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Resoconto d'Aula della Seduta n. 66 di martedì 29 maggio 2007
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   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calanna ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea  ne  prende atto.

                              Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del  loro
  ufficio, gli onorevoli:

   - Fagone,  dal 27 maggio al 2 giugno 2007;
   - Ortisi,   dal 30 maggio al 2 giugno 2007;
   - Barbagallo, dal 5 al 9 giugno 2007.

   L'Assemblea  ne  prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunica che è stato presentato, in data  28  maggio
  2007,  il disegno di legge numero 590 «Soppressione dell'Ente  di
  sviluppo   agricolo»,   degli  onorevoli  Barbagallo,   Ammatuna,
  Fiorenza,  Galletti,  Galvagno, Gucciardi,  Laccoto,  Mattarella,
  Manzullo, Ortisi, Tumino, Rinaldi, Vitrano, Zangara.

   Annunzio  di  presentazione di disegni di  legge  e  contestuale
  invio alle competenti commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati ed inviati  alle
  competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

  -«Introduzione delle  quote verdi' nelle liste elettorali per  il
   rinnovo dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali in
   Sicilia» (numero 584),
   presentato dall'onorevole Fleres in data 4 maggio 2007,
   inviato in data 16 maggio 2007;

  -«Istituzione  dell'ufficio del Difensore  civico  regionale  per
   l'ambiente»  (numero 585),
   presentato  dagli onorevoli Rinaldi e Laccoto in data  4  maggio
  2007,
   inviato in data 16 maggio 2007,
   PARERE IV;

  -«Istituzione del Garante del diritto alla salute dei  cittadini»
   (numero 586),
   presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo,  Laccoto,  Mattarella,
   Culicchia, Zangara, Manzullo, Rinaldi  in data 4 maggio 2007,
   inviato in data 16 maggio 2007,
   PARERE VI;

  -«Interventi in favore dei familiari delle vittime del  motopesca
   Karol Wojtyla» (numero 588),
   presentato  dagli  onorevoli Oddo Camillo, Cracolici,  Apprendi,
   Calanna,  Cantafia,  De  Benedictis, Di  Benedetto,  Di  Guardo,
   Panepinto,   Panarello,   Speziale,  Termine,   Villari,   Zago,
   Zappulla in data 14 maggio 2007,
   inviato in data 16 maggio 2007;

  -«Istituzione  del  difensore civico regionale per  l'infanzia  e
   l'adolescenza» (numero 589),
   presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo,  Ammatuna,  Culicchia,
   Fiorenza,  Galletti,  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Manzullo,
   Mattarella,  Ortisi, Rinaldi, Tumino, Vitrano, Zangara  in  data
   17 maggio 2007,
   inviato in data 18 maggio 2007.

                    «ATTIVITA' PRODUTTIVE» (III)

  -«Norme  urgenti  in  materia  di  industria  ed  iniziative  sul
   sistema del risparmio energetico» (numero 583),
   presentato   dagli  onorevoli  Caputo,  Stancanelli,  Cristaldi,
   Currenti,  Falzone,  Granata,  Incardona,  Pogliese  in  data  4
   maggio 2007,
   inviato in data 21 maggio 2007,
   PARERE IV e UE.

                    «AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)

  -«Affitti  agevolati per agenti della Polizia di  Stato»  (numero
   587),
   presentato   dagli   onorevoli  Caputo,   Cristaldi,   Currenti,
   Falzone,  Granata, Incardona, Pogliese, Stancanelli in  data  10
   maggio 2007,
   inviato in data 18 maggio 2007.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

   PRESIDENTE.   Comunico  che  in  data  7   maggio   2007    alla
  Commissione  legislativa   Affari  istituzionali'  (I)  è   stato
  inviato il seguente disegno di legge:

   «Interventi  a  favore  degli eredi di appartenenti  alle  forze
  dell'ordine, alle forze armate, ai vigili del fuoco ed alle forze
  della  polizia  municipale  caduti nell'adempimento  del  proprio
  dovere» (numero 582),
   di iniziativa parlamentare.

                Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono   pervenute  dal   Governo   ed
  assegnate  alle competenti  Commissioni legislative  le  seguenti
  richieste di parere:

                     «AFFARI ISTITUZIONALI» (I)

  -«CEFPAS  - Designazione componenti effettivi in seno al Collegio
   dei revisori» (numero 46/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data  14 maggio 2007;

  -«Consorzio  di  ricerca  Gian Pietro Ballatore'  -  Designazione
   componente del Collegio dei revisori» (numero 47/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data 14 maggio 2007;

  -«Ente  di  sviluppo  agricolo  -  Designazione  componente   del
   Collegio dei revisori» (numero 48/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data 14 maggio 2007;

  -«Camera   di   commercio  di  Palermo.  Designazione  componenti
   effettivi in seno al Collegio dei revisori» (numero 49/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data 14 maggio 2007;

  -«Camera   di   commercio  di  Catania.  Designazione  componenti
   effettivi in seno al Collegio dei revisori» (numero 50/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data 14 maggio 2007;

  -«CRIAS.  Designazione componenti effettivi in seno  al  Collegio
   dei revisori»  (numero 51/I),
   pervenuta in data 10 maggio 2007,
   inviata in data 14 maggio 2007;

  -«Consorzio  di  ricerca  per lo sviluppo di  sistemi  innovativi
   agroalimentari  (Co.Ri.S.S.I.A.)  Designazione vicepresidente  e
   componente del Consiglio direttivo» (numero 53/I),
   pervenuta in data 23 maggio 2007,
   inviata in data 24 maggio 2007;

  -«Consorzio   regionale  per  l'innovazione   tecnologica   della
   serricoltura  (I.T.E.S.) - Designazione componente del  Collegio
   dei revisori» (numero 54/I),
   pervenuta in data 23 maggio 2007,
   inviata in data 24 maggio 2007.

                  «SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)

  -«Casa  di  cura privata Stagno s.r.l. - Superamento del  residuo
   manicomiale» (numero 52/VI),
   pervenuta in data 15 maggio 2007,
   inviata in data 16 maggio 2007.

        Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta  la  deliberazione  della
  Giunta   regionale  numero  99  del  5  aprile  2007  concernente
  «Ripartizione territoriale dei fondi stanziati per  le  spese  in
  conto capitale dello stato di previsione della spesa del bilancio
  della  Regione  siciliana  per  l'esercizio  finanziario  2007  -
  Assessorato  regionale dei beni culturali ed ambientali  e  della
  pubblica    istruzione   -   Dipartimento   regionale    pubblica
  istruzione».
   Copia  della  medesima è disponibile all'archivio  del  Servizio
  Commissioni.

   Comunicazione  di  trasmissione, da parte del  Presidente  della
  Regione,  di  copia  del  POR Sicilia  2000/2006  e  di  relativa
  deliberazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso  in  data  14  maggio  2007  copia  del  «POR   Sicilia
  2000/2006.  Complemento di programmazione -  Adozione  definitiva
  delle  modifiche  approvate  dal  Comitato  di  sorveglianza  con
  procedura scritta 2/2007».
   Comunico,   altresì,   che  il   Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso  copia  della deliberazione n. 177 del  9  maggio  2007
  «P.O.R.  Sicilia  2000/2006  - Complemento  di  programmazione  -
  Adozione  definitiva delle modifiche approvate  dal  Comitato  di
  sorveglianza con procedura scritta 2/07».

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   FLERES, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione ed all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   la   recente   nomina  del  Consiglio  di  Amministrazione   del
  Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte  della
  Regione  siciliana  di  un numero di amministratori  superiori  a
  cinque,  si pone in contrasto con il quadro normativo che  regola
  la  materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe  opportuno
  soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
  725   a  729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, numero
  296  (c.d.'Legge  Finanziaria  2007')  introducono  alcune  norme
  'speciali' in materia di:

   1.  compensi  agli amministratori (rectius, al presidente  e  ai
  componenti del consiglio d'amministrazione) di società  pubbliche
  'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
  o Province (commi 725, 726, 727 e 728);

   2.  numero  degli  amministratori (rectius,  dei  componenti  il
  consiglio  d'amministrazione) delle  medesime  società  pubbliche
  'locali' (comma 729);

   in  relazione  al  'tetto', al numero massimo di  amministratori
  delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:

   (a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche  se
  la  partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume,  per
  il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);
   (b)  società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
  sopra,  al  cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
  purché differenti dagli enti locali);

   nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio  di
  amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a  cinque
  nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
  superiore  a  un certo importo, che dovrà essere determinato  con
  apposito  decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  (su
  proposta  del  Ministro per gli affari regionali e  le  autonomie
  locali,  di  concerto  con  il  ministro  dell'economia  e  delle
  finanze, sentita la Conferenza  Stato-Città);

   nel  secondo  caso, il Legislatore, non fissa un limite  massimo
  di  componenti  dei  consigli di amministrazione  (se  del  caso,
  incrementato   rispetto   a  quello  delle   società   a   totale
  partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto  di  stabilire
  il  numero massimo (cinque) dei componenti designabili  dai  soci
  pubblici  locali  (comprendendo in questa  definizione  anche  le
  Regioni);

   la     Regione    siciliana  nella legge  finanziaria  numero  2
  dell'8/2/2007, all'articolo 16  ha espressamente statuito che '1.
  Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli  enti
  pubblici  regionali, nonché nelle società a partecipazione  mista
  tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
  disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725  a 729  e  da
  733  a  735,  della  legge  27  dicembre  2006,  numero  296.  Le
  disposizioni  attuative  previste  dal  comma  729  del  medesimo
  articolo  sono  determinate  con  decreto  del  Presidente  della
  Regione.  2.  Le predette società adeguano, a pena  di  decadenza
  degli organi di amministrazione, i propri statuti e gli eventuali
  patti  parasociali entro 180 giorni dalla data  di  pubblicazione
  nella   Gazzetta  Ufficiale  della  Regione  del  citato  decreto
  presidenziale'.;

   in   attuazione  della  predetta  norma  di  recepimento   della
  normativa  nazionale introdotta nella Finanziaria 2007,  è  stato
  emanato  il  Decreto Presidenziale del 5 Marzo  2007,  pubblicato
  nella GURS numero 13 del 23/3/2007, che ha espressamente statuito
  che:

   'Articolo  1.  1.  Il  numero  complessivo  di  componenti   del
  consiglio   di   amministrazione   delle   società    a    totale
  partecipazione  anche  indiretta  della  Regione  o  degli   enti
  pubblici regionali, nonché delle società miste tra la  Regione  e
  gli enti pubblici regionali può essere superiore a tre e comunque
  non  superiore  a cinque qualora il capitale sociale  interamente
  versato sia pari o superiore a 750.000,00 euro.
   Articolo   4.  Le  società  interessate  dal  presente   decreto
  adeguano, ove necessario, i propri statuti e gli eventuali  patti
  parasociali  entro  180 giorni dalla data  di  pubblicazione  del
  presente   decreto   nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Regione
  siciliana.  Contestualmente alle modifiche statutarie i  consigli
  di  amministrazione  in  carica sono  revocati  e  devono  essere
  ricostituiti   in  conformità  alle  prescrizioni  del   presente
  decreto'.;

   ritenuto che:

   in   ordine   alla  superiore  normativa  risulta   maggiormente
  prudenziale   l'adozione   di  una  linea   ermeneutica   fondata
  sull'effettiva  intenzione  del  Legislatore,  anche  in  ragione
  dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della  spesa
  pubblica)  e  della  sua rilevanza nell'ambito  della  disciplina
  della     responsabilità    per    danno     erariale,     nonché
  un'interpretazione  rigorosa  fondata  sul  carattere  imperativo
  delle norme comprese tra i commi 725 e 729 Legge numero 296/06 e,
  quindi,  si  deve propendere per la loro immediata applicabilità,
  secondo   quanto  previsto  dall'articolo  1419,  c.c.;   e   ciò
  soprattutto nella fattispecie in esame, in cui non vi è in carica
  alcun   consiglio  di  amministrazione  e  vi  è   una   gestione
  commissariale  che  si  protrae da anni  e,  incredibilmente,  si
  vorrebbe  far  venire meno proprio nell'attuale e  mutato  quadro
  normativo,  attraverso  un consiglio di  amministrazione  che  si
  porrebbe  in  contrasto  con il limite  numerico  previsto  dalla
  finanziaria nazionale e regionale;

   non  v'è  dubbio  che  la normativa in questione  immediatamente
  applicabile  in relazione ad un ente sprovvisto di  consiglio  di
  amministrazione  impone la riedizione del  potere  di  nomina  da
  parte  della  Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
  dello  Statuto,  in  conformità alle limitazioni  al  numero  dei
  componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
  commissariale in carica;

   a   ragionare  diversamente  si  arriverebbe  al  paradosso   di
  nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed  unico
  atto  dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto,  stante
  che,    secondo   il   decreto   presidenziale   del    5/3/2007,
  'contestualmente  alle  modifiche  statutarie   i   consigli   di
  amministrazione in carica sono revocati.';

   pertanto,  la  prosecuzione  del  procedimento  di  nomina   del
  Consiglio  di amministrazione del Consorzio Autostrade  Siciliane
  si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
  di  efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri  rischi
  di  impugnazione  dinanzi la competente autorità giudiziaria,  da
  parte   di   qualsiasi  cittadino,  atteso  che  le   limitazioni
  introdotte  in  finanziaria sono rivolte  al  contenimento  della
  spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;

   per sapere:

   se  abbiano  preso coscienza dei problemi legati alla  normativa
  introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal  Decreto
  Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;

   se  non  ritengano  di approfondire la questione,  eventualmente
  chiedendo  un  parere  all'Ufficio  Legale  e  Legislativo  della
  Regione;

   se  non  ritengano  di rivedere l'iter seguito  e  procedere  in
  conformità all'attuale quadro normativo». (1089)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                 LACCOTO - GALVAGNO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  territorio
  e l'ambiente, preso atto che:

   la  Regione  Sicilia ha l'obbligo di mantenere  i  proposti  SIC
  (Siti  di  Importanza  Comunitaria), aree di pregevole  rilevanza
  naturalistica,  in  un  adeguato stato di  conservazione  per  la
  realizzazione della Rete Natura 2000  in seno all'Unione Europea;

   è   stato   dimostrato  come  le  opere  in  progetto   incidano
  negativamente  sullo stato di conservazione  del  pSIC  ITA080006
  'Cava   Randello,  Passo  Marinaro'  (RG),  interessato  da   una
  pregevole  vallata  fluviale e da aree circostanti  con  macchia-
  foresta   di   tipo   mediterraneo,  in   maniera   probabilmente
  catastrofica,  di fatto violando sia il principio di  precauzione
  dettato  dalla  normativa internazionale,  sia  gli  obblighi  di
  tutela assunti dallo Stato e dalle Regioni nel momento in cui  il
  sito è stato segnalato per la Rete Natura 2000;

   lo  Studio di Impatto Ambientale (SIA) presentato all'ARTA è  in
  molte  parti privo di valore per omissioni di dati e per approcci
  inadeguati,  lungi  dal  manifestarsi  come  relazione   tecnico-
  scientifica  fondata  sull'obbiettività,  ma  piuttosto  come  un
  tentativo   in   stile   oratorio-retorico   di   convincere   il
  destinatario   (la   Regione)  della   compatibilità   ambientale
  dell'opera in progetto;

   a  seguito  di accurati studi scientifici effettuati dal  WWF  e
  dell'esame dei documenti SIA e VIE (Valutazione di incidenza)  si
  è  evidenziata l'omissione da parte dei committenti  l'opera  del
  reale  impatto derivante dalle opere sugli habitat e sulle specie
  tutelate  dall'Unione Europea attraverso la Direttiva  92/43/CEE,
  meglio nota come Direttiva Habitat, per le quali il sito è  stato
  individuato;

   le  opere  di cui in oggetto hanno interessato 20.7 ha del  pSIC
  ITA080006 Cava Randello, Passo Marinaro prima della realizzazione
  dello SIA e della VIE previsti per obbligo dalle leggi vigenti in
  materia  di  tutela  ambientale e che per  tal  ragione  il  WWF,
  contestualmente   alle  richieste  all'ARTA  di   incompatibilità
  ambientale  e di annullamento dell'iter progettuale, ha  avanzato
  l'obbligo  da  parte delle Autorità competenti di un  appropriato
  regime sanzionatorio per i danni ambientali già perpetrati e  per
  le  violazioni  di legge nonché del ripristino  dei  luoghi  allo
  'status quo ante';

   considerato che:

   l'acqua   è  notoriamente  un  bene  prezioso  che  la   Regione
  siciliana,    in    accordo   con   un   orientamento    politico
  internazionale,  ha deciso di tutelare anche per  il  bene  della
  popolazione  e che l'uso di ingentissime quantità  di  acqua  per
  l'irrigazione  dei  campi  da  golf avrà  certamente  conseguenze
  negative  sugli acquiferi esistenti nel territorio,  dal  momento
  che  ciò comporta un abbassamento della falda del bacino Petraro,
  secondo  i  dati  del Genio Civile di Ragusa  a  bilancio  idrico
  negativo (-5629.807 metri cubi/anno) (Ruggieri, 2001);

   l'abbassamento  delle  falde nell'area  già  a  bilancio  idrico
  negativo   causerà   il   paventato  innesco   di   processi   di
  desertificazione, con conseguenze gravissime per l'agricoltura  e
  per le comunità locali a causa della salinizzazione, già in atto,
  delle falde;

   l'articolo  6  della  Direttiva  92/43/CEE,  meglio  nota   come
  Direttiva  Habitat,  e  il  DPR  357/97  e  s.m.i.  prevedono  la
  valutazione dell'incidenza sull'area SIC e non nell'area del SIC,
  intendendo  con  ciò  che sono da valutare anche  le  conseguenze
  negative sui SIC per opere ad essi esterne che però possono avere
  conseguenze negative per un intorno significativo ivi compresi  i
  SIC  (nel  caso  specifico non soltanto sul pSIC ITA080006  'Cava
  Randello, Passo Marinaro', ma anche sul pSIC ITA080003,  'Vallata
  del  Fiume Ippari', ove attualmente è inclusa la Riserva Naturale
  Orientata 'Pino d'Aleppo');

   nel   pSIC   'Cava  Randello,  Passo  Marinaro'  sono   presenti
  importanti  specie vegetali e animali rigorosamente  tutelate  da
  normative  europee (Convenzione di Berna e soprattutto  Direttiva
  Habitat ('Specie animali e vegetali di interesse comunitario  che
  richiedono  una protezione rigorosa, aggiornata con la  Direttiva
  97/62/CE del Consiglio Europeo del 27 ottobre 1997), come Muscari
  gussonei  (Parl.) Tod. (Liliaceae), endemismo siciliano (Giardina
  et  al. 2002), specie prioritaria inserita negli allegati 2  e  4
  della Direttiva Habitat e Ophrys lunulata Parl. (Orchidaceae), il
  Rettile  Zamenis  situla (L., 1758) (specie prioritaria  inserita
  negli  allegati  2  e  4  della Direttiva  Habitat)  e  l'Anfibio
  Discoglossus  pictus pictus Otth, 1837, endemismo  siculo-maltese
  inserito  nell'allegato 4 della direttiva Habitat (Bella  et  al.
  2002);

   la  presenza  di  queste specie costituisce uno  dei  principali
  motivi di istituzione del pSIC ITA080006.

   autorizzando le opere di cui in oggetto, aventi elevato  impatto
  ambientale,  la  Regione siciliana violerebbe l'obbligo  previsto
  dalla Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e dal DPR 357/97  e
  s.m.i. del conseguimento del risultato per la realizzazione della
  Rete Natura 2000 dell'Unione Europea;

   se   non  reputino  opportuno  l'esame  del  progetto  e   della
  documentazione   acquisita  in  ordine  alla  valutazione   della
  compatibilità ambientale (comprese le osservazioni  prodotte  dal
  WWF  attraverso  specifico  studio  presentato  all'ARTA)  e   la
  rivalutazione  dell'autorizzazione  concessa  dall'ARTA  per   la
  realizzazione delle opere». (1091)

                                                         BORSELLINO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   con  decreto presidenziale numero 39/S.6/S.G. dell'1 marzo  2007
  è  stato  approvato, ai sensi della legge regionale  1  settembre
  1997,   numero   33,  articolo  15  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, in via provvisoria, il piano regionale  faunistico-
  venatorio  2006-2011, quale approvato dalla Giunta regionale  con
  deliberazione  numero  253 del 18 maggio  2006,  come  modificato
  dalla Giunta regionale con deliberazione numero 287 del 21 luglio
  2006;

   l'articolo 14 della legge regionale 1 settembre 1997, numero  33
  sottopone  a  pianificazione  il  territorio  agrosilvo-pastorale
  della Regione mediante destinazione differenziata del territorio,
  riservandone alla protezione della fauna selvatica una quota  del
  25  per  cento (74.697 ettari) alla caccia riservata  a  gestione
  privata,  ai centri privati di produzione di selvaggina  ed  agli
  allevamenti di fauna selvatica a scopo di ripopolamento una quota
  massima  del 15 per cento (44.818 ettari), la restante parte  del
  territorio  60  per cento (179.273 ettari) di ciascuna  provincia
  regionale  è  destinata  alla gestione programmata  della  caccia
  secondo  le modalità indicate al Titolo III della legge regionale
  numero 33/97;

   il  sopracitato  piano  faunistico-venatorio  2006-2011  riporta
  esplicitamente la mancata osservanza della previsione,  tassativa
  e puntuale, della legge regionale numero 33/97, del 25 per cento,
  dilatazione  della  quota al 31 per cento che,  a  discapito  dei
  cacciatori,  lede il diritto ad esercitare l'attività  venatoria,
  aumentando  con  non  poche conseguenze il rischio  di  incidenti
  anche  mortali per l'elevata densità di cacciatori per ettaro  di
  superficie;

   per  determinare le percentuali sopraccitate, il piano regionale
  faunistico-venatorio  fa  riferimento  al  progetto   comunitario
  Corine Land Cover, base per la redazione della carta dell'uso del
  suolo  realizzata  dall'Assessorato regionale del  territorio  ed
  ambiente pubblicata nel 1994, i cui dati, a distanza di 13  anni,
  non  possono rispecchiare l'evoluzione urbanistica dei 108 Comuni
  della  provincia, riducendo così nel tempo la quota  del  60  per
  cento destinata all'esercizio dell'attività venatoria;

   il  progetto comunitario Corine Land Cover ha definito le classi
  di   identificazione  del  territorio  terrestre  in  5  livelli,
  ripartiti, a loro volta, in sottolivelli:

   territori modellati artificialmente; territori agricoli;
   territori boscati ed ambienti semi-naturali; zone umide;
   corpi idrici.

   la  quota  del 25 per cento destinata a protezione  della  fauna
  dovrebbe  essere  equamente distribuita nei sopracitati  livelli,
  non   contrastando  così  con  le  disposizioni  del   calendario
  venatorio,  in quanto, ad esempio, il 55 per cento  delle  specie
  cacciabili vive in zone umide che, per circa 1'85 per cento, sono
  precluse all'attività venatoria;

   per  sapere come l'Assessorato regionale agricoltura  e  foreste
  intenda  adeguarsi  alle  n  orme  sull'utilizzo  del  territorio
  agrosilvo-pastorale alla luce di quanto sopra riportato». (1093)

                                                          ARDIZZONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   all'articolo 33 della legge regionale numero 2/2007  è  prevista
  l'istituzione dell'Autorità per la vigilanza ed il controllo  dei
  Consorzi di bonifica;

