  della
  Regione:   iniziative   produttive,  iniziative   artigianali,
  dell'agricoltura; e invece si dovrà attendere che  la  Regione
  dia  il parere su ogni singolo progetto. I tempi sono talmente
  lunghi  che  perderemo i finanziamenti e non potremo  fare  le
  opere pubbliche che vogliamo.
   Si   deve,  quindi,  cercare  di  accelerare  nel  più  breve
  possibile queste valutazioni e  non vuol dire che l'opera  non
  possa    essere    fatta,   significa   semplicemente    porre
  un'attenzione maggiore da parte di  organi preposti a farlo  e
  non vedo perché i comuni non lo possono fare
   Personalmente,  sposo  pienamente  il  primo  ed  il  secondo
  comma.
   Ritengo  che  la  Commissione ha fatto  un  buon  servizio  e
  credo che l'Assessore non può che esserne convinta, perché  si
  è   stabilito    che  venivano  lasciate  all'Assessorato   le
  competenze per la pianificazione in generale; quindi sui piani
  regolatori  darà  le valutazioni di incidenza,  ma  non  sulla
  singola  opera,  altrimenti l'Assessorato non  risponderà  mai
  alle esigenze di tutta la Regione e si concentreranno, di ogni
  comune,  tutti quei progetti che sono incappati  nella  SIC  e
  ZPS.
   Pensate     alla   mole   di   progetti   che     arriveranno
  all'Assessorato  Una cosa infinita, non risponderanno e non si
  faranno le opere.
   Sono  totalmente  contrario a questo  principio,  quindi  ben
  venga per  i comuni, non è niente di stravolgente.
   Detto  questo, non aggiungo altro, perché è scritto  in  modo
  semplice;  forse  si  potrebbe aggiungere qualcosa  al  quarto
  comma  -  e  questa  è  una valutazione  condivisibile  -   se
  l'Assessore ritiene di volerlo sistemare per evitare che possa
  essere  oggetto  di discrezionalità perché le valutazioni  non
  sono previste in queste aree.
   Sinceramente credo - e concludo - che anche il quarto  comma,
  così  come  è scritto, può andare perché si richiama  ad   una
  emanazione che l'Assessorato dovrà fare e che ha come  oggetto
  i  piani  di  gestione, e mi rendo conto  che  non  sarà  cosa
  semplice; sento parlare di  regolamenti, di piani di gestione,
  ma  per  farli,  ve  lo  dico per la competenza  della  pesca,
  occorrono  un anno, un anno e mezzo, non nel giro  di  qualche
  mese.
     Se  noi  scriviamo  nelle more  è perché ci sono un insieme
  di  attività  che  continuano ad operare in  Sicilia,  con   i
  finanziamenti della Comunità europea.
   Siamo   disposti   a   perderli?  E'  una   scelta,   è   una
  responsabilità che alcuni si prenderanno, però è ovvio tentare
  di salvare  anche questa parte di iniziative che sono in corso
  e  che ora sono bloccate da queste sopraggiunte perimetrazioni
  di aree,  altrimenti è inutile.
   Mi   vengono  trasmesse,   anche,  delle  interrogazioni  sul
  mancato utilizzo dei  fondi della Comunità  Procedendo in  tal
  senso, peggioreremmo il nostro problema perché sarà necessario
  un  maggior tempo  per avere ulteriori pareri. E questo  è  un
  tema serio
     Credo  che il contenuto di questi commi voglia semplificare
  ed  accelerare la procedura, non dicono altro,  è  una  scelta
  dell'Assemblea   che  non  inficia  il  Regolamento   interno.
  Aggiungo   che l'assessore si è sforzato ed ha fatto  del  suo
  meglio.
   Sinceramente,  avendo  avuto modo di  leggere  il  testo,  mi
  sento di dire all'assessore che la valutazione d'incidenza  mi
  sembra  un qualcosa  che si fa per arrivare in Paradiso   C'è,
  però  qualcosa che bisogna  fare prima, che nella legge non  è
  prevista, paradossalmente,  è stata inserita nel decreto.
   Sono   convinto  e  conosco  la  buona  fede  dell'assessore,
  tant'è  vero che mi ha detto di avere risolto la tematica  del
  silenzio-assenso sulle valutazioni d'incidenza, ma non è così,
  il  silenzio-assenso  si  trova in una  parte  antecedente  la
  valutazione    d'incidenza     Abbiamo,    cioè,    peggiorato
  ulteriormente la tempistica.

    PRESIDENTE   Onorevole assessore, devo interpretare  il  suo
  intervento come un intervento del Governo?

    BENINATI   assessore  per la Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Intervengo in qualità di deputato.

    PRESIDENTE   Onorevole assessore,  lei  ha  già  superato  i
  limiti temporali  per svolgere il suo intervento.

   BENINATI,  assessore  per  la Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Ritengo  che  il  quinto   comma
  dell'emendamento - e in  molti, giustamente,  si  allarmano  -
  costituisce  un  problema importante che non va sottovalutato,
  spiegatemi   cosa  vuol  dire, cosa  c'è  scritto  e  cosa  si
  potrebbe danneggiare.
   C'è  scritto  che  tutto  ciò che è  perimetrato  nei  centri
  abitati, -   quando parlo di centri abitati si parla  di  zone
  A)   e  di  zone  B)  perimetrate  da  strade,  non  vi  è  la
  possibilità  di  fare  SIC  e ZPS, anche  se  hanno  avuto  la
  sfortuna, per  un errore di perimetrazione, di avere la ZPS in
  questi  centri, cioè negli isolati, nei centri già urbanizzati
  -  non  può essere fatta una  valutazione di incidenza  perché
  sono già aree antropizzate.
   Mi  chiedo che valutazione di incidenza può essere  fatta  lì
  dove  già  esistono le abitazioni e le strade.  Credo  che  la
  Commissione  abbia fatto bene ad attenzionare la questione   e
  credo   che  l'assessore  su  questo  non  potrà   che  essere
  d'accordo.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI     Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,
  intervengo  sull'ordine dei lavori perché, sinceramente,  sono
  confuso su come procedere in questa discussione.
   E'  stato inviato  questo testo in Commissione due volte e la
  Commissione,  giusto o sbagliato, ha elaborato  un  testo  per
  l'Aula,  lo  ha approvato ed esitato; l'Aula lo discuterà,  lo
  approverà  o  meno,  ma  noto  un  ulteriore  proliferare   di
  emendamenti, compresi quelli del  Governo.

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, lei non si può permettere.

    CRACOLICI   Mi  permetta di dire che esiste un  problema  di
  stile:  il   Governo  ha  chiesto  di  rinviare  il  testo  in
  Commissione e poteva fare le sue proposte in quella sede e non
  in Aula, con la presentazioni di nuovi emendamenti
   Inoltre, signor Presidente,  l'Aula deve essere diretta   non
  soltanto da chi presiede -  e non è un rilievo alla Presidenza
  -   anche  perché quando si distribuiscono gli emendamenti  si
  crea confusione, anche rispetto agli obiettivi che si vogliono
  raggiungere.
   Vorrei  ricordare  che  l'11  o  il  12  aprile  ci  è  stato
  comunicato  che  vi  era  un  provvedimento  urgentissimo   da
  esaminare entro il 20 aprile.
   Abbiamo  superato  il vincolo che era stato  stabilito  dalla
  conferenza  dei Capigruppo per tenere una seduta specifica  al
  fine di consentire l'esame di questo provvedimento urgente  ed
  importante; invece arriviamo al 18 aprile in Aula  e  di  quel
  testo - di cui c'era urgenza - non ne parla nessuno.

    PRESIDENTE  E' inserito nell'ordine del giorno.

    CRACOLICI  Anche le mozioni erano all'ordine del giorno   Se
  si  riteneva che non c'era questa urgenza, mi chiedo perché  è
  stata convocata l'Aula.
   S  è  fatta la discussione sul disegno di legge, ci sono cose
  che  condivido  altre meno, ma limitiamoci ai testi  che  sono
  stati  varati  dalla  Commissione,  è  inutile  continuare  ad
  infilare altre cose.

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, la Presidenza  farà  votare
  sui   testi  della  Commissione,   la  ringrazio  per  il  suo
  intervento.

   Per  una  richiesta di prelievo del disegno di legge  n.  546
  «Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»

    LO  PORTO,  assessore per il Bilancio e le finanze.   Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore per il Bilancio e le finanze.   Signor
  Presidente,    anche   per   raccogliere   la   sollecitazione
  dell'onorevole Cracolici,  il Governo aveva già  raggiunto  la
  determinazione  di farlo ed, infatti, chiedo il  prelievo  del
  disegno  di legge n. 546 «Norme per il risanamento del sistema
  sanitario  regionale»,  posto  al  numero  2)  del  VI   punto
  dell'ordine del giorno.
    ADAMO  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ADAMO   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  intervengo veramente con estrema difficoltà, sono costretta ad
  essere  d'accordo con l'onorevole Cracolici e  a  prendere  le
  distanze dall'atteggiamento del Governo.
   Noi  lavoriamo  da  mesi ad una legge che  abbiamo  discusso,
  emendata,  che  viene sostenuta e richiesta a  gran  voce  dal
  Governo stesso, dai cittadini e dai lavoratori siciliani.
   E'  una  legge  che,  e gli interventi lo  hanno  dimostrato,
  nasce   all'interno  della  Commissione  e  non  ha  divisioni
  ideologiche, è una legge attorno alla quale con estrema fatica
  ci siamo trovati tutti d'accordo.
   E'  una legge che oggi riceve una nota positiva dell'ANCI che
  ci  chiede di procedere velocemente, quindi chiedo di porla ai
  voti. La prego, signor Presidente, di mettere senza indugi  ai
  voti questa legge.

      LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze.  Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze.   Speravo
  che  venisse colta la essenza della mia proposta di  prelievo,
  ma così non è.
     Noi  abbiamo dei tempi da rispettare, con tutto il rispetto
  onorevole  Adamo  per  i  lavori della  sua  Commissione,  del
  Parlamento, per l'urgenza del provvedimento, però come Governo
  devo  sottolineare che siamo in una condizione di  do ut  des
  nel  senso  che  scadendo la data del  20  aprile  il  Governo
  regionale,  e per esso la sanità siciliana, perde 300  milioni
  di  Euro, e non può rientrare nel piano di rientro della spesa
  sanitaria.
   E'  un provvedimento da approvare necessariamente entro il 20
  di aprile. E' inutile sottolinearne l'importanza, con tutta la
  comprensione  che  ho  per  i lavori svolti,  considerate  che
  l'Aula oggi completa i suoi lavori per i congressi dei Partiti
  che  cominciano  domani  e  per  la  campagna  elettorale  che
  incombe,  mi pare che sussistano tutti gli elementi perché  il
  prelievo venga accettato all'unanimità pena fortissime perdite
  per la nostra Sicilia.

    PRESIDENTE  Metto ai voti la proposta del Governo,  pur  non
  avendo  registrato  alcuna richiesta di  intervento  a  favore
  della tesi del Governo.
     Chi è favorevole alla richiesta di prelievo si alzi, chi  è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)

   BARBAGALLO  Signor Presidente, l'opposizione si  è  astenuta,
  bisogna rifare il conteggio.

   PRESIDENTE    Onorevole   colleghi,   bisogna   ripetere   la
  votazione. Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore18.26, è ripresa alle ore 18.40)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, il Governo ritira  la  propria
  richiesta di prelievo del disegno di legge n. 546/A.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 513/A

    PRESIDENTE   Si  riprende  il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge n. 513/A.
   Non  avendo  alcun altro deputato chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa la  discussione generale.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   emendamento  A.18.1, a firma dell'onorevole Villari,  il  quale
  sostituisce  integralmente l'emendamento A.18 che  a  sua  volta
  sostituiva gli articoli 1 e 2 del disegno di legge.
      Comunico   che   allo   stesso   è   stato   presentato   il
  subemendamento A.18.2, a firma dell'onorevole Barbagallo.
   Pongo  in  votazione il subemendamento A.18.2. Il parere  del
   Governo?

    INTERLANDI   assessore per il territorio  e  l'ambiente.  Il
  Governo si  rimette all'Aula.
    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO    presidente   della  Commissione.   Contrario,   questo
  emendamento è incredibile

    LACCOTO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Non può intervenire siamo in votazione.

    LACCOTO  Lo faccio mio.

    PRESIDENTE   Ma che cosa fa suo? Non è decaduto.  L'emendamento
  esiste, caso mai può aggiungere la sua firma. Siamo in votazione,
  onorevole Laccoto  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   I  subemendamenti A.18.1.1, a firma del Governo e A.18.2 a firma
  dell'onorevole Oddo  sono dichiarati inammissibili.

    LACCOTO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Lo chiederà quando metterò in votazione  gli  altri
  emendamenti.
   Si passa all'emendamento A.18.1.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  mi
  devo  rammaricare con lei per due cose, mi perdoni,  ma  lo  devo
  dire,   nei confronti dell'Aula: la prima,  in corso di votazione
  ha sospeso i lavori d'Aula. Io avevo chiesto la parola perché qui
  stiamo  affrontando un argomento  importante:  qui mentre  stiamo
  discutendo del problema delle perimetrazioni, in verità, si vuole
  per forza difendere coloro che hanno le cave.
   Caro  Presidente, questo emendamento non era quello che  si  era
  concordato, si era parlato di approvare un emendamento sulle zone
  perimetrali  senza  parlare di cave ed altro,  la  verità  è  che
  questa   sera   io   ho  visto  l'assessore  Beninati   diventare
  improvvisamente  assessore  anche al territorio  e  ambiente,  ho
  visto  difendere le cave che non possono essere  difese    Io  mi
  chiedo  se   il  fine  di  questo  provvedimento  sia  quello  di
  sbloccare le zone di perimetrazione o è quello di venire incontro
  ad   alcune  situazioni,  che  vi  sono  in  Sicilia,  che   sono
  paradossali  e  pericolose e riguardano  le  cave.  Questa  è  la
  verità   Io  non ho visto che l'emendamento è stato ritirato,  ho
  solo  visto  un  interesse  particolare  dell'Assessore  per   la
  cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e  la  pesca  che  ha
  difeso  a  spada tratta come se avesse una delega, che a  me  non
  risulta,  come assessore al territorio.
   Allora,  in  questa Aula, per rispetto, credo che  ognuno  debba
  fare  il proprio dovere secondo la delega assegnatagli  e secondo
  le  istituzioni  che  rappresenta.  Vorrei  sapere   se  esistono
  assessori di prima, di seconda e terza categoria. Io ritengo  che
  questo  emendamento porti con sé gravi perplessità  e  induca  al
  sospetto   che   vi  possano  essere  interessi  particolari   da
  salvaguardare.  Lo voglio dire molto chiaramente  e  lo  ripeterò
  così  si  finisce  di  giocare con le perimetrazioni  dei  parchi
  urbani  della  città,  mentre altra  cosa  sono  le  cave  che  a
  qualsiasi costo si vogliono inserire in questo disegno di legge.

    PRESIDENTE    Onorevole   Laccoto,   io   purtroppo   le   devo
  rispondere.  Lei non è stato attento ai lavori d'Aula  perché  se
  lei  fosse  stato attento e non si fosse fatto prendere  dall'ira
  avrebbe  ascoltato che l'emendamento A.18.1.1,  che  riguarda  le
  cave, la Presidenza lo ha dichiarato inammissibile. Pertanto, lei
  ha  fatto un intervento inutile in quanto l'emendamento era stato
  già dichiarato inammissibile.

    LACCOTO  Non l'ha detto nessuno.

    PRESIDENTE  Ma l'ho detto io

    LACCOTO   Lei non mi ha dato la parola nel momento  in  cui  io
  dovevo parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento  Questa
  seduta è tutta particolare

    PRESIDENTE  Onorevole Laccoto  Non le ho dato la parola, lei  è
  intervenuto   dopo   che  l'emendamento  era   stato   dichiarato
  inammissibile ritenendo che era stato votato  Lei non è  attento,
  la  prego  di  stare più attento, così si creano  meno  incidenti
  d'Aula.

    ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   CAMILLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  sottoposto poco fa all'Aula - a parte la discussione di carattere
  generale che abbiamo già tenuto per la verità per due volte sullo
  stesso argomento - la questione di come seriamente si affronta il
  decentramento  o  la delega di competenza. Se  la  Regione  vuole
  delegare  le  competenze ai comuni e agli enti parco,  noi  siamo
  d'accordo,  siamo  però per non prenderci in giro.  Non  possiamo
  però  delegare  senza trasferire le risorse. Siccome  voi  sapete
  meglio  di me, onorevole Beninati, che nel bilancio della Regione
  c'è  un  capitolo  che  contiene quanto  il  privato  interessato
  evidentemente   alla  valutazione  di  incidenza   o   l'attività
  economica  -  come vogliamo definirla - è tenuto a versare  nelle
  casse  della  Regione, quel capitolo ammonta a  un  tot,  se  non
  sbaglio,  dovrebbe essere attorno ad un milione  e  ottocentomila
  euro, delega di competenza ha un serio significato perché se  noi
  deleghiamo  le competenze solo per potere dire che finalmente  la
  Regione  siciliana sta delegando qualche competenza - e  comunque
  dobbiamo  essere  tutti  contenti che finalmente  non  è  più  la
  Regione accentratrice e poi sappiamo che entro 60 giorni ci  sono
  la   maggior  parte  dei  comuni  che  non  potrà  assicurare  la
  valutazione  di  incidenza perché non dispone per  esempio  delle
  figure  professionali che occorrono necessariamente per fare  una
  valutazione di incidenza.
   Onorevole   Beninati,    i   comuni   non   hanno   le    figure
  professionali? E alla Regione cosa importa?
   Vorrei  sottolineare che se noi, delegando  le  competenze,  non
  trasferiamo  le risorse, quelle che evidentemente la  Regione  ha
  incassato  per  fare  questo  tipo  di  lavoro,  non   solo   non
  garantiremo  quello  che  stiamo  scrivendo  nella  norma  perché
  sappiamo  che i comuni non possono procedere perché non hanno  le
  figure  professionali - che possono effettuare la valutazione  di
  incidenza, articolo 5 del DPR e così via - ma c'è anche un  altro
  problema:  ossia, delegando semplicemente senza porsi il problema
  a  norma  del  titolo V di cosa comporta come  spesa  al  comune,
  evidentemente. Non mi pare che siamo in linea per quanto concerne
  i profili di costituzionalità.
   Ci  sarà  qualcuno che si stupisce ma penso che da questo  punto
  di  vista  è  chiaro  che  da legislatori abbiamo  il  dovere  di
  prevedere  il trasferimento delle risorse necessarie  a  fare  le
  valutazioni di incidenza ai comuni e agli enti parco.

    PRESIDENTE   Il subemendamento A18.1 dell'onorevole  Oddo,  che
  prevede il trasferimento delle risorse ai comuni in funzione  dei
  nuovi  compiti, necessita di un parere della Commissione bilancio
  perché  verrebbero ad essere trasferite delle risorse  e  non  ci
  sarebbe copertura finanziaria.
   Assessore  Lo  Porto, su questo subemendamento l'onorevole  Oddo
  ha posto un serio problema.

    LO  PORTO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Se  il
  subemendamento   in  argomento  deve  tornare   in   Commissione,
  l'Assessore  non  può  che prenderne atto. La  Commissione  o  si
  riunisce  immediatamente - come spesso è  avvenuto  -  oppure  il
  Governo dovrà rimettersi all'Aula.

    ADAMO  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ADAMO   presidente della Commissione. Non vi è  dubbio  che  la
  proposta  dell'onorevole  Oddo  sia  sensata,  ma  credo  che  la
  questione possa essere  risolta semplicemente dal fatto  che  chi
  chiede  la  valutazione di incidenza paga una certa somma,  e  se
  viene  chiesta alla Regione, resta alla Regione, altrimenti resta
  ai comuni.
   Credo  quindi  che  il  problema posto dall'onorevole  Oddo  sia
  risolvibile in questo modo.
   Vorrei  anche  ricordare  una  nota  dell'ANCI  che  recita  con
  chiarezza  che  i comuni si sentono super attrezzati  e  sono  in
  grado di affrontare il problema.
    Nella  norma  del disegno di legge si specifica che  qualora  i
  comuni non sono in condizione di farlo, la competenza passa  alla
  Regione,quindi non vi è nulla che non sia stato previsto. E'  una
  norma  molto semplice  E' difficile invece capire quali siano  le
  obiezioni a questa norma che dà la possibilità ai comuni che sono
  attrezzati di intervenire. E l'ANCI ci dice che sono attrezzati e
  sono contenti. Tale norma dà la possibilità a coloro che lavorano
  di  continuare a lavorare, tutti, agricoltori, operai delle cave,
  eccetera.  Risulta difficile capire l'aggressività nei  confronti
  delle cave siciliane.
       Credo  che  il bacino marmifero di Custonaci  sia  una  zona
  industriale  tra  le  più importanti della Sicilia.  Non  capisco
  quali  interessi  stiamo  trattando  se  non  quelli  del  popolo
  siciliano. E lo diciamo con orgoglio e serenità.

    DE BENEDICTIS  . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  solo
  per   una  osservazione  tecnica.  Alla  fine  del  terzo   comma
  dell'emendamento  A.18.1 è previsto, dopo una  serie  di  rimandi
  successivi,  che:      trascorso il  termine  di  60  giorni,  la
  determinazione   sulla  valutazione  di  incidenza   si   intende
  adottata'. Ciò non implica automaticamente nel dettato  normativo
  che  sia  adottata  positivamente  o  negativamente.  Se  non  si
  specifica  la norma si autoparalizza. Rivolgo questa osservazione
  alla  Commissione perché in qualche modo espliciti meglio  quello
  che ha inteso dire.

    LO  PORTO,  assessore per il bilancio  e  le  finanze.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, poiché la legge attuale  prevede
  un introito per il bilancio della Regione di  X' euro, una volta
  che si dovesse effettuare questo trasferimento verrebbe meno  la
  relativa  somma,  quindi  il  subemendamento  non  ha  copertura
  finanziaria.

    PRESIDENTE    Il  Governo  dichiara  che  non  c'è   copertura
  finanziaria. Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  il  subemendamento.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  alla  votazione  nel suo complesso  dell'emendamento
  A18.1;  si  intende  adottato  positivamente  il  subemendamento
  dell'onorevole De Benedictis.
    Il parere del Governo?

    INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente.  Il
  Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione.. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro  pertanto  decaduti  gli emendamenti  1.4,  1.8,  1.9,
  1.15, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.2 e 1.14.
   Dichiaro  assorbiti gli emendamenti A.5, A.15, A.6,  A.7,  2.1,
  2.2   (poichè l'articolo 2 è superato dall'emendamento in quanto
  sostituiva gli articoli  1 e 2), A.1, A.2, A.3, A.16.

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                            «Articolo  3
         Norme per interventi di sostituzione e rinnovamento
                           degli impianti
                   di risalita di Piano Battaglia'

   1.  Nell'area del Parco delle Madonie, nella stazione sciistica
  di Piano Battaglia su cui insistono gli impianti di risalita, le
  piste di sci alpino e relative pertinenze annesse, si applica la
  normativa  prevista  per le zone 'C estese alto  montane',  così
  come  definite  dall'articolo 7 della legge regionale  9  agosto
  1988, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Sono ammessi gli interventi previsti dagli articoli  8,  9,
  10  e 11 del decreto 18 aprile 1996 dell'Assessore regionale per
  il territorio e l'ambiente. Per gli interventi di sostituzione e
  rinnovamento  degli  impianti di risalita  e  per  l'adeguamento
  delle  piste  di sci alpino alle norme di sicurezza,  dipendenti
  dalla legge 24 dicembre 2003, n. 363, la presente disciplina  si
  applica  esclusivamente ai tracciati esistenti la cui  larghezza
  può  variare  complessivamente fino ad un massimo di  ml  60.  I
  progetti devono prevedere contestualmente interventi di recupero
  ambientale  dell'area  anche  non direttamente  interessata  dal
  tracciato.

   3.  Nella limitrofa area denominata Battaglietta' ricadente  in
  zona  B'  del parco delle Madonie, è consentita la realizzazione
  di  una pista di sci di fondo nel rispetto della morfologia  dei
  luoghi  e  con  impiego di tecniche di ingegneria naturalistica,
  previo  rilascio  del  nulla osta di cui all'articolo  24  della
  legge  regionale 9 agosto 1988, n. 14 e successive  modifiche  e
  integrazioni.   I   progetti  devono  contenere  contestualmente
  interventi   di   recupero  ambientale   dell'area   anche   non
  direttamente interessata dal tracciato.

   4.  Le  disposizioni del presente articolo trovano applicazione
  nel  piano  territoriale di coordinamento dell'ente parco  delle
  Madonne.»

    ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sarebbe
  il  caso che su questo articolo il Governo o l'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente facessero conoscere all'Aula  qual  è  il
  loro  pensiero. Poiché si tratta  del Parco delle Madonie,  penso
  sia   nota   a   tutti  l'importanza  anche  sotto   il   profilo
  naturalistico.
   In  linea di massima non si deve essere contrari a fare in  modo
  che  si  possano  ottimizzare impianti, che  si  possano  pensare
  risalite,  però, credo che il dovere del Governo sia   quello  di
  dirci    in  che modo questo intervento possa  avere una ricaduta
  in  termini di maggiore funzionamento, di maggiori flussi, di che
  cosa  significherà  domani  e se ci  siano  o  meno,  per  quanto
  concerne il contenuto della norma, alcuni limiti.
     Ne   individuo  uno -  lo dico e concludo  -   perché,  signor
  Presidente,  ho assistito poco fa ad una decisione di  quest'Aula
  sull'osservazione fatta dall'Assessore per il bilancio che mi  ha
  meravigliato sotto due profili.
   Il  primo  è che stiamo facendo sostanzialmente, o meglio  state
  assumendovi  la responsabilità di tirar fuori una norma  che  non
  funzionerà, non potrà essere attuata.
   A  parte  il  fatto  dell'apprezzamento  del  Commissario  dello
  Stato,  che  dovrà verificare se noi possiamo delegare competenze
  senza delegare  soldini , se noi possiamo, anche in virtù di  una
  precisa  disposizione della legge numero 17,  operare  in  questa
  maniera, se noi possiamo, anche da questo punto di vista, fare in
  modo  e pretendere che entro sessanta giorni si dovranno dare  le
  valutazioni di incidenza senza comprendere che i comuni non  sono
  attrezzati per le varie figure professionali occorrenti.
   Mi  pare  che ci sia  materiale per dire che non stiamo facendo,
  purtroppo  per  noi, un buon lavoro. Comunque,  assumetevi  anche
  quest'altra responsabilità
   Poi,  magari,  ci  direte che   siamo quelli  che  non  vogliono
  venire incontro alle attività economiche, alle difficoltà che  si
  presentano. Noi vi stiamo semplicemente dicendo che bisogna  fare
  delle buone leggi per venire incontro alle attività economiche
   Con  leggi inapplicabili ed inattuabili non si può assolutamente
  dare risposta alle imprese. Anzi i tempi saranno ancor  più tempi
  maledetti  e  non riusciremo a dare risposte al mondo  produttivo
  siciliano.
   L'altro  profilo - e concludo, signor Presidente  -  è  che  noi
  diciamo     .nella   limitrofa  area  denominata    Battaglietta'
  ricadente  in  zona  B del Parco delle Madonne  è  consentita  la
  realizzazione  di  una pista di sci di fondo nel  rispetto  della
  morfologia  dei luoghi e con l'impiego di tecniche di  ingegneria
  naturalistica, previo rilascio del nulla-osta di cui all'articolo
  24 della legge numero  14 del 1988 e successive modificazioni.
   I   progetti  devono  contenere  contestualmente  interventi  di
  recupero  ambientale dell'area anche non direttamente interessata
  dal tracciato .
   Cioè stiamo parlando di corda in casa dell'impiccato.
   Quella  è,   in  buona parte,  una zona, un  sito  di  rilevanza
  comunitaria.  O   qualcosa   è sfuggita  oppure  oggi   si  vuole
  semplicemente   far  qualcosa    per  dire  che  quest'Aula   sta
  lavorando.
   Ma  con quale riuscita, con quale successo domani questo non  si
  sa
   Noi  sinceramente  sottolineiamo  che  siamo  ancora  una  volta
  assolutamente contrari a questo modo di lavorare.
   Questo  non  è un modo di lavorare, non fa onore a quest'Aula  e
  sicuramente  non  fa onore al legislatore siciliano,   perché  le
  leggi devono essere buone ed applicabili.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                           «Articolo 3
         Norme per interventi di sostituzione e rinnovamento
                                degli
               impianti di risalita di Piano Battaglia

   1.  Nell'area del Parco delle Madonie, nella stazione  sciistica
  di  Piano Battaglia su cui insistono gli impianti di risalita, le
  piste di sci alpino e relative pertinenze annesse, si applica  la
  normativa prevista per le zone 'C estese alto montane', così come
  definite dall'articolo 7 della legge regionale 9 agosto 1988,  n.
  14 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Sono ammessi gli interventi previsti dagli articoli 8, 9, 10
  e  11 del decreto 18 aprile 1996 dell'Assessore regionale per  il
  territorio  e  l'ambiente. Per gli interventi di  sostituzione  e
  rinnovamento degli impianti di risalita e per l'adeguamento delle
  piste  di  sci  alpino alle norme di sicurezza, dipendenti  dalla
  legge 24 dicembre 2003, n. 363, la presente disciplina si applica
  esclusivamente  ai  tracciati  esistenti  la  cui  larghezza  può
  variare  complessivamente fino ad un massimo di ml 60. I progetti
  devono   prevedere   contestualmente   interventi   di   recupero
  ambientale  dell'area  anche  non  direttamente  interessata  dal
  tracciato.

   3.  Nella  limitrofa area denominata Battaglietta' ricadente  in
  zona B' del parco delle Madonie, è consentita la realizzazione di
  una  pista  di  sci  di fondo nel rispetto della  morfologia  dei
  luoghi  e  con  impiego di tecniche di ingegneria  naturalistica,
  previo rilascio del nulla osta di cui all'articolo 24 della legge
  regionale  9  agosto  1988,  n.  14  e  successive  modifiche   e
  integrazioni.   I   progetti  devono  contenere   contestualmente
  interventi   di   recupero   ambientale   dell'area   anche   non
  direttamente interessata dal tracciato.

   4.  Le  disposizioni del presente articolo trovano  applicazione
  nel  piano  territoriale di coordinamento dell'ente  parco  delle
  Madonne».

     Comunico  che all'articolo 3 sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

        -dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Cracolici, Apprendi, Cantafia,
           Villari: 3.3;
  -dagli onorevoli Apprendi, Parlavecchio, Villari, Termine: 3.1,
  3.2;
  -dagli onorevoli Gucciardi e Barbagallo: 3.4;
  -dagli onorevoli Oddo, Gucciardi, Cracolici, Apprendi, Cantafia,
  Villari: A 9;
  -dall'onorevole Confalone: A10;
  -dal Governo: A 11;
  -dall'onorevole Santarello: A 13;
  -dall'onorevole Dina. A 14;

   Si  passa  all'emendamento 3.3 a firma  dell'onorevole  Oddo  ed
  altri.
   Dichiaro aperta la discussione generale sull'emendamento 3.3.

    BARBAGALLO   Chiedo  che la votazione  avvenga   per  scrutinio
  segreto.

    CASCIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Barbagallo,  intervengo  nel  tentativo  di  convincerla  a   non
  chiedere lo scrutinio segreto.
   Questa   non è altro che una norma    che consente ad un  parco,
  dove esiste il secondo polo sciistico della Sicilia - il polo  di
  Piano Battaglia -    di potere ammodernare gli impianti.

    BARBAGALLO  Onorevole Cascio, non mi  ha convinto.

    CASCIO   Esiste  un  finanziamento  statale  che  consente   di
  adeguare gli impianti alle normative di sicurezza presenti   oggi
  nel resto del mondo su impianti già esistenti.
   Voglio  ricordare  a chi parla di eventuale scempio  ambientale,
  onorevoli  Oddo  e De Benedictis, che il Parco delle  Madonne  ha
  all'interno  un ufficio tecnico, un Comitato tecnico scientifico,
  e   che   questa   norma  nasce  da  una  deliberazione   assunta
  all'unanimità  da  tutti i sindaci che ricadono  all'interno  del
  territorio del Parco delle Madonne, quindi

    DE BENEDICTIS . Si tratta di voto segreto, lo sta spiegando  ai
  colleghi della maggioranza?

    CASCIO    Lo   sto   spiegando  per  evitare  che   l'onorevole
  Barbagallo continui a chiedere il voto segreto. Spero  di  averlo
  convinto. Se non l'ho convinto ci ho provato


    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 3.3.

