Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
ZAGO segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Falzone è in missione,
per ragioni del suo ufficio, nei giorni 11 e 12 luglio 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole La Manna è in congedo per
l'intera settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
N. 903 Sgravio quota pascoli demanio di Ficuzza (PA) per il
periodo 2005-2006.
Firmatario: Caputo Salvino;
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
N. 545 Notizie in merito al concorso per l'attribuzione
dell'incarico di primario della divisione di neurochirurgia
presso l'ARNAS - Ospedale Civico di Palermo.
Firmatario: Cracolici Antonino;
N. 644 Opportunità del ritiro e della revisione del D.A. 16
agosto 2006 pubblicato nella GURS n. 42 dell'8 settembre 2006.
Firmatario: Zago Salvatore;
N. 871 Notizie a proposito della riammissione in servizio di
un dipendente dell'Ospedale Villa Sofia di Palermo condannato in
via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
Firmatario: Apprendi Giuseppe;
- da parte del Presidente della Regione:
N. 1117 Interventi per la revoca dell'incarico di Segretario
generale della Presidenza della Regione.
Firmatario: Borsellino Rita.
Avverto che la stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale (n.
617)
- presentato dal Governo in data 3 luglio 2007;
Regolamentazione della sede di Acireale dell'Istituto
superiore di giornalismo (n. 618)
- presentato dall'onorevole Fiorenza in data 4 luglio 2007;
Stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei
beni culturali della Regione (n. 619)
- presentato dall'onorevole Gianni in data 6 luglio 2007.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
e contestuale invio alla competente Commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione legislativa
Bilancio (II):
Norme in materia di bilancio e di contabilità (n. 620)
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Lo Porto)
in data 6 luglio 2007;
- inviato in data 10 luglio 2007.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo in data 4 luglio 2007 e trasmessa alla competente
Commissione legislativa Affari Istituzionali' (I) in data 6
luglio 2007:
Consorzio regionale per l'innovazione tecnologica della
serricoltura (I.T.E.S.) - Designazione componenti del
comitato dei consorziati (n. 63/I).
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE Comunico che i seguenti pareri sono stati resi in
data 3 luglio 2007 ed inviati dalla competente Commissione
legislativa Affari Istituzionali' (I) in data 6 luglio 2007:
- Consorzi di bonifica - Designazioni componenti dei collegi
dei revisori. (n. 59/I);
- Consorzio di bonifica n. 3 di Agrigento - Designazione in
seno al collegio dei revisori. (n. 60/I);
- Consorzio di bonifica n. 1 di Trapani - Designazione in seno
al collegio dei revisori. (n. 61/I);
- Agenzia regionale per i rifiuti e le acque - Costituzione
del consiglio di amministrazione. (n. 62/I).
Comunicazione di trasmissione di documentazione
da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso in data 3 luglio 2007 copia della documentazione
relativa alla proposta di modifica delle misure 3.08, 3.09, 3.16,
3.20, 3.21, 4.02, 4.13, 6.01 e 6.06 del Complemento di
programmazione - POR Sicilia 2000/2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
ZAGO, segretario:
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che
con delibera del Consiglio comunale di
Ragusa n. 9 del 27 marzo 2007 è stato
approvato il programma triennale delle opere
pubbliche ed è stata, conseguentemente,
approvata la predisposizione, nelle opere da
realizzare, di tutti gli idonei sistemi di
abbattimento delle barriere architettoniche
per ipovedenti e non vedenti;
considerato che:
in sede di realizzazione della
pavimentazione della Piazza San Giovanni i
suddetti sistemi non sono stati predisposti
dall'Amministrazione comunale;
la mancata realizzazione in corso d'opera
dell'abbattimento delle barriere
architettoniche comporta un aumento notevole
di spesa, poiché i lavori dovranno essere
eseguiti in ogni caso;
per sapere quali provvedimenti intendano
adottare al fine di tutelare le legittime
aspettative degli ipovedenti e dei non
vedenti e se non intendano intervenire per
evitare ulteriori sprechi di risorse
pubbliche>. (1218)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
BALLISTRERI
<All'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, premesso che:
la situazione generale dei Consorzi di
bonifica in Sicilia impone scelte radicali e
coerenti di riforma del settore;
sulla drammatica situazione in cui versa
il Consorzio di Bonifica n. 10 di Lentini
(SR) è stata già presentata una specifica
interrogazione parlamentare finora rimasta
senza risposta;
nonostante gli impegni informali assunti
dall'Assessore regionale per l'agricoltura e
foreste, ancora non sono stati realizzati i
lavori indispensabili per garantire il
diritto dei produttori all'avvio concreto
della stagione irrigua;
visto che:
il perdurare della insostenibile
condizione di incertezza e di precarietà in
cui versa il Consorzio in questione crea
gravissimo nocumento alla funzionalità dei
servizi erogati e alla garanzia dei diritti
elementari dei lavoratori, a partire dalla
corresponsione degli stipendi;
non solo il Consorzio non riesce a
garantire la funzionalità degli impianti per
la stagione irrigua, ma presso la stessa
sede centrale del Consorzio da più di due
mesi non viene erogata regolarmente
l'energia elettrica, costringendo gli
operatori a condizioni oggettivamente
disastrose e prive di sicurezza;
gli impianti, dopo i furti e gli atti
vandalici subiti nei mesi scorsi, non sono
ancora in grado di assicurare con regolarità
l'erogazione dell'acqua;
considerati:
il ritardo, ormai insostenibile,
nell'approntamento, definizione e
realizzazione di un piano di riforma
strutturale in grado di rilanciare in modo
trasparente ed efficace il ruolo dei
Consorzi;
l'assenza di un piano industriale capace
di realizzare una struttura davvero libera
dalla politica e dalle clientele e al
servizio delle imprese, dei produttori, del
lavoro e dell'economia;
viste:
l'urgenza di un piano di
democratizzazione e di riforma strutturale
del settore;
la notizia dello stato di agitazione
deciso dalle organizzazioni sindacali
confederali e dai lavoratori del Consorzio
10 proprio in ragione delle problematiche
suindicate;
per sapere quali iniziative ed azioni
urgenti intenda avviare per sbloccare la
situazione, garantendo gli stipendi al
personale dei Consorzi di bonifica>. (1219)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
ZAPPULLA
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'industria, premesso che:
la S.T. Microelectronics sembra
attraversare una fase che determina
preoccupazioni non infondate tra i
lavoratori del Gruppo, in particolare per
quanto riguarda il futuro del sito
produttivo ed occupazionale di Catania;
già in un incontro tra la S.T. e le
organizzazioni sindacali tenutosi il 26
giugno a Monza erano stati chiesti per lo
stabilimento di Catania una variazione del
piano industriale nonché maggiori elementi
di chiarezza sul futuro produttivo dello
stabilimento catanese; salvo poche rilevanti
novità sul piano generale, anche l'incontro
del 3 luglio u.s. non ha portato
significativi cambiamenti rispetto
all'incontro precedente;
il modulo M5 non sembra al momento
garantire capacità produttive pari ad altri
similari impianti di S.T. nel mondo;
considerati inaccettabili ciò che
potrebbe rappresentare il ridimensionamento
della capacità produttiva del sito di
Catania a vantaggio degli stabilimenti S.T.
nel 'far east' oltre che la tendenza a
privilegiare i siti del nord Italia;
rilevato che la scelta di S.T. di non
considerare strategica per Catania la
ricerca sui materiali rischia di determinare
una marginalizzazione di fatto del sito di
Catania dal ramo di ricerca tecnologica,
che, invece, è quello in grado di garantire
sviluppo stabile sul territorio;
visto che:
il progetto M6, al di là delle dichiarate
intenzioni del management S.T. emerse
nell'incontro sopra citato presso il
Ministero dell'economia, rimane un elemento
centrale di incertezza, nonostante
l'imminente joint-venture con Intel e il
finanziamento pubblico previsto
dall'apposito accordo di programma;
il ritardo dell'M6 sta peraltro
coincidendo con quella che sembra essere una
prematura dismissione del CT6, mentre non è
scontata una ipotesi di trasferimento o
ridimensionamento delle memorie di M5 senza
che prima queste vengano sostituite da altri
prodotti di alto livello tecnologico;
ritenuta inaccettabile l'intenzione di
S.T. di avviare procedura di cessione di un
ramo dell'azienda in questa fase di
incertezza;
per sapere:
se non ritengano di dovere sollecitare -
come sostenuto dalle organizzazioni
sindacali territoriali e dai lavoratori -
l'inserimento dentro il piano industriale
dell'aumento della capacità produttiva a 8'
del sito (diminuendo la quantità di prodotti
in outsourcing) in modo da potere assorbire
il personale che attualmente lavora nei 6 ;
di riconsiderare la missione di M9; di
assicurare un piano chiaro e non, ancora una
volta, aleatorio circa il completamento di
M6 e la sua attività produttiva, senza
vincoli e nei tempi più brevi;
se non ritengano di doversi impegnare
perché non siano toccati i livelli
produttivi di CT6 fino all'effettiva
partenza di M6, perché sia garantita la
piena saturazione di M5, siano salvaguardati
i benefici acquisiti e le professionalità
per il personale che sarà trasferito (alla
New CO); si preveda il rientro del personale
qualora il progetto M6 (fatto da
scongiurare) non dovesse andare in porto;
venga istituito un Osservatorio nazionale
che si riunisca ogni due mesi, anche in
ambito locale;
se, infine, non valutino opportuno
spingere nei confronti del management S.T.
affinché si punti ad incrementare il parco
prodotti redditizi realizzati nei due fab
catanesi di S.T. e si riconsideri il sito
catanese per quanto riguarda la ricerca
tecnologica, aspetto questo fondamentale
nella strategia di una grande società come
la S.T.>. (1223)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento
con urgenza)
VILLARI - BARBAGALLO
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premessa l'alta
incidenza della sordità in Sicilia;
considerato che, secondo le statistiche,
ogni 27 persone una è portatrice sana della
'connessina 26' e che una coppia di
portatori sani di connessina 26 ha la
probabilità di avere figli sordi nel 25% dei
casi;
rilevato che, benché in Sicilia tale
incidenza sia alta, la Regione non effettua
screening neonatali;
ricordato che l'intervento immediato, con
l'opportuna riabilitazione nei bambini
affetti da sordità, è di fondamentale
importanza per il loro reinserimento nel
mondo dei normoudenti;
rilevata la mancanza di supporti tecnici
adeguati a causa della scarsa conoscenza
delle nuove tecnologie esistenti, degli
impianti cocleari e dei sistemi ad essi
connessi, quale, per esempio, l'uso dei
sistemi FM, e risultando essere necessario
mantenere la normale protesi per tenere
allenato il nervo acustico dell'altro
orecchio, allo scopo di consentire ai
bambini di fruire in futuro di nuove e più
adeguate scoperte nel settore;
ritenuto, stante ai dati conosciuti, che
la Regione pagherebbe l'impianto cocleare il
doppio se venisse effettuato fuori regione,
senza considerare, in aggiunta, che le
famiglie con un basso reddito ricevono dalla
Regione una parte delle spese sostenute sia
per il viaggio che per il soggiorno, mentre
basterebbe istituire un centro specializzato
in Sicilia per offrire condizioni più
adeguate riducendo altresì i relativi costi;
considerato assai discutibile che la
Regione siciliana e per essa l'Assessorato
regionale della sanità - a partire dalle sue
articolazioni territoriali - lamenti di non
avere fondi sufficienti per l'acquisto di
impianti cocleari, al punto da prevedere
risorse pari solo al 10% circa
dell'impianto, mentre il resto del costo
deve essere pagato col budget ospedaliero e
secondo le priorità (un pace-maker sarà
ritenuto sempre più urgente di un impianto
cocleare);
rilevato che dopo l'intervento è
necessario effettuare il mappaggio (e cioè
un tuning dell'impianto che si modifica via
via con la riabilitazione), con l'intervento
di esperti che sappiano distinguere i limiti
e le potenzialità dell'impianto in base alle
reazioni del paziente e che anche per questo
si renderebbe opportuna la costituzione di
centri di eccellenza per spiegare la
metodica e formare altri otochirurghi e
biotecnici;
rilevato, altresì, che per garantire una
buona riuscita dell'impianto cocleare non è
sufficiente soltanto il buon esito
dell'operazione, ma sono fondamentali
l'accettazione dell'impianto da parte del
paziente ed una corretta educazione al suo
utilizzo, aspetto, anche questo, che rimanda
alla necessità di poter contare
sull'assistenza di personale qualificato
opportunamente specializzato;
assunto che l'impianto cocleare è una
scoperta relativamente nuova, che il
personale non è ancora adeguatamente
specializzato e che gli istituti
convenzionati operano una riabilitazione
basata su una vecchia concezione del sordo a
cui bisogna insegnare solo il linguaggio
gestuale;
ritenuta indispensabile, per i bambini
impiantati, la partecipazione a tutte le
iniziative didattiche che si basino sulla
naturalezza del linguaggio che usano per
renderli completamente autonomi ed
integrati;
osservato che anche in questa fase
riabilitativa i genitori sono costretti ad
andare da privati, che hanno potuto maturare
tali esperienze, e che altri contributi,
come quelli in alcuni casi erogati dalle
Province, risultano sospesi, e visto che la
riabilitazione al linguaggio è di esclusiva
competenza sanitaria regionale, come
d'altronde lo è nelle altre regioni
italiane;
visto che:
la riabilitazione orale del bambino sordo
è un cammino lento e graduale che fin dal
primo anno di vita stimola l'intenzione di
comunicare, la relazione, il linguaggio
verbale e via via la comprensione di ciò che
accade intorno, mentre il linguaggio scritto
lo aiuta a raggiungere la condizione di
vivere una relazione piena con adulti e
coetanei, una partecipazione scolastica che,
pur richiedendo un intervento
personalizzato, non lo isola dal contesto
della classe e gli permette di seguire
argomenti ed attività al pari dei compagni
normoudenti;
sino ad una decina di anni fa, era
impensabile immaginare che un bambino sordo
potesse comunicare in tempi adeguati
nell'età evolutiva, potendo seguire
programmi curricolari con successo, come,
per esempio, corsi di danza e recitazione,
progredendo così verso una vita piena e
ricca, mentre spesso tale possibilità è
realizzabile solo a condizioni spesso legate
alla opportunità di poter realizzare la
giusta cooperazione tra competenze
familiari, scolastiche e riabilitative;
ritenuto quindi che nel processo di
riabilitazione sia di fondamentale
importanza il ruolo dell'associazionismo, in
quanto questo può offrire un sostegno
adeguato coadiuvando gli operatori
scolastici e, per quanto riguarda le
problematiche sanitarie, può esercitare
un'utile opera di sensibilizzazione verso i
genitori che debbono affrontare questa
esperienza;
considerato che è in corso di valutazione
da parte del Comune di Catania l'ipotesi di
assegnazione di un immobile confiscato alla
mafia all'associazione onlus CTFIADDA, con
sede in Catania,per le finalità diagnostico-
medico-riabilitative sopra richiamate,
elemento questo assai importante per il
concreto raggiungimento degli scopi
dell'associazione nonché per la funzione
sociale da essa promossa e sostenuta per il
tramite dell'associazione ONLUS AFAREUL di
rilievo nazionale, che svolge la propria
attività in collaborazione con specialisti
del settore;
per sapere:
se non ritengano opportuno utilizzare
specifiche forme di associazionismo
volontario, come sta avvenendo nella città
di Catania, attivando un'apposita
convenzione (come già sperimentato
positivamente in qualche realtà del nord
Italia, e segnatamente nella città di
Genova, o più recentemente, come quella in
corso di definizione nella regione Calabria)
con le associazioni già operanti nello
specifico settore, al fine di poter
rispondere alle carenze sopra descritte;
se non ritengano utile e necessario, in
deroga alle vigenti disposizioni in materia
di accreditamenti, attivare una convenzione
con un apposito centro specializzato nelle
attività sopra richiamate, per costituire
nella nostra Regione un punto di riferimento
per tutti i potenziali utenti, evitando, fra
l'altro, spostamenti e disagi non
indifferenti nonché ulteriori aggravi di
costi, soprattutto per le famiglie dei
bambini affetti da patologie dell'apparato
uditivo>. (1224)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento
con urgenza)
VILLARI - DE BENEDICTS-
PANARELLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta immediata presentata.
ZAGO, segretario:
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, preso atto che:
i disagi lamentati da molti viaggiatori
del volo Alpi Eagles Catania-Napoli della
scorsa settimana non è un fatto isolato;
negli ultimi mesi, la compagnia aerea,
unico vettore che garantisce il collegamento
fra la Sicilia e la Campania, si è resa
protagonista di una serie di disservizi,
quali voli in ritardo che, in alcuni casi,
hanno raggiunto le 15 ore, voli talvolta
cancellati, che hanno provocato seri disagi
ai passeggeri costretti a pagare tariffe
esorbitanti rispetto ad altre tratte;
nonostante il procedimento avviato
dall'Enac (Ente nazionale per l'aviazione
civile) contro la compagnia per i danni
provocati agli utenti del trasporto aereo e
l'ultimatum fissato per il 6 luglio p.v.,
termine inderogabile perché Alpi Eagles
attui azioni correttive ed eviti la
sospensione della licenza, c'è il rischio di
un provvedimento che porterà al fermo dei
voli a decorrere dalle ore 24.00 del 9
luglio 2007;
considerato che la compagnia detiene
l'esclusiva sui voli che collegano la
Sicilia alla Campania e che tale stato di
cose, a mio parere, viola le regole sulla
concorrenza fra vettori, che è propedeutica
alla riduzione delle tariffe e al
miglioramento dei servizi;
per sapere:
come il Governo regionale intenda far
fronte alle esigenze dei tanti siciliani che
per motivi di lavoro devono raggiungere la
Campania, i quali subiscono insieme
all'aggravio del costo del biglietto, la
perdita di una giornata di lavoro, dovuta
spesso all'accumularsi di forti ritardi e
alla cancellazione dei voli;
come intenda far fronte al grave danno
provocato al settore turistico, in quanto
chi volesse raggiungere le due destinazioni
per un fine settimana è scoraggiato dal
costo del biglietto, che supera di gran
lunga quello dell'intero soggiorno;
se intenda al più presto intervenire
presso il Capo Dipartimento della
navigazione marittima e aerea del Ministero
dei Trasporti e presso il direttore generale
dell'ENAC per esprimere una vibrata protesta
nei confronti della compagnia Alpi Eagles
per i ripetuti disservizi che da tempo si
verificano nei collegamenti da e per la
Campania, informando, nel contempo,
l'Authority per la concorrenza ed il mercato
a tutela dei lavoratori, dei turisti e degli
operatori turistici della Sicilia e della
Campania;
quali provvedimenti intenda adottare nei
confronti della compagnia, la quale si
dimostra poco sensibile alle esigenze dei
siciliani;
se non ritenga opportuno verificare la
possibilità di assegnare le rotte oggi
detenute in modo esclusivo da Alpi Eagles ad
altre compagnie, stipulando nel contempo
apposite convenzioni che garantiscano una
drastica riduzione delle tariffe e
favoriscano una sana e corretta concorrenza
fra i vettori, stabilendo standard adeguati
di prestazioni e servizi>. (1220)
(L'interrogante chiede risposta scritta con
urgenza)
FAGONE
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata avrà svolgimento
secondo le procedure di cui all'articolo 144 bis del Regolamento
interno
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
ZAGO, segretario:
<Al Presidente della Regione, premesso
che:
la Corte dei conti ha bocciato la
gestione commissariale dell'emergenza
rifiuti in Sicilia;
il conferimento in discarica rimane il
sistema quasi esclusivo di smaltimento dei
rifiuti, tant'è che la Sicilia è al primo
posto in Italia per la percentuale di
rifiuti urbani smaltita in discarica;
dei 183 centri comunali di raccolta
previsti solo 31 sono operanti, mentre per
quanto riguarda gli impianti di
compostaggio, inseriti nel piano rifiuti,
soltanto uno è stato completato;
delle 270 isole ecologiche previste solo
198 sono operanti e, addirittura, nessuno
dei 26 impianti di selezione della frazione
secca è attivo;
considerato che:
le ingenti risorse previste (154 milioni
di euro nazionali e 240 milioni di euro di
fondi comunitari) sono state stanziate in
funzione della raccolta differenziata;
la Sicilia con soltanto il 5,5% di
raccolta differenziata raggiunto nel 2005
detiene il primato negativo in Italia
(preceduta solo dal Molise);
il piano rifiuti del Presidente Cuffaro
avrebbe dovuto mettere in primo piano la
raccolta differenziata, poiché la stessa
garantisce bassi costi per i cittadini,
nuova occupazione e tutela dell'ambiente;
il modello voluto dal commissario per
l'emergenza rifiuti è stato, invece,
concepito per mantenere bassa la raccolta
differenziata e bruciare quasi la totalità
dei rifiuti nei termovalorizzatori;
ritenuto che;
in Sicilia non è necessario realizzare
quattro termovalorizzatori, ma ne basterebbe
qualcuno, dopo avere effettuato una corretta
valutazione dell'impatto ambientale e
modificato i siti nei quali finora è
prevista la loro realizzazione;
gli ATO rifiuti sono, in gran parte,
sommersi dai debiti e gli allarmi sui
continui disservizi e sull'enorme aumento
delle tariffe si susseguono giornalmente;
la legge regionale n. 2 dell'8 febbraio
2007 è rimasta sostanzialmente inapplicata
in quanto non è stato ancora definito il
progetto di riduzione degli ATO da 27 a 14;
per sapere:
quale sia lo stato di attuazione della
normativa sopra richiamata, con riferimento
particolare alla definizione dei nuovi
ambiti territoriali ottimali;
quali siano le iniziative assunte a
seguito dei pesanti rilievi mossi dalla
Corte dei conti>. (1217)
(L'interrogante chiede risposta scritta
con urgenza)
BARBAGALLO
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che:
l'art. 7 ter della legge 109/94 (Legge
quadro sui lavori pubblici) nel testo
vigente in Sicilia, recepito con la l.r. 2
agosto 2002 n. 7 e s.m.i., dispone
sostanzialmente il parziale trasferimento
delle competenze inerenti le procedure di
affidamento degli appalti di lavori pubblici
dagli enti di cui all'art. 2 della legge
109/94 ad un ufficio di nuova istituzione,
l'U.R.E.G.A. (Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto di
lavori pubblici) articolato in nove sezioni
provinciali, dislocate nei rispettivi
capoluoghi, ed in una sezione centrale con
sede in Palermo;
le competenze trasferite riguardano
esclusivamente gli appalti da affidare con
procedure di asta pubblica aventi importo
dei lavori a base d'asta superiore a euro
1.250.000,00;
considerato che:
l'attuazione di molti degli interventi
finanziati deve rispondere alle tempistiche
imposte dalle amministrazioni regionali,
che, nei fatti, non tengono conto delle
scadenze 'capestro', intimando alle
amministrazioni locali la realizzazione
degli interventi stessi;
nel merito, i consorzi intercomunali per
lo sviluppo del territorio hanno denunciato
i ritardi dell'U.R.E.G.A, che bloccano
l'utilizzo delle numerose risorse destinate
alla realizzazione di interventi
infrastrutturali, con fonti di finanziamento
POR Sicilia 2000-2006 ad attuazione delle
amministrazioni locali;
atteso che:
tale condizione, del tutto incresciosa e
grottesca nella sua evoluzione, fa ricadere
sulle amministrazioni comunali
responsabilità che agli atti risultano
evidentemente in capo ad organi della
Regione;
i tempi stringenti di realizzazione
imposti, per esempio, dal POR Sicilia 2000-
2006 trovano attuazione esclusivamente negli
adempimenti richiesti alle amministrazioni
comunali e non a quelle regionali;
ritenuto che la perdita dei numerosi
finanziamenti destinati alle amministrazioni
comunali produce effetti devastanti sul
territorio, arrestando in maniera definitiva
i processi di sviluppo locale avviati e
procura negli enti locali interessati un
inevitabile dissesto economico senza
precedenti;
per sapere:
se e quali iniziative urgenti intendano
adottare al fine di sbloccare le risorse
destinate alle amministrazioni locali e, più
in generale, per accelerare le procedure di
gara per gli appalti dei lavori pubblici;
se non ritengano di dover urgentemente
attivarsi per un'azione governativa efficace
ed immediata volta a definire una soluzione
legislativa e/o organizzativa che superi i
tempi imposti dagli U.R.E.G.A., tenuto conto
del rischio di perdita dei finanziamenti
europei vincolati a rendicontazione definita
nei tempi, nonché del dissesto finanziario
cui vanno incontro gli enti locali
(costretti a pagare progetti ed espropri già
effettuati) con il conseguente ed
inevitabile arresto di ogni prospettiva di
sviluppo territoriale locale e regionale
insieme>. (1221)
(Gli interroganti chiedono risposta
scritta con urgenza)
LACCOTO - ZANGARA
<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che:
il comune di Catania versa in un grave
stato di dissesto finanziario;
da diversi anni l'amministrazione
comunale Scapagnini non riesce a pagare
puntualmente i fornitori, con le inevitabili
conseguenze sulla qualità dei servizi e sul
mantenimento degli stessi;
si sono registrati ritardi persino nel
pagamento degli stipendi ai dipendenti
comunali;
l'amministrazione comunale catanese, sin
dal 2003 risulta fortemente indebitata; non
ha rispettato il patto di stabilità e non ha
pareggiato il 'buco' di bilancio, tentando
di raggiungere il pareggio con un escamotage
assai discutibile, come il ricorso ad una
società di scopo, quale la 'Catania risorse
s.r.l.' con cui si è altresì tentato
l'aggiramento del divieto sancito
dall'articolo 119 della Costituzione di
ricorrere all'indebitamento se non per
investimenti attraverso una dismissione
scriteriata del patrimonio immobiliare
riguardante anche immobili di pregevolissimo
valore storico ed artistico;
rilevato che:
l'Azienda municipale trasporti, ad
esempio, oltre al solito deficit annuale di
bilancio di circa 8 milioni di euro, ha
accumulato debiti nei confronti dei
fornitori, delle banche e dei dipendenti
pari a circa 30 milioni di euro;
i dipendenti delle cooperative sociali
che assicurano il servizio di mensa e
pulizia degli asili nido vengono pagati con
notevolissimo ritardo; l'assistenza
economica agli indigenti è sospesa per
mancanza di fondi; i ricoveri di anziani in
strutture sono limitati a circa 450, a
fronte di richieste che superano il doppio;
negli asili nido non sono consentite nuove
iscrizioni per bambini che ricadono nella
fascia esente se non attraverso una
compartecipazione al costo del servizio;
l'ultimo stipendio percepito dalle
cooperative che svolgono il servizio di
assistenza domiciliare risale a molti mesi
fa; da due anni non vengono acquistati libri
per le biblioteche comunali; diversi siti
archeologici non sono fruibili o lo sono
parzialmente (Castello Ursino, Anfiteatro
Piazza Stesicoro, Parco archeologico); nel
2005 non è stato erogato alcun contributo
per il Teatro Massimo Bellini; gli impianti
sportivi hanno subito la chiusura
pomeridiana per mancanza di fondi da
destinare al personale di custodia degli
stessi; la manutenzione delle strade e degli
edifici scolastici, in particolare nelle
periferie, è del tutto insufficiente; i
mezzi dei vigili urbani sono spesso fermi in
officina per mancanza di riparazioni in
attesa dei fondi per l'acquisto dei pezzi di
ricambio; per non parlare dell'indebitamento
nei confronti dei fornitori e della
convenzione per il servizio di tesoreria
scaduta;
considerato che:
per rimediare al grave dissesto causato
da una pessima amministrazione e da un
ricorso massiccio ed ingiustificato allo
strumento delle consulenze,
l'amministrazione Scapagnini si è oltremodo
indebitata attraverso l'accensione di
un'abnorme quantità di mutui, ai limiti
consentiti dalla legge;
'per fare cassa' il Consiglio comunale,
dapprima, con deliberazione n. 66 del 24
ottobre 2006, ha costituito la società
'Catania risorse s.r.l.' approvandone il
relativo statuto e, successivamente, con
deliberazione n. 85 del 30 dicembre 2006, ha
disposto il trasferimento alla suddetta
società di ben 14 immobili, di cui alcuni di
notevole pregio storico, architettonico e
culturale, al fine di ottenere come
corrispettivo la liquidità necessaria a far
fronte alle esigenze di spesa del comune
medesimo, somme che la società 'Catania
risorse s.r.l.' avrebbe dovuto ottenere
attraverso consistenti mutui;
già in data 23 dicembre 2005, con
protocollo generale del comune di Catania n.
