Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calanna ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli:
- Fagone, dal 27 maggio al 2 giugno 2007;
- Ortisi, dal 30 maggio al 2 giugno 2007;
- Barbagallo, dal 5 al 9 giugno 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunica che è stato presentato, in data 28 maggio
2007, il disegno di legge numero 590 «Soppressione dell'Ente di
sviluppo agricolo», degli onorevoli Barbagallo, Ammatuna,
Fiorenza, Galletti, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Mattarella,
Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e contestuale
invio alle competenti commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati alle
competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
-«Introduzione delle quote verdi' nelle liste elettorali per il
rinnovo dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali in
Sicilia» (numero 584),
presentato dall'onorevole Fleres in data 4 maggio 2007,
inviato in data 16 maggio 2007;
-«Istituzione dell'ufficio del Difensore civico regionale per
l'ambiente» (numero 585),
presentato dagli onorevoli Rinaldi e Laccoto in data 4 maggio
2007,
inviato in data 16 maggio 2007,
PARERE IV;
-«Istituzione del Garante del diritto alla salute dei cittadini»
(numero 586),
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Laccoto, Mattarella,
Culicchia, Zangara, Manzullo, Rinaldi in data 4 maggio 2007,
inviato in data 16 maggio 2007,
PARERE VI;
-«Interventi in favore dei familiari delle vittime del motopesca
Karol Wojtyla» (numero 588),
presentato dagli onorevoli Oddo Camillo, Cracolici, Apprendi,
Calanna, Cantafia, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo,
Panepinto, Panarello, Speziale, Termine, Villari, Zago,
Zappulla in data 14 maggio 2007,
inviato in data 16 maggio 2007;
-«Istituzione del difensore civico regionale per l'infanzia e
l'adolescenza» (numero 589),
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ammatuna, Culicchia,
Fiorenza, Galletti, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Manzullo,
Mattarella, Ortisi, Rinaldi, Tumino, Vitrano, Zangara in data
17 maggio 2007,
inviato in data 18 maggio 2007.
«ATTIVITA' PRODUTTIVE» (III)
-«Norme urgenti in materia di industria ed iniziative sul
sistema del risparmio energetico» (numero 583),
presentato dagli onorevoli Caputo, Stancanelli, Cristaldi,
Currenti, Falzone, Granata, Incardona, Pogliese in data 4
maggio 2007,
inviato in data 21 maggio 2007,
PARERE IV e UE.
«AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)
-«Affitti agevolati per agenti della Polizia di Stato» (numero
587),
presentato dagli onorevoli Caputo, Cristaldi, Currenti,
Falzone, Granata, Incardona, Pogliese, Stancanelli in data 10
maggio 2007,
inviato in data 18 maggio 2007.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che in data 7 maggio 2007 alla
Commissione legislativa Affari istituzionali' (I) è stato
inviato il seguente disegno di legge:
«Interventi a favore degli eredi di appartenenti alle forze
dell'ordine, alle forze armate, ai vigili del fuoco ed alle forze
della polizia municipale caduti nell'adempimento del proprio
dovere» (numero 582),
di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed
assegnate alle competenti Commissioni legislative le seguenti
richieste di parere:
«AFFARI ISTITUZIONALI» (I)
-«CEFPAS - Designazione componenti effettivi in seno al Collegio
dei revisori» (numero 46/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«Consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore' - Designazione
componente del Collegio dei revisori» (numero 47/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«Ente di sviluppo agricolo - Designazione componente del
Collegio dei revisori» (numero 48/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«Camera di commercio di Palermo. Designazione componenti
effettivi in seno al Collegio dei revisori» (numero 49/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«Camera di commercio di Catania. Designazione componenti
effettivi in seno al Collegio dei revisori» (numero 50/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«CRIAS. Designazione componenti effettivi in seno al Collegio
dei revisori» (numero 51/I),
pervenuta in data 10 maggio 2007,
inviata in data 14 maggio 2007;
-«Consorzio di ricerca per lo sviluppo di sistemi innovativi
agroalimentari (Co.Ri.S.S.I.A.) Designazione vicepresidente e
componente del Consiglio direttivo» (numero 53/I),
pervenuta in data 23 maggio 2007,
inviata in data 24 maggio 2007;
-«Consorzio regionale per l'innovazione tecnologica della
serricoltura (I.T.E.S.) - Designazione componente del Collegio
dei revisori» (numero 54/I),
pervenuta in data 23 maggio 2007,
inviata in data 24 maggio 2007.
«SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)
-«Casa di cura privata Stagno s.r.l. - Superamento del residuo
manicomiale» (numero 52/VI),
pervenuta in data 15 maggio 2007,
inviata in data 16 maggio 2007.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della
Giunta regionale numero 99 del 5 aprile 2007 concernente
«Ripartizione territoriale dei fondi stanziati per le spese in
conto capitale dello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2007 -
Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della
pubblica istruzione - Dipartimento regionale pubblica
istruzione».
Copia della medesima è disponibile all'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di trasmissione, da parte del Presidente della
Regione, di copia del POR Sicilia 2000/2006 e di relativa
deliberazione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso in data 14 maggio 2007 copia del «POR Sicilia
2000/2006. Complemento di programmazione - Adozione definitiva
delle modifiche approvate dal Comitato di sorveglianza con
procedura scritta 2/2007».
Comunico, altresì, che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della deliberazione n. 177 del 9 maggio 2007
«P.O.R. Sicilia 2000/2006 - Complemento di programmazione -
Adozione definitiva delle modifiche approvate dal Comitato di
sorveglianza con procedura scritta 2/07».
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la recente nomina del Consiglio di Amministrazione del
Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte della
Regione siciliana di un numero di amministratori superiori a
cinque, si pone in contrasto con il quadro normativo che regola
la materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe opportuno
soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
725 a 729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, numero
296 (c.d.'Legge Finanziaria 2007') introducono alcune norme
'speciali' in materia di:
1. compensi agli amministratori (rectius, al presidente e ai
componenti del consiglio d'amministrazione) di società pubbliche
'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
o Province (commi 725, 726, 727 e 728);
2. numero degli amministratori (rectius, dei componenti il
consiglio d'amministrazione) delle medesime società pubbliche
'locali' (comma 729);
in relazione al 'tetto', al numero massimo di amministratori
delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:
(a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche se
la partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume, per
il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);
(b) società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
sopra, al cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
purché differenti dagli enti locali);
nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio di
amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a cinque
nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
superiore a un certo importo, che dovrà essere determinato con
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (su
proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie
locali, di concerto con il ministro dell'economia e delle
finanze, sentita la Conferenza Stato-Città);
nel secondo caso, il Legislatore, non fissa un limite massimo
di componenti dei consigli di amministrazione (se del caso,
incrementato rispetto a quello delle società a totale
partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto di stabilire
il numero massimo (cinque) dei componenti designabili dai soci
pubblici locali (comprendendo in questa definizione anche le
Regioni);
la Regione siciliana nella legge finanziaria numero 2
dell'8/2/2007, all'articolo 16 ha espressamente statuito che '1.
Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli enti
pubblici regionali, nonché nelle società a partecipazione mista
tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725 a 729 e da
733 a 735, della legge 27 dicembre 2006, numero 296. Le
disposizioni attuative previste dal comma 729 del medesimo
articolo sono determinate con decreto del Presidente della
Regione. 2. Le predette società adeguano, a pena di decadenza
degli organi di amministrazione, i propri statuti e gli eventuali
patti parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Regione del citato decreto
presidenziale'.;
in attuazione della predetta norma di recepimento della
normativa nazionale introdotta nella Finanziaria 2007, è stato
emanato il Decreto Presidenziale del 5 Marzo 2007, pubblicato
nella GURS numero 13 del 23/3/2007, che ha espressamente statuito
che:
'Articolo 1. 1. Il numero complessivo di componenti del
consiglio di amministrazione delle società a totale
partecipazione anche indiretta della Regione o degli enti
pubblici regionali, nonché delle società miste tra la Regione e
gli enti pubblici regionali può essere superiore a tre e comunque
non superiore a cinque qualora il capitale sociale interamente
versato sia pari o superiore a 750.000,00 euro.
Articolo 4. Le società interessate dal presente decreto
adeguano, ove necessario, i propri statuti e gli eventuali patti
parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana. Contestualmente alle modifiche statutarie i consigli
di amministrazione in carica sono revocati e devono essere
ricostituiti in conformità alle prescrizioni del presente
decreto'.;
ritenuto che:
in ordine alla superiore normativa risulta maggiormente
prudenziale l'adozione di una linea ermeneutica fondata
sull'effettiva intenzione del Legislatore, anche in ragione
dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della spesa
pubblica) e della sua rilevanza nell'ambito della disciplina
della responsabilità per danno erariale, nonché
un'interpretazione rigorosa fondata sul carattere imperativo
delle norme comprese tra i commi 725 e 729 Legge numero 296/06 e,
quindi, si deve propendere per la loro immediata applicabilità,
secondo quanto previsto dall'articolo 1419, c.c.; e ciò
soprattutto nella fattispecie in esame, in cui non vi è in carica
alcun consiglio di amministrazione e vi è una gestione
commissariale che si protrae da anni e, incredibilmente, si
vorrebbe far venire meno proprio nell'attuale e mutato quadro
normativo, attraverso un consiglio di amministrazione che si
porrebbe in contrasto con il limite numerico previsto dalla
finanziaria nazionale e regionale;
non v'è dubbio che la normativa in questione immediatamente
applicabile in relazione ad un ente sprovvisto di consiglio di
amministrazione impone la riedizione del potere di nomina da
parte della Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
dello Statuto, in conformità alle limitazioni al numero dei
componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
commissariale in carica;
a ragionare diversamente si arriverebbe al paradosso di
nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed unico
atto dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto, stante
che, secondo il decreto presidenziale del 5/3/2007,
'contestualmente alle modifiche statutarie i consigli di
amministrazione in carica sono revocati.';
pertanto, la prosecuzione del procedimento di nomina del
Consiglio di amministrazione del Consorzio Autostrade Siciliane
si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
di efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri rischi
di impugnazione dinanzi la competente autorità giudiziaria, da
parte di qualsiasi cittadino, atteso che le limitazioni
introdotte in finanziaria sono rivolte al contenimento della
spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;
per sapere:
se abbiano preso coscienza dei problemi legati alla normativa
introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal Decreto
Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;
se non ritengano di approfondire la questione, eventualmente
chiedendo un parere all'Ufficio Legale e Legislativo della
Regione;
se non ritengano di rivedere l'iter seguito e procedere in
conformità all'attuale quadro normativo». (1089)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
LACCOTO - GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
e l'ambiente, preso atto che:
la Regione Sicilia ha l'obbligo di mantenere i proposti SIC
(Siti di Importanza Comunitaria), aree di pregevole rilevanza
naturalistica, in un adeguato stato di conservazione per la
realizzazione della Rete Natura 2000 in seno all'Unione Europea;
è stato dimostrato come le opere in progetto incidano
negativamente sullo stato di conservazione del pSIC ITA080006
'Cava Randello, Passo Marinaro' (RG), interessato da una
pregevole vallata fluviale e da aree circostanti con macchia-
foresta di tipo mediterraneo, in maniera probabilmente
catastrofica, di fatto violando sia il principio di precauzione
dettato dalla normativa internazionale, sia gli obblighi di
tutela assunti dallo Stato e dalle Regioni nel momento in cui il
sito è stato segnalato per la Rete Natura 2000;
lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) presentato all'ARTA è in
molte parti privo di valore per omissioni di dati e per approcci
inadeguati, lungi dal manifestarsi come relazione tecnico-
scientifica fondata sull'obbiettività, ma piuttosto come un
tentativo in stile oratorio-retorico di convincere il
destinatario (la Regione) della compatibilità ambientale
dell'opera in progetto;
a seguito di accurati studi scientifici effettuati dal WWF e
dell'esame dei documenti SIA e VIE (Valutazione di incidenza) si
è evidenziata l'omissione da parte dei committenti l'opera del
reale impatto derivante dalle opere sugli habitat e sulle specie
tutelate dall'Unione Europea attraverso la Direttiva 92/43/CEE,
meglio nota come Direttiva Habitat, per le quali il sito è stato
individuato;
le opere di cui in oggetto hanno interessato 20.7 ha del pSIC
ITA080006 Cava Randello, Passo Marinaro prima della realizzazione
dello SIA e della VIE previsti per obbligo dalle leggi vigenti in
materia di tutela ambientale e che per tal ragione il WWF,
contestualmente alle richieste all'ARTA di incompatibilità
ambientale e di annullamento dell'iter progettuale, ha avanzato
l'obbligo da parte delle Autorità competenti di un appropriato
regime sanzionatorio per i danni ambientali già perpetrati e per
le violazioni di legge nonché del ripristino dei luoghi allo
'status quo ante';
considerato che:
l'acqua è notoriamente un bene prezioso che la Regione
siciliana, in accordo con un orientamento politico
internazionale, ha deciso di tutelare anche per il bene della
popolazione e che l'uso di ingentissime quantità di acqua per
l'irrigazione dei campi da golf avrà certamente conseguenze
negative sugli acquiferi esistenti nel territorio, dal momento
che ciò comporta un abbassamento della falda del bacino Petraro,
secondo i dati del Genio Civile di Ragusa a bilancio idrico
negativo (-5629.807 metri cubi/anno) (Ruggieri, 2001);
l'abbassamento delle falde nell'area già a bilancio idrico
negativo causerà il paventato innesco di processi di
desertificazione, con conseguenze gravissime per l'agricoltura e
per le comunità locali a causa della salinizzazione, già in atto,
delle falde;
l'articolo 6 della Direttiva 92/43/CEE, meglio nota come
Direttiva Habitat, e il DPR 357/97 e s.m.i. prevedono la
valutazione dell'incidenza sull'area SIC e non nell'area del SIC,
intendendo con ciò che sono da valutare anche le conseguenze
negative sui SIC per opere ad essi esterne che però possono avere
conseguenze negative per un intorno significativo ivi compresi i
SIC (nel caso specifico non soltanto sul pSIC ITA080006 'Cava
Randello, Passo Marinaro', ma anche sul pSIC ITA080003, 'Vallata
del Fiume Ippari', ove attualmente è inclusa la Riserva Naturale
Orientata 'Pino d'Aleppo');
nel pSIC 'Cava Randello, Passo Marinaro' sono presenti
importanti specie vegetali e animali rigorosamente tutelate da
normative europee (Convenzione di Berna e soprattutto Direttiva
Habitat ('Specie animali e vegetali di interesse comunitario che
richiedono una protezione rigorosa, aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio Europeo del 27 ottobre 1997), come Muscari
gussonei (Parl.) Tod. (Liliaceae), endemismo siciliano (Giardina
et al. 2002), specie prioritaria inserita negli allegati 2 e 4
della Direttiva Habitat e Ophrys lunulata Parl. (Orchidaceae), il
Rettile Zamenis situla (L., 1758) (specie prioritaria inserita
negli allegati 2 e 4 della Direttiva Habitat) e l'Anfibio
Discoglossus pictus pictus Otth, 1837, endemismo siculo-maltese
inserito nell'allegato 4 della direttiva Habitat (Bella et al.
2002);
la presenza di queste specie costituisce uno dei principali
motivi di istituzione del pSIC ITA080006.
autorizzando le opere di cui in oggetto, aventi elevato impatto
ambientale, la Regione siciliana violerebbe l'obbligo previsto
dalla Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e dal DPR 357/97 e
s.m.i. del conseguimento del risultato per la realizzazione della
Rete Natura 2000 dell'Unione Europea;
se non reputino opportuno l'esame del progetto e della
documentazione acquisita in ordine alla valutazione della
compatibilità ambientale (comprese le osservazioni prodotte dal
WWF attraverso specifico studio presentato all'ARTA) e la
rivalutazione dell'autorizzazione concessa dall'ARTA per la
realizzazione delle opere». (1091)
BORSELLINO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
con decreto presidenziale numero 39/S.6/S.G. dell'1 marzo 2007
è stato approvato, ai sensi della legge regionale 1 settembre
1997, numero 33, articolo 15 e successive modifiche ed
integrazioni, in via provvisoria, il piano regionale faunistico-
venatorio 2006-2011, quale approvato dalla Giunta regionale con
deliberazione numero 253 del 18 maggio 2006, come modificato
dalla Giunta regionale con deliberazione numero 287 del 21 luglio
2006;
l'articolo 14 della legge regionale 1 settembre 1997, numero 33
sottopone a pianificazione il territorio agrosilvo-pastorale
della Regione mediante destinazione differenziata del territorio,
riservandone alla protezione della fauna selvatica una quota del
25 per cento (74.697 ettari) alla caccia riservata a gestione
privata, ai centri privati di produzione di selvaggina ed agli
allevamenti di fauna selvatica a scopo di ripopolamento una quota
massima del 15 per cento (44.818 ettari), la restante parte del
territorio 60 per cento (179.273 ettari) di ciascuna provincia
regionale è destinata alla gestione programmata della caccia
secondo le modalità indicate al Titolo III della legge regionale
numero 33/97;
il sopracitato piano faunistico-venatorio 2006-2011 riporta
esplicitamente la mancata osservanza della previsione, tassativa
e puntuale, della legge regionale numero 33/97, del 25 per cento,
dilatazione della quota al 31 per cento che, a discapito dei
cacciatori, lede il diritto ad esercitare l'attività venatoria,
aumentando con non poche conseguenze il rischio di incidenti
anche mortali per l'elevata densità di cacciatori per ettaro di
superficie;
per determinare le percentuali sopraccitate, il piano regionale
faunistico-venatorio fa riferimento al progetto comunitario
Corine Land Cover, base per la redazione della carta dell'uso del
suolo realizzata dall'Assessorato regionale del territorio ed
ambiente pubblicata nel 1994, i cui dati, a distanza di 13 anni,
non possono rispecchiare l'evoluzione urbanistica dei 108 Comuni
della provincia, riducendo così nel tempo la quota del 60 per
cento destinata all'esercizio dell'attività venatoria;
il progetto comunitario Corine Land Cover ha definito le classi
di identificazione del territorio terrestre in 5 livelli,
ripartiti, a loro volta, in sottolivelli:
territori modellati artificialmente; territori agricoli;
territori boscati ed ambienti semi-naturali; zone umide;
corpi idrici.
la quota del 25 per cento destinata a protezione della fauna
dovrebbe essere equamente distribuita nei sopracitati livelli,
non contrastando così con le disposizioni del calendario
venatorio, in quanto, ad esempio, il 55 per cento delle specie
cacciabili vive in zone umide che, per circa 1'85 per cento, sono
precluse all'attività venatoria;
per sapere come l'Assessorato regionale agricoltura e foreste
intenda adeguarsi alle n orme sull'utilizzo del territorio
agrosilvo-pastorale alla luce di quanto sopra riportato». (1093)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
all'articolo 33 della legge regionale numero 2/2007 è prevista
l'istituzione dell'Autorità per la vigilanza ed il controllo dei
Consorzi di bonifica;
è urgente porre fine alla gestione commissariale che fino a
questo momento ha prodotto inadempienze a scapito degli
agricoltori che considerano i Consorzi di bonifica inutili
'carrozzoni' e 'postifici' e non uno strumento al servizio
dell'agricoltura e dell'ambiente;
considerato che da più parti e sempre con maggiore insistenza
arrivano voci di assunzioni fatte dai commissari, vedi Consorzio
di bonifica 9-Piana di Catania, non motivate da una reale
esigenza e che tali scelte, al limite della sconsideratezza, si
stanno ripercuotendo sugli agricoltori, ai quali sono state
notificate bollette consortili con rincari che vanno dal 25 al 30
per cento;
posto che ciò fa scandalo soprattutto alla luce della profonda
crisi che sta attanagliando il comparto agricolo e che gli
aumenti decisi appaiono inopportuni e rischiano di generare lo
sdegno di tanti coltivatori che da anni attendono i risarcimenti
delle calamità pregresse;
accertato che la bonifica, quale complesso d'azioni fra loro
organicamente interconnesse, è parte importante per la tutela del
territorio e per l'evoluzione e modernizzazione dei nostro
sistema agricolo e lo è soprattutto in una Regione come la nostra
dove, da un lato, si fa sempre più pressante l'esigenza di
affrontare con decisione, razionalità ed efficacia il problema
del riassetto idrogeologico del territorio, e, dall'altro,
diventa imperativa la necessità di maggiori e migliori servizi a
quella nostra agricoltura che può e deve essere competitiva in un
mercato che si presenta sempre più complesso e difficile;
per sapere se non ritenga indispensabile porre in essere tutte
le azioni necessarie in modo che, in tempi brevissimi, i
commissari facciano posto ai consigli d'amministrazione affinché,
attraverso la ridefinizione dei compiti dei Consorzi, possano
rappresentare un'occasione di sviluppo e di tutela seria, vera,
obiettiva del territorio e soprattutto degli spazi agricoli».