    BARBAGALLO  Chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

        (Gli   onorevoli   De  Beneditis,  Fiorenza,    Galvagno,
      Gucciardi, Laccoto, La Manna, Rinaldi, Tumino si  associano
      alla richiesta)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo
                         3.3 dell'articolo 3

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 3.3 soppressivo   dell'articolo 3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  40
   Maggioranza         31
   Favorevoli          16
   Contrari             7
   Astenuti             0

   Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea non è  in  numero  legale.  La
  seduta è sospesa per un'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 19.10,, è ripresa alle ore
                               20.10)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute richieste  di  congedo
  relative agli onorevoli Cristaldi,  Incardona, Savarino, Mancuso,
  Turano, Fagone, Leontini, Scoma  e D'Aquino.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 513/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, eravamo in  fase  di  votazione
  dell'emendamento  3.3,  a firma degli onorevoli  Oddo  ed  altri,
  soppressivo dell'articolo 3.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente delle Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   dichiaro  decaduti   tutti   gli   altri
  emendamenti all'articolo 3.
   Comunica  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:

   - dal Governo: A 19, A 20;
   - dagli onorevoli Villari, Aprrendi e Gonfalone. A 21;
   - dall'onorevole Falzone:  A.8 e A 21.1;
   - dagli onorevoli Confalone, Falzone, Fleres e Villari: A 23;
   - dall'onorevole Fleres: A 24;

   Si passa all'emendamento A.8.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.19, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.20, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.21, a firma degli onorevoli  Villari
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.21.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.23, a firma degli onorevoli
  Confalone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI  assessore per il Territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.24, a firma dell'onorevole
  Fleres.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI  assessore per il Territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  che
  ci  sono  euforie  di  velocità,  tant'è che  siamo  riusciti  ad
  approvare  cose  che c'entrano come i  cavoli a merenda'  con  il
  testo che stiamo discutendo.

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,  le  ho  dato   la   parola
  sull'emendamento  A.24. Io ho indicato soltanto  gli  emendamenti
  che  sono  stati approvati dalla Commissione. Gli altri che  sono
  arrivati  successivamente  e che ora  vedremo,  sono  sicuramente
  arrivati fuori tempo.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, io non stavo  discutendo  degli
  altri,  ma  di quelli approvati dalla Commissione, perché  non  è
  detto che la Commissione, siccome li ha approvati, abbia ragione.

    PRESIDENTE    Senza  dubbio.  Ora  discutiamo  dell'emendamento
  A.24.

    CRACOLICI  Vorrei che qualcuno mi spiegasse come è  stata  data
  copertura  finanziaria all'emendamento A.19;  chi  l'ha  data  la
  copertura  prima  di metterlo in votazione? Poi,  vorrei  che  mi
  spiegaste  tutte queste cose sul piano tecnico per  favore,  così
  come sull'emendamento A.24. O sbaglio, signor Presidente.

    PRESIDENTE  Normalmente lei non sbaglia, onorevole Cracolici

    CRACOLICI   Le mie domande sono pertinenti? Non  vorrei  essere
  fuori tema.

    PRESIDENTE  Appena lei sarà fuori tema, le toglierò la parola.

    CRACOLICI   Quindi, la copertura finanziaria sugli  emendamenti
  è  un  requisito essenziale per essere posto ai voti. Vedremo  in
  futuro se c'è stata copertura.
   Detto   questo,   signor   Presidente,   siccome   non   capisco
  l'emendamento  A.24,  in  particolare,  perché  le   deroghe   si
  applicano al volume degli edifici ancorché demoliti. Infatti,  se
  ci sono degli edifici, ancorché demoliti, le volumetrie rimangono
  perché sono catastate, quindi si applicano; le volumetrie sono in
  essere non sull'edificio in quanto tale, ma sull'edificio  che  è
  in  regola con la legge, cioè catastato e quindi ha le volumetrie
  previste dalla legge. Chiedo che qualcuno me lo spieghi in  linea
  tecnica.

    PRESIDENTE   La sua richiesta mi pare assolutamente  legittima.
  Siccome  il firmatario dell'emendamento è l'onorevole Fleres,  lo
  invito ad intervenire per spiegarlo all'Aula.

    FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Cracolici,  l'emendamento integra sostanzialmente una  legge  già
  esistente e precisa quali sono le volumetrie a cui fa riferimento
  perché   la  legge,  nella  formulazione  attuale,  dice   volumi
  esistenti'.  Allora, le interpretazioni che sono  state  date  al
  termine  esistenti' sono molteplici.
   C'è  chi  ritiene che esistente vuol dire esistente  al  momento
  dell'approvazione  della  legge; c'è chi  ritiene  che  esistente
  voglia dire invece esistente al momento dell'effettuazione  della
  ricostruzione; c'è chi ritiene che esistente voglia  dire  invece
  esistente, come lei giustamente ha detto poc'anzi, nel momento in
  cui fu edificata, negli anni la costruzione in questione.
   Questo   emendamento  serve  a  chiarire  che   il   volume   di
  riferimento è quello esistente quando l'opera fu realizzata e non
  dopo  o  parzialmente demolita,  ovviamente si è determinata  una
  compressione o una riduzione.
   Quindi,  è  sostanzialmente un chiarimento che  viene  richiesto
  proprio perché questa definizione, questa dizione contenuta nella
  legge     vigente,    aveva   determinato   delle    imprecisioni
  interpretative da parte degli organismi competenti.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                   Per un richiamo al Regolamento

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, io ho  ascoltato  poco  fa  la
  richiesta  di  congedo  dei colleghi. Sono  stati  dichiarati  in
  congedo  15 colleghi. E' chiaro che ai fini della votazione  sono
  al  massimo  9. La cosa singolare è che di questi 15  colleghi  6
  risultano firmati.
   Vorrei  che  il Segretario generale, gli Uffici, mi  chiarissero
  se si può essere contemporaneamente assenti e presenti. O si è in
  congedo o si è presenti. Siccome ci sono alcuni colleghi che  non
  ho  visto,  mi  sembra singolare che abbiano  chiesto  congedo  e
  risulti  la loro firma negli elenchi. Quindi, vorrei una risposta
  su questa procedura.

    PRESIDENTE  Onorevole Barbagallo, la richiesta di  congedo  non
  può  essere  chiesta da chi è in congedo, la chiede il Presidente
  del  Gruppo parlamentare. Se il collega prima aveva firmato  vuol
  dire  che  dopo che ha firmato ha ritenuto di essere in  congedo.
  Alla fine, fa fede, in ogni caso, il voto, quindi, la sua domanda
  è  legittima, ma le assicuro che il problema va risolto in questo
  modo.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 513/A

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   dopo   il    chiarimento
  dell'onorevole Fleres, pongo in votazione l'emendamento A.24 . Il
  parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ADAMO   presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento A.26, a firma Caputo ed  altri
  è  dichiarato  inammissibile perché presentato fuori  termini  ed
  estraneo alla materia. L'emendamento 5.B, a firma degli onorevoli
  Sanzarello  ed altri è dichiarato inammissibile perché presentato
  fuori  termine. L'emendamento 1, a firma degli onorevoli Oddo  ed
  altri   è   stato   precedentemente   dichiarato   inammissibile.
  L'emendamento  A.25, a firma degli onorevoli Gianni  ed  altri  è
  dichiarato   inammissibile  perché  presentato   fuori   termine.
  L'emendamento A.21.2, a firma degli onorevoli Apprendi ed altri è
  superato.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNI    Signor   Presidente,  devo  constatare,   con   molta
  amarezza,   che  lei  ha  una  gestione  dell'Aula  assolutamente
  faziosa. Lei non può fare quello che le pare

    PRESIDENTE   Onorevole  Gianni, lei è  intervenuto  sull'ordine
  dei lavori.

    GIANNI   Signor  Presidente, lei  gestisce  l'Aula  in  maniera
  indecente.

    PRESIDENTE   Onorevole Gianni, ritiri quello che ha  detto   La
  richiamo all'ordine


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 513/A

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   si    passa    all'esame
  dell'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  aspetto  una   risposta:   la
  copertura finanziaria agli emendamenti che ne avevano bisogno chi
  l'ha data?

    PRESIDENTE   L'ha  data  il  Governo  perché  ha  dato   parere
  favorevole;  ho chiesto in tutti gli emendamenti  il  parere  del
  Governo.  Il  Governo  ha  dato  parere  favorevole,  perché   la
  copertura era indicata; mi riferisco all'emendamento A.19.
   Onorevoli  colleghi, il voto finale su questo disegno  di  legge
  sarà dato successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge  numero  546/A
  «Norme per il risanamento  del sistema sanitario regionale»

    PRESIDENTE   Si  passa al seguito del disegno di  legge  numero
  546/A «Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale»,
  posto al numero 2) del VI punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti della VI Commissione a prendere  posto  al
  banco delle commissioni.
   Onorevoli colleghi, avevamo rinviato la discussione del  disegno
  di legge all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 1
   Innalzamento dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito
                                delle
     persone fisiche e dell'aliquota dell'imposta regionale sulle
                         attività produttive

  1.  In  coerenza  con il patto nazionale per  la  salute  per  il
  triennio 2007-2009 e ai fini dell'accesso al fondo transitorio di
  cui  al  comma  796, lettera b), dell'articolo 1 della  legge  27
  dicembre 2006, n. 296, con decorrenza dall'anno di imposta 2008:
  a)  l'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito
  delle  persone  fisiche  di cui all'articolo  50,  comma  3,  del
  decreto  legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 è  fissata  all'1,4
  per cento;
  b)  le  aliquote dell'imposta regionale sulle attività produttive
  (Irap) vigenti nella Regione, ai sensi del decreto legislativo 15
  dicembre  1997,  n. 446 e successive modifiche e integrazioni,  e
  delle  disposizioni regionali di cui all'articolo 7  della  legge
  regionale  26  marzo  2002, n. 2 e all'articolo  60  della  legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17, fatti salvi comunque i  regimi
  di  esenzione,  sono  innalzate al limite massimo  del  5,25  per
  cento.
    2.  Le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'addizionale
  regionale  all'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche   e
  dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al  comma
  1,  stimate in euro 287 milioni per ciascun anno, sono  destinate
  al finanziamento della maggiore spesa sanitaria 2007 - 2009.
    3.  In attuazione dell'articolo 1, comma 796, lettera b), della
  legge  27  dicembre  2006,  n. 296,  qualora  si  verifichino  le
  condizioni ivi previste, l'Assessore regionale per la  sanità  ne
  dà  comunicazione all'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
  finanze,  il  quale  è autorizzato ad adottare,  con  riferimento
  all'anno  di  imposta successivo, il provvedimento  di  riduzione
  delle aliquote di cui al comma 1».

     Dichiaro aperta la discussione  generale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  anticipo
  che  chiedo  qualche  minuto in più rispetto  al  tempo  previsto
  perché  non stiamo discutendo un provvedimento che è solo  figlio
  di un'urgenza temporale.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, siccome avevamo  rinviato  la
  discussione  generale,  è chiaro che ha facoltà  di  parlare  per
  dieci minuti.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, le chiedo  di  andare  oltre  i
  dieci  minuti, perché credo che stiamo affrontando una  questione
  decisiva  per  questa Regione, e mi permetto  di  dire  che  sono
  venuti al pettine tutti i nodi degli anni nei quali il Governo ha
  scelto  di  non scegliere, anzi, il Governo di questa Regione  ha
  fatto  finta  di non vedere e ha favorito una condizione  per  la
  quale  si  firmavano gli accordi a Roma, sottoscrivendo patti  di
  stabilità,  impegnandosi a illuministiche previsioni  di  rientro
  del  disavanzo e puntualmente, ogni anno, aumentava e aumenta  il
  disavanzo  del sistema sanitario in Sicilia e adesso siamo  a  un
  punto di non ritorno.
   Questo provvedimento sostanzialmente dice: per i prossimi  anni,
  chi  vive  in Sicilia e chi fa impresa in Sicilia sarà sottoposto
  ad un onere del fare impresa e  del vivere in Sicilia più caro  e
  più  alto rispetto a qualunque altro cittadino che vive in  altre
  regioni italiane.
   Stiamo  decidendo, infatti, che anche i benefici previsti  dalla
  finanziaria  nazionale,  ad  esempio  quelli  relativi  al  cuneo
  fiscale  che abbattono di diecimila euro il costo del lavoro  per
  ogni  lavoratore  assunto  da  un'impresa,  non  avranno  nessuna
  efficacia in Sicilia perché l'onere finanziario delle imprese che
  operano  nella nostra Regione sarà più alto rispetto a  qualunque
  altra regione che opera nel Mezzogiorno.
   Stiamo decidendo di fare pagare sull'economia reale, sia di  chi
  produce ricchezza che di chi consuma ricchezza, il disastro della
  gestione  della sanità siciliana; un'IRAP che per i prossimi  tre
  anni arriverà al 5.25 per cento, il massimo previsto dalla legge;
  una  quota  addizionale  dell'IRPEF che la  porterà  all'1.4  per
  cento, il massimo previsto dalla legge
   E questa è la prima scelta che si sta facendo.

    DINA  Si tratta di una scelta obbligata

    CRACOLICI  Obbligata, come dice l'onorevole Dina, dal fatto che
  in  questi anni abbiamo chiuso gli occhi di fronte a quanto stava
  avvenendo nel sistema sanitario siciliano.
   L'altra operazione riguardo l'annuncio di futuri tagli che  però
  nessuno  di  noi  conosce; si parla di un  fantomatico  piano  di
  rientro che nessuno di noi conosce, un piano che, da qui al 2010,
  azzererà  il  disavanzo nella sanità, ma  non  si  sa  con  quale
  modalità.
   Abbiamo  già visto i primi modelli di azzeramento del  disavanzo
  per quanto riguarda la copertura al disavanzo 2006  Abbiamo visto
  che  con  un  colpo  di  matita si  è  scoperto  che  il  sistema
  sanitario,  i  bilanci delle aziende sanitarie, i  bilanci  delle
  aziende  ospedaliere avevano, ed hanno, una previsione  nei  loro
  bilanci  di  oltre duecentottanta milioni di euro di passività  e
  che non sono più tali perché con questa legge non esisteranno più
  i  debiti,  ovvero  stiamo azzerando i debiti delle  aziende  che
  avevano ed hanno iscritto nei loro bilanci.
   Altro  che  fantasia  tremontiana',  siamo al falso in  bilancio
  prima  o al falso in bilancio dopo; in qualche modo qualcuno  sta
  producendo  un  falso in bilancio: o c'era prima, perché  c'erano
  delle  passività nei bilanci, sapendo che non c'erano più,  o  si
  sta  facendo ora, scrivendo e stabilendo con un colpo  di  matita
  che  non  ci  sono  più  debiti. Probabilmente,  successivamente,
  saranno  aperti  contenziosi  di natura  giuridica  e  saranno  i
  tribunali a stabilire chi avrà ragione e chi torto.
   Si  stabilisce che una parte del disavanzo che si è  creato  nel
  sistema  sanitario,  in  realtà, è opera  dell'Assessorato  della
  sanità  che  non  avrebbe trasferito, in tutti questi  anni,  una
  serie  di  oneri  che dovevano essere trasferiti alle  Aziende  e
  considerato  che non è stato fatto, vengono tenuti  nel  bilancio
  senza  erogarli  e   si  cancella una parte del  disavanzo  dando
  copertura, con queste risorse, al disavanzo gestionale.
   La  manovra è questa, una manovra che nasce  al buio', onorevole
  Assessore per la sanità.
   Lei  aveva  l'obbligo, entro la fine di marzo,  di  produrre  il
  piano di rientro e di sottoscriverlo con lo Stato. E' da mesi che
  lo  aspettiamo  e  mi   risulta che siamo all'ottava,  alla  nona
  elaborazione  e  che ve ne sarebbe un'ultima di cui  soltanto  in
  pochi ne sono a conoscenza.
   Avremmo, tuttavia, voluto affrontare questa materia sapendo  che
  una parte delle coperture da voi previste  con il famoso piano di
  rientro  sono  effettivamente possibili e che non si   tratti  di
  numeri scritti per fare finta di dare copertura, sapendo che  non
  la darete, e  mantenere  lo stato attuale.
   Voglio  però  sottolineare un aspetto di questa manovra. Stasera
  stiamo  esaminando  questa legge  con la   pistola  puntata  alla
  tempia'  perché l'argomento che si sta usando, nei confronti  dei
  colleghi,  è  che  se  non esitiamo questa legge,  non  solo  non
  potremo   utilizzare  il  cosiddetto   fondino'  previsto   dalla
  finanziaria nazionale che attribuisce mille miliardi alle regioni
  per dare copertura al disavanzo se si faranno operazioni virtuose
  di  rientro,  ma sforando il patto di stabilità avremo  ulteriori
  sanzioni nell'assegnazione delle risorse da parte dello Stato.
   Ed  è una pistola puntata alla tempia, perché non c'è dubbio che
  nessuno  di  noi  intende  recare un  danno  alla  Sicilia  e  ai
  siciliani,  ma  ancora  una  volta  si  sta  discutendo   di   un
  provvedimento sapendo che ci stiamo prendendo in giro.
   E'  una  operazione in gran parte  cartacea, dal punto di  vista
  finanziario, tranne su un punto chiaro: ai siciliani  costerà  di
  più  fare  impresa e produrre reddito in Sicilia,  a   causa  del
  fatto  che  in  Sicilia  operano  oltre  1900  strutture  private
  convenzionate ed è questa  l'unica cosa che dobbiamo  far  sapere
  alla Sicilia.
   Non  l'aveva prescritto il medico questo primato tutto siciliano
  di   un  numero  spropositato  di  convenzionamento  esterno  del
  rapporto con il sistema pubblico in Sicilia.
   A causa del fatto che siamo la Regione con il più alto indice di
  ospedalizzazione  in Italia da parte dei cittadini  siciliani;  a
  causa  del fatto che non solo siamo la Regione che ha il  consumo
  medio  più  alto d'Italia dei farmaci, ma, in alcune province  di
  questa nostra Regione, il consumo è inspiegabilmente il 30-40 per
  cento in più rispetto alla media regionale.
   A  tutto  questo  si  assiste come ad un dato  statistico,  come
  elemento  di conoscenza di dati, ma non sono stati mai messi   in
  moto quei provvedimenti che potessero evitare lo stato attuale.
   Mi  chiedo  come spiegheremo alle imprese in Sicilia che  devono
  assumere  e creare lavoro. Perché vorrei ricordare che  una  voce
  che  concorre all'IRAP è costituita dall'impresa che ha  rapporti
  di  lavoro dipendente regolari e che paga l'IRAP sugli oneri  dei
  lavoratori.
   Stiamo sostenendo che non conviene assumere perché altrimenti si
  rischia  di  pagare un'IRAP più alta rispetto ad  altre  regioni,
  stiamo  sostenendo  la  tesi che non conviene  farsi  mettere  in
  regola  per  il lavoratore, perché se il lavoratore  è  messo  in
  regola  pagherà l'IRPEF, la quota addizionale prevista da  questa
  manovra, più alta.
   Voglio  fare  un esempio a tal proposito. Proprio stamattina  ho
  incontrato un ex dipendente INPS che da una decina di anni  è  in
  pensione,  mille,  millecento  euro  di  pensione  al  mese  dopo
  trentacinque anni di lavoro.
   Questa mattina si è recato all'INPS chiedendo di aver modificato
  il  CUD  perché  pensava  ci  fosse stato  un  errore,  ritenendo
  impossibile  aver  ricevuto nell'anno 2006 un  reddito  inferiore
  rispetto al 2005.
   Tra  le  voci che determinavano una minore quantità di  pensione
  erogata,  si era accorto di aver pagato una quota addizionale  di
  circa 360 euro in più rispetto all'anno prima, in quanto la quota
  addizionale  era passata dallo 0,9 all'1,4, cioè una persona  con
  una  pensione di 1000  euro al mese, per tredici mensilità,  alla
  fine ha pagato lo 0,5 in più  di IRPEF (dallo 0,9 all'1,4) di 360
  euro.
   Stiamo parlando di un pensionato a reddito fisso di 1000 euro al
  mese  e  360 euro non sono poca cosa. Aggiungete a questo che  lo
  stesso pensionato  va pagare il ticket che in Sicilia è diventato
  il più caro d'Italia.
   Questa è la situazione che si è determinata e mi chiedo come  si
  può far finta di niente e a lasciare le cose così come stanno.
   C'era    il  dovere  di  presentare  il  piano  di  rientro   in
  quest'Aula, di discuterlo con i Siciliani, di far capire a  tutti
  quella  che è la situazione drammatica che  si è  ereditato  come
  persona, ma il Governo che siede tra questi banchi è lo stesso di
  quello che ha prodotto questa situazione.
   E  mi  chiedo se sia possibile  far finta che la vicenda diventi
  un aspetto contabile, una matita rossa e blu con cui si stabilire
  da  dove prendere i soldi e dove portarli per fare finta  di  far
  pareggiare  i  conti. Qui stiamo pareggiando i conti penalizzando
  l'economia di questa Regione.
   Da  domani,  dopo  questa legge, la ricchezza  in  Sicilia  sarà
  inferiore,  la  possibilità di creare  sviluppo  sarà  inferiore,
  altro che legge sullo sviluppo
   Dopo la finanziaria, il Governo aveva annunciato - e concludo  -
  la  legge sullo sviluppo. Finalmente abbiamo capito qual è l'idea
  di sviluppo di questo Governo
   La  vera  legge sullo sviluppo è stata prodotta  oggi in Sicilia
  pagando  più  tasse  e   che  la  sanità  continuerà  a  produrre
  sperperi,  che la gente continuerà ad avere una sanità mediamente
  non buona;  il risultato sarà che la Sicilia sarà la regione dove
  vivere e lavorare costerà più che altrove.

    PRESIDENTE  Volevo comunicare all'Aula, prima di dare la parola
  all'onorevole Fiorenza, che l'onorevole Cracolici ha parlato  per
  sette minuti, oltre i dieci.
   Chiedo, pertanto, ai parlamentari DS che sono iscritti a parlare
  se  possono  fare  recuperare all'Aula questi  sette  minuti.  E'
  iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha facoltà.

    FIORENZA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimanendo  in
  assoluta   linea  di  continuità  con  l'intervento   precedente,
  aggiungerei  che il Governo, oltre ad occuparsi giustamente di un
  tentativo di risanamento dei conti, dovrebbe anche occuparsi,  in
  previsione  di  quelli  che potrebbero essere  gli  sperperi  che
  nell'ambito della sanità pubblica continuano ad effettuarsi,  del
  numero dei convenzionati esterni, così com'è stato detto fino  ad
  ora.
   Occuparsi,   per   esempio,  delle  innumerevoli   quantità   di
  certificazioni  ISEE   che  producono,  a  mio  avviso,  in  modo
  drammatico,  un contributo enorme a quello che è lo  sperpero  in
  sanità, ma, quello che mi lascia particolarmente colpito  è  come
  una legge di questo genere riesca ad approdare in Aula attraverso
  il sistema legislativo.
   I  provvedimenti inseriti nel testo potrebbero essere promulgati
  attraverso  atti  amministrativi e vorrei  chiedere  ai  colleghi
  deputati  quanti  di loro sono a conoscenza della  categoria  dei
  farmaci ATC4C09AA, ACE inibitori non associati
   Vorrei sapere quanti dei colleghi in Aula sono a conoscenza  del
  fatto  che  da  oggi,  se questa legge verrà approvata,  parecchi
  medici di base non consultati

    LAGALLA    assessore  per  la  sanità.  Consultati,   onorevole
  Fiorenza.

    FIORENZA  Ci risulta anche dalla stampa di oggi che le  diverse
  organizzazioni  sindacali, compresa la  FING  non  hanno  gradito
  genere   di  provvedimenti,  contrariamente,  invece,  a   quanto
  l'assessore aveva riferito in Commissione.
   Questa  è  una  proposta  di  legge assolutamente  illiberale  e
  proviene  proprio  dal  centrodestra.  Questo  è  un  genere   di
  promulgazione  di  legge  che non consentirà  più  ai  medici  di
  famiglia di potere prescrivere farmaci  E' questo il dato vero  e
  se  voi pensate che attraverso provvedimenti illiberali  si potrà
  ridurre  la  spesa  farmaceutica, credo che il   dado  sia  ormai
  tratto .    Non  è  il  metodo  migliore,  non   è  un   percorso
  accettabile dall'Aula.
   Non  credo  che  in  quest'Aula siano passati  provvedimenti  di
  questo  tipo  attraverso una legge, mi chiedo il perché di questa
  manovra, ma  è facilmente intuibile.
   Si   tratta   di   una  manovra  tattica,  di    un   tatticismo
  amministrativo perché la legge, in questo modo, non potrà  essere
  impugnata  dalle aziende farmaceutiche, invece, il  provvedimento
  potrebbe  essere impugnato dalle aziende farmaceutiche attraverso
  un ricorso al TAR che potrebbe concedere la sospensiva.
   Credo  che   i tatticismi  debbano avere una logica  quando  non
  prevedono che, nel mezzo, ci sia la salute della gente
   Credo  che  bisogna passarsi prima una mano sulla  coscienza  e,
  successivamente,   potere  promulgare  atti  amministrativi   non
  passando dalla buona fede dell'Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tumino.  Ne  ha
  facoltà.

   TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
  legge  vuole  porre  la  nostra  Regione  nelle  condizioni    di
  accedere  al  fondo transitorio e, quindi, recuperare  una  certa
  quantità di quattrini dallo Stato.
   Nella  relazione al disegno di legge c'è un'argomentazione molto
  interessante  riguardante l'applicazione della  legge  del  2004,
  numero  311,  la  quale  prevedeva che in presenza  di  disavanzi
  bisognava   aumentare   l'addizionale  del   reddito,   aumentare
  l'aliquota  e così via,  in mancanza di provvedimenti di  ripiano
  per  l'esercizio  2005  nella Regione - e limitatamente  all'anno
  d'imposta 2006 - si provvede all'aumento dell'IRPEF e dell'IRAP.
   Tutto questo non è avvenuto e,  per quanto riguarda questa norma
  che  stiamo  approvando,  improvvisamente ci  accorgiamo  di  non
  avere fatto niente nel passato e che si deve correre ai ripari  e
  l'Assessore La Galla giustamente propone questa nota.
   La  prima  cosa da dire è che il Governo ammette  di  non  avere
  fatto  niente per affrontare il problema della sanità in Sicilia,
  non l'Assessore La Galla.
   La  seconda  questione  che si evidenzia è che  improvvisamente,
  proprio  per  venire  incontro  a questa  drammatica  situazione,
  alcune categorie che abbiamo cercato di favorire applicando  loro
  una  aliquota IRAP del 3,25 per cento,  si vedranno aumentare  di
  due punti il loro contributo, quasi raddoppiata.
   Una  forma  estremamente grave che disincentiva  le  imprese  ad
  operare nel nostro territorio.
   Vi  è anche una strana norma che dimostra che  la Sicilia non ha
  tutto  questo  debito per quanto riguarda la sanità,  ma  ha  273
  milioni  di  Euro di debito in meno perché si fa  riferimento  ai
  conti  precedenti  al  2002, debiti che  riguardano  gestioni  di
  contabilità finanziaria precedenti e, quindi, si cancellano.
   Cito  solo gli ospedali di Palermo: il Policlinico Universitario
  ha  12 milioni di questi debiti, il Cervello ne ha 500 mila euro,
  Villa Sofia ha 0, il Civico ha 592 mila euro.
   Come si spiega queste differenze dell'ordine di venti volte  per
  strutture sostanzialmente paragonabili.
   Si scopre che l'AUSL n. 3 di Catania ha 74 milioni di debiti che
  vengono  cancellati,  mentre l'AUSL n. 6 di Palermo,  altrettanto
  grande, ne ha solo due milioni, un rapporto di uno a trenta.
   Ci sono delle anomalie difficile da comprendere e  rispetto alle
  quali sarebbe interessante sapere se l'Assessorato ha fatto delle
  indagini particolari per capirne le ragioni.
   L'altra questione riguarda la spesa farmaceutica.
   Sul   merito,  credo  che si tratti di una  questione  che  vada
  gestita con decreto e credo che l'Aula non debba intervenire,  né
  vale   l'affermazione  secondo  la  quale   con   un   intervento
  legislativo si potrebbero superare i ricorsi al Tar e, quindi, la
  possibilità   di  rendere  sostanzialmente  non  applicabile   la
  disposizione.
   Ma,  caro  Assessore, i ricorsi al Tar sono fatti per  garantire
  ai cittadini il rispetto dei diritti, quindi è di estrema gravità
  fare  una  norma  di  questo tipo con l'intento  di  impedire  ai
  cittadini di difendersi.
   Sul  piano  sostanziale  è  una  norma  fatta  per  impedire  ai
  cittadini di ricorrere al Tar  ed è gravissimo.
   La  prego di chiarire, quindi,  se effettivamente le cose stanno
  così,  in caso contrario ci aiuti a capire perché una norma,  che
  oggettivamente è di profilo tecnico, debba essere fatta per legge
  e non per decreto amministrativo.
   Per  quanto riguarda la terza questione, mi risulta che la spesa
  farmaceutica  corrisponde  al  13-  14  per  cento  della   spesa
  sanitaria complessiva.

    LAGALLA   assessore  per la sanità.  Corrisponde  al  19.6  per
  cento,  l'unica regione che sfora del 50 per cento in Italia.