9508 del 17/01/2005, la Soprintendenza per i
beni culturali ed ambientali di Catania
emanava una nota con la quale, dinanzi alle
notizie di stampa relative all'elenco di
immobili comunali da alienare, precisava che
il decreto legislativo n. 42 del 2004, nel
richiamare l'articolo 822 del Codice civile,
annoverava tra i beni appartenenti al
demanio pubblico anche i beni appartenenti
ad enti pubblici territoriali riconosciuti
di interesse storico e artistico e pertanto
inalienabili ed indisponibili;
a seguito di tale iniziativa, la dott.ssa
Maria Grazia Branciforte veniva rimossa dal
proprio incarico e retrocessa a dirigente
del servizio beni archeologici della stessa
Soprintendenza;
atteso che l'articolo 55, comma 3, dello
stesso decreto legislativo n. 42 precisa,
inoltre, che l'autorizzazione ad alienare
comporta la sdemanializzazione del bene
pubblico attraverso una procedura di
verifica (art. 12, comma 6); solo qualora la
verifica dell'interesse culturale abbia
esito negativo gli immobili di proprietà
pubblica possono essere alienati;
constatato che:
ricadono nelle previsioni legislative
richiamate l'ex Monastero di Santa Chiara,
l'ex Monastero di Sant'Agata, l'ex Caserma
Malerba, patrimonio storico e culturale
della città, a parte il fatto che nessuna
procedura di sdemanializzazione è stata
avviata, e, trattandosi di un presupposto di
validità per l'alienazione, l'atto di
trasferimento dei beni immobili alla società
'Catania risorse s.r.l.' è da ritenersi
nullo;
su tale deliberazione sono stati espressi
dubbi da parte della stessa avvocatura
comunale;
ritenuto che ci si trovi dinanzi:
ad un'operazione volta a nascondere la
reale condizione finanziaria del comune, con
palese aggiramento del dettato dell'articolo
119, comma 6, della Costituzione, che vieta
di ricorrere all'indebitamento, salvo per
spese di investimento;
a deliberazioni che espongono a grave
rischio il patrimonio immobiliare del comune
di Catania, conferito ad una società di
diritto privato, con capitale giudicato
irrisorio e senza alcuna operatività
economica, già fortemente indebitata e,
dunque, soggetta alle procedure esecutive, a
mezzo delle quali i suoi creditori possono
aggredirne il cospicuo patrimonio
immobiliare;
al pericolo che le quote della 'Catania
risorse s,r,l.' possano essere assoggettate
a pignoramento da parte dei numerosissimi
creditori del comune di Catania;
all'inevitabile aggravamento della
situazione finanziaria del comune di
Catania, stante che quegli stessi immobili
in cui oggi sono allocati gli uffici
comunali dovranno necessariamente essere
dati in locazione al comune di Catania dalla
società 'Catania risorse s.r.l.', con il
conseguente aggravio del pagamento del
canone per l'amministrazione comunale;
ad un grave comportamento degli
amministratori del comune di Catania in
aperto contrasto con i principi della
imparzialità e del buon andamento della
pubblica amministrazione di cui all'articolo
97 della Costituzione e all'articolo 78 del
Testo Unico delle leggi sull'Ordinamento
degli enti locali;
a gravi e persistenti violazioni di
legge;
al fatto oggettivo e oramai reiterato che
il Consiglio comunale di Catania approva i
bilanci preventivi alla fine dell'anno e,
addirittura, prima dei consuntivi dell'anno
precedente, senza alcuna censura del
competente Assessorato regionale;
ritenuto, inoltre, che tentativi di
analoghe operazioni possano essere ancora
praticati per ripianare i debiti degli anni
successivi;
considerata legittima la preoccupazione
per le sorti della città di Catania per ciò
che accade sul piano della trasparenza e
della regolarità dell'azione amministrativa
e contabile-finanziaria;
per sapere:
se e quali iniziative siano state assunte
al fine di verificare il reale stato della
situazione economica e finanziaria del
comune di Catania;
se non ritengano, anche alla luce di
quanto sopra esposto, di dover attivare un
apposito intervento ispettivo volto a
verificare la conformità della gestione
amministrativa e contabile del comune di
Catania alle disposizioni legislative e
regolamentari;
se non ritengano, inoltre, di dover
attivarsi per l'esercizio dei poteri
sostitutivi conferiti dalla legge e per le
procedure di scioglimento del Consiglio
comunale, al fine di ristabilire il rispetto
della legalità e dei principi di trasparenza
e di buon andamento della pubblica
amministrazione a salvaguardia degli
interessi generali della cittadinanza
catanese>. (1222)
(Gli interroganti chiedono risposta
scritta con urgenza)
BARBAGALLO-VILLARI
PRESIDENTE. Le interrogazioni testè annunziate saranno
trasmesse al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
della mozione presentata.
ZAGO, segretario:
<L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che gli avviamenti nel settore
forestale relativi alla manutenzione
ordinaria sono regolati dalla legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14, che va a
modificare e ad integrare la l.r. 6 aprile
1996, n. 16. In particolare si ha un
riordino nei gruppi di lavoratori, chiamati
'contingenti', e nelle modalità di
avviamento al lavoro. E' dunque stato
realizzato un elenco speciale regionale su
base provinciale in cui i lavoratori sono
inseriti in base ad un ordine di
appartenenza per contingente, ossia:
operai a tempo indeterminato;
operai con garanzia di 151 giornate;
operai con garanzia di 101 giornate;
operai con garanzia di 78 giornate (in
base all'art. 44, comma 7, l.r. n. 14 del
2006);
Visto che:
si ha così un'espressa volontà del
legislatore finalizzata alla 'chiusura'
dell'accesso all'occupazione di nuovi
lavoratori, consentendo, altresì,
l'avviamento al lavoro esclusivamente a
coloro che sono inseriti nel sopra detto
elenco speciale regionale su base
provinciale;
si intende, per i sopradetti motivi,
abrogato l'art. 55 della l.r. n. 16 del 1996
che consentiva l'avviamento al lavoro di
lavoratori che non avessero mai avuto
rapporti di lavoro con l'Azienda foreste, in
caso di ulteriore fabbisogno di manodopera;
Considerato che si intende, altresì,
abrogato il comma 4 dell'art. 53 della l.r.
n. 16 del 1996 che prevedeva l'impossibilità
per i lavoratori di espletare un numero di
giornate superiori a quelle previste per il
contingente di appartenenza;
Atteso che si desume che il legislatore
ha voluto fissare un numero certo di
lavoratori; ha, altresì, voluto stabilire il
numero minimo di giornate da espletare senza
apporre un tetto massimo;
Considerato inoltre che le ultime
richieste di avviamento al lavoro risultano
parzialmente inevase per essere, i sopra
detti lavoratori che non hanno ancora
espletato il proprio turno di lavoro,
impossibilitati a presentarsi ai recapiti
periodici comunali, essendo impegnati,
spesso, presso altri datori di lavoro o per
altri motivi particolari;
Visto infine che i lavoratori, che hanno
già espletato il proprio turno 'minimo' di
lavoro di giornate spettanti, non vengono
riavviati, pur presentandosi puntualmente
alle richieste del lavoro,
impegna il Governo della Regione
e
l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste
a dare seguito, ad un piena e completa
applicazione di tutta la normativa prevista
dalla legge regionale 14 aprile 2006, n. 14;
a dare seguito, dopo aver sentito
l'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione in merito alla problematica
del riavviamento al lavoro dei lavoratori
che hanno già espletato il turno del
'minimo' di lavoro di giornate spettanti,
alla relativa previsione normativa prevista
nella predetta l.r. n. 14 del 2006.
a delineare in maniera chiara ed
inequivocabile quale sia la posizione
espressa dal Governo regionale in merito
alla problematica generale dei lavoratori
forestali, in modo da dare serenità ad un
settore, fondamentale per la corretta
gestione del territorio regionale>. (224)
RAGUSA - ANTINORO - TURANO -
MAIRA
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 222 Rimodulazione del Piano di sviluppo rurale al fine di
renderlo rispondente alle esigenze degli agricoltori siciliani in
stato di crisi , degli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno
e Vitrano.
N. 223 Definizione dei nuovi Ambiti territoriali ottimali e
avvio di idonee procedure a garanzia del regolare svolgimento del
servizio di raccolta dei rifiuti , degli onorevoli Laccoto,
Ammatuna, Zangara, Manzullo, Culicchia e Fiorenza.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ZAGO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha
come obiettivo l'accrescimento della competitività del settore
agricolo e forestale, attraverso la ristrutturazione, lo
sviluppo, l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e dello
spazio naturale, la gestione del territorio ed il miglioramento
della qualità della vita nelle zone rurali, promuovendo la
diversificazione delle attività economiche;
il FEASR interviene negli Stati membri attraverso una serie di
misure riferibili agli assi definiti nel titolo IV del Reg. CE
1698/2005;
il Reg. CE 1698/2005, che stabilisce l'equilibrio finanziario
ed il rapporto esatto tra gli obiettivi di ciascun asse,
considera l'asse 2 prioritario nella distribuzione delle risorse
finanziarie, evidentemente ritenendo il miglioramento
dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il rilancio
dell'agricoltura;
la stragrande maggioranza delle aziende agricole siciliane è di
ridotte dimensioni, con elevati costi di produzione, scarsa
implementazione di innovazioni tecnologiche, sempre crescente
difficoltà di reperimento di manodopera, elevati costi di
commercializzazione e difficoltà nell'individuarne i canali;
in data 22 giugno 2007 l'Assessore regionale per l'agricoltura
e le foreste ha presentato un'ulteriore bozza di Piano di
sviluppo rurale che dovrà essere presumibilmente adottata nei
prossimi giorni dalla Giunta regionale;
considerato che;
il PSR presentato appare privo di effettivo collegamento con la
reale situazione di crisi dell'agricoltura siciliana, atteso, fra
l'altro, che la grande disponibilità di risorse finanziarie
contenute nel Piano stesso, a disposizione dell'agricoltura
siciliana nei prossimi cinque anni, ammontante ad oltre 2,1
miliardi di euro, non sembra destinata ad affrontare la
drammatica crisi degli agricoltori siciliani, essendo per lo più
diretta a chi non vive direttamente di lavoro agricolo;
l'assenza nel Piano di sviluppo rurale di misure dirette a
ridurre i costi di produzione, il favorire la ricomposizione
fondiaria e la costituzione di consorzi per la meccanizzazione
agricola, nonché l'esclusione dal Piano medesimo del
prepensionamento per gli agricoltori, la previsione di una
superficie aziendale eccessiva per l'accesso alle misure
dell'asse uno (miglioramento della competitività del settore
agricolo e forestale), le scarse risorse assegnate all'asse due
(miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale) e la
riduzione dei premi per ettaro delle misure agro-ambientali, di
fatto privano dell'accesso ai benefici del PSR in argomento la
stragrande maggioranza degli agricoltori siciliani;
detto PSR risulta in siffatto modo una vera beffa per gli
agricoltori siciliani che si attendevano la predisposizione di
misure atte a rilanciare l'attività agricola per il prossimo
quinquennio;
preso atto che sono in scadenza al 30 giugno 2007 le cambiali
agrarie ed il pagamento di contributi agricoli;
ritenuto che gli agricoltori siciliani non sono più in grado di
fronteggiare in alcun modo il grave ed ormai lungo stato di
crisi, aggravato in maniera ormai insopportabile dalla
peronospora, che ha praticamente distrutto gran parte del
raccolto di uve di diverse province, nonché dalla calura
eccezionale degli ultimi giorni,
impegna il Governo della Regione
a rimodulare il Piano di sviluppo rurale per renderlo
rispondente alle reali esigenze degli agricoltori siciliani che
da troppo tempo versano in stato di drammatica crisi;
a prevedere nel PSR la riduzione della dotazione finanziaria
dell'asse 1 a vantaggio dell'asse 2, cui dovranno destinarsi
almeno il 50 per cento delle risorse, così come stabilito dal
Regolamento comunitario;
a ridurre la previsione del PSR relativa alla superficie
aziendale per l'accesso alle misure dell'asse 1 da 15 UDE a 8
UDE;
ad aumentare per la viticoltura, almeno fino a 900 /Ha, il
premio previsto per le misure agro-ambientali;
ad introdurre misure relative al prepensionamento;
ad introdurre nella pianificazione regionale misure finalizzate
alla riduzione dei costi di produzione, quali la ricomposizione
fondiaria ed i consorzi per la meccanizzazione agricola;
ad introdurre misure specifiche per favorire la coltivazione di
piante agro-energetiche;
ad assumere iniziative urgenti finalizzate al rinnovo delle
cambiali agrarie in scadenza il 30 giugno 2007;
a porre in essere ogni iniziativa diretta a consentire
l'immediata sospensione del pagamento dei contributi agricoli e
delle tasse gravanti sugli agricoltori. (222)
GUCCIARDI - BARBAGALLO
GALVAGNO - VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
Il Presidente della Regione, nella qualità di Commissario
straordinario per l'emergenza rifiuti, ha promosso la
costituzione di 27 Ambiti territoriali ottimali nel territorio
siciliano;
l'articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007 ha disposto
la trasformazione degli ATO, con la riduzione del loro numero e
la liquidazione delle società d'ambito;
la nuova organizzazione prevede la creazione di Consorzi
obbligatori tra i Comuni dell'ATO; il Consorzio è dotato di
personalità giuridica e costituisce l'Autorità d'ambito di cui
all'articolo 201, comma 2, del D.Lgs n.152/2006;
lo stesso articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007 ha
disposto il termine di 90 giorni entro i quali l'Agenzia
regionale per i rifiuti avrebbe dovuto individuare i nuovi ATO in
numero non superiore a 14 e in modo da assicurarne l'efficacia,
l'efficienza, la funzionalità e l'economicità;
tale termine è decorso inutilmente, nonostante siano state
presentate interrogazioni sull'argomento a tutt'oggi inevase;
considerato che:
l'applicazione della nuova normativa si impone a seguito dei
notevoli squilibri che l'istituzione e la gestione degli ATO ha
determinato in questi anni nella Regione;
la ratio ispiratrice degli ATO mirava alla gestione del ciclo
integrato dei rifiuti in un bacino territoriale ampio al fine di
realizzare economie di scala, migliorando il servizio a costi
inferiori;
la pratica applicazione di tale modello gestionale ha
completamente fallito i propri obiettivi;
ritenuto che:
la creazione degli ATO ha di fatto generato una cesura tra
Comuni e relative popolazioni e società incaricate di svolgere il
servizio;
le società d'ambito sono delle società per azioni, e pertanto
regolate dalle norme del codice civile, e tuttavia svolgono un
servizio di preminente interesse pubblico, che non può essere
sottratto ad una gestione pubblicistica in grado di effettuare
una comparazione degli interessi coinvolti e privilegiare quelli
generali;
lo svolgimento del servizio si è rivelato molto oneroso per la
creazione di ben 27 nuovi enti che assorbono ingenti risorse per
il solo fatto di esistere;
a pochi anni dalla loro istituzione, gli ATO rifiuti hanno
accumulato una notevole quantità di debiti, che la Confindustria
Sicilia ha calcolato in 300 milioni di euro, ma che oggi si ha
motivo di ritenere siano lievitati dal momento che in media
ciascun ATO ha accumulato almeno 20 milioni di euro di debiti ed
ogni giorno tale cifra aumenta vertiginosamente;
non vi sono dati certificati poiché il monitoraggio circa le
esposizioni debitorie effettuato dall'ARRA non ha sortito
risultati assolutamente attendibili;
molti ATO, infatti, non hanno ancora risposto alle richieste o
hanno fornito dati parziali;
si calcola, tuttavia, che almeno 13 dei 27 ATO siano in grave
difficoltà, e tra questi sicuramente quelli delle province di
Messina, Catania, Palermo ed Agrigento;
gli oneri di gestione sono inevitabilmente scaricati sugli
utenti, ai quali viene imposto di pagare tasse, o tariffe laddove
istituite, di importo raddoppiato o addirittura triplicato a
fronte di un peggioramento del servizio;
le tariffe (TIA) vengono calcolate in acconto ed i cittadini
non possono sapere quale sia l'effettiva tariffa corrispondente
da pagare poiché in molti casi manca l'approvazione dei conti
consuntivi delle società d'ambito da parte dell'assemblea dei
soci;
l'improprio trasferimento della potestà impositiva agli ATO ha
generato una rivolta da parte di molti utenti che hanno
contestato, con ricorsi sempre più numerosi, l'illegittimità
delle tariffe;
l'ammontare dell'onere a carico degli utenti non è, inoltre,
omogeneo sul territorio regionale anche a causa di gare espletate
troppo frettolosamente e non sempre con criteri di economicità e
trasparenza;
considerato, inoltre, che:
la situazione debitoria degli ATO è riconducibile ad una
gestione non sempre attenta ed oculata e non rispondente ai
canoni di legge;
ciò determina l'impossibilità per le società di espletare
regolarmente i servizi e pagare tutti i fornitori, nonché il
personale;
Confindustria Sicilia ha annunciato che dall'1 luglio c.a. le
imprese creditrici saranno costrette a sospendere il pagamento
degli stipendi ai circa 7 mila dipendenti, con possibili
conseguenze per la prosecuzione del servizio;
si profila, pertanto, una situazione di emergenza;
premesso, ancora, che:
in questi anni, gli ATO hanno assorbito il personale delle
ditte private che avevano in appalto i servizi ancor prima
dell'individuazione del gestore, così come prevedeva lo statuto
tipo degli ATO delineato con l'ordinanza del Commissario per
l'emergenza rifiuti; la forma giuridica di tali enti non
consente, peraltro, un controllo del loro operato secondo i
principi del diritto pubblico;
nell'attuale fase di transizione, dopo l'entrata in vigore
dell'articolo 45 della l.r. n. 2 del 2007 che prevede la
liquidazione degli ATO, risultano altre assunzioni di personale a
tempo indeterminato senza tener conto del personale precario
degli enti locali col rischio che i nuovi ATO nascano appesantiti
da piante organiche sovradimensionate;
tali assunzioni sono quanto meno inopportune, in virtù del
disposto dell'articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007
nella parte in cui prevede che i nuovi ATO assumano nuovo
personale solo attraverso procedura di evidenza pubblica;
il ritardo nell'esecuzione della legge suddetta sta, pertanto,
aggravando ulteriormente una situazione già critica ed ai limiti
della legalità;
rilevato, inoltre, che:
l'istituzione degli ATO non ha portato ad alcun incremento
della raccolta differenziata, che si attesta intorno al 6 per
cento, dato sempre più lontano non solo da tutti gli obiettivi
fissati dalla legge, ma anche dalla media nazionale che viaggia
verso il 30 per cento;
con deliberazione n. 6/2007, la Corte dei Conti ha approvato la
relazione sulla gestione dell'emergenza rifiuti nelle regioni
commissariate;
la deliberazione contiene una sezione dedicata alla Sicilia
nella quale la Corte boccia senza mezzi termini la gestione
operata dal Commissario delegato alla predisposizione ed adozione
del Piano di gestione dei rifiuti, individuato nella persona del
Presidente della Regione siciliana;
considerato ancora che:
i rilievi riguardano l'intero fronte delle competenze assegnate
al Commissario da numerose ordinanze;
in primo luogo, si sottolinea la notevole lentezza
dell'attività programmatoria, a dispetto del carattere di
emergenza che avrebbe dovuto consentire un'accelerazione
nell'adozione delle decisioni;
i ritardi sono la conseguenza di ripetuti mutamenti di
strategia che hanno reso inutili intere fasi procedimentali già
esperite, nonché di errori di valutazione sui tempi necessari e
sulla stessa durata dell'emergenza;
premesso, altresì, che:
la Corte ha sottolineato le gravi anomalie connesse all'avviso
pubblico per la stipula delle
convenzioni per la realizzazione dei termo-valorizzatori;
il Commissario, infatti, non ha esperito la gara conforme alle
direttive europee in tema di appalti pubblici, rivolgendosi
direttamente ad operatori industriali disponibili ad impegnarsi
in siti idonei o in propri impianti industriali, o di cui
avessero la disponibilità gestionale, esistenti nel territorio
della Regione;
in tal modo sono stati favoriti gli operatori che prima
dell'avviso erano a conoscenza della situazione fattuale e,
probabilmente, avevano già preparato gli studi di fattibilità
tecnico-finanziaria;
l'urgenza, posta a base di scelte discutibili, sembra aver
fornito un comodo alibi alla restrizione della concorrenza nelle
procedure di affidamento delle opere ma anche a modalità
operative improntate a carenza istruttoria, approssimazione e
travisamento dei fatti determinando una infinita serie di ricorsi
col paradossale;
risultato di un rallentamento dell'attività che, seguendo le
ordinarie procedure, sarebbe stato evitato;
il presupposto dell'urgenza ha comportato il disconoscimento
del ruolo rilevante da attribuire nell'adozione di scelte
strategiche ai comuni, alle popolazioni coinvolte, alle
associazioni ambientaliste;
il Piano è attualmente fermo, e la data di inizio attività,
prevista inizialmente per il 31 marzo 2004, è inutilmente
decorsa;
a giugno 2006, si era arrivati alla cifra di ben 18 ricorsi
amministrativi proposti contro il Piano;
il ricorso più significativo è quello che la Commissione
europea ha presentato alla Corte di Giustizia delle Comunità
europee per violazione della direttiva 92/50/CEE sugli appalti di
servizi relativamente alla omessa pubblicazione dei bandi di gara
prima di procedere alla stipula delle convenzioni;
la Corte rileva come l'ostinazione dell'amministrazione a non
osservare i principi della concorrenza e trasparenza, con
l'intento persistente di salvaguardare comunque gli affidamenti
delle concessioni nonostante la palese contrarietà della
Commissione europea, abbia determinato un contenzioso
pluriennale, con il conseguente impegno di risorse umane e
temporali ingenti;
considerato, infine, che:
la Corte dei Conti non manca, poi, di stigmatizzare
l'incompleta attuazione del Piano rifiuti per quel che riguarda
la situazione impiantistica: dei 183 centri comunali di raccolta
previsti solo 31 sono operanti, 35 sono gli impianti di
compostaggio inseriti nel Piano ed uno soltanto è stato
completato; nessuno dei 26 impianti di selezione della frazione
secca è attivo, e uno solo è stato realizzato;
tale stato di cose spiega la bassissima percentuale di raccolta
differenziata dei rifiuti: il conferimento in discarica rimane il
sistema principale, se non esclusivo, di smaltimento di rifiuti
solidi urbani;
tutto ciò è avvenuto nonostante gli ingenti finanziamenti
statali e comunitari: la Corte stima in 154 milioni di euro le
risorse finanziarie nazionali e in 240 milioni di euro quelle
europee, le somme erogate in funzione della raccolta
differenziata,
impegna il Governo della Regione
ad accelerare e definire con urgenza le procedure necessarie
alla definizione dei nuovi Ambiti territoriali ottimali così come
delineati con l'art. 45 della legge regionale n. 2 del 2007;
a porre in essere, nelle more, tutte le procedure a garanzia
del regolare svolgimento del servizio;
a vigilare su nuove ed illegittime assunzioni di personale che
le società d'ambito in via di scioglimento stanno operando al di
fuori di ogni controllo;
a riferire all'Assemblea regionale siciliana circa i pesanti
rilievi che la Corte dei Conti ha esposto sulla gestione
commissariale dei rifiuti,
a riferire all'ARS circa la situazione della raccolta
differenziata dei rifiuti, il loro riciclo e riuso e le reali
prospettive nell'ottica della gestione integrata. (223)
LACCOTO-AMMATUNA-ZANGARA
MANZULLO-CULICCHIA-FIORENZA
Dispongo che le predette mozioni siano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
della Regione
in ordine alla programmazione dei Fondi comunitari 2007/2013
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
della Regione per la programmazione dei fondi comunitari
2007/2013.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'Aula debba conoscere il risultato della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari prima di proseguire nei lavori
e mi riserverò di intervenire successivamente non appena saranno
state rese note le determinazioni della stessa.
PRESIDENTE Lei ha perfettamente ragione, onorevole Cristaldi.
C'è un'audizione tecnica e gli Uffici stanno stilando il
programma; non appena lo stesso sarà pronto, ne daremo
comunicazione all'Aula.
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
della Regione per la programmazione dei fondi comunitari
2007/2013
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione,
per motivi del suo ufficio, dovrà lasciare l'Aula alle ore 19.00.
Risultano iscritti a parlare dieci deputati e alcuni di loro sono
componenti di Gruppi parlamentari che si sono già espressi.
Vorrei chiedere dunque la vostra collaborazione per concludere
gli interventi entro le 18.30 e dare, infine, la parola al
Presidente della Regione. Ove questo non fosse possibile,
dovremmo rinviare le comunicazioni conclusive del Presidente
della Regione a domani sera.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli: De Benedictis, Laccoto,
Villari, Panepinto, Gucciardi.
Per assenza dall'Aula i deputati De Benedictis, Laccoto,
Villari, Panepinto e Gucciardi decadono dal diritto di parlare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Borsellino. Ne ha facoltà.
BORSELLINO Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, ho letto con molta attenzione i
documenti che il Governo ha presentato per illustrare il
Programma operativo 2007/2013 e devo dire che ho trovato conferma
ai timori che, più volte, da questi banchi, noi dell'opposizione
abbiamo denunciato e paventato, cioè l'assenza di una vera
strategia di sviluppo a beneficio di una programmazione a maglie
larghe, buona per tutte le stagioni e legata più all'attività e
alla sopravvivenza di questo Governo che ad un progetto di
respiro ampio in grado di produrre quella rinascita tangibile che
in altri Paesi, come la Spagna ed il Portogallo, ha portato ad
una ripresa dell'economia ed un miglioramento della qualità della
vita dei suoi cittadini.
Desidero però a questo punto fare un passo indietro.
Nei mesi scorsi avevamo già lamentato come il documento
elaborato via via dalla Regione siciliana sulla programmazione
dei Fondi europei fosse molto debole nell'indirizzo strategico, e
come non tenesse conto dei nuovi Regolamenti europei che
prevedono e prescrivono il partenariato come elemento
fondamentale per la preparazione, l'attuazione, la sorveglianza e
la valutazione dei Programmi operativi e la redazione del
documento da eseguirsi in stretta cooperazione con i partners.
Tutto ciò, nei lavori che hanno portato all'elaborazione di
questo documento, è mancato ed è stato sostituito da una
richiesta di ratifica avvenuta, in extremis, sotto la pressione
della scadenza ed il rischio della perdita dei finanziamenti
stessi.
Adesso, l'assenza per cui avevamo lanciato l'allarme si sente
particolarmente, soprattutto su due piani: su quello del carente
ruolo assegnato alle città che avrebbero dovuto essere al centro
sia della programmazione dei fondi che di parte del loro utilizzo
più di quanto non preveda, dopo alcune insufficienti correzioni,
l'ultima versione del Programma operativo; sia sul rispetto degli
obiettivi europei che indicano nella ricerca, nell'innovazione e
nella capacità di trasferimento tecnologico all'impresa i
pilastri della crescita economica fondamentale per i prossimi
anni e che hanno, nelle città metropolitane e nelle Università,
gli attori fondamentali.
In Sicilia sappiamo bene cosa abbia significato negli anni,
adirittura nei secoli, l'assenza di strategia di sviluppo. Basta
ripercorrere la storia dello sviluppo industriale, di realtà come
la FIAT, la FINCANTIERI e, oggi, anche la ST Microelettronics
per farsene un'idea.
Vogliamo bruciare anche quest'ultima possibilità? Vogliamo,
ancora una volta, calare dall'alto gli interventi e il futuro dei
territori?
Sulla gestione centralistica di questo documento non ci sono
dubbi. Lo hanno lamentato più volte anche gli attori sociali,
lasciati ai margini del percorso.
L'aspetto più grave sta in questo modo di procedere che ha
prodotto - come dicevo prima - una programmazione a maglie
larghe, cioè buona per qualsiasi uso, e pronta ad essere
indirizzata dove il Governo regionale riterrà opportuno,
piegandola anche a finalità di spese ordinarie.
Sorge il dubbio che la mancata partecipazione di città e
territori, come delle parti sociali, alla programmazione dei
Fondi sia stata sostituita da una partecipazione attiva, oggi
nascosta e domani sicuramente esplicita, dei diversi rami
dell'Amministrazione e dei loro interessi più o meno clientelari
alle varie voci misure assi dei fondi strutturali .
Auspichiamo che quanto accaduto per i Fondi di Agenda 2000, e
messo nero su bianco qualche giorno fa dalla Corte dei conti, la
quale - rispetto al POR 2000-2006 - ha parlato perfino di
procedimenti di dubbia legittimità amministrativa non debba più
ripetersi. Tuttavia, il documento che il Presidente della
Regione ha illustrato e le osservazioni della Commissione europea
al quale il Governo si sta adeguando ci dicono, invece,
chiaramente, che la strada seguita è la stessa di sempre.
Il Documento di programmazione del Governo si presenta come un
elenco in cui c'è di tutto ma niente di strategico. Del resto, la
mancanza di partenariato reale con gli attori esterni
all'Amministrazione regionale, dagli enti locali alle parti
sociali, agli attori della ricerca e dell'innovazione tecnologica
e il vergognoso tira e molla tra la programmazione dei rami
dell'Amministrazione per redigere l'elenco e definire la parte
finanziaria dà il polso reale della situazione; svela l'esigenza
che sta alla base del documento, cioè far quadrare i conti,
garantire la spesa ordinaria e vecchi e nuovi interessi.
Mi chiedo, davvero, come faccia il Governo a sostenere che il
Programma operativo FESR presenti una strategia. Cito alla
lettera: «fortemente in linea con orientamenti strategici
comunitari per la politica di coesione».
La comunicazione del Presidente della Regione si registra come
osservazione di peso relativo rispetto cui si starebbe adeguando
il documento regionale; passaggi fondamentali della
programmazione, tra gli altri, la confusione e la sovrapposizione
di obiettivi tematici e l'eccessivo numero di obiettivi
operativi; la carenza degli indicatori a livello qualitativo e
quantitativo, sia di livello di partenza sia di target;
l'esigenza di ridefinire un asse prioritario come quello dei
trasporti con una motivazione impressionante. Non è possibile
identificare uno schema logicamente sequenziale di obiettivi e
azioni.
E ancora, secondo la Commissione, pezzi interi del programma
sono mal posti, almeno secondo quanto previsto dal Quadro
strategico nazionale. Gli interventi per il turismo andrebbero
spostati dall'Asse 5, dove attualmente sono ubicati, all'Asse 3.
