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Resoconto d'Aula della Seduta n. 72 di martedì 10 luglio 2007
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   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


    ZAGO   segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                              Missione

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Falzone  è  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio, nei giorni 11 e 12 luglio 2007.
    L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole La Manna è in congedo  per
  l'intera settimana.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

   N.  903   Sgravio quota pascoli demanio di Ficuzza (PA)  per  il
  periodo 2005-2006.
   Firmatario: Caputo Salvino;

   - da parte dell'Assessore per la Sanità:

   N.  545   Notizie  in  merito  al  concorso  per  l'attribuzione
  dell'incarico  di  primario  della  divisione  di  neurochirurgia
  presso l'ARNAS - Ospedale Civico di Palermo.
   Firmatario: Cracolici Antonino;

   N.  644   Opportunità del ritiro e della revisione del  D.A.  16
  agosto 2006 pubblicato nella GURS n. 42 dell'8 settembre 2006.
   Firmatario: Zago Salvatore;

   N.  871   Notizie a proposito della riammissione in servizio  di
  un  dipendente dell'Ospedale Villa Sofia di Palermo condannato in
  via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe;

   - da parte del Presidente della Regione:

   N.  1117   Interventi per la revoca dell'incarico di  Segretario
  generale della Presidenza della Regione.
   Firmatario: Borsellino Rita.

   Avverto  che  la  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.
            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Disposizioni  in  materia di trasporto  pubblico  locale    (n.
  617)
   - presentato dal Governo in data 3 luglio 2007;

    Regolamentazione   della   sede   di   Acireale   dell'Istituto
  superiore di giornalismo   (n. 618)
   - presentato dall'onorevole Fiorenza in data 4 luglio 2007;

    Stabilizzazione  del personale addetto alla  catalogazione  dei
  beni culturali della Regione   (n. 619)
   - presentato dall'onorevole Gianni in data 6 luglio 2007.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge
           e contestuale invio alla competente Commissione

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato    ed    inviato    alla    Commissione    legislativa
   Bilancio (II):

    Norme in materia di bilancio e di contabilità   (n. 620)
   -  presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Lo  Porto)
  in data 6 luglio 2007;
   - inviato in data 10 luglio 2007.

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE  Comunico la seguente richiesta di parere  pervenuta
  dal  Governo  in  data 4 luglio 2007 e trasmessa alla  competente
  Commissione  legislativa  Affari Istituzionali'  (I)  in  data  6
  luglio 2007:

    Consorzio   regionale  per  l'innovazione   tecnologica   della
  serricoltura   (I.T.E.S.)  -      Designazione   componenti   del
  comitato dei consorziati   (n. 63/I).

                    Comunicazione di pareri resi

    PRESIDENTE  Comunico che i seguenti pareri sono stati  resi  in
  data  3  luglio  2007  ed  inviati dalla  competente  Commissione
  legislativa  Affari Istituzionali' (I) in data 6 luglio 2007:

   -    Consorzi di bonifica - Designazioni componenti dei  collegi
  dei revisori.  (n. 59/I);

   -   Consorzio  di  bonifica n. 3 di Agrigento - Designazione  in
  seno al collegio dei revisori.   (n. 60/I);

   -   Consorzio di bonifica n. 1 di Trapani - Designazione in seno
  al collegio dei revisori.  (n. 61/I);

   -   Agenzia  regionale per i rifiuti e le acque  -  Costituzione
  del consiglio di amministrazione.  (n. 62/I).
           Comunicazione di trasmissione di documentazione
                da parte del Presidente della Regione

    PRESIDENTE   Comunico  che  il   Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  in  data  3  luglio  2007 copia  della  documentazione
  relativa alla proposta di modifica delle misure 3.08, 3.09, 3.16,
  3.20,   3.21,  4.02,  4.13,  6.01  e  6.06  del  Complemento   di
  programmazione - POR Sicilia 2000/2006.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   ZAGO, segretario:
                   <Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore per la famiglia,  le  politiche
                sociali  e le autonomie locali, premesso  che
                con   delibera  del  Consiglio  comunale   di
                Ragusa  n.  9  del  27  marzo  2007  è  stato
                approvato il programma triennale delle  opere
                pubbliche   ed   è  stata,  conseguentemente,
                approvata la predisposizione, nelle opere  da
                realizzare,  di tutti gli idonei  sistemi  di
                abbattimento  delle barriere  architettoniche
                per ipovedenti e non vedenti;

                   considerato che:

                   in    sede    di    realizzazione    della
                pavimentazione  della Piazza San  Giovanni  i
                suddetti  sistemi non sono stati  predisposti
                dall'Amministrazione comunale;

                   la  mancata realizzazione in corso d'opera
                dell'abbattimento       delle        barriere
                architettoniche comporta un aumento  notevole
                di  spesa,  poiché i lavori  dovranno  essere
                eseguiti in ogni caso;

                   per  sapere quali provvedimenti  intendano
                adottare  al  fine di tutelare  le  legittime
                aspettative  degli  ipovedenti  e   dei   non
                vedenti  e  se non intendano intervenire  per
                evitare    ulteriori   sprechi   di   risorse
                pubbliche>. (1218)

                   (L'interrogante chiede lo svolgimento  con
                   urgenza)

                                                BALLISTRERI

                   <All'Assessore  per  l'agricoltura  e   le
                foreste, premesso che:

                   la  situazione  generale dei  Consorzi  di
                bonifica in Sicilia impone scelte radicali  e
                coerenti di riforma del settore;

                   sulla  drammatica situazione in cui  versa
                il  Consorzio  di Bonifica n. 10  di  Lentini
                (SR)  è  stata  già presentata una  specifica
                interrogazione  parlamentare  finora  rimasta
                senza risposta;

                   nonostante  gli impegni informali  assunti
                dall'Assessore regionale per l'agricoltura  e
                foreste,  ancora non sono stati realizzati  i
                lavori   indispensabili  per   garantire   il
                diritto  dei  produttori  all'avvio  concreto
                della stagione irrigua;

                   visto che:

                   il     perdurare    della    insostenibile
                condizione  di incertezza e di precarietà  in
                cui  versa  il  Consorzio in  questione  crea
                gravissimo  nocumento alla  funzionalità  dei
                servizi  erogati e alla garanzia dei  diritti
                elementari  dei lavoratori, a  partire  dalla
                corresponsione degli stipendi;

                   non   solo  il  Consorzio  non  riesce   a
                garantire la funzionalità degli impianti  per
                la  stagione  irrigua, ma  presso  la  stessa
                sede  centrale del Consorzio da  più  di  due
                mesi    non    viene   erogata   regolarmente
                l'energia    elettrica,   costringendo    gli
                operatori    a    condizioni   oggettivamente
                disastrose e prive di sicurezza;

                   gli  impianti,  dopo i furti  e  gli  atti
                vandalici  subiti nei mesi scorsi,  non  sono
                ancora  in grado di assicurare con regolarità
                l'erogazione dell'acqua;

                   considerati:

                   il     ritardo,    ormai    insostenibile,
                 nell'approntamento,      definizione       e
                 realizzazione   di  un  piano   di   riforma
                 strutturale in grado di rilanciare  in  modo
                 trasparente   ed  efficace  il   ruolo   dei
                 Consorzi;

                   l'assenza  di un piano industriale  capace
                di  realizzare  una struttura davvero  libera
                dalla  politica  e  dalle  clientele   e   al
                servizio  delle imprese, dei produttori,  del
                lavoro e dell'economia;

                   viste:

                   l'urgenza     di     un      piano      di
                democratizzazione  e  di riforma  strutturale
                del settore;

                   la   notizia  dello  stato  di  agitazione
                deciso    dalle   organizzazioni    sindacali
                confederali  e  dai lavoratori del  Consorzio
                10  proprio  in  ragione delle  problematiche
                suindicate;

                   per  sapere  quali  iniziative  ed  azioni
                urgenti  intenda  avviare  per  sbloccare  la
                situazione,   garantendo  gli   stipendi   al
                personale dei Consorzi di bonifica>.  (1219)

                   (L'interrogante chiede lo svolgimento  con
                   urgenza)

                                                ZAPPULLA

                   <Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore per l'industria, premesso che:

                   la     S.T.    Microelectronics     sembra
                attraversare    una   fase   che    determina
                preoccupazioni    non   infondate    tra    i
                lavoratori  del  Gruppo, in  particolare  per
                quanto   riguarda   il   futuro   del    sito
                produttivo ed occupazionale di Catania;

                   già  in  un  incontro tra  la  S.T.  e  le
                organizzazioni  sindacali  tenutosi   il   26
                giugno  a  Monza erano stati chiesti  per  lo
                stabilimento  di Catania una  variazione  del
                piano  industriale  nonché maggiori  elementi
                di  chiarezza  sul  futuro  produttivo  dello
                stabilimento catanese; salvo poche  rilevanti
                novità  sul  piano generale, anche l'incontro
                del    3   luglio   u.s.   non   ha   portato
                significativi      cambiamenti       rispetto
                all'incontro precedente;

                   il   modulo  M5  non  sembra  al   momento
                garantire capacità produttive pari  ad  altri
                similari impianti di S.T. nel mondo;

                   considerati    inaccettabili    ciò    che
                potrebbe  rappresentare il  ridimensionamento
                della   capacità  produttiva  del   sito   di
                Catania  a vantaggio degli stabilimenti  S.T.
                nel  'far  east'  oltre  che  la  tendenza  a
                privilegiare i siti del nord Italia;

                   rilevato  che  la scelta di  S.T.  di  non
                considerare   strategica   per   Catania   la
                ricerca  sui materiali rischia di determinare
                una  marginalizzazione di fatto del  sito  di
                Catania  dal  ramo  di  ricerca  tecnologica,
                che,  invece, è quello in grado di  garantire
                sviluppo stabile sul territorio;

                   visto che:

                   il  progetto M6, al di là delle dichiarate
                intenzioni   del   management   S.T.   emerse
                nell'incontro   sopra   citato   presso    il
                Ministero  dell'economia, rimane un  elemento
                centrale     di    incertezza,     nonostante
                l'imminente  joint-venture  con  Intel  e  il
                finanziamento        pubblico        previsto
                dall'apposito accordo di programma;

                   il    ritardo    dell'M6   sta    peraltro
                coincidendo con quella che sembra essere  una
                prematura dismissione del CT6, mentre  non  è
                scontata  una  ipotesi  di  trasferimento   o
                ridimensionamento delle memorie di  M5  senza
                che  prima queste vengano sostituite da altri
                prodotti di alto livello tecnologico;

                   ritenuta  inaccettabile  l'intenzione   di
                S.T.  di avviare procedura di cessione di  un
                ramo   dell'azienda   in   questa   fase   di
                incertezza;

                   per sapere:

                   se  non ritengano di dovere sollecitare  -
                 come   sostenuto      dalle   organizzazioni
                 sindacali  territoriali e dai  lavoratori  -
                 l'inserimento  dentro il  piano  industriale
                 dell'aumento della capacità produttiva a  8'
                 del sito (diminuendo la quantità di prodotti
                 in  outsourcing) in modo da potere assorbire
                 il personale che attualmente lavora nei 6  ;
                 di  riconsiderare  la  missione  di  M9;  di
                 assicurare un piano chiaro e non, ancora una
                 volta,  aleatorio circa il completamento  di
                 M6  e  la  sua  attività  produttiva,  senza
                 vincoli e nei tempi più brevi;

                   se  non  ritengano  di  doversi  impegnare
                 perché   non   siano   toccati   i   livelli
                 produttivi   di   CT6   fino   all'effettiva
                 partenza  di  M6,  perché sia  garantita  la
                 piena saturazione di M5, siano salvaguardati
                 i  benefici  acquisiti e le  professionalità
                 per  il personale che sarà trasferito  (alla
                 New CO); si preveda il rientro del personale
                 qualora    il   progetto   M6   (fatto    da
                 scongiurare)  non dovesse andare  in  porto;
                 venga  istituito  un Osservatorio  nazionale
                 che  si  riunisca ogni due  mesi,  anche  in
                 ambito locale;

                   se,   infine,   non   valutino   opportuno
                 spingere  nei confronti del management  S.T.
                 affinché  si punti ad incrementare il  parco
                 prodotti  redditizi realizzati nei  due  fab
                 catanesi  di S.T. e si riconsideri  il  sito
                 catanese  per  quanto  riguarda  la  ricerca
                 tecnologica,   aspetto  questo  fondamentale
                 nella  strategia di una grande società  come
                 la S.T.>. (1223)

                   (Gli  interroganti chiedono lo svolgimento
                   con urgenza)

                                               VILLARI - BARBAGALLO

                   <Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore per la sanità, premessa  l'alta
                incidenza della sordità in Sicilia;

                   considerato  che, secondo le  statistiche,
                ogni  27 persone una è portatrice sana  della
                'connessina   26'  e  che   una   coppia   di
                portatori  sani  di  connessina  26   ha   la
                probabilità di avere figli sordi nel 25%  dei
                casi;

                   rilevato  che,  benché  in  Sicilia   tale
                incidenza  sia alta, la Regione non  effettua
                screening neonatali;

                   ricordato che l'intervento immediato,  con
                l'opportuna   riabilitazione   nei    bambini
                affetti   da   sordità,  è  di   fondamentale
                importanza  per  il  loro  reinserimento  nel
                mondo dei normoudenti;

                   rilevata  la mancanza di supporti  tecnici
                adeguati  a  causa  della  scarsa  conoscenza
                delle   nuove  tecnologie  esistenti,   degli
                impianti  cocleari  e  dei  sistemi  ad  essi
                connessi,  quale,  per  esempio,  l'uso   dei
                sistemi  FM,  e risultando essere  necessario
                mantenere  la  normale  protesi  per   tenere
                allenato   il   nervo   acustico   dell'altro
                orecchio,   allo  scopo  di   consentire   ai
                bambini  di fruire in futuro di nuove  e  più
                adeguate scoperte nel settore;

                   ritenuto,  stante ai dati conosciuti,  che
                la  Regione pagherebbe l'impianto cocleare il
                doppio  se venisse effettuato fuori  regione,
                senza   considerare,  in  aggiunta,  che   le
                famiglie con un basso reddito ricevono  dalla
                Regione  una parte delle spese sostenute  sia
                per  il  viaggio che per il soggiorno, mentre
                basterebbe  istituire un centro specializzato
                in   Sicilia   per  offrire  condizioni   più
                adeguate riducendo altresì i relativi costi;

                   considerato  assai  discutibile   che   la
                Regione  siciliana  e per essa  l'Assessorato
                regionale della sanità - a partire dalle  sue
                articolazioni territoriali - lamenti  di  non
                avere  fondi  sufficienti per  l'acquisto  di
                impianti  cocleari,  al  punto  da  prevedere
                risorse    pari    solo    al    10%    circa
                dell'impianto,  mentre  il  resto  del  costo
                deve  essere pagato col budget ospedaliero  e
                secondo  le  priorità  (un  pace-maker   sarà
                ritenuto  sempre più urgente di  un  impianto
                cocleare);

                   rilevato    che   dopo   l'intervento    è
                necessario  effettuare il mappaggio  (e  cioè
                un  tuning dell'impianto che si modifica  via
                via  con la riabilitazione), con l'intervento
                di  esperti che sappiano distinguere i limiti
                e  le potenzialità dell'impianto in base alle
                reazioni del paziente e che anche per  questo
                si  renderebbe  opportuna la costituzione  di
                centri   di   eccellenza  per   spiegare   la
                metodica  e  formare  altri  otochirurghi   e
                biotecnici;

                   rilevato,  altresì, che per garantire  una
                buona  riuscita dell'impianto cocleare non  è
                sufficiente    soltanto   il    buon    esito
                dell'operazione,    ma   sono    fondamentali
                l'accettazione  dell'impianto  da  parte  del
                paziente  ed una corretta educazione  al  suo
                utilizzo, aspetto, anche questo, che  rimanda
                alla     necessità    di    poter     contare
                sull'assistenza   di  personale   qualificato
                opportunamente specializzato;

                   assunto  che  l'impianto  cocleare  è  una
                scoperta   relativamente   nuova,   che    il
                personale    non   è   ancora   adeguatamente
                specializzato    e    che    gli     istituti
                convenzionati   operano  una   riabilitazione
                basata su una vecchia concezione del sordo  a
                cui  bisogna  insegnare  solo  il  linguaggio
                gestuale;

                   ritenuta  indispensabile,  per  i  bambini
                impiantati,  la  partecipazione  a  tutte  le
                iniziative  didattiche che  si  basino  sulla
                naturalezza  del  linguaggio  che  usano  per
                renderli     completamente    autonomi     ed
                integrati;

                   osservato   che  anche  in   questa   fase
                riabilitativa  i genitori sono  costretti  ad
                andare  da privati, che hanno potuto maturare
                tali  esperienze,  e  che  altri  contributi,
                come  quelli  in  alcuni casi  erogati  dalle
                Province, risultano sospesi, e visto  che  la
                riabilitazione al linguaggio è  di  esclusiva
                competenza    sanitaria    regionale,    come
                d'altronde   lo   è   nelle   altre   regioni
                italiane;

                   visto che:

                   la  riabilitazione orale del bambino sordo
                è  un  cammino lento e graduale che  fin  dal
                primo  anno  di vita stimola l'intenzione  di
                comunicare,   la  relazione,  il   linguaggio
                verbale e via via la comprensione di ciò  che
                accade  intorno, mentre il linguaggio scritto
                lo  aiuta  a  raggiungere  la  condizione  di
                vivere  una  relazione  piena  con  adulti  e
                coetanei, una partecipazione scolastica  che,
                pur       richiedendo      un      intervento
                personalizzato,  non lo  isola  dal  contesto
                della   classe  e  gli  permette  di  seguire
                argomenti  ed  attività al pari dei  compagni
                normoudenti;

                   sino  ad  una  decina  di  anni  fa,   era
                impensabile  immaginare che un bambino  sordo
                potesse    comunicare   in   tempi   adeguati
                nell'età    evolutiva,    potendo     seguire
                programmi  curricolari  con  successo,  come,
                per  esempio,  corsi di danza e  recitazione,
                progredendo  così  verso  una  vita  piena  e
                ricca,  mentre  spesso  tale  possibilità   è
                realizzabile solo a condizioni spesso  legate
                alla  opportunità  di  poter  realizzare   la
                giusta     cooperazione    tra     competenze
                familiari, scolastiche e riabilitative;

                   ritenuto   quindi  che  nel  processo   di
                riabilitazione     sia    di     fondamentale
                importanza il ruolo dell'associazionismo,  in
                quanto   questo  può  offrire   un   sostegno
                adeguato     coadiuvando    gli     operatori
                scolastici   e,   per  quanto   riguarda   le
                problematiche   sanitarie,   può   esercitare
                un'utile opera di sensibilizzazione  verso  i
                genitori   che   debbono  affrontare   questa
                esperienza;

                   considerato  che è in corso di valutazione
                da  parte del Comune di Catania l'ipotesi  di
                assegnazione  di un immobile confiscato  alla
                mafia  all'associazione onlus  CTFIADDA,  con
                sede  in Catania,per le finalità diagnostico-
                medico-riabilitative    sopra     richiamate,
                elemento  questo  assai  importante  per   il
                concreto    raggiungimento    degli     scopi
                dell'associazione  nonché  per  la   funzione
                sociale da essa promossa e sostenuta  per  il
                tramite  dell'associazione ONLUS  AFAREUL  di
                rilievo  nazionale,  che  svolge  la  propria
                attività  in  collaborazione con  specialisti
                del settore;

                   per sapere:

                   se   non  ritengano  opportuno  utilizzare
                specifiche     forme    di    associazionismo
                volontario,  come sta avvenendo  nella  città
                di     Catania,     attivando     un'apposita
                convenzione     (come    già     sperimentato
                positivamente  in  qualche  realtà  del  nord
                Italia,   e  segnatamente  nella   città   di
                Genova,  o  più recentemente, come quella  in
                corso  di definizione nella regione Calabria)
                con   le  associazioni  già  operanti   nello
                specifico   settore,   al   fine   di   poter
                rispondere alle carenze sopra descritte;

                   se  non  ritengano utile e necessario,  in
                deroga  alle vigenti disposizioni in  materia
                di  accreditamenti, attivare una  convenzione
                con  un  apposito centro specializzato  nelle
                attività  sopra  richiamate,  per  costituire
                nella  nostra Regione un punto di riferimento
                per  tutti i potenziali utenti, evitando, fra
                l'altro,    spostamenti    e    disagi    non
                indifferenti  nonché  ulteriori  aggravi   di
                costi,   soprattutto  per  le  famiglie   dei
                bambini  affetti  da patologie  dell'apparato
                uditivo>. (1224)

                   (Gli  interroganti chiedono lo svolgimento
                   con urgenza)

                                    VILLARI  -  DE BENEDICTS-
                                    PANARELLO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   della
  interrogazione con richiesta di risposta immediata presentata.

   ZAGO, segretario:

                        <Al   Presidente  della   Regione   e
                all'Assessore    per    il    turismo,     le
                comunicazioni e i trasporti, preso atto che:

                   i  disagi  lamentati da molti  viaggiatori
                del  volo  Alpi  Eagles Catania-Napoli  della
                scorsa settimana non è un fatto isolato;

                   negli  ultimi  mesi, la  compagnia  aerea,
                unico  vettore che garantisce il collegamento
                fra  la  Sicilia  e la Campania,  si  è  resa
                protagonista  di  una  serie  di  disservizi,
                quali  voli  in ritardo che, in alcuni  casi,
                hanno  raggiunto  le  15 ore,  voli  talvolta
                cancellati,  che hanno provocato seri  disagi
                ai  passeggeri  costretti  a  pagare  tariffe
                esorbitanti rispetto ad altre tratte;

                   nonostante    il   procedimento    avviato
                dall'Enac  (Ente  nazionale  per  l'aviazione
                civile)  contro  la  compagnia  per  i  danni
                provocati agli utenti del trasporto  aereo  e
                l'ultimatum  fissato per il  6  luglio  p.v.,
                termine   inderogabile  perché  Alpi   Eagles
                attui   azioni   correttive   ed   eviti   la
                sospensione della licenza, c'è il rischio  di
                un  provvedimento che porterà  al  fermo  dei
                voli  a  decorrere  dalle  ore  24.00  del  9
                luglio 2007;

                   considerato   che  la  compagnia   detiene
                l'esclusiva   sui  voli  che   collegano   la
                Sicilia  alla  Campania e che tale  stato  di
                cose,  a  mio  parere, viola le regole  sulla
                concorrenza  fra vettori, che è  propedeutica
                alla    riduzione   delle   tariffe   e    al
                miglioramento dei servizi;

                   per sapere:

                   come  il  Governo  regionale  intenda  far
                fronte alle esigenze dei tanti siciliani  che
                per  motivi  di lavoro devono raggiungere  la
                Campania,    i   quali   subiscono    insieme
                all'aggravio  del  costo  del  biglietto,  la
                perdita  di  una  giornata di lavoro,  dovuta
                spesso  all'accumularsi di  forti  ritardi  e
                alla cancellazione dei voli;

                   come  intenda  far fronte al  grave  danno
                provocato  al  settore turistico,  in  quanto
                chi  volesse  raggiungere le due destinazioni
                per  un  fine  settimana  è  scoraggiato  dal
                costo  del  biglietto,  che  supera  di  gran
                lunga quello dell'intero soggiorno;

                   se   intenda  al  più  presto  intervenire
                presso    il    Capo    Dipartimento    della
                navigazione  marittima e aerea del  Ministero
                dei  Trasporti e presso il direttore generale
                dell'ENAC per esprimere una vibrata  protesta
                nei  confronti  della compagnia  Alpi  Eagles
                per  i  ripetuti disservizi che da  tempo  si
                verificano  nei  collegamenti  da  e  per  la
                Campania,     informando,    nel    contempo,
                l'Authority per la concorrenza ed il  mercato
                a  tutela dei lavoratori, dei turisti e degli
                operatori  turistici della  Sicilia  e  della
                Campania;

                   quali  provvedimenti intenda adottare  nei
                 confronti  della  compagnia,  la  quale   si
                 dimostra  poco sensibile alle  esigenze  dei
                 siciliani;

                   se  non  ritenga opportuno  verificare  la
                possibilità  di  assegnare  le   rotte   oggi
                detenute in modo esclusivo da Alpi Eagles  ad
                altre   compagnie,  stipulando  nel  contempo
                apposite  convenzioni  che  garantiscano  una
                drastica    riduzione   delle    tariffe    e
                favoriscano  una sana e corretta  concorrenza
                fra  i  vettori, stabilendo standard adeguati
                di prestazioni e servizi>. (1220)

                (L'interrogante chiede risposta  scritta  con
                urgenza)

                                                   FAGONE

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé annunziata avrà  svolgimento
  secondo  le procedure di cui all'articolo 144 bis del Regolamento
  interno
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   ZAGO, segretario:
                   <Al  Presidente  della  Regione,  premesso
                   che:

                   la   Corte   dei  conti  ha  bocciato   la
                gestione     commissariale     dell'emergenza
                rifiuti in Sicilia;

                   il  conferimento  in discarica  rimane  il
                sistema  quasi  esclusivo di smaltimento  dei
                rifiuti,  tant'è che la Sicilia  è  al  primo
                posto   in  Italia  per  la  percentuale   di
                rifiuti urbani smaltita in discarica;

                   dei   183   centri  comunali  di  raccolta
                previsti  solo 31 sono operanti,  mentre  per
                quanto     riguarda    gli    impianti     di
                compostaggio,  inseriti  nel  piano  rifiuti,
                soltanto uno è stato completato;

                   delle  270 isole ecologiche previste  solo
                198  sono  operanti  e, addirittura,  nessuno
                dei  26  impianti di selezione della frazione
                secca è attivo;

                   considerato che:

                   le  ingenti risorse previste (154  milioni
                di  euro  nazionali e 240 milioni di euro  di
                fondi  comunitari)  sono state  stanziate  in
                funzione della raccolta differenziata;

                   la   Sicilia  con  soltanto  il  5,5%   di
                raccolta  differenziata  raggiunto  nel  2005
                detiene   il  primato  negativo   in   Italia
                (preceduta solo dal Molise);

                   il  piano  rifiuti del Presidente  Cuffaro
                avrebbe  dovuto  mettere in  primo  piano  la
                raccolta  differenziata,  poiché  la   stessa
                garantisce   bassi  costi  per  i  cittadini,
                nuova occupazione e tutela dell'ambiente;

                   il  modello  voluto  dal  commissario  per
                l'emergenza   rifiuti   è   stato,    invece,
                concepito  per  mantenere bassa  la  raccolta
                differenziata  e bruciare quasi  la  totalità
                dei rifiuti nei termovalorizzatori;

                   ritenuto che;

                   in  Sicilia  non  è necessario  realizzare
                quattro  termovalorizzatori, ma ne basterebbe
                qualcuno, dopo avere effettuato una  corretta
                valutazione    dell'impatto   ambientale    e
                modificato   i  siti  nei  quali   finora   è
                prevista la loro realizzazione;

                   gli  ATO  rifiuti  sono,  in  gran  parte,
                sommersi   dai  debiti  e  gli  allarmi   sui
                continui  disservizi  e  sull'enorme  aumento
                delle tariffe si susseguono giornalmente;

                   la  legge  regionale n. 2 dell'8  febbraio
                2007  è  rimasta sostanzialmente  inapplicata
                in  quanto  non  è stato ancora  definito  il
                progetto di riduzione degli ATO da 27 a 14;

                   per sapere:

                   quale  sia  lo  stato di attuazione  della
                normativa  sopra richiamata, con  riferimento
                particolare   alla  definizione   dei   nuovi
                ambiti territoriali ottimali;

                   quali   siano  le  iniziative  assunte   a
                seguito  dei  pesanti  rilievi  mossi   dalla
                Corte dei conti>. (1217)

                   (L'interrogante  chiede  risposta  scritta
                   con urgenza)

                                               BARBAGALLO

                   <Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore   per   i   lavori    pubblici,
                premesso che:

                   l'art.  7  ter  della legge 109/94  (Legge
                quadro   sui  lavori  pubblici)   nel   testo
                vigente  in Sicilia, recepito con la  l.r.  2
                agosto   2002   n.   7  e   s.m.i.,   dispone
                sostanzialmente  il  parziale   trasferimento
                delle  competenze inerenti  le  procedure  di
                affidamento degli appalti di lavori  pubblici
                dagli  enti  di  cui all'art. 2  della  legge
                109/94  ad  un  ufficio di nuova istituzione,
                l'U.R.E.G.A.    (Ufficio    regionale     per
                l'espletamento  di  gare  per  l'appalto   di
                lavori  pubblici) articolato in nove  sezioni
                provinciali,    dislocate   nei    rispettivi
                capoluoghi,  ed in una sezione  centrale  con
                sede in Palermo;

                   le    competenze   trasferite   riguardano
                  esclusivamente gli appalti da affidare  con
                  procedure  di asta pubblica aventi  importo
                  dei  lavori a base d'asta superiore a  euro
                  1.250.000,00;

                   considerato che:

                   l'attuazione  di  molti  degli  interventi
                finanziati  deve rispondere alle  tempistiche
                imposte   dalle  amministrazioni   regionali,
                che,  nei  fatti,  non  tengono  conto  delle
                scadenze    'capestro',    intimando     alle
                amministrazioni   locali   la   realizzazione
                degli interventi stessi;

                   nel  merito, i consorzi intercomunali  per
                lo  sviluppo del territorio hanno  denunciato
                i   ritardi   dell'U.R.E.G.A,  che   bloccano
                l'utilizzo  delle numerose risorse  destinate
                alla      realizzazione     di     interventi
                infrastrutturali, con fonti di  finanziamento
                POR  Sicilia  2000-2006 ad  attuazione  delle
                amministrazioni locali;

                   atteso che:

                   tale  condizione, del tutto incresciosa  e
                grottesca  nella sua evoluzione, fa  ricadere
                sulle         amministrazioni        comunali
                responsabilità   che  agli   atti   risultano
                evidentemente   in  capo  ad   organi   della
                Regione;

                   i   tempi   stringenti  di   realizzazione
                imposti,  per esempio, dal POR Sicilia  2000-
                2006  trovano attuazione esclusivamente negli
                adempimenti  richiesti  alle  amministrazioni
                comunali e non a quelle regionali;

                   ritenuto   che  la  perdita  dei  numerosi
                finanziamenti  destinati alle amministrazioni
                comunali   produce  effetti  devastanti   sul
                territorio, arrestando in maniera  definitiva
                i  processi  di  sviluppo  locale  avviati  e
                procura  negli  enti  locali  interessati  un
                inevitabile    dissesto    economico    senza
                precedenti;

                   per sapere:

                   se  e  quali iniziative urgenti  intendano
                adottare  al  fine  di sbloccare  le  risorse
                destinate alle amministrazioni locali e,  più
                in  generale, per accelerare le procedure  di
                gara per gli appalti dei lavori pubblici;

                   se  non  ritengano  di dover  urgentemente
                attivarsi per un'azione governativa  efficace
                ed  immediata volta a definire una  soluzione
                legislativa  e/o organizzativa che  superi  i
                tempi  imposti dagli U.R.E.G.A., tenuto conto
                del  rischio  di  perdita  dei  finanziamenti
                europei  vincolati a rendicontazione definita
                nei  tempi,  nonché del dissesto  finanziario
                cui    vanno   incontro   gli   enti   locali
                (costretti a pagare progetti ed espropri  già
                effettuati)    con    il    conseguente    ed
                inevitabile  arresto di ogni  prospettiva  di
                sviluppo   territoriale  locale  e  regionale
                insieme>. (1221)

                   (Gli    interroganti   chiedono   risposta
                   scritta con urgenza)

   LACCOTO - ZANGARA

                   <Al    Presidente    della    Regione    e
                all'Assessore per la famiglia,  le  politiche
                sociali e le autonomie locali, premesso che:

                   il  comune  di Catania versa in  un  grave
                stato di dissesto finanziario;

                   da    diversi    anni    l'amministrazione
                comunale  Scapagnini  non  riesce  a   pagare
                puntualmente i fornitori, con le  inevitabili
                conseguenze sulla qualità dei servizi  e  sul
                mantenimento degli stessi;

                   si  sono  registrati ritardi  persino  nel
                pagamento   degli  stipendi   ai   dipendenti
                comunali;

                   l'amministrazione comunale  catanese,  sin
                dal  2003 risulta fortemente indebitata;  non
                ha  rispettato il patto di stabilità e non ha
                pareggiato  il  'buco' di bilancio,  tentando
                di  raggiungere il pareggio con un escamotage
                assai  discutibile, come il  ricorso  ad  una
                società  di scopo, quale la 'Catania  risorse
                s.r.l.'   con   cui  si  è  altresì   tentato
                l'aggiramento     del     divieto     sancito
                dall'articolo   119  della  Costituzione   di
                ricorrere   all'indebitamento  se   non   per
                investimenti   attraverso   una   dismissione
                scriteriata    del   patrimonio   immobiliare
                riguardante  anche immobili di pregevolissimo
                valore storico ed artistico;

                   rilevato che:

                   l'Azienda    municipale   trasporti,    ad
                esempio,  oltre al solito deficit annuale  di
                bilancio  di  circa  8 milioni  di  euro,  ha
                accumulato    debiti   nei   confronti    dei
                fornitori,  delle  banche  e  dei  dipendenti
                pari a circa 30 milioni di euro;

                   i  dipendenti  delle  cooperative  sociali
                che   assicurano  il  servizio  di  mensa   e
                pulizia  degli asili nido vengono pagati  con
                notevolissimo      ritardo;      l'assistenza
                economica   agli  indigenti  è  sospesa   per
                mancanza  di fondi; i ricoveri di anziani  in
                strutture  sono  limitati  a  circa  450,   a
                fronte  di richieste che superano il  doppio;
                negli  asili  nido non sono consentite  nuove
                iscrizioni  per  bambini che  ricadono  nella
                fascia   esente   se   non   attraverso   una
                compartecipazione  al  costo  del   servizio;
                l'ultimo     stipendio    percepito     dalle
                cooperative  che  svolgono  il  servizio   di
                assistenza  domiciliare risale a  molti  mesi
                fa;  da due anni non vengono acquistati libri
                per  le  biblioteche comunali;  diversi  siti
                archeologici  non  sono fruibili  o  lo  sono
                parzialmente  (Castello  Ursino,   Anfiteatro
                Piazza  Stesicoro,  Parco archeologico);  nel
                2005  non  è  stato erogato alcun  contributo
                per  il  Teatro Massimo Bellini; gli impianti
                sportivi    hanno    subito    la    chiusura
                pomeridiana   per  mancanza   di   fondi   da
                destinare  al  personale  di  custodia  degli
                stessi; la manutenzione delle strade e  degli
                edifici  scolastici,  in  particolare   nelle
                periferie,  è  del  tutto  insufficiente;   i
                mezzi dei vigili urbani sono spesso fermi  in
                officina  per  mancanza  di  riparazioni   in
                attesa dei fondi per l'acquisto dei pezzi  di
                ricambio;  per non parlare dell'indebitamento
                nei   confronti   dei   fornitori   e   della
                convenzione  per  il  servizio  di  tesoreria
                scaduta;

                   considerato che:

                   per  rimediare  al grave dissesto  causato
                da   una  pessima  amministrazione  e  da  un
                ricorso  massiccio  ed  ingiustificato   allo
                strumento          delle          consulenze,
                l'amministrazione Scapagnini si  è  oltremodo
                indebitata    attraverso   l'accensione    di
                un'abnorme  quantità  di  mutui,  ai   limiti
                consentiti dalla legge;