(1094)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FAGONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il castello di Punta Troia (isola di Marettimo - Trapani),
splendido manufatto eretto dagli Aragonesi nel XVI secolo, oggi
si trova in grave stato di abbandono tanto da esserne compromessa
anche la sua sicurezza statica;
il comune di Favignana (TP) nel 2001 ha acquistato il bene dal
demanio;
il progetto di ristrutturazione del castello di Punta Troia
presentato a valere sulla misura APQ Sviluppo Locale - II Atto
Integrativo Isole minori ha ottenuto un finanziamento di euro
3.205.000,00;
il comune di Favignana il 14 marzo 2007 (a distanza di 16 mesi
dalla concessione di tale finanziamento) ha affidato
'direttamente' l'incarico per la progettazione definitiva ed
esecutiva dell'opera ad un professionista esterno
all'amministrazione;
tale procedura non risulta regolare rispetto a quanto previsto
dalla normativa in vigore così come ribadito anche dalla
circolare dell'Assessore per i lavori pubblici pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 1 del 15 gennaio
2007;
gli atti posti in essere dall'amministrazione comunale di
Favignana presentano, di conseguenza, seri vizi di legittimità;
in sede di controlli di II livello l'accertata irregolarità
comporterebbe, fra l'altro, la revoca dell'intero finanziamento;
tale possibile revoca comporterebbe non solo la mancata
realizzazione dell'opera ma anche danni alle casse del comune di
Favignana;
la mancata realizzazione di quest'intervento renderebbe meno
efficace la valenza dell'APQ Sviluppo Locale - II Atto
Integrativo Isole Minori;
per sapere:
se non ritenga opportuno verificare
immediatamente la veridicità dei suddetti fatti invitando
formalmente l'amministrazione comunale di Favignana a procedere
alla revoca in autotutela della delibera di G.M. numero 19 del
14/03/07;
se non ritenga utile monitorare l'esecuzione di altre opere
pubbliche riguardanti il medesimo comune, ad esempio, quelle
previste nel PIT Isole Minori, che rischierebbero revoche di
finanziamenti a causa delle scelte, sotto il profilo
amministrativo, messe in atto dalla Giunta comunale di
Favignana». (1095)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
ODDO CAMILLO - GUCCIARDI
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
presso il Comune di Valderice (TP) prestano la propria attività
lavorativa numero 112 unità con contratto di collaborazione
coordinata e continuativa impegnati in servizi essenziali per
l'Ente;
i predetti lavoratori sono fuoriusciti dal bacino dei lavori
socialmente utili beneficiando dei contributi previsti dalla
legislazione di settore;
la quota annua a carico del Comune di Valderice per il
pagamento dei compensi ai lavoratori in parola è di circa euro
900.000,00;
per n. 42 unità è prevista la scadenza nel prossimo mese di
dicembre 2007, mentre per numero 70 unità la scadenza
contrattuale è prevista per il mese di giugno 2008;
il Comune di Valderice non potrà procedere al rinnovo dei
contratti sostenendo l'intera spesa, a causa dei tagli dei
trasferimenti agli enti locali operati negli anni dalle leggi
finanziarie nazionali e regionali che hanno indotto l'Ente, per
garantire il rispetto del Patto di stabilità interno, ad adottare
una politica di tagli alla spesa corrente particolarmente
drastica, dovendo far fronte contestualmente all'aumento dei
costi dell'energia elettrica e del gas, a causa del caro
petrolio, che hanno inciso negativamente sul bilancio dell'Ente
alle voci pubblica illuminazione, costi del carburante per i
mezzi comunali, refezione scolastica, eccetera;
è aumentato di circa il 30 per cento, a far data dall'anno
2005, il costo di conferimento presso la discarica consortile dei
rifiuti solidi urbani per lo smaltimento anche del percolato che
è un rifiuto speciale;
nonostante quanto sopra specificato il Comune di Valderice ha
dovuto garantire i servizi essenziali, pena la sua stessa ragione
di esistenza come comunità territoriale ed istituzionale, ed ha
fatto fronte alle spese di natura obbligatoria che trovano il
loro presupposto giuridico nei contratti o in atti esecutivi per
i quali bisogna rispettare i termini di pagamento, a meno di non
voler fare scaturire automaticamente gli interessi di mora ai
sensi di quanto previsto dal D.lgs 231/2002;
numerosi sono i comuni siciliani che si trovano nelle
condizioni sopra descritte;
bisogna intervenire con urgenza per salvaguardare migliaia di
posti di lavoro e pertanto anche l'erogazione di servizi
essenziali per ogni comunità;
per sapere quali iniziative intenda concretamente intraprendere
per affrontare la questione della stabilizzazione definitiva di
migliaia di lavoratori che ormai da tanti anni aspettano un
lavoro sicuro e la prospettiva di un futuro sereno, ponendo fine
alla storia complessa e infinita del precariato siciliano».
(1096)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO CAMILLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
con un decreto dell'Assessore regionale per la sanità, in
vigore dal 6 aprile 2007, si vieta alle farmacie di consegnare
agli assistiti più di una confezione di farmaci antiulcera
(inibitori della pompa acida) il cui brevetto non sia scaduto e
con l'obbligo di vigilare sulla corretta applicazione del
decreto;
il decreto è entrato in vigore senza un'adeguata informazione
nei confronti dei farmacisti che, in qualche caso, per questa
ragione hanno consegnato i medicinali indicati senza rispettare i
nuovi limiti imposti e con i danni conseguenti che ne deriveranno
in quanto l'ispettorato sanitario non può procedere alla
liquidazione delle ricette spedite in modo non conforme;
non è possibile per i farmacisti entrare nel merito delle
terapie prescritte dai medici e che il provvedimento colpisce
l'ultimo anello della catena dove si può formare l'eventuale
spreco e che occorre, piuttosto, risalire al medico,
all'informatore scientifico, alle case farmaceutiche per
individuare correttamente il punto su cui intervenire;
laddove le Asl hanno attivato il monitoraggio necessario
sull'uso dei farmaci (Agrigento e Siracusa) si è avuta una
significativa riduzione della spesa farmaceutica;
occorre mettere tutti gli uffici periferici nelle condizioni di
entrare nel merito delle prescrizioni dei medici, controllando le
posologie applicate, piuttosto che affidare indirettamente tale
compito ai farmacisti;
nella lotta agli sprechi nella sanità si rischia di colpire,
oltre che i farmacisti, anche i pazienti e le loro famiglie
(soprattutto i pensionati), che si sono visti raddoppiare o
triplicare il costo dei ticket, e che il Governo regionale, per
recuperare risorse, ha dovuto maggiorare le aliquote IRAP e IRPEF
per coprire il disavanzo della sanità;
mentre la Finanziaria nazionale ha introdotto misure di
fiscalità differenziata per la Sicilia e il Mezzogiorno, a
partire dalle maggior deduzioni, rispetto al resto d'Italia,
della base imponibile IRAP, la Sicilia, con il provvedimento del
Governo regionale, diviene luogo emblematico del disincentivo
fiscale per le imprese che vengono gravate di oneri aggiuntivi;
la spesa farmaceutica tra dicembre 2006 e gennaio 2007 è
cresciuta del 22 per cento e le ricette rimborsate tra dicembre e
gennaio sono cresciute del 23,6 per cento;
per sapere se non ritenga necessario e urgente procedere ad una
revisione delle misure adottate per il contenimento della spesa
sanitaria riprendendo con tutte le categorie interessate un
dialogo costruttivo che consenta di adottare misure efficaci,
condivise, applicabili ed eque». (1097)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO CAMILLO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la Regione siciliana ha recepito nel 2000, con notevole
ritardo, la legge quadro nazionale del 1991 in materia di
animali d'affezione e di prevenzione del randagismo;
la legge regionale numero 15 del 2000 di recepimento demanda
buona parte degli adempimenti ad un regolamento che ha visto la
luce solo recentemente, a distanza di quasi sette anni
dall'approvazione della legge regionale;
lo schema di regolamento è stato stilato dalla Commissione per
i diritti degli animali e quindi rimaneggiato dagli uffici
dell'Ispettorato veterinario dell'Assessorato della sanità;
per alimentare la banca dati dell'anagrafe canina istituita
presso il Ministero della salute, l'Assessorato della sanità ha
adottato una procedura a dir poco anomala per l'individuazione di
una ditta e di un prodotto già noti prima ancora che venissero
espletate le discutibili procedure informali per l'acquisizione
delle offerte;
in relazione ad un capitolato confezionato 'ad hoc' l'unica
offerta proposta non poteva che risultare quella che già
circolava, anche con atti, dentro l'Assessorato alcuni mesi prima
che avvenisse l'aggiudicazione;
una volta affidato il servizio, la ditta aggiudicataria è in
grado di convogliare verso il Ministero della salute solamente i
dati di tre Aziende unità sanitarie locali, che sono quelle alle
quali la stessa ditta ha già venduto a parte e con costi a carico
delle stesse aziende un apposito sistema applicativo;
le rimanenti Aziende unità sanitarie locali stanno subendo un
vero e proprio ricatto per acquistare dalla stessa ditta
l'applicativo necessario per alimentare il nodo regionale
dell'anagrafe canina;
recentemente sul sito Internet dell'Assessorato regionale della
sanità è comparsa una circolare dall'oggetto 'Benessere animale
randagismo' che quasi per intero risulta 'copiata' da un analogo
documento adottato dalla Regione Veneto oltre un anno addietro;
per sapere:
come giudica il fatto che le premesse del recente decreto
presidenziale che approva il regolamento di attuazione della
legge regionale numero 15 del 2000 riferiscono che la Commissione
per i diritti degli animali sarebbe stata semplicemente sentita,
mentre in realtà è la stessa Commissione che avrebbe stilato gran
parte del documento nel corso di numerose sedute, al termine
delle quali sono state redatte regolari verbalizzazioni;
come giudica la procedura che ha portato ad esperire una
trattativa informale chiaramente orientata a favorire un'unica
ditta proponente un servizio di gestione dell'anagrafe canina;
come giudica il fatto che la ditta aggiudicataria, forte della
titolarità della gestione del servizio, starebbe proponendo a
molte AUSL l'acquisto del suo sistema di gestione a condizioni
capestro;
se non ritenga di dovere intervenire per annullare le anomale
procedure sin qui esperite e restituire correttezza e trasparenza
alla gestione delle risorse pubbliche;
se non ritenga opportuno, infine, censurare il comportamento
del dirigente generale dell'Ispettorato regionale veterinario e
di un dirigente allo stesso sottoposto, i quali hanno proposto
l'adozione di un documento in larghissima parte copiato da altra
Regione». (1098)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la costruzione di un aeroporto in Provincia di Agrigento
potrebbe essere fondamentale per la crescita economica del nostro
territorio, sofferente per la carenza di infrastrutture;
l'AAVT S.p.A. (Aeroporto di Agrigento Valle dei Templi), in un
primo momento, ha fatto proprio lo studio commissionato dalla
Camera di Commercio di Agrigento alla società FILLGER di Ginevra
che individuava in c/da Misilina, in territorio di Agrigento, il
sito per la realizzazione dell'aeroporto;
nella suindicata relazione si legge: è da notare che questa
località è stata scelta dall'aviazione US per l'installazione di
un aerodromo militare all'epoca dello sbarco delle truppe
americane in Sicilia nel 1943. Il sito di Misilina-Cannatello è
stato scelto poiché ben riparato dai venti trasversali, dannosi
per un buon utilizzo di una pista d'aeroporto ;
in una relazione, datata dicembre 1999, della Camera di
Commercio di Agrigento si evidenzia che la scelta del sito (c/da
Misilina), da quanto emerge dagli studi tecnici condotti da
ingegneri, professori ed esperti nel settore dell'Università di
Palermo, sarà in grado di minimizzare il costo complessivo delle
opere stesse nonché di minimizzare le difficoltà di ordine
tecnico connesse alla concreta realizzazione ;
considerato che:
successivamente, si cambiava idea e veniva localizzato il sito
in c/da Menta, territorio di Racalmuto in un'area collinosa a
ridosso della SS 640 Caltanissetta-Agrigento a circa 12 Km da
Agrigento;
la realizzazione dell'aeroporto in c/da Menta comporterebbe un
enorme lavoro di movimento terra necessario per ripianare le
numerose colline che caratterizzano il territorio con conseguente
impiego di ingenti risorse economiche e avvilimento di una delle
più belle contrade del territorio caratterizzato dalla presenza
di numerose villette (circa 110) - tra queste sembra opportuno
ricordare - la casa di Leonardo Sciascia che sorge a pochi metri
dal sito prescelto che fa parte del Parco Letterario Regalpetra;
nelle aree adiacenti alla pista aeroportuale insisterebbero
altre 100 abitazioni che sarebbero gravemente danneggiate
dall'impatto acustico ed ambientale. Tale scelta creerebbe la
perdita occupazionale di lavoratori agricoli (circa 100 addetti)
e lo spostamento della condotta gas-Snam, con una spesa
quantificabile in circa 4.000.000 di euro;
con nota del 28.01.2004, l'ENAC (Ente nazionale per l'aviazione
civile), svolgendo alcune considerazioni sul sito di c/da Menta
in Racalmuto sulla base dei documenti progettuali in proprio
possesso, ha evidenziato che da un punto di vista aeronautico, a
causa della presenza di ostacoli naturali ed artificiali, alcune
delle superfici di protezione ostacoli risultano forate, in
contrasto con il Regolamento ENAC per la costruzione e
l'esercizio degli aeroporti , inoltre l'ENAC, nella stessa nota,
ha rilevato che in particolare sono forate la superficie di
avvicinamento strumentale per pista RWY 25, la superficie di
decollo per pista RWY 07 ed in alcune zone anche la superficie
orizzontale e conica; tale situazione non è accettabile sempre
per differenza con il citato Regolamento;
tenuto conto che altri siti, come ad esempio Misilina, Grotta
Rossa, potrebbero meglio prestarsi ad accogliere l'aeroporto in
quanto in posizione baricentrica rispetto al bacino di utenza
costituito dalle città di Agrigento, Licata, Caltanissetta ed
ugualmente serviti da una strada a scorrimento veloce;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire presso l'AAVT
S.p.A. e presso gli altri enti competenti al fine di individuare
un sito più idoneo rispetto a quello di c/da Menta, così da
potere dare alla provincia di Agrigento il tanto agognato
aeroporto con minori costi e certezza di realizzazione». (1099)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per il bilancio, all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
il 29 dicembre 2006 i lavoratori ASU del comune di
Castellammare del Golfo (TP) sono stati contrattualizzati con un
rapporto di lavoro determinato part-time per 24 ore settimanali
per cinque anni con una retribuzione tabellare lorda di
17.377,49, di cui il 90 per cento a carico del bilancio regionale
e la rimanente parte a carico del bilancio comunale;
da quella data i contrattisti hanno svolto le loro mansioni con
un orario di lavoro orizzontale dal lunedì al venerdì dalle 8,30
alle 13,18 senza percepire alcuna retribuzione;
il disagio, sia morale che economico, che si registra tra
questi lavoratori è tale, da compromettere ulteriormente la
credibilità dell'istituzione regionale,
per sapere:
le ragioni del ritardato completamento dell'iter necessario
alla normalizzazione del rapporto di lavoro e dell'ordinaria
erogazione della retribuzione;
quali iniziative intendono porre in essere per una rapida
soluzione del problema». (1104)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO CAMILLO
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
l'articolo 43 della legge regionale 14/2006 ha istituito
l'elenco speciale dei lavoratori forestali e che il comma 2 dello
stesso articolo individua i lavoratori facente parte dell'elenco
speciale, ivi compresi i lavoratori di cui all'ex articolo 56
della legge regionale 16/1996;
il comma 6 dell'articolo 43 della legge regionale. 14/2006 ha
individuato i criteri per la formulazione delle graduatorie di
tutti i lavoratori aventi titolo e già inseriti nell'elenco
speciale;
le graduatorie dei contingenti antincendio ex articolo 56 della
legge regionale 16/1996 sono ordinate secondo i criteri
dell'articolo 59 legge regionale 16/96 e che la norma sul
collocamento è cambiata e non prevede più l'anzianità di
iscrizione al collocamento,
per sapere se non ritiene necessario, al fine di evitare
disparità di trattamento, uniformare con apposita proposta
normativa da proporre all'A.R.S. le graduatorie del contingente
antincendio con i criteri indicati dal comma 6 articolo 43 della
legge regionale 14/2006». (1105)
ODDO CAMILLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
nelle frazioni Bonagia e Sant'Andrea del comune di Valderice
(TP) nei giorni scorsi è stata sospesa l'erogazione dell'acqua;
l'EAS, interpellato dall'amministrazione comunale di Valderice,
ha risposto che le risorse economiche a sua disposizione non
permettono l'acquisto del carburante necessario agli automezzi di
servizio utilizzati dagli operai per arrivare nei punti
strategici dove effettuare le manovre che consentono la
distribuzione dell'acqua nelle zone suddette;
per sapere
se non ritenga indispensabile ed urgente intervenire
nei confronti dell'ex EAS - così come oggi articolato - affinché
invii immediatamente gli operai ad effettuare le manovre di
distribuzione dell'acqua nelle frazioni in premessa citate nei
giorni e nelle ore stabiliti;
quali misure intenda adottare al fine di risolvere
definitivamente il problema ed assicurare all'ex Eas - così come
oggi articolato - le necessarie risorse finanziarie per
l'acquisto del carburante per le auto di servizio al fine di
garantire ai cittadini delle frazioni di Bonagia e Sant'Andrea
del comune di Valderice (TP) l'approvvigionamento idrico di cui
hanno pieno diritto essendo l'acqua un bene di vitale importanza
di cui nessuna famiglia può fare a meno». (1114)
ODDO CAMILLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con nota protocollo numero 10 del 4 ottobre 1999, avente per
oggetto 'Attivazione della rete assistenziale per malati
terminali sul territorio della Regione siciliana, in attuazione
della Legge numero 39 del 26.2.1999', l'Assessorato regionale
della sanità aveva impartito direttive per l'istituzione di
almeno una unità di Valutazione (UVP) ed una unità operativa
(UCP) per le cure palliative nel territorio dell'USL. Detta nota
era stata assegnata dal Direttore Generale alla Medicina di Base,
Settore competente per la predisposizione degli atti, al fine di
dare pratica attuazione alle direttive assessoriali;
con altra nota, protocollo numero 4N38/487 del 6 aprile 2000,
con il medesimo oggetto della prima, lo stesso Assessorato aveva
sollecitato il riscontro alla precedente che era rimasta inevasa;
l'Hospice previsto è il centro che dovrebbe essere preposto
all'assistenza palliativa e di supporto per i pazienti affetti da
patologia neoplastica, la cui malattia non risponde più a
trattamenti specifici, che cercano di raggiungere una migliore
qualità della vita, anche se breve;
ancora oggi gli utenti della provincia di Messina non hanno a
disposizione una struttura del genere, nonostante siano state
emanate direttive regionali specifiche per l'attivazione di un
adeguato numero di posti letto dedicati in strutture di tipo
Hospice (15 posti letto previsti a Messina);
oltre alla mancata realizzazione dell'Hospice a Messina, ci
sono state segnalate incongruenze nella gestione manageriale
dell'AUSL 5, in quanto il Centro gravi, per l'assistenza e il
recupero di soggetti portatori di handicap, che, per effetto del
decreto dell'Assessore per la sanità doveva sorgere a S. Agata di
Militello, è stato costruito a Mistretta, sempre nella provincia
di Messina;
il presidio per l'assistenza e il recupero di soggetti
portatori di handicap era stato individuato dall'Assessorato
regionale della sanità con decreto numero 89226 del 27.12.1990,