Se il Governo continuerà a gestire il programma come una lista
della spesa, sarà facile spostare il tutto; se il problema fosse,
come dovrebbe essere, quello di coordinare, programmare e
integrare all'interno di una strategia chiara e definita, anche
qui, si tratterebbe di ricominciare tutto daccapo come per i
trasporti.
Se si analizza la spesa per il turismo, si scopre che la quasi
totalità della stessa è prevista per altri aiuti, per il
miglioramento dei servizi turistici e per infrastrutture
edilizie. Insieme queste due voci, coprono la quasi totalità
delle spese per il turismo, almeno sulla base della tabella
allegata.
Ciò spiega perché il Presidente della Regione possa
sottovalutare il peso delle osservazioni della Commissione
europea in quantochè, se fossero prese sul serio, richiederebbero
di ricominciare daccapo e con intelligenza dagli interessi della
Sicilia e con rispetto per il suo futuro.
Ma non finisce qui. Tra le segnalazioni della Commissione,
infatti, ve ne sono delle altre molto interessanti. Cito quella
relativa al fatto che il Programma non contiene indicazioni sulla
metodologia per la selezione delle aree urbane, oggetto degli
interventi finanziati, o che la progettazione integrata non
costituisce una modalità di intervento prevista, in modo
generalizzato, come avveniva per il precedente Programma 2000 -
2006 e che la Commissione chiede di chiarire le ragioni della
nuova scelta anche sulla base di una valutazione dell'esperienza
di Agenda 2000.
Presidenza del Presidente Micciché
Ma la verità è un'altra: la Commissione può pretendere il
rispetto di certe regole formali e suggerire elementi che vanno
nella direzione di una strategia che produca risultati ma, alla
fine, la responsabilità dell'utilizzo ai fini di sviluppo, della
perdita dell'occasione di sviluppo, resta nelle mani della
Sicilia e non di Cuffaro soltanto, di tutta la classe dirigente.
Più volte, noi componenti dell'Assemblea regionale siciliana
abbiamo chiesto chiarimenti; abbiamo chiesto di sapere come si
stava procedendo. Sui Fondi europei c'è sempre stato un alone di
mistero, quasi si trattasse di qualcosa di privato che
interessava il Governo e i suoi Uffici.
Personalmente, auspico che su questo documento l'Aula faccia
sentire davvero la propria voce e che il Governo nazionale giochi
un ruolo autorevole per quelle che sono le sue competenze.
Ritengo e lo abbiamo scritto anche nel nostro programma - così
come ha fatto l'Unione - che gli indirizzi europei e gli
interessi della Sicilia dovrebbero mettere al centro del
Programma due direzioni fondamentali: la prima fa riferimento
alla strategia di Lisbona e dovrebbe puntare a collegare ricerca,
innovazione e trasferimento tecnologico, aree urbane, in quanto
luoghi privilegiati per la ricerca e luoghi dell'Università che
effettuano la ricerca e l'impresa e il mondo produttivo in
genere. L'osservazione sulle aree urbane che nel programma sono
identificate con l'unico criterio quantitativo, cioè 30 mila
abitanti, mostra l'assoluta non comprensione del problema e della
strategia.
A mio avviso, Palermo, Messina e Catania dovrebbero essere al
centro sia della programmazione che della spesa per la loro
significatività all'interno della strategia di Lisbona, mentre
centri più piccoli, come Enna e Caltanissetta, dovrebbero essere
coinvolti maggiormente su un altro registro, quello del
riequilibrio e della disparità di sviluppo e, quindi, quello
della progettazione integrata e di strumenti territoriali
alternativi equivalenti.
L'osservazione della Commissione europea sulla mancanza di
progettazione integrata e sulla mancanza, aggiungo io, di
qualsiasi altro strumento equivalente, mi pare che rimandi,
appunto, alla seconda direzione fondamentale che il programma
dovrebbe avere e che non ha.
Onorevole Presidente della Regione, credo debba essere chiara
una cosa: ciò che è già accaduto nel 2000-2006 non si deve più
ripetere per la prossima programmazione e per il prossimo
utilizzo dei Fondi strutturali europei perché questa è l'ultima
occasione vera che la Sicilia ha e questa è l'ultima occasione
che non può perdere e che non deve assolutamente essere perduta;
noi come rappresentanti di questo Parlamento e noi in particolare
come opposizione, non permetteremo assolutamente che ciò accada.
Per il resto, nel corso della precedente seduta, avevo
rinunciato a parlare per la mancata presenza del Presidente della
Regione in Aula, durante un dibattito che doveva vederlo
protagonista. Ribadisco la posizione dell'altra volta e ritengo
che il Presidente Cuffaro dovrebbe mostrare un maggiore rispetto
per questa Assemblea, rispetto che è venuto a mancare anche
questa volta nel momento in cui egli ha abbandonato
anticipatamente l'Aula, mentre i deputati svolgevano i loro
interventi. Avere abbandonato il dibattito ed essere andato via
per la presentazione della nuova cinquecento, che sarà pure una
cosa importante ma, sicuramente, meno rispetto al dibattito sui
Fondi strutturali o come quando, dalla Spagna, ci ha fatto sapere
che non importava quello che questa Assemblea decideva perché
altre erano le direttive
CUFFARO presidente della Regione. Non sono andato in Spagna.
BORSELLINO Mi riferisco a quando abbiamo approvato la
mozione. Non so dove si trovasse, ma non era in Aula quando è
stata approvata la mozione sull'energia e lei ci ha fatto sapere
che nel suo programma c'era altro; l'Assemblea quindi poteva fare
ciò che voleva. Credo che l'Assemblea meriti maggiore rispetto da
parte del Presidente della Regione
CUFFARO presidente della Regione. Maggiore rispetto per i
siciliani.
BORSELLINO Noi abbiamo grande rispetto per i siciliani e
proprio per questo ci occupiamo dei Fondi strutturali che sono
l'ultima occasione per la nostra terra.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo. Ne
ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Onorevole Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, è nostro dovere stimolare fortemente il Governo e
richiedere una maggiore attenzione rispetto al biennio che
abbiamo davanti e alla parola disimpegno, assolutamente
preoccupante.
Abbiamo il dovere come opposizione di richiedere al Governo di
fare uno sforzo maggiore per quanto concerne il POR 2007-2013 e,
soprattutto, di fare uno sforzo per cercare, non solo nella
maniera generica in cui è stata espressa, una strategia efficace.
Mi permetto pertanto di utilizzare una definizione che dà
l'idea di ciò che vorremmo trasferire al Presidente della
Regione, al Governo della Regione e ai colleghi, cioè quella di
non perdere di vista una spesa impostata su un sistema che sia in
grado di produrre dei risultati concreti perché di questi
abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno, assolutamente, di una spesa
che si basi sui progetti sponda' e non abbiamo bisogno,
assolutamente, di una spesa che crei un basso moltiplicatore per
quanto concerne anche la cosiddetta ricchezza complessiva, a
partire dallo sviluppo e dai gap che registriamo nella regione
Sicilia.
Se qualcuno vuole interpretare tutto ciò come una polemica, lo
faccia pure. Riteniamo di avere compiuto, in passato, uno sforzo
per chiedere al Governo che l'Aula fosse maggiormente
protagonista nelle scelte importanti nella programmazione
relativa all'accesso ai Fondi strutturali del POR Sicilia.
In passato abbiamo cercato di fare ciò che è stato possibile.
Dobbiamo essere molto sinceri e schietti. Non è stato possibile,
soprattutto, per quest'Aula avere un ruolo decisivo rispetto a
questa programmazione; l'Aula non ha avuto modo, se non in poche
occasioni, anche se lo abbiamo chiesto in maniera insistente, di
fare il punto e di segnalare le cosiddette criticità e, se mi
permettete, di evidenziare al contempo i grossi limiti che pure
hanno riguardato la gestione del POR 2000-2006.
Potrei citare un esempio: per quanto concerne la legge numero
32 del 2000 sulle norme che possiamo ancora utilizzare, sulle
norme che sono evidentemente più attuabili, ma che non rispondono
più alle esigenze della nuova programmazione, purtroppo, questo
non è stato fatto. E siamo in un periodo in cui il Parlamento
regionale siciliano è indicato come un luogo dove si fa poco e
dove regna il vuoto pneumatico.
Vedete, ciò non vuol dire stare all'opposizione solo per fare
polemica o per buttarla in politica; è uno sforzo che vorremmo
fare insieme a tutti voi per cercare di capire come quest'Aula,
realmente, espleti la sua funzione, fino in fondo, senza togliere
niente al Governo ma, nel contempo, su argomenti di questo tipo -
come citava poco fa l'onorevole Borsellino - non si può non fare
i conti con quanti hanno realmente utilizzato i Fondi strutturali
ed hanno registrato, anche e soprattutto, percentuali di crescita
estremamente interessanti. Costoro hanno addirittura cambiato il
volto delle loro realtà ed hanno prodotto opportunità
occupazionali e vero sviluppo, cosa che, purtroppo, non abbiamo
registrato - ed è in questo senso il lavoro svolto dalla Corte
dei conti - a livello più generale.
Vi è inoltre il problema di essere un po' più selettivi e in
questi pochi minuti vorrei aggiungere alle argomentazioni fornite
dagli onorevoli colleghi che mi hanno preceduto, che condivido
nella maggior parte dei casi, due questioni: il Piano di sviluppo
rurale e il Fondo europeo per la pesca. E le mie considerazioni
sono fatte da un uomo legato più alla montagna che al mare.
Penso che su queste due questioni l'Aula debba soffermarsi un
po', innanzitutto perché appare assolutamente inconcepibile che
il Piano di sviluppo rurale - che la Giunta, credo, abbia già
esitato per l'invio a Bruxelles, e deduco tutto ciò dalle
dichiarazioni fatte dal Presidente della Regione nella precedente
seduta - venga concepito come se nulla stesse accadendo in
Sicilia; come se il Governo non conoscesse la realtà agricola
della nostra terra, le difficoltà che sta registrando e i ritardi
enormi che su questo settore così importante si stanno
accumulando nel tempo.
Vorrei citarne uno per tutti. Ci troviamo in questa fase con
un'assenza complessiva di confronto vero tra il Governo e gli
agricoltori siciliani, di mancato intervento sul pregresso, a
partire dalla calamità minore della siccità, somme che già lo
Stato ha, sostanzialmente, nel novembre 2006, trasferito alla
nostra Regione - tralasciamo gli aspetti tecnici di cassa,
depositi e così via - e ci troviamo in una fase in cui la
vendemmia, nella Sicilia occidentale, è un dramma, perché è ovvio
che la peronospora' sta devastando prodotto e ceppi; è a macchia
di leopardo ma è molto estesa. C'è una situazione molto delicata
per quanto concerne non solo l'agro-ambientale ma anche il resto
di ciò che compone la nostra economia agricola.
Di tutto ciò, purtroppo, non c'è traccia nel Piano di sviluppo
rurale. Signor Presidente, è inconcepibile pensare che il Piano
non parta dalla considerazione di dover ridurre i costi che
stanno sempre più aumentando nel comparto agricolo.
Non è stato fatto uno sforzo per quanto concerne la
ricomposizione fondiaria', argomento molto serio che riguarda
ovviamente anche il modo in cui si organizza la nostra
agricoltura per pensare sempre più alle prospettive ed al futuro.
Non c'è alcuna scelta per quanto concerne l'incentivazione dei
consorzi per la meccanizzazione che potrebbero permettere, anche
da questo punto di vista, di alleviare e di abbattere i costi di
produzione delle aziende.
Non c'è alcuna visione anche della cosiddetta dimensione della
superficie aziendale che tenga conto della realtà agricola
siciliana.
Se dovesse passare quanto contenuto e proposto dal Governo, per
quanto concerne il Piano di sviluppo rurale, l'8 per cento delle
aziende agricole siciliane rimarrebbe fuori da quelle opportunità
che il Piano stesso mette a disposizione della Sicilia.
Quando si indicano gli 11 ettari si intende comprendere la
struttura della nostra agricoltura, come lavorano i nostri
agricoltori. Non è possibile pensare che indicando ciò non si
perda un treno importante.
Onorevole Presidente, nella precedente seduta si è accennato a
come risolvere tale questione e da parte sua è stato assunto un
certo impegno, ma è ovvio che questi ettari devono essere
portati da 11 a 6. Lei comprende bene cosa significhi questo
cambiamento, ossia attingere con il Piano di sviluppo rurale
(2,1 miliardi di euro) l'85 per cento e più di aziende.
Non è possibile che sulle misure ambientali, mentre il
Regolamento prevede 900,00 euro ad ettaro, si propone, nel Piano
di sviluppo rurale, 430,00 euro ad ettaro come se non stesse
accadendo niente alla nostra agricoltura. E trovo ciò molto
curioso.
Onorevole Presidente della Regione, vorremmo capire come il
Governo si stia attrezzando con il Fondo europeo per la pesca;
siamo tutti stanchi di parlare solo di un fermo biologico che
viene continuamente annunciato con le difficoltà che esistono.
Vorremmo capire piuttosto, visto che il Fondo europeo per la
pesca consta di 320 milioni di euro, come il Governo pensa di
attrezzarsi e di fare in modo, di concerto col Ministero
competente, che tale Fondo continui ad esistere e come il settore
della pesca possa, da questo punto di vista, fare qualche passo
in avanti. In caso contrario, si tratterebbe sempre di fermi
biologici che non potremmo pagare o per ritardo di notifica o per
altri problemi di cui abbiamo già contezza. Noi vogliamo andare
oltre rispetto a tutto ciò.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Zappulla. Ne ha
facoltà.
ZAPPULLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la prima
grande questione che ritengo fondamentale porre all'attenzione
del Parlamento riguarda l'idea dello sviluppo della Sicilia o
precisamente dell'assenza dell'idea dello sviluppo della Sicilia.
Il problema - e qui lo voglio dire con precisione al Governo e
al suo Presidente - non è né irrilevante né marginale, ma assume
sempre più il carattere della strategicità assoluta.
I Fondi strutturali 2000/2006 dovevano cambiare il volto della
Sicilia, della sua economia e farla uscire da quella
insopportabile condizione di marginalità produttiva, culturale e
sociale in cui è stata da tempo immemorabile relegata.
Certo, le risorse sono state spese anche per qualche buona
finalità, qualche sprazzo positivo è riscontrabile qua e là, ma
la verità è che la Sicilia rimane pur sempre il fanalino di coda
del Paese.
Tutti i dati e gli indicatori statistici, anche quelli forniti
dal Governo, testimoniano una condizione diffusa di disagio e di
arretratezza della Sicilia. La stessa relazione della Corte dei
Conti consegna un quadro desolante e disastroso dell'utilizzo
delle risorse disponibili.
E' ragionevole affermare che fatte le splendide, ma isolate
eccezioni, i Fondi 2000/2006 segnano un sostanziale fallimento
della politica regionale, della sua capacità di spesa, di
controllo della qualità degli interventi realizzati.
I fondi 2007/2013, essendo sicuramente gli ultimi, non possono
e non devono - e credo che su questo conveniamo tutti - seguire
lo stesso percorso e la stessa traccia.
Purtroppo, caro presidente Cuffaro, nella sua relazione c'è
ancora troppa frammentazione, c'è un'eccessiva parcellizzazione
degli interventi, c'è tutto e il suo esatto contrario. Se a ciò
aggiungiamo i rilievi forti e di merito mossi dalla stessa
Commissione europea, il giudizio sul suo operato si fa pesante e
fortemente negativo.
Tutto è comprensibile, le mille spinte e le sollecitazioni, ma
vi è una gravissima lacuna e una mancanza: l'anima dello
sviluppo Non si percepisce quale sia il cuore pulsante
dell'idea dello sviluppo della Sicilia per il prossimo decennio
Dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori alle associazioni
datoriali, grandi, piccole e medie di ogni settore merceologico
non vengono richieste di interventi assistenziali o di piccolo
cabotaggio clientelare, pongono, invece, e sempre di più,
all'attenzione e alla coerenza del Governo i macigni
dell'infrastrutturazione materiale ed immateriale,
dell'innovazione, della conoscenza, del sapere.
La Sicilia deve diventare un grande centro e laboratorio di
ricerca continua, moderna ed avanzata, al servizio di tutti i
settori.
I cinque anni del Governo Berlusconi hanno segnato una visione
del meridione e della Sicilia fondata sulla bassa qualità, su
produzioni e servizi con poco valore aggiunto, se non
addirittura, aree e territori individuati sostanzialmente per il
consumo di beni e servizi prodotti altrove.
Grazie a queste scelte sbagliate, la Sicilia ha visto
peggiorare la sua condizione economica, ha visto diminuire la sua
capacità competitiva, ha continuato ad essere la terra del
disagio, delle vecchie e delle nuove povertà. La nuova frontiera
dello sviluppo della Sicilia è piuttosto quello della conoscenza,
dei saperi, dell'Università, della formazione di eccellenza,
dell'ambiente, dell'energia pulita.
Ritengo, inoltre, sbagliato cancellare un'intera stagione di
programmazione negoziata e di concertazione dal basso. Certo, non
tutto è andato per il verso giusto nei territori. Tante sono
state le zone d'ombra; molti aspetti rimangono discutibili; gli
strumenti meritevoli di essere ripensati; più forte il controllo
democratico dei risultati economici ed occupazionali degli
interventi, ma eliminare, di fatto, il protagonismo del
territorio, a mio avviso, è un errore gravissimo ed
imperdonabile.
Il patrimonio costituito dalle esperienze cumulate in materia
di programmazione negoziata e di progettazione integrata va
recuperato e valorizzato, evitando un pericoloso accentramento
delle risorse e delle scelte nella struttura regionale.
Una centralizzazione dimostrata dai fatti, che non solo tende a
mortificare le esperienze e le competenze positive maturate nei
territori, ma rischia di fare esplodere le contraddizioni di una
macchina burocratica amministrativa dei vari assessorati, non
sempre adeguatamente attrezzati alla bisogna.
Va rivisto, quindi, lo scarso rilievo affidato alla
cooperazione programmatoria operativa fra il livello regionale di
territori rappresentati da aggregazioni di comuni, di popolazioni
e di enti. Va recuperata la mancata previsione di specifiche
modalità di intervento su territori ad area vasta, nei quali sono
in atto processi di sviluppo endogeno.
Vanno recuperati interventi mirati allo sviluppo di un nuovo
welfare locale, offrendo nuove e più avanzate risposte ad
esigenze e bisogni che avanzano, che sono sempre più crescenti
nella società e, soprattutto, sempre più incalzanti nelle fasce
più deboli ed esposte della nostra popolazione.
Va data priorità alle linee di intervento dell'Asse 4, rivolto
a sostenere l'innovazione, il trasferimento tecnologico, la
ricerca e lo sviluppo precompetivivo.
Per l'Asse 5, le linee di intervento dovrebbero essere
differenziate almeno sotto due direttrici.
La prima consta sul pro-ammodernamento tecnologico ovvero sul
sostegno agli investimenti per acquisto di macchinari e di beni
strumentali nuovi e a sostegno dell'internazionalizzazione delle
imprese.
La seconda azione è rivolta alla riduzione del gap di sviluppo
territoriale locale, ovvero alla nascita di nuove imprese,
all'ampliamento di quelle esistenti, alla riqualificazione delle
aree industriali in un'ottica di distretto.
Va data priorità agli interventi per il risanamento del
territorio anche attraverso il rilancio ed il potenziamento dei
piani di disinquinamento ambientale.
Vanno previste risorse ed interventi adeguati per la
riqualificazione dei centri urbani.
Signor Presidente, concludo con alcuni rilievi brevissimi e con
qualche altra puntualizzazione.
L'utilizzo dei Fondi, la verifica dei risultati conseguiti, le
eventuali modifiche da apportare non possono essere di esclusiva
competenza del Governo e del potere tecnocratico della Regione
C'è, infatti, un deficit clamoroso di informazione - e
consentitemi data l'importanza straordinaria dell'argomento - di
trasparenza e di democrazia.
La Commissione speciale sui Fondi UE deve uscire dal limbo di
superficialità in cui è caduta. Nulla da ridire sulla volontà
dei singoli e sull'impegno profuso dal Presidente della
Commissione, ma la funzione della Commissione spesso è limitata a
prendere atto di decisioni già assunte attraverso brevi, succinte
ed estemporanee audizioni.
Tutto ciò non è tollerabile - e concludo signor Presidente -,
così come non è tollerabile lo svuotamento del ruolo dell'intera
Assemblea regionale.
Il Governo deve assumersi l'impegno di informare periodicamente
l'Assemblea affinché ciascun deputato, gruppo o schieramento
politico possa conoscere tempestivamente ed in tempi utili le
materie al fine di potere esprimere i propri giudizi, ma anche di
formulare eventuali idee e proposte.
Continuare ad impedire questo processo significa sospendere -
di fatto - la democrazia nell'Organo che i siciliani hanno eletto
per esercitare tale facoltà e ciò continuerebbe ad essere davvero
grave ed inquietante e, sinceramente, inaccettabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
l'intervento del Gruppo al quale appartengo e degli altri
colleghi intervenuti sull'argomento sono stati compiuti e
particolareggiati. In questa sede, intendo puntualizzare e fare
risaltare solo qualche altro aspetto.
Sarò forse ripetitivo nell'affermare che i documenti di
programmazione dei Fondi europei sono debolissimi nella strategia
e hanno una carenza strutturale di coinvolgimento del
partnerariato.
In particolare, intendo ribadire come il Documento oggi in
discussione non ha recepito ciò che coraggiosamente ed
innovativamente era stato avviato con la precedente
programmazione 2000-2006 e recentemente riproposto a partire
dalle elezioni scaturenti dall'esperienza maturata.
In esso sono scomparse la territorialità delle risorse che
nella programmazione 2000-2006 era al 50 per cento, e strumenti
importanti di progettazione integrata quali i PIT e i TIR, che
sono sicuramente migliorabili ed emendabili, ma essenziali per lo
sviluppo locale. Un deficit, quindi, di strategia complessiva
che andava costruita in uno agli enti locali ed al partnerariato.
Abbiamo oggi, invece, un elenco dove c'è tutto e il contrario
di tutto; non vi è una strategia di fondo.
A mio avviso, inoltre, l'attuale quadro contiene una lista
della spesa che il Governo si ostina a gestire per sopperire al
deficit di bilancio e per coprire parte della spesa corrente
senza tenere conto, o meglio, senza avere una compiuta idea di
sviluppo.
A tal proposito, desidero brevemente focalizzare l'attenzione
sul rischio di scomparsa di molti comuni delle zone interne
dell'Isola che patiscono una grave disparità di sviluppo. In
questo senso ci viene in aiuto una recente pubblicazione
dell'Ufficio speciale Montagna' dell'Assessorato regionale
Territorio ed ambiente che - a seguito di uno studio durato più
anni e che ha monitorato 185 comuni montani della Sicilia - ci fa
capire come oggi tantissime realtà comunali sono in grave rischio
di estinzione.
Nel periodo 1972-2005 la variazione percentuale dello
spopolamento dei comuni montani ha raggiunto cifre allarmanti che
vanno da meno 30,5 per cento della popolazione di Lercara Li Fusi
a meno 57,7 di Fondachelli, a meno 54,6 di San Marco da Nunzio,
per fare riferimento soltanto ai comuni fino a 3.000 abitanti.
A meno 26 per cento della popolazione di Caltavuturo, per
arrivare a meno 39,7 di Castiglione di Sicilia. Per parlare dei
comuni da 3 a 5 mila abitanti.
Almeno il 25,7 per cento del comune di Ganci, il 28,7 di Agira,
il 28,8 di Aidone, per arrivare a meno 32 per cento di Tortorici,
per parlare dei comuni da 5 a 10 mila abitanti.
La situazione non è migliore nei comuni da 10 a 15 mila
abitanti, se si considera che il solo comune di Leonforte, in
provincia di Enna, nel periodo 1972-2005, ha perso circa il 14
per cento della popolazione.
Questi sono solo alcuni degli esempi di un fenomeno che potrà
assumere dimensioni devastanti.
Vi è in questa fascia di comuni una continua emigrazione
giovanile, un invecchiamento della popolazione, una contrazione
delle nascite per i pochi aiuti alle famiglie ed un aumento della
disoccupazione che costringe all'emigrazione.
L'estinzione di parecchi paesi di montagna e delle zone
interne, quindi, non è solo una ipotesi, ma una probabilità
basata su una seria ricerca scientifica.
Credo, dunque, che questo vuoto vada colmato in tempi
rapidissimi per rendere giustizia ad alcune zone della nostra
Isola che più delle altre stanno pagando un prezzo altissimo.
L'ultima legge organica sulle zone interne risale al Governo
Nicolosi e, purtroppo, pur avendo avuto una cospicua dotazione
finanziaria, non ha dato i frutti sperati in quanto l'elenco dei
comuni si dilatò a dismisura fino a ricomprendere, tra i comuni
delle zone interne, le municipalità a pochi metri dal mare.
Oggi si pensa tantissimo, e giustamente, alla conservazione
dell'ambiente in generale e dell'ecosistema montano in
particolare. Non vorrei, però, che pensassimo eccessivamente alla
tutela floro-faunistica senza pensare, invece, all'elemento
primario che è l'uomo.
Per dirla alla Don Milani: non ci possono essere politiche
uguali per situazioni diverse, ma vi debbono essere politiche
diverse per situazioni disuguali.
Signor Presidente, oggi ci è data l'occasione di intervenire e
di programmare lo sviluppo della nostra Isola, facciamolo
seriamente, sapendo che altri Stati europei hanno cambiato volto
e qualità dello sviluppo con l'uso razionale delle risorse loro
assegnate.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia. Ne ha
facoltà.
CANTAFIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula è
accusata giustamente dal popolo siciliano di inattività, di
scarso impegno, di poco lavoro, poche sedute e per poco tempo,
non solo per i momenti che dedichiamo loro, ma per il valore
aggiunto che le sedute di quest'Aula hanno per l'economia e per
la società siciliana.
Si sta affrontando la questione delle risorse comunitarie quasi
come uno dei tanti argomenti che quest'Aula ha esaminato. Il
dibattito in corso rischia di diventare inutile, superfluo per il
governo della Sicilia e ciò è dovuto ad alcuni fattori e
responsabilità precisi ed evidenti.
La responsabilità maggiore è la sua, onorevole Cuffaro. Il suo
Governo non ha strategie, si potrebbe dire che è il classico
Governo di fine mandato, che deve soltanto gestire l'ordinaria
amministrazione, provare a far bene per quanto può, ma senza
alcuna spinta all'innovazione, senza alcun progetto strategico,
senza nessuna voglia di cambiamento.
Il suo è un Governo peraltro con una maggioranza molto rissosa
che, quindi, non aiuta a definire le poche cose che si vorrebbero
fare.
Presidenza del Vicepresidente Speziale
Per certi versi è perfino un Governo assediato dalla sua stessa
maggioranza, criticato nei suoi assessori, piuttosto che nella
sua azione.
Si aggiunga il fatto che questa Aula non ha strumenti per
legiferare, ossia non ha le risorse. La nostra Regione è
notoriamente allo stremo delle forze, non ha risorse sufficienti
neanche per approvare piccole leggine che possano ancora essere
considerate utili alle questioni di sistema.
Signor Presidente, lei ci promette da mesi la legge sul mercato
del lavoro e quella sullo sviluppo, ma di queste leggi non
abbiamo notizia. C'è stato perfino una sorta di rimpallo di
responsabilità tra il Presidente della Regione e il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana circa la possibilità che tali
provvedimenti potessero approdare nella competente Commissione.
Ma questi provvedimenti, ci dicono, essere senza la necessaria
copertura finanziaria, quindi è improbabile che si possano
discutere ed approvare.
In tale condizione possiamo discutere dell'unico programma
possibile di sviluppo per la Sicilia, quello che utilizza le
risorse comunitarie.
Questa è una Regione che ha dei trucchi contabili evidenti nel
suo bilancio. Con le risorse comunitarie paghiamo spese correnti
o comunque spese che stanno per diventare sempre più difficili
da giustificare con le risorse comunitarie. Un esempio per
tutti, la questione dei catalogatori che sta diventando un
problema soprattutto formale più che sostanziale.
Ci sarà un momento in cui la Comunità europea smetterà di
credere che vi sia ogni volta un progetto nuovo per gente che
da vent'anni è strutturata nella pianta organica della nostra
Regione
Abbiamo, peraltro, un bilancio regionale pressoché comatoso,
non abbiamo alcun tipo di risorse e a ciò si aggiungano i
cosiddetti trucchi contabili' che aggraverebbero immediatamente
la condizione della Regione non appena l'Europa finisse di
concedere o di attribuire nuove risorse.
Mi chiedo come farà il Presidente della Regione, nel 2013,
quando saranno finite le risorse comunitarie, dovrà affrontare
il tutto con i soli proventi del bilancio della Regione?
Indubbiamente vi sono alcune responsabilità. Lei è il
Presidente di chi l'ha votato e rappresenta soprattutto la
maggioranza che l'ha votato.
Questa Aula parlamentare rappresenta l'intera Sicilia e non è
possibile però che a questa sia impedito di far valere il suo
diritto di programmare il futuro dei siciliani, di partecipare
alla programmazione. E' una funzione che va esercitata, tenendo
conto delle differenze di ruolo che le varie parti esprimono.
Questa Assemblea deve tornare ad esercitare questa funzione.