                   'per  fare  cassa' il Consiglio  comunale,
                dapprima,  con deliberazione  n.  66  del  24
                ottobre   2006,  ha  costituito  la   società
                'Catania  risorse  s.r.l.'  approvandone   il
                relativo  statuto  e,  successivamente,   con
                deliberazione n. 85 del 30 dicembre 2006,  ha
                disposto   il  trasferimento  alla   suddetta
                società di ben 14 immobili, di cui alcuni  di
                notevole  pregio  storico,  architettonico  e
                culturale,   al   fine   di   ottenere   come
                corrispettivo la liquidità necessaria  a  far
                fronte  alle  esigenze di  spesa  del  comune
                medesimo,  somme  che  la  società   'Catania
                risorse   s.r.l.'  avrebbe  dovuto   ottenere
                attraverso consistenti mutui;

                   già   in   data  23  dicembre  2005,   con
                protocollo generale del comune di Catania  n.
                9508 del 17/01/2005, la Soprintendenza per  i
                beni   culturali  ed  ambientali  di  Catania
                emanava  una nota con la quale, dinanzi  alle
                notizie  di  stampa  relative  all'elenco  di
                immobili comunali da alienare, precisava  che
                il  decreto legislativo n. 42 del  2004,  nel
                richiamare l'articolo 822 del Codice  civile,
                annoverava   tra   i  beni  appartenenti   al
                demanio  pubblico  anche i beni  appartenenti
                ad  enti  pubblici territoriali  riconosciuti
                di  interesse storico e artistico e  pertanto
                inalienabili ed indisponibili;

                   a  seguito di tale iniziativa, la dott.ssa
                Maria  Grazia Branciforte veniva rimossa  dal
                proprio  incarico  e retrocessa  a  dirigente
                del  servizio beni archeologici della  stessa
                Soprintendenza;

                   atteso  che l'articolo 55, comma 3,  dello
                stesso  decreto  legislativo n.  42  precisa,
                inoltre,  che  l'autorizzazione  ad  alienare
                comporta   la  sdemanializzazione  del   bene
                pubblico   attraverso   una   procedura    di
                verifica (art. 12, comma 6); solo qualora  la
                verifica   dell'interesse   culturale   abbia
                esito  negativo  gli  immobili  di  proprietà
                pubblica possono essere alienati;

                   constatato che:

                   ricadono   nelle  previsioni   legislative
                richiamate  l'ex Monastero di  Santa  Chiara,
                l'ex  Monastero di Sant'Agata,  l'ex  Caserma
                Malerba,   patrimonio  storico  e   culturale
                della  città,  a parte il fatto  che  nessuna
                procedura  di  sdemanializzazione   è   stata
                avviata, e, trattandosi di un presupposto  di
                validità   per   l'alienazione,   l'atto   di
                trasferimento dei beni immobili alla  società
                'Catania   risorse  s.r.l.'  è  da  ritenersi
                nullo;

                   su  tale deliberazione sono stati espressi
                dubbi   da   parte  della  stessa  avvocatura
                comunale;

                   ritenuto che ci si trovi dinanzi:

                   ad  un'operazione volta  a  nascondere  la
                reale condizione finanziaria del comune,  con
                palese  aggiramento del dettato dell'articolo
                119,  comma 6, della Costituzione, che  vieta
                di  ricorrere  all'indebitamento,  salvo  per
                spese di investimento;

                   a  deliberazioni  che  espongono  a  grave
                rischio il patrimonio immobiliare del  comune
                di  Catania,  conferito  ad  una  società  di
                diritto   privato,  con  capitale   giudicato
                irrisorio    e   senza   alcuna   operatività
                economica,   già  fortemente  indebitata   e,
                dunque, soggetta alle procedure esecutive,  a
                mezzo  delle  quali i suoi creditori  possono
                aggredirne     il     cospicuo     patrimonio
                immobiliare;

                   al  pericolo  che le quote della  'Catania
                risorse  s,r,l.' possano essere  assoggettate
                a  pignoramento  da  parte dei  numerosissimi
                creditori del comune di Catania;

                   all'inevitabile     aggravamento     della
                situazione   finanziaria   del   comune    di
                Catania,  stante  che quegli stessi  immobili
                in   cui   oggi  sono  allocati  gli   uffici
                comunali   dovranno  necessariamente   essere
                dati  in locazione al comune di Catania dalla
                società  'Catania  risorse  s.r.l.',  con  il
                conseguente   aggravio  del   pagamento   del
                canone per l'amministrazione comunale;

                   ad    un    grave   comportamento    degli
                amministratori  del  comune  di  Catania   in
                aperto   contrasto  con  i   principi   della
                imparzialità  e  del  buon  andamento   della
                pubblica  amministrazione di cui all'articolo
                97  della Costituzione e all'articolo 78  del
                Testo   Unico  delle  leggi  sull'Ordinamento
                degli enti locali;

                   a   gravi  e  persistenti  violazioni   di
                   legge;

                   al  fatto oggettivo e oramai reiterato che
                il  Consiglio comunale di Catania  approva  i
                bilanci  preventivi alla  fine  dell'anno  e,
                addirittura,  prima dei consuntivi  dell'anno
                precedente,   senza   alcuna   censura    del
                competente Assessorato regionale;

                   ritenuto,   inoltre,  che   tentativi   di
                analoghe  operazioni  possano  essere  ancora
                praticati  per ripianare i debiti degli  anni
                successivi;

                   considerata  legittima  la  preoccupazione
                per  le sorti della città di Catania per  ciò
                che  accade  sul  piano della  trasparenza  e
                della  regolarità dell'azione  amministrativa
                e contabile-finanziaria;

                   per sapere:

                   se  e quali iniziative siano state assunte
                al  fine  di verificare il reale stato  della
                situazione   economica  e   finanziaria   del
                comune di Catania;

                   se  non  ritengano,  anche  alla  luce  di
                quanto  sopra esposto, di dover  attivare  un
                apposito   intervento   ispettivo   volto   a
                verificare   la  conformità  della   gestione
                amministrativa  e  contabile  del  comune  di
                Catania  alle disposizioni    legislative   e
                regolamentari;

                   se   non  ritengano,  inoltre,  di   dover
                attivarsi   per   l'esercizio   dei    poteri
                sostitutivi conferiti dalla legge  e  per  le
                procedure   di  scioglimento  del   Consiglio
                comunale, al fine di ristabilire il  rispetto
                della  legalità e dei principi di trasparenza
                e    di   buon   andamento   della   pubblica
                amministrazione    a    salvaguardia    degli
                interessi    generali   della    cittadinanza
                catanese>. (1222)

                   (Gli    interroganti   chiedono   risposta
                   scritta con urgenza)

                                      BARBAGALLO-VILLARI

   PRESIDENTE.   Le   interrogazioni   testè   annunziate   saranno
  trasmesse al Governo.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Invito   il  deputato segretario  a  dare  lettura
  della mozione presentata.

   ZAGO, segretario:
                          <L'Assemblea regionale siciliana

                   Premesso  che gli avviamenti  nel  settore
                forestale    relativi    alla    manutenzione
                ordinaria    sono   regolati   dalla    legge
                regionale  14 aprile 2006, n. 14,  che  va  a
                modificare  e ad integrare la l.r.  6  aprile
                1996,   n.  16.  In  particolare  si  ha   un
                riordino  nei gruppi di lavoratori,  chiamati
                'contingenti',    e   nelle    modalità    di
                avviamento   al  lavoro.  E'   dunque   stato
                realizzato  un elenco speciale  regionale  su
                base  provinciale  in cui i  lavoratori  sono
                inseriti   in   base   ad   un   ordine    di
                appartenenza per contingente, ossia:

                   operai a tempo indeterminato;

                   operai con garanzia di 151 giornate;

                   operai con garanzia di 101 giornate;

                   operai  con  garanzia di 78  giornate  (in
                base  all'art. 44, comma 7, l.r.  n.  14  del
                2006);

                   Visto che:

                   si   ha   così  un'espressa  volontà   del
                 legislatore  finalizzata   alla   'chiusura'
                 dell'accesso   all'occupazione   di    nuovi
                 lavoratori,      consentendo,       altresì,
                 l'avviamento  al  lavoro  esclusivamente   a
                 coloro  che  sono inseriti nel  sopra  detto
                 elenco    speciale   regionale    su    base
                 provinciale;

                   si   intende,  per  i  sopradetti  motivi,
                abrogato l'art. 55 della l.r. n. 16 del  1996
                che  consentiva  l'avviamento  al  lavoro  di
                lavoratori   che  non  avessero   mai   avuto
                rapporti di lavoro con l'Azienda foreste,  in
                caso di ulteriore fabbisogno di manodopera;

                   Considerato   che  si  intende,   altresì,
                abrogato  il comma 4 dell'art. 53 della  l.r.
                n.  16 del 1996 che prevedeva l'impossibilità
                per  i  lavoratori di espletare un numero  di
                giornate superiori a quelle previste  per  il
                contingente di appartenenza;

                   Atteso  che  si desume che il  legislatore
                ha   voluto  fissare  un  numero   certo   di
                lavoratori; ha, altresì, voluto stabilire  il
                numero minimo di giornate da espletare  senza
                apporre un tetto massimo;

                   Considerato   inoltre   che   le    ultime
                richieste  di avviamento al lavoro  risultano
                parzialmente  inevase  per  essere,  i  sopra
                detti   lavoratori  che  non   hanno   ancora
                espletato   il  proprio  turno   di   lavoro,
                impossibilitati  a  presentarsi  ai  recapiti
                periodici    comunali,   essendo   impegnati,
                spesso, presso altri datori di lavoro  o  per
                altri motivi particolari;

                   Visto  infine che i lavoratori, che  hanno
                già  espletato il proprio turno  'minimo'  di
                lavoro  di  giornate spettanti,  non  vengono
                riavviati,   pur  presentandosi  puntualmente
                alle richieste del lavoro,

                           impegna il Governo della Regione
                                                 e
                                          l'Assessore     per
                l'agricoltura e le foreste

                   a  dare  seguito, ad un piena  e  completa
                applicazione  di tutta la normativa  prevista
                dalla legge regionale 14 aprile 2006, n. 14;

                   a   dare   seguito,  dopo   aver   sentito
                l'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza
                sociale,   la   formazione  professionale   e
                l'emigrazione  in  merito  alla  problematica
                del  riavviamento  al lavoro  dei  lavoratori
                che   hanno   già  espletato  il  turno   del
                'minimo'  di  lavoro  di giornate  spettanti,
                alla  relativa previsione normativa  prevista
                nella predetta l.r. n. 14 del 2006.

                   a   delineare   in   maniera   chiara   ed
                inequivocabile   quale   sia   la   posizione
                espressa  dal  Governo  regionale  in  merito
                alla  problematica  generale  dei  lavoratori
                forestali,  in  modo da dare serenità  ad  un
                settore,   fondamentale   per   la   corretta
                gestione del territorio regionale>. (224)

                               RAGUSA  - ANTINORO - TURANO  -
                               MAIRA

   PRESIDENTE.  Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine  del
  giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data  di
  discussione.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   N.  222   Rimodulazione del Piano di sviluppo rurale al fine  di
  renderlo rispondente alle esigenze degli agricoltori siciliani in
  stato  di crisi , degli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno
  e Vitrano.

   N.  223   Definizione dei nuovi Ambiti territoriali  ottimali  e
  avvio di idonee procedure a garanzia del regolare svolgimento del
  servizio  di  raccolta  dei  rifiuti , degli  onorevoli  Laccoto,
  Ammatuna, Zangara, Manzullo, Culicchia e Fiorenza.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   ZAGO, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Fondo  europeo  agricolo per lo sviluppo rurale  (FEASR)  ha
  come  obiettivo l'accrescimento della competitività  del  settore
  agricolo   e   forestale,  attraverso  la  ristrutturazione,   lo
  sviluppo, l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e  dello
  spazio  naturale, la gestione del territorio ed il  miglioramento
  della  qualità  della  vita  nelle zone  rurali,  promuovendo  la
  diversificazione delle attività economiche;

   il  FEASR interviene negli Stati membri attraverso una serie  di
  misure  riferibili agli assi definiti nel titolo IV del  Reg.  CE
  1698/2005;

   il  Reg.  CE  1698/2005, che stabilisce l'equilibrio finanziario
  ed  il  rapporto  esatto  tra  gli  obiettivi  di  ciascun  asse,
  considera l'asse 2 prioritario nella distribuzione delle  risorse
  finanziarie,    evidentemente    ritenendo    il    miglioramento
  dell'ambiente  e dello spazio rurale strategico per  il  rilancio
  dell'agricoltura;

   la  stragrande maggioranza delle aziende agricole siciliane è di
  ridotte  dimensioni,  con  elevati costi  di  produzione,  scarsa
  implementazione  di  innovazioni tecnologiche,  sempre  crescente
  difficoltà  di  reperimento  di  manodopera,  elevati  costi   di
  commercializzazione e difficoltà nell'individuarne i canali;

   in  data  22 giugno 2007 l'Assessore regionale per l'agricoltura
  e  le  foreste  ha  presentato un'ulteriore  bozza  di  Piano  di
  sviluppo  rurale  che dovrà essere presumibilmente  adottata  nei
  prossimi giorni dalla Giunta regionale;

   considerato che;

   il  PSR presentato appare privo di effettivo collegamento con la
  reale situazione di crisi dell'agricoltura siciliana, atteso, fra
  l'altro,  che  la  grande  disponibilità di  risorse  finanziarie
  contenute  nel  Piano  stesso,  a  disposizione  dell'agricoltura
  siciliana  nei  prossimi  cinque anni, ammontante  ad  oltre  2,1
  miliardi   di  euro,  non  sembra  destinata  ad  affrontare   la
  drammatica crisi degli agricoltori siciliani, essendo per lo  più
  diretta a chi non vive direttamente di lavoro agricolo;

   l'assenza  nel  Piano  di sviluppo rurale di  misure  dirette  a
  ridurre  i  costi  di produzione, il favorire  la  ricomposizione
  fondiaria  e  la  costituzione di consorzi per la meccanizzazione
  agricola,   nonché   l'esclusione   dal   Piano   medesimo    del
  prepensionamento  per  gli  agricoltori,  la  previsione  di  una
  superficie   aziendale  eccessiva  per  l'accesso   alle   misure
  dell'asse  uno  (miglioramento della  competitività  del  settore
  agricolo  e forestale), le scarse risorse assegnate all'asse  due
  (miglioramento  dell'ambiente  e  dello  spazio  rurale)   e   la
  riduzione  dei premi per ettaro delle misure agro-ambientali,  di
  fatto  privano dell'accesso ai benefici del PSR in  argomento  la
  stragrande maggioranza degli agricoltori siciliani;

   detto  PSR  risulta  in siffatto modo una  vera  beffa  per  gli
  agricoltori  siciliani che si attendevano la  predisposizione  di
  misure  atte  a  rilanciare l'attività agricola per  il  prossimo
  quinquennio;

   preso  atto  che sono in scadenza al 30 giugno 2007 le  cambiali
  agrarie ed il pagamento di contributi agricoli;

   ritenuto che gli agricoltori siciliani non sono più in grado  di
  fronteggiare  in  alcun modo il grave ed  ormai  lungo  stato  di
  crisi,   aggravato   in   maniera  ormai   insopportabile   dalla
  peronospora,  che  ha  praticamente  distrutto  gran  parte   del
  raccolto  di  uve  di  diverse  province,  nonché  dalla   calura
  eccezionale degli ultimi giorni,

                  impegna il Governo della Regione

   a   rimodulare   il  Piano  di  sviluppo  rurale  per   renderlo
  rispondente  alle reali esigenze degli agricoltori siciliani  che
  da troppo tempo versano in stato di drammatica crisi;

   a  prevedere  nel  PSR la riduzione della dotazione  finanziaria
  dell'asse  1  a  vantaggio dell'asse 2, cui  dovranno  destinarsi
  almeno  il  50  per cento delle risorse, così come stabilito  dal
  Regolamento comunitario;

   a  ridurre  la  previsione  del  PSR  relativa  alla  superficie
  aziendale  per l'accesso alle misure dell'asse 1 da 15  UDE  a  8
  UDE;

   ad  aumentare  per la viticoltura, almeno fino  a  900  /Ha,  il
  premio previsto per le misure agro-ambientali;

   ad introdurre misure relative al prepensionamento;

   ad  introdurre nella pianificazione regionale misure finalizzate
  alla  riduzione  dei costi di produzione, quali la ricomposizione
  fondiaria ed i consorzi per la meccanizzazione agricola;

   ad  introdurre misure specifiche per favorire la coltivazione di
  piante agro-energetiche;

   ad  assumere  iniziative urgenti finalizzate  al  rinnovo  delle
  cambiali agrarie in scadenza il 30 giugno 2007;

   a   porre   in  essere  ogni  iniziativa  diretta  a  consentire
  l'immediata sospensione del pagamento dei contributi  agricoli  e
  delle tasse gravanti sugli agricoltori. (222)

                                             GUCCIARDI - BARBAGALLO
                                                 GALVAGNO - VITRANO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   Il  Presidente  della  Regione,  nella  qualità  di  Commissario
  straordinario   per   l'emergenza   rifiuti,   ha   promosso   la
  costituzione  di 27 Ambiti territoriali ottimali  nel  territorio
  siciliano;

   l'articolo  45 della legge regionale n. 2 del 2007  ha  disposto
  la  trasformazione degli ATO, con la riduzione del loro numero  e
  la liquidazione delle società d'ambito;

   la   nuova  organizzazione  prevede  la  creazione  di  Consorzi
  obbligatori  tra  i  Comuni dell'ATO; il Consorzio  è  dotato  di
  personalità  giuridica e costituisce l'Autorità d'ambito  di  cui
  all'articolo 201, comma 2, del D.Lgs n.152/2006;

   lo  stesso  articolo 45 della legge regionale n. 2 del  2007  ha
  disposto  il  termine  di  90  giorni  entro  i  quali  l'Agenzia
  regionale per i rifiuti avrebbe dovuto individuare i nuovi ATO in
  numero  non  superiore a 14 e in modo da assicurarne l'efficacia,
  l'efficienza, la funzionalità e l'economicità;

   tale  termine  è  decorso  inutilmente, nonostante  siano  state
  presentate interrogazioni sull'argomento a tutt'oggi inevase;

   considerato che:

   l'applicazione  della nuova normativa si impone  a  seguito  dei
  notevoli squilibri che l'istituzione e la gestione degli  ATO  ha
  determinato in questi anni nella Regione;

   la  ratio  ispiratrice degli ATO mirava alla gestione del  ciclo
  integrato dei rifiuti in un bacino territoriale ampio al fine  di
  realizzare  economie di scala, migliorando il  servizio  a  costi
  inferiori;

   la   pratica   applicazione  di  tale  modello   gestionale   ha
  completamente fallito i propri obiettivi;

   ritenuto che:

   la  creazione  degli  ATO ha di fatto generato  una  cesura  tra
  Comuni e relative popolazioni e società incaricate di svolgere il
  servizio;

   le  società  d'ambito sono delle società per azioni, e  pertanto
  regolate  dalle norme del codice civile, e tuttavia  svolgono  un
  servizio  di  preminente interesse pubblico, che non  può  essere
  sottratto  ad  una gestione pubblicistica in grado di  effettuare
  una  comparazione degli interessi coinvolti e privilegiare quelli
  generali;

   lo  svolgimento del servizio si è rivelato molto oneroso per  la
  creazione di ben 27 nuovi enti che assorbono ingenti risorse  per
  il solo fatto di esistere;

   a  pochi  anni  dalla loro istituzione, gli  ATO  rifiuti  hanno
  accumulato  una notevole quantità di debiti, che la Confindustria
  Sicilia  ha calcolato in 300 milioni di euro, ma che oggi  si  ha
  motivo  di  ritenere  siano lievitati dal momento  che  in  media
  ciascun ATO ha accumulato almeno 20 milioni di euro di debiti  ed
  ogni giorno tale cifra aumenta vertiginosamente;

   non  vi  sono dati certificati poiché il monitoraggio  circa  le
  esposizioni  debitorie  effettuato  dall'ARRA  non   ha   sortito
  risultati assolutamente attendibili;

   molti  ATO, infatti, non hanno ancora risposto alle richieste  o
  hanno fornito dati parziali;

   si  calcola, tuttavia, che almeno 13 dei 27 ATO siano  in  grave
  difficoltà,  e  tra questi sicuramente quelli delle  province  di
  Messina, Catania, Palermo ed Agrigento;

   gli  oneri  di  gestione  sono inevitabilmente  scaricati  sugli
  utenti, ai quali viene imposto di pagare tasse, o tariffe laddove
  istituite,  di  importo  raddoppiato o addirittura  triplicato  a
  fronte di un peggioramento del servizio;

   le  tariffe  (TIA) vengono calcolate in acconto ed  i  cittadini
  non  possono  sapere quale sia l'effettiva tariffa corrispondente
  da  pagare  poiché in molti casi manca l'approvazione  dei  conti
  consuntivi  delle  società d'ambito da parte  dell'assemblea  dei
  soci;

   l'improprio  trasferimento della potestà impositiva agli ATO  ha
  generato  una  rivolta  da  parte  di  molti  utenti  che   hanno
  contestato,  con  ricorsi  sempre più  numerosi,  l'illegittimità
  delle tariffe;

   l'ammontare  dell'onere a carico degli utenti  non  è,  inoltre,
  omogeneo sul territorio regionale anche a causa di gare espletate
  troppo frettolosamente e non sempre con criteri di economicità  e
  trasparenza;

   considerato, inoltre, che:

   la  situazione  debitoria  degli  ATO  è  riconducibile  ad  una
  gestione  non  sempre  attenta ed oculata e  non  rispondente  ai
  canoni di legge;

   ciò  determina  l'impossibilità  per  le  società  di  espletare
  regolarmente  i  servizi e pagare tutti i  fornitori,  nonché  il
  personale;

   Confindustria  Sicilia ha annunciato che dall'1 luglio  c.a.  le
  imprese  creditrici saranno costrette a sospendere  il  pagamento
  degli   stipendi  ai  circa  7  mila  dipendenti,  con  possibili
  conseguenze per la prosecuzione del servizio;

   si profila, pertanto, una situazione di emergenza;

   premesso, ancora, che:

   in  questi  anni,  gli ATO hanno assorbito  il  personale  delle
  ditte  private  che  avevano in appalto  i  servizi  ancor  prima
  dell'individuazione del gestore, così come prevedeva  lo  statuto
  tipo  degli  ATO  delineato con l'ordinanza del  Commissario  per
  l'emergenza  rifiuti;  la  forma  giuridica  di  tali  enti   non
  consente,  peraltro,  un  controllo del loro  operato  secondo  i
  principi del diritto pubblico;

   nell'attuale  fase  di  transizione, dopo  l'entrata  in  vigore
  dell'articolo  45  della  l.r. n.  2  del  2007  che  prevede  la
  liquidazione degli ATO, risultano altre assunzioni di personale a
  tempo  indeterminato  senza tener conto  del  personale  precario
  degli enti locali col rischio che i nuovi ATO nascano appesantiti
  da piante organiche sovradimensionate;

   tali  assunzioni  sono  quanto meno inopportune,  in  virtù  del
  disposto  dell'articolo 45 della legge regionale n.  2  del  2007
  nella  parte  in  cui  prevede che i  nuovi  ATO  assumano  nuovo
  personale solo attraverso procedura di evidenza pubblica;

   il  ritardo nell'esecuzione della legge suddetta sta,  pertanto,
  aggravando ulteriormente una situazione già critica ed ai  limiti
  della legalità;
   rilevato, inoltre, che:

   l'istituzione  degli  ATO  non ha portato  ad  alcun  incremento
  della  raccolta differenziata, che si attesta intorno  al  6  per
  cento,  dato  sempre più lontano non solo da tutti gli  obiettivi
  fissati  dalla legge, ma anche dalla media nazionale che  viaggia
  verso il 30 per cento;

   con deliberazione n. 6/2007, la Corte dei Conti ha approvato  la
  relazione  sulla  gestione dell'emergenza rifiuti  nelle  regioni
  commissariate;

   la  deliberazione  contiene una sezione  dedicata  alla  Sicilia
  nella  quale  la  Corte boccia senza mezzi  termini  la  gestione
  operata dal Commissario delegato alla predisposizione ed adozione
  del  Piano di gestione dei rifiuti, individuato nella persona del
  Presidente della Regione siciliana;

   considerato ancora che:

   i  rilievi riguardano l'intero fronte delle competenze assegnate
  al Commissario da numerose ordinanze;

   in   primo   luogo,   si   sottolinea   la   notevole   lentezza
  dell'attività  programmatoria,  a  dispetto  del   carattere   di
  emergenza   che   avrebbe   dovuto  consentire   un'accelerazione
  nell'adozione delle decisioni;

   i   ritardi  sono  la  conseguenza  di  ripetuti  mutamenti   di
  strategia  che hanno reso inutili intere fasi procedimentali  già
  esperite,  nonché di errori di valutazione sui tempi necessari  e
  sulla stessa durata dell'emergenza;

   premesso, altresì, che:

   la  Corte  ha sottolineato le gravi anomalie connesse all'avviso
  pubblico per la stipula delle
   convenzioni per la  realizzazione dei termo-valorizzatori;

   il  Commissario, infatti, non ha esperito la gara conforme  alle
  direttive  europee  in  tema  di appalti  pubblici,  rivolgendosi
  direttamente  ad operatori industriali disponibili ad  impegnarsi
  in  siti  idonei  o  in  propri impianti industriali,  o  di  cui
  avessero  la  disponibilità gestionale, esistenti nel  territorio
  della Regione;

   in  tal  modo  sono  stati  favoriti  gli  operatori  che  prima
  dell'avviso  erano  a  conoscenza della  situazione  fattuale  e,
  probabilmente, avevano già preparato  gli  studi di   fattibilità
  tecnico-finanziaria;

   l'urgenza,  posta  a  base  di scelte discutibili,  sembra  aver
  fornito un comodo alibi alla restrizione della concorrenza  nelle
  procedure  di  affidamento  delle  opere  ma  anche  a   modalità
  operative  improntate  a carenza istruttoria,  approssimazione  e
  travisamento dei fatti determinando una infinita serie di ricorsi
  col paradossale;

   risultato  di  un rallentamento dell'attività che,  seguendo  le
  ordinarie procedure, sarebbe stato evitato;

   il  presupposto  dell'urgenza ha comportato  il  disconoscimento
  del   ruolo  rilevante  da  attribuire  nell'adozione  di  scelte
  strategiche   ai   comuni,  alle  popolazioni   coinvolte,   alle
  associazioni ambientaliste;

   il  Piano  è  attualmente fermo, e la data di  inizio  attività,
  prevista  inizialmente  per  il  31  marzo  2004,  è  inutilmente
  decorsa;

   a  giugno  2006,  si era arrivati alla cifra di ben  18  ricorsi
  amministrativi proposti contro il Piano;

   il  ricorso  più  significativo  è  quello  che  la  Commissione
  europea  ha  presentato  alla Corte di Giustizia  delle  Comunità
  europee per violazione della direttiva 92/50/CEE sugli appalti di
  servizi relativamente alla omessa pubblicazione dei bandi di gara
  prima di procedere alla stipula delle convenzioni;

   la  Corte rileva come  l'ostinazione dell'amministrazione a  non
  osservare  i  principi  della  concorrenza  e  trasparenza,   con
  l'intento  persistente di salvaguardare comunque gli  affidamenti
  delle   concessioni   nonostante  la  palese  contrarietà   della
  Commissione    europea,   abbia   determinato   un    contenzioso
  pluriennale,  con  il  conseguente impegno  di  risorse  umane  e
  temporali ingenti;

   considerato, infine, che:

   la   Corte   dei   Conti  non  manca,  poi,   di   stigmatizzare
  l'incompleta  attuazione del Piano rifiuti per quel che  riguarda
  la  situazione impiantistica: dei 183 centri comunali di raccolta
  previsti  solo  31  sono  operanti,  35  sono  gli  impianti   di
  compostaggio  inseriti  nel  Piano  ed  uno  soltanto   è   stato
  completato;  nessuno dei 26 impianti di selezione della  frazione
  secca è attivo, e uno solo è stato realizzato;

   tale  stato di cose spiega la bassissima percentuale di raccolta
  differenziata dei rifiuti: il conferimento in discarica rimane il
  sistema  principale, se non esclusivo, di smaltimento di  rifiuti
  solidi urbani;

   tutto  ciò  è  avvenuto  nonostante  gli  ingenti  finanziamenti
  statali  e comunitari: la Corte stima in 154 milioni di  euro  le
  risorse  finanziarie nazionali e in 240 milioni  di  euro  quelle
  europee,   le   somme   erogate  in   funzione   della   raccolta
  differenziata,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  accelerare  e  definire con urgenza le procedure  necessarie
  alla definizione dei nuovi Ambiti territoriali ottimali così come
  delineati con l'art. 45 della legge regionale n. 2 del 2007;

   a  porre  in  essere, nelle more, tutte le procedure a  garanzia
  del regolare svolgimento del servizio;

   a  vigilare su nuove ed illegittime assunzioni di personale  che
  le  società d'ambito in via di scioglimento stanno operando al di
  fuori di ogni controllo;

   a  riferire  all'Assemblea regionale siciliana circa  i  pesanti
  rilievi  che  la  Corte  dei  Conti  ha  esposto  sulla  gestione
  commissariale dei rifiuti,

   a   riferire   all'ARS  circa  la  situazione   della   raccolta
  differenziata  dei rifiuti, il loro riciclo e riuso  e  le  reali
  prospettive nell'ottica della gestione integrata. (223)

                                           LACCOTO-AMMATUNA-ZANGARA
                                        MANZULLO-CULICCHIA-FIORENZA

   Dispongo   che   le  predette  mozioni  siano   demandate   alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perchè  ne
  determini la data di discussione.

    Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
                            della Regione
    in ordine alla programmazione dei Fondi comunitari 2007/2013

    PRESIDENTE   Si  passa  al III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione  sulle comunicazioni  del  Presidente
  della   Regione  per  la  programmazione  dei  fondi   comunitari
  2007/2013.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

    CRISTALDI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'Aula   debba  conoscere  il  risultato  della  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari prima di proseguire nei lavori
  e  mi riserverò di intervenire successivamente non appena saranno
  state rese note le determinazioni della stessa.

    PRESIDENTE  Lei ha perfettamente ragione, onorevole  Cristaldi.
  C'è  un'audizione  tecnica  e  gli  Uffici  stanno  stilando   il
  programma;   non  appena  lo  stesso  sarà  pronto,   ne   daremo
  comunicazione all'Aula.

    Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
      della Regione per la programmazione dei fondi comunitari
                              2007/2013

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il Presidente  della  Regione,
  per motivi del suo ufficio, dovrà lasciare l'Aula alle ore 19.00.
  Risultano iscritti a parlare dieci deputati e alcuni di loro sono
  componenti  di  Gruppi  parlamentari che si  sono  già  espressi.
  Vorrei  chiedere dunque la vostra collaborazione  per  concludere
  gli  interventi  entro  le 18.30 e dare,  infine,  la  parola  al
  Presidente   della  Regione.  Ove  questo  non  fosse  possibile,
  dovremmo  rinviare  le  comunicazioni conclusive  del  Presidente
  della Regione a domani sera.
   Sono  iscritti a parlare gli onorevoli: De Benedictis,  Laccoto,
  Villari, Panepinto, Gucciardi.
   Per   assenza  dall'Aula  i  deputati  De  Benedictis,  Laccoto,
  Villari, Panepinto e Gucciardi decadono dal diritto di parlare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Borsellino. Ne ha facoltà.