   è  urgente  porre fine alla gestione commissariale  che  fino  a
  questo   momento  ha  prodotto  inadempienze  a   scapito   degli
  agricoltori  che  considerano  i  Consorzi  di  bonifica  inutili
  'carrozzoni'  e  'postifici'  e non  uno  strumento  al  servizio
  dell'agricoltura e dell'ambiente;

   considerato  che  da più parti e sempre con maggiore  insistenza
  arrivano  voci di assunzioni fatte dai commissari, vedi Consorzio
  di  bonifica  9-Piana  di  Catania, non  motivate  da  una  reale
  esigenza  e che tali scelte, al limite della sconsideratezza,  si
  stanno  ripercuotendo  sugli agricoltori,  ai  quali  sono  state
  notificate bollette consortili con rincari che vanno dal 25 al 30
  per cento;

   posto  che ciò fa scandalo soprattutto alla luce della  profonda
  crisi  che  sta  attanagliando il comparto  agricolo  e  che  gli
  aumenti  decisi appaiono inopportuni e rischiano di  generare  lo
  sdegno  di tanti coltivatori che da anni attendono i risarcimenti
  delle calamità pregresse;

   accertato  che  la bonifica, quale complesso d'azioni  fra  loro
  organicamente interconnesse, è parte importante per la tutela del
  territorio  e  per  l'evoluzione  e  modernizzazione  dei  nostro
  sistema agricolo e lo è soprattutto in una Regione come la nostra
  dove,  da  un  lato,  si  fa sempre più pressante  l'esigenza  di
  affrontare  con decisione, razionalità ed efficacia  il  problema
  del   riassetto  idrogeologico  del  territorio,  e,  dall'altro,
  diventa imperativa la necessità di maggiori e migliori servizi  a
  quella nostra agricoltura che può e deve essere competitiva in un
  mercato che si presenta sempre più complesso e difficile;

   per  sapere se non ritenga indispensabile porre in essere  tutte
  le  azioni  necessarie  in  modo  che,  in  tempi  brevissimi,  i
  commissari facciano posto ai consigli d'amministrazione affinché,
  attraverso  la  ridefinizione dei compiti dei  Consorzi,  possano
  rappresentare un'occasione di sviluppo e di tutela  seria,  vera,
  obiettiva  del  territorio e soprattutto degli  spazi  agricoli».
  (1094)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                             FAGONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  castello  di  Punta  Troia (isola di Marettimo  -  Trapani),
  splendido  manufatto eretto dagli Aragonesi nel XVI secolo,  oggi
  si trova in grave stato di abbandono tanto da esserne compromessa
  anche la sua sicurezza statica;

   il  comune di Favignana (TP) nel 2001 ha acquistato il bene  dal
  demanio;

   il  progetto  di  ristrutturazione del castello di  Punta  Troia
  presentato a valere sulla misura APQ Sviluppo Locale  -  II  Atto
  Integrativo  Isole  minori ha ottenuto un finanziamento  di  euro
  3.205.000,00;

   il  comune di Favignana il 14 marzo 2007 (a distanza di 16  mesi
  dalla    concessione   di   tale   finanziamento)   ha   affidato
  'direttamente'  l'incarico  per la  progettazione  definitiva  ed
  esecutiva    dell'opera    ad    un    professionista     esterno
  all'amministrazione;

   tale  procedura non risulta regolare rispetto a quanto  previsto
  dalla   normativa  in  vigore  così  come  ribadito  anche  dalla
  circolare  dell'Assessore per i lavori pubblici pubblicata  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana n. 1 del  15  gennaio
  2007;

   gli  atti  posti  in  essere  dall'amministrazione  comunale  di
  Favignana presentano, di conseguenza, seri vizi di legittimità;

   in  sede  di  controlli  di II livello l'accertata  irregolarità
  comporterebbe, fra l'altro, la revoca dell'intero finanziamento;

   tale   possibile  revoca  comporterebbe  non  solo  la   mancata
  realizzazione dell'opera ma anche danni alle casse del comune  di
  Favignana;

   la  mancata  realizzazione di quest'intervento  renderebbe  meno
  efficace   la  valenza  dell'APQ  Sviluppo  Locale  -   II   Atto
  Integrativo Isole Minori;

   per sapere:

   se        non        ritenga        opportuno         verificare
  immediatamente   la  veridicità  dei  suddetti  fatti   invitando
  formalmente  l'amministrazione comunale di Favignana a  procedere
  alla  revoca in autotutela della delibera di G.M. numero  19  del
  14/03/07;

   se  non  ritenga  utile monitorare l'esecuzione di  altre  opere
  pubbliche  riguardanti  il medesimo comune,  ad  esempio,  quelle
  previste  nel  PIT  Isole Minori, che rischierebbero  revoche  di
  finanziamenti   a   causa   delle  scelte,   sotto   il   profilo
  amministrativo,   messe  in  atto  dalla   Giunta   comunale   di
  Favignana». (1095)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                           ODDO CAMILLO - GUCCIARDI
   «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   presso  il Comune di Valderice (TP) prestano la propria attività
  lavorativa  numero  112  unità  con contratto  di  collaborazione
  coordinata  e  continuativa impegnati in servizi  essenziali  per
  l'Ente;

   i  predetti  lavoratori sono fuoriusciti dal bacino  dei  lavori
  socialmente  utili  beneficiando dei  contributi  previsti  dalla
  legislazione di settore;

   la  quota  annua  a  carico  del  Comune  di  Valderice  per  il
  pagamento  dei compensi ai lavoratori in parola è di  circa  euro
  900.000,00;

   per  n.  42  unità è prevista la scadenza nel prossimo  mese  di
  dicembre   2007,   mentre  per  numero  70  unità   la   scadenza
  contrattuale è prevista per il mese di giugno 2008;

   il  Comune  di  Valderice  non potrà procedere  al  rinnovo  dei
  contratti  sostenendo  l'intera spesa,  a  causa  dei  tagli  dei
  trasferimenti  agli enti locali operati negli  anni  dalle  leggi
  finanziarie  nazionali e regionali che hanno indotto l'Ente,  per
  garantire il rispetto del Patto di stabilità interno, ad adottare
  una   politica  di  tagli  alla  spesa  corrente  particolarmente
  drastica,  dovendo  far  fronte contestualmente  all'aumento  dei
  costi  dell'energia  elettrica  e  del  gas,  a  causa  del  caro
  petrolio,  che hanno inciso negativamente sul bilancio  dell'Ente
  alle  voci  pubblica illuminazione, costi del  carburante  per  i
  mezzi comunali, refezione scolastica, eccetera;

   è  aumentato  di  circa il 30 per cento, a  far  data  dall'anno
  2005, il costo di conferimento presso la discarica consortile dei
  rifiuti solidi urbani per lo smaltimento anche del percolato  che
  è un rifiuto speciale;

   nonostante  quanto sopra specificato il Comune di  Valderice  ha
  dovuto garantire i servizi essenziali, pena la sua stessa ragione
  di  esistenza come comunità territoriale ed istituzionale, ed  ha
  fatto  fronte  alle spese di natura obbligatoria che  trovano  il
  loro presupposto giuridico nei contratti o in atti esecutivi  per
  i  quali bisogna rispettare i termini di pagamento, a meno di non
  voler  fare  scaturire automaticamente gli interessi di  mora  ai
  sensi di quanto previsto dal D.lgs 231/2002;

   numerosi   sono   i  comuni  siciliani  che  si  trovano   nelle
  condizioni sopra descritte;

   bisogna  intervenire con urgenza per salvaguardare  migliaia  di
  posti   di  lavoro  e  pertanto  anche  l'erogazione  di  servizi
  essenziali per ogni comunità;

   per  sapere quali iniziative intenda concretamente intraprendere
  per  affrontare la questione della stabilizzazione definitiva  di
  migliaia  di  lavoratori  che ormai da tanti  anni  aspettano  un
  lavoro sicuro e la prospettiva di un futuro sereno, ponendo  fine
  alla  storia  complessa  e  infinita del  precariato  siciliano».
  (1096)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       ODDO CAMILLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  un  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  sanità,  in
  vigore  dal  6 aprile 2007, si vieta alle farmacie di  consegnare
  agli  assistiti  più  di  una confezione  di  farmaci  antiulcera
  (inibitori della pompa acida) il cui brevetto non sia  scaduto  e
  con   l'obbligo  di  vigilare  sulla  corretta  applicazione  del
  decreto;

   il  decreto  è  entrato in vigore senza un'adeguata informazione
  nei  confronti  dei farmacisti che, in qualche caso,  per  questa
  ragione hanno consegnato i medicinali indicati senza rispettare i
  nuovi limiti imposti e con i danni conseguenti che ne deriveranno
  in   quanto  l'ispettorato  sanitario  non  può  procedere   alla
  liquidazione delle ricette spedite in modo non conforme;

   non  è  possibile  per  i farmacisti entrare  nel  merito  delle
  terapie  prescritte  dai  medici e che il provvedimento  colpisce
  l'ultimo  anello  della  catena dove si può  formare  l'eventuale
  spreco   e   che   occorre,  piuttosto,   risalire   al   medico,
  all'informatore   scientifico,  alle   case   farmaceutiche   per
  individuare correttamente il punto su cui intervenire;

   laddove   le  Asl  hanno  attivato  il  monitoraggio  necessario
  sull'uso  dei  farmaci  (Agrigento e Siracusa)  si  è  avuta  una
  significativa riduzione della spesa farmaceutica;

   occorre mettere tutti gli uffici periferici nelle condizioni  di
  entrare nel merito delle prescrizioni dei medici, controllando le
  posologie  applicate, piuttosto che affidare indirettamente  tale
  compito ai farmacisti;

   nella  lotta  agli sprechi nella sanità si rischia  di  colpire,
  oltre  che  i  farmacisti, anche i pazienti e  le  loro  famiglie
  (soprattutto  i  pensionati), che si  sono  visti  raddoppiare  o
  triplicare  il costo dei ticket, e che il Governo regionale,  per
  recuperare risorse, ha dovuto maggiorare le aliquote IRAP e IRPEF
  per coprire il disavanzo della sanità;

   mentre   la  Finanziaria  nazionale  ha  introdotto  misure   di
  fiscalità  differenziata  per  la Sicilia  e  il  Mezzogiorno,  a
  partire  dalle  maggior deduzioni, rispetto  al  resto  d'Italia,
  della base imponibile IRAP, la Sicilia, con il provvedimento  del
  Governo  regionale,  diviene luogo emblematico  del  disincentivo
  fiscale per le imprese che vengono gravate di oneri aggiuntivi;

   la  spesa  farmaceutica  tra dicembre  2006  e  gennaio  2007  è
  cresciuta del 22 per cento e le ricette rimborsate tra dicembre e
  gennaio sono cresciute del 23,6 per cento;

   per  sapere se non ritenga necessario e urgente procedere ad una
  revisione  delle misure adottate per il contenimento della  spesa
  sanitaria  riprendendo  con  tutte le  categorie  interessate  un
  dialogo  costruttivo  che consenta di adottare  misure  efficaci,
  condivise, applicabili ed eque». (1097)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       ODDO CAMILLO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la   Regione  siciliana  ha  recepito  nel  2000,  con  notevole
  ritardo,  la  legge  quadro nazionale del  1991   in  materia  di
  animali d'affezione e di prevenzione del randagismo;

   la  legge  regionale  numero 15 del 2000 di recepimento  demanda
  buona  parte degli adempimenti ad un regolamento che ha visto  la
  luce   solo   recentemente,  a  distanza  di  quasi  sette   anni
  dall'approvazione della legge regionale;

   lo  schema di regolamento è stato stilato dalla Commissione  per
  i  diritti degli animali e quindi rimaneggiato    dagli    uffici
  dell'Ispettorato veterinario dell'Assessorato della sanità;

   per  alimentare  la  banca dati dell'anagrafe  canina  istituita
  presso  il Ministero della salute, l'Assessorato della sanità  ha
  adottato una procedura a dir poco anomala per l'individuazione di
  una  ditta  e di un prodotto già noti prima ancora che  venissero
  espletate  le  discutibili procedure informali per l'acquisizione
  delle offerte;

   in  relazione  ad  un capitolato confezionato 'ad  hoc'  l'unica
  offerta  proposta  non  poteva  che  risultare  quella  che   già
  circolava, anche con atti, dentro l'Assessorato alcuni mesi prima
  che avvenisse l'aggiudicazione;

   una  volta  affidato il servizio, la ditta aggiudicataria  è  in
  grado di convogliare verso il Ministero della salute solamente  i
  dati  di tre Aziende unità sanitarie locali, che sono quelle alle
  quali la stessa ditta ha già venduto a parte e con costi a carico
  delle stesse aziende un apposito sistema applicativo;

   le  rimanenti Aziende unità sanitarie locali stanno  subendo  un
  vero   e  proprio  ricatto  per  acquistare  dalla  stessa  ditta
  l'applicativo   necessario  per  alimentare  il  nodo   regionale
  dell'anagrafe canina;

   recentemente sul sito Internet dell'Assessorato regionale  della
  sanità  è comparsa una circolare dall'oggetto 'Benessere  animale
  randagismo' che quasi per intero risulta 'copiata' da un  analogo
  documento adottato dalla Regione Veneto oltre un anno addietro;

   per sapere:

   come  giudica  il  fatto  che le premesse  del  recente  decreto
  presidenziale  che  approva il regolamento  di  attuazione  della
  legge regionale numero 15 del 2000 riferiscono che la Commissione
  per  i diritti degli animali sarebbe stata semplicemente sentita,
  mentre in realtà è la stessa Commissione che avrebbe stilato gran
  parte  del  documento nel corso di numerose  sedute,  al  termine
  delle quali sono state redatte regolari verbalizzazioni;

   come  giudica  la  procedura  che ha  portato  ad  esperire  una
  trattativa  informale chiaramente orientata a  favorire  un'unica
  ditta proponente un servizio di gestione dell'anagrafe canina;

   come  giudica il fatto che la ditta aggiudicataria, forte  della
  titolarità  della  gestione del servizio, starebbe  proponendo  a
  molte  AUSL  l'acquisto del suo sistema di gestione a  condizioni
  capestro;

   se  non  ritenga di dovere intervenire per annullare le  anomale
  procedure sin qui esperite e restituire correttezza e trasparenza
  alla gestione delle risorse pubbliche;
   se  non  ritenga  opportuno, infine, censurare il  comportamento
  del  dirigente generale dell'Ispettorato regionale veterinario  e
  di  un  dirigente allo stesso sottoposto, i quali hanno  proposto
  l'adozione di un documento in larghissima parte copiato da  altra
  Regione». (1098)

                                                           APPRENDI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni  e  i  trasporti  e  all'Assessore  per  i   lavori
  pubblici, premesso che:

   la  costruzione  di  un  aeroporto  in  Provincia  di  Agrigento
  potrebbe essere fondamentale per la crescita economica del nostro
  territorio, sofferente per la carenza di infrastrutture;

   l'AAVT S.p.A. (Aeroporto di Agrigento Valle dei Templi),  in  un
  primo  momento,  ha  fatto proprio lo studio commissionato  dalla
  Camera  di Commercio di Agrigento alla società FILLGER di Ginevra
  che individuava in c/da Misilina, in territorio di Agrigento,  il
  sito per la realizzazione dell'aeroporto;

   nella  suindicata  relazione si legge: è da  notare  che  questa
  località è stata scelta dall'aviazione US per l'installazione  di
  un   aerodromo  militare  all'epoca  dello  sbarco  delle  truppe
  americane  in Sicilia nel 1943. Il sito di Misilina-Cannatello  è
  stato  scelto poiché ben riparato dai venti trasversali,  dannosi
  per un buon utilizzo di una pista d'aeroporto ;

   in   una  relazione,  datata  dicembre  1999,  della  Camera  di
  Commercio di Agrigento si evidenzia che la scelta del sito  (c/da
  Misilina),  da  quanto  emerge dagli studi  tecnici  condotti  da
  ingegneri,  professori ed esperti nel settore dell'Università  di
  Palermo, sarà in grado di minimizzare il costo complessivo  delle
  opere  stesse  nonché  di  minimizzare le  difficoltà  di  ordine
  tecnico connesse alla concreta realizzazione ;

   considerato che:

   successivamente, si cambiava idea e veniva localizzato  il  sito
  in  c/da  Menta, territorio di Racalmuto in un'area  collinosa  a
  ridosso  della SS 640 Caltanissetta-Agrigento a circa  12  Km  da
  Agrigento;

   la  realizzazione dell'aeroporto in c/da Menta comporterebbe  un
  enorme  lavoro  di  movimento terra necessario per  ripianare  le
  numerose colline che caratterizzano il territorio con conseguente
  impiego di ingenti risorse economiche e avvilimento di una  delle
  più  belle contrade del territorio caratterizzato dalla  presenza
  di  numerose  villette (circa 110) - tra queste sembra  opportuno
  ricordare - la casa di Leonardo Sciascia che sorge a pochi  metri
  dal sito prescelto che fa parte del Parco Letterario Regalpetra;

   nelle  aree  adiacenti  alla  pista aeroportuale  insisterebbero
  altre   100   abitazioni  che  sarebbero  gravemente  danneggiate
  dall'impatto  acustico ed ambientale. Tale  scelta  creerebbe  la
  perdita  occupazionale di lavoratori agricoli (circa 100 addetti)
  e   lo   spostamento  della  condotta  gas-Snam,  con  una  spesa
  quantificabile in circa 4.000.000 di euro;

   con  nota del 28.01.2004, l'ENAC (Ente nazionale per l'aviazione
  civile),  svolgendo alcune considerazioni sul sito di c/da  Menta
  in  Racalmuto  sulla  base dei documenti progettuali  in  proprio
  possesso, ha evidenziato che da un punto di vista aeronautico,  a
  causa  della presenza di ostacoli naturali ed artificiali, alcune
  delle  superfici  di  protezione ostacoli  risultano  forate,  in
  contrasto   con   il  Regolamento  ENAC  per  la  costruzione   e
  l'esercizio degli aeroporti , inoltre l'ENAC, nella stessa  nota,
  ha  rilevato  che  in particolare sono forate  la  superficie  di
  avvicinamento  strumentale per pista RWY  25,  la  superficie  di
  decollo  per  pista RWY 07 ed in alcune zone anche la  superficie
  orizzontale  e  conica; tale situazione non è accettabile  sempre
  per differenza con il citato Regolamento;

   tenuto  conto  che altri siti, come ad esempio Misilina,  Grotta
  Rossa,  potrebbero meglio prestarsi ad accogliere l'aeroporto  in
  quanto  in  posizione baricentrica rispetto al bacino  di  utenza
  costituito  dalle  città di Agrigento, Licata,  Caltanissetta  ed
  ugualmente serviti da una strada a scorrimento veloce;

   per  sapere se non ritengano opportuno intervenire presso l'AAVT
  S.p.A.  e presso gli altri enti competenti al fine di individuare
  un  sito  più  idoneo rispetto a quello di c/da  Menta,  così  da
  potere  dare  alla  provincia  di  Agrigento  il  tanto  agognato
  aeroporto con minori costi e certezza di realizzazione». (1099)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       DI BENEDETTO

   «All'Assessore per il bilancio, all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   il   29   dicembre  2006  i  lavoratori  ASU   del   comune   di
  Castellammare del Golfo (TP) sono stati contrattualizzati con  un
  rapporto  di  lavoro determinato part-time per 24 ore settimanali
  per   cinque  anni  con  una  retribuzione  tabellare  lorda   di
  17.377,49, di cui il 90 per cento a carico del bilancio regionale
  e la rimanente parte a carico del bilancio comunale;

   da  quella data i contrattisti hanno svolto le loro mansioni con
  un  orario di lavoro orizzontale dal lunedì al venerdì dalle 8,30
  alle 13,18 senza percepire alcuna retribuzione;

   il  disagio,  sia  morale che economico,  che  si  registra  tra
  questi  lavoratori  è  tale,  da compromettere  ulteriormente  la
  credibilità dell'istituzione regionale,

   per sapere:

   le  ragioni  del  ritardato completamento  dell'iter  necessario
  alla  normalizzazione  del rapporto di  lavoro  e  dell'ordinaria
  erogazione della retribuzione;

   quali  iniziative  intendono porre  in  essere  per  una  rapida
  soluzione del problema». (1104)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                       ODDO CAMILLO

   «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   l'articolo  43  della  legge  regionale  14/2006  ha   istituito
  l'elenco speciale dei lavoratori forestali e che il comma 2 dello
  stesso  articolo individua i lavoratori facente parte dell'elenco
  speciale,  ivi  compresi i lavoratori di cui all'ex  articolo  56
  della legge regionale 16/1996;

   il  comma  6 dell'articolo 43 della legge regionale. 14/2006  ha
  individuato  i  criteri per la formulazione delle graduatorie  di
  tutti  i  lavoratori  aventi titolo e  già  inseriti  nell'elenco
  speciale;

   le  graduatorie dei contingenti antincendio ex articolo 56 della
  legge   regionale  16/1996  sono  ordinate  secondo   i   criteri
  dell'articolo  59  legge  regionale 16/96  e  che  la  norma  sul
  collocamento  è  cambiata  e  non  prevede  più  l'anzianità   di
  iscrizione al collocamento,

   per  sapere  se  non  ritiene necessario,  al  fine  di  evitare
  disparità  di  trattamento,  uniformare  con  apposita   proposta
  normativa  da proporre all'A.R.S. le graduatorie del  contingente
  antincendio con i criteri indicati dal comma 6 articolo 43  della
  legge regionale 14/2006». (1105)

                                                       ODDO CAMILLO

   «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   nelle  frazioni  Bonagia e Sant'Andrea del comune  di  Valderice
  (TP) nei giorni scorsi è stata sospesa l'erogazione dell'acqua;

   l'EAS,  interpellato dall'amministrazione comunale di Valderice,
  ha  risposto  che  le risorse economiche a sua  disposizione  non
  permettono l'acquisto del carburante necessario agli automezzi di
  servizio   utilizzati  dagli  operai  per  arrivare   nei   punti
  strategici   dove  effettuare  le  manovre  che   consentono   la
  distribuzione dell'acqua nelle zone suddette;

   per sapere

   se   non   ritenga     indispensabile  ed   urgente  intervenire
  nei  confronti dell'ex EAS - così come oggi articolato - affinché
  invii  immediatamente  gli  operai ad effettuare  le  manovre  di
  distribuzione  dell'acqua nelle frazioni in premessa  citate  nei
  giorni e nelle ore stabiliti;

   quali   misure   intenda   adottare   al   fine   di   risolvere
  definitivamente il problema ed assicurare all'ex Eas - così  come
  oggi   articolato   -  le  necessarie  risorse  finanziarie   per
  l'acquisto  del  carburante per le auto di servizio  al  fine  di
  garantire  ai  cittadini delle frazioni di Bonagia e  Sant'Andrea
  del  comune di Valderice (TP) l'approvvigionamento idrico di  cui
  hanno  pieno diritto essendo l'acqua un bene di vitale importanza
  di cui nessuna famiglia può fare a meno». (1114)

                                                       ODDO CAMILLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con  nota  protocollo numero 10 del 4 ottobre 1999,  avente  per
  oggetto   'Attivazione  della  rete  assistenziale   per   malati
  terminali  sul territorio della Regione siciliana, in  attuazione
  della  Legge  numero  39 del 26.2.1999', l'Assessorato  regionale
  della  sanità  aveva  impartito direttive  per  l'istituzione  di
  almeno  una  unità  di Valutazione (UVP) ed una  unità  operativa
  (UCP) per le cure palliative nel territorio dell'USL. Detta  nota
  era stata assegnata dal Direttore Generale alla Medicina di Base,
  Settore competente per la predisposizione degli atti, al fine  di
  dare pratica attuazione alle direttive assessoriali;

   con  altra  nota, protocollo numero 4N38/487 del 6 aprile  2000,
  con  il medesimo oggetto della prima, lo stesso Assessorato aveva
  sollecitato il riscontro alla precedente che era rimasta inevasa;

   l'Hospice  previsto  è  il centro che dovrebbe  essere  preposto
  all'assistenza palliativa e di supporto per i pazienti affetti da
  patologia  neoplastica,  la  cui  malattia  non  risponde  più  a
  trattamenti  specifici, che cercano di raggiungere  una  migliore
  qualità della vita, anche se breve;

   ancora  oggi gli utenti della provincia di Messina non  hanno  a
  disposizione  una  struttura del genere, nonostante  siano  state
  emanate  direttive regionali specifiche per l'attivazione  di  un
  adeguato  numero  di posti letto dedicati in  strutture  di  tipo
  Hospice (15 posti letto previsti a Messina);

   oltre  alla  mancata realizzazione dell'Hospice  a  Messina,  ci
  sono  state  segnalate  incongruenze nella  gestione  manageriale
  dell'AUSL  5,  in quanto il Centro gravi, per l'assistenza  e  il
  recupero di soggetti portatori di handicap, che, per effetto  del
  decreto dell'Assessore per la sanità doveva sorgere a S. Agata di
  Militello, è stato costruito a Mistretta, sempre nella  provincia
  di Messina;

   il   presidio  per  l'assistenza  e  il  recupero  di   soggetti
  portatori  di  handicap  era  stato individuato  dall'Assessorato
  regionale  della sanità con decreto numero 89226 del  27.12.1990,
  in  forza  del  quale la ex USL numero 48 di S.  Agata  Militello
  aveva  adottato la deliberazione numero 800 del 19  agosto  1994,
  avente  per  oggetto  'Approvazione,  progettazione  e  Direzione
  Lavori  per  la  costruzione di un Presidio  per  l'assistenza  e
  recupero di soggetti portatori di handicap' e aveva già speso  la
  somma di 108 milioni di lire;

   considerato che:

   la  salute  è  un  diritto costituzionale; deve essere  tutelata
  attraverso  i servizi erogati nel territorio e la loro privazione
  arreca gravi danni a coloro che soffrono;

   per sapere:

   quali  siano  i motivi della mancata realizzazione  dell'Hospice
  di Messina per gli ammalati terminali di cancro;

   quali  siano i motivi del cambiamento di sede del Centro  gravi,
  previsto a S. Agata Militello e realizzato a Mistretta;

   se  non ritengano opportuno avviare indagini conoscitive al fine
  di  accertare  le  eventuali responsabilità amministrative  e  le
  eventuali violazioni degli interessi legittimi dei cittadini  che
  necessitano  dell'assistenza  sanitaria  indispensabile  per   il
  rispetto del diritto al benessere psicofisico». (1115)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        BALLISTRERI