Nel primo DPEF che lei ha presentato in questa Aula, nel corso
della presente legislatura, una modifica suggerita dalla
Commissione UE indicava la necessità (che fu votata
all'unanimità) di riportare all'interno dell'Aula, delle
funzioni parlamentari, non la gestione di quelle risorse perché
altrimenti cadremmo di nuovo dalla padella alla brace,
rischieremmo cioè di tornare ai tempi dei governi della prima
Repubblica, in particolare di quella dell'onorevole Mattarella,
in cui l'Assemblea regionale siciliana fu in pratica il centro
non soltanto della legislazione, ma anche del governo della
Regione.
Naturalmente non sono affatto affezionato a quei tempi e penso
che i governi debbano governare. Tuttavia, ritengo che a
quest'Aula debba essere data la possibilità di partecipare alla
programmazione delle risorse e soprattutto di identificare gli
obiettivi che si vogliono raggiungere con tali risorse.
A questo proposito, onorevole Presidente della Regione, vorrei
proporne qualcuno.
Il primo obiettivo che dovremmo raggiungere, visto che siamo
una Regione ad Obiettivo 1, che riceve cioè dei fondi per
colmare il gap tra la nostra capacità di produrre reddito, di
produrre Pil e le Regioni più ricche d'Europa, è la copertura di
questa differenza. Ebbene cosa facciamo per fare questo? Quali
sono le attività che all'interno del programma comunitario
servono a superare tale condizione?
Lo dicevo all'onorevole Galvagno, il 25 per cento degli
abitanti della Sicilia partecipa al PIL nella misura del 5 per
cento e mi chiedo quali siano le azioni specifiche che il
Governo mette in campo per far sì che le zone interne (che sono
appunto quel 25 per cento dei siciliani che, poveramente, così
poveramente, contribuiscono alla produzione del reddito) possano
aumentare il proprio PIL fino a contribuire, grosso modo, a
produrre quel reddito in misura pari al loro peso demografico
Basterebbe questo, onorevole Presidente della Regione, per fare
un salto in avanti poiché non vi è dubbio che si debba
programmare lo sviluppo nella nostra Regione e lo si deve fare,
appunto, partendo dalle questioni più difficili.
La stessa cosa vale per l'ammodernamento della nostra Regione.
Siamo la Regione che, contemporaneamente, produce più energia
elettrica di quella che consuma; com'è noto la esportiamo da
sempre e pur tuttavia è bastato che facesse un po' più caldo
perché si verificasse un black out, andasse in tilt l'intera
Regione. Non è successo niente di grave, fortunatamente, dal
punto di vista della salute delle persone, lo spero per lo meno,
non abbiamo dati in questo senso, ma è bastato poco.
Inoltre, la nostra non è una Regione moderna, non ha un sistema
di viabilità moderno. Personalmente, ogni volta che mi reco in
qualche paese dell'entroterra, spesso mi trovo a dover praticare
una specie di camel trophy per passare da una buca all'altra. Ci
sono paesi in cui si rischia di commettere un'infrazione per
entrarvi a causa dei divieti di transito dovuti al pericolo
frane che possono insorgere.
Il sistema scolastico è ancora un sistema con un'alta
percentuale di abbandoni.
Le nostre periferie sono in uno stato di abbandono, e per esse
sono disponibili pochissime risorse.
Pertanto, nella sostanza, non facciamo alcuna politica di
sviluppo perché, come ha già detto molto bene l'onorevole
Zappulla, finiamo col frammentare a tal punto l'azione di
incentivazione, di sostegno all'impresa che, alla fine, non
facciamo nulla.
E allo stesso modo non facciamo nulla nei confronti delle parti
più deboli.
Penso sia giunto il momento di fermarci, questa Regione non può
avere una Regione parallela, uso un termine che andava di moda
tanti anni fa, quando si parlava di Governo parallelo.
Oggi si può parlare di Regione parallela perché le funzioni
istituzionali, signor Presidente, ed anche quella del suo
Governo, sono limitate perché se la programmazione viene
lasciata ad una parte colta, certamente competente, ma, pur
tuttavia, tecnica, tutti noi, lei per primo, saremmo
espropriati della nostra funzione
Bisogna riportare, dunque, la politica alle sue responsabilità
con quella che viene definita etica della responsabilità , vale
a dire il dovere di scegliere. E le dico di più, vi è la
necessità di riportare questa etica della responsabilità nei
territori, nei loro gruppi dirigenti, nei loro ceti dirigenti,
soltanto in questo modo potremo evitare scelte sbagliate.
Abbiamo bisogno che tutte le comunità siano responsabili dei
loro destini, ognuno per la parte che le compete attraverso
un'ampia programmazione, ma anche esercitando un ampio controllo
affinché non si accavallino ruoli e funzioni.
Allo stesso tempo bisogna ridare a tutta la politica - proprio
adesso che alla politica si contesta il valore dell'impegno - la
serietà e persino il costo che è giusto attribuirle; dobbiamo
ridare alla politica il compito, la funzione di governare sul
serio i processi più importanti. Piuttosto che fare questo, noi
la riduciamo soltanto a mera ancella del Governatore da una
parte e della burocrazia dall'altra.
Ciò non è accettabile e spero che l'Aula - finalmente - si
ribelli a tale condizione.
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Di Mauro ha rinunziato al
suo intervento ed ha chiesto che il proprio discorso sia
allegato al resoconto stenografico della seduta odierna.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare i
deputati che hanno portato un contribuito del quale certamente
farò tesoro nel prosieguo dell'iter di approvazione del nostro
POR, e farò tesoro anche di tutta una serie di consigli,
riflessioni e interventi che sono stati fatti dai vari deputati,
nel tentativo di contribuire a costruire un'impalcatura e forse
anche più di una semplice impalcatura.
Molti interventi sono entrati nel merito specifico, mi verrà
difficile ricordarli tutti, però quattro, cinque spunti vorrò
utilizzarli per dire che sono assolutamente convinto che alcune
riflessioni sin qui fatte non potranno, per quel che mi riguarda,
che essere accolte e stiamo già lavorando, alcune le ho già
passate agli uffici perché possano anch'esse contribuire ad un
POR che sia sempre più aderente a quelli che sono gli interessi
della nostra terra di Sicilia nell'andare avanti nello sviluppo.
Molti degli interventi finora svolti hanno avuto come obiettivo
il sottolineare, per esempio, il ritardo nei livelli di
pagamenti, siano essi spese o impegni di quello che è il POR 2000-
2006. E ciò è obiettivamente vero, se rapportato, almeno per
quanto riguarda la spesa, la quale nella nostra Regione è poco
meno dei livelli della spesa operata dalle altre regioni, mentre
gli impegni sono notevolmente superiori a quelli delle altre
regioni.
Tuttavita, non credo si possa dare un giudizio sul POR della
Regione siciliana guardando soltanto ai livelli di spesa, minori
delle altre regioni, o quelli degli impegni maggiori delle altre
regioni.
Il nostro POR ha una specificità tutta sua, per il livello
delle risorse impegnate, che già di per sé è un dato che
basterebbe a giustificare i ritardi, un po' perché esso prevede
decine, centinaia, migliaia di interventi parcellizzati. Questo è
il nostro POR, che è difficilmente paragonabile a quelli delle
altre regioni. Pertanto, tali specificità vanno tenute in
considerazione.
Adesso non entro nel merito delle migliaia di interventi che
il POR prevede, così è, e in qualità di Presidente della Regione
in questo modo ho avuto il dovere di portarlo avanti.
Il POR è stato costruito nel passato con la compartecipazione
di tutti. Vorrei soltanto ricordare che nella fase di
approvazione del POR vi era un Governo presieduto da un
Presidente dei DS e l'Assessore al ramo, per quanto attiene la
programmazione specifica, era anch'esso un deputato DS. Tuttavia,
il mio giudizio su quel POR e sulla programmazione, diversamente
da quello che ho ascoltato da molti di voi, nella fase di
programmazione è stato assolutamente positivo, perché quella
programmazione ha incontrato gli interessi dei siciliani se pur
nella moltiplicazione degli interventi.
Oggi vorrei che si scegliesse quale linea portare avanti. C'è
chi sostiene che è troppo parcellizzato e chi invece sostiene -
forse anche lo stesso che sostiene l'eccessiva parcellizzazione -
che quel POR è poco radicato nel territorio. I due aspetti non
vanno bene insieme
Se c'è una specificità di questo POR, che è estremamente
radicato nel territorio, non soltanto per la diversità degli
interventi affidati a piccole aziende ma, soprattutto, perché c'è
una specifica parte, ricordo i piani integrati territoriali, che
scaturisce proprio dalle iniziative che vengono dal territorio,
quindi, è comunque un dato che abbiamo già posto all'attenzione
degli uffici ed è chiaro che il prossimo POR avrà, nella
quantità, meno possibilità di interventi ma nella qualità credo
che sia giusto continuare ad ancorarlo ad una scelta che parta
dal territorio. E su questo fronte certamente proseguiremo.
Un altro intervento che è stato messo in rilievo è l'incidenza
dei progetti coerenti. Ci lamentiamo dell'utilizzo dei progetti
coerenti, ma questi ultimi sono una scelta operata da tutti i
Paesi dell'Unione europea, la Spagna per prima, che è tra quei
paesi che spendono più velocemente, non voglio dire meglio, ed ha
in assoluto utilizzato più di tutti i progetti coerenti',
chiamati così proprio perché c'è la possibilità di poterli
contestualizzare nel POR.
Perché mai quindi la Sicilia non avrebbe dovuto utilizzare
progetti coerenti quando il PON nazionale è composto, quasi
totalmente, di progetti coerenti? Perché mai non avremmo dovuto
utilizzarli quando il Quadro comunitario di sostegno prevede che
i progetti coerenti siano una scelta obiettivamente sostenibile?
Tra l'altro è l'utilizzo anticipato di risorse dello Stato che,
se coerente, può essere poi contestualizzato con quello del
POR
Credo dunque che anche nel futuro, se questo dovesse essere
utile, noi dovremo continuare a farlo. Non capisco perchè quindi
si debba demonizzare la possibilità di utilizzare i cosiddetti
progetti coerenti.
Altra cosa è operare una più rigorosa scelta degli interventi.
Dobbiamo avere contezza delle cose che vogliamo fare perché il
radicamento nel territorio è soprattutto affidato all'utilizzo
delle tante piccole e medie imprese. Se chi pensa ad una più
rigorosa scelta di interventi, guarda ai più grandi progetti, ciò
non è pensabile perchè le due cose non possano stare insieme.
Credo, allora, che sia più utile, come stiamo facendo nel nuovo
POR, affidare le scelte di grandi interventi, alle tante piccole
e medie imprese, che sono le risorse migliori per lo sviluppo
della nostra economia. Ciò è certificato dai dati che ci sono
stati forniti. Per quel che ci riguarda, questo sarà ancora
l'obiettivo che vogliamo portare avanti.
Poc'anzi l'onorevole Cracolici ha giustamente rimarcato quello
che deve essere il rapporto tra i fondi comunitari e il nostro
POR e la possibilità di crescita di sviluppo che egli definisce
la diminuzione della povertà' e come essa debba in qualche modo
incidere.
Io non sarei così pessimista, onorevole Cracolici, tralascio
l'intervento che ho preparato, poi ne lascerò copia; non credo
che i dati dello sviluppo e del tasso di crescita della Sicilia
in questi anni siano stati così negativi, come lei ha voluto
sottolineare.
Cito soltanto i dati ufficiali. L'incremento del prodotto
interno lordo in Sicilia ha una media del 2,8 per cento, tranne
che nel 2006, negli anni precedenti la media nel Mezzogiorno era
dello 0,3-0,4 per cento. Questo non è un dato che invento io è un
dato, almeno fino al 2005, consolidato dall'Istat, dallo Svimez,
dalla Banca d'Italia, da tutti gli osservatori economici.
L'occupazione è cresciuta certamente dell'1,6 per cento ed è
diminuita la disoccupazione. Certo, ci aspettiamo di fare ancora
meglio ma il fatto che la disoccupazione oggi sia qualche punto
in meno rispetto a cinque anni fa è un dato che non può essere
certamente sottaciuto.
Non voglio fare l'apologia di una Sicilia che cresce, ma di una
Sicilia in movimento che si sta sviluppando, come giustamente
l'ha definita l'Eurispes, una Sicilia che cresce e dà dati
positivi. Credo che, obiettivamente, questo sia.
Per dire nel concreto, onorevole Borsellino, lei ci chiede
quale strategia la Regione abbia utilizzato nel realizzare il
POR. La strategia deriva direttamente dalle indicazioni che
vengono da Lisbona e da Goteborg e da quello che è l'impatto dei
regolamenti comunitari 2007-2013. Non abbiamo la possibilità
di stare fuori dalle strategie già individuate. Forse avremmo
qualche motivo di poterlo fare, ma non lo possiamo fare, nel
senso che non è negoziabile; e certamente non possiamo stare
fuori dai regolamenti comunitari 2007-2013.
Il Piano di sviluppo rurale, per rispondere all'onorevole
Zappulla che ha giustamente evidenziato, segue esattamente le
misure indicate nel regolamento comunitario. Non abbiamo
possibilità di andare oltre e non abbiamo possibilità di fare
cose diverse perché dobbiamo stare all'interno di questa
strategia.
Per quanto riguarda la pesca, argomento trattato da uno degli
intervenuti di stasera che ha voluto sottolineare, quali sono,
per quel che ci riguarda, le strategie o, comunque, a che cosa
stiamo guardando, scegliendo di non pensare soltanto al fermo
biologico, anche se poi - diciamolo con franchezza - è quello che
più ci chiedono i pescatori? E' chiaro che guardiamo alle misure
per l'adeguamento delle nostre flotte pescherecce, a un
potenziamento dell'acquacoltura, soprattutto nella pesca delle
acque interne, alla trasformazione e alla commercializzazione del
nostro prodotto che continua ad essere, purtroppo, ancora
soltanto una chimera.
Ci sono alcune misure nel FEP che guardano soprattutto alla
possibilità di far crescere tutta una serie di progetti a
sostegno di quelle che abbiamo individuato possano essere -
speriamo anche con la collaborazione delle flotte pescherecce -
le scelte che stiamo facendo. E su questo raccolgo le tante
indicazioni che ci sono state soprattutto a supporto di una
ulteriore assistenza tecnica che va data al settore perché è
giusto che sia così, sperando che essa cresca culturalmente, dal
punto di vista imprenditoriale, ulteriormente, per affrontare i
prossimi anni non guardando soltanto al fermo biologico che
continua ad essere, comunque, una delle richieste più importanti.
Questo mio intervento non vuole essere una replica: ho detto
che faccio tesoro delle tante cose che sono state portate come
contributo da questo Parlamento e che i miei uffici hanno preso
nota, dettagliatamente, perché aiutino e arricchiscano le scelte
che vogliamo fare, al servizio dei siciliani.
L'onorevole Cantafia mi ha impressionato favorevolmente nella
sua scelta della responsabilità o dell'etica della
responsabilità. Il Governo deve avere un'etica della
responsabilità, il Parlamento non può che avere una stessa
paragonabile etica della responsabilità. Dal rispetto
istituzionale deve venire la possibilità che si costruiscano
ulteriori occasioni di collaborazione. Non può esserci un
antagonismo tra Governo e Parlamento, ci può essere una diversità
di vedute, forse, e non sempre, ma che il Parlamento debba
contribuire insieme al Governo al raggiungimento di obiettivi per
la nostra Sicilia, obiettivi positivi, è fuori discussione, col
rispetto di tutti. Che lo accetti o no ci sono delle regole nuove
oggi nella logica elettorale; tra l'altro ci apprestiamo tutti a
tentare di modificare la legge elettorale.
Oggi l'elezione diretta del Presidente della Regione dà al
Governo la possibilità di proporre al popolo siciliano il
programma e quando si elegge un governo o un presidente non si
vota il presidente perché ad personam' diventi l'istituzione.
Onorevole Borsellino, l'istituzione è una cosa diversa dal
Presidente della Regione Cuffaro, l'istituzione è l'istituzione,
anche se manca il Presidente continua ad esserci il Governo, che
la rappresenta. E' lei che confonde l'istituzione col Presidente
della Regione, nessuna mancanza di rispetto: i rappresentanti del
Governo Cuffaro erano al loro posto ed erano disponibili ad
ascoltare tutti gli interventi, caso mai era assente il
Presidente della Regione ma c'era il suo Governo che ascoltava.
Quindi, non confondiamo il Presidente Cuffaro con l'istituzione.
L'istituzione, per fortuna di tutti, è una cosa ben diversa,
quindi il Parlamento, giustamente, può prendere le decisioni che
vuole anche con riferimento agli ordini del giorno, Tuttavia,
l'etica della responsabilità di cui parlava l'onorevole Cantafìa
dovrebbe in qualche modo far riflettere un Parlamento che tende a
votare ordini del giorno che vanno in difformità rispetto alle
scelte che i siciliani hanno operato. Anche questa è etica della
responsabilità.
Non si può pensare che il Parlamento utilizzi occasioni per
approvare ordini del giorno che vadano in altra direzione. Lo
dico per rispondere a chi mi ha voluto in qualche modo ricordare
che io non avrei rispettato un ordine del giorno del Parlamento,
che era contro una scelta che avevo proposto ai siciliani, mi
riferisco al Piano energetico e che i siciliani avevano già
accettato. Io ho un vincolo nel mio programma da rispettare e ce
l'ho con i siciliani, il Parlamento credo che faccia bene a
programmare, a lavorare, a costruire un progetto.
Ho un grande rispetto per l'istituzione parlamentare, però,
credo sia giusto che il rispetto sia reciproco altrimenti si
cambi la legge elettorale Non servono elezioni dirette, non
chiamiamo i siciliani a votare un programma di un Presidente,
torniamo a un governo parlamentare ed allora, sì, è giusto che
gli ordini del giorno siano comunque e sempre rispettati.
Per quel che mi riguarda continuerò a tenere il Parlamento non
solo in grande considerazione ma continuerò a pensare che il
Parlamento sia l'organo principale affinché la nostra regione
abbia nella programmazione e nel coinvolgimento di quelle che
sono le aspettative, le riflessioni, le istanze insieme a quello
che è un altro organo altrettanto principale, che è il Governo,
che è stato direttamente voluto dai siciliani.
Non è mettendo in competizione queste due istituzioni che
faremo il bene della Sicilia, è facendole lavorare con rispetto
reciproco che creeremo le condizioni per un lavoro utile alla
Sicilia.
In conclusione, per quel che mi riguarda ringrazio il
Parlamento per le utili riflessioni manifestate che, come ho già
detto, diventeranno parte importante per il prosieguo dei lavori
di approvazione del POR.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 157 Iniziative per la partecipazione dell'assemblea in
ordine all'andamento dei PP. OO. 2007-2013 , degli onorevoli Oddo
Camillo, Galvagno, Panepinto, De Benedictis, Di Benedetto,
Apprendi ed altri;
n. 158 Misure per l'inserimento nella lista grandi progetti
del programma operativo FESR del completamento di svincoli
autostradali del comune di Messina e degli approdi di
Tremestieri , degli onorevoli Panarello, Rinaldi, Laccoto, De
Luca, Calanna e Ballistreri;
n. 159 Misure riguardanti il programma di sviluppo rurale ,
degli onorevoli Oddo Camillo, Zappulla, Calanna, Panarello,
Termine, Ardizzone ed altri;
n. 160 Rimodulazione dell'elenco Grandi Progetti allegato alla
proposta di programma operativo FESR 2007-2013 , degli onorevoli
Oddo Camillo, Zappulla, Calanna, Termine, Apprendi, Ardizzone
ed altri;
n. 161 Ampliamento e rafforzamento della partecipazione
dell'Assemblea alla programmazione comunitaria 2007-2013 , degli
onorevoli Fleres, Adamo, Gianni;
n. 162 Misure riguardanti lo sviluppo della ST
Microelectronics e la salvaguardia dei livelli occupazionali ,
degli onorevoli Villari, Barbagallo, Panarello, Apprendi,
Pogliese, Cristaudo, Cantafia ed altri.
Comunico inoltre che la Presidenza ha proceduto ad un lavoro di
scrematura e nella prima parte della discussione saranno trattati
soltanto gli ordini del giorno direttamente correlati con la
questione del POR, anche per permettere al Presidente della
Regione di valutarli nel merito.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 157 Iniziative
per la partecipazione dell'assemblea in ordine all'andamento dei
PP. OO. 2007-2013 , degli onorevoli Oddo Camillo, Galvagno,
Panepinto, De Benedictis, Di Benedetto, Apprendi ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che i nuovi regolamenti (CE) n. 1080 e 1083 del 2006
determinano una nuova fase della programmazione comunitaria con
l'avvio dei PP.OO. FESR e FSE 2007-2013 all'interno del quadro
strategico nazionale dell'obiettivo Convergenza per le regioni
italiane;
Considerato che ai sensi dell'art. 44 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, recante disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2003, era già previsto che il Governo
dovesse provvedere alla definizione dei programmi di investimento
comunitari e nazionali previa espressione da parte
dell'Assemblea Regionale Siciliana degli atti di indirizzo ;
Valutato con grande preoccupazione il giudizio espresso dalla
Corte dei Conti in sede di parifica del rendiconto 2006 sulle
modalità di spesa dei fondi del POR 2000-2006 e soprattutto sui
rischi connessi alla bassa percentuale di pagamenti effettuati
sulle misure del POR che lasciano presagire un disimpegno delle
risorse che potrebbe determinare oltre 1 miliardo di Euro di
perdite per la Sicilia;
Al fine di consentire a questa Assemblea Regionale Siciliana
l'espletamento delle funzioni ad essa assegnate, nonché ogni
attività connessa alle proprie prerogative statutarie;
impegna il Governo regionale
- a relazionare dettagliatamente sulla fase conclusiva del
P.O.R. Sicilia 2000-2006;
- ad informare semestralmente l'ARS sull'andamento dei PP.OO.
2007-2013 e a pubblicare con la stessa cadenza semestrale, il
progresso degli impegni di spesa pubblica per ciascun asse ed
obiettivo e, rispetto ai livelli previsti, dei corrispondenti
pagamenti avvenuti nonché i beneficiari dei fondi erogati, la
tipologia degli interventi attivati, e ogni altro elemento di
conoscenza e valutazione con specifico riferimento agli
indicatori di impatto e risultato dei programmi;
- a inviare all'ARS le risposte alle osservazioni al P.O. del
FESR e FSE prima di inoltrarle alla competente commissione
europea;
- a sottoporre i successivi documenti inerenti i PP.OO.,
corredati delle relative schede tecniche connesse e degli
elementi sopra richiamati, al parere della Assemblea Regionale
Siciliana che dovrà esprimersi entro 15 giorni dal ricevimento
degli stessi». (157)
CUFFARO presidente della Regione. L'ordine del giorno n. 161
ha le stesse caratteristiche.
PRESIDENTE Come dicevo poc'anzi, abbiamo proceduto ad una
scrematura degli ordini del giorno dando priorità a quelli che
sono direttamente correlati con il POR 2000/2006, 2007/2013.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del
giorno n. 157.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
assistito ad un dibattito che, da un lato, ha messo in chiaro
quali sono i temi dominanti della prossima programmazione dei
fondi europei e, tuttavia, osserviamo che il contributo che ha
potuto apportare il Parlamento nella sua forma istituzionale a
questa elaborazione è stato, praticamente, nullo.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, deve
bloccare il dibattito o me ne vado Non posso consentire
ulteriori repliche alla replica del Presidente della Regione.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, lei può intervenire per
dichiarazione di voto, in modo succinto così da permettere al
Presidente della Regione di fare le proprie valutazioni.
DE BENEDICTIS. Se mi lascerà parlare si renderà conto che non
è una replica. Onorevole Presidente, non è mai successo che il
Presidente della Regione, a suo giudizio, ritenga che chi sta
intervenendo sia fuori tema, lo lascio dire a lei e forse se mi
farà parlare potrà giudicarlo.
Il dibattito in corso, nel merito del quale non entro, comunque
ha illustrato degli aspetti che dimostrano una scarsa
partecipazione del Parlamento all'elaborazione dei testi.
Desidero quindi sottolineare l'importanza di questo ordine del
giorno non in quanto entra nel merito delle scelte che sono state
argomento di un dibattito che non riprendo, ma è importante,
credo, che si faccia in quanto in passato non è accaduto e cioè
che si dia:
a) un'informazione puntuale di quello che si va svolgendo
durante l'attuazione del POR o dei POR in questo caso;
b) di mettere in condizioni il Parlamento non di discuterne in
maniera occasionale, una tantum e a distanza di anni, ma a
distanza periodica con relazioni puntuali che mettano in
condizioni tutti quanti di esprimere una partecipazione.
Questo è il senso del contenuto e questo è, tra l'altro, un
adempimento istituzionale, ma qui sostanziale e non puramente
formale, che il presidente Cuffaro ha poc'anzi annunciato.
Ma poiché ci è resi conto che in questi anni ciò è mancato,
siamo venuti qui a discutere della futura programmazione ma anche
a valle e nel confronto con una programmazione che,
indipendentemente dal giudizio che ciascuno ne ha dato, comunque
ha tagliato fuori la partecipazione del Parlamento. Credo sia
necessario che ciò venga chiarito e venga ad essere esplicitato
attraverso strumenti qui espressamente indicati.
Nell'interesse del Parlamento ripeto che questo ordine del
giorno non contiene alcun giudizio di merito dell'attività svolta
ma vuole semplicemente riportare a noi deputati, all'Assemblea
regionale tutta, la possibilità di seguire e vorrei dire anche di
poter fare in questo modo delle critiche più pertinenti di quanto
non sia possibile fare sulla base delle dichiarazioni, dei
comunicati stampa come finora è stato fatto, per non trovarci poi
a valle con documentazioni di cui dobbiamo prendere atto.
Non piace a nessuno infatti sapere che il livello di spesa è
stato del 50,6 per cento. Non è un godimento, neanche per
l'opposizione. Se tutto ciò diventa elemento di maggiore
corresponsabilità da parte delle forze politiche, fermo restando
a ciascuno le responsabilità che gli sono proprie, avremo fatto
ciascuno la propria parte.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, gli ordini del
giorno n. 157 e n. 161 hanno grosso modo lo stesso contenuto, per
cui la discussione potrà essere unificata e il Governo potrà
esprimere il suo parere su entrambi.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, volevo scusarmi con l'onorevole De Benedictis
perché poco fa pensavo che stesse riaprendo il dibattito.
Riconfermo, per quel che mi riguarda, l'intenzione del Governo ad
una collaborazione più stretta e chiederei, considerato che
l'ordine del giorno n. 157 presenta qualche difformità di
opinione, il Governo è più disponibile a votare l'ordine del
giorno n. 161.
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo comunque accetta
l'ordine del giorno 157 come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 161. Ne do lettura.