in forza del quale la ex USL numero 48 di S. Agata Militello
aveva adottato la deliberazione numero 800 del 19 agosto 1994,
avente per oggetto 'Approvazione, progettazione e Direzione
Lavori per la costruzione di un Presidio per l'assistenza e
recupero di soggetti portatori di handicap' e aveva già speso la
somma di 108 milioni di lire;
considerato che:
la salute è un diritto costituzionale; deve essere tutelata
attraverso i servizi erogati nel territorio e la loro privazione
arreca gravi danni a coloro che soffrono;
per sapere:
quali siano i motivi della mancata realizzazione dell'Hospice
di Messina per gli ammalati terminali di cancro;
quali siano i motivi del cambiamento di sede del Centro gravi,
previsto a S. Agata Militello e realizzato a Mistretta;
se non ritengano opportuno avviare indagini conoscitive al fine
di accertare le eventuali responsabilità amministrative e le
eventuali violazioni degli interessi legittimi dei cittadini che
necessitano dell'assistenza sanitaria indispensabile per il
rispetto del diritto al benessere psicofisico». (1115)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
BALLISTRERI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici,
premesso che:
la Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione
siciliana, ha approvato, con deliberazione 9/2006, la relazione
sulla gestione dell'edilizia residenziale pubblica (ERP) nella
Regione siciliana;
l'indagine ha avuto per oggetto il ruolo svolto
dall'amministrazione regionale, nonché dagli enti territoriali e
dagli Istituti Autonomi case popolati (IACP) nella politica
pubblica per la casa;
la relazione della Corte dei conti fornisce una disamina
completa ed impietosa delle numerose criticità che caratterizzano
le politiche abitative nella nostra regione, spesso frammentarie
e slegate da una programmazione strategica conseguente alla
ricognizione del reale fabbisogno abitativo;
in Sicilia ben 67 comuni, il 17 per cento del totale, vengono
definiti ad alta tensione abitativa , ai sensi della Legge 21
febbraio 1989, numero 61;
considerato che:
i rilievi della Corte dei conti riguardano, innanzitutto,
l'organizzazione complessiva del sistema di governo delle
politiche abitative, eccessivamente frammentato tra Comuni, IACP
e Regione e, all'interno di questa, in tre distinti dipartimenti
(Assessorato alla Presidenza, Lavori Pubblici e Cooperazione);
ciò determina la dispersione di risorse, l'assenza di
coordinamento tra attività sostanzialmente affini, nonché
la duplicazione di funzioni;
l'organico del Dipartimento regionale dei lavori pubblici,
dotato di competenza generale nell'ambito della politica
abitativa, risulta sottodimensionato rispetto alle necessità di
governo di un settore così complesso e delicato;
particolarmente carente è la gestione delle informazioni
relative alla consistenza del patrimonio di ERP, alla sua
gestione, al monitoraggio delle opere realizzate, all'avanzamento
finanziario degli interventi, all'andamento demografico e alle
dinamiche economiche e sociali che lo condizionano;
a tal proposito, la Corte rileva: mentre a livello centrale e
presso molte realtà regionali risultano istituiti appositi
Osservatori della condizione abitativa, nell'ambito siciliano,
invece, non è stata ancora prevista alcuna specifica struttura
per la raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi a
tale delicato settore nella realtà locale ;
nello svolgimento dell'indagine, la Corte denuncia ritardi e
approssimazione nei dati complessivi, elaborati dagli enti
interpellati solo ed esclusivamente a seguito delle
sollecitazioni dell'organo di controllo;
tali ritardi hanno interessato tutte le amministrazioni
coinvolte, dai Dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione
di Comuni presi in considerazione ai fini dell'indagine;
l'assenza di informazioni basilari sul patrimonio esistente e
sui bisogni reali condiziona l'attività programmatoria, limitata
al vaglio del parco progetti e dei finanziamenti disponibili e
assolutamente incapace di intercettare le dinamiche che
determinano il fabbisogno;
la carenza di programmazione non consente l'individuazione
degli obiettivi prioritari da raggiungere né la verifica dei
risultati;
le disposizioni della legge regionale n. 60/84, che prevedevano
la formazione delle anagrafi dell'utenza e il censimento degli
alloggi pubblici con elaborazione elettronica dei dati, sono
tuttora, in larga parte, inapplicate;
la frammentaria gestione in tema di ERP ha determinato una
distribuzione di alloggi pubblici non coerente rispetto alle
esigenze del territorio, con la realizzazione di case popolari in
piccoli centri nei quali l'andamento demografico e tutti gli
indici economici dimostrano un progressivo spopolamento, mentre
si accresce il disagio abitativo nelle grandi città;
ritenuto che:
sul totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei
10 IACP siciliani (uno per provincia più quello di Acireale) sono
affidati oltre 45 mila alloggi; oltre il 50 per cento è
concentrato nelle province di Palermo, Catania e Messina;
tale dato è quello risultante dopo la massiccia dismissione
che, tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi
20 mila alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;
il ricavo delle vendite è stato destinato, per l'85 per cento,
al ripiano dei passivi di bilancio degli Istituti, mentre una
percentuale molto bassa è stata reinvestita in nuove costruzioni
o per l'acquisto di nuove aree edificabili;
ciò ha comportato un sostanziale depauperamento del patrimonio
degli IACP, soprattutto perché il patrimonio residuo consiste in
alloggi vetusti o occupati abusivamente o ad alto tasso di
morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;
la consolidata esposizione debitoria degli Istituti ha trovato,
pertanto, un ristoro solo momentaneo e, attualmente, la loro
gestione presenta criticità di notevole rilievo; la vigilanza
sugli IACP è affidata all'Assessorato regionale dei lavori
pubblici, ma l'autonomia riconosciuta agli Istituti ha generato
gestioni molto differenziate non sanzionabile in alcun modo per
l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;
a titolo di esempio, si cita il caso dello IACP di Acireale
che, a fronte di un canone mensile medio di 77, segnala alloggi
il cui canone ammonta a 0,89 mensili;
preoccupante il fenomeno della occupazione senza titolo degli
alloggi e della morosità nel pagamento dei canoni che gli
Istituti non sembrano in grado di fronteggiare;
a fine 2003, il 15 per cento degli alloggi risultava occupato
abusivamente, mentre la morosità complessiva per canoni scaduti
ammontava a 148 milioni di euro;
tali realtà riguardano, in modo preponderante, le città di
Palermo, Catania e Messina;
nell'indagine della Corte dei conti si segnala come non sembra
che gli Istituti prestino adeguata attenzione al fenomeno in
questione;
infatti, le azioni esecutive per il recupero dei crediti
scaduti o l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano un
numero esiguo rispetto alle necessità;
riguardo le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli IACP hanno
esperito azioni amministrative o giudiziarie solo raramente: solo
31 sono i procedimenti conclusi positivamente;
tali dati confermano che la gestione degli IACP è lontana dal
raggiungimento dell'equilibrio tra costi e ricavi, deficitaria e
poco incisiva rispetto ai fini istituzionali assegnati;
ciascun Istituto è governato da un consiglio di amministrazione
composto da 10 membri, un organismo pletorico rispetto alla
produttività, che andrebbe snellito nel quadro di una più
generale riforma di tutto il settore di ERP;
considerato ancora che:
la costante diminuzione degli stanziamenti pubblici, statali e
regionali, a favore di nuova edilizia residenziale pubblica,
conseguente al venir meno della contribuzione GESCAL, ha generato
un decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel recupero
di quelli esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
abitative nella nostra regione;
l'incontrollabile aumento dei canoni di locazione di edilizia
privata, insieme con la progressiva perdita del potere di
acquisto di salari e stipendi stanno determinando una tensione
sociale di grande portata;
sono le fasce più deboli della popolazione a subirne gli
effetti più pesanti, ma nemmeno il ceto medio può considerarsi
immune dall'incidenza sempre più rilevante dei costi abitativi
sul reddito della famiglia;
il fabbisogno, stimato in base alle richieste di inserimento
nelle graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi, è di
oltre 60 mila abitazioni;
ritenuto infine che:
secondo i rilievi della Corte dei conti, la legislazione
regionale relativa all'assetto istituzionale nel settore è ormai
obsoleta, essendo rimasta ferma a principi risalenti agli anni
'70, mentre le altre regioni italiane hanno via via adeguato il
quadro normativo di riferimento;
con l'ordine del giorno numero 20 approvato dall'ARS nella
seduta numero 16 del 18 ottobre 2006 Approvazione del DPEF per
gli anni 2007- 2011 , si impegnava il Governo della Regione ad
avviare la riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari;
per sapere:
quali siano le cause dello stato di cose sopra descritto e
quali provvedimenti intendano adottare per consentire una
gestione integrata di tutti gli interventi e rendere più
funzionale l'apparato pubblico preposto alla sua gestione;
se non ritengano indifferibile l'elaborazione di un programma
di interventi nel settore dell'edilizia residenziale pubblica
adeguato al fabbisogno reale, reperendo risorse finanziarie,
laddove possibile, anche attraverso la realizzazione di economie;
se non ritengano necessario procedere alla ricognizione
dell'intero patrimonio di ERP e di tutti i dati attinenti alla
sua gestione attraverso la progettazione e l'implementazione di
un sistema informativo adeguato». (1116)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che la
legge regionale 27 dicembre 1978, numero 71, all'articolo 58
prevede l'istituzione del Consiglio regionale dell'Urbanistica;
considerato che diversi comuni della Regione hanno adottato
strumenti urbanistici e sono da mesi in attesa del decreto di
approvazione da parte dell'Assessorato del territorio ed
ambiente;
considerato, altresì, che tali decreti non possono essere
emanati se non dopo il parere obbligatorio del Consiglio
regionale dell'Urbanistica;
visto che il C.R.U. risulta ancora non rinnovato dal mese di
dicembre 2006;
per sapere:
quali siano le ragioni che hanno indotto l'Assessore competente
a non procedere al rinnovo di tale organo e se tale decisione
possa compromettere la legalità sul territorio dei comuni
siciliani;
in quali tempi intenda procedere al rinnovo di tale organo».
(1127)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nel giugno del 1981 i comuni di Mazara del Vallo, Petrosino e
Marsala (TP) furono colpiti da eventi sismici che determinarono
danni significativi al patrimonio immobiliare delle città;
con legge 536/81 furono definite le integrazioni al contributo
per le necessarie riparazioni da erogarsi secondo valutazione di
apposita commissione;
nella finanziaria 2006 sono stati previsti specifici
provvedimenti in favore di alcune zone della Sicilia, compreso un
intervento di un milione di euro per tre anni in favore dei
Comuni di Mazara del Vallo, Petrosino e Marsala;
in data 3.10.2006 sono state accreditate le prime due trance di
detti provvedimenti (capitolo 7451, titolo 2 ) sul c/c 22721
della Tesoreria regionale;
molti cittadini hanno già provveduto ad avviare la riparazione
degli immobili ma non hanno ancora percepito che parte delle
somme spettanti;
i costi per tali riparazioni superano il più delle volte le
integrazioni previste e che ciò ha portato a notevoli esposizioni
ma anche alla interruzione dei lavori, col rischio di perdere
tutto il lavoro fin qui fatto per i ritardi e le lentezze
nell'accreditamento delle somme;
per sapere quali ragioni abbiano impedito l'erogazione dei
fondi sopra indicati a favore dei Comuni di Mazara del Vallo,
Petrosino e Marsala e se non ritenga doveroso intervenire per
garantire ai cittadini l'immediata erogazione di quanto
spettante». (1128)
ODDO CAMILLO
«All'Assessore per l'industria,
premesso che la legge regionale numero 32/2000, in applicazione
dell'articolo 52 della legge regionale 4/2000, ha previsto le
norme che, da quel momento in avanti, si applicano agli aiuti
concessi alle imprese operanti in Sicilia a valere sui fondi
propri del bilancio della Regione (articolo 11), abrogando tutte
le norme previgenti in materia di aiuti di Stato non
espressamente richiamate, integrate o modificate dalla stessa
legge numero 32/2000 (articolo 197) e stabilendo, infine, che le
intensità degli aiuti previsti dalla stessa legge vanno intese
come misure massime di intervento nei confronti dei soggetti
beneficiari (articolo 199);
osservato che tale legge regionale 32/2000 ha previsto un
regime di aiuti anche in materia di imprenditoria giovanile senza
richiamare, integrare o modificare le norme delle previgenti
leggi regionali numero 37/78 e 25/93 e che queste ultime devono
quindi intendersi abrogate;
considerato inoltre che le norme delle leggi regionali numero
37/78 e 25/93 non sono state mai notificate alla UE né da questa
autorizzate;
ricordato che proprio per tali ragioni l'intera materia era
stata riorganizzata nella legge regionale 32/2000 e che da allora
non sono stati più emessi decreti di concessione di crediti di
esercizio;
visto invece che alcuni mesi orsono sono stati emessi nove
decreti del Dirigente di Servizio che autorizzano l'IRCAC ad
erogare finanziamenti in unica soluzione sotto forma di crediti
di esercizio ex legge regionale numero 37/78 per un importo
complessivo di 15.000.000,00, a valere sul fondo di rotazione
unificato (istituito ai sensi dell'articolo 63 della legge
regionale 7/3/1997 numero 6);
considerato che i crediti di esercizio di cui ai predetti DDS,
emessi ex legge regionale 37/78, non riscontrano i parametri
previsti dall'UE negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato
a finalità regionale in quanto:
tali Orientamenti UE vietano la concessione di aiuti destinati
al funzionamento, cioè alla copertura delle spese di avviamento
e/o di gestione;
i crediti di esercizio di cui ai decreti non rispondono, in
termini di intensità di aiuto e di percentuale di intervento, a
quanto previsto dalla normativa comunitaria e regionale vigenti;
i crediti di esercizio concessi superano la soglia prevista
dalla regola 'de minimis';
in alcuni casi i crediti sono concessi ad aziende operanti nel
settore agricolo che è uno dei settori vietati dall'UE per tali
aiuti, anche in termini di 'de minimis';
in alcuni casi, poi, i crediti di esercizio sono stati concessi
a cooperative che non hanno ancora ultimato e collaudato i
progetti di sviluppo a suo tempo finanziati con le provvidenze
della stessa legge regionale numero 37/78 e aventi situazioni
aziendali caratterizzate da totale abbandono e degrado, quindi
con passività accumulate nel tempo, e ciò in violazione dei
principi comunitari, ma anche in violazione della circolare
numero 9606 del 14/7/1994, con la quale, nel dare disposizioni
attuative per i crediti di esercizio ex legge regionale 37/78,
l'assessore del tempo vietava espressamente l'erogazione di somme
relative ai predetti crediti da destinare al ripianamento di
passività pregresse;
ritenuto, infine, che l'erogazione dei crediti di esercizio di
cui ai DDS sopra citati darebbe luogo all'esborso di una notevole
quantità di denaro pubblico in aperta violazione di norme
regionali vigenti che hanno chiaramente abrogato le leggi cui gli
stessi DDS fanno riferimento ma, soprattutto, darebbero luogo
alla violazione di precise norme comunitarie che esporrebbero la
Regione Sicilia a possibili procedure di infrazione da parte
della UE;
per sapere sulla base di quali norme e di quali motivazioni si
sia ritenuto di emanare i DDS in premessa e se, alla luce di
quanto sopra esposto, non ritenga di dovere ritirare
immediatamente i nove decreti del Dirigente di Servizio che
autorizzano l'IRCAC ad erogare finanziamenti in unica soluzione
sotto forma di crediti di esercizio ex legge regionale numero
37/78 per un importo complessivo di 15.000.000,00». (1129)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CRACOLICI
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione
presentata.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la recente nomina del Consiglio di Amministrazione del
Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte della
Regione siciliana di un numero di amministratori superiori a
cinque, si pone in contrasto con il quadro normativo che regola
la materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe opportuno
soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
725 a 729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, numero
296 (c.d. 'Legge Finanziaria 2007') introducono alcune norme
'speciali' in materia di:
1. compensi agli amministratori (rectius, al presidente e ai
componenti del consiglio d'amministrazione) di società pubbliche
'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
o Province (commi 725, 726, 727 e 728);
2. numero degli amministratori (rectius, dei componenti il
consiglio d'amministrazione) delle medesime società pubbliche
'locali' (comma 729).
in relazione al 'tetto', al numero massimo di amministratori
delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:
(a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche se
la partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume, per
il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);
(b) società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
sopra, al cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
purché differenti dagli enti locali);
nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio di
amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a cinque
nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
superiore a un certo importo, che dovrà essere determinato con
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (su
proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie
locali, di concerto con il ministro dell'economia e delle
finanze, sentita la Conferenza Stato-Città);
nel secondo caso, il Legislatore, non fissa un limite massimo
di componenti dei consigli di amministrazione (se del caso,
incrementato rispetto a quello delle società a totale
partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto di stabilire
il numero massimo (cinque) dei componenti designabili dai soci
pubblici locali (comprendendo in questa definizione anche le
Regioni);
la Regione siciliana nella legge finanziaria numero 2
dell'8/2/2007, all'articolo 16 ha espressamente statuito che '1.
Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli enti
pubblici regionali, nonché nelle società a partecipazione mista
tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725 a 729 e da
733 a 735, della legge 27 dicembre 2006, numero 296. Le
disposizioni attuative previste dal comma 729 del medesimo
articolo sono determinate con decreto del Presidente della
Regione. 2. Le predette società adeguano, a pena di decadenza
degli organi di amministrazione, i propri statuti e gli eventuali
patti parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Regione del citato decreto
presidenziale.';
in attuazione della predetta norma di recepimento della
normativa nazionale introdotta nella Finanziaria 2007, è stato
emanato il Decreto Presidenziale del 5 Marzo 2007, pubblicato
nella GURS numero 13 del 23/3/2007, che ha espressamente statuito
che:
'Articolo 1. 1. Il numero complessivo di componenti del
consiglio di amministrazione delle società a totale
partecipazione anche indiretta della Regione o degli enti
pubblici regionali, nonché delle società miste tra la Regione e
gli enti pubblici regionali può essere superiore a tre e comunque
non superiore a cinque qualora il capitale sociale interamente
versato sia pari o superiore a 750.000,00 euro.
