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Resoconto d'Aula della Seduta n. 71 di martedì 03 luglio 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè


    ZAGO   segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                          Congedi e missioni

    PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Adamo e Mattarella  hanno
  chiesto  congedo  per la seduta odierna; l'onorevole La Manna  per
  i giorni 3, 4 e 5 luglio 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che sono in missione, per ragioni del loro ufficio,  gli
  onorevoli  Turano  e  Stancanelli  il 3 luglio  2007;  l'onorevole
  Rizzotto dal 4 al 7 luglio 2007;  l'onorevole Pogliese dal  14  al
  25  luglio  2007;  gli  onorevoli Cascio e Vicari  dal  10  al  16
  settembre 2007.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

     PRESIDENTE   Comunico  che,  da  parte  del  Presidente   della
  Regione,   è   pervenuta   la  risposta  scritta   alla   seguente
  interrogazione:

   N.  965 - Notizie in ordine al decreto attuativo di riforma degli
  ambiti territoriali ottimali (ATO).
   Firmatari:  Cascio Francesco; Vicari  Simona;  Pagano Alessandro;
  Leanza  Edoardo;  Scoma  Francesco;  Confalone  Giancarlo;  Limoli
  Giuseppe;  Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino; Fleres Salvatore;
  Cimino  Michele;  Cristaudo  Giovanni;  D'Aquino  Antonio;   Adamo
  Giulia.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

    Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
             invio alla competente Commissione legislativa

    PRESIDENTE   Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato  ed  inviato alla Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio  (IV):

      Cessione  degli alloggi popolari di proprietà  della  Regione.
  Modifiche  al  comma 3 dell'articolo 19 della legge  regionale  16
  aprile 2003, n. 4   (n. 616);
   - presentato dall'onorevole Rinaldi in data 29 giugno 2007;
   - inviato in data 3 luglio 2007.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

    PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data  2  luglio  2007, alle  competenti  Commissioni
  legislative:

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disposizioni regionali per le attività fisiche  (n. 615);
      - presentato dall'onorevole Fagone in data 27 giugno 2007;
      - PARERE VI
                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Norme  per  favorire la carriera marittima  ai  residenti  nella
  Regione  (n. 614);
      -  presentato dagli onorevoli Ammatuna e Barbagallo in data 27
  giugno 2007.

                 Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che  la  seguente  richiesta  di   parere
  pervenuta   dal   Governo  è  stata  assegnata  alla   Commissione
  legislativa  Affari Istituzionali  (I):

    Agenzia  regionale  per i rifiuti e le acque.  Costituzione  del
  Consiglio di amministrazione    (n. 62/I);
      - pervenuta in data 28 giugno 2007;
      - inviata in data 2 luglio 2007.

                     Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  Commissione legislativa  Affari Istituzionali  (I):

      Schemi decreti assessoriali di ripartizione, per l'anno  2007,
  della  quota di riserva prevista dall'articolo 76, comma 4,  della
  legge   regionale  n.  2  del  2002  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  (n. 58/I);
   - reso in data 26 giugno 2007;
   - inviato in data 28 giugno 2007.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

    PRESIDENTE    Comunico  che,  con  nota  del  26  giugno   2007,
  l'onorevole  Ardizzone  ha  ritirato l'interrogazione  numero  964
   Notizie  sulle  assunzioni effettuate presso l'ATO  ME  3  S.p.A.
  senza ricorso a procedure di evidenza pubblica , a risposta orale,
  dallo  stesso presentata in data 1 marzo 2007 ed annunziata  nella
  seduta n. 52 del 7 marzo e 2007.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE    Comunico  che,  con  nota  del  27  giugno   2007,
  l'onorevole Nunzio Maniscalco  ha comunicato che in pari  data  il
  Gruppo  parlamentare   Democrazia Cristiana  per  le  Autonomie  -
  Sicilia  Vera'  (DCA  -  Sicilia  Vera)  ha  proceduto,  ai  sensi
  dell'articolo  25  del Regolamento interno dell'ARS,  alla  nomina
  delle cariche interne, che risultano  così costituite:

   on. Nunzio Maniscalco:  Presidente;
   on. Cateno De Luca: Segretario.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

            -  con richiesta di risposta orale:

   numero 1211   Interventi per la proroga delle cambiali agrarie.
   - Assessore Agricoltura;
   -  Firmatari:  Fagone  Fausto; Ragusa Orazio;  Antinoro  Antonio;
  Cappadona Nunzio;

   numero  1216    Notizie  a  proposito  della  mancata  attuazione
  dell'articolo   80   della  legge  388  del   2000   che   prevede
  l'esercizio  della potestà concessoria da parte delle regioni  dei
  trattamenti d'invalidità civile.
   - Presidente Regione;
   - Assessore Lavoro;
   -   Firmatari:   Panarello   Filippo;  Cracolici   Antonino;   De
  Benedictis Roberto.

   Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
  giorno per essere svolte al loro turno.

          -  con richiesta di risposta scritta:

   numero   1212    Interventi  urgenti  per  prevenire  l'emergenza
  rifiuti nelle isole minori.
   - Presidente Regione;
   - Firmatario: Oddo Salvatore Antonino;

   numero    1213    Annullamento   in   autotutela   del    decreto
  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente n. 82 del 18  maggio
  2007   concernente   la   costituzione  del  Consiglio   regionale
  dell'Urbanistica.
   - Presidente Regione;
   - Assessore Territorio;
   - Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   numero 1214   Interventi a favore dell'agricoltura.
   - Assessore Lavori Pubblici
   - Firmatario: Incardona Carmelo;

   numero  1215    Notizie sulle rivendicazioni dei  lavoratori  del
  CORFILAC di Ragusa.
   - Presidente Regione;
   - Assessore Agricoltura;
   - Firmatario: Incardona Carmelo.

   Le interrogazioni ora annunziate saranno trasmesse al Governo.

                          Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  222  Rimodulazione del Piano di sviluppo rurale  al  fine
  di  renderlo rispondente alle esigenze degli agricoltori siciliani
  in   stato  di  crisi ,  degli  onorevoli  Gucciardi,  Barbagallo,
  Galvagno e Vitrano;

   numero 223  Definizione dei nuovi Ambiti territoriali ottimali  e
  avvio di idonee procedure a garanzia del regolare svolgimento  del
  servizio  di  raccolta  dei  rifiuti ,  degli  onorevoli  Laccoto,
  Ammatuna, Zangara, Manzullo, Culicchia e Fiorenza.

   Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè


          Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera  d)
  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  220  Recupero dell'IVA versata dai Comuni in relazione  a
  contratti  stipulati  mediante  'esternalizzazione'  a  terzi   di
  servizi   non  commerciali ,  degli  onorevoli  Caputo,  Currenti,
  Granata, Incardona, Pogliese;

   numero  221   Interventi urgenti per la messa in sicurezza  della
  strada  statale  numero 194 Catania-Ragusa,  nel  tratto  Lentini-
  Francofonte ,   degli   onorevoli  Cappadona,   Terrana,   Ragusa,
  Antinoro.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che,  ai sensi del D.P.R. n. 633/72, i  servizi  che  i
  Comuni  'esternalizzano'  a terzi (outsourcing),  se  servizi  non
  commerciali,   sono   soggetti  all'applicazione   dell'IVA,   con
  l'effetto,  tra l'altro, che l'ente locale resta inciso dell'onere
  derivante dall'applicazione del tributo non potendo detrarre l'IVA
  relativa addebitata in fattura;

   atteso che:

   da   quanto  sopra  ne  deriva  che  l'IVA  per  i  servizi   non
  commerciali  esternalizzati costituisce per  gli  enti  locali  un
  costo pieno da prevedere e sostenere sui rispettivi bilanci con un
  conseguente aggravio del carico tributario/tariffario  imposto  ai
  cittadini-utenti;
   il   Ministero  dell'Interno  annualmente,  per  tutti  i  Comuni
  italiani  (escluso  i Comuni della Regione siciliana)  prevede  il
  rimborso  dell'IVA versata dagli stessi in relazione ai  contratti
  stipulati  con soggetti esterni per l'affidamento in gestione  dei
  servizi  considerati non commerciali dal testé  citato  D.P.R.  n.
  633/72.  Tale  previsione  normativa a  livello  statale  discende
  dall'applicazione del combinato disposto ex art. 6, comma 3, della
  legge n. 488 del 1999 e del D.P.R. n. 33/2001;

   la   motivazione   dell'esclusione  dei  Comuni   della   Regione
  siciliana dalla restituzione dell'IVA versata dagli stessi  deriva
  dal  fatto  che  il  gettito  IVA  in  Sicilia  viene  interamente
  incassato  dalla  Regione  siciliana e  pertanto  deve  essere  la
  Regione  siciliana  a prevedere siffatta normativa  mutuando,  ove
  possibile, la disciplina nazionale;

   considerato che, alla luce di quanto sopra, è necessario  evitare
  disparità di trattamento tra i Comuni siciliani e gli altri Comuni
  del territorio nazionale, nonché l'aggravio sui bilanci degli enti
  locali  traslato  interamente in sede  di  politica  tariffaria  e
  tributaria sui cittadini-utenti,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
           l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
                         e le autonomie locali

   ad  istituire  un  fondo  da ripartire  agli  enti  locali  quale
  contributo  per  l'IVA  versata  da  tali  enti  in  relazione  ai
  contratti stipulati mediante esternalizzazione, alla stregua della
  normativa nazionale». (220)

                          CAPUTO-CURRENTI-GRANATA-INCARDONA-POGLIESE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la strada statale n. 194 (CT-RG) è un  asse  viario
  di  importanza  fondamentale per la economia dei  territori  delle
  province di Catania, Ragusa e Siracusa e per questo motivo risulta
  intensamente transitata da molti cittadini di questi territori;

   considerato che:

   la  competenza  di intervento per il predetto asse viario  ricade
  esclusivamente sull'ANAS;

   alcuni  tratti  del  predetto  asse viario  sono  particolarmente
  pericolosi  per  la  loro conformazione e in particolar  modo  nei
  pressi   del   centro  di  Lentini  all'altezza   dell'agglomerato
  urbanistico M;

   proprio  in  questo  tratto,  da  anni,  si  verifica  una  serie
  innumerevole  di  incidenti, molti dei  quali  hanno  avuto  esiti
  mortali per gli automobilisti;

   il  pericolo  per  la  collettività, viste  le  condizioni  della
  strada,  potrebbe aumentare con l'apertura del costruendo Ospedale
  di Lentini, la cui entrata insiste proprio sulla strada statale n.
  194;

   si  è  reso  improcrastinabile  un  intervento  pubblico  atto  a
  mettere  in sicurezza la suddetta strada realizzando tutte  quelle
  opere necessarie per tutelare l'incolumità degli automobilisti che
  vi transitano;

   osservato  che per il collegamento tra le province di  Catania  e
  Ragusa  era stata prevista la realizzazione di un asse viario  con
  caratteristiche  autostradali e che tale opera aveva  priorità  ed
  era   uno   nei  progetti  infrastrutturali  del  passato  Governo
  nazionale;

   visto  che  l'attuale Ministro delle Infrastrutture ha declassato
  tale opera, ponendola in priorità 2,
                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere tutte quelle iniziative volte a sensibilizzare
  il  Governo  nazionale  e  l'ANAS affinché  si  avvii  l'iter  per
  realizzare  sulla  strada  statale  n.  194  delle  opere  atte  a
  migliorare  la  percorribilità della  stessa  ed  a  garantire  la
  sicurezza degli automobilisti che la percorrono». (221)