   «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,

   premesso che:

   la  Corte  dei  conti,  Sezione  di  controllo  per  la  Regione
  siciliana,  ha approvato, con deliberazione 9/2006, la  relazione
  sulla  gestione dell'edilizia residenziale pubblica  (ERP)  nella
  Regione siciliana;

   l'indagine    ha   avuto   per   oggetto   il    ruolo    svolto
  dall'amministrazione regionale, nonché dagli enti territoriali  e
  dagli  Istituti  Autonomi  case popolati  (IACP)  nella  politica
  pubblica per la casa;

   la  relazione  della  Corte  dei  conti  fornisce  una  disamina
  completa ed impietosa delle numerose criticità che caratterizzano
  le  politiche abitative nella nostra regione, spesso frammentarie
  e  slegate  da  una  programmazione strategica  conseguente  alla
  ricognizione del reale fabbisogno abitativo;

   in  Sicilia  ben 67 comuni, il 17 per cento del totale,  vengono
  definiti  ad  alta tensione abitativa , ai sensi della  Legge  21
  febbraio 1989, numero 61;

   considerato che:

   i  rilievi  della  Corte  dei  conti  riguardano,  innanzitutto,
  l'organizzazione  complessiva  del  sistema  di   governo   delle
  politiche abitative, eccessivamente frammentato tra Comuni,  IACP
  e  Regione e, all'interno di questa, in tre distinti dipartimenti
  (Assessorato alla Presidenza, Lavori Pubblici e Cooperazione);

   ciò  determina  la  dispersione  di  risorse,  l'assenza      di
  coordinamento    tra     attività sostanzialmente affini,  nonché
  la duplicazione di funzioni;

   l'organico  del  Dipartimento  regionale  dei  lavori  pubblici,
  dotato   di   competenza  generale  nell'ambito  della   politica
  abitativa,  risulta sottodimensionato rispetto alle necessità  di
  governo di un settore così complesso e delicato;

   particolarmente   carente  è  la  gestione  delle   informazioni
  relative  alla  consistenza  del  patrimonio  di  ERP,  alla  sua
  gestione, al monitoraggio delle opere realizzate, all'avanzamento
  finanziario  degli interventi, all'andamento demografico  e  alle
  dinamiche economiche e sociali che lo condizionano;

   a  tal  proposito, la Corte rileva: mentre a livello centrale  e
  presso   molte  realtà  regionali  risultano  istituiti  appositi
  Osservatori  della  condizione abitativa, nell'ambito  siciliano,
  invece,  non  è stata ancora prevista alcuna specifica  struttura
  per  la  raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi  a
  tale delicato settore nella realtà locale ;

   nello  svolgimento  dell'indagine, la Corte denuncia  ritardi  e
  approssimazione  nei  dati  complessivi,  elaborati  dagli   enti
  interpellati    solo   ed   esclusivamente   a   seguito    delle
  sollecitazioni dell'organo di controllo;

   tali   ritardi   hanno  interessato  tutte  le   amministrazioni
  coinvolte, dai Dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione
  di Comuni presi in considerazione ai fini dell'indagine;

   l'assenza  di informazioni basilari sul patrimonio  esistente  e
  sui  bisogni reali condiziona l'attività programmatoria, limitata
  al  vaglio  del parco progetti e dei finanziamenti disponibili  e
  assolutamente   incapace  di  intercettare   le   dinamiche   che
  determinano il fabbisogno;

   la  carenza  di  programmazione  non  consente  l'individuazione
  degli  obiettivi  prioritari da raggiungere né  la  verifica  dei
  risultati;

   le  disposizioni della legge regionale n. 60/84, che prevedevano
  la  formazione  delle anagrafi dell'utenza e il censimento  degli
  alloggi  pubblici  con elaborazione elettronica  dei  dati,  sono
  tuttora, in larga parte, inapplicate;

   la  frammentaria  gestione in tema di  ERP  ha  determinato  una
  distribuzione  di  alloggi pubblici non  coerente  rispetto  alle
  esigenze del territorio, con la realizzazione di case popolari in
  piccoli  centri  nei quali l'andamento demografico  e  tutti  gli
  indici  economici dimostrano un progressivo spopolamento,  mentre
  si accresce il disagio abitativo nelle grandi città;

   ritenuto che:

   sul  totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei
  10 IACP siciliani (uno per provincia più quello di Acireale) sono
  affidati  oltre  45  mila  alloggi;  oltre  il  50  per  cento  è
  concentrato nelle province di Palermo, Catania e Messina;

   tale  dato  è  quello  risultante dopo la massiccia  dismissione
  che,  tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi
  20 mila alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;

   il  ricavo delle vendite è stato destinato, per l'85 per  cento,
  al  ripiano  dei passivi di bilancio degli Istituti,  mentre  una
  percentuale  molto bassa è stata reinvestita in nuove costruzioni
  o per l'acquisto di nuove aree edificabili;

   ciò  ha  comportato un sostanziale depauperamento del patrimonio
  degli IACP, soprattutto perché il patrimonio residuo consiste  in
  alloggi  vetusti  o  occupati abusivamente o  ad  alto  tasso  di
  morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;

   la  consolidata esposizione debitoria degli Istituti ha trovato,
  pertanto,  un  ristoro  solo momentaneo e, attualmente,  la  loro
  gestione  presenta  criticità di notevole rilievo;  la  vigilanza
  sugli  IACP  è  affidata  all'Assessorato  regionale  dei  lavori
  pubblici,  ma l'autonomia riconosciuta agli Istituti ha  generato
  gestioni  molto differenziate non sanzionabile in alcun modo  per
  l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;

   a  titolo  di  esempio, si cita il caso dello IACP  di  Acireale
  che,  a fronte di un canone mensile medio di  77, segnala alloggi
  il cui canone ammonta a 0,89 mensili;

   preoccupante  il fenomeno della occupazione senza  titolo  degli
  alloggi  e  della  morosità  nel pagamento  dei  canoni  che  gli
  Istituti non sembrano in grado di fronteggiare;

   a  fine  2003, il 15 per cento degli alloggi risultava  occupato
  abusivamente,  mentre la morosità complessiva per canoni  scaduti
  ammontava a 148 milioni di euro;

   tali  realtà  riguardano,  in modo preponderante,  le  città  di
  Palermo, Catania e Messina;

   nell'indagine della Corte dei conti si segnala come  non  sembra
  che  gli  Istituti prestino adeguata attenzione  al  fenomeno  in
  questione;

   infatti,  le  azioni  esecutive  per  il  recupero  dei  crediti
  scaduti  o  l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano  un
  numero esiguo rispetto alle necessità;

   riguardo le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli IACP  hanno
  esperito azioni amministrative o giudiziarie solo raramente: solo
  31 sono i procedimenti conclusi positivamente;

   tali  dati  confermano che la gestione degli IACP è lontana  dal
  raggiungimento dell'equilibrio tra costi e ricavi, deficitaria  e
  poco incisiva rispetto ai fini istituzionali assegnati;

   ciascun  Istituto è governato da un consiglio di amministrazione
  composto  da  10  membri,  un organismo pletorico  rispetto  alla
  produttività,  che  andrebbe  snellito  nel  quadro  di  una  più
  generale riforma di tutto il settore di ERP;

   considerato ancora che:

   la  costante diminuzione degli stanziamenti pubblici, statali  e
  regionali,  a  favore  di  nuova edilizia residenziale  pubblica,
  conseguente al venir meno della contribuzione GESCAL, ha generato
  un decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel recupero
  di quelli esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
  abitative nella nostra regione;

   l'incontrollabile  aumento dei canoni di locazione  di  edilizia
  privata,  insieme  con  la  progressiva  perdita  del  potere  di
  acquisto  di  salari e stipendi stanno determinando una  tensione
  sociale di grande portata;

   sono  le  fasce  più  deboli  della popolazione  a  subirne  gli
  effetti  più  pesanti, ma nemmeno il ceto medio può  considerarsi
  immune  dall'incidenza sempre più rilevante dei  costi  abitativi
  sul reddito della famiglia;

   il  fabbisogno,  stimato in base alle richieste  di  inserimento
  nelle  graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi,  è  di
  oltre 60 mila abitazioni;

   ritenuto infine che:

   secondo  i  rilievi  della  Corte  dei  conti,  la  legislazione
  regionale relativa all'assetto istituzionale nel settore è  ormai
  obsoleta,  essendo rimasta ferma a principi risalenti  agli  anni
  '70,  mentre le altre regioni italiane hanno via via adeguato  il
  quadro normativo di riferimento;

   con  l'ordine  del  giorno  numero 20 approvato  dall'ARS  nella
  seduta  numero 16 del 18 ottobre 2006 Approvazione del  DPEF  per
  gli  anni  2007- 2011 , si impegnava il Governo della Regione  ad
  avviare la riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari;

   per sapere:

   quali  siano  le  cause dello stato di cose  sopra  descritto  e
  quali   provvedimenti  intendano  adottare  per  consentire   una
  gestione  integrata  di  tutti  gli  interventi  e  rendere   più
  funzionale l'apparato pubblico preposto alla sua gestione;

   se  non  ritengano indifferibile l'elaborazione di un  programma
  di  interventi  nel  settore dell'edilizia residenziale  pubblica
  adeguato  al  fabbisogno  reale, reperendo  risorse  finanziarie,
  laddove possibile, anche attraverso la realizzazione di economie;
  se   non   ritengano   necessario  procedere  alla   ricognizione
  dell'intero  patrimonio di ERP e di tutti i dati  attinenti  alla
  sua  gestione attraverso la progettazione e l'implementazione  di
  un sistema informativo adeguato». (1116)

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                    GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso  che  la
  legge  regionale  27  dicembre 1978, numero 71,  all'articolo  58
  prevede l'istituzione del Consiglio regionale dell'Urbanistica;

   considerato  che  diversi comuni della  Regione  hanno  adottato
  strumenti  urbanistici e sono da mesi in attesa  del  decreto  di
  approvazione   da  parte  dell'Assessorato  del   territorio   ed
  ambiente;

   considerato,  altresì,  che  tali  decreti  non  possono  essere
  emanati   se  non  dopo  il  parere  obbligatorio  del  Consiglio
  regionale dell'Urbanistica;

   visto  che  il C.R.U. risulta ancora non rinnovato dal  mese  di
  dicembre 2006;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni che hanno indotto l'Assessore competente
  a  non  procedere al rinnovo di tale organo e se  tale  decisione
  possa   compromettere  la  legalità  sul  territorio  dei  comuni
  siciliani;

   in  quali  tempi intenda procedere al rinnovo di  tale  organo».
  (1127)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                          CRACOLICI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nel  giugno  del 1981 i comuni di Mazara del Vallo, Petrosino  e
  Marsala  (TP)  furono colpiti da eventi sismici che determinarono
  danni significativi al patrimonio immobiliare delle città;

   con  legge  536/81 furono definite le integrazioni al contributo
  per le necessarie riparazioni da erogarsi secondo valutazione  di
  apposita commissione;

   nella   finanziaria   2006   sono   stati   previsti   specifici
  provvedimenti in favore di alcune zone della Sicilia, compreso un
  intervento  di  un  milione di euro per tre anni  in  favore  dei
  Comuni di Mazara del Vallo, Petrosino e Marsala;

   in  data 3.10.2006 sono state accreditate le prime due trance di
  detti  provvedimenti (capitolo 7451, titolo  2 )  sul  c/c  22721
  della Tesoreria regionale;

   molti  cittadini hanno già provveduto ad avviare la  riparazione
  degli  immobili  ma non hanno ancora percepito  che  parte  delle
  somme spettanti;

   i  costi  per  tali riparazioni superano il più delle  volte  le
  integrazioni previste e che ciò ha portato a notevoli esposizioni
  ma  anche  alla interruzione dei lavori, col rischio  di  perdere
  tutto  il  lavoro  fin  qui fatto per i  ritardi  e  le  lentezze
  nell'accreditamento delle somme;

   per  sapere  quali  ragioni  abbiano impedito  l'erogazione  dei
  fondi  sopra  indicati a favore dei Comuni di Mazara  del  Vallo,
  Petrosino  e  Marsala e se non ritenga doveroso  intervenire  per
  garantire   ai   cittadini  l'immediata  erogazione   di   quanto
  spettante». (1128)

                                                       ODDO CAMILLO

   «All'Assessore per l'industria,

   premesso  che la legge regionale numero 32/2000, in applicazione
  dell'articolo  52 della legge regionale 4/2000,  ha  previsto  le
  norme  che,  da quel momento in avanti, si applicano  agli  aiuti
  concessi  alle  imprese operanti in Sicilia a  valere  sui  fondi
  propri del bilancio della Regione (articolo 11), abrogando  tutte
  le   norme   previgenti  in  materia  di  aiuti  di   Stato   non
  espressamente  richiamate, integrate o  modificate  dalla  stessa
  legge numero 32/2000 (articolo 197) e stabilendo, infine, che  le
  intensità  degli aiuti previsti dalla stessa legge  vanno  intese
  come  misure  massime  di intervento nei confronti  dei  soggetti
  beneficiari (articolo 199);

   osservato  che  tale  legge regionale  32/2000  ha  previsto  un
  regime di aiuti anche in materia di imprenditoria giovanile senza
  richiamare,  integrare  o modificare le  norme  delle  previgenti
  leggi  regionali numero 37/78 e 25/93 e che queste ultime  devono
  quindi intendersi abrogate;

   considerato  inoltre che le norme delle leggi  regionali  numero
  37/78  e 25/93 non sono state mai notificate alla UE né da questa
  autorizzate;

   ricordato  che  proprio per tali ragioni  l'intera  materia  era
  stata riorganizzata nella legge regionale 32/2000 e che da allora
  non  sono  stati più emessi decreti di concessione di crediti  di
  esercizio;

   visto  invece  che  alcuni mesi orsono sono  stati  emessi  nove
  decreti  del  Dirigente  di Servizio che autorizzano  l'IRCAC  ad
  erogare  finanziamenti in unica soluzione sotto forma di  crediti
  di  esercizio  ex  legge regionale numero 37/78  per  un  importo
  complessivo  di  15.000.000,00, a valere sul fondo  di  rotazione
  unificato  (istituito  ai  sensi  dell'articolo  63  della  legge
  regionale 7/3/1997 numero 6);

   considerato  che i crediti di esercizio di cui ai predetti  DDS,
  emessi  ex  legge  regionale 37/78, non riscontrano  i  parametri
  previsti dall'UE negli Orientamenti in materia di aiuti di  Stato
  a finalità regionale in quanto:

   tali  Orientamenti UE vietano la concessione di aiuti  destinati
  al  funzionamento, cioè alla copertura delle spese di  avviamento
  e/o di gestione;

   i  crediti  di  esercizio di cui ai decreti non  rispondono,  in
  termini  di intensità di aiuto e di percentuale di intervento,  a
  quanto previsto dalla normativa comunitaria e regionale vigenti;

   i  crediti  di  esercizio concessi superano la  soglia  prevista
  dalla regola 'de minimis';

   in  alcuni casi i crediti sono concessi ad aziende operanti  nel
  settore  agricolo che è uno dei settori vietati dall'UE per  tali
  aiuti, anche in termini di 'de minimis';

   in  alcuni casi, poi, i crediti di esercizio sono stati concessi
  a  cooperative  che  non  hanno ancora ultimato  e  collaudato  i
  progetti  di  sviluppo a suo tempo finanziati con le  provvidenze
  della  stessa  legge regionale numero 37/78 e  aventi  situazioni
  aziendali  caratterizzate da totale abbandono e  degrado,  quindi
  con  passività  accumulate nel tempo, e  ciò  in  violazione  dei
  principi  comunitari,  ma  anche in  violazione  della  circolare
  numero  9606  del 14/7/1994, con la quale, nel dare  disposizioni
  attuative  per  i crediti di esercizio ex legge regionale  37/78,
  l'assessore del tempo vietava espressamente l'erogazione di somme
  relative  ai  predetti crediti da destinare  al  ripianamento  di
  passività pregresse;

   ritenuto,  infine, che l'erogazione dei crediti di esercizio  di
  cui ai DDS sopra citati darebbe luogo all'esborso di una notevole
  quantità  di  denaro  pubblico  in  aperta  violazione  di  norme
  regionali vigenti che hanno chiaramente abrogato le leggi cui gli
  stessi  DDS  fanno riferimento ma, soprattutto,  darebbero  luogo
  alla violazione di precise norme comunitarie che esporrebbero  la
  Regione  Sicilia  a  possibili procedure di infrazione  da  parte
  della UE;

   per  sapere sulla base di quali norme e di quali motivazioni  si
  sia  ritenuto  di emanare i DDS in premessa e se,  alla  luce  di
  quanto   sopra   esposto,   non  ritenga   di   dovere   ritirare
  immediatamente  i  nove  decreti del Dirigente  di  Servizio  che
  autorizzano  l'IRCAC ad erogare finanziamenti in unica  soluzione
  sotto  forma  di  crediti di esercizio ex legge regionale  numero
  37/78 per un importo complessivo di 15.000.000,00». (1129)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                          CRACOLICI

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni ora annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito     il    deputato    segretario    a    dare     lettura
  dell'interrogazione  con  richiesta di  risposta  in  Commissione
  presentata.

   FLERES, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione ed all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   la   recente   nomina  del  Consiglio  di  Amministrazione   del
  Consorzio autostrade siciliane, con l'indicazione da parte  della
  Regione  siciliana  di  un numero di amministratori  superiori  a
  cinque,  si pone in contrasto con il quadro normativo che  regola
  la  materia, con la conseguenza che allo stato sarebbe  opportuno
  soprassedere in ordine a tali designazioni. Ed invero, i commi da
  725  a  729 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,  numero
  296  (c.d.  'Legge  Finanziaria 2007') introducono  alcune  norme
  'speciali' in materia di:

   1.  compensi  agli amministratori (rectius, al presidente  e  ai
  componenti del consiglio d'amministrazione) di società  pubbliche
  'locali' ovvero partecipate, totalmente o parzialmente, da Comuni
  o Province (commi 725, 726, 727 e 728);

   2.  numero  degli  amministratori (rectius,  dei  componenti  il
  consiglio  d'amministrazione) delle  medesime  società  pubbliche
  'locali' (comma 729).

   in  relazione  al  'tetto', al numero massimo di  amministratori
  delle società 'pubbliche', il legislatore ha distinto tra:

   (a) società a totale partecipazione degli enti locali (anche  se
  la  partecipazione è in via 'indiretta' e, cioè, si presume,  per
  il tramite di altri enti interamente partecipati o detenuti);

   (b)  società 'miste' (ovvero, nella 'singolare' accezione di cui
  sopra,  al  cui capitale partecipino soggetti privati o pubblici,
  purché differenti dagli enti locali);

   nel primo caso, il numero totale di componenti del consiglio  di
  amministrazione non potrà essere superiore a tre ovvero a  cinque
  nell'ipotesi in cui il capitale sociale, interamente versato, sia
  superiore  a  un certo importo, che dovrà essere determinato  con
  apposito  decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  (su
  proposta  del  Ministro per gli affari regionali e  le  autonomie
  locali,  di  concerto  con  il  ministro  dell'economia  e  delle
  finanze, sentita la Conferenza Stato-Città);

   nel  secondo  caso, il Legislatore, non fissa un limite  massimo
  di  componenti  dei  consigli di amministrazione  (se  del  caso,
  incrementato   rispetto   a  quello  delle   società   a   totale
  partecipazione pubblica), ma si preoccupa soltanto  di  stabilire
  il  numero massimo (cinque) dei componenti designabili  dai  soci
  pubblici  locali  (comprendendo in questa  definizione  anche  le
  Regioni);

   la   Regione   siciliana  nella  legge  finanziaria   numero   2
  dell'8/2/2007, all'articolo 16 ha espressamente statuito che  '1.
  Nelle società a totale partecipazione della Regione o degli  enti
  pubblici  regionali, nonché nelle società a partecipazione  mista
  tra Regione ed altri soggetti pubblici e privati, si applicano le
  disposizioni previste dall'articolo 1, commi da 725  a 729  e  da
  733  a  735,  della  legge  27  dicembre  2006,  numero  296.  Le
  disposizioni  attuative  previste  dal  comma  729  del  medesimo
  articolo  sono  determinate  con  decreto  del  Presidente  della
  Regione.  2.  Le predette società adeguano, a pena  di  decadenza
  degli organi di amministrazione, i propri statuti e gli eventuali
  patti  parasociali entro 180 giorni dalla data  di  pubblicazione
  nella   Gazzetta  Ufficiale  della  Regione  del  citato  decreto
  presidenziale.';
   in   attuazione  della  predetta  norma  di  recepimento   della
  normativa  nazionale introdotta nella Finanziaria 2007,  è  stato
  emanato  il  Decreto Presidenziale del 5 Marzo  2007,  pubblicato
  nella GURS numero 13 del 23/3/2007, che ha espressamente statuito
  che:

   'Articolo  1.  1.  Il  numero  complessivo  di  componenti   del
  consiglio   di   amministrazione   delle   società    a    totale
  partecipazione  anche  indiretta  della  Regione  o  degli   enti
  pubblici  regionali, nonché delle società miste tra la Regione  e
  gli enti pubblici regionali può essere superiore a tre e comunque
  non  superiore  a cinque qualora il capitale sociale  interamente
  versato sia pari o superiore a 750.000,00 euro.
   Articolo   4.  Le  società  interessate  dal  presente   decreto
  adeguano, ove necessario, i propri statuti e gli eventuali  patti
  parasociali  entro  180 giorni dalla data  di  pubblicazione  del
  presente   decreto   nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Regione
  siciliana.  Contestualmente alle modifiche statutarie i  consigli
  di  amministrazione  in  carica sono  revocati  e  devono  essere
  ricostituiti   in  conformità  alle  prescrizioni  del   presente
  decreto.';

   ritenuto che:

   in   ordine   alla  superiore  normativa  risulta   maggiormente
  prudenziale   l'adozione   di  una  linea   ermeneutica   fondata
  sull'effettiva  intenzione  del  Legislatore,  anche  in  ragione
  dell'obiettivo perseguito dallo stesso (contenimento della  spesa
  pubblica)  e  della  sua rilevanza nell'ambito  della  disciplina
  della     responsabilità    per    danno     erariale,     nonché
  un'interpretazione  rigorosa  fondata  sul  carattere  imperativo
  delle norme comprese tra i commi 725 e 729 Legge numero 296/06 e,
  quindi,  si  deve propendere per la loro immediata applicabilità,
  secondo   quanto  previsto  dall'articolo  1419,  c.c.;   e   ciò
  soprattutto nella fattispecie in esame, in cui non vi è in carica
  alcun   consiglio  di  amministrazione  e  vi  è   una   gestione
  commissariale  che  si  protrae da anni  e,  incredibilmente,  si
  vorrebbe  far  venire meno proprio nell'attuale e  mutato  quadro
  normativo,  attraverso  un consiglio di  amministrazione  che  si
  porrebbe  in  contrasto  con il limite  numerico  previsto  dalla
  finanziaria nazionale e regionale;

   non  v'è  dubbio  che  la normativa in questione  immediatamente
  applicabile  in relazione ad un ente sprovvisto di  consiglio  di
  amministrazione  impone la riedizione del  potere  di  nomina  da
  parte  della  Regione siciliana, eventualmente previo adeguamento
  dello  Statuto,  in  conformità alle limitazioni  al  numero  dei
  componenti di cui alla recente normativa, ad opera della gestione
  commissariale in carica;

   a   ragionare  diversamente  si  arriverebbe  al  paradosso   di
  nominare un consiglio di amministrazione che come primo ed  unico
  atto  dovrebbe porre in essere la modifica dello statuto,  stante
  che,    secondo   il   decreto   presidenziale   del    5/3/2007,
  'contestualmente  alle  modifiche  statutarie   i   consigli   di
  amministrazione in carica sono revocati.';

   pertanto,  la  prosecuzione  del  procedimento  di  nomina   del
  Consiglio  di amministrazione del Consorzio Autostrade  Siciliane
  si porrebbe in aperta violazione dei principi di buon andamento e
  di  efficienza della Pubblica Amministrazione e pone seri  rischi
  di  impugnazione  dinanzi la competente autorità giudiziaria,  da
  parte   di   qualsiasi  cittadino,  atteso  che  le   limitazioni
  introdotte  in  finanziaria sono rivolte  al  contenimento  della
  spesa ed hanno sicure refluenze sugli interessi degli utenti;

   per sapere:

   se  abbiano  preso coscienza dei problemi legati alla  normativa
  introdotta dalle finanziarie nazionale e regionale e dal  Decreto
  Presidenziale 5/3/2007, sopra evidenziati;

   se  non  ritengano  di approfondire la questione,  eventualmente
  chiedendo  un  parere  all'Ufficio  Legale  e  Legislativo  della
  Regione;

   se  non  ritengano  di rivedere l'iter seguito  e  procedere  in
  conformità all'attuale quadro normativo». (1090)

   (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                                 LACCOTO - GALVAGNO