<L'Assemblea regionale siciliana
Preso atto delle comunicazioni rese dal Governo della Regione
in ordine alla programmazione dei fondi comunitari per il periodo
2007-2013;
Considerato che:
l'Assemblea con l'ordine del giorno n. 20 del 18 ottobre 2006,
con il quale ha approvato il Documento di programmazione
economico finanziaria per gli anni 2007-2011, ha contestualmente
impegnato il Governo, proprio con riferimento alla programmazione
comunitaria 2007-2013 ed in coincidenza alla fase del suo avvio,
ad assicurare il massimo coinvolgimento del Parlamento regionale
e delle sue articolazioni, sia nella fase di elaborazione delle
politiche che del controllo della spesa, allo scopo di superare
le criticità emerse nel corso dell'attuazione della
programmazione 2000-2006;
il Governo della Regione, in attuazione della vigente normativa
comunitaria sui fondi strutturali, ha approvato il proprio
Documento strategico regionale preliminare, il quale delinea le
politiche di sviluppo della Regione per il periodo 2007- 2013,
connettendo ed unificando le strategie previste in un quadro
complessivo, coerente e compatibile con i documenti di
programmazione nazionali e comunitari per il periodo 2007-2013;
Considerato inoltre che il Governo della Regione ha approvato,
definitivamente, le proposte dei Programmi operativi FESR ed FSE
2007-2013, stabilendo il riparto delle risorse finanziarie da
suddividere tra i diversi temi prioritari;
Considerato altresì che il Governo della Regione, primo fra
quelli delle Regioni italiane ricompresse nell'Obiettivo
Convergenza, ha trasmesso, tempestivamente, entro il 5 marzo
2007, i sopramenzionati documenti programmatori al Governo
nazionale ed alla Commissione dell'Unione europea, la quale si è
espressa favorevolmente in ordine alla loro ricevibilità,
condizione essenziale per l'avvio del negoziato con le
istituzioni comunitarie che condurrà all'approvazione definiva
dei medesimi documenti, negoziato che in atto non si è ancora
concluso;
Considerato infine che, così come previsto nel Quadro
strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-
20 13 , ogni Regione deve definire, entro il mese di dicembre
2007, il proprio Documento unitario di programmazione , strumento
strategico operativo il quale deve esplicitare, in maniera
coerente, il quadro complessivo di programmazione finanziaria
delle risorse da impiegare nell'ambito delle politiche di
coesione, secondo modalità che rendano distinguibile il
contributo dei singoli programmi operativi in cui affluiscono le
risorse comunitarie, nazionali (F.A.S.) ed eventualmente altre
risorse convergenti verso le priorità della politica regionale
unitaria,
auspica
la sollecita definizione del procedimento di approvazione della
'Proposta nazionale della Carta degli aiuti di Stato a finalità
regionale per il periodo 2007-2013', che costituisce condizione
propedeutica all'approvazione dei Piani regionali sui fondi
strutturali, e quindi all'attivazione concreta di tutti i
meccanismi di sostegno al tessuto economico ed imprenditoriale
della Sicilia, per il nuovo settennio di programmazione dei fondi
comunitari,
impegna il Presidente della Regione
a tenere costantemente aggiornata l'Assemblea, anche attraverso
un'apposita relazione resa con cadenza, almeno semestrale, sul
complessivo svolgimento del processo di perfezionamento degli
strumenti strategici concernenti la nuova programmazione
comunitaria, nonché, nella fase attuativa dei medesimi, in merito
alla definizione concreta delle linee d'intervento prioritarie
concernenti i singoli Fondi,
invita
il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a porre in essere, in raccordo con il Presidente della Regione,
ogni utile ed opportuna iniziativa affinché l'Assemblea regionale
siciliana approvi, entro la scadenza prevista del dicembre 2007,
il 'Documento unitario di programmazione', sulla base della
proposta presentata dal Governo regionale nel quadro della
complessiva programmazione economico finanziaria della Regione;
ad attivare le opportune iniziative affinché si proceda alla
formulazione ed alla conseguente trattazione, in tempi certi, di
un' idonea iniziativa legislativa in materia di riordino dei
regimi di aiuto alle imprese, con l'aggiornamento e
l'integrazione della legislazione vigente di cui alla legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sulla base dei nuovi
Orientamenti comunitari,
a voler individuare le più proficue forme di raccordo
istituzionale con la Presidenza della Regione affinché sia data
sollecita attuazione alle previsioni di legge concernenti
l'attività economico-sociale e lo sviluppo della Regione>. (161)
Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 155 Iniziative per la
partecipazione dell'assemblea alla definizione degli strumenti
riguardanti la programmazione comunitaria 2007/2013 , degli
onorevoli Turano e altri, presentato nella seduta precedente.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Visto il Regolamento (CE) 1698/2005 del 20 settembre 2005 sul
sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale (FEASR);
Visto l'Allegato al superiore Regolamento (CE) 1698/2005;
Visto l'articolo 23 della legge regionale n. 6 del 7 marzo 1997
per la parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative
dell'Assemblea Regionale Siciliana in ordine a criteri generali
relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e alle
nomine e designazioni, rientranti nella competenza del Governo
regionale e degli enti, aziende ed istituti sottoposti a
vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;
Visto l'articolo 44, primo comma, della legge regionale n. 4
del 16 aprile 2003 relativo agli atti di programmazione economico-
finanziaria;
Visto l'articolo 73 bis. 2 del Regolamento interno
dell'Assemblea Regionale Siciliana;
Preso visione dell'ultima bozza del Programma di Sviluppo
Rurale Sicilia 2007-2013 del 15 giugno 2007 presentata
dall'Assessorato regionale per l'Agricoltura e le Foreste al
Forum Partenariale del 22 giugno 2007;
Considerato che il superiore documento sarà sottoposto
all'esame della Giunta di Governo regionale per il suo definitivo
apprezzamento;
Considerato che l'articolo 17 del sopra citato Regolamento (CE)
1698/2005 del 20 settembre 2005, nello stabilire l'equilibrio
finanziario tra gli obiettivi e nel prevedere che il contributo
finanziario della Comunità a favore di ognuno dei tre obiettivi
di cui al articolo 4 dello stesso Regolamento copre almeno il 10%
del contributo totale del FEARS destinato al programma per gli
assi 1 e 3 mentre almeno il 25% del contributo totale del Fondo
va all'asse 2, considera l'asse 2 prioritario nell'assegnazione
delle risorse finanziarie, ritenendo il miglioramento
dell'ambiente e dello spazio rurale strategico per il rilancio
dell'agricoltura;
Considerato che l'articolo 39 (4) dell'Allegato al Regolamento
(Ce) 1698/2005 relativo ai premi per le misure agro-ambientali
stabilisce 600 euro/ha per le colture annuali e 900/ha per le
colture perenni specializzate dando la possibilità si singoli
Stati membri di maggiorare tali importi in casi eccezionali a
motivo di particolari circostanze debitamente giustificate nei
programmi di Sviluppo rurale;
Considerata la particolare situazione strutturale del sistema
agricolo ed agro-alimentare siciliano caratterizzato dalle
ridotte dimensioni aziendali delle imprese, da elevati costi di
produzione, scarsa implementazione di innovazioni tecnologiche,
difficoltà di reperimento di manodopera, elevati costi di
commercializzazione e dall'età anagrafica elevata dei conduttori
delle aziende;
Considerato che il superiore Programma di Sviluppo Rurale
2007-2013 del 15 giugno 2007 presentato dall'Assessorato
regionale per l'Agricoltura e le Foreste al Forum Partenariale
del 22 giugno 2007 presenta criticità per ciò che riguarda, con
riferimento a quanto sopra esposto, la previsione di scarse
risorse assegnate all'asse 2 relativo al miglioramento
dell'ambiente e dello spazio rurale, la riduzione dei premi per
ettaro delle misure agro-ambientali, l'assenza di misure che si
pongano l'obiettivo di ridurre i costi di produzione, quali gli
interventi per la ricomposizione fondiaria e per la creazione dei
consorzi di meccanizzazione, l'esclusione di adeguati regimi di
prepensionamento, e l'individuazione di una superficie aziendale,
pari a 15 UDE, eccessiva per l'accesso alle misure dell'asse 1
relativo al miglioramento della competitività del settore
agricolo e forestale;
Ritenuto, pertanto, che la superiore bozza del Piano di
Sviluppo Rurale 2007-2013 del 15 giugno 2007, prima del suo
definitivo apprezzamento in Giunta di Governo, debba essere
rielaborata al fine di renderla più rispondente alle reali
esigenze degli agricoltori siciliani;
Ritenuto inoltre che il Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013
opportunamente modificato per meglio rispondere alle superiori
esigenze venga sottoposto alla competente Commissione Legislativa
dell'Assemblea Regionale Siciliana per il relativo parere, così
come previsto dalla vigente legislazione regionale in materia di
programmazione di spesa anche settoriale,
impegna il Governo regionale
a modificare, prima del definitivo apprezzamento in Giunta di
Governo, la bozza del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-
2013 del 15 giugno 2007 presentato dall'Assessorato regionale per
l'Agricoltura e le Foreste al Forum Partenariale del 22 giugno
2007, prevedendo le seguenti variazioni:
a) riduzione sensibile della dotazione finanziaria dell'Asse 1
e relativo trasferimento all'Asse 2 che deve disporre almeno del
50% delle risorse così come stabilito dal sopra citato Reg. CE
1698/2005;
b) riduzione della superficie aziendale per l'accesso alle
misure dell'Asse 1 da 15 UDE a 8 UDE;
c) aumento fino a 900 euro/ha del premio per le misure agro-
ambientali, in particolare per la viticoltura;
d) introduzione di misure relative al prepensionamento;
e) introduzione di misure finalizzate alla riduzione dei costi
di produzione quali la ricomposizione fondiaria ed i consorzi per
la meccanizzazione;
f) introduzione di misure specifiche per favorire la
coltivazione di piante agro-energetiche,
ed impegna il Governo regionale
altresì, a sottoporre celermente il Piano di Sviluppo rurale
2007-2013, come sopra opportunamente modificato, alla competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana per il
relativo parere, così come previsto dalla vigente legislazione
regionale in materia di programmazione di spesa anche
settoriale». (155)
Si passa, altresì, all'ordine del giorno n. 159 Misure
riguardanti il programma di sviluppo rurale , degli onorevoli
Oddo Camillo, Zappulla, Calanna, Panarello, Termine, Ardizzone
ed altri.
Ne do lettura.
<L'Assemblea regionale siciliana
Considerato che:
in riferimento al Programma di Sviluppo Rurale il disegno
strategico della Regione volto alla priorità dell'ammodernamento
e dello sviluppo di imprese competitive ha imposto
l'individuazione di una soglia minima per l'accesso alle misure
che, in termini 'di dimensione economico-aziendale, è stata
quantificata in 15 UDE (Unità di Dimensione Economica);
occorre evidenziare che dall'analisi statistica del P.S.R
risulta che il numero di imprese al di sopra delle 16 UDE
rappresenta soltanto il 6,4 per cento del totale delle imprese
agricole siciliane;
avere ridotto ad 8 UDE il tetto minimo per partecipare ai bandi
per gli investimenti solo per i giovani imprenditori non risolve
interamente il problema riguardante la maggioranza delle aziende
agricole. In riferimento poi alle misure agro-ambientali,
l'esclusione degli interventi per i pascoli e per i boschi arreca
grave danno a migliaia di aziende zootecniche, inoltre i premi
per le misure agro-ambientali previsti sono bassi rispetto agli
stessi parametri individuati dall'UE;
il PSR, inoltre, non chiarisce l'intervento sull'accesso al
credito delle aziende agricole -ritenuto invece prioritario per
le associazioni professionali di categoria, non prevede misure a
sostegno dell'associazionismo e della diversificazione delle
attività agricole in chiave multifunzionale e non contiene
interventi finalizzati alla sicurezza nelle campagne,
impegna il Governo della Regione
ad abbassare la soglia delle 15 UDE a 8 UDE;
ad inncludere nelle misure di intervento agroambientali, i
boschi ed i pascoli;
ad individuare misure specifiche finalizzate a garantire la
sicurezza nelle campagne;
ad individuare misure a sostegno dell'accesso al credito delle
aziende agricole siciliane;
ad individuare misure a sostegno dell'Associazionismo e
della Multifunzionalità dell'azienda agricola;
ad aumentare il premio per le misure agro-ambientali, fino a
900 ha per le cosiddette colture perenni specializzate e fino a
600 1 ha per le colture annuali, tutto ciò, determinando un
riequilibrio necessario mediante il trasferimento di risorse
dall'asse uno all'asse due del PSR>. (159)
CALANNA Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno
n. 159.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CALANNA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno è molto schematico, sintetico e tenta di raggiungere un
obiettivo. La proposta dell'abbassamento dalle 15 alle 8 UDE
(unità aziendali), che consente la partecipazione dell'azienda ai
bandi del PSR, si rende necessario per un dato importante che è
già contenuto nel PSR, e cioè quello della statistica: il 6,4 per
cento delle aziende siciliane potrà partecipare a questi bandi,
tutto il resto sarà escluso.
Inoltre, sono due questioni significative, nelle misure
cosiddette agro-ambientali, le soglie che l'Unione europea ci
consegna sono più alte rispetto alle scelte che stiamo facendo in
Sicilia. Si parla di 900 euro per le colture perenni
specializzate e di 600 euro per le colture annuali. Vengono
esclusi i pascoli e i boschi, determinando un grave danno per le
migliaia di aziende zootecniche.
Mi rendo conto dell'esigenza, ma c'è un fatto, che riassumo
nell'ultimo rigo dell'ordine del giorno e cioè che bisognerebbe
spostare le risorse dall'Asse 1 all'Asse 2 perché solo questo
potrà consentire agli agricoltori nelle aree rurali di percepire
i premi e di percepire i benefici dei fondi comunitari;
altrimenti, onorevole Presidente, questi soldi andranno ad altri
e non alle aziende agricole.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, questo
è un ordine del giorno che entra nel tema della discussione che
si è ha appena svolta in Aula. Bisogna intendere se si vuole un
POR più rigoroso nelle scelte dello sviluppo o se si vuole aprire
a tutte le scelte
Vi sono già 35 mila utenti ed è chiaro che questo li farà
salire a 60 mila. E' una scelta; dobbiamo farla. Credo, però,
che non possa essere affidata alla valutazione di un ordine del
giorno. Lo aveva già chiesto l'onorevole Turano la volta scorsa e
abbiamo detto che invieremo il Piano di sviluppo rurale in
Commissione dove potrà esserci, e dovrà esserci, un confronto con
qualche riflessione aggiuntiva. Il Governo si è già impegnato,
qualora dalla Commissione dovesse venir fuori un'idea più
concreta, a recepirlo.
Pertanto, accetto l'ordine del giorno come raccomandazione in
quanto è difficile essere a favore o contrari; bisogna capire
cosa sia più giusto e utile per la Sicilia. Ripeto, invieremo
l'ordine del giorno in Commissione, si aprirà una riflessione e
quest'ultima ci dirà quali saranno gli orientamenti e noi ci
impegneremo a recepirli.
PRESIDENTE Ovviamente, prima che venga inviato il Piano
all'Unione europea.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, ho detto
la volta scorsa che la Giunta ha approvato il Piano di sviluppo
rurale per attivare le procedure, quindi abbiamo il tempo
affinché la Commissione dia le indicazioni che possono essere
inserite.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, dalla stampa apprendiamo che
la Giunta lo ha già approvato e che lo ha inviato all'Unione
europea, tanto più che, per quanto riguarda il Piano di sviluppo
rurale, siamo in ritardo
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, lo stavo
spiegando, la Giunta ha dovuto innescare il meccanismo che durerà
sei mesi dall'approvazione del Piano che verrà inviato in
Commissione, la quale avrà tutto il tempo per fare le
modifiche; durante l'iter che ha avuto inizio adesso -
cominceremo i primi incontri con la Commissione fra un mese -
avremo tutto il tempo per modificarlo.
PRESIDENTE Si passa rispettivamente agli ordini del giorno n.
158 Misure per l'inserimento nella lista Grandi Progetti' del
Programma operativo FESR del completamento di svincoli
autostradali del comune di Messina e degli approdi di
Tremestieri , degli onorevoli Panarello, Calanna ed altri e n.
160 Rimodulazione dell'elenco Grandi Progetti' allegato alla
proposta di programma operativo FESR 2007-2013 , degli onorevoli
Oddo Camillo, Calanna ed altri.
. Ne do lettura.
<L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nel programma operativo FESR Regione siciliana
2007- 2013 è prevista una 'Lista Grandi Progetti';
Considerato che:
la predetta Lista è costituita da opere rilevanti nel campo
della mobilità (urbana e regionale) ed immediatamente
cantierabili;
tra le opere che hanno questi requisiti rientrano il
completamento degli svincoli autostradali di Giostra ed
Annunziata del comune di Messina e degli approdi di Tremestieri
(ME);
si tratta di opere essenziali per la velocizzazione
dell'attraversamento dello Stretto, già dotate di progettazione
esecutiva e perciò inserite nelle opere finanziabili con i fondi
ex-Ponte;
dare priorità al finanziamento con fondi europei delle predette
opere può consentire di affrontare con il rilievo che meritano
(con i fondi ex-Ponte) altre opere significative a partire dal
recupero del water-front di Messina, sollecitando, a questo
scopo, un immediato confronto operativo tra enti locali, Regione,
Governo nazionale e Ferrovie dello Stato,
impegna il Governo della Regione
ad inserire nella Lista Grandi Progetti del P.O.FESR Regione
siciliana 2007-2013 il completamento degli svincoli
autostradali di Giostra ed Annunziata del comune di Messina e
degli approdi di Tremestieri>. (158)
<L'Assemblea regionale siciliana
Considerato che la politica regionale comunitaria e nazionale
per lo sviluppo delle regioni obbiettivo convergenza (ex ob. 1),
nel periodo 2007-2013, deve essere orientata da atti e programmi
istruiti in sede di partenariato con gli enti locali e le parti
economico-sociali così come statuito dall'art.11 del regolamento
CE 1083 dell'11 luglio 2006 (disposizioni generali sul fondo
europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul
fondo di coesione).
Considerato altresì che non risulta chiaro l'iter seguito dal
dipartimento della Programmazione nell'individuazione
dei Grandi Progetti indicati nell'allegato 2 (non trasmesso
all'Assemblea regionale siciliana) del Programma operativo FESR
2007-2013 e definiti dall'art. 39 del regolamento CE 1083 \2006
una serie di lavori, attività o servizi intesi a realizzare
un'azione indivisibile di precisa natura tecnica o economica, che
ha finalità chiaramente identificate e il cui costo complessivo
supera i 25 milioni di euro nel caso dell'ambiente e i 50 milioni
di euro negli altri settori;
Considerato ancora che non risulta ben comprensibile quanto
incida la spesa stimata per la realizzazione dei Grandi Progetti
sul totale delle risorse del P.O. FESR 2007/2013 ;
quale criterio di ripartizione territoriale sia stato osservato
nell' elaborazione di tale lista, dato che su un elenco di dieci
progetti, ben sei risultano allocati in due Province siciliane e
risultano escluse le restanti Province. (qualcuna interessata in
maniera marginale).Tra queste la grande esclusa è la Provincia di
Messina la terza area Metropolitana della Sicilia.
Atteso infine che nel Programma Operativo non si intende
ricorrere alla Progettazione Integrata per sostenere la crescita
dei sistemi territoriali locali, individuati nel precedente ciclo
di programmazione in funzione delle reali specificità e vocazioni
territoriali, non si comprendono le ragioni della nuova scelta
visto che nessun dato di valutazione emerge a consuntivo, né si
comprende come alle diverse Sicilie e alle loro priorità si farà
fronte con giusti indirizzi di territorializzazione della
spesa,
impegna il Governo della Regione
a rivedere l'elenco dei Grandi Progetti (Allegato 2)
concertandolo con gli enti locali e con le parti economico-
sociali.
a stabilire quote territorializzate da assegnare alla
concertazione locale per territori omogenei è raggiungimento di
priorità strategiche>. (160)
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, premesso che la lista Grandi Progetti era
stata anch'essa concertata, il Governo accetta entrambi gli
ordini del giorno come raccomandazione.
Tra l'altro, nella fattispecie, gli interventi previsti da tali
ordini del giorno potrebbero nei prossimi giorni avere esito
positivo in quanto potrebbero essere oggetto di finanziamento di
altri fondi.
CALANNA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CALANNA Onorevole Presidente della Regione, lei ha detto che
li accetta come raccomandazione. Il problema, però, non è
soltanto dei due progetti individuati con il primo ordine del
giorno, ma capire, qualora andassimo alla realizzazione di uno
schema di dieci progetti strategici per la Sicilia, in che modo
potremmo arrivarci e con quale concertazione; non possono essere
presi dal cilindro
CUFFARO presidente della Regione. La concertazione è prevista
dalle norme.
CALANNA La seconda considerazione riguarda la quota
territorializzata inserita nell'ordine del giorno n. 160.
Nel nostro Programma operativo, rispetto al passato Programma
operativo di Agenda 2000, scompare la progettazione integrata
territoriale.
Vorrei ricordare a me stesso che non esiste una Sicilia, ma
esistono le tante Sicilie e le diverse economie. Si era parlato
poc'anzi di aree interne e di aree di costa, di economie
dinamiche e meno dinamiche.
Non vorrei che con la centralizzazione della spesa si dovesse
costringere i territori a partecipare con la 500 e qualche
altro a partecipare con la Ferrari. Ciò non determina un
equilibrio.
Ecco perché nell'ordine del giorno vi è un invito ad accettare
come filosofia, all'interno del piano operativo, questa quota
territorializzata per priorità strategiche che i territori
individuano con la concertazione locale.
PRESIDENTE Onorevole Calanna, l'onorevole Presidente della
Regione ha dichiarato che accoglie gli ordini del giorno n. 158 e
n.160 come raccomandazione.
Se non sorgono osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Sull'ordine dei lavori
CRISTALDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo
intervenire brevemente per far rilevare che questo spettacolo
dell'ordine del giorno che, volta per volta, viene presentato dai
deputati con grande risonanza, con ampie premesse, con
considerazioni per giungere ad impegnare il Governo, ad esempio,
a inserire il ponticello della strada che interessa il tizio e
così via, è una pratica che personalmente contesto e che
contesta anche Alleanza Nazionale, in quanto la procedura, a mio
avviso, non è quella che consente di giungere a risultati
positivi.
Apprezzo il tentativo dei colleghi di far conoscere talune
strutture che hanno bisogno di essere realizzate, ma arrivare a
violare regolamenti, leggi, procedure che sono stati già fissati
e sentire il Presidente della Regione che li accoglie come
raccomandazione mi fa sorgere qualche dubbio. Non vorrei infatti
che venissero meno i diritti, per esempio, del mio territorio il
quale si è affidato unicamente alle procedure previste dalla
legge e dal Regolamento e non già ad alcuna forma di
raccomandazione.
Mi dispiace che il Presidente della Regione se ne sia andato -
è stato sostituito egregiamente - ma vorrei esser certo che la
presentazione di un ordine del giorno accolto come
raccomandazione, alla fine, abbia soltanto un riscontro di
carattere politico piuttosto che una pratica esecutiva.
Altrimenti, verrebbero ad essere completamente distorte le
ragioni che inducono a seguire le procedure previste da leggi e
dai relativi regolamenti.
Il suggerimento di inserire questa o quell'altra struttura
all'interno di un piano attraverso la semplice presentazione di
un ordine del giorno, cozza con la necessità di dover seguire
procedure di legge e regolamenti.
Vorrei dunque che, in qualche maniera, fosse chiaro che alcune
richieste esplicitate attraverso la presentazione di ordini del
giorno non vincolano il Governo, probabilmente esse non avranno
neanche alcuna ripercussione sulla stampa, ma servono soltanto a
vendere la notizia territorialmente, perché - appunto - la
semplice raccomandazione non può produrre altro effetto.
Dopodiché si può votare come si vuole, si possono accogliere gli
ordini del giorno come raccomandazione o si può decidere di
votare favorevolmente. Ma ciò - ripeto - deve avere soltanto un
valore simbolico.
PRESIDENTE Onorevole Cristaldi, gli ordini del giorno erano
caratterizzati da attività generali.
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di parlare sull'ordine dei lavori perché siamo stati tra coloro
che hanno voluto questa discussione. E' la prima volta, almeno,
da quando faccio il parlamentare, che si è cercato di fare una
discussione più o meno organica relativamente ai Fondi
strutturali, al loro utilizzo e alle modalità operative.
La nostra discussione aveva uno scopo: rendere noto nella sede
maestra, per dare voce ed uditorio alla Sicilia, ciò che si sta
realizzando e ciò che si intende realizzare in vista della nuova
programmazione 2007-2013.
Gli ordini del giorno, in particolare quello da noi predisposto
non poteva essere accolto come raccomandazione - il Presidente
della Regione invece ha ritenuto di sì stante che l'Aula avesse
bocciato l'ordine del giorno in questione - per la semplice
ragione che quell'ordine del giorno aveva un altro obiettivo.
Visto che lo strumento dell'ordine del giorno non si traduce in
una norma imperativa, comunico che provvederemo immediatamente a
trasformarlo in norma allorquando discuteremo di sviluppo. C'è
un punto infatti sul quale non ci si intende: l'attività di
pianificazione e di progettazione non riguarda la gestione
amministrativa
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, le ricordo che ha chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori.
CRACOLICI Non stavo intervenendo nel merito, signor
Presidente, non l'ho fatto neanche quando lei aveva detto che si
votava per parti separate e si è votato senza neanche discutere.
Qui non si può chiudere a tarallucci e vino', con la logica
della raccomandazione finale. Questo Parlamento, in questi sei
anni, è stato tenuto all'oscuro dell'attività di programmazione
e di progettazione dei fondi strutturali.
Credo che riguardi l'intero Parlamento e non una parte politica
soltanto far conoscere all'Aula l'attività di indirizzo e di
programmazione del Governo.
Purtroppo, questo dibattito si sta concludendo con la famosa
raccomandazione finale che vuol dire tutto e non vuol dire
nulla. Ritengo necessario che le ragioni contenute negli ordini
del giorni diventino norma in maniera tale da vincolare, in una
procedura certa, il rapporto tra Governo e Parlamento.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
discussione è condizionata anche dai tempi del Presidente della
Regione, ma in questo caso non sono interessato alla presenza del
Presidente.
Vorrei chiarire che i due ordini del giorno, accolti come
raccomandazione, avevano un profilo sensibilmente diverso.
Prendendo atto della scelta del Governo di assumerlo come
raccomandazione, ma anche per tranquillizzare l'onorevole
Cristaldi, l'ordine del giorno n. 160, da me sottoscritto, non
propone al Governo della Regione di inserire, nella lista Grandi
Progetti', due opere di interesse localistico, ma due grandi ed
importanti infrastrutture che sono funzionali al collegamento più
rapido tra la Sicilia e il Continente.
L'assessore Misuraca sa che si tratta di questo e la richiesta
non era funzionale ad affermare una priorità di carattere locale
in questo caso messinese, ma in coerenza con i criteri che hanno
indotto il Governo della Regione, che si è confrontato con gli
enti locali e con le forze sociali, ad individuare opere di
interesse regionale che avessero la caratteristica di essere
immediatamente cantierabili.
Come il Presidente della Regione e l'assessore Misuraca sanno
bene, siamo in presenza di due opere molto importanti,
strategiche per quanto riguarda il collegamento con il Continente
che hanno anche questa connotazione di essere immediatamente
cantierabili.
So che la lista Grandi Progetti è indicativa e che il Governo
della Regione si sta muovendo per sviluppare sinergie fra le
diverse forme di finanziamento; pensavo e penso - e in questo
senso prendo atto della scelta del Governo di assumere questo
ordine del giorno - anche ai fini di una utilizzazione immediata
della quota dei fondi comunitari destinati alla realizzazione di
grandi opere, che queste due opere potessero essere inserite in
questo contesto proprio con tale obiettivo.
In ogni caso, questa richiesta serve anche ad affermare il
fatto che il Governo della Regione consideri il tema delle
infrastrutture di supporto al collegamento con il Continente e,
quindi, le questioni, che da anni determinano anche contraccolpi
negativi sul territorio della città di Messina, importanti e
rilevanti in ambito regionale.
ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO CAMILLO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
siamo assolutamente disponibili ad accettare lezioni come quella
che ha voluto fare l'onorevole Cristaldi, su come volare alto.
Con la massima sincerità devo dire che si cerca di volare alto
e si cerca, soprattutto, di fare arrivare un messaggio, che è ben
chiaro, sulla questione che riguarda la lista famosa, l'Allegato
2, di cui purtroppo non abbiamo avuto neanche la possibilità di
prenderne visione stante fosse correlato alla discussione che
abbiamo avuto in quest'Aula per ben due volte.
C'è una questione che salta agli occhi e che non c'entra nulla
con la piccola opera che deve essere raccomandata in quest'Aula
attraverso degli ordini del giorno che possono essere approvati
o meno; non c'entra nulla, ecco perché non accettiamo questo tipo
di lezione.
E' pertinente, invece, un'altra questione: la nostra realtà
siciliana - per quanto concerne l' Allegato 2 - viene trattata
con una logica incomprensibile. Vogliamo capire qual è questa
logica e perché i dieci interventi ricadono soltanto in due
province siciliane.
E' possibile che quegli interventi siano compatibili con quanto
disciplinato per quanto concerne il FESR. L'argomento è
squisitamente politico, ecco perché un ordine del giorno del
genere non va trattato in questa maniera e non è possibile
accettare questo tipo di interventi se si vuole entrare fino in
fondo nelle questioni che riguardano il modo in cui è stato
concepito questo lavoro e di come siano state considerate le
priorità.
Pertanto, è necessario, a mio avviso, anche da questo punto di
vista, trovare - e su questo è ovvio che ci daremo da fare in
qualità di deputati - un momento di confronto all'interno di
quest'Aula sull'Allegato 2, che costituisce sostanzialmente la
lista delle Grandi opere visto che comunque esso risulta un
punto non chiaro rispetto alla discussione che abbiamo cercato di
fare.
Finiamo quindi di scherzare e chiamiamo le cose per nome e
cognome, perché si tratta di questo, non si tratta né del
ponticello né della via x vicino al condominio y
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Riprende l'esame degli ordini del giorno
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'esame degli
ordini del giorno presentati nelle precedenti sedute.