                                   CAPPADONA-TERRANA-RAGUSA-ANTINORO

   Dispongo   che   le  predette  mozioni  vengano  demandate   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

  Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione sulla
  programmazione dei fondi comunitari 2007/2013

    PRESIDENTE   Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Dibattito  sulle comunicazioni del Presidente della Regione  sulla
  programmazione dei fondi comunitari 2007/2013.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  numero  147  Misure volte a predisporre un piano straordinario
  di  ammodernamento della rete elettrica , degli onorevoli Cantafia
  e Panepinto;

   -   numero  148   Misure  per  l'utilizzo  delle  Aree  demaniali
  marittime  e per l'emanazione di linee guida per la redazione  dei
  Piani di utilizzo del demanio marittimo , degli onorevoli Gennuso,
  Ragusa, Cappadona, Lombardo ed altri;

   -  numero  149  Iniziative  per garantire il futuro del  cantiere
  navale   di   Palermo   nell'ambito   del   gruppo   Fincantieri ,
  dell'onorevole Cantafia;

   -  numero  150   Richiesta proroga inizio lavori per  le  imprese
  finanziate  in esecuzione dei programmi di edilizia convenzionata-
  agevolata  di  cui  alla  legge 457/78 , degli  onorevoli  Caputo,
  Currenti, Granata, Incardona, Pogliese;

   -  numero  151   Garanzie  occupazionali e  sviluppo  industriale
  cantiere  navale  di Palermo , degli onorevoli Caputo,  Cristaldi,
  Currenti, Falzone, Granata, Pogliese;

   -   numero  152   Costituzione  dell'Osservatorio  Regionale  del
  Patrimonio Culturale , degli onorevoli Caputo,  Currenti, Falzone,
  Granata, Pogliese;

   -  numero  154   Interpretazione  della  norma  che  riguarda  le
  indennità agli amministratori locali , degli onorevoli Barbagallo,
  Ammatuna, Fiorenza, Manzullo e Rinaldi;
   -  numero  155   Iniziative per la partecipazione  dell'assemblea
  alla  definizione  degli strumenti riguardanti  la  programmazione
  comunitaria 2007/2013 , degli onorevoli Turano e altro;

   -  numero  156  Annullamento del decreto assessoriale  n.  82/Gab
  del  18  maggio  2007  concernente la costituzione  del  Consiglio
  regionale    dell'Urbanistica ,   degli   onorevoli    Barbagallo,
  Borsellino, Cracolici e Ballistreri.


   Presidenza del presidente Miccichè


    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  dibattito
  sui fondi comunitari è importante. Il presidente Cuffaro ha svolto
  la  sua  relazione  nella seduta precedente e  noi  cercheremo  di
  offrire  il nostro punto di vista sullo stato di attuazione  della
  spesa.
   In  realtà  occorre, preliminarmente, dire che  questa  Assemblea
  non  sempre  è stata messa in condizione di esprimere  il  proprio
  orientamento.
   Il  monito  della  Corte  dei conti, tuttavia,  va  raccolto  con
  grande   attenzione,  in  primo  luogo  dal  Governo.  Le  risorse
  finanziarie comunitarie, finora, sono state spese male e non hanno
  prodotto  risultati  significativi in termini  di  sviluppo  e  di
  occupazione produttiva. Sul piano contabile i pagamenti sono  pari
  al  50%  e  collocano la nostra Regione all'ultimo  posto  tra  le
  regioni  ex obiettivo 1  (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia).
   Sui giornali ho letto che il presidente Cuffaro, giustamente,  ha
  detto   che   la   relazione  della  Corte  dei  conti   non   era
  contestualizzata,  ed egli ha fatto rilevare  che,  rispetto  alle
  altre  regioni,  la  Sicilia  ha avuto una  dotazione  finanziaria
  maggiore.  Ciò però, non giustifica l'essere in ultima  posizione.
  Avendo  avuto  una dotazione finanziaria maggiore, avremmo  dovuto
  spendere  più  degli  altri perché in Sicilia  tali  risorse  sono
  assolutamente  indispensabili.  C'è  un  problema   che   riguarda
  l'aspetto contabile, ma anche un problema che riguarda la  qualità
  della  spesa  e  su  quest'ultimo punto  la  situazione  è  ancora
  peggiore,  poiché su misure importanti si registrano notevolissimi
  ritardi.
   Le  risorse  finanziarie del POR 2000-2006 sono state  spese  per
  sostituire  investimenti che Stato e Regione non  finanziano  più,
  senza una specifica programmazione e con un'estrema frammentazione
  degli   obiettivi,   in  barba  al  principio  comunitario   della
  concentrazione.
   Ci  auguriamo  che  i  richiami della  Corte  dei  conti  possano
  servire per il futuro.
     Il  programma 2007-2013 è l'ultima opportunità per il  rilancio
  dell'economia  del  nostro territorio.  Come  è  stato  detto  dal
  presidente Cuffaro, abbiamo il programma operativo più consistente
  finanziariamente  tra  le  regioni  ex  obiettivo  1.  Le  risorse
  ammontano  complessivamente  a 10.146  milioni  di  euro  con  una
  percentuale sul totale delle risorse pari al 32 per cento.
   Partiamo  da  una  situazione estremamente critica.  In  Sicilia,
  come  è stato ricordato dalla Corte dei conti, si registra il  più
  alto  livello di povertà tra le regioni del Mezzogiorno.  Il  dato
  del  30,8%  è  sconfortante se paragonato alla media  delle  altre
  regioni del Mezzogiorno, che è pari al 24% circa.
   I  risultati  conseguiti finora nella nostra Regione  sono  stati
  del  tutto  inadeguati  in  termini di  crescita  economica  e  di
  sviluppo.  Non  si  capisce, fra l'altro, quali determinazioni  si
  intendono  adottare  per  consentire  un'effettiva  svolta   nella
  gestione dei fondi comunitari.
   Il  presidente Cuffaro ha dichiarato, ad esempio, di voler creare
  un  asse  prioritario specifico sull'energia.  Aspettiamo,  a  tal
  riguardo,  ancora  l'approvazione del Piano energetico  regionale.
  L'assessore     per    l'industria    Candura,    in     occasione
  dell'approvazione  della  mozione del  centro-sinistra  sul  piano
  energetico,  aveva dichiarato solennemente che tale piano  sarebbe
  stato  portato in Aula qualche giorno dopo. Ciò non è  avvenuto  e
  quindi  è stata disattesa la volontà dell'Aula. E non mi pare  che
  oggi  ci  siano  tempi  brevi  per la presentazione  di  un  piano
  energetico del quale la Sicilia ha estremamente bisogno in  quanto
  gli   interventi   devono  essere  fatti   sulla   base   di   una
  programmazione  complessiva e avendo bene in mente  quali  debbano
  essere le linee su cui imperniare le nostre risorse finanziarie.
   Per  conoscere quale sia lo stato effettivo dell'attuazione della
  spesa  delle  singole risorse del POR Sicilia 2000-2006,  desidero
  ricordare quelle in cui si sono registrate le maggiori criticità:
   misura  2.03  -  Gestione innovativa e fruizione  del  patrimonio
  culturale: spesa prevista euro 81.605.000, spesa certificata al 13
  luglio  2006  euro 1.560.298,44 pari ad una percentuale  dell'1,91
  per cento;
   misura 1.13 - Sviluppo imprenditoriale del territorio della  rete
  ecologica, spesa prevista euro 20.385.000; spesa certificata al 13
  luglio  2006  pari ad euro 0. Questa risorsa non è stata  attivata
  del tutto;
   misura  4.13  -  Commercializzazione  dei  prodotti  agricoli  di
  qualità:  spesa prevista euro 15.416.000, spesa monitorata  al  31
  agosto 2006, euro 834.315,72, pari al 5,41 per cento;
   misura  4.19  -  Potenziamento  e  riqualificazione  dell'offerta
  turistica:  spesa prevista euro 389.983.333, spesa certificata  al
  13 luglio 2006 euro 57.886.863,59, pari al 14,84 per cento;
   misura  6.06  - Internalizzazione dell'economia siciliana:  spesa
  prevista  euro  42.247.469, spesa monitorata  al  31  agosto  euro
  12.080.696,86,  pari al 28,59 per cento;
   misura  5.05 - Reti finalizzate al miglioramento dell'offerta  di
  città:  spesa  prevista euro 46.657.778, spesa certificata  al  31
  luglio 2006 euro 4.226.534,36, pari al 9,05 per cento;
   misura  6.02 - Miglioramento del livello di servizio delle  linee
  ferroviarie: spesa prevista euro 170.847.778, spesa certificata al
  31 luglio 2006 euro 42.388.110,17 pari al 24,81 per cento;
   misura  1.17  -   Diversificazione della  produzione  energetica:
  spesa  prevista euro 127.221.666, spesa certificata al  31  luglio
  2006 euro 27.695.103,40 pari al 21,77 per cento;
   misura  1.02 - Infrastrutture di captazione e adduzione  a  scala
  sovrambito: spesa prevista euro 155.000.000, spesa certificata  al
  31 luglio 2006 euro 11.884.828,52, pari al 7,66 per cento;
   misura  3.11 - Sostegno al lavoro regolare e all'emersione  delle
  attività  non  regolari:  spesa prevista  euro  10.714.286,  spesa
  certificata al 31 marzo 2006 euro 1.525.469,47, pari al 14,21  per
  cento;
   misura  1.11 - Sistemi territoriali integrati ad alta naturalità:
  spesa  prevista euro 264.036.667, spesa monitorata  al  31  agosto
  2006 euro 41.780.884,52, pari al 15,7 per cento;
   misura  1.15  -  Riduzione  della  compromissione  ambientale  da
  rifiuti: spesa prevista euro 160.000.000, spesa certificata al  31
  luglio 2006 euro 8.912.294,21 pari al 5,57 per cento.