   PRESIDENTE.  L'interrogazione ora annunziata sarà  trasmessa  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   FLERES, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  decreto del Presidente della Regione del 12/07/2006  veniva
  annullato il decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente 23 Marzo 1999, riguardante la Riserva di Santo  Pietro
  di Caltagirone (CT);

   lo  stesso veniva notificato ai comuni interessati, nonché  agli
  enti di competenza in data 15/11/2006;

   nel  periodo che intercorre tra la data di annullamento e quella
  di   notifica  a  comuni  ed  enti  non  sono  state   prese   in
  considerazione le richieste di risarcimento danni  causati  dalla
  fauna  selvatica, perché cessate le competenze dell'ente  gestore
  per effetto dell'annullamento della riserva;

   nello  stesso  periodo, a vario titolo, l'ente  gestore  multava
  diversi  residenti e non, per avere violato disposizioni  facenti
  parte  del  regolamento che disciplina la riserva, sottoponendoli
  anche  a  provvedimenti amministrativi e penali  che,  oltre  che
  precludere   il  rinnovo  del  porto  d'armi  per   uso   caccia,
  aggravavano di non poche spese legali i contravventori;

   il  Comune  di  Caltagirone ha rilasciato e  tutt'oggi  rilascia
  certificati a destinazione urbanistica indicando i luoghi  ancora
  vincolati  dal  regolamento che vige  nella  R.N.O,  malgrado  il
  decreto presidenziale di annullamento;

   tale   situazione  di  disorganicità  nei  comportamenti   delle
  autorità  preposte  alla  gestione  ed  alla  sorveglianza  della
  riserva  in questione, come si evince da quanto indicato,  arreca
  danni ed ingenera confusione;

   per sapere:

   se  il Governo della Regione sia a conoscenza di questo stato di
  cose:

   quali   atti   intenda  porre  in  essere   per   ovviare   agli
  inconvenienti causati;

   se  sia intendimento dell'Assessore competente pubblicare, anche
  attraverso il calendario venatorio 2007-2008, le disposizioni che
  disciplinano la reale situazione che investe il territorio di cui
  sopra». (1080)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   la  situazione indecorosa presente in via Cristoforo  Colombo  a
  San  Gregorio  di Catania, a causa dell'accumulo  di  immondizia,
  rappresenta un notevole disagio per gli abitanti della zona;

   detta situazione, oltre che indecorosa, può essere dannosa  alla
  salute dei cittadini;

   per sapere:

   quali  iniziative intenda implementare per far sì che il  decoro
  e  la pulizia della zona indicata in premessa vengano normalmente
  mantenuti da parte del servizio di nettezza urbana». (1081)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   le  infiltrazioni di acqua nella Chiesa di San Nicolò l'Arena  a
  Catania mettono a serio rischio le strutture portanti del  tetto,
  che presentano già gravi lesioni;

   la  suddetta  chiesa è di proprietà del Comune  di  Catania,  il
  quale  ha  l'obbligo di intervenire al fine di evitare  possibili
  crolli;

   per  sapere quali iniziative intenda porre in essere affinché  i
  lavori di manutenzione straordinaria necessari al ripristino  del
  tetto  della  Chiesa  di  San Nicolò l'Arena  a  Catania  vengano
  effettuati». (1082)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   l'area  verde tra le vie Puglia e Barletta del comune di Catania
  è abbandonata al degrado e alla sporcizia;

   alla  mancanza di pulizia e alla trascuratezza in cui  versa  la
  suddetta  area  si  aggiunge  la  circostanza  che  la  stessa  è
  frequentata  da  tossicodipendenti  che  lasciano  per  terra  le
  siringhe usate;

   a  peggiorare  ulteriormente la situazione igienica contribuisce
  la presenza di topi e cani randagi;

   per  sapere quali iniziative intenda implementare per  risolvere
  in modo definitivo il problema rappresentato in premessa». (1083)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   la struttura sportiva di Zia Lisa II a Catania è l'unica area  a
  scopo ricreativo dell'intera zona;

   la  suddetta struttura sportiva necessita di interventi  urgenti
  di manutenzione straordinaria;

   per  sapere quali iniziative intenda adottare per far sì che gli
  interventi  di  manutenzione straordinaria di cui  sopra  vengano
  eseguiti». (1084)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   ormai  da  circa 15 anni gli abitanti degli alloggi popolari  di
  Via  Duca  di  Camastra  a  Caltagirone  (CT)  convivono  con  la
  fuoruscita delle acque reflue dalla rete fognaria;

   per   sapere  quali  iniziative  intenda  porre  in  essere  per
  garantire    la    manutenzione    necessaria    negli    alloggi
  summenzionati». (1085)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   condizioni di degrado e sporcizia come quelle riscontrabili  nel
  comune  di Palagonia (CT), a causa delle numerose microdiscariche
  abusive  di spazzatura e detriti presenti, offendono il  pubblico
  decoro e sono fonte di rischio ambientale e sanitario;

   la  mancata pulizia delle zone su indicate diventa un invito  al
  comportamento  incivile  di  alcune  persone  che  continuano  ad
  utilizzare gli spazi pubblici come discariche;

   per   sapere  quali  interventi  intenda  porre  in  essere  per
  risolvere  in  modo  definitivo  il  problema  rappresentato   in
  premessa». (1086)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   lo  stato di degrado e l'immondizia presente in Piazza  Dante  a
  Catania,  oltre  che essere uno spettacolo poco  edificante,  può
  trasformarsi  in  una  situazione di  pericolo  sanitario  per  i
  cittadini residenti nella zona;

   per  sapere quali iniziative intenda implementare per far sì che
  il  decoro  e  la  pulizia  di Piazza  Dante  a  Catania  vengano
  ripristinati  e  normalmente mantenuti da parte del  servizio  di
  nettezza urbana cittadino». (1087)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   l'articolo  26  della  legge regionale  23.12.2000,  numero  30,
  'autorizza  il  Presidente  della  Regione  a  pubblicare   nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione, entro sei mesi dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge, un Testo coordinato delle
  leggi regionali relative all'ordinamento degli enti locali';

   sono  trascorsi  quasi  sette anni  senza  che  sia  stata  data
  attuazione  alla predetta norma, né attraverso la  pubblicazione,
  anche   parziale,  del  Testo  Coordinato  dell'   O.EE.LL.,   né
  attraverso  l'insediamento di un tavolo tecnico per  confezionare
  il citato Testo Coordinato;

   il  riordino  normativo nel settore delle  autonomie  locali  si
  reputa necessario al fine di pervenire ad una lettura omogenea  e
  coordinata   dei  vari  articoli  che  compongono   l'ordinamento
  regionale degli enti locali, soprattutto per la parte riguardante
  compiti  e  funzioni degli organi comunali, il sistema elettorale
  per  l'elezione contestuale del consiglio comunale e del sindaco,
  lo  status  dei  consiglieri comunali e degli amministratori,  le
  gestioni  straordinarie  e  lo  scioglimento  degli  organi,   la
  dirigenza  comunale,  gli enti gestori dei servizi  pubblici,  le
  aziende speciali e le società a partecipazione pubblica, ma anche
  per  ragioni  di  chiarezza normativa, atteso che il  Legislatore
  regionale ha emanato, in materia, non poche norme, rinvenibili in
  numerose leggi (si tratta di articoli sparsi, collocati in  leggi
  che spesso hanno per oggetto tutt'altra materia) che hanno inciso
  sugli   organi   e  sull'organizzazione  degli  enti   autarchici
  territoriali locali;

   l'emanazione del predetto testo coordinato è molto attesa  dagli
  amministratori locali, studiosi ed operatori del diritto,  nonché
  dalla generalità dei cittadini;

   per sapere:
   quali  siano le ragioni per le quali, a sette anni di  distanza,
  il    testo    coordinato   delle   leggi   regionali    relative
  all'ordinamento  degli  enti  locali  attende  ancora  di  essere
  elaborato e pubblicato;

   se   non   ritengano   opportuno  emanare   urgenti   direttive,
  presidenziali  ed  assessoriali,  nei  confronti  del   dirigente
  generale  del  Dipartimento  regionale  della  famiglia  e  delle
  autonomie  locali  e della competente dirigenza dell'Assessorato,
  affinché  la  redazione del predetto testo coordinato costituisca
  obiettivo   dirigenziale  valutabile  ai   fini   dell'erogazione
  dell'indennità di risultato;

   se  non  ritengano di dovere istituire un tavolo tecnico con  il
  compito  di  formulare  proposte  legislative,  alla  luce  delle
  programmate proposte di modifica elaborate dal Governo nazionale,
  sottoposte  all'esame del Parlamento, riguardanti il  T.U.  degli
  enti locali nazionale». (1088)

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                    GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,

   premesso  che l'area marina protetta denominata 'Isole  Ciclopi'
  si  estende  per la maggior parte nel territorio  del  Comune  di
  Acicastello  e  per  una piccola porzione in quello  di  Acireale
  (CT);

   considerato  che  l'istituzione della  suddetta  area  protetta,
  avvenuta per decreto interministeriale nel 1989, rispondeva  alla
  necessità  anche  di  salvaguardare la straordinaria  varietà  di
  organismi marini che popolano tali acque, prevedendo, a tal fine,
  il  rispetto  di  talune  regole di comportamento  nell'esercizio
  della  balneazione, della navigazione e della pesca  sportiva  in
  particolare;

   rilevato che sussiste, con riferimento alla pratica della  pesca
  sportiva,  nelle  suddette zone una disparità di trattamento  tra
  quanti risiedono nel comune di Acicastello e quanti risiedono nel
  comune  di Acireale, riconoscendone soltanto ai primi l'esercizio
  gratuito;

   per  sapere  quali opportuni ed immediati provvedimenti  intenda
  assumere   a  tutela  dei  diritti  dei  cittadini  di   Acireale
  gravemente   discriminati  riguardo  all'esercizio  della   pesca
  sportiva». (1092)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             BASILE

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  la  famiglia,
  all'Assessore  per  i  lavori  pubblici,  all'Assessore  per   il
  territorio  e  all'Assessore  per la  sanità,  premesso  che  nel
  quartiere Sperone di Palermo esiste uno stato di degrado  che  ha
  dell'inverosimile per le condizioni in cui versano gli oltre 5000
  residenti degli alloggi popolari;

   considerato  che per i bambini e gli anziani del  quartiere  non
  esistono  spazi verdi in quanto tutto il quartiere versa  in  uno
  stato  di  abbandono  allucinante, con  rifiuti  tossici  che  si
  trovano  come  aiuole  in  fiore in ogni  angolo  di  strada,  le
  villette degradate ricolme di rifiuti;

   atteso  che  vivere  in  una città come Palermo,  che  punta  al
  progresso, come è giusto che sia, e scoprire una realtà da  terzo
  mondo mortifica il senso civico di tutti noi;

   rilevato  che  a  tutt'oggi  nessun  organo  competente  è   mai
  intervenuto con iniziative atte a risanare e rendere vivibile  un
  grande  quartiere  come lo Sperone, nonostante  il  recupero  del
  quartiere  dovrebbe costituire il principale input per l'attività
  del Consiglio della II Circoscrizione;

   per sapere:

   quali  iniziative il Governo della Regione intenda adottare  per
  eliminare  lo  stato di abbandono e di degrado in  cui  vivono  i
  residenti  degli  alloggi  popolari  del  quartiere  Sperone   di
  Palermo;

   se  non  ritenga  opportuno  di  disporre  l'avvio  di  attività
  ispettiva  al  fine di verificare quali siano le motivazioni  che
  hanno  impedito, fino ad oggi, agli organi competenti di attivare
  interventi  atti  a  risanare  il  degrado  del  quartiere  e   a
  consentire  ai  suoi  abitanti di vivere in  un  ambiente  sano».
  (1100)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             CAPUTO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  dirigente generale del Dipartimento regionale territorio  ed
  ambiente,  con  nota protocollo 60651, ha autorizzato,  in  linea
  generale,    l'Azienda   regionale   delle   Foreste    demaniali
  all'esecuzione  di determinate categorie di interventi  senza  la
  preventiva  autorizzazione prevista dall'artiocolo 5  del  D.P.R.
  357/97 (valutazione d'incidenza);

   uno    dei    motivi   che   ha   portato   alla    formulazione
  dell'autorizzazione    in    linea   generale    è    determinato
  dall'eccessivo  carico di lavoro del Servizio 2 VAS-VIA  e  dalla
  conseguente  possibilità  di  ritardi  nella  presentazione   dei
  progetti  inseriti  nel  P.I.R, e del  rischio,  pertanto,  della
  perdita  di  finanziamenti, come è stato precisato  nello  stesso
  provvedimento;

   tale  deroga  è  ammessa solo per gli interventi finanziati  con
  fondi  relativi al P.I.R Rete Ecologica e al P.O.R. Sicilia 2000-
  2006;

   considerato che:

   il  provvedimento suddetto si pone in contrasto con la normativa
  prevista   dal  D.P.R.  357/97,  la  quale  impone  il   rilascio
  preventivo   dell'autorizzazione   per   la   realizzazione    di
  interventi,  progetti  e lavori nelle aree ricadenti  nell'ambito
  della norma;

   a tale obbligo non sono elencate deroghe;
   l'esenzione  dall'osservanza della legge pone l'Azienda  Foreste
  in  una situazione di favore rispetto ad altri soggetti, pubblici
  e privati, interessati alla presentazione di progetti nell'ambito
  dei  fondi  del POR Sicilia, ma obbligati al rilascio  preventivo
  dell'autorizzazione;

   il   provvedimento  appare  viziato  anche  nel  merito   poiché
  contiene,   in  sostanza,  una  delega  di  funzioni  in   favore
  dell'Azienda  Foreste, alla quale viene demandato  il  potere  di
  operare   senza   alcun   accertamento   preventivo   da    parte
  dell'amministrazione competente;

   ritenuto che:

   la  motivazione  addotta  a sostegno della  deroga  denuncia  la
  inefficiente  organizzazione dell'amministrazione regionale,  non
  in grado di evadere le pratiche nei tempi richiesti;

   ciò  era facilmente prevedibile poiché l'Ufficio competente agli
  adempimenti  ex articolo 5 del D.P.R. 357/97 non ha la  dotazione
  organica  sufficiente a far fronte all'esigenza  dell'utenza  nei
  tempi dettati dai bandi di Agenda 2000;

   negli  anni scorsi alcune iniziative sono state escluse  proprio
  perché  prive  della valutazione di incidenza, non rilasciata  in
  tempo;

   nel   tentativo   di  accelerare  i  tempi,  per   impegnare   e
  certificare  le  spese  sui  fondi  POR,  è  stata  trovata   una
  scorciatoia illegittima;

   per  sapere  se non ritenga di dovere procedere all'annullamento
  in autotutela del provvedimento di cui in premessa». (1101)

                                                         BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che :

   da  alcuni  anni i lavoratori, ex articolo 23, attraversano  una
  situazione di disagio economico che contribuisce a indebolire  il
  già precario tessuto sociale della provincia di Caltanissetta;

   una  parte  di  questi lavoratori prestano  servizio  presso  il
  Comune di Resuttano con un contratto di diritto privato di durata
  quinquennale;

   21   di   questi   lavoratori  dal  primo  febbraio   2007   non
  percepiscono lo stipendio;

   6  lavoratori che operano presso l'ATO CL1 di Caltanissetta sono
  da   mesi   senza   stipendio  in  attesa  che   l'A.T.O   eroghi
  l'integrazione;

   l'A.T.O  in  questione  oltre alle mancate  garanzie  di  natura
  salariale  non ha provveduto ad adottare le misure  di  sicurezza
  sul  lavoro, previste dalle vigenti norme, specificamente per ciò
  che attiene gli indumenti di lavoro e la prevenzione medica.

   ritenuto   che   la  realizzazione  degli  Ambiti   Territoriali
  Ottimali,  come più volte rilevato, è stata una scelta unicamente
  funzionale  a  determinare  strutture regionali  di  sottogoverno
  gestite   discrezionalmente  e  che  hanno  finito  per   gravare
  pesantemente  sul  bilancio regionale  oltre  che  peggiorare  la
  qualità dei servizi.
   per sapere :

   se  il  Presidente della Regione è a conoscenza della situazione
  in  cui versano i lavoratori che prestano servizio presso l'A.T.O
  CL1  di Caltanissetta e qualora ne fosse al corrente quali misure
  ha già predisposto;

   se  non  ritenga necessario ed urgente intervenire  al  fine  di
  risolvere  la problematica attinente il pagamento degli  stipendi
  arretrati   e  delle  integrazioni  salariali  previste   per   i
  lavoratori  allo  scopo di garantire loro una adeguata  tutela  e
  riconoscimento dei diritti». (1102)

                                                         BORSELLINO

   «Al    Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per    la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca,  premesso
  che:

   con  bando  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale  della  Regione
  siciliana  il 25 maggio 2001 l'Istituto regionale per il  credito
  alla cooperazione bandiva il concorso per titoli per la copertura
  del posto di direttore generale;

   a  tale concorso, come previsto all'articolo 2, lettera C),  del
  bando  potevano partecipare i candidati in possesso di esperienza
  di  direzione e gestione per almeno un quinquennio d'istituti  ed
  aziende   di  credito,  enti  pubblici  economici  o  di  società
  finanziarie con capitale non inferiore a cinque miliardi;

   visto che:

   con  la  deliberazione numero 9628 del 29 dicembre  2003  veniva
  approvata  la  graduatoria del concorso,  pubblicata  nella  GURS
  serie  speciale  concorsi del 27 febbraio 2004,  che  compie  una
  previsione di collocazione sino al 7  posto

   il   Dottor   Carmelo  Bonfissuto,  dichiarato   vincitore   del
  concorso,  non  aveva  assunto servizio nel  termine  indicato  e
  pertanto era stato considerato rinunciatario;

   l'Avvocato  Vincenzo Minì, candidato collocato al secondo  posto
  della  graduatoria,  è stato escluso dalla  nomina  con  delibera
  IRCAC  numero 199 dell'1 febbraio 2006, nel presupposto  che  non
  aveva  il  requisito  di cui all'articolo  2,  lettera  c),  cioè
  l'esperienza di direzione e gestione per almeno un quinquennio di
  enti pubblici economici;

   considerato che:

   con  delibera  IRCAC numero 437 del 3 ottobre  2006,  l'avvocato
  Alfredo  Ambrosetti, in atto consigliere comunale  del  Consiglio
  comunale  di  Sciacca  in quota UDC, è stato  nominato  direttore
  generale in prova dell'IRCAC;

   il  prefato  Avvocato Alfredo Ambrosetti ha ottenuto  la  nomina
  nel  presupposto di avere maturato un'esperienza di  direzione  e
  gestione  per  almeno un quinquennio dell'Azienda autonoma  delle
  Terme di Sciacca;

   l'Azienda  autonoma delle Terme di Sciacca, giusta circolare  16
  dicembre  1999,  numero 21 dell'Assessorato  Bilancio  e  finanze
  della Regione siciliana, pubblicata in GURS parte I  numero 8 del
  25 febbraio 2000, concernente modalità attuative dell'articolo 66
  della  legge  regionale  27 aprile 1999, numero  10,  in  materia
  d'esecuzione forzata nei confronti dell'Amministrazione regionale
  e  degli  enti pubblici non economici della Regione siciliana,  è
  qualificata  Ente pubblico non economico della Regione  siciliana
  (cfr. elenco allegato b rigo 21);

   ritenuto  che,  per  conseguire la  nomina,  l'Avvocato  Alfredo
  Ambrosetti  ha  dichiarato  nella domanda  di  partecipazione  al
  concorso di essere dirigente dell'Azienda autonoma delle Terme di
  Sciacca,  ente pubblico economico della Regione siciliana  ed  ha
  prodotto in data 19 settembre 2006 certificazione numero 1738 del
  19.09.2006  rilasciata dal Commissario ad  acta  delle  Terme  di
  Sciacca,  dottoressa  Maria Brisciana,  nominata  allo  scopo  di
  rilasciare   la  certificazione  di  che  trattasi  con   decreto
  dirigente  generale  dipartimento  regionale  turismo,  sport   e
  spettacolo numero 1268/s2T del 18 settembre 2006, attestante  che
  l'Azienda  autonoma  delle  Terme di Sciacca  istituita  con  DLP
  Regione siciliana numero 12 del 20.12.1954 è qualificata 2  quale
  ente  pubblico economico della Regione Siciliana dal  quinquennio
  antecedente la data dell'1 giugno 2001;

   considerato   inoltre  che,  con  sentenza  Cassazione   Civile,
  Sezione  Lavoro, 27 maggio 2000, numero 7018, resa  nel  giudizio
  tra  azienda autonoma Terme di Sciacca (ricorrente) ed Ambrosetti
  Alfredo  (intimato) la Suprema Corte ha escluso  che  le  aziende
  termali  ed  in  particolare quella  di  Sciacca,  con  la  legge
  regionale  6 maggio 1976, numero 54, siano state equiparate  agli
  enti di cui all'articolo 5 della legge regionale 11 gennaio 1963,
  numero  2,  istitutiva dell'Ente Minerario Siciliano e cioè  agli
  enti  pubblici  economici della Regione siciliana, come  peraltro
  riconosciuto  da  diverse  pronunzie  della  suprema   Corte   di
  Cassazione  (  cfr ex pluris Cass. 20 maggio 1992,  numero  6028;
  Cass. 10 luglio 1991, numero 7626);

   ritenuto altresì che:

   quanto  certificato  dal  Commissario ad  acta  delle  Terme  di
  Sciacca,  Maria Brisciana, con la certificazione del 19 settembre
  2006,   quanto  dichiarato  dall'avv.  Alfredo  Ambrosetti  nella
  domanda  di  partecipazione al concorso appare in  insanabile  ed
  inscindibile contrasto con gli atti sopra indicati;

   l'intera   vicenda   concorsuale  è  stata  contraddistinta   da
  assoluta incertezza, mancanza di trasparenza e di regolarità;

   per sapere:

   se  si  ritenga  illegittima  la  nomina  dell'Avvocato  Alfredo
  Ambrosetti a direttore generale dell'IRCAC;

   se  non ritengano opportuno sospendere la nomina in oggetto  per
  un'attenta   valutazione   sulla  legittimità   della   selezione
  effettuata dall'IRCAC;

   se  non ritengano opportuno promuovere un procedimento ispettivo
  presso l'IRCAC e l'Assessorato Cooperazione al fine di verificare
  la  legittimità della procedura concorsuale, che ha portato  alla
  designazione  dell'avv. Alfredo Ambrosetti a  direttore  generale
  dell'IRCAC;
   attraverso  quali strumenti intendano dar luogo a  procedure  di
  selezione trasparenti relativamente alle cariche dirigenziali  di
  enti regionali come l'IRCAC». (1103)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           CANTAFIA

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali,

   premesso  che  lungo  la Via Maestri del lavoro  di  Catania  le
  erbacce   hanno   invaso  parte  della  sede  stradale   rendendo
  necessario un intervento di pulizia straordinaria;

   per  sapere quali iniziative intenda implementare per far sì che
  la strada indicata in premessa venga ripulita». (1106)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   l'incolumità  degli  automobilisti  una  condizione   che   ogni
  pubblica    amministrazione     deve necessariamente  tutelare  e
  garantire;

   la  pericolosità  della strada statale che porta  da  Catania  a
  Gela  è  purtroppo  acclarata  dalle  numerosissime  vittime   di
  incidenti stradali;

   ad  aumentare la pericolosità della suddetta strada contribuisce
  la  presenza  di  molte prostitute che produce  il  rallentamento
  della   marcia  da  parte  di  automobilisti  curiosi  e  manovre
  azzardate da parte dei potenziali clienti;

   per  sapere quali iniziative intendano implementare affinché  la
  strada  indicata in premessa venga resa sicura ed  interrotta  la
  catena di incidenti che si susseguono da troppo tempo». (1107)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   l'Assemblea  regionale siciliana, la provincia regionale  ed  il
  comune  di  Catania  hanno votato a favore della  cointitolazione
  dell'aerostazione di Catania ad Angelo D'Arrigo;

   è   quantomeno   opportuno  dare  la  giusta  trasparenza   alle
  procedure di intitolazione dell'aeroporto di Catania;

   per sapere:

   se  le  procedure  seguite per l'intitolazione dell'aerostazione
  di Catania siano legittime;

   a  chi  spetti  decidere  l'intitolazione  dell'aerostazione  di
  Catania;

   se   siano   state   tenute  nella  giusta   considerazione   le
  deliberazioni dell'ARS, della provincia e del comune di Catania».
  (1108)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che presso gli alloggi popolari di Via
  Romagna,  nel quartiere Jungo di Giarre (CT), da un  tombino  del
  sistema  fognario  fuoriescono liquami maleodoranti  formando  un
  laghetto di acqua putrida;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  porre in  essere  per  garantire  la
  manutenzione   necessaria   per   il   ripristino   del   normale
  funzionamento del sistema fognario;

   se  sia  competenza  dell'IACP  o  del  comune  intervenire  sul
  sistema fognario». (1109)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie sociali, premesso che:

   lungo  il  Viale  Immacolata  e la Via  Libertà  del  comune  di
  Riposto  (CT) alcuni tratti del manto stradale sono dissestati  e
  presentano voragini larghe e profonde;

   la  situazione suddetta rende difficoltoso il transito  in  quei
  tratti  di  strada, ma, soprattutto, determina una situazione  di
  grave pericolo per gli automobilisti ed i pedoni;

   per  sapere quali iniziative intenda porre in essere per far  sì
  che  i  dissesti  rappresentanti in premessa vengano  eliminati».
  (1110)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   le calamità naturali, sempre più frequenti negli ultimi anni,  e
  la   spietata  concorrenza  con  le  produzioni  extracomunitarie
  rischiano  di  danneggiare  in  modo  irreversibile  il  comparto
  agricolo della provincia di Ragusa;

   è  sull'agricoltura  che  si fonda gran parte  dell'economia  di
  quel  comprensorio, così come tanti sono i nuclei  familiari  che
  traggono  sostentamento da tale attività garantendo l'occupazione
  di un consistente numero di lavoratori;

   le  imprese  agricole,  in ginocchio  a  causa  della  crisi  di
  mercato  che notoriamente da anni interessa il comparto, faticano
  a  usufruire  dei benefici previsti dalla legge (per  esempio  la
  legge   185/92),   a   causa   dei   severi   ed   eccessivamente
  burocratizzati procedimenti di assegnazione dei fondi;

   le    modalità   previste   dagli   attuali   procedimenti    di
  archiviazione delle pratiche di richiesta delle provvidenze,  con
  i   termini  previsti,  finiscono  per  penalizzare,  invece   di
  agevolare, la posizione degli imprenditori agricoli;

   la  piccola  impresa a gestione familiare non ha la  possibilità
  di  assumere  un tecnico aziendale che si occupi  di  seguire  le
  varie pratiche, ma è costretta a lavorare e contemporaneamente  a
  seguire la prassi della documentazione richiesta;

   gli  Ispettorati  provinciali  dell'agricoltura  dovrebbero,  in
  qualche  modo,  tutelare e far fronte alle esigenze  di  tutti  i
  lavoratori del settore agricolo;

   per sapere:

   perché  non vengono previsti meccanismi premiali per le  piccole
  imprese   di   coltivatori  diretti,  consentendo   di   accedere
  prioritariamente ai fondi comunitari, nazionali e regionali;

   perché  tra  le misure del POR Sicilia 2007/2013 non si  prevede
  una  sorta  di  corsia  preferenziale di interventi  mirati  alle
  piccole imprese;

   perché        non        si       introducono         meccanismi
  semplificativi  nella gestione di tutte le pratiche  di  rimborso
  ancora ad oggi pendenti, quale, ad esempio, l'autocertificazione,
  più agevole e veloce;

   perché  prima di procedere alla liquidazione delle  più  recenti
  pratiche  di  calamità non ci si accerta che  siano  state  evase
  tutte quelle relative agli anni precedenti;

   perché  non  si  garantisce la costante presenza dei  funzionari
  dell'Ispettorato provinciale nei giorni di riferimento fissati;

   se  non  si  intenda privilegiare un'azione di promozione  delle
  strutture produttive di piccole dimensioni di modo che i benefici
  vadano effettivamente a ricadere sul territorio». (1112)

                                                           AMMATUNA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  territorio
  e  l'ambiente, premesso che la capacità di utilizzo delle risorse
  che  provengono  dalla Comunità Europea dipende  dagli  indirizzi
  politici,  ma  anche  e soprattutto dal corretto  e  responsabile
  funzionamento della pubblica amministrazione;

   rilevato che:
   in  merito  al progetto approntato dalla Provincia regionale  di
  Enna  avente  ad  oggetto:  Attuazione  PIT  11  -  Progetti   di
  interventi di infrastrutturazione leggera a sostegno del  turismo
  naturalistico  ed  escursionistico.  Recupero  della  tratta   di
  ferrovia  dismessa  Dittaino (Enna)  -  S.  Michele  di  Ganzaria
  (Catania)  ,  l'Assessorato regionale del territorio ed  ambiente
  non  ha  ritenuto  di  partecipare alla  Conferenza  di  servizi,
  indetta in data 14 luglio 2005;

   l'amministrazione  provinciale di Enna ha provveduto,  comunque,
  ad  approvare il progetto definitivo, con delibera di  Giunta  n.
  179  del 2 dicembre 2005 e con successiva nota del 23 marzo 2006,
  numero  6685,  ha  trasmesso il progetto  esecutivo  in  oggetto,
  munito della necessaria documentazione, al competente Assessorato
  regionale del territorio ed ambiente per l'emissione del relativo
  decreto di finanziamento;

   considerato che:

   a  tutt'oggi,  a  distanza di più di un anno dalla  trasmissione
  del  progetto,  protocollato al numero 21843 in  data  24/03/2006
  dall'Assessorato  regionale  territorio  ed   ambiente,   non   è
  pervenuto   riscontro   alcuno   da  parte   dell'Amministrazione
  regionale  competente,  come se l'istanza  interessasse  un'altra
  regione d'Italia;

   in   ultimo,   un   altro  assessorato  regionale,   ovvero   il
  Dipartimento    alla    Programmazione   dell'Assessorato    alla
  Presidenza,  in data 27 marzo u.s., ha notificato alla  Provincia
  regionale   ennese  l'avvio  del  procedimento  di   revoca   del
  finanziamento del progetto in oggetto;

   per sapere:

   per  quali motivi un progetto di grande rilevanza, quale  quello
  in  oggetto,  per  lo  sviluppo  del  territorio  provinciale   e
  regionale, finanziato con fondi comunitari, non abbia riscontrato
  alcun interesse da parte dell'Amministrazione regionale;

   quali siano le ragioni fondanti la revoca del finanziamento  del
  progetto presentato dalla Provincia regionale di Enna;

   se  e quali iniziative intendano assumere al fine di riparare al
  danno  arrecato alla collettività interessata a causa del cattivo
  funzionamento  della  macchina  amministrativa  regionale  e,  in
  particolare, dell'Assessorato regionale territorio ed  ambiente».
  (1113)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           GALVAGNO

   «Al  Presidente  della  Regione all'Assessore  alla  Presidenza,
  premesso che,

   il  Presidente della Regione ha proposto di conferire l'incarico
  di  Segretario generale della Presidenza della Regione  al  dott.
  Salvatore  Taormina,     dirigente      di       III       fascia
  dell'Amministrazione regionale, in possesso dei requisiti di  cui
  all'articolo 11, comma 5, della legge regionale numero 20/2003;

   con   deliberazione  numero  58  del  27  febbraio  2007,  legge
  regionale  3  dicembre 2003, numero 20 articolo 11  con  allegato
  curriculum  vitae  è  stato  conferito l'incarico  di  Segretario
  generale  della  Presidenza  della  Regione  al  dott.  Salvatore
  Taormina  -  Mantenimento ad interim dell'incarico  di  dirigente
  generale del Dipartimento della famiglia, delle politiche sociali
  e   delle  autonomie  locali  dell'Assessorato  regionale   della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;

   con  successiva deliberazione numero 82 del 9 marzo 2007,  legge
  regionale  3  dicembre  2003,  numero  20  articolo  11  è  stato
  conferito l'incarico di Dirigente generale del Dipartimento della
  famiglia,  delle  politiche  sociali  e  delle  autonomie  locali
  dell'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle   politiche
  sociali e delle autonomie locali al dott. Rosolino Greco;

   nel  curriculum  vitae  del  dottor Salvatore  Taormina  non  si
  evincono   elementi   che  hanno  determinato   il   conferimento
  dell'incarico  di  Segretario generale, essendo semplicemente  in
  possesso  di  una  laurea  in Giurisprudenza  e  non  avendo  mai
  superato gli esami per le professioni giuridiche, anche se  viene
  menzionato  nel suddetto curriculum tra le esperienze  formative,
  di  avere  svolto  il corso di preparazione  agli  esami  per  le
  professioni giuridiche presso l'Istituto Gonzaga di Palermo;

   l'avere svolto il corso di preparazione e non avere sostenuto  o
  superato   gli  esami  per  le  professioni  giuridiche   è   una
  valutazione negativa da non citare nel proprio curriculum vitae;

   l'incarico  di  Dirigente  generale  al  Dipartimento  regionale
  della  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali
  risale  al 1 settembre 2005 e non consente al dottor Taormina  di
  avere  maturato  un'esperienza tale da  rivestire  l'incarico  di
  Segretario generale;

   il  curriculum vitae del dottor Salvatore Taormina non ha titoli
  accademici che gli consentono di rivestire tale incarico,  tranne
  quello  di  essere  stato capo di gabinetto del Presidente  della
  Regione;

   è  stata disattesa l'ordinanza della Corte Costituzionale numero
  131  del  26  aprile  2004  a seguito  di  quanto  impugnato  dal
  Commissario  dello Stato, che cassa l'articolo 11 comma  5  della
  legge  regionale  3  dicembre 2003 numero 20, limitatamente  alla
  possibilità di conferimento delle funzioni di dirigente  generale
  ai  dirigenti  regionali che appartengono alla II  e  III  fascia
  perché in contrasto con l'articolo 97 della Costituzione sotto il
  profilo  del  buon  andamento della pubblica amministrazione,  in
  quanto  consentirebbe il conferimento delle funzioni di dirigente
  generale  anche  ai dirigenti della cosiddetta  terza  fascia  (i
  quali,  prima  dell'entrata in vigore della  legge  regionale  15
  maggio  2000,  numero  10, recante Norme sulla  dirigenza  e  sui
  rapporti  di  impiego e di lavoro alle dipendenze  della  Regione
  Siciliana.  Conferimento di funzioni e compiti agli enti  locali.
  Istituzione  dello  Sportello unico per le  attività  produttive.
  Disposizioni in materia di protezione civile. Norme in materia di
  pensionamento, svolgevano funzioni direttive e non  dirigenziali)
  senza  alcuna  verifica  delle  loro  capacità  professionali  ed
  attitudinali in relazione al nuovo incarico;

   il  Presidente  della Regione siciliana ha pubblicato  la  legge
  regionale  numero  20 del 3 dicembre 2003 omettendo  al  comma  5
  dell'articolo 11 quanto impugnato dal Commissario dello Stato  ai
  sensi dell'articolo 28 dello Statuto in riferimento al divieto di
  rivestire l'incarico di Dirigente generale ai dirigenti di  II  e
  III fascia, ma ha aggirato l'ostacolo giuridico concludendo nello
  stesso comma che la distinzione in fasce non rileva ai soli  fini
  del conferimento dell'incarico;

   risultano  illegittimi  gli  incarichi  di  Dirigente   generale
  conferiti ai dirigenti di II e III fascia;

   l'incarico   di   Segretario   generale   conferito   al   dott.
  Salvatore    Taormina    risulta     essere
   incostituzionale;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti  intende  adottare  il
  Governo  della  Regione  per revocare  l'incarico  di  Segretario
  generale al dottor Salvatore Taormina». (1117)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                         BORSELLINO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che:

   le  Cooperative  SE.PE.  (Servizi Petralia)  e  CO.S.AU.  (Coop.
  Servizi Ausiliari) svolgono sin dalla loro costituzione nel  1989
  la  loro attività lavorativa esclusivamente per conto di Italkali
  SpA,  assolvendo  tutti  i  servizi  di  trasporto  interno,   di
  movimentazione dei prodotti con mezzi propri e di  altri  servizi
  di manovalanza;

   in  tali attività sono impegnate in modo continuo circa 80 unità
  lavorative  e  che i relativi contratti di lavoro dal  1989  sono
  stati di anno in anno tacitamente rinnovati non essendo mai stata
  formalizzata alcuna disdetta prima della scadenza naturale del 31
  dicembre di ogni anno;

   considerato  che  è  in corso la procedura di dismissione  della
  quota  Ente  Minerario Sicilliano in seno alla  predetta  società
  Italkali  SpA  e  che tale dismissione potrebbe comportare  anche
  innovazioni  nella  programmazione e nella gestione  dei  servizi
  della  citata  società, con possibile rischio circa la  stabilità
  dei  rapporti di lavoro dei dipendenti delle predette cooperative
  SE.PE. e CO.S.AU. relativo ai contratti con Italkali SpA;

   ritenuto  che  tale  ipotesi  pregiudicherebbe  la  qualità  dei
  servizi  sui quali Italkali è impegnata, oltre che la  continuità
  del rapporto di lavoro con i predetti lavoratori;

   per sapere:

   se  non  reputino opportuno favorire chiarimenti in ordine  alle
  possibili  refluenze  della procedura di dismissione  di  cui  in
  premessa  sui rapporti contrattuali tra Italkali e le Cooperative
  SE.PE.  e  CO.S.AU.  e  conseguentemente  sul  mantenimento   del
  rapporto  di  lavoro tra le predette cooperative e  le  80  unità
  lavorative impegnate nei vari servizi Italkali SpA.

   quali   azioni  il  Governo  della  Regione  ed  in  particolare
  l'Assessore per l'Industria abbiano adottato o intendano adottare
  a  tutela  degli  interessi dei lavoratori  e  se  non  ritengano
  intanto  opportuno ed urgente convocarli onde illustrare loro  le
  reali  prospettive  in  ordine alla continuità  del  rapporto  di
  lavoro». (1118)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            FALZONE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che:
   con  nota del 15/02/2007, protocollo numero 7800 il Dipartimento
  regionale  dell'industria  ha richiesto  ai  Consorzi  ASI  della
  Sicilia   di  quantificare  gli  oneri  derivanti  da   pregressi
  contenziosi;

   il  Consorzio  ASI di Enna, con riferimento alla  suddetta  nota
  assessoriale,  in data 2 aprile 2007 ha inviato una comunicazione
  in  ordine al contenzioso scaturito dalle procedure espropriative
  di  cui  ai Decreti di finanziamento numero 500 del 10.05.1997  e
  numero 283 del 5.04.2000;

   nella nota di cui sopra il Consorzio ASI di Enna rappresentava:

   a)       che       negli         anni        ha        proceduto
  all'espropriazione,  a vario titolo (per insediamenti  e  per  la
  realizzazione    di   infrastrutture)   di   terreni    ricadenti
  nell'agglomerato industriale del Dittaino;

   b)  che su indicazione dell'Assessorato regionale dell'industria
  ed  in  forza dei pareri resi dall'Ufficio Legislativo  e  Legale
  numero  332/214.93.11  dell'11.1.94 e numero  3965/214.93.11  del
  21.04.1994 l'Ente ha applicato il valore agricolo medio, offrendo
  alle ditte una indennità di espropriazione pari a 0,50 al mq.;

   c)  che  in seguito alla mancata accettazione dell'indennità  di
  espropriazione  da parte di alcune delle ditte  interessate  alla
  procedura  ablatoria, l'Ente ha provveduto,  come  per  legge,  a
  trasmettere  le  pratiche alla Commissione  Provinciale  Espropri
  che, con determinazione del 29.03.1999, ha stimato il valore  del
  terreno  in  £ 8.472,5 al mq. E con determinazione del 14.01.2002
  ha  stimato  il  valore dei terreni in 9,39 al mq da  mediare  ai
  sensi dell'articolo 5 bis della legge 359/1992;

   d)  che  avverso  le  suddette determinazioni della  Commissione
  Provinciale  Espropri  il  Consorzio  ha,  nel  tempo,   proposto
  opposizione   alla  stima  dinnanzi  la  Corte  di   Appello   di
  Caltanissetta;

   e)  che  i giudizi di cui sopra sono stati definiti con sentenze
  esecutive  ai  sensi di legge. Il giudice ha  stimato  i  terreni
  oggetto  di procedura espropriativi in 5,20 al mq oltre spese  ed
  interessi legali;

   considerato che:

   alla  luce  di  quanto sopra l'ammontare degli  oneri  derivanti
  dalle sentenze emesse dalla Corte di appello di Caltanissetta  ed
  oggi  esecutive  risulta essere, secondo quanto  riportato  nella
  nota in oggetto, pari a 4.583.022,31 oltre spese ed interessi;

   a  ciò va aggiunto che avverso le sentenze di condanna emesse in
  1   grado dalla Corte di Appello di Caltanissetta il Consorzio ha
  promosso ricorso per Cassazione;

   i   giudizi  ancora  oggi  pendenti  avanti  la  Suprema   Corte
  probabilmente si concluderanno con esito sfavorevole  per  l'Ente
  tenuto  conto  che  la  Corte si è già pronunziata  con  sentenza
  numero  7301/05  del 10.02.2005 e numero 6916/05  del  10.02.2005
  (cause  ASI  C/Vicari)  ed ha rigettato i  ricorsi  promossi  dal
  Consorzio,  confermando così le sentenze di 1  grado della  Corte
  di Appello di Caltanissetta;
   atteso  che tale situazione, di fatto, espone l'Ente  ad  azioni
  esecutive  da  parte  dei  proprietari espropriati,  creando  una
  situazione   obiettivamente   insostenibile   per   le    finanze
  consortili; destinata, peraltro, ad aggravarsi nei prossimi  mesi
  allorquando   andranno  a  sentenza  gli  altri  giudizi   ancora
  pendenti;

   per sapere:

   se  il  Governo  della Regione non ritenga di dover  intervenire
  per  un'azione  comune  al  fine  di  risolvere  la  pesantissima
  situazione  relativa  al  contenzioso scaturito  dalle  procedure
  espropriative del consorzio ASI di Enna;

   se,  a  fronte  di  taluni aspetti inerenti la conduzione  e  la
  gestione corrente dei Consorzi ASI, l'Assessorato dell'industria,
  nella  veste  di  organo  tutorio, non  ritenga  di  fondamentale
  importanza  promuovere  ogni  iniziativa  idonea  ad  individuare
  efficaci soluzioni alle problematiche degli Enti consortili,  ed,
  in  particolare, alle criticità relative agli oneri  connessi  ai
  pregressi    contenziosi     che   hanno     visto     soccombere
  giudizialmente in via definitiva gli enti consortili». (1119)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           GALVAGNO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali  ed  ambientali e per la pubblica istruzione,  premesso
  che:

   con  D.A numero 1946 del 28.04.89 l'Assessorato regionale per  i
  Beni  Culturali ha sottoposto a vincolo diretto ex Legge  1089/39
  una  vasta area ricadente in contrada Realmese, nei pressi  della
  necropoli di Cozzo San Giuseppe, in territorio di Calascibetta;

   con lo stesso decreto, un'altra vasta area è stata sottoposta  a
  vincolo indiretto;

   di  recente sono stati ultimati i lavori di valorizzazione della
  necropoli e che gli scavi effettuati in questa circostanza, sotto
  il  controllo  della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di  Enna,  hanno
  escluso che nelle aree limitrofe alla necropoli si trovino  altri
  siti o reperti di interesse storico o archeologico;

   nello  scorso autunno la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Enna  ha
  notificato  ai  proprietari dei terreni ricadenti nella  zona  di
  vincolo diretto l'indennità provvisoria di espropriazione di  cui
  al  D.D.G. numero 9239 del 28.12.2005, riprendendo così  un  iter
  espropriativo avviato molti anni addietro;

   considerato che:

   l'area  interessata  dal  vincolo  diretto  e  dall'esproprio  è
  oltremodo ampia ed alquanto lontana dalla necropoli;

   le   somme   stanziate  appaiono  ictu  oculi  insufficienti   a
  ristorare  i  proprietari dei terreni interessati  dalla  perdita
  degli stessi;

   nell'area  vi  sono diverse aziende agricole i cui  proprietari,
  privati  dei  terreni, verrebbero seriamente ed irrimediabilmente
  danneggiati;

   ai  terreni,  una  volta espropriati dalla  Soprintendenza,  non
  potrebbe  essere  garantita  la  normale  coltivazione,  con   il
  pericolo  che  si verifichino incendi che potrebbero  danneggiare
  anche  i  lavori di valorizzazione della necropoli  compiuti  dal
  Comune,  mentre, fino ad oggi, i proprietari hanno  garantito  la
  pulizia dei terreni, così come peraltro prescritto con il decreto
  impositivo del vincolo;

   le  aree,  di  fatto abbandonate, potrebbero essere  oggetto  di
  razzia da parte di vandali e tombaroli;

   l'esproprio  appare effettuato in aperta violazione  del  D.P.R.
  327/2001;

   considerato inoltre che:

   allo  stato  la Soprintendenza non è titolare di alcun  progetto
  relativo  a  lavori  ed  opere  da  realizzare  nelle   aree   da
  espropriare;

   la  dichiarazione di pubblica utilità, dato il  lungo  lasso  di
  tempo trascorso, è da ritenersi decaduta;

   il  vincolo  non è stato regolarmente notificato ai  proprietari
  né  appare  regolarmente trascritto presso la  Conservatoria  dei
  RR.II di Enna;

   per sapere:

   se  il  Governo  della Regione non ritenga di attivarsi  per  la
  sospensione del procedimento di esproprio in questione;

   se  siano state individuate e quali siano le aree effettivamente
  e concretamente titolari di interesse archeologico;

   se  non  ritengano  che l'esproprio debba essere  limitato  alle
  sole aree di sicuro interesse archeologico;

   se  e  quali iniziative siano state assunte affinché l'esproprio
  venga  effettuato  solo  in presenza di un progetto  regolarmente
  approvato che valorizzi tutta la zona, nel rispetto della vigente
  normativa sugli espropri». (1120)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           GALVAGNO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che,

   al   Commissario  straordinario  presso  il  Consorzio  ASI   di
  Siracusa,  nominato  giusto D.A. dell'Assessore  per  l'industria
  numero  109 del 7 febbraio 2007, è stato, tra l'altro,  conferito
  l'incarico   di  assumere  tutte  le  iniziative  necessarie   ed
  opportune 'per conseguire l'immediata ricostituzione degli Organi
  sociali dell'ASI di Siracusa';

   considerato  che  il  compito assegnato al predetto  Commissario
  con il citato D.A. di nomina, originariamente della durata di sei
  mesi  poi  reiteratamente prorogato, si esauriva con l'emanazione
  degli atti  necessari  alla  ricostituzione degli Organi sociali,
  adempiendo,  nelle  more,  ai  compiti  propri  degli  Organi  da
  ricostituire,  cosicché effettuati gli adempimenti necessari  per
  addivenire alle nomine da parte degli Enti pubblici e privati  di
  cui  alla legge regionale numero 1 del 04/01/1984, il Commissario
  straordinario,  fatta  la convocazione ed insediato  il  relativo
  Consiglio  generale del Consorzio ASI, avrebbe dovuto cessare  la
  propria attività ritenendosi esaurito il mandato conferito con il
  D.A. di nomina;

   rilevato che:

   risulta        che        il        predetto         Commissario
  straordinario,  effettuati  tutti  gli  adempimenti  necessari  a
  consentire la nomina dei componenti da parte degli Enti  pubblici
  e  privati di cui alla legge regionale 1/84 ha convocato  per  il
  giorno  09/05/2007 i componenti nominati con il  seguente  ordine
  del  giorno:  1)  Presa d'atto della costituzione  del  Consiglio
  generale;  2)  verifica dei requisiti degli  aventi  diritto;  3)
  insediamento del Consiglio; 4) nomina del Presidente;  5)  nomina
  del Consiglio direttivo di amministrazione;

   nel  corso della predetta seduta il Commissario, pur dando  atto
  dell'avvenuta  costituzione del Consiglio generale del  Consorzio
  ASI,  stante  la  presenza  di tutti i Consiglieri  nominati,  ha
  proceduto  di  sua  iniziativa alla verifica  dei  requisiti  dei
  soggetti  nominati.  Infatti, nel corso della predetta  assemblea
  generale  del 09/05/2007, il Commissario straordinario ha  deciso
  di  sospendere  per  circa  mezz'ora la  seduta  decidendo  quali
  Consiglieri  nominati  avessero, a suo  insindacabile  avviso,  i
  requisiti  previsti  per  la nomina  e  quali  no;  esaminati  82
  curricula  nel giro di mezz'ora, faceva ritorno in Consiglio  per
  comunicare  che,  sempre  a  suo insindacabile  avviso,  solo  27
  Consiglieri  su  82 avevano i requisiti previsti dall'articolo  3
  della  Legge  19/97  e  comunicava che la seduta  andava  sciolta
  stante  che, in ogni caso, i predetti 27 Consiglieri non potevano
  matematicamente raggiungere il quorum necessario per la  elezione
  del  Presidente del Consorzio e del Consiglio direttivo,  ponendo
  le  condizioni  di  un'ulteriore proroga  sine  die  del  mandato
  ricevuto. Ne nasceva un'accesa discussione, alla fine della quale
  il  Commissario decideva di aggiornare la seduta al 04/06/2007 al
  fine di valutare gli ulteriori adempimenti;

   dall'esposizione dei fatti, il Commissario straordinario  ha  di
  fatto  svolto  un  ruolo che ad esso non competeva,  stante,  che
  insediato  il  Consiglio generale del Consorzio, è solo  l'Organo
  assembleare che può procedere ai successivi adempimenti previsti,
  compreso    quello   della   verifica   delle    condizioni    di
  incompatibilità. Occorre, infatti, evidenziare che la valutazione
  dei  requisiti di nomina è rimessa al procedimento amministrativo
  di nomina dei singoli componenti, che spetta ai sensi della legge
  regionale 04/01/1984 numero 1 articoli 6 e successivi, ai Sindaci
  ed   ai  Presidenti  delle  Associazioni  che  sono  chiamati  ad
  effettuare   non   una   designazione  bensì   una   nomina   dei
  rappresentanti del predetto Consiglio generale dell'ASI.  In  tal
  senso  lo  stesso  articolo  10  dello  statuto  dell'ASI  recita
  infatti:  'I membri così nominati durano in carica cinque  anni'.
  Lo  stesso  articolo,  al comma successivo recita:  'In  caso  di
  impedimento, dimissioni, revoca o decadenza di un membro,  l'Ente
  o  l'Associazione che lo ha nominato provvederà alla sostituzione
  con altro rappresentante';