Si passa all'ordine del giorno n. 145 Interventi per un nuovo
assetto della pianificazione demaniale , degli onorevoli
Falzone, Stancanelli, Currenti, Granata e Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Vista la legge regionale 23 dicembre 200, numero 32;
Visti i regolamenti CE numeri 1257/99, 1290/2005 e 1698/2005;
Visto l'articolo 23 della legge regionale 7 marzo 1997, numero
6, per la parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative
dell'Assemblea regionale siciliana in ordine ai criteri generali
relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e alle
nomine e designazioni, rientranti nella competenza del Governo
regionale e degli Enti, Aziende ed Istituti sottoposti a
vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;
Visto l'articolo 44, comma 1, della legge regionale 16 aprile
2003, numero 4, relativo agli atti di programmazione economico-
finanziaria;
Visto l'articolo 73bis 2 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana;
Considerato che:
ai sensi dell'articolo 32 dello Statuto, le competenze sul
rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative sul demanio marittimo sono
assegnate alla Regione siciliana;
in materia di utilizzo delle aree demaniali marittime la
Regione siciliana, con legge regionale 29 novembre 2005, numero
15, si è dotata di una apposita normativa di settore;
l'elaborazione e la stesura del documento finale del disegno
di legge in materia di utilizzo delle aree demaniali marittime,
sottoposto successivamente all'approvazione dell'Aula, ha visto
attivamente impegnate le sigle sindacali di categoria
nell'interloquire efficacemente con i soggetti politici
competenti, contribuendo all' elaborazione di alcune norme
fondamentali attese da tempo da tutti gli operatori del settore;
Visto il decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, con il quale sono state emanate, ai
sensi della legge regionale 29 novembre 2005, numero 15, apposite
linee guida alle Amministrazioni comunali per la redazione dei
Piani di utilizzo del demanio marittimo (P.D.U.M.);
Considerato inoltre che, avverso le numerose anomalie
riportate nelle suddette linee guida, alcune sigle sindacali di
categoria hanno istaurato il contraddittorio innanzi al giudice
amministrativo, in difesa degli interessi degli operatori del
settore degli stabilimenti balneari;
Ritenuto che:
nell'ambito della pianificazione demaniale del territorio
regionale, peraltro, di grande rilevanza ambientale,
l'Assessorato competente debba esplicare il proprio ruolo
attraverso l'emanazione di appositi provvedimenti specifici,
sentite le amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie
di porto, le parti sociali e gli operatori del settore al fine di
evitare improvvise e generalizzate innovazioni di sistema che
comporterebbero uno sconvolgimento degli assetti attuali con
ovvie ricadute negative sulle aziende operanti;
il proponimento dell'Assessorato regionale territorio ed
ambiente con l'emanazione delle linee guida per la redazione dei
P.D.U.M. è quello di contribuire fattivamente all'innovazione
normativa al fine di contribuire ad un sostanziale supporto allo
sviluppo di settore;
Viste le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge
regionale 19 aprile 2007, numero 10, in materia di rinnovo di
concessioni demaniali marittime;
Ritenuto che le concessioni, rinnovate ai sensi dell'articolo
3 della legge regionale 19 aprile 2007, numero 10, non possono
non beneficiare della deroga sui piani di utilizzo di cui
all'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, numero
15, come calendato all'articolo 5;
Ritenuto di dover impegnare l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente affinché disponga:
la predisposizione di un nuovo assetto della pianificazione
demaniale mediante l'emanazione di apposite linee guida per la
redazione dei P.D.U.M., sentite le amministrazioni pubbliche
interessate, le capitanerie di porto, le parti sociali e le sigle
sindacali più rappresentative degli operatori del settore,
sospendendo l'efficacia del decreto 25 maggio 2006;
l'emanazione di apposite direttive ai propri uffici affinché
gli stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
alla data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
2005, numero 15, unitamente ai relativi rinnovi sessennali,
all'accertamento del requisito di cui all'art. 4, comma 3, della
legge regionale 29 novembre 2005, numero .15, limitatamente alle
sole concessioni rilasciate dopo l'entrata in vigore della
suddetta legge,
impegna l'Assessore per il territorio e l'ambiente
perché disponga:
la predisposizione un nuovo assetto della pianificazione
demaniale, in conformità ai princìpi di cui alla legge regionale
29 novembre 2005, numero 15, mediante l'emanazione di apposite
linee guida per la redazione dei P.D.U.M., sentite le
amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie di porto,
le parti sociali e le sigle sindacali più rappresentative degli
operatori del settore, sospendendo l'efficacia del decreto 25
maggio 2006;
l'emanazione di apposite direttive ai propri uffici affinché
gli stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
alla data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
2005, numero 15, unitamente ai relativi rinnovi sessennali,
all'accertamento del requisito di cui all'articolo 4, comma 3,
della legge regionale 29 novembre 2005, numero 15, limitatamente
alle sole concessioni rilasciate dopo l'entrata in vigore della
suddetta legge. (145)
Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 146 Concessione
di derivazioni per uso irriguo , degli onorevoli Caputo, Falzone,
Correnti, Granata e Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la grave crisi idrica in cui versa la nostra Regione ci pone
nelle condizioni di dover porre all'attenzione ancor di più i
limiti di disponibilità dell'acqua per la salvezza dei diritti di
tutti i siciliani,
impegna il Governo della Regione
ad attivare dei controlli, attraverso gli Uffici del Genio
Civile della Regione Siciliana, per uniformare il prelevamento
dell'acqua nelle aree asservite da strutture consortili operanti
sul territorio e di vigilare affinché i quantitativi utilizzati
ad integrazione non superino quelli assentiti;
affinché nelle aree asservite da strutture consortili le
concessioni di derivazione per uso irriguo non possano essere
assentite o rinnovate, fatte salve le richieste di concessione
preferenziale ed in sanatoria, già ammesse in istruttoria, per le
quali sarà previsto il prosieguo dell'iter istruttorio fino al
rilascio del decreto assessoriale, e l'utilizzo di fonti proprie
ad integrazione dei volumi d'acqua erogati dalle strutture
consortili;
a tal fine gli interessati dovranno fare esplicita richiesta
motivata all'Assessorato regionale lavori pubblici tramite gli
ingegneri capo degli Uffici del Genio civile della Regione
siciliana e tale richiesta dovrà essere integrata da
certificazione rilasciata dalle strutture consortili attestante i
volumi idrici erogati». (146)
Il parere del Governo?
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 147 Misure
volte a predisporre un piano straordinario di ammodernamento
della rete elettrica , degli onorevoli Cantafia e Panepinto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Considerato che nelle ultime ore la Sicilia è interessata da
un'ondata di caldo che ha portato la temperatura ad oltre 40 ,
temperature certamente inusuali ma affatto rare, visto che sono
alcune le settimane che nel corso dell'anno vedono ripetersi
questo fenomeno;
Considerato altresì che le notizie sul clima del pianeta
indicano con certezza che tali fenomeni saranno più frequenti;
Visto che l'uso di condizionatori e refrigeratori è aumentato
vistosamente facendo aumentare conseguentemente i consumi
elettrici nella nostra regione;
Osservato che il servizio elettrico si sta dimostrando
inadeguato, non tanto per la quantità di energia elettrica
necessaria ma per gli innumerevoli guasti che stanno sopportando
i cittadini siciliani;
Considerato inoltre che l'Enel unica concessionaria della
distribuzione della energia elettrica in Sicilia sta provvedendo
ad una ristrutturazione che tende a tagliare gli organici anche
tecnici e a diminuire i presidi sul territorio,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le misure per far sì che l'Enel provveda ad
un piano straordinario di ammodernamento della rete elettrica e
nello stesso tempo adeguare i presidi nel territorio utilizzando
non parametri teorici del Servizio elettrico o medie nazionali ma
la reale consistenza del sistema elettrico in Sicilia». (147)
Il parere del Governo?
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 148 Misure per
l'utilizzo delle Aree demaniali marittime e per l'emanazione di
linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo del demanio
marittimo , degli onorevoli Mauro, Gennuso, Ragusa, Cappadona,
Lombardo ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Vista la legge regionale 23 dicembre 200, n.32;
Visti i regolamenti CE nn. 1257/99, 1290/2005 e 1698/2005;
Visto l'articolo 23 della legge regionale 7 marzo 1997, n.6,
per la parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative
dell'Assemblea regionale siciliana in ordine ai criteri generali
relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e alle
nomine e designazioni, rientranti nella competenza del Governo
regionale e degli Enti, Aziende ed Istituti sottoposti a
vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;
Visto l'art. 44, comma 1, della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4, relativo agli atti di programmazione economico-finanziaria;
Visto l'articolo 73bis 2 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana;
Considerato che ai sensi dell'art. 32 dello Statuto le
competenze sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e
sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative sul demanio
marittimo sono assegnate alla Regione siciliana;
Considerato che in materia di utilizzo delle aree demaniali
marittime la Regione siciliana, con legge regionale 29 novembre
2005, n.15, si è dotata di un'apposita normativa di settore;
Considerato che l'elaborazione e la stesura del documento
finale del disegno di legge in materia di utilizzo delle aree
demaniali marittime, sottoposto successivamente all'approvazione
dell'aula, ha visto attivamente impegnate le sigle sindacali di
categoria nell'interloquire efficacemente con i soggetti politici
competenti, contribuendo alla elaborazione di alcune norme
fondamentali attese da tempo da tutti gli operatori del settore;
Visto il decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, con il quale sono state emanate, ai
sensi della legge regionale 29 novembre 2005, n.15, apposite
linee guida alle amministrazioni comunali per la redazione dei
Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.D.U.M.);
Considerato che avverso le numerose anomalie riportate nelle
suddette linee guida, alcune sigle sindacali di categoria hanno
istaurato il contraddittorio innanzi al giudice amministrativo,
in difesa degli interessi degli operatori del settore degli
stabilimenti balneari;
Ritenuto che nell'ambito della pianificazione demaniale del
territorio regionale, peraltro, di grande rilevanza ambientale,
l'Assessorato competente debba esplicare il proprio ruolo
attraverso l'emanazione di appositi provvedimenti specifici,
sentite le amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie
di porto, le parti sociali e gli operatori del settore al fine di
evitare improvvise e generalizzate innovazioni di sistema che
comporterebbero uno sconvolgimento degli assetti attuali con
ovvie ricadute negative sulle aziende operanti;
Ritenuto che il proponimento dell'Assessorato regionale
territorio ed ambiente con l'emanazione delle linee guida per la
redazione dei P.D.U.M. è quello di contribuire fattivamente
all'innovazione normativa al fine di contribuire ad un
sostanziale supporto allo sviluppo di settore;
Viste le disposizioni di cui all'art. 3 della legge regionale
19 aprile 2007, n.10, in materia di rinnovo di concessioni
demaniali marittime;
Ritenuto che le concessioni rinnovate ai sensi dell'art. 3
della legge regionale 19 aprile 2007, n.10, non possono non
beneficiare della deroga sui piani di utilizzo di cui all'art. 4
della legge regionale 29 novembre 2005, n.15, come calendato
all'art. 5;
Vista la Direttiva prot. n.42578 del 6.06.2007 con la quale
l'Assessorato regionale territorio ed ambiente pur delimitando
l'ambito delle attività strettamente complementari alla
balneazione, non configura alcun pregiudizio al prolungamento
dell'orario di aperture delle strutture balneari ed al
conseguente rilascio dell'autorizzazione all'espletamento di
attività di svago ed intrattenimento musicale, purchè tali
attività costituiscano naturale prosecuzione dell'attività
balneare e non già esercizio di autonome attività;
Considerato che tra le attività di concessione per l'esercizio
di impresa di attività nei beni demaniali marittimi sono
ricomprese ai sensi dell'art.1, comma 1 lett. a) della legge
regionale 29 novembre 2005, n.15, quelle finalizzate alla
gestione di stabilimenti balneari e di strutture relative ad
attività sportive e ricreative;
Ritenuto che ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera a)
della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, nelle concessioni
autorizzate per la gestione di stabilimenti balneari le attività
sportive o di intrattenimento anche musicale e danzante possono
considerarsi attività autonome annesse alla balneazione o alla
diretta fruizione del mare, non soggette ad ulteriori
autorizzazioni concessorie;
Ritenuto per tutte le superiori esposte motivazioni, di dover
impegnare l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
affinché disponga:
la predisposizione di un nuovo assetto della pianificazione
demaniale mediante l'emanazione di apposite linee guida per la
redazione dei P.D.U.M., sentite le amministrazioni pubbliche
interessate, le capitanerie di porto, le parti sociali e le sigle
sindacali più rappresentative degli operatori del settore,
sospendendo l'efficacia del decreto 25 maggio 2006;
l'emanazione di apposite direttive ai propri uffici affinché
gli stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
alla data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
2005, n.15, unitamente ai relativi rinnovi sessennali,
all'accertamento del requisito di cui all'art. 4, comma 3, della
legge regionale 29 novembre 2005, n.15, limitatamente alle sole
concessioni rilasciate dopo l'entrata in vigore della suddetta
legge;
l'emanazione di apposite direttive ai propri uffici affinché,
ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. a) della legge regionale 29
novembre 2005,11.15, nelle concessioni autorizzate per la
gestione di stabilimenti balneari siano ricomprese le attività
sportive o di intrattenimento anche musicale e danzante, quali
attività autonome annesse alla balneazione o alla diretta
fruizione del mare, non soggette ad ulteriori autorizzazioni
concessorie,
impegna l'Assessore per il territorio e l'ambiente
affinché disponga la predisposizione di un nuovo assetto della
pianificazione demaniale, in conformità ai princìpi di cui alla
legge regionale 29 novembre 2005, n.15, mediante l'emanazione di
apposite linee guida per la redazione dei P.D.U.M., sentite le
amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie di porto,
le parti sociali e le sigle sindacali più rappresentative degli
operatori del settore, sospendendo l'efficacia del decreto 25
maggio 2006.» (148)
Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli ordini del giorno n. 149 Iniziative per
garantire il futuro del Cantiere navale di Palermo nell'ambito
del Gruppo Fincantieri , dell'onorevole Cantafia, e n. 151
Garanzie occupazionali e sviluppo industriale Cantiere navale di
Palermo , degli onorevoli Caputo, Cristaldi, Correnti, Falzone,
Granata e Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Ricordato che il gruppo Fincantieri è il quarto gruppo mondiale
nel settore cantieristico ed è controllato al 100 per cento dallo
Stato;
Visto che è stata annunciata la collocazione in Borsa del
gruppo, motivata dall'esigenza di raccogliere risorse da
destinare ad investimenti nei cantieri;
Preso atto che è stata altresì comunicata la decisione del
Governo di mantenere in mano pubblica il 51 per cento del
pacchetto azionario;
Sottolineato che tali notizie hanno suscitato azioni di
protesta e gravi preoccupazioni tra i lavoratori anche perché non
è chiaro il quadro complessivo di assetto dei cantieri;
Considerato che il piano industriale presentato dall'azienda è
giudicato dai sindacati inadeguato a garantire livelli di
professionalità, investimenti, occupazione e tutela dei siti
industriali,
impegna il Presidente e la Giunta regionale
a farsi parte attiva nei confronti del Governo, anche
coinvolgendo le altre regioni e comuni sedi di cantieri, perché
sia sospesa la decisione di quotazione in Borsa di Fincantieri;
affinché siano garantite occupazione e sviluppo produttivo
attraverso la presentazione di un nuovo piano industriale che
escluda qualsiasi ipotesi di delocalizzazione, ed individui, alla
fine del percorso, il migliore strumento per reperire le risorse
finanziarie necessarie; affinché in questo quadro sia garantito
il futuro del cantiere navale di Palermo». (149)
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
Il Governo nazionale ha dato parere favorevole al piano
industriale del gruppo Fincantieri e alla quotazione in borsa
dello stesso gruppo;
Ritenuto che:
il coordinamento nazionale della FIOM ha dato un giudizio
negativo al piano industriale e alla decisione di quotare in
Borsa il gruppo;
il piano industriale è inadeguato a garantire l'occupazione e
tutela dei siti industriali;
Considerato che:
in tale contesto industriale e di collocazione in Borsa del
gruppo il cantiere navale di Palermo, una delle poche realtà
industriali del territorio, possa essere messo a rischio,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative necessarie affinché sia sospesa
la decisione della quotazione in Borsa al fine di garantire
occupazione e sviluppo produttivo attraverso la presentazione di
un nuovo piano industriale che escluda ogni ipotesi di
delocalizzazione che potenzi i siti produttivi, in particolar
modo sia garantito lo sviluppo del cantiere navale di Palermo».
(151)
Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente. Il
Governo li accetta entrambi come raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 150 Richiesta
proroga inizio lavori per le imprese finanziate in esecuzione dei
programmi di edilizia convenzionata-agevolata di cui alla legge
457/78 , degli onorevoli Caputo, Correnti, Granata, Incardina e
Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Vista la legge regionale n.13 dell'8 maggio 2007, art. 6
(Disposizioni in materia di edilizia cooperativa) che proroga al
31 dicembre 2008 i termini per l'utilizzazione degli stanziamenti
di cui alla Legge n. 457 del 5 agosto 1978;
Considerato che le suddette proroghe sono state previste
esclusivamente per le cooperative edilizie;
Atteso che non è stata prevista nessuna proroga per tutte le
imprese siciliane del settore edile, che sono state ammesse, con
decreto dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, alla
realizzazione di programmi di edilizia convenzionata-agevolata,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con urgenza prorogando i termini per
l'utilizzazione degli stanziamenti di cui alla Legge n.457/1978
al 31 agosto 2008 anche alle imprese siciliane del settore edile,
che sono state ammesse alla realizzazione di programmi di
edilizia convenzionata-agevolata, per dare certezza alle imprese
di potere sviluppare i propri programmi di lavoro e occupazione».
(150)
Onorevole Caputo, lei intende impegnare il Governo nel
predisporre una legge?
CAPUTO Vediamo cosa dice il Governo
PRESIDENTE Onorevole Caputo, il Governo non può farlo con un
provvedimento amministrativo. Prorogare la data al 31 agosto 2008
del programma di finanziamento delle imprese per l'edilizia
agevolata e convenzionata presuppone che ci sia già una scadenza
e, quindi, è necessaria una legge.
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Onorevole Caputo, le chiedo di illustrare l'ordine del
giorno in quanto fa riferimento ad una proroga concessa
esclusivamente alle cooperative edilizie. Vorrebbe estendere con
atto amministrativo la proroga a tutto il settore edile?
PRESIDENTE Onorevole Caputo, lei chiede al Governo se con
atto amministrativo può procedere alla proroga dei termini
previsti da una legge già approvata dal Parlamento, limitatamente
all'edilizia cooperativa ed estendere tale proroga anche
all'edilizia agevolata- sovvenzionata? Ciò non è possibile; deve
essere fatta con legge, onorevole Caputo.
L'ordine del giorno n. 150 è pertanto inammissibile.
Si passa all'ordine del giorno n. 152 Costituzione
dell'Osservatorio regionale del patrimonio culturale , degli
onorevoli Caputo, Currenti, Falzone, Granata e Pogliese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il patrimonio culturale italiano è l'insieme di densi contesti,
con profonde radici storiche e forti connotazioni specifiche;
dalle Alpi a Pantelleria non c'è angolo dove non sia presente
l'espressione dell'arte di ogni tempo, che permette di leggere la
storia dell'uomo attraverso le sue scoperte ed il suo genio
artistico, e di comprenderne la sapienza e la capacità
nell'organizzare la sopravvivenza;
le testimonianze culturali, che connotano l'Italia -
irripetibili, uniche, varie, consistenti, variegate, oltremodo
invidiate - sono impreziosite da quelle destinate all'uso
religioso, presenti ovunque, nelle grandi città come nei più
piccoli e sperduti paesini, nei luoghi impervi più isolati e
abbandonati, e come supporto ad una vita densa di relazioni o
come fattore isolato di preghiera e di contemplazione, in tutte
le sue articolate suddivisioni, tra grandi cattedrali e chiese
barocche, cappelle votive e gentilizie, santuari, edicole votive
o semplici crocefissi, costruiti con gli stili caratteristici di
ogni tempo e con i più vari materiali;
i beni culturali religiosi che hanno condizionato la vita e la
cultura del nostro Paese fanno parte del patrimonio culturale
dell'Italia;
i beni culturali costituiscono una fonte inesauribile di
cospicui vantaggi economici ed occupazionali, nonché la
promozione della crescita culturale e sociale di un popolo, del
quale rappresentano il passato, il presente, il futuro: la loro
ricchezza è nella diversità; il loro valore è nella memoria;
l'immenso patrimonio è diffuso nello spazio ed interagisce con
il territorio, nella sua duplice dimensione urbana e
paesaggistica;
in questo eccezionale mosaico si colloca, a ben ragione ed in
posizione di massimo prestigio, la Sicilia, la più grande isola
del Mediterraneo, la frontiera dell'Europa comunitaria, la terra
che racchiude una meravigliosa sintesi di classica bellezza ed
armonia, come evidenziato da Goethe, la regione che presenta,
inalterate, le vestigia di varie civiltà succedutesi nel tempo;
specifiche campagne archeologiche hanno portato alla luce
incommensurabili testimonianze di una società in continuo
divenire, che dimostrano in modo inequivocabile che i beni
culturali costituiscono la storia e l'identità di ogni comunità;
la scarsa conoscenza degli stessi, una non adeguata
conservazione, un mancato restauro, una non opportuna
valorizzazione, incidono negativamente sulla relativa fruizione
dando l'idea di voler abdicare alla stessa natura di uomini, di
volere rinunciare a se stessi;
la cultura, oggi più di ieri, si evidenzia quale investimento
affidabile in quanto insieme di risorse per lo sviluppo del
territorio, volano essenziale per la promozione della crescita
culturale e sociale e per il rilancio economico;
per conseguire queste finalità, sarebbe il caso di disporre di
un osservatorio permanente che, sulla base di un preciso
indirizzo politico, in perfetta intesa e piena sinergia con le
soprintendenze e gli enti pubblici (in particolare le Università)
e privati, anche attraverso un Accordo di programma pluriennale,
interessati alla realizzazione di comuni attività di
pianificazione e monitoraggio, ricerca ed esame sul terreno,
valutazioni, catalogazione, restauro, valorizzazione, definizione
di sistemi tecnologici, anche per la sicurezza dei beni culturali
ed ambientali, ne esalti la fruizione e ne migliori la gestione;
il sistema produttivo per la cultura va organizzato attraverso:
la conoscenza (dibattiti pubblici, tavole rotonde, incontri con
famiglie e scuole di ogni ordine e grado, perché si qualifichi la
coscienza collettiva culturale; corsi di formazione nella tutela
di beni culturali per vigili urbani, che normalmente sono i primi
riferimenti per i turisti);
la conservazione e la sicurezza, anche con l'ausilio delle
nuove tecnologie, con le quali dovranno familiarizzare gli
addetti alla sorveglianza, per trarne il massimo profitto);
il restauro, coinvolgendo, tramite sponsorizzazioni, anche
imprese operanti nel settore, ed i giovani laureati;
la valorizzazione e la fornitura di specifici servizi;
la predisposizione di tutte le infrastrutture necessarie per
qualificare l'offerta di un turismo culturale eticamente
ispirato, al fine di un progressivo e costante avvicinamento ad
un livello ottimale di sostenibilità;
la fruizione, anche grazie a prolungati orari di accesso; allo
scopo si potrebbe coinvolgere il programma Herity (già applicato
in alcune province italiane) diretto ad informare in modo
multidimensionale il pubblico sullo stato delle nostre
testimonianze culturali, mediante pochi parametri di riferimento:
rilevanza del bene, stato di conservazione, modalità di
comunicazione, servizi offerti; i sistema che si potrebbe
applicare a musei, biblioteche, archivi, chiese, monumenti, aree
archeologiche, dimore storiche, sarebbe utile per realizzare uno
spirito di emulazione nella gestione, qualora si valutasse
l'opportunità di attribuire un riconoscimento per quei siti
culturali che abbiano raggiunto un punto di eccellenza nello
stato di fruibilità,
impegna il Governo della Regione
a costituire in Sicilia l'Osservatorio regionale del patrimonio
culturale». (152)
Onorevole Caputo, anche questo va fatto con un atto
legislativo.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, costituire un Osservatorio del
patrimonio culturale è un atto che si fa con un decreto
dell'Assessore competente, non c'è bisogno di alcuna legge.
Gli Assessori costituiscono giornalmente organi di ogni tipo e
di ogni natura.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
CAPUTO Vorrei che non fosse accettato come raccomandazione,
ma che ricevesse l'apprezzamento del Parlamento.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario di
alzi.
(Non è approvato)
(Proteste dai banchi del centro e di destra)
Onorevoli colleghi, si passa all'ordine del giorno n. 154
Interpretazione della norma che riguarda le indennità agli
amministratori locali , a firma degli onorevoli Barbagallo,
Ammatuna, Fiorenza, Manzullo e Rinaldi, che impegna il Governo
della regione ad assumere le iniziative necessarie per una
interpretazione autentica dell'articolo 17, comma 1, della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15, nel senso che l'indennità
prevista per i consiglieri di circoscrizione ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge regionale 15/2004, deve
intendersi quale indennità di gettone di presenza così come
previsto dall'articolo 19, comma 4, della legge regionale n. 30
del 2000.
Lo dichiaro inammissibile in quanto comporta l'interpretazione
autentica di norma.
Si passa all'ordine del giorno n. 156 Annullamento del decreto
assessoriale n. 82/GAB del 18 maggio 2007, concernente la
costituzione del Consiglio regionale dell'urbanistica , a firma
degli onorevoli Barbagallo, Borsellino, Cracolici e Ballistreri.
Tale ordine del giorno impegna il Governo della regione e
l'Assessore per il territorio e l'ambiente ad annullare, in
autotutela, il decreto assessoriale n. 82/Gab del 18 maggio 2007
concernente la nomina per il quadriennio 2007-2011 del Consiglio
regionale dell'urbanistica.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
ordine del giorno ha un obiettivo: quello di chiedere che si
rispettino le regole in questa Regione.
La legge prevede che il Consiglio regionale dell'urbanistica
sia nominato e che tra i soggetti nominati vi siano alcuni
componenti designati dalle associazioni degli enti locali.
L'Assessorato del territorio e dell'ambiente nel 2002 ha chiesto
un parere all'Assessorato degli enti locali, per stabilire, tra
le associazioni degli enti locali, il criterio di rappresentanza
sulla base degli aderenti che si registrano tra i comuni
siciliani.
Il 18 maggio l'Assessore per il territorio e l'ambiente ha
proceduto a nominare i nuovi componenti del CRU - che, tra
l'altro, erano scaduti da diverso tempo -, a nostro avviso in
violazione del principio di rappresentanza delle associazioni dei
comuni siciliani. Va menzionato, a tal proposito, il principio
che per la prima volta l'Assessore ha proceduto alla nomina dei
designati dall'URPS - come è noto, l'Unione province non si
occupa di strumenti urbanistici perché materia propria dei comuni
-, così come dell'AICCRE, che è una associazione che ha
l'obiettivo di promuovere le attività di gemellaggio tra i comuni
italiani e i comuni d'Europa.
Nella fattispecie queste due associazioni, impropriamente
possono definirsi associazioni rappresentative degli interessi
dei comuni per quanto riguarda, tra l'altro, l'attività di
pianificazione. Ciò costituirebbe un grave precedente e
oltretutto è prassi che l'Associazione rappresentativa dei comuni
siciliani tenga conto anche della pluralità della rappresentanza
che dei comuni c'è in Sicilia.
Pertanto, noi chiediamo che sia revocato il decreto da parte
dell'Assessore e che si proceda ad una nuova nomina, tenendo
conto delle designazioni delle associazioni realmente
rappresentative presenti nel territorio siciliano.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
INTERLANDI assessore per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 162 «Misure
riguardanti lo sviluppo della ST Microelectronics e la
salvaguardia dei livelli occupazionali», a firma degli onorevoli
Villari, Barbagallo, Panarello, Apprendi, Pogliese, Cristaudo,
Cantafia ed altri. I firmatari intendono illustrarlo?
CRACOLICI L'ordine del giorno si illustra da sé.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MISURACA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
Comunicazione del programma-calendario dei lavori per la sessione
estiva:
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, oggi si è riunita la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Micciché,
presente il sottoscritto e con la partecipazione del Presidente
della Regione e ha stabilito il seguente programma-calendario
dei lavori per la sessione estiva, approvato all'unanimità:
Le Commissioni si riuniranno dall'11 al 21 luglio 2007 per
l'esame dei seguenti disegni di legge a carattere prioritario:
- Riforma della contabilità regionale;
- Modifica della legge sugli appalti;
- Trasporto pubblico locale;
- Normativa sul cinema;
- Normativa sui teatri;
- Riforma della legge elettorale degli enti locali;
- Normativa sullo sviluppo;
- Riforma delle AA.PP.TT.
L'Aula terrà seduta:
- il 24, 25 e 26 luglio 2007 nelle ore pomeridiane (essendo le
ore antimeridiane riservate ai lavori delle Commissioni) per lo
svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Turismo' e per l'esame dei disegni di legge sopra individuati,
nel frattempo licenziati dalle Commissioni;
- il 31 luglio, 1, 2 e 3 agosto 2007 per il prosieguo dell'esame
dei suddetti disegni di legge, nonché per la discussione degli
ulteriori disegni di legge eventualmente esitati.
La sessione estiva, la cui chiusura è prevista per il 3 agosto,
potrà prolungarsi sino al 10 agosto in relazione all'andamento
dei lavori parlamentari.
Dopo la pausa estiva, le Commissioni potranno tornare a
riunirsi a decorrere da martedì 11 settembre 2007.
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
CRISTALDI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISTALDI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
prendere atto con soddisfazione del vasto programma che è stato
deciso dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. E
naturalmente, anche con soddisfazione, devo salutare il contenuto
di questo vasto programma-calendario la cui chiusura è prevista
per il 3 di agosto. Stante la lentezza con la quale abbiamo
lavorato in queste settimane, in questi mesi, dichiaro con
franchezza che mi pare un'esagerazione protrarre i lavori sino al
3 agosto, ma non intendo aprire una questione di questa natura.
Intendo, invece, richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che
tale programma è stato concordato in una Conferenza dei
Capigruppo presieduta dal presidente Micciché, alla presenza del
vicepresidente Speziale e con la partecipazione del Presidente
della Regione.
Questo programma ha avuto l'assenso di tutti i Capigruppo,
onorevole Presidente? Qui non si evince. Ha avuto l'assenso del
Governo? Qui non si evince. Se ne è stata data comunicazione,
desidero sapere chi scrive in una riunione della Conferenza dei
Capigruppo che si deve fare, ad esempio, la riforma della legge
elettorale degli enti locali; e desidero anche sapere se chi
scrive questa parte di programma non sia la stessa persona che
poi sui giornali, in Aula, nelle Commissioni invece lavora per
non dare esecuzione allo stesso programma
Siccome nel verbale, se non ho capito male, non è scritto se il
Presidente della Regione è stato d'accordo, se lei in qualità di
Vicepresidente dell'Assemblea è stato d'accordo, se lo sono stati
pure i Capigruppo, chi è stato favorevole e chi è stato
contrario, desidero sapere se ci sono forze politiche o esponenti
di Governo che hanno ostacolato tale programma.
Sono molto stupito, onorevole Presidente Speziale, in
considerazione del fatto che lei questa mattina è stato anche
testimone di una certa vicenda; non è possibile che il Governo
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari si
pronunci per l'approvazione di un certo programma e poi il
Governo, tramite un suo assessore, giochi a fare ostruzionismo
presentando centinaia di emendamenti. Questa è una cosa inaudita.