   Questi  sono  dati  ufficiali, forniti dallo stesso  Dipartimento
  della Programmazione, e le misure sopra richiamate sono tra le più
  innovative  e  riguardano settori strategici della  nostra  Isola:
  turismo,  beni  culturali, internazionalizzazione  delle  imprese,
  sistemi idrici, ecologia, eccetera.
   La  rendicontazione delle due ultime annualità del POR  2000-2006
  si sovrappone con le due prime annualità del nuovo Programma 2007-
  2013.  Quindi,  il  rischio  che  in  questi  due  anni  si  possa
  verificare su qualche misura il disimpegno automatico - così  come
  ricordato dalla Corte dei conti - è concreto.
   Per  la  programmazione 2007-2013 si dovrà  pensare  non  solo  a
  spendere, ma a come spendere in una realtà nella quale le  risorse
  finanziarie extraregionali sono le uniche disponibili.
   Mi  auguro  che il Governo faccia in questi anni ciò che  non  ha
  fatto  nel  passato:  cerchi di spendere  anche  sul  piano  della
  qualità  dei  progetti.  Infatti, una  volta  utilizzati  tutti  i
  progetti  sponda,  siamo nelle condizioni  di  fornire  all'Unione
  europea anche una qualità della spesa diversa.
   Se  ciò  non  avvenisse, sarebbe gravissimo perché - come  dicevo
  prima  -  senza  queste risorse extraregionali  non  ci  sarebbero
  fondi.
   A  voi  tutti  è  noto,  infatti,  che  per  nuovi  provvedimenti
  legislativi non ci sono risorse sufficienti. Pertanto, mi  aspetto
  un  salto  di qualità sul piano dell'impegno amministrativo  e  mi
  auguro  che  si preveda anche, come ha detto qualche collega,  una
  forma  di  premialità per i Dipartimenti che operano  meglio.  C'è
  bisogno  inoltre di una grande sollecitazione nei confronti  degli
  uffici  perché  non  possiamo  permetterci  di  perdere  ulteriori
  risorse per la Sicilia.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, l'onorevole  Presidente  della
  Regione  ha posto l'esigenza di concludere il dibattito  entro  le
  ore 20.00 di stasera, a causa di un importante impegno.  Pertanto,
  se  continuiamo il dibattito fino alle ore 19.30,  dopo  tale  ora
  potremmo  dare  la  parola  al Presidente  della  Regione  per  le
  conclusioni; diversamente, se il dibattito dovesse protrarsi oltre
  quell'orario, potremmo rinviare l'intervento del Presidente  della
  Regione ad una prossima seduta.
   Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

    DE LUCA . Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi, prima di fare una breve considerazione  sulla
  documentazione che abbiamo potuto analizzare, ho cercato di  avere
  la  disponibilità della versione integrale delle osservazioni  che
  sono  state formulate dalla Commissione sul documento che è  stato
  inviato  il  5  marzo, esattamente il documento di  cui  noi  oggi
  stiamo dibattendo.
   Ho  fatto  ciò  per rendermi conto di quelle che  sono  state  le
  osservazioni   formulate  rispetto  ad   un   piano   che,   dalle
  dichiarazioni  del  Presidente della  Regione  rese  nella  seduta
  precedente,  risulta già in corso di rielaborazione. Pertanto,  mi
  permetto  di evidenziare un fatto: noi stiamo cercando di svolgere
  un  dibattito su un primo programma operativo del quale ci mancano
  gli  elementi  di confronto, in quanto ci sono delle osservazioni,
  che   abbiamo  colto  nelle  dichiarazioni  del  Presidente  della
  Regione,   abbastanza   delicate.   Intanto,   dobbiamo    entrare
  nell'ottica  che  tale  pianificazione per questo  periodo  è  una
  pianificazione integrale ed integrata con altri interventi per  le
  aree  sottosviluppate:  parliamo del FAS ed anche dei fondi PON  e
  POI; si tratta, cioè, di tutta una serie di interventi che in ogni
  caso  si  intercaleranno  in Sicilia e di  cui  noi,  rispetto  ai
  programmi  operativi  che  sono  stati  deliberati  dalla   Giunta
  regionale  e che sono stati trasmessi a Bruxelles, non abbiamo  la
  completezza di sistema.
   Oltre  questo  aspetto, chiedo che le osservazioni  formulate  da
  Bruxelles  vengano messe a disposizione dei singoli  deputati  per
  vagliare   gli  elementi  del  dibattito.  Oggi,  ci  troviamo   a
  disquisire  su una proposta di programma operativo che gli  uffici
  stanno già modificando. Quindi - e mi permetto di sottolineare  in
  pregiudiziale  avevo chiesto di intervenire - ritengo  che  questo
  dibattito   non  si  possa  fare  considerata  la  carenza   della
  documentazione necessaria.
   Ho  cercato di documentarmi per quanto possibile cominciando  dal
  Quadro  strategico  nazionale, però  mancano  gli  elementi  e  le
  osservazioni  puntuali che sono stati formulati dalla  Commissione
  europea. Credo sia giusto che noi si venga posti in condizione  di
  confrontarci su elementi certi. Personalmente, in proposito,  oggi
  mi  trovo  nell'impossibilità di formulare  ed  esprimere  un  mio
  parere  e  di  intervenire nel dibattito con proposte concrete  ed
  operative (delle quali potremmo anche parlare), proprio perché  mi
  manca  un punto di riferimento: le osservazioni che sono già state
  trasmesse alla Giunta regionale.
   Quindi,  onorevole  Presidente,  la  prego  di  farsi  carico  di
  fornircele;  soltanto allora potremmo realmente fare un  confronto
  serio, tranne che si ritenga che quest'Aula, in virtù di una norma
  precedente  che ha spogliato della stessa competenza  di  trattare
  questo  argomento,  non debba essere presa  in  considerazione  e,
  quindi,  i singoli deputati non debbano essere messi in condizione
  di formulare anche suggerimenti di merito che, dalle dichiarazioni
  del   Presidente  Cuffaro,  sembra  ci  sia  un'apertura   massima
  nell'accoglierli.
   Per  fare ciò, onorevole Presidente, è opportuno che questo piano
  venga  messo  a confronto con le osservazioni che, a quanto  pare,
  non ci sono

    CUFFARO  presidente della Regione. Sono nella relazione
  che vi ho dato

    DE  LUCA .  Non  ci  sono  le osservazioni,  sono  solo  alcune,
  Presidente; lei ha parlato di alcune osservazioni, ne ha accennato
  qualcuna.  Peraltro,  pare  che  tali  osservazioni  siano   molto
  delicate. Ad esempio, una delle osservazioni che viene formulata è
  come mai venga trasmesso un elenco di grandi opere. Sulla base  di
  cosa  sono  state  scelte  queste grandi opere,  la  distribuzione
  territoriale  rispetto ai fondi del FAS o del PON,  obiettivamente
  oggi  non  mi rendo conto di come avvenga questa integrazione.  Le
  osservazioni  fatte  dalla  Commissione europea,  invece,  parlano
  anche di questi aspetti.
   A  noi  manca, oggi, questo elemento per potere fare un confronto
  serio  e chiedo che vengano messe a disposizione tali osservazioni
  integrali.   Diversamente,  non  saprei  oggi  su  cosa   dovremmo
  dibattere.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Ballistreri. Ne ha
  facoltà.

    BALLISTRERI   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione, onorevoli colleghi, dobbiamo comprendere il motivo per il
  quale  questa sera ci troviamo in Aula a discutere con il Governo.
  Ritengo  che  questo  confronto  abbia,  intanto,  caratteristiche
  squisitamente politiche prima ancora che tecniche, in ordine  alla
  programmazione  dei  Fondi comunitari 2007-2013  e  credo  che  la
  presenza  del  Presidente della Regione in  Aula  rappresenti  una
  disponibilità  al  dialogo ed al confronto da parte  della  Giunta
  regionale,  a discutere apertamente e schiettamente di quella  che
  costituisce l'ultima, grande opportunità della nostra  Regione  di
  gestire  una  consistente  dotazione  di  Fondi  comunitari;   non
  dimentichiamo  che è l'ultima occasione in cui questa  Regione  si
  trova ad essere Obiettivo 1.
   Credo, allora, che dobbiamo fare delle operazioni di coerenza  di
  questo  lavoro  con  il  quadro complessivo  dell'Unione  Europea;
  intanto,  il  quadro delle coerenze e delle compatibilità  con  il
  quadro  macro-economico  europeo. Dall'Unione  Europea  credo  sia
  venuto  il  monito,  non soltanto alla Sicilia ovviamente,  ma  al
  Paese,  di  attenersi ad alcune linee guida che  sono  quelle  del
  rapporto  tra interventi programmati e globalizzazione,  sviluppo,
  armonizzazione,   innovazione,   conoscenza   e   ristrutturazione
  economica.  Non  vi è dubbio, infatti, che nessuna  operazione  di
  programmazione  possa essere fatta con una tecnica ragionieristica
  o, peggio ancora, burocratica.
   Onorevole   Presidente   della  Regione,   non   credo   che   la
  programmazione  possa  avvenire  al  di  fuori  di  un  quadro  di
  interazione con le disposizioni emesse con l'Agenda di  Lisbona  e
  con  l'Agenda  di  Goteborg e, quindi,  con  i  temi  fondamentali
  dell'allargamento dell'Unione europea e del rapporto tra  i  Paesi
  di  più  giovane partecipazione ai processi comunitari e  i  Paesi
  che, storicamente, hanno partecipato alla formazione dell'Unione.
   Chiedo  al  Governo se ritenga che il documento che il Presidente
  della  Regione  ha letto nella scorsa seduta sia compatibile,  dal
  punto  di  vista delle previsioni e delle priorità, con il  quadro
  complessivo  comunitario  e se, sotto questo  profilo,  le  grandi
  direttrici  macro-economiche  che  sono  state  evidenziate  siano
  compatibili con un'indicazione di merito che l'Unione  europea  ha
  dato, cioè quella di evitare la frammentazione degli interventi.
   Credo,  in verità, onorevole Cuffaro, che dalle dichiarazioni  da
  lei   rese   nella  scorsa  seduta,  si  evinca  un   eccesso   di
  frammentazione  di previsione di misure: troppe  misure  e  troppe
  sottomisure che finiranno per frammentare, ancora una  volta,  gli
  interventi a danno di un disegno organico di sviluppo del rapporto
  tra  l'intervento  comunitario e l'azione  politica  della  nostra
  Regione.
   Mi  permetto  suggerire un principio, contenuto nella  disciplina
  comunitaria  in  materia  di  Fondi di  programmazione  2007-2013:
  quello  della concentrazione. Ritengo sia assolutamente necessario
  concentrare  gli interventi su alcuni asset, su alcune indicazioni
  strategiche che riguardano lo sviluppo della Regione siciliana.
   Fondamentalmente, c'è una questione che dobbiamo tenere  presente
  nel  nostro dibattito e nel nostro lavoro: la prospettiva  che  da
  qui  al  2010 ci troveremo a dovere fare i conti con uno  scenario
  importante, quello della zona di libero scambio euro-mediterraneo,
  da  qui  al  2010,  come  momento di  riequilibrio  del  prevalere
  dell'asse cosiddetto  franco-renano'.
   Allora, se pensiamo che il Mediterraneo sarà il punto di snodo  e
  di incontro tra l'Europa di Maastricht e i Paesi nord africani, se
  pensiamo  che  esso  costituirà la porta di  accesso  tra  Europa,
  Africa  e  Asia,  una  sorta  di equilibrio  tri-continentale  non
  possiamo  che  ribadire  la  scelta  di  fare  della  Sicilia   la
  piattaforma logistica e infrastrutturale di questo processo.
   Per fare ciò, però, non bastano le declamazioni di principio, non
  bastano   le  petizioni  e  la  buona  volontà:  c'è  bisogno   di
  programmare la spesa comunitaria, di interventi in ordine a questo
  scenario e a questa prospettiva.
   Mi  permetto, pertanto, di dare qualche indicazione di merito  su
  questo  terreno che mi sembra, francamente, non evidenziato  nelle
  dichiarazioni che il Presidente Cuffaro ha reso la volta scorsa in
  quest'Aula.
   Se  la  Sicilia deve essere piattaforma logistica, dobbiamo  dare
  luogo  a  politiche per la coesione sociale, dobbiamo cioè puntare
  sulla qualità dei beni, dei servizi da rendere ai cittadini e alle
  imprese, dobbiamo puntare alla ricerca e alla conoscenza.
   Mi   permetto   di  osservare,  a  proposito  del  principio   di
  concentrazione,  che la Gran Bretagna nella scorsa  programmazione
  dei  Fondi  comunitari  ha investito gran parte  dei  fondi  sulla
  conoscenza, sul know-how, sul capitale umano, mentre l'Irlanda  ha
  investito  gran  parte  delle risorse disponibili  sui  trasporti,
  sulla connessione trasportistica.
     Ed  è su questo che mi permetto di richiamare l'attenzione  del
  Governo regionale: le reti di infrastrutture saranno decisive,  se
  vogliamo fare della Sicilia una piattaforma logistica del processo
  euro-mediterraneo.   Bisogna,  però,  evitare,   anche   qui,   la
  frammentazione:   i   troppi   interventi,   le   troppe    micro-
  infrastrutture  spesso  non connesse tra  loro;  dobbiamo  puntare
  invece   su  quelle che sono fondamentalmente relazionate  ad  una
  grande  prospettiva, ad un grande scenario che era l'Obiettivo  1,
  il  corridoio 1, il corridoio di collegamento da Berlino fino alla
  Sicilia

    CUFFARO   presidente della Regione. Il ponte  non  me  lo  fanno
  fare; come dobbiamo fare?