    TUMINO   E' molto grave, con questa norma si punta a  contenere
  la  spesa farmaceutica, ma il Governo non quantifica il risparmio
  che verrebbe da essa.
   Supponiamo  che  ci sia un risparmio consistente,  assessore  La
  Galla,  non c'è nessuna norma che preveda di contenere  la  spesa
  relativa  a tutte le attività convenzionate. Non mi pare  che  le
  convenzioni  con  i  privati siano state attenzionate  in  questo
  disegno  di legge ed anche quelle hanno una percentuale  notevole
  nel  quadro  complessivo, il problema è se la nostra  Regione  fa
  delle scelte strategiche nel campo dello sviluppo.
   Ricordo  che prima di approvare la finanziaria si fece  un  gran
  discutere  su  una norma generale sullo sviluppo da approvare  in
  tempi  brevi ed il Governo si appellò a questo obiettivo  facendo
  ritirare tutta una serie di norme che puntavano alla eliminazione
  degli enti inutili, quali ad esempio l'ente di sviluppo agricolo.
   Si  disse che tutto questo sarebbe rientrato nella legge per  lo
  sviluppo, una legge che dovrebbe trovare nella norma sulla sanità
  il  quadro  di riferimento perché la sanità assorbe più  del  50%
  delle risorse.
   Mi  sembra  che  quanto si sta facendo ha la  sola  funzione  di
  tamponamento, è completamente monco perché manca  di  un   quadro
  strategico, non abbiamo modificato le traiettorie, questa  nostra
  Regione  si  troverà ad essere in condizione ancora peggiore  nei
  prossimi anni.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Barbagallo.  Ne
  ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido
  gli interventi dell'opposizione che mi hanno preceduto, mi auguro
  che  anche la maggioranza partecipi a questo dibattito perché non
  è  svolto  su un disegno di legge qualsiasi, ma indica  anche  un
  metodo,  un modello di sviluppo che il centro-destra sta portando
  in Sicilia.
   E'  stato detto, con grande efficacia che, in questo primo  anno
  di  legislatura,  non  sono  stati  approvati  disegni  di  legge
  significativi;  erano  stati annunciati disegni  di  legge  sullo
  sviluppo,  sulla  riforma del mercato del lavoro,  non  sono  mai
  arrivati e non sono in uno stato avanzato di discussione  nemmeno
  nelle Commissioni legislative.
   La  sanità  rappresenta un elemento fondamentale delle politiche
  di  bilancio  e  del risanamento della spesa in Sicilia  e  tutti
  sanno  che,  senza  un  riordino  della  spesa  sanitaria,   sarà
  difficile incidere sulla crescita e sullo sviluppo di una Regione
  che paga ritardi ed inadempienze macroscopiche.
   Noi  siamo  contrari, fortemente contrari, all'impostazione  del
  disegno di legge per le cose che sono state dette, non ha  nessun
  respiro  strategico,  non  c'è una pianificazione,  non  c'è  una
  programmazione,  un  piano  serio di rientro  deve  essere  fatto
  contestualmente al nuovo piano sanitario regionale, a  una  serie
  di  atti che sono fondamentali per incidere sugli sprechi e sulle
  risorse  della sanità che non sono solo nel settore farmaceutico.
  E  a   questo  proposito l'onorevole Fiorenza ha detto  una  cosa
  estremamente importante.
   Vedete,  fare un provvedimento di quel tipo con un provvedimento
  legislativo e giustificarlo col fatto che, poi, gli operatori non
  possono appellarsi perché noi gli imponiamo un criterio per legge
  perché  se  fosse  stato  fatto  un decreto  potevano  ricorrere,
  significa limitare la libertà sul piano costituzionale, sul piano
  della democrazia e questo intervento dell'assessore Lagalla non è
  condiviso  da alcuno degli operatori sanitari, non è vero  che  i
  medici di base sono a favore, non è vero che gli operatori  della
  sanità  pubblica  sono a favore perché non si  indica,  qui,  una
  scelta.
   Il  primato  che  noi  abbiamo sulle strutture  convenzionate  o
  preaccreditate   -  e ora ne verranno accreditate  altre  perché,
  come  molti di voi sanno, in Commissione è passato il  piano  per
  l'RSA  e  in  Sicilia occidentale non sono presenti e  quindi  ci
  saranno,  ora, nuovi posti e nuove spese per il sistema sanitario
  così  come  ci sono anche altri problemi che riguardano  i  posti
  letto,  ma  riguardano anche le tante inefficienze i  ritardi,  i
  cittadini  attendono  mesi  e mesi in settori  specialistici  che
  incidono sui livelli essenziali di assistenza.
   Allora,   noi  esprimiamo  sul  disegno  di  legge  un  giudizio
  negativo  e  lo diciamo, con grande franchezza, ora all'assessore
  Lagalla  ed al Governo perché esso aumenta le tasse e non  indica
  nessuna  strada seria di riordino e del risanamento  della  spesa
  sanitaria;  non  ci  sarà  nessuna  complicità  da  parte   delle
  opposizioni,  non solo con il nostro voto contrario,  ma  neanche
  con  il  mantenimento del numero legale perché  noi  ci  rendiamo
  conto  che  si  perdono  risorse per la Sicilia  ed  è  un  fatto
  gravissimo   ma  i  ritardi  non  attengono  alla  responsabilità
  dell'opposizione.
   Questo  provvedimento  poteva  venire  prima  in  Aula,  ha  già
  ottenuto  dal Governo nazionale una proroga sui termini entro  il
  quale doveva essere presentato e viene fatto un giorno prima  per
  cercare  di  coinvolgerci   Occorre che  il  provvedimento  cambi
  radicalmente,  ad esempio ritirando tutti gli emendamenti  e,  in
  primo  luogo,  quello  che  riguarda  la  spesa  farmaceutica   e
  discutendo,  in termini di valutazione, su quello  che  è  uscito
  dalla  Commissione Bilancio e accogliendo anche  alcune  proposte
  che sono di riordino e di controllo serio di un settore nel quale
  tutto è nelle mani del Governo e della maggioranza.
   La  sanità  deve servire per i cittadini e per i  cittadini  più
  deboli, non soltanto per ottenere consensi e larghi consensi e la
  gestione  clientelare della sanità in alcuni ambienti; in  alcune
  province  è  estremamente  scandalosa, basti  pensare  che  nella
  provincia di Siracusa i posti della sanità privata hanno superato
  i posti letto della sanità pubblica.
   Allora,  c'è  un  problema  centrale  di  impostazione   di   un
  provvedimento  che riguarda il complesso di un  mondo  che  è  un
  mondo  nel  quale  alle inefficienze, agli sprechi  e  alla  mala
  sanità  si  intersecano  alcuni centri  di  interesse  che,  poi,
  diventano elementi centrali di un sistema di potere.
   Pertanto,   se  c'è  una  rete  di  interessi  che   non   viene
  minimamente  toccata da questo provvedimento, perché quest'ultimo
  si  basa sull'eliminazione dei 200 milioni di euro, tagliati  con
  una  penna  o con un colpo di matita, con dei revisori dei  conti
  complici,   e   si   basa   poi  sull'aumento   delle   tasse   e
  sull'intervento  della spesa farmaceutica che  incide  anche  sui
  cittadini  che  hanno  maggiori  difficoltà,  che  non  hanno  la
  possibilità  di  comprare  alcuni farmaci  perché  il  tetto  sui
  farmaci  è  un  provvedimento che è stato fatto in Puglia  ed  in
  altre  regioni,  ma  in  Sicilia è stato aggravato  ulteriormente
  perché appesantito da una serie di circostanze che certamente non
  lo  rendono un provvedimento che si può fare in una seduta serale
  o  all'una di notte. Su questo provvedimento occorre confrontarci
  con  un esame approfondito, serio perché innanzitutto, tutti  gli
  operatori della sanità ed i cittadini siciliani sappiano  di  che
  cosa stiamo parlando.
   Io  credo che le inadempienze ed i ritardi siano tutti di questo
  Governo   e   del  centro-destra  che  ha  avuto  una  continuità
  amministrativa  e  non può scaricare su altri responsabilità  che
  sono  totalmente proprie. Pertanto, annuncio che il Gruppo de  La
  Margherita  interverrà su tutti gli emendamenti, farà il  proprio
  dovere  fino  in  fondo  e  si esprimerà  in  maniera  nettamente
  contraria rispetto ad un provvedimento che non condivide.

    GUCCIARDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  stato  già
  detto questa sera, in questi pochi interventi, la dimensione  del
  disastro  dei conti della sanità nella nostra regione.  E'  stato
  detto non soltanto stasera. In sede di approvazione dell'articolo
  24  della legge finanziaria del 2007 si è tentato di intervenire,
  è  stato  lanciato l'allarme su una spesa sanitaria che nell'arco
  dell'esercizio del 2006 si era quasi per incanto triplicata.
   Avevamo  sperato, pur da una posizione estremamente  critica  di
  opposizione, che, a seguito dell'annuncio, che una svolta  doveva
  esserci  nella  gestione  della sanità  disastrosa  della  nostra
  regione.  Si  poteva davvero sperare che l'atto di  indirizzo  di
  politica   sanitaria,   a  questo  punto,   vorrei   dire   tanto
  strombazzato  dal  governo  della Regione,  è  rimasto  ad  oggi,
  purtroppo, una mera enunciazione tendenziale.
     Il  piano  di rientro e la relazione al piano di  rientro  che
  questa  sera è portato all'attenzione del parlamento è  la  prova
  che   quell'atto   di  indirizzo  sulla  politica   sanitaria   è
  sostanzialmente una mera enunciazione e segna il fallimento della
  politica sanitaria avviata nel 2006 da questo Governo.
   Io  mio  chiedo  se  a  fronte di tanti punti  condivisibili  di
  quell'atto  di  indirizzo che l'opposizione,  tanti  deputati  di
  opposizione,  in  questa sede, in sede di  discussione  di  legge
  finanziaria, hanno sottolineato oggi che il Governo e l'assessore
  al ramo avevano l'opportunità, la prima straordinaria opportunità
  di  dimostrare che quell'atto di indirizzo era davvero il cardine
  di  un  nuovo  modo di concepire la sanità nella nostra  regione,
  invece,   la  relazione  al  piano  di  rientro  che  stasera   è
  all'attenzione   del   parlamento  regionale   è   a   dir   poco
  insufficiente. E' insufficiente perché? Io chiedo al Governo dove
  sono indicate le modalità del rientro? Signor Presidente, è stato
  detto  che  da  questo  piano  di rientro  risultino  penalizzati
  soltanto  i  cittadini della Regione e le imprese della  regione,
  non  si  interviene per razionalizzare e modernizzare  la  sanità
  come pure l'Assessore in quell'atto di indirizzo aveva indicato e
  in   qualche  modo  avevamo  detto  che  era  condivisibile  quel
  percorso.
   Mi  chiedo  allora  dove  sia la  reingegnerizzazione',  così  è
  detto   in   quell'atto  di  indirizzo  della  rete   ospedaliera
  regionale,   mi   chiedo  dove  stia  la   rimodulazione   e   la
  razionalizzazione  della  spesa sanitaria,  dove  stia  il  piano
  strategico  della nuova rete di servizi sanitario che  in  questa
  Regione  avrebbe  dovuto  cambiare non soltanto  la  qualità  dei
  servizi  in  senso positivo, ma avrebbe dovuto far  rientrare  la
  sanità  e  la  spesa sanitaria sotto il controllo del  Governo  e
  delle istituzioni.
      Interverremo   diceva  il Presidente  Barbagallo,  perché  ci
  sentiamo  tutta intera la responsabilità di fronte  ai  cittadini
  della   Sicilia,  di  liquidare  un  Piano  di  rientro   che   è
  semplicemente una finzione ed è persino offensivo per i cittadini
  di  questa  Regione  che  continuano ad  aspettare  il  Piano  di
  sviluppo  che  il  Governo aveva annunciato in sede  di  adozione
  della  legge  finanziaria 2007 nel mese di gennaio ed  ancora  il
  Parlamento  aspetta  quel disegno di legge  sullo  sviluppo  che,
  invece, non esiste.
   I  colleghi  deputati,  prima di me, hanno  riferito  di  questa
  scelta  del  disegno di legge e della legge per porre in  essere,
  per   adottare  provvedimenti  che  sono  tipici   di   un   atto
  amministrativo. Il Parlamento questo lo deve sapere, lo  dobbiamo
  sottolineare  ed  è  un fatto molto grave che nei  verbali  della
  Commissione di merito si  dica espressamente  che venga  adottato
  il  provvedimento  legislativo per intercettare  un  rimedio  che
  l'ordinamento  giuridico  e  costituzionale,  del  nostro  Paese,
  concede a qualunque cittadino di questa Regione e di questo Paese
  per  portare in sede di tutela giudiziaria dei diritti, appunto i
  propri diritti.
   E'   davvero  una  aberrazione  giuridica,  ed  è  davvero   una
  sottovalutazione della valenza del provvedimento legislativo  che
  non  può  semplicemente essere un espediente a mio parere  in  un
  momento   tardivo,  estremamente  tardivo,  dell'incapacità   del
  Governo  e della maggioranza di tenere sotto controllo  la  spesa
  sanitaria  nella nostra Regione.  Intercettare la possibilità  di
  un   rimedio  giuridico  attraverso  una  sottovalutazione  della
  funzione e della nobiltà del provvedimento legislativo.
   Io  chiedo  a  questo Parlamento e al Governo della Regione:  il
  disavanzo  del  2006 chi lo ha determinato? Il Parlamento  ha  il
  diritto di sapere. I cittadini della Regione hanno il diritto  di
  sapere.
   Lo  ha determinato la Regione o la hanno  determinato le Aziende
  sanitarie? Tutto questo non si evince. Io mi chiedo: chi risponde
  sul  piano politico ed istituzionale del disastro dei conti della
  sanità in Sicilia? Finora ne rispondono soltanto i cittadini e le
  imprese  della nostra Regione. E l'Assessore al ramo  in sede  di
  Piano  di  rientro dovrebbe illustrare al Parlamento il risultato
  del  controllo sulla gestione del 2006 che le norme  dello  Stato
  hanno  posto con il decreto legislativo n. 502 del l992 e con  le
  successive  modifiche ed integrazioni. Io stesso  -  in  sede  di
  modifca alla finanziaria - avevo posto il problema; invece  tutto
  ciò  rimane semplicemente ancorato ad un anacronistico e superato
  controllo  sugli  atti peraltro, a mio avviso, superato,  con  le
  Aziende  che  funzionano  a  regime  economico  patrimoniale.  Il
  Governo  sa  bene,  che il controllo sulla  gestione  sarebbe  lo
  strumento  per  poter intervenire sul controllo dei  conti  della
  Regione  ed  invece  quest'ultima non  interviene  e  si  ostina,
  attraverso  il  comma 17 dell'art. 24 della legge finanziaria,  a
  riproporre  un  controllo sugli atti assolutamente  insufficiente
  per  potere parare e controllare i conti della Regione, e  questa
  sera,  in  quattro paginette, ci si viene a proporre il Piano  di
  rientro  di circa 2.000 miliardi di vecchie lire. La Regione,  io
  mi  chiedo, come ha valutato, signor Assessore, l'efficacia della
  gestione  delle  Aziende? Verificando il rapporto  tra  obiettivi
  prefissati  e  obiettivi raggiunti? Sapete perché non  lo  fanno?
  Perché  gli obiettivi non vengono prefissati se non con una  mera
  enunciazione  di  intenti   e gli obiettivi  non  possono  essere
  verificati perché gli obiettivi non sono mai stati dati  davvero,
  come  lo  spirito della legge che prevede la gestione  economico-
  patrimoniale delle Aziende sanitarie e quindi, come dicevo prima,
  il controllo sulla gestione.
     La  Regione,  come  prevede  la legge  dello  Stato,  ha   mai
  determinato seri criteri di verifica dei risultati della gestione
  come prescrive il decreto legislativo n. 502?
   Io  mi riferisco a norme dello Stato che avrebbero concesso alla
  Regione di poter intervenire in questo senso, l'Assessore  non  è
  stato  conseguente rispetto all'atto di indirizzo  che  pure  era
  stato in qualche misura apprezzato, non sono stati mai introdotti
  e  non  lo  sono neppure stasera, dei seri indicatori di  qualità
  delle   prestazioni  erogate,  non  sono  stati  mai   introdotti
  indicatori  di rendimento per verificare, assessore, il  rapporto
  tra  i  fattori della produzione che lei attribuisce alle aziende
  ed  i risultati del processo produttivo. Io dico che la relazione
  di presentazione al Piano di rientro che stasera è all'attenzione
  del  Parlamento  testimonia il fallimento di  questa  svolta  che
  doveva  esserci  e non c'è stata nella politica  sanitaria  della
  Regione.
   E per questo, siamo molto rattristati e molto delusi.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal tenore  degli
  interventi  fatti  da  chi mi ha preceduto, oltre  a  valutazioni
  politiche  mirate  al disegno di legge attuale vengono  poste  in
  essere valutazioni più complessive evidenziando una carenza quasi
  di governance generale di tutti i provvedimenti che in un mosaico
  complessivo  dovrebbero contenere e avviarsi verso il risanamento
  della  spesa  sanitaria in questa Regione. E  questo  disegno  di
  legge  non  può essere considerato da solo, va inquadrato  in  un
  contesto  più  generale che parte sicuramente  dalla  finanziaria
  regionale.
   L'articolo  24  già pone sicuramente uno scenario,  un  percorso
  nel  quale  avviarsi per invertire la tendenza e per aggredire  i
  nodi  strutturali di una spesa che è cresciuta  a  dismisura,  il
  disegno  di  legge attuale interviene anche in questa  direzione,
  nel mezzo ci sono quei provvedimenti amministrativi del piano  di
  risanamento  che  non  possono  essere  oggetto  di  un   momento
  legislativo   sicuramente  e  per  la  peculiarità   e   per   la
  specificità,  viene criticato, tra parentesi, un  intervento  sui
  farmaci  che  deriva, discende sicuramente dall'impossibilità  di
  provvedere con un provvedimento amministrativo perché  si  espone
  ad  impugnative  non  tanto dei cittadini  ma  anche  delle  case
  farmaceutiche  che  potrebbero veramente vanificare  l'intervento
  che vuole fare la Regione.
   Non  è  il cittadino o il medico che è messo al di fuori di  una
  impugnativa ma sono le case farmaceutiche  che sono poteri  forti
  che   possono   intervenire  in  questo  contesto.  Quindi,   noi
  critichiamo questa scelta un po' strana ad intervenire sul  piano
  legislativo o su un provvedimento che deve essere amministrativo,
  ma è sicuramente mutuato da questo ragionamento che sto facendo.
   A  maggior  ragione  gli  interventi complessivi  del  piano  di
  risanamento non possono essere oggetto di interventi legislativi,
  l'assessore  poi  ne  parlerà nel dettaglio  è  stata  fatta  una
  delibera  di  giunta  sono stati programmati  diversi  interventi
  sull'assistenza   farmaceutica,   sull'assistenza   specialistica
  territoriale,   sull'assistenza  ospedaliera,   sui   costi   del
  personale e sui costi di beni e servizi e non entro nel dettaglio
  perché  ritengo  non  sia la sede adatta in questo  momento,  non
  stiamo  facendo un dibattito complessivo sul piano di risanamento
  ma  nel  piano di risanamento il disegno di legge attuale ha  una
  posizione centrale fondamentale: noi partiamo dal deficit, da  un
  disavanzo che è un disavanzo che non è solo siciliano,  tutte  le
  regioni anche le regioni rosse più ricche e anche le meno  ricche
  come  la  Campania  hanno  questo grave  problema  del  disavanzo
  sanitario  che  in proporzione raggiunge livelli più  alti  nelle
  altre  regioni.  La  Sicilia al confronto ha  un  deficit  che  è
  sicuramente minore ed essa ha anche avuto la possibilità nel 2004
  di poterlo risanare con propri fondi.
   Tutte  le altre regioni stanno cercando ora di accedere a questo
  fondo  transitorio con un piano di risanamento che va programmato
  nei dettagli.
   Il  deficit  strutturale c'è, va aggredito, siamo  convinti  che
  l'insieme   dei  provvedimenti  potrà  darci  la  strada   e   la
  consapevolezza che un nuovo senso di responsabilità deve  entrare
  anche  nelle  scelte  sanitarie e nella  conduzione  della  spesa
  sanitaria perché l'economia sanitaria ci impone questo: non  solo
  gli  obiettivi di salute che sono fondamentali ma anche i criteri
  di  efficacia  e di efficienza che devono entrare nella  gestione
  delle nostre strutture sanitarie.
   Il  disegno  di  legge  in esame lo ritengo obbligatorio  perché
  discende anche da norme nazionali.
   Se  andiamo, a ritroso, ad un'analisi delle fonti giuridiche  di
  questa scelta troviamo la legge 311 del 2004, la finanziaria  del
  2004,  che  impone tale meccanismo che ritengo importante  perché
  responsabilizza  le regioni nella spesa sanitaria,  introduce  il
  meccanismo di intervenire con le addizionali regionali.
   La  legge n. 266 del 2005 impone l'1 per cento di aumento  e  ce
  lo siamo ritrovati nel 2006.
   La  legge  n.  296  del  2006,  l'ultima  finanziaria,  ha  reso
  permanente  questo  meccanismo e  anzi  ha  imposto,  per  potere
  accedere al fondo transitorio, l'innalzamento al limite massimo.
   Siamo  in un'evoluzione legislativa in cui per accedere al fondo
  transitorio vi è l'obbligo di innalzare le addizionali regionali.
   E'  una scelta indispensabile, obbligata portarla a quel livello
  per  rientrare nel fondo transitorio che sarebbe quella ciambella
  di   salvataggio  che  ci  aiuterebbe  a  risanare  il  disavanzo
  sanitario  insieme  a  tutti gli altri provvedimenti.  Senza  gli
  altri  provvedimenti di cui abbiamo parlato, l'articolo 24  della
  finanziaria,    i   nuovi   provvedimenti   amministrativi    che
  l'Assessorato  sta  ponendo in essere sicuramente  sarebbero  una
  guerra  già persa perché il fondo transitorio è un aiuto, bisogna
  aggredire  alla  radice  una  spesa  strutturale  che  è   sempre
  crescente.
   Lo  stiamo  facendo con questo disegno di legge  e  ritengo  che
  ogni demagogia, ogni populismo vada messo da parte
   Questo  disavanzo c'è e probabilmente c'è stato  un  momento  di
  disattenzione anche nella gestione complessiva ma è un fenomeno -
  e  non  è  una  consolazione sicuramente - che ha  riguardato  la
  sanità in tutta Italia.
   La  sanità è un sistema complesso dove la domanda del bisogno  e
  dell'offerta   è   regolata  molto  spesso   da   una   variabile
  incomprensibile  che è la prescrizione del medico  che  rivendica
  spesso  coscienza e scienza e quindi non può essere richiamato  a
  protocolli terapeutici, a protocolli diagnostici.
   Su  questo  versante l'Assessorato sta cercando  di  intervenire
  con  provvedimenti  amministrativi  che  potranno  consentire  di
  evitare quei paradossi del 19 per cento di incidenza della  spesa
  farmaceutica  nel  complesso della spesa  generale  che  è  molto
  lontano  dal 13 per cento che dovrebbe essere che può  consentire
  anche di mettere fine ad un luogo comune che - a mio avviso  -  è
  frutto   di  populismo  e  di  demagogia  ossia  il  numero   dei
  convenzionati  elevato  in Sicilia è un  fatto  positivo,  è  una
  presenza  capillare,  è  una presenza precisa  in  territori  che
  presentano difficoltà orografiche di collegamento.
   Ciò  che  va  valutato  è  il  macroaggregato  delle  spese  dei
  convenzionati,  che  non  è  sicuramente  maggiore  degli   altri
  macroaggregati  omogenei  delle  altre  regioni,  è   lo   stesso
  macroaggregato di spesa. La spesa è la stessa, se non  inferiore,
  ma divisa per più parti, per più strutture. Ci sono più strutture
  ma la spesa complessiva è la stessa
   Questo   momento   di   critica  complessiva   al   numero   dei
  convenzionati, come se fosse il segno di un degrado, il segno  di
  un   clientelismo  lo  ritengo  fuori  luogo  e  frutto  di   una
  impostazione ideologizzata della visione del problema.

    BALLISTRERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALLISTRERI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   in
  premessa  devo esprimere il mio rammarico per la reiterazione  di
  un  metodo,  di una vecchia tecnica politica che è quella  che  a
  fronte   di   difficoltà  della  maggioranza,  di   esigenze   di
  velocizzare decisioni su questioni importanti, di portare in Aula
  i  provvedimenti in  articulo mortis' e sostanzialmente di  porre
  l'Assemblea  di  fronte  al  fatto compiuto  di  dovere  comunque
  pronunciarsi e decidere.
   In  questo  caso, su una questione fondamentale e vitale  per  i
  cittadini  e le cittadine di questa Regione quale è quella  della
  sanità   pubblica   e   l'accesso  al  fondo  straordinario   per
  intervenire su una condizione di disastro che è sotto  gli  occhi
  di tutti.
   Da  questo  punto  di vista, il provvedimento in  questione,  il
  provvedimento  presentato dal Governo  ci  dice  una  cosa  molto
  semplice:  è  come  il bambino della fiaba di Andersen  che  dice
   mentre  tutti  fanno  finta di nulla, il  re  è  nudo'.  C'è  un
  colossale buco nero nella finanza pubblica di questa Regione, c'è
  un  colossale  buco nero nella sanità di questa  Regione.  Sanità
  pubblica per modo di dire.
   La  sanità  è ormai una sorta di  Caporetto'; una Caporetto  dei
  conti  pubblici  regionali. E questo avviene in  presenza  di  un
  dibattito nazionale che ha riguardato in questi anni il  rispetto
  dei  parametri di Maastricht, il rispetto dei conti pubblici, del
  risanamento pubblico. Come se il trattato di Maastricht non fosse
  mai  esistito e come se esso dovesse ricadere per intero soltanto
  sui  soliti  noti  impegnati a risanare le finanze  pubbliche  in
  questo Paese, in questa Regione.
   Cosa  viene fuori dal dibattito sulla sanità in Sicilia? C'è  un
  povero  cittadino, un cittadino medio di questa Regione, qualcuno
  citava le retribuzioni medie di dipendenti intorno a mille  euro,
  che  viene penalizzato due volte. La prima volta perché  si  vede
  aumentate le imposte attraverso l'aumento dell'IRAP che arriva al
  massimo  e questo alla faccia dei tanti dibattiti che il  centro-
  destra  fa nel Paese, di ridurre le imposte, di ridurre le tasse:
  meno  tasse per tutti era lo slogan di qualche candidato premier,
  le  imposte  invece  aumentano;  aumentano  per  i  cittadini   e
  aumentano  per  le  imprese.  Alla  faccia  della  fiscalità   di
  vantaggio  che  viene  propagandata e strombazzata  da  tutti  ai
  quattro  venti  Ma quale imprenditore verrà mai in questa Regione
  quando  le  infrastrutture  sono a  livello  che  conosciamo;  la
  Pubblica  Amministrazione  Dio ci salvi   Le  imposte  aumentano,
  andranno sicuramente ad investire in altre parti del Paese, anche
  del Mezzogiorno, certamente non in Sicilia.
   Lo   sviluppo,  le  leggi  per  lo  sviluppo  rappresentano  pie
  intenzioni.  Altro  che  opportunità per quanto  riguarda  questa
  nostra Regione
   Il  povero cittadino siciliano poi viene tormentato una  seconda
  volta  perché diminuiscono le prestazioni con questo  disegno  di
  legge.  I  ticket  saranno più alti, come è noto  già  adesso,  e
  avremo   tagli  alle  prescrizioni  dei  medicinali.  Per  alcune
  categorie di medicinali ci saranno le file per arrivare prima dai
  medici  convenzionati  per  farsi prescrivere  -  perché  c'è  un
  accontingentamento dei medicinali stessi - avremo  una  sorta  di
  condizione  che è quella che evoca la fila davanti  ai  magazzini
  sovietici.  Altro  che liberal-liberalismo  da  parte  di  questo
  Governo
   Insomma  c'è  un  ulteriore impoverimento delle  persone  ed  un
  ulteriore scadimento del già basso livello di prestazione Welfare
  complessivo di questa nostra Regione.
   E  la  famiglia, poi, non parliamo della famiglia   Molti  amici
  parteciperanno  al  family day, il Presidente  della  Regione  la
  evoca  continuamente come una grande istituzione da tutelare,  lo
  stesso  fa  la  maggioranza di governo, ma  non  sarà  Cuffaro  a
  doversi  appellare alla Madonna, ma i cittadini di questa Regione
  ad  invocare  la  Madonna  per  proteggersi  da  quello  che  sta
  avvenendo con questi provvedimenti legislativi.
   Ciò  avviene  mentre si sviluppa un dibattito che culminerà  con
  grandi  celebrazioni  per il 60  della  prima  seduta  di  questa
  nostra  Assemblea  ed  un  giorno fa uno storico  come  Francesco
  Renda,   in  un  dibattito,  ci ricordava che il problema  non  è
  tanto nell'articolo 14, nella potestà legislativa, ma è nel  modo
  con cui si utilizza questa potestà legislativa e,  se si utilizza
  in  questo  modo,   sicuramente finirà per fare molto  male  alla
  gente di Sicilia.
   Questo  è  il  dato che emerge dal provvedimento in questione  e
  ciò    a   prescindere   dall'impegno,    dalla   professionalità
  dell'assessore  La  Galla  che ce ne mette  tanto,  che  è  tanto
  disponibile ma che deve sottostare alle ragioni della politica  e
  della sua maggioranza.
   Ciò   avviene tra l'altro mentre il Presidente della Regione  ha
  sottoscritto un protocollo d'intesa con il Governo nazionale,  il
  tanto vituperato Governo nazionale, che prevede 3 miliardi per la
  sanità per le regioni meridionali.
   Ma  quei  3 miliardi destinati alla regioni meridionali si  dice
  testualmente che saranno per investimenti e dice quel  protocollo
  d'intesa  che  bisogna porre fine alla spirale di un  debito  che
  alimenta  altro  debito e cambiare ora le  cifre  destinate  alle
  regioni con la conseguenza che bisogna cambiare anche i piani  di
  rientro già approvati'.
   Questo  è  il  dato  che  emerge dal  rapporto  con  il  Governo
  nazionale,   che  mette  risorse ma fa  una  raccomandazione:  di
  utilizzarle non per le spese, magari private, ma per investimenti
  per potenziare la sanità nel Mezzogiorno.
   Un  altro profilo che mi preme mettere in evidenza - e l'ho  già
  esposto all'assessore La Galla in Commissione -  è che     non  è
  possibile  che  non risponda mai nessuno dei danni  provocati  in
  questa  Regione  all'erario pubblico,  non  è  possibile  che  le
  aziende sanitarie locali adesso denuncino debiti non iscritti nei
  precedenti  bilanci  - e ricordiamo che le  ASL  hanno  la  forma
  dell'ente  pubblico che risponde, dal punto di vista patrimoniale
  contabile  alla  Corte  di  conti -  e che  tali  debiti  vengano
  improvvisamente   cancellati  attraverso   questo   provvedimento
  legislativo.
   E'  una  cosa intollerabile per rispetto alle persone che vivono
  con mille euro al mese, quando va bene, in questa nostra Regione
   Si  rimuovano  i  responsabili dei  debiti  non  presenti  negli
  scorso bilanci, si rimuovano i direttori generali,  perché c'è un
  principio di etica pubblica che deve essere rispettato assieme ai
  revisori  dei  conti  che,   sicuramente,  quanto  meno,  avevano
  qualche  problema dal punto di vista della capacità di  penetrare
  nella struttura dei bilanci che sono stati approvati.
   Concludo.  Stiamo  attenti perché poi  alla  fine  tutta  questa
  nostra  velocità  ed il senso di responsabilità  anche  da  parte
  dell'opposizione  nel discutere di questo provvedimento  potrebbe
  infrangersi  con  rilievi  su  questa  materia   da   parte   del
  Commissario dello Stato.
   Cerchiamo   di   lavorare   bene,  di  lavorare   nell'interesse
  collettivo per riformare la sanità.
   Questo  provvedimento, onorevole assessore, non  può  essere  un
  altro   provvedimento  tampone,  bisogna  cominciare  in  termini
  strutturali ad aggredire i nodi della sanità.
   Questo  è  il  dato,  ci  saremmo  aspettati,  e  concludo,   un
  intervento sullo scandalo dei convenzionamenti con i privati. Non
  può  andare  avanti  oltre, non è consentito  dallo  stato  della
  finanza  pubblica  di questa Regione,  non è  consentito  per  il
  rispetto ai cittadini e cittadine della Regione siciliana