Sono rimasto stupito oggi nel vedere questo vulcanico Nembokid,
nella persona dell'Assessore per gli enti locali, che presenta
ordini del giorno in Commissione non per raggiungere un risultato
ma per fare ostruzionismo, per non fare approvare il programma e
in questo caso il disegno di legge
Mi chiedo se questo sia un comportamento serio o è una delle
tante farse cui assistiamo
Poiché leggo che sono previste sedute di Commissione dall'11 al
21 luglio, ciò significa che da domani, mercoledì, dovrebbero
riunirsi. Mi chiedo allora se questo principio vale anche per la
prima Commissione che presiedo o è un principio che vale per
tutte le altre Commissioni e non per la mia? Lo chiedo perché
desidero sapere, nell'eventualità che qualche furbastro
desiderasse non partecipare alla seduta della Commissione, se
costui è uno di quelli che ha votato favorevolmente questo
programma o se il gioco delle parti ci sta portando all'interno
di un circo equestre Sono ancora per affermare la serietà del
Parlamento e sono certo di trovare anche lei all'interno di
questa schiera.
Sono convinto peraltro che il Presidente Miccichè abbia
commesso un errore nel definire la legge elettorale una follia ,
questo non è un manicomio, seppure mi rendo conto che la
estrosità del Presidente dell'Assemblea è perdonabile considerato
che il carattere è quello che è, tanto che successivamente ha, in
un certo senso, attenuato la sua grave affermazione. Ma il
Presidente dell'Assemblea è anche colui che presiede la
Conferenza dei Capigruppo: allora, c'è davvero o no la volontà di
giungere a qualche risultato concreto?
Lei mi dirà onorevole Speziale: cosa racconta a me, sì, sono il
Presidente dell'Assemblea, in questo momento, sto svolgendo tale
funzione, ma sono anche un esponente dell'opposizione, se la veda
all'interno della maggioranza E qui casca l'asino, onorevole
Presidente.
La questione della riforma degli enti locali, in questo caso
della legge elettorale, non è soltanto patrimonio della
maggioranza. E lo dico da esponente della maggioranza. Non mi
sento peraltro l'ultimo arrivato. Ma dico di più: ritengo che
tale materia non sia e non debba essere competenza del Governo.
Pertanto, se la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
Parlamentari ha individuato un tale programma dei lavori - e
parlo in qualità di Presidente della prima Commissione altrimenti
non potrei convocarla in quanto non ho altri temi all'interno del
programma che riguardino la mia sfera di competenza. Potrei
soltanto chiedere di andare in missione in Australia, ma la
Conferenza dei Gruppi parlamentari per quanto riguarda la
Commissione da me presieduta ha individuato esclusivamente la
riforma della legge elettorale degli enti locali, in seno alla
sessione estiva
Intervengo, quindi, per chiederle di intercedere presso il
Presidente dell'Assemblea affinché sia rispettato il programma
dei lavori stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
palramentari.
Vero è che il Presidente dell'Assemblea, in maniera
assolutamente informale, ha voluto farmi sapere che sta lavorando
per trovare un'intesa tendente a superare le questioni che si
sono presentate, ma noi a questo punto vorremmo capire quali sono
queste questioni, perché ancora non è dato sapere quali sono le
ragioni che impediscono la trattazione dei punti scritti nel
programma. Se c'è un programma che è stato comunicato ed
approvato è su questo che bisogna organizzarsi affinché gli
argomenti individuati possano effettivamente essere realizzati.
Onorevole Speziale, spero che lei possa darmi una risposta
immediata almeno su alcune questioni: sui presenti, su come hanno
votato, se questo programma dei lavori è stato accolto
all'unanimità o meno. Presumo sia stato accolto all'unanimità,
dal momento che è stato semplicemente comunicato e non si è
chiesto il parere dell'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Cristaldi, nella fotocopia che lei ha in
mano, come lei avrà visto, è scritto che il calendario dei lavori
parlamentari è approvato all'unanimità.
Pertanto, in tal modo le ho risposto al suo primo quesito. Per
quanto riguarda invece la Commissione che lei presiede, essendo
il disegno di legge elettorale in fase inoltrata, così come si
evince dalla stampa, è stato tra gli argomenti individuati
dalla Conferenza dei Capigruppo. A partire da domani,
compatibilmente con le esigenze del Governo, come già è avvenuto
in Commissione, la Commissione medesima potrà proseguire
nell'esame del disegno di legge e, possibilmente, esitarlo.
Successivamente, nelle date stabilite nella Conferenza dei
capigruppo, e cioè dal 24 luglio in poi, potrà essere esaminato
dall'Aula ed eventualmente anche votato.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per rimarcare un fatto tecnico. La precedente Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva evidenziato come
priorità il disegno di legge riguardante l'ESA, in senso lato,
con un ragionamento che andava dal potenziamento alla riforma o
alla eventuale soppressione dello stesso.
Su questo punto, atteso quello che si è detto, vorrei capire se
tale provvedimento rientra tra le priorità individuate dal
Governo o se piuttosto tratteremo del disegno di legge sullo
sviluppo che, al suo interno, prevede anche un riferimento
all'ESA.
Personalmente, non ritengo che sull'Ente di sviluppo agricolo
si possa procedere a spizzichi e bocconi'. Il disegno di legge
al riguardo prevede tre norme che interessano l'ESA: la
soppressione del fondo di rotazione, la soppressione del SOPAT,
con assorbimento presso gli uffici periferici della Regione, con
contenziosi che possono riguardare anche l'aspetto del personale.
Vorrei capire dunque se per provvedimenti che riguardano la
legge sullo sviluppo', il Governo intende riferirsi alla riforma
organica dell'ESA, con una proposta ancora da formulare o se
intende procedere a spizzichi e bocconi'. Me lo chiedo perché su
questo ente, credo, si debba fare assoluta chiarezza.
PRESIDENTE Onorevole Turano, lei è abbastanza navigato per
sapere che i disegni di legge sono assegnati per materia alle
commissioni competenti. Nel caso del disegno di legge sullo
sviluppo, se lo stesso fa riferimento a materie che attengono
alle competenze di diverse commissioni sarà assegnato alle
stesse per le parti che le riguardano. Io non conosco il testo
perché è stato presentato soltanto oggi alle ore 14. Lei ha il
vantaggio, rispetto a noi, di conoscerne già il contenuto. Il
Governo ha comunicato che desidera incardinare il testo per
l'esame delle commissioni. Il testo sarà inviato dalla Presidenza
dell'Assemblea, per le parti di competenza, a tutte le
commissioni in rapporto alle rubriche che sono contenute nel
testo. Se riusciremo ad approvarlo, così come mi auguro, entro la
chiusura della sessione estiva, sarà un bene, altrimenti il suo
esame sarà rinviato a settembre, alla riapertura dei lavori.
DI MAURO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
programma dei lavori individuato dalla Conferenza dei Capigruppo
prevede la trattazione di alcuni temi importanti, il primo tra
questi è certamente la legge elettorale, su cui, in questi
giorni, in Commissione, almeno da un mese, si è sviluppato non un
contrasto, ma certamente una idea diversa.
Come rappresentante del Movimento per l'autonomia, lo ha detto
più volte anche l'onorevole Lombardo, abbiamo un modo di vedere
lo sviluppo di questo provvedimento di legge in termini
assolutamente diversi.
Poco fa lei stesso, signor Presidente, ha avuto modo di
constatare che c'è il tentativo, da parte di tutti, di avviare un
percorso. Lo stesso Presidente dell'Assemblea si è fatto carico
di un incontro con tutti i partiti, con i segretari regionali e
con i Capigruppo in quanto che si vuole arrivare ad una sorta
di definizione.
I temi della controversia, al di là della forma, che riguarda
l'avere, per certi versi, tenuto fuori dal ragionamento politico
il Movimento per l'autonomia, sono lo sbarramento al 5%, perché
lo riteniamo necessario, quasi obbligatorio, il turno unico e il
limite della popolazione, auspicando il maggioritario per i
comuni con 15 mila abitanti.
Signor Presidente, giovedì è previsto questo incontro e la
Commissione competente è già convocata. Nessuno vuole
assolutamente rinviare i lavori-, anzi, buon senso vorrebbe che
su un argomento di siffatta importanza, strategico per gli
assetti dei governi negli enti locali, bisognerebbe trovare una
convergenza, la più ampia possibile.
Se da un lato si tenta di trasferire il modello elettorale
valido per l'Assemblea regionale, non vedo perché negli enti
locali lo si debba essere trasferire in parte, cioè - guarda caso
- si porta al 5 per cento lo sbarramento e
PRESIDENTE Onorevole Di Mauro, non apriamo una discussione di
merito sulla legge elettorale.
DI MAURO . No, concludo, signor Presidente. Desidero esortare
il Presidente Cristaldi su questo argomento per cercare di
giungere - ripeto - con lungimiranza ad una maggioranza la più
ampia possibile. Esprimo peraltro il mio apprezzamento per il
tentativo esperito dal Presidente Miccichè affinché si riunissero
i segretari regionali e i capigruppo di tutti i partiti del
nostro Parlamento al fine di trovare un'intesa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta
martedì 24 luglio 2007, alle ore 17.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Speziale
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 205 - Interventi urgenti a favore dei produttori della
ciliegia dell'Etna colpiti da avversità
atmosferiche.
FAGONE - MAIRA - TERRANA - REGINA
N. 206 - Interventi per favorire la diffusione dei
prodotti agricoli siciliani.
GIANNI - TERRANA - D'AQUINO
FALZONE - GENNUSO
N. 207 - Interventi per l'istituzione della zona franca
urbana nel polo industriale di Priolo, Melilli,
Augusta, Siracusa, Solarino, Floridia.
GIANNI - TERRANA - D'AQUINO FALZONE -
GENNUSO
N. 224 - Chiarimenti in ordine alla piena e completa
applicazione della normativa prevista dalla legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14.
RAGUSA - ANTINORO
- TURANO - MAIRA
III -Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
Rubrica Turismo, comunicazioni e trasporti .
La seduta è tolta alle ore 19.52.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO A
CRACOLICI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
come è ormai noto dalle cronache, all'ARNAS Ospedale Civico di
Palermo il concorso per l'incarico di primario della
divisione neurochirurgica è stato attenzionato da esponenti
malavitosi, i quali hanno tentato di condizionarne l'esito;
il concorso sarebbe stato gestito da una commissione nominata
dal direttore generale dell'Azienda, dott. Licata di Baucina,
presieduta dal direttore sanitario dell'Azienda, dott.ssa Volo, e
composta da esperti di fama nazionale;
la graduatoria di idoneità definita dalla commissione (trattasi
di graduatoria e non di lista) stabiliva un ordine di idoneità
diverso dalla scelta fatta alla fine dal direttore generale, il
quale procedeva alla nomina del 2 in graduatoria, senza
specificare le ragioni di esclusione del 1 della stessa
graduatoria, anche se tra costoro non c'era il medico sostenuto
da esponenti mafiosi;
si è appreso successivamente che il direttore dell'ARNAS, per
sua stessa ammissione, ha ricevuto segnalazioni per diversi
candidati da esponenti politici, ma sembra che nessuno abbia
segnalato il dott. Guccione che era il 1 nella graduatoria di
idoneità;
considerato che, oltre all'ordine di merito definito dalla
commissione, sembrerebbe vi sia stato un altro ordine di
valutazione, dato dal peso della raccomandazione, che ha
stravolto il merito;
valutato che dopo la pubblicazione delle notizie a mezzo stampa
non vi sia stato alcun accertamento promosso dall'Assessorato, ma
solo un 'rumoroso' silenzio;
per sapere:
se non ritenga di dovere attivare un'ispezione al fine di
verificare se non vi sia stato un abuso del potere discrezionale
da parte direttore generale;
se tale atteggiamento non mini la credibilità del sistema,
atteso che, oltre tutto, ciò avviene nella più grande azienda
ospedaliera siciliana;
se non ravvisi elementi che possano determinare il venir meno
del rapporto di fiducia tra Governo e manager». (545)
Risposta. «Si trasmette, di seguito, il testo di risposta
all'interrogazione n. 545, trasformata in risposta scritta per
l'assenza dell' onorevole Antonello Cracolici nella seduta dell'
Assemblea Regionale Siciliana del 26 giugno 2007.
In riferimento all'interrogazione volta ad acquisire Notizie
in merito al concorso per 1'attribuzione dell'incarico di
primario della divisione di neurochirurgia presso 1'ARNAS
Ospedale Civico di Palermo , si riferisce in via preliminare che,
a seguito di specifica richiesta avanzata dall'Assessorato, con
nota n. 3010 del 22 febbraio 2007, l'Azienda ospedaliera Civico e
Benfratelli G. Di Cristina e M. Ascoli di Palermo ha trasmesso
gli atti inerenti il concorso per l'attribuzione dell'incarico di
primario della divisione di neurochirurgia.
Al riguardo, si ritiene di rappresentare, intanto, che
l'incarico di direttore di struttura complessa, ai sensi
dell'art. 15 ter del decreto legislativo n. 502/1992, viene
affidato dal direttore generale, previo avviso pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sulla scorta di un
elenco di nominativi, predisposto da una commissione di esperti,
idonei a svolgere tale incarico e la scelta del candidato, che
appartiene alla competenza specifica del direttore generale, non
può che tener conto dei giudizi espressi dalla commissione
all'uopo nominata.
Più in particolare, si comunica che:
-con delibera n. 773 del 7 aprile 2006 è stata nominata la
commissione di esperti composta dal presidente dott.ssa Giovanna
Volo, direttore sanitario dell'Azienda nonché dai componenti
titolari - dott. Scienza Renato, dirigente struttura complessa
Ospedali Riuniti di Padova, designato dal Collegio di direzione e
dal dott. Lorenzo Genitori, direttore struttura c/o il MEYER di
Firenze;
-con delibera n. 1249 del 23 giugno 2006 sono stati approvati
gli atti della commissione, inerenti le procedure di selezione
degli aspiranti al conferimento dell'incarico quinquennale di
direttore dell'U.O. di Neurochirurgia ed è stato conferito il
relativo incarico al dott. Filippo La Seta, con la seguente
motivazione: buona valutazione complessiva espressa dalla
commissione, lunga anzianità di servizio e eccellente valutazione
dell'attività espressa da Collegi interni ;
-dall'esame della scheda di valutazione predisposta dalla
commissione di esperti, risulta che il dott. La Seta ha
conseguito nel complesso una buona valutazione sia del curriculum
presentato che del colloquio sostenuto».
L'Assessore LAGALLA
ZAGO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che il Decreto
Assessoriale 16 agosto 2006, così come pubblicato nella G.U.R.S.
n. 42 del 8/09/2006, presenta alcune imperfezioni che
meriterebbero alcune riflessioni relativamente all'art. 4 del
decreto, che recita come segue: Gli enti che intendono avviare i
corsi per operatore socio sanitario, entro 30 giorni dalla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del bando da parte del Dipartimento Osservatorio
Epidemiologico, dovranno inoltrare formale istanza ... ;
osservato, quindi, che l'articolo fa espresso riferimento ad
un bando da pubblicare da parte del DOE, e nulla lascia
trasparire il fatto che in realtà il bando in questione è
costituito dal decreto stesso, che porta invece come titolo
SModalità organizzative ... ;
considerato che in nessuna parte del decreto compare
l'indicazione del bando in questione, se non al punto 9
dell'allegato 1 al decreto (dal titolo anche questo Modalità
organizzative del corso di formazione per operatore socio
sanitario );
osservato, inoltre, che il punto, Emissione Bando, recita Il
Dipartimento Osservatorio Epidemiologico emette con cadenza
biennale il bando per l'attivazione dei corsi, con l
'individuazione del numero dei posti disponibili per provincia,
mediante pubblicazione dello stesso nella Gazzetta ufficiale
della Regione Siciliana e sul sito www.doesicilia.it. In fase di
prima applicazione, per il biennio 2006-2007, i posti disponibili
sul territorio regionale saranno di 1000 suddivisi per provincia
distribuiti in percentuale alla densità di popolazione;
rilevato che anche in questo caso si fa riferimento ad un bando
emesso dal DOE, circostanza che, pur in presenza dell'indicazione
di 1000 posti disponibili per il biennio 2006-2007, lascerebbe
intendere come il decreto e il suo allegato 1 non facciano che
disciplinare le modalità organizzative dei corsi in attesa
dell'emissione del bando vero e proprio;
visto che a rafforzare l'idea che il bando per la presentazione
delle istanze sia in fase di emissione da parte del Doe e non
coincida con le modalità organizzative pubblicate
dall'Assessorato Regionale sta il fatto che sul sito citato non
c'è traccia del decreto assessoriale in oggetto;
ritenuto, inoltre, che il contingentamento appare troppo
restrittivo rispetto alla attuale domanda di formazione per la
qualifica specifica, che costringe ogni anno numerosi residenti
nella Regione siciliana a frequentare analoghi percorsi formativi
nelle regioni del Nord e Centro Italia.
preso atto che lo stesso art. 4 disciplina anche la
presentazione delle istanze, che devono essere presentate (come
detto, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando nella GURS)
e che l'articolo introduce, inoltre, l'ordine cronologico di
arrivo delle stesse come criterio discriminante nel caso in cui
le istanze siano in numero superiore alle esigenze necessarie a
coprire il fabbisogno formativo di cui all'articolo 9
dell'allegato 1 al decreto;
ritenendo che tale criterio privilegi la tempestività della
presentazione delle istanze piuttosto che la qualità e la bontà
della proposta progettuale e delle caratteristiche dei soggetti
proponenti con il rischio che soggetti bene informati possano già
esaurire il fabbisogno formativo al primo giorno libero per la
presentazione delle istanze, impedendo di fatto la possibilità di
realizzare i percorsi formativi in oggetto a chiunque altro;
visto che:
l'art. 6 del decreto indica il riconoscimento di credito
formativo per i soggetti in possesso di alcune qualifiche,
conseguite con attestato riconosciuto dalla Regione siciliana,
quali O.S.A., A.D.E.S.T., A.S.S., A.S.A., A.D., ed altri;
l'art. 11 dell'Allegato 1 al decreto indica l'ammontare dei
crediti formativi riconosciuti per ciascuna qualifica, in
particolare per i soggetti in possesso della qualifica di O.S.A.
è individuato un credito formativo di 150 ore;
altre regioni, ad esempio la regione Lombardia, riconoscono per
tale qualifica un credito formativo sensibilmente superiore,
consentendo la riqualificazione degli O.S.A. in O.S.S. con
percorsi formativi inferiori alle 300 ore, in considerazione
dell'ammontare di ore di formazione che un corso per la qualifica
O.S.A. comporta;
il riconoscimento di un credito esiguo, come le 150 ore
indicate dal decreto, costringe operatori già in possesso di una
qualifica costosa, in termini di ore formative, ad un percorso
formativo per molti aspetti ridondante, rendendo meno efficiente
e più difficoltoso il percorso di riqualificazione nella regione
Sicilia rispetto ad altre realtà territoriali;
altresì il punto 5 - Tutor del corso - dell'Allegato 1 al
decreto in oggetto prevede che le funzioni di tutor vengano
assegnate ad un infermiere professionale in numero di uno ogni 15
studenti. Il successivo punto 10 - numero di studenti per corso -
prevede che il numero degli studenti da ammettere ai corsi non
può essere inferiore a 20 unità per ciascun corso ... . Il
combinato disposto dei due punti esclude dunque la possibilità di
avviare corsi con un solo tutor, disposizione della quale non si
comprende appieno la ratio;
il già citato punto 9 - Emissione bando - prevede che i 1000
posti disponibili per il biennio 2006-2007 siano suddivisi per
provincia in percentuale alla densità di popolazione, non
individuando già la suddivisione precisa sulla base dell'ultimo
censimento valido e lasciando tale determinazione ad un momento
successivo;
considerato che l'indicazione non esplicita, oltre a rafforzare
l'impressione che non si sia in presenza dell'effettivo bando per
la presentazione delle istanze, lascia qualche perplessità per la
scelta del criterio della densità di popolazione al posto del più
naturale criterio della numerosità complessiva, in considerazione
del tipo di mansione che i formati andranno a svolgere;
per sapere se, in ragione di tutte le osservazioni sopra
esposte, non ritenga di dover ritirare il Decreto Assessoriale 16
agosto 2006, così come pubblicato sulla G.U.R.S. n. 42
dell'8/09/2006, procedere a una sua revisione e correzione, ben
distinguendolo dal bando da pubblicare a cura del Dipartimento
Osservatorio Epidemiologico». (644)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 644, dell'
onorevole Zago, avente per oggetto Opportunità del ritiro e
della revisione del D.A. 16 agosto 2006 pubblicato sulla GURS n.
42 dell'8 settembre 2006 , si rassegna sinteticamente che ancor
prima che l'onorevole Zago formulasse il rilievo oggi oggetto
dell' interrogazione in trattazione, ci si è resi conto, d'intesa
con gli uffici, della necessità di procedere ad una tempestiva
revisione del decreto in questione, talché si è ora giunti, a
seguito delle precise direttive impartite all'Osservatorio
Epidemiologico Regionale, all'approntamento di un nuovo testo, la
cui adozione e conseguente pubblicazione è ormai imminente.
Ciò, consentirà di pervenire, da un lato, alla ovvia revoca del
testo in questione ed, al tempo stesso, al varo di una nuova
direttiva volta a regolamentare sia la programmazione per
provincia sia la data di presentazione delle istanze, sulla
scorta della rilevazione dei fabbisogni presso gli enti
ospedalieri e le aziende territoriali siciliane».
L'Assessore LAGALLA
APPRENDI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che
l'infermiere Vito Alfano dell'Ospedale Villa Sofia di Palermo,
ritenuto uno dei favoreggiatori di Bernardo Provenzano, è stato
condannato in via definitiva a quattro anni per concorso esterno
in associazione mafiosa;
ricordato che l'infermiere, nipote del boss Pino Lipari, era
stato sospeso dal lavoro all'epoca dell'arresto nel 2002;
visto che con lettera raccomandata inviatagli il 18 gennaio
scorso il dirigente amministrativo di Villa Sofia, Angelo
Catalano, ha riammesso il suddetto Alfano in servizio e che, a
seguito di questa decisione lo stesso Alfano ha chiesto al
giudice il permesso di allontanarsi dal comune di Torretta (PA),
dove, essendo tornato in libertà, ha comunque l'obbligo di
dimora;
considerato che il reato di favoreggiamento riguarda i
collegamenti assicurati da Alfano mentre svolgeva il suo lavoro
di infermiere a Villa Sofia per mettere in contatto Lipari e
Provenzano attraverso i famosi 'pizzini';
per sapere:
per quali ragioni non solo non si sia proceduto
all'interruzione del rapporto di lavoro con Alfano, ma si è
addirittura proceduto dopo la condanna definitiva (ancorché
trasformata in obbligo di soggiorno) al reintegro dello stesso
dopo la sospensione del 2002;
se non ritenga che per quanto accaduto a Villa Sofia i
dirigenti non debbano presentare le proprie dimissioni;
se non valuti opportuno avviare un'attenta indagine per
verificare le responsabilità dei vertici amministrativi di Villa
Sofia nella decisione di riammettere in servizio Alfano». (871)
Risposta. «In relazione all'interrogazione n. 871, presentata
dall'onorevole Apprendi, avente per oggetto Notizie a proposito
della riammissione in servizio di un dipendente dell'Ospedale
Villa Sofia di Palermo condannato in via definitiva per concorso
esterno in associazione mafiosa , si forniscono i chiarimenti di
seguito riportati, acquisiti direttamente presso l'Azienda
ospedaliera Villa Sofia di Palermo.
In data 24 gennaio 2002 il sig. Vito Alfano è stato tratto in
arresto con l'imputazione di violazione dell'art. 416 bis c.p.
(associazione di tipo mafioso). La notizia dell'arresto è stata
acquisita dalla lettura della stampa cittadina e, a tale
riguardo, mai alcuna comunicazione istituzionale risulta
pervenuta all'Azienda ospedaliera Villa Sofia. Ne è conseguito
che l'Azienda ospedaliera si è attivata chiedendo chiarimenti al
tale riguardo alla competente Procura della Repubblica. La Pro
cura della Repubblica ha fornito riscontro con nota del 28
gennaio 2002.
Pertanto, l'Azienda ospedaliera ha disposto, con delibera n.
101 del 31 gennaio 2002, immediata sospensiva cautelare
obbligatoria dal servizio. Lo stato di detenzione in cui si è
venuto a trovare il sig. Alfano non ha consentito di avviare nei
suoi confronti la procedura disciplinare che, in tali casi,
prevede l'obbligatoria audizione della parte a sua difesa. Solo
per completezza di dati si riferisce che la delibera è stata
adottata dal Direttore generale pro-tempore, dott. Libertino
Tuttotondo, al quale si sono succeduti, nel tempo, il dott.
Giovanni Carlo Manenti ed il dott. Antonino Bruno, oggi in
carica.
Al riguardo, giova evidenziare che, ove intervenga un
procedimento penale a carico di un pubblico dipendente, la
procedura disciplinare è sospesa sino all'esito dello stesso
procedimento, e ciò ai sensi del comma 10 dell'art. 15 CCNL
Comparto Sanità approvato in data 19 aprile 2004.
Con istanza dell'1 aprile 2006, il sig. Alfano ha chiesto la
riammissione in servizio essendo cessata la misura restrittiva
della libertà personale.
Tale richiesta è stata respinta dall'Azienda ospedaliera con
delibera n. 575 del 15 giugno 2006, in quanto l'iter processuale
risultava ancora non definito e, conseguentemente, è stata
disposta la prosecuzione della sospensione cautelare,
facoltativa , fino al raggiungimento del limite massimo dei 5
anni. Si ritiene di segnalare che la condanna che è stata
comminata al sig. Alfano in data 3 giugno 2006, divenuta
esecutiva il 23 novembre 2006, non comporta l'estinzione
automatica del rapporto di lavoro, così come risulta
regolamentata dall'art. 32 quinquies della legge 27 marzo 2001 ,
n. 97.
La condanna inflitta ai sensi dell'art. 416 bis comporta,
invece, il licenziamento senza preavviso, comminato ai sensi
dell' art. 13 comma 8 lettera e) del CCNL comparto sanità del 19
aprile 2004, previo esperimento di procedura disciplinare, così
come prescritto dal comma 5 dell'art. 14 dello stesso CCNL. Detta
procedura disciplinare, ai sensi dell'art. 5 della legge 97/2001,
deve essere aperta entro 90 giorni dalla comunicazione della
sentenza all'amministrazione.
Al riguardo, il legale del sig. Alfano ha notificato la
sentenza all'Azienda ospedaliera, senza che mai la stessa fosse
pervenuta per le normali vie istituzionali; circostanza che,
comunque, ha consentito l'avvio della procedura nei termini
previsti. Si segnala, inoltre, che ai sensi del comma 5 bis
dell'art. 19 c.p., il Giudice ha facoltà di comminare anche la
pena accessoria della estinzione dal rapporto di lavoro; misura
che, invece, non è stata disposta.
Il sig. Alfano, con istanza del legale di parte datata 15
dicembre 2006, ha chiesto la riammissione in servizio prevista,
ai sensi dell' art. 15 CCNL citato (già art. 32 del precedente
CCNL l settembre 1995).
Con delibera n. 20 del 15 gennaio, adottata quale atto dovuto
essendo in scadenza il 23 gennaio 2007 i 5 anni di sospensione
cautelare, l'istanza è stata, invece, accolta. In conseguenza, il
24 gennaio 2007 il sig. Alfano ha preso servizio.
Risulta una timbratura in entrata alle ore 07,39 ed in uscita
alle ore 14,00; al riguardo, si rileva che il sig. Alfano aveva
ricevuto la prevista autorizzazione dell'organo di vigilanza,
emessa in data 23 gennaio 2007 solo per il giorno del 24 gennaio
2007.
L'Azienda ospedaliera, con contestazione n. 0002321/1 del 24
gennaio 2007 - stesso giorno di ripresa lavoro -, ha attivato la
procedura disciplinare, disponendo nuova immediata sospensione
del servizio legata però, questa volta, alla procedura
disciplinare. Di tale provvedimento è stata data notizia alle
autorità competenti con fax del 25 gennaio 2007.
Da quanto sopra dettagliatamente riportato, emerge una puntuale
ricostruzione della vicenda limitatamente al rapporto di lavoro
del sig. Alfano con l'Azienda ospedaliera Villa Sofia di Palermo
ed emerge, al tempo stesso, che alcun rilievo possa essere mosso
alla direzione aziendale, nella considerazione, spero condivisa
anche dall'onorevole interrogante, che l'Azienda ospedaliera ha
posto in essere i provvedimenti tempestivamente e nel pieno
rispetto delle norme vigenti».
L'Assessore LAGALLA
CAPUTO. - « All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
con nota 5145 del 25/10/2005 il Sindaco di Godrano (PA)
inoltrava istanza all'Assessore per l'agricoltura e foreste con
la quale chiedeva uno sgravio del 50% su tutta la quota che ogni
allevatore doveva versare per il periodo 2005-2006;
in riscontro alla superiore richiesta la Giunta regionale con
proprio provvedimento n. 544 del 22/11/2005 concedeva uno sgravio
del 30%;
considerato che in data 14/11/2006 il Sindaco di Godrano
inoltrava un'ulteriore nota, la n. 5639 del 14/11/2006, con la
quale richiedeva uno sgravio al 50% su tutta la quota che ogni
allevatore deve versare per l'annata pascolativa 2005-2006;
per sapere se non ritenga opportuno, in considerazione del
fatto che il Comune di Godrano ha una realtà prevalentemente agro-
zootecnica e che il perdurare della crisi di questo settore non
aiuta certo gli allevatori, concedere lo sgravio del 50% sulla
quota pascoli per il periodo 2005-2006». (903)
Risposta. «Con l'interrogazione n. 903 l'onorevole Caputo ha
chiesto di sapere se sia intendimento del Governo regionale
concedere, per il periodo 2005-2006, agli allevatori lo sgravio
del 50 per cento del canone dovuto per l'uso dei pascoli del
demanio regionale del bosco di Ficuzza.