    BALLISTRERI  Onorevole Presidente, lei sa che a titolo personale
  ho  espresso  un'opzione favorevole, non fosse altro  per  la  mia
  lunga militanza sindacale, ma ovviamente ci si confronta sempre in
  un contesto di pluralità di posizioni.
   Mi  chiedo se non sia il caso di richiamare alla nostra  memoria,
  nel  formulare le programmazioni comunitarie, il libro  bianco  in
  materia  di  trasporti  che si intitola  La politica  europea  dei
  trasporti fino al 2010. Il momento delle scelte , evitando qualche
  incoerenza che nella declaratoria degli interventi emerge, qualche
  intervento che francamente appare fuori luogo, come quello che, ad
  esempio, prevede lo spezzettamento e il collegamento della dorsale
  ferroviaria   tra  Palermo  e  Messina  con  una  deviazione   non
  comprensibile dal punto di vista trasportistico verso Catania.
   Dal  punto  di  vista  delle  scelte  fondamentali  il  documento
  presentato dal Governo appare in qualche misura non rispondente ad
  un'esigenza che per questa Regione è fondamentale: la  lotta  alla
  povertà. Non c'è alcuna indicazione di merito sulla costruzione di
  reti  di  welfare  locale, di interventi per l'assistenza  sociale
  verso i nuovi e i vecchi bisogni.
   E  ancora, dal punto di vista delle scelte strategiche, i  motori
  della crescita, capitale umano e ricerca scientifica sono in ombra
  nel documento che è stato presentato.
   Un'altra questione su cui l'Europa scommette: le aree urbane.
   Anche  qui il documento appare lacunoso. La scommessa da  vincere
  in  Europa  è  quella di avere aree urbane che  siano  portali  di
  collegamento   e  reti  di  connessione.  In  questo   senso   per
  riqualificare   le   aree  urbane,  non  bisogna   prevedere   una
  superfetazione  dal punto di vista dello sviluppo urbano,  ma  una
  riqualificazione  di  ciò  che esiste, appare  in  linea  con  gli
  interventi che la Comunità Europea non soltanto prevede, ma esige.
   E  poi,  onorevole Presidente, non dimentichiamo che c'è un  tema
  tutto siciliano che le statistiche nazionali evidenziano: le  aree
  interne.
   Il  nostro  Paese si è dotato già di una legge per la  montagna'.
  Noi  siamo  in  presenza  di una spoliazione  demografica,  di  un
  abbassamento  dei tassi demografici nelle zone di  montagna  della
  nostra Regione.
   Dobbiamo pensare che abbiamo una grande occasione per intervenire
  e riqualificare questi centri, per ridare vitalità, per consentire
  anche  ad  essi non soltanto il ripopolamento demografico,  ma  la
  valorizzazione  delle  risorse locali,  dei  beni  ambientali,  di
  quelli relazionali, architettonici, delle risorse che storicamente
  quelle economie esprimono. Penso, una per tutte, all'agricoltura.
     Allora,  su questo versante mi permetto chiedere al Governo  un
  approfondimento, una verifica.
   In  conclusione, Presidente Cuffaro, poiché l'economia, dal punto
  di  vista della mia concezione, è sempre sottesa alla politica, mi
  auguro  che  il Governo scelga la strada del confronto  con  tutta
  l'Assemblea  regionale, anche con l'opposizione, un  confronto  di
  merito se si vuole fare un lavoro che sia effettivamente posto  al
  servizio  dello  sviluppo della nostra Isola,  del  lavoro,  della
  crescita sociale e civile.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  il
  Presidente della Regione dopo diversi mesi abbia compiuto,  con  la
  relazione  che  ha  prodotto  in quest'Aula,  quello  che  potrebbe
  definirsi   un salto triplo mortale con avvitamento .  Leggendo  la
  relazione  il Presidente ci ha illustrato il POR 2000-2006,  perché
  il  POR  che è stato presentato all'Unione europea il 5 marzo  2007
  altro  non  è che il POR 2000-2006. Quindi, una stanca riproduzione
  con  i  dovuti  aggiustamenti, tenuto conto che nelle  modalità  di
  attuazione  della  spesa 2007-2013 l'Unione europea  ha  introdotto
  alcune novità di cui il POR presentato all'Unione teneva conto.
     Ci ha presentato quel piano, però, non ci ha illustrato lo stato
  di attuazione del piano precedente. Ce lo ha ricordato la Corte dei
  conti,  ma  in  questi  giorni e in queste settimane  ce  lo  hanno
  ricordato i principali organi di informazione economici: la Regione
  è ultima come capacità di certificazione e di pagamento della spesa
  effettuata.
   La  Corte  dei conti ci dice due cose in più: che non si  conosce,
  malgrado  le  richieste,  l'entità dei  cosiddetti  progetti-sponda
  attraverso  i quali è stata in parte certificata la spesa  fin  qui
  realizzata e, dall'altro lato, che nel corso di questi anni,  della
  programmazione  2000-2006,  sono stati  cancellati  interventi  per
  oltre 600 milioni di euro, nonostante fossero stati impegnati,  per
  rinuncia  o  per  accertamento del fatto che i soggetti  cosiddetti
  beneficiari  non avevano i titoli per poter utilizzare  le  risorse
  che erano state in un primo momento assegnate.
   La  Corte  dei conti ci dice che, alla luce del fatto  che  al  31
  dicembre  2006  c'è stato poco più del 50 per cento  dei  pagamenti
  effettuati,  di  cui  di  una  parte non  si  conosce  l'entità,  i
  cosiddetti  progetti-sponda, è prevedibile ed  è  ipotizzabile  uno
  scenario  assai  drammatico per la Sicilia ovvero una  scenario  di
  disimpegno di una quota delle risorse che erano state in  un  primo
  tempo  previste  per  la Sicilia. Insomma,  è  prevedibile  che  la
  Regione non riuscirà ad utilizzare tutti i fondi del piano  che  si
  concluderà entro il 31 dicembre 2008.
   Bene, ci siamo presentati all'Unione europea con un nuovo piano.
   Il  Presidente Cuffaro ricorderà senz'altro quanto ebbi a dire  in
  un  convegno  dove  eravamo relatori o, in  qualche  modo,  abbiamo
  svolto un intervento seppur da posizioni diverse - mi riferisco  al
  convegno  della  DISTE  -.  In quell'occasione  dissi  che  si  sta
  determinando una condizione per cui, mentre nel 2000 tutto ciò  che
  creò   le   condizioni   per  quella  programmazione   vedeva   una
  partecipazione  larga e diffusa, oggi si ripropone uno  schema  già
  conosciuto e che ha prodotto dei risultati che in termini economici
  non possono che definirsi disastrosi.
   L'ultimo  dato è quello sulla povertà, che - come veniva ricordato
  dai  colleghi -  evidenzia una condizione nella quale, malgrado  le
  risorse dei fondi strutturali, la Sicilia è all'ultimo posto, e non
  solo  perché in Sicilia oltre il 30% delle famiglie sta al di sotto
  della  soglia di povertà. C'è, infatti, un altro indice importante:
  il  fatto che la Sicilia non solo è al di sotto di quella media, ma
  è al di sotto dell'80% di quella media, cioè è in una condizione di
  povertà  strutturale, perché sta sotto l'80% della media  nazionale
  che  individua  la  soglia di povertà. E questo  malgrado  i  fondi
  strutturali
   Quando  prima  parlavo del triplo salto mortale,  mi  riferivo  al
  fatto  che  in questi mesi il Presidente della Regione ha costruito
  una  delle  caratteristiche  di  questo  suo  secondo  mandato:  ha
  individuato  un nemico e questo nemico è il Governo nazionale.   Ha
  portato avanti, per mesi, una polemica sulla vicenda dei PON e  sul
  fatto  che  il  Governo  nazionale  abbia  individuato  cinque  PON
  rispetto  ai  quali  le Regioni di Obiettivo  1  erano  chiamate  a
  convergere su interventi interregionali. Su questa base  ha  creato
  una  polemica quotidiana. Il Presidente della Regione, addirittura,
  è  stato  bacchettato  dal  suo collega di coalizione,  l'onorevole
  Castiglione, che qualche giorno fa ha ricordato sulle pagine de  La
  Sicilia   di Catania che la scelta del Presidente della  Regione  è
  stata  una  scelta  suicida, per il fatto che  la  sua  opposizione
  pregiudiziale nei confronti del Governo nazionale gli  ha  impedito
  di  esercitare quello che in qualunque gioco tra le parti  si  deve
  determinare,  cioè  una  negoziazione che  possa  in  qualche  modo
  ottenere il massimo per la Sicilia.
   Bene,  il  Governo di questa Regione ha scelto di far  saltare  il
  tavolo; così da un lato ha costruito questa polemica, dall'altro ha
  presentato il nuovo P.O. all'Unione europea ed il Presidente  della
  Regione l'ha comunicato.  Vi sono state alcune osservazioni che, in
  sede comunitaria, sono state offerte alla valutazione del Governo.
   Provo  a  leggerle  molto in fretta, come ha fatto  il  Presidente
  della Regione.
   La  prima piccola osservazione:  Il programma non sviluppa il tema
  delle disparità di sviluppo interne alla Regione .
   Seconda  osservazione:  Nessuna analisi è stata fatta  per  quanto
  riguarda le zone rurali .
   Terza  osservazione:   Gli indicatori devono  essere  rivisti  per
  migliorare la qualità del piano .
   Quarta  osservazione:  In generale, si constata il  permanere  di
  una certa confusione  - capisco che possono essere antipatiche  le
  cose che sto rileggendo, ma vorrei metterle insieme in maniera più
  ordinata -  e sovrapposizione nei contenuti tematici, a livello di
  obiettivi specifici, obiettivi operativi ed attività, oltre che di
  un eccessivo numero di obiettivi operativi di cui è raccomandabile
  una   semplificazione.  Inoltre,  i  contenuti  di   alcuni   assi
  prioritari  appaiono sovrapporsi con le tematiche su  cui  il  QSN
  prevede l'intervento PON e POI .
   Altra  osservazione:  si  chiede di  concentrare  gli  interventi
  esclusivamente sulle fonti energetiche rinnovabili e sul risparmio
  energetico.
   Altra  osservazione  ancora:  Il tema  deve  essere  attentamente
  valutato  alla  luce  dei deludenti risultati del  2000-2006  dove
  l'ultima  riprogrammazione ha sostanzialmente ridotto  le  risorse
  dell'asse, risorse naturali . Si aggiunge  - ripeto, sto  leggendo
  ciò  che ha detto l'Unione europea - a proposito della cultura  La
  demarcazione  tra gli interventi previsti dal POR  e  l'ambito  di
  azione  del  POI,  attrattori culturali e  turismo,  l'inserimento
  degli interventi in una strategia regionale chiaramente delineata,
  a    sua   volta   basata   sulla   domanda   turistico-culturale,
  l'inquadramento  delle  procedure  di  individuazione  e  rigorosa
  selezione dei centri di eccellenza , ciò perché la Regione -  ecco
  qui  una  novità  rispetto al POR 2000-2006  -  ha  stabilito  che
  nell'asse cultura non rientrava più il turismo, perché il  turismo
  era  cosa  separata dalle politiche che attraverso gli  attrattori
  culturali possono determinare ricchezza economica. Bene,  l'Unione
  europea  ci  dice  guardate che non potete scindere le attività  a
  supporto del turismo dalle politiche di infrastrutturazione  sulla
  cultura .
   Trasporti.  L'asse prioritario deve essere ridefinito perché  non
  è  possibile  identificare uno schema logicamente  sequenziale  di
  obiettivi e di azioni .
   Sapete  cosa  vuol  dire? Vuol dire che noi possiamo  anche  aver
  presentato a Bruxelles la necessità di realizzare dieci chilometri
  di  autostrada piuttosto che dieci chilometri di linea ferrata, ma
  se  quei dieci chilometri di autostrada o di linea ferrata non  si
  connettono  con ciò che sta a monte e ciò che sta a valle,  faremo
  opere  che non serviranno alla Sicilia, cioè non c'è alcuna logica
  di  sistema  in  gran parte delle infrastrutture che  si  vanno  a
  proporre.
   E   allora   la  questione  di  cui  stiamo  parlando,  onorevole
  Presidente,  è che è l'ultima occasione - lo ricordava l'onorevole
  Ballistreri  - a proposito del fatto che la Sicilia, purtroppo,  è
  ancora un'area di Obiettivo 1.
   Io  non  la  considero una cosa di cui bisogna  vantarsi.  Voglio
  ricordare che in questo nuovo POR sono fuori dall'Obiettivo  1  la
  Sardegna,  la  Basilicata, l'Abruzzo e il  Molise.  Ci  sono  solo
  quattro  regioni in Italia che rimangono in area di  Obiettivo  1.
  Non  è  una cosa di cui dobbiamo essere fieri, ma dobbiamo  sapere
  che  è  l'ultima  occasione.  E noi  questa  occasione  la  stiamo
  sprecando  perché  stiamo  ripetendo  gli  errori  che  lo  stesso
  presidente Micciché, quando era Ministro, in polemica col  Governo
  Cuffaro, ci addebitava, dicendo che quel piano era il piano  delle
   cento  fontanelle', cioè un piano che non aveva né  un'anima,  né
  una scelta di fondo.  Noi stiamo riproponendo questo schema.
   In   questo   senso,   onorevole  Presidente,   preannuncio   che
  presenteremo un ordine del giorno, con il quale chiederemo che lei
  prima  di  inviare  a Bruxelles la risposta alle  osservazioni  la
  sottoponga al Parlamento regionale.
   Deve essere il Parlamento il luogo della programmazione, il luogo
  delle  scelte,  la  gestione amministrativa  tocca  al  Governo  e
  all'amministrazione  attiva,  ma  non  può  succedere,  come   sta
  succedendo, che la programmazione in questa Regione la facciano  i
  funzionari scrivendo un compitino e che lei lo venga a leggere  in
  Aula.