Articolo 4. Le società interessate dal presente decreto
adeguano, ove necessario, i propri statuti e gli eventuali patti
parasociali entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana. Contestualmente alle modifiche statutarie i consigli
di amministrazione in carica sono revocati e devono essere
ricostituiti in conformità alle prescrizioni del presente
decreto.';
ritenuto che:
in ordine alla superiore normativa risulta maggiormente
prudenziale l'adozione di una linea ermeneutica fondata
sull'effettiva intenzione del Legislatore, anche in ragione
dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della spesa
pubblica) e della sua rilevanza nell'ambito della disciplina
della responsabilità per danno erariale, nonché
un'interpretazione rigorosa fondata sul carattere imperativo
delle norme comprese tra i commi 725 e 729 Legge numero 296/06 e,
quindi, si deve propendere per la loro immediata applicabilità,
secondo quanto previsto dall'articolo 1419, c.c.; e ciò
soprattutto nella fattispecie in esame, in cui non vi è in carica
alcun consiglio di amministrazione e vi è una gestione
commissariale che si protrae da anni e, incredibilmente, si
vorrebbe far venire meno proprio nell'attuale e mutato quadro
normativo, attraverso un consiglio di amministrazione che si
porrebbe in contrasto con il limite numerico previsto dalla
finanziaria nazionale e regionale;
non v'è dubbio che la normativa in questione immediatamente
applicabile in relazione ad un ente sprovvisto di consiglio di
amministrazione impone la riedizione del potere di nomina da
parte della Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
dello Statuto, in conformità alle limitazioni al numero dei
componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
commissariale in carica;
a ragionare diversamente si arriverebbe al paradosso di
nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed unico
atto dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto, stante
che, secondo il decreto presidenziale del 5/3/2007,
'contestualmente alle modifiche statutarie i consigli di
amministrazione in carica sono revocati.';
pertanto, la prosecuzione del procedimento di nomina del
Consiglio di amministrazione del Consorzio Autostrade Siciliane
si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
di efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri rischi
di impugnazione dinanzi la competente autorità giudiziaria, da
parte di qualsiasi cittadino, atteso che le limitazioni
introdotte in finanziaria sono rivolte al contenimento della
spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;
per sapere:
se abbiano preso coscienza dei problemi legati alla normativa
introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal Decreto
Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;
se non ritengano di approfondire la questione, eventualmente
chiedendo un parere all'Ufficio Legale e Legislativo della
Regione;
se non ritengano di rivedere l'iter seguito e procedere in
conformità all'attuale quadro normativo». (1090)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
LACCOTO - GALVAGNO
PRESIDENTE. L'interrogazione ora annunziata sarà trasmessa al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con decreto del Presidente della Regione del 12/07/2006 veniva
annullato il decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente 23 Marzo 1999, riguardante la Riserva di Santo Pietro
di Caltagirone (CT);
lo stesso veniva notificato ai comuni interessati, nonché agli
enti di competenza in data 15/11/2006;
nel periodo che intercorre tra la data di annullamento e quella
di notifica a comuni ed enti non sono state prese in
considerazione le richieste di risarcimento danni causati dalla
fauna selvatica, perché cessate le competenze dell'ente gestore
per effetto dell'annullamento della riserva;
nello stesso periodo, a vario titolo, l'ente gestore multava
diversi residenti e non, per avere violato disposizioni facenti
parte del regolamento che disciplina la riserva, sottoponendoli
anche a provvedimenti amministrativi e penali che, oltre che
precludere il rinnovo del porto d'armi per uso caccia,
aggravavano di non poche spese legali i contravventori;
il Comune di Caltagirone ha rilasciato e tutt'oggi rilascia
certificati a destinazione urbanistica indicando i luoghi ancora
vincolati dal regolamento che vige nella R.N.O, malgrado il
decreto presidenziale di annullamento;
tale situazione di disorganicità nei comportamenti delle
autorità preposte alla gestione ed alla sorveglianza della
riserva in questione, come si evince da quanto indicato, arreca
danni ed ingenera confusione;
per sapere:
se il Governo della Regione sia a conoscenza di questo stato di
cose:
quali atti intenda porre in essere per ovviare agli
inconvenienti causati;
se sia intendimento dell'Assessore competente pubblicare, anche
attraverso il calendario venatorio 2007-2008, le disposizioni che
disciplinano la reale situazione che investe il territorio di cui
sopra». (1080)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
la situazione indecorosa presente in via Cristoforo Colombo a
San Gregorio di Catania, a causa dell'accumulo di immondizia,
rappresenta un notevole disagio per gli abitanti della zona;
detta situazione, oltre che indecorosa, può essere dannosa alla
salute dei cittadini;
per sapere:
quali iniziative intenda implementare per far sì che il decoro
e la pulizia della zona indicata in premessa vengano normalmente
mantenuti da parte del servizio di nettezza urbana». (1081)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
le infiltrazioni di acqua nella Chiesa di San Nicolò l'Arena a
Catania mettono a serio rischio le strutture portanti del tetto,
che presentano già gravi lesioni;
la suddetta chiesa è di proprietà del Comune di Catania, il
quale ha l'obbligo di intervenire al fine di evitare possibili
crolli;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere affinché i
lavori di manutenzione straordinaria necessari al ripristino del
tetto della Chiesa di San Nicolò l'Arena a Catania vengano
effettuati». (1082)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
l'area verde tra le vie Puglia e Barletta del comune di Catania
è abbandonata al degrado e alla sporcizia;
alla mancanza di pulizia e alla trascuratezza in cui versa la
suddetta area si aggiunge la circostanza che la stessa è
frequentata da tossicodipendenti che lasciano per terra le
siringhe usate;
a peggiorare ulteriormente la situazione igienica contribuisce
la presenza di topi e cani randagi;
per sapere quali iniziative intenda implementare per risolvere
in modo definitivo il problema rappresentato in premessa». (1083)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
la struttura sportiva di Zia Lisa II a Catania è l'unica area a
scopo ricreativo dell'intera zona;
la suddetta struttura sportiva necessita di interventi urgenti
di manutenzione straordinaria;
per sapere quali iniziative intenda adottare per far sì che gli
interventi di manutenzione straordinaria di cui sopra vengano
eseguiti». (1084)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
ormai da circa 15 anni gli abitanti degli alloggi popolari di
Via Duca di Camastra a Caltagirone (CT) convivono con la
fuoruscita delle acque reflue dalla rete fognaria;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere per
garantire la manutenzione necessaria negli alloggi
summenzionati». (1085)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
condizioni di degrado e sporcizia come quelle riscontrabili nel
comune di Palagonia (CT), a causa delle numerose microdiscariche
abusive di spazzatura e detriti presenti, offendono il pubblico
decoro e sono fonte di rischio ambientale e sanitario;
la mancata pulizia delle zone su indicate diventa un invito al
comportamento incivile di alcune persone che continuano ad
utilizzare gli spazi pubblici come discariche;
per sapere quali interventi intenda porre in essere per
risolvere in modo definitivo il problema rappresentato in
premessa». (1086)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
lo stato di degrado e l'immondizia presente in Piazza Dante a
Catania, oltre che essere uno spettacolo poco edificante, può
trasformarsi in una situazione di pericolo sanitario per i
cittadini residenti nella zona;
per sapere quali iniziative intenda implementare per far sì che
il decoro e la pulizia di Piazza Dante a Catania vengano
ripristinati e normalmente mantenuti da parte del servizio di
nettezza urbana cittadino». (1087)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
l'articolo 26 della legge regionale 23.12.2000, numero 30,
'autorizza il Presidente della Regione a pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale della Regione, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, un Testo coordinato delle
leggi regionali relative all'ordinamento degli enti locali';
sono trascorsi quasi sette anni senza che sia stata data
attuazione alla predetta norma, né attraverso la pubblicazione,
anche parziale, del Testo Coordinato dell' O.EE.LL., né
attraverso l'insediamento di un tavolo tecnico per confezionare
il citato Testo Coordinato;
il riordino normativo nel settore delle autonomie locali si
reputa necessario al fine di pervenire ad una lettura omogenea e
coordinata dei vari articoli che compongono l'ordinamento
regionale degli enti locali, soprattutto per la parte riguardante
compiti e funzioni degli organi comunali, il sistema elettorale
per l'elezione contestuale del consiglio comunale e del sindaco,
lo status dei consiglieri comunali e degli amministratori, le
gestioni straordinarie e lo scioglimento degli organi, la
dirigenza comunale, gli enti gestori dei servizi pubblici, le
aziende speciali e le società a partecipazione pubblica, ma anche
per ragioni di chiarezza normativa, atteso che il Legislatore
regionale ha emanato, in materia, non poche norme, rinvenibili in
numerose leggi (si tratta di articoli sparsi, collocati in leggi
che spesso hanno per oggetto tutt'altra materia) che hanno inciso
sugli organi e sull'organizzazione degli enti autarchici
territoriali locali;
l'emanazione del predetto testo coordinato è molto attesa dagli
amministratori locali, studiosi ed operatori del diritto, nonché
dalla generalità dei cittadini;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali, a sette anni di distanza,
il testo coordinato delle leggi regionali relative
all'ordinamento degli enti locali attende ancora di essere
elaborato e pubblicato;
se non ritengano opportuno emanare urgenti direttive,
presidenziali ed assessoriali, nei confronti del dirigente
generale del Dipartimento regionale della famiglia e delle
autonomie locali e della competente dirigenza dell'Assessorato,
affinché la redazione del predetto testo coordinato costituisca
obiettivo dirigenziale valutabile ai fini dell'erogazione
dell'indennità di risultato;
se non ritengano di dovere istituire un tavolo tecnico con il
compito di formulare proposte legislative, alla luce delle
programmate proposte di modifica elaborate dal Governo nazionale,
sottoposte all'esame del Parlamento, riguardanti il T.U. degli
enti locali nazionale». (1088)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che l'area marina protetta denominata 'Isole Ciclopi'
si estende per la maggior parte nel territorio del Comune di
Acicastello e per una piccola porzione in quello di Acireale
(CT);
considerato che l'istituzione della suddetta area protetta,
avvenuta per decreto interministeriale nel 1989, rispondeva alla
necessità anche di salvaguardare la straordinaria varietà di
organismi marini che popolano tali acque, prevedendo, a tal fine,
il rispetto di talune regole di comportamento nell'esercizio
della balneazione, della navigazione e della pesca sportiva in
particolare;
rilevato che sussiste, con riferimento alla pratica della pesca
sportiva, nelle suddette zone una disparità di trattamento tra
quanti risiedono nel comune di Acicastello e quanti risiedono nel
comune di Acireale, riconoscendone soltanto ai primi l'esercizio
gratuito;
per sapere quali opportuni ed immediati provvedimenti intenda
assumere a tutela dei diritti dei cittadini di Acireale
gravemente discriminati riguardo all'esercizio della pesca
sportiva». (1092)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BASILE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia,
all'Assessore per i lavori pubblici, all'Assessore per il
territorio e all'Assessore per la sanità, premesso che nel
quartiere Sperone di Palermo esiste uno stato di degrado che ha
dell'inverosimile per le condizioni in cui versano gli oltre 5000
residenti degli alloggi popolari;
considerato che per i bambini e gli anziani del quartiere non
esistono spazi verdi in quanto tutto il quartiere versa in uno
stato di abbandono allucinante, con rifiuti tossici che si
trovano come aiuole in fiore in ogni angolo di strada, le
villette degradate ricolme di rifiuti;
atteso che vivere in una città come Palermo, che punta al
progresso, come è giusto che sia, e scoprire una realtà da terzo
mondo mortifica il senso civico di tutti noi;
rilevato che a tutt'oggi nessun organo competente è mai
intervenuto con iniziative atte a risanare e rendere vivibile un
grande quartiere come lo Sperone, nonostante il recupero del
quartiere dovrebbe costituire il principale input per l'attività
del Consiglio della II Circoscrizione;
per sapere:
quali iniziative il Governo della Regione intenda adottare per
eliminare lo stato di abbandono e di degrado in cui vivono i
residenti degli alloggi popolari del quartiere Sperone di
Palermo;
se non ritenga opportuno di disporre l'avvio di attività
ispettiva al fine di verificare quali siano le motivazioni che
hanno impedito, fino ad oggi, agli organi competenti di attivare
interventi atti a risanare il degrado del quartiere e a
consentire ai suoi abitanti di vivere in un ambiente sano».
(1100)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CAPUTO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
il dirigente generale del Dipartimento regionale territorio ed
ambiente, con nota protocollo 60651, ha autorizzato, in linea
generale, l'Azienda regionale delle Foreste demaniali
all'esecuzione di determinate categorie di interventi senza la
preventiva autorizzazione prevista dall'artiocolo 5 del D.P.R.
357/97 (valutazione d'incidenza);
uno dei motivi che ha portato alla formulazione
dell'autorizzazione in linea generale è determinato
dall'eccessivo carico di lavoro del Servizio 2 VAS-VIA e dalla
conseguente possibilità di ritardi nella presentazione dei
progetti inseriti nel P.I.R, e del rischio, pertanto, della
perdita di finanziamenti, come è stato precisato nello stesso
provvedimento;
tale deroga è ammessa solo per gli interventi finanziati con
fondi relativi al P.I.R Rete Ecologica e al P.O.R. Sicilia 2000-
2006;
considerato che:
il provvedimento suddetto si pone in contrasto con la normativa
prevista dal D.P.R. 357/97, la quale impone il rilascio
preventivo dell'autorizzazione per la realizzazione di
interventi, progetti e lavori nelle aree ricadenti nell'ambito
della norma;
a tale obbligo non sono elencate deroghe;
l'esenzione dall'osservanza della legge pone l'Azienda Foreste
in una situazione di favore rispetto ad altri soggetti, pubblici
e privati, interessati alla presentazione di progetti nell'ambito
dei fondi del POR Sicilia, ma obbligati al rilascio preventivo
dell'autorizzazione;
il provvedimento appare viziato anche nel merito poiché
contiene, in sostanza, una delega di funzioni in favore
dell'Azienda Foreste, alla quale viene demandato il potere di
operare senza alcun accertamento preventivo da parte
dell'amministrazione competente;
ritenuto che:
la motivazione addotta a sostegno della deroga denuncia la
inefficiente organizzazione dell'amministrazione regionale, non
in grado di evadere le pratiche nei tempi richiesti;
ciò era facilmente prevedibile poiché l'Ufficio competente agli
adempimenti ex articolo 5 del D.P.R. 357/97 non ha la dotazione
organica sufficiente a far fronte all'esigenza dell'utenza nei
tempi dettati dai bandi di Agenda 2000;
negli anni scorsi alcune iniziative sono state escluse proprio
perché prive della valutazione di incidenza, non rilasciata in
tempo;
nel tentativo di accelerare i tempi, per impegnare e
certificare le spese sui fondi POR, è stata trovata una
scorciatoia illegittima;
per sapere se non ritenga di dovere procedere all'annullamento
in autotutela del provvedimento di cui in premessa». (1101)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che :
da alcuni anni i lavoratori, ex articolo 23, attraversano una
situazione di disagio economico che contribuisce a indebolire il
già precario tessuto sociale della provincia di Caltanissetta;
una parte di questi lavoratori prestano servizio presso il
Comune di Resuttano con un contratto di diritto privato di durata
quinquennale;
21 di questi lavoratori dal primo febbraio 2007 non
percepiscono lo stipendio;
6 lavoratori che operano presso l'ATO CL1 di Caltanissetta sono
da mesi senza stipendio in attesa che l'A.T.O eroghi
l'integrazione;
l'A.T.O in questione oltre alle mancate garanzie di natura
salariale non ha provveduto ad adottare le misure di sicurezza
sul lavoro, previste dalle vigenti norme, specificamente per ciò
che attiene gli indumenti di lavoro e la prevenzione medica.
ritenuto che la realizzazione degli Ambiti Territoriali
Ottimali, come più volte rilevato, è stata una scelta unicamente
funzionale a determinare strutture regionali di sottogoverno
gestite discrezionalmente e che hanno finito per gravare
pesantemente sul bilancio regionale oltre che peggiorare la
qualità dei servizi.
per sapere :
se il Presidente della Regione è a conoscenza della situazione
in cui versano i lavoratori che prestano servizio presso l'A.T.O
CL1 di Caltanissetta e qualora ne fosse al corrente quali misure
ha già predisposto;
se non ritenga necessario ed urgente intervenire al fine di
risolvere la problematica attinente il pagamento degli stipendi
arretrati e delle integrazioni salariali previste per i
lavoratori allo scopo di garantire loro una adeguata tutela e
riconoscimento dei diritti». (1102)
BORSELLINO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che:
con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana il 25 maggio 2001 l'Istituto regionale per il credito
alla cooperazione bandiva il concorso per titoli per la copertura
del posto di direttore generale;
a tale concorso, come previsto all'articolo 2, lettera C), del
bando potevano partecipare i candidati in possesso di esperienza
di direzione e gestione per almeno un quinquennio d'istituti ed
aziende di credito, enti pubblici economici o di società
finanziarie con capitale non inferiore a cinque miliardi;
visto che:
con la deliberazione numero 9628 del 29 dicembre 2003 veniva
approvata la graduatoria del concorso, pubblicata nella GURS
serie speciale concorsi del 27 febbraio 2004, che compie una
previsione di collocazione sino al 7 posto
il Dottor Carmelo Bonfissuto, dichiarato vincitore del
concorso, non aveva assunto servizio nel termine indicato e
pertanto era stato considerato rinunciatario;
l'Avvocato Vincenzo Minì, candidato collocato al secondo posto
della graduatoria, è stato escluso dalla nomina con delibera
IRCAC numero 199 dell'1 febbraio 2006, nel presupposto che non
aveva il requisito di cui all'articolo 2, lettera c), cioè
l'esperienza di direzione e gestione per almeno un quinquennio di
enti pubblici economici;
considerato che:
con delibera IRCAC numero 437 del 3 ottobre 2006, l'avvocato
Alfredo Ambrosetti, in atto consigliere comunale del Consiglio
comunale di Sciacca in quota UDC, è stato nominato direttore
generale in prova dell'IRCAC;
il prefato Avvocato Alfredo Ambrosetti ha ottenuto la nomina
nel presupposto di avere maturato un'esperienza di direzione e
gestione per almeno un quinquennio dell'Azienda autonoma delle
Terme di Sciacca;
l'Azienda autonoma delle Terme di Sciacca, giusta circolare 16
dicembre 1999, numero 21 dell'Assessorato Bilancio e finanze
della Regione siciliana, pubblicata in GURS parte I numero 8 del
25 febbraio 2000, concernente modalità attuative dell'articolo 66
della legge regionale 27 aprile 1999, numero 10, in materia
d'esecuzione forzata nei confronti dell'Amministrazione regionale
e degli enti pubblici non economici della Regione siciliana, è
qualificata Ente pubblico non economico della Regione siciliana
(cfr. elenco allegato b rigo 21);
ritenuto che, per conseguire la nomina, l'Avvocato Alfredo
Ambrosetti ha dichiarato nella domanda di partecipazione al
concorso di essere dirigente dell'Azienda autonoma delle Terme di
Sciacca, ente pubblico economico della Regione siciliana ed ha
prodotto in data 19 settembre 2006 certificazione numero 1738 del
19.09.2006 rilasciata dal Commissario ad acta delle Terme di
Sciacca, dottoressa Maria Brisciana, nominata allo scopo di
rilasciare la certificazione di che trattasi con decreto
dirigente generale dipartimento regionale turismo, sport e
spettacolo numero 1268/s2T del 18 settembre 2006, attestante che
l'Azienda autonoma delle Terme di Sciacca istituita con DLP
Regione siciliana numero 12 del 20.12.1954 è qualificata 2 quale
ente pubblico economico della Regione Siciliana dal quinquennio
antecedente la data dell'1 giugno 2001;
considerato inoltre che, con sentenza Cassazione Civile,
Sezione Lavoro, 27 maggio 2000, numero 7018, resa nel giudizio
tra azienda autonoma Terme di Sciacca (ricorrente) ed Ambrosetti
Alfredo (intimato) la Suprema Corte ha escluso che le aziende
termali ed in particolare quella di Sciacca, con la legge
regionale 6 maggio 1976, numero 54, siano state equiparate agli
enti di cui all'articolo 5 della legge regionale 11 gennaio 1963,
numero 2, istitutiva dell'Ente Minerario Siciliano e cioè agli
enti pubblici economici della Regione siciliana, come peraltro
riconosciuto da diverse pronunzie della suprema Corte di
Cassazione ( cfr ex pluris Cass. 20 maggio 1992, numero 6028;
Cass. 10 luglio 1991, numero 7626);
ritenuto altresì che:
quanto certificato dal Commissario ad acta delle Terme di
Sciacca, Maria Brisciana, con la certificazione del 19 settembre
2006, quanto dichiarato dall'avv. Alfredo Ambrosetti nella
domanda di partecipazione al concorso appare in insanabile ed
inscindibile contrasto con gli atti sopra indicati;
l'intera vicenda concorsuale è stata contraddistinta da
assoluta incertezza, mancanza di trasparenza e di regolarità;
per sapere:
se si ritenga illegittima la nomina dell'Avvocato Alfredo
Ambrosetti a direttore generale dell'IRCAC;
se non ritengano opportuno sospendere la nomina in oggetto per
un'attenta valutazione sulla legittimità della selezione
effettuata dall'IRCAC;
se non ritengano opportuno promuovere un procedimento ispettivo
presso l'IRCAC e l'Assessorato Cooperazione al fine di verificare
la legittimità della procedura concorsuale, che ha portato alla
designazione dell'avv. Alfredo Ambrosetti a direttore generale
dell'IRCAC;
attraverso quali strumenti intendano dar luogo a procedure di
selezione trasparenti relativamente alle cariche dirigenziali di
enti regionali come l'IRCAC». (1103)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
CANTAFIA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali,
premesso che lungo la Via Maestri del lavoro di Catania le
erbacce hanno invaso parte della sede stradale rendendo
necessario un intervento di pulizia straordinaria;
per sapere quali iniziative intenda implementare per far sì che
la strada indicata in premessa venga ripulita». (1106)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
l'incolumità degli automobilisti una condizione che ogni
pubblica amministrazione deve necessariamente tutelare e
garantire;
la pericolosità della strada statale che porta da Catania a
Gela è purtroppo acclarata dalle numerosissime vittime di
incidenti stradali;
ad aumentare la pericolosità della suddetta strada contribuisce
la presenza di molte prostitute che produce il rallentamento
della marcia da parte di automobilisti curiosi e manovre
azzardate da parte dei potenziali clienti;
per sapere quali iniziative intendano implementare affinché la
strada indicata in premessa venga resa sicura ed interrotta la
catena di incidenti che si susseguono da troppo tempo». (1107)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana, la provincia regionale ed il
comune di Catania hanno votato a favore della cointitolazione
dell'aerostazione di Catania ad Angelo D'Arrigo;
è quantomeno opportuno dare la giusta trasparenza alle
procedure di intitolazione dell'aeroporto di Catania;
per sapere:
se le procedure seguite per l'intitolazione dell'aerostazione
di Catania siano legittime;
a chi spetti decidere l'intitolazione dell'aerostazione di
Catania;
se siano state tenute nella giusta considerazione le
deliberazioni dell'ARS, della provincia e del comune di Catania».
(1108)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che presso gli alloggi popolari di Via
Romagna, nel quartiere Jungo di Giarre (CT), da un tombino del
sistema fognario fuoriescono liquami maleodoranti formando un
laghetto di acqua putrida;
per sapere:
quali iniziative intenda porre in essere per garantire la
manutenzione necessaria per il ripristino del normale
funzionamento del sistema fognario;
se sia competenza dell'IACP o del comune intervenire sul
sistema fognario». (1109)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie sociali, premesso che:
lungo il Viale Immacolata e la Via Libertà del comune di
Riposto (CT) alcuni tratti del manto stradale sono dissestati e
presentano voragini larghe e profonde;
la situazione suddetta rende difficoltoso il transito in quei
tratti di strada, ma, soprattutto, determina una situazione di
grave pericolo per gli automobilisti ed i pedoni;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere per far sì
che i dissesti rappresentanti in premessa vengano eliminati».
(1110)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
le calamità naturali, sempre più frequenti negli ultimi anni, e
la spietata concorrenza con le produzioni extracomunitarie
rischiano di danneggiare in modo irreversibile il comparto
agricolo della provincia di Ragusa;
è sull'agricoltura che si fonda gran parte dell'economia di
quel comprensorio, così come tanti sono i nuclei familiari che
traggono sostentamento da tale attività garantendo l'occupazione
di un consistente numero di lavoratori;
le imprese agricole, in ginocchio a causa della crisi di
mercato che notoriamente da anni interessa il comparto, faticano
a usufruire dei benefici previsti dalla legge (per esempio la
legge 185/92), a causa dei severi ed eccessivamente
burocratizzati procedimenti di assegnazione dei fondi;
le modalità previste dagli attuali procedimenti di
archiviazione delle pratiche di richiesta delle provvidenze, con
i termini previsti, finiscono per penalizzare, invece di
agevolare, la posizione degli imprenditori agricoli;
la piccola impresa a gestione familiare non ha la possibilità
di assumere un tecnico aziendale che si occupi di seguire le
varie pratiche, ma è costretta a lavorare e contemporaneamente a
seguire la prassi della documentazione richiesta;
gli Ispettorati provinciali dell'agricoltura dovrebbero, in
qualche modo, tutelare e far fronte alle esigenze di tutti i
lavoratori del settore agricolo;
per sapere:
perché non vengono previsti meccanismi premiali per le piccole
imprese di coltivatori diretti, consentendo di accedere
prioritariamente ai fondi comunitari, nazionali e regionali;
perché tra le misure del POR Sicilia 2007/2013 non si prevede
una sorta di corsia preferenziale di interventi mirati alle
piccole imprese;
perché non si introducono meccanismi
semplificativi nella gestione di tutte le pratiche di rimborso
ancora ad oggi pendenti, quale, ad esempio, l'autocertificazione,
più agevole e veloce;
perché prima di procedere alla liquidazione delle più recenti
pratiche di calamità non ci si accerta che siano state evase
tutte quelle relative agli anni precedenti;
perché non si garantisce la costante presenza dei funzionari
dell'Ispettorato provinciale nei giorni di riferimento fissati;
se non si intenda privilegiare un'azione di promozione delle
strutture produttive di piccole dimensioni di modo che i benefici
vadano effettivamente a ricadere sul territorio». (1112)
AMMATUNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
e l'ambiente, premesso che la capacità di utilizzo delle risorse
che provengono dalla Comunità Europea dipende dagli indirizzi
politici, ma anche e soprattutto dal corretto e responsabile
funzionamento della pubblica amministrazione;
rilevato che:
in merito al progetto approntato dalla Provincia regionale di
Enna avente ad oggetto: Attuazione PIT 11 - Progetti di
interventi di infrastrutturazione leggera a sostegno del turismo
naturalistico ed escursionistico. Recupero della tratta di
ferrovia dismessa Dittaino (Enna) - S. Michele di Ganzaria
(Catania) , l'Assessorato regionale del territorio ed ambiente
non ha ritenuto di partecipare alla Conferenza di servizi,
indetta in data 14 luglio 2005;
l'amministrazione provinciale di Enna ha provveduto, comunque,
ad approvare il progetto definitivo, con delibera di Giunta n.