In effetti, com'è noto anche all'onorevole interrogante,
l'organo collegiale del Governo regionale, ritualmente investito
da questa Amministrazione a seguito delle richieste degli
allevatori interessati, ha già ritenuto di concedere, con la
deliberazione n. 554 del 22 novembre 2005, lo sgravio del 20 per
cento (venti/cento) del canone in questione limitatamente al
periodo 2005/2006».
L'Assessore LA VIA
BORSELLINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che,
il Presidente della Regione ha proposto di conferire l'incarico
di Segretario generale della Presidenza della Regione al dott.
Salvatore Taormina, dirigente di III fascia dell'Amministrazione
regionale, in possesso dei requisiti di cui all'art. 11, comma 5,
della l.r. n. 20/2003;
con deliberazione n. 58 del 27 febbraio 2007, legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20 art. 11 con allegato curriculum vitae è
stato conferito l'incarico di Segretario generale della
Presidenza della Regione al dott. Salvatore Taormina -
Mantenimento ad interim dell'incarico di dirigente generale del
Dipartimento della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali;
con successiva deliberazione n. 82 del 9 marzo 2007, legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20 art. 11 è stato conferito
l'incarico di Dirigente generale del Dipartimento della famiglia,
delle politiche sociali e delle autonomie locali dell'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali al dott. Rosolino Greco;
nel curriculum vitae del dott. Salvatore Taormina non si
evincono elementi che hanno determinato il conferimento
dell'incarico di Segretario generale, essendo semplicemente in
possesso di una laurea in Giurisprudenza e non avendo mai
superato gli esami per le professioni giuridiche, anche se viene
menzionato nel suddetto curriculum tra le esperienze formative,
di avere svolto il corso di preparazione agli esami per le
professioni giuridiche presso l'Istituto Gonzaga di Palermo;
l'avere svolto il corso di preparazione e non avere sostenuto o
superato gli esami per le professioni giuridiche è una
valutazione negativa da non citare nel proprio curriculum vitae;
l'incarico di Dirigente generale al Dipartimento regionale
della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali
risale al 1 settembre 2005 e non consente al dott. Taormina di
avere maturato un'esperienza tale da rivestire l'incarico di
Segretario generale;
il curriculum vitae del dott. Salvatore Taormina non ha titoli
accademici che gli consentono di rivestire tale incarico, tranne
quello di essere stato capo di gabinetto del Presidente della
Regione;
è stata disattesa l'ordinanza della Corte Costituzionale n. 131
del 26 aprile 2004 a seguito di quanto impugnato dal Commissario
dello Stato, che cassa l'art. 11 comma 5 della legge regionale 3
dicembre 2003 n. 20, limitatamente alla possibilità di
conferimento delle funzioni di dirigente generale ai dirigenti
regionali che appartengono alla II e III fascia perché in
contrasto con l'art. 97 della Costituzione sotto il profilo del
buon andamento della pubblica amministrazione, in quanto
consentirebbe il conferimento delle funzioni di dirigente
generale anche ai dirigenti della c.d. terza fascia (i quali,
prima dell'entrata in vigore della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, recante Norme sulla dirigenza e sui rapporti di
impiego e di lavoro alle dipendenze della Regione Siciliana.
Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali. Istituzione
dello Sportello unico per le attività produttive. Disposizioni in
materia di protezione civile. Norme in materia di pensionamento ,
svolgevano funzioni direttive e non dirigenziali) senza alcuna
verifica delle loro capacità professionali ed attitudinali in
relazione al nuovo incarico;
il Presidente della Regione siciliana ha pubblicato la legge
regionale n. 20 del 3 dicembre 2003 omettendo al comma 5
dell'art. 11 quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai
sensi dell'art. 28 dello Statuto in riferimento al divieto di
rivestire l'incarico di Dirigente generale ai dirigenti di II e
III fascia, ma ha aggirato l'ostacolo giuridico concludendo nello
stesso comma che la distinzione in fasce non rileva ai soli fini
del conferimento dell'incarico;
risultano illegittimi gli incarichi di Dirigente generale
conferiti ai dirigenti di II e III fascia;
l'incarico di Segretario generale conferito al dott. Salvatore
Taormina risulta essere incostituzionale;
per sapere quali provvedimenti urgenti intende adottare il
Governo della Regione per revocare l'incarico di Segretario
generale al dott. Salvatore Taormina». (1117)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con la presente si risponde all'interrogazione n.
1117, del 22 maggio 2007, a firma dell'onorevole Borsellino,
avente per oggetto Interventi per la revoca dell'incarico di
Segretario generale della Presidenza della Regione , indirizzata,
oltre che allo scrivente, all'Assessore destinato alla Presidenza
del quale ogni eventuale competente elemento di risposta deve
intendersi riassunto nelle considerazioni che seguono.
L'incarico di Segretario generale (denominazione prevista
all'art. 7, comma 4, della l.r. 10/2000) è stato conferito al
dott. Salvatore Taormina con D.P. Reg. n. 2185 del 12/03/2007,
previa deliberazione della Giunta regionale n. 58 del 27/02/2007,
adottata su proposta dello scrivente, nella piena osservanza
della normativa vigente in materia ed, in particolare, dell'art.
11, comma 5, della l.r. 20/2003.
Tale disposizione fissa, infatti, i requisiti necessari per il
conferimento dell'incarico di dirigente generale a dirigenti
dell' Amministrazione regionale non appartenenti alla I fascia,
dei quali si occupa, invece, il precedente comma 4 dello stesso
articolo richiamando, contestualmente, la procedura da seguire
per le nomine in questione.
La normativa citata consente di attribuire l'incarico di
dirigente generale a dirigenti dell'Amministrazione regionale
diversi da quelli di I fascia in presenza dei seguenti requisiti:
-possesso di laurea;
-almeno 7 anni di anzianità nella qualifica di dirigente;
-possesso di formazione professionale e culturale nonché di
capacità ed attitudini adeguate alle funzioni da svolgere,
riscontrabili con riferimento all'avere espletato attività
connesse al formale conferimento di funzioni di coordinamento, di
direzione o preposizione a uffici o strutture della pubblica
amministrazione regionale, nazionale e locale.
A confermare il carattere del tutto esaustivo dei predetti
requisiti interviene, infine, l'ultimo periodo della norma che
testualmente recita La distinzione in fasce non rileva ai soli
fini del conferimento dell'incarico di cui al presente comma
(quello, appunto, di dirigente generale).
Il dott. Taormina, dirigente appartenente alla III fascia,
risulta in possesso di tutti i requisiti richiesti, per come si
può agevolmente desumere dalla lettura del curriculum vitae , di
cui l'interrogazione ostenta una conoscenza (o lettura) alquanto
parziale ed incompleta, da ciò derivando rilievi critici non
suffragati da specifici agganci normativi ed, in taluni casi, di
dubbia coerenza logica.
Occorre, infatti, porre in evidenza che l'interessato:
- risulta in possesso di laurea in Giurisprudenza conseguita
presso l'Università di Palermo nel 1985, peraltro col massimo dei
voti e la lode;
-è stato assunto a decorrere dal 1 luglio 1989 presso la
Regione siciliana in qualità di dirigente amministrativo (sulle
attribuzioni di tale qualifica vedasi art. 13 della l.r. 7/1971 e
sue successive modifiche), avendo superato il relativo concorso
pubblico per esami, e possiede, pertanto, un'anzianità nella
qualifica di dirigente ben superiore a quella richiesta dalla
legge;
-possiede, ancora, la formazione professionale e culturale
nonché le capacità e le attitudini necessarie alla funzione da
svolgere riscontrate, così come la legge richiede, dall'avere
svolto funzioni di coordinamento, preposizione e direzione di
diverse strutture della Regione Siciliana nonché di altra
Amministrazione regionale e, dal 1 settembre 2005, del
Dipartimento regionale della Famiglia, come la stessa
interrogazione non può fare a meno di ricordare.
Siffatti richiami sarebbero già sufficienti a documentare il
pieno possesso dei requisiti normativamente dovuti per rivestire
l'incarico in discussione, se non fosse che il percorso dello
stesso dott. Taormina mette ulteriormente in luce un articolato
ed equilibrato insieme di esperienze professionali, formative e
di partecipazione ad organismi collegiali anche nazionali,
talvolta in qualità di componente esperto, nonché una
significativa attività maturata, come già detto, in altra
Amministrazione regionale italiana che ne ha richiesto la
professionalità dal 2000 al 2001.
Senza indugiare oltre sui contenuti curriculari non ci si può
esimere, tuttavia, dal sottolineare come un'integrale e serena
lettura degli stessi valga a mettere in luce l'incongruenza di un
suggestionante accostamento, che vorrebbe la nomina del dott.
Taormina a Segretario generale legata unicamente al suo
precedente incarico di Capo di Gabinetto del Presidente della
Regione.
Peraltro, tale funzione implica, ed è bene ribadirlo con
chiarezza in questa sede, l'esercizio di un significativo ruolo
istituzionale del quale l'interrogazione mira a disconoscere
l'elevato contenuto tecnico professionale, prospettandone una
configurazione in chiave meramente politica che non trova affatto
riscontro nei contenuti del D.P.Reg. 8/2001, recante la
disciplina regolamentare degli Uffici di cui all'art. 4, comma 6,
della l.r. 10/2000, il quale ad assegna altre figure ed uffici i
compiti di più diretta e caratterizzata collaborazione di natura
prettamente politica (Segreteria particolare).
Sempre in ordine agli apprezzamenti critici relativi a taluni
elementi curriculari risultano francamente incomprensibili le
considerazioni volte a negare che alcuna tra le esperienze
formative del dott. Taormina e, segnatamente, la partecipazione
al Corso di preparazione agli esami per le professioni
giuridiche nel lontano 1986/1987 possa costituire valido fattore
di qualificazione del proprio bagaglio di conoscenze giuridiche.
Quasi che, nell'ambito di un più ampio ventaglio di esperienze
formative l'avere impegnato l'anno immediatamente successivo alla
laurea in un percorso guidato di approfondimento delle principali
discipline previste nei concorsi pubblici per le professioni
giuridiche (dalle quali non può certamente ritenersi esclusa
lato sensu la dirigenza pubblica) si trasformi,
misteriosamente, da oggettivo elemento di accrescimento culturale
in una negativa esperienza, da sottacere, avendo l'interessato
contravvenuto ad una sorta di obbligo, non si comprende di che
tipo, di partecipare e/o superare gli esami per l'accesso ad
alcuna delle professioni suddette.
Parimenti infondato si rivela, infine, il supposto obbligo di
possedere non meglio descritti 'titoli accademici che si
riterrebbero necessari per consentire lo svolgimento
dell'incarico di Segretario generale, dei quali, invece, non c'è
alcuna specifica menzione in seno al citato art. 1l della l.r.
20/2003.
Esauriti i profili inerenti la posizione del dott. Taormina
occorre, adesso, concentrarsi su quella che appare come la vera
provocazione politica contenuta nell'interrogazione: ossia la
ritenuta illegittimità degli incarichi di dirigente generale,
conferiti ai sensi del più volte citato art. 11 della 1.r.
20/2003, ai dirigenti di II e III fascia.
Per sostenere la propria tesi l'onorevole interrogante riesuma
una speciosa e datata disputa intervenuta a seguito
dell'impugnativa, da parte del Commissario dello Stato, di un
inciso contenuto nel testo del comma 5, dell'art. 11, di quella
che sarebbe stata, poi, promulgata senza le parti impugnate quale
l.r. 20/2003.
E' noto come, a seguito degli approfondimenti a suo tempo
richiesti dalla Ragioneria centrale della Presidenza, chiamata a
vistare il primo decreto di conferimento dell'incarico di
dirigente generale ad un dirigente di III fascia, il Dirigente
generale del Personale ritenne, per ulteriore scrupolo, di
suffragare la lettura del dato normativo in questione con una
specifica richiesta di parere (nota prot. n. 2950 del 28/01/2004)
all'Ufficio Legislativo e Legale in ordine a possibili refluenze
dell'impugnativa del Commissario dello Stato sull'interpretazione
attuativa di un testo che nei suoi contenuti letterali rimane
chiarissimo; anche in quella parte che l'onorevole interrogante
vorrebbe ascrivere a non meglio configurabili manovre
aggiratorie di chi scrive piuttosto che alla stessa volontà del
legislatore che lo ha prodotto.
Il pronunciamento reso dal predetto Ufficio consultivo con nota
prot. n. 1558/11.04.11 del 2/02/2004 non lascia adito ad alcun
dubbio circa la piena legittimità dell'operato
dell'Amministrazione.
Del tutto improprio ed ininfluente appare, infine, il
riferimento all'Ordinanza della Corte Costituzionale n. 131 del
26-28 aprile 2004, la quale si limita a dichiarare che con
promulgazione della legge senza le parti oggetto
dell'impugnativa, il cui richiamo testuale nel corpo della stessa
Ordinanza può avere indotto in qualche difficoltosa lettura,
risulta cessata la materia del contendere.
Si tratta, dunque, di una mera pronuncia di rito che reca
trascritte nella sua parte narrativa le tesi dell'Autorità
impugnante, senza esprimere su di esse alcun tipo di valutazione
e/o considerazione.
A conclusione di tali sintetici e, si auspica, esaustivi
richiami di natura giuridica non possono, tuttavia, sottacersi
rilevanti perplessità in ordine agli indirizzi di pensiero che
l'onorevole interrogante, peraltro particolarmente sensibile ai
temi della trasparente efficienza della Pubblica Amministrazione,
lascia trasparire nell'approccio alla questione riguardante
l'individuazione dei vertici dirigenziali regionali.
Su tale delicato argomento è da reputarsi socialmente
deleterio, tanto per la maggioranza che per l'opposizione,
intestarsi o sostenere posizioni di autentica retroguardia che,
distanti dagli indirizzi propri di tutta la più recente
evoluzione normativa nazionale e regionale in materia, mirano ad
assolutizzare, così come l'interrogazione sembrerebbe suggerire,
elementi quali l'esperienza , o forse meglio sarebbe dire, un
mero criterio di anzianità.
Tutto ciò a discapito di un ben più articolato e conducente
approccio, volto a promuovere ed incrementare l'efficienza di
un'Amministrazione chiamata a raccogliere le sfide sempre nuove
che l'evoluzione del contesto socio-economico siciliano porta con
sé.
Per conseguire questo obiettivo assume primario rilievo, non
disgiunto ovviamente dalla puntuale verifica circa il possesso
dei requisiti che la legge richiede, un progressivo ricambio
generazionale dei vertici dirigenziali che il Governo regionale
si è con decisione intestato.
Si tratta di un percorso già avviato nel corso della precedente
Legislatura, del quale si dichiara con orgoglio, insieme a tutte
le componenti della maggioranza, la piena paternità politica,
espressa peraltro in termini chiari e trasparenti ai siciliani,
che ne hanno premiato gli intendimenti, attraverso il Programma
politico, poi divenuto Programma di Governo della XIII
Legislatura con la deliberazione di Giunta n. 490 dell'11
dicembre 2001.
Per conseguire nel funzionamento dell'Amministrazione regionale
più elevate soglie di dinamicità e di orientamento
all'innovazione occorre, oggi, consolidare questo processo, se
necessario anche attraverso ulteriori interventi legislativi,
nell'oggettiva consapevolezza di come esso sia patrimonio da
ascrivere ad una comune responsabilità istituzionale di tutte le
forze politiche che insieme, si crede, abbiano il compito di
metterlo a riparo da interpretazioni oltremodo riduttive,
strumentali, forse, a meri scopi di contesa politica ma non certo
al migliore funzionamento dell'Amministrazione regionale che a
tutti, si ritiene, debba stare molto a cuore.
Per una più compiuta lettura delle considerazioni svolte si
allegano in copia:
-Parere dell'Ufficio Legislativo e Legale prot. n. 1558/
11.04.11 del 2/02/2004;
-Programma di Governo della XIII Legislatura e delibera della
Giunta regionale n. 490 dell'11 dicembre 2001».
Il Presidente CUFFARO
ALLEGATO B
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
GRUPPO PARLAMENTARE M.P.A.
IL PRESIDENTE onorevole DI MAURO
RAPPORTO SVIMEZ - Dopo l'lstat, anche l'ultimo rapporto Svimez,
reso noto oggi, fotografa un Mezzogiorno d'Italia ancora
fortemente in ritardo rispetto al Centro-Nord. Il Sud fa
registrare una crescita inferiore addirittura a quella delle
altre aree deboli dell'Unione Europea e dei Paesi nuovi entrati,
aumenta la migrazione giovanile, che torna ai livelli degli anni
60, cala la produzione agricola, le infrastrutture sono una
chimera come gli investimenti esterni che non arrivano.
Da qui la necessità di sfruttare al massimo i fondi strutturali
per il periodo 2007-2013, ultima chiamata per creare finalmente
sviluppo e migliorare l'economia della nostra Regione. Gli
investimenti del Por serviranno ad aumentare in Sicilia il tasso
di occupazione da un milione e 500 mila a un milione e 700 mila,
quindi con 200 mila occupati in più.
Alla Sicilia, nel settennio 2007-2013, saranno destinati 20
miliardi di euro, sommando i fondi strutturali comunitari con
quelli nazionali per il Mezzogiorno dislocati nel complesso degli
strumenti programmatori. Si tratta di una massa finanziaria
consistente, ma, tuttavia, di gran lunga inferiore all'impiego di
risorse destinate al tempo della caduta del muro di Berlino per
la coesione tra la Germania Occidentale e quella dell'Est.
ATTRATTIVITA' E COMPETITIVITA' - Obiettivo del Por è quello di
ridurre il divario economico-sociale tra la Sicilia e l'Europa
attraverso il rafforzamento dei fattori di attrattività e di
competitività delle imprese, in un quadro di sostenibilità. Lo
sviluppo futuro della nostra Regione si giocherà sempre più sulla
capacità di puntare sui fattori di attrattività "assoluta" su cui
dovremo investire sempre più per attirare nuovi investimenti o
per migliorare la produttività e la qualità della vita di quelli
esistenti.
Tre sono, a nostro avviso, i punti di forza principali del
nostro territorio, sui quali sarà indispensabile agire nel
prossimo futuro per offrire alla nostra Regione un vero rilancio:
l) Il capitale umano - La Sicilia è una terra di talento, di
forza solidale. Il nuovo modello di sviluppo sostenibile deve
nascere da qui. Per questo la diffusione della conoscenza, la
formazione e la ricerca sono i punti forti che devono animare
l'impegno del Governo, attraverso la formazione professionale e
una sempre più stretta collaborazione con le Università presenti
nel territorio;
2) La dimensione internazionale - Punto cardine per l'utilizzo
dei fondi comunitari è la collocazione della Sicilia nel
Mediterraneo. La Sicilia, per la sua posizione geopolitica, per
le sue tradizioni storiche e culturali, è obbligata a costruire
un ponte con l'economia dei Paesi del Sud del Mediterraneo, in
prossimità dell'entrata in vigore della zona di libero scambio
con il Nord Africa entro il 2011, stante la presenza di mezzo
miliardo di persone. Il rafforzamento dei legami tra l'Unione
Europea e le parti del Mediterraneo costituisce tra l'altro uno
degli obiettivi della politica estera dell'Unione Europea.
Un'altra zona d'impresa attraverso il canale del Sud è il
traffico commerciale dei paesi asiatici. Valorizzare questo
nostro punto di forza significa saper vivere da protagonisti
questa nuova epoca;
3) Tutela dell' Ambiente e valorizzazione del territorio - I
giacimenti culturali della Sicilia sono fattore di competitività
assoluto nel mondo. Per questo occorre lavorare per la
valorizzazione del "nostro" patrimonio culturale, perché in esso
i siciliani devono ritrovare la propria identità storico-
culturale, per recuperare e tornare a gestire la propria
centralità geopolitica nel Mediterraneo. Tanto più nella
prospettiva dell'imminente attivazione della Zona di Libero
Scambio Euromediterranea, che liberalizzerà dal 2010 la
circolazione di uomini e merci tra i 25 paesi dell'Unione Europea
e 12 nord-africani e mediorientali, prospicienti su un mare
comune, secondo le previsioni della Convenzione di Barcellona del
1995. Valorizzazione dei giacimenti culturali da coniugare con la
tutela dell'ambiente. L'ambiente, in Sicilia, è stato in passato
considerato un vincolo rispetto allo sviluppo. Occorre invece
rilanciarlo come fattore di contesto per la competitività, sempre
adottando il metodo della condivisione di obiettivi e linee di
azione con tutti i soggetti in gioco. Da qui, pertanto, la
necessità che l'Assemblea regionale recepisca in toto il
dispositivo contenuto nella Direttiva Habitat relativa ai piani
di gestione e strumenti di pianificazione dei Siti Natura 2000.
Al momento l'Ars ha legiferato solo in materia di attività
economiche in siti Sic e Zps circa l'attribuzione delle
determinazioni sulle valutazioni di incidenza. Si propone inoltre
di creare una sorta di cabina di regia che sovrintenda e coordini
i processi di valutazione e monitoraggio anche ambientale di
tutti i programmi operativi. Intendiamo segnare la strada di una
soluzione per l'inquinamento dell'aria, attraverso il
rafforzamento della rete di monitoraggio della qualità dell'aria,
l'incentivazione dello sviluppo di processi di separazione e/o
conversione della C02 prodotta dai processi di combustione di
impianti chimici/petrolchimici ed energetici ed altro ancora.
POR 2000-2006 - Al Por 2007-2013 annettiamo un'importanza
strategica soprattutto per non incorrere negli errori che hanno
contraddistinto la precedente gestione dei fondi. Il consuntivo
dimostra che la dotazione relativa al potenziamento delle
infrastrutture è stata ampiamente utilizzata a differenza delle
risorse destinate alla promozione, alla ricerca, allo sviluppo e
alla valorizzazione della qualità della vita nei contesti urbani.
Si segnalano, invece, rilevanti ritardi in termini di utilizzo
delle risorse finanziarie nel settore manifatturiero e
dell'industria turistica. Si denota una capacità di utilizzo
estremamente bassa che può essere interpretata come effetto di
diversi fattori tra cui un peso non trascurabile potrebbe avere
avuto una possibile sopravvalutazione della capacità di
assorbimento da parte del sistema produttivo regionale. Tuttavia,
al di là degli aspetti legati alla spesa si può affermare che il
precedente periodo di programmazione ha introdotto importanti
elementi di rottura rispetto al passato quali l'incentivazione di
fonti energetiche alternative, l'avvio di un approccio sistemico
alla valorizzazione economica della risorse culturali, il
miglioramento delle condizioni di occupabilità dei lavoratori
svantaggiati, la lotta alla dispersione scolastica e la
promozione della diversificazione produttiva delle aree rurali.
Anche l'intervento rivolto alla rimozione dei vincoli alla
crescita delle imprese, della sicurezza e legalità e la capacità
dell'impresa di fare sistema non hanno prodotto per ragioni
diverse tutti i risultati. Sia alla promozione del sistema
produttivo all'estero che all'attrazione di investimenti esterni
si è segnato il passo per le difficoltà amministrative spesso
legate alla frammentazione e alle competenze dell'
amministrazione regionale.
QUESTIONE MERIDIONALE - Tuttavia, crediamo che questo nuovo POR
non basti per migliorare i dati del Mezzogiorno. Ancora una volta
i dati che vengono fuori dal Ministero dell'Economia testimoniano
una carenza di investimenti sia del pubblico in senso stretto,
sia delle società partecipate, come ad esempio le ferrovie.
Continua un processo che vede il Mezzogiorno crescere nel Pil un
po' meno anche nei periodi di ripresa rispetto al Pil del
Settentrione. Nel mercato del lavoro succede la medesima cosa con
il risultato di incoraggiare un flusso di spostamenti che sottrae
ogni anno al Meridione e in parte alla Sicilia circa 100 mila
giovani con una perdita secca di 15 milioni l'anno. Non c'è
traccia nelle scelte del Governo nazionale di sviluppo del
Mezzogiorno e della Sicilia. Il vento è tornato a soffiare verso
il Nord. Per il Governo nazionale la questione meridionale è
caduta nel dimenticatoio, la questione prioritaria è e rimane il
Settentrione. Chi sperava che il cambio di maggioranza a Roma
coincidesse con un impegno reale nei riguardi del Mezzogiorno è
rimasto deluso. Tutto ciò dà vita a due economie in Italia, una
del centro-nord agganciata al processo di modernizzazione in
corso in Europa e l'altra del centro-sud con scarse
infrastrutture nel territorio e che vede in Gioia Tauro l'ultima
piattaforma logistica. Non esiste alcuna attenzione sul tema
infrastrutturale della Sicilia. Manca un piano per porti, strade
e autostrade. Niente alta velocità ferroviaria, niente interventi
in vista dell'area di libero scambio per il 2010 che riguarda le
regioni meridionali dell'area Obiettivo 1. Cancellato dall'agenda
di governo il Ponte sullo Stretto, i porti siciliani non sono
adeguati ad attrarre le merci che attraversano da Est ad Ovest, e
viceversa, il Mediterraneo. Oggi il mare Mediterraneo è al centro
dei traffici marittimi mondiali, grazie all'ingresso in campo di
due giganti asiatici dell'economia, Cina ed India, divenuti in
pochi anni esportatori di prodotti manufatti verso i Paesi
dell'Unione Europea. Dei risvolti positivi di questa situazione,
però, sono esclusi i porti siciliani. Il piano generale dei
trasporti e della logistica, varato nel 200 l, si è fermato a
Gioia Tauro, il cui porto in questi anni ha avuto un enorme
sviluppo, divenendo in breve tempo il più importante del
Mediterraneo nel settore del traffico commerciale.
Si ritiene di supplire all'investimento ordinario con i fondi
comunitari che dovrebbero essere aggiuntivi ed invece sono
sostitutivi.
BUROCRAZIA - La questione meridionale ed in particolare quella
siciliana vanno affrontate prevedendo accanto all'intervento
comunitario un intervento legislativo diretto a migliorare la
burocrazia con lo snellimento delle procedure amministrative. Per
esempio, nel precedente Por l'elevato numero di misura talvolta
di piccole dimensioni finanziarie ha determinato una
proliferazione di atti amministrativi: decreti, circolari, bandi
che in alcuni casi hanno prodotto un consumo di risorse
finanziarie ed umane eccessivo rispetto ai risultati che è lecito
attendersi dall'attuazione degli interventi. Inoltre, l'elevato
numero di atti amministrativi legato anche a meccanismi di
assegnazione delle risorse ha anche prodotto un disorientamento
della domanda da parte del territorio ed il conseguente
scoraggiamento. L'imposizione dell'Unione Europea di regole
stringenti per l'utilizzo dei fondi e di meccanismi premiali e
sanzionatori ha determinato importanti riforme e riorganizzazione
nel settore idrico e rifiuti a livello regionale. A livello
periferico ancora non risulta definito il passaggio delle società
per azioni Ato rifiuti alle società consortili con
responsabilizzazione diretta dei comuni per evitare che il
settore dei rifiuti continui ad essere prerogativa per
sottogoverni e posti di lavoro superflui.
POLITICHE FISCALI - Manca del tutto la fiscalità di vantaggio,
nonostante l'Unione Europea, nel 2006, avesse già dato il via
libera. Si tratta di uno strumento che, se applicato, potrebbe
ridurre il gap strutturale del Mezzogiorno. Noi rilanciamo una
politica di incentivazione fiscale che tenti di colmare il grosso
divario esistente tra Nord e Sud. L'esperienza passata dimostra
che a parità di risorse la leva fiscale ha rappresentato in
Europa lo strumento più efficace per lo sviluppo di territori
svantaggiati, vedi l'esperienza irlandese. Anche le politiche di
incentivazione fiscale attuate non hanno pienamente raggiunto gli
obiettivi prefissati di colmare il divario tra Nord e Sud sia per
la limitazione dei fondi che si è andata sempre più accentuando
dal 2001 ad oggi, sia per il carattere estremamente generico e
non finalizzato allo sviluppo di questi. In Sicilia appare ormai
improcastinabile la previsione di una fiscalità privilegiata al
fine di coprire altri fattori economici negativi per la
propensione di investimenti nel proprio territorio. In questo
modo non solo la Sicilia potrebbe attrarre maggiori investimenti,
ma questi avrebbero pure finalità più confacenti con politiche di
reale sviluppo economico. Mancare questo traguardo
significherebbe accettare un'irreversibile marginalizzazione
nello scenario globale. Per raggiungerlo occorre uno sforzo da
parte di tutte le componenti sociali ed economiche più vive.
CONCLUSIONI - Insomma, ancora una volta la Sicilia rischia di
rimanere fuori dal contesto dell'Italia e dell'Europa. Il
Movimento per l'Autonomia e il popolo meridionale e siciliano
hanno capito che l'ostilità verso il Sud e la Sicilia in
particolare, continua più forte di prima. Il nostro Movimento
intende colmare una lacuna storica costituita dall'assenza in
Sicilia di un grande partito autonomo regionale a sostegno
dell'autonomia statutaria. Un partito che ha funzionato bene
apportando vantaggi ai territori interessati dove si è costituito
e ha operato, come ad esempio in Baviera e Catalogna, Trentino e
Val D'Aosta.