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  De  Benedictis.
  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi ,  è  di
  tutta evidenza che stiamo consumando un rito assolutamente fine a
  sè  stesso  e,  questo,  credo  sia  l'indice  del  disdoro,  del
  decadimento  di  questo Parlamento,  perché un  provvedimento  di
  tale  importanza,  ritengo  pari almeno  a  quella  che  è  stata
  l'importanza  della  legge finanziaria  per le  implicazioni  che
  avrà  per i cittadini e per le imprese siciliane, sta avendo  una
  presenza  in  Aula  assolutamente inadeguata, non soltanto  nella
  quantità ma anche nella qualità.
   Credo   che   ciò   sia   veramente  vergognoso    Consiglierei,
  assessore, in una circostanza futura ed analoga,  di inserire  un
  emendamento che destini 10 milioni di euro attraverso una tabella
  a  contributi  e  ad  associazioni varie, vedrà  che,  forse,  la
  presenza dei suoi colleghi in Aula sarà più stimolata perché  qua
  il tema è che nessuno ha interesse alla sorte dei siciliani sulla
  quale  stiamo  facendo ricadere l'imposizione  fiscale  più  alta
  d'Italia attraverso una sorta di stato di necessità di  cui  -  è
  bene  dirlo  -  è  responsabile probabilmente questa  maggioranza
  assente.
   Ritengo  sia  onesto dire che è incolpevole l'assessore.  Stiamo
  parlando di un disavanzo del 2006 in grandissima parte maturato e
  consumato durante la campagna elettorale per le regionali  scorse
  e  qui  c'è un dato politico di cui trovo vergognoso che non  sia
  venuta  ad  assumersi  la responsabilità in pieno  il  Presidente
  della Regione, l'onorevole Cuffaro,  perché di questo si tratta
   Noi  stiamo  celebrando  una  sorta  di  disastro  e  le  parole
  dell'onorevole Dina, da questo punto di vista, sono  reticenti  e
  veramente  incredibili,   come se fosse sì, oggi, inevitabile  la
  cura ma non riconoscesse che sarebbe stato possibile, doveroso ed
  evitabile  la  malattia,  la malattia di questa  spesa  sanitaria
  cresciuta a dismisura.
   E  non è una novità  Noi ce ne siamo resi conto strada facendo a
  partire  dal 2001 fino ad ora. Il patto di stabilità  in  materia
  sanitaria, quindi, l'accordo Stato - Regioni dell'agosto del 2001
  già   in   quel  momento  ha  fissato  la  regola  che   possiamo
  sintetizzare nel  chi sfora, paga  .
     Che  cosa  è avvenuto da allora? Da allora è avvenuto  che  il
  disavanzo  nel 2001 è stato di 508 milioni di euro, il  disavanzo
  nel  2002  di 380 milioni di euro, il disavanzo nel 2003  di  460
  milioni di euro, nel 2004 di 720 milioni di euro, nel 2005 di 645
  milioni di euro e nel 2006 di 1 miliardo 150 milioni di euro.
   Lo  so che l'assessore mi correggerà  Queste sono le perdite  di
  un  miliardo  150  milioni di euro, altro è  il  disavanzo  e  ci
  ritorno.  Questo,  onorevole  Dina, perché  mai  dovrebbe  essere
  inevitabile?  Perché mai dovrebbe essere assimilato a  condizioni
  delle  altre Regioni italiane che sono, in realtà, in  ben  altro
  Stato. Questo è il frutto -   è stato detto altre volte - di  una
  assenza di controllo degli strumenti che sono stati messi in atto
  dal precedente esercizio di Governo e da una mala ingerenza della
  politica nella spesa sanitaria che non è stata rilevata solamente
  dalle  opposizioni e da molti osservatori, ma dalla stessa  Corte
  dei Conti e ripetutamente.
   Oggi  noi  stiamo  riconoscendo  la  necessità  di  imporre   ai
  siciliani  il  pagamento di una gestione sanitaria  scellerata  e
  questo   lo  stiamo  facendo  con  una  disattenzione,  con   una
  irresponsabilità da parte del Parlamento,  che è  sostanzialmente
  assente e disinteressato.
   Abbiamo  cominciato a mettere un freno,  alla maniera di  questo
  Governo,  alla spesa farmaceutica, che anziché essere al  13  per
  cento  è  di oltre il 19 per cento. Voglio solo dire, a proposito
  di tasse, perché di questo stiamo parlando stasera, che questa  è
  un'ulteriore  tassa,  quella dei tickets  sanitari,   perché  noi
  abbiamo  aggiunto un quota di ticket a quelli già  esistenti  che
  porta le previsioni complessive a circa 190    milioni di euro  e
  se  dividete  questo  introito per i  2,8  milioni  di  cittadini
  siciliani  che in realtà sono assoggettati al ticket   -   perchè
  gli  altri  ne  sono esenti -    arriviamo ad un  pagamento  pro-
  capite di circa 67 euro.
   Se   fate  i  conti,   per  una  famiglia  di  quattro   persone
  mediamente, e considerate che non tutti sono malati  e  quindi  i
  malati  pagano  per  quelli  sani, per  chi  ha  la  sventura  di
  ammalarsi ed ha semplicemente un reddito superiore ai 9 mila euro
  ISE  equivalenti,  si tratta di pagare complessivamente circa 500
  euro   all'anno,  perché  così soltanto  si  ottengono  quei  190
  milioni  di  euro previsti dall'ultimo provvedimento  sui  ticket
  farmaceutici. Il che significa un'altra tassa che forse non aveva
  avuto  la  nostra  attenzione, ma    che  stiamo  aggiungendo  ai
  siciliani.
   Questo provvedimento è certamente inevitabile, ma in quale  modo
  e  con  quale ritardo arriviamo a questo provvedimento? Arriviamo
  all'ultimo   giorno   possibile  anzi,  non   all'ultimo   giorno
  possibile, ma oltre la misura ed il giorno previsto e oltre  ogni
  possibile livello di decenza.
   C'è  un  passo nella relazione introduttiva al disegno di  legge
  che specifica come la copertura finanziaria al piano di rientro -
  questo  non  è  il  piano  di  rientro  ma  fissa  le  condizioni
  necessarie per la copertura finanziaria -  deve essere  approvata
  entro il 28 febbraio 2007.
   E  questo   disegno di legge  è stato presentato il 4 aprile del
  2007.  Cioè    rende  assolutamente ridicola  anche  la  funzione
  stessa   del   Parlamento,  direi  offensiva   Non  è   possibile
  ricondurci  a ragionare negli ultimi scampoli possibili  di  cose
  che non hanno più margini di discutibilità.
   La  copertura  finanziaria  sarà  condizione  per  un  piano  di
  rientro, per l'accettazione del piano di rientro 2007-2009 che  -
  è  stato  detto  -   nessuno di noi conosce e  ciò  è  condizione
  indispensabile per l'accesso al fondo transitorio.
   Ora,   di   queste   perdite   complessive,   considerando    il
  finanziamento aggiuntivo previsto dall'articolo 1, il  comma  797
  della  Finanziaria nazionale, di 168 milioni di  euro  -   perché
  questo  prevede  il disegno di legge in esame  -   immaginando  -
  perché  si  è detto che si può ragionevolmente supporre  che  non
  sussistono  più i debiti delle aziende sanitarie ante  2002  -  e
  quindi  sottraendo  altri 273 milioni  di  euro,   rimane  questo
  disavanzo di 708 milioni di euro.
   Allora    vorrei  precisare, almeno per avere la  consapevolezza
  di   quello   che   stiamo  facendo  in  danno   dei   siciliani,
  inevitabilmente dirà qualcuno,  stiamo utilizzando economie degli
  anni  precedenti,  per un importo di circa 202 milioni  di  euro,
  stiamo utilizzando un gettito delle tasse automobilistiche pari a
  81  milioni  di  euro circa, svincolandolo dal  ripianamento  dei
  disavanzi  fino  al  2005,   previsto  nella  precedente   nostra
  finanziaria.
   Ebbene,  tanto  per aggiungere chiarezza, questi 81  milioni  di
  euro   che  provengono  da  tasse  automobilistiche  sono   soldi
  anch'essi  sottratti allo sviluppo perché nella nostra Regione  i
  proventi   dalle   tasse  automobilistiche  che  possono   essere
  incamerati  dalla Regione possono essere destinati ad  iniziative
  di qualunque genere sia per finanziamenti in conto corrente o per
  investimenti, per iniziative allo sviluppo, questi 81 milioni  di
  euro sono anch'essi soldi sottratti.
   E  naturalmente prevediamo in questo modo poi di  utilizzare  la
  quota  del  fondo  transitorio per la  parte  che  toccherà  alla
  Regione  siciliana e che  - ci dice il Governo  -  consisterà  in
  circa 153 milioni di euro.
   Naturalmente  tutto  ciò sarebbe insufficiente,   anzi  non  può
  nemmeno  mettersi  in  conto senza elevare  alle  misure  massime
  possibili  l'aliquota IRAP e l'addizionale IRPEF.  E'  stato  già
  detto molto e non voglio ripetermi.
   Qualcuno  dovrà  spiegare  ai  siciliani,   e  veramente   trovo
  politicamente      inaccettabile che il Presidente della  Regione
  non  sia  venuto qui stasera, in questo momento, a  sostenere  le
  proprie  responsabilità. E certamente, tutto ciò ci vede presenti
  qui  per  il  dovere  di  testimonianza e di  affermazione  della
  verità, perchè le cose che stiamo dicendo risiedono tutte  quante
  in  elementi documentali certi. Naturalmente, non ci  può  vedere
  corresponsabili   di  ciò che è stata la malattia   cui  oggi  si
  impone questa cura incosciente.
   Dico  un'ultima  cosa, signor Presidente. Questo Parlamento  non
  può  essere chiamato a ripianare disavanzi dovuti ad una gestione
  della sanità di cui non ha alcun controllo.
   C'è    qualche   cosa   di   perverso   e   di,   assolutamente,
  inaccettabile, in questo. Il disavanzo e la spesa sanitaria  sono
  gestiti dal Governo.
   Il  Governo  ha creato questa perdita incredibile, non  può,  il
  Parlamento, essere chiamato semplicemente a rifondere sulla pelle
  dei  cittadini questa mala gestione della sanità. Occorre   -  e,
  credo  che  sarà un argomento su cui dovremo fermarci, perché  un
  emendamento specifico lo preveda - che il Parlamento si  doti  di
  propri  strumenti  di  controllo  di  una  spesa  sanitaria  oggi
  totalmente fuori da ogni logica e da ogni correttezza.

    ODDO Camillo  . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      ODDO  Camillo .   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la
  prima  cosa che credo, ognuno di noi, questa sera, debba valutare
  con  estrema  attenzione è che,  in una fase molto   convulsa   e
  delicata  della vita di questa Assemblea,    sempre più si  tocca
  con   mano  una mancanza di direzione politica complessiva  ;   è
  una  strategia di questo Governo, ci troviamo ad affrontare  temi
  che   hanno un' immediata refluenza sui cittadini siciliani e  mi
  permetto  di  sottolineare,  assessore Lagalla,  soprattutto,  su
  coloro che ancora oggi pensano che il diritto alla salute sia  un
  fatto estremamente importante.
   Signor  Presidente,  c'è un Regolamento di quest'Aula  che  dice
  che  il  deputato che parla si deve rivolgere alla Presidenza,  e
  nel  contempo la Presidenza deve avere l'amabilità  di rispettare
  a sua volta i colleghi che parlano.
   Per  la  verità, Presidente, dato che lei si irrigidisce,  debbo
  dire che questa sera lei la logica dei  « due pesi e due misure »
  l'ha adottata abbastanza, dichiarando ammissibili cose che non lo
  erano,  ed invece cose che non erano ammissibili le ha dichiarate
  ammissibili   nel   precedente  disegno  di   legge.   Ci   sarà,
  evidentemente, modo di discuterne nel momento in cui si  darà  il
  voto su quel,  su come ognuno di noi deve trovarsi qui dentro  ad
  espletare  una funzione con le prerogative che il Regolamento  di
  quest'Aula stabilisce.
   Stavo  dicendo,  signor Presidente, ci troviamo dinanzi  ad  una
  situazione  in  cui  non è possibile  far  finta  di  niente,  né
  sottovalutare quanto questo Governo sta facendo.
   Ricordo  i  momenti  in cui  era in discussione,  al  Parlamento
  nazionale,  la legge finanziaria. La prima legge finanziaria  del
  Governo Prodi.
   E  mi  ricordo  l'atteggiamento aggressivo, a volte  inutilmente
  aggressivo  -  il  collega Dina parlava di demagogia, poco fa,  e
  parlava  di  populismo - credo che, in quel caso, i colleghi  che
  questa  sera  fanno parte della maggioranza dovrebbero  chiedersi
  come  in quelle ore si lanciavano messaggi all'opinione pubblica,
  in  che  modo si lanciavano e se ciò fosse demagogia e popolismo,
  addirittura,  scadeva nella strumentalizzazione  più  becera  per
  quanto concerne anche i contenuti e lo sforzo di risanamento  che
  si stava compiendo e che si sta compiendo in Italia.
   E  mi  ricordo  quei momenti con estrema tristezza perché  erano
  momenti  in  cui  il  dibattito  scemava  nei  contenuti,   c'era
  semplicemente  la  logica,  sempre  più  campeggiava  la   logica
  dell'attacco  spietato a quelle che erano  le  formule  politiche
  messe in campo e, quasi, quasi, l'insofferenza nel trattare anche
  le questioni  che riguardano la nostra Isola.
   Io  ricordo i tanti annunci fatti dal Presidente della  Regione,
  sulla  Stampa  quasi  ogni  mattina in quel  periodo,  di  grande
  lungimiranza  politica,   perché era  un  attacco  quotidiano  al
  Governo  della nostra Nazione, un attacco quotidiano  al  Governo
  nemico,  un  attacco  quotidiano  alle,  cosiddette,  prerogative
  statutarie  della  nostra  Regione, chissà  quali  danni  stavano
  provocando   questi  signori  del  centro-sinistra   che   stanno
  governando  l'Italia nel mettere la Sicilia proprio in condizioni
  di estreme difficoltà.
   Io,  signor  Presidente, mi ricordo quei momenti e mi  viene  da
  piangere  perché denotano lo scarso livello di maturità  politica
  della  maggioranza  di  centro-destra che sta  governando  questa
  Regione  e,  soprattutto, mi viene da piangere perché  in  questo
  momento  voi pretendete che noi, su un argomento di questo  tipo,
  siamo, dovremmo anzi, essere magnanimi.
   Dovremmo  essere l'opposizione che fa finta di non  capire  che,
  mentre  in Sicilia accade che si chiudono reparti che funzionano,
  che rispettano tutti i parametri, che sono, assolutamente, con i,
  cosiddetti fra virgolette, bilanci in attivo,   bisogna  tagliare
  per risparmiare.
   Vi  siete  illusi che bisogna tagliare per risparmiare,  poi,  a
  volte, si scopre che tagliando non si risparmia niente.
   Però,  questo  Governo  procede convinto  che  tagliando  si  fa
  risparmio,  poi,  nel  contempo - se me lo spiegate  sarebbe  una
  buona   cosa  -  giorni  fa  un  amico  mio  medico,  qui  dentro
  sicuramente altri colleghi avranno avuto modo di avere fatto  gli
  stessi  esempi, mi raccontava dei contenuti della  famosa  ultima
  direttiva, circolare, come la vogliamo definire, del Governo e mi
  diceva:   Supponi  che  tu  hai una patologia  che  riguarda  una
  tracheite,  una  cosa normale, dove ci vuole un  antibiotico,ogni
  compressa  di  Klacid  i costa  attorno a 4 euro e qualche  cosa.
  Io  debbo fare i conti con un livello, invece, di spesa, rispetto
  anche alla, cosiddetta, compressa di 0,90 centesimi. Allora o  ti
  do  il chinino, come si dava una volta, o ti do lo Zimox,  che so
  che, possibilmente, non ti farà assolutamente niente.E mi diceva:
   Io non so come fare .
   Qualcuno  penserà  che    sto  facendo  questo  esempio   perché
  vorrei  buttarla in politica. Io, guardate, vorrei fare,  invece,
  assieme a questo esempio concreto un altro esempio ancora.
   Come  si fa a pensare che un ciclo di terapia può essere legato,
  nella formula che voi avete messo in campo che riguarda il medico
  generico e il farmacista, con le logiche che   imponete,  sia dal
  lato   del   medico  generico,  sia  dal  lato  del   farmacista;
  l'assessore, chiaramente, me lo spiegherà, io comprenderò bene di
  che  cosa si tratta e dirò che  non c'è confusione, che  tutto  è
  chiaro e che noi non cureremo determinate patologie col chinino.
   Perché  è possibile che si vanno a curare col chinino, assessore
  Lagalla ,

    LAGALLA  assessore per la sanità. E' ancora efficace.

    ODDO   Un   tempo  per qualsiasi tipo di febbre  ci  davano  il
  chinino.  L'importante è che non diamo le purghe, ma speriamo  di
  non arrivarci alle purghe
   Detto   ciò.   Avete  fatto  l'altro    colpo  magico:    mentre
  gridavate a quelle che erano le logiche del Governo nazionale sui
  ticket -  vi ricordate cari colleghi, quante ne abbiamo ascoltato
  in  quelle  ore  -    il  Governo della Regione,  che  era  stato
  criticato  aspramente  dall'opposizione  per  aver  introdotto  i
  ticket  in  Sicilia,  chiaramente   a quel livello  forse  tra  i
  primi,  oggi  ci  fa  assistere ad un miracolo   alla  siciliana:
  quello di  avere ticket in alcuni casi triplicati. Facciamo finta
  di  niente,  addirittura in Sicilia è arrivata ad intervenire  la
  Chiesa, Assessore Lo Porto, perché tutto sommato ha detto   state
  attenti, riflettete .

    LO  PORTO, assessore per il bilancio e le finanze. In quel caso
  non era ingerente.

    ODDO Camillo .  A me non fanno paura le ingerenze, io sono  per
  il  dialogo  e  la Chiesa può dire quello che vuole,  fa  il  suo
  dovere  ed il suo mestiere, io ho il dovere da laico di  pensarla
  come  dico io, pur essendo un laico credente, onorevole Lo Porto,
  lei forse no, io  invece sì.
   Dopodiché  noi  abbiamo un problema: chi è  che  l'ha  devastata
  questa  benedetta spesa sanitaria in Sicilia? Chi è che non  l'ha
  saputa  governare? Chi non ha saputo, da questo punto  di  vista,
  trarre quelli che sono gli insegnamenti.

    PRESIDENTE   Onorevole Oddo, Le manca un minuto. Siamo  partiti
  in ritardo di due minuti e tre secondi.

    ODDO  Camillo . Il problema che mi pongo è: negli anni  che  la
  spesa  sanitaria  non  veniva assolutamente  governata,  che  non
  venivano posti in essere quegli elementi che  correggevano quelle
  che  erano  le  degenerazioni della spesa, sia sotto  il  profilo
  farmaceutico,  sia sotto il profilo dell'assistenza  ospedaliera,
  sia  sotto l'aspetto che riguarda i costi dei beni e servizi, sia
  per  quanto  riguarda la convenzionata, ma  scusate,  non  vi  ha
  insegnato niente tutto ciò?
   Vi  vorrei ricordare che è da molto tempo che come centro-destra
  governate  quest'Isola -  purtroppo per i siciliani  -   ma  ogni
  anno   che  passa  vi  insegna  qualche  cosa?  Fate  esperienza?
  Comprendete   quali   sono   le   questioni   che     non   vanno
  assolutamente,     dal  punto di vista anche delle  voragini  che
  state  creando?  O  siete convinti che dopo che avete  creato  il
  disastro finanziario a partire dalla sanità, oggi,  come se nulla
  fosse,   voi,  puntate  su  quelli che sono  i  meccanismi  e  le
  ingegnerie finanziarie, che a volte sono anche ben studiati,   lo
  debbo riconoscere
   La   Regione   siciliana  ha  bravi  funzionari,  di  ingegneria
  finanziaria se ne intendono, il problema è che possono fare tutti
  gli  sforzi  possibili, quando si fa un artifizio  finanziario  o
  un'ingegneria finanziaria,  la più avanzata possibile,  e  ci  si
  ritrova  poi  con un governo che gestisce in questa  maniera,  vi
  immaginate poi come si deve sentire quel bravo funzionario che ha
  fatto quel tipo di lavoro?
   Evidentemente si sente un fallito, uno che non riesce a dare  il
  contributo  per  come potrebbe dare, perché non vede  per  niente
  valorizzato il suo lavoro.
   Allora, voi parlate di attività economiche di sviluppo; ma  come
  fate a parlare di attività economiche di sviluppo? E' da quattro-
  cinque  mesi  che annunciate  la legge sullo sviluppo  e  portate
  stasera  un prodotto che dice sostanzialmente  che tutto si  deve
  reggere sulla questione dell'IRAP e dell'IRPEF.
   Non   ci si può   discostare da questi canoni fondamentali   che
  riguardano  le  norme lette in un modo o in un  altro  e  guai  a
  pensare   che  c'è  qualcuno  in  quest'Aula  che  pone  un'altra
  questione di non applicare i maniera  ..
   Come  si  fa   a pensare che dopo aver fatto un ragionamento  su
  come   evitare l'inasprimento ulteriore dell'IRPF, l'inasprimento
  dell'IRAP  rispetto al piano di rientro, ci si meraviglia  perché
  noi vogliamo chissà in che modo interpretare le cose?
   Parliamone, se è possibile, a meno che non pretendete  che  oggi
  noi,  muti muti, vi facciamo passare un provvedimento  del genere
  che  è veramente gravoso per i cittadini siciliani e altresì  che
  l'assessore   Lagalla  eviti  di far  passare  logiche  per  cui,
  tagliando  qua  e là, potrebbe parlare di rimodulare  in  maniera
  saggia la spesa ospedaliera, perché non è così che si rimodula in
  maniera  saggia la spesa ospedaliera, garantendo servizi rispetto
  ai  bacini di utenza che dobbiamo assolutamente andare a guardare
  con attenzione.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevole colleghi, la discussione
  si  protrae, purtroppo, anche stancamente rispetto a  quelli  che
  sono i temi importanti di questa norma.
   Diceva  poco  fa l'onorevole Dina abbiamo il 19 per cento  della
  spesa farmaceutica in Sicilia.
   Bene,   io  vorrei  fare   alcuni  conti:  se  noi  in   Sicilia
  tagliassimo  la  spesa farmaceutica del 50 per cento  avremmo  un
  risparmio  dell'8,5  per cento; resta l'81  per  cento  di  altre
  spese, laddove, se noi ancora facessimo un altro conto rispetto a
  quelli che sono state gli  ultimi provvedimenti presi durante  il
  periodo  delle regionali in Sicilia e, subito dopo, in un periodo
  di  assenza  di assessori, noi stiamo per accreditare altri  1200
  convenzionati esterni.
   Credo che noi dovremmo fare un po' di conti seriamente.
   Sono  convinto  che,  purtroppo, così come è stato  sottolineato
  dai  colleghi intervenuti prima di me, vi sono state, nel  tempo,
  alcune  leggerezze  del Governo regionale  che  hanno  portato  a
  questo disavanzo della sanità in Sicilia.
   Oggi  noi  andiamo  a  fare la norma finanziaria  ed  io  potrei
  accettarlo  pur capendo che è una responsabilità del Governo  che
  si vada a fare la norma finanziaria.
   Dicevano  altri colleghi medici che sembra una follia  andare  a
  decidere  per legge, a stabilire per legge le prescrizioni  quali
  debbano  essere,  per  quali farmaci, anche  perché  io  prevengo
  quello  che  ha  detto l'assessore Lagalla in commissione,  altre
  regioni lo hanno fatto per legge.
   Però,  io  mi chiedo una cosa: voi pensate che se noi  dovessimo
  fare  oggi una norma di legge per riammettere di nuovo un farmaco
  che  oggi  si mette per legge, questa assemblea, nelle condizioni
  in cui ha operato, già da un anno o negli ultimi cinque anni, voi
  pensate che sarebbe così facile.
   Arrivati  anche  a quest'ora, con un dibattito  che  si  protrae
  stancamente su temi essenziali per i cittadini siciliani,  perchè
  poi,  vedete, in fondo, chi pagherà? Chi ha le somme va a pagarsi
  direttamente  il farmaco con il brevetto perché  pensa  che,  fra
  l'altro  - alcuni medici lo dicono - abbia un'efficacia maggiore,
  vi  sono esempi e noi lo sappiamo, i medici lo sanno, l'Assessore
  lo  sa,  anche   eccipienti che provocano delle  allergie,  degli
  shock anafilattici ecc.
   Ora,  noi  entriamo in un sistema che è molto complesso rispetto
  a  quello che è il volere normare per legge, quello che il medico
  deve prescrivere.
   Io  dico  che  noi, questa sera, con un atto di  buona  volontà,
  riusciremmo  a  fare  la norma finanziaria di  risanamento,  però
  demandando  a  decreti dell'assessore le norme sulle prescrizioni
  farmaceutiche,  non limitando quelle che sono  anche  le  libertà
  etiche,  libertà di coscienza, libertà professionali dei  singoli
  medici,  delle  patologie  che possono  essere  rappresentate  in
  determinati momenti.
   Penso  che  il  volere  anche  per  forza,  in  questo  momento,
  insistere per fare con norma di legge in una Assemblea,  che  per
  fare  una  legge a volte sta mesi e mesi, l'abbiamo visto  con  i
  precedenti  provvedimenti portati in Aula,  sia  in  effetti  una
  forzatura  che certamente non serve né ai medici, né ai cittadini
  siciliani, né al sistema sanitario regionale per quanto  riguarda
  il risparmio della spesa.
   Assessore, lei ha trovato queste cose, però le voglio  dire  che
  il  risparmio  della  spesa si fa anche con altre  condizioni  di
  gestione delle aziende sanitarie locali, si fa impedendo  che  si
  facciano i concorsi, laddove non si possono fare, si fa impedendo
  che i primari vengano nominati sotto elezioni, anche non avendo i
  titoli, perché hanno quella tessera, o perché debbono votare  per
  quel partito. Si dà anche per quei concorsi che vengono fatti  in
  deroga alle disposizioni.
     Io  non sono uno che pensa sempre di non trovare le soluzioni.
  Ma  questa  soluzione  di  fare per legge  qui  in  Sicilia,  con
  quest'Assemblea che, nell'ultimo periodo, abbiamo visto  poco  fa
  in  Aula,  quello che è avvenuto, ha perso la regia del  Governo,
  dove  un assessore parla per l'altro, dove vi è un contrasto  fra
  gli  assessori,  dove vi è un contrasto fra il  Presidente  della
  Commissione e l'Assessore competente, voi pensate che sui farmaci
  dove  noi  non  siamo  competenti  possiamo  legiferare  per  poi
  bloccare, un domani, queste norme così sempre stabilmente.
   Credo   che   sia  giusto  e  doveroso,  Assessore,   fare   una
  riflessione e non insistere sul provvedimento. Facciamo la  norma
  finanziaria  con  un  atto di buona volontà  perché  abbiamo  dei
  termini   anche  perché  credo  che  questa  sera  questa   norma
  salterebbe  e  faremmo  un ulteriore danno  a  quello  che  è  il
  disavanzo  della sanità in Sicilia. Facciamo un incontro  con  il
  Presidente  della  Regione.  Stabilite  di  ritirare   la   norma
  riguardante  le  prescrizioni mediche e  cerchiamo  un  punto  di
  incontro  per  uscire da questa impasse  in cui si  trova  questa
  sera l'Aula.

    LAGALLA  assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LAGALLA    assessore   per  la  Sanità.   Signor    Presidente,
  onorevole  Presidente  della  Regione,  onorevoli  deputati,   ho
  ascoltato con grande attenzione il dibattito parlamentare che  si
  è  svolto e gli interventi degli onorevoli deputati che  si  sono
  succeduti  al  podio e debbo dire che, prima di  tutto,  desidero
  fugare una confusione di fondo che ha attraversato ampiamente gli
  interventi  di  qualcuno, nel senso che probabilmente  non  si  è
  compreso o si è compreso male che il provvedimento di questa sera
  non  è  il piano di rientro della Regione siciliana. Il piano  di
  rientro  della  Regione siciliana è stato  presentato,  per  come
  norma nazionale prevede, alla Giunta regionale di Governo, che lo
  ha  approvato  per  le sue linee generali, delegando  l'Assessore
  competente a proseguire i rapporti presso i tavoli ministeriali a
  Roma  e  ha  contestualmente destinato all'esame della competente
  Commissione di merito il provvedimento di cui si tratta.
   La  norma  che  questa sera viene proposta e che ha addentellati
  precisi  con  il  piano di rientro di cui costituisce  una  parte
  fondante,  è  la parte che riguarda le prescrizioni farmaceutiche
  ed  il  consumo  farmaceutico e su esse tornerò da  qui  a  pochi
  minuti.
   Il  provvedimento è, quindi, un provvedimento di  copertura  del
  maggiore fabbisogno sanitario determinatosi nel corso del 2006  e
  molte   delle  cause  di  inefficienza  del  sistema  sono  state
  ricordate.
   Il  piano di rientro opera e intende operare per la rimozione di
  queste cause intervenendo sugli assetti e sugli assi fondamentali
  del sistema sanitario regionale.
   Prima  di  tutto  vorrei ricordare a chi ha raccomandato  a  sua
  volta  al Governo di passare una mano sulla coscienza che  almeno
  per   quanto  mi  riguarda  la  mano  sulla  coscienza  la  passo
  costantemente  e  con  serena coscienza  posso  affermare  che  i
  provvedimenti  proposti  non  penalizzano  i  cittadini   e   non
  spogliano di prerogative la classe medica.
   Confermo  che  il  provvedimento riguardante la  farmaceutica  è
  stato discusso con i responsabili regionali della Fimmg e da essi
  stessi  emendato  in  alcuni punti, assolutamente  condivisibili,
  così  come  confermo  quanto  è stato  detto  a  proposito  della
  compartecipazione della spesa sanitaria. E' misura  assolutamente
  inadeguata,  è  misura  di breve periodo, almeno  in  termini  di
  efficacia,  è  misura  alla quale siamo stati  costretti  proprio
  perché  non  avevamo avviato e né potevamo aver  avviato  a  quel
  momento, misure di riordino strutturale del sistema.
   Mi  sembra,  per  lo  meno  contraddittorio,  sotto  il  profilo
  politico,    affermare,    da   un   lato,     l'esosità    della
  compartecipazione alla spesa e dall'altro mettere in  discussione
  provvedimenti  di  intervento strutturale sul contenimento  della
  spesa  farmaceutica;  e sono misure di contenimento  adottate  in
  tutte   le  regioni  italiane  che  hanno  analogo  problema   di
  sforamento della spesa farmaceutica e adottate in quelle  regioni
  non   per  provvedimento  amministrativo,  ma  per  provvedimento
  legislativo e questo non per decurtare o eliminare la possibilità
  che  un  cittadino si appelli al tribunale amministrativo, perché
  guardate in tutta la storia di questa vicenda nessun cittadino si
  è  rivolto  ai  Tribunali Amministrativi Regionali,   ma  sono  i
  grandi gruppi farmaceutici che, evidentemente, non modificano  la
  molecola né escono dalla classe dei farmaci, ma dentro la  classe
  dei   farmaci  fanno  delle  modifiche  assolutamente   marginali
  rispetto all'efficacia terapeutica stessa del farmaco.
   Ma  prima  di  ogni cosa vorrei dire qual è la situazione  delle
  regioni   che   hanno   adottato  un  provvedimento   legislativo
  assolutamente  analogo  riferendosi ai consumi  farmaceutici  del
  mese  di gennaio. Il Lazio, che l'ha approvato con legge, -7,04%,
  la  Puglia  -11,91%,  la Sardegna -4,69%, l'Abruzzo  -18,83%,  la
  Campania  -18,76%,  e  poi  tutte le altre  variabili  in  misura
  differente  partendo  però  da un dato completamente  diverso  da
  quello della Sicilia.
   La  Sicilia che non ha adottato provvedimenti rispetto a questo,
  registra  nel  mese  di  gennaio un  ulteriore  incremento  delle
  prescrizioni di 2,66% e ricordiamo che la spesa farmaceutica è la
  più  elevata nel contesto della spesa sanitaria regionale essendo
  l'unica  che  ha  segnato uno scostamento  del  50%  rispetto  ai
  massimi  previsti a livello nazionale e non si  è  registrata  in
  nessuna  delle regioni italiane dove il provvedimento legislativo
  è  stato  applicato, una penalizzazione del cittadino. Perché  il
  provvedimento, per spiegarlo in pochissime battute, fissa per una
  categoria di farmaci il prezzo di riferimento e lo fa in ossequio
  ad  una nota dell'AIFA, la nota  n. 1874 del 21 febbraio 2007 che
  autorizza  la  determinazione del prezzo di riferimento  per  gli
  inibitori   di  pompa  protonica,  cosiddetti   gastroprotettori
  individuando il prezzo di riferimento per compressa e  dall'altro
  lato  abbiamo  avviato  un altro braccio di  sperimentazione  del
  contenimento della spesa, che è quello che fa sì di  adottare  il
  70%  di  consumo,  di indirizzare i medici di  medicina  generale
  attraverso  piani  diagnostico-terapeutici, di  indirizzare,  non
  obbligare, i medici al consumo del 70% del generico e al 30%  del
  farmaco griffato. Questo 30% non è inventato, perché, ovviamente,
  è  la  statistica basata sulla medicina dell'evidenza scientifica
  che  identifica  le  coorti in misura  massima  di  pazienti  che
  possono e devono essere trattati con farmaci di categoria diversa
  da quella generica.
   Introduce  la  norma  un  altro  strumento  fondamentale  che  è
  l'osservatorio  regionale per l'appropriatezza prescrittivi  dove
  sono  presenti i medici di medicina generale oltre  i farmacologi
  e  oltre  le  industrie di settore e, quindi, credo  che  sia  un
  intervento,  realmente  il  primo, innovativo  e  strutturalmente
  significativo  rispetto alla manovra di rientro ed  al  piano  di
  rientro che viene bocciato senza essere conosciuto da chi ha  fin
  qui parlato.
   Allora,   vorrei  aggiungere  solo  alcune  ulteriori  e   brevi
  considerazioni, invece, sul valore fondamentale della manovra che
  è  quella del ripiano del deficit  2006.  Il ripiano del  deficit
  2006  viene operato dall'assessorato e dagli uffici del bilancio,
  ma  io,  ancora  una volta, voglio ricordare a tutela  di  quello
  stesso  cittadino siciliano che sta a cuore alla stessa  maniera,
  in  pari misura, a tutti coloro che hanno parlato e a chi  adesso
  vi  parla,  e  proprio  le  misure di  contenimento  della  spesa
  farmaceutica  sono  legate al fatto di potere  abbattere  sin  da
  luglio  i  ticket perché è giusto che questo avvenga e credo  che
  sia   stata  anche  volontà  dell'opposizione  che  deve  trovare
  coerenza  rispetto alle scelte politiche in questo settore.   Per
  quanto riguarda il dato del contenimento della spesa

   CRACOLICI.  Può spiegare meglio questa storia della coerenza?

   LAGALLA.   La coerenza  Non si può discutere contro il ticket  e
  discutere contro i provvedimenti strutturali di contenimento  del
  consumo farmaceutico. Bisogna scegliere.

   FIORENZA.   Ma  li  faccia lei , assessore  Perché  portarli  in
  Aula

   LAGALLA.  Io li ho fatti e li ho proposti, onorevole Fiorenza  e
  li  propongo  alla sua attenzione. Lei li valuterà nella  libertà
  parlamentare per come crede.  Per quanto riguarda il contenimento
  della  spesa,   vorrei ricordare soltanto un dato: quegli  stessi
  cittadini  noi li stiamo condannando nel caso in cui non  vengano
  adottate  queste  misure pesanti, sicuramente,  significative  ed
  importanti, li condanniamo in previsione di una legge finanziaria
  nazionale  che prevede che, se non vengono adottate le misure  di
  rientro, l'IRAP e l'IRPEF potranno essere portate in misura anche
  superiore  a quella del tetto massimo previsto dalle addizionali.
  Questo, ovviamente, non è misura compatibile per essere sostenuta
  dal nostro sistema e dai nostri cittadini.
   Qualcuno  ha  ricordato  che,  in qualche  provincia  di  questa
  regione,  i  posti  letto pubblici sarebbero inferiori  ai  posti
  letto privati.  I dati che ci sono consegnati dal ministero della
  salute attestano che in quella stessa provincia cui lei ha  fatto
  riferimento,  onorevole Barbagallo, sono 885 i posti  pubblici  e
  377 i posti del privato.
   Per  quanto  riguarda il problema dei convenzionati esterni  non
  si  potrà dimenticare che questo Governo è il primo che in  legge
  finanziaria  ha  proposto - e il parlamento  ha  approvato  -  un
  contenimento  della  spesa  per i  convenzionati  esterni  e  per
  l'ospedalità privata, ma debbo aggiungere ancora che nel piano di
  rientro  è ovviamente prevista l'aderenza alla diminuzione  delle
  tariffe  previste dal nomenclatore nazionale così come recita  la
  finanziaria  nazionale.   E, ancora,  voglio  ricordare  che  noi
  spendiamo per tutto il comporta che va incontro alle procedure di
  accreditamento  ma non all'apertura di nuove convenzioni  se  non
  limitatamente  alla  vicenda delle RSA che ovviamente  tendono  a
  diminuire i ricoveri inappropriati che nella nostra regione  sono
  242  per  mille  abitanti a fronte di 166 della media  nazionale,
  volevo  ricordare, dicevo, che il convenzionamento  esterno  pesa
  per  il  5% del fondo sanitario regionale e che in altre regioni,
  compresa  l'Emilia, dove il numero di accreditati  è  enormemente
  inferiore  a  quello  della  regione  Sicilia  prevalgono  queste
  percentuali  perché, ovviamente, si tratta di grossi  gruppi  che
  svolgono una grande attività di tipo sanitario, contrariamente al
  modello  di tipo frammentario e di piccola attività professionale
  che in gran parte viene ancora svolto in Sicilia.
   Ultimissime  riflessioni sul controllo di  gestione:  credo  che
  noi  quest'anno abbiamo introdotto un modello assolutamente nuovo
  di  gestione  e  di controllo di gestione, negoziando,  per  come
  questo  Parlamento ha approvato, le risorse con tutte le  aziende
  entro il 31 marzo di quest'anno ed attribuendo a ciascuna di esse
  un  budget invalicabile di qua alla fine dell'anno perché  questa
  invalicabilità  è  condizione necessaria  ed  indispensabile  per
  l'adozione  del piano di rientro e per il successo della  manovra
  complessiva.
   La  manovra  di rientro sulla ospedalità, ovviamente,  prevederà
  tutti quei passaggi, anche a livello di negoziazione provinciale,
  come  è  stato  giustamente richiamato dall'onorevole  Oddo,  per
  quanto riguarda il riposizionamento degli ospedali, ma non esiste
  una voglia bieca di tagliare con la scure, esiste la necessità di
  intervenire  laddove  vi  sono costi  esosi  e  laddove  esistono
  ridondanze, e non sono poche.
   Non  credo di avere molto da aggiungere agli interventi che sono
  stati  fatti. Credo che si tratti di un provvedimento necessitato
  e   credo   che  insieme  alla  necessità  ed  all'esigenza   del
  provvedimento  amministrativo  vi è  un'opportunità  di  cogliere
  finalmente  il  senso e l'analogia con altre regioni  per  quanto
  riguarda l'avvio delle manovre strutturali di sistema.
   Se  queste non saranno adottate sono certo che potremo scriverle
  nel novero delle grandi occasioni perdute.
   Voglio    fare    una   sola,   piccola,   brevissima,    ultima
  considerazione  e cioè il fatto che oggi Farmindustria  ha  posto
  problemi di grande attenzione - cosa che non era avvenuta  mai  -
  rispetto  alla  previsione  legislativa  delle  Regione  Sicilia,
  perché    quella    interlocuzione   con    disponibilità    alla
  collaborazione  che  ha  dato in questi mesi  a  tutte  le  altre
  regioni  non le aveva mai date alla Sicilia che riteneva  pascolo
  assoluto per potere concludere affari di ogni genere.
   Credo   che  queste  manovre  siano  importanti,  significative,
  strutturali  per  intervenire su un nodo  che  ha  costituito  un
  elemento  di  spesa  straordinario  e  spaventoso  nel  panorama,
  certamente da correggere, su molti aspetti della nostra sanità.

    PRESIDENTE   Comunico  che sono stati   presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 1.1, 1.2 e 1.3.

   Gli emendamenti 1.1 e 1.2 sono dichiarati improponibili.

   Si passa all'emendamento 1.3.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ho
  ascoltato  l'assessore  che  ha fatto  un  intervento  anche  con
  l'enfasi   con   la  quale  ha  spiegato  il  senso   di   questo
  provvedimento  e ci ha fatto quasi sentire in colpa,  perché  non
  stiamo  cogliendo  le opportunità che questa legge  assegna  alla
  Sicilia, opportunità nuove e inedite.
   Probabilmente, noi abbiamo qualche limite perché  non  riusciamo
  a cogliere queste opportunità.
   Avvertiamo, invece, che l'assessore ha brillantemente  sorvolato
  sul perché siamo arrivati al punto in cui siamo perché sembra che
  il  mondo  sia iniziato da quando l'assessore Lagalla è diventato
  assessore,   nel  senso  che  il  mondo  è  iniziato   prima   e,
  soprattutto,  il  governo  di  questa  regione  da   quando   c'è
  l'elezione diretta vede lo stesso Presidente, che è seduto al suo
  fianco,  da  prima  che lei fosse nominato assessore,  professore
  Lagalla.
   Quindi, se siamo oggi al punto in cui siamo, ovvero come lei  le
  chiamava le opportunità che noi non comprendiamo, lo siamo perché
  non si sono fatte molte delle scelte, comprese alcune sui farmaci
  di  cui, per essere chiaro; io non ho paura, lei sa quali sono le
  opinioni  e  anche gli emendamenti che sono stati  presentati  in
  quest'Aula da parte del gruppo dei Democratici di Sinistra

   LAGALLA, assessore per la Sanità. Gliene do atto.

   CRACOLICI.  Quindi, su questo terreno quando bisogna mettere  in
  mano il bisturi e bisogna tagliare, bisogna avere il coraggio  di
  farlo senza guardare in faccia nessuno.
   Il  problema, assessore Lagalla, che voi state facendo  oggi  un
  piano, un mezzo piano di rientro, ma non conosciamo il resto  del
  piano  di  rientro.  Perché a me sarebbe piaciuto  che  oggi  lei
  presentasse  qui  una  manovra  che  prevedeva  un  rimodulazione
  dell'arredo ospedaliero, quali sono le procedure che lei  prevede
  che  si  determineranno a seguito dell'entrata  in  vigore  della
  norma  sull'accreditamento. Vorrei dire  ai  colleghi  che  forse
  molti non lo sanno, siamo al 18 aprile, domani 19, e soltanto con
  l'annunciata ispezione di qualche provincia della Sicilia ci sono
  cliniche private che in autotutela si sono chiuse e non credo che
  in due mesi si risolveranno i problemi.
   Allora,  aver mantenuto il sistema attuale è servito  a  gestire
  la  sanità in termini di consenso. Quello  che contesto è proprio
  questo  cioè  che  la  sanità  è  diventata   solo  una  macchina
  elettorale. La conseguenza di questa macchina elettorale  sono  i
  provvedimenti che voi ci avete proposto.
   Voi   non  cogliete,   soprattutto  voi  dell'opposizione,  cari
  colleghi,  non  cogliete l'opportunità che  avranno  i  siciliani
  quando il prossimo anno pagheranno l'Irap e la pagheranno di  più
  rispetto a quella che hanno pagato fino ad oggi, non cogliete  il
  fatto  che  verranno  cancellati i benefici  previsti  dal  cuneo
  fiscale  e da altri provvedimenti che dovevano incentivare  nuovi
  posti  di  lavoro e che in Sicilia queste disopportunità  saranno
  fortunatamente cancellate dalle opportunità che sono presenti  in
  questa legge.
   E   allora  andiamo  all'emendamento:  l'emendamento,  onorevole
  Presidente, stabilisce un punto di verità.
   Vediamo  se  siamo  d'accordo,  professore  Lagalla.  Lei   deve
  presentare  un piano di rientro al Ministero della Sanità,  dovrà
  concordarlo, dovrà essere verificato e accettato.
   Noi  per il 2007 non possiamo che prendere atto dell'automatismo
  dell'applicazione dell'Irap e dell'Irpef maggiorata. Ma  possiamo
  fare un patto? Se la sente di fare un patto, professore Lagalla?
   Il  patto che le propongo è il seguente: che per il 2008  e  per
  il  2009  in questa norma non deve essere previsto l'applicazione
  al massimale dell'Irap e dell'Irpef.
   Usate  il piano di rientro per tagliare e compensare nel 2008  e
  nel  2009  il disavanzo della sanità. Se mi dà 30 secondi  spiego
  perché.
   La  norma nazionale stabilisce che le regioni possono utilizzare
  il   fondo  ex  articolo  della  legge  finanziaria,  il   famoso
   fondino',  sulla base di due presupposti, che si sottoscriva  un
  piano  di  rientro  e  che  prima di sottoscrivere  il  piano  di
  rientro,  e  addirittura di presentarlo,  le  regioni,  nel  caso
  specifico   la   Sicilia,   in  via  automatica,   applicano   le
  maggiorazioni  previste  dalla legge finanziaria  2005,  cioè  il
  5,25% e l'1,4%.
   L'aumento  automatico  dell'Irap e  dell'Irpef  è,  quindi,  un
  presupposto  per  discutere il Piano di  rientro,  lo  strumento
  attraverso  il  quale si programma, fino al 2010,  l'azzeramento
  del   disavanzo.   La  legge  non  stabilisce   che   siano   le
  maggiorazioni  a  determinare  le  minori  perdite  ma  che   le
  maggiorazioni  si  applicano automaticamente  per  cominciare  a
  discutere il Piano di rientro.
   Assessore  Lagalla,  vorrei affidare al Piano  di  rientro,  la
  possibilità  di tagliare gli sprechi della sanità. Evitiamo,  in
  questa  fase,  di applicare le sanzioni che, invece,  dovrebbero
  pagare  quei  cittadini  che non hanno  alcuna  colpa,  cioè  le
  imprese, i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non hanno colpa
  del  fatto  che si spendono 2 mila miliardi di vecchie  lire  in
  più, ogni anno, per la sanità in Sicilia.
   Concordi il Piano di rientro con il Ministero, affrontando  col
  bisturi, se occorre, quei tagli necessari per portare a pareggio
  il sistema.
   Sta cominciando per quanto riguarda la farmacia. Vada avanti su
  questo terreno, assessore.
   Il punto però è che non si può far gravare, con nuove tasse, il
  costo della gestione dissennata del sistema sanitario.
   Ecco il senso dell'emendamento.
   Bisogna   limitare   al   solo   2007   l'applicazione    delle
  maggiorazioni e lasciare al Piano di rientro, per il 2008 e  per
  il  2009,  il  meccanismo delle eventuali  perdite  del  sistema
  sanitario.

    LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO,  assessore  per il Bilancio e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto per eccepire
  esigenza   regolamentare.   Questo   emendamento,   stante    le
  circostanze  in  cui  opera questo Piano di  risanamento,  è  da
  dichiarare inammissibile.
   Così   recita  esattamente  la  condizione  posta  dal  Governo
  nazionale:   che  sia stato attivato l'innalzamento  ai  livelli
  massimi dell'addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle
  persone  fisiche  e dell'aliquota dell'imposta  regionale  sulle
  attività produttive .
   E'  una  norma e non possiamo, con un emendamento, violare  una
  norma che è vincolante ai fini delle trattative.

    CRACOLICI  Leggiamo tutti le stesse norme. Qui si può dire  di
  non essere d'accordo. Vorrei leggerla anch'io.

    LO  PORTO, assessore per il Bilancio e le finanze. Legga  pure
  la norma, onorevole Cracolici, ma è questa. Le ho letto il testo
  della norma.

    DINA   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevoli
  assessori,  ritengo  che  il  senso  dell'emendamento   proposto
  dall'onorevole Cracolici sia superato dal comma 3  dell'articolo
  1  che  così  recita:  in attuazione del comma 796, lettera  b),
  dell'articolo 1 della legge 296/2006, qualora si verifichino  le
  condizioni ivi previste, l'assessore regionale per la sanità  ne
  dà  comunicazione all'assessore regionale per il bilancio  e  le
  finanze,  il  quale è autorizzato ad adottare,  con  riferimento
  all'anno  d'imposta  successivo, il provvedimento  di  riduzione
  dell'aliquota di cui al comma 1 .
   Vi  è,  quindi,  questa facoltà di modulare il  rapporto  ed  i
  risultati che si raggiungono.
   Mi pare che sia già superato nel testo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  legge
  296,  all'articolo 1, comma 796, lettera b, ad un  certo  punto,
  così   recita:    tale  accesso  presuppone  che  sia   scattata
  formalmente  in  modo  automatico  o  che  sia  stato   attivato
  l'innalzamento  ai  livelli  massimi dell'addizionale  regionale
  all'imposta sul reddito e all'Irap .
   Il  presupposto,  quindi, per accedere al fondino  è  l'aumento
  automatico delle aliquote.
   Qualora  nel  procedimento di verifica annuale  del  Piano,  si
  prefigurasse  il  mancato  rispetto  da  parte  degli  obiettivi
  intermedi  di  riduzione del disavanzo contenuti  nel  Piano  di
  rientro.  Il presupposto è che accedo al fondino se applico,  in
  maniera  automatica, le aliquote. Stabilisco, poi, col Piano  di
  rientro,  le modalità di recupero delle perdite. Se, rispetto  a
  quanto  concordato, vado fuori i parametri, applico  addirittura
  ulteriori misure, andando anche oltre gli eventuali massimali.
   Cosa   vuol  dire?  Ciascuno  di  noi  può  interpretarlo  come
  desidera.
   Vuol  dire  che  il sistema sanzionatorio dei  massimali  è  un
  sistema che si applica per accedere al fondino e per determinare
  la discussione del piano di rientro. Quest'ultimo non presuppone
  l'obbligatorietà  di utilizzare i massimali IRPEF  ed  IRAP  per
  compensare  le  perdite,  perché il piano  di  ritentro  mi  può
  servire,  sulle  misure strutturali che vado a  determinare  nel
  sistema, a ridurre le perdite o addirittura ad azzerarle   e,  a
  quel punto, non utilizzo né l'IRPEF né l'IRAP.
   Se  si  vuole  procedere in tal senso, quindi, la proposta  che
  viene avanzata è semplice.
   Per  il  2007  -   non c'è trippa per gatti  -  si  applica  il
  sistema automatico della maggioranza IRPEF ed IRAP; per il  2008
  ed  il  2009,  la proposta che faccio io, cioè che  non  sia  né
  l'IRAP né l'IRPEF il sistema attraverso il quale compensiamo  le
  perdite;  deve essere, invece,  il Piano di rientro, ovvero,  le
  misure strutturali che agiscono sul sistema sanitario. Questa  è
  la proposta.
   Si  può, poi, dire:  non lo vogliamo fare  , ma per favore  non
  dite  non si può fare

    CUFFARO  presidente della Regione. Onorevole Cracolici, c'è un
  unico problema: e se, poi, il Piano strutturale non funziona?
   Scatta l'aliquota soltanto se non funziona, infatti. Il comma 3
  dell'articolo 1 dice esattamente questo.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA  relatore. Contrario.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  approfittando anche della presenza del Presidente della Regione.
  Le  affermazioni  dell'assessore  Lagalla  hanno  confermato  le
  nostre  preoccupazioni perché, se dobbiamo applicare le aliquote
  al massimo, è perché il deficit della sanità è altissimo.
   La  responsabilità non è neutra. C'è qualcuno  che,  in  questi
  anni,  ha  gestito  in maniera non efficiente tutto  il  sistema
  sanitario.  Se siamo arrivati, infatti, all'aumento dell'IRAP  e
  dobbiamo  utilizzarlo  soltanto per  coprire  il  deficit  della
  sanità, qualcosa non ha funzionato.
   Vorrei però ricordare all'Aula che, quando abbiamo approvato la
  Finanziaria, qualcuno ha evidenziato queste difficoltà.
   Il  Presidente ed altri ancora hanno dichiarato:  va bene,  c'è
  un  problema di contenimento della spesa; ci sono una  serie  di
  iniziative che dobbiamo assumere .
   Ad  oggi,  nessuna  di  queste iniziative  annunciate  è  stata
  assunta.
   Sul capitolo per  nuove iniziative legislative  abbiamo 0 euro.
   Approvando il provvedimento relativo alle Terme - per il  quale
  mi sono espresso  favorevolmente, abbiamo azzerato totalmente il
  capitolo e non abbiamo più fondi.
   Sono  state  quantificate le risorse finanziarie  che  potevamo
  ricavare dalla dismissione degli enti inutili?
   Sono  stati  approvati dal Governo disegni  di  legge  e  testi
  unici,  così  come  è  stato annunciato,  sulla  semplificazione
  legislativa?
   Ciò  significa avere una strategia ed un modello  di  sviluppo,
  non  dire:   Dobbiamo  aumentare le  tasse  al  massimo,  perché
  abbiamo un disavanzo alto  .
   Mi  aspetto una strategia, dal Governo, che finora non ho visto
  e    credo    che,   su   questo   provvedimento,   le   riserve
  dell'opposizione siano estremamente fondate.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.3.

    CRACOLICI  Chiedo che la votazione avvenga per  appello
  nominale.

        (Gli onorevoli Barbagallo, De Benedictis,
      Galvagno, Gucciardi, Oddo Camillo e Tumino si
      associano alla richiesta)

          Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento
                                 1.3

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.3.
   Chiarisco  il  significato  del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della   votazione   per
  scrutinio nominale:

       Presenti e votanti   46
       Maggioranza         24
       Favorevoli            13
       Contrari                33

                      (L'Assemblea non approva)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Articolo  2.
          Cancellazione dei debiti delle Aziende sanitarie

   1.   Le   passività  delle  Aziende   sanitarie  della   Regione
  derivanti  dalla contabilità finanziaria e risultanti  ancora  in
  essere al 31 dicembre 2006 sono dichiarate  insussistenti ai fini
  della redazione del bilancio relativo all'esercizio 2006.
   2.  E'  istituito  nel  bilancio della  Regione  -  dipartimento
  regionale  per  l'assistenza  sanitaria  ed  ospedaliera   e   la
  programmazione  e  la gestione delle risorse correnti  del  fondo
  sanitario  -  un apposito fondo a destinazione vincolata  per  il
  pagamento  dei debiti pregressi delle Aziende sanitarie,  per  il
  rimborso alle stesse degli oneri derivanti da eventuali pagamenti
  sui debiti cancellati ai sensi del comma 1.

   3.  Per  le  finalità  di  cui al comma  2  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2007, la spesa di euro 15.000  migliaia,
  cui  si  provvede  mediante utilizzo di parte delle  economie  di
  spesa  dei  capitoli finanziati con risorse del  fondo  sanitario
  regionale di cui all'Elenco  M', allegato al presente disegno  di
  legge.  Con circolare del dipartimento regionale per l'assistenza
  sanitaria ed ospedaliera e la programmazione e la gestione  delle
  risorse  correnti  del  fondo  sanitario  di  concerto   con   la
  ragioneria  generale della Regione vengono stabilite le  modalità
  di utilizzo del predetto fondo».

    MAIRA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE,  Ne ha facoltà.

    MAIRA   Signor  Presidente, mi consentirà di spaziare,  seppure
  brevemente,  in questo intervento, così come è avvenuto  per  gli
  interventi riguardanti il precedente articolo 1.
   So  che  possibilmente ripeterò alcuni concetti che  sono  stati
  espressi  dal  Presidente del mio Gruppo parlamentare,  onorevole
  Dina, però, in certi casi, repetita juvant.
   Su  questo disegno di legge, credo necessario operare una  sorta
  di  inversione di verità. I colleghi dell'opposizione  che  hanno
  preso  la  parola hanno, sostanzialmente, scaricato  sul  Governo
  regionale e sulla maggioranza la responsabilità dell'adozione  di
  questo  provvedimento  e,  soprattutto, anche  la  responsabilità
  sull'aumento delle tassazioni.
   L'opposizione  dimentica - artatamente -  ma,  non  secondo  me,
  credo  che  sia  la  verità - che, se oggi,  siamo  costretti  ad
  applicare  degli  aumenti  così  consistenti,  questa  è  diretta
  conseguenza  e  responsabilità del Governo nazionale  che  ci  ha
  impedito  un  riequilibrio della spesa sanitaria, impedendoci  di
  applicare  dei  sistemi, dei criteri, dei canoni,  che  avrebbero
  consentito  di  risparmiare proprio quella enorme  somma  di  cui
  stasera siamo alla ricerca di pareggio.
   E    l'opposizione,   il   centrosinistra,   ha    una    doppia
  responsabilità:  la  prima, di natura morale,  ed  indiretta  che
  riguarda  proprio l'adozione di un criterio da parte del  Governo
  nazionale  in  sede  di Finanziaria scorsa; la  seconda,  diretta
  perché,  allorquando  il Presidente della Regione,  in  tutte  le
  sedi, anche sulle prime pagine di tutti i giornali d'Italia, ebbe
  ad  anticipare quali sarebbero state le conseguenze della manovra
  implacabile  e penalizzante del Governo nazionale, non  una  sola
  voce  dell'opposizione di questo Parlamento si  è  sollevata  per
  dire:  Alt, Governo nazionale, le conseguenze saranno enormemente
  penalizzanti per i cittadini siciliani .
   Ciò  non  è  avvenuto  e  non credo sia giusto;  non  credo  sia
  corretto, leale, soprattutto, non  credo corrisponda alla  verità
  il  sentir dire, come avviene stasera,  che la responsabilità  di
  questo provvedimento è tutto della gestione, della cattiva sanità
  del Governo e della maggioranza.
   Sento  dire - ciò si riferisce soprattutto all'articolo  2,  che
  stiamo  trattando  -  che è inaudito che,  per  norma  di  legge,
  vengano  azzerati i debiti dell'amministrazione  regionale,  ramo
  sanità.  E'  una cosa errata. E' stato affermato da  un  paio  di
  colleghi che hanno preceduto questo mio intervento ed è sbagliato
  perché  è  una prassi. E' una prassi azzerare per legge i  debiti
  della pubblica amministrazione. Ricordo a me stesso che anche con
  l'adozione   della   legge   502   del   1992,   relativa    alla
  ristrutturazione del Servizio sanitario nazionale, venne fatta la
  stessa  operazione.  Ricordo  a me stesso  che  questa  Assemblea
  regionale, nel momento in cui ha ottemperato alle norme nazionali
  sul  nuovo  sistema  sanitario,  ha  approvato  delle  norme  che
  azzeravano  i  debiti delle aziende ospedaliere e  delle  aziende
  territoriali. Si tratta, quindi, di una prassi corretta di natura
  normativa  azzerare  debiti  della pubblica  amministrazione  con
  norme di legge.
   Sento  dire che questa idea, questo nuovo strumento di  adottare
  con  norma  di  legge delle particolari regolamentazioni  per  il
  controllo  della  spesa  sia una cosa impropria  perché  dovrebbe
  essere soltanto un provvedimento di natura amministrativa.
   Un  collega che mi ha preceduto mi ha anche detto - in  effetti,
  sono  stati  in due a farlo - che, così operando, impediremmo  al
  cittadino di ricorrere, per la difesa dei propri diritti, al TAR.
   Mi  permetto  di  segnalare a questi miei colleghi  che  c'è  un
  riparto di giurisdizione. Il TAR non tratta mai della difesa  dei
  diritti ma quella di interessi legittimi, di diritti affievoliti.
  Mai potrà impugnarsi davanti al TAR una legge regionale. Potranno
  impugnarsi    davanti   al   Tar   soltanto   dei   provvedimenti
  amministrativi.  Ed è qui la novità positiva di questa  normativa
  che, stasera, è all'esame dell'Assemblea.
   Finalmente,  con una norma che ha valenza di legge  cogente,  si
  mette  mano  ad un sistema di controllo della spesa  farmaceutica
  che, fino ad ora, era affidata a provvedimenti amministrativi che
  comportavano  nessuna  conseguenza nel momento  in  cui  venivano
  violati.  Oggi, si parla di una norma di legge e credo che,  così
  facendo,  abbiamo  imboccato  la strada  giusta  per  controllare
  veramente  la spesa farmaceutica che è il buco nero  della  spesa
  sanitaria di questa Regione.

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

    -dall'onorevole Cracolici: 2, 1.3; 2.3;
  -dagli onorevoli Rizzotto, Di Mauro, Gennuso: 2.2.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor   Presidente, onorevoli  colleghi,  possiamo
  rovesciare  le  parti  in  questa commedia  però  vorrei  che  si
  evitasse  di  giocare con le parole. La maggioranza e l'onorevole
  Maira  vengono qui a farci  una lezioncina', sostenendo  la  tesi
  secondo  la  quale  la  colpa di ciò  che stiamo  facendo  è  del
  Governo nazionale perché avrebbe tagliato  Comprendo che si possa
  fare propaganda ma, visto che sappiamo tutti quantomeno leggere e
  scrivere, evitiamo di farcela fra di noi.
   Capisco che lei, fuori da qui, possa dire questo ma evitiamo  di
  farlo qui. Ciò, con i provvedimenti nazionali, non c'entra nulla.
   Vorrei  ricordarle, onorevole Maira, che la maggiorazione  IRPEF
  ed  IRAP non è una invenzione del Governo Prodi. E' stata varata,
  nel 2005, con la legge finanziaria del 2005,  Governo Berlusconi.
   Mi  dispiace, assessore Lagalla,  da quando sono in  quest'Aula,
  gli  assessori  alla  sanità che l'hanno preceduta,  hanno  avuto
  tutti  una  sorta  di  pedigree; si facevano ascoltare  molto  ma
  impedivano  agli  altri  di parlare,  nel  senso  che  c'era  uno
  scioglilingua  molto diffuso. Credo però che lei mantenga  questa
  tradizione.
   Qui stiamo facendo un'altra bellissima operazione che poi la  si
  può  chiamare come  si vuole; stiamo stabilendo, con  legge,  che
  non esistono più debiti.
   Lo  ribadisco: o siamo in presenza di falsi in bilancio  che  si
  sono perpetrati, negli ultimi cinque anni, da parte delle aziende
  sanitarie   e   per   i  quali,  assessore   Lagalla,   c'è   una
  responsabilità da parte di chi esercita un potere di controllo  e
  la legge 229 assegna al Collegio sindacale il compito di vigilare
  sulla  correttezza contabile delle poste iscritte in bilancio  da
  parte delle aziende.
   Se  oggi  scopriamo che, nel 2007, fino al 31 dicembre 2006,  ci
  sono  passività  che  non esistono e che  quindi  possono  essere
  cancellate, delle due l'una: o i revisori non hanno fatto il loro
  lavoro  così  come  il  compito  professionale  e  la  legge  gli
  assegnava  o  noi  stiamo  commettendo  un'operazione  di  trucco
  contabile, per far finta di ripianare una perdita sapendo che non
  lo stiamo facendo.
   Voglio credere alla prima ipotesi: può esserci una Regione  dove
  i revisori, che avevano il compito di vigilare sulle aziende, non
  hanno  vigilato a tal punto che stiamo scoprendo, ad aprile 2007,
  che  280  milioni di euro, cioè oltre 550 miliardi delle  vecchie
  lire, erano poste fittizie iscritte nei bilanci delle aziende?  E
  non  ci  devono essere quindi sanzioni? Può succedere  tutto  ciò
  fingendo che nulla sia avvenuto?
   L'emendamento  che  ho  presentato,  signor  Presidente,  ha  un
  valore, come dire, di spartiacque perché, da un lato, credo  che,
  nell'amministrazione,  chi  ha delle responsabilità  deve  essere
  chiamato  ad esercitarle e a rispondere delle responsabilità  per
  le quali è stato chiamato.
   Passo  ad  un'altra questione. Signor Presidente della  Regione,
  la  legge  assegna  alla  Regione  il  compito  di  nominare  due
  componenti del Collegio sindacale.
   Voi  vi  siete assunti il compito di sostituire la  Regione  con
  l'Assessore  per  il bilancio e quello per la  sanità  che  fanno
  parte della Regione. C'è però un'illogicità nel provvedimento con
  il  quale avete operato la nomina del Collegio dei revisori,  dei
  due  componenti del Collegio dei revisori. Dall'alto,  la  Giunta
  regionale  nomina  i direttori delle aziende e, dall'altro  lato,
  sempre  la stessa Giunta regionale nomina chi deve controllare  i
  direttori delle aziende. Le sembra una cosa logica che lo  stesso
  soggetto nomini il controllato ed il controllore?

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Per   tutti   i
  sottogoverni è così.

    CRACOLICI   Non  si tratta di  sottogoverno;  i  revisori  non
  formano un sottogoverno.

    CUFFARO   presidente della Regione. Il principio  vale
  per tutti.

    CRACOLICI  Sono revisori, sono professionisti iscritti  in  un
  albo,  hanno  un  compito  e qui stiamo parlando  delle  aziende
  sanitarie,   stiamo  parlando  di  direttori   monocratici;   il
  direttore  delle  aziende è un organo monocratico  che  risponde
  direttamente alla Giunta regionale. Voi gli stilate un contratto
  e nel contratto gli fissate gli obiettivi.
   Signor  Presidente, credo che quest'Aula, di fronte ad una  cosa
  illogica  sul piano finanziario ma che, quanto meno, ristabilisce
  la  decenza della legittimità, dia l'incarico ad un altro organo.
  In   questo caso, la mia proposta è chiara perché dovrebbe essere
  l'Assemblea, attraverso il suo Presidente, l'organo che determina
  la nomina dei componenti il Collegio dei revisori previsti per la
  Regione. Non può essere la Giunta regionale lo stesso organo  che
  nomina i revisori.
   Si  faccia  questo spartiacque; si stabilisca questa differenza,
  fermo  restando  che ciò che è previsto da questo  articolo  2  è
  quanto meno singolare perché stabilire per legge che i debiti non
  ci  sono più potrebbe indurre persino la Telecom a stabilire,  in
  questo    momento,   con   provvedimento   del    Consiglio    di
  amministrazione, che non ha più debiti. Credo, purtroppo,  che  i
  debiti ci siano ancora.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'emendamento, che ha la sua  ratio,  credo
  debba essere obiettivamente valutato perché quest'Assemblea che,
  in   passato,  si  è  contraddistinta  nel  fare  delle   scelte
  importanti  -  prima fra tutte, ad esempio, quella dell'elezione
  diretta  del  sindaco - pare che abbia scelto una  filosofia  di
  governo

    PRESIDENTE  Mi scusi se la interrompo, signor Presidente,  lei
  parla  dell'emendamento  2.1  e, per  evitare  una  discussione,
  vorrei  dirle  che,  per  quanto riguarda  il  primo  comma,  la
  Presidenza  lo dichiarerà inammissibile perché in contrasto  con
  la legge nazionale che prevede una durata triennale.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente,  siccome
  la  sostanza  sta  nel secondo comma e non  nel  primo,  il  mio
  intervento lo faccio lo stesso.
   Quest'Assemblea ha già fatto delle scelte importanti, credo. Il
  Parlamento è sovrano. Qui stiamo rivisitando una filosofia che è
  quella  di  tenere  distinto il momento  esecutivo  dal  momento
  legislativo.
   Vorrei rassicurare l'onorevole Cracolici sul fatto che questa è
  l'intenzione che condivido. Il Collegio dei revisori  delle  ASL
  non è formato soltanto dai due nominati dal Governo perché ce ne
  sono altri due: uno nominato dal Ministero della sanità, uno dal
  Ministero  del  tesoro  ed un terzo nominato,  addirittura,  dai
  comuni, dall'ANCI, come si è fatto usualmente negli ultimi anni.
   Non credo che il Parlamento nazionale intenderà avocare a sé la
  nomina che, nelle ASL, va fatta dal Ministero del tesoro.  Credo
  che,    obiettivamente,   confondere   queste   due    filosofie
  significherebbe, onestamente,  fare qualche passo indietro.
   D'altronde,  se  il Parlamento volesse fare ciò,   sarebbe  più
  logico  che tutti i revisori di tutti gli enti fossero  nominati
  dal  Parlamento  perché il Governo regionale nomina  i  consigli
  d'amministrazione e poi nomina anche i revisori.
   Vado  oltre, onorevole Cracolici, lei, insieme a me e ad  altri
  deputati, quando abbiamo approvato la legge relativa ai sindaci,
  abbiamo  previsto  che i revisori dei consigli  comunali  e  dei
  consigli provinciali venissero nominati dai consigli provinciali
  e dai consigli comunali che poi devono controllare i bilanci dei
  consigli comunali e dei consigli provinciali.
   Qui  non possiamo fare di tutto ma credo, obiettivamente,  che,
  se  abbiamo  fatto una scelta - e credo sia quella giusta  -  se
  l'onorevole Cracolici ritiene - capisco che sia la Regione, come
  organo collettivo, e non gli Assessorati, e quindi il Governo  a
  fare  le  nomine  non c'è bisogno neanche di una  legge,  perché
  l'interpretazione che dà l'onorevole Cracolici credo sia  quella
  giusta.   Quando  la  legge  parla  di  Regione  non  parla   di
  Assessorati, parla di Governo. Se l'onorevole Cracolici  ritiene
  che  ci  voglia un controllo del Parlamento, come è  giusto  che
  sia,  allora questo emendamento trasformiamolo nel dire  che  ci
  vuole  un parere obbligatorio della Commissione. Perché  è  così
  che  si  esercita  il controllo sulle nomine  del  Governo,  non
  riportando  al  Parlamento  regionale  la  nomina  di   revisori
  sottraendola  all'esecutivo,  che  non  ha  assolutamente  alcun
  senso.  Quindi,   pregherei l'onorevole  Cracolici  di  ritirare
  l'emendamento  perché credo che non abbia obiettivamente  nessun
  senso,  a meno che non vogliamo stravolgere tutte le regole:  ma
  il Parlamento è sovrano, lo può fare.
   E  poi,  signor   Presidente, credo che questo  emendamento  sia
  completamente  irricevibile, non soltanto la prima parte,  perché
  obiettivamente  qui noi apriamo una maglia e  domani  mattina  il
  Parlamento, teoricamente, si può riprendere, e lo può fare perché
  nulla  glielo vieta, tante altre prerogative. Ma sono prerogative
  come  nella  filosofia della politica che abbiamo scelto,  vadano
  all'esecutivo.  Se  apriamo  questa  maglia,  signor   Presidente
  dell'Assemblea,  apriamo una maglia complicata e  difficilissima;
  non  voglio difendere prerogative del Governo perché ne  sono  il
  Presidente,  ma  qui  si tratta di difendere  scelte  che  questo
  Parlamento  ha fatto e che ha il dovere di difendere  perché,  se
  apriamo   questa   maglia,  da  domani  il  Parlamento   si   può
  riappropriare  di tutti quelli che sono gli atti  dell'esecutivo.
  Se  è questo quello che vuole il Parlamento mi chiedo perché  mai
  si  è  votata   una  legge  che sceglie  l'elezione  diretta  del
  Presidente  della  Regione?  Tanto  vale  che  il  Parlamento  si
  riappropri  della prerogativa massima,  che è quella di  nominare
  il  Governo. Non ha senso inventare queste sceneggiate quando  si
  vuole  tornare  ad  una  scelta politica  diversa.  Troviamo  una
  soluzione che credo sia giusta. Il Parlamento deve esercitare  il
  controllo,   è   giusto   che   lo  eserciti,   ma   trasformiamo
  l'emendamento  in  un  parere obbligatorio delle  Commissioni  di
  merito  e non la scelta di dare all'Assemblea, al suo Presidente,
  tra  l'altro,  auditi i Gruppi parlamentari, il potere di  nomina
  dei revisori.

    RIZZOTTO  Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RIZZOTTO   Presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, probabilmente si è ingenerato un equivoco nel
  senso che si era posto in votazione l'emendamento 2.2 e poi si  è
  iniziata la discussione sul 2.1.

    PRESIDENTE  Si è aperta la discussione sugli emendamenti.

    RIZZOTTO   Presidente della Commissione.  Ho  sentito  nominare
  l'emendamento  2.2 e poi si è parlato dell'emendamento 2.1 quindi
  siamo sul 2.2 o sul 2.1?

    PRESIDENTE   L'illustrazione degli emendamenti avviene  assieme
  alla discussione.

    RIZZOTTO   Presidente della Commissione. Siccome ho  presentato
  l'emendamento  2.2,  l'illustro brevemente. E' una norma  tecnica
  che   chiaramente  non  comporta  nessuna  spesa  aggiuntiva,   è
  semplicemente  uno  snellimento di procedura,  nel  senso  che  i
  debiti  vengono  direttamente, così come  avviene,  pagati  dalla
  Regione e non vengono accollati alle Aziende, creando disagi  nei
  bilanci delle stesse.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   si   era
  ingenerato  l'equivoco  sul  quale  emendamento  fosse  posto  in
  discussione.  Dopo l'intervento del Presidente  della  Regione  è
  superfluo,  oggettivamente, continuare.  Qualche  considerazione,
  visto  che  avevo  chiesto  la parola prima  dell'intervento  del
  Presidente della Regione, volevo farla. Il senso dell'emendamento
  dell'onorevole  Cracolici potrebbe ancora avere una  logica  così
  come  diceva  il Presidente della Regione, qualora ci  fosse  una
  condizione  diversa  della  politica degli  ultimi  anni,  quando
  prioritariamente  si eleggeva l'Assemblea, successivamente  c'era
  l'elezione  di  un  Governo,  c'era,  quindi,  un  sistema   che,
  complessivamente,  funzionava in modo diverso.  Ma  l'emendamento
  dell'onorevole   Cracolici   che   dice   che    il    Presidente
  dell'Assemblea  nomina  sentita  la  Conferenza  dei  Capigruppo,
  oggettivamente, mi sembra aberrante e fuori da qualunque  logica,
  anche  democratica e di democrazia parlamentare.   Il  Presidente
  della  Regione  ha  già  letto il mio  subemendamento  nel  quale
  proponevo  l'elezione da parte dell'Aula dei revisori dei  conti.
  E'  chiaro  che  la  mia  diventa una  provocazione,  perché  non
  condivido   il  mio  emendamento.   Era  una  provocazione.    Un
  subemendamento    di   provocazione   rispetto    all'emendamento
  dell'onorevole Cracolici.  Fermo restando che, come ha  detto  il
  Presidente   della   Regione  poca  fa,   ritengo   assolutamente
  irricevibile l'intero emendamento Cracolici perché contrario alla
  norma nazionale.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cintola.

   CINTOLA. Rinuncio al mio intervento.

   GUCCIARDI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  Presidente della Regione.  Perché  il  Parlamento  non
  nomina direttamente i direttori generali?

   CRACOLICI.   Lei  non  conosce la  legge  nazionale.   La  legge
  nazionale già lo prevede.
     Definire  l'emendamento una sceneggiata non mi è mai  capitato
  di sentirlo dire

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Il Parlamento  regionale  è
  cosa diversa dalla Regione

   PRESIDENTE.  Onorevole Gucciardi la invito a procedere  nel  suo
  intervento.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  sulla  questione  per dire -  la dialettica dell'Aula  me  ne  da
  occasione   ulteriore  -  che  l'articolo  3  ter   del   decreto
  legislativo 502 del 92 modificato dal 229 prevede appunto  che  è
  la  Regione  che detta le regole per la nomina dei  revisori  dei
  conti  quindi questo Parlamento potrebbe davvero disciplinare  in
  maniera  diversa il meccanismo di nomina,  perché la norma  detta
  le  regole generali ma non detta le regole nel dettaglio  per  la
  nomina del collegio sindacale, per altro è una nuova dizione, non
  riferendosi  più  al  collegio dei revisori,  ma,   appunto,   di
  sindaci,  l'articolo  3  ter della 502  modificato.   Ma  il  mio
  intervento non voleva vertere su un aspetto tecnico di competenza
  della Stato o della Regione, ma verte ancora una volta perché  io
  mi  ostino a parlare di questo, l'ho detto durante la sessione di
  approvazione  della legge Finanziaria, l'ho detto nell'intervento
  di  qualche  ora  fa,  e  adesso che ci occupiamo  della  sanità,
  onorevole Presidente, ne abbiamo discusso anche dicevo,  in  sede
  di  finanziaria, è imperniato su un sistema di controlli  che  ha
  visto   la   rivoluzione   del  sistema  per   tutto   l'apparato
  dell'ordinamento giuridico del paese dalla legge 241 ad  oggi,  e
  nel  settore specifico della sanità con una ulteriore rivoluzione
  dal   punto   di  vista  normativo  e  gestionale  che  introduce
  nell'ordinamento   la  contabilità  economico  patrimoniale,   la
  gestione a contabilità analitica, sottolineo tutto ciò   per  far
  comprendere come la sanità non si gestisce più, e non  entro  nel
  merito, se ciò è giusto o sbagliato, ma  non si gestisce più  con
  i   metodi  della  contabilità  finanziaria  ma  con  un   metodo
  manageriale,  altrimenti non ci comprendiamo.
   Ostinarsi  non  strumentalmente ma  perché  siamo  profondamente
  convinti  che  questa  è  la strada e  quindi  qualche  punta  di
  delusione deriva dalla sensazione data dagli atti  da noi  letti,
  dagli  atti del Governo, dalla sensazione che quella strada,  che
  avevamo  intravisto,  non  è la strada che  vuole  percorrere  il
  Governo:   un  controllo  che  non  sia  modificato  in   maniera
  fittizia,  attraverso   il  comma 17  dell'art.  24  della  legge
  regionale 2 del 2007, cioè la legge  Finanziaria vigente,  che  è
  un controllo anacronistico sugli atti, il controllo preventivo di
  legittimità che non è sufficiente oggi ed è sì opportuno  ma  non
  sufficiente a garantire un meccanismo di controllo sulla gestione
  della  sanità che oggi assessore, lei lo sa bene, richiede  altri
  meccanismi di controllo.
   Sottolineo  ancora una volta questo problema.
     Il  tema  della  nomina dei revisori, anzi  del  collegio  dei
  sindaci  delle  aziende  sanitarie,  siano  esse  territoriali  o
  ospedaliere,  è  un  tema serio che possiamo discutere  sul  come
  risolvere,  ma  certamente è un problema che va affrontato  e  la
  soluzione  va  da  individuare non può ancora  una  volta  essere
  trovata   nel   dichiarare  improponibile   o   irricevibile   un
  emendamento,  perché, comunque, il problema rimane.
   E  questo   perché,  ad  avviso di chi vi  parla,  l'assessorato
  regionale  alla sanità nella sua struttura, onorevole  Assessore,
  -  non  è  per  ragioni  di tempistica dato  che  la  contabilità
  finanziaria è stata abbandonata nel 2002, - ma perché non  è   ad
  oggi    attrezzato  culturalmente  e  professionalmente   ad   un
  controllo sulla gestione, e che quindi non realizza e questo   mi
  preoccupa davvero, perché senza il controllo sulla gestione tutto
  ciò  che noi facciamo, dalla nomina dei direttori generali  e  da
  ciò  che  i  direttori generali debbono assolvere per legge,  ivi
  compreso  la  verifica  dell'efficienza  dell'economicità   delle
  prestazione e della qualità dei servizi erogati, rimane una  mera
  enunciazione di principio, perché i direttori generali  non  sono
  attrezzati neppure al controllo interno di gestione.
   Il  fatto che  la Regione non sia nelle condizioni di esercitare
  sugli  atti  e, quindi, sul bilancio di esercizio  che  è  l'atto
  fondamentale  su cui si può esercitare il primo controllo  -  non
  sto  parlando  del controllo di gestione - è, a mio  avviso,  uno
  degli  elementi più preoccupanti del percorso che il Governo  non
  ha ad oggi fatto sul controllo della spesa sanitaria.
   E'  questa  la ragione per cui l'onorevole Cracolici ha  tentato
  di  porvi  rimedio.  Se a tutto questo si aggiunge  che  c'è  una
  commistione  -  onorevole  assessore, il  Parlamento,  in  questo
  senso,  potrebbe  intervenire  a disciplinare  il  meccanismo  di
  nomina  -  tra  chi,   all'interno  dell'assessorato  svolge   la
  funzione  di controllo sugli atti, prevista dalla legge regionale
  e svolge, successivamente,  la verifica contabile amministrativa,
  nella  qualità  di sindaco nominato dalla Regione,  il  quadro  è
  sufficientemente   chiaro,  altro  che   sceneggiata,   onorevole
  Cracolici.
   Il  problema è profondamente serio, è un problema che,  noi,  da
  mesi  poniamo  all'attenzione di questo Governo.  Lo  poniamo  in
  maniera  non  strumentale, gradiremmo che ci fosse  una  proposta
  davvero  organica e razionale che riguardasse il  riordino  delle
  norme  sui  controlli, altrimenti i piani di rientro,  assessore,
  nei quali, lei ha detto bene, probabilmente non ci si è compresi,
  che  devono rimuovere le cause del deficit di cui stiamo parlando
  diventano   ancora   una   volta   enunciazione   di   principio,
  l'anelazione del desiderio, assessore, che ci farà ritrovare qui,
  fra qualche mese, a discutere ancora una volta di una spesa fuori
  controllo.
   Quindi, noi riproponiamo con forza il problema dei controlli  e,
  ripeto,  dichiarare irricevibile o improponibile  un  emendamento
  non risolve il problema.
   Il  Parlamento poteva intervenire, discutere e, comunque,  porre
  all'attenzione  di  quella  che è la politica  istituzionale  del
  Parlamento  regionale un problema così grave e  delicato  qual  è
  quello dei controlli.
   Noi  li riteniamo insufficienti, in seguito ci saranno ulteriori
  emendamenti che tratteranno dei controlli, proveremo a capire  se
  il   Governo   ha   davvero  l'intenzione  seria  di   interventi
  strutturali    oppure   questi   interventi   strutturali    sono
  semplicemente  per tamponare un'esigenza che è data  dal  deficit
  insopportabile del 2006.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   non   per
  polemizzare ma semplicemente per capire fino in fondo.
   L'emendamento  proposto  dall'onorevole Cracolici  veniva  fatto
  discendere  da  presunte  colpe  o responsabilità  degli  attuali
  revisori che non avrebbero evidenziato le passività di bilancio e
  le avrebbero omesse o fatto finta che non esistessero, quindi ora
  il disegno di legge verrebbe a cancellare passività inesistenti.
   Io ritengo che il tenore dell'articolo sia diverso.
   Le  passività  delle aziende sanitarie della  Regione  derivanti
  dalla  contabilità  finanziaria risultanti ancora  emessi  al  31
  dicembre  2006 sono passività esistenti e certificate, forse  non
  esigibili  perché è subentrato un contenzioso:  i  creditori  non
  possono venir in possesso del credito e quindi per le procedure o
  per  contenziosi  quelle passività non  sono  diventare  per   le
  aziende  crediti diretti per i legittimi creditori.
   Il  fatto  che vengano mese da parte e venga istituito un  fondo
  per ottemperare a una eventuale attualizzazione quando si saranno
  chiusi i contenziosi per liquidare queste somme, ritengo che  sia
  una  norma di buon governo e di attenzione contabile, forte,  per
  il delicato momento che stiamo attraversando in sanità.

   PRESIDENTE: Pongo in votazione l'emendamento 2.2.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


               Richiesta di verifica del numero legale

   CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            40

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  sospesa per un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.20, è ripresa alle ore 00.25)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, c'eravamo fermati,  un'ora  fa,
  all'emendamento  2.2  sul quale c'era il  parere  favorevole  del
  Governo.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  onorevole  Cracolici,   per
  comodità  e  per  economia dei lavori, prima  di  procedere  alla
  verifica  del  numero legale, ricordo all'Aula che la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva fissato come ultima
  data  utile  per i lavori d'Aula l'11 aprile. L'Aula,  poi,  l'11
  aprile  si  è  pronunciata  per  rinviare  ad  oggi.  Siccome  si
  conoscono  i motivi per i quali il disegno di legge sulla  sanità
  deve  essere  approvato  entro il 20 aprile,  comunico  all'Aula,
  considerato che l'Aula si può determinare per proseguire i lavori
  della  stessa, che se mancasse il numero legale - ovviamente,  la
  responsabilità non è dell'onorevole Cracolici che lo chiede o  di
  chi  lo sostiene -, il Presidente si avvarrà dell'articolo 87 del
  Regolamento interno, rinviando l'Aula a domani mattina; se invece
  il  numero legale c'è, si continuerà questa sera, perché la legge
  deve essere approvata.
   A  questo  punto  procediamo alla verifica  del  numero  legale.
  L'onorevole Cracolici l'ha richiesta.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di  Regolamento,
  invito  gli  onorevoli deputati a registrare la presenza  con  la
  scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale.

   Presenti ..41

   L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
   Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che è  stato presentato dal Governo l'emendamento  2.3
  aggiuntivo al comma 1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  L'emendamento  2.1  è stato subemendato dall'onorevole  Cracolici
  con il subemendamento 2.1.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II  Commissione. Contrario

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

  L'emendamento 2.4 dell'onorevole Antinoro è superato.
  Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
        Modifiche alla legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2

  1.  Al  comma 5 dell'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n. 2, sono aggiunte le parole:  A parziale copertura della
  prima  annualità è destinata la quota, pari a 80.868 migliaia  di
  euro,  assegnata  alla  Regione a valere sul  contributo  per  il
  ripiano  dei  disavanzi 2002-2004 di cui all'articolo  279  della
  legge 23 dicembre 2005, n. 266.'
  2.  Al  comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 8 febbraio
  2007,  n.  2, sostituire le parole  del patrimonio delle  aziende
  unità  sanitarie  locali ed ospedaliere' con le  parole   di  cui
  all'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17'.
    3. Al comma 3 dell'articolo 24 della legge regionale 8 febbraio
  2007, n. 2, sono aggiunte le seguenti parole  nonché ai centri di
  eccellenza costituiti in fondazione'».

  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
  Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
    Finanziamento della  maggiore spesa sanitaria per l'anno 2006

  1.  Per  il  finanziamento  del maggior  fabbisogno  del  sistema
  sanitario     regionale    per    l'anno    2006,    quantificato
  complessivamente  in  euro  708.342  migliaia,  al  netto   delle
  variazioni positive derivanti dall'applicazione dell'articolo  2,
  hanno  effetto in Sicilia le disposizioni di cui all'articolo  1,
  comma  174,  della  legge 30 dicembre 2004, n. 311  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni  e allo stesso  si  provvede  con  le
  modalità di seguito indicate:
  a)  quanto ad euro 153.000 migliaia mediante utilizzo della quota
  assegnata  alla  Regione  a  valere  sul  finanziamento  di   cui
  all'articolo 1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
  b)  quanto  ad  euro 80.868 migliaia mediante  utilizzo  di  pari
  importo  del  gettito  derivante dalle tasse automobilistiche  di
  spettanza regionale;
  c)  quanto  ad  euro  187.474 migliaia  mediante  utilizzo  delle
  economie  di spesa dei capitoli finanziati con risorse del  fondo
  sanitario regionale di cui all'Elenco  M', allegato alla presente
  legge;
  d)  quanto ad euro 287.000 migliaia mediante utilizzo del gettito
  derivante  dalle disposizioni di cui all'articolo 1,  comma  174,
  della  legge  30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche  ed
  integrazioni».

  Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.1. Lo
  pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
    Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
                            della Regione

  1.  Nello  stato  di previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2007  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  A'».

   Comunico che è  stato presentato dal Governo l'emendamento 5.1.
   Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Il parere
  del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
    Variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio
                            della Regione

  1.  Nello  stato  di  previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2007  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  B'».

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 6.1 del  Governo.
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
                     Variazioni alla Tabella  H'

  1.  Alla Tabella  H' di cui all'articolo 59, comma 7, della legge
  regionale  8  febbraio 2007, n. 2 sono apportate, per l'esercizio
  finanziario 2007, le seguenti modifiche in migliaia di euro:
  U.P.B. 9.2.1.3.3  capitolo 373703 -200
  e  sono  eliminate  le  parole   di  cui  200  migliaia  di  euro
  all'Istituto Annibale di Francia di Palermo'.
   Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione
  per l'esercizio finanziario 2007 sono introdotte le variazioni di
  cui all'annessa Tabella  B'
  U.P.B. 9.2.1.3.3  capitolo 373705 +200
  da destinare all'Istituto Annibale di Francia di Palermo».

     Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.  Ne do lettura:

                             «Articolo 8
   Variazioni al quadro di previsione di cassa del bilancio della
                               Regione

  1.  Al  quadro di previsione di cassa del bilancio della  Regione
  per  l'esercizio  finanziario 2007  sono  apportate  le  seguenti
  variazioni in migliaia di euro:
  ENTRATE
  BILANCIO E FINANZE Centro di responsabilità:
  FINANZE E CREDITO Interventi regionali       + 287.000
  BILANCIO  E  TESORO  Interventi Comunitari,  Statali  e  connessi
  cofinanziamenti + 153.000
                         Interventi                       regionali
  +   80.868
  SPESA
  BILANCIO E FINANZE
  Centro di responsabilità:
  BILANCIO E TESORO
  Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
  Capitolo 215710 -
  Interventi       comunitari,       statali       e       connessi
  - 202.474
  cofinanziamenti
  SANITA'
  Centro di responsabilità:
  DIPARTIMENTO REGIONALE PER L'ASSISTENZA
   SANITARIA ED OSPEDALIERA E LA PROGRAMMAZIONE
  E LA GESTIONE DELLE RISORSE CORRENTI DEL FONDO SANITARIO
  Interventi regionali                   + 367.868
  Interventi   comunitari,   statali  e  connessi   cofinanziamenti
  + 355.474»

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 8.1. Lo pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Favorevole.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti  41.
   L'Assemblea  è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione votazione  l'emendamento
  8.1 del Governo. Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della II Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è favorevole resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   All'emendamento  A.1 del Governo sono stati presentati
  numerosi subemendamenti.
   Si passa al subemendamento A.1.2 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.1 a firma degli onorevoli
  Gucciardi ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emdamento A.1.3 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.4 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo  in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.5 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della  II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.6 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri.  Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II  Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.7 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della  II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emdamento A.1.8 a firma degli onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II  Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A.1.9 a firma degli onorevoli
  Gucciardi  ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A.1.10 a firma degli onorevoli
  Gucciardi  ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento A.1.11  a  firma
  del Governo, un subemendamento all'emendamento A.1.  Lo pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.1 a firma del  Governo  nel
  testo  risultante  dalla votazione degli emendamenti.  Il  parere
  della Commissione?

    CIMINO  presidente della II Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico    che   all'emendamento   A.2   è   stato   presentato
  l'emendamento  del Governo A.2.1 che dà la copertura  finanziaria
  all'emendamento  A.2  . Lo pongo in votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

    CIMINO  presidente della II  Commissione. Favorevole.

    CRACOLICI  Vi sono due coperture finanziarie. Mi spiegate  qual
  è quella esatta?

    LAGALLA  assessore per la sanità. Per i concorsi farmaceutici.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.2 a firma del  Governo  nel
  testo  risultante dalla precedente votazione del  subemendamento.
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CIMINO  presidente della II  Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento A.3. Lo  dichiaro
  improponibile.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  A.4  a  firma
  dell'onorevole  Vicari.  Chiedo al Governo se  c'è  la  copertura
  finanziaria.

      LAGALLA   assessore per la sanità. L'emendamento  A.4  non  è
  accoglibile perché le strutture in funzione devono avere  aderito
  comunque  alla normativa regionale sul preaccreditamento,  quindi
  non è accoglibile.

    PRESIDENTE   Questo  è  un problema di  merito,  lo  decide  il
  Parlamento. Le chiedo se c'è la copertura finanziaria.

    LAGALLA  assessore per la sanità. La copertura finanziaria  non
  c'è. E' dentro il macro aggregato quindi non c'è.

    PRESIDENTE  Dichiaro pertanto l'emendamento A.4 improponibile.
    Si passa agli emendamenti A.10 e A.5, a firma Cracolici.

   CRACOLICI.  Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende    atto.    Si    passa
  all'emendamento A.6 dell'onorevole Gucciardi ed altri.  Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della II Commissione.  Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento   A.7   che   dichiaro
  improponibile perché manca la  copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento A.8 a firma Cracolici.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi auguro che questo  emendamento
  dopo  che  il Governo ha presentato l'emendamento A.1, che  è  un
  emendamento  corposo, che in qualche modo raccoglie alcune  delle
  questioni che nel tempo il gruppo dei DS ha posto in materia di
  Penso che il governo non può che dichiararsi favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo in votazione l'emendamento  A.8.  Il  parere
  del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   CIMINO, presidente della II Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti A.9 e A.11.

   CRACOLICI.  Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende   atto.     Si    passa
  all'emendamento  A.12.  Lo pongo in votazione.    Il  parere  del
  Governo?

   CASCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CASCIO.   C'è  un problema di contabilità finanziaria.   E'  per
  consentire  ad  un istituto che afferisce alla rubrica  dei  beni
  culturali di potere fare la sua attività.

   PRESIDENTE.  L'emendamento A.13 è improponibile.

   Si  passa  all'emendamento  A.15 a cui  è  stato  presentato  un
  subemendamento dal Governo, A.15.1.
   Lo dichiaro improponibile, pertanto  l'emendamento A.15 decade.
   Si passa all'emendamento A.14 che dichiaro improponibile
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A.16.

   LO  PORTO,  assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    LO  PORTO ,   assessore per il bilancio e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,questo  emendamento   aggiuntivo
  tratta  una materia assai delicata, apparentemente semplice,  nel
  senso che si propone di abbattere del 50 per cento il trattamento
  dei  consulenti nell'ambito degli assessorati, ma sostanzialmente
  è estremamente pericoloso intanto perché bisogna decidere se fare
  di  una materia del genere una materia politica contro o a favore
  del  Governo  o  stabilire normativamente un principio  sano,  di
  buona amministrazione.
   La  finanziaria,  purtroppo, introdusse un  principio  che  sarà
  sfuggito  non  solo all'assessore a quei tempi,  ma  a  tutto  il
  Governo credo, cioè il principio di abbattimento degli emolumenti
  ai consulenti degli assessorati.
   Voi  sapete  che  sono tre persone assessorato per  assessorato,
  gli  assessorati oggi sono diretti da me, domani saranno  diretti
  da  altri,  dobbiamo  loro  assicurare  soltanto  una  scelta  di
  funzionalità e di efficienza.
   Abbattere   del  50  per  cento  questa  possibilità,  significa
  abbattere  il  livello di professionalità  e  di  efficienza  dei
  rispettivi uffici.
   Io,  pertanto,  invito l'Assemblea a votare  questo  emendamento
  perché  esso si propone di normare una materia che non può essere
  lasciata ad una vaga impostazione demagogica, ma viceversa ad  un
  criterio di efficienza e di responsabilità.
   Se  non è stato chiaro, signor Presidente, posso scendere  anche
  nei  dettagli. I consulenti oggi come oggi vengono pagati con una
  cifra sostanzialmente irrisoria rispetto alle professionalità che
  richiedono.
   Abbattere ulteriormente...

    BARBAGALLO   Qua non vi è spesa.

    LO  PORTO ,  assessore per il bilancio e le finanze.  Come  non
  c'è spesa?
   Non  sto  dicendo che è improponibile per mancanza di copertura,
  sto  dicendo  che è un proposito sbagliato quello di abbattere  i
  livelli  di professionalità attraverso l'abbattimento del reddito
  che bisogna corrispondere ai consulenti, delle due una.
   Una  volta  stabilito il budget assessorato  per  assessorato  o
  abbatti  gli  emolumenti  o  abbatti il  numero  dei  consulenti.
  Abbatterlo  della  metà  su tre uno e mezzo  naturalmente  non  è
  possibile,  bisogna ricorrere all'abbattimento degli  emolumenti,
  significa  sicuramente produrre e provocare oggi,  ma  anche  per
  domani abbattere il livello di professionalità all'interno  degli
  assessorati.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  vorrei
  ricordare  che  la finanziaria l'abbiamo fatta qualche  settimana
  fa.
   Il  Governo ha presentato la proposta dove prevedeva  una  serie
  di  tagli  alle strutture, agli assessorati, quindi  è  stato  il
  Governo a fare questa proposta.
   Se  il Governo intende modificare la proposta - io ritengo  poco
  elegante che mentre stiamo facendo una legge dove ci sono lacrime
  e  sangue  si faccia un provvedimento di questo tipo  -  aggiungo
  che,  in  ogni caso, bisognava metterci la copertura finanziaria,
  perché se abbiamo tagliato del 50 per cento, questo 50 per  cento
  per ridarlo da qualche parte bisogna prenderlo.
   Chiedo  al  Governo  di  ritirarlo e  di  ripresentarlo  con  un
  provvedimento successivo.

    PRESIDENTE  Lo ritira, onorevole assessore?

    LO  PORTO , assessore per il bilancio e le finanze. Il problema
  della  copertura è risolto, se si ritiene improponibile per altri
  aspetti lo dichiarate improponibile, ma la copertura c'è.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'onorevole Lo Porto ha ragione,  mi  dicono
  gli uffici che non c'è problema di copertura.
   Però,  siccome  abbiamo  fatto una  legge  specificatamente  che
  riguarda  un impegno del Governo e del Parlamento a ripianare  il
  deficit  della  sanità, io credo che questa legge debba  rimanere
  così per com'è.
   Il  Governo  - perché condividiamo la filosofia delle  cose  che
  dice  l'onorevole  Lo Porto, non si possono pagare  consulenti  a
  mille  euro  al  mese perché obiettivamente è meglio  evitare  di
  farlo  perché  nessun  professionista  di  qualità  farà  mai  il
  consulente per mille euro al mese. Già duemila erano pochi.
   Per  cui noi lo ritiriamo adesso perché questa legge rimanga per
  come è e lo porteremo nella prossima legge.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti A17, A18, A19 e A20 sono  dichiarati
  improponibili  perché  presentati  fuori  termini  e  non   hanno
  copertura finanziaria.
   Si passa all'articolo 9. ù
   Ne do lettura:
                             «Articolo 9
                          Entrata in vigore

  1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
  2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                      (E' approvato)

   CRACOLICI. Ci sono delle tabelle.

   PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  per  evitare  che   ci   siano
  equivoci,l'emendamento A14 a firma dell'onorevole  Caputo  faceva
  riferimento   all'elenco  M,  abbiamo  dichiarato   improponibile
  l'emendamento  A14  perché  faceva  riferimento  a  delle   spese
  sacrosante  ma che non possono entrare in questa legge  perché  è
  materia estranea.

   CRACOLICI. Questa è una sua opinione.

   PRESIDENTE.  Questa è una opinione politica, ma  siccome  faccio
  il Presidente lo dichiaro improponibile.
   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   n.  141  «Applicazione dei criteri previsti dalla  L.r.  14/2006
  per  la formazione delle graduatorie dei contingenti antincendio»
  dell'onorevole Caputo ed altri.

   n.  142  «Riconoscimento  di garanzie lavorative  ai  lavoratori
  forestali  aventi  la  mansione di autobottista»,  dell'onorevole
  Caputo ed altri.

   n. 143 a firma dell'onorevole Cascio ed altri.

   Il  parere del Governo?

   CUFFARO,  presidente della Regione. Il Governo li  accetta  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  per  tre
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 00.58, è ripresa alle ore 01.00)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, considerato che l'Aula è stata fissata  per
  oggi e che il voto finale al disegno di legge sarà espresso nella
  successiva  seduta, pongo in votazione, per alzata e  seduta,  la
  proposta  della Presidenza di rinvio dei lavori d'Aula  alle  ore
  12.00.

                       Sull'ordine  dei lavori

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  comprendo
  che stiamo esaminando un testo sulla base di una data che è stata
  assunta,  già  comunicata dall'Assessore, prima in Commissione  e
  poi  in  Aula,  di  una  fantomatica scadenza,  che  non  risulta
  contenuta   in  alcun  provvedimento  amministrativo  ma   vorrei
  comunicare che non voteremo il testo, non condividendolo, ma quel
  che  vorrei  far  rilevare è che lei sta  convocando  una  seduta
  d'Aula nella giornata di domani - e ne prendiamo atto - dopo  che
  si  era  deciso di non tenere seduta, non per una volontà assunta
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,  in
  funzione  dell'organizzazione dei lavori d'Aula,  ma  perché,  da
  domani,  i  due principali Partiti - domani, quello dei   DS   e,
  dopodomani,  quello  de  La Margherita - DL ,   terranno  i  loro
  Congressi  nazionali.  Già,  questa  stasera,  diversi   colleghi
  parlamentari risultano assenti poiché sono già partiti.
   Si  tratta  di una prassi che si viene a consolidare. Ne  prendo
  atto.  Siamo  qui, fino alla fine dei lavori, per  esaminare  gli
  articoli del disegno di legge.
   E'  evidente  che,  in  sede di votazione  finale,  non  potremo
  esprimere  un voto favorevole e vorrei far rilevare che  sarà  da
  lei  convocata una seduta d'Aula in concomitanza con un Congresso
  nazionale di un Partito.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       CUFFARO    presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,  comprendo  le  motivazioni  dell'onorevole
  Cracolici  e  ritengo  sia  giusto  che  i  parlamentari  possano
  attivarsi  per partecipare ad un Congresso del loro  Partito  ma,
  francamente, onorevole Cracolici, non comprendo per quale motivo,
  questa  sera,  non si intenda esprimere il voto finale  chiedendo
  all'opposizione  di garantire il numero legale, esprimendo  anche
  un voto contrario perché è giusto farlo se si ritiene.
   L'onorevole  Cracolici  non può chiedere  di  non  convocare  la
  seduta  d'Aula  domani - oggi - per votare un  disegno  di  legge
  importante che ha, peraltro, una scadenza imposta dal suo Governo
  nazionale, adducendo la motivazione di un Congresso nazionale del
  suo  Partito quando sa che potrebbe benissimo consentire un  voto
  stasera,  con  il  previsto  numero legale,  salvando  quindi  la
  possibilità di prendere parte al Congresso.
   Onorevole Cracolici, le chiedo di farci comprendere i motivi  di
  questa  scelta.  Saremmo felici di evitare che  vi  siano  -  non
  voglio chiamarli accordi - procedure che vengano in qualche  modo
  disattese.  Stasera, non si comprende per quale  ragione  non  si
  debba votare il disegno di  legge.
   Abbiamo  il  diritto  di  chiedere che  i  lavori  d'Aula  siano
  aggiornati  a  oggi  -  ore  12.00 -  per  la  votazione  finale,
  consentendo alla maggioranza di far pervenire i suoi parlamentari
  perché  intendiamo rispettare un impegno assunto   nei  confronti
  del  Governo  nazionale  che,  tra l'altro,  se  non  rispettato,
  creerebbe condizioni di disagio ai siciliani perchè scatterebbero
  dei  meccanismi che ci priverebbero della possibilità di accedere
  al  fondo di circa 3 miliardi di euro che il Governo nazionale ha
  messo  a  disposizione della Regione per tentare di ripianare  il
  deficit.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ha già parlato l'onorevole Cracolici.  Posso  darle
  la  parola soltanto se intende esprimere una posizione favorevole
  nei confronti della proposta della Presidenza.

    BARBAGALLO   No.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione la proposta della Presidenza  di
  rinvio dei lavori a oggi, alle ore 12.00. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad   oggi,
  giovedì  19  aprile 2007, alle ore 12.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

     I  -  COMUNICAZIONI

     II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
       LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

       N. 194   -   Ristrutturazione e riapertura delle Terme  di
              Sclafani Bagni (PA).

                                              CAPUTO - CURRENTI -
                                     GRANATA INCARDONA - POGLIESE

       N. 195   -   Adeguamento  delle  pensioni  dei  dipendenti
              regionali.

                                               CAPUTO - FALZONE -
                                      GRANATA - POGLIESE CURRENTI

     III  - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  - Norme per il risanamento del sistema sanitario regionale
            (n. 546/A);

   2)  - Disposizioni in favore e dell'esercizio di attività
  economiche in zone SIC e ZPS. Disposizioni in favore
  dell'esercizio di attività sciistica nell'area del Parco delle
  Madonie di Piano Battaglia (n. 513/A).

                   La seduta è tolta alle ore 1.05

   ALLEGATO

   DI  BENEDETTO  -  PANEPINTO.  - «Al  Presidente  della  Regione,
  premesso che:

   l'ATO  idrico  della  Provincia di  Agrigento  ha  in  corso  la
  procedura  di  privatizzazione del servizio di  gestione  per  la
  durata di 30 anni;

   per  ben 4 volte l'assemblea dei Sindaci ha modificato il  bando
  di  gara per consentire che pervenissero offerte, considerato che
  le precedenti gare erano andate deserte;

   è  stata presentata una sola offerta da parte di un consorzio di
  imprese di cui fa parte il Voltano S.p.A.;

   dell'assemblea dell'ATO idrico fanno parte i Sindaci dei  comuni
  di Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto
  Empedocle,  Raffadali,  San Biagio Platani,  Santa  Elisabetta  e
  Sant'Angelo  Muxaro,  che sono contemporaneamente  azionisti  del
  Voltano SPA;

   i   predetti   Sindaci,  che  hanno  già  approvato   gli   atti
  preliminari,  compresa l'approvazione del  bando  di  gara  e  la
  nomina   della   commissione  esaminatrice,  dovranno   procedere
  all'affidamento della concessione posta in gara;

   si  ravvisa un evidente conflitto di interessi per i sindaci che
  sono  contemporaneamente  amministratori  ed  azionisti  sia  del
  soggetto appaltante che di quello appaltatore;

   un  parere  richiesto dal Consorzio d'ambito allo studio  legale
  Armao  di  Palermo  in ordine alla procedura di  affidamento  del
  servizio  recita:  'ritenere  pienamente  incompatibile  con   la
  partecipazione alla riunione del Consiglio di Amministrazione  di
  codesto  consorzio  per la nomina della commissione  di  gara  la
  posizione  degli amministratori Sindaci dei comuni  azionisti  di
  una  delle  società che in raggruppamento con  altre  imprese  ha
  presentato  l'unica offerta in sede di gara per  l'aggiudicazione
  dell'appalto';

   un  altro  parere richiesto dal Voltano SpA allo  studio  legale
  Immordino  di  Palermo recita: Pertanto, gli  atti  eventualmente
  adottati  dal Consiglio d'Amministrazione del consorzio d'ambito,
  nella  cui  compagine  figurano n. 4  legali  rappresentanti  dei
  Comuni  azionisti  della Voltano SpA non ritengo  possano  essere
  consentiti, per la paventata incompatibilità di tutte  le  figure
  istituzionali ;

   l'assemblea dei sindaci dell'ATO di Agrigento nella  seduta  del
  18/11  ha  deliberato a maggioranza, su proposta  del  Presidente
  della   Provincia  regionale  di  Agrigento,  di  richiedere   un
  ulteriore   parere  all'ufficio  del  commissario  delegato   per
  l'emergenza  idrica  in  Sicilia, rinviando  le  decisioni  dell'
  assemblea all'acquisizione di questo ulteriore parere;

   considerato che:

   il  Sindaco  del consiglio comunale di Favara si  è  dimesso  da
  vice presidente dell'ATO idrico;

   i   consigli   comunali  dei  Comuni  di  Alessandria,   Bivona,
  Calamonaci,  Canicattì,  Cattolica  Eraclea,  Cianciana,  Grotte,
  Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro,

   Racalmuto,  Ravanusa,  Realmonte,  Ribera,  S.  Biagio  Platani,
  Sambuca, S. Stefano Quisquina e Siculiana hanno deliberato per la
  non privatizzazione del servizio idrico;

   per sapere:

   se   ritenga  essere  l'ufficio  del  commissario  delegato  per
  l'emergenza  idrica in Sicilia soggetto competente  ad  esprimere
  parere di ordine giuridico ed interpretativo;

   se  non  ritenga di dover impegnare il commissario delegato  per
  l'emergenza  idrica  a  sottoporre  il  parere  richiestogli   al
  giudizio del CGA;

   quali provvedimenti intenda adottare qualora il commissario  per
  l'emergenza idrica esprima comunque un parere;

   quali  provvedimenti intenda adottare qualora l'eventuale parere
  espresso  dal  commissario  per l'emergenza  idrica  non  dovesse
  trovare condivisione da parte dell'assemblea dei Sindaci dell'ATO
  idrico di Agrigento.»  (760)

   Risposta.   «In   riferimento   alle   notizie   richieste   con
  l'interrogazione n. 760 degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto,
  questa  Presidenza  ha  interessato  l'Agenzia  Regionale  per  i
  Rifiuti  e  le Acque, istituzionalmente competente a fornire  gli
  elementi  di  informazione  utili per  la  trattazione  dell'atto
  ispettivo in questione.
   Per  quanto  sopra,  ritenendone  esaustivo  il  contenuto,   si
  trasmette, per brevità la risposta inoltrata dalla citata Agenzia
  con nota prot. 2770 del 12/02/07».

                                             Il  Presidente CUFFARO

                                 Regione Siciliana

  PRESIDENZA

  SEGRETERIA GENERALE
                                    Area 2

  Unità Operativa

  "Rapporti con l'Assemblea Regionale Siciliana"

   OGGETTO: Interrogazione n. 760 degli onorevoli Di Benedetto   e
   Panepinto.

                                          ALL'UFFICIO DI GABINETTO
                               DELL' ON.LE PRESIDENTE DELLA REGIONE
                                                               SEDE

   Per  il  seguito  di competenza, si trasmette copia  della  nota
  della  Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque,  prot.  n.2727
  del  12.02.2007, con la quale sono stati forniti  chiarimenti  ed
  elementi  utili  di  risposta  per  l'interrogazione  di  cui  in
  oggetto,  di  cui  si allega copia, diretta al  Presidente  della
  Regione.
   Questa  Unità  Operativa,  con il presente  atto,  in  virtù  di
  quanto   alla   stessa  attribuito,  giusta  Atto  di   indirizzo
  presidenziale di cui alla nota prot. n. 12037 dell'8 ottobre 2004
  di codesto Ufficio di Gabinetto, esaurisce l'attività istruttoria
  prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
   Quanto  sopra  si rimette a codesto Ufficio per  le  conseguenti
  valutazioni   e  le  determinazioni  finali  proprie   dell'On.le
  Presidente,  ai  sensi dell'art.2, comma 8, del  D.P.  10  maggio
  2001.
                                              IL DIRIGENTE PREPOSTO
                                           (Dott.ssa Maria Accardi)

           Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
                                 1  Settore Regolazione delle
   Acque

                                  Alla Presidenza della
                                  Regione Siciliana
                                  Segreteria Generale -
                                  Area 2
                                  Unità Operativa "Rapporti con
                                  l'ARS"

   OGGETTO:  A.T.O.  Idrico di Agrigento -  interrogazione  n.  760
  dell'onorevole Di Benedetto Giacomo.

   In   riscontro   alla  nota  a  margine,  si  ribadisce   quanto
  comunicato con Ns. nota n. 7 dell'8/01/2007 che ad ogni buon fine
  qui  si allega integrata con la successiva Deliberazione n. 1 del
  Commissario  ad  acta adottata il 18/01/2007 per l'aggiudicazione
  del servizio idrico integrato ATO Agrigento.

                                           IL DIRETTORE DI SETTORE

        (Ing. Marcello Loria)
          Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
                                 1  Settore Regolazione delle
   Acque

                                  Alla Presidenza della
                                  Regione Siciliana
                                  Segreteria Generale -
                                  Area 2
                                  Unità Operativa "Rapporti con
                                  l'ARS"

   OGGETTO:  A.T.O.  Idrico di Agrigento -  interrogazione  n.  688
  dell'onorevole Di Benedetto Giacomo.
   In  riscontro alla nota a margine, si trasmette copia del D.D.G.
  n.  440  del  28.12.2006 di nomina del Commissario  ad  acta  per
  l'affidamento del servizio idrico integrato presso  il  Consorzio
  di Ambito territoriale di Agrigento.

                                          IL DIRETTORE  DI SETTORE

        (Ing. Marcello Loria)
           Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
                                                 Direzione
   Generale
                         IL DIRETTORE GENERALE

   VISTO  lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTA la legge 5 gennaio 1994 n.36 che detta disposizioni in
   materia di risorse idriche;

   VISTO l'art. 69 della L.R. 27 aprile 1999 n. 10 che disciplina
   il governo e l'uso delle risorse idriche in Sicilia;

   VISTO  l'art.  7  della L.R. n. 19/2005 con  il  quale  è  stata
   istituita  l'Agenzia Regionale per i   Rifiuti e le  Acque  alla
   quale  la   Regione siciliana ha trasferito le competenze  nelle
   materie  indicate  ai  commi 3 e 4, attribuite  da  disposizioni
   normative a singoli rami dell'Amministrazione Regionale;

   VISTO   in  particolare, il comma 3 dell'art. 7  della  L.R.  n.
   19/2005  secondo  cui:  l'Agenzia esercita  forme  di  controllo
   efficienti  ed  efficaci, provvedendo a sviluppare  e  sostenere
   azioni  per  la  gestione  integrata  quali-quantitativa   delle
   risorse idriche e a controllare e regolare il servizio reso  dai
   gestori del sistema idrico integrato;

   VISTO  altresì, il comma 5 dell'art. 7 della L.R. n. 19/2005  il
   quale  riconosce all'Agenzia poteri sostitutivi,  d'ispezione  e
   d'acceso  agli  atti  degli  Enti ed  Amministrazioni  coinvolti
   nell'esercizio delle proprie competenze;

   VISTO  il  Decreto  del  Presidente della Regione  Siciliana  n.
   59/area  l/S.G. del 27 febbraio 2006 con cui, ai sensi dell'art.
   7  della  L.  R. 19/2005, è stato nominato l'Avv. Felice  Crosta
   quale Direttore Generale dell'Agenzia Regionale per i Rifiuti  e
   le Acque;

   VISTO il Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 1 del
   28 febbraio 2006 pubblicato sulla GURS n. 22 del 28 aprile 2006,
   con  il  quale  è  stata  avviata la  costituzione  dell'Agenzia
   Regionale per i rifiuti e le Acque;

   VISTO  il  D.D.G. n. 1 del 16.03.2006 con il quale il  Direttore
   Generale dell'Agenzia ha nominato l'Ing Marcello Loria Direttore
   del Settore "Regolazione delle Acque";

   VISTA  la  nota n. 1422 del 22.11.2006 con la quale il Consorzio
   di  Ambito Territoriale di Agrigento, in ragione della  presunta
   incompatibilità  di  alcuni sindaci  membri  del  Consorzio,  ha
   chiesto  un  parere sulla proposta di affidamento  del  servizio
   idrico integrato;

   VISTA  la nota n. 12751 del 13/12/2006 di questa Agenzia con  la
   quale  è stata inoltrata, per il tramite della Presidenza  della
   Regione   Siciliana  giusta nota n.  12751  del  13/12/2006,  la
   richiesta  di  parere  all'Ufficio legislativo  e  legale  della
   Regione Siciliana;

   VISTO  il parere dell'Ufficio legislativo e legale della Regione
   Siciliana reso con nota n. 21477 335/06 11 del 21/12/2006;

   VISTA  la nota n. 16520 RA del 21/12/2006 di questa Agenzia  con
   la  quale  è  stato  inoltrato al Consorzio il superiore  parere
   invitando altresì lo stesso a convocare urgentemente l'assemblea
   dei  rappresentanti entro e non otre il 24.12.2006  al  fine  di
   deliberare sull'affidamento del servizio in oggetto;

   VISTA  la  nota n. 1493 del 23/12/2006 con la quale il Consorzio
   di Ambito Territoriale di Agrigento, ha comunicato che la seduta
   dell'Assemblea  dei  sindaci, riunita  in  seconda  convocazione
   giorno  23/12/2006, è stata rinviata a data  da  destinarsi  per
   mancanza di numero legale;
   RITENUTO  dover  esercitare  i poteri  sostitutivi  indicati  in
   narrativa e attribuiti a questa Agenzia con la già citata  legge
   regionale 19/2005 nominando un commissario che, previa  verifica
   degli  atti  afferenti, ponga in essere, in  nome  e  per  conto
   dell'Ente inadempiente gli atti necessari per l'affidamento  del
   servizio idrico integrato;

                               DECRETA

                               Art. 1
   Il  Dirigente Ing. Ignazio Puccio è nominato Commissario ad acta
   presso  il Consorzio di Ambito Territoriale di Agrigento con  il
   compito  di valutare e deliberare in ordine agli esiti  di  gara
   inerenti l'affidamento del servizio idrico integrato.
                               Art. 2
   Il  presente incarico dovrà essere portato a compimento entro il
   termine  di  15  giorni  dalla data  di  notifica  del  presente
   provvedimento.
                               Art. 3
   Le  spese  relative all'espletamento del presente incarico  sono
   poste  a  totale carico del Consorzio di Ambito Territoriale  di
   Agrigento.

   Palermo, 28 dicembre 2006

           Il Direttore
   Il Direttore Generale
   Ing. Marcello Loria
   Avv. Felice Crosta
   L'anno  duemilasette il giorno 18 del mese di gennaio  alle  ore
  18.00
                       IL COMMISSARIO AD ACTA
   VI STO lo statuto del Consorzio di Ambito Agrigento;

   CONSlDERATO CHE:
   -con  delibera del Consiglio di Amministrazione del 31.10.03  n.
  07  è stato deliberato l'atto di indirizzo per la redazione degli
  schemi  di  bando  e  di capitolato relativi  all'affidamento  in
  concessione a terzi della gestione del Servizio Idrico Integrato;
  -con delibera dell'Assemblea del Consorzio di Ambito Agrigento
  del 21.6.04 n. 13 sono stati approvati gli schemi del
  disciplinare di gara per l'affidamento del S.I.I. e di
  convenzione di gestione corredata del disciplinare tecnico;
  -il Consorzio di Ambito Agrigento ha indetto una gara pubblica
  scaduta il 15.2.05, una procedura negoziata scaduta il 23.5.05 ed
  altra gara pubblica scaduta il 28.2.06, tutte andate deserte;
  -con delibera del C. di A. del 28.2.06 n. 9 sono stati
  riapprovati lo schema  di disciplinare di gara per l'affidamento
  dei S.I.I. e la convenzione di gestione  corredata del
  disciplinare tecnico;
  -con delibera dell'Assemblea del Consorzio di Ambito Agrigento
  dell'11.4.06 n. 3 è stato confermato di procedere all'erogazione
  del servizio idrico integrato dell'ATO di Agrigento attraverso
  idoneo concessionario da individuare mediante l'espletamento di
  gara per l'affidamento del S.I.I. e la convenzione di gestione
  corredata del disciplinare tecnico;
  -a seguito della trasmissione del disciplinare di gara per
  l'affidamento del S.I.I. alla G.U.C.E. in data 16.4.06 SO75 e
  della pubblicazione nella G.U.R.S. n. 18 del 5.05.06 è pervenuta
  entro i termini fissati alle ore 12.00 del 7.06.06, una sola
  offerta dal seguente Raggruppamento Temporaneo d'imprese: ACOSET
  S.p.A.  Capogruppo con sede a Catania viale Rapisardi 164,
  mandanti IBI Idrobioimpianti S.p.A., Voltano S.p.A., Galva
  S.p.A., G. Campione S.p.A., Serf Srl, Tecnofin Group S.p.A.,
  Edilmeccanica G. Campione srl, L. Costruzioni Salamone srl,
  A.I.E.M. srl, Aipa S.p.A., Delta Ingegneria srl;
  -con delibera del C. di A. del Consorzio del 6.07.06 n. 26 è
  stata nominata la Commissione per giudicare sull'ammissibilità
  delle offerte ricevute e sulla attribuzione dei punteggi, così
  come previsto dall'art. 12 del disciplinare di gara;
  -la Commissione di Gara, espletate le procedure di rito,  nella
  seduta dell'1.9.06 ha espresso unanime giudizio di regolarità
  della documentazione esibita, valutando positiva l'unica offerta
  pervenuta, proposta dall'ATI "Girgenti Acque" Capogruppo ACOSET
  S.p.A., sia sotto il profilo tecnico che economico ed ha
  formulato la graduatoria;

   ESAMINATI  i  verbali  dona Commissione di gara,  allegati  alla
   presenti per farne parte integrante e sostanziale;

   VISTO  il  verbale n. 15 della seduta del C. di A. del  30.10.06
   nel  quale  sono riportate considerazioni in merito  ad  entrate
   "extra  Piano"  riferite ai punti: 7.5.3  e  9.2.2  allegato   C
   della   proposta   e  richiamate  nel  punto  4.1   dell'offerta
   economica;

   PRESO  ATTO  della nota del Presidente del Consorzio  di  Ambito
   del  22.11.06  n.  1422  nella  quale  viene  rappresentata   la
   incompatibilità  di  alcuni  Sindaci, componenti  dell'assemblea
   del  Consorzio  e,  al contempo, componenti  dell'Assemblea  del
   Voltano  S.p.A.  - ditta mandante dell'ATI  -  a  deliberare  in
   merito all'affidamento del S.I.I.  dell'ATO;

   VISTA    la  nota  n.  21477  del  21.12.06  con  cui  l'Ufficio
   Legislativo  e  Legale della Regione Siciliana  ha  espresso  il
   proprio  parere in ordine al conflitto di interesse dei  Sindaci
   riferito  alla  loro  coesistente  posizione  di  amministratori
   dell'ATO  e di azionisti della società aggiudicataria -  Voltano
   S.p.A.;

   VISTA  la nota dei Direttore Generale dell'Agenzia per i rifiuti
   e  le acque del 21.12.06 n. 16520 con la quale, tra l'altro,  il
   Consorzio viene diffidato a proseguire nello stato di inerzia;

   ATTESO  che  il testo coordinato ed integrativo dell'Accordo  di
   Programma  Quadro,  Tutela  delle  Acque  e  gestione  integrata
   dell'APQ   R.I.  del  21.3.05  e  successivi  atti  integrativi,
   prevede la rendicontazione degli investimenti a carico del   POR
   Sicilia 2000-2006 entro i  31.12.05;

   VISTO  il  Decreto del Direttore Generale dell'Agenzia Regionale
   per  i  Rifiuti  e  le  Acque  del 28.12.08  n.  440  così  come
   integrato  con  successivo Decreto dell'11.1.07  n.  01  con  il
   quale,  a seguito del permanere dello stato di inerzia in ordine
   alle  decisioni  sull'affidamento del servizio idrico  integrato
   ed  in ragione dei poteri sostitutivo attribuito all'Agenzia  ex
   art.  7  comma  5  l.r. 18/06, è stato nominato  l'ing.  Ignazio
   Puccio   Commissario  ad  acta  presso  il  Consorzio   d'Ambito
   territoriale  di  Agrigento  con  il  compito  di   valutare   e
   deliberare  in  ordine agli esiti di gara inerenti l'affidamento
   del Servizio idrico integrato;

   VISTA  la nota del presidente del Consorzio  d'Ambito n. 03  del
   3.01.07  con  la quale viene comunicata la richiesta  di  alcuni
   sindaci  dei  comuni consorziati di convocazione  dell'assemblea
   per decidere sull'affidamento del S.I.I.;

   VISTA  la  nota n. 05 del 3.1.07 del Commissario  ad  acta,  con
   quale   viene   espresso   parere  di  opportunità   in   ordine
   all'esercizio delle competenze assembleari sull'affidamento  del
   S.I.I.;

   VISTA  la nota del Presidente del Consorzio d'Ambito del 12.1.07
   n.  25  con  la  quale è stato comunicato che  nel  corso  della
   seduta  9.1.07 l'Assemblea non ha proceduto all'affidamento  del
   S.I.I. dell'ATO  di Agrigento;

   RITENUTO  di  dovere dar corso alla definizione della  procedura
   intrapresa  dal  Consorzio per l'affidamento del S.I.I.  tenendo
   conto  di  quanto  espresso dell'Ufficio  Legislativo  e  Legale
   della  Regione nel parere sopra citato e in ordine al  conflitto
   di interesse;

   PRESO  ATTO  che a norma dell'art. 18, comma 4 del  disciplinare
   di   gara,   "l'Autorità  d'Ambito,  per  gli   adempimenti   di
   competenza,  prenderà atto della graduatoria per  l'approvazione
   dell'affidamento in concessione del S.I.I nell'ATO di  Agrigento
   al  concorrente  la  cui offerta è risultata la  migliore  nella
   selezione avvenuta ;

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO il D.L.vo del 3.4.06 n. 152;

   VISTO  l'art.  69  della L.R. 27.4.1999 n.10 che  disciplina  il
   governo e l'uso delle risorse idriche in Sicilia;

   VISTO  l'art.  7  della L.R. 22 dicembre 2005 n. 19,  istitutivo
   dell'Agenzia Regionale per Rifiuti e le Acque;

   VISTO il D. Lgs. 267/2000;

   VISTO il vigente O. R. EE. LL;
                              DEL1BERA

   APPROVARE  gli  esiti di gara come risultanti dai verbali  della
   Commissione  all'uopo costituita e allegati  alla  presente  per
   farne parte integrale e sostanziale;

   RIGETTARE,  con riferimento al verbale 15/2006 della seduta  del
   C.  d.  A.,  la  parte  di proposta che prevede  entrate   extra
   Piano   riferite  ai  punti: 7.5.3  e  9.2.2  allegato  C  della
   proposta  e  richiamate nel punto 4.1 dell'offerta  economica  e
   specificamente:
   1)  l'ipotesi  d  entrate extra Piano previste dall'offerente  e
   relative  al pagamento, a carico delle amministrazioni comunali,
   dei costi di gestione delle reti miste;
   2)  il  pagamento,  da parte dei comuni, di  contributi  per  le
   manutenzioni delle reti nere che trasportano acque bianche;

   STABILIRE  che  gli  oneri  per  il  pagamento  dei  canoni   di
   concessione  per le derivazioni di acqua devono essere  posti  a
   carico del gestore;

   AGGIUDICARE   in   via  definitiva,  con  le   modifiche   sopra
   riportate,  a  favore  dell'A.T.I. "Girgenti  Acque"  Capogruppo
   ACOSET  S.p.A.  la  gestione  del Servizio  idrico  integrato  e
   lavori connessi nell'Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento;

   DARE  mandato  agli Uffici del Consorzio di Ambito Agrigento  di
   provvedere    agli   adempimenti   di   competenza   conseguenti
   all'adozione del presente atto.

                                             Il Commissario ad acta
                                              (Ing. Ignazio Puccio)

   BALLISTRERI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il bilancio e le finanze, premesso che:

     con  la  delibera  CIPE del 9 maggio 2003 n.  17  Ripartizione
  delle  risorse  per  interventi  nelle  aree  sottoutilizzate   -
  rifinanziamento  legge  208/98 per il triennio  2003/2005  (legge
  finanziaria 2003, art. 61) , sono stati destinati 740 milioni  di
  euro  a  programmi di sviluppo nel Mezzogiorno nei settori  della
  Ricerca e della Società dell'Informazione;

   nell'ambito delle suddette risorse, con delibera CIPE n. 81  del
  20 dicembre 2004, è stata approvata la destinazione programmatica
  di  140  milioni  di  euro  per  il  finanziamento  di  distretti
  tecnologici  nelle  regioni  del  Mezzogiorno,  33,6  dei   quali
  destinati alla Regione Sicilia, in regime di APQ;

   in  data  14/06/05 è stato sottoscritto l'Accordo  di  Programma
  Quadro  per  la  Ricerca tra la Regione siciliana,  il  Ministero
  dell'Università  e  della  Ricerca Scientifica  ed  il  Ministero
  dell'Economia  che  prevedeva, tra gli  altri,  la  realizzazione
  dell'intervento  denominato  PROREPLUS  -  ALIF,  Laboratori   di
  testing per dispositivi elettroacustici, sensori oceanografici  e
  metodologie finalizzati al monitoraggio dello stato delle risorse
  biologiche del mare, promosso dalla Sede di Mazara del Vallo  del
  CNR - Istituto per l'Ambiente Marino Costiero (CNRIAMC) dal costo
  complessivo  di  euro  5.426.155,  di  cui  euro  3.000.000   con
  copertura CIPE, delibera del 9 maggio 2003, n. 17;

   con  delibera n. 174 del 28 aprile 2005, la Giunta regionale  ha
  preso  atto dell'Accordo di Programma Quadro stipulato il 7 marzo
  2005  tra  il Dipartimento Bilancio e Tesoro Ragioneria  Generale
  della  Regione  ed il Dipartimento Programmazione,  il  Ministero
  dell'Economia  e  delle Finanze - Servizio per  le  Politiche  di
  sviluppo  territoriale  e  le Intese e,  per  la  Presidenza  del
  Consiglio  dei  Ministri  -  Ministro  per  l'Innovazione  e   le
  Tecnologie, il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie  ed
  il    Centro   Nazionale   per   l'Informatica   nella   Pubblica
  Amministrazione;

   il  23  novembre 2005 è stata stipulata convenzione tra, per  la
  Regione  siciliana, il Dipartimento Bilancio  e  Tesoro  Generale
  della Regione dell'Assessorato Bilancio e Finanze, e per il  CNR,
  l'Istituto  Ambiente  marino Costiero IAMC  di  Napoli  (Sede  di
  Mazara  del  Vallo),  con  la quale  il  CNR  si  è  impegnato  a
  realizzare  tutto il complesso di azioni per attuare il  progetto
  ICT-E3 (Piano ICT per l'eccellenza nella Sicilia occidentale  del
  settore  innovazione  imprenditoriale  a  partire  dalla  ricerca
  marina);

   con  la  suddetta  convenzione il  CNR  e  la  Regione  si  sono
  impegnati  a  creare il Distretto Tecnologico  Agro-Bio  e  Pesca
  Ecocompatibile in Sicilia;

   nel  dicembre 2005 è stato sottoscritto l'Accordo Quadro tra  il
  Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Presidente
  della  Giunta  regionale,  all'uopo  delegato  sulla  base  della
  deliberazione  della Giunta regionale n. 2112 del  02/08/2005,  i
  quali  hanno concordato, nell'ambito dei compiti e delle funzioni
  attribuite  loro  dalle leggi, di cooperare per  l'attuazione  di
  programmi di ricerca e sviluppo finalizzati ai bisogni sociali ed
  economici della Regione;

   per  sapere  quali  siano  i criteri  stabiliti  per  erogare  i
  finanziamenti  destinati ai programmi di sviluppo  della  Regione
  Sicilia,  deliberati  dal  CIPE, in  regime  di  APQ,  esposti  e
  dettagliati in premessa». (674)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   riferimento   all'interrogazione    n.    674
  dell'onorevole  Ballistreri,  prioritariamente  appare  opportuno
  evidenziare  che, tra le delibere CIPE citate nell'interrogazione
  in   argomento,   la   delibera  che  attiene   alle   competenze
  dell'Assessorato   Bilancio  e  Finanze  in   tema   di   Società
  dell'Informazione  risulta  essere  la  delibera  n.  17/2003  e,
  conseguentemente,  l'Accordo  di  Programma   Quadro   (APQ)   di
  pertinenza  risulta essere l'APQ stipulato il  7  marzo  2005  ed
  apprezzato dalla Giunta Regionale di Governo con delibera n.  174
  del  18  aprile 2005 e pertanto a tali atti il presente riscontro
  afferisce.
   Per  quel  che  attiene gli interventi inseriti nell'Accordo  di
  Programma  Quadro sulla Società dell'Informazione  nella  Regione
  Siciliana,  si  allega uno specifico prospetto che  riporta  ogni
  singolo  intervento (con il relativo acronimo)  ed  il  Programma
  CIPE  od altro che lo finanzia ed il cofinanziamento regionale  o
  di altri soggetti.
  Conseguentemente alla stipula deIl'APQ, nella considerazione che,
  quale   Responsabile  dell'attuazione  dello  stesso,   è   stato
  individuato il Ragioniere Generale della Regione, tutto l'insieme
  delle risorse previste dallo stesso APQ sono state attribuite  al
  Dipartimento Bilancio e Tesoro di questo Assessorato.
  Con  eccezione degli interventi previsti dal Programma  "ICT  per
  l'eccellenza dei Territori", con acronimi: ICT-E1, proposto dalla
  Provincia, dal Comune e dall'Università di Catania che, pertanto,
  sono  stati incaricati della relativa realizzazione con  apposita
  convenzione,   ICT-E2,  proposto  dall'ISMETT  di  Palermo   che,
  pertanto,  è  stato  incaricato della relativa realizzazione  con
  apposita convenzione, ed ICT-E3, proposto dal IAMC-CNR di  Mazara
  del  Vallo  che,  pertanto,  è stato  incaricato  della  relativa
  realizzazione  con apposita convenzione, per la realizzazione  di
  tutti  i  rimanenti interventi il Dipartimento Bilancio e Tesoro,
  ai  sensi  dell'art.  78  della L.R.  6/2001,  ha  stipulato  una
  specifica   convenzione  con  la  Società  Sicilia  e-Innovazione
  S.p.A.,  creata  dal  Dipartimento, per le attività  informatiche
  dell'Amministrazione Regionale.
  Sulla  base delle predette indicazioni, pertanto, il Dipartimento
  Bilancio e Tesoro non ha erogato finanziamenti a soggetti esterni
  ma,  al fine della realizzazione degli interventi dell'APQ, quale
  ente appaltante, ha stipulato appositi rapporti convenzionali con
  il soggetto istituzionalmente a ciò preposto ovvero, nel caso dei
  progetti di "ICT per l'eccellenza", con i soggetti proponenti».

                                               L'Assessore LO PORTO

                 Seduta n. 62 del 18-19 aprile 2007
                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 513/A  DISPOSIZIONI IN FAVORE DELL'ESERCIZIO
  DI  ATTIVITà ECONOMICHE IN ZONE SIC E ZPS. DISPOSIZIONI IN FAVORE
  DELL'ESERCIZIO  DI ATTIVITà SCIISTICA NELL'AREA DEL  PARCO  DELLE
  MADONIE DI  PIANO  BATTAGLIA

     -All'articolo 1:

   Subemendamento all'emendamento A.18.1:

  Alla fine del comma 3, dopo la parola  adottata ,  aggiungere  la
  parola  positivamente .

   Emendamento A.18.1:

     1.  Le determinazioni sulle valutazioni di incidenza, previste
  dall'articolo 5 del D.P.R. n. 357/1997, sono attribuite ai comuni
  nel cui territorio insistono i siti SIC e ZPS. Le valutazioni  di
  incidenza  che interessino siti SIC e ZPS, ricadenti  all'interno
  dei parchi naturali sono di competenza dell'Ente parco.

  2. Sono di competenza dell'Assessorato regionale del territorio e
  dell'ambiente le valutazioni di incidenza che riguardano l'intera
  pianificazione comunale, provinciale e territoriale, ivi compresa
  i  piani agricoli e faunistico-venatori che non sono stati ancora
  approvati alla data di entrata in vigore della presente legge.