                  Presidenza del Presidente Miccichè

    PRESIDENTE   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Scoma.  Ne  ha
  facoltà.

    SCOMA   Signor  Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  tendo  innanzitutto  ad  esprimere  il   mio
  ringraziamento   per   avere  dedicato   un   apposito   dibattito
  parlamentare  alla  nuova  programmazione  regionale   dei   fondi
  comunitari per il periodo 2007-2013.
   Credo  che una discussione, serena, pacata ed approfondita  sulle
  scelte strategiche di sviluppo e sulle politiche più efficaci, per
  un   impiego  ottimale  delle  ingenti  risorse  comunitarie,  sia
  indispensabile  per  correggere  le  deficienze  della  precedente
  programmazione  e  realizzare in concreto  il  previsto  obiettivo
  della  riduzione  significativa del divario  economico  e  sociale
  della   Sicilia   rispetto  alle  aree  nazionali  e   comunitarie
  senz'altro più progredite.
   Ritengo,  d'altra parte, che una corretta, efficiente ed adeguata
  gestione  dei  fondi  comunitari attivabili nel  settennio  appena
  iniziato,  che  è  pari  a  euro 4.319.000,422.126,  debba  essere
  attenzionata adeguatamente.
   La  Commissione da me presieduta, pertanto, consapevole del ruolo
  strategico, direi assolutamente vitale per la crescita complessiva
  del  sistema  Sicilia, che ha assunto un impiego più  razionale  e
  mirato  delle risorse comunitarie, ha inteso ispirare  la  propria
  azione politica su alcuni indirizzi che si reputano prioritari.
   Innanzitutto, un maggiore coinvolgimento dell'Assemblea  e  della
  Commissione  medesima nell'attività di elaborazione e  definizione
  delle  linee  strategiche  della nuova programmazione  comunitaria
  2007-2013,  anche  e  soprattutto attraverso la  realizzazione  di
  strumenti legislativi e regolamentari idonei che assicurino un più
  stabile  raccordo con il Governo regionale e le sue articolazioni,
  affinché  sia  massimamente valorizzato il ruolo di indirizzo,  di
  impulso  e  di  controllo  che  è  proprio  della  commissione   e
  dell'organo parlamentare nel suo insieme.
   Va  ricordato  che  tale  orientamento, grazie  alle  indicazioni
  scaturite in sede di commissione, è stato inserito nell'ordine del
  giorno  votato  dall'Assemblea nella seduta del 18  ottobre  2006,
  nella  quale  è  stato  approvato il Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria.
   Nel  corso dell'esame del DPEF regionale la Commissione tutta ha,
  fra  l'altro, considerato utile ed efficace rilanciare nell'ambito
  della   nuova  programmazione  comunitaria  gli  strumenti   della
  programmazione negoziata sul territorio con la definizione  di  un
  percorso  che  assicuri una maggiore partecipazione  degli  attori
  locali, unitamente alle forze del lavoro e dell'impresa.
   In  tale quadro, credo sia necessario migliorare e potenziare  la
  capacità  progettuale degli enti locali rispetto  alla  esperienza
  pregressa,  spesso  deludente,  magari  stimolando  meglio  ed  in
  maniera  più diffusa l'istituto del project financing  rispetto  a
  quanto non sembra essere ancora utilizzato dagli enti territoriali
  stessi.
   Sembra quindi opportuno, stante la carenza strutturale dei  fondi
  pubblici,  incentivare  nuove  partnership  pubblico-privato   nel
  promuovere i miglioramenti delle aree urbane.
   Per  superare le difficoltà di realizzazione ed attuazione  degli
  interventi, registrati nella precedente programmazione  2000-2006,
  si  reputa,  inoltre,  essenziale ed indispensabile  una  profonda
  revisione della governance semplificando le misure di intervento e
  le  relative procedure amministrative per l'erogazione dei  fondi,
  al  fine  di assicurare in tempi sufficientemente certi  l'impiego
  ottimale delle nuove risorse.
   Bisogna, dunque, rendere più chiare e più semplici la normativa e
  le  procedure  di accesso a tali fonti finanziarie e  strategiche,
  attivando tutte le necessarie iniziative per favorire le  proposte
  realmente  innovative capaci di produrre sviluppo e di  promuovere
  la crescita.
   Ritengo  dunque  prioritario superare la  parcellizzazione  degli
  interventi - che ha caratterizzato la precedente programmazione  -
  e  concentrare  le  risorse su interventi con  una  forte  valenza
  strategica,  qualificando la spesa e gli  investimenti  su  alcuni
  obiettivi  centrali,  fondamentali  per  lo  sviluppo  del  nostro
  territorio, quali:
     -  il  potenziamento delle infrastrutture  di  trasporto  e  la
  logistica;
     -  la valorizzazione della ricerca e della innovazione, con  il
  coinvolgimento,  in  fase di elaborazione,  degli  enti,  e  degli
  istituti di ricerca, nonché delle università;
     -  le  politiche formative strettamente connesse con il mercato
  del  lavoro  che deve migliorare la propria flessibilità  e  sulle
  quali misure c'è grande attenzione;
     - gli interventi mirati a favorire la capacità delle imprese di
  fare  nuovo sistema, di costituire rete per accrescere la capacità
  concorrenziale del tessuto produttivo.
   In  questo  quadro la Presidenza della Commissione ha programmato
  un'attività di monitoraggio della programmazione comunitaria 2000-
  2006,  allo  scopo  di  formulare  appropriate  iniziative,  anche
  legislative, che alla luce dell'esperienza trascorsa,  nel  quadro
  dei nuovi orientamenti comunitari, possano riordinare il regime di
  aiuto  alle  imprese per tentare di superare le  criticità  spesso
  evidenziate e creare maggiori occasioni di sviluppo e di crescita.
  Ciò  anche  al  fine di elaborare un apposito studio che  analizzi
  concretamente  le  opportunità offerte dalla nuova  programmazione
  2007-2013, in favore del tessuto economico regionale.
     Abbiamo avviato in questo contesto una serie di audizioni con i
  componenti  del Governo regionale e con i dirigenti  generali  dei
  dipartimenti,  che  sono maggiormente coinvolti  nell'elaborazione
  delle  linee  strategiche e nell'attuazione  dei  nuovi  strumenti
  della  programmazione  comunitaria, al  fine  di  potere  assumere
  informazioni  e  conoscenze  utili  e  fornire  in  tal  modo   le
  necessarie valutazioni ed indirizzi al Governo nel pieno esercizio
  delle  prerogative parlamentari. In tale quadro intendiamo avviare
  un'utile,  e  ritengo necessaria, interlocuzione  sulle  delineate
  problematiche con le forze organizzate del lavoro e dell'impresa -
  attori fondamentali nella definizione delle strategie d'intervento
  -,  nonché  con le Università e gli istituti di ricerca economico-
  sociale.
   Desidero  evidenziare  che  gli incontri  e  gli  approfondimenti
  sviluppati  attraverso una fitta interlocuzione  con  l'Esecutivo,
  anche  chiamando  i  responsabili delle  strutture  amministrative
  della Regione a fornire dati e presentare rapporti sullo stato  di
  attuazione  dei  programmi  e  degli  interventi,  assumeranno  un
  carattere permanente.
   A  tal  proposito  auspico  che  la  Commissione  sia  pienamente
  informata dello svolgersi del negoziato tuttora in corso  con  gli
  Uffici    competenti   della   Commissione   europea   in   ordine
  all'approvazione dei nuovi Programmi 2007-2013; e al  riguardo  mi
  appello  all'intervento del Presidente dell'Assemblea,  che  possa
  farsi    garante    di    questo   coinvolgimento    nella    fase
   infraprocedimentale'  che,  come  ha  affermato   il   Presidente
  Cuffaro,  è  tuttora  in  corso, e si è  sviluppato  in  un  fitto
  carteggio  di richieste di chiarimenti tra il Governo regionale  e
  la Commissione europea.
   Va  dato atto che, nel suddetto quadro di dialogo costruttivo con
  l'Esecutivo,   per  meglio  assicurare  la  partecipazione   della
  Commissione   U.E.   dell'ARS  alla   definizione   delle   scelte
  strategiche  concernenti la nuova programmazione ed alla  connessa
  verifica  circa la loro attuazione, chi vi parla, è stato delegato
  ed  invitato  a  partecipare alla  Cabina di Regia regionale .  Si
  intende così contribuire a delineare un percorso unitario  per  la
  modernizzazione del sistema socio-economico regionale, anche  alla
  luce  delle  specifiche indicazioni, in proposito  espresse  dalla
  Commissione  Europea che ha posto tra i vincoli  all'ammissibilità
  dei  progetti  finanziabili  con Fondi strutturali  2007-2013,  il
  rispetto  dei  criteri  del processo di  Lisbona,  ossia  sviluppo
  dell'occupazione,  dell'innovazione, delle  riforme  economiche  e
  della coesione sociale.
   Colgo    la   presente   occasione   per   sottoporre,   inoltre,
  all'attenzione   dell'Aula  e  del  Governo  la  necessità   ormai
  improcrastinabile di procedere in tempi rapidi,  anche  attraverso
  la  convocazione  di  un'apposita sessione comunitaria,  al  pieno
  adeguamento della normativa regionale agli obblighi nascenti dalle
  leggi  statali  n.  131  del 2003 e n. 11 del  2005,  al  fine  di
  consentire  la piena partecipazione dell'Assemblea alla formazione
  ed all'attuazione del diritto comunitario.
   Occorre,  infatti,  attivare con apposite  norme  legislative  di
  procedura  e  i  contestuali adeguamenti delle norme regolamentari
  interne,  i  previsti meccanismi di partecipazione del  Parlamento
  regionale  alla  fase  ascendente e  discendente  della  normativa
  comunitaria,  in modo da assicurare il pieno coinvolgimento  delle
  istituzioni regionali nel processo decisionale dell'Unione, che  -
  come  ben sappiamo - copre la stragrande maggioranza delle materie
  oggetto di legislazione esclusiva della nostra Regione.
   Mi  riferisco, in particolare sul versante dell'attuazione  delle
  normative,  all'introduzione, anche nel nostro sistema  giuridico,
  della  Legge  comunitaria regionale con cadenza annuale.  Su  tali
  linee  ribadisco, e concludo, che ritengo indispensabile prevedere
  correlativamente  l'attivazione  di  strumenti   di   raccordo   e
  procedure  tipiche, all'interno dello stesso Regolamento  interno,
  che  garantiscano un più assiduo confronto, in un quadro temporale
  certo,  dell'Assemblea e della Commissione  U.E.  con  il  Governo
  regionale,  attraverso  la  fissazione di  specifici  obblighi  di
  informazione   da   parte  dell'Esecutivo  fin   dalla   fase   di
  elaborazione della normativa comunitaria, al fine di  acquisire  i
  dati  conoscitivi indispensabili a definire e formulare in  merito
  gli  indirizzi  politici  generali la cui  fissazione  costituisce
  prerogativa   di   questo  Parlamento  nella   propria   esclusiva
  fisiologica ed irrinunciabile funzione di controllo.