    BORSELLINO   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  onorevoli  colleghi, ho letto con  molta  attenzione  i
  documenti  che  il  Governo  ha  presentato  per  illustrare   il
  Programma operativo 2007/2013 e devo dire che ho trovato conferma
  ai  timori che, più volte, da questi banchi, noi dell'opposizione
  abbiamo  denunciato  e  paventato, cioè  l'assenza  di  una  vera
  strategia di sviluppo a beneficio di una programmazione a  maglie
  larghe,  buona per tutte le stagioni e legata più all'attività  e
  alla  sopravvivenza  di  questo Governo che  ad  un  progetto  di
  respiro ampio in grado di produrre quella rinascita tangibile che
  in  altri  Paesi, come la Spagna ed il Portogallo, ha portato  ad
  una ripresa dell'economia ed un miglioramento della qualità della
  vita dei suoi cittadini.
   Desidero però a questo punto fare un passo indietro.
   Nei   mesi  scorsi  avevamo  già  lamentato  come  il  documento
  elaborato  via  via dalla Regione siciliana sulla  programmazione
  dei Fondi europei fosse molto debole nell'indirizzo strategico, e
  come  non  tenesse  conto  dei  nuovi  Regolamenti  europei   che
  prevedono   e   prescrivono   il   partenariato   come   elemento
  fondamentale per la preparazione, l'attuazione, la sorveglianza e
  la  valutazione  dei  Programmi  operativi  e  la  redazione  del
  documento da eseguirsi in stretta cooperazione con i partners.
   Tutto  ciò,  nei  lavori che hanno portato  all'elaborazione  di
  questo  documento,  è  mancato  ed  è  stato  sostituito  da  una
  richiesta  di ratifica avvenuta, in extremis, sotto la  pressione
  della  scadenza  ed  il rischio della perdita  dei  finanziamenti
  stessi.
   Adesso,  l'assenza per cui avevamo lanciato l'allarme  si  sente
  particolarmente, soprattutto su due piani: su quello del  carente
  ruolo  assegnato alle città che avrebbero dovuto essere al centro
  sia della programmazione dei fondi che di parte del loro utilizzo
  più  di quanto non preveda, dopo alcune insufficienti correzioni,
  l'ultima versione del Programma operativo; sia sul rispetto degli
  obiettivi europei che indicano nella ricerca, nell'innovazione  e
  nella   capacità  di  trasferimento  tecnologico  all'impresa   i
  pilastri  della  crescita economica fondamentale per  i  prossimi
  anni  e  che hanno, nelle città metropolitane e nelle Università,
  gli attori fondamentali.
   In  Sicilia  sappiamo  bene cosa abbia significato  negli  anni,
  adirittura nei secoli, l'assenza di strategia di sviluppo.  Basta
  ripercorrere la storia dello sviluppo industriale, di realtà come
  la  FIAT,  la  FINCANTIERI e, oggi, anche la ST  Microelettronics
  per farsene un'idea.
   Vogliamo  bruciare  anche quest'ultima  possibilità?   Vogliamo,
  ancora una volta, calare dall'alto gli interventi e il futuro dei
  territori?
   Sulla  gestione centralistica di questo documento non   ci  sono
  dubbi.  Lo  hanno  lamentato più volte anche gli attori  sociali,
  lasciati ai margini del percorso.
   L'aspetto  più  grave  sta in questo modo di  procedere  che  ha
  prodotto  -  come  dicevo  prima - una  programmazione  a  maglie
  larghe,  cioè  buona  per  qualsiasi  uso,  e  pronta  ad  essere
  indirizzata   dove   il  Governo  regionale  riterrà   opportuno,
  piegandola anche a finalità di spese ordinarie.
   Sorge  il  dubbio  che  la  mancata partecipazione  di  città  e
  territori,  come  delle  parti sociali, alla  programmazione  dei
  Fondi  sia  stata sostituita da una partecipazione  attiva,  oggi
  nascosta  e  domani  sicuramente  esplicita,  dei  diversi   rami
  dell'Amministrazione e dei loro interessi più o meno  clientelari
  alle varie voci  misure assi dei fondi strutturali .
   Auspichiamo  che quanto accaduto per i Fondi di Agenda  2000,  e
  messo nero su bianco qualche giorno fa dalla Corte dei conti,  la
  quale  -  rispetto  al  POR 2000-2006 -  ha  parlato  perfino  di
  procedimenti di dubbia legittimità amministrativa non  debba  più
  ripetersi.  Tuttavia,   il  documento  che  il  Presidente  della
  Regione ha illustrato e le osservazioni della Commissione europea
  al   quale  il  Governo  si  sta  adeguando  ci  dicono,  invece,
  chiaramente, che la strada seguita è la stessa di sempre.
   Il  Documento di programmazione del Governo si presenta come  un
  elenco in cui c'è di tutto ma niente di strategico. Del resto, la
  mancanza   di   partenariato  reale  con   gli   attori   esterni
  all'Amministrazione  regionale,  dagli  enti  locali  alle  parti
  sociali, agli attori della ricerca e dell'innovazione tecnologica
  e  il  vergognoso  tira  e molla tra la programmazione  dei  rami
  dell'Amministrazione per redigere l'elenco e  definire  la  parte
  finanziaria dà il polso reale della situazione; svela  l'esigenza
  che  sta  alla  base  del documento, cioè far quadrare  i  conti,
  garantire la spesa ordinaria e vecchi e nuovi interessi.
   Mi  chiedo, davvero, come faccia il Governo a sostenere  che  il
  Programma  operativo  FESR  presenti  una  strategia.  Cito  alla
  lettera:   «fortemente  in  linea  con  orientamenti   strategici
  comunitari per la politica di coesione».
   La  comunicazione del Presidente della Regione si registra  come
  osservazione di peso relativo rispetto cui si starebbe  adeguando
  il    documento    regionale;   passaggi    fondamentali    della
  programmazione, tra gli altri, la confusione e la sovrapposizione
  di   obiettivi   tematici  e  l'eccessivo  numero  di   obiettivi
  operativi;  la  carenza degli indicatori a livello qualitativo  e
  quantitativo,  sia  di  livello  di  partenza  sia   di   target;
  l'esigenza  di  ridefinire un asse prioritario  come  quello  dei
  trasporti  con  una motivazione impressionante. Non  è  possibile
  identificare  uno schema logicamente sequenziale di  obiettivi  e
  azioni.
   E  ancora,  secondo la Commissione, pezzi interi  del  programma
  sono  mal  posti,  almeno  secondo  quanto  previsto  dal  Quadro
  strategico  nazionale. Gli interventi per il  turismo  andrebbero
  spostati dall'Asse 5, dove attualmente sono ubicati, all'Asse 3.
     Se il Governo continuerà a gestire il programma come una lista
  della spesa, sarà facile spostare il tutto; se il problema fosse,
  come  dovrebbe  essere,  quello  di  coordinare,  programmare   e
  integrare  all'interno di una strategia chiara e definita,  anche
  qui,  si  tratterebbe di ricominciare tutto daccapo  come  per  i
  trasporti.
   Se  si  analizza la spesa per il turismo, si scopre che la quasi
  totalità  della  stessa  è  prevista  per  altri  aiuti,  per  il
  miglioramento   dei   servizi  turistici  e  per   infrastrutture
  edilizie.  Insieme  queste due voci, coprono  la  quasi  totalità
  delle  spese  per  il  turismo, almeno sulla base  della  tabella
  allegata.
   Ciò   spiega   perché   il  Presidente   della   Regione   possa
  sottovalutare  il  peso  delle  osservazioni  della   Commissione
  europea in quantochè, se fossero prese sul serio, richiederebbero
  di  ricominciare daccapo e con intelligenza dagli interessi della
  Sicilia e con rispetto per il suo futuro.
   Ma  non  finisce  qui.  Tra le segnalazioni  della  Commissione,
  infatti,  ve ne sono delle altre molto interessanti. Cito  quella
  relativa al fatto che il Programma non contiene indicazioni sulla
  metodologia  per  la selezione delle aree urbane,  oggetto  degli
  interventi  finanziati,  o  che la  progettazione  integrata  non
  costituisce  una  modalità  di  intervento  prevista,   in   modo
  generalizzato, come avveniva per il precedente Programma  2000  -
  2006  e  che  la Commissione chiede di chiarire le ragioni  della
  nuova  scelta anche sulla base di una valutazione dell'esperienza
  di Agenda 2000.

                 Presidenza del Presidente Micciché

   Ma  la  verità  è  un'altra: la Commissione  può  pretendere  il
  rispetto  di certe regole formali e suggerire elementi che  vanno
  nella  direzione di una strategia che produca risultati ma,  alla
  fine,  la responsabilità dell'utilizzo ai fini di sviluppo, della
  perdita  dell'occasione  di  sviluppo,  resta  nelle  mani  della
  Sicilia e non di Cuffaro soltanto, di  tutta la classe dirigente.
   Più  volte,  noi  componenti dell'Assemblea regionale  siciliana
  abbiamo  chiesto chiarimenti; abbiamo chiesto di sapere  come  si
  stava procedendo. Sui Fondi europei c'è sempre stato un alone  di
  mistero,   quasi  si  trattasse  di  qualcosa  di   privato   che
  interessava il Governo e i suoi Uffici.
   Personalmente,  auspico  che su questo documento  l'Aula  faccia
  sentire davvero la propria voce e che il Governo nazionale giochi
  un ruolo autorevole per quelle che sono le sue competenze.
   Ritengo e lo abbiamo scritto anche nel nostro programma  -  così
  come  ha  fatto  l'Unione  -  che gli  indirizzi  europei  e  gli
  interessi   della  Sicilia  dovrebbero  mettere  al  centro   del
  Programma  due  direzioni fondamentali: la prima  fa  riferimento
  alla strategia di Lisbona e dovrebbe puntare a collegare ricerca,
  innovazione e trasferimento tecnologico, aree urbane,  in  quanto
  luoghi  privilegiati per la ricerca e luoghi dell'Università  che
  effettuano  la  ricerca  e l'impresa e  il  mondo  produttivo  in
  genere.  L'osservazione sulle aree urbane che nel programma  sono
  identificate  con  l'unico criterio quantitativo,  cioè  30  mila
  abitanti, mostra l'assoluta non comprensione del problema e della
  strategia.
   A  mio  avviso, Palermo, Messina e Catania dovrebbero essere  al
  centro  sia  della  programmazione che della spesa  per  la  loro
  significatività  all'interno della strategia di  Lisbona,  mentre
  centri  più piccoli, come Enna e Caltanissetta, dovrebbero essere
  coinvolti   maggiormente  su  un  altro  registro,   quello   del
  riequilibrio  e  della disparità di sviluppo  e,  quindi,  quello
  della   progettazione  integrata  e  di  strumenti   territoriali
  alternativi equivalenti.
   L'osservazione  della  Commissione  europea  sulla  mancanza  di
  progettazione  integrata  e  sulla  mancanza,  aggiungo  io,   di
  qualsiasi  altro  strumento equivalente,  mi  pare  che  rimandi,
  appunto,  alla  seconda direzione fondamentale che  il  programma
  dovrebbe avere e che non ha.
   Onorevole  Presidente della Regione, credo debba  essere  chiara
  una  cosa: ciò che è già accaduto nel 2000-2006 non si  deve  più
  ripetere  per  la  prossima  programmazione  e  per  il  prossimo
  utilizzo  dei Fondi strutturali europei perché questa è  l'ultima
  occasione  vera  che la Sicilia ha e questa è l'ultima  occasione
  che  non può perdere e che non deve assolutamente essere perduta;
  noi come rappresentanti di questo Parlamento e noi in particolare
  come opposizione,  non permetteremo assolutamente che ciò accada.
   Per   il  resto,  nel  corso  della  precedente  seduta,   avevo
  rinunciato a parlare per la mancata presenza del Presidente della
  Regione   in  Aula,  durante  un  dibattito  che  doveva  vederlo
  protagonista. Ribadisco la posizione dell'altra volta  e  ritengo
  che  il Presidente Cuffaro dovrebbe mostrare un maggiore rispetto
  per  questa  Assemblea,  rispetto che è venuto  a  mancare  anche
  questa   volta   nel   momento  in  cui   egli   ha   abbandonato
  anticipatamente  l'Aula,  mentre i  deputati  svolgevano  i  loro
  interventi. Avere abbandonato il dibattito ed essere  andato  via
  per  la presentazione della nuova cinquecento, che sarà pure  una
  cosa  importante ma, sicuramente, meno rispetto al dibattito  sui
  Fondi strutturali o come quando, dalla Spagna, ci ha fatto sapere
  che  non  importava quello che questa Assemblea  decideva  perché
  altre erano le direttive

    CUFFARO  presidente della Regione. Non sono andato in Spagna.

    BORSELLINO    Mi  riferisco  a  quando  abbiamo  approvato   la
  mozione.  Non  so dove si trovasse, ma non era in Aula  quando  è
  stata  approvata la mozione sull'energia e lei ci ha fatto sapere
  che nel suo programma c'era altro; l'Assemblea quindi poteva fare
  ciò che voleva. Credo che l'Assemblea meriti maggiore rispetto da
  parte del Presidente della Regione

    CUFFARO   presidente  della Regione. Maggiore  rispetto  per  i
  siciliani.

    BORSELLINO   Noi  abbiamo grande rispetto  per  i  siciliani  e
  proprio  per questo ci occupiamo dei Fondi strutturali  che  sono
  l'ultima occasione per la nostra terra.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo Camillo.  Ne
  ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO .  Onorevole Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi,  è  nostro  dovere stimolare fortemente  il  Governo  e
  richiedere  una  maggiore  attenzione  rispetto  al  biennio  che
  abbiamo   davanti   e   alla  parola  disimpegno,   assolutamente
  preoccupante.
   Abbiamo  il dovere come opposizione di richiedere al Governo  di
  fare uno sforzo maggiore per quanto concerne il POR 2007-2013  e,
  soprattutto,  di  fare  uno sforzo per cercare,  non  solo  nella
  maniera generica in cui è stata espressa, una strategia efficace.
   Mi  permetto  pertanto  di utilizzare  una  definizione  che  dà
  l'idea  di  ciò  che  vorremmo  trasferire  al  Presidente  della
  Regione,  al Governo della Regione e ai colleghi, cioè quella  di
  non perdere di vista una spesa impostata su un sistema che sia in
  grado  di  produrre  dei   risultati concreti  perché  di  questi
  abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno, assolutamente, di una spesa
  che  si  basi  sui   progetti  sponda'  e  non  abbiamo  bisogno,
  assolutamente, di una spesa che crei un basso moltiplicatore  per
  quanto  concerne  anche  la cosiddetta ricchezza  complessiva,  a
  partire  dallo sviluppo e dai gap che  registriamo nella  regione
  Sicilia.
   Se  qualcuno vuole interpretare tutto ciò come una polemica,  lo
  faccia  pure. Riteniamo di avere compiuto, in passato, uno sforzo
  per   chiedere   al   Governo  che  l'Aula  fosse    maggiormente
  protagonista   nelle   scelte  importanti  nella   programmazione
  relativa all'accesso ai Fondi strutturali del POR Sicilia.
   In  passato  abbiamo cercato di fare ciò che è stato  possibile.
  Dobbiamo  essere molto sinceri e schietti. Non è stato possibile,
  soprattutto,  per quest'Aula avere un ruolo decisivo  rispetto  a
  questa programmazione; l'Aula non ha avuto modo, se non in  poche
  occasioni, anche se lo abbiamo chiesto in maniera insistente,  di
  fare  il punto e di segnalare le cosiddette criticità  e,  se  mi
  permettete, di evidenziare al contempo  i  grossi limiti che pure
  hanno riguardato la gestione del POR 2000-2006.
   Potrei  citare un esempio: per quanto concerne la  legge  numero
  32  del  2000  sulle norme che possiamo ancora utilizzare,  sulle
  norme che sono evidentemente più attuabili, ma che non rispondono
  più  alle esigenze della nuova programmazione, purtroppo,  questo
  non  è  stato  fatto. E siamo in un periodo in cui il  Parlamento
  regionale  siciliano è indicato come un luogo dove si fa  poco  e
  dove regna il vuoto pneumatico.
   Vedete,  ciò non vuol dire stare all'opposizione solo  per  fare
  polemica  o  per buttarla in politica; è uno sforzo che  vorremmo
  fare  insieme a tutti voi per cercare di capire come  quest'Aula,
  realmente, espleti la sua funzione, fino in fondo, senza togliere
  niente al Governo ma, nel contempo, su argomenti di questo tipo -
  come  citava poco fa l'onorevole Borsellino - non si può non fare
  i conti con quanti hanno realmente utilizzato i Fondi strutturali
  ed hanno registrato, anche e soprattutto, percentuali di crescita
  estremamente interessanti. Costoro hanno addirittura cambiato  il
  volto   delle   loro   realtà  ed  hanno   prodotto   opportunità
  occupazionali e vero sviluppo, cosa che, purtroppo,  non  abbiamo
  registrato  - ed è in questo senso il lavoro svolto  dalla  Corte
  dei conti - a livello più generale.
   Vi  è  inoltre il problema di essere un po' più selettivi e   in
  questi pochi minuti vorrei aggiungere alle argomentazioni fornite
  dagli  onorevoli colleghi che mi hanno preceduto,  che  condivido
  nella maggior parte dei casi, due questioni: il Piano di sviluppo
  rurale  e  il Fondo europeo per la pesca. E le mie considerazioni
  sono fatte da un uomo legato più alla montagna che al mare.
   Penso  che  su queste due questioni l'Aula debba soffermarsi  un
  po',  innanzitutto perché appare assolutamente inconcepibile  che
  il  Piano  di sviluppo rurale - che la Giunta, credo,  abbia  già
  esitato  per  l'invio  a  Bruxelles, e  deduco  tutto  ciò  dalle
  dichiarazioni fatte dal Presidente della Regione nella precedente
  seduta  -  venga  concepito  come se nulla  stesse  accadendo  in
  Sicilia;  come  se il Governo non conoscesse la  realtà  agricola
  della nostra terra, le difficoltà che sta registrando e i ritardi
  enormi   che  su  questo  settore  così  importante   si   stanno
  accumulando nel tempo.
   Vorrei  citarne  uno per tutti. Ci troviamo in questa  fase  con
  un'assenza  complessiva di confronto vero tra il  Governo  e  gli
  agricoltori  siciliani, di mancato intervento  sul  pregresso,  a
  partire  dalla calamità minore della siccità, somme  che  già  lo
  Stato  ha,  sostanzialmente, nel novembre 2006,  trasferito  alla
  nostra  Regione  -  tralasciamo gli  aspetti  tecnici  di  cassa,
  depositi  e  così  via - e ci troviamo in  una  fase  in  cui  la
  vendemmia, nella Sicilia occidentale, è un dramma, perché è ovvio
  che la  peronospora' sta devastando prodotto e ceppi; è a macchia
  di  leopardo ma è molto estesa. C'è una situazione molto delicata
  per  quanto concerne non solo l'agro-ambientale ma anche il resto
  di ciò che compone la nostra economia agricola.
   Di  tutto  ciò, purtroppo, non c'è traccia nel Piano di sviluppo
  rurale.  Signor Presidente, è inconcepibile pensare che il  Piano
  non  parta  dalla  considerazione di dover ridurre  i  costi  che
  stanno sempre più aumentando nel comparto agricolo.
   Non   è   stato   fatto  uno  sforzo  per  quanto  concerne   la
   ricomposizione  fondiaria', argomento molto serio  che  riguarda
  ovviamente  anche  il  modo  in  cui  si  organizza   la   nostra
  agricoltura per pensare sempre più alle prospettive ed al futuro.
   Non  c'è alcuna scelta per quanto concerne l'incentivazione  dei
  consorzi per la meccanizzazione che potrebbero permettere,  anche
  da  questo punto di vista, di alleviare e di abbattere i costi di
  produzione delle aziende.
   Non  c'è alcuna visione anche della cosiddetta  dimensione della
  superficie  aziendale   che  tenga conto  della  realtà  agricola
  siciliana.
   Se  dovesse passare quanto contenuto e proposto dal Governo, per
  quanto concerne il Piano di sviluppo rurale, l'8 per cento  delle
  aziende agricole siciliane rimarrebbe fuori da quelle opportunità
  che il Piano stesso  mette a disposizione della Sicilia.
   Quando  si  indicano  gli  11 ettari si intende  comprendere  la
  struttura  della  nostra  agricoltura,  come  lavorano  i  nostri
  agricoltori.  Non è possibile pensare che indicando  ciò  non  si
  perda un treno importante.
   Onorevole  Presidente, nella precedente seduta si è accennato  a
  come risolvere tale questione  e da parte sua è stato assunto  un
  certo  impegno,   ma  è  ovvio che questi  ettari  devono  essere
  portati  da  11  a  6. Lei comprende bene cosa significhi  questo
  cambiamento,  ossia  attingere con  il Piano di  sviluppo  rurale
  (2,1 miliardi di euro) l'85 per cento e più di aziende.
   Non   è  possibile  che  sulle  misure  ambientali,  mentre   il
  Regolamento prevede 900,00 euro ad ettaro, si propone, nel  Piano
  di  sviluppo  rurale, 430,00 euro ad ettaro come  se  non  stesse
  accadendo  niente  alla nostra agricoltura.  E  trovo  ciò  molto
  curioso.
   Onorevole   Presidente della Regione, vorremmo  capire  come  il
  Governo  si stia attrezzando con il Fondo europeo per  la  pesca;
  siamo  tutti  stanchi di parlare solo di un fermo  biologico  che
  viene continuamente annunciato con le difficoltà che esistono.
   Vorremmo  capire piuttosto, visto che il Fondo  europeo  per  la
  pesca  consta  di 320 milioni di euro, come il Governo  pensa  di
  attrezzarsi  e  di  fare  in  modo,  di  concerto  col  Ministero
  competente, che tale Fondo continui ad esistere e come il settore
  della  pesca possa, da questo punto di vista, fare qualche  passo
  in  avanti.  In  caso contrario, si tratterebbe sempre  di  fermi
  biologici che non potremmo pagare o per ritardo di notifica o per
  altri  problemi di cui abbiamo già contezza. Noi vogliamo  andare
  oltre rispetto a tutto ciò.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Zappulla.  Ne  ha
  facoltà.

    ZAPPULLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  prima
  grande  questione  che ritengo fondamentale porre  all'attenzione
  del  Parlamento  riguarda l'idea dello sviluppo della  Sicilia  o
  precisamente dell'assenza dell'idea dello sviluppo della Sicilia.
   Il  problema - e qui lo voglio dire con precisione al Governo  e
  al  suo Presidente - non è né irrilevante né marginale, ma assume
  sempre più il carattere della strategicità assoluta.
   I  Fondi strutturali 2000/2006 dovevano cambiare il volto  della
  Sicilia,   della   sua  economia  e  farla   uscire   da   quella
  insopportabile condizione di marginalità produttiva, culturale  e
  sociale in cui è stata da tempo immemorabile relegata.
   Certo,  le  risorse  sono state spese anche  per  qualche  buona
  finalità, qualche sprazzo positivo è riscontrabile qua e  là,  ma
  la  verità è che la Sicilia rimane pur sempre il fanalino di coda
  del Paese.
   Tutti  i  dati e gli indicatori statistici, anche quelli forniti
  dal Governo, testimoniano una condizione diffusa di disagio e  di
  arretratezza della Sicilia. La stessa relazione della  Corte  dei
  Conti  consegna  un  quadro desolante e disastroso  dell'utilizzo
  delle risorse disponibili.
   E'  ragionevole  affermare che fatte le  splendide,  ma  isolate
  eccezioni,  i  Fondi 2000/2006 segnano un sostanziale  fallimento
  della  politica  regionale,  della  sua  capacità  di  spesa,  di
  controllo della qualità degli interventi realizzati.
   I  fondi  2007/2013, essendo sicuramente gli ultimi, non possono
  e  non  devono - e credo che su questo conveniamo tutti - seguire
  lo stesso percorso e la stessa traccia.
   Purtroppo,  caro  presidente Cuffaro, nella  sua  relazione  c'è
  ancora  troppa  frammentazione, c'è un'eccessiva parcellizzazione
  degli  interventi, c'è tutto e il suo esatto contrario. Se a  ciò
  aggiungiamo  i  rilievi  forti e di  merito  mossi  dalla  stessa
  Commissione europea, il giudizio sul suo operato si fa pesante  e
  fortemente negativo.
   Tutto  è comprensibile, le mille spinte e le sollecitazioni,  ma
  vi  è  una  gravissima  lacuna  e  una  mancanza:  l'anima  dello
  sviluppo   Non  si  percepisce  quale  sia   il  cuore   pulsante
  dell'idea dello sviluppo della Sicilia per il prossimo decennio
   Dalle  organizzazioni sindacali dei lavoratori alle associazioni
  datoriali,  grandi, piccole e medie di ogni settore  merceologico
  non  vengono richieste di interventi assistenziali o  di  piccolo
  cabotaggio  clientelare,  pongono,  invece,  e  sempre  di   più,
  all'attenzione   e   alla   coerenza  del   Governo   i   macigni
  dell'infrastrutturazione      materiale      ed      immateriale,
  dell'innovazione, della conoscenza, del sapere.
   La  Sicilia  deve  diventare un grande centro e  laboratorio  di
  ricerca  continua, moderna ed avanzata, al servizio  di  tutti  i
  settori.
   I  cinque anni del Governo Berlusconi hanno segnato una  visione
  del  meridione  e della Sicilia fondata sulla bassa  qualità,  su
  produzioni   e   servizi  con  poco  valore  aggiunto,   se   non
  addirittura, aree e territori individuati sostanzialmente per  il
  consumo di beni e servizi prodotti altrove.
   Grazie   a   queste  scelte  sbagliate,  la  Sicilia  ha   visto
  peggiorare la sua condizione economica, ha visto diminuire la sua
  capacità  competitiva,  ha continuato  ad  essere  la  terra  del
  disagio,  delle vecchie e delle nuove povertà. La nuova frontiera
  dello sviluppo della Sicilia è piuttosto quello della conoscenza,
  dei  saperi,  dell'Università, della  formazione  di  eccellenza,
  dell'ambiente, dell'energia pulita.
   Ritengo,  inoltre,  sbagliato cancellare un'intera  stagione  di
  programmazione negoziata e di concertazione dal basso. Certo, non
  tutto  è  andato  per il verso giusto nei territori.  Tante  sono
  state  le zone d'ombra; molti aspetti rimangono discutibili;  gli
  strumenti  meritevoli di essere ripensati; più forte il controllo
  democratico  dei  risultati  economici  ed  occupazionali   degli
  interventi,   ma   eliminare,  di  fatto,  il  protagonismo   del
  territorio,   a   mio   avviso,  è  un   errore   gravissimo   ed
  imperdonabile.
   Il  patrimonio costituito dalle esperienze cumulate  in  materia
  di  programmazione  negoziata  e di  progettazione  integrata  va
  recuperato  e  valorizzato, evitando un pericoloso  accentramento
  delle risorse e delle scelte nella struttura regionale.
   Una centralizzazione dimostrata dai fatti, che non solo tende  a
  mortificare  le esperienze e le competenze positive maturate  nei
  territori, ma rischia di fare esplodere le contraddizioni di  una
  macchina  burocratica  amministrativa dei vari  assessorati,  non
  sempre adeguatamente attrezzati alla  bisogna.
   Va   rivisto,   quindi,   lo  scarso   rilievo   affidato   alla
  cooperazione programmatoria operativa fra il livello regionale di
  territori rappresentati da aggregazioni di comuni, di popolazioni
  e  di  enti.  Va  recuperata la mancata previsione di  specifiche
  modalità di intervento su territori ad area vasta, nei quali sono
  in atto processi di sviluppo endogeno.
   Vanno  recuperati interventi mirati allo sviluppo  di  un  nuovo
  welfare  locale,  offrendo  nuove  e  più  avanzate  risposte  ad
  esigenze  e  bisogni che avanzano, che sono sempre più  crescenti
  nella  società e, soprattutto, sempre più incalzanti nelle  fasce
  più deboli ed esposte della nostra popolazione.
   Va  data  priorità alle linee di intervento dell'Asse 4, rivolto
  a  sostenere  l'innovazione,  il  trasferimento  tecnologico,  la
  ricerca e lo sviluppo precompetivivo.
   Per   l'Asse  5,  le  linee  di  intervento  dovrebbero   essere
  differenziate almeno sotto due direttrici.
   La  prima  consta sul pro-ammodernamento tecnologico ovvero  sul
  sostegno agli investimenti per acquisto di macchinari e  di  beni
  strumentali nuovi e a sostegno dell'internazionalizzazione  delle
  imprese.
   La  seconda azione è rivolta alla riduzione del gap di  sviluppo
  territoriale  locale,  ovvero  alla  nascita  di  nuove  imprese,
  all'ampliamento di quelle esistenti, alla riqualificazione  delle
  aree industriali in un'ottica di distretto.
   Va   data  priorità  agli  interventi  per  il  risanamento  del
  territorio  anche attraverso il rilancio ed il potenziamento  dei
  piani di disinquinamento ambientale.
   Vanno   previste   risorse  ed  interventi   adeguati   per   la
  riqualificazione dei centri urbani.
   Signor Presidente, concludo con alcuni rilievi brevissimi e  con
  qualche altra puntualizzazione.
   L'utilizzo  dei Fondi, la verifica dei risultati conseguiti,  le
  eventuali  modifiche da apportare non possono essere di esclusiva
  competenza  del Governo e del potere tecnocratico della  Regione
  C'è,   infatti,  un  deficit  clamoroso  di  informazione   -   e
  consentitemi data l'importanza straordinaria dell'argomento -  di
  trasparenza e di democrazia.
     La Commissione speciale sui Fondi UE deve uscire dal limbo  di
  superficialità  in cui è caduta.  Nulla da ridire  sulla  volontà
  dei   singoli   e  sull'impegno  profuso  dal  Presidente   della
  Commissione, ma la funzione della Commissione spesso è limitata a
  prendere atto di decisioni già assunte attraverso brevi, succinte
  ed estemporanee audizioni.
   Tutto  ciò  non è tollerabile - e concludo signor Presidente  -,
  così  come non è tollerabile lo svuotamento del ruolo dell'intera
  Assemblea regionale.
   Il  Governo deve assumersi l'impegno di informare periodicamente
  l'Assemblea  affinché  ciascun deputato,  gruppo  o  schieramento
  politico  possa  conoscere tempestivamente ed in tempi  utili  le
  materie al fine di potere esprimere i propri giudizi, ma anche di
  formulare eventuali idee e proposte.
   Continuare  ad impedire questo processo significa  sospendere  -
  di fatto - la democrazia nell'Organo che i siciliani hanno eletto
  per esercitare tale facoltà e ciò continuerebbe ad essere davvero
  grave ed inquietante e, sinceramente, inaccettabile.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  certamente
  l'intervento  del  Gruppo  al  quale  appartengo  e  degli  altri
  colleghi   intervenuti  sull'argomento  sono  stati  compiuti   e
  particolareggiati. In questa sede, intendo puntualizzare  e  fare
  risaltare solo qualche altro aspetto.
   Sarò   forse  ripetitivo  nell'affermare  che  i  documenti   di
  programmazione dei Fondi europei sono debolissimi nella strategia
  e   hanno   una   carenza  strutturale  di   coinvolgimento   del
  partnerariato.
   In  particolare,  intendo ribadire come  il  Documento  oggi  in
  discussione   non   ha   recepito  ciò  che  coraggiosamente   ed
  innovativamente   era   stato   avviato   con    la    precedente
  programmazione  2000-2006  e recentemente  riproposto  a  partire
  dalle elezioni scaturenti dall'esperienza maturata.
   In  esso  sono  scomparse la territorialità  delle  risorse  che
  nella  programmazione 2000-2006 era al 50 per cento, e  strumenti
  importanti di progettazione integrata quali i PIT  e i  TIR,  che
  sono sicuramente migliorabili ed emendabili, ma essenziali per lo
  sviluppo  locale.   Un deficit, quindi, di strategia  complessiva
  che andava costruita in uno agli enti locali ed al partnerariato.
   Abbiamo  oggi, invece, un elenco dove c'è tutto e  il  contrario
  di tutto; non vi è una strategia di fondo.
   A  mio  avviso,  inoltre, l'attuale quadro  contiene  una  lista
  della  spesa che il Governo si ostina a gestire per sopperire  al
  deficit  di  bilancio  e per coprire parte della  spesa  corrente
  senza  tenere conto, o meglio, senza avere una compiuta  idea  di
  sviluppo.
   A  tal  proposito, desidero brevemente focalizzare  l'attenzione
  sul  rischio  di  scomparsa di molti comuni  delle  zone  interne
  dell'Isola  che  patiscono una grave disparità di  sviluppo.   In
  questo   senso  ci  viene  in  aiuto  una  recente  pubblicazione
  dell'Ufficio   speciale   Montagna'  dell'Assessorato   regionale
  Territorio  ed ambiente che - a seguito di uno studio durato  più
  anni e che ha monitorato 185 comuni montani della Sicilia - ci fa
  capire come oggi tantissime realtà comunali sono in grave rischio
  di estinzione.
      Nel   periodo  1972-2005  la  variazione  percentuale   dello
  spopolamento dei comuni montani ha raggiunto cifre allarmanti che
  vanno da meno 30,5 per cento della popolazione di Lercara Li Fusi
  a  meno  57,7 di Fondachelli, a meno 54,6 di San Marco da Nunzio,
  per fare riferimento soltanto ai comuni fino a 3.000 abitanti.
   A  meno  26  per  cento  della popolazione di  Caltavuturo,  per
  arrivare a meno 39,7 di Castiglione di Sicilia.  Per parlare  dei
  comuni da 3 a 5 mila abitanti.
   Almeno  il 25,7 per cento del comune di Ganci, il 28,7 di Agira,
  il 28,8 di Aidone, per arrivare a meno 32 per cento di Tortorici,
  per parlare dei comuni da 5 a 10 mila abitanti.
   La  situazione  non  è migliore  nei comuni  da  10  a  15  mila
  abitanti,  se  si considera che il solo comune di  Leonforte,  in
  provincia  di Enna, nel periodo 1972-2005, ha perso circa  il  14
  per cento della popolazione.
   Questi  sono solo alcuni degli esempi di un fenomeno  che  potrà
  assumere dimensioni devastanti.
   Vi  è  in  questa  fascia  di  comuni una  continua  emigrazione
  giovanile,  un invecchiamento della popolazione, una  contrazione
  delle nascite per i pochi aiuti alle famiglie ed un aumento della
  disoccupazione che costringe all'emigrazione.
   L'estinzione  di  parecchi  paesi  di  montagna  e  delle   zone
  interne,  quindi,  non è solo una ipotesi,  ma   una  probabilità
  basata su una seria ricerca scientifica.
   Credo,   dunque,  che  questo  vuoto  vada  colmato   in   tempi
  rapidissimi  per  rendere giustizia ad alcune zone  della  nostra
  Isola che più delle altre stanno pagando un prezzo altissimo.
   L'ultima  legge  organica sulle zone interne risale  al  Governo
  Nicolosi  e,  purtroppo, pur avendo avuto una cospicua  dotazione
  finanziaria, non ha dato i frutti sperati in quanto l'elenco  dei
  comuni  si dilatò a dismisura fino a ricomprendere, tra i  comuni
  delle zone interne, le municipalità a pochi metri dal mare.
   Oggi  si  pensa  tantissimo, e giustamente,  alla  conservazione
  dell'ambiente   in   generale   e  dell'ecosistema   montano   in
  particolare. Non vorrei, però, che pensassimo eccessivamente alla
  tutela   floro-faunistica  senza  pensare,  invece,  all'elemento
  primario che è l'uomo.
   Per  dirla  alla  Don  Milani: non ci possono  essere  politiche
  uguali  per  situazioni diverse, ma vi debbono  essere  politiche
  diverse per situazioni disuguali.
   Signor  Presidente, oggi ci è data l'occasione di intervenire  e
  di   programmare  lo  sviluppo  della  nostra  Isola,  facciamolo
  seriamente, sapendo che altri Stati europei hanno cambiato  volto
  e  qualità dello sviluppo con l'uso razionale delle risorse  loro
  assegnate.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cantafia.  Ne  ha
  facoltà.

    CANTAFIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula  è
  accusata  giustamente  dal  popolo siciliano  di  inattività,  di
  scarso  impegno, di poco lavoro, poche sedute e per  poco  tempo,
  non  solo  per  i momenti che dedichiamo loro, ma per  il  valore
  aggiunto che le sedute di quest'Aula hanno per l'economia  e  per
  la società siciliana.
   Si  sta affrontando la questione delle risorse comunitarie quasi
  come  uno  dei  tanti argomenti  che quest'Aula ha esaminato.  Il
  dibattito in corso rischia di diventare inutile, superfluo per il
  governo  della  Sicilia  e  ciò è  dovuto  ad  alcuni  fattori  e
  responsabilità precisi ed evidenti.
   La  responsabilità maggiore è la sua, onorevole Cuffaro. Il  suo
  Governo  non  ha strategie, si potrebbe dire che  è  il  classico
  Governo  di  fine mandato, che deve soltanto gestire  l'ordinaria
  amministrazione,  provare a far bene per  quanto  può,  ma  senza
  alcuna  spinta all'innovazione, senza alcun progetto  strategico,
  senza nessuna voglia di cambiamento.
   Il  suo  è un Governo peraltro con una maggioranza molto rissosa
  che, quindi, non aiuta a definire le poche cose che si vorrebbero
  fare.