  3.  I  comuni  e  gli  enti  parco sono  tenuti  ad  adottare  le
  determinazioni sulle valutazioni di incidenza entro il termine di
  60  giorni.  Decorso  il  predetto termine,  la  pronuncia  sulla
  valutazione   di  incidenza  è  rilasciata  in  via   sostitutiva
  dall'Assessorato  regionale del territorio e  dell'ambiente,  che
  dovrà  adottarla entro il successivo termine di 60 giorni decorsi
  i  quali  la  determinazione sulla valutazione  di  incidenza  si
  intende adottata.

  4.  Nelle  more  dell'emanazione delle misure di conservazione  e
  dell'approvazione dei piani di gestione previsti dal decreto  del
  Presidente  della Repubblica 8 settembre 1997, n.  357,   per  le
  aree  designate  ai  sensi delle direttive  n.  79/409/CEE  e  n.
  92/43/CEE,  al  fine  di non penalizzare le attività  economiche,
  sono   consentiti  il  rilascio  delle  autorizzazioni  e   delle
  concessioni,  nonché  il  proseguimento  e  l'ampliamento   delle
  attività  esistenti,  nel  rispetto degli  strumenti  urbanistici
  vigenti.

  5.  Gli interventi all'interno dei centri abitati, delimitati  ai
  sensi  dell'articolo  4  del  decreto  legislativo  n.  285/1992,
  ricadenti  in zone SIC e ZPS, non sono soggetti a valutazioni  di
  incidenza .

     -All'articolo 3:

   Emendamento 3.3:

  Sopprimere l'articolo 3.

                       EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Emendamento A 8:

  Aggiungere il seguente articolo:

    Art   - Aree contigue - 1. Per gli effetti di cui all'articolo
  32,  comma  3,  della  legge 6 dicembre 1991,  n.  394,  vengono
  definite  quali  aree  contigue  nei  parchi  regionali   quelle
  previste  dal comma 3, dell'articolo 7 della legge  regionale  6
  maggio 1981, n. 98, come sostituito dall'articolo 6 della  legge
  regionale 9 agosto 1988, n. 14.

  2.  In  dette aree è consentita l'attività venatoria secondo  le
  modalità stabilite per gli ambiti territoriali di caccia in  cui
  le stesse aree contigue ricadono .

   Emendamento A 19:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art     -  1.  Per  la  promozione e lo sviluppo  dell'attività
  turistica in Sicilia, ivi compresa la realizzazione di  studi  e
  ricerche  di  settore  nonché  di  iniziative  turistiche  e  di
  rilevanza  turistica, l'Assessore regionale per il  turismo,  le
  comunicazioni  e  i  trasporti è autorizzato  a  costituire  una
  società   di   capitali,   con  sede  in   Sicilia,   a   totale
  partecipazione  pubblica, ed alla quale potranno successivamente
  partecipare, in forma minoritaria, altri enti pubblici.

  2.  La  Regione  siciliana esercita nei confronti  della  stessa
  Società  un  controllo  analogo  a  quello  operato  sui  propri
  servizi.  I  diritti  del  socio sono  attribuiti  all'Assessore
  regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti che può
  affidare  direttamente  alla  Società  medesima  i  servizi,  le
  forniture  ed  i  lavori  funzionali  al  raggiungimento   delle
  finalità di cui al comma 1.

  3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata per
  l'esercizio  finanziario 2007 la spesa di   250.000,00,  cui  si
  provvede  mediante  riduzione delle disponibilità  del  capitolo
  472514 - Dipartimento Turismo - esercizio finanziario 2007.

   Emendamento A 20:

    Art   - I termini di efficacia della dichiarazione di pubblica
  utilità  finalizzati alla definizione, da parte dell'Assessorato
  regionale  del  turismo, delle comunicazioni  e  dei  trasporti,
  delle  procedure  ablatorie delle aree di cui all'art.  2  della
  legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, sono fissati al 3 luglio
  2008 .

   Emendamento A 21.1:

     Art     -  Al comma 7, dell'emendamento A.21, dopo le  parole
   presente  articolo  aggiungere le seguenti  per le  cooperative
  edilizie  che comprovino, attraverso la revisione ordinaria,  di
  essere   in  possesso  dei  requisiti  di  legge,  ivi  compresa
  l'assegnazione o il diritto di proprietà dell'area .

   Emendamento A 21:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art     -  1.  All'art. 22, comma 1, della legge  regionale  22
  dicembre 2005 n. 19, sostituire le parole  31 dicembre 2006  con
   31 dicembre 2011 .

  2.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 2 della legge  regionale  3
  novembre 1994, n. 43, è aggiunto il seguente:  1 bis. Il  prezzo
  di  cessione degli alloggi di edilizia residenziale  pubblica  è
  aumentato dei costi sostenuti per gli interventi di manutenzione
  straordinaria,  di  restauro  e risanamento  conservativo  o  di
  ristrutturazione  effettuati  nell'edificio  nei   cinque   anni
  antecedenti la stipula dell'atto di vendita'.

  3.  Il  coniuge,  i  discendenti entro  il  terzo  grado  e  gli
  ascendenti  conviventi con l'aspirante deceduto,  conservano  la
  facoltà di acquistare gli alloggi dei quali abbiano acquisito il
  diritto alla locazione.

  4.  Il diritto di opzione all'acquisto dell'alloggio può essere,
  altresì,   esercitato,  in  caso  del  decesso  del   conduttore
  assegnatario, dal convivente   more uxorio',  purché  la  durata
  della convivenza sia stata di almeno sette anni.

  5.  I termini previsti dagli  articoli 1, 7, 13 e 16 dalla legge
  regionale  24  luglio  1997, n. 25, già prorogati  dall'art.  31
  della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, sono ulteriormente
  prorogati  al  31 dicembre 2008, limitatamente alle  cooperative
  edilizie  in possesso di attestazione di revisione in  corso  di
  validità che per gli effetti del combinato disposto dell'art. 31
  della  legge  regionale 5 novembre 2004, n. 15 e  dell'art.  67,
  comma  3,  della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,  hanno
  mantenuto   l'inclusione  nei  piani  di   utilizzazione   degli
  stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79
  e 5 dicembre 1977, n. 95.

  6. Per le cooperative edilizie, i termini previsti dall'art. 66,
  comma  2,  della legge regionale 28 dicembre 2004, n.  17,  sono
  prorogati   al  31  dicembre  2008  per  l'utilizzazione   degli
  stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79
  e   5   dicembre  1977,  n.  95  e  per   l'utilizzazione  degli
  stanziamenti di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457.

  7.  I termini di scadenza previsti dall'art. 67,  comma 3, della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono prorogati entro  e
  non oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
  articolo.

  8.  Il comma 3 dell'art. 3 della legge regionale 31 agosto 2000,
  n.  19  è  così sostituito:  I requisiti come sopra  determinati
  devono  essere  posseduti al momento dell'emanazione  del  primo
  decreto  di  concessione dell'agevolazione  e  sussistere  anche
  all'atto  dell'assegnazione  dell'alloggio,  ad  eccezione   del
  reddito'.

   Emendamento A 23:

  Aggiungere il seguente articolo:

     Art   - All'articolo, comma 1, del DDL n. 510/A approvato con
  legge  regionale  del  4 aprile 2007 le  parole   ai  sensi  del
  decreto  25  maggio  2006'  sono sostituite dalle  parole    con
  decreto'.

  2.  All'articolo 3, comma 1 del DDL n. 510/A approvato con legge
  regionale del 4 aprile 2007 le parole  negli anni 2006  e  2007'
  sono  sostituite dalle parole   dalla data di entrata in  vigore
  della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15. .

   Emendamento A 24:

  Aggiungere il seguente articolo:

     Alla  fine del comma 15 della l.r.  n. 12/2006 è aggiunto  il
  seguente comma:

   16. Le disposizioni di cui al comma 15 si applicano comunque al
  volume degli edifici, esistenti in epoca antecedente alla  legge
  6 agosto 1967 n. 765, ancorché in atto parzialmente demoliti' .

  DISEGNO  DI LEGGE N. 546/A  NORME PER IL RISANAMENTO DEL  SISTEMA
  SANITARIO REGIONALE

     -All'articolo 2:

   Emendamento 2.2:

  Sostituire il comma 1 con il seguente:

   1. Le passività delle Aziende sanitarie della Regione derivanti
  dalla contabilità finanziaria, comprese le esposizioni verso  le
  gestioni  liquidatorie,  e risultanti ancora  in  essere  al  31
  dicembre  2006,  sono  dichiarate insussistenti  ai  fini  della
  redazione  dei bilanci delle singole Aziende sanitarie  relativi
  all'esercizio 2006 .

     Emendamento 2.3:

  All'articolo 2, comma 1 è aggiunto il seguente periodo:   A  tal
  fine  il  termine  di presentazione dei bilanci  2006,  previsto
  dall'articolo 51, della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
  è  prorogato  al  30 giugno 2007 ed il termine  di  trasmissione
  all'Assessorato  regionale  Sanità  è  prorogato  al  31  luglio
  2007. .

     -All'articolo 4:

      Emendamento 4.1:

  Aggiungere i seguenti commi:

   2.  Alla  tabella  A' di cui all'articolo 59,  comma  1,  della
  legge  regionale 8 febbraio 2007, n. 2, sono aggiunti i seguenti
  accantonamenti per l'esercizio finanziario 2007:

  OGGETTO
  2007            2008           2009

  Quota   assegnata   alla  Regione  siciliana   a         153.000
  ---                ---

  valere sul finanziamento di cui all'art. 1,

  comma 278, legge 23 dicembre 2005,

  n. 266, collegata al corrispondente

  accantonamento negativo.

  Gettito   derivante  dalle  disposizioni  di  cui        287.000
  ---              ---

  all'articolo 1, comma 174, della legge 30

  dicembre 2004, n. 311 e successive modi-

  fiche ed integrazioni, collegata al corrispon-

  dente accantonamento negativo.                   ---------------
  ---------------------

                        Totale  accantonamenti   positivi  440.000
  ---               ---

  Quota  assegnata alla Regione Siciliana     153.000          ---
  ---

  a  valere  sul finanziamento di cui all'articolo 1,  comma  278,
  legge 23 dicembre 2005, n. 266.

  Gettito   derivante  dalle  disposizioni  di  cui        287.000
  ---               ---

  all'articolo 1, comma 174, della legge  30 dicembre 2004, n. 311
  e successive modifiche ed integrazioni.          ---------------
  ---------------------

                       Totale  accantonamenti negativi     440.000
  ---                  ---

  3.  In  relazione  all'accertamento delle entrate  di  cui  alle
  lettere a) e d) del comma 1 del presente articolo, per le  quali
  vengono  disposti gli specifici accantonamenti negativi previsti
  dalla  tabella  "A"  di cui al comma 2, il  Ragioniere  generale
  della   Regione   è   autorizzato  ad  iscrivere   con   proprio
  provvedimento  le  relative  somme ai  pertinenti  capitoli  dei
  corrispondenti accantonamenti positivi.

     -All'articolo 5:

      Emendamento 5.1:

  Sostituire la tabella  A' con la seguente:

   U.P.B.         Denominazione                         Variazioni
  Nomenclatore

                      Bilancio e Finanze

                      Dipartimento regionale Bilan-

                      cio e Tesoro

  4.2.1.4.2      .Restituzioni, recuperi, rimborsi

          e partite che si compensano nel-

          la    spesa    (cap.4199    Modificata            80.868
          l.r. 0/07

          denominazione).              Rimborso              dello
          art. 3, comma 1

          Stato quale concorso al ripiano

          Disavanzi sanitari per gli eserci-

          zi  pregressi.                                  --------
          ---

                    Totale variazione entrata     80.868

          =======

     -All'articolo 6:

      Emendamento 6.1:

  Sostituire la tabella  B  con la seguente:

   UPB                    Denominazione                 Variazioni
  Nomenclatore

                           Bilancio e finanze

                           Dipartimento

                           Regionale bilancio

                           e tesoro

  4.2.1.5.            Fondi di riserva                - 202.474

                          - cap. 215703

                            -   cap.  613905                     -
  202.474

  SANITA'

  dipartimento regionale Fondo sanitario, assistenza sanitaria  ed
  ospedaliera -igiene pubblica

  10.2.1.3.1 fondo sanitario regionale           202.474

  - cap. 413304 integrazione del finanziamento del fondo sanitario
  relativo  ad  anni precedenti - fondi v. (  187.474 migliaia)  -
  l.r. 0/07, art. 4, comma 1, lett. c).

  -  cap. n. i. Fondo per il pagamento dei debiti pregressi  delle
  aziende  sanitarie,  per il rimborso degli  oneri  derivanti  da
  eventuali pagamenti sui debiti cancellati ai sensi dell'articolo
  2,  comma  1, della l.r. 0/07 (  15.000 migliaia) -  l.r.  0/07,
  art. 2, commi 2 e 3.

  -  cap.  413342  somme  da  erogare  alle  aziende  del  settore
  sanitario   per   la  copertura  delle  perdite  cumulativamente
  registrate fino all'anno 2005. l.r. 0/07, art. 3, comma 1.

  10.2.1.2.2 Assistenza sanitaria ed

                                                       Ospedaliera
  80.868

  Cap. 413333 ripiano dei disavanzi del-

  le aziende sanitarie ed ospedaliere

  l.r.  0/07,  art. 4, comma 1, lett. B)

  Totale variazioni spesa                                 --------
  -

   80.868

   =======

    Emendamento 8.1:

  Sostituire l'articolo con il seguente:

   Al quadro di previsione di cassa del bilancio della regione per
  l'esercizio   finanziario  2007  sono  apportate   le   seguenti
  variazioni in migliaia di euro:

  Entrate

  Bilancio e finanze

  Centro di responsabilità:

  bilancio  e tesoro interventi regionali                        +
  80.868

  Spesa

  Bilancio e finanze

  Centro di responsabilità:

  Bilancio e tesoro

  Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa

  Capitolo 215710 - interventi comunitari,

  statali e connessi cofinanziamenti                             -
  202.474

  Sanità

  Centro di responsabilità:

  Dipartimento regionale per l'assistenza

  Sanitaria ed ospedaliera e la programmazione

  e la gestione delle risorse correnti del fondo

  Sanitario

  Interventi                                             regionali
  + 80.868

  Interventi comunitari statali e connessi

  cofinanziamenti.
  + 202.474

                       EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Subemendamento A.1.11:

  Al  comma 14 sostituire il periodo  Agli oneri relativi    della
  Regione   con  il  seguente  Alla maggiore spesa  derivante  dal
  presente comma valutata in 10 migliaia di euro annui si provvede
  con  riduzione di pari importo della spesa iscritta nella U.P.B.
  10.2.1.3.2 (capitolo 413314) del bilancio della Regione  per  il
  triennio 2007-2009. .

     Emendamento A.1:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art     -  Interventi  in  materia di  assistenza  farmaceutica
  convenzionata -

  1.  Ai fini della razionalizzazione dell'assistenza farmaceutica
  convenzionata   tutti  i  medici  prescrittori  dipendenti   del
  servizio  sanitario  nazionale  e/o  operanti  per  conto  dello
  stesso,   compresi   i   medici  degli   ospedali   pubblici   e
  convenzionati accreditati e i medici specialisti convenzionati e
  accreditati con il SSN, medici di medicina generale  e  pediatri
  di  libera  scelta,  dovranno attenersi,  nelle  prescrizioni  a
  carico  del  SSN all'utilizzo, in via prioritaria, dei  principi
  attivi  relativi  ai  farmaci con brevetto scaduto  e  riportati
  nelle  liste di trasparenza AIFA (c.d. equivalenti), per  quelle
  specialità  medicinali che, all'interno della  stessa  categoria
  terapeutica  e  a parità di indicazioni e profilo di  sicurezza,
  presentino il migliore rapporto costo/beneficio; la dicitura  di
  non  sostituibilità  del farmaco potrà essere  apposta  solo  in
  particolari  casi  adeguatamente  suffragati  da  documentazione
  clinica.

  Sono  inoltre  adottate,  a  decorrere  dal  2  maggio  2007  ed
  applicate  ai  farmaci  erogati tramite le  farmacie  aperte  al
  pubblico  in  regime  convenzionale, le  iniziative  di  seguito
  riportate:

  a)   Applicazione   del  prezzo  di  rimborso   di   riferimento
  all'interno  della categoria terapeutica degli  inibitori  della
  pompa acida (ATC 4 A02BC);

  b)   Indirizzi   che  conformino  i  comportamenti  prescrittivi
  all'interno  di alcune categorie terapeutiche, ivi  compresa  la
  categoria  di cui al punto a) con l'individuazione di  parametri
  limite di consumo annuo di riferimento in ambito regionale.

  2.  Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC
  4  AO2BC  -  inibitori  della pompa protonica  -  devono  essere
  osservate le seguenti modalità:

  a)  Le  prescrizioni a carico del SSN dei farmaci compresi nella
  categoria  A02BC devono rientrare nei parametri di consumo  medi
  nazionali  relativi  alla stessa categoria, nel  rispetto  della
  pesatura della popolazione assistita.

  I  farmaci  a  base di principi attivi non coperti  da  brevetto
  devono  raggiungere almeno il 50 per cento per il 2007 e del  60
  per  cento  per il 2008 del totale del gruppo A02BC,  in termini
  di confezioni erogate, su base annua.

  Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo superiore
  al  10  per cento in termini di confezioni erogate, rispetto  al
  limite individuato, e/o un consumo in termini di percentuale  di
  impiego  dei farmaci con brevetto scaduto inferiore di oltre  il
  10   per   cento  rispetto  al  limite  sopra  indicato,  devono
  presentare  all'Assessorato alla Sanità un articolato  piano  di
  rientro.

  b)  I  medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta
  devono effettuare prescrizioni di farmaci il cui costo per  dose
  definita  al  giorno (DDD), riferito al prezzo al pubblico,  non
  sia  superiore al prezzo minimo di riferimento calcolato in euro
  0,90.

  c)  Qualora il medico di medicina generale o pediatra di  libera
  scelta,  in caso di intolleranza, insufficiente risposta clinica
  o   possibili  interazioni  farmacologiche,  ritenga   che   sia
  necessario prescrivere una specialità il cui costo per giorno di
  terapia  riferito al prezzo al pubblico sia superiore al  valore
  di   cui  al  punto  2)  deve  giustificare  la  diversa  scelta
  terapeutica   nell'ambito   dell'aggiornamento   della    scheda
  sanitaria  individuale del paziente, come disposto dall'articolo
  45,  comma 2, lettera b), dell'Accordo Collettivo Nazionale.  In
  tal  caso  il  medico  appone  sulla  ricetta  la  dicitura   di
  insostituibilità limitatamente alle condizioni di cui  sopra  ed
  il cittadino non paga alcuna differenza di prezzo.

  d)  I  medici di cui al comma 1 del presente articolo,  all'atto
  della prescrizione su ricettario SSN o anche nella sola proposta
  di  prescrizione, sono tenuti ad indicare i farmaci il cui costo
  per  giorno  di terapia riferito al prezzo al pubblico  non  sia
  superiore a quanto indicato al punto 2).

  Qualora  gli stessi ritengano necessario prescrivere farmaci  di
  prezzo  superiore  a  quello di riferimento  devono  predisporre
  opportuno  Piano  terapeutico,  su  modello  predisposto   dalla
  Regione.

  Nel  Piano devono essere riportate le motivazioni della  diversa
  scelta  terapeutica  che,  comunque,  non  può  prescindere  dai
  criteri  di appropriatezza derivanti dalle evidenze scientifiche
  in osservanza delle Note AIFA 1 o 48.

  In tal caso il cittadino non paga alcuna differenza di prezzo.

  e)  I  medici  della continuità assistenziale devono prescrivere
  unicamente il farmaco alle condizioni di cui al punto 2).

  f)  Nella  ricetta  ove sono prescritti farmaci  il  cui  prezzo
  supera  quello  di  riferimento, in assenza  della  dicitura  di
  insostituibilità  di cui al punto 3) o di Piano  terapeutico  di
  cui  al  punto  4) i farmacisti devono richiedere all'utente  la
  differenza  tra  il prezzo di riferimento e quello  del  farmaco
  dispensato.

  g)  Il ricorso alle deroghe di cui ai punti 3) e 4) dovrà essere
  oggetto  di  monitoraggio  in  ambito  aziendale  con  il  pieno
  coinvolgimento dei medici prescrittori.

  h)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  - rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali,
  secondo  le  limitazioni e le indicazioni riportate  nelle  note
  AIFA nn.  1 e  48;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati;

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  i)  I  servizi  farmaceutici ospedalieri, indipendentemente  dal
  principio  attivo presente allo stato attuale  nei  P.T.O  .-  e
  nelle  more della rivalutazione degli stessi- e dalla specialità
  aggiudicata  nell'ambito  delle gare ospedaliere  ed  utilizzata
  all'interno della struttura ospedaliera, in caso di pazienti che
  all'atto  della  dimissione  da un  ricovero  o  da  una  visita
  specialistica ambulatoriale necessitano di terapia con inibitori
  di pompa protonica, possono dispensare esclusivamente farmaci il
  cui costo al pubblico per giorno di terapia non sia superiore  a
  0,90 euro.

  3.  Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC
  4  C10AA  -  inibitori della HMG CoA Reduttasi -  devono  essere
  osservate le seguenti modalità:

  a)  I  medici di cui al comma 1 del presente articolo,  all'atto
  della  prescrizione di inibitori della HMG CoA  Reduttasi  (ATC4
  C10AA),   devono  attenersi  pedissequamente  alle   indicazioni
  previste dalla Nota AIFA 13.

  b)  I Servizi farmaceutici territoriali devono porre particolare
  attenzione all'analisi dei consumi degli inibitori della HMG CoA
  Reduttasi collaborando con i medici prescrittori per la verifica
  dell'aderenza terapeutica.

  c)  Nell'ambito  di tale classe, i farmaci a  base  di  principi
  attivi  non coperti da brevetto, devono rappresentare,  su  base
  annua,  a  livello di ogni singola Azienda USL,  in  termini  di
  confezioni  erogate,  almeno il 50 per cento  del  totale  delle
  confezioni erogate del gruppo C10AA, privilegiando la  copertura
  dei  pazienti in prevenzione secondaria e quelli ad alto rischio
  in primaria (RCVG-ISS).

  Sulla base delle analisi dei consumi, le Aziende USL che faranno
  registrare  un  consumo  inferiore di  oltre  il  10  per  cento
  rispetto al limite sopra indicato, in termini di percentuale  di
  consumi   di  farmaci  a  brevetto  scaduto,  devono  presentare
  all'Assessorato alla Sanità, un articolato piano di rientro.

  d)  Le  prescrizioni a carico del SSN dei farmaci compresi nella
  categoria  A02BC devono rientrare nei parametri di consumo  medi
  nazionali  relativi  alla stessa categoria, nel  rispetto  della
  pesatura della popolazione assistita.

  e)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  limitazioni e le indicazioni riportate  nella  nota
  AIFA n  13

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati;

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  4. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC4
  N06AB  -  antidepressivi inibitori selettivi della  ricaptazione
  della serotonina - devono essere osservate le seguenti modalità:

  a)  Nell'ambito  di tali classi, i farmaci a  base  di  principi
  attivi  non coperti da brevetto, devono rappresentare,  su  base
  annua,  a  livello regionale e di ogni singola Azienda  USL,  in
  termini di confezioni erogate almeno il 60 per cento per il 2007
  e  il  70  per  cento  per il 2008 del totale  delle  confezioni
  erogate del gruppo N06AB.

    b)  Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo  in
  termini  di  percentuale  di impiego dei  farmaci  con  brevetto
  scaduto  inferiore di oltre il 10 per cento rispetto  al  limite
  sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità  un
  articolato piano di rientro.

  c)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  condizioni  e  limitazioni  d'uso  riportate  nelle
  relative schede tecniche;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati;

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  5.  Per  la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria  e
  N06AX  -  altri  antidepressivi-  devono  essere  osservate   le
  seguenti modalità:

  a)  Nell'ambito  di tali classi, i farmaci a  base  di  principi
  attivi  non coperti da brevetto, devono rappresentare,  su  base
  annua,  a  livello regionale e di ogni singola Azienda  USL,  in
  termini di confezioni erogate almeno il 15 per cento del  totale
  delle confezioni erogate del gruppo N06AX.

  b)  Le  Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un  consumo  in
  termini  di  percentuale  di impiego dei  farmaci  con  brevetto
  scaduto  inferiore di oltre il 10 per cento rispetto  al  limite
  sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità  un
  articolato piano di rientro.

  c)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  condizioni  e  limitazioni  d'uso  riportate  nelle
  relative schede tecniche;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati.

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  6. Per la prescrizione dei farmaci compresi nella categoria ATC4
  G04CA  -  antagonisti  dei recettori alfa adrenergici  -  devono
  essere osservate le seguenti modalità:

  a)  Nell'ambito  di tali classi, i farmaci a  base  di  principi
  attivi  non coperti da brevetto, devono rappresentare,  su  base
  annua,  a  livello regionale e di ogni singola Azienda  USL,  in
  termini  di  confezioni erogate almeno il 70% del  totale  delle
  confezioni erogate del gruppo G04CA.

    b)  Le Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un consumo  in
  termini  di  percentuale  di impiego dei  farmaci  con  brevetto
  scaduto  inferiore di oltre il 10 per cento rispetto  al  limite
  sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità  un
  articolato piano di rientro.

  c)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  condizioni  e  limitazioni  d'uso  riportate  nelle
  relative schede tecniche;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati.

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

   7. Per la prescrizione di farmaci compresi nella categoria ATC4
  C09AA - Ace-inibitori non associati - devono essere osservate le
  seguenti modalità:

  a)  Nell'ambito  di tale classe, i farmaci a  base  di  principi
  attivi  non coperti da brevetto, devono rappresentare,  su  base
  annua,  a  livello di ogni singola Azienda USL,  in  termini  di
  confezioni  erogate,  almeno il 40 per cento  del  totale  delle
  confezioni erogate per il gruppo terapeutico C09AA.

  b)  Le  Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un  consumo  in
  termini  di   percentuale di impiego dei  farmaci  con  brevetto
  scaduto  inferiore di oltre il 10 per cento rispetto  al  limite
  sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità  un
  articolato piano di rientro.

  c)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  condizioni  e  limitazioni  d'uso  riportate  nelle
  relative schede tecniche;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati.

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  8.  Per la prescrizione di farmaci compresi nella categoria ATC4
  C09CA e C09DA - antagonisti dell'angiotensina II associati e non
  associati - devono essere osservate le seguenti modalità:

    a)  Nell'ambito  di  tali classi, l'utilizzo  dei  farmaci,  a
  livello  regionale ed in ogni singola Azienda USL,  deve  essere
  mantenuto  entro  il  limite del 20  per  cento  in  termini  di
  confezioni,  del totale delle confezioni erogate per  il  gruppo
  terapeutico C09.

  b)  Le  Aziende UU.SS.LL. che faranno registrare un  consumo  in
  termini  di  percentuale  di impiego dei  farmaci  con  brevetto
  scaduto  inferiore di oltre il 10 per cento rispetto  al  limite
  sopra indicato devono presentare all'Assessorato alla Sanità  un
  articolato piano di rientro.

  c)  E'  fatto  obbligo ai Direttori Generali delle Aziende  USL,
  attraverso  i Responsabili dei Servizi farmaceutici territoriali
  e di Distretto di:

  -  rafforzare il controllo delle prescrizioni di tali medicinali
  secondo  le  condizioni  e  limitazioni  d'uso  riportate  nelle
  relative schede tecniche;

  -   effettuare,  mensilmente,  la  verifica  del  rispetto   dei
  parametri sopra assegnati.

  -   trasmettere  eventuali  inappropriatezze  entro  30   giorni
  all'Osservatorio    Regionale   per    l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie istituito con D.A.  3625  dell'11  giugno
  2004.

  9.  Per  la prescrizione dei farmaci a base di morfina  compresi
  nella categoria ATC5 N02AA01 devono essere osservate le seguenti
  modalità:

  a) Il consumo dei farmaci a base di morfina a carico del SSN,  a
  livello  regionale ed in ogni Azienda USL, non  dovrebbe  essere
  inferiore a 7 milligrammi pro-capite calcolato sulla popolazione
  assistibile.

  Sulla base delle analisi dei consumi, le Aziende USL che faranno
  registrare consumi inferiori di oltre il 10% rispetto al  limite
  sopra indicato, devono presentare all'Assessorato alla Sanità un
  piano di interventi per la promozione della terapia del dolore.

  10.  Per la razionalizzazione dei consumi dei farmaci e  per  la
  informazione/formazione al corretto uso degli stessi, la Regione
  promuove  le  seguenti iniziative di formazione  e  informazione
  rivolte ai medici e ai cittadini:

  a)  campagne  d'informazione  e sensibilizzazione  rivolte  alla
  popolazione sull'uso corretto del farmaco;

  b) iniziative di formazione per i medici attraverso:

  -  "formazione  a distanza" sull'appropriatezza  prescrittiva  -
  maggiore   aderenza  alle  evidenze  scientifiche   e   maggiore
  attenzione alle interazioni farmacologiche - e sulla conseguente
  razionalizzazione della spesa farmaceutica;

  -   percorsi  diagnostico-terapeutici  condivisi  tra  i  medici
  prescrittori  sulle  patologie a maggiore  impatto  economico  e
  sociale;

  -  iniziative  di informazione indipendente sul  farmaco  per  i
  medici prescrittori.

    11.   A  seguito di valutazione periodica degli effetti  degli
  interventi  di cui al presente articolo e al fine di  contenere,
  comunque, la spesa farmaceutica entro i parametri previsti dalla
  vigente  normativa,  la Regione adotta ulteriori  provvedimenti,
  che  interessino anche altre categorie terapeutiche in relazione
  all'andamento della spesa ed all'analisi dei consumi,  ai  sensi
  dell'articolo  6  del decreto legge 18 settembre  2001,  n.  347
  (Interventi  urgenti in materia di spesa sanitaria), convertito,
  con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405.

  12.  L'Assessore  regionale per la sanità provvede  con  proprio
  decreto,  entro  trenta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge, a disciplinare le modalità di attuazione  delle
  disposizioni contenute nella medesima.

  13. L'Assessore regionale della sanità è autorizzato con proprio
  decreto  ad introdurre eventuali modifiche ed integrazioni  alle
  disposizioni contenute nel presente articolo, sentito il  parere
  dell'Osservatorio    regionale   per   l'appropriatezza    delle
  prestazioni sanitarie.

  14.    Ai    componenti    dell'Osservatorio    regionale    per
  l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie è corrisposto oltre
  alle spese di missione ove spettanti un gettone di presenza pari
  ad  euro  100  lordi  per  ogni seduta  utile  dell'Osservatorio
  stesso. Agli oneri relativi al presente comma si provvede con le
  somme   disponibili  nel  capitolo  420504  del  Bilancio  della
  Regione.

  15. L'importo relativo alle prescrizioni giudicate inappropriate
  dall'Osservatorio    regionale   per   l'appropriatezza    delle
  prestazioni  sanitarie è posto, dall'A.U.S.L. di  residenza  del
  paziente, interamente a carico del medico prescrittore. Nel caso
  di  prescrizioni  inappropriate effettuate su indicazioni  dello
  specialista l'importo viene ripartito in egual misura tra i  due
  medici .

   Subemendamento A 2.1:

  Al comma 1 sostituire il periodo  Per la copertura   10.4.1.2.1
  con il seguente:  Per le finalità di cui al presente articolo  è
  autorizzata, per il triennio 2007-2009, la spesa di 20  migliaia
  di  euro  annui,  cui  si provvede mediante  riduzione  di  pari
  importo  della spesa iscritta nella U.P.B. 10.2.1.3.2  (capitolo
  413314) del bilancio della Regione per il triennio 2007-2009.

    Emendamento A 2:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Ar  t  Al fine di portare a compimento le procedure concorsuali
  di  assegnazione di sedi farmaceutiche previste dal D.P.C.M.  30
  marzo  1994,  n.  298, l'Assessorato regionale  della  Sanità  -
  Dipartimento  Ispettorato Regionale Sanitario - è autorizzato  a
  svolgere  apposita  procedura concorsuale per l'affidamento  del
  servizio   di  svolgimento  della  prova  attitudinale  prevista
  dall'art. 7 del predetto D.P.C.M.

  Per  la  copertura degli oneri derivanti dal precedente comma  è
  autorizzata  per l'esercizio finanziario 2007 la  spesa  di  250
  mila euro, U.P.B. 10.4.1.2.1 .

    Emendamento A 8:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art      -  Le  Aziende  provvedono  all'acquisto  dalle   case
  farmaceutiche  e alla distribuzione diretta di  farmaci  le  cui
  molecole,   individuate   entro  trenta   giorni   con   decreto
  dell'Assessorato  della sanità, siano funzionali  alla  cura  di
  specifiche patologie ad alto rischio di vita .