    PRESIDENTE  E' iscritta a parlare l'onorevole Borsellino. Ne  ha
  facoltà.

    BORSELLINO  Signor Presidente, chiedo di sapere se il Presidente
  Cuffaro  ritornerà in Aula - come aveva detto - per rimanere  fino
  alle 20.00, oppure no.

    PRESIDENTE  Il Governo è rappresentato, onorevole Borsellino
    BORSELLINO   Con  tutto  il rispetto per  i  rappresentanti  del
  Governo presenti ...

    PRESIDENTE   Onorevole  Borsellino,  continuiamo  il  dibattito,
  appena  si concluderanno gli interventi, la replica del Presidente
  della Regione sarà rinviata a martedì prossimo.

    BORSELLINO  Il Presidente Cuffaro aveva assicurato  che  sarebbe
  rimasto fino alle 20.00.

    PRESIDENTE  Il Presidente della Regione si è allontanato,  spero
  per qualche minuto, e ritornerà.

    BORSELLINO    Signor   Presidente,  allora   rinuncio   al   mio
  intervento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne ha facoltà.

    ODDO   Camillo .   Signor   Presidente,   nel   condividere   le
  osservazioni   dell'onorevole   Borsellino,   ritengo   che    sia
  assolutamente  prioritaria, rispetto a come noi vogliamo  condurre
  questa  discussione  in  Aula, la presenza  del  Presidente  della
  Regione.  Quindi,  gradirei che la Presidenza  garantisca  che  il
  Presidente  della  Regione  rientri  in  Aula.  Diversamente,   mi
  sembrerebbe  di  parlarci addosso e non riusciremmo  ad  esprimere
  quanto vorremmo che il Presidente ascolti.
   Quindi,  il  mio  è  un  ulteriore invito  a  fare  rientrare  il
  Presidente  della  Regione  in  Aula  per  partecipare  a   questo
  dibattito come avevamo deciso, e cioè fino alle ore 20.00.
   Non rinuncio all'intervento, ma sto semplicemente sollecitando il
  ritorno del  Presidente in Aula.

    PRESIDENTE    Onorevole   Oddo,  capisco   la   sua   posizione;
  l'onorevole  Borsellino  ha già  avanzato  una  richiesta  in  tal
  senso.  Mi  sto informando, ma lei deve decidere se  rinunciare  o
  meno all'intervento. Non possiamo aspettare.

    ODDO  Camillo . Le chiedo di potere intervenire successivamente,
  in  quanto gradirei essere ascoltato dal Presidente della  Regione
  in  merito  alle  sue  comunicazioni, che noi,  peraltro,  abbiamo
  seguito con attenzione.

    PRESIDENTE  Onorevole Oddo e onorevoli colleghi, cerco di  avere
  il  massimo rispetto per tutti. Il Presidente della Regione mi  ha
  riferito di doversi allontanare, mi informerò per quanto tempo.
   Sulla  base  di  ciò  che ha chiesto l'onorevole  Borsellino,  ho
  invitato   gli  uffici  ad  informarsi  su  quando  ritornerà   il
  Presidente,  ma  vorrei  sottolineare che comunque  il  Governo  è
  presente.
   Il  mio  compito  è quello di garantire all'Assemblea la presenza
  del Governo ed il Governo è presente con due assessori, di cui uno
  è  anche  il vicepresidente della Regione. Pertanto, se lei  vuole
  rinunciare  al  suo intervento, rinunci pure. Il  dibattito  andrà
  avanti   alla  presenza  del  vicepresidente  della  Regione   che
  garantisce  ai  massimi livelli la presenza del Governo.  Vi  farò
  sapere  l'orario in cui tornerà il Presidente. La  sequenza  degli
  interventi  è stabilita, se lei ora non vuole parlare, dopo  potrà
  richiedere la parola.

    ODDO  Camillo .  Non  ritengo giusto  che  il  Presidente  della
  Regione, dopo aver assicurato la sua presenza fino alle ore 20.00,
  vada via non ascoltando i colleghi che devono intervenire. Poiché,
  tra l'altro, vorrei parlare di piano di sviluppo rurale e di fondo
  europeo  pesca, mi pare opportuno che il Presidente della  Regione
  garantisca la sua presenza in Aula.
    PRESIDENTE  Onorevole Oddo, per questo sono presenti l'Assessore
  al ramo ed il vicepresidente della Regione. Credo che con tutte le
  garanzie   di   rispetto   che   l'Assemblea   debba   avere,   il
  vicepresidente  e  l'Assessore per l'agricoltura rappresentino  ai
  massimi livelli il Governo. Nel frattempo, mi informerò e vi  farò
  sapere  quello  che  mi  dirà  il  Presidente  della  Regione   e,
  successivamente, prenderemo una decisione. Intanto,  il  dibattito
  deve  andare  avanti. Se lei vuole rinunziare al  suo  intervento,
  rinunzi.  Ripeto, non possiamo pretendere che il Presidente  della
  Regione, che è possibile abbia altri impegni improrogabili, non si
  possa allontanare per mezzora, perché mi sembra esagerato

    ODDO  Camillo . Avanzo formale protesta, signor Presidente,  per
  l'assenza  del  Presidente  della  Regione  e  rinuncio   al   mio
  intervento.


   Presidenza del presidente Miccichè


                        Sull'ordine dei lavori

    CIMINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO   Signor Presidente, sarebbe un grande errore rinviare  e
  per  questo  prego i deputati, i colleghi del centro-sinistra,  di
  proseguire con gli interventi sui fondi comunitari. Non è corretto
  interrompere questa seduta, così importante, solo perché è assente
  il Presidente della Regione.
   Questo  è  un  Parlamento,  e  la  presenza  dell'Assessore   per
  l'agricoltura  - che ha nel fondo proprio per l'agricoltura  buona
  parte  dei  fondi  di Agenda 2007-2013 - e anche la  presenza  del
  vicepresidente  della Regione sono sufficienti,  in  quanto  hanno
  titolarità ad ascoltare gli interventi.
   L'assenza  del  Presidente della Regione non  può  comportare  il
  blocco  dei  lavori,  ciò sarebbe un precedente  molto  grave,  in
  quanto l'Assemblea regionale deve poter lavorare indipendentemente
  dalla   presenza   del  Presidente  se  il  Governo   è   comunque
  rappresentato,   soprattutto,  considerato   che   dai   resoconti
  parlamentari  il  Presidente della Regione potrà documentarsi  per
  poi  fornire  le  giuste risposte agli interventi che  i  colleghi
  parlamentari vorranno fare.
   Desidero far presente ai colleghi parlamentari di centro-sinistra
  la  necessità di proseguire gli interventi indipendentemente dalla
  presenza  del Presidente, interventi ai quali il Presidente  della
  Regione   è   interessato  e  che  può   leggere  sul    resoconto
  stenografico.  Ripeto, il Parlamento non può  bloccarsi,  non  può
  sospendere  i propri lavori per l'assenza dovuta ad una  emergenza
  del  Presidente della Regione. Dopotutto, devo dire anche oggi  in
  Commissione  Bilancio abbiamo lavorato con un impegno  serio  alla
  presenza  del vicepresidente della Regione, l'onorevole Leanza,  e
  dell'Assessore  per  l'agricoltura. Ritengo che  alcuni  argomenti
  importanti  per lo sviluppo della nostra Isola possano ben  essere
  trattati da questa Assemblea.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, qui non è in discussione il  fatto
  che  siano  presenti il vicepresidente della Regione e l'assessore
  per  l'agricoltura, di cui nessuno di noi mette in discussione  la
  legittimità a svolgere la funzione che svolgono. Questa seduta  si
  è  aperta  con una richiesta e con una comunicazione  fatta  dalla
  Presidenza  all'Aula  sulla durata del dibattito,  che  si  doveva
  concludere  appunto  entro le 19.30 per consentire  al  Presidente
  della  Regione di rispondere e concludere entro le ore 20.00,  ora
  in cui avrebbe dovuto lasciare l'Aula.
   Il  Presidente  della Regione ha aggiunto che  si  proseguiva  il
  dibattito ed eventualmente martedì prossimo si continuava.
     Qui  c'è un problema di rispetto reciproco. Noi rispettiamo  il
  Parlamento. Io non ho problemi, onorevole Cimino, a lavorare anche
  se  non c'è il Presidente della Regione, l'Aula non si blocca,  ma
  non  in questa occasione. Le vorrei ricordare che questo dibattito
  si  sta facendo oggi perché abbiamo aspettato per tre mesi che  il
  Presidente  della Regione fissasse una data comoda per  lui.  Dopo
  tre  mesi ha fissato finalmente una data, che è stata rinviata due
  o  tre volte - tra l'altro ha fatto lui la relazione -,  adesso mi
  parrebbe del tutto rispettoso nei nostri confronti che, così  come
  noi  abbiamo  ascoltato  la sua lettura,  egli  ascolti  i  nostri
  interventi.  Non  lamentiamo, quindi, una  delegittimazione  degli
  altri  esponenti del Governo, ma è  solo un problema  di  rispetto
  reciproco.  Oltretutto, ripeto, il Governo  aveva  annunciato  che
  alle  20.00  avrebbe lasciato l'Aula per altri  impegni.  Non  c'è
  stata  una  protesta per continuare sino alle 21,00; il Governo  è
  andato via alle 19.00,  non alle 20.00
     Pertanto, signor Presidente, io credo che tutti i colleghi  del
  centro-sinistra, al punto i cui siamo, non interverranno  più   Ma
  non  perché  se non c'è il Presidente della Regione  chissà  quale
  menomazione  si  determini  nel  dibattito,  ma  soltanto  per  un
  problema  di  rispetto, un rispetto dovuto anche  alla  Presidenza
  che,  al  di  là  delle persone che di volta in volta  presiedono,
  aveva  garantito  un certo iter dei lavori; se  il  Presidente  ha
  cambiato idea quanto meno avrebbe dovuto  informarci. Mi pare  che
  sia del tutto scortese che il Presidente si alzi e silenziosamente
  vada via