179 del 2 dicembre 2005 e con successiva nota del 23 marzo 2006,
numero 6685, ha trasmesso il progetto esecutivo in oggetto,
munito della necessaria documentazione, al competente Assessorato
regionale del territorio ed ambiente per l'emissione del relativo
decreto di finanziamento;
considerato che:
a tutt'oggi, a distanza di più di un anno dalla trasmissione
del progetto, protocollato al numero 21843 in data 24/03/2006
dall'Assessorato regionale territorio ed ambiente, non è
pervenuto riscontro alcuno da parte dell'Amministrazione
regionale competente, come se l'istanza interessasse un'altra
regione d'Italia;
in ultimo, un altro assessorato regionale, ovvero il
Dipartimento alla Programmazione dell'Assessorato alla
Presidenza, in data 27 marzo u.s., ha notificato alla Provincia
regionale ennese l'avvio del procedimento di revoca del
finanziamento del progetto in oggetto;
per sapere:
per quali motivi un progetto di grande rilevanza, quale quello
in oggetto, per lo sviluppo del territorio provinciale e
regionale, finanziato con fondi comunitari, non abbia riscontrato
alcun interesse da parte dell'Amministrazione regionale;
quali siano le ragioni fondanti la revoca del finanziamento del
progetto presentato dalla Provincia regionale di Enna;
se e quali iniziative intendano assumere al fine di riparare al
danno arrecato alla collettività interessata a causa del cattivo
funzionamento della macchina amministrativa regionale e, in
particolare, dell'Assessorato regionale territorio ed ambiente».
(1113)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione all'Assessore alla Presidenza,
premesso che,
il Presidente della Regione ha proposto di conferire l'incarico
di Segretario generale della Presidenza della Regione al dott.
Salvatore Taormina, dirigente di III fascia
dell'Amministrazione regionale, in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 11, comma 5, della legge regionale numero 20/2003;
con deliberazione numero 58 del 27 febbraio 2007, legge
regionale 3 dicembre 2003, numero 20 articolo 11 con allegato
curriculum vitae è stato conferito l'incarico di Segretario
generale della Presidenza della Regione al dott. Salvatore
Taormina - Mantenimento ad interim dell'incarico di dirigente
generale del Dipartimento della famiglia, delle politiche sociali
e delle autonomie locali dell'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
con successiva deliberazione numero 82 del 9 marzo 2007, legge
regionale 3 dicembre 2003, numero 20 articolo 11 è stato
conferito l'incarico di Dirigente generale del Dipartimento della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali al dott. Rosolino Greco;
nel curriculum vitae del dottor Salvatore Taormina non si
evincono elementi che hanno determinato il conferimento
dell'incarico di Segretario generale, essendo semplicemente in
possesso di una laurea in Giurisprudenza e non avendo mai
superato gli esami per le professioni giuridiche, anche se viene
menzionato nel suddetto curriculum tra le esperienze formative,
di avere svolto il corso di preparazione agli esami per le
professioni giuridiche presso l'Istituto Gonzaga di Palermo;
l'avere svolto il corso di preparazione e non avere sostenuto o
superato gli esami per le professioni giuridiche è una
valutazione negativa da non citare nel proprio curriculum vitae;
l'incarico di Dirigente generale al Dipartimento regionale
della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali
risale al 1 settembre 2005 e non consente al dottor Taormina di
avere maturato un'esperienza tale da rivestire l'incarico di
Segretario generale;
il curriculum vitae del dottor Salvatore Taormina non ha titoli
accademici che gli consentono di rivestire tale incarico, tranne
quello di essere stato capo di gabinetto del Presidente della
Regione;
è stata disattesa l'ordinanza della Corte Costituzionale numero
131 del 26 aprile 2004 a seguito di quanto impugnato dal
Commissario dello Stato, che cassa l'articolo 11 comma 5 della
legge regionale 3 dicembre 2003 numero 20, limitatamente alla
possibilità di conferimento delle funzioni di dirigente generale
ai dirigenti regionali che appartengono alla II e III fascia
perché in contrasto con l'articolo 97 della Costituzione sotto il
profilo del buon andamento della pubblica amministrazione, in
quanto consentirebbe il conferimento delle funzioni di dirigente
generale anche ai dirigenti della cosiddetta terza fascia (i
quali, prima dell'entrata in vigore della legge regionale 15
maggio 2000, numero 10, recante Norme sulla dirigenza e sui
rapporti di impiego e di lavoro alle dipendenze della Regione
Siciliana. Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali.
Istituzione dello Sportello unico per le attività produttive.
Disposizioni in materia di protezione civile. Norme in materia di
pensionamento, svolgevano funzioni direttive e non dirigenziali)
senza alcuna verifica delle loro capacità professionali ed
attitudinali in relazione al nuovo incarico;
il Presidente della Regione siciliana ha pubblicato la legge
regionale numero 20 del 3 dicembre 2003 omettendo al comma 5
dell'articolo 11 quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai
sensi dell'articolo 28 dello Statuto in riferimento al divieto di
rivestire l'incarico di Dirigente generale ai dirigenti di II e
III fascia, ma ha aggirato l'ostacolo giuridico concludendo nello
stesso comma che la distinzione in fasce non rileva ai soli fini
del conferimento dell'incarico;
risultano illegittimi gli incarichi di Dirigente generale
conferiti ai dirigenti di II e III fascia;
l'incarico di Segretario generale conferito al dott.
Salvatore Taormina risulta essere
incostituzionale;
per sapere quali provvedimenti urgenti intende adottare il
Governo della Regione per revocare l'incarico di Segretario
generale al dottor Salvatore Taormina». (1117)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BORSELLINO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
le Cooperative SE.PE. (Servizi Petralia) e CO.S.AU. (Coop.
Servizi Ausiliari) svolgono sin dalla loro costituzione nel 1989
la loro attività lavorativa esclusivamente per conto di Italkali
SpA, assolvendo tutti i servizi di trasporto interno, di
movimentazione dei prodotti con mezzi propri e di altri servizi
di manovalanza;
in tali attività sono impegnate in modo continuo circa 80 unità
lavorative e che i relativi contratti di lavoro dal 1989 sono
stati di anno in anno tacitamente rinnovati non essendo mai stata
formalizzata alcuna disdetta prima della scadenza naturale del 31
dicembre di ogni anno;
considerato che è in corso la procedura di dismissione della
quota Ente Minerario Sicilliano in seno alla predetta società
Italkali SpA e che tale dismissione potrebbe comportare anche
innovazioni nella programmazione e nella gestione dei servizi
della citata società, con possibile rischio circa la stabilità
dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle predette cooperative
SE.PE. e CO.S.AU. relativo ai contratti con Italkali SpA;
ritenuto che tale ipotesi pregiudicherebbe la qualità dei
servizi sui quali Italkali è impegnata, oltre che la continuità
del rapporto di lavoro con i predetti lavoratori;
per sapere:
se non reputino opportuno favorire chiarimenti in ordine alle
possibili refluenze della procedura di dismissione di cui in
premessa sui rapporti contrattuali tra Italkali e le Cooperative
SE.PE. e CO.S.AU. e conseguentemente sul mantenimento del
rapporto di lavoro tra le predette cooperative e le 80 unità
lavorative impegnate nei vari servizi Italkali SpA.
quali azioni il Governo della Regione ed in particolare
l'Assessore per l'Industria abbiano adottato o intendano adottare
a tutela degli interessi dei lavoratori e se non ritengano
intanto opportuno ed urgente convocarli onde illustrare loro le
reali prospettive in ordine alla continuità del rapporto di
lavoro». (1118)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FALZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
con nota del 15/02/2007, protocollo numero 7800 il Dipartimento
regionale dell'industria ha richiesto ai Consorzi ASI della
Sicilia di quantificare gli oneri derivanti da pregressi
contenziosi;
il Consorzio ASI di Enna, con riferimento alla suddetta nota
assessoriale, in data 2 aprile 2007 ha inviato una comunicazione
in ordine al contenzioso scaturito dalle procedure espropriative
di cui ai Decreti di finanziamento numero 500 del 10.05.1997 e
numero 283 del 5.04.2000;
nella nota di cui sopra il Consorzio ASI di Enna rappresentava:
a) che negli anni ha proceduto
all'espropriazione, a vario titolo (per insediamenti e per la
realizzazione di infrastrutture) di terreni ricadenti
nell'agglomerato industriale del Dittaino;
b) che su indicazione dell'Assessorato regionale dell'industria
ed in forza dei pareri resi dall'Ufficio Legislativo e Legale
numero 332/214.93.11 dell'11.1.94 e numero 3965/214.93.11 del
21.04.1994 l'Ente ha applicato il valore agricolo medio, offrendo
alle ditte una indennità di espropriazione pari a 0,50 al mq.;
c) che in seguito alla mancata accettazione dell'indennità di
espropriazione da parte di alcune delle ditte interessate alla
procedura ablatoria, l'Ente ha provveduto, come per legge, a
trasmettere le pratiche alla Commissione Provinciale Espropri
che, con determinazione del 29.03.1999, ha stimato il valore del
terreno in £ 8.472,5 al mq. E con determinazione del 14.01.2002
ha stimato il valore dei terreni in 9,39 al mq da mediare ai
sensi dell'articolo 5 bis della legge 359/1992;
d) che avverso le suddette determinazioni della Commissione
Provinciale Espropri il Consorzio ha, nel tempo, proposto
opposizione alla stima dinnanzi la Corte di Appello di
Caltanissetta;
e) che i giudizi di cui sopra sono stati definiti con sentenze
esecutive ai sensi di legge. Il giudice ha stimato i terreni
oggetto di procedura espropriativi in 5,20 al mq oltre spese ed
interessi legali;
considerato che:
alla luce di quanto sopra l'ammontare degli oneri derivanti
dalle sentenze emesse dalla Corte di appello di Caltanissetta ed
oggi esecutive risulta essere, secondo quanto riportato nella
nota in oggetto, pari a 4.583.022,31 oltre spese ed interessi;
a ciò va aggiunto che avverso le sentenze di condanna emesse in
1 grado dalla Corte di Appello di Caltanissetta il Consorzio ha
promosso ricorso per Cassazione;
i giudizi ancora oggi pendenti avanti la Suprema Corte
probabilmente si concluderanno con esito sfavorevole per l'Ente
tenuto conto che la Corte si è già pronunziata con sentenza
numero 7301/05 del 10.02.2005 e numero 6916/05 del 10.02.2005
(cause ASI C/Vicari) ed ha rigettato i ricorsi promossi dal
Consorzio, confermando così le sentenze di 1 grado della Corte
di Appello di Caltanissetta;
atteso che tale situazione, di fatto, espone l'Ente ad azioni
esecutive da parte dei proprietari espropriati, creando una
situazione obiettivamente insostenibile per le finanze
consortili; destinata, peraltro, ad aggravarsi nei prossimi mesi
allorquando andranno a sentenza gli altri giudizi ancora
pendenti;
per sapere:
se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire
per un'azione comune al fine di risolvere la pesantissima
situazione relativa al contenzioso scaturito dalle procedure
espropriative del consorzio ASI di Enna;
se, a fronte di taluni aspetti inerenti la conduzione e la
gestione corrente dei Consorzi ASI, l'Assessorato dell'industria,
nella veste di organo tutorio, non ritenga di fondamentale
importanza promuovere ogni iniziativa idonea ad individuare
efficaci soluzioni alle problematiche degli Enti consortili, ed,
in particolare, alle criticità relative agli oneri connessi ai
pregressi contenziosi che hanno visto soccombere
giudizialmente in via definitiva gli enti consortili». (1119)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
con D.A numero 1946 del 28.04.89 l'Assessorato regionale per i
Beni Culturali ha sottoposto a vincolo diretto ex Legge 1089/39
una vasta area ricadente in contrada Realmese, nei pressi della
necropoli di Cozzo San Giuseppe, in territorio di Calascibetta;
con lo stesso decreto, un'altra vasta area è stata sottoposta a
vincolo indiretto;
di recente sono stati ultimati i lavori di valorizzazione della
necropoli e che gli scavi effettuati in questa circostanza, sotto
il controllo della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Enna, hanno
escluso che nelle aree limitrofe alla necropoli si trovino altri
siti o reperti di interesse storico o archeologico;
nello scorso autunno la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Enna ha
notificato ai proprietari dei terreni ricadenti nella zona di
vincolo diretto l'indennità provvisoria di espropriazione di cui
al D.D.G. numero 9239 del 28.12.2005, riprendendo così un iter
espropriativo avviato molti anni addietro;
considerato che:
l'area interessata dal vincolo diretto e dall'esproprio è
oltremodo ampia ed alquanto lontana dalla necropoli;
le somme stanziate appaiono ictu oculi insufficienti a
ristorare i proprietari dei terreni interessati dalla perdita
degli stessi;
nell'area vi sono diverse aziende agricole i cui proprietari,
privati dei terreni, verrebbero seriamente ed irrimediabilmente
danneggiati;
ai terreni, una volta espropriati dalla Soprintendenza, non
potrebbe essere garantita la normale coltivazione, con il
pericolo che si verifichino incendi che potrebbero danneggiare
anche i lavori di valorizzazione della necropoli compiuti dal
Comune, mentre, fino ad oggi, i proprietari hanno garantito la
pulizia dei terreni, così come peraltro prescritto con il decreto
impositivo del vincolo;
le aree, di fatto abbandonate, potrebbero essere oggetto di
razzia da parte di vandali e tombaroli;
l'esproprio appare effettuato in aperta violazione del D.P.R.
327/2001;
considerato inoltre che:
allo stato la Soprintendenza non è titolare di alcun progetto
relativo a lavori ed opere da realizzare nelle aree da
espropriare;
la dichiarazione di pubblica utilità, dato il lungo lasso di
tempo trascorso, è da ritenersi decaduta;
il vincolo non è stato regolarmente notificato ai proprietari
né appare regolarmente trascritto presso la Conservatoria dei
RR.II di Enna;
per sapere:
se il Governo della Regione non ritenga di attivarsi per la
sospensione del procedimento di esproprio in questione;
se siano state individuate e quali siano le aree effettivamente
e concretamente titolari di interesse archeologico;
se non ritengano che l'esproprio debba essere limitato alle
sole aree di sicuro interesse archeologico;
se e quali iniziative siano state assunte affinché l'esproprio
venga effettuato solo in presenza di un progetto regolarmente
approvato che valorizzi tutta la zona, nel rispetto della vigente
normativa sugli espropri». (1120)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che,
al Commissario straordinario presso il Consorzio ASI di
Siracusa, nominato giusto D.A. dell'Assessore per l'industria
numero 109 del 7 febbraio 2007, è stato, tra l'altro, conferito
l'incarico di assumere tutte le iniziative necessarie ed
opportune 'per conseguire l'immediata ricostituzione degli Organi
sociali dell'ASI di Siracusa';
considerato che il compito assegnato al predetto Commissario
con il citato D.A. di nomina, originariamente della durata di sei
mesi poi reiteratamente prorogato, si esauriva con l'emanazione
degli atti necessari alla ricostituzione degli Organi sociali,
adempiendo, nelle more, ai compiti propri degli Organi da
ricostituire, cosicché effettuati gli adempimenti necessari per
addivenire alle nomine da parte degli Enti pubblici e privati di
cui alla legge regionale numero 1 del 04/01/1984, il Commissario
straordinario, fatta la convocazione ed insediato il relativo
Consiglio generale del Consorzio ASI, avrebbe dovuto cessare la
propria attività ritenendosi esaurito il mandato conferito con il
D.A. di nomina;
rilevato che:
risulta che il predetto Commissario
straordinario, effettuati tutti gli adempimenti necessari a
consentire la nomina dei componenti da parte degli Enti pubblici
e privati di cui alla legge regionale 1/84 ha convocato per il
giorno 09/05/2007 i componenti nominati con il seguente ordine
del giorno: 1) Presa d'atto della costituzione del Consiglio
generale; 2) verifica dei requisiti degli aventi diritto; 3)
insediamento del Consiglio; 4) nomina del Presidente; 5) nomina
del Consiglio direttivo di amministrazione;
nel corso della predetta seduta il Commissario, pur dando atto
dell'avvenuta costituzione del Consiglio generale del Consorzio
ASI, stante la presenza di tutti i Consiglieri nominati, ha
proceduto di sua iniziativa alla verifica dei requisiti dei
soggetti nominati. Infatti, nel corso della predetta assemblea
generale del 09/05/2007, il Commissario straordinario ha deciso
di sospendere per circa mezz'ora la seduta decidendo quali
Consiglieri nominati avessero, a suo insindacabile avviso, i
requisiti previsti per la nomina e quali no; esaminati 82
curricula nel giro di mezz'ora, faceva ritorno in Consiglio per
comunicare che, sempre a suo insindacabile avviso, solo 27
Consiglieri su 82 avevano i requisiti previsti dall'articolo 3
della Legge 19/97 e comunicava che la seduta andava sciolta
stante che, in ogni caso, i predetti 27 Consiglieri non potevano
matematicamente raggiungere il quorum necessario per la elezione
del Presidente del Consorzio e del Consiglio direttivo, ponendo
le condizioni di un'ulteriore proroga sine die del mandato
ricevuto. Ne nasceva un'accesa discussione, alla fine della quale
il Commissario decideva di aggiornare la seduta al 04/06/2007 al
fine di valutare gli ulteriori adempimenti;
dall'esposizione dei fatti, il Commissario straordinario ha di
fatto svolto un ruolo che ad esso non competeva, stante, che
insediato il Consiglio generale del Consorzio, è solo l'Organo
assembleare che può procedere ai successivi adempimenti previsti,
compreso quello della verifica delle condizioni di
incompatibilità. Occorre, infatti, evidenziare che la valutazione
dei requisiti di nomina è rimessa al procedimento amministrativo
di nomina dei singoli componenti, che spetta ai sensi della legge
regionale 04/01/1984 numero 1 articoli 6 e successivi, ai Sindaci
ed ai Presidenti delle Associazioni che sono chiamati ad
effettuare non una designazione bensì una nomina dei
rappresentanti del predetto Consiglio generale dell'ASI. In tal
senso lo stesso articolo 10 dello statuto dell'ASI recita
infatti: 'I membri così nominati durano in carica cinque anni'.
Lo stesso articolo, al comma successivo recita: 'In caso di
impedimento, dimissioni, revoca o decadenza di un membro, l'Ente
o l'Associazione che lo ha nominato provvederà alla sostituzione
con altro rappresentante';
constatato che appare alquanto singolare che il Commissario
straordinario, a fronte di provvedimenti di nomina divenuti
esecutivi, tempestivamente notificati, abbia inteso sindacare i
provvedimenti di nomina in ordine alla valutazione dei curricula
professionali dei soggetti nominati ed in particolare in
riferimento all'assunto possesso da parte dei soggetti nominati
dei requisiti di cui all'articolo 3 della legge regionale 19/97.
Tra l'altro, il predetto articolo 3 si riferisce ai requisiti per
le nomine e designazioni di competenza regionale, che non sono
direttamente applicabili ai casi di nomina effettuata invece
dagli Enti territoriali o dalle Associazioni private, come nel
caso di specie. In ogni caso la valutazione dei requisiti e dei
curricula competono al soggetto a cui la legge demanda il potere
di nomina (in questo caso al Sindaco, al Presidente della
Provincia, ai Presidenti delle Associazioni private), in quanto
il potere di nomina riconosciuto dalla legge implica oltre che la
valutazione dei requisiti dei candidati da nominare, anche
l'esercizio di valutazioni di ordine discrezionale e fiduciario,
che una volta intervenuto il provvedimento definitivo di nomina
non possono essere sindacati dal Commissario straordinario.