               Presidenza del Vicepresidente Speziale

   Per certi versi è perfino un Governo assediato dalla sua stessa
  maggioranza, criticato nei suoi assessori, piuttosto  che  nella
  sua azione.
   Si  aggiunga  il  fatto che questa Aula non  ha  strumenti  per
  legiferare,  ossia  non  ha  le risorse.  La  nostra  Regione  è
  notoriamente allo stremo delle forze, non ha risorse sufficienti
  neanche per approvare piccole leggine che possano ancora  essere
  considerate utili alle questioni di sistema.
   Signor Presidente, lei ci promette da mesi la legge sul mercato
  del  lavoro  e  quella sullo sviluppo, ma di  queste  leggi  non
  abbiamo  notizia.  C'è stato perfino una sorta  di  rimpallo  di
  responsabilità tra il Presidente della Regione e  il  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana circa la possibilità che tali
  provvedimenti potessero approdare nella competente  Commissione.
  Ma  questi  provvedimenti, ci dicono, essere senza la necessaria
  copertura  finanziaria,  quindi è  improbabile  che  si  possano
  discutere ed approvare.
   In  tale  condizione  possiamo discutere  dell'unico  programma
  possibile  di  sviluppo per la Sicilia, quello che  utilizza  le
  risorse comunitarie.
   Questa è una Regione che ha dei trucchi contabili evidenti  nel
  suo bilancio. Con le risorse comunitarie paghiamo spese correnti
  o  comunque spese che stanno per diventare sempre più  difficili
  da  giustificare  con  le risorse comunitarie.  Un  esempio  per
  tutti,  la  questione  dei catalogatori che  sta  diventando  un
  problema soprattutto formale più che sostanziale.
   Ci  sarà  un  momento  in cui la Comunità europea  smetterà  di
  credere  che vi sia ogni volta  un progetto nuovo per gente  che
  da  vent'anni è strutturata  nella pianta organica della  nostra
  Regione
   Abbiamo,  peraltro,  un bilancio regionale pressoché  comatoso,
  non  abbiamo  alcun  tipo di risorse e a  ciò  si  aggiungano  i
  cosiddetti  trucchi contabili' che aggraverebbero immediatamente
  la  condizione  della  Regione non appena  l'Europa  finisse  di
  concedere o di attribuire nuove risorse.
   Mi  chiedo  come  farà il Presidente della Regione,  nel  2013,
  quando  saranno finite le risorse comunitarie, dovrà  affrontare
  il tutto con i soli proventi del bilancio della Regione?
   Indubbiamente  vi  sono  alcune  responsabilità.   Lei   è   il
  Presidente  di  chi  l'ha  votato e rappresenta  soprattutto  la
  maggioranza che l'ha votato.
   Questa Aula parlamentare rappresenta l'intera Sicilia e  non  è
  possibile però che a questa  sia impedito di far valere  il  suo
  diritto  di  programmare il futuro dei siciliani, di partecipare
  alla  programmazione. E' una funzione che va esercitata, tenendo
  conto  delle  differenze di ruolo che le varie parti  esprimono.
  Questa Assemblea deve tornare ad esercitare questa funzione.
   Nel  primo DPEF che lei ha presentato in questa Aula, nel corso
  della   presente  legislatura,  una  modifica  suggerita   dalla
  Commissione   UE   indicava   la  necessità   (che   fu   votata
  all'unanimità)   di  riportare  all'interno   dell'Aula,   delle
  funzioni parlamentari, non la gestione di quelle risorse  perché
  altrimenti   cadremmo  di  nuovo  dalla  padella   alla   brace,
  rischieremmo  cioè di tornare ai tempi dei governi  della  prima
  Repubblica,  in particolare di quella dell'onorevole Mattarella,
  in  cui  l'Assemblea regionale siciliana fu in pratica il centro
  non  soltanto  della legislazione, ma anche  del  governo  della
  Regione.
   Naturalmente non sono affatto affezionato a quei tempi e  penso
  che  i  governi  debbano  governare.  Tuttavia,  ritengo  che  a
  quest'Aula debba essere data la possibilità di partecipare  alla
  programmazione  delle risorse e soprattutto di identificare  gli
  obiettivi che si vogliono raggiungere con tali risorse.
   A  questo proposito, onorevole Presidente della Regione, vorrei
  proporne qualcuno.
   Il  primo  obiettivo che dovremmo raggiungere, visto che  siamo
  una  Regione  ad  Obiettivo 1, che riceve  cioè  dei  fondi  per
  colmare  il  gap tra la nostra capacità di produrre reddito,  di
  produrre Pil e le Regioni più ricche d'Europa, è la copertura di
  questa  differenza. Ebbene cosa facciamo per fare questo?  Quali
  sono  le  attività  che  all'interno del  programma  comunitario
  servono a superare tale condizione?
   Lo  dicevo  all'onorevole  Galvagno,  il  25  per  cento  degli
  abitanti della Sicilia  partecipa al PIL nella misura del  5 per
  cento  e  mi  chiedo  quali siano le azioni  specifiche  che  il
  Governo mette in campo  per far sì che le zone interne (che sono
  appunto  quel 25 per cento dei siciliani che, poveramente,  così
  poveramente, contribuiscono alla produzione del reddito) possano
  aumentare  il  proprio PIL fino a contribuire,  grosso  modo,  a
  produrre quel reddito in misura  pari al loro peso demografico
   Basterebbe questo, onorevole Presidente della Regione, per fare
  un  salto  in  avanti  poiché non  vi  è  dubbio  che  si  debba
  programmare lo sviluppo nella nostra Regione e lo si deve  fare,
  appunto, partendo dalle questioni  più difficili.
   La stessa cosa vale per l'ammodernamento della nostra Regione.
   Siamo  la Regione che, contemporaneamente, produce più  energia
  elettrica  di  quella che consuma; com'è noto la  esportiamo  da
  sempre  e  pur tuttavia è bastato che facesse un po' più   caldo
  perché  si  verificasse un black out, andasse in  tilt  l'intera
  Regione.  Non  è  successo niente di grave, fortunatamente,  dal
  punto di vista della salute delle persone, lo spero per lo meno,
  non abbiamo dati in questo senso, ma è bastato poco.
   Inoltre, la nostra non è una Regione moderna, non ha un sistema
  di  viabilità moderno. Personalmente, ogni volta che mi reco  in
  qualche paese dell'entroterra, spesso mi trovo a dover praticare
  una specie di camel trophy per passare da una buca all'altra. Ci
  sono  paesi  in  cui si rischia di commettere un'infrazione  per
  entrarvi  a  causa  dei divieti di transito dovuti  al  pericolo
  frane che possono insorgere.
   Il   sistema  scolastico  è  ancora  un  sistema  con   un'alta
  percentuale di abbandoni.
   Le  nostre periferie sono in uno stato di abbandono, e per esse
  sono disponibili pochissime risorse.
   Pertanto,  nella  sostanza,  non facciamo  alcuna  politica  di
  sviluppo  perché,  come  ha  già detto  molto  bene  l'onorevole
  Zappulla,  finiamo  col  frammentare a  tal  punto  l'azione  di
  incentivazione,  di  sostegno all'impresa che,  alla  fine,  non
  facciamo nulla.
   E allo stesso modo non facciamo nulla nei confronti delle parti
  più deboli.
   Penso sia giunto il momento di fermarci, questa Regione non può
  avere  una Regione parallela, uso un termine che andava di  moda
  tanti anni fa, quando si parlava di Governo parallelo.
   Oggi  si  può  parlare di Regione parallela perché le  funzioni
  istituzionali,  signor  Presidente,  ed  anche  quella  del  suo
  Governo,  sono  limitate  perché  se  la  programmazione   viene
  lasciata  ad  una  parte colta, certamente competente,  ma,  pur
  tuttavia,   tecnica,    tutti  noi,  lei  per   primo,   saremmo
  espropriati della nostra funzione
   Bisogna  riportare, dunque, la politica alle sue responsabilità
  con quella che viene definita  etica della responsabilità , vale
  a  dire  il  dovere di scegliere. E le dico  di  più,  vi  è  la
  necessità  di  riportare questa etica della  responsabilità  nei
  territori,  nei loro gruppi dirigenti, nei loro ceti  dirigenti,
  soltanto in questo modo potremo evitare scelte sbagliate.
   Abbiamo  bisogno  che tutte le comunità siano responsabili  dei
  loro  destini,  ognuno  per la parte che le  compete  attraverso
  un'ampia programmazione, ma anche esercitando un ampio controllo
  affinché non si accavallino ruoli e funzioni.
   Allo  stesso tempo bisogna ridare a tutta la politica - proprio
  adesso che alla politica si contesta il valore dell'impegno - la
  serietà  e  persino il costo che è giusto attribuirle;  dobbiamo
  ridare  alla  politica il compito, la funzione di governare  sul
  serio i processi più importanti. Piuttosto che fare questo,  noi
  la  riduciamo  soltanto a mera ancella del  Governatore  da  una
  parte e della burocrazia dall'altra.
   Ciò  non  è  accettabile e spero che l'Aula - finalmente  -  si
  ribelli a tale condizione.

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Di Mauro ha rinunziato  al
  suo  intervento  ed  ha   chiesto che  il  proprio  discorso  sia
  allegato al resoconto stenografico della seduta odierna.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare i
  deputati  che  hanno portato un contribuito del quale  certamente
  farò  tesoro nel prosieguo dell'iter di approvazione  del  nostro
  POR,   e  farò  tesoro  anche di tutta  una  serie  di  consigli,
  riflessioni e interventi che sono stati fatti dai vari  deputati,
  nel  tentativo di contribuire a costruire un'impalcatura e  forse
  anche  più di una semplice impalcatura.
   Molti  interventi  sono entrati nel merito specifico,  mi  verrà
  difficile  ricordarli tutti, però quattro,  cinque  spunti  vorrò
  utilizzarli per dire che sono assolutamente convinto  che  alcune
  riflessioni sin qui fatte non potranno, per quel che mi riguarda,
  che  essere  accolte e stiamo già lavorando,  alcune  le  ho  già
  passate  agli uffici perché possano anch'esse contribuire  ad  un
  POR  che  sia sempre più aderente a quelli che sono gli interessi
  della nostra terra di Sicilia nell'andare avanti nello sviluppo.
   Molti  degli interventi finora svolti hanno avuto come obiettivo
  il   sottolineare,  per  esempio,  il  ritardo  nei  livelli   di
  pagamenti, siano essi spese o impegni di quello che è il POR 2000-
  2006.  E  ciò  è obiettivamente vero, se rapportato,  almeno  per
  quanto  riguarda la spesa, la quale nella nostra Regione  è  poco
  meno  dei livelli della spesa operata dalle altre regioni, mentre
  gli  impegni  sono  notevolmente superiori a quelli  delle  altre
  regioni.
   Tuttavita,  non credo si possa dare un giudizio  sul  POR  della
  Regione siciliana guardando soltanto ai livelli di spesa,  minori
  delle  altre regioni, o quelli degli impegni maggiori delle altre
  regioni.
   Il  nostro  POR  ha una specificità tutta sua,  per  il  livello
  delle  risorse  impegnate, che già  di  per  sé  è  un  dato  che
  basterebbe  a giustificare i ritardi, un po' perché esso  prevede
  decine, centinaia, migliaia di interventi parcellizzati. Questo è
  il  nostro  POR, che è difficilmente paragonabile a quelli  delle
  altre  regioni.  Pertanto,  tali  specificità  vanno  tenute   in
  considerazione.
   Adesso  non  entro nel merito delle migliaia di interventi   che
  il  POR prevede, così è, e in qualità di Presidente della Regione
  in questo modo  ho avuto il dovere di portarlo avanti.
   Il  POR  è  stato costruito nel passato con la compartecipazione
  di   tutti.   Vorrei  soltanto  ricordare  che  nella   fase   di
  approvazione  del  POR  vi  era  un  Governo  presieduto  da   un
  Presidente  dei DS e l'Assessore al ramo, per quanto  attiene  la
  programmazione specifica, era anch'esso un deputato DS. Tuttavia,
  il  mio giudizio su quel POR e sulla programmazione, diversamente
  da  quello  che  ho  ascoltato da molti di  voi,  nella  fase  di
  programmazione  è  stato  assolutamente positivo,  perché  quella
  programmazione ha incontrato gli interessi dei siciliani  se  pur
  nella moltiplicazione degli interventi.
   Oggi  vorrei  che si scegliesse quale linea portare avanti.  C'è
  chi  sostiene che è troppo parcellizzato e chi invece sostiene  -
  forse anche lo stesso che sostiene l'eccessiva parcellizzazione -
  che  quel  POR è poco radicato nel territorio. I due aspetti  non
  vanno bene insieme
     Se  c'è  una  specificità di questo POR,  che  è  estremamente
  radicato  nel  territorio, non soltanto per  la  diversità  degli
  interventi affidati a piccole aziende ma, soprattutto, perché c'è
  una  specifica parte, ricordo i piani integrati territoriali, che
  scaturisce  proprio dalle iniziative che vengono dal  territorio,
  quindi,  è  comunque un dato che abbiamo già posto all'attenzione
  degli  uffici  ed  è  chiaro  che il  prossimo  POR  avrà,  nella
  quantità,  meno possibilità di interventi ma nella qualità  credo
  che  sia  giusto continuare ad ancorarlo ad una scelta che  parta
  dal territorio. E su questo fronte certamente proseguiremo.
   Un  altro  intervento che è stato messo in rilievo è l'incidenza
  dei  progetti coerenti. Ci lamentiamo dell'utilizzo dei  progetti
  coerenti,  ma questi ultimi sono una scelta operata  da  tutti  i
  Paesi  dell'Unione europea, la Spagna per prima, che è  tra  quei
  paesi che spendono più velocemente, non voglio dire meglio, ed ha
  in  assoluto  utilizzato  più  di tutti  i   progetti  coerenti',
  chiamati  così   proprio  perché c'è la  possibilità  di  poterli
  contestualizzare nel POR.
   Perché  mai  quindi  la  Sicilia non avrebbe  dovuto  utilizzare
  progetti  coerenti  quando  il PON nazionale  è  composto,  quasi
  totalmente,  di progetti coerenti? Perché mai non avremmo  dovuto
  utilizzarli quando il Quadro comunitario di sostegno prevede  che
  i progetti coerenti siano una scelta  obiettivamente sostenibile?
  Tra  l'altro è l'utilizzo anticipato di risorse dello Stato  che,
  se  coerente, può  essere poi  contestualizzato  con  quello  del
  POR
   Credo  dunque  che  anche nel futuro, se questo  dovesse  essere
  utile,  noi dovremo continuare a farlo. Non capisco perchè quindi
  si  debba  demonizzare la possibilità di utilizzare i  cosiddetti
  progetti coerenti.
   Altra  cosa  è operare una più rigorosa scelta degli interventi.
  Dobbiamo  avere contezza delle cose che vogliamo fare perché   il
  radicamento  nel  territorio è soprattutto affidato  all'utilizzo
  delle  tante  piccole e medie imprese. Se chi pensa  ad  una  più
  rigorosa scelta di interventi, guarda ai più grandi progetti, ciò
  non è pensabile perchè le due cose non possano stare insieme.
   Credo, allora, che sia più utile, come stiamo facendo nel  nuovo
  POR, affidare  le scelte di grandi interventi, alle tante piccole
  e  medie  imprese, che sono le risorse migliori per  lo  sviluppo
  della  nostra economia. Ciò è certificato dai dati  che  ci  sono
  stati  forniti.  Per  quel che ci riguarda,  questo  sarà  ancora
  l'obiettivo che vogliamo portare avanti.
   Poc'anzi  l'onorevole Cracolici ha giustamente rimarcato  quello
  che  deve  essere il rapporto tra i fondi comunitari e il  nostro
  POR  e  la possibilità di crescita di sviluppo che egli definisce
   la  diminuzione della povertà' e come essa debba in qualche modo
  incidere.
   Io  non  sarei  così pessimista, onorevole Cracolici,  tralascio
  l'intervento  che ho preparato, poi ne lascerò copia;  non  credo
  che  i  dati dello sviluppo e del tasso di crescita della Sicilia
  in  questi  anni siano stati così negativi, come  lei  ha  voluto
  sottolineare.
   Cito  soltanto  i  dati  ufficiali.  L'incremento  del  prodotto
  interno  lordo in Sicilia ha una media del 2,8 per cento,  tranne
  che nel 2006, negli anni precedenti  la media nel Mezzogiorno era
  dello 0,3-0,4 per cento. Questo non è un dato che invento io è un
  dato,  almeno fino al 2005, consolidato dall'Istat, dallo Svimez,
  dalla Banca d'Italia, da tutti gli osservatori economici.
   L'occupazione  è cresciuta certamente dell'1,6 per  cento  ed  è
  diminuita la disoccupazione. Certo, ci aspettiamo di fare  ancora
  meglio  ma il fatto che la disoccupazione oggi sia qualche  punto
  in  meno rispetto a  cinque anni  fa è un dato che non può essere
  certamente sottaciuto.
   Non  voglio fare l'apologia di una Sicilia che cresce, ma di una
  Sicilia  in  movimento che si sta sviluppando,  come  giustamente
  l'ha  definita  l'Eurispes, una Sicilia  che  cresce  e  dà  dati
  positivi. Credo che, obiettivamente, questo sia.
   Per  dire  nel  concreto, onorevole Borsellino,  lei  ci  chiede
  quale  strategia la Regione abbia utilizzato nel  realizzare   il
  POR.  La  strategia  deriva direttamente  dalle  indicazioni  che
  vengono da Lisbona e da Goteborg e da quello che è l'impatto  dei
  regolamenti  comunitari 2007-2013.     Non abbiamo la possibilità
  di  stare  fuori dalle strategie già individuate.  Forse  avremmo
  qualche  motivo  di poterlo fare, ma non lo possiamo  fare,   nel
  senso  che  non  è negoziabile; e certamente non  possiamo  stare
  fuori dai regolamenti comunitari 2007-2013.
   Il  Piano  di  sviluppo  rurale,  per  rispondere  all'onorevole
  Zappulla  che  ha giustamente evidenziato, segue  esattamente  le
  misure    indicate  nel  regolamento  comunitario.  Non   abbiamo
  possibilità  di  andare oltre e non abbiamo possibilità  di  fare
  cose   diverse  perché  dobbiamo  stare  all'interno  di   questa
  strategia.
   Per  quanto riguarda la pesca, argomento trattato da  uno  degli
  intervenuti  di stasera che ha voluto sottolineare,  quali  sono,
  per  quel che ci riguarda, le strategie o, comunque,  a che  cosa
  stiamo  guardando,  scegliendo di non pensare soltanto  al  fermo
  biologico, anche se poi - diciamolo con franchezza - è quello che
  più  ci chiedono i pescatori? E' chiaro che guardiamo alle misure
  per   l'adeguamento  delle  nostre  flotte  pescherecce,   a   un
  potenziamento  dell'acquacoltura, soprattutto nella  pesca  delle
  acque interne, alla trasformazione e alla commercializzazione del
  nostro   prodotto  che  continua  ad  essere,  purtroppo,  ancora
  soltanto una chimera.
   Ci  sono  alcune  misure nel FEP che guardano  soprattutto  alla
  possibilità  di  far  crescere tutta  una  serie  di  progetti  a
  sostegno  di  quelle  che abbiamo individuato  possano  essere  -
  speriamo  anche con la collaborazione delle flotte pescherecce  -
  le  scelte  che  stiamo facendo. E su questo  raccolgo  le  tante
  indicazioni  che  ci sono state soprattutto  a  supporto  di  una
  ulteriore  assistenza tecnica che va data  al  settore  perché  è
  giusto che sia così, sperando che essa cresca culturalmente,  dal
  punto  di vista imprenditoriale, ulteriormente, per affrontare  i
  prossimi  anni  non  guardando soltanto al  fermo  biologico  che
  continua ad essere, comunque, una delle richieste più importanti.
   Questo  mio  intervento non vuole essere una replica:  ho  detto
  che  faccio  tesoro delle tante cose che sono state portate  come
  contributo  da questo Parlamento e che i miei uffici hanno  preso
  nota,  dettagliatamente, perché aiutino e arricchiscano le scelte
  che vogliamo fare, al servizio dei siciliani.
   L'onorevole  Cantafia  mi ha impressionato favorevolmente  nella
  sua    scelta    della   responsabilità   o   dell'etica    della
  responsabilità.   Il   Governo   deve   avere   un'etica    della
  responsabilità,  il  Parlamento non  può  che  avere  una  stessa
  paragonabile    etica   della   responsabilità.   Dal    rispetto
  istituzionale  deve  venire la possibilità  che  si  costruiscano
  ulteriori  occasioni  di  collaborazione.  Non  può  esserci   un
  antagonismo tra Governo e Parlamento, ci può essere una diversità
  di  vedute,  forse,  e  non sempre, ma che  il  Parlamento  debba
  contribuire insieme al Governo al raggiungimento di obiettivi per
  la  nostra Sicilia, obiettivi positivi, è fuori discussione,  col
  rispetto di tutti. Che lo accetti o no ci sono delle regole nuove
  oggi nella logica elettorale; tra l'altro ci apprestiamo tutti  a
  tentare di modificare la legge elettorale.
   Oggi  l'elezione  diretta del Presidente  della  Regione  dà  al
  Governo  la  possibilità  di  proporre  al  popolo  siciliano  il
  programma  e quando si elegge un governo o un presidente  non  si
  vota il presidente perché  ad personam' diventi l'istituzione.
   Onorevole  Borsellino,  l'istituzione è  una  cosa  diversa  dal
  Presidente  della Regione Cuffaro, l'istituzione è l'istituzione,
  anche se manca il Presidente  continua ad esserci il Governo, che
  la  rappresenta. E' lei che confonde l'istituzione col Presidente
  della Regione, nessuna mancanza di rispetto: i rappresentanti del
  Governo  Cuffaro  erano  al loro posto ed  erano  disponibili  ad
  ascoltare   tutti  gli  interventi,  caso  mai  era  assente   il
  Presidente  della Regione ma c'era il suo Governo che  ascoltava.
  Quindi, non confondiamo il Presidente Cuffaro con l'istituzione.
   L'istituzione,  per fortuna di tutti, è una  cosa  ben  diversa,
  quindi il Parlamento, giustamente, può prendere le decisioni  che
  vuole  anche  con  riferimento agli ordini del giorno,  Tuttavia,
  l'etica  della responsabilità di cui parlava l'onorevole Cantafìa
  dovrebbe in qualche modo far riflettere un Parlamento che tende a
  votare  ordini  del giorno che vanno in difformità rispetto  alle
  scelte che i siciliani hanno operato. Anche questa è etica  della
  responsabilità.
   Non  si  può  pensare che il Parlamento utilizzi  occasioni  per
  approvare  ordini  del giorno che vadano in altra  direzione.  Lo
  dico  per rispondere a chi mi ha voluto in qualche modo ricordare
  che  io non avrei rispettato un ordine del giorno del Parlamento,
  che  era  contro una scelta che avevo proposto ai  siciliani,  mi
  riferisco  al  Piano  energetico e che i  siciliani  avevano  già
  accettato. Io ho un vincolo nel mio programma da rispettare e  ce
  l'ho  con  i  siciliani, il Parlamento credo che  faccia  bene  a
  programmare, a lavorare, a costruire un progetto.
   Ho  un  grande  rispetto per l'istituzione  parlamentare,  però,
  credo  sia  giusto  che il rispetto sia reciproco  altrimenti  si
  cambi  la  legge  elettorale  Non servono elezioni  dirette,  non
  chiamiamo  i  siciliani a votare un programma di  un  Presidente,
  torniamo  a  un governo parlamentare ed allora, sì, è giusto  che
  gli ordini del giorno siano comunque e sempre rispettati.
   Per  quel che mi riguarda continuerò a tenere il Parlamento  non
  solo  in  grande  considerazione ma continuerò a pensare  che  il
  Parlamento  sia  l'organo principale affinché la  nostra  regione
  abbia  nella  programmazione e nel coinvolgimento di  quelle  che
  sono  le aspettative, le riflessioni, le istanze insieme a quello
  che  è  un altro organo altrettanto principale, che è il Governo,
  che è stato direttamente voluto dai siciliani.
   Non  è  mettendo  in  competizione queste  due  istituzioni  che
  faremo  il bene della Sicilia, è facendole lavorare con  rispetto
  reciproco  che  creeremo le condizioni per un lavoro  utile  alla
  Sicilia.
   In   conclusione,  per  quel  che  mi  riguarda   ringrazio   il
  Parlamento per le utili riflessioni manifestate che, come ho  già
  detto,  diventeranno parte importante per il prosieguo dei lavori
  di approvazione del POR.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   sono   stati
  presentati i seguenti  ordini del giorno:

   n.  157   Iniziative  per  la partecipazione  dell'assemblea  in
  ordine all'andamento dei PP. OO. 2007-2013 , degli onorevoli Oddo
  Camillo,   Galvagno,  Panepinto,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Apprendi ed altri;
   n.  158   Misure  per l'inserimento nella lista grandi  progetti
  del  programma  operativo  FESR  del  completamento  di  svincoli
  autostradali   del   comune  di  Messina  e  degli   approdi   di
  Tremestieri ,  degli  onorevoli Panarello, Rinaldi,  Laccoto,  De
  Luca, Calanna e Ballistreri;
   n.  159   Misure  riguardanti il programma di sviluppo  rurale ,
  degli  onorevoli  Oddo  Camillo,  Zappulla,  Calanna,  Panarello,
  Termine,  Ardizzone ed altri;
   n.  160  Rimodulazione dell'elenco Grandi Progetti allegato alla
  proposta  di programma operativo FESR 2007-2013 , degli onorevoli
  Oddo  Camillo, Zappulla, Calanna,  Termine, Apprendi,   Ardizzone
  ed altri;
   n.   161    Ampliamento  e  rafforzamento  della  partecipazione
  dell'Assemblea alla programmazione comunitaria 2007-2013 ,  degli
  onorevoli Fleres, Adamo, Gianni;
   n.    162     Misure   riguardanti   lo   sviluppo   della    ST
  Microelectronics  e  la salvaguardia dei livelli  occupazionali ,
  degli   onorevoli   Villari,  Barbagallo,  Panarello,   Apprendi,
  Pogliese, Cristaudo, Cantafia ed altri.

   Comunico inoltre che la Presidenza ha proceduto ad un lavoro  di
  scrematura e nella prima parte della discussione saranno trattati
  soltanto  gli  ordini del giorno direttamente  correlati  con  la
  questione  del  POR,  anche per permettere  al  Presidente  della
  Regione di valutarli nel merito.

   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno n.  157   Iniziative
  per  la partecipazione dell'assemblea in ordine all'andamento dei
  PP.  OO.  2007-2013 ,  degli onorevoli  Oddo  Camillo,  Galvagno,
  Panepinto, De Benedictis, Di Benedetto, Apprendi ed altri.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che i nuovi regolamenti (CE) n. 1080 e 1083  del  2006
  determinano  una nuova fase della programmazione comunitaria  con
  l'avvio  dei PP.OO. FESR e FSE 2007-2013 all'interno  del  quadro
  strategico  nazionale dell'obiettivo Convergenza per  le  regioni
  italiane;

   Considerato  che ai sensi dell'art. 44 della legge regionale  16
  aprile   2003,  n.  4,  recante  disposizioni  programmatiche   e
  finanziarie  per  l'anno 2003, era già previsto  che  il  Governo
  dovesse provvedere alla definizione dei programmi di investimento
  comunitari   e   nazionali    previa   espressione    da    parte
  dell'Assemblea Regionale Siciliana degli atti di indirizzo ;

   Valutato  con  grande preoccupazione il giudizio espresso  dalla
  Corte  dei  Conti in sede di parifica del rendiconto  2006  sulle
  modalità  di spesa dei fondi del POR 2000-2006 e soprattutto  sui
  rischi  connessi  alla bassa percentuale di pagamenti  effettuati
  sulle  misure del POR che lasciano presagire un disimpegno  delle
  risorse  che  potrebbe determinare oltre 1 miliardo  di  Euro  di
  perdite per la Sicilia;

   Al  fine  di  consentire a questa Assemblea Regionale  Siciliana
  l'espletamento  delle  funzioni ad essa  assegnate,  nonché  ogni
  attività connessa alle proprie prerogative statutarie;

                    impegna il Governo regionale

   -  a  relazionare  dettagliatamente sulla  fase  conclusiva  del
  P.O.R. Sicilia 2000-2006;

   -  ad  informare semestralmente l'ARS sull'andamento dei  PP.OO.
  2007-2013  e  a  pubblicare con la stessa cadenza semestrale,  il
  progresso  degli  impegni di spesa pubblica per ciascun  asse  ed
  obiettivo  e,  rispetto ai livelli previsti,  dei  corrispondenti
  pagamenti  avvenuti nonché i beneficiari dei  fondi  erogati,  la
  tipologia  degli  interventi attivati, e ogni altro  elemento  di
  conoscenza   e   valutazione  con  specifico   riferimento   agli
  indicatori di impatto e risultato dei programmi;

   -  a  inviare all'ARS le risposte alle osservazioni al P.O.  del
  FESR  e  FSE  prima  di  inoltrarle alla  competente  commissione
  europea;

   -  a  sottoporre  i  successivi  documenti  inerenti  i  PP.OO.,
  corredati  delle  relative  schede  tecniche  connesse  e   degli
  elementi  sopra  richiamati, al parere della Assemblea  Regionale
  Siciliana  che  dovrà esprimersi entro 15 giorni dal  ricevimento
  degli stessi». (157)

    CUFFARO  presidente della Regione. L'ordine del giorno  n.  161
  ha le stesse caratteristiche.

    PRESIDENTE   Come  dicevo poc'anzi, abbiamo  proceduto  ad  una
  scrematura  degli ordini del giorno dando priorità a  quelli  che
  sono direttamente correlati con il POR 2000/2006, 2007/2013.

    DE  BENEDICTIS . Chiedo di parlare per illustrare l'ordine  del
  giorno n. 157.

    PRESIDENTE . Ne ha facoltà

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
  assistito  ad  un dibattito che, da un lato, ha messo  in  chiaro
  quali  sono  i  temi dominanti della prossima programmazione  dei
  fondi  europei e, tuttavia, osserviamo che il contributo  che  ha
  potuto  apportare il Parlamento nella sua forma  istituzionale  a
  questa elaborazione è stato, praticamente, nullo.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  deve
  bloccare  il  dibattito  o  me  ne  vado   Non  posso  consentire
  ulteriori repliche alla replica del Presidente della Regione.

    PRESIDENTE   Onorevole De Benedictis, lei può  intervenire  per
  dichiarazione  di  voto, in modo succinto così da  permettere  al
  Presidente della Regione di fare le proprie valutazioni.

    DE  BENEDICTIS. Se mi lascerà parlare si renderà conto che  non
  è  una  replica. Onorevole Presidente, non è mai successo che  il
  Presidente  della Regione, a suo giudizio, ritenga  che  chi  sta
  intervenendo sia fuori tema, lo lascio dire a lei e forse  se  mi
  farà parlare potrà giudicarlo.
   Il  dibattito in corso, nel merito del quale non entro, comunque
  ha   illustrato   degli   aspetti  che  dimostrano   una   scarsa
  partecipazione   del  Parlamento  all'elaborazione   dei   testi.
  Desidero   quindi sottolineare l'importanza di questo ordine  del
  giorno non in quanto entra nel merito delle scelte che sono state
  argomento  di  un  dibattito che non riprendo, ma  è  importante,
  credo,  che si faccia in quanto in passato non è accaduto e  cioè
  che si dia:
   a)  un'informazione  puntuale di  quello  che  si  va  svolgendo
  durante l'attuazione del POR o dei POR in questo caso;
   b)  di mettere in condizioni il Parlamento non di discuterne  in
  maniera  occasionale,  una tantum  e a distanza  di  anni,  ma  a
  distanza   periodica  con  relazioni  puntuali  che  mettano   in
  condizioni tutti quanti di esprimere una partecipazione.
   Questo  è  il  senso del contenuto e questo è, tra  l'altro,  un
  adempimento  istituzionale, ma qui sostanziale  e  non  puramente
  formale, che il presidente Cuffaro ha  poc'anzi annunciato.
   Ma  poiché  ci  è resi conto che in questi anni ciò  è  mancato,
  siamo venuti qui a discutere della futura programmazione ma anche
  a   valle   e   nel   confronto  con  una   programmazione   che,
  indipendentemente dal giudizio che ciascuno ne ha dato,  comunque
  ha  tagliato  fuori la partecipazione del Parlamento.  Credo  sia
  necessario  che ciò venga chiarito e venga ad essere  esplicitato
  attraverso strumenti  qui espressamente indicati.
   Nell'interesse  del  Parlamento ripeto  che  questo  ordine  del
  giorno non contiene alcun giudizio di merito dell'attività svolta
  ma  vuole  semplicemente riportare a noi deputati,  all'Assemblea
  regionale tutta, la possibilità di seguire e vorrei dire anche di
  poter fare in questo modo delle critiche più pertinenti di quanto
  non  sia  possibile  fare  sulla base  delle  dichiarazioni,  dei
  comunicati stampa come finora è stato fatto, per non trovarci poi
  a valle con  documentazioni di cui dobbiamo prendere atto.
     Non  piace a nessuno infatti sapere che il livello di spesa  è
  stato  del  50,6  per  cento.  Non è un  godimento,  neanche  per
  l'opposizione.  Se  tutto  ciò  diventa  elemento   di   maggiore
  corresponsabilità da parte delle forze politiche, fermo  restando
  a  ciascuno le responsabilità che gli sono proprie, avremo  fatto
  ciascuno la propria parte.

    PRESIDENTE  Onorevole Presidente della Regione, gli ordini  del
  giorno n. 157 e n. 161 hanno grosso modo lo stesso contenuto, per
  cui  la  discussione potrà essere unificata  e il  Governo  potrà
  esprimere il suo parere su entrambi.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, volevo scusarmi con l'onorevole De Benedictis
  perché  poco  fa  pensavo  che  stesse  riaprendo  il  dibattito.
  Riconfermo, per quel che mi riguarda, l'intenzione del Governo ad
  una  collaborazione  più  stretta e  chiederei,  considerato  che
  l'ordine  del  giorno  n.  157  presenta  qualche  difformità  di
  opinione,  il  Governo è più disponibile a  votare  l'ordine  del
  giorno n. 161.

    CUFFARO  presidente della Regione. Il Governo comunque  accetta
    l'ordine del giorno 157 come raccomandazione.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno n. 161. Ne do lettura.

                  <L'Assemblea regionale siciliana

   Preso  atto  delle comunicazioni rese dal Governo della  Regione
  in ordine alla programmazione dei fondi comunitari per il periodo
  2007-2013;

   Considerato che:

   l'Assemblea  con l'ordine del giorno n. 20 del 18 ottobre  2006,
  con   il  quale  ha  approvato  il  Documento  di  programmazione
  economico  finanziaria per gli anni 2007-2011, ha contestualmente
  impegnato il Governo, proprio con riferimento alla programmazione
  comunitaria 2007-2013 ed in coincidenza alla fase del suo  avvio,
  ad  assicurare il massimo coinvolgimento del Parlamento regionale
  e  delle sue articolazioni, sia nella fase di elaborazione  delle
  politiche  che del controllo della spesa, allo scopo di  superare
  le    criticità   emerse   nel   corso   dell'attuazione    della
  programmazione 2000-2006;

   il  Governo della Regione, in attuazione della vigente normativa
  comunitaria  sui  fondi  strutturali,  ha  approvato  il  proprio
  Documento  strategico regionale preliminare, il quale delinea  le
  politiche  di sviluppo della Regione per il periodo  2007-  2013,
  connettendo  ed  unificando le strategie previste  in  un  quadro
  complessivo,   coerente  e  compatibile  con   i   documenti   di
  programmazione nazionali e comunitari per il periodo 2007-2013;
   Considerato  inoltre che il Governo della Regione ha  approvato,
  definitivamente, le proposte dei Programmi operativi FESR ed  FSE
  2007-2013,  stabilendo  il riparto delle risorse  finanziarie  da
  suddividere tra i diversi temi prioritari;

   Considerato  altresì  che il Governo della  Regione,  primo  fra
  quelli   delle   Regioni   italiane  ricompresse   nell'Obiettivo
  Convergenza,  ha  trasmesso, tempestivamente, entro  il  5  marzo
  2007,   i  sopramenzionati  documenti  programmatori  al  Governo
  nazionale ed alla Commissione dell'Unione europea, la quale si  è
  espressa   favorevolmente  in  ordine  alla  loro   ricevibilità,
  condizione   essenziale  per  l'avvio  del   negoziato   con   le
  istituzioni  comunitarie  che condurrà all'approvazione  definiva
  dei  medesimi documenti, negoziato che in atto non  si  è  ancora
  concluso;

   Considerato   infine   che,  così  come  previsto   nel   Quadro
  strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo  2007-
  20  13  ,  ogni Regione deve definire, entro il mese di  dicembre
  2007, il proprio Documento unitario di programmazione , strumento
  strategico  operativo  il  quale  deve  esplicitare,  in  maniera
  coerente,  il  quadro  complessivo di programmazione  finanziaria
  delle  risorse  da  impiegare  nell'ambito  delle  politiche   di
  coesione,   secondo   modalità  che  rendano   distinguibile   il
  contributo dei singoli programmi operativi in cui affluiscono  le
  risorse  comunitarie, nazionali (F.A.S.) ed  eventualmente  altre
  risorse  convergenti verso le priorità della  politica  regionale
  unitaria,

                               auspica

   la  sollecita definizione del procedimento di approvazione della
  'Proposta  nazionale della Carta degli aiuti di Stato a  finalità
  regionale  per il periodo 2007-2013', che costituisce  condizione
  propedeutica  all'approvazione  dei  Piani  regionali  sui  fondi
  strutturali,  e  quindi  all'attivazione  concreta  di  tutti   i
  meccanismi  di  sostegno al tessuto economico ed  imprenditoriale
  della Sicilia, per il nuovo settennio di programmazione dei fondi
  comunitari,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  tenere costantemente aggiornata l'Assemblea, anche attraverso
  un'apposita  relazione resa con cadenza, almeno  semestrale,  sul
  complessivo  svolgimento  del processo di  perfezionamento  degli
  strumenti   strategici   concernenti  la   nuova   programmazione
  comunitaria, nonché, nella fase attuativa dei medesimi, in merito
  alla  definizione  concreta delle linee d'intervento  prioritarie
  concernenti i singoli Fondi,

                               invita
           il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a  porre in essere, in raccordo con il Presidente della Regione,
  ogni utile ed opportuna iniziativa affinché l'Assemblea regionale
  siciliana approvi, entro la scadenza prevista del dicembre  2007,
  il  'Documento  unitario  di programmazione',  sulla  base  della
  proposta  presentata  dal  Governo  regionale  nel  quadro  della
  complessiva programmazione economico finanziaria della Regione;

   ad  attivare  le opportune iniziative affinché si  proceda  alla
  formulazione ed alla conseguente trattazione, in tempi certi,  di
  un'  idonea  iniziativa legislativa in materia  di  riordino  dei
  regimi   di   aiuto   alle   imprese,   con   l'aggiornamento   e
  l'integrazione  della  legislazione vigente  di  cui  alla  legge
  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32,  sulla  base  dei   nuovi
  Orientamenti comunitari,

   a   voler   individuare  le  più  proficue  forme  di   raccordo
  istituzionale con la Presidenza della Regione affinché  sia  data
  sollecita   attuazione  alle  previsioni  di  legge   concernenti
  l'attività economico-sociale e lo sviluppo della Regione>. (161)

   Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  155   Iniziative  per  la
  partecipazione  dell'assemblea alla definizione  degli  strumenti
  riguardanti  la  programmazione  comunitaria  2007/2013 ,   degli
  onorevoli Turano e altri, presentato nella seduta precedente.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Visto  il  Regolamento (CE) 1698/2005 del 20 settembre 2005  sul
  sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo
  per lo Sviluppo Rurale (FEASR);

   Visto l'Allegato al superiore Regolamento (CE) 1698/2005;

   Visto l'articolo 23 della legge regionale n. 6 del 7 marzo  1997
  per  la  parte  relativa ai pareri delle Commissioni  legislative
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana in ordine a criteri  generali
  relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e  alle
  nomine  e  designazioni, rientranti nella competenza del  Governo
  regionale  e  degli  enti,  aziende  ed  istituti  sottoposti   a
  vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;

   Visto  l'articolo 44, primo comma, della legge  regionale  n.  4
  del 16 aprile 2003 relativo agli atti di programmazione economico-
  finanziaria;

   Visto   l'articolo   73   bis.   2   del   Regolamento   interno
  dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   Preso  visione  dell'ultima  bozza  del  Programma  di  Sviluppo
  Rurale   Sicilia   2007-2013  del  15  giugno   2007   presentata
  dall'Assessorato  regionale per l'Agricoltura  e  le  Foreste  al
  Forum Partenariale del 22 giugno 2007;

   Considerato   che   il  superiore  documento   sarà   sottoposto
  all'esame della Giunta di Governo regionale per il suo definitivo
  apprezzamento;

   Considerato che l'articolo 17 del sopra citato Regolamento  (CE)
  1698/2005  del  20  settembre 2005, nello stabilire  l'equilibrio
  finanziario  tra gli obiettivi e nel prevedere che il  contributo
  finanziario  della Comunità a favore di ognuno dei tre  obiettivi
  di cui al articolo 4 dello stesso Regolamento copre almeno il 10%
  del  contributo totale del FEARS destinato al programma  per  gli
  assi  1 e 3 mentre almeno il 25% del contributo totale del  Fondo
  va  all'asse  2, considera l'asse 2 prioritario nell'assegnazione
  delle    risorse    finanziarie,   ritenendo   il   miglioramento
  dell'ambiente  e dello spazio rurale strategico per  il  rilancio
  dell'agricoltura;

   Considerato  che l'articolo 39 (4) dell'Allegato al  Regolamento
  (Ce)  1698/2005  relativo ai premi per le misure  agro-ambientali
  stabilisce  600 euro/ha per le colture annuali e  900/ha  per  le
  colture  perenni  specializzate dando la possibilità  si  singoli
  Stati  membri  di maggiorare tali importi in casi  eccezionali  a
  motivo  di  particolari circostanze debitamente giustificate  nei
  programmi di Sviluppo rurale;

   Considerata  la particolare situazione strutturale  del  sistema
  agricolo   ed  agro-alimentare  siciliano  caratterizzato   dalle
  ridotte  dimensioni aziendali delle imprese, da elevati costi  di
  produzione,  scarsa implementazione di innovazioni  tecnologiche,
  difficoltà  di  reperimento  di  manodopera,  elevati  costi   di
  commercializzazione e dall'età anagrafica elevata dei  conduttori
  delle aziende;

   Considerato   che   il  superiore Programma di  Sviluppo  Rurale
  2007-2013   del   15   giugno  2007  presentato  dall'Assessorato
  regionale  per  l'Agricoltura e le Foreste al Forum  Partenariale
  del  22 giugno 2007 presenta criticità per ciò che riguarda,  con
  riferimento  a  quanto  sopra esposto, la  previsione  di  scarse
  risorse   assegnate   all'asse  2   relativo   al   miglioramento
  dell'ambiente e dello spazio rurale, la riduzione dei  premi  per
  ettaro  delle misure agro-ambientali, l'assenza di misure che  si
  pongano  l'obiettivo di ridurre i costi di produzione, quali  gli
  interventi per la ricomposizione fondiaria e per la creazione dei
  consorzi  di meccanizzazione, l'esclusione di adeguati regimi  di
  prepensionamento, e l'individuazione di una superficie aziendale,
  pari  a  15 UDE, eccessiva per l'accesso alle misure dell'asse  1
  relativo   al  miglioramento  della  competitività  del   settore
  agricolo e forestale;

   Ritenuto,  pertanto,  che  la  superiore  bozza  del  Piano   di
  Sviluppo  Rurale  2007-2013 del 15 giugno  2007,  prima  del  suo
  definitivo  apprezzamento  in Giunta  di  Governo,  debba  essere
  rielaborata  al  fine  di  renderla più  rispondente  alle  reali
  esigenze degli agricoltori siciliani;

   Ritenuto  inoltre  che  il  Piano di Sviluppo  Rurale  2007/2013
  opportunamente  modificato per meglio rispondere  alle  superiori
  esigenze venga sottoposto alla competente Commissione Legislativa
  dell'Assemblea Regionale Siciliana per il relativo  parere,  così
  come previsto dalla vigente legislazione regionale in materia  di
  programmazione di spesa anche settoriale,

                    impegna  il Governo regionale

   a  modificare, prima del definitivo apprezzamento in  Giunta  di
  Governo, la bozza del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia  2007-
  2013 del 15 giugno 2007 presentato dall'Assessorato regionale per
  l'Agricoltura  e le Foreste al Forum Partenariale del  22  giugno
  2007, prevedendo le seguenti variazioni:
   a)  riduzione sensibile della dotazione finanziaria dell'Asse  1
  e  relativo trasferimento all'Asse 2 che deve disporre almeno del
  50%  delle risorse così come stabilito dal sopra citato  Reg.  CE
  1698/2005;
   b)  riduzione  della  superficie aziendale  per  l'accesso  alle
  misure dell'Asse 1 da 15 UDE a 8 UDE;
   c)  aumento  fino a 900 euro/ha del premio per le  misure  agro-
  ambientali, in particolare per la viticoltura;
   d) introduzione di misure relative al prepensionamento;
   e)  introduzione di misure finalizzate alla riduzione dei  costi
  di produzione quali la ricomposizione fondiaria ed i consorzi per
  la meccanizzazione;
   f)   introduzione   di  misure  specifiche   per   favorire   la
  coltivazione di piante agro-energetiche,

                  ed impegna  il Governo regionale

   altresì,  a  sottoporre celermente il Piano di  Sviluppo  rurale
  2007-2013,  come sopra opportunamente modificato, alla competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana per il
  relativo  parere,  così come previsto dalla vigente  legislazione
  regionale   in   materia  di  programmazione   di   spesa   anche
  settoriale». (155)

   Si   passa,  altresì,  all'ordine  del  giorno  n.  159   Misure
  riguardanti  il  programma di sviluppo rurale ,  degli  onorevoli
  Oddo  Camillo, Zappulla, Calanna, Panarello, Termine,   Ardizzone
  ed altri.
    Ne do lettura.

                   <L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato che:

   in  riferimento  al  Programma di  Sviluppo  Rurale  il  disegno
  strategico  della Regione volto alla priorità dell'ammodernamento
  e    dello   sviluppo   di   imprese   competitive   ha   imposto
  l'individuazione di una soglia minima per l'accesso  alle  misure
  che,  in  termini  'di  dimensione economico-aziendale,  è  stata
  quantificata in 15 UDE (Unità di Dimensione Economica);

   occorre  evidenziare  che  dall'analisi  statistica  del   P.S.R
  risulta  che  il  numero  di imprese al di  sopra  delle  16  UDE
  rappresenta  soltanto il 6,4 per cento del totale  delle  imprese
  agricole siciliane;

   avere  ridotto ad 8 UDE il tetto minimo per partecipare ai bandi
  per  gli investimenti solo per i giovani imprenditori non risolve
  interamente il problema riguardante la maggioranza delle  aziende
  agricole.   In   riferimento  poi  alle  misure  agro-ambientali,
  l'esclusione degli interventi per i pascoli e per i boschi arreca
  grave  danno a migliaia di aziende zootecniche, inoltre  i  premi
  per  le misure agro-ambientali previsti sono bassi rispetto  agli
  stessi parametri individuati dall'UE;

   il  PSR,  inoltre,  non chiarisce l'intervento  sull'accesso  al
  credito  delle aziende agricole -ritenuto invece prioritario  per
  le associazioni professionali di categoria, non prevede misure a
   sostegno  dell'associazionismo e  della  diversificazione  delle
  attività  agricole  in  chiave  multifunzionale  e  non  contiene
  interventi finalizzati alla sicurezza nelle campagne,

                  impegna il Governo della Regione

   ad abbassare la soglia delle 15 UDE a 8 UDE;

   ad  inncludere  nelle  misure  di intervento  agroambientali,  i
  boschi ed i pascoli;

   ad  individuare  misure specifiche finalizzate  a  garantire  la
  sicurezza nelle campagne;

   ad  individuare misure a sostegno dell'accesso al credito  delle
  aziende agricole siciliane;

   ad   individuare   misure  a   sostegno  dell'Associazionismo  e
  della Multifunzionalità dell'azienda agricola;

   ad  aumentare  il premio per le misure agro-ambientali,  fino  a
  900  ha per le cosiddette colture perenni specializzate e fino  a
  600  1  ha  per  le  colture annuali, tutto ciò, determinando  un
  riequilibrio  necessario  mediante il  trasferimento  di  risorse
  dall'asse uno all'asse due del PSR>. (159)

    CALANNA   Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del  giorno
  n. 159.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CALANNA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'ordine  del
  giorno  è  molto schematico, sintetico e tenta di raggiungere  un
  obiettivo.  La  proposta dell'abbassamento dalle 15  alle  8  UDE
  (unità aziendali), che consente la partecipazione dell'azienda ai
  bandi  del PSR, si rende necessario per un dato importante che  è
  già contenuto nel PSR, e cioè quello della statistica: il 6,4 per
  cento  delle aziende siciliane potrà partecipare a questi  bandi,
  tutto il resto sarà escluso.
   Inoltre,   sono  due  questioni  significative,   nelle   misure
  cosiddette  agro-ambientali, le soglie che  l'Unione  europea  ci
  consegna sono più alte rispetto alle scelte che stiamo facendo in
  Sicilia.   Si   parla  di  900  euro  per  le   colture   perenni
  specializzate  e  di  600  euro per le colture  annuali.  Vengono
  esclusi i pascoli e i boschi, determinando un grave danno per  le
  migliaia di aziende zootecniche.
   Mi  rendo  conto  dell'esigenza, ma c'è un fatto,  che  riassumo
  nell'ultimo  rigo dell'ordine del giorno e cioè che  bisognerebbe
  spostare  le  risorse dall'Asse 1 all'Asse 2 perché  solo  questo
  potrà  consentire agli agricoltori nelle aree rurali di percepire
  i   premi  e  di  percepire  i  benefici  dei  fondi  comunitari;
  altrimenti, onorevole Presidente, questi soldi andranno ad  altri
  e non alle aziende agricole.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Signor Presidente,  questo
  è  un ordine del giorno che entra nel tema della discussione  che
  si  è ha appena svolta in Aula.  Bisogna intendere se si vuole un
  POR più rigoroso nelle scelte dello sviluppo o se si vuole aprire
  a tutte le scelte
   Vi  sono  già  35  mila utenti ed è chiaro che  questo  li  farà
  salire  a  60 mila. E' una scelta; dobbiamo farla.  Credo,  però,
  che  non possa essere affidata alla valutazione di un ordine  del
  giorno. Lo aveva già chiesto l'onorevole Turano la volta scorsa e
  abbiamo  detto  che  invieremo il Piano  di  sviluppo  rurale  in
  Commissione dove potrà esserci, e dovrà esserci, un confronto con
  qualche  riflessione aggiuntiva. Il Governo si è  già  impegnato,
  qualora  dalla  Commissione  dovesse  venir  fuori  un'idea   più
  concreta, a recepirlo.
     Pertanto, accetto l'ordine del giorno come raccomandazione  in
  quanto  è  difficile essere a favore o contrari;  bisogna  capire
  cosa  sia  più  giusto e utile per la Sicilia. Ripeto,  invieremo
  l'ordine  del giorno in Commissione, si aprirà una riflessione  e
  quest'ultima  ci  dirà quali saranno gli orientamenti  e  noi  ci
  impegneremo a recepirli.

    PRESIDENTE   Ovviamente,  prima  che  venga  inviato  il  Piano
  all'Unione europea.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente, ho  detto
  la  volta  scorsa che la Giunta ha approvato il Piano di sviluppo
  rurale  per  attivare  le  procedure,  quindi  abbiamo  il  tempo
  affinché  la  Commissione  dia le indicazioni che possono  essere
  inserite.

    PRESIDENTE  Onorevole Presidente, dalla stampa apprendiamo  che
  la  Giunta  lo  ha  già approvato e che lo ha inviato  all'Unione
  europea,  tanto più che, per quanto riguarda il Piano di sviluppo
  rurale, siamo in ritardo

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente, lo  stavo
  spiegando, la Giunta ha dovuto innescare il meccanismo che durerà
  sei  mesi  dall'approvazione  del  Piano  che  verrà  inviato  in
  Commissione,  la  quale   avrà  tutto  il  tempo  per   fare   le
  modifiche;   durante  l'iter  che   ha  avuto  inizio  adesso   -
  cominceremo  i primi incontri con la Commissione fra  un  mese  -
  avremo tutto il tempo per modificarlo.

    PRESIDENTE  Si passa rispettivamente agli ordini del giorno  n.
  158   Misure per l'inserimento nella lista  Grandi Progetti'  del
  Programma   operativo   FESR   del  completamento   di   svincoli
  autostradali   del   comune  di  Messina  e  degli   approdi   di
  Tremestieri , degli onorevoli Panarello, Calanna ed altri   e  n.
  160   Rimodulazione dell'elenco  Grandi Progetti'  allegato  alla
  proposta  di programma operativo FESR 2007-2013 , degli onorevoli
  Oddo Camillo, Calanna ed altri.
   . Ne do lettura.

                         <L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  nel  programma operativo FESR  Regione  siciliana
  2007- 2013 è prevista una 'Lista Grandi Progetti';

   Considerato che:

   la  predetta  Lista  è costituita da opere rilevanti  nel  campo
  della   mobilità   (urbana   e   regionale)   ed   immediatamente
  cantierabili;

   tra   le   opere   che  hanno  questi  requisiti  rientrano   il
  completamento   degli  svincoli  autostradali   di   Giostra   ed
  Annunziata  del comune di Messina e degli approdi di  Tremestieri
  (ME);

   si   tratta   di   opere   essenziali  per   la   velocizzazione
  dell'attraversamento dello Stretto, già dotate  di  progettazione
  esecutiva e perciò inserite nelle opere finanziabili con i  fondi
  ex-Ponte;

   dare  priorità al finanziamento con fondi europei delle predette
  opere  può  consentire di affrontare con il rilievo che  meritano
  (con  i  fondi ex-Ponte) altre opere significative a partire  dal
  recupero  del  water-front  di Messina,  sollecitando,  a  questo
  scopo, un immediato confronto operativo tra enti locali, Regione,
  Governo nazionale e Ferrovie dello Stato,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  inserire nella Lista Grandi Progetti del P.O.FESR    Regione
  siciliana      2007-2013      il  completamento  degli   svincoli
  autostradali  di Giostra ed Annunziata del comune  di  Messina  e
  degli approdi di Tremestieri>. (158)

                  <L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato  che la politica regionale comunitaria  e  nazionale
  per  lo sviluppo delle regioni obbiettivo convergenza (ex ob. 1),
  nel  periodo 2007-2013, deve essere orientata da atti e programmi
  istruiti  in sede di partenariato con gli enti locali e le  parti
  economico-sociali così come statuito dall'art.11 del  regolamento
  CE  1083  dell'11  luglio 2006 (disposizioni generali  sul  fondo
  europeo  di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo  e  sul
  fondo di coesione).

   Considerato  altresì che non risulta chiaro l'iter  seguito  dal
  dipartimento  della            Programmazione nell'individuazione
  dei  Grandi  Progetti  indicati nell'allegato  2  (non  trasmesso
  all'Assemblea  regionale siciliana) del Programma operativo  FESR
  2007-2013  e definiti dall'art. 39 del regolamento CE 1083  \2006
  una  serie  di  lavori, attività o servizi  intesi  a  realizzare
  un'azione indivisibile di precisa natura tecnica o economica, che
  ha  finalità  chiaramente identificate e il cui costo complessivo
  supera i 25 milioni di euro nel caso dell'ambiente e i 50 milioni
  di euro negli altri settori;

   Considerato  ancora  che  non risulta ben  comprensibile  quanto
  incida  la spesa stimata per la realizzazione dei Grandi Progetti
  sul totale delle risorse del P.O. FESR 2007/2013 ;

   quale  criterio di ripartizione territoriale sia stato osservato
  nell'  elaborazione di tale lista, dato che su un elenco di dieci
  progetti, ben sei risultano allocati in due Province siciliane  e
  risultano escluse le restanti Province. (qualcuna interessata  in
  maniera marginale).Tra queste la grande esclusa è la Provincia di
  Messina la terza area Metropolitana della Sicilia.

   Atteso  infine  che  nel  Programma  Operativo  non  si  intende
  ricorrere alla Progettazione Integrata per sostenere la  crescita
  dei sistemi territoriali locali, individuati nel precedente ciclo
  di programmazione in funzione delle reali specificità e vocazioni
  territoriali,  non si comprendono le ragioni della  nuova  scelta
  visto  che nessun dato di valutazione emerge a consuntivo, né  si
  comprende come alle diverse Sicilie e alle loro priorità si  farà
  fronte   con    giusti  indirizzi  di territorializzazione  della
  spesa,

                  impegna il Governo della Regione

   a   rivedere   l'elenco   dei  Grandi  Progetti   (Allegato   2)
  concertandolo  con  gli  enti locali e con  le  parti  economico-
  sociali.

   a   stabilire   quote   territorializzate  da   assegnare   alla
  concertazione  locale per territori omogenei è raggiungimento  di
  priorità strategiche>. (160)

    Il parere del Governo?

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, premesso che  la lista  Grandi Progetti   era
  stata  anch'essa  concertata,  il Governo  accetta  entrambi  gli
  ordini del giorno  come raccomandazione.
   Tra  l'altro, nella fattispecie, gli interventi previsti da tali
  ordini  del  giorno  potrebbero nei prossimi giorni  avere  esito
  positivo in quanto potrebbero essere oggetto di finanziamento  di
  altri fondi.

    CALANNA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CALANNA   Onorevole Presidente della Regione, lei ha detto  che
  li  accetta  come  raccomandazione.  Il  problema,  però,  non  è
  soltanto  dei  due progetti individuati con il primo  ordine  del
  giorno,  ma capire, qualora andassimo alla realizzazione  di  uno
  schema  di dieci progetti strategici per la Sicilia, in che  modo
  potremmo arrivarci e con quale concertazione; non possono  essere
  presi dal cilindro

    CUFFARO  presidente della Regione. La concertazione è  prevista
  dalle norme.

    CALANNA    La   seconda  considerazione   riguarda   la   quota
  territorializzata inserita nell'ordine del giorno n. 160.
   Nel  nostro  Programma operativo, rispetto al passato  Programma
  operativo  di  Agenda  2000, scompare la progettazione  integrata
  territoriale.
   Vorrei  ricordare  a me stesso che non esiste  una  Sicilia,  ma
  esistono  le tante Sicilie e le diverse economie. Si era  parlato
  poc'anzi  di  aree  interne  e  di aree  di  costa,  di  economie
  dinamiche e meno dinamiche.
  Non  vorrei  che con la centralizzazione della spesa  si  dovesse
  costringere  i  territori a partecipare con la   500   e  qualche
  altro  a  partecipare  con  la  Ferrari.  Ciò  non  determina  un
  equilibrio.
   Ecco  perché nell'ordine del giorno vi è un invito ad  accettare
  come  filosofia, all'interno del piano operativo,  questa   quota
  territorializzata  per  priorità  strategiche  che  i   territori
  individuano con la concertazione locale.

    PRESIDENTE   Onorevole  Calanna, l'onorevole  Presidente  della
  Regione ha dichiarato che accoglie gli ordini del giorno n. 158 e
  n.160 come raccomandazione.
   Se non sorgono osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


                       Sull'ordine dei lavori

    CRISTALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intendo
  intervenire  brevemente per far rilevare  che  questo  spettacolo
  dell'ordine del giorno che, volta per volta, viene presentato dai
  deputati   con   grande  risonanza,  con  ampie   premesse,   con
  considerazioni per giungere ad impegnare il Governo, ad  esempio,
  a   inserire il ponticello della strada  che interessa il tizio e
  così  via,   è  una  pratica  che personalmente  contesto  e  che
  contesta anche Alleanza Nazionale, in quanto la procedura, a  mio
  avviso,   non  è  quella  che consente di  giungere  a  risultati
  positivi.
   Apprezzo  il  tentativo  dei colleghi di  far  conoscere  talune
  strutture che hanno bisogno di essere realizzate, ma arrivare   a
  violare regolamenti, leggi, procedure che sono stati già  fissati
  e  sentire  il  Presidente della Regione  che  li  accoglie  come
  raccomandazione mi fa sorgere qualche dubbio. Non vorrei  infatti
  che venissero meno i diritti, per esempio, del mio territorio  il
  quale  si  è  affidato unicamente alle procedure  previste  dalla
  legge   e   dal  Regolamento  e  non  già  ad  alcuna  forma   di
  raccomandazione.
   Mi  dispiace che il Presidente della Regione se ne sia andato  -
  è  stato sostituito egregiamente - ma vorrei esser certo  che  la
  presentazione   di   un   ordine   del   giorno   accolto    come
  raccomandazione,  alla  fine,  abbia  soltanto  un  riscontro  di
  carattere   politico   piuttosto  che  una   pratica   esecutiva.
  Altrimenti,  verrebbero  ad  essere  completamente  distorte   le
  ragioni  che inducono a seguire le procedure previste da leggi  e
  dai relativi regolamenti.
   Il  suggerimento  di  inserire questa  o  quell'altra  struttura
  all'interno  di un piano attraverso la semplice presentazione  di
  un  ordine  del  giorno, cozza con la necessità di dover  seguire
  procedure di legge  e  regolamenti.
   Vorrei  dunque che, in qualche maniera, fosse chiaro che alcune
  richieste esplicitate attraverso la presentazione di ordini  del
  giorno  non vincolano il Governo, probabilmente esse non avranno
  neanche alcuna ripercussione sulla stampa, ma servono soltanto a
  vendere  la  notizia territorialmente, perché  -  appunto  -  la
  semplice   raccomandazione  non  può  produrre  altro   effetto.
  Dopodiché si può votare come si vuole, si possono accogliere gli
  ordini  del  giorno come raccomandazione o si  può  decidere  di
  votare favorevolmente. Ma ciò - ripeto - deve avere soltanto  un
  valore simbolico.

    PRESIDENTE   Onorevole Cristaldi, gli ordini del giorno  erano
  caratterizzati da attività generali.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto
  di  parlare sull'ordine dei lavori perché siamo stati tra coloro
  che  hanno voluto questa discussione. E' la prima volta, almeno,
  da  quando faccio il parlamentare, che si è  cercato di fare una
  discussione   più  o  meno  organica  relativamente   ai   Fondi
  strutturali, al loro utilizzo e alle modalità operative.
   La  nostra discussione aveva uno scopo: rendere noto nella sede
  maestra, per dare voce ed uditorio alla Sicilia, ciò che si  sta
  realizzando e ciò che si intende realizzare in vista della nuova
  programmazione 2007-2013.
   Gli ordini del giorno, in particolare quello da noi predisposto
  non  poteva  essere accolto come raccomandazione - il Presidente
  della  Regione invece ha ritenuto di sì stante che l'Aula avesse
  bocciato  l'ordine  del giorno in questione -  per  la  semplice
  ragione  che  quell'ordine del giorno aveva un altro  obiettivo.
  Visto che lo strumento dell'ordine del giorno non si traduce  in
  una norma imperativa, comunico che provvederemo immediatamente a
  trasformarlo  in norma allorquando discuteremo di sviluppo.  C'è
  un  punto  infatti  sul quale non ci si intende:  l'attività  di
  pianificazione  e  di  progettazione non  riguarda  la  gestione
  amministrativa

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, le ricordo che ha chiesto  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

    CRACOLICI    Non   stavo  intervenendo  nel   merito,   signor
  Presidente, non l'ho fatto neanche quando lei aveva detto che si
  votava per parti separate e si è votato senza neanche discutere.
   Qui  non  si può chiudere a  tarallucci e vino', con la  logica
  della  raccomandazione finale. Questo Parlamento, in questi  sei
  anni,  è stato tenuto all'oscuro dell'attività di programmazione
  e di progettazione dei fondi strutturali.
   Credo che riguardi l'intero Parlamento e non una parte politica
  soltanto  far  conoscere all'Aula l'attività di indirizzo  e  di
  programmazione del Governo.
   Purtroppo,  questo dibattito si sta concludendo con  la  famosa
  raccomandazione  finale che vuol dire  tutto  e  non  vuol  dire
  nulla.  Ritengo necessario che le ragioni contenute negli ordini
  del  giorni diventino norma in maniera tale da vincolare, in una
  procedura certa, il rapporto tra Governo e Parlamento.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questa
  discussione  è condizionata anche dai tempi del Presidente  della
  Regione, ma in questo caso non sono interessato alla presenza del
  Presidente.
   Vorrei  chiarire  che  i  due ordini del  giorno,  accolti  come
  raccomandazione, avevano un profilo sensibilmente diverso.
   Prendendo  atto  della  scelta del  Governo  di  assumerlo  come
  raccomandazione,   ma   anche  per  tranquillizzare   l'onorevole
  Cristaldi,  l'ordine del giorno n. 160, da me  sottoscritto,  non
  propone al Governo della Regione di inserire, nella lista  Grandi
  Progetti', due opere di interesse localistico, ma due  grandi  ed
  importanti infrastrutture che sono funzionali al collegamento più
  rapido tra la Sicilia e il Continente.
   L'assessore  Misuraca sa che si tratta di questo e la  richiesta
  non  era funzionale ad affermare una priorità di carattere locale
  in  questo caso messinese, ma in coerenza con i criteri che hanno
  indotto  il Governo della Regione, che si è confrontato  con  gli
  enti  locali  e  con  le forze sociali, ad individuare  opere  di
  interesse  regionale  che  avessero la caratteristica  di  essere
  immediatamente cantierabili.
   Come  il  Presidente della Regione e l'assessore Misuraca  sanno
  bene,   siamo   in  presenza  di  due  opere  molto   importanti,
  strategiche per quanto riguarda il collegamento con il Continente
  che  hanno  anche  questa connotazione di  essere  immediatamente
  cantierabili.
   So  che la lista  Grandi Progetti  è indicativa e che il Governo
  della  Regione  si sta muovendo per sviluppare  sinergie  fra  le
  diverse  forme di finanziamento; pensavo e penso -  e  in  questo
  senso  prendo  atto della scelta del Governo di  assumere  questo
  ordine del giorno -  anche ai fini di una utilizzazione immediata
  della quota dei fondi comunitari destinati alla realizzazione  di
  grandi  opere, che queste due opere potessero essere inserite  in
  questo contesto proprio con tale obiettivo.
   In  ogni  caso,  questa richiesta serve anche  ad  affermare  il
  fatto  che  il  Governo  della Regione consideri  il  tema  delle
  infrastrutture di supporto al collegamento con il Continente   e,
  quindi,  le questioni, che da anni determinano anche contraccolpi
  negativi  sul  territorio della città di  Messina,  importanti  e
  rilevanti in ambito regionale.

    ODDO CAMILLO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  CAMILLO .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  siamo  assolutamente disponibili ad accettare lezioni come quella
  che ha voluto fare l'onorevole Cristaldi, su come volare alto.
   Con  la massima sincerità devo dire che si cerca di volare  alto
  e si cerca, soprattutto, di fare arrivare un messaggio, che è ben
  chiaro,  sulla questione che riguarda la lista famosa, l'Allegato
  2,  di cui purtroppo non abbiamo avuto neanche la possibilità  di
  prenderne  visione  stante fosse correlato alla  discussione  che
  abbiamo avuto in quest'Aula per ben due volte.
   C'è  una questione che salta agli occhi e che non c'entra  nulla
  con  la  piccola opera che deve essere raccomandata in quest'Aula
  attraverso degli ordini del giorno che possono essere   approvati
  o meno; non c'entra nulla, ecco perché non accettiamo questo tipo
  di lezione.
   E'  pertinente,  invece, un'altra questione:  la  nostra  realtà
  siciliana  -  per quanto concerne l' Allegato 2 - viene  trattata
  con  una  logica incomprensibile. Vogliamo capire qual  è  questa
  logica  e   perché i dieci interventi ricadono  soltanto  in  due
  province siciliane.
   E'  possibile che quegli interventi siano compatibili con quanto
  disciplinato   per  quanto  concerne  il  FESR.   L'argomento   è
  squisitamente  politico, ecco perché un  ordine  del  giorno  del
  genere  non  va  trattato in questa maniera  e  non  è  possibile
  accettare questo tipo di interventi se si vuole entrare  fino  in
  fondo  nelle  questioni che riguardano il modo  in  cui  è  stato
  concepito  questo  lavoro e di come siano  state  considerate  le
  priorità.
   Pertanto, è necessario, a mio avviso, anche da questo  punto  di
  vista,  trovare -  e su questo è ovvio che ci daremo da  fare  in
  qualità  di  deputati -  un momento di confronto  all'interno  di
  quest'Aula  sull'Allegato 2, che costituisce  sostanzialmente  la
  lista  delle  Grandi opere  visto che  comunque esso  risulta  un
  punto non chiaro rispetto alla discussione che abbiamo cercato di
  fare.
   Finiamo  quindi  di scherzare e chiamiamo le  cose  per  nome  e
  cognome,  perché  si  tratta di questo,  non  si  tratta  né  del
  ponticello né della via  x  vicino al condominio  y


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


              Riprende l'esame degli ordini del giorno

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  passa  all'esame   degli
  ordini del giorno presentati nelle precedenti sedute.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 145  Interventi per un  nuovo
  assetto   della  pianificazione  demaniale ,    degli   onorevoli
  Falzone, Stancanelli, Currenti, Granata e Pogliese.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Vista la legge regionale 23 dicembre 200, numero 32;

   Visti i regolamenti CE numeri 1257/99, 1290/2005 e 1698/2005;

   Visto  l'articolo 23 della legge regionale 7 marzo 1997,  numero
  6,  per la parte relativa ai pareri delle Commissioni legislative
  dell'Assemblea regionale siciliana in ordine ai criteri  generali
  relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e  alle
  nomine  e  designazioni, rientranti nella competenza del  Governo
  regionale  e  degli  Enti,  Aziende  ed  Istituti  sottoposti   a
  vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;

   Visto  l'articolo 44, comma 1, della legge regionale  16  aprile
  2003,  numero 4, relativo agli atti di programmazione  economico-
  finanziaria;

   Visto  l'articolo 73bis 2 del Regolamento interno dell'Assemblea
  regionale siciliana;

   Considerato che:

      ai  sensi dell'articolo 32 dello Statuto,  le competenze  sul
  rilascio  delle  concessioni di beni demaniali  e  sull'esercizio
  diretto delle funzioni amministrative sul demanio marittimo  sono
  assegnate alla Regione siciliana;
      in  materia  di  utilizzo delle aree demaniali  marittime  la
  Regione  siciliana, con legge regionale 29 novembre 2005,  numero
  15, si è dotata di una apposita normativa di settore;

      l'elaborazione e la stesura del documento finale del  disegno
  di  legge  in materia di utilizzo delle aree demaniali marittime,
  sottoposto successivamente all'approvazione dell'Aula,  ha  visto
  attivamente   impegnate   le   sigle   sindacali   di   categoria
  nell'interloquire   efficacemente   con   i   soggetti   politici
  competenti,  contribuendo  all'  elaborazione  di  alcune   norme
  fondamentali attese da tempo da tutti gli operatori del settore;

   Visto il decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per  il
  territorio  e  l'ambiente, con il quale sono  state  emanate,  ai
  sensi della legge regionale 29 novembre 2005, numero 15, apposite
  linee  guida  alle Amministrazioni comunali per la redazione  dei
  Piani di utilizzo del demanio marittimo (P.D.U.M.);

   Considerato   inoltre   che,   avverso  le   numerose   anomalie
  riportate  nelle suddette linee guida, alcune sigle sindacali  di
  categoria  hanno istaurato il contraddittorio innanzi al  giudice
  amministrativo,  in  difesa degli interessi degli  operatori  del
  settore degli stabilimenti balneari;

   Ritenuto che:

      nell'ambito  della  pianificazione demaniale  del  territorio
  regionale,    peraltro,    di   grande   rilevanza    ambientale,
  l'Assessorato   competente  debba  esplicare  il  proprio   ruolo
  attraverso  l'emanazione  di  appositi  provvedimenti  specifici,
  sentite  le amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie
  di porto, le parti sociali e gli operatori del settore al fine di
  evitare  improvvise e generalizzate innovazioni  di  sistema  che
  comporterebbero  uno  sconvolgimento degli  assetti  attuali  con
  ovvie ricadute negative sulle aziende operanti;

      il  proponimento  dell'Assessorato  regionale  territorio  ed
  ambiente con l'emanazione delle linee guida per la redazione  dei
  P.D.U.M.  è  quello  di contribuire fattivamente  all'innovazione
  normativa al fine di contribuire ad un sostanziale supporto  allo
  sviluppo di settore;

   Viste  le  disposizioni  di  cui  all'articolo   3  della  legge
  regionale  19 aprile 2007, numero 10,  in materia di  rinnovo  di
  concessioni demaniali marittime;

   Ritenuto  che  le concessioni,  rinnovate ai sensi dell'articolo
  3  della  legge regionale 19 aprile 2007, numero 10, non  possono
  non  beneficiare  della  deroga sui  piani  di  utilizzo  di  cui
  all'articolo   4 della legge regionale 29 novembre  2005,  numero
  15, come calendato all'articolo  5;

   Ritenuto  di  dover  impegnare  l'Assessore  regionale  per   il
  territorio e l'ambiente affinché disponga:

   la  predisposizione  di  un nuovo assetto  della  pianificazione
  demaniale  mediante l'emanazione di apposite linee guida  per  la
  redazione  dei  P.D.U.M.,  sentite le  amministrazioni  pubbliche
  interessate, le capitanerie di porto, le parti sociali e le sigle
  sindacali  più  rappresentative  degli  operatori  del   settore,
  sospendendo l'efficacia del decreto 25 maggio 2006;

   l'emanazione  di  apposite direttive ai propri  uffici  affinché
  gli  stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
  alla  data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
  2005,  numero  15,  unitamente  ai relativi  rinnovi  sessennali,
  all'accertamento del requisito di cui all'art. 4, comma 3,  della
  legge regionale 29 novembre 2005, numero .15, limitatamente  alle
  sole  concessioni  rilasciate  dopo  l'entrata  in  vigore  della
  suddetta legge,

         impegna l'Assessore  per il territorio e l'ambiente

   perché  disponga:

   la   predisposizione  un  nuovo  assetto  della   pianificazione
  demaniale, in conformità ai princìpi di cui alla legge  regionale
  29  novembre  2005, numero 15, mediante l'emanazione di  apposite
  linee   guida   per  la  redazione  dei  P.D.U.M.,   sentite   le
  amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie  di  porto,
  le  parti sociali e le sigle sindacali più rappresentative  degli
  operatori  del  settore, sospendendo l'efficacia del  decreto  25
  maggio 2006;

   l'emanazione  di  apposite direttive ai propri  uffici  affinché
  gli  stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
  alla  data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
  2005,  numero  15,  unitamente  ai relativi  rinnovi  sessennali,
  all'accertamento del requisito di cui all'articolo  4,  comma  3,
  della  legge regionale 29 novembre 2005, numero 15, limitatamente
  alle  sole concessioni rilasciate dopo l'entrata in vigore  della
  suddetta legge. (145)

   Il parere del Governo?

    INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'ordine del giorno n. 146  Concessione
  di derivazioni per uso irriguo , degli onorevoli Caputo, Falzone,
  Correnti, Granata e Pogliese.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana
   Premesso che:

   la  grave  crisi idrica in cui versa la nostra Regione  ci  pone
  nelle  condizioni di dover porre all'attenzione ancor  di  più  i
  limiti di disponibilità dell'acqua per la salvezza dei diritti di
  tutti i siciliani,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  dei  controlli, attraverso gli  Uffici  del  Genio
  Civile  della  Regione Siciliana, per uniformare il  prelevamento
  dell'acqua nelle aree asservite da strutture consortili  operanti
  sul  territorio e di vigilare affinché i quantitativi  utilizzati
  ad integrazione non superino quelli assentiti;

   affinché  nelle  aree  asservite  da  strutture  consortili   le
  concessioni  di  derivazione per uso irriguo non  possano  essere
  assentite  o  rinnovate, fatte salve le richieste di  concessione
  preferenziale ed in sanatoria, già ammesse in istruttoria, per le
  quali  sarà previsto il prosieguo dell'iter istruttorio  fino  al
  rilascio del decreto assessoriale, e l'utilizzo di fonti  proprie
  ad  integrazione  dei  volumi  d'acqua  erogati  dalle  strutture
  consortili;

   a  tal  fine  gli interessati dovranno fare esplicita  richiesta
  motivata  all'Assessorato regionale lavori pubblici  tramite  gli
  ingegneri  capo  degli  Uffici del  Genio  civile  della  Regione
  siciliana   e   tale   richiesta  dovrà   essere   integrata   da
  certificazione rilasciata dalle strutture consortili attestante i
  volumi idrici erogati».  (146)

   Il parere del Governo?

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Il Governo lo accetta come raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si  passa all'ordine del giorno  n.  147    Misure
  volte  a  predisporre  un piano straordinario  di  ammodernamento
  della rete elettrica , degli onorevoli Cantafia e Panepinto.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato  che  nelle ultime ore la Sicilia è  interessata  da
  un'ondata  di caldo che ha portato la temperatura ad  oltre  40 ,
  temperature certamente inusuali ma affatto rare, visto  che  sono
  alcune  le  settimane  che nel corso dell'anno  vedono  ripetersi
  questo fenomeno;

   Considerato  altresì  che  le  notizie  sul  clima  del  pianeta
  indicano con certezza che tali fenomeni saranno più frequenti;

   Visto  che  l'uso di condizionatori e refrigeratori è  aumentato
  vistosamente   facendo  aumentare  conseguentemente   i   consumi
  elettrici nella nostra regione;

   Osservato   che   il  servizio  elettrico  si  sta   dimostrando
  inadeguato,  non  tanto  per  la quantità  di  energia  elettrica
  necessaria  ma per gli innumerevoli guasti che stanno sopportando
  i cittadini siciliani;

   Considerato  inoltre  che  l'Enel  unica  concessionaria   della
  distribuzione della energia elettrica in Sicilia sta  provvedendo
  ad  una ristrutturazione che tende a tagliare gli organici  anche
  tecnici e a diminuire i presidi sul territorio,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte le misure per far sì che l'Enel provveda  ad
  un  piano straordinario di ammodernamento della rete elettrica  e
  nello  stesso tempo adeguare i presidi nel territorio utilizzando
  non parametri teorici del Servizio elettrico o medie nazionali ma
  la reale consistenza del sistema elettrico in Sicilia». (147)

    Il parere del Governo?

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Il Governo lo accetta come raccomandazione.

    PRESIDENTE  Si passa all'ordine del giorno n. 148   Misure  per
  l'utilizzo  delle Aree demaniali marittime e per l'emanazione  di
  linee  guida  per la redazione dei Piani di utilizzo del  demanio
  marittimo ,  degli  onorevoli Mauro, Gennuso, Ragusa,  Cappadona,
  Lombardo ed altri.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Vista la legge regionale 23 dicembre 200, n.32;

   Visti i regolamenti CE nn. 1257/99, 1290/2005 e 1698/2005;

   Visto  l'articolo  23 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.6,
  per  la  parte  relativa ai pareri delle Commissioni  legislative
  dell'Assemblea regionale siciliana in ordine ai criteri  generali
  relativi alla programmazione della spesa anche settoriale e  alle
  nomine  e  designazioni, rientranti nella competenza del  Governo
  regionale  e  degli  Enti,  Aziende  ed  Istituti  sottoposti   a
  vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale;

   Visto  l'art. 44, comma 1, della legge regionale 16 aprile 2003,
  n. 4, relativo agli atti di programmazione economico-finanziaria;

   Visto  l'articolo 73bis 2 del Regolamento interno dell'Assemblea
  regionale siciliana;

   Considerato  che  ai  sensi  dell'art.  32  dello   Statuto   le
  competenze  sul  rilascio delle concessioni di beni  demaniali  e
  sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative sul  demanio
  marittimo sono assegnate alla Regione siciliana;

   Considerato  che  in  materia di utilizzo delle  aree  demaniali
  marittime  la Regione siciliana, con legge regionale 29  novembre
  2005, n.15, si è dotata di un'apposita normativa di settore;

   Considerato  che  l'elaborazione  e  la  stesura  del  documento
  finale  del  disegno di legge in materia di utilizzo  delle  aree
  demaniali  marittime, sottoposto successivamente all'approvazione
  dell'aula,  ha visto attivamente impegnate le sigle sindacali  di
  categoria nell'interloquire efficacemente con i soggetti politici
  competenti,  contribuendo  alla  elaborazione  di  alcune   norme
  fondamentali attese da tempo da tutti gli operatori del settore;

   Visto il decreto 25 maggio 2006 dell'Assessore regionale per  il
  territorio  e  l'ambiente, con il quale sono  state  emanate,  ai
  sensi  della  legge  regionale 29 novembre 2005,  n.15,  apposite
  linee  guida  alle amministrazioni comunali per la redazione  dei
  Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.D.U.M.);

   Considerato  che  avverso le numerose anomalie  riportate  nelle
  suddette  linee guida, alcune sigle sindacali di categoria  hanno
  istaurato  il  contraddittorio innanzi al giudice amministrativo,
  in  difesa  degli  interessi degli operatori  del  settore  degli
  stabilimenti balneari;

   Ritenuto  che  nell'ambito  della pianificazione  demaniale  del
  territorio  regionale, peraltro, di grande rilevanza  ambientale,
  l'Assessorato   competente  debba  esplicare  il  proprio   ruolo
  attraverso  l'emanazione  di  appositi  provvedimenti  specifici,
  sentite  le amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie
  di porto, le parti sociali e gli operatori del settore al fine di
  evitare  improvvise e generalizzate innovazioni  di  sistema  che
  comporterebbero  uno  sconvolgimento degli  assetti  attuali  con
  ovvie ricadute negative sulle aziende operanti;

   Ritenuto   che   il   proponimento  dell'Assessorato   regionale
  territorio ed ambiente con l'emanazione delle linee guida per  la
  redazione  dei  P.D.U.M.  è  quello di  contribuire  fattivamente
  all'innovazione   normativa  al  fine  di   contribuire   ad   un
  sostanziale supporto allo sviluppo di settore;

   Viste  le  disposizioni di cui all'art. 3 della legge  regionale
  19  aprile  2007,  n.10,  in materia di  rinnovo  di  concessioni
  demaniali marittime;

   Ritenuto  che  le  concessioni rinnovate ai  sensi  dell'art.  3
  della  legge  regionale  19 aprile 2007, n.10,  non  possono  non
  beneficiare della deroga sui piani di utilizzo di cui all'art.  4
  della  legge  regionale 29 novembre 2005,  n.15,  come  calendato
  all'art. 5;

   Vista  la  Direttiva prot. n.42578 del 6.06.2007  con  la  quale
  l'Assessorato  regionale territorio ed ambiente  pur  delimitando
  l'ambito   delle   attività   strettamente   complementari   alla
  balneazione,  non  configura alcun pregiudizio  al  prolungamento
  dell'orario   di   aperture  delle  strutture  balneari   ed   al
  conseguente  rilascio  dell'autorizzazione  all'espletamento   di
  attività  di  svago  ed  intrattenimento  musicale,  purchè  tali
  attività    costituiscano  naturale  prosecuzione   dell'attività
  balneare e non già esercizio di autonome attività;

   Considerato  che tra le attività di concessione per  l'esercizio
  di   impresa  di  attività  nei  beni  demaniali  marittimi  sono
  ricomprese  ai  sensi dell'art.1, comma 1 lett.  a)  della  legge
  regionale  29  novembre  2005,  n.15,  quelle  finalizzate   alla
  gestione  di  stabilimenti balneari e di  strutture  relative  ad
  attività sportive e ricreative;

   Ritenuto  che  ai  sensi dell'articolo 1, comma  1,  lettera  a)
  della  legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, nelle concessioni
  autorizzate per la gestione di stabilimenti balneari le  attività
  sportive  o di intrattenimento anche musicale e danzante  possono
  considerarsi  attività autonome annesse alla balneazione  o  alla
  diretta   fruizione   del   mare,  non  soggette   ad   ulteriori
  autorizzazioni concessorie;

   Ritenuto  per tutte le superiori esposte motivazioni,  di  dover
  impegnare  l'Assessore regionale per il territorio  e  l'ambiente
  affinché disponga:

   la  predisposizione  di  un nuovo assetto  della  pianificazione
  demaniale  mediante l'emanazione di apposite linee guida  per  la
  redazione  dei  P.D.U.M.,  sentite le  amministrazioni  pubbliche
  interessate, le capitanerie di porto, le parti sociali e le sigle
  sindacali  più  rappresentative  degli  operatori  del   settore,
  sospendendo l'efficacia del decreto 25 maggio 2006;

   l'emanazione  di  apposite direttive ai propri  uffici  affinché
  gli  stessi provvedano, fatte salve le concessioni già rilasciate
  alla  data di entrata in vigore della legge regionale 29 novembre
  2005,   n.15,   unitamente  ai   relativi   rinnovi   sessennali,
  all'accertamento del requisito di cui all'art. 4, comma 3,  della
  legge  regionale 29 novembre 2005, n.15, limitatamente alle  sole
  concessioni  rilasciate dopo l'entrata in vigore  della  suddetta
  legge;

   l'emanazione  di  apposite direttive ai propri uffici  affinché,
  ai  sensi dell'art. 1, comma 1, lett. a) della legge regionale 29
  novembre  2005,11.15,  nelle  concessioni  autorizzate   per   la
  gestione  di  stabilimenti balneari siano ricomprese le  attività
  sportive  o  di intrattenimento anche musicale e danzante,  quali
  attività  autonome  annesse  alla  balneazione  o  alla   diretta
  fruizione  del  mare,  non  soggette ad ulteriori  autorizzazioni
  concessorie,

         impegna l'Assessore  per il territorio e l'ambiente

   affinché  disponga la predisposizione di un nuovo assetto  della
  pianificazione demaniale, in conformità ai princìpi di  cui  alla
  legge regionale 29 novembre 2005, n.15, mediante l'emanazione  di
  apposite  linee guida per la redazione dei P.D.U.M.,  sentite  le
  amministrazioni pubbliche interessate, le capitanerie  di  porto,
  le  parti sociali e le sigle sindacali più rappresentative  degli
  operatori  del  settore, sospendendo l'efficacia del  decreto  25
  maggio 2006.» (148)

    Il parere del Governo?

    INTERLANDI  assessore per il territorio e l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa  agli  ordini  del  giorno  n.  149   Iniziative  per
  garantire  il  futuro del Cantiere navale di Palermo  nell'ambito
  del  Gruppo  Fincantieri ,  dell'onorevole  Cantafia,  e  n.  151
   Garanzie occupazionali e sviluppo industriale Cantiere navale di
  Palermo ,  degli onorevoli Caputo, Cristaldi, Correnti,  Falzone,
  Granata e Pogliese.
   Ne do lettura:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Ricordato che il gruppo Fincantieri è il quarto gruppo  mondiale
  nel settore cantieristico ed è controllato al 100 per cento dallo
  Stato;

   Visto  che  è  stata  annunciata la collocazione  in  Borsa  del
  gruppo,   motivata  dall'esigenza  di  raccogliere   risorse   da
  destinare ad investimenti nei cantieri;

   Preso  atto  che  è  stata altresì comunicata la  decisione  del
  Governo  di  mantenere  in mano pubblica  il  51  per  cento  del
  pacchetto azionario;

   Sottolineato  che  tali  notizie  hanno  suscitato   azioni   di
  protesta e gravi preoccupazioni tra i lavoratori anche perché non
  è chiaro il quadro complessivo di assetto dei cantieri;

   Considerato  che il piano industriale presentato dall'azienda  è
  giudicato  dai  sindacati  inadeguato  a  garantire  livelli   di
  professionalità,  investimenti, occupazione  e  tutela  dei  siti
  industriali,

             impegna il Presidente e la Giunta regionale

   a   farsi   parte  attiva  nei  confronti  del  Governo,   anche
  coinvolgendo  le altre regioni e comuni sedi di cantieri,  perché
  sia  sospesa  la decisione di quotazione in Borsa di Fincantieri;
  affinché   siano  garantite  occupazione  e  sviluppo  produttivo
  attraverso  la  presentazione di un nuovo piano  industriale  che
  escluda qualsiasi ipotesi di delocalizzazione, ed individui, alla
  fine  del percorso, il migliore strumento per reperire le risorse
  finanziarie  necessarie; affinché in questo quadro sia  garantito
  il futuro del cantiere navale di Palermo». (149)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   Il   Governo  nazionale  ha  dato  parere  favorevole  al  piano
  industriale  del  gruppo Fincantieri e alla quotazione  in  borsa
  dello stesso gruppo;

   Ritenuto che:

   il  coordinamento  nazionale della  FIOM  ha  dato  un  giudizio
  negativo  al  piano industriale e alla decisione  di  quotare  in
  Borsa il gruppo;

   il  piano  industriale è inadeguato a garantire l'occupazione  e
  tutela dei siti industriali;

   Considerato che:

   in  tale  contesto industriale e di collocazione  in  Borsa  del
  gruppo  il  cantiere  navale di Palermo, una delle  poche  realtà
  industriali del territorio, possa essere messo a rischio,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare tutte le iniziative necessarie affinché sia sospesa
  la  decisione  della  quotazione in Borsa al  fine  di  garantire
  occupazione e sviluppo produttivo attraverso la presentazione  di
  un   nuovo   piano  industriale  che  escluda  ogni  ipotesi   di
  delocalizzazione  che  potenzi i siti produttivi,  in  particolar
  modo  sia  garantito lo sviluppo del cantiere navale di Palermo».
  (151)

   Il parere del Governo?

    INTERLANDI   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Il
  Governo li accetta entrambi come raccomandazione.

    PRESIDENTE   Si passa all'ordine del giorno n.  150   Richiesta
  proroga inizio lavori per le imprese finanziate in esecuzione dei
  programmi  di edilizia convenzionata-agevolata di cui alla  legge
  457/78 ,  degli onorevoli Caputo, Correnti, Granata, Incardina  e
  Pogliese.
   Ne do lettura:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Vista  la  legge  regionale  n.13 dell'8  maggio  2007,  art.  6
  (Disposizioni in materia di edilizia cooperativa) che proroga  al
  31 dicembre 2008 i termini per l'utilizzazione degli stanziamenti
  di cui alla Legge n. 457 del 5 agosto 1978;

   Considerato  che  le  suddette  proroghe  sono  state   previste
  esclusivamente per le cooperative edilizie;

   Atteso  che  non è stata prevista nessuna proroga per  tutte  le
  imprese siciliane del settore edile, che sono state ammesse,  con
  decreto  dell'Assessorato  regionale dei  lavori  pubblici,  alla
  realizzazione di programmi di edilizia convenzionata-agevolata,

                  impegna il Governo della Regione

   ad    intervenire   con  urgenza  prorogando   i   termini   per
  l'utilizzazione  degli stanziamenti di cui alla Legge  n.457/1978
  al 31 agosto 2008 anche alle imprese siciliane del settore edile,
  che  sono  state  ammesse  alla  realizzazione  di  programmi  di
  edilizia convenzionata-agevolata, per dare certezza alle  imprese
  di potere sviluppare i propri programmi di lavoro e occupazione».
  (150)

   Onorevole   Caputo,   lei  intende  impegnare  il  Governo   nel
  predisporre  una legge?

    CAPUTO  Vediamo cosa dice il Governo

    PRESIDENTE  Onorevole Caputo, il Governo non può farlo  con  un
  provvedimento amministrativo. Prorogare la data al 31 agosto 2008
  del  programma  di  finanziamento delle  imprese  per  l'edilizia
  agevolata e convenzionata presuppone che ci sia già una  scadenza
  e, quindi, è necessaria una legge.

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Onorevole Caputo, le chiedo di illustrare l'ordine del
  giorno   in  quanto  fa  riferimento  ad  una  proroga   concessa
  esclusivamente alle cooperative edilizie. Vorrebbe estendere  con
  atto amministrativo la proroga a tutto il settore edile?

    PRESIDENTE   Onorevole Caputo, lei chiede  al  Governo  se  con
  atto  amministrativo  può  procedere  alla  proroga  dei  termini
  previsti da una legge già approvata dal Parlamento, limitatamente
  all'edilizia   cooperativa  ed  estendere  tale   proroga   anche
  all'edilizia agevolata- sovvenzionata? Ciò non è possibile;  deve
  essere fatta con legge, onorevole Caputo.
   L'ordine del giorno n. 150 è pertanto inammissibile.
   Si   passa   all'ordine   del  giorno   n.   152    Costituzione
  dell'Osservatorio  regionale  del  patrimonio  culturale ,  degli
  onorevoli Caputo, Currenti, Falzone, Granata e Pogliese.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  patrimonio culturale italiano è l'insieme di densi contesti,
  con profonde radici storiche e forti connotazioni specifiche;

   dalle  Alpi  a Pantelleria non c'è angolo dove non sia  presente
  l'espressione dell'arte di ogni tempo, che permette di leggere la
  storia  dell'uomo  attraverso le sue scoperte  ed  il  suo  genio
  artistico,   e  di  comprenderne  la  sapienza  e   la   capacità
  nell'organizzare la sopravvivenza;

   le   testimonianze   culturali,   che   connotano   l'Italia   -
  irripetibili,  uniche, varie, consistenti,  variegate,  oltremodo
  invidiate  -  sono  impreziosite  da  quelle  destinate   all'uso
  religioso,  presenti ovunque, nelle grandi  città  come  nei  più
  piccoli  e  sperduti paesini, nei luoghi impervi  più  isolati  e
  abbandonati,  e  come supporto ad una vita densa di  relazioni  o
  come  fattore isolato di preghiera e di contemplazione, in  tutte
  le  sue  articolate suddivisioni, tra grandi cattedrali e  chiese
  barocche, cappelle votive e gentilizie, santuari, edicole  votive
  o  semplici crocefissi, costruiti con gli stili caratteristici di
  ogni tempo e con i più vari materiali;

   i  beni culturali religiosi che hanno condizionato la vita e  la
  cultura  del  nostro  Paese fanno parte del patrimonio  culturale
  dell'Italia;

   i   beni  culturali  costituiscono  una  fonte  inesauribile  di
  cospicui   vantaggi   economici  ed  occupazionali,   nonché   la
  promozione  della crescita culturale e sociale di un popolo,  del
  quale  rappresentano il passato, il presente, il futuro: la  loro
  ricchezza è nella diversità; il loro valore è nella memoria;

   l'immenso  patrimonio è diffuso nello spazio ed interagisce  con
  il   territorio,   nella   sua  duplice   dimensione   urbana   e
  paesaggistica;

   in  questo eccezionale mosaico si colloca, a ben ragione  ed  in
  posizione  di massimo prestigio, la Sicilia, la più grande  isola
  del  Mediterraneo, la frontiera dell'Europa comunitaria, la terra
  che  racchiude una meravigliosa sintesi di classica  bellezza  ed
  armonia,  come  evidenziato da Goethe, la regione  che  presenta,
  inalterate, le vestigia di varie civiltà succedutesi nel tempo;

   specifiche  campagne  archeologiche  hanno  portato  alla   luce
  incommensurabili  testimonianze  di  una  società   in   continuo
  divenire,  che  dimostrano  in modo  inequivocabile  che  i  beni
  culturali costituiscono la storia e l'identità di ogni comunità;

   la   scarsa   conoscenza   degli  stessi,   una   non   adeguata
  conservazione,   un   mancato   restauro,   una   non   opportuna
  valorizzazione,  incidono negativamente sulla relativa  fruizione
  dando  l'idea di voler abdicare alla stessa natura di uomini,  di
  volere rinunciare a se stessi;

   la  cultura,  oggi più di ieri, si evidenzia quale  investimento
  affidabile  in  quanto insieme di risorse  per  lo  sviluppo  del
  territorio,  volano essenziale per la promozione  della  crescita
  culturale e sociale e per il rilancio economico;

   per  conseguire queste finalità, sarebbe il caso di disporre  di
  un   osservatorio  permanente  che,  sulla  base  di  un  preciso
  indirizzo  politico, in perfetta intesa e piena sinergia  con  le
  soprintendenze e gli enti pubblici (in particolare le Università)
  e  privati, anche attraverso un Accordo di programma pluriennale,
  interessati   alla   realizzazione   di   comuni   attività    di
  pianificazione  e  monitoraggio, ricerca ed  esame  sul  terreno,
  valutazioni, catalogazione, restauro, valorizzazione, definizione
  di sistemi tecnologici, anche per la sicurezza dei beni culturali
  ed ambientali, ne esalti la fruizione e ne migliori la gestione;

   il sistema produttivo per la cultura va organizzato attraverso:

   la  conoscenza (dibattiti pubblici, tavole rotonde, incontri con
  famiglie e scuole di ogni ordine e grado, perché si qualifichi la
  coscienza collettiva culturale; corsi di formazione nella  tutela
  di beni culturali per vigili urbani, che normalmente sono i primi
  riferimenti per i turisti);

   la  conservazione  e  la sicurezza, anche  con  l'ausilio  delle
  nuove  tecnologie,  con  le  quali  dovranno  familiarizzare  gli
  addetti alla sorveglianza, per trarne il massimo profitto);

   il   restauro,  coinvolgendo,  tramite  sponsorizzazioni,  anche
  imprese operanti nel settore, ed i giovani laureati;

   la valorizzazione e la fornitura di specifici servizi;

   la  predisposizione  di tutte le infrastrutture  necessarie  per
  qualificare   l'offerta  di  un  turismo   culturale   eticamente
  ispirato,  al fine di un progressivo e costante avvicinamento  ad
  un livello ottimale di sostenibilità;

   la  fruizione, anche grazie a prolungati orari di accesso;  allo
  scopo  si potrebbe coinvolgere il programma Herity (già applicato
  in  alcune  province  italiane)  diretto  ad  informare  in  modo
  multidimensionale   il   pubblico  sullo   stato   delle   nostre
  testimonianze culturali, mediante pochi parametri di riferimento:
  rilevanza   del  bene,  stato  di  conservazione,   modalità   di
  comunicazione,  servizi  offerti;  i  sistema  che  si   potrebbe
  applicare a musei, biblioteche, archivi, chiese, monumenti,  aree
  archeologiche, dimore storiche, sarebbe utile per realizzare  uno
  spirito  di  emulazione  nella  gestione,  qualora  si  valutasse
  l'opportunità  di  attribuire  un riconoscimento  per  quei  siti
  culturali  che  abbiano raggiunto un punto  di  eccellenza  nello
  stato di fruibilità,

                  impegna il Governo della Regione

   a  costituire in Sicilia l'Osservatorio regionale del patrimonio
  culturale». (152)

   Onorevole   Caputo,   anche  questo  va  fatto   con   un   atto
  legislativo.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO   Signor  Presidente,  costituire  un  Osservatorio  del
  patrimonio  culturale  è  un  atto  che  si  fa  con  un  decreto
  dell'Assessore competente, non c'è bisogno di alcuna legge.
   Gli  Assessori costituiscono giornalmente organi di ogni tipo  e
  di ogni natura.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.

    CAPUTO   Vorrei  che non fosse accettato come  raccomandazione,
  ma che ricevesse l'apprezzamento del Parlamento.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    MISURACA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  di
  alzi.

                          (Non è approvato)

            (Proteste dai banchi del centro e  di destra)

   Onorevoli  colleghi,  si  passa all'ordine  del  giorno  n.  154
   Interpretazione  della  norma che  riguarda  le  indennità  agli
  amministratori  locali ,  a  firma  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Ammatuna,  Fiorenza, Manzullo e Rinaldi, che impegna  il  Governo
  della  regione  ad  assumere  le iniziative  necessarie  per  una
  interpretazione autentica dell'articolo 17, comma 1, della  legge
  regionale  5  novembre  2004, n. 15, nel  senso  che  l'indennità
  prevista   per   i   consiglieri  di  circoscrizione   ai   sensi
  dell'articolo  17, comma 1, della legge regionale  15/2004,  deve
  intendersi  quale  indennità di gettone  di  presenza  così  come
  previsto dall'articolo 19, comma 4, della legge regionale  n.  30
  del 2000.
   Lo  dichiaro  inammissibile in quanto comporta l'interpretazione
  autentica di norma.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 156  Annullamento del decreto
  assessoriale  n.  82/GAB  del  18  maggio  2007,  concernente  la
  costituzione del Consiglio regionale dell'urbanistica ,  a  firma
  degli onorevoli Barbagallo, Borsellino, Cracolici e Ballistreri.
   Tale  ordine  del  giorno  impegna il Governo  della  regione  e
  l'Assessore  per  il  territorio e l'ambiente  ad  annullare,  in
  autotutela, il decreto assessoriale n. 82/Gab del 18 maggio  2007
  concernente la nomina per il quadriennio 2007-2011 del  Consiglio
  regionale dell'urbanistica.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  ordine  del  giorno ha un obiettivo: quello di  chiedere  che  si
  rispettino le regole in questa Regione.
   La  legge  prevede  che il Consiglio regionale  dell'urbanistica
  sia  nominato  e  che  tra i soggetti nominati  vi  siano  alcuni
  componenti  designati  dalle  associazioni  degli  enti   locali.
  L'Assessorato del territorio e dell'ambiente nel 2002 ha  chiesto
  un  parere all'Assessorato degli enti locali, per stabilire,  tra
  le  associazioni degli enti locali, il criterio di rappresentanza
  sulla  base  degli  aderenti  che  si  registrano  tra  i  comuni
  siciliani.
   Il  18  maggio  l'Assessore per il territorio  e  l'ambiente  ha
  proceduto  a  nominare i nuovi componenti  del  CRU  -  che,  tra
  l'altro,  erano  scaduti da diverso tempo -, a nostro  avviso  in
  violazione del principio di rappresentanza delle associazioni dei
  comuni  siciliani. Va menzionato, a tal proposito,  il  principio
  che  per la prima volta l'Assessore ha proceduto alla nomina  dei
  designati  dall'URPS  -  come è noto, l'Unione  province  non  si
  occupa di strumenti urbanistici perché materia propria dei comuni
  -,   così  come  dell'AICCRE,  che  è  una  associazione  che  ha
  l'obiettivo di promuovere le attività di gemellaggio tra i comuni
  italiani e i comuni d'Europa.
   Nella   fattispecie  queste  due  associazioni,   impropriamente
  possono  definirsi associazioni rappresentative  degli  interessi
  dei  comuni  per  quanto  riguarda, tra  l'altro,  l'attività  di
  pianificazione.   Ciò  costituirebbe  un  grave   precedente    e
  oltretutto è prassi che l'Associazione rappresentativa dei comuni
  siciliani  tenga conto anche della pluralità della rappresentanza
  che dei comuni c'è in Sicilia.
   Pertanto,  noi  chiediamo che sia revocato il decreto  da  parte
  dell'Assessore  e  che  si proceda ad una nuova  nomina,  tenendo
  conto    delle   designazioni   delle   associazioni    realmente
  rappresentative presenti nel territorio siciliano.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    INTERLANDI    assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'ordine del giorno  n.  162  «Misure
  riguardanti   lo   sviluppo  della  ST  Microelectronics   e   la
  salvaguardia dei livelli occupazionali», a firma degli  onorevoli
  Villari,  Barbagallo,  Panarello, Apprendi, Pogliese,  Cristaudo,
  Cantafia ed altri. I firmatari intendono illustrarlo?

    CRACOLICI  L'ordine del giorno si illustra da sé.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    MISURACA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Il Governo lo accetta come raccomandazione.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


  Comunicazione del programma-calendario dei lavori per la sessione
  estiva:

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  oggi  si   è   riunita   la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  sotto  la
  presidenza  del  Presidente dell'Assemblea,  onorevole  Micciché,
  presente  il sottoscritto e con la partecipazione del  Presidente
  della  Regione  e   ha stabilito il seguente programma-calendario
  dei lavori per la sessione estiva, approvato all'unanimità:

   Le  Commissioni  si  riuniranno dall'11 al 21  luglio  2007  per
  l'esame dei seguenti disegni di legge a carattere prioritario:

  - Riforma della contabilità regionale;
  - Modifica della legge sugli appalti;
  - Trasporto pubblico locale;
  - Normativa sul cinema;
  - Normativa sui teatri;
  - Riforma della legge elettorale degli enti locali;
  - Normativa sullo sviluppo;
  - Riforma delle AA.PP.TT.

   L'Aula terrà seduta:

  -  il  24, 25 e 26 luglio 2007 nelle ore pomeridiane (essendo  le
  ore  antimeridiane riservate ai lavori delle Commissioni) per  lo
  svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  Rubrica
   Turismo'  e  per l'esame dei disegni di legge sopra individuati,
  nel frattempo licenziati dalle Commissioni;
  -  il 31 luglio, 1, 2 e 3 agosto 2007 per il prosieguo dell'esame
  dei  suddetti  disegni di legge, nonché per la discussione  degli
  ulteriori disegni di legge eventualmente esitati.
   La  sessione estiva, la cui chiusura è prevista per il 3 agosto,
  potrà  prolungarsi  sino al 10 agosto in relazione  all'andamento
  dei lavori parlamentari.
   Dopo  la  pausa  estiva,  le  Commissioni  potranno  tornare   a
  riunirsi a decorrere da martedì 11 settembre 2007.


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


    CRISTALDI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISTALDI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  prendere atto con soddisfazione del vasto programma che  è  stato
  deciso dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. E
  naturalmente, anche con soddisfazione, devo salutare il contenuto
  di  questo vasto programma-calendario la cui chiusura è  prevista
  per  il  3  di  agosto.  Stante la lentezza con la quale  abbiamo
  lavorato  in  queste  settimane, in  questi  mesi,  dichiaro  con
  franchezza che mi pare un'esagerazione protrarre i lavori sino al
  3  agosto, ma non intendo aprire una questione di questa  natura.
  Intendo, invece, richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto  che
  tale   programma  è  stato  concordato  in  una  Conferenza   dei
  Capigruppo presieduta dal presidente Micciché, alla presenza  del
  vicepresidente  Speziale e con la partecipazione  del  Presidente
  della Regione.
   Questo  programma  ha  avuto l'assenso di  tutti  i  Capigruppo,
  onorevole  Presidente? Qui non si evince. Ha avuto l'assenso  del
  Governo?  Qui  non  si evince. Se ne è stata data  comunicazione,
  desidero  sapere chi scrive in una riunione della Conferenza  dei
  Capigruppo  che si deve fare, ad esempio, la riforma della  legge
  elettorale  degli  enti locali; e desidero anche  sapere  se  chi
  scrive  questa parte di programma non sia la stessa  persona  che
  poi  sui  giornali, in Aula, nelle Commissioni invece lavora  per
  non dare esecuzione allo stesso programma
   Siccome nel verbale, se non ho capito male, non è scritto se  il
  Presidente della Regione è stato d'accordo, se lei in qualità  di
  Vicepresidente dell'Assemblea è stato d'accordo, se lo sono stati
  pure  i  Capigruppo,  chi  è  stato  favorevole  e  chi  è  stato
  contrario, desidero sapere se ci sono forze politiche o esponenti
  di Governo che hanno ostacolato tale programma.
   Sono   molto   stupito,   onorevole  Presidente   Speziale,   in
  considerazione  del fatto che lei questa mattina  è  stato  anche
  testimone  di una certa vicenda; non è possibile che  il  Governo
  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  Parlamentari  si
  pronunci  per  l'approvazione di un  certo  programma  e  poi  il
  Governo,  tramite  un suo assessore, giochi a fare  ostruzionismo
  presentando centinaia di emendamenti. Questa è una cosa inaudita.
  Sono  rimasto stupito oggi nel vedere questo vulcanico  Nembokid,
  nella  persona dell'Assessore per gli enti locali,  che  presenta
  ordini del giorno in Commissione non per raggiungere un risultato
  ma per fare ostruzionismo, per non fare approvare il programma  e
  in questo caso il disegno di legge
   Mi  chiedo  se questo sia un comportamento serio o è  una  delle
  tante farse cui assistiamo
   Poiché leggo che sono previste sedute di Commissione dall'11  al
  21  luglio,  ciò  significa che da domani, mercoledì,  dovrebbero
  riunirsi. Mi chiedo allora se questo principio vale anche per  la
  prima  Commissione  che presiedo o è un principio  che  vale  per
  tutte  le  altre Commissioni e non per la mia? Lo  chiedo  perché
  desidero   sapere,   nell'eventualità   che   qualche   furbastro
  desiderasse  non  partecipare alla seduta della  Commissione,  se
  costui  è  uno  di  quelli  che ha votato  favorevolmente  questo
  programma  o  se il gioco delle parti ci sta portando all'interno
  di  un  circo equestre  Sono ancora per affermare la serietà  del
  Parlamento  e  sono  certo di trovare anche  lei  all'interno  di
  questa schiera.
   Sono   convinto  peraltro  che  il  Presidente  Miccichè   abbia
  commesso un errore nel definire la legge elettorale  una follia ,
  questo  non  è  un  manicomio, seppure  mi  rendo  conto  che  la
  estrosità del Presidente dell'Assemblea è perdonabile considerato
  che il carattere è quello che è, tanto che successivamente ha, in
  un  certo  senso,  attenuato  la sua grave  affermazione.  Ma  il
  Presidente   dell'Assemblea  è  anche  colui  che   presiede   la
  Conferenza dei Capigruppo: allora, c'è davvero o no la volontà di
  giungere a qualche risultato concreto?
   Lei mi dirà onorevole Speziale: cosa racconta a me, sì, sono  il
  Presidente dell'Assemblea, in questo momento, sto svolgendo  tale
  funzione, ma sono anche un esponente dell'opposizione, se la veda
  all'interno  della  maggioranza   E qui casca l'asino,  onorevole
  Presidente.
   La  questione  della riforma degli enti locali, in  questo  caso
  della   legge   elettorale,  non  è  soltanto  patrimonio   della
  maggioranza.  E  lo dico da esponente della maggioranza.  Non  mi
  sento  peraltro  l'ultimo arrivato. Ma dico di più:  ritengo  che
  tale materia non sia e non debba essere competenza del Governo.
   Pertanto,   se   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  Parlamentari  ha individuato un tale programma  dei  lavori  -  e
  parlo in qualità di Presidente della prima Commissione altrimenti
  non potrei convocarla in quanto non ho altri temi all'interno del
  programma  che  riguardino  la mia sfera  di  competenza.  Potrei
  soltanto  chiedere  di andare in missione  in  Australia,  ma  la
  Conferenza  dei  Gruppi  parlamentari  per  quanto  riguarda   la
  Commissione  da  me  presieduta ha individuato esclusivamente  la
  riforma  della legge elettorale degli enti locali, in  seno  alla
  sessione estiva
   Intervengo,  quindi,  per  chiederle di  intercedere  presso  il
  Presidente  dell'Assemblea affinché sia rispettato  il  programma
  dei  lavori stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  palramentari.
   Vero   è   che   il   Presidente  dell'Assemblea,   in   maniera
  assolutamente informale, ha voluto farmi sapere che sta lavorando
  per  trovare  un'intesa tendente a superare le questioni  che  si
  sono presentate, ma noi a questo punto vorremmo capire quali sono
  queste  questioni, perché ancora non è dato sapere quali sono  le
  ragioni  che  impediscono la trattazione dei  punti  scritti  nel
  programma.  Se  c'è  un  programma  che  è  stato  comunicato  ed
  approvato  è  su  questo  che bisogna organizzarsi  affinché  gli
  argomenti individuati possano effettivamente essere realizzati.
   Onorevole  Speziale,  spero che lei  possa  darmi  una  risposta
  immediata almeno su alcune questioni: sui presenti, su come hanno
  votato,   se   questo  programma  dei  lavori  è  stato   accolto
  all'unanimità  o  meno. Presumo sia stato accolto  all'unanimità,
  dal  momento  che è stato semplicemente comunicato  e  non  si  è
  chiesto il parere dell'Aula.

    PRESIDENTE  Onorevole Cristaldi, nella fotocopia che lei ha  in
  mano, come lei avrà visto, è scritto che il calendario dei lavori
  parlamentari è approvato all'unanimità.
   Pertanto,  in tal modo le ho risposto al suo primo quesito.  Per
  quanto  riguarda invece la Commissione che lei presiede,  essendo
  il  disegno di legge elettorale in fase inoltrata, così  come  si
  evince  dalla  stampa,   è stato tra gli   argomenti  individuati
  dalla   Conferenza   dei  Capigruppo.  A   partire   da   domani,
  compatibilmente con le esigenze del Governo, come già è  avvenuto
  in   Commissione,   la  Commissione  medesima  potrà   proseguire
  nell'esame  del  disegno  di  legge e,  possibilmente,  esitarlo.
  Successivamente,  nelle  date  stabilite  nella  Conferenza   dei
  capigruppo,  e cioè dal 24 luglio in poi, potrà essere  esaminato
  dall'Aula  ed eventualmente anche votato.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  rimarcare  un  fatto tecnico. La precedente  Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  aveva  evidenziato   come
  priorità  il  disegno di legge riguardante l'ESA, in senso  lato,
  con  un ragionamento che andava dal potenziamento alla riforma  o
  alla eventuale soppressione dello stesso.
   Su  questo punto, atteso quello che si è detto, vorrei capire se
  tale  provvedimento  rientra  tra  le  priorità  individuate  dal
  Governo  o  se  piuttosto tratteremo del disegno di  legge  sullo
  sviluppo  che,   al  suo interno,  prevede anche  un  riferimento
  all'ESA.
   Personalmente,  non ritengo che sull'Ente di  sviluppo  agricolo
  si  possa procedere a  spizzichi e bocconi'. Il disegno di  legge
  al   riguardo  prevede  tre  norme  che  interessano  l'ESA:   la
  soppressione del fondo di rotazione, la soppressione  del  SOPAT,
  con  assorbimento presso gli uffici periferici della Regione, con
  contenziosi che possono riguardare anche l'aspetto del personale.
   Vorrei  capire  dunque se per  provvedimenti che  riguardano  la
  legge  sullo sviluppo', il Governo intende riferirsi alla riforma
  organica  dell'ESA, con una proposta ancora  da  formulare  o  se
  intende procedere a  spizzichi e bocconi'. Me lo chiedo perché su
  questo ente, credo, si debba fare assoluta chiarezza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Turano, lei è abbastanza  navigato  per
  sapere  che  i  disegni di legge sono assegnati per materia  alle
  commissioni  competenti.  Nel caso del  disegno  di  legge  sullo
  sviluppo,  se  lo stesso fa riferimento a materie  che  attengono
  alle  competenze  di  diverse commissioni  sarà  assegnato   alle
  stesse  per le parti che le riguardano. Io non conosco  il  testo
  perché  è stato presentato soltanto oggi alle ore 14. Lei  ha  il
  vantaggio,  rispetto a noi, di conoscerne già  il  contenuto.  Il
  Governo  ha  comunicato  che desidera incardinare  il  testo  per
  l'esame delle commissioni. Il testo sarà inviato dalla Presidenza
  dell'Assemblea,  per  le  parti  di  competenza,   a   tutte   le
  commissioni  in  rapporto alle rubriche che  sono  contenute  nel
  testo. Se riusciremo ad approvarlo, così come mi auguro, entro la
  chiusura della sessione estiva, sarà un bene, altrimenti  il  suo
  esame sarà rinviato a settembre, alla riapertura dei lavori.

    DI MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI MAURO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  il
  programma  dei lavori individuato dalla Conferenza dei Capigruppo
  prevede  la trattazione di alcuni temi importanti, il  primo  tra
  questi  è  certamente  la legge elettorale,  su  cui,  in  questi
  giorni, in Commissione, almeno da un mese, si è sviluppato non un
  contrasto, ma certamente una idea diversa.
   Come  rappresentante del Movimento per l'autonomia, lo ha  detto
  più  volte anche l'onorevole Lombardo, abbiamo un modo di  vedere
  lo   sviluppo  di  questo  provvedimento  di  legge  in   termini
  assolutamente diversi.
   Poco  fa  lei  stesso,  signor Presidente,   ha  avuto  modo  di
  constatare che c'è il tentativo, da parte di tutti, di avviare un
  percorso.  Lo stesso Presidente dell'Assemblea si è fatto  carico
  di  un incontro con tutti i partiti, con i segretari regionali  e
  con  i  Capigruppo in quanto che si vuole   arrivare ad una sorta
  di definizione.
   I  temi  della controversia, al di là della forma, che  riguarda
  l'avere,  per certi versi, tenuto fuori dal ragionamento politico
  il  Movimento per l'autonomia, sono lo sbarramento al 5%,  perché
  lo riteniamo necessario, quasi obbligatorio, il turno unico  e il
  limite  della  popolazione,  auspicando il  maggioritario  per  i
  comuni con 15 mila abitanti.
   Signor  Presidente,   giovedì è previsto questo  incontro  e  la
  Commissione   competente   è   già   convocata.   Nessuno   vuole
  assolutamente rinviare i lavori-, anzi, buon senso  vorrebbe  che
  su  un  argomento  di  siffatta importanza,  strategico  per  gli
  assetti  dei governi negli enti locali, bisognerebbe trovare  una
  convergenza, la più ampia possibile.
     Se  da  un  lato si tenta di trasferire il modello  elettorale
  valido  per   l'Assemblea regionale, non vedo perché  negli  enti
  locali lo si debba essere trasferire in parte, cioè - guarda caso
  - si porta al 5 per cento lo sbarramento e

    PRESIDENTE  Onorevole Di Mauro, non apriamo una discussione  di
  merito sulla legge elettorale.

    DI  MAURO . No, concludo, signor Presidente. Desidero  esortare
  il  Presidente  Cristaldi  su questo  argomento  per  cercare  di
  giungere - ripeto - con lungimiranza ad una  maggioranza  la  più
  ampia  possibile.  Esprimo peraltro il mio apprezzamento  per  il
  tentativo esperito dal Presidente Miccichè affinché si riunissero
  i  segretari  regionali e i capigruppo di  tutti  i  partiti  del
  nostro Parlamento al fine di trovare un'intesa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea  terrà   seduta
  martedì  24  luglio 2007, alle ore 17.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Speziale


     I  -Comunicazioni.

  II  - Lettura, ai sensi e per gli  effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

       N. 205 -  Interventi urgenti a favore dei produttori della
              ciliegia    dell'Etna    colpiti    da    avversità
              atmosferiche.

                                FAGONE - MAIRA - TERRANA - REGINA

       N. 206 -   Interventi  per  favorire  la  diffusione   dei
              prodotti agricoli siciliani.

                                      GIANNI - TERRANA - D'AQUINO
                                               FALZONE -  GENNUSO

       N. 207   - Interventi per l'istituzione della zona  franca
              urbana  nel polo industriale di  Priolo,   Melilli,
              Augusta,  Siracusa,  Solarino, Floridia.

                            GIANNI - TERRANA - D'AQUINO FALZONE -
                                                          GENNUSO

       N. 224 -  Chiarimenti  in  ordine alla  piena  e  completa
              applicazione della normativa prevista  dalla  legge
              regionale 14 aprile 2006, n. 14.

                                                RAGUSA - ANTINORO
                                                 - TURANO - MAIRA

     III   -Svolgimento  di interrogazioni ed interpellanze  della
       Rubrica  Turismo, comunicazioni e trasporti .

                  La seduta è tolta alle ore 19.52.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO A

   CRACOLICI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   come  è ormai noto dalle cronache, all'ARNAS Ospedale Civico  di
  Palermo  il  concorso per l'incarico    di    primario      della
  divisione  neurochirurgica  è  stato  attenzionato  da  esponenti
  malavitosi, i quali hanno tentato di condizionarne l'esito;

   il  concorso  sarebbe stato gestito da una commissione  nominata
  dal  direttore  generale dell'Azienda, dott. Licata  di  Baucina,
  presieduta dal direttore sanitario dell'Azienda, dott.ssa Volo, e
  composta da esperti di fama nazionale;

   la  graduatoria di idoneità definita dalla commissione (trattasi
  di  graduatoria e non di lista) stabiliva un ordine  di  idoneità
  diverso  dalla scelta fatta alla fine dal direttore generale,  il
  quale   procedeva  alla  nomina  del  2   in  graduatoria,  senza
  specificare  le  ragioni  di  esclusione  del  1   della   stessa
  graduatoria,  anche se tra costoro non c'era il medico  sostenuto
  da esponenti mafiosi;

   si  è  appreso successivamente che il direttore dell'ARNAS,  per
  sua  stessa  ammissione,  ha ricevuto  segnalazioni  per  diversi
  candidati  da  esponenti politici, ma sembra  che  nessuno  abbia
  segnalato  il  dott. Guccione che era il 1  nella graduatoria  di
  idoneità;

   considerato  che,  oltre  all'ordine di  merito  definito  dalla
  commissione,  sembrerebbe  vi  sia  stato  un  altro  ordine   di
  valutazione,  dato  dal  peso  della  raccomandazione,   che   ha
  stravolto il merito;

   valutato che dopo la pubblicazione delle notizie a mezzo  stampa
  non vi sia stato alcun accertamento promosso dall'Assessorato, ma
  solo un 'rumoroso' silenzio;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di  dovere attivare un'ispezione  al  fine  di
  verificare  se non vi sia stato un abuso del potere discrezionale
  da parte direttore generale;

   se  tale  atteggiamento  non mini la  credibilità  del  sistema,
  atteso  che,  oltre tutto, ciò avviene nella più  grande  azienda
  ospedaliera siciliana;

   se  non  ravvisi elementi che possano determinare il venir  meno
  del rapporto di fiducia tra Governo e manager». (545)

   Risposta.  «Si  trasmette,  di seguito,  il  testo  di  risposta
  all'interrogazione  n. 545, trasformata in risposta  scritta  per
  l'assenza dell' onorevole Antonello Cracolici nella seduta  dell'
  Assemblea Regionale Siciliana del 26 giugno 2007.
   In  riferimento  all'interrogazione volta ad acquisire   Notizie
  in   merito  al  concorso  per  1'attribuzione  dell'incarico  di
  primario   della  divisione  di  neurochirurgia  presso   1'ARNAS
  Ospedale Civico di Palermo , si riferisce in via preliminare che,
  a  seguito di specifica richiesta avanzata dall'Assessorato,  con
  nota n. 3010 del 22 febbraio 2007, l'Azienda ospedaliera Civico e
  Benfratelli  G. Di Cristina e M. Ascoli di Palermo  ha  trasmesso
  gli atti inerenti il concorso per l'attribuzione dell'incarico di
  primario della divisione di neurochirurgia.
   Al   riguardo,   si  ritiene  di  rappresentare,  intanto,   che
  l'incarico  di  direttore  di  struttura  complessa,   ai   sensi
  dell'art.  15  ter  del decreto legislativo  n.  502/1992,  viene
  affidato  dal direttore generale, previo avviso pubblicato  sulla
  Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sulla scorta di  un
  elenco  di nominativi, predisposto da una commissione di esperti,
  idonei  a  svolgere tale incarico e la scelta del candidato,  che
  appartiene alla competenza specifica del direttore generale,  non
  può  che  tener  conto  dei  giudizi espressi  dalla  commissione
  all'uopo nominata.
   Più in particolare, si comunica che:

    -con  delibera  n.  773 del 7 aprile 2006 è stata  nominata  la
       commissione di esperti composta dal presidente dott.ssa Giovanna
       Volo, direttore sanitario dell'Azienda nonché dai componenti
       titolari - dott. Scienza Renato, dirigente struttura complessa
       Ospedali Riuniti di Padova, designato dal Collegio di direzione e
       dal dott. Lorenzo Genitori, direttore struttura c/o il MEYER di
       Firenze;

    -con  delibera n. 1249 del 23 giugno 2006 sono stati  approvati
       gli atti della commissione, inerenti le procedure di selezione
       degli aspiranti al conferimento dell'incarico quinquennale di
       direttore dell'U.O. di Neurochirurgia ed è stato conferito il
       relativo  incarico al dott. Filippo La Seta, con la seguente
       motivazione:   buona valutazione complessiva espressa  dalla
       commissione, lunga anzianità di servizio e eccellente valutazione
       dell'attività espressa da Collegi interni ;

    -dall'esame  della  scheda  di  valutazione  predisposta  dalla
       commissione  di  esperti, risulta che il dott.  La  Seta  ha
       conseguito nel complesso una buona valutazione sia del curriculum
       presentato che del colloquio sostenuto».

                                                L'Assessore LAGALLA

   ZAGO.  -  «All'Assessore per la sanità, premesso che il  Decreto
  Assessoriale 16 agosto 2006, così come pubblicato nella  G.U.R.S.
  n.   42   del   8/09/2006,  presenta  alcune   imperfezioni   che
  meriterebbero  alcune riflessioni relativamente  all'art.  4  del
  decreto, che recita come segue:  Gli enti che intendono avviare i
  corsi  per  operatore  socio sanitario,  entro  30  giorni  dalla
  pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale della  Regione  Siciliana
  del    bando   da   parte   del       Dipartimento   Osservatorio
  Epidemiologico, dovranno inoltrare formale istanza ... ;

     osservato,  quindi, che l'articolo fa espresso riferimento  ad
  un  bando  da  pubblicare  da  parte  del  DOE,  e  nulla  lascia
  trasparire  il  fatto  che  in realtà il  bando  in  questione  è
  costituito  dal  decreto  stesso, che porta  invece  come  titolo
  SModalità organizzative ... ;

   considerato   che   in   nessuna  parte  del   decreto   compare
  l'indicazione  del  bando  in  questione,  se  non  al  punto   9
  dell'allegato  1  al decreto (dal titolo anche  questo   Modalità
  organizzative  del  corso  di  formazione  per  operatore   socio
  sanitario );

   osservato,  inoltre, che il punto, Emissione  Bando,  recita  Il
  Dipartimento  Osservatorio  Epidemiologico  emette  con   cadenza
  biennale   il   bando  per  l'attivazione  dei   corsi,   con   l
  'individuazione del numero dei posti disponibili  per  provincia,
  mediante  pubblicazione  dello stesso  nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione Siciliana e sul sito www.doesicilia.it. In fase  di
  prima applicazione, per il biennio 2006-2007, i posti disponibili
  sul  territorio regionale saranno di 1000 suddivisi per provincia
  distribuiti in percentuale alla densità di popolazione;

   rilevato che anche in questo caso si fa riferimento ad un  bando
  emesso dal DOE, circostanza che, pur in presenza dell'indicazione
  di  1000  posti disponibili per il biennio 2006-2007,  lascerebbe
  intendere  come il decreto e il suo allegato 1 non  facciano  che
  disciplinare  le  modalità  organizzative  dei  corsi  in  attesa
  dell'emissione del bando vero e proprio;

   visto  che a rafforzare l'idea che il bando per la presentazione
  delle  istanze sia in fase di emissione da parte del  Doe  e  non
  coincida     con    le    modalità    organizzative    pubblicate
  dall'Assessorato Regionale sta il fatto che sul sito  citato  non
  c'è traccia del decreto assessoriale in oggetto;

   ritenuto,   inoltre,  che  il  contingentamento  appare   troppo
  restrittivo  rispetto alla attuale domanda di formazione  per  la
  qualifica  specifica, che costringe ogni anno numerosi  residenti
  nella Regione siciliana a frequentare analoghi percorsi formativi
  nelle regioni del Nord e Centro Italia.

   preso   atto   che  lo  stesso  art.  4  disciplina   anche   la
  presentazione  delle istanze, che devono essere presentate  (come
  detto, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando nella  GURS)
  e  che  l'articolo  introduce, inoltre, l'ordine  cronologico  di
  arrivo  delle stesse come criterio discriminante nel caso in  cui
  le  istanze siano in numero superiore alle esigenze necessarie  a
  coprire   il   fabbisogno  formativo  di   cui   all'articolo   9
  dell'allegato 1 al decreto;

   ritenendo  che  tale  criterio privilegi la  tempestività  della
  presentazione delle istanze piuttosto che la qualità e  la  bontà
  della  proposta progettuale e delle caratteristiche dei  soggetti
  proponenti con il rischio che soggetti bene informati possano già
  esaurire  il fabbisogno formativo al primo giorno libero  per  la
  presentazione delle istanze, impedendo di fatto la possibilità di
  realizzare i percorsi formativi in oggetto a chiunque altro;

   visto che:

   l'art.  6  del  decreto  indica  il  riconoscimento  di  credito
  formativo  per  i  soggetti  in possesso  di  alcune  qualifiche,
  conseguite  con  attestato riconosciuto dalla Regione  siciliana,
  quali O.S.A., A.D.E.S.T., A.S.S., A.S.A., A.D., ed altri;

   l'art.  11  dell'Allegato 1 al decreto  indica  l'ammontare  dei
  crediti   formativi  riconosciuti  per  ciascuna  qualifica,   in
  particolare per i soggetti in possesso della qualifica di  O.S.A.
  è individuato un credito formativo di 150 ore;

   altre regioni, ad esempio la regione Lombardia, riconoscono  per
  tale  qualifica  un  credito formativo  sensibilmente  superiore,
  consentendo  la  riqualificazione  degli  O.S.A.  in  O.S.S.  con
  percorsi  formativi  inferiori alle 300  ore,  in  considerazione
  dell'ammontare di ore di formazione che un corso per la qualifica
  O.S.A. comporta;

   il  riconoscimento  di  un  credito  esiguo,  come  le  150  ore
  indicate dal decreto, costringe operatori già in possesso di  una
  qualifica  costosa, in termini di ore formative, ad  un  percorso
  formativo  per molti aspetti ridondante, rendendo meno efficiente
  e  più difficoltoso il percorso di riqualificazione nella regione
  Sicilia rispetto ad altre realtà territoriali;

   altresì  il  punto  5  - Tutor del corso -  dell'Allegato  1  al
  decreto  in  oggetto  prevede che le funzioni  di  tutor  vengano
  assegnate ad un infermiere professionale in numero di uno ogni 15
  studenti. Il successivo punto 10 - numero di studenti per corso -
  prevede  che  il numero degli studenti da ammettere ai corsi  non
  può  essere  inferiore a 20 unità per ciascun  corso  ...   .  Il
  combinato disposto dei due punti esclude dunque la possibilità di
  avviare corsi con un solo tutor, disposizione della quale non  si
  comprende appieno la ratio;

   il  già  citato punto 9 - Emissione bando - prevede che  i  1000
  posti  disponibili per il biennio 2006-2007 siano  suddivisi  per
  provincia  in  percentuale  alla  densità  di  popolazione,   non
  individuando  già la suddivisione precisa sulla base  dell'ultimo
  censimento  valido e lasciando tale determinazione ad un  momento
  successivo;

   considerato che l'indicazione non esplicita, oltre a  rafforzare
  l'impressione che non si sia in presenza dell'effettivo bando per
  la presentazione delle istanze, lascia qualche perplessità per la
  scelta del criterio della densità di popolazione al posto del più
  naturale criterio della numerosità complessiva, in considerazione
  del tipo di mansione che i formati andranno a svolgere;

   per  sapere  se,  in  ragione  di tutte  le  osservazioni  sopra
  esposte, non ritenga di dover ritirare il Decreto Assessoriale 16
  agosto   2006,  così  come  pubblicato  sulla  G.U.R.S.   n.   42
  dell'8/09/2006,  procedere a una sua revisione e correzione,  ben
  distinguendolo  dal bando da pubblicare a cura  del  Dipartimento
  Osservatorio Epidemiologico». (644)

   Risposta.  «In  riferimento  all'interrogazione  n.  644,  dell'
  onorevole  Zago,  avente per oggetto  Opportunità  del  ritiro  e
  della revisione del D.A. 16 agosto 2006 pubblicato sulla GURS  n.
  42  dell'8 settembre 2006 , si rassegna sinteticamente che  ancor
  prima  che  l'onorevole Zago formulasse il rilievo  oggi  oggetto
  dell' interrogazione in trattazione, ci si è resi conto, d'intesa
  con  gli  uffici, della necessità di procedere ad una  tempestiva
  revisione  del  decreto in questione, talché si è ora  giunti,  a
  seguito   delle   precise  direttive  impartite  all'Osservatorio
  Epidemiologico Regionale, all'approntamento di un nuovo testo, la
  cui adozione e conseguente pubblicazione è ormai imminente.
   Ciò, consentirà di pervenire, da un lato, alla ovvia revoca  del
  testo  in  questione ed, al tempo stesso, al varo  di  una  nuova
  direttiva  volta  a  regolamentare  sia  la  programmazione   per
  provincia  sia  la  data di presentazione  delle  istanze,  sulla
  scorta   della  rilevazione  dei  fabbisogni  presso   gli   enti
  ospedalieri e le aziende territoriali siciliane».

                                                L'Assessore LAGALLA

   APPRENDI.   -   «All'Assessore  per  la  sanità,  premesso   che
  l'infermiere  Vito Alfano dell'Ospedale Villa Sofia  di  Palermo,
  ritenuto uno dei favoreggiatori di Bernardo Provenzano,  è  stato
  condannato in via definitiva a quattro anni per concorso  esterno
  in associazione mafiosa;

   ricordato  che  l'infermiere, nipote del boss Pino  Lipari,  era
  stato sospeso dal lavoro all'epoca dell'arresto nel 2002;

   visto  che  con  lettera raccomandata inviatagli il  18  gennaio
  scorso   il  dirigente  amministrativo  di  Villa  Sofia,  Angelo
  Catalano, ha riammesso il suddetto Alfano in servizio  e  che,  a
  seguito  di  questa  decisione lo stesso  Alfano  ha  chiesto  al
  giudice il permesso di allontanarsi dal comune di Torretta  (PA),
  dove,  essendo  tornato  in  libertà, ha  comunque  l'obbligo  di
  dimora;

   considerato   che  il  reato  di  favoreggiamento   riguarda   i
  collegamenti assicurati da Alfano mentre svolgeva il  suo  lavoro
  di  infermiere  a  Villa Sofia per mettere in contatto  Lipari  e
  Provenzano attraverso i famosi 'pizzini';

   per sapere:

   per    quali   ragioni   non   solo   non   si   sia   proceduto
  all'interruzione  del rapporto di lavoro  con  Alfano,  ma  si  è
  addirittura  proceduto  dopo  la  condanna  definitiva  (ancorché
  trasformata  in obbligo di soggiorno) al reintegro  dello  stesso
  dopo la sospensione del 2002;

   se  non  ritenga  che  per  quanto  accaduto  a  Villa  Sofia  i
  dirigenti non debbano presentare le proprie dimissioni;
   se   non  valuti  opportuno  avviare  un'attenta  indagine   per
  verificare le responsabilità dei vertici amministrativi di  Villa
  Sofia nella decisione di riammettere in servizio Alfano». (871)

   Risposta.  «In  relazione all'interrogazione n. 871,  presentata
  dall'onorevole Apprendi, avente per oggetto  Notizie a  proposito
  della  riammissione  in  servizio di un dipendente  dell'Ospedale
  Villa  Sofia di Palermo condannato in via definitiva per concorso
  esterno in associazione mafiosa , si forniscono i chiarimenti  di
  seguito   riportati,  acquisiti  direttamente  presso   l'Azienda
  ospedaliera Villa Sofia di Palermo.
   In  data  24 gennaio 2002 il sig. Vito Alfano è stato tratto  in
  arresto  con l'imputazione di violazione dell'art. 416  bis  c.p.
  (associazione di tipo mafioso). La notizia dell'arresto  è  stata
  acquisita  dalla  lettura  della  stampa  cittadina  e,  a   tale
  riguardo,   mai   alcuna   comunicazione  istituzionale   risulta
  pervenuta  all'Azienda ospedaliera Villa Sofia. Ne  è  conseguito
  che l'Azienda ospedaliera si è attivata chiedendo chiarimenti  al
  tale  riguardo alla competente Procura della Repubblica.  La  Pro
  cura  della  Repubblica  ha fornito riscontro  con  nota  del  28
  gennaio 2002.
   Pertanto,  l'Azienda ospedaliera ha disposto,  con  delibera  n.
  101   del   31  gennaio  2002,  immediata  sospensiva   cautelare
   obbligatoria  dal servizio. Lo stato di detenzione in cui  si  è
  venuto a trovare il sig. Alfano non ha consentito di avviare  nei
  suoi  confronti  la  procedura disciplinare che,  in  tali  casi,
  prevede  l'obbligatoria audizione della parte a sua difesa.  Solo
  per  completezza  di dati si riferisce che la  delibera  è  stata
  adottata  dal  Direttore  generale pro-tempore,  dott.  Libertino
  Tuttotondo,  al  quale si sono succeduti,  nel  tempo,  il  dott.
  Giovanni  Carlo  Manenti  ed il dott.  Antonino  Bruno,  oggi  in
  carica.
   Al   riguardo,   giova  evidenziare  che,  ove   intervenga   un
  procedimento  penale  a  carico di  un  pubblico  dipendente,  la
  procedura  disciplinare  è sospesa sino  all'esito  dello  stesso
  procedimento,  e  ciò  ai sensi del comma 10  dell'art.  15  CCNL
  Comparto Sanità approvato in data 19 aprile  2004.
   Con  istanza  dell'1 aprile 2006, il sig. Alfano ha  chiesto  la
  riammissione  in  servizio essendo cessata la misura  restrittiva
  della libertà personale.
   Tale  richiesta  è stata respinta dall'Azienda  ospedaliera  con
  delibera  n. 575 del 15 giugno 2006, in quanto l'iter processuale
  risultava  ancora  non  definito  e,  conseguentemente,  è  stata
  disposta    la   prosecuzione   della   sospensione    cautelare,
   facoltativa , fino al raggiungimento del limite  massimo  dei  5
  anni.  Si  ritiene  di  segnalare che la  condanna  che  è  stata
  comminata  al  sig.  Alfano  in  data  3  giugno  2006,  divenuta
  esecutiva   il   23  novembre  2006,  non  comporta  l'estinzione
  automatica   del   rapporto   di  lavoro,   così   come   risulta
  regolamentata dall'art. 32 quinquies della legge 27 marzo 2001  ,
  n. 97.
   La  condanna  inflitta  ai  sensi dell'art.  416  bis  comporta,
  invece,  il  licenziamento senza preavviso,  comminato  ai  sensi
  dell' art. 13 comma 8 lettera  e) del CCNL comparto sanità del 19
  aprile  2004, previo esperimento di procedura disciplinare,  così
  come prescritto dal comma 5 dell'art. 14 dello stesso CCNL. Detta
  procedura disciplinare, ai sensi dell'art. 5 della legge 97/2001,
  deve  essere  aperta  entro 90 giorni dalla  comunicazione  della
  sentenza all'amministrazione.
   Al  riguardo,  il  legale  del  sig.  Alfano  ha  notificato  la
  sentenza  all'Azienda ospedaliera, senza che mai la stessa  fosse
  pervenuta  per  le  normali vie istituzionali;  circostanza  che,
  comunque,  ha  consentito  l'avvio della  procedura  nei  termini
  previsti.  Si  segnala, inoltre, che ai sensi  del  comma  5  bis
  dell'art.  19 c.p., il Giudice ha facoltà di comminare  anche  la
  pena  accessoria della estinzione dal rapporto di lavoro;  misura
  che, invece, non è stata disposta.
   Il  sig.  Alfano,  con istanza del legale  di  parte  datata  15
  dicembre  2006, ha chiesto la riammissione in servizio  prevista,
  ai  sensi  dell' art. 15 CCNL citato (già art. 32 del  precedente
  CCNL l settembre 1995).
   Con  delibera n. 20 del 15 gennaio, adottata quale  atto  dovuto
  essendo  in  scadenza il 23 gennaio 2007 i 5 anni di  sospensione
  cautelare, l'istanza è stata, invece, accolta. In conseguenza, il
  24 gennaio 2007 il sig. Alfano ha preso servizio.
   Risulta  una timbratura in entrata alle ore 07,39 ed  in  uscita
  alle  ore 14,00; al riguardo, si rileva che il sig. Alfano  aveva
  ricevuto  la  prevista autorizzazione dell'organo  di  vigilanza,
  emessa  in data 23 gennaio 2007 solo per il giorno del 24 gennaio
  2007.
   L'Azienda  ospedaliera, con contestazione n.  0002321/1  del  24
  gennaio 2007 - stesso giorno di ripresa lavoro -, ha attivato  la
  procedura  disciplinare, disponendo nuova  immediata  sospensione
  del   servizio   legata  però,  questa  volta,   alla   procedura
  disciplinare.  Di  tale provvedimento è stata data  notizia  alle
  autorità competenti con fax del 25 gennaio 2007.
   Da  quanto sopra dettagliatamente riportato, emerge una puntuale
  ricostruzione della vicenda limitatamente al rapporto  di  lavoro
  del  sig. Alfano con l'Azienda ospedaliera Villa Sofia di Palermo
  ed  emerge, al tempo stesso, che alcun rilievo possa essere mosso
  alla  direzione aziendale, nella considerazione, spero  condivisa
  anche  dall'onorevole interrogante, che l'Azienda ospedaliera  ha
  posto  in  essere  i provvedimenti tempestivamente  e  nel  pieno
  rispetto delle norme vigenti».

                                                L'Assessore LAGALLA

   CAPUTO.  -  «  All'Assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste,
  premesso che:

   con  nota  5145  del  25/10/2005  il  Sindaco  di  Godrano  (PA)
  inoltrava  istanza all'Assessore per l'agricoltura e foreste  con
  la  quale chiedeva uno sgravio del 50% su tutta la quota che ogni
  allevatore doveva versare per il periodo 2005-2006;

   in  riscontro  alla superiore richiesta la Giunta regionale  con
  proprio provvedimento n. 544 del 22/11/2005 concedeva uno sgravio
  del 30%;

   considerato  che  in  data  14/11/2006  il  Sindaco  di  Godrano
  inoltrava  un'ulteriore nota, la n. 5639 del 14/11/2006,  con  la
  quale  richiedeva uno sgravio al 50% su tutta la quota  che  ogni
  allevatore deve versare per l'annata pascolativa 2005-2006;

   per  sapere  se  non  ritenga opportuno, in  considerazione  del
  fatto che il Comune di Godrano ha una realtà prevalentemente agro-
  zootecnica  e che il perdurare della crisi di questo settore  non
  aiuta  certo gli allevatori, concedere lo sgravio del  50%  sulla
  quota pascoli per il periodo 2005-2006». (903)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione n. 903 l'onorevole  Caputo  ha
  chiesto  di  sapere  se  sia intendimento del  Governo  regionale
  concedere,  per il periodo 2005-2006, agli allevatori lo  sgravio
  del  50  per  cento del canone dovuto per l'uso dei  pascoli  del
  demanio regionale del bosco di Ficuzza.
   In   effetti,   com'è  noto  anche  all'onorevole  interrogante,
  l'organo  collegiale del Governo regionale, ritualmente investito
  da   questa  Amministrazione  a  seguito  delle  richieste  degli
  allevatori  interessati, ha già ritenuto  di  concedere,  con  la
  deliberazione n. 554 del 22 novembre 2005, lo sgravio del 20  per
  cento  (venti/cento)  del  canone in questione  limitatamente  al
  periodo 2005/2006».

                                                 L'Assessore LA VIA

   BORSELLINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  alla
  Presidenza, premesso che,

   il  Presidente della Regione ha proposto di conferire l'incarico
  di  Segretario generale della Presidenza della Regione  al  dott.
  Salvatore  Taormina, dirigente di III fascia dell'Amministrazione
  regionale, in possesso dei requisiti di cui all'art. 11, comma 5,
  della l.r. n. 20/2003;

   con deliberazione n. 58 del 27 febbraio 2007, legge regionale  3
  dicembre  2003,  n.  20 art. 11 con allegato curriculum  vitae  è
  stato   conferito   l'incarico  di  Segretario   generale   della
  Presidenza   della   Regione  al  dott.  Salvatore   Taormina   -
  Mantenimento  ad interim dell'incarico di dirigente generale  del
  Dipartimento  della  famiglia, delle politiche  sociali  e  delle
  autonomie locali dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
  politiche sociali e delle autonomie locali;

   con  successiva  deliberazione n. 82 del  9  marzo  2007,  legge
  regionale  3  dicembre  2003, n. 20 art.  11  è  stato  conferito
  l'incarico di Dirigente generale del Dipartimento della famiglia,
  delle politiche sociali e delle autonomie locali dell'Assessorato
  regionale  della  famiglia,  delle  politiche  sociali  e   delle
  autonomie locali al dott. Rosolino Greco;

   nel  curriculum  vitae  del  dott.  Salvatore  Taormina  non  si
  evincono   elementi   che  hanno  determinato   il   conferimento
  dell'incarico  di  Segretario generale, essendo semplicemente  in
  possesso  di  una  laurea  in Giurisprudenza  e  non  avendo  mai
  superato gli esami per le professioni giuridiche, anche se  viene
  menzionato  nel suddetto curriculum tra le esperienze  formative,
  di  avere  svolto  il corso di preparazione  agli  esami  per  le
  professioni giuridiche presso l'Istituto Gonzaga di Palermo;

   l'avere svolto il corso di preparazione e non avere sostenuto  o
  superato   gli  esami  per  le  professioni  giuridiche   è   una
  valutazione negativa da non citare nel proprio curriculum vitae;

   l'incarico  di  Dirigente  generale  al  Dipartimento  regionale
  della  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali
  risale  al  1 settembre 2005 e non consente al dott. Taormina  di
  avere  maturato  un'esperienza tale da  rivestire  l'incarico  di
  Segretario generale;

   il  curriculum vitae del dott. Salvatore Taormina non ha  titoli
  accademici che gli consentono di rivestire tale incarico,  tranne
  quello  di  essere  stato capo di gabinetto del Presidente  della
  Regione;

   è  stata disattesa l'ordinanza della Corte Costituzionale n. 131
  del  26 aprile 2004 a seguito di quanto impugnato dal Commissario
  dello Stato, che cassa l'art. 11 comma 5 della legge regionale  3
  dicembre   2003   n.  20,  limitatamente  alla   possibilità   di
  conferimento  delle funzioni di dirigente generale  ai  dirigenti
  regionali  che  appartengono alla  II  e  III  fascia  perché  in
  contrasto  con l'art. 97 della Costituzione sotto il profilo  del
  buon   andamento  della  pubblica  amministrazione,   in   quanto
  consentirebbe  il  conferimento  delle  funzioni   di   dirigente
  generale  anche  ai dirigenti della c.d. terza fascia  (i  quali,
  prima  dell'entrata  in vigore della legge  regionale  15  maggio
  2000,  n.  10, recante  Norme sulla dirigenza e sui  rapporti  di
  impiego  e  di  lavoro alle dipendenze della  Regione  Siciliana.
  Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali.  Istituzione
  dello Sportello unico per le attività produttive. Disposizioni in
  materia di protezione civile. Norme in materia di pensionamento ,
  svolgevano  funzioni direttive e non dirigenziali)  senza  alcuna
  verifica  delle  loro capacità professionali ed  attitudinali  in
  relazione al nuovo incarico;

   il  Presidente  della Regione siciliana ha pubblicato  la  legge
  regionale  n.  20  del  3  dicembre 2003  omettendo  al  comma  5
  dell'art.  11  quanto impugnato dal Commissario  dello  Stato  ai
  sensi  dell'art. 28 dello Statuto in riferimento  al  divieto  di
  rivestire l'incarico di Dirigente generale ai dirigenti di  II  e
  III fascia, ma ha aggirato l'ostacolo giuridico concludendo nello
  stesso comma che la distinzione in fasce non rileva ai soli  fini
  del conferimento dell'incarico;

   risultano  illegittimi  gli  incarichi  di  Dirigente   generale
  conferiti ai dirigenti di II e III fascia;

   l'incarico  di Segretario generale conferito al dott.  Salvatore
  Taormina risulta essere incostituzionale;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti  intende  adottare  il
  Governo  della  Regione  per revocare  l'incarico  di  Segretario
  generale al dott. Salvatore Taormina». (1117)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Con  la  presente si risponde all'interrogazione  n.
  1117,   del  22  maggio 2007, a firma dell'onorevole  Borsellino,
  avente  per  oggetto  Interventi per la revoca  dell'incarico  di
  Segretario generale della Presidenza della Regione , indirizzata,
  oltre che allo scrivente, all'Assessore destinato alla Presidenza
  del  quale  ogni eventuale competente elemento di  risposta  deve
  intendersi riassunto nelle considerazioni che seguono.
   L'incarico   di  Segretario  generale  (denominazione   prevista
  all'art.  7,  comma 4, della l.r. 10/2000) è stato  conferito  al
  dott.  Salvatore  Taormina con D.P. Reg. n. 2185 del  12/03/2007,
  previa deliberazione della Giunta regionale n. 58 del 27/02/2007,
  adottata  su  proposta  dello scrivente, nella  piena  osservanza
  della  normativa vigente in materia ed, in particolare, dell'art.
  11, comma 5, della l.r. 20/2003.
   Tale  disposizione fissa, infatti, i requisiti necessari per  il
  conferimento  dell'incarico  di dirigente  generale  a  dirigenti
  dell'  Amministrazione regionale non appartenenti alla I  fascia,
  dei  quali si occupa, invece, il precedente comma 4 dello  stesso
  articolo  richiamando, contestualmente, la procedura  da  seguire
  per le nomine in questione.
   La   normativa  citata  consente  di  attribuire  l'incarico  di
  dirigente  generale  a  dirigenti dell'Amministrazione  regionale
  diversi da quelli di I fascia in presenza dei seguenti requisiti:
   -possesso di laurea;
  -almeno 7 anni di anzianità nella qualifica di dirigente;
  -possesso di formazione professionale e culturale nonché di
  capacità ed attitudini adeguate alle funzioni da svolgere,
  riscontrabili con riferimento all'avere espletato attività
  connesse al formale conferimento di funzioni di coordinamento, di
  direzione o preposizione a uffici o strutture della pubblica
  amministrazione regionale, nazionale e locale.
   A  confermare  il  carattere del tutto  esaustivo  dei  predetti
  requisiti  interviene, infine, l'ultimo periodo della  norma  che
  testualmente recita  La distinzione in fasce non rileva  ai  soli
  fini  del  conferimento dell'incarico di cui al  presente  comma
  (quello, appunto, di dirigente generale).
   Il  dott.  Taormina,  dirigente appartenente  alla  III  fascia,
  risulta  in possesso di tutti i requisiti richiesti, per come  si
  può agevolmente desumere dalla lettura del  curriculum vitae , di
  cui  l'interrogazione ostenta una conoscenza (o lettura) alquanto
  parziale  ed  incompleta, da ciò derivando  rilievi  critici  non
  suffragati da specifici agganci normativi ed, in taluni casi,  di
  dubbia coerenza logica.
   Occorre, infatti, porre in evidenza che l'interessato:
   - risulta  in  possesso  di laurea in Giurisprudenza  conseguita
     presso l'Università di Palermo nel 1985, peraltro col massimo dei
     voti e la lode;
  -è stato assunto a decorrere dal 1  luglio 1989 presso la
  Regione siciliana in qualità di dirigente amministrativo (sulle
  attribuzioni di tale qualifica vedasi art. 13 della l.r. 7/1971 e
  sue successive modifiche), avendo superato il relativo concorso
  pubblico per esami, e possiede, pertanto, un'anzianità nella
  qualifica di dirigente ben superiore a quella richiesta dalla
  legge;
  -possiede, ancora, la formazione professionale e culturale
  nonché le capacità e le attitudini necessarie alla funzione da
  svolgere riscontrate, così come la legge richiede, dall'avere
  svolto funzioni di coordinamento, preposizione e direzione di
  diverse strutture della Regione Siciliana nonché di altra
  Amministrazione regionale e, dal 1  settembre 2005, del
  Dipartimento regionale della Famiglia, come la stessa
  interrogazione non può fare a meno di ricordare.
   Siffatti  richiami sarebbero già sufficienti  a  documentare  il
  pieno  possesso dei requisiti normativamente dovuti per rivestire
  l'incarico  in  discussione, se non fosse che il  percorso  dello
  stesso  dott. Taormina mette ulteriormente in luce un  articolato
  ed  equilibrato insieme di esperienze professionali, formative  e
  di   partecipazione  ad  organismi  collegiali  anche  nazionali,
  talvolta   in   qualità   di  componente  esperto,   nonché   una
  significativa  attività  maturata,  come  già  detto,  in   altra
  Amministrazione  regionale  italiana  che  ne  ha  richiesto   la
  professionalità dal 2000 al 2001.
   Senza  indugiare oltre sui contenuti curriculari non ci  si  può
  esimere,  tuttavia, dal sottolineare come un'integrale  e  serena
  lettura degli stessi valga a mettere in luce l'incongruenza di un
  suggestionante  accostamento, che vorrebbe la  nomina  del  dott.
  Taormina   a  Segretario  generale  legata  unicamente   al   suo
  precedente  incarico  di Capo di Gabinetto del  Presidente  della
  Regione.
   Peraltro,  tale  funzione  implica,  ed  è  bene  ribadirlo  con
  chiarezza  in questa sede, l'esercizio di un significativo  ruolo
  istituzionale  del  quale l'interrogazione  mira  a  disconoscere
  l'elevato  contenuto  tecnico professionale,  prospettandone  una
  configurazione in chiave meramente politica che non trova affatto
  riscontro   nei  contenuti  del  D.P.Reg.  8/2001,   recante   la
  disciplina regolamentare degli Uffici di cui all'art. 4, comma 6,
  della l.r. 10/2000, il quale ad assegna altre figure ed uffici  i
  compiti di più diretta e caratterizzata collaborazione di  natura
  prettamente politica (Segreteria particolare).
   Sempre  in ordine agli apprezzamenti critici relativi  a  taluni
  elementi  curriculari  risultano francamente  incomprensibili  le
  considerazioni  volte  a  negare che  alcuna  tra  le  esperienze
  formative  del  dott. Taormina e, segnatamente, la partecipazione
  al    Corso   di  preparazione  agli  esami  per  le  professioni
  giuridiche nel lontano 1986/1987  possa costituire valido fattore
  di qualificazione del proprio bagaglio di conoscenze giuridiche.
   Quasi  che,  nell'ambito di un più ampio ventaglio di esperienze
  formative l'avere impegnato l'anno immediatamente successivo alla
  laurea in un percorso guidato di approfondimento delle principali
  discipline  previste  nei concorsi pubblici  per  le  professioni
  giuridiche  (dalle  quali  non può certamente  ritenersi  esclusa
   lato    sensu     la   dirigenza   pubblica)    si    trasformi,
  misteriosamente, da oggettivo elemento di accrescimento culturale
  in  una  negativa esperienza, da sottacere, avendo  l'interessato
   contravvenuto  ad una sorta di obbligo, non si comprende di  che
  tipo,  di  partecipare e/o superare gli esami  per  l'accesso  ad
  alcuna delle professioni suddette.
   Parimenti  infondato si rivela, infine, il supposto  obbligo  di
  possedere  non  meglio  descritti   'titoli  accademici   che  si
  riterrebbero    necessari   per   consentire    lo    svolgimento
  dell'incarico di Segretario generale, dei quali, invece, non  c'è
  alcuna  specifica menzione in seno al citato art. 1l  della  l.r.
  20/2003.
   Esauriti  i  profili  inerenti la posizione del  dott.  Taormina
  occorre, adesso, concentrarsi su quella che appare come  la  vera
   provocazione politica  contenuta nell'interrogazione:  ossia  la
  ritenuta  illegittimità  degli incarichi di  dirigente  generale,
  conferiti  ai  sensi  del più volte citato  art.  11  della  1.r.
  20/2003, ai dirigenti di II e III fascia.
   Per  sostenere la propria tesi l'onorevole interrogante  riesuma
  una   speciosa   e   datata   disputa   intervenuta   a   seguito
  dell'impugnativa,  da parte del Commissario dello  Stato,  di  un
  inciso  contenuto nel testo del comma 5, dell'art. 11, di  quella
  che sarebbe stata, poi, promulgata senza le parti impugnate quale
  l.r. 20/2003.
   E'  noto  come,  a  seguito degli approfondimenti  a  suo  tempo
  richiesti dalla Ragioneria centrale della Presidenza, chiamata  a
  vistare  il  primo  decreto  di  conferimento  dell'incarico   di
  dirigente  generale ad un dirigente di III fascia,  il  Dirigente
  generale  del  Personale  ritenne,  per  ulteriore  scrupolo,  di
  suffragare  la  lettura del dato normativo in questione  con  una
  specifica richiesta di parere (nota prot. n. 2950 del 28/01/2004)
  all'Ufficio Legislativo e Legale in ordine a possibili  refluenze
  dell'impugnativa del Commissario dello Stato sull'interpretazione
  attuativa  di  un  testo che nei suoi contenuti letterali  rimane
  chiarissimo;  anche in quella parte che l'onorevole  interrogante
  vorrebbe   ascrivere   a   non   meglio   configurabili   manovre
   aggiratorie  di chi scrive piuttosto che alla stessa volontà del
  legislatore che lo ha prodotto.
   Il  pronunciamento reso dal predetto Ufficio consultivo con nota
  prot.  n.  1558/11.04.11 del 2/02/2004 non lascia adito ad  alcun
  dubbio     circa     la     piena    legittimità     dell'operato
  dell'Amministrazione.
   Del   tutto   improprio  ed  ininfluente  appare,   infine,   il
  riferimento all'Ordinanza della Corte Costituzionale n.  131  del
  26-28  aprile  2004,  la quale si limita  a  dichiarare  che  con
  promulgazione    della    legge   senza    le    parti    oggetto
  dell'impugnativa, il cui richiamo testuale nel corpo della stessa
  Ordinanza  può  avere  indotto in qualche  difficoltosa  lettura,
  risulta cessata la materia del contendere.
   Si  tratta,  dunque,  di una mera pronuncia  di  rito  che  reca
  trascritte  nella  sua  parte  narrativa  le  tesi  dell'Autorità
  impugnante,  senza esprimere su di esse alcun tipo di valutazione
  e/o considerazione.
   A  conclusione  di  tali  sintetici  e,  si  auspica,  esaustivi
  richiami  di  natura giuridica non possono, tuttavia,  sottacersi
  rilevanti  perplessità in ordine agli indirizzi di  pensiero  che
  l'onorevole  interrogante, peraltro particolarmente sensibile  ai
  temi della trasparente efficienza della Pubblica Amministrazione,
  lascia   trasparire  nell'approccio  alla  questione  riguardante
  l'individuazione dei vertici dirigenziali regionali.
   Su   tale   delicato   argomento  è  da  reputarsi   socialmente
  deleterio,  tanto  per  la  maggioranza  che  per  l'opposizione,
  intestarsi  o sostenere posizioni di autentica retroguardia  che,
  distanti   dagli  indirizzi  propri  di  tutta  la  più   recente
  evoluzione normativa nazionale e regionale in materia, mirano  ad
  assolutizzare, così come l'interrogazione sembrerebbe  suggerire,
  elementi  quali  l'esperienza , o forse meglio sarebbe  dire,  un
  mero criterio di anzianità.
   Tutto  ciò  a  discapito di un ben più articolato  e  conducente
  approccio,  volto  a promuovere ed incrementare  l'efficienza  di
  un'Amministrazione chiamata a raccogliere le sfide  sempre  nuove
  che l'evoluzione del contesto socio-economico siciliano porta con
  sé.
   Per  conseguire  questo obiettivo assume primario  rilievo,  non
  disgiunto  ovviamente dalla puntuale verifica circa  il  possesso
  dei  requisiti  che  la  legge richiede, un progressivo  ricambio
  generazionale  dei vertici dirigenziali che il Governo  regionale
  si è con decisione intestato.
   Si  tratta di un percorso già avviato nel corso della precedente
  Legislatura, del quale si dichiara con orgoglio, insieme a  tutte
  le  componenti  della  maggioranza, la piena paternità  politica,
  espressa  peraltro in termini chiari e trasparenti ai  siciliani,
  che  ne  hanno premiato gli intendimenti, attraverso il Programma
  politico,   poi  divenuto   Programma  di  Governo   della   XIII
  Legislatura   con  la  deliberazione di  Giunta  n.  490  dell'11
  dicembre 2001.
   Per  conseguire nel funzionamento dell'Amministrazione regionale
  più    elevate   soglie   di   dinamicità   e   di   orientamento
  all'innovazione  occorre, oggi, consolidare questo  processo,  se
  necessario  anche  attraverso ulteriori  interventi  legislativi,
  nell'oggettiva  consapevolezza di come  esso  sia  patrimonio  da
  ascrivere ad una comune responsabilità istituzionale di tutte  le
  forze  politiche  che insieme, si crede, abbiano  il  compito  di
  metterlo   a   riparo  da  interpretazioni  oltremodo  riduttive,
  strumentali, forse, a meri scopi di contesa politica ma non certo
  al  migliore funzionamento dell'Amministrazione regionale  che  a
  tutti, si ritiene, debba stare molto a cuore.
   Per  una  più  compiuta lettura delle considerazioni  svolte  si
  allegano in copia:
   -Parere   dell'Ufficio  Legislativo  e  Legale  prot.  n.  1558/
     11.04.11 del 2/02/2004;
  -Programma di Governo della XIII Legislatura e delibera della
  Giunta regionale n. 490 dell'11 dicembre 2001».

                                              Il Presidente CUFFARO

   ALLEGATO B

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                     GRUPPO PARLAMENTARE M.P.A.

  IL PRESIDENTE onorevole DI MAURO

   RAPPORTO SVIMEZ - Dopo l'lstat, anche l'ultimo rapporto  Svimez,
  reso   noto  oggi,  fotografa  un  Mezzogiorno  d'Italia   ancora
  fortemente  in  ritardo  rispetto  al  Centro-Nord.  Il  Sud   fa
  registrare  una  crescita inferiore addirittura  a  quella  delle
  altre  aree deboli dell'Unione Europea e dei Paesi nuovi entrati,
  aumenta la migrazione giovanile, che torna ai livelli degli  anni
  60,  cala  la  produzione  agricola, le infrastrutture  sono  una
  chimera come gli investimenti esterni che non arrivano.
   Da  qui la necessità di sfruttare al massimo i fondi strutturali
  per  il  periodo 2007-2013, ultima chiamata per creare finalmente
  sviluppo  e  migliorare  l'economia  della  nostra  Regione.  Gli
  investimenti del Por serviranno ad aumentare in Sicilia il  tasso
  di  occupazione da un milione e 500 mila a un milione e 700 mila,
  quindi con 200 mila occupati in più.
   Alla  Sicilia,  nel  settennio 2007-2013, saranno  destinati  20
  miliardi  di  euro, sommando i fondi strutturali  comunitari  con
  quelli nazionali per il Mezzogiorno dislocati nel complesso degli
  strumenti  programmatori.  Si tratta  di  una  massa  finanziaria
  consistente, ma, tuttavia, di gran lunga inferiore all'impiego di
  risorse  destinate al tempo della caduta del muro di Berlino  per
  la coesione tra la Germania Occidentale e quella dell'Est.

   ATTRATTIVITA' E COMPETITIVITA' - Obiettivo del Por è  quello  di
  ridurre  il  divario economico-sociale tra la Sicilia e  l'Europa
  attraverso  il  rafforzamento dei fattori di  attrattività  e  di
  competitività  delle imprese, in un quadro di  sostenibilità.  Lo
  sviluppo futuro della nostra Regione si giocherà sempre più sulla
  capacità di puntare sui fattori di attrattività "assoluta" su cui
  dovremo  investire sempre più per attirare nuovi  investimenti  o
  per  migliorare la produttività e la qualità della vita di quelli
  esistenti.
   Tre  sono,  a  nostro  avviso, i punti di forza  principali  del
  nostro  territorio,  sui  quali  sarà  indispensabile  agire  nel
  prossimo futuro per offrire alla nostra Regione un vero rilancio:
   l)  Il  capitale umano - La Sicilia è una terra di  talento,  di
  forza  solidale.  Il nuovo modello di sviluppo  sostenibile  deve
  nascere  da  qui. Per questo la diffusione della  conoscenza,  la
  formazione  e  la ricerca sono i punti forti che  devono  animare
  l'impegno  del Governo, attraverso la formazione professionale  e
  una  sempre più stretta collaborazione con le Università presenti
  nel territorio;
   2)  La  dimensione internazionale - Punto cardine per l'utilizzo
  dei   fondi  comunitari  è  la  collocazione  della  Sicilia  nel
  Mediterraneo.  La Sicilia, per la sua posizione geopolitica,  per
  le  sue  tradizioni storiche e culturali, è obbligata a costruire
  un  ponte  con l'economia dei Paesi del Sud del Mediterraneo,  in
  prossimità  dell'entrata in vigore della zona di  libero  scambio
  con  il  Nord Africa entro il 2011, stante la presenza  di  mezzo
  miliardo  di  persone. Il rafforzamento dei legami  tra  l'Unione
  Europea  e le parti del Mediterraneo costituisce tra l'altro  uno
  degli   obiettivi  della  politica  estera  dell'Unione  Europea.
  Un'altra  zona  d'impresa attraverso  il  canale  del  Sud  è  il
  traffico  commerciale  dei  paesi  asiatici.  Valorizzare  questo
  nostro  punto  di  forza significa saper vivere  da  protagonisti
  questa nuova epoca;
   3)  Tutela  dell' Ambiente e valorizzazione del territorio  -  I
  giacimenti  culturali della Sicilia sono fattore di competitività
  assoluto   nel  mondo.  Per  questo  occorre  lavorare   per   la
  valorizzazione del "nostro" patrimonio culturale, perché in  esso
  i   siciliani  devono  ritrovare  la  propria  identità  storico-
  culturale,  per  recuperare  e  tornare  a  gestire  la   propria
  centralità   geopolitica  nel  Mediterraneo.  Tanto   più   nella
  prospettiva  dell'imminente  attivazione  della  Zona  di  Libero
  Scambio   Euromediterranea,  che  liberalizzerà   dal   2010   la
  circolazione di uomini e merci tra i 25 paesi dell'Unione Europea
  e  12  nord-africani  e mediorientali, prospicienti  su  un  mare
  comune, secondo le previsioni della Convenzione di Barcellona del
  1995. Valorizzazione dei giacimenti culturali da coniugare con la
  tutela  dell'ambiente. L'ambiente, in Sicilia, è stato in passato
  considerato  un  vincolo rispetto allo sviluppo.  Occorre  invece
  rilanciarlo come fattore di contesto per la competitività, sempre
  adottando  il metodo della condivisione di obiettivi e  linee  di
  azione  con  tutti  i  soggetti in gioco. Da  qui,  pertanto,  la
  necessità  che  l'Assemblea  regionale  recepisca  in   toto   il
  dispositivo contenuto nella Direttiva Habitat relativa  ai  piani
  di  gestione e strumenti di pianificazione dei Siti Natura  2000.
  Al  momento  l'Ars  ha  legiferato solo in  materia  di  attività
  economiche   in  siti  Sic  e  Zps  circa  l'attribuzione   delle
  determinazioni sulle valutazioni di incidenza. Si propone inoltre
  di creare una sorta di cabina di regia che sovrintenda e coordini
  i  processi  di  valutazione e monitoraggio anche  ambientale  di
  tutti i programmi operativi. Intendiamo segnare la strada di  una
  soluzione    per   l'inquinamento   dell'aria,   attraverso    il
  rafforzamento della rete di monitoraggio della qualità dell'aria,
  l'incentivazione  dello sviluppo di processi di  separazione  e/o
  conversione  della  C02 prodotta dai processi di  combustione  di
  impianti chimici/petrolchimici ed energetici ed altro ancora.
   POR  2000-2006  -  Al  Por  2007-2013  annettiamo  un'importanza
  strategica soprattutto per non incorrere negli errori  che  hanno
  contraddistinto la precedente gestione dei fondi.  Il  consuntivo
  dimostra  che  la  dotazione  relativa  al  potenziamento   delle
  infrastrutture  è stata ampiamente utilizzata a differenza  delle
  risorse destinate alla promozione, alla ricerca, allo sviluppo  e
  alla valorizzazione della qualità della vita nei contesti urbani.
  Si  segnalano, invece, rilevanti ritardi in termini  di  utilizzo
  delle   risorse   finanziarie  nel   settore   manifatturiero   e
  dell'industria  turistica. Si denota  una  capacità  di  utilizzo
  estremamente  bassa che può essere interpretata come  effetto  di
  diversi  fattori tra cui un peso non trascurabile potrebbe  avere
  avuto   una   possibile  sopravvalutazione  della   capacità   di
  assorbimento da parte del sistema produttivo regionale. Tuttavia,
  al  di là degli aspetti legati alla spesa si può affermare che il
  precedente  periodo  di  programmazione ha introdotto  importanti
  elementi di rottura rispetto al passato quali l'incentivazione di
  fonti  energetiche alternative, l'avvio di un approccio sistemico
  alla   valorizzazione  economica  della  risorse  culturali,   il
  miglioramento  delle  condizioni di occupabilità  dei  lavoratori
  svantaggiati,   la  lotta  alla  dispersione  scolastica   e   la
  promozione  della diversificazione produttiva delle aree  rurali.
  Anche  l'intervento  rivolto  alla  rimozione  dei  vincoli  alla
  crescita  delle imprese, della sicurezza e legalità e la capacità
  dell'impresa  di  fare  sistema non hanno  prodotto  per  ragioni
  diverse  tutti  i  risultati.  Sia alla  promozione  del  sistema
  produttivo all'estero che all'attrazione di investimenti  esterni
  si  è  segnato  il passo per le difficoltà amministrative  spesso
  legate    alla    frammentazione   e   alle   competenze    dell'
  amministrazione regionale.

   QUESTIONE MERIDIONALE - Tuttavia, crediamo che questo nuovo  POR
  non basti per migliorare i dati del Mezzogiorno. Ancora una volta
  i dati che vengono fuori dal Ministero dell'Economia testimoniano
  una  carenza  di investimenti sia del pubblico in senso  stretto,
  sia  delle  società  partecipate, come ad  esempio  le  ferrovie.
  Continua un processo che vede il Mezzogiorno crescere nel Pil  un
  po'  meno  anche  nei  periodi di ripresa  rispetto  al  Pil  del
  Settentrione. Nel mercato del lavoro succede la medesima cosa con
  il risultato di incoraggiare un flusso di spostamenti che sottrae
  ogni  anno  al Meridione e in parte alla Sicilia circa  100  mila
  giovani  con  una  perdita secca di 15 milioni  l'anno.  Non  c'è
  traccia  nelle  scelte  del  Governo nazionale  di  sviluppo  del
  Mezzogiorno e della Sicilia. Il vento è tornato a soffiare  verso
  il  Nord.  Per  il Governo nazionale la questione  meridionale  è
  caduta nel dimenticatoio, la questione prioritaria è e rimane  il
  Settentrione.  Chi  sperava che il cambio di maggioranza  a  Roma
  coincidesse  con un impegno reale nei riguardi del Mezzogiorno  è
  rimasto  deluso. Tutto ciò dà vita a due economie in Italia,  una
  del  centro-nord  agganciata al processo  di  modernizzazione  in
  corso   in   Europa   e   l'altra  del  centro-sud   con   scarse
  infrastrutture nel territorio e che vede in Gioia Tauro  l'ultima
  piattaforma  logistica.  Non esiste alcuna  attenzione  sul  tema
  infrastrutturale della Sicilia. Manca un piano per porti,  strade
  e autostrade. Niente alta velocità ferroviaria, niente interventi
  in  vista dell'area di libero scambio per il 2010 che riguarda le
  regioni meridionali dell'area Obiettivo 1. Cancellato dall'agenda
  di  governo  il Ponte sullo Stretto, i porti siciliani  non  sono
  adeguati ad attrarre le merci che attraversano da Est ad Ovest, e
  viceversa, il Mediterraneo. Oggi il mare Mediterraneo è al centro
  dei traffici marittimi mondiali, grazie all'ingresso in campo  di
  due  giganti  asiatici dell'economia, Cina ed India, divenuti  in
  pochi  anni  esportatori  di prodotti  manufatti  verso  i  Paesi
  dell'Unione  Europea. Dei risvolti positivi di questa situazione,
  però,  sono  esclusi  i porti siciliani. Il  piano  generale  dei
  trasporti  e  della logistica, varato nel 200 l, si è  fermato  a
  Gioia  Tauro,  il  cui porto in questi anni ha  avuto  un  enorme
  sviluppo,  divenendo  in  breve  tempo  il  più  importante   del
  Mediterraneo nel settore del traffico commerciale.
   Si  ritiene di supplire all'investimento ordinario con  i  fondi
  comunitari  che  dovrebbero  essere  aggiuntivi  ed  invece  sono
  sostitutivi.

   BUROCRAZIA  - La questione meridionale ed in particolare  quella
  siciliana  vanno  affrontate  prevedendo  accanto  all'intervento
  comunitario  un  intervento legislativo diretto a  migliorare  la
  burocrazia con lo snellimento delle procedure amministrative. Per
  esempio,  nel precedente Por l'elevato numero di misura  talvolta
  di    piccole   dimensioni   finanziarie   ha   determinato   una
  proliferazione di atti amministrativi: decreti, circolari,  bandi
  che   in  alcuni  casi  hanno  prodotto  un  consumo  di  risorse
  finanziarie ed umane eccessivo rispetto ai risultati che è lecito
  attendersi  dall'attuazione degli interventi. Inoltre,  l'elevato
  numero  di  atti  amministrativi legato  anche  a  meccanismi  di
  assegnazione  delle risorse ha anche prodotto un  disorientamento
  della   domanda  da  parte  del  territorio  ed  il   conseguente
  scoraggiamento.  L'imposizione  dell'Unione  Europea  di   regole
  stringenti  per l'utilizzo dei fondi e di meccanismi  premiali  e
  sanzionatori ha determinato importanti riforme e riorganizzazione
  nel  settore  idrico  e  rifiuti a livello regionale.  A  livello
  periferico ancora non risulta definito il passaggio delle società
  per    azioni   Ato   rifiuti   alle   società   consortili   con
  responsabilizzazione  diretta  dei  comuni  per  evitare  che  il
  settore   dei   rifiuti  continui  ad  essere   prerogativa   per
  sottogoverni e posti di lavoro superflui.

   POLITICHE  FISCALI - Manca del tutto la fiscalità di  vantaggio,
  nonostante  l'Unione Europea, nel 2006, avesse già  dato  il  via
  libera.  Si  tratta di uno strumento che, se applicato,  potrebbe
  ridurre  il  gap strutturale del Mezzogiorno. Noi rilanciamo  una
  politica di incentivazione fiscale che tenti di colmare il grosso
  divario  esistente tra Nord e Sud. L'esperienza passata  dimostra
  che  a  parità  di  risorse la leva fiscale ha  rappresentato  in
  Europa  lo  strumento più efficace per lo sviluppo  di  territori
  svantaggiati, vedi l'esperienza irlandese. Anche le politiche  di
  incentivazione fiscale attuate non hanno pienamente raggiunto gli
  obiettivi prefissati di colmare il divario tra Nord e Sud sia per
  la  limitazione dei fondi che si è andata sempre più  accentuando
  dal  2001  ad oggi, sia per il carattere estremamente generico  e
  non  finalizzato allo sviluppo di questi. In Sicilia appare ormai
  improcastinabile la previsione di una fiscalità  privilegiata  al
  fine   di  coprire  altri  fattori  economici  negativi  per   la
  propensione  di  investimenti nel proprio territorio.  In  questo
  modo non solo la Sicilia potrebbe attrarre maggiori investimenti,
  ma questi avrebbero pure finalità più confacenti con politiche di
  reale    sviluppo    economico.    Mancare    questo    traguardo
  significherebbe   accettare  un'irreversibile   marginalizzazione
  nello  scenario globale. Per raggiungerlo occorre uno  sforzo  da
  parte di tutte le componenti sociali ed economiche più vive.

   CONCLUSIONI  - Insomma, ancora una volta la Sicilia  rischia  di
  rimanere  fuori  dal  contesto  dell'Italia  e  dell'Europa.   Il
  Movimento  per  l'Autonomia e il popolo meridionale  e  siciliano
  hanno  capito  che  l'ostilità verso  il  Sud  e  la  Sicilia  in
  particolare,  continua più forte di prima.  Il  nostro  Movimento
  intende  colmare  una lacuna storica costituita  dall'assenza  in
  Sicilia  di  un  grande  partito autonomo  regionale  a  sostegno
  dell'autonomia  statutaria. Un partito  che  ha  funzionato  bene
  apportando vantaggi ai territori interessati dove si è costituito
  e  ha operato, come ad esempio in Baviera e Catalogna, Trentino e
  Val D'Aosta.