   constatato  che  appare alquanto singolare  che  il  Commissario
  straordinario,  a  fronte  di provvedimenti  di  nomina  divenuti
  esecutivi,  tempestivamente notificati, abbia inteso sindacare  i
  provvedimenti di nomina in ordine alla valutazione dei  curricula
  professionali   dei  soggetti  nominati  ed  in  particolare   in
  riferimento  all'assunto possesso da parte dei soggetti  nominati
  dei  requisiti di cui all'articolo 3 della legge regionale 19/97.
  Tra l'altro, il predetto articolo 3 si riferisce ai requisiti per
  le  nomine e designazioni di competenza regionale, che  non  sono
  direttamente  applicabili  ai casi di  nomina  effettuata  invece
  dagli  Enti territoriali o dalle Associazioni private,  come  nel
  caso  di specie. In ogni caso la valutazione dei requisiti e  dei
  curricula competono al soggetto a cui la legge demanda il  potere
  di  nomina  (in  questo  caso  al Sindaco,  al  Presidente  della
  Provincia, ai Presidenti delle Associazioni private),  in  quanto
  il potere di nomina riconosciuto dalla legge implica oltre che la
  valutazione  dei  requisiti  dei  candidati  da  nominare,  anche
  l'esercizio  di valutazioni di ordine discrezionale e fiduciario,
  che  una volta intervenuto il provvedimento definitivo di  nomina
  non  possono  essere  sindacati  dal  Commissario  straordinario.
  Mentre  la  verifica delle eventuali condizioni d'incompatibilità
  previste  dalla legge spetta al Consiglio generale del  Consorzio
  che,  una volta convocato ed insediato, nella sua collegialità  è
  chiamato,  prima di procedere alla nomina del Consiglio direttivo
  e del Presidente, a valutare la sussistenza di eventuali cause di
  incompatibilità in capo ai soggetti nominati;

   per sapere:

   alla  luce  di quanto sopra descritto, quali iniziative  urgenti
  intendano  intraprendere il Presidente, la Giunta  di  Governo  e
  l'Assessore  per  l'industria per far  cessare  tale  illegittima
  iniziativa intrapresa dal Commissario straordinario, stante  che,
  tra  l'altro,  tale situazione inibisce il concreto funzionamento
  del  Consorzio  ASI, determinando il protrarsi  di  una  gestione
  commissariale  che priva gli Enti territoriali interessati  della
  loro legittima partecipazione all'Organismo suddetto;

   ove  venisse  ritenuto  applicabile l'articolo  3  della  citata
  legge  regionale  19/97 anche per le nomine da parte  degli  Enti
  territoriali   e   delle   Associazioni   private,   condividendo
  l'operato       del      Commissario straordinario, si chiede  di
  sapere  quali  verifiche abbia effettuato  o  intenda  effettuare
  l'Assessorato dell'industria al fine di accertare la  sussistenza
  di  tali  particolari requisiti in capo a tutti i componenti  dei
  Consigli   generali  dei  Consorzi  ASI  della   Sicilia,   anche
  attraverso  la  nomina  di appositi Commissari  straordinari  che
  procedano  ad  adottare  gli  atti  di  decadenza  di   tutti   i
  rappresentanti  nominati  in seno ai predetti  Consigli  che  non
  siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 della legge
  regionale 19/97;

   ai  sensi  dell'articolo 143 comma 1 del Regolamento  A.R.S.  si
  chiede di voler riconoscere il carattere di urgenza alla presente
  interrogazione,  stante la necessità di un  immediato  intervento
  volto  a  consentire il funzionamento degli Organi del  Consorzio
  ASI  Siracusa,  di  fatto, bloccati, se nonostante  i  componenti
  siano  stati tutti nominati. Tale necessità andrebbe  letta  alla
  luce, soprattutto, dell'Assemblea generale aggiornata al 4 giugno
  p.v.  ove  l'adozione da parte del Commissario  straordinario  di
  eventuali provvedimenti di decadenza porterebbe alla paralisi del
  predetto  Consorzio, con gravissime ripercussioni anche derivanti
  dalle   decine   di  contenziosi  che  si  determinerebbero   per
  l'adozione di provvedimenti di decadenza chiaramente illegittimi,
  viziati  di  incompetenza  e carenza di  potere,  nonché  per  le
  altrettanto   gravi  conseguenze  che  l'accaduto  determinerebbe
  rispetto  al  corretto funzionamento di tutti gli altri  Consigli
  generali  delle  ASI  della Sicilia e dei  componenti  nominati».
  (1121)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                       GENNUSO - DI MAURO - NICOTRA
                                         BASILE - LOMBARDO-RIZZOTTO

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   in  via Settembrini a Giarre (CT) si trova una discarica abusiva
  di materiale edilizio e mobili vecchi;

   condizioni  di  degrado e sporcizia, come  quelli  descritti  in
  precedenza, mettono a rischio la salubrità dell'intera zona,

   per sapere:

   quali   iniziative  intenda  porre  in  essere  affinché   venga
  bonificata l'intera area indicata in premessa». (1122)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al  Presidente  della Regione e all' Assessore per  la  sanità,
  premesso che:

   nei  reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME), a  causa
  della  riduzione  di  personale nelle  sale  operatorie  e  della
  carenza  di  tecnici, infermieri e medici in radioterapia,  molti
  malati  di cancro non potranno essere sottoposti, in tempi brevi,
  ad interventi chirurgici ed a trattamenti di radioterapia;

   nei  prossimi due mesi gli infermieri che mancheranno  in  tutto
  il  presidio  ospedaliero saranno più di 60, pertanto  non  potrà
  essere fornita la giusta assistenza ai pazienti;

   la   carenza   di   materiale  di  consumo  ha   costretto   gli
  amministratori  dell'ospedale  a  chiedere  in  prestito  ad  una
  clinica  privata di Messina il mezzo di contrasto per  effettuare
  la TAC;

   la  suddetta  struttura ospedaliera è un  punto  di  riferimento
  positivo   per   quanti   in  Sicilia  soffrono   di   tumori   e
  determinerebbe,  se  ben  gestita, non solo  assistenza  ad  alto
  livello ma anche entrate non indifferenti per l'ASL competente;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano porre in  essere  per  risolvere  i
  problemi esposti in premessa;

   quali  siano  i  motivi  che  li  hanno  determinati  e  se  non
  ritengano di dover intervenire tempestivamente per evitare che un
  reparto di così alto livello possa essere indebolito o soppresso,
  magari, per motivi che poco hanno a che vedere con l'efficienza e
  la trasparenza». (1123)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   la  palestra comunale di Piazza Macherione a Giarre (CT),  versa
  in condizioni strutturali precarie;

   malgrado le condizioni, la suddetta palestra continua ad  essere
  frequentata mettendo a repentaglio l'incolumità di molti ragazzi;

   per  sapere  quali iniziative intenda porre in  essere  affinché
  venga   ripristinata  l'agibilità  strutturale   della   palestra
  indicata in premessa». (1124)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «All'Assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali  e  le
  autonomie locali, premesso che:

   lungo  la Via Almerico a Riposto (CT), ai due lati della strada,
  sussistono due file di alberi non idoneamente potati;

   la  mancata  potatura  degli alberi arreca  notevoli  disagi  ai
  residenti,  i quali non possono camminare sui marciapiedi  invasi
  dai rami;

   per sapere:

   quali  iniziative intenda implementare per far  sì  che  vengano
  regolarmente potati gli alberi presenti in Via Almerico a Riposto
  (CT)». (1125)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in   data  06.08.2004,  con  ordine  di  servizio  numero   105,
  l'amministrazione  comunale  di  Catania  bandisce  un   concorso
  interno  per progressione verticale per la copertura di 80  posti
  di Ispettore superiore di Polizia Municipale-categoria D, facendo
  partecipare, in deroga al regolamento dei concorsi,  che  prevede
  il  diploma  di scuola secondaria di II grado, anche chi  era  in
  possesso del solo titolo di licenza media inferiore;

   la   prova  tecnica  del  concorso  è  stata  espletata  in  più
  giornate;

   il  bando non indicava gli estremi dell'atto deliberativo con il
  quale è stato indetto il concorso;

   il  bando non prevedeva in quanti esimi dovesse essere assegnato
  il  punteggio  e quale fosse stato il punteggio minimo  richiesto
  per l'ammissione alla prova orale;
   sono    state    segnalate    numerose   irregolarità    durante
  l'espletamento delle prove d'esame;

   per sapere:

   se  ritenga corretta, nella formulazione e nell'espletamento, la
  procedura concorsuale indicata in premessa;

   nel  caso  non  ritenesse corrette le procedure  concorsuali  in
  premessa quali iniziative intenda porre in essere;

   se  non  ritenga  di dover disporre un'immediata  ispezione  per
  accertare la regolarità degli atti». (1126)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FLERES

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   come  annunciato dalla stampa, le Ferrovie dello Stato avrebbero
  progettato  la  soppressione dei treni a lunga percorrenza  e  di
  molte stazioni ferroviarie della Sicilia, tra cui quella di  Capo
  d'Orlando (ME);

   secondo  il progetto di RFI, già dal prossimo mese si  procederà
  alla eliminazione dei treni a lunga percorrenza;

   considerato che:

   nella  nostra Regione resterebbero attivi solo i treni 'diretti'
  e quelli 'regionali';

   il   progetto  di  smantellamento  comprenderebbe   inoltre   la
  chiusura,  entro  il  31  dicembre di  quest'anno,  di  tutte  le
  stazioni della tratta Messina-Palermo;

   la  tratta  Messina-Palermo è stata già  fortemente  penalizzata
  dal mancato finanziamento per il suo completamento;

   ritenuto   che  si  tratta  di  una  rivoluzione  che  penalizza
  gravemente  la  nostra  Regione ed  in  particolare  le  località
  turistiche,   come   Capo   d'Orlando,  che   sull'efficienza   e
  sull'incremento  dei  trasporti  contano  per  il  loro  sviluppo
  turistico ed economico, che verrebbe gravemente compromesso dalla
  prevista soppressione della stazione ferroviaria;

   per sapere:

   se  il  Governo della Regione sia a conoscenza del  progetto  di
  smantellamento in oggetto;

   se  non  ritenga di dover intervenire urgentemente nei confronti
  delle  Ferrovie  dello  Stato  al fine  di  scongiurare  i  tagli
  annunciati,  tenuto conto dei pesanti disagi che ne deriverebbero
  ai  cittadini e dei durissimi contraccolpi che ne discenderebbero
  per l'economia turistica dell'intera Regione». (1130)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            LACCOTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  la  legge  regionale  8 febbraio 2007,  numero  2  è  stata
  modificata  la  norma relativa agli Ambiti Territoriali  Ottimali
  per la gestione dei rifiuti urbani;

   in  particolare, l'articolo 45 della suddetta legge dispone  che
  i nuovi Ambiti Territoriali Ottimali vengano individuati entro 90
  giorni dalla Agenzia per i rifiuti e le acque, sulla base di  uno
  studio  che  deve  tenere  conto della  necessità  di  assicurare
  l'efficacia,   l'efficienza,  l'economicità  e  la  funzionalità,
  nonché la continuità dei servizi, in numero non superiore  al  50
  per cento di quelli esistenti, pari a 14;

   il  medesimo  articolo stabilisce che gli enti locali  ricadenti
  nel medesimo Ambito Territoriale Ottimale debbano costituirsi  in
  Consorzio;

   considerato che:

   l'attuazione  del  suddetto  disposto  legislativo  prevede  dei
  passaggi   obbligati,   tra  cui  il  parere   della   competente
  Commissione  legislativa dell'Assemblea  regionale,  la  quale  a
  tutt'oggi non è stata chiamata ad esprimersi;

   i  90  giorni  previsti per l'individuazione  dei  nuovi  ambiti
  territoriali sono ampiamente trascorsi;

   rilevato che:

   nelle  more  dell'attuazione della legge, il rischio  emergenza-
  rifiuti in Sicilia aumenta sensibilmente ed in maniera sempre più
  preoccupante;

   proprio  in questi giorni la Confindustria ha lanciato l'allarme
  per  il  blocco  della  raccolta che si  potrebbe  verificare  in
  conseguenza dei debiti (circa 300 milioni) accumulati in poco più
  di  due  anni  dai  26  ATO ancora sparsi nelle  nostre  province
  regionali, nonostante la legge ne abbia previsto la riduzione;

   atteso  che  il  settore  dei  rifiuti  offre  lavoro  a   circa
  settemila persone, alle quali le imprese che gestiscono  gli  ATO
  denunciano  di non potere più pagare gli stipendi a  causa  della
  mancanza  di  liquidità e pertanto minacciano di interrompere  il
  servizio di raccolta dal 1 giugno c.a.;

   per sapere:

   quali  siano  le ragioni per cui a tutt'oggi, non è  stata  data
  attuazione  all'articolo 45 della legge 2/2007, che,  proprio  al
  fine  di  assicurare  efficacia, efficienza, funzionalità  e  nel
  contempo  economicità nella gestione dei rifiuti, ha previsto  la
  necessaria  individuazione  di nuovi  ambiti  territoriali  e  la
  costituzione  dei  consorzi  degli  enti  locali  ricadenti   nel
  medesimo ambito territoriale;

   se   e  quali  iniziative  immediate  siano  state  assunte  per
  fronteggiare  l'allarme  lanciato dalla Confindustria  in  ordine
  all'indebitamento  degli  ATO  ed al  conseguente  rischio  della
  sospensione  della raccolta da parte delle oltre 180 imprese  che
  forniscono  i  servizi di 26 ATO che ancora oggi,  nonostante  la
  riforma  del  settore  approvata  dal  Parlamento,  continuano  a
  gestire dispendiosamente ed inadeguatamente un settore di estrema
  delicatezza per la collettività regionale». (1131)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                            LACCOTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   FLERES, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione,  premesso  che  la  Commissione
  Tributaria  provinciale  di Messina  ha  già  accolto  i  ricorsi
  presentati, concedendo la sospensiva delle fatture emesse da  ATO
  ME2;

   considerato che:

   il  motivo  legalmente rilevante è la tariffa determinata  dalla
  stessa  ATO  anziché  dai Consigli comunali,  come  previsto  dal
  decreto Ronchi;

   l'accoglimento   del   ricorso  da   parte   della   Commissione
  tributaria comporta la sospensione di tutte le fatture già emesse
  e  future: ciò è importante sia per chi ha già pagato le  fatture
  in  scadenza  e, soprattutto, per quanti non hanno ancora  pagato
  poiché  l'ATO  ME2 ha già iniziato le azioni per  la  riscossione
  coattiva delle fatture insolute;

   per conoscere:

   quali  siano i provvedimenti che intendano adottare al  fine  di
  dare  seguito  alla  prevista  riduzione  degli  ATO,  unica  via
  percorribile per evitare gli ulteriori sprechi di risorse;

   se  non  ritengano  opportuno intervenire  tempestivamente,  con
  tutti  gli  strumenti idonei, per evitare l'inutile richiesta  di
  pagamento delle fatture emesse dall'ATO ME2». (41)

   (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        BALLISTRERI
   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   FLERES, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   visto  l'articolo  26 della legge regionale  23  dicembre  2000,
  numero 30, che autorizza il Presidente della Regione a pubblicare
  nella  'Gazzetta Ufficiale della Regione, entro  sei  mesi  dalla
  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  un  testo
  coordinato  delle leggi regionali relative all'Ordinamento  degli
  Enti Locali';

   considerato  che sono trascorsi quasi sette anni senza  che  sia
  stata  data  attuazione  alla predetta norma,  né  attraverso  la
  pubblicazione,    anche    parziale,   del    testo    coordinato
  dell'O.EE.LL., né attraverso l'insediamento di un tavolo  tecnico
  per confezionare il citato testo coordinato;

   ritenuto  che il riordino normativo, nel settore delle autonomie
  locali,  si reputa necessario al fine di pervenire ad una lettura
  omogenea   e   coordinata  dei  vari  articoli   che   compongono
  l'Ordinamento  regionale degli enti locali,  soprattutto  per  la
  parte  riguardante compiti e funzioni degli organi  comunali,  il
  sistema  elettorale  per  l'elezione  contestuale  del  Consiglio
  comunale  e  del  Sindaco, lo status dei Consiglieri  comunali  e
  degli amministratori, le gestioni straordinarie e lo scioglimento
  degli organi, la Dirigenza comunale, gli enti gestori dei servizi
  pubblici,  le  aziende  speciali e le  società  a  partecipazione
  pubblica. Ma anche per ragioni di chiarezza normativa, atteso che
  il legislatore regionale ha emanato, in materia, non poche norme,
  rinvenibili  in  numerose leggi (si tratta  di  articoli  sparsi,
  collocati  in  leggi  che  spesso hanno  per  oggetto  tutt'altra
  materia)  che  hanno  inciso sugli organi  e  sull'organizzazione
  degli enti autarchici territoriali locali;

   valutato che l'emanazione del predetto testo coordinato è  molto
  attesa  dagli  amministratori locali, studiosi ed  operatori  del
  diritto, nonché dalla generalità dei cittadini,

                 impegna il Presidente della Regione
                                  e
       l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
                          autonomie locali

   a  pubblicare,  entro  e  non oltre 90 giorni  dall'approvazione
  della presente mozione, il testo coordinato delle leggi regionali
  relative all'ordinamento degli enti locali;

   ad  emanare urgenti direttive presidenziali ed assessoriali, nei
  confronti del Dirigente generale del Dipartimento regionale della
  famiglia  e  delle autonomie locali e della competente  dirigenza
  dell'Assessorato,  affinché  la  redazione  del  predetto   testo
  coordinato costituisca obiettivo dirigenziale valutabile ai  fini
  dell'erogazione dell'indennità di risultato;

   ad  istituire  un  Tavolo tecnico, composto complessivamente  da
  numero  2  dirigenti amministrativi della Regione e da  numero  2
  consiglieri parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana,  con
  il  compito  di formulare proposte legislative, alla  luce  delle
  programmate proposte di modifica elaborate dal Governo nazionale,
  sottoposte  all'esame del Parlamento, riguardanti il  T.U.  degli
  enti locali nazionale». (199)

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                    GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che, secondo il rapporto sull'Africa reso  noto  dalla
  FAO,  circa  23 paesi dell'Africa sub sahariana hanno bisogno  di
  aiuti  alimentari a causa del sommarsi di guerre civili,  avverse
  condizioni climatiche e dissesto delle economie nazionali;

   ricordate situazioni come quelle del Darfur, e in parte del  sud
  del Sudan, dove la popolazione continua a soffrire le conseguenze
  del  prolungato  conflitto che ha provocato un numero  enorme  di
  sfollati  (circa due milioni) e che un'eguale situazione  si  sta
  determinando in Eritrea, Somalia ed Etiopia;

   rilevata,  in  particolare, la situazione di gravissimo  disagio
  in  aree  urbane di paesi anche apparentemente più sviluppati  ma
  schiacciati  da  debiti insolubili, come il  Kenya  e  l'area  di
  Nairobi;

   considerato che situazioni come queste alimentano il  flusso  di
  disperati  che attraverso diverse strade cercano di  arrivare  in
  Europa, anche attraverso le vie che passano dalla Sicilia;

   visto  che  in tali aree diversi gruppi sociali, in accordo  fra
  loro (con riferimento all'Africa Peace Point), hanno dato vita  a
  numerose iniziative quali:

   il  Kivuli  Centre,  che ospita 50 bambini,  sostiene  le  spese
  scolastiche  di  altri 70 e ne inserisce altri  150  in  attività
  ricreative  e  animative, è dotato di una piccola clinica  ed  ha
  attivato  un  progetto di microcredito per le famiglie  bisognose
  nella baraccopoli di Kibera;

   il  Bega  Kwa  Bega,  un  gruppo di  cooperative  che  producono
  prodotti  artigianali e che interviene tra le donne di Korogocho,
  la quarta baraccopoli di Nairobi per grandezza (confinante con la
  discarica  di  Dandora dove un fiume di uomini, donne  e  bambini
  vive,  in  assenza di acqua potabile, scartando e selezionando  i
  rifiuti);

   la  Casa  di Anita, un progetto di donne per accogliere, accanto
  ai  propri  figli,  bambine provenienti dai quartieri  poveri  di
  Nairobi, spesso orfane e vittime di turismo sessuale;

   la  Efl,  un'associazione  di  volontari  che  attua  interventi
  finalizzati  alla  prevenzione del contagio e della  trasmissione
  del   virus   HIV,   al   recupero   dei   tossicodipendenti   ed
  all'assistenza  alle  donne sieropositive  nella  baraccopoli  di
  Thika,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  con  forme  di  cooperazione  decentrata  nelle
  baraccopoli  di  Libera, Korogocho e Thika ed a fornire  sostegno
  alle  popolazioni  locali sulla base delle esigenze  rilevate  in
  quei territori». (200)

                                       VILLARI - FLERES - ARDIZZONE
                                           ZAGO - APPRENDI - VICARI
                             CRACOLICI - DE BENEDICTIS - RUGGIRELLO
                                 PARLAVECCHIO - PANARELLO - TERMINE
                                   CANTAFIA - GIANNI - ODDO CAMILLO
                                               CAPPADONA - ANTINORO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  riabilitazione dei soggetti affetti da lesioni cerebrali  si
  basa  su di un costante processo di apprendimento, fondato  anche
  sulla mediazione tra il paziente e l'ambiente in cui vive;

   è  scientificamente  assodato che per il  corretto  sviluppo  di
  ogni  individuo  il  sistema nervoso  deve  essere  in  grado  di
  sviluppare   capacità   di   adattamento   sensoriale,   motorio,
  cognitivo,   relazionale   e   comunicativo,   anche   attraverso
  l'interazione continua e coerente con l'ambiente circostante;

   gli   obiettivi  fondamentali  della  riabilitazione  di   detti
  soggetti  consistono, per larghissima parte,  nell'ottimizzazione
  della  capacità  di  soluzione dei problemi  adattativi  e  della
  qualità della vita dello stesso e della sua famiglia;

   le  predette  capacità adattative possono  essere  molto  spesso
  alterate  nei soggetti affetti da patologie derivanti da  lesioni
  cerebrali,  limitando notevolmente le possibilità di  interazione
  con l'ambiente;

   considerato che:

   il  'Metodo  Doman', dal nome del medico americano  Glenn  Doman
  che  l'ha  sperimentato,  è  una  terapia  di  cura  rivolta   in
  particolare  ai  bambini affetti da patologie  legate  a  lesioni
  cerebrali, nata e praticata da tempo negli Stati Uniti  d'America
  dall'Istituto  per  il  raggiungimento del  potenziale  umano  di
  Filadelfia;

   l'unica  sede  europea di detto Istituto americano  si  trova  a
  Fauglia nella provincia di Pisa;

   detta  terapia  consiste  in  programmi  riabilitativi  tesi   a
  favorire il recupero dei bambini cerebrolesi;

   la  filosofia  di questo trattamento terapeutico si  basa  sulla
  scelta  di  un intervento non chirurgico, che tende a fornire  al
  cervello  stimoli  sensoriali ai quali corrispondono  opportunità
  motorie;

   la peculiarità della terapia consiste nel fatto che la stessa  è
  applicata interamente in casa del paziente, con programmi fisici,
  fisiologici,  intellettivi e sociali che si svolgono  all'interno
  del contesto familiare ed affettivo;

   la  specificità  più innovativa è che la terapia,  costantemente
  monitorata  dagli esperti, viene somministrata dai genitori,  dai
  parenti,  dagli amici e da volontari che offrono  il  loro  tempo
  libero al bambino affetto dalla patologia in argomento;

   atteso che:

   la  riabilitazione  è, fra l'altro, tanto più necessaria  quanto
  maggiore   è  la  gravità  della  compromissione  delle  capacità
  adattative;

   le  caratteristiche  del processo sono la  considerazione  della
  persona  nella sua complessità e globalità biologica, psicologica
  e  sociale, come individuo portatore di bisogni interdipendenti e
  non separabili;

   appare  indispensabile  il  riconoscimento  dell'importanza   di
  modificare  con  continuità  e  coerenza  la  distorsione   delle
  capacità   adattative,   indotta   dalla   patologia,   adeguando
  interventi e obiettivi;

   è  indiscutibile  che  non  esiste bambino  cerebroleso  la  cui
  capacità adattativa sia talmente compromessa da non poter  trarre
  vantaggio dalla terapia riabilitativa;

   per  garantire  la  corretta  riuscita  della  predetta  terapia
  riabilitativa,     si     rende,     soprattutto,      necessaria
  l'identificazione  delle attività ottimali per il  raggiungimento
  degli   obbiettivi   riabilitativi  con  riferimento   all'intera
  giornata  del  bambino, nonché un programma fisico,  fisiologico,
  intellettivo e sociale, svolto di norma in ambito domiciliare  e,
  in ogni caso, nei contesti di vita del bambino;

   è,  altresì,  indispensabile  un  aggiornamento  costante  delle
  conoscenze tecniche e scientifiche dei familiari che assistono il
  bambino,  tramite corsi semestrali da effettuare nella  città  di
  Filadelfia,  negli  Stati  Uniti  d'America,  presso  il   centro
  ricerche  del Metodo Doman e nell'unica sede europea  di  Fauglia
  (Pisa);

   preso  atto che quasi tutte le regioni italiane hanno  da  tempo
  riconosciuto,   l'utilizzo   del  metodo   Doman   come   terapia
  riabilitativa,   fornendo,   altresì,   un   sostegno   economico
  straordinario    alle   famiglie   per   affrontare    i    costi
  dell'assistenza,

                  impegna il Governo della Regione

   affinché  riconosca  e  promuova in tutto  il  territorio  della
  Regione l'utilizzo del 'Metodo Doman' quale terapia riabilitativa
  di soggetti affetti da patologie derivanti da lesioni cerebrali;

   a   prevedere  un  contributo  straordinario  annuo   per   ogni
  famiglia,  con  decorrenza dalla data  di  inizio  della  terapia
  stessa,  per  l'assistenza ai bambini in terapia con  il  'Metodo
  Doman',   ivi  comprese  le  spese  per  i  corsi  periodici   di
  aggiornamento  necessari,  oltre  che  il  rimborso  delle  spese
  sostenute per l'acquisto di farmaci e per l'acquisto di ausili di
  ogni  tipo prescritti dagli istituti specialistici, qualche volta
  non in commercio in Italia;
   a  sollecitare il Governo italiano affinché promuova  iniziative
  per   la  sensibilizzazione  delle  famiglie  all'utilizzo  della
  terapia  denominata  'Metodo Doman' ed a riconoscere,  a  livello
  nazionale,  un  contributo straordinario  annuale  alle  famiglie
  medesime». (201)

                                             GUCCIARDI - BARBAGALLO
                                                 GALVAGNO - VITRANO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  D.P.C.M. del 29 ottobre 2002 era stato dichiarato lo  stato
  di  emergenza  per  fronteggiare i  danni  conseguenti  ai  gravi
  fenomeni  eruttivi  ed  agli  eventi  sismici  verificatisi   nel
  territorio della provincia di Catania;

   la  situazione  di  emergenza  venne  prorogata  con  successivi
  provvedimenti - D.P.C.M. del 28 marzo 2003, D.P.C.M. del 12 marzo
  2004, D.P.C.M. del 4 marzo 2005, D.P.C.M. del 22 dicembre 2005  -
  sino al 31 dicembre 2006;

   in  parallelo  ai  predetti D.P.C.M. sono state  emesse  diverse
  Ordinanze  del Presidente del Consiglio dei Ministri  -  O.P.C.M.
  numero 3254/02, numero 3315/03, nuemro 3354/04, numero 3442/05  -
  con  le  quali  venivano  sospesi  i  termini  per  effettuare  i
  versamenti  dei tributi e dei contributi ad opera  dei  cittadini
  residenti nei comuni colpiti dagli eventi calamitosi;

   con D.P.C.M. del 22 dicembre 2005 si è ritenuto di prorogare  lo
  stato di emergenza derivante dagli eventi calamitosi verificatisi
  nel  territorio etneo sino al 31 dicembre 2006, ma non  anche  la
  sospensione dei termini per i versamenti tributari e contributivi
  per   gli   abitanti  dei  comuni  della  provincia  di   Catania
  interessati dallo stato di emergenza;

   con  O.P.C.M.  numero 3442 del 10 giugno 2005, pubblicata  nella
  Gazzetta  Ufficiale - serie generale - numero 139 del  17  giugno
  2005  è  stato  ridisciplinato  l'ambito  di  applicazione  della
  sospensione    del    versamento   dei   contributi,    abrogando
  espressamente  le  disposizioni previste  dall'articolo  5  dell'
  O.P.C.M. numero 3254/02 (rimborso con versamento rateale mediante
  rate  mensili  pari ad otto volte i mesi di sospensione)  con  un
  rimborso di quanto dovuto in sole 24 rate;

   l'Inpdap  -  Direzione generale - Direzione generale  Entrate  -
  con  Circolare numero 23 del 27 novembre 2006, in base  a  quanto
  ridisciplinato  dall'O.P.C.M.  numero  3442/05,  ha  ritenuto  di
  escludere  dalla  sospensione dei contributi tutti  i  dipendenti
  delle  Amministrazioni pubbliche e cioè le Amministrazioni  dello
  Stato,  comprese le scuole di ogni ordine e grado, le aziende  ed
  amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le  Regioni,
  le  Province,  i Comuni, le Comunità montane, le Università,  gli
  istituti  autonomi  case  popolari, le aziende  e  gli  enti  del
  Servizio   sanitario  nazionale,  dando  mandato  alla  Direzione
  provinciale dei Servizi Vari del Tesoro di Catania di effettuare,
  con  le  competenze del mese di marzo 2007, il recupero di quanto
  dovuto quale sospeso in sole 24 rate;

   la  circolare dell'INPDAP di cui sopra appare in netto contrasto
  con  quanto  statuito nel comma 1011 della legge numero  296/2006
  'finanziaria'  avvalorato dall'interpretazione estensiva  di  cui
  all'ordine  del  giorno numero 9/746 - bis  -  b/5,  accolto  dal
  Governo ad opera del sottosegretario al MEF, onorevole Sartor;

   a  riprova  di quanto sopra, in parallelo, si può richiamare  la
  nota dell'Agenzia delle Entrate - Direzione centrale normativa  e
  contenzioso  -  del  13  febbraio  2007,  protocollo  2007/24003,
  trasmessa  il 6 marzo 2007 dall'Agenzia delle Entrate - Direzione
  regionale della Sicilia - agli uffici locali delle Agenzie  delle
  Entrate  di  Acireale, Catania, Caltagirone e Giarre, avente  per
  oggetto 'interpretazione autentica dell' articolo 1, comma  1011,
  della  legge numero 296/2006' che accoglie le tesi più favorevoli
  per  i  dipendenti, senza nessuna distinzione,  con  riguardo  al
  versamento dei tributi;

   in   relazione  all'adoperato  dell'INPDAP  e  della   Direzione
  provinciale  dei Servizi Vari del Tesoro di Catania,  i  pubblici
  dipendenti,  oggetto del recupero, hanno subito  decurtazioni  da
  105  a 300 euro, un importo pari a più di un quinto della propria
  busta  paga,  generando grave preoccupazione in  queste  famiglie
  spesso  con  già  risicate  risorse  economiche  e  con  evidenti
  difficoltà a giungere a fine mese;

   inoltre, la O.P.C.M. numero 3442/05 è stata sanzionata  dal  TAR
  Catania, sentenza n 95/2006, e in appello, presso il Consiglio di
  giustizia  amministrativa Sicilia, è stato rigettato  il  ricorso
  proposto  dalla Presidenza del Consiglio con sentenza  depositata
  il 12 aprile 2007 numero 260/07 e seguenti,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare,  con  cortese  urgenza, tutti  quei  provvedimenti
  anche  presso le Autorità politiche nazionali competenti affinché
  gli Uffici della direzione provinciale Servizi Vari del Tesoro di
  Catania  si  conformino  alla tesi accolta nell'  interpretazione
  autentica   del  comma  1011  della  legge  numero   296/2006   -
  finanziaria  per  il  2007  -  dal  Governo  per  opera  del  suo
  rappresentante,  sottosegretario onorevole Sartor,  in  relazione
  all'ordine del giorno 9/1746-bis b/5, già operativa per i tributi
  da far valere anche per i contributi;

   in  subordine,  i predetti Uffici della D.P.S.V. del  Tesoro  di
  Catania    si   conformino   a   quanto   disposto   da   giudice
  amministrativo, applicando con urgenza i benefici  relativi  alla
  sospensione  dei  versamenti  dei  contributi  di  assistenza   e
  previdenza  disposti per la copiosa pioggia di  cenere  e  per  i
  danni eruttivi;

   infine,  in caso di resistenza ai punti di cui sopra, si  chiede
  che venga disposta una sospensione dell'attuale piano di recupero
  in  sole 24 rate e che lo stesso avvenga in non meno di 60  mesi,
  consentendo   così   un   notevole  alleggerimento   dell'impegno
  economico familiare». (202)

                                                 FLERES - CONFALONE
                                                  CIMINO - D'AQUINO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Corte  dei  Conti,  Sezione  di  controllo  per  la  Regione
  Siciliana,  ha approvato, con deliberazione 9/2006, la  relazione
  sulla  gestione dell'edilizia residenziale pubblica  (ERP)  nella
  Regione Siciliana;

   l'indagine    ha   avuto   per   oggetto   il    ruolo    svolto
  dall'amministrazione regionale, nonché dagli enti territoriali  e
  dagli  Istituti  Autonomi  case popolati  (IACP)  nella  politica
  pubblica per la casa;

   la  relazione  della  Corte  dei  Conti  fornisce  una  disamina
  completa ed impietosa delle numerose criticità che caratterizzano
  le  politiche abitative nella nostra regione, spesso frammentarie
  e  slegate  da  una  programmazione strategica  conseguente  alla
  ricognizione del reale fabbisogno abitativo;

   in  Sicilia, ben 67 comuni, il 17 per cento del totale,  vengono
  definiti  ad  alta  tensione abitativa ai sensi  della  Legge  21
  febbraio 1989, numero 61;

   considerato che:

   i     rilievi     della    Corte    riguardano,    innanzitutto,
  l'organizzazione  complessiva  del  sistema  di   governo   delle
  politiche abitative, eccessivamente frammentato tra Comuni,  IACP
  e  Regione  e, all'interno di questa in tre distinti dipartimenti
  (Assessorato alla Presidenza, Lavori Pubblici e Cooperazione);

   ciò   determina   la  dispersione  di  risorse,   l'assenza   di
  coordinamento  tra  attività sostanzialmente  affini,  nonché  la
  duplicazione di funzioni;

   l'organico  del  Dipartimento  regionale  dei  Lavori  pubblici,
  dotato   di   competenza  generale  nell'ambito  della   politica
  abitativa,  risulta sottodimensionato rispetto alle necessità  di
  governo di un settore così complesso e delicato;

   particolarmente   carente  è  la  gestione  delle   informazioni
  relative  alla  consistenza  del  patrimonio  di  ERP,  alla  sua
  gestione, al monitoraggio delle opere realizzate, all'avanzamento
  finanziario  degli interventi, all'andamento demografico  e  alle
  dinamiche economiche e sociali che lo condizionano;

   a  tal proposito, la Corte rileva: 'mentre a livello centrale  e
  presso   molte  realtà  regionali  risultano  istituiti  appositi
  Osservatori  della  condizione abitativa, nell'ambito  siciliano,
  invece,  non  è stata ancora prevista alcuna specifica  struttura
  per  la  raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi  a
  tale delicato settore nella realtà locale';

   nello  svolgimento  dell'indagine, la Corte denuncia  ritardi  e
  approssimazione  nei  dati  complessivi,  elaborati  dagli   enti
  interpellati    solo   ed   esclusivamente   a   seguito    delle
  sollecitazioni dell'organo di controllo;

   tali   ritardi   hanno  interessato  tutte  le   amministrazioni
  coinvolte, dai Dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione
  di Comuni presi in considerazione ai fini dell'indagine;

   l'assenza  di informazioni basilari sul patrimonio  esistente  e
  sui  bisogni reali condiziona l'attività programmatoria, limitata
  al  vaglio del parco progetti e dei finanziamenti disponibili,  e
  assolutamente   incapace  di  intercettare   le   dinamiche   che
  determinano il fabbisogno;

   la  carenza  di  programmazione  non  consente  l'individuazione
  degli  obiettivi  prioritari da raggiungere né  la  verifica  dei
  risultati;

   le   disposizioni  della  legge  regionale  numero  60/84,   che
  prevedeva   la  formazione  delle  anagrafi  dell'utenza   e   il
  censimento  degli  alloggi pubblici con elaborazione  elettronica
  dei dati, sono tuttora, in larga parte, inapplicate;

   la  frammentaria  gestione in tema di  ERP  ha  determinato  una
  distribuzione  di  alloggi pubblici non  coerente  rispetto  alle
  esigenze del territorio, con la realizzazione di case popolari in
  piccoli  centri  nei quali l'andamento demografico  e  tutti  gli
  indici  economici dimostrano un progressivo spopolamento,  mentre
  si accresce il disagio abitativo nelle grandi città;

   ritenuto che:

   sul  totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei
  10 IACP siciliani (uno per provincia più quello di Acireale) sono
  affidati  oltre  45  mila  alloggi;  oltre  il  50  per  cento  è
  concentrato nelle province di Palermo, Catania e Messina;

   tale  dato  è  quello  risultante dopo la massiccia  dismissione
  che,  tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi
  20 mila alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;

   il  ricavo delle vendite è stato destinato, per l'85 per  cento,
  al  ripiano  dei passivi di bilancio degli Istituti,  mentre  una
  percentuale  molto bassa è stata reinvestita in nuove costruzioni
  o per l'acquisto di nuove aree edificabili;

   ciò  ha  comportato un sostanziale depauperamento del patrimonio
  degli IACP, soprattutto perché il patrimonio residuo consiste  in
  alloggi  vetusti,  o occupati abusivamente, o ad  alto  tasso  di
  morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;

   la  consolidata esposizione debitoria degli Istituti ha trovato,
  pertanto,  un  ristoro  solo momentaneo e, attualmente,  la  loro
  gestione presenta criticità di notevole rilievo;

   la  vigilanza sugli IACP è affidata all'Assessorato regionale ai
  Lavori  pubblici,  ma l'autonomia riconosciuta agli  istituti  ha
  generato  gestioni molto differenziate non sanzionabile in  alcun
  modo per l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;

   a  titolo  di  esempio, si cita il caso dello IACP  di  Acireale
  che,  a  fronte  di un canone mensile medio di euro  77,  segnala
  alloggi il cui canone ammonta a euro 0,89 mensili;

   preoccupante  il fenomeno della occupazione senza  titolo  degli
  alloggi  e  della  morosità  nel pagamento  dei  canoni  che  gli
  Istituti non sembrano in grado di fronteggiare;

   a  fine  2003, il 15 per cento degli alloggi risultava  occupato
  abusivamente,  mentre la morosità complessiva per canoni  scaduti
  ammontava a 148 milioni di euro;

   tali  realtà  riguardano,  in modo preponderante,  le  città  di
  Palermo, Catania e Messina;

   nell'indagine della Corte dei Conti si segnala come 'non  sembra
  che  gli  Istituti prestino adeguata attenzione  al  fenomeno  in
  questione';

   infatti,  le  azioni  esecutive  per  il  recupero  dei  crediti
  scaduti  o  l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano  un
  numero esiguo rispetto alle necessità;

   riguardo le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli IACP  hanno
  esperito azioni amministrative o giudiziarie solo raramente: solo
  31 sono i procedimenti conclusi positivamente;

   tali  dati  confermano che la gestione degli IACP è lontana  dal
  raggiungimento  dell'equilibrio  tra  costi  e  ricavi,  pertanto
  deficitaria  e  poco  incisiva  rispetto  ai  fini  istituzionali
  assegnati;

   ciascun  istituto è governato da un consiglio di amministrazione
  composto  da  10  membri,  un organismo pletorico  rispetto  alla
  produttività,  che  andrebbe  snellito  nel  quadro  di  una  più
  generale riforma di tutto il settore di ERP;

   considerato ancora che:

   la  costante diminuzione degli stanziamenti pubblici, statali  e
  regionali,  a  favore  di  nuova edilizia residenziale  pubblica,
  conseguente al venir meno della contribuzione GESCAL, ha generato
  un decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel recupero
  di quelli esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
  abitative nella nostra regione;

   l'incontrollabile  aumento dei canoni di locazione  di  edilizia
  privata,  insieme  con  la  progressiva  perdita  del  potere  di
  acquisto  di  salari  e stipendi, sta determinando  una  tensione
  sociale di grande portata;

   sono  le  fasce  più  deboli  della popolazione  a  subirne  gli
  effetti  più  pesanti, ma nemmeno il ceto medio può  considerarsi
  immune  dall'incidenza sempre più rilevante dei  costi  abitativi
  sul reddito della famiglia;

   il  fabbisogno,  stimato in base alle richieste  di  inserimento
  nelle  graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi,  è  di
  oltre 60 mila abitazioni;

   ritenuto infine che:

   secondo  i  rilievi  della  Corte  dei  Conti,  la  legislazione
  regionale relativa all'assetto istituzionale nel settore è  ormai
  obsoleta,  essendo rimasta ferma a principi risalenti  agli  anni
  '70,  mentre le altre regioni italiane hanno via via adeguato  il
  quadro normativo di riferimento;

   con  l'ordine  del  giorno  numero 20 approvato  dall'ARS  nella
  seduta  numero 16 del 18 ottobre 2006 'Approvazione del DPEF  per
  gli  anni  2007-  2011', si impegna il Governo della  Regione  ad
  avviare la riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad   elaborare   un   programma  di   interventi   nel   settore
  dell'edilizia residenziale pubblica adeguato al fabbisogno reale,
  reperendo  risorse finanziarie laddove possibile anche attraverso
  la realizzazione di economie;

   a  riferire  all'ARS sugli obiettivi e priorità  dell'azione  di
  Governo e sulla politica abitativa perseguita;

   a  procedere alla ricognizione dell'intero patrimonio e di tutti
  i dati attinenti alla sua gestione    attraverso la progettazione
  e l'implementazione di un sistema informativo adeguato;

   a  presentare  all'ARS  un  disegno di  legge  di  riordino  del
  settore  dell'edilizia residenziale pubblica,  che  consenta  una
  gestione integrata di tutti gli interventi e renda più funzionale
  l'apparato pubblico preposto alla sua gestione». (203)

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                    GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nei  reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME), a  causa
  della  riduzione  di  personale nelle  sale  operatorie  e  della
  carenza  di  tecnici, infermieri e medici in radioterapia,  molti
  malati  di cancro non potranno essere sottoposti, in tempi brevi,
  ad interventi chirurgici ed a trattamenti di radioterapia;

   nei  prossimi due mesi gli infermieri che mancheranno  in  tutto
  il  presidio  ospedaliero saranno più di 60, pertanto  non  potrà
  essere fornita la giusta assistenza ai pazienti;

   la   carenza   di   materiale  di  consumo  ha   costretto   gli
  amministratori  dell'ospedale  a  chiedere  in  prestito  ad  una
  clinica  privata di Messina il mezzo di contrasto per  effettuare
  la TAC;

   considerato che la suddetta struttura ospedaliera è un punto  di
  riferimento positivo per quanti in Sicilia soffrono di  tumori  e
  determinerebbe, se ben gestita, non solo assiste ad alto livello,
  bensì anche entrate non indifferenti per l'ASL competente,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere interventi volti a risolvere la carenza  di
  organico nei reparti oncologici dell'ospedale di Taormina (ME);

   a  risolvere  in  modo definitivo il problema della  carenza  di
  materiale  di  consumo  nei reparti oncologici  dell'ospedale  di
  Taormina». (204)

                                                    FLERES - CIMINO
                                                 TURANO - CONFALONE
   PRESIDENTE.  Avverto  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

              Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Galvagno  ha  comunicato   di   volere
  ritirare l'interrogazione numero 1111,  a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio   segreto  (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

       Indirizzo di saluto a studenti in visita all'Assemblea
                         regionale siciliana

   PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti e  agli
  accompagnatori  del Liceo scientifico  Picone' di Lercara  Friddi
  (Pa)  e dell'Istituto statale di istruzione secondaria  Fortunato
  Fedele' di Agira (En).


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento interno, della mozione  numero  198
  «Iniziative  per il ripristino della corsa del sabato Caltagirone
  - Palermo da parte delle autolinee SAIS», degli onorevoli Fagone,
  Regina,  Antinoro e Maira.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   FLERES, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'unica  società  di trasporto bus che collega  Caltagirone  con
  Palermo è la SAIS autolinee;

   tale  compagnia ha deciso di diminuire le corse per la  giornata
  del sabato sino a sopprimerle del tutto;

   la  situazione  causa grandi disagi ai lavoratori e  soprattutto
  agli  studenti  per  i quali diventa problematico  il  rientro  a
  Caltagirone quando le lezioni o gli esami sono il venerdì a tarda
  ora;

   tali  viaggiatori  hanno  più volte sollecitato  con  lettere  e
  petizioni  la  SAIS  autolinee senza però  ottenere  alcun  esito
  favorevole;

   considerato che la compagnia usufruisce di contributi  regionali
  volti a garantire determinati standard minimi funzionali,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  tutte le iniziative atte  a  garantire  il
  ripristino immediato della corsa del sabato Caltagirone - Palermo
  da parte delle autolinee SAIS». (198)

                                                    FAGONE - REGINA
                                                   ANTINORO - MAIRA

   PRESIDENTE.  Dispongo  che  la  mozione  venga  demandata   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché  se  ne
  determini la data di discussione.

   in   ordine   al   documento   di
  programmazione POR (2007-2013)

   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   Comunicazioni   del   Governo  in   ordine   al   documento   di
  programmazione POR (2007-2013)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  «Comunicazioni   del   Governo  in   ordine   al   documento   di
  programmazione POR (2007-2013)».
   Il  Presidente della Regione, con protocollo numero 6229 del  28
  maggio  2007,  ha comunicato di non poter partecipare  ai  lavori
  della   presente   seduta   a   causa   di   precedenti   impegni
  istituzionali.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


       Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico

   PRESIDENTE.  Si  passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  «Comunicazioni del Governo in ordine al fermo biologico».
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore per  la  cooperazione,  il
  commercio,  l'artigianato  e la pesca,  onorevole  Bennati,   per
  esporre   le  comunicazioni  del  Governo  in  ordine  al   fermo
  biologico.

   BENINATI,   assessore  per  la  cooperazione,   il    commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  il  16  febbraio 2007 è stato comunicato da parte del  Ministero,
  con  nota  trasmessa  ufficialmente dagli Uffici  del  Presidente
  della    Regione,  che  la  Regione  Sicilia  è  stata  inserita,
  purtroppo, nell'elenco delle Regioni che si trovano in regime  di
  aiuti illegali.
   E'  inutile  negare che l'assessorato aveva, da qualche  giorno,
  dato  corso all'erogazione dei fondi, predisponendo i mandati  in
  favore delle due Capitanerie, e che in seguito alla comunicazione
  da parte degli uffici di Bruxelles e trasmessa dal Ministero si è
  dovuta sospendere  tale erogazione.
   Nessuna  volontà, quindi, di non dare corso ai mandati, soltanto
  un  momento  di  riflessione, anche giusta, perché  personalmente
  non  firmo  i  mandati, ma il direttore  può  essere  chiamato  a
  rispondere  personalmente nel caso in cui la chiusura  di  questa
  verifica,  attivata dalla  Comunità nei nostri  confronti,  possa
  comportare un riscontro negativo.
   Posso precisare di avere avuto, in questi due mesi, due incontri
  con  il Ministro per affrontare tale  problematica, anche  se  la
  Regione  con  propri  fondi,  e qui devo  dare  atto  al  Governo
  precedente  per  aver dato copertura per il  2005,  ed  anche  al
  Governo  attuale  che, insieme anche ad altri colleghi,  fra  cui
  l'onorevole  Cristaldi,  è  riuscito ad  ottenere  una  copertura
  economica perché vi era il decreto, ma mancavano i fondi  per  il
  2006.
   Quindi,  il  Governo regionale, per quanto di competenza,  aveva
  svolto  ed  ha svolto un ruolo legittimo,  anche nella  procedura
  avviata,  considerato  che  si  è  coperto  un  decreto  che  era
  manchevole di somme. Purtroppo questo impasse provvisorio  ci  ha
  messo in difficoltà.
   Ho  incontrato il Ministro con il quale si è convenuto,  essendo
  questo  tipo  di  fermo 2004/ 2005/2006 oggetto di  osservazioni,
  anche  da  parte del Ministero,  di mantenere una linea unica  e,
  pertanto, per la nostra parte stiamo verificando se sia possibile
  sostenere  un  procedimento che sia differente  da  quello  della
  erogazione con la sola firma del direttore, inserendo  il  parere
  della  giunta che salvaguarda, sotto il profilo di responsabilità
  economiche, una singola persona.
   Nello  stesso  tempo,  il Ministero sta  provvedendo  in  questi
  giorni   a   definire  l'iter  conclusivo  per  chiudere   queste
  problematiche,  tanto  più  che  riguardano   situazioni  che  la
  Regione si porta da anni per un insieme di motivi.
   E'  ovvio  che  il fermo che paghiamo è di tipo socio-economico,
  mentre  per  lo  Stato è di un'altra natura;  noi lo  paghiamo  a
  tutti e questo è uno dei motivi che la Comunità ci critica.
   Si  sta  cercando di difendere la posizione legittima di chi  ha
  fatto  il  fermo  ed  oggi  giustamente  chiede  di  ottenere  il
  beneficio;  per  il resto credo che entro il mese  di  giugno  si
  potrà   concludere l'iter perché sono in corso,  tra  gli  uffici
  della  Regione  e  gli  uffici  del  Ministero,  dei  chiarimenti
  affinché venga definitivamente risolto questo problema.
   Aggiungo  di più, vi è la volontà anche da parte della  Comunità
  di   risolverlo  perché   la  nuova  programmazione   dei   fondi
  comunitari prevede  che  la  Regione dovrà munirsi dei  piani  di
  gestione  e  all'interno di questi  piani  può, senza  vincolarla
  più  nei periodi, indicare i periodi di fermo, in sette anni  con
  un numero di sette mesi massimo, se non ricordo male.
   Si   tratta,  quindi,  di  un  riconoscimento  condiviso   dalla
  Comunità,  purtroppo  si  tratta di un   qualcosa  che  ci  siamo
  trovati;  c'era qualche negligenza dell'Amministrazione regionale
  e, quindi, ci hanno iscritto in questo registro.
   Ritengo  giusto da parte mia invitare il Direttore a  sospendere
  provvisoriamente questo pagamento che verrà fatto successivamente
  senza  alcun  problema  per  la parte  relativa  alla  firma  dei
  decreti.
   Sotto  il  profilo  economico, non vi sono problemi,  si  tratta
  solo  di un approfondimento a seguito di una nota pervenuta dagli
  uffici  di  Bruxelles  ed  ufficializzata  dal  Presidente  della
  Regione il 10 marzo.

   ODDO CAMILLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO  CAMILLO. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
  colleghi,  penso che dobbiamo dire, senza tanti giri  di  parole,
  che nel 2004, 2005 e 2006 i nostri marittimi sono stati presi  in
  giro da questo Governo e spiego subito il perché.
   E'  ovvio  che  non necessita solo  un occhio attento  da  parte
  degli  uffici di Bruxelles, della Commissione competente  e  così
  via,  ma  c'è da andare a negoziare,  perché la Regione siciliana
  deve  sicuramente recuperare sul piano della credibilità, ma deve
  anche   preparare il terreno per quanto concerne  la  specificità
  della nostra pesca.
   Con  tutto quello che ciò rappresenta, soprattutto per la  parte
  che  riguarda  il  mutare,  ormai in maniera  molto  sostanziale,
  onorevole  assessore Beninati, i regolamenti o, comunque,  meglio
  richiamare il piano che riguarda  il Mediterraneo e che  l'Unione
  Europea e la Commissione specifica, di fatto, ormai ha deliberato
  e  che  cambia  tutto,  dalla maglia alle  tecniche  più  o  meno
  sofisticate.
   Non  è  solo  buttarla in politica quando si dice 2004,  2005  e
  2006,  sostanzialmente  è stato preso in  giro  il  marittimo,  e
  ancora più grave per quanto riguarda il  modo con cui il  Governo
  precedente, che mi pare che abbia un'assoluta continuità  con  il
  Governo  attuale, ha svolto le fasi di negoziazione,  soprattutto
  per quanto concerne il fondo europeo per la pesca, il famoso FEP,
  in  cui  siamo  ancora fermi, a meno che l'Assessore  non  ci  dà
  qualche  rassicurazione in questo senso, atteso  che non è  stato
  designato il nostro componente all'interno della commissione  che
  opera a livello ministeriale.
   Lì  si  discute  della prospettiva, del modo con  cui  il  Fondo
  europeo  pesca  verrà articolato, come possiamo far  valere,  con
  proposte  credibili,  ragionevoli,  seri,  la  specificità  e  le
  esigenze della nostra marineria.
   Non  mi risulta, assessore Bennati, che questo ad oggi sia stato
  fatto,  spero  che lei annunci ora che, invece, è stato  nominato
  questo componente con un mandato preciso, perché sinceramente non
  basta  solo  indicare  il componente, ma  bisognerà  capire  cosa
  porterà come strategia del Governo siciliano.
   Capisco che con la comunicazione il Governo si è tolto un  peso;
  infatti,  giorni fa, subito dopo il 10 marzo, c'era  chi  sperava
  che alla fin fine arrivasse  alla Marineria Siciliana la voce che
  erano stati impugnati i provvedimenti del Governo nazionale; si è
  sperato financo questo
   Una caduta di stile, a dir poco
   C'era  un po' di confusione su ciò che era stato impugnato,  nel
  senso  dell'apertura della procedura di infrazione; la  nota  che
  lei  ha  detto di avere ricevuto se non erro si chiama   apertura
  formale della procedura di infrazione .
   In  seguito si è visto che quello che era stato impugnato  erano
  i  decreti  che  avevate  prodotto nel  corso  di  questo  ultimo
  triennio  e che quei provvedimenti erano assolutamente impostati,
  per  così  dire, alla vecchia maniera; prendiamo in  giro  tutti,
  facciamo fermare le nostre flotte e alla fine diamo loro  un  po'
  di  ossigeno che serve a mantenere quel minimo di credibilità che
  in alcuni settori sperano alcuni di noi di avere.
     Scordatevelo,  non esiste più  C'è una rabbia più  diffusa  di
  quanto  voi  possiate pensare e non li fermerete  Io  non  voglio
  fare  l'agitatore di turno perché oggi non arriva alla  Marineria
  Siciliana  un  messaggio preciso attraverso il  quale  comunicate
  che:   stiamo   facendo  contare  la  nostra  specificità   nella
  programmazione  complessiva; che siamo  al  tavolo  ministeriale;
  stiamo discutendo delle tecniche di pesca; stiamo discutendo  dei
  fermi  con una filosofia totalmente diversa perché i fermi devono
  essere  ancorati  anche ad aspetti scientifici precisi;  dobbiamo
  indicare  anche le strutture a terra - perché nel FEP si  discute
  anche di questo; si discute della gestione della fascia costiera.
   Ebbene,  siamo  ancora  fermi, assessore  Bennati,  alla  logica
  della  legge  numero  32, secondo la quale  si  doveva  fare  una
  programmazione  triennale e non siamo riusciti a farla  e  quella
  che  abbiamo  stilato,  depositata in terza  Commissione,  non  è
  assolutamente  utile  e  non  indica una  strategia,  che  questo
  Governo  deve assolutamente darsi per affrontare la  tematica  in
  modo  complessivo ed essere credibile a quel tavolo. Siamo ancora
  fermi lì.
   Vi  invito,  seguendo  una logica assolutamente  costruttiva,  a
  comunicare  qualcosa   durante  queste ore in  cui  siete  seduti
  attorno a quel tavolo per vedere come utilizzare tutte le risorse
  (si  tratta,  se  non  erro,  di  trecentoventimilioni  di  euro,
  l'equivalente di seicentoquaranta miliardi delle vecchie lire)  e
  dove  avete  un  nostro rappresentante con questo mandato,   cioè
  comprendere nella questione della gestione delle risorse a terra,
  non  solo   quella  riguardante  il  natante,  ma  anche   quella
  relativa  alle tecniche di pesca, alla ricerca, al modo  come  lo
  sforzo  di  pesca  si  rivede in funzione delle  prospettive,  ai
  banchi di pesca da individuare per gli stock ittici, eccetera.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Oddo,  è  scaduto  il   tempo   a   sua
  disposizione, la invito a concludere.

   ODDO  CAMILLO.  Solo quando comunicherete a quest'Aula che avete
  intenzione di fare tutto questo, noi saremo pronti ad avanzare le
  nostre  proposte; per il momento state soltanto comunicando  che,
  ancora  una  volta,  siete andati sotto, mentre  intere  campagne
  elettorali sono state fatte sul fermo biologico.
   Signor Presidente, non mi fermi quando c'è l'affondo, perché  lo
  meritate tutto per intero.

   CRISTALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISTALDI.  Signor  Presidente, onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi, non credo affatto che il Governo abbia preso in giro  i
  siciliani,  i pescatori in particolare. Anzi, devo  dare  atto  a
  questo  Governo e a quello precedente di aver saputo trovare  dei
  sistemi  e dei metodi per evitare che la pesca siciliana  venisse
  mortificata da Bruxelles.
   Naturalmente   ho   motivo  anche  di  ringraziare   l'assessore
  Beninati  per  questa comunicazione che sta dando  all'Assemblea,
  seppure   con  un  solo  piccolo rammarico: questa  comunicazione
  andava fatta due mesi fa.
   Prendo  atto,  anche, che il Presidente della seduta  ha  voluto
  consentire una sorta di dibattito sulle comunicazioni del Governo
  e  in  questo  caso  ne colgo l'occasione, ma generalmente  sulle
  comunicazioni non si apre un dibattito.
   Lo  dico  in  termini  positivi,  nel  senso  che  temo  che  il
  consentire il dibattito impedisca successivamente ad un qualunque
  deputato di chiedere un'immediata comunicazione al Governo su  un
  argomento perché si apre una sfera.
   In  questo  caso bene ha fatto il presidente Stancanelli,  vista
  anche  l'importanza  dell'argomento, a consentire  una  sorta  di
  riflessione  sulle  cose  che ha detto  il  Governo.  Ripeto,  se
  fossero  state  dette  due mesi prima, probabilmente  ci  sarebbe
  stata più serenità.
   La  vicenda,  assessore  Beninati, per  quanto  sia  esattamente
  quella  da  lei  riferita, manca comunque  di  alcune  cose.  Per
  esempio,  bisogna che si prenda atto del fatto che  lo  Stato  ha
  pagato l'indennità del 2005, mentre la Sicilia non ha pagato. Per
  cui,  c'è  una  sorta  di  contraddizione  nella  posizione,  non
  determinata  da  lei,  non determinata  da  altri,  ma  lo  Stato
  rivendica  il diritto a poter pagare il 2006. Noi ci  troviamo  a
  dovere rivendicare il diritto di pagare il 2005 e il 2006.
   Un  perfetto allineamento imporrebbe al Governo regionale,  alla
  Sicilia, di pagare almeno il 2005, proprio per essere allineati.
   Personalmente,  ho  esperienza su questo  argomento;  non  parlo
  così,   non  vengo  dalle  montagne,  conosco  che  cosa   è   un
  peschereccio,  lo  so distinguere nella prua e nella  poppa,  non
  sono  diventato difensore dei pescatori all'ultimo momento.  Sono
  convinto  che  si  sarebbe  e si dovrà attuare  qualche  cosa  di
  diverso.
   Innanzitutto, avendo la copertura dello Stato, perché su  questa
  materia  si va con la copertura dello Stato, secondo me  si  paga
  anche  il  2005  senza  responsabilità personali  di  alcuno;  il
  funzionario  non  ha il diritto di arbitrio su questa  decisione,
  non  c'è una responsabilità personale del funzionario addetto che
  in  quel  momento  è  soltanto  uno strumento  che  dovendo  dare
  attuazione  ad  una  decisione parlamentare esegue  la  decisione
  stessa.
   Convengo circa l'opportunità di una delibera di Governo.  Ma  le
  dico di più: convengo anche circa l'opportunità di un ordine  del
  giorno,  di  una mozione, di un pronunciamento dell'Aula  che  dà
  anche  una  copertura politica su questa vicenda e, al  contempo,
  permette di accelerare quanto più possibile.
   Prendiamo  atto del fatto che lei ha riferito in Aula che  entro
  la fine di giugno, comunque, dovrebbe risolversi questo problema.
  Se  così  si  risolve, per noi nulla questio.  Qualora  dovessero
  nascere  questioni da questo punto di vista, vorremmo che  ci  si
  allineasse,  intanto, con le posizioni dello Stato  e  quindi  si
  creassero gli strumenti, si inventassero gli strumenti per pagare
  almeno il 2005.
   Ma  il  nodo della questione vera, assessore Beninati,  sta  nel
  fatto  che  noi come lo Stato, esattamente come lo  Stato,  siamo
  inadempienti nei confronti di Bruxelles circa le relazioni, circa
  gli  strumenti  scientifici che avrebbero  dovuto  consentire  la
  realizzazione, l'effettuazione del riposo biologico.
   Nel tempo, abbiamo speso un mare di soldi al riguardo.
   Io  sono  deputato da diversi anni e affermo che  nel  tempo  la
  Regione ha speso un mare di soldi per consulenti, per esperti  in
  materia  che  hanno fatto relazioni, ma non abbiamo mai  centrato
  l'argomento.
   Non  c'è dubbio che il piano di gestione vada realizzato,  e  io
  ne  convengo,  e  desidererei che il  Parlamento  ne  venisse  in
  qualche  maniera coinvolto - e lei sa che sul piano personale  ho
  sempre  dato  la  disponibilità in tal senso -, io  non  convengo
  sulla lotta, sulla disputa, sulla  guerra delle date.
   Io  sono  convinto  che lo strumento ultimo dell'Unione  Europea
  consente  di  percorrere  strade diverse  giungendo  allo  stesso
  traguardo, quello di diminuire lo sforzo di pesca. Non è il  caso
  che   diamo   qui  lezioni  di  sapienza  sulla  materia   perché
  all'interno  del  suo  ufficio  ci  sono  esperti  che  conoscono
  benissimo questa vicenda e quindi ci sarà, secondo me,  una  sede
  diversa da quella parlamentare dove studiare come giungere ad una
  relazione scientifica, ad un piano di gestione e ad uno strumento
  che  consentirà di pagare effettivamente il riposo biologico; non
  solo  di  pagarlo  come  indennità e quindi  come  misura  socio-
  economica, ma anche per garantire che ci sia il pesce nel  Canale
  di  Sicilia,  perché  sia i pescatori che gli  armatori  chiedono
  tutto  ciò  fino a quando c'è il pesce. Se questa logica  lei  la
  terrà in piedi, probabilmente noi ci troveremo nei prossimi  anni
  a non avere problemi con i pescatori e a non averne, soprattutto,
  con Bruxelles.
   Quindi,  nel prendere atto della disponibilità del Governo,  che
  ringrazio per questa comunicazione e per la valutazione  positiva
  che  fa intorno al riposo biologico, prendiamo anche atto che  il
  Governo  ha  riferito che entro la fine di giugno quest'argomento
  dovrebbe essere risolto.
   Qualora  così  non  dovesse essere,  penso  che  il  Governo  si
  impegni a tornare in Aula, comunque a chiamare le forze politiche
  per trovare una soluzione.
   E'   compito  credo  di  ciascuno  di  noi,  chiunque   sia   il
  parlamentare, qualunque sia la parte politica di appartenenza,  è
  compito  di  ciascun  parlamentare  riferire  correttamente  come
  stanno andando le cose.
   Per  quel  che  mi riguarda  chiederò il resoconto  stenografico
  dell'intervento dell'assessore, ne farò più copie da  distribuire
  affinché  non si possa dire che il Governo in Aula ha detto  cosa
  diversa rispetto a quello che ha detto.
   La  ringrazio,  signor Presidente, per quest'opportunità  che  è
  stata fornita al mio gruppo parlamentare, Alleanza nazionale,  ed
  a me personalmente.

   BENINATI,   assessore  per  la  cooperazione,   il    commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   assessore  per  la  Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  con  l'occasione desidero scusarmi con l'Aula e   con   tutti  i
  colleghi per le mie assenze in occasione del dibattito  su  tale
  argomento, assenze verificatesi due volte, la prima perché ero a
  Roma  proprio   per un incontro sul FEP, incontro che   coincise
  con   la  seduta  dell'Aula  sull'argomento,  la  seconda  volta
  avvenuta per motivi di salute, subito dopo Pasqua.
   Rispondo  prima all'onorevole Oddo su un problema che  riguarda
  il  FEP ed il ritardo. Onorevole Oddo, mi creda, in questi  mesi
  penso  di  essere  stato  sempre presente  agli  incontri  della
  commissione sul problema del FEP e le posso dire che ritardi, se
  ci sono, sono di tutti, anche del Ministro, ma non gliene faccio
  colpa  perché  c'è   stato tutto un insieme di problematiche  di
  altra natura e di tutte le regioni, tanto è vero che nell'ultima
  riunione che c'è stata al tavolo Azzurro, dove si doveva dare un
  parere  preliminare per il piano triennale dello Stato,  proprio
  il Ministro ha chiesto, proprio lui, di cercare di colmare tutto
  il ritardo per fare decollare il FEP.
   Le  devo  dire, purtroppo, e me ne dispiace, che effettivamente
  abbiamo avuto anche delle interlocuzioni leggermente antipatiche
  sotto  alcuni punti di vista con le altre regioni di convergenza
  1,  e  in quelle occasioni  ho dovuto difendere, e credo  non  a
  nome  personale  o  del Governo, ma penso  a  nome  di  tutti  i
  siciliani,  che  si  era arrivati al punto  che  le  regioni  di
  convergenza 1 ( Puglia, Campania, Calabria, Basilicata), più  la
  Sicilia,  avevano trovato un modo per ridurci le percentuali  di
  trasferimento  dei fondi. Lei sa che ci sono dei  parametri  per
  ripartire i fondi; bene, nella Regione siciliana, per  la  prima
  volta,  avevano  incluso  la popolazione  della  Regione,  delle
  singole regioni, per cui il nostro parametro che mediamente  era
  nei  trasferimenti  dei  fondi FEP  dal  40  al  45  per  cento,
  scendeva precipitosamente al 32 per cento.
   E'  ovvio che il sottoscritto ha reagito come era giusto in una
  situazione   del  genere,  cioè  facendo  presente  che   nessun
  parametro aveva mai incluso anche la popolazione delle  regioni,
  tutt'al  più   la popolazione delle imbarcazioni, chiamata  così
  impropriamente, cioè le marinerie. E siccome la nostra  Regione,
  applicando  in tal senso il parametro risultava col 40,  45  per
  cento,  le altre regioni d'Italia di convergenza 1,  mi dispiace
  dirlo, si erano unite inventandosi quest'altro parametro che  ci
  riportava indietro.
   Pertanto,   parlo   di tutte queste vicende perché  si  capisca
  come  tali interlocuzioni che ci sono con il Ministero,  se  non
  settimanalmente, certamente ogni quindici giorni, ,  mi  abbiano
  impegnato  oltremodo nello sforzo di non far mortificare  questa
  Regione nella ripartizione dei fondi FEP.
   E'  ovvio  che,  comunque,  il ministro  De  Castro  ha  chiesto
  correttamente di chiudere a breve, o quanto prima il Fep,  perché
  la chiusura del FEP attiva tutti i procedimenti consequenziali.
   Quindi,  la Regione non è tardiva, è stata presente a tutti  gli
  incontri.  Anzi, ha reagito quando c'era da reagire e questo  era
  il  mio compito e penso di averlo adempiuto al massimo delle  mie
  possibilità.
   Ha  ragione l'onorevole Cristaldi quando afferma che lo Stato ha
  pagato;   è  vero. Tanto è vero che noi ci siamo subito adeguati;
  immediatamente  dopo che lo Stato ha pagato  abbiamo  avviato  le
  procedure,  con  una  nota  a  mia firma,  inviata  al  dirigente
  competente affinché facesse i provvedimenti per i due  distretti,
  Sicilia orientale e Sicilia occidentale.
   Il  problema,  purtroppo, è questo onorevole  Cristaldi,  io  mi
  affido  alla bontà di chi mi ha relazionato, ma è vero  e  ne  ho
  parlato  anche al ministero. Mentre il Ministero ha una procedura
  più superabile in quanto loro pagano solo il fermo delle barche a
  strascico,  noi  con  la legge 32, con l'articolo  170,   abbiamo
  autorizzato  una  misura,  pure  legittima,  di  ristoro   socio-
  economico estensibile a tutti.
   Ciò  fino  al  2001  andava bene. Nel 2002 il regolamento  della
  Comunità  - la legge 32 era  già stata  notificata a Bruxelles  -
  ha soppresso il cosiddetto fermo come ristoro socio-economico. Da
  allora esiste e permane tale conflitto.
   Mi  creda, mi sono sforzato per poterlo capire, perché anche  io
  non l'avevo capito perché lo Stato paga e noi ci siamo frenati.
   E'  stato  solo  per  questo. Comunque, le  posso  dire  che,  a
  prescindere da tutto, noi con i decreti che in parte non ho fatto
  io,  uno  l'ho  subito, perché ero già subentrato  all'assessore,
  l'altro  è  stato  fatto dall'assessore precedente,  diciamo  che
  abbiamo imposto a queste persone di fermarsi.
   Da  un lato abbiamo detto di fermarsi, dall'altro lato oggi  non
  possiamo  dire loro che la Comunità è responsabile del fatto  che
  non diamo nulla.
   Con  il Ministro ho fatto una nota ed il Ministro mi ha risposto
  attraverso il suo direttore generale. Seppure non si sia  risolto
  il  problema, perché se mi avesse dato una risposta  più  chiara,
  saremmo  stati tutti più contenti, posso dire che stiamo cercando
  di trovare una soluzione, che credo sarà quella del provvedimento
  di Giunta. Pertanto, alla luce di questo, penso di dover chiudere
  in  maniera ottimista, nel dire che riusciremo, non oltre il mese
  di  giugno,   ad arrivare al chiarimento che ci ha posto  qualche
  momento  di difficoltà. E' solo una difficoltà e una sospensione.
  Non altro.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  La  Manna  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


              Riprende il dibattito sul fermo biologico

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del  giorno
  numero 146 «Concessioni di derivazioni per uso irriguo», a  firma
  degli onorevoli Caputo, Falzone, Currenti, Granata, Pogliese.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  grave crisi idrica in  cui  versa la nostra Regione ci  pone
  nelle condizioni di  dover attenzionare ancor di più i limiti  di
  disponibilità    attenzionare  ancor   di   più   i   limiti   di
  disponibilità   dell'acqua per la salvezza dei diritti  di  tutti
  i   siciliani,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare dei controlli, attraverso gli  Uffici   del   Genio
  Civile    della    Regione   Siciliana,   per     uniformare   il
  prelevamento  dell'acqua  nelle  aree   asservite  da   strutture
  consortili  operanti   sul   territorio e di  vigilare   affinché
  i   quantitativi    utilizzati   ad  integrazione   non  superino
  quelli   assentiti;

   affinché  nelle  aree  asservite  da  strutture  consortili   le
  concessioni  di  derivazione per uso irriguo non  possano  essere
  assentite   o   rinnovate,   fatte   salve   le   richieste    di
  concessionefatte salve le richieste di concessione  preferenziale
  ed  in  sanatoria, già ammesse in istruttoria, per le quali  sarà
  previsto il prosieguo dell'iter istruttorio fino al rilascio  del
  decreto   assessoriale  e  l'utilizzo   di   fonti   proprie   ad
  integrazione   dei   volumi  d'acqua  erogati   dalle   strutture
  consortili;
   a  tal  fine  gli interessati dovranno fare esplicita  richiesta
  motivata  all'Assessorato  regionale Lavori pubblici tramite  gli
  ingegneri-capo  degli  Uffici  del  Genio  civile  della  Regione
  siciliana,    tale   richiesta   dovrà   essere   integrata    da
  certificazione rilasciata dalle strutture consortili,  attestante
  i volumi idrici erogati». (146)

                                        CAPUTO - FALZONE - CURRENTI
                                                 GRANATA - POGLIESE

   Avverto  che  la discussione dell'ordine del giorno numero  146,
  unitamente a quella dell'ordine del giorno numero 145, annunciato
  nella precedente seduta, avverrà nella seduta successiva.
   Al  fine  di consentire lo svolgimento di una riunione informale
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  sospendo  la  seduta
  avvertendo che riprenderà tra mezz'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 18.21)

   La seduta è ripresa.
   Comunico che domani, mercoledì 30 maggio 2007, alle ore 11.30  è
  convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  30
  maggio 2007, alle ore 12.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Stancanelli


   I  -  COMUNICAZIONI

   II  -  LETTURA,  AI SENSI E PER GLI EFFETTI  DEGLI ARTICOLI  83,
       LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

          N. 199  -  Pubblicazione del testo coordinato delle leggi
               regionali  relativo all'ordinamento degli enti locali, in
               attuazione della legge regionale numero 30 del 2000.

                                 BARBAGALLO - AMMATUNA -  CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALLETTI - GUCCIARDI
                                    GALVAGNO - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

        N. 200 - Sostegno ai paesi dell'Africa sub Sahariana oppressi
               dalle avverse condizioniclimatiche e dal dissesto delle economie
               nazionali.

                                       VILLARI - FLERES - ARDIZZONE
                                           ZAGO - APPRENDI - VICARI
                             CRACOLICI - DE BENEDICTIS - RUGGIRELLO
                                 PARLAVECCHIO - PANARELLO - TERMINE
                                   CANTAFIA - GIANNI - ODDO CAMILLO
                                               CAPPADONA - ANTINORO

        N. 201 -    Interventi a sostegno delle famiglie di cittadini
               cerebrolesi che svolgono programmi di riabilitazione con il
                Metodo Doman .

                                             GUCCIARDI - BARBAGALLO
                                                 GALVAGNO - VITRANO

        N. 202   -    Interventi presso gli uffici della  Direzione
               provinciale Servizi vari del Tesoro di Catania affinché
               applichino l'interpretazione autentica del Governo nazionale del
               comma 1011 della legge n. 296/2006 - finanziaria 2007 - in
               relazione all'ordine del giorno n. 9/1746.bis b/5, in materia di
               tributi per i cittadini residenti in comuni colpiti da eventi
               calamitosi.

                                                 FLERES - CONFALONE
                                                  CIMINO - D'AQUINO

                    N. 203  -      Riordino del settore dell'edilizia
               residenziale pubblica.

                                  BARBAGALLO - AMMATUNA - CULICCHIA
                                    FIORENZA - GALVAGNO - GUCCIARDI
                                    GALLETTI - LACCOTO - MATTARELLA
                                         MANZULLO - ORTISI - TUMINO
                                        RINALDI - VITRANO - ZANGARA

        N. 204 -   Interventi volti a risolvere l'emergenza sanitaria
               nei reparti oncologici dell'Ospedale di Taormina (ME).

                                                    FLERES - CIMINO
                                                 TURANO - CONFALONE

     III  - ELEZIONE DEI TRE COMPONENTI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI
       CONTI DELLA FONDAZIONE  FEDERICO II

     IV   -  COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL  DOCUMENTO  DI
       PROGRAMMAZIONE POR (2007-2013)

                  La seduta è tolta alle ore 18.22

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                          Dott. Eugenio Consoli