Mentre la verifica delle eventuali condizioni d'incompatibilità
previste dalla legge spetta al Consiglio generale del Consorzio
che, una volta convocato ed insediato, nella sua collegialità è
chiamato, prima di procedere alla nomina del Consiglio direttivo
e del Presidente, a valutare la sussistenza di eventuali cause di
incompatibilità in capo ai soggetti nominati;
per sapere:
alla luce di quanto sopra descritto, quali iniziative urgenti
intendano intraprendere il Presidente, la Giunta di Governo e
l'Assessore per l'industria per far cessare tale illegittima
iniziativa intrapresa dal Commissario straordinario, stante che,
tra l'altro, tale situazione inibisce il concreto funzionamento
del Consorzio ASI, determinando il protrarsi di una gestione
commissariale che priva gli Enti territoriali interessati della
loro legittima partecipazione all'Organismo suddetto;
ove venisse ritenuto applicabile l'articolo 3 della citata
legge regionale 19/97 anche per le nomine da parte degli Enti
territoriali e delle Associazioni private, condividendo
l'operato del Commissario straordinario, si chiede di
sapere quali verifiche abbia effettuato o intenda effettuare
l'Assessorato dell'industria al fine di accertare la sussistenza
di tali particolari requisiti in capo a tutti i componenti dei
Consigli generali dei Consorzi ASI della Sicilia, anche
attraverso la nomina di appositi Commissari straordinari che
procedano ad adottare gli atti di decadenza di tutti i
rappresentanti nominati in seno ai predetti Consigli che non
siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 della legge
regionale 19/97;
ai sensi dell'articolo 143 comma 1 del Regolamento A.R.S. si
chiede di voler riconoscere il carattere di urgenza alla presente
interrogazione, stante la necessità di un immediato intervento
volto a consentire il funzionamento degli Organi del Consorzio
ASI Siracusa, di fatto, bloccati, se nonostante i componenti
siano stati tutti nominati. Tale necessità andrebbe letta alla
luce, soprattutto, dell'Assemblea generale aggiornata al 4 giugno
p.v. ove l'adozione da parte del Commissario straordinario di
eventuali provvedimenti di decadenza porterebbe alla paralisi del
predetto Consorzio, con gravissime ripercussioni anche derivanti
dalle decine di contenziosi che si determinerebbero per
l'adozione di provvedimenti di decadenza chiaramente illegittimi,
viziati di incompetenza e carenza di potere, nonché per le
altrettanto gravi conseguenze che l'accaduto determinerebbe
rispetto al corretto funzionamento di tutti gli altri Consigli
generali delle ASI della Sicilia e dei componenti nominati».
(1121)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
GENNUSO - DI MAURO - NICOTRA
BASILE - LOMBARDO-RIZZOTTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
in via Settembrini a Giarre (CT) si trova una discarica abusiva
di materiale edilizio e mobili vecchi;
condizioni di degrado e sporcizia, come quelli descritti in
precedenza, mettono a rischio la salubrità dell'intera zona,
per sapere:
quali iniziative intenda porre in essere affinché venga
bonificata l'intera area indicata in premessa». (1122)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per la sanità,
premesso che:
nei reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME), a causa
della riduzione di personale nelle sale operatorie e della
carenza di tecnici, infermieri e medici in radioterapia, molti
malati di cancro non potranno essere sottoposti, in tempi brevi,
ad interventi chirurgici ed a trattamenti di radioterapia;
nei prossimi due mesi gli infermieri che mancheranno in tutto
il presidio ospedaliero saranno più di 60, pertanto non potrà
essere fornita la giusta assistenza ai pazienti;
la carenza di materiale di consumo ha costretto gli
amministratori dell'ospedale a chiedere in prestito ad una
clinica privata di Messina il mezzo di contrasto per effettuare
la TAC;
la suddetta struttura ospedaliera è un punto di riferimento
positivo per quanti in Sicilia soffrono di tumori e
determinerebbe, se ben gestita, non solo assistenza ad alto
livello ma anche entrate non indifferenti per l'ASL competente;
per sapere:
quali iniziative intendano porre in essere per risolvere i
problemi esposti in premessa;
quali siano i motivi che li hanno determinati e se non
ritengano di dover intervenire tempestivamente per evitare che un
reparto di così alto livello possa essere indebolito o soppresso,
magari, per motivi che poco hanno a che vedere con l'efficienza e
la trasparenza». (1123)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
la palestra comunale di Piazza Macherione a Giarre (CT), versa
in condizioni strutturali precarie;
malgrado le condizioni, la suddetta palestra continua ad essere
frequentata mettendo a repentaglio l'incolumità di molti ragazzi;
per sapere quali iniziative intenda porre in essere affinché
venga ripristinata l'agibilità strutturale della palestra
indicata in premessa». (1124)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
lungo la Via Almerico a Riposto (CT), ai due lati della strada,
sussistono due file di alberi non idoneamente potati;
la mancata potatura degli alberi arreca notevoli disagi ai
residenti, i quali non possono camminare sui marciapiedi invasi
dai rami;
per sapere:
quali iniziative intenda implementare per far sì che vengano
regolarmente potati gli alberi presenti in Via Almerico a Riposto
(CT)». (1125)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 06.08.2004, con ordine di servizio numero 105,
l'amministrazione comunale di Catania bandisce un concorso
interno per progressione verticale per la copertura di 80 posti
di Ispettore superiore di Polizia Municipale-categoria D, facendo
partecipare, in deroga al regolamento dei concorsi, che prevede
il diploma di scuola secondaria di II grado, anche chi era in
possesso del solo titolo di licenza media inferiore;
la prova tecnica del concorso è stata espletata in più
giornate;
il bando non indicava gli estremi dell'atto deliberativo con il
quale è stato indetto il concorso;
il bando non prevedeva in quanti esimi dovesse essere assegnato
il punteggio e quale fosse stato il punteggio minimo richiesto
per l'ammissione alla prova orale;
sono state segnalate numerose irregolarità durante
l'espletamento delle prove d'esame;
per sapere:
se ritenga corretta, nella formulazione e nell'espletamento, la
procedura concorsuale indicata in premessa;
nel caso non ritenesse corrette le procedure concorsuali in
premessa quali iniziative intenda porre in essere;
se non ritenga di dover disporre un'immediata ispezione per
accertare la regolarità degli atti». (1126)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FLERES
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
come annunciato dalla stampa, le Ferrovie dello Stato avrebbero
progettato la soppressione dei treni a lunga percorrenza e di
molte stazioni ferroviarie della Sicilia, tra cui quella di Capo
d'Orlando (ME);
secondo il progetto di RFI, già dal prossimo mese si procederà
alla eliminazione dei treni a lunga percorrenza;
considerato che:
nella nostra Regione resterebbero attivi solo i treni 'diretti'
e quelli 'regionali';
il progetto di smantellamento comprenderebbe inoltre la
chiusura, entro il 31 dicembre di quest'anno, di tutte le
stazioni della tratta Messina-Palermo;
la tratta Messina-Palermo è stata già fortemente penalizzata
dal mancato finanziamento per il suo completamento;
ritenuto che si tratta di una rivoluzione che penalizza
gravemente la nostra Regione ed in particolare le località
turistiche, come Capo d'Orlando, che sull'efficienza e
sull'incremento dei trasporti contano per il loro sviluppo
turistico ed economico, che verrebbe gravemente compromesso dalla
prevista soppressione della stazione ferroviaria;
per sapere:
se il Governo della Regione sia a conoscenza del progetto di
smantellamento in oggetto;
se non ritenga di dover intervenire urgentemente nei confronti
delle Ferrovie dello Stato al fine di scongiurare i tagli
annunciati, tenuto conto dei pesanti disagi che ne deriverebbero
ai cittadini e dei durissimi contraccolpi che ne discenderebbero
per l'economia turistica dell'intera Regione». (1130)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
LACCOTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con la legge regionale 8 febbraio 2007, numero 2 è stata
modificata la norma relativa agli Ambiti Territoriali Ottimali
per la gestione dei rifiuti urbani;
in particolare, l'articolo 45 della suddetta legge dispone che
i nuovi Ambiti Territoriali Ottimali vengano individuati entro 90
giorni dalla Agenzia per i rifiuti e le acque, sulla base di uno
studio che deve tenere conto della necessità di assicurare
l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e la funzionalità,
nonché la continuità dei servizi, in numero non superiore al 50
per cento di quelli esistenti, pari a 14;
il medesimo articolo stabilisce che gli enti locali ricadenti
nel medesimo Ambito Territoriale Ottimale debbano costituirsi in
Consorzio;
considerato che:
l'attuazione del suddetto disposto legislativo prevede dei
passaggi obbligati, tra cui il parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale, la quale a
tutt'oggi non è stata chiamata ad esprimersi;
i 90 giorni previsti per l'individuazione dei nuovi ambiti
territoriali sono ampiamente trascorsi;
rilevato che:
nelle more dell'attuazione della legge, il rischio emergenza-
rifiuti in Sicilia aumenta sensibilmente ed in maniera sempre più
preoccupante;
proprio in questi giorni la Confindustria ha lanciato l'allarme
per il blocco della raccolta che si potrebbe verificare in
conseguenza dei debiti (circa 300 milioni) accumulati in poco più
di due anni dai 26 ATO ancora sparsi nelle nostre province
regionali, nonostante la legge ne abbia previsto la riduzione;
atteso che il settore dei rifiuti offre lavoro a circa
settemila persone, alle quali le imprese che gestiscono gli ATO
denunciano di non potere più pagare gli stipendi a causa della
mancanza di liquidità e pertanto minacciano di interrompere il
servizio di raccolta dal 1 giugno c.a.;
per sapere:
quali siano le ragioni per cui a tutt'oggi, non è stata data
attuazione all'articolo 45 della legge 2/2007, che, proprio al
fine di assicurare efficacia, efficienza, funzionalità e nel
contempo economicità nella gestione dei rifiuti, ha previsto la
necessaria individuazione di nuovi ambiti territoriali e la
costituzione dei consorzi degli enti locali ricadenti nel
medesimo ambito territoriale;
se e quali iniziative immediate siano state assunte per
fronteggiare l'allarme lanciato dalla Confindustria in ordine
all'indebitamento degli ATO ed al conseguente rischio della
sospensione della raccolta da parte delle oltre 180 imprese che
forniscono i servizi di 26 ATO che ancora oggi, nonostante la
riforma del settore approvata dal Parlamento, continuano a
gestire dispendiosamente ed inadeguatamente un settore di estrema
delicatezza per la collettività regionale». (1131)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
LACCOTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
FLERES, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che la Commissione
Tributaria provinciale di Messina ha già accolto i ricorsi
presentati, concedendo la sospensiva delle fatture emesse da ATO
ME2;
considerato che:
il motivo legalmente rilevante è la tariffa determinata dalla
stessa ATO anziché dai Consigli comunali, come previsto dal
decreto Ronchi;
l'accoglimento del ricorso da parte della Commissione
tributaria comporta la sospensione di tutte le fatture già emesse
e future: ciò è importante sia per chi ha già pagato le fatture
in scadenza e, soprattutto, per quanti non hanno ancora pagato
poiché l'ATO ME2 ha già iniziato le azioni per la riscossione
coattiva delle fatture insolute;
per conoscere:
quali siano i provvedimenti che intendano adottare al fine di
dare seguito alla prevista riduzione degli ATO, unica via
percorribile per evitare gli ulteriori sprechi di risorse;
se non ritengano opportuno intervenire tempestivamente, con
tutti gli strumenti idonei, per evitare l'inutile richiesta di
pagamento delle fatture emesse dall'ATO ME2». (41)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
BALLISTRERI
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
FLERES, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
visto l'articolo 26 della legge regionale 23 dicembre 2000,
numero 30, che autorizza il Presidente della Regione a pubblicare
nella 'Gazzetta Ufficiale della Regione, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, un testo
coordinato delle leggi regionali relative all'Ordinamento degli
Enti Locali';
considerato che sono trascorsi quasi sette anni senza che sia
stata data attuazione alla predetta norma, né attraverso la
pubblicazione, anche parziale, del testo coordinato
dell'O.EE.LL., né attraverso l'insediamento di un tavolo tecnico
per confezionare il citato testo coordinato;
ritenuto che il riordino normativo, nel settore delle autonomie
locali, si reputa necessario al fine di pervenire ad una lettura
omogenea e coordinata dei vari articoli che compongono
l'Ordinamento regionale degli enti locali, soprattutto per la
parte riguardante compiti e funzioni degli organi comunali, il
sistema elettorale per l'elezione contestuale del Consiglio
comunale e del Sindaco, lo status dei Consiglieri comunali e
degli amministratori, le gestioni straordinarie e lo scioglimento
degli organi, la Dirigenza comunale, gli enti gestori dei servizi
pubblici, le aziende speciali e le società a partecipazione
pubblica. Ma anche per ragioni di chiarezza normativa, atteso che
il legislatore regionale ha emanato, in materia, non poche norme,
rinvenibili in numerose leggi (si tratta di articoli sparsi,
collocati in leggi che spesso hanno per oggetto tutt'altra
materia) che hanno inciso sugli organi e sull'organizzazione
degli enti autarchici territoriali locali;
valutato che l'emanazione del predetto testo coordinato è molto
attesa dagli amministratori locali, studiosi ed operatori del
diritto, nonché dalla generalità dei cittadini,
impegna il Presidente della Regione
e
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali
a pubblicare, entro e non oltre 90 giorni dall'approvazione
della presente mozione, il testo coordinato delle leggi regionali
relative all'ordinamento degli enti locali;
ad emanare urgenti direttive presidenziali ed assessoriali, nei
confronti del Dirigente generale del Dipartimento regionale della
famiglia e delle autonomie locali e della competente dirigenza
dell'Assessorato, affinché la redazione del predetto testo
coordinato costituisca obiettivo dirigenziale valutabile ai fini
dell'erogazione dell'indennità di risultato;
ad istituire un Tavolo tecnico, composto complessivamente da
numero 2 dirigenti amministrativi della Regione e da numero 2
consiglieri parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana, con
il compito di formulare proposte legislative, alla luce delle
programmate proposte di modifica elaborate dal Governo nazionale,
sottoposte all'esame del Parlamento, riguardanti il T.U. degli
enti locali nazionale». (199)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, secondo il rapporto sull'Africa reso noto dalla
FAO, circa 23 paesi dell'Africa sub sahariana hanno bisogno di
aiuti alimentari a causa del sommarsi di guerre civili, avverse
condizioni climatiche e dissesto delle economie nazionali;
ricordate situazioni come quelle del Darfur, e in parte del sud
del Sudan, dove la popolazione continua a soffrire le conseguenze
del prolungato conflitto che ha provocato un numero enorme di
sfollati (circa due milioni) e che un'eguale situazione si sta
determinando in Eritrea, Somalia ed Etiopia;
rilevata, in particolare, la situazione di gravissimo disagio
in aree urbane di paesi anche apparentemente più sviluppati ma
schiacciati da debiti insolubili, come il Kenya e l'area di
Nairobi;
considerato che situazioni come queste alimentano il flusso di
disperati che attraverso diverse strade cercano di arrivare in
Europa, anche attraverso le vie che passano dalla Sicilia;
visto che in tali aree diversi gruppi sociali, in accordo fra
loro (con riferimento all'Africa Peace Point), hanno dato vita a
numerose iniziative quali:
il Kivuli Centre, che ospita 50 bambini, sostiene le spese
scolastiche di altri 70 e ne inserisce altri 150 in attività
ricreative e animative, è dotato di una piccola clinica ed ha
attivato un progetto di microcredito per le famiglie bisognose
nella baraccopoli di Kibera;
il Bega Kwa Bega, un gruppo di cooperative che producono
prodotti artigianali e che interviene tra le donne di Korogocho,
la quarta baraccopoli di Nairobi per grandezza (confinante con la
discarica di Dandora dove un fiume di uomini, donne e bambini
vive, in assenza di acqua potabile, scartando e selezionando i
rifiuti);
la Casa di Anita, un progetto di donne per accogliere, accanto
ai propri figli, bambine provenienti dai quartieri poveri di
Nairobi, spesso orfane e vittime di turismo sessuale;
la Efl, un'associazione di volontari che attua interventi
finalizzati alla prevenzione del contagio e della trasmissione
del virus HIV, al recupero dei tossicodipendenti ed
all'assistenza alle donne sieropositive nella baraccopoli di
Thika,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con forme di cooperazione decentrata nelle
baraccopoli di Libera, Korogocho e Thika ed a fornire sostegno
alle popolazioni locali sulla base delle esigenze rilevate in
quei territori». (200)
VILLARI - FLERES - ARDIZZONE
ZAGO - APPRENDI - VICARI
CRACOLICI - DE BENEDICTIS - RUGGIRELLO
PARLAVECCHIO - PANARELLO - TERMINE
CANTAFIA - GIANNI - ODDO CAMILLO
CAPPADONA - ANTINORO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la riabilitazione dei soggetti affetti da lesioni cerebrali si
basa su di un costante processo di apprendimento, fondato anche
sulla mediazione tra il paziente e l'ambiente in cui vive;
è scientificamente assodato che per il corretto sviluppo di
ogni individuo il sistema nervoso deve essere in grado di
sviluppare capacità di adattamento sensoriale, motorio,
cognitivo, relazionale e comunicativo, anche attraverso
l'interazione continua e coerente con l'ambiente circostante;
gli obiettivi fondamentali della riabilitazione di detti
soggetti consistono, per larghissima parte, nell'ottimizzazione
della capacità di soluzione dei problemi adattativi e della
qualità della vita dello stesso e della sua famiglia;
le predette capacità adattative possono essere molto spesso
alterate nei soggetti affetti da patologie derivanti da lesioni
cerebrali, limitando notevolmente le possibilità di interazione
con l'ambiente;
considerato che:
il 'Metodo Doman', dal nome del medico americano Glenn Doman
che l'ha sperimentato, è una terapia di cura rivolta in
particolare ai bambini affetti da patologie legate a lesioni
cerebrali, nata e praticata da tempo negli Stati Uniti d'America
dall'Istituto per il raggiungimento del potenziale umano di
Filadelfia;
l'unica sede europea di detto Istituto americano si trova a
Fauglia nella provincia di Pisa;
detta terapia consiste in programmi riabilitativi tesi a
favorire il recupero dei bambini cerebrolesi;
la filosofia di questo trattamento terapeutico si basa sulla
scelta di un intervento non chirurgico, che tende a fornire al
cervello stimoli sensoriali ai quali corrispondono opportunità
motorie;
la peculiarità della terapia consiste nel fatto che la stessa è
applicata interamente in casa del paziente, con programmi fisici,
fisiologici, intellettivi e sociali che si svolgono all'interno
del contesto familiare ed affettivo;
la specificità più innovativa è che la terapia, costantemente
monitorata dagli esperti, viene somministrata dai genitori, dai
parenti, dagli amici e da volontari che offrono il loro tempo
libero al bambino affetto dalla patologia in argomento;
atteso che:
la riabilitazione è, fra l'altro, tanto più necessaria quanto
maggiore è la gravità della compromissione delle capacità
adattative;
le caratteristiche del processo sono la considerazione della
persona nella sua complessità e globalità biologica, psicologica
e sociale, come individuo portatore di bisogni interdipendenti e
non separabili;
appare indispensabile il riconoscimento dell'importanza di
modificare con continuità e coerenza la distorsione delle
capacità adattative, indotta dalla patologia, adeguando
interventi e obiettivi;
è indiscutibile che non esiste bambino cerebroleso la cui
capacità adattativa sia talmente compromessa da non poter trarre
vantaggio dalla terapia riabilitativa;
per garantire la corretta riuscita della predetta terapia
riabilitativa, si rende, soprattutto, necessaria
l'identificazione delle attività ottimali per il raggiungimento
degli obbiettivi riabilitativi con riferimento all'intera
giornata del bambino, nonché un programma fisico, fisiologico,
intellettivo e sociale, svolto di norma in ambito domiciliare e,
in ogni caso, nei contesti di vita del bambino;
è, altresì, indispensabile un aggiornamento costante delle
conoscenze tecniche e scientifiche dei familiari che assistono il
bambino, tramite corsi semestrali da effettuare nella città di
Filadelfia, negli Stati Uniti d'America, presso il centro
ricerche del Metodo Doman e nell'unica sede europea di Fauglia
(Pisa);
preso atto che quasi tutte le regioni italiane hanno da tempo
riconosciuto, l'utilizzo del metodo Doman come terapia
riabilitativa, fornendo, altresì, un sostegno economico
straordinario alle famiglie per affrontare i costi
dell'assistenza,
impegna il Governo della Regione
affinché riconosca e promuova in tutto il territorio della
Regione l'utilizzo del 'Metodo Doman' quale terapia riabilitativa
di soggetti affetti da patologie derivanti da lesioni cerebrali;
a prevedere un contributo straordinario annuo per ogni
famiglia, con decorrenza dalla data di inizio della terapia
stessa, per l'assistenza ai bambini in terapia con il 'Metodo
Doman', ivi comprese le spese per i corsi periodici di
aggiornamento necessari, oltre che il rimborso delle spese
sostenute per l'acquisto di farmaci e per l'acquisto di ausili di
ogni tipo prescritti dagli istituti specialistici, qualche volta
non in commercio in Italia;
a sollecitare il Governo italiano affinché promuova iniziative
per la sensibilizzazione delle famiglie all'utilizzo della
terapia denominata 'Metodo Doman' ed a riconoscere, a livello
nazionale, un contributo straordinario annuale alle famiglie
medesime». (201)
GUCCIARDI - BARBAGALLO
GALVAGNO - VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con D.P.C.M. del 29 ottobre 2002 era stato dichiarato lo stato
di emergenza per fronteggiare i danni conseguenti ai gravi
fenomeni eruttivi ed agli eventi sismici verificatisi nel
territorio della provincia di Catania;
la situazione di emergenza venne prorogata con successivi
provvedimenti - D.P.C.M. del 28 marzo 2003, D.P.C.M. del 12 marzo
2004, D.P.C.M. del 4 marzo 2005, D.P.C.M. del 22 dicembre 2005 -
sino al 31 dicembre 2006;
in parallelo ai predetti D.P.C.M. sono state emesse diverse
Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri - O.P.C.M.