    PRESIDENTE   Prima di dare la parola al Governo,  desidero  dire
  che il Presidente della Regione non è andato via in silenzio, ma è
  venuto al banco della Presidenza dell'Assemblea e ha voluto sapere
  quanti  fossero gli iscritti a parlare e considerato che  comunque
  non  si  sarebbe potuto finire per le 19,30, dal momento  che  gli
  iscritti che dovevano ancora parlare erano dodici e a dieci minuti
  l'uno significava che occorrevano ancora  120 minuti, che sono due
  ore,  il  Presidente  mi  ha  detto  che  in  sua  vece  c'era  il
  vicepresidente  e  quindi quest'ultima parte del dibattito  poteva
  tranquillamente essere seguita dall'onorevole Leanza.
     Al riguardo sono assolutamente d'accordo con lui; peraltro,  lo
  dico  sinceramente,  il  vicepresidente,  nulla  volendo  togliere
  all'assessore  La Via,  non è un tecnico. Se ci fosse  stato  solo
  l'assessore  La Via sarei stato imbarazzato; non ho  nulla  contro
  l'assessore,  ma  è corretto che ci sia un politico  ad  ascoltare
  quello  che  viene  detto.  Il  vicepresidente  Leanza  oltre  che
  politico ricopre un alto ruolo e quindi penso sinceramente che sia
  sufficiente  la  sua  presenza. Personalmente ho  assistito  tante
  volte  a dibattiti alla Camera e al Senato dove, se il ministro  o
  il  presidente  che in quel momento erano chiamati  a  rispondere,
  mancavano  per un'ora non succedeva nulla. Se volete, se  qualcuno
  lo   chiede,  io  metto  ai  voti,  sull'ordine  dei  lavori,   la
  prosecuzione o meno della seduta, dopo aver ascoltato  l'assessore
  Leanza  che  ha  chiesto  di intervenire, ma  comunque  vi  prego,
  considerato che ci sono ancora dodici interventi, continuiamo.  Se
  vogliamo, smettiamo alle 19,30, come si era detto, o alle 20,00  e
  riprendiamo  il  dibattito, in presenza ovviamente del  Presidente
  Cuffaro, martedì prossimo. Ma non si può interrompere solo  perché
  manca  per  un'ora il Presidente. Quindi non ritengo  che  ci  sia
  stata  alcuna scortesia da parte nostra, il Presidente ha ritenuto
  di fare così.

    LEANZA  Nicola , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare
  sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA Nicola , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, il Presidente della Regione ha concordato  col
  Presidente Miccichè che alle 20.00 si sospendeva il dibattito  per
  riprenderlo martedì alla sua presenza.
   Come  voi  sapete, il Presidente della Regione ha voluto,  e  voi
  l'avete  chiesto nella Conferenza dei capigruppo, la presenza,  ha
  avuto  un  impegno improvviso e quindi considerato anche oltre  la
  mia   presenza  anche  la  presenza  dell'assessore   La   Via   e
  dell'assessore Formica, che sono due autorità di gestione  di  due
  fondi  molto  importanti che sono Lo sviluppo rurale  e  Il  Fondo
  sociale  europeo,  possiamo continuare, se  volete.  A  me  sembra
  opportuno  continuare  il  dibattito perché  è  un  dibattito  che
  ovviamente    il  Presidente  della  Regione  potrà  leggere   sui
  resoconti  parlamentari  e certamente è un  dibattito  legittimato
  dalla  nostra  presenza.  Quindi  per  quanto  ci  riguarda  siamo
  disponibili a continuare questo percorso, fermo restando che se la
  volontà  è di sospendere la seduta non abbiamo alcun problema.  Ma
  se  invece volete continuare, e lo dico all'onorevole Cracolici  e
  all'onorevole  Borsellino e a chiunque lo  voglia,  c'è  il  Fondo
  sociale  europeo  in  cui  l'autorità di  gestione  è  l'assessore
  Formica,  lo  sviluppo  rurale in cui  l'autorità  di  gestione  è
  l'assessore  La  Via, se volete tutta la parte del FESR  l'abbiamo
  curata  insieme  e  una parte predominante  è  il  turismo  e  c'è
  l'assessore  ai beni culturali. Penso pertanto che il Governo  sia
  rappresentato quasi nella propria interezza, fermo restando che il
  Presidente  Cuffaro  ovviamente è  il  Presidente  della  Regione.
  Ripeto,  sui nostri rami di appartenenza il POR lo abbiamo scritto
  noi,   lo   abbiamo   impostato  noi,   gli   abbiamo   dato   una
  determinazione, ogni Dipartimento ci ha messo la  sua  politica  e
  quindi  ritengo che questo dibattito possa continuare e continuare
  assolutamente   legittimato  dalla  presenza  dei   tre   colleghi
  assessori.

    ODDO Camillo . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Camillo .   Onorevole   Vice   Presidente,   non   voglio
  polemizzare, non mi interessa, non sono per polemizzare su aspetti
  che riguardano una discussione molto delicata. Intervengo solo per
  precisare   che   quanto   detto   dall'onorevole   Cracolici    è
  fondamentale,  nel  senso che i colleghi, ed  io  per  primo,  non
  vogliamo rinunciare a dire la nostra su cose importanti anche  con
  un poco di selettività, per la verità, non parlare di tutto quello
  che ci circonda; però, quando un'Aula si determina, è serio che si
  rispetti  tutto  quello  che  si è deciso  concordemente.  Quindi,
  signor  Presidente, le chiedo di mettere ai voti  quanto  è  stato
  articolato  anche per quanto concerne l'intervento  dell'onorevole
  Cracolici: se continuare o meno i lavori in assenza del Presidente
  della  Regione,  dato che l'Aula si era determinata  in  un  certo
  modo.
   Non  ce  lo  siamo  inventato noi, non  vogliamo  avviare  alcuna
  polemica  o  alcuna  speculazione, vogliamo  che  l'Aula,  che  si
  determina in un certo modo, sia poi conseguente rispetto a  quelle
  che sono le decisioni assunte da tutti noi.

    FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio  fare
  l'avvocato  difensore di nessuno, voglio soltanto  evitare  che  i
  lavori  parlamentari non abbiamo l'esito che ciascuno  di  noi  si
  attende.
   Non   manca  nulla  al  percorso  istruttorio  che  deve  portare
  quest'Aula  ad esprimersi rispetto ai documenti che ci sono  stati
  illustrati  dal  Presidente  della Regione.  Sono  stati  peraltro
  presentati  degli  ordini  del  giorno,  il  dibattito  certamente
  arricchirà le competenze, le cognizioni, le conoscenze  di  questo
  Parlamento  relativamente ai contenuti del POR  in  tutte  le  sue
  sfaccettature, i colleghi del centro-sinistra, peraltro, hanno già
  sintetizzato  in  un  loro  ordine del  giorno  la  posizione  che
  verranno  qui a sostenere, di volta in volta, nel loro intervento,
  ciascuno  per  propria  parte, ciascuno per  il  proprio  settore;
  sprecare  una  seduta  che potrebbe, invece,  essere  tenuta,  per
  quello  che  erano  i programmi concordati, mi sembra  un  peccato
  mortale.
   Peraltro,    onorevoli   colleghi,   mi   riferisco   soprattutto
  all'onorevole   Cracolici  e  all'onorevole   Barbagallo   che   è
  intervenuto poc'anzi, ricordiamo a noi stessi che abbiamo un'altra
  occasione,  comunque,  per sintetizzare la posizione  politica  di
  ciascuno,  che è la dichiarazione di voto sugli ordini del  giorno
  che andremo a discutere.
   Se  il  Presidente  della  Regione ci  chiede  di  continuare  il
  dibattito,  non credo che faccia niente di scortese, peraltro  una
  parte  l'ha  seguita,  un'altra parte  la  seguirà  attraverso  la
  lettura degli atti parlamentari, anche perché sono convinto,  come
  è  nelle  sue abitudini, che risponderà a ciascuno come  è  sempre
  accaduto; ha preso gli appunti sugli interventi che ha ascoltato e
  leggerà  i  resoconti parlamentari per comprendere il senso  degli
  altri interventi.
   Mi sembra veramente sbagliato, invece, non approfittare di questa
  seduta  per  completare  il dibattito sui grandi  temi  di  natura
  politica  che  sono connessi al documento che stiamo discutendo  e
  alla   relazione   del   Presidente.  Fermo  restando,   onorevole
  Cracolici, mi rivolgo soprattutto a lei per le cose che ha  detto,
  che è evidente che la posizione complessiva di sintesi non può che
  essere espressa al momento del voto sull'ordine del giorno.
   Dunque,  non è che non ci siano altre occasioni per precisare  le
  posizioni di ciascuno, per precisare gli orientamenti che  ciascun
  Gruppo assumerà.
   Sprecare  una  seduta  mi  sembra  un  errore,  anche  perché  ci
  porterebbe,  nelle  fasi successive, martedì  prossimo,  a  dovere
  comprimere il dibattito o a doverlo dilatare a seconda  di  quella
  che sarà la piega assunta dal dibattito stesso, ma comunque non ci
  consentirà  di  riflettere,  di  approfondire   le  questioni,  le
  argomentazioni  che  ciascuno,  invece,  avrebbe  modo  di  potere
  sviluppare nella seduta di stasera.

    LACCOTO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, senza voler polemizzare, all'inizio
  il  Presidente  aveva dato un orario, cioè le 19.30,  per  le  sue
  conclusioni, diversamente si sarebbe rinviato a martedì  prossimo.
  Ritengo  che  questo  sia  un  momento  importante  per  le  sorti
  dell'Isola.  Stiamo  parlando delle uniche possibilità  economiche
  per  il  2007-2013,  dal  momento che  la  Regione  non  ha  alcun
  centesimo  in  cassa,  come  dichiarato  dall'Assessore   per   il
  bilancio.
   Penso che in questo frangente, in occasione di un dibattito  così
  importante sia indispensabile la presenza dell'intero Governo.  Se
  vogliamo  fare un dibattito fine a se stesso, tanto  per  parlarci
  addosso, è inutile farlo e non facciamolo. Se invece vogliamo  che
  questo  dibattito sia  costruttivo, che da esso scaturisca qualche
  modifica  essenziale  per le sorti della  Sicilia,  credo  che  la
  presenza  dell'intero Governo sia importante, specialmente  perché
  la programmazione viene diretta dal Presidente della Regione.

    LEANZA  Nicola , vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare
  sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA Nicola , vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
  se  gli  onorevoli  colleghi insistono con  questa  richiesta,  il
  Governo  non  ha  nulla  in contrario a rinviare  il  dibattito  a
  martedì prossimo.
   Condivido  quanto sostenuto dall'onorevole Fleres, nel senso  che
  sia  l'assessore Formica, che l'assessore La Via, che io  possiamo
  senz'altro partecipare al dibattito con cognizione di causa e  non
  sprecare questa grande occasione. I miei colleghi sono autorità di
  gestione  di  una  parte rilevantissima del  POR,  perché  c'è  lo
  sviluppo  rurale  e il fondo sociale europeo;  manca  il  FEP  per
  quanto  riguarda  la  pesca,  il  FESR  fa  parte  di  tutti   gli
  Assessorati  trasversalmente, dunque ci sono tutte  le  condizioni
  per  potere  continuare  i  nostri lavori.  Tuttavia,  poiché  non
  vogliamo  assolutamente che il dibattito sia monco, non esaustivo,
  il  Governo  chiede il rinvio a martedì prossimo,  assicurando  la
  presenza del Presidente della Regione.

    PRESIDENTE  Onorevole vicepresidente Lenza, la sua mi sembra una
  decisione saggia.
   Tuttavia, devo stigmatizzare il fatto che si pretenda, nonostante
  la presenza di esponenti essenziali del Governo circa il dibattito
  che  stiamo svolgendo, il rinvio perché manca il Presidente  della
  Regione. Infatti, al di là di tutto ciò che era stato detto o  non
  era  stato  detto, dobbiamo avere rispetto del Governo, in  quanto
  esso  è composto anche dagli assessori e dal vicepresidente  della
  Regione, il quale, nei momenti in cui il Presidente è assente, può
  sostituirlo più che degnamente
   Pertanto,  pur concedendo il rinvio - ripeto, me lo sta chiedendo
  il  Governo stesso e lo ringrazio per questo, in quanto credo  che
  comunque  sia una decisione saggia quella del Presidente  Lenza  -
  ciò   però  non  deve  minimamente  rappresentare  un  precedente.
  L'importante  che  sia  presente il Governo,  in  particolar  modo
  quando  è  rappresentato dal suo vicepresidente, perché  significa
  che è la Presidenza ad essere rappresentata.
    Accolgo la richiesta del vicepresidente della Regione, onorevole
  Lenza,  anche in virtù del fatto che la maggioranza dell'Aula  era
  favorevole al rinvio.
   Comunico   che   la   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, già fissata per oggi alla fine dei lavori d'Aula,  è
  rinviata a martedì prossimo, a conclusione della seduta d'Aula.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  martedì,  10  luglio
  2007, alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè


     I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

       N. 222    -  Rimodulazione del Piano di sviluppo rurale  al
              fine  di  renderlo rispondente alle  esigenze  degli
              agricoltori siciliani in stato di crisi.

        (27 giugno 2007)

                       GUCCIARDI - BARBAGALLO - GALVAGNO - VITRANO

       N. 223    -   Definizione  dei  nuovi  Ambiti  territoriali
              ottimali e avvio di idonee procedure a garanzia  del
              regolare  svolgimento del servizio di  raccolta  dei
              rifiuti.

       (28 giugno 2007)

                           LACCOTO - AMMATUNA - ZANGARA - MANZULLO
                                              CULICCHIA - FIORENZA

     III  -Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
       della Regione sulla programmazione dei fondi comunitari 2007/2013.

                   La seduta è tolta alle ore 19.35

     Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.10 del 4 luglio
                                 2007

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             Il Direttore
                         Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

  CASCIO  -  CIMINO - CRISTAUDO - D'AQUINO - FLERES  -  CONFALONE  -
  LIMOLI  LEONTINI - D'ASERO - ADAMO - VICARI - PAGANO - LEANZA E. -
  SCOMA.  -  «Al  Presidente della Regione, premesso che  con  legge
  regionale  8  febbraio  2007, n. 2 è  stata  modificata  la  norma
  relativa  agli  ambiti territoriali ottimali per la  gestione  dei
  rifiuti urbani;

   ricordato  che l'articolo 45 della suddetta legge dispone  che  i
  nuovi  Ambiti territoriali ottimali vengano individuati  entro  90
  giorni  dalla  Agenzia per i rifiuti e le acque  e  che  gli  enti
  locali  ricadenti nel medesimo ambito territoriale ottimale devono
  costituirsi in Consorzio;

   ricordato,  altresì,  che  il  Consorzio,  amministrato   da   un
  consiglio  di  amministrazione, dotato  di  personalità  giuridica
  costituisce   l'Autorità  d'Ambito,  così  come   previsto   dalla
  normativa nazionale vigente;

   sottolineato che il compimento del suddetto disposto  legislativo
  deve avvenire attraverso passaggi obbligati stabiliti dalla stessa
  legge  che  terminano con l'emanazione del decreto del  Presidente
  della  Regione ma che obbligatoriamente devono tenere conto  dello
  studio  sull'efficacia, sull'efficienza, sulla economicità,  sulla
  funzionalità  e  sulla continuità dei servizi  resi  dagli  ambiti
  predisposto dall'Agenzia per i rifiuti e le acque, previa delibera
  della  Giunta  regionale di Governo, e del parere  espresso  dalla
  competente   Commissione   legislativa  dell'Assemblea   regionale
  siciliana;

   ritenuto  che la norma approvata dall'Assemblea se, da un  canto,
  dispone  le  nuove modalità di funzione degli ambiti,  dall'altro,
  non chiarisce, nelle more dell'emanazione del decreto, quali siano
  gli  atti amministrativi che gli ATO possono continuare ad emanare
  senza  che gli stessi siano passibili di opposizione a causa della
  normativa in corso di modifica;

   considerato, dunque, che, nelle more dell'emanazione del  decreto
  presidenziale  di  riforma, per l'espletamento dei  nuovi  compiti
  attribuiti  agli ATO dalle legge, si possano verificare produzioni
  di atti destinati ad essere ritenuti nulli a causa della revisione
  di   compiti  e  procedure  in  carica  agli  ambiti  territoriali
  ottimali;

   per  sapere  se  il Governo della Regione non ritenga  di  dovere
  predisporre   con   la   massima   sollecitudine,    nelle    more
  dell'emanazione  del  decreto,  una  circolare  esplicativa  sulla
  capacità  degli  ambiti ad oggi operanti nel territorio  regionale
  affinché  non  si  verifichi una produzione di atti  destinati  ad
  essere dichiarati nulli». (965)

   Risposta.   «In   riferimento   alle   notizie   richieste    con
  l'interrogazione  n.  965, degli onorevoli  Cascio  ed  altri,  lo
  scrivente  ha interessato l'Agenzia regionale per i rifiuti  e  le
  acque,  istituzionalmente competente a  fornire  gli  elementi  di
  informazione  utili  per  la trattazione  dell'atto  ispettivo  in
  questione.
   Per  quanto  sopra, si trasmette la nota n. 11468 del  15  maggio
  2007 inoltrata dalla citata Agenzia in risposta a quanto richiesto
  dagli onorevoli interroganti».

                                               Il Presidente CUFFARO

        Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
                             Osservatorio sui rifiuti

                                      Presidenza Segreteria Generale
                                                     Unità Operativa
                                  Rapporti con l'Assemblea regionale
                                                          siciliana
                                             Piazza Indipendenza, 21

                                                             Palermo

     Oggetto:  interrogazione  n.  965  degli  onorevoli  Cascio  ed
  altri.

   In  riferimento  alla nota prot. 1263/IN.14  del  29  marzo  2007
  avente  ad oggetto l'interrogazione n. 965 degli onorevoli  Cascio
  ed altri, si evidenzia quanto segue.
   Con  nota  prot.  n.  5330 O.R. del 20 marzo 2007,  diretta  alle
  Autorità  d'Ambito  ai  Presidenti delle Province  e  ai  sindaci,
  l'ufficio  scrivente, alla luce della l.r. n.  2  dell'8  febbraio
  2007  che  all'art.  45 prevede la costituzione  di  nuovi  Ambiti
  Territoriali Ottimali in cui i Comuni ricadenti devono costituirsi
  in   consorzi,  ha  invitato   Le  Autorità  d'Ambito  ad  operare
  svolgendo    gli   adempimenti   necessari   per    la    gestione
  dell'ordinario,   senza   adottare   provvedimenti   che   possano
  compromettere una eventuale diversa suddivisione rispetto a quella
  attuale  o provvedimenti che saranno regolamentati con il  Decreto
  che  dovrà  emanare il Presidente . Inoltre, ha  evidenziato   Gli
  affidamenti  dei  servizi di gestione dei rifiuti dovranno  essere
  effettuati  dalle  attuali Autorità d'Ambito  inserendo  opportune
  clausole di salvaguardia.
   Si  allega  la  nota  prot. 5330 del 2 marzo 2007.  Si  rimane  a
  disposizione per ogni utile contributo.

                          Il Direttore dell'Osservatorio sui rifiuti

                (Ing. Salvatore Raciti)

        Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque
                             Osservatorio sui rifiuti

                                Alle Autorità d'Ambito della Regione
                                                           siciliana

                                 e.p.c.

                                  Ai Presidenti delle Province della
                                                   Regione siciliana
                                 Ai Sindaci dei Comuni della Regione
                                                           Siciliana

    Oggetto: Periodo transitorio relativo alle previsioni di cui
    all'art. 45 della l.r. 2/2007.

   In  considerazione  che  la  l.r.  n.  2  dell'08/02/07  prevede,
  all'art. 45, la costituzione di nuovi Ambiti Territoriali Ottimali
  in  cui i comuni ricadenti devono costituirsi in consorzi e che il
  Presidente  della Regione dovrà emanare un decreto  contenente  la
  nuova  suddivisione  in ambiti e lo schema di  convenzione  tra  i
  soci,   che   deve   prevedere  le  modalità  di  associazione   e
  funzionamento,  la struttura interna, le modalità  di  scelta  del
  presidente  e dei componenti del consiglio di amministrazione,  si
  invitano  codeste  Autorità  d'ambito  ad  operare  svolgendo  gli
  adempimenti  necessari  per  la  gestione  dell'ordinario,   senza
  adottare  provvedimenti  che possano compromettere  una  eventuale
  diversa suddivisione rispetto a quella attuale o provvedimenti che
  saranno  regolamentati  con  il  Decreto  che  dovrà  emanare   il
  Presidente.
   In particolare, si evidenza quanto segue:

      ·dovrà essere utilizzato in via prioritaria il personale comandato
        proveniente dai Comuni, dalle Province o dalla Regione, mentre
        l'assunzione di nuovo personale dovrà essere fatta per periodi
        limitatissimi di tempo e per le esigenze strettamente necessarie
        per il relativo periodo, solamente con procedure di evidenza
        pubblica;
      ·gli  affidamenti dei servizi di gestione dei rifiuti dovranno
        essere  effettuati dalle attuali Autorità d'ambito inserendo
        opportune clausole di salvaguardia.

   Si  richiama,  infine, la circolare 494 del 15 maggio  2006,  che
  recita   particolare attenzione dovrà essere posta  all'art.  204,
  relativo  alle gestione esistenti, al fine di non creare soluzioni
  di continuità che potrebbero compromettere il regolare svolgimento
  dei  servizi, favorendo, ad esempio l'inserimento di  clausole  di
  salvaguardia nei contratti in corso .

                                      Il Direttore dell'Osservatorio

                (Ing. Salvatore Raciti)