numero 3254/02, numero 3315/03, nuemro 3354/04, numero 3442/05 -
con le quali venivano sospesi i termini per effettuare i
versamenti dei tributi e dei contributi ad opera dei cittadini
residenti nei comuni colpiti dagli eventi calamitosi;
con D.P.C.M. del 22 dicembre 2005 si è ritenuto di prorogare lo
stato di emergenza derivante dagli eventi calamitosi verificatisi
nel territorio etneo sino al 31 dicembre 2006, ma non anche la
sospensione dei termini per i versamenti tributari e contributivi
per gli abitanti dei comuni della provincia di Catania
interessati dallo stato di emergenza;
con O.P.C.M. numero 3442 del 10 giugno 2005, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale - serie generale - numero 139 del 17 giugno
2005 è stato ridisciplinato l'ambito di applicazione della
sospensione del versamento dei contributi, abrogando
espressamente le disposizioni previste dall'articolo 5 dell'
O.P.C.M. numero 3254/02 (rimborso con versamento rateale mediante
rate mensili pari ad otto volte i mesi di sospensione) con un
rimborso di quanto dovuto in sole 24 rate;
l'Inpdap - Direzione generale - Direzione generale Entrate -
con Circolare numero 23 del 27 novembre 2006, in base a quanto
ridisciplinato dall'O.P.C.M. numero 3442/05, ha ritenuto di
escludere dalla sospensione dei contributi tutti i dipendenti
delle Amministrazioni pubbliche e cioè le Amministrazioni dello
Stato, comprese le scuole di ogni ordine e grado, le aziende ed
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni,
le Province, i Comuni, le Comunità montane, le Università, gli
istituti autonomi case popolari, le aziende e gli enti del
Servizio sanitario nazionale, dando mandato alla Direzione
provinciale dei Servizi Vari del Tesoro di Catania di effettuare,
con le competenze del mese di marzo 2007, il recupero di quanto
dovuto quale sospeso in sole 24 rate;
la circolare dell'INPDAP di cui sopra appare in netto contrasto
con quanto statuito nel comma 1011 della legge numero 296/2006
'finanziaria' avvalorato dall'interpretazione estensiva di cui
all'ordine del giorno numero 9/746 - bis - b/5, accolto dal
Governo ad opera del sottosegretario al MEF, onorevole Sartor;
a riprova di quanto sopra, in parallelo, si può richiamare la
nota dell'Agenzia delle Entrate - Direzione centrale normativa e
contenzioso - del 13 febbraio 2007, protocollo 2007/24003,
trasmessa il 6 marzo 2007 dall'Agenzia delle Entrate - Direzione
regionale della Sicilia - agli uffici locali delle Agenzie delle
Entrate di Acireale, Catania, Caltagirone e Giarre, avente per
oggetto 'interpretazione autentica dell' articolo 1, comma 1011,
della legge numero 296/2006' che accoglie le tesi più favorevoli
per i dipendenti, senza nessuna distinzione, con riguardo al
versamento dei tributi;
in relazione all'adoperato dell'INPDAP e della Direzione
provinciale dei Servizi Vari del Tesoro di Catania, i pubblici
dipendenti, oggetto del recupero, hanno subito decurtazioni da
105 a 300 euro, un importo pari a più di un quinto della propria
busta paga, generando grave preoccupazione in queste famiglie
spesso con già risicate risorse economiche e con evidenti
difficoltà a giungere a fine mese;
inoltre, la O.P.C.M. numero 3442/05 è stata sanzionata dal TAR
Catania, sentenza n 95/2006, e in appello, presso il Consiglio di
giustizia amministrativa Sicilia, è stato rigettato il ricorso
proposto dalla Presidenza del Consiglio con sentenza depositata
il 12 aprile 2007 numero 260/07 e seguenti,
impegna il Governo della Regione
ad adottare, con cortese urgenza, tutti quei provvedimenti
anche presso le Autorità politiche nazionali competenti affinché
gli Uffici della direzione provinciale Servizi Vari del Tesoro di
Catania si conformino alla tesi accolta nell' interpretazione
autentica del comma 1011 della legge numero 296/2006 -
finanziaria per il 2007 - dal Governo per opera del suo
rappresentante, sottosegretario onorevole Sartor, in relazione
all'ordine del giorno 9/1746-bis b/5, già operativa per i tributi
da far valere anche per i contributi;
in subordine, i predetti Uffici della D.P.S.V. del Tesoro di
Catania si conformino a quanto disposto da giudice
amministrativo, applicando con urgenza i benefici relativi alla
sospensione dei versamenti dei contributi di assistenza e
previdenza disposti per la copiosa pioggia di cenere e per i
danni eruttivi;
infine, in caso di resistenza ai punti di cui sopra, si chiede
che venga disposta una sospensione dell'attuale piano di recupero
in sole 24 rate e che lo stesso avvenga in non meno di 60 mesi,
consentendo così un notevole alleggerimento dell'impegno
economico familiare». (202)
FLERES - CONFALONE
CIMINO - D'AQUINO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione
Siciliana, ha approvato, con deliberazione 9/2006, la relazione
sulla gestione dell'edilizia residenziale pubblica (ERP) nella
Regione Siciliana;
l'indagine ha avuto per oggetto il ruolo svolto
dall'amministrazione regionale, nonché dagli enti territoriali e
dagli Istituti Autonomi case popolati (IACP) nella politica
pubblica per la casa;
la relazione della Corte dei Conti fornisce una disamina
completa ed impietosa delle numerose criticità che caratterizzano
le politiche abitative nella nostra regione, spesso frammentarie
e slegate da una programmazione strategica conseguente alla
ricognizione del reale fabbisogno abitativo;
in Sicilia, ben 67 comuni, il 17 per cento del totale, vengono
definiti ad alta tensione abitativa ai sensi della Legge 21
febbraio 1989, numero 61;
considerato che:
i rilievi della Corte riguardano, innanzitutto,
l'organizzazione complessiva del sistema di governo delle
politiche abitative, eccessivamente frammentato tra Comuni, IACP
e Regione e, all'interno di questa in tre distinti dipartimenti
(Assessorato alla Presidenza, Lavori Pubblici e Cooperazione);
ciò determina la dispersione di risorse, l'assenza di
coordinamento tra attività sostanzialmente affini, nonché la
duplicazione di funzioni;
l'organico del Dipartimento regionale dei Lavori pubblici,
dotato di competenza generale nell'ambito della politica
abitativa, risulta sottodimensionato rispetto alle necessità di
governo di un settore così complesso e delicato;
particolarmente carente è la gestione delle informazioni
relative alla consistenza del patrimonio di ERP, alla sua
gestione, al monitoraggio delle opere realizzate, all'avanzamento
finanziario degli interventi, all'andamento demografico e alle
dinamiche economiche e sociali che lo condizionano;
a tal proposito, la Corte rileva: 'mentre a livello centrale e
presso molte realtà regionali risultano istituiti appositi
Osservatori della condizione abitativa, nell'ambito siciliano,
invece, non è stata ancora prevista alcuna specifica struttura
per la raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi a
tale delicato settore nella realtà locale';
nello svolgimento dell'indagine, la Corte denuncia ritardi e
approssimazione nei dati complessivi, elaborati dagli enti
interpellati solo ed esclusivamente a seguito delle
sollecitazioni dell'organo di controllo;
tali ritardi hanno interessato tutte le amministrazioni
coinvolte, dai Dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione
di Comuni presi in considerazione ai fini dell'indagine;
l'assenza di informazioni basilari sul patrimonio esistente e
sui bisogni reali condiziona l'attività programmatoria, limitata
al vaglio del parco progetti e dei finanziamenti disponibili, e
assolutamente incapace di intercettare le dinamiche che
determinano il fabbisogno;
la carenza di programmazione non consente l'individuazione
degli obiettivi prioritari da raggiungere né la verifica dei
risultati;
le disposizioni della legge regionale numero 60/84, che
prevedeva la formazione delle anagrafi dell'utenza e il
censimento degli alloggi pubblici con elaborazione elettronica
dei dati, sono tuttora, in larga parte, inapplicate;
la frammentaria gestione in tema di ERP ha determinato una
distribuzione di alloggi pubblici non coerente rispetto alle
esigenze del territorio, con la realizzazione di case popolari in
piccoli centri nei quali l'andamento demografico e tutti gli
indici economici dimostrano un progressivo spopolamento, mentre
si accresce il disagio abitativo nelle grandi città;
ritenuto che:
sul totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei
10 IACP siciliani (uno per provincia più quello di Acireale) sono
affidati oltre 45 mila alloggi; oltre il 50 per cento è
concentrato nelle province di Palermo, Catania e Messina;
tale dato è quello risultante dopo la massiccia dismissione
che, tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi
20 mila alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;
il ricavo delle vendite è stato destinato, per l'85 per cento,
al ripiano dei passivi di bilancio degli Istituti, mentre una
percentuale molto bassa è stata reinvestita in nuove costruzioni
o per l'acquisto di nuove aree edificabili;
ciò ha comportato un sostanziale depauperamento del patrimonio
degli IACP, soprattutto perché il patrimonio residuo consiste in
alloggi vetusti, o occupati abusivamente, o ad alto tasso di
morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;
la consolidata esposizione debitoria degli Istituti ha trovato,
pertanto, un ristoro solo momentaneo e, attualmente, la loro
gestione presenta criticità di notevole rilievo;
la vigilanza sugli IACP è affidata all'Assessorato regionale ai
Lavori pubblici, ma l'autonomia riconosciuta agli istituti ha
generato gestioni molto differenziate non sanzionabile in alcun
modo per l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;
a titolo di esempio, si cita il caso dello IACP di Acireale
che, a fronte di un canone mensile medio di euro 77, segnala
alloggi il cui canone ammonta a euro 0,89 mensili;
preoccupante il fenomeno della occupazione senza titolo degli
alloggi e della morosità nel pagamento dei canoni che gli
Istituti non sembrano in grado di fronteggiare;
a fine 2003, il 15 per cento degli alloggi risultava occupato
abusivamente, mentre la morosità complessiva per canoni scaduti
ammontava a 148 milioni di euro;
tali realtà riguardano, in modo preponderante, le città di
Palermo, Catania e Messina;
nell'indagine della Corte dei Conti si segnala come 'non sembra
che gli Istituti prestino adeguata attenzione al fenomeno in
questione';
infatti, le azioni esecutive per il recupero dei crediti
scaduti o l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano un
numero esiguo rispetto alle necessità;
riguardo le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli IACP hanno
esperito azioni amministrative o giudiziarie solo raramente: solo
31 sono i procedimenti conclusi positivamente;
tali dati confermano che la gestione degli IACP è lontana dal
raggiungimento dell'equilibrio tra costi e ricavi, pertanto
deficitaria e poco incisiva rispetto ai fini istituzionali
assegnati;
ciascun istituto è governato da un consiglio di amministrazione
composto da 10 membri, un organismo pletorico rispetto alla
produttività, che andrebbe snellito nel quadro di una più
generale riforma di tutto il settore di ERP;
considerato ancora che:
la costante diminuzione degli stanziamenti pubblici, statali e
regionali, a favore di nuova edilizia residenziale pubblica,
conseguente al venir meno della contribuzione GESCAL, ha generato
un decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel recupero
di quelli esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
abitative nella nostra regione;
l'incontrollabile aumento dei canoni di locazione di edilizia
privata, insieme con la progressiva perdita del potere di
acquisto di salari e stipendi, sta determinando una tensione
sociale di grande portata;
sono le fasce più deboli della popolazione a subirne gli
effetti più pesanti, ma nemmeno il ceto medio può considerarsi
immune dall'incidenza sempre più rilevante dei costi abitativi
sul reddito della famiglia;
il fabbisogno, stimato in base alle richieste di inserimento
nelle graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi, è di
oltre 60 mila abitazioni;
ritenuto infine che:
secondo i rilievi della Corte dei Conti, la legislazione
regionale relativa all'assetto istituzionale nel settore è ormai
obsoleta, essendo rimasta ferma a principi risalenti agli anni
'70, mentre le altre regioni italiane hanno via via adeguato il
quadro normativo di riferimento;
con l'ordine del giorno numero 20 approvato dall'ARS nella
seduta numero 16 del 18 ottobre 2006 'Approvazione del DPEF per
gli anni 2007- 2011', si impegna il Governo della Regione ad
avviare la riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari,
impegna il Presidente della Regione
ad elaborare un programma di interventi nel settore
dell'edilizia residenziale pubblica adeguato al fabbisogno reale,
reperendo risorse finanziarie laddove possibile anche attraverso
la realizzazione di economie;
a riferire all'ARS sugli obiettivi e priorità dell'azione di
Governo e sulla politica abitativa perseguita;
a procedere alla ricognizione dell'intero patrimonio e di tutti
i dati attinenti alla sua gestione attraverso la progettazione
e l'implementazione di un sistema informativo adeguato;
a presentare all'ARS un disegno di legge di riordino del
settore dell'edilizia residenziale pubblica, che consenta una
gestione integrata di tutti gli interventi e renda più funzionale
l'apparato pubblico preposto alla sua gestione». (203)
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nei reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME), a causa
della riduzione di personale nelle sale operatorie e della
carenza di tecnici, infermieri e medici in radioterapia, molti
malati di cancro non potranno essere sottoposti, in tempi brevi,
ad interventi chirurgici ed a trattamenti di radioterapia;
nei prossimi due mesi gli infermieri che mancheranno in tutto
il presidio ospedaliero saranno più di 60, pertanto non potrà
essere fornita la giusta assistenza ai pazienti;
la carenza di materiale di consumo ha costretto gli
amministratori dell'ospedale a chiedere in prestito ad una
clinica privata di Messina il mezzo di contrasto per effettuare
la TAC;
considerato che la suddetta struttura ospedaliera è un punto di
riferimento positivo per quanti in Sicilia soffrono di tumori e
determinerebbe, se ben gestita, non solo assiste ad alto livello,
bensì anche entrate non indifferenti per l'ASL competente,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere interventi volti a risolvere la carenza di
organico nei reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME);
a risolvere in modo definitivo il problema della carenza di
materiale di consumo nei reparti oncologici dell'ospedale di
Taormina». (204)
FLERES - CIMINO
TURANO - CONFALONE
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. L'onorevole Galvagno ha comunicato di volere
ritirare l'interrogazione numero 1111, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Indirizzo di saluto a studenti in visita all'Assemblea
regionale siciliana
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti e agli
accompagnatori del Liceo scientifico Picone' di Lercara Friddi
(Pa) e dell'Istituto statale di istruzione secondaria Fortunato
Fedele' di Agira (En).
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 198
«Iniziative per il ripristino della corsa del sabato Caltagirone
- Palermo da parte delle autolinee SAIS», degli onorevoli Fagone,
Regina, Antinoro e Maira.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
FLERES, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'unica società di trasporto bus che collega Caltagirone con
Palermo è la SAIS autolinee;
tale compagnia ha deciso di diminuire le corse per la giornata
del sabato sino a sopprimerle del tutto;
la situazione causa grandi disagi ai lavoratori e soprattutto
agli studenti per i quali diventa problematico il rientro a
Caltagirone quando le lezioni o gli esami sono il venerdì a tarda
ora;
tali viaggiatori hanno più volte sollecitato con lettere e
petizioni la SAIS autolinee senza però ottenere alcun esito
favorevole;
considerato che la compagnia usufruisce di contributi regionali
volti a garantire determinati standard minimi funzionali,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le iniziative atte a garantire il
ripristino immediato della corsa del sabato Caltagirone - Palermo
da parte delle autolinee SAIS». (198)
FAGONE - REGINA
ANTINORO - MAIRA
PRESIDENTE. Dispongo che la mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
in ordine al documento di
programmazione POR (2007-2013)
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Comunicazioni del Governo in ordine al documento di
programmazione POR (2007-2013)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
«Comunicazioni del Governo in ordine al documento di
programmazione POR (2007-2013)».
Il Presidente della Regione, con protocollo numero 6229 del 28
maggio 2007, ha comunicato di non poter partecipare ai lavori
della presente seduta a causa di precedenti impegni
istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
«Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico».
Ha facoltà di parlare l'assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, onorevole Bennati, per
esporre le comunicazioni del Governo in ordine al fermo
biologico.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
il 16 febbraio 2007 è stato comunicato da parte del Ministero,
con nota trasmessa ufficialmente dagli Uffici del Presidente
della Regione, che la Regione Sicilia è stata inserita,
purtroppo, nell'elenco delle Regioni che si trovano in regime di
aiuti illegali.
E' inutile negare che l'assessorato aveva, da qualche giorno,
dato corso all'erogazione dei fondi, predisponendo i mandati in
favore delle due Capitanerie, e che in seguito alla comunicazione
da parte degli uffici di Bruxelles e trasmessa dal Ministero si è
dovuta sospendere tale erogazione.
Nessuna volontà, quindi, di non dare corso ai mandati, soltanto
un momento di riflessione, anche giusta, perché personalmente
non firmo i mandati, ma il direttore può essere chiamato a
rispondere personalmente nel caso in cui la chiusura di questa
verifica, attivata dalla Comunità nei nostri confronti, possa
comportare un riscontro negativo.
Posso precisare di avere avuto, in questi due mesi, due incontri
con il Ministro per affrontare tale problematica, anche se la
Regione con propri fondi, e qui devo dare atto al Governo
precedente per aver dato copertura per il 2005, ed anche al
Governo attuale che, insieme anche ad altri colleghi, fra cui
l'onorevole Cristaldi, è riuscito ad ottenere una copertura
economica perché vi era il decreto, ma mancavano i fondi per il
2006.
Quindi, il Governo regionale, per quanto di competenza, aveva
svolto ed ha svolto un ruolo legittimo, anche nella procedura
avviata, considerato che si è coperto un decreto che era
manchevole di somme. Purtroppo questo impasse provvisorio ci ha
messo in difficoltà.
Ho incontrato il Ministro con il quale si è convenuto, essendo
questo tipo di fermo 2004/ 2005/2006 oggetto di osservazioni,
anche da parte del Ministero, di mantenere una linea unica e,
pertanto, per la nostra parte stiamo verificando se sia possibile
sostenere un procedimento che sia differente da quello della
erogazione con la sola firma del direttore, inserendo il parere
della giunta che salvaguarda, sotto il profilo di responsabilità
economiche, una singola persona.
Nello stesso tempo, il Ministero sta provvedendo in questi
giorni a definire l'iter conclusivo per chiudere queste
problematiche, tanto più che riguardano situazioni che la
Regione si porta da anni per un insieme di motivi.
E' ovvio che il fermo che paghiamo è di tipo socio-economico,
mentre per lo Stato è di un'altra natura; noi lo paghiamo a
tutti e questo è uno dei motivi che la Comunità ci critica.
Si sta cercando di difendere la posizione legittima di chi ha
fatto il fermo ed oggi giustamente chiede di ottenere il
beneficio; per il resto credo che entro il mese di giugno si
potrà concludere l'iter perché sono in corso, tra gli uffici
della Regione e gli uffici del Ministero, dei chiarimenti
affinché venga definitivamente risolto questo problema.
Aggiungo di più, vi è la volontà anche da parte della Comunità
di risolverlo perché la nuova programmazione dei fondi
comunitari prevede che la Regione dovrà munirsi dei piani di
gestione e all'interno di questi piani può, senza vincolarla
più nei periodi, indicare i periodi di fermo, in sette anni con
un numero di sette mesi massimo, se non ricordo male.
Si tratta, quindi, di un riconoscimento condiviso dalla
Comunità, purtroppo si tratta di un qualcosa che ci siamo
trovati; c'era qualche negligenza dell'Amministrazione regionale
e, quindi, ci hanno iscritto in questo registro.
Ritengo giusto da parte mia invitare il Direttore a sospendere
provvisoriamente questo pagamento che verrà fatto successivamente
senza alcun problema per la parte relativa alla firma dei
decreti.
Sotto il profilo economico, non vi sono problemi, si tratta
solo di un approfondimento a seguito di una nota pervenuta dagli
uffici di Bruxelles ed ufficializzata dal Presidente della
Regione il 10 marzo.
ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, penso che dobbiamo dire, senza tanti giri di parole,
che nel 2004, 2005 e 2006 i nostri marittimi sono stati presi in
giro da questo Governo e spiego subito il perché.
E' ovvio che non necessita solo un occhio attento da parte
degli uffici di Bruxelles, della Commissione competente e così
via, ma c'è da andare a negoziare, perché la Regione siciliana
deve sicuramente recuperare sul piano della credibilità, ma deve
anche preparare il terreno per quanto concerne la specificità
della nostra pesca.
Con tutto quello che ciò rappresenta, soprattutto per la parte
che riguarda il mutare, ormai in maniera molto sostanziale,
onorevole assessore Beninati, i regolamenti o, comunque, meglio
richiamare il piano che riguarda il Mediterraneo e che l'Unione
Europea e la Commissione specifica, di fatto, ormai ha deliberato
e che cambia tutto, dalla maglia alle tecniche più o meno
sofisticate.
Non è solo buttarla in politica quando si dice 2004, 2005 e
2006, sostanzialmente è stato preso in giro il marittimo, e
ancora più grave per quanto riguarda il modo con cui il Governo
precedente, che mi pare che abbia un'assoluta continuità con il
Governo attuale, ha svolto le fasi di negoziazione, soprattutto
per quanto concerne il fondo europeo per la pesca, il famoso FEP,
in cui siamo ancora fermi, a meno che l'Assessore non ci dà
qualche rassicurazione in questo senso, atteso che non è stato
designato il nostro componente all'interno della commissione che
opera a livello ministeriale.
Lì si discute della prospettiva, del modo con cui il Fondo
europeo pesca verrà articolato, come possiamo far valere, con
proposte credibili, ragionevoli, seri, la specificità e le
esigenze della nostra marineria.
Non mi risulta, assessore Bennati, che questo ad oggi sia stato
fatto, spero che lei annunci ora che, invece, è stato nominato
questo componente con un mandato preciso, perché sinceramente non
basta solo indicare il componente, ma bisognerà capire cosa
porterà come strategia del Governo siciliano.
Capisco che con la comunicazione il Governo si è tolto un peso;
infatti, giorni fa, subito dopo il 10 marzo, c'era chi sperava
che alla fin fine arrivasse alla Marineria Siciliana la voce che
erano stati impugnati i provvedimenti del Governo nazionale; si è
sperato financo questo
Una caduta di stile, a dir poco
C'era un po' di confusione su ciò che era stato impugnato, nel
senso dell'apertura della procedura di infrazione; la nota che
lei ha detto di avere ricevuto se non erro si chiama apertura
formale della procedura di infrazione .
In seguito si è visto che quello che era stato impugnato erano
i decreti che avevate prodotto nel corso di questo ultimo
triennio e che quei provvedimenti erano assolutamente impostati,
per così dire, alla vecchia maniera; prendiamo in giro tutti,
facciamo fermare le nostre flotte e alla fine diamo loro un po'
di ossigeno che serve a mantenere quel minimo di credibilità che
in alcuni settori sperano alcuni di noi di avere.
Scordatevelo, non esiste più C'è una rabbia più diffusa di
quanto voi possiate pensare e non li fermerete Io non voglio
fare l'agitatore di turno perché oggi non arriva alla Marineria
Siciliana un messaggio preciso attraverso il quale comunicate
che: stiamo facendo contare la nostra specificità nella
programmazione complessiva; che siamo al tavolo ministeriale;
stiamo discutendo delle tecniche di pesca; stiamo discutendo dei
fermi con una filosofia totalmente diversa perché i fermi devono
essere ancorati anche ad aspetti scientifici precisi; dobbiamo
indicare anche le strutture a terra - perché nel FEP si discute
anche di questo; si discute della gestione della fascia costiera.
Ebbene, siamo ancora fermi, assessore Bennati, alla logica
della legge numero 32, secondo la quale si doveva fare una
programmazione triennale e non siamo riusciti a farla e quella
che abbiamo stilato, depositata in terza Commissione, non è
assolutamente utile e non indica una strategia, che questo
Governo deve assolutamente darsi per affrontare la tematica in
modo complessivo ed essere credibile a quel tavolo. Siamo ancora
fermi lì.
Vi invito, seguendo una logica assolutamente costruttiva, a
comunicare qualcosa durante queste ore in cui siete seduti
attorno a quel tavolo per vedere come utilizzare tutte le risorse
(si tratta, se non erro, di trecentoventimilioni di euro,
l'equivalente di seicentoquaranta miliardi delle vecchie lire) e
dove avete un nostro rappresentante con questo mandato, cioè
comprendere nella questione della gestione delle risorse a terra,
non solo quella riguardante il natante, ma anche quella
relativa alle tecniche di pesca, alla ricerca, al modo come lo
sforzo di pesca si rivede in funzione delle prospettive, ai
banchi di pesca da individuare per gli stock ittici, eccetera.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, è scaduto il tempo a sua
disposizione, la invito a concludere.
ODDO CAMILLO. Solo quando comunicherete a quest'Aula che avete
intenzione di fare tutto questo, noi saremo pronti ad avanzare le
nostre proposte; per il momento state soltanto comunicando che,
ancora una volta, siete andati sotto, mentre intere campagne
elettorali sono state fatte sul fermo biologico.
Signor Presidente, non mi fermi quando c'è l'affondo, perché lo
meritate tutto per intero.
CRISTALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISTALDI. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, non credo affatto che il Governo abbia preso in giro i
siciliani, i pescatori in particolare. Anzi, devo dare atto a
questo Governo e a quello precedente di aver saputo trovare dei
sistemi e dei metodi per evitare che la pesca siciliana venisse
mortificata da Bruxelles.
Naturalmente ho motivo anche di ringraziare l'assessore
Beninati per questa comunicazione che sta dando all'Assemblea,
seppure con un solo piccolo rammarico: questa comunicazione
andava fatta due mesi fa.
Prendo atto, anche, che il Presidente della seduta ha voluto
consentire una sorta di dibattito sulle comunicazioni del Governo
e in questo caso ne colgo l'occasione, ma generalmente sulle
comunicazioni non si apre un dibattito.
Lo dico in termini positivi, nel senso che temo che il
consentire il dibattito impedisca successivamente ad un qualunque
deputato di chiedere un'immediata comunicazione al Governo su un
argomento perché si apre una sfera.
In questo caso bene ha fatto il presidente Stancanelli, vista
anche l'importanza dell'argomento, a consentire una sorta di
riflessione sulle cose che ha detto il Governo. Ripeto, se
fossero state dette due mesi prima, probabilmente ci sarebbe
stata più serenità.
La vicenda, assessore Beninati, per quanto sia esattamente
quella da lei riferita, manca comunque di alcune cose. Per
esempio, bisogna che si prenda atto del fatto che lo Stato ha
pagato l'indennità del 2005, mentre la Sicilia non ha pagato. Per
cui, c'è una sorta di contraddizione nella posizione, non
determinata da lei, non determinata da altri, ma lo Stato
rivendica il diritto a poter pagare il 2006. Noi ci troviamo a
dovere rivendicare il diritto di pagare il 2005 e il 2006.
Un perfetto allineamento imporrebbe al Governo regionale, alla
Sicilia, di pagare almeno il 2005, proprio per essere allineati.
Personalmente, ho esperienza su questo argomento; non parlo
così, non vengo dalle montagne, conosco che cosa è un
peschereccio, lo so distinguere nella prua e nella poppa, non
sono diventato difensore dei pescatori all'ultimo momento. Sono
convinto che si sarebbe e si dovrà attuare qualche cosa di
diverso.
Innanzitutto, avendo la copertura dello Stato, perché su questa
materia si va con la copertura dello Stato, secondo me si paga
anche il 2005 senza responsabilità personali di alcuno; il
funzionario non ha il diritto di arbitrio su questa decisione,
non c'è una responsabilità personale del funzionario addetto che
in quel momento è soltanto uno strumento che dovendo dare
attuazione ad una decisione parlamentare esegue la decisione
stessa.
Convengo circa l'opportunità di una delibera di Governo. Ma le
dico di più: convengo anche circa l'opportunità di un ordine del
giorno, di una mozione, di un pronunciamento dell'Aula che dà
anche una copertura politica su questa vicenda e, al contempo,
permette di accelerare quanto più possibile.
Prendiamo atto del fatto che lei ha riferito in Aula che entro
la fine di giugno, comunque, dovrebbe risolversi questo problema.
Se così si risolve, per noi nulla questio. Qualora dovessero
nascere questioni da questo punto di vista, vorremmo che ci si
allineasse, intanto, con le posizioni dello Stato e quindi si
creassero gli strumenti, si inventassero gli strumenti per pagare
almeno il 2005.
Ma il nodo della questione vera, assessore Beninati, sta nel
fatto che noi come lo Stato, esattamente come lo Stato, siamo
inadempienti nei confronti di Bruxelles circa le relazioni, circa
gli strumenti scientifici che avrebbero dovuto consentire la
realizzazione, l'effettuazione del riposo biologico.
Nel tempo, abbiamo speso un mare di soldi al riguardo.
Io sono deputato da diversi anni e affermo che nel tempo la
Regione ha speso un mare di soldi per consulenti, per esperti in
materia che hanno fatto relazioni, ma non abbiamo mai centrato
l'argomento.
Non c'è dubbio che il piano di gestione vada realizzato, e io
ne convengo, e desidererei che il Parlamento ne venisse in
qualche maniera coinvolto - e lei sa che sul piano personale ho
sempre dato la disponibilità in tal senso -, io non convengo
sulla lotta, sulla disputa, sulla guerra delle date.
Io sono convinto che lo strumento ultimo dell'Unione Europea
consente di percorrere strade diverse giungendo allo stesso
traguardo, quello di diminuire lo sforzo di pesca. Non è il caso
che diamo qui lezioni di sapienza sulla materia perché
all'interno del suo ufficio ci sono esperti che conoscono
benissimo questa vicenda e quindi ci sarà, secondo me, una sede
diversa da quella parlamentare dove studiare come giungere ad una
relazione scientifica, ad un piano di gestione e ad uno strumento
che consentirà di pagare effettivamente il riposo biologico; non
solo di pagarlo come indennità e quindi come misura socio-
economica, ma anche per garantire che ci sia il pesce nel Canale
di Sicilia, perché sia i pescatori che gli armatori chiedono
tutto ciò fino a quando c'è il pesce. Se questa logica lei la
terrà in piedi, probabilmente noi ci troveremo nei prossimi anni
a non avere problemi con i pescatori e a non averne, soprattutto,
con Bruxelles.
Quindi, nel prendere atto della disponibilità del Governo, che
ringrazio per questa comunicazione e per la valutazione positiva
che fa intorno al riposo biologico, prendiamo anche atto che il
Governo ha riferito che entro la fine di giugno quest'argomento
dovrebbe essere risolto.
Qualora così non dovesse essere, penso che il Governo si
impegni a tornare in Aula, comunque a chiamare le forze politiche
per trovare una soluzione.
E' compito credo di ciascuno di noi, chiunque sia il
parlamentare, qualunque sia la parte politica di appartenenza, è
compito di ciascun parlamentare riferire correttamente come
stanno andando le cose.
Per quel che mi riguarda chiederò il resoconto stenografico
dell'intervento dell'assessore, ne farò più copie da distribuire
affinché non si possa dire che il Governo in Aula ha detto cosa
diversa rispetto a quello che ha detto.
La ringrazio, signor Presidente, per quest'opportunità che è
stata fornita al mio gruppo parlamentare, Alleanza nazionale, ed
a me personalmente.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con l'occasione desidero scusarmi con l'Aula e con tutti i
colleghi per le mie assenze in occasione del dibattito su tale
argomento, assenze verificatesi due volte, la prima perché ero a
Roma proprio per un incontro sul FEP, incontro che coincise
con la seduta dell'Aula sull'argomento, la seconda volta
avvenuta per motivi di salute, subito dopo Pasqua.
Rispondo prima all'onorevole Oddo su un problema che riguarda
il FEP ed il ritardo. Onorevole Oddo, mi creda, in questi mesi
penso di essere stato sempre presente agli incontri della
commissione sul problema del FEP e le posso dire che ritardi, se
ci sono, sono di tutti, anche del Ministro, ma non gliene faccio
colpa perché c'è stato tutto un insieme di problematiche di
altra natura e di tutte le regioni, tanto è vero che nell'ultima
riunione che c'è stata al tavolo Azzurro, dove si doveva dare un
parere preliminare per il piano triennale dello Stato, proprio
il Ministro ha chiesto, proprio lui, di cercare di colmare tutto
il ritardo per fare decollare il FEP.
Le devo dire, purtroppo, e me ne dispiace, che effettivamente
abbiamo avuto anche delle interlocuzioni leggermente antipatiche
sotto alcuni punti di vista con le altre regioni di convergenza
1, e in quelle occasioni ho dovuto difendere, e credo non a
nome personale o del Governo, ma penso a nome di tutti i
siciliani, che si era arrivati al punto che le regioni di
convergenza 1 ( Puglia, Campania, Calabria, Basilicata), più la
Sicilia, avevano trovato un modo per ridurci le percentuali di
trasferimento dei fondi. Lei sa che ci sono dei parametri per
ripartire i fondi; bene, nella Regione siciliana, per la prima
volta, avevano incluso la popolazione della Regione, delle
singole regioni, per cui il nostro parametro che mediamente era
nei trasferimenti dei fondi FEP dal 40 al 45 per cento,
scendeva precipitosamente al 32 per cento.
E' ovvio che il sottoscritto ha reagito come era giusto in una
situazione del genere, cioè facendo presente che nessun
parametro aveva mai incluso anche la popolazione delle regioni,
tutt'al più la popolazione delle imbarcazioni, chiamata così
impropriamente, cioè le marinerie. E siccome la nostra Regione,
applicando in tal senso il parametro risultava col 40, 45 per
cento, le altre regioni d'Italia di convergenza 1, mi dispiace
dirlo, si erano unite inventandosi quest'altro parametro che ci
riportava indietro.
Pertanto, parlo di tutte queste vicende perché si capisca
come tali interlocuzioni che ci sono con il Ministero, se non
settimanalmente, certamente ogni quindici giorni, , mi abbiano
impegnato oltremodo nello sforzo di non far mortificare questa
Regione nella ripartizione dei fondi FEP.
E' ovvio che, comunque, il ministro De Castro ha chiesto
correttamente di chiudere a breve, o quanto prima il Fep, perché
la chiusura del FEP attiva tutti i procedimenti consequenziali.
Quindi, la Regione non è tardiva, è stata presente a tutti gli
incontri. Anzi, ha reagito quando c'era da reagire e questo era
il mio compito e penso di averlo adempiuto al massimo delle mie
possibilità.
Ha ragione l'onorevole Cristaldi quando afferma che lo Stato ha
pagato; è vero. Tanto è vero che noi ci siamo subito adeguati;
immediatamente dopo che lo Stato ha pagato abbiamo avviato le
procedure, con una nota a mia firma, inviata al dirigente
competente affinché facesse i provvedimenti per i due distretti,
Sicilia orientale e Sicilia occidentale.
Il problema, purtroppo, è questo onorevole Cristaldi, io mi
affido alla bontà di chi mi ha relazionato, ma è vero e ne ho
parlato anche al ministero. Mentre il Ministero ha una procedura
più superabile in quanto loro pagano solo il fermo delle barche a
strascico, noi con la legge 32, con l'articolo 170, abbiamo
autorizzato una misura, pure legittima, di ristoro socio-
economico estensibile a tutti.
Ciò fino al 2001 andava bene. Nel 2002 il regolamento della
Comunità - la legge 32 era già stata notificata a Bruxelles -
ha soppresso il cosiddetto fermo come ristoro socio-economico. Da
allora esiste e permane tale conflitto.
Mi creda, mi sono sforzato per poterlo capire, perché anche io
non l'avevo capito perché lo Stato paga e noi ci siamo frenati.
E' stato solo per questo. Comunque, le posso dire che, a
prescindere da tutto, noi con i decreti che in parte non ho fatto
io, uno l'ho subito, perché ero già subentrato all'assessore,
l'altro è stato fatto dall'assessore precedente, diciamo che
abbiamo imposto a queste persone di fermarsi.
Da un lato abbiamo detto di fermarsi, dall'altro lato oggi non
possiamo dire loro che la Comunità è responsabile del fatto che
non diamo nulla.
Con il Ministro ho fatto una nota ed il Ministro mi ha risposto
attraverso il suo direttore generale. Seppure non si sia risolto
il problema, perché se mi avesse dato una risposta più chiara,
saremmo stati tutti più contenti, posso dire che stiamo cercando
di trovare una soluzione, che credo sarà quella del provvedimento
di Giunta. Pertanto, alla luce di questo, penso di dover chiudere
in maniera ottimista, nel dire che riusciremo, non oltre il mese
di giugno, ad arrivare al chiarimento che ci ha posto qualche
momento di difficoltà. E' solo una difficoltà e una sospensione.
Non altro.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole La Manna ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
Riprende il dibattito sul fermo biologico
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 146 «Concessioni di derivazioni per uso irriguo», a firma
degli onorevoli Caputo, Falzone, Currenti, Granata, Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la grave crisi idrica in cui versa la nostra Regione ci pone
nelle condizioni di dover attenzionare ancor di più i limiti di
disponibilità attenzionare ancor di più i limiti di
disponibilità dell'acqua per la salvezza dei diritti di tutti
i siciliani,
impegna il Governo della Regione
ad attivare dei controlli, attraverso gli Uffici del Genio
Civile della Regione Siciliana, per uniformare il
prelevamento dell'acqua nelle aree asservite da strutture
consortili operanti sul territorio e di vigilare affinché
i quantitativi utilizzati ad integrazione non superino
quelli assentiti;
affinché nelle aree asservite da strutture consortili le
concessioni di derivazione per uso irriguo non possano essere
assentite o rinnovate, fatte salve le richieste di
concessionefatte salve le richieste di concessione preferenziale
ed in sanatoria, già ammesse in istruttoria, per le quali sarà
previsto il prosieguo dell'iter istruttorio fino al rilascio del
decreto assessoriale e l'utilizzo di fonti proprie ad
integrazione dei volumi d'acqua erogati dalle strutture
consortili;
a tal fine gli interessati dovranno fare esplicita richiesta
motivata all'Assessorato regionale Lavori pubblici tramite gli
ingegneri-capo degli Uffici del Genio civile della Regione
siciliana, tale richiesta dovrà essere integrata da
certificazione rilasciata dalle strutture consortili, attestante
i volumi idrici erogati». (146)
CAPUTO - FALZONE - CURRENTI
GRANATA - POGLIESE
Avverto che la discussione dell'ordine del giorno numero 146,
unitamente a quella dell'ordine del giorno numero 145, annunciato
nella precedente seduta, avverrà nella seduta successiva.
Al fine di consentire lo svolgimento di una riunione informale
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà tra mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 18.21)
La seduta è ripresa.
Comunico che domani, mercoledì 30 maggio 2007, alle ore 11.30 è
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 30
maggio 2007, alle ore 12.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Stancanelli
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 199 - Pubblicazione del testo coordinato delle leggi
regionali relativo all'ordinamento degli enti locali, in
attuazione della legge regionale numero 30 del 2000.
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
N. 200 - Sostegno ai paesi dell'Africa sub Sahariana oppressi
dalle avverse condizioniclimatiche e dal dissesto delle economie
nazionali.
VILLARI - FLERES - ARDIZZONE
ZAGO - APPRENDI - VICARI
CRACOLICI - DE BENEDICTIS - RUGGIRELLO
PARLAVECCHIO - PANARELLO - TERMINE
CANTAFIA - GIANNI - ODDO CAMILLO
CAPPADONA - ANTINORO
N. 201 - Interventi a sostegno delle famiglie di cittadini
cerebrolesi che svolgono programmi di riabilitazione con il
Metodo Doman .
GUCCIARDI - BARBAGALLO
GALVAGNO - VITRANO
N. 202 - Interventi presso gli uffici della Direzione
provinciale Servizi vari del Tesoro di Catania affinché
applichino l'interpretazione autentica del Governo nazionale del
comma 1011 della legge n. 296/2006 - finanziaria 2007 - in
relazione all'ordine del giorno n. 9/1746.bis b/5, in materia di
tributi per i cittadini residenti in comuni colpiti da eventi
calamitosi.
FLERES - CONFALONE
CIMINO - D'AQUINO
N. 203 - Riordino del settore dell'edilizia
residenziale pubblica.
BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI
GALLETTI - LACCOTO - MATTARELLA
MANZULLO - ORTISI - TUMINO
RINALDI - VITRANO - ZANGARA
N. 204 - Interventi volti a risolvere l'emergenza sanitaria
nei reparti oncologici dell'Ospedale di Taormina (ME).
FLERES - CIMINO
TURANO - CONFALONE
III - ELEZIONE DEI TRE COMPONENTI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI
CONTI DELLA FONDAZIONE FEDERICO II
IV - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL DOCUMENTO DI
PROGRAMMAZIONE POR (2007-2013)
La seduta è tolta alle ore 18